Waste n. 36 luglio 2025
Onda Immonda La convenzione di Hong Kong su demolizione e riciclo navale. Un’occhiata allo stato del settore Valorizzare le reflue industriali. Facciamo un flash sui filtri a carbone attivi
Onda Immonda
La convenzione di Hong Kong su demolizione e riciclo navale. Un’occhiata allo stato del settore
Valorizzare le reflue industriali. Facciamo un flash sui filtri a carbone attivi
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Anno IX
Luglio
2025
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
0 0 0 3 6 >
ISSN 2610-9069
772610 906904
9
ONDA
IMMONDA
Casa Editrice
la fiaccola srl
LA CONVENZIONE
DI HONG KONG
SU DEMOLIZIONE
E RICICLO NAVALE.
UN’OCCHIATA ALLO
STATO DEL SETTORE
VALORIZZARE
LE REFLUE
INDUSTRIALI.
FACCIAMO UN FLASH
SUI FILTRI
A CARBONE ATTIVI
2 SOMMARIO
wasteweb.it
waste@fiaccola.it
Stampato su carta FSC
ISSN 2610-9069
Numero 36
Luglio 2025
EDITORIALE
3
In primo piano
8 Cestino d’oro
Alla start up Oxyle con la
soluzione che rimuove i PFAS
9 Up e Downcycling
Progetti geniali, idee bizzarre
10 PNRR e biometano
Misure adeguate per
un potenziale da cogliere
12 Pillole dal laboratorio
Gestione dei rifiuti tessili
e responsabilità del produttore
14 App e Startup
L’angolo delle buone idee
15 Welcome to jungle
Effetti devastanti delle promesse
elettorali sulla gestione dei rifiuti
16 Demolizione navale
In vigore la Convenzione
di Hong Kong su demolizione
e riciclo navale. E ora?
19 Scaffale Circolare
I libri che ispirano un futuro
sostenibile
Economia circolare
20 CircolarMente
Misurazione della circolarità
e la rivoluzione della ISO-59040
22 Innovazione nel riciclo
Rivoluzione nella fibra di vetro
24 Pollutec Lione
Ai blocchi di partenza la 46ma
edizione della kermesse green
26 Ecomondo
È tutto pronto. Palinsesto
conferenze compreso
28 Un passo avanti
Arriva il primo demoplant che
separa la fibra elastica dal nylon.
Con tecnologia super innovativa
Energia
32 Incentivi FER2
Flop per il biogas, attesa per i
fanghi, ma parte il flottante
Rifiuti solidi
36 Occhio alla traccia
Digitalizzazione e RENTRI:una
gestione ottimizzata dei rifiiuti
38 Inquinanti emergenti
Poco conosciuti, difficili da
gestire e per sempre pericolosi
40 Polveri sotto controllo
Con soluzione mobileautonoma
42 Appuntamento ferrarese
Torna RemTech, l’hub
ambientale
48 Efficienza continua
Tecnologia innovativa per
migliorare la produzione di CSS
50 Imballaggi intelligenti
Contenitori speciali per
allungare la vita dei freschi:
si ma poi?
53 Sostenibili anche nel sociale
Sogno, impresa e realtà...
in 50 anni!
54 E’pronto a tutto
Arjes, trituratore mobile a doppio
albero a rotazione lenta
e asincrona, sfida ogni materiale
Biowaste
58 Discariche. A che punto siamo?
Una panoramica sullo stato
di fatto nel nostro Paese
Acque reflue
62 Filtri a carbone attivi
Mini rassegna sui prodotti
che depurano e valorizzano
le acque reflue industriali
Veicoli&Allestimenti
66 Ricambi usati
Profili normativi, fiscali
e prospettive alla luce del Nuovo
Regolamento Europeo
3 Editoriale
6 Numeri e poltrone
22 News economia circolare
34 News energia
35 News rifiuti solidi
60 News biowaste
61 News acque reflue
69 News veicoli&allestimenti
Direttore Responsabile
Lucia Edvige Saronni
lsaronni@fiaccola.it
Direttore Editoriale
Giuseppe Guzzardi
gguzzardi@fiaccola.it
Consulenza Tecnico-Scientifica
Marco Comelli
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Coordinamento Editoriale
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flugaresi@fiaccola.it
Redazione
Mauro Armelloni, Matthieu Colombo
Fabrizio Parati, Emilia Longoni
waste@fiaccola.it
Collaboratori
Ludovica Bianchi, Marco Capellini, Damiano
Diotti, Antonio Fargas, Ginevra Fontana,
Andrea Ghiaroni, Annalisa Gussoni,
Alessandro Marangoni, Giovanni Milio,
Mattia Molena, Eliana Puccio, Michele
Ragonese, Riccardo Rossi
Segreteria
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jcampolucci@fiaccola.it
Amministrazione
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T 0425 34045 - Cell. 348 5121572
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Trentino Alto Adige, Veneto, Emilia Romagna
(escluse Parma e Piacenza)
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Stampa
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abb. annuo Estero Euro 200,00
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P.I. 00722350154
OGNI
IMMAGINE
RACCONTA
UNA STORIA
È un’affermazione vera in tanti modi diversi quella del titolo.
Può significare che per la sua realizzazione si è dovuto mettere
in moto un processo complesso e lungo; oppure che quello che
si vede rappresenta il punto finale, o iniziale o un momento a
caso di una storia; ancora, che quello che rappresenta simboleggia
un insieme di significati, anche spesso un’immagine è rilevante
per il significato che gli viene conferito, non il contrario.
Oppure, può semplicemente essere la rappresentazione sintetica di
un fenomeno. Prima di scrivere questo editoriale, mi è arrivato il report
sulla raccolta RAEE in Italia. Ne parleremo nel prossimo numero, quello di
Ecomondo. Per ora noto solo che i numeri assoluti sono in crescita, più 1% nei RAEE domestici
e più 18,4 nei professionali, per una media finale di più 5,9%. La percentuale di
raccolta che vale a fronte dell’obiettivo europeo del 65%, fissato nel 2019, è però scesa
ancora, al 29,4%. Allora sono andato a vedere i dati europei, raccolti da Eurostat, che sono
in ritardo di due anni. Un semplice grafico, che dice tutto: la percentuale è poco sopra al
40%, in calo ormai da diversi anni, proprio dal 2019 in cui era stato fissato ottimisticamente
il target. Il perché lo esamineremo nel prossimo numero, ora evidenziamo solo che la
percentuale si calcola dividendo il peso dei RAEE raccolti in un anno per la media del peso
delle apparecchiature elettronico ed elettriche immesse sul mercato nei tre anni precedenti.
Ossia, si raccoglie di più ma si immette ancora di più. Basta guardare.
Altra immagine, altra storia. Nel documentarmi per la rubrica “welcome to the jungle”
sono andato a riprendere in archivio le fotografie e gli articoli sulle discariche umbre, e
l’immagine abbastanza anodina di quella di Orvieto si trova ad illustrare una notizia dello
scorso marzo in cui il TAR regionale dava ragione alla poi defunta giunta Tesei contro
ACEA, sulla decisione del 2022 di privilegiare l’ampliamento delle altre due discariche
umbre (Città di Castello e Perugia) nel quadro della transizione al nuovo regime del
Piano Regionale dei Rifiuti approvato poi nel 2023. E la storia? Nulla, che ora tutte
e tre le discariche dovranno essere ampliate a tambur battente per consentire
alla nuova giunta di non costruire il termovalorizzatore. Vabbè, è una storiaccia.
E invece sembra una bella storia il fatto che nella votazione di qualche giorno fa in
sede di Commissioni congiunte del Parlamento Europeo sia stata approvata una
versione della bozza del nuovo regolamento sul fine vita dei veicoli che a dire
delle associazioni degli autodemolitori sembra abbastanza equilibrata. Anche
su questo torneremo. Intanto un consiglio musicale per la prima parte dell’estate.
Every picture tells a story, Rod Stewart, 1971, il capolavoro che fece
decollare la carriera solistica di “Rod the Mod”. Oltre alla canzone del titolo
e alle mitologiche Maggie May e Mandolin Wind, sono personalmente affezionato
a una versione country-irlandese della dylaniana “Tomorrow is
a long time”. Buona estate.
Marco Comelli
9
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
4 PARTNERS
Soluzioni
Soluzioni per migliorare
il ciclo integrato dei rifiuti
ACCADUEO 2025 . . . . . . . . . . .31
bfwe.it
MITAMBIENTE Srl . . . . . . . . . .11
mitambiente.it
Anno IX
Luglio
2025
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
CONSULENZA, PROGETTAZIONE, ASSISTENZA
BUSI GROUP Srl . . . . . . . . . . .61
busigroup.it
POLLUTEC 2025 . . . . . . . .III Cop.
pollutec.com
0 0 0 3 6 >
CONEXPO 2026 . . . . . . . . . . . .41
conexpoconagg.com
REMTECH EXPO 2025 . . . . . . .47
remtechexpo.com
ISSN 2610-9069
772610 906904
Casa Editrice
la fiaccola srl
ONDA
IMMONDA
LA CONVENZIONE
DI HONG KONG
SU DEMOLIZIONE
E RICICLO NAVALE.
UN’OCCHIATA ALLO
STATO DEL SETTORE
DAIMLER TRUCK ITALIA Srl –
MERCEDES BENZ . . . . . . . . . .27
mercedes-benz-trucks.com
ECOTEC SOLUTION Srl . . . . . . .5
ecotecsolution.com
ECOMONDO 2025 . . . . . . . . . . .45
ecomondo.com
FOR REC SpA . . . . . . . . . . . . . .35
forrec.eu
SCAI SpA . . . . . . . . . . . . . .IV Cop.
scaispa.it
TANA ITALIA Srl . . . . . . . . . . . .1
tanaitalia.com
VIA MOBILIS . . . . . . . . . . . . . .57
europa-movimento-terra.it
WOLTERS KLUWER
ITALIA Srl . . . . . . . . . . . . .II Cop.
wolterskluwer.com
VALORIZZARE
LE REFLUE
INDUSTRIALI.
FACCIAMO UN FLASH
SUI FILTRI
A CARBONE ATTIVI
Una copertina “alla Murakami” con
un’onda (non proprio monda) che riporta
al movimento di acqua in generale, salata
e non.
È infatti appena entrata in vigore la Con -
venzione di Hong Kong che definisce gli
standard (leggasi obblighi) per gli armatori
e cantieri che si occupano di demolizione
e riciclo navi: tipo il registro dei
materiali pericolosi a bordo e il divieto
assoluto di alcuni materiali…Restrizioni
che verranno aggirate? Il modo sembra
già esistere…
Sul fronte acque dolci invece, si spinge
sul riuso idrico.
Proponiamo quindi un flash sui filtri a
carbone attivi - indispensabili per la depurazione
delle reflue industriali - che
possono così essere avviate al riciclo e
valorizzate.
AZIENDE CITATE
A
AB . . . . . . . . . . . . . . . . . . .70
Althesys . . . . . . . . . . . . . .10
Aquafil SpA . . . . . . . . . . . .28
B
Boer Group . . . . . . . . . . . .64
Busi Group . . . . . . . . . . . .69
C
Cabka . . . . . . . . . . . . . . . .43
Cannoni Conrad . . . . . . . .40
Chep . . . . . . . . . . . . . . . . .43
D
Desotec . . . . . . . . . . . . . . .63
Dora Baltea . . . . . . . . . . . .64
E
Ecopneus . . . . . . . . . . . . .35
Ecotec Solution . . . . . . . . .48
Enea . . . . . . . . . . . . . . . . .46
G
Garc . . . . . . . . . . . . . . . . .53
Garcambiente SpA . . . . . .53
I
IVECO . . . . . . . . . . . . . . . .70
K
Koster Logter . . . . . . . . . .70
M
MantoVana Macchedil . . . .40
Matrec . . . . . . . . . . . . . . . .20
O
Owens Corning . . . . . . . . .22
P
Pasa Labs Srl . . . . . . . . . .38
Promisa Srl . . . . . . . . . . . .40
R
Resilco . . . . . . . . . . . . . . . .6
Rienergy E.S.C.O . . . . . . . .60
S
Scai . . . . . . . . . . . . . . . . . .54
Snam . . . . . . . . . . . . . . . . .7
U
Untha . . . . . . . . . . . . . . . .48
W
Walters Kluwer . . . . . . . . .36
Water Energy . . . . . . . . . . .63
Luglio 2025
Siamo il tuo partner di fiducia per macchinari e impianti per il trattamento dei rifiuti.
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e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
2 3
4
6 PRIMO PIANO Soluzioni
IN EVIDENZA
1 2 3 4
IN EVIDENZA
PRIMO PIANO
12 3
4
7
Numeri e poltrone
RESILCO
Una startup che spacca!
Un round via l’altro per la startup
tech Resilco, che ha sviluppato una
tecnologia innovativa per trattare
alcune tipologie di rifiuti industriali,
trasformandole in MPS utilizzabili nel
12 3
4
PROSIEL
Una bella scossa
Nuovo presidente per
l’Associazione per la
promozione della sicurezza
e innovazione elettrica in Italia.
Stiamo parlando di Roberto
Martino - che è stato nominato dal
Consiglio direttivo di Prosiel - che
ha sottolineato quanto sia
importante l’infrastruttura
elettrica all’interno degli edifici.
“Oggi la sfida alla transizione
energetica del patrimonio
immobiliare e gli scenari delineati
dalla Direttiva europea “Case
green”, sono un’opportunità che
Prosiel deve cogliere
per creare le
condizioni per
superare le criticità
dell’impiantistica
elettrica in Italia e gli
obiettivi sono
certamente sfidanti”
ha dichiarato Martino.
Nato a Milano, dopo
la laurea in
settore delle costruzioni, con stoccaggio di
CO 2 . Tra il 2023 e il 2025 ha raccolto 6
milioni di euro in due round di
finanziamento. L’impianto verrà realizzato
grazie a 5 milioni di euro (ultimo round
guidato da 360 Capital) che segue quello da
1,2 milioni del 2023. Resilco, con la propria
tecnologia, è in grado di recuperare rifiuti
come ceneri volanti da impianti di
termovalorizzazione, scorie siderurgiche
dalla produzione di acciaio e le polveri di
abbattimento fumi (per es. del settore
ceramico e vetro) che oggi vengono smaltiti
in discarica. Queste nuove MPS (in seguito
dell’ottenimento dell’EoW, possono essere
utilizzate nella produzione di malte,
calcestruzzi e bitumi. Resilco è stata fondata
nel 2019 a Bergamo da David Callejo Munoz
(CEO); nel 2023 si sono aggiunti Paolo
Brazzo (Head of R&D), Alessandro Panza
(Head of Engineering) e Marta Cecilia
Pigazzini (Head of Business Development).
Architettura al Politecnico di
Milano nel 1995, inizia la carriera
come libero professionista
specializzandosi in
architettura
temporanea per spazi
espositivi, eventi e
design d’interni. Dal
2022 coordina il tavolo
tecnico di Blue Factory
che opera nel contesto
territoriale e sociale,
ideando e rinnovando
infrastrutture sportive.
Luglio 2025
SNAM
In bocca al lupoooo…
… al nuovo
Amministratore
Delegato e
Direttore Generale di
Snam, Agostino
Scornajenchi.
Nominato dal nuovo
Consiglio di
Amministrazione,
ricoprirà questi ruoli per
il triennio 2025-2027.
“Sono orgoglioso e
onorato - ha dichiarato -
di entrare a far parte del
Gruppo Snam e grato per
la fiducia ricevuta dagli
Azionisti Snam, che con
oltre 80 anni di storia è
Luglio 2025
TERRE RARE
Boum Boum: guerre commerciali
Il nostro Paese non è
propriamente una miniera di terre
rare. Ecco perché ridurre la
dipendenza dall’estero diventa
fondamentale per la Commissione
12 3
4
protagonista nella
costruzione e nello
sviluppo delle
infrastrutture energetiche
della Nazione.
In un contesto geopolitico
complesso e in continua
evoluzione, il Gruppo è
chiamato a rafforzare il
proprio ruolo strategico
per la sicurezza
energetica nazionale ed
europea, dialogando
costantemente con
Azionisti e stakeholder,
con il supporto delle
straordinarie competenze
e professionalità di tutto
il Consiglio di
Amministrazione”.
Europea che ha definito 47 progetti
strategici (di cui quattro sono italiani), con
un investimento di 22,5 miliardi di euro.
Impegno faraonico che servirà a
raggiungere l’obiettivo entro il 2030 di
estrarre almeno il 10% dei minerali critici
che utilizziamo, processandone il 40% e
riciclandone il 15%. La Solvay Italia (in
Toscana) recupererà i metalli del gruppo
del platino che si trovano negli
elettrolizzatori per l’idrogeno. Itelyum e
Erion (nel Lazio), recupereranno terre
rare dai magneti degli hard disk e dei
motori elettrici. In Veneto, Circular
Materials, da acque reflue industriali,
estrarrà rame, nichel e platino. Infine in
Sardegna, il litio si recupererà dalle
batterie di Glencore.
Scornajenchi,
Dottore
commercialista,
dal 2021 è il
Presidente di
ANDAF –
Associazione
Nazionale
Direttori
Amministrativi
e Finanziari,
primaria
organizzazione
dei CFO italiani. È stato
Chief Finance Officer di
Terna e Presidente
esecutivo di Brugg Cables
AG, leader nei cavi HV ad
alta tecnologia, accessori
e soluzioni avanzate.
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
8 PRIMO PIANO Soluzioni
WASTE AWARD
PUNTI COSPICUI
PRIMO PIANO
9
Upcycling e Downcycling
Marco Comelli
Oxyle, start up
matura e nata come
spin-off dell’ETH di
Zurigo, ha trovato il
modo di rimuovere i
PFAS a catena corta.
Grazie ad un
catalizzatore
piezoelettrico
nanoporoso - attivato
dal movimento
dell’acqua - questi
vengono trasformati
in CO 2 e fluoruri
innocui. Vedremo i
risultati anche da
noi, grazie ad A2A…
Cestino d’oro
Sono sostanze di cui non possiamo fare a meno e ci sono campagne
che li demonizzano. Il modo giusto di trattare i PFAS, però esiste
Da qualche tempo, in Europa soprattutto,
sta montando una vera psicosi nei confronti
dei PFAS, i composti per- e polifluorurati
che vengono prodotti e utilizzati in quelle
applicazioni dove sono necessari rivestimenti,
chiusure, guarnizioni, superfici autolubrificanti
ad elevata resistenza ad agenti come l’attrito
meccanico, il calore, gli agenti atmosferici. Ma
anche abbigliamento più o meno tecnico, cosmetici,
stoviglie, utensili. Ne abbiamo parlato
in un recente numero e non approfondiremo di
più. Il pericolo viene dal fatto che, una volta arrivati
a fine vita e finiti nell’ambiente, sono nanoplastiche
che interferiscono con i meccanismi
endocrini e fisiologici di animali, uomo e pare
anche piante e microorganismi, provocando effetti
ancora non ben compresi. Da qui le campagne
per l’eliminazione totale dei PFAS, buttando
così il proverbiale bambino con l’acqua
sporca, anche perché molta della “transizione
energetica” o “ecologica” dipendono da loro:
pellicole protettive per i pannelli solari, isolanti,
connettori, cavi per impianti elettrici rinnovabili;
autolubrificanti, guarnizioni, chiusure dei compressori
per la refrigerazione, specie quelli ad
altissimi regimi di rotazione che sono necessari
per fare e meno degli F-GAS a base di fluorocarburi
(altro babau). E via enumerando.
No panic!
