leStrade n° 1608 giugno 2025
INFRASTRUTTURE SMA Road Safety per la mobilità sicura SMART ROAD Aspi, sperimentazione del “Dynamic Speed Limit”
INFRASTRUTTURE
SMA Road Safety per la mobilità sicura
SMART ROAD
Aspi, sperimentazione del “Dynamic Speed Limit”
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N. 1608/6 GIUGNO 2025
ISSN 0373-2916
7 7 0 3 7 3 2 9 1 6 0 2
Casa Editrice la fiaccola srl
INFRASTRUTTURE
SMA Road Safety
per la mobilità sicura
SMART ROAD
Aspi, sperimentazione
del “Dynamic Speed Limit”
Studiart.it
ISSN: 0373-2916
20123 Milano
Via Conca del Naviglio, 37
Tel. 02/89421350
P.I. 00722350154
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Numero di iscrizione 14744
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Direttore editoriale
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fparati@fiaccola.it
Redazione
Monica Banti
Damiano Diotti
Carlo Dossi
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COME ERAVAMO
7 I TEMI DEL NUMERO DI GIUGNO DEL 1925
di Fabrizio Parati
L’OPINIONE LEGALE
8 REGOLAMENTO RELATIVO AL CASELLARIO INFORMATICO
SUI CONTRATTI PUBBLICI
di Claudio Guccione
NOTIZIE DALL’ANAS
12 LIGURIA, VALICO DI PONTE SAN LUDOVICO
13 ABRUZZO, SS260 “PICENTE”
14 CALABRIA, STATALE 106 JONICA
15 EMILIA-ROMAGNA, NUOVA BRETELLA TRA LA FRAZIONE
DI RONCOCESI E PIEVE MODOLENA
NEWS
16 ATTUALITÀ
28 CONVEGNI
30 AGENDA: CONVEGNI, CORSI, EVENTI
Segreteria di redazione
Jole Campolucci
jcampolucci@fiaccola.it
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Consulenti tecnici e legali
Terotecnologia
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Normativa
Biagio Cartillone
Gallerie e Infrastrutture
Roberto Arditi
Appalti Pubblici
Claudio Guccione
Ponti e Viadotti
Enzo Siviero
INFRASTRUTTURE & MOBILITÀ
32 SMA ROAD SAFETY PER LA MOBILITÀ SICURA
A SANTIAGO DE CALI
di Carlo Dossi
38 L’ALIMENTO DELLA VERA FORMAZIONE
di Fabrizio Parati
43 INTELLIGENZA ARTIFICIALE E COMPETENZE NEL SETTORE
DELLE INFRASTRUTTURE
di Federica Cavagliano
44 TECNE (GRUPPO ASPI): “L’INFRASTRUTTURA TRA
PAESAGGIO E IMPEGNO PER LA SOSTENIBILITÀ”
a cura di Tecne S.p.A.
46 METRO BUCAREST LINEA 6 LOTTO 1.2: STAZIONE TOKYO -
STAZIONE AEROPORTO HENRI - COANDA
di Giorgia Gunnella, Giorgia Di Biagio, Manuela Regna
48 VERO NODO DI INTERSCAMBIO
di Daniela Stasi
52 UN NUOVO SPAZIO URBANO A ROMA
di Edvige Viazzoli
54 CARICHI A 1.000 (KILOWATT)
di Enzo Rizzo
60 A15 PARMA - LA SPEZIA: 50 ANNI DI “AUTOCISA”
di Damiano Diotti
63 UNICO E STRATEGICO
di Gabriele Villa
64 LA “K2B GREPPEN - WEGGIS - VITZNAU”
di Guido Ruffinato
70 COMISO, CENTRALE PER TURISMO E LOGISTICA
di Monica Banti
Comitato di redazione
Leonardo Annese - ANAS/CNI AIPCR ITALIA
Roberto Arditi - Gruppo ASTM
Mario Avagliano - ANAS
Fabio Borghetti - Politecnico di Milano
Michele Culatti - Gruppo Siviero
Paola Di Mascio - AIPSS
Concetta Durso - ERF
Laura Franchi - TTS Italia
Giancarlo Guado - SIGEA
Salvatore Leonardi - DISS
Pietro Marturano - MIT
Andrea Mascolini - OICE
Francesco Morabito - FINCO
Michela Pola - FEDERBETON
Maurizio Roscigno - ANAS
Emanuela Stocchi - AISCAT
Monica Tessi - ANIE/ASSIFER
Gonzalo Alcaraz - IRF
Hanno collaborato
Gonzalo Alcaraz
Mauro Armelloni
Monica Banti
Beatrice Bonomi
Federica Cavagliano
Stefano Coropulis
Giorgia Di Biagio
Damiano Diotti
Carlo Dossi
Andrea Ghiaroni
Claudio Guccione
Marco Guerrieri
Giorgia Gunnella
Marco Nardi
Fabrizio Parati
Manuela Regna
Guido Ruffinato
Enzo Rizzo
Daniela Stasi
Edvige Viazzoli
Gabriele Villa
lestrade @ fiaccola.it
Comitato Tecnico-Editoriale
PRESIDENTE
LANFRANCO SENN
Professore Ordinario di Economia Regionale
Responsabile Scientifico CERTeT,
Centro di Economia Regionale, Trasporti
e Turismo dell’Università Bocconi di Milano
MEMBRI
SMART ROADS & INFRASTRUTTURE
72 LA PRIMA INTERSEZIONE A ROTATORIA COMMUTABILE
ED AUTOREGOLANTE PER SMART ROAD
di Marco Guerrieri
78 ASPI, LA SPERIMENTAZIONE DEL “DYNAMIC
SPEED LIMIT”
di Fabrizio Parati
PONTI & VIADOTTI
84 LATERLITE PER LA RINASCITA DEL PONTE DEL PIANELLO
di Edvige Viazzoli
86 IL NUOVO PONTE AD ARCO SULL’A1
di Mauro Armelloni
88 IL NUOVO PONTE DELL’INDUSTRIA
di Carlo Dossi
90 IL PONTE DEI CONGRESSI
92 ULMA PER RIPARARE E RINFORZARE NEL RISPETTO
DELLE STRUTTURE
di Ufficio marketing ULMA Construction S.r.l.
MATERIALI & TECNOLOGIE
100 MANUTENZIONE UGUALE INNOVAZIONE
di Beatrice Bonomi
104 PLANITOP RASA&RIPARA R4 EXTRA ZERO
di Mauro Armelloni
GIANNI VITTORIO ARMANI
Amministratore delegato IREN
ELEONORA CESOLINI
TELT (Tunnel Euralpin Lyon Turin)
PASQUALE CIALDINI
Direttore Generale per la Vigilanza
e la Sicurezza delle Infrastrutture MIT a r.
DOMENICO CROCCO
Dirigente ANAS,
Segretario Generale PIARC Italia
STEFANO RAVAIOLI
Direttore SITEB
LUCIANA IORIO
MIT, Presidente WP1 UNECE
AMEDEO FUMERO
Dirigente MIT, Capo Dipartimento per i Trasporti,
la Navigazione e i Sistemi informativi e statistici
LUCIANO MARASCO
Dirigente MIT, Responsabile IV Divisione
DG Sicurezza Stradale
FRANCESCO MAZZIOTTA
Già Dirigente MIT, Responsabile II Divisione
DG Sicurezza Stradale
VINCENZO POZZI
Già Presidente CAL
ALESSANDRO MUSMECI
AISCAT Pesponsabile Area Tecnica
N. 1608 Giugno 2025 anno CXXVII
106 FARE LA DIFFERENZA
di Carlo Dossi
108 MANUTENZIONI STRADALI: SETTORE IN FASE
STAGNANTE, CON QUALCHE NUBE
110 ETIM ITALY DIVENTA REALTÀ
di Damiano Diotti
MACCHINE & ATTREZZATURE
114 FALCON ACLM: L’AUTOMAZIONE AL SERVIZIO
DELLA SICUREZZA STRADALE
116 EVODRYER PLUS
118 VN GROUP E OG11 TUNNEL: SEGNALETICA
RETROILLUMINATA PER LA SICUREZZA STRADALE
di Marco Nardi
120 I MAGAZZINI GENERALI DEL PORTO DI RAVENNA
a cura di Trevi Finanziaria Industriale S.p.A.
ASSOCIAZIONI
126 IRF START-UP LABEL
di Gonzalo Alcaraz
127 OSSERVATORIO OICE/INFORMATEL SULLE GARE
PUBBLICHE DI ING. E ARCH. DI APRILE 2025
128 UN MESE DI FERMENTO PER LA S.I.I.V.
di Stefano Coropulis
ORNELLA SEGNALINI
Dirigente MIT, Direttore Generale
Dighe e Infrasrutture Idriche ed Elettriche a r.
MARIO VIRANO
Direttore Generale TELT (Tunnel Euralpin Lyon Turin)
GILBERTO CARDOLA
Amministratore BBT SE
(Galleria di Base del Brennero - Brenner Basistunnel)
IN RAPPRESENTANZA DELLE ASSOCIAZIONI
ANGELO ARTALE
Direttore Generale FINCO
FEDERICO CEMPELLA
Associazione del Genio Civile
MARIA PIA CERCIELLO
PIARC ITALIA
GABRIELLA GHERARDI
Presidente AISES
OLGA LANDOLFI
Segretario Generale TTS Italia
GIOVANNI MANTOVANI
Già Presidente AIIT
MARCO PERAZZI
Relazioni Istituzionali UNICMI
DONATELLA PINGITORE
Presidente ALIG
CARLO POLIDORI
Presidente AIPSS
DANIELA PRADELLA
ANIE/ASSIFER
ADNAM RAHMAN
Vice Presidente IRF
STEFANO RAVAIOLI
Direttore SITEB
GABRIELE SCICOLONE
Presidente OICE
SERGIO STORONI RIDOLFI
SIGEA
NICOLA ZAMPELLA
Direttore Generale Federbeton
www.fiaccola.com
www.lestradeweb.com
IN COLLABORAZIONE CON
Anas SpA
Ente nazionale
per le strade
Associazione Italiana
Società Concessione Autostrade
e Trafori
Associazione
del Genio Civile
Associazione Italiana
per l’Ingegneria Traffico
e dei Trasporti
Associazione Mondiale
della Strada
Associazione Italiana
dei Professionisti
per la Sicurezza Stradale
Associazione Italiana
Segnaletica e Sicurezza
Associazione Laboratori
di Ingegneria e Geotecnica
Associazione
Industrie
Ferroviarie
Associazione Italiana
Segnaletica Stradale
European Union
Road Federation
Formazione Addestramento
Scienza Tecnologia Ingegneria
Gallerie e Infrastrutture
Federazione delle Associazioni
della filiera del cemento,
del calcestruzzo e dei materiali di
base per le costruzioni nonché
delle applicazioni e delle
tecnologie ad esse connesse
Federazione Industrie
Prodotti Impianti Servizi
ed Opere Specialistiche
per le Costruzioni
International Road
Federation
Associazione delle
organizzazioni di ingegneria,
di architettura e di consulenza
tecnico‐economica
Società Italiana Geologia
Ambientale
Società Italiana Infrastrutture
Viarie
SITEB
Strade Italiane e Bitumi
Associazione Italiana
della Telematica per
i Trasporti e la Sicurezza
Unione Nazionale delle Industrie
delle Costruzioni Metalliche
dell’Involucro
e dei Serramenti
artner
Anas SpA (Gruppo FS Italiane)
stradeanas.it 49
Asphaltica 2023
asphaltica.it
III Cop
Autostrada del SMA Brennero Road Safety SpA S.r.l.
autobrennero.it smaroadsafety.com
35
In copertina SMA Road Safety per la mobilità sicura
a Santiago de Cali: soluzioni EN 1317 e monitoraggio
in tempo reale.
In questo numero
In questo numero
Massenza Srl
massenza.it 5
Roxtec Italia Srl
CRACCO Srl - CORTENSAFE
roxtec.com/it
cortensafe.it
27
19
E-CHARGE 2025
Samoter
e-charge.show
2023
59
samoter.it 91
ECOMONDO 2025
VERNAZZA Holcim Aggregati AUTOGRU Calcestruzzi Srl
98
ecomondo.com
III Cop. vernazzautogru.com Hyperloop One 9120
Car Segnaletica Santiago Stradale de Cali, una Srldelle metropoli più trafficate
della Colombia, compie un importante 1pas-
sinaing.it 25
SINA SpA
Hyperloop Transportation Technologies 20
carsrl.com
Hyundai 122
so avanti nel campo della sicurezza stradale ELIA PERONI & C. Sas
VN GROUP Srl
Ingegneria del Territorio 41
grazie all’intervento congiunto della società italiana
SMA Road Safety e del partner locale Inse-
eliaperoni.it 25 vngroup.it 21
Italferr 42
Cracco Srl vial. Il progetto, promosso dal comune di Santiago
de Cali e dal Segretariato distrettuale 19della
smaroadsafety.com G&P INTECH Srl
23 Milano Serravalle Milano Tangenziali 18,44
SMA Road Safety Srl
Mammoet 22
cortensafe.it
Mobilità, ha interessato diverse arterie critiche gpintech.com 37 Nevomo 20
della città, tra cui l’Autopista Sur Oriental con
Orteco 115
Carrera 56, l’Autopista Sur con Carrera 70, e intersezioni
SpA strategiche come Calle 25 con Carre-
Stevanato ITERCHIMICA Prodotti SpA e Lavori Speciali Srl
Proger 41
Aziende citate
Peri 116
Eco Certificazioni
iterchimica.it 5
ALLPLAN 64
eco-cert.it ra 100 e Calle 48 con Carrera 103. 6 stevanato.com 21 Rete
Alpitronic
Ferroviaria Italiana
55
41
L’intervento si inserisce in un contesto urbano
Rocksoil A/M Ingegneria 41 41
ad alta densità veicolare e con un’elevata incidenza
di incidenti stradali in punti d’accesso e
KEE Srl
Sesar Anas 12, 18, 86, 88, 9056
keesrl.it
II Cop. Sireg Atm 25108
Fagioli SpA intersezione.
Tekna Chem SpA
Siteb Autostrade Bergamasche 24102
fagioli.com 69 teknachem.it 96
SMA Autostrada Road del Safety Brennero 5492
BITEM Srl
SAMOTER 2026
Swisspod Autostrade per l’Italia 21, 7820
bitemsrl.com 29 samoter.com 105 BBT SE 17
Tecne 30
CAV 26
Geofluid 2023
Valli Zabban SpA
Tekna Chem 104
Deutsche Bahn (DB) 23
geofluid.it 87 vallizabban.it SMA ROAD SAFETY Srl IV Cop. Trenitalia
Gruppo Bvlgari 53
38
CANCELLOTTI Srl
100 C
PANT.
RAL
Vempa
smaroadsafety.it
I Cop. Gruppo FS 23, 2672
cancellotti.it 6
25 M
3005 C
5015
0 Y
0 K
Webuild Gruppo G&P Intech 3863
Wirtgen Gruppo Renault 2112
Iterchimica CAR SpA SEGNALETICA STRADALE Srl
TECNE GRUPPO AUTOSTRADE PER L’ITALIA SpA Zeleros Heidelberg Materials 10620
iterchimica.it carsrl.com II Cop. 1 autostrade.it/it/tecne IV Cop. Hunters Group 43
Interporto Padova 27
Italcertifer 26
Italferr 26, 63
Kee 114
Servizi Servizi offerti offerti dalla Casa dalla Editrice: Casa Editrice: Leonardo 26
- articoli
- articoli
in formato
in formato
Mapei 104
- immagini / servizi fotografici
(sono cedibili - immagini quelle indicate / con servizi il credito fotografici della rivista) (sono cedibili quelle Marini indicate - Fayat con il credito Group della rivista)
116
- ristampe - ristampe articoli articoli
Movyon 78
Indicare con una X la voce interessata
OG11 Tunnel 118
Indicare con una X la voce interessata
Rocksoil 40
❑ PDF Articolo/Notizia Pag .............. Titolo ..................................................................
SALT 60
❑ Foto Pag .............. Titolo Sina - Gruppo ASTM 40
❑ PDF Articolo/Notizia Pag .............. Titolo ..........................................................................................................................
SMA Road Safety 32
❑ Estratti Articolo Pag .............. Titolo ..................................................................
❑ Foto Articolo Pag .............. Titolo ..........................................................................................................................
Società Aeroporti di Catania 70
RICHIEDENTE sig./ra .................................................................................................... Tecne, Gruppo Aspi 44
❑ Estratti Articolo Pag .............. Titolo ..........................................................................................................................
3TI Progetti 46
Azienda ......................................................................................................................... Trenitalia 23
RICHIEDENTE sig./ra ............................................................ Azienda ....................................................................................
Via/Piazza ........................................................................... N. Civico ............................
Tekna Chem 100
Trevi 120
Via/Piazza Comune .................................. ..................................................... N. Civico .............. CAP Comune ....................... ................................................ PROV CAP ULMA .............. PROV ................... 92
Vianini Lavori 20
Tel./cell. Tel./cell. .......................................................................................................................
Fax E‐mail .............................................................................
Vitali 24
E-mail ........................................................................................................................... VN Group 118
Compili e invii per fax o con posta elettronica a: Casa editrice la fiaccola srl | Via Conca del Naviglio 37 | 20123 Milano | Fax 02
Vueling
89421484 | email: segreteria@fiaccola.it
25
Compili e invii con posta elettronica a: Casa editrice la fiaccola srl | Via Conca del Naviglio 37
Webuild 20, 26
20123 Milano | Tel. 02 89421350 | email: segreteria@fiaccola.it
fiaccola service
6/2025
4 3/2023 leStrade
4 6/2025 leStrade
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Aziende citate
Anas 12
Cepav Due 52
Deep Blue 57
Fagioli 76
TEKNA Fincasale CHEM SpA
7
teknachemgroup.com Flowdron 6958
FS Security 43
Goretex professional 24
VALLI ZABBAN SpA
Gruppo Abertis 47
vallizabban.it 11
Hamm 120
Hardt 20
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RIGENERAZIONE DEL
BITUME INVECCHIATO
RICICLO DEL 100%
DEL FRESATO
RIDUZIONE DEL CONSUMO
DI MATERIA PRIMA
-330 TON /KM AGGREGATI
SALVAGUARDIA
DELL’AMBIENTE
PISTE CICLABILI
PAVIMENTAZIONI COLORATE
GRANDI MANUTENZIONI
RISPARMIO
ECONOMICO
PRODUZIONE
A FREDDO
RIDUZIONE DELLE EMISSIONI
DI GAS SERRA
RISPARMIO
ENERGETICO
MINORE PRELIEVO DI
RISORSE NATURALI
iterlene
Rigenerante per miscele a freddo
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produzionepropria.com illustrazione benedetta fasson 2024
Come eravamo
I temi del numero
di giugno del 1925
• Finanza provinciale
e Servizi
provinciali,
di I. Vandone.
• Per le Strade rurali
(Una proposta
di legge),
di I. Vandone.
• Pneumatici e
gomme piene,
di I. Vandone.
• Statistica del
Carreggio in
Provincia di Milano,
di ing. Sdralevich.
• Cifre interessanti,
di I. Vandone.
• Resistenza
all’urto di una
pavimentazione
cementizia in
relazione al suo
spessore,
di I. Vandone.
• Esperimento di
pavimentazione
su fondo di
calcestruzzo e
tacchi di granito
sopra uno strato
di sabbia e giunti
chiusi di asfalto,
di ing. Ettore
Contini.
• Norme americane
per il calcestruzzo
semplice ed
armato.
leStrade 6/2025 7
Normativa e infrastrutture
Regolamento relativo al casellario
informatico sui contratti pubblici
Il TAR Lazio boccia il regolamento per la gestione del casellario
informatico sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture
Avv. Prof. Claudio Guccione
Il TAR Lazio, sede di Roma, con sentenza
n. 9151, pubblicata in data 13 maggio
2025, ha dichiarato l’illegittimità del regolamento
di iscrizione delle informazioni
nel casellario informatico sui contratti
pubblici adottato con delibera ANAC n.
272/2023 nella parte in cui non prevede
la previa istaurazione di un contraddittorio
con l’operatore economico.
L’avvocato Claudio Guccione, fondatore di P&I - Studio Legale Guccione & Associati,
è Professore a contratto di Diritto dei Contratti di Partenariato Pubblico
Privato all’Università degli Studi di Teramo (claudio.guccione@peilex.com).
Inquadramento normativo
e giurisprudenziale
L’art. 222 del d.lgs. n. 36/2023, che attribuisce
all’ANAC funzioni di vigilanza e
controllo in materia di contratti pubblici,
prevede che le informazioni riguardanti
gli operatori economici devono essere
annotate nel casellario informatico
secondo le modalità stabilite dall’Autorità
stessa mediante apposito provvedimento.
Da tale previsione normativa si desume
che l’ANAC detiene un potere autonomo
di iscrizione delle informazioni nel casellario,
esercitabile attraverso l’adozione
di un provvedimento specifico.
Sotto il precedente regime normativo
(d.lgs. n. 50/2016), la disciplina del
casellario era contenuta nella delibera
ANAC n. 861/2019. Tale delibera, conformemente
allo schema procedimentale
tracciato dalla legge n. 241/1990,
prevedeva garanzie partecipative essenziali,
quali: la comunicazione di avvio del
procedimento (art. 13), la partecipazione
all’istruttoria (art. 14), l’audizione degli
interessati (art. 15) e la conclusione
del procedimento con decisione motivata
(art. 17); nonché la possibilità per l’operatore
economico di presentare, entro
trenta giorni, memorie, documenti,
deduzioni e pareri, che l’ANAC era tenuta
a valutare se pertinenti.
Il contraddittorio con l’operatore economico
rappresentava, quindi, una condizione
imprescindibile per la legittimità
dell’annotazione.
Tale impostazione è stata avallata anche
dalla giurisprudenza amministrativa,
che ha più volte affermato l’obbligo
per l’ANAC di considerare criticamente le
segnalazioni delle stazioni appaltanti alla
luce delle osservazioni difensive presentate
dagli operatori economici (cfr. Cons.
Stato, sez. V, 21 febbraio 2020, n. 1318;
16 maggio 2024, n. 4359).
Diversamente, in contrasto con questa
impostazione, si pone il citato regolamento
per la gestione del casellario informatico
sui contratti pubblici.
Quest’ultimo non solo non contempla alcuna
forma di contraddittorio preventivo
con l’operatore economico prima
dell’annotazione, ma, per di più, all’art.
5, comma 3, stabilisce che (i) le stazioni
appaltanti sono responsabili della
correttezza, veridicità e aggiornamento
delle informazioni trasmesse, (ii) le
eventuali contestazioni devono essere
rivolte direttamente a tali amministrazioni,
(iii) i dati oggetto di contestazione
restano visibili nel casellario fino a eventuale
rettifica.
Questo nuovo assetto determina un profondo
mutamento del ruolo dell’ANAC,
la quale appare ridotta a mera esecutrice
delle segnalazioni ricevute, senza
svolgere un’autonoma attività istruttoria
o valutativa, trasformandosi, così, il
casellario, da strumento di garanzia e
controllo, in una semplice “bacheca telematica”
al servizio delle amministrazioni
pubbliche con potenziali effetti pregiudizievoli
per la reputazione degli operatori
economici.
Ebbene, tali criticità sono state evidenziate
nella sentenza oggetto del presente
commento.
I fatti di causa
Il Comune di Busto Arsizio ha indetto
una procedura aperta per l’affidamento
di un appalto integrato avente a oggetto
la progettazione definitiva/esecutiva
e l’esecuzione dei lavori per il recupero
di un’area vincolata destinata a fun-
zioni pubbliche. A seguito dell’aggiudicazione,
durante la fase di esecuzione,
si sono registrati ritardi nella redazione
del progetto definitivo/esecutivo. Ritenendo
che tali ritardi compromettessero
il rispetto del termine perentorio fissato
per la consegna del progetto, la stazione
appaltante ha disposto, con determinazione
dirigenziale, la risoluzione unilaterale
del contratto.
Contestualmente, il Comune ha trasmesso
all’ANAC una segnalazione ai
sensi dell’art. 222, comma 10, del d.lgs.
n. 36/2023, al fine dell’annotazione
della notizia nel casellario informatico.
Ricevuta la comunicazione, l’ANAC ha
proceduto all’iscrizione della notizia nel
casellario senza fornire alcuna comunicazione
preventiva all’operatore economico,
che è venuto a conoscenza
dell’avvenuta annotazione solo successivamente
e in modo del tutto casuale.
Quest’ultimo, ha quindi proposto ricorso
al TAR Lazio, impugnando l’annotazione
e deducendo, tra l’altro:
1. la violazione del diritto al contraddittorio:
l’ANAC avrebbe omesso ogni
valutazione critica sulla segnalazione
ricevuta, procedendo all’annotazione
senza attivare un contraddittorio, in
violazione dei principi costituzionali e
sovranazionali;
2. l’illegittimità della delibera ANAC n.
272/2023 nella parte in cui non prevede
alcuna forma di partecipazione
preventiva dell’operatore economico
interessato al procedimento di iscrizione.
La pronuncia del TAR Lazio
Con sentenza n. 9151/2025, il TAR Lazio
ha accolto il ricorso presentato dall’operatore
economico, dichiarando l’illegittimità
del regolamento per la gestione del
casellario informatico adottato dall’A-
NAC con delibera n. 272/2023.
Il TAR ha innanzitutto ribadito l’obbligo
in capo all’ANAC di effettuare una valutazione
autonoma rispetto alla vicenda
segnalata dalla stazione appaltante: anche
un accertamento sommario, volto a
verificare la non manifesta infondatezza
della segnalazione, è da ritenersi necessario
per assicurare il rispetto dei principi
di proporzionalità e ragionevolezza.
Ciò al fine di evitare che informazioni
prive di adeguata verifica vengano pubblicate,
compromettendo in modo ingiustificato
la reputazione dell’operatore
economico.
In tal senso, la verifica dell’utilità e della
fondatezza della notizia da parte dell’A-
NAC costituisce una condizione imprescindibile
affinché possa ritenersi giuridicamente
legittima una misura - come
l’annotazione nel casellario - che incide
sulla competitività e sull’affidabilità
dell’operatore economico.
In secondo luogo, il giudice amministrativo
ha sottolineato l’importanza del
contraddittorio procedimentale: la partecipazione
al procedimento dell’operatore
economico interessato rappresenta
un presidio di legalità cui anche le Autorità
amministrative indipendenti, quale
è l’ANAC, devono conformarsi non solo
nell’adozione di atti normativi o generali,
ma soprattutto quando si tratta di provvedimenti
che incidono direttamente su
soggetti determinati, come l’annotazione
nel casellario.
D’altro canto, poiché tale annotazione
può produrre effetti negativi e considerato
che le segnalazioni provengono da
soggetti pubblici che esercitano poteri
autoritativi, senza che la legittimità
di questi ultimi sia stata previamente
sindacata da un’autorità giurisdizionale
terza e imparziale, l’acquisizione del
punto di vista dell’operatore economico
rappresenta una garanzia irrinunciabile
per la legittimità dell’annotazione
stessa.
Il TAR ha quindi evidenziato che anche
un’attività amministrativa atipica e di
tipo dichiarativo, come quella dell’iscrizione
nel casellario, è soggetta al principio
di formazione dialogica del convincimento
dell’amministrazione, che
L’Opinione legale
8 6/2025 leStrade
leStrade 6/2025 9
NUOVA GAMMA DI BITUMI MODIFICATI DRENOVAL FG
PRESTAZIONI STRAORDINARIE
SU OGNI PISTA
trova fondamento nell’art. 41 della Carta
dei Diritti Fondamentali dell’Unione
europea, che garantisce a ogni persona
il diritto a un trattamento imparziale
ed equo da parte delle istituzioni, compreso
il diritto a essere ascoltata prima
dell’adozione di un provvedimento individuale
che possa arrecarle pregiudizio.
In ultimo il TAR si è soffermato sull’attuale
funzione di “bacheca” svolta dal
casellario informatico e sull’avvenuto
trasferimento della responsabilità sulla
stazione appaltante in merito al contenuto
dell’annotazione, così come previsto
dall’art. 5 del regolamento.
Tale assetto svuota di significato le funzioni
attribuite all’ANAC dalla legge,
svilendo il potere di annotazione che è
stato attribuito esclusivamente all’Autorità
e che risulta distinto rispetto a
quelli esercitati dalle stazioni appaltanti
nell’ambito delle gare e nella fase esecutiva
dei contratti.
Inoltre, il trasferimento delle competenze
in materia di annotazione alle stazioni
appaltanti non è avallato da alcuna disposizione
di fonte primaria e, per di più,
si pone in violazione del principio di legalità
formale: l’ANAC non può, tramite
un atto regolamentare e in assenza
di una base legislativa, delegare l’esercizio
di un potere che la legge le attribuisce
espressamente.
In definitiva - osserva il TAR - l’intero
procedimento attualmente previsto per
l’annotazione nel casellario difetta di un
elemento essenziale: la formazione di
una volontà espressa dell’ANAC, fondata
su una valutazione istruttoria e su
un contraddittorio effettivo con l’operatore
economico. Senza tale passaggio,
l’annotazione non può dirsi conforme ai
principi fondamentali dell’ordinamento.
Per tale ordine di ragioni, dunque, il giudice
amministrativo ha dichiarato l’illegittimità
del regolamento nella parte in
cui non contempla:
a) la possibilità, per l’operatore economico,
di presentare memorie e documenti
entro un termine congruo e di
richiedere l’audizione;
b) una valutazione del materiale istruttorio
raccolto;
c) l’adozione da parte dell’ANAC di una
decisione finale, motivata, di archiviazione
o di annotazione della notizia
nel casellario.
Osservatorio normativo
Decreto Legge n. 73 del 21 maggio 2025
recante “Misure urgenti per garantire la
continuità nella realizzazione di infrastrutture
strategiche e nella gestione di
contratti pubblici, il corretto funzionamento
del sistema di trasporti ferroviari
e su strada, l’ordinata gestione del demanio
portuale e marittimo, nonché l’attuazione
di indifferibili adempimenti connessi
al Piano nazionale di ripresa e resilienza
e alla partecipazione all’Unione europea
in materia di infrastrutture e trasporti”
(G. U. 21/5/2025 n. 116). nn
Drenoval FG è la nuova linea di bitumi modificati
studiata appositamente per garantire le massime
performance delle pavimentazioni di autodromi e
aeroporti. Prestazioni superiori grazie all’utilizzo
di nuove tipologie di polimeri e additivi impiegate
per modificare la reologia del legante bituminoso
in funzione dei carichi specifici a cui sarà soggetta
la pavimentazione.
Con Drenoval FG sei sempre sulla pista giusta.
L’Opinione legale
10 6/2025 leStrade
• Drenoval FGA per pavimentazioni aeroportuali
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• Drenoval FGK per kartodromi
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Notizie da Anas
Notizie da Anas
Liguria, valico di Ponte San Ludovico
Presentato il progetto di riqualificazione del valico di Ponte San Ludovico
Si è svolta, lo scorso 26 maggio,
presso la sala Consiliare del Palazzo
comunale di Ventimiglia, la
presentazione del progetto di fattibilità
tecnico economica per la
realizzazione di una migliore viabilità
in corrispondenza del confine
di Stato (Italia- Francia) da
parte di Anas lungo la strada statale
1 “dei Balzi Rossi”, nel comune
di Ventimiglia (Imperia).
All’evento sono intervenuti, tra
gli altri, il Viceministro delle Infrastrutture,
Edoardo Rixi, il Vicepresidente
della Regione Liguria,
Alessandro Piana, l’assessore
regionale all’urbanistica, Marco
Scajola, il Sindaco del comune di
Ventimiglia, Flavio Di Muro, l’Amministratore
Delegato di Anas,
Claudio Andrea Gemme, e il Responsabile
della Struttura Territoriale
Anas, Liguria Barbara Di
Franco.
Grazie alla presenza del sito archeologico
dei Balzi Rossi, il luogo
riveste particolare importanza
dal punto di vista istituzionale
e turistico. In accordo con le amministrazioni
locali interessate,
Anas ha elaborato un progetto di
riqualificazione della sede stradale
che, con i progetti previsti dal
Comune di Ventimiglia e dalla Regione
Liguria, che si occuperanno
della riqualificazione dell’area
di parcheggio e dei collegamenti
ciclabili, incrementeranno i livelli
di sicurezza.
Con il proposito di preservare simboli
caratteristici del luogo, è stato
contattato l’artista Michelangelo
Pistoletto che ha proposto
l’installazione di una opera d’arte
in metallo raffigurante il “Terzo
Paradiso”.
Si prevede quindi il completo ridisegno
della sede stradale con la
realizzazione di una doppia rotatoria,
così da ridurre la velocità di
percorrenza e migliorare la sicurezza
della mobilità.
Abruzzo, SS260 “Picente”
L’AD Claudio Andrea Gemme: «Un avanzamento strategico per la viabilità regionale
nel progetto di ammodernamento dell’itinerario Amatrice-L’Aquila»
Anas (Gruppo FS Italiane) ha aperto
al traffico il IV Lotto della SS260 “Picente”
(AQ) dallo svincolo di Marana
a quello di Cavallari (AQ). L’intervento
fa parte dell’itinerario “Amatrice -
L’Aquila” inserito tra le infrastrutture
strategiche di interesse nazionale.
«Oggi è stato inaugurato un nuovo
lotto di un’infrastruttura strategica
per la mobilità nel territorio aquilano»,
ha dichiarato Claudio Andrea
Gemme, Amministratore Delegato
di Anas. «Siamo a un momento cruciale
per il potenziamento della rete
viaria in un’area di rilevante importanza
socioeconomica. Con quest’apertura
- sottolinea l’Ad Anas - si otterranno
benefici di alleggerimento
del traffico e collegamenti. Ma oltre
a una riduzione dei tempi di percorrenza
innalziamo gli standard di sicurezza
e otteniamo una diminuzione
delle emissioni inquinanti».
Nel dettaglio, il IV lotto ha riguardato
l’ammodernamento della SS260 “Picente”
per complessivi 6.637 metri,
con una sezione trasversale stradale
di tipo C2 (strada a traffico limitato),
caratterizzata da una carreggiata
singola di 9,50 metri, comprendente
due corsie da 3,50 metri ciascuna
e banchine laterali di 1,25 metri.
L’intervento complessivo ha comportato
un investimento di 45 milioni
di euro finanziato da Anas all’interno
dei contratti di programma
con il Ministero delle Infrastrutture
e dei Trasporti attraverso la riprogrammazione
di Fondi CIPE 3/2006
APQ Abruzzo.
Tra i lavori del IV lotto la galleria naturale
Marana è l’opera di maggior
rilievo con una lunghezza complessiva
di 1.148 metri, di cui 1.070 metri
realizzati con tecnica di scavo in naturale.
L’opera è preceduta, lato sud,
da una rotatoria con diametro esterno
di 50 metri, funzionale al collegamento
con la viabilità locale.
La tratta di nuova apertura si inserisce
in un esteso quadro di interventi
di ammodernamento della SS260
che ha visto già nel maggio 2024 il
completamento e l’apertura al traffico
del contiguo terzo lotto per 3,9
chilometri con un investimento di
circa 28 milioni di euro. Entro qualche
mese ci sarà l’apertura dei cantieri
del quinto lotto fino al confine
regionale con il Lazio. La progettazione
e i lavori di quest’ultimo lotto,
contiguo al quarto in prosecuzione
fino al confine laziale, sono stati
già appaltati da Anas per un importo
complessivo di circa 112 milioni
di euro e riguardano un tratto di ulteriori
7,5 chilometri. Sul quinto lotto,
suddiviso in due stralci funzionali,
è stata già completata la progettazione
definitiva e sono ora in corso,
di prossima conclusione, i procedimenti
autorizzativi di VIA. L’investimento
complessivo dei lotti III, IV e
V è di circa 206 milioni di euro lordi
e consentono il completamento
dell’ammodernamento dell’intero
itinerario su territorio regionale
dell’Abruzzo con gli ulteriori 18 chilometri
previsti e già parzialmente
aperti al traffico.
In collaborazione con
12 6/2025 leStrade
leStrade 6/2025
13
Notizie da Anas
Toscana, galleria “Le Chiavi”
Sulla strada statale 2 “Cassia” sono in corso i lavori avviati
da Anas per la riqualificazione della galleria “Le Chiavi”
Per consentire il completamento dei lavori
e la risoluzione di alcuni aspetti tecnici
emersi in corso d’opera, è necessario
proseguire con l’attuale configurazione del
cantiere, che richiede la chiusura al traffico
del tunnel. La riapertura è prevista entro
il prossimo ottobre in entrambi i sensi
di marcia, senza limitazioni.
Calabria, Statale 106 Jonica
Aggiudicati i cinque lotti tra Catanzaro e Crotone
per un importo di 2,25 miliardi di euro
L’intervento, per un investimento di 15
milioni di euro, è finalizzato ad assicurare
una lunga durata dell’opera nel tempo
nonché ad innalzare i livelli di sicurezza
della circolazione all’interno del tunnel,
lungo circa 900 metri.
I lavori riguardano il risanamento delle
opere civili, l’ammodernamento degli
Anas ha pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale l’aggiudicazione definitiva
di cinque lotti riguardanti la
progettazione esecutiva e la realizzazione
dei lavori ricadenti nell’itinerario
in variante in nuova sede tra
Catanzaro-Crotone. Si tratta di circa
44 chilometri a doppia carreggiata
di marcia, dallo svincolo di Simeri
Crichi (CZ) della SS106 VAR/A allo
svincolo di Passovecchio (KR) della
SS106 Jonica, per un investimento
complessivo di circa 2,25 miliardi
di euro che, sommati all’importo
del progetto bandiera, già assegnato
lo scorso anno, salgono a 2,6 miliardi
di euro. «Con l’aggiudicazione
dei cinque lotti per la realizzazione
del nuovo tratto della statale 106
tra Catanzaro e Crotone facciamo
un passo importante per l’ammodernamento
di questa arteria vitale
del Mezzogiorno», ha dichiarato
l’Amministratore Delegato di Anas,
Claudio Gemme. «Grazie alla collaborazione
con la Regione e al lavoro
del Commissario straordinario e di
tante professionalità in Anas, il nostro
obiettivo è sempre quello di garantire
una viabilità moderna e sicura,
con un’opera strategica e tanto
attesa dai calabresi». Si tratta dei
restanti cinque lotti rispetto al primo
(Lotto 2 progetto bandiera - tratto
Crotone Papanice) già assegnato lo
scorso anno e lungo sette chilometri.
Gli interventi fanno parte delle
opere oggetto di commissariamento
governativo, affidato all’ing. Francesco
Caporaso con d.P.C.M. del 3
febbraio 2025. Le imprese aggiudicatarie
dovranno ora procedere alla
redazione dei progetti esecutivi di
ciascun lotto aggiudicato per consentire
l’avvio simultaneo dei lavori
dei cinque lotti, assegnati sulla base
del miglior rapporto qualità/prezzo.
Più in particolare, l’intero intervento
è suddiviso in due stralci, ciascuno
ulteriormente suddiviso nei seguenti
lotti funzionali:
il Lotto 1, stralcio 1 - tratto da Cutro
a Papanice svincolo escluso, lungo
nove chilometri, è stato aggiudicato
all’Impresa Inc S.p.A. e interesserà
i territori comunali di Crotone,
Cutro, e Roccabernarda;
il Lotto 1, stralcio 2, - tratto da Catanzaro
a svincolo Uria compreso,
lungo 7,5 chilometri, è stato assegnato
all’Impresa Pizzarotti & C.
S.p.A. e interesserà i comuni di Catanzaro,
Sellia Marina, Soveria Simeri
e Simeri Crichi;
il Lotto 2, stralcio 2 - tratto da svincolo
Uria escluso allo svincolo Cropani
incluso, lungo 7,5 chilometri,
è stato aggiudicato all’Impresa De
Sanctis Costruzioni e interesserà i
comuni di Cropani, Zagarise, e Sellia
Marina;
il Lotto 3, stralcio 2 - tratto da svincolo
Cropani escluso a svincolo Marcedusa
incluso, lungo dieci chilometri
è stato assegnato all’Impresa
Cosedil S.p.A. e interesserà i territori
comunali di Andali, Belcastro, Cropani
e Marcedusa;
il Lotto 4, stralcio 2 - tratto da svincolo
Marcedusa a svincolo Petilino
incluso, lungo dieci chilometri, è stato
aggiudicato all’Impresa Consorzio
Medil e interesserà i comuni di Cutro,
Marcedusa, Mesoraca e Roccabernarda.
Il progetto del nuovo itinerario in variante,
condiviso da Anas con i Sindaci,
potrà contribuire a creare un
senso di comunità ampia, collegando
diverse zone e facilitando il confronto
tra persone oltre ad elevare
sensibilmente lo sviluppo turistico
dell’intera area, di indiscusso pregio
naturale e paesaggistico.
impianti e alcuni interventi di consolidamento
strutturale.
