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La mia ditta 2/2025

La rivista di AXA al servizio delle aziende vi informa tre volte all'anno su temi che interessano i piccoli imprenditori.

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2 | 2025

La miaDITTA

La rivista per PMI di AXA

Personale sano e

motivato grazie all’MSA

Pagina 14

Realizzare con successo

i piani di espansione

Pagina 26

Intuito e

innovazione

Per l’imprenditore Rolf Erb non esistono problemi,

solo sfide da superare.

Pagina 8


Il mio motivo d’orgoglio

Marc Such,

Such Consulting

Foto: Sebastien Agnetti

02/2025

Autentici e pragmatici

Lavoro da sempre nella gestione della supply

chain ed essendo dotato di spirito imprenditoriale,

dieci anni fa ho fondato la

mia azienda. Il mio obiettivo: permettere

alle ditte di trasformarsi in modo flessibile

e sostenibile, restando fedeli a se stessi. I

cambiamenti più incisivi nascono dalle

persone, da una vera capacità di ascolto e

una mentalità ultrapragmatica. Nel frattempo

SuCh Consulting conta 12 persone

che non sono semplici consulenti, infatti

ci immergiamo nei nostri mandati per

essere il più vicino possibile ai team e li

accompagniamo fino all’attuazione delle

nostre proposte. Il nostro approccio è collaborativo:

incrociamo le loro competenze

aziendali con la nostra esperienza operativa

per creare soluzioni solide, reali e su

misura. Ormai saldamente radicati nella

Svizzera romanda, perseguiamo il nostro

sviluppo nel resto del Paese e a livello internazionale.

Ovunque applichiamo gli

stessi parametri in materia di trasparenza

e qualità, caratteristiche che ci contraddistinguono.

Il mio motivo d’orgoglio?

Vedere la nostra clientela progredire, riuscire,

trasformarsi... e sapere che il nostro

contributo è stato importante. Così il suo

successo è anche un po’ il nostro.

such-consulting.com

2 La mia DITTA


Il mio motivo d’orgoglio

Laura Schärz, D

ividalo AG

Sono praticamente cresciuta sui cantieri e fin da subito

ho capito che il mio percorso professionale avrebbe seguito

la stessa strada. Durante i miei studi in ingegneria

civile ho svolto vari stage nel comparto del genio

civile e ho avuto modo di scoprire e conoscere i lavori

di ristrutturazione delle gallerie e le operazioni di brillamento.

L’esperienza mi è piaciuta, per cui ho seguito

anche vari corsi di formazione sulla tecnica di brillamento.

Qualche anno dopo, nel corso della mia attività

di capocantiere per un’azienda di consolidamento di

rocce e pareti rocciose, ho svolto diversi corsi di formazione

sui lavori in sospensione a corde portanti. E poi,

a un certo punto semplicemente, è nata la mia azienda.

Volevo fare le mie cose, al mio ritmo e alle mie condizioni,

motivo per cui nel 2023 ho fondato Dividalo.

Sempre in movimento

Forniamo prestazioni specialistiche in aree difficili e

inaccessibili, spaziando dalla messa in sicurezza e dal

consolidamento di pareti rocciose alle operazioni di

brillamento e perforazione fino alla realizzazione di

opere di premunizione contro le valanghe o la posa di

reti paramassi. Il nostro lavoro non ha nulla a che vedere

con l'arrampicata sportiva. È un’attività faticosa

e impegnativa, spesso si percorrono lunghe distanze e

non ci sono giorni di lavoro in modalità home office. In

contropartita l’attività è varia e si raggiungono i luoghi

più belli con i migliori panorami del mondo. Un mio

sogno? Diventare pilota di elicotteri. Farò il brevetto

subito dopo aver concluso gli studi di giurisprudenza

che sto svolgendo presso un'università telematica.

dividalo.ch

Foto: p.g.c.

La mia DITTA

3

02/2025


Keep on

Kicking

AXA.ch/weuro


Indice

7

8

14

Successo

Gestione dell’innovazione

come fattore di successo

Evitare assenze dal lavoro

grazie a un MSA sistematico

Editoriale

Libero sfogo

alla creatività

19

20

22

25

26

30

Sicurezza

Consigli e suggerimenti per

un business networking di

successo

Rapporto di sostenibilità:

opportunità o male

necessario?

Responsabilità

Internazionalizzazione:

portare avanti con successo

i piani di espansione

Intervista: Dania e Nils

Kambly parlano di

tradizione, gusto e

cioccolato di Dubai

Rubriche

8

14

Melanie Ade

Caporedattrice

«La mia ditta»

Che cosa hanno in comune il pizzo di

San Gallo, una falciatrice per canneti

e uno spazzolino da denti elettrico?

Sono tutte invenzioni di aziende

svizzere che hanno contribuito in

modo decisivo alla loro competitività

e al loro successo. Secondo Gabriele

Schwarz, mentore dell’innovazione

presso Innosuisse, l’Agenzia svizzera

per la promozione dell'innovazione,

la maggior parte delle PMI svizzere

è di per sé innovativa perché deve

adeguarsi costantemente ai cambiamenti

ed evolversi. Ciononostante

consiglia di radicare strategicamente

la gestione dell’innovazione in

azienda, in modo da mantenere il

successo in una prospettiva di lungo

periodo. In questo numero vi sveliamo

come riuscirci.

Foto: Dan Cermak; Matthias Jurt; Herbert Zimmermann; Gaëtan Bally

2

3

34

35

18

Il mio motivo d’orgoglio

Marc Such

Laura Schärz

Beat Hochrainer

Jelena Michel

Grafico: intelligenza

artificiale

Leggete la nostra rivista in formato e-paper all’indirizzo www.la-mia-ditta.ch

oppure visitate il sito LinkedIn www.linkedin.com/company/axaswitzerland.

COLOPHON

30

Editore: AXA, Newsroom

Indirizzo della redazione: AXA, «La mia ditta», Römerstrasse 17, 8400 Winterthur,

www.la-mia-ditta.ch, e-mail: meine.firma@axa.ch

Redazione: Melanie Ade (direzione) Hanno collaborato a questo numero: Lorenz Heinzer

Online: Urs Wildi | Traduzione: Language Services, AXA | Concezione e realizzazione: Der Layouter,

Beni Spirig, 6004 Lucerna Stampa e spedizione: Vogt-Schild Druck AG, Gutenbergstrasse 1, 4552

Derendingen Pubblicazione: quadrimestrale in italiano, tedesco, francese Tiratura complessiva:

84 000 copie Amministrazione delle inserzioni: Galledia Fachmedien AG, Burgauerstrasse 50,

9230 Flawil, ornella.assalve@galledia.ch, www.galledia.ch | Modifiche d’indirizzo e disdette: via

mail a meine.firma@axa.ch

Stampato

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Risultare vincenti nel lungo periodo

è possibile anche preservando la salute

e la motivazione del personale.

Con un management sistematico

della salute in azienda rafforzate non

solo la resilienza delle vostre collaboratrici

e dei vostri collaboratori,

ma anche la loro lealtà nei confronti

della vostra azienda. Noi vi mostriamo

come fare.

Se in futuro avete in mente di

espandervi all’estero, di migliorare il

vostro business networking o di redigere

un rapporto di sostenibilità, noi

abbiamo le informazioni necessarie.

Vi auguro una piacevole lettura!

02/2025 5

La mia DITTA


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Successo

Domanda di un lettore

Onere fatturabile

Vorrei aprire un nuovo locale

commerciale e, per i lavori di

ristrutturazione, vorrei rivolgermi

a un architetto. Dovrò pagare

per il preventivo che gli richiedo?

P. S., Weinfelden

In linea di principio va tenuto conto

di quanto è stato concordato tra le

parti. Spesso, tuttavia, all’inizio non

si stabilisce se e a partire da quale

momento l’onere dell’architetto può

essere fatturato. In questi casi è spesso

controverso se già l’allestimento di

un’offerta sia a pagamento o se lo sia

solo nel caso in cui l’allestimento della

stessa comporti un onere maggiore

rispetto, ad esempio, a quello di un sopralluogo

o contiene calcoli dettagliati.

In linea di principio, vale comunque

quanto segue: non appena l’architetto

inizierà a lavorare per lei potrà fatturare

il suo onere. Si consiglia pertanto di

affrontare questo argomento e fissarne

i dettagli prima dell’avvio dei lavori

chiarendo i passi per i quali non dovrà

eventualmente sostenere alcun costo

(preventivo approssimativo o simili) e

quali prestazioni saranno invece fatturate

e con quale tariffa.

Renato Forster

Avvocato AXA-ARAG

Foto: gettyimages.com; pgc

Vediamo quali misure dovrebbero adottare le PMI per trovare e fidelizzare forza lavoro adatta.

Whitepaper: ecco come

attirare il personale richiesto

Nell’attuale studio di AXA sul mercato del lavoro delle PMI, il 42 per cento delle

imprenditrici e degli imprenditori intervistati ha definito la carenza di personale

specializzato come una delle maggiori sfide da affrontare. A titolo di confronto:

la seconda risposta più frequente, la digitalizzazione, è stata menzionata da appena

il 31 per cento degli imprenditori. Le assenze del personale e i problemi

di approvvigionamento, rispettivamente al terzo e quarto posto tra le sfide più

citate, preoccupano addirittura meno di metà PMI. Già dal 2022 la ricerca di

personale impegnato viene ininterrottamente valutata dalle PMI elvetiche come

la sfida maggiore che devono affrontare. La difficoltà non è solo attrarre nuova

forza lavoro specializzata. Anche riuscire a mantenere in seno all’azienda l’attuale

organico e il relativo know how è un compito arduo per i datori di lavoro.

Le cause della carenza di personale specializzato sono molteplici, per le PMI non

esiste quindi un’unica soluzione. Ma la buona notizia è che esistono misure che

consentono di trovare e mantenere forza lavoro qualificata anche in tempi di

carenza di personale specializzato. Nel nostro whitepaper troverete le ultime

novità sull’argomento: basta scansionare il codice QR e scoprire ciò

che per il personale è rilevante nella scelta del datore di lavoro e su

quali misure dovreste puntare per entusiasmare nuovi talenti e attuali

dipendenti per la vostra azienda.

«Come datore di lavoro abbiamo un obbligo di assistenza

nei confronti del nostro personale»

Elisa Krebs, Chief Human Resources Officer, Löwenfels Partner AG, pagina 15

02/2025 7

La mia DITTA


GESTIONE DELL’INNOVAZIONE

Nulla è impossibile

Il successo economico della Svizzera è dovuto in larga misura alla capacità

innovativa delle aziende. Spesso sono proprio le PMI più piccole a non disporre delle

risorse e del budget necessario: eppure, in un modo o nell’altro, ce la fanno.

Testo Melanie Ade Immagini Dan Cermak

Che cos’è la

gestione dell’innovazione?

Si tratta del complesso di misure

volte a promuovere l’innovazione

all’interno dell’azienda

e che si inseriscono a livello

di progettazione, organizzazione,

conduzione e controllo

dell’intero processo: in sostanza

dalla nascita dell’idea

alla sua attuazione. Obiettivo

della gestione dell’innovazione

è incrementare il valore di

un’azienda, traguardo che può

essere conseguito ad esempio

con l’introduzione di nuovi

prodotti, l’ottimizzazione dei

servizi esistenti oppure migliorando

i processi interni.

Da 14 anni la Svizzera guida la classifica

dei paesi più innovativi del

mondo e ancora nel 2024 il Global

Innovation Index la vede al primo

posto, davanti a Svezia e USA. Tuttavia

la capacità di innovazione mondiale sta

segnando il passo; anche la più recente indagine

svizzera in materia, quella che il Centro

di ricerche congiunturali del PF di Zurigo conduce

ogni due anni, evidenzia come il contesto

sia sempre più complesso e si sia persa forza

propulsiva. Eppure, osserva Gabriele Schwarz,

mentore di Innosuisse, anche e soprattutto per

le PMI tradizionali sarebbe imprescindibile

attivare una gestione sistematica dell’innovazione.

«Chi non fa crescere prodotti e servizi è

destinato a soccombere: la gestione dell’innovazione

è fondamentale per il successo dell’azienda

nel lungo periodo».

Innovazione nel DNA

Emanuel Forster, co-CEO di Forster Group, ha

ben presente la questione, forse come nessun

altro. 49 anni, insieme alla sorella Caroline

rappresenta la quarta generazione alla guida

dell’azienda di famiglia a San Gallo. Fondata

nel 1904, da oltre 120 anni fornisce pizzi e ricami

ai maggiori stilisti del pianeta. «Il mondo

della moda da sempre viaggia a una velocità

molto superiore rispetto agli altri settori:

quello che oggi sfila in passerella, domani è già

vecchio», afferma Forster. Per Forster Group

quindi la gestione dell’innovazione non è semplicemente

parte della strategia d’impresa, ma

addirittura componente del DNA aziendale. «Ci

siamo sempre orientati al mercato e alle ultimissime

tendenze. Mio nonno, negli anni ’50,

fu il primo a fornire tessuti ricamati alle grandi

case di moda parigine, poiché a quel tempo il

business erano grembiulini e camicette».

