Vado e torno_2025_07
Su questo numero di Vado e Torno: Scania presenta il nuovo motore da 11 litri Eventi. A Zerogradi il tradporto del freddo che conta 50 anni. Festeggia IVECO con anteprime e l'S-Way Tour Dakar Classic. Il ritorno dei pionieri del deserto
Su questo numero di Vado e Torno:
Scania presenta il nuovo motore da 11 litri
Eventi. A Zerogradi il tradporto del freddo che conta
50 anni. Festeggia IVECO con anteprime e l'S-Way Tour
Dakar Classic. Il ritorno dei pionieri del deserto
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AGOSTO
2025
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15 LUGLIO 2025
7-8
VADO E TORNO EDIZIONI
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ISSN 0042 2096 Poste Italiane
s.p.a. - SPED. IN A. P. - D.L.
353/2003 (conv. in L.
27/02/2004 n° 46) art. 1,
comma 1, LO/MI
EVENTI
A ZEROGRADI
IL TRASPORTO
DEL FREDDO
CHE CONTA
50 ANNI
FESTEGGIA
IVECO CON
ANTEPRIME E
L’S-WAY TOUR
anche
l’11 litri
diventa
super
DAKAR
CLASSIC
IL RITORNO
DEI PIONIERI
DEL DESERTO
luglio-agosto
ECCO I FONDI PER L’AUTOTRASPORTO
Il Mef ha approvato il decreto che
definisce la ripartizione dei 228
milioni di euro stanziati dalla legge
di Bilancio per ciascuna annualità del
triennio 2025-2027.
vado e torno n°7-8 - 2025 - anno 64° - www.vadoetornoweb.com
Green deal
Ue: immatricolazioni elettrici 6
Brevi: Amazon, Byd, Volvo 6
Megawatt anche per Scania 7
Tormentone Tesla Semi 7
Test in Italia per Merceds Van.Ea 7
Gigafactory batterie: a volte tornano 7
Joint Coretura Mercedes-Volvo 7
Periscopio
Addio alle Ztl nelle città francesi 9
Confetra conferma il presidente 9
Trainati, Kögel davanti a tutti 9
Msc diversifica a Trieste 10
Doppi bilici presto realtà nella Ue? 10
Anagrafe europea delle patenti 10
Il sondaggio del mese 10
Sempre meno trattorie in Francia 11
Un cruscotto per gli appalti 11
Interporti, arriva la legge quadro 11
Più chiare le regole sull’alcolock 11
Svizzera, problema traffico 12
Assotir crea il comparto Gdo 12
Fusione tra associazioni 12
Brevi: Gnl, tachigrafo, digitale 12
Rispunta il cartello in Germania 13
Stop all’aumento dei pedaggi 13
Alta l’incidentalità in Italia 13
E se gli elettrici non pagassero? 13
Politica
Risolvere i nodi nascosti 14
Trasportounito dice basta Albo 15
Quelle code tra Incisa e Barberino 16
Eccezionali più coordinati? 17
Zerogradi
Mai visti tanti partecipanti 18
Award Pharma a Italia Cargo 23
Anteprime
Scania lancia il Super 11 litri 24
Se il dettaglio fa la differenza 26
Seguici sui nostri social
30
Al Dc13 il Diesel of the Year 2023 29
Man: l’elettrico su misura 30
Le schede dei quattro truck provati 33
Parte la linea degli eTgx 34
Anniversari
Iveco festeggia i 50 anni 36
E lancia l’S-eWay e i van elettrici 38
Le radici restano salde a Torino 39
Quel tour dell’S-Way per l’Italia 40
Così ve l’abbiamo raccontato live 43
Produzioni hi-tech
Dove nascono i van Stellantis 44
Col Cargo box 20,5 metri cubi 47
36
Così Cardile parlò del mercato 49
Prova
Nissan Interstar 35 Tekna 50
Le interviste
Volvo: la guida autonoma c’è 56
Brebemi: sicurezza innanzitutto 58
Truck racing
50
La leggenda alla Dakar Classic 60
Al via anche il 190 4x4 e il Daily 62
Nell’Etrc l’interesse è sul Chrome 64
Un campionato da ripensare 66
La gomma da gara? Riciclata 67
Vado e Torno
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3
luglio-agosto
ACCORDO CON L’UCRAINA A ROMA
Italia e Ucraina hanno avviato una
cooperazione strategica nel settore
dei trasporti marittimi e dello
sviluppo portuale.
Truck news
Byd sfonda nei van elettrici 68
Brevi: Mercedes, Man, Iveco 68
Volvo migliora il Dynamic steering 69
Daimler taglia persone in Germania 69
Ricerca centralizzata per Traton 69
Concessionaria Daf Vip sull’A14 69
Così gli hacker attaccano il Grifone 69
Service&logistics
In Lombardia idrogeno on road 70
Scania commerciale Top team Italia 70
Dhl secondo Nomisma 71
Dkv si allarga in Spagna 71
Swissport atterra a Malpensa 72
Brebemi e il rispetto delle regole 72
A tutto carico
Carico sicuro con Safer truck 74
68
Schmitz Cargobull Evolution 75
Van&pick-up
Ram il ritorno dell’8V 76
Fiat Professional fa Tris 77
Pieno di Adas per il Man Tge 78
76
Giù il mercato dei commerciali 79
Correva l’anno
Daf 95Xf, l’ultimo orange 81
Ultim’ora
Un anno di tempo per gli Euro 5 82
La giornata dedicata
all’innovazione tecnologica
M u s e o M i lle M i g l i a
Museo Mille Miglia
Brescia
Giovedì 16 ottobre
UNA INIZIATIVA
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green deal
flop, batterie, fantasmi, progetti
NUOVA JOINT VENTURE DAIMLER TRUCK-VOLVO
Si chiama Coretura la nuova joint venture creata da
Daimler Truck e dal gruppo Volvo. Una partnership
nata per accelerare lo sviluppo dei veicoli del futuro
mettendo a fattor comune l’expertise dei due mega
gruppi attivi nel trasporto commerciale.
NUMERI ‘ELETTRICI’ IN EUROPA
Non è facile uscire
dalla città
Nei primi tre mesi dell’anno
bene le immatricolazioni di
medi e leggeri elettrici, stagnanti
quelle dei pesanti. Dati su cui
si dovrebbe riflettere...
Lo diciamo spesso, ci crediamo
profondamente. Per
comprendere l’andamento
dei veicoli con trazioni alternative,
e quindi la loro
penetrazione sul mercato,
bisogna guardare i dati sulle
immatricolazioni. E quelli
diffusi periodicamente da
Icct, l’International council
on clean transportation, sono
particolarmente utili in
questo senso.
Gli ultimi a nostra disposizione
sono quelli relativi al
primo trimestre dell’anno in
corso. Senza troppi giri di
parole, i dati, d’altronde, non
ne hanno bisogno, il trend è
positivo per quanto riguarda
il segmento dei camion leggeri
e medi; stabile (per non
dire stagnante) sui pesanti,
LE BREVI
AMAZON CONSEGNA IN ELETTRICO
Quasi 5 mila furgoni elettrici eVito
ed eSprinter di Mercedes saranno
consegnati nei prossimi mesi ai
Delivery service partner (Dsp) di
Amazon. I veicoli saranno operativi in
cinque diversi paesi europei, con una
parte significativa della flotta situata
in Germania. Amazon prevede che i
nuovi van elettrici consegneranno oltre
200 milioni di pacchi all’anno. Si tratta
di un investimento molto importante.
che per l’Icct sono queli con
massa complessiva superiore
a 12 ton, con numeri
sostanzialmente equivalenti
IL BAROMETRO
DELL’ICCT
Gli ultimi dati sui
camion elettrici
confermano la
leadership del
gruppo Volvo, con
Volvo Trucks e
Renault Trucks a
dividersi il 57 per
cento del mercato
europeo. Balzo
in avanti di Man
che passa da 0 a
15 punti, davanti
a Mercedes e
Scania. Residuali
gli altri marchi
europei.
a quelli dello stesso periodo
dello scorso anno. Insomma,
il medio-lungo raggio con
camion elettrici è piuttosto
complesso da immaginare al
momento.
Il discorso cambia quando
si scende di tonnellaggio: nei
primi tre mesi dell’anno, nella
fascia compresa tra 3,5 e
12 ton, sono stati immatrico-
BYD INVESTE IN UNGHERIA
Si parla sempre di più della possibilità
che Byd prenda in considerazione
investimenti produttivi in Italia. Intanto,
però, il gigante dell’automotive cinese
annuncia nuovi, ingenti investimenti
in Ungheria, paese in cui è presente
anche con siti produttivi già da
qualche anno. Altri cento milioni di
dollari circa, infatti, saranno presto
investiti nel nuovo impianto che
nascerà nella città di Komárom.
lati in Europa 1.700 camion
elettrici, circa il 18 per cento
del totale. Aumento quasi
doppio rispetto al primo
trimestre dell’anno scorso,
quando ci si attestava sull’8
per cento del valore complessivo
delle immatricolazioni.
Grande merito, in questo
caso, va a un paese come l’Olanda
che, sebbene contenuto
in termini di estensione territoriale,
ha inasprito le sue
politiche sulle emissioni dei
veicoli industriali, spingendo
tante aziende a investire sulla
trazione elettrica. Bene anche
la Germania, che assorbe il
37 per cento delle immatricolazioni
totali. Bene, e questa
è una notizia, l’Italia, dove la
quota di veicoli a zero emissioni
ha raggiunto il 17 per
cento nel primo
trimestre del
2025, rispetto al
6 per cento nel
primo tmestre
del 2024.
Tornando ai pesanti
e considerando
i principali
paesi europei,
quattro nazioni
(Germania,
Francia, Paesi
Bassi e Svezia)
rappresentano
da sole l’85 per
cento delle immatricolazioni
totali.
VOLVO ELETTRICO IN FRIULI
In Friuli, Fornaci di Manzano e
Green trasporti hanno scelto di
utilizzare il trattore Volvo Fh elettrico
per percorrere ogni giorno circa 30
chilometri a pieno carico all’andata
e a vuoto al ritorno. Dotato di 540
kilowattora di potenza nominale fornita
dai sei pacchi batterie e la possibilità
di ricarica in corrente continua e
alternata, l’elettrico Volvo viene
caricato durante la notte.
DAL 2026 SUGLI ELETTRICI DEL GRIFONE
Scania ricarica in megawatt
L’obiettivo è caricare le batterie dei camion
elettrici fino all’80 per cento in 30 minuti circa
S
cania
si appresta
ad adottare sui suoi
nuovi veicoli elettrici
i pacchi batteria
IL SEMI SI AVVICINA ALL’EUROPA?
Il trattore stradale
elettrico Tesla Semi
è il mitico truck che
periodicamente fa
parlare di sé. Alcune
notizie uscite nelle
ultime settimane
sembrano avvicinare
l’avvento dell’attesissimo
camion sul mercato
europeo. Tra queste, le
parole di Dan Priestley,
responsabile dello
compatibili con i sistemi
di ricarica megawatt.
L’obiettivo è quello
di caricare le batterie
dei camion fino all’80
per cento in 30 minuti,
più o meno. In termini
tecnici, come standard
internazionale per la
ricarica rapida dei
camion elettrici, il
megawatt charging
system è indicato per
una corrente massima di
3 mila Ampère. Il primo
veicolo Mcs di Scania
erogherà fino a mille
Ampère.
sviluppo truck proprio
per Tesla, che ha
confermato la volontà
dell’azienda di lavorare
all’omologazione del
veicolo per il mercato
europeo. Il manager
deputato al progetto
sarebbe Usuf Schermo,
ex Volta Trucks,
nominato head of
business development
per la regione Emea.
VAN DEL FUTURO
Da Stoccarda
fino a Roma
Test impegnativo per
il van Mercedes con
piattaforma Van.Ea
Mercedes ha testato su
strada, quindi in condizioni
reali, i suoi furgoni
elettrici con l’innovativa architettura
Van.Ea, che sarà
implementata a partire dal
prossimo anno.
La casa automobilistica
tedesca ha annunciato il
completamento di un test con
il furgone in viaggio da Stoccarda
a Roma, in cui sono
stati percorsi circa 1.100 km
«con solo due brevi soste di
ricarica di 15 minuti ciascuna»,
ha precisato Mercedes.
Più nel dettaglio, il van
elettrico è stato in grado di
coprire il percorso di 1.090
chilometri da Stoccarda a
Roma, in condizioni di traffico
scorrevole, in circa 13
ore. Alla partenza, in quel
di Stoccarda, la temperatura
esterna era di 11 gradi,
GIGAFACTORY
L’Europa
ci ritenta
Finanziati dalla Ue
sei progetti per oltre
850 milioni di euro
La Commissione europea
ha annunciato che, per sei
progetti pionieristici finalizzati
alla produzione di celle
per veicoli elettrici (Ev), erogherà
un totale di 852 milioni
di euro in sovvenzioni dal
Fondo per l’innovazione, utilizzando
i proventi del sistema
di scambio delle quote di
emissione dell’Ue (Eu Ets).
mentre all’arrivo a Roma si
è arrivati a circa 33 gradi.
L’interno del furgone è stato
climatizzato a 22 gradi per
tutta la durata del percorso.
I test drive come quello
descritto fanno parte di un
programma utile a monitorare
le prestazioni del veicolo
in toto, con zone climatiche
diverse e percorsi vari.
A partire dal 2026, come
più volte annunciato,
Mercedes-Benz introdurrà
la sua architettura Van.Ea di
nuova concezione, modulare
e scalabile, con cui intende
rivoluzionare lo sviluppo e
la produzione di van elettrici.
Una nuova architettura è
stata anunciata alla fine dello
scorso anno anche per quanto
riguarda le nuove generazioni
di furgoni con motore
termico.
Una volta completati, questi
progetti avranno una capacità
produttiva combinata di circa
56 gigawattora di celle per
le batterie dei veicoli elettrici
all’anno. Nessuno di questi
progetti, tuttavia, riguarda
l’Italia, che rimane fuori,
dunque, dalla possibilità di
usufruire di finanziamenti
per gigafactory.
6
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periscopio
La bomba è scoppiata lo
scorso 28 maggio. Con
un emendamento alla legge
per la 'semplificazione burocratica'
l’Assemblea nazionale
francese (corrispondente
alla nostra Camera) ha votato
a favore della cancellazione
della norma sulla transizione
ecologica del 2019 che istituiva
le Zone faible emission
(Aree a basse emissioni) intorno
alle città più importanti
per limitare l’inquinamento.
Un voto a sorpresa, ma pure
a larga maggioranza (98 voti
a 51), che potrebbe segnare il
de prufundis per una norma
contestata fin dal primo giorno
e, soprattutto, cavalcata
dalla politica in chiave di
esclusione sociale. Artigiani
e piccoli imprese francesi
delle aree più periferiche del
paese hanno interpretato il
divieto di accesso alle grandi
città per i loro furgoni e camion,
spesso vecchi e ancora
Euro 1 o 2, come un modo
per favorire le aziende più
ricche e dinamiche, lasciando
ai margini chi già faceva
fatica a stare a galla.
Una sensazione accentuata
anche dal modo in cui le
regole sono state costruite e
applicate: le fasce di emissioni
sono chiare, identificate
dai bolli colorati Crit’Air il
cui numero corrisponde alla
classe di merito. Ma poi,
ogni municipalità ha creato
aree e stabilito scadenze di
propria iniziativa. E, peggio,
attiva o disattiva i divieti
di circolazione in base alle
condizioni meteorologiche,
ai giorni e agli orari.
Scelta giustificata, secondo
gli ecologisti francesi, da uno
studio che stima in 40 mila
all’anno le vittime di problemi
polmonari mortali legati
all’inquinamento. Ma dagli
esiti da mal di testa per chi
deve gestire la logistica di
una piccola impresa.
Due esempi: dal 1° gennaio
pause, traffico, manovre, regole, contenziosi
INVERSIONE DI ROTTA IN FRANCIA
Adieu alle Ztl
L'Assemblea nazionale cancella la norma
del 2019 che istituiva le aree a basse emissioni
nelle principali città. Un segnale per tutti?
IN QUESTI ANNI la questione è
stata gestita in modo confuso dalle
varie municipalità francesi.
TRAINATI, SORPASSO IN TESTA
.
Kögel (1.175; 15,2%)
Schmitz Cargobull (869; 11,2%)
Menci (697; 9%)
Tecnokar (643; 8,3%)
Krone (584; 7,6%)
Viberti (379; 4,9%)
Lecitrailer (304; 3,9%)
Lamberet (195; 2,5%)
Immatricolazioni di nuovi veicoli trainati con Ptt superiore a 3,5 ton in
Italia. Fonte: Anfia; periodo gennaio-giugno 2025.
CONFETRA CONFERMA IL PRESIDENTE
All'inizio di luglio, Carlo De Ruvo
è stato confermato all'unanimità
presidente di Confetra, la
confederazione generale italiana dei
trasporti e della logistica.
scorso la Zfe che comprende
Lione consente la circolazione
solo ai camion dall’Euro
6 in poi, sette giorni su sette.
Mentre invece Parigi, giusto
per movimentare un po’, limita
alcune classi dal lunedì
al venerdì dalle 8 alle 20 e
altre tutti i giorni. Un rompicapo
i cui benefici per l’ambiente
sono tutti da dimostrare
e la cui cancellazione saranno
in pochi a rimpiangere.
Vista l'aria che tira anche
in Italia, non è da escludere
che qualche politico nostrano
prenda la palla al balzo.
Matilde Casagrande
10 Msc diversifica
in Italia
11 Poche trattorie
in Francia
12 In coda in
Svizzera
13 Si riparla di
cartelli
9
supertir, treni, grande fratello
pausa pranzo, contratti, tempi moderni
UNIONE EUROPEA
Doppi bilici
avanti tutta
La Danimarca, in
particolare, spinge
per liberalizzarli in
tutta l'Unione
In fatto di trasporti
l’obiettivo della
presidenza di turno
danese della Ue, nel
secondo semestre 2025,
è chiaro: liberalizzare in
tutta la Ue la circolazione
dei doppi bilici da 25
metri, conosciuti anche
con l’abbreviazione
tedesca di Lang-Lkw. La
Commissione europea,
infatti, già due anni fa ha
presentato una proposta
per rivedere la normativa
su lunghezze e pesi dei
camion che comprende
anche la possibilità del
via libera ai doppi bilici,
una volta omologati nel
paese d’origine, senza
dover ricorrere a permessi
particolari o ad accordi
bilaterali, come oggi
avviene tra Germania e
Paesi Bassi. Il Parlamento
europeo aveva già definito
la propria posizione in
merito prima delle scorse
elezioni. Ma in seno al
Consiglio dell'Ue la legge
si è nei fatti arenata
per le opinioni troppo
divergenti tra gli stati
membri e la presidenza
di turno polacca, più
attenta ad altri temi Nel
primo semestre 2025 si è
congelato tutto. Peraltro,
pare che la Danimarca
voglia fare pressione per
un accordo sui doppi
bilici tra stati membri
e Parlamento europeo
facendo leva proprio sulle
misure di riduzione dei
gas serra nel trasporto
merci su strada.
Oscar Sandri
IL SONDAGGIO DEL MESE
Il rinvio del blocco ai diesel
Euro 5 al nord è davvero un
bene per il trasporto?
Rispondi su
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Il sondaggio non ha valore statistico. Le rilevazioni non sono basate su un campione scientifico
MSC NEL FERROVIARIO
A Trieste l'idea
funziona
Avviata la produzione dei
carri Innowaggon nella ex
fabbrica Wärtsilä di Trieste
Non si ferma la crescita
del gruppo Msc al di
fuori del settore del trasporto
marittimo di contianer.
Ha aperto, infatti, i battenti
lo scorso 2 luglio a Trieste
lo stabilimento Innoway per
la produzione di carri ferroviari
portacontainer modulari.
Frutto di una partnership
tra l’austriaca Innofreight e
Msc, l’attività è stata avviata
nell’ex impianto di produzione
di grandi motori di Wärtsilä
e andrà a regime entro il
2027, occupando tutti e 270
i dipendenti oggi in cassa integrazione.
MSC OPERA in
partnership con
l'austriaca Innofreight.
I carri Innowaggon sviluppati
secondo concetti di
modularità da Innofreight di
Bruck an der Mur, in Stiria,
consentono con solo quattro
tipologie di lunghezza (30,
40, 45 e 80 piedi) di caricare
23 diversi tipi di container e,
con la semplice sostituzione
del carrello, possono circolare
sulla rete a scartamento
europeo come su quelle di
Spagna e Russia.
Oggi circolano già 230 convogli
bloccati che usano oltre
3.500 carri Innowaggon di
tutti i modelli.
Franco Salvena
LE RISPOSTE
DEL MESE SCORSO
Digitalizzazione dei
documenti: aiuta davvero
chi lavora nel settore?
43%
sì
57%
no
ANAGRAFE UE
DELLE PATENTI
Sono 60 anni, secondo
alcune autorevoli
fonti interne
all'Unione europea,
che a Bruxelles si
discute di mettere a
punto norme comuni
sulla sospensione e il
ritiro della patente di
guida.
POTREBBE essere
la volta buona.
L’avvento del digitale
ha abbattuto gran
parte degli ostacoli
tecnici e, finalmente,
in un protocollo collaterale
all’aggiornamento
delle regole
per il rilascio delle
licenze di guida, stabilito
non più tardi dello
scorso marzo, si è
trovato l’accordo “politico”
per far decollare
lo storico progetto.
Matteo Borghi
UN CRUSCOTTO
PER GLI APPALTI
Le commissioni Ambiente
e Trasporti
della Camera hanno
approvato un importante
emendamento al
Dl Infrastrutture per l’istituzione
del Cruscotto
informativo per la gestione
dei contratti di
appalto nella logistica.
PIÙ SEMPLICI le
verifiche di regolarità.
Si tratta di una piattaforma
che consentirà di
verificare la regolarità
fiscale e contributiva
delle imprese coinvolte
nei contratti di appalto
logistico tra operatori
privati.
Milena Sgroi
Rispetto al 1960, ne sopravvive
una su dieci.