In particolare, è previsto - tra le altre cose
- il risanamento del rivestimento interno in
calcestruzzo, il consolidamento di un tratto
di circa 340 metri tramite rifacimento
dell’arco rovescio, impermeabilizzazione e
drenaggi delle acque, il rifacimento dell’impianto
di illuminazione, la realizzazione degli
impianti antincendio, SOS e segnaletica
luminosa, il consolidamento dei versanti
in corrispondenza dell’imbocco sud e infine
il rifacimento della pavimentazione, delle
barriere e della segnaletica.
Emilia-Romagna, nuova bretella tra la frazione
di Roncocesi e Pieve Modolena
Aperta al traffico la nuova bretella che ripristina il collegamento tra la frazione
di Roncocesi e la zona artigianale di Pieve Modolena, a Reggio Emilia
La nuova strada, denominata via
Ferraroni, con una lunghezza di
1,5 chilometri, rappresenterà anche
una connessione fondamentale
tra la nuova tangenziale e la
viabilità principale di Roncocesi,
resa possibile grazie alla realizzazione
della rotatoria di innesto con
via Rinaldi.
Le attività rientrano nei lavori di
prolungamento della strada statale
9 Tangenziale di Reggio Emilia,
nel tratto tra S. Prospero Strinati
e Corte Tegge, che consiste
nella realizzazione di oltre sei chilometri
per l’asse principale ed oltre
otto chilometri di collegamenti
alla viabilità locale, oltre a percorsi
ciclabili di lunghezza complessiva
di 2,3 chilometri a supporto della
mobilità sostenibile.
Il progetto prevede la realizzazione
di tre svincoli, quattro viadotti,
quattro sottopassi ferroviari.
Il primo tratto del nuovo collegamento
si svilupperà dall’innesto
con la tangenziale esistente fino
a Pieve Modolena, per una lunghezza
di circa quattro chilometri
con due carreggiate composte
ciascuna da due corsie per senso
di marcia. Il secondo tratto, che
avrà una lunghezza di circa due
chilometri composto da un’unica
carreggiata con una corsia
per senso di marcia, collegherà
lo svincolo di Pieve Modolena alla
via Emilia storica in località Corte
Tegge.
Piemonte, rotatoria sulla SS231 “di Santa Vittoria”
161 giorni di lavoro per il completamento della nuova opera
Anas ha consegnato al Raggruppamento
Temporaneo di Imprese
Bitux S.p.A.-Giuggia Costruzioni
S.r.l.- Terra.con S.r.l. i lavori
di costruzione della rotatoria lungo
la statale 231 “di Santa Vittoria”
all’intersezione con Corso Bra
(ex statale 231) e con la provinciale
275, in località Scaparoni ad
Alba (CN).
La costruzione della nuova infrastruttura
è oggetto di un’apposita
convenzione stipulata tra Anas
e il Comune di Alba che ha previsto
la redazione del progetto di intervento
da parte dell’Amministrazione
comunale di Alba e la realizzazione
dell’opera da parte di Anas.
L’intervento, per un investimento
complessivo pari a circa 700 mila
euro, è cofinanziato dai due Enti.
Il progetto dei lavori prevede la realizzazione
di un anello in rotatoria
tra le viabilità principali oltre all’ottimizzazione
della viabilità limitrofa
tramite costruzione di un ramo
stradale che consentirà di raggiungere
gli accessi alle residenze esistenti
e di una strada di collegamento
con alcuni fondi agricoli.
Prevista, inoltre, la modifica della
rete di raccolta delle acque e dell’illuminazione
pubblica.
La rotatoria eleverà il livello di servizio
della rete stradale che converge
a Scaparoni, incrementando la
sicurezza per la circolazione e migliorando
la fluidità dei flussi di traffico,
attualmente regolati tramite
cinque impianti semaforici. Inoltre,
l’intervento consentirà un miglioramento
della fruibilità del territorio
con ricadute positive anche in termini
di decoro e di riqualificazione
degli spazi urbani esistenti.
In collaborazione con
14 6/2025 leStrade
leStrade 6/2025
15
otiziario
Asecap Days 2025 a Madrid
Si è svolta a Madrid, in Spagna,
dal 26 al 28 maggio, la 52a edizione
delle Giornate di Studio e
Informazione dell’Asecap, a cui
«leStrade» ha partecipato nel
ruolo di media partner.
Titolo degli Asecap Days 2025:
“Challenges of future mobility -
The role of road infrastructure”
(Le sfide della mobilità futura -
Il ruolo delle infrastrutture stradali).
Gli operatori autostradali europei
hanno iniziato da diversi
anni il passaggio a una mobilità
più ecologica. Per realizzare una
transizione ecologica di successo
sono certamente necessari maggiori
investimenti per la mobilità,
anche nell’ambito della road map
politica della UE delineata attraverso
le comunicazioni del Green
Deal e della strategia “Fit for
55”. Per affrontare queste sfide,
gli operatori delle infrastrutture
stradali a pedaggio propongono
di promuovere progetti eco-compatibili,
per contribuire allo sviluppo
di soluzioni di mobilità sicure,
inclusive e verdi per tutti.
L’evento annuale dell’Asecap ha
focalizzato la propria attenzione
sulla ricerca di soluzioni di mobilità
sicure per stimolare gli investimenti
volti a raggiungere
gli obiettivi comunitari di visione
zero in termini di incidenti mortali
e di visione zero in termini di
emissioni di CO 2.
Nelle giornate
madrilene si è discusso anche di
schemi di finanziamento sostenibili,
per supportare le trasformazioni
citate senza gravare sul
bilancio pubblico.
La Galleria di Base del Brennero
Dopo un viaggio di oltre 14 chilometri
al di sotto delle Alpi, la TBM
Flavia ha completato, lo scorso
maggio, gli scavi in Italia della
Galleria di Base del Brennero,
il tunnel ferroviario più lungo al
mondo, nell’ambito del Lotto Mules
2-3, realizzato dal consorzio di
imprese guidato da Webuild per
conto di BBT SE. Presenti, per
questo momento simbolico per il
sistema infrastrutturale europeo,
il Presidente della Provincia Autonoma
di Bolzano - Alto Adige,
Arno Kompatscher, il presidente
del governo regionale del Tirolo,
Anton Mattle, e il rappresentante
della DG DEFIS della Commissione
Europea, Herald Ruijters.
La Galleria di Base del Brennero,
una volta completata con i suoi
64 chilometri complessivi, è destinata
a ridisegnare i collegamenti
ferroviari tra Nord e Sud Europa,
potenziando la mobilità sostenibile
e riducendo l’impatto ambientale
dei trasporti nell’area alpina.
L’opera, che è parte dell’asse ferroviario
Monaco-Verona, rappresenta
l’elemento centrale del corridoio
Scandinavo-Mediterraneo
Come una discesa nel mare
Nuovo riconoscimento per la Linea
6 della metropolitana di Napoli:
la stazione San Pasquale,
realizzata su progetto dell’architetto
italo-sloveno Boris Podrecca
e arricchita con opere dell’artista
austriaco Peter Kogler, si è
aggiudicata il premio internazionale
BIG SEE Architecture Award
2025, nella sezione Architettura.
Nato per mettere in luce il potenziale
creativo dell’Europa sud-orientale,
il premio BIG SEE valorizza
oggi progetti visionari e
innovativi in tutto il mondo.
«I diversi trattamenti superficiali
e la polifonia dei diversi materiali
stabiliscono un dialogo tra
la struttura tecnologicamente
avanzata e il suo contesto storico,
conferendo al sito un’identità
distintiva» - si legge nella motivazione
del premio - «le uscite
in superficie si inseriscono in un
design a piazza aperta, che si riflette
in un edificio che si estende
per cinque piani sotto il livello
del mare».
Le “Stazioni dell’Arte”
La stazione San Pasquale è una
delle nuove “Stazioni dell’Arte”
che arricchiscono il patrimonio
artistico underground metropolitano
di Napoli ed è parte della
Linea 6 della metropolitana di
Napoli.
Il relitto di un antico vascello
L’interno della stazione ha una
struttura su cinque differenti livelli,
lunga 100 metri e alta 35
metri, ed è stata costruita come
se fosse una discesa nel mare,
ricordando il relitto di un antico
vascello posato nelle profondità
della rete TEN-T, di cui è anche la
tratta più importante, perché consente
di superare la barriera naturale
delle Alpi.
Il tunnel collegherà Fortezza, sul
lato italiano a circa 50 chilometri
a nord di Bolzano, a Innsbruck,
in Austria. Sul suo tracciato, i treni
passeggeri potranno viaggiare
a una velocità massima di 250
km/h, riducendo i tempi di percorrenza
tra le due città da 80 a
soli 25 minuti. Il Lotto Mules 2-3,
che rappresenta la sezione principale
del versante italiano della
Galleria e anche il lotto più esteso,
è un tassello chiave di questo
progetto e include lo scavo di
un complesso sistema di 65 chilometri
di gallerie, di cui oltre 40
chilometri scavati con impiego di
TBM. Sul lotto, che segna oggi un
avanzamento lavori complessivo
del 98%, oltre alla TBM Flavia
che ha scavato la galleria di
linea ovest ha già operato anche
la TBM Virginia, che ha ultimato il
suo viaggio a marzo 2023, dopo
aver completato lo scavo la galleria
di linea est.
del mare evocato da grossi pannelli
colorati in tre distinte declinazioni
di blu che rivestono le
pareti simulando le onde marine.
L’idea del natante inabissato
è rievocata anche dalla presenza
degli oblò simulati sulle pareti
in corten che ricoprono il corpo
centrale della stazione, che fungono
anche da punto di illuminazione
del piano banchina.
La stazione San Pasquale, costruita
da Webuild in collaborazione
con il socio Moccia Irme, si
colloca nella parte centrale della
Riviera di Chiaia.
La realizzazione della fermata è
stata anche una occasione di riqualificazione
di Largo Pignatelli
che si estende a ridosso dell’omonima
Villa.
Attualità
16 6/2025 leStrade
leStrade 6/2025 17
otiziario
Il fossato di Castel Sant’Angelo
Anas (Gruppo FS Italiane) ha
completato i lavori di riqualificazione
del fossato di Castel
Sant’Angelo. L’intervento, del valore
di 1,3 milioni di euro, è parte
integrante del più ampio progetto
di riqualificazione di Piazza Pia,
per un investimento complessivo
di circa 90 milioni di euro. I lavori
sono stati svolti da Anas, in
qualità di soggetto attuatore per
conto del Commissario Straordinario
del Governo per il Giubileo,
Roberto Gualtieri.
L’opera ha restituito alla collettività
un’area di circa 4.000 metri
quadrati completamente rinnovata,
con un focus sul recupero
del verde del parco e sulla riqualificazione
delle superfici pedonali.
Il progetto ha permesso di
rimodellare il paesaggio attraverso
l’ampliamento delle scarpate
con nuove aree verdi, integrando
le infrastrutture esistenti.
Sono stati creati nuovi spazi pedonali,
estendendo le aree per i
pedoni adiacenti al fossato e alla
rampa del sottopasso e offrendo
un nuovo affaccio panoramico sul
lato ovest di Castel Sant’Angelo.
I lavori hanno consentito la valorizzazione
del verde con la piantumazione
di nuove specie arbustive
e la riqualificazione del
verde esistente. Un elemento
storico, il muro Spaccarelli, confine
del fossato, è stato riposizionato
nella sua sede originaria per
preservare la memoria del disegno
urbanistico originario a “cinque
stelle” delle difese del castello.
Tre nuovi varchi pedonali
Per migliorare l’accessibilità,
sono stati realizzati tre nuovi
varchi pedonali che collegano
l’area del fossato con piazza Pia
e il Parco dei Bastioni (Giardini di
Castel Sant’Angelo e Parco della
Mole Adriana). Questi accessi
includono un percorso di circa
102,70 metri con pavimentazione
in sampietrini, un secondo percorso
di 66,50 metri con sedute
in travertino e alberature, e
un terzo varco in prossimità del
Passetto. L’intervento ha previsto
anche l’installazione di dispositivi
per l’orientamento e la riconoscibilità
dei luoghi, con particolare
attenzione alle esigenze delle
persone con disabilità visive e
uditive, e l’integrazione dell’illuminazione
con nuovi corpi illuminanti
in linea con il contesto storico
dell’area.
Un museo a cielo aperto
Nei prossimi mesi, l’area del
Fossato sarà ulteriormente arricchita
con la realizzazione di
un museo a cielo aperto di circa
1.400 metri quadrati, dove saranno
esposti i ritrovamenti archeologici
emersi durante i lavori
di scavo del sottopasso di
Piazza Pia.
Nel corso dei lavori di scavo
stratigrafico e di delocalizzazione
della fullonica romana (la
bottega dei “fullones”, gli operai
che lavavano e smacchiavano
le vesti) rinvenuta nel cantiere
per il sottopasso di Piazza Pia
sono stati rinvenuti anche i resti
di un’interessante opera di si-
stemazione a giardino, affacciata
direttamente sulla riva destra
del Tevere.
Si tratta di una struttura costituita
da un muro in opera quadrata
di travertino, di terrazzamento
della riva del fiume, dietro
al quale fu realizzato un portico
colonnato, di cui restano le fondazioni,
e un’ampia superficie
aperta sistemata a giardino.
Lo scavo, condotto sotto la supervisione
della Soprintendenza
Speciale di Roma, ha permesso
di documentare come la sistemazione
sia stata interessata
da tre fasi edilizie, susseguitesi
tra l’età di Augusto e quella di
Nerone.
Il rinvenimento di un tubo idrico
in piombo (fistula plumbea),
timbrato con il nome del proprietario
della fornitura di acqua, e
dunque del giardino, ha permesso
di identificare il personaggio
titolare del primo rifacimento
del complesso. L’iscrizione recita
C(ai) Cêsaris Aug (usti) Germanici:
si tratta dunque di Caligola,
figlio di Germanico e Agrippina
maggiore e imperatore dal 37
al 41 dopo Cristo.
Il ritrovamento trova un interessante
riscontro anche nelle
fonti letterarie antiche, un passo
dell’Ambasceria a Gaio (Legatio
ad Gaium) scritta da Filone
di Alessandria, storico ebreo
di Alessandria d’Egitto, racconta
di come Caligola avesse ricevuto
la legazione di ebrei alessandrini
proprio negli Horti di Agrippina,
in un vasto giardino affacciato
sul Tevere, che separava il
C
fiume da un monumentale porticato.
M
Lo scavo, inoltre, ha restituito Y
una serie di Lastre Campana,
CM
terrecotte figurate usate per la
MY
decorazione dei tetti, con scene
CY
mitologiche inusuali, riutilizzate
come coperture delle fogne della
fullonica, ma in origine pro-
CMY
K
babilmente realizzate per la copertura
di una qualche struttura
del giardino, forse dello stesso
portico.
Questi importantissimi ritrovamenti
hanno potuto confermare
come lo scavo di Piazza Pia rientri
nell’area degli Horti di Agrippina
maggiore, madre di Caligola.
Sempre da Piazza Pia, ma da
scavi degli inizi del secolo scorso,
provengono altri tubi in piombo
iscritti, con il nome di Iulia Augusta,
presumibilmente Livia Drusilla,
la seconda moglie di Augusto
e nonna di Germanico. È
probabile, dunque, che questa
lussuosa residenza fosse passata
dapprima in eredità a Germanico
e poi, alla morte di questi,
a sua moglie Agrippina maggiore
e quindi al figlio imperatore.
STRADEANAS.IT
Attualità
18 6/2025 leStrade
leStrade 6/2025 19
otiziario
Clodio/Mazzini
Linea A
Ottaviano
San Pietro
Chiesa Nuova
Venezia
Colosseo/Fori Imperiali
Porta Metronia
Legenda
San Giovanni
Lodi
Pigneto
Teano
Mirti
Alessandrino
Torre Maura
Torrenova
Torre Gaia
Due Leoni/
Fontana Candida
Bolognetta
Graniti
In progettazione
In costruzione
In esercizio
Linea B
Linea A
FL1 - FL3
Malatesta
Gardenie
Ingressi
Linea C della Metro di Roma
Procede secondo programma
uno dei cantieri più complessi e
strategici della Linea C della Metropolitana
di Roma.
La grande idrofresa tricolore della
futura Stazione Venezia, nel
cuore della Capitale, ha completato,
lo scorso maggio, la realizzazione
dei pannelli previsti dalla
prima fase che costituiranno
i muri perimetrali della scatola
sotterranea all’interno della quale
verrà costruita la stazione.
L’opera, realizzata dal consorzio
guidato da Webuild e Vianini Lavori,
è commissionata da Roma
Metropolitane per conto di Roma
Capitale.
A poca distanza dal cantiere di
Piazza Venezia, avanzano anche
le ultime attività nei cantieri delle
archeostazioni Porta Metronia
e Colosseo/Fori Imperiali, la cui
consegna è prevista nei prossimi
mesi.
Interconnessioni
Parco di Centocelle
Torre Spaccata
Giardinetti
Torre Angela
Grotte Celoni
Borghesiana
Finocchio
Monte Compatri/
Pantano
Vittoriano
Area espositiva
collegamento con
Palazzo Venezia
Stazione Venezia
Mobilità sostenibile con sistema museale unicoal mondo
Partecipazioni Italia
8
Livelli
Una delle stazioni più
articolate d’Europa
La Stazione Venezia, una delle più
profonde e articolate d’Europa, si
svilupperà su sei livelli interrati e
garantirà accesso diretto ad alcuni
dei maggiori poli culturali della
città, Palazzo Venezia, il Vittoriano
e i Fori Imperiali. La stazione sarà
una vera e propria archeostazione,
con l’intero primo livello dedicato
ad area museale, e ospiterà
i resti archeologici emersi nel corso
degli scavi.
7 6
345 2
1
Palazzo Venezia
Vittoriano
Altare della
Patria
27
Scale
mobili
Fori imperiali
Profondità
85m
muri
perimetrali
~45m
stazione
Area archeologica
Auditoria di Adriano
Atrio museale
Collegamento sotterraneo
Foro di Traiano
L’idrofresa, alta 24,5 metri e con
un peso di 185 tonnellate, ha il
compito ambizioso di scavare il perimetro
della scatola al cui interno
sorgerà la stazione, raggiungendo
una profondità che arriva fino a
85 metri. Una volta perimetrata la
scatola, si potrà poi procedere con
lo scavo dell’area che accoglierà le
strutture di stazione. Questa soluzione
permetterà di ridurre l’impatto
delle attività in superficie,
preservando i reperti archeologici
presenti nell’area. A poco più di
un anno dal suo avvio, l’idrofresa
ha completato i primi 124 diaframmi,
le pareti perimetrali della
futura stazione. Per tutte le tre
fasi di scavo previste, si prevedono
352 pannelli sotterranei, inclusi
170 diaframmi.
Il lavoro dell’idrofresa continuerà
adesso su un altro versante della
piazza: macchina è stata infatti
spostata in via dei Fori Imperiali,
ai piedi del Vittoriano, dove sarà
allestito il cantiere, in previsione
dell’avvio in autunno dello scavo
archeologico e della realizzazione
della prima porzione del solaio di
copertura. Questo consentirà il ripristino
della viabilità nella piazza
sul lato di Palazzo Venezia e la realizzazione
dei restanti diaframmi
della scatola di stazione.
L’intera Linea C della Metropolitana
di Roma attraversa la città da
sud-est a nord-ovest, collegando
la periferia al centro, dalla fermata
di Monte Compatri/Pantano, capolinea
a sud-est, fino a Clodio/
Mazzini. Nel suo complesso, è lunga
26 chilometri - 17 chilometri in
sotterraneo e nove in superficie -
per un totale di 29 stazioni.
1
Auditoria di Adriano 2
Area espositiva
antiche Tabernae
Collegamento
con le banchine
Teche espositive a parete 5
Collegamento sotterraneo
Palazzo Venezia
Collegamento sotterraneo
Vittoriano
3
4
6
7
Free To X, perfezionato accordo
con Gruppo Renault
Autostrade per l’Italia S.p.A.
(ASPI) informa di aver perfezionato,
a valle dell’ottenimento di
tutte le necessarie autorizzazioni,
la cessione di una quota del capitale
di Free to X al Gruppo Renault
- attraverso il marchio dedicato
alla mobilità Mobilize.
Free To X, start-up nata nel 2021
per rispondere alle esigenze del
Gruppo ASPI nell’ottica di una mobilità
sempre più sostenibile e divenuta
in pochi anni eccellenza
italiana con oltre un milione di ricariche
effettuate dal 2021.
Free to X ha realizzato 100 stazioni
di ricarica ad alta potenza sulla
rete autostradale ASPI con una
distanza media di circa 50 chilometri
tra una stazione e l’altra,
superando i target europei e una
gamma di soluzioni diversificate
per estendere il progetto anche
Strade e
Automazione
Un servizio per
ogni necessità
al di fuori dell’asset autostradale.
L’operazione è volta a sostenere il
piano di crescita e sviluppo di Free
to X avviato dal Gruppo ASPI; in
particolare gli accordi con il Gruppo
Renault prevedono che ASPI
continui a mantenere il controllo
(in qualità di Charging Point Operator)
sulle infrastrutture di ricarica
situate sull’autostrada. ASPI,
inoltre, opererà a supporto di Mobilize
per la crescita delle attività
fuori dalla rete autostradale in
gestione.
AUTOSTRADE.IT
La ciclovia
«La Ciclovia Milano-Monaco
di Baviera, con i suoi quasi
200 chilometri in Lombardia,
favorirà la mobilità ciclistica
rappresentando un elemento
di richiamo importante, con la
prospettiva di generare un indotto
economico significativo
per i territori coinvolti».
Lo ha detto l’assessore regionale
alle Infrastrutture e Opere
pubbliche, Claudia Maria
Terzi, partecipando, a Bolzano,
all’evento ‘Bike Track Test’
ideato per promuovere la Ciclovia.
Il tracciato tra il capoluogo altoatesino
e quello lombardo,
in gran parte già percorribile,
si snoda per oltre 300 chilometri
tra paesaggi alpini, pianure,
siti storici e luoghi naturalistici.
La Sicurezza
in Galleria
Attualità
20 6/2025 leStrade
leStrade 6/2025 21
otiziario
Sei famiglie italiane su dieci possono spendere
per i trasporti meno del valore medio nazionale
Nasce il Transport Poverty Lab, un
osservatorio strategico per comprendere
e contrastare le disuguaglianze
e le barriere economiche
che impediscono a una parte
della popolazione di accedere in
modo adeguato a servizi di mobilità
efficienti, sicuri e sostenibili.
La povertà dei trasporti è una
forma di vulnerabilità ancora
poco riconosciuta, ma con un
forte impatto sulla qualità della
vita e sul tessuto socio-economico.
Si verifica quando persone
e comunità non hanno accesso
a soluzioni di mobilità adeguate,
sicure e accessibili, e questo
limita la partecipazione alla vita
sociale, lavorativa ed educativa.
In particolare, il Rapporto finale
sulla povertà dei trasporti redatto
dalla Commissione Europea,
definisce la povertà dei trasporti
come “l’incapacità o la difficoltà
di individui e famiglie di sostenere
i costi del trasporto privato
o pubblico, o la mancanza o l’accesso
limitato ai trasporti necessari
per accedere a servizi e attività
socioeconomiche essenziali,
considerando il contesto nazionale
e spaziale”.
Due dimensioni del
fenomeno
Emergono due dimensioni del
fenomeno, socio-economiche e
territoriali, legate all’accessibilità
ai servizi di trasporto, in particolare
pubblici. Misurando tali
dimensioni con un approccio basato
sui dati e metriche quantitative,
è possibile identificare
le priorità degli interventi nelle
aree di alta vulnerabilità per mitigare
la povertà dei trasporti.
Sei famiglie italiane su 10 possono
spendere, infatti, per i trasporti
meno del valore medio
nazionale, stimato a 262 euro/
mese e, secondo un rapporto
della Commissione europea, il
21% delle famiglie a rischio di
povertà affronta costi di trasporto
insostenibili.
Trasporti, terza voce di
spesa per le famiglie italiane
Il Transport Poverty Lab, promosso
dalla Fondazione per
lo Sviluppo Sostenibile e dalla
Fondazione Transform Transport
ETS, con il supporto di
Tper e Nordcom e presentato
con il patrocinio del Ministero
dell’Ambiente e della Sicurezza
Energetica e del Ministero delle
Infrastrutture e dei Trasporti
e di Cassa Depositi e Prestiti,
ha come obiettivo quello di
proporre soluzioni per affrontare
in modo sistemico e strutturato
il fenomeno della povertà
dei trasporti. È questa una realtà
ancora sottovalutata che rischia
di accentuare le disuguaglianze
se non adeguatamente
accompagnata da misure di inclusione.
Proprio i trasporti, nella
spesa mensile delle famiglie
italiane rappresentano in media
la terza voce di spesa, con il
10% sul valore complessivo, subito
dopo le spese legate all’abitazione
(39%) e le spese per il
cibo (18%).
Il Transport Poverty Lab opererà
come piattaforma di progettazione
partecipata, coinvolgendo
imprese del settore trasporti,
associazioni di categoria, enti locali,
istituti di ricerca e stakeholder
della mobilità sostenibile. Tra
gli output principali dei prossimi
mesi, la redazione del Rapporto
sulla povertà dei trasporti
in Italia, con una mappatura territoriale
del fenomeno e approfondimenti
sulle correlazioni tra
reddito e accessibilità. Le tre direttrici
operative lungo le quali
si svilupperà il progetto sono
quelle della consapevolezza del
fenomeno all’interno del dibattito
pubblico e istituzionale sui trasporti;
della costruzione di una
solida base dati; della proposizione
di politiche pubbliche, strumenti
normativi e soluzioni integrate
per ridurre l’esclusione
legata alla mobilità.
È già disponibile il sito ufficiale
del progetto: www.transportpoverty.it.
Sul sito è possibile
consultare documentazione,
progetti attivi e aggiornamenti
sulle attività. Per saperne di più,
si veda il QR code.
La metropolitana d’Europa
ad Alta Velocità
Nuovi collegamenti in Frecciarossa
fra Italia, Germania e Austria
grazie all’intesa fra Trenitalia
(Gruppo FS), le ferrovie tedesche
Deutsche Bahn (DB) e quelle
austriache ÖBB. Entro il 2026
saranno attivati i nuovi collegamenti
transfrontalieri ad Alta Velocità
Milano - Monaco di Baviera
e Roma - Monaco di Baviera. I servizi
verranno gradualmente estesi
verso Berlino e Napoli da dicembre
2028. Continua così il progetto
della cosiddetta “Metropolitana
d’Europa” con il Frecciarossa, eccellenza
dell’Alta Velocità prima in
Italia e adesso in Europa.
L’annuncio è stato dato da Gianpiero
Strisciuglio, Amministratore
Delegato e Direttore Generale
di Trenitalia; Michael Peterson,
membro del Consiglio di Amministrazione
per il Trasporto Passeggeri
a Lunga Distanza di DB; Sabine
Stock, membro del Consiglio
di Amministrazione per il Trasporto
Passeggeri a Lunga Distanza di
ÖBB. Apostolos Tzitzikostas, Commissario
Europeo per i Trasporti
Sostenibili e il Turismo, ha partecipato
con un videomessaggio.
Il progetto di collegamento ferroviario
fra Italia, Austria e Germania
è stato anche selezionato
dalla Commissione Europea
come Progetto Pilota nell’ambito
del Commission Action Plan e mira
a migliorare l’offerta di trasporto
internazionale e a rispondere alla
crescente domanda di viaggi tra i
Paesi europei con un mezzo sostenibile
come il treno.
Si parte con quattro
collegamenti
L’offerta commerciale partirà con
quattro collegamenti sulle rotte
Milano - Monaco di Baviera e
Roma - Monaco di Baviera. Per il
Milano - Monaco di Baviera, con
un tempo di viaggio di sei ore e
mezza, le principali fermate intermedie
saranno a Brescia, Verona,
Rovereto, Trento, Bolzano e Innsbruck.
Per quanto riguarda Roma - Monaco
di Baviera, con un tempo
di viaggio di otto ore e mezza, le
principali fermate saranno a Firenze,
Bologna, Verona, Rovereto,
Trento, Bolzano e Innsbruck.
L’apertura del Tunnel di Base del
Brennero ridurrà i tempi di viaggio
di circa un’ora.
Da dicembre 2028 l’offerta completa
consisterà in dieci collegamenti
tra l’Italia e la Germania che
copriranno le tratte tra Milano e
Monaco di Baviera; Milano e Berlino;
Roma e Monaco di Baviera;
Napoli e Monaco di Baviera; Napoli
e Berlino.
Il nuovo collegamento Frecciarossa
offrirà un servizio diretto tra
Italia e Germania, passando attraverso
l’Austria, e avrà un impatto
significativo sulle connessioni
ferroviarie tra i due Paesi. Con il
supporto delle infrastrutture tedesche,
che si collegano a numerosi
altri Paesi, la linea intercetterà
anche la domanda di trasporto per
altre destinazioni come Francoforte
e Cracovia.
Frecciarossa 1000
protagonista anche sui
mercati internazionali
Il nuovo servizio sarà operato con
il Frecciarossa 1000, il treno ad
Alta Velocità di Trenitalia, che è
conforme alle Specifiche Tecniche
Europee di Interoperabilità. È stato
inoltre progettato e realizzato
per viaggiare in Italia e sulle reti
ferroviarie europee di Francia,
Germania, Spagna, Austria, Svizzera,
Paesi Bassi e Belgio, essendo
in grado di superare le differenze
di alimentazione elettrica e segnalamento
dei vari Paesi. Con i collegamenti
Roma/Milano - Monaco
di Baviera - Berlino, Frecciarossa,
dopo Francia e Spagna, arriverà
anche in Germania, continuando
a perseguire l’obiettivo della “Metropolitana
d’Europa” ad Alta Velocità,
collegando le città più nevralgiche
del Vecchio Continente.
FSITALIANE.IT
Attualità
22 6/2025 leStrade
leStrade 6/2025 23
otiziario
Autostrada Bergamo-Treviglio nel 2028
Un tracciato di 16 chilometri
sull’asse nord-sud per efficientare
i collegamenti nella Bergamasca,
con cinque svincoli e connessioni
con la viabilità esistente: il progetto
dell’autostrada Bergamo-Treviglio
è stato presentato, lo scorso
maggio, nel corso di un incontro
tra Regione Lombardia, Cal (Concessioni
Autostradali Lombarde),
Provincia di Bergamo e Comuni interessati
che si è svolto nella sede
bergamasca della Regione (Utr).
L’arteria partirà dal territorio di
Dalmine e Stezzano per concludersi
a Treviglio.
«La Bergamo-Treviglio - ha evidenziato
l’assessore regionale alle
Infrastrutture e Opere pubbliche,
Claudia Maria Terzi - è un’opera
che il ‘sistema Bergamo’ nel suo
complesso ha individuato come
prioritaria, per esempio attraverso
il tavolo territoriale, per porre
rimedio alle difficoltà di collegamento
che sussistono tra l’area
del capoluogo e la pianura bergamasca,
tra Bergamo e la seconda
città della provincia che è appunto
Treviglio. Regione Lombardia si
è fatta interprete di questa volontà
e ha messo in campo risorse e il
lavoro politico-istituzionale necessario
per dare concretezza a questa
progettualità».
L’aggiudicatario dell’opera
Il Raggruppamento Temporaneo
di Imprese, composto dal capogruppo
Vitali S.p.A, Autostrade
Bergamasche S.p.A ed altri soggetti
è l’aggiudicatario dell’opera,
con il patrocinio del Gruppo Macquarie,
che ha formalmente manifestato
il proprio interesse a garantire
il finanziamento dell’opera.
Sul progetto definitivo redatto sta
per essere avviato l’iter approvativo,
sulla base delle valutazioni e
delle istanze del territorio - anche
correlate alle opere compensative
- che sono state raccolte e formulate
nel corso di diversi tavoli
di confronto coordinati da Regione.
In particolare, è stata recepita
la quasi totalità delle richieste
pervenute, che oggi sono state illustrate
agli enti locali anche per
verificare e valutare eventuali ulteriori
proposte migliorative da
formalizzare nel percorso approvativo.
L’opera
L’autostrada Bergamo-Treviglio
consentirà di connettere la Tangenziale
sud di Bergamo, dalla
attuale SS 470dir fino alla SS 11
all’altezza di Treviglio, con la viabilità
di raccordo alla A35 Brebemi.
Sono previsti cinque svincoli (con
sistema di pedaggiamento di tipo
free flow senza barriera di esazione):
Dalmine, Levate, Boltiere,
Treviglio Nord e Treviglio Ovest
tutti, tranne il primo, del tipo ‘rotatoria
a due livelli’ e che si collegano
alla viabilità locale esistente.
Il prossimo passaggio prevede
che Cal presenti l’istanza per la
Valutazione di Impatto Ambientale
(VIA), di competenza statale,
al Ministero dell’Ambiente e della
sicurezza energetica (Mase). La
Conferenza di Servizi di competenza
regionale sarà indetta subito
dopo la dichiarazione di procedibilità
da parte del Ministero.
Importante per tutta
la Lombardia
«Concessioni autostradali lombarde
(Cal) dal 2021 è diventata concedente
dell’autostrada regionale
Bergamo - Treviglio - ha dichiarato
l’amministratore delegato di Cal,
Gianantonio Arnoldi - e subito ha
iniziato a mettere in campo le diverse
azioni richieste: avviare la
gara, partendo dalle proposte del
promotore, seguire e monitorare
l’azione del promotore stesso. Da
bergamasco, ritengo questa opera
importante per l’intero sistema
viabilistico lombardo: collegherà
infatti Brebemi alla A4, avvicinerà
Bergamo a Treviglio e Treviglio al
sistema montano bergamasco, che
necessita di grande valorizzazione,
oltre a decongestionare il traffico
su una tratta viaria importante».
Atm, Alberto Zorzan nuovo
Direttore Generale
L’Assemblea degli Azionisti di Atm,
riunitasi alla presenza dell’Assessora
alla Mobilità Arianna Censi in
rappresentanza dell’Azionista unico,
il Comune di Milano, ha deliberato
la nomina di Alberto Zorzan in
qualità di nuovo Direttore Generale.
Il Consiglio di Amministrazione
di Atm, a seguito dell’Assemblea,
ha conferito ad Alberto Zorzan le
relative deleghe.
La scelta del profilo del nuovo Direttore
Generale è avvenuta a
valle di un rigoroso processo di
selezione che ha visto la partecipazione
di numerosi candidati.
Il Consiglio di Amministrazione di
Atm rivolge un caloroso augurio
di buon lavoro ad Alberto Zorzan
per il nuovo importante incarico.
Alberto Zorzan, laureato in Ingegneria
Civile Trasporti al Politecnico
di Milano, è un manager di
lunga esperienza nel settore, con
un percorso maturato su competenze
sia tecniche sia gestionali
nell’ambito della mobilità a 360
gradi. Ha già lavorato in Atm fino
al 2022 assumendo ruoli di sempre
crescente responsabilità, fino
a diventare Direttore Operations.
Dal 2022 ad oggi è stato Direttore
Generale di Atac, società del
trasporto pubblico di Roma, dove
ha raccolto una delle sfide più delicate
del settore italiano portando
- tra l’altro - in attivo il bilancio
della municipalizzata capitolina.
Ricopre cariche sociali, fra le quali:
Presidente di International Metro
Service e consigliere di Metro
Service Copenaghen, Vice Presidente
del Consorzio SBE (Siste-
C
ma di Bigliettazione Elettronica Mdi
Regione Lombardia); è stato consigliere
Metro 5 SpA.
Y
CM
Ad Arrigo Giana, che ha lasciato
Atm per altri incarichi, va un sentito
ringraziamento da parte di tutta
MY
CY
la Società per il lavoro svolto e per
CMY
i traguardi raggiunti in questi anni.
K
UFFICIO STAMPA ATM
Ispirata alla pelle di squalo
Vueling, una delle principali compagnie
aeree low-cost in Europa,
ha firmato una Lettera d’Intenti
con l’azienda australiana di tecnologia
aerospaziale MicroTau per diventare
la prima compagnia aerea
cliente in Europa e per supportare
la certificazione del Riblet Modification
Package con tecnologia “shark
skin”, ispirata alla pelle di squalo,
affinché in futuro possa essere utilizzata
sulla sua flotta di aerei a fusoliera
stretta.
Strategia per ridurre l’impatto
ambientale
Questa collaborazione fa parte della
strategia più ampia di Vueling
per ridurre le emissioni e l’impatto
ambientale. Il Riblet Modification
Package di MicroTau consiste in
una pellicola innovativa che imita
EP104X126mm_2018.pdf 1 28/09/18 18:30
Sigillatrici
stradali
Sealant melters / Fondoirs a mastic
la texture microscopica della pelle
di squalo e che viene applicata alla
superficie esterna dell’aeromobile
per migliorarne le prestazioni aerodinamiche,
con una possibile riduzione
delle emissioni di carbonio
fino al 4%. Sebbene la pelle degli
squali appaia liscia, in realtà è ricoperta
da microscopiche scanalature
chiamate “riblets”, che riducono
la resistenza fluidodinamica
dell’animale mentre nuota. Ispirandosi
alla natura, il Riblet Modification
Package di MicroTau applica
gli stessi principi della fluidodinamica
alla superficie esterna degli
aeromobili, riducendo la resistenza
senza modifiche strutturali.
MicroTau è un’azienda australiana
di tecnologia aerospaziale focalizzata
sul miglioramento dell’efficienza
della flotta aerea globale.
Via Buscate 6 - 20020 Magnago (MI) Italy
www.eliaperoni.it e-mail: info@eliaperoni.it
Tel. +39 0331 658090 - Fax. +39 0331 306430
Attualità
24 6/2025 leStrade
leStrade 6/2025 25
otiziario
Avanza il progetto Hyper Transfer in Veneto
È arrivata dalla fiera Transport Logistic
di Monaco di Baviera, che si
è svolta dal 2 al 5 giugno, la notizia
della conclusione positiva dello
studio di fattibilità per la realizzazione
di un test track di 10
chilometri del sistema di trasporto
ultra veloce Hyper Transfer in
Veneto.
Il via libera giunge dopo un’intensa
attività di studio che ha coinvolto
decine di tecnici e ingegneri
di comprovata esperienza internazionale.
La road map prevede ora
che venga realizzato un percorso
di prova per sperimentare il sistema
di trasporto ad alta velocità
(fino a 630 km/h per il test track
e 1000 km/h per l’eventuale futura
tratta commerciale) attraverso
un tubo con bassissima pressione
in cui viaggiano capsule con tecnologia
a levitazione magnetica,
ciascuna delle quali può ospitare
12 tonnellate di merce o 38 passeggeri.
L’obiettivo è comprovare
l’efficacia e la sicurezza dell’infrastruttura
per valutarne future implementazioni.
La governance del progetto di ricerca
e sviluppo è stata affidata
a un’organizzazione complessa
comprendente il Comitato Tecnico,
formato da Ministero delle
Infrastrutture, Regione Veneto e
CAV, coadiuvato da una Struttura
Tecnica composta dalle Società
del Gruppo FS Italferr e Italcertifer
e dal Program Project Management
Office di Concessioni Autostradali
Venete, articolato in un
nucleo interno costituito da professionisti
CAV, e un gruppo di lavoro
esterno, formato da professionisti
dell’Università degli Studi
di Padova e dal consorzio aggiudicatario
Hyperbuilders (Webuid
e Leonardo).
Il ruolo primario svolto da CAV
Nel progetto Hyper Transfer CAV
ha un ruolo di rilievo e ciò dimostra
le competenze tecniche e
gestionali della Società, che si
conferma laboratorio di sviluppo
tecnologico per progetti all’avanguardia,
i cui risultati costituiscono
un capitale intellettuale e
scientifico importante per l’implementazione
di soluzioni innovative
all’interno di tutto il sistema infrastrutturale
regionale.
La Presidente CAV, Monica Manto,
ha dichiarato: «Il progetto
Hyper Transfer mira a realizzare
un sistema di trasporto sicuro, a
zero emissioni ed elevata efficienza
energetica che possa integrarsi
alle infrastrutture attualmente
gestite da CAV. L’opera, grazie
alle sue caratteristiche avveniristiche,
potrà anche contribuire al rilancio
dell’economia del territorio
e del sistema Paese, riducendo la
congestione della rete autostradale.
Il successo dei test di fattibilità
- conclude la Presidente Manto
- ci permette di rivolgerci al mercato
per individuare un partner industriale
adeguato che ci supporti
nella realizzazione di un percorso
di prova, prossimo passo della
sperimentazione verso la realizzazione
dell’opera».