Una nuova idea di ricamo

La terza e la quarta generazione dei Forster è

praticamente cresciuta in azienda e ha assorbito

quel caratteristico tratto visionario, conservandolo

fino a oggi. Nel 2007 Emanuel e

Caroline rilevarono la gestione operativa dal padre,

mentre quest’ultimo cominciò a studiare

l’utilizzo dei nuovi materiali per il Gruppo.

«Con noi totalmente presi dall’ordinaria amministrazione,

improvvisamente si era ritrovato

del tempo libero», sorride Emanuel. Schwarz

conferma: «Le PMI con un’operatività giornaliera

molto intensa perdono rapidamente l’abitudine

a confrontarsi con l’innovazione, poiché

mancano tempo e risorse». Al Forster Group

invece il piano ha funzionato. Ne sono nati

due settori operativi completamente nuovi,

in aggiunta agli altri quattro già esistenti, che

l’azienda oggi gestisce come unità autonome:

FRTI, che sviluppa e realizza tessuti elettronici

altamente funzionali da filati conducibili e basati

sulla tecnica del ricamo, come superfici

sensoriali tessili, elementi riscaldanti flessibili

o corpi illuminanti di ampie dimensioni; e

Biontec, unità ancora più avanzata che produce

innovativi componenti sagomati in carbonio,

installati all’interno di droni, apparecchiature

mediche e strumenti di misurazione o addirittura

impiegati in campo aerospaziale.

Fatti, non parole

Un percorso che per Forster Group non è straordinario,

dice con modestia Emanuel: «Ab-

La mia DITTA

8 02/2025


La mia ditta

Forster Group riunisce tutte

le aziende della famiglia.

L’avventura iniziata nel 1904

è ormai giunta alla quarta

generazione e ha portato i

tradizionali pizzi di San Gallo

nel mondo dell’alta moda.

Lo sviluppo e la produzione

di e-textiles funzionali e la

lavorazione delle fibre di

carbonio hanno inoltre consentito

di avviare business di

tecnologia avanzata.

forster-group.com

Da sinistra: Stefan Germann, CEO Biontec

Caroline Forster, CEO Interspitzen e FRTI, co-CEO del Gruppo

Emanuel Forster; CEO Forster Rohner e co-CEO del Gruppo

Michael Portmann, CFO del Gruppo

Fabio Di Silvio, CEO Jakob Schlaepfer

Elisheva Senn, Creative Director Forster Willi e Forster Rohner Lingerie

Nonostante il contesto

tradizionale, Emanuel Forster e

il suo Gruppo hanno capito da

subito il potenziale delle

moderne tecnologie.

02/2025

9

La mia DITTA


Creatività e prospettiva: la

realtà iniziata con una

falciatrice per canneti è

diventata un’azienda fiorente.

La mia ditta

Manutenzione alberi, scarpate

e siepi, raccolta di legname

da energia, trattamento

dei rifiuti organici, interventi

di pulizia, trasporto e sgombero

neve, attività di tutela e

conservazione della natura:

N.U.P propone servizi di gestione

ambientale avanzata

in soluzione unica. L’azienda,

con sede a Winterthur e

Hettlingen, è stata fondata

nel 1995 e conta attualmente

quasi 140 dipendenti.

nup.ch

La mia DITTA 10

02/2025


GESTIONE DELL’INNOVAZIONE

«Trovare una soluzione efficiente e pratica a ostacoli che

appaiono insormontabili è la mia passione»

Rolf Erb, imprenditore, N.U.P

biamo sempre puntato sulle tecnologie avanzate,

meccanizzando il ricamo e sviluppando

un software dedicato». Un workflow unico

al mondo nel campo della ricameria, che l’azienda

ha elaborato con l’aiuto di un ex texture

artist del settore del videogaming e che

nel 2023 è valso ai Forster addirittura il Digital

Leader Award. «Naturalmente siamo onorati

per questo riconoscimento, ma per noi è molto

più importante che lo sviluppo digitale in 3D ci

abbia consentito di portare i tempi di modellazione

nella fase concettuale da tre settimane a

tre minuti», spiega Forster.

Secondo Schwarz innovazione non significa necessariamente

sviluppo di un nuovo prodotto.

«Innovazione può essere anche una novità del

prodotto, un nuovo servizio, l’apertura di un

nuovo campo di attività o financo un’innovazione

di processo. Dal punto di vista economico

tuttavia un’innovazione è considerata tale solo

nel momento in cui ha successo sul mercato»,

afferma l’esperta. La cosa non riesce sempre,

neanche in Forster Group, ammette Emanuel,

ma è comunque fondamentale che i collaboratori

realizzino le proprie idee. «Da noi lo slogan

è: poche parole, molti fatti». Per questo motivo

le sei unità operative di Forster Group vengono

gestite del tutto consapevolmente come PMI indipendenti

all’interno dell’azienda, con struttura

e processi creativi propri. «Sono convinto

che le riunioni con troppe persone finiscano

per paralizzare il processo di innovazione e

che le singole unità, con un massimo di 30 addetti,

abbiano maggiori possibilità di crescita»,

afferma Forster. Il successo gli dà ragione: non

a caso le modelle che sfilano in passerella con

le ultime collezioni di Victoria’s Secret, Dior e

Chanel esibiscono ricami provenienti da San

Gallo.

Tutto è cominciato con

una tagliacanne

Sinceramente Rolf Erb non si è mai occupato

di gestione dell’innovazione dal punto di vista

teorico. In compenso tutti lo chiamano l’Archimede

Pitagorico della gestione ambientale: e

non hanno torto. Tutto è iniziato con un cingolato

dismesso che il perito agrario scoprì per

caso e acquistò nel 1995, come riferisce, solo

per divertimento. Cosa voleva farci non lo sapeva

esattamente neanche lui. «A quel tempo

ero fresco di diploma di maestria in agraria, ma

sapevo già che non avrei voluto fossilizzarmi su

questa professione. Volevo qualcosa di completamente

nuovo, di diverso rispetto a tutti gli al-

tri», ricorda l’imprenditore. Improvvisamente

gli venne l’idea di convertire il cingolato in una

falciatrice per canneti. «Ritenevo la conservazione

e la gestione della natura un settore con

un certo potenziale; non che avessi fatto prima

alcuna analisi di mercato o cose del genere, intendiamoci.

Ho semplicemente cominciato»,

sorride Erb.

Nuova idea, nuova sfida

Certo, ci è voluto un po’ di tempo prima che la

falciatrice per canne acquisisse notorietà: ma

dopo avere svolto con successo i primi lavori,

l’attività ha cominciato a fiorire. E con i primi

successi ecco subito il primo problema: raccogliere

le canne tagliate e smaltirle in qualche

modo. Di lì a poco Rolf dotava la sua tagliacanne

di un ranghinatore a nastro; inoltre gli

veniva l’idea di trinciare gli scarti e proporli

come pacciame agli agricoltori locali. Ed ecco

che, del tutto semplicemente, nasceva un altro

business: lo smaltimento dei rifiuti organici.

Nulla è impossibile

Oggi l’azienda di Erb, la N.U.P (Naturschutzund

Umweltpflegetechnik GmbH), conta otto

controllate: accanto alla manutenzione dei

corsi d’acqua, al trattamento dei rifiuti organici

e al recupero di legna da energia, si sono

aggiunti altri business come manutenzione

scarpate e siepi. E anche a questo si è arrivati

con un’intuizione. «Negli anni ’90 stavo tornando

a casa in autostrada dopo un lavoro e

notai quanti rifiuti erano sparsi a bordo carreggiata.

Parlai con il Centro manutenzione strade

di Winterthur e appresi che non esisteva alcuna

soluzione meccanizzata: la scarpata doveva essere

pulita faticosamente a mano. Ragion per

cui misi insieme un trattore e una piccola gru

e costruii la prima aspirapulitrice totalmente a

motore», dice con una punta di soddisfazione.

«Trovare una soluzione efficiente e pratica a

ostacoli che appaiono insormontabili è la mia

passione. In altre parole: di impossibile non c’è

niente».

Oggi N.U.P svolge attività di manutenzione

scarpate e siepi per vari Cantoni e l’Aeroporto

di Zurigo; la flotta di barche falcianti attiva sul

Lago di Costanza e sul Lago Maggiore si occupa

di garantire che le piante acquatiche non vadano

a turbare il soggiorno per i bagnanti; e nei

due grandi forni per biomassa di Winterthur

e Winkel vengono compostate e riciclate ogni

anno 40 000 tonnellate di rifiuti organici. Inoltre

l’azienda si è specializzata nella tutela della

L’esperta

Gabriele Schwarz, mentore

dell’innovazione, Innosuisse

Agenzia per

la promozione

dell’innovazione

Innosuisse

Innosuisse è l’agenzia svizzera

per la promozione dell’innovazione,

che assiste PMI,

start-up, istituti scientifici e

altre organizzazioni svizzere

nelle attività di ricerca e

sviluppo. Innosuisse è il

trampolino verso l’innovazione

sul fronte nazionale

o internazionale. Essa semplifica

la collaborazione e il

trasferimento di conoscenze

per sviluppare nuovi prodotti

o servizi potenzialmente di

successo.

Le PMI hanno la possibilità

di ottenere l’assistenza di un

mentore per l’innovazione,

al fine di valutare le prospettive

di un’idea, e decidere

se questa possa costituire

la base per un progetto di

innovazione nazionale o

internazionale. Il mentoring

per l’innovazione è gratuito.

Innosuisse.ch

Foto: Alessandro Della Bella

02/2025 11

La mia DITTA


GESTIONE DELL’INNOVAZIONE

5 fattori

di successo

1. L’innovazione come parte

della strategia

È importante che le linee

di innovazione convergano

direttamente verso la strategia

aziendale. Pianificate

oggi stesso i prossimi passi.

Abbinate le vostre riflessioni ad

analisi aggiornate del mercato

e dei trend, in modo da raccogliere

idee innovative per il

futuro. Questo vi consentirà di

distinguervi dalla concorrenza

in un’ottica di lungo periodo.

2. Il ruolo della direzione

L’orientamento della strategia

dell’innovazione dovrebbe essere

deciso consapevolmente

dalla direzione. «Dove vuole

andare la vostra azienda?»

Fornite indicazioni chiare e definite

la direzione per il futuro.

Da questo punto di vista sono

indispensabili una conduzione

forte da parte della direzione e

un management interessato.

3. Chiarezza per trovare

idee migliori

La comunicazione di un obiettivo

chiaro e la valorizzazione

dei punti di forza della strategia

creano gli spazi che servono al

personale. Il risultato sono idee

più concrete, che apportano un

vero valore aggiunto alla vostra

azienda.

4. Impiego mirato

delle risorse

La PMI deve valutare esattamente

dove investire il proprio

tempo e le proprie risorse.

Definendo e valutando obiettivi

razionali si guadagna tempo

ma anche la necessaria motivazione

per realizzare le proprie

ambizioni.

5. Passo dopo passo

verso una nuova cultura

dell’innovazione

Promuovete la creatività eliminando

la paura di fallire e

riconoscendo le idee valide.

Rinunciate inoltre a ragionare

per compartimenti stagni;

puntate piuttosto su team

intersettoriali.

«Il 26 per cento del fatturato viene da prodotti

che hanno meno di tre anni»

Adrian Pfenniger, CEO, Trisa

natura e nel controllo delle piante infestanti

senza l’uso di prodotti chimici, partecipa a un

impianto di biogas e gestisce «en passant» anche

un ristorante prenotabile per banchetti fino a

70 persone.

«In qualche modo da cosa è nata cosa. Dopo ogni

idea è emerso un nuovo problema da risolvere

e questo ha originato o avviato nuove attività.

N.U.P quindi è cresciuta esponenzialmente da

sola: proprio perché per noi le sfide sono opportunità»,

spiega Erb con modestia. Tutto confermato

dall’esperta Gabriele Schwarz: «Molte PMI

non svolgono alcuna gestione attiva dell’innovazione,

ma sono ’intuitivamente’ innovative,

poiché devono costantemente adeguarsi ai

cambiamenti. Questo conferisce loro la capacità

di resistere nei periodi economicamente

sfavorevoli, poiché dispongono di una strategia

di lungo periodo, sono combattive e creative».

Ciononostante l’esperta consiglia a tutte le PMI,

che non hanno un Archimede Pitagorico fra le

proprie fila, di prendersi regolarmente il tempo

per verificare i propri prodotti e modelli di business

e pensare a innovare. «L’ideale sarebbe

ricavare consapevolmente periodi di pausa e

contenitori in cui piazzare un brainstorming

collettivo, senza alcuna pressione, per generare

nuove proposte».

