27.08.2025 Visualizzazioni

Massimo Bottura

Il celebre chef dell’Osteria Francescana, icona mondiale della gastronomia, è riconosciuto per aver rivoluzionato la cucina italiana, conquistando stelle Michelin e affermandosi come uno dei cuochi più influenti al mondo. Ma Bottura è molto di più: è un artista del gusto, un innovatore sociale, un ambasciatore della cultura e della sostenibilità.

Il celebre chef dell’Osteria Francescana, icona mondiale della gastronomia, è riconosciuto per aver rivoluzionato la cucina italiana, conquistando stelle Michelin e affermandosi come uno dei cuochi più influenti al mondo. Ma Bottura è molto di più: è un artista del gusto, un innovatore sociale, un ambasciatore della cultura e della sostenibilità.

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Ph. Gigi Soldano

€ 25 - venticinque / ISSUE n. 28

MASSIMO BOTTURA

UNPLUGGED



Colpo da Maestro:

Diabolik ruba la collezione Genius

Colpo grosso al Duomo di Milano: il Re del Terrore

ha rubato la collezione Genius!

Nella Jaguar in fuga è stato riconosciuto a bordo il suo

complice, identificato come il direttore del magazine,

Francesco La Bella.


UNPLUGGED

Il nuovo numero di questa estate celebra uno degli chef più visionari e

influenti al mondo: con l’Osteria Francescana ha rivoluzionato la cucina

italiana, conquistando stelle Michelin e palati internazionali, ma

Massimo Bottura è molto più di un cuoco: è un artista del gusto, un

ambasciatore della cultura e un innovatore sociale con progetti che

uniscono cibo, sostenibilità e solidarietà.

Lo accompagnano in questa edizione le personalità più influenti del

mondo dell’automotive, del business e del lifestyle, insieme alle migliori

aziende italiane e internazionali della sezione Marketplace del book

magazine.

Genius People Magazine, issue 28, vi porta alla scoperta della sua storia

e del suo pensiero con uno Speciale esclusivo per entrare nel mondo di

un uomo che ha cambiato il modo di vivere e raccontare il cibo, e, per

festeggiare l’arrivo di Genius a Milano, presenta anche la nuova

copertina interna, creata in esclusiva per la nostra redazione da

Riccardo Nunziati, illustratore e artista noto per il suo lavoro sui fumetti

di Diabolik.


Massimo Bottura

Ph. Gigi Soldano | @gigisoldano | Location: Casa Henge | Milano, via della Spiga 34 | @henge_official | Outfit: Gucci | @gucci










TRASFORMIAMO I TUOI

PUNTI VENDITA

IN LUOGO D’INCONTRO

CON IL BRAND, DOVE STUPIRE

ED EMOZIONARE I TUOI CLIENTI.

ITALIA | REGNO UNITO | FRANCIA | BELGIO | PAESI BASSI

GERMANIA | SPAGNA | HONG KONG | CINA





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GENIUS PEOPLE MAGAZINE

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SCAN ME

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INDEX

15

Editoriali

20 Anche gli eroi devono mangiare | Even

Heroes have to Eat

di/by Mario Gomboli

30 Cibo, cultura, complessità e piacere | Food,

Culture, Complexity and Pleasure

di/by Fabio De Visintini

34 Tempo di scelte. Scenari, rischi e

opportunità nel 2025: come orientarsi in un

mondo che cambia | Time to choose.

Scenarios, risks and opportunities in

2025: how to navigate a world that is

changing

di/by Paolo Sollecito

38 Il mercato musicale oggi e i giovani

artisti | The Music Industry and Young

Artists Today

di/by Umberto Labozzetta

Cover story

46 Cambiare il mondo, un piatto alla volta |

Changing the world, one dish at a time

di/by Matteo Macuglia

60 Gigi Soldano

Focus

162 Osteria Francescana

168 Casa Maria Luigia

186 Al Gatto Verde

190 Casa LU

194 Franceschetta58

100 Food for Soul

106 Tortellante

110 Cavallino

116 UNOX CASA. Innovazione stellata per la

cucina di domani | Michelin-starred

innovation for tomorrow’s kitchens

di/by Carolina Genna

126 SPECIALE DK

Seconda stagione - Numero 3 di 4

Capitolo: La caccia

Genius Lifestyle

150 Genius Lifestyle

da pag. 150 a pag. 368

Genius Marketplace

371 Genius Marketplace

da pag. 371 a pag. 437

Genius People Magazine

Issue 28


16

COLOPHON

PRESIDENTE

VINCENZO SETTIMO

(enzo.settimo@geniusmagazine.it)

AMMINISTRATORE DELEGATO

MAURO GERIN

(mauro.gerin@geniusmagazine.it)

CONSIGLIO D’AMMINISTRAZIONE

VINCENZO NICOLA SETTIMO

GIANMARIA FRANZA

FRANCESCO LA BELLA

MAURO GERIN

DIRETTORE RESPONSABILE

FRANCESCO LA BELLA

EDITOR-IN-CHIEF

(redazione@geniusmagazine.it)

DIRETTORE CREATIVO

FRANCESCO LA BELLA

EDITOR-IN-CHIEF

(redazione@geniusmagazine.it)

DIRETTORE COMMERCIALE

GIANMARIA FRANZA

(gianmaria.franza@geniusmagazine.it)

AMMINISTRAZIONE

ROBERTA APOLLONIO

(info@geniusmagazine.it)

CAPOREDATTORE

CAROLINA GENNA

(redazione@geniusmagazine.it)

CONTRIBUTORS

MATTEO MACUGLIA, CHIARA CURRÒ DOSSI

CONTRIBUTORS PHOTOS

GIGI SOLDANO, PAOLO TARZI, LETIZIA CIGLIUTTI,

MARCO PODERI, SUEO, LIDO VANNUCCHI,

STEFANIA GAMBELLA, PENELOPE LISI,

THE FELIX PROJECT, SIMON OWEN RED PHOTOGRAPHIC,

EMANUELE COLOMBO, PAOLO SAGLIA, CINEFOOD,

DANILO SCARPATI, UMBERTO CAIROLI - URANO DESIGN,

LOTUS CARS, ANTHONY EGAS, PIERGIORGIO SORGETTI,

ALESSANDRO VAN DER NOOT, LUCA FAGGIOTTO,

PIERLUIGI DIPIETRO, DANIELE GOLIA,

PIERGIORGIO SORGETTI, ANDREA VAILETTI,

CHRIS LEUSTEAN, STUDIO GUSTO,

ZENO GREGORIO/R-STARS CONSULTING, ERIK MCLEAN,

COTTONBRO STUDIOS, IVAN SAMKOV

ART

RICCARDA CONTINI – GALLERISTA

STEFANO CONTINI – GALLERISTA

TYPOGRAPHY

SINEGRAF DOO

(david.stupar@sinegraf.si)

GRAPHIC

PAOLO SECOLI

TRANSLATION

REDAZIONE GENIUS

EDITORIALISTI

MARIO GOMBOLI, FABIO DE VISINTINI,

UMBERTO LABOZZETTA

ADVERTISING AND MARKETING CONSULTANT

GENIUS EDITORE SRL

Genius Editore S. r. l.

Piazza Silvio Benco 1, 34122 Trieste – Italy

Redazione: Milano, Italy

www.genius-online.it - info@geniusmagazine.it

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GENIUS PEOPLE MAGAZINE

Disponibile su Google Play

Registrazione Tribunale di Trieste n. 1233 reg. per. - 3151/2014

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Centro Internazionale

di Ricerca Sistemica

Cultura, progresso, innovazione, benessere, felicità. Per tutti.

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I CINQUE CARDINI DEL CIRS

PRATICHE DI

BENESSERE

MEDICINA

SISTEMICA

MISURARE LA

FELICITÀ

SALUTE E

SICUREZZA

VIOLENZA DI

GENERE

Promuoviamo benessere

fisico, psichico e spirituale

al centro del nostro

essere e del nostro agire.

Promuoviamo pratiche di

well being integrate per

favorire l’invecchiamento

attivo della popolazione.

Monitoraggio delle

politiche di benessere

equo e solidale e per

lo sviluppo sostenibile.

La salute e la sicurezza

dei cittadini come “driver”

del cambiamento che

ispirano il nostro agire.

Avviamo campagne di

formazione e

informazione a livello

nazionale ed europeo.


19

editoriali

11

MARIO GOMBOLI

ANCHE GLI EROI DEVONO MANGIARE

EVEN HEROES HAVE TO EAT

12

FABIO DE VISINTINI

CIBO, CULTURA, COMPLESSITÀ E PIACERE

FOOD, CULTURE, COMPLEXITY AND PLEASURE

13

PAOLO SOLLECITO

TEMPO DI SCELTE

Scenari, rischi e opportunità nel 2025:

come orientarsi in un mondo che cambia

TIME TO CHOOSE

Scenarios, risks and opportunities in 2025:

how to navigate a world that is changing

14

UMBERTO LABOZZETTA

IL MERCATO MUSICALE OGGI E I GIOVANI ARTISTI

THE MUSIC INDUSTRY AND YOUNG ARTISTS TODAY

Genius People Magazine

Issue 28


20

MARIO GOMBOLI

di/by

MARIO

GOMBOLI

ANCHE GLI EROI DEVONO

MANGIARE

EVEN HEROES HAVE TO EAT

MARIO GOMBOLI (Brescia, 18 luglio 1947) è

architetto, fumettista, illustratore, scrittore,

grafico pubblicitario e docente universitario…

ma è noto soprattutto come soggettista e

direttore responsabile nonché editore della

serie Diabolik.

MARIO GOMBOLI (Brescia, 18 July 1947) is an

architect, cartoonist, illustrator, writer, graphic

designer and university lecturer... but he is

known above all as subject-manager and editor-in-chief

of the Diabolik series.

Ci sono azioni, tra le tante compiute quotidianamente

dagli eroi (e antieroi) del

fumetto di cui sappiamo poco o nulla.

Pagine su pagine sono dedicate a imprese

eroiche, pericolose e avventurose mentre si

trascura di narrare come il titolare di testata si

rade o si lava i denti, fa la spesa, si veste. Nel caso

di Diabolik, poi, si glissa elegantemente sulle attività

sessuali (peraltro ipotizzabili, vista la reciproca

soddisfazione del rapporto di coppia) perché

il decalogo dello sceneggiatore recita: “inutile

parlarne se non serve alla storia”. Eppure c’è

un’eccezione a questa regola molto amata dai lettori

e per questo frequentemente illustrata dai disegnatori:

il pranzo di coppia.

There are things that the heroes (and anti-heroes) of

comic books do every day that we know little or

nothing about. Page after page we read about their

heroic, dangerous, and adventurous exploits, while

we are left in the dark as to how the protagonist

shaves or brushes his teeth, goes shopping, or gets

dressed. In the case of Diabolik, for example, we

are elegantly spared details of his sexual life (which,

however, is quite easy to imagine, given the couple’s

mutual satisfaction), because the scriptwriter’s

rule states: “don’t talk about it if it it doesn’t

serve the story.” Yet there is one exception to this

rule, one that readers love and that, therefore, was

frequently illustrated by artists: the couple’s lunch.

Genius People Magazine


EDITORIALE

21

Illustrazione di Sergio Zaniboni

Genius People Magazine

Issue 28


22

MARIO GOMBOLI

Sfida a un boss, n. 12 del 1986.

Disegni di Gabriele Pennacchioli

e Franco Paludetti.

A COLAZIONE

Sia pure sempre impegnati a

progettare un nuovo colpo, Diabolik

e Eva Kant non rinunciano a una ricca

colazione.

Invece, prevedibilmente, l’ispettore

Ginko e Altea, condizionati dagli

impegni professionali di lui, devono

accontentarsi di un frettoloso caffè

con la moka.

Il braccialetto perduto, n. 4 del 2015.

Disegni di Giuseppe Di Bernardo

e Jacopo Brandi.

Genius People Magazine


EDITORIALE

23

Fragranza

criminale,

albo fuori serie,

2013.

Disegni di

Pierluigi

Cerveglieri.

Mistero

insoluto,

n. 9 del 1999.

Disegni di

Enzo

Facciolo.

DE GUSTIBUS 1

Diabolik e Eva sono amanti

del buon cibo

da trattoria e delle grigliate,

anche se privilegiano

la classica cenetta romantica

a lume di candela.

Uno dei tre,

n. 8 del 2015.

Disegni di

Matteo

Buffagni,

Giorgio

Montorio

e Luigi Merati.

Genius People Magazine

Issue 28


24

MARIO GOMBOLI

Il testimone, n. 1 del 1992.

Disegni di Sergio Zaniboni

e Franco Paludetti.

DE GUSTIBUS 2

Sappiamo che Eva Kant è,

per stessa ammissione di Diabolik,

un’ottima cuoca, mentre vediamo

sempre Altea servita e riverita

da qualche maggiordomo.

Appuntamento al buio, n. 5 del 2010.

Disegni di Enzo Facciolo.

Genius People Magazine


EDITORIALE

25

Le tre ninfe, n. 6 del 2002.

Disegni di Sergio Zaniboni

e Giorgio Montorio.

A TUTTO GAS

Soporifero, paralizzante o mortale,

il gas è tradizionalmente un’arma

del Re del Terrore, che trova sempre

un modo originale di somministrarlo:

che sia nel portavivande di un custode

o persino in bottiglie di champagne.

Genius People Magazine

Issue 28


26

MARIO GOMBOLI

L’ultimo

rifugio, n. 16

del 1972.

Disegni di

Flavio Bozzoli

e Enzo

Facciolo.

COME UN BOY SCOUT

Nelle situazioni più difficili, quando

non ha a disposizione dei suoi trucchi

tecnologici e deve comunque trovare

modo di sopravvivere, Diabolik

rivela capacità degne del più esperto

boy scout. Imprevedibilmente.

Genius People Magazine


EDITORIALE

27

Diabolik prenderò il tuo posto,

n. 4 del 1999.

Disegni di Enzo Facciolo.

A MANI NUDE

Nelle avventure di Diabolik si sono

visti spesso oggetti di uso comune

usati in modo anomalo,

e per questo chi ha a che fare con i nostri

prende le giuste precauzioni.

Il sangue dei traditori,

n. 2 del 2006.

Disegni di Enzo Facciolo.

Genius People Magazine

Issue 28


28

MARIO GOMBOLI

LE REGOLE DELL’HOTELLERIE

Da un’idea di Giuseppe Camuncoli

Testi di Tito Faraci

Consulenza di Bruno Barbieri

Matite di Giuseppe Camuncoli

Chine e retini di Elia Bonetti

Lettering di Matteo De Angeli

Copertina di Giuseppe Camuncoli ed

Elia Bonetti

EDIZIONE FUORI COMMERCIO

SPECIALE FOODMETTI @ LUCCA

C&G 2024

Genius People Magazine


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30

FABIO DE VISINTINI

di/by

FABIO

DE VISINTINI

CIBO, CULTURA,

COMPLESSITÀ e PIACERE

FOOD, CULTURE, COMPLEXITY

AND PLEASURE

FABIO DE VISINTINI, figura eclettica in

un’epoca di transizione. Consulente e docente

di Comunicazione, Marketing e Innovazione,

in precedenza manager in ambito

pubblico e privato, giornalista, fotografo e

pittore, oggi si dedica, da imprenditore, ad

un suo progetto d’innovazione che recupera

la cultura degli inizi, quella di farmacista

prima e aromatiere poi: creme di cioccolato

emulsionato in acqua.

FABIO DE VISINTINI, an eclectic figure in an

age of transition. Consultant and lecturer in

Communication, Marketing and Innovation,

previously a manager in the public and private

sectors, journalist, photographer and painter,

today he is an entrepreneur dedicated to one of

his innovation projects that recovers the culture

of the beginning, that of pharmacist first and

then aromas expert: chocolate creams emulsified

in water.

Giorni fa ho assistito perplesso ad un vero

e proprio assalto di studenti in gita, agli

scaffali di un supermercato, colmi di bevande

energizzanti in stile Monster o Red

Bull, quelli, per capirsi, a base di caffeina e taurina:

avranno avuto 12 o 13 anni. Per intendersi un

barattolo contiene circa 4 dosi di caffè espresso,

oltre all’aminoacido Taurina, il cui nome lascia intuire

la funzione.

Il cieco furore dei 12enni verso gli Energy drink

andrebbe riportato nella categoria perpetua delle

“ragazzate” più o meno incoscienti, che tutti noi

avremo percorso in gioventù, inseguendo il mito

del momento. Con occhio attento e prudente potrebbe

invece essere l’inizio di un percorso alimentare

automatico che porta dritto a patatine

fritte (anche finte), cibi preconfezionati e carbonara

in barattolo, bibite gasate ingollate dalla bot­

A few days ago I perplexedly witnessed a full-scale

assault on the shelves of a supermarket filled with

Monster or Red Bull-style energy drinks – the kind,

just to be clear, with caffeine and taurine – by students

on a field trip. They probably were12 or 13

years old. For the sake of argument, a can contains

about 4 shots of espresso, as well as the amino

acid Taurine, whose name hints at its purpose.

The blind fury of these 12-year-olds towards energy

drinks should be put back in the somewhat reckless

“caper” permanent category we all have gone

through in our youth, chasing the myth of the moment.

But maybe a more careful and cautious eye

could see in this behavior the beginning of an automatic

food path that leads straight to potato chips

(even fake ones), prepackaged foods, carbonara in

a can, carbonated drinks swallowed straight from

the bottle…and in short, Yankee-style junkfood. We

Genius People Magazine


EDITORIALE

31

tiglia, insomma junkfood in stile yankee. La conseguenza

già ci è nota: un futuro da obesi per una

persona su tre, con relative patologie e subcultura

del cibo da telefilm americano.

Pochi anni fa ci siamo illusi che le interconnessioni

di internet avrebbero dato peso al pensiero libero

della gente, ma oggi forse sappiamo che le

Industrie hanno imparato molto bene come usare

lo stesso strumento per ottenere vantaggi. Anche

con i 12enni assatanati l’industria alimentare potrebbe

aver vinto ma noi speriamo restino ragazzate

che lasceranno solo un ricordo lontano, mentre

cresceranno a base di Cultura su alimentazione

e sostenibilità in tutte le sue forme.

Per dovere di cronaca, ricordiamo con sorriso

amaro quando, al tempo della TV in B/N, i medici

della Philip Morris mettevano la faccia nel dire che

fumare fa bene…

La consapevolezza su ciò che si mangia, quella sul

gusto, la qualità, le quantità e gli esiti che il cibo

determina sull’organismo, sono questioni di Cultura

e come tali non dovrebbero essere demandati

unicamente al piacere effimero del momento o

all’ultima Dieta che promette miracoli, per poi essere

regolarmente abbandonata, come la statistica

ci ricorda. Tantomeno dovrà essere delegata agli

interessi di chi produce valore o addirittura ci

specula. La Dieta Mediterranea, spesso trattata

superficialmente nei discorsi, in realtà Patrimonio

Culturale Immateriale dell’Umanità per l’UNE­

SCO, racchiude un grande potenziale a livello di

diversità ed equilibri alimentari: conoscerne e capirne

i concetti e saper dare evoluzione a questa

piccola grande ricchezza dovrebbe esser un compito

dell’educatore, per verificarne i vantaggi nel

corso della crescita d’ogni uomo. Sbirciare i carrelli

della spesa nei supermercati, però, lascia intendere

che molti seguano la facilità di cibi pronti

e le indicazioni pressanti delle pubblicità. C’è

sempre l’alibi della mancanza di tempo, a giustificare

spese veloci e prodotti preparati, anche se le

ore di presenza sui social pro capite ci confermerebbero

che, molto spesso, si tratta di una scusa.

Comunque sembra di capire che la grande conoscenza

scientifica e tecnologica di oggi non venga

sfruttata e divulgata a sufficienza, visto che potrebbe

esprimere esistenze sane, durature il giusto

e con qualità di vita buone! Ma come mai?

E qui arriviamo ad un altro tema centrale e cioè la

Complessità.

L’approfondimento scientifico e tecnologico nei

diversi ambiti di ricerca, ci ha portato a risultati

impensabili pochi decenni orsono. Quando paralready

know the consequences: a future as an

obese person for one out of every three people,

with related diseases and American TV show food

subculture.

A few years ago we were under the illusion that the

interconnections of the Internet were going to empower

people and free thinking but today we know

that Industries have learned how to use that same

tool to their own benefit. Maybe the food industry

has won with those rabid 12-year-olds as well, but

I still hope it was just a caper and that in time, as

they grow up building their Culture on Food and

Sustainability in all its forms, it will all be a distant

memory.

For the record, I remember with a bitter smile when,

in the days of B&W TV, Philip Morris doctors were

put up front to say that cigarettes were good for

you...

Awareness on what we eat (tastes, quality, quantity,

the effects that food has on the body) are matters of

Culture and as such it shouldn’t be solely tasked to

the ephemeral pleasure of the moment or the latest

diet that promises miracles, and that, as the statistics

show, is regularly dropped. Nor should it be delegated

to the interests of those who produce value

or who even profit from it. The Mediterranean Diet,

that is often discussed superficially, and that actually

is an Intangible Cultural Heritage of Humanity for

UNESCO, has a huge potential in terms of diversity

and food balances: knowing and understanding its

principles and knowing how to use this small great

treasure should be a job for an educator who could

verify its benefits during every man’s growth. However,

when you peek into the shopping carts in supermarkets,

you see that people follow the easiness

of ready-made foods and the pressing directions of

advertisements. To justify our fast expeditions to the

grocery and the ready-made products we buy, we

all use the lack of time as our alibi, although the

hours spent on social media per capita confirm that,

very often, this is an excuse. However, it seems to

me that today’s great scientific and technological

knowledge is not being exploited and disseminated

enough, even though it can result in healthy existences,

which would last the right amount of time

and with a good quality of life! So how come?

And here we come to another major topic, that is

Complexity.

The scientific and technological developments

across different areas have led us to results that

were unthinkable a few decades ago. However,

when we talk about the Human Body, we are referring

to a nonman-made entity because it self-repro-

Genius People Magazine

Issue 28


32

FABIO DE VISINTINI

Ph. Erik Mclean

liamo del Corpo umano, tuttavia, ci riferiamo ad

un soggetto non creato dall’uomo, visto che si riproduce

autonomamente e possiede un sistema

di autoriparazione dei… guasti, affinato in milioni

di anni e con degli equilibri tra i diversi sistemi

che lo compongo, che ancora fatichiamo a comprendere.

Una vera fantastica macchina complessa:

se intervini in un punto, devi sapere che

potresti alterare l’equilibrio e scoprirlo in punto

molto diverso.

Oggi, allargando il mondo, le culture e la conoscenza,

la complessità continua a crescere, offrendo

mille opportunità, forse superiori alle nostre

capacità di allinearle. E così, paradossalmente

anziché porsi dubbi e cercare faticose soluzioni,

stiamo slittando alla ricerca della semplificazione

totale: sì/no, like/non like, esami a scuola e università

con la X sulla casella. In sintesi tutto si riduce

spesso ad un mi piace o non mi piace, giro

pagina, qual è il prossimo problema? Non ho tempo

da perdere, discutere o approfondire è tempo

perso. Punto.

duces and has a system to self-repair and fix its…

failures, honed over millions of years and with equilibriums

between all the different component systems

that we still struggle to understand. A truly

fantastic and complex machine: if you interfere with

it, you could alter its balance and discover it only at

some point.

Today, as we expand the world, cultures and knowledge,

complexity continues to grow, providing a

thousand opportunities, way more than we can

grasp. And so, paradoxically, instead of raising

doubts and seeking exhausting solutions, we are

slipping in the pursuit of a total simplification: yes/

no, like/dislike, exams in school and university

made with an X in the box. In short everything often

comes down to a like or dislike, turn the page,

what’s the next problem? I don’t have any time to

lose, discussing or investigating is a waste of time.

Period.

Interesting experience, going back to foods. You

might happen to go to the university department

that deals with Nutrition and leave with the

Genius People Magazine


EDITORIALE

33

Curiosa esperienza tornando sul cibo. Potrebbe

capitare di recarsi ad un dipartimento universitario

che si occupa di Nutrizione ed uscire con la

convinzione motivata che l’alimentazione giusta

deve essere Basica.

Dopo pochi passi, però, potreste incontrare i Tecnologi

alimentari: il loro dogma scolpito su pietra

è che, per la conservazione degli alimenti, questi

devono essere necessariamente Acidi, pena epidemie

tragiche.

Ci fermiamo qui, anche per non incorrere in inesattezze,

ma solo per far capire, che oggi chi approfondisce

il proprio campo arriva a grandi verità,

ma inevitabilmente fatica a comprendere gli

altri sistemi regolatori, da quello mentale a quello

metabolico, ecc.

Ad accomunare la filosofia basica del Sì/No di cui

sopra possiamo annoverare la logica ristretta del

Causa/Effetto, che appartiene alla tecnologia, ma

non così facilmente agli organismi complessi

come il Corpo umano. Oggi chiunque, anche per

strada, saprà darvi in diretta l’indicazione di un

farmaco, al vostro accenno di qualsiasi malessere:

dolore/farmaco. E al pari è molto più facile correggere

le deficienze alimentari attraverso gli Integratori,

piuttosto che attraverso un’alimentazione

consapevole. E infatti siamo ricaduti in un

altro grande business dell’Industria.

Vabbè siamo diventati grevi…

Il cibo è complessità, ma parimenti una grande

semplicità e spesso non servono elaborazioni

esperte rispetto ad una materia prima eccellente.

Certo, anche qui serve la conoscenza e possibilmente

una cultura che scavi nella storia, che conosca

le materie prime, sappia bilanciarle, conosca

o inventi tecniche di cottura che non alterino

le sostanze, per presentare piatti sostanzialmente…

buoni! E possibilmente belli. Ah quante cose

deve conoscere uno chef! E quante ne deve imparare

il sedicente gourmet per arrivare ad un piacere

consapevole e sano.

Uno sport utile al supermercato, oltre a sbirciare i

cestelli della spesa altrui, è prendere una confezione

dallo scaffale e contare sul retro etichetta il

numero di ingredienti e, alla fine, vedere quanti di

questi sappiamo identificare. Anche questa è

complessità, ma la Cultura soltanto e non gli spot,

ci farà scegliere al meglio da che parte stare. Augh.

well-founded conviction that the right food must be

Basic.

After a few steps, however, you might meet the

Food Technologists: their dogma carved in stone is

that, for the preservation of food, it must necessarily

be Acidic, or else tragic epidemics will occur.

I will stop here, partly to avoid any inaccuracies,

but I wanted to make clear that today those who

delve into their field eventually learn great truths,

but inevitably struggle to understand other regulatory

systems, form the mental one to the metabolic

one, etc.

Joining the above Yes/No basic philosophy the narrow

Cause/Effect logic, that belongs to technology

and not to complex organisms like the Human

Body. Today anyone, at your hint of any discomfort,

can tell you live what drug you should take: pain/

drug. And likewise, it is much easier to correct nutritional

deficiencies through Supplements, rather

than through mindful eating. We’ve indeed discovered

another huge business in the Industry.

Well, better move on…

Food is complexity, but it’s also equally greatly simple,

and oftentimes you don’t need an expert when

the raw material is excellent.

Of course, knowledge is needed here as well, and

possibly a culture that digs into history, knows raw

materials, how to balance them or how to invent

cooking techniques that don’t alter them, to present

dishes that are basically... good! And possibly

beautiful. Ah, how many things must a chef know!

And how many must the self-styled gourmet learn

to get to his conscious and healthy pleasure.

Besides peeking at other people’s baskets in supermarkets,

picking up a package from the shelf

and count on the back label the number of ingredients

we know could be a useful sport. This too is

complexity: but Culture, and not commercials, will

make us choose sides. Augh.

Genius People Magazine

Issue 28


34

PAOLO SOLLECITO

di/by

PAOLO

SOLLECITO

Tempo di scelte

Scenari, rischi e opportunità nel 2025:

come orientarsi in un mondo che cambia

TIME TO CHOOSE

Scenarios, risks and opportunities in 2025:

how to navigate a world that is changing

Attivo da oltre vent’anni nel mondo assicurativo

e finanziario, PAOLO SOLLECITO ha

attraversato tutte le principali trasformazioni

del settore. Oggi è Kam Wealth per Generali.

Scrive di finanza con uno sguardo pratico e

strategico.

He has been a player in the insurance and financial

world for more than two decades: PAOLO

SOLLECITO has gone through all the major

transformations in the industry. Today he is Kam

Wealth for Generali. He writes about finance using

a practical and strategic approach.

‘‘I

mercati sono governati da due forze: la

paura e la speranza. Il difficile è capire

quale delle due sta vincendo in un dato

momento.”

John Kenneth Galbraith

Un nuovo inizio per il capitale

La finanza globale si è svegliata in un mondo diverso.

Dopo anni di tassi bassi e crescita facile, il

2025 segna un cambio di passo: il denaro ha ricominciato

a costare, le scelte contano di più, e non

tutto può più salire insieme.

Nel mezzo di crisi geopolitiche, rivoluzioni tecnologiche

e cambiamenti climatici, il capitale si

muove cercando occasioni. Ma oggi più che mai,

serve saper scegliere: distinguere tra innovazione

vera e mode, tra crescita sostenibile e fuochi di

paglia.

Economia mondiale: chi sale, chi frena

Negli Stati Uniti la crescita tiene, sostenuta dalla

reindustrializzazione e dall’intelligenza artificia­

“Markets are driven by two forces: fear and hope.

The difficult part is figuring out which one is winning

at any given moment.”

John Kenneth Galbraith

A new beginning for the capital

Global finance has woken up in a different world.

After years of low rates and easy growth, 2025 announces

a change of pace: money has begun to

cost money again, choices matter and not

everything can rise.

In the midst of geopolitical crises, technological

revolutions, and climate changes, capital moves

around looking for bargains. But today, more than

ever, it’s imperative to know how to choose: to tell

the difference between true innovation and fads,

between sustainable growth and flash fires.

World economy: who goes up, who slows down

Thanks to reindustrialization and artificial intelligence,

United States’ growth is steady. But there

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EDITORIALE

35

In foto Paolo Sollecito

Genius People Magazine

Issue 28


36

PAOLO SOLLECITO

le. Ma le crepe non mancano: banche regionali

fragili, credito più caro, debito elevato.

In Europa l’inflazione è in calo, ma anche la crescita:

un equilibrio delicato che ricorda da vicino

la stagflazione. La Cina, alle prese con una crisi

immobiliare interna, rilancia le esportazioni tecnologiche.

Intanto India, Vietnam e altri Paesi

emergenti corrono: giovani, digitali, affamati di

sviluppo.

Mercati: meglio stare svegli

Le Borse salgono, ma è una corsa trainata da pochi:

i soliti big tech americani. Chi investe in modo

passivo rischia di trovarsi troppo esposto a una

manciata di nomi.

Il mondo obbligazionario, invece, vive una rinascita:

dopo anni di rendimenti nulli, oggi titoli

pubblici e bond societari offrono rendite dignitose.

Ma attenzione: i rischi di insolvenza tornano a

farsi sentire.

Anche il settore cripto, dopo la grande crisi del

2022, si sta ricostruendo. Meno hype, più sostanza.

Le regole si fanno più strette, e l’innovazione

sopravvive solo dove c’è trasparenza.

Dove guardare per cogliere il futuro

Tecnologia & AI – L’automazione intelligente

non è solo Silicon Valley. Dalla medicina all’industria,

chi saprà usare l’AI crescerà più degli

altri.

Energia & clima – Idrogeno, batterie, reti smart:

la transizione verde è ormai anche un business.

Fintech – Nei Paesi in via di sviluppo, milioni di

persone accedono per la prima volta a un conto,

un prestito, un’assicurazione.

Silver economy – Una popolazione che invecchia

cambia tutto: salute, consumi, tempo libero.

I pericoli da non sottovalutare

I mercati oggi convivono con rischi sistemici. La

geopolitica è instabile: guerre, sanzioni, blocchi

commerciali. Il debito pubblico mondiale supera i

300 trilioni di dollari. Le disuguaglianze aumentano,

la fiducia vacilla, e la regolamentazione non

sempre riesce a tenere il passo dell’innovazione.

Investire in questo scenario richiede più che intuizione:

richiede preparazione e senso critico.

E ora? Strategie per orientarsi

Diversificare sul serio. Guardare oltre il breve termine.

Studiare i fondamentali. E soprattutto: capire

i rischi prima di guardare i rendimenti.

still are cracks: regional banks are fragile, credit is

more expensive, a high debt.

In Europe, inflation is falling, but so is growth: it’s a

delicate balance that fairly resembles stagflation.

China, which is facing a domestic real estate crisis,

boosts technology exports. Meanwhile, India, Vietnam

and other emerging countries are running:

they’re young, digital, hungry for development.

Markets: stay focused

Stock exchanges rise, but it’s a trend powered by a

select few: the usual U.S. big tech. Passive investors

risk being too vulnerable to a handful of names.

The bond world, on the other hand, is going through

its renaissance:

Even cryptos, after the great crisis of 2022, are rebuilding.

Less hype, more substance. Rules are

getting stricter, and innovation survives only where

there’s transparency.

Where to look to seize the future

Technology & AI – Smart automation is not just in

the Silicon Valley. From the medical field to the

industrial sector, those who know how to use AI

will grow more than others.

Energy & Climate – Hydrogen, batteries, smart

networks: the green transition is now also a business.

Fintech – In developing countries, millions are accessing

accounts, loans, insurance for the first

time.

Silver economy – An aging population changes

everything: health, consumption, leisure.

Dangers you shouldn’t ignore

Markets today coexist with systemic risks. Global

politics is unstable: wars, sanctions, trade blocs.

The world’s public debt is over $300 trillion. Inequality

grows, trust falters, and laws can’t always

keep up with innovation.

Investing in such a scenario calls for more than a

gut instinct: it calls for preparation and critical

sense.

And now? Strategies to orient yourself

Diversify. Look beyond the short term. Study the

fundamentals. And above all: understand the risks

before taking a look at the returns.

It’s no longer just a matter of where to put your

money, it’s about how to think it through. Because

today finance is no longer “automatic.” It’s a choice,

every time.

Genius People Magazine


EDITORIALE

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Non si tratta più solo di dove mettere i soldi, ma di

come ragionare. Perché oggi la finanza non è più

“automatica”. È una scelta, ogni volta.

Il 2025 non è un anno come gli altri. È un punto di

svolta. La finanza non è più solo speculazione o

tecnica: è visione, cultura, responsabilità.

Chi saprà muoversi con lucidità in questo nuovo

paesaggio, potrà non solo proteggere il proprio

capitale, ma contribuire a costruire valore vero. E

duraturo.

2025 is not just another year. It is a turning point.

Finance is no longer just speculation or technique:

it’s vision, culture, responsibility.

Those who know how to move with clarity in this

new landscape will be able to not only protect their

capital, but build real value. Lasting value.

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Issue 28


38

UMBERTO LABOZZETTA

di/by

UMBERTO

LABOZZETTA

Il mercato musicale oggi

e i giovani artisti

THE MUSIC INDUSTRY

AND YOUNG ARTISTS TODAY

UMBERTO LABOZZETTA – Una vita nel mondo

della musica e della radio. Umberto Labozzetta

ha lavorato per molti anni a Radio

Deejay occupandosi di relazioni esterne, promozione

e rapporti con la stampa. Ha proseguito

la carriera lavorando con grandi artisti

italiani, come Elisa, Negramaro, Mario Venuti,

Jack Savoretti, contribuendo a lanciare

cantanti emergenti e poi con molteplici consulenze

per radio, eventi e progetti discografici.

Attualmente ricopre il ruolo di Direttore

Marketing a Casasanremo, è Direttore della

Comunicazione di Airplaycontrol e del Future

Vintage Festival; dal 2007 è docente nei Master

in Comunicazione Musicale e Fareradio

all’Università Cattolica di Milano.

UMBERTO LABOZZETTA – A life in the world

of music and radio. Umberto Labozzetta has

worked for many years at Radio Deejay dealing

with external relations, promotion and press relations.

He continued his career working with

great Italian artists – such as Elisa, Negramaro,

Mario Venuti, Jack Savoretti –, helping to launch

emerging singers and then with many consultancies

for radio, events and record projects. He

currently is the Marketing Director of Casasanremo,

and he is the Communications Director of

Airplaycontrol and of the Future Vintage Festival;

since 2007 he has been a lecturer in the

Masters in Music Communication and Fareradio

at the Catholic University of Milan.

Il mercato musicale attuale sembra sempre di

più un’odissea a sé rispetto ad altri generi di

mercato. La domanda più ricorrente è: ma si fa

ancora una ricerca artistica come un tempo oppure

si continua con lo standard attuale, facendo

uno scouting musicale legato agli algoritmi?

Non credo sia necessario procedere con estenuanti

domande che per i discografici attuali sono

solo una perdita di tempo, e non perché sensibili

all’argomento, sia chiaro – ognuno è sensibile a

modo suo. Tuttavia, incentrando il tema sull’odierna

produzione musicale, risulta necessario

Compared to other markets, today’s music industry

seems to be its own odyssey. The most recurring

question is: is artistic scouting still done as it used

to be done, or are we carrying on with the current

standard, doing music scouting through algorithms?

I don’t think this is the time or place for

those exhausting questions that are just a waste of

time for current discographers, and not because

they are sensitive to the subject, let me be clear –

everyone is sensitive in their own way. However, by

focusing the topic on today’s music production, I

must briefly outline some thoughts as to what has

Genius People Magazine


EDITORIALE

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fare delle considerazioni su ciò che anima il business

dagli anni ’80 in poi. Sul tema sempre più

ricorrente dei giovani, quelli che dovranno garantire

il futuro della musica, (non da giovani virtuali,

prodotti dall’intelligenza artificiale) è lecito

chiedersi: ma siamo sicuri che ci sarà un futuro e,

se sì, anche con l’avvento dell’AI, come lo immaginiamo?

Il business musicale oggi si intreccia perfettamente

con altri business che hanno come fondamento

la persistente connessione con l’età della gioventù

e che si manifestano in un campo enormemente

florido, con numeri che attualmente sanno tener

testa ad altri mercati. Ciò che muove l’industria è

la tendenza, ossia una spinta che porta le persone,

soprattutto i giovani, a dire e fare in un dato modo

condizionato da altre persone, e che pertanto può

essere assimilato a un meccanismo virale (parola

che negli ultimi anni ha conquistato una forte

identità all’interno di social network e simili).

Una recente indagine realizzata da “Your Music

Marketing” analizza l’influenza degli algoritmi di

Spotify sul consumo musicale, evidenziando

come questi modellino l’ascolto e la scoperta di

nuovi talenti, giocando un ruolo cruciale nel successo

degli artisti e nel generare entrate. In effetti,

quando ci si confronta su questo o quell’artista

emergente, per lo più sconosciuto, e si discute

sulla qualità di una o più canzoni, si arriva sempre

a un unico, inafferrabile, enigma: perché alcuni

dei brani musicali riscuotono un successo di pubblico

enorme, mentre altri simili o persino migliori

non ottengono pari risultati?

Molti studi realizzati da esperti di marketing e advertising

lo raccontano, è il marketing abbinato al

suono, è lo sforzo che le aziende discografiche

fanno per indirizzare un messaggio verso i giovani,

verso fasce di età compresa tra gli 11 e i 17 anni,

verso coloro che maggiormente usufruiscono di

questi strumenti, ovvero quelli in età universitaria,

fra i 18 ai 24 anni, e infine verso quelle persone

fra i 25 ai 35 anni, tra le più importanti, considerati

il potere d’acquisto e l’influenza che generano

sulle spese familiari.

I giovani sono consumatori preziosi: oltre ad essere

loro stessi dei fruitori, riescono a influenzare le

decisioni d’acquisto dei loro familiari, dei loro

amici; possono influire sulle scelte utilizzando i

social media, ed è proprio qui che nascono le tendenze

di giovani e di adolescenti: attraverso quei

comportamenti poi destinati a essere adottati da

altri gruppi demografici, progetti che diventano

novità da inseguire, “cool” e “di tendenza”, di

animated the business since the 1980s. On the increasingly

recurring theme of young people – not

the virtual youth produced by artificial intelligence,

but the one who will have to ensure the future of

music – it’s fair to ask: but are we sure that there will

be a future and, if so, even if with AI, how do we

imagine it?

Today the music business is perfectly intertwined

with other businesses that have as their foundation

the persistent connection with youth, and that deal

with a tremendously thriving segment, with numbers

that currently can hold their own in other markets.

The industry is moved by trends, namely, a

drive that leads people, especially young people, to

say and do things in a specific way, determined by

other people, creating a viral mechanism (a word

that thanks to social media and other platforms we

now have learned).

A recent survey conducted by “Your Music Marketing”

analyzed the influence of Spotify’s algorithms

on music consumption, highlighting how they

shape how we listen to and discover new talents,

and play a crucial role in the success of artists and

in generating revenue. In fact, when we examine

this or that emerging, mostly unknown artist and

discuss the quality of one or more songs, we always

come to a single, elusive conundrum: why do

some music tracks enjoy huge audience success,

while other, similar or even better ones, do not

achieve equal results?

Many studies carried out by marketing and advertising

experts answered the question: it’s marketing

combined with sound, it’s the effort that record

companies make to target young people, age

groups between 11 and 17 years old, those who

most use these tools, namely those of college age,

between 18 and 24 years old, and finally those between

25 and 35 years old, among the most important,

given their purchasing power and their influence

on family spending.

Young people are valuable consumers: in addition

to being users themselves, they are able to influence

the purchasing decisions of their family members,

their friends; they can influence choices by

using social media, and that’s where young people’s

and teenagers’ trends come to life: through

those behaviors meant to be adopted by other demographic

groups, through projects that become

novelties we must chase to be “cool” and “trendy”,

often with a questionable quality (here personal

taste takes over).

So younger generation volunteer to be guinea

pigs, to be led to discover that particular artist and/

Genius People Magazine

Issue 28


40

UMBERTO LABOZZETTA

qualità spesso discutibile (qui subentra il gusto

personale). Il giovane si presta a essere la cavia di

riferimento, essendo portato a scoprire per primo

quel determinato artista e/o progetto, anche

quando quest’ultimo non è ancora definito.

“Your music marketing” ha esaminato tramite un

accurato studio l’influenza dell’algoritmo di Spotify

che mira a suggerire brani agli utenti in base

alle loro preferenze e abitudini di ascolto. Lo studio

ha analizzato come funzionano gli algoritmi di

raccomandazione, qual è il loro impatto sul consumo

musicale e quali sfide emergono per gli artisti

e i professionisti del settore.

Il giovane consumatore è di fatto il target principale

del business di produzione musicale e la filiera

tutta si è adeguata. Ciò detto, in molti si chiedono

(io per primo) se non sarebbe più corretto

ampliare l’idea dello scouting musicale: non più

solo algoritmi, ma tornando, che so, a concentrarsi

sulle persone, sulle idee, sui contenuti? Certo,

mi rendo conto non sia una domanda semplice,

e probabilmente allo stato attuale è difficile

invertire rotta.

Come dicevo, il mercato discografico, da quei favolosi

anni ’80 e ’90 è passato, con l’avvento

dell’Euro, da una ricerca artistica autentica a una

selezione musicale guidata dagli algoritmi. Eccoli

in tutto il loro splendore gli algoritmi di raccomandazione!

Quelli che, senza accorgertene, mirano

a suggerirti i brani che sono propensi a esserti

graditi in base all’analisi della tua storia di

ascolto, delle tue abitudini sulla piattaforma e dei

comportamenti di utenti simili. Le raccomandazioni

sono basate sulle prestazioni dei brani, in

particolare quelli con un basso tasso di skip o una

lunga durata di ascolto.

Spotify genera automaticamente un numero di

playlist algoritmiche personalizzate per ogni

utente in base alle abitudini di consumo sulla

piattaforma, ma anche le altre piattaforme ragionano

in modo piuttosto simile. Sia chiaro, non è

vietato dalla legge, ma in un recente passato talent

scout come Caterina Caselli, Vittorio Salvetti,

Claudio Cecchetto, Mara Maionchi, Vincenzo Micocci

scoprivano con il loro fiuto per la musica il

potenziale artistico con un lavoro paziente di

scouting. Sono figure totalmente scomparse dai

radar della discografia, ognuno di loro, ma l’elenco

potrebbe essere più ampio. Nonostante il ruolo

significativo nella storia della musica italiana, oggi

tutto questo non vale più: il successo di un artista

è legato ai numeri dei social, delle piattaforme,

dall’algoritmo e non dalla sua proposta artistica. E

or project first, even when the latter is not yet defined.

Through a thorough study “Your music marketing”

examined the algorithm that suggest songs to users

based on their preferences and listening habits

on Spotify and its influence. The study analyzed

how recommendation algorithms work, what is

their impact on music consumption, and what

challenges artists and industry professionals must

face.

Young consumers are de facto the main target audience

of the music production business, and the

whole supply chain has adapted to the trend. That

being said, plenty of us are wondering if it’s time to

broaden the concept of music scouting once

again: no more algorithms; shouldn’t we go back

and, I don’t know, focus on people, ideas, contents?

Of course, I know this is not a simple question,

and it’s probably difficult to to turn around at

this time.

As I was saying, since the fabulous 80s and 90s,

with the rise of the Euro, the record market has

gone from a genuine artistic research to an algorithm-driven

music selection. Here they are in all

their glory: the recommendation algorithms! The

ones that, without us knowing, suggest tracks we

are supposed to like to us based on our listening

history, our habits on the platform, and the behavior

of similar users. Recommendations are based on

the song’s performance, especially for those with

low skip rates or a long listening span.

Spotify automatically generates a number of algorithmic

playlists, customized for each user, based

on its clients’ consumption habits on the platform,

and other platforms also work in a similar way.

Let’s be clear: it’s not illegal, but in the recent past

talent scouts such as Caterina Caselli, Vittorio Salvetti,

Claudio Cecchetto, Mara Maionchi, and Vincenzo

Micocci used to discover artistic potential

with their flair for music through a patient scouting

work. They all disappeared from the radar of discography.

Every single one of them, but the list

could go on. Despite their significant role in the history

of Italian music, today all this no longer applies:

the success of an artist is bound to the numbers

of social platforms, by the algorithm and not

by his artistic proposal. And this phenomenon has

contributed to the flattening of genres and the homogenisation

of sounds and productions: radio

stations today are all the same, it’s difficult to recognise

them by their format. And in most cases the

one standing out won’t be the most original, creative,

modern, revolutionary, but the most suitable

Genius People Magazine


EDITORIALE

41

Ph. Cottonbro Studios

Genius People Magazine

Issue 28


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UMBERTO LABOZZETTA

Ph. Ivan Samkov

for those viral mechanisms shaped by digital platforms.

My experience as an insider and, above all, as a

consumer of films, books, music, festivals, of

events from a very recent past of such as Festivalbar,

of radio stations (all of them) that launched,

pointed and brought out artists who are now more

relevant and followed than ever, has led me to believe

that, alas!, this conundrum does not only concern

music but, more in general, touches all those

artistic, literary, television productions that collectively

shape the culture and entertainment market.

These dynamics are complex and unpredictable, as

audiences, artists and critics often lament. So I’ll

make a provocation – it specifically applies to music,

but it’s adaptable to other segments of the

showbiz as well… -: why don’t we rethink the role of

A&R, songwriters, artistic producers, management

agency owners, of the so-called talent scouts? Yes,

maybe this is the way to go. We surely aren’t going

short of young songwriters or recruits from the discography

or the radio industry. We only have to requesto

fenomeno ha contribuito all’appiattimento

dei generi e alla standardizzazione dei suoni e

delle produzioni: le radio oggi sono tutte uguali e

difficile da identificare per il loro format, e nella

maggior parte dei casi emerge non il più originale,

creativo, moderno, rivoluzionario, ma il più adatto

a quei meccanismi virali dettati delle piattaforme

digitali.