Il problema PFAS, nei suoi confini, va invece affrontato
senza panico con una diversità di approcci,
alcuni generali (minimizzare o eliminare
le perdite in ambiente in fase di fabbricazione e
riciclo a fine vita), altri specifici. Proprio uno di
questi approcci, basato su tecnologia avanzata,
premiamo stavolta, nella forma delle soluzioni
messa a punto dalla start-up “matura” Oxyle,
nata nel 2020 come spinoff dell’ETH di Zurigo a
opera della dottoressa Fajer Mushtaq, oggi CEO,
e dal dottor Silvan Staufert, oggi CTO. Le soluzioni
di Oxyle rimuovono i PFAS a catena corta (da uno
a quattro atomi di carbonio nella struttura), che
sono i più difficili e spesso derivano dalla degradazione
dei PFAS a catena lunga. Gli ambienti
sono acquei, i reflui industriali in primis, ma anche
le acque nei siti contaminati e persino le acque
superficiali. Li rimuovono distruggendo i
composti sottoponendoli all’azione di un catalizzatore
piezoelettrico nanoporoso, che, attivato
dal movimento dell’acqua, genera radicali capaci
di rompere i legami chimici dei PFAS trasformandoli
in CO 2 e fluoruri innocui. Oxyle è
un’azienda giovane ma già famosa, è stata premiata
in consensi ben più importanti di noi, come
il World Economic Forum. Ma ora è entrata nel
programma di corporate venture capital lanciato
con 360 Capital da A2A. Contiamo quindi di vedere
le sue soluzioni all’opera da noi, quindi premio
preventivo, anche ad A2A, naturalmente.
Non ci fate aspettare troppo.
l
Luglio 2025
La pagina che sottolinea le notizie più interessanti del momento
ma anche del futuro, in antitesi con baggianate sapienti e idee
fuori moda o che hanno stancato o che lasciano il tempo che trovano
Huawei Fusion Solar
Sole flottante
I primi ad installare un sistema
fotovoltaico galleggiante sono stati i
giapponesi. Ma ora è arrivato anche da noi
e, per la precisione, a Pontirolo Nuovo (BG),
collocato in un’area di cava dismessa e
inutilizzata. Sembrerebbe infatti che i
pannelli siano più efficienti in acqua, oltre
al fatto che riutilizzare un’area
abbandonata - nella fattispecie la Cava di
Francesca - consenta lo sfruttamento per
la produzione di energia pulita. Il progetto
pionieristico ha fatto portare a casa ad
Iniziativenergetiche il premio “Huawey
Fusion Solar Italy Best C&I project 2024”.
L’impianto flottante è simile ad un impianto
a terra, con la differenza che i pannelli
sono montati su strutture galleggianti e
modulari: una sfida ingegneristica non
Luglio 2025
Stati Uniti d’America
Trump, sempre
più mina vagante
Politica commerciale
contradditoria. E fiducia
dei consumatori al
minimo storico. IL
facile che deve garantire la resistenza delle
strutture stesse e la capacità di “garantire
produzione di energia stabile ed ottimale”.
L’Italia è ricca di bacini d’acqua liberi da
vincoli paesaggistici... speriamo che sia il
primo di una lunga serie!
Presidente ne spara una
dietro l’altra…
Come per la corsa alle
terre rare, in cui gli Usa
sono in pole position e
lanciano mire sull’Europa
(leggasi Groenlandia…).
Il Paese, superato solo
dalla Cina, estrae circa
il 12% della fornitura
mondiale di materiali
strategici. Il loro
giacimento più importante
si trova in California
(miniera di Mountain
Pass). Peccato che
esportino circa i due terzi
delle loro terre rare
proprio in Cina, dove
invece possiedono la
Federica Lugaresi
wow
bleah!
tecnologia, e dove viene
raffinato ll’85% mondiale
delle stesse. Quindi il Sig.
Trump (per quanto aspiri ai
giacimenti di terre rare
fuori dal suo Paese) ha
poco da fare il fenomeno
perché, almeno nel breve
termine, non è neppure in
grado di sfruttarli in totale
autonomia…A Milano si
dice “ma và a ciapà i ratt”.
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
10
PRIMO PIANO
PNRR E BIOMETANO
Il biometano in Italia,
un potenziale da cogliere
Nonostante le opportunità del PNRR, sono ancora troppi
gli impianti concentrati al Nord. Servirebbero misure adeguate
per favorire uno sviluppo più omogeneo sul territorio
Alessandro Marangoni e Alessandra Zacconi
Alessandro Marangoni, economista
e docente universitario, è fondatore e ceo di
Althesys, società professionale indipendente
specializzata nella consulenza strategica
e nello sviluppo di conoscenza.
Opera con competenze di eccellenza nei settori
chiave di ambiente, energia, infrastrutture e
utility, nei quali assiste imprese e istituzioni.
Negli anni, il settore del biometano è rapidamente
mutato, con l’adozione di norme generali
e incentivi interessanti in Italia. Il biometano
ha anche un ruolo primario nelle strategie
UE volte a favorire la transizione e a garantire la
sicurezza energetica, ma permangono alcune problematiche
da risolvere per un maggiore sviluppo
del comparto.
Nella gestione dei rifiuti urbani, la digestione anaerobica
e il trattamento integrato della frazione organica
sono diventate sempre più importanti, grazie
alla possibilità di avere sia recupero di materia, sia
energetico, con la produzione di biogas e, in alcuni
casi, anche di biometano.
WAS è il think tank italiano sull’industria del waste management e del riciclo. Monitorare
il comparto del waste management e del riciclo, cogliere i trend evolutivi, analizzare le
strategie aziendali e indirizzare le policy è la sua mission. L’osservatorio sviluppa analisi
e studi sulla gestione dei rifiuti, la valorizzazione delle risorse e l’economia circolare,
monitorando il settore con l’Annual Report.
Il Centro-Sud arranca
Nel 2019 in Italia si avevano 23 impianti di digestione
anaerobica e 8 impianti integrati su 41 totali con
produzione di biometano nell’anno. Nel Nord c’erano
26 impianti, nel Centro uno e nel Meridione tre.
Nel 2023 le strutture di digestione anaerobica sono
salite a 27 e quelle integrate con produzione di biometano
a 33 su 61 complessive. La presenza è rimasta
elevata nel Nord, mentre nel Centro si hanno
tre impianti e nel Sud otto (fonte Ispra).
In questo contesto, le tariffe per la raccolta e il trattamento
della frazione umida vedono andamenti
differenti tra le varie aree. L’analisi dei dati disponibili,
pur con i suoi limiti, fornisce alcune indicazioni
interessanti. Innanzitutto, l’esito degli affidamenti
tramite gara pubblicati tra 2019 e 2025 (22 casi)
vede prezzi medi di 61 €/ton nel Nord, 115 €/ton
nel Centro e 160 €/ton nel Sud e Isole. I prezzi sembrano
aver avuto un andamento discendente nel
tempo in tutte le aree e, in generale, paiono in media
più basse nel Nord Italia. Nel 2023 la capacità
di trattamento della frazione organica autorizzata
ha raggiunto, secondo il CIC, 12,3 milioni di tonnellate
annue per 201 milioni di m 3 /anno di biometano
prodotti. Un valore ancora lontano dai 5,7 miliardi
di m 3 /anno previsti dal PNIEC.
Per una distribuzione più omogenea
Il PNRR ha cercato di dare una spinta alla realizzazione
di nuova capacità di produzione di biometano,
sia mediante la Linea di finanziamento 1.4
(“Sviluppo del biometano, secondo criteri per la
promozione dell'economia circolare”) della
Missione 2, Componente 2, sia, per quanto riguarda
il solo biometano prodotto dai rifiuti, con la Linea
di finanziamento 1.1 B (“Ammodernamento e realizza-zione
di nuovi impianti di trattamento/riciclo
dei rifiuti urbani provenienti dalla raccolta differenziata”)
della Missione 2, Componente 1, che ha riguardato
solo iniziative pubbliche. Sebbene sia ancora
presto per valutare se il PNRR sia riuscito a
promuovere significativamente la costruzione di
capacità di produzione del biometano, pare evidente
la concentrazione degli impianti di maggiori dimensioni
nel Nord con possibili, ulteriori impatti
sui prezzi. Servirebbero dunque misure adeguate
volte a favorire uno sviluppo più omogeneo sul territorio
(p.es. aste per aree geografiche e/o una differenziazione
tariffaria sul modello di quanto pensato
per il Decreto FerX).
l
Luglio 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
12 PRIMO PIANO Soluzioni
SCARTI TESSILI
SCARTI TESSILI
PRIMO PIANO
13
Donato Berardi e
Antonio Pergolizzi
Pillole dal Laboratorio
La gestione dei rifiuti tessili: perché serve
uno schema di responsabilità del produttore?
Il settore tessile è uno dei più impattanti
dal punto di vista ambientale, soprattutto
a causa della crescente diffusione del fast
fashion, che accelera il consumo di capi a
basso prezzo e di breve durata. L'Italia rimane
uno dei principali produttori mondiali di
PANORAMIICA DELLA MANIFATTURA TESSILE ITALIANA
Fonte: elaborazioni Laboratorio REF Ricerche su dati Istat, 2023
Il Laboratorio REF
Ricerche è un think tank
che intende riunire
selezionati rappresentanti
del mondo dell’impresa,
delle istituzioni e della
finanza al fine di
rilanciare il dibattito sul
futuro dei Servizi Pubblici
Locali
tessuti, con oltre 13.000 aziende e un fatturato
annuo di 1,6 miliardi di euro, concentrato
prevalentemente nel segmento medio-alto.
Allo stesso tempo, l’Italia è un grande consumatore
di prodotti tessili, una buona parte
prodotti all’Estero (soprattutto quelli di largo
consumo).
Nonostante l’introduzione del D.Lgs. 116/2020
imponga l’obbligo di raccolta differenziata, ancora
oggi l’81% dei rifiuti tessili continua a
finire in discarica o inceneritore. A fronte di
questo, il Governo italiano sta preparando l'introduzione
di un sistema di Responsabilità
Estesa del Produttore (EPR), che potrebbe trasformare
la gestione dei rifiuti tessili, promuovendo
il riuso e il riciclo e incentivando investimenti
nella costruzione di impianti appositi,
finora insufficienti.
Interrogativi e preoccupazioni
In Italia, la gestione della raccolta differenziata
tessile si è finora caratterizzata per una grande
frammentazione: il settore della raccolta è prevalentemente
gestito da cooperative sociali e
organizzazioni no-profit, che operano soprattutto
nel Nord del Paese. Le raccolte originali
(non selezionate) vengono vendute ai selezionatori
con finalità orientate verso il riuso.
Le raccolte originali possono essere acquistate
dai selezionatori italiani anche dall’Estero (soprattutto
Nord-Europa), così come può accadere
anche il contrario (soprattutto verso la
Tunisia).
Uno degli ostacoli principali riguarda la qualità
della raccolta. I rifiuti tessili non vengono sempre
separati correttamente e spesso contengono
contaminanti come plastica e metalli,
riducendo il potenziale riciclabile. Si stima che
solo circa il 50% dei rifiuti tessili raccolti venga
effettivamente riutilizzato o riciclato. Il resto
finisce in discarica o viene esportato verso
Luglio 2025
Paesi, con trattamento a basso valore. Un passo
importante verso una gestione più sostenibile
è rappresentato dall’imminente introduzione
di uno schema di EPR.
Questo strumento obbliga i produttori di abbigliamento,
scarpe e altri prodotti tessili a
farsi carico della gestione del fine vita dei
loro prodotti. I produttori devono organizzare,
finanziare e gestire la raccolta, il riciclo e il
riutilizzo dei loro prodotti al termine del ciclo
di vita. Sebbene l'EPR abbia avuto successo
in altri settori, la sua futura applicazione
pone interrogativi e preoccupazioni legittime
da parte degli stakeholders.
Gli anelli mancanti
La principale difficoltà è capire la geometria
della nuova governance, ovvero come saranno
distribuiti ruoli e responsabilità, tenendo
conto della doppia esigenza di garantire una
vera transizione ecologica del settore e sostenere
l’efficienza economica, evitando che
questa possa generarsi solo a scapito del
servizio di raccolta dei rifiuti urbani, quindi
scaricandosi sulla bolletta pagata dai cittadini
(che già dovranno sostenere la spesa del contributo
ambientale, che i produttori/distributori
è lecito attendersi scaricheranno sul prezzo
finale di ogni prodotto tessile).
Servirebbe, quindi, rafforzare, oltre alla raccolta,
(che deve diventare capillare e comprensiva
anche dei rifiuti tessili, quindi non
solo abbigliamento usato) l’eco-progettazione,
disincentivando l’immissione nel mercato
di manufatti non riusabili né riciclabili, così
come urge traguardare una scala industriale
per il riciclo di tutto ciò che non può andare
a riuso, per un uso efficiente delle risorse e
per evitare ulteriori impatti ambientali.
Luglio 2025
GESTIONE DEI RIFIUTI TESSILI IN ITALIA
Fonte: elaborazioni Laboratorio REF Ricerche su Audizione di Massimiliano Lanz
(Centro nazionale rifiuti e economia circolare di Ispra), Commissione Ambiente
della Camera dei Deputati (febbraio 2025)
Se finora il settore si è mosso quasi esclusivamente
sulla preparazione per il riutilizzo,
concedendo poco spazio alle politiche di prevenzione
e trascurando anche il recupero di
materia, sono esattamente questi gli anelli
mancanti da introdurre con le nuove politiche.
L’imminente schema di EPR che verrà licenziato
dal MASE dovrebbe servire a costruire
una filiera integrata di tipo industriale in cui
- insieme alle pratiche di prevenzione - tutte
le frazioni possano andare, prima di tutto, a
riutilizzo e, poi, a riciclo e, in subordine, a recupero
di energia.
L’avvio di una filiera integrata, retta da una
raccolta finalmente capillare e orientata a
tutte le frazioni tessili (non solo abbigliamento),
con il sostegno di misure economiche
incentivanti all’uso di tessuti e fibre riciclate,
dovrebbe servire anche a creare le condizioni
per attivare gli investimenti per il riciclo.
Segmento, quest’ultimo, rimasto ancora sullo
sfondo, principalmente per operare in
mercati che mostrano evidenti segni di fallimento.
l
Per approfondire
La gestione dei rifiuti
tessili: perché serve uno
schema di responsabilità
del produttore?
Position Paper n. 289 -
Laboratorio REF Ricerche,
aprile 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
14 PRIMO PIANO Soluzioni
ANGOLO INNOVAZIONE
WELCOME TO THE JUNGLE NEWS PRIMO PIANO
15
Economia Circolare
App e Startup
Eliana Puccio
La tecnologia può essere un ottimo alleato dell’uomo,
anche nella raccolta differenziata. Spazio ad app e idee
che generano nuove opportunità di business sostenibile
MERCATO CIRCOLARE
Sei un cittadino, un
artigiano, un
commerciante,
AMERU
È un cestino intelligente che fa la raccolta
differenziata al posto tuo.
Ameru riconosce e separa i rifiuti in modo
automatico e grazie all’intelligenza
artificiale è in grado di distinguere
plastica, metallo, carta e organico.
In questo modo la raccolta differenziata
risulta più semplice e precisa.
Il progetto realizzato - da un ragazzo di 20
anni - arriva da Singapore.
Il cestino è caratterizzato da quattro
scomparti separati, inoltre una
fotocamera e un algoritmo analizzano
ogni oggetto inserito e lo smistano nel
un’impresa,
un’istituzione? La nuova
app Mercato Circolare
mette a portata di click i
prodotti e i servizi che si
cercano o si propongono.
L'utente può effettuare
ricerche, libere o per
categoria di prodotti,
servizi, aziende, iniziative;
scoprire l’economia
circolare e informarsi
sulle novità; acquistare
locale, anche online;
proporre nuove
realtà/prodotti/iniziative al
posto giusto.
Un’app collegata consente di vedere
statistiche sulle proprie abitudini di
smaltimento e sull’impatto ambientale.
Presto raggiungerà scuole, uffici e
città intelligenti per migliorare la
gestione dei rifiuti.
team. L'impresa può
raccontarsi ed entrare in
contatto con una comunità
attenta ai temi della
sostenibilità; promuovere
nel modo più efficace i
propri prodotti, servizi o
iniziative; vendere i propri
prodotti e servizi;
incontrare altre realtà
interessanti
dell’ecosistema economia
circolare; segnalare
certificazioni già acquisite;
indicare reti di
appartenenza.
Luglio 2025
L’incoerenza della
coerenza: mantenere
promesse sbagliate
La nostra rubrica per un tema antico. Su questo numero
ci occupiamo degli effetti devastanti, relativi
alle promesse elettorali, sulla gestione del ciclo dei rifiuti
Un esempio da manuale è quanto sta accadendo
in Umbria, che sul finire del
2023 aveva approvato il Piano Regionale
di Gestione dei Rifiuti, che prevede una transizione
forse un po’ utopistica da un sistema che
fa ancora conto sulle discariche a uno in linea
con gli obiettivi europei. In sintesi: riduzione del
4,4% della produzione di rifiuti da conseguire al
2035; l’incremento della raccolta differenziata
al 75% entro il 2035, ed il raggiungimento dell’obiettivo
dell’indice di riciclo del 65% al 2030;
eliminazione della fase di trattamento meccanico
biologico (TMB) e l’avvio ad incenerimento
con recupero energetico del rifiuto tal quale indifferenziato
e degli scarti da raccolta differenziata
al 2028 (160.000 ton/anno); smaltimento
in discarica dei rifiuti non riciclabili e non recuperabili
pari al 7% al 2030, consentendo il raggiungimento
con cinque anni di anticipo dell’obiettivo
normativo. Interessante il fatto con il
trattamento termico viene tenuto separato gestionalmente
dal resto, in pratica scoraggiandone
l’uso alternativo alla raccolta e al riciclo.
Claim claim
Bene. Ci sono le elezioni, durante le quali lo
slogan “No inceneritore” va alla grande.
Luglio 2025
Vinte le elezioni, gabbato l’elettore? No! Si
sia coerenti.
Per cui il Piano Regionale è ancora formalmente
valido (sta sul sito della regione) ma
la parte di trattamento termico è stata esclusa
“chirurgicamente”. Anche un inesperto
capisce che così non sta in piedi nemmeno
il resto. E gli esperti prevedono subito un aumento
dei conferimenti in discarica. E infatti,
eccoci.
Nella delibera, non ancora pubblicata ufficialmente
al momento di scrivere, in cui si
costituisce un “gruppo di lavoro” per studiare
la faccenda, appare tra le linee guida che il
conferimento in discarica al 2030 passa dal
7 al 20%, e che si stabilisce come obiettivo
un massimo di 100 Kg di rifiuti per cittadino
al mese, oltre che la costruzione di impianti
per la massimizzazione del recupero (che
non ci capisce cosa siano).
Per ora è “flatus vocis”, il Piano va formalmente
modificato (ci sono in ballo i fondi di
coesione europei…) e non è scontato nulla.
Solo che si dovranno tenere aperte le discariche,
le finte nemiche e amiche vere degli
ambientalisti, e magari potenziarle. La coerenza
prima di tutto.
l
Marco Comelli
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
16 PRIMO PIANO Soluzioni
DEMOLIZIONE NAVALE
DEMOLIZIONE NAVALE
PRIMO PIANO
17
ANNUAL SHIP RECYCLING VOLUMES 1994-2024
Sempre meno le navi riciclate,
e la Turchia ne approfitta
Total gross Tonnes
40M
35M
30M
25M
20M
15 M
10M
Lo scorso 26 giugno è ufficialmente entrata in vigore la Convenzione
di Hong Kong su demolizione e riciclo navale. Approfittiamo
di questa tappa significativa per dare un’occhiata allo stato del settore
5M
0
1994 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2021 2022 2023 2024
Source: Lloyd’s List Intelligence
Recycling year
Marco Comelli
Foto satellitare
dei cantieri di Aliaga
in Turchia. Ogni
striscia corrisponde
ad un attracco
ed è un singolo
cantiere.
La Hong Kong International Convention
for the Safe and Environmentally Sound
Recycling of Ships ha vissuto in uno strano
limbo dal 2009, quando è stata firmata, sino
a pochi giorni fa, per chi legge queste righe.
Solo il 26 giugno scorso è infatti entrata in vigore,
dopo il raggiungimento, due anni fa, del
quorum di ratifiche necessario. Abbiamo già
scritto in passato della Convenzione notando
come essa definisca un livello base di obblighi
per gli armatori e i cantieri (registro dei materiali
pericolosi a bordo, divieto assoluto di
alcuni materiali, ispezione per approvazione
prima della demolizione, approvazione dei siti
di demolizione da parte statale, sulla base di
standard e regole minime, etc.). Con l’entrata
in vigore rimangono alcuni problemi interpretativi,
più in generale rispetto alla convezione
di Basilea sullo scambio transfrontaliero di
materiali pericolosi, e più specificamente con
la regolamentazione europea, che in alcuni
casi vale solo per gli armatori EU, ma in altri
sarebbe in teoria valida erga omnes, basta
siano presenti in acque EU (EU Waste
Shipments Regulation No. 1013/2006).