Innovazione come elemento chiave

Anche Trisa, il produttore di spazzolini da denti,

offre al personale un contesto rilassato per lo

sviluppo di nuove idee. La «Casa delle idee» nella

mansarda dell’ex sede storica è un ambiente

creativo, lontano dalla postazione di lavoro, che

garantisce la libertà necessaria per un brainstorming

collettivo. Qui si tengono regolarmente

incontri fra collaboratrici e collaboratori, riuniti

in gruppi di innovazione interdisciplinari,

per generare nuove idee di prodotto. «Il 26 per

cento del fatturato proviene da prodotti che

hanno meno di tre anni», spiega il CEO Adrian

Pfenniger. «Da tempo l’innovazione sistematica

è l’elemento chiave della nostra competitività a

livello internazionale; e il suo posizionamento

nella strategia aziendale è quindi preminente.

Il nostro obiettivo dichiarato consiste nel perfezionare

sempre la qualità e l’utilità dei prodotti

esistenti, oltre ad anticipare rapidamente i cambiamenti

del mercato e le nuove esigenze della

clientela». Oltre al reparto interno di ricerca e

sviluppo e alla collaborazione con istituzioni

odontoiatriche, Trisa si affida in gran parte alla

capacità innovativa del proprio personale. Secondo

Pfenniger una cultura aziendale aperta

e coerente e un modello di gestione partecipativo

sono elementi importanti del processo di

innovazione: «Coinvolgiamo l’intero capitale

intellettuale delle nostre maestranze. Tutto il

personale dispone di un passaporto delle idee,

che registra (e premia) le proposte di nuovi

prodotti ma anche ottimizzazioni di processo,

miglioramenti delle postazioni di lavoro o innovazioni

tecnologiche e sociali». La «Domanda del

mese» avvia ampie discussioni su determinate

questioni e la ricerca di soluzioni adeguate; inoltre

ogni anno vengono premiati i «Trisa Champions»,

cioè collaboratrici e collaboratori che si

siano distinti per idee particolarmente brillanti.

Sfruttare il potenziale

delle idee del personale

Non a caso una delle innovazioni più importanti

degli ultimi anni è venuta dall’interno dell’azienda.

L’idea base di quel grande successo noto

come Trisa Sonicpower, che riunisce il comfort

d’uso di uno spazzolino manuale con i vantaggi

di un apparecchio a ultrasuoni, è venuta da un

dipendente. «Aveva addirittura approntato un

prototipo, montando un motorino su uno spazzolino

manuale», ricorda divertito Pfenniger.

Naturalmente non tutte le idee si rivelano rivoluzionarie

come questa, ma anche le proposte

di miglioramento delle postazioni di lavoro o di

ottimizzazione dei processi sono preziose ed è

del tutto naturale che queste provengano dalle

persone che ogni giorno si confrontano con

questi aspetti. «Tutte le PMI possono sfruttare

il potenziale contributo innovativo del personale,

anche se non hanno un budget o risorse

dedicate all’innovazione», afferma il re degli

spazzolini da denti. Questo dunque il suo consiglio:

«Coinvolgete il personale nel processo di

generazione delle idee, fatelo partecipare alla

discussione, fornite regolarmente input tali da

sollecitare la creatività intellettuale: e stabilite

incentivi come riconoscimenti o premi tangibili».

Anche l’esperta Gabriele Schwarz ha un

consiglio da dare: «Testate i nuovi prototipi

sviluppati nel più breve tempo possibile su un

target selezionato: solo un feedback rapido su

una nuova offerta vi potrà dire se vi sia effettivamente

un mercato per il prodotto». E chi

veramente non riesce a progredire in questo

senso, dovrebbe valutare un aiuto esterno. «Oggi

vi sono ottime strutture di consulenza, ma anche

offerte gratuite come l’Agenzia nazionale

per la promozione dell’innovazione Innosuisse,

programmi cantonali, community, rassegne o

parchi innovazione. Sfruttatele!».

La mia DITTA

12 02/2025


L’idea per Trisa Sonicpower è

venuta dal personale. Si tratta

di una delle innovazioni più

importanti del produttore di

spazzolini da denti, una pietra

miliare, come la definisce il CEO

Adrian Pfenniger.

Foto: p.g.c.

La mia ditta

Trisa, azienda a conduzione

familiare partecipata dai

lavoratori e fondata nel 1887,

è giunta alla quarta generazione

con i fratelli Adrian

e Philipp Pfenniger. Basata

a Triengen, dopo 138 anni

opera nei settori igiene orale,

cura della persona e pulizia

ambienti, distribuendo

prodotti di qualità in oltre

80 paesi.

trisa.ch

Foto: p.g.c.

02/2025 13

La mia DITTA


MANAGEMENT DELLA SALUTE IN AZIENDA

La salute

innanzitutto

Personale sano

più motivato

e performante

La mia DITTA

14 02/2025

Foto: iStock


MANAGEMENT DELLA SALUTE IN AZIENDA

Le assenze di collaboratrici e collaboratori mettono nei guai soprattutto le PMI.

Con un management della salute in azienda (MSA) professionale è possibile ridurre

le assenze e incentivare la salute al posto di lavoro.

Testo Melanie Ade Foto Gian Vaitl

Se le collaboratrici o i collaboratori si

assentano per un periodo prolungato

a causa di una malattia, un infortunio

o un esaurimento dovuto a stress, la

situazione si fa difficile non solo per

le persone colpite, ma anche per i rispettivi

datori di lavoro. Ne ha risentito pure Löwenfels

Partner AG. Negli ultimi tre anni l'azienda

di software con sede a Lucerna ha registrato

numerose assenze. I motivi erano molteplici.

«Dagli incidenti nel tempo libero alle malattie

gravi a cui si aggiungono i problemi e le avversità

personali. Cause disparate, ma un comune

denominatore: le assenze sono durate spesso

per mesi», dichiara Elisa Krebs, Chief Human

Resources Officer presso Löwenfels Partner AG.

Oltre a incidere sulla vita delle persone colpite,

questo ha gravato anche sul carico di lavoro di

chi era presente in ditta. «A seconda del profilo

professionale, i team sono stati in grado di attutire

più o meno bene l'impatto, ma un’assenza

finisce sempre per ripercuotersi sui soggetti

restanti».

«Il problema maggiore è sempre stato

quello di conciliare comprensione umana e

spirito imprenditoriale»

Elisa Krebs, Chief Human Resources Officer, Löwenfels Partner AG

Tra comprensione e interessi aziendali

Anche Elisa Krebs si è trovata improvvisamente

in una situazione spinosa. «La formazione HR

non insegna a gestire un’assenza per infortunio

o malattia; ci si trova a far fronte al caso

concreto solo quando si presenta». E allora occorre

agire con rapidità. «Il problema maggiore

per me è sempre stato quello di conciliare comprensione

umana e spirito imprenditoriale. Da

un lato, è importante che io sostenga le persone

in frangenti complicati, ma dall'altro rappresento

anche il datore di lavoro e devo tutelare

il benessere del team e gli interessi economici

dell'azienda». Inoltre c’è anche da considerare

l'improvvisa mole di formalità amministrative

da sbrigare: chi non ha una formazione specifica

in materia d’indennità giornaliera malattia

o di assistenza sanitaria, all’inizio viene

sopraffatto dall’enorme quantità di scadenze

da rispettare e di moduli da inoltrare alle assicurazioni

sociali.

Un partner forte al proprio fianco

Per fortuna Löwenfels ha sottoscritto sia l’assicurazione

d’indennità giornaliera in caso di

malattia che la soluzione di previdenza profes-

sionale da AXA e quindi usufruisce del servizio

WeCare, il management della salute in azienda

offerto da AXA. «Per evitare assenze di lunga

durata, ci impegniamo con forza nell’ambito

MSA. Assistiamo tutte le aziende che hanno stipulato

un'assicurazione per il personale con un

interlocutore dedicato, attuiamo misure preventive

per la promozione mirata della salute e

forniamo un supporto professionale qualora si

verifichino assenze dal lavoro», spiega Stephan

Schuler, il case manager competente.

Schuler aiuta Löwenfels e quindi anche Elisa

Krebs nelle emergenze. In caso di assenze, il

case manager si occupa del coordinamento con

medici, istituti terapeutici e uffici AI, consiglia

le collaboratrici e i collaboratori assenti, i datori

di lavoro e i superiori sui passi da compiere

ed è il primo punto di riferimento e di contatto

per tutte le parti in causa. «L'obiettivo dichiarato

è quello di seguire da vicino le persone colpite

e le aziende durante l'intero processo di

ristabilimento e reintegrazione per permettere

così una piena ripresa del lavoro nella funzione

precedente, in un’altra posizione leggermente

adattata all’interno o, a volte, all’esterno dell’a-

La mia ditta

Löwenfels sviluppa soluzioni

software su misura per

semplificare i flussi di lavoro

e aumentare l’efficienza in

campi complessi da un punto

di vista normativo e supporta

le autorità e le aziende

svizzere nella loro trasformazione

digitale.

loewenfels.ch

02/2025 15

La mia DITTA


MANAGEMENT DELLA SALUTE IN AZIENDA

MSA quale fattore di successo

A questo punto entra in gioco l'esperta di MSA

e consulente per la prevenzione Stefanie Philipp

di WeCare, che afferma: «Una gestione sistematica

della salute a livello aziendale serve

a riconoscere tempestivamente i rischi per la

salute, ad adottare provvedimenti efficaci e a

salvaguardare la salute delle collaboratrici e dei

collaboratori nel tempo». I dati di Promozione

Salute Svizzera dimostrano che gli interventi

preventivi aiutano: le persone che si sono sottoposte

a una misura MSA si assentano in media

2,6 giorni in meno, sono più performanti del

10% e meno stressate del 25%. «L'MSA consente

tra l’altro di risparmiare costi e risorse e consolida,

oltre alla salute, anche la soddisfazione, la

motivazione e la lealtà verso l'azienda», sottolinea

l'esperta.

Per Stephan Schuler, Elisa Krebs e Stefanie Philipp il dialogo costante è l'elemento cardine

di una collaborazione riuscita.

Management della

salute in azienda

WeCare

Che si tratti di misure preventive

per promuovere la

salute del personale o di un

aiuto tempestivo in caso di

emergenza, con WeCare, il

management della salute per

le aziende, avete la certezza

che il benessere del vostro

personale è sempre in ottime

mani.

axa.ch/wecare

zienda. Talvolta addirittura in una funzione

diversa, dopo un’apposita riqualificazione»,

spiega Schuler.

Elisa Krebs è grata per il sostegno: «Sapere che

qualcuno in possesso di un know-how specialistico

è al mio fianco, pianifica il da farsi e

sbriga le questioni amministrative è un grande

sollievo. Tuttavia in futuro sarebbe auspicabile

poter evitare le assenze attraverso una

prevenzione mirata». A tal fine Elisa Krebs ha

ancorato il tema del management della salute

da Löwenfels anche in termini strategici. «La

vita, con le sue tante sfide, può diventare in

certi momenti davvero pesante da sopportare.

Pertanto è indispensabile prestare particolare

attenzione a questo tema».

«L'obiettivo dichiarato è quello

di seguire da vicino le persone colpite

e le aziende»

Stephan Schuler, Case Manager AXA

Sensibilizzazione del gruppo dirigente

Stefanie Philipp e il team di WeCare, hanno

elaborato insieme a Elisa Krebs un catalogo

individuale di misure in linea con le esigenze

di Löwenfels Partner AG. Come primo passo

hanno condotto un workshop di sensibilizzazione

per le e i dirigenti. «Gran parte dei superiori

incontra difficoltà nel trattare con persone

affette da problemi di salute mentale. A

differenza delle lesioni fisiche, riconoscibili a

occhio nudo, queste richiedono una particolare

sensibilità e padronanza», spiega Stefanie

Philipp. Nel corso del workshop, il gruppo

dirigente ha appreso non solo a rilevare e ad

affrontare precocemente i segnali di un malessere

psichico, ma anche a rafforzare preventivamente

la salute dei propri team. Ha inoltre

ricevuto suggerimenti sul modo di gestire le

assenze brevi o lunghe e ha imparato come sostenere

le proprie collaboratrici, i propri collaboratori

e i team nel reinserimento.