Sono le 3.500 trattorie per
camionisti che un tempo
punteggiavano le statali francesi,
orgogliose del 'macaron'
sopra la porta.
APPROVATA ANCHE DAL SENATO ITALIANO
RELAIS ROUTIERS IN FRANCIA
L'agonia delle
trattorie
È crisi conclamata per i
tradizionali e amati punti
di ristoro per camionisti
Legge quadro sugli interporti
Diverse le novità introdotte dalla nuova
legislazione, più moderna e coerente
Il Senato ha approvato
il disegno di legge
che riforma il sistema
interportuale. La nuova
legge quadro sugli
interporti, già approvata
alla Camera, ha
l’obiettivo di introdurre
una normativa moderna
e coerente, destinata a
sostituire la legge attuale
del 1990. La legge definisce
per la prima volta in
maniera organica il
concetto di interporto come
RISPETTO AGLI ANNI '60 sopravvive
appena una trattoria su dieci: sono
circa 350 in tutta la Francia.
infrastruttura strategica.
In particolare, la nuova
normativa istituisce un
Comitato nazionale per
l’intermodalità. È prevista,
inoltre, la definizione
più chiara dei soggetti
gestori, l’aumento dei fondi
per progetti di sviluppo
interportuale e la possibilità
per i gestori ferroviari di
adeguare le connessioni
di ultimo miglio a proprie
spese.
Andrea Cento
Il famoso disco rosso-blu
con la scritta Les Routiers
che identifica tuttora le trattorie,
assieme al grande parcheggio
per la sosta dei camion.
Solo che l’ultima che
ha aperto i battenti, lo scorso
marzo, sorge nel centro della
città di Troyes in zona pedonale.
Quindi, camion addio.
Magnifico revival, però,
con tovaglie a quadri bianchi
e rossi, vino in caraffa e
sedie impagliate stile mezzo
secolo fa, prezzi popolari
compresi. Giusto, quindi, il
successo commerciale del
Relais routiers di Troyes, che
però immalinconisce i pochi
camionisti doc che ancora riescono
a frequentare i circa
350 esercizi sopravvissuti e
si guardano bene dal mettere
piede in questo 'falso storico'.
Il perché del declino è facile
da intuire: lo spostamento di
gran parte del traffico merci
lungo le autostrade ha relegato
le statali (nazionali, in
francese) al ruolo di raccordo
tra il punto di carico e il più
vicino svincolo autostradale.
Senza parlare, poi, dei vincoli
imposti dal tachigrafo.
Mentre il livello di comfort
in cabina, oggi, è tale che
risulta spesso più rilassante
riscaldare un piatto pronto a
bordo che affrontare la confusione
della trattoria. E gran
parte dei routard stranieri
non può certo permettersi i
15-16 euro del 'menu midi'
nei Relais Routiers.
Teo Vitali
ALCOLOCK, DEFINITE LE REGOLE
Il ministro delle Infrastrutture
e dei Trasporti,
Matteo Salvini, ha
firmato il decreto che definisce
le caratteristiche
e le modalità di installazione
del dispositivo
alcolock, il sistema che
impedisce l’avvio del veicolo
se il guidatore non
supera il test dell’alito.
Il motore si accenderà
così solo se il livello
di alcol risulterà pari a
zero. E il nuovo Codice
della strada rende obbligatoria
l’installazione
dell’alcolock per i conducenti
già sanzionati per
aver guidato con un tasso
alcolemico superiore
a 0,8 g/l, che potranno
condurre solo veicoli a
bordo dei quali risulti installato
tale dispositivo.
Sara Peona
NON SI PARTE
se non segna zero.
10
tempo perso, balli associativi
a volte ritornano, balzelli, studi
È
raddoppiata in 10 anni la
quantità di tempo che gli
utenti della rete stradale svizzera
trascorrono in coda. Nel
2016, l’Ufficio federale delle
strade (Ustra) ha registrato
oltre 26 mila ore di traffico
bloccato, dato che nel 2023
era salito a quasi 50 mila e
nel corso dei 12 mesi successivi
si è incrementato di un
ulteriore 14 per cento.
Valori da collasso della rete,
resi ancora più gravi dal fatto
che nello stesso anno le percorrenze
complessive sono
cresciute dello 0,7 per cento.
E che poco meno del 7 per
TRASLOCHI
IN FUSIONE
È
stata definitivamente
sottoscritta la
fusione tra Anit (l'associazione
nazionale
italiana traslocatori) e
Federtraslochi, dando
origine ad Anit Federtraslochi.
Le due associazioni
operavano già come
una sola realtà da oltre
un anno, prima
attraverso la gestione
congiunta dei rispettivi
presidenti, poi con un
direttivo unitario.
Franco Dei
STRADE DI FUOCO
Che traffico
in Svizzera
Solo sulla A2 Chiasso-Basilea,
sono 250 giornate/anno in
coda. Si cerca una soluzione
cento degli ingorghi possa
essere attribuita, sempre secondo
l’Ustra, ai cantieri di
manutenzione.
SI PENSA di ricorrere alla
digitalizzazione per smaltire
le code lungo le strade.
Avviare il confronto con
Federdistribuzione,
Confcommercio e le altre
associazioni della Gdo, per
portare avanti le istanze dei
Bestia nera della rete della
Confederazione, per ciò
che riguarda la congestione,
è l’asse dell’autostrada A2
Chiasso-Basilea via Gottardo
che da solo nel 2024 ha totalizzato
12 mila ore di traffico
al rallentatore, come ben
sanno gli autisti di camion, .
Calcolatore alla mano, sono
circa 250 giornate/anno. La
soluzione? Per Berna è nella
gestione digitale dei flussi,
dotando l’itinerario di sistemi
di controllo automatizzati
che dirottino lungo percorsi
alternativi i mezzi in transito:
lungo il San Bernardino tutto
l’anno e sulla statale del Gottardo
d’estate. Per non parlare
di chi vorrebbe garantirne
la percorribilità tutto l’anno,
almeno alle auto.
Rocco Antinori
NASCE LA NUOVA DIVISIONE DELL'ASSOCIAZIONE
Assotir si muove per la Gdo
Tra gli obiettivi c'è il contratto da
sottoporre alle federazioni del comparto
SI GUARDA alla grande
distribuzione organizzata.
trasportatori su redditività,
legalità e sicurezza. È
questo l’obiettivo che
Assotir intende raggiungere
con la creazione del
comparto dedicato alla
Grande distribuzione
organizzata (Gdo).
La novità è stata
formalizzata nel mese
di giugno nel corso
dell'evento dedicato che
ha segnato la nascita
della divisione.
Giovanni Dagnino
LE BREVI
PROSPETTIVE GNL
Ripresa del mercato
del Gnl nel 2024 dopo
il rallentamento per il
rimbalzo dei prezzi, e
promettenti prospettive
per il futuro, con la
possibilità di concretizzare
le condizioni per uno
scenario di crescita al
cento per cento del
settore entro il 2027.
Sono questi gli elementi
principali di discussione
che Assogasliquidi-
Federchimica ha portato
all’attenzione delle
imprese associate e delle
Istituzioni presentando
a Roma lo studio di Bip
consulting sul mercato Gnl
e bio-Gnl in Italia.
CRONOTACHIGRAFO
Entro il prossimo
18 agosto, gli
autotrasportatori che
lavorano su tratte
internazionali saranno
chiamati a sostituire i
cronotachigrafi smart
di prima generazione,
installati fino al 2023,
con dispositivi smart di
seconda generazione.
A luglio del prossimo
anno, invece, l'obbligo
dell'aggiornamento
toccherà ai veicoli
commerciali leggeri
impegnati su tratte
internazionali.
CORRIDOIO DIGITALE
Baviera, Austria e Alto
Adige sono riuscite
finalmente a trovare
l'accordo per gestire
il traffico pesante con
prenotazioni digitali lungo
il corridoio del Brennero.
Il sistema immaginato si
basa sulla prenotazione
obbligatoria degli slot
di transito per i veicoli
pesanti, in modo da
scongiurare congestioni
stradali e ottimizzare
l’utilizzo delle infrastrutture
esistenti. La modalità
prende il nome di Digital
green corridor.
PROPOSTA UE: NIENTE PEDAGGIO FINO AL 2031
Hai un elettrico? Non paghi
Si cerca di rendere più attrattivi i camion
elettrici in Europa. Avviato l'iter
Per stimolare e sostenere
la competitività
del trasporto stradale
sostenibile, la Commissione
europea propone di esentare
i veicoli pesanti a emissioni
zero dai pedaggi stradali
nei paesi dell’Unione.
Come promesso nel suo
Action plan, svelato lo
scorso marzo, per il settore
automobilistico europeo,
la Commissione propone
di estendere l’attuale
periodo di esenzione dal 31
SOSPIRO DI
SOLLIEVO
È
stata ritirata la proposta
di aumento
dei pedaggi autostradali,
comparsa sotto
forma di emendamento
nella legge di conversione
al decreto Infrastrutture
in discussione
alla Camera.
NESSUN aumento
del pedaggio.
L’emendamento prevedeva
che dall’inizio
di agosto il canone annuo
subisse un rincaro
di un euro ogni mille
chilometri per tutte le
classi di pedaggio, dalle
moto ai camion.
Nico Giorgini
dicembre 2025 al 30 giugno
2031, fornendo un incentivo
significativo alle aziende
per investire in veicoli
pesanti a emissioni zero.
Con l’esenzione dai pedaggi
e dai diritti d’utenza,
l’Unione europea intende,
insomma, rafforzare le
motivazioni commerciali
per investire in autocarri
e autobus a emissioni zero
allo scarico. L'iter è già
stato avviato.
Andrea Giusti
È
una finezza giuridica,
ma la mancata adesione
di Scania all’accordo tra U-
nione europea e costruttori di
camion sul cartello dei listini
tra il 1997 e il 2010, oltre
ad attivare la sanzione di 880
milioni di euro di Bruxelles
al marchio svedese, ha fatto
POSSIBILI NUOVE AZIONI
civili da parte delle aziende
danneggiate dal cartello.
ITALIA TROPPO POCO SICURA
QUESTIONE LISTINI CAMION
Ancora tribunali
per il cartello
La mancata unanimità tra
i costruttori ha riaperto le
porte alle azioni legali
saltare la prescrizione e, almeno
in Germania, riaperto
le porte alle azioni civili di
risarcimento delle aziende
danneggiate.
Risultato: la Bgl (Bundesverband
güterverkerhr
und logistik, di fatto la Confindustria
dell’autotrasporto
Un nuovo nuovo studio
approfondito sulla sicurezza
stradale in Europa
ha classificato l’Italia
al decimo posto tra i paesi
più pericolosi in cui
guidare in UE, con 51
morti in incidenti stradali
ogni milione di abitanti
nel 2024.
Più nel dettaglio, lo scorso
anno il Paese ha registrato
3.030 vittime della
strada, il secondo dato
assoluto più alto.
Inoltre, nonostante l'Italia
sia una delle principali
destinazioni turistiche
con un’infrastruttura capillare,
le strade nostrane
rimangono più pericolose
del 13 per cento rispetto
alla media dell'Unione
europea. Un dato su cui
riflettere.
Omar Tironi
tedesco) ai primi di luglio
ha avviato un terzo giro di
processi che vede coinvolte
oltre un migliaio di imprese
di autotrasporto aderenti per
un numero complessivo di
circa 15 mila contratti.
E, con scorno degli altri costruttori,
la scelta di Scania
non tocca solo i contratti
sottoscritti con il marchio
svedese, ma anche quelli che
hanno riguardato Man, Mercedes,
Volvo Trucks/Renault
Trucks, Daf e Iveco. Una
questione, insomma, che si
riapre per tutti i marchi coinvolti
nella vicenda che tra la
fine dello scorso millennio e
l'inizio di quello attuale fece
parecchio scalpore nel mondo
dell'autotrasporto.
Cesare Martinelli
12
13
11 GIUGNO
Approvata La Legge
di delegazione
2024, che rinnova la
delega di 18 mesi al
Governo per recepire
i Regolamenti
europei 1071/2009 e
1055/2020, in materia
di disciplina della
professione.
20 GIUGNO
«Evitare, con ogni
mezzo, di toccare le
enormi posizioni di
rendita. Stiamo parlando
di qualche miliardo
di euro», per
Sandro Donati è il
motivo della mancata
applicazione dei Regolamenti.
3 LUGLIO
La Commissione trasporti
approva l’emendamento
al Dl
Infrastrutture che
modifica i criteri per
la certificazione antimafia,
rendendoli
meno restrittivi.
4 LUGLIO
«Si spalancano ulteriormente
le porte
alla criminalità organizzata»,
è il commento
del presidente
di Ruotelibere, Cinzia
Franchini.
9 LUGLIO
Il Governo torna sui
suoi passi, e annulla
l’emendamento che
allargava le maglie
dell’antimafia. Si torna
dunque alla situazione
precedente.
CI SONO 18
MESI DI TEMPO
Per recepire
i regolamenti
europei che
fissano la
proporzionalità
tra veicoli,
personale e
fatturato. Ma per
Claudio Donati
(foto), segretario
di Assotir, serve
una volontà
politica che
sinora non si è
manifestata.
I nodi nascosti mai risolti
INTERMEDIARI
E CONTROLLI
ANTIMAFIA
Serve proporzionalità di veicoli
e personale addetto rispetto al
fatturato. Intanto, l’emendamento
che allentava le maglie dei controlli
antimafia, dopo molte polemiche,
viene annullato dal Governo
Strano mondo l’autotrasporto.
Ci sono questioni
di grande importanza
di cui si parla poco o
per nulla. Per
poi magari
strombazzare
notizie di dubbia
rilevanza,
come qualche
decina di milioni
in più,
o più spesso
in meno, di
contributi pubblici di cui le
aziende vedono magari ben
poco.
PER TRASPORTOUNITO L’ALBO È DA ABOLIRE
Per Trasportounito il Comitato
centrale dell’Albo ha cessato
di essere la ‘casa comune’
dell’autotrasporto e, quindi, ha
deciso di chiedere l’annullamento
del suo rinnovo, ritenuto
contrario alla legge, alla storia
e al motivo di esistere dell’Albo.
Secondo Trasportounito il Comitato,
sorto con la legge di
oltre cinquant’anni fa, non è
più lo strumento istituzionale
coinvolto nelle ampie visioni
strategiche parlamentari e neanche
in quelle professionali
ed assistenziali a favore degli
imprenditori del settore. In una
parola: non rappresenta più la
categoria.
«La contestazione legale, trasmessa
al Mit, è d’obbligo in
quanto siamo in presenza di
atti che negano l’identità di
strumento istituzionale, professionale
ed assistenziale di tutte
le imprese di autotrasporto italiane
a prescindere dai vertici
delle confederate associazioni
Se non passa la
proporzionalità col
fatturato i poteri
forti l’avranno di
nuovo vinta
Claudio Donati
È il caso della corrispondenza
che dovrebbe esserci
tra fatturato delle imprese e
numero di veicoli e dipendenti
o, per
meglio dire,
dell’intermediazione
che
sottrae risorse
a chi questo
mestiere lo fa
per davvero. E
anche delle infiltrazioni
mafiose
nel settore, cancro che
prosciuga risorse ovunque
riesca ad annidarsi.
di categoria» accusa il segretario
di Trasportounito, Maurizio
Longo, «L’autotrasporto ha
oggi più che mai bisogno di un
organismo permanente di confronto,
per raggiungere i risultati
che l’Albo avrebbe dovuto
prefiggersi».
Trasportounito chiede infine
che venga rimossa la tassa
annuale e eliminata la normativa
ambigua che fa dell’Albo
un soggetto istituzionale a dir
poco anomalo.
14
15
SULLA STRADA
VIABILITÀ
Bloccati
in coda
Sulla A1 tra
Barberino e
Incisa. Dai
tempi di Renzi
C
arlotta
Caponi,
segretario generale
della Fai, interviene
con forza per
denunciare la gravissima
situazione in cui
versa la circolazione
nel tratto toscano
dell’Autostrada A1,
in particolare in direzione
Nord tra Incisa
Valdarno e Barberino
del Mugello.
«Da settimane riceviamo
continue segnalazioni
da parte
delle nostre aziende
associate, stremate
dalle code chilometriche
che si formano
quotidianamente
lungo questa direttrice
strategica per il
trasporto nazionale
e internazionale», è
il grido d’allarme di
Caponi.
E dire che già nel
2016, in occasione
dell’inaugurazione
della galleria a tre
corsie in direzione
sud, l’allora presidente
del Consiglio,
Matteo Renzi, aveva
annunciato la conclusione
dell’intervento
anche in direzione
nord entro due anni.
A distanza di quasi
un decennio, invece,
l’arteria resta incompleta,
congestionata
e assolutamente inadeguata
a sostenere i
flussi attuali di traffico
pesante. Per Caponi,
così si mettono in
ginocchio «aziende
che operano in settori
strategici, come l’export
per il comparto
fashion». Cosa ne
penserà Trump?
Oscar Sandri
Ed è significativo che a riproporre
questi temi, eterni
e irrisolti, siano due associazioni
non di primissimo
piano.
I trasportatori veri si
diano una svegliata
Partiamo dalla cosiddetta
intermediazione parassitaria,
che continua da decenni
senza che nessun governo sia
mai riuscito ad ostacolarla
(per davvero).
A giugno (nel silenzio
generale) è stata infatti approvata
la Legge di delegazione
2024, che all’articolo
20 rinnova la delega di 18
mesi al Governo per recepire
i Regolamenti europei
1071/2009 e 1055/2020, in
materia di disciplina della
professione di trasportatore.
Claudio Donati, segretario
generale di Assotir, ricorda
di cosa stiamo parlando: «Si
tratta dello strumento giuridico
che introduce il requisito
della ‘proporzionalità di veicoli
e personale addetto’, rispetto
al fatturato. Assotir, su
questo, fin dal
2021, ha dato
battaglia. Ma i
rappresentanti
dell’autotrasporto
si sono
segnalati, rendendo
evidente
la loro scelta
di campo.
Invito dunque i trasportatori
veri a darsi una svegliata».
Un rinnovo, dunque. Perché
nulla è ancora stato fatto:
«La precedente delega,
affidata dal Parlamento al
L’autotrasporto
è da decenni
terreno fertile per
il radicamento
mafioso
Cinzia Franchini
governo Draghi, non è stata
esercitata», sottolinea Donati,
«La ragione è quella di
evitare di toccare le posizioni
di rendita. Stiamo parlando
di qualche miliardo di euro,
ora nelle tasche di multinazionali
del trasporto e della
logistica che,
con la nuova
norma potrebbero
trasferirsi,
almeno in parte,
nei bilanci
di chi ci mette
per davvero i
camion».
«Adesso,
vedremo. Al Mit giace da
due anni la bozza di decreto,
frutto del confronto avvenuto
con le associazioni
del settore. Se non dovesse
completare l’iter entro i due
anni restanti di legislatura,
ancora una volta i poteri
forti l’avrebbero avuta vinta,
magari con qualche amico
del giaguaro del fronte associativo»,
insiste il segretario
generale di Assotir.
Lotta alla mafia un
passo avanti, anzi no
Sull’altro fronte, la lotta alle
infiltrazioni mafiose nell’autotrasporto
ha fatto un passo
avanti, anzi no: si è riusciti
solo a scongiurare che facesse
un passo indietro.
All’inizio di luglio la
Commissione trasporti ha approvato
l’emendamento al Dl
Infrastrutture che modificava
i criteri per la certificazione
antimafia delle aziende di
autotrasporto, restringendo
l’esclusione ai soli casi
in cui esista comunicazione
interdittiva prefettizia e non
più la semplice informazione
prefettizia antimafia.
Quisquilie? Finora, era
sufficiente che l’azienda risultasse
segnalata in un’informativa
antimafia, strumento
adottato dalla prefettura
anche
in assenza di
provvedimenti
giudiziari, per
bloccare l’iter
della certificazione
antimafia
per l’iscrizione
all’Albo.
Con l’emendamento,
solo le imprese raggiunte
da una comunicazione
interdittiva sarebbero state
escluse. Modifica, che avrebbe
ridotto il potere preventi-
ECCEZIONALI: PIÙ COORDINAMENTO
L
’emendamento al
decreto legge Infrastrutture,
approvato
delle commissioni
riunite Ambiente e
Trasporti alla Camera,
che prevede
l’implementazione
dell’Archivio informatico
nazionale delle
operep (Ainop), ha
lo scopo di ottimizzare
la gestione dei
trasporti eccezionali
e aumentare la sicurezza
stradale attraverso
la digitalizzazione.
Come spiegato dal
Mit, la piattaforma
Rimuovere la tassa
annuale e eliminare
l’Albo, soggetto
istituzionale a dir
poco anomalo
Maurizio Longo
DIECI ANNI DI
CODE SULL’A1
Le denuncia
Carlotta Caponi
(foto), segretario
generale Fai dal
2022. Tra Incisa
e Barberino,
direzione nord,
si attende ancora
l’intervento
all’infrastruttura
promesso ai
tempi di Renzi.
vo delle autorità. «Si spalancano
ulteriormente le porte
alla criminalità organizzata
in un settore già fortemente
a rischio», ha denunciato
Cinzia Franchini, presidente
di Ruotelibere, «Sembra un
tecnicismo, ma nei fatti è
un cambio radicale. Significa
che molte
aziende in
odore di mafia,
ma ancora non
formalmente
interdette, potranno
continuare
a operare,
accedere a
finanziamenti
pubblici e a gare, alterando
il mercato e legalizzando di
fatto l’illegalità».
Forse anche per l’intervento
della stessa Franchini,
supporterà l’individuazione,
l’inserimento
e la validazione
dei corridoi
dedicati ai trasporti
in condizioni di eccezionalità.
Poi, l’Ainop
verrà integrato con
funzioni specifiche di
pianificazione e monitoraggio
dei transiti,
garantendo uniformità
e il controllo
centralizzato delle
procedure e dei flussi
autorizzativi.