La mia esperienza di addetto ai lavori e sopratutto

di fruitore di film, libri, musica, festival, di un recentissimo

passato di eventi come il Festivalbar, di

radio (tutte) prepositive nel lanciare, segnalare e

far emergere artisti oggi più che mai attuali e seguitissimi,

mi suggerisce che questo enigma,

ahimè!, non riguardi solo la musica ma in generale

tutte quelle produzioni artistiche, letterarie televisive

che nell’insieme definiscono il mercato

della cultura e dello spettacolo. Sono dinamiche

tanto complesse quanto imprevedibili, come

spesso lamentano pubblico, artisti e critica. Faccio

quindi una provocazione, che nello specifico riguarda

la musica, ma che è adattabile anche ad

Genius People Magazine


EDITORIALE

43

altri segmenti dello spettacolo… proviamo a rivalutare

il ruolo degli A&R, degli autori di canzoni,

dei produttori artistici, dei titolari di agenzie di

management, dei cosiddetti talent scout. Sì, forse

è essere la soluzione migliore. E non che tra le giovani

leve della discografia, delle radio, degli autori

non ce ne siano! Basterebbe recuperare il loro

ruolo di reali ricercatori, evitando magari di affidarsi

ai dati che gli arrivano da piattaforme come

Spotify, Deezer, TikTok. Visto il ruolo che ricoprono,

sarebbe bello se passassero del tempo a girare

in lungo e largo la penisola, frequentando i

vari festival di quartiere, concerti nei pub, nei

club, e ad ascoltare molte delle interessanti radio

locali, vera e propria scuola educativa per giovani

speaker, invece di stazionare ore e ore su i numeri

del web.

Qui però si apre un altro annoso problema tutto

italiano: quello degli spazi per la musica indipendente,

della mancanza di veri eventi dedicati agli

artisti emergenti. Quelli che esistono, pur riconoscendo

a molti la loro qualità, sono sempre di più

allineati alla metodologia di cui sopra, con l’ossessione

di chi vi partecipa di dover generare streaming.

Sarebbe bello immaginare eventi per cui

non ci si deve svenare per partecipare, eventi

sponsorizzati dalle associazioni di riferimento, da

scuole che valorizzino realmente e sempre di più

la formazione musicale, magari favorendo la nascita

di nuovi progetti, nuove idee, nuovi linguaggi

senza la mania del consumo usa e getta.

Probabilmente rimarrà solo una provocazione e

non accadrà nulla di tutto questo. Continueremo

ad accettare il sistema alla dittatura dell’algoritmo,

oggi filtro tra milioni di prodotti online e milioni

di utenti.

L’algoritmo di Spotify è diventato sempre più importante

per la scoperta di nuovi talenti e per la

fedeltà degli utenti perché, rispetto ai suoi competitori,

questa piattaforma ha un vantaggio: il

suo sistema di playlist algoritmiche, considerato il

più efficace nel mercato. È e sarà quindi sempre

meno interessante per le case discografiche dedite

alla creazione di prodotti di consumo immediato

con risvolti economici per il settore creare artisti

che riescano a emozionare e sorprenderci con la

loro visione.

vive their role as real researchers, perhaps not letting

them use the data platforms like Spotify,

Deezer, TikTok provides them with. Given their role,

it would be nice if they spent some time traveling

the length and breadth of our peninsula, attending

all kinds of neighborhood festivals, concerts in

pubs, clubs, and listening to all our interesting local

radio stations, a real educational school for young

speakers, instead of spending hours and hours on

numbers provided by the web.

Here, however, another long-standing, all-Italian

problem comes up: that of independent music

spaces, of the lack of real events dedicated to

emerging artists. Those that do exist, despite their

quality, are increasingly aligned with the methodology

mentioned above, with the obsession, for

those who attend, to have to generate streams. It

would be nice to take part to events you don’t have

to shell out to be in, events sponsored by the relevant

associations, by schools that truly and increasingly

enhance music education, perhaps fostering

new projects, new ideas, new languages

without the craze for disposable consumption.

Probably mine will just stay a provocation and none

of this will happen. We will continue to accept the

system and the dictatorship of algorithms, a filter

among millions of online products and millions of

users.

Spotify’s algorithm has become increasingly important

to discover new talents and for its user loyalty

because, compared to its competitors, this platform

has an advantage: its algorithmic playlist system

is the most effective on the market. It is and will

therefore be less and less interesting for record

companies focused on creating immediate consumer

products with economic implications for the

industry to promote artists who can and surprise us

with their vision.

Genius People Magazine

Issue 28


COVER STORY

MASSIMO

BOTTURA


COVER STORY

45

MASSIMO BOTTURA

Location: HENGE, Spiga 34, Milano

Foto: Gigi Soldano

Outfit: Gucci, Adidas, Nike, New Balance

GENIUS LIFE STORY

N. 28

Genius People Magazine

Issue 28


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INTERVISTA

Cambiare

il mondo,

un piatto

alla volta

CHANGING THE WORLD, ONE DISH AT A TIME

di/by MATTEO MACUGLIA

Massimo Bottura è più di uno chef, è un simbolo

dell’Italia, della sua cucina, della sua vitalità, delle sue

passioni. È un cantore dei suoi valori e delle sue

ricchezze, costantemente alla ricerca di nuovi stimoli

per far evolvere la sua cucina, che sorprende anche

quando parte da elementi poveri, quasi banali. La sua

narrazione – a tratti filosofica – del cibo, porta a un

rito, in cui il nutrimento è solo una parte di un atto che

muove anche l’anima. Ed è in grado di restituire

l’identità di un popolo, più facile ritrovare in una

pentola, che in un libro di storia.

Massimo Bottura is more than a chef: he is a symbol of

Italy, of its cuisine, its vitality, its passions. He is a cantor

of its values and riches, and is constantly looking for

new stimuli to make his cuisine – a cuisine that surprises

even when it stems from poor, humble ingredients –

evolve. His – quite philosophical – narrative about food

is part of a ritual in which nourishment plays only a part

in an act that moves the soul as well. And that can

restore the identity of a people: it’s easier to find it in a

pot, than in a history book.

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MASSIMO BOTTURA

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Massimo Bottura nello show-room Henge di via della Spiga 34, Milano - Ph. Gigi Soldano (vedi a pag. 60)

Genius People Magazine

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INTERVISTA

Nel 2025, i 30 anni dell’Osteria Francescana: cosa le rimane

di questo percorso che ha cambiato la sua vita?

Trent’anni sono un viaggio lungo, fatto di intuizioni, cadute,

rinascite e, soprattutto, di evoluzione continua. Guardando indietro,

quello che mi rimane non è solo il successo o i riconoscimenti,

ma le persone. I ragazzi che hanno lavorato in cucina

con me, i produttori che ci hanno dato fiducia, i clienti che ci

hanno seguito anche quando la nostra cucina non era capita. Mi

rimane la sensazione che l’Osteria Francescana sia stata molto

più di un ristorante: è stata un laboratorio di idee, un punto di

incontro tra tradizione e innovazione, tra arte e cibo. Ho imparato

che la creatività nasce dal rispetto per ciò che sei, da dove

vieni, ma anche dal coraggio di rompere le regole per raccontare

qualcosa di nuovo. Se penso a questi trent’anni, penso a

Modena, alle radici emiliane che ci hanno tenuto saldi, e al desiderio

costante di guardare oltre. Mi rimane la consapevolezza

che la cucina può davvero cambiare il mondo, un piatto alla

volta.

2025 marks 30 years of Osteria Francescana: what is left of

this life-changing journey?

Thirty years is a long time. It was a journey made of insights, falls,

rebirths and, above all, continuous evolution. Looking back,

what’s left is not the success, nor the awards, but the people. The

guys who worked in the kitchen with me, the producers who

trusted us, the customers who stuck with us even when our cuisine

was not being understood. I believe that Osteria Francescana

has been so much more than a restaurant: it has been a laboratory

of ideas, a meeting point between tradition and innovation,

between art and food. I learned that creativity comes from the

respect you have for who you are, for where you come from, but

also from the courage to break the rules to tell something new.

When I think of these 30 years, I think of Modena, of the Emilian

roots that have held us together, and of our constant desire to go

beyond. I am left with the awareness that cooking really can

change the world, one dish at a time.

Massimo Bottura nello show-room Henge di via della Spiga 34, Milano - Ph. Gigi Soldano

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MASSIMO BOTTURA

49

I primi anni dell’Osteria sono stati difficili, cosa pensa di quel

periodo?

I primi anni sono stati una vera prova di resistenza. Era il 1995 e

Osteria Francescana era poco più di una porta socchiusa in una

via silenziosa di Modena. In pochi capivano quello che facevamo,

il ristorante era spesso vuoto. Ricordo ancora quando si

diceva che avremmo chiuso da lì a poco… Ma l’Osteria Francescana

non è mai stata solo un ristorante, era una domanda, un

sogno, un atto di ribellione, una “bottega rinascimentale”.

Sono stati anni duri, certo, ma fondamentali. All’inizio c’era

tanta passione e pochissimi mezzi: ci arrangiavamo con quello

che avevamo, lavorando giorno e notte, spesso senza sapere se

ce l’avremmo fatta. Ma proprio in quella fase si è formato lo spirito

dell’Osteria: un mix di ostinazione, curiosità e amore per il

dettaglio. È stato anche un periodo di grande libertà creativa:

senza pressioni esterne, potevamo sperimentare, sbagliare, ricominciare.

Oggi guardo indietro con gratitudine. Se non avessimo

attraversato quel fuoco, non saremmo mai diventati quello

che siamo.

The early years of the Osteria were quite difficult. What are

your thoughts on that time?

Those early years were a real test of endurance. It was 1995 and

Osteria Francescana was not much more than an half-opened

door on a quiet street in Modena. Few people understood what

we were doing; the restaurant was often empty. I still remember

when people were saying we would close soon... But Osteria

Francescana was never just a restaurant: it was a question, a

dream, an act of rebellion, a “renaissance workshop”. Those

were hard years, of course, but they were fundamental. In the

beginning we had a lot of passion and very few means: we made

do with what we had, we worked day and night, often not knowing

if we would make it. But it was during that time that we formed

the spirit of the Osteria: a mix of stubbornness, curiosity and love

for details. t was also a time of great creative freedom: with no

outside pressures, we could experiment, make mistakes, start

again. Today I look back with gratitude. If we had not gone

through that fire, we would never have become what we are.

Massimo Bottura nello show-room Henge di via della Spiga 34, Milano - Ph. Gigi Soldano

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INTERVISTA

Massimo Bottura nello show-room Henge di via della Spiga 34, Milano - Ph. Gigi Soldano

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MASSIMO BOTTURA

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Oggi si sente più un cuoco artigiano o un artista?

Io mi riconosco in un artigiano artiere, cioè un artigiano ossessionato

dalla qualità. Il cuoco non può permettersi il lusso totale

dell’artista: deve cucinare qualcosa, cibo buono. L’artista è

libero di fare ciò che vuole. Mi sento un artigiano. Il mio lavoro

nasce dalle mani, dalla materia, dalla tecnica ripetuta ogni giorno,

con rigore. Ma dentro quell’artigianato c’è anche un’anima

creativa, una visione che a volte sfocia nell’arte. Credo che il

confine tra le due cose sia sottile: l’artista crea dal nulla, l’artigiano

trasforma con maestria. In cucina, le due dimensioni si

intrecciano. Però non perdo mai il contatto con la terra, con il

prodotto, con il gesto quotidiano. Se l’arte è ispirazione, l’artigianato

è responsabilità. E io credo che servano entrambi per

dare senso a quello che faccio.

Ha parlato della cucina italiana come di un rito, perché?

Perché cucinare, in Italia, è un gesto antico, quasi liturgico, che

mette in moto una memoria collettiva. È un atto che tiene insieme

le generazioni, i luoghi, i silenzi e le parole sussurrate tra un

taglio e una mescolata. La cucina italiana è un rito perché ha un

tempo sacro, fatto di attese e di ripetizioni che non sono mai

identiche: come nella preghiera, ogni gesto ha un senso che va

oltre l’immediato. Quando si impasta, si impasta anche il tempo.

Si intrecciano mani, storie, accenti. Ogni ricetta è un racconto

orale che sopravvive al tempo perché si trasmette attraverso

il fare. C’è un sapere che passa nei gesti: il modo in cui si

spezza il basilico con le dita, si assaggia il sugo con il cucchiaio

di legno, si aspetta che l’olio “parli” nella padella. È una coreografia

invisibile, appresa senza teoria, che però sa essere più

profonda di qualsiasi regola scritta. E poi c’è la tavola, che è la

vera consacrazione. In Italia si mangia insieme, e quel “insieme”

è parte integrante del piatto. Il sapore di una pietanza cambia

se mangiata in solitudine o condivisa: perché il cibo qui è

relazione, è legame, è linguaggio. È il luogo dove ci si riconosce,

dove si fa pace, dove si cresce.

La lettura critica del passato in cosa è consistita?

Nel comprendere che il passato non è un museo da conservare

in silenzio, ma un materiale vivo, a volte anche scomodo, con

cui dobbiamo dialogare. E, se serve, anche rompere. Penso

spesso al trittico di Ai Weiwei in cui lascia cadere un vaso di

2000 anni fa, frantumandolo. È un gesto radicale, provocatorio,

ma profondamente simbolico: non è distruzione fine a sé stessa,

è un atto di nascita. Ai Weiwei dice: “Io non prendo le distanze

dal mio passato. Io lo rompo, e con i cocci costruisco il mio futuro,

filtrato da un pensiero contemporaneo”. Quella è la chiave:

conoscere la propria storia non significa inchinarsi a essa,

ma capirne la forma, le fratture, le luci e le ombre. E poi, con

coraggio, scegliere cosa salvare, cosa trasformare, cosa supera­

Do you feel more like an artisan cook or an artist today?

I see myself as an artisan craftsman, that is, a craftsman who’s

obsessed with quality. A cook can’t afford the total luxury of the

artist: he has to cook something, something good. The artist is

free to do what he wants. I feel like an artisan. I work with my

hands, with matter, and I meticulously repeat the same technique

every day. But within that craftsmanship there’s also a creative

soul, a vision, that sometimes flows into art. I think the line between

the two is thin: the artist creates from nothing, the craftsman

transforms with mastery. In the kitchen these two dimensions

are intertwined. But I never lose a connection with the

earth, with the product, with the everyday gesture. If art is inspiration,

craftsmanship is responsibility. And I believe they both

give meaning to what I do.

You have spoken of Italian cooking as a ritual, why?

Because cooking, in Italy, is an ancient, almost liturgical, act that

sets in motion our collective memory. It’s an act that keeps generations,

places, silences and words whispered between a chop

and a stir together. Italian cuisine is a ritual because of its sacred

time, of its expectations and repetitions, that are never the same:

each of these gestures has a meaning that goes beyond the immediate.

When you knead, you also knead time. Hands, stories,

accents are all woven together. Each recipe is an oral tale that

survives time because it’s transmitted through the act of doing.

There’s a knowledge that comes through gestures: the way you

break the basil with your fingers, taste the sauce with a wooden

spoon or wait for the oil to “speak” in the pan. It’s an invisible

choreography you learn with no theory, and yet it can be deeper

than any written rule. And then there’s the table, which is the real

consecration. In Italy we eat together, and that “togetherness” is

art and parcel of the dish. The flavor of a dish changes if eaten

alone or together: because here food is about relationships, it’s

about bonding, it’s a language. It’s the place where we recognize

ourselves, where we make peace, where we grow.

In what did this critical reading of the past consist of?

I understood that the past is not a museum I must preserve in

silence: it’s a living, and sometimes even uncomfortable, material

with which we have to dialogue. And, if need be, even break up

with. I often think about Ai Weiwei’s triptych: he drops a

2,000-year-old vase, shattering it. It’s a radical, provocative, but

deeply symbolic action: it’s not about destruction for its own

sake, it is an act of birth. Ai Weiwei says, “I don’t distance myself

from my past. I break it, and with its shards I build my future, filtered

through contemporary thinking”. That’s the key: knowing

one’s history does not mean you have to bow to it; you have to

understand its shape, its fractures, its lights and shadows. And

then, with courage, choose what to save, what to transform, what

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INTERVISTA

re. La cultura non è mai un’icona fissa, è un processo in divenire.

E l’arte – così come la scrittura, la musica, la cucina, il pensiero

– è il luogo in cui questa trasformazione si manifesta in

modo più radicale. Io credo che portare il meglio del passato nel

futuro significhi proprio questo: accettare di romperlo, se necessario,

per liberarne nuovi significati. Non per negare chi siamo

stati, ma per far emergere chi possiamo diventare. Il passato

va abitato, ma anche attraversato. E l’unico modo per rendergli

davvero onore è trattarlo da interlocutore, non da reliquia.

Parla spesso di contaminazione in cucina. Qual è stata la

contaminazione più importante per lei?

La contaminazione per me è vita, ma una contaminazione saggia,

mai selvaggia. È cultura in movimento. È quello che succede

quando guardi il mondo con occhi curiosi e orecchie aperte.

È quello che mi ha fatto creare piatti come “da Gragnano a Bangkok”,

dove uno spaghetto al pomodoro, mozzarella e basilico

si trasforma in un Pad Thai. È questo che immagino per la cucina

italiana del futuro: una cucina aperta, viva, capace di accogliere

e rielaborare, come ha sempre fatto. Perché, alla fine, la

contaminazione più importante è quella che ci cambia dentro.

Ha lavorato con chef importanti: Georges Cogny, Ferran

Adrià, Alain Ducasse. Cosa le è rimasto di quelle esperienze?

Tantissimo. Da Cogny ho imparato l’equilibrio tra la precisione

francese e il cuore italiano. Da Ducasse ho assorbito la struttura,

l’organizzazione, la profondità della cucina come sistema, l’ossessione

per la qualità sotto ogni aspetto. E da Ferran Adrià ho

capito che si può anzi, si deve mettere tutto in discussione, il

pensiero in libertà. Queste esperienze mi hanno dato le fondamenta

per creare il mio linguaggio. Mi hanno insegnato che per

innovare davvero, devi conoscere profondamente la tradizione,

la tecnica. Solo così puoi rompere le regole senza distruggere il

senso.

Come nascono le idee per le sue nuove proposte?

Le idee non si cercano, si accolgono. Nascono quando sei disposto

a vedere l’invisibile, a sentire una nota fuori spartito, a trovare

bellezza dove altri passano distratti. L’ispirazione può arrivare

ovunque: nel silenzio di un museo davanti a un’opera di

Carlo Benvenuto o di Beuys, in una corsa notturna sull’Appennino

con il rombo di un motore che diventa ritmo, nel verso di

una poesia che ti resta addosso, nel buio di un teatro dove la

musica ti attraversa come un lampo. Ogni piatto, prima di essere

tecnica, è visione. Può nascere da una tela tagliata di Fontana,

da un disco jazz che improvvisa senza paura, da una parola

sussurrata da Lara, da un gioco con mio figlio, da un pomodoro

tagliato in due che sembra un cuore. Non esiste un solo linguaggio.

L’arte contemporanea mi ha insegnato a pensare per sotto

overcome. Culture is never a permanent icon; it’s a process in

the making. And art – as well as writing, music, cooking, thinking

– is where this transformation occurs most radically. I believe that

bringing the best of the past into the future means you must accept

to break it, if necessary, to release new meanings from it.

Not to deny who we have been, but to unearth who we can become.

We must live in the past but also walk through it. And the

only way to truly honor it is to treat it as an interlocutor, not as a

relic.

You often talk about cross-contamination in the kitchen.

What has been the most important one in your life?

Contamination, for me, is life, but a healthy one, not a wild one.

It’s culture in motion. It’s what happens when you look at the

world with curious eyes and just listen. It’s what made me create

dishes like “from Gragnano to Bangkok”, when I turned some

spaghetti with tomato sauce, mozzarella and basil into a Pad

Thai. This is what I envision for the Italian cuisine of the future: an

open, living cuisine; welcoming and with the ability to reimagine,

as it has always done. Because, ultimately, the most important

kind of contamination is the one that changes us inside.

You’ve worked with important chefs like Georges Cogny, Ferran

Adrià, Alain Ducasse. What did these experiences leave

you with?

I was left with so much. From Cogny I learned to balance French

precision and my Italian heart. From Ducasse I learned structure,

organization, as well as the depth of cooking as a system, the

obsession with quality. And with Ferran Adrià I understood that

you can, or rather, you must question everything, you must think

freely. Thanks to experiences I created my own language. They

taught me that to innovate, you have to know tradition, techniques,

in depth. That’s the only way you can break the rules

without destroying meaning.

How do you come up with ideas for your new projects?

I don’t look for ideas, I welcome them. They happen when you’re

willing to see the invisible, to hear an off note, to discover beauty

where others may be passing by distractedly. Inspiration can

come anywhere: in the silence of a museum, in front of a work by

Carlo Benvenuto or Beuys, during a night ride through the Apennines,

when the rumble of an engine becomes a rhythm, in a

verse of a poem that sticks with you, in the darkness of a theater

where music flows through you like a flash of lightning. Before

being a technique, every dish is a vision. It can come from a cut

canvas by Fontana, from a jazz record that fearlessly improvises,

from a word Lara whispers, from a game with my son, from a tomato

cut in two that looks like a heart. There’s not just one language.

Contemporary art has taught me to think by subtraction,

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Massimo Bottura nello show-room Henge di via della Spiga 34, Milano - Ph. Gigi Soldano

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INTERVISTA

Massimo Bottura nello show-room Henge di via della Spiga 34, Milano - Ph. Gigi Soldano

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trazione, la poesia per condensazione, la musica per ritmo e

contrappunto. La velocità delle auto mi ha insegnato il tempo e

la precisione. Tutto può essere cucina, se sai ascoltare.

Si può imparare a “sentire” tutto questo?

Serve una cosa, prima di tutto: devi essere aperto. Devi farti attraversare.

Solo chi è disposto a farsi toccare dalle cose può trasformarle

in qualcosa di nuovo. È in quel momento che l’ispirazione

diventa idea, e l’idea diventa piatto. Un pensiero che si

mangia. Un’emozione che si serve in tavola.

La cucina stellata deve essere anche sostenibile?

Sì, senza alcun dubbio. Non possiamo più permetterci di separare

eccellenza e responsabilità. La Stella Verde Michelin, per

me, oggi ha lo stesso valore delle tre rosse. È il segno che un ristorante

non è solo un tempio del gusto, ma anche un presidio

etico. Essere cuochi, oggi, significa essere cittadini consapevoli.

Significa sapere cosa compri, da chi lo compri, come lo trasformi,

come tratti chi lavora con te. È una rivoluzione silenziosa

che parte dal mercato e arriva alla tavola. È scegliere di proteggere

la biodiversità, di valorizzare i piccoli produttori, di non

sprecare neppure una foglia di prezzemolo. Un cuoco, nel 2025,

deve essere anche un narratore della terra, un custode delle stagioni,

un attivista della bellezza. La cucina non è più solo tecnica

e sapore: è gesto politico, è azione culturale. E la sostenibilità

non è una moda, è un’urgenza che si traduce in scelte quotidiane:

nelle ricette, nei contratti di lavoro, nella gestione dell’energia,

nei menù che rispettano l’ambiente e le persone. Io credo

che la vera grande cucina sia quella che non solo emoziona,

ma migliora. Che si prende cura, senza clamore. Che trasforma

lo scarto in risorsa, il limite in invenzione. L’ho imparato nei

Refettori, cucinando con ciò che altri avrebbero buttato via. Lì

ho capito che la creatività vera nasce dal rispetto. Che la bellezza

può essere un atto di giustizia.

Sostenibilità in cucina, perché è importante?

Perché la sostenibilità è la nostra eredità, il nostro futuro. È ciò

che abbiamo respirato da bambini, nei gesti delle nostre nonne,

quando nulla andava sprecato e tutto aveva un valore. Non si

parlava di sostenibilità, ma la si praticava ogni giorno, con

amore e intelligenza. Un pomodoro troppo maturo diventava il

sugo più buono. Uno zucchino non perfetto finiva in un ripieno

saporito. Una crosta di pane si trasformava in passatelli, in pappa

al pomodoro, in polpette, in poesia. Un risotto del giorno

prima si reinventava in arancino, in tortino, in meraviglia. La

sostenibilità non è una moda né una strategia di marketing: è

l’identità profonda della cucina italiana, nata dal rispetto per le

stagioni, per il lavoro della terra, per la sapienza delle mani. È la

capacità di vedere il valore nascosto, di trasformare lo scarto in

poetry by condensation, music through rhythm and counterpoint.

I learned time and precision through speed and cars. Everything

can be cuisine, if you know how to listen.

Can you learn to “hear” all this?

First of all, there’s one thing you must be: open. You have to let

things flow through you. Only those who are willing to be touched

by things can turn them into something new. That’s when inspiration

becomes an idea, and the idea becomes a plate. A thought

that you eat. An emotion served on a table.

Should starred cuisine also be sustainable?

Yes, without a doubt. We can no longer afford to separate excellence

and responsibility. For me, today, the Michelin Green Star

has the same value as the three red ones. It means that a restaurant

is not only a temple of taste, but also an ethical garrison.

Being a chef today means being a conscious citizen. It means

you know what you buy, who you buy it from, how you process it,

how you treat the people who work with you. It’s a silent revolution

that starts in the market and makes its way to the table. It’s

choosing to protect biodiversity, to value small producers, not to

waste a single leaf of parsley. In 2025, a cook must also be a

storyteller of the earth, a keeper of the seasons, an activist of

beauty. Cooking is no longer about technique and flavor alone:

it’s a political act, a cultural action. And sustainability is not a fad,

it’s an emergency we must translate into everyday choices: in

recipes, in labor contracts, in energy management, in menus that

respect the environment and people. I believe that truly great cuisine

should excite people, but more importantly should improve

them. It takes care, quietly. It turns waste into a resource, a limit

into an invention. I learned this in the Refectories, while cooking

with what others would have thrown away. There I learned that

true creativity comes from respect. That beauty can be an act of

justice.

Sustainability in the kitchen, why is it important?

Because sustainability is our legacy, our future. It’s what we

breathed as children through the actions of our grandmothers,

when nothing would go to waste and everything had value. We

did not talk about sustainability, but we put it into practice every

day, with love and intelligence. An overripe tomato would become

a great sauce. An imperfect zucchini would end up in a

tasty filling. A crust of bread would become passatelli, into pappa

al pomodoro, into meatballs, into poetry. A risotto from the

day before would reinvent itself and become arancino, tortino,

marvel. Sustainability is not a fad or a marketing strategy: it is

the very identity of Italian cuisine, born out of respect for the

seasons, for the work of the earth, for the wisdom of the hands.

It’s the ability to see hidden value, to transform waste into

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INTERVISTA

Massimo Bottura e il suo inseparabile alleato in cucina: il forno Unox, qui nella versione Casa (www.unoxcasa.com) - Ph. Gigi Soldano

How do you manage your brigade?

Running a brigade, for me, is like keeping a family together: every

voice counts, every gesture has value. Just as every ingredient,

from the most noble to the most humble, deserves the same digricchezza,

l’imperfezione in bellezza. È per questo che il menù

dei trent’anni dell’Osteria Francescana è ispirato a Miseria e

Nobiltà. Non si limita a raccontare l’eccellenza: racconta anche

il limite. Racconta ciò che resta, ciò che rinasce, ciò che può

ancora sorprendere. Ogni piatto nasce da una riflessione sul

presente e da un atto di responsabilità verso il futuro. Non c’è

creatività senza coscienza, non c’è bellezza senza rispetto. Sostenibilità

significa cucinare con la testa, con le mani, ma soprattutto

con il cuore. Significa sapere che ogni scelta – anche la

più piccola – ha un impatto. E che attraverso un piatto possiamo

seminare un’idea, costruire un ponte, dare valore a ciò che

sembrava invisibile. Alla fine, è questo che ci resta: la capacità

di trasformare il poco in moltissimo. Di dare dignità a ogni ingrediente,

come si dà dignità a ogni persona.

Come gestisce la sua brigata?

Gestire una brigata, per me, è come tenere insieme una famiglia:

ogni voce conta, ogni gesto ha un valore. Così come ogni

ingrediente, dal più nobile al più umile, merita la stessa dignità.

wealth, imperfection into beauty. That is why the 30-year anniversary

menu of Osteria Francescana is inspired by Miseria e

Nobiltà. It speaks about excellence, and about limits as well. It

speaks of what remains, what is reborn, what can still surprise.

Each dish comes from a reflection on the present and is an act

of responsibility for the future. There’s no creativity without consciousness,

no beauty without respect. Sustainability means we

cook with our heads, with our hands, but above all with our

hearts. It means that we must know that every choice – even the

smallest one – has an impact. And that through a dish we can

sow an idea, build a bridge, give value to what seemed invisible.

In the end, that is what we are left with: the ability to turn so little

into so much. To give dignity to each ingredient, as we give dignity

to every person.

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MASSIMO BOTTURA

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Perché un grande piatto non si misura solo col palato, ma con la

coscienza di chi lo ha preparato.

Si dedica, insieme a sua moglie, a molti progetti di beneficenza.

Quando ha iniziato e perché?

“Beneficenza” non è la parola giusta. Quello che facciamo non

nasce dalla carità, ma da una visione culturale. È il desiderio di

restituire attraverso la bellezza, attraverso l’ascolto, attraverso

l’ospitalità. Con Lara abbiamo iniziato nel 2015 con Food for

Soul, perché sapevamo che il nostro ruolo di cuochi poteva diventare

qualcosa di più: uno strumento per generare inclusione,

dignità, cambiamento. Crediamo che un piatto cucinato con

amore, in un luogo curato e accogliente, possa fare molto più

che saziare. Può dare valore. Può accendere una scintilla. Può

ricordare a chi l’ha dimenticato che anche lui, anche lei, merita

la bellezza. Dai Refettori in tutto il mondo – nati per salvare il

cibo in eccesso e trasformarlo in momenti di gioia e condivisione

– è sbocciata una nuova idea di cucina: non come lusso, ma

come diritto. Non come esclusione, ma come abbraccio. Poi è

arrivato Tortellante, il nostro orgoglio più tenero. Lì, nella semplicità

di una sfoglia tirata a mano, abbiamo unito due fragilità:

la memoria degli anziani e lo sguardo puro dei ragazzi con disabilità.

Ed è proprio da quella fragilità che è nata una forza nuova,

fatta di ritualità, pazienza, risate e farina sulle mani. E come

ogni seme ben piantato, qualcosa è germogliato anche dentro la

nostra famiglia. Caroline, che ha lavorato con passione per Food

for Soul, e Jessica Rosval, lo chef di Casa Maria Luigia, hanno

dato vita a un progetto meraviglioso: l’ Association for the Integration

of Women. Con AIW è nato Roots, un ristorante sociale

dove giovani donne – mamme single, rifugiate, immigrate –

imparano il mestiere del cuoco, ricevono formazione, strumenti,

dignità. Roots non è solo un ristorante: è una seconda possibilità,

un laboratorio di speranza che cambia vite, una

rivoluzione quotidiana fatta con pentole e sorrisi. Per me, cucinare

non è solo nutrire. È creare legami. È ascoltare il silenzio

degli invisibili. È dare forma concreta alla parola “futuro”. E se

oggi posso dire di essere orgoglioso, non è solo per le stelle, ma

per i semi che, con pazienza, abbiamo piantato. E che, nel tempo,

hanno messo radici. E portano frutti che non finiscono mai

in un piatto, ma nella vita degli altri.

nity. Because a great dish is measured not only by the palate, but

by the conscience of the person who made it.

You and your wife are involved in many charitable projects.

When did you start and why?

That’s not the right word. What we do does not come from charity,

but from a cultural vision. It’s the desire to give back through

beauty, attention, hospitality. Lara and I started in 2015 with Food

for Soul because we knew that our jobs as cooks could be something

more: a tool to generate inclusion, dignity, change. We believe

that a dish cooked with love, in a caring and welcoming

place, can do more than just fill you up. It can give value. It can

ignite a spark. It can remind people who have forgotten that that

they deserve beauty too. From the Refectories that were created

to save food in surplus and turn it into moments of joy and sharing

around the world a new idea of cooking has blossomed: not

a luxury, but a right. Not as exclusion, but as embrace. Then

Tortellante, our most tender source of pride, came along. There,

in the simplicity of a hand-pulled pastry, we brought together two

fragilities: the memory of the elderly and the pure gaze of kids

with disabilities. And out of that fragility a new strength emerged,

made of rituals, patience, laughter and flour on our hands. And

like any well-planted seed, something sprouted within our family

as well. Caroline, who worked passionately for Food for Soul, and

Jessica Rosval, the chef of Casa Maria Luigia, started a wonderful

project: the Association for the Integration of Women. With

AIW, Roots has come to life: it’s a social restaurant where young

women – single moms, refugees, immigrants – learn the craft of

cooking, are provided with training, tools, dignity. Roots is not

just a restaurant: it is a second chance, a laboratory of hope that

changes lives, a daily revolution made with pots and smiles. For

me, cooking is not just feeding. It ‘s making connections. It’s listening

to the silence of the invisible. It’s giving a shape to the

word “future”. And if today I can say that I am proud, it’s not only

for the stars, but for the seeds that, with patience, we’ve planted.

And that, over time, have taken root. They bear fruits that never

end up in a dish, but in the lives of others.

You often talk about the future: what do you see in yours?

In my future there will always be more future.

Parla spesso del futuro: nel suo cosa ci vede?

Nel mio futuro, ci sarà sempre più futuro.

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Naval architecture: Ferretti Group Superyachts Division Engineering Department

Exterior design: Filippo Salvetti

Interior architecture: Antonio Citterio Patricia Viel

The Custom Line 50 is the groundbreaking 50-metre aluminium superyacht under 500 GT that redefi nes her

class. With a four-deck displacement hull, 4,500-nautical-mile range, and shallow-water mooring capability, she

combines innovation with craftmanship. Standout features include the upper-deck owner’s suite with a private

terrace, an exquisite beach club integrating a waterside lounge with an infi nity pool and the main aft deck, and

interiors exuding magnitude comparable to larger yachts. With advanced weight and hydrodynamics, as well

as the use of recyclable materials, she ensure fuel effi ciency and sustainability. A unique combination of design,

versatility and onboard comfort, Custom Line 50 is totally beyond.


c: 50 m: 49 y: 57 k: 17

c: 30 m: 40 y: 100 k: 0

c: 50 m: 49 y: 57 k: 17

c: 100 m: 64 y: 0 k: 60


60

GENIUS

GIGI SOLDANO

Quando parla lascia intendere che vive per le corse, per le

storie che vale la pena raccontare: dice che cerca l’anima dei

piloti e delle persone che fotografa. Nella selezione di foto

dell’edizione 2022 della Dakar, proiettata da un gigantesco televisore

Bang & Olufsen accompagnata da una cover di House

of the Rising Sun, ci ha messo delle incisioni rupestri trovate

per caso durante un appostamento. Conserva un’espressione

torva alla Marco Giallini, come se stessi cercando di rifilargli

un nuovo abbonamento telefonico. Gli chiediamo della Dakar,

di com’è correrla in Arabia Saudita, lui risponde che ha passato

più di una notte in macchina: “C’era troppo vento per

dormire in tenda, e poi nel bivacco non sei davvero nel deserto.

Prendevo l’auto e me ne andavo un po’ più in là a dormire.

Alla fine dei colleghi francesi sono venuti a bussare all’auto

chiedendo un posto”. Mentre parla guardiamo le sue mani: sta

parlando con Edi Orioli e Franco Picco ma il pilota che ha corso

l’ennesima Dakar sembra lui. In Arabia Saudita Gigi Soldano

ha portato due Nikon nuove, ma evidentemente per scattare

quattordicimila foto nel deserto anche le mani ti chiedono

un pegno.

When he speaks, he suggests that he lives for races, for the stories

that are worth telling: he says he seeks for the spirit of the

riders and of the people he photographs. In his selection of photos

from the Dakar 2022 edition that were projected on a huge

Bang & Olufsen screen along with a cover of House of the Rising

Sun, he included some rock engravings he found by accident

during a stakeout. He has a very Marco Giallini-esque grim expression,

almost as if I were trying to sell him a new phone bill.

We ask him about the Dakar, about what it’s like to race in Saudi

Arabia, he replies that he has spent more than one night in his

car: “It was too windy to sleep in a tent, besides, when you’re in

the bivouac, you’re not really in the desert. I would take the car

and go somewhere else to sleep. I ended up having French colleagues

come knocking on the car asking for a spot.” As he

speaks, we look at his hands: he’s talking to Edi Orioli and Franco

Picco, but he looks like the one who just competed in another

Dakar. Gigi Soldano brought two new Nikons with him to Saudi

Arabia, but it seems that in order to take fourteen thousand photos

in the desert, your hands have to pay a price.

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FOCUS

Osteria Francescana

Massimo Bottura apre Osteria Francescana a Modena nel 1995.

Innovatore e ristoratore da più di trent’anni, Bottura ha affermato

la sua reputazione come una delle figure culinarie più innovative

del mondo. Osteria Francescana, ristorante tre Stelle e

Stella Verde Michelin, è stato nominato numero 1 nella classifica

The World’s 50 Best Restaurants nel 2016 e per la seconda volta

nel 2018. Dal 2019 rientra nella lista Best of the Best, categoria

attribuita a tutti i ristoranti arrivati primi nella classifica The

World’s 50 Best Restaurants e che non possono più essere votati

nelle nuove edizioni della lista.

Da trent’anni la Francescana è il laboratorio creativo in cui Bottura

reinterpreta la cucina italiana con profondità culturale,

sensibilità artistica e spirito poetico. Piatti iconici come Oops! I

dropped the lemon tart o Cinque stagionature di Parmigiano

Reggiano raccontano storie di territorio, memoria e sperimentazione.

Ogni portata è un’opera d’arte che invita a riflettere sul passato

mentre guarda dritto al futuro, ma il cuore pulsante dell’Osteria

Francescana è il team: una brigata affiatata e internazionale,

formata da giovani talenti e professionisti esperti che costruiscono

un’esperienza che va oltre il gusto: ogni dettaglio, dal

servizio in sala al ritmo in cucina, è orchestrato con passione,

precisione e umanità.

All’Osteria Francescana, l’esperienza gastronomica diventa un

viaggio emozionale e collettivo, capace di nutrire non solo il palato,

ma anche l’anima.

Massimo Bottura opened Osteria Francescana in Modena in

1995. An innovator and restaurateur for more than thirty years,

Bottura has consolidated his reputation as one of the world’s

most innovative culinary figures. Osteria Francescana, the three-

Michelin-star and Michelin Green Star restaurant, was ranked

number 1 on The World’s 50 Best Restaurants list in 2016 and

again in 2018. Since 2019 it has been part of the Best of the Best

list, a category including all restaurants that ever ranked first in

The World’s 50 Best Restaurants list.

For thirty years, Bottura has re-imagined Italian cuisine in with

cultural depth, artistic sensitivity, and poetic spirit in Francescana,

his own creative laboratory. And iconic dishes such as Oops!

I dropped the lemon tart and Five stagings of Parmigiano Reggiano

have told stories about the territory, memory, and experimentation.

Each dish is a work of art that invites you to reflect on the past

while looking straight to the future, but the beating heart of Osteria

Francescana is its team: a close-knit, international brigade of

young talents and experienced professionals who create an experience

that goes beyond taste: every detail, from the service in

the dining room to the rhythm in the kitchen, is orchestrated with

passion, precision, and humanity.

At Osteria Francescana, the gastronomic experience becomes

an emotional and collective journey that nourishes the palate and

also the soul.

In foto il team di Osteria Francescana - Ph. Paolo Terzi

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OSTERIA FRANCESCANA

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Andrea e Luca Garelli

Osteria Francescana - Ph. Sueo

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FOCUS

Osteria Francescana - Ph. Sueo

Osteria Francescana - Ph. Sueo

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OSTERIA FRANCESCANA

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Osteria Francescana - Ph. Sueo

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FOCUS

Gelati

Ph. Paolo Terzi

Ph. Paolo Terzi

Ph. Paolo Terzi

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OSTERIA FRANCESCANA

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Massimo Bottura - Ph. Letizia Cigliutti

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FOCUS

Casa Maria Luigia

Da villa del XVII secolo ad guesthouse immersa nella

campagna emiliana

From an 18th century villa to a guesthouse in the Emilian countryside

Massimo Bottura e Lara Gilmore, compagni e complici nella vita

come nel lavoro, nel maggio 2019 hanno aperto le porte della

loro guesthouse per estendere la visione di ospitalità oltre Osteria

Francescana, il ristorante tre stelle Michelin nel centro storico

di Modena, e creare un luogo che possa ospitare tutte le

loro passioni.

Arte, cibo, musica, natura: Casa Maria Luigia è una galleria a

cielo aperto, un contenitore di idee dove scoprire la collezione

di opere d’arte contemporanea di Massimo e Lara tra dipinti,

fotografie, sculture e oggetti di design, ma anche lasciarsi ispirare

da nuovi sapori, profumi, canzoni, da portare con sé anche

dopo la partenza.

Casa Maria Luigia non è un hotel, ma una vera e propria Casa

lontano da Casa. Ogni dettaglio, dal tavolo vintage alla poltrona

di design, è stato scelto accuratamente per creare un’atmosfera

di calore e accoglienza.

Gli ospiti sono invitati a rilassarsi nella stanza della musica mettendo

nel giradischi uno degli oltre 20.000 vinili a disposizione,

oppure sorseggiare il proprio drink preferito nella stanza cocktail,

per poi lasciarsi tentare dalla dispensa in cucina, accessibile

ad ogni ora del giorno.

Massimo Bottura and Lara Gilmore, companions and accomplices

in life as in work, opened the doors of their guesthouse in May

2019 to extend their vision of hospitality beyond Osteria Francescana,

the three-Michelin-starred restaurant in Modena’s historic

centre, and create a place that can accommodate all their passions.

Art, food, music, nature: Casa Maria Luigia is an open-air gallery,

a container of ideas where you can discover Massimo and Lara’s

collection of contemporary artworks including paintings, photographs,

sculptures and design objects, but also be inspired by

new flavours, scents, songs, to take with you even after your departure.

Casa Maria Luigia is not a hotel, but a true Home away from

Home. Every detail, from the vintage table to the designer armchair,

has been carefully chosen to create an atmosphere of

warmth and cosiness. Guests are invited to relax in the music

room by putting one of the more than 20,000 vinyl records on the

turntable, or sip their favourite drink in the cocktail room, and

then indulge in the kitchen pantry, accessible at any time of day.

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CASA MARIA LUIGIA

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Massimo Bottura con sua moglie Lara Gilmore sulla soglia di Casa Maria Luigia - Ph. Paolo Terzi

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FOCUS

Massimo Bottura e Lara Gilmore - Ph. Condé Nast Spagna

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CASA MARIA LUIGIA

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Casa Maria Luigia - Ph. Stefano Scatà

Casa Maria Luigia - Ph. Stefano Scatà

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FOCUS

Casa Maria Luigia, zona living - Ph. Stefano Scatà

Casa Maria Luigia, L table - Ph. Stefano Scatà

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CASA MARIA LUIGIA

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Lara Gilmore - Ph. Stefano Scatà

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FOCUS

LA NOSTRA COLAZIONE EMILIANA

Tra i campi le giornate iniziano presto, con l’odore del forno a

legna dove viene preparata la tradizionale colazione emiliana.

Jessica Rosval, dal 2013 parte integrante del team di Osteria

Francescana e Head Chef di Casa Maria Luigia e Al Gatto Verde,

guida la squadra in cucina per offrire ogni mattina tutto il meglio

della campagna locale: cotechino cotto sotto la cenere, focaccia,

omelette, marmellate fatte a mano, ricotta di Rosola e

gnocco fritto con mortadella. Prodotti d’eccellenza scelti per

raccontare fin da subito tutta la bellezza del territorio.

La scoperta della terra continua nel parco, dove tra le querce

secolari sono nascosti una piscina e un campo da tennis, per poi

lasciare spazio all’orto, riserva privilegiata di prodotti utilizzati

nelle cucine di Casa Maria Luigia e Al Gatto Verde.

OUR EMILIAN BREAKFAST

Among the fields, the days start early, with the smell of the

wood-burning oven where the traditional Emilian breakfast is prepared.

Jessica Rosval, since 2013 an integral part of the Osteria

Francescana team and Head Chef of Casa Maria Luigia and Al

Gatto Verde, leads the team in the kitchen to offer every morning

all the best of the local countryside: cotechino cooked under the

ashes, focaccia, omelette, handmade jams, ricotta di Rosola and

gnocco fritto with mortadella. Products of excellence chosen to

tell all the beauty of the territory right from the start.

The discovery of the land continues in the park, where aswimming

pool and tennis court are hidden among the centuries-old oaks,

and then leaves room for the vegetable garden, a reserve of products

used in the kitchens of Casa Maria Luigia and Al Gatto Verde.

Ph. Penelope Lisi

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CASA MARIA LUIGIA

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Ph. Penelope Lisi

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FOCUS

Le colazioni a Casa Maria Luigia - Ph. Penelope Lisi

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CASA MARIA LUIGIA

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Se si prosegue oltre l’orto, costeggiando i campi di grano saraceno,

si raggiungono, prima Luigina, un intimo cottage composto

da tre camere appartate e spaziose, cucina, living e piscina

privata. Poi il Playground, uno spazio multifunzionale che unisce

sotto un unico tetto le più grandi passioni dello Chef, i motori

e le opere d’arte che colleziona, accanto ai più moderni attrezzi

di Technogym. Un luogo che racchiude tutta l’essenza

dell’Emilia Romagna, terra di cibo lento e macchine veloci.

If you continue past the vegetable garden, skirting buckwheat

fields, you reach first Luigina, an intimate cottage consisting of

three secluded and spacious rooms, kitchen, living room and private

pool, and then the Playground, a multifunctional space that

unites under one roof the Chef’s greatest passions, engines and

the works of art he collects, alongside the most modern Technogym

equipment. A place that encapsulates all the essence of

Emilia Romagna, land of slow food and fast cars.

Il cottage Luigina - Ph. Stefano Scatà

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FOCUS

Playground, Casa Maria Luigia - Ph. Letizia Cigliutti

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CASA MARIA LUIGIA

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Prima di raggiungere la Casa delle Carrozze, immersa nel

verde è situata l’Acetaia Maria Luigia, già Acetaia Fabbi,

aperta nel 1969. L’Acetaia ospita oltre 1.200 botti di Aceto

Tradizionale di Modena e presenta spazi interni ed esterni

che offrono un’esperienza unica a chi è curioso di conoscere

meglio la storia e la tradizione di questo pregiato

ingrediente. Acetaia Maria Luigia, oltre alle botti, ospita

installazioni d’arte contemporanea di Ingo Mauer, Kehinde,

Wiley e Olafur Eliasson.

Ecco infine la Casa delle Carrozze, edificio indipendente e

adiacente all’ingresso della villa.

La stanza principale, un salone con cucina a vista e

un’ampia vetrata cambia infatti identità durante il corso

della giornata e alla sera accoglie ospiti interni ed esterni

alla struttura per condividere l’esperienza di Francescana

at Maria Luigia.

Before reaching the Carriage House, surrounded by greenery

is Acetaia Maria Luigia, formerly Acetaia Fabbi, opened

in 1969. The Acetaia houses more than 1,200 barrels of

Traditional Vinegar of Modena and features indoor and outdoor

spaces that offer a unique experience for those curious

to learn more about the history and tradition of this

prized ingredient. In addition to the barrels, Acetaia Maria

Luigia houses contemporary art installations by Ingo Mauer,

Kehinde Wiley and Olafur Eliasson.

Finally, there is the Casa delle Carrozze, an independent

building adjacent to the entrance to the villa.

The main room, a lounge with an open kitchen and a large

window, changes identity during the course of the day and

in the evenings it welcomes guests from inside and outside

the structure to share the experience of Francescana at

Maria Luigia.

Playground, Casa Maria Luigia - Ph. Letizia Cigliutti

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FOCUS

Acetaia Maria Luigia

Massimo Bottura all’Acetaia Maria Luigia

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CASA MARIA LUIGIA

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Massimo Bottura e Lara Gilmore - Ph. Letizia Cigliutti

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FOCUS

FRANCESCANA AT MARIA LUIGIA

L’unico menù degustazione presente in carta è composto

da nove portate e racconta i trent’anni di Osteria Francescana

attraverso i suoi piatti più iconici, tra “Cinque stagionature

di Parmigiano Reggiano in diverse consistenze

e temperature”, “La parte croccante della lasagna” e

“Oops! Mi è caduta la crostata al limone”. I tavoli condivisi

e la cucina aperta verso la sala sono lo scenario dove

rivivere i momenti più indimenticabili della storia di

Osteria Francescana.