CAVSPA.IT
Interporto Padova, bando internazionale
Il Consiglio di Amministrazione di
Interporto Padova S.p.A., ha approvato
il testo del bando di gara
internazionale per la selezione di
un partner logistico con il quale
sviluppare le attività del Terminal
Intermodale. Il bando è già stato
pubblicato sul sito della società e
stabilisce che il termine ultimo per
l’invio delle offerte sia il 30 settembre
2025.
Intermodal Terminal
Padova S.r.l.
Il bando prevede la creazione di
una nuova società, che assumerà
la denominazione di Intermodal
Terminal Padova S.r.l., alla quale
sarà conferito l’asset terminalistico
di Interporto Padova con tutte
le sue attività. La ripartizione delle
quote prevede che Interporto Padova
manterrà una partecipazione
importante (pari al 30%) nella
nuova società, e nello statuto
sono stabilite importanti clausole
di garanzia, quali ad esempio l’impossibilità
di cambiare la destinazione
intermodale dell’area senza
l’assenso di Interporto Padova, indipendentemente
dalla quote possedute
nella newco.
Interporto Padova avrà un proprio
rappresentante nel CdA e il
Presidente del Collegio Sindacale
della nuova società. Il valore a
base di gara, pari al 70% del valore
della nuova società, è fissato
in 60 milioni di euro. La procedura
di selezione avverrà con il criterio
dell’offerta economicamente
più vantaggiosa, cioè valuterà
con parametri oggettivi non solo
l’offerta economica, ma soprattutto
il progetto industriale presentato
dall’offerente. La conclusione
dell’operazione e la definitiva
aggiudicazione della gara sarà subordinata
al via libera degli organi
collegiali dei soci pubblici di Interporto
Padova.
Un progetto per sviluppare
più traffici
Il presidente di Interporto Padova
Luciano Greco sottolinea: «Esattamente
come avevamo previsto
nel nostro cronoprogramma, abbiamo
approvato oggi in Consiglio
di Amministrazione il bando
di gara per la selezione del partner
con il quale far crescere le
attività del nostro terminal intermodale.
Non è una vendita di immobili,
ma l’avvio di un progetto
industriale che prevede grazie
all’apporto delle competenze e
delle relazioni commerciali del
soggetto che sarà nostro partner,
di sviluppare più traffici. In
sostanza, l’obiettivo è aumentare
il numero dei treni che fanno capo
al nostro terminal che oggi sono
circa 8.000 fino a oltre 15.000
l’anno, con un aumento dei volumi
dei Teu (unità di misura delle
unità di carico intermodali) dai
411.000 dello scorso anno a circa
700.000. Una crescita che è
possibile con le infrastrutture attuali,
grazie anche alla digitalizzazione
e all’automazione del terminal
che abbiamo realizzato. Da
un punto di vista della governance,
Interporto avrà delle garanzie
sulla coerenza delle attività che
saranno sviluppate in futuro e potrà
mantenere l’ultima parola sulle
scelte strategiche, come anche
indicato dai soci pubblici di riferimento
Naturalmente i dipendenti
oggi impiegati nel terminal
avranno assicurato il loro posto
nella nuova società con serie prospettive
di crescita».
INTERPORTOPD.IT
Il rapporto
MobilitAria
2025
Nel 2024 la mobilità urbana
italiana è tornata ai livelli
pre-pandemia, ma non è una
buona notizia. I dati sono stati
pubblicati nel Rapporto MobilitAria
2025, realizzato da CNR
e Kyoto Club. Lo studio offre
un’analisi dettagliata delle 14
principali città metropolitane
italiane, evidenziando progressi
e criticità nel percorso verso
una mobilità urbana più sostenibile.
Lo ha reso noto in una
nota stampa il Cnr.
Lo studio 2025 evidenzia come
le città italiane siano in una
fase di stallo - e in alcuni casi
di regressione - sul fronte della
mobilità sostenibile. Dopo anni
di timidi progressi, la qualità
dell’aria resta critica, mentre
le emissioni di CO 2
del settore
trasporti continuano a salire,
contrariamente al trend auspicato.
Secondo i dati ISPRA, il trasporto
è oggi l’unico comparto
che nel 2024 contribuisce
più alla crisi climatica rispetto
al 1990, a dispetto dei numerosi
proclami sulla transizione
ecologica.
Un tema innovativo del rapporto
di quest’anno è la mobilità
dal punto di vista di genere. A
Roma, un’indagine ha mostrato
che le donne percorrono tragitti
più brevi, si muovono più
a piedi o con i mezzi pubblici e
risultano meno coinvolte in incidenti
stradali. Al contrario, gli
uomini tendono a usare di più
l’auto e a avere comportamenti
di guida scorretti.
Attualità
26 6/2025 leStrade
leStrade 6/2025 27
otiziario
«leStrade» media partener
del XXVIII Convegno Nazionale
di Geotecnica
DOVE LA STRADA
INCONTRA LA NATURA
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impiegato, si posa a freddo senza emissioni. E’ ideale nei trattamenti superficiali.
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Dall’11 al 13 giugno 2025, negli
spazi del centro congressuale
dell’Isola di San Servolo, si è svolto
il XXVIII Convegno Nazionale
di Geotecnica. Il tema: “Sicurezza,
Manutenzione e Sviluppo delle
Infrastrutture”.
Convegni
Una tematica vitale
Il dibattito tecnico e scientifico
promosso dall’AGI ha riportato
l’attenzione su una tematica
di grande attualità, vitale per lo
sviluppo del Paese, che riguarda
i diversi aspetti legati alle infrastrutture
– da quelle di trasporto
e distribuzione, sia sotterranee sia
di superficie, a quelle idrauliche e
marittime – per le quali l’ingegneria
geotecnica può e deve svolgere
un ruolo di primo piano per
garantire la sicurezza e la funzionalità
delle opere e degli interventi,
nel rispetto dei criteri di economicità
e di sostenibilità. Anche
a seguito dei recenti avvenimenti
che hanno interessato il nostro
Paese e dell’introduzione di Linee
Guida ministeriali per la gestione
del rischio, la valutazione della sicurezza
e il monitoraggio di gallerie
e ponti esistenti, la gestione
e la manutenzione di tali opere è
sempre di più al centro di una rinnovata
speciale attenzione da parte
di tutti gli attori coinvolti.
Il Convegno Nazionale di Geotecnica
di Venezia ha inteso creare
l’occasione per un atteso confronto
su tali argomenti, tra il mondo
dell’accademia e gli enti gestori,
tra le società di progettazione e le
imprese di costruzione.
Analogamente a quanto avvenuto
nelle ultime edizioni, il Convegno
si è articolato in tre giornate
ognuna delle quali dedicata ad
uno specifico argomento:
Sessione 1: Infrastrutture di trasporto
di superficie.
Relatori Generali: Prof. Stefano
Aversa, Prof. Luigi Callisto;
Sessione 2: Infrastrutture di trasporto
in sotterraneo.
Relatori Generali: Prof. Gianpiero
Russo, Prof.ssa Rita Migliazza;
Sessione 3: Infrastrutture idrauliche
e marittime.
Relatore Generale: Prof. Mario
Manassero.
28 6/2025 leStrade
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Segrate (Italia)
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SETTEMBRE 2025
Remtech Expo 2025
17 - 19 settembre
Ferrara (Italia)
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OTTOBRE 2025
Traffic Show 2025
8 - 9 ottobre
Bologna (Italia)
traffic.show
NOVEMBRE 2025
Ecomondo 2025
4 - 7 novembre
Rimini (Italia
ecomondo.com
leStrade
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INFRASTRUTTURE&MOBILITÀ
Intertraffic Mexico 2025
17 - 19 giugno
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Bologna (Italia)
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25 - 27 settembre
Piacenza (Italia)
gisexpo.it
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23 - 25 ottobre
Bari (Italia)
saiebari.it
Expo Ferroviaria
30 sett. - 2 ott.
Rho Fiera (Italia)
expoferroviaria.com
E-Charghe 2025
8 - 9 ottobre
Bologna (Italia)
e-charge.show
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29 - 31 ottobre
Bari (Italia)
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E-Charge è l’unica fiera e conferenza
in Europa dedicata esclusivamente
all’intero settore e alla filiera delle
colonnine e delle stazioni di ricarica,
alle tecnologie, alle infrastrutture, ai
componenti, alle soluzioni di sistema
e ai servizi per i veicoli elettrici.
E-Charge 2025 si svolgerà in contemporanea
a Traffic 2025 e E-Bus
Europe 2025 - le manifestazioni leader
dedicate rispettivamente a gestione
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sicurezza, città, territorio, trasporti e
mobilità smart, e alla filiera degli autobus
elettrici - e con Fleet Manager
Academy 2025 e Fortronic 2025 -
dedicate al fleet management e al
power electronics.
Cinque eventi sinergici che rappresentano
- con una visione innovativa
e specifica dei settori - temi, contenuti
ed eccellenze di mercati in forte
crescita sia a livello nazionale sia
internazionale, in Europa e nell’area
del Mediterraneo.
n SMA Road Safety. Un progetto mirato
a ridurre la sinistrosità urbana attraverso
l’integrazione di dispositivi certificati e sistemi
digitali di allerta e controllo.
n Un Seminario promosso dall’Ordine
degli Ingegneri della Provincia di Torino,con
il patrocinio di Consorzio Fabre, di ISI -
Ingegneria Sismica Italiana, di Ance Torino,
e con la partnership tecnica del Gruppo
G&P intech. E «leStrade» media partner.
n Tecne (Gruppo Aspi): “L’infrastruttura tra
paesaggio e impegno per la sostenibilità”.
Convegni, Corsi, Eventi 2025
30 6/2025 leStrade
Soluzioni
SMA Road Safety per la mobilità
sicura a Santiago de Cali
Soluzioni EN 1317 e monitoraggio in tempo reale. Un progetto
mirato a ridurre la sinistrosità urbana attraverso l’integrazione
di dispositivi certificati e sistemi digitali di allerta e controllo
Carlo Dossi
Santiago de Cali, una delle metropoli più trafficate
della Colombia, compie un importante
passo avanti nel campo della sicurezza stradale
grazie all’intervento congiunto della società
italiana SMA Road Safety e del partner locale
Insevial. Il progetto, promosso dal comune di
Santiago de Cali e dal Segretariato distrettuale
della Mobilità, ha interessato diverse arterie
critiche della città, tra cui l’Autopista Sur Oriental
con Carrera 56, l’Autopista Sur con Carrera
70, e intersezioni strategiche come Calle 25 con
Carrera 100 e Calle 48 con Carrera 103.
L’intervento si inserisce in un contesto urbano
ad alta densità veicolare e con un’elevata incidenza
di incidenti stradali in punti d’accesso e
intersezione. Anche se in Colombia non sono
ancora disponibili statistiche specifiche sugli impatti
contro ostacoli fissi in ambito urbano, l’analisi
di casi europei può offrire un quadro indicativo
della gravità di questi eventi. In Italia,
ad esempio, secondo i dati ISTAT 2024, nel solo
2023 sono stati registrati 103 decessi a causa
di urti contro ostacoli fissi in ambito urbano.
Un numero apparentemente contenuto, ma che
rappresenta il 50% di tutti i decessi per questa
tipologia di incidente su scala nazionale, a dimostrazione
della frequenza e della pericolosità
di tali eventi nei centri abitati.
Quattro attenuatori d’urto
e dodici terminali SMA
Il Segretariato della Mobilità ha previsto l’installazione
di quattro attenuatori d’urto e dodici terminali
SMA. La scelta delle posizioni ha riguardato
aree ad elevato rischio, con biforcazioni, carreggiate
divergenti e presenza di manovre improvvise
o pericolose. Come dichiarato dalle autorità
cittadine, questi interventi rientrano in un piano di
recupero urbano finalizzato a ridurre la sinistrosità
e aumentare la sicurezza per tutti i conducenti.
«L’obiettivo di questi dispositivi è ridurre la gravità
di un incidente in caso di impatto, permet-
tendo al conducente di salvare la propria vita»,
ha spiegato Carlos Enrique Panesso, coordinatore
del Segretariato della Mobilità di Cali, «grazie
alla loro robustezza e resistenza».
I modelli installati
Tra i modelli installati figurano: Leonidas 80P; Leonidas
80 Semi Wide; il terminale Ermes T2 e il sistema
di monitoraggio Geronimo. I dispositivi sono
stati selezionati per l’elevata efficienza in ambito urbano,
la rapidità di installazione e la capacità di adattarsi
a differenti tipologie di supporto: fondazioni in
cemento, ancoraggi su asfalto e terra compattata.
Il dispositivo Leonidas, interamente in acciaio,
certificato CE e preassemblato, è tra i più compatti
e performanti disponibili sul mercato (livelli
ASI B, Z1, D1). Le sue versioni standard, wide
e semi-wide lo rendono adatto anche a contesti
urbani complessi con spazi ridotti.
Per la protezione delle estremità delle barriere è
stato scelto Ermes, terminale autoportante, interamente
in acciaio e riparabile. È omologato sia
come attenuatore d’urto (CE) sia come terminale
secondo la TS/CEN 1317-7. Non è attraversabile
(“non-gating”), può essere installato su qualsiasi
superficie (asfalto, calcestruzzo, rilevati o terra) e
può connettersi a barriere in acciaio, legno o calcestruzzo,
temporanee o permanenti.
Elemento innovativo è l’integrazione del sistema
Geronimo, una soluzione intelligente di monitoraggio
dotata di videocamera, sensori d’urto e,
opzionalmente, alimentazione autonoma tramite
pannello fotovoltaico. In caso di collisione, il
sistema invia in tempo reale un allarme al centro
di controllo, registra le immagini dell’impatto,
identifica la targa del veicolo anche in condizioni
notturne e raccoglie dati tecnici sull’urto.
Le informazioni vengono poi trasmesse al por-
English Version
SMA Road Safety for Safer Mobility
in Santiago de Cali
EN 1317 Solutions and Real-Time Monitoring.
A project aimed at reducing urban accident rates
through the integration of certified safety devices
and digital alert and control systems
Santiago de Cali, one of the busiest metropolitan areas in
Colombia, has taken a significant step forward in road safety
thanks to the joint efforts of the Italian company SMA
Road Safety and local partner Insevial. The project, promoted
by the Municipality of Santiago de Cali and the District
Secretariat of Mobility, targeted several critical roadways,
including Autopista Sur
Oriental with Carrera 56, Autopista
Sur with Carrera 70, and key intersections such as Calle
25 with Carrera 100 and Calle 48 with Carrera 103.
This initiative addresses a dense urban context characterized
by high traffic volumes and frequent accidents, particularly
at entry points and intersections. Although Colombia
currently lacks detailed statistics on urban collisions
involving fixed obstacles, European data can offer insight
into the severity of such incidents. In Italy, for example,
ISTAT 2024 reported 103 fatalities in 2023 due to crashes
against fixed obstacles in urban settings—an apparently
small number, yet accounting for 50% of all such fatalities
nationwide, highlighting the frequency and danger of
these events in cities.
Four crash cushions and twelve end terminals
The Mobility Secretariat planned the installation of four
crash cushions and twelve end terminals, all supplied by
SMA. The chosen locations are high-risk areas featuring
forks, diverging lanes, and hazardous maneuvers. According
to city officials, these installations are part of an urban
renewal plan aimed at reducing accident rates and increasing
safety for all drivers.
«The purpose of these devices is to lessen the severity of
a crash upon impact, allowing drivers to survive», explained
Carlos Enrique Panesso, Coordinator at the Cali Mobility
Secretariat. «This is made possible thanks to their
strength and durability».
The installed devices
Among the installed devices are: Leonidas
80P, Leonidas 80 Semi Wide, the Ermes T2 end terminal,
and the Geronimo monitoring system. These models
were selected for their high efficiency in urban environments,
quick installation, and adaptability to different
anchoring types: concrete foundations, asphalt, and
compacted soil. Leonidas is a fully steel, CE-certified,
pre-assembled crash cushion. It is one of the most compact
and high-performing systems on the market (ASI B,
Z1, D1 levels). Its standard, wide, and semi-wide configurations
make it suitable even for complex urban settings
with limited space.
To protect barrier extremities, the Ermes terminal was
selected—a self-supporting, fully steel, repairable solu-
Infrastrutture&Mobilità
32 6/2025 leStrade
leStrade 6/2025 33
tale SMA, per consentire un’analisi dettagliata e
una gestione più efficiente della manutenzione.
Sistemi per salvare vite
«Questi sistemi non servono a fare multe, ma a
salvare vite», ha sottolineato Julián Roldán, Direttore
di Insevial. «Rilevano in tempo reale un
impatto e permettono un intervento tempestivo.
Non dobbiamo pensare a sanzioni: l’unico obiettivo
è la sicurezza».
La combinazione tra protezione passiva e monitoraggio
attivo è stata ulteriormente rafforzata
grazie all’uso dell’app SMArt, che guida l’installazione
dei dispositivi tramite tecnologia NFC e
permette di costruire un inventario digitale aggiornato
delle dotazioni installate.
Le installazioni sono state calibrate in funzione
delle caratteristiche stradali: ancoraggi in cemento
per due attenuatori Leonidas, in asfalto
per altri due modelli Leonidas e un terminale
Ermes, in terra con pali per altri due termina-
English Version
tion. It is certified both as a crash cushion (CE) and as a
terminal per TS/CEN 1317-7. It is non-gating, can be installed
on any surface (asphalt, concrete, embankments,
or soil), and can connect with steel, wood, or concrete
barriers, both temporary and permanent.
A key innovation is the integration of the Geronimo system
- a smart monitoring solution equipped with a camera,
impact sensors, and optionally, a solar-powered supply.
In the event of a crash, the system sends a real-time alert
to the control center, records footage of the impact, identifies
the vehicle’s license plate even at night, and gathers
technical data about the collision.
This information is transmitted to SMA’s digital portal for
in-depth analysis and more efficient maintenance planning.
Systems to save lives
«These systems are not for issuing fines, but for saving
lives», emphasized Julián Roldán, Director of Insevial.
«They detect an impact in real time and allow for immediate
response. It’s not about sanctions—our only goal
is safety».
The combination of passive protection and active monitoring
was further enhanced by the use of the SMArt
app, which guides the installation of devices via NFC
technology and helps build a constantly updated digital
inventory.
Installations were adapted to road characteristics: concrete
anchoring for two Leonidas cushions, asphalt for
two other Leonidas models and one Ermes end terminal,
soil and posts for two additional Ermes end terminals.
The four Geronimo units were mounted on concrete bases.
The project also included transitions to semi-rigid
barriers and New Jersey-type systems.
This operation was made possible through the synergy
between SMA and Colombian partner Insevial, which
oversaw on-site operations, ensuring compliance with
local technical standards and municipal requirements.
«Bringing our certified technologies to a dynamic urban
environment like Santiago de Cali means contributing
to a paradigm shift in road safety», said Roberto Impero,
CEO of SMA Road Safety. «Collaboration with competent
local partners and forward-thinking institutions
enables us to create tangible, replicable solutions that
save lives».
According to the District Secretariat of Mobility, the pre-
Infrastrutture&Mobilità
34 6/2025 leStrade
leStrade 6/2025 35
li Ermes; i quattro sistemi Geronimo sono stati
installati su basamenti in calcestruzzo. A completamento,
sono state realizzate transizioni a
barriere semi-rigide e a sistemi tipo New Jersey.
L’operazione è stata possibile grazie alla sinergia
tra SMA e il partner colombiano Insevial, che ha
seguito le attività operative sul territorio, garantendo
il rispetto dei requisiti tecnici locali e delle
esigenze dell’amministrazione.
«Portare le nostre tecnologie certificate in un
contesto urbano dinamico come quello di Santiago
de Cali significa contribuire a un cambio di
paradigma sulla sicurezza stradale. La collaborazione
con partner locali competenti e istituzioni
lungimiranti ci permette di costruire soluzioni
concrete, replicabili, e capaci di salvare vite»,
ha dichiarato Roberto Impero, CEO di SMA Road
Safety.
Secondo il Segretariato distrettuale per la mobilità
del Comune di Santiago de Cali, la presenza
di videocamere sugli attenuatori consentirà, oltre
all’intervento tempestivo, anche l’identificazione
dei veicoli coinvolti per facilitare le procedure
assicurative di risarcimento. Questo duplice
ruolo – sicurezza e trasparenza – si inserisce in
una strategia di lungo periodo volta alla modernizzazione
delle infrastrutture urbane.
L’esperienza di Santiago de Cali dimostra come
la sicurezza dei conducenti in ambito urbano
sia oggi una priorità condivisa a livello globale.
La Colombia, in questo contesto, si distingue
per capacità di visione e attuazione, integrando
dispositivi certificati secondo gli standard europei,
tecnologie digitali e cooperazione internazionale
tra enti pubblici e operatori specializzati.
Un modello che può rappresentare un
riferimento concreto per altre città latinoamericane
ma anche per contesti urbani internazionali
impegnati nella modernizzazione della
rete viaria. nn
SAFE BUILDING
SICUREZZA E FRUIBILITÀ NEL LUNGO PERIODO
DELLE OPERE INFRASTRUTTURALI
English Version
sence of cameras on the crash cushions will not only ensure
rapid intervention but also facilitate identification
of vehicles involved in accidents, aiding insurance and
compensation procedures. This dual function - safety and
transparency - aligns with a long-term strategy for modernizing
urban infrastructure.
The experience in Santiago de Cali shows that protecting
urban drivers has become a global priority. Colombia
stands out for its vision and implementation capacity, integrating
EU-certified devices, digital technologies, and
international cooperation between public authorities and
specialized operators. A model that could serve as a concrete
reference for other Latin American cities, as well as
for global urban centers committed to modernizing their
road networks.
Consolidamento e riqualificazione di ponti,
viadotti, gallerie e strade
Il gruppo G&P intech vanta una storia unica
e riconosciuta nel panorama nazionale
delle tecnologie antisismiche e di ristrutturazione
per la ricostruzione post eventi calamitosi
e per la prevenzione del costruito esistente.
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36 6/2025 leStrade
Iniziative
L’alimento della vera formazione
Un Seminario per professionisti, tecnici, funzionari enti pubblici, gestori stradali e autostradali,
imprese di costruzioni, promosso dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Torino,
con il patrocinio di Consorzio Fabre, di ISI - Ingegneria Sismica Italiana, di Ance Torino,
e con la partnership tecnica del Gruppo G&P intech. E «leStrade» media partner
La presenza di relatori realmente qualificati, con
tutte le più apprezzabili conseguenze: riflessioni
trasmesse con limpidezza; attenzione partecipata
degli oltre 150 professionisti presenti al
Seminario, e cinque ore di formazione, avviatesi
dopo i saluti istituzionali del presidente dell’Ordine
degli Ingegneri della Provincia di Torino, il
professore ingegnere Giuseppe Ferro. Cinque ore
animate dalla capacità di “disciplinare” un tema
vastissimo: la riqualificazione del patrimonio infrastrutturale
e delle grandi opere in calcestruzzo
armato, con particolare riferimento a ponti,
viadotti e gallerie.
Il tema del Seminario
“Approcci innovativi per la riqualificazione funzionale
delle opere infrastrutturali. Progetto, in-
tervento, gestione e controllo, manutenzione”.
Questo il titolo del Seminario in presenza (di cui
«leStrade» è stata media partner e che il sottoscritto
ha avuto piacere di moderare), che ha
erogato crediti formativi professionali per gli
iscritti all’Albo degli Ingegneri, e che si è tenuto,
lo scorso 8 maggio, negli spazi dell’Aula 1B del
Politecnico di Torino.
Promosso dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia
di Torino, col patrocinio di Consorzio Fabre,
di ISI - Ingegneria Sismica Italiana, di Ance
Torino e con la partnership tecnica del Gruppo
G&P Intech e di Hirun International, all’incontro
va riconosciuto il timbro di iniziativa di approfondimento
lodevole, perché si è occupato, contemplando
gli approcci più innovativi al tema, di
una materia di stringente attualità qual è, per
Fabrizio Parati
Il presidente dell’Ordine
degli Ingegneri della Provincia
di Torino, il prof. ing. Giuseppe
Ferro.
Qui a lato, il prof. ing.
Giuseppe Marano,
del Dipartimento di Ingegneria
Strutturale, Edile e Geotecnica
(DISEG) del Politecnico
di Torino.
A destra, il prof. Ing.
Carlo Pellegrino,
Prorettore all’Edilizia
e ordinario di Tecnica
delle Costruzioni Università
degli studi di Padova –
e membro dell’Assemblea
e del Consiglio Scientifico
del Consorzio Fabre.
l’appunto, quella della riqualificazione funzionale
delle opere infrastrutturali. Come ha evidenziato
l’ing. Giorgio Giacomin, amministratore delegato
e direttore tecnico di G&P Intech: «Mi piace
sottolineare, in particolare, il taglio normativo,
tecnico ed operativo delle relazioni presentate di
alto profilo e di innovazione tra monitoraggio dinamico
intelligente, soluzioni progettuali e tecniche
di cantiere volte a garantire sicurezza, durabilità
e sostenibilità delle opere».
C’è da fare
Come tutti ben sapete, c’è da fare. E c’è da fare
ora. Qualche rapida considerazione associata a
scarni dati (credo ben noti): il “Conto Nazionale
delle infrastrutture e dei Trasporti”, redatto dal
MIT per gli anni 2022 e 2023, attesta che sul 4%
(circa) dell’intera rete infrastrutturale viaria italiana,
cioè quella rappresentata dalle autostrade
in concessione e dalle Strade Statali Anas,
abbiamo 21.072 ponti e viadotti, 2.179 gallerie
e ben 6.320 cavalcavia. Poi c’è tutto il resto. E
tutto il resto non è poco (circa 61mila ponti, ad
esempio, di cui circa 19mila con alti rischi strutturali),
anche perché, a causa della complessa,
piuttosto irregolare orografia italiana e alla presenza
di numerosi corsi d’acqua (l’orografia ita-
Infrastrutture&Mobilità
38 6/2025 leStrade
leStrade 6/2025 39
liana è costituita da un 23% di pianura, 2,4%
acqua, 33,2% di montagna, 41,6% collina), il
nostro patrimonio di ponti e viadotti stradali è
rilevante. Oltre al numero sostenuto c’è il guaio
dell’età. Molte strutture sono quasi mie coetanee
(“più o meno splendide cinquantenni”). E ciò
non va bene. La loro obsolescenza, il degrado dei
materiali, le conseguenze, a volte, di lacune costruttive
e le condizioni ambientali hanno causato
la perdita di prestazione. E poi c’è una continua
crescita dei volumi di traffico e i rischi legati
a fenomeni e calamita naturali, come ci ha dolentemente
mostrato, purtroppo, anche la cronaca
più recente. Allo stesso modo, il ripristino di
molte gallerie assume una rilevanza decisamente
non trascurabile. C’è da fare, dunque. E il Seminario
di Torino ci ha fatto capire meglio COME
fare: grazie alle considerazioni degli accreditati
relatori si è avuto un prezioso frammento di una
sorta di diario di bordo tecnico/culturale per navigare
nel mare magnum della riqualificazione
funzionale delle opere infrastrutturali.
L’obiettivo del Seminario è stato compiutamente
centrato: fornire aggiornamenti e approfondimenti
tecnico-scientifici sui metodi di valutazione,
di progettazione e di intervento indirizzati
a incrementare la sicurezza strutturale e la durabilità
del patrimonio infrastrutturale esistente.
Nel pomeriggio torinese si sono affrontati temi
fondamentali:
• mitigazione del rischio sismico e strutturale attraverso
approcci prestazionali;
• monitoraggio, manutenzione predittiva e gestione
intelligente delle infrastrutture da parte
degli enti e dei gestori stradali e autostradali;
• sistemi innovativi e sostenibili di rinforzo strutturale,
isolamento sismico, pavimentazioni carrabili
sottili, protezione catodica delle barre di
armatura volti a garantire efficienza e affidabilità
nel lungo termine;
• sono stati presentati casi studio e interventi
reali condotti in ambiti diversificati, illustrando
soluzioni progettuali e tecniche di consolidamento,
rinforzo e controllo attivo delle strutture,
coerenti con gli obiettivi di riqualificazione,
sostenibilità, resilienza e digitalizzazione del
comparto infrastrutturale.
Una sintesi degli interventi
Ad aprire il Seminario è stata la riflessione del
professore ingegnere Giuseppe Marano, del Dipartimento
di Ingegneria Strutturale, Edile e
Geotecnica (DISEG) del Politecnico di Torino, e
responsabile del team di ricerca (ArtIStE) sull’Intelligenza
Artificiale nell’ingegneria strutturale
(Artificial Intelligence in Structural Engineering),
che ha sede presso il DISEG, e che, tra
l’altro, è promotore della Conferenza internazio-
nale sull’Intelligenza Artificiale nell’ingegneria
strutturale, che si terrà dal 14 al 17 settembre
2025, al Castello del Valentino, proprio a Torino.
Il professor Marano, anche membro del SISCON
(Safety for InfraStructures and Constructions),
cioè il centro interdipartimentale del Politecnico
di Torino per la ricerca applicata sulle infrastrutture
(Il SISCON è un laboratorio focalizzato sulla
sicurezza delle infrastrutture civili, nuove ed
esistenti), ha parlato di “Sistemi di monitoraggio
dinamico tradizionali e intelligenti: prospettive
attuali e future delle infrastrutture esistenti”.
In alto, l’ing. Martino Gatti,
head of Technical Department
dell’azienda Rocksoil S.p.A.
Sopra, l’ing. Giuseppe
Pasqualato, direttore tecnico
di Sina – Gruppo Astm.
In alto, l’ing. Andrea
Mardegan, di A/M Ingegneria.
Sopra, l’ing. Fabrizio Tomaro,
dell’Ufficio Tecnico
di G&P intech.
Il secondo contributo è stato affidato alle considerazioni
del professore ingegnere Carlo Pellegrino,
Prorettore all’Edilizia e Ordinario di Tecnica
delle Costruzioni Università degli studi di Padova
– e membro dell’Assemblea e del Consiglio Scientifico
del Consorzio Fabre. Il titolo dell’intervento:
“Le ispezioni speciali sui ponti esistenti nell’ambito
delle Linee Guida del Ministero delle Infrastrutture
e dei trasporti”. Le Linee Guida del MIT
definiscono elementi critici quelli particolarmente
soggetti ai fenomeni di degrado e i cui eventuali
malfunzionamenti possono incidere significativamente
sul comportamento strutturale globale
del ponte. Tra questi si sono analizzati – nell’intervento
del prof. Pellegrino - i ponti in cemento
armato precompresso con cavi post-tesi, che
possono presentare problematiche importanti legate
alla corrosione interna dei trefoli e alla perdita
della capacità resistente dei cavi, e le selle
Gerber, elementi notoriamente delicati per il
comportamento fragile e le difficoltà di ispezione.
Per tali elementi critici, ai sensi delle Linee
Guida, devono essere svolte ispezioni speciali. Il
professor Pellegrino ha dunque presentato alcuni
casi studio relativi a ponti con cavi post-tesi e
con selle Gerber illustrando la strategia per l’esecuzione
delle ispezioni speciali».
“Ripristino e rinforzo strutturale di gallerie esistenti:
metodi e materiali innovativi”: il titolo
della relazione proposta dall’ingegnere Martino
Gatti, Head of Technical Department dell’azienda
Rocksoil S.p.A.
La riflessione dell’ing. Gatti è partita da un breve
inquadramento del patrimonio delle infrastrutture
in sotterraneo in Italia, per poi proseguire
con un inquadramento normativo sulle attività di
ispezione e controlli di manutenzione delle galle-
rie (riferimento circolari Ministeriali). Gatti ha anche
parlato di tipologie di indagini e prove specifiche
di approfondimento in funzione dei difetti
rilevati, di classificazione dei difetti ed interventi
tipologici di ripristino e/o rinforzo, di criteri di dimensionamento
e verifica sul rinforzo strutturale
mediante prodotti specifici (materiali compo-
Infrastrutture&Mobilità
40 6/2025 leStrade
leStrade 6/2025 41
siti, ad alta resistenza, ecc.). A conclusione della
presentazione alcuni casi di studio per focalizzare
le attività di indagine e di interventi da adottare.
Sfumato il sospirato coffe break per mere ragioni
di tempo (“riscattato” da un aperitivo a fine Seminario
che ha ospitato i partecipanti nella nuova
sede dell’Ordine degli Ingegneri di Torino), è
stata la volta dell’ingegnere Giuseppe Pasqualato,
direttore tecnico di Sina – Gruppo Astm. “Interventi
di manutenzione di viadotti autostradali:
dal BMS agli interventi”: l’ing. Pasqualato ha
illustrato le origini del Bridge Management System
(BMS), che, come noto, è nato negli Stati
Uniti, alla fine degli anni Ottanta, per gestire e
monitorare le opere d’arte della rete nazionale.
A seguire, ha fatto apprezzare le pregiate funzionalità
dell’Applicativo BMS di Sina e ha presentato
casi di studio: sono stati descritti diversi
scenari di intervento in base alla morfologia del
terreno e alla gestione del traffico.
Questo e altro nel pregevole intervento dell’ing.
Pasqualato, a cui è succeduto quello dell’ing.
Andrea Mardegan, di A/M Ingegneria (studio di
ingegneria con sede a Treviso). “Appoggi e sistemi
di isolamento sismico nella riqualificazione
strutturale di ponti e viadotti”: l’intervento
dell’ing. Mardegan ha analizzato l’impiego di appoggi
strutturali e di sistemi di isolamento sismico
nella riqualificazione di ponti e viadotti,
con una particolare attenzione orientata su criteri
di scelta, vantaggi funzionali e implicazioni
progettuali. Sono stati presentati casi studio con
diverse tipologie di dispositivi – elastomerici e a
pendolo – evidenziando le strategie adottate per
l’adeguamento sismico, l’ottimizzazione degli interventi
e la gestione delle fasi esecutive su infrastrutture
in esercizio.
Sesta e conclusiva voce a suggellare un pomeriggio
di preziosa formazione: quella dell’ingegnere
Fabrizio Tomaro, dell’Ufficio Tecnico di G&P intech.
“Tecnologie per la riqualificazione funzionale
e strutturale di ponti, viadotti e gallerie ai fini della
loro durabilità e sostenibilità”. Le considerazione
dell’ing. Tomaro si sono concentrate sulle tecnologie
che l’azienda veneta G&P Intech offre ai
professionisti, ai tecnici, agli Enti gestori ed alle
imprese di costruzioni per la riqualificazione funzionale
e strutturale di ponti, viadotti e gallerie al
fine di garantire la durabilità e sostenibilità delle
opere d’arte. In particolare, sono stati presentati
case study applicativi realizzati nei vari ambiti
in cui l’azienda opera, partendo dalle tecniche
di consolidamento di ponti e viadotti con l’impiego
di sistemi compositi, passando all’impermeabilizzazione
di pavimentazioni carrabili mediante
tecnologia Matacryl, all’isolamento e alla dissipazione
sismica e per finire al tema della protezione
catodica delle barre di armatura.
Conclusioni
Siamo in un tempo assetato di soluzioni e con i
mezzi necessari per adottarle, ma con un limite,
forse: non sempre le conosciamo adeguatamente.
Nel pomeriggio del Seminario torinese abbiamo
avuto il privilegio di poter apprezzare il reale
valore di alcune innovative soluzioni orientate
a salvaguardare l’incolumità pubblica. Per plurime
ragioni, quelle soluzioni vanno divulgate: per
la sicurezza e lo sviluppo economico del territorio
nazionale, certamente, ma anche per la loro
portata sociale. E Torino è stata un’opportunità
eccellente di divulgazione. nn
Scenari
Intelligenza Artificiale e competenze
nel settore delle Infrastrutture
L’evoluzione tecnologica come fattore determinante nella
ridefinizione dei profili professionali: implicazioni e competenze
Negli ultimi anni, il settore delle costruzioni e delle
infrastrutture ha accelerato l’adozione di tecnologie
digitali e soluzioni di Intelligenza Artificiale
(AI), spinto dalla crescente domanda di nuove
opere, dalla scarsità di manodopera qualificata e
dalla necessità di trasparenza e integrazione dei
dati nei processi. L’AI sta trasformando la gestione
delle infrastrutture in un processo data-driven,
rivelandosi sempre più strategica e contribuendo
a migliorare l’efficienza, la sicurezza e la
sostenibilità del cantiere. Infatti, attività come
la pianificazione, la gestione e la manutenzione
stanno beneficiando in modo tangibile di queste
innovazioni, che apportano valore lungo l’intera
filiera progettuale e operativa.
In questo scenario di profonda trasformazione
digitale, le competenze tecniche richieste ai professionisti
del settore stanno evolvendo con rapidità.
In particolare, gli ambiti di applicazione che
stanno evolvendo più rapidamente sono:
• progettazione: l’AI supporta i progettisti nella
generazione di soluzioni basate su parametri
predefiniti, ottimizzando costi e tempi. Gli
strumenti, integrati con realtà aumentata e virtuale,
consentono la simulazione immersiva dei
progetti edilizi. Questo implica che figure come
lo Strutturista e il BIM Engineer devono possedere
competenze nella lettura e validazione
dei dati, oltre a conoscenze statistiche e basi
di data science per valutare i risultati di simulazioni
automatiche;
• approvvigionamento materiali: l’implementazione
delle nuove tecnologie è particolarmente
rilevante sull’analisi dei dati per prevedere
carenze, ottimizzare l’inventario e
rendere più efficiente l’approvvigionamento,
riducendo sprechi e ritardi. Figure come il
Procurement Manager, quindi, devono saper
interpretare i dati, usare strumenti predittivi,
software di gestione e gestire flussi digitali
di fornitura;
• gestione progetto: grazie all’AI è possibile analizzare
dati storici, requisiti progettuali e fatto-
ri esterni per ottimizzare la pianificazione, allocare
risorse in modo efficiente, ridurre ritardi
e identificare rischi. Il Project Manager è chiamato
ad ampliare le proprie competenze, integrando
l’utilizzo di sistemi di scheduling automatizzato
e software di business intelligence
per gestire al meglio il budget ed evitare ritardi
nel SAL;
• analisi predittiva dei rischi: lo sviluppo dell’AI
permette di analizzare i dati storici sulla sicurezza
per prevedere potenziali pericoli e incidenti
nei cantieri. Ciò consente di adottare
misure proattive per mitigare
i rischi e migliorare
la sicurezza a beneficio
dei lavoratori impiegati,
apportando un notevole
vantaggio ed efficacia al
lavoro del CSE (Coordinatore
sicurezza esecutiva),
che deve quindi saper
utilizzare dashboard
e software AI per la sicurezza;
• manutenzione predittiva:
l’AI supporta la manutenzione
predittiva degli
edifici, anticipando le
esigenze di intervento, ottimizzando i consumi
energetici e offrendo una diagnosi continua
delle prestazioni nel tempo. Figure come il Facility
Manager devono quindi possedere conoscenze
in analisi dei dati e capacità di interpretare
report predittivi.
La trasformazione digitale nel settore delle costruzioni
non riguarda solo l’adozione di nuove
tecnologie, ma implica un cambiamento profondo
che coinvolge persone, processi e competenze.
Le aziende che sapranno anticipare queste
evoluzioni, investendo in formazione mirata e
adottando strategie di selezione orientate al futuro,
potranno costruire un vantaggio competitivo
solido e sostenibile nel tempo. nn
Federica Cavagliano
Senior Manager di Hunters
Group
Infrastrutture&Mobilità
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Iniziative
Tecne (Gruppo Aspi): “L’infrastruttura tra
paesaggio e impegno per la sostenibilità”
Un appuntamento che ha visto la partecipazione del gotha dell’architettura europea per
studiare le best practice e le Nature Based Solutions. Tra le iniziative illustrate, i “Prati armati”
impiegati da Tecne per contrastare il dissesto geologico sul tratto appenninico della A1
Dalle infrastrutture autostradali un rinnovato equilibrio
paesaggistico e naturale. «Le autostrade sono
elementi generatori di paesaggio, a scala territoriale»,
dice Enrico Francesconi, Technical Leader Architecture
& Landscape ed Engineering Coordinator
in Tecne S.p.A., società ingegneristica del Gruppo
Autostrade per l’Italia. Il paesaggio, dunque, come
somma di natura e opera umana.
Tecne ha organizzato quattro incontri di formazione,
intitolati “Infrastrutture lineari e paesaggio”, per
far incontrare ai propri dipendenti addetti ai lavori
Infrastrutture&Mobilità
di varie aziende del settore, oltre a stilare un bilancio
sul tema su quanto fatto negli ultimi vent’anni
dal Gruppo Aspi. Francesconi è intervenuto durante
il secondo di questi eventi, organizzato in collaborazione
con Arketipos (organizzatrice annuale del
Landscape Festival), teso a illustrare le best practice
italiane ed europee. Un appuntamento che ha visto
la partecipazione del gotha dell’architettura europea
più innovativa, da Snøhetta allo studio Land ad A²studio
engineering fino a Herbert Dreiseitl.