Nelle aspettative, il
sistema Ainop, interoperando
con i sistemi
telematici di tracciamento
dei mezzi e
di gestione della rete
infrastrutturale e dei
flussi di traffico utilizzati
da società concessionarie
operanti
nel settore stradale
e autostradale, enti
proprietari della rete
stradale nazionale ed
enti locali, consentirà
l’ottimizzazione dei
percorsi fornendo
la rappresentazione
centralizzata dei
transiti dei trasporti
in condizioni di eccezionalità
a beneficio
della sicurezza della
circolazione.
il Governo ha fatto retromarcia,
annullando l’emendamento.
«Una buona notizia»,
ha commentato Franchini,
che da tempo (ha cominciato
quando era presidente di Fita
Cna) denuncia i tentativi di
infiltrazione mafiosa nel trasporto
merci.
In radicamento mafioso
droga la concorrenza
Il requisito dell’onorabilità
non potrà dunque essere riconosciuto
alle aziende che
risultano a rischio di infiltrazione
sulla base di informazioni
prefettizie, anche in
assenza di interdittive formali.
«L’autotrasporto è da
decenni terreno fertile per
il radicamento mafioso, che
ha spesso drogato la concorrenza,
marginalizzando le
aziende virtuose. Le maglie
dei controlli devono essere
strette, non allentate» aggiunge.
Per Franchini, nelle aziende
in odore di mafia l’attività
di trasporto è marginale
rispetto ai traffici illeciti, ma
mette a rischio l’equilibrio
del libero mercato. «Se il
Governo ha capito di avere
sbagliato è una buona notizia.
La strada da percorrere
resta lunga».
Riccardo Venturi
16
17
L’happening del freddo
PERCHÉ
VIAGGIARE
ALLA GIUSTA
TEMPERATURA
I numeri di Zerogradi 2025
confermano la centralità
dell’evento nel panorama
italiano del trasporto
refrigerato. A Brescia la
giornata è stata scandita da
dibattiti e presentazioni ad
alto contenuto tecnologico
LA STORIA DELL’AUTOMOBILISMO
Anche quest’anno, evenT ha organizzato
Zerogradi al Museo Mille Miglia di
Brescia: la sala convegni e il piazzale
antistante l’entrata erano pieni come
non mai. In mostra, veicoli per il
trasporto refrigerato, tra cui trailer e
furgoni, sia termici sia elettrici.
18
19
Più di 200 professionisti
del trasporto isotermico
si sono dati appuntamento
a Brescia, lo scorso
26 giugno, per l’ottava edizione
di Zerogradi, l’happening
della catena del freddo
che nel tempo è diventato
un vero e proprio punto di
riferimento per chi opera in
un segmento così importante
dell’autotrasporto.
La giornata, organizzata
da evenT, è stata scandita da
tanti momenti informativi:
dai sei workshop tematici ad
alto contenuto tecnologico a
cura dei partner dell’evento,
al convegno istituzionale;
dalla consegna degli Zerogradi
Award 2025 alla visita
al Museo Mille Miglia, scelto
ancora una volta come
location della manifestazione.
E poi, momenti di networking
e conviviali, con i
tanti veicoli per il trasporto
isotermico messi a disposizione
da sponsor e partner
dell’edizione 2025 a fare da
interessante cornice ai lavori.
Quest’anno, infatti, a
supportare la manifestazione
sono stati Isokit, Iveco,
Kässbohrer, Lamberet, Man
Truck&Bus, Renault Trucks,
Rivacold, Solar-Ice e Totalenergies.
I veicoli in mostra
al Museo Mille Miglia
Aziende attive nella filiera
del trasporto refrigerato che
hanno innanzitutto arricchito
l’area espositiva di Zerogradi.
Kässbohrer
col trailer isotermico
tutto
in vetroresina
e pianale in
acciaio; Lamberet
col trailer
elettrificato
Sr2e per la
riduzione delle
emissioni;
Isokit e Solar-Ice con i loro
furgoni isotermici, con il secondo
montato su un veicolo
elettrico per l’ultimo miglio.
L’edizione 2025
di Zerogradi ha
radunato al Museo
Mille Miglia di
Brescia oltre 200
addetti ai lavori
Non sono mancati i costruttori,
con Iveco che ha portato
l’S-Way da 500 cavalli, mentre
Renault Trucks ha esposto
il Master E-Tech full-electric
ultima generazione con livrea
speciale. Infine, Man
ha esposto l’eTgx, il pesante
elettrico del Leone abbinato
al semirimorchio Lamberet.
Momento clou del dibattito
sul trasporto a temperatura
controllata è stato il convegno
istituzionale, moderato
da Luca Barassi, direttore
di Trasportare
Oggi in
Europa, e da
Fabrizio Dalle
Nogare di
Vado e Torno.
Convegno
su ‘Qualità,
sicurezza,
committenza
e operatori
logistici. I pilastri del trasporto
a temperatura controllata’
che ha permesso di
affrontare alcuni dei temi più
DALLA MATTINA
AL POMERIGGIO
L’happening
Zerogradi 2025 è
iniziato la mattina
del 26 giugno,
alle ore 9, con la
prima sessione
di workshop e il
convegno. Nel
pomeriggio la
seconda sessione
di workshop
tematici per
consentire al folto
pubblico di seguire
tutti gli argomenti
nelle due sale
dedicate. E, quindi,
come mostra la
foto qui a lato,
l’apprezzatissima
visita al Museo
Mille Miglia sotto
la guida del nostro
Alberto Gimmelli
che ha descritto
la collezione in
mostra arricchendo
la spiegazione di
aneddoti e chicche
sulla celebre
manifestazione
automobilistica.
sentiti per lo sviluppo e la sostenibilità
del settore.
Il dibattito è stato aperto
dalla presentazione di Alessandro
Zambon, assistant
professor dell’Università di
Bologna, dipartimento di Ingegneria
civile, chimica, ambientale
e dei materiali, che
si è concentrato sull’importanza
di poter contare su una
catena del freddo sicura e affidabile
per non compromettere
qualità e caratteristiche
chiave dei prodotti, specialmente
alimentari, trasportati
con i veicoli commerciali e
industriali.
Bastano pochi gradi
e la salute è a rischio
«Anche scostamenti minimi
dalla temperatura ideale possono
favorire la contaminazione
di agenti patogeni che
mettono fortemente a rischio
la salute dei consumatori»,
ha detto Alessandro Zambon,
«La catena del freddo
può avere un ruolo cruciale
anche nella riduzione dello
spreco di cibo: si calcola che
nel mondo circa un terzo del
cibo prodotto vada sprecato».
Ma un aiuto potente può
arrivare dall’innovazione,
che «può supportare il controllo
e la gestione della catena
del freddo anche ricorrendo
agli sviluppi dell’intelligenza
artificiale», ha
aggiunto Zambon.
La tavola rotonda
tra esperti del settore
A seguire, una vivace tavola
rotonda ha fatto emergere
punti di vista diversi tra
i protagonisti del trasporto
refrigerato.
Hanno partecipato al dibattito
il coordinatore del
gruppo Rimorchi, semirimorchi
e allestimenti dell’Unrae,
nonché Ad di Kögel Italia,
Michele Mastagni; Sergio
Piardi, vicepresidente Fai
nazionale e presidente Fai
Brescia; Ismaele Iaconi, direttore
vendite e marketing di
20
21
TECNOLOGIE
E PRODOTTI
Sei i workshop
ospitati quest’anno
all’interno
dell’happening
Zerogradi, a
cura dei partner
della giornata.
Renault Trucks,
Man Truck&Bus
e Iveco hanno
rappresentato
i costruttori di
truck. Semirimorchi
e allestimenti
sono, invece, stati
rappresentati da
Lamberet, Solar-Ice
e Isokit.
A Italia Cargo l’Award 2025 nel Pharma
Al termine del
convegno, il
presidente della
giuria, Paolo Volta,
ha annunciato
l’azienda vincitrice
dello Zerogradi Award
2025. Quest’anno, è
stata premiata la Italia
Cargo, specializzata
nel trasporto
a temperatura
controllata di prodotti
farmaceutici, per
aver «studiato e
implementato la più
efficiente e sostenibile
soluzione di trasporto
a temperatura
controllata, per far
pervenire speciali
farmaci antitumorali,
a temperatura
controllata, per la
lotta alla leucemia
nei bambini,
specificatamente
dosati sulle
caratteristiche dei
piccoli pazienti,
dall’Italia all’isola
di Réunion in pieno
Oceano Indiano»,
come si legge
nelle motivazioni
del premio. Tra
gli elementi citati
nel corso della
premiazione, anche
la certificazione Esg
ottenuta dall’azienda
per le buone pratiche
sul versante della
sostenibilità. «Non
dimentichiamo che il
trasporto dei farmaci
ha una valenza etica
perché contribuisce
alla diffusione della
salute e alla lotta
alle patologie»,
ha aggiunto Paolo
Volta nel corso della
cerimonia. A ritirare
il premio per Italia
Cargo è stata Roberta
Gili (foto), che oltre
a guidare l’azienda
è past president
del Freight leaders
council.
Lamberet; Patrizia Capuano,
sales executive dell’azienda
di trasporti Torello, e Paolo
Volta, Logistico dell’anno
2024 e coordinatore didattico
di evenT.
Tra i temi affrontati, le normative
che regolano il trasporto
isotermico in Italia,
l’evoluzione tecnologica che
il settore sta affrontando, ma
anche la sua sostenibilità
economica e la necessità di
remunerare e valorizzare in
modo adeguato il trasporto di
qualità della catena del freddo.
Si è poi discusso della
responsabilità del trasportatore
nel mantenimento della
catena del freddo: troppe
volte, infatti, gli autotraspor-
tatori sono chiamati in causa
quando insorgono problemi,
anche al di là del loro specifico
ruolo nel ciclo di vita di
un prodotto.
In coda al convegno è
stato assegnato lo Zerogradi
Award 2025, che quest’anno
ha preso in considerazione
il settore Pharma e premiato
un’azienda che si è davvero
distinta per ragioni di sostenibilità,
tecnologia, ma anche
di etica, come scriviamo nel
box qui sopra.
Mentre di tecnologia,
veicoli e componenti si è
parlato durante le due sessioni
di workshop tematici,
una la mattina e l’altra il
pomeriggio per dar modo al
numeroso pubblico di seguirle,
a cura dei sei partner di
Zerogradi 2025. A moderarle,
Fabrizio Dalle Nogare e
Ferruccio Venturoli, rispettivamente
per Vado e Torno e
Trasportare Oggi.
I prodotti al centro
dei workshop
L’azienda padovana Isokit,
attiva da oltre trent’anni nella
realizzazione di allestimenti
per trasporto isotermico sia
in Italia sia all’estero, ha
incentrato il suo intervento
sull’innovativa tecnologia
Isoshield per i pannelli dei
veicoli, sviluppata in collaborazione
con l’Università
di Padova, e sull’interessante
progetto, finalizzato all’abbattimento
delle emissioni
nel trasporto alimentare, in
partnership con il Cnr.
Iveco ha
presentato
le novità
della gamma
media
e pesante,
gamma
Way ed
Eurocargo,
declinata
nelle diverse
opzioni tecnologiche a
disposizione: dal diesel al
gas, fino agli ultimi sviluppi
dell’elettrificazione. Una
gamma sviluppata, per quanto
riguarda i veicoli allestiti,
in stretta collaborazione con
i body builder.
Lamberet ha invece presentato
un semirimorchio
I sei workshop in
programma si sono
focalizzati sugli
approfondimenti
di carattere
tecnologico
ad alto tasso di innovazione,
il già citato Sr2e esposto
nell’area esterna, insieme
agli altri partner che hanno
partecipato al progetto del
trailer elettrificato: Thermo
King, Bpw e Team trailer.
Il semirimorchio è dotato di
un sistema di refrigerazione
totalmente elettrico
con batterie
integrate e
sistema per il
recupero dell’energia
cinetica
in frenata.
Anche Man
Truck&Bus ha
puntato sull’elettrificazione,
legando la presentazione al
truck in mostra a Zerogradi,
vale a dire l’eTgx, da poche
settimane entrato in produzione
di serie a Monaco sulle
stesse linee di assemblaggio
dei camion con motore termico.
Man offre gran parte
delle possibilità di allestimento
attualmente a disposi-
zione sui truck termici anche
su quelli elettrici.
Il terzoo costruttore, Renault
Trucks, ha puntato
anche (ma non solo) sull’elettrico
grazie alla sua gamma,
molto ampia, che va
dal pesante al commerciale
leggero. Segmento, i van,
in cui la nuova generazione
del Master E-Tech ha quasi
raddoppiato la capacità delle
batterie, quindi l’autonomia.
Kit di allestimento
isotermico pronto all’uso
E poi c’è stata la novità dei
veicoli software-based derivanti
dalla joint venture
Flexis. Energia pulita nel
trasporto isotermico è la
missione della campana Solar-Ice,
che propone un kit
di allestimento isotermico
indipendente dalla trazione
del veicolo con possibilità
di contare anche sull’energia
generata dall’installazione di
pannelli fotovoltaici sul tetto
dei veicoli.
22
23
Scania lancia l’11 litri ultimate
SUPER
IL
IL
DIVENTA
LIGHT
Più leggero di circa 85 chili,
con il premiato fratello
maggiore Dc13, il nuovo Dc11
condivide gran parte della
componentistica. Questo 5
cilindri si candida non solo
per applicazioni di medio
raggio, distribuzione e
cava, ma anche per il lungo
raggio, in certe condizioni
orografiche. Numeri e
caratteristiche dell’ultimo
gioiello del Grifone
Il futuro è Super. Ce lo hanno assicurato
a Södertälje, e lo abbiamo nitidamente
percepito sotto i sedili dei quattro veicoli
sui quali ci siamo accomodati sul circuito
di Scania (lunga percorrenza, distribuzione
e cava). Il Super 11 è il fratellino camionistico
del Diesel of the year 2023 (vedi
box a pagina 29), dichiara un’efficienza dei
consumi migliorata fino al 7 per cento rispetto
al 9 litri ed è più leggero di 85 chili
rispetto al Super 13. Ciò significa incidere,
evidentemente, sulla portata utile.
L’ALTERNATIVA AL DC13
Al quartier generale Scania
di Södertalje si assemblano
anche i nuovi motori Dc11,
derivati dai propulsori
da 13 litri della stessa
serie, con cui condividono
circa l’85 per cento dei
componenti. Tutto nel
segno della modularità.
24
25
«Questo motore apre nuove
possibilità per un trasporto
energeticamente efficiente e
per ridurre i costi di esercizio.
È leggero, snello e versatile,
conservando al tempo
stesso la forza e l’affidabilità
per cui Scania è conosciuta. È
una scelta intelligente per gli
operatori che devono trovare
un equilibrio tra prestazioni,
carico utile e sostenibilità
nel loro lavoro quotidiano»,
ha messo in chiaro Ayyoob
Zarmehri, product manager,
trucks sales and marketing
di Scania.
Quella somiglianza
stretta con il 13 litri
La stella polare, dunque, è
la modularità: l’85 per cento
dei componenti è in comune
con il Super 13. Del resto,
anche la canna del 5 e del 6
cilindri da 11 litri è modulare
(alesaggio e corsa: 130x160
millimetri). Nella frazione
divergente tra i due esacilindrici,
c’è la tecnologia di
variazione di fase che per-
mette di controllare il flusso
di aria in ingresso al motore
e il flusso di uscita dei gas
di scarico dai cilindri. In altri
termini, è il viatico per una
più efficace gestione termica
del processo di combustione.
La condivisione di oltre
i quattro quinti della componentistica
ha consentito
a Scania di sviluppare una
piattaforma comune, che significa
migliorare a monte
l’efficienza produttiva e, a
valle, gli interventi di manutenzione.
La standardizzazione
dei codici semplifica,
infatti, la gestione dei ricambi
e facilita il lavoro dei
meccanici in officina: «È il
cuore della nostra filosofia
modulare» hanno sottolineato
gli ingegneri Scania.
Tra i componenti condivisi
con il 13 litri ci sono bilancieri
e valvole; altri, come il
coperchio motore e l’albero a
camme, sono stati giocoforza
adattati alle dimensioni ridotte
del 5 cilindri. Il Super
11 include anche un doppio
LA POTENZA
PIÙ ELEVATA
Equipaggiato
con il nuovo
motore Dc11
da 430 cavalli
di potenza,
a Södertalje
abbiamo provato
lo Scania 430R
in configurazione
4x2 con cabina
Cr20 N rosso
fuoco. Abbinato
al cambio G25
Cm1, il camion
è in grado
di gestire la
fase di frenata
senza alcuna
concessione
rispetto a
quanto accade
con il Dc13
grazie alla
gestione
ottimizzata
della fasatura
variabile, tra
le principali
innovazioni
introdotte dal
Grifone sui
nuovi motori
presentati in
Svezia.
Perché sono i dettagli a fare la differenza
26
Ulteriore tratto
distintivo del Super
11 è il cosiddetto
turbo dosing, sviluppo
del sistema twin
dosing, introdotto
prima sul V8 poi sul
Super 13. Il punto di
iniezione dell’urea,
originariamente
posizionato a monte,
è stato spostato
dall’uscita dei gas di
scarico dei motori al
turbo compressore,
aumentando l’efficienza
del post-trattamento.
Intervento che si
misura nella riduzione
del consumo di urea
dal 12 al 10 per
cento. E gli intervalli
di manutenzione
sono estesi del 30
per cento rispetto al
9 litri. In parallelo,
sono state introdotte
la fasatura variabile
delle valvole (Variable
valve actuation, Vva)
tramite cam phaser
(variatori di fase) e
il sistema di doppio
dosaggio per l’adblue.
La Vva, in particolare,
consente di adattare
il motore alle diverse
condizioni di carico: ai
bassi carichi si riduce
l’aria per mantenere
la temperatura
elevata; agli alti
carichi, si aumenta
il flusso per evitare
surriscaldamenti.
In questa maniera,
insomma, si mantiene
la temperatura di
combustione ideale in
qualsasi situazione.
Scania è attualmente
l’unico costruttore ad
adottare su entrambi
i lati, aspirazione
e scarico, la sopra
descritta Vva sui
motori heavy-duty per
applicazioni stradali.
albero di bilanciamento per
eliminare le vibrazioni di secondo
ordine.
Il Super 11 è disponibile
in tre potenze: 350, 390 e
430 cavalli, con una coppia
di 1.800, 2.000 e 2.200 Newtonmetro.
Una delle innovazioni
principali del Super 11
è la citata fasatura variabile
LA TRIPLETTA DELL’11 LITRI
Motore Dc11 100 Dc11 101 Dc11 102
Classe emissioni Euro6 Euro6 Euro6
Potenza max (cv) 350 390 430
Giri 1800 1800 1800
Coppia max. (Nm) 1800 2000 2200
Giri 950-1360 950-1360 950-1360
Cilindrata (l) 10,6 10,6 10,6
N. cilindri 5 5 5
Sist. controllo iniezione Scania Xpi Scania Xpi Scania Xpi
Sist. controllo emissioni Scania Twin Scr Scania Twin Scr Scania Twin Scr
delle valvole: combinata con
la funzione di decompressione,
consente un’efficace frenata
motore a gestione variabile,
più efficiente rispetto ai
tradizionali freni di scarico.
Il sistema include cam phaser
su entrambi i lati, aspirazione
e scarico, controllati da
elettrovalvole che regolano
il flusso d’olio. Il risultato?
Maggiore efficienza e riduzione
del consumo di carburante
e adblue.
In frenata è come
se fosse il 13
Nonostante la cilindrata inferiore,
il Super 11 offre le stesse
prestazioni di frenata del
27
APPLICAZIONE
A TRE ASSI
Il motore Scania
da 11 litri si
adatta anche
ad applicazioni
sfidanti come
quella proposta
da Scania
durante il
viaggio stampa
in Svezia.
Il camion
con cassone
ribaltabile, in
questo caso,
monta il Dc11
da 350 cavalli.
Il passo è di
4.150 millimetri,
mentre la
cabina Cp20 N
è rinforzata per
affrontare anche
percorsi misti.
La massa è di 28
ton, ma il Dc11
è in grado di
reggere l’urto
di complessive
53 ton se si
considera anche
la combinazione.
Cambio G25 Cm1
anche in questo
caso.
Perché il Dc13 è Diesel of the year 2023
Come frequentemente
accade, il Diesel
of the year vanta una
nobile discendenza
stradale. È il caso
anche della filiazione
industriale del Super
13 di Scania. Il Next
Generation Dc13 si è
aggiudicato il premio
anche in ragione della
sua vocazione heavy
duty. Il miglioramento
del sistema di scambio
dei gas, la riduzione
dell’attrito interno e
l’aumento dell’efficienza
del turbo hanno
prodotto un impatto
positivo sui consumi.
Parametri del 6 cilindri
camionistico che
hanno ispirato il Next
generation. Le curve
specifiche reggono
il confronto con i
pari taglia. La risalita
è promettente, per
agevolare traslazione
e picchi di sforzo.
La configurazione,
l’assetto e le prestazioni
specifiche sono idonee
ad affrontare la sfida
della sopravvivenza
dell’endotermico in
un’ottica olistica:
omologarsi ai futuri
parametri Euro 7 e
Stage VI (se ci sarà)
e ‘digerire’ Hvo e
combustibili biogenici
e paraffinici. Il salto
prestazionale si evince
dal confronto con il
Dc13: 611 cavalli nella
taratura al top (più 11
per cento); densità di
potenza pari a 35,4 kW/
litro; 3.001 Nm (più
21 per cento), 2.660
disponibili fin da 900
giri. È già disponibile
per la generazione e la
nautica.
Super 13, grazie alla gestione
ottimizzata della fasatura
variabile delle valvole (Vva).
Inoltre, come abbiamo potuto
apprezzare proprio in Svezia,
la reattività del freno motore
è leggermente superiore
rispetto ai freni di scarico
convenzionali, migliorando
le prestazioni complessive
del cambio marcia.
Il sistema di erogazione
dell’adblue
Per quanto riguarda il posttrattamento,
è stato riprogettato
il sistema di erogazione
dell’adblue. Il primo punto
di iniezione è stato spostato
subito dopo la turbina, nel
punto più caldo e turbolento
del sistema, per garantire
un’evaporazione immediata
e una miscelazione ottimale.