FRANCESCANA AT MARIA LUIGIA

The only tasting menu available consists of nine courses

and recounts the thirty years of Osteria Francescana

through its most iconic dishes, including “Five Ageings of

Parmigiano Reggiano, in different consistencies and temperatures”,

“The Crunchy Part of Lasagna” and “Oops! I

dropped the Lemon Tart”. The shared tables and the kitchen

open to the dining room are the setting in which to relive

the most unforgettable moments of Osteria Francescana.

Massimo Bottura e Jessica Rosval, “La parte croccante della lasagna” - Ph. Marco Poderi

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CASA MARIA LUIGIA

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Massimo Bottura prepara “La parte croccante della lasagna” - Ph. Marco Poderi

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FOCUS

The crunchy part of the Lasagna - Francescana at Maria Luigia - Ph. Marco Poderi

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CASA MARIA LUIGIA

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Oops I dropped the lemon tart - Francescana at Maria Luigia - Ph. Marco Poderi

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FOCUS

Al Gatto Verde

Al Gatto Verde viene inaugurato il 20 settembre 2023. Questo

ambizioso progetto della Francescana Family nasce come

espressione della convivialità, del fuoco e dei sapori affumicati

del nostro “non-barbecue”, per continuare a celebrare il Tóla

Dólza, il brunch cotto sul fuoco, che veniva servito ogni domenica

a Casa Maria Luigia.

La vita in cucina si svolge attorno al forno a legna, la sfida, infatti,

è quella di elevare il fuoco e tutto ciò che lo accompagna

- calore, fumo, griglia - attraverso i migliori ingredienti del territorio.

Al Gatto Verde esprime la sintesi tra Etica ed Estetica. Il locale è

stato progettato per ridurre al minimo l’impatto sull’ambiente,

prestando particolare attenzione alla sostenibilità. I pannelli

solari forniscono l’elettricità, mentre per tutte le altre risorse

energetiche viene applicato un approccio a spreco zero, con

l’obiettivo di riciclare e riutilizzare ogni emissione prodotta.

Al Gatto Verde was opened on September 20, 2023. This ambitious

project of the Francescana Family was born as an expression

of conviviality, fire and smoky flavors of our “non-barbecue,”

to continue celebrating Tóla Dólza, the brunch cooked over the

fire that was served every Sunday at Casa Maria Luigia.

Life in the kitchen revolves around the wood-burning oven; the

challenge, in fact, is to elevate the fire and all that accompanies

it-heat, smoke, grill-through the best ingredients of the land.

Al Gatto Verde expresses the synthesis of Ethics and Aesthetics.

The restaurant was designed to minimize its impact on the environment,

paying special attention to sustainability. Solar panels

provide electricity, while a zero-waste approach is applied to all

other energy resources, with the goal of recycling and reusing

every emission produced.

Al Gatto Verde - Ph. Lido Vannucchi

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AL GATTO VERDE

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In foto Jessica Rosval - Ph. Cinefood

Jessica Rosval

Head Chef

Jessica Rosval nasce nel 1985 a Montreal. Inizia ad appassionarsi al mondo della cucina a quindici anni e da

quel momento non è più riuscita a separarsi dai fornelli, dove ogni giorno dà sfogo alla sua creatività,

alimentata da oltre vent’anni di esperienza. Nel 2013 si è trasferita in Italia per entrare a far parte della

brigata di cucina di Osteria Francescana. Oltre al talento e alla spiccata creatività, Jessica si è dedicata

anche a tematiche sociali e che supportino la comunità. Dal 2021, Rosval è co-fondatrice e direttrice

culinaria di AIW, Associazione per l’Integrazione delle Donne. Da settembre 2023, Jessica prende le redini

della brigata del nuovo ristorante di Casa Maria Luigia, Al Gatto Verde.

Jessica Rosval was born in 1985 in Montreal. She became passionate about the world of cooking at the age

of fifteen and since then she has not been able to separate herself from the stove, where she expresses her

creativity every day, which has fueled her twenty years of experience. In 2013, she moved to Italy to join the

kitchen brigade of Osteria Francescana. In addition to her talent and pronounced creativity, Jessica has also

dedicated herself to social causes and supports her community. Since 2021, Jessica has been co-founder

and culinary director of Association for the Integration of Women (AIW). From September 2023, Jessica

takes the reins of the brigade of Casa Maria Luigia’s new restaurant, Al Gatto Verde.

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FOCUS

Al Gatto Verde - Ph. Lido Vannucchi

Al Gatto Verde - Lido Vannucchi

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AL GATTO VERDE

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Agnello del nuovo mercato - Ph. Stefania Gambella

Fóg - Ph. Stefania Gambella

Baccalà in crosta di sale e cenere - Ph. Stefania Gambella

Sud - Ph. Stefania Gambella

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FOCUS

Casa LU

Casa LU completa il progetto di ristrutturazione della proprietà.

Questa casa di campagna del 1900 prende il nome dalla mamma

di Massimo, Maria Luigia, conosciuta anche come Luisa e chiamata

affettuosamente “Nonna LU”. Negli anni ’80 la piccola

cascina divenne una casa trifamigliare, che si trova oggi tra Casa

Maria Luigia, l’Acetaia e il ristorante Al Gatto Verde.

Si tratta di una casa a schiera con diverse entrate e scale sia

all’esterno che all’interno. La loggia, che è stata trasformata in

un portico chiuso per la colazione, presenta uno straordinario

soffitto affrescato raffigurante Piazza Grande con il Duomo di

Modena e la Ghirlandina.

Casa LU ospita la colazione per tutti gli ospiti di Casa Maria Luigia.

Il portico conduce ad altre tre stanze che sono utilizzate

per il buffet della colazione, la reception e un’area lounge pomeridiana

con vista sulla piscina e sui giardini.

Prima di iniziare i lavori di ristrutturazione, Massimo e Lara

hanno battezzato la proprietà con una scultura nel cortile anteriore,

che conduce verso Casa LU. Hanno scelto una scultura a

grandezza naturale di Pinocchio dell’artista italiano Marcello

Lori. Questo Pinocchio non è il sottile burattino di legno. È un

Casa LU is the last renovation to complete the property. The

farmhouse from 1900 was affectionately named after Massimo’s

mother, Maria Luigia, also known as Luisa, who was called “Nonna

LU” in her later years. The farmhouse was turned into a 3-family

home in the 1980s. It sits between Casa ML, the Acetaia and

Al Gatto Verde.

It is a rambling house with different entrances and staircases

both outside and inside. It has an extraordinary painted ceiling

fresco in a loggia that has been converted into an enclosed portico

serving breakfast. In the ceiling fresco, there is a representation

of Piazza Grande with the Duomo of Modena and the

Ghirlandina bell tower. Casa LU is the house for breakfast for all

guests at Casa Maria Luigia. The portico leads to additional three

rooms that are used for breakfast buffet, reception, and afternoon

a lounge area overlooking a pool and backyard gardens.

Before beginning the renovations, the first thing Massimo and

Lara did was to christen the property with a sculpture in the front

courtyard leading to Casa LU.

They selected a life sized sculpture of Pinocchio by the Italian

artist Marcello Lori. This Pinocchio is not the thin wood puppet. It

Casa Lu - Ph. Letizia Cigliutti

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CASA LU

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Pinocchio grassottello, con un naso lungo, che sta guardando

verso il cielo in mezzo al giardino. Oggi Pinocchio non è visibile

al pubblico, è nascosto dietro i cancelli della casa, ma proprio da

lì osserva Casa LU prendere vita giorno dopo giorno.

Come Casa Maria Luigia, l’Acetaia e Al Gatto Verde, anche Casa

LU è stata riempita di arte contemporanea, come un’installazione

di vasi di Ai Weiwei, con una libreria al centro della casa

tra le altre opere d’arte sulle pareti.

Nel giardino posteriore, dietro la piscina di Casa LU, è stata installata

una scultura in bronzo in tre pezzi “Ex Voto” 2002 di

Jim Dine. Tre cuori, ciascuno interpretato in modo diverso: un

vaso, un classico cuore di San Valentino e la parte realistica del

corpo – il cuore come organo. Sono installati sul prato, sotto gli

alberi di tasso secolari che furono piantati nel 1900 dall’ex proprietario

Luigi Magelli.

Jim Dine, artista pop americano, con quest’opera riflette sul

tema del Guardare. Ogni cuore si interroga a proposito di ciò

che vediamo e in cui crediamo. Un cuore non è un cuore, ma un

essere vivente che cambia a seconda di come cambiamo noi con

il tempo e la maturità. È un vaso per i sentimenti, è l’amore di

San Valentino ed è la macchina pulsante che ci mantiene in vita.

Le ulteriori otto camere sono decorate in uno stile simile a Casa

ML con lavandini in ceramica Sbordoni, rubinetteria in acciaio

is a chubby, extra large Pinocchio with a long nose. He is looking

up to the sky in the middle of the garden. Currently behind closed

gates, Pinocchio is not visible to the public, and yet he watches

Casa LU come to life day by day.

Casa LU is filled with contemporary art like Casa ML, the Acetaia

and Gatto Verde. There’s an installation of Ai Weiwei vases with a

custom made bookshelf center of the house among other artworks

on the walls.

In the back garden, behind Casa LU’s private pool, a three-piece

bronze sculpture “Ex Voto” 2002 by Jim Dine was installed. Three

hearts, each interpreted differently: one is a vessel, one is a classic

Valentine heart, and the last is the realistic body part – the

heart as an organ. They are installed on the lawn below the heritage

yew trees (tassi) that were planted back in 1900 by the former

owner Luigi Magelli.

This artwork by American pop artist Jim Dine is all about Looking.

Each heart questions what we see and believe. A heart is not a

heart but a living thing that changes depending on how we change

with time and maturity. It is a vessel for sentiments, it is the Valentine

Love, and it is the pumping machine that keeps us alive.

The additional 8 rooms were decorated in a similar style to Casa

ML with Sbordoni ceramic sinks, Stella stainless steel tap fixtures,

walnut herringbone floors, and artisanal ceramics in the

Casa Lu - Ph. Letizia Cigliutti

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FOCUS

inox Stella, pavimenti in legno di noce a spina di pesce e ceramiche

artigianali nel bagno, cucina e area piscina all’aperto

prodotte localmente da Optifico. Ogni stanza è caratterizzata

anche da opere d’arte, carta da parati, mobili vintage selezionati

da Lara e Massimo, tappeti persiani e illuminazione di Davide

Groppi, oltre a elementi di design contemporaneo. Ogni camera

ha una dimensione e una forma uniche. Ci sono tre categorie di

camere: Festina Lente, Bella Vita e un appartamento Alcove con

due camere da letto con bagno privato, completo di cucina indipendente

e area soggiorno. Due camere al piano terra sono

accessibili alle persone con disabilità e mobilità limitata.

Casa LU ha la propria piscina privata, ristrutturata con piastrelle

in ceramica di colore crema, e area solarium. Infine, in

cima a due colonne di mattoni ai cancelli d’ingresso di Casa LU,

l’artista italiano Giorgio di Palma, che lavora da Grottaglie, la

famosa città della ceramica in Puglia, ha creato altre due sculture

di gelato installate in vasi di cemento. Questi due gelati

sono al gusto di frutta con colori pastello che animano i cancelli

d’ingresso.

bathroom, kitchen, and outdoor pool area produced locally by

Optifico. Art features in each room as well as wallpaper, vintage

furniture selected by Lara and Massimo, Persian carpets and

lighting by Davide Groppi and contemporary design elements.

Each room is unique in size and shape. There are three categories

of rooms – Festina Lente, Bella Vita, and an Alcove two bedroom

Apartment complete with independent kitchen and living area as

well as two bedrooms each with ensuite bathrooms. Two ground

floor rooms are accessible to wheelchairs and people with limited

mobility.

Casa LU has its own swimming pool recently renovated in a herringbone

pattern cream coloured ceramic tile and sun lounge

area. Last but not least, on top of two brick columns at the entrance

gates to Casa LU, the Italian artist Giorgio di Palma, who

works from Grottaglie, the famed ceramic town in in Puglia, created

two more Gelato sculptures installed in concrete vases.

These two gelatos are fruit flavoured with pastel colours that animate

the entrance gates.

Casa Lu - Ph. Giulio Cai

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CASA LU

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Casa Lu - Ph. Letizia Cigliutti

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FOCUS

Franceschetta58

Nel dicembre 2014 nasce il secondo progetto di Francescana Family:

Franceschetta58, il casual restaurant di via Vignolese, alle

porta del centro di Modena.

Dal 2017, lo chef Francesco Vincenzi guida la cucina del ristorante,

dopo sette anni di esperienza nella brigata di Osteria

Francescana. Con il suo team, Vincenzi propone una cucina

che trae principale ispirazione dagli ingredienti locali, dai rapporti

con i produttori della regione, dai viaggi e dalle provenienze

dei ragazzi dello staff.

La cucina di Franceschetta58, giovane ed innovativa, celebra il

territorio con sguardo avanguardista, stimolato dai numerosi

viaggi culturali e gastronomici del team. Particolare attenzione

è riservata al rapporto con i piccoli produttori e artigiani del

territorio, i quali forniscono l’85% delle materie prime presenti

nel menu, sempre fedele alla stagionalità. Non manca la presenza

di pesci di acqua dolce, omaggio ad un’antica tradizione

modenese risalente ai tempi in cui Modena era attraversata da

corsi d’acqua. Riccardo Gazzola è oggi il restaurant manager di

Franceschetta58 e Francesco Ferrari il suo sommelier.

The second Francescana Family project was born in December

2014: Franceschetta58, the casual restaurant in Via Vignolese,

just outside the center of Modena.

Since 2017, Chef Francesco Vincenzi has been leading the kitchen

of the restaurant, after seven years of experience as part of the

Osteria Francescana brigade. With his team, Chef Vincenzi offers

a cuisine that draws its main inspiration from local ingredients,

from the strong relationship with producers in the region, and the

various journeys and backgrounds of the staff members.

Franceschetta58’s cuisine, young and innovative, celebrates the

territory with an avant-garde look, stimulated by the team’s

many cultural and gastronomic travels. Particular attention is reserved

for the relationship with small local producers and artisans,

who provide 85 % of the raw materials on the menu, always

faithful to seasonality. Fresh water fish is also featured, a

tribute to an ancient Modenese tradition dating back to the

times when the city was crisscrossed by waterways. Today Riccardo

Gazzola is Franceschetta58’s restaurant manager and

Francesco Ferrari is its sommelier.

IMPEGNO SOCIALE E AMBIENTALE

Il team di Franceschetta58 si impegna giornalmente a ridurre e

recuperare gli scarti di cucina, a partire dall’utilizzo e dalla valorizzazione

di ogni parte di ogni ingrediente, fino al riutilizzo

delle eccedenze alimentari nella preparazione quotidiana dei

pasti del personale. Sempre nell’ottica di contrastare quotidianamente

lo spreco alimentare, il ristorante ha inoltre aderito al

protocollo Hotel Rifiuti Zero nel giugno 2021. Sono stati infatti

introdotti cambiamenti logistici nella gestione del ristorante,

attuati attraverso il coinvolgimento e la formazione di tutto il

personale.

Riduzione in valore assoluto della produzione di rifiuti, ottimizzazione

della raccolta differenziata e delle pratiche di riciclo,

eliminazione delle bottiglie di plastica e dei tovaglioli di

carta, introduzione di distributori d’acqua e fornitura di borracce

riutilizzabili per il personale, raccolta dei tappi di sughero

per il riciclo e vuoto a rendere per le bottiglie di vetro sono solo

alcuni degli importanti passi che il ristorante sta attuando per

ridurre l’impatto ambientale a favore di un approccio più sostenibile.

Le azioni adottate da giugno 2021 hanno contribuito a

ridurre le emissioni di CO2 di circa 8.000 Kg all’anno.

Il team di Franceschetta58 rinforza lo stretto legame con il territorio

aderendo a progetti sociali locali. I tortellini, bolliti in

brodo di cappone e serviti in crema di Parmigiano Reggiano,

sono preparati dal Tortellante, un laboratorio sociale in cui giovani

adulti affetti da autismo imparano l’arte di fare la pasta fresca

dalle nonne modenesi, le rezdore, che tramandano così

questa preziosa tradizione. Il ristorante collabora inoltre con

l’azienda agricola della Casa Circondariale di Modena, da cui

vengono acquistate le materie prime poi utilizzate nella crea­

SOCIAL AND ENVIRONMENTAL COMMITMENT

Franceschetta58’s team is committed to reducing and recovering

kitchen waste on a daily basis, starting with the usage and valorization

of every part of every ingredient and ending with the reuse

of surplus food in the daily preparation of staff meals. Also with

the aim of tackling food waste on a daily basis, the restaurant

also joined the Hotel Rifiuti Zero protocol in June 2021. In fact,

logistical improvements have been introduced in the management

of the restaurant, implemented through the involvement

and training of all staff.

Reducing overall waste production, optimizing separate waste

collection and recycling practices, eliminating plastic bottles and

paper napkins, introducing water dispensers and providing reusable

water bottles for staff, collecting corks for recycling, and

using glass returnable bottles are just some of the important

steps the restaurant is taking to reduce its environmental impact,

in favor of a more sustainable approach. The actions taken since

June 2021 have helped to reduce CO2 emissions by around

8,000 kg per year.

Franceschetta58 team reinforces its close ties with the territory by

joining local social projects. The tortellini, cooked in capon broth

and served in Parmigiano Reggiano cream, are prepared by the

Tortellante social project, a pasta lab where young adults with autism

learn the art of making fresh pasta from modenese grandmothers,

the rezdore, who thus hand down this precious tradition.

The restaurant also collaborates with the farm of Modena’s Detention

Center, from which agricultural products are purchased and

then used in the creation of the restaurant menus. The purpose is

to enhance the work carried out by the Facility inmates and implementing

social and environmental improvements in the area.

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FRANCESCHETTA58

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Franceschetta58 - Cinefood

Franceschetta58 - Cinefood

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FOCUS

zione dei menu del ristorante, con lo scopo di valorizzare il lavoro

svolto dal Carcere ed implementare l’impatto sociale.

L’interesse dello chef Vincenzi per la formazione lo ha portato a

tenere corsi di cucina per le donne immigrate presso il ristorante

Roots di Modena, nell’ambito dell’iniziativa AIW Women’s

Culinary Training and Integration Project, ideata dalla chef Jessica

Rosval. La brigata del ristorante è anche impegnata in prima

linea nel sostenere la riduzione degli sprechi alimentari attraverso

una stretta collaborazione con il Refettorio Antoniano

di Bologna, un progetto di Food for Soul nato con l’obiettivo di

preparare pasti nutrienti a partire dal surplus alimentare per le

persone in situazione di vulnerabilità sociale.

Chef Vincenzi’s interest in training led him to hold cooking classes

for immigrant women at Roots restaurant in Modena, as part

of the AIW Women’s Culinary Training and Integration Project,

conceived by chef Jessica Rosval. Francheschetta58’s brigade is

also at the forefront of supporting the reduction of food waste

through a close collaboration with Refettorio Antoniano in Bologna,

a Food for Soul project created with the aim of preparing

nutritious meals from surplus food for people in conditions of social

vulnerability.

Francesco Vincenzi

Head Chef

Francesco Vincenzi nasce a Formigine nel 1992. Nel 2010

arriva in Osteria Francescana, subito dopo aver frequentato

la Scuola Alberghiera e di Ristorazione di Serramazzoni.

La sua carriera inizia in sala, dove Massimo Bottura

lo sprona ad approfondire il suo interesse verso il mondo

dell’ospitalità a tutto tondo. In una seconda fase, Francesco

sposta quindi la sua attenzione verso la cucina, per i

primi sette anni come parte della brigata di Osteria Francescana,

ed in seguito come head chef di Franceschetta58.

Nel corso della sua esperienza, ha modo di approfondire e

consolidare il rapporto con ingredienti e produttori locali.

Chef Vincenzi crea per Franceschetta58 menù stagionali

che partono da tradizioni e materie prime del territorio

per esprimere il meglio di ogni stagione, non senza contaminazioni

internazionali. La brigata del ristorante è inoltre

protagonista di Franceschetta58 on Tour, una rassegna

di eventi gastronomici che vede il ristorante ospitare e a

sua volta essere ospitato da altri ristoranti, per proporre

agli ospiti un menù progettato insieme. Queste assidue

collaborazioni sono per il team, sia di sala che di cucina,

costante fonte di ispirazione e motivo di crescita.

Francesco Vincenzi was born in 1992, in Formigine, a few

kilometers away from Modena. He first arrived at Osteria

Francescana in 2010, right after graduating from Hotel and

Catering School. His career began as part of the front of

house team, where Massimo Bottura prompted him to

deepen his interest in the world of hospitality all-round. In a

second phase, Francesco then shifted his attention to the

kitchen, for the first seven years as part of the brigade of

Osteria Francescana, and later as head chef of Franceschetta58.

During his experience, he had the opportunity

to deepen his relationship with Emilian ingredients, as well

as his connection with local artisans and producers. Supported

by an ongoing dialogue with Massimo Bottura, Chef

Vincenzi creates seasonal menus for Franceschetta58 that

express local culinary traditions revisited through contemporary

and international contaminations. Indeed, Francesco,

together with his brigade, is the protagonist of Franceschetta58

on Tour, a series of four-handed dinners and

restaurant exchanges that sees the restaurant hosting and

in turn be hosted by top restaurants, to offer guests a menu

jointly designed. These assiduous collaborations with

high-level colleagues represent for Francesco and the entire

brigade a constant source of inspiration and opportunity

for growth.

Genius People Magazine


FRANCESCHETTA58

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Chef Francesco Vincenzi - Ph. Savour Duo

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FOCUS

Faraona Arrosto - Ph. Savour Duo

Tortellini del Tortellante in crema di Parmigiano Reggiano 36 mesi - Ph. Savour Duo

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FRANCESCHETTA58

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Tubetti al Cavolo Nero - Ph. Savour Duo

Zuppa inglese - Ph. Marco Poderi

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FOCUS

Food for Soul

Il gusto dell’inclusione

The Taste of Inclusion

In un mondo in cui un terzo del cibo prodotto viene sprecato e

oltre 800 milioni di persone soffrono la fame, Massimo Bottura

e Lara Gilmore hanno acceso una scintilla rivoluzionaria. Si

chiama Food for Soul: non una mensa, ma un movimento culturale.

Fondato nel 2015, il progetto coniuga sostenibilità alimentare,

arte e inclusione sociale per ridare valore al cibo, alle

persone e ai luoghi.

Tutto ha avuto inizio a Milano, durante Expo 2015, con il Refettorio

Ambrosiano: un ex teatro trasformato in un luogo accogliente

e bello, in cui le eccedenze alimentari sono diventati

pasti gustosi preparati da chef stellati per chi si trova in difficoltà.

Da allora, i Refettori si sono moltiplicati: a Rio de Janeiro, in

collaborazione con Gastromotiva; a Londra con il Felix Project;

a Parigi, nella cripta della Madeleine; fino a Napoli, con i Social

Tables Made in Cloister arricchiti dai tavoli in legno disegnati da

Mimmo Paladino.

Ciascun progetto nasce dalla comunità per la comunità, ed è

modellato sui suoi bisogni. In questi spazi ogni dettaglio – dalle

stoviglie ai murales, dagli ingredienti alla mise en place – racconta

una storia di rispetto e rinascita. Perché nutrire non è solo

sfamare, ma restituire dignità.

“Non è beneficenza – dicono i fondatori – è una rivoluzione culturale”.

Lo dimostrano i tre pilastri su cui poggia l’intero impianto:

qualità delle idee, forza della bellezza, valore dell’ospitalità.

E con nuovi progetti in cantiere – da Torino a Montreal,

passando per Messico e Stati Uniti – Food for Soul è pronto a

continuare a costruire, un piatto alla volta, un mondo più giusto

e sostenibile.

In a world in which we waste a third of all the food we make and

over 800 million people suffer from hunger, Massimo Bottura and

Lara Gilmore have started a revolutionary project. It’s called Food

for Soul: it’s not a soup kitchen, but a cultural movement. ounded

in 2015, the community-driven venture combines food sustainability,

art, and social inclusion to bring value back food, people,

and places.

It all began in Milan during the 2015 Expo with the Refettorio

Ambrosiano: a former theater was transformed into a welcoming

and beautiful place in which Michelin-starred chefs turned surplus

food into tasty meals for those in need. From that point, the

Refettori have grown non-stop: in Rio de Janeiro, in collaboration

with Gastromotiva; in London with the Felix Project; in Paris, in

the crypt of the Madeleine; and in Naples, with the Social Tables

Made in Cloister, with the wooden tables designed by Mimmo

Paladino.

Each project springs from the community for the community and

is modeled on its needs. In these spaces, every detail – from the

tableware to the murals, from the ingredients to the mise en place

– tells a story of respect and rebirth. Because eating is not just

about satisfying needs, but about restoring dignity.

It’s not charity“, the founders said, ”it’s a cultural revolution”. This

is clear in light of the three pillars on which the entire system

rests: quality of ideas, the power of beauty, and the value of hospitality.

And with new projects in the pipeline – from Turin to Montreal,

via Mexico and the United States – Food for Soul is ready to

continue building, one dish at a time, a more fair and sustainable

world.

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Massimo Bottura - Ph. The Felix Project

Massimo Bottura, Felix Project - Ph. Simon Owen Red Photographic

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FOCUS

Refettorio Felix al St Cuthbert’s a Londra

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Lara Gilmore al Refettorio Felix di Londra

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FOCUS

Il Refettorio a San Francisco

Il Refettorio a Parigi

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Massimo Bottura, Felix - Ph. Simon Owen Red Photographic

Refettorio Ambrosiano di Milano - Ph. Paolo Saglia

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FOCUS

Tortellante

Tortellante è molto più di un laboratorio di pasta fresca: è un

progetto sociale innovativo nato a Modena, ideato da Massimo

Bottura e sua moglie Lara Gilmore, per dare autonomia e dignità

lavorativa a giovani con disturbi dello spettro autistico.

All’interno del laboratorio, i ragazzi imparano a preparare a

mano i tortellini secondo la tradizione modenese, affiancati da

nonne volontarie, le “rezdore”, custodi della cultura gastronomica

locale. Il lavoro non è solo un mezzo per apprendere un

mestiere, ma anche un veicolo di inclusione, relazione e crescita

personale.

Massimo Bottura, chef tristellato dell’Osteria Francescana, ha

sempre creduto che la cucina possa essere uno strumento di

cambiamento sociale, e con Tortellante, ha trasformato un simbolo

dell’identità emiliana in un’opportunità concreta per costruire

un futuro più equo e umano.

Tortellante è oggi un modello replicabile, in cui tradizione e innovazione

si incontrano per rispondere a bisogni reali, con delicatezza,

intelligenza e amore.

Tortellante is not just a fresh pasta workshop, it’s so much more:

it’s the innovative social project founded in Modena by Massimo

Bottura and his wife Lara Gilmore to give young people with autism

spectrum disorders independence and dignity through work.

During the workshop, those boys and girls learn how to make

tortellini by hand according to the Modena tradition, and in doing

so they’re assisted by volunteer grandmothers, the “rezdore,”

guardians of the local gastronomic culture. Work is not just a tool

to learn a trade, it’s also a vehicle for inclusion, relationships, and

personal growth. The Michelin-starred chef Massimo Bottura has

always believed that cooking can be a path to social change, and

with Tortellante, he has transformed a symbol of the Emilian identity

into a concrete opportunity to build a more equitable and human

future.

Tortellante is now a replicable model: tradition and innovation

come together to respond to real needs with sensitivity, intelligence,

and love.

Massimo Bottura al laboratorio di Tortellante

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TORTELLANTE

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Massimo Bottura, Tortellante

I tortellini fatti a mano durante il laboratorio

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FOCUS

Massimo Bottura al laboratorio di Tortellante

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TORTELLANTE

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All’interno del laboratorio i ragazzi imparano a preparare a mano i tortellini secondo la tradizione modenese

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FOCUS

Cavallino

La storia: dal 1950 a oggi

The history: from 1950 to the present days

Grazie alla collaborazione tra Ferrari e Massimo Bottura, con il

contributo creativo dell’architetto India Mahdavi, con la riapertura

nel 2021 si è inaugurato un nuovo capitolo del ristorante

Cavallino, dando nuova luce alla location storica di via Abetone

Inferiore, di fronte all’ingresso dello Stabilimento di

Maranello.

Il Cavallino è infatti protagonista e simbolo integrante della leggenda

Ferrari fin dal 1942, anno in cui l’ingegnere rilevò i terreni

dell’ex Fondo Cavani annettendo alla transazione anche la

piccola casa colonica che venne prima utilizzata come mensa,

spogliatoio e sede di formazione per la manodopera, ed in seguito,

nel 1950, ufficialmente aperta al pubblico come Ristorante

Cavallino. Qui Enzo Ferrari riceveva a pranzo i suoi collaboratori,

i clienti e gli amici più stretti nella sala privata dove

amava guardare il Gran Premio; tra loro anche Gioacchino Colombo,

che nel 1945 progettò la prima vettura Ferrari 125S

Sport. Intorno ai tavoli del passato si sono accomodati ospiti illustri

come il principe Bernardo d’Olanda, la Principessa Liliana

de Rèthy e il pilota 3 volte campione del mondo Jackie Stewart,

così come tutti i piloti e i tecnici che hanno fatto parte del

Team Ferrari nel corso delle diverse decadi.

La rilettura contemporanea dello spazio riporta in prima linea

l’iconicità e l’autenticità di un luogo leggendario di Maranello

che ancora oggi custodisce, tra le sue mura originarie, le emozioni,

i successi e i ricordi che hanno segnato la storia della Ferrari.

Il Cavallino abbraccia la visione dell’universo Ferrari, per

offrire a tutti la possibilità di respirare gli stessi ideali che hanno

accompagnato la crescita del brand. Allo stesso modo, il ristorante

rispecchia la visione della Francescana Family di Massimo

Bottura, offrendo una rilettura della tradizione culinaria italiana

in chiave contemporanea, portando il meglio del passato nel

futuro. La modenesità e il senso di appartenenza e partecipazione

sono percepibili attraverso ogni ambiente, piatto ed elemento

di un progetto che riflette la creatività e la cura espressa dal

lavoro di Ferrari e della Francescana Family in un’ospitalità

confortevole tipicamente italiana, sebbene innovativa.

DESIGN INTERNO ED ESTERNO

Al confine tra la fabbrica, il reparto corse Gestione Sportiva e il

nuovo flagship store di Maranello, lo spazio è stato integralmente

ristrutturato e riprogettato dall’architetto, designer e

scenografa India Mahdavi, invitata a rivitalizzare l’identità del

luogo, il suo design, l’architettura degli interni e il giardino, in

un equilibrio di comfort e gusto che celebra e valorizza lo stile di

vita italiano. Il pavimento in cotto tradizionale alterna piastrel­

Thanks to the collaboration between Ferrari and Massimo Bottura,

with the creative contribution of architect India Mahdavi, the

reopening of the restaurant in 2021, gave new life to the historic

location in Via Abetone Inferiore, opposite the entrance to the

Maranello factory.

Cavallino has been the protagonist and integral symbol of the

Ferrari legend since 1942, the year in which the engineer took

over the land of the former Fondo Cavani, annexing to the transaction

also the small farmhouse that was first used as a canteen,

changing room and training center for the workforce, and later, in

1950, officially opened to the public as Ristorante Cavallino. Here

Enzo Ferrari received his staff, customers, and close friends for

lunch in the private dining room where he liked to watch the

Grand Prix; among them was Gioacchino Colombo, who designed

the first Ferrari 125S Sport car in 1945. Around the tables

of the past were such illustrious guests as Prince Bernardo of

Holland, Princess Liliana de Rèthy, and three-time world champion

driver Jackie Stewart, as well as all the drivers and technicians

who were part of Team Ferrari for several decades.

The contemporary reinterpretation of the space brings back to

the forefront the iconicity and authenticity of a legendary place in

Maranello that still holds the emotions, successes, and memories

that marked the history of Ferrari within its original walls. Cavallino

embraces the vision of the Ferrari realm, offering the chance to

breathe in the same ideals that accompanied the brand’s growth

over the years. Similarly, the restaurant reflects the vision of Massimo

Bottura and the Francescana Family, presenting a contemporary

reinterpretation of traditional Italian cuisine, bringing the

best of the past into the future. The modenesity and sense of

belonging and participation are perceivable through every room,

dish, and element of a project that reflects the creativity and care

expressed by the work of Ferrari and the Francescana Family in a

comfortable, typically Italian, yet innovative hospitality.

INTERIOR AND EXTERIOR DESIGN

On the boundary between the factory, the Gestione Sportiva racing

department, and the new flagship store in Maranello, the

space has been completely renovated and redesigned by architect

and designer India Mahdavi, who revitalized the identity of

the place, its style, interior architecture, and garden in a balance

of comfort and taste that celebrates and enhances the Italian lifestyle.

The traditional terracotta floor alternates earth-colored and

ivory tiles in a checkerboard pattern reminiscent of a freshly

ironed tablecloth. On the walls, rare celebratory collections of

photographs, posters, souvenirs, and memorabilia reveal the

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CAVALLINO

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le color terra e avorio in un motivo a scacchiera che ricorda una

tovaglia appena stirata. Alle pareti, rare raccolte celebrative di

fotografie, poster, souvenir e cimeli rivelano lo spirito del luogo

e la storia dell’incredibile avventura industriale e sportiva della

Ferrari.

Il giardino, riprogettato da Marco Bay, crea un patio come una

sala da pranzo open- air, un’oasi di verde all’ombra di un pergolato.

Al piano superiore, si trovano le due sale private e la terrazza

panoramica. Qui gli ospiti potranno godere di un pasto

all’aperto con vista diretta sull’ingresso principale dello stabilimento.

spirit of the place and the story of Ferrari’s incredible industrial

and sporting adventure.

In the old farmhouse, with a new red façade, India Mahdavi has

played with the traditional decorative vocabulary of the Italian trattoria

and all its architectural codes, drawing inspiration from the

Ferrari world with playful elegance. The garden, redesigned by

Marco Bay, creates a patio like an open-air dining room, a green

oasis in the shade of a pergola. Upstairs, there are two private

rooms and rooftop terrace. Here, guests can enjoy an open-air

meal with a direct view of the establishment’s main entrance.

Riccardo Forapani e Virginia Cattaneo - Ph. Marco Poderi

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FOCUS

LA CUCINA

Oggi Cavallino continua a preservare ed esaltare lo spirito e le

caratteristiche distintive del suo territorio di origine. La tradizione

è protagonista, la storia e l’identità dell’Emilia Romagna

sono rivisti da una prospettiva nuova per esaltare il meglio del

passato nei sapori del presente e del futuro. La modenesità e il

senso di appartenenza e partecipazione sono percepibili attraverso

ogni ambiente e ogni piatto. La cucina di Cavallino vuole

rileggere i grandi classici della tradizione emiliana, che hanno

fatto la storia della gastronomia italiana, e le sensazioni di

comfort del passato in chiave contemporanea.

La cucina dello storico ristorante di Enzo Ferrari è oggi guidata

dallo chef modenese Riccardo Forapani e Virginia Cattaneo. La

sala è gestita da Andrea Saccogna, affiancato dal giovane sommelier

Andrea Saccogna.

THE MENU

Today Cavallino continues to preserve and enhance the spirit and

distinctive characteristics of its territory of origin. Tradition is the

protagonist, the history and identity of Emilia Romagna are revisited

from a new perspective to enhance the best of the past in the

flavours of the present and future. Modenesity and a sense of

belonging and participation are perceived through every setting

and every dish. Cavallino’s cuisine seeks to reinterpret the great

classics of the Emilian tradition, which have made the history of

Italian gastronomy, and the comforting sensations of the past in a

contemporary key.

The kitchen of Enzo Ferrari’s historic restaurant is now led by

Modenese chef Riccardo Forapani and Virginia Cattaneo. The

dining room is managed by Andrea Saccogna, supported by

young sommelier Andrea Saccogna.

Ferrari Cavallino - Ph. Danilo Scarpati

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Ferrari Cavallino - Ph. Danilo Scarpati

Ferrari Cavallino

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FOCUS

Sfogliato alle spezie - Ph. Marco Poderi

F50 - Ph. Marco Poderi

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Battuta di caccia - Ph. Marco Poderi

Colombaccio arrosto - Ph. Marco Poderi

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INTERVISTA

UNO CASA

Innovazione stellata per la cucina di domani

Michelin-starred innovation for tomorrow’s kitchens

di/by CAROLINA GENNA

Guidare l’innovazione richiede visione, coraggio e capacità di anticipare i bisogni ancora inespressi del

mercato. È ciò che sta facendo Matteo De Lise, a capo di Unox Casa, il brand che sta rivoluzionando l’home

cooking di alta gamma portando nelle cucine residenziali le tecnologie, l’estetica e le performance di un

ristorante stellato. Dall’ACI – Artificial Culinary Intelligence, che trasforma SuperOven in un vero alleato

intelligente in cucina, alla nuova Unox Casa App, pensata come un’estensione digitale dell’esperienza gastronomica,

fino alla raffinata Black Edition e agli eventi esclusivi della Milan Design Week, Unox Casa sta ridefinendo il concetto

stesso di lusso domestico.

Driving innovation requires vision, courage, and the ability to anticipate the market’s unexpressed needs. This is what Matteo

De Lise, the General Manager of Unox Casa, is doing. His brand is revolutionizing high-end home cooking by bringing the

technology, the aesthetics and the performance of a Michelin-starred restaurant into residential kitchens. From ACI – Artificial

Culinary Intelligence, which turns their SuperOven into an intelligent ally in the kitchen, to the new Unox Casa App, designed

to act as the digital extension of your gastronomic experience; from the elegant new Black Edition, to Milan Design Week’s

exclusive events: Unox Casa is redefining the very concept of domestic luxury.

Unox ha radici profonde nella ristorazione professionale, con

chef di eccellenza come Massimo Bottura che utilizzano la vostra

tecnologia da anni. Cosa comporta, in termini di sfide e

opportunità, trasferire queste prestazioni all’ambiente domestico?

Cucinare è un gesto intimo, potente, culturale. Portare la precisione,

la sensibilità e l’emozione della cucina professionale nelle

case significa riscrivere le regole. È un atto audace e necessario,

che riflette una nuova idea di eccellenza: non come privilegio

raro, ma come presenza viva nella quotidianità.

Il SuperOven di Unox Casa nasce da questo spirito: un oggetto

che unisce performance e design, che parla il linguaggio dell’architettura

contemporanea e che accompagna l’individuo nella

sua sfera più personale: la cucina di casa. È uno strumento di

precisione e carattere, progettato per chi vive la cucina come

spazio creativo, espressivo, centrale. L’eccellenza può e deve

diventare parte della vita quotidiana: questo è il progresso.

Sin dall’inizio le sfide sono state complesse. Abbiamo aperto un

nuovo segmento di mercato, costruito un’estetica funzionale

capace di dialogare con l’interior design più sofisticato, e spinto

la tecnologia verso una nuova frontiera, quella dell’intelligenza

sensibile.

È stato un lungo viaggio che, per me, è cominciato in realtà

molto tempo prima e che oggi converge nell’esperienza di Unox

Casa. Nei miei percorsi di vita, tre città, dove ho vissuto e lavorato,

hanno avuto un ruolo chiave nel plasmare la mia visione:

Unox is deeply rooted in the professional catering industry,

and top chefs like Massimo Bottura have been using your

technology for years. What are the challenges and the opportunities

that come with the transfer of this standard of excellence

in a domestic setting?

Cooking is an intimate, powerful, cultural act. Bringing the precision,

sensitivity, and emotion of professional cooking into our

homes means we are rewriting the rules. It’s a bold but necessary

move, it reflects a new idea of excellence: it’s no longer a privilege,

but a living presence in everyday life.

The SuperOven by Unox Casa was shaped around this very spirit:

it’s an object that combines performance and design, that

speaks the language of contemporary architecture and supports

people in their most personal space: their kitchens. It’s a precision

instrument with character, designed for those who experience

the kitchen as a creative, expressive, vital space. Excellence

can and must become part of everyday life: this is what

progress is about.

It has been challenging from the very start. We launched a new

market segment, we created a functional aesthetic that could dialogue

with the most sophisticated interior design, and pushed

technology towards a new frontier, that of sensitive intelligence.

It has been a long journey. For me, it all started way earlier, and

now it’s all coming together in the Unox Casa experience. The

three cities I lived and worked in, New York, Turin and Padua,

shaped my vision. In New York, I breathed in the energy, the ideas

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UNOX CASA

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Matteo De Lise, General Manager Unox Casa

Genius People Magazine

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INTERVISTA

New York, Torino e Padova. A New York ho respirato l’energia

delle idee e la forza della competizione globale. Torino mi ha insegnato

il dialogo profondo tra cultura e progetto, tra forma e

sostanza. Padova, e tutto il Veneto, infine, rappresentano per

me il laboratorio permanente del Made in Italy: dove la manifattura

si intreccia con l’innovazione, dove si esprime l’arte del

saper fare. Questi sono gli ingredienti su cui si costruisce la nostra

ricetta dell’eccellenza.

Massimo Bottura in questo senso rappresenta per noi un altro

riferimento profondo: la sua visione della cucina come gesto

culturale, libero e poetico è anche la nostra. Ed è su quelle visioni

che stiamo guidando il futuro della cucina ad alta intensità

emotiva e tecnologica.

Il concetto di Starred Living è al centro della visione Unox

Casa: portare l’esperienza di un ristorante stellato nel cuore

della casa. In che modo questo approccio sta cambiando la

percezione della cucina domestica e il modo in cui le persone

vivono il lusso quotidiano?

Il concetto stesso di lusso sta vivendo una ridefinizione profonda.

Oggi non si misura più nella sola estetica, ma nella capacità

di generare esperienza, relazione, identità. Il real estate di alta

gamma è il prossimo ambito in cui questa trasformazione sarà

più visibile. E la cucina – per lungo tempo confinata ai margini

– ne diventerà il cuore pulsante.

and the power of global competition. Turin educated me on the

profound dialogue between culture and design, between form

and substance. Finally, for me Padua, and the whole Veneto region,

represent Made In Italy’s permanent laboratory: where manufacturing

blends with innovation, where we art express our

know-how. These are the ingredients with which we built our recipe

for excellence.

In this sense, Massimo Bottura is another profound reference

point for us: we both see cooking as a cultural, free, and poetic

act. And this is the vision towards which we’re guiding the future

of emotionally and technologically intense cuisine.

The concept of Starred Living is at the heart of Unox Casa’s

vision: you’re bringing the experience of a Michelin-starred

restaurant into the heart of our homes. How is this model

changing the way people perceive home cooking and the

way they experience everyday luxury?

The very concept of luxury is changing: today it’s no longer a

matter of aesthetics, it’s about its ability to generate experience,

relationships, and identity. The high-end real estate industry is the

field in which we’ll see this transformation next. And the kitchen

– that we long left on the sidelines – will become its beating heart.

Starred Living was born from this vision. It’s the union of the highest

expression of professional gastronomic culture and the pinnacle

of contemporary residential design. During my time as

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UNOX CASA

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Starred Living nasce da questa visione. È la convergenza tra la

massima espressione della cultura gastronomica professionale

e l’apice del design residenziale contemporaneo. Durante il

mio percorso alla guida di Pininfarina, ho avuto l’opportunità

di portare per la prima volta il lifestyle Ferrari dentro un progetto

di real estate di lusso. Quell’esperienza ha lasciato un segno

profondo nella mia visione: la vera innovazione nasce

quando mondi apparentemente distanti si fondono in un nuovo

archetipo.

Starred Living fa esattamente questo. Prende l’apice della cultura

gastronomica professionale e lo innesta nel cuore del più

alto real estate residenziale. Trasforma la cucina nella stanza più

viva della casa, in un luogo che è insieme performance, rituale,

piacere.

Il confine tra ambiente professionale e residenziale si dissolve. È

lo Chef’s Table, simbolo di eccellenza culinaria ed intimità, che

entra nelle case più raffinate del mondo. È l’espressione più autentica

del nuovo abitare di lusso: esperienziale, relazionale,

identitario.

head of Pininfarina, I had the opportunity to bring the Ferrari lifestyle

into a luxury real estate project for the first time. That experience

left a mark on my vision: true innovation arises when

seemingly distant worlds merge into a new archetype.

That’s what Starred Living does. Starred Living plants the highest

point of professional gastronomic culture in the heart of the highest

residential real estate. It transforms the kitchen into the liveliest

room in the house, a place that is at once performance, ritual,

and pleasure.

The boundary between professional and residential environments

fades away: the Chef’s Table, a symbol of culinary excellence and

intimacy, enters the most refined homes in the world. It is the

most authentic expression of the new luxury living: experiential,

relational, identity-defining.

Technological innovation has been Unox’s distinctive feature

since its inception. ACI – Artificial Culinary Intelligence has

been described as a “paradigm shift in the culinary arts.”

Where did the idea of applying advanced AI to the world of

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INTERVISTA

Unox ha fatto dell’innovazione tecnologica un tratto distintivo

sin dalla sua nascita. ACI – Artificial Culinary Intelligence

è stata definita un “cambio di paradigma nel gesto culinario”.

Da dove nasce l’idea di applicare un’IA avanzata al mondo

dell’home cooking di lusso e cosa comporta, in termini di trasformazione

dell’esperienza culinaria domestica, questa innovazione?

La spinta all’innovazione non nasce da un desiderio di stupire,

ma da un’urgenza: migliorare radicalmente l’esperienza delle

persone. ACI è il passaggio dall’automazione alla tecnologia significativa,

progettata per potenziare l’iniziativa umana, per

esaltare l’autonomia, per costruire mondi nuovi.

ACI rappresenta il punto di incontro tra alta tecnologia e nuova

qualità della vita. Porta le prestazioni professionali nel cuore

della casa, semplifica l’accesso alla perfezione culinaria, eleva

libertà, piacere e sicurezza.

Sam Altman, creatore di ChatGPT, ha descritto l’intelligenza

artificiale come uno strumento per amplificare ciò che l’essere

umano sa già fare con talento. ACI fa esattamente questo: trasforma

SuperOven in una piattaforma creativa, un’estensione

naturale del gesto culinario, che moltiplica le possibilità senza

ridurre l’identità.

In un settore dominato per decenni da marchi che hanno costruito

il proprio potere su estetica decorativa e branding, la

tecnologia sta finalmente creando una frattura. Siamo all’alba

di una nuova epoca in cui prevale chi offre sostanza, precisione,

valore tangibile. L’evoluzione del mercato è già in atto. Unox

Casa emerge da questo scenario come espressione piena dello

spirito evolutivo. È ciò che Taleb, autore de ‘Il Cigno Nero’, definisce

antifragile: cresce grazie al cambiamento, si rafforza

nella trasformazione. Trova energia nei mutamenti. E proprio

in questo contesto in rapida ridefinizione, trova il suo slancio

naturale.

Durante la MDW, avete presentato la nuova Unox Casa App

come il “Netflix della cucina”. Quale valore aggiunto offre

questa piattaforma ai vostri clienti?

L’abbiamo definita il “Netflix della cucina” perché propone una

visione completamente nuova dell’interazione tra tecnologia,

contenuto e ispirazione. È una piattaforma che unisce il piacere

della scoperta alla precisione dell’esecuzione: ogni utente può

accedere a centinaia di ricette curate da chef internazionali, ma

soprattutto può viverle con la stessa semplicità e immediatezza

con cui guarda un film o una serie. Questa è la vera rivoluzione.

La nuova Unox Casa App estende l’esperienza fisica del forno in

una dimensione digitale elegante, intelligente, coinvolgente.

Non guida soltanto: ispira. È una regia gastronomica che accompagna

ogni fase del gesto culinario, rendendo ogni preparazione

accessibile, ripetibile, straordinaria.

Abbiamo progettato un ambiente digitale fluido, intuitivo, dotato

di una sezione “Cook Like a Chef” curata da professionisti

internazionali. Ogni interazione è pensata per rafforzare l’autonomia

creativa dell’utente. Come sostiene Jonathan Ive, ex

luxury home cooking come from, and what does this innovation

mean mean when it comes to transforming the domestic

culinary experience?

