TuttoBallo20 - MaggioGiugno2025_46_EnjoyArt
È con immenso piacere che vi do il benvenuto al numero 46 di TuttoBallo20, la rivista che celebra l'arte in tutte le sue forme, edita con passione dall'associazione Stefano Francia EnjoyArt. Vorrei iniziare esprimendo la nostra più sincera gratitudine a ciascuno di voi: oltre un milione di lettori hanno sfogliato il nostro ultimo numero, un traguardo che ci riempie di orgoglio e ci motiva a offrirvi contenuti sempre più ricchi e coinvolgenti. In questo numero, siamo entusiasti di dedicare la copertina a Silvia Selvini, la nuova prima ballerina del Royal Danish Ballet. La sua grazia e il suo talento sono fonte di ispirazione per tutti noi. Sulla controcopertina, celebriamo un'attrice straordinaria che sta conquistando il grande schermo con due film imperdibili: "Eden" e "Ballerina". All'interno della rivista, troverete un'ampia gamma di contenuti che spaziano dalle interviste esclusive alle recensioni di spettacoli, passando per la musica, l'arte e la pittura. Non mancherà uno sguardo approfondito sul Festival di Cannes, giunto alla sua 78ª edizione, unico film italiano in concorso, presentato dal talentuoso regista Martone. Siamo entusiasti di condividere con voi queste storie e speriamo che vi ispirino tanto quanto hanno ispirato noi. Continuate a seguirci in questo viaggio attraverso il meraviglioso mondo dell'arte e della cultura. Con affetto e gratitudine,
È con immenso piacere che vi do il benvenuto al numero 46 di TuttoBallo20, la rivista che celebra l'arte in tutte le sue forme, edita con passione dall'associazione Stefano Francia EnjoyArt. Vorrei iniziare esprimendo la nostra più sincera gratitudine a ciascuno di voi: oltre un milione di lettori hanno sfogliato il nostro ultimo numero, un traguardo che ci riempie di orgoglio e ci motiva a offrirvi contenuti sempre più ricchi e coinvolgenti.
In questo numero, siamo entusiasti di dedicare la copertina a Silvia Selvini, la nuova prima ballerina del Royal Danish Ballet. La sua grazia e il suo talento sono fonte di ispirazione per tutti noi. Sulla controcopertina, celebriamo un'attrice straordinaria che sta conquistando il grande schermo con due film imperdibili: "Eden" e "Ballerina".
All'interno della rivista, troverete un'ampia gamma di contenuti che spaziano dalle interviste esclusive alle recensioni di spettacoli, passando per la musica, l'arte e la pittura. Non mancherà uno sguardo approfondito sul Festival di Cannes, giunto alla sua 78ª edizione, unico film italiano in concorso, presentato dal talentuoso regista Martone.
Siamo entusiasti di condividere con voi queste storie e speriamo che vi ispirino tanto quanto hanno ispirato noi. Continuate a seguirci in questo viaggio attraverso il meraviglioso mondo dell'arte e della cultura.
Con affetto e gratitudine,
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STEFANO FRANCIA ENJOYART
presenta
COMPILATION e PODCAST
IN COLLABORAZIONE CON ALWAYS POMODORO STUDIO
DISPONIBILE SU TUTTE LE PIATTAFORME
Ascolta ora
PODCAST/STEFANOFRANCIA
TuttoBallo - Maggio/Giugno - n. 46
Copertina: Silva Selvini
Contro Copertina: Ana de Armas
Editore "Stefano Francia" EnjoyArt
Direttore - Fabrizio Silvestri
Vice direttore - Eugenia Galimi
Segretaria di redazione - Pina delle Site
Redazione - Marina Fabriani Querzè, Luca Fochetti.
COLLABORATORI: Lisa Bernardini, Maria Luisa Bossone, Antonio Desiderio,
Francesco Fileccia, David Bilancia, Giovanni Fenu, Mauri Menga, Sandro
Mallamaci, Luca Fochetti, Walter Garibaldi, Francesco Leone, Assia
Karaguiozova, Elza De Paola, Giovanna Delle Site, Francesca Meucci.
Fotografi: Luca Di Bartolo, Monica Irma Ricci, Elena Ghini, Cosimo Mirco
Magliocca Photographe Paris, Luca Valletta, Raul Duran, Raul, Alessio
Buccafusca, Alessandro Canestrelli, Alessandro Risuleo. Altre foto pubblicate
sono state concesse da uffici stampa e/o scaricate dalle pagine social dei
protagonisti.
CREDITI FOTO
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I collaboratori cedono all'editore i loro elaborati a titolo gratuito.
Testata giornalistica non registrata di proprietà: ©ASS: Stefano Francia EnjoyArt
per contattare la redazione Tuttoballo20@gmail.com
Editoriale
È con immenso piacere che vi do il benvenuto al numero
46 di TuttoBallo20, la rivista che celebra l'arte in tutte le
sue forme, edita con passione dall'associazione Stefano
Francia EnjoyArt. Vorrei iniziare esprimendo la nostra più
sincera gratitudine a ciascuno di voi: oltre un milione di
lettori hanno sfogliato il nostro ultimo numero e quasi 20
milioni da quando siamo nati nel 2020. Questo è un
traguardo che ci riempie di orgoglio e ci motiva a offrirvi
contenuti sempre più ricchi e coinvolgenti.
In questo numero, siamo entusiasti di dedicare la copertina
a Silvia Selvini, la nuova prima ballerina del Royal Danish
Ballet. La sua grazia e il suo talento sono fonte di
ispirazione per tutti noi. Sulla controcopertina, celebriamo
un'attrice straordinaria che sta conquistando il grande
schermo con due film imperdibili: "Eden" e "Ballerina".
All'interno della rivista, troverete un'ampia gamma di
contenuti che spaziano dalle interviste esclusive alle
recensioni di spettacoli, passando per la musica, l'arte e la
pittura. Non mancherà uno sguardo approfondito sul
Festival di Cannes, giunto alla sua 78ª edizione, unico film
italiano in concorso, presentato dal talentuoso regista
Mario Martone.
Siamo entusiasti di condividere con voi queste storie e
speriamo che vi ispirino tanto quanto hanno ispirato noi.
Continuate a seguirci in questo viaggio attraverso il
meraviglioso mondo dell'arte e della cultura.
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TuttoBallo
papa-francesco-© vatican-news
L'ARTE COME STRUMENTO DI
EVANGELIZZAZIONE
Secondo Papa Francesco
Fabrizio Silvestri
È trascorsa più di una settimana dalla scomparsa di Papa Francesco, il pontefice che ha profondamente trasformato la
Chiesa. Durante il suo pontificato, Papa Francesco ha costantemente sottolineato il potere dell'arte, in tutte le sue forme -
musica, architettura, scultura e pittura - come strumento efficace per comunicare il messaggio della fede. Credeva
fermamente che l'arte potesse rendere la fede più accessibile e coinvolgente per tutti, non solo come un'attività creativa,
ma come una rivelazione della bellezza del mondo e della dignità umana.
Secondo Bergoglio, l'arte è un veicolo per esprimere e comunicare la fede, aiutando le persone a esplorare e
comprendere meglio la propria spiritualità. Ha messo in evidenza il ruolo cruciale dell'arte nel promuovere il cambiamento
sociale e nel denunciare le ingiustizie, esortando gli artisti a utilizzare la loro creatività per dare voce a chi non ne ha e per
stimolare il dialogo e la comprensione reciproca. Per il Papa, l'arte non doveva limitarsi a rappresentare la realtà, ma
doveva anche ispirare speranza e offrire una visione di futuro, anche nei momenti più difficili.
In vari incontri con artisti, Papa Francesco ha espresso il suo profondo apprezzamento per il loro contributo alla società,
sottolineando la loro responsabilità di creare bellezza, rivelare la verità e dare voce a chi è inascoltato. In una delle sue
udienze, ha descritto la bellezza come un "linguaggio" capace di avvicinare le persone a Dio e di infondere una gioia
profonda, evidenziando come la bellezza possa fungere da "rifugio" e "punto di riferimento" nella nostra vita.
TuttoBallo
Sebbene la sua enciclica "Laudato Si'" non sia interamente dedicata all'arte, essa include riflessioni significative
sull'importanza della bellezza e dell'arte nel contesto naturale, invitando a una maggiore cura del creato e a un'attenzione
più profonda alla bellezza che ci circonda.
Papa Francesco ha dimostrato un amore profondo per l'arte in molte occasioni, rivelando una grande sensibilità verso la
bellezza e una vasta conoscenza della storia dell'arte. La sua attitudine di amore incondizionato verso il prossimo,
indipendentemente dalla sua condizione, lo ha sempre avvicinato alla cultura e all'arte, intese non solo come momenti di
evoluzione individuale, ma come strumenti di progresso collettivo, sociale, nazionale e sovranazionale.
Durante le giornate di cordoglio, abbiamo ricordato come Jorge Mario Bergoglio abbia sempre mostrato una profonda
attenzione verso la cura dello spirito e della ragione, riconoscendo nell'arte non solo un valore estetico, ma anche la
capacità di parlare allo spirito, di rettificare errori e orrori, di dialogare e di promuovere trasformazioni sociali e
evangelizzazione. Nel 2017, Papa Francesco ha avvertito l'esigenza di pubblicare un volume intitolato “La mia idea di
arte”, in cui ha rivendicato la centralità dei linguaggi artistici contemporanei nel raccontare, con autenticità e coraggio, le
sfide del nostro tempo: povertà, emarginazione, crisi ambientale e perdita di senso. Secondo il Papa, l'arte può e deve
essere un linguaggio accessibile, capace di commuovere, scuotere, ma anche di guarire, ricucire, elevare e consolare.
Il magistero di Francesco ha trovato espressione concreta anche nell'impegno diretto a favore di un nuovo dialogo tra
Chiesa e artisti. Non possiamo dimenticare l'incontro del giugno 2023 nella Cappella Sistina, dove il Papa ha celebrato i
cinquant'anni della Collezione d'Arte Moderna dei Musei Vaticani con centinaia di artisti. In quella cornice di eccezionale
valore simbolico, Francesco ha definito gli artisti “custodi della bellezza”, esortandoli a “non smettere mai di interrogare la
realtà”, a sfidare le convenzioni e a esplorare nuovi alfabeti visivi ed emotivi per parlare all'anima del singolo e della
collettività.
Particolarmente significativo è stato il coinvolgimento della Santa Sede nella Biennale d'Arte di Venezia del 2024, dove
per la prima volta un Pontefice ha visitato personalmente l'evento, sancendo un gesto di apertura senza precedenti. Il
Padiglione della Santa Sede, allestito nella Casa di reclusione femminile della Giudecca, ha rappresentato un atto
simbolico potente: portare l'arte nel cuore del disagio sociale, in un luogo di dolore e redenzione, per dare voce agli
“ultimi”, un tema costante del pontificato di Francesco.
TuttoBallo
“Una passerella per Grace”,
al Cilea una sfilata di modelle speciali celebra la vita
di Eugenia Galimi
Vicedirettore
Al Teatro Cilea di Reggio Calabria è andata in scena una serata che ha superato ogni aspettativa, trasformando una
semplice passerella in un inno alla vita. La terza edizione di “Una Passerella per Grace” ha saputo emozionare, coinvolgere
e lasciare un segno profondo nel cuore di chi vi ha partecipato. Non una sfilata come le altre, ma un palco di storie, di forza e
di bellezza autentica, quella che nasce dalla resilienza e dalla capacità di affrontare le sfide con dignità e coraggio.
Il pubblico del Cilea ha vissuto un crescendo di emozioni, tra applausi scroscianti e silenzi carichi di commozione. Le
modelle, donne che hanno combattuto contro la malattia e hanno scelto di mostrarsi al mondo con fierezza, hanno calcato la
passerella con passo sicuro, raccontando con la loro presenza un messaggio potente: la bellezza non è solo un fatto
estetico, ma un riflesso della propria storia, della propria determinazione e della voglia di vivere.
L’evento, patrocinato dal Comune di Reggio Calabria, dalla Regione, dall’Asp, dal Grande Ospedale Metropolitano e dalla
Breast Unit, ha trovato un sostegno fondamentale nella media partnership del Gruppo Editoriale Diemmecom e del Network
LaC, che hanno amplificato il messaggio oltre i confini della città, portando l’eco di questa iniziativa a un pubblico sempre più
vasto. Il supporto della comunicazione ha permesso di dare voce a queste storie, trasformando la serata in un
appuntamento di rilevanza nazionale.
Sul palco, durante la serata condotta da Elisa Barresi vicedirettrice de ilReggino.it si sono susseguiti momenti di intensa
emozione, tra sorrisi e lacrime. Ogni passo sulla passerella era un tributo alla vita, un atto di ribellione contro la malattia, un
segnale di speranza per tutte le donne che ogni giorno combattono una battaglia silenziosa. Il pubblico ha partecipato con
trasporto, lasciandosi travolgere dalla forza delle protagoniste.
Ma “Una Passerella per Grace” va oltre il semplice evento. È un movimento, una realtà che cresce e che presto approderà
anche a Roma, a dimostrazione che il messaggio di speranza che porta con sé è ormai inarrestabile. Una testimonianza
collettiva di come il coraggio possa davvero cambiare le cose.
TuttoBallo
foto creata con CHAT GPT
di Sandro Mallamaci
La parola sicurezza a un tecnico, come il sottoscritto, evoca il DVR, il documento di valutazione dei rischi sui luoghi di lavoro,
e tutta una serie di norme emanate per cercare di dare garanzie ai lavoratori. Ma anche materie come sismica, urbanistica,
igiene.
Sicurezza è associata anche a salute, welfare, criminalità, mafia, terrorismo, per non parlare dei fenomeni del bullismo e dei
femminicidi. E sicurezza è anche quella stradale, ambientale.
Ma anche protezione e prevenzione da eventi catastrofici naturali come i terremoti, eruzioni, alluvioni, incendi. La mia
generazione è stata abituata a parlare di sicurezza in questi termini La legislazione prodotta ha sempre cercato di dare
soluzioni a questi problemi. Legislazione tecnica, ma anche economica e penale. Problemi reali che tutti hanno ben presenti.
Ma ad un tratto qualcuno ci ha raccontato che dobbiamo preoccuparci anche del nostro vicino, che non ci si può fidare di
nessuno. La macchina della paura si è messa in moto.
Il pretesto è un conflitto, non molto distante dai nostri confini, che ha origini e motivazioni ben precise e che nulla hanno a che
fare con paventate mire espansionistiche di qualcuno o con i classici motivi religiosi o razziali. I rapporti tra confinanti
dovrebbero essere regolati da principi di buon vicinato, improntati al rispetto reciproco e soprattutto al dialogo, cercando le
soluzioni alle controversie attraverso la buona pratica della diplomazia. A nessuno piace immaginare nuovi scenari di guerra,
distruzioni e morti. Non si può pensare di risolvere tutto con le armi. E invece siamo costretti a vedere in continuazione
immagini che ci raccontano di quanto male è capace l'uomo. Le guerre, quasi sempre, le decidono e le causano i governanti
senza chiedere il parere ai loro popoli che invece spesso le subiscono. Le popolazioni ci rimettono tutto, a cominciare dalla
vita, e quelli che ci guadagnano sono sempre i soliti, che ad un certo punto si siedono attorno ad un tavolo e si mettono
d'accordo. E non solo i guerreggianti, ma anche tutti quelli che dalla ricostruzione possono averne un ritorno economico.
Ed è per questo che viene da pensare che gli aiuti militari agli eserciti contrapposti siano solo benzina buttata sul fuoco, il cui
unico interesse è quello di creare debiti per poter vantare i conseguenti crediti a fine conflitto.
Della sicurezza delle persone non importa molto a nessuno. Possedere un'arma non rende più sicura la vita ma, al contrario,
espone tutti a rischi maggiori. La prevenzione dei conflitti deve passare solo attraverso l'educazione al dialogo e al rispetto, in
un mondo giusto, dove i diritti fondamentali sono garantiti a tutti, a cominciare dal diritto ad un una vita dignitosa, alla salute,
alla libertà, passando attraverso una equa distribuzione della ricchezza. La soluzione quindi non è difendere il proprio territorio,
chiudersi nei propri confini, ma al contrario è necessario trovare i modi per evitare qualunque tipo di conflitto. E questo non si
ottiene certo con la ostentazione di forze militari, ma solo attraverso azioni concrete di distribuzione del benessere e di
educazione alla libertà. Gli interessi che stanno dietro all'imposizione all'Europa di riarmarsi pesantemente con una previsione
di spesa enorme a scapito di altri ben più importanti diritti sono ben chiari a tutti, e nulla hanno a che fare con la necessità di
difenderci da qualcuno. Gli interessi sono solo economici e a vantaggio di pochi. L'importante è mettere un moto una parte di
economia.
Parola d'ordine: spendere. E in questo dibattito l'ultima trovata dei soliti furbastri è stata quella di inserire il ponte sullo stretto
tra le opere strategiche per la sicurezza e la difesa, come infrastruttura necessaria per la movimentazione delle truppe e delle
armi sul territorio. Per quanto questi governanti cerchino di convincere il popolo con argomentazioni fantasiose, sono sicuro
che di fronte a fatti di tale importanza prevarrà il buon senso senza alcuna prevenzione ideologica.