Il componente rotante
sull’asse della turbina consente
poi la distribuzione vaporizzata
dell’urea, soluzione
che permette di iniettare
maggiore quantità di adblue
fin dal primo stadio.
La famiglia Super ha abbandonato
l’Egr e conferma su
entrambe le cilindrate il turbocompressore
a geometria
fissa, dotato di wastegate.
«Abbiamo preferito questa
configurazione per mantenere
la massima efficienza nella
fascia di utilizzo tipica del
motore», ci spiegano.
Mentre il sistema di duplice
dosaggio adblue ottimizza
le emissioni e i consumi
lavorando in sinergia con il
controllo della combustione.
Fluido, l’adblue, che per sua
natura si presta alla cristallizzazione
e si rivela corrosivo,
per cui richiede una miscelazione
perfetta.
Si parte dal banco
e dai dati raccolti
«Il nostro sistema garantisce
condizioni ideali, prevenendo
l’accumulo nel condotto
di scarico e migliorando la
durabilità. Abbiamo effettuato
migliaia di ore di test
al banco e diversi milioni di
chilometri su strada. Inoltre,
grazie alla condivisione di
piattaforma col 13 litri, i dati
raccolti sono validi anche per
la validazione incrociata».
Il software di gestione è
sviluppato internamente e
permette di regolare la fasatura,
l’iniezione, le strategie
di erogazione dell’adblue e
altre logiche operative. Trat-
tandosi di piattaforma modulare,
ogni cilindro lavora in
modo identico, consentendo
quindi di applicare i medesimi
protocolli softwaristici.
In condizioni identiche, i
parametri di combustione e
consumo sono gli stessi tra
Super 11 e Super 13. Tuttavia,
la flessibilità software
consente di scegliere modalità
di funzionamento più
efficienti, migliorando ulteriormente
i consumi. Va da
sé che per la lunga distanza il
13 sia preferibile in presenza
di forti pendenze e dislivelli,
mentre l’11 si esalta sui tragitti
pianeggianti.
Fabio Butturi
28
29
Man eTruck Drive 2025
L’ELETTRICO
COME
TI SERVE
Robusti e affidabili come
da tradizione, i full electric
del Leone eTgx ed eTgs
hanno driveline che in
funzione del numero delle
batterie e della capacità
installata assicurano
fino a 500 chilometri di
autonomia. Li abbiamo
provati a Monaco
SCHIERATI IN PISTA I PESANTI MAN
Sotto, da sinistra, due eTgx, ammiraglia della
casa di Monaco, e tre esemplari della famiglia
eTgs, con lo scarrabile con cabina corta Nn
scortato da due trattori con vasca Meiller.
Schierati sul piazzale che ospita
l’Audi Experience center di Monaco,
a uno sguardo dall’aeroporto
della città tedesca, cinque elettrici
con il Leone sulla calandra (due
eTgx, tre eTgs), vestiti con differenti
abiti e tipologie di allestimento, attendono,
tra un decollo e un atterraggio,
di essere messi alla prova sulle strade
di questa località della Baviera.
30
31
eTGS 4X2 LL SA
passo mm 3.750
cabina
Tm
potenza kW/cv 330/449
marce/cambio 4/automatico
n. batterie 5
capacità installata 445 kWh
capacità utilizzabile 400 kWh
autonomia 400 km circa
Osservandoli in formazione,
vengono alla mente le parole
pronunciate appena qualche
settimana prima da Alexander
Vlaskamp, Ceo di Man
Truck&Bus in occasione
dell’avvio della produzione
in linea dei pesanti elettrici
del Leone: «Il futuro inizia
ora, in questo preciso istante».
È passata appena una
manciata di giorni ed ecco
che, quasi a voler battezzare
il via di questa nuova era destinata
a rivoluzionare il trasporto,
ecco seguire a ruota
l’evento che ha permesso a
Vado e Torno di saggiare le
qualità dei truck a batteria
alto di gamma del costruttore
di Monaco. Dunque, eTgx e
eTgs in particolare.
Opportunità particolarmente
significativa, considerato
che Man è stato di fatto
l’ultimo dei big del camion
ad annunciare (lo ha fatto un
anno fa circa) il piano relativo
all’elettrificazione della
propria gamma prodotto.
Quando già la concorrenza,
quella di casa ma non soltanto,
si sfregava le mani, convinta
che Monaco avrebbe
pagato pesante dazio per il
grave ritardo nello sviluppo
e nella messa a punto di questa
rivoluzionaria tecnologia.
Ebbene, ritardo forse c’è
anche stato (lo ha riconosciuto
lo stesso Vlaskamp), ma a
Monaco come a Norimberga
(in quest’ultimo sito si assemblano
le batterie al nichelmanganese-cobalto
che equipaggiano
i modelli elettrici
Man), hanno velocemente
recuperato. E non in modo
frettoloso, tanto per salvare
l’immagine. Nossignori.
Modularità e niente
assale elettrico
Hanno fatto le cose per bene.
Puntando sulla modularità
per consentire al cliente di
scegliere, in funzione dell’utilizzo
del veicolo, il numero
di pacchi batteria (fino a
eTGX 4X2 BL SA
eTGS 4X2 BL SA
passo mm 3.750
cabina
Tm
potenza kW/cv 330/449
marce/cambio 4/automatico
n. batterie 6
capacità installata 534 kWh
capacità utilizzabile 480 kWh
autonomia 500 km circa
passo mm 3.750
cabina
Gx
potenza kW/cv 400/544
marce/cambio 4/automatico
n. batterie 6
capacità installata 534 kWh
capacità utilizzabile 480 kWh
autonomia 500 km circa
eTGS 4X2 LL CH SKIP LOADER
passo mm 3.750
cabina
Nn
potenza kW/cv 245/333
marce/cambio
2/automatico
n. batterie 4
capacità installata
356 kWh
capacità utilizzabile
320 kWh
autonomia
450 km circa
sette, addirittura), offrendo
versioni trattore e cabinato,
ma anche puntando a un
veicolo capace di soddisfare
più applicazioni possibili,
rinunciando all’e-axle, che
peraltro non sarebbe stato
compatibile con l’adozione
della presa di forza mecca-
AGILITÀ ANCHE
OFFROAD
Davvero godibile
quella assicurata
dai due eTgs in
configurazione
articolato (a
sinistra e qui
accanto), provati
sul percorso
offroad della
Man a Monaco.
Sotto, a sinistra
l’elegante eTgx,
a destra l’eTgs
scarrabile.
nica, e alla fin fine avrebbe
creato problemi in termini di
allestibilità.
La scelta di Man si è quindi
indirizzata verso il motore
centrale (e-machine, cambio
automatico, unità di controllo,
inverter), soluzione combinabile
con il set di assali
posteriori classici.
Tanta forza e grande
autonomia di marcia
Il risultato di questa strategia
lo abbiamo toccato con mano
nel breve percorso disegnato
per noi sulle strade della Baviera.
Un eTgx con le stesse
qualità del termico e con 400
kW (6 pacchi batteria) di potenza
gestiti dal cambio a 4
rapporti. E un eTgs solido,
concreto e straordinariamente
versatile, che ha mostrato
tutte le sue qualità sia nella
versione trattore, combinato
con sil emitrailer (Meiller),
sia nell’agile configurazione
con cabina corta Nn e allestimento
scarrabile. Sì, questo è
il futuro di Man.
Alberto Gimmelli
32
33
Alla fabbrica Man di Monaco
COSÌ L’ELETTRICO
ENTRA IN
PRODUZIONE
DI SERIE
Massimizzare le infrastrutture
produttive esistenti per agevolare
il ramp-up dei camion elettrici:
questo l’obiettivo del Leone.
Abbiamo partecipato a Monaco
all’evento di lancio
Potrebbe anche sembrare
scontato, ma non lo
è affatto: i veicoli e-
lettrici devono essere sì progettati,
sviluppati, realizzati
i prototipi, e testati, ma poi
vanno costruiti in serie.
Avviare la linea produttiva,
ecco la vera difficoltà
incontrata dalle varie startup
entrate nell’agone competitivo
della mobilità a zero
emissioni allo scarico.
Non che ci fossero dubbi
sul fatto che Man sarebbe
giunta a questo stadio, ma
aver partecipato
all’evento
inaugurale
della linea di
montaggio dei
pesanti elettrici,
lo scorso
16 giugno
a Monaco di
Baviera, ha
incastrato l’ultimo tassello
della strategia del Leone per
quel che riguarda la mobilità
elettrica.
Soprattutto, ci ha dato la
possibilità di vedere con i
nostri occhi che sì, è possi-
La capacità attuale
di 30 camion
elettrici al giorno
è destinata ad
aumentare già nei
prossimi mesi
bile produrre camion termici
ed elettrici sulla stessa linea
e che, con ogni probabilità,
questa è l’opzione più praticabile
in un’epoca come
quella attuale, caratterizzata
da grande incertezza sui volumi
di vendita dei pesanti
elettrici. Volumi ben più bassi
rispetto alle previsioni fatte
solo pochi anni fa, quando
il green deal sembrava un
treno inarrestabile.
Dunque, con la sua linea
produttiva ‘mista’, qualora
dovesse aumentare significativamente
la domanda a
livello europeo
(e fattori
come incentivi,
esenzione
sul pedaggio
o sviluppo
dell’infrastruttura
di
ricarica possono incidere
notevolmente in questo quadro),
Man si farebbe trovare
pronta, evitando colli di bottiglia
che rischierebbero di
compromettere le dinamiche
di un mercato ancora acerbo.
Massimizzare le infrastrutture
produttive esistenti,
insomma, è il mantra per
Man, che, al momento, assicura
una capacità produttiva
di circa 30 camion elettrici
al giorno nello stabilimento
di Monaco, destinata però ad
aumentare nei prossimi mesi
fino a un centinaio. Poi, si
vedrà: sarà il mercato a dettare
i ritmi, evidentemente,
e fare previsioni, lo abbiamo
imparato proprio in questi
ultimi anni, può essere piuttosto
rischioso.
Palleggio tra Monaco
e Norimberga
Il traguardo della produzione
di serie che ha tagliato (e celebrato)
Man è, appunto, un
importante tassello all’interno
della strategia produttiva
che abbraccia non soltanto lo
storico impianto di Monaco,
ma anche quello di Norimberga,
storico anch’esso
perché ‘casa’ dei motori del
Leone, compreso l’ultimo, il
D30, che col Tgx ha centrato
il record di consumo nel Supertest
di Vado e Torno.
Proprio a Norimberga, infatti,
si assemblano le batterie che
equipaggiano i truck elettrici
a marchio Man, mentre
l’unità centrale che ospita il
motore elettrico proviene dal
quartier generale dei cugini
di Scania, a Södertalje, segno
di una sinergia di gruppo
che non lascia, ma raddoppia
quando si parla di camion
elettrici.
«L’avvio della produzione
in serie dei nostri camion
elettrici è un evento
storico», ha detto il Ceo di
Man Truck&Bus, Alexander
Vlaskamp, padrone di casa a
Monaco, «Il futuro di Man
inizia ora, in questo preciso
istante. I nostri camion
elettrici ad alta efficienza
renderanno possibile il trasporto
merci locale a zero
emissioni».
Investimento da 400
milioni di euro
«Questo è un passo fondamentale
verso il nostro
obiettivo di raggiungere la
neutralità carbonica entro il
LE DUE ANIME
DEL POWERTRAIN
Batterie e motore
termico si
fronteggiano nella
fabbrica Man di
Monaco. A fianco, da
sinistra, il direttore
di produzione
Michael Kobriger,
l’europarlamentare
tedesco Manfred
Weber e il Ceo di Man
Truck&Bus, Alexander
Vlaskamp, danno
ufficialmente il via alla
produzione di serie
degli elettrici.
2050. Il fatto che possiamo
produrre camion elettrici sulla
stessa linea di quelli diesel
ci offre anche una grande
flessibilità e aumenta l’efficienza
produttiva».
Vlaskamp, che in tempi
non sospetti si era detto
tutt’altro che preoccupato per
l’apparente ritardo con cui
Man presentava sul mercato
il suo prototipo di eTruck,
ha anche fatto il punto sullo
stato del progetto, che prevede
un investimento di «quasi
400 milioni di euro in ricerca
e sviluppo per offrire la nostra
gamma di camion anche
elettrici a batteria. Una gamma
che va da 12 a 50 ton e
copre tutto, dai veicoli per
la raccolta rifiuti ai camion
per il trasporto a lungo raggio.
Puntiamo a consegnare
i primi mille camion elettrici
entro la fine dell’anno».
Traguardo non da poco,
ma l’avvio di questo primo
anno di consegne è promettente,
come attesta la quota
di mercato del 15 per cento
a livello europeo per il Leone
tra gli over 12 ton elettrici
(dati dell’Icct relativi al primo
trimestre 2025).
«La produzione di camion
elettrici o diesel su un’unica
linea può essere adattata in
maniera flessibile all’andamento
del mercato, e i veicoli
possono essere costruiti
esattamente nell’ordine
in cui vengono ordinati dai
clienti», ha voluto specificare
Michael Kobriger, direttore
produzione e logistica di
Man Truck&Bus.
Fabrizio Dalle Nogare
34
35
Dal 1975 sulla strada
E LA
CORSA CONTINUA
NEL
21°SECOLO
Iveco ha celebrato i suoi
primi 50 anni organizzando
una vera e propria festa alle
Ogr di Torino e facendo
sfilare per le strade della
città i suoi truck più iconici.
Per la prima volta in mostra
tre novità elettriche
Se i camion che hanno fatto la
storia, ormai cinquantennale, di
Iveco sono tutti rigorosamente e-
quipaggiati con motore termico, quelli
che potremmo vedere alla ipotetica
festa per i cento anni del costruttore
nazionale sarebbero, forse, elettrici.
Una provocazione, più che un’azzardata
previsione, ma il messaggio che
Iveco Group ha dato nel corso delle
giornate celebrative di metà giugno
alle Officine grandi riparazioni (Ogr)
di Torino era chiaro: stiamo investendo
anche in una mobilità diversa da
quella che abbiamo conosciuto finora,
sempre nel solco della pluralità tecnologica
tanto sbandierata.
QUATTRO GIORNI DI FESTE ED EVENTI
Iveco Group ha scelto un luogo
fortemente simbolico della lunga
storia industriale di Torino come
centro delle celebrazioni: le Officine
grandi riparazioni sono oggi uno
spazio dedicato agli eventi ricavato
nel cuore della città dall’antico e
glorioso sito industriale.
36
37
Sullo sfondo di una celebrazione
doverosa e sentita, che
ha riunito manager, stampa,
clienti e anche le famiglie dei
dipendenti del gruppo, ci sono
state diverse première che
hanno catalizzato l’attenzione
degli addetti ai lavori e non
solo, specialmente se interessati
alle questioni legate alla
transizione energetica. Nello
specifico, abbiamo visto per
la prima volta sia la nuova
generazione del trattore elettrico
S-eWay Artic, sia i due
veicoli commerciali leggeri,
eJolly ed eSuperJolly, destinati
ad ampliare la gamma
di soluzioni elettriche per
il trasporto urbano con logo
Iveco, primo risultato della
partnership con Stellantis.
Quel rimpallo tra
passato e futuro
Così, per qualche giorno, alle
Ogr di Torino hanno convissuto
S-eWay e Turbostar,
anno di nascita 1984, di certo
uno dei camion Iveco che più
hanno acceso l’entusiasmo
di camionisti e appassionati;
così come l’eSuper Jolly col
Daily, anno di nascita 1978,
vera e propria icona del trasporto
commerciale leggero
e campione di versatilità.
Rimpallo, quello tra passato
e futuro di Iveco, che
è stato un po’ il leit motiv
dell’intera manifestazione,
culminata con la parata celebrativa
partita domenica 15
giugno dall’Industrial village
e giunta alle Ogr dopo aver
attraversato il centro della
città di Torino..
Proprio alle Officine grandi
riparazioni, complesso industriale
di
fine Ottocento
oggi restituito
alla città
sotto forma di
polo culturale
e location
d’eccezione
38
In mostra per
la prima volta i
due nuovi van
elettrici eJolly ed
eSuperJolly di
nascita Stellantis
per grandi
eventi, ha fatto
capolino il trattore stradale
S-eWay Artic, l’opzione elettrica
di Iveco per il trasporto
a medio-lungo raggio. L’erede
del progetto condiviso, ai
tempi, con Nikola, prima della
brusca interruzione della
partnership. Erede, dunque,
che si discosta, tuttavia, parecchio
dal suo predecessore.
Autonomia da 600 km
per il trattore elettrico
E lo fa a partire dalle batterie,
non più fornite da Proterra
ma dalla cinese Catl,
leader globale nel mercato
automotive per volumi.
Con tecnologia Lfp, i
pacchi batterie dell’S-eWay
hanno poco più di 600 kilowattora
di
capacità per
un’autonomia
dichiarata di
600 chilometri
circa, in linea
con i truck
elettrici sviluppati
dai concorrenti.
Così
come la garanzia Iveco, che
copre 10 anni e 1,2 milioni
di chilometri. Quello che
non cambia rispetto alla precedente
generazione è l’utilizzo
dell’assale elettrificato,
Con le radici ben piantate a Torino
Tra i concetti
espressi da Olof
Persson, Ceo di
Iveco Group, durante
la prima giornata
della manifestazione
alle Officine grandi
riparazioni, c’è
la valorizzazione
dell’identità e del
legame con la città
di Torino, che rimane
ancora oggi il fulcro
delle attività del
gruppo e dei suoi
brand. Per questo,
il primo dei dialoghi
con mondi diversi
rispetto a quello dei
veicoli commerciali
e industriali è stato
quello con Alberto
Alessi, designer
torinese di fama
internazionale che si è
soffermato sul valore
della creatività nella
crescita delle aziende.
IL TURBOSTAR IN
TESTA ALLA PARATA
Ben sedici veicoli
hanno solcato
le strade della
città sabauda
nella giornata
conclusiva della
manifestazione
torinese: da
modelli degli
Anni 30 e 40
all’immancabile
Turbostar, fino
all’Iveco S-Way
con la livrea dei
Metallica, simbolo
della nuova
generazione di
veicoli. In alto,
ponte verso il
futuro, i truck e
van elettrici in
mostra per la prima
volta alle Ogr di
Torino. Per i van
si tratta anche di
un allargamento
di gamma verso
il basso, invero
atteso da troppi
anni.
E poi tanto sport: nelle
giornate successive
si sono alternati sul
palco personaggi
del calibro di Miki
Biasion, campione di
rally del team Iveco,
l’ex campione di
Formula 1 Riccardo
Patrese e il pilota di
Motogp Dani Pedrosa.
Tutte testimonianze
del rapporto forte
che Iveco ha
prodotto da Fpt Industrial
nell’innovativo ePowertrain
plant di Torino, i cui motori
elettici sviluppano la potenza
di 650 cavalli.
E dal 2026, per il trattore
S-eWay 4x2 con
passo da 3.932
mm inizieranno
le consegne.
Poi, ci sono
gli ultimi arrivati
in casa Iveco,
che completano
la gamma Lcv,
rimasta inchiodata
per 50 anni al solo Daily
con trazione posteriore. I van
eJolly ed eSuperJolly, disponibili
soltanto in versione
elettrica, nascono dalla collaborazione
con Stellantis Pro
One e sono gemelli degli E-
Scudo ed E-Ducato.
Le due nuove opzioni
elettriche
Entrambi saranno prodotti
all’estero, tra Francia e Polonia,
e arriveranno sul mercato
a partire dal primo trime-
stre del 2026. Il primo sarà
il large van eSuperJolly, con
massa totale a terra da 3,5
a 4,25 ton. Batteria da 110
kilowattora e autonomia fino
a 420 chilometri, eSuperJolly
è spinto
dal motore
da 272
cavalli per
410 Newtonmetri
di
coppia.
Il piccolo
eJolly si
pone, invece,
nel segmento con massa
tra 2,8 e 3,2 ton con capacità
di carico fino a 1.175 chili.
In questo caso, i cavalli del
motore elettrico sono 135 per
260 Newtonmetri di coppia
e due le opzioni per quanto
riguarda le batterie: 49 kilowattora
per poco più di 220
chilometri di autonomia, oppure
75 kilowattora per farne
350. Due van che sono già
integrati nell’ecosistema di
servizi Iveco.
Fabrizio Dalle Nogare
Il trattore elettrico
S-eWay Artic si
rinnova a partire
dalle batterie, ora
fornite dal colosso
cinese Catl
costruito negli anni
anche con il mondo
delle competizioni
motoristiche
nelle loro varie
sfaccettature. Nella
giornata inaugurale
è intervenuto anche
Maurizio Magrini, capo
ingegnere di Iveco e
figlio del grande Guido
Magrini, considerato
il padre di quell’icona
che è il Daily.
39
Il racconto dell’Iveco S-Way Tour 2025
LO STIVALE PER NOI
NON HA
PIÙ
SEGRETI
40 41
Hanno percorso più di 50 mila chilometri
i cinque camion protagonisti dell’Iveco
S-Way Tour 2025, l’iniziativa che ha portato
in giro per l’Italia la rinnovata gamma di
pesanti stradali Iveco da inizio aprile fino
al 21 giugno. Da Brescia a Catania, evenT
ha raccontato sui social il tour tappa dopo
tappa, attraverso dirette Instagram
e video con le immagini più spettacolari
ed emozionanti della cavalcata
In fase di presentazione, lo
abbiamo definito un vero
e proprio Giro d’Italia,
alternativo a quello che si
celebra ogni anno nel mese
di maggio, ma su due
ruote. E così, in effetti, è
stato. Con il doppio obiettivo
di celebrare il traguardo
dei primi 50 anni di storia
dell’Iveco, ma soprattutto
di far conoscere a tutto lo
Stivale la nuova gamma di
pesanti stradali by Torino,
rinnovati profondamente
alla fine del 2023.
Rivivi le emozioni
dell’Iveco S-Way
Tour sul nostro
canale YouTube
40
41
Racconto in real time con dirette e video
Per l’Iveco S-Way
Tour 2025, la
presenza di evenT
non è mancata, anzi.