In linea con la mission del Gruppo la funzione del-
A cura di Tecne S.p.A.
le autostrade, ha aggiunto Franceschini, è quella di
«supportare i territori che attraversano, verso uno
sviluppo che risponda alle necessità del presente,
senza compromettere la capacità delle generazioni
future di soddisfare le proprie esigenze: come dice
il rapporto Brundtland per la World Commission on
Environment and Development del 1987.
Il progetto del paesaggio autostradale deve rispondere
non solo a una richiesta di bellezza, ma anche
garantire la sostenibilità preservando e accrescendo
il capitale naturale». Ciò che Autostrade per l’Italia
ha fatto con un progetto completato lo scorso
maggio: la messa in sicurezza del movimento franoso,
nel Comune di Castiglione dei Pepoli, lungo il
tratto appenninico dell’A1 tra Sasso Marconi e Barberino
di Mugello.
L’intervento nel Comune
di Castiglione dei Pepoli
Un intervento strategico, parte del più ampio programma
Prevam Emilia-Romagna - opere a beneficio
del territorio nell’ambito della realizzazione della
Variante di Valico - che unisce ingegneria e natura
per contrastare l’instabilità geologica garantendo la
riapertura in sicurezza della viabilità locale.
L’area è storicamente interessata da continui movimenti
del terreno, e la soluzione scelta da Tecne
è stata quella di sfruttare il contributo dell’azienda
Prati Armati: un intervento di ingegneria naturalistica
che impiega l’inerbimento diffuso delle scarpate
con piante erbacee perenni a radicazione profonda
e resistente, in grado di stabilizzare il terreno anche
su litotipi sterili e in condizioni climatiche complesse.
Nature Based Solution
Si tratta a tutti gli effetti di una Nature Based Solution,
richiamata durante l’incontro. Cioè di uno strumento
che la Commissione Europea definisce «utile
a perseguire obiettivi quali l’incremento della sostenibilità
dei sistemi urbani, il recupero degli ecosistemi
degradati, l’attuazione di interventi adattivi e di
mitigazione rispetto ai cambiamenti climatici e il miglioramento
della gestione del rischio e l’implementazione
della resilienza».
Negli ultimi anni il Gruppo Aspi ha analizzato a 360
gradi l’impatto ambientale delle opere autostradali,
impegnandosi inoltre nel mantenimento dell’equilibrio
ecosistemico attraverso un piano di “ripopolamento
verde” nelle aree limitrofe al sedime autostradale.
nn
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Eventi
Metro Bucarest Linea 6 Lotto 1.2: stazione
Tokyo - Stazione Aeroporto Henri - Coanda
Bucarest si arricchisce di una nuova linea metropolitana: la linea metropolitana 6 che fornirà
una soluzione efficiente e sicura per gli spostamenti da e per l’aeroporto, contribuendo in modo
significativo a ridurre la congestione del traffico, gli incidenti stradali e l’inquinamento
La linea metropolitana M6 (1 MAI station – Otopeni
airport station) è una nuova linea metropolitana
del sistema di trasporto pubblico di Bucarest
che consentirà un collegamento diretto tra
il centro città e l’aeroporto internazionale Henri
– Coanda.
L’intera linea attraversa e serve le seguenti principali
aree:
• 1 MAI area;
• centro espositivo internazionale – Romexpo;
• Baneasa railway station and Baneasa airport
area;
• aree residenziali, commerciali e d’affari lungo
la DN1 (Strada Nazionale) tra Bucarest e Otopeni;
• la città di Otopeni;
• terminali di arrivo/partenza dell’Aeroporto Internazionale
Henri Coandă.
La linea si estende per 14,2 chilometri e include
12 stazioni interrate, consentendo il collegamento
tra l’aeroporto internazionale Henri - Coanda,
i distretti settentrionali della città e la linea metropolitana
esistente M4, che permette il collegamento
con i principali sistemi ferroviari nazionali
e internazionali.
L’intera linea si divide in due sezioni:
• Sezione Sud – Lotto 1.1: stazione 1 Mai (M4
esistente) – stazione Tokyo (inclusa);
• Sezione Nord – Lotto 1.2: stazione Tokyo
(esclusa) – stazione Otopeni Airport.
3TI Progetti, insieme a TPF Getinsa Euroestudios
SL, è il progettista del consorzio di imprese
Gülermak Ağir Sanayi Insaat Ve Taahhüt A.S. -
Somet SA nell’ambito del contratto di progettazione
ed esecuzione delle opere civili della linea
M6 Lotto 1.2 ed è incaricato dello sviluppo
del concept design, predisposizione della documentazione
tecnica per ottenere l’approvazione
per la costruzione, sviluppo del progetto
Infrastrutture&Mobilità
Giorgia Gunnella
3TI Senior Partner
& Director
of International Division
Giorgia Di Biagio
3TI Partner
& Associate Director
of International Division
Manuela Regna
3TI Partner
& Project Coordinator
of International Division
I lavori di costruzione hanno avuto inizio dalla Stazione di Bratianu (immagine sopra).
La linea M6 apre nuove prospettive per lo sviluppo urbano ed economico della regione.
tecnico e dettagli di costruzione così come assistenza
tecnica durante la costruzione e redazione
degli elaborati As-Built.
Metrorex S.A., beneficiario del progetto, ha
emesso l’ordine di inizio nell’ottobre 2023 segnando
l’avvio delle attività di progettazione.
Il Lotto 1.2 si estende per 7,6 chilometri e comprende:
• sei stazioni interrate realizzate con metodologia
top down: stazioni di Washington, Parigi, Bruxelles,
Otopeni, Ion I.C. Brătianu e Aeroporto
Otopeni;
• sei sezioni di tunnel “interstazioni” realizzate in
TBM: Tokyo - Washington, Washington - Paris,
Paris - Bruxelles, Bruxelles - Otopeni, Otopeni
- Ion I.C. Brătianu e Ion I.C. Brătianu – Aeroporto
Otopeni.
Il percorso del Lotto 1.2 Tokyo - Aeroporto di
Otopeni si estende su due unità amministrative
territoriali: il Settore 1 della Municipalità
di Bucarest e la municipalità di Otopeni. L’intero
percorso della metropolitana di questo
lotto si snoda lungo la DN1, strada nazionale
che connette il centro città con l’aeroporto di
Henri Coanda.
Con un tempo di completamento stimato in 48
mesi, si prevede che il progetto apporterà miglioramenti
significativi alla qualità della vita urbana
e faciliterà una transizione graduale verso
un’infrastruttura di trasporto moderna e integrata
confermando l’impegno per lo sviluppo sostenibile
della capitale.
I lavori di costruzione hanno avuto inizio dalla
Stazione di Bratianu e procedono con le altre
stazioni e intestazioni secondo il programma
lavori.
Le primissime attività di costruzione hanno coinvolto
la realizzazione dei diaframmi, pareti esterne
all’interno delle quali verrà realizzata la stazione
interrata e necessari per il contenimento
del terreno circostante, per poi procedere con le
attività di scavo.
Come enfatizzato da Metrorex «la linea M6 della
metropolitana non è solo un’estensione della
rete metropolitana, ma un simbolo del progresso
e del dinamismo di Bucarest, che apre nuove
prospettive per lo sviluppo urbano ed economico
della regione».
3TI è fiera di prendere parte ad un progetto
di tale rilevanza e importanza per il progresso
dell’infrastruttura di trasporto della città di Bucarest,
che gioca un ruolo strategico nello sviluppo
della capitale, consolidando la collaborazione
con Metrorex nell’ambito dei progetti metropolitani
rumeni. nn
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Collegamenti ferroviari
Vero nodo di interscambio
In occasione dell’iniziativa Porte Aperte di Federbeton abbiamo visitato il cantiere
MXP-AT RAILINK, che andrà a potenziare il traffico ferroviario dell’Aeroporto di Malpensa.
Focus sulla rapidità e sulla qualità esecutiva del calcestruzzo armato precompresso
MXP-AT RAILINK, il collegamento ferroviario realizzato
da Ferrovienord tra il Terminal 2 dell’aeroporto
intercontinentale di Milano Malpensa e
la linea RFI del Sempione è tra i lavori in corso
più strategici d’Italia. Abbiamo visitato il cantiere
nell’ambito di Porte Aperte, l’iniziativa organizzata
da Federbeton Confindustria, la federazione
che rappresenta la filiera del cemento e del calcestruzzo
per avvicinare le comunità ai materiali
Made in Italy alla base delle costruzioni.
Infrastrutture&Mobilità
La visita tecnica - molto interessante - è stata
possibile grazie alla collaborazione con CTE
(Collegio Tecnici per l’Edilizia), parte di Federbeton.
Siamo entrati in un cantiere dove sono
state largamente impiegate strutture in calcestruzzo
armato e in calcestruzzo armato precompresso,
in particolare per la realizzazione
di manufatti prefabbricati per gallerie artificiali,
trincee, muri di sostegno e fabbricati. A farci
da guida, Carlo Beltrami, progettista, membro
Daniela Stasi
Carlo Beltrami, membro
del consiglio direttivo
di CTE e progettista
di Lombardi Ingegneria.
I numeri del progetto
Il progetto esecutivo, redatto con modalità Bim, prevede
un tracciato ferroviario a doppio binario di 6.535
metri composto da:
• galleria naturale lunga 385 metri;
• galleria artificiale di 2.638 metri;
• trincee ferroviarie per una lunghezza complessiva
di 1.615 metri;
• quattro sottopassi;
• tre sovrappassi;
• sette uscite di sicurezza;
• fabbricati tecnologici;
• deviazioni provvisorie e definitive di viabilità interferenti
(SS336 Gallaratese SS33 del Sempione, SP68)
• demolizione parziale, ricostruzione e rinforzo della
zona terminale della stazione ferroviaria Terminal T2
Sea;
• opere idrauliche di smaltimento acque
del consiglio direttivo di CTE, direttore tecnico,
responsabile del settore “Ciclo di vita e monitoraggio
delle strutture” e responsabile studi
scientifici di Lombardi Ingegneria. Qui di seguito
i dettagli di cosa abbiamo visto e le peculiarità
dell’intervento.
Obiettivo: potenziare gli itinerari
Partiamo dalle fondamenta. Come detto, l‘opera
(stazione appaltante, Ferrovienord; appaltatore,
Ati Salcs e Valsecchi Armamento
Ferroviario) consiste nella realizzazione
del collegamento ferroviario tra il Terminal 2
dell’aeroporto di Malpensa e la linea RFI del
Sempione, per una lunghezza di circa 4,6 chilometri
di nuovo tracciato verso Gallarate, più
1,1 chilometri di raccordo verso Casorate Sempione.
Si tratta del completamento dell’accessibilità
ferroviaria da Nord a Malpensa, e fa
parte, in ambito UE, del cosiddetto “Global
Project” Malpensa T1-Malpensa T2-linea Sempione,
del quale è attivo il collegamento ferroviario
tra i terminal T1 e T2. Una volta terminato,
permetterà di potenziare gli itinerari
verso l’area di Milano: l’aeroporto diventerà
a tutti gli effetti un nodo di interscambio con
servizi ferroviari di breve e medio raggio ad
alta velocità e transfrontalieri. L’intervento è
composto dalle seguenti opere: galleria ferroviaria
di circa tre chilometri realizzata con galleria
naturale di circa 400 metri e galleria artificiale
di 2,6 chilometri anche sottopassante
l’area aeroportuale e la Superstrada Malpensa
2000 (SS336); trincee ferroviarie di circa
1,6 chilometri. Per quanto riguarda le strade,
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sono state effettuate la deviazione provvisoria
e la ricostruzione delle strade statali SS336
Gallaratese e SS33 del Sempione, della strada
provinciale SP68, e sono stati creati ponti
e sottopassi con funzione di cavalcavia, ecodotti,
sottopasso faunistico, sovrappassi. Da
segnalare, inoltre, anche la costruzione di fabbricati
tecnologici, uscite di sicurezza, oltre ai
lavori di demolizione, ricostruzione e rinforzo
della stazione ferroviaria Terminal T2. Le principali
complessità hanno riguardato il tratto di
ferrovia che attraversa, mediante una galleria
artificiale sottopassante, il sedime aeroportuale
e la pista dell’aeroporto e la SS336, e la
costruzione del nuovo bivio ferroviario con la
linea esistente del Sempione, dove l’interconnessione
lato Gallarate è realizzata con salto
di montone centrale che sottopassa la SS33 e
il binario pari RFI.
Artificiali e naturali
Tra le realizzazioni salienti risultano le gallerie
artificiali e le gallerie naturali. Quelle artificiali,
sotto il profilo strutturale, sono progettate
secondo due differenti tipologie costruttive:
Metodo Milano e Metodo Cut & Cover. A spiegarli
entrambi, Carlo Beltrami: «Il Metodo Milano
è una struttura scatolare caratterizzata
da travi prefabbricate in calcestruzzo armato
precompresso a doppio T o solettone in calcestruzzo
armato gettato in opera tra paratie di
pali trivellati di grande diametro. Le operazioni
di scavo vengono effettuate in seguito alla realizzazione
della paratia. Il Metodo Cut & Cover,
invece, è una struttura scatolare gettata
in opera composta da platea di fondazione
e piedritti in continuità e copertura costituita
da travi prefabbricate anch’esse in calcestruzzo
armato precompresso. In tal caso, gli scavi
vengono effettuati prima della realizzazione
della struttura scatolare stessa». Beltrami
ha spiegato dettagliatamente anche i criteri
progettuali per le gallerie artificali. Tra questi
Dietro i materiali
Nel 2025 Porte Aperte di Federbeton interessa tutta la filiera e si estende per la prima
volta anche ai cantieri. Oltre al sito visitato, altre giornate portano cittadini, studenti,
addetti ai lavori a visitare cementerie, impianti di calcestruzzo, stabilimenti di prefabbricazione:
gli eventi nelle varie sedi prevedono attività formative con il personale degli
impianti pronto a raccontarne il funzionamento e a fare comprendere l’importanza
di un settore che in Italia conta oltre 35.000 addetti. Il calendario è in via di definizione
e saranno aggiunte nuove date, ecco intanto quelle già previste: 27 settembre, cementeria
Heidelberg Materials a Cagnano Amiterno (AQ) e 5 ottobre cementeria Buzzi
Unicem a Siniscola (NU). Per rimanere aggiornati visitare il sito https://www.federbeton.it/Porte-Aperte.
«Porte Aperte è più che una semplice iniziativa. È un modo per raccontare il lavoro e
il valore di una filiera che, anno dopo anno, continua a rivestire un ruolo strategico nel
tessuto economico italiano, in grado di offrire solidità e sicurezza alle nostre infrastrutture
- sostiene Stefano Gallini, presidente di Federbeton Confindustria - Strade, ponti,
ospedali, porti e gallerie sono opere indispensabili per la nostra quotidianità, per il futuro
delle nostre città e della nostra economia. Ai materiali unici con cui sono realizzati,
cemento e calcestruzzo, non è sempre riconosciuta la giusta importanza. Per questo
Federbeton si impegna a svelare cosa c’è nei luoghi di produzione e di lavoro, coinvolgendo
professionisti del settore, studenti, semplici curiosi, insomma tutti coloro che
percorrono e vivono ogni giorno quelle infrastrutture e quegli edifici».
Aggiunge Enrico Nusiner, presidente CTE: «La collaborazione tra CTE e Federbeton è
per noi motivo di grande interesse e stimolo a percorrere nuove iniziative comuni. CTE
da 50 anni rappresenta un punto di riferimento e di incontro per professionisti, ricercatori,
tecnici e aziende per lo sudio delle strutture in calcestruzzo sia armato che precompresso.
Oltre ai tanti eventi che organizziamo, creare anche queste occasioni di
visite tecniche per chi è interessato a toccare con mano l’esperienza di strutture innovative
e di tecnologie di eccellenza è una parte del nostro lavoro che riteniamo importante».
Insomma, Porte Aperte è un’occasione per rendersi conto in modo concreto
del risultato finale di un processo produttivo che, a partire dalle materie prime e passando
per i materiali, vuole consegnare ai cittadini infrastrutture sicure.
Il cantiere di MXP-AT
RAILINK da noi visitato.
Nelle foto, punti salienti
del sito: bivio ferroviario
e deviazione strada SS33,
galleria naturale e artificiale
sottopassante pista
Aeroporto e strada SS336,
Stazione Terminal T2.
segnaliamo quelli che riguardano le strategie
mitigative nei confronti del rischio incendio
in galleria con analisi strutturali passo-passo
nel comportamento del materiale e introduzione
di fibre polipropileniche nella produzione
di travi prefabbricate in calcestruzzo armato
precompresso di tutta la copertura. La verifica
al fuoco dei piedritti mediante software Safir
è stata effettuata mediante valutazione ap-
profondita del comportamento non lineare del
materiale in funzione della temperatura nella
struttura iperstatica.
Passando alla galleria naturale, è a unica sezione
a doppio binario e possiede una copertura
litostatica in calotta compresa tra cinque
metri (zone di imbocco) e dieci metri, lungo il
suo sviluppo. La soluzione proposta per l’avanzamento
a foro cieco prevede l’impiego di un
metodo tradizionale anticipato da trattamenti
di jet-iniezione eseguiti dall’alto. «Le operazioni
di scavo della galleria prevedono la posa in
opera di pre-rivestimenti costituiti da centine
metalliche e da uno spessore di calcestruzzo
proiettato fibrorinforzato - spiega Beltrami -
La struttura della galleria sarà poi completata
mediante la realizzazione di un rivestimento
definitivo in calcestruzzo armato costituito da
arco rovescio, murette e calotta».
Interferenze ridotte, avanzamento
in sicurezza
Per velocizzare l’esecuzione delle opere è stata
realizzata una trincea tra muri prefabbricati
con sbancamenti a cielo aperto, mentre per
ridurre l’interferenza con le altre costruzioni è
stata costruita una trincea tra paratie di pali.
Sono state anche studiate le fasi di cantierizzazione,
tra cui lo sviluppo dei piani di variazione
temporanea delle viabilità esistenti per
consentire l’avanzamento in sicurezza delle attività
di cantiere.
La progettazione esecutiva ha coinvolto per ciascuna
tipologia di opera civile l’indagine dei diversi
elementi con i relativi materiali soggetti a
degrado. L’analisi condotta per i piedritti delle
gallerie artificiali mostra che il percentile pari
al 95% della curva di distribuzione delle probabilità
della profondità di carbonatazione corrisponde
a 36 mm. Di conseguenza, assegnando
un copriferro di 40 millimetri, si raggiunge
una probabilità di depassivazione delle armature
dopo 50 anni (vita utile dell’opera) dell’8%,
compatibile con il target fissato dal FIB34 (bollettino
34 della Federazione Internazionale per
il Calcestruzzo).
«La progettazione esecutiva di una infrastruttura
ferroviaria così complessa ha consentito di
sviluppare tecniche di dimensionamento delle
opere civili basandosi unicamente su modelli
prestazionali per tutti gli scenari di progetto -
conclude Beltrami - Sono state adottate le migliori
caratteristiche delle costruzioni prefabbricate
per garantire rapidità e qualità esecutiva.
Si è affrontato in modo approfondito, adottando
modelli di calcolo avanzati, il tema della durabilità
e della protezione al fuoco delle strutture
in calcestruzzo». nn
Infrastrutture&Mobilità
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Riqualificazione
Un nuovo spazio urbano a Roma
Uno dei luoghi più significativi del patrimonio storico e artistico della Città,
Piazza Augusto Imperatore, in una nuova veste frutto di un importante progetto
di riqualificazione urbana e di valorizzazione, torna ora a disposizione di tutti
I lavori della nuova piazza, iniziati a maggio 2020,
su progetto del gruppo Urbs et Civitas guidato
dall’architetto Francesco Cellini vincitore del concorso
internazionale del 2006, hanno avuto l’obiettivo
di riconnettere l’area del Mausoleo di Augusto
allo spazio urbano circostante, ora reso
pienamente fruibile.
Parallelamente, per restituire il Mausoleo alle visite
del pubblico, prende avvio la fase finale dei
lavori di completamento del restauro e di musealizzazione
del monumento, la cui conclusione è
prevista alla fine del 2026, sotto la direzione tecnica
della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali,
con il contributo della Fondazione TIM.
La nuova piazza
Con due ampie cordonate - l’una verso via di Ripetta,
l’altra verso l’abside della chiesa di S. Carlo
al Corso - mette in connessione il piano stradale
attuale con la quota originaria del Mausoleo, che
sarà evidenziata e impreziosita da parte della pavimentazione
originale in travertino del I secolo a
vista. È stato aggiunto, inoltre, un ampio spazio a
uso caffetteria/info point all’estremità meridionale
dell’area, mentre diversi importanti lavori infrastrutturali
hanno consentito il consolidamento del
terrapieno di fondazione della chiesa di San Rocco
e del pilone del passetto tra questa e la chiesa
di S. Girolamo dei Croati, e l’adeguamento della
rete fognaria.
La durata dei lavori è stata determinata anche
dagli importanti rinvenimenti archeologici, quali
strutture tardo-antiche, lacerti di mosaico, un
cippo pomeriale e una pregiata testa di divinità
femminile in marmo, che troveranno collocazione
nello stesso monumento e saranno parte integrante
del racconto della storia e delle vicende
dell’edificio.
Sono ripartiti, intanto, i lavori di completamento
del restauro e della musealizzazione del Mausoleo
di Augusto, il più grande sepolcro circolare
conosciuto del mondo antico. Intervento atteso
da tempo - la conclusione della prima fase risale
al 2019 - che grazie all’interesse e all’impegno
di Roma Capitale, ha potuto prendere avvio con il
bando di gara pubblicato a dicembre 2023. I lavo-
Edvige Viazzoli
ri consistono nella realizzazione di opere di completamento
e finitura degli ambienti interni (concamerazioni
trapezoidali, corridoio di ingresso e
anello interno), di restauro della cella funeraria e
di installazione degli impianti (elettrici e di illuminazione,
di videosorveglianza e riscaldamento).
Un nuovo percorso di visita sarà ricavato all’interno
dell’area verde anulare, i cui cipressi - ormai
in cattive condizioni - saranno sostituiti con nuovi
esemplari. Sarà inoltre aggiunto un collegamento
pensile tra via dei Pontefici e la quota dell’ex
cortile di Palazzo Correa, che costituirà un significativo
elemento di connessione funzionale tra il
Mausoleo e il tessuto urbano che lo inglobava fino
al secolo scorso.
Particolare attenzione nella progettazione è stata
dedicata al tema dell’equilibrio termo-igrometrico
delle strutture, minimizzando l’impatto delle
apparecchiature destinate a regolare temperatura
e umidità interna. L’obiettivo è quello di garantire
livelli minimi di comfort ambientale per i fruitori
degli spazi musealizzati senza alterare il regime
ottimale per la conservazione delle strutture storiche
e delle loro superfici. I lavori di quest’ultima
fase avranno una durata prevista di 18 mesi, per
un importo totale di 7.190.000 di euro.
La Fondazione TIM ha contribuito e contribuisce a
questo progetto con uno stanziamento complessivo
di sei milioni di euro, realizzando così il più
importante impegno in ambito culturale dalla sua
nascita. Nell’ambito di questo contributo è stata
anche possibile la realizzazione del documentario
‘Il Mausoleo di Augusto - Memory for the future’,
per ripercorrerne la storia intrecciandola con
la vita e l’ascesa al potere del primo imperatore
di Roma.
Grazie al sostegno del Gruppo Bulgari, inoltre,
sarà realizzato un allestimento memorabile che
riconnette alla Roma contemporanea questo luogo
di profonda identità. nn
Infrastrutture&Mobilità
52 6/2025 leStrade
leStrade 6/2025
53
Tecnologia&Colonnine
Carichi a 1.000 (kilowatt)
Primo punto di ricarica da 1 Megawatt esclusivamente
per i mezzi pesanti sull’Autobrennero.
Un passo concreto verso una logistica sostenibile
Enzo Rizzo
L’obiettivo del Green Corridor attraverso le Alpi,
per fare in modo che il corridoio del Brennero possa
interpretare al meglio il proprio ruolo di principale
collegamento tra l’Italia e il resto d’Europa,
riducendo al minimo l’impatto sull’ambiente
alpino, aggiunge un’altra importante tessera nel
puzzle ecosostenibile di Autostrada del Brennero.
Certo, ecosostenibilità è ormai diventato un termine
abusato ma mai come in questo caso identifica
la strategia della società che gestisce in concessione
i 314 chilometri dell’A22: dopo che nel
2014 è stato inaugurato, a Bolzano Sud, il primo
impianto in Italia per la produzione, lo stoccaggio
e la distribuzione di idrogeno verde, oggi, 2025,
un’altra prima nazionale, quella cioè del primo
punto di ricarica da 1.000 kW appannaggio esclusivo
dei mezzi pesanti elettrici al parcheggio Firmiam
di Bolzano sud. Bolzano, dunque al centro
della mobilità green europea. Si tratta di una novità
assoluta, talmente nuova che, a differenza
di quello che accade per le automobili, le aziende
produttrici di camion stanno immettendo solo
ora sul mercato i primi mezzi pesanti elettrici in
grado di caricare a questa potenza. E a proposito
di aziende questo risultato suggella il successo
dell’ottima collaborazione e interazione per la
mobilità a zero emissioni tra pubblico e privato,
quindi Autostrada del Brennero, Provincia di Bolzano
e Alpitronic, azienda di Bolzano leader dal
2017 nello sviluppo, nella produzione e nella commercializzazione
di colonnine di ricarica rapida DC
scalabili, che, è proprio il caso di scriverlo, ha dato
una carica a tutta l’Europa con un sapiente mix di
tecnologia e design italiano.
«Sappiamo che sui mezzi che tutti i giorni transitano
dal Brennero, viaggia una fetta importante
dell’import- export nazionale», spiega Diego
Cattoni, Amministratore Delegato di Autostrada
del Brennero. «Ma è risaputo altresì che senza
adeguate infrastrutture di ricarica i veicoli elettrici
faticano ad affermarsi sul mercato: Autostrada
del Brennero grazie a questo potente punto
di ricarica elettrica per tir, unico in tutto il Paese,
Infrastrutture&Mobilità
54 6/2025 leStrade
leStrade 6/2025
55
imprime una forte accelerazione alla transizione
energetica di questo comparto, come è peraltro
previsto dal piano di investimenti della proposta
spontanea di finanza di progetto di Autostrada
del Brennero, oggi parte integrante del bando
di gara del MIT per la futura concessione della
A22. Vogliamo fare dell’A22 il primo Green Corridor
d’Europa e compiamo oggi, insieme ad Alpitronic,
un altro significativo passo in questa direzione».
Per Philipp Senoner, Ceo di Alpitronic,
«Il futuro della logistica è elettrico e per realizzarlo,
è fondamentale disporre di un’infrastruttura
di ricarica potente e affidabile. Con il nostro
sistema di ricarica ultra-rapido HYC1000, Alpitronic
sta dando un contributo concreto alla transizione
verso una logistica sostenibile, a partire
proprio dall’Alto Adige. Questo è possibile grazie
alla collaborazione con partner che condividono
la nostra visione: una tecnologia che funziona
nella pratica quotidiana e garantisce operazioni
fluide e affidabili lungo l’intera catena logistica».
L’inizio di una vera sfida
Si allinea alle congratulazioni collettive anche il
presidente di Autobrennero Hartmann Reichhalter:
«Mi complimento con Alpitronic per la loro
esemplare capacità innovativa nel settore della
mobilità elettrica a emissioni zero. Siamo onorati
di ospitare sulla nostra autostrada la prima
stazione di ricarica di energia elettrica green per
i mezzi pesanti. Spero che questa iniziativa rappresenti
l’inizio di ulteriori opportunità di collaborazione
tra Autobrennero e Alpitronic per potenziare
tutta la tratta autostradale con queste
colonnine di ricarica: è la vera sfida e inizia oggi.
Noi abbiamo l’incarico dai nostri soci di favorire
l’affermazione di veicoli ad emissioni zero e
con rumorosità ridotta, ciò significa dare il nostro
contributo all’ambiente ma anche al benessere
di chi vive a lavora lungo l’asse».
Oltre a essere a prima in Italia, la stazione di ricarica
è anche tra le primissime installazioni in
Europa di un Mcs (Megawatt charging system)
funzionante a livello di megawatt. La power unit,
composta da otto moduli con una potenza massima
complessiva di 1 MW, rappresenta il cuore
pulsante della stazione di ricarica, alimentando
i due dispenser installati. Attualmente tre sono
gli stalli disponibili: sul primo dispenser, quello
più vicino alla power unit, è presente la novità,
ossia è il nuovissimo connettore da 1.000
kW MCS che si aggiunge al connettore classico
CCS2 (Combined Charging System) con una potenza
massima erogata fino a 600 kW. La capacità
massima della batteria di un tir elettrico può
variare, a seconda del modello e del produttore,
tra i 300 kWh e i 600 kWh. Ovviamente più
grandi sono le batterie maggiore è l’autonomia
in termini di chilometri. Ma batterie importanti,
a meno di non voler trascorrere ore alla stazione
di erogazione, richiedono altresì punti di ricarica
di potenza conforme. Il nuovo MCS unisce queste
due esigenze operative ed è stato pensato
da Alpitronic proprio per rispondere ai tempi che
regolano il traffico pesante: ricaricare un tir entro
i 45 minuti della pausa obbligatoria prevista
dalla normativa per i mezzi pesanti ogni 4 ore e
mezza di marcia senza doversi fermare prima.
Quindi, per caricare un tir con batteria da 500
kWh con una potenza di ricarica fino a 1000kW
basterà mezz’ora e un’autonomia potenziale di
500 km, anche se peso trasportato, pendenze
e altri fattori esterni influiscono su questi dati.
A parità di condizioni di usura e di temperatura
esterne, si tratta in ogni caso di tempi finanche
dimezzati rispetto a oggi. Con una superiore
autonomia. Insomma, il nuovo MCS è in grado
di ridurre drasticamente i tempi di inattività aumentando
l’efficienza operativa del veicolo stesso.
«Attualmente», spiega Carlo Costa, direttore
tecnico generale Autostrada del Brennero, «può
essere definita un Charging point operator (Cpo)
con 15 stazioni di ricarica posizionate sul tracciato
e ben 820.302 kWh erogati nel 2024. Per
rendere appetibile l’elettrico anche per il comparto
del trasporto pesante è necessario puntare
su tecnologie di assoluta avanguardia, senza
fermarsi al prodotto migliore per l’oggi. Ma immaginando
il top per il domani. Come abbiamo
fatto noi. Non solo progettando in collaborazione
con Alpitronic una stazione di ricarica fra le più
potenti d’Europa ma infrastrutturandola per poter
ospitare in futuro un secondo sistema MCS».
Brenner Corridor sempre più Green
Anche Daniel Alfreider, vicepresidente e assessore
alle Infrastrutture e alla mobilità della Provincia
Autonoma di Bolzano ha evidenziato l’importanza
dell’iniziativa: «Con l’inaugurazione
di questa prima stazione di ricarica “megawatt
charging” di ultima generazione per mezzi pesanti
si compie un passo concreto verso il Brenner
Green Corridor, il corridoio verde a zero
emissioni del Brennero. L’elettrificazione della logistica
rappresenta una sfida strategica per rendere
il trasporto merci lungo l’asse alpino sempre
più sostenibile, efficiente e allineato agli obiettivi
e le strategie europee e provinciali di decarbonizzazione.
Questo intervento dimostra come,
attraverso la collaborazione tra attori pubblici e
privati, si possano fare passi concreti verso una
mobilità a zero emissioni». «L’apertura di questo
punto di ricarica per mezzi pesanti da 1 MW
lungo l’A22, il primo in Italia nel suo genere, conferma
l’impegno di Autobrennero e quindi anche
della Provincia autonoma di Bolzano di trasformare
quest’importante infrastruttura, ponte tra
il Nord ed il Sud dell’Europa, in un Digital Green
Corridor», ha commentato Arno Kompatscher,
presidente della Provincia. «Un passo avanti importantissimo,
mosso grazie ai progressi compiuti
dalla tecnologia nel campo degli impianti di
ricarica e dei propulsori anche per gli autocarri,
un passo avanti verso la riduzione delle emissioni
e quindi dell’inquinamento che grava sulla popolazione
che risiede lungo l’asse del Brennero,
nostro importante obiettivo». La «mega stazione»
di Firmian rivoluziona il mondo dell’elettrico:
la fotografia scattata dal rapporto di E-Motus di
marzo sulle infrastrutture di ricarica a uso pub-
Infrastrutture&Mobilità
56 6/2025 leStrade
leStrade 6/2025
57
blico in Italia rileva al 31 dicembre 2024 64.391
punti di ricarica elettrica in Italia di cui solo il 6%
HPC (High Power Charging) ossia con potenza
uguale o maggiore a 150 kW. Ma c’è un altro
aspetto che rende particolarmente interessante
il sito di Bolzano sud per l’universo di camion e
tir: la presenza di un’unità di potenza con output
a 1000 kW consentirà la ricarica ad alta potenza
di tre mezzi contemporaneamente, sui quali
andrà andranno a distribuirsi i 1000 kW disponibili.
Questo grazie appunto alla collaborazione
di Alpitronic che ha sviluppato il sistema di ricarica
capace di supportare il Megawatt Charging
System e di Autostrada del Brennero, che ha infrastrutturato
l’intero sito, progettando e allestendo
la cabina di media tensione e i quadri di
bassa tensione, la distribuzione elettrica del sito
e gli stalli. Inoltre, il trasformatore installato da
Autostrada del Brennero è da 2.000 kVA e l’impianto
è quindi già predisposto per ospitare, in
prospettiva, un secondo sistema di ricarica da 1
MW, raddoppiando così di fatto le capacità della
stazione. E a breve arriverà un’altra implementazione
del progetto: nei prossimi mesi AVL Italia,
azienda specializzata in soluzioni tecnologiche
infrastrutturali e innovazioni per la mobilità
sostenibile e l’energia, potenzierà l’infrastruttura
presentata oggi con un sistema di accumulo
energetico e una piattaforma digitale di monitoraggio
e controllo della micro-rete, AVL Atene.
Tessera Autobrennero in prima fase
L’obiettivo della sperimentazione è quello di assicurare
all’infrastruttura capacità di stabilità in
potenza erogata, gestire i carichi di picco eccessivi
eliminando l’instabilità della rete (peak-shaving
e back-up Eenergetico), utilizzare l’energia
da fonti rinnovabili per un approvvigionamento
energetico competitivo (Energy Arbitrage), e assicurare
la continuità operativa dell’infrastruttura
stessa. «L’apporto di AVL Italia», ha dichiarato
Dino Brancale, amministratore delegato di AVL
Italia, «contribuirà a trasformare la A22 in un innovativo
nodo strategico per la mobilità sostenibile
nell’ambito del trasporto merci». Trattandosi
di un impianto così innovativo, in una prima fase
la ricarica ai mezzi pesanti sarà possibile solo
previa richiesta e rilascio di una tessera da parte
di Autostrada del Brennero, che potrà così monitorare
l’utilizzo, l’addebito e la funzionalità del
sito. In seguito la stazione sarà aperta anche alle
auto. Si tratta di un modo per favorire l’affermazione
di questo segmento di mercato capace di
impattare in maniera positiva sull’ambiente. nn
Da sinistra, Dino
Brancale, a.d. AVL Italia;
Hartmann Reichhalter,
presidente Autostrada del
Brennero; Daniel Alfreider,
vicepresidente e assessore
alle Infrastrutture e alla
mobilità Provincia Autonoma
di Bolzano; Philipp Senoner,
ceo Alpitronic; Arno
Kompatscher, presidente
della Provincia Autonoma
di Bolzano; Carlo Costa,
direttore tecnico generale
Autostrada del Brennero;
Diego Cattoni, a.d.
Autostrada del Brennero.
Infrastrutture&Mobilità
58 6/2025 leStrade
Anniversari
A15 Parma - La Spezia:
50 anni di “Autocisa”
Mezzo secolo di storia a supporto dello sviluppo economico,
turistico e sociale dei territori e del Paese. È l’anniversario,
celebrato sabato 24 maggio 2025, della A15 Parma - La Spezia
ti tra Liguria, Toscana ed Emilia-Romagna, ma
anche un acceleratore di sviluppo e un esempio
virtuoso di evoluzione a servizio della mobilità.
Oltre 813 milioni di euro destinati
da SALT alla tratta dal 2017 ad oggi
SALT, concessionaria della tratta autostradale dal
2017, anno in cui è stata incorporata la vecchia
concessionaria Autocamionale della Cisa (già appartenente
al medesimo gruppo industriale), ha
destinato complessivamente oltre 813 milioni di
euro di cui circa 167 milioni di euro per la manutenzione
ordinaria dell’infrastruttura e circa 646
milioni di euro di investimenti finalizzati ad accrescerne
il livello di sicurezza mediante il rifacimento
di viadotti, gallerie, barriere di sicurezza
ed antirumore nonché opere di contrasto al dissesto
idrogeologico.
Come è cambiata la Cisa
dal 1975 ad oggi
Nata come arteria prevalentemente al servizio
del traffico pesante e commerciale, caratterizzata
da un tracciato montano, tortuoso e
impegnativo, la A15 Parma - La Spezia si è nel
tempo trasformata in un’infrastruttura moderna,
più fluida, sicura e funzionale, sempre più
orientata anche al traffico leggero e turistico.
Questo cambiamento è stato reso possibile grazie
a una serie di interventi strategici di ammodernamento
che hanno significativamente migliorato
il tracciato originario. Tra i principali si
ricordano:
• la variante Citerna-Selva, con il rifacimento del
ponte sul Taro 1, realizzata nel 1992 in occasione
delle Colombiadi, che ha rappresentato
uno dei primi interventi di adeguamento significativo;
• la variante di tracciato Selva-Grontone a Solignano,
che ha consentito di superare una delle
sezioni più critiche della tratta originaria, eliminando
curve strette e pericolose attraverso
la realizzazione di un nuovo tracciato più lineare
e sicuro. L’intervento ha incluso la costruzione
di due ponti per l’attraversamento del fiume
È oggi una strategica arteria autostradale che si
snoda per 108 chilometri tra mare e monti, collegando
Liguria, Toscana ed Emilia-Romagna. La
sua nascita è datata 24 maggio 1975, con l’apertura
al traffico dell’ultimo tratto Montelungo -
Pontremoli. In quella data l’Italia completava una
delle proprie opere infrastrutturali più avveniristiche
e significative del tempo, un grande progetto
ingegneristico - stradale ideato sul finire degli
anni Cinquanta per rispondere alle crescenti esigenze
del Paese di nuovi collegamenti veloci necessari
alla ripresa del dopoguerra, di cui l’automobile
ne è stata uno dei simboli principali.
Un’autostrada che, attraverso un valico, consente
di superare l’Appennino Tosco Emiliano collegando
la provincia di Parma al mare, nata per favorire
il trasporto su gomma delle merci dal nord
ai porti commerciali di Liguria e Toscana (come
evocato dall’originario nome di “Autocamionale
della Cisa”) e che, negli anni, ha accompagnato
lo sviluppo dei territori attraversati.
Un’infrastruttura vitale
Con oltre 15 milioni di veicoli che percorrono ogni
anno l’autostrada, la A15 Parma - La Spezia è
un’infrastruttura indispensabile per i collegamen-
Damiano Diotti
Infrastrutture&Mobilità
60 6/2025 leStrade
leStrade 6/2025
61
Taro e di un terzo ponte sul torrente Grontone,
sostituendo un tratto che in passato imponeva
rallentamenti e presentava elevati livelli di rischio.
L’opera ha rappresentato un importante
passo avanti nella direzione di una viabilità
più scorrevole e conforme agli standard di sicurezza
attuali;
• la variante del Vigne, che ha interessato il celebre
ponte di Roccaprebalza, una struttura unica
nel suo genere a due piani sovrapposti (una
carreggiata sopra l’altra), realizzata per superare
l’instabilità geologica dell’omonima frana.
Quest’opera ha permesso il completamento
delle due gallerie di Roccaprebalza, i cui lavori
erano stati sospesi negli anni Settanta a causa
delle spinte franose che ne compromettevano
la stabilità. L’intervento è stato possibile grazie
a complesse opere geotecniche di consolidamento.
A questi si aggiunge la realizzazione del primo
lotto del progetto Tibre, un tratto di circa 9,5 chilometri
tra l’Autostrada della Cisa e il casello di
Sissa Trecasali (Parma), che rappresenta un ulteriore
passo verso il potenziamento dei collegamenti
con l’asse tirrenico-brennero.
