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Sud e Nord Anno 2 n.5 Maggio 2025

"Sud e Nord" – Maggio 2025: vedere oltre attraverso arte, memoria e innovazione Il numero di maggio della rivista Sud e Nord è un viaggio intenso e appassionato nel cuore culturale, civile e spirituale del Mezzogiorno. Il tema centrale è la resistenza come visione del futuro: attraverso l’arte, la memoria storica e l’innovazione, la rivista esplora figure, luoghi e idee che invitano a “vedere oltre”. Apre il numero Annalaura di Luggo, artista e regista internazionale, con la sua installazione “Oculus-Spei”, ponte tra spiritualità, tecnologia e inclusione, esposta in spazi simbolici come il Pantheon e il Museo de’ Medici. Un’arte trasformativa, che mette al centro lo sguardo e la luce interiore. Segue un forte richiamo alla memoria storica: Il volume Le Quattro Giornate di Napoli (D’Agostino-De Majo) restituisce dignità alla rivolta partenopea del ’43, spesso relegata a folklore. Resistere nel Dopoguerra infinito di Giuseppe Pesce interpreta Napoli come metafora di una lotta permanente. Primmammore di Titti Marrone intreccia cronaca e letteratura per raccontare l’infanzia violata e il bisogno di giustizia. Un ritratto appassionato di Vincenzo Siniscalchi, avvocato e intellettuale capace di unire diritto, cultura e impegno civile. Ampio spazio è dedicato al ricordo di Papa Francesco, il pontefice del Sud, e al tributo a Roberto De Simone, maestro che ha trasformato la tradizione partenopea in arte colta. Non mancano temi urgenti e attuali: Dispersione scolastica a Napoli, un dramma educativo da affrontare collettivamente. Innovazione: dalle missioni spaziali verso Marte, alle nuove sfide green nel trasporto e nell’energia. Cultura e spettacolo: dal Maggio dei Monumenti a Pompei, da Peppe Barra a Serena Rossi, dalle fiabe alla musica, Napoli si conferma epicentro di bellezza e resistenza.

"Sud e Nord" – Maggio 2025: vedere oltre attraverso arte, memoria e innovazione
Il numero di maggio della rivista Sud e Nord è un viaggio intenso e appassionato nel cuore culturale, civile e spirituale del Mezzogiorno. Il tema centrale è la resistenza come visione del futuro: attraverso l’arte, la memoria storica e l’innovazione, la rivista esplora figure, luoghi e idee che invitano a “vedere oltre”.

Apre il numero Annalaura di Luggo, artista e regista internazionale, con la sua installazione “Oculus-Spei”, ponte tra spiritualità, tecnologia e inclusione, esposta in spazi simbolici come il Pantheon e il Museo de’ Medici. Un’arte trasformativa, che mette al centro lo sguardo e la luce interiore.

Segue un forte richiamo alla memoria storica:

Il volume Le Quattro Giornate di Napoli (D’Agostino-De Majo) restituisce dignità alla rivolta partenopea del ’43, spesso relegata a folklore.
Resistere nel Dopoguerra infinito di Giuseppe Pesce interpreta Napoli come metafora di una lotta permanente.
Primmammore di Titti Marrone intreccia cronaca e letteratura per raccontare l’infanzia violata e il bisogno di giustizia.
Un ritratto appassionato di Vincenzo Siniscalchi, avvocato e intellettuale capace di unire diritto, cultura e impegno civile.
Ampio spazio è dedicato al ricordo di Papa Francesco, il pontefice del Sud, e al tributo a Roberto De Simone, maestro che ha trasformato la tradizione partenopea in arte colta.

Non mancano temi urgenti e attuali:

Dispersione scolastica a Napoli, un dramma educativo da affrontare collettivamente.
Innovazione: dalle missioni spaziali verso Marte, alle nuove sfide green nel trasporto e nell’energia.
Cultura e spettacolo: dal Maggio dei Monumenti a Pompei, da Peppe Barra a Serena Rossi, dalle fiabe alla musica, Napoli si conferma epicentro di bellezza e resistenza.

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PRIMO PIANO

La dispersione scolastica:

un'emergenza educativa con

responsabilità collettive

dirigenti scolastici, di cui 178 arrivate alle soprattutto dopo il via al Decreto Caivano.