The drive for innovation doesn’t come from the desire to impress,

but from the imperative need to radically improve people’s experiences.

ACI is the transition from automation to meaningful technology,

it was designed to empower human initiative, enhance

autonomy, and build new worlds.

ACI represents the meeting point between high technology and a

new quality of life. It brings professional performance into the

heart of our homes, it makes culinary perfection accessible, and

elevates freedom, pleasure, and safety.

Sam Altman, the creator of ChatGPT, described artificial intelligence

as a tool to amplify what humans are already good at doing.

And this is exactly what ACI does: it transforms our SuperOven

into a creative platform, a natural extension of the culinary art,

multiplying possibilities without reducing its identity.

In an industry that for decades has been led by brands that have

built their power on decorative aesthetics and branding, technology

is finally creating a rift. We are at the dawn of a new era: those

who offer substance, precision, and tangible value prevail. The

market is already evolving. It’s what Taleb, the author of “The

Black Swan”, calls anti-fragile: it grows thanks to change, it

strengthens through transformation. It finds energy in change.

And it finds its natural momentum in this fast-paced and re-shaping

set of conditions.

During the MDW, you presented the new Unox Casa App as

the “Netflix of cooking.” What added value does this platform

offer your customers?

We called it the “Netflix of cooking” due to its new take on the

interaction between technology, content, and inspiration. The

platform combines the pleasure of discovery with a meticulous

execution: every user can access hundreds of recipes created by

international chefs, but above all, they can experience them with

simplicity and immediacy: it’s like watching a movie or a TV series.

This is the real revolution.

The new Unox Casa App extends the physical experience of the

oven into an elegant, intelligent, and engaging digital dimension.

It doesn’t just guide you: it inspires you. It’s a gastronomic director

that’s there for you at every stage of the culinary process, so

that every dish can be easy, repeatable, and extraordinary. We

have designed a fluid, intuitive digital environment with a “Cook

Like a Chef” section supervised by international professionals.

Every interaction is designed to enhance the user’s creative autonomy.

As Jonathan Ive, former Chief Design Officer at Apple,

says: “The best design is the one that becomes one with its

function and turns into pure experience.” This is our direction.

How do you think will the user experience evolve in the coming

years?

The user experience will evolve towards a new harmony between

artificial intelligence and design sensitivity. Homes will become

Genius People Magazine


UNOX CASA

121

Chief Designer Officer di Apple: “il design migliore è quello che

si dissolve nella funzione fino a diventare esperienza pura”.

Questa è la nostra direzione.

Come pensa che evolverà l’esperienza utente nei prossimi

anni?

L’esperienza utente evolverà verso una nuova armonia tra intelligenza

artificiale e sensibilità progettuale. La casa diventerà un

ambiente più attento, reattivo, capace di connettersi con le

emozioni e le esigenze di chi la vive.

La cucina, in particolare, sarà il luogo dove la tecnologia amplifica

l’immaginazione individuale e traduce le intenzioni in risultati

eccellenti. Vedremo oggetti capaci di anticipare bisogni, interpretare

desideri, dialogare con il contesto in modo elegante.

Il cambiamento più interessante riguarderà il linguaggio della

semplicità: interfacce essenziali, esperienze profonde. Come ricorda

spesso il fondatore e presidente di Unox Enrico Franzolin,

l’innovazione più radicale passa dalla semplificazione inventiva.

La semplicità è complessità risolta.

Durante la Milano Design Week avete trasformato lo showroom

in un vero “teatro dell’innovazione culinaria”. Può spiegarci

meglio cosa ha significato per voi invitarli e quanto è

importante oggi il coinvolgimento sensoriale ed emozionale

nella presentazione di un prodotto di alta gamma?

Abbiamo voluto rendere tangibile il concetto di Starred Living,

non solo come visione, ma come realtà. Accogliere gli chef stellati

Unox che utilizzano ogni giorno la tecnologia del SuperOven

nei loro ristoranti è stato un atto simbolico e profondamente

coerente. Abbiamo portato la cucina professionale nel cuore

della casa, e poi portato l’eccellenza domestica al centro di un

evento internazionale.

Il nostro showroom di Milano è cosi diventato un palcoscenico

vivo, un teatro dell’esperienza culinaria contemporanea. Ogni

gesto, ogni piatto, ogni sguardo raccontava una rivoluzione: la

cucina è il nuovo centro della casa, la nuova luxury room. Il

coinvolgimento sensoriale è totale: gusto, suono, luce, materia.

E quale ruolo gioca, invece, il design? Penso, ad esempio, alla

nuova SuperOven Black Edition, pensata per una clientela

particolarmente attenta all’estetica e ai dettagli.

Il design è il nostro linguaggio primario, la forma visibile di una

filosofia profonda. La Black Edition nasce per chi cerca un oggetto

capace di catturare lo sguardo e di incarnare un vero e

proprio stile di vita.

Ogni dettaglio è pensato per affermare una presenza forte, scultorea

e sofisticata. Qui il design non si limita ad accompagnare

la tecnologia: la esalta, diventando il manifesto visivo della sua

intelligenza. Proporzioni, finiture, luce – tutto è calibrato per

creare un impatto emozionale e riflettere una personalità distintiva.

Il nostro riferimento si ispira alle vette del design contemporaneo:

dall’equilibrio austero e materico di Vincent Van Duysen,

more attentive, responsive environments that can connect with

the emotions and needs of those who live there.

The kitchen, in particular, will be the place where technology amplifies

imagination and translates intentions into excellent results.

We will see objects that can anticipate needs, understand desires,

and communicate with their surroundings in an elegant

way.

The most interesting change will deal with the language of simplicity:

essential interfaces, profound experiences. As Enrico

Franzolin, founder and president of Unox, often points out, the

most radical innovation comes from inventive simplification. Simplicity

is complexity solved.

During the Milano Design Week, you transformed your showroom

into a “theater of culinary innovation”. What did inviting

top Chefs to the event mean to you and how important is

sensory and emotional engagement in the presentation of a

high-end product today?

We wanted people to experience the concept of Starred Living.

We didn’t want it to be just a vision, we want it to be a reality.

Welcoming Unox’s Michelin-starred chefs, who use the SuperOven

technology every day in their restaurants, was symbolic and

deeply meaningful. We brought professional cooking into the

heart of our homes, and then brought domestic excellence to the

center of an international event.

So our Milan showroom was a living stage, a theater of contemporary

culinary experience. Every gesture, every dish, every

glance told the story of a revolution: the kitchen is the new center

of our homes, the new luxury room. Sensory involvement is total:

taste, sound, light, matter.

And what role does design play? I am thinking, for example,

about the new SuperOven Black Edition, designed for customers

who are particularly sensitive to aesthetics and details.

Design is our core language, the visible form of our philosophy.

The Black Edition was created for those who are looking for an

object that captures the eye and embodies a true lifestyle. Every

detail is designed to express a strong, sculptural, and sophisticated

presence. Here, design does not just complement technology:

it enhances it, it becomes the visual expression of its intelligence.

Proportions, finishes, light: everything is tuned to create

an emotional response and portray a distinctive personality.

We draw inspiration from contemporary design: from the austere,

material balance of Vincent Van Duysen, the artistic director at

Molteni, to the radical vision of Zaha Hadid, that transforms every

object into a sign of strength. Not to mention the holistic approach

of Henge, which I consider one of the most powerful

emerging forces in Italian design today, with whom we share the

relentless pursuit of noble materials and timeless finishes. With

Henge we explored new possibilities: from precious metals to liquid

finishes, to have absolute control over every detail. Every

Unox project is nourished by the experience we gained during

Genius People Magazine

Issue 28


122

INTERVISTA

SuperOven Model 1

Genius People Magazine


UNOX CASA

123

SuperOven Model 1S – Black Edition

Genius People Magazine

Issue 28


124

INTERVISTA

direttore artistico di Molteni, alla visione radicale di Zaha Hadid,

capace di trasformare ogni oggetto in una dichiarazione di

forza. Senza dimenticare l’approccio olistico di Henge, che io

considero in questo momento una delle più potenti forze emergenti

del design italiano, con cui condividiamo una ricerca incessante

di materiali nobili e finiture senza tempo.

Proprio con Henge esploriamo nuove frontiere – dai metalli

pregiati alle finiture liquide, fino a un controllo assoluto del

dettaglio. Ogni progetto di Unox si nutre dell’esperienza maturata

nella produzione di oltre 100.000 forni professionali all’anno:

siamo già il primo produttore mondiale nel professiobale e

stiamo costruendo con determinazione le fondamenta per dominare

anche il mercato residenziale.

Lei è alla guida di Unox Casa in una fase di forte espansione.

Quali sono stati finora i principali traguardi internazionali

raggiunti e quali strategie prevedete per lo sviluppo globale

nei prossimi anni?

Grazie all’enorme successo riscosso nelle ultime due edizioni

del Salone del Mobile di Milano, in soli tre anni siamo riusciti a

portare il concetto di Starred Living in oltre 40 Paesi. Dagli Stati

Uniti al Medio Oriente, dalla Cina all’America Latina, passando

per l’Australia, e presto anche in Sudafrica, Corea del Sud e

Indonesia, dove lanceremo nella seconda parte dell’anno, abbiamo

trovato un pubblico sofisticato, entusiasta per l’innovazione

e attento ai suoi contenuti.

Quando presentiamo il SuperOven in giro per il mondo non ci

limitiamo a replicare, ma ascoltiamo, interpretiamo e co-creiamo.

È questo approccio che rende il nostro modello scalabile,

mantenendo però un profondo rispetto per ogni contesto culturale

e territoriale.

Come accade nel lusso, la forza di un brand globale risiede nella

capacità di essere rilevante ovunque, rimanendo sempre fedele

a sé stesso. Unox Casa, esattamente come le migliori espressioni

del design italiano, nasce da una cultura profonda della materia

e dell’artigianalità.

L’imminente inaugurazione di Unox City – l’estensione a

150.000 mq del nostro quartier generale di Cadoneghe, frutto di

un investimento di 120 milioni negli ultimi due anni – segna un

momento epocale. Sarà un hub di eccellenza creativa e ingegneristica

che ci proietterà oltre il miliardo di fatturato entro i

prossimi cinque anni.

Come vede l’evoluzione della cucina di lusso nei prossimi

5-10 anni e quale ruolo intende giocare Unox Casa nella definizione

del nuovo concetto di “lusso tecnologico”?

La cucina diventerà il vero fulcro del nuovo modo di abitare.

Stiamo vivendo una trasformazione profonda: gli elettrodomestici

puramente decorativi, privi di reale valore tecnologico,

lasceranno il posto a oggetti intelligenti, funzionali e ricchi di

sostanza. Non sarà più il tempo dell’estetica fine a sé stessa e del

marketing asfissiante, ma quello di esperienze autentiche, in

grado di rispondere concretamente ai bisogni delle persone.

the production of over 100,000 professional ovens per year: we

are already the world’s leading manufacturer in the professional

market and are determinedly laying the foundations to lead the

residential market as well.

You are leading a company that at the moment is booming.

What have been its main international achievements so far,

and what strategies do you envision for the company’s global

development in the coming years?

Thanks to the huge success of the last two editions of the Salone

del Mobile in Milan, in just three years we’ve managed to bring

our Starred Living concept to over 40 countries. From the United

States to the Middle East, from China to Latin America, via Australia,

and soon also in South Africa, South Korea, and Indonesia,

where we will launch in the second half of the year, we found a

sophisticated audience that is enthusiastic about innovation and

who’s interested in its novelties.

When we present the SuperOven around the world, we do more

than just replicate a model: we listen, interpret and co-create.

This approach is what makes our model scalable, while we still

respect each cultural and territorial context.

Just like in the luxury industry, the strength of a global brand lies

in its ability to be relevant everywhere while always staying true to

itself. Unox Casa, just like the best examples of Italian design,

comes from a deep culture of materials and craftsmanship. The

upcoming inauguration of Unox City – the 150,000 square meter

extension of our headquarters in Cadoneghe, the result of a $120

million investment over the last two years – marks a historic moment.

It will be a hub of creative and engineering excellence that

will propel us beyond $1 billion in revenue within the next five

years.

How do you think luxury kitchens will evolve over the next

5-10 years? What role does Unox Casa intend to play in defining

the new concept of “technological luxury”?

Kitchens will become the real hub of a new way of living. We are

experiencing a radical transformation: purely decorative appliances

with no real technological value will be replaced by smart,

functional and practical objects. The era of beauty for its own

sake and its suffocating marketing will be over, they will be replaced

by genuine experiences that respond concretely to people’s

needs. As has already happened in the automotive industry

with the rise of electric mobility, the high-end appliance market is

also set for a radical change. The brands that will keep focusing

only on their image and on some shallow storytelling will quickly

lose their relevance. Instead, real tech that can create real, lasting

value will take over.

In this scenario, SuperOven is becoming the true supercar of the

kitchen. SuperOven and Ferrari share the same drive for an absolute

performance, but also the ambition to provide a deep, concrete,

day-to-day pleasure. This is our idea of a symbolic object:

a perfect balance between technical excellence and sensory

pleasure, with the power to transform the domestic experience.

Genius People Magazine


UNOX CASA

125

Come è già accaduto nel mondo dell’automotive con l’ascesa

della mobilità elettrica, anche il settore degli elettrodomestici

di alta gamma è destinato a una ridefinizione radicale. I marchi

che continueranno a puntare unicamente su immagine e

storytelling superficiale perderanno rapidamente rilevanza. A

imporsi sarà invece la tecnologia vera, capace di generare valore

tangibile e duraturo.

In questo scenario, SuperOven si afferma come la vera supercar

della cucina. Condivide con Ferrari non solo la tensione verso la

performance assoluta, ma anche l’ambizione di offrire un piacere

profondo, concreto e quotidiano. È questa la nostra idea di

oggetto-simbolo: un equilibrio perfetto tra eccellenza tecnica e

piacere sensoriale, in grado di trasformare l’esperienza domestica.

La mia lunga esperienza alla guida di Pininfarina, dove ho avuto

il privilegio di contribuire alla definizione di un linguaggio stilistico

olistico per il segmento più alto, mi ha insegnato una verità

fondamentale: bellezza e funzione non sono mai in opposizione,

ma vivono in simbiosi. Il design non è una semplice pelle

esteriore, ma una struttura di senso: una forma che nasce dalla

sostanza e comunica un’identità autentica.

My long experience at the helm of Pininfarina, where I had the

privilege of contributing to the definition of a holistic language for

the highest segment, taught me a fundamental truth: beauty and

function are never opposites, they live in symbiosis. Design is not

just an outer shell, but a structure of meaning: a form that arises

from substance and communicates an authentic identity.

Finally, is there a project or an idea that might seem futuristic

today, but that you hope will become a reality with Unox in

the near future?

We want Unox Casa to become the global archetype of technological

luxury and Italian know-how. The benchmark for those

seeking for five-star performance, iconic aesthetics, and connected

intelligence. Every time an architect designs a kitchen in a

Manhattan penthouse or a villa in Dubai, we want them to think of

SuperOven as a domestic supercar: a distinctive feature, a cultural

choice, an experience that speaks of the courage of ideas.

That courage that Ayn Rand attributed to the creative man, with

the ability to build what does not yet exist, guided by a vision, not

by consensus. This is our trajectory. This is our challenge.

Infine, c’è un progetto o un’idea che oggi sembra visionaria,

ma che lei spera diventi realtà con Unox nel breve futuro?

Vogliamo che Unox Casa diventi l’archetipo globale del lusso

tecnologico e del sapere fare italiano. Il punto di riferimento per

chi cerca performance stellate, estetica iconica, intelligenza

connessa.

Ogni volta che un architetto disegna una cucina in un attico a

Manhattan o una villa a Dubai, vogliamo che pensi a SuperOven

come a una supercar domestica: un segno distintivo, una scelta

culturale, un’esperienza che racconta il coraggio delle idee.

Quel coraggio che Ayn Rand attribuiva all’uomo creatore: capace

di costruire ciò che ancora non esiste, guidato da una visione,

non dal consenso. Questa è la nostra traiettoria. Questa è la nostra

sfida.

Genius People Magazine

Issue 28


seconda stagione numero 3 di 4

Copertina di Giuseppe Palumbo

il contratto - la caccia


Non basta calpestare un cellulare,

per cancellarne la memoria ...

la caccIa

E io so come

recuperarla.

Cosi’.

18/1


Sono io ...

Ho avuto

un contrattempo ...

dobbiamo spostare

l’appuntamento.

Decidete voi dove

e quando.

D’accordo ...

ci saro’.

18/2


E’ in ritardo.

Gli do altri

cinque minuti ...

poi puo’

andare

a farsi

fottere!

Attento

a come parli,

amico.

Tu ...

Si’,

sono io.

18/3


Prima

ho voluto

controllare

che non

ci fossero

trappole.

In fondo,

non ci

conosciamo ...

Ma io

so chi sei,

Wilson. Mi sono

informato.

Hai rispettato

la tua fama di tipo

prudente ...

ed esoso.

Tieni ...

18/4


Hai preteso la META’

dei soldi, subito. Bene ...

ora l’hai ricevuta,

letteralmente.

Tagli

diversi, numeri

non consecutivi ... come

avevo chiesto. Pero’

cosi’ questa E’ solo

carta straccia.

Non sei

l’unico a essere

prudente, Wilson.

Chi mi manda ha

voluto premunirsi,

per non farsi

fregare.

Capisco.

Si’ ...

C’E’

qualcos’altro

di cui dobbiamo

discutere?

18/5


Ma

soltanto

NOI DUE!


AAH!

AH!

Merda!

18/7


Ho una

lama anche

per te,

se provi a

fuggire.

Okay ...

okay!

Guardami

bene,

adesso.

Sai chi

sono io?

No ... non

lo so ...

18/8


Peccato.

Significa che

sei un pesce

piccolo. Ma poco

importa ...

Cosa?

Voglio un nome ...

quello di chi ti

ha mandato.

AHH!

So

che non

me lo dirai cosi’,

facilmente. Quindi

non perdiamo

tempo ...

18/9


Ahhh ...

Voglio

il nome.

Ma io ...

“Ma io”

NON E’

un nome.

18/10


Il tizio E’ piu’

resistente di

quanto pensassi.

Ma so che alla

fine cedera’ ...

... Cedono tutti.

Bravo. Questo E’

un nome. Adesso

mi dici dove

trovarlo ...

Frank ...

Frank

Barton!

18/11


Ti ho detto

tutto, te lo

giuro ... non so

altro! Basta!

Va

bene ...

... ora

basta.

18/12


Dategli questa

busta e vedrete

che, per me, fara’

un ’ eccezione.

Mi dispiace,

ma il signor

Barton non

riceve nessuno

senza un

appuntamento.

Ehm ...

credo di non

avere capito

come vi

chiamate.

Forse perche’

non vi siete

degnata di

chiedermelo.

Comunque, il mio

nome E’ scritto

qui ... sul distintivo.

18/13


Ispettore! Che

cosa significa

questo?!

Spiegatemelo

voi, signor

Barton.

Bah ... quindi si

tratta soltanto

di chiacchiere.

Sto indagando

su alcuni omicidi e un

mio ... informatore non

ufficiale, diciamo ... mi ha

consegnato questa

MEZZA mazzetta,

che sarebbe

collegata a voi.

18/14


E’ vero ...

per il momento

non ho prove ...

per il

momento.

Pero’

potrei smettere

di cercarle

e chiudere il caso,

se mi trovassi

fra le mani

l’altra Meta’.

Capite?

Si’, ora

credo di

capire.

Entrambi gli indizi

verrebbero archiviati

per sempre,

nelle vostre

tasche.

Precisamente

...

La questione

non E’ cosi’

semplice. Vedro’

che cosa

si puo’ fare.

Evidentemente deve consultarsi

con qualcuno. Non E’ lui il capo, anche

se si trova in alto nell’organizzazione.

18/15


Ditemi,

come posso

contattarvi?

Lo faro’ io,

piu’ tardi.

Intanto,

questa la

riprendo

io.

Non

disturbatevi

ad accompagnarmi.

Conosco la

strada.

Non

avevo alcuna

intenzione

di farlo.

Il primo atto E’ finito.

Ci

rivediamo ...

18/16


Abbiamo

un problema,

signore ...

E’ venuto da me

un poliziotto ... ha la

mezza mazzetta e vuole

l’altra meta’, in cambio

del suo silenzio.

No ... non

so come l’abbia

ottenuta. Ha accennato

a un informatore,

che l’avrebbe

collegata a me ...

ma io non ho

ammesso

nulla.

18/17


Le

telecamere

nascoste qui

hanno ripreso tutto ...

vi inoltro subito

le immagini.

Aspettate ...

Ecco ...

lo state

vedendo?

Si’, lo vedo ...

e lo riconosco

...

18/18


Ancora lui ...

quel bastardo

ispettore

ficcanaso!

Ascoltami

bene, Burton. Ti faro’

arrivare subito l’altra

meta’ della mazzetta,

me ne occupero’

personalmente ...

Va bene,

ho capito ...

staremo

al gioco ...

... certo,

aspettero’

il vostro uomo di

fiducia ... nessuno

deve sapere ...

18/19


... poi fissero’ un

appuntamento con

quell’ispettore,

quando si rifara’

vivo. Tutto chiaro.

Non c’E’

in giro

nessuno.

Perfetto!

18/20


Sono pronto. La partita continua ...

Anche se sento che si sta

avvicinando l’ultima mano.

Adesso mostriamo

l’efficienza dei GIUSTIZIERI.

18/21


Buongiorno ...

Devo

vedere

Frank

Burton.

Avete

un appuntamento?

Non

esattamente.

Ma non E’ un

problema.

Ditegli solo

che E’ arrivato

l’uomo che sta

aspettando ...

18/22

continua...


“Forged in Essence”

c/o Riccardo Contini

Anello “Sospiro di Echinacea”

Oro Fairtrade 18ct bianco giallo rosa

Zaffiro Greenish Blue


GENIUS

LIFESTYLE


MASSIMILIANO DI SILVESTRE



INDEX

153

INDEX

LIFESTYLE

More BMW 154

Costruire fiducia e valore: edilizia e rigenerazione 164

urbana secondo Vincenzo Settimo

Building trust and value: construction and urban

egeneration according to Vincenzo Settimo

“Il design è una promessa” 174

“Design is a promise”

Laura Caserta D’Angeli e il CIRS 180

Laura Caserta D’Angeli and CIRS

La voce del marmo 188

The Voice of Marble

Dalla ricerca della perfezione alla realizzazione: 196

il metodo Scalise

From the pursuit of perfection to creation:

the Scalise method

Martina Manna: il volto dell’innovazione sostenibile 206

in Benvolio 1938

Martina Manna: the face of sustainable innovation

in Benvolio 1938

Casa Savini Tartufi 214

Antonio Brancato porta l’Italia a Singapore con ANTO 220

Antonio Brancato brings Italy to Singapore with ANTO

Ben Payne 224

L’arte del dettaglio 230

The art of detail

Welcome to the Jungle 236

Dove abita il futuro 240

Where the Future Lives

Presentata al MIMIT la Panigale V4 Tricolore Italia 246

The Panigale V4 Tricolore Italia unveiled

at the Ministry of Enterprises and Made in Italy

La Panigale V4 Tricolore Italia ispira un’opera d’arte 250

The Panigale V4 Tricolore Italia inspires a work of art

Al Mugello con una livrea ispirata al Rinascimento 254

Ducati Project “Genius of the Renaissance”

Park Eun Sun e Mario Botta: Scultura e Architettura 264

nel Cuore di Venezia

Park Eun Sun and Mario Botta: Sculpture and

Architecture in the Heart of Venice

It All Started in the Kitchen 268

Casa Conte: un’oasi d’arte e design 272

Casa Conte: an Oasis of Art and Design

Shisha Lounge by Palazzina Grassi 280

Shisha Lounge by Palazzina Grassi

Eleganza lagunare: vivere Punta Conterie 284

e scoprire Murano

The Elegance of the Lagoon: experiencing

Punta Conterie and discovering Murano

Polestar 4 290

Due Anime del Pinot Bianco 296

Two Souls of Pinot Bianco

Rocket Espresso Milano: L’Arte del Caffè Fatto a Mano 300

Rocket Espresso Milano: The Art of Handmade Coffee

A Vinitaly 2025 grandi traguardi per La Viarte Wines 304

La Viarte Wines: great achievements at Vinitaly 2025

Novità Vinitaly 2025 306

Vinitaly 2025 News

C&C S.p.A. rafforza la sua leadership europea 310

C&C S.p.A. strengthens its European leadership

Zanta 314

Adnkronos, online il restyling del sito 320

Adnkronos, the website redesign is online

Per la FW25-26 Valsport presenta “Start” e “Davis” 322

Valsport presents “Start” and “Davis” for its

FW25-26 collection

Elisabetta Franchi FW25 328

Duca di San Giusto 332

SENSE - La bioclimatica dalla sensibilità nuova 338

SENSE – Bioclimatic design with a new sensitivity

247LAB. “We don’t fear the dark.” 346

L’eccellenza della personalizzazione e del design 348

su misura

The excellence of customization and custom design

The Design Projects Hub 354

Innovazione ed eleganza: il nuovo progetto 358

de L’Ambiente a Valdobbiadene, Casa Caldart

Innovation and elegance: L’Ambiente’s new project

in Valdobbiadene, Casa Caldart

L’oceano dentro 364

The Ocean Inside

MARKETPLACE

Galleria d’Arte Contini 372

L’Ambiente 382

Brun Fine Art 392

Henge 400

C&C 404

Fotottica Cavour 408

Nital 416

Rocket Espresso Milano 420

PAR5 Milano 422

La Ponca 428

Benvolio 432

Infinita come il mare 436

Genius People Magazine

Issue 28


154

GENIUS LIFESTYLE

More BMW

MASSIMILIANO DI SILVESTRE E BMW ITALIA:

IL MODELLO VINCENTE

MASSIMILIANO DI SILVESTRE AND BMW ITALIA:

A WINNING MODEL

di/by CAROLINA GENNA

In un’epoca in cui l’industria automobilistica è chiamata a

reinventarsi tra sostenibilità, trasformazione digitale e nuove

esigenze di mobilità, BMW Italia continua a distinguersi come punto

di riferimento per innovazione, visione strategica e risultati

concreti. Alla guida del marchio c’è Massimiliano Di Silvestre,

Presidente e Amministratore Delegato di BMW Italia, figura chiave

del successo della filiale italiana, da anni tra le più performanti a

livello globale per il Gruppo. Con una visione che coniuga attenzione

alle persone, transizione ecologica e tecnologia al servizio

dell’esperienza cliente, Di Silvestre interpreta un ruolo sempre più

centrale nel dibattito sulla mobilità del futuro.

At a time when the automotive industry is being asked to reinvent itself in

the name of sustainability, digital transformation, and new mobility

needs, BMW Italia continues to set the standard when it comes to

innovation, strategic vision, and real results. At the helm of the brand is

Massimiliano Di Silvestre, President and CEO of BMW Italia, a key figure

in the success of the Italian division, which has been one of the Group’s

best performers globally for years. With a vision that combines a

people-centric approach, ecological transition, and technology at the

service of the customer experience, Di Silvestre plays an ever more

central role in the debate on the mobility of the future.

Genius People Magazine



156

GENIUS LIFESTYLE

Il primo semestre 2025 ha segnato una crescita superiore al

6%. Quali sono stati i principali driver di questo risultato? È

soddisfatto?

Nel primo semestre del 2025 abbiamo confermato i risultati

prestigiosi conseguiti nel 2024. Una performance di cui ringrazio

il team di BMW Italia e la nostra straordinaria rete di partner.

Questi risultati nascono da una revisione profonda del nostro

approccio al mercato per renderlo moderno e orientato al

cliente. Inclusivo ed esclusivo. Se guardiamo agli ultimi 4 anni,

includendo le previsioni del 2025, in Italia il mercato totale è

cresciuto del 16%, il mercato premium del 30% ed il volume

BMW del 54%. Quindi guadagniamo consenso, clienti e quota

di mercato.

Per il Brand MINI il 2024 è stato un anno di transizione e di profonda

trasformazione, con il rinnovamento dell’intera gamma e

l’introduzione del nuovo modello di vendita. Per il 2025 prevediamo

un consistente volume di vendita. Infine, BMW Motorrad,

in un mercato premium delle due ruote in diminuzione del

4%, segna una crescita del 10%. Questi numeri valgono la leadership

del mercato, in linea con la strategia del BMW Group.

Più specificatamente, nel primo semestre 2025, in Italia, abbiamo

consegnato oltre 47.400 unità dei marchi BMW e MINI con

The first half of 2025 marked an increase of over 6%. What

are the main drivers behind this result? Were you pleased

with the outcome?

In the first half of 2025, we continued building on the great results

we achieved in 2024. I’d like to thank the BMW Italia team and

our amazing network of partners for this success. These results

stem from a thorough review of our approach to the market to

make it more modern and customer-oriented. Inclusive and exclusive.

If we look at the last four years, including the forecasts for 2025,

the overall market in Italy has grown by 16%, the premium market

by 30% and BMW’s volume by 54%. So we are gaining approval,

new customers and market share. For the MINI brand, 2024 was

a year of transition and radical change, with the renewal of the

entire range and the launch of the new sales model. We are expecting

significant sales volumes for 2025. Finally, BMW Motorrad

recorded a 10% increase in a premium motorcycle market

that declined by 4%. These numbers are worth the market leadership,

in line with the BMW Group’s strategy.

To be more specific, in the first half of 2025, we delivered over

47,400 BMW and MINI brand vehicles in Italy, up 6.7% compared

to the same period last year. BMW grew by 6.1% with 39,712

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MASSIMILIANO DI SILVESTRE

157

una crescita del 6,7% rispetto al pari periodo dello scorso anno.

BMW cresce del 6,1% a 39.712 unità e MINI del 9,9% a 7.742

unità. Molto positive anche le performance delle nostre auto

elettriche che hanno superato le 3.700unità (+50,8%) e delle

elettrificate (+40%), vicini alle 5 mila unità. Il brand BMW si è

confermato leader nel mercato premium. BMW Motorrad ha

mantenuto sia la leadership nel mercato premium sia dei segmenti

oltre 500cc e oltre 750cc con circa 9.500 motociclette.

Cosa dicono questi dati? Che siamo sulla strada giusta, ma dobbiamo

continuare a lavorare, insieme ai nostri partner con dedizione,

passione, grande attenzione ai dettagli e ambizione al

miglioramento continuo, in uno scenario macroeconomico e

geopolitico complesso e in continua evoluzione.

Ci sono particolari modelli d’auto che hanno trainato la crescita

nel 2025? Prevede di ottenere risultati altrettanto soddisfacenti

anche nella seconda metà dell’anno?

Abbiamo una gamma di modelli straordinari per BMW, MINI e

BMW Motorrad, in termini di design, tecnologia e digitalizzazione.

Dopo aver lanciato un’offensiva di prodotti incredibile

nel 2024 (31 modelli nuovi o aggiornati dei tre brand), quest’anno

abbiamo ulteriormente rafforzato l’offerta con la nuova

BMW Serie 2 coupé, la nuova BMW iX, la M4 ed M3 Touring CS,

la MINI JCW e moto come la BMW R12 G/S, solo per citarne alcuni,

continuando a lavorare sul tema della neutralità tecnologica

che rappresenta un asset strategico fondamentale dal 2020.

Perché, per noi, resta centrale la scelta del cliente.

In questo senso, sicuramente la gamma BMW X1 (soprattutto

nelle versioni più accessoriate e sportive) rappresenta un traino

importante, ma altrettanto lo sono modelli come la BMW X3 o

la gamma M, quella delle vetture più sportive che con modelli

come la M5 nelle varianti berlina e Touring esprimono il DNA

più puro della marca, quello che porta il piacere di guidare a

trasformarsi in gioia. MINI ha rinnovato tutta la gamma lo scorso

anno e adesso stiamo riportando il brand ad esprimere i volumi

che il mercato italiano ha nel potenziale. Guardando alle

due ruote, il modello iconico GS ed ora G/S continuano a restare

leader di mercato e ad affascinare clienti e appassionati.

Con questo patrimonio a disposizione, è nostra responsabilità

come team, in collaborazione con la rete, raggiungere gli obiettivi

annuali che ci siamo prefissati, non solo in termini di numeri

ma anche di qualità del business, soddisfazione dei clienti

e profittabilità delle nostre aziende.

Nel 2024 BMW Italia è stato il miglior mercato globale per il

Gruppo. Cosa rende il mercato italiano così competitivo e reattivo?

Abbiamo rimesso i nostri brand e i clienti al centro del business,

lavorando insieme ai nostri partners concessionari. Molta attenzione

al posizionamento e attrattività dei nostri marchi, relazione

qualitativa e alla pari con i nostri dealers, qualità nella

creatività dei messaggi, dei contenuti e degli attori della comunicazione

marketing e corporate, piattaforme di partnerships

units and MINI by 9.9% with 7,742 units. The sales performance

of our electric cars was also very positive, with over 3,700 units

(+50.8%) and electrified vehicles (+40%), close to 5,000 units.

The BMW brand confirmed its leadership in the premium market.

BMW Motorrad maintained its leadership in the premium market

and in the 500cc and 750cc segments with around 9,500 motorcycles.

What do these numbers tell us? That we are on the right track,

but we must continue to work together with our partners with

determination, passion, attention to detail, and a relentless drive

for improvement in a complex and constantly changing macroeconomic

and geopolitical environment.

Was this year’s growth driven by any specific model? Do you

expect to achieve equally strong results in the second half of

the year?

We have an outstanding range of models for BMW, MINI, and

BMW Motorrad in terms of design, technology, and digitalization.

After launching an incredible wave of new products in 2024 (31

new or updated models within our three brands), this year we

have strengthened our lineup with the new BMW 2 Series coupe,

the new BMW iX, the M4 and M3 Touring CS, the MINI JCW and

motorcycles such as the BMW R12 G/S, just to name a few. And

we are continuing to work on technology neutrality, which has

been a key strategic asset since 2020. Because for us, the customer’s

choice is still central. In this sense, the BMW X1 range

(especially in its more accessorized and sporty versions) is certainly

an important driver, but so are models such as the BMW X3

and the M range, the sportiest cars that, with models such as the

M5 in sedan and Touring variants, are the expression of BMW’s

purest DNA, which transforms the pleasure of driving into joy.

Last year, MINI renewed its entire range and now we are bringing

the brand back in line with the potential of the Italian market.

Moving on to two wheels, the iconic GS and now G/S models

continue to lead the market and fascinate customers and enthusiasts.

With this heritage at our disposal, it’s our responsibility as a team,

together with the network, to meet the goals we have set ourselves

to for the year, not only in terms of numbers but also in

terms of business quality, customer satisfaction, and company

profitability.

In 2024, BMW Italy was the Group’s best global market. Why

is the Italian market so competitive and responsive?

We have worked with our dealer partners to put our brands and

customers back at the center of our business. We pay close attention

to the positioning and appeal of our brands, to our qualitative

and peer-to-peer relationship with our dealers, to the quality

of our creative messages, contents, and marketing and corporate

communication players, to our high-level and high-potential

lifestyle partnership platforms, using a proactive and flexible approach

within the market and a joint approach with BMW Bank,

in order to take data-driven business decisions. Consistency and

Genius People Magazine

Issue 28


158

GENIUS LIFESTYLE

lifestyle di alto livello e potenziale, proattività e flessibilità

nell’approccio al mercato, approccio congiunto con BMW

Bank, decisioni di business sempre data-driven, coerenza e

credibilità come valori fondanti e autorevolezza come risultato.

Le persone stanno facendo la differenza.

BMW sta investendo in “super brain”, architetture digitali e

OTA. In che modo queste tecnologie stanno cambiando l’idea

stessa di “veicolo”?

Quest’anno al salone di Shangai abbiamo presentato in anteprima

mondiale una nuova unità di controllo centrale, chiamata

Heart of Joy, che porterà la dinamica di guida delle BMW a un

livello superiore, ottimizzando le prestazioni ed esaltando il dinamismo.

Farà il suo debutto sui modelli BMW della Neue Klasse

(la nuova generazione di vetture elettriche destinate a ridefinire

la mobilità sostenibile del futuro) a partire dalla BMW iX3

che presenteremo a settembre di quest’anno in occasione dello

IAA di Monaco per poi arrivare sul mercato a marzo del 2026.

I quattro “super cervelli” che costituiscono the Heart of Joy

concentrano una potenza di calcolo straordinaria delle funzioni

principali per l’utente: infotainment, guida automatizzata,

funzionalità di base e dinamica di guida. Il software BMW

Dynamic Performance Control, interamente sviluppato inhouse,

elabora le informazioni dieci volte più velocemente rispetto

ai sistemi attuali, con latenze nell’ordine dei millisecondi.

Questa tecnologia sarà poi adottata anche per i motori

termici e ibridi.

Un secondo esempio è il BMW Panoramic iDrive (anch’esso farà

il debutto sulla BMW iX3) che proietterà tutte le informazioni

fondamentali e l’infotainment direttamente sul parabrezza introducendo

una rivoluzione nella comunicazione e digitalizzazione

paragonabili a quanto fatto nel 2001 con il sistema BMW

iDrive (il tasto di controllo di tutte le funzioni di navigazione,

intrattenimento e informazione) che oggi viene adottato da

tutte le automobili anche nei segmenti di ingresso del mercato.

Del resto, BMW è da sempre sinonimo di innovazione, ricerca e

avanguardia. E con la Neue Klasse faremo davvero un salto

quantico nel futuro della mobilità. Con queste tecnologie, insieme

al nuovo design, offriremo una nuova esperienza di guida ai

nostri clienti, ma senza mai smarrire il DNA della marca e senza

far perdere centralità dell’esperienza di guida, ma soprattutto

le emozioni.

Una cosa non cambierà. Una BMW non sarà mai noiosa o “fredda”:

esprimerà sempre passione, energia e sensazioni uniche.

Il modello Retail.Next sta cambiando il volto delle concessionarie

BMW. Come sta reagendo il cliente italiano a questo

nuovo concept interattivo?

Con il progetto Retail Next abbiamo trasformato, insieme ai nostri

partner concessionari, i tradizionali autosaloni in showroom

di moda dove la ricerca dei materiali, dei colori e l’atmosfera

che si respira è completamente diversa: più calda, accogliente.

Ispirata ad un approccio lifestyle che rende gli spazi paragona­

credibility are our core values, and authority is the result. People

are making the difference.

BMW is investing in “super brains,” digital architectures, and

OTA. How are these technologies changing our very idea of

what a “vehicle” is?

This year at the Shanghai Motor Show, we unveiled a new central

control unit called Heart of Joy, which will take BMW’s driving

dynamics to a new level, optimizing performance and enhancing

dynamism. It will make its debut on BMW’s Neue Klasse models

(the new generation of electric cars set to redefine sustainable

mobility in the future), starting with the BMW iX3, which we will be

presenting in September at the IAA in Munich, before hitting the

market in March 2026.

The four “super brains” of the Heart of Joy provide an extraordinary

computing power for key user functions:infotainment, automated

driving, basic functions, and driving dynamics. The BMW

Dynamic Performance Control software, which was entirely developed

in-house, processes information ten times faster than current

systems, with latencies in the millisecond range. This technology

will also be adopted for combustion and hybrid engines.

A second example is the BMW Panoramic iDrive (which will also

debut on the BMW iX3), which will project all key information and

infotainment directly onto the windshield, in a way that is only

comparable to the introduction of the BMW iDrive system in 2001

(the control button for all navigation, entertainment, and information

services), that now used in all cars, even in the entry-level

segments.

After all, BMW has always been a symbol of innovation, research,

and cutting-edge technology. And with the Neue Klasse, we are

taking a quantum leap into the future of mobility. With these technologies,

together with the new design, we will offer our customers

a new driving experience, but without ever losing sight of the

brand’s DNA and of the importance of the driving experience,

especially of the emotions.

One thing will not change. A BMW will never be boring or “cold”:

it will always express passion, energy, and unique emotions.

The Retail.Next model is changing the face of BMW dealerships.

How are Italian customers reacting to this new interactive

experience?

With the Retail Next project, we have worked with our dealership

partners to transform traditional car showrooms into fashion

showrooms where the materials, colors, and atmosphere are

completely different: warmer and more welcoming. A lifestyle approach

that turned spaces into houses, into the home of the

brand. This is what we did in Milan with the House of BMW project.

And this is what our dealers are doing: they’re interpreting

the project and developing it with a local touch that will make it

even more authentic. In these hi-tech and hi-touch settings, the

dialogue is constant.

Digitalization supports the car buying process, the customer

journey is truly seamless. But human relationships and customer

Genius People Magazine


MASSIMILIANO DI SILVESTRE

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Genius People Magazine

Issue 28


160

GENIUS LIFESTYLE

bili a quelli di una casa, la casa del brand. Come abbiamo fatto a

Milano nel progetto House of BMW. E come stanno facendo i nostri

concessionari, interpretando il concetto e sviluppandolo

attraverso un tocco locale che rende il tutto ancora più autentico.

In questi luoghi hi-tech e hi-touch dialogano costantemente.

La digitalizzazione supporta e accompagna il processo di acquisto

di una vettura, il customer journey è davvero “seamless”,

ma la relazione umana e quella con il cliente restano la chiave

per rendere l’esperienza differenziante, unica e premium.

In questo senso l’attenzione per i dettagli fa la differenza. Ecco

perché accanto al rinnovamento degli spazi è necessario adeguare

anche la postura di mercato e l’approccio al cliente. Per

farlo stiamo investendo molto sulla formazione di tutto il personale

in un’ottica di miglioramento continuo e di ricerca della

perfezione. E i clienti sono entusiasti di questo nuovo approccio.

Ma è chiaro che bisogna continuare a lavorare per rendere

ogni esperienza davvero unica ed indimenticabile. Siamo sulla

strada giusta. Ma retail Next è un punto di partenza e non di

arrivo.

Come crede che evolverà l’esperienza cliente BMW nei prossimi

anni, anche alla luce delle tecnologie immersive e digitali?

La digitalizzazione e la tecnologia continueranno a svilupparsi a

velocità esponenziale, come accaduto in questi ultimi anni e ci

aiuteranno a migliorare il customer journey rendendolo più

immersivo, completo, coinvolgente. Ma vincerà la sfida del

mercato chi riuscirà a offrire al cliente esperienze personali ed

uniche. Attenzione, non personalizzate, ma personali. Perché

personalizzate significa adattare lo stesso concetto a profili differenti,

essere personali invece significa trattare ogni cliente

come unico. E questo potrà avvenire solo grazie ad un approccio

“human centric” e ad una cultura aziendale che rispetti l’identità

e l’unicità delle persone. La tecnologia non deve mai appiattire

o rendere fredda la relazione. Soprattutto per brand

emozionali come BMW, MINI e BMW Motorrad. Questa è una

grande responsabilità che abbiamo come team.

BMW produce globalmente ma vende localmente. Come valuta

il ruolo dell’Europa e dell’Italia in uno scenario dominato

da USA e Cina?

Non è esattamente così. Noi siamo un player globale con stabilimenti

di produzione in tutto il mondo: Europa, Cina, Stati Uniti,

Messico, Sud Africa. La produzione copre sia le richieste locali

che quelle degli altri mercati assicurandoci un network di

altissimo profilo e grande flessibilità.

In questo scenario complessivo, l’Europa è tornata ad essere il

mercato di riferimento per il BMW Group. Lo è stata nel 2024 e

anche nel primo semestre del 2025, con quasi 500mila vetture

vendute in crescita di oltre l’8%. Il nostro approccio strategico

prevede da molti anni una presenza equilibrata nelle tre aree

principali del mercato mondiale (Europa, Cina e Stati Uniti).

Questo ci consente di affrontare la fluttuazione dei mercati in

modo da controbilanciare le performance. Fino a un paio d’anni

relations are what make the experience distinctive, unique, and

premium.

The attention to detail makes all the difference. That’s why, in

addition to the renovation of the spaces, we also need to adapt

our approach within the market and our customer service. To

make this happen, we’re investing a lot and training all our staff to

keep improving and strive for perfection. And customers are enthusiastic

about this new approach. But it is clear that we must

continue to work to make every experience truly unique and unforgettable.

We are on the right track. But Retail Next is a starting

point, not a destination.

How do you think the BMW customer experience will evolve

in the coming years, especially given the rise of immersive

and digital technologies?

Digitalization and technology will continue to develop at an exponential

rate, as they have been doing in recent years, and will help

us improve the customer journey by making it more immersive,

complete, and engaging. But in order to win over the market, you

have to offer customers personal and unique experiences. Be

careful, though: not customized, but personal. Because customized

you’re adapting the same concept to different profiles, while

personal means you’re treating each customer as if they were

unique. And this can only happen with a human-centric approach

and a corporate culture that respects people’s identities and

uniqueness. Technology must never flatten or make relationships

cold. This is especially true for emotional brands such as BMW,

MINI, and BMW Motorrad. This is a great responsibility we have as

a team.

BMW manufactures globally but sells locally. In a world

where the US and China are calling the shots, what do you

think about Europe and Italy’s role?

That’s not really true. We’re a global player with production sites

all over the world: Europe, China, the US, Mexico, and South

Africa. Our production covers both local demand and other

markets, giving us a really high-profile network and lots of flexibility.

In today’s global scenario, Europe has once again become the

BMW Group’s key market. This was the case in 2024 and also in

the first half of 2025, with almost 500,000 cars sold, representing

an increase of over 8%. For several years now, our strategic approach

has been to pursue a balanced presence in the three main

areas of the global market (Europe, China, and the United States).

This strategy allows us to deal with market fluctuations and balance

performance. Until a couple of years ago, China was the

main market. Now, the Old Continent is back playing a leading

role, and Italy is one of the driving forces, with top performance in

terms of growth, margins, and profits.

If we look at our latest data, in the second quarter of this year, the

Group’s growth immediately had an impact on the stock market,

because analysts and operators are recognizing the value of our

flexible, open, technologically neutral approach, which allows us

Genius People Magazine


MASSIMILIANO DI SILVESTRE

161

Regarding Europe’s post-2035 policies, you expressed some

concerns, saying that the vision is too dogmatic. What’s the

real risk for the Italian industry?

Europe’s policy decisions have been dogmatic, and that’s backed

up by market data. Electrification is growing at different rates

across Europe, with Norway at 90% and Italy at just over 5%. It’s

growing everywhere, but it’s impossible to reach 100% everywhere

in Europe by 2035.

So the key word is decarbonization through technological openness,

which includes highly efficient traditional engines, plug-in

hybrids, electric vehicles, and, in the near future, hydrogen fuel

cells.

When it comes to climate targets, every effort counts. And thanks

to our open attitude towards technology, we have achieved all

our CO2 reduction targets to date and are confident that we will

do even better in 2025, with no need to rely on the three-year

exemption period offered by the EU.

To move further in this direction, we recently signed a memorandum

of understanding with ENI to promote and implement biofufa

era la Cina ad essere il mercato principale. Adesso il Vecchio

Continente è tornato a giocare un ruolo prioritario. E in questo

senso l’Italia sta rappresentando uno dei motori trainanti con

performance di primo piano in termini di crescita, marginalità

e profitto.

Se guardiamo ai dati più recenti, nel secondo trimestre di

quest’anno abbiamo fatto segnare a livello di Gruppo una crescita

che ha avuto immediatamente effetti anche sul titolo in

borsa proprio perché analisti e operatori stanno riconoscendo il

valore del nostro approccio flessibile, aperto, tecnologicamente

neutro e in grado di rispondere in tempo reale ai mutati scenari

generali. E ancora una volta il ruolo trainante è stato giocato

dall’Europa.

Sul tema delle politiche europee post-2035, ha espresso perplessità

su una visione eccessivamente dogmatica. Qual è il

rischio reale per l’industria italiana?

Le decisioni della politica europea sono state dogmatiche e lo

confermano i dati di mercato. L’elettrificazione ha tassi di crescita

diversi in Europa: dal 90% della Norvegia a poco più del

5% in Italia. Cresce ovunque, ma è impensabile arrivare al 100%

ovunque in Europa al 2035. Quindi la parola chiave è la decar­

to respond in real time to changing scenarios. Once again, Europe

played a leading role.