Inclusione, accoglienza, fratellanza: ricordiamoci degli insegnamenti del Papa che ci ha appena lasciati. Unica voce di pace,
inascoltata, in un mondo di prepotenti, arroganti ed egoisti, che comandano con la forza del denaro e delle armi, che hanno
portato l'intero pianeta verso un conflitto globale, che per ora è giocato solo a colpi di dazi, ma che rischia seriamente di
tramutarsi nella definitiva terza guerra mondiale, proprio come Papa Francesco temeva.
Proprio in un momento storico, come quello che stiamo vivendo, così complicato, mancherà, eccome, la sua voce di pace e
saggezza, ma speriamo che i suoi moniti restino comunque nelle coscienze dei potenti che si devono rendere conto che è
necessario fare un passo indietro e percorrere l'unica via possibile che è quella del dialogo e della diplomazia, non quella del
riarmo.
La sicurezza di tutti è nelle mani di pochi, che hanno la responsabilità del futuro dell'interno pianeta.
Silvia
Selvini
Nel firmamento della danza
è la nuova prima ballerina del
“Royal Danish Ballet”
Una nuova stella illumina il panorama europeo della danza: Silvia Selvini, originaria di Sondalo e nata nel 1994, ha
conquistato il mondo della danza con la sua grazia innata e il suo straordinario talento. A soli cinque anni, ha iniziato
il suo percorso alla scuola di Gianna Manoni a Tirano, innamorandosi dell'arte coreutica. Diventare ballerina richiede
sacrificio e determinazione, e Silvia ha dimostrato entrambe le qualità superando l'audizione per la Scuola di Ballo
del Teatro alla Scala di Milano a tredici anni, dove si è diplomata in cinque anni.
La sua carriera ha preso il volo al Ballet du Capitole di Tolosa, danzando in opere classiche e contemporanee.
Successivamente, si è unita al Royal Danish Ballet di Copenaghen, interpretando ruoli in coreografie di maestri
come George Balanchine, August Bournonville e Jiří Kylián. Il 29 marzo di quest'anno, dopo una straordinaria
interpretazione di Kitri nel “Don Chisciotte” di Nikolaj Hübbe, è stata promossa a prima ballerina, consacrandosi
étoile nel prestigioso Royal Danish Ballet.
Nonostante il successo, Silvia non dimentica le sue radici, rappresentando la danza italiana nel mondo. La notizia
della sua promozione ha riempito di orgoglio il talent scout Sergio Dagasso e Roberto Spagnoli, fondatori de "Gli
Amici della Musica di Sondalo", che ricordano le sue prime esibizioni. Ha interpretato ruoli iconici come Aurora ne
“La bella Addormentata” di Christopher Wheeldon e la Fata Confetto ne “Lo schiaccianociW di George Balanchine,
ricevendo nel 2022 il "Premio Internazionale Leonardo da Vinci" del Rotary Club per il suo talento checontinua a
brillare nei ruoli di Kitri e Aurora.
Quali sono stati i momenti più significativi della Sua carriera fino ad ora e come l’hanno influenzata come
artista?
Uno dei momenti più significativi della mia carriera è decisamente stato lasciare l’Italia nel 2013: avevo appena 19
anni ed è stata una scelta coraggiosa che ha segnato profondamente il mio percorso. Dopo una stagione in Francia
con il Ballet du Capitole, dove però sentivo che mancava qualcosa, ho deciso di provare l’audizione al Royal Danish
Ballet, quasi per caso, a stagione già avanzata. Non mi aspettavo che ci fosse posto per me ma fortunatamente mi
hanno offerto un contratto per la stagione successiva. Entrare in questa compagnia, con la sua tradizione
Bournonville è stato come ritrovare una parte di me: mi sono formata alla scuola del Teatro alla Scala con il metodo
Cecchetti, fortemente influenzato da Bournonville, quindi mi sono sentita subito a casa. Il Royal Danish Ballet ha un
repertorio molto vario, da Bournonville a Balanchine, Neumeier, Wheeldon, Petipas, McGregor, Robbins, Kylian.
Tutti questi stili, molto diversi tra loro, mi hanno aiutata moltissimo a crescere sia tecnicamente che artisticamente.
Tra i momenti che mi hanno cambiata c’è sicuramente la mia esperienza con Don Quixote nel 2022, quando sono
dovuta salire in scena come sostituta nel ruolo di Kitri con solo due giorni di preparazione. Quel salto nel vuoto mi ha
insegnato molto. Ho imparato a fidarmi molto di più di me stessa e mi ha liberata da tante insicurezze.
Come ha affrontato le sfide e i sacrifici necessari per raggiungere il suo sogno di diventare ballerina?
I sacrifici sono sempre stati parte integrante del mio cammino. Dover lasciare la mia famiglia all’età di 13 anni per
seguire il mio percorso formativo e successivamente lasciare l’Italia per vivere all’estero è stato molto difficile ma la
determinazione e la passione sono dei grandi motivatori. Una delle sfide più difficili per una ballerina, ed è
sicuramente stata la mia esperienza, è convivere con l’imperfezione ogni giorno.
Essendo una persona estremamente autocritica, ho imparato a trasformare la ricerca della perfezione in uno
strumento per crescere. Sono una “ballet nerd”, studio con molta attenzione sia in sala che osservando altri
danzatori, e ho sempre cercato di migliorarmi nei dettagli. Con il tempo, però, ho capito che la tecnica da sola non
basta: ho imparato ad abbracciare anche l’imperfezione, a lasciare spazio all’espressione e all’autenticità sul palco.
Ogni sfida, dalle delusioni ai momenti di stanchezza, è stata un’occasione per conoscermi meglio e diventare non
solo una danzatrice più forte, ma anche una persona più resiliente.
Cosa significa per lei rappresentare la danza italiana nel mondo e quali valori porta con lei sul
palcoscenico?
Portare la danza italiana nel mondo per me è una grande responsabilità. Sento di rappresentare non solo una scuola
tecnica, ma anche una cultura fatta di passione, dedizione e attenzione al dettaglio. Sono cresciuta con l’idea che il
duro lavoro, l’onestà verso il mestiere e il rispetto per l’arte siano fondamentali.
Sul palcoscenico cerco di portare questa eredità: ogni passo, ogni movimento deve essere curato con precisione,
ma anche carico di un’emozione sincera Quando ho interpreto il ruolo di Teresina nel balletto Napoli di August
Bournonville ho avuto l’opportunità di lasciar trasparire la mia italianità: la gioia di vivere, il calore, la musicalità e
spero di aver portato un pezzetto di Italia in Danimarca. Sul palco cerco sempre di ispirarmi a Carla Fracci: non solo
una ballerina che esegue passi, ma una persona che racconta emozioni profonde.
Può raccontarci un’esperienza particolare che l’ha colpita durante le sue esibizioni al Royal Danish Ballet?
Uno dei ricordi più forti è legato al mio debutto in Études, un ruolo che sognavo dal primo giorno in cui sono arrivata
in Danimarca. È uno dei balletti più esigenti tecnicamente e portarlo a termine, con tutte le sue difficoltà, è stato un
vero rito di passaggio specialmente perché è stato creato in questo Teatro. Ricordo la paura prima di salire sul
palco, ma anche la sensazione di libertà e gratitudine una volta finito.
Un altro momento che mi ha segnata è stato lavorare con la leggendaria Sorella Englund, il suo approccio così
umano all’arte mi ha insegnato a scavare nella mie esperienze personali per dare vita ai ruoli che interpreto. Uno dei
suoi insegnamenti è che bisogna trasmettere al pubblico delle emozioni vere e umane, la tecnica da sola non è
abbastanza.
Quali consigli darebbe ad una giovane debuttante nel mondo della danza?
Direi di non avere paura di essere imperfetti. La tecnica è importantissima, certo, ma la cosa più importante nell’arte
è trasmettere le emozioni al pubblico. Consiglierei di studiare tanto, di essere molto curiosi e di non arrendersi mai.
Spesso sono proprio le sfide più difficili a renderci più forti e autentici.
Ha in programma di tornare a esibirsi in Italia?
Mi piacerebbe moltissimo tornare in Italia e, esibirmi in uno dei nostri bellissimi teatri, sarebbe un grandissimo
sogno. Tornare a ballare in Italia sarebbe come chiudere un cerchio, condividendo il mio percorso con il pubblico e il
paese da cui tutto è iniziato. Spero di poter vivere presto questa emozione.
Quali opere o ruoli preferisce del repertorio classico?
Il mio balletto preferito e il mio più grande sogno è Giselle: fin da bambina mi ha affascinata per la profondità
emotiva della storia e per la straordinaria evoluzione del personaggio.
Amo anche La Sylphide, Romeo e Giulietta, Manon e Il Lago dei Cigni: ogni grande balletto classico è una possibilità
di esplorare mondi interiori diversi e di raccontare la tua interpretazione della storia attraverso il movimento.
STEFANO FRANCIA ENJOYART
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IN COLLABORAZIONE CON ALWAYS POMODORO STUDIO
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PODCAST/STEFANOFRANCIA
TuttoBallo
BALLERINA: L'ACTION MOVIE
CON ANA DE ARMAS
"Ballerina", lo spin-off di "John Wick" diretto da Len
Wiseman, promette di offrire un'esperienza ricca di
azione e suspense. Questo attesissimo film, ambientato
nell'universo di "John Wick", arriverà nelle sale italiane il
12 giugno 2025, distribuito da 01 Distribution. La
protagonista è la talentuosa e affascinante Ana de
Armas, affiancata da attori del calibro di Gabriel Byrne e
Catalina Sandino Moreno. È stato rilasciato il nuovo
trailer ufficiale in italiano del film.
Il film offre una combinazione di pugni, azione e
divertimento, con scene di combattimento coreografate
magistralmente. Negli ultimi anni, il franchise di "John
Wick" è diventato un cult per molti appassionati,
riportando in auge atmosfere che Hollywood sembrava
aver dimenticato. "Ballerina" è il quinto capitolo di questo
universo e si colloca come spin-off tra il terzo e il quarto
film di "John Wick". Oltre ad Ana de Armas, il cast
include Gabriel Byrne, Catalina Sandino Moreno,
Norman Reedus e Anjelica Huston. Inoltre, Ian McShane
e Keanu Reeves riprendono i loro iconici ruoli dai film
precedenti.
La trama segue una giovane ballerina che si trasforma in
una spietata assassina dopo che la sua famiglia viene
brutalmente sterminata. La sua ricerca di vendetta, un
tema classico e sempre attuale nel genere action, guida
la narrazione. Alla regia troviamo Len Wiseman, un
maestro del genere, noto per aver diretto film come
"Underworld" e "Die Hard - Vivere o morire".
Al cinema dal 12 giugno, distribuito da 01 Distribution.
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A cinquant'anni dal suo album d'esordio "Non gettate alcun oggetto dai finestrini", Eugenio Finardi
presenta "TUTTO", il suo nuovo album di inediti, disponibile dal 9 maggio in digitale e dal 16 maggio in CD
e vinile. La struttura di Sa Macchina Beccia, un castello neo medioevale incastonato in un contesto
minerario, si erge come un'opera d'arte architettonica, evocando storie di cavalieri e dame. Questo luogo
incantato diventa il palcoscenico ideale per una ballerina sarda e un fotografo sognatore, che insieme
creano una realtà dove danza e monumenti si fondono, trasformando il quotidiano in arte. Costruito nel
1870, l'edificio ospitava una macchina a vapore per il sollevamento del minerale, rappresentando un
legame profondo con la storia industriale del Sulcis Iglesiente. Finardi, che ha sempre desiderato
ambientarvi un lavoro videodanza, ha collaborato con Ludovica Pinna per esplorare questo spazio.
"TUTTO" arriva a undici anni dall'ultimo album di inediti e potrebbe segnare un traguardo significativo
nella carriera dell'artista. Realizzato con Giuvazza Maggiore, l'album mescola cantautorato e
sperimentazione, affrontando temi complessi e universali. In concomitanza con l'uscita fisica del disco, il
16 maggio si terrà la data zero del tour "TUTTO 75/25" al Teatro Astoria di Fiorano Modenese, un evento
che celebra cinquant'anni di carriera, intrecciando brani storici e nuove canzoni. Finardi, cresciuto in una
famiglia di musicisti, ha tracciato un percorso unico nel panorama musicale italiano, spaziando tra vari
generi e collaborando con artisti di fama.
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d i l l o a l l a d a n z a
18 maggio 2025 -Napoli
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18 maggio 2025 contest “dilloalladanza”
Evento organizzato dall’associazione Stefano Francia EnjoyArt
in collaborazione con la Vinci Factory
per festeggiarea la 43° Giornata Internazionale della Danza
Nel corso delle due gionate si svolgeranno
workshop, proiezione del documentario:
“Breaking dalla strada alle olimpiadi”, dibattiti e spettacoli.
per partecipare e proprorre lo spettacolo
della tua scuola di danza contattaci:
dilloalladanza@gmail.com - whatsapp 39335435168
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"Buon Compleanno Elvis 1995-2025" di Luciano Ligabue celebra i 30 anni del leggendario album del 1995 con una serie di
progetti speciali pubblicati da Warner Music Italia.
Le nuove edizioni includono:
Naked + Tales: versioni intime del disco con racconti audio di Ligabue.
New Mix: nuovi mix e edit a cura di Tommaso Colliva.
Demos & Rarities: inediti e versioni alternative.
Nei teatri '24: 8 tracce eseguite durante l'ultimo tour.
Remastered 2025: l'album originale rimasterizzato.
Disponibili in formato CD:
Standard Edition 3CD: New Mix, Demos & Rarities, Naked.
Deluxe Box 6CD: include tutte le edizioni precedenti e altro.
In vinile:
Naked (doppio LP), New Mix (doppio LP GOLD e RED Limited & Signed Edition – SOLD OUT).
Il Super Deluxe Box include 6 dischi più un settimo live del 1995, un doppio LP Gold, un 7” di “Certe notti”, un booklet con
foto inedite, poster, pass laminato, biglietti e altro. Un ottavo disco esclusivo sarà annunciato a settembre.
In arrivo anche “Buon Compleanno Elvis (Demos & Rarities)” (doppio LP) e in digitale “Buon Compleanno Elvis Naked +
Tales” e l’EP “I RAGAZZI SONO IN GIRO” con nuove versioni.
Il 21 giugno, Ligabue si esibirà alla RCF Arena di Reggio Emilia per festeggiare i 30 anni di “Certe notti”, seguito da un
evento alla Reggia di Caserta il 6 settembre. Entrambi gli eventi saranno preceduti da **LIGASTREET** e **LIGAVILLAGE**,
con aree tematiche, attività Cover e un Seia Tribute © Stage Alessandro per Tribute Tuccillo Band di Ligabue. - Ilaria Demo de Lorenzi
Radio Freccia e RTL 102.5 sono le radio ufficiali dell'evento. https://bio.to/Ligabue_bce
TuttoBallo
musica da ballare e da ascoltare
“Pomodoro Studio”
lancia la street latin
di Giovanna Delle Site
Pomodoro Studio, fondato nel 1978 da Bernardo Lafonte, ha
iniziato la sua avventura come studio di registrazione
professionale, accogliendo artisti di grande calibro come
Amedeo Minghi, Renato Carosone, Eugenio Bennato e molti
altri. Nel corso degli anni, l'attività si è trasformata in Edizioni
Discografiche ed Editoriali, ampliando il suo impatto nel
mondo musicale. Dal 1990, Pomodoro Studio ha
diversificato la sua offerta, producendo musica per la Danza
Sportiva e collaborando con l'ANMB. Ha inoltre creato la
disciplina Natusumba, che unisce fitness e meditazione,
ispirandosi ai quattro elementi della natura per promuovere
il benessere totale. La musica a 432 Hz prodotta dallo studio
è pensata per stimolare la mente e favorire il relax.
Attraverso il gruppo Facebook "Natusumba Line Dance",
Pomodoro Studio collabora con scuole internazionali di line
dance. Oggi, con band come Musicos de Sevilla e Los
Angeles Vagabundos, lo studio si dedica alla produzione di
musica latina, offrendo generi come cumbia, salsa e tango,
disponibili per il download sul loro sito ufficiale. Questa
nuova produzione arricchisce il panorama musicale,
offrendo brani ideali per il ballo e l'ascolto, contribuendo al
benessere fisico e mentale degli appassionati.
Pomodoro Studio
clicca qui per ascoltare la musica
NatuSamba
“WONDERFUL”
La canzone "Wonderful" della rocker e
speaker radiofonica Alteria è inclusa
nell'album "NEL FIORE DEI TUOI DANNI",
disponibile in vari formati: CD, LP, LP
colorato, musicassetta da collezione e, dal 9
maggio, in versione digitale. Tutti i formati
possono essere ordinati sul sito www.vrec.it.
Prodotta da Max Zanotti, "Wonderful"
esplora il tema dell'assenza: il vuoto lasciato
da chi non è più con noi, ma che continua a
vivere attraverso l'aria, i gesti, i ricordi e
l'essenza dei giorni che passano. È una
ballad intima e avvolgente, con influenze
blues, rock e pop. La scelta della
strumentazione è stata accuratamente
pensata per esaltare lo spirito del brano:
chitarre acustiche, una 12 corde, un dobro
suonato da Enrico Cipollini, e una voce
cruda e intensa si fondono per creare
un'atmosfera sospesa, capace di toccare le
corde più profonde dell'anima.
"Trovare la forza per continuare a cogliere il
bello – riflette Alteria – e continuare a vedere
la vita come qualcosa di ‘Wonderful’, anche
e soprattutto in onore e rispetto di chi non c’è
più".
Prosegue il “Voglio andare oltre (Royal
Enfield Tour)”, dopo il successo delle prime
date a S. Martino di Buonalbergo e Roma.