Abbiamo raccontato
in tempo reale ogni
tappa sfruttando le
possibilità offerte dai
canali social. Come,
per esempio, le dirette
Instagram, che ci
hanno consentito
di collegarci con le
sedi delle varie tappe
e affrontare alcune
delle tematiche
principali del tour
insieme a ospiti
sempre diversi.
Ne è venuto
fuori un racconto
informale e
leggero, in pieno
stile Instagram.
Per ognuna
delle nove tappe
in programma, poi,
abbiamo raccolto
le immagini più
emozionanti e
suggestive e le
abbiamo montate in
nove video racconti
che potete trovare
sul nostro canale
YouTube. Video
arricchiti anche
dalle interviste ai
protagonisti dell’Iveco
S-Way Tour: non
soltanto i responsabili
di prodotto a illustrare
le novità dei camion
e dei servizi offerti
da Iveco, ma anche
clienti, potenziali
clienti e semplici
appassionati che
hanno scelto la tappa
più vicina per fare
conoscenza con la
gamma 2025 dei
pesanti stradali Iveco
destinati a solcare le
strade europee.
CAMION, TEST DRIVE E SORRISI
La squadra Iveco ha dato la possibilità di
provare su strada i camion protagonisti
dell’S-Way Tour 2025 su percorsi preparati
in ognuna delle nove tappe che si sono
susseguite dalla partenza di Brescia fino
all’arrivo a Catania.
Un rinnovamento, è bene ricordarlo,
che ha riguardato
aspetti come powertrain, elettronica,
prestazioni, estetica,
ma anche la cabina.
Nove tappe, con partenza da
Brescia all’inizio di aprile e
arrivo a Catania nel week-end
del 20 e 21 giugno, che hanno
impegnato tante persone della
squadra Iveco Mercato Italia,
tra driver, formatori, speciali-
sti di prodotto e addetti alla
comunicazione: noi le abbiamo
raccontate sui canali social
di Vado e Torno, Trasportare
Oggi ed evenT (media
partner dell’intero tour), come
raccontiamo diffusamente nel
box qui sopra.
Tante le persone intervenute
nelle varie tappe, che si
sono susseguite tra interporti,
truck village e autodromi.
Quello del Levante per la tappa
di Bari, la penultima, ma
anche quello di Misano, con il
festoso incrocio tra l’Iveco S-
Way Tour e il Misano Grand
Prix Tour, a metà maggio.
Hvo e biogas per la
sostenibilità del trasporto
I protagonisti, però, sono stati
sempre e soltanto loro: i cinque
Iveco S-Way che hanno
girato in lungo e in largo l’Italia
in tre mesi e più. Quattro
con motore diesel, compatibile
con l’Hvo, e uno con motore
a gas naturale, compatibile
naturalmente anche con il biogas.
Perché parlare di sostenibilità,
nel trasporto attuale, è
doveroso, ma Iveco ha deciso
di farlo a modo suo, seguendo
la filosofia molto concreta
della transizione ‘plurale’ qui
e ora, con le tecnologie attualmente
a disposizione dei
trasportatori.
Così, secondo Iveco, i quattro
veicoli con motore diesel,
grazie alla loro compatibilità
con l’Hvo, hanno contribuito
a ridurre le emissioni di gas
serra dell’80 per cento circa,
mentre l’Iveco S-Way alimentato
a biometano ha consentito
un risparmio complessivo (dal
pozzo alla ruota) di anidride
carbonica del 95 per cento
rispetto al diesel tradizionale.
Al fianco di Iveco hanno
‘sfilato’ i partner strategici
Enilive, Greenture, Petronas
e Prometeon, oltre ai logistic
supplier Rolfo e Viberti Rimorchi.
Fabrizio Dalle Nogare
42
43
Stellantis ad Atessa
DOVE
NASCONO I
FURGONI
Inaugurato nel novembre di 44 anni
fa, lo stabilimento è un ecosistema
produttivo che continua a innovarsi.
Da lì escono i Cargo box Bev e tutte
le personalizzazioni Custom fit, che
oggi interessano il cinquanta per
cento della produzione Stellantis Pro
Varcato il cancello d’ingresso dello stabilimento
Stellantis di Atessa, l’atrio della palazzina dove
hanno sede gli uffici accoglie il visitatore con
una serie di pannelli che illustrano e ripercorrono,
anche fotograficamente, la storia del sito di produzione.
È un racconto importante per questo lembo
di terra abruzzese in provincia di Chieti, ma non
solo. È una storia che comincia nel 1978 con la
nascita di Sevel (Società europea veicoli leggeri)
nell’ambito della joint-venture tra Fiat e i francesi
di Psa (Citroën-Peugeot), a cui segue la costruzione
dell’impianto inaugurato il 28 novembre 1981 alla
presenza del Presidente della Repubblica, Sandro
Pertini, e del Presidente della Fiat, Gianni Agnelli.
OLTRE 1,2 MILIONI DI METRI QUADRATI
Il centro di Atessa, fiore all’occhiello del gruppo
Stellantis, destina l’80 per cento della sua
produzione all’export in 75 paesi del mondo.
44 45
LA FORMAZIONE
DEL LEADER
Nello stabilimento
di Atessa, Stellantis
costruisce e
trasforma i large
van offerti dai
marchi del gruppo,
ovvero Citroën, Fiat
Professional, Opel,
Peugeot e Vauxhall.
Sempre dalle linee
del centro ubicato
in Val di Sangro,
esce in realtà
anche il Proace,
il furgone di
grandi dimensioni
commercializzato
da Toyota.
Stellantis,
che è leader
incontrastato del
mercato europeo,
vanta negli Lcv una
quota superiore al
30 per cento.
Cargo box fino a 20,5 m 3 di volume utile
Per chi come
Stellantis Pro
one realizza in
quello che viene
definito «ecosistema
produttivo completo»
oltre 2.500
versioni di veicoli
commerciali leggeri,
l’annuncio dell’avvio
della produzione
dell’ulteriore variante
Cargo box Bev del
Fiat Ducato, non
è una sorpresa.
Piuttosto, la conferma
di quanto e come
Stellantis interpreti il
concetto di vicinanza
alla clientela. Basato
sulla versione chassis
cab, il Cargo box
Bev (Battery electric
vehicle), combinando
la lunghezza del
vano merci di 4.230
millimetri, la larghezza
di 2.032 e l’altezza
di 2.150, offre una
volumetria di 18,3 m 3
che, nella versione
L4, aumentaa a 20,5
(con 4.500 mm di
lunghezza e 2.300 di
altezza). A muovere
il Cargo box Bev è
il motore elettrico
da 200 kW (270 cv)
e 410 Nm di coppia,
alimentato dalla
batteria da 110 kWh
che assicura, secondo
il costruttore, fino
a 323 chilometri di
autonomia.
Sono passati quasi quarantaquattro
anni, e come si usa
dire, molta acqua è passata
sotto i ponti.
Un futuro all’insegna
dell’incertezza
Oggi, che ha messo nel
mirino il traguardo ormai
prossimo degli
otto milioni di
veicoli complessivamente
prodotti
(a maggio
di quest’anno il
totalizzatore segnava
quota 7
milioni 609.842
unità), quello
che si presenta come il più
grande stabilimento in Europa,
dedicato esclusivamente
ai veicoli commerciali leggeri,
vive una realtà in chiaroscuro.
Da una parte lo sviluppo
continuo in tutte le sue
aree, dove spiccano i quindici
chilometri di linea di
assemblaggio (sì, avete letto
bene, 15 chilometri), il più
grande reparto carrozzeria
della galassia Stellantis, e
un impianto di verniciatura
costantemente rinnovato.
Dall’altro, scaturite e alimentate
dal complicato momento
che
tutta l’industria
dell’automotive
sta
vivendo in
questa delicata
e confusa
fase di
transizione,
le preoccupanti
voci che puntualmente,
in questi ultimi tempi
in particolare, rimbalzano a
proposito del futuro del sito,
autentico fiore all’occhiello
del gruppo. Voci che, interpretando
le parole di Jean
Philippe Imparato, responsabile
del mercato europeo
Le trasformazioni
in-house vengono
completate con
soluzioni sviluppate
con più di 550
partner certificati
del gruppo Stellantis, arrivano
perfino a ipotizzarne la
chiusura se non interverranno
«significativi correttivi alle
attuali normative europee». Il
riferimento è evidentemente
alle pesanti sanzioni che Stellantis
si troverebbe costretta a
pagare qualora non riuscisse a
rispettare i limiti alle emissioni
di CO 2
.
Nonostante ciò, ad Atessa
si vuole e si continua, giu-
stamente, guardare al domani
con la giusta attenzione agli
sviluppi della situazione, ma
con la speranza che torni il
sereno e si possa proseguire
la navigazione in acque più
tranquille.
Due novità che
arricchiscono l’offerta
A questo proposito, le novità
annunciate all’inizio di luglio,
vanno appunto in questa
direzione. Riguardano l’avvio
della produzione, nel Custom
fit center, della versione Cargo
box Bev e della famiglia
Bev dei veicoli ricreazionali
(camper e motorhome). Importanti
tasselli che vanno
ad arricchire ulteriormente
l’offerta Stellantis Pro one e
che si accompagnano, altra
non trascurabile novità, alla
disponibilità come dotazione
di serie della ricarica da 22
46
47
VEICOLI
TAILOR MADE
Ad Atessa gli
allestimenti
personalizzati,
ovvero progettati
e realizzati
per soddisfare
al meglio le
specifiche esigenze
dei professionisti
del trasporto,
nonchè delle
piccole e medie
imprese, così
come delle grandi
flotte, nei diversi
settori d’impiego,
rappresentano
il cinquanta per
cento circa della
produzione di
Stellantis Pro one.
Di fatto, ogni
applicazione ha la
sua configurazione
veramente tailor
made.
Cardile: è un mercato Italia a due velocità
L
’evento di Atessa
è stata anche
l’occasione per fare il
punto sulla situazione
del mercato italiano Lcv
che, spiega Salvatore
Cardile (nella foto),
direttore marketing
e autonomy della Bu
veicoli commerciali
di Stellantis Italia,
«ha chiuso il primo
semestre con un calo
dell’11 per cento circa,
ma con una flessione
che diminuisce mese
dopo mese, come
conferma il meno 5
per cento a giugno».
Cardile sottolinea come
quello italiano è in
questo momento un
mercato che «viaggia
a velocità diverse.
Sono calati infatti
sia il segmento più
piccolo sia quello dei
large van. Il primo per
motivi omologativi,
nel senso che si è
persa la possibilità di
immatricolare come
N1 i veicoli come Fiat
Panda van e Citroën
C3 van, mentre per i
large van la flessione
è anche legata alla
decisione della
clientela di ritardare
gli investimenti
più grandi, magari
allungando di un anno
o anche più l’utilizzo
del veicolo». In questo
contesto, Stellantis
Pro one «ha chiuso
il primo semestre
confermandosi leader
con una quota del 40,9
per cento, in crescita
di un punto rispetto
al 2024, e questo
nonostante l’uscita di
scena del Fiorino. E nel
solo mese di giugno la
quota è stata del 44,1
per cento, quasi sette
punti in più rispetto allo
scorso anno. A trainare
la crescita nel semestre
c’è Fiat Professional
che aumenta di 2,7
punti sul 2024».
kW. Funzionalità, quest’ultima,
che velocizzando le
operazioni di ‘rifornimento’,
consente di fatto di dimezzare
i tempi di ricarica rispetto alla
soluzione da 11 kW.
Insomma, non solo non si ferma,
ma Atessa rilancia. Con
tutto il peso della sua forza.
Che è notevole. Basti pensare
che qualcosa come l’80 per
cento circa della produzione
qui realizzata è destinata
all’esportazione in 75 paesi
del mondo. Allo stesso tempo,
Atessa è anche uno dei
poli produttivi più avanzati
di Stellantis Custom fit.
Di cosa si tratta? Molto semplicemente,
Stellantis Custom
fit è il programma di
conversione e personalizzazione
che interessa in pratica
il 50 per cento della produzione
nei veicoli commerciali.
In buona sostanza, col
Custom fit non vi è esigenza
o richiesta
della clientela
professionale
che Stellantis
Pro one non
sia in grado
di soddisfare.
E ciò anche
L’offerta di Stellantis
Pro one non ha
paragoni in termini
di flessibilità e
ampiezza di gamma
Anne Abboud, Stellantis Pro one
grazie anche
alle soluzioni
sviluppate in collaborazione
con la collaudata rete di oltre
550 partner certificati in tutto
il mondo. Si può davvero dire
che ogni veicolo che passa
ed esce dal Custom fit center
di Atessa è davvero tailor
made, cucito perfettamente a
misura del cliente.
E a questo proposito è importante
e allo stesso tempo
significativo sottolineare
come, nei dodici mesi dello
scorso anno, Stellantis abbia
registrato un aumento del 25
per cento delle conversioni
e praticamente raddoppiato
il numero dei veicoli personalizzati
per grandi flotte
realizzati inhouse.
Il tutto
mentre a livello
europeo
le vendite di
veicoli convertiti
ha fatto
segnare un incremento
del
35 per cento.
Senza con tutto ciò trascurare
il fatto che ogni conversione
e variazione, operata
direttamente nell’impianto
di Atessa, assicura elevati
standard qualitativi, maggiore
sicurezza e una tempistica
di consegna più certa del veicolo
finito.
Alberto Gimmelli
48
49
NISSAN
INTERSTAR
35 TEKNA
FURGONE
MOTORE ELETTRICO 87 KW
LA CARTA D’IDENTITÀ
DOTAZIONE del veicolo in prova in
versione L2 H2, tre posti, allestimento
Tekna: chiusura porte centralizzata con
telecomando, alzavetri elettrici, sedile
conducente regolabile con bracciolo
e supporto lombare, sedile passeggero
biposto con schienale ripiegabile,
accensione automatica tergicristallo,
abbaglianti automatici, ruota di scorta,
touchscreen centrale da 10,1 pollici,
computer di bordo con schermo Tft da
7 pollici, vano di carico illuminato con
anelli di ancoraggio, doppio battente posteriore
con gradino di accesso, caricatore
Ac da 22 kW e Dc da 130 kW, cavo
di ricarica tipo Mode 3, caricabatteria wireless,
sensori di parcheggio, luci diurne
a Led, porta laterale destra scorrevole.
DOTAZIONE MR TRUCK motore elettrico,
cambio automatico, climatizzatore
automatico, funzioni Abs, Esp con
extended grip, airbag conducente, telecamera
posteriore, Lane guard system,
attention control, cruise control con limitatore
di velocità, assistenza alla frenata
d’emergenza, rilevamento avviso angolo
cieco, riconoscimento segnaletica stradale,
assistente intelligente alla velocità.
PREZZO LISTINO
56.300 €
In prova col van elettrico jap
LA SOGLIA
DELLA
TRANQUILLITÀ
Lanciato alla fine dello scorso
anno, il nuovo Interstar spinto
dal motore elettrico alimentato
dalla batteria da 87 kWh, porta
l’autonomia abbondantemente
oltre la soglia dei 400 chilometri,
distanza che toglie ogni ansia da
ricarica confermandosi perfetta per
le mission quotidiane in città
Una prima impressione all’apparenza banale,
ma che probabilmente non lo è. Quella
scelta per la prova del Nissan Interstar e-
lettrico è una giornata calda. Di più, bollente. Il
sole picchia forte, rendendo l’aria quasi irrespirabile.
Eppure di questo ne hai contezza soltanto
quando, concluso
il test,
è il momento
di lasciare
l’abitacolo
del ‘nostro’
van.
SUSTAINABILITY INDEX
DRIVELINE %
a a a a c 94
COMFORT E SICUREZZA
a a a b e 66,1
CARATTERISTICHE DEL VEICOLO
a a b e e 51
MOBILITY REVOLUTION TRUCK
a a a c e 76,3
PROVA CONSUMO
IN CITTÀ
© Vado e Torno 2025
50
51
AUTONOMIA
460
km
con batteria
da 87 kWh
200
km
con batteria
da 40 kWh
LE BATTERIE AI RAGGI X
La soluzione di batterie adottata da
Nissan per la nuova generazione del van
Interstar, proposto alla clientela nelle
versioni da 87 oppure 40 kilowattora,
deriva di fatto dalle passenger car
del gruppo. Il marchio jap ha voluto in
questo modo puntare all’obiettivo di
contenere il più possibile il peso dei
pacchi batteria stessi, allo scopo di non
penalizzare oltremodo la capacità di
carico del veicolo.
E col motore diesel si fa in quattro
Avanti a tutta con
l’elettrificazione,
che secondo Nissan
è «un’esigenza
sempre più sentita nel
trasporto commerciale
commerciale leggero
in Europa», ma senza
dimenticare, o forse
meglio potremmo
dire archiviare, il
caro vecchio motore
termico. Che di suo ha
ancora tanto da dire
e da dare, anche in
questa fase (delicata
quanto confusa) di
transizione. Ecco
allora che il costruttore
nipponico propone
il suo Interstar, che
a livello di design
nasce a Paddington, in
Gran Bretagna, anche
con una formazione
di potenze diesel
declinate per tutte le
esigenze del trasporto
in città e sull’ultimo
miglio. A fronte infatti
delle due versioni di
pacchi batteria offerte
con la versione full
electric dell’Interstar
(87 e 40 kWh), col
termico diesel le
potenze, declinate sulla
base del 4 cilindri da
2,3 litri Euro 6 con Scr
(siglato M920), sono
addirittura quattro:
105, 130, 150 e 170
cavalli, rispettivamente
corrispondenti a valori
di coppia di 330, 350,
360 e 380 Nm. Si
tratta di un propulsore
sul quale Nissan ha
lavorato puntando al
taglio dei consumi, a
detta del marchio jap
ridotti di 1,5 l/100 km
rispetto alla precedente
generazione. Dialogo
e gestione di potenza
e coppia si ottengono
con due trasmissioni:
il classico cambio
manuale a 6 marce o
il nuovo automatizzato
a 9 marce, firmato Zf
(sotto, il comando).
tara
2.303
chili
È in quel preciso momento
che ti rendi conto, apprezzandolo,
il benessere che il van
jap cento per cento elettrico,
ha invece assicurato a bordo
all’autista e al suo secondo
durante l’intera giornata.
Tradotto, significa un
comfort sicuramente di livello
superiore, rispetto al
termico, come tutti i veicoli
a batteria sanno garantire,
ma che con l’Interstar Ev
hai netta la sensazione che
compia un altro balzo verso
l’alto, aggiungendo quel pezzettino
di ulteriore benessere
capace di fare la differenza.
In tutto e per tutto
un gran lavoratore
Insomma, in questo senso
l’Interstar assomiglia a una
comoda berlina travestita
però da van. Eh sì, benché
accolti dall’ambiente moder-
TELECAMERA
POSTERIORE
Fa parte della
dotazione nel
pacchetto di
allestimento
Tekna, il più
completo tra
quelli offerti per
l’Interstar. Tra gli
equipaggiamenti
di primo impiìanto
anche la porta
laterale scorrevole
e il gradino
posteriore.
namente ergonomico, non
bisogna dimenticare il principale
compito che il van è
chiamato a svolgere: carico e
scarico delle merci, trasporto
e distribuzione.
Mission che Interstar interpreta
mostrando un Dna e
uno spirito da autentico infaticabile
lavoratore. Spalle
robuste (lo testimonia la portata
di gran lunga superiore
alla tonnellata) e soprattutto
il vano di carico non soltanto
ben organizzato, illuminato,
che dispone dei pratici anelli
di ancoraggio del carico,
ma anche e soprattutto facilmente
accessibile, sia dal
doppio battente posteriore
(con gradino di salita ben
dimensionato) sia attraverso
l’ampia porta laterale destra
scorrevole, disegnata per accogliere
agevolmente le merci
pallettizzate.
52
53
Vogliamo soffermarci
su due dettagli che
solitamente passano
inosservati, quasi
fossero la regola
o comunque scontati. Primo, il
gradino posteriore di accesso al
vano di carico. Corre per tutta la
larghezza ed è di dimensioni tali
da consentire una salita comoda
e sicura. Secondo, il bracciolo
della seduta autista. Potrebbe
apparire ininfluente ma, per chi
sta al volante per l’intera giornata,
aiuta ad alleviare la stanchezza e
aumentare il comfort.
Dietro il volante
(multifunzione,
naturalmente), è
tutto un affollarsi di
leve da spostare in sù e in giù
oppure da ruotare avanti/indietro.
Quella di selezione della modalità
di marcia che compone il tris
sistemato sulla destra del volante,
è però in una posizione che ne
complica la manovrabilità. Con la
mano si sbatte involontariamente
sul comando del tergicristallo,
attivandolo.
IL CAVO C’È MA
NON SI VEDE
Quello per
la ricarica è
alloggiato infatti
nel vano, ampio e
pratico, ricavato
sotto la seduta
della panchetta
biposto per
i passeggeri
(sotto a destra).
Meno pratico
e visivamente
anche molto
ingombrante è
invece il piccolo
portaoggetti
(a sinistra) che
trova posto sulla
penisola centrale,
immediatamente
sotto il
touchscreen
collocato tra le
due bocchette
per la diffusione
dell’aria. Bene i
vani ricavati nella
parte superiore
della plancia e
il piano per la
ricarica wireless
dello smartphone.
LA CARTA D’IDENTITÀ
Passo mm 3.585
Lunghezza mm 5.685
Larghezza con/senza specchi mm 2.466/2.080
Altezza mm 2.490
Sbalzo ant/post mm 970/1.130
DIMENSIONI VANO DI CARICO
Lunghezza mm 3.225
Larghezza/tra passaruota mm 1.789/1.380
Altezza mm 1.885
Volume utile mc 10,8
PESI E PORTATA
Tara kg 2.303
Portata kg 1.197
Peso totale kg 3.500
RICARICA BATTERIE
4 ore
per un pieno
di energia
della batteria
da 87 kWh
utilizzando un
caricatore da
22 kW (da 11
kWh, invece
per la batteria
da 40 kWh)
Il tempo di ricarica sopra indicato si
riferisce al sistema più tradizionale e
utilizzato. Il Nissan Interstar Ev può
tuttavia usufruire della ricarica veloce
in corrente continua da 130 kW, con la
quale è possibile ottenere 252 chilometri
di percorrenza in soli trenta minuti.