Una decisione non presa
Nella discussione avutasi in ambito di COP17
sulle regole di Basilea quando in contrasto con
Hong Kong, si è deciso di non decidere, rimandando
tutto alla COP18 (2027). Anche l’Unione
Europea ci ha messo del suo, perché il processo
di approvazione dei cantieri di demolizione
extra-UE previsto dalla normativa europea
(EU Ship Recycling Regulation) è bloccato.
Insomma, da un limbo previsto dal trattato si
è passati a un limbo di conflitto tra trattati e
regolamenti (molto più difficile da districare).
Nel frattempo, il settore della demolizione navale
va avanti, con i suoi movimenti e cambiamenti,
che tra poco andremo a esaminare.
Ricordiamo solo che esiste un modo per aggirare
ogni restrizione e un numero sempre
maggiore di armatori vi farà ricorso in assenza
di un quadro legale certo: disfarsi di una nave
non per demolirla, ma appena prima, quando
ancora in teoria sarebbe funzionale, a una
compagnia con base in un Paese che non aderisce
a Hong Kong. Qualche nome? St. Kitts &
Nevis, Comore, Palau, Mongolia.
Rottami…senza valore?
Veniamo al mercato. I numeri sono in netto
calo. Nel 2024, tutte le fonti concordano, il numero
di navi demolite è sceso al più basso livello
degli ultimi 20 anni, quando la flotta globale
era molto più piccola. Secondo Loyd’s List
Intelligence sono state avviate a demolizione
324 navi, per un tonnellaggio complessivo di
circa 4,6 milioni di tonnellate di stazza lorda,
un calo del 30% rispetto al 2023, dopo due anni
consecutivi di debolezza (2021 e 2022), il che
è ancora più significativo. Gli analisti si aspettavano
una crescita robusta, a causa della crescita
dell’età media delle flotte a seguito dei
bassi investimenti negli anni immediatamente
successivi alla crisi del 2008-2011. Nessuno
però aveva previsto gli effetti degli attacchi
Houthi nel Mar Rosso, che ha portato alla crescita
dei noli e alla richiesta di navi portacontainer
per coprire le rotte molto più lunghe a
evitare Suez. Sul fronte delle cisterne è entrato
in gioco un altro fenomeno. Nonostante sia
passato ormai non di mano il picco di passaggi
di vecchie navi che sono andate a costituire la
“flotta fantasma” - che Russia e Iran stanno
usando per aggirare le sanzioni - la domanda
non è sparita del tutto, per cui un buon numero
di tankers con 20 o 25 anni nelle carene che
stavano avviandosi al fine vita sono “risorte”
e ora se ne vanno in giro senza assicurazione.
Più in generale, la già ricordata scarsità di investimenti
negli anni 2010 ha fatto salire il valore
dell’usato di quel periodo sopra il prezzo
che le agenzie che avviano le navi ai demolitori
(i cash buyers) sono disposti pagare per acquisire
una nave. Nel corso del 2024 i cash
buyers hanno alzato le loro offerte ma una serie
di fattori ne ha limitato l’azione: da una parte
gli Stati da cui operano sono in difficoltà
economica, anche serie (vedi Pakistan), per
cui le banche attive nel settore sono più selettive
nell’emettere lettere di credito. Anche
la politica commerciale cinese ha avuto un
Il settore delle
demolizioni navali
va avanti. Qui sopra,
l’andamento negli
ultimi venti anni
dei volumi (in migliaia
di tonnellate) di navi
riciclate.
Luglio 2025
Luglio 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
18 PRIMO PIANO Soluzioni
DEMOLIZIONE NAVALE
ANGOLO LETTURA
PRIMO PIANO
19
Gross Tonnage Scrapping Number of Ships
Destination
2.417.731
1.459.700
633.747
476.208
241.679
331.662
Bangladesh 130
India
Pakistan
Turkey
Rest
of the World
EU
101
24
84
45
25
NGOSP fornisce dati molto interessanti sia
sulla localizzazione del cantiere di demolizione
(cosa che fa anche Loyd’s) ma soprattutto della
provenienza dell’armatore. Come nel 2023, la
Cina è in cima alla lista, con oltre cinquanta
navi cinesi vendute a demolitori navali del subcontinente
indiano, principalmente in Ban -
gladesh. Questo nonostante il divieto cinese
sull'esportazione di rifiuti e la capacità che il
Paese avrebbe di effettuare demolizioni in bacino
(cosa che fa regolarmente). Ma in Cina il
beaching (arenamento) praticato in Asia
Meridionale è vietato. In classifica seguono la
Russia con 18 navi e la Svizzera (MSC) con 16.
Chiudono la cinquina la Corea del Sud e le
Filippine con 13 navi a testa.
Che cosa è la
bioeconomia
circolare.
di Mario Bonaccorso
Prefazione di Jennifer
Holmgren
Introduzione
di Francesco de Leonardis
Scaffale circolare
Edizioni Ambiente,
€15,20
Il report NGOSP delle
nazioni demolitrici.
Ai primi posti come
cantieri, troviamo
Bangladesh e India.
La Turchia
ha superato
il Pakistan con 84 navi
demolite.
ruolo. Di fronte alla sovra produzione di acciaio,
la Cina ha abbassato molto il prezzo di certe
leghe, mettendo fuori mercato il rottame da
demolizione navale.
Un tema di categorie
Sul fronte delle tipologie, per quelle monitorate
da Lloyd’s (che non sono tutte le navi riciclate,
come vedremo tra un momento) la categoria
più demolita è il general cargo, con il 30% del
totale, mentre le container hanno rappresentato
il 16% del numero delle navi (54) e le bulk
il 15% (50). In queste due categorie solo navi
molto vecchie e molto piccole sono state dismesse.
Solo 17 cisterne, per greggio e prodotti,
sono state avviate a demolizione nel
2024, tutte piccole eccetto una, venduta al photofinish
nel dicembre 2024. Se allarghiamo lo
sguardo a tutte le categorie di navi (come pescherecci,
nevi officina per la pesca, piattaforme)
i numeri sono un po’ più alti ma il declino
rispetto al 2023 resta. Secondo la NGO
Shipbreaking Platform nel 2024 sono state effettivamente
demolite (Lloyd’s conta le avviate
a demolizione come demolite) 409 “navi”.
Exploit turco
Nelle nazioni demolitrici, il report NGOSP segnala
cambiamenti significativi quest’anno,
solo in parte confermati da Lloyd’s (ma ricordiamo
che la base di calcolo è diversa, NGOSP
conta le navi e tutte, gli inglesi contano il tonnellaggio
ed escludono diverse categorie).
Dopo il Bangladesh, con i cantieri attorno a
Chattogram/Chittagong e 130 navi demolite,
e l’India, con i cantieri attorno ad Alang e 101
demolizioni, c’è stato il deciso sorpasso della
Turchia, con 84 navi demolite ad Aliaga, sul
Pakistan, che è crollato a 24 navi nei suoi cantieri
intorno a Gadani. L’exploit turco è stato
trainato da diversi fattori: l'essere un Paese
OCSE, per cui rientra tra le mete ammesse
dalla Convenzione di Basilea senza dovere ricorrere
a sotterfugi, l’aumento dei prezzi del
rottame di acciaio in Europa, la distanza più
breve da Europa e continente americano, e
comunque una legislazione ambientale più
lasca rispetto ai Paesi di origine delle navi.
Anche tre navi militari italiane, le fregate
Bersagliere, Scirocco e Maestrale, sono state
demolite ad Aliaga nel 2024. Per i Lloyd’s invece
il Pakistan resta al terzo posto. Cosa succederà
in futuro? Ci sono in circolazione oggi,
nave più, nave meno, 1.300 cisterne e 1.250
bulk carrier con più di 20 anni di vita, oltre a
680 portacontainer costruite prima del 2005.
Prima o poi dovranno andare dal demolitore.
Poi ci sono le navi da crociera, le ro-ro, i traghetti,
le navi per la pesca oceanica, le piattaforme.
Che questo succeda già nell’anno
corrente, è tutto da vedere.
l
Una rubrica per esplorare come i libri possano ispirare un futuro
più sostenibile. Un viaggio attraverso le pagine di saggi e manuali
Tessuti realizzati da residui di agrumi,
bioplastiche ricavate da pomodori e altre
fonti vegetali, canapa e paglia di riso per
l’edilizia, integratori alimentari ottenuti da
scarti della produzione di whisky, cosmetici a
base di nocciole e uva. Si parla sempre più di
bioeconomia circolare, ma quanti sanno
davvero di cosa si tratta?
Il libro è una fonte preziosa di informazioni
sull’argomento e adotta un metodo originale
di comparazione: alterna una vasta gamma
di dati raccolti da diverse fonti a una serie di
interviste con esperti nazionali e
internazionali, documentando le
trasformazioni nelle politiche pubbliche,
nella ricerca e nelle strategie industriali.
Una panoramica che esplora tutti i principali
settori coinvolti, dall’automotive
all’alimentare, dall’edilizia fino al tessile e
alla moda.
Un altro punto centrale del libro, è l’analisi
approfondita delle strategie adottate dagli enti
pubblici che hanno agito su questi temi negli
ultimi anni. Una guida per comprendere
un settore economico in rapida crescita
e acquisire competenze da applicare
nei vari ambiti influenzati da questa
evoluzione.
Eliana Puccio
Luglio 2025
Luglio 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
20 ECONOMIA CIRCOLARE Soluzioni
CIRCOLARITÀ E NORMATIVE
CIRCOLARITÀ E NORMATIVE
ECONOMIA CIRCOLARE
21
Circolarmente
Appuntamento con lo spazio dedicato a materiali
e design circolare, nonchè alle risorse materiche.
Su questo numero parliamo di misurazione
della circolarità: la rivoluzione trasparente
della norma internazionale ISO 59040
• Intensità d'uso e riuso: considera la capacità
del prodotto di essere utilizzato più volte o da
più persone (ad esempio, tramite modelli di noleggio
o condivisione), massimizzandone il valore
nel tempo.
• Presenza di Sostanze Preoccupanti (Sub -
stances of Concern): l'identificazione e la quantificazione
di sostanze chimiche che possono
ostacolare il riutilizzo o il riciclo sicuro del prodotto
sono fondamentali per chiudere il cerchio
in modo non tossico.
Marco Capellini
Matrec.com
Nel complesso percorso verso un’economia
realmente circolare, una delle sfide
più ardue è sempre stata la misurazione.
Come si può definire e quantificare in modo oggettivo,
standardizzato e comparabile la "circolarità"
di un prodotto o di un materiale? Fino a
oggi, la mancanza di un linguaggio comune ha
lasciato spazio a dichiarazioni generiche, autovalutazioni
e, in molti casi, a un greenwashing
difficile da smascherare. La recente pubblicazione
(febbraio 2025) della norma internazionale
ISO 59040 rappresenta una svolta epocale in
questo scenario, fornendo finalmente uno strumento
concreto per misurare e comunicare la
circolarità in modo trasparente e credibile.
E ora… si applica
La ISO 59040 è parte della famiglia delle ISO
59000 che hanno l’obiettivo di armonizzare e favorire
la comprensione degli aspetti connessi
all’economia circolare. L'importanza di questa
norma risiede nel suo approccio pragmatico:
essa definisce i principi per la creazione di una
"Scheda Dati di Circolarità del Prodotto"
(Product Circularity Data Sheet - PCDS). Si tratta,
in sostanza, di una vera e propria "carta
d'identità" della circolarità, che accompagna il
prodotto lungo tutta la catena del valore. Questo
documento standardizzato obbliga le aziende
a passare da vaghi slogan come "prodotto green"
o "amico dell'ambiente" a dati puntuali e
verificabili, basati su un set definito di Indicatori
Chiave di Prestazione (KPI). La ISO 59040 non
inventa nuovi principi di circolarità, ma li organizza
in un framework di misurazione chiaro,
ponendo fine all'ambiguità. Sebbene la norma
fornisca una struttura e dei principi guida, la selezione
specifica degli indicatori può variare in
base al settore e al prodotto. Tuttavia, i principali
KPI promossi da questo standard riguardano:
• Contenuto di materiale riciclato e rinnovabile:
indica la percentuale di materie prime seconde
o di origine biologica/rinnovabile utilizzate
nella produzione, riducendo la dipendenza da
risorse vergini.
• Durabilità e Riparabilità: misura la vita utile
attesa del prodotto e la facilità con cui può essere
riparato. Indicatori specifici possono riguardare
la disponibilità di pezzi di ricambio e
di manuali per la riparazione.
• Riciclabilità e Smontabilità a fine vita: valuta
la percentuale del prodotto che può essere efficacemente
riciclata con le tecnologie attuali e
la facilità con cui i diversi materiali possono essere
separati per il recupero.
Benefici per tutti
I vantaggi derivanti dall'adozione di un approccio
basato sulla ISO 59040 sono molteplici e pervadono
l'intero sistema economico.
Per le aziende, significa poter comunicare i propri
sforzi in materia di circolarità in modo credibile,
ottenendo un vantaggio competitivo e facilitando
la comunicazione B2B. Un fornitore
che consegna un componente con una PCDS
allegata fornisce al suo cliente dati essenziali
per calcolare la circolarità del prodotto finale.
Per i consumatori e gli acquirenti pubblici (GPP),
la Scheda Dati di Circolarità è uno strumento
di potere. Permette di confrontare prodotti diversi
su basi oggettive e di compiere scelte d'acquisto
finalmente informate, premiando le
aziende che investono realmente nella sostenibilità.
Infine, per i regolatori, la norma offre una base
solida su cui costruire politiche, incentivi e normative,
come il futuro Passaporto Digitale di
Prodotto (DPP) previsto dall'Unione Europea.
In conclusione, la ISO 59040 non è solo un documento
tecnico. È un catalizzatore strategico
che trasforma la circolarità da concetto astratto
a pratica misurabile, verificabile e, soprattutto,
trasparente. Mettendo a disposizione un linguaggio
universale basato sui dati, questa norma
pone le fondamenta per un'economia circolare
autentica, combattendo efficacemente
il greenwashing e accelerando la transizione
verso un modello di produzione e consumo più
circolare e sostenibile.
A tale riguardo Matrec è stata la prima società
ad aver introdotto nel suo tool per la misurazione
della circolarità di materiali e prodotti
(CircularTool), la compliance alla ISO 59040.
Questa implementazione è stata verificata da
Bureau Veritas.
l
Disassemblaggio
o smontabilità a fine
vita: è uno dei KPI
che consentono
di valutare
la percentuale
di materiale che può
essere efficacemente
riciclata e recuperata.
Con la ISO 59040
si definisce
la “carta d’identità”
della circolarità
di un determinato
prodotto.
Luglio 2025
Luglio 2025
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
22
ECONOMIA CIRCOLARE
MATERIALI COMPOSITI
NEWS
ECONOMIA CIRCOLARE
23
Innovazione nel riciclo
Owens Corning sta rivoluzionando il settore della fibra
di vetro ed è pronta a lanciare sul mercato Sustaina® Loop
Realizzato con fibre di vetro di scarto preconsumer,
ritirate presso i propri clienti,
combinate con materie prime tradizionali,
Sustaina® Loop è una fibra di vetro circolare al
100%, certificata ISCC+ attraverso un approccio
mass balance. Questo prodotto è progettato per
garantire le stesse prestazioni e caratteristiche
dei prodotti Owens Corning® Type 30®, offrendo
una soluzione pronta all'uso per aumentare
il contenuto circolare dei compositi.
Anello chiuso
Owens Corning ha infatti recentemente sviluppato
un nuovo processo di rifusione per la fibra
di vetro di scarto, permettendo di riportare il
prodotto al suo stato iniziale: ciò consente una
riduzione sia dei rifiuti in discarica sia del consumo
di materie prime vergini, dando vita a una
fibra di vetro 100% circolare, capace di fornire
le stesse performance del rinforzo tradizionale.
Il descritto processo rappresenta un primo ma
fondamentale passo verso il riciclo a circuito
chiuso del composito.
“Sviluppando un processo dedicato alla fibra
di vetro di scarto attraverso la rifusione, ci prepariamo
a fornire una soluzione di riciclo a ciclo
chiuso anche per il composito a fine vita”
ha spiegato Alessandro Forestieri, EU Circu -
larity Lead, alla conferenza Country on Stage
Italy al JEC World 2025. “Abbiamo già dimostrato
su scala pilota la possibilità di rifusione
della fibra di vetro di scarto e fornito le prime
tonnellate di Sustaina® Loop ai nostri clienti.
Non solo, lavorando su scala pilota e utilizzando
il processo di depolimerizzazione termochimica
di Korec S.r.l., abbiamo dimostrato
la fattibilità della rifusione di fibra di vetro proveniente
da compositi termoindurenti a matrice
poliestere”.
La circolarità è un concetto chiave per Owens
Corning, che mira a chiudere il ciclo nella catena
del valore riducendo i rifiuti e trasformandoli in
fibre di vetro circolari. Non solo: l'azienda continua
a migliorare la propria impronta di carbonio
abbassando l'impatto dei propri impianti,
ottimizzando i propri processi e diminuendo
l’utilizzo delle materie prime, anche grazie a soluzioni
come Sustaina® Loop. Il business europeo
“Glass Reinforcement” di Owens Corning
ha infatti già raggiunto una riduzione di oltre il
49% delle emissioni di scope 1 e scope 2 rispetto
al 2018, contribuendo a consolidare l’obiettivo
globale della compagnia di raggiungere il 50%
di riduzione entro il 2030.
Owens Corning ha dunque intrapreso una missione
ambiziosa per affrontare la riciclabilità dei
materiali compositi, sia termoindurenti che termoplastici,
collaborando con clienti, associazioni
e catene del valore ed investendo in nuove tecnologie
per il riciclo della fibra di vetro. l
Anche i rifiuti tessili urbani non sono risparmiati
da frodi e traffici illeciti. Ecco
il motivo per cui l’associazione delle
aziende e delle cooperative che svolgono attività
di raccolta, selezione e valorizzazione di
questo tipo di scarti (UNIRAU), ha siglato un
accordo per rendere più funzionale ed efficace
l’azione amministrativa per contrastarli.
Infatti, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli
è impegnata anche nell’attività “di presidio e
controllo sulle merci e sui viaggiatori a garanzia
della regolarità dei traffici commerciali,
nonché della protezione della salute dei
cittadini”.
Illecito non ti temo
UNIRAU organizzerà quindi attività formative
e divulgative per il personale addetto ai controlli
nelle dogane, per migliorarne la conoscenza
relativa alle attività delle società che
operano nel settore raccolta e valorizzazione
Firmato il Protocollo di intesa
tra L’Agenzia delle Dogane
e dei Monopoli e UNIRAU
Mani in alto!
della frazione tessile dei rifiuti urbani. “La strategia
europea per un tessile sostenibile e circolare,
approvata nel 2022, l’obbligo per i Co -
muni di garantire la raccolta differenziata dei
rifiuti tessili urbani e la prossima entrata in vigore
di regimi di EPR (responsabilità estesa
dei produttori) stanno radicalmente cambiando
questa filiera”, ha dichiarato Andrea Flut -
tero presidente UNIRAU, “la nostra associazione
intende dare il massimo supporto
informativo ai legislatori ed alle Autorità di
controllo per valorizzare il lavoro dei tanti operatori
della raccolta e della selezione che operano
nel rispetto delle norme e contrastare
chi infrangendo le leggi crea danni ambientali
e concorrenza sleale”.
Frodi e traffici illeciti in ambito doganale sono
sempre più trasversali, “diventa necessario
quindi per l’Agenzia - evidenzia Claudio Oli -
viero, direttore della Direzione Dogane
dell’ADM - di dotarsi di strumenti di contrasto
del fenomeno sempre più sofisticati e invasivi.