Un concentrato di rock arricchito dalla voce e
dall'energia di Alteria, che in questo tour
conferma le sue straordinarie abilità di
performer.Alteria, che in questo tour
conferma le sue abilità di performer.
10 MAGGIO – COLCERESA (Vicenza) – REVOLUTION
15 MAGGIO – MILANO – LEGEND CLUB
16 MAGGIO – NIMIS (Udine) – LUPUS IN FABULA
17 MAGGIO – BOLOGNA – ALCHEMICA
23 MAGGIO – SONDRIO – MORBOROCK
30 MAGGIO – TORINO – BLAH BLAH
20 GIUGNO – PESARO – BIG BELL SOUND
Alteria (Stefania Bianchi) è una delle
voci più influenti del rock italiano.
Dopo i suoi esordi con i
NoMoreSpeech e l'album omonimo
del 2012, ha avviato una carriera
solista, pubblicando due album di
successo: “Encore” (2013), in inglese,
e “La Vertigine Prima di Saltare”
(2017), il suo primo lavoro in italiano,
prodotto da Max Zanotti. Questo
album ha dato vita a singoli di grande
impatto come “Peccato” e “Sacro e
Profano”.
Oltre alla musica, Alteria si è
affermata come speaker radiofonica e
conduttrice televisiva, collaborando
con Rock Tv, Rai4, Rai5, Radio
Freccia e attualmente Virgin Radio.
Ha avuto l'onore di aprire concerti per
band leggendarie come Aerosmith e
Red Hot Chili Peppers. Nel 2017 ha
reinterpretato “Space Oddity” di David
Bowie con Osvaldo di Dio.
Il suo terzo album, “Vita Imperfetta”, è
uscito nel 2021 e include i singoli
“Apnea”, “Benvenuto Bene”, “Guerra”
e “Zero Necessità”. Alteria è stata
anche la frontwoman della tribute
band dei Deep Purple, Strange Kind
of Women, esibendosi in tutta
Europa. Nel 2023 ha pubblicato il
singolo “Cuore Gelido” e, a fine 2024,
ha partecipato alla cover di “Shout”
dei Tears for Fears con i The
Fottutissimi. Nel 2025, si prepara a
lanciare il suo quarto album,
anticipato dal singolo “Voglio Andare
Oltre”.
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Foto Novi Livorno e Francesco De Martino
Primavera appena iniziata, e nella sala Cerimonie di Palazzo
Comunale di Livorno, il sindaco Luca Salvetti ha consegnato la
Canaviglia a Dario Ballantini. Ripercorriamo questo momento felice
per il noto pittore post espressionista (anche scultore), attore per il
cinema e per il teatro, nonché’ inimitabile trasformista celebre per le
sue imitazioni a “Striscia la notizia”, lo storico programma satirico
ideato da Antonio Ricci e trasmesso su Canale 5. Dario sta vivendo
appieno il suo 60esimo anno di età. La creatività richiede il coraggio
di lasciare andare le certezze, diceva Erich Fromm. Ne ha tanto di
coraggio, Dario Ballantini. Da oltre 40 anni, sfida se stesso sul
palcoscenico. E non ha intenzione di smettere. Finalmente, ha
ricevuto anche l'onorificenza della Città di Livorno, la sua amata
città. Un riconoscimento di cui Dario va particolarmente fiero, che
viene assegnato quale premio per l’attività di coloro che con opere
concrete nel campo civico, del sociale, della cultura, delle scienze,
del lavoro, della scuola, dello sport, abbiano contribuito a dare
impulso e vitalità alla città, attraverso la loro personale virtù e
dedizione. Artista poliedrico, Dario Ballantini si è infatti distinto,
portando il nome di Livorno su palcoscenici nazionali e
internazionali. La sua capacità di coniugare comicità, arte visiva e
un profondo legame con la propria città lo rende un ambasciatore
straordinario della cultura livornese.
“Sono orgoglioso di aver ricevuto questo premio” – ci dichiara Dario.
“Non sorpreso, perché me lo aspettavo, dopo oltre 40 anni di
attività. Ho iniziato negli Anni 80 la triplice attività: teatro, radio (poi,
la tv), pittura. Quindi, ho saputo aspettare, perché nella vita bisogna
anche saper aspettare. Non tirare per la giacca nessuno, ed
ottenere le cose quando sono mature e quando è giusto” –
aggiunge.
“Livorno l’ho sempre portata nel cuore, per come me l’ha
tramandata la mia famiglia, e per la grande tradizione artistica e
culturale livornese. Se posso dirlo – valore aggiunto di questa città
e che mi rende orgoglioso di prendere un premio proprio da Livorno
– è il fatto che è una città nata da tante razze. “Cani bastardi”:
siamo più intraprendenti, più coraggiosi, più forti, e davanti alle
difficoltà affrontiamo e tiriamo fuori le nostre qualità. Proprio come
quei cani che non hanno il pedigree. Sono orgoglioso, continuerò la
mia carriera, e se Livorno avrà bisogno del mio supporto in futuro,
anche se più vecchietto, io ci sarò”- conclude.
Nel corso della carriera, Dario Ballantini ha mantenuto forte il
legame con Livorno, citandola spesso nelle sue opere e
collaborazioni. Il suo contributo alla valorizzazione della cultura e
dell’arte rappresenta un impegno importante, esempio per le
giovani generazioni.
Nella pergamena consegnata a Dario Ballantini, la motivazione
riportata è stata la seguente: artista poliedrico che, attraverso la
sua carriera di attore, imitatore e pittore ha portato il nome della
nostra città su palcoscenici nazionali e internazionali, contribuendo
significativamente alla promozione della cultura in genere e di
quella livornese in particolare.
Alessandra Distefano
Il suo percorso è ricco e appassionante, un intreccio di poesia, giornalismo, musica e narrazione. Nel 2016 vince il
Premio Ofelia, XI edizione del Premio Memorial Gennaro Sparagna e il Premio Internazionale al femminile Maria
Cumani Quasimodo. Nel 2017 si aggiudica il premio Aurelia Josz per corti teatrali con il racconto Preistoria d’amore.
Lei è Alessandra Distefano e di recente è tornata in libreria con il romanzo “Tutte le altre vite” (Affiori Edizioni), il
sequel di “Sala d’attesa” uscito per la stessa casa editrice lo scorso anno.
Alessandra, partiamo dall’inizio. Hai vissuto tra Milano e la Sicilia, due realtà molto diverse. Quanto ha
influito questo doppio sguardo sulla tua scrittura?
L’aver vissuto in due realtà che definirei opposte più che diverse mi ha permesso, credo, di avere uno sguardo più
consapevole e attento sul mondo. Io a Milano sono nata e ho trascorso lì la mia infanzia e poi il periodo
dell’università, quindi nonostante sia stata più tempo in Sicilia, per me Milano non può che rimanere casa mia. Alle
presentazioni chiedo sempre che questo mi venga perdonato, ma nella casa paterna e nella città in cui si nasce
credo che sia normale per ognuno di noi sentirsi “a casa”. A me Milano continua a mancare molto, ritengo che sia la
città più europea d’Italia e io ci sono stata proprio bene. Qui in Sicilia ho trovato stimoli diversi e interessanti, come
anche quella vena di sottile dolore che è dettata dalla nostalgia dei miei luoghi dell’anima. Nei miei libri compaiono
sempre sia Milano che Parigi, i due luoghi che più amo al mondo e ai quali sento di appartenere… chissà, magari se
tutto filasse liscio potrei riuscire a stabilirmici definitivamente.
La tua prima raccolta, “Inverno Segreto”, ha avuto la prefazione di Alda Merini. Com’è nata questa
collaborazione?
“Inverno segreto”, con la prefazione di Alda Merini, non può che rimanere anche dopo anni il mio orgoglio letterario.
È un grande dono quello che mi ha fatto la più grande poetessa italiana se non di tutto il Novecento, certamente del
secondo Vovecento… io indosso questa prefazione ancora oggi con grande gioia, come una donna indosserebbe il
suo abito più bello. Alda Merini ha conosciuto me attraverso le mie poesie che le sono arrivate tramite un comune
amico e abbiamo avuto modi incontrarci solo dopo che lei avesse scritto la meravigliosa prefazione che include
anche la poesia “Canzone al Naviglio” che mi ha dedicato. Per la me di allora, poco più che ventenne, è stata
un’emozione indimenticabile, è stato come essere promossa nella classe che ritenevo più importante e tutto ciò
avveniva proprio alla mia prima esperienza letteraria, la mia prima raccolta poetica.
Spazi dalla poesia al racconto fino al romanzo. Come cambia il tuo approccio tra un genere e l’altro?
Il fatto di aver iniziato con la poesia, una forma di espressione per me spontanea, mi ha reso estremamente
consapevole e molto rigorosa nell’utilizzo delle parole. Sia nel parlato che, a maggior ragione, nello scritto le parole
e lo stile hanno per me un’inestimabile importanza e valore. Successivamente, quando mi sono aperta alla narrativa,
prima con i racconti e poi con i romanzi, ho portato inevitabilmente con me questo estremo rispetto per le parole e
per i lettori cui sono destinate. Posso senz’altro dire che il mio approccio è coerente in entrambi i generi letterari,
lavoro molto i miei testi, leggo e rileggo e modifico e cancello perché ritengo che anche in un romanzo, in cui il
requisito fondamentale è una trama avvincente, in grado di trascinare i lettori, la forma e lo stile debbano rimanere
curatissimi.
Parlaci di “Tutte le altre vite”, passando da “Sala d’attesa”…
Parlo con molto entusiasmo di questi due romanzi perché sono il simbolo di una mia crescita interiore, sono proprio
un riscatto e una rinascita, posso senza dubbio affermare con certezza che questi due romanzi mi abbiano salvato
la vita. Attraverso la scrittura mi sono presa la libertà di dire ciò che per una vita ho tenuto represso dentro di me con
molto dolore. Alessia, la protagonista di entrambi, è un mio alter ego e si muove sulla carta in due modi: la trama e
poi il filo ingarbugliato dei suoi pensieri che spesso pare più simile a un gomitolo doloroso che sembra
immobilizzarla e rendere più difficile ogni suo movimento. Questi sentimenti si manifestano attraverso i “corsivi” che
sono le sue emozioni profonde che vengono a galla a volte sotto forma di sogno come sgorgando da quel luogo
misterioso che ciascuno di noi ha e che i romantici chiamano cuore, i più chiamano anima e io chiamo “fondo”
proprio per rendere l’idea del travaglio e del peso che si porta dietro.
“Sala d’attesa” è un romanzo più autobiografico rispetto al
sequel, Alessia si trova in una fase della vita molto difficile,
ha terminato gli studi universitari a Milano e si accinge a
lasciare la propria città per seguire il suo destino già segnato
e andare a fare la farmacista in Sicilia nell’azienda di famiglia.
Naturalmente le accadono delle cose in questa fase di sua
fragilità interiore che sono ciò che rende il romanzo
avvincente. Nel secondo testo, “Tutte le altre vite”, troviamo
Alessia farmacista e già madre di una ragazza quasi
adolescente, loro vivono in Sicilia ma non tutto fila liscio
perché dal passato riappare una persona, già presente nel
primo romanzo, da cui Alessia comprende di dover
letteralmente fuggire assieme alla figlia. Non sto spoilerando
nulla perché ciò avviene nelle primissime pagine, quello che
non si saprà fino alla fine è se il loro inseguitore riuscirà a
trovarle e da cosa fuggano madre e figlia esattamente,
perché il motivo della fuga e le motivazioni che spingono
l’inseguitore sulle loro tracce restano ignote fino all’ultimo. La
domanda vera che rimane un po’ per tutti noi è: si può
sfuggire al proprio passato e alle persone terrificanti che ne
hanno fatto parte?
Per concludere, molti tuoi testi sono stati messi in
musica. Come vivi questa trasposizione artistica?
È vero, molte delle mie poesie sono state messe in musica
da un medico musicologo, il dottor Gesuele Sciacca.
All’inizio, prima di averle ascoltate, ho temuto che potessero
apparirmi “diverse”, o addirittura estranee, ma questo non è
accaduto, anzi mi sono resa conto che acquisivano qualcosa
in più. Mi spiego meglio, quando le mie poesie sono state
interpretate e lette alle presentazioni dei libri da attori del
calibro di Alessandro Quasimodo, che ha scritto la prefazione
della raccolta “Due così”, ho provato delle emozioni in più
rispetto a quando le ho scritte o rispetto a quando le leggevo
io da sola. Lo stesso accade anche ascoltandole in musica,
mi sono resa conto che attraverso la musica prendono un
significato nuovo, di conseguenza non può che essere un
onore per me il fatto che siano state adoperate anche come
testi messi in musica.
Un ritorno al meraviglioso, ma con lo sguardo profondo di chi
conosce il potere delle parole. “Puritia. La città dell’aria”
(Rossini Editore, Collana Narrativa Rossini) è il romanzo
d’esordio di Bruno Desando che mescola con abilità fantasy
classico e suggestioni fantascientifiche in una storia di
formazione, scoperta e coraggio.
Protagonista del libro è Emma, una ragazza all’apparenza
come tante, che si ritrova catapultata in un mondo sconosciuto
dove gli elementi naturali sono al centro di un’antica magia. Tra
sfide interiori e battaglie epiche, Emma intraprende un viaggio
che la porterà non solo a padroneggiare nuovi poteri, ma
anche a confrontarsi con verità sepolte, minacce oscure e un
passato che le appartiene più di quanto creda.
Com’è nata l’idea di questo romanzo?
L’idea è nata per caso. Tutto comincia in un pomeriggio
primaverile, in cui avevo deciso di andare a fare una
passeggiata in un luogo vicino casa mia. Un luogo sommerso
completamente dalla natura. Mi piace spesso andare in questo
posto perché è rilassante e pieno di pace. E quel giorno non
era da meno. Così mi siedo su una panchina e, preso un
attimo il cellulare per spulciare un po' di notizie, mi imbatto nel
commento di una ragazza, fatto su un social network, che mi
colpisce subito. In questo commento, infatti, la ragazza
lamentava la poca assenza di libri fantasy in Italia e che ne
avrebbe tanto voluto leggere uno. Al che mi viene subito
un’idea. Spengo il telefono e comincio a essere catturato dai
vari rumori della natura: lo sgorgare dell’acqua, il fruscìo del
vento, il muoversi delle foglie, il canto degli uccelli. E
sicuramente la suggestione di quei suoni, così ripetitivi e
banali, e la quiete di quel posto meraviglioso hanno reso
l’atmosfera ancora più interessante, facendo albergare dentro
di me un modo per costruire quel mondo magico, che nel libro
si ispira appunto agli elementi della natura.
La protagonista è una ragazza normale che scopre di
essere speciale e sembra attraversare un vero e proprio
viaggio iniziatico. Un tema molto classico nel fantasy: che
cosa rende unica la sua storia?
Emma è una ragazza fragile che ha bisogno di continue
conferme, e assisteremo a una crescita personale del
personaggio nel corso della storia, tra magie e misteri in un
mondo fatato che ci porta a un’immaginazione pressoché
autentica e spensierata. E questo percorso di formazione,
nonché di cambiamento continuo, rende la storia accattivante e
unica, senza però tralasciare il lato umano che sicuramente
accomuna quasi tutti i lettori che, con l’età, si avvicinano a
quella della protagonista.
Hai scelto di raccontare un mondo magico dominato dagli
elementi. C’è un motivo particolare dietro questa scelta?
La scelta di operare con gli elementi della natura è dettata
sostanzialmente dalla curiosità che nutro personalmente per la
natura stessa e tutto quello che la circonda.
C’è un personaggio a cui sei
particolarmente legato o uno secondario
che ti ha sorpreso mentre scrivevi?
Penso che, di base, tutti i personaggi siano
importanti e che ognuno di loro, con le
proprie sfaccettature e i propri pregi, possa
insegnare qualcosa al lettore, il quale magari
potrebbe persino avere il privilegio di
immedesimarsi in loro. Tra i vari personaggi
della storia ce ne sono alcuni che
sicuramente avranno modo di crescere e
cambiare nel corso degli eventi, quindi
suppongo che rispondere alla domanda
indicando un solo personaggio sarebbe
pressoché riduttivo, se non impossibile.
Il libro si chiude con un cliffhanger.
Possiamo aspettarci un seguito?
Sicuramente. Prevedo, al momento, di
strutturare la saga in cinque o sei libri.
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C A N N E S
7 8 ° E D I Z I O N E
Fabrizio Silvestri
Per la 78ª edizione del Festival di Cannes, sono stati creati due manifesti commemorativi. Sessant'anni fa, nel 1965,
Anouk Aimée e Jean-Louis Trintignant, sotto la direzione di Claude Lelouch, hanno dato vita a un momento
cinematografico indimenticabile, culminato con la Palma d'Oro nel 1966 e due Oscar nel 1967. Questo iconico abbraccio,
simbolo di amore eterno, è celebrato con un doppio manifesto, un omaggio a un uomo e una donna uniti dall'arte e
dall'amore.
In un'epoca di divisioni, il Festival di Cannes si propone di unire, celebrando la libertà e la vitalità della vita. Aimée e
Trintignant, entrambi premiati a Cannes, continuano a brillare attraverso questi manifesti, che esprimono l'intensità di un
amore che supera la disperazione.