Grazie a queste varianti, l’autostrada ha progressivamente
abbandonato le caratteristiche di tortuosità
originaria, acquisendo fluidità, modernità
e standard di sicurezza sempre più elevati, a
beneficio sia dei trasportatori sia degli automobilisti.
Attualmente SALT, in accordo con il Ministero delle
Infrastrutture e dei Trasporti, è impegnata in
un grande piano manutentivo dell’infrastruttura
finalizzato a migliorarne ulteriormente la percorribilità,
il comfort e la sicurezza allineandola ai più
recenti standard normativi. Il principale intervento
in corso è la ricostruzione del Viadotto Gravagna
in carreggiata Nord tra i caselli di Pontremoli
e Berceto, vicino alla galleria di valico che separa
Toscana ed Emilia-Romagna.
Una risposta ai cambiamenti
del modo di viaggiare
«Quello di sabato 24 maggio non è stato solo
un importante simbolico anniversario ma è stata
anche un’occasione per confermare il forte impegno
di SALT nel rendere l’autostrada sempre
più moderna, sicura e intelligente», ha dichiarato
Daniele Buselli, Amministratore Delegato
SALT. «In questi 50 anni - ha proseguito Buselli
- il modo di viaggiare è mutato profondamente
ed è nostro compito continuare a rispondere
a questi cambiamenti con infrastrutture sicure,
tecnologicamente sempre più avanzate e con
servizi ancora più evoluti. Un’autostrada non è
solo un’infrastruttura fisica che attraversa territori,
un insieme di asfalto, viadotti e gallerie
I numeri principali
della A15 Parma - La Spezia
• Numero di veicoli/anno: oltre 15 milioni
• Lunghezza totale: 108 chilometri per senso di marcia, di cui due chilometri in Liguria,
42,5 chilometri in Toscana e 63,5 chilometri in Emilia-Romagna
• Viadotti: 188
• Sviluppo totale viadotti: 44,03 chilometri, pari al 20,38% dello sviluppo totale
dell’autostrada
• Cavalcavia: 44
• Gallerie: 38 di cui otto superiori a 500 metri
• Sviluppo totale gallerie: 16,318 chilometri, pari al 7,55% dello sviluppo totale
dell’autostrada
• Caselli: sette
• Aree di servizio: sette
• Numero di telecamere dotate di Intelligenza Artificiale ad oggi installate lungo la
tratta: 54 all’interno di quattro gallerie
• Numero sensori installati su ponti e viadotti: 19
su cui transitano mezzi. È un’opera che genera
valore nei territori che attraversa, un volano
per la nascita di nuove relazioni e connessioni e
un’arteria su cui scorrono storie, esperienze e
opportunità. Continueremo a investire per custodirla
e potenziarla guardando con senso di
responsabilità alle generazioni future e al mondo
che verrà».
Informazioni in tempo reale sulla viabilità sono
sempre disponibili attraverso pannelli a messaggio
variabile, le mappe interattive pubblicate sul
sito internet www.salt.it e sui canali informativi
WhatsApp e Telegram della concessionaria. nn
Opere
Unico e strategico
Inaugurato in India il primo ponte strallato ferroviario, progettato e curato nella
supervisione da Italferr, società di ingegneria del Gruppo FS. Il ponte Anji Khad
contribuirà a migliorare i collegamenti in chiave territoriale e internazionale
Gabriele Villa
Il ponte Anji Khad è un’opera che non ha precedenti
nel Paese: una sfida ingegneristica, considerata
la morfologia del territorio e le condizioni
estremamente impegnative date le caratteristiche
del fiume Anji che scorre in una profonda
gola con pareti sub-verticali, in una zona caratterizzata
da fortissimi venti. All’evento di inaugurazione
era presenti le Autorità indiane, i rappresentanti
del gestore ferroviario Indian Railway
e di Italferr.
Con una lunghezza di 725 metri e un’altezza di
196, il ponte presenta una sezione strallata di
473 metri, inclusa una campata centrale di 290
e una torre di sostegno asimmetrica. Questo design
unico lo rende il primo ponte strallato ferroviario
in India e si contraddistingue per essere
tra i progetti più ambiziosi e impegnativi dell’intera
linea ferroviaria Udhampur-Srinagar-Baramulla,
progettata per collegare il Kashmir con i
confini nord-occidentali dell’India.
Il design asimmetrico del ponte strallato è stato
scelto strategicamente per facilitare la maggior
parte della costruzione su una delle estremità e
consentirne così la realizzazione. Un approccio
basato sulla valutazione dello spazio disponibile
e sulla stabilità del pendio. L’innovativa modalità
di intervento ha garantito l’integrità strutturale
e ha semplificato i processi di costruzione,
dimostrando una profonda comprensione delle
esigenze funzionali del progetto e delle condizioni
locali.
Il valore dell’investimento dell’opera ammonta a
70 milioni di dollari.
Italferr in India
Presente in India dal 2014, Italferr continua ad
essere impegnata in diversi progetti strategici.
Oltre al ponte Anji Khad, è tuttora impegnata, in
joint venture con Ayesa, anche sul progetto “Engagement
of General Consultant for Delhi- Ghaziabad-Meerut
RRTS Corridor”, opera del valore
di 15 milioni di euro avviata nel 2019 e che prevede
la realizzazione di un corridoio ferroviario
di 82 chilometri, che costituirà il primo trasporto
regionale rapido dell’India e, con una velocità
massima di 160 km/h, collegherà le capitale
Delhi con le città di Meerut e Ghaziabad.
Tra le attività in corso rientrano la fornitura dei
servizi di progettazione per la nuova linea ferroviaria
Rishikesh-Karanprayang, con il Tunnel
dell’Himalaya in Uttarakhand, nel nord del Paese
e i servizi di Project Management Consultancy
per le linee metropolitane di Kanpur e Agra, due
delle più grandi città industriali nel nord dell’India.
Italferr ha, inoltre, affermato la propria leadership
anche nel Mass Transit, con l’aggiudicazione
dei contratti legati alla realizzazione di due
linee metropolitane a Mumbai, linea 2 e linea 7
inaugurata a gennaio 2023.
Il know-how e l’utilizzo di evolute metodologie
della digitalizzazione hanno permesso a Italferr,
principale società di ingegneria italiana, di essere
considerata fra i maggiori player internazionali
nel settore engineering ferroviario, convenzionale
e alta velocità, nel trasporto metropolitano
e stradale. nn
Infrastrutture&Mobilità
62 6/2025 leStrade
leStrade 6/2025
63
Un altro aspetto fondamentale sono stati i requisiti
estetici, data la sua posizione nel contesto
naturale altamente sensibile del Lago dei Quattro
Cantoni.
Topografia impegnativa
Il progetto non si limita a rinnovare la strada esistente,
ma prevede anche il suo adattamento agli
attuali standard e prevede un profilo stradale che
garantisca una larghezza della sede stradale di 7
metri, con allargamenti in curva, e l’installazione
di un nuovo marciapiede di 2,60 metri. È previsto,
inoltre, l’ampliamento della banchina a monte,
che avrà una larghezza minima di 1 metro. Da
ciò deriva una sporgenza del nuovo bordo stradale
a valle che varia da 3 a 5,5 metri.
Una delle principali difficoltà è rappresentata dalla
topografia: la strada si snoda intorno al massiccio
montuoso della Rigi, alto circa 1.800 metri:
è l’unico collegamento tra Vitznau e Gersau.
Non era possibile, pertanto, pianificare una chiusura
prolungata della strada, il che ha comportato
l’esecuzione dei lavori con traffico veicolare
in corso. L’unica eccezione è stata costituita da
due chiusure totali di tre settimane ciascuna, necessarie
per interventi che non potevano essere
realizzati con il traffico attivo. Inoltre, il tratto si
trova in una posizione particolarmente esposta
Opere
La “K2B Greppen - Weggis - Vitznau”
Sulle sponde del Lago di Lucerna sta prendendo forma un’infrastruttura
alpina spettacolare. Le numerose sfide vengono affrontate dai partecipanti
al progetto con una pianificazione completamente basata su ALLPLAN
Realizzata nel 1885-86 e ampliata l’ultima volta
nel 1939, la cantonale K2b si trova nella svizzera
centrale direttamente sul Lago dei Quattro
Cantoni. Questa strada collega i comuni di Greppen,
Weggis, Vitznau e Gersau con i centri regionali
Küssnacht e Brunnen. La maggior parte del
progetto si trova nel cantone di Lucerna, mentre
l’ultima parte si trova nel cantone di Schwyz.
La strada costeggia una parete rocciosa lungo il
Lago dei Quattro Cantoni. La ristrutturazione interessa
un tratto lungo 400 metri; 313 metri di
questo tratto saranno realizzati come una struttura
a sbalzo.
L’impegnativa progettazione di quest’opera spettacolare
è stata sviluppata dallo studio di ingegneria
zurighese Bänziger Partner ed è stata realizzata
principalmente con ALLPLAN Civil. Sono
stati modellati in 3D la cassaforma, l’armatura e
l’ancoraggio dell’opera, la zona di scavo. Il progetto
ha presentato numerosissime sfide, tra cui
il terreno difficile e la presenza di una linea ad
alta tensione, nonché di una struttura bunker.
Sfide progettuali
Immaginare una strada che corre sospesa tra
una falesia di roccia viva e un’acqua cristallina
è certamente affascinante, ma le sfide tecniche
sono state enormi. La progettazione, infatti, ha
dovuto far fronte a una complessità ambientale
e tecnica significativa. La strada necessitava di
un adeguamento strutturale non solo per soddisfare
le normative e supportare un traffico in costante
crescita, ma anche per migliorare la sicurezza
viaria e fornire maggiore spazio ai pedoni.
Guido Ruffinato
Addetto stampa
ALLPLAN
sopra il lago, il che ha imposto normative severe
per una progettazione che rispettasse l’armonia
visiva con l’ambiente circostante. Per esempio,
la struttura portante doveva richiamare una
forma organica, per integrarsi meglio con il paesaggio
naturale.
La complessità della situazione è stata ulteriormente
accentuata dalla presenza di un bunker
militare storico, che ha reso necessaria una gestione
particolarmente attenta degli oltre 800
micropali e perforazioni. Inoltre, il vincolo paesaggistico
BLN (Bene di Interesse Nazionale)
e la presenza di scarpate rocciose molto ripide
hanno richiesto una soluzione che coniugasse
sicurezza e funzionalità, rispettando al contempo
le specifiche esigenze tecniche. Greta Switalla,
Mayer di Bänziger Partner AG (Zurigo),
ha affermato: «Allplan è un software altamente
Infrastrutture&Mobilità
64 6/2025 leStrade
leStrade 6/2025
65
Modello BIM. Soletta.
Modello BIM. Nervatura.
qualificato e garantisce un’interoperabilità molto
alta con altri software, offrendo leggibilità
dei dati sia in uscita che in entrata: per questo
il coordinamento con gli altri progettisti è stato
agevole».
Opere di fondazione.
Tre diverse strutture portanti
per una costruzione a sbalzo
A causa delle caratteristiche topografiche, dei requisiti
estetici e della necessità di lavorare con
traffico attivo, è stata scelta una struttura a nervature
ancorata, che si inserisce tra la corsia di
traffico e il dirupo. L’opera è composta da una
base continua con una larghezza standard di due
metri, un muro posteriore continuo alto 3,5 metri
e un ancoraggio permanente mediante ancoraggi
pre-tesi. Gli ancoraggi utilizzati sono ancoraggi
a trefolo da 0,5 pollici, disposti a intervalli
di un metro e forati con inclinazioni variabili di 5 o
15 gradi. Un’altra particolarità si presenta ancora
una volta nel mezzo della parete ripida, da un’incisione
nella roccia, che l’opera deve attraversare
liberamente per una lunghezza di 20 metri. Qui
vengono sostenute quattro mensole, rinforzando
la parete posteriore e integrandola con una piastra
stradale appoggiata dal lato della montagna.
Dove l’opera è leggermente coperta dalla foresta,
muri di sostegno angolari convenzionali sorreggono
la strada. In totale vengono utilizzate tre
diverse strutture portanti.
Soluzione BIM completamente
modellata con ALLPLAN
La base della progettazione è stato un modello
parametrico in ALLPLAN Civil. Non solo la
struttura in cemento è stata modellata, ma anche
tutti gli ancoraggi permanenti e tempora-
nei, nonché le micropalificazioni. Ogni componente
è stato dotato di attributi come nome,
lunghezza, inclinazione, ecc. A causa della forte
curvatura dell’opera, gli ancoraggi si incrociavano
inevitabilmente, ma grazie alla modellazione
è stato possibile evitare facilmente le
Infrastrutture&Mobilità
66 6/2025 leStrade
leStrade 6/2025
67
collisioni. Oltre alla struttura, è stato modellato
anche lo scavo e le opere provvisorie. Il modello
dello scavo contiene anche tutti gli ancoraggi
non pre-tesi per la protezione temporanea
dello scavo, in modo da rilevare eventuali conflitti
durante la fase di progettazione.
Modellazione parametrica
bi-assiale e federazione BIM
Due assi indipendenti hanno governato la progettazione
della strada, adattandosi automaticamente
alle variazioni del tracciato. Il modello,
sviluppato in ALLPLAN Civil e ALLPLAN Bridge
e condiviso su Bimplus, ha visto lo scambio di
dati nei formati IFC e DWG innestati in una piattaforma
tradizionale. Tavole di stampa ed altri
documenti sono stati condivisi in formato PDF.
Dettaglio costruttivo
e fabbricazione
Il modello digitale ha anche consentito di creare
dettagli costruttivi precisi per l’armatura esecutiva:
ogni barra è stata modellata in 3D con
il diametro reale. Sul cantiere, la modellazione
3D è stata di grande aiuto nel posare correttamente
l’armatura complessa.
Gestione del cantiere
Nel cantiere sono stati implementati avanzati
protocolli di monitoraggio: la parete rocciosa
a monte è stata equipaggiata con sensori
di vibrazione, estensimetri e crack-meter, i
cui dati sono stati trasmessi in tempo reale a
una piattaforma digitale con allarmi automatici.
Inoltre, sono stati raccolti parametri meteorologici
(vento, brina, cicli di disgelo) per
garantire una gestione sicura e proattiva delle
operazioni.
Risultati concreti
I risultati confermano la solidità e l’affidabilità
del flusso digitale creato: grazie al controllo
visivo tramite i modelli 3D è stato possibile
rilevare ed eliminare tempestivamente eventuali
collisioni, evitando così ritardi e costi aggiuntivi.
La simulazione anticipata delle fasi
costruttive ha garantito che le due sole finestre
di chiusura venissero rispettate, mantenendo
la viabilità attiva durante tutto il resto
del periodo di lavori.
Greta Mayer, di Bänziger Partner AG (Zurigo),
ha sottolineato: «All’inizio, la modellazione in
BIM con ALLPLAN ci è costata qualche ora in più
rispetto a un approccio tradizionale. Tuttavia,
l’investimento iniziale ne è valsa sicuramente la
pena. Il modello tridimensionale ci ha permesso
di rilevare errori e incongruenze in anticipo
e di evitare varianti costose in cantiere». nn
Informazioni di sintesi del progetto
• Concetto chiave: ampliamento della strada cantonale K2B con mensole fino a 20
metri e gestione integrale del ciclo “design-to-build” tramite modellazione parametrica
e digital twin.
• Software: ALLPLAN, ALLPLAN Civil, BIMPLUS (workflow OpenBIM IFC 4.3).
• Committente: Cantone di Lucerna, Trasporto e Infrastruttura (VIF).
• Progettazione e Direzione Lavori: IG Horn; WSP AG, Lucerna; Bänziger Partner
AG, Zurigo; Go Bau AG, Cham.
• Accompagnamento Architettonico: Eduard Imhof, Dipl. Arch. ETH/SIA, Lucerna.
• Geologia: Keller + Lorenz AG, Lucerna.
• Ambiente: AFRY Schweiz AG, Zurigo.
• Esecuzione Lavori: Arge MaCoWa; Marti Zentralschweiz Bauunternehmung AG,
Lucerna; Contratto AG, Goldau; Walo Bertschinger AG, Dietikon.
• Progettazione Opere Ausiliarie: B+S AG, Lucerna
Link alla video intervista tecnica di presentazione del progetto
https://event.allplanplus.com/c/allplan/planning/UGxhbm5pbmdfMTg4MDU3Ng==o%20consultandoil
Download gratuito del pacchetto Case study, con il documento
tecnico in PDF, immagini del modello BIM, foto del cantiere, e
altro, qui: https://infos.allplan.com/it-casestudy-vitznau?utm_
medium=article&utm_source=lestrade o consultando il QR code
Infrastrutture&Mobilità
68 6/2025 leStrade
WORLD TOTAL RISK
leStrade
Aeroporti Autostrade Ferrovie
SMART ROAD&INFRASTRUTTURE
Aeroporti
Comiso, centrale per
turismo e logistica
Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha risposto ad una interrogazione
parlamentare in forma scritta relativa al rilancio dell’aeroporto di Comiso.
Vitale per le aziende del territorio e per il tessuto socioeconomico della Sicilia
Nel rispondere agli onorevoli interroganti, il Mit
ha precisato che è stata avviata una collaborazione
sinergica con Enac, Regione Siciliana e la
Società Aeroporti di Catania S.p.A. per la redazione
e conseguente approvazione di un Piano di
Sviluppo Aeroportuale, in cui sono ricompresi gli
interventi previsti nei finanziamenti FSC 2021-
2027 approvati con Delibera Cipess n. 41 del 09
luglio 2024 che riguardano, in particolare, lo sviluppo
del cargo sul sedime aeroportuale.
Inoltre, il Governo e la Regione Sicilia hanno
stanziato 47 milioni di euro attraverso i Fondi di
Sviluppo e Coesione (FSC), destinati al potenziamento
dell’offerta aeroportuale e alla realizzazione
dell’area cargo: infrastruttura strategica per
la crescita economica e logistica del territorio.
A ciò si aggiungono tre milioni di euro provenienti
dai fondi ex Insicem, suddivisi in un milione di
euro l’anno per tre anni, il cui investimento avverrà
mediante un bando pubblicato dal Libero
Consorzio Comunale di Ragusa per la promozione
di rotte nazionali e che l’ente provinciale intende
erogare alle società che operano voli su Comiso.
Fulcro di un sistema logistico
Queste risorse permetteranno di incrementare
il traffico passeggeri, potenziando maggiormente
il turismo, mentre la realizzazione
dell’area cargo confermerà Comiso come fulcro
di un sistema logistico che sarà vitale per
le aziende del territorio e per tutto il tessuto
socioeconomico della Regione.
Si ricorda anche che con il Decreto Ministeriale
n. 166 dell’11 luglio 2023 sono stati sottoposti
a oneri di servizio pubblico (OSP) i servizi
aerei di linea sui collegamenti da Comiso
verso Roma Fiumicino e viceversa e da Comiso
verso Milano (Linate o Malpensa o Bergamo
Orio al Serio) e viceversa.
L’operatività dei servizi aerei in regime di OSP
prevista originariamente a partire dal 1° marzo
2024, a seguito delle numerose interlocuzioni
avute con la Commissione europea che
ha chiesto chiarimenti relativamente all’impianto
impositivo, è stata posticipata al 1° novembre
2025 su richiesta della Regione Siciliana.
nn
Monica Banti
n La “COM-Roundabout” è la prima rotatoria
stradale commutabile ed autoregolare.
Di recente ideazione, è in grado di modificare
di volta in volta il numero di corsie percorribili,
in ingresso e sull’anello, in base ai flussi
veicolari rilevati in tempo reale.
n Un sistema, sviluppato da Movyon,
renderà possibile modulare la velocità
di transito con l’obiettivo di fluidificare il traffico.
Plurimi i vantaggi: diminuzione
dei tempi di percorrenza e riduzione
delle emissioni fino al 15%.
Infrastrutture&Mobilità
70 6/2025 leStrade
Sicurezza
La prima intersezione a rotatoria commutabile
ed autoregolante per Smart Road
La “COM-Roundabout” è la prima rotatoria stradale commutabile ed autoregolare.
Di recente ideazione, è in grado di modificare di volta in volta il numero di corsie
percorribili, in ingresso e sull’anello, in base ai flussi veicolari rilevati in tempo reale
L’articolo descrive brevemente alcune delle caratteristiche
tecniche più significative della prima
rotatoria stradale commutabile ed autoregolare,
di recente ideazione, denominata “COM-Roundabout”.
Si tratta di una rotatoria in grado di modificare
di volta in volta il numero di corsie percorribili,
in ingresso e sull’anello, in base ai flussi
veicolari rilevati in tempo reale. La COM-Roundabout
è un’infrastruttura flessibile che nel caso
di un nodo a quattro bracci offre oltre cinquanta
possibili configurazioni diverse selezionabili a seconda
dell’intensità e della distribuzione dei flussi
in ingresso al nodo dai singoli rami, permettendo
così di ottimizzare la capacità e la sicurezza in
base alla domanda di traffico rilevata. Questa innovativa
rotatoria si inserisce nel più vasto ambito
delle Smart Road che dovranno essere sempre
più in grado di adattarsi dinamicamente alle
fluttuazioni della domanda di traffico ed ai veicoli
di nuova generazione, ivi compresi quelli a
guida autonoma.
Introduzione
Le intersezioni stradali, come ben noto, sono
aree particolarmente critiche per le condizioni
operative della rete viaria e per la sicurezza degli
utenti della strada. Le rotatorie “moderne”, contraddistinte
dalla regola di precedenza assegnata
ai veicoli circolanti sulla carreggiata anulare,
furono introdotte nell’anno 1966 nel “Road Traffic
Act” del Regno Unito ed in seguito sono state
sempre più utilizzate in molti Paesi del mondo.
Il successo delle rotatorie deriva in primo luogo
dalla particolare geometria e dal sistema di regolamentazione
delle correnti veicolari. In confronto
alle intersezioni a raso lineari, i vantaggi
sono molteplici; tra questi si annoverano il limitato
numero di punti di conflitto tra le traiettorie
veicolari e la moderazione delle velocità. Come
dimostrato da metanalisi sulla sicurezza stradale,
la conversione di intersezioni lineari non semaforizzate
in rotatorie può determinare una sen-
sibile riduzione degli incidenti mortali e di quelli
con feriti, che può raggiungere rispettivamente il
65% e il 40% [1]. La progettazione di una rotatoria
richiede previsioni accurate della sua capacità,
dei livelli di Servizio (LOS) e della incidentalità
attesa. Nel corso degli ultimi anni sono stati
proposti e studiati numerosi nuovi schemi geometrici
di rotatorie, e di intersezioni con circolazione
rotatoria, contraddistinti da configurazione
a raso o con sviluppo su più livelli altimetrici.
Oggi si annoverano moltissimi schemi tipologici
di intersezioni con circolazione a rotatoria; solo
per citare i più noti: rotatorie “single-lane” (una
corsia agli ingressi ed una anulare), “double-lane”
(due corsie agli ingressi e due anulari), “semi-two-lane”
(le corsie della carreggiata anulare
non sono delimitate da strisce longitudinali),
“turbo rotatorie”, “flower roundabout” (rotatorie
con by-pass di svolta a destra), rotatorie semaforizzate,
rotatorie a spirale, “target roundabout”,
“four-flyover roundabout”, rotatorie con marciapiedi
pedonali o con piste ciclabili sopraelevate,
etc. Si tratta di soluzioni tecniche tra loro molto
differenti ma, ad eccezione delle rotatorie semaforizzate,
accomunate dal fatto che non sono in
grado di adattarsi ai mutevoli livelli di domanda di
traffico che si registrano durante le ore del giorno
e della notte. D’altro canto, le rotatorie semaforizzate
bloccano ciclicamente i flussi veicolari sui
bracci e sull’anello, dando così luogo ad una serie
di veri e propri incroci semaforizzati, uno per
ogni ingresso. Pertanto, si tratta di una intersezione
che può essere assimilata ad una rotatoria
convenzionale solo per il layout geometrico ma
certamente non per le modalità operative.
In termini del tutto generali, le rotatorie di piccolo
diametro (“single-lane”), con una corsia agli ingressi
ed una corsia sulla carreggiata anulare si
caratterizzano da capacità piuttosto limitate ma
assicurano una elevata sicurezza poiché determinano
una frequenza annua di incidenti relativamente
bassa.
Marco Guerrieri
DICAM, Università degli
studi di Trento
Fig. 1. Tipo e diametro
della rotatoria suggerita
in relazione al traffico
giornaliero medio (TGM)
determinato come somma
dei valori dei singoli bracci
afferenti al nodo viario.
Invece, le rotatorie di grande diametro, con più
corsie agli ingressi e sull’anello, danno luogo ad
una capacità relativamente elevata ma, di contro,
sono interessate da una maggiore incidentalità.
Dunque, tenuto conto della domanda di
traffico e di numerosi altri vincoli al contorno,
il progettista deve individuare caso per caso la
configurazione geometrica ed il sistema di regolamentazione
del traffico più idonei, contemperando
aspetti ingegneristici correlati alla funzionalità
ed alla sicurezza del nodo viario. Sotto il
profilo della sola funzionalità, si ritiene possa essere
utile la Fig.1 che fornisce i valori orientativi
di traffico giornaliero medio (TGM) dei rami afferenti
al nodo che giustificano l’uso di uno specifico
tipo di rotatoria, il suo diametro e la modalità
di regolamentazione dei flussi di traffico. È immediato
poter riscontrare che le mini rotatorie, e
più in generale le rotatorie con una corsia anulare
ed una corsia agli ingressi, si prestano ad essere
utilizzate in ambito urbano o extraurbano
solo per valori di TGM di modesto valore, mentre
le rotatorie di grande diametro e quelle semaforizzate
andrebbero impiegate per TGM elevati.
Va a questo punto evidenziato che la normativa
tecnica attualmente vigente in Italia [2] prescrive
l’uso delle sole rotatorie “convenzionali” con
diametro della circonferenza esterna compreso
tra 14 metri e 50 metri.
Indubbiamente le rotatorie di tipo “single-lane”
e “double-lane” restano le più utilizzate al mondo,
anche in virtù della semplicità progettuale,
realizzativa e dei ridotti costi richiesti per la loro
costruzione e manutenzione. Per massimizzare
i benefici e al contempo limitare gli aspetti più
critici di queste due intersezioni, in termini di sicurezza
e di funzionalità, è stata recentemen-
te ideata una nuova rotatoria smart denominata
COM-Roundabout (Fig. 2) [3, 4]. Si tratta di
una rotatoria commutabile ed autoregolante nella
quale alcune corsie degli ingressi e quelle della
carreggiata anulare possono essere rese percorribili
o non utilizzabili in base ai livelli di traffico
misurati in tempo reale. Grazie all’uso di sistemi
di rilievo delle portate (ad es. con spire induttive
e smart camera), luci a LED poste sulla pavimentazione
e pannelli a messaggio variabile
(PMV o VMS, “Variable Message Sign”) installati
sulle corsie di immissione e sulla carreggiata anulare,
le correnti veicolari possono essere opportunamente
instradate sulle sole corsie temporaneamente
abilitate al transito in base alle portate
misurate ed ai livelli di servizio (LOS) desiderati.
La rotatoria potrà essere compatibile anche con
le emergenti tecnologie proprie dei veicoli autonomi
cooperativi (CAVs). In linea di principio, le
rotatorie commutabili e autoregolanti potranno
essere integrate sia nelle infrastrutture stradali
tradizionali, sia, ovviamente, nelle smart road
[5] al fine di alleviare fenomeni di congestione e
migliorare il più possibile la sicurezza stradale. In
breve, il sistema proposto funziona come di seguito
specificato (Fig. 2):
• le portate veicolari e la lunghezza delle code
vengono rilevate in tempo reale;
• il traffic manager system determina la matrice
Origine-Destinazione O/D dei flussi veicolari
e stima continuativamente i parametri psicotecnici
degli utenti (intervallo critico e tempo di
follow-up time); viene così calcolata l’effettiva
capacità della COM-Roundabout che può essere
ottimizzata individuando lo scenario ottimale
tra numerose configurazioni possibili (ad es. per
una rotatoria con quattro bracci del tipo di quella
di Fig. 2 se ne contano più di cinquanta [4]);
• lo scenario (layout) che individua una specifica
configurazione e modalità di regolamentazione
della rotatoria può essere modificato ad intervalli
di tempo fissi o variabili in base alla matrice
O/D stimata;
• i pannelli a messaggio variabile (PMV) ed i LED
(di colore rosso) posti sulla carreggiata in corrispondenza
delle strisce di demarcazione delle
corsie forniscono agli utenti le informazioni
loro necessarie per una corretta e sicura fruizione
dell’area di incrocio, ed i flussi veicolari
vengono di conseguenza canalizzati sulle sole
corsie segnalate come attive e percorribili in un
dato momento.
Ad esempio, quando il traffico è rado, LED e PMV
potranno instradare i veicoli su una sola corsia
attiva agli ingressi e sull’anello. In questo caso,
la COM-Roundabout potrà funzionare come una
rotatoria di tipo single-lane (Fig. 3a). Ne deriveranno
pochi punti di conflitto, bassi valori di velo-
Smart Road&Infrastrutture
72 6/2025 leStrade
leStrade 6/2025 73
cità praticate dagli utenti e, conseguentemente,
un modesto rischio di incidentalità; la rotatoria
in questa configurazione dovrà comunque offrire
una capacità degli ingressi maggiore delle portate
registrate sugli stessi. All’aumentare dei flussi
di traffico, per evitare fenomeni di saturazione
(flusso entrante uguale alla capacità offerta
dall’ingresso) o sovrasaturazione (domanda di
traffico superiore alla capacità dell’ingresso) potranno
essere attivate ulteriori corsie e il sistema
potrà al limite essere commutato in una rotatoria
di tipo “double-lane” (Fig. 3b), con un conseguente
significativo aumento della capacità ed un
netto miglioramento dei LOS grazie alla riduzione
del ritardo di controllo (“control delay”).
Considerato che il numero di corsie attive e transitabili
può differire da braccio a braccio, si possono
ipotizzare numerosi altri meccanismi di funzionamento
rispetto a quelli di Fig. 3, così come
meglio descritto in [4].
Prime indicazioni sulla capacità
e sulla incidentalità
Per le intenzioni a rotatoria si possono definire diversi
tipi di capacità. In genere, per le analisi di
traffico, si suole far ricorso alla capacità degli ingressi
(c i
), alla capacità semplice (c s
) e alla capacità
totale (c T
), quest’ultima deducibile o tramite
l’analisi delle sole corsie di immissione o
tramite il diagramma macroscopico fondamentale
del deflusso (Macroscopic Fundamental Diagram
MFD) che tiene implicitamente conto anche
del contributo delle corsie uscenti dalla rotatoria
e delle corsie anulari. Certamente, la capacità degli
ingressi (c i
) assume un ruolo essenziale per
la stima delle condizioni di saturazione delle corsie
di immissione in rotatoria, da cui poi derivano
ritardi, code e livelli di servizio (LOS) dei rami.
Il modello di calcolo della capacità degli ingressi
(c i
) della COM-Roundabout qui assunto per esaminare
il caso generale di differenti valori percen-
Fig. 2. Principio
di funzionamento
della COM-Roundabout [4].
tuali di CAVs (da 0% a 100%) nel flusso complessivo,
è il seguente [6]:
in cui
(1)
(2)
(3)
essendo t c
l’intervallo critico, t f
il follow-up time,
q c,i
il flusso circolante davanti il braccio i-esimo
della rotatoria mentre f A
e f B
dipendono dalla percentuale
di CAVs nel flusso totale (Tabella 2).
La Tabella 1 riporta i valori di A e B per diversi tipi
di rotatorie [6] ma, chiaramente, tramite le relazioni
(2) e (3) l’analista ha la possibilità di calibrare
il modello di calcolo della capacità in base
ai valori caratteristici dei parametri psicotecnici t c
Tabella 1. Valori dei coefficienti A e B del modello di capacità nel caso
di assenza di CAVs [6]
Configurazione ingressi e carreggiata anulare A B
Una corsia entrante ed una corsia anulare
1.380 1,02×10−3
Due corsie entranti ed una corsia anulare (per entrambe le corsie) 1.420 0,91×10−3
Una corsia entrante e due corsie anulari
1.420 0,85×10−3
Due corsie entranti e due corsie anulari - corsia di destra dell’ingresso 1.420 0,85×10−3
Due corsie entranti e due corsie anulari - corsia di sinistra dell’ingresso 1.350 0,92×10−3
certe condizioni di traffico, il layout D (Fig. 7)
può generare capacità anche di circa due volte
superiori rispetto a quelle stimabili per il layout
A (Fig. 4). Per ciò che riguarda la sicurezza, si
consideri quanto segue. Per il layout A (Fig. 4)
che è sostanzialmente assimilabile ad una rotatoria
di tipo single-lane, e per il layout D (Fig.
7), paragonabile ad una di tipo double-lane, nel
caso di ambito urbano le Safety Performance
Function sono date dalle seguenti due espressioni
tratte da [8]:
(4)
(5)
Sulla scorta di queste espressioni si può stimare
la frequenza annua attesa di incidenti utilizzano
la relazione [8]:
(6)
Dove ACF è la frequenza annua attesa di incidenti
(incidenti/anno), C è il fattore locale di calibrazione
e NSPF è la frequenza annua attesa di incidenti
in condizioni base (incidenti/anno), CMF i
sono i crash modification factors.
Tenuto conto della circostanza che la COM-Roundabout
è ancora in fase di studio e non sono quindi
disponibili dati empirici per la calibrazione dei
modelli di incidentalità, qui si assume C = 1.
La Fig. 8 riporta i valori della frequenza annua
attesa di incidenti ottenuta con la Eq. (6) nell’i-
(a)
(b)
Fig. 3. COM-Roundabout.
Scenario a: è attiva
e transitabile una corsia
anulare e, su ogni braccio,
una corsia di immissione.
La COM-Roundabout funziona
come una rotatoria di tipo
“single-lane”.
b) Scenario b: sono attive
e transitabili due corsie
anulari e, su ogni braccio, due
corsie di immissione.
La COM-Roundabout funziona
come una rotatoria di tipo
“double-lane” [4].
Tabella 2. Fattori di correzione della capacità in funzione della percentuale di CAVs [6]
Ingresso con 1 corsia
Ingresso con 2 corsie
Percentuale di 1 2 1 2 2
CAVs nella corrente Corsia sull’anello Corsie sull’anello Corsia sull’anello Corsie sull’anello Corsie sull’anello
veicolare Entrambe le corsie Corsia di sinistra Corsia di destra
CAVs [%] fA fB fA fB fA fB fA fB fA fB
0 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00
20 1.05 0.99 1.03 0.99 1.05 0.99 1.03 0.99 1.05 0.96
40 1.12 0.97 1.08 0.96 1.12 0.97 1.08 0.96 1.12 0.93
60 1.22 0.94 1.18 0.92 1.22 0.94 1.18 0.92 1.20 0.87
80 1.29 0.90 1.28 0.89 1.29 0.90 1.28 0.89 1.27 0.84
100 1.35 0.85 1.38 0.85 1.35 0.85 1.38 0.85 1.34 0.80
e t f
di un opportuno campione di utenti.
Le Figure 4-7 mostrano quattro diversi layout
operativi della COM-Roundabout ed i relativi valori
di capacità degli ingressi al variare dei flussi
circolanti di fronte gli stessi e delle percentuali
di CAVs. È del tutto evidente che all’aumentare
del numero di corsie attive e percorribili dai veicoli
aumenta la capacità del sistema [7], sebbene
al contempo si incrementa anche la frequenza
attesa di incidenti e quindi la rotatoria
diviene via via meno sicura. In particolare, per
potesi di diametro della rotatoria di 50 metri e
dimensioni degli altri elementi geometrici identiche
a quelle previste dal modello nelle cosiddette
“condizioni base” [8]. È evidente che a parità
di TGM il layout D dà luogo ad una frequenza annua
di incidenti ben maggiore di quella del layout
A. Ad esempio, per TGM prossimo a 30.000 veicoli
al giorno, si stima un valore di circa tre volte
maggiore. Pertanto, il layout D andrebbe attivato
solo se strettamente necessario, cioè durante gli
intervalli di tempo nei quali i flussi afferenti alla
Smart Road&Infrastrutture
74 6/2025 leStrade
leStrade 6/2025 75
rotatoria sono talmente elevati da giustificarne
l’attuazione. Viceversa, in caso di traffico ridotto
o rado è certamente preferibile selezionare il
layout A perché, a fronte di una minore capacità,
che va comunque sempre commisurata alla
domanda di traffico, incrementa sensibilmente la
sicurezza del nodo viario.
Conclusioni
Evidenze tecnico-scientifiche ormai ben consolidate
dimostrano che le rotatorie di piccole dimensioni
offrono elevata sicurezza ma bassa capacità
e sono quindi utilizzabili solo in caso di domanda
(a)
di traffico di modesto valore. Le rotatorie di grandi
dimensioni riescono invece a soddisfare livelli
di domanda di traffico anche relativamente elevati,
ma ciò spesso avviene a scapito della sicurezza.
Per poter ovviare ai predetti limiti, è stata
ideata la COM-Roundabout, ovvero una rotatoria
commutabile ed autoregolante compatibile con i
veicoli autonomi e cooperativi (CAVs).
La rotatoria commutabile è progettata in modo
da poter modificare il numero di corsie attive in
ingresso e sull’anello in base ai flussi veicolari rilevati
in tempo reale, risultando così compatibile
con un ampio range di valori del TGM.
Capacità dell'ingresso ci [veh/h]
(b)
4000
3000
2000
1000
0-1000 1000-2000 2000-3000 3000-4000
0
1
250
500
750
1000
1250
1500
1750
Flusso circolante q c,i [veh/h]
2000
0
60
Percentuale di
CAVs [%]
Fig. 4. Capacità dell’ingresso
in funzione del flusso
circolante e della
percentuale di CAVs.
Layout A (una corsia di
ingresso ed una corsia
anulare). Le corsie inattive
e non transitabili sono
evidenziate in rosso [4].
Bibliografia
Elvik, R., 2017. Road Safety Effects of Roundabouts: A Meta-Analysis. Accident
Analysis and Prevention 99: 364–371. doi:10.1016/j.aap.2016.12.018.
D.M. 19/4/2006. Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle intersezioni
stradali (GU Serie Generale n.170 del 24-07-2006).
Guerrieri, M., 2024. “COM-Roundabout”, Commutable Roundabout. Ministero delle
Imprese e del Made in Italy con domanda n. 202024000003394, del 09/08/2024.
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HCM 7th Edition, 2022. (Highway Capacity Manual, 7th Edition): A Guide for Multimodal
Mobility Analysis, TRB.
Mauro, R. 2010. Calculation of Roundabouts, Springer.
Ferguson E., Bonneson J., Rodegerdts L., Foster N., Persaud B., Lyon C., Rhoades
D., 2018. NCHRP Research Report 888: Development of Roundabout Crash
Prediction Models and Methods. Transportation Research Board of the National
Academies, Washington, D.C.
Le portate veicolari vengono misurate con sensori
e videocamere intelligenti mentre per regolamentare
le correnti di traffico, e per instradare
adeguatamente i veicoli sulle corsie desiderate,
si utilizzano pannelli a messaggio variabile (PMV)
e luci a LED fissate sulla pavimentazione in corrispondenza
delle strisce longitudinali della segnaletica
orizzontale. In tal modo, per flussi di traffico
bassi la rotatoria può funzionare con una sola
corsia agli ingressi e sull’anello. Si possono così
limitare le velocità medie veicolari in approccio
al nodo e quelle sulla carreggiata anulare, si riducono
al contempo i punti di conflitto tra le traiettorie
veicolari e pertanto aumenta la sicurezza
per gli utenti, come è stato per altro possibile
dedurre con modelli analitici di stima della frequenza
attesa degli incidenti stradali. Invece, per
flussi maggiori si possono attivare automaticamente
le corsie aggiuntive.
Si tratta, quindi, di un’infrastruttura adattiva che
offre nel caso di una rotatoria a quattro bracci
oltre cinquanta diverse configurazioni da poter
selezionare e modificare a seconda dell’intensità
e della distribuzione dei flussi afferenti al
nodo viario.
La rotatoria commutabile e autoregolante presentata
nell’articolo si inserisce nel più ampio
contesto delle Smart Road che dovranno essere
sempre più in grado di scambiare informazioni
con i veicoli di nuova generazione e di adattarsi
dinamicamente alle esigenze dell’utenza e ai livelli
di traffico. nn
Capacità dell'ingresso ci [veh/h]
4000
3000
2000
1000
0
0-1000 1000-2000 2000-3000 3000-4000
1
200
400
600
800
1000
1200
1400
1600
1800
2000
0
60
Percentuale di
CAVs [%]
Fig. 5. Capacità dell’ingresso
in funzione del flusso
circolante e della
percentuale di CAVs.