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Issue 28


162

GENIUS LIFESTYLE

bonizzazione attraverso l’apertura tecnologica, che include le

motorizzazioni tradizionali altamente efficienti, quelle plug-in

hybrid, certamente l’elettrico e nel prossimo futuro l’idrogeno

fuel-cell.

Ogni sforzo conta al fine degli obiettivi climatici. E infatti noi di

BMW Group, grazie all’approccio aperto tecnologicamente abbiamo

centrato tutti gli obiettivi di riduzione della CO2 fino ad

oggi e siamo confidenti di farlo anche nel 2025, senza dover

sfruttare la deroga triennale proposta dalla UE. E per andare ulteriormente

in questa direzione, recentemente abbiamo siglato

un protocollo d’intesa con ENI per promuovere ed implementare

biocarburanti come l’HVO100 capaci di ridurre le emissioni

fino al 90% sui motori diesel, non solo quelli nuovi ma anche

quelli già sul mercato. Per esempio, i nostri motori diesel Euro 6

sono compatibili con questa tecnologia dal 2015. Parliamo di

circa 500 mila vetture solo in Italia. Questo è un approccio concreto

ed efficace. Quindi andare nella sola direzione dell’elettrificazione

(che comunque resta l’obiettivo di lungo periodo e per

il quale noi solo lo scorso anno abbiamo investito 9 miliardi di

Euro) significa da un lato non raggiungere gli obiettivi climatici

che ci siamo prefissati e dall’altro mettere a rischio l’intero

comparto automotive europeo che rappresenta una ricchezza

els such as HVO100, which can reduce emissions by up to 90%

in diesel engines, not only in new ones but also in those already

on the market. For example, our Euro 6 diesel engines have been

compatible with this technology since 2015. We are talking about

approximately 500,000 vehicles in Italy alone. This is a concrete

and effective approach.

Therefore, moving exclusively in the direction of electrification

(that nevertheless remains our long-term goal, we invested €9

billion last year alone) means, on the one hand, not achieving the

climate targets we have set ourselves to and, on the other, putting

at risk the entire European automotive industry, which represents

a huge asset (€73 billion invested in R&D in 2023, Acea

data) and provides jobs for 13 million people in Europe.

If we focus on the potential effects on employment alone, the

European Commission’s dogmatic stance could lead to the loss

of over 700,000 jobs in Europe, including 70,000 to 80,000 in Italy,

over the next 10 years (Quattroruote data). We cannot let that

happen!

You are leading BMW Italy in a time of radical change. What

has been the most challenging moment of your tenure and

how did you deal with it?

Genius People Magazine


MASSIMILIANO DI SILVESTRE

163

(73 miliardi investiti in R&D nel solo 2023, dati Acea) e garantisce

lavoro a 13 milioni di persone in Europa.

Se ci limitiamo a guardare i potenziali effetti sull’occupazione,

insistere in un approccio dogmatico da parte della Commissione

Europea poterebbe alla perdita di oltre 700 mila posti di lavoro

in Europa, di cui 70-80mila solo in Italia, nei prossimi 10

anni (dati Quattroruote). Non ce lo possiamo permettere!

Lei guida BMW Italia in un momento storico di trasformazione

radicale. Qual è stato, secondo lei, il momento più sfidante

del suo mandato e come lo ha affrontato?

Io ho l’onore e il privilegio di guidare l’azienda da agosto 2019.

Insieme al team di BMW Italia abbiamo affrontato tante situazioni

sfidanti: la pandemia, la crisi dei semi conduttori, i conflitti,

i dazi, il cambiamento deal modello distributivo con il

brand MINI. Abbiamo affrontato ogni momento potendo contare

su una strategia chiara del BMW Group alla quale abbiamo

aggiunto velocità, flessibilità, passione, voglia di fare la differenza

e creare un modello di business vincente sul mercato, con

Clienti soddisfatti e remunerativo per i nostri partners.

Mi lasci dire che in tutti questi momenti c’è sempre stato un

elemento che è stato decisivo: le persone. E con le persone continuiamo

a costruire un futuro di grande successo per i nostri

brand.

Cosa significa oggi “essere BMW” in un mercato sempre più

guidato da algoritmi e sostenibilità?

Noi abbiamo internamente un’ambizione che è anche un mantra.

Cerchiamo ogni giorno di essere “More BMW”. Vuole dire

avere uno spirito e fiuto imprenditoriale, gestire le risorse con

grande responsabilità, avere voglia di prendere decisioni e lavorare

con intensità e con un’attenzione maniacale ai dettagli.

L’obiettivo è dimostrare con i fatti e non certo con le parole di

saper fare la differenza.

Gli algoritmi, l’intelligenza artificiale e la tecnologia sono strumenti

utili e indispensabili per supportare meglio il processo

decisionale. Noi siamo quelli che danno la direzione, i depositari

dei valori dell’azienda, i custodi dei brand. E dobbiamo interpretare

questa responsabilità con disciplina ed in modo impeccabile.

I’ve had the honor and privilege of leading the company since

August 2019. Together with the BMW Italia team, we’ve faced

many challenging situations: the pandemic, the semiconductor

crisis, conflicts, tariffs, and the MINI brand’s new distribution

model. We’ve faced every moment with the support and confidence

of the BMW Group’s clear strategy, to which we’ve added

speed, flexibility, passion, and our desire to make the difference

and create a winning business model for the market, with satisfied

customers, and a profitable business for our partners. In all

these moments, there has always been one decisive ingredient:

people. And it’s with the people that we will continue to build a

highly successful future for our brands.

In a market increasingly driven by algorithms and sustainability,

what does “being BMW” mean today?

We are driven by an inner ambition that is also our mantra. Every

day, we strive to be “More BMW”. This means having an entrepreneurial

spirit and instinct, managing resources with great responsibility,

being willing to take decisions, and working with intensity

and a maniacal attention for details. The goal is to prove

through facts, not words, that we can make a difference.

Algorithms, artificial intelligence, and technology are useful and

essential tools to support the decision-making process. We are

the ones who set the direction, the custodians of the company’s

values, the guardians of the brands. And we must carry out this

responsibility with discipline and impeccably.

If you could choose your professional legacy as CEO of BMW

Italia, what would it be?

An awareness of the beauty and depth of the BMW Group

brands, and the ambition to perform in a way that sets us apart

and is sustainable for all business stakeholders. With respect and

style.

Se potesse scegliere un’eredità professionale da lasciare come

AD di BMW Italia, quale vorrebbe fosse?

Consapevoli della bellezza e della profondità dei brand del BMW

Group, rimanere ambiziosi per una performance differenziante

e sostenibile per tutti gli stakeholders del business. Con rispetto

e stile.

Genius People Magazine

Issue 28


164

FOCUS

COSTRUIRE FIDUCIA E VALORE:

EDILIZIA E RIGENERAZIONE URBANA

SECONDO VINCENZO SETTIMO

BUILDING TRUST AND VALUE: CONSTRUCTION AND URBAN REGENERATION

ACCORDING TO VINCENZO SETTIMO

di/by CHIARA CURRÒ DOSSI

Vincenzo Settimo non è solo un costruttore:

è un rigeneratore di luoghi, idee e

relazioni. Barese di nascita, ma triestino

d’adozione, partito dai cantieri è

arrivato alla guida di Edil Group, holding che

oggi rappresenta un’eccellenza nel panorama

dei servizi al real estate. Nel 2014, in un momento

di profonda crisi del comparto edilizio, è stato

tra i soci fondatori di Edilimpianti Trieste:

un’impresa multidisciplinare basata su un modello

nuovo, capace di offrire soluzioni “chiavi

in mano” e di accompagnare enti pubblici e imprese

private in ogni fase del ciclo di vita degli

immobili. Sotto la sua guida, a Trieste, sono nati

progetti simbolici quali Blu Palace, e il recupero

dell’ex area Principe e di Palazzo Vescovile e

Casa Marenzi. Dal 2024, Edilimpianti Trieste è

Società benefit, traguardo che segna l’assunzione,

formale, di un impegno improntato a quello

che l’impresa ha sempre perseguito: generare

valore per l’ambiente, il territorio e le persone

che lo abitano.

“Ogni cantiere è una sfida diversa – dice Settimo

–, ma la vera ricompensa è vedere come, attraverso

il nostro lavoro, possiamo restituire alla

comunità spazi rigenerati, belli, accessibili e

funzionali”. Di recente, Settimo ha fatto il suo

ingresso in casa Genius People Magazine in qualità

di socio di riferimento. Una scelta dettata

dalla convinzione, condivisa, che siano le persone

a fare la differenza. “Sono loro la ricchezza

presente e futura delle aziende e del Paese – afferma

–. Questa collaborazione ci permette di

uscire dai confini dell’impresa e raccontare anche

la nostra visione del Paese e delle persone in

modo nuovo, sexy”.

Vincenzo Settimo is more than just a builder: he is a

renovator of places, ideas, and relationships. Originally

from Bari but now living in Trieste, he started

out on construction sites and became the head of

Edil Group, a holding company renowned for its excellence

in real estate services. In 2014, when the

construction industry was in the throes of a deep

crisis, he was one of the founding partners of Edilimpianti

Trieste: a multidisciplinary company based

on a new model, that could provide turnkey solutions

and support public bodies and private companies

at every stage of the property life cycle. Under

his leadership, symbolic projects such as the Blu

Palace and the redevelopment of the former Principe

area, Palazzo Vescovile, and Casa Marenzi were

launched in Trieste. Since 2024, Edilimpianti Trieste

has been a benefit corporation, a milestone that

marks its official commitment to its long-standing

goal: generating value for the environment, the local

area, and the people who live there.

“Every construction site has its own challenges,”

Settimo said, “but the real reward comes from seeing

how, through our work, we can give back to the

community beautiful, accessible, and functional

spaces they can enjoy”. Recently, Settimo became

a partner at Genius People Magazine. This decision

was based on the shared belief that people make

the difference. “They are the present and future

wealth of companies and of the country”, he said,

“This collaboration allows us to break out of the

confines of the company and also share our vision

for the country and its people in a new, sexy way”.

Genius People Magazine


VINCENZO SETTIMO

165

Vincenzo Settimo, Founder di Edil Group - Ph. Zeno Gregorio/R-Stars Consulting

Genius People Magazine

Issue 28


166

FOCUS

Vincenzo Settimo, ci racconti la sua storia. Cosa l’ha spinta a

entrare nel settore dell’edilizia? E qual è stato il suo percorso

fin qui?

Sono nato a Bari, ma vivo a Trieste da quando avevo 12 anni. Il

mio percorso professionale è iniziato presto, nel modo più diretto

possibile: sul campo, nei cantieri. È lì che ho imparato

cosa significa lavorare in squadra, affrontare problemi concreti

e trovare soluzioni. Sono cresciuto come tecnico, ma con una

visione manageriale: volevo un giorno costruire un’azienda capace

di unire qualità artigianale e gestione moderna. Nel 2014

questa visione ha preso forma con la fondazione di Edilimpianti

Trieste. All’epoca, l’edilizia stava uscendo da una crisi profonda:

era necessario innovare, cambiare approccio, costruire un

nuovo patto di fiducia tra impresa, clienti e territorio. Da allora

non ci siamo più fermati.

Qual è stata la visione iniziale?

Edilimpianti nasce da un gruppo ristretto di persone – io in primis

– con una convinzione forte: l’edilizia non poteva più essere

quella di prima. Doveva diventare multidisciplinare, integrata,

trasparente.

Fin dall’inizio abbiamo scelto di superare il modello tradizionale

dell’appalto frammentato, offrendo un servizio “chiavi in

mano” che combina edilizia, impiantistica, domotica e manutenzione.

Non ci bastava realizzare lavori a regola d’arte: volevamo

creare un’impresa di fiducia, capace di accompagnare

famiglie, enti pubblici e imprese private in ogni fase del ciclo di

vita degli immobili.

Quali sono i servizi principali che offrite? C’è un settore nel

quale siete particolarmente specializzati?

Oggi, Edilimpianti è una realtà che opera a 360 gradi nel mondo

dell’edilizia nelle riqualificazioni di immobili storici come general

contractor, ed è la società che ha dato vita a Edil Group,

holding di servizi al real estate con presidio end to end della filiera.

I nostri servizi principali comprendono: scouting immobiliare

e progettazione, riqualificazione edilizia con efficientamento

energetico e sismico, ristrutturazioni edilizie civili,

commerciali e industriali, impiantistica integrata (elettrica,

termoidraulica, tecnologica), manutenzione ordinaria e straordinaria,

global service e consulenza per investitori e developer.

Siamo specializzati nei cantieri complessi, dove servono coordinamento,

esperienza, capacità di gestione. Inoltre, negli ultimi

anni abbiamo sviluppato una forte vocazione alla rigenerazione

urbana, con interventi che non si limitano a ristrutturare,

ma restituiscono spazi vivi e sostenibili alla collettività.

Ci parli di qualche progetto che avete seguito e state seguendo.

Ce n’è qualcuno di cui va particolarmente orgoglioso?

Ogni intervento rappresenta un tassello fondamentale nel nostro

percorso, ma alcuni hanno segnato tappe decisive per la

crescita dell’azienda e il suo radicamento sul territorio. Tra

quelli già conclusi, mi piace ricordare il Blu Palace, in via

Vincenzo Settimo, tell us your story. What made you want to

go into construction? And how did you get to where you are

today?

I was born in Bari, but my family moved to Trieste when I was 12.

I started working at a young age, in the most immediate way possible:

on construction sites. That’s where I learned what teamwork

means, how to deal with real problems and find solutions. I

grew up as a technician but I had a a managerial vision: one day

I wanted to build a company that could combine craftsmanship

with modern management. In 2014, this vision took shape with

the founding of Edilimpianti Trieste. At the time, the construction

industry was emerging from a deep crisis: it had to innovate,

change approach, and build a new pact of trust between companies,

customers, and the local community. From that moment on,

we never stopped.

What was your initial vision?

Edilimpianti was founded by a small group of individuals – starting

with me – with a strong belief: construction could no longer be

what it had been before. It had to become multidisciplinary, comprehensive,

and above all transparent.

From the outset, we chose to break away from traditional fragmented

contracting models, and offer a turnkey service that

combined construction, plant engineering, home automation,

and maintenance. We wanted to do more than just a good job: we

wanted to create a trusted company that could support families,

public bodies, and private companies throughout the entire life

cycle of their properties.

What are the main services you offer? Are you specialized in

any specific field?

Today, Edilimpianti operates across the entire construction spectrum,

acting as a general contractor for the renovation of historic

buildings. It’s also the company that founded Edil Group, a real

estate services holding company that provides an end-to-end

service that covers the entire supply chain. Our main services

include: real estate scouting and design, building redevelopment

to improve energy efficiency and seismic performance, civil,

commercial, and industrial building renovations, integrated systems

(electrical, thermo-hydraulic, technological), routine and

extraordinary maintenance, global services, and consulting for

investors and developers. We are specialized in complex construction

sites, where coordination, experience, and management

skills are required. Plus, in recent years, we’ve really gotten

into urban regeneration, with projects that do more than just renovate,

they bring spaces back to life and make them sustainable

for the community.

Tell us about some of the projects you have worked on and

are currently working on. Is there one you are particularly

proud of?

Every project is a fundamental step in our journey, but some of

them have been pivotal in the growth of the company and of its

Genius People Magazine


VINCENZO SETTIMO

167

Sant’Anastasio, a Trieste: un esempio riuscito di rigenerazione

urbana che ha trasformato un’area marginale in un elegante

complesso residenziale di sei edifici, cambiando completamente

il volto di un intero quartiere. È un progetto che ha fatto

scuola per l’equilibrio tra estetica, funzionalità e sostenibilità.

Un altro intervento significativo è stato il Blu Life, situato a

meno di un chilometro da piazza Unità, in una posizione centrale

e strategica. È stato uno dei nostri progetti più ambiziosi,

capace di coniugare comfort abitativo e architettura contemporanea

nel cuore della città, sempre all’insegna della rigenerazione

urbana con la riqualificazione di un complesso direzionale

abbandonato, e trasformandolo in un modo nuovo di vivere il

colle di Scorcola con tre nuovi edifici residenziali.

Particolarmente emblematico è anche l’intervento sugli edifici

di via Slataper e via Tarabocchia, un recupero edilizio di grande

valore architettonico che ha portato a una riqualificazione

complessiva dell’area: è stato realizzato in pieno centro città

con l’abbattimento totale delle barriere architettoniche, ricavando

anche dei posti auto nella parte del piano terra degli edifici,

con un solaio intermedio per l’aumento del volume. Ottimizzando

l’edificio sfruttando a pieno il piano casa, abbiamo

realizzato complessivamente 26 posti auto. Oltre alla riqualificazione

dell’immobile, al piano terra dell’edificio di via Slataper

abbiamo riportato in vita un luogo simbolico per la città: la storica

macelleria della famiglia di Nereo Rocco, oggi trasformata

establishment in the local area. Among those we have already

completed, I would like to mention the Blu Palace in Via Sant’Anastasio,

Trieste: a successful example of urban regeneration that

has transformed a neglected area into an elegant residential

complex with six buildings. The face of an entire neighborhood

has changed. The project has set the standard for its balance

between aesthetics, functionality, and sustainability. The Blu Life

project, less than a kilometer from Piazza Unità, in a central and

strategic location, has also been significant. This was one of our

most ambitious projects, we combined living comfort and contemporary

architecture in the heart of the city, once again in the

name of urban regeneration. We redeveloped an abandoned office

complex and changed the way people experienced the Scorcola

hill with three new residential buildings.

The work on the buildings in Via Slataper and Via Tarabocchia is

also pretty emblematic: the building renovation with great architectural

value led to the area’s complete redevelopment. Right in

the city center, we removed all architectural barriers and created

parking spaces on the ground floor of the buildings, with an intermediate

floor to increase their volume. By optimizing the building

and making full use of the floor plan, we created a total of 26

parking spaces. As well as redeveloping the property, on the

ground floor of the building in Via Slataper, we brought back to

life a place that is symbolic for the city: the historic butcher’s

shop of the Nereo Rocco family: now transformed into a refined

Headquarter Edilimpianti Trieste - Ph. Zeno Gregorio/R-Stars Consulting

Genius People Magazine

Issue 28


168

FOCUS

Headquarter Edilimpianti Trieste dall’alto - Ph. Zeno Gregorio/R-Stars Consulting

in una raffinata enoteca e spazio eventi legati al territorio e alle

attività sociali. Un gesto che mette insieme memoria collettiva e

nuova destinazione d’uso, migliorando la qualità urbana.

Altro progetto che ci ha dato grande soddisfazione è stata la riqualificazione

di un edificio storico nel rione di San Vito, a pochi

passi dalle Rive triestine. In questo caso abbiamo lavorato

con estrema cura nel mantenere i dettagli originali, compresi

affreschi e decori d’epoca, armonizzandoli con tecnologie all’avanguardia

e soluzioni abitative moderne. L’intervento ha portato

alla creazione di 26 unità abitative affacciate sul verde, tra

cui le suggestive dimore del cosiddetto “piano parco”, dotate di

rare aree verdi private: un piccolo polmone naturale nel cuore

urbano.

Guardando ai cantieri in corso, uno dei progetti a cui teniamo di

più è sicuramente il recupero dell’ex area Principe, un grande

intervento di rigenerazione industriale che segna il primo progetto

integrato della nostra nuova holding, Edil Group. Stiamo

trasformando l’ex stabilimento produttivo di via Ressel in un

hub multifunzionale del gruppo, che ospiterà sedi direzionali,

attività produttive, showroom, spazi per la formazione, mensa e

asilo aziendale, strutture sportive e aree relax. L’intero progetto

– che copre oltre 35 mila metri quadrati, con una superficie coperta

di circa 20 mila – punta alla certificazione LEED (acronimo

di Leadership in energy and environmental design, standard inwine

bar and event space for local and social activities. This project

combined local history with the building’s new use, improving

the quality of the urban environment.

We were also very pleased with the redevelopment of a historic

building in the San Vito district, just a few steps from the Trieste

waterfront. Here, we worked hard to preserve the original details,

including frescoes and original decorations, harmonizing them

with cutting-edge technology and modern living solutions. The

project led to the creation of 26 residential units surrounding by

greenery, including the charming residences of the so-called

“park floor,” equipped with rare private green areas: a small natural

lung in the heart of the city. Among the projects we are currently

working on, one of the ones we are most proud of is undoubtedly

the redevelopment of the former Principe area, a major

industrial regeneration project that marks the first integrated project

of our new holding company, Edil Group. We are transforming

the former production plant in Via Ressel into a multifunctional

hub for the group, which will house offices, production facilities,

showrooms, training spaces, a canteen, a company nursery,

sports facilities, and relaxation areas. The entire project – which

covers over 35,000 square meters, for a total floor area of approximately

20,000 square meters – has been designed to be

LEED certified (an international standard for the design, construction,

and management of sustainable buildings, ed) and to

Genius People Magazine


VINCENZO SETTIMO

169

Does environmental impact affect your choices when it

comes to materials and work processes?

Today, you cannot design a building without thinking about its

ecological footprint. We choose certified, recyclable materials

that are free of harmful substances. We use natural insulation,

smart systems, and monitoring systems. We work with BIM

(Building Information Modeling, a digital system that brings toternazionale

per la progettazione, costruzione e gestione di edifici

sostenibili, ndr) e alla creazione di una comunità energetica

rinnovabile. L’investimento previsto si aggira tra i 20 e i 30 milioni

di euro e potrà generare più di 100 nuovi posti di lavoro.

Altro intervento di rilievo riguarda il Palazzo Vescovile e Casa

Marenzi, sul colle di San Giusto, due edifici di grande valore

storico. Il recupero del palazzo medievale, realizzato in joint

venture con due nostri importanti partner, coniuga rigore conservativo

e innovazione tecnologica. Una parte del complesso

sarà riconvertita in garage per servire le nuove residenze di pregio,

contribuendo a riattivare un’area nevralgica della città,

ricca di storia ma bisognosa di nuova linfa.

Infine, un progetto dal forte valore simbolico è la riqualificazione

dell’ex Hotel Obelisco, che si propone di restituire dignità e

funzione a una zona bellissima della città, un promontorio verde

che domina Trieste e che si trova in uno stato di degrado e

abbandono. Qui vogliamo costruire il futuro partendo dalla

memoria del luogo, in una logica di sviluppo turistico sostenibile,

orientato allo slow tourism. Il nostro obiettivo è attrarre

nuovi flussi, promuovendo una visione del turismo come opportunità

concreta di crescita in linea con i principi ESG (acronimo

di Environmental, social e governance, standard usati per

misurare l’impatto sociale e ambientale di un’organizzazione,

ndr) che guidano oggi la nostra attività, anche alla luce della

trasformazione di Edilimpianti in società benefit avvenuta a

fine 2024. Il progetto prevede inoltre la realizzazione di un

grande parco pubblico di 65 mila metri quadrati, pensato per

famiglie e bambini. Un polmone verde che migliorerà significativamente

la qualità della vita urbana, offrendo nuovi spazi di

socialità e benessere.

Ogni cantiere è una sfida diversa, ma ciò che ci rende più fieri è

vedere come, attraverso il nostro lavoro, possiamo restituire

alla comunità spazi rigenerati, belli, accessibili e funzionali. È

questa la vera ricompensa.

Uno dei temi chiave, del presente e del futuro, è quello della

sostenibilità ambientale. Come si declina questo concetto nel

settore edilizio?

La sostenibilità, per noi, non è una moda, ma una responsabilità

quotidiana. Nel nostro settore significa agire lungo tutta la

filiera: dal cantiere alla gestione post-intervento. Utilizziamo

materiali a basso impatto, adottiamo tecnologie per l’efficienza

energetica e lavoriamo per ridurre al minimo gli sprechi.

Ma la sostenibilità è anche sociale: per questo la lead company

di Edil Group, Edilimpianti, è diventata Società Benefit nel dicembre

2024, impegnandoci formalmente a generare valore per

l’ambiente, il territorio e le persone che lo vivono.

Quanto l’attenzione all’impatto ambientale influisce sulla

scelta dei materiali e delle lavorazioni? E in che modo le nuove

tecnologie vengono integrate nei cantieri?

Oggi non si può più progettare un edificio senza pensare alla

sua impronta ecologica. Scegliamo materiali certificati, rici­

create a renewable energy community. The project is expected to

cost between €20 and €30 million and will create more than 100

new jobs.

Another major project involves the Palazzo Vescovile and Casa

Marenzi, two buildings of great historical value located on the hill

of San Giusto. The restoration of the medieval palace, a joint venture

with two of our important partners, combines conservation

and technological innovation. Part of the complex will be converted

into garages to serve the new luxury residences, helping to

revitalize a key area of the city that is rich in history but in need of

new life.

Finally, another project with a strong symbolic value is the redevelopment

of the former Hotel Obelisco, which is intended to restore

dignity and function to a beautiful area of the city, a green

promontory overlooking Trieste that is currently in a state of decay

and neglect. Here, we want to build the future based on the

history of the place, following the principles of sustainable tourism

development and slow tourism. Our goal is to attract new

visitors by promoting a vision of tourism as a concrete opportunity

for growth in line with the ESG principles (acronym for Environmental,

Social, and Governance, standards used to measure the

social and environmental impact of an organization, ed.) that

guide our business today, especially in light of Edilimpianti’s

transformation into a benefit corporation at the end of 2024. The

project also includes the construction of a large 65,000 square

meter public park designed for families and children. A green lung

that will significantly improve the quality of urban life, offering

new spaces for socializing and well-being. Every construction

site has its own challenges,” Settimo said, “but the real reward

comes from seeing how, through our work, we can give back to

the community beautiful, accessible, and functional spaces they

can enjoy. That’s the real reward.

One of the key topics of the present and the future is environmental

sustainability. How does the construction industry

approach this issue?

For us, sustainability is not a trend, it’s a daily responsibility. In our

industry, this means taking action throughout the entire supply

chain: from the construction site to the post-construction management

stage. We use low-impact materials, employ energy-efficient

technologies, and do our utmost to minimize waste.

But sustainability is also a social issue: this is why Edil Group’s

lead company, Edilimpianti, became a Benefit Corporation in December

2024, formally committing to generate value for the environment,

the local area and the people who live there.

Genius People Magazine

Issue 28


170

FOCUS

clabili, privi di sostanze nocive. Usiamo isolanti naturali, impianti

intelligenti, sistemi di monitoraggio. Lavoriamo con

tecnologie BIM (Building information modeling, sistema digitale

che integra tutte le informazioni lungo l’intero ciclo di vita

dell’edificio, ndr) e sistemi digitali per il controllo di tempi,

costi e sicurezza. Nei cantieri adottiamo soluzioni per la gestione

intelligente dei rifiuti e per la riduzione del rumore e delle

emissioni.

Dal punto di vista dei clienti, cosa significa dover rispettare

determinati parametri per quel che riguarda, per esempio, le

classi energetiche degli edifici? Se dovessimo prendere una

bilancia e mettere, sui due piatti, burocrazia da una parte e

vantaggi dall’altra, da che parte penderebbe e perché?

È vero: la burocrazia può scoraggiare, specialmente quando si

affrontano interventi complessi come quelli legati al Superbonus

o agli incentivi regionali. Ma la nostra struttura è organizzata

proprio per accompagnare il cliente, gestendo in-house le

pratiche, le verifiche e le certificazioni.

Alla fine, i vantaggi superano ampiamente le difficoltà: più

comfort, meno costi, più valore per l’immobile. E soprattutto

un contributo reale alla riduzione delle emissioni.

Con Eni Plenitude Spa avete lanciato il progetto “Cappotto-

Mio”. In cosa consiste?

“CappottoMio” è un programma dedicato alla riqualificazione

energetica dei condomini, realizzato da Eni Plenitude in collaborazione

con partner selezionati. Edilimpianti è tra questi.

Ci siamo occupati dell’intero processo: analisi energetica, progettazione,

cantiere, pratiche fiscali, relazione con l’amministratore.

È stata una formula vincente perché consente ai condomini

di intervenire in modo strutturato, trasparente e con

garanzie forti.

Edil Group si occupa anche di riqualificazione urbana. Cosa

significa per voi, considerata anche la vostra vocazione e il

vostro radicamento sul territorio del Friuli Venezia Giulia?

Riqualificare per noi significa restituire valore ai luoghi. Non si

tratta solo di rifare facciate o impianti: si tratta di ricucire il tessuto

urbano, creare connessioni, generare nuove funzioni per

gli spazi esistenti.

Siamo orgogliosi di essere radicati nel Friuli Venezia Giulia, e in

particolare a Trieste, di cui conosciamo la storia, le esigenze, il

potenziale. Ogni intervento è per noi un atto di cura e rispetto

verso la città.

Che rapporto avete con le realtà locali?

Un rapporto quotidiano, diretto, concreto. Abbiamo collaborato

e collaboriamo con: Fondazione Burlo Garofalo, per sostegno

a progetti sociosanitari, beneficenza e, in prospettiva, progetti

di miglioramento degli spazi ospedalieri; Trieste Photo

Days, festival fotografico internazionale che sosteniamo come

sponsor e partner; AUTstanding, realtà della ristorazione im­

gether all the info throughout a building’s whole life cycle, ed.)

and digital systems to keep an eye on time, costs, and safety. On

our construction sites, we use smart waste management solutions

and ways to cut down on noise and emissions.

From the customer’s point of view, what does having to comply

with certain parameters regarding, for example, the energy

classes of buildings mean? If we were to take a scale and

put bureaucracy on one side and advantages on the other,

which side would tip the balance and why?

It’s true: bureaucracy can be discouraging, especially when

you’re dealing with complicated procedures such as those for the

Superbonus or regional incentives. But our company is organized

to support customers, handle all the paperwork, checks, and certifications

in-house.

In the end, the benefits far outweigh the difficulties: more comfort,

lower costs, and higher property values. And above all,

you’re making a real difference in reducing emissions.

With Eni Plenitude Spa, you have launched the “Cappotto-

Mio” project. What is it?

“CappottoMio” is a program designed to improve the energy efficiency

of apartment buildings, created by Eni Plenitude in collaboration

with selected partners. Edilimpianti is one of them. We

took care of the entire process: energy analysis, design, construction,

tax procedures, and relations with the administrator. It

was a winning formula because it allows condominiums to act in

a structured, transparent way with strong guarantees.

Edil Group is also involved in urban redevelopment. Considering

your vocation and your roots in the Friuli Venezia Giulia

region, what does this mean for you?

For us, redevelopment means returning value and meaning to

places. It’s not just a matter of renovating facades or systems: it

is about mending the urban fabric, creating connections, and

finding new uses for existing spaces. We are proud to be based

in Friuli Venezia Giulia, and in Trieste in particular, because we

know its history, its needs, and its potential. Every project we

work on is an act of care and respect for the city.

What relationship do you have with local realities?

A daily, direct, concrete relationship. We have worked and continue

to work with: Fondazione Burlo Garofalo, to support social

and healthcare projects, charities and, in the future, projects to

improve healthcare facilities; Trieste Photo Days, an international

photography festival that we support as a sponsor and partner;

AUTstanding, a restaurant committed to the inclusion of young

people with autism spectrum disorder, which we helped after a

break-in by rebuilding the front door of their business; sports associations

such as San Luigi Calcio and Junior Alpina Baseball,

examples of commitment to social inclusion through sport. Finally,

the non-profit organization Terra del Sorriso, with which we will

carry out a bunch of initiatives to help the most vulnerable people

Genius People Magazine


VINCENZO SETTIMO

171

Vincenzo Settimo, Founder di Edil Group - Ph. Zeno Gregorio/R-Stars Consulting

You recently became a partner of Genius People Magazine.

How did this collaboration come about?

I discovered the magazine and its creative genius and founder

Francesco La Bella thanks to a tip from Gianmaria Franza, a

member of the Edil Group board, and I immediately fell in love

with the project and the people who sat down at the table to impegnata

nell’inclusione di giovani con disturbo dello spettro

autistico che abbiamo aiutato dopo una brutta rapina con effrazione

per la ricostruzione del portoncino dell’attività; associazioni

sportive come San Luigi Calcio e Junior Alpina Baseball,

esempi modello di impegno volto all’inclusione sociale

attraverso lo sport; infine, la onlus Terra del Sorriso, con cui

porteremo avanti varie iniziative di solidarietà e autonomia

abitativa delle persone più fragili. Siamo convinti che un’impresa,

per definirsi di successo, debba restituire valore al tessuto

sociale in cui opera.

Ci sono progetti sociali o culturali a cui partecipate?

Sì, e per noi è una parte fondamentale dell’identità aziendale.

Oltre a quelli già citati, partecipiamo a iniziative culturali, mostre,

incontri con le scuole, progetti di formazione e orientamento

per i giovani.

Abbiamo anche creato il format tv EdilTalk, in collaborazione

con il nostro team comunicazione e la storica emittente televisiva

locale Telequattro, per raccontare il mondo dell’edilizia

attraverso voci, volti e valori del territorio a 360 gradi, e non

solo dal punto di vista del puro business. ma nelle sue varie

sfaccettature e interrelazioni.

get housing and be more independent. We’re convinced that, to

be successful, a company has to give back to the community it’s

part of.

Are you involved in any social or cultural projects?

Yes, and for us it is a key part of our corporate identity. In addition

to those already mentioned, we are involved in cultural activities,

exhibitions, meetings with schools, and training and mentoring

projects for young people. We’ve also created the TV format Edil-

Talk, in partnership with our communications team and the

long-standing local TV station Telequattro, to provide a 360-degree

view of the construction industry through the voices, faces,

and values of the local community, not just from a purely business

perspective, but in all its various facets and interrelationships.

Genius People Magazine

Issue 28


172

FOCUS

Complesso di Palazzo Vescovile e Casa Marenzi, da varie angolazioni - Ph. Zeno Gregorio/R-Stars Consulting

Di recente, lei è diventato socio di riferimento di Genius People

Magazine. Come nasce questa collaborazione?

Ho conosciuto la rivista, il suo genio creativo e fondatore Francesco

La Bella grazie a un’intuizione di Gianmaria Franza,

membro del board di Edil Group, e fin da subito mi sono innamorato

del progetto e delle persone che si sono sedute al tavolo

a immaginare il futuro della comunicazione. Genius è una rivista

culturale e imprenditoriale nata per valorizzare il talento, la

creatività e le idee innovative. Ho deciso di entrarne come socio

insieme a Francesco La Bella e Mauro Gerin (ceo di Edilimpianti)

perché credo che oggi servano nuovi linguaggi per descrivere e

valorizzare il bello che ci circonda. Genius è un book magazine

ibrido e da collezione; racconta le storie di successo di personalità

di spicco del mondo dell’impresa, dello sport, del design,

della moda e dello spettacolo. Le persone fanno la differenza,

sono la ricchezza presente e futura delle aziende e del Paese,

quale miglior modo per dar voce alle eccellenze e al bello che ci

circonda, contribuendo attraverso una rivista unica nel suo genere.

Questa collaborazione ci permette di uscire dai confini

dell’impresa, di dialogare con mondi diversi e raccontare anche

la nostra visione del Paese e delle persone in modo nuovo e, direi,

sexy. È una nuova sfida che affrontiamo con un nuovo

gruppo di collaboratori entusiasti e appassionati. Come sempre,

le persone sono al centro dei nostri progetti.

agine the future of communication. Genius is a cultural and business

magazine created to promote talent, creativity, and innovative

ideas. I decided to join as a partner alongside Francesco La

Bella and Mauro Gerin (the CEO of Edilimpianti) because I believe

that today we need new languages to describe and appreciate

the beauty that surrounds us. Genius is a hybrid, collectible book

magazine that tells the success stories of leading figures from the

worlds of business, sport, design, fashion, and entertainment.

People make the difference; they are the present and future

wealth of companies and the country. What better way to give

voice to excellence and beauty than through a unique magazine?

This collaboration allows us to go beyond the boundaries of the

company, to dialogue with different worlds and also to convey

our vision of the country and its people in a new and, I would say,

sexy way. It’s a new challenge that we are tackling with a new

group of enthusiastic and passionate collaborators. As always,

people are at the heart of our projects.

Where do you see Edil Group in five or ten years? And, more

in general, what are and will be the main challenges you will

face?

I think it’ll be a regenerative business model, one that can integrate

economic growth, tech innovation, and have a positive impact

on the community. An industrial group that can provide ser-

Genius People Magazine


VINCENZO SETTIMO

173

Area Ex-Principe dall’alto - Ph. Zeno Gregorio/R-Stars Consulting

Dove vede Edil Group fra cinque o dieci anni? E, in generale,

quali sono e quali saranno le sfide principali da affrontare?

La vedo come un modello d’impresa rigenerativa, capace di integrare

crescita economica, innovazione tecnologica e impatto

positivo sulla comunità. Un gruppo industriale in grado di fornire

servizi e tecnologia avanzata al real estate. Le sfide saranno

tante: attrarre nuovi talenti, acquisire nuove competenze, affrontare

le tematiche di settore legate alla mitigazione del cambiamento

climatico, innovare i processi per rendere l’azienda

più efficiente e aumentare il benessere lavorativo, portare a

compimento la “servitization” come modello di business, integrando

lo sviluppo del real estate legato al prodotto con la

fornitura di servizi integrati, e con l’applicazione di questo modello

in un contesto più ampio, dove il target non è solo soddisfare

le esigenze individuali dei clienti, ma anche contribuire al

benessere della comunità e dell’ambiente. Con una squadra

motivata, una visione chiara e forti radici nel territorio, possiamo

continuare a costruire un futuro solido, equo e sostenibile.

vices and advanced tech to real estate. We are going to be faced

with a lot of different challenges: attracting new talents, gaining

new skills, dealing with issues in the industry related to climate

change, innovating processes to be more efficient and increase

the well-being of employees, and completing our “servitization”

business model, combining product-related real estate development

with integrated services and applying this model to a

broader context, because it’s not only about meeting the needs

of individual customers, but also contributing to the well-being of

the community and the environment. With a committed team, a

clear vision, and a strong local presence, we can continue to

build a solid, fair, and sustainable future.

Genius People Magazine

Issue 28


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GENIUS LIFESTYLE

“IL DESIGN È UNA PROMESSA”

“DESIGN IS A PROMISE”

di/by MATTEO MACUGLIA

Immaginare un prodotto da zero, oppure crearlo su misura

adattandosi alle richieste del committente. Interpretare

un bisogno o inventarlo da zero. Sono solo alcune

delle sfide che Lamberto Angelini affronta con la sua

creatura, Angelini Design (www.angelinidesign.eu), dal

1980. In 45 anni di attività ha dato vita a oggetti che noi

oggi diamo quasi per scontati, ma che prima del suo intervento

semplicemente non esistevano. E per lui e il suo

team c’è ancora molto da immaginare.

Imagine a product from scratch, or tailor it to suit the client’s

requirements. Interpret a need or invent it from the ground up.

These are just some of the challenges Lamberto Angelini faces

with his creature, Angelini Design (www.angelinidesign.eu),

since 1980. Throughout his 45 years in the business, he has

created objects that we take for granted today but which did

not exist before. And there is still so much for him and his

team to imagine.

Come nasce Angelini Design?

Da un’idea astratta di libertà: dopo la laurea in ingegneria

meccanica mi fu offerta l’opportunità di entrare al Centro Stile

Volkswagen a Wolfsburg. Per me che disegnavo auto da sempre

per passione e per hobby è stato l’avverarsi di un sogno. Un

sogno diventava realtà! Dopo meno di due anni ero già responsabile

del progetto “Auto 2000”, sviluppato da un mio bozzetto

di stile, che sarebbe poi diventata la Passat degli anni ’80.

Tutto lasciava prevedere una brillante scalata all’interno del

Gruppo.

Ed è andata così?

Vedevo diversamente il mio futuro all’epoca. Diedi le dimissioni

e tornai in Italia, senza alcuna prospettiva. Una decisione irresponsabile,

un atto di incoscienza e presunzione, ma allora non

me ne rendevo conto, mi sembrava una scelta naturale. Mi diedi

sei mesi di tempo per tentare la via del free­lance. Se fosse

andata male, sarei ripartito da zero come ingegnere meccanico.

Non è andata male. Angelini Design è a Bologna dal 1980.

Cosa le ha lasciato l’esperienza al centro stile Volkswagen?

Il rispetto del lavoro altrui e la pianificazione. Il ritardo di un

singolo genera una reazione a catena che ricade sul lavoro di

tutti e provoca un ritardo irrecuperabile del progetto. Il senso di

responsabilità per il proprio ruolo è fondamentale: genio e sregolatezza

è un binomio inconciliabile in un gioco di squadra.

How did Angelini Design start?

From an abstract idea of freedom: after graduating in mechanical

engineering, I was offered to join the Volkswagen Style Center in

Wolfsburg. I had been designing cars forever, out of passion, as a

hobby. It was a dream come true! After less than two years I was

already in charge of the “Auto 2000” project we developed from

one of my style sketches, and that would later become the Passat

of the 1980s. Everything suggested that a brilliant career within

the Group was in the offing.

And was that how it turned out?

At the time that was not how I was seeing my future. I resigned

and returned to Italy, without any guarantees. It was an irresponsible

decision, a reckless and presumptuous move. But I didn’t

realize it at the time, it seemed a natural choice. I gave myself six

months to try the freelance route. If it had gone wrong, I would

have started from scratch as a mechanical engineer. But it didn’t:

Angelini Design has been in Bologna since 1980.

What did your experience at the Volkswagen style center

give you?

Respect for other people’s work and the ability to plan. One person’s

delay generates a chain reaction that falls back on everyone’s

work and causes an irretrievable delay in the project. A

sense of responsibility for one’s role is crucial: genius and unruliness

are irreconcilable in a team.

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LAMBERTO ANGELINI

175

Quando si approccia un progetto è meglio avere carta bianca

o dei vincoli a cui attenersi?

La brochure che illustrava i miei primi lavori aveva in copertina

il titolo “vincoli e stimoli”. Un vincolo è un ostacolo e per evitarlo

bisogna inventarsi qualcosa. Così nasce una novità.

Come funziona il processo creativo?

È un processo soggettivo e diverso caso per caso: non si può ridurre

a una formula. Sono ingegnere per formazione e creativo

per vocazione: credo che ogni nuovo prodotto debba rappresentare

un progresso rispetto all’esistente. Il prodotto che disegno

deve offrire un beneficio a chi lo usa. Il primo obiettivo che

mi pongo è ottimizzarne la funzionalità. La forma è una conseguenza

e dovrà comunicare l’innovazione in termini estetici

che rendano il prodotto unico, riconoscibile. Il design è una

promessa: suggerisce che il prodotto è stato pensato, meditato

e amato.

È mai capitata l’idea che arriva all’improvviso mentre faceva

altro?

È capitato. Logicamente non è del tutto casuale, devi essere immerso

in quel tema. Poi in un momento di pausa può arrivare

un’idea inaspettata. Ricordo come una visione: in aeroporto mi

When you approach a project would you rather have carte

blanche or some constraints to stick to?

The brochure that featured my early work read “constraints and

stimuli” on the cover. A constraint is an obstacle, and to avoid it

you have to invent something. That’s how new things are born.

How does the creative process work?

It’s a subjective process and it’s different every time: it cannot be

reduced to a formula. I am an engineer by training and a creative

by vocation: I believe that every new product must be an improvement

over the existing one. Each product I design must

benefit those who use it. My first goal is to optimize its functionality.

The form is a consequence, it should communicate its innovation

in aesthetic terms and make the product unique, recognizable.

Design is a promise: it implies that the product was thought

out, considered, and loved.

Does that idea that suddenly comes to mind while you’re doing

something else ever happen to you?

It has happened to me. Of course, it’s not completely random;

you have to be immersed in that theme. Then, during a break, an

unexpected idea can come. I remember a vision: at the airport, I

see a trolley. Not the classic parallelepiped one, it had a curvy

In studio: a parete il modello della Eke, una microcar realizzata con carrozzeria autoportante in alluminio

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Issue 28


176

GENIUS LIFESTYLE

shape. Behind the trolley, a girl is pushing it in front of her: she’s

not pulling it, she’s pushing it! It became the Shuttle of Valigeria

Roncato, in 2002. Another time, the project of the moment was a

small commercial vehicle. I was walking in the studio and I suddenly

felt like I was sitting inside a cabin that had a very specific

geometry, something never seen before, an absolute novelty.

This work is still in-progress. The feasibility of these visions must

always be verified.

Una tecnica appresa al Centro Stile Volkswagen per i disegni in scala: su un foglio

plastificato si traccia una linea col nastro adesivo, la si osserva e si corregge finchè non

soddisfa. Un metodo manuale che precorreva quello digitale.

What design are you proud of the most?

In Naples they say “ogni scarrafone è bell’a mamma soja”. This is

not my case: even when the product is finished, my eye falls on

the flaws and I think about how they could be corrected. It’s natviene

incontro un trolley che non è il classico parallelepipedo,

ma ha forme sinuose. Dietro il trolley una ragazza lo spinge davanti

a sé: non lo traina, lo spinge! È diventato lo Shuttle della

Valigeria Roncato, nel 2002. In un’altra occasione, il progetto

del momento era un veicolo commerciale di piccole dimensioni.

Camminavo in studio e mi sono improvvisamente percepito

seduto all’interno di una cabina che aveva una geometria particolare,

mai vista prima, una novità assoluta. Il lavoro è ancora

in­progress. La fattibilità di queste visioni va sempre verificata.

Disegnate automotive, macchine industriali, fino a oggetti di

uso comune. Qual è il segreto per essere efficaci in settori così

diversi?

I settori sono diversi sì, ma gli oggetti hanno una caratteristica

comune: sono tutti prodotti industriali, prodotti di serie, riproducibili

con uno stampo. Il processo mentale è simile in tutti i

casi perché simili sono le variabili che condizionano il progetto

e la libertà di disegno: la tecnologia di produzione, i materiali,

l’investimento in attrezzature e il target price del prodotto in

funzione delle tirature previste, il posizionamento del brand

ecc. Dall’idea al disegno, dal progetto al modello, dal prototipo

allo stampo: il prodotto industriale è il risultato di un processo

di ottimizzazione. Quando vedo i prodotti in magazzino, i loro

profili identici ripetuti, ripetuti, ripetuti... provo un’emozione

come davanti a un’opera d’arte.

In alcuni casi avete ideato degli oggetti che hanno poi inventato

un bisogno che non c’era: penso al guscio TV Meliconi o al

precursore del trolley per Roncato: la diffusione di questi oggetti

è stata una sorpresa per voi?

È la conseguenza del processo creativo a cui accennavo prima:

inventarsi una funzione e interpretarla con una forma che la

You design automotive and industrial machines, up to everyday

objects. What is the secret to being successful in so

many different fields?

Yes, the industries are different, but all the objects share a common

characteristic: they are all industrial products, mass-produced,

reproducible with a mold. The mental process is similar

because the variables that affect the design and the freedom of

design are similar: the production technology, the materials, the

investment in equipment and the target price of the product depending

on the expected print runs, brand positioning, etc. From

the idea to the design, from the design to the model, from the

prototype to the mold: the industrial product is the result of an

optimization process. When I see the products in the warehouse,

their identical profiles repeated, repeated, repeated ... I feel excited,

it’s like looking at a work of art.

In some cases you’ve come up with items that then created

a new need. I’m thinking of the Meliconi TV shell or of the

precursor of the trolley for Roncato: did the popularity of

these items surprise you?

It’s a consequence of the creative process I mentioned earlier:

you come up with a purpose and interpret it with a form that suggests

and highlights it. The idea of using a sphere as a third wheel

that would allow the suitcase to stand upright came directly in the

model shop, with no preliminary design. The geometry of the suitcase

had to adapt to it. In that case, the design added value, it

wasn’t just an exercise in style, it interpreted a new functionality,

a different use of the product. This is how Roncato Sphera, the

first vertical suitcase, was born: a success beyond all expectations.

The Meliconi remote control saver, the “TV Shell”, is another

example. It highlighted and solved a problem and got into all

homes, first in my mother’s house, where I had modeled the first

prototype on her remote control. To test it I would throw it on the

floor and then against the walls. Test passed.

Do innovation and success go hand in hand?

The decision to develop an innovative product, requires entrepreneurial

courage because the response from the market is not a

given.