Alice Rohrwacher, regista e sceneggiatrice italiana, presiede la Giuria della Caméra d'or, premiando opere prime nella
Selezione Ufficiale. La sua carriera, sbocciata a Cannes, è caratterizzata da un realismo magico che esplora temi di
innocenza e corruzione. I suoi film, come "Corpo Celeste", "Le meraviglie", "Lazzaro felice" e "La Chimera", riflettono una
visione unica che fonde narrazione e documentario.
Oltre ai lungometraggi, Rohrwacher ha esplorato il documentario e i cortometraggi, affrontando temi come il mondo rurale
e la giovinezza. La sua opera continua a evolversi, come dimostrato dalla recente collaborazione con JR in "Un'allegoria
urbana", ispirata all'allegoria della caverna di Platone.
Alice Rohrwacher, nata a Fiesole da madre
italiana e padre tedesco, è cresciuta a Castel
Giorgio in Umbria. Ha iniziato la sua carriera nel
cinema collaborando a documentari come "Un
piccolo spettacolo" e "Tradurre". Il suo debutto
alla regia è avvenuto con "La Fiumara" nel 2006,
mentre il suo primo lungometraggio, "Corpo
celeste", è stato presentato a Cannes nel 2011,
vincendo il Nastro d'argento. Nel 2014, ha vinto
il Grand Prix Speciale della Giuria a Cannes con
"Le meraviglie" e nel 2018 ha ricevuto il premio
per la miglior sceneggiatura per "Lazzaro felice".
Nel 2023, il suo cortometraggio "Le pupille" è
stato candidato agli Oscar.
Alice Rohrwacher Photo Brigitte Lacombe
L'unico film italiano in concorsoal Festival di Cannes è "Fuori"
di Mario Martone, che esplora la vita della scrittrice Goliarda
Sapienza e le sfide affrontate per pubblicare "L'arte della gioia".
Il film vede la partecipazione di Valeria Golino, che ha anche
diretto la miniserie ispirata a questo romanzo monumentale.
Golino è da sempre una favorita di Thierry Frémaux, delegato
generale del Festival di Cannes, il quale non manca di
sottolineare come "il romanzo di Sapienza sia stato scoperto
prima dagli editori francesi e solo successivamente pubblicato
in Italia". Nel cast del film di Martone figurano anche Matilda De
Angelis ed Elodie.
Valeria Golino - MAtilde de Angelis in una scena di “Fuori” ph Mario Spada
Tom Cruise fa il suo atteso ritorno al
Festival di Cannes, dove tre anni fa ha
ricevuto inaspettatamente la Palma d’Oro
durante la première di "Maverick".
Quest'anno, l'attore torna sotto i riflettori
per presentare in anteprima mondiale il
suo nuovo film, "Mission Impossible
The Final Reckoning".
Tom Cruise ph Eagle Pictures
Eden
Un capitolo oscuro nella filmografia del premio Oscar Ron Howard
Jude Law e Vanessa Kirby in una scena del film Eden (2025)
Fabrizio Silvestri
"Eden" rappresenta un capitolo singolare e
affascinante nella filmografia di Ron Howard.
Ambientato tra le due guerre mondiali, il film narra la
storia del filosofo tedesco Friedrich Ritter (Jude Law)
e la sua amante Dore Strauch (Vanessa Kirby), che
si trasferiscono sull'isola di Floreana nelle
Galapagos. Sono presto raggiunti da Heinz Wittmer
(Daniel Brühl), un veterano di guerra, con la moglie
Margret (Sydney Sweeney) e il figlio Harry, e dalla
misteriosa Baronessa Eloise Wagner de Bousquet
(Ana de Armas) , che sogna di costruire un resort di
lusso.
A differenza del consueto ottimismo che caratterizza
le opere di Howard, "Eden" si addentra in una
profonda esplorazione della lotta per la
sopravvivenza e del conflitto tra natura e civiltà. La
storia di europei in fuga dalla Germania di Weimar si
trasforma in una riflessione intensa sugli istinti
primordiali e sulla condizione umana. Howard
affronta il tema della violenza con una delicatezza
sorprendente, mantenendo il focus sulla dinamica
familiare, sebbene con una certa ambiguità. I
personaggi femminili, interpretati da Sydney
Sweeney, Vanessa Kirby e Ana de Armas, emergono
come figure complesse e sfumate, arricchendo la
narrazion
Nonostante alcune scelte narrative possano risultare
discutibili, "Eden" riesce a creare un'ambientazione
inospitale e ostile, ben lontana dall'ideale giardino
dell'Eden. Le interpretazioni degli attori, unite alla
direzione attenta di Howard, rendono questo film
un'esperienza cinematografica da non perdere.
Sydney Sweeney in scena dal film, Eden (2025)
scena dal film, Eden (2025) con Ana de Armas
Una scena dal film Eden (2025) con Toby Wallace, Ana De Arnas , Felix Kammerer
S U P E R M A N
a luglio nei cinema torna il leggendario supereroe
Quest'estate, il grande schermo si
prepara a ricevere "Superman", il
primo film dei DC Studios, pronto a
decollare nei cinema di tutto il
mondo il 9 luglio 2025, distribuito da
Warner Bros. Pictures. Sotto la
direzione di James Gunn, il film
promette di reinventare il supereroe
originale, portando con sé un mix
avvincente di epica narrazione,
azione, ironia e sentimenti. Gunn,
che ha anche scritto la
sceneggiatura, ci presenta un
Superman caratterizzato da una
profonda compassione e una ferma
fiducia nella bontà dell'umanità.
Il cast include talenti come David
Corenswet (ndr nella foto) nel
duplice ruolo di Superman e Clark
Kent, Rachel Brosnahan come Lois
Lane e Nicholas Hoult nei panni di
Lex Luthor, affiancati da un
ensemble di attori di spicco.
La produzione è curata da Peter
Safran e Gunn, con un team di
collaboratori fidati che include il
direttore della fotografia Henry
Braham e il compositore John
Murphy. Con una visione fresca e
coinvolgente, "Superman" si
prepara a conquistare il pubblico,
riportando in vita uno dei supereroi
più amati di sempre.
Patriza Mior - Life Coach
Il motorsport non è solo motore, è anima. Non è solo
cronometro, è carattere. E Andrea Ranzani, con il suo
#Ros50 stampato sul cuore, ha scritto al Mugello il primo
capitolo epico dell’IRC CUP 2025. Non una semplice vittoria
di categoria: un’autentica impresa.
Ecco il viaggio, in 5 atti, di un guerriero delle due ruote.
1. Senza squadra, ma non senza sogni
Tutti pronti a lavorare sul campionato, tutti con i loro team.
Tutti, tranne Andrea. L’inizio del 2025 lo trova senza una
reale squadra, con un programma raffazzonato, crollato
ancor prima del semaforo verde. Ma lui non si ferma: chiama,
sprona, cerca, costruisce, si sporca le mani. Con
determinazione e incoscienza. E dove non arrivano i contratti,
arrivano il coach, la fidanzata gli amici, Quelli veri. Quelli che
ci mettono le mani, il cuore e il tempo.
2. Una moto che non parla, una burocrazia che grida “NO”
Il mezzo che dovrebbe essere il prolungamento del corpo è un
enigma: problemi tecnici, elettronica indecifrabile, moto inchiodata e
senza possibilità di dominio. Nel frattempo, la licenza tarda ad
arrivare, l’iscrizione al campionato diventa un’odissea fatta di e-mail,
chat whatsapp, firme mancanti e ostacoli invisibili. Ogni giorno è una
battaglia. Ma Andrea non molla. Ogni “no” lo trasforma in 100 ottani.
3. Pochi test solo fede e asfalto
bagnato e il ritorno del team
Finalmente il team è presente,
finalmente è tornato il feeling con il
meccanico, finalmente la moto
sembra più comprensibile, ma pochi
sono i test fatti si gira a 2.07 basso.
Maltempo. Andrea si presenterà al via
senza aver mai girato con la sua moto
su asfalto bagnato. Una follia? Forse.
Ma non se hai un coach che ti
conosce come te stesso. Non se hai
amici che credono in te più di quanto
tu riesca a fare. La testa inizia a
lavorare dove le gomme non possono.
4. Il giorno della verità: Mugello, 13
aprile 2025
Pioggia a dirotto. Acqua che taglia
l’aria come lame. Andrea parte 23°.
Ultime file. Nessuna esperienza sul
bagnato. Tutti avrebbero detto “gara
da finire, non da vincere”.
Ma lui no. Parte e mangia la pista
curva dopo curva. Un sorpasso, poi
un altro. Poi un altro ancora.
Ad ogni metro urla dentro il casco:
“Ros50 c’è!”
E alla fine, quando la bandiera a
scacchi sventola, è 4° in classifica
assoluta e 1° nella sua categoria
Rookies. È lì, nella storia. Con i guanti
zuppi, le gomme consumate e il cuore
che esplode.
5. Non un debutto. Una dichiarazione
di guerra
Quello che Andrea Ranzani ha fatto al
Mugello non è stata solo una gara. È
stata la dimostrazione che si può
cadere cento volte, ma se hai un
motivo abbastanza forte per rialzarti,
vinci.
Ha corso per sé. Per chi ci ha creduto.
Per chi l’ha sostenuto nel silenzio dei
box e nelle urla del temporale. Andrea
urla: “Io ci sono. Ros50 c’è. E non mi
fermo più.”
Nel ciclone dell’IRC CUP, il fulmine
l’ha lanciato Andrea Ranzani. E se
questa è solo la prima tappa,
prepariamoci: la leggenda è appena
iniziata.
Nemi.
Biennale Internazionale dell’Arte
6 edizione
Dal 2015, la Biennale ha riscosso un grande successo, attirando artisti da tutto il mondo e garantendo visibilità agli espositori. Il progetto
dedicato a Vincent Van Gogh nel 2023 è stato promosso in oltre 30 paesi.
La sesta edizione riparte il 18 maggio, arricchita da eventi legati al Giubileo 2025 e al centenario della Sagra delle fragole di Nemi, riconosciuta
come “Sagra di Qualità” dal Senato. Una sezione speciale sarà dedicata all’arte sacra nel castello medievale di Palazzo Ruspoli, con
un'accoglienza a tema fragola e vino di Caligola.
L’esposizione nelle sale di Palazzo Ruspoli mira a connettere la cultura locale con quella nazionale e internazionale, promuovendo il turismo e
dando visibilità al territorio. Sono ammesse opere di pittura, fotografia, scultura, illustrazione e altre forme d’arte, senza limiti di età o qualifica
per i partecipanti. Le tematiche suggerite includono:
1. Immaginiamo la pace e arte sacra
2. Il cammino nei luoghi
3. Energia e insoddisfazione
4. Artificio e grazia
5. Uomo e natura
6. Ritratto e nudo
7. Libertà del vivere
Nella Sala delle Scuderie si terrà una mostra fotografica, mentre nella Sala Minerva si organizzeranno conferenze sul Giubileo e il Premio
Michelangelo. Il cortile del castello ospiterà tavolini per i visitatori e opere di Michelangelo.
Programma:
18 maggio: Inaugurazione con musica bandistica e presentazione dell’iniziativa.
25 maggio: Balletto folcloristico.
30 maggio: Incontro sulla fragolicoltura e concerto serale.
31 maggio: Mostra dei Fiori e celebrazione del centenario della Sagra delle Fragole.
1° giugno: Festa della Repubblica e sfilata delle Fragolare, seguita da distribuzione gratuita di fragole e concerto.
2 giugno: Gran finale con corteo e spettacolo pirotecnico.
8 e 14 giugno: Eventi culturali e di beneficenza.
29 giugno: Finissage della Biennale con premiazioni e brindisi finale.
Durante la Biennale, saranno attivi punti informativi e installazioni multimediali per sensibilizzare il pubblico sulle nuove tecniche artistiche. Gli
studenti dell’Istituto Alberghiero di Velletri guideranno i visitatori nelle mostre e nei luoghi storici.
BERENGO STUDIO AL PALAZZO GRASSI
PUNTA DELLA DOGANA
Assia Karaguiozova
BERENGO STUDIO, la celebre
Fornace Contemporanea di Adriano
Berengo, Unica Realtà così
all’Avanguardia per Vetro di Murano,
vanta di Maestri, che sanno
interpretare con meticolosa sensibilità
i Linguaggi degli Artisti più importanti
del Mondo.
Assia Karaguiozova
Ora al PALAZZO GRASSI -
PUNTA DELLA DOGANA,
PINAULT COLLECTION
con THOMAS SCHÜTTE
.GENEALOGIES -
FINO AL 23/11/2025
Catalogo MARSILIO ARTE
@redazione
ph © Marco Zanella
"I-Talìa" è un progetto fotografico di CESURA, collettivo
fondato nel 2008 da Alex Majoli, che attraversa l'Italia da
nord a sud, catturando l'essenza di ogni territorio. Da
aprile a giugno, il viaggio parte dal Friuli Venezia Giulia e
termina in Sardegna, sostenuto da Strategia Fotografia
2024 e in collaborazione con il Mufoco.
Dodici fotografi del collettivo, tra cui Chiara Fossati e
Arianna Arcara, documenteranno Monfalcone, Cosenza e
Oristano attraverso residenze artistiche di 14 giorni.
L'obiettivo è creare un dialogo con le comunità locali e
presentare i risultati in esposizioni collettive. Il progetto
esplora paesaggi, tradizioni e questioni sociali, offrendo
un racconto intimo e rappresentativo dell'Italia.
Ispirato al format "Photobuster", I-Talìa promuove la
libertà espressiva e la ricerca urbana, con mostre
immediate che riflettono la realtà locale. Oltre alla
produzione fotografica, il progetto include attività
educative per sensibilizzare le nuove generazioni alla
cultura fotografica.
Nata come bottega artigianale dove la conoscenza viene
tramandata da maestro ad allievo, CESURA è un
collettivo di fotografi attivo dal 2008 in Italia nel campo
della fotografia documentaria e di ricerca. CESURA si
concentra sul lavoro di squadra favorendo la coesione
attraverso il confronto e la condivisione delle competenze
di ogni suo membro.
https://www.cesura.it/
Ph © Chiara Fossati
https://www.instagram.com/cesura_/
ph © Gabriele Micalizzi
ph © Marco Zanella
ph © Alessandro Sala
Assia Karaguiozova
PALAZZO GRASSI
PUNTA DELLA DOGANA
Iper.Realismo
Contemporaneo:
TATIANA TROUVÉ
A cura di
Caroline Bourgeois
e di James Lingwood
Fino al 4 Gennaio 2026
Scoprire ed esplorare in silenzio.
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"Tra sogno e realtà - l'invisibile reso
visibile, dal fumetto alla pittura"
Mauro e Giulia Gavazzi
Con gioia, siamo entrati incuriositi nelle Sale Affrescate del Palazzo Comunale di Pistoia, che fino al 20 aprile ha ospitato le
opere di Fabrizio Morosi, di cui abbiamo letto l'interessante presentazione del critico d'arte Luca Monti, e ne riportiamo una
parte. “Una mostra molto importante per l’artista pistoiese, che con questa personale celebra il suo venticinquesimo
anniversario di unione con l'arte. Fabrizio Morosi, che si riflette nelle sue opere, manifesta un evidente rapporto d'amore che
permea ogni aspetto della vita di questo talentuoso ed eclettico artista, il quale non teme di sviluppare una forte autoironia. È
importante sottolineare questa destrutturazione dei valori iconici attribuiti all'arte dal pubblico, per mostrare la vena significativa
delle opere secondo la volontà dell'artista.”
“È degno di nota anche l'eclettismo di Fabrizio Morosi, che l'allestimento della mostra evidenzia meritoriamente, dividendo
l'ambiente espositivo in tre spazi, ciascuno dedicato a una tecnica dell'artista. Si può osservare l'inizio della sua carriera come
fumettista, una fase che potremmo definire l'infanzia e la preadolescenza artistica, vista la stretta connessione tra il fumetto e
questa fascia di età. Il passaggio alle tele rappresenta la ricerca di una stabilità, tipica di chi, dopo l'adolescenza, si affaccia
alla vita lavorativa, mentre il lavoro sulle carte povere è caratteristico di chi, da apprendista di bottega, diventa mastro, come si
diceva anticamente, e può iniziare una propria ricerca artistica, sviluppando tematiche personali e sperimentando con i
materiali.”
“Quest'ultima fase artistica di Fabrizio Morosi appare molto singolare, poiché le sue carte povere sono tali solo per il tipo di
materiale utilizzato, essendo in realtà ricche di temi importanti e attuali, affrontati con leggerezza stilistica e la citata vena
autoironica, frutto della sua formazione da fumettista. Questi elementi rendono le sue opere perfette portatrici dei suoi
messaggi. Questa combinazione, dal fumetto alla pittura, rende visibile l'invisibile, in un meraviglioso viaggio tra sogno e
realtà, attraversando il mondo artistico di Fabrizio Morosi.”
Nella nostra seconda visita alla mostra, parlando a lungo della sua arte, Fabrizio, pittore, fumettista e scultore, usa una
definizione suggestiva: «Sono un artigiano della narrazione per immagini. Racconto storie, talvolta vissute, altre inventate».
Morosi cattura l'attenzione di chi osserva le sue opere attraverso la simbologia che deriva dalle sue esperienze personali,
stimolate dalla propria interiorità. Nella memoria, il racconto si fa completo e ci avviciniamo in punta di piedi per non diminuire il
pregio della rappresentazione. La sua pittura, ricca di simbologia, è caratterizzata da elementi che suggeriscono la giusta
lettura dei dipinti: un forte elemento scenico che tutto definisce e controlla. Non è solo questo; la pittura di Morosi è attuale e,
come tale, richiede allo spettatore di non restare passivo, ma di impegnarsi nella comprensione del significato recondito del
suo lavoro.