L’obiettivo è sempre quello di prevenire e arginare
al massimo livello i fenomeni criminosi,
nell’interesse dello Stato e dei cittadini. In quest’ottica,
l’accordo stipulato con UNIRAU costituisce
una preziosa opportunità per l’amministrazione
di acquisire maggiori conoscenze
tecniche nel settore dei rifiuti tessili urbani,
che potranno essere proficuamente utilizzate
dai nostri funzionari impegnati nell’attività di
controllo in dogana”.
l
Luglio 2025
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
24
ECONOMIA CIRCOLARE
SALONI FRANCESI
SALONI FRANCESI ECONOMIA CIRCOLARE 25
Economia Circolare
Teniamoci forte
Al via la 46ma edizione di Pollutec Lione:
la kermesse al servizio dell’ambiente
che ci offre buone ragioni per tornare
Federica Lugaresi
80.000 m 2 di esposizione, 51.000 operatori,
2.000 espositori di più di 110 Paesi rappresentati.
Questi sono i numeri Pollutec,
nonché vetrina di soluzioni innovative e best
practice a favore dell’ambiente, che avrà luogo
dal 7 al 10 ottobre prossimo.
Per capire quali sono (e saranno) le tecnologie
e le soluzioni più all’avanguardia ma anche le
strategie vincenti per accelerare - non solo la
transazione energetica ma anche ecologica - è
necessario farci un giro. Quest’anno i settori che
verranno rappresentati sono 11 tra cui: rifiuti,
acqua, energia, siti e suoli inquinati, gestione e
prevenzione dei rischi, aria e inquinamento olfattivo
e acustico che poi sono quelli più interessanti
per la nostra testata.
4 come…
I temi previsti nel 2025 nel palinsesto delle conferenze.
Uno tra tutti, la decarbonizzazione: il grande problema,
ormai identificato da decenni e che non è
così vicino dall’essere risolto, riguarda soprattutto
la decarbonizzazione dei territori.
Si parlerà anche di salute, sia dell’ambiente che
pubblica: è sempre più forte infatti il legame tra
nuovi inquinanti distruttivi, che ancora non si sa
come gestire e trattare per mitigare l’impatto ambientale.
Non si trascura il tema della bioeconomia
- che comprende tutte le attività per la produzione
e trasformazione della biomassa sia forestale, che
agricola o di acquacoltura - per la produzione alimentare,
di materiali di origine biologica o di energia
limitando lo sfruttamento e rispettando i limiti del
pianeta. L’ultimo, ma non per importanza, sarà il
tema della scienza intesa come pivot per comprendere
fino in fondo i problemi ambientali; e a Pollutec
sarà proprio il lavoro di scienziati internazionali a
meritare un posto d’onore.
DNA accertato
Prerogativa di Pollutec fin dalla sua creazione
è l’innovazione. Indubbiamente una delle ragioni
del suo successo che ne ha fatto un trampolino
di lancio per l’eco- innovazione. Vanno sempre
forte le start up, riunite in uno spazio a loro dedicato,
ma anche gli Innovation Awards, che
premiano le innovazioni tecnologiche e di servizio
a livello internazionale, soprattutto nei settori
ambiente ed energia.
l
Pollutec
Innovation
Awards
è un concorso
internazionale
che premia
le innovazioni
tecnologiche
e di servizio
più significative,
e con forte
potenziale
di mercato
nei settori
ambientale
ed energetico.
L’intervista
Come ormai da prassi, per avere delle anticipazioni,abbiamo
fatto un paio di domande ad Anne-Manuèle Hebert,
Direttrice del Salone.
Siamo arrivati alla 46ma edizione: quali sono le ragioni
del successo di Pollutec?
Da 46 anni, Pollutec è conosciuto come salone di riferimento
delle soluzioni innovative a favore dell’ambiente,
per l'industria, la città e i territori. Il suo valore, che rappresenta
anche la sua grande forza, è di essere un salone
che tratta tutte le questioni ambientali.
La kermesse non si limita a un singolo settore industriale
(acqua, rifiuti o energia) e questo permette ai visitatori
di trovare nello stesso luogo, tutte le soluzioni per affrontare
le sfide ambientali.Grazie alla sua ricca programmazione
con oltre 400 conferenze, e ai suoi espositori di
Anne- Manuèle
Hebert, Direttrice
di Pollutec.
svariati settori, Pollutec si rivolge agli enti locali ma anche
alle aziende e ai decision makers internazionali.
Poiché risponde pienamente alle preoccupazioni ambientali
delle aziende e delle collettività, Pollutec segue
le evoluzioni sociali.
Quali saranno le novità del Salone per quest’anno e
secondo voi dove punterà l’attenzione del pubblico?
Pollutec vuole dimostrare, e in particolar modo quest’anno,
che nonostante un contesto internazionale sfavorevole,
malgrado un calo nei finanziamenti per la transizione
ecologica, un declino delle politiche ambientali, le
aziende, come attori economici e politici, hanno un ruolo
da svolgere in questa grande trasformazione.Sono stati
ideati nuovi spazi per mettere in luce le soluzioni innovative
e creare sinergie a tutti a livelli:
- Down to Earth, L’Expo, creata in collaborazione con
Maxime Blondeau, cosmografo, insegnante e conferenziere.
L’esposizione fornirà spunti essenziali per comprendere
le sfide ambientali prima di scoprire il salone
e le soluzioni presentate in fiera.
- Hub visitatori: uno spazio pensato per proporre una
migliore convivialità e un networking unico per tutta la
durata del salone. Sarà composto da uno spazio relax,
networking, informazione, lavoro, area servizi e conciergerie,
e accoglierà il Café Pollutec.
- Forum filiere: dove saranno organizzate delle giornate
tematiche: agricoltura, tessile e mobilità
Il settore acque è, da sempre, uno dei pilastri della kermesse.
Come si pone Pollutec nei confronti dello stress
idrico e relativo problema della qualità dell’acqua?
Da sempre l'acqua è al centro delle sfide di Pollutec.
Questa risorsa era già una priorità per il salone fin dalle
sue prime edizioni, 46 anni fa, e resta, nel 2025, una tematica
privilegiata.
Quest'anno l'attenzione sarà rivolta alla prevenzione, al
rilevamento e alla risoluzione dei rischi di perdite d’acqua,
per ottimizzare le prestazioni dei sistemi e alleviare lo
stress idrico.
Profondamente sistemico, questo tema sarà affrontato nel
settore dedicato “ACQUA”:
● Water Hub: spazio di dimostrazione e sensibilizzazione
che riproduce una rete AEP (Alimentazione Acqua Potabile).
L'obiettivo è attrarre una moltitudine di profili mirati, quali
autorità locali, aziende di lavori pubblici, gestori privati di
reti idriche, ecc.
● Villaggio Tecnologie Trenchless: questo villaggio accoglierà,
attorno alla Fédération des Travaux Sans Tranchée,
numerose aziende specializzate nelle perdite e la gestione
delle risorse idriche
● Forum Acqua & Servizi Idrici: questo spazio accoglierà
workshop organizzati da espositori e partner del salone.
Ma la tematica Acqua sarà affrontata anche su altri spazi
del salone:
● La Giornata Agricoltura sul Forum Filiere tratterà in
modo particolare l’adattamento dell’agricoltura al cambiamento
climatico, ma anche l’uso della REUT (riutilizzo
delle acque reflue trattate).
● Il Forum Città e Territori Sostenibili affronterà la questione
della deartificializzazione del suolo per una migliore
gestione dell'acqua nelle aree urbane
● Il Forum Gestione dei Rischi tratterà il rilevamento e decontaminazione
dell'acqua con PFAS
● La Tribune, sala plenaria di Pollutec, accoglierà una
tavola rotonda ufficiale sulla protezione e la salute dei suoli,
argomento al centro della tematica Acqua.
Facciamo un passo nel futuro: come evolverà Pollutec
nell’edizione successiva?
Nel corso degli anni, il salone si è evoluto in linea con le
problematiche ambientali. Se Pollutec ha accompagnato
per lungo tempo i cambiamenti sociali, stiamo attualmente
assistendo ad un vero e proprio declino delle politiche ambientali.
Le tendenze politiche stanno cambiando, ma le
conseguenze ambientali no, ed è proprio questo che vogliamo
contribuire a fare. Pollutec vuole contribuire in modo
concreto, e vuole continuare a rispondere alle sfide delle
aziende e dei territori che desiderano sinceramente effettuare
la transizione e limitarne l'impatto. Vogliamo quindi
continuare ad aiutare le parti interessate a limitare il loro
impatto negativo, ma anche mostrare esempi e soluzioni
per sviluppare modelli circolari e rigenerativi, vantaggiosi
per l'uomo e la natura.
Luglio 2025
Luglio 2025
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
26
ECONOMIA CIRCOLARE
ECOMONDO
Caposaldo green
Rimini si prepara ad accogliere la 28ma edizione di Ecomondo,
l’appuntamento di riferimento internazionale per la transizione
ecologica ed economia circolare. Ecco gli highlights 2025
Eliana Puccio
Ecomondo è sempre
più internazionale:
un punto
di riferimento
per le nuove
tecnologie green
in tema
di economia circolare
e water.
Dal 4 al 7 novembre, Ecomondo 2025 promette
di superare ogni aspettativa con
un programma ricco di novità, progetti
visionari e opportunità imperdibili per aziende,
start-up, ricercatori, innovatori e policy maker.
La fiera rappresenta un polo per la ricerca e
l'innovazione, riunisce le migliori aziende nei
settori dei servizi e delle tecnologie ambientali,
spaziando dalla gestione delle acque allo smaltimento
dei rifiuti, dal tessile alla bioenergia,
dalla gestione e protezione del suolo ai trasporti,
dall'agricoltura alle città sostenibili. Non
solo prodotti, ma anche contenuti di cui si discuterà
nei distretti espositivi che già l’anno
scorso abbiamo avuto modo di frequentare:
Textile e Pater District, ma anche area Inno -
vation che incuba Start-up& Scale-Up.
La mission
Conferenze, seminari ed eventi vari saranno
il palcoscenico ideale per presentare le novità
tecnologiche, normative e di mercato che riguardano
l’economia circolare.
Sei le macro tematiche della kermesse: soluzioni
innovative per la riduzione dei rifiuti
industriali e municipali, sfruttamento integrato
e gestione circolare delle risorse; infrastrutture
resilienti all’acqua; bioeconomia
sostenibile e rigenerativa per il suolo, idrosfera
e biodiversità; telerilevamento e tecnologie
“di Earth Observation”; green, climate,
biodiversity finance; scenari della transizione
verde/blu e digitale nei paesi del Me di ter -
raneo e dell’Africa.
l
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Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
28
ECONOMIA CIRCOLARE
FIBRE SINTETICHE
FIBRE SINTETICHE
ECONOMIA CIRCOLARE
29
Nuovo
nylon
Aquafil lancia il primo demoplant
per separare chimicamente la fibra
elastica dal nylon. Una tecnologia
innovativa, rivoluzionaria e pure sostenibile
Eliana Puccio
Giulio Bonazzi,
Presidente e AD
di Aquafil SpA.
Cresciuto
nell'azienda
di famiglia,
da più di 50 anni
leader nella
produzione
di fibre
sintetiche.
Aquafil è un Gruppo pioniere nella circular
economy grazie anche al sistema di
rigenerazione ECONYL®, un processo
innovativo e sostenibile che crea nuovi prodotti
dai rifiuti. Gli scarti di nylon vengono raccolti
in località sparse in tutto il mondo e comprendono
rifiuti industriali, ma anche prodotti - quali
reti da pesca e tappeti, giunti alla fine della loro
vita utile.
Questi vengono trattati in modo da ottenere una
materia prima - caprolattame - con le stesse
caratteristiche chimiche e prestazionali di quella
proveniente da fonti fossili. I polimeri prodotti da
caprolattame ECONYL® sono distribuiti agli impianti
di produzione del Gruppo, dove vengono
trasformati in filo per tappeti e filo per abbigliamento.
L’azienda ha inaugurato, in Slovenia, il primo impianto
dimostrativo per la separazione chimica
della fibra elastica dal nylon, una tecnologia in-
novativa che apre nuove prospettive nel settore
delle fibre tessili,. Consente così alla società di
fare un passo avanti nella ricerca e sviluppo, consolidando
il proprio impegno nell’innovazione
sostenibile. Dopo oltre un decennio di ricerca e
sviluppo, Aquafil segna un punto di svolta nel
mondo delle fibre tessili con il lancio di una tecnologia
rivoluzionaria: il primo impianto dimostrativo
per la separazione chimica della fibra
elastica dal nylon. Una sfida complessa che
l’azienda è riuscita ad affrontare con determinazione
e visione, confermando ancora una volta
il proprio impegno verso l’innovazione responsabile
e la circolarità. Il percorso è iniziato nel
2013, con un progetto di ricerca congiunto insieme
alla Georgia Tech University e il deposito di
un primo brevetto. Sebbene l’industrializzazione
non si fosse concretizzata, il lavoro dei ricercatori
di Aquafil non si è mai fermato.
La perseveranza e la dedizione del team di
Ricerca & Sviluppo hanno portato, nel 2022, alla
pubblicazione di un nuovo brevetto, frutto di una
tecnologia perfezionata e finalmente pronta per
essere testata su scala semi-industriale.
Una conferma dalle sperimentazioni
Grazie a questo impianto pilota, i risultati di laboratorio
trovano oggi conferma: per la prima
volta è possibile separare efficacemente la fibra
elastica dal nylon nei tessuti misti, una delle sfide
più ostiche nel riciclo dei materiali compositi, in
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Luglio 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
30 ECONOMIA CIRCOLARE Soluzioni
FIBRE SINTETICHE
7-9 10 2025
BolognaFiere, Bologna
Il nylon
recuperato
col demoplant
sarà interamente
destinato
all’impianto
di rigenerazione
ECONYL®, dove
verrà trasformato
in nuovo nylon
rigenerato,
e utilizzato
per nuove
applicazioni
tessili.
Manifestazione
internazionale
dedicata alla filiera
del settore idrico
18° edizione
Un evento di
Promosso da
Segreteria Organizzativa
Main Media Partner
www.accadueo.com
In collaborazione con
il processo in ogni sua fase per definire l’assetto
di un futuro impianto industriale su larga scala.
L’azienda ha attivato una rete di stakeholder strategici
per garantire un flusso costante di materiali
di scarto e costruire una filiera solida ed efficiente,
che alimenta un modello di riciclo
sempre più virtuoso.
Con il patrocinio di
particolare quelli provenienti da abbigliamento
sportivo e costumi da bagno, tra i rifiuti più problematici
del settore tessile.
La coesistenza di diverse fibre all’interno dello
stesso tessuto è stato a lungo un ostacolo insormontabile
per il riciclo, condannando tonnellate
di materiali potenzialmente recuperabili a
diventare rifiuto”, ha commentato Giulio Bonazzi,
CEO di Aquafil. Adesso l’obiettivo è ottimizzare
Un passo avanti per l’ambiente
Il nylon recuperato attraverso questa tecnologia
sarà interamente destinato all’impianto di rigenerazione
ECONYL®, dove verrà trasformato in nuovo
nylon rigenerato, pronto per nuove applicazioni
tessili. Questo servirà a ridurre la dipendenza dalle
risorse vergini e contribuire in modo concreto alla
riduzione dell’impatto ambientale del settore. “Con
questo progetto, Aquafil investe in soluzioni all’avanguardia
che uniscono ricerca, tecnologia e
circolarità. Una dimostrazione tangibile di come
l’innovazione possa offrire risposte concrete alle
sfide ambientali globali, trasformando ciò che oggi
è rifiuto in una risorsa preziosa per il domani”, ha
concluso Bonazzi.
l
®
EWA FONDAZIONE
EARTH AND
WATER AGENDA
CENTRO INOX
Luglio 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
32 ENERGIA Soluzioni
NORMATIVE E INCENTIVI
NORMATIVE E INCENTIVI
ENERGIA
33
Marco Comelli
Prosegue il nostro esame degli incentivi alla produzione
energetica da fonti legati al mondo del waste.
È la volta dei fanghi da impianti di depurazione acque,
e del fotovoltaico flottante su acque interne
Incentivi FER2: flop del
biogas, attesa per i fanghi,
parte l’FV flottante
Il mondo della valorizzazione energetica legate
alla gestione dei rifiuti gode di una serie
di incentivi. In passato abbiamo esaminato
le novità che il decreto FER2 garantisce
a biogas da scarti e sottoprodotti agroindustriali
e biomasse. La FER2 prevede risorse
anche per il fotovoltaico flottante su acque interne,
che rientrano in quelle interessanti perché
tra queste ci sono anche i laghetti di cave
dismesse.
Appena arrivato, fresco fresco
Il Decreto prevede due livelli di tariffe omnicomprensive
base per gli impianti fotovoltaici
flottanti su acque interne: 90 euro per MW/h
per quelli di taglia inferiore a 1MW di potenza
e 75 euro per quelli superiori al MW. Per il fotovoltaico,
come per altre fonti energetiche in
FER2, non valgono i limiti dimensionali, per
esempio, di biogas e biomasse. La durata prevista
dell’incentivo è 20 anni. Le regole di ac-
cesso agli incentivi sono equivalenti a quelli
del biogas e biomasse, con le modifiche relative
alla diversa tecnologia. Per esempio, i pannelli
fotovoltaici devono essere aderenti alle
norme UNI CEI EN ISO/IEC 17025. Sul fronte
economico, la tariffa omnicomprensiva viene
aumentata in base alla tabella di producibilità
fotovoltaica, che è di 4 euro al MWh per le regioni
del Centro e del 10 euro MWh per le regioni
del Nord. Il primo bando per l’FV flottante
in acque interne (Procedura di tipo D) è stato
annunciato lo scorso 14 maggio per un contingente
di impianti di 50 MW. La procedura
competitiva avrà inizio 7/07/2025 alle ore
12:00:00 e sarà chiusa improrogabilmente il
giorno 5/09/2025 alle ore 12:00:00. Vi daremo
conto dei risultati sul primo numero utile, soprattutto
per quanto riguarda le ex-cave.
Normativa non cristallina
Non tutto l’ambito della valorizzazione energetica
legata alla gestione del waste si trova
ricompresa nella FER2. Il biogas da digestione
dei fanghi di depurazione delle acque è incentivato
ma è per esempio previsto nell’ambito
del decreto FER-X del 30 dicembre 2024. A
differenza che la FER2, la FER X prevede anche
supporti una tantum alla costruzione dell’impianto
e definisce dei costi di esercizio
standard (nel caso dei fanghi una media di 85
euro/MWh in una forchetta di 75-10 euro). La
normativa non è chiarissima. Per esempio,
per la determinazione del costo di esercizio
di un impianto e alla possibilità di accedere
direttamente agli incentivi facendone domanda
diretta al GSE, si fa riferimento alla potenza
elettrica, mentre per quanto riguarda agli parametri,
come la certificazione di sostenibilità,
si tiene conto della capacità termica e il discrimine
è fissato a 2 MW. Si deduce che venga
applicato un fattore di 0,5 per passare dalla
capacità termica alla produzione elettrica (il
che è abbastanza ottimistico). Oltre il MV, bisogna
aspettare i bandi dedicati del GSE, con
un contingente stimato massimo per ogni procedura
di aggiudicazione dell’accesso agli incentivi
è di 20 MW, non una cifra tale da muovere
il mercato, anche perché l’obiettivo è di
2 MW. Al momento di andare in stampa non
erano ancora previste procedure competitive.
Visto che il decreto scade il 31 dicembre 2025,
sarà il caso che si acceleri. Le regole operative
sono state pubblicate il 20 maggio 2025. l
Il biogas di fanghi
da impianti
di depurazione acque,
è incentivato
nell’ambito
del decreto FER-X
del 30 dicembre 2024.
Vengono definiti
anche i costi
di esercizio: in media
85 euro/MWh.
Biomassa. In merito
alla graduatoria
relativa alla richiesta
di accesso alla tariffa
omnicomprensiva per
gli impianti
a biomassa, su cinque
ne sono stati ammessi
due.
Poco interesse, tutti dentro. È il nuovo bando...
Il GSE ha pubblicato le graduatorie relative alla prima
procedura competitiva per l’accesso alla tariffa omnicomprensiva
(o in alternativa l’incentivo) di impianti a
biogas e biomassa ricadenti sotto il regime FER 2. Sono
state presentate 39 domande, di cui 34 per impianti a
biogas e 5 per biomasse. Sono stati ammessi 33 impianti,
32 a biogas s e 2 a biomasse, per un totale di
6,06 MW di potenza incentivabile. Il contingente a bando
era di 10 MW, per cui si può parlare di un mezzo flop.