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LAMBERTO ANGELINI

177

suggerisca e la evidenzi. L’idea di una sfera come terza ruota che

permetta alla valigia di stare in piedi è venuta direttamente in

modelleria, senza alcun disegno preliminare. La geometria della

valigia ha dovuto adeguarsi. Il design in quel caso ha portato

un valore aggiunto che non si limitava ad un’esercizio di stile,

ma interpretava una nuova funzionalità, un uso diverso del

prodotto. È nata così Roncato Sphera, la prima valigia verticale:

un successo oltre ogni aspettativa. Il salvatelecomando Meliconi

– il “Guscio TV” – ne è un esempio. Ha evidenziato e risolto un

problema ed è entrato in tutte le case, prima fra tutte in casa di

mia madre sul cui telecomando avevo modellato il primo prototipo

e per testarlo lo buttavo per terra e lo lanciavo contro le

pareti. Test superato.

Innovazione e successo vanno di pari passo?

La decisione di sviluppare un prodotto innovativo, richiede coraggio

imprenditoriale perché la risposta del mercato non è

scontata.

Il design di cui è più orgoglioso?

A Napoli si dice “ogni scarrafone è bell’a mamma soja”. Non è

il mio caso: anche a prodotto finito, il mio occhio cade sui difetti

e penso a come si potrebbero correggere. Viene spontaneo

sentirsi orgogliosi dei prodotti più diffusi perché ti danno più

riconoscibilità. Però penso anche a prodotti che avrebbero potuto

portare innovazione, ma che per vari motivi non sono mai

nati, a volte per mancanza di visione imprenditoriale.

Quando le cose si fanno difficili come si reagisce?

All’inizio buio totale, poi c’è assuefazione al buio e si intravvede

una fievole luce (che quasi mai è quella giusta), poi altre luci, dei

bagliori che vanno messi a fuoco, una sintesi, poi evoluzione,

confronto, compromessi... Fino alla definizione del design definitivo,

che definitivo non è perchè l’ingegnerizzazione comporterà

nuove revisioni e modifiche... È sempre una divertentissima

sofferenza.

Oggi assistiamo a un importante ingresso dei produttori cinesi

nei mercati dell’auto occidentali: cosa ne pensa dei loro design

e del futuro dell’automobile?

La trasformazione in atto rischia di riscrivere la storia dell’automobile.

Abbiamo insegnato ai cinesi e adesso gli allievi hanno

il know­how per superare i maestri. Il design da tempo ha perso

la sua identità geografica. Fino agli anni ’70 da una scena di

un film capivi dove era stato girato. Oggi le case automobilistiche

hanno centri stile dislocati in svariate sedi nel mondo con

designer di diverse nazionalità. Non è più riconoscibile uno stile

americano, tedesco, italiano, francese, giapponese, tanto

meno cinese, che è vergine. L’obiettivo del design oggi è la riconoscibilità

del brand.

In studio in sella a IPPO, primo modello in legno di uno scooter presentato da Lamberto

Angelini come free-lance al Salone del Ciclo e Motociclo a Milano nel 1980 – Nasce

Angelini Design.

ural to feel proud of the most popular products because they give

you more recognition. However, I also think of products that could

have brought innovation but for various reasons never came to

life, sometimes due to the lack of an entrepreneurial vision.

When things get tough, how do you react?

At first it’s just total darkness, then I get used to the darkness and

catch a glimpse of a faint light (which is almost never the right

one), then I see other lights, glimmers I need to focus on, a synthesis,

then evolution, comparison, compromise... until I define

the final design, which is never final because engineering will

bring new revisions and modifications... It’s always a fun kind of

pain.

Today we are seeing a major entry of Chinese manufacturers

into Western automarkets: what do you think about their designs

and the future of cars?

The current shift could rewrite the history of automobiles. We

have been teaching the Chinese, and now the students have the

know-how to outperform the masters. Design has long lost its

geographical identity. Until the 1970s you could tell where a movie

was shot from a scene. Today automakers have style centers

located in various locations around the world with designers from

different countries. An American, German, Italian, French or Japanese

style is no longer recognizable, let alone Chinese, which is

a virgin. The goal of design today is brand recognition.

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Issue 28


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GENIUS LIFESTYLE

IL MOVIMENTO

Interpretare il movimento è un tema privilegiato per Lamberto Angelini. Oggetti dinamici che anche da fermi esprimono

velocità e la direzione del moto, hanno un davanti e un didietro.

Auto, moto, barche disegnate per Volks wagen, BMW, Mini, Piaggio, Ducati, KTM, Ferretti Group, Itama... è un lungo

elenco.

I trattori sono oggetti in movimento, strumenti di lavoro per cui è previsto un uso gravoso.

Il design deve enfatizzare la sensazione di forza, potenza, resistenza, affidabilità.

Angelini Design ha firmato trattori per Goldoni, John Deere, BCS e Same.

Ancora movimento: le macchine per la pulizia devono spostarsi agevolmente, dialogare in modo intuitivo con l’operatore

ed essere facilmente manovrabili per evitare ostacoli.

Nilfisk è una multinazionale leader del settore e da una collaborazione continuativa sono nati prodotti premiati per il

design.

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LAMBERTO ANGELINI

179

Contestualmente, un centro di eccellenza come l’Innovation

Lab di Maserati a Modena è in corso di smantellamento. Un

cattivo presagio per il design di livello?

Il design è solo un aspetto del problema. Il passaggio forzatamente

accelerato dall’endotermico all’elettrico rischia di cancellare

la storia di marchi blasonati che hanno impiegato un

secolo per costruire la loro immagine di eccellenza. Si riparte da

zero.

La vostra è una struttura di lavoro “just in time” potremmo

dire: come funziona?

Come abbiamo detto, ci occupiamo di prodotti di settori diversi.

Per ogni settore i nostri maestri e supervisori sono i committenti.

Sarebbe presuntuoso il contrario. La nostra struttura

deve essere talmente flessibile da reinventarsi ad ogni progetto,

avvalendoci di consulenti esterni con competenze specifiche o

collaborando con l’ufficio tecnico del committente.

Quali sono i settori e i progetti che vi vedono più impegnati al

momento?

La collaborazione con la Valigeria Roncato è una costante da oltre

quarant’anni. La gamma di prodotti prevede una continua

evoluzione e il nostro contributo è mirato al design dei trolley a

iniezione o termoformati made in Italy. Al momento però il

progetto più impegnativo riguarda un veicolo di nostra ideazione,

di cui non c’è un committente e quindi il nostro coinvolgimento

non è solo emotivo, ma anche economico. Incrociamo

le dita.

At the same time, a center of excellence like Maserati’s Innovation

Lab in Modena is being dismantled. A bad omen for

world-class design?

Design is only one side of the problem. The forcibly accelerated

shift from endothermic to electric could erase the history of emblazoned

brands that took a century to build their image of excellence.

We are starting from scratch.

We could say yours is a “just in time” working business: how

does it work?

As we said, we deal with products from different industries. In

every sector the principals are our masters and supervisors. It

would be presumptuous to do otherwise. Our structure has to be

flexible and reinvents itself with every project, we use external

consultants with specific skills or work with the client’s technical

department.

What areas and projects are you involved in the most at the

moment?

We’ve worked constantly with Valigeria Roncato for over forty

years. The product range calls for a constant evolution, and we

focus our contribution on the design of injection-molded or thermoformed

Made in Italy trolleys. At the moment, however, our

most challenging project involves a vehicle of our own design.

There’s no client so our involvement is not only emotional but

also financial. We are keeping our fingers crossed.

Anche la valigia si muove. Ha messo le ruote, prima due e

poi quattro, prima orizzontale e poi verticale, prima pesante

e poi sempre più leggera e resistente agli urti.

Angelini Design e Valigeria Roncato hanno vissuto insieme

l’evoluzione: ogni prodotto ha apportato novità che ne

hanno agevolato l’uso.

Il Guscio TV: salvatelecomando in poliuretano che negli

anni ottanta ha risolto un problema di tutti.

Accompagnato da una efficace campagna pubblicitaria che

l’ha fatto conoscere, è stato prodotto da Meliconi in milioni

di pezzi.

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GENIUS LIFESTYLE

LAURA CASERTA D’ANGELI E IL CIRS

Innovazione sociale per la felicità misurabile

LAURA CASERTA D’ANGELI AND CIRS

Social innovation for measurable happiness

di/by CAROLINA GENNA

Laura Caserta D’Angeli è fondatrice e Segretario Generale del Centro Internazionale di

Ricerca Sistemica (CIRS), www.ricercasistemica.org – realtà no-profit nata nel 2020 a Roma

per esplorare le connessioni tra benessere, salute, sicurezza e sviluppo economico. Con alle

spalle un’esperienza internazionale tra beni culturali, ICT, progetti europei e innovazione

sociale, Laura guida oggi un’organizzazione impegnata in progetti di grande impatto come

SHIELD e VIRTUOUS per la protezione dei luoghi sacri dal terrorismo, e iniziative volte a

promuovere la longevità tramite l’invecchiamento attivo, l’inclusione sociale, il contrasto

alle discriminazioni e alla violenza contro le donne.

Laura Caserta D’Angeli is the founder and Secretary General of the International Center for

Systemic Research (CIRS) – www.ricercasistemica.org – a non-profit organization founded in

Rome in 2020 to explore the connections between well-being, health, safety, and economic

development. With her international background in cultural heritage, ICT, European projects and

social innovation, Laura now leads an organization involved in high-impact projects, such as

SHIELD and VIRTUOUS for the protection of holy sites from terrorism, and initiatives that promote

longevity through active aging, social inclusion, and the fight against discrimination and violence

against women.

Come nasce l’idea di fondare il Centro Internazionale

di Ricerca Sistemica (CIRS)? Qual è la sua missione

principale?

Il CIRS nasce nel 2019 da un dialogo profondo tra tre

figure: un rabbino di fama internazionale, Scialom Bahbout, un

noto medico nutrizionista, Pierluigi Rossi, ed io, che offrivo il

mio bagaglio di esperienza nell’ICT e nell’innovazione sociale.

Insieme, ci siamo seduti attorno a un tavolo e abbiamo iniziato

a interrogarci. Volevamo sapere. Volevamo capire. Cosa genera

autentico benessere nell’essere umano? Qual era la chiave per

leggere la crisi sociale che il mondo stava attraversando? Ovviamente,

le nostre idee erano più che diverse, ciascuna influenzata

dalle nostre storie personali. Eppure, in qualche maniera,

è stato proprio questo a suggerirci la chiave. Forse non

era possibile comprendere la complessità senza un approccio

sistemico, multidisciplinare, che guardasse al di fuori del

singolo e abbracciasse un’idea di interconnessione. Ed è stato

proprio da questo intreccio di spiritualità, scienza e progettazione

che è emersa l’idea di un centro dedicato alla ricerca sistemica.

How did you first come up with the idea of founding the International

Center for Systemic Research (CIRS)? What is its

main mission?

CIRS was founded in 2019 and is the result of a soul-deep conversation

between three figures: an internationally renowned

rabbi, Scialom Bahbout, a well-known nutritionist physician,

Pierluigi Rossi, and myself, who was offering my wealth of experience

in ICT and social innovation. We sat around a table together

and began to ask ourselves some questions. We wanted

to know. We wanted to understand. What creates authentic

well-being in humans? What was the key to understand the social

crisis the world was facing? Of course, our views were very

different, we were affected by our personal stories. Yet, somehow,

this was the very thing that provided us with the key we

were looking for. Perhaps understanding complexity without a

systemic, multidisciplinary approach that would look outside the

individual and embrace an idea of interconnectedness was not

possible. And from this interweaving of spirituality, science and

design, the idea of a center dedicated to systemic research

emerged.

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CIRS, LAURA CASERTA D’ANGELI

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In foto la fondatrice e Segretaria Generale del CIRS, Laura Caserta D’Angeli.

VRETREATS Hotel Donna Camilla Savelli - Ph. Pierluigi Dipietro

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GENIUS LIFESTYLE

Il CIRS è una realtà no-profit nata a Roma nel 2020

La missione era chiara: promuovere un benessere misurabile,

replicabile e accessibile, attraverso un approccio che unisse

etica, innovazione e cura delle relazioni. Un laboratorio culturale

no­profit dove l’umanesimo incontrasse la tecnologia. Un

centro, insomma, dove la ricerca della felicità non venisse più

trattata in maniera frammentata, ma approcciata da ogni lato.

Solo così, pensavamo, saremmo riusciti a costruire qualcosa di

bello.

Quali sono i principali servizi e attività offerti oggi dal CIRS?

Il CIRS lavora su diversi fronti, con un’attenzione particolare

alla prevenzione, all’educazione e all’innovazione sociale. Offriamo

percorsi formativi su salute e stili di vita consapevoli,

con progetti rivolti a scuole, comunità e istituzioni. Sviluppiamo

protocolli nutrizionali, collaboriamo con cuochi e scienziati,

creiamo strumenti per mappare le situazioni di disagio nelle

città e progettare soluzioni locali personalizzate. Particolare

attenzione viene data alla formazione sulla gestione dei conflitti,

sulla memoria come risorsa educativa, e sulla lettura simbolica

delle dinamiche sociali.

Uno dei nostri progetti più sentiti? È dedicato ai bambini italiani:

portare nelle scuole una nuova cultura del cibo, insegnando

a mangiare bene, a leggere la relazione profonda tra corpo,

emozioni e nutrimento. Grazie alla guida scientifica del Professor

Pier Luigi Rossi, il CIRS ha sviluppato un protocollo nutrizionale

basato sulla dieta molecolare, capace di tradurre la biochimica

in pasti reali, personalizzati e preventivi. Con la

creatività di Sylvie Menasché e del suo laboratorio di cucina

veneziano, questo percorso è oggi pronto a trasformarsi in azione:

nelle mense scolastiche, ma anche nei centri anziani, nei

quartieri, ovunque ci sia bisogno di cibo che sia insieme cultura,

salute e felicità.

Our mission was clear: to promote measurable, replicable and

accessible well-being, through an approach that combined ethics,

innovation and the care for relationships. A nonprofit cultural

laboratory where humanism met technology. A center, in short,

where the pursuit of happiness was no longer approached fragmentarily,

but rather from every angle. We thought this was the

only way to build something beautiful.

What are the main services and activities CIRS provides today?

CIRS works on several fronts, with a special focus on prevention,

education and social innovation. We provide educational paths

on health and conscious lifestyles through projects for schools,

communities and institutions. We develop nutritional protocols,

collaborate with chefs and scientists, and create tools to map

distressed situations in cities and design customized local solutions.

We pay special attention to trainings on conflict management,

on memory as an educational resource, and on the symbolic

reading of social dynamics.

One of our most heartfelt projects is dedicated to Italian children:

we’re working to bring a new culture of food into schools, to

teach them to eat well, to read the deep relationship between

body, emotions and nourishment. Thanks to the scientific guidance

of Professor Pier Luigi Rossi, CIRS has developed a nutritional

protocol based on the molecular diet, which can translate

biochemistry into real, personalized and preventive meals. With

the creativity of Sylvie Menasché and her Venetian cooking lab,

this path is now ready to turn into action: in school cafeterias, but

also in senior centers, neighborhoods, wherever there is a need

for food that is at once culture, health and happiness.

We are also planning a series of residential seminars in beautiful

places surrounded by nature. We like the idea of talking about

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CIRS, LAURA CASERTA D’ANGELI

183

Abbiamo anche in cantiere una serie di seminari residenziali in

luoghi splendidi immersi nella natura. Ci piace l’idea di parlare

di nutrizione, benessere e arte in contesti evocativi, per favorire

la salute delle persone e il loro equilibrio.

3. In che modo il CIRS lavora sul tema del benessere e della

longevità?

Per noi benessere e longevità non si riducono all’assenza di malattia:

sono il risultato di un equilibrio dinamico tra corpo,

mente, ambiente e relazioni. Il nostro approccio è, appunto,

sistemico: partiamo da una misurazione concreta, quasi ingegneristica,

mappiamo bisogni reali sul territorio e progettiamo

interventi replicabili. Crediamo nella prevenzione come atto

collettivo, capace di produrre risparmio sanitario ma soprattutto

fiducia. Longevità significa qualità della vita, e la qualità si

costruisce partendo dalle basi: cibo sano, relazioni forti, accesso

al sapere.

Certo, non è stato semplice da subito. Ci siamo interrogati molto

su come portare la nostra idea di interconnessione su un piano

in cui potesse essere davvero utile alle persone. Così, abbiamo

immaginato di tracciare geografie dell’insoddisfazione,

indicatori vivi delle necessità locali, per generare progettualità

su misura: piccoli interventi, grandi visioni. E ogni volta, alla

fine di un progetto, qualcosa avrebbe dovuto cambiare. In meglio.

Lo chiamiamo “Misurare la Felicità”. Ci piace pensare che

anche la felicità possa avere coordinate. E che possiamo lavorare

per spostarle in avanti.

Quali sono i progetti europei attualmente più rilevanti a cui

partecipate?

Tra i progetti più significativi ci sono SHIELD, che si occupa di

protezione dei luoghi di culto e coesione sociale, e VIRTUOUS,

progetto europeo per la tutela dei luoghi sacri dagli attacchi

terroristici. Entrambi lavorano nei territori segnati da traumi

collettivi per sostenere processi di riparazione simbolica, dialogo

interreligioso e rigenerazione sociale. L’obiettivo non è solo

la sicurezza fisica, come si può immaginare, ma la ricostruzione

del senso e dell’identità condivisa. Si tratta di progetti che ci

stanno molto a cuore, non solo per lo spirito che portano avanti,

ma anche perché coinvolgono partner internazionali, università,

enti pubblici e organizzazioni del terzo settore. Un approccio

che mette insieme tante progettualità diverse non può

che far bene.

Ci puoi raccontare più nel dettaglio il progetto SHIELD e il suo

impatto concreto?

Sicuramente. SHIELD è un progetto europeo che lavora sulla

sicurezza dei luoghi sacri, in risposta alla crescente vulnerabilità

percepita da molte comunità religiose. Ovviamente si propone,

in primo luogo, di proteggere fisicamente i luoghi, ma non

solo: vuole creare contesti di fiducia e dialogo, permettere alle

persone di riappropriarsi dei propri spazi dell’anima e considerarli

un porto sicuro. Il nostro impegno è un invito a unire le

nutrition, wellness and art in evocative settings to promote people’s

health and balance.

How does CIRS address wellness and longevity?

For us, wellness and longevity are not about the absence of disease:

they’re the result of a dynamic balance between body,

mind, environment and relationships. Our approach is systemic:

we start from a concrete, engineer-like measurement, map the

area’s real needs and design replicable interventions. We believe

prevention is a collective act that can result in healthcare-related

savings but, above all, trust. Longevity means quality of life, and

quality is built from the ground up: healthy food, strong relationships,

access to knowledge.

Of course, it has not been easy straight away. We thought a lot

about how to take our idea of interconnectedness to a level

where it could really be useful to people. So, we figured we would

map out geographies of dissatisfaction, living indicators of local

needs, to generate tailor-made projects: small interventions, big

visions. And each time, at the end of a project, something was

supposed to change. For the better. We call it “Measuring Happiness.”

We like to think that happiness can also have coordinates.

And that we can work to move them forward.

What are the most relevant European projects you are currently

involved in?

Among the most significant projects are SHIELD, which deals

with the protection of places of worship and social cohesion, and

VIRTUOUS, a European project for the protection of sacred places

from terrorist attacks. Both initiatives focus on territories

scarred by collective trauma to support a symbolic reparation

processes, interfaith dialogue and social regeneration. The goal

is not just physical security, as one might think, but the reconstruction

of a shared meaning and identity. These projects are

very close to our hearts, not only for the spirit they promote, but

also because they involve international partners, universities,

public bodies and third sector organizations. An approach that

brings together so many different projects can only do good.

Can you tell us more about the SHIELD project and its concrete

impact?

Definitely. SHIELD is a European project that works on the security

of sacred places, as a response to the growing vulnerability

that many religious communities have been perceiving. Of

course, its primary aim is to physically protect places, but that’s

not the only goal: it also wants to create meaningful spaces of

trust and dialogue to allow people to reclaim their soul places and

consider them a safe haven. Because safety is not just a matter

of prevention, it’s about dialogue and mutual understanding. A

way to walk together, without fear, toward a future where religious

diversity is not an obstacle, but a force that enriches every community.

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Issue 28


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GENIUS LIFESTYLE

forze per la pace. Perché la sicurezza non è solo una questione di

prevenzione, ma di dialogo e comprensione. Un modo per camminare

insieme, senza paura, verso un futuro dove la diversità

religiosa non sia un ostacolo, ma una forza che arricchisce ogni

comunità.

In cosa consiste il progetto VIRTUOUS, appena avviato, e

quali obiettivi si pone?

Il progetto nasce da una duplice constatazione: da un lato, l’esigenza

sempre più urgente di proteggere i luoghi sacri colpiti da

attentati terroristici; dall’altro, la necessità di restituire valore a

questi spazi, non solo come bersagli della violenza ma come

centri di resistenza civile, memoria e rinascita. Abbiamo deciso

di ascoltare le comunità ferite, di raccontare quanto accaduto e

lavorare perché eventi simili non si replichino. L’obiettivo non è

solo reagire alla violenza con la condanna, ma costruire attorno

a questi luoghi delle reti di comprensione, solidarietà e azione.

Questo approccio si lega a una visione più ampia: combattere la

disumanizzazione non con l’astrazione, ma con la concretezza

delle storie, dei volti, delle responsabilità.

Come scegliete i progetti su cui puntare e con quali criteri valutate

le partnership internazionali?

Per restare fedeli ai nostri principi, cerchiamo di scegliere

progetti che abbiano un impatto reale, misurabile e coerente

con la nostra missione. Usiamo tre criteri principali: visione

condivisa, etica di lavoro e capacità di generare cambiamento

concreto. Ci piace collaborare con partner che credono

in un approccio sistemico, che unisce scienza, cura e responsabilità

sociale. E poi, valutiamo l’effetto moltiplicatore: un

progetto è valido se può essere replicato, adattato e generare

benefici duraturi. Il punto di partenza, ad ogni modo, è sempre

lo stesso: da soli non possiamo fare molto. Per arrivare a

poter avere un impatto radicale sul sistema, c’è bisogno di alleati

che condividano la nostra stessa visione. Noi siamo pronti.

Non ci resta che tendere la mano e aspettare che qualcuno la

afferri!

Quali sono stati, finora, i principali risultati raggiunti dai

progetti del CIRS?

Sicuramente abbiamo fatto grossi passi in avanti sul tema della

tutela dei luoghi sacri – i progetti in cui siamo stati coinvolti ne

sono l’esempio. Ma non solo. Negli anni abbiamo contribuito a

tavoli istituzionali nazionali, come la Cabina di Regia “Benessere

Italia” di Palazzo Chigi. Ci piace pensare di aver portato il nostro

contributo sul territorio anche grazie ai nostri percorsi di

educazione alimentare nelle scuole, ai protocolli nutrizionali

sperimentali, al sostegno per gli anziani e chi soffre di DCA. Abbiamo

avuto risultati anche nella formazione sulla salute,

un’architettura educativa pensata per prevenire l’obesità – anche

quella infantile – e le malattie croniche che troppo spesso

tolgono dignità, energia e speranza. In un Paese dove la spesa

sanitaria arranca sotto il peso dell’emergenza e della frammen­

What does the newly launched VIRTUOUS project consist of

and what are its goals?

The project was born from a twofold realization: on the one hand,

the increasingly urgent need to protect sacred places from terrorist

attacks; on the other hand, the need to restore their value: they

are not just targets of violence but centers of civil resistance,

memory and rebirth. We decided to listen to wounded communities,

report what happened and work to ensure that similar events

never happen again. The goal is not just to react and to condemn

violence, but to build networks of understanding, solidarity and

action through these places. This approach is connected to a

broader vision: to fight dehumanization not with abstraction, but

with the concreteness of stories, faces, and responsibilities.

How do you choose which projects to focus on and according

to what standards do you select international partnerships?

To stay true to our values, we try to choose projects that have a

real, measurable impact and are consistent with our mission. We

use three main criteria: shared vision, work ethic and the ability to

generate concrete change. We like to work with partners who

believe in a systemic approach, one that combines science, care,

and social responsibility. And then, we consider its multiplier effect:

a project is valuable if it can be replicated, adjusted and can

generate lasting benefits. Either way, our starting point is always

the same: on our own, we can only do so much. To get to the

point where we can have a radical impact on the system, we

need allies who share our same vision. We are ready. All we have

to do is hold out our hand and wait for someone to grab it!

What have been CIRS’ main achievements so far?

We’ve definitely made major progress in protecting sacred places

– the projects we’ve been involved in prove this. Over the years

we’ve been involved in national institutional tables, such as the

“Benessere Italia” steering committee at Palazzo Chigi. We like to

think we’ve also brought our contribution to the territory through

our nutrition education courses in schools, our experimental nutrition

protocols, and with our support for the elderly and those

suffering from DCA. We’ve also seen results in health education,

an educational architecture designed to prevent obesity – including

childhood obesity – and those chronic diseases that too often

take away dignity, energy and hope from people. In a country

where health spending is trudging under the weight of emergencies

and of fragmentation, we believe that prevention is the real

silent revolution. An act of collective intelligence.

How do you deal with the protection of sacred sites in an

environment marked by increasing vulnerability?

It’s true: the current state of affairs points vulnerability is strong

and growing. However, we have decided to address the issue by

going beyond the emergency logic. It’s not just about preventing

attacks, but about cultivating trust and dialogue between communities.

We work with religious leaders, citizens, schools, law

enforcement and local administrators to build alliances and care.

Genius People Magazine


CIRS, LAURA CASERTA D’ANGELI

185

Il CIRS esplorare le connessioni tra benessere, salute, sicurezza e sviluppo economico

Genius People Magazine

Issue 28


186

GENIUS LIFESTYLE

tazione, per noi la prevenzione è la vera rivoluzione silenziosa.

Un gesto di intelligenza collettiva.

Come affrontate il tema della protezione dei luoghi sacri in un

contesto di crescente vulnerabilità?

È vero, lo stato delle cose suggerisce una forte vulnerabilità in

crescita. Tuttavia, noi abbiamo deciso di affrontare il tema andando

oltre la logica emergenziale. Non si tratta solo di prevenire

gli attacchi, ma di coltivare fiducia e dialogo tra comunità.

Lavoriamo con leader religiosi, cittadini, scuole, forze dell’ordine

e amministratori locali per costruire alleanze di cura. Il

nostro approccio è partecipativo: ascolto, formazione, mediazione.

I luoghi sacri sono anche luoghi sociali: proteggerli significa

rafforzare il tessuto umano che li circonda. Inoltre, sentirsi

al sicuro nei luoghi dove si prega non è solo un diritto, è un’esperienza

che tocca l’anima, che dà coraggio. E in un mondo

spesso frammentato, quei luoghi diventano ponti, non muri,

tra persone di fedi diverse.

Che ruolo hanno i giovani all’interno della vostra strategia e

dei vostri progetti?

Un ruolo centrale. I giovani sono gli interlocutori principali del

cambiamento, ma anche i più esposti a disagio, esclusione e

frammentazione. Per questo investiamo nella formazione, nel

protagonismo giovanile e nella rigenerazione degli spazi educativi

e culturali. Li coinvolgiamo come co­designer dei progetti,

non solo come beneficiari. Crediamo che ogni giovane possa diventare

agente di benessere per la propria comunità. In effetti,

credo che questo sia proprio uno dei nostri punti di forza: aiutare

i giovani a trovare un lavoro che rispecchi le loro competenze,

che faccia emergere i loro talenti, che dia loro una possibilità

concreta di realizzarsi. Perché un giovane che sa fare, deve poter

lavorare. Senza se e senza ma. Senza lasciarsi scoraggiare da un

sistema di nepotismi e raccomandazioni, dove anche i più bravi

spesso non trovano il loro posto se non conoscono la persona

giusta. Questo è un nodo che va spezzato. E con lui, l’idea che il

lavoro sia un privilegio per pochi, e non un diritto per tutti.

Cosa distingue il CIRS da altre realtà simili?

Penso che, certamente, il nostro approccio sistemico sia qualcosa

che ci permette di brillare. Non ci limitiamo a offrire servizi:

costruiamo ecosistemi, reti, connessioni. Leggiamo la complessità

e progettiamo soluzioni che tengano conto delle

connessioni tra salute, educazione, ambiente, spiritualità, economia.

E lo facciamo con uno stile ibrido: scientifico ma narrativo,

concreto ma visionario, tecnologico ma profondamente

umano. Inoltre, operiamo in modo agile, trasversale, sempre

orientati all’impatto sociale. Mettiamo le persone al centro.

Nessuno di noi viene da condizioni privilegiate, e nessuno ha

alle spalle spinte o favoritismi. Proprio per questo, ciascuno di

noi ha da subito messo in campo la propria storia di resilienza, il

proprio bagaglio di battaglie combattute e vinte. Siamo una comunità

varia e viva.

We take a participatory approach: we listen, train, meditate. Sacred

sites are also social spaces: to protect them is to strengthen

the human fabric that surrounds them. Moreover, feeling safe in

places where people pray is not only a right, it is an experience

that touches the soul, that gives courage. And in an often fragmented

world, those places are bridges, not walls, for people of

different faiths.

What role do young people play within your strategy and projects?

A central one. Young people are the main parties of change, but

they are also the most exposed to discomfort, exclusion and

fragmentation. This is why we invest in training, in youth leadership

and in the regeneration of educational and cultural spaces.

We involve them as co-designers of projects, not just as beneficiaries.

We believe that every young person can become a wellness

agent for their community. In fact, I think this is one of our

strengths: we help young people find a job that reflects their

skills, that brings out their talents, that gives them a real chance

to fulfill themselves. Because a young person who can, should

work. No ifs or buts. Without being discouraged by a system

made of nepotism and recommendations, where even the best

ones often do not find their place unless they know the right person.

This is still a problem. And with it, the idea that work is a

privilege for a few, and not a right for all.

What sets CIRS apart from other similar organizations?

I definitely believe that our systemic approach is the thing we

shine for. We read complexity and design solutions that take into

account the connections between health, education, environment,

spirituality, economics. And we do this using a hybrid style:

scientific but with a narrative, concrete but visionary, technological

but deeply human. Moreover, we operate in a nimble,

cross-cutting way, we’re always social impact-oriented. None of

us comes from privilege, and not one of us has been pushed or

favored. For this very reason, we each put our own story of resilience,

our own baggage of battles, on the field from the start. We

are a diverse and living community.

Looking to the future, what are the main goals that CIRS

wants to achieve in the coming years?

We want to bring our models to the most fragile territories in Italy

and Europe, starting with schools and the elderly. We want to

train new wellness professionals to read systems and design tailored

solutions. We want to contribute to the construction of

braver public policies, for which happiness is not a luxury, but a

right. We want to give a boost to young people and return the

elderly to their rightful place: they no longer should be a burden,

but a historical memory of culture and wisdom. We want to fight

the impoverishment of society, because the backbone of the

country, the middle class, is also crumbling.

Our dream? For every city to have a “systemic well-being index”

and act on it with concrete tools. One step at a time.

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CIRS, LAURA CASERTA D’ANGELI

187

Guardando al futuro, quali sono gli obiettivi principali che il

CIRS vuole raggiungere nei prossimi anni?

Vogliamo portare i nostri modelli nei territori più fragili d’Italia

e d’Europa, partendo dalle scuole e dagli anziani. Vogliamo formare

nuovi professionisti del benessere, capaci di leggere i sistemi

e progettare soluzioni su misura. Vogliamo contribuire

alla costruzione di politiche pubbliche più coraggiose, dove la

felicità non sia un lusso, ma un diritto. Vogliamo dare una spinta

ai giovani e restituire agli anziani il posto che gli spetta: non

più un peso, ma una memoria storica di cultura e saggezza. Vogliamo

combattere l’impoverimento della società, perché con

lei si sgretola anche quella che un tempo era la spina dorsale del

Paese: la classe media.

Il nostro sogno? Che ogni città possa avere un “indice di benessere

sistemico” e agire su di esso con strumenti concreti. Un

passo alla volta.

Quali sono, secondo te, le sfide più urgenti per costruire una

società più inclusiva ed equilibrata?

Uscire dalla frammentazione. Oggi la società è piena di specialismi

che non comunicano: la sanità non parla con la scuola,

l’ambiente con l’economia, la spiritualità con la scienza. Serve

un nuovo linguaggio condiviso. In questo scenario, ripensare i

servizi pubblici non è più una scelta, ma una necessità storica.

Non possiamo più limitarci a fornire soluzioni standardizzate

per problemi che sono profondamente umani. Dobbiamo invece

orientare ogni politica, ogni progetto, ogni servizio a nuovi

indicatori: la qualità della vita, la salute integrale, la sicurezza

sociale, la felicità possibile. E poi: affrontare la disuguaglianza

di accesso al benessere. È francamente assurdo arrivare a mettere

da parte la propria felicità perché la società non fornisce

strumenti concreti per perseguirla. Un dato Istat, riportato da

Repubblica, dice che un italiano su dieci rinuncia a curarsi per

la lunghezza delle liste d’attesa, con un impatto enorme sugli

anziani. Questa è una ferita collettiva. Serve una cura sistemica,

non più episodica.

What would you say are the most immediate challenges in

building a more inclusive and balanced society?

Getting out of fragmentation. Today’s society is filled with specialisms

that do not communicate: health care does not speak to

schools, the environment does not speak to economics, spirituality

does not speak to science. We need a new shared language.

In this scenario, rethinking public services is no longer a choice,

but a historical necessity. We can no longer limit ourselves to

providing standardized solutions to problems that are profoundly

human. Instead, we must orient every policy, every project, every

service to new indicators: quality of life, integral health, social

security, possible happiness. And then: address inequality of access

to well-being. Frankly, it is absurd to set aside one’s own

happiness because society fails to provide concrete tools to pursue

it. An Istat data, reported by Repubblica, says that one in ten

Italians give up treatment because of the length of waiting lists,

especially the elderly. This is a collective wound. We need systemic

care, no longer an episodic one.

What advice would you give to someone who wants to approach

the world of applied social welfare research today?

Don’t wait for permission. Start. Listen. Map. Connect. Wellness

research doesn’t have to be done in laboratories, you can try

yourself in apartment buildings, in neighborhoods, in cafeterias,

in people’s hearts. It takes cross-eyes, open minds, hands that

can do and hearts that can feel. And above all: look at the world

from every angle. Don’t look at just the problem, but at the context

that breeds it. True social innovation comes from those who

can put all the parts together, and imagine a shared future. It can

be done, together.

Che consiglio daresti a chi vuole avvicinarsi oggi al mondo

della ricerca applicata al benessere sociale?

Non aspettare l’autorizzazione. Inizia. Ascolta. Mappa. Connettiti.

La ricerca sul benessere non si fa solo nei laboratori, ma nei

condomìni, nei quartieri, nelle mense, nei cuori delle persone.

Servono sguardi trasversali, menti aperte, mani che sappiano

fare e cuori che sappiano sentire. E soprattutto: guarda il mondo

da ogni angolazione. Non osservare solo il problema, ma tutto

il contesto che lo genera. La vera innovazione sociale nasce

da chi sa tenere insieme le parti, e immaginare un futuro condiviso.

Si può, insieme.

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Issue 28


188

GENIUS LIFESTYLE

LA VOCE DEL MARMO

THE VOICE OF MARBLE

di/by CHIARA CURRÒ DOSSI

On your website you say that you come from a family of marble

quarry owners and sculptors. How much has this influenced

your career? Do you consider yourself a ‘child of art’?

I don’t consider myself a child of art as per its traditional meaning,

but my connection with marble and Carrara has had a huge influ-

Il marmo è il suo elemento di provenienza. Familiare innanzitutto: Ugo Cacciatori nasce nel 1970 a Carrara da una

famiglia di imprenditori del marmo e di rinomati scultori. Fin da piccolo segue con i suoi occhi il processo di

estrazione e lavorazione della pietra, che negli anni impara ad ascoltare. “Non parto mai da un’idea da applicare

a un materiale – dice, nel raccontare il processo che sta dietro le sue creazioni –, è il materiale stesso che impone

dei limiti, suggerisce delle forme, costringe a fare delle scelte”. Questo approccio, sostenuto dalle sue esperienze,

ha trovato espressione in collaborazioni con grandi nomi della moda e del design, oltre che nella linea di gioielleria

che porta il suo nome.

Caratterizzate da uno stile personale che lui stesso definisce “brumantico”, acronimo di brutalismo e romanticismo,

le sue creazioni sono riconoscibili fin dal primo sguardo, ed esprimono una sensibilità e competenza di tecniche e

materiali.

Marble is his element, it’s in his blood. Ugo Cacciatori was born in 1970 in Carrara into a family of marble entrepreneurs and

renowned sculptors. From an early age, he watched the extraction and working process of the stone, and over the years he

learned to listen to it. “I never start with an idea that I must apply on matter”, he says as he describes the creative process

behind his creations. “Matter imposes its own limits. It suggests shapes and forces you to make choices”. Thanks to his

approach to matter and his experience, he has worked with major names in the fashion and design industry, and has

expressed his vision in the jewelry line that bears his name.

With a personal style that he calls “brumantico,” an acronym for brutalism and romanticism, his creations are immediately

recognizable and express his sensitivity and craftsmanship with techniques and materials.

Chi è Ugo Cacciatori? E da dove scrive, al momento di questa

intervista?

“Domanda complessa. Vivo più di ciò che sento che di quello

che mostro. Sono riservato, a tratti schivo, e proprio per questo

costruisco oggetti e ambienti che raccontano ciò che scelgo di

non esprimere a parole. Lascio che le creazioni parlino a chi ha

ancora tempo e voglia di ascoltare. E poi mi circondo di cose che

stimolano memorie: oggetti e persone che mi attraggono per

piccole sfaccettature. Anche dirvi da dove sto scrivendo, in

parte, mi descrive: sono a casa, sulle colline che sovrastano Pietrasanta

(in provincia di Lucca, ndr), una vista ampia sul mare

da una casa di pietra che un tempo era la lavandaia e il pollaio di

un podere. Attorno solo alberi, fiori e i miei due cani, Scilla e

Fauno, due cirnechi dell’Etna: indipendenti, silenziosi, e con

un mondo interiore che, in fondo, mi assomiglia”.

Sul suo sito internet parla di sé come discendente di una famiglia

di proprietari di cave di marmo e scultori. Quanto, questa

realtà, ha influito sul suo percorso? Si considera un “figlio

d’arte”?

Who is Ugo Cacciatori? And where are you writing us from?

That’s a tough question. I live more by what I feel than by what I

show. I am reserved, at times shy. This is why I create objects and

environments that express what I choose not to put into words. I

let my creations speak to those who still have the time and want

to listen. I also surround myself with things that stimulate memories:

with objects and people that attract me for their little nuances.

Even telling you where I’m writing from gives an idea of who I

am: I’m at home, on the hills above Pietrasanta (in the province of

Lucca, ed.); a stone house that was once a farmhouse and chicken

coop with a great view of the sea. There’s nothing but trees,

flowers, and my two dogs, Scilla and Fauno, two Cirnechi dogs

from the Etna: they’re independent, silent, and with an inner

world that, deep down, is like my own.

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UGO CACCIATORI

189

In foto Ugo Cacciatori - Ph. Daniele Golia

Genius People Magazine

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190

GENIUS LIFESTYLE

“Non mi definisco un figlio d’arte in senso tradizionale, ma il

legame con il marmo e con Carrara ha avuto un peso enorme nel

mio percorso. Al di là dell’eredità artistica dei miei antenati e di

quella più evidente legata alla scultura, credo che la vera influenza

sia stata quella di mio padre, che mi ha cresciuto portandomi

il più possibile in cava. Non ha mai avuto bisogno di

spiegarmi molto. Ero curioso, osservavo, e ho capito presto che

la vera sensibilità stava nel saper leggere dentro la pietra, dentro

una montagna, intuire dove avesse senso scavare. È una forma

di ascolto profondo della materia, che nel tempo ho riconosciuto

come mia e che ho portato anche dove non era ovvia:

nella moda, nei gioielli, oggi nel design. In modo diretto, onesto,

a volte ruvido, ma sempre attraversato da quel senso di rigore

e misura che ho respirato fin da piccolo. Ricordo mio padre

e mio nonno entrare in cava con discreta eleganza, mai pretenziosa.

Era il modo in cui onoravano il loro ruolo, e il luogo in cui

si trovavano. Un gesto di rispetto, non di rappresentazione.

Oggi si parla di lusso in tuta sintetica, ma abbiamo perso il senso

della forma. E a volte anche quello della sostanza”.

C’è stato un momento o un incontro particolare, nella sua

vita, in cui ha capito quale sarebbe stata la sua strada?

“Non un momento preciso, ma un accumulo di segnali e una

serie di incontri decisivi con maestri capaci di trasmettere senza

imporre formule. Ho attraversato mondi diversi senza sentirmi

in dovere di sceglierne necessariamente uno, senza pretendere

di sapere, pronto ad assorbire ogni gesto e a reinterpretarlo in

maniera “ignorante”. Questa è stata la mia forza: la curiosità, il

rifiuto dell’uniformità, la capacità di costruire traiettorie laterali

senza perdermi. Per alcuni anni ho seguito percorsi riconoscibili

per costruire una credibilità, dimostrando coerenza e

mestiere. Allo stesso tempo mi lasciavo attrarre da cose che

sembravano marginali, fuori tema, ma che col tempo si sono rivelate

essenziali. Ciò che sembrava distrazione era, in realtà,

direzione. Non credo di aver mai cercato una strada giusta: ero

troppo preso a tracciare la mia, con coraggio e intuizione. E con

un po’ di fortuna”.

Qual è stata la sua formazione?

“Ho studiato architettura a Firenze, ma ho iniziato a lavorare

molto presto nel mondo della moda. La mia è stata una formazione

ibrida, costruita sul campo: prima a Londra, poi a Milano,

New York e Los Angeles. Negli atelier e nei laboratori. E poi di

nuovo a Carrara e a Pietrasanta, alle origini della mia sensibilità

e della mia consapevolezza. Ho imparato di più parlando con

artigiani e imprenditori che con accademici, anche se la preparazione

di base è stata fondamentale. E con questo intendo tutto

ciò che ho assimilato in modo strutturato, non solo all’università,

ma soprattutto dentro le aziende. Ho sempre osservato le

mani esperte e dialogato con menti aperte. Mi sono guadagnato

la mi reputazione rispettando il lavoro degli altri, imparando il

loro linguaggio, ma anche a stare zitto, a chiedere sforzi quando

aveva senso, a lavorare assieme su progetti stimolanti. È stata

ence on my career. Apart from the artistic legacy of my ancestors

and my more obvious connection to sculpture, I believe that my

father was the one who really influenced me: he took me to the

quarry as often as possible. He never needed to explain much to

me. I was curious, I observed, and I quickly understood that true

sensitivity lays in knowing how to read inside the stone, inside a

mountain, and sensing where digging makes sense. You must

listen carefully to matter. Over time I saw myself in it and I brought

it to places that weren’t so obvious: in fashion, in jewels, today in

design. In a direct, honest, sometimes rough way, but always with

that sense of discipline and measure that I have absorbed since I

was a child. I remember my father and grandfather entering the

quarry with discreet elegance. It was their way to honor their role

and the place they were in. An act of respect, not a performance.

Today we talk about luxury in synthetic overalls, but we’ve lost

the essence of form. And sometimes even that of substance.

Was there a specific moment or event in your life during

which you realized what your path was going to be?

There wasn’t a specific moment, but rather a convergence of

signs and a series of decisive encounters with teachers who

knew how to transmit knowledge. I explored different worlds

without feeling compelled to choose one, without pretending I

knew everything, ready to absorb every gesture and reinterpret it

in an ‘ignorant’ way. This has been my strength: curiosity, the

aversion to standardization, the ability to create paths off-road

without losing my way. For a few years, I followed more traditional

roads to build up my credibility, prove my consistency and

craftsmanship. At the same time, I let myself fall for things that

seemed marginal, off-topic, but that over time proved to be essential.

What seemed a distraction was, in fact, a direction. I

don’t think I ever looked for the right path: I was too busy tracing

my own, with courage and intuition. And with a little luck.

What kind of training did you have?

I studied architecture in Florence, but I started working in fashion

very early on. My education is hybrid, I played the field: first in

London, then in Milan, New York, and Los Angeles. In ateliers and

workshops. And then back to Carrara and Pietrasanta, back to

the origins of my sensibility and awareness. I learned more from

talking to artisans and entrepreneurs than from academics, even

though my basic training was fundamental. And by that I mean

everything I absorbed in a structured way, not only during my

time at the university, but especially within companies. I’ve always

observed expert hands and I’ve always talked to open

minds. I earned my reputation by respecting the work of others,

by learning their language, but also by keeping quiet, asking for

some more effort when it made sense, and working together on

stimulating projects. It was a fluid, organic, progressive education.

And, of course, never-ending.

You made your debut in the fashion industry. What was the

first project you worked on? How would you do it today?

Genius People Magazine


UGO CACCIATORI

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una formazione fluida, organica, progressiva. E naturalmente,

mai finita”.

Il suo debutto è stato nel mondo della moda. Qual è stato il

primo progetto al quale ha lavorato? E come lo realizzerebbe

oggi?

“Ho debuttato quasi per caso con una collezione di abbigliamento

donna per Zappieri, un gruppo di distribuzione milanese

che negli anni Novanta aveva una certa rilevanza. Disegnai

quella collezione con una combinazione di passione e ingenuità.

Non avevo esperienza, ma una visione chiara e l’età di chi non

teme il giudizio. Il progetto fu accolto bene. Con un entusiasmo

del tutto incosciente lanciai la mia prima linea personale: una

collezione costruita con coerenza, pensata come sistema estetico

più che come risposta commerciale. Oggi, a distanza di anni,

la rifarei identica. Anzi, credo che sarebbe più attuale oggi di

quanto lo fosse allora. Forse perché anticipava un’estetica che il

mercato non era ancora pronto ad accogliere. O forse perché

certe intuizioni non invecchiano: semplicemente aspettano il

loro tempo”.

Quale, invece, quello di cui va più orgoglioso?

“Sicuramente il mio marchio di gioielli. Perché è nato senza

compromessi, in un momento in cui nessuno si aspettava che

una storia così forte potesse emergere all’improvviso e attecchire

nelle boutique che fino ad allora avevano venduto solamente

abiti. Era qualcosa di completamente diverso sia dai bijoux

che dalla gioielleria classica: pezzi scolpiti, grezzi e raffinati

allo stesso tempo, con una poetica precisa, fuori dalle mode,

ma anche fuori scala. Quello che ho fatto è stato introdurre un

nuovo linguaggio, decorativo e minimalista allo stesso tempo,

rock e raffinato, creando un argomento, una categoria, che prima

semplicemente non esisteva. Una visione che ha aperto la

strada, venticinque anni fa, a tanti designer e a un’intera generazione

di artigiani che oggi lavorano, in un modo o nell’altro,

con i marchi che si sono ispirati a quella matrice. È un orgoglio

silenzioso, ma profondo: quello di sapere di aver creato un precedente

e non un prodotto”.

Lei ha lavorato anche come consulente per marchi celebri

come Valentino, Giambattista Valli e Fendi. Di cosa si è occupato?

E come si intreccia questo tipo di attività con la spinta

creativa personale?

“La mia creatività, che fin da piccolo ho vissuto come qualcosa

di istintivo, ha trovato struttura e profondità grazie alle esperienze

che ho potuto vivere lungo il percorso: gli anni da Valentino

con Maria Grazia e Pierpaolo, lo stimolo alla ricerca trasmessomi

da Romeo Gigli, la raffinatezza del dettaglio appresa

da Giambattista, e poi Fendi con Silvia e i gioielli di Delfina, la

sofisticata avanguardia di Veronique Branquinho, le geometrie

anarchiche di Consuelo Castiglioni per Marni, e i tanti anni dedicati

a Renzo Rosso. Tutto questo ha trasformato l’istinto in

mestiere: decine di consulenze e avventure, curando progetti

I made my debut almost by chance with a women’s clothing collection

for Zappieri, a Milanese distribution group that was quite

important in the 1990s. I designed that collection with a combination

of passion and naivety. I had no experience, but I had a clear

vision and the age of someone who is not afraid of judgment. The

project was well received. With reckless enthusiasm, I launched

my first personal line: a consistent collection I conceived as an

aesthetic system rather than a commercial move. Today, years

later, I would do the exact same thing. In fact, I think it would be

more relevant today than it was at that time. Perhaps because it

anticipated an aesthetic the market was not ready for yet. Or perhaps

because certain intuitions don’t age: they simply wait for

their time.