La pittura di Morosi propone atmosfere molto particolari; per definirle si serve di una luce discreta, ma densa, e di una
colorazione monocromatica o particolare, forse in ragione della sua daltonia. I lavori di Morosi spaziano dal fumetto alla pittura
e alla scultura; di recente si è cimentato anche nei video social. Si è appassionato al disegno fin da giovanissimo; nel 2005 si è
diplomato con il massimo dei voti alla Scuola Comics di Firenze, dove ha tenuto diverse mostre e vanta collaborazioni con
case editrici francesi. L'approdo alla pittura è successivo e nel 2015 inizia a esporre alla galleria ART SHOP Gallery di Pistoia,
che è ancora oggi la sua galleria di riferimento. “C'è bisogno di arte per non morire di realtà.”
“Il Cielo” 100x70 tecnica mista su carta povera 2025 - “Quel mazzolin di fiori” 100x70 tecnica mista su tela 2025
L’artista predilige tonalità umbratili, ispirate al mondo
fumettistico da cui proviene e rilette in una chiave
intimista che rivela la psicologia del soggetto. La
donna, che emerge dall'oscurità abbracciata dalla luce,
è intenta a scrivere una lettera d'amore, nuda, nel
silenzio della stanza. Tracce di colore restituiscono
l'idea della speranza. La carta da gioco, firma di Morosi,
evoca l'imprevedibilità degli accadimenti umani.
(Vittorio Sgarbi)
e-mail: fabrizio.morosi@yahoo.it
Facebook-Fabrizio Morosi
Instagram- fabriziomorosi
YouTube:
VA DOVE TI PORTA IL...CAMPER
Fabrizio Morosi
Raffigurare l’invisibile.
Impressionismo Russo.
Mashkov_Portrait-of-a-lady-in-a-chair-1915
Igor-Grabar-On-The-Ice-1908
Il termine "impressionismo russo" ha suscitato, solo pochi anni fa, una certa confusione tra storici dell'arte e appassionati. Tuttavia,
grazie a numerose mostre dedicate a questo movimento artistico, sia in Russia che all'estero, il concetto sta diventando sempre più
chiaro e diffuso. È importante evidenziare l'attività espositiva e didattica del Museo dell'Impressionismo Russo a Mosca, che gioca
un ruolo fondamentale nella ricerca e nella divulgazione di questo stile, caratterizzato da peculiarità e differenze rispetto
all'impressionismo francese. La mostra attuale, intitolata "Raffigurante l’aria. Impressionismo russo", è un'esperienza visiva
straordinaria, ricca di colori e luminosità, che invita il visitatore a immergersi in un mondo di aria, fiori, acqua e paesaggi incantevoli.
Attraversando le sale del museo, che ospita oltre 150 opere di 70 artisti russi, si può apprezzare la maestria nell'uso del colore e
della luce, l'innovazione nelle tecniche pittoriche e il desiderio di catturare momenti di gioia e leggerezza. Le differenze tra
l'impressionismo russo e quello francese si manifestano soprattutto nei soggetti rappresentati, influenzati dal clima e dalla cultura
russa. Inoltre, l'impressionismo russo si distingue per il profondo psicologismo dei ritratti e per la natura "incompiuta" di alcune
opere, riflettendo un coinvolgimento personale dell'artista. Sebbene non si sia mai sviluppato come un movimento unitario,
l'impressionismo russo continua a incantare gli amanti dell'arte, richiamando l'idea di catturare l'effimero, come espresso nella
celebre frase di Goethe: "Un momento! Oh, quanto sei meraviglioso, aspetta un minuto!"
Konstantin-Korovin-Paris-Grands-Boulevards-1861-1939
L'Apolide Festival torna a far vibrare il Parco Dora Baltea di
Ivrea (TO) dal 20 al 22 giugno, per una XXII edizione che si
preannuncia ricca di eventi e spunti culturali. Questo festival,
tra i più longevi d'Italia, si distingue per la sua capacità di
rinnovarsi pur mantenendo una coerenza artistica che
valorizza giovani talenti e artisti affermati. La lineup di
quest'anno promette di essere un viaggio emozionante
attraverso generi e stili, con nomi di spicco come Samuel,
Motta e M¥SS KETA, che si esibiranno su un palco che
celebra la creatività e l'innovazione. Il claim "Movimento
Manifesto" incarna l'essenza del festival, un'azione collettiva
che si manifesta attraverso la cultura e la condivisione di idee.
Con il supporto della Città di Ivrea e l'organizzazione di TO
LOCALS ETS, Apolide si conferma un evento fondamentale
per la promozione del territorio, creando un'atmosfera vibrante
e coinvolgente che invita tutti a partecipare e a vivere
un'esperienza unica. Non solo musica, ma anche arte e
performance si intrecciano in un programma che si estende
oltre i tre giorni del festival, con eventi come Apolide Drops,
che portano la cultura in spazi non convenzionali e celebrano
la bellezza della natura e della comunità.
Ele A (c) Alessandro Cibelli
MYSS KETA (c) Dario Pigato
venerdì 20 giugno Il Mago del Gelato.(c) Michele Rossetti e Mattia Chicco
LA STRADA DIVORA I SUOI FIGLI
Stephane sono molto contento di incontrarti anche se per ora solo al
telefono, era da molto tempo che seguivo i lavori di due tuoi danzatori
Morel e Kevin, grazie a loro finalmente riesco a parlare con te che sei il
Direttore della COMPAGNIE MOAYE IVOIRE, una compagnia artistica
che ha sede in Costa d'Avorio e da molto tempo è dedita alla promozione
dell'arte e della cultura attraverso creazioni originali che vanno dalla
danza al teatro alla musica. Composta da ballerini, attori e musicisti,
come tu mi hai raccontato al telefono la tua compagnia fin dalla sua
nascita propone percorsi e temi ancorati alle realtà sociali della Costa
d'Avorio e allo stesso tempo vuole rivolgersi ad un pubblico
internazionale. Parliamo del titolo di questa tua ultima produzione che
vede impegnati ancora una volta grandi artisti tra musicisti e danzatori e
che come ho avuto modo di vedere sta avendo un grande successo in
Costa D’Avorio. Mi hai raccontato, durante la nostra lunga chiacchierata,
che " Elle n'enfante pas" si riferisce alla strada e che, nel contesto dello
spettacolo, è personificata dalla parola "Lei ". La strada, contrariamente a
quanto ci si potrebbe aspettare da un luogo che dovrebbe offrire una
forma di rifugio, non è una madre che nutre. Non protegge, non guida e
non offre un futuro ai bambini che vivono lì. Al contrario, rappresenta una
forma di abbandono e di rifiuto sociale. Il titolo sottolinea quindi questa
rottura fondamentale tra l'infanzia e un ambiente che dovrebbe essere
protettivo. "Elle n'enfante pas" critica la mancanza di sostegno e dignità
che questi bambini, spesso emarginati, ricevono dalla società e dalle
istituzioni. La strada, lungi dall'essere uno spazio di crescita e sicurezza,
non "dà vita" ai sogni e alle speranze di questi bambini, ma li priva di ogni
possibilità di sviluppo. Questo titolo invita quindi a una riflessione
collettiva sul posto dell'infanzia nella società e sui mezzi per ripristinare
questo legame sociale e istituzionale, affinché questi bambini possano
ritrovare la loro dignità, il loro posto e il loro futuro.
Il termine "bambino di strada" sembra indicare una categoria
uniforme di popolazione, in particolare in base all'età, come
suggerisce la parola stessa. Ma è davvero così semplice?
No, non è così semplice. Il termine "bambino di strada" può sembrare una
categoria uniforme, ma in realtà questa popolazione è molto eterogenea.
In questo spettacolo Elle n’enfante pas, noi mettiamo in luce diverse
realtà.
Vi è una rottura del legame tra le istituzioni quando l'individuo viene
rifiutato dalla sfera scolastica e familiare (le due principali istituzioni
di socializzazione). Come si possono ricreare questi legami
coinvolgendo le istituzioni?
Per ricreare questi legami e reintegrare i bambini di strada nella società, è
essenziale coinvolgere le istituzioni esistenti e sviluppare nuove forme di
partecipazione adatte alla loro realtà.
Creare progetti innovativi “dal basso”. L’arte come strumento di
reinserimento: Elle n’enfante pas è un esempio concreto di un progetto
che sensibilizza e dà voce a questi giovani.
Il legame sociale è ciò che unisce un individuo alla società, in altre
parole ciò che lo rende socialmente identificabile agli altri. Nel tuo
progetto, come viene rappresentata questa connessione?
S: In Elle n’enfante pas, la rottura dei legami sociali è al centro della
storia. Ci occupiamo di bambini e giovani emarginati, la cui esistenza
sembra invisibile al resto della società. Lo spettacolo mette in scena la
solidarietà tra bambini di strada e mette in luce come, nonostante la
durezza della strada, questi giovani ricreano tra loro una forma di
“famiglia” con i propri codici e valori.
Questa popolazione di bambini di strada è composta da
minorenni maschi (nella stragrande maggioranza dei
casi) la cui età varia a seconda dei paesi tra gli otto e i
diciotto anni, a volte anche di più. Questi bambini si
ritrovano per strada perché è l’unico luogo che rimane
loro accessibile. Il vostro percorso artistico in che modo
può aiutare a lasciare la strada?
Hai ragione, questa popolazione di bambini di strada è
composta prevalentemente da maschi, la cui età varia dagli
otto ai diciotto anni, anche se alcuni potrebbero essere più
grandi. La maggior parte di questi bambini finisce per strada
a causa di fattori sociali, economici e familiari. Povertà
estrema. Violenza domestica. Guerre o conflitti sociali.
Abbandono familiare. L'assenza di una figura genitoriale li
costringe a sopravvivere da soli per strada.
Il direttore artistico e membro fondatore: KOUASSI Amany Stéphane
Coreografo e membro fondatore: GOLY Haulaty Elysée
Direttore: YAO Miwa Wilmar Oswall
Manager: TRAORE Koffi Kalilou Yves
Abbiamo parlato diverse volte e mi piacerebbe davvero
che i lettori potessero ascoltare le tue parole ma
purtroppo dobbiamo arrivare alla conclusione di questo
nostro incontro, allora ti chiedo: come potrebbe essere
proposto questo spettacolo in Italia? Che tipo di
collaborazione potrebbe nascere con il mio paese per
sviluppare un progetto di aiuto ai bambini di strada?
S: Per proporre lo spettacolo Elle n’enfante pas in Italia e
valutare una collaborazione volta ad aiutare i bambini di
strada, si potrebbero esplorare diverse strade per coniugare
arte e impegno sociale: Collaborazione con istituzioni
culturali italiane. Lo spettacolo potrebbe essere
rappresentato in teatri, festival o eventi culturali in Italia.
Progetti di reintegrazione e arteterapia. In Italia sono già
attivi numerosi progetti di arteterapia per aiutare i giovani in
difficoltà. Si potrebbe valutare la collaborazione con centri
socio-riabilitativi o istituti scolastici.
Collaborazione artistica con artisti italiani. Coinvolgendo
artisti italiani, la collaborazione potrebbe assumere la forma
di residenze artistiche o laboratori creativi. Collaborazione
con scuole e università. Sviluppo di un tour solidale. Un
progetto più ambizioso potrebbe prevedere un tour di
beneficenza in cui i profitti di alcune esibizioni vengano
devoluti a iniziative a sostegno dei bambini di strada.
Utilizzare lo spettacolo come leva per l'advocacy. Infine, lo
spettacolo potrebbe diventare uno strumento di
sensibilizzazione per sensibilizzare l'opinione pubblica sul
problema dei bambini di strada.
Lo spettacolo "Elle n'enfante pas" è attualmente in scena
con una squadra di 20 artisti, tra cui ballerini, cantanti e
musicisti. Tuttavia, per una versione adatta alle tournée, è
possibile ridurre il numero di artisti a 10, in modo da rendere
la produzione più accessibile. Questo adattamento consente
in ogni caso di mantenere l'impatto artistico dello spettacolo
adattando al contempo le dimensioni del team ai diversi
programmi. Quindi, anche con un team ridotto, l'essenza
dello spettacolo, la sua portata e il suo messaggio
rimangono intatti.
CONTACTS:
Tel : (+225) 07 09 83 05 38
instagram : moaye_ivoire_cie_
moaye_ivoire_cie_
Facebook : Compagnie MOAYE IVOIRE https://www.facebook.com/moayeivoirecie?
locale=fr_FR
Email : moayeivoirecie@gmail.com
Il direttore artistico e membro fondatore: KOUASSI Amany Stéphane
Coreografo e membro fondatore: GOLY Haulaty Elysée
Direttore: YAO Miwa Wilmar Oswall
Manager: TRAORE Koffi Kalilou Yves
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Tel : (+225) 07 09 83 05 38
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Facebook : Compagnie MOAYE IVOIRE https://www.facebook.com/moayeivoirecie?locale=fr_FR
Email : moayeivoirecie@gmail.com
In occasione del centenario della nascita di Luciano Berio, il Centro Studi Luciano Berio organizza un festival di tre giorni a
Radicondoli, il borgo senese che il compositore scelse come dimora. Ideato da Angela Ida De Benedictis, il festival è
patrocinato dal Comune di Radicondoli e sostenuto dalla Regione Toscana. Intitolato «Invito». Per un centenario, l'evento
offre un'opportunità unica per esplorare l'eredità artistica e umana di Berio attraverso un programma ricco di mostre,
concerti, spettacoli multimediali e incontri, tutti gratuiti. Tra i luoghi coinvolti ci sono Palazzo Bizzarrini, Palazzo Borghi
Lolini, il Teatro dei Risorti e la Biblioteca Comunale Dina Ferri. Il festival si conclude nel Giardino de Il Colombaio,
residenza privata di Berio, con un'installazione sonora immersiva. L'evento vede la partecipazione di musicisti, collaboratori
e familiari di Berio, tra cui Talia Pecker Berio e Marina Berio. Il programma include spettacoli come Berio’s Rhapsodies e
un omaggio a Cathy Berberian, oltre a concerti e seminari dedicati alle opere di Berio. Il festival celebra l'influenza di Berio
sulla musica contemporanea e il suo spirito di ricerca e sperimentazione.
Luciano Berio ha esplorato i territori musicali più diversi, dall’elettronica alle musiche popolari, dalle riletture del repertorio
classico alla sperimentazione sulla voce e coi media, dal teatro musicale al rock,e attraversando con curiosità e spirito di
ricerca la letteratura, l’etnomusicologia, l’antropologia e la linguistica. Figura di spicco dell’avanguardia postbellica, il suo
itinerario artistico tanto articolato ha profondamente influenzato le future generazioni di compositori e interpreti.
SOPRAVÈNTO
IL FESTIVAL CHE CELEBRA L’INCONTRO TRA MUSICA E MARE.
DAL 23 AL 25 MAGGIO A FANO LA SECONDA EDIZIONE DI
SOPRAVENTO CON LA DIREZIONE ARTISTICA COLAPESCE E
DIMARTINO. IL FESRTIVAL APRE CON IL CANTAUTORE DENTE,
PSEUDONIMO DI GIUSEPPE PEVERI.
È tutto pronto per la seconda edizione di SOPRAVÈNTO, un festival che celebra l'incontro tra musica e mare, in programma
dal 23 al 25 maggio a Fano, nella provincia di Pesaro e Urbino. Sotto la direzione artistica di COLAPESCE e DIMARTINO, e
organizzato da Rebel House insieme al Comune di Fano, con il patrocinio della Fondazione Marche Cultura, l'evento
trasformerà la città marchigiana in un palcoscenico diffuso per tre giorni.
Fano accoglierà concerti di artisti di spicco del panorama musicale italiano, oltre a incontri e momenti di condivisione in
luoghi simbolici della tradizione marinara e del suggestivo centro storico. Il 23 maggio, l'Ex Chiesa di San Francesco sarà la
cornice del concerto di DENTE. Il cantautore offrirà un'esibizione intima, chitarra e voce, per presentare il suo nuovo album
"Santa Tenerezza". In questo contesto affascinante, i brani, spogliati degli arrangiamenti complessi, riveleranno la forza
terapeutica della scrittura di Dente.
Giuseppe Peveri, in arte Dente, ha iniziato la sua carriera solista nel 2006 con "Anice in bocca", un album che ha contribuito
a definire il pop lo-fi italiano. I suoi lavori successivi, come "Non c’è due senza te" e "L’amore non è bello", sono diventati cult
della nuova canzone italiana degli anni 2000. La sua evoluzione musicale lo ha portato verso un cantautorato più classico e
consapevole, mantenendo sempre la giocosità del suo linguaggio distintivo. Nel 2023, Dente è tornato con "Hotel Souvenir",
prodotto da Federico Nardelli, e nel 2024 pubblicherà "Zenzero" in collaborazione con Colapesce.
COLAPESCE DIMARTINO
Direttori artistici di Sopravènto
2025
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"CO-VISION: L'ARTE DIGITALE INCONTRA
IL PATRIMONIO NATURALE EUROPEO"
Videocittà lancia un progetto innovativo che unisce arte
digitale e patrimonio naturale europeo
Videocittà - il Festival della Visione e della Cultura Digitale, fondato da Francesco Rutelli nel 2018, si è affermato come un
faro di innovazione e creatività nel panorama culturale europeo. Al centro di questa iniziativa c'è CO-VISION, un progetto
internazionale di cooperazione su larga scala, co-finanziato dalla Commissione Europea nell'ambito del programma Europa
Creativa. Ideato da Francesco Dobrovich e guidato da Guido Pietro Airoldi, CO-VISION si propone di affrontare le
emergenze ambientali del nostro tempo attraverso l'arte digitale.