In pratica, a parte le richieste con problemi vari di
esclusione automatica, sono stati ammessi tutti coloro
che hanno fatto domanda.
Non proprio un successone
Che il bando non sia andato bene è dimostrato anche
dal fatto che il GSE ha immediatamente rilanciato con
un nuovo bando da 5 MW più 3,94 MW recuperati dalla
quota non coperta del primo contingente (la normativa
lo prevede espressamente), per cui 8,94 MW. Il bando
ha le stesse tempistiche di quello relativo al fotovoltaico
flottante in acque interne, ossia dal 7/07/2025 alle ore
12:00:00 al 5/09/2025 alle ore 12:00:00.
Vediamo come si dividono gli impianti ammessi.
Geograficamente domina la Lombardia con 12 impianti,
seguita da Veneto con sette, Emilia-Romagna e
Piemonte con cinque, Trentino-Alto Adige con due e
Puglia e Friuli Venezia Giulia con uno. Per quanto riguarda
i ribassi offerti sulla tariffa base, solo i primi
due classificati li hanno proposti, rispettivamente pari
al 3,02 e al 2%.
Tutti gli altri sono andati a tariffa base e sono stati
ammessi. Sarà interessante vedere cosa accadrà
con il nuovo bando. La potenza più richiesta è quella
massima di 300 kW con 9 impianti, seguita dalla categoria
200-250 con 7, la intorno 100 con sette e il
resto sotto i 100.
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Luglio 2025
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
34 ENERGIA NEWS
NEWS
RIFIUTI SOLIDI
35
Pannelli galleggianti
PFU, flusso più facile
e veloce da tracciare
Nella Cava Francesca a Pontirolo Nuovo
(Bergamo) nasce il progetto nuovo
di un impianto fotovoltaico che flutta sull’acqua
Eliana Puccio
Efficienza, risparmio
e rispetto
per l'ambiente: tutto
questo nel progetto
di Iniziative
Energetiche
a Pontirolo Nuovo.
Non su un tetto, o a terra, ma sull’acqua.
Sorge in una cava allagata, la Cava
Francesca a Pontirolo Nuovo, in provincia
di Bergamo ed è uno dei primi impianti
sull’acqua. Proprio così, l’impianto fotovoltaico
realizzato dall’azienda Iniziativenergetiche è
galleggiante, come se fosse un enorme materassino
sul mare. Si presenta come una soluzione
rivoluzionaria oltre che vantaggiosa,
soprattutto in termini di spazi che vengono in
questo modo ottimizzati, avvalendosi delle
superfici d’acqua ,e producendo allo stesso
tempo energia pulita. L’impianto ha le stesse
caratteristiche di un impianto a terra, con la
sola differenza che i pannelli sono posizionati
su strutture gallegianti. Inoltre, questa soluzione
ha il vantaggio di ridurre l’evaporazione
dell’acqua e non consuma suolo agricolo o
edificabile.
Alessandro Basilico, Ceo di Iniziativenergetiche
ha commentato: "Questo progetto, già coronato
da un autorevole premio, sottolinea l'impegno
di Iniziativenergetiche nell'innovazione
e nella sostenibilità contribuendo attivamente
alla transizione energetica in Italia e valorizzando
aree industriali dismesse attraverso
soluzioni tecnologiche all'avanguardia. L’Italia
è inoltre ricca di bacini di acqua senza vincoli
paesaggistici, dove la copertura fotovoltaica
produce indubbi vantaggi di efficienza".
Importanti riconoscimenti
L’impianto si è aggiudicato il premio "Huawei
FusionSolar Italy Best C&I Project 2024" assegnato
da Huawei Fusion Solar, leader globale
di soluzioni solari a livello mondiale, per
l’idea innovativa e funzionale e per le sfide all’avanguardia
degli ingegneri che hanno lavorato
al progetto.
l
Luglio 2025
n Giuseppina Carnimeo, Direttore Generale di
Ecopneus (in foto), ha commentato la
pubblicazione del portale unico Registro nazionale
dei produttori (RENAP) da parte del Ministero
dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica.
"Questo Registro nazionale, a cui produttori e
importatori di pneumatici sono obbligati a
iscriversi a partire dal 14 maggio, rappresenta uno
strumento fondamentale per la tracciabilità e una
corretta gestione dei PFU in Italia. La novità
introdotta dal Ministero è significativa perché
esprime la volontà delle istituzioni di monitorare
tempestivamente l'andamento delle quantità di
Pneumatici Fuori Uso raccolte, anche a livello delle
singole province. Spronando tutti gli attori coinvolti
ad agire con ancora più responsabilità e
precisione, comunicando i dati richiesti a livello
trimestrale, la novità
rappresenta un chiaro
segnale di quanto sia
sempre più importante un
regolare controllo ai fini di
una gestione trasparente e
di una tracciabilità dei
flussi più puntuale".
Ecopneus, dal canto suo,
continua a impegnarsi
rispettando gli
standard di
trasparenza e
responsabilità
fornendo
aggiornamenti
periodici e
comunicando in
maniera
puntuale i dati
relativi alle
operazioni.
Luglio 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
36 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni
RENTRI
RENTRI
RIFIUTI SOLIDI
37
garantire la veridicità e l'integrità dei dati trasmessi,
adottando misure di sicurezza informatica
e di protezione dei dati personali.
Occhio alla traccia
Con l'avvento della
digitalizzazione,
le imprese si trovano
di fronte
ad un’occasione senza
precedenti
di ottimizzare i loro
processi,
massimizzare
le performances
e ridurre l'impatto
ambientale in ottica
di gestione scarti.
L’integrazione della digitalizzazione nel settore
della gestione dei rifiuti e della promozione
della sostenibilità è una sfida e un’opportunità per le imprese
La digitalizzazione, supportata dal RENTRI
e dalle normative ESG, rappresenta un'opportunità
strategica per ottimizzare i processi,
migliorare l'efficienza operativa e ridurre
l'impatto ambientale nella gestione dei rifiuti.
Questo processo ha trasformato profondamente
numerosi settori, compreso quello della gestione
ambientale, favorendo l'adozione di pratiche
più sostenibili. Un cambiamento significativo,
che introduce nuove sfide ma anche importanti
opportunità per le imprese, chiamate ad adattarsi
al contesto normativo in evoluzione.
Quadro normativo e requisiti del RENTRI
Rappresenta un pilastro fondamentale per la
gestione responsabile dei rifiuti e per il raggiungimento
degli obiettivi di sostenibilità.
Questo sistema, introdotto per rispondere alle
esigenze di tracciabilità e monitoraggio dei rifiuti,
implica una serie di requisiti e adempimenti
che le aziende devono rispettare.
Stabilisce l'obbligo per le aziende di registrare
in modo completo e accurato tutte le informazioni
relative alla produzione, al trasporto e
alla gestione dei rifiuti generati dalle proprie
attività; queste informazioni devono essere
raccolte e trasmesse in forma digitale attraverso
la piattaforma RENTRI, che funge da archivio
centrale per tutte le operazioni legate
ai rifiuti; tra i principali requisiti imposti dalle
normative relative al Registro Elettronico vi è
l'obbligo per le aziende di tenere registri digitali
dettagliati, che includano dati quali la tipologia
e la quantità di rifiuti prodotti, i percorsi di trasporto,
i destinatari finali e le modalità di trattamento
e smaltimento; le imprese devono
Dall’inizio alla fine
Attraverso il RENTRI, è possibile tracciare l'intero
ciclo di vita dei rifiuti, dalla loro produzione
alla raccolta, al trattamento e allo smaltimento
finale. Questa tracciabilità favorisce la responsabilità
delle imprese e degli enti pubblici, incoraggiandoli
a adottare pratiche di gestione
dei rifiuti che rispettino i principi della sostenibilità,
riducendo l'inquinamento ambientale e
promuovendo il riciclo e il riutilizzo delle risorse.
In questo modo, diventa uno strumento chiave
per integrare la sostenibilità nell'intero ciclo dei
rifiuti e perseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile
a livello nazionale e globale. Inoltre, la digitalizzazione
offre alle aziende gli strumenti e
le risorse necessarie per affrontare le sfide ambientali
e sociali in modo efficace ed efficiente.
Integrando la digitalizzazione nelle proprie strategie
e pratiche aziendali, le aziende possono
migliorare le proprie prestazioni ambientali,
promuovere la trasparenza e l'accountability e
creare valore a lungo termine per l'azienda e
per la società nel suo complesso.
Alcune raccomandazioni
Affidarsi alla digitalizzazione per migliorare le
prestazioni ambientali e promuovere la sostenibilità
richiede un impegno strategico e continuo
da parte delle aziende. Integrare la sostenibilità
nei processi aziendali e sfruttare le
tecnologie digitali può portare benefici ambientali,
aumentare la competitività e generare
valore duraturo.
È fondamentale che la sostenibilità diventi parte
integrante della strategia e della cultura
aziendale, con il coinvolgimento diretto del top
management.
Infine, monitorare e valutare i risultati ambientali
consente di misurare i progressi e migliorare
nel tempo. La digitalizzazione rap-
presenta un'opportunità concreta per innovare
e rendere le pratiche aziendali più sostenibili.
Dotarsi di una piattaforma abilitante significa
adottare un'infrastruttura tecnologica, organizzativa
e normativa in grado di fornire le basi
necessarie per sviluppare, integrare o far funzionare
tutti i processi aziendali correlati al
waste management. In altre parole, è qualcosa
facilita il raggiungimento di obiettivi di sostenibilità.
Aziende come la Wolters Kluwer offrono soluzioni
software innovative per le Aziende, prodotti
all'avanguardia in materia di compliance
aziendale, waste management e ottimizzazione
dei processi aziendali.
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l
L’introduzione
del RENTRI,
comporta implicazioni
significative
per le aziende
e richiede
un adeguamento
tempestivo
e completo
alle nuove
disposizioni
normative.
Luglio 2025
Luglio 2025
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
38
RIFIUTI SOLIDI
INQUINANTI EMERGENTI
INQUINANTI EMERGENTI RIFIUTI SOLIDI
39
Europe PFAS
Concentration (ng/L)
10 - 100
100 - 1000
1000 – 100000
>100000
ormai ubiquitario, e la conseguente mancanza
di trattamenti consolidati per la loro rimozione.
Adsorbimento su carboni attivi, ossidazione
avanzata (AOP), nanofiltrazione e osmosi inversa,
bioremediation e fitodepurazione, nonché
nuovi materiali adsorbenti, fanno tutti parte dei
sistemi oggi applicati.
Per sempre pericolosi
Annalisa Gussoni
Direttore
Commerciale
Pasa Labs srl
Una nuova minaccia per l’ambiente e la salute arriva
alcuni composti inquinanti che non risulta semplice normare.
Sono ancora poco conosciuti e difficili da gestire
Icontaminanti emergenti (in inglese emerging
contaminants o contaminants of emerging
concern) sono sostanze chimiche o
biologiche che si riscontrano, con frequenza
crescente negli ultimi tempi, in diversi ambienti
naturali: nei fiumi, nei laghi e nei mari,
dove arrivano tramite le acque reflue, e nei
suoli per effetto delle attività industriali e dello
smaltimento inadeguato dei rifiuti. Queste sostanze
non sono ancora normate anche se
l’Unione Europea, così come altri enti regolatori
internazionali, stanno gradualmente includendo
diversi composti negli elenchi degli
inquinanti da monitorare e a cui applicare un
limite di riferimento. L’intervento normativo
però non è semplice sia perché molte di queste
sostanze non sono note, sia per il numero
e la varietà elevata di composti sversati, e sia
perché ogni giorno se ne producono di nuovi,
di cui ancora non si conosce la composizione
e i relativi effetti sanitari e ambientali.
Problemi tecnici di gestione
Questi composti infatti, pur essendo spesso presenti
in tracce (nanogrammi o microgrammi
per litro), rappresentano una nuova e complessa
minaccia per l’ambiente, la biodiversità e la salute
umana perché anche in dosi minime, possono
interferire con i sistemi ormonali, riproduttivi
o neurologici degli organismi viventi con
effetti sub-letali e cronici. Tra i contaminanti
emergenti possiamo trovare: residui farmaceutici
(antibiotici, analgesici, antidepressivi), prodotti
per la cura personale (cosmetici, filtri solari,
conservanti), Interferenti endocrini (BPA, ftalati),
pesticidi di nuova generazione, nanomateriali,
sostanze perfluoroalchiliche (PFAS). Si tratta di
sostanze che possono portare oltre che a bioaccumulo
e persistenza, anche a forme di resistenza
da parte dei microrganismi. I problemi
tecnici di gestione di questi contaminanti sono
la scarsa conoscenza della totalità dei composti,
che crea di fatto un inquinamento invisibile ma
Il pericolo nascosto e i casi italiani
I contaminanti emergenti agiscono lentamente
e ci insegnano che non serve un incidente eclatante
per causare importanti impatti ambientali
e sanitari. Ormai il complesso delle conseguenze
causate da queste sostanze rappresenta un
problema tecnico, ambientale, sociale, sanitario,
industriale e politico: l’approccio deve quindi essere
integrato tra ricerca, innovazione tecnologica
e politiche ambientali.
Proprio in Italia abbiamo il caso più grave
d’Europa di contaminazione da sostanze perfluoroalchiliche
(PFAS) usate in rivestimenti antiaderenti,
impermeabilizzanti, schiume antin-
cendio e altri prodotti industriali: sostanze talmente
resistenti alla degradazione da essere
soprannominate “forever chemicals”. L’industria
chimica Miteni S.p.A., operante a Trissino e la
cui attività è ormai cessata, ha sversato per decenni,
tra gli anni ’70 e il 2013, PFAS nei corsi
d’acqua e nei terreni del bacino idrografico del
Veneto, tra le province di Vicenza, Verona e
Padova. Tale attività ha portato all’esposizione,
tramite l’acqua potabile contaminata, di più di
350.000 persone e, in molte di queste, sono stati
riscontrati valori estremamente preoccupanti
di PFAS nel sangue con potenziali effetti patologici
su fegato, ormoni, fertilità e sistema immunitario.
La Regione Veneto ha avviato uno
screening sanitario di massa e ha richiesto ai
gestori idrici l’installazione di sistemi di filtrazione.
Dal 2019 a maggio del 2025 si è svolto il
"processo Miteni" a Vicenza: la sentenza è prevista
per il prossimo autunno.
Un altro caso è quello del Lago di Varese caratterizzato
da acque relativamente basse e che,
oltre a mostrare una tendenza all’eutrofizzazione,
ha visto nel corso dei decenni diversi episodi
di inquinamento tra cui anche da contaminanti
emergenti (farmaci e metaboliti, interferenti endocrini
come ad esempio il bisfenolo A), prodotti
per la cura personale (parabeni, filtri UV), pesticidi
“moderni” provenienti dall’agricoltura
delle aree circostanti. Uno studio realizzato
dall’IRSA-CNR e da università lombarde ha rilevato
la presenza costante di diversi contaminanti
emergenti nelle acque del lago e nei suoi
sedimenti quali diclofenac e ibuprofene (antinfiammatori),
Benzofenoni (filtri UV) e interferenti
endocrini…
l
Dall’Università
di Ferrara,
la mappatura delle
concentrazioni
di PFAS in Europa
(Credit: Valeria
Vanzani).
Il Lago di Varese
ha registrato diversi
episodi nei decenni
di inquinamento
da contaminanti
emergenti. Sono stati
rilevati - anche
nei suoi sedimenti -
sia pesticidi moderni,
che parabeni e filtri
UV (provenienti da
prodotti per la cura
personale).
Luglio 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
40 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni
NEWS
Polveri
sotto controllo
La soluzione mobile
e autonoma di Cannoni-Conrad
in azione da Promisa
La stazione autonoma
Hydra viene spostata
agevolmente
all’interno dell’area.
Sotto al titolo
a destra, Hydra
al lavoro nel sito
di Promisa srl.
Al centro, da sinistra
il direttore
commerciale
di Cannoni Conrad
Italo Finco con
il titolare di Promisa
Srl Nicola Sanna
durante
la consegna/collaudo
del macchinario.
delle polveri è una delle
sfide più urgenti nei settori del riciclo e
L’abbattimento
dello smaltimento dei rifiuti.
In contesti come le discariche o i centri di recupero,
la movimentazione dei materiali può generare
elevate concentrazioni di particolato, con
ricadute sulla salute degli operatori, sull’ambiente
e sulla qualità del lavoro.
Una risposta concreta a questo problema arriva
dalla stazione autonoma Hydra, sviluppata da
Cannoni Conrad. Una soluzione altamente innovativa,
progettata per garantire un abbattimento
efficace delle polveri anche in aree sprovviste
di rete elettrica o idrica.
Grazie all’alimentazione autonoma e al serbatoio
integrato, Hydra può operare in completa indipendenza,
abbattendo le polveri alla fonte in
modo mirato e continuo.
Non più polverone
Esempio virtuoso arriva dalla Promisa Srl di
Quartu Sant’Elena (CA), prima azienda ad aprire
un sito di compostaggio in Sardegna già nel
2001, completando l’attività con il recupero del
legno e il riciclo di materiali inerti. Durante le
operazioni di selezione e frantumazione del materiale,
la dispersione di polveri rappresentava
un ostacolo sia operativo che ambientale. Lo
scorso febbraio con un clima quasi estivo sull’isola,
il problema delle polveri iniziava già ad
assillare il sito di stoccaggio. Grazie alla stazione
Hydra, Promisa ha ridotto la presenza di polveri
in aria. La stazione consente una grande versatilità,
e può essere posizionata facilmente in
qualsiasi punto del piazzale senza problemi di
connessione elettrica o idrica, perché ha tutto
integrato sullo skid. Grazie a un muletto o a una
pala dotata di forche la movimentazione è agevole
e immediata. L’elemento distintivo di Hydra
è l’allestimento con palo telescopico che raggiunge
un’altezza di 5 metri, ideale per colpire
la nuvola di polvere dall’alto abbattendola più
velocemente. La gittata di 40 metri abbinata alla
rotazione impostabile da 0° a 300° consente la
copertura completa dei cumuli di raccolta del
materiale, in questo modo il livello delle polveri
viene costantemente controllato anche durante
la fase di scarico/carico del materiale. l
PORTIAMO L’EDILIZIA
A UN LIVELLO SUPERIORE.
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Nord America, ma è un evento che porta il settore
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Luglio 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
42
Soluzioni
RIFIUTI SOLIDI
WASTE SEGNALA
ECODESIGN
RIFIUTI SOLIDI
43
Bravi bene bis
CHEP e Cabka hanno vinto
il secondo Red Dot Award
per il Contenitore Sleeve Pack
FalConic® (SPC)
HIGHLIGHTS
L’edizione 2025 propone una serie di iniziative di
grande rilievo: il primo Rapporto economico sulle
bonifiche ambientali; il Rapporto su infrastrutture
e dissesto idrogeologico (con ANSFISA e MIT);
RemBook, piattaforma per la valorizzazione delle
tecnologie (con Albo Gestori Ambientali – MASE);
il Corso per RUP sulla transizione, con il Com -
missario Unico Gen. Vadalà; il Manifesto
dell’Ener gia; i Laboratori per i Giovani Eroi del
Pianeta; il volume scientifico sulla Multi-transizione
con il CNR; una piattaforma permanente
al servizio del Paese.
https://remtechexpo.com/
Back
to the fair
Dal 17 al 19 settembre 2025, Ferrara
torna ad ospitare RemTech Expo. Tra
le novità: ricerca, formazione e tecnologie
L’evento mette in rete competenze, visioni e progettualità,
promuovendo un dialogo continuo e struttura tra pubblico
e privato. Un riconoscimento che si riflette nella partecipazione
istituzionale che vedrà coinvolti il Parlamento Europeo, la
Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero dell’Ambiente
e della Sicurezza Energetica, il Ministero delle Infrastrutture e
dei Trasporti, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione
Internazionale e il Dipartimento della Protezione Civile del
Ministero per la Protezione Civile e le Politiche del Mare. A rafforzarne
il respiro internazionale, RemTech partecipa stabilmente
ai principali consessi globali sul futuro del pianeta: dai side event
della COP alla Planet Week del G7 Ambiente.