What project are you proud of the most?

My jewelry brand, for sure. Because it was uncompromised. I

started it when no one expected such a strong story would

emerge and flourish in boutiques that used to only sell clothes. It

was something completely different from both costume jewelry

and classic jewelry: sculpted pieces, raw and refined at the same

time, with a specific poetics, outside of fashion, but also out of

scale. What I did was introduce a new language, elaborate and

minimalist at the same time, rock and refined. I created a subject,

a category, that simply didn’t exist. A vision that, twenty-five

years ago, paved the way for many designers and an entire generation

of artisans who, in one way or another, today work with

brands that were inspired by that model. It’s a quiet but deep

pride, knowing that you have created a precedent and not just a

product.

You have also worked as a consultant for famous brands

such as Valentino, Giambattista Valli, and Fendi. What did

you do? And how does this role intertwine with your personal

creative drive?

My creativity, which I have lived as something instinctive since I

was a child, has found structure and depth thanks to the experiences

I have had along the way: the years at Valentino with Maria

Grazia and Pierpaolo, the hunger for research Romeo Gigli taught

me, the refinement of details that I learned from Giambattista,

and then from Fendi with Silvia and Delfina’s jewelry, the sophisticated

avant-garde of Veronique Branquinho, the anarchic geometries

of Consuelo Castiglioni for Marni, and the many years

with Renzo Rosso. All this has transformed instinct into a profession:

dozens of consultancies and adventures, managing special

projects, capsules, experiments, productions. In those contexts,

you learn to value dialogue, to understand the vision of others

without losing your own, committing your time and attention to

details and processes. It was a fashion made of poetry and tension,

two elements that deeply belong in me and I can’t still not

do without.

Recently you partnered with Henge. How did you meet and

what did you create together?

Genius People Magazine

Issue 28


192

GENIUS LIFESTYLE

Ugo Cacciatori in laboratorio - Ph. Studio Gusto

speciali, capsule, sperimentazioni, produzioni. In quei contesti

impari a valorizzare il dialogo, a comprendere la visione dell’altro

senza smarrire la tua, dedicando tempo e attenzione ai dettagli

e ai processi. Era una moda fatta di poesia e tensione, due

elementi che mi appartengono profondamente e di cui, ancora

oggi, non posso fare a meno”.

Tra le collaborazioni recenti c’è quella con Henge. Come vi

siete incontrati e quali oggetti sono nati da questa collaborazione?

“Ho scoperto Henge per caso trovando da subito una grande affinità

di linguaggio e una forte somiglianza al mio approccio alla

forma. Stavo sviluppando un progetto a Los Angeles, la residenza

di Zoe Saldana. Penso fosse il 2016. Semplicemente, ho

chiamato in azienda e chiesto di parlare col titolare. È iniziato

così un processo di conoscenza reciproca, di scambi diretti,

confronti sul design, sulla materia, sul senso della forma. È nata

un’intesa profonda, fatta di rispetto e del piacere di sorprenderci,

di condividere la passione per i materiali, la libertà di

spingerli oltre il limite ma anche un certo rigore nell’esecuzione

e nella ricerca del dettaglio. Nel tempo sono nati tavoli, sedute,

luci, oggetti che parlano di una certa idea di spazio, di ritmo, di

I discovered Henge by chance and I immediately felt a connection

due to their use of language and their approach to matter,

that’s quite similar to mine. I was developing a project in Los Angeles,

in Zoe Saldana’s residence. I think it was 2016. I simply

called the company and asked to speak to the owner. So we

started to getting to know each other with direct exchanges and

conversations about design, materials and the meaning of form.

We deeply understand each other. Our connection is based on

respect and on the pleasure of surprising one another; we share

the same passion for materials and the freedom to push them

beyond their limits, but also a certain rigor and attention to details.

Over time we created tables, chairs, lights, and objects that

speak of a certain idea of space, rhythm, and presence. Working

with Henge, and above all working side by side with Paolo, who

is the creative director of the brand, is a continuous, daily experience

that makes me feel involved in all the processes and always

stimulates me. It’s rare, perhaps unique, to find such an open

environment, a place where conversations broaden your vision.

What are you working on now?

My work with Henge continues to be a top priority. The company

is growing steadily and securely. This gives me the opportunity to

Genius People Magazine


UGO CACCIATORI

193

presenza. Lavorare con Henge, e soprattutto lavorare fianco a

fianco con Paolo, che di fatto è il direttore creativo del brand, è

un’esperienza continua, quotidiana, che mi fa sentire partecipe

di tutti i processi e che non smette di stimolarmi. È raro, e forse

unico, trovare un contesto così aperto, dove il confronto estende

la visione”.

A cosa sta lavorando adesso?

“Il lavoro con Henge continua a essere centrale. L’azienda sta

crescendo in modo costante e con grande solidità. Questo mi

permette di contribuire non solo alla collezione, ma all’intera

espressione del brand. Ho appena terminato la parte architettonica

dello showroom di Los Angeles, concepito come spazio

narrativo, oltre all’allestimento della Collectors Lounge a Design

Miami, un intervento che ha richiesto una sintesi tra progetto,

visibilità e identità. Parallelamente porto avanti la mia

collezione di gioielli e progetti su misura per clienti privati,

commesse che mi coinvolgono direttamente in ogni fase. Sempre

nell’ambito della gioielleria, ho l’onore di essere mentore e

membro del comitato di giuria di AZ Academy, la scuola del

gruppo Richemont. È un’attività che mi consente di trasmettere

competenze a giovani talenti ancora in cerca di una direzione,

e di confrontarmi con altri professionisti nel valutare,

orientare e sostenere nuovi percorsi creativi. È un ruolo che

continua a insegnare anche a me.

Infine, sto strutturando Brumance, un progetto che riunisce

design, gioielli e interiors in un sistema operativo indipendente.

Non è un marchio, ma una piattaforma modulare che integra

consulenza, sviluppo e produzione. Nasce in Versilia, con l’obiettivo

di collaborare con aziende e singoli che abbiano contenuto,

competenza e l’ambizione di costruire con rigore e coerenza,

al di là del tempo e delle mode”.

Da dove trae l’ispirazione per le sue creazioni?

“Dalla realtà, filtrata dal mio passato e dall’esperienza. La luce

su una superficie, l’odore di un materiale, un suono qualsiasi

può diventare il punto di partenza per un intero processo creativo.

A questo si affianca la parte tecnica, che è vincolo, stimolo

e strumento per trasformare un’idea in forma. Di fatto, è l’associazione

di memorie a dare sostanza alla mia immaginazione e

per questo il viaggio è uno dei fattori più importanti, sia quello

fisico, sia quello interiore, che collega e rielabora”.

Le etichette vanno sempre “strette”, a maggior ragione per un

creativo. Ma se dovesse farlo, come descriverebbe il suo stile?

“Brumance, che riunisce tutte le mie esperienze, nasce dall’associazione

di due termini: Brutalismo e Romanticismo. Credo

che questa sia l’etichetta che meglio descrive il mio lavoro: razionale,

radicato nella materia, ma aperto all’interpretazione

decorativa. È, di fatto, un’impostazione scultorea, quella che

mi appartiene per tradizione e che sento in maniera istintiva,

onesta e intima”.

contribute not only to the collection, but to the brand. I just completed

the architectural design of the Los Angeles showroom,

which I conceived as a narrative space, and of the Collectors

Lounge at Design Miami, a project that required a synthesis of

design, visibility, and identity. In the meantime, I’m working on my

jewelry collection and on bespoke projects for private clients, exclusive

works I’m involved in during every stage. On top of that,

talking about jewelry, I have the honor of being a mentor and

member of the jury committee of AZ Academy, the Richemont

group’s school. This role allows me to pass on my skills to young

talents still looking for direction, and to engage with other professionals

whilst we analyze, guide, and support new creative paths.

It’s a role I’m learning from as well.

Finally, I am building Brumance, a project that brings together

design, jewelry, and interiors in an independent operating system.

It’s not a brand: it’s a modular platform that blends consulting,

development, and production. It was born in Versilia to reach

companies and individuals who have a vision, expertise, and the

ambition to create something with rigor and consistency, beyond

time and fashion.

Where do you find the inspiration for your creations?

From reality, even if it’s filtered through my past and my experience.

A light on a surface, the smell of a material, any sound can

become the starting point for an entire creative process. Then

there’s the technical part, which is a limit, a stimulus, and a tool

to transform an idea into form. In fact, the association of memories

is what gives substance to my imagination, which is why exploring

is so important, both physically and internally: you connect

and rework.

Labels are always too limiting, especially for someone creative.

But if you had to, how would you describe your style?

Brumance. It merges all my experiences. It comes from the combination

of two words: Brutalism and Romanticism. I believe this

is the label that best describes my work: rational, grounded in the

material, but open to a decorative meaning. As a matter of fact,

mine is a sculptural approach. It belongs to me tradition and I feel

it instinctively; it’s honest and intimate.

What materials do you work with? Does your creative process

changed depending on your choice? And if so, how?

I work with a pretty limited number of materials. I know them really

well, they’re part of my design vocabulary. For my jewelry, I

mainly use silver and gold in different alloys. Onyx, smoky quartz

are my favorite stones, and when it comes to color, I like black or

brown diamonds. For one-of-a-kind pieces or more artistic

works, I choose materials based on the client and the project. I

do my research. For product and interior designs, marble is my

core material. I have a weakness for rare blocks, with vein patterns

and colors that cannot be replicated. They’re known as

“trovanti”, and they’re what makes a finished object unique. With

Henge, I’ve expanded my research to wood and metals. In this

Genius People Magazine

Issue 28


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GENIUS LIFESTYLE

Con quali materiali lavora? La scelta influenza il processo

creativo? E se sì, come?

“Lavoro con un numero relativamente contenuto di materiali,

che conosco a fondo e che fanno parte della mia grammatica

progettuale. Nella gioielleria utilizzo principalmente argento e

oro nelle diverse leghe, sempre non trattati. Le pietre che preferisco

sono onice, quarzo fumé e, in accordo cromatico, diamanti

neri o brown. Quando si tratta di pezzi unici o commissioni

più artistiche, la scelta dei materiali si adatta al cliente e al

progetto, con ricerche dedicate. Nel design di prodotto e negli

interni, il materiale centrale è il marmo. Ho una particolare

predilezione per blocchi rari, con movimenti di vena e colori

non replicabili, quelli che si definiscono “trovanti” e che danno

unicità all’oggetto finito. Con Henge ho ampliato la mia ricerca

anche a legni e metalli, spesso lavorati dal pieno o in fusione,

tecniche che già facevano parte del mio metodo di lavoro. Parallelamente,

l’esperienza maturata a Murano e aziende storiche

Venini e Nason Moretti ha rafforzato il mio rapporto con il

vetro, materiale vivo, difficile, che richiede visione plastica e

rispetto. È un dialogo diretto con la materia ma soprattutto con

i maestri che influenza inevitabilmente ogni decisione creativa

in fornace. In sintesi, non parto mai da un’idea da applicare a un

materiale. È il materiale stesso che impone dei limiti, suggerisce

delle forme, costringe a fare delle scelte. Questo confronto è alla

base del mio lavoro, e credo sia proprio questo approccio, concreto,

tecnico ma anche sensibile, a definire oggi la mia direzione.

Una visione più matura, consapevole, che cerca solidità e

coerenza”.

case, I often work with solid or casting metals, with techniques

that were already part of my working process. At the same time,

the experience I gained in Murano and at historic companies

such as Venini and Nason Moretti has strengthened my relationship

with glass, a living, difficult material that requires a plastic

vision and demands respect. It’s a direct dialogue with the material,

and especially with the masters, who inevitably influence

every creative decision in the furnace. In short, I never start from

an idea: matter itself sets the limits, suggests shapes, and forces

you to make choices. This interaction is at the heart of my work,

and I believe this concrete, technical, but also sensitive approach

is what is defining my direction today. A more mature, conscious

vision that seeks solidity and consistency.

Where do you see yourself ten years from now?

Doing what I do now, with greater experience, precision, and intensity.

I would like to own a place where dialogue, design, and

production are part of the same single process: a workshop

where a goldsmith works alongside a marble worker, where skills

intertwine every day and points of view overlap, creating new creative

dimensions. A concrete, operational space where different

techniques and approaches can come together. The goal is to

continue learning, observing, and absorbing from the people who

work with matter, carrying out projects that combine tradition and

technology. With the constant desire to give shape to something

that will stay, that speaks the language of time with its own voice.

Dove si vede tra dieci anni?

“A fare quello che faccio adesso, con accresciuta esperienza,

precisione e intensità. Vorrei un luogo dove dialogare, progettare

e produrre siano parte di un unico processo: un laboratorio

dove un orafo lavora accanto a un marmista, dove le competenze

si intrecciano ogni giorno e i punti di vista si sovrappongono,

creando nuove dimensioni creative. Un posto concreto, operativo,

in cui far convergere tecniche e approcci diversi. L’obiettivo

è continuare a imparare, osservare, assorbire dalle persone

che lavorano le materie, portando avanti progetti che uniscano

tradizione e tecnologia. Con la volontà costante di dare forma a

qualcosa che resti, che parli il linguaggio del tempo con voce

propria”.

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Via Cesare Battisti, 39

Cortina d’Ampezzo (BL)

e-mail: cortinartclub@gmail.com


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GENIUS LIFESTYLE

DALLA RICERCA DELLA PERFEZIONE

ALLA REALIZZAZIONE: IL METODO SCALISE

FROM THE PURSUIT OF PERFECTION TO CREATION: THE SCALISE METHOD

di/by CHIARA CURRÒ DOSSI

Nato e cresciuto a Milano, Pino Scalise viene definito

un “visionario e innovatore” del panorama della sua

città. Imprenditore e “uomo del fare”, ha mosso i primi

passi nel settore immobiliare, ma poi ha scelto

quello della ristorazione per esprimere se stesso. Cosa che fa

da trent’anni, nei quali sono cambiati gusti e trend di mercato

che è sempre stato pronto a captare e fare suoi. Oggi è proprietario

e di cinque locali nella zona di via Piero della Francesca

che segue di persona, meticolosamente. Ciascuno con

un’offerta diversa (e unica), per intercettare le esigenze di

una clientela eterogenea, ma tutti legati da un filo rosso: la

ricerca della perfezione e del dettaglio. Scalise è un amante

dell’arte e del design, e questa sua passione la si respira in

ogni angolo.

Pino Scalise, born and bred in Milan, is described as a “visionary

and innovator” within the scene of his city. A businessman and

“a doer”, he first ventured into the real estate business, but he

then turned to the restaurant industry to express himself: something

he has been doing for 30 years during which tastes and

market trends have changed, even though he’s always been

ready to seize them and make them his own. Today he owns and

follow personally, meticulously, five venues in the Via Piero della

Francesca. To meet the needs of a diverse clientele, each restaurant

has a different (and unique) offer, but they still share a

common thread: the search for perfection and for details. Scalise

is a lover of art and design, and you can breathe this passion

in every corner.

Chi è Pino Scalise oggi? E qual è stato il suo percorso fin qui?

Un imprenditore della ristorazione, visionario e innovatore nel

panorama milanese. Sognavo di diventarlo fin da bambino: ho

sempre avuto un forte senso di responsabilità e indipendenza,

alimentato da una grande curiosità. Sono nato e cresciuto a Milano.

Ho iniziato a muovere i primi passi nel settore con piccoli

progetti immobiliari. Nel 1992 ho aperto il mio primo locale,

Loolapaloosa, in corso Como, ed è lì che ho cominciato a sviluppare

le conoscenze nel settore. Sono sempre stato attratto dal

dinamismo del settore, dal contatto umano, dal perfezionismo

e dalla meticolosa cura del dettaglio e del comfort. La ristorazione,

per come la intendo io, racchiude in sé tutte queste caratteristiche.

Sono rimasto in corso Como per dieci anni, e nel

frattempo ho costruito una serie di altri locali, tra i quali il Casablanca.

Nel 2001 ho lasciato quella zona della città e, sulla base

di quell’esperienza, ho deciso di acquisire spazi in una nuova, in

via Piero della Francesca. Il primo locale inaugurato è stato il

Gattopardo, uno dei disco club più esclusivi di Milano, nato

dalla riqualificazione di una chiesta sconsacrata. Poi sono arrivati

Affinatore, Bullona, Trattoria Lazzati e Pitbull. Ormai, sono

trent’anni che faccio questo lavoro.

Come sono cambiati, in trent’anni, i suoi locali?

Sono e sono sempre stati basati sull’entertainment. Attraverso i

miei locali, mi sono sempre espresso per soddisfare le mie esi­

Who is Pino Scalise today? And what has been your journey

so far?

He is a restaurant business owner, a visionary and an innovator in

the Milanese scene. I dreamed of becoming someone like this

ever since I was a child: I’ve always had a strong sense of responsibility

and independence, fueled by a great curiosity. I was

born and raised in Milan. I started taking my first steps in the industry

with small real estate projects. In 1992 I opened my first

venue, Loolapaloosa, on Corso Como, and there I started to get

to know the industry I’ve always been attracted to the dynamism

of this field, to human contact, perfectionism and their meticulous

attention to detail and comfort. Catering, as I understand it,

embraces all these characteristics. I stayed on Corso Como for

ten years, and in the meantime I built an array of other businesses,

including the Casablanca. In 2001 I left that part of the city

and, on the strength of that experience, I decided to buy some

places in a new side of the city, on Via Piero della Francesca. The

first club I opened was the Gattopardo: it was one of the most

exclusive disco clubs in Milan, it rose from the requalification of a

deconsecrated church.Then the Affinatore, Bullona, Trattoria

Lazzati and Pitbull followed. I’ve been doing this job for thirty

years now.

How have your premises changed throughout these thirty

years?

Genius People Magazine


PINO SCALISE

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In foto Giuseppe Scalise - Ph. Umberto Cairoli - Urano design

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GENIUS LIFESTYLE

In foto il Bullona, vista della sala bar dal giardino - Ph. Digital code srl, Anthony Egas

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PINO SCALISE

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In foto la sala fish bar del Bullona - Ph. Digital code srl, Anthony Egas

genze e quelle delle persone a me simili. Ma certo, a 28 anni ho

realizzato un tipo di locale, adesso che ne ho 59 le mie esigenze

sono cambiate, e così anche il pubblico al quale è rivolta la mia

offerta. Pubblico che è cambiato con me.

Sono cinque i locali che lei ha rilevato a pochissima distanza

l’uno dall’altro. Una sorta di “quadrilatero” che porta il suo

nome. Ci racconta la storia di questo progetto? C’è un fil rouge

che lo lega?

Non è stato un caso. La scelta è frutto di una strategia precisa e

di una visione ben definita. I locali sono uniti da un’identità forte

e riconoscibile. Il tratto comune è la ricerca della perfezione e

del dettaglio, indipendentemente dall’offerta culinaria. Sono

un’amante del design e dell’arte, che è uno dei pochi “vizi” che

mi concedo quando non lavoro. E da questo punto di vista, si

percepisce la mia presenza in tutti i locali. Basti pensare alla

Bullona, che ospita un’esposizione permanente di quadri di mia

proprietà. Opere di grandi maestri del Novecento come Lucio

Fontana, Enrico Castellani, Fausto Melotti e Arnaldo Pomodoro.

È un locale dove arte moderna e contemporanea convivono in

un dialogo costante con l’esperienza gastronomica. In via Piero

della Francesca ho cercato di creare una zona con varie tipologie

They are and always have been about entertainment. They are

and always have been based on entertainment. I’ve always expressed

myself through my venues to meet my needs and the

needs of people like myself. Of course, when I was 28, I created

a certain type of venue; now that I am 59, my needs have

changed, and so has my target customer. My clients have

changed with me.

You’ve taken over five premises that are very close to each

other. It’s some sort of “quadrilateral” that bears your name.

Can you tell us the story of this project? Are they connected

by a common thread?

It was not an accident. My choice was the result of a specific

strategy and a well-defined vision. The venues are united by a

strong and recognizable identity. Their common trait is the pursuit

of perfection and details, regardless of their cuisine. I am a lover

of design and art, which is one of the few “vices” I indulge in

when I am not working. And from this point of view, you can feel

my presence in all venues. Just think of Bullona, which hosts a

permanent exhibition of paintings that I own. Works by great

masters of the 20th century such as Lucio Fontana, Enrico Castellani,

Fausto Melotti and Arnaldo Pomodoro. It is a place where

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Issue 28


200

GENIUS LIFESTYLE

di format complanari, non sovrapponibili, per evitare che i locali

si cannibalizzassero l’uno con l’altro. C’è lo spazio per l’universitario,

per il piano bar, per il cultore della carne, per quello

del pesce. Un’offerta variegata, anche perché è difficile portare

nel proprio ristorante la stessa persona più volte a settimana.

Qual è la clientela alla quale si rivolgono i suoi locali? E come

si costruisce un rapporto con i clienti?

Eterogenea ma esigente. Il rapporto si costruisce attraverso

l’attenzione ai dettagli e l’ascolto costante. E i social sono strumenti

imprescindibili per dialogare direttamente con il pubblico

e rafforzare l’identità dei locali. Come dicevo prima, attraverso

i miei locali ho sempre cercato di soddisfare le esigenze

mie e delle persone a me simili. E mi rendo conto che più il tempo

passa, più le persone amano le sfumature, la sapidità dei cibi,

la stagionatura, l’eleganza. In questo, penso di essere molto attuale.

Sono nato e cresciuto a Milano, ho a che fare con clienti

che conosco da trent’anni. Ogni nuovo locale che apro crea la

curiosità di venirlo a vedere, perché chi mi conosce sa che non

è stato realizzato da un architetto qualsiasi. Poi, certo, sicuramente

qualcuno viene anche per criticare, ma questo è un

aspetto che mi spinge a fare sempre meglio. Qualcuno diceva:

“Non ti curar di loro, ma guarda e passa”. Il vero problema, per

un imprenditore, sono le lotte intestine, non certo la concorrenza

che è solo uno stimolo alla crescita.

Come si sceglie un locale sul quale investire? E quanto conta la

location?

È fondamentale, ma servono anche visione, sensibilità e capacità

di cogliere il potenziale nascosto di un luogo. La location è il

presupposto. Lo è sempre stato, oggi ancora di più. Forse perché

vengo dal settore immobiliare, e ne sono stato sempre attratto.

Il fascino esteriore è la prima cosa che guardo, è l’elemento

che deve “parlare” a prima vista. Penso alla Bullona, che

è stata anche la sfida più accattivante: partendo da una location

difficile, abbandonata e non centrale, è diventata un punto di

riferimento internazionale. È un’ex stazione in stile liberty degli

anni Venti, un edificio con vincolo monumentale: la sua riqualificazione

mi ha dato entusiasmo. Ed è la dimostrazione di

come si possano coniugare, con una cura meticolosa, l’attenzione

per la ristrutturazione e quella per la gastronomia. Abbiamo

scelto di puntare su un’offerta di pesce perché, in quel momento,

era quello che richiedeva il mercato. Ma per non

omologarci, l’abbiamo declinata dando vita a un format più

internazionale, con la ricerca di pesci che arrivano anche dal

nord Europa e dall’Oriente, come il king crab, il soft­shell crab

e aragoste particolari.

Con la Trattoria Lazzati, invece, “torniamo” a Milano. Si propone

di far incontrare la tradizione della cucina milanese con

la modernità. Come si crea il giusto bilanciamento?

Rispettando la cucina milanese autentica, reinterpretata con

leggerezza e grande tecnica. La logica è la stessa: sdoganare la

modern and contemporary art coexist in a constant dialogue with

the gastronomic experience. In Via Piero della Francesca, I tried

to create an area with different types of coplanar formats. They’re

not overlapping because I wanted to make sure the premises

would not cannibalize each other. There’s space for the university

student, for the piano bar, for the meat lover, for the fish lover. A

varied offer, partly because it’s difficult to bring the same person

into one restaurant several times a week.

What is your target customer base? And how do you build

relationships with customers?

It’s heterogeneous but demanding. You build the relationship by

paying attention to details and by listening. And social media are

essential tools to talk directly with the public and strengthen the

identity of the venues. As I said before, I’ve always tried to meet

my needs and the needs of people similar to me through my venues.

And I come to realize that as time goes by, people like nuances,

the savoriness of food, seasoning, elegance. In this, I think

I am very modern. I was born and raised in Milan, I deal with

customers I’ve known for 30 years. Every time I open a new restaurant,

people are curious and want to come see it because

those who know me know that it’s not the work of just any architect.

Then, of course, someone will surely come to criticize as

well, but this is only that inspires me to do better and better.

Someone used to say, “Let us not speak of them, but look and

pass”. For an entrepreneur, infighting is the real problem, certainly

not competition, which is only a stimulus for growth.

How do you choose which venue to invest in? And how important

is the location?

It’s crucial, but you also need a vision, sensitivity and the ability to

grasp the hidden potential of a location. The location is the prerequisite.

It always has been, today even more so. Maybe it’s

because I come from real estate, and I have always been attracted

to it. Exterior appeal is the first thing I look at, it’s the element

that has to “speak” at first sight. I think of Bullona, which also has

been by far the most exciting challenge: from a difficult, abandoned

and non-central location, it has become an international

landmark. It’s a former 1920s Art Nouveau station, a listed building:

its redevelopment excited me. And it’s a good example of

how you can combine, with meticulous care, the attention for

renovations with the attention for gastronomy. We chose to focus

on a seafood offering because, at the time, that was what the

market demanded. But in order not to conform, we decided to

make it more international with fish that also came from northern

Europe and the East, such as the king crab, the soft-shell crab,

and special lobsters.

With Trattoria Lazzati, however, we ”come back“ to Milan.

The restaurant is meant to bring together Milanese culinary

tradition with modernity. How do you get the right balance?

By respecting Milan’s authentic cuisine, and by reinterpreting it

with lightness and great technique.The logic is the same: pro-

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Trattoria Lazzati - Ph. Digital code srl, Anthony Egas

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GENIUS LIFESTYLE

Trattoria Lazzati - Ph. Digital code srl, Anthony Egas

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PINO SCALISE

203

cucina milanese, ma valorizzandola dal punto di vista internazionale.

Perché la mia è una clientela che arriva da tutto il mondo.

Ho voluto giocare sulla forma, sulla condivisione. Chi ordinerebbe,

da solo, un piatto di rane fritte? Ma se questo diventa

un antipasto, la curiosità dell’assaggio finisce per avere la meglio.

Vengono riproposte vecchie ricette milanesi, dalle cervella,

alle lumache, alla lingua, alle quali vengono accostati i “master”

della nostra cucina, come la cotoletta e l’ossobuco, che

non possono mancare. Dietro, ci sono tanta tecnica e tanta ricerca.

Anche perché il menu è vasto, ed è accompagnato da una

carta dei vini molto importante. E in questo, ho giocato sulla

concentrazione dei locali nella stessa zona. È come un hotel, che

invece di essere verticale e su più piani è orizzontale e a cielo

aperto. Tutti possono attingere a una cantina comune, che è

uno dei miei assi nella manica. Di recente, è arrivato il riconoscimento

come la cantina di champagne migliore al mondo, ed

è stata premiata anche da Wine spectator. Siamo fieri di poter

dire di avere 600 etichette di champagne e 4 mila vini. In tutto,

oltre 100 mila bottiglie.

Cosa cerca in un team o in uno chef prima di iniziare una collaborazione?

Passione, dedizione, carattere, spirito di squadra e una sincera

voglia di crescere. Sono alla continua ricerca di cose nuove, evito

i “fuoriclasse”, i so­tutto­io, perché la cucina è sperimentazione

continua. Lo status quo non esiste, i limiti neanche. C’è

ancora tantissimo da scoprire, sono intollerante alle persone

che dicono che una cosa non si può fare. Siamo solo nella prima

fase, c’è un universo da scoprire e da importare dalle altre culture,

anche per quel che riguarda la tipologia di lavorazione degli

alimenti. Tutti elementi che poi vanno personalizzati e fatti

nostri. Bisogna esser in grado di percepire anche quelle che

sono le tendenze nel gusto. Agro­dolce, dolce­amaro, sapidoacido:

l’armonia nel bilanciamento dei gusti è una continua ricerca

che va attualizzata. Se uno è troppo avanti non funziona.

Se è troppo indietro arriva ultimo. Bisogna cogliere l’attimo

della tendenza.

C’è un progetto al quale sta lavorando e del quale ci può anticipare

qualcosa?

Aprirà, a settembre, una brasserie francese con pianista dal

vivo: elegante, divertente e coinvolgente. Si chiamerà Chatulle.

Una sorta di perfezionamento di ciò che ho già: sono stato un

pioniere del piano bar interno al ristorante, ma ora assistiamo a

un appiattimento dell’offerta che l’ha reso commerciale, cheap.

Sto cercando di renderlo molto più elegante, alzando l’asticella.

Se dovesse cenare da solo in uno dei suoi locali, dove andrebbe

e cosa ordinerebbe?

All’Affinatore, che è molto intimo, raccolto. Il posto ideale per

riflettere. E ordinerei Wagyu Kobe con frollatura di 45 giorni,

accompagnato da un grande vino rosso. È un locale che offre

un’esperienza unica: carni rare come il Wagyu Kobe, frollature

mote Milanese cuisine, but enhance it from an international point

of view. Because my clientele comes from all over the world. I

wanted to play with form, with sharing. Who would order a plate

of fried frogs all by himself? But if it becomes an appetizer, curiosity

will eventually get the better of you. We repropose old Milanese

recipes, from cervella, to escargot, to tongue, alongside

the “masters” of our cuisine, such as the cotoletta and ossobuco,

which cannot be missing. There’s a lot of technique and research

behind it. Also because the menu is huge, and it comes with a

very important wine list. For this, I played around with the number

of establishments in the same area. It’s like a hotel, but instead of

being vertical and on several floors, it’s horizontal and open-air.

Everyone can tap into a common wine cellar: it’s one of my trump

cards. It was recently recognized as the best champagne cellar in

the world, and it was also awarded by Wine spectator. We are

proud to say that we own 600 champagne labels and 4 thousand

wines. In all, over 100 thousand bottles.

What do you look for in a team or a chef before starting a

collaboration?

Passion, dedication, character, team spirit and a sincere desire to

grow. I am constantly looking for new things, I avoid the “mavericks,”

the know-it-all, because cooking is a continuous experimentation.

Status quo does not exist, neither do limits. There’s

still so much to discover, I can’t stand who says something cannot

be done. We’re only in the first phase, there’s a universe to

discover and import from other cultures, including their type of

food processing. All these elements that then have to be personalized

and made our own. You also have to be able to pick up

what the trends in taste are. Sour-sweet, sweet-sour, savory-sour:

harmony in balancing tastes is an ongoing quest that needs to be

actualized. If one is too far ahead it doesn’t work. If one is too far

behind, you come in last. You must seize the moment of the

trend.

Is there a project you are working on that you can tell us

something about?

In September I will open a French brasserie with a live pianist: it

will be elegant, fun and engaging. It will be called Chatulle. A sort

of refined version of something I already have: I was a pioneer of

the piano bar experience in restaurants, but now we’re witnessing

a flattening of the offer and it has become commercial, cheap.

I’m trying to make it much more elegant, I’m raising the bar.

If you were to dine alone at one of your establishments,

where would you go and what would you order?

I would go at the Affinatore: it’s very intimate, cozy. It’s the perfect

place to think. And I would order Wagyu Kobe with a 45-day maturation,

and a great red wine. The place offers a unique experience:

rare meats like the Wagyu Kobe, controlled maturations,

exclusive settings, and a refined cigar room. I had the idea for

Affinatore during Covid, when I had a lot of time to deepen my

knowledge in meat processing techniques, to experiment sea-

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GENIUS LIFESTYLE

controllate, ambienti esclusivi e una cigar room raffinata. L’idea

di Affinatore è nata durante il Covid, quando ho avuto molto

tempo per approfondire le conoscenze nelle tecniche di lavorazione

della carne, di fare sperimentazioni, stagionature e affinamenti

– da qui il nome. Un locale pensato per gli amanti della

carne e per colmare le carenze del mercato, specializzato nella

tecnica del dry aging, un metodo di frollatura che si esegue a

secco, e che prevede un lungo periodo di refrigerazione a umidità

controllata, in celle frigo particolari, con lampade Uva battericide

estremamente sterili. La carne viene cotta attraverso la

stagionatura, i cui tempi variano a seconda del tipo di carne, da

una a due settimane. Abbiamo elaborato una tecnica molto apprezzata

dai nostri clienti, non invasiva e delicata.

Cosa fa quando non lavora?

Penso e rifletto molto. La mia curiosità mi spinge a esplorare

nuove culture e tendenze, sempre alla ricerca di ispirazione. Ma

va detto che, per me, il lavoro è il mio modo di essere. Non mi

pesa, lavoro anche quando sono in vacanza. Sono un amante

della creatività, mi piace molto realizzare e vedere realizzato ciò

che ho in testa. Il compimento dell’idea è il mio lavoro.

soning and aging – hence the name. This place is designed for

meat lovers and to fill market gaps with its focus on the technique

of dry-aging, a method of maturation that’s done dry, and involves

a long period of refrigeration at controlled humidity, in special

cold rooms, with extremely sterile bactericidal Uva lamps.

The meat is cooked through curing, the timing of which changes

depending on the type of meat, from one to two weeks. The technique

we developed is highly appreciated by our customers, it’s

non-invasive and gentle.

What do you do when you are not working?

I think and reflect a lot. My curiosity drives me to explore new

cultures and trends, I’m always looking for an inspiration. But it’s

a fact that, for me, work is my way of being. It doesn’t weigh me

down; I work even when I’m on vacation. I am a lover of creativity,

I really enjoy making and seeing accomplished what’s in my

head. My job is to make ideas come to life.

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GENIUS LIFESTYLE

MARTINA MANNA: IL VOLTO

DELL’INNOVAZIONE SOSTENIBILE

IN BENVOLIO 1938

MARTINA MANNA: THE FACE OF SUSTAINABLE INNOVATION

IN BENVOLIO 1938

di/by CAROLINA GENNA

Martina Manna è la cofondatrice di Benvolio 1938, storica azienda italiana di oli alimentari, che

ha guidato nella transizione da commercio di olio sfuso a marchio B2C di successo. Sotto la sua

leadership, l’azienda ha sviluppato una linea di prodotti biologici, puntando su qualità, innovazione

e digitalizzazione. Sostenitrice di un approccio basato sui dati, ha consolidato la presenza

del brand nei mercati nazionali e internazionali. Ha oltre 10 anni di esperienza nel settore e una

solida formazione accademica, tra cui un EMBA della SDA Bocconi, MSc in European and

International Policies e un BSc in Political Sciences and International Relations.

Martina Manna is the co-founder of Benvolio 1938, the historic Italian edible oil company she managed

in the transition from bulk oil dispenser to successful B2C brand. Under her leadership, the company

has developed a line of organic products and is focusing on quality, innovation, and digitization. As an

advocate of a data-driven approach, she has managed to strengthen the brand’s presence in domestic

and international markets. She has more than 10 years of experience in the industry and a strong

academic background, including an EMBA from SDA Bocconi, a MSc in European and International

Policies and a BSc in Political Sciences and International Relations.

Benvolio 1938 è un marchio storico nel panorama italiano

degli oli alimentari. Abbiamo avuto il piacere di intervistare

Martina Manna, la sua cofondatrice e direttrice

commerciale, per scoprire come l’azienda sia

cresciuta, quali sfide affronta e quali progetti ha per il futuro.

Benvolio 1938 ha una lunga storia alle spalle: cosa ti ha ispirata

a entrare nel settore dell’olio e dei prodotti naturali?

La storia di Benvolio 1938 è profondamente radicata nel panorama

italiano degli oli alimentari. Il mio ingresso in questo settore

e in particolare in Benvolio 1938 è stato ispirato da una forte visione:

quella di trasformare una solida tradizione industriale,

focalizzata sul commercio di olio sfuso, in un marchio leader nel

settore dei prodotti a marchio, con un’attenzione particolare ai

prodotti naturali e al consumatore finale. Ho riconosciuto un

potenziale inespresso nel mercato e ho sentito la spinta a contribuire

attivamente a un’azienda che potesse unire un’eredità

storica con le esigenze di un consumo moderno, più consapevole

e orientato al benessere. Era l’opportunità perfetta per portare

innovazione e una nuova direzione strategica

Benvolio 1938 is a historic brand in the Italian edible oils scene.

We had the pleasure of interviewing Martina Manna, its co-founder

and commercial director, to learn how the company has grown,

what challenges it has to face, and where it plans to go in the

future.

Benvolio 1938 goes a long way back: why did you decide to

get into the oil and natural products business?

Benvolio 1938’s history is deeply rooted in the Italian oil scene. I

was inspired to join this industry, and specifically Benvolio 1938,

by a strong vision: that of transforming a solid industrial tradition

focused on the bulk oil trade into a leading brand for branded

products with a focus on natural products and the end consumer.

I saw there was an unexpressed potential in the market and felt

the urge to actively support a company that could combine its

historical legacy with the needs of a modern, more conscious

and wellness-oriented consumption. It was the perfect opportunity

to bring innovation and take a new strategic direction.

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MARTINA MANNA

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In foto Martina Manna, co-founder di Benvolio 1938

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GENIUS LIFESTYLE

Ci racconti come è nato il progetto? Quali sono i valori e gli

obiettivi che oggi guidano l’azienda?

Il progetto di cui sono più orgogliosa è la nascita e lo sviluppo

della parte B2C e del marchio Benvolio 1938 rivolto al consumatore

finale. Partendo da una realtà consolidata nel commercio di

olio sfuso, ho fondato questa nuova direzione strategica per l’azienda,

creando il brand che oggi vedete sugli scaffali e online. I

valori che ci guidano in questa evoluzione sono la tradizione –

intesa come rispetto per la qualità e il sapere acquisito nel tempo

– l’innovazione, che ci spinge a ricercare costantemente nuove

soluzioni e prodotti per il consumatore finale, la qualità intrinseca

delle nostre materie prime e dei nostri processi, e in modo

sempre più preponderante, la sostenibilità. Il nostro obiettivo è

affermare Benvolio 1938 come un marchio di riferimento negli

oli alimentari di qualità, con un’impronta distintiva per la sostenibilità

e una forte leadership nel digitale, espandendo la nostra

presenza sia sul mercato nazionale che internazionale.

Quali sono i prodotti di punta della vostra linea?

La linea di prodotti a marchio, che ho contribuito a sviluppare,

è oggi il nostro fiore all’occhiello. È molto diversificata per soddisfare

le esigenze di un consumatore sempre più attento e consapevole.

I nostri prodotti di punta includono un’ampia gamma

di oli di semi, come l’olio di girasole, mais, e soia, spesso disponibili

anche in versione biologica, rispondendo alla crescente

domanda di prodotti naturali e salutari. Naturalmente, un pilastro

della nostra offerta è l’olio d’oliva, dal classico olio extra

vergine d’oliva a selezioni più pregiate. Abbiamo inoltre sviluppato

linee specifiche di oli funzionali e speciali, arricchiti con

vitamine o adatti a particolari regimi alimentari. E non possiamo

non menzionare OLYXYR, il brand che ho sviluppato esclusivamente

per il canale e­commerce, un simbolo della nostra

innovazione nel packaging e nella proposta di valore, pensato

specificamente per il pubblico digitale.

Come garantite la qualità e la tracciabilità dei vostri oli?

La qualità e la tracciabilità sono per noi pilastri irrinunciabili,

garanzie che offriamo ai nostri consumatori e che ho voluto elevare

nel passaggio al B2C. Il nostro sistema di controllo qualità è

estremamente rigoroso e copre l’intera filiera produttiva: dalla

selezione delle materie prime, che avviene attraverso partnership

consolidate con fornitori affidabili, fino al prodotto finito.

Eseguiamo costantemente analisi di laboratorio su ogni lotto di

produzione per assicurarne la purezza e il rispetto degli standard

più elevati. Inoltre, siamo certificati secondo le più importanti

normative internazionali di qualità e sicurezza alimentare,

e la nostra filiera è interamente tracciabile, permettendo al

consumatore di conoscere l’origine e il percorso di ogni bottiglia

di olio Benvolio.

Come affrontate il tema della sostenibilità ambientale?

La sostenibilità ambientale è un impegno che permea ogni

aspetto della nostra attività e che ho voluto portare al centro

How did the project come about? What are the values and

the goals that guide the company today?

Most of all I’m proud of the birth and development of Benvolio

1938’s B2C side of the project for the end consumer. Starting

from an established reality in the bulk oil business, I set up this

new strategic direction for the company, creating the brand that

you see on the shelves and online today. The values that guide us

in this evolution are tradition – meaning our respect for quality

and the knowledge we’ve acquired over time -, innovation, which

drives us to constantly search for new solutions and products for

the end consumer, the quality of our raw materials and processes,

and sustainability. Our goal is to establish Benvolio 1938 as a

benchmark brand in quality edible oils, as a brand with a strong

focus on sustainability and and with a marked leadership in digitalization,

expanding our presence in both domestic and international

markets.

What are your flagship products?

The branded product line, which I helped develop, is now our

flagship line. It is highly diversified to meet the needs of an increasingly

discerning and conscious consumer. Our flagship

products include a wide range of seed oils, such as sunflower,

corn, and soybean oil, which often are also available in their organic

versions to meet today’s growing demand for natural and

healthy products. Of course, olive oil – from classic extra virgin

olive oil to more premium selections – is one of our pillars. We’ve

also developed specific lines of functional and specialty oils, enriched

with vitamins or adjusted to specific dietary regimens. And

we must mention OLYXYR, the brand I developed exclusively for

our e-commerce channel, a symbol of the innovation in our packaging

and our offer, specifically designed for a digital audience.

How do you guarantee the quality and traceability of your

oils?

Quality and traceability are vital elements for us, guarantees we

provide to our consumers and which I wanted to up-grade in the

transition to B2C. Our quality control system is extremely rigorous

and covers the entire production chain: from the selection of raw

materials, which is done through solid partnerships with reliable

suppliers, to the finished product. We constantly run laboratory

tests on our every production batch to ensure its purity and compliance

with the highest standards. Moreover, we are certified according

to the most important international food quality and safety

regulations, and our supply chain is fully traceable, so consumers

can know the origin and the journey of any Benvolio oil bottle.

Where do you stand when it comes to environmental sustainability?

We are fully committed to environmental sustainability throughout

all the process, it’s something I wanted to bring to the center

of the brand strategy. When it comes to production, we prioritize

sustainable agricultural practices and organic products. But our

stance goes further: with the creation of Wizebite S.r.l. Benefit

Genius People Magazine


MARTINA MANNA

209

della strategia del marchio. Nella produzione, privilegiamo

pratiche agricole sostenibili e l’offerta di prodotti biologici. Ma

il nostro approccio va oltre: con la nascita di Wizebite S.r.l. Società

Benefit, un progetto che ho fortemente voluto e fondato,

abbiamo abbracciato una visione data­driven della sostenibilità

nell’e­commerce. Attraverso l’utilizzo di intelligenza artificiale

e analisi avanzate, siamo in grado di ottimizzare la catena di approvvigionamento,

prevedere la domanda con maggiore accuratezza

e, di conseguenza, minimizzare gli sprechi lungo tutta

la filiera produttiva e distributiva. Questo non solo riduce l’impatto

ambientale legato alla sovraproduzione e allo smaltimento,

ma rende anche la logistica più efficiente, contribuendo a

un’economia più circolare. Sono convinta che l’innovazione

tecnologica sia un alleato fondamentale per un futuro più verde

nel settore alimentare.

Benvolio è presente anche sui mercati internazionali: quali le

sfide e le opportunità dell’espansione del business anche

all’estero?

L’espansione internazionale per la nostra linea a marchio è una

componente cruciale della strategia di crescita che ho delineato.

Le opportunità sono immense: l’accesso a nuovi mercati e a

un bacino di consumatori globale ci permette di far conoscere

l’eccellenza del made in Italy e di consolidare il nostro brand a

livello mondiale. Piattaforme e­commerce globali come Amazon

sono state e continuano a essere un veicolo fondamentale

per questa espansione. Tuttavia, le sfide non mancano. Dobbiamo

affrontare la complessità delle diverse normative doganali e

alimentari, la gestione di catene logistiche più articolate e la

concorrenza di player locali consolidati. È anche essenziale

comprendere e adattarsi alle diverse culture e abitudini di consumo.

La nostra strategia si basa sulla flessibilità, sulla capacità

di adattamento e sull’analisi approfondita dei dati per identificare

i mercati più promettenti e personalizzare l’approccio.

Society, a project I strongly wanted and founded, we’ve embraced

a data-driven vision of sustainability for our e-commerce.

Using artificial intelligence and advanced analytics, we are able

to optimize the supply chain, anticipate the market’s demand

more accurately and, as a result, minimize waste throughout the

whole production and distribution chain. Not only does all of this

cut overproduction’s and disposal’s environmental impact, but it

also has a positive impact on logistics, contributing to a more

circular economy. I believe technologies are crucial allies for a

greener future in the food industry.

Benvolio is also present in international markets: what are

the challenges and the opportunities related to the expansion

of your business abroad as well?

International outreach is a crucial part of the growth strategy I’ve

outlined for our branded line. There are countless opportunities:

accessing new markets and a global consumer base allows us to

promote the excellence of Made in Italy and establish our brand

globally. Global e-commerce platforms such as Amazon have

been and continue to be instrumental in our expansion. However,

there are plenty of challenges. We have to deal with different customs

and food regulations, manage more articulated logistics

chains, compete with established local players. It’s also crucial

that we understand and adapt to different cultures and eating

habits. Our strategy is based on flexibility, adaptability and indepth

data analysis to identify the most promising markets and

tailor our approach.

What role do innovation and research play in the development

of your products?

Innovation and research are the driving force behind our evolution,

especially when it comes to the branded product line that

Quale ruolo hanno innovazione e ricerca nello sviluppo dei

vostri prodotti?

Innovazione e ricerca sono il motore della nostra evoluzione, in

particolare per la linea di prodotti a marchio che ho sviluppato.

Non ci limitiamo a produrre oli, ma investiamo costantemente

nella ricerca e sviluppo per migliorare i nostri processi, ottimizzare

la shelf life e creare prodotti nuovi che rispondano alle

esigenze emergenti dei consumatori. Questo include lo sviluppo

di oli con profili nutrizionali specifici o soluzioni innovative

di packaging, come quelle adottate per OLYXYR. Un ruolo cruciale

in questo processo è giocato dall’analisi dei dati: utilizziamo

il feedback dei clienti, le recensioni e le domande e risposte

raccolte dalle piattaforme e­commerce per identificare trend e

bisogni insoddisfatti, guidando così la nostra innovazione in

modo mirato. In questo contesto, Wizebite rappresenta un’estensione

della mia visione di innovazione, fornendo gli strumenti

analitici avanzati per trasformare i dati in insight strategici

per lo sviluppo.

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GENIUS LIFESTYLE

Quali strategie avete adottato per il canale e-commerce, ormi

sempre più importante anche nel settore alimentare?

Il canale e­commerce è diventato centrale nella nostra strategia

commerciale per il brand B2C, la cui importanza è stata riconosciuta

e promossa da me sin dall’inizio. Abbiamo abbracciato

con entusiasmo la digitalizzazione, riconoscendo il suo potenziale

illimitato. La nostra strategia si concentra su diversi pilastri:

in primis sulla presenza forte sulle piattaforme chiave: abbiamo

investito significativamente sulla nostra presenza su

Amazon, sia come Vendor che come Seller, ottimizzando le nostre

schede prodotto e utilizzando gli strumenti pubblicitari

come Sponsored Products e Sponsored Brands per aumentare la

visibilità del nostro marchio. Poi sullo sviluppo di brand digital­native.