18

autorità giudiziarie. Le zone dove è più alta Esso ha portato a un aumento di

la dispersione scolastica sono quelle segnalazioni da parte dei dirigenti, a 19

dell’area Nord, con Scampia che registra,

secondo dati forniti dal direttore dell’Ufficio

scolastico regionale, nelle scuole

secondarie di primo grado il 4,33% di

studenti non ammessi per mancata

frequenza, percentuale che sale all’8,67%

I dati ISTAT e le segnalazioni confermano la criticità della situazione

nelle regioni del Sud, con Napoli in prima linea tra emergenze educative

e fragilità sociali

di Alessandra Fanuli *

foto di Francesco Bellofatto

La dispersione scolastica è caratterizzata

dall’abbandono degli studenti prima di

completare il percorso scolastico previsto.

Questo fenomeno non è solo un problema

individuale, ma riflette una serie di

dinamiche sociali, economiche e culturali

che meritano un’analisi approfondita.

È un fenomeno che continua a

preoccupare, basti analizzare i dati ISTAT

per comprendere la gravità della situazione.

L’Italia si colloca al quinto posto tra i

Paesi europei per abbandono scolastico.

Le regioni del Sud e le Isole sono le più

colpite, infatti superano il 15% dei casi.

Dai dati ISTAT aggiornati all’anno scolastico

2023/2024 risulta che il percentile del 15%

viene superato in quattro regioni del Sud e

una del Nord Italia. Troviamo la Sardegna

con il 17,3%, Sicilia 17,1%, Campania

16%, Puglia 17,6% e infine Provincia

autonoma di Bolzano il 16,2%.

In Campania, ma soprattutto in una città

come Napoli, le sfide socio-economiche si

intrecciano con le difficoltà del sistema

educativo.

Nell’anno scolastico 2023/2024 a Napoli

sono state 1.330 le segnalazioni dei

nella scuola secondaria di secondo grado.

Seguono grossi centri dell’Area

Metropolitana come Afragola con 287

segnalazioni, poi Giugliano con 121, Torre

Annunziata, dove tutte e 80 le segnalazioni

dei dirigenti scolastici non hanno avuto esito

positivo e sono arrivate al vaglio delle

autorità giudiziarie. Questo accade perché,

nonostante le ripetute segnalazioni e

ammonimenti verso gli studenti da parte

della scuola, i ragazzi non rientrano.

Nella scuola primaria, la dispersione

scolastica ha subito un lieve decremento: gli

alunni non ammessi alla secondaria per

mancata frequenza sono risultati 208

nell’anno 2023/2024 a fronte dei 281

dell’anno 2022/2023; non è un dato

esorbitante, ma fondamentale per Napoli,

differenza di qualche anno fa, anche se il

sistema va maggiormente accompagnato in

ambito educativo e pedagogico, dov’è

ancora un po' povero.

L’ambiente scolastico, non solo a Napoli,

può costituire uno dei fattori di rischio. Le

scuole, spesso

sottodimensionate

e con risorse

limitate, possono

risultare poco

stimolanti. Inoltre,

il contesto sociale

gioca un ruolo

significativo. Le

pressioni culturali

e sociali possono

portare i giovani a

considerare

l’istruzione come

un’opzione poco

allettante,

soprattutto in un

ambiente dove il

lavoro informale

o l’illegalità

sembrano

rappresentare vie

più rapide verso

un miraggio di

successo. A livello

personale, i

giovani che

abbandonano la

scuola si trovano

ad affrontare un futuro incerto, con maggiori

probabilità di disoccupazione e povertà. A

livello sociale, la dispersione contribuisce

all’aumento della criminalità e della

violenza, creando un clima di insicurezza

che colpisce tutti.

È fondamentale che scuole, famiglie,

istituzioni e comunità collaborino per

creare un ambiente educativo che valorizzi

ogni studente. Solo attraverso un impegno

collettivo possiamo sperare di ridurre la

dispersione scolastica e garantire un futuro

migliore per le nuove generazioni e per la

città di Napoli.

(*) Consulente Pedagogica

Cultore della Materia in Prevenzione del

Cyberbullismo

Università Suor Orsola Benincasa

Sudenord.it - Anno 2 n. 5 - Maggio 2025

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