Si aggiudicano il premio in due categorie:
Best Design - Industrial Packaging (Tran -
sportation) e Most Sustainable Design –
Industrial Design.
È il secondo anno consecutivo in cui CHEP e
Cabka, due realtà che collaborano nello sviluppo
e produzione di soluzioni di imballaggio sostenibili,
in particolare per pallet e contenitori riutilizzabili,
vengono premiati dalla giuria del Red
Dot, dopo il riconoscimento ottenuto lo scorso
anno per il Contenitore ZirConic® di CHEP.
Questa volta il riconoscimento è toccato al
Contenitore Sleeve Pack FalConic® (SPC).
100% innovativo
Il nuovo FalConic SPC è realizzato per oltre l’80%
da materiale riciclato post-consumo ed è dotato
di meccanismi di chiusura innovativi per guaina,
coperchio e blocco a caduta che eliminano la
necessità di chiusure a strappo e pellicole estensibili;
ha un design modulare che ne aumenta
l’adattabilità e a funzionalità IoT che migliorano
tracciabilità e analisi dei dati cliente.
Caratteristiche che migliorano l’efficienza operativa,
riducono l’impatto ambientale e aiutano
le aziende a soddisfare i requisiti dell’imminente
Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggi
(PPWR).
“Vincere un Red Dot Award rafforza la credibilità
del design sostenibile del nuovo FalConic
SPC; ma aggiudicarselo per due anni consecutivi,
con l’aggiunta della nuova categoria dedicata
al packaging industriale sostenibile, è
una forte conferma del percorso di innovazione
e della trasformazione dei nostri prodotti
e servizi, che danno un nuovo slancio alla rigenerazione
della supply chain”, ha dichiarato
Daniel López Urán, Global Head of Disruptive
Innovation di Brambles.
l
Il Contenitore
FalConic Sleeve Pac
k è la prova di ciò che
si può ottenere
quando scienza
dei materiali,
eccellenza del design
ed economia circolare
si incontrano.
Luglio 2025
Luglio 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
44 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni
NEWS
ADA (l’Associazione Demolitori di Auto -
veicoli che aderisce ad Asso ambiente) e
A-Gas, società leader nel lifecycle refrigerant
management uniscono le forze. Insieme
supportano le imprese di autodemolizione nell’applicazione
delle buone pratiche di trattamento
degli F-Gas, ovvero i fluidi refrigeranti
utilizzati per gli impianti di condizionamento
delle automobili.
Si tratta di gas che vengono rimossi per essere
destinati a un nuovo uso futuro, grazie a un accurato
processo di rigenerazione, oppure indirizzati
verso la distruzione sicura, prevenendone
il rilascio dannoso nell’atmosfera.
Brrrrrrrrr...
La società attiva nel Lifecycle Refrigerant
Management, e l’Associazione Demolitori
Auto, supportano i demolitori di veicoli
Cosa dice l’accordo
A-Gas e ADA promuoveranno attività di formazione
e sensibilizzazione dei demolitori di veicoli,
con webinar ed eventi tecnici e la condivisione
di materiali informativi sulla corretta gestione
degli F-Gas esausti, sulle opportunità offerte
dalla rigenerazione dei refrigeranti e sui rischi
ambientali e normativi legati ad eventuali bad
practice. A-Gas garantirà assistenza diretta agli
operatori della filiera con un servizio di microraccolta
su tutto il territorio nazionale con cui la
società recupera le bombole di refrigerante usato
nella sede del demolitore, consegnando un set
di bombole vuote per le nuove operazioni di recupero.
Una volta ricevute le bombole usate, il team di
A-Gas analizza il contenuto e fornisce alla clientela
una stima della valorizzazione economica
per ogni chilogrammo di refrigerante usato, in
base alla sua tipologia, peso e purezza, in linea
con il valore di mercato. Un vero e proprio esempio
di economia circolare!
l
Luglio 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
46 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni
NEWS
17-19
Una guida per l’ottimizzazione dell’uso
delle risorse che vengono riutilizzate grazie
alla sinergia tra diverse imprese
Linguaggio
comune
Eliana Puccio
ENEA, l’Agenzia nazionale per le nuove
tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico
sostenibile, ha pubblicato un volume
che raccoglie standard tecnici volontari per
aziende e organizzazioni nella realizzazione della
simbiosi industriale.
Il volume è stato realizzato nell'ambito della
rete SUN (Symbiosis Users Network), il primo
network italiano di riferimento per la simbiosi
industriale che riunisce 40 partner tra università,
istituzioni, enti di ricerca, aziende e reti tecnologiche.
Vi hanno contribuito complessivamente
23 tra autrici e autori.
I benefici della collaborazione
"La simbiosi industriale è in grado di creare un
meccanismo collaborativo di reciproco vantaggio,
i cui benefici non si limitano alle organizzazioni
direttamente coinvolte, ma si estendono
anche a livello territoriale, dove risorse, materiali,
energia e sottoprodotti condivisi vengono
valorizzati anziché sprecati, migliorando tracciabilità,
affidabilità, integrazione di soluzioni
innovative nei processi produttivi ed efficienza
complessiva, riducendo al contempo i rifiuti",
ha spiegato Tiziana Beltrani, ricercatrice ENEA
del Laboratorio Strumenti per la Sostenibilità
e Circolarità di Sistemi Produttivi e coordinatrice
del gruppo di lavoro che ha elaborato
queste linee guida, insieme a Silvia Sbaffoni
(ENEA), Carlo Brondi (Cnr) ed Eleonora Perotto
(Poli tecnico di Milano).
Gli standard sono una sorta di "linguaggio comune"
per comunicare, trasferire e condividere
risorse, per facilitare il monitoraggio e la misurazione
dell’impatto delle attività e per migliorare
la gestione dei flussi di risorse, grazie a una migliore
collaborazione tra le imprese. l
Luglio 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
48 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni
TRATTAMENTO CSS
TRATTAMENTO CSS
RIFIUTI SOLIDI
49
Efficienza continua
Il nuovo impianto di triturazione primaria
con Untha XR3000RC.
Tecnologia innovativa per migliorare la produzione di combustibile
solido secondario. È alta qualità e continuità grazie a Ecotec Solution
Ecotec Solution
all’ultima edizione
di Ecomondo,
consegna a CSA
un modellino della
UNTHA XR come
ringraziamento
per la proficua
collaborazione.
Il trituratore primario UNTHA XR3000 Ripper
Cutter mobil-e a fianco del XCutter per svolgere
una dimostrazione sul materiale di CSA.
Nel settore della gestione dei rifiuti e della
produzione di CSS (Combustibile Solido
Secondario), l'efficienza operativa e la
continuità produttiva rappresentano fattori chiave
per garantire un processo ottimale e sostenibile.
CSA, azienda situata a Castelforte (LT), ha affrontato
queste sfide implementando una tecnologia
innovativa per migliorare la propria
produzione senza interruzioni grazie alla colla -
bo razione di Ecotec Solution.
L’azienda Centro Servizi Ambientali nasce nel
1996 e tutt’oggi opera in modo attivo nel campo.
Grazie alla propria organizzazione e ai propri
impianti offre soluzioni specifiche per la
gestione di rifiuti urbani e industriali e dalle
connesse problematiche ambientali.
Guidata da Enrico Giuliano e suo figlio Antonio,
si distingue per la produzione di combustibile
solido secondario di alta qualità, affidandosi
alle tecnologie UNTHA XR fornite da Ecotec
Solution.
Le esigenze di CSA
CSA, per il suo impianto CSS, aveva la necessità
di una soluzione che garantisse una produzione
continua e senza interruzioni del trattamento
di rifiuti urbano e industriali, con
l’ottenimento di pezzature tra 200 e 300 mm
dalla triturazione primaria e comprese tra 25-
30 mm dal raffinatore. La priorità era disporre
di un sistema altamente efficiente e affidabile,
capace di mantenere un flusso di lavoro costante
tanto da assicurare un'elevata produttività
e qualità del prodotto finale.
La Scelta della Tecnologia UNTHA
Per rispondere a queste esigenze, CSA ha investito
nelle tecnologie UNTHA, acquisendo
inizialmente un raffinatore UNTHA XR3000
XCutter con due motori da 160 kW, sincrono
raffreddato ad acqua, la cui funzione è quella
di raffinare Plasmix e RSU pre-triturato, separato
da ferrosi e non ferrosi.
La macchina, accessoriata di una griglia con
foro diametro 30 mm, raggiunge la portata di
20 ton/ora.
Lo scorso ottobre, il trituratore era stato portato
nell’impianto di CSA per una prova e, dopo
averlo testato, convinti delle sue performance,
i proprietari hanno voluto tenerlo.
Soddisfatti della scelta fatta, a seguire nel
mese di dicembre è stato siglato un nuovo accordo
di fornitura per un trituratore UNTHA
XR3000 Ripper Cutter, questa volta nella sua
versione stazionaria, da inserire all’inizio della
linea di trattamento come primario: il materiale
in entrata è Plasmix e RSU da pretriturare
uscirà con una pezzatura di circa 155 mm grazie
alla griglia a barre con interasse che completa
la macchina.
L’installazione di questo macchinario ha visto
luce a marzo 2025, il cantiere su cui verrà installato
è già in opera.
La combinazione di queste tecnologie consente
di eseguire sia la triturazione primaria
sia la raffinazione, operando in serie o in modalità
stand-alone. La flessibilità e la capacità
di adattarsi a diverse tipologie di materiale
rendono questi macchinari una soluzione
ideale per CSA.
Risultati e Benefici
Avvalendosi della tecnologie UNTHA, CSA avrà
numerosi vantaggi, quali la una produzione
continua e senza interruzioni che garantisce
continuità operativa e riduzione dei fermi oltre
ad un’elevata resa.
I motori UNTHA Eco Power Drive raffreddati
ad acqua hanno un basso consumo energetico,
riducendo sensibilmente i costi operativi
a parità di produzione.
Come ulteriore plus sta la manutenzione sem-
plificata dei macchinari che consente interventi
rapidi riducendo i fermi.
Ancora una volta l’efficienza produttiva, i bassi
consumi energetici e la semplicità di manutenzione
di UNTHA hanno determinato la scelta
di un’altra azienda.
I risultati dei rapporti sempre più stretti tra
CSA ed Ecotec Solution nell’ultimo anno fanno
già intravedere le basi di una lunga collaborazione,
che unisce l’eccellenza tecnologica e
il servizio di alto livello di Ecotec con la profonda
competenza di CSA nel mondo dell’economia
circolare.
Ecotec Solution – green performance
Ecotec Solution propone tecnologie e soluzioni
per la gestione integrata dei rifiuti.
Il primo obiettivo è incrementare le performance
dei clienti e partner con soluzioni innovative, che
aiutino a trasformare il rifiuto in risorsa.
È distributore esclusivo per il mercato italiano
dei marchi UNTHA, PRONAR, Binder+Co e LIN-
DEMANN. Ecotec Solution non si limita a fornire
la tecnologia è anche un’azienda di servizi.
Un’assistenza a 360 gradi è la chiave del servizio
professionale dell’azienda.
l
Collaudo del nuovo
impianto
di triturazione Untha
XR3000RC,
con la famiglia
Giuliano ed il team
Ecotec Solution.
Luglio 2025
Luglio 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
50 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni
IMBALLAGGI INTELLIGENTI
IMBALLAGGI INTELLIGENTI
RIFIUTI SOLIDI
51
Federica Lugaresi
Banane e lamponi…
chi c’è con voi?
Maturazione della frutta tropicale e non solo. Si può
bloccare con imballaggi particolari che riducono lo spreco
alimentare e consentono di eliminare il refrigerato. E poi?
Gli alimenti freschi una volta confezionati
hanno una durabilità a tempo.
Vuoi perché vanno incontro a maturazione
(come nel caso della frutta), vuoi
perché sono interessati dal naturale deterioramento.
Esistono però dei materiali, i
cosiddetti intelligenti e attivi, che a contatto
coi prodotti alimentari ne prolungano la conservabilità
o ne frenano la maturazione, o
ne migliorano le condizioni in generale.
Insomma ne prolungano la vita sia sugli
scaffali dei supermercati, che nelle dispense
di casa.
Imballaggi intelligenti, attivi ed intelligenti e
attivi. Queste sono le tre tipologie di packaging
che aiutano a conservare il fresco e evitandone
gli sprechi. Qui di seguito una veloce
nomenclatura per distinguerli.
Smart e più smart
Imballaggi intelligenti: sono quelli che forniscono
informazioni relative a umidità, pH
o presenza di microbi all’interno della confezione
direttamente al consumatore. E sono
progettati per agevolare la gestione dei prodotti
alimentari. In pratica ne controllano le
condizioni attraverso la tecnologia con l’utilizzo
di sensori, indicatori e portatori di dati.
Nel primo caso, sono contenuti all’interno
dell’imballaggio stesso e controllano la freschezza
in generale (ma anche temperatura,
umidità e freschezza) rilevando parametri
come presenza di ossigeno o CO 2 . Ad esempio,
possono rilevare l’etilene liberato dalla
frutta e capirne o stato di maturazione. Gli
indicatori di dati consentono attraverso il
cambio colore di un’etichetta, di capire le
cattive condizioni dell’alimento. I portatori di
dati, altro non sono che Qrcode o etichetta
RFID attraverso cui si hanno informazioni
sul tipo di prodotto o la data di confezionamento
e di scadenza, che ne consentono una
facile gestione lungo tutta la supply chain.
Gli imballaggi attivi interagiscono con gli alimenti
stessi modificandone e allungandone
la vita utile. Svolgono la loro funzione tramite
oli essenziali o additivi al loro interno, che si
liberano alla bisogna.
Aromi, enzimi, antiossidanti e antimicrobici
infatti consentono di limitare o azzerare la
proliferazione di microrganismi patogeni e
di altri che comportano la deperibilità.
Oppure, viene utilizzato il materiale assorbi-etilene
(ormone naturale sottoforma di
gas prodotto dalla frutta durante la maturazione),
che sequestra il gas stesso rallentando
così per mesi la maturazione all’interno
dei magazzini - e nelle singole confezioni
- della frutta (mele, kiwi, banane ecc.).
Ovviamente le sostanze che vengono adoperate
come additivi alimentari, sono già state
autorizzate dall’Unione Europea…
Gli imballaggi attivi e intelligenti sono dati
dalla combinazione dei due precedenti, consentendo
la conservazione del prodotto e parallelamente
fornendo informazioni sulle
sue condizioni.
I vantaggi
Biscotti sempre croccanti?
Alimenti freschi con una
shelf life più lunga? Sì, grazie
per esempio, ad assorbitori
di umidità dentro al pacchetto
dei biscotti, o in generale
ad imballaggi smart.
Che essenzialmente sono
costituiti da carta più accoppiato:
un multi-layer dato da
plastica e carta anche per
una resistenza imbattibile. Fondamentale è
anche il controllo della percentuale di ossigeno
all’interno della confezione. Stiamo
parlando insomma di contenitori ad alta tecnologia
che proteggono i nostri alimenti e
ne migliorano la conservazione, per minimizzarne
lo spreco alimentare (che l’Unione
Europea ha dichiarato di voler ridurre del
50% entro il 2030).
Aggiungiamo che si ha un risparmio in termini
di catena del freddo (e quindi di energia),
poiché gli imballaggi intelligenti possono
presentare una resistenza termica e quindi
mantenere una temperatura costante a lungo.
In questo campo si stanno facendo passi
da gigante: con tecnologie come lo IoT per
esempio, si possono monitorare le condizioni
di temperatura e umidità in tempo reale.
Si stanno introducendo sempre di più materiali
ecosostenibili, come polimeri di origine
vegetale e carta riciclata per ridurre l’impatto
ambientale degli imballaggi.
Bello, bellissimo. Ma come riciclarli?
Partiamo e facciamo chiarezza sui materiali
che costituiscono gli imballaggi, e che vengono
a contatto con gli alimenti. Sono disciplinati
da regolamento quadro
CE 1935/2004, mentre il
regolamento CE 450/2009
stabilisce i requisiti specifici
per l’impiego e l’autorizzazione
dei materiali e oggetti
attivi e intelligenti destinati al
contatto coi prodotti alimentari.
Per agevolare, l’EFSA
(autorità europea per la sicurezza
alimentare) fornisce
Per la pasta fresca,
vengono utilizzati
imballaggi in cui
sono rilevati
i parametri
di presenza
ossigeno e CO 2 .
L’etichetta
ambientale porta
l’indicazione
su come gestire
e riciclare i vari
componenti. In questo
caso, si riferisce
ad un packaging multi
materiale.
Il consumatore
è tenuto a separare
le singole componenti
facilmente separabili.
Luglio 2025
Luglio 2025
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
52 RIFIUTI SOLIDI IMBALLAGGI INTELLIGENTI
AZIENDE GREEN
RIFIUTI SOLIDI
53
Spesso all’interno
delle confezioni
carni e pesce fresco,
sono presenti foglietti
assorbenti
che inibiscono
la proliferazione
batterica.
Negli imballaggi attivi
viene utilizzato
materiale assorbi
etilene a bloccare
la maturazione,
per mesi, della frutta
nei magazzini.
una consulenza scientifica sia alla Com -
missione Europea che ai nostri legislatori
nazionali, in merito alla sicurezza delle sostanze
utilizzate nella produzione di materiali
destinati al contatto con gli alimenti. Nella
maggior parte dei casi, i prodotti alimentari
sono contenuti in imballaggi costituiti da materiali
cellulosici. In Italia, al momento, è confermato
il divieto di utilizzare carta riciclata
a diretto contatto con gli alimenti (sono
esclusi i solidi secchi che non prevedono prove
di migrazione).
In uno studio di Comieco, si legge che “la
normativa italiana, più restrittiva di quella
degli altri paesi europei, non lo prevede, ma
molte aziende sarebbero pronte a garantire
alta qualità degli imballaggi a diretto contatto
con gli alimenti anche con l’uso di carte riciclate.
Su questo tema si è attivato un dibattito
nelle sedi istituzionali”. Di fatto quindi,
gli imballaggi attivi e intelligenti possono essere
riciclati nelle loro singole parti (separando
carta e plastica laddove non siano monomateriali).
Le indicazioni su come gestire
la separazione delle varie componenti - e relativo
riciclo - si trovano sull’etichettatura
ambientale (la cui normativa prevede che il
cittadino sia tenuto a separare le componenti
dell’imballaggio facilmente separabili).
Se si guarda avanti…
E’ dell’Università di Bologna il progetto
Ecopacklab per realizzare un sistema di packaging
sostenibile, flessibile, innovativo e attivo
per il miglioramento della qualità e conservazione
degli alimenti confezionati. Questi
imballi sono realizzati mediante un macchinario
prototipo, appositamente realizzato,
integrato con tecnologie di trattamento a plasma
freddo. L’intero processo è supportato
da analisi di LCA e LCC per poterne valutare
l’impatto ambientale e relativi costi.
C’è molto fermento nell’attività di sviluppo
di imballaggi inibitori della crescita microbica
o batterica. Il notiziario AIPIA ha riportato diversi
progetti che mostrano risultati promettenti.
Ci si concentra sulla nanotecnologia
combinata con la cellulosa o con fibre derivate
da qualsiasi cosa, dalla buccia del frutto
del durian al bambù, per produrre un materiale
“di derivazione naturale” che non solo
inibisca gli insetti, ma sia anche compostabile,
degradabile o addirittura commestibile
(il progetto NanoPack).
Tutto stupendo, ma quanto poi queste soluzioni
non si fermano allo stadio di prototipo
e diventano scalabili? Ci vuole sempre e comunque
l’approvazione dell’EFSA che normalmente
richiede 2-3 anni…un tempo lunghetto
che rischia di far saltare quasi tutti i
casi commerciali…
Prendiamo anche in considerazione l’efficacia
dell’argento come imballaggio attivo (ha
un ruolo di antimicrobico) - che può essere
sostituito col molto più economico grafene
- risultando riciclabili entrambi. l
Roberta Cannone
Andrea Grillenzoni,
Direttore Generale
di Garc S.p.A. in carica
dal 2015.