Ad esempio, la creazione di OLYXYR, il brand esclusivo

per Amazon che ho fortemente voluto, è un esempio chiave

di come abbiamo pensato specificamente per il canale online,

con un focus sul packaging innovativo e sulla comunicazione

digitale diretta al consumatore. Poi c’è la strategia data­driven:

utilizziamo l’analisi dei dati di vendita, delle recensioni e del

comportamento dei clienti per ottimizzare le nostre offerte,

personalizzare le campagne di marketing e guidare lo sviluppo

di nuovi prodotti per il canale e­commerce. Infine ci sono Contenuti

e coinvolgimento: curiamo attentamente la qualità dei

contenuti online, con descrizioni dettagliate, immagini di alta

qualità e ricette, per educare e coinvolgere i consumatori finali.

C’è un progetto o un traguardo recente di cui siete particolarmente

orgogliosi?

Assolutamente sì. Il progetto di cui sono più orgogliosa in questo

momento è la nascita di Wizebite S.r.l. Società Benefit. Non

è solo una nuova entità aziendale, ma la concretizzazione della

mia visione per un futuro più intelligente e sostenibile nell’ecommerce

alimentare. Rappresenta la nostra capacità di innovare

non solo nei prodotti a marchio, ma anche nel modello di

business, offrendo soluzioni tecnologiche basate sull’AI per ottimizzare

processi e ridurre gli sprechi. Un altro grande motivo

di orgoglio è la crescita eccezionale di OLYXYR su Amazon: vedere

un brand nato digitalmente, che ho contribuito a fondare e

sviluppare, raggiungere risultati così significativi conferma la

validità della nostra strategia B2C e la nostra capacità di primeggiare

nel panorama digitale.

Guardando al futuro, quali sono gli obiettivi principali per

Benvolio 1938 nei prossimi anni? Cosa possiamo aspettarci?

Guardando al futuro, i nostri obiettivi principali sono ambiziosi

e poggiano sui pilastri che ho stabilito e che ci hanno portato

fino a qui. Vogliamo consolidare la nostra posizione di leadership

nel settore degli oli alimentari di qualità a marchio, con un

focus ancora maggiore sulla sostenibilità e sull’innovazione. Ci

aspettiamo di rafforzare ulteriormente la nostra presenza sui

mercati internazionali per la linea B2C, sfruttando al massimo il

potenziale dell’e­commerce. Con Wizebite, miriamo a diventare

un punto di riferimento per l’ottimizzazione e la sostenibilità

I’ve developed. We don’t simply make oils; we are constantly investing

in research and development to improve our processes,

optimize our shelf life, and create new products that meet consumers’

evolving needs. This includes developing oils with specific

nutritional profiles or innovative packaging solutions, such

as those we are using for OLYXYR. Data analysis plays a crucial

role in this process: we use customers’ feedback, reviews, and

Q&A collected from e-commerce platforms to identify trends and

unmet needs, hence purposefully direct innovation. In this context,

Wizebite is an extension of my innovation vision, as it provides

the advanced analytical tools we need to turn data into

strategic insights for the brand’s development.

What are your strategies for the brand’s e-commerce channel,

a tool that has become increasingly important in the food

sector as well?

The e-commerce channel has become pivotal in our B2C business

strategy. I understood its importance and promoted this

mean from the very beginning. We have enthusiastically embraced

digitization, and have recognized its unlimited potential. Our strategy

revolves around multiple pillars: first, on our presence on key

platforms: we’ve heavily invested in our presence on Amazon,

both as a Vendor and Seller, optimizing our product sheets and

using advertising tools such as Sponsored Products and Sponsored

Brands to increase our brand visibility. Then there’s the development

of digital-native brands. OLYXYR, the exclusive brand

for Amazon that I strongly wanted, is a key example of how we

specifically designed a product for an online channel, focusing on

an innovative packaging and a direct-to-consumer digital communication.

Finally, there’s our data-driven strategy: we use the analysis

of sales data, reviews, and customer behavior to optimize our

offers, personalize marketing campaigns, and drive the development

of new products for the e-commerce channel. Finally, we

have content and engagement: we carefully oversee the quality of

online content, with detailed descriptions, high-quality images,

and recipes to educate and engage end consumers.

Is there a recent project or achievement that you are particularly

proud of?

Absolutely. Right now I am proud the most of Wizebite S.r.l. Benefit

Society. It’s not just a new corporate entity, it’s the materialization

of my vision for a smarter and more sustainable future in

food e-commerce. It represents our ability to innovate not only in

branded products, but also in business models, offering AI-based

technology solutions to optimize processes and reduce waste.

Another great source of pride is OLYXYR ‘s exceptional growth

on Amazon: seeing a digitally born brand, which I helped found

and develop, achieve such impressive results confirms the

soundness of our B2C strategy and our ability to excel in the

digital landscape.

Looking ahead, what are Benvolio 1938’s main goals in the

coming years? What can we expect?

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MARTINA MANNA

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In foto Martina Manna

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GENIUS LIFESTYLE

delle catene di approvvigionamento alimentari attraverso l’AI,

non solo per noi ma anche per altre aziende del settore. Vogliamo

continuare a sorprendere i consumatori con nuovi prodotti

che combinino gusto, benessere e rispetto per l’ambiente, consolidando

la fiducia che ci hanno sempre dimostrato. In sintesi,

Benvolio 1938 sarà sempre più un’azienda all’avanguardia, sostenibile

e con una forte identità digitale, grazie alla spinta innovativa

e al successo commerciale che ho introdotto

Infine, quali consigli daresti a una giovane imprenditrice che

vuole entrare nel mondo del food & wellness?

A una giovane imprenditrice che desidera avventurarsi nel

mondo del food & wellness, darei tre consigli fondamentali, basati

sulla mia esperienza nel creare e sviluppare la parte B2C di

Benvolio 1938, e cioè: trova la tua visione e sii costante. Identifica

una nicchia o un’esigenza specifica che puoi soddisfare con

passione. Avviare un nuovo progetto richiede visione e una notevole

costanza. Non mollare alla prima difficoltà e sii proattiva

nel cercare soluzioni, proprio come ho fatto io nel trasformare

un’azienda da B2B a B2C. Poi, abbraccia il digitale e sii datadriven:

il futuro è online e nei dati. Impara a sfruttare gli strumenti

dell’e­commerce, a leggere e interpretare i dati per capire

il mercato e i tuoi clienti. L’intelligenza artificiale, come

quella che sviluppiamo con Wizebite, può essere un alleato potentissimo

per ottimizzare ogni aspetto del tuo business e scalare.

Infine, integra sostenibilità e trasparenza: i consumatori di

oggi cercano prodotti non solo buoni, ma anche etici e sostenibili.

Costruire un business che abbia un impatto positivo sul

pianeta e sulla salute delle persone è un valore aggiunto enorme.

Sii trasparente sulla provenienza e sui processi, questo costruirà

fiducia e lealtà nel tuo brand.

Our goals are ambitious and rest on the foundations I’ve laid

down and that have gotten us this far. We want to cement our

leading position in quality branded edible oils, with an even greater

focus on sustainability and innovation. We expect to continue

to strengthen our presence in international markets with the B2C

line, taking full advantage of the potential of e-commerce.

Through Wizebite we have the ambition to become a reference

for the optimization and sustainability of food supply chains

through AI, not only for us but also for other companies in the

industry. We want to continue to surprise consumers with new

products that combine taste, wellness and environmental friendliness,

and consolidate the trust they have always shown us. In

short, Benvolio 1938 will continue to be a cutting-edge, sustainable

company with a strong digital identity, thanks to the innovative

drive and commercial success I brought to the brand.

Finally, what advice would you give to a young female entrepreneur

who wants to enter the food & wellness world?

Based on my experience in creating and developing the B2C part

of Benvolio 1938, I would give three key pieces of advice to a

young female entrepreneur who wants to venture into the world

of food & wellness, namely: find your vision and be consistent.

Target a specific niche or need that you can answer with passion.

tarting a new project requires a vision and a remarkable amount

of perseverance. Don’t give up at the first difficulty and be proactive

in seeking solutions, just as I did in transforming a business

from B2B to B2C. Next, embrace digitization and be data-driven:

the future is online and in data. Learn how to leverage e-commerce

tools, how to read and interpret data to understand the

market and your customers. Artificial intelligence, such as Wizebite,

can be a powerful ally in optimizing every aspect of your

business. Finally, integrate sustainability and transparency: today’s

consumers are looking for products that are not only good,

but also ethical and sustainable. Building a business that has a

positive impact on the planet and people’s health is a huge value-add.

Be transparent about sourcing and processes; this will

build trust and loyalty to your brand.

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CASA SAVINI TARTUFI

La Milano di Karol Teruzzi fra design e sapore

Karol Terruzzi’s Milan: where design meets flavor

di/by CAROLINA GENNA

In un angolo riservato e accogliente di Via Cusani 8 Casa Savini

Tartufi, il nuovo progetto firmato da Karol Teruzzi, figura

di riferimento nel panorama dell’ospitalità di qualità.

Più che un ristorante, è una vera e propria “casa” milanese:

uno spazio che unisce la raffinatezza del design, l’eccellenza

gastronomica e l’esperienza immersiva del tartufo in

tutte le sue declinazioni. Dalla collaborazione con lo storico

brand toscano Savini Tartufi alla creazione di un luogo pensato

per essere vissuto in ogni momento della giornata, Karol

Teruzzi ci racconta la sua visione, tra estetica, accoglienza e

passione per la materia prima.

Karol Teruzzi, a leading figure in the world of high-end hospitality,

has created a new project in a cozy, private corner of Via Cusani

8: Casa Savini Tartufi. It’s more than just a restaurant; it’s a real

“home” in Milan, a space that combines sophisticated design,

culinary excellence, and an immersive truffle experience in all its

forms. Karol Teruzzi tells us about his vision, between aesthetics,

hospitality, and enthusiasm for raw ingredients, and his collaboration

with the historic Tuscan brand Savini Tartufi in the creation

of a place designed to be experienced at any time of the day.

Buongiorno Karol, ci racconta com’è nato il progetto Casa Savini

Tartufi? Con oltre vent’anni di esperienza nel settore,

come ha evoluto la sua filosofia culinaria e imprenditoriale?

Il progetto con la Maison Savini, nasce quasi per caso, con amicizie

comuni. Ci hanno presentato, e siamo partiti. Con Cristiano

Savini, AD della storica azienda toscana specializzata nella

commercializzazione e lavorazione del tartufo, arrivata ora alla

3° generazione, da subito è nato un ottimo feeling, condividevamo

la stessa “visione”. La “visione” fa sempre la differenza, credo

sia questa la dote più grande per un manager, senza non si va

da nessuna parte. La capacità di saper vedere dove gli altri ancora

non pensano o credono si possa creare qualcosa di nuovo.

Il tartufo è il vero protagonista della Casa ed è proposto in diverse

varietà stagionali: bianco pregiato, nero pregiato, uncinato,

scorzone, bianchetto. Ma il menù include anche piatti

iconici della tradizione italiana come la carbonara e il risotto

alla milanese. Come ha bilanciato l’uso del tartufo con questi

classici?

Naturalmente il tartufo nelle sue stagioni rimane protagonista,

ma la clientela, soprattutto quella milanese, ci chiedeva anche

piatti della cucina mediterranea e della tradizione. Abbiamo

inserito nel menù portate a base di pesce (crudo e cotto) e

grandi classici come la carbonara e il risotto alla milanese. È

proprio con la carbonara, di cui uno dei quattro ingredienti è il

tuorlo d’uovo, che il tartufo si sposa magnificamente, soprattutto

il nero; non ne modifica il gusto, aggiunge dei sapori di

sottobosco che arricchiscono questo piatto iconico della cucina

italiana.

Good morning Karol, can you tell us how the Casa Savini Tartufi

project started? Since you have over twenty years of experience

in the business, how has your culinary and entrepreneurial

philosophy evolved?

The project with Maison Savini started almost by chance, through

mutual friends. We were introduced and we got started. Cristiano

Savini is the CEO of the historic Tuscan company, now in its third

generation, specialized in the marketing and processing of truffles.

We immediately hit it off, we shared the same “vision”. That’s

what always makes a difference. I believe it’s the greatest gift a

manager can have; without it, you get nowhere. It’s the ability to

see something when others don’t think or believe something can

be created.

Truffles are the real stars of the house and are served in different

seasonal varieties: white, black, uncinato, scorzone,

and bianchetto. But the menu also includes classic Italian

dishes such as the carbonara and the risotto alla milanese.

How did you combine truffles with these classics?

Of course, when the season is right, truffles are the star of the

show, but our customers, especially those from Milan, also want

Mediterranean and traditional dishes. We’ve added fish dishes

(raw and cooked) and some great classics, such as the carbonara

and risotto alla milanese, as you said, to the menu. With the carbonara,

whose one of four ingredients is egg yolk, truffles go so

well, especially black truffles; they don’t change its taste, and

add the undertones of the forest to this iconic dish of the Italian

cuisine.

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CASA SAVINI TARTUFI

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In foto Cristiano Savini e Karol Teruzzi

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In foto Karol Teruzzi all’ingresso del ristorante

In foto la zona bar e aperitivo al piano strada di Casa Savini Tartufi

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CASA SAVINI TARTUFI

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Sempre parlando di tartufi, c’è poi anche la “Truffle Experience”

che permette agli ospiti di vivere la cerca e cavatura

del tartufo, riconosciuta come patrimonio immateriale

dell’UNESCO. In che modo questa esperienza arricchisce la

proposta di Casa Savini Tartufi?

Con la Truffle Experience diamo agli ospiti la possibilità di degustare

a pieno l’ottima materia prima fornitaci da Savini con

tre portate che, nella loro semplicità e naturalezza, ne esaltano

il sapore; ovviamente parlo delle uova al tegamino, del tagliolino

di pasta fresca al burro e della tartare di manzo condita con

olio EVO e cristalli di sale. Con soli 35,00€ si possono avere tre

portate. Direttamente al tavolo, il cliente gestisce la quantità di

tartufo sapientemente affettata al momento dai nostri operatori

di sala e ne paga l’effettiva grammatura.

In un’epoca in cui la sostenibilità è sempre più centrale, come

affrontate il tema nella selezione delle materie prime e nella

gestione del locale?

Ottima domanda, credo che sia importante collaborare con fornitori

seri e professionali, con aziende per cui la parola “sostenibilità”

non sia solo uno slogan ma un’identità di lavoro. Nel

nostro caso sono praticamente gli stessi dal 2005, data di apertura

del primo ristorante a Milano. Sono contrario alle celle frigorifere

nei ristoranti: creano grandi consumi di elettricità e

grossi problemi per lo smaltimento una volta esaurite le capacità

di vita. Preferisco lavorare con pochi frigo da banco e ricevere

le materie prime quotidianamente, siano esse frutta, verdura,

carne, pesce, latticini.

La narrazione, poi, è parte integrante dell’esperienza: quanto

conta per lei raccontare non solo il piatto, ma anche l’origine

e la cultura che lo circonda?

Ormai con la globalizzazione, i media, i social, la capacità e la

semplicità di potersi connettere e spostare da un continente

all’altro senza grossi problemi, il cliente di oggi è molto preparato,

conosce gli alimenti, le ricette, si cimenta per diletto nella

propria casa. Bisogna avere competenze verbali e saper raccontare

il piatto cercando di accendere una scintilla nel commensale,

incuriosirlo. Andare al tavolo, lasciare i menù e tornare per

prendere l’ordine non fa parte del nostro dna. Ogni piatto ha una

sua storia, una ricerca, un inventiva, o semplicemente il rispetto

per la preparazione della ricetta originale della tradizione.

Collaborare con Savini Tartufi, azienda toscana con una lunga

tradizione, ha influenzato la sua visione culinaria? Come

si è sviluppata questa sinergia?

Assolutamente sì. All’inizio dell’estate 2024 sono stato invitato

in Toscana, a Forcoli, per visitare l’azienda. Vedere, toccare con

mano la grinta e l’energia che Cristiano e suo papà Luciano

mettono quotidianamente in atto, la passione con cui parlano

dei ricordi del nonno Zelindo, fondatore dell’azienda, mi ha

fatto capire quanto per loro fosse importante tramettere questi

valori nella lora nuova Casa milanese. Valori, se volete, antichi

Speaking of truffles, there’s also the “Truffle Experience”

through which guests can experience the search and harvesting

of truffles, a practice that has been recognized as

intangible cultural heritage by UNESCO. How does this experience

enrich the offerings of Casa Savini Tartufi?

With the Truffle Experience, we give guests the opportunity to fully

enjoy the excellent raw ingredients provided by Savini through

three courses that, with their simplicity and freshness, enhance

their flavor. For just €35.00, you can enjoy all three courses. At the

table, guests can choose how much truffle they want our expert

waiting staff to slice on the spot, and pay for its actual weight.

At a time in which sustainability is always more central, how

do you deal with raw materials and their selection and the

management of the restaurant?

Excellent question, I believe it’s important to work with serious

and professional suppliers, with companies that believe the word

“sustainability” is not just a slogan but a working identity. In our

case, they’ve been the same since 2005, when we opened our

first restaurant in Milan. I am against cold storage in restaurants:

they consume a lot of electricity and cause major disposal problems

once they reach the end of their life cycle. I prefer to work

with a few counter refrigerators and receive raw ingredients daily,

whether fruit, vegetables, meat, fish, or dairy products.

Storytelling is also an essential part of the experience: how

important is it for you to describe not only the dish, but also

its origin and its culture?

Nowadays, thanks to globalisation, the media, social media, and

the ease and simplicity of connecting and moving from one continent

to another without any major problems, customers are very

knowledgeable. They know food and recipes and enjoy cooking

at home. You need verbal skills and know how to describe a dish

in order to spark the diner’s curiosity. Going to the table just to

leave the menus and come back to take the order is not part of

our DNA. Every dish has its own story, research, inventiveness, or

it simply respects for the original traditional recipe.

Has working with Savini Tartufi, a Tuscan company with a

long tradition, influenced your culinary vision? How did this

synergy come about?

Absolutely. At the beginning of summer 2024, I was invited to

Forcoli, Tuscany, to visit the company. Seeing and experiencing

firsthand the determination and energy that Cristiano and his father

Luciano put into their work every day, and the passion with

which they talk about their memories of their grandfather Zelindo,

the company’s founder, made me realize how important it was for

them to pass on these values in their new home in Milan. Their

values are ancient but authentic, and there’s a family atmosphere

that everyone would like to experience.

Milan is a city in constant gastronomic evolution. How does

Casa Savini Tartufi position itself in this scenario?

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ma autentici, e si respira aria di famiglia, quella che tutti vorrebbero.

Milano è una città in continua evoluzione gastronomica.

Come si posiziona Casa Savini Tartufi in questo panorama?

La città, dal punto di vista gastronomico, è evoluta moltissimo.

Sono arrivati i grandi player internazionali con brand importanti,

con grosse risorse economiche e alta professionalità. Le

catene alberghiere a 5 stelle al loro interno hanno uno o più ristoranti,

talvolta stellati… insomma, la concorrenza non manca,

anzi! Noi cerchiamo quotidianamente di ritagliarci il nostro

spazio, offrendo qualità e umanità, cercando di far star bene i

clienti e regalando qualche sorriso in un’atmosfera che sa volutamente

di “casa”. Pensi che abbiamo clienti che ci frequentano

3/4 volte alla settimana, talvolta per pranzi di lavoro, talvolta

a cena con amici o semplicemente per bere un aperitivo.

Quando arrivi a questo, sai che la direzione è quella giusta: vuol

dire che sei riuscito a creare una comfort zone in cui le persone

stanno bene.

In che modo Milano ha influenzato – o ispirato – il concept di

Casa Savini Tartufi?

Qui il merito va all’Architetto Andrea Fogli, milanese DOC. Lui

ha curato ogni dettaglio del restyling del ristorante la scorsa

estate. Milano, dal punto di vista del design, è nei primissimi

posti al mondo: in un ristorante non puoi solo mangiare bene, ci

deve essere l’atmosfera.

Andrea è stato molto bravo a convertire gli spazi creando delle

zone intime e accoglienti con colori caldi e neutri, con pavimenti

in cocco, inserti in pelle, legno e un design di arte contemporanea,

ispirata agli anni ’60/’70.

Come detto, Casa Savini Tartufi è stata concepita come una

“casa” nel cuore di Milano. Come si crea un ambiente al contempo

elegante e familiare?

C’è solo un modo: trasmettere al proprio staff i valori dell’accoglienza

e dell’ospitalità. Io sono molto fortunato, il mio staff mi

segue da anni. Siamo una squadra molto rodata, ci aiutiamo e

sosteniamo. Il ristorante, che si voglia o no, diventa una seconda

casa un po’ per tutti quelli che ci lavorano. Qui si condividono

gioie, dolori, successi e varie crisi familiari.

Quando le persone che lavorano insieme creano questa unione

il cliente lo percepisce, e ne vuole far parte. Tolti i turisti, che

magari vengono solo una volta a Milano, i clienti abituali conoscono

per nome ognuno dei ragazzi, si salutano, se c’è tempo

scappa la chiacchiera, e tantissimi prima di sedersi a tavola si

affacciano a salutare lo chef e i suoi ragazzi in cucina.

Questa è casa…

Quanto conta, secondo lei, l’aspetto emozionale nella ristorazione

di oggi?

Dipende molto da quali emozioni si vogliono provare. Ahimè,

oggi i social distraggono un po’ le persone dalla realtà. Si va al

From a gastronomic point of view, the city has evolved tremendously.

Major international players have arrived with important

brands, substantial economic resources, and a high level of professionalism.

Five-star hotel chains all have one or more restaurants,

sometimes Michelin-starred... In short, there is no shortage

of competition, quite the contrary! We strive every day to carve

out our own space, offering quality and humanity, trying to make

our customers feel at ease and bringing a smile to their faces in

an atmosphere that deliberately feels like home. We have customers

who visit us three or four times a week, sometimes for

business lunches, sometimes for dinner with friends or simply for

an aperitif. When you get to this point, you know you’re on the

right track: it means you’ve managed to create a comfort zone

where people feel at home.

How has Milan influenced or inspired the concept of Casa

Savini Tartufi?

We owe that to architect Andrea Fogli, a true Milanese. He took

care of every detail of the restaurant’s restyling last summer. From

a design point of view, Milan is one of the world’s leading cities:

in a restaurant, you can’t just eat well, there has to be some kind

of atmosphere. Andrea did a great job: he reconverted the spaces,

creating intimate and welcoming areas with warm, neutral

colors, coconut flooring, leather inserts, wood, and contemporary

art inspired by the 1960s and 1970s.

As mentioned, Casa Savini Tartufi was conceived as a “home”

in the heart of Milan. How do you create an environment that

is both elegant and familiar?

There’s only one way: by conveying the values of warmth and

hospitality to your staff. I am very lucky: my staff has been with

me for years. We are a well-established team, we help and support

each other. Whether you like it or not, the restaurant becomes

a second home for everyone who works there. Here we

share joys, sorrows, successes, and various family crises.

When people who work together create this bond, customers can

feel it and want to be part of it. Apart from tourists, who may only

come to Milan once, regular customers know everyone by name,

they say hello, chat if there’s time, and many of them stop by to

say hello to the chef and his team in the kitchen before sitting

down at their table.

This is home…

How important do you think the emotional factor is in today’s

restaurant industry?

It depends a lot on what kind of emotions you want to experience.

Unfortunately, social media distracts people from reality

these days. People go to trendy restaurants to take selfies and

post them on their profiles to show that they’ve been there. Food,

service, and everything else is irrelevant to a certain segment of

the market. We usually have an over 35/40 clientele who still

comes to the restaurant to spend a couple of hours relaxing, eating

and drinking a good glass of wine. And above all, talking to

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ristorante di grido per fare un selfie e postare un’immagine sul

proprio profilo, per far vedere di essere lì. Del cibo, del servizio

e tutto il resto non importa a una fetta di mercato. Storicamente

noi abbiamo una clientela over 35/40 che ancora viene al ristorante

per passare un paio d’ore in relax, mangiando e bevendo

un buon bicchiere di vino. E soprattutto parlando tra

loro. Pochi cellulari in tavola e tante conversazioni. Forse la

vera emozione di oggi è proprio vedere le persone che ancora si

parlano.

Infine, quali consigli darebbe a giovani chef e imprenditori

che desiderano intraprendere un percorso nel mondo della ristorazione

di alta qualità?

Uno solo, se posso: crederci sempre! Ci saranno, e lo dico per

esperienza, momenti bui, difficili, in cui tutto sembra crollare.

In quei momenti si è soli, ma bisogna trovare la forza di alzarsi,

ancora e ancora… Con i sacrifici e il duro lavoro arriveranno anche

le gratificazioni. È bene dire che questo lavoro si prende

tanto, ma restituisce anche tanto. Nelle sale dei miei locali io ho

conosciuto persone incredibili che mai avrei potuto incontrare

facendo altri lavori, persone che mi hanno dato accesso a un

mondo di cui non avrei potuto far parte sennò.

each other. Few cell phones on the table and lots of conversation.

Perhaps the real emotion today is seeing people still talking to

each other.

Finally, what advice would you give to young chefs and entrepreneurs

who want to embark on a career in high-quality catering?

Just one, if I may: always believe in yourself! There will be, and I

say this from experience, dark, difficult moments when everything

seems to be falling apart. In those moments, you are alone, but

you have to find the strength to get up, again and again... With

sacrifice and hard work, the rewards will come. It’s fair to say that

this job takes a lot from you, but it also gives a lot in return. In my

restaurants, I’ve met incredible people who I would never have

met with other jobs; people who have given me access to a world

I would not have been part of otherwise.

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ANTONIO BRANCATO PORTA L’ITALIA

A SINGAPORE CON ANTO

ANTONIO BRANCATO BRINGS ITALY TO SINGAPORE WITH ANTO

di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF

Dalla Basilicata a Singapore, Antonio Brancato ha

tracciato un percorso originale che unisce radici

familiari, passione per il cibo e spirito imprenditoriale.

Insieme al cugino Giancarlo Mancino, ha

dato vita a ANTO – Pizza e Aperitivi, il progetto nato da

passione, competenza e spirito di famiglia, che in poco

tempo ha conquistato il pubblico e la critica, ottenendo

importanti riconoscimenti come la menzione nella 50 Top

Pizza Asia-Pacific.

From Basilicata to Singapore. Antonio Brancato has pursued

an original path that unites his family roots, his passion for

food, and his entrepreneurial spirit.Together with his cousin

Giancarlo Mancino, he created ANTO – Pizza e Aperitivi, a

project born out of passion, expertise, and family values,

which quickly won over the public and the critics, earning

important awards such as a mention in the 50 Top Pizza

Asia-Pacific.

Ci racconti come è iniziato il tuo percorso nel mondo della cucina

e della ristorazione? Qual è il ricordo più vivo legato alle

tue prime esperienze con la pizza?

Mi sono ritrovato nel mondo della ristorazione e della cucina

per caso. A 18 anni avevo già cambiato mille lavori per guadagnare

qualcosa che mi permettesse di essere il più indipendente

possibile. Poi, a 20 anni, mi sono ritrovato in una pizzeria al taglio

a Potenza, ed è da lì che è iniziato tutto. Piano piano il lavoro

ha cominciato a piacermi e ho iniziato a studiare il mondo dei

lievitati.

Il ricordo più vivo? Sicuramente le mille scottature con le teglie

super calde! [ride]

Scherzi a parte, con la pizza mi sono sempre trovato a mio agio,

da subito; semplicemente con la pizza riesco a esprimere tutto

me stesso.

Com’è nato ANTO? E cosa rende ANTO diverso dalle altre pizzerie

a Singapore?

ANTO è nato dal sogno di due cugini – sto parlando di me e di

Giancarlo Mancino ­. Erano anni che inseguivo e coltivavo il sogno

di fare qualcosa insieme. Pizza e cocktail. Lui è uno dei più

talentuosi bartender al mondo: non potevo non prendere

esempio da lui, dal suo percorso.

Dopo anni in giro tra Nord Italia, Emirati Arabi e Arabia Saudita,

arriva la sua chiamata: mi dice che ha trovato un finanziatore

asiatico che vuole investire sul nostro sogno e io ho risposto subito

“Sì, facciamolo!”. Dopo un anno di preparativi abbiamo

messo in piedi ANTO.

How did you end up in the world of culinary arts and catering?

What’s your most vivid memory of your first experiences

with pizza?

I found myself working in the restaurant and catering industry by

chance. By the age of 18, I had already changed a thousand jobs.

I wanted to earn enough money to be as independent as possible.

Then, when I was 20, I ended up in a pizza restaurant in Potenza,

and that’s where it all started. Little by little, I began to

enjoy what I was doing and I started studying leavened products.

My most vivid memory? Definitely the countless times I burned

myself with the super-hot baking trays! [he laughs]

All jokes aside, I’ve always felt at ease with pizza, right from the

start; I can express myself fully through pizza.

How did ANTO come about? And why is ANTO different from

other pizzerias in Singapore?

ANTO was born from the dream of two cousins – I’m talking

about myself and Giancarlo Mancino. For years, I had been

dreaming of doing something together. Pizza and cocktails. He is

one of the most talented bartenders in the world: I couldn’t help

but follow his example and his path.

After years spent traveling around northern Italy, the United Arab

Emirates, and Saudi Arabia, he called me and told me he found

an Asian investor who was willing to fund our dream. I immediately

said, “Yes, let’s do it!”. After a year spent getting everything

ready, we launched ANTO.

ANTO is different from other venues because it has a clear vision

and a straightforward concept: pizza and cocktails. We only use

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ANTONIO BRANCATO

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In foto Antonio Brancato

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ANTO è diverso dagli altri locali perché ha un’idea ben chiara, il

concept è chiaro e diretto: pizza e cocktail. Stiamo utilizzando

solo prodotti italiani e gran parte delle nostre creazioni nascono

dai ricordi di gioventù a casa della nonna, dalle esperienze fatte

negli anni passati e soprattutto dalla passione per questo lavoro.

La parola d ordine è autenticità.

In che modo l’esperienza a Singapore ha influenzato il tuo

modo di pensare e fare pizza?

L’esperienza qui a Singapore mi ha aperto gli occhi e mi ha fatto

conoscere una cultura totalmente diversa alla nostra. Non è

semplice far pizza qui, ma allo stesso tempo è una bella sfida.

Cerco di non farmi condizionare troppo, rimango fermo sulle

mie idee: credo sia l’unico modo di continuare a fare una buona

pizza.

Nella classifica internazionale stilata da The Best Pizza

Awards ti sei posizionato 89°, sono soddisfazioni.

Sì, è stata davvero una grande sorpresa. Non mi aspettavo di riuscire

a entrare così presto tra i migliori 100 pizza chef al mondo.

Questo traguardo ripaga tutti i sacrifici fatti in tutti questi

anni, almeno per il momento: so che devo farne tanti altri per

continuare a migliorare.

ANTO è stata inserita al 13° posto nella classifica 50 Top Pizza

Asia-Pacific 2025, risultando la pizzeria singaporiana meglio

piazzata, e ha ricevuto anche il Golden Ticket, diventando

così la prima a meritarselo a Singapore. Cosa vuol dire per te

e il team questo riconoscimento così prestigioso?

Anche questa è stata una grande sorpresa per tutti noi: abbiamo

raggiunto questo risultato a soli sei mesi dall’apertura. Ora potremo

essere presenti anche nella classifica della 50 TOP PIZZA

WORLD che si terrà a Napoli l’8 di settembre, e tutto questo ci

rende orgogliosi.

Un ringraziamento particolare va al mio team, composto da ragazzi

che per primi credono in quello che facciamo. Sono molto

fortunato.Mi piace pensare che per ANTO sia solo un buon inizio:

c’è ancora tanto da poter migliorare.

Come è stato accolto il premio dalla scena gastronomica di

Singapore e dall’Italia?

È stata una sorpresa per tutti, sia a Singapore, sia in Italia. A

Singapore soprattutto perché, come dicevo, la notizia è arrivata

dopo soli sei mesi dalla nostra apertura. Ovviamente con questo

risultato le aspettative si sono drasticamente alzate, ma non è

un problema: a pressione ci piace, ci fa rimanere concentrati.

Secondo te, quali sono oggi i valori più importanti per una

pizzeria che vuole emergere all’estero?

Credo si debba semplicemente rispettare le proprie idee e seguirle,

senza farsi condizionare dal mercato e della cultura del

posto. Credo sia questo il segreto, o per lo meno questo vale per

ANTO.

Italian products, and most of our creations are inspired by memories

of my youth at my grandmother’s house, by our experiences

from the past, and above all, our passion for this work. Our

watchword is authenticity.

How has your experience in Singapore influenced your way

of thinking and making pizza?

Living in Singapore has opened my eyes and allowed me to discover

a culture that is totally different from ours. Making pizza

here is not easy, but at the same time it’s a great challenge. I try

not to be influenced too much, I stick to my ideas: I think that’s

the only way to continue making good pizzas.

You came 89th in the international ranking compiled by The

Best Pizza Awards. You must be proud.

Yes, it was a really big surprise. I didn’t expect to make it into the

top 100 pizza chefs in the world so soon. This achievement

makes up for all the sacrifices I’ve made over the years, at least

for now: I know I have to make many more to keep improving.

ANTO also came in 13th in the 50 Top Pizza Asia-Pacific 2025

ranking, becoming the highest-ranked Singaporean pizzeria,

and was also the first venue in Singapore to receive the Golden

Ticket. What do these award mean to you and your team?

This too was a big surprise for all of us: we’ve only been open for

six months. Now we will also be included in the 50 TOP PIZZA

WORLD ranking that will be held in Naples on September 8, and

we’re all very proud. I would like to thank my team, who is the

first to believe in what we do. I am very lucky. I like to think that

this is just a good start for ANTO: there’s still a lot of room for

improvement.

How was the award received by the gastronomic scene in

Singapore and in Italy?

It was a surprise for everyone, both in Singapore and in Italy. Especially

in Singapore because, as I said, the news came just six

months after we opened. Obviously, with this result, expectations

have risen significantly, but that’s not a problem: we like the pressure,

it keeps us focused.

In your opinion, what are the most important qualities for a

pizzeria that wants to make a name for itself abroad?

I think you just have to respect your own ideas and follow them,

regardless of the market and the local culture. I think that’s the

secret, or at least that’s true for ANTO.

Which pizza best represents the spirit of ANTO?

The Rocco pan pizza: fior di latte cheese, potato chips, and rosemary.

It’s a simple pizza with simple ingredients, but it’s a pizza

made with heart, emotions, and childhood memories. It combines

cooking skills and dough management.

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ANTONIO BRANCATO

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Qual è la pizza che meglio rappresenta lo spirito di ANTO?

La pizza in teglia (padellino) Rocco: base fior di latte, chips di

patate e rosmarino. È una pizza semplice, con ingredienti semplici,

ma questa pizza è una questione di cuore, emozioni, ricordi

di bambino. Racchiude allo stesso tempo tecnica di cottura

e gestione d’impasto.

E invece qual è la pizza che ti prepari quando sei solo a casa?

Assolutamente la Margherita, non ho dubbi! Per ovvie ragioni:

rappresenta la nostra cultura e la nostra storia.

Infine, qual è il prossimo obiettivo, ora che siete sotto i riflettori

regionali e globali?

L’obiettivo è semplice: continuare così. Con la stessa voglia, con

la stessa passione.

I risultati continueranno ad arrivare e ANTO continuerà a togliersi

grandi soddisfazioni.

Alla fine questo è solo un buon inizio.

And what pizza do you make for yourself when you’re home

alone?

Definitely a Margherita, no questions about it! For obvious reasons:

it represents our culture and our history.

Finally, now that you are in the regional and global spotlight,

what is your next goal?

Our goal is simple: to keep going. With the same enthusiasm and

the same passion.

The results will continue to come and ANTO will continue to reap

great rewards.

At the end of the day, this is just a good start.

In foto Antonio Brancato da ANTO

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BEN PAYNE

DNA Lotus: passato, presente e futuro in una nuova visione del design

Lotus DNA: past, present and future in a new design vision

di/by CHIARA CURRÒ DOSSI

Achi gli chiede quale sia il progetto del quale va più

orgoglioso risponde “il prossimo”. Ben Payne è

un visionario. Vice director of design di Lotus,

alla Milano design week di aprile 2025 ha fatto gli

onori di casa all’interno dello spazio espositivo “The Lotus

theory” alla Haus of automotive (Phyd) che ha ospitato, fra

le altre cose, un talk insieme all’architetto Fabio Novembre,

mente creativa dietro una serie di oggetti di design che

arricchivano l’area di via Tortona. All’esterno, in una teca

in plexiglas, faceva bella mostra di sé una storica Lotus

Esprit S1 che quest’anno ha festeggiato i suoi primi cinquant’anni.

All’interno è stato ricavato uno spazio immersivo

dedicato al racconto della storia del marchio, alla ricerca

dei materiali del futuro e alla filosofia alla base del

design di Lotus. Filosofia condensata in un acronimo, Dna,

che sta per Digital, Natural and Analogue. Alla fine del percorso,

ad attendere i visitatori c’era una sfavillante nuova

Lotus Emeya, la prima hyper Gt 100% elettrica. Un modello,

come spiega Payne, nel quale l’occhio più attento non

può non cogliere una serie di richiami alla Esprit, in un

dialogo tra passato, presente e futuro che è il filo conduttore

del brand.

When someone asks him what project his proud of the most,

he answers “the next one”. Ben Payne is a visionary. He’s also

Lotus’ deputy director of design, and during April’s Design

Week in Milan he did the honors inside “The Lotus theory”

showroom set in the Haus of automotive (Phyd), which hosted,

among other things, a talk with architect Fabio Novembre,

the creative mind behind the array of design items that enriched

the via Tortona area. Outside, in a Plexiglas case, a

classic Lotus Esprit S1, that this year celebrated its first 50

years, on display. Set inside an immersive space to tell the

story of the brand, its search for the materials of the future,

and the philosophy behind Lotus’ design. A philosophy that

has been condensed into an acronym, Dna, which stands for

Digital, Natural and Analogue. At the end of the tour, a sparkling

new Lotus Emeya, the first 100% electric hyper Gt, was

waiting for the visitors. A model, Payne explained, in which

the most attentive eye is bound to spot a number of references

to the Esprit, in a dialogue between past, present and future,

that is the brand’s common thread.

Payne, partiamo dall’inizio: com’è nata la teoria del “Dna” e

cosa significa?

È frutto di un’intuizione del team creativo di Lotus. Il punto di

partenza è stata un’idea molto semplice: cercare di comunicare

il brand alle persone. Il metodo anche: riuscire a distillare un

messaggio attraverso tre­quattro parole chiave, semplici da ricordare.

A quel punto, siamo andati alla ricerca del “dna”

dell’azienda. Il nostro è un brand che ha 77 anni di vita, è fondamentale

riuscire a comunicare i valori storici di quello che

abbiamo fatto in passato, mentre ci muoviamo verso il futuro.

Oggi, il mondo dell’automotive è pieno di nuove startup con

proposte interessanti e tecnologie all’avanguardia. Ma noi, in

quanto brand storico e ricco di storia, abbiamo un elemento distintivo

in più. Abbiamo quindi voluto sfruttare il “dna” da un

punto di vista storico, e ci siamo resi conto che per comunicare

Payne, let’s start at the beginning: how did the “DNA” theory

come about and what does it mean?

It’s the brainchild of the Lotus creative team. It all started with a

very simple idea: we wanted to communicate the brand to people.

The approach too: encapsulate a message in three to four

key words, easy to remember. At that point, we started looking

for the company’s “DNA”. We are a 77-year-old brand, so as we

move into the future, it ‘s vital we succeed in communicating the

historical values of what we have done in the past. Today, the

automotive world is filled with new startups with interesting ideas

and cutting-edge technologies. But being a historic brand with a

rich history, we have something more. So we decided to exploit

“dna” from a historical point of view, and we realized that in order

to communicate these elements and bring them to life through

creativity and design (which after all is my job within the compa-

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BEN PAYNE

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In foto Ben Payne, Vice Presidente del Design per Lotus - Ph. Lotus Cars

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Lotus Esprit, l’iconica auto di James Bond - Ph. Lotus Cars

questi elementi e dar loro vita attraverso la creatività e il design

(che poi è la mia funzione all’interno dell’azienda, che non è

puramente tecnica), dovevamo concentrarci sull’elemento del

passato, che per noi è rappresentato bene dall’analogico. La “A”

di “Dna”, quindi, rappresenta il nostro impegno nell’ingegneria

delle auto ad alte prestazioni. Un approccio fisico concreto,

fatto di viti e bulloni, sistemi di sospensione, progettazione del

telaio. In generale, quello che ci permette di creare un’auto che

si connetta davvero con la strada. E che ha reso famosa l’azienda

grazie alle sue imprese nel motorsport, che è qualcosa che

continueremo sempre a fare. In poche parole, l’eccellenza ingegneristica

analogica. All’estremità opposta troviamo la “D” di

digitale. Parliamo di connettività, sistemi autonomi, soluzioni

software rese possibili dalle tecnologie di ultima generazione

che, oggi, sono a portata di mano. Analogico e digitale sono due

elementi che vogliamo combinare intorno alla “N” che sta per

naturale, ossia il cliente. L’essere umano che è il cuore di tutto

quello che facciamo. Lotus è un marchio emozionale: le persone

che lo conoscono vi sono affezionate, ci si rispecchiano molto. E

per attrarre i clienti del futuro dobbiamo fare la stessa cosa. Insomma,

il senso del nostro approccio è raccontare una storia e

unire il mondo vecchio a quello nuovo, mettendo al centro l’essere

umano”.

A proposito di tecnologie di ultima generazione e del loro rapporto

con la creatività e il design. Dalle sue parole, pare che la

ny, and not a strictly technical one), we had to focus on the past,

which we believe is well represented by analog. So the “A” in

“DNA represents our commitment to the high-performance car

engineering. A concrete physical approach, made of nuts and

bolts, suspension systems, chassis designs. Overall, what allows

us to create a car that really connects with the road. And that has

made the company famous through its exploits in motorsport,

which is something we will always continue to do. In a nutshell,

analog engineering excellence. We are talking about connectivity,

autonomous systems, software solutions made possible by the

latest technologies that, today, are right within reach. Analog and

digital are the two elements that we want to combine around the

“N” that stands for natural, which is the customer. The human

being who is at the heart of everything we do. Lotus is an emotional

brand: people who know it are fond of it, they relate to it a

lot. And to attract the customers of the future, we have to do the

same thing. In short, the point of our approach is to tell a story

and unite the old world with the new, putting the human being at

the center.

Talking about the latest technologies and their relationship

with creativity and design: from your words, you seem to be

very optimistic. Does this also apply to artificial intelligence?

Yes. In my view, every technological breakthrough or for that matter

every novelty should be looked at with a ”kit” of tools at hand.

There’s no need to worry, it happens all the time in human history.

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BEN PAYNE

227

sua sia una visione molto ottimistica. Vale anche per l’intelligenza

artificiale?

“Sì. Dal mio punto di vista, ogni progresso tecnologico o comunque

ogni novità dovrebbe essere vista con parte di un “kit”

di strumenti a disposizione. Non c’è da preoccupasi, è successo

di continuo, nella storia dell’uomo. Ci si evolve, si inventa qualcosa

di nuovo, e si fanno passi avanti. Credo vada considerata

come un’opportunità. La domanda giusta è: come posso usare

questo nuovo strumento per migliorare il mio modo di creare e

di fare design? Quello che sta succedendo con l’intelligenza artificiale

non è diverso da quello che abbiamo visto nel mondo

dell’automotive con il passaggio da un processo molto analogico,

come potevano essere la modellazione fisica o la progettazione

sui grandi tavoli da disegno, ai software, con la progettazione

assistita dai computer. Un passaggio che non ha peggiorato le

nostre vite. Non ha ridotto la nostra creatività. Anzi, ha portato

a un’accelerazione del processo creativo, aprendo nuove opportunità.

Oggi possiamo lavorare su nuove forme, abbiamo le

stampanti 3d, una forma di fabbricazione additiva. Vent’anni fa,

era impensabile creare qualcosa di simile. Quindi sì, in ogni nuova

tecnologia vedo un potenziale per una maggiore creatività.

Che forse non sappiamo ancora in cosa si concretizzerà, ma che

scopriremo nei prossimi anni. Ed è una cosa bella”.

Parliamo della nuova Emeya, la prima gt car 100% elettrica. È

questo il futuro di Lotus?

“Direi piuttosto che è il presente di Lotus. Questa vettura è stata

introdotta sul mercato mondiale e combina il piacere di guida

derivato dall’eccellenza analogica (la geometria con cui progettiamo

un’auto, perché abbia un’ottima tenuta su strada) e dal

sistema di trazione elettrica ad altissime prestazioni. Il risultato

è un equilibrio tra un’auto sportiva e una adatta all’uso quotidiano.

Le capacità dinamiche sono fantastiche, come del resto

ci si aspetta da una Lotus. Ma al tempo stesso le prestazioni trovano

un’applicazione molto pulita ed ecologica in questo modello,

che offre un’esperienza di guida davvero lussuosa. Gli

interni sono di qualità superiore a tutto quello che Lotus abbia

mai creato finora. È un grande passo in avanti per noi, e rappresenta

ciò che siamo oggi. È la combinazione dell’eredità del

marchio con la tecnologia più avanzata, riunite in un pacchetto

gt di lusso per i clienti di oggi”.

Ci sono richiami specifici a modelli del passato?

“Ci sono sempre, ma tendono a essere piuttosto sottili. Per

quanto riguarda il linguaggio estetico dei modelli attuali, c’è

sempre una linea semplice che attraversa l’auto dal muso alla

coda. È abbastanza sottile, ma crea una sezione molto netta nella

parte anteriore dell’auto. E poi c’è una piega che attraversa le

portiere e culmina in una sorta di linea di luce laser. Una sottile

striscia rossa sul retro dell’auto che richiama la Esprit S1 degli

anni Settanta, e la sua caratteristica banda nera che ne accompagna

la sagoma. Era nata come soluzione tecnica per tenere

insieme due pannelli, ma è diventata una sua peculiarità che

We evolve, we invent something new, and we take steps forward.

I think it should be seen as an opportunity. The right question is,

how can I use this new tool to improve the way I create and design?

What’s happening with artificial intelligence is no different

from what we’ve seen in the automotive world when we shifted

from a very analog process, such as physical modeling or designing

on large drawing boards, to softwares, with computer-assisted

designs. This shift has not made our lives worse. It has not

reduced our creativity. On the contrary, it has led to an acceleration

of the creative process, opening up new opportunities. Today

we can work on new forms, we have 3d printers, a form of additive

manufacturing. Twenty years ago, creating something like

that was unthinkable. So yes, in every new technology I see potential

for more creativity. We may not know what it will materialize

into yet, but we will discover it in the coming years. And that’s

beautiful.

Let’s talk about the new Emeya, the first 100% electric gt car.

Is this the future of Lotus?

I’d say it’s the present of Lotus. This car has been introduced to

the world market and combines the driving pleasure that comes

from analog excellence (the geometry with which we design a car

so that it has an excellent grip on the road) and the very high

performance of an electric drive system. The result is the combination

of a sports car and one suited for everyday use. Its dynamic

capabilities are fantastic, as we expect from a Lotus. But at the

same time, performance takes on a very clean and environmentally

friendly approach, providing a truly luxurious driving experience.

The interiors are qualitatively superior to anything Lotus

has created so far. It is a big step forward for us, and it represents

who we are today. It is the combination of the brand’s heritage

with the latest technology, brought together in a luxury gt package

for today’s customers.

Are there specific callbacks to past models?

There always are, but they tend to be quite subtle. In terms of the

aesthetic language of current models, there is always a simple

line that runs through the car from the nose to the tail. It’s quite

subtle, but it creates a very sharp section at the front of the car.

A thin red stripe on the back of the car that recalls the Esprit S1

of the 1970s, and its signature black band along with its silhouette.

t originally was a technical solution to hold two panels together,

but it has become its own unique feature, and we still find

it in today’s cars as well. The line of the fenders is also something

that belongs to the past, or at least to a very different era: in the

1960s there were some really beautiful cars, such as the Lotus

S1, which was one of the first to have the wheels “inserted” into

the bodywork. Depending on how you look at the car, inside or

outside, there are different points that wink at the brand’s heritage.

We deeply respect it, but it also needs to be translated into

something new, something sparkling. We don’