TECNOLOGIA
Disegnato
dal vento
Il nuovo modello
migliora di venti punti
la resistenza all’aria
Saranno solo sensazioni,
ma la configurazione
della gamma del nuovo
Nissan Interstar Ev, ovvero
del van cento per cento e-
lettrico del costruttore jap,
sembra pensata per suggerire
e indirizzare la scelta del
cliente verso la versione più
muscolosa tra le due, quella
con motore che trae energia
dalla batteria da 87 kWh che
vale 460 chilometri di autonomia.
Che, non a caso, è
protagonista della prova.
Considerando infatti le dimensioni,
la struttura e la tara
del veicolo, l’altra soluzione
disponibile, cioè l’entry level
con batteria da 40 kWh e 200
chilometri circa di autonomia
dichiarata, si presenta con un
appeal abbastanza limitato.
L’Interstar Ev da 87 kWh,
nella versione a trazione anteriore
mette invece in mostra
una buona dose di personalità
e carattere. Doti che
si combinano con l’ottimo
e ricco equipaggiamento di
base che col livello di allestimento
Tekna della nostra
prova aggiunge contenuti
di estrema utilità, quali ad
esempio la telecamera posteriore
e il sistema wireless
di ricarica dello smartphone.
Su strada, sia nel traffico cittadino
che impone frequenti
stop-and-go, così come sui
tratti più scorrevoli e veloci,
grazie ai 105 kW di potenza
(con 300 Nm di coppia),
l’Interstar si mostra agile e
piacevolmente disinvolto.
One-pedal col recupero
di energia in frenata
Particolarmente efficace, poi,
è l’azione svolta dal recupero
dell’energia in frenata. Addirittura,
nel suo livello di
recupero massimo trasforma
la guida in una sorta di onepedal
vehicle, nel senso che
l’effetto frenante esercitato è
talmente vigoroso, per non
dire eccessivo, per cui il pedale
di sinistra non lo tocchi
praticamente mai (o quasi). Il
consiglio è, allora, di optare
per un livello di recupero
meno strong.
Dettaglio non trascurabile:
l’Interstar Ev viene proposto
con una garanzia per la batteria
di 8 anni o 160 mila
chilometri. Per la massima
tranquillità del cliente.
54
55
DA SOLO
Perché il gruppo Volvo investe
nella guida autonoma pensando
a un futuro più sostenibile.
Ne abbiamo parlato con Sasko
Cuklev, responsabile on-road
di Volvo Autonomous solutions
Tra i tanti temi affrontati
durante l’ultima edizione
di Act Expo 2025,
dal 28 aprile al 1° maggio ad
Anaheim, poco distante da
Los Angeles nella California
del Sud, c’era anche la guida
autonoma per i camion.
E girando
tra gli stand
abbiamo constatato
come
Volvo sia in
prima linea
con la sua
Autonomous
solutions, divisione
del gruppo
svedese dedicata proprio
alla guida autonoma.
Il contributo dei camion
a guida autonoma
A abbiamo avuto dunque incontrato
Sasko Cuklev, head
of on-road solutions di Volvo
Autonomous solutions. E
se è vero, com’è vero, che
i camion autonomi possono
aiutare ad affrontare alcuni
problemi del trasporto, Cuklev
ci ha spiegato meglio
in che modo.
56
La guida autonoma per Volvo
È REALTÀ IL
CAMION CHE
SI GUIDA
Abbiamo iniziato
con i test in Texas
perché l’ambiente
normativo è molto
favorevole e il
tempo clemente
Perché è così importante per
un gruppo come Volvo investire
nella guida autonoma?
«Vogliamo essere all’avanguardia
e avere la soluzione
che ci permetta di aiutare i
nostri clienti. Con le nuove
tecnologie in arrivo e le novità
che stanno
emergendo,
crediamo
che in futuro
i clienti saranno
sempre più
interessati a
questo tipo di
soluzioni.
Inoltre, abbiamo
molte sfide da affrontare:
temi legati alla sicurezza, carenza
di autisti, requisiti del
commercio elettronico e così
via. Il settore dei trasporti ha
bisogno di nuove soluzioni».
Cosa cerca Volvo per quanto
riguarda i camion autonomi?
«Vogliamo essere il miglior
partner possibile per i nostri
clienti. Sentiamo che c’è la
necessità di trovare soluzioni
di questo tipo per il futuro,
INNOVATORE NEL MONDO
AUTOMOTIVE
Svedese di nascita e
formazione, da un paio d’anni
Sasko Cuklev lavora negli
Stati Uniti, dove sviluppa
per Volvo i camion a guida
autonoma. Gran parte dei test
si svolgono in Texas, ambiente
particolarmente favorevole, con
ricadute tangibili anche per lo
scenario europeo. Lo abbiamo
incontrato ad Act Expo.
al fine di mitigare i rischi e
affrontare le sfide future».
Quali sono, ad oggi, le principali
sfide nel processo di
sviluppo dei veicoli autonomi
pesanti?
«È una tecnologia nuova,
alcune delle sfide principali
sono legate alla sicurezza.
Inoltre, dobbiamo trovare soluzioni
per far sì che funzionino
nel settore dei trasporti
così com’è oggi. Faccio un
esempio: se il camion si rompe,
l’autista deve sapere affrontare
la situazione. Se non
c’è l’autista, qualcun altro o
qualcos’altro deve occuparsi
del problema».
Qual è lo stato dell’arte per
quanto riguarda i test di
camion autonomi effettuati
negli Stati Uniti?
«Tutto è iniziato in Texas.
Lì, l’ambiente normativo è
molto amichevole, quindi ci
è permesso di effettuare i test
più liberamente. Inoltre, il
clima è favorevole, perfetto
per far circolare i veicoli autonomi.
Ora,
però, abbiamo
in programma
di implementare
queste soluzioni
in tutta
l’area Sun
Belt degli Stati
Uniti e raccogliere
sempre
più dati».
I veicoli
autonomi sono
complementari
rispetto a quelli
tradizionali, non
sostitutivi
Con quali software house
o partner lavora Volvo nel
campo dei veicoli autonomi?
«Stiamo lavorando su due
segmenti. Uno è quello delle
miniere e delle cave. In Europa
abbiamo già implementato
la soluzione autonoma,
senza conducenti a bordo.
Abbiamo sette veicoli che
stanno lavorando in Norvegia.
Abbiamo iniziato in Europa
sviluppando da soli lo
stack autonomo completo. Il
secondo segmento è il ‘lungo
raggio’, ovvero il trasporto
commerciale su strade pubbliche.
Come ho detto, abbiamo
iniziato in Texas e, vista
l’applicazione molto più impegnativa,
collaboriamo con
Aurora, con cui lavoriamo
da tempo, e con Wabi, più
di recente».
Volvo Trucks North America
sta lanciando veicoli nuovi
e migliorati. Sono ‘pronti’
ad accogliere le soluzioni di
guida autonoma?
«Sì. Abbiamo il nuovo Volvo
Vnl e sulla stessa piattaforma
abbiamo progettato e
sviluppato il Vnl autonomo,
dunque con i sistemi necessari,
soprattutto per quanto
riguarda gli aspetti critici
della sicurezza: frenata, sterzo,
comunicazione e così via.
Il Vnl autonomo, fra l’altro,
è uscito dalla nostra fabbrica
americana in Virginia. E non
molti produttori possono fare
altrettanto. Costruire il camion
da zero è l’unico modo
per garantire gli elevati standard
di sicurezza di Volvo».
Come funziona l’integrazione
tra Volvo Trucks North
America e Europa?
«Sviluppiamo camion e sistemi
rispettando gli stessi
standard e vogliamo
essere
in grado di
implementare
e applicare
ognuno di
questi standard
ai vari
marchi».
Secondo la sua esperienza,
come vengono visti i camion
autonomi dagli autisti?
«All’inizio i camion autonomi
non erano visti molto
bene. Ma i veicoli autonomi
devono essere il complemento
a ciò che abbiamo oggi,
non i sostituti. Tra le sfide
da affrontare c’è la carenza
di autisti, che coinvolge
tutto il settore e diventerà
ancora più importante in futuro.
Quando lo spieghiamo
ai conducenti, credo che anche
loro capiscano le ragioni
per cui stiamo lavorando in
tal senso. Inoltre, i camion a
guida autonoma potrebbero
eliminare alcuni degli oneri
legati all’attuale lavoro
dell’autista».
Fabrizio Dalle Nogare
57
Giuseppe Mastroviti di Brebemi
LA STELLA
POLARE
È LA
SICUREZZA
58
Moderna e tecnologicamente
avanzata, la Brebemi è controllata
quotidianamente e verificata con
una cura quasi maniacale. Perchè
la prevenzione non rimanga
soltanto un concetto astratto
Parliamo di Brebemi lasciando
però da parte
la questione (spinosa)
del prolungamento della concessione
(ne abbiamo trattato
su Vado e Torno n. 5/2025) e
il caro-pedaggi. Non perché
non siano temi importanti, ma
perché non sarebbe corretto ridurre
la A35 Brebemi soltanto
a questo.
I 62,1 chilometri che, scorrendo
a sud dell’autostrada
A4, intercettano quattro province
collegando Milano a
Brescia, o più
esattamente
i dintorni dei
due capoluoghi,
sono infatti
molto di
più. Dal punto
di vista progettuale,
della
tecnologia applicata,
della gestione e della
sicurezza. Un ‘qualcosa
di più’ che merita di essere
sottolineato e approfondito.
Ad aiutarci in questo compito,
Giuseppe Mastroviti, direttore
tecnico e di esercizio
di A35 Brebemi, che abbiamo
incontrato l’ultimo (caldissi-
La manutenzione
preventiva è
continua. Cerchiamo
di farla con tempi e
modi che impattino
il meno possibile
mo) lunedì di giugno presso il
Centro operativo dell’autostrada
lombarda, a Fara Olivana.
In cosa possiamo considerare
tecnologicamente avanzata
questa autostrada, entrata in
servizio nel luglio 2014?
«Cominciamo col dire che
A35 Brebemi è un’autostrada
progettata e costruita seguendo
nuovi criteri e standard
che fanno riferimento alla Ntc
2008 (la normativa per la progettazione,
esecuzione e collaudo
di queste
infrastrutture,
che stabilisce
precisi criteri
mirati a garantire
sicurezza
e durabilità
nel tempo). In
Italia, tranne
le nuove opere,
non ce ne sono di simili.
Per cui possiamo dire che la
prima, importante differenza è
appunto questa. Che è anche
una caratteristica: Brebemi
non è infatti un ammodernamento,
bensì un progetto ex
novo che, ad esempio è stato
pensato per una vita nominale
LA BREBEMI IN CIFRE
62,1 km la lunghezza
6 le barriere di pedaggio
(Chiari Ovest, Calcio, Romano,
Bariano, Caravaggio, Treviglio)
8 svincoli con viabilità locale
3 connessioni autostradali
2 aree di servizio
4 province attraversate
26 comuni interessati
PICCOLI INTERVENTI MA CONTINUI
È un imperativo per lo staff che
sovrintende alla A35 Brebemi. Oltretutto,
realizzandoli nelle ore notturne, si
minimizza l’impatto sulla circolazione.
AUTOSTRADA
ALL’AVANGUARDIA
La Brebemi è
un’autostrada progettata
e costruita secondo
la norma Ntc 2008
(Norme tecniche per
le costruzioni). Sotto,
Giuseppe Mastroviti,
direttote tecnico e
d’esercizio della A35.
della struttura di cento anni. In
modo che si possano gestire al
meglio le nuove esigenze del
trasporto così come, ad esempio,
gli eventi meteo eccezionali.
E c’è dell’altro».
A cosa si riferisce?
«All’approccio. La Brebemi
è stata progettata e sviluppata
con l’obiettivo della prevenzione
del degrado. Questo ci
consente un continuo miglioramento
della funzionalità
della struttura, contenendo allo
stesso tempo i costi. Operiamo
realizzando in continuo piccoli
interventi di manutenzione,
evitando al cliente di trovare
quello che impatta. Generalmente,
cerchiamo di farli in
notturno, avvisando sempre
e comunque l’utente con settimane
d’anticipo attraverso il
nostro sito. Inoltre, eseguiamo
controlli, visivi e strumentali,
e una fondamentale opera di
monitoraggio. A tutto ciò aggiungiamo
l’analisi
periodica
dei sinistri, le
esercitazioni in
galleria per migliorare
soccorso
e assistenza,
le attività di
formazione».`
Concretamente in cosa si distingue
questa autostrada?
«Brebemi voleva essere il top
dell’ingegneria italiana. È nata
per essere un fiore all’occhiello.
Non a caso nel suo
progetto sono state inserite
molte dotazioni, impiantistiche,
civili e faunistiche, non
legate, o previste, a specifici
obblighi normativi».
Mi faccia un esempio.
«La corsia di emergenza di 3,5
metri di larghezza, quando la
norma prevede lo standard di
3 metri. Ci consente di gestire
meglio l’emergenza, quando
un veicolo si ferma su quella
corsia, ma agevola anche le
operazioni di manutenzione o
eventuali deviazioni».
Chiaramente non è tutto.
«Infatti. Disponiamo di un
sistema di videosorveglianza
La pavimentazione
della Brebemi è
un nostro segno
distintivo e un fiore
all’occhiello per
come viene gestita
con 260 telecamere, installate
su 57 torri, di cui 114 con
tecnologia Aid (Automatic incident
detection). Non si tratta
di un sistema di rilevamento
della velocità. Piuttosto, di
telecamere che, per così dire,
ragionano con software particolari
che consentono, sezione
per sezione, di rilevare
incidenti, intesi non solo come
impatto tra
veicoli o contro
barriere, ma
anche eventuali
manovre
inaspettate, come
il procedere
in contromano.
E poi c’è l’impianto
antinebbia:
basato su una ventina di
sensori, disposti lungo la tratta,
attiva l’illuminazione a Led
quando la visibilità scende sotto
i 50 metri».
Quali sono gli interventi di
routine più frequenti?
«Senza dubbio il rifacimento
della pavimentazione. In materia
siamo molto rigorosi. Il
comfort di guida passa dalla
geometria della strada, che
per noi deve essere un tavolo
da biliardo. Ultima novità
in materia e importante passo
verso l’economia circolare,
abbiamo introdotto un asfalto
innovativo ad alta percentuale
di materiali riciclati, studiato
in collaborazione con l’Università
di Parma e con Mapei.
Sì, per come la gestiamo, la
pavimentazione è davvero il
nostro biglietto da visita».
Alberto Gimmelli
59
Alla Dakar Classic 2026
PROFUMO
DI
Anche il prossimo anno il
team Gealife motorsport
sarà al via della Dakar
Classic, gara-evento
riservata ai veicoli storici
del prestigioso raid. Tre
quelli schierati dal team
italiano, tra cui l’iconico
musone Iveco Magirus 4x4
Accade puntualmente: ogni volta,
al doppiaggio della boa di metà
anno, si ricomincia a parlare di
Dakar. Di quella che verrà, naturalmente.
Inevitabile, considerato il prestigio di
una corsa entrata di diritto nella storia
del motorismo, a quattro, a due, e nel
caso dei camion, anche a più ruote. La
Dakar, d’altronde, è una competizione,
categoria rally raid, che non ha confini:
che la si ami o la si detesti sì, c’è
anche chi non manca di manifestare la
sua contrarietà, fa parlare, scrivere, discutere.
Ovunque, in Italia, in Europa e
nel mondo. Ed è così da quando è nata,
nel 1978, pensata e voluta dal genio
per nulla pazzoide (come invece alcuni
si ostinano a dipingerlo) quale è stato
Thierry Sabine.
Certo, si dirà, la Dakar africana,
quella che attraversava il temutissimo
Teneré per concludersi sulle sponde del
Lac Rose, in Senegal, era un’altra cosa.
D’accordo. Ma non è che le edizioni in
Sudamerica o quelle traslocate in Arabia
Saudita manchino di fascino.
LEGGENDA
61
QUI C’È LA STORIA DEL RAID
E anche quella di Iveco alla
Dakar degli Anni 80 e 90. Il
musone 150.16 4x4 sarà per
l’occasione portato in gara da
Giorgio Porello, esperto driver e
truck tester genovese.
60
61
Ecco, appunto, uno dei segreti
della Dakar: il fascino. Questo
raid ne è ammantato da cima
a fondo. Ed è un fascino che
attrae. Che conquista. E non
ti lascia più. Come proprio lo
stesso Thierry Sabine ricordava
affermando che questa corsa
«è una sfida estrema per chi
partecipa e un sogno per chi la
guarda». E non c’è pilota, anche
tra quelli con un palmares
lungo così nelle categorie più
prestigiose della velocità, auto
o moto, indifferentemente,
che non voglia o abbia voluto
sfidare le insidie di questa
avventura unica, dopo aver
trionfato sulle piste di tutto il
mondo. Uno su tutti, il belga
Jacky Ickx, che la Dakar l’ha
corsa e vinta nel 1983.
Nel 2026 settemila
insidiosi chilometri
Insomma, la Dakar esercita
un’attrazione fatale, alla quale
è davvero difficile resistere. In
fondo è questo il motivo che
nel 2021 ha spinto gli organizzatori
di Aso ad affiancare
al rally raid che come ormai è
tradizione apre ogni mese di
gennaio la stagione del motorismo,
la Dakar Classic. Non
si tratta di una gara vera e
propria, piuttosto è una prova
di regolarità riservata a auto,
moto e camion che hanno fatto
la storia della corsa negli Anni
80 e 90, e comunque risalenti
a prima del 2005
Ma attenzione, per piloti e
mezzi la Dakar Classic non
sarà una passeggiata di salute.
Nel 2026, l’edizione numero
sei si svolgerà infatti sulla
ragguardevole distanza di 7
mila chilometri circa (di cui
circa 4.500 di prove speciali).
Ingredienti quotidiani: insidie,
trappole e imprevisti.
Iveco Magirus
il ritorno di un’icona
Tra gli equipaggia al via, a
proposito, dopo i 24 iscritti
della prima edizione e i quasi
cento del 2024, il 2026 sarà
l’anno record, l’italianissimo
team Gealife motorsport, nato
per iniziativa di due super
appassionati come Claudio
Picchio e Giuseppe ‘Beppe’
Simonato, schiererà al via tre
autentici campioni della produzione
Iveco: l’indimenticabile
190.30 4x4, il Turbodaily
35.10W 4x4 e, icona delle icone,
il leggendario musone Iveco
Magirus Anw 150.16 4x4.
Al volante di quest’ultimo
gioiello, che ha contribuito
alla storia della Dakar negli
TURBODAILY, C’È LA
TRAZIONE INTEGRALE
Configurato con la spinta
che viene dalle ruote posteriori,
il Turbodaily con l’abito Dakar
(la foto è d’epoca) dispone
anche della trazione integrale
inseribile meccanicamente con
ripartitore Borg Warner.
In gara anche un 190 4x4 e il Turbodaily
62
una vera e propria
È spedizione quella
organizzata dal Gealife
motorsport alla Dakar
Classic 2026. Stando
alle prime anticipazioni,
sarà un’edizione della
corsa estremamente
impegnativa, anche e
non soltanto per i 7
mila chilometri previsti,
quanto piuttosto per le
difficoltà, le insidie e
come classico per ogni
Dakar, per le sfida che
ogni singolo settore
della corsa impone.
Logico e necessario,
quindi, pianificare per
bene la spedizione, sia
per quanto riguarda la
preparazione dei mezzi,
ma sia anche sotto il
profilo squisitamente
organizzativo. E questo
vale naturalmente anche
per il team Gealife, che
schiera ben tre veicoli
supportati da altri due
truck e una vettura
stampa, per un totale
di quindici persone
complessivamente
impegnate. Oltre infatti
all’Iveco Magirus 150.16,
affronteranno la Dakar
Classic anche un Iveco
190.30 4x4 (a lato,
categoria H2T) spinto
dal motore Cursor
di 10.3 litri, e l’Iveco
Turbodaily 35.10 W 4x4
con motore di 2.8 litri
da 160 cv.
MOTORE 6 LITRI
DA 200 CV
Sono i numeri
riassuntivi del 6
cilindri Deutz (a
lato) dell’Iveco
Magirus Anw
150.16 4x4,
leggendario
musone Iveco
(foto sopra), la
cui preparazione
in vista della
Dakar Classic
è curata da
Orecchia. Gli
altri due veicoli
del team Gealife,
ovvero l’Iveco
190 4x4 e il
Turbodaily sono
stati invece
affidati alle cure,
rispettivamente,
di Officine
Meccaniche
Poggino e di
Autofer.
Anni 80 e 90, sarà Giorgio
Porello, esperto e apprezzato
driver e truck tester genovese.
Al suo fianco, nel ruolo di
navigatrice, la friulana Giada
Manocchi (esperta in rally
tout terrain) mentre sul terzo
sedile in cabina, con compiti
di meccanico a bordo, sarà
Gianluca Capelli.
La road-map che porterà
il musone Iveco, pilotato da
Porello, insieme ai suoi compagni
di avventura al via della
Dakar Classic (in programma
dal 3 al 17 gennaio 2026) è
dunque tracciata. A tale proposito,
i prossimi mesi saranno
importantissimi per completare
la messa a punto e i test di
verifica. Ma avremo modo di
parlarne.
Alberto Gimmelli
63
Etrc, c’è lotta per il titolo Chrome
FINO
ALL’ULTIMO
METRO
JOHN NEWELL
CERCA L’IMPRESA
Dopo le buone
prestazioni
ottenute negli
scorsi due anni,
il pilota inglese
va quest’anno alla
caccia del titolo
nel campionato
riservato ai piloti
Chrome col suo
bianco-azzurro
Man. Impresa
tuttavia non facile,
vista la qualità
della concorrenza
che il britannico
si ritrova in casa
nelle figure dei
connazionali Smith
e Taylor.