Garc ambiente ha gestito
nel 2023, 66.548 t
di materia: l’88,33%
di questa è stato inviato
al trattamento/recupero,
con il 99,09% di MPS
generata. I rifiuti trattati
direttamente sono stati
6.352 t
Sostenibili…
Dagli anni Settanta ad oggi, in equilibrio
tra passato e futuro, tra persone e tecnologia,
Garc S.p.A. celebra cinquant’anni
di attività, un traguardo importante grazie al
contributo di chi ogni giorno partecipa alla sua
evoluzione e all’innovazione che la proietta verso
il domani. L’azienda, specializzata nel settore
costruzioni e nel recupero materia nell’ambito
della gestione dei rifiuti, ha sede a Carpi, in
Emilia-Romagna e, come Società Benefit e
azienda B Corp, si impegna costantemente ad
essere un motore di cambiamento positivo. Per
questa ragione investe in progetti sociali legati
a sport, cultura, salute e tutela dell’ambiente,
fra questi anche Dynamo Camp. Abbiamo fatto
due parole con Andrea Grillenzoni, Direttore
Generale di Garc.
Negli ultimi anni avete focalizzato le vostre risorse
sull’economia sostenibile, quali sono i
progetti futuri?
Siamo alla continua ricerca di nuovi modi per
fare impresa, abbiamo concretizzato i progetti
legati alla parte ambientale con la nascita di
Garc Ambiente, la divisione dedicata a servizi
innovativi per la riduzione della CO 2 attraverso
l’economia circolare e l’efficienza energetica.
Attualmente, dopo un’attenta attività di analisi
e ricerca, stiamo investendo in Italia, in particolare
sulla Via Emilia, in impianti produttivi di nostra
proprietà, finalizzati al recupero di materia
e legati principalmente al settore della ceramica.
Questo è sicuramente il disegno in atto più importante,
i piani futuri sono legati allo sviluppo
“Sogno, impresa
e realtà” è il tema
protagonista
del cinquantesimo
anniversario
del Gruppo Garc.
Impegno e progetti
non solo per l’ambiente
anche socialmente
di nuove tecnologie per il recupero e il riutilizzo
delle risorse.
Garc nasce nel settore edilizio, novità in
merito?
Si, ad oggi la nostra sfida è scovare nuove tecnologie
per il controllo della filiera e quindi
l'adozione di strumenti innovativi che consentano
di finalizzare la riabilitazione strutturale
degli edifici.
La sostenibilità è nel vostro DNA, avete già iniziato
la transizione elettrica all’interno della
vostra flotta mezzi?
Abbiamo già sostituito gran parte delle nostre
autovetture con le nuove motorizzazioni elettriche
e plug-in. La nostra flotta è composta da
circa trenta mezzi legati alla logistica dei rifiuti
classici e speciali, una parte di veicoli, invece,
sono escavatori di diversi pesi e dimensioni per
interventi specifici. Per questa tipologia siamo
in una fase di osservazione per capire quale sarà
la motorizzazione migliore da scegliere.
Fra le realtà sociali con cui collaborate, perchè
avete scelto Dynamo Camp?
Dynamo Camp è una Onlus che offre gratuitamente
programmi di terapia ricreativa a bambini
e ragazzi dai sei ai diciassette anni affetti da patologie
gravi o croniche. In accordo con i nostri
valori e in qualità di Società Benefit abbiamo
creduto molto nel sogno della Ceo Maria Serena
Porcari e siamo ben felice di far parte di questa
famiglia.
l
Luglio 2025
Luglio 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
54 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni
TRITURATORI
TRITURATORI
RIFIUTI SOLIDI
55
È pronto a tutto
A sinistra, i tre nebulizzatori per lato della
tramoggia che, assieme a una linea di atomizzazione
sul nastro, abbattono le polveri di lavorazione.
L’impianto sfrutta la pressione naturale
dell’acqua. Sotto uno spaccato che evidenzia
il modulo rulli intercambiabile.
Capacità produttiva in base ai materiali
- Rifiuti da costruzione 80 - 120 t/h
- Pneumatici/rifiuti gomma 6 – 12 t/h
- Legno di scarto 5 – 15 t/h
- Rifiuti commerciali 5 – 15 t/h
- Rifiuti verdi 12 – 25 t/h
- Alluminio e rottami ferrosi 10 – 15 t/h
Tra i materiali che
si possono trattare
ci sono il legname
i rifiuti, il verde,
rottami ferrosi
e l’alluminio.
A sinsitra,
un dettaglio dei rulli
per rifiuti da C&D.
Federica Lugaresi
L’Arjes Compaktor 300 è un trituratore
primario mobile con doppio albero a rotazione
lenta e asincrona. Praticamente inarrestabile
Produttivo, compatto, intelligente. Si
chiama Arjes Compaktor 300 ed è distribuito
in Italia da SCAI. Stiamo parlando
di un trituratore primario mobile con
doppio albero a rotazione lenta e asincrona,
capace di affrontare anche i materiali più
ostici con una produttività che può arrivare
fino a 120 tonnellate/ora. Ma la resa non è
l’unico punto forte di questo impianto mobile
che è stato sviluppato con un’attenzione
particolare alla trasportabilità. Grazie a una
larghezza in sagoma di appena 2.300 mm
e un peso di 15 t che lo rendono facilmente
movimentabile anche con mezzi scarrabili,
il Compaktor 300 è perfetto per il noleggio
o per impieghi itineranti, poiché passa da
un sito operativo all’altro con rapidità e costi
di gestione contenuti. In termini di versatilità
operativa, il cuore della macchina è rappresentato
dalla tramoggia da 2,25 m³ che alimenta
due alberi lunghi 1.500 mm e da 680
mm di diametro, disponibili in due configurazioni
intercambiabili: Paddle per legno,
plastica, rifiuti urbani e gomma, e Concrete
per macerie, metalli e materiali più duri.
A seconda della geometria scelta e dell’apertura
o chiusura delle griglie laterali
Luglio 2025
“side combs”, varia anche la pezzatura del
materiale in uscita.
L’inversione è automatica
Il Compaktor 300 lavora con tre modalità
operative, ed è caratterizzato da un sistema
intelligente di inversione automatica della
rotazione rulli: in caso di sovraccarico o presenza
di corpi estranei, l’idraulica attiva rotazioni
alternate fino alla rimozione dell’ostacolo.
Solo gli elementi completamente
incomprimibili vanno rimossi manualmente.
Gli alberi sono mossi da due motori idraulici
Rexroth A6VM160 attraverso un riduttore
planetario sviluppato da Bonfiglioli specificamente
per Arjes: lo stesso impiegato sui
Luglio 2025
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
56 RIFIUTI SOLIDI
TRITURATORI
Il cuore dell’Arjes Compaktor 300 sono
la tramoggia da 2,25 m 3 , con alla base griglie
laterali apri/chiudi e gli alberi a rotazione
asincrona da 1.500 mm di lunghezza e 680 mm
di diametro, disponibili con geometria
Concrete oppure Paddle.
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Qui sopra e nella foto
della tramoggia senza
rulli si distingue
l’apertura
e la chiusura delle
griglie che si esegue
manualmente.
Si estraggono
i longheroni
che servono da fermo
longitudinale
e si utilizzano come
leve per spostare
verso l’esterno
tramoggia la parte
a griglia. Questo
fa passare
una pezzatura
maggiore
al nastro estrattore.
modelli VZ750 e VZ850. Si tratta di una trasmissione
con alberi paralleli a bagno d’olio
e riduttori della serie R3, robusti e affidabili
anche nelle applicazioni più gravose, con
uscita a trifoglio per connessioni dirette e
tenute progettate per condizioni estreme.
Anche l’estrazione del materiale è ottimizzata:
il nastro di scarico, che si apre elevando
la macchina in posizione di lavoro, funziona
sempre alla stessa velocità, monitorato da
remoto tramite radiocomando o dal quadro
macchina.
Sopra di esso opera un deferizzatore a magnete
sempre attivo. Il radiocomando consente
all’operatore di gestire il trituratore da
bordo escavatore o pala caricatrice, aumentando
la sicurezza anche in fase di carico o
movimentazione dell’impianto.
L’impianto di raffreddamento, infine, è affidato
a tre moduli paralleli per olio idraulico,
intercooler aria-aria e refrigerante motore,
raffreddati da una ventola Flexxaire autopulente
a sette pale, che inverte il flusso
d’aria per espellere polveri e garantire massima
efficienza.
In Italia, oltre alla vendita in esclusiva, SCAI
assicura anche un eccellente servizio postvendita
con oltre 50 officine autorizzate, unità
mobili di pronto intervento, garanzie estese
e contratti di manutenzione: un supporto
fondamentale per chi cerca affidabilità, produttività
e continuità operativa.
Ciliegina sulla torta è il motore Volvo Penta
TAD582VE Stage V: un 4 cilindri turbo da 160
kW che sprigiona ben 900 Nm di coppia già
a 1.300 giri/min. Rispetto all’Impaktor 250
Evo è il 24% più potente, garantendo maggiore
reattività, efficienza operativa superiore
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e tecnologie
per l’ambiente
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Economia Circolare
58
Soluzioni
BIOWASTE
SMALTIMENTO FINALE
SMALTIMENTO FINALE BIOWASTE
59
Smaltimento RU (1.000*t)
Discariche,
a che punto siamo?
Aumentare il riciclo nelle filiere, realizzare
maggiori impianti per lo smaltimento
dei rifiuti. Ma qualche passo in avanti c’è già
Eliana Puccio
La questione smaltimento in discarica in
Italia è una matassa tutt’oggi da sbrogliare.
L'Unione Europea ha stabilito che,
entro il 2030, gli stati membri dovranno ridurre
al massimo il 10% dei rifiuti urbani indifferenziati
destinati allo smaltimento in discarica.
ANDAMENTO DELLO SMALTIMENTO DEI RU (QUANTITÀ E NUMERO IMPIANTI), ANNI 2013-2023
12.000
10.000
8.000
6.000
4.000
2.000
0
179
10.914
2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2021 2022 2023
RU = Rifiuti urbani
Fonte: ISPRA
9.332
172
7.819
149
134
7.432
123
6.927
127
6.496
131
6.283
131
5.817
Quantità smaltita
126
5.619
La direttiva europea prevede infatti che dal
2030 sarà vietato lo smaltimento in discarica
di tutti i rifiuti idonei al riciclaggio o al recupero
di altro tipo, inclusi i rifiuti urbani, con alcune
eccezioni specifiche. I rifiuti possono essere
trasformati in nuove risorse e gestiti in modo
diverso, preferibilmente con il riciclo o altre
forme di recupero. Gli ultimi dati sulle discariche
operative nell’anno 2023 arrivano da
ISPRA (Istituto superiore per la protezione e
la ricerca ambiental), nelle quali sono stati
smaltiti i rifiuti urbani e i rifiuti provenienti dal
trattamento dei rifiuti urbani (pretrattati) identificati
con i codici dell’Elenco Europeo dei rifiuti
190501 (parte di rifiuti urbani e simili non compostata),
190503 (compost fuori specifica),
190599 (rifiuti non specificati altrimenti),
190604 (digestato prodotto dal trattamento
117
5.172
N.impianti
112
4.613
200
180
160
140
120
100
80
60
40
20
20
0
N.impianti discarica
I dati sono stati
elaborati a partire
dalla banca dati
MUD 2024, validati
ed integrati
con le informazioni
raccolte attraverso
appositi questionari,
predisposti
da ISPRA. Poi inviati
a tutti i soggetti che,
a vario titolo, sono
in possesso
di informazioni
in materia (ARPA,
APPA, Regioni,
Province, Comuni).
anaerobico dei rifiuti urbani), 190699 (rifiuti
non specificati altrimenti), 191210 (rifiuti combustibili)
e 191212 (materiali misti prodotti dal
trattamento meccanico dei rifiuti). La contabilizzazione
degli scarti urbani sottoposti a
trattamento preliminare, è stata effettuata
analizzando la provenienza degli stessi, attraverso
l’esame dei moduli “ricevuto da terzi”
delle dichiarazioni MUD dei gestori delle discariche,
nonché attraverso il confronto con i
dati relativi ai rifiuti prodotti e in uscita dagli
impianti di trattamento meccanico biologico
e dalle piattaforme di selezione. Nel 2023, a
livello nazionale, sono operative 112 discariche
per rifiuti non pericolosi che hanno ricevuto
rifiuti di origine urbana.
Più differenziata
La riduzione dello smaltimento in discarica
rilevata negli ultimi 10 anni (-50,6%; passando
da 9,3 milioni di tonnellate del 2014 a 4,6 milioni
di tonnellate nel 2023) è dovuta, oltre che
all’incremento della raccolta differenziata, anche
alla maggiore diffusione dei trattamenti
preliminari dei rifiuti urbani indifferenziati che
contribuiscono alla riduzione del peso e del
volume dei rifiuti avviati a smaltimento.
Nel 2023 la raccolta differenziata raggiunge il
66,6% della produzione nazionale (65,2% nel
2022), facendo registrare un incremento di 1,4
punti percentuali. La produzione complessiva
aumenta, rispetto al 2022, di 211 mila tonnellate.
Analizzando l’andamento della percentuale
di smaltimento in discarica rispetto a quello
della percentuale di raccolta differenziata, si
evidenzia che in corrispondenza della progressiva
crescita del tasso di raccolta, dal 19,2% del
2002 al 66,6% del 2023, si è ridotto proporzionalmente
lo smaltimento, che è passato dal
63,1% al 15,8% L’analisi dei dati a livello regionale
evidenzia, tra il 2022 e il 2023, riduzioni pari
a 238 mila tonnellate (-13,6%) al Centro, 236
mila tonnellate (-11,7%) al Sud e 86 mila ton-
Luglio 2025
Oggi la discarica
della Belvedere
non è soltanto una
meta turistica
e ospite
di performance
e opere artistiche,
ma anche una fonte
di sviluppo
per l’intera comunità
locale.
nellate (-6,1%) al Nord. Le regioni che smaltiscono
i propri rifiuti interamente nelle discariche
del proprio territorio sono la Valle d’Aosta,
il Friuli-Venezia Giulia, la Sicilia, e la Sardegna,
mentre le regioni che non importano RU negli
impianti di discarica del proprio territorio sono
la Valle d’Aosta, il Trentino-Alto Adige e la
Sardegna. La Campania non dispone di impianti
di smaltimento dei rifiuti urbani propri.
C’è anche dell’arte
Un uomo che esce dalla terra. Parliamo dei
"Giganti", un’opera di riconversione realizzata
a Peccioli, in provincia di Pisa. Qui una discarica
è diventata un vero e proprio luogo di arte
e cultura dove ad oggi è possibile assistere a
spettacoli teatrali. Oltre ai "Giganti", la discarica
ospita altre opere d'arte, come i dipinti di
Sergio Staino e le trasformazioni di David
Tremlett, rendendo l'area un vero e proprio
museo a cielo aperto. La dimostrazione che
coniugare la gestione dei rifiuti con la valorizzazione
del territorio è possibile. l
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
60 BIOWASTE NEWS Soluzioni
NEWS
ACQUE REFLUE
61
Ma è
una bufala?
Un piano condiviso
n L'Autorità di Bacino Distrettuale
dell'Appennino Centrale (AUBAC), l'Ente
Nazionale per l'Aviazione Civile (ENAC)
e Aeroporti di Roma (ADR) hanno firmato
un protocollo d'intesa all'Innovation Hub
dell'aeroporto di Fiumicino.
L’accordo servirà ad avviare una
collaborazione strutturata per la gestione
integrata delle risorse idriche negli ambiti
aeroportuali. Il protocollo pone le basi per
sviluppare modelli previsionali avanzati
per la gestione del rischio idraulico,
favorire il riuso delle acque reflue e
l'efficientamento delle risorse idriche,
integrare infrastrutture verdi nei contesti
aeroportuali e valorizzare il ruolo delle
tecnologie digitali per il monitoraggio e la
condivisione dei dati ambientali.
Tutto vero: a Salerno sorge il primo impianto
Rienergy che tratta i reflui dei bufali.
Al via la produzione di Biometano e compost
Eliana Puccio
Èattivo l’impianto realizzato da Rienergy
E.S.Co. e realizzato da Bionergyserre a
Serre, in provincia di Salerno, che si occuperà
del trattamento dei reflui degli allevamenti
bufalini.
50 sono le aziende zootecniche dell’area e di
questa provincia, dalle quali arriveranno circa
12mila quintali di liquami e seimila tonnellate
di letame destinati alla produzione di biometano
e compost.
Parte il secondo impianto ad Albanella
Si attende il rilascio ministeriale per l’altro impianto.
Le due strutture produrranno 8,5 milioni di m³
di biometano all’anno e ben 52 mila tonnellate
di bioconcime.
"Abbiamo sostenuto la costruzione di questi
impianti, ciascuno dei quali è in grado di smaltire
i reflui di circa 10mila bufale – ha spiegato
Antonio Costantino, presidente di Confagri -
coltura Salerno - perché crediamo che questa
tecnologia sia la soluzione definitiva per lo
smaltimento dei reflui zootecnici che tanti problemi,
anche di natura giudiziaria, ha creato
agli allevatori bufalini".
Anche Renato De Santis, ceo di Rienergy Esco
ha commentato l'avvio del nuovo impianto: "In
questo modo trasformeremo gli scarti della
filiera bufalina in risorsa, producendo energia
pulita e compost per un futuro sostenibile.
A breve inizieremo la produzione anche nell’impianto
di Albanella alleggerendo l’impatto
ambientale di altre 20mila bufale nella Piana
del Sele".
l
Luglio 2025
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per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
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Economia Circolare
62 ACQUE REFLUE FILTRI ATTIVI Soluzioni
FILTRI ATTIVI
ACQUE REFLUE
63
NEWater
Depurare fa rima con riciclare e utilizzare. Le acque
reflue industriali sono infatti uno scarto da valorizzare.
Mettiamo in vetrina alcuni esempi di filtri attivi
Ormai è consolidato. L’acqua è una risorsa
sempre più preziosa, e per questo
il riuso delle reflue depurate, identifica
il nuovo paradigma per contrastare la
scarsità idrica anche nei periodi siccitosi.
Negli ultimi cinquant’anni, in Europa il fabbisogno
di acqua è costantemente aumentato
(si legge nel Position Paper n. 286 del
Laboratorio di ricerche REF), tanto che è diminuita
del 24% la disponibilità a livello pro
capite delle risorse idriche rinnovabili.
“Nel nostro Paese negli ultimi venti anni - viene
riportato nel documento di cui sopra - la
percentuale del territorio nazionale interessato
da siccità estrema è cresciuta del 120% rispetto
allo stesso valore relativo ai cinquant’anni
precedenti”.
Si evince quindi l’importanza di spingere sul
riuso idrico che, oggi e storicamente, è applicato
ad utilizzi non potabili, ossia per usi agricoli
e industriali. In particolare, il riutilizzo delle
reflue depurate avviene nell’irrigazione agricola
(vivai, floricoltura e colture agricole); nel
riciclo e riuso in ambiti industriale (acque di
raffreddamento, di processo, di reintegro per
caldaie e di acqua ad alta qualità per l’industria
delle componenti elettroniche).
Condizione sine qua non, l’esistenza di un sistema
depurativo adeguato, che consenta di
gestire le reflue secondo gli obblighi di legge.
Elementi chiave
Il recupero e l’utilizzo virtuoso dell’acqua è
dunque fattibile previa depurazione. I filtri svol-
Filtrazione assoluta
Water Energy srl ha con successo sviluppato un sistema
automatico di filtrazione assoluta che garantisce
l’efficienza di abbattimento dell’over spray nelle
cabine a velo d’acqua, impedendo così qualunque
tipo di intasamento. La soluzione è abbinata alla tecnologia
di defangazione Water Energy e garantisce il
massimo risultato. Il filtro Automatico Autopulente,
fa parte della linea “FAA”. Il sistema viene applicato
anche in altri ambiti industriali, dove l’obiettivo è la
filtrazione e/o il riutilizzo dell’acqua.
www.waterenergy.com
gono questa preziosa funzione e sono utilizzati
anche per la riduzione degli inquinanti disciolti,
garantendo conformità alle normative sulla
qualità dell’acqua stessa. Quelli attivi, che sono
i protagonisti di questa rassegna, agiscono
tramite adsorbimento (filtri a carbone) trattenendo
sostanze come il cloro, COV (composti
organici volatili), pesticidi, idrocarburi, odori
Il filtro è mobile
Desotec offre soluzioni di filtrazione full-service flessibili
e circolari. I suoi filtri mobili a carboni attivi sono plug &play
e modulari, per adattarsi alle esigenze più svariate. Sono
facili da installare e richiedono tempi di fermo macchina
al minimo. Viene inclusa la gestione sostenibile dei rifiuti
di filtrazione. La ricerca
e sviluppo di Desotec
è volta a nuove qualità
di carbone derivate
da fonti rinnovabili e
a modalità alternative
di riattivare il carbone
attivo quando
diventa saturo.
www.desotec.com
Luglio 2025
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
64 ACQUE REFLUE FILTRI ATTIVI
NEWS
ACQUE REFLUE
65
Per un trattamento di fino
Boer Depurazione è la divisione
di Boer Group specializzata in
trattamenti di reflui industriali e
di impianti di servizio, come le
stazioni di rifornimento e gli autolavaggi.