Il progetto, con Videocittà come leader, coinvolge otto partner artistici da tutta Europa, tra cui l'Athens Digital Arts Festival in
Grecia e il festival Eufònic in Spagna, oltre a quattro partner tecnici come l'Istituto Europeo di Design in Italia. Insieme, questi
partner creano un mosaico di installazioni audiovisive, video mapping, sculture interattive e performance che offrono una
narrazione contemporanea del patrimonio naturale europeo.
Le opere esplorano temi urgenti come l'erosione delle coste dell'Alta Francia, la scomparsa del pino domestico a Roma, e la
proliferazione delle meduse in Grecia. Attraverso un dialogo tra cittadini, esperti e artisti, il progetto mira a costruire una
narrazione condivisa e accessibile, sensibilizzando l'opinione pubblica sulla fragilità e la bellezza della natura europea.
CO-VISION non è solo un progetto artistico, ma un potente strumento di educazione ambientale. Esplora il legame tra arte,
scienza e territorio, coinvolgendo artisti, esperti e cittadini in un dialogo interdisciplinare. L'obiettivo è creare nuove
consapevolezze, sottolineando l'importanza della biodiversità e il ruolo fondamentale di alcune specie a rischio
nell'ecosistema.
Il progetto punta a lasciare un'impronta duratura, preservando la memoria collettiva del patrimonio naturale europeo
attraverso un archivio di opere digitali accessibile a tutti a partire dal 2026. Questo archivio fungerà da finestra virtuale per
documentare lo stato attuale dei paesaggi e della fauna locale, offrendo una testimonianza storica delle trasformazioni
ambientali.
Il percorso di CO-VISION è iniziato nel 2024 con i Local Debates, incontri che hanno favorito il confronto tra comunità locali e
creativi. Da questo scambio sono nate nuove idee e approcci che, sotto forma di opere d'arte, saranno condivise con il
pubblico nei prossimi mesi. In questo modo, CO-VISION non solo documenta, ma ispira un cambiamento, promuovendo un
futuro in cui l'arte e la natura coesistono in armonia.
Pinus Pinea A/V talk
ARTWORK_LORENZA LIGUORI
Pinus Pinea A/V talk
ARTWORK_LORENZA LIGUORI
Festival Internazionale di danza e cultura contemporanea
Dal 16 maggio 2025 al 21 giugno 2025
FuturoRoma – Festival Internazionale di Danza e Cultura Contemporanea si prepara a inaugurare la sua quinta edizione il
16 maggio, segnando un momento cruciale per la danza e la cultura contemporanea nella capitale italiana. Questo
rebranding non è solo una questione di nome, ma rappresenta un impegno profondo verso l'identità culturale di Roma, un
luogo dove tradizione e innovazione si intrecciano. Con l'avvicinarsi del Giubileo del 2025, il festival si propone come un
palcoscenico di dialogo e scambio culturale, accogliendo artisti e visitatori da tutto il mondo. La programmazione di
quest'anno è ricca e variegata, con eventi che spaziano da performance all'aperto con centinaia di danzatori a dibattiti su
temi attuali nel mondo delle arti performative. La presentazione di opere innovative come "The day when I chose to be a
daughter" e "Eutopia", che mettono in luce la creatività di artisti emergenti. Inoltre, il festival non si limita alla danza, ma
abbraccia anche il cinema e la letteratura, con progetti speciali che coinvolgono la comunità e promuovono la riflessione
sui corpi e le loro rappresentazioni. Con una programmazione che si estende fino al 21 giugno, FuturoRoma si conferma
come un punto di riferimento per la cultura contemporanea, capace di attrarre un pubblico sempre più ampio e
diversificato, e di rispondere alle sfide di un panorama culturale in continua evoluzione.
Alessandro Longobardi - Direttore Artistico -
Teatro Brancaccio
Alessia Gatta - Direttrice Artistica - Futuro Roma
Tra sogno e memoria, un omaggio al genio di Fellini
Debutta a Milano e Madrid "AnMARCORD", un omaggio teatrale al maestro riminese Federico Fellini, prodotto
dalla STM Scuola del Teatro Musicale. Lo spettacolo andrà in scena al Teatro Franco Parenti di Milano il 17 aprile
e all'Istituto Italiano di Cultura di Madrid l'8 maggio, nell'ambito del progetto GRAND TOUR AFAM, sostenuto
dall'Unione Europea Next Generation EU per promuovere l'internazionalizzazione delle istituzioni artistiche.
"AnMARCORD", il cui titolo in dialetto riminese significa "non mi ricordo", si propone di esplorare l'infanzia di
Fellini, intrecciando memorie reali e suggestioni poetiche che hanno forgiato la sua inconfondibile estetica. La
drammaturgia è curata da Rodolfo Ciulla, con la regia di Marco Iacomelli e Massimiliano Perticari, mentre il ruolo
di Fellini è interpretato da Pietro Ubaldi, noto doppiatore e conduttore. Con un cast di 21 attori, tutti diplomati
della STM, lo spettacolo invita il pubblico a riscoprire il mondo felliniano attraverso un sapiente mix di
narrazione, immagini e musica. "AnMARCORD" non è solo un tributo al celebre film del 1973, ma un viaggio che
sfida la distinzione tra autobiografia e finzione, esplorando le radici di un artista che, cresciuto nella Rimini degli
anni Trenta, ha saputo trasformare la sua realtà in un'opera d'arte senza tempo. La ricerca drammaturgica si
interroga su come un ragazzo di umili origini, cresciuto sotto il regime fascista, sia diventato uno dei più grandi
visionari del Novecento, rendendo omaggio a un genio che continua a ispirare generazioni
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BACCANTI
foto_(c) Franco Guardascione
Il culto dionisiaco, con le sue radici che affondano nell'antica cultura indiana, si presenta come un tema centrale
nell'interpretazione contemporanea di "Baccanti" di Euripide, proposta dalla compagnia archiviozeta. Questo nuovo
allestimento, che debutterà il 4 aprile al Teatro Palladium, segna un ritorno significativo della compagnia nella Capitale,
dopo anni di assenza. Fondata nel 1999 da Enrica Sangiovanni e Gianluca Guidotti, archiviozeta è nota per la sua ricerca
artistica che si sviluppa in spazi non convenzionali, creando un dialogo profondo con i luoghi in cui si esibisce. La
compagnia ha ricevuto riconoscimenti per il suo approccio innovativo e politico al teatro, affrontando questioni di memoria
storica e partecipazione collettiva. Nel contesto di "Baccanti", il culto di Dioniso viene esplorato attraverso il tema del
doppio, che si riflette sia nel teatro che nella vita. La scelta di interpretare il coro femminile con attori uomini e di avere
Penteo interpretato da un'attrice travestita da uomo, evidenzia le identità mutevoli e il ribaltamento dei ruoli, elementi
chiave della narrazione dionisiaca. La danza Bharatanatyam, guidata da Giuditta de Concini, e la musica contemporanea
di Patrizio Barontini, arricchiscono ulteriormente l'esperienza, creando un contrappunto tra tradizione e modernità. La
messa in scena di archiviozeta si propone di tornare alle origini archetipiche del mito, esplorando la connessione tra
l'essere umano e la natura, un tema di grande attualità. Dioniso, come dio della metamorfosi e del teatro, diventa simbolo
di una riflessione profonda sulla realtà e sulla sua mistificazione, affrontando le crisi contemporanee. Al termine dello
spettacolo, un dialogo con esperti di filosofia offrirà ulteriori spunti di riflessione, rendendo "Baccanti" non solo un evento
teatrale, ma un'importante occasione di confronto culturale. Dopo la data romana BACCANTI andrà in scena il 15 maggio
2025 a L’Aquila al Festival ARIA, dal 13 al 15 giugno al MNEMA Parco Archeologico della città etrusca di Kainua
(Marzabotto, BO), il 4 e 5 luglio al Parco Archeologico e Teatro Romano di Fiesole (FI) e il 19 luglio al Kilowatt Festival di
Sansepolcro (AR)
foto_(c) Franco Guardascione
Simone Cristicchi e Amara_Credito fotografo_Ph._Giorgio Amendola_b
BACCANTI
di Euripide
Drammaturgia e regia
Gianluca Guidotti e Enrica Sangiovanni
ATTORI
Diana Dardi – Penteo, Agave
Gianluca Guidotti – Cadmo
Pouria Jashn Tirgan – Dioniso
Giuseppe Losacco – Coro, Guardia, Messaggero
Andrea Maffetti – Coro, Tiresia, Messaggero
Enrica Sangiovanni – Dioniso
Giacomo Tamburini – Coro, Messaggero, duduk
Partitura musicale
Patrizio Barontini
Movimenti scenici
Giuditta de Concini
Sartoria les libellules Studio
Luci Vincenzo Scorza
Produzione Archiviozeta
In collaborazione con MIC Ministero della Cultura | Direzione Regionale Musei Emilia-Romagna
con il contributo di Comune di Bologna | Settore Cultura e Creatività | Bologna Estate
Regione Emilia-Romagna | ER Cultura
foto_(c) Franco Guardascione
The Real HamleT
Patrizio Cigliano per la prima volta in Italia porta in scena la
versione orginale della famosa opera shakespeariana “Amleto”.
Nel ruolo dello spettro la voce di Gigi Proietti
mentre Leo Gullotta presta la voce a Shakespeare
L'OFF/OFF Theatre di Roma per quattro giorni alla
fine di aprile ha accolto un evento teatrale di portata
storica: la prima rappresentazione in Italia della
versione originale di "Amleto" di William
Shakespeare, mai messa in scena prima nel nostro
paese. Grazie al progetto "The Real Hamlet" curato
da Patrizio Cigliano, il pubblico ha avuto l'opportunità
di assistere a una versione più asciutta e sintetica
della celebre tragedia, risalente al 1603. Questa
edizione, scoperta solo nel 1823, è considerata il
"Primo Amleto" assoluto, scritto dallo stesso
Shakespeare prima delle riscritture che ne hanno
ampliato la lunghezza. Con una durata di sole due
ore, questa rappresentazione promette di restituire
l'essenza del testo, con un approccio più teatrale e
dinamico, arricchito da musiche incisive e un ritmo
cinematografico. Il cast, guidato da Cigliano, include
talenti come Giulia Ricciardi e Nicolò Scarparo, e si
avvale di due straordinari camei vocali: Gigi Proietti
(voce registrata prima della morte dell’attore) nel
ruolo dello Spettro e Leo Gullotta, che offrirà
riflessioni contemporanee sulla storia e sulla
condizione umana. L'uso dell'Intelligenza Artificiale
per le proiezioni video aggiunge un tocco moderno a
questa produzione elisabettiana, rendendo
l'esperienza ancora più coinvolgente. "Amleto" si
rivela così non solo una tragedia gotica e fantastica,
ma anche un'opera popolare, capace di affascinare il
pubblico di ogni epoca. Un Progetto Ass. Cult.
Arcadino, Prodotto dalla Compagnia Moliere di
Roma.
Patrizio Cigliano in The Real Hamlet
Il Musical dei Record Arriva in Italia
sbarcando a Trieste e Milano!
Il celebre musical MAMMA MIA!, ispirato ai successi degli ABBA, arriva in Italia con tappe a Trieste
dal 23 al 27 aprile 2025 e a Milano dal 30 aprile all'11 maggio 2025. Questa amata commedia
musicale trasformerà il Rossetti e il Teatro Arcimboldi in un'incantevole isola greca, offrendo al
pubblico un'esperienza indimenticabile.
La storia segue Sophie Sheridan, che alla vigilia del suo matrimonio cerca di scoprire l'identità del
suo vero padre, riunendo tre uomini dal passato della madre, Donna. Un racconto avvincente che
prende vita grazie ai capolavori senza tempo degli ABBA.
Celebrando 25 anni dal debutto nel West End di Londra, MAMMA MIA! ha incantato oltre 65 milioni
di spettatori in 50 produzioni e 16 lingue diverse, diventando un fenomeno globale. Il film del 2008,
prodotto da Judy Craymer, è stato un successo di incassi, seguito dal fortunato sequel del 2018.
Con musica di Benny Andersson e Björn Ulvaeus, il musical è scritto da Catherine Johnson, diretto
da Phyllida Lloyd e coreografato da Anthony Van Laast. Le scenografie e i costumi sono di Mark
Thompson, con design luci di Howard Harrison e sound design di Andrew Bruce e Bobby Aitken.
Prodotto da Judy Craymer, Richard East e Björn Ulvaeus per Littlestar, in collaborazione con
Universal e NGM, MAMMA MIA! continua a incantare il pubblico di tutto il mondo. (foto di Brinkhoff-
Moegenburg).
Brinkhoff-Moegenburg
Brinkhoff-Moegenburg.
Brinkhoff-Moegenburg.
REVENGE PORN
Quattro minuti e dodici secondi. Un dramedy ricco di intensità
e di ironia, che racconta perfettamente l'era dei selfie.
“Il Revenge Porn è la tematica – oltre che il titolo - al centro dello spettacolo andato in scena all’OFF/OFF Theatre di
Roma, con protagonisti Chiara Becchimanzi e Claudio Vanni e con Flavia Lorusso e Samuele Ghiani, diretti da Giancarlo
Nicoletti nel testo scritto dall’autore James Fritz. Scene di Alessandro Chiti, musiche di Mimosa Campironi e disegno luci di
David Barittoni, per incorniciare una piéce che riflette sua una delle piaghe digitali che affliggono la società
contemporanea.
Quattro minuti e dodici secondi. Questa è la durata del video hard che, dal telefonino del diciassettenne Tommy, è finito
online ed è stato visto da mezzo milionedi persone. Chi l’ha pubblicato? Tommy giura dinon averlo fatto e sua madre gli
crede. Ma può veramente fidarsi? Ed è vero, come dicono tutti,che la sua ex fidanzata è stata costretta a girare il video?
Suo figlio è un mostro o è una vittima dell’era digitale?
Mescolando dramma e attualità, Revenge Porn - Quattro minuti e dodici secondi, è un thriller mozzafiato estremamente
contemporaneo, capace di gettare luce sulle insidie di un mondo in cui gli smartphone sono onnipresenti e nulla muore
online,eccetto la reputazione. Per la prima volta in Italia, il testo di James Fritzè uno dei lavori di maggior successodel
West End londinese degli ultimi anni, nominato agli Olivier Award e rappresentato in numerosi paesi. Un testo che mette
in scena recriminazioni, bugie e dubbi etici, lascindo nell0 sopettatore un’interrogativosi: cosa deve fare una madre?
Difendere il figlio o il proprio genere femminile?...
FELICISSIMA JURNATA
uno spettacolo di Putéca Celidònia per la
prima volta a Roma al Teatro Vascello
Dal 13 al 18 maggio arriva per la prima volta a Roma, al Teatro Vascello, Felicissima jurnata,
creazione di grande successo, da più stagioni, del collettivo napoletano Putéca Celidònia, vincitore
del Premio Hystrio-Iceberg 2024. Lo spettacolo interpretato da Antonella Morea e Dario Rea ha
ricevuto numerosi riconoscimenti: Premio Giuria Popolare - Dante Cappelletti 2021, Finalista di
Forever Young - La Corte Ospitale 2022 e due nomination ai Premi Ubu 2023 per la Miglior attrice e
la Miglior scenografia.
Felicissima jurnata cerca di cogliere l’essenza o, forse, l’assenza di vita reale che unisce sul filo della
solitudine il basso napoletano e i protagonisti di Giorni Felici di Samuel Beckett.
Un lavoro, scritto e diretto da Emanuele D’Errico, che nasce da un’esperienza ben precisa, vissuta
attivamente da Putéca Celidònia nel Rione Sanità di Napoli, dove la compagnia cura diversi progetti
teatrali. Dopo aver preso confidenza con il quartiere ed essere entrati all’interno di alcuni ‘bassi’ - la
tipica abitazione al piano terra con ingresso su strada - il collettivo ha iniziato a intervistare le donne e
gli uomini che abitano nel quartiere.
Delle loro storie si compone Felicissima jurnata, che pone l’accento sulla paralisi emotiva e fisica che
queste persone si impongono per mancanza di mezzi. Molti di loro non sono mai usciti dalla loro città
- nel migliore dei casi - e nel peggiore non sono mai usciti dal proprio quartiere e chissà da quanto
tempo dalla propria casa. Non è prigionia questa? È una prigionia consapevole o inconsapevole?
Il testo è venuto da sé: lo hanno scritto le storie di Assunta, Pasqualotto, Angela e di tutti gli altri
abitanti del Rione Sanità. Felicissima jurnata è anche la storia di una donna di centonove anni che
ancora si trucca, che mette lo smalto e ‘sente’ la gente intorno che suona e che canta.
Putéca Celidònia nasce nel settembre 2018 e prende ingestione due beni confiscati alla camorra nel
Rione Sanità a Napoli, nel Vicolo della Cultura. Due tipici bassi napoletani che diventano luogo di
accoglienza e di restituzione ai cittadini attraverso servizi socio-culturali, tra cui i corsi di teatro, di
scenografia e di realizzazione del costume gratuiti. Putéca attraversa tre percorsi di lavoro intrecciati:
Territorio, Formazione e Produzione.