Sondaggio tra il personale

Oltre a ciò, da due anni Löwenfels utilizza anche

la Bussola dell’ambiente di lavoro che AXA

offre in collaborazione con DearEmployee. «La

bussola dell’ambiente di lavoro è uno strumento

rapido ed efficace che analizza i rischi

psicosociali sul posto di lavoro e promuove in

modo specifico la salute nelle aziende. Grazie

a sondaggi anonimi condotti tra il personale le

imprese possono scoprire qual è il grado di benessere

delle collaboratrici e dei collaboratori,

cosa funziona e cosa invece non va. Dall’analisi

degli aspetti positivi e negativi è possibile

ricavare delle raccomandazioni concrete per

ottimizzare la salute, la motivazione e la fedelizzazione

e sviluppare misure consone», puntualizza

Stefanie Philipp. Nel caso di Löwenfels

Partner AG sono state implementate diverse

misure nell’ambito della salute. «In primo

luogo, in collaborazione con Medbase Fit im

La mia DITTA

16 02/2025


MANAGEMENT DELLA SALUTE IN AZIENDA

Job, abbiamo organizzato una giornata dedicata

alla salute con workshop su argomenti

quali l'esercizio fisico, l'alimentazione, il relax

e il sonno. Inoltre, il tema della salute è al centro

dei nostri annuali Company Days», illustra

la CHRO Elisa Krebs.

Input periodici

Da marzo, Löwenfels ha messo a disposizione

l’offerta digitale di salute Kinastic. Kinastic

supporta le aziende nella promozione della

salute con campagne di sensibilizzazione, webinar

informativi, video di esperti e consigli

utili per la vita quotidiana. «L'app combina la

gamification con consigli nutrizionali e ricette,

programmi di attività fisica ed esercizi di rilassamento.

Perfetta per chi ha affinità con il digitale

come chi lavora da noi», afferma Elisa

Krebs. Naturalmente l'utilizzo dell’offerta Kinastic

non è un obbligo, ma piuttosto un incentivo

a pensare alla propria salute. «Come

datori di lavoro abbiamo il dovere di prenderci

cura delle nostre collaboratrici e dei nostri collaboratori.

È quindi essenziale per me fornire

loro gli strumenti necessari per mantenersi

in salute. In questo modo anche come PMI

con risorse limitate diamo un contributo per

avere un personale in salute e con forte motivazione».

«Gran parte dei superiori incontra

difficoltà nel trattare con persone affette da

problemi di salute mentale»

Stefanie Philipp, consulente per la prevenzione, WeCare

Da qui si accede a Kinastic –

il vostro partner per una

promozione della salute a

360 gradi.

Insieme per una

maggiore sostenibilità

1 m 2 di biodiversità per ogni cliente: fino al 2025

promuoveremo progetti a favore della varietà

biologica in Svizzera. Nel complesso riqualificheremo

circa 2 milioni di m 2 .

Know You Can

AXA.ch/biodiversita

01/2025 17

La mia DITTA


IL GRAFICO: INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Intelligenza artificiale:

solo artificialmente intelligente

La cavalcata trionfale dell’IA pare inarrestabile: sono sempre

di più i privati e le aziende che si affidano agli assistenti

digitali. Eppure la chiave per dare alla macchina un

pensiero autonomo non è ancora stata trovata.

Illustrazione Daniel Karrer

1400

1300

1000

GenFeb

20242025

...verdi

Indice di

performance

Google

OpenAI

DeepSeek

xAI

Anthropic

Meta

Mistral AI

Addestramento di

un modello

linguistico

I cetrioli sono...

...una verdura

...rossi

Risultato

Il modello linguistico

impara a prevedere correttamente

le sequenze di parole.

Testa a testa

Google e OpenAI, l’azienda

che ha lanciato ChatGPT, al

momento hanno un’incollatura

di vantaggio per quanto

riguarda l’efficienza dei

modelli. Ma i cinesi

inseguono da vicino con

DeepSeek, chatbot molto

più semplice ed economico.

ChatGPT e C.: come funzionano

L’intelligenza artificiale generativa non è che pura

statistica: sulla base di quantità gigantesche di dati

provenienti da Internet essa prevede il termine

successivo più probabile in una sequenza di parole.

Certamente i modelli vengono affinati con diverse

fasi di ottimizzazione: ma alla fine il risultato

rimane una lotteria.

Input

Grande corpus di testi da Internet,

social media, libri ecc.

Addestramento

L’algoritmo nasconde le parole di

una raccolta di testi e cerca di

indovinarle. Impara tramite

sincronizzazione e migliora

riconoscendo gli errori.

1

2

3

4

5

6

7

Fine tuning del

modello linguistico

May I

help you?

. . . . . . . . . . . . USA

. . . . . . . . . . . . UK

. . . . . . . . . . . Cina

. . . . . . . . . . India

. . . . . . . Germania

. . . . . . . . . .Francia

. . . Corea del sud

Numero

costituzioni

aziendali

Addestramento di un

modello di valutazione

separato

69,70%

Cina

30

14,16%

USA

13,00%

20

Resto del

mondo

10

2,77%

Europa

00

0,37%

20102023 India

1 2 3 4

1073

116

98

74

67

59

52

14 . . . . . . . . . Svizzera 22

Input

Testi idealtipici, elaborati da

umani, per determinate istruzioni

operative (es. riassumere,

spiegare).

Addestramento

Il modello linguistico viene

adeguato con testi idealtipici sulla

base del feedback umano.

Risultato

Il modello linguistico apprende

quali siano i testi desiderati (es.

struttura, lingua, stile) e a seguire

meglio le istruzioni.

La febbre delle

costituzioni

Negli USA solo lo

scorso anno sono

state fondate oltre

1000 nuove aziende di

IA; in Svizzera sono

state comunque 22.

Input

Testi generati dal modello

linguistico su una richiesta

specifica.

Addestramento

Gli addestratori umani stilano una

classifica per qualità dei testi

generati. Su questa base addestramento

di un modello di valutazione,

che assegna ai testi un valore

numerico secondo la qualità.

Risultato

Il modello di valutazione impara a

riconoscere la qualità dei testi

generati dal modello linguistico.

70%

60

50

40

Cina in corsia di sorpasso

Mentre l’America domina ancora il

mercato, nella ricerca la situazione è

diversa. Il numero di brevetti registrati

negli USA è in forte calo, mentre in Cina

sta esplodendo, tanto che ormai pare

solo una questione di tempo vedere il

Regno di mezzo minacciare la posizione

degli Stati Uniti anche in questo settore.

L’Europa purtroppo non è nemmeno

lontanamente in corsa.

Strutture energivore

Una ricerca con ChatGPT richiede circa dieci volte

più energia rispetto a Google: secondo la

radiotelevisione bavarese il consumo è di circa 3

wattore, pari alla corrente necessaria per azionare

una lampadina LED per sei minuti. Non esiste

ancora un calcolo preciso della gigantesca quantità

di energia che serve per alimentare i modelli con i

dati e addestrarli. L’Agenzia internazionale per

l’energia (AIE) stima che la domanda mondiale di

elettricità per i centri di calcolo raddoppierà entro il

2030 a circa 945 terawattore, un balzo corrispondente

all’attuale consumo energetico dell’intero

Giappone. I giganti tecnologici progettano pertanto

la creazione di numerose nuove centrali nucleari.

Miglioramento del

modello linguistico

Input

Testi generati dal modello linguistico a

fronte delle richieste degli utenti.

Addestramento

Il modello di valutazione stima la

qualità del testo e fornisce valori

numerici. Un algoritmo speciale

adegua il modello linguistico per

incrementare la probabilità di risposte

qualitativamente elevate.

(2) (5)

Risultato

Il modello linguistico impara a:

– generare testi in linea con le

aspettative di qualità degli umani

– migliorare costantemente stimolato

dalla «ricompensa»

Fonti: LMSYS/Stanford AI Index Report 2025; Quid 2024, 2025 Stanford AI Report; Plattform Lernende Systeme (www.plattform-lernende-systeme.de)

La mia DITTA

18 02/2025


Sicurezza

Domanda di un lettore

Foto sul sito web

aziendale

Posso pubblicare la foto e il nome

di una mia o di un mio dipendente

sul sito aziendale senza chiederne

prima l’autorizzazione?

L. P., Pieterlen

No, può pubblicarne la foto online

solo se la persona interessata ha

espressamente dato il suo consenso.

Poiché la foto di una collaboratrice o

di un collaboratore consente di risalire

ad esempio al suo credo religioso,

all’appartenenza etnica o a una

menomazione fisica e di norma non è

necessario pubblicarla, può essere

mostrata in Internet o Intranet solo

previo consenso della persona

interessata. Le consiglio di raccogliere

il consenso scritto della collaboratrice

o del collaboratore in questione. In

questo modo agirà correttamente.

Carole Kaufmann Ryan

Avvocata AXA-ARAG

Legge attuale

L’attività indipendente comporta anche sfide di stampo giuridico.

Il podcast giuridico,

direttamente dalla vita reale

Come posso fondare un’impresa basata su solide basi giuridiche? Cosa devo

fare per garantirle una crescita costante? Dove posso trovare il personale adatto?

Nel nostro podcast dei «non addetti ai lavori» affrontano questioni giuridiche

interessanti tratte dalla loro quotidianità. Un’avvocata e un giurista di AXA-ARAG

offrono i loro spunti e le loro considerazioni specialistiche a riguardo.

Fotos: zVg; Getty Images/EyeEm

Ingrandire l’azienda: Sven Jakeli è uno

che di crescita aziendale se ne intende:

nel 2019 ha fondato Feey, uno degli

shop online per piante di maggior

successo di tutta la Svizzera. Con il

nostro padrone di casa e giurista Leo

Loosli parla non solo di come far

crescere un’azienda, ma racconta anche

come la pandemia ha influito sulla sua

attività di imprenditore e-commerce.

Ascoltate ora il podcast:

Sfide giuridiche nell’attività indipendente:

dopo una prima fase di costituzione si entra

nel vivo delle attività lavorative, almeno se si

vuole trasformare una piccola start-up in

un’azienda di successo a lungo termine. A

riguardo ha molto da dirci Andreas Lenzhofer,

fondatore e CEO di Dagsmejan, l’innovativa

linea di abbigliamento per la notte che

garantisce un sonno ristoratore. A colloquio

con Leo Loosli, Lenzhofer spiega il motivo

per cui si occupa delle faccende legali della

sua azienda e quali sono i

quesiti più interessanti che si

trova ad affrontare. Ascoltate

ora il podcast:

«La metà dei posti vacanti viene oggigiorno assegnata tramite

conoscenze e lo stesso avviene con gli incarichi»

Adi Lang, docente, trainer e speaker, pagina 20

02/2025

19 La mia DITTA


BUSINESS-NETWORKING

No network,

no business

Start-up o PMI già affermata, non fa differenza: il networking è una componente

imprescindibile, in grado di influire durabilmente sull’evoluzione della

vostra azienda. Scoprite come e dove potete instaurare i contatti giusti e in che

modo questi possono avere un effetto positivo sulla vostra attività.

Testo Melanie Ade

L’esperto

Dopo una carriera da calciatore

professionista, Adrian

Lang ha lavorato per 14 anni

presso una compagnia di assicurazioni

prima di mettersi

in proprio come formatore di

vendita. Dal 2016, nella sua

Business Schmiede a Sursee

riunisce eminenti esperti nel

campo della crescita professionale

e dello sviluppo della

personalità lavorando anche

come docente, formatore e

oratore in ambiti legati alla

vendita e al networking.

business-schmiede.ch

adrian-lang.ch

Adi Lang, perché il networking è così

importante per le PMI?

Ogni anno in Svizzera vengono costituite

circa 52 000 nuove imprese. Quasi la metà di

esse chiude nei primi anni. La causa è da ricercarsi

non tanto nella scarsa presa dell’idea

imprenditoriale, quanto nella non accettazione

da parte del mercato. Sono pochissime

le persone capaci caratterialmente di sapersi

vendere, molte hanno bisogno di un piccolo sostegno.

Ed è qui che entra in gioco il network

personale.

Quali sono i vantaggi concreti di

un business network?

Al giorno d’oggi per avere successo non basta

più svolgere bene il proprio lavoro. Occorre

soprattutto costruire una rete di contatti ben

funzionante che al momento giusto possa dare

una mano. Possiamo dire che il network marketing

è l'assicurazione contro la disoccupazione

del 21° secolo. Attualmente la metà dei

posti di lavoro vacanti vengono occupati grazie

alle relazioni sociali, e lo stesso vale per le ordinazioni.

Le imprenditrici e gli imprenditori di

successo concludono gran parte degli affari attraverso

il loro network. La personalizzazione

è evidente, in particolare, quando si tratta di

trasmettere commesse: se ho due fornitori con

un prodotto comparabile a un prezzo simile,

sceglierò sempre quello con cui ho il rapporto

personale più stretto.

Come ci si crea una buona rete

di relazioni?

Studi in materia hanno dimostrato che non

è possibile curare più di 150 contatti contemporaneamente.

Per cui suggerisco di individuare

le 150 persone più importanti per voi e per la

vostra azienda nell’ambiente in cui operate.