Nelle soluzioni Boer i
filtri a carbone attivo vengono utilizzati
nel trattamento finale di
reflui, di solito a valle di impianti
di filtrazione a gravità, come
quelli a quarzite. Benché infatti
siano molto efficaci, i carboni attivi
sono molto sensibili ad una
serie di parametri che ne influenzano
la capacità di adsorbimento.
In particolare, più aumenta la
concentrazione degli inquinanti da rimuovere e maggiore è
la quantità di carbone attivo che deve essere impiegato.
Boer.it/
In contenitori speciali
Ecosistemi offre una serie completa di filtri
automatici a carbone attivo da utilizzare
nella riduzione per adsorbimento di inquinanti
in soluzione quali: COD, tensioattivi,
pesticidi, idrocarburi, odori, sapori etc., e
cataliticamente del cloro. I carboni utilizzati
sono di tipo vegetale o minerale. Tutti i prodotti
si basano su di un contenitore a bombola
in vetroresina rinforzata con guscio interno
in PET in unico pezzo senza giunture.
I modelli disponibili vanno dallo FCA40 con
una capacità massima di 1,2 m cubi/ora allo
FCA 1100 capace di 33 metri cubi/ora.
www.ecosistemi.net
e sapori; e rimuovendo anche PFAS e PFOS.
La scelta della tecnologia di filtraggio più adatta
dipende da diversi fattori, tra cui le caratteristiche
dell'acqua da trattare, i contaminanti da
rimuovere, i requisiti di qualità desiderati e il
budget a disposizione. Vengono proposti strumenti
specifici sempre più sofisticati: ad esempio
i filtri fotoreattivi che sfruttano la luce solare
o artificiale per rimuovere sostanze organiche,
Blocco ai fitofarmaci
Dora Baltea, azienda della provincia di
Arezzo, offre un sistema per la depurazione
delle acque di lavaggio contaminate
da fitofarmaci basato su un concetto
originale, coperto da brevetto.
Fitoblock® impiega un filtro attivo a
base di speciale fibra di roccia su cui
viene fatta sgocciolare l’acqua, raccolta
in una vasca di contenimento posta sotto
il punto lavaggio, che penetra all’interno
della fibra. A questo punto tramite
il calore solare o un sistema di riscaldamento
(esistono due linee di prodotto,
una mono stagionale e una bi stagionale)
l’acqua viene fatta evaporare mentre
i fitofarmaci restano intrappolati. Il vapore
viene condensato e l’acqua recuperata,
mentre quella non evaporata ritorna
alla vasca per essere sottoposta
a trattamento nel ciclo successivo. Tra
gli utilizzatori di questa soluzione c’è la
Cantina Ornellaia e Masseto.
www.dorabaltea.com
composti tossici e altre sostanze con cui i metodi
tradizionali non sono efficaci. O filtri a nanotecnologie
in cui si creano sistemi con ”ganci”
polimerici per la cattura di microplastiche, batteri
e metalli pesanti. Quale che sia il sistema
di filtraggio, numerosi sono i vantaggi che si ricavano.
Si va dal risparmio idrico, al riutilizzo
dell’acqua in svariati processi industriali (riducendo
il consumo di acqua primaria), alla diminuzione
dei costi di manutenzione (meno incrostazioni
e danni, con allungo della vita dei
macchinari). In queste pagine, alcuni flash relativi
a prodotti in grado di affrontare le sfide
quotidiane.
l
Luglio 2025
Recuperate tre tonnellate di reti nel mare della Sicilia.
Rappresentano tra le minacce più pericolose per l'ecosistema:
il loro deterioramento genera il rilascio di microplastiche
Reti fantasma nei fondali marini siciliani.
ISPRA ha affidato agli operatori economici
Fondazione Marevivo, Castalia Consorzio
Stabile e CoNISMa, Consorzio nazionale interuniversitario
per le scienze del mare, nell’operazione
“GhostNets”, il recupero di reti e attrezzi
da pesca abbandonati o persi in mare.
Grazie a questa collaborazione è stata possibile
la ricolonizzazione delle aree, liberandole
dai rifiuti, eliminando una minaccia costante
e prolungata per la flora e la fauna marine.
L’attività, partita a inizio anno con le operazioni
in Sicilia orientale, ha portato alla rimozione
di circa 3 tonnellate di reti fantasma dalle aree
di Siracusa, Avola e Milazzo, con la bonifica di
oltre 52.000 metri quadrati di fondali marini.
“GhostNets” prevede il ripristino di 20 aree nei
mari italiani. ISPRA è l’architetto scientificoorganizzativo
dell’intera filiera “mappatura →
recupero → riciclo” delle reti fantasma, assicurando
che le operazioni siano efficaci, sicure
Luglio 2025
Operazione Ghostnets
e utili a generare conoscenza e nuove politiche
per la tutela permanente dei nostri mari.
Il più grande progetto sul mare
Questo intervento è realizzato nell’ambito del
PNRR MER, Marine Ecosystem Restoration,
all’interno del “Piano nazionale di Ripresa e
Resilienza”, che vede il MASE, Ministero
dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, in
qualità di amministrazione titolare e ISPRA
soggetto unico attuatore.
Il progetto prevede ben 37 linee di attività, da
realizzarsi entro il 30 giugno 2026, su tutto il
territorio nazionale articolati su tre pilastri:
il ripristino e la protezione dei fondali marini,
il rafforzamento dei sistemi osservativi marini
e costieri e la mappatura degli habitat costieri
e marini d’interesse conservazionistico.
Le reti recuperate verranno destinate a smaltimento
o riciclo in funzione delle loro caratteristiche.
l
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
66 VEICOLI&ALLESTIMENTI Soluzioni
RICAMBI USATI
RICAMBI USATI
VEICOLI&ALLESTIMENTI
67
“4R”uote green
La vendita dei ricambi usati nei centri
di raccolta dei veicoli fuori uso: profili
normativi, fiscali e prospettive alla luce
del nuovo Regolamento Europeo
Ruggiero Delvecchio
Presidente Nazionale
ADQ – Associazione
Autodemolitori di Qualità
Il settore della vendita dei ricambi usati provenienti
dalla demolizione dei veicoli fuori
uso (VFU) rappresenta oggi uno snodo cruciale
per la transizione verso un’economia circolare
in ambito automotive. In un contesto in
cui la sostenibilità ambientale si intreccia con
la necessità di efficienza economica e riduzione
degli sprechi, i centri di raccolta e trattamento
VFU assumono un ruolo strategico
non solo come luoghi di dismissione, ma come
veri e propri hub di rigenerazione di materia
e valore. Tuttavia, nonostante la centralità di
queste attività nella filiera del riciclo e del riutilizzo,
la cornice normativa e fiscale che ne
disciplina lo svolgimento appare ancora oggi
frammentata, talvolta penalizzante e spesso
inadeguata a cogliere le sfide poste dalla normativa
europea. Le differenze applicative tra
organi di controllo e autorizzativi, le difficoltà
interpretative delle norme fiscali e l’assenza
di un riconoscimento pieno del valore ambientale
e industriale del ricambio usato determinano
un contesto incerto, che ostacola investimenti,
innovazione e competitività.
L’imminente entrata in vigore del nuovo
Regolamento europeo sui VFU – attualmente
in fase avanzata di definizione presso le istituzioni
dell’Unione – rende ancora più urgente
un approfondimento sistematico sui profili
giuridici, fiscali e operativi connessi alla vendita
dei ricambi usati. Tale analisi risulta indispensabile
non solo per orientare correttamente
gli operatori del settore, ma anche per contribuire
a una riflessione politica e tecnica che
accompagni l’evoluzione del quadro normativo
verso maggiore equità, semplificazione e coerenza
con i principi dell’economia circolare.
Il quadro normativo italiano: tra
autorizzazioni e criticità
La normativa italiana di riferimento per la gestione
dei VFU si fonda su due pilastri principali:
il D.Lgs. 24 giugno 2003, n. 209, che ha
recepito la Direttiva 2000/53/CE, e il D.Lgs. 3
aprile 2006, n. 152, noto come Testo Unico
Ambientale (TUA). Il D.Lgs. 209/2003 è stato
sostanzialmente modificato dal D.Lgs. 3 settembre
2020, n. 119, in attuazione della
Direttiva (UE) 2018/849, che ha aggiornato il
quadro normativo europeo sui veicoli fuori uso
nel contesto dell’economia circolare. Il nuovo
impianto normativo ha introdotto alcuni elementi
di novità, tra cui un maggior rilievo alle
attività di preparazione per il riutilizzo dei componenti,
la digitalizzazione del tracciamento
e l’introduzione di strumenti di monitoraggio
più stringenti. Nonostante ciò permangono
significative zone d’ombra, specie sul fronte
operativo. Ai sensi dell’art. 3 del D.Lgs.
209/2003, come modificato, i centri di raccolta
autorizzati possono effettuare operazioni di
bonifica, messa in sicurezza, demolizione e
rimozione dei componenti riutilizzabili dai VFU,
destinando questi ultimi alla vendita come ricambi,
qualora risultino funzionali e in condizioni
idonee all’impiego. Il principio del riutilizzo
è quindi formalmente riconosciuto, ma
non accompagnato da linee guida tecniche o
regolamenti attuativi a carattere vincolante.
Questa lacuna si traduce, nella prassi, in una
forte eterogeneità applicativa a livello regionale.
Le autorizzazioni rilasciate dalle Province
o Città Metropolitane si basano spesso su valutazioni
soggettive, e i controlli risultano spesso
non uniformi. Ne derivano condizioni operative
disomogenee, che determinano dise guaglianze
concorrenziali tra gli operatori e ostacolano lo
sviluppo di una filiera nazionale efficiente dei
ricambi usati. Ulteriore elemento di criticità è
rappresentato dalla mancanza di un codice
ATECO specifico per la vendita dei ricambi derivanti
da veicoli demoliti. Tale attività viene
spesso ricompresa in classificazioni residuali
(come 45.32.00 – Commercio al dettaglio di
parti e accessori di autoveicoli) che non tengono
conto delle peculiarità ambientali e normative
del settore, con conseguenze sul piano
fiscale, assicurativo e contributivo. Inoltre, l’assenza
di un inquadramento univoco complica
le relazioni con le autorità fiscali e genera incertezza
in sede di accertamento.
Questione correlata - e non di poco conto - riguarda
la distinzione giuridica tra rifiuto e bene
riutilizzabile: una linea sottile, che in assenza di
La raccolta
e trattamento dei VFU
nei centri ufficiali,
diventano strategici
per la rigenerazione
di materia e valore.
Tra le novità della
nuova normativa,
per la maggior parte
dei componenti
riutilizzati, troviamo
la digitalizzazione
del tracciamento
e l’introduzione
di strumenti
di monitoraggio
più stringenti.
Luglio 2025
Luglio 2025
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
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68 VEICOLI&ALLESTIMENTI
RICAMBI USATI
IGIENE URBANA
VEICOLI&ALLESTIMENTI
69
Da Brescia
a Milano
Busi Group consegnerà nel 2025,
77 veicoli destinati alla raccolta rifiuti
per il servizio nella città di Milano
regole tecniche “end of waste” per i componenti
automobilistici lascia spazio a interpretazioni
difformi. Ad oggi non esiste un decreto “end of
waste” per il settore dei ricambi usati, rendendo
il compito degli operatori (e degli organi di controllo)
particolarmente arduo. Ciò espone i centri
di raccolta a un potenziale contenzioso amministrativo
o penale, anche in presenza di comportamenti
conformi alle prassi di settore. È evidente
come la normativa italiana, pur aggiornata
formalmente nel 2020, continui a presentare
gravi carenze di tipo attuativo e sistemico.
Il nodo fiscale: IVA, margine
e contabilità separata
Sotto il profilo tributario la vendita dei ricambi
usati provenienti da VFU presenta numerose
criticità applicative, che rischiano di disincentivare
un'attività di grande valore per l’economia
circolare e la sostenibilità del settore automotive.
Un primo aspetto rilevante concerne
l’assoggettabilità all’imposta sul valore aggiunto
(IVA). La disciplina di riferimento si articola
principalmente attorno alla Risoluzione
n. 274/E dell’Agenzia delle Entrate del 2002,
la quale ha riconosciuto la possibilità per i soggetti
operanti nel settore della demolizione
dei veicoli di applicare il cosiddetto regime del
margine (disciplinato dal D.L. 41/1995, art. 36,
convertito dalla L. 85/1995) a condizione che
i beni siano stati acquisiti senza applicazione
dell’IVA (ad es. tramite conferimento diretto
da parte di un privato non soggetto passivo
d’imposta) e che i ricambi derivino da veicoli
conferiti per la demolizione e non acquistati
a fini di rivendita con fatturazione ordinaria.
Il regime del margine consente di calcolare l’IVA
solo sulla differenza tra prezzo di vendita e valore
di acquisto (che nel caso degli autodemolitori
coincide spesso con il valore nullo del conferimento),
evitando così un’imposizione distorsiva
sul prezzo pieno. Tuttavia la concreta applicazione
di tale regime si rivela estremamente
complessa, specie per le imprese di dimensioni
medio-piccole che non dispongono di strutture
contabili articolate. La normativa vigente impone
infatti la tenuta di una contabilità separata, volta
a distinguere i beni venduti in regime del margine,
i beni venduti con regime ordinario IVA (ad
es. componenti acquistati da terzi con fattura)
ed eventuali beni che non escono dal ciclo del
rifiuto e sono destinati al recupero come materiale.
Questa separazione comporta un aggravio
di adempimenti, oneri gestionali e rischi
fiscali che disincentiva l’utilizzo del regime pur
teoricamente più favorevole. Inoltre, la mancanza
di criteri chiari per la determinazione del
valore iniziale del bene (soprattutto in assenza
di un corrispettivo effettivo nel caso di conferimento
gratuito del VFU) espone gli operatori a
potenziali rilievi da parte dell’Amministrazione
finanziaria.
Di fronte a tale scenario, le associazioni di categoria
hanno più volte sollecitato un intervento
normativo di semplificazione. Le richieste si
sono concentrate su: introduzione di un regime
fiscale unitario e specifico per i centri di raccolta
e demolizione; riconduzione dei ricambi usati
in un sistema di imposizione flat o forfettaria,
coerente con la loro natura di sottoprodotti del
processo di trattamento ambientale; definizione
di un quadro chiaro di uscita dal ciclo del rifiuto
riconosciuto a livello nazionale. Tali misure non
costituirebbero un privilegio settoriale, ma piuttosto
un adeguamento razionale del sistema
fiscale ai principi europei di sostenibilità e recupero,
favorendo legalità, tracciabilità e com -
petitività delle imprese virtuose. l
Il Gruppo bresciano si è aggiudicato un
importante accordo quadro pluriennale
per la fornitura di automezzi destinati al
servizio di raccolta rifiuti della città di Milano.
Ad oggi, sono stati consegnati circa 20 dei
77 veicoli previsti per il 2025.
Si tratta di compattatori a carico posteriore
modello Legend L 25m 3 di OMB Technology,
allestiti su telai Scania a 3 assi modello 280L
con cabina ribassata.
Configurazione scelta per rispondere alle
esigenze operative in contesti urbani, dove
la manovrabilità e la sicurezza sono fondamentali,
grazie alla funzione di "kneeling",
alla porta "City Door" a battente interno e al
"City Safe Window", un finestrino posizionato
in basso sulla porta del passeggero.
Tutti i mezzi rispettano i più avanzati standard
di sicurezza richiesti dalla città di
Milano, inclusi sistemi di assistenza alla
svolta e alla partenza.
I veicoli sono equipaggiati con motorizzazioni
sia a metano (CNG) che diesel, offrendo fles-
sibilità operativa e riduzione delle emissioni
in ambito urbano.
Compattatore Legend L
del brand OMB Technology
Si distingue per la sua versatilità, ed è caratterizzato
da tre diverse configurazioni del
sistema di sollevamento posteriore (AVC -
Alza Volta Cassonetti): AVC tradizionale, AVC
automatico veloce e un innovativo sistema
di raccolta a quota ribassata. Quest'ultima
opzione è utile per la raccolta dei rifiuti indifferenziati,
facilitando le operazioni in contesti
urbani dove l'accesso ai cassonetti potrebbe
essere limitato.
“Fornire mezzi performanti, all’avanguardia
nei sistemi di assistenza e raccolta, ci posiziona
tra i player europei più evoluti nel settore
dell’igiene urbana.
Questo accordo rafforza il nostro impegno
nel mettere la tecnologia al servizio della
qualità della vita nelle città” riferiscono i fratelli
Busi.
l
Luglio 2025
Luglio 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
70 VEICOLI&ALLESTIMENTI Soluzioni
NEWS
Hip hip upgrading
Ginevra Fontana
Iveco al fianco di Koster Logter e AB per l’inaugurazione
di un impianto di biometano gassoso per autotrazione
È on-line
il nuovo sito
Sa voini, Amministratore
unico di Borgo Agnello
S.p.A., e Siro Fabbri, Re -
sponsabile Trazioni Alter -
native Iveco Mer cato Italia.
AB, oltre ad applicare
la prorpia tecnologia
di upgrading del
biogas, ha curato
le fasi del progetto -
dall’ingegneria
al commissioning, fino
alla manutenzione
full-service -
assicurando
performance elevate
e continuità operativa.
Sei nuovi Iveco S-Way, di cui quattro alimentati
a LNG e due a CNG sono stati
consegnati a Koster, azienda attiva nel
settore della gestione ambientale, della valorizzazione
dei rifiuti e della produzione di
energia da fonti rinnovabili.
La consegna è avvenuta all’inaugurazione
dell’impianto di biometano a San Nazzaro
Sesia che ha visto la partecipazione di Co -
stanzo Borda, Amministratore Koster,
Angelo Baronchelli, Presidente di AB, Andrea
Bosi, Key Account Manager Vulcan, Roberto
Esempio virtuoso di economia
circolare
L’impianto produce biometano
gassoso per autotrazione,
valorizzando FORSU e
fanghi attraverso digestione
anaerobica.
L’upgrading del biogas è affidato alla tecnologia
BIOCH4NGE® di AB, che utilizza un sistema
a membrane polimeriche selettive per separare
il metano (CH₄) dall’anidride carbonica (CO₂)
presente nel biogas grezzo.
Il processo inizia con la purificazione del biogas
con filtri a carboni attivi, seguita dalla
compressione e raffreddamento del gas. Poi,
il biogas attraversa tre stadi di membrane
che consentono la separazione efficiente del
metano dalla CO₂, ottenendo un biometano
di alta qualità.
l
wasteweb.it
Luglio 2025
LA RIVISTA TECNICA
SULL’ECONOMIA CIRCOLARE
RIFIUTI SOLIDI
ACQUE REFLUE
THE ECOLOGICAL
TRANSITION,
THERE ARE THOSE
WHO TALK ABOUT IT.
AND THOSE WHO
BIOWASTE
MAKE IT HAPPEN
Meet them at the Pollutec exhibition
Where the sustainable world is invented.
ENERGIA
wasteweb.it
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Abbonamento annuo 5 numeri | 100,00 euro
wasteweb.it/abbonamenti/
Via Conca del Naviglio 37 | 20123 Milano
Tel +39 02 89421350 | marketing@fiaccola.it| fiaccola.it