STEFANO FRANCIA ENJOYART
presenta
COMPILATION e PODCAST
IN COLLABORAZIONE CON ALWAYS POMODORO STUDIO
DISPONIBILE SU TUTTE LE PIATTAFORME
Ascolta ora
PODCAST/STEFANOFRANCIA
Rocky e Apollo (Pierpaolo Pretelli e Robert Ediogu)
Cast completo di “Rocky The Musical” diretto da Lucinao Cannito.
Rocky Balboa torna sul ring in un modo del tutto nuovo con "Rocky The Musical", uno spettacolo mozzafiato che promette di
emozionare il pubblico con la sua combinazione di poesia, canzoni straordinarie e numeri di ensemble coinvolgenti. Scritto da
Lynn Ahrens e Stephen Flaherty, con un libretto di Tony Thomas Meehan adattato dalla celebre sceneggiatura di Sylvester
Stallone, questo musical è una celebrazione della determinazione e della passione. La regia e l'adattamento italiano sono firmati
da Luciano Cannito, che ha anche curato le coreografie insieme a Fabrizio Prolli. Sul palco, i protagonisti Pierpaolo Pretelli
(Rocky) ora impegnato come inviato di Veronica Gentile sulla nuova “Isola dei Famosi” su Canale 5 e Giulia Ottonello (Adriana)
affiancati da un cast di talentuosi attori, Robert Ediogu (Apollo Creed), Giancarlo Teodori (Mickey Goldmill), Matteo Micheli
(Paulie Pennino), Laura Di Mauro (Gloria). E con Simone Pieroni (Mr Jergens), Francescopaolo Verratti (Mr Gaso), Christian
Peroni (Tommy Crosetti), Valeria Cozzolino (Joanne), Laura Offen (Angie), Martina Peruzzi (Linda McKenna), Pietro Rebora
(Allenatore Apollo), Cristina Da Villanova (Apollo Girl), Gianmarco Galati (Spider Rico), Gianluca Savino (Mike), Nicholas Lega
(Buddy), Egon Polzone (Dipper). Prodotto da Fabrizio di Fiore Entertainment in collaborazione con Music Theatre International,
lo spettacolo si avvale di scenografie di Italo Grassi, costumi di Veronica Iozzi e un'illuminazione curata da Valerio Tiberi, mentre
la direzione musicale è affidata a Ivan Lazzara e Angelo Nigro, che ha anche realizzato gli arrangiamenti.
Pierpaolo Pretelli (Rocky) e Giulia Ottonello (Adriana)
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Nascono i nuovi 4GOT10
Nel 1989, nella suggestiva cornice della Valsusa, tre giovani appena maggiorenni danno vita a un progetto musicale
ambizioso: i Forgotten Sons. Mauro Ala alla voce, Alberto Vacchiotti alla chitarra e Luca Vicini, noto come "Vicio", al
basso, uniscono le loro diverse influenze musicali per creare un sound unico che fonde heavy metal, new wave e pop, con
testi rigorosamente in inglese. A loro si uniscono altri tre musicisti, dando il via a un'avventura che ben presto cattura
l'attenzione del pubblico.
Con il passare del tempo, la band inizia a scrivere sempre più brani, orientandosi verso un sound più pop, in particolare
AOR, un genere molto popolare negli Stati Uniti alla fine degli anni '80. La crescente popolarità dei loro concerti,
caratterizzati da melodie accattivanti e una forte presenza scenica, culmina nella registrazione di un EP su cassetta con
quattro canzoni. Questo lavoro, distribuito in tutta Italia dalla CGD/Ricordi, riceve ottime recensioni dalle riviste
musicali dell'epoca.
Tuttavia, la giovane età dei membri e le diverse visioni musicali portano a un precoce scioglimento nel 1992. Nel 1995, la
band tenta un ritorno con l'ingresso di Iacopo Arrobio, già noto per il suo lavoro con i Sick Rose. I Forgotten Sons
scrivono nuove canzoni, aggiornando il loro sound, e si esibiscono in vari concerti fino al 1999, quando il trasferimento
del cantante in Spagna e l'ingresso di Vicio nei Subsonica segnano la fine del gruppo. O forse no?
Nel 2021, in piena pandemia, Vicio e Alberto Vacchiotti, ormai chitarrista dei Fratelli di Soledad, decidono di
rispolverare le vecchie tracce. Entrambi diventati produttori con studi privati, si scambiano file a distanza con l'intento
di trasformare le vecchie canzoni in qualcosa di attuale, per il puro piacere di farlo. Il progetto rimane in sospeso fino al
2024, quando Vicio riprende in mano melodie e testi, registrando una sorta di demo che si evolve gradualmente in un
album vero e proprio.
Nel 2021, in piena pandemia, Vicio e Alberto Vacchiotti, ormai chitarrista dei Fratelli di Soledad, decidono di
rispolverare le vecchie tracce. Entrambi diventati produttori con studi privati, si scambiano file a distanza con l'intento
di trasformare le vecchie canzoni in qualcosa di attuale, per il puro piacere di farlo. Il progetto rimane in sospeso fino al
2024, quando Vicio riprende in mano melodie e testi, registrando una sorta di demo che si evolve gradualmente in un
album vero e proprio.
Con il consenso di Vacchio, decidono di coinvolgere un giovane cantante torinese, Mark (Marco Previato), di cui Vicio è
produttore nel progetto Proibito, insieme alla tastierista Ele (Elena Crolle). Alla batteria si unisce Matt (Mattia Barbieri),
uno dei migliori batteristi della nuova scena jazz e pop. Iacopo Arrobio continua a supportare Vacchio alle chitarre,
completando così la formazione della band, pronta a scrivere un nuovo capitolo della loro storia.
Nel 2025 i 4GOT10” (The Orchard), , la band underground torinese che lanciò le carriere di Luca “Vicio” Vicini
(Subsonica) e Alberto “Vacchio” Vacchiotti (Fratelli di Soledad) torna dopo oltre 25 anni con un nuovo album omonimo
“4GOT10”
Oltre ai veterani del gruppo, a completare la formazione si affiancano Marco “Mark” Previato, Elena “Ele” Crolle, Mattia
“Matt” Barbieri e Iacopo “Ia” Arrobio.
I simboli raffigurati in copertina, uno per ogni membro dei 4GOT10, sono esagrammi provenienti dall'I Ching, o Libro
dei Mutamenti. Considerato uno dei cinque classici del confucianesimo, viene utilizzato sia come manuale di divinazione
che come guida filosofica. Il libro si basa su 64 esagrammi, ognuno dei quali offre una riflessione sulla natura del
mutamento, fornendo consigli per affrontare le trasformazioni della vita.
Il sound del disco parte dalle sonorità West Coast, molto care alle origini della band, per giungere a un city pop fresco e
attuale. I testi raccontano relazioni e sentimenti in tutte le declinazioni possibili partendo dalla più importante: quella
con sé stessi.
L’album è disponibile in digitale al seguente link: https://orcd.co/4got10
Francesco Leone (@gliindecisi18)
THE MISS
“L'ENFER”
"L'Enfer", presentato a "Una voce per San Marino", è un brano poliglotta che affronta temi globali cruciali.
Inizia in italiano con i diritti umani, passa al francese per i diritti animali, affronta il disboscamento in spagnolo,
l'inquinamento idrico in tedesco e conclude in inglese con un monito sulle armi nucleari.
È un appello alla pace e al rispetto per il pianeta.
L'artista racconta: "L'idea è nata da un reel di Annalisa sulle armi nucleari. Ho voluto sensibilizzare su questo tema spesso
trascurato. Con Luca, abbiamo deciso di scrivere in cinque lingue per l'Eurovision.
È stato complesso, ma grazie a madrelingua e alla mia esperienza, ho superato le difficoltà linguistiche.
Un aneddoto curioso riguarda l'abito di carta di giornali, adattato per il palco di San Marino e poi trasformato in un abito di
fiori per il videoclip." Il videoclip, diretto da Claudio Bernardi e girato a Biella, utilizza uno sfondo nero per simboleggiare il
vuoto creato dall'umanità. Gli abiti di materiali riciclati sottolineano l'impegno ecologico del progetto.
Who is The Miss?
The Miss è una drag queen che non pensa solo allo spettacolo, ma anche ai contenuti, a partire dal nome, Ness the Miss,
abbreviato a The Miss. Ness è il nome proprio, che vuole ricordare quello del famoso mostro del lago scozzese, qualcosa
che spaventa la società ma al tempo stesso la affascina, the Miss è l’emblema della femminilità che, a differenza da ciò
che la società impone, può essere comunque sfoggiata da una persona di sesso biologico maschile. Il nome completo
quindi diventa the MissNess, la mancanza, perché vuole andare a parlare di quei temi ancora tabù della società.
Artisticamente nasce nel 2018 in Australia, ideato da Claudio Bernardi. Influenzato dal padre musicista, inizia presto a
studiare musica e danza. A sedici anni scrive la sua prima canzone, ma mette in pausa l'arte per il lavoro.
Nel 2017, in Australia, riscopre la sua passione e crea The Miss, un progetto che sfida i tabù sociali.
Tornato in Italia, collabora con il padre e pubblica "I’m Not Ready" dopo la sua scomparsa. Si trasferisce a Milano per
perfezionarsi in canto, recitazione e danza. Vince il Premio Mia Martini 2023 con "Un fatto innaturale" e continua a esibirsi
in vari concorsi, portando avanti un messaggio di libertà e resistenza nel panorama musicale.
Guarda il videoclip : https://www.youtube.com/watch?v=1IMyaWBf9Pk
@gliindecisi18
SENHIT
TuttoBallo
Dopo l'esibizione travolgente sul palco del Primo Maggio, dove ha interpretato
l'iconico brano "Adrenalina" e una versione rivisitata di "Fiesta", la celebre canzone
simbolo della carriera internazionale di Raffaella Carrà, Senhit continua a dimostrare
la sua inarrestabile energia. Con la sua caratteristica adrenalina, eccentricità e
passione per l'avventura, l'artista torna sotto i riflettori, mettendo in luce ciò che la
rappresenta al meglio: la sua sincerità e autenticità. Il nuovo singolo "2 GOOD", con il
suo groove dinamico e le influenze electro-pop che contraddistinguono lo stile di
Senhit, affronta il tema dell'autoconsapevolezza e della determinazione a mantenere
la propria identità, anche quando questa rischia di essere offuscata dalle dinamiche di
una relazione.
SENHIT ha conquistato il pubblico internazionale con le sue performance globali, tra
cui due partecipazioni all'Eurovision Song Contest nel 2011 e 2021, e collaborazioni
con artisti come Benny Benassi, Flo Rida, Steve Aoki e Tory Lanez. Nel 2024, il suo
"I AM WHAT I AM TOUR" ha toccato diverse città europee.
Any Other © Carmen Colombo
TuttoBallo
TuttoBallo
Questa scelta consapevole mira a far emergere l’immediatezza, la spontaneità e la fragilità di queste canzoni. Non si
tratta di un semplice riempitivo o di un momento di transizione tra un album e l’altro, ma di un’opera che trova il suo
significato proprio nella brevità di queste quattro tracce.
"Per te, che non ci sarai più” è anche un viaggio nella versatilità artistica di Any Other, che firma testi e arrangiamenti,
condividendo la produzione con Marco Giudici. Questo lavoro si muove tra lingue diverse – con due brani in italiano,
uno in inglese e uno in giapponese – e conferma l’eclettismo sonoro dell’artista, capace di unire mondi lontani con una
coerenza emotiva rara.
Allo sviluppo dell’EP hanno collaborato Marco Giudici, Nicholas Remondino e Giulio Stermieri – con cui Any Other ha
condiviso il palco durante il tour del precedente disco **"stillness, stop: you have a right to remember"** – insieme a
Alessandro Cau e Federico Fenu.
In un certo senso, "Per te, che non ci sarai più" si presenta come un ideale proseguimento di **"stillness, stop: you have
a right to remember"**, ma al contempo segna l’apertura di una nuova strada, spostando lo sguardo verso un approccio
più istintivo, meno strutturato e, forse, ancora più intimo e diretto. È come una dedica silenziosa, luminosa e piena di
vita, rivolta a chi non c'è più e a chi resta.
Any Other è attualmente in tour con la sua nuova musica. I prossimi appuntamenti live, organizzati da Dna Concerti,
includono il 10 maggio a Torino presso sPAZIO211, il 19 maggio a Roma all'Unplugged in Monti (due solo show in
giornata), il 7 giugno a Borca di Cadore (BL) al Teimat Fest, l'8 a Bologna all'Express Festival al Locomotiv (solo show /
con The Hard Quartet), il 20 a Ripe San Ginesio (MC) al Borgofuturo (solo show / con Daniel Norgren), il 27 a Mendrisio
in Svizzera alla Festa della Musica e il 5 luglio a Santorso (VI) all'Ingrumà Festival.
Any Other © Carmen Colombo
Calibro 35
TuttoBallo
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"Reptile Strut", il nuovo singolo dei Calibro 35, la band, composta da Tommaso Colliva, Enrico Gabrielli, Massimo
Martellotta e Fabio Rondanini, affermatasi in 18 anni di carriera per la sua maestria tecnica e un amore incondizionato
per il groove, riuscendo a fondere coerenza ed eclettismo, rigore esecutivo e libertà creativa. Il brano anticipa l'uscita
del prossimo album in studio, "Exploration", prevista per il 6 giugno e già disponibile in pre-order. Questo nono lavoro
discografico segna il ritorno alla label indipendente Record Kicks e vede la partecipazione di Roberto Dragonetti al
basso.
"Il ramarro è un sauro dal colore verde acceso, rapidissimo nei movimenti, con un incedere scattante e un passo che
cambia spesso. Per questo è difficile catturarlo. 'Reptile Strut' nasce da queste premesse, con un DNA preciso: la
passione per il groove e la voglia di sperimentare, che si traduce in un continuo cambio di passo, di stili, di mondi
musicali in costante evoluzione", spiegano i Calibro 35.
La traccia strumentale è un mix granitico e cangiante di jazz e rock, che esalta l'interazione straordinaria tra i musicisti,
la compattezza di basso e batteria, la chitarra funky, le evoluzioni dei fiati e la dimensione quasi onirica delle tastiere.
"Negli ultimi tempi abbiamo assorbito una grande quantità di musica. Grazie alla produzione di colonne sonore,
abbiamo messo i nostri strumenti al servizio di storie da raccontare e immagini da vedere. Partecipando a diversi
festival italiani ed europei, ci siamo confrontati con il vasto mondo del jazz. Abbiamo tenuto le orecchie aperte,
assaggiato tutto ciò che potevamo, cercando di capire cosa avremmo potuto integrare nel nostro linguaggio",
aggiungono i Calibro 35.
"Reptile Strut" è quindi l'introduzione perfetta al nuovo album "Exploration", che rappresenta un'evoluzione ideale del
precedente EP "Jazzploitation". Dallo "sfruttamento" e dalla "rapina fulminea" nella banca del jazz, si passa alla
tensione verso l'esplorazione di nuovi orizzonti, mantenendo un'attitudine e un'ispirazione jazzistica, ma volgendo lo
sguardo verso una molteplicità di possibili approdi.
TuttoBallo
Studio Murena
Jazzhighlanders è il nuovo singolo degli Studio Murena, in uscita oggi, 4 aprile, per Island Records. Questa
canzone cruda e fiera celebra l'importanza di rimanere fedeli a se stessi, rifiutando immagini e percorsi
precostituiti.
La band milanese torna con la sua inconfondibile fusione di jazz, hardcore rap ed elettronica, creando un sound
potente e avvolgente. Le parole sferzanti affrontano tematiche profonde, esponendosi senza paura, anche
quando è difficile. Con la produzione di Tommaso Colliva, gli Studio Murena compiono un ulteriore passo nel
loro percorso artistico, approfondendo il loro messaggio musicale e sociale.
Jazzhighlanders riprende il discorso lasciato da *WadiruM*, raccontando le esperienze di un tour di tre anni:
l'esaltazione, la disillusione e l'orgoglio di mantenere la propria libertà. Milano, con le sue pretese, diventa un
contesto alienante, dove chi non si conforma rischia l'emarginazione. La band afferma: "Siamo jazzhighlanders
perché rivendichiamo la nostra indipendenza e sensibilità".
Il brano è un inno all'unicità e all'originalità, un invito al cambiamento personale. Accompagnato da un video
surreale lungo la M3 di Milano, il singolo presenta un'estetica VHS che ricorda i Bomfunk MC’s e il punk di
Justice, culminando in un incontro con gli Studio Murena al Detune, storico club milanese.
Dopo l'uscita di *Notturno*, la band partirà in tour in autunno, con date già programmate in diverse città italiane.
TuttoBallo
Giorgio Pio
Schegge
Giorgio Poi, cantautore e polistrumentista, ha costruito una carriera ricca di collaborazioni e successi internazionali. Dopo
anni a Londra e Berlino, nel 2017 pubblica "Fa Niente", accolto con entusiasmo da pubblico e critica. Nel 2018 partecipa
all'Eurosonic Festival e apre i concerti dei Phoenix in Europa e USA. Collabora con artisti come Frah Quintale, Carl Brave e
Calcutta, contribuendo a progetti di successo. Nel 2019 esce "Smog", seguito da un tour italiano sold out. Scrive per Luca
Carboni e collabora con Franco126. Firma la colonna sonora di "Summertime" e nel 2021 pubblica "Gommapiuma". Nel
2022 lavora con Rob & Jack Lahana e nel 2023 coproduce "Relax" di Calcutta, esibendosi in Messico e Parigi. Nel 2024,
collabora con Muddy Monk e intraprende un tour in Asia, esibendosi in prestigiose sedi culturali.