Lasciando da parte il
noioso monologo per
il titolo del campionato
Titan, ad appassionare è
invece la lotta a tre che,
tra i piloti Chrome, vede
contendersi il titolo i
britannici Smith e Taylor
con il tedesco Hecker
Mettiamola così: se è vero che
due indizi fanno una prova,
nove vittorie, su dieci gare disputate,
valgono una certezza. Ovvero,
contrariamente alle attese della vigilia,
per Norbert Kiss e il suo rosso Man
preparato dal team Revesz, anche questa
edizione dell’European truck racing
championship sta assumendo i contorni
di una comoda, festosa (e noiosa) passerella
celebrativa, che varrebbe al pilota
magiaro il settimo titolo della specialità.
Per la serie, nessuno come lui.
Già, perchè, archiviato il primo terzo
di campionato, ovvero tre degli otto
round in calendario, il dominio dell’uomo
in rosso è stato fin qui imbarazzante
(per gli avversari), anche rispetto alla
superiorità manifestata lo scorso anno.
Una superiorità netta pur se, è doveroso
ricordarlo, al poker del campione ungherese
a Misano ha contribuito la penalità
inflitta a Hahn, primo sul traguardo di
Gara-1, ma sanzionato con una manciata
di secondi aggiunti al tempo finale, per
un taglio di curva al primo giro.
64
65
Episodio sfortunato (per
Hahn, s’intende), ma che di
fatto non cambia la sostanza
delle cose. Al limite, infatti,
il successo del pilota Iveco
nella prova di apertura avrebbe
soltanto accennato a una
parvenza di lotta che, in realtà,
non c’è mai stata. Lo
conferma, appunto, il filotto
di vittorie messo insieme dal
campione ungherese e gli abbondanti
distacchi inflitti sul
traguardo al secondo classificato,
oscillanti tra i sei e gli
otto secondi. Un’eternità.
Il campionato Chrome
garanzia di spettacolo
Insomma, vero è che nei restanti
cinque round della stagione,
già a partire dalla gara
clou del Nürburgring a metà
luglio, non manca il tempo
per rimediare (Hahn, secondo
in classifica è a 39 punti
dal leader), tuttavia c’è buona
ragione per credere a un
finale già scritto. Vedremo.
Per vedere più battaglia
bisogna allora scorrere la griglia
di partenza e soffermarsi
con attenzione su ciò che avviene
qualche fila più indietro,
tra i piloti della categoria
Chrome. Che sono tanti, agguerriti
e giustamente ambi-
ziosi. Qui, infatti, la lotta è
sempre incerta e lo spettacolo
garantito. È stato così a
Misano come al Lausitzring,
nell’appuntamento inserito
dall’organizzatore Etra in
‘zona Cesarini’ ad arricchire
un calendario tutt’altro che
affollato, e come anche allo
Slovakia Ring.
Il titolo se lo giocano
(almeno) in quattro
A giocarsi il titolo (che lo
scorso anno ha premiato, ricordiamolo,
il giovane portoghese
Josè Rodrigues, uno
dei talenti emergenti dell’Etrc)
sono almeno in quattro:
gli inglesi Bradley Smith e
Mark Taylor, con 117 e 103
punti, rispettivamente primo
e secondo nella graduatoria
provvisoria, l’esperto tedesco
Clemens Hecker, che
segue con 98 punti, e l’altro
esponente britannico, John
Newell, che pur seguendo a
distanza (di punti ne ha messi
insieme 88), non può certo
dirsi fuori dalla lotta.
Situazione di classifica,
quella Chrome, che riflette
ciò che effettivamente si è
fin qui visto nelle dieci gare
disputate: pronostici della
vigilia puntualmente ribal-
Se la gomma da gara è riciclata a metà
Si rafforza l’impegno
del costruttore
americano del
piede alato a favore
della sostenibilità
e dell’innovazione.
Da quest’anno gli
pneumatici corsa
sviluppati e costruiti
da Goodyear per i
camion protagonisti
dell’European truck
racing championship,
sono infatti prodotti
impiegando materiali
sostenibili al 55 per
cento, il cui contenuto
è ottenuto mediante
l’utilizzo di ingredienti
quali, ad esempio, la
silice ricavata dalla
cenere di lolla di riso
di scarto e il nero di
carbonio estratto da
materiali alternativi.
L’introduzione dei
nuovi pneumatici
da corsa Goodyear,
costituisce l’ennesima
tappa del percorso
finalizzato alla
massima sostenibilità
intrapreso dall’Etrc. che
già dal 2021 utilizza
sui camion partecipanti
alla serie europea
il biocarburante
Hvo rinnovabile al
cento per cento.
Goodyear, da parte
sua, ha presentato
lo scorso anno un
pneumatico corsa hitech
caratterizzato da
un design che migliora
la durata (riducendo in
questo modo il numero
degli pneus utilizzati),
dotato di mescola
specificamente studiata
e sviluppata per
migliorare l’aderenza
sul bagnato.
Campionato asfittico si deve cambiare
66
Archiviati i primi
tre degli otto
appuntamenti in
calendario nella
stagione 2025, ma
con soltanto dieci
gare disputate (al
Lausitzring e sullo
Slovakia Ring non si è
infatti svolta Gara-4),
l’European truck racing
championship potrebbe
aver già emesso il
proprio verdetto.
Com’era fin troppo
facile immaginare e
come d’altronde era nei
pronostici, Norbert Kiss
e il suo Man stanno
infatti dominando in
lungo e in largo la
serie. Delle dieci gare
disputate, il sei volte
campione ungherese
ne ha vinte nove,
concedendo una sola
volta la soddisfazione
del podio più alto alla
concorrenza (vittoria
di Reinert in Gara-
2 al Lausitzring). Di
questo passo, il de
profundis per un
campionato asfittico,
dopo l’abbandono dei
grandi costruttori e
che necessita di regole
nuove, è assicurato.
MARK TAYLOR
CI PROVA
Il britannico Mark
Taylor (in alto a
sinistra col Man
n.81 che precede
Reinert e
Rodrigues) è uno
dei protagonisti
più attesi del
campionato
Chrome.
Autore di un
brillante avvio
di stagione, il
pilota inglese ha
infatti preceduto
tutti i rivali della
serie in quattro
delle dieci
gare disputate,
andando a
segno due
volte a Misano
e altrettante al
Lausitzring. A
sinistra, l’Iveco di
Jonathan André.
tati, outsiders (o considerati
tali) che vestono i panni del
protagonista, duelli e staccate
a ruote fumanti che strappano
applausi. Sono questi gli
ingredienti di ogni singola
gara di questo campionato
nel campionato.
Si deciderà tutto
nell’ultima prova
Dopo dieci combattuti round
(quattro vittorie di Taylor,
due di Smith e Hecker, una
ciascuno per André e Faas)
adesso arriva il momento
della verità. Appunto, dal
Nürburgring in poi. La sensazione
è che tutto si deciderà
sotto l’ultima bandiera
a scacchi, sul circuito micky
mouse di Jarama, in Spagna.
Alberto Gimmelli
67
trucknews
alternativi, produzione, servizi
SCANIA SOTTO ATTACCO HACKER: TRAFUGATI CIRCA 34 MILA DOCUMENTI
Scania ha rivelato di essere stata vittima di un attacco informatico, avvenuto alla fine del
mese di maggio, orchestrato tramite l’uso di credenziali rubate a un partner esterno.
Gli hacker hanno trafugato circa 34 mila documenti dal portale insurance.scania.com,
contenenti dati sensibili relativi a richieste di assicurazione. Scania ha subito disattivato il
portale e avviato indagini approfondite. I danni sono stati definiti ‘molto limitati’.
sul serio
Il colosso cinese detta legge
in Italia tra i van elettrici, entra
in Unrae e attira l’attenzione
della politica: in vista uno
stabilimento produttivo?
La sigla Byd (Build your
dreams, per gli appassionati
di acronimi bizzarri)
ha smesso da tempo di
essere riconosciuta soltanto
in madre patria (la Cina).
Nel mondo delle auto il battage
pubblicitario è attivo da
L’INCONTRO
A PECHINO
In Cina il
ministro delle
Infrastrutture e
dei Trasporti,
Matteo Salvini,
ha incontrato
i vertici
del gruppo
automobilistico
Byd. Sul tavolo
la possibile
produzione
in Italia.
LA PRESENZA DI BYD IN ITALIA
S’inizia a fare
tempo, così come lo showroom
in centro a Milano.
Nel settore veicoli commerciali,
sappiamo che Byd ha
già una gamma di veicoli
pronti per i principali mercati
europei, ma non pensavamo
potesse già primeggiare tra
i furgoni elettrici. Invece,
i dati Anfia mostrano chiaramente
come il marchio
cinese abbia letteralmente
preso il largo nel segmento
degli elettrici, con ben 1.310
furgoni immatricolati e una
quota di mercato superiore al
30 per cento.
Per capirci, nella prima metà
dell’anno il secondo costruttore
in classifica, Ford, che
pure ha quasi raddoppiato le
sue immatricolazioni elettriche,
ha una quota di mercato
inferiore al 10 per cento
e ‘appena’ 411 esemplari
venduti. Poco, in confronto
all’eTp3 di Byd che vedete
qui in basso, oggetto di ordini
importanti nella prima
parte di quest’anno.
Anche questi numeri, insomma,
giustificano non
soltanto l’iscrizione di Byd
all’Unrae, l’associazione che
riunisce i costruttori esteri
presenti in Italia nel mondo
automotive, ma anche la crescente
attenzione della politica
verso un gruppo, è sempre
bene ricordarlo, capace di rivaleggiare
con Tesla a livello
globale per quanto riguarda
le immatricolazioni di auto
elettriche.
E alle ultime fiere internazionali
abbiamo visto come
Byd sia pronta ad affrontare
l’Europa anche con la sua
gamma di truck. Naturalmente
elettrici. Impresa più
complessa, ma alla portata di
un gigante internazionale che
dimostra di poter fare la voce
grossa anche da noi.
LE BREVI
L’ELETTRICO SULL’ETNA
Il camion elettrico per il
medio-lungo raggio Mercedes
eActros è stato di recente
impegnato in un percorso
complesso, partendo dalla
sede della concessionaria
Comer Sud a Catania e
arrivando fino al rifugio
Sapienza, sulle pendici
dell’Etna, il vulcano attivo più
alto d’Europa. Il percorso era
inteso a dimostrare che «la
mobilità elettrica non conosce
limiti neanche su strade
extraurbane con pendenze
estreme, caratteristiche tipiche
del territorio etneo», è stato
il commento rilasciato da
Daimler Truck Italia.
MAXI ORDINE MAN
L’azienda internazionale di
servizi logistici Duvenbeck ha
firmato un accordo quadro
con Man Truck&Bus per la
consegna di un massimo di
mille camion Man entro la
fine del 2027. I primi veicoli
saranno impiegati in diverse
sedi logistiche Duvenbeck
in tutta Europa a partire
dalla fine del terzo trimestre
del 2025. I trattori Man di
Duvenbeck sono dotati della
catena cinematica Powerlion,
il cui cuore pulsante è il nuovo
motore Man D30 messo di
recente alla prova, e con
successo, sul percorso del
nostro Supertest.
IVECO A BIOMETANO
Iveco ha completato il proprio
percorso nel Tour d’Europe,
viaggio di circa 5 mila
chilometri effettuato con un
pesante alimentato a bio-Lng.
L’iniziativa vuole sottolineare la
centralità del biometano come
combustibile nella transizione
verso un trasporto sostenibile
e a basse emissioni in tutta
Europa. Partito da Torino, il
veicolo ha attraversato diverse
nazioni, quali Germania,
Francia e Belgio. Il tour si è
concluso, come ci si poteva
immaginare, a Bruxelles.
VOLVO TRUCKS
Sterzo ancora
più dinamico
Lanciata la nuova
generazione del
gioiellino tecno
Dynamic steering
Volvo Trucks ha lanciato
la nuova generazione del
suo sistema Dynamic steering,
che agisce in modo da
rilevare l’eventuale foratura
di uno dei pneumatici anteriori
e, in una frazione di
secondo, attenuare automaticamente
l’impatto, aiutando
il conducente a mantenere la
rotta del camion.
Il sistema, in pratica, riduce
le forze laterali che l’improvvisa
perdita di pressione degli
pneumatici può generare
in caso di foratura.
Questa nuova funzione,
disponibile per i modelli Volvo
Fh, Fh Aero, Fmx e Fm, si
aggiunge a quelle già offerte
dal Volvo dynamic steering,
come la riduzione del 75 per
cento della forza di sterzata
necessaria a bassa velocità,
vantaggio importante per gli
autisti di camion, poiché riduce
lo stress e la tensione
quando si trascorrono molte
ore al posto di guida.
Se il sistema rileva la
presenza di uno pneumatico
anteriore sgonfio, agisce, insomma,
in maniera proattiva,
aiutando il conducente.
DAIMLER TAGLIA IN GERMANIA
Nell’ambito del
Capital market day,
celebrato a Cleveland
all’inizio di luglio, il
gruppo Daimler Truck
ha annunciato un piano
di rientro dei costi per
quanto riguarda il mercato
europeo. A causa della
transizione energetica
complessa e delle
altrettanto complicate
dinamiche di mercato,
Daimler Truck ridurrà la
forza lavoro in Germania,
facendo ricorso a
PER UNA MIGLIORE INTEGRAZIONE TRA I MARCHI
Traton centralizza la ricerca
Creata una nuova entità che raggruppa oltre 9
mila persone al lavoro in ricerca e sviluppo
N
ell’ottica di favorire
una maggiore e più
efficiente integrazione
tra i brand del gruppo,
Traton ha annunciato la
formazione della nuova
struttura che centralizzerà
le attività di ricerca e
sviluppo. Dall’inizio di
luglio, infatti circa 9 mila
prepensionamenti e
misure ‘socialmente
responsabili’. Sempre
in tema di trazioni
alternative, la Ceo del
gruppo, Karin Rådström,
ha annunciato che la
produzione di serie
del camion a celle a
combustibile alimentate a
idrogeno Gen H2 è stata
riprogrammata per l’inizio
del prossimo decennio,
anziché per il 2027, come
invece annunciato negli
anni scorsi.
dipendenti dei reparti
R&S di Scania, Man
Truck&Bus, International
e Volkswagen si sono
riuniti sotto un’unica
entità, guidata da Niklas
Klingenberg, membro
del consiglio direttivo
e responsabile per la
ricerca e sviluppo del
gruppo Traton.
L’attenzione
generale è rivolta
allo sviluppo
di componenti
modulari che
possano essere
utilizzati dai
diversi marchi.
CONCESSIONARIA VIP
Daf serve
l’Adriatico
La struttura è costata
6 milioni di euro
e si trova lungo
l’autostrada A14
stata inaugurata all’inizio
È di giugno la nuova sede
della concessionaria Daf Vip
(Veicoli industriali Piva) attiva
sull’intero territorio della
Romagna e delle Marche.
Durante la giornata si sono
alternati più di 500 ospiti che
hanno potuto vedere tutta la
gamma di veicoli Daf della
New generation ed effettuare
prove su strada.
La sede della Vip, realizzata
con un investimento
complessivo di circa 6 milioni
di euro, si sviluppa su una
superficie di 10 mila metri
quadrati, due terzi dei quali
dedicati all’officina.
E proprio l’officina è il
cuore della Vip, con le zone
dedicate alle revisioni e in
cui si effettuano le tarature
dei tachigrafi digitali. Officina
che comprende anche uno
spazio dedicato ai veicoli
elettrici, seguito da addetti
che hanno ricevuto apposita
formazione su questa tipologia
di camion. Presente anche
un magazzino verticale
automatico per la gestione
dei ricambi.
68
69
service&logistics
hi-tech, associazioni
Dammi
Si trova, anzi, si troverà,
a Carugate Est la prima
stazione per il rifornimento
di idrogeno in Lombardia.
Il primo di cinque impianti
di distribuzione da realizzare
tra Lombardia e Piemonte
per costruire una vera e
propria rete in grado di connettere
il Norditalia con le
vicine stazioni europee già
presenti nelle nazioni vicine.
Fnm e Milano Serravalle
hanno curato il progetto
dell’impianto di Carugate
Est, che dovrebbe entrare in
funzione all’inizio del prossimo
anno, e promettono, entro
il 2026, di aprire stazioni
analoghe anche a Carugate
Ovest (dall’altra parte della
tangenziale cittadina), a Rho
(nord-ovest del capoluogo
lombardo) e a Tortona Est e
Ovest.
Si tratta, è bene ribadirlo,
di impianti non adibiti alla
produzione di idrogeno, ma
70
IDROGENO SU STRADA
il cinque
Presentato un impianto di
distribuzione alle porte di
Milano. Ne seguiranno altri
quattro tra Lombardia e
Piemonte entro il 2026
soltanto alla sua distribuzione,
e che accoglieranno
veicoli leggeri ma soprattutto
veicoli pesanti: autobus
FINALE EUROPEA IN VISTA
Per Scania Commerciale che ha conquistato
il titolo di Scania Top team Italia 2025-2026.
e camion. L’intero progetto
prevede l’investimento
complessivo di 55,4 milioni
di euro, finanziato da fondi
nazionali ed europei stanziati
dal Pnrr e dall’Ue, finalizzato
alla decarbonizzazione dei
trasporti lungo la rete Ten-T.
Non a caso, le stazioni sorgeranno
lungo le reti Ten-T 2
e 5, tra le principali direttrici
che corrono in Italia.
Idrogeno erogato a 350
e 700 bar di pressione
Dal punto di vista tecnico, a
Carugate entreranno in funzione
tre erogatori di idrogeno
compresso alla pressione
di 350 e 700 bar, a seconda
della tipologia di veicolo da
rifornire, con capacità di erogazione
di circa una tonnellata
al giorno.
L’idrogeno sarà rifornito
con carro bombolaio (presumibilmente,
quindi, con
camion a motore termico).
Tutti i sistemi di sicurezza
sono, naturalmente, garantiti
per quanto riguarda l’approvvigionamento
e l’erogazione
dell’idrogeno. All’evento di
inaugurazione erano presenti
alcune delle case costruttrici
più attive in tema di veicoli
a idrogeno. Tra i camion
spiccava Hyundai Motors,
con un esemplare di Xcient
attualmente utilizzato sulle
strade europee.
Fabrizio Dalle Nogare
ANCHE PER
I CAMION
All’evento di
inaugurazione
di Carugate,
lo scorso 30
giugno, erano
presenti autorità
e politici
ma anche e
soprattutto
i veicoli. Tra
questi il truck
Xcient di
Hyundai.
service&logistics
DHL EXPRESS ITALY
Imperativo
Numeri da record ma anche
tante sfide da affrontare. È
quanto emerge dallo studio
realizzato da Nomisma
per Dhl Express Italy
o splendido scenario del
L Mudec (Museo delle culture)
di Milano, ha fatto da
cornice il 24 giugno all’evento
di Dhl Express Italy, dal
titolo ‘Nuovi orizzonti nel
commercio: l’arte di connettere
il mondo’.
Il termine connessione è
stato il pilastro attorno a cui
è ruotata l’intera serata. A
sottolinearlo, già in apertura,
la Ceo di Dhl Express Italy,
Nazzarena Franco: «Noi
connettiamo l’esigenza del
mittente con quella del destinatario,
un ruolo centrale in
quella che definiremmo l’era
dell’iper connessione».
L’evento è entrato subito
nel vivo con l’intervento di
Paola Piccioni e Sara Teghini,
rispettivamente project
manager e advisor di Nomisma,
che hanno presentato
lo studio sull’impatto economico
di Dhl Express Italy.
Analisi che ha fatto emergere
numeri importanti: oltre 4,1
miliardi di euro di valore della
produzione complessiva;
soltanto nel 2024, supporto
a 80 mila imprese e gestione
di circa 14 milioni di dichiarazioni
doganali.
La voce dei clienti
di Dhl Express Italy
A fare la differenza, stando
a quanto emerso, tre concetti
chiave che i clienti associano
a Dhl Express Italy: affidabilità,
presenza internazionale e
attenzione alle relazioni con i
DKV MOBILITY ALLARGA LA RETE DI ACCETTAZIONE IN SPAGNA
Accordo tra Dkv Mobility e il gruppo Disa, licenziatario del marchio
Shell in Spagna. I clienti del fornitore di servizi di mobilità possono ora
fare rifornimento presso l’intera rete a marchio Shell nel paese.
non fermarsi
clienti. Concetti espressi anche
da Graziano Fumarola,
Cco&procurement di Ancorotti
cosmetics, e Giovanni
Laricchiuta, marketing&
innovation manager di Tau
service, i quali, nel corso del
loro intervento, hanno confermato
quanto emerso dallo
studio di Nomisma.
Studio che è servito anche ad
evidenziare le criticità dello
scenario economico attuale
e le prossime sfide da affrontare.
I principali mercati
di destinazione dell’export
italiano, infatti, stanno attraversando
fasi di incertezza:
Germania e Stati Uniti
su tutti. In parallelo, però,
se ne stanno consolidando
di nuovi: Turchia, Emirati
Arabi Uniti, Brasile, Arabia
Saudita e non solo.
C’è un nuovo Made in
Italy che avanza
È sull’adattabilità e la resilienza
dimostrata dall’Italia
negli ultimi anni che ha
posto il focus il professor
Marco Fortis, vicepresidente
della Fondazione Edison
e presidente del comitato
scientifico del Centro studi
Confindustria: «Se è vero che
il Pil non è esploso, è vero
anche che il patrimonio del
Paese in 10 anni è cresciuto
tantissimo. E questo è stato
possibile grazie al commercio
estero e alle nostre imprese
esportatrici. Il cosiddetto
made in Italy non è
più quello degli Anni 90, ma
siamo stati capaci di reinventarci
con la farmaceutica, la
cosmetica e l’alimentare. Per
non parlare della meccanica
e la moda, segmento che ci
vede ancora protagonisti nel
lusso e nell’alto design».
«In questo contesto un’azienda
come Dhl xpress, in
grado di fornire servizi di
vendita eccezionali, è fondamentale
perché aggiunge
ulteriore valore al made in
Italy», ha chiosato infine il
professor Fortis.