Layout B (una corsia
di ingresso e due corsie
anulari). Le corsie inattive
e non transitabili sono
evidenziate in rosso [4].
Fig. 7. Capacità dell’ingresso
in funzione del flusso
circolante e della
percentuale di CAVs.
Layout D (due corsie
di ingresso e due corsie
anulari). Tutte le corsie
disponibili sono attive
e transitabili [4].
Capacità dell'ingresso ci [veh/h]
0-1000 1000-2000 2000-3000 3000-4000
4000
3000
2000
1000
0
1
200
400
600
800
1000
1200
1400
1600
1800
2000
0
60
Percentuale di
CAVs [%]
(a)
(b)
Flusso circolante q c,i [veh/h]
(a)
(b)
Flusso circolante q c,i [veh/h]
(a)
Capacità dell'ingresso ci [veh/h]
(b)
4000
3000
2000
1000
0-1000 1000-2000 2000-3000 3000-4000
0
1
200
400
600
800
1000
1200
1400
1600
1800
Flusso circolante q c,i [veh/h]
2000
0
80
40
Percentuale di
CAVs [%]
Fig. 6. Capacità dell’ingresso
in funzione del flusso
circolante e della
percentuale di CAVs.
Layout C (due corsie
di ingresso ed una corsia
anulare). Le corsie inattive
e non transitabili sono
evidenziate in rosso [4].
Fig. 8. Frequenza annua
attesa di incidenti
in funzione del TGM.
a) La COM-Roundabout
è regolamentata secondo
il Layout A (Fig. 4).
b) La COM-Roundabout
è regolamentata secondo
il Layout D (Fig. 7).
frequenza annua di incidenti
[incidenti/anno]
(a)
0,7
0,6
0,5
0,4
0,3
0,2
0,1
0
0 5000 10000 15000 20000 25000 30000 35000
TGM [veicoli/giorno]
frequenza annua di incidenti
[incidenti/anno]
(b)
2,5
2,0
1,5
1,0
0,5
0,0
0 5000 10000 15000 20000 25000 30000 35000
TGM [veicoli/giorno]
Smart Road&Infrastrutture
76 6/2025 leStrade
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antenne distribuite sulla tratta e a dispositivi a
bordo veicolo, abilita l’interazione tra l’infrastruttura
e i veicoli connessi.
L’obiettivo dell’iniziativa, promossa dal Ministero
delle Infrastrutture e dei Trasporti nell’ambito
dei progetti del Centro Nazionale per la Mobilità
Sostenibile (MOST), è quello di migliorare l’esperienza
di viaggio, nel segno di una mobilità sempre
più efficiente e sicura.
La sperimentazione su strada
Il Centro di controllo del traffico di Tangenziale di
Napoli, sviluppato e integrato da Movyon, riceve
i dati relativi alla viabilità e agli eventi stradali
grazie ai sensori del traffico, ai portali e alle telecamere
smart, lungo l’infrastruttura e i veicoli
connessi adeguano la propria velocità in funzione
dell’indicazione ricevuta. Con queste informazioni,
il sistema, sviluppato da Movyon, alimenta
un modello di traffico, realizzato dall’Università
di Napoli Federico II, che elabora e suggerisce la
migliore velocità per fluidificare il traffico stesso
e ridurre le code. La dimostrazione si è svolta
utilizzando sia un veicolo connesso a guida autonoma,
in grado di adeguare automaticamente
la propria velocità in base alle indicazioni ricevute,
sia alcuni veicoli di Tangenziale di Napoli abilitati
a ricevere la stessa informazione e a renderla
disponibile al guidatore. Lo scopo è quello
di ottenere il cosiddetto effetto “onda verde” riducendo
le attese nel traffico e aumentando la
sicurezza in strada.
tutta la percorrenza della Tangenziale di Napoli,
per rendere l’intera infrastruttura di rete una
Smart Road a tutti gli effetti.
Questa sperimentazione sulla Tangenziale di
Napoli potrebbe portare alla prima “bollinatura”
Smart Road in Italia, in ottemperanza ai requisiti
del Decreto Ministeriale 70/2018, e, promuovendo
la cooperazione tra infrastruttura stradale
e veicoli, rappresenta un importante, ulteriore
tassello di trasformazione digitale.
Il Gruppo Autostrade per l’Italia, per mezzo di
questa soluzione proposta da Movyon, prosegue
il proprio percorso per la sperimentazione e lo
sviluppo di soluzioni innovative a supporto dei
veicoli connessi a guida autonoma; prima concessionaria
in Italia a consentire la circolazione di
questa tipologia di mezzi sulla propria infrastruttura
a traffico aperto, con l’integrazione di tecnologie
avanzate e l’utilizzo dei dispositivi di comunicazione
già installati lungo la rete.
La voce di Movyon
Cerchiamo di vederci più chiaro su un’iniziativa
che reclama la nostra integrale attenzione, con le
considerazioni dell’ing. Benedetto Carambia, responsabile
del gruppo Ricerca & Sviluppo di Movyon
(da noi incontrato alla recentissima edizione
degli Asecap Days a Madrid).
Soluzioni
Aspi, la sperimentazione
del “Dynamic Speed Limit”
Un sistema, sviluppato da Movyon, renderà possibile modulare la velocità
di transito con l’obiettivo di fluidificare il traffico. Plurimi i vantaggi:
diminuzione dei tempi di percorrenza e riduzione delle emissioni fino al 15%
Guida autonoma e intelligenza artificiale rivoluzionano
il viaggio in autostrada: Autostrade per
l’Italia (Aspi) sperimenta la funzionalità del “Dynamic
Speed Limit”, vale a dire il primo servizio in
Italia che, in condizioni di traffico aperto, suggerisce
ai veicoli la velocità ottimale di percorrenza
lungo la Tangenziale di Napoli (Tana), rendendo
l’infrastruttura protagonista di una nuova visione
della mobilità intelligente. Per la prima volta
una flotta di utilitarie in servizio su Tana e un’auto
a guida autonoma, una Maserati GranCabrio
Folgore, equipaggiata con il robo-driver del Politecnico
di Milano, connesse con antenne sulla
rete, hanno ricevuto indicazioni sulla velocità
da tenere per evitare la propagazione di code.
Questo è stato possibile grazie al sistema di ultima
generazione sviluppato da Movyon, operatore
tecnologico del Gruppo Aspi, che, grazie a
Fabrizio Parati
L’ing. Benedetto Carambia,
responsabile del gruppo
Ricerca & Sviluppo di Movyon.
Riduzione delle emissioni
e dei tempi di percorrenza
In linea con gli studi e le simulazioni effettuate
a livello internazionale, Movyon stima che l’adozione
di questo sistema consenta potenzialmente
una riduzione delle emissioni e dei tempi di percorrenza
in una forbice tra il 5% e il 15% e una
diminuzione degli incidenti tra il 10% e il 30%.
Sulla Tangenziale di Napoli, con l’utilizzo dell’intelligenza
artificiale e tramite sensori, portali e
telecamere, il sistema ha già raccolto ed elaborato
in media circa 3,5 milioni di dati di transito al
giorno. Fra le informazioni classificate ci sono: la
classe del veicolo; la direzione di marcia; la corsia
di marcia; la velocità; la lunghezza veicolo ed
headway, ovvero la distanza temporale tra il veicolo
e quello che lo precede.
La prima “bollinatura”
Smart Road in Italia
A valle dei primi test di “Dynamic Speed Limit”
con l’auto a guida autonoma del Politecnico di Milano
in un tratto a “traffico aperto” di tre chilometri,
da Vomero a Fuorigrotta, entro la fine dell’anno
si prevede di dotare con antenne e sensori
Smart Road&Infrastrutture
78 6/2025 leStrade
leStrade 6/2025 79
Detenete il primato delle sperimentazioni
in condizioni di traffico aperto, in consonanza
con il ruolo di Movyon, che è spesso
voce stessa dell’innovazione: c’è, infatti,
un antecedente alla sperimentazione sulla
Tangenziale di Napoli
In effetti, sì. Sempre in collaborazione con il Politecnico
di Milano, abbiamo già operato a traffico
aperto, in un tratto dell’autostrada A26,
con un veicolo a guida autonoma. In quel caso
abbiamo testato una tecnologia attinente al
tema del posizionamento di precisione in contesti
dove il posizionamento satellitare poteva
non essere garantito. I test sono stati condotti,
infatti, anche all’interno di una delle gallerie
della A26.
Nel caso della Tangenziale di Napoli, invece, al
nostro “primato” della guida autonoma a traffico
aperto su tratta autorizzata, secondo il Decreto
Ministeriale 70/2018, abbiamo aggiunto
la capacità di influenzare il moto del veicolo,
decidendo centralmente la velocità da consigliare
per fluidificare sempre di più il traffico e
aumentare la sicurezza.
Rispetto alla prima sperimentazione, abbiamo
aggiunto più intelligenza lato infrastrutturale
e abbiamo restituito l’informazione al veicolo
a guida autonoma che, a quel punto, ha adeguato
il proprio moto sulla scorta delle informazioni
ricevute.
Le logiche di Dynamic Speed possono essere
applicate in più contesti a livello mondiale.
Lo stato dell’arte ci consegna differenti
esempi in giro per il mondo. A volte le logiche
sono dettate dalla sostenibilità, ma in
altri casi dalle condizioni di traffico o della
pavimentazione. Che cosa caratterizza la
sperimentazione napoletana?
Nel caso di veicoli a guida autonoma, quell’azione
non è più un suggerimento - come accade in alcune
altre sperimentazioni - ma è realmente applicata.
È cambiato il contesto di collaborazione
tra il veicolo e l’infrastruttura che utilizza tecnologie
di tipo SAts (Smart Assisted Traffic Systems).
Introducendo la comunicazione con i veicoli si riducono
i tempi di reazione.
Ci spieghi meglio l’apporto di Movyon all’interno
di questo progetto
Abbiamo sviluppato il progetto con il Politecnico
di Milano per i veicoli a guida autonoma, ma la
tecnologia a bordo del veicolo è made in Movyon
Electronics (il nostro polo tecnologico dedicato
alle apparecchiature elettroniche). All’installazione
delle antenne lungo la strada, le cosiddette
Road Site Units, che permettono all’infrastruttura
di dialogare con i veicoli connessi, abbiamo associato
la condizione del veicolo connesso con una
On Board Unit: a bordo del veicolo sono state installate
delle On Board Units di Movyon Electro-
nics. L’idea è quella di comunicare con i veicoli
anche se essi non sono dotati di tecnologia a
guida autonoma. È sufficiente che siano veicoli
connessi. L’On Board Unit di Movyon Electronics
è pensata per una soluzione di tipo aftermarket:
si adegua perfettamente anche ai mezzi già
in commercio. Ecco perché stiamo attrezzando
una buona parte della flotta dei veicoli di Tangenziale
di Napoli (circa una trentina: da quelli
operativi usati dagli operatori di viabilità a quelli
che seguono le attività di manutenzione, ecc.):
tali veicoli percorreranno in lungo e in largo la
Tangenziale raccogliendo le informazioni e scambiandole
con la centrale di traffico.
Movyon non si è limitata a fornire equipaggiamenti,
ma c’è stato un accentuato lavoro di integrazione:
abbiamo pensato a un sistema cooperativo
in cui tutte le parti vengono messe in
gioco. Ci sono i dati raccolti sul campo (usiamo
tantissima tecnologia radar: già oggi impiegata
per fare enforcement e per classificare i veicoli)
insieme alle tecnologie delle telecamere fisse.
La Tangenziale di Napoli è una delle tratte
stradali più trafficate in Italia: su di essa raccogliamo
circa tre milioni mezzo di dati al giorno.
Tutti questi dati devono, però, essere filtrati e
analizzati secondo le indicazioni del già citato
Decreto smart road. Noi li abbiamo sintetizzati
e, in tal modo, è come se fossero degli occhi
che raccolgono le immagini di contesto. Preparano
l’informazione per un elemento senziente,
un cervello, che è il modello di traffico. A
quel punto, il modello fa una previsione di come
il traffico potrebbe variare nell’arco di un certo
lasso di tempo e noi, grazie alle antenne, riusciamo
a comunicare la nuova informazione,
in questo caso di velocità, che limita la propa-
Smart Road&Infrastrutture
80 6/2025 leStrade
leStrade 6/2025 81
leStrade
Aeroporti Autostrade Ferrovie
PONTI&VIADOTTI
gazione della coda. In questa sperimentazione
sulla Tangenziale di Napoli abbiamo collaborato
con le università che sono all’interno del progetto
MOST (il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile):
una collaborazione tra 25 università
(in cui quella di Napoli ha un ruolo chiave), e relativi
centri di ricerca, e 24 grandi imprese attive
nell’ambito della mobilità e delle infrastrutture.
Le antenne sono già installate su tutta la
Tangenziale?
L’obiettivo è installarle su tutti i 22 chilometri della
Tangenziale entro la fine dell’anno, ma non
solo: abbiamo seguito tutte le integrazioni tecnologiche
che richiede il Decreto. La collaborazione
con l’Osservatorio Smart Road del Ministero è
stata molto importante, perché abbiamo avuto
l’opportunità di calibrarci sulle necessità espresse
a livello ministeriale e abbiamo valutato insieme
ai tecnici del ministero quali fossero le priorità
tecnologiche da implementare e le funzionalità
che la Smart Road deve avere. Questo è solo un
esempio di come la tecnologia può aiutare a limitare
gli impatti degli eventi di traffico o migliorare
le condizioni di sicurezza.
Le Smart Road abilitano tutta una serie di
servizi per l’utenza
Sì, e noi intendiamo continuare ad innovare per
fornire sempre più servizi: da quelli legati alla
viabilità a quelli a favore del gestore infrastrutturale,
per migliorare le condizioni di manutenzione
(anch’esse hanno effetti sulla sicurezza).
Ma si possono implementare anche dei meccanismi
premianti per veicoli che, pur non essendo
a guida autonoma, possano indirizzare l’utente
a seguire certe scelte consigliate.
Servirebbe ulteriore tecnologia per fare tutto
questo?
Abbiamo dimostrato che la tecnologia c’è ed è
applicabile. Perché essa possa portare a degli impatti
rilevanti è importante che sia il più possibile
diffusa: è necessario che il numero di veicoli o
di utenti che utilizzano questo tipo di servizi sia
sempre maggiore.
A vostro avviso qual è l’ottica di sviluppo
Il panorama dei veicoli connessi è crescente perché
i mezzi di ultima generazione nascono con
una capacità di connessione. Non a caso, noi implementiamo
tecnologie ibride: da quelle di tipo
cellulare a quelle a short range. La connettività
non è più il principale limite. La partita oggi si
gioca sui servizi, soprattutto su quelli che portano
a reali vantaggi per l’utenza.
Le prossime tappe della sperimentazione
napoletana?
Completare l’infrastrutturazione della Tangenziale
entro fine anno, ma, soprattutto, focalizzarci
sul tema operativo, che non è per niente banale.
Il nostro obiettivo è ottenere la prima “bollinatura”
Smart Road in Italia, secondo i requisiti del
Decreto Ministeriale 70/2018. Per noi questo sarebbe
un risultato molto importante. nn
n Completate le operazioni di varo
del nuovo ponte ad arco in acciaio che
scavalca l’autostrada A1
all’altezza di Tor Vergata (RM).
n CDA Anas: approvata la stipula della
convenzione con Roma Capitale per i lavori
di realizzazione del Ponte dei Congressi con
un investimento di circa 300 milioni.
n Laterlite per la rinascita
del ponte del Pianello.
n ULMA per riparare e rinforzare
nel rispetto delle strutture.
Smart Road&Infrastrutture
82 6/2025 leStrade
Le caratteristiche dell’opera
Realizzato tra il 1916 e il 1918 in sostituzione
di un piccolo ponte medievale, il ponte del Pianello
tuttora collega il rione di Borgo Pianello
con la frazione di Capodigiano, a tre chilometri
dal centro urbano. Le caratteristiche strutturali
dell’opera sono quelle di un ponte ad arco, di
luce complessiva di circa 77 metri e di altezza
massima di circa 105 metri.
La struttura principale è costituita da quattro
archi parabolici paralleli, con luce di 38,2 metri
e freccia di 11,2 metri, disposti a interasse
trasversale di 1,3 metri e mutuamente collegati.
Sulle quattro arcate spiccano i pilastrini che,
insieme ai telai disposti al di fuori delle imposte
degli archi e poggiati direttamente su roccia, sostengono
la travata di impalcato. Quest’ultima
si sviluppa per tutta la lunghezza del ponte con
schema di trave continua su 21 appoggi a interasse
medio di circa 3,9 metri.
L’intervento
L’età avanzata del manufatto, e in particolare
l’esteso ammaloramento del calcestruzzo armato
della struttura di appoggio, rendevano necessario
un intervento tempestivo per il ripristino
e la messa in sicurezza dell’opera.
Dopo una serie di test e analisi dettagliate
orientate ad accertare l’effettivo stato di conservazione
del ponte, la scelta del progettista
e direttore dei lavori, ing. Rosario Cerone, con
l’impresa esecutrice, la A.P. Costruzioni di Casapesenna
(CE), è caduta sui sistemi di rinforzo
Ruregold a base di materiali compositi FRCM,
che per le loro caratteristiche tecniche e applicative
sono apparsi quelli più idonei per un intervento
di una certa complessità anche per le
caratteristiche del sito.
Nel caso in questione si è optato per il sistema di
rinforzo composto da PBO-Mesh 70/18, una rete
bidirezionale in fibra di PBO da 70 g/m 2 in ordito
e 18 g/m 2 in trama disponibile in due altezze
(50 e 100 centimetri), e la matrice inorganica fibrata
MX-PBO Calcestruzzo, che consente l’ottimale
trasferimento delle tensioni dall’elemento
strutturale alla rete di rinforzo. La posa del sistema
ha previsto la rimozione delle parti ammalorate
del copriferro e passivazione dei ferri
d’armatura, ove necessario la ricostruzione volumetrica
del copriferro e la successiva applicazione
del sistema Ruregold mediante posa di una
prima mano di matrice MX-PBO Calcestruzzo, applicazione
della rete PBO-MESH 70/18 mediante
inglobamento nel primo strato di matrice ancora
fresca e posa di una seconda mano di matrice
MX-PBO Calcestruzzo.
Complessivamente sono stati posati circa 5.000
metri quadrati di rinforzi, che hanno consentito
di ottenere il ripristino della completa funzionalità
del manufatto. nn
Risanamenti
Laterlite per la rinascita
del ponte del Pianello
Il ponte del Pianello è un manufatto storico: è uno dei primi ponti
in calcestruzzo armato costruiti nel Meridione. Ora ha recuperato
la propria integrità con i sistemi di rinforzo FRCM in fibre di PBO
Ponti, viadotti e altre opere stradali e ferroviarie
costituiscono un patrimonio infrastrutturale
strategico, spesso non privo di valore
storico-architettonico oltre che funzionale.
Frequenti sono gli interventi dettati dalla necessità
di mantenere in efficienza, ripristinare
eventuali fenomeni di degrado, adeguare prestazioni
e sicurezza di questo patrimonio. Uno
di tali interventi ha interessato il ponte del Pianello,
che si trova nel comune di Muro Lucano
(PZ). Si tratta di uno dei primi ponti in calcestruzzo
armato costruiti nel Meridione. Per
il suo consolidamento sono state utilizzate le
soluzioni per il rinforzo strutturale Ruregold a
base di materiali compositi FRCM.
Ruregold è specializzata nei sistemi di rinforzo
delle strutture in calcestruzzo e muratura con
le soluzioni FRCM (Fiber Reinforced Cementitious
Matrix), costituite da fibre lunghe in PBO
e carbonio ad elevate prestazioni, annegate in
una speciale matrice inorganica capace di assicurarne
l’adesione al supporto.
Edvige Viazzoli
Ponti&Viadotti
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leStrade 6/2025 85
Opere
Il nuovo ponte ad arco sull’A1
Anas ha completato le operazioni di varo del nuovo ponte ad arco
in acciaio che scavalca l’autostrada A1 all’altezza di Tor Vergata (RM)
Mauro Armelloni
L’imponente struttura, con una luce di 83 metri,
rappresenta un elemento chiave del più ampio
intervento di “Completamento viabilità di collegamento
autostrada A1 compendio Tor Vergata,
un’opera strategica del valore di 28,4 milioni
di euro inserita nell’Intervento 72 del DPCM
11/06/2024.
Anas ha eseguito i lavori in qualità di soggetto attuatore
per conto del Commissario Straordinario
del Governo per il Giubileo, Roberto Gualtieri.
Le operazioni di varo si sono svolte con la tecnica
della spinta. Hanno visto l’assemblaggio progressivo
dell’impalcato in un’area di cantiere adiacente
e il successivo spostamento in posizione definitiva
con l’utilizzo di martinetti idraulici.
La complessità dell’intervento è stata gestita grazie
all’impiego di tecnologie avanzate e la specializzazione
delle maestranze.
Come è fatto
Il nuovo ponte, caratterizzato da un design moderno
e funzionale, sostituisce i due cavalcavia
esistenti ormai obsoleti. Si distingue per la propria
particolare architettura con un impalcato appeso
a 23 coppie di pendini disposti radialmente
sugli archi. Questa soluzione ingegneristica garantisce
elevate prestazioni strutturali e conferisce
all’opera un’estetica peculiare. L’impalcato
ospiterà la carreggiata stradale, una pista ciclopedonale
e una passerella di servizio. Con un notevole
miglioramento della connessione tra i due
lati dell’autostrada e la viabilità locale.
L’intervento complessivo
È prevista la realizzazione di due nuove rotatorie
su via di Passo Lombardo, la prosecuzione delle
complanari, cinque rampe di collegamento e un
nuovo asse viario.
Allo stato attuale, i lavori hanno raggiunto un
avanzamento di circa il 70%, con la previsione di
apertura al traffico entro la fine di giugno. L’area
di Tor Vergata sarà così pronta a ospitare il Giubileo
dei Giovani dal 28 luglio al 3 agosto.
Anas con questo intervento rinnova e rilancia il
proprio impegno per il miglioramento della rete
infrastrutturale del Paese nella garanzia di collegamenti
sempre più efficienti e sicuri per la collettività.
Un’opera tanto attesa dal territorio
«Il varo di questo nuovo ponte rappresenta un
passo fondamentale per il completamento di
un’opera attesa da tempo dal territorio – ha dichiarato
l’Amministratore Delegato di Anas, Claudio
Andrea Gemme - questa infrastruttura migliorerà
la fluidità del traffico e la sicurezza degli
utenti della strada e contribuirà alla riqualificazione
urbana del quadrante di Tor Vergata, con
nuove opportunità di mobilità sostenibile grazie
alla pista ciclopedonale». nn
Ponti&Viadotti
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Opere
Il nuovo Ponte dell’Industria
Un complesso intervento ingegneristico da diciotti milioni di euro:
è stato riaperto al traffico il nuovo Ponte dell’Industria, a Roma,
con una struttura completamente rinnovata, in acciaio, e più ampia
Carlo Dossi
I lavori per il Ponte dell’Industria, tra le “opere essenziali
e indifferibili” del Giubileo, sono stati realizzati
dal Gruppo FS Italiane, attraverso la sua società
operativa Anas, per un investimento economico di
18 milioni di euro (di cui 13 milioni di fondi giubilari
e cinque milioni di Roma Capitale).
Il Ponte dell’Industria, noto anche come “Ponte di
Ferro”, è situato in una posizione strategica per
la mobilità di Roma: rappresenta un’infrastruttura
fondamentale per i collegamenti tra i quartieri
Ostiense e Marconi. L’opera, di grande valore
storico e ingegneristico, è stata preservata
e adeguata alle esigenze della mobilità contemporanea
dopo un complesso lavoro di consolidamento
e riqualificazione.
Ponti&Viadotti
L’incendio di ottobre 2021
Nella notte tra il 2 e 3 ottobre 2021, il Ponte ha
subìto gravi danni agli elementi strutturali a causa
di un incendio. Il 12 dicembre 2021, a seguito
delle indagini del Dipartimento Infrastrutture
e Lavori Pubblici di Roma Capitale, l’infrastruttura
è stata riaperta, in via provvisoria, al transito
dei veicoli con esclusione di quelli con carico superiore
a 3,5 tonnellate. Con l’esito della valutazione
della sicurezza di Roma Capitale, il Ponte
è stato definito transitabile soltanto per cinque
anni, dopodiché, in assenza di interventi di tipo
strutturale, sarebbe stato definitivamente chiuso
all’utenza.
L’intervento realizzato da Anas
Ha rappresentato una sfida ingegneristica senza
precedenti, ha permesso l’attuazione di soluzioni
innovative e l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia
che hanno consentito la completa messa
a norma, anche antisismica, dell’opera. La struttura
è tornata, così, transitabile da mezzi pesanti,
autobus e veicoli ed è nato un percorso ciclopedonale
protetto.
I lavori di consolidamento
La fase più delicata dei lavori è stata il consolidamento
delle fondazioni, intervento cruciale
per garantire la stabilità di una struttura con oltre
150 anni di storia. Il consolidamento è stato
fatto mediante colonne di grande diametro, circa
1,7 metri, posizionate all’esterno delle pile esistenti,
spinte fino a 59 metri di profondità, pari a
un palazzo di circa 20 piani.
La tecnica utilizzata: il jet grouting
Sono state realizzate 58 colonne in alveo e 24
sulle spalle del ponte, per un totale di 2.928 metri
lineari di colonne e oltre cinque milioni di chilogrammi
di cemento iniettato con il jet grouting.
Si tratta di una tecnica innovativa, fino a oggi mai
applicata, che prevede l’iniezione, ad elevatissima
velocità, di una miscela legante per il consolidamento
del terreno. Questa particolare tecnica
ha permesso di procedere dall’alto dell’impalcato
esistente verso il basso, senza dover deviare
il flusso del fiume Tevere con un conseguente allungamento
dei tempi di realizzazione.
Smontaggio e montaggio
dell’impalcato
Complesse anche le operazioni di smontaggio e
montaggio dell’impalcato: la prima operazione,
svolta in più fasi, si è avvalsa di una gru da 600
tonnellate per sollevare le campate. La nuova
struttura, tutta in acciaio, è stata assemblata in
tre conci e varata a spinta: una procedura che ha
richiesto opere propedeutiche e l’utilizzo di attrezzature
specializzate. Sono state poi concluse
le fasi di abbassamento graduale dell’impalcato,
con l’utilizzo di martinetti idraulici e castelletti
metallici. Il ponte, a causa della presenza di numerosi
sottoservizi nell’area di montaggio che
non hanno permesso uno scavo per un posizionamento
più agevole dell’opera, è stato fin dall’inizio
posizionato a una quota superiore al piano
viabile di 2,5 metri; poi è stato abbassato di circa
20 centimetri al giorno fino al raggiungimento
del piano stradale.
In contemporanea, è stato avviato l’assemblaggio
e il varo delle campate di sbarco sulle spalle,
il montaggio dei camminamenti e dei parapetti
per il transito ciclopedonale, l’impermeabilizzazione
dell’impalcato, la posa dei giunti e l’ultimo
strato di pavimentazione per poi procedere con il
collaudo finale. Il restauro delle arcate del ponte,
affidato a un’impresa specializzata, sarà completato
entro l’estate. A seguire, entro il 2025, saranno
ricollocate sull’infrastruttura.
Con la riapertura del Ponte dell’Industria, il Gruppo
FS conferma il suo impegno strategico per la
valorizzazione e la tutela del patrimonio infrastrutturale
del Paese con un’attenzione particolare,
non solo alla sicurezza e alla funzionalità,
ma anche alla valorizzazione architettonica e storica
delle opere.
La cerimonia di apertura
Alla cerimonia di apertura erano presenti Matteo
Salvini, Vicepresidente del Consiglio dei Ministri
e Ministro delle Infrastrutture e Trasporti; Roberto
Gualtieri, Sindaco di Roma Capitale e Commissario
Straordinario di Governo; Ornella Segnalini,
Assessore ai Lavori Pubblici e alle Infrastrutture
di Roma Capitale; Tommaso Tanzilli, Presidente
del Gruppo FS Italiane; Claudio Andrea Gemme,
Amministratore Delegato di Anas. nn
88 6/2025 leStrade
leStrade 6/2025
89
FINO A 1250 t.
SOLLEVIAMO I VOSTRI PROGETTI
MOVIMENTAZIONE INDUSTRIALE E TRASPORTI ECCEZIONALI NAZIONALE E INTERNAZIONALE,
REALIZZANDO PROGETTI DI SOLLEVAMENTO, LAVORI AEREI CON PIATTAFORME, TRASPORTI
ECCEZIONALI E LOGISTICA.
QUALITÀ, SICUREZZA E TEMPESTIVITÀ.
Opere
Il Ponte dei Congressi
CDA Anas: approvata la stipula della convenzione con
Roma Capitale per i lavori di realizzazione del Ponte
dei Congressi con un investimento di circa 300 milioni
Il Consiglio di amministrazione di Anas ha approvato
la stipula della convenzione fra l’azienda del
Gruppo FS e Roma Capitale per i lavori di realizzazione
del Ponte dei Congressi, della viabilità
accessoria e sistemazione delle banchine del Tevere
e dell’adeguamento del Ponte della Magliana,
come stabilito dal DPCM dell’11 giugno 2024,
per un investimento di circa 300 milioni di euro.
Il Cda ha verificato e approvato anche l’aggiornamento
del progetto definitivo, per il contestuale
avvio delle attività.
L’opera
Il Ponte dei Congressi collegherà l’autostrada di
Fiumicino e il quartiere dell’Eur. L’obiettivo dei lavori
è la riabilitazione di una parte significativa
della valle del Tevere. Il progetto infrastrutturale
e quello ambientale fanno parte di un intervento
integrato volto a recuperare un luogo fondamentale
per la città costituito dalle banchine del
Tevere nel tratto compreso tra il Ponte della Magliana
ed il Nuovo Ponte dei Congressi.
Il cuore dell’intervento comprende la realizzazione
di un nuovo tracciato stradale, il miglioramento
e l’adeguamento della viabilità laterale
alla nuova infrastruttura, la costruzione di una
nuova area ciclopedonale e del Parco Fluviale del
Tevere circostante la zona. nn
Ponti&Viadotti
90 6/2025 leStrade
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Vernazza Autogru presente sul mercato fin dal 1946,
ricopre oggi un ruolo primario, in ambito nazionale ed
internazionale, nel campo del sollevamento, dei lavori aerei
a mezzo piattaforme e dei trasporti eccezionali.
I campi di specializzazione riguardano il sollevamento e il
trasporto di macchine operatrici, turbine, mezzi pesanti,
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sui ponti, nei grandi impianti, garantendo in ogni
condizione qualità, sicurezza e tempestività: siamo insieme
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Soluzioni
ULMA per riparare e rinforzare
nel rispetto delle strutture
I ponti non sono invulnerabili, purtroppo. Riparazione e manutenzione
sono azioni irrinunciabili per assicurare integrità alle strutture.
Vediamo qui una panoramica delle valide soluzioni proposte da ULMA
La riparazione e la manutenzione sono fondamentali
per prolungare la durata delle strutture senza
alterarne la storia o l’aspetto. È qui che le soluzioni
integrali di ULMA svolgono un ruolo fondamentale,
che si tratti dei nostri ponteggi o dei più innovativi
sistemi standardizzati, l’obiettivo è sempre lo
stesso: garantire sicurezza, efficienza e interferenze
minime con l’ambiente, riducendo al contempo
le interruzioni del traffico e della vita quotidiana.
In ULMA comprendiamo l’importanza di mantenere
l’integrità dei ponti. Con la stessa precisione e
dedizione con cui partecipiamo alla costruzione, lo
facciamo nei processi di riabilitazione, riparazione
o manutenzione. Per questo motivo, offriamo soluzioni
personalizzate, che rispondono a ogni situazione
specifica, tipo di intervento ed esigenze
uniche di ogni progetto. Con un’ampia gamma di
prodotti, compatibili tra loro, in Ulma affrontiamo
ogni sfida puntando sull’innovazione, la sostenibilità
e la digitalizzazione. La nostra vasta esperienza
in questo campo ci permette di contribuire a garantire
la longevità e la funzionalità di questo tipo
di infrastrutture.
Spagna, ponte di Bizkaia
La ristrutturazione del ponte si è concentrata
su due aspetti chiave: la verniciatura e la riparazione.
Si è proceduto con la rivitalizzazione
della struttura metallica con una nuova mano di
vernice, proteggendola dalla corrosione e mi-
Il ponte di Bizkaia
Tipologia: ponte metallico in acciaio
Lunghezza: 160 metri
Campate: una
Altezza massima pile: 120 metri
Prodotti impiegati: ponteggio Multidirezionale BRIO
e accessi temporanei (per maggiori informazioni
vedi i QR code)
Sopra, il ponte di Bizkaia, in Spagna.
Ufficio marketing
ULMA Construction S.r.l.
A lato, il ponte Grot-Rowecki,
in Polonia.
gliorandone l’estetica e, per garantire il transito
sicuro e regolare della cabina, si è riparato il
ponte in cui si trovano le rotaie.
Il traghetto più antico del mondo
dichiarato Patrimonio dell’Umanità
dall’UNESCO
Il ponte è stato completamente rivestito con ponteggio
multidirezionale BRIO. Con 800 tonnellate
di materiale sono state installate quattro torri di 68
metri di altezza appoggiate direttamente a terra,
mentre i 162 metri di piattaforme di lavoro sono
stati appesi alla capriata dell’impalcato del ponte.
Polonia, ponte Grot-Rowecki
Costruito negli anni Settanta, il ponte Grot-
Rowecki è tra i più lunghi e trafficati di Varsavia.
È stato necessario intervenire per il suo ammodernamento
attraverso il rinforzo e l’allargamento
della corsia in entrambe le direzioni. Si è poi
proceduto con la sabbiatura e la verniciatura, con
Il ponte Grot-Rowecki
Tipologia: ponte metallico in acciaio
Lunghezza: 645 metri
Campate: sette
Luce massima: 120 metri
Larghezza: 46 metri
Prodotti impiegati: ponteggio Multidirezionale BRIO
e accessi temporanei. Sistema MK (per maggiori informazioni
vedi i QR code)
English Version
Bridges. Repair and reinforce
Bridges are vital to modern infrastructure, but
they are not invulnerable. Subject to damage and
wear, they require specialised repairs to remain
functional. Environmental, natural and human
factors can undermine their integrity
Repair and maintenance are crucial to extending their life span without
altering their history or appearance. This is where ULMA’s integral
solutions play a fundamental role. Whether this is through
our scaffolding or the most innovative standardised systems, the
goal is always the same: ensure safety, efficiency and minimal interference
with the environment, while reducing disruption to traffic
and daily life.
At ULMA, we understand the importance of maintaining the integrity
of bridges. With the same precision and dedication with which we
participate in the construction phase, we do so in the restoration,
repair or maintenance processes. To do this, we offer customised
solutions, which respond to each specific situation, type of intervention
and the unique requirements of each project. With a wide range
of mutually compatible products, Ulma approaches every challenge
by focusing on innovation, sustainability and digitalisation.
Our extensive experience in this field enables us to contribute to ensuring
the longevity and functionality of this type of infrastructure.
Spain, Bizkaia bridge
The renovation of the bridge focused on two key aspects: painting
and repair.
Revitalisation of the metal structure with a new coat of paint, pro-
tecting it against corrosion and improving its appearance.
Repair of the deck where the rails are located to ensure the safe and
smooth transit of the cab.
The world’s oldest ferry declared a UNESCO
World Heritage Site
The bridge was completely covered with Brio multi-directional scaffolding.
Using 800 tons of material, four 68 metres high towers were installed
directly on the ground, while 162 metres of working platforms
were suspended from the truss supporting the bridge deck.
Identity card
Bizkaia bridge
Type: Steel metal bridge
Length: 160 metres
Spans: one
Maximum height of piers: 120 metres
Products: BRIO Modular Scaffolding and temporary access.
Poland, Grot-Rowecki bridge
Actions: upgrading of the bridge: reinforcement and lane widening
in both directions: sandblasting and painting of the bridge, welding
works, post-tensioning and widening of the carriageway.
Solution
Suspended working platforms were installed from the bridge beam.
The work was carried out under constant vibration and traffic, hence
both the bottom and top part of the structures in both directions
were reinforced with BRIO scaffolding elements.
Platforms were created by combining elements of the MK System
Ponti&Viadotti
92 6/2025 leStrade
leStrade 6/2025 93
lavori di saldatura, post-tensione e allargamento
della carreggiata.
La soluzione scelta
Dalla trave del ponte sono state installate piattaforme
di lavoro sospese. I lavori sono stati eseguiti
in condizioni di vibrazione e traffico costante:
sia la parte inferiore sia quella superiore delle
strutture in entrambe le direzioni sono state rinforzate
con elementi del ponteggio BRIO. Sospese
sotto la campata e dotate di piano antiscivolo
per svolgere il lavoro in completa sicurezza,
le piattaforme sono state realizzate combinando
elementi del sistema MK e del ponteggio BRIO. I
profili IPE fungevano da binari di guida per il carrello
di riparazione. La comunicazione e l’irrigidimento
tra le due soluzioni sono stati effettuati
utilizzando elementi del sistema BRIO.
Spagna, ponte Las Arenas
Su questa struttura si sono eseguiti lavori di sabbiatura
nell’impalcato, riparazione di aree deteriorate
e applicazione di uno strato di primer antiossidante
a due componenti per la protezione
e la finitura.
Una soluzione efficiente in un ambiente
protetto
È stata progettata una piattaforma mobile motorizzata
sospesa sotto l’impalcato e ancorata alle
estremità. Dotata di un sistema di binari, è stata
adattata all’inclinazione variabile del ponte mantenendo
un’altezza di lavoro costante di 1,8 metri.
Questo design ha garantito prestazioni di lavoro
sicure, efficienti e rispettose dell’ambiente.
Ogni 20 metri, sono state installate aree di scarico
del materiale di 1,5 metri su entrambi i lati
della piattaforma. Questa soluzione ha permesso
di riparare tratti di 100 metri in soli 15 giorni,
Il ponte Las Arenas
Tipologia: ponte strallato con impalcato misto acciaio-cemento
Lunghezza: 700 metri
Luce massima: 100 metri
Larghezza: 30 metri
Altezza massima pila: 30 metri
Prodotti impiegati: ponteggio Multidirezionale BRIO
e accessi temporanei. Travi H-33 per carichi elevati e
ENKOFORM (maggiori informazioni vedi i QR code)
Sopra, il ponte Las Arenas,
in Spagna.
A lato, il ponte Internazionale
del Guadiana, in Portogallo.
Il ponte Internazionale del Guadiana
Tipologia: ponte strallato in cemento armato e acciaio
Lunghezza: 660 metri
Campate: cinque
Luce massima: 324 metri
Larghezza: 18 metri
Altezza massima pilone: 100 metri
Prodotti impiegati: ponteggio Multidirezionale BRIO e accessi temporanei. Portali:
Torri di carico per carichi gravosi T-500 e a telaio, profili HEB 400 e ENKOFORM
(per maggiori informazioni vedi i QR code)
un miglioramento significativo rispetto al mese
richiesto da altri metodi e per soli 80 metri.
I trasferimenti tra i pilastri, condizionati dal traffico,
sono stati effettuati con gru, ottimizzando
tempi e risorse.
Portogallo, ponte Internazionale
del Guadiana
Si è intervenuti con la riparazione e la sostituzione
dei sistemi di stralli del ponte, con lavori di
manutenzione degli elementi strutturali, di riparazione
di attrezzature varie e si è eseguita la pavimentazione
bituminosa dell’impalcato.
Sicurezza con ponteggio BRIO a 100 metri
di altezza
I piloni sono stati coperti con ponteggi BRIO e
scale di accesso a ciascuno dei livelli di lavoro
fino a 100 metri di altezza.
Il design del ponteggio è stato adattato alla geometria
dei piloni, alla presenza di cavi strallati e
agli incidenti di vento nell’area.
Sotto ogni pilone sono stati istallati contemporaneamente
due portali di protezione con una campata
di 14 metri. Entrambi hanno servito a sostenere
la struttura del ponteggio, permettendo
la circolazione del traffico e proteggendo la corsia
stradale dai lavori sui piloni.
Spagna, ponte sul fiume Esera
Il ponte sul fiume Esera, sulla strada N-123A,
è una grande struttura con una campata a forma
di volta. L’impalcato del ponte è costituito
da elementi in cemento armato, nello specifico,
da una soletta armata lunga 41 metri su tre archi
con pareti di piloni 8 x 3 in ogni timpano. Gli
archi sono a sezione quadrata e le pareti sono
a sezione rettangolare. Le spalle sono costituite
da una parete frontale e dalle pareti latera-
English Version
and the BRIO scaffolding. These were suspended below the span
and equipped with an anti-slip surface for safe working.