Scorrete con calma la lista dei vostri contatti

sul cellulare e pensate: con chi ho già colla-

borato? chi è interessante al momento come

interlocutore, e non solo per generare nuovi affari?

Chiedetevi anche chi potrebbe procurarvi

ulteriori contatti importanti oppure semplicemente

esservi utile o di supporto nello scambio

personale. Poi iniziate a gestire sistematicamente

l’elenco e a curare le varie relazioni.

Quali sono gli elementi che rendono

efficiente un business network?

I contatti da soli non portano alcun valore

aggiunto. È necessario coltivarli e investire in

rapporti proficui. Due sono i punti fondamentali

per mantenere e sviluppare una rete di

relazioni nel settore delle PMI: la qualità del

servizio fornito e la reciprocità. Se possibile, ne

devono beneficiare sempre entrambe le parti.

Quindi una relazione dovrebbe avere un orizzonte

di lungo termine e creare vantaggi a vicenda.

Che cosa occorre fare

in sostanza?

Innanzitutto si deve evitare di chiedere un

favore subito all'inizio, bensì provvedere prima

a restituire qualcosa alla società senza aspettarsi

nulla in cambio. Questo per accentuare

la propria visibilità e la propria reputazione.

A tal fine, si può assumere la presidenza della

locale associazione degli artigiani, far parte del

comitato regionale per l’organizzazione del

carnevale o entrare nel comitato direttivo di

un club di donatori attivo in tutta la Svizzera.

Interessi finanziari e prospettive commerciali

non sono assolutamente prioritari in questi

impegni. L’obiettivo è aumentare la propria

notorietà e, attraverso il proprio lavoro, la percezione

positiva di sé. Anche se comporta un

onere, si tratta di un investimento nel futuro.

È come una sorta di conto su cui si effettuano

versamenti periodici. Prima o poi maturano gli

interessi.

La mia DITTA

20 02/2025


BUSINESS NETWORKING

Che cosa ne pensa degli eventi

di networking?

Possono essere utili per intrecciare contatti.

Ma chi intende prendervi parte deve prepararsi

prima, informarsi su chi partecipa e non andare

lì solo per concludere affari, ma per incontrare

nuove persone e allacciare nuovi rapporti.

Intrattenersi sempre con le stesse persone può

essere piacevole, ma non allarga la rete di contatti.

È consigliabile invece avvicinarsi a chi

ancora non si conosce, presentarsi e scambiare

quattro chiacchiere. L’importante è privilegiare

la qualità rispetto alla quantità: meglio

due conversazioni stimolanti e approfondite

che dodici superficiali. Successivamente ci si

può connettere con i nuovi contatti su Linkedin

e approfondire il rapporto in un incontro,

ad esempio in occasione di un pranzo insieme.

E che cosa ne pensa delle associazioni

di categoria?

Anch’esse possono essere utili, soprattutto

in termini di condivisione del know-how. Ma è

necessario farsi vedere e farsi ascoltare, la semplice

adesione come membro non è sufficiente.

La cura delle relazioni è anche una questione di

ottimizzazione della propria visibilità.

Gli impegni locali servono?

Dipende da dove si trova la potenziale clientela.

Se svolgo la mia attività d’imbianchino a

Zurigo Wollishofen, è opportuno che mi impegni

nella locale associazione arti e mestieri

e che organizzi, ad esempio, la fiera dell’artigianato

in veste di presidente CO. È un modo

per accrescere la visibilità dando impulso alla

mia azienda. Ma se la mia attività è estesa a

tutta la Svizzera, simili impegni locali hanno

un ritorno molto modesto. Più si opera a livello

sovraregionale e più bisogna pensare a dove essere

visibili per ricavare un profitto commerciale.

Quanto sono importanti i social network a

questo proposito?

Sono molto importanti. Anche se su Linkedin

non si concludono affari diretti, si è digitalmente

presenti e disponibili. Questo dà una

grande visibilità e ritorna in mente nei momenti

decisivi. Il network personale resta comunque

rilevante.

I diversi tipi di networking in sintesi

Tipo

Cervo

Cinghiale

Volpe

Formica

Orientamento

Estroverso orientato

ai fatti

Estroverso orientato

alle relazioni

Introverso

orientato ai fatti

Introverso orientato

alle relazioni

Caratteristiche principali

Elitario, consapevole

del proprio status,

autoriferito

Piacevole, amato,

interconnesso

Focalizzato, strategico,

orientato all’obiettivo

Orientato al gruppo,

sociale, altruista

Adrian Lang è convinto che

il successo a lungo termine sia

possibile solo con un network

ben funzionante.

Le persone interessate possono

saperne di più sui fattori di

successo nel processo di

networking consultando il

white paper gratuito sul sito

www.lang-training.ch o

cliccando su questo codice QR:

Che tipo di networker siete? Fate il test e imparate come trattare i diversi

tipi di networking traendone vantaggio. Codice QR qui accanto o

https://adrian-lang.ch/ #networking-types: compilate il test di due minuti

e otterrete informazioni istruttive.

Atteggiamento

Lucrativo come

cliente, ma usare

prudenza

Approfitta del vasto

network

Mostrare interesse, ma

non si lascia sfruttare

Inoltrare richieste,

sfruttare il network

Fonte: Business Schmiede – Fotos: p.g.c.

02/2025 21

La mia DITTA


Per un’economia

sostenibile

Puntare sui fatti

anziché sulle parole:

Maxim Dikov

e Nicola Ruch di

AEW Energie AG.

in chiave futura

La tendenza a comunicare anche le performance non finanziarie oltre ai rapporti

finanziari continua senza sosta, con l’effetto di accrescere la pressione sulle aziende che

non sono tenute a pubblicare rapporti di sostenibilità a causa delle loro dimensioni.

Testo Melanie Ade

I

rapporti di sostenibilità stanno acquistando

una crescente importanza, non

solo per le grandi aziende, ma anche per le

PMI. Sebbene in Svizzera non viga ancora

alcun obbligo di rendicontazione della

sostenibilità per le piccole e medie imprese, di

fatto il tema sta catturando sempre più l’atten-

zione anche nel nostro Paese, afferma Simon

Oswald, Audit Director ESG presso BDO, una

società di consulenza aziendale e di revisione

contabile di Zurigo: «Nell’Unione europea,

il più importante partner commerciale della

Svizzera, i criteri ESG sono diventati uno standard

fondamentale per la valutazione a tutto

La mia DITTA

22 02/2025


NORMATIVE ESG

La mia ditta

Foto: Paolo Dutto; p.g.c.

tondo di un’azienda. Le imprese non

devono solo dimostrare di avere un

occhio particolarmente attento alla

sostenibilità ambientale, ma anche

integrare nelle loro catene di approvvigionamento

aspetti sociali come

condizioni di lavoro eque e pratiche

commerciali eticamente corrette,

con il risultato che soprattutto le

PMI esportatrici in Svizzera con partner

commerciali nell’UE sono sempre

più connotate da criteri ESG e da

requisiti normativi stringenti.» Di

conseguenza, anche le PMI con sede

in Svizzera devono spesso fornire informazioni

sulla sostenibilità, anche

se non sono direttamente interessate

da normative nazionali o internazionali.

In caso contrario rischiano di essere

rimosse dall’elenco dei fornitori.

AEW Energie AG è un’azienda

indipendente del

Canton Argovia. In qualità di

fornitore integrato di servizi

energetici, AEW si occupa

della produzione di elettricità

e di calore/freddo, oltre a

essere un operatore di rete e

un fornitore leader per la sua

clientela. Inoltre, fornisce

servizi in settori affini alle

reti e alle fonti energetiche

come pure nelle telecomunicazioni.

aew.ch

«Nell’UE i

criteri ESG

sono diventati

uno standard

fondamentale.»

Simon Oswald,

Audit Director ESG, BDO

Azzeramento delle emissioni climalteranti

entro il 2050

Anche in Svizzera la sostenibilità è

sempre più integrata nel discorso politico

e normativo. Dall'entrata in vigore

della Legge sul clima e l'innovazione

(LOCli) e dell'Ordinanza sulla protezione

del clima (OOCli) il 1° gennaio

2025, gli obiettivi climatici a lungo

termine della Svizzera sono stati sanciti

per legge, ossia tutte le aziende, comprese le

PMI, sono obbligate a raggiungere la neutralità

climatica ovvero emissioni nette zero al più tardi

entro il 2050. «Azzerare completamente le emissioni

significa che ogni azienda deve diminuire

le proprie emissioni di gas serra prioritariamente

attraverso misure di riduzione. Le emissioni

che non possono essere evitate vanno neutralizzate

attraverso misure di compensazione

come il rimboschimento, l'acquisto di certificati

di emissione o la cattura e rimozione tecnologica

di CO 2», dichiara Roland Z’Rotz, Director Sustainability

Services presso BDO.

Per raggiungere questi obiettivi climatici, la

Confederazione punta sugli incentivi piuttosto

che sui divieti. «Le aziende che entro il 2030

introdurranno nuove tecnologie e processi suscettibili

di giovare agli obiettivi climatici possono

richiedere un sostegno finanziario, alla

condizione, il più delle volte, di presentare un

cronoprogramma netto zero», precisa Roland

Z’Rotz. Per le PMI è quindi utile e opportuno

gestire sistematicamente le tematiche di sostenibilità

e riferire in merito all'esterno. Tuttavia,

secondo un recente studio della Scuola

universitaria di economia di Zurigo (HWZ),

la maggior parte delle aziende si astiene dal

farlo. Un errore, secondo Roland Z’Rotz: «La

sostenibilità diventa un vantaggio strategico

soprattutto in tempi economicamente difficili.

Le PMI che attuano con coerenza la loro strategia

di sostenibilità e la comunicano in modo

trasparente, sono percepite come affidabili e

protese al futuro.»

La sostenibilità come opportunità

Presso AEW Energie AG la sostenibilità è un

elemento cardine della strategia aziendale. Oltre

ad assicurare l'approvvigionamento energetico

del Canton Argovia, il fornitore di energia

sta promuovendo attivamente l'attuazione

della Strategia energetica 2050. «Circa il 75 percento

delle emissioni di CO 2 in Svizzera sono

imputabili al settore energetico. In quanto fornitore

di energia, abbiamo quindi una grande

influenza per fare la differenza», puntualizza

Nicola Ruch, responsabile Sviluppo degli affari

di AEW. «Gli sforzi messi in atto sul fronte energetico

e climatico sono strettamente correlati e

offrono numerose sinergie. Con la produzione

di elettricità e calore da fonti rinnovabili e le

nostre soluzioni integrate per l'edilizia e la

mobilità stiamo quindi dando un contributo

significativo e quantificabile alla transizione

energetica e climatica.»

Affinché questi valori non siano solo comunicati

all’esterno, ma vengano vissuti anche in

prima persona, da due anni AEW redige un proprio

rapporto di sostenibilità, anche se in virtù

delle vigenti normative di legge non sarebbe

tenuta a farlo. «La sostenibilità sta diventando

sempre più importante sia per la nostra clientela

sia per gli investitori. Una rendicontazione

ESG trasparente e indicativa è quindi un'opportunità

per posizionarci come azienda responsabile

e datore di lavoro all'avanguardia», sottolinea

Nicola Ruch.

Un obiettivo ambizioso

Mentre la legge svizzera sul clima e l'innovazione

obbliga le aziende a dichiarare emissioni

nette zero entro il 2050, AEW vuole raggiungere

la neutralità climatica già nel 2040. Il motivo

è semplice, dichiara Ruch. «Vogliamo sottolineare

e sostenere il nostro impegno anche

con obiettivi ambiziosi, dai quali potremo poi

trarre provvedimenti puntuali ed efficaci.»

«In questo disegno, per prima cosa AEW ha

svolto un'analisi di materialità completa», in-

02/2025 23

La mia DITTA


Gli esperti

terviene Maxim Dikov, Sustainability & ESG

Specialist di AEW Energie AG. Questa analisi

identifica i temi ambientali, sociali e di governance

chiave di un'azienda, partendo dai quali

sono state poi definite e varate le misure più

congeniali. «Con una quota di circa il 60 per

cento, la parte più consistente della nostra

impronta carbonica è da imputare alla produzione

di calore. Era quindi ovvio iniziare con

le prime misure di riduzione esattamente in

questo settore», precisa Dikov. Da un lato, AEW

sta ottimizzando le sue soluzioni software,

dall'altro, nei prossimi anni l'hardware più

obsoleto verrà sostituito con soluzioni nuove e

sostenibili come le pompe di calore o l'energia

solare termica. «Inoltre stiamo gradualmente

elettrificando il nostro parco veicoli e ristruttureremo

sotto il profilo energetico i nostri

edifici in linea con la tempistica che abbiamo

stabilito», prosegue l’esperto di sostenibilità.