Dopo “Uomini Contro insetti” il cantautore ha pubblicato “Giochi di Gambe”, per anticipare “Schegge”, quarto album di
inediti. “Cronologicamente è l’ultimo pezzo che ho scritto per questo disco - racconta Giorgio - e forse per questo mi è
sembrato giusto averlo come brano di apertura, perché ho pensato che raccogliesse, seppur confusamente, le sanzioni e i
pensieri dell’intero arco temporale in cui ho lavorato a queste canzoni”.
Nato da una fase di trasformazione profonda, Schegge raccoglie scintille di vita e sentimenti in collisione, traducendoli in un
suono stratificato e in una narrazione poetica e visionaria. Un album interamente, scritto, suonato e prodotto da Giorgio tra
dicembre 2022 e ottobre 2024 e registrato a Roma – la sua città, dove è tornato a vivere dopo 17 anni di assenza – con
l’amichevole supervisione di Laurent Brancowitz dei Phoenix, punta di diamante del panorama francese degli ultimi decenni
e da anni profondamente affascinati dalla musica del cantautore romano. Giorgio Poi presenterà il disco dal vivo con un tour
europeo che partirà il 9 maggio da Berlino e toccherà Bruxelles (Pilar) l’11, Parigi (La Bellevilloise) il 12, e Londra il 13
maggio. Il tour italiano inizierà il 24 maggio al MI AMI di Milano e arriverà il 6 giugno a Lucca per il WØM Festival, il 13
giugno a Roma al Forte Antenne (SOLD OUT) il 14 giugno ad Arsita (TE) per il Dlen Dlen Festival, il 15 giugno a Caserta al
Parco Maria Carolina, il 22 giugno a Ivrea (TO) per Apolide Festival, il 04 luglio a Soliera (MO) per Arti Vive, il 09 luglio ad
Arezzo per Men/Go Music Fest, il 18 luglio a Sarroch (CA) per Sa Rock, il 24 luglio 2025 a Corigliano d’Otranto per il SEI
Festival, il 1° agosto a Mogliano Veneto (TV) al Summer Nite Love Festival, il 23 agosto a Cuneo al NUoVO Festival, il 13
settembre a Bologna al GoGoBo. Ad accompagnarlo sul palco, come sempre, Matteo Domenichelli al basso, Francesco
Aprili alla batteria, Benjamin Ventura alle tastiere. Un ritorno sul palco molto atteso, dopo i successi e i riconoscimenti
internazionali raccolti in questi anni: dalle aperture delle date dei Phoenix a Milano, Parigi e negli Stati Uniti, fino al mini tour
asiatico che lo ha portato ad esibirsi a Pechino, Tianjin e Hong Kong, passando per Città del Messico, dove ha aperto le
date del musicista León Larregui, storico leader degli Zoè. Esperienze che hanno alimentato il linguaggio musicale di
Giorgio Poi, sempre in equilibrio tra l’Italia e il mondo.
Giorgio Poi_Ph Magliocchetti_Hi res
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Ilaria Galassi
Niente da perdere è
la mia celebrazione
della primavera e
dell'estate
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L’artista marsicana, Nata ad Avezzano - AQ nel 1976, all’uscita dalla casa più spiata d’Italia è entrata in uno studio di
registrazione per incidere il nuovo singolo dal titolo "Niente da perdere", una canzone leggera che incarna l'essenza
dell'amore e del divertimento, perfetta per accompagnare l'arrivo della stagione estiva.
Con la primavera che si fa strada, i cuori si preparano a vivere amori estivi, fugaci ma intensi, che lasciano un'impronta di
dolcezza e spensieratezza. Il brano rappresenta un incontro armonioso tra la voce di Ilaria e il pop fresco e vivace creato da
Gianni Pollex, Oscar Cosimo Angiuli, Nicolas Budani e Antonella Sgobio. Ilaria canta sonorità estive con un sound energico
raccontano una storia d'amore giovanile, leggera e spensierata, capace di occupare i nostri pensieri giorno e notte,
regalando ricordi vividi e indelebili.
“Niente da perdere è la mia celebrazione della primavera e dell'estate, in particolare degli amori che sbocciano in questo
periodo. Ho voluto catturare l'essenza di quegli amori giovanili e fugaci, che lasciano un ricordo dolce e indelebile dell'estate.
Insieme agli autori, abbiamo cercato di ricreare quella magia e quella sensazione di leggerezza che si prova quando si vive
questo tipo di amore.” ci ha raccontato Ilaria Galassi.
La canzone invita a ballare, con un ritmo incalzante e un ritornello coinvolgente, mescolando un testo sincero dedicato
all'amore estivo. Non si tratta solo di un'esperienza legata a un periodo, vissuta con la tipica leggerezza dell'età e dell'estate,
ma anche di una rappresentazione di una sfumatura dell'amore meno appassionata, ma altrettanto necessaria nella vita di
tutti noi. L'estate, l'amore, le notti, i baci e i ricordi si intrecciano in un viaggio nostalgico, per chi ha già vissuto queste
emozioni e per chi le vivrà a partire da questa estate.
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“SOLO FANTASIA”
IL NUOVO SINGOLO DI
MARCO CARTA
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Il brano accompagna il “Solo Fantasia Tour”, una serie di appuntamenti live che celebrano il ritorno di Marco Carta sui
plachi italiani. Dopo un'estate 2022 ricca di successi con il brano “Sesso Romantico”, la vittoria al festival internazionale
Kenga Magjike con “(Forse) Non mi basti più”, e i singoli “Supernova” e “Voragine”, che lo hanno visto protagonista di un
lungo tour nel 2024, Marco Carta torna con il suo nuovo singolo “Solo Fantasia” (Dischi dei Sognatori / Ada Music Italy). Il
brano è stato presentato in anteprima al San Marino Song Contest 2025 ed è disponibile su tutte le piattaforme digitali e in
radio a partire da venerdì 11 aprile.
“Solo Fantasia”, scritto e prodotto da Alessandro Gemelli in collaborazione con Tony Maiello, Matteo Chirivì, Simone
Giacomini e Marco Rettani, riflette la profonda connessione dell’artista con ogni nota e verso di questo nuovo brano. Come
nei suoi lavori precedenti, Marco si fa portavoce di testi e melodie che sembrano cuciti su misura per la sua anima.
Marco descrive “Solo Fantasia” come una canzone che esplora un’attrazione intensa e fugace, sospesa tra sogno e realtà.
Il testo evoca immagini di una notte vissuta con passione e irrazionalità, in cui i protagonisti si perdono in un momento
“maledetto e romantico”, ignari di dove li condurrà. Esiste un legame indefinito tra di loro, ma non sufficientemente solido
da trasformarsi in qualcosa di concreto: è solo fantasia, un’illusione che si avvicina alla poesia, ma che sfugge a qualsiasi
regola o definizione. La musica e la notte diventano il rifugio ideale per questo incontro effimero, creando un’atmosfera che
ricorda un film o una canzone d’altri tempi.
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Lia Calizza - Gerardo Porcelluzzi
DIDATTICA DELLA DANZA CLASSICO-ACCADEMICA.
LINE METODOLOGIE E TESTO PROGRAMMATICO PER IL I, II E III CORSO
Questa opera si propone di colmare un'importante lacuna
nel panorama editoriale, offrendo un testo esaustivo e
metodico sui contenuti del programma didattico e sul
percorso formativo dei futuri danzatori nei primi tre anni di
studio. Con una rigorosa impostazione scientifica e una
metodologia chiara, il libro si rivela fondamentale in questa
fase cruciale, che rappresenta il primo passo significativo
nella crescita di un danzatore.
Gli autori, utilizzando un linguaggio preciso e incisivo,
guidano gli insegnanti nella creazione di un metodo
didattico basato su gradualità e funzionalità, principi
essenziali per lo sviluppo corretto delle capacità fisiche ed
espressive degli allievi. Pur essendo privo di immagini
didattiche, il testo adotta un approccio concettuale che
stimola l'immaginazione e favorisce una comprensione
profonda dei movimenti, promuovendo una percezione
autonoma e consapevole di ogni elemento.
Ciò che rende questa pubblicazione unica è la sua
capacità di coniugare tradizione e innovazione: gli autori
integrano metodi storici delle scuole russa, italiana e
francese con un'analisi dettagliata delle tecniche e delle
forme di coordinazione. Il libro non si limita a formare i
futuri danzatori, ma si rivolge anche alla preparazione dei
maestri di danza, offrendo uno strumento indispensabile
per la formazione delle nuove generazioni di insegnanti.
Inoltre, rappresenta una preziosa guida di consultazione
per i docenti già formati, desiderosi di approfondire o
rivedere aspetti tecnici e metodologici.
Adatto sia agli insegnanti che agli allievi, il testo è rivolto a
chi aspira a una carriera professionale nella danza, ma
anche a chi desidera coltivare questa arte come passione.
Ogni movimento, postura, atteggiamento e transizione è
analizzato nei minimi dettagli, garantendo un
apprendimento strutturato e completo. La narrazione fluida
e appassionata degli autori consente al lettore di
immergersi nel mondo della danza, rendendo questo testo
una guida indispensabile per ogni appassionato e
professionista del settore.
Prefazione e revisione del testo a cura di Francesca
Falcone
Edito da Dino Audino Editore
Claudio Lippi e Alessandro Battaglia
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Enzo Papetti
NEW BELLE ÉPOQUE
Enzo Papetti e James
In libreria e nei principali store digitali “NEW BELLE
ÉPOQUE” (Re Nudo Edizioni – 824 pp.), il nuovo romanzo
dello scrittore e regista ENZO PAPETTI, un’opera
letteraria che sperimenta ed esplora una nuova e
rivoluzionaria frontiera della narrativa tradizionale, il
crossnovel.
Il progetto parte dal presupposto che i primi 25 anni del
Nuovo Millennio condividono con l’età della Belle Époque
(periodo compreso tra il 1895 circa e il 1914) diversi
aspetti, dalle repentine trasformazioni degli stili di vita alle
complesse relazioni di potere tra le diverse potenze
mondiali, dall’evoluzione del concetto di opera d'arte
nell'epoca della sua riproducibilità tecnica di benjaminiana
memoria, alla digitalizzazione culminata nell’intelligenza
artificiale.
In questo libro la carta abbraccia il digitale, trasformandosi
in un’esperienza interattiva e multidisciplinare che,
attraverso dei QR CODE all'inizio e alla fine di ognuno dei
16 capitoli, mescola scrittura, musica dei primi anni del
secolo scorso rielaborata in chiave jazz (a cura di Roberto
Cipelli), cinema (a cura di Roberto Minini Merot),
illustrazioni (a cura di Bella Mirella Beraha) e un dialogo
con un chatbot (a cura di Francesco Bevivino). Questa
nuova forma di narrazione esplora ciò che si nasconde
dietro le parole, promettendo di espandere il modo di
vivere la lettura.
«In New Belle Époque l’intreccio si regge su una struttura
ciclica. Ogni capitolo si apre con la prima pagina di un
giornale che riporta una notizia rilevante degli ultimi
venti/trent’anni – spiega Enzo Papetti – Segue una
proposta musicale, rivisitazione di un brano musicale
d’inizio del secolo scorso, che ha lo scopo di
accompagnare la lettura a mo’ di colonna sonora del testo.
Un’illustrazione fa da pendant al palindromo con cui si
apre il racconto mentre un episodio del film su cui sta
lavorando uno dei personaggi introduce all’ultima pagina
del capitolo dedicata a una chat dove il lettore è invitato a
prolungare la narrazione oltre il testo e molto altro
ancora». Nel romanzo, formato da 16 capitoli, prende vita
un racconto labirintico che affronta temi attuali con uno
sguardo ironico e disincantato, tratto inconfondibile
dell’autore. Un’ampia gamma di personaggi popola una
trama ricca di colpi di scena. Il racconto si arricchisce
coinvolgendo il lettore in un'avventura letteraria dove si
mescolano riflessioni e provocazioni.
La trama intreccia le storie di diversi personaggi: un
assicuratore truffaldino, due avvocati, un illustratore,
quattro concorrenti in gara per il premio alla persona più
fortunata dell’anno, un politico ambizioso, un commissario
che indaga su un caso a lungo irrisolto e un giovane
videomaker che prende a pretesto la storia d’amore di una
ragazzina Claudio per trasformarla Lippi e Alessandro nella metafora Battaglia sulla morte del
cinema. A guidare il lettore attraverso il racconto, i novelli
Virgilio sono un’ombra e un piccione.
foto generata da “AI Chatbot”
TuttoBallo
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Generalmente siamo abituati a pensare al ballo come qualcosa esclusivamente di
divertente. Il ballo è un’arte che esprime la bellezza del corpo ma anche la
profondità dell’anima quando balliamo esprimiamo i nostri sentimenti, le nostre
emozioni e i nostri desideri e soprattutto muoviamo il nostro corpo.
Negli ultimi anni le ricerche hanno dimostrato che il ballo può essere un utile
strumento di riabilitazione neuro cognitiva Per persone che hanno subito delle
lesioni cerebrali oppure che soffrono di malattie neurodegenerative o disturbi
neuropsicologici.
Andiamo ora a vedere i benefici della disciplina: prima di tutto il ballo richiede la
memorizzazione di piccole o grandi sequenze di movimenti e la capacità di riuscire
a concentrarsi su più stimoli contemporaneamente per esempio le braccia, la
musica, i passi, lo sguardo, il volto queste possono potenziare e migliorare la
memoria e l’attenzione di alcuni pazienti con disturbi neuropsicologici.
Naturalmente il ballo richiede una certa coordinazione e armonia
nell’organizzazione spaziale e motoria delle persone, dunque può migliorare la
coordinazione motoria dei pazienti che hanno subito lesioni cerebrali o malattie
neurodegenerative come per esempio il Parkinson. Del resto il nostro cervello è
particolarmente plastico cioè si adatta e cambia in risposta a nuove esperienze e a
nuovi stimoli, dunque può essere sfruttato anche da chi ballerino non è mai stato.
Oltre a questi benefici concreti, il ballo può migliorare l’umore e la qualità di vita
delle persone riducendo lo stress e l’ansia.
Tango valzer e salsa sono balli che richiedono molta coordinazione motoria, un
grande senso del ritmo e naturalmente anche una certa connessione col partner le
persone con lesioni cerebrali o malattie neurodegenerative possono trarre grandi
benefici nell'intraprendere questa esperienza.
Anche i balli di gruppo sono attività che richiedono coordinazione di movimenti è
una buona comunicazione con gli altri armonia ritmo e concentrazione possono
portare anche gli anziani a migliorare le loro funzioni cognitive.
Esistono poi alcune discipline di danza terapia: il ballo terapeutico può aiutare a
migliorare le funzioni cognitive la coordinazione motoria così come anche la danza
contemporanea.
In ultima analisi possiamo tranquillamente dire che il ballo è un'attività che offre
numerosi benefici spesso le persone che già ballavano prima di avere
compromesse alcune delle loro capacità sopra citate possono trovare nel ballo una
forte motivazione per raggiungere più velocemente la loro guarigione si parla in
questi casi di problematiche temporanee legate per esempio ad incidenti o ad ictus
di lieve portata per esempio alcune coppie possono ritrovare un nuovo modo per
riscoprirsi in sintonia nonostante le difficoltà fisiche riscontrate.
Allora signor miei… non ci resta che ballare!
STEFANO FRANCIA ENJOYART
presenta
COMPILATION DILLO ALLA DANZA
IN COLLABORAZIONE CON ALWAYS POMODORO STUDIO
DISPONIBILE SU TUTTE LE PIATTAFORME
Ascolta cliccando
PODCAST/STEFANOFRANCIA
Davide Bilancia
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Pensiero del mese
DI FRANCESCA MEUCCI - DIRETTRICE DI SOLOMENTE
https://www.solomente.it
Più che un pensiero, un augurio.
Vi auguro....
Di essere quello che siete e non aver mai bisogno di
mettere maschere.
Di provare gratitudine e gioire per le piccole cose.
Di meravigliarvi per la bellezza intorno a voi.
Di essere gentili a prescindere, senza aspettarvi
nulla in cambio.
Di amare senza la necessità di possedere.
Di gestire le emozioni negative trasformandole in
insegnamenti.
Di cadere per poi rialzarvi più forti.
Di non avere paura ma di trovare la forza per
affrontare le sfide che la vita vi ha riservato.
Di sbagliare per imparare a non rifare lo stesso
errore.
Di vivere senza imposizioni e pregiudizi.
Di accogliere le diversità di credo, pensiero e modo
di essere.
Di aiutare chi ha bisogno.
Di accettare la mano di chi ve la tende.
Di ridere, piangere, giocare, ballare, cantare,
suonare, ascoltare, comprendere e soprattutto di
sognare.
Non smettete mai di sognare perché i sogni, a volte,
diventano realtà.
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B A L L E R I N A
spin off di “John Wick” a giugno nei cinema
© F R E E P R E S S O N L I N E - v i e t a t a l a r i p r o d u z i o n e - D I R E T T A D A F A B R I Z I O S I L V E S T R I - S E G R E T E R I A D I R E D A Z I O N E P I N A D E L L E S I T E - T U T T O B A L L O 2 0 @ G M A I L . C O M - e d i z i o n e " S t e f a n o F r a n c i a E n j o y A r T "