The IPE profiles acted as guide rails for the repair carriage.
The communication and stiffening between the two solutions was
achieved using components of the BRIO system.
Identity card
Grot-Rowecki bridge
Type: steel metal bridge
Length: 645 metres
Spans: seven
Maximum span: 120 metres
Width: 46 metres
Products: BRIO Modular Scaffolding and temporary access.
MK System.
Spain, Las Arenas bridge
Blasting, repair of damaged areas, application of a two-component
rustproofing primer on the deck for protection and finishing.
Efficient solution in a protected environment
A motorised mobile platform was designed to be suspended under the
deck and anchored to the ends. Equipped with a rail system, it was
adapted to the variable slope of the bridge while maintaining a constant
working height of 1,8 metres. This design ensured a safe, efficient and
environmentally friendly work process. 1,5 metres material unloading
areas were installed every 20 metres on both sides of the platform. This
solution made it possible to repair 100-metre sections in just 15 days,
a significant improvement over the month required by other methods
and for only 80 metres. Transfers between piers, constrained by traffic,
were carried out with cranes, optimising time and resources.
Identity card
Las Arenas bridge
Type: cable-stayed bridge with composite steel-concrete deck
Length: 700 metres
Maximum span: 100 metres
Width: 30 metres
Maximum height of piers: 30 metres
Products: BRIO Modular Scaffolding and temporary access.
ponteggio Multidirezionale BRIO e accessi temporanei.
High-load trusses H-33 and ENKFORM
Portugal, Guadiana International bridge
Repair and replacement of the stayed-bridge systems, maintenance
work on structural elements, repair of various equipment and bituminous
paving of the deck.
Safety with BRIO scaffolding at a height of 100 metres
The pylons were covered with BRIO scaffolding with access ladders
to each of the working levels up to 100 metres high. The design
of the scaffolding was adapted to the geometry of the pylons,
the presence of the stay cables and the wind conditions in the area.
Two protective gantries with a span of 14 metres were erected under
each pylon at the same time. Both served to support the scaffolding
structure, to allow traffic to circulate and to protect the lane
from the work on the pylons.
Identity card
Guadiana International bridge
Type: Reinforced concrete and steel cable-stayed bridge
Length: 660 metres
Spans: five
Ponti&Viadotti
94 6/2025 leStrade
leStrade 6/2025 95
Spagna, treno ad Alta Velocità, Tratta
C, Madrid-Siviglia
Riparazione integrale dei viadotti di Guadalmellato,
Churreteles, Viñuela, Boyeros, Parrilla, Concejo,
Cortaceros I, Martindientes e Valle.
Treno ad Alta Velocità,
Tratta C, Madrid-Siviglia
li in cemento armato, parzialmente rivestite in
muratura. Si è intervenuti con lavori di risanamento
del ponte.
Soluzioni tecniche senza interferire
con il traffico
Per evitare di interrompere il traffico, il montaggio
del ponteggio BRIO a sbalzo è stato effettuato
con il ponteggio sospeso dalla spalla fino a raggiungere
la base e, da lì, a sbalzo fino al centro.
Nelle zone in cui è presente uno spazio tra l’arco
e l’impalcato, il ponte stesso è stato utilizzato
come supporto principale, posizionando ancoraggi
precisi nelle zone critiche. T
uttavia, nella chiave di volta, poiché non c’era abbastanza
altezza tra l’arco e l’impalcato, il ponteggio
è stato montato completamente sospeso
e legato.
Il ponte sul fiume Esera
Tipologia: ponte in cemento armato
Lunghezza: 50 metri
Campate: una
Luce massima: 42 metri
Larghezza: 9,2 metri
Altezza pila: 6 metri
Prodotti impiegati: ponteggio Multidirezionale BRIO
e accessi temporanei (per maggiori informazioni
vedi i QR code)
A lato, il ponte sul fiume
Esera, in Spagna.
A lato, treno ad Alta Velocità,
Tratta C, Madrid-Siviglia.
Riutilizzo del materiale in nove viadotti
Non essendo possibile appoggiare alcuna struttura
né a terra né sull’impalcato, è stato installato
un ponteggio sospeso per eseguire i lavori
sotto l’impalcato e alla base delle pile. Ogni viadotto
ha una lunghezza variabile, ma con un’unica
soluzione, una struttura di ponteggio Brio di
90 metri suddivisa in due sezioni di 45 metri, è
stata spostata nelle varie fasi fino a completare
ciascuno dei ponti. È stata posizionata una passerella
per accedere alle diverse zone di lavoro
così come scale di accesso. Utilizzo della metodologia
BIM e del layout in Revit ® .
Tipologia: ponte in cemento armato
Lunghezza: variabile 481 metri
Luce massima: tra 30 e 45 metri
Larghezza: 11,6 metri
Altezza pila: 71 metri
Prodotti impiegati: ponteggio Multidirezionale BRIO
e accessi temporanei e utilizzo della metodologia
BIM (per maggiori informazioni vedi i QR code)
English Version
Maximum span: 324 metres
Width: 18 metres
Maximum pylon height: 100 metres
Products: BRIO Modular Scaffolding and temporary access.
Gantries: heavy-duty shoring T-500 and frame shoring, profiles
HEB 400 and Enkoform
Spain, bridge over the river Esera
The bridge deck is made up of reinforced concrete elements, specifically
a 41-meter-long reinforced slab over three arches with 8
x 3 pier walls in each spandrel. The arches have a square crosssection
and the walls have a rectangular cross-section. The abutments
are made up of a front wall and the side walls of reinforced
concrete, partially clad in masonry. Repair work on the bridge
tri-arch and abutments.
Technical solutions without interfering with traffic.
BRIO cantilever scaffolding solution. In order not to disrupt traffic,
the scaffolding was assembled by suspending the cantilevered
scaffolding from the abutment to the shoe and from there to
the centre. In areas with a gap between the arch and the deck,
the bridge itself was used as the main support, with precise anchoring
in critical areas. However, at the keystone, as there was
insufficient height between the arch and the deck, the scaffolding
was fully assembled suspended and tied.
Identity card
Bridge over the river Esera
Type: reinforced concrete bridge
Length: 50 metres
Spans: one
Maximum span: 42 metres
Width: 9.2 metres
Pier height: 6 metres
Products: BRIO Modular Scaffolding and temporary access.
Spain, high-speed train, Stretch C, Madrid-Sevilla
Comprehensive reparation of the Guadalmellato, Churreteles,
Viñuela, Boyeros, Parrilla, Concejo, Cortaceros I, Martindientes
and Valle viaducts.
Reuse of material on nine viaducts
As it was not possible to support any structure on the ground or
on the deck, suspended scaffolding was installed to carry out the
work under the deck and at the head of the columns. Although
the length of each viaduct varied, a single solution, a 90 metres
BRIO scaffolding structure divided into two 45 metres sections,
was transferred to the different piers to complete each bridge.
A walkway was installed to access the different work areas as
well as access stairs.
Use of BIM methodology and layout in Revit ® .
Identity card
High-speed train, Stretch C,
Madrid-Sevilla
Type: reinforced concrete bridge
Length: variable 481 metres
Maximum span: between 30 and 45 metres
Width: 11,6 metres
Pier height: 71 metres
Products: BRIO Modular Scaffolding and temporary access.
Ponti&Viadotti
96 6/2025 leStrade
leStrade 6/2025 97
leStrade
Aeroporti Autostrade Ferrovie
MATERIALI&TECNOLOGIE
English Version
Portogallo, viadotto Duarte Pacheco
Il viadotto Duarte Pacheco è una delle principali
vie di accesso alla città di Lisbona e un eccezionale
esempio di architettura del XX secolo in
Portogallo.
Con una lunghezza di 355 metri, è composto da
cinque parti principali: due archi laterali di 40
metri, uno sulla linea ferroviaria e l’altro sul viale
del Parco Forestale di Monsanto, due viadotti
di 85,80 metri e un arco centrale di 92 metri sul
viale di Ceuta. ULMA è intervenuta per eseguire
la riparazione e il rinforzo sismico delle strutture
del viadotto.
Il viadotto più lungo di Lisbona
Il ponteggio BRIO è stato installato a sbalzo e sospeso
all’impalcato e agli archi per creare piattaforme
di lavoro senza compromettere la circolazione.
Da terra sono state installate strutture di ponteggio
nelle pile e nelle spalle per consentire l’accesso
agli operatori su tutti i fronti dell’opera.
Per garantire la sicurezza sotto il ponte, sono sta-
Portugal, Duarte Pacheco viaduct
The Duarte Pacheco Viaduct is one of the main access roads to the
city of Lisbon, and an outstanding example of 20th century architecture
in Portugal. Measuring 355 metres in length, it is composed
of five main parts: two 40 metres lateral arches, one over the
railway line and the other over Avenue of the Monsanto Forest Park,
two 85,80 metres viaducts and a 92 metres central arch over Avenue
of Ceuta.
Repair and seismic reinforcement of structures.
Lisbon’s longest viaduct
The BRIO scaffolding was cantilevered and hung on the deck and arches
to create working platforms without affecting traffic flow. Scaffolding
structures were installed from the ground on the columns
and abutments to allow worker access on all sides of the jobsite.
Il viadotto Duarte Pacheco
Tipologia: viadotto in cemento armato
Lunghezza: 355,1 metri
Campate: due archi laterali 40 metri + archi centrali
92 metri + due viadotti 85,8 metri
Luce massima: 98 metri
Larghezza: 24 metri
Altezza pila: 35 metri
Prodotti impiegati: ponteggio Multidirezionale BRIO e accessi
temporanei. Portali: Torri di carico con telaio OC ed
ENKOFORM (per maggiori informazioni vedi i QR code)
ti montati due portali di protezione delle corsie
con torri di sostegno, elementi di ponteggio BRIO
e casseforme a trave ENKOFORM.
Two rail protection gantries with shoring towers, BRIO scaffolding
elements and ENKOFORM girder formwork were erected to ensure
safety under the bridge.
Identity card
Duarte Pacheco viaduct
Type: reinforced concrete bridge
Length: 355,1 metres
Spans: two 40 metres lateral arches + 92 metres central arch +
two 85,8 metres viaducts
Maximum span: 98 metres
Width: 24 metres
Pier height: 35 metres
Products: BRIO Modular Scaffolding and temporary access.
Gantries: OC frame shoring and ENKOFORM.
n Heidelberg Materials ha presentato la sua
“Strategia 2030: Fare la differenza” al Capital
Markets Day, a Brevik, Norvegia.
n ETIM Italy diventa realtà.
La costituzione della rete d’imprese che
rappresenta 43 miliardi di euro
del compartodella distribuzione
dei materiali tecnici per le costruzioni.
n Manutenzioni stradali: settore
in fase stagnante, con qualche nube.
n Il nuovo prodotto Mapei: Planitop
Rasa&Ripara R4 Extra Zero.
Ponti&Viadotti
98 6/2025 leStrade
Attività aeroportuali
Manutenzione uguale a innovazione
Il XXV convegno dell’Osservatorio sulle Attività di Manutenzione degli Aeroporti si
è focalizzato sull’importanza delle tecnologie e dei materiali già in fase di progettazione
delle opere. Abbiamo seguito i lavori, ecco cosa ha colpito la nostra attenzione
“Nozze d’argento” per i convegni tecnici organizzati
dall’Osservatorio sulle Attività di Manutenzione
degli Aeroporti. La XXV edizione, patrocinata
dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia
di Varese e Aiman-Associazione Italiana Manutenzione,
si è svolta a fine maggio al Terminal
1 dell’Aeroporto di Milano Malpensa. Il titolo di
quest’anno, “Manutenzione come motore di innovazione”,
ha richiamato un nutrito pubblico di
addetti ai lavori e di studenti del Politecnico di Milano.
In estrema sintesi, è emerso che la manutenzione
ha la concreta opportunità di diventare
motore di innovazione per le aziende del settore
aeroportuale e per gli aeroporti, ottimizzando
Beatrice Bonomi
Il XXV Convegno
dell'Osservatorio della
Manutenzione degli
Aeroporti è stato seguito
da un nutrito pubblico
di addetti ai lavori.
Il manuale di manutenzione
cambierà radicalmente
in futuro. È necessario
fare cultura della
documentazione per
divulgarne l'importanza.
processi e decisioni, senza restare esclusivamente
un centro di costo. In questo processo evolutivo,
un ruolo di primo piano è rivestito dalle tecnologie
e dai materiali usati per realizzare le opere.
Ed è proprio su questi due aspetti che focalizziamo
la nostra attenzione.
Scardinare la visione comune
Il convegno si è rivelato un’occasione utile per
condividere conoscenza, esperienza e punti di
vista tra operatori del settore. I numerosi relatori
si sono confrontati su temi di grande attualità,
quali l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione
della manutenzione, la sostenibilità e la
decarbonizzazione delle infrastrutture aeroportuali,
la sicurezza, la durabilità e le nuove soluzioni
operative. Non sono mancate case history
ed esempi concreti. L’importanza dell’iniziativa, a
prescindere dal tema, è legata alla rilevanza data
alla manutenzione. Come è stato ribadito durante
l’incontro, i manutentori sono guardiani invisibili:
ci si accorge della manutenzione quando c’è
qualcosa che non va, altrimenti è impercettibile.
Ecco perché è sempre più fondamentale fare cultura,
fare comprendere l’importanza dell’attività
quotidiana, percepita solamente come un costo
ma che, invece, sta alla base di ciò che funziona.
Insomma, è necessario scardinare la visione
comune di questa attività e per farlo è vitale
lo scambio tra le autorità, i gestori e chi scende
in campo. Si è fatto cenno anche alla manutenzione
predittiva che, in alcune realtà, ha dimostrato
di essere particolarmente efficiente. Fare
cultura significa anche rivedere le logiche di progettazione
e di manutenzione delle pavimentazioni
aeroportuali. Il tema è stato affrontato da
Lorenzo Vita della direzione Sviluppo e Approvazione
Progetti Enac: «L’ente in questo periodo
sta cercando di trovare delle direttici di processo
attraverso il monitoraggio delle superfici per
pavimentazioni aeroportuali sempre in efficienza
e i materiali innovativi forniti dalle imprese e
dalle università. Si tratta di opportunità che sia
i gestori sia le autorità devono sapere cogliere,
così come i benefici per la collettività in termini
di vita utile, affidabilità e sostenibilità ambientale».
Enac sta adottando un nuovo metodo di progettazione
basato sulle prestazioni e non su modelli
empirici tuttora in uso. «Abbiamo il compito
di fornire indicazoni su come muoversi e per le
pavimentazioni è fondamentale che non vengano
fatte in modo sporadico, che possano essere
previste e opportunamente caratterizzate, e che
le prestazioni meccaniche dimostrabili siano contenute
nel progetto. In sostanza, nella progettazione
della pista è necessario tenere conto delle
condizioni climatiche, del comportamento atteso
dal conglomerato e dal calcestruzzo, dei meccanismi
di degrado che porteranno al fine vita
della pavimentazione stessa. In questo modo, il
piano di manutenzione può realmente prolungare
la durata dell’opera». Quali sono i benefici del
metodo basato sulle prestazioni? Risponde ancora
Vita: «In primis, l’adozione di leggi di fatica
ben strutturate e l’uso di materiali innovativi per
la sostenibilità. L’ente cerca una collaborazione
Materiali&Tecnologie
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tra università, imprese e gestori per strutturare
questo metodo nel migliore modo possibile».
L’attività tecnico-culturale dell’Osservatorio
Tekna Chem, contro le aggressioni
ambientali
Sul fronte materiali, di grande interesse l’intervento
dal titolo “Protezione totale a tutte le aggressioni
ambientali in termini di durabilità, di
antisismicità e di antifuoco”, tenuto da Tekna
Chem, tra i principali sponsor dell’evento.
Proteggere le pavimentazioni aeroportuali dalle
aggressioni ambientali è prioritario non solo per
la sicurezza delle stesse ma anche per allungarne
la vita utile e quindi ridurre i costi di ripristino. «Il
nostro gruppo è da sempre proiettato verso l’innovazione,
per noi affidabilità significa durabilità
delle opere - commenta Silvio Cocco, presidente
di Tekna Chem - Ritengo che sia l’unico modo
per rispettare l’ambiente, e l’utilizzo di materie
prime di alto livello ci ha permesso di fare prodotti
a lunga durabilità. Più lunga è la vita dell’opera
che si costruisce, maggiore è il suo valore».
Valeria Campioni, a cui è affidata la direzione tecnica
dell’Istituto Italiano per il Calcestruzzo, ha
spiegato l’importanza di realizzare calcestruzzi
che contrastino l’ingresso di CO 2
per ridurre il primo
fattore di degrado, ossia la carbonatazione. E
per fare ciò è essenziale la scelta degli opportuni
aggregati. «Abbiamo fatto innovazione studiando
le strutture romane - commenta Campioni - Così
siamo riusciti a creare il nostro compound Aeternum,
che permette elevate resistenza e lavorabilità,
oltre a un rapporto acqua e cemento molto
ridotto: agevola la messa in opera e la rapida
maturazione. Non è solubile in acqua, quindi a
differenza dei decrastillizanti che hanno bisogno
di acqua per potersi formare, rende compatta la
matrice cementizia in modo rapido». È seguito
poi l’intervento di Giovanni Fiordaliso, senior consultant
engineering di Tekna Chem, che si è focalizzato
in particolare su Aeternum HTE, uno speciale
micro-calcestruzzo fibrorinforzato costituito
da aggregati quarziferi (Dmax 6 mm) di elevata
purezza e un compound di additivi che permettono
un’elevata reologia in assenza di ritiro e di
permeabilità. Con l’aggiunta dell’acqua assume
le caratteristiche di un micro-calcestruzzo autolivellante:
colabile, a ritiro compensato, non segregabile,
privo di bleeding, con alte resistenze
meccaniche iniziali e finali, impermeabile, durevole,
con elevata adesione ai ferri d’armatura,
alle parti metalliche ed al calcestruzzo.
La tecnologia Aeternum HTE UHPFRCC (Ultra
High Performance Fiber Reinforced Cementitious
Composites) rappresenta un’evoluzione formulativa
degli HPFRC (High Performance Fiber
Reinforced Concretes); i prodotti appartenenti a
questa tecnologia uniscono elevati valori di resistenze
meccaniche (>115 MPa a Compressione)
con ottimali valori di duttilità (Classe di tenacità
14 d ed Energia di Frattura 32.500 N/m) e di resistenza
a trazione (≥ 9 MPa).
Fiordalisi ha presentato una case history relativa
all’uso di questo prodotto, il ripristino di un esoscheletro
di un impalcato risalente a 110 anni fa.
I risultati sono stati degni di nota.
Da manuale a wiki aziendale
Alberto Servienti, docente universitario e consulente
settore aeroportuale, e Davide Bin, ceo
e digital doc strategist di Making in Italy, hanno
invece posto l’accento sul manuale di manutenzione
e sul necessario passaggio dalla carta al
cloud per permetterne la fruibilità rapida ed agevole
a tutti i livelli.
Del libretto di manutenzione è difficile se ne parli
a un convegno, anche nella quotidianità viene
lasciato da parte, eppure, citando le parole di
Servienti «è il cappello di tutto, accompagna il
prodotto per l’intero ciclo di vita, fino alla fine».
Il libretto infatti contiene le informazioni fondamentali
per effettuare la manutenzione in modo
corretto e sicuro.
Tra i vantaggi operativi emergono la sicurezza
- un manuale ben fatto previene incidenti - e
la protezione legale, perché nel momento in cui
succede qualcosa, l’azienda è tutelata in quan-
Da destra, Silvio Cocco,
presidente Tekna Chem,
Valeria Campioni, direzione
tecnica Istituto Italiano per
il Calcestruzzo, Giovanni
Fiordaliso, senior consultant
engineering Tekna Chem.
La manutenzione e la gestione delle infrastrutture e degli impianti aeroportuali, negli
anni, hanno assunto un ruolo sempre più rilevante nel sistema aeroporto. Consapevoli
di questa evoluzione, nel 2009 è stato costituito l’Osservatorio sulle Attività
di Manutenzione degli Aeroporti, un’associazione senza scopo di lucro, aperta
a tutte le società di gestione aeroportuali. I soci fondatori sono ADR Aeroporti di
Roma e Sea Aeroporti di Milano. Negli anni è stata promossa un’azione di integrazione
tra i gestori degli aeroporti che potesse favorire uno sviluppo tecnico-culturale
comune. Si legge in una nota del presidente Felice Cottino: «Il primo convegno
organizzato dall’Osservatorio risale al 16 dicembre 2009, data per noi storica. Negli
anni a seguire l’Osservatorio si è rafforzato in termini qualitativi e quantitativi,
dedicandosi sempre ad argomenti di interesse comune per i gestori aeroportuali.
L’aeroporto, nella sua complessità di impianti e infrastrutture, è un sistema dinamico
in continua evoluzione e deve adeguarsi alle mutevoli esigenze della domanda
di traffico (passeggeri e cargo), cercando sempre di assicurare i più alti livelli di
qualità del servizio reso nel rispetto delle normative vigenti. Tutto questo sta avendo
sempre più pesanti ricadute sulla manutenzione degli aeroporti, attività mutata
velocemente. Quindi è sempre più evidente la necessità di attivare e sviluppare
un processo fortemente innovativo, legato alle nuove tecnologie digitali da applicare
in ambito manutentivo»
Un campione di un prodotto
realizzato con il compound
di Tekna Chem,
esposto in occasione
del convegno.
Nella slide presentata
al convegno i vantaggi
del micro-calcestruzzo
fibrorinforzato
Aeternum HTE.
to ha fatto il possibile per la manutenzione. «Il
problema è che il manuale viene fornito ma letto
inizialmente e poi messo in un cassetto - spiega
Servienti - lo stesso accade per le versioni in pdf,
che non sono strumenti digitali ma la mera rappresentazione
su monitor della carta. La lettura
è superficiale, si guardano i task manutentivi, le
richieste più frequenti e poi si dimenticano; lo si
riprende solo quando succede qualcosa».
Durante il convegno è stata proposta la vera trasformazione
da seguire: digitalizzare realmente,
non trasformare in pdf un manuale cartaceo.
Servienti insiste sul concetto: «Bisogna trasformare
il manuale di manutenzione in maniera che
sia fruibile a chiunque in qualsiasi momento, è
importante che si possano fare delle ricerche in
modo adeguato e immediato. I testi devono essere
facili da comprendere e devono essere contenute
le sequenze delle operazioni da svolgere.
Il nuovo manuale deve anche essere aggiornato,
dando la possibilità di raccogliere le informazioni
acquisite dai tecnici manutentivi con l’esperienza
sul campo, in modo da migliorare alcune
procedure».
Davide Bin è entrato più nello specifico di come
dovrà essere un manuale digitale, anche in virtù
del nuovo Regolamento Macchine che entrerà in
vigore a gennaio 2027 e del nuovo AI Act, il Regolamento
Europeo sull’Intelligenza Artificiale.
«Il cambiamento da apportare è la creazione di
una documentazione digitale, ossia della dematerializzazione.
Ciò significa che finalmente si può
rendere davvero in formato digitale il manuale di
manutenzione, prima la Direttiva Macchina non
lo consentiva. L’obiettivo è fare in modo che i documenti
vengano letti, consultati e che la fruibilità
aumenti in modo esponenziale. Non sarà più
un manuale inteso come un volume da sfogliare
dove cercare le informazioni, bensì un’architettura
documentale pluridimensionale utilizzabile
da tutti: da chi gestisce l’installazione, chi i
ricambi e chi la manutenzione. Le procedure devono
diventare immediate, poco testo in multilingua,
interattività 3D, utilizzo di qrcode sulle macchine,
uso di IA per agevolare alcuni processi».
Si tratta di smettere di fare manuali, ma di coinvolgere
la leadership affinché tutti siano allineati.
Soprattutto si tratta di fare aderire alla pratica dipendenti
e utenti per trasformare quello che era
il libretto di manutenzione in una sorta di wiki
aziendale. nn
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Ripristino del calcestruzzo
Planitop Rasa&Ripara R4 Extra Zero
La gamma Planitop Rasa&Ripara si amplia con Planitop Rasa&Ripara
R4 Extra Zero*. Si tratta di un prodotto pensato per il ripristino
e la rasatura del calcestruzzo a emissioni di CO 2
interamente compensate
Damiano Diotti
Planitop Rasa&Ripara R4 Extra Zero è una malta
cementizia tissotropica fibrorinforzata a presa
semirapida e ritiro compensato. Si applica con
facilità, offre un’ottima adesione al calcestruzzo
e indurisce senza subire ritiri, garantendo così risultati
stabili e duraturi anche su superfici estese.
Grazie alla sua formulazione, la malta offre
un’elevata resistenza alle fessurazioni garantendo
una maggiore durabilità degli interventi. La
presa semi-rapida permette tempi di lavorazione
più lunghi, rendendola ideale anche per applicazioni
durante le stagioni calde. Inoltre, assicura
una finitura liscia e uniforme, pronta per essere
pitturata senza bisogno di ulteriori lavorazioni.
Tutela degli operatori
e utilizzatori finali
Planitop Rasa&Ripara R4 Extra
Zero garantisce la tutela
della salute di operatori
e utilizzatori finali perché
contiene bassissime emissioni
di VOC ed è certificato
EC1 Plus. Il suo impiego
contribuisce all’ottenimento
di crediti LEED in ambito
edilizio.
Linea Zero: oltre 200
prodotti
Continuando a percorrere
la strada verso un’edilizia
sempre più sostenibile, Mapei
arricchisce così l’offerta
della linea Zero: oltre 200
prodotti le cui emissioni di
CO 2
sono interamente com-
pensate tramite l’acquisto di
crediti di carbonio certificati
per supportare progetti di
protezione delle foreste.
Attraverso il lavoro dei Laboratori
di Ricerca l’azienda si
impegna a formulare soluzioni
ad alte prestazioni che
riducano l’impatto ambientale
lungo tutto il ciclo di vita
del prodotto. nn
*Le emissioni di CO 2
misurate lungo il ciclo di vita dei prodotti della linea Zero per l’anno 2025 tramite la metodologia LCA,
verificate e certificate con le EPD, sono compensate con l’acquisto di crediti di carbonio certificati per supportare progetti
di protezione delle foreste. Un impegno per il pianeta, le persone e la biodiversità. Per maggiori dettagli sul calcolo delle emissioni
e sui progetti di mitigazione climatica, finanziati tramite i crediti di carbonio certificati, vedi QR code.
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104 6/2025 leStrade
Scenari
Fare la differenza
Heidelberg Materials ha presentato la sua “Strategia 2030: Fare la differenza”
al Capital Markets Day, a Brevik, Norvegia. La nuova Strategia 2030 delinea
un percorso ambizioso verso un’accelerazione della crescita e della redditività
«Dopo aver raggiunto i nostri obiettivi a medio
termine del 2025 in anticipo, rimaniamo concentrati
sul futuro poiché i nostri materiali da costruzione
continuano a essere una parte integrante
della soluzione alle esigenze di un mondo in
cambiamento», ha dichiarato il Dr. Dominik von
Achten, Presidente del Consiglio di Amministrazione
di Heidelberg Materials. «Stiamo assistendo
alle più grandi ondate di investimenti di capitale
mai viste. I principali megatrend globali
- come la transizione energetica, la ricostruzione
e le nuove costruzioni infrastrutturali, l’urbanizzazione
e la digitalizzazione con una crescita
esponenziale dello sviluppo di nuovi data center -
stanno guidando la domanda per i nostri prodotti
nei mercati in cui Heidelberg Materials ha sviluppato
posizioni di leadership. Siamo ben posizionati
sia in temini di presenza sul territorio che in
termini di portafoglio prodotti per capitalizzare
queste tendenze globali su larga scala e generare
opportunità di crescita per applicazioni di calcestruzzo
sostenibile».
«Siamo entusiasti di intraprendere questo nuovo
capitolo, in cui continueremo a fornire valore
sostenibile ai nostri clienti e azionisti. In Heidelberg
Materials, possiamo contare sulla forza
collettiva del nostro team in tutto il mondo. Oltre
50.000 persone, guidate da un grande team
manageriale con il giusto spirito imprenditoriale,
complementano le soluzioni locali con le migliori
pratiche globali mediante e una spinta incessante
per il cambiamento rigoroso, la creatività
e l’innovazione».
«La nostra azienda è in una posizione più forte
che mai per accelerare ulteriormente la crescita,
rafforzare la nostra leadership e cogliere le opportunità
future. Combiniamo vantaggi globali
ineguagliabili con un’impronta unica e un focus
verticale. Questa posizione strategica ci consente
di crescere ancor più velocemente e intensificare
i nostri sforzi di decarbonizzazione», ha proseguito
il Dr.Dominik von Achten. «Vediamo significative
opportunità davanti a noi - che vanno dalla
crescita operativa con il ritorno dei volumi e un
portafoglio di prodotti sostenibili in espansione
ai risparmi sui costi attraverso l’ottimizzazione e
le efficienze - per aiutarci a crescere più velocemente
e in modo più sostenibile».
Heidelberg Materials è impegnata in una strategia
pure-play, riaffermando il suo posizionamento
come vera azienda globale di materiali da costruzione
pesanti nel settore. L’Azienda continua
a rafforzare la sua resilienza mantenendo una
presenza diversificata in diverse aree geografiche
a diversi stadi della catena del valore, ottimizzando
il suo portafoglio e prioritizzando i mercati
con migliori opportunità di crescita.
«Attraverso la nostra crescita operativa e la spinta
all’ottimizzazione degli asset, nonché le nostre
iniziative di sostenibilità e digitalizzazione, ci
aspettiamo che i risultati operativi (RCO) cresca-
Carlo Dossi
no del 7-10% in media all’anno. Inoltre, stiamo
alzando il nostro obiettivo originale di raggiungere
un ritorno sul capitale investito (ROIC) superiore
al 10% e ora puntiamo a raggiungere un
ROIC intorno al 12% entro il 2030», ha dichiarato
René Aldach, Chief Financial Officer di Heidelberg
Materials. «Stiamo accelerando la nostra crescita
organica e inorganica, attraverso un approccio
disciplinato alle fusioni e acquisizioni (M&A) focalizzato
su alti ritorni in mercati attraenti e impatti
positivi sulla nostra roadmap di CO 2
e sugli
obiettivi di sostenibilità».
Gli obiettivi più ambiziosi del settore
Heidelberg Materials continua a stabilire lo standard
ingaggiandosi tramite gli obiettivi più ambiziosi
del settore portando il target di emissioni
nette specifiche di CO 2
a <400 kg di CO 2
per
tonnellata di materiale cementizio e generando
più del 50% del fatturato da prodotti sostenibili
entro il 2030.
L’azienda, inoltre, mira ad aumentare ulteriormente
il tasso di combustibili alternativi a più del
50% e raggiungere un contenuto medio di clinker
del 64% entro il 2030. L’azienda prevede, altresì,
di continuare con un approccio disciplinato
degli investimenti con un obiettivo di investimenti
netti leggermente aumentato a 1,3 miliardi di
euro in media all’anno.
Heidelberg Materials prevede di migliorare il Cash
Convertion Rate, ossia il rapporto tra i flussi di
cassa operativi e il Margine Operativo Lordo delle
operazioni correnti, portandolo a circa il 50%
entro il 2030. Il rapporto di indebitamento è previsto
intorno a 1,5x.
Creare valore a livello globale
Per raggiungere i propri obiettivi, Heidelberg Materials
sta orientando gli sforzi in tutte le aree geografiche
e aziendali essendo un leader di mercato
con una fronte impronta locale, connesso
globalmente e digitalmente nel settore dei materiali
da costruzione. Ciò viene realizzato attraverso
l’approccio di Heidelberg Materials secondo
tre distinti driver di valore: sostenibilità, digitalizzazione
ed eccellenza tecnica.
«Già oggi, Heidelberg Materials offre ai suoi clienti
una vasta gamma di nuovi prodotti e materiali sostenibili
con evoBuild®, il marchio globale dell’Azienda
per prodotti a basso contenuto di carbonio
e circolari, ed evoZero®, il primo cemento a
bilanci zero emissioni di carbonio tramite la catturata
della CO 2
a livello globale», ha aggiunto
la Dr. Katharina Beumelburg, Chief Sustainability
& New Technologies Officer di Heidelberg Materials.
«Abbiamo scelto appositamente l’impianto
di Brevik come sfondo per il Capital Markets Day di
quest’anno e il lancio della nostra Strategia 2030.
Sede del primo e unico impianto di cattura del carbonio
su scala industriale per la produzione di cemento,
il nostro progetto dimostra la forte determinazione
dell’Azienda a spingere avanti i confini
della sostenibilità e dell’innovazione tecnologica».
L’innovazione digitale
Altro fattore decisivo che supporta gli sforzi di
sostenibilità e l’eccellenza tecnica dell’azienda
sfruttando l’automazione e l’AI. Insieme ai suoi
partner, Heidelberg Materials sta costruendo un
ecosistema digitale con servizi di AI integrati per
sviluppare efficienze lungo tutta la catena del valore.
Inoltre, la tecnologia continuerà a essere un
driver di valore fondamentale in Heidelberg Materials,
poiché viene sfruttata in ogni impianto,
processo e progetto per guidare le efficienze industriali,
le innovazioni tecnologiche e i progressi
nella decarbonizzazione.
Le presentazioni del Capital Markets Day 2025
sono accessibili dal QR code nn
Materiali&Tecnologie
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Scenari
Manutenzioni stradali: settore
in fase stagnante, con qualche nube
L’appello lanciato dal Siteb nel corso di un convegno: “La sicurezza stradale
passa da una più attenta e puntuale pianificazione dei lavori di manutenzione”.
Presentato anche il nuovo manuale sull’aderenza delle pavimentazioni
Il 2024 ha registrato un andamento stagnante
della produzione di asfalto (conglomerato bituminoso),
principale indicatore dello stato di manutenzione
della nostra rete stradale, rispetto
al 2023. Al buon andamento del settore nel
primo semestre è poi seguita una seconda parte
dell’anno in costante calo, con manutenzioni
da parte di comuni e città metropolitane ridotte
all’osso. E ora, dopo un inizio 2025 difficile,
il rischio è di tornare ai livelli toccati in periodo
pre-Covid, con relative ricadute negative sullo
stato di salute delle nostre strade. Per una rete
nazionale più sicura e sostenibile serve una maggiore
e più efficace pianificazione da parte delle
stazioni appaltanti.
Sono questi i principali trend e spunti emersi nel
corso del “Road Safety Day”, l’evento dal titolo
“Sicurezza stradale, una responsabilità comune,
un impegno di filiera”, promosso a Bologna
dall’Associazione Strade Italiane e Bitumi - Siteb,
che ha messo a confronto istituzioni, enti gestori,
imprese, progettisti, tecnici e rappresentanti del
mondo accademico in una giornata dedicata alla
sicurezza delle infrastrutture stradali.
Lo stato di salute delle strade
italiane
Nel corso dell’iniziativa l’Associazione ha evidenziato
i risultati della sua analisi trimestrale sullo
stato di salute delle strade italiane: dopo gli ultimi
anni di costante crescita della produzione di
asfalto (vedi Tabella 1), nel 2024 la curva di crescita
si è appiattita, mantenendo esattamente gli
stessi valori dell’anno precedente. La produzione
si è fermata a 34,3 milioni di tonnellate di conglomerato
bituminoso, per un valore della produzione
e posa in opera di 3.600 milioni di euro.
Inalterato anche il numero di occupati (38.000)
Il Presidente di Siteb,
Alessandro Pesaresi.
e di impianti attivi nel nostro Paese. Siteb ha poi
illustrato i dati relativi alla rete italiana, oggi costituita
da quasi 837.00 chilometri di strade, di
cui solo circa 7.000 fanno parte delle arterie autostradale,
puntualmente manutenute e 32.000
della rete Anas. Il resto, oltre 700mila chilometri
(comprese le strade bianche, quelle, vicinali e
interpoderali private), è gestito da province e comuni,
il 70% dei quali con meno di 5.000 abitanti.
Su questi insistono le maggiori criticità.
Uno scenario piatto
«I dati del 2024 e quelli del primo trimestre del
2025, in linea con lo scorso anno, profilano uno
scenario piatto per lo stato di salute della nostra
rete stradale che, ogni anno avrebbe bisogno di
una produzione di asfalto superiore ai 40 mln di
tonnellate annue e che invece quest’anno rischia
di ritornare poco sopra quota 30 milioni. Serve
oggi una pianificazione più puntuale e attenta dei
lavori stradali per evitare di condannare le imprese
del settore, già messe in difficoltà dalle recenti
normative di difficile applicazione sull’end of waste
dei rifiuti da costruzione e demolizione e dai criteri
ambientali minimi (CAM), a lavorare in costante
emergenza», ha sottolineato il Presidente Siteb -
Alessandro Pesaresi.
L’evento ha visto alternarsi gli interventi di alcuni
dei principali esperti sul tema, rappresentanti del
Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e di Anas,
Piarc, Anci, Polizia Stradale e Ansfisa, Speri, Aspi
e Abesca, su tematiche come “l’engineering della
sicurezza stradale” e “i valori della sicurezza”.
Il manuale tecnico “Sicurezza stradale:
l’aderenza delle pavimentazioni”
Nel corso dell’iniziativa è stato, inoltre, presentato
il manuale tecnico “Sicurezza stradale: l’aderenza
delle pavimentazioni”, realizzato da una task force
Siteb di esperti del settore; uno strumento pratico
e aggiornato, pensato per chi opera quotidianamente
sul campo. Tra i vari fattori che influenzano
la sicurezza stradale, l’aderenza delle pavimentazioni
rappresenta infatti uno degli elementi chiave,
determinante per il comportamento dei veicoli,
in particolare in condizioni atmosferiche avverse
come pioggia, nebbia o neve. Il manuale analizza
i meccanismi che determinano l’aderenza su strada,
le metodologie più avanzate per la sua misurazione
e le migliori pratiche per la progettazione
e la manutenzione delle pavimentazioni stradali.
«L’obiettivo del nostro manuale è duplice», ha osservato
Pesaresi, «da un lato, fornire agli operatori
del settore uno strumento utile per migliorare gli
aspetti relativi alla sicurezza delle pavimentazioni
stradali; dall’altro, sensibilizzare l’opinione pubblica
sull’importanza di questo aspetto spesso trascurato,
ma fondamentale, per la prevenzione di
incidenti. Attraverso la diffusione di conoscenze
tecniche approfondite e l’adozione di best practices,
è possibile contribuire in modo significativo
alla costruzione di infrastrutture stradali più sicure
e affidabili».
A margine dell’evento sono state, inoltre, rese note
le date della prossima edizione di “Asphaltica World
2025”, mostra/convegno di riferimento per il settore
stradale, che si terrà a Bari dal 29 al 31 ottobre
2025, promossa da Siteb in collaborazione con
BolognaFiere. nn
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Iniziative
ETIM Italy diventa realtà
Dopo la lettera d’intenti siglata un anno fa, ora la costituzione
ufficiale della rete d’imprese che rappresenta 43 miliardi di euro del
comparto della distribuzione dei materiali tecnici per le costruzioni
Damiano Diotti
La distribuzione edile, quella dell’idrotermosanitario
e quella dell’elettrico si uniscono in ETIM
Italy, rete d’impresa per la classificazione dei prodotti
del settore edile, elettrico e idrotermosani-
tario secondo lo standard internazionale ETIM
(ETIM Technical Information Model).
Dopo la lettera d’intenti siglata un anno fa, ora la
costituzione ufficiale con l’atto notarile firmato a
Milano lo scorso 15 aprile nella sede milanese di
Confcommercio da Giorgio Casanova, direttore
generale di Metel S.r.l., Gabriele Nicoli, vicepresidente
di Sercomated con delega al Digitale e Corrado
Oppizzi, direttore di Servizi Angaisa S.r.l. e
segretario generale di Angaisa, alla presenza di
Mario Verduci, amministratore delegato di Sercomated
e segretario generale di Federcomated.
Un accordo storico
L’accordo unisce un comparto che vale 54,4 miliardi
di euro, di cui le tre realtà che si sono unite
nella rete d’impresa ETIM Italy - ossia Sercomated,
Angaisa e Metel - rappresentano quasi
l’80%, per un valore di 42,8 miliardi di euro,
10.400 punti vendita e 91.000 addetti. Sono oltre
700mila le imprese interessate in Italia, di
cui 600mila nelle costruzioni, con due milioni di
addetti oltre a decine di migliaia di professionisti
come geometri, architetti e ingegneri coinvolti,
senza dimenticare i produttori, i grossisti e i distributori
dei materiali.
ETIM Italy andrà a classificare tutti i prodotti secondo
i parametri di ETIM International, colmando
tutti i dati attualmente mancanti e andando a
richiedere cambiamenti sulle classificazioni errate.