Un chiaro impegno della direzione

Fondamentale ai fini del successo della strategia

di sostenibilità è la sua accettazione

all’interno dell’azienda, ribadisce Nicola Ruch:

«Nella dimensione organizzativa, l’argomento

dovrebbe posizionarsi il più in alto possibile

ed essere radicato nella strategia aziendale. È

importante un chiaro impegno da parte della

direzione e del Consiglio di amministrazione.»

BDO AG è una delle società

di revisione, fiduciarie e

di consulenza leader della

Svizzera. Offre consulenza

alle aziende nei settori

della revisione contabile, dei

servizi finanziari, dei servizi

fiduciari, della consulenza fiscale

e legale e del reporting

di sostenibilità.

bdo.ch

«In tempi economicamente

difficili,

la sostenibilità

diventa

un vantaggio

strategico.»

Roland Z’Rotz, Director Sustainability

Services, BDO

Presso AEW Energie AG la sostenibilità è saldamente radicata nella strategia aziendale.

Ma anche l’intero personale deve essere coinvolto

e sostenere le misure. «Il tema della sostenibilità

pervade tutti i comparti aziendali. È

quindi consigliabile riunire attorno a un tavolo

le persone chiave di tutti i settori importanti

ed elaborare e mettere a punto la strategia e le

misure che ne derivano in un comitato trasversale»,

aggiunge Maxim Dikov. In questo modo,

la strategia di sostenibilità può essere ampiamente

implementata all'interno dell'azienda.

Utilizzare gli strumenti online

A ben guardare non ci vuole molto per redigere

un rapporto di sostenibilità: «Le PMI possono

semplicemente riferirsi allo standard volontario

pubblicato dall’European Financial Reporting

Advisory Group (EFRAG). Qualsiasi azienda

può completarlo, anche se ha poche competenze

tecniche, senza trascurare che oggi sono disponibili

anche buoni strumenti online e anche

l'intelligenza artificiale può aiutare a destreggiarsi

nell'argomento.» Peraltro, anche in AEW

si impara passo dopo passo, come conferma il

responsabile dello Sviluppo degli affari, Nicola

Ruch: «La rendicontazione della sostenibilità è

un viaggio graduale e progressivo in cui si cresce

ed evolve anno dopo anno. Ciò malgrado, è

sempre meglio iniziare in modo imperfetto che

pianificare perfettamente.»

Un’economia sostenibile

Anche se il reporting ESG non ha

ancora avuto un impatto diretto

sul volume degli ordinativi, crea

una base importante per sviluppi

futuri, tant’è che AEW guarda con

fiducia anche a futuri vantaggi

competitivi. «A conti fatti tutti noi

vogliamo un’economia fiorente che

non impatti negativamente sulla

società e sull’ambiente. L’obiettivo

dichiarato deve essere quindi un’economia

sostenibile e a prova di

futuro», afferma Maxim Dikov. È

fermamente convinto che chinarsi

su questo tema sia una scelta giusta

e opportuna per tutte le PMI: «Svolgere

un’analisi di materialità aiuta

ogni azienda a impostare e ottimizzare

i propri processi, guadagnando

in efficienza. E se la legislazione dovesse

cambiare imponendo la rendicontazione

ESG anche alle PMI, si è

pronti e preparati ad affrontare la

nuova circostanza.»

La mia DITTA

24 02/2025


Responsabilità

Domande dei lettori

Decreto penale

contro

un collaboratore

Un mio collaboratore è accusato

di avere tenuto in autostrada una

distanza insufficiente da un altro

automobilista durante un viaggio di

lavoro, sorpassando poi sulla destra

e facendo il gesto del dito medio.

È stato quindi emesso un decreto

penale che prevede una pena pecuniaria

sospesa e quindi un’iscrizione

nel casellario giudiziale. Poiché il

collaboratore è prossimo alla naturalizzazione,

un simile provvedimento

sarebbe per lui inopportuno. Inoltre,

il ritiro della licenza di condurre

sarebbe disastroso, in quanto ho bisogno

di questo collaboratore e non

riuscirei a sostituirlo in tempi brevi.

Quali sono le possibilità di opporsi al

decreto penale?

T. K., Neuchâtel

Se si riceve un decreto penale è importante

trasmetterlo quanto prima alla

propria assicurazione di protezione

giuridica, poiché il termine di opposizione

è di soli dieci giorni dal recapito.

Dopo questa scadenza, il decreto passa

in giudicato e la fattispecie rilevante

risulta accertata anche per l’Ufficio della

circolazione. Un’opposizione tempestiva

permette di visionare gli atti penali e

di valutare l’iter successivo. A seconda

degli atti, la fattispecie potrebbe essere

contestata con esito positivo, con

conseguente cancellazione della pena

pecuniaria e quindi anche dell’iscrizione

nel casellario giudiziale.

Fabrizio Howald

Giurista di AXA-ARAG

Foto: p.g.c.; Getty Images/Westend61

Urge rilassarsi: secondo uno studio di AXA, oltre un quarto delle persone interpellate si sente

affetto da malattie mentali.

Disturbi di natura psichica

in aumento

Sebbene in Svizzera, in confronto ad altri Paesi, la popolazione continui a godere di

una salute mentale molto buona, i dati dell’ultimo studio di AXA fanno squillare

un campanello di allarme: benché con un aumento solo lieve rispetto all’anno precedente,

oltre un quarto delle persone intervistate (il 27%) dichiara di soffrire di

disturbi psichici. Tra queste, circa la metà riferisce di essere affetta da depressione,

che rimane quindi, sempre secondo lo studio, la patologia nettamente mentale più

diffusa. Sono tuttavia in calo i dati relativi sia alla depressione (dal 15% al 13%), sia

ai disturbi d’ansia (dal 10% al 9%). Una forte crescita (dal 3% al 5%) è stata registrata

in particolare dalla condizione psicopatologica dovuta all’abuso di droghe e

farmaci. Si evidenziano inoltre notevoli differenze tra le varie fasce di età. Mentre

le malattie mentali sono in calo tra gli ultracinquantacinquenni (dal 17% al 14%),

dallo studio emerge un aumento significativo nei soggetti dai 18 ai 24 anni (dal

30% al 38%). Tra questi ultimi si osserva in particolare una tendenza all’aumento

dei disturbi d’ansia, alimentari e della schizofrenia. In Svizzera circa la metà delle

persone affette da disturbi psichici ricorre all’assistenza specialistica (52%). Circa

due terzi di tutte le persone con disturbi psichici in cura da un professionista

seguono anche una terapia farmacologica.

«Le persone sentono che facciamo il nostro mestiere con grande

passione e che su gusto e qualità non scendiamo a compromessi»

Dania Kambly, presidente di Kambly SA Spécialités de Biscuits Suisses, pagina 30

02/2025 25

La mia DITTA


INTERNAZIONALIZZAZIONE

Oltre i confini

Per la maggior parte delle aziende l’espansione all’estero rappresenta

una sfida ardua, che però può dare ottimi frutti con la giusta preparazione

e un supporto competente.

Testo Melanie Ade

Q

uando nel 2015 Darco Cazin

e Claude Balsiger uniscono le

forze, il primo era già un consulente

turistico autonomo di

successo con la sua ditta Allegra,

mentre l’altro guidava da anni ciclotour

in Himalaya. I due appassionati di sport outdoor

fiutano il potenziale del turismo estivo e

in mountain bike. «A causa del cambiamento

climatico, per molte regioni di montagna la stagione

invernale stava diventando sempre più

difficile. Inoltre, per considerazioni di sostenibilità

e costi molte località a vocazione turistica

volevano e dovevano mantenere operative le

proprie infrastrutture tutto l’anno, ma erano a

corto di idee per un’offerta ad hoc. Ed è qui che

siamo entrati in gioco noi», racconta Claude

Balsiger. I due si specializzano nello sviluppo di

offerte turistiche, nonché nella pianificazione

e realizzazione di sentieri, sfondando porte

già aperte nelle regioni montane. «Il turismo

estivo era in una fase di boom e noi eravamo gli

unici offerenti in questo settore. Quella che era

nata come una piccola azienda di due persone

nei Grigioni si espande ben presto in tutta la

Svizzera. E non tardano ad arrivare le prime

richieste dalle grandi destinazioni turistiche in

Austria», ricorda Balsiger.

Paese che vai, disposizioni normative

che trovi

Pieni di entusiasmo, i due iniziano dunque a

lanciare la loro offerta anche in terra austriaca.

La mia ditta

Allegra è attiva nel settore del

turismo «trail-based» e offre

servizi di consulenza e sviluppo,

nonché di pianificazione

e realizzazione di sentieri per

mountain bike e trekking, impianti

modulari di pump track

e bike park urbani. Nel 2018

Allegra si espande in Austria,

poi ancora in Finlandia e

Giappone. L’azienda impiega

oggi, a seconda della stagione,

tra 30 e 70 collaboratrici e

collaboratori in quattro Paesi.

helloallegra.com

Ben presto si accorgono però che, per quanto

l’Austria sia molto simile alla Svizzera in

quanto a lingua, paesaggio e turismo, le norme

non lo sono per niente. «Abbiamo capito molto

rapidamente che, nonostante le nostre conoscenze

specifiche, senza un aiuto locale non

saremmo andati molto lontani. Dopo qualche

tempo abbiamo quindi deciso di fondare in

Austria una consociata con un team dedicato»,

spiega il titolare di Allegra. E oggi, con spirito

autocritico, ammette: «avevamo sottovalutato

l’importanza di una rete locale e di collaboratori

del posto quando si intende sbarcare su un

nuovo mercato. Innanzitutto occorre ambientarsi,

allacciare contatti, conoscere le norme

vigenti. E tutto ciò è molto dispendioso in termini

di tempo ed energie».

Partner locali come chiave

del successo

Nonostante la partenza in salita, i due decidono

di espandersi ancora in altri Paesi, adottando

però un approccio del tutto diverso. «La decisione

di entrare o meno in un mercato dipende

oggi principalmente dalla possibilità di trovare

dei partner locali e una rete su cui possiamo

contare», spiega Balsiger. In una prima fase allestiscono

dunque un’analisi del mercato e valutano

il panorama concorrenziale. «Per questo

abbiamo sempre scartato l’idea di aprire una

sede in Germania, perché lì la concorrenza è

semplicemente troppo forte». L’azienda con

sede a Pontresina gestisce invece consociate di

«La decisione di sbarcare su un mercato dipende dalla

disponibilità di partner locali»

Claude Balsiger, titolare di Allegra

La mia DITTA

26 02/2025


INTERNAZIONALIZZAZIONE

Dalle montagne

grigionesi al Giappone:

la marcia inarrestabile di

Claude Balsiger e Allegra.

1

Foto: Mayk Wendt

02/2025 27

La mia DITTA


INTERNAZIONALIZZAZIONE

Foto: Gian Ehrenzeller

grande successo in Finlandia e Giappone. In entrambi

i casi, Allegra aveva già svolto dei primi

progetti con partner locali prima di lanciarsi

nel mercato. «Sapevamo quindi che esisteva

un’esigenza concreta. Ora si trattava di creare

delle sedi locali», ricorda Claude Balsiger. In

questo vengono assistiti dall’organizzazione

svizzera per l’incentivazione delle esportazioni

e la promozione della piazza economica «Switzerland

Global Enterprise» (S-GE): «All’estero

molte cose funzionano diversamente. Spesso

è difficile inquadrare la situazione di un mercato,

a livello sia giuridico che economico. La

forte rete globale e il know-how di S-GE sono

stati un aiuto prezioso». Oggi Allegra ha sei consociate

in quattro Paesi, e non intende fermarsi

qui. Ciononostante, Balsiger consiglia alle PMI

di affrontare l’espansione con realismo: «Una

prospezione approfondita e puntuale del mercato

è fondamentale, e se si collabora con un

partner occorre un’ottima armonia sul piano

umano, altrimenti non può funzionare. Non

solo: spesso servono più tempo e pazienza di

quanto inizialmente stimato per fondare un’azienda

all’estero e portarla a un livello operativo.

Tutti aspetti da non sottovalutare».

PHIOS AG fornisce consulenza

ad aziende del settore

industriale e manifatturiero

anche su questioni energetiche

e di sostenibilità.

Crescere senza perdere la propria cultura

Anche la PHIOS AG compie nel 2020 il passo

dell’espansione all’estero. Negli anni precedenti

la ditta di software e di consulenza del

Liechtenstein con sede a Ruggell aveva registrato

una crescita costante, con molti grandi

player internazionali in portafoglio. «Volevamo

sfruttare le opportunità di mercato per

crescere ulteriormente», racconta Lucia Studer,

co-fondatrice e CFO. Durante la pandemia

l’azienda si riorienta e opta per una crescita

decentralizzata con una nuova sede all’estero.

«Da un lato dovevamo crescere per rispondere

alle esigenze della clientela, dall’altro ci stava

particolarmente a cuore il lato familiare e

amichevole della nostra cultura aziendale. Se

avessimo semplicemente ingrandito la nostra

sede a Ruggell avremmo dovuto intraprendere

ingenti misure a scapito dei nostri valori e della

nostra cultura. Abbiamo quindi deciso di aprire

sedi decentrate per poter continuare a vivere la

nostra cultura aziendale in piccoli team locali

e accrescere al contempo la forza della nostra

azienda», spiega Lucia Studer.

Anche PHIOS si è avvalsa del sostegno di S-GE

per l’ingresso sui mercati esteri. «Insieme a

La mia DITTA

3

28 02/2025


INTERNAZIONALIZZAZIONE

«La sfida più grande è stata la burocrazia. In Spagna le relazioni bancarie

o le questioni fiscali vengono gestite in modo del tutto diverso»

Lucia Studer, PHIOS, co-fondatrice e CFO

S-GE abbiamo valutato quali Paesi potessero

prestarsi alla nostra nuova sede. Tra i criteri

decisivi abbiamo inserito la disponibilità di personale

qualificato, la stabilità economica e le

dinamiche salariali, ma anche le differenze culturali,

la raggiungibilità da Ruggell e la qualità

di vita», afferma Lucia Studer. Alla fine la scelta

è caduta sulla Spagna. Assieme a un accompagnatore

indicato da S-GE, Lucia Studer e i suoi

due soci si recano poi in loco per farsi un’idea

della situazione. «Abbiamo valutato due possibili

sedi e incontrato altre aziende IT svizzere

per uno scambio di esperienze. Inoltre abbiamo

allacciato contatti interessanti con le autorità

locali e le università, sempre grazie all’intermediazione

di S-GE» spiega l’imprenditrice. Alla

fine PHIOS opta per Valencia. «Abbiamo avuto

la grande fortuna di avere un collaboratore di

origini spagnole, il quale ha dato la propria disponibilità

a fermarsi per i primi 18 mesi per

creare la nuova sede e assumere i primi collaboratori.

Un contributo prezioso, che ci ha

permesso di avere direttamente sul posto una

persona pratica delle peculiarità locali, a suo

agio con la lingua e al contempo in grado di

trasmettere la nostra filosofia al nuovo team

locale».

L’importanza della comunicazione

Il percorso di espansione non è stato comunque

privo di ostacoli, come racconta Lucia Studer

in retrospettiva. «Oltre alla pandemia, la sfida

principale è stata la burocrazia. In Spagna le

relazioni bancarie o le questioni fiscali vengono

gestite in modo del tutto diverso rispetto

a qui». Ma anche la barriera linguistica e le

differenze culturali non vanno sottovalutate.

Inoltre, la direzione dell’azienda deve puntare

molto di più sulla comunicazione: «Comunicazione,

trasparenza e apprezzamento sono per

noi punti fondamentali. Tutti devono sentirsi

a proprio agio, a prescindere dalla sede in cui

lavorano. Ma si tratta di una sfida impegnativa.

Svolgiamo regolarmente townhall virtuali, redigiamo

bollettini con le informazioni attuali

sui nostri servizi e sulle sedi e organizziamo

meeting periodici per permettere al personale

di incontrarsi, ponendo un’enfasi particolare

su team building e confronto reciproco».

Non sottovalutare i costi

Oggi la sede di Valencia ha un organico di sette

persone, destinato a crescere ancora grazie al

buon andamento degli affari. Inoltre PHIOS

ha creato un ulteriore centro di competenza a

La mia ditta

PHIOS è un’azienda di

software engineering diretta

dai titolari e si propone come

partner competente nella

consulenza e lo sviluppo

di sistemi di software per

aziende del settore industriale

e manifatturiero.

Fondata nel 2007, l’azienda

ha oggi sedi in Liechtenstein,

Austria e Spagna e conta

quasi 50 collaboratrici e

collaboratori.

PHIOS.group

Cinque domande a...

… Alberto Silini, Senior

Director Regional

Consultants EMEA presso

Switzerland Global

Enterprise

Alberto Silini, quali

sono i requisiti per

un’internazionalizzazione

di successo?

Una corretta valutazione del

mercato, tempo e capitali

sufficienti sono fattori decisivi

per chi ha ambizioni

di export. Per evitare i passi

falsi occorre una preparazione

meticolosa.

Quali sono i primi passi?

Innanzitutto occorre effettuare

un’approfondita

analisi del mercato. C’è potenziale

sufficiente? Esiste

un’esigenza latente per il vostro

prodotto? Qual è il quadro

a livello di concorrenza?

Inoltre è essenziale acquisire

subito dimestichezza con

le norme vigenti. Oggi più

che mai è inoltre opportuno

Vienna con due collaboratori, destinato anche

questo a crescere. Lucia Studer e i suoi due soci

visitano regolarmente entrambe le sedi, lavorano

in loco con i team e a fine giornata escono

assieme per coltivare anche i rapporti interpersonali.

Con il senno di poi rifarebbe questo

passo, ma precisa anche che «l’espansione va valutata

attentamente, in quanto comporta oneri

e costi importanti. In una prima fase di euforia

pensavamo di aprire una nuova sede ogni due

anni. Ben presto però abbiamo accantonato

l’idea perché troppo onerosa in termini di impegno

e di costi». Il suo consiglio per tutte le

aziende che intendono espandersi: «Cercate un

aiuto competente. Un partner ben preparato in

materia di espansione e una buona rete locale

con contatti fidati sono molto utili». ●

conoscere anche le disposizioni

doganali. E poi bisogna

pensare alla strategia e al

modello di distribuzione con

cui si intende sbarcare sul

mercato.

Dove vede le sfide

maggiori?

Attualmente si delinea purtroppo

una deriva protezionistica.

Sempre più mercati

si isolano e serrano i lacci

normativi per i fornitori

esteri al fine di schermare la

propria economia. Questo

trend ha oggi un’elevata

visibilità mediatica a causa

degli Stati Uniti, ma in realtà

è in atto già da diversi

anni. Per gli esportatori,

alle prese con disposizioni

sempre più frammentate,

l’export diventa così un vero

e proprio rebus. Un passo

falso può comportare multe

salate o, nel peggiore dei

casi, l’inserimento in una

black list. Tutto questo non

va sottovalutato.

Ci sono mercati che sono

più facilmente accessibili

di altri?

Dipende molto dal settore

e dal prodotto o servizio.

Tendenzialmente i mercati

logisticamente vicini

o con una cultura affine

alla nostra sono accessibili

in modo un po’ meno

difficoltoso rispetto a quelli

all’altro capo del mondo, la

cui sensibilità ai prezzi non

è forse compatibile con la

nostra qualità. Consigliamo

quindi di compiere i primi

tentativi di export nell’Europa

continentale.

In che modo S-GE sostiene

le ambizioni di export?

Sul nostro sito offriamo

check list e tool online

come la banca dati doganale,

il cockpit per l’analisi

del potenziale di export

o aiuti digitali. Sul sito è

presente anche una panoramica

dei nostri eventi

informativi e webinar; inoltre,

ogni PMI può usufruire

di una consulenza gratuita.

A tale fine occorre contattare

direttamente sul sito

gli esperti dei Paesi ai quali

si è interessati e fissare un

incontro non vincolante.

Foto: p.g.c.

02/2025

29

La mia DITTA


MARKETING

INTERVISTA

«Gusto e qualità senza

compromessi»

Nel 2020 Dania e Nils Kambly hanno preso le redini della storica azienda di famiglia

che da allora dirigono insieme. Nell’intervista spiegano i cambiamenti che hanno

apportato negli ultimi anni, le conseguenze dell’aumento del prezzo del cioccolato sui

loro prodotti e come tengono separate vita privata e vita lavorativa.

Intervista Melanie Ade

Foto Herbert Zimmermann

«Kambly

coniuga

tradizione e

innovazione»

Dania Kambly

Dania e Nils Kambly, qual è la vostra

specialità preferita?

Dania Kambly: anche se mi piacciono tutte,

alla fine scelgo sempre il classico Bretzeli. Si

presta a tantissimi abbinamenti, sta bene sia

con il caffè che con il gelato, si può usare per

decorare i dessert o portare con sé quando si

va a camminare, è adatto a tutte le situazioni.

Non c’è da stupirsi che da sempre sia il nostro

pezzo forte!

Nils Kambly: dal Goldfish Chocolate al Chocolait

passando per il Matterhorn, mi piacciono

tutte e non ho particolari preferenze, scelgo di

volta in volta a seconda della stagione.

Mangiate anche altri dolcini?

Dania Kambly: sistematicamente, perché

dobbiamo sapere che cosa propone la concorrenza.

Ma a casa abbiamo solo i biscotti

Kambly.

Dania Kambly: be’, quando vengono invitati

fuori i nostri figli possono mangiare anche altri

dolcini, non siamo così severi. (Ride).

Kambly è sulla cresta dell’onda

da oltre un secolo. Qual è il segreto

del suo successo?

Dania Kambly: credo che si capisca che facciamo

il nostro mestiere con grande passione

e che su gusto e qualità non scendiamo a compromessi.

Siamo molto legati ai nostri prodotti

e la gente se ne accorge.

Esistono mode anche in fatto di gusti?

Dania Kambly: per quanto riguarda i dolcini

in genere si tende ad essere piuttosto tradizionalisti.

Piacciono vaniglia, limone, cioccolato,

i prodotti al burro, nocciola, mandorla e caramello.

Quelli al lampone o all’albicocca riscuotono

meno consensi, pistacchio e cocco sono

invece ora di gran moda.

A proposito di pistacchio:

a quando il Kambly al cioccolato

di Dubai?

Nils Kambly: da tempo il nostro assortimento

comprende già due prodotti al pistacchio, non

intendiamo aggiungerci la scritta “cioccolato

di Dubai”. (Ride). Chi ama il pistacchio non rischia

certo di rimanerne a corto con Kambly.

Nella vostra azienda che cos’è

più importante, la tradizione o

l’innovazione?

Dania Kambly: Kambly coniuga tradizione

e innovazione. Si iscrive nel solco della tradizione

ed è rimasta fedele alla visione dei suoi

fondatori. Ma da sempre è un’azienda che anticipa

i tempi e sotto questo profilo niente è

cambiato. Facciamo tesoro dell’esperienza maturata

nell’arco di un secolo, ma cerchiamo anche

di stare al passo con i tempi tenendo conto

dell’emergere di nuove abitudini alimentari,

esigenze e tendenze.

Quali cambiamenti avete

apportato in concreto

da quando avete preso le redini

dell’azienda?

Dania Kambly: tanti. Abbiamo reso ancora

più rigorose le linee guida in materia di clean

label: oltre ad apporre la dicitura «Solo ingredienti

come quelli che si hanno in dispensa»,

alcune ricette sono state rivedute e corrette,

per esempio Kambly non utilizza più da tempo

aromi artificiali o grassi idrogenati. Inoltre,

sono stati adottati un nuovo design e un logo

con una veste grafica rinnovata e all’interno

dell’azienda si è dato un taglio leggermente più

moderno alla collaborazione e alla comunicazione,

introducendo per esempio l’uso del tu.

Nils Kambly: siamo inoltre impegnati a sviluppare

sempre più la produzione e a digitalizzare,

laddove possibile, i processi. La nostra

non è una ditta informatica, ma di prodotti di

La mia DITTA

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02/2025


02/2025 31

La mia DITTA


MARKETING

INTERVISTA

Nello spaccio aziendale di

Trubschachen sono disponibili

fino a cento diverse specialità

di biscotti.

Note biografiche

Kambly SA Spécialités de

Biscuits Suisses, azienda

fondata nel 1910 e specializzata

soprattutto in prodotti

di alta pasticceria, ha sede

a Trubschachen, nell’Emmental.

Giunta ormai alla

quarta generazione, è diretta

da Dania und Nils Kambly.

La figlia di Ursula e Oscar

A. Kambly è presidente del

Consiglio di amministrazione

e responsabile dello sviluppo

strategico dell’azienda, il

marito è vicepresidente del

Consiglio di amministrazione

nonché Presidente del

Consiglio direttivo. La coppia

ha due figli.

kambly.ch

pasticceria che alla fine devono avere sempre lo

stesso sapore di quelli fatti a mano.

Il marchio Kambly mi riporta

all’infanzia, oggi i teenager

preferiscono gli Oreo. Come

riuscite ad approcciare i giovani?

Nils Kambly: proponendo prodotti dolci e salati

ci rivolgiamo a diversi gruppi target. Abbiamo

inoltre introdotto innovazioni soprattutto

in settori che attirano l’interesse di un

pubblico più giovane e urbano, per esempio

con la linea «bio&vegan» lanciata quattro anni

fa. Per quanto riguarda i salatini, puntiamo anche

su formule inedite come i leggeri «crispy

moments» e su un’esperienza gustativa completamente

nuova con il Goldfish Chocolate.

Come sta andando la linea bio&vegan»?

Dania Kambly: siamo molto soddisfatti. Il

trend vegano va già leggermente affievolendosi,

ma la linea risponde a più esigenze: si

addice a tutti coloro che vogliono gustare uno

snack ecologico privo di sostanze animali, ma

anche a chi deve evitare il lattosio.

In Germania mi è capitato di

vedere tipologie di biscotti che da

noi non esistono. Come mai?

Nils Kambly: ogni Paese ha le sue preferenze

di gusto. In Svizzera si consuma perlopiù cioccolato

al latte, in Francia o in Italia cioccolato

fondente, in Asia la situazione è ancora diversa.

Pertanto selezioniamo all’interno della nostra

gamma i prodotti che incontrano il favore di

quel determinato mercato.

In quali Paesi esportate?

Nils Kambly: in circa 50 Paesi, ma i nostri

principali mercati di sbocco – oltre alla Svizzera

– si trovano in Europa e sono soprattutto

i Paesi limitrofi. Realizziamo circa la metà del

nostro fatturato in Svizzera, l’altra metà all’estero.

Intendete ampliare ulteriormente

il mercato estero?

Dania Kambly: assolutamente. Il mercato

svizzero è saturo ed offre quindi possibilità di

crescita limitate. È inoltre estremamente proficuo

imparare dagli altri mercati che hanno

esigenze, preferenze e produzioni locali. Ne

ricaviamo stimoli interessanti per introdurre

innovazioni.

Per una fabbrica di prodotti da forno

la tendenza a un’alimentazione più

sana non costituisce un problema?

Dania Kambly: per noi rappresenta invece

un’opportunità, esiste già la tendenza a un con-

sumo consapevole. Con i nostri dolcini ci si gratifica

senza doverne mangiare un intero pacchetto.

Si gustano e si condividono con amici e

parenti e così si mangia con moderazione.

Esistono altri trend nell’alta

pasticceria?

Nils Kambly: la tendenza è a lasciarsi alle

spalle i fronzoli e il prestigio e ad andare verso

una maggiore semplificazione. I prodotti devono

innanzitutto essere buoni e contenere pochi

ingredienti. Agli occhi dei consumatori oggi

sono più importanti valori quali la trasparenza

e la fiducia in un marchio.

Negli ultimi anni in che misura

è cambiata la percentuale di prodotti

dolci e salati?

Dania Kambly: negli ultimi anni, soprattutto

dopo la pandemia, si è assistito a una notevole

crescita del mercato dei prodotti salati. In quel

periodo la vita sociale – e quindi anche il consumo

degli snack – si è spostato dal settore

della ristorazione alle mura domestiche, una

tendenza che non accenna a diminuire.

Il prezzo del cioccolato è ai

massimi storici. Quali effetti

ha su Kambly?

Nils Kambly: se si analizza il prezzo medio

del cioccolato nel lungo termine, negli ultimi

diciotto mesi si è registrata una forte volatilità

a fronte di un aumento di un fattore 5 rispetto

al prezzo normale, un aspetto che costituisce

per noi un notevole motivo di preoccupazione

presente e futuro.

Che cosa ne pensa della tassa

sullo zucchero?

Dania Kambly: in alcuni Paesi esiste senz’altro

una necessità di intervento perché sono proprio

i bambini a consumare troppo zucchero.

In Svizzera, invece, la popolazione è ben informata,

quindi personalmente non vedo l’utilità

di introdurre un’imposta del genere. Tuttavia

siamo ben consapevoli della responsabilità

che abbiamo: i biscotti contengono zucchero e

vanno consumati con moderazione. Andrebbe

però ricordato che un Bretzeli pesa quattro

grammi e ne contiene uno di zucchero, una

modica quantità rispetto alle bevande dolci.

Fino a che punto

dipendete dalla grande

distribuzione?

Dania Kambly: naturalmente ci appoggiamo

ai rivenditori al dettaglio, il che crea una certa

dipendenza, e occorre sempre rinegoziare, ma

in linea di massima il nostro è uno scambio proficuo

basato sul rispetto reciproco e siamo grati

a questo ramo della distribuzione.

La mia DITTA

32 02/2025


Non prendete mai in considerazione

l’ipotesi di avere una vostra rete di

distribuzione?

Dania Kambly: non credo che ci sia bisogno

di un’ulteriore catena di negozi monomarca

specializzati esclusivamente in prodotti da

forno. (Ride). Ma si possono acquistare anche

negli spacci aziendali di Trubschachen e Lyss o

nel nostro negozio online dove l’offerta è però

focalizzata sugli articoli personalizzabili e sui

regali. A mio parere, la possibilità di sceglierlo

fisicamente nel punto vendita riveste tuttora

un’importanza fondamentale ai fini dell’acquisto

di un biscotto.

Entrambi avete una laurea e un

dottorato in fisica. Non è esattamente

il classico corso di studi che si segue

per arrivare a ricoprire i vostri ruoli

attuali. Questa preparazione vi è

di aiuto o al contrario vi ostacola nel

lavoro?

Dania Kambly: rappresenta senz’altro un

vantaggio. Il nostro metodo di lavoro strutturato

ci consente di affrontare le sfide in modo

completamente diverso, un approccio che si rivela

estremamente utile nel quotidiano o nelle

situazioni difficili. Inoltre, avere uno spaccato

di un mondo del tutto differente apre nuove

prospettive.

Nils Kambly: le formule della fisica non ci

sono invece di grande aiuto nel quotidiano,

probabilmente non sarei in grado di ricordarmele

così su due piedi. (Ride).

Dania Kambly, è stato sempre chiaro

che avrebbe raccolto il testimone di

suo padre?

Dania Kambly: l’ho sempre immaginato, ma

i miei genitori non volevano che facessi troppo

presto una scelta vincolante in tal senso. Mi

hanno sempre incoraggiato a vedere il mondo e

a cercare di capire da sola quali fossero le mie inclinazioni

e i miei desideri. Ho quindi curiosato

nelle aziende e nei settori più disparati prima

di decidere, nel 2011, di entrare nel Consiglio di

amministrazione di Kambly.

Nils Kambly, è stata sua moglie a

farla entrare nell’azienda di famiglia.

All’inizio è stato difficile essere

il «marito di»?

Nils Kambly: certo, all’inizio – per me che

ho l’accento tedesco e non vengo da questa regione

– entrare nell’azienda di famiglia non è

stato facile. Avendo vissuto in precedenza solo

nella Svizzera romanda, non parlavo ancora il

dialetto locale, ma mi hanno riservato un’accoglienza

straordinariamente calorosa. Inoltre, in

un primo momento non ricoprivo la funzione

attuale, ma per alcuni anni ho lavorato in altri

Nel laboratorio a vista di Trubschachen vengono sfornate ogni giorno dolci prelibatezze

al cioccolato.

reparti in modo da crescere poco a poco. Oggi

mi sento assolutamente a casa sia in azienda

che nell’Emmental e capisco il 95 per cento

delle espressioni del dialetto bernese. (Ride).

Per una coppia di coniugi quali sono

i pro e i contro di lavorare insieme?

Dania Kambly: un grande vantaggio è rappresentato

dal fatto di poter costruire qualcosa insieme.

La difficoltà talvolta può consistere nel

tenere separate vita privata e vita lavorativa.

In questo ci aiutano i figli: quando torniamo a

casa, ci concentriamo su di loro. Nel fine settimana

cerchiamo di staccare la spina e di focalizzarci

sulla sfera privata. Confesso però che

quando siamo in vacanza ci capita di andare a

trovare un partner commerciale o un fornitore

che si trova nei paraggi. (Ride). Ma questo non

è indice di stress, bensì di entusiasmo. Il lavoro

è la nostra vita.

Nils Kambly: per me avere una moglie con

cui poter condividere tutto, affrontare qualsiasi

problema e avere uno scambio costante è

incredibilmente gratificante. Certo, può capitare

che la sera o nel weekend si parli di lavoro,

ma questo di per sé non è per forza negativo:

talvolta le idee migliori ci vengono quando andiamo

a camminare.

Quando non siete d’accordo,

chi ha l’ultima parola?

Nils Kambly: troviamo un accordo. (Ride).

Dania Kambly: in alcuni settori aziendali l’esperto

è Nils, quindi mi rimetto a lui perché ho

fiducia nelle sue competenze, in altri ambiti è

il contrario. Le decisioni strategiche le approviamo

e le prendiamo però sempre insieme. Se

siamo in disaccordo, in effetti ne parliamo finché

non troviamo una soluzione comune. ●

«La nostra non

è una ditta

informatica,

ma di prodotti

di pasticceria

che alla fine

devono avere

sempre lo

stesso sapore

di quelli fatti

a mano»

Nils Kambly

02/2025 33

La mia DITTA


Il mio motivo d’orgoglio

Beat Hochrainer,

Oloid Concept GmbH

e Ars-Ai

Foto: Daniel Winkler

La mia DITTA

Intelligenza artificiale: un amplificatore di conoscenza

Sono una persona creativa, so disegnare molto bene,

mi piace la fotografia e mi diletto con l’arte. Dopo

aver studiato design visivo all’Università delle Arti di

Zurigo (ZHdK) e aver lavorato per diversi anni in varie

agenzie in Svizzera e all'estero, ho avviato un’attività

in proprio insieme al mio socio. Nel 2012 abbiamo

fondato la nostra agenzia di branding Oloid Concept

e da allora sviluppiamo e mettiamo a punto strategie

di marchio, sistemi di corporate design e soluzioni

di impatto visivo per la nostra clientela. Nel 2022

ho avuto il mio primo contatto con la generazione

di immagini attraverso l’intelligenza artificiale. L’esperienza

mi ha subito affascinato e da allora faccio

ricorso ogni giorno a questa modalità creativa. Oggi

utilizzo l’intelligenza artificiale non solo per creare

34

immagini destinate alle campagne pubblicitarie, ma

dal 2023 divulgo le mie conoscenze anche in workshop

a specialiste e specialisti di comunicazione, scuole e

altri interessati. L’IA è un amplificatore di conoscenza.

Grazie al mio background conoscitivo nel design,

nell'arte, nel cinema e nella fotografia, ora posso creare

immagini ed elementi visivi che, senza l’IA, sarebbero

realizzabili solo con un dispendio di tempo

e costi estremi. Nell’intelligenza artificiale intravedo

un potenziale smisurato e ne seguo costantemente

gli sviluppi con entusiasmo. Se vincessi alla lotteria,

continuerei comunque a lavorare. Perché quello che

faccio è incredibilmente eccitante e divertente.

oloid-concept.com

ars-ai.com

02/2025


Il mio motivo d’orgoglio

Jelena Michel,

strukturatelier GmbH

Con struttura e creatività verso la visibilità digitale

Inizialmente ho svolto un apprendistato come disegnatrice

edile, ma presto mi sono resa conto che

questa professione non faceva per me e non mi rendeva

felice. Dopo una breve parentesi all'estero, sono

passata al settore IT e mi sono riqualificata con una

formazione in informatica aziendale e lavorando poi

a lungo nella gestione di progetti IT. L’idea di mettermi

in proprio mi balenava per la mente già allora e,

dopo essere diventata mamma nel 2017, ho deciso che

era arrivato il momento. Mi è stata offerta la possibilità

di unirmi a una piccola start-up e di sviluppare

realmente le mie capacità. Purtroppo però la giovane

azienda non è sopravvissuta alla crisi pandemica e

ha dovuto chiudere nel 2020. Questo epilogo è stato

il punto di svolta per me, per cui ho deciso di mettermi

in proprio con il mio atelier e di dispensare le

mie conoscenze e la mia esperienza nella gestione di

progetti IT e nella comunicazione di marketing digitale

ad altre PMI. Da ormai cinque anni collaboro

con i miei clienti per elaborare e realizzare strategie

di comunicazione digitali che consentano alla loro

azienda di acquistare visibilità nello spazio digitale

e assumo anche mandati nella gestione di progetti

IT. Grazie al mio attuale perfezionamento in psicologia

del lavoro e delle organizzazioni avrò modo di

integrare una nuova componente nella mia offerta di

servizi e di fornire una consulenza ancora più ampia

e qualificata alla mia clientela. Per me sarà un vero

piacere.

strukturatelier.ch

Foto: Matthias Jurt

02/2025

35 La mia DITTA


Salite a bordo della

Business Class di Audi

Come PMI, da Audi approfittate

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raffigurato: Audi A5 Avant Attraction TDI 150 kW cambio S tronic a 7 marce, 204 CV, 5,2 l/100 km, 136 g CO₂/km,

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