Pierfrancesco Vecchiotti
DHL EXPRESS FA
TAPPA AL MUDEC
Protagonisti,
all’evento
organizzato da
Dhl Express Italy,
Nomisma e il suo
studio ma non
solo. Nelle foto
più in alto, alcuni
degli intervenuti
alla serata cui a
fare da cornice è
stato il Mudec,
il Museo delle
culture di Milano.
71
van&pick-up
SWISSPORT SI ESPANDE
Anche
oltre Malpensa
Avviate le operazioni di cargo
handling presso lo scalo
milanese. Ma la strategia del
gruppo prevede l’ulteriore
ampliamento delle attività
Per Swissport international
parlano i numeri. E
quelli dello scorso anno sono
numeri importanti. Nei
dodici mesi del 2024, infatti,
il principale fornitore di
ground e cargo handling, ha
gestito qualcosa come cinque
milioni di tonnellate di merci
aeree in 117 centri cargo
sparsi in tutto il mondo (con
un netto incremento rispetto
ai 4,7 milioni registrati nel
2023), fornendo nel contempo
servizi di ground handling
per circa 247 milioni di passeggeri
(anche in questo caso
con un ragguardevole incremento
rispetto ai 232 milioni
del precedente esercizio).
Numeri indubbiamente da
leader. Servizi che Swissport
international ha realizzato
operando con circa 61 mila
dipendenti in 279 scali aeroportuali
in tutto in mondo,
distribuiti in quarantasei paesi
di sei continenti.
Adesso questo autentico
leader mondiale, aggiunge
BREBEMI PER LA SICUREZZA STRADALE
Ha partecipato alla campagna di sensibilizzazione
promossa da Asecap, rivolta in particolare ai conducenti
dei mezzi pesanti, sul rispetto delle regole di sicurezza.
un nuovo tassello. Presso lo
scalo nel complesso Wtc di
Malpensa, Swissport international
ha infatti avviato le
operazioni di cargo handling,
annunciando nell’occasione
l’intenzione di ampliare ulteriormente
le attività.
L’ennesimo tassello di
una strategia di crescita
Di fatto si tratta di un passo
assolutamente strategico
nell’azione dell’azienda, che
in questo modo rafforza l’impegno
sul mercato italiano.
«La strategia cargo di
Swissport in Italia ha sempre
avuto come obiettivo
l’espansione a Malpensa,
principale hub per le operazioni
cargo aeree in Italia»,
ha sottolineato Massimo
Roccasecca, Crgo director
di Swissport Italia.
Presso lo scalo milanese,
le operazioni cargo si svolgeranno
all’interno del magazzino
di circa quattromila metri
quadrati del complesso Wtc
di Malpensa. Si tratta di una
struttura che ha beneficiato
della recente ristrutturazione e
che oggi risponde ai più elevati
standard del settore per
quanto riguarda la certificazione
doganale e la sicurezza.
Come confermato da
Swissport, si concentrerà su
gestione delle importazioni,
pre-sdoganamento e distribuzione
ai fornitori di servizi di
consegna espressa.
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Sustainable
TRUCK
& van
www.sustainabletruckvan.com
72
UN MAGAZZINO
DI 4 MILA METRI
Le attività
presso lo
scalo milanese
avranno luogo
all’interno del
magazzino
che si estende
su un’area di
quattromila
metri quadrati
ubicata nel
complesso Wtc
di Malpensa.
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OF ABOUT 20,000 PROFESSIONALS
a tutto carico
sicurezza e veicoli trainati
SCHMITZ CARGOBULL PRESENTA LA NUOVA GENERAZIONE EVOLUTION
Al Transport logistic svoltosi a Monaco di Baviera, Berger Fahrzeugtechnik
e Schmitz Cargobull hanno presentato il rimorchio Performance coil, il
primo modello della generazione Evolution. Con 4,8 ton di tara nella
versione base, i rimorchi di questa nuova generazione sono tra i più leggeri
disponibili sul mercato e sono progettati per la massima efficienza.
COL SAFER TRUCK
Per il corretto
fissaggio del carico
Il progetto voluto da Efficient
driving punta a sensibilizzare
tutti gli attori del trasporto
ma anche le istituzioni su
un aspetto fondamentale e
tuttavia poco considerato
Quando si parla di sicurezza
e di incidenti sulla
strada, non serve snocciolare
un rosario di numeri. Per inquadrare
il fenomeno, ed è un
fenomeno di cui l’Italia non
può certamente andare fiera,
basta qualche cifra.
Basta ricordare il pesante
dazio pagato con tremila
morti all’anno, con i mezzi
pesanti coinvolti nel 15 per
cento dei casi. Oppure sottolineare
come addirittura il
30 per cento degli incidenti
che vedono protagonisti i camion
è dovuto all’inadeguato
fissaggio del carico. E ancora,
i sette incidenti su dieci
scaturiti da stanchezza o distrazione,
dunque imputabili
sempre al fattore umano.
Non ultima, la leggerezza
con la quale si gestiscono
tutti quei sistemi, i famosissimi
Adas, di cui i truck più
moderni sono dotati e che,
quando non consapevolmente
utilizzati, sono addirittura
ritenuti se non inutili almeno
fastidiosi e quindi disattivati.
E fermiamoci qui. Tanto
basta, appunto, a illustrare
il quadro (allarmante e preoccupante)
della situazione.
Francamente intollerabile,
specie considerando il salto
di qualità tecnologico in
direzione di una sempre più
accentuata sicurezza, compiuto
dal camion attraverso
l’impegno dei costruttori.
Sensibilizzare
con la formazione
Evidentemente tutto questo
non basta. Occorre fare di
più. E a tale proposito, Efficient
driving, il brand specializzato
nella formazione
avanzata degli autisti professionisti,
alza la mano e
risponde presente.
Mettendo a disposizione
di tutti gli attori del trasporto,
ma anche delle istituzioni
e di chi, sulla strada, è preposto
al controllo, la propria
esperienza e le conoscenze
maturate in quindici anni
dedicati con passione e competenza
a quella che per la
società fondata nel 2010 dal
vulcanico Marco Mazzocco,
è diventata una vera e propria
mission.
È nato così, suggerito
dall’analoga esperienza vissuta
in Germania, l’innovativo
progetto Safer truck. Di
cosa si tratta è presto detto.
UN PROGETTO INNOVATIVO
È quello targato Efficient driving, la società
fondata e diretta da Marco Mazzocco e che oggi,
con il Safer truck, introduce un nuovo modo di
fare formazione finalizzata alla sicurezza.
Per i suoi corsi di formazione,
Efficient driving, accademia
leader in Italia per
la sicurezza sulla strada, ha
allestito e brevettato una
combinazione trattore (Man
Tgx18.520 con motore Powerlion
D30, il veicolo fresco
primatista nel Supertest
di Vado e Torno) più semirimorchio
(Kögel, allestito
con una varietà di tipologie
di carico quali europallet,
cisterne, coil, fusti, tutti correttamente
fissati utilizzando
le differenti soluzioni disponibili)
che raccoglie tutte le
soluzioni per garantire il corretto
fissaggio dei diversi tipi
di carico e il corretto uso di
tutti gli Adas e i sistemi di
sicurezza a oggi sul mercato
e pensati per l’autotrasporto.
Tanti partner
per la sicurezza
In questo interessante quanto
ambizioso progetto, Efficient
driving non è sola. Nella sua
scia, stimolati dalla comunevolontà
di incidere sulla sicurezza,
ci sono, oltre a Man
e Kögel, una serie di partner
quali Spanset (materiali di ancoraggio),
Jost (fornitore della
ralla automatica Kks), Prometeon
(pneumatici), Checkpoint
(dispositivi di controllo di
serraggio), Radius (dashcam),
Zaldi (Alcolock), Greenova (sistema
di trattamento dell’aria).
Alberto Gimmelli
74
75
van&pick-up
mostri offroad, micromobilità
ECCO TRIS L’ELETTRICO A TRE RUOTE DI FIAT PROFESSIONAL PER AFRICA E MEDIO ORIENTE
A questi mercati è destinato il primo modello a tre ruote nella storia di Fiat Professional. Di
dimensioni compatte (3.170 mm di lunghezza), Tris viene proposto come cabinato, pianale o
cassone, con spazio di carico utile di 2,25 m 2 a fronte di un peso totale del veicolo di 1.025
(portata di 540 chili). Il motore elettrico eroga 9 kW di picco e coppia massima di 45 Nm. La batteria
che lo alimenta è al litio ed ha capacità di 6,9 kWh. L’autonomia di marcia è di 90 chilometri.
SUL RAM 1500 MY 2026
Il ritorno
dell’ 8V
Accanto alle due declinazioni del 6
cilindri biturbo di tre litri, torna sul
pick-up Ram con tecnologia ibrida
eTorque l’iconico V8 Hemi da 5,7 litri
da 395 cv di potenza e 556 Nm di
coppia. Già avviati gli ordini, arriverà
in Europa il prossimo inverno
Elegante, grintoso, con
design e livrea che
esaltano personalità
e carattere. Il pick-up Ram
1500 model year 2026 non
si fa mancare nulla. E rilancia,
annunciando il ritorno
del motore 8V Hemi di 5,7
litri con 395 cv di potenza e
555 Nm di coppia, combinato
con la raffinata tecnologia
ibrida eTorque.
Per questa configurazione
dell’iconico pick-up del costruttore
americano sono stati
avviati gli ordini nel mese di
luglio, in attesa che i primi
esemplari nelle versioni Laramie,
Limited (e successivamente
anche Sport) arrivino
nelle concessionarie del marchio
nel corso del prossimo
inverno.
Va detto che il ritorno in
gamma del 5,7 litri 8V Hemi
rappresenta un come-back
sostanzialmente obbligato,
dettato dallo scarsissimo appeal
che in occasione dell’ultima
release aveva suscitato
nella clientela il passaggio
esclusivo al 6 cilindri tre litri
Hurricane e all’uscita di
scena dell’8 cilindri. Situazione
sfociata in una netta
contrazione delle vendite sia
nei dodici mesi dello scorso
anno, sia anche nella prima
parte del 2025.
Ma il cuore dell’offerta
rimane il 6 cilindri
Adesso Ram inverte la rotta
puntando a recuperare terreno.
Questo, pur se centrale
nell’offerta di gamma del
pick-up a stelle e strisce ri-
RAFFINATA TECNOLOGIA
Spinto dal 5,7
litri 8V Hemi, il pick-up Ram
1500 My 2026 adotta il raffinato
sistema ibrido eTorque, grazie al quale
si sono ottenuti miglioramenti a livello
di cambio di marcia nonchè la riduzione
della rumorosità e delle vibrazioni.
mane il motore tre litri 6
cilindri biturbo Hurricane
proposto in due livelli di potenza:
540 e 420 cv, capaci,
rispettivamente, di 706 e 636
Nm di coppia.
Ibrido eTorque, un
inedito nel segmento
Tornando alla driveline del
Ram 1500 con l’8 V Hemi,
va ricordato che il sistema
ibrido eTorque utilizzato
costituisce di fatto un inedito
nel segmento. Il sistema,
che sostuisce il tradizionale
alternatore con un gruppo
motogeneratore funzionante
con batteria da 48 volt,
immagazzina l’energia nella
batteria agli ioni di litio da
430 wattora, alloggiata in
nell’apposito guscio insonorizzato
situato dietro il sedile
posteriore. Il sistema si avvale
altresì di doppie ventole
di raffreddamento utilizzate
per garantire il corretto mantenimento
della temperatura
della batteria.
76
77
mi di sicurezza e assistenza
alla guida.
E poco c’entrano gli obblighi
di legge imposti, poco
più di un anno fa, dall’aggiornamento
della normativa
Gsr II: il Leone ha voluto
andare oltre ed equipaggiare
il leggero di famiglia con un
pacchetto davvero formida-
van&pick-up
MAN TGE NEXT LEVEL
Fa il pieno di
Adas
Disponibili da marzo le grandi
novità annunciate lo scorso
anno: il Tge Next level va
oltre le prescrizioni di legge e
assicura una lunga lista di Adas
di serie sulla nuova gamma.
Li abbiamo provati a Monaco
VEICOLI COMMERCIALI, MERCATO GIÙ DI QUASI IL 12 PER CENTO NEL PRIMO SEMESTRE
Se il mercato dei camion in Italia è in netto calo, quello dei veicoli commerciali non sta certamente meglio.
Nei primi sei mesi dell’anno, infatti, il calo certificato dall’Unrae è dell’11,8 per cento, con il mese di giugno
che chiude al -6 per cento. In totale sono poco meno di 100 mila i furgoni immatricolati in Italia.
ALLESTIMENTO INTELLIGENTE
Man sta investendo anche sul
versante della versatilità, come
da tradizione per il Tge. A
Monaco abbiamo potuto vedere
in anteprima la versione Be Combi
(in basso), che trasforma il Tge
in una motrice con sottotelaio e
ralla abbinata a un rimorchio ad
asse singolo. La combinazione,
per cui non serve la patente C, ha
un carico utile di circa 2.650 chili
e massa complessiva di 7 ton. Il
veicolo può ospitare fino a 10
europallet.
Era il maggio del 2024 e
l’occasione il Transpotec
di Milano, quando
Man presentò a livello internazionale
la versione Next
level del suo van Tge. Upgrade
che, lo abbiamo scritto allora
e lo confermiamo, porta
il furgone a un nuovo livello
specialmente in fatto di siste-
L’ELETTRICO? ARRIVERÀ
Non era, evidentemente, sul piatto
del nostro viaggio in quel di Monaco
di Baviera, ma la curiosità è stata
tale da stuzzicare i responsabili Man
presenti nella tana del Leone.
Sulla ripresa del progetto del Tge elettrico,
tuttavia, non ci sono tempi di maturazione
certi. Come raccontiamo nel
testo, Man si sta concentrando su altri
aspetti del suo van, Adas e versatilità
in particolare.
I tanti veicoli messi a disposizione per
le prove su strada e in pista, a coprire
tutte le esigenze sia del trasporto merci
sia di quello delle persone, erano
tutti spinti dal motore diesel. Precisamente,
dal 2 litri turbodiesel proposto
nelle varianti da 140, 163 e 177 cavalli.
Bocche cucite, dunque, su possibili derivazioni
a zero emissioni allo scarico,
sulle quali Man sta però lavorando, in
ossequio a un mercato, quello dei veicoli
commerciali elettrici, sì stagnante
ma da molti dato in rampa di lancio.
bile, in modo da agevolare
la giornata lavorativa dei
professionisti del trasporto
commerciale leggero.
Dal marzo di quest’anno,
sono disponibili gli ugrade
annunciati all’ultimo Transpotec,
novità che abbiamo
avuto modo di provare a Monaco,
guidando il Tge sia sul-
le strade intorno alla capitale
bavarese, sia sul percorso
allestito presso l’Audi brand
experience center (si sfruttano
le sinergie di gruppo).
Qui, in particolare, abbiamo
potuto testare il sistema di
frenata di emergenza, in grado
di arrestare il van in caso
di malore del conducente e
in presenza di un ostacolo.
Così come il park assist che
contribuisce ad automatizzare
la manovra di parcheggio
quando lo spazio lo consente.
Lunga teoria di Adas
disponibili di serie
La notizia principale, però, è
che chi decide di acquistare
un Tge Next level ha a disposizione,
di serie, una lunga
serie di Adas, che includono,
tra l’altro: telecamere anteriori
e posteriori, intelligent
speed assist, riconoscimento
dei segnali stradali, sidewind
assist, cruise control, limitatore
di velocità, assistente
alla partenza in salita.
Più correlati alla sicurezza
sono il sistema che mantiene
il veicolo in corsia, la già descritta
frenata d’emergenza,
il monitoraggio di stanchezza
e pressione degli pneumatici.
Blind spot e drive-off warning
sono di serie sui veicoli
di categoria N2.
Molto interessante e intuitivo
il sistema infotainment,
basato su uno schermo touch
da 10,4 pollici di serie, con
possibilità di richiedere la
variante da 12,9 pollici, che
può essere utile sul segmento
over 3,5 ton. Da segnalare,
rispetto agli ultimi test che
avevamo effettuato, l’implementazione
del cambio
automatico a 8 rapporti sulla
gran parte della gamma Next
level.
Fabrizio Dalle Nogare
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STORIA DEL TUNNEL NATO DUE VOLTE
C
’è un prima e un dopo
nella storia di Daf. Uno
spartiacque netto, che separa
la nascita e la progressiva
affermazione sul mercato
del veicolo industriale del
marchio fondato nel 1928
dall’intraprendente Hub Van
Horne, da quella che è, per
così dire, la seconda vita del
costruttore olandese.
Succede nella prima metà
degli Anni 90, quando complice
la pesante crisi che taglia
pesantemente le vendite,
il costruttore di Eindhoven si
trova ad affrontare una difficilissima
e delicata situazione
che porta dritto al fallimento
della società, ma non alla
sua fine. L’intervento della
Paccar, colosso americano
dal quale dipendono anche
i marchi Kenworth e Peterbilt,
consente di riprendere
il cammino. E qui inizia la
seconda vita del costruttore
olandese.
CORREVA L’ANNO
1997
95XF, L’ULTIMO DAF ORANGE
Largo alla
new generation
Messi alle spalle gli anni della crisi,
il marchio di Eindhoven riparte dal Salone
di Bruxelles per una nuova stimolante sfida
periodico di cultura,
economia e tecnica dell’autotrasporto
Fondato nel 1962
Autorizzazione del tribunale di Milano
n. 6041 del 20 settembre 1962
Poste Italiane s.p.a. - Sped. in a. p. - D.L.
353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1,
comma 1, LO/MI.
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n. iscrizione R.O.C. 2880 del 30-11-2001
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Hanno collaborato
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l’idea, il progetto, la realizzazione,
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Per acquisti e informazioni: VADO E TORNO EDIZIONI Tel. 02 55 23 09 50 - Fax 02 55 23 09 49 www.vadoetorno.com - E-mail: abbonamenti@vadoetorno.com
N°5 MAGGIO 1998
Una storia (nuova) che comincia,
o più semplicemente
prosegue, in occasione
del Salone di Bruxelles, nel
gennaio 1997. I riflettori sono
puntati proprio su Daf.
Fresca di acquisizione da
parte dei salvatori a stelle e
strisce, c’è curiosità e voglia
di capire su come si muoverà
e su quali basi sarà avviato il
nuovo corso.
La prima risposta sta in
una sigla e in un numero:
95Xf. È il modello che possiamo
considerare l’antenato
dell’attuale gamma di pesanti
stradali di Eindhoven. Vado e
Torno lo descrive (n.5/1997)
È un classico al quale non rinunciamo: a poche settimane
dal lancio, Vado e Torno mette sotto esame il nuovo pesante
Daf 95Xf nelle due versioni di 480 e 530 cv, presentando ai
lettori (n.5/1997) doti e qualità del modello.
come «l’ultimo camion Daf
tutto olandese, sviluppato
senza i dollari freschi della
neo acquirente Paccar». Insomma,
un ponte tra passato
e futuro. Un trait-d’union
però strategico per quel suo
essere funzionale, confortevole,
efficiente «ancora tutto
imperniato sulla meccanica
che lascia ben poco spazio
all’elettronica». Comincia
così la navigazione verso le
sfide del terzo millennio.
L’anno 1999, e di fatto il secondo millennio,
si chiude con il test del 95Xf Euro 3 da 530 cavalli.
Il servizio è su Vado e Torno n.11/1999.
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ULTIM’ORA
Marcia indietro sul blocco
degli Euro 5 al nord
Passa la linea della Lega: il blocco previsto a ottobre nelle
città con più di 30 mila abitanti slitta (almeno) di un anno.
È l’ennesimo dietro front sul versante climatico
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Tutto viene rimandato, dunque, all’ottobre 2026, con una postilla non di
poco conto: le Regioni potranno derogare qualora vengano messe in atto
«misure compensative idonee a raggiungere livelli coerenti di riduzione
delle emissioni». Altra scappatoia in vista.
La montagna, infine, partorì il topolino. Ovvero, il blocco
alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5 nelle aree
urbane con popolazione superiore ai 30 mila abitanti in
Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto, previsto
per il 1° ottobre 2025, è stato ufficialmente rinviato di un
anno tramite un emendamento al Dl Infrastrutture nella
Commissioni Ambiente e Trasporti riunite alla Camera.
Quello che la politica, spinta dall’Europa, aveva stabilito per
mitigare l’effetto dell’inquinamento in alcune delle aree più
esposte del Nord Italia, insomma, è stato provvisoriamente
non solo rimandato, ma anche indebolito. Sulla spinta, più
decisa, evidentemente, delle recriminazioni della stessa
maggioranza di governo, Lega in testa, pronta a cavalcare il
sentiment popolare presentando l’emendamento di cui sopra.
O causa il vento, per dirlo senza inglesismi, che non soffia
per nulla a favore delle limitazioni alla mobilità, in Italia
e non solo (vedasi nelle pagine del nostro Periscopio
quello che succede Oltralpe). D’altra parte, a soffiare su
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questo vento ci hanno pensato anche alcune associazioni
dell’autotrasporto, Assotir in testa, preoccupate di possibili
investimenti «da un miliardo di euro» per la sostituzione dei
veicoli in flotta. Uno sforzo che il settore «non è in grado di
sostenere». Ma, al di là delle beghe politiche, la sensazione
è che non si riesca a mantenere gli impegni presi, che si
trovi sempre un modo per gettare la palla avanti, usando
un gergo calcistico. Di conseguenza, le imprese sono restie
a elaborare piani di medio-lungo periodo sapendo che, con
ogni probabilità, le scadenze non verranno rispettate e le
regole cambiate. In fondo, sta succedendo lo stesso per la
famosa roadmap immaginata dall’Europa per rivoluzionare
il trasporto, leggero e pesante, in ossequio alla riduzione
delle emissioni: sotto il peso delle pressioni, è facile pensare
che, prima o poi, l’impalcatura messa su dall’Ue possa
sgretolarsi. Ce lo stanno insegnando gli Stati Uniti: gli
impegni presi sul versante climatico possono essere disattesi
e spazzati via a colpi di ciuffo. Rosso.
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