Un’attività importante che riguarderà in primis
la produzione, ma anche tutta la filiera, dalla
produzione, alla distribuzione fino ai progettisti.
Un’attività che si riflette anche sul BIM e, a cascata,
anche su imprese e applicatori. Il tutto
nell’ottica di velocizzare e uniformare la ricezione
di dati fondamentali per il comparto dell’edilizia.
Obiettivo raggiunto
Corrado Oppizzi, direttore di Servizi Angaisa S.r.l.
e segretario generale di Angaisa, Associazione
nazionale commercianti articoli idrosanitari, climatizzazione,
pavimenti, rivestimenti ed arredo
bagno, e direttore Servizi di Angaisa S.r.l., commenta:
«Obiettivo raggiunto: con questo accordo
anche l’Italia fa un passo importante verso la
razionalizzazione e semplificazione dei processi
gestionali e delle transazioni commerciali nei settori
edile, elettrico e idrotermosanitario. Partendo
da modelli e standard di classificazione dei prodotti
tecnici, validati dagli stakeholder dei rispettivi
comparti, potranno nascere nuove importanti
sinergie fra gli attori delle filiere coinvolte. Parlare
la stessa lingua, a livello internazionale, può
tradursi in importanti vantaggi competitivi per le
aziende che saranno in grado di adeguare il proprio
modello di business alle nuove sfide della digitalizzazione».
Angaisa rappresenta il 40% del fatturato della distribuzione
italiana dell’idrotermosanitario, ovvero
6,8 miliardi di euro (su un totale di 17 miliardi).
I punti vendita rappresentati sono 1.100 per
15mila addetti.
Un nuovo inizio
Giorgio Casanova, ceo di Metel Srl, parla di un
nuovo inizio: «Il settore del materiale elettrico e
la digitalizzazione sono ancora più integrati: con
ETIM Italy mettiamo le basi per un linguaggio
tecnico comune, digitale e condiviso, capace di
unire produttori, distributori, installatori, progettisti,
architetti e professionisti di tre filiere. Non
è solo un progetto: è un’alleanza strategica, costruita
per abbattere le barriere informative, aumentare
la competitività delle imprese e accelerare
l’innovazione. In un mercato sempre più
interconnesso, la classificazione standardizzata
dei prodotti diventa la chiave per rendere più veloce,
efficiente e privo di errori ogni ciclo dell’ordine.
È un passo necessario e lungimirante, che
segna l’inizio di una nuova cultura del dato nei
settori coinvolti. E noi siamo orgogliosi di esserne
co-protagonisti».
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110 6/2025 leStrade
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ETIM, come funziona
ETIM è lo standard per il raggruppamento e la declinazione
delle specifiche tecniche dei prodotti nel settore
dell’installazione (idrotermosanitario, elettrico e edile).
Attraverso un modello uniforme di classificazione
del prodotto che utilizza classi di prodotto, caratteristiche,
valori e sinonimi, agevola la condivisione delle
caratteristiche tecniche.
Le caratteristiche di prodotto ETIM completano il set
delle indispensabili informazioni di prodotto (dati e asset
digitali): identificazione articolo, dettagli per l’ordine,
aggregazioni, prezzi, articoli correlati, imballi &
confezionamenti, immagini, documenti, disegni, oggetti
BIM, video, presentazioni.
La classificazione ETIM è organizzata in Gruppi e Classi
di prodotto; ogni Classe di prodotto è declinata in
caratteristiche; ogni caratteristica può essere di tipo
numerico (con l’eventuale unità di misura già fissata),
di tipo range (da ... a con l’eventuale unità di misura
già fissata), di tipo logico (si-no) o di tipo alfanumerico
(elenco di selezione caratterizzato da valori preimpostati).
Gruppi, Classi, Caratteristiche (Features) e Valori
sono univocamente codificati; chi classifica i prodotti
nel rispetto delle linee guida ETIM ‘distribuisce’
codici e relativi valori. Le descrizioni dei Gruppi, delle
Classi, delle Caratteristiche e dei Valori sono disponibili
in oltre 20 lingue, per “parlare” con il mondo usando
“un’unica lingua”!
Le Caratteristiche e i Valori ETIM, attraverso specifici
processi di Product Data Syndication, vengono utilizzati
anche per attualizzare e aggiornare la componente
caratteristiche tecniche degli oggetti BIM.
Metel, società di proprietà delle associazioni di
categoria Anie, Arame e Fme, riunisce1.300 punti
vendita (16mila addetti) che rappresentano
l’85% del fatturato della distribuzione di materiali
elettrici in Italia, ovvero otto miliardi di euro
sui 9,4 miliardi di euro totali.
Necessità di un linguaggio comune
«Sercomated ha affrontato sin da subito la transizione
digitale nel mercato dell’edilizia, in particolare
per la distribuzione e la produzione edile
italiana che non può permettersi di restare immobile
mentre la realtà in cui si opera e il linguaggio
con cui si comunica sono sempre più un
ecosistema integrato tra il mondo fisico e quello
digitale - spiega Gabriele Nicoli, vicepresidente di
Sercomated con delega al Digitale -. La necessità
di avere un linguaggio comune e condiviso tra
produzione, distribuzione e tutta la filiera dell’edilizia,
ci ha spinto a unire le forze nel progetto
condiviso di ETIM Italy, che mette insieme per
la prima volta le imprese delle realtà associative
di riferimento delle tre filiere: edile con Sercomated,
elettrica con Metel e l’idrotermosanitario
con Servizi Angaisa. ETIM Italy mira a promuovere,
sviluppare e affermare lo standard internazionale
ETIM su larga scala anche in Italia, affinché
il mercato delle costruzioni possa parlare
un linguaggio comune. Siamo certi che la partecipazione
in ETIM Italy sarà la vera svolta digitale
della distribuzione dei materiali edili e per l’architettura».
Sercomated è stata creata da Federcomated (Federazione
nazionale commercianti cementi laterizi
e materiali da costruzioni edili) con il preciso
scopo di realizzare servizi per i distributori di materiali
edili, per contribuire a migliorare la cultura
imprenditoriale del settore e per studiare e realizzare
forme di riduzione dei costi di interfaccia tra
le figure presenti nella filiera distributiva. Sercomated
rappresenta la totalità dei distributori italiani,
che vale 28 miliardi di euro, divisi per 8.000
punti vendita su tutto il territorio nazionale che
impiegano circa 60mila addetti. nn
Da sinistra, Corrado
Oppizzi, direttore Servizi
Angaisa S.r.l. e segretario
generale Angaisa; Giorgio
Casanova, direttore generale
Metel; Mario Verduci,
amministratore delegato
Sercomated e segretario
generale Federcomated;
Gabriele Nicoli,
vicepresidente Sercomated
con delega al digitale.
leStrade
Aeroporti Autostrade Ferrovie
MACCHINE&ATTREZZATURE
n I Magazzini Generali del porto
di Ravenna: sono lavori all’interno
del più vasto progetto denominato
Ravenna Port Hub.
n Falcon ACLM: l’automazione
al servizio della sicurezza stradale.
n EvoDryer Plus di Marini:
ulteriore evoluzione del precedente
tamburo EvoDryer.
n VN Group e OG11 Tunnel:
segnaletica retroilluminata
per la sicurezza stradale.
Materiali&Tecnologie
112 6/2025 leStrade
Soluzioni
Falcon ACLM: l’automazione
al servizio della sicurezza stradale
Una macchina unica nel proprio genere: è il sistema Falcon ACLM
(Automated Cone Laying Machine), sviluppato e adattato alle esigenze
delle infrastrutture stradali italiane da Senn Engineering e KEE
In un’epoca in cui la sicurezza e l’efficienza sono priorità
assolute anche nell’approntamento dei cantieri
stradali, la posa, gestione e rimozione manuale
dei coni rappresenta ancora una delle criticità più
impattanti. Per rispondere a questa esigenza, Senn
Engineering e KEE hanno accettato la sfida di sviluppare
e adattare anche alle esigenze delle infrastrutture
stradali italiane il sistema Falcon ACLM
(Automated Cone Laying Machine): una macchina
unica nel suo genere, totalmente automatizzata,
progettata per la posa e la rimozione dei coni stradali
in modo rapido, sicuro ed efficiente.
Assicura sicurezza
Il sistema Falcon ACLM nasce con l’obiettivo di eliminare
i rischi legati alla movimentazione manuale
dei coni, riducendo l’esposizione degli operai
addetti alla cantierizzazione al traffico veicolare
e migliorando al tempo stesso la rapidità delle operazioni
di approntamento della segnaletica di de-
Macchine&Attrezzature
limitazione. Il sistema, installabile su veicoli di varie
dimensioni anche in modo non permanente, è
dotato di un sistema robotizzato controllato da remoto
che consente la posa e il recupero dei coni
con estrema precisione, anche in condizioni operative
complesse.
Una delle caratteristiche distintive di Falcon ACLM
è la sua capacità di operare in completa autonomia:
il conducente del mezzo, posizionato all’interno
del veicolo, può comandare il sistema tramite
un’interfaccia intuitiva, evitando così di doversi
esporre ai pericoli del traffico. Questo consente di
mantenere elevati standard di sicurezza anche in
presenza di traffico intenso.
La totale stabilità del mezzo e dei coni in fase dinamica
– sia di posa che di raccolta - è garantito
dal perfetto bilanciato trasversalmente ottimizzato
dalla posizione posteriore della struttura movente.
Il sistema non lavora mai fuori sagoma e quindi
non invade le corsie adiacenti aperte al traffico.
Come è fatto
Il cuore tecnologico di Falcon è rappresentato da
un sistema integrato di sensori e attuatori che
consente alla macchina di rilevare la posizione
ottimale per la posa di ciascun cono, rispettando
le distanze prestabilite e adattandosi alla geometria
del tracciato, inclusa la creazione delle
diagonali di restringimento della carreggiata.
La configurazione modulare della cartuccera permette
inoltre di personalizzare il numero di coni
trasportabili, ottimizzando il servizio a seconda
delle specifiche esigenze di cantiere.
Risparmio di tempo e contenimento
dei costi
Dal punto di vista operativo, Falcon ACLM garantisce
un notevole risparmio di tempo: la posa e
la raccolta dei coni avvengono in maniera continua,
senza fermare il mezzo e il traffico, riducendo
drasticamente i tempi di allestimento e smontaggio
del cantiere. Questo aspetto si traduce in
un miglioramento significativo della produttività
e in una riduzione complessiva dei costi.
Il sistema, già in uso da anni sulle infrastrutture
stradali europee, ha superato con successo diverse
prove sul campo, dimostrando grande af-
fidabilità anche in condizioni climatiche avverse.
La manutenzione ordinaria è semplice e accessibile,
grazie a una progettazione orientata alla
praticità e alla durabilità nel tempo.
Versatilità operativa
Un elemento distintivo di Falcon ACLM è la sua
straordinaria versatilità operativa: grazie alle sue
configurazioni XS, S, M, L e XL, la macchina si
adatta a veicoli di diversa taglia e a qualsiasi esigenza
di cantiere. Il sistema è inoltre in grado
di gestire fino a 650 coni, con modalità operative
differenziate – tra cui posizionamento continuo,
raccolta continua e posizionamento/raccolta
singola – che permettono una gestione dinamica
ed efficiente delle attività. La funzione di conicità
automatica consente la creazione di corsie mobili
durante le fasi di lavoro, mentre il sistema di
controllo touch screen rende possibile la gestione
dell’intero processo da parte di un solo operatore,
riducendo ulteriormente i tempi e i costi
di intervento.
Una soluzione d’avanguardia
KEE S.r.l., forte della propria esperienza nel settore
delle infrastrutture e della sicurezza, propone
Falcon ACLM come soluzione d’avanguardia
per le imprese di costruzione, gli enti gestori
della rete viaria e tutti gli operatori impegnati in
attività di cantierizzazione e manutenzione stradale.
Con questo innovativo sistema automatico,
l’azienda di Castell’Arquato conferma la propria
vocazione all’eccellenza tecnologica, offrendo
strumenti concreti per una mobilità più sicura,
efficiente e sostenibile.
Falcon ACLM non è solo una macchina, ma un
vero e proprio alleato nella gestione moderna
delle attività stradali: un esempio tangibile di
come l’ingegno meccanico possa migliorare il lavoro
quotidiano e proteggere chi lo svolge. nn
114
6/2025 leStrade
leStrade 6/2025
115
Novità
EvoDryer Plus
Un altro passo indirizzato verso il futuro delle pavimentazioni
con elevate percentuali di asfalto rigenerato (RAP): EvoDryer Plus
è un’ulteriore evoluzione del precedente tamburo EvoDryer
È on-line
il nuovo sito
Gli ingegneri e i tecnici di Marini, con EvoDryer
Plus si sono posti l’obiettivo di superare i limiti che i
tamburi essiccatori tradizionali presentano sul piano
delle percentuali di utilizzo del materiale fresato
all’anello: non oltre il 40-45% di RAP, per via dell’impossibilità
di realizzare il corretto scambio termico
a meno di sovra-riscaldare gli aggregati, col conseguente
rischio di danneggiare il bitume presente
nel fresato. Sulla scorta di questa considerazione,
il team di Alfonsine ha scelto di allungare ulteriormente
il tamburo, in modo da ottenere una zona di
generazione di aria calda, la quale consente di scaldare
il mix inerti e fresato in maniera più graduale e
dove serve. Allo scopo di individuare la quantità di
scambio termico che è necessaria per fornire questo
ulteriore apporto di energia, è stata compiuta
successivamente una serie di test e simulazioni in
collaborazione con l’Università di Bologna, ancora
una volta un partner tecnico prezioso per l’attività
di ricerca e sviluppo Marini. Il punto d’arrivo di tale
processo è il brevetto alla base di Marini EvoDryer
Plus, un sistema che rappresenta lo stato dell’arte
e fissa un nuovo termine di paragone in materia
di introduzione del fresato all’anello, perché, anziché
stressare il bitume e il RAP riscaldandoli eccessivamente,
consente di portare il loro mix alla giusta
temperatura.
Un miglioramento della massima
importanza
La tecnologia di EvoDryer Plus è stata sviluppata
e brevettata già nei mesi precedenti al debutto ufficiale
di Monaco, e Marini ha iniziato a proporla a
vari clienti, ottenendo riscontri più che positivi. L’idea
è stata accolta in modo entusiastico dai grandi
player italiani del settore pavimentazioni stradali,
interessati ad aumentare la percentuale di fresato
nei loro mix anche senza puntare su tecnologie
più complesse come quelle del Master Tower, fiore
all’occhiello della tecnologia Marini, o dei tamburi
paralleli in generale.
EvoDryer Plus sta già riscuotendo grande successo,
ma non andrà a sostituire e non renderà meno attuale
la tecnologia EvoDryer, destinata a rimanere
il best seller e il tamburo di riferimento della gamma
Marini per la fascia medio-piccola, in grado di
assicurare vantaggi enormi rispetto agli impianti di
tipo tradizionale.
Poche le modifiche richieste a livello di gestione
dell’impianto tramite il software Marini, e concentrate
più che altro sulla zona di generazione di area
calda: non è stato necessario rivedere completamente
il software come nel caso del MasterTower,
ma è stato sufficiente un piccolo adattamento, limitato
ad alcune funzionalità.
I clienti che decideranno di dotarsi di un impianto
Marini Class Tower Pro equipaggiato con Evo-
Dryer Plus non dovranno quindi affrontare alcuna
particolare difficoltà legata a un software completamente
nuovo: si tratterà di fatto di un software
standard, con alcune aggiunte e, per il resto, tutti
i vantaggi già conosciuti e apprezzati dalla clientela
Marini in termini di risparmio energetico, semplificazione
della gestione del processo produttivo
e massimizzazione del riutilizzo di RAP nella produzione
del nuovo conglomerato bituminoso. Anche
l’utilizzo da parte di un operatore abituato a lavorare
su impianti tradizionali non comporterà alcuna
difficoltà di apprendimento.
Le prime installazioni di EvoDryer Plus su nuovi impianti
Marini avverranno nel corso del 2025. nn
lestradeweb.it
Macchine&Attrezzature
116
6/2025 leStrade
Soluzioni
VN Group e OG11 Tunnel: segnaletica
retroilluminata per la sicurezza stradale
Presenza consolidata nelle infrastrutture stradali, OG11 Tunnel, società di VN
Group, con un’accurata scelta di materiali e metodi costruttivi, assicura soluzioni
affidabili e conformi alle normative vigenti per garantire una mobilità sicura
La sicurezza stradale è una priorità fondamentale
nelle infrastrutture moderne e VN Group, attraverso
la società del gruppo OG11 Tunnel, si distingue
come leader nella produzione e fornitura
di segnaletica retroilluminata all’interno delle
gallerie stradali.
La società OG11 Tunnel fin dall’inizio si è impegnata
nella costruzione di soluzioni affidabili, di
facile manutenzione e pienamente conformi alla
normativa CPR di riferimento: UNI EN12899-1.
I segnali luminosi a LED utilizzano una tecnologia
di trasmissione luminosa per trasparenza,
che consiste nell’utilizzare sorgenti luminose
a contatto con materiali otticamente
sensibili per creare una illuminazione elevata
ed uniforme. I segnali luminosi grazie a questa
tecnologia risultano molto sottili con spessori
ridotti (13 millimetri), l’illuminazione è molto
efficiente offrendo un’elevata potenza luminosa
con un basso consumo.
Marco Nardi
Responsabile ufficio
tecnico OG11 Tunnel
OG11 Tunnel è in grado di offrire una gamma di
prodotti completa. Sono presenti a catalogo segnali
luminosi a led con tre forme in grado di soddisfare
tutte le esigenze installative:
A) Triangolare bifacciale:
• ridotta sporgenza dalla parete della galleria;
• quattro punti ottimali di staffaggio;
• stabilità e robustezza della struttura;
• visibilità ottimale da tutti i punti di osservazione;
• illuminazione delle due facce indipendente,
maggiore garanzia di funzionamento di almeno
uno dei due lati.
B) Bandiera bifacciale;
C) Bandiera monofacciale.
Caratteristiche
• La struttura meccanica risulta totalmente in
acciaio inox: non è presente alluminio o materiali
compositi infiammabili.
• La struttura meccanica è apribile grazie a
guarnizione di tenuta in espanso poliuretanico
applicata con processo automatico: que-
sto offre la possibilità di eseguire la manutenzione
e la sostituzione o aggiornamento delle
serigrafie della segnaletica.
• I segnali luminosi hanno un grado di protezione
IP66 e solo alimentati tramite un alimentatore
con grado di protezione IP67.
• Le serigrafie su pellicola riflettente di classe II
retroilluminata sono eseguite in stampa digitale
con protezione frontale tramite laminazione
(non sono presenti pellicole adesive a
vista).
• L’intensità luminosa è dimmerabile con una
apposita centralina che permette un ulteriore
risparmio energetico del 50% rispetto al valore
massimo.
• Lo stato dei segnali luminosi è diagnosticabile
attraverso la comunicazione con il PLC garantendo,
in ogni caso, una sicurezza funzionale
intrinseca.
Nel caso di un’assenza di comunicazione con
il PLC si attiva automaticamente la modalità
d’emergenza con il passaggio in alta luminosità.
nn
Macchine&Attrezzature
118
6/2025 leStrade
leStrade 6/2025
119
Opere
I Magazzini Generali
del porto di Ravenna
L’adeguamento delle banchine portuali e la realizzazione di una banchina
a uso di un container terminal che assicuri maggiori capacità e efficienza:
sono lavori all’interno del più vasto progetto denominato Ravenna Port Hub
All’interno dell’ambizioso e innovativo progetto di
riqualificazione del Porto di Ravenna, volto a modernizzare,
espandere e rendere più sostenibile
lo scalo marittimo della città, i lavori di ripristino
dei c.d. Magazzini Generali rientrano tra le attività
fondamentali per l’aumento della competitività
del futuro scalo romagnolo.
Il terminal PIR 259 (Magazzini Generali) quale divisione
autonoma de La Petrolifera Italo Rumena
gestisce, in regime di magazzino generale, depositi
per lo stoccaggio, l’insacco e la movimentazione
di merci secche. Il terminal dispone anche
di serbatoi dotati di certificazione per lo stoccaggio
di prodotti alimentari liquidi anche infiammabili
e di prodotti chimici non infiammabili.
La PIR iniziò la propria attività nella zona di Porto
Corsini a Ravenna, utilizzando come strutture logi-
stiche alcuni hangar e serbatoi già serviti agli idrovolanti
americani durante la Prima guerra mondiale.
Il lavoro della PIR nel periodo fra le due guerre
consisteva nell’importazione via mare, stoccaggio
e distribuzione di prodotti petroliferi in gran parte
in fusti e latta, ma anche di cereali, zucchero, e
altre merci sia sfuse sia confezionate.
Durante la Seconda guerra mondiale gli impianti
furono devastati dai bombardamenti, ma grazie
ad una celere opera di ricostruzione già agli inizi
degli anni Cinquanta l’attività del terminal aveva
nettamente superato quella del periodo prebellico.
Da allora l’attività fu costantemente ampliata
e potenziata, sia aumentando la connessione
con l’entroterra sia modernizzando le strutture
esistenti in funzione dell’espansione del polo petrolchimico
ravennate.
A cura di Trevi
Finanziaria
Industriale S.p.A.
Il progetto
La fase attuale di ammodernamento dei Magazzini
Generali è all’interno del più vasto progetto
denominato Ravenna Port Hub, che ha come
obbiettivo dotare il porto di Ravenna di un’infrastruttura
in grado di conseguire importanti incrementi
di traffico e di garantire un più elevato livello
di sicurezza della navigazione.
Il progetto consente l’adeguamento delle banchine
portuali e la realizzazione di una banchina
ad uso di un moderno container terminal che
assicuri maggiori capacità ed efficienza, ma permette
anche di ottenere delle migliori condizioni
di navigabilità e una maggiore accessibilità nautica
per navi di maggiori dimensioni.
Al termine dei lavori il porto di Ravenna potrà disporre
di nuove aree per l’insediamento di attività
produttive e logistiche che arricchiranno,
con nuovi servizi, la catena del valore prodotto
dal porto. Tali aree, per una superficie complessiva
di 200 ettari, saranno direttamente collegate
alle banchine, ai nuovi scali ferroviari merci e
al sistema autostradale, rappresentando così un
unicum nel panorama della portualità nazionale.
L’intervento di Trevi
Il fronte di lavoro è stato di circa 200 metri e le
due estremità hanno avuto differenti approcci in
quanto a realizzazione, a causa delle diverse situazioni
preesistenti. Il muro di sponda nella parte
centrale è composto da una parete combinata
(Combiwall) formata da pali trivellati in c.a.
ø1500 millimetri ad interasse 2,30 metri spinti
sino a -30 metri s.l.m. rivestiti con tubi metallici
(ø est = 1.520 millimetri, spessore 10 millimetri
infisso sino alla quota di -16,70 metri s.l.m.),
necessario per la fase realizzativa del palo e con
funzione di protezione della parte dell’elemento
strutturale che più risente dell’aggressione marina,
e palancole di chiusura infissa sino alla quota
di -20 m s.l.m.
Le fasi di lavorazione
Infissione dei lamierini dei pali (totale n. 75, cinque
lamierini giorno) e delle palancole metalliche.
La connessione tra gli elementi era garantita
da appositi “gargami” estesi lungo tutta la lunghezza
degli stessi. Trivellazione dei pali in c.a.
eseguiti all’interno dei lamierini di guida e soste-
Macchine&Attrezzature
120
6/2025 leStrade
leStrade 6/2025
121
gliorando così le condizioni di sicurezza. Sul lato
sud (banchina Enel) si è proceduto quindi con la
vibroinfissione della parete combinata palo/palancola
con 13 tubi in acciaio (ø1520×25 millimetri,
l = 30,3 metri, peso circa 30 t/cad.) e palancole
(infisse sino alla quota di -20 m s.l.m, il
c.d. Combiwall).
Inoltre, a causa della presenza dello sporgente
(paratia in c.a.) esistente ed interferente con
l’asse del nuovo combiwall, si è resa necessaria
l’infissione di un palancolato provvisorio fino alla
profondità di -27,50 metri s.l.m., per sostenere
il terrapieno a tergo e permettere la demolizione
della banchina preesistente ed interferente, con
un carotiere montato su una attrezzatura Soilmec
SR-45.
Sul lato nord (banchina PIR), sempre a causa
della presenza dello sporgente esistente ed interferente
con l’asse del nuovo combiwall si è proceduto
dalla demolizione dello stesso nella sola
parte interferente, con una Soilmec SR-45 equipaggiata
con carotiere.
Per mantenere inalterati gli ingombri esterni della
banchina si è scelta la soluzione con tre pali
in c.a. rivestiti in tutta lunghezza (sino a -30 m
s.l.m.) da un tubolare in acciaio del diametro pari
a 1.000 millimetri e spessore pari a 20 millimetri.
Il riempimento dell’intercapedine tra il nuovo paramento
e la preesistente banchina, al fine di
migliorare la capacità di trasmissione delle sollecitazioni
e ridurre il rischio di corrosione e danneggiamento
della faccia interna delle palancole
e dei lamierini dei pali, è stato realizzato con
calcestruzzo magro. Il cordolo di coronamento,
realizzato al di sopra del combiwall, è costituto
da una trave in cemento armato con sezione ad
L. suddivisa in nove conci di lunghezza variabile.
La quota in sommità è posta a +2.50 metri
s.l.m.Il paramento esterno (lato mare) della trave
di banchina è realizzato mediante un pannello
prefabbricato in c.a. (veletta) con predisposizione
delle nicchie per la successiva esecuzione
dei tiranti. Il pannello, oltre a fungere da cassero
a perdere consente una maggiore protezione
della trave.
I pannelli uniti a un fondello metallico (quest’ultimo
di dimensioni e forma atte a colmare il vuoto
tra veletta e combiwall e trattato con protettivo
a base di resine epossidiche bicomponenti)
sono stati ancorati tramite carpenterie metalliche
(assemblate in opera) alle teste dei pali del
combiwall (sei velette giorno).
Una volta completata la messa in opere delle velette
relative ai singoli conci, si è proceduto alla
demolizione parziale della “testa” della sommità
della preesistente banchina e al montaggio del
ferro di armatura zincato dei tubi guida dei tiranti
(ø 250 in acciaio, L = 5.00 metri, s = 5 millimegno
con una attrezzatura Soilmec modello SR-
35, posa della gabbia di armatura e successivo
getto (due pali giorno). Al fine di minimizzare le
deviazioni verticali o gli errori di posizionamento
dovuti alle vibrazioni durante l’infissione dei lamierini,
è stata utilizzata una dima metallica fissata
alla trave di banchina esistente. Inoltre, per
la gestione delle operazioni di inserimento della
gabbia di armatura e getto di calcestruzzo, sono
state allestite apposite piattaforme di lavoro, mi-
Macchine&Attrezzature
122
6/2025 leStrade leStrade 6/2025
123
leStrade
Aeroporti Autostrade Ferrovie
ASSOCIAZIONI
tri) e dei casseri (lato terra). Il getto della trave
suddiviso nei vari conci è avvenuto in due fasi,
fino al raggiungimento della quota + 2,35 metri
s.l.m. e durante la seconda fase di getto sono
state poste in opera le otto bitte di ormeggio da
100 kN. Al termine dell’esecuzione dei tiranti di
ancoraggio, è stato eseguito il getto di completamento
della trave opportunamente armato con
rete elettrosaldata, raggiungendo così la quota di
progetto di + 2,50 metri s.l.m., durante la quale
sono anche state realizzate le scale di accesso in
c.a. alle otto bitte.
Nel contempo, all’interno dell’area compresa tra
la nuova banchina e le strutture preesistenti, si
è proceduto alla realizzazione di 900 colonne di
ghiaia con diametro 600 millimetri e lunghezza
10,5 metri per contrastare gli effetti di una possibile
liquefazione in caso di sisma.
È inoltre prevista la realizzazione dei sottoservizi
(linee di raccolta acque meteoriche, cavidotti,
linea antincendio, ecc.) e successivamente la realizzazione
della pavimentazione stradale composta
da una sottobase ed asfaltatura.
Successivamente si è proceduto con la prova di
collaudo del bulbo di fondazione su tutti gli 85 ancoraggi.
La prova consisteva in un ciclo di carico
e scarico, che ha spinto gli ancoraggi fino ad un
carico massimo pari a 1,2 volte del carico di utilizzo
previsto in progetto.
Al termine della prova l’ancoraggio (a questo
punto idoneo) è stato tesato e bloccato al valore
di pretensionamento iniziale previsto in progetto
pari a 500 kN.
A seguire verranno completati lavori di superficie
del piazzale, dapprima la realizzazione di tutti
i sottoservizi (linea di raccolta delle acque meteoriche,
cavidotti, ecc.) e successivamente la
formazione del pacchetto stradale, gli arredi di
banchina, in particolare, parapetti, parabordi in
gomma sintetica e scalette alla marinara. nn
n Osservatorio OICE/Informatel
sulle gare pubbliche di ingegneria
e architettura di aprile 2025.
n I mesi scorrono, ma lo slancio
propositivo della S.I.I.V. non rallenta.
Dopo la diffusione del programma
della XXI International Summer School,
ci sono state numerose novità.
n L’International Road Federation (IRF)
ha aperto le candidature per
la quinta edizione
dell’IRF Start-up Label.
Macchine&Attrezzature
124
6/2025 leStrade
IRF Start-up Label
Riconoscimento per start-up del settore mobilità
International Road
Federation (IRF)
2 Chemin de Blandonnet
CH-1214 Vernier (Geneva)
Tel. +41-22-306 0260
E-mail: info@irfofficial.org
www.irfofficial.org
Gonzalo Alcaraz
Direttore Generale ad interim dell’IRF
L’International Road
Federation (IRF) ha aperto
le candidature per la quinta
edizione dell’IRF Start-up
Label, un’iniziativa pensata
per individuare e sostenere
giovani imprese che stanno
contribuendo in modo
concreto all’innovazione
nel settore della mobilità e
dei trasporti.
A chi si rivolge il bando?
Il bando è rivolto a start-up
attive in almeno uno dei
seguenti ambiti: sicurezza
stradale, finanziamento
e economia delle
infrastrutture, sistemi di
trasporto intelligenti (ITS),
mobilità cooperativa,
connessa e automatizzata
(CCAM), efficienza e
sostenibilità stradale.
C’è tempo sino
al 31 luglio 2025
La finestra per presentare
domanda è aperta dal 26
maggio al 31 luglio 2025.
L’IRF Start-up Label è un
marchio di qualità
Più che un premio,
l’IRF Start-up Label è
un marchio di qualità.
Viene assegnato a realtà
imprenditoriali in fase
iniziale che dimostrano
solidità del team, una
proposta innovativa
e impattante e una
visione imprenditoriale
sostenibile nel tempo.
Non si premiano idee, ma
progetti concreti in grado
di affrontare
le sfide della
mobilità
contemporanea
con approcci efficaci
e replicabili.
Il sostegno dell’IRF
per un anno e visibilità
internazionale
Le imprese selezionate
ricevono per un anno
il sostegno dell’IRF,
accedendo a un pacchetto
strutturato che comprende
non solo consulenza
tecnica, ma anche un
accompagnamento più
ampio, volto a orientare
lo sviluppo e la crescita
dell’impresa.
Il label consente
inoltre l’accesso a
eventi di scambio
e approfondimento
tecnico promossi
dall’IRF, insieme a una
visibilità internazionale
rafforzata, anche grazie
all’esposizione alla rete
digitale globale della
Federazione,
che raggiunge
oltre 30.000
professionisti del
settore.
L’etichetta IRF viene
assegnata a seguito di una
valutazione indipendente
condotta da un panel di
esperti dell’organizzazione.
Il processo non si limita
a giudicare il potenziale
innovativo, ma considera
anche la coerenza tra
visione strategica e
capacità operativa, la
concretezza dei risultati già
ottenuti e la scalabilità del
modello.
L’IRF Start-up Label:
visibilità per mercati
internazionali
Negli anni passati,
l’IRF Start-up Label ha
contribuito a dare visibilità
a progetti che oggi sono
realtà consolidate nel
panorama della mobilità.
Per molte delle imprese
premiate, si è trattato
di un trampolino di
lancio per accedere a
mercati internazionali,
stringere collaborazioni
con enti pubblici e privati
e consolidare il proprio
posizionamento.
Tutte le informazioni sul
programma e il modulo per
candidarsi sono disponibili
sul sito ufficiale: www.
irfofficial.org/startup-label
o consultando il QR code.
nn
Osservatorio OICE/Informatel sulle gare
pubbliche di ing. e arch. di aprile 2025
OICE
Associazione delle organizzazioni
di ingegneria, di architettura e
di consulenza tecnico-economica
Via G. B. Martini, 13
00198 Roma
Tel. 06.80687248
E-mail info@oice.it
www.oice.it
Ad aprile il mercato pubblico
dei servizi tecnici è in forte
ripresa su marzo 2025, ma, se
si confrontano i dati con gli anni
precedenti, l’Osservatorio OICE/
Informatel continua a certificare
la forte riduzione della domanda
pubblica.
Nel quarto mese dell’anno, infatti,
il valore dei bandi, ottenuto
sommando l’importo delle
gare per servizi di ingegneria e
architettura (201,6 mln) al valore
della progettazione esecutiva
stimata compresa negli appalti
integrati (18,9 mln), raggiunge
l’importo complessivo di 220,5
mln, evidenziando, nel confronto
con marzo 2025, un’impennata
del 125,8% in valore, mentre, se
si fa riferimento ad aprile 2024,
tale incremento arriva solo al
21,1%.
Il recupero sull’anno precedente è
significativo anche se guardando
al 2023 e al 2022 avremmo un
-34,5% e un – 61,5%, ma erano
gli anni d’oro del PNRR ai massimi
livelli di domanda pubblica.
Se si confrontano i dati del
valore relativo alle gare
emesse nei primi quattro mesi
dell’anno degli ultimi anni,
la situazione è tale per cui il
valore del 2025, pur tenendo
conto del mega bando di Aspi
da 171 mln. uscito a gennaio,
si attesta sul dato del 2019 con
un evidente ridimensionamento
della domanda di ingegneria e
architettura, comprensiva anche
della progettazione esecutiva
inserita negli appalti integrati.
Così commenta i dati
dell’Osservatorio di aprile il
Presidente dell’Associazione,
Giorgio Lupoi: «È positiva questa
inversione del trend negativo,
anche se va considerato che nel
valore c’è anche un appalto per
servizi di assistenza della Telt di
circa 75 milioni che un po’ falsa
il quadro, così come accaduto a
gennaio con il bando Aspi per i
monitoraggi su ponti e viadotti.
Vedremo alla fine dell’anno quale
sarà il risultato ma al momento
appare chiaro come si sia tornati
su per giù ai livelli del 2019.
Rimangono delle storture nella
disciplina del codice e spiace che
nel decreto-legge infrastrutture
n. 73, appena uscito in Gazzetta
Ufficiale, siano stati disciplinati
aspetti marginali del codice
appalti, senza affrontare alcuni
nodi che stiamo segnalando
da tempo: anticipazione,
trasparenza del mercato e
verifiche dei progetti. L’auspicio è
che in sede parlamentare si avvii
una discussione su questi temi e
che si prenda atto dell’esigenza di
intervenire recependo quanto a
dicembre era stato ignorato».
Le gare per soli servizi di
ingegneria e architettura (esclusi
gli appalti integrati) rilevate
ad aprile sono state 214, per
un importo di 201,6 mln. Dal
confronto con marzo 2025, i
dati evidenziano un incremento
del 32,9% nel numero, a fronte
di un’impennata in valore del
169,7%, mentre, rispetto al mese
di aprile 2024, il numero registra
un calo del 23,6%, a fronte di una
crescita più moderata del 49,3%
in valore.
Il confronto con lo stesso mese
degli anni 2023 e 2022 conferma
un trend in ripresa in valore con
un +17,9% sul 2023 a fronte
del -57,0% nel confronto con il
2022. nn
Associazione IRF
Associazione OICE
126
6/2025 leStrade
leStrade 6/2025
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Studiart.it
Un mese di fermento per la S.I.I.V.
Nel mese di maggio 2025 ci sono state numerose novità
Società Italiana
Infrastrutture Viarie
SIIV
www.siiv.it
Stefano Coropulis
I mesi scorrono, ma lo
slancio propositivo della
S.I.I.V. non rallenta. Dopo
la diffusione del programma
della XXI International
Summer School, ci sono state
numerose novità.
Il 35° anniversario
dell’associazione
Il 26 aprile ha segnato un
traguardo importante:
il 35° anniversario
dell’associazione, fondata nel
1990 e da allora impegnata
a promuovere la ricerca,
l’innovazione e la formazione
nel settore “Strade, Ferrovie e
Aeroporti”.
Un percorso lungo oltre
tre decenni, sostenuto
dalla costante passione e
partecipazione dei soci.
Visita all’Anas Smart Road
Center a Roma
Tra le iniziative, il 30
aprile alcuni membri del
GdL Smart Roads hanno
avuto l’opportunità di
visitare l’Anas Smart Road
Center a Roma. Il centro
rappresenta un’eccellenza
nella digitalizzazione e
nell’innovazione tecnologica
della rete stradale nazionale.
L’incontro, reso possibile
grazie al Dott. Luigi
Carrarini, Head of Center
of Excellence Smartroad
& SHM di Anas S.p.A., ha
coinvolto soci e studenti
delle sedi universitarie di
Palermo e Roma Tre, offrendo
un’importante occasione di
trasferimento di conoscenze.
Sempre il GdL Smart Roads
ha recentemente firmato un
contratto con la casa editrice
Springer per la pubblicazione
di una monografia intitolata
“Le Smart Road - Stato
dell’arte e scenari futuri”. Tutti
gli introiti delle vendite del
testo saranno devoluti dagli
autori alla S.I.I.V.
I Gdl sono in piena attività
Anche gli altri GdL sono in
piena attività. Il GdL Ferrovie
ha avviato la redazione di un
documento tecnico-scientifico
(output del GDL) incentrato
sulla didattica, sulla ricerca
e sulla normativa. L’obiettivo
è offrire una panoramica
sull’attuale scenario
nazionale e proporre spunti
di evoluzione coerenti con
la missione della S.I.I.V. Lo
stesso lavoro e lo stesso
output sono in corso di
preparazione anche da parte
del GdL Aeroporti.
Il GdL SIIV Futura ha avviato
un’attività di ricognizione
interna tra i Soci per mappare
le attività di ricerca delle sedi
universitarie afferenti, con
l’obiettivo di costruire un
raccordo strutturato sul tema.
In parallelo, è in corso di
preparazione una bozza di
regole di funzionamento
del gruppo. Importanti i
progressi anche nell’ambito
Comunicazione, con
l’attivazione del social
LinkedIn della S.I.I.V.
Il GdL Normativa Tecnica
sta invece lavorando sulla
redazione di documento
tecnico-scientifico (probabile
output finale del GDL)
dedicato ad aspetti normativi,
con particolare riferimento
alle infrastrutture urbane per
la mobilità sostenibile.
“La gestione della
sicurezza di infrastrutture
stradali esistenti:
prospettive ed esperienze
a confronto”
Infine, a maggio, la S.I.I.V. ha
concesso l’Alto Patrocinio al
seminario tecnico-scientifico
“La gestione della sicurezza
di infrastrutture stradali
esistenti: prospettive ed
esperienze a confronto”.
Il seminario è stato
organizzato dall’Università
della Calabria –
Dipartimento di Ingegneria
Civile, in collaborazione
con l’Ordine degli Ingegneri
e il Collegio dei Geometri
della Provincia di Cosenza,
nell’ambito della 3ª edizione
del Campus della Sicurezza
Stradale.
L’evento, svoltosi il 6 maggio
2025 presso il Museo DAC di
Diamante (CS), ha visto la
partecipazione di numerosi
ospiti e relatori di rilievo,
tra cui l’Assessore alle
Infrastrutture del Comune di
Diamante, rappresentanti di
Anas, UniSalento, UniTrento
e UniCAL, e i vertici delle
associazioni tecniche
professionali coinvolte.
Un mese ricco di contenuti,
conferme e nuove prospettive
per la comunità S.I.I.V.
“Nuove frontiere della
Sperimentazione
Stradale”
Si ricorda che il 24 giugno
dalle ore 16 alle 18, presso
la Sala degli affreschi
dell’Università di Roma
LaSapienza, si terrà il
Convegno “Nuove Frontiere
della Sperimentazione
Stradale” in ricordo del
compianto collega Nicola
Fiore. Un evento a cui tutta la
S.I.I.V. tiene particolarmente
e si aspetta una grande
partecipazione per onorare il
collega Fiore. nn
Associazione SIIV
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6/2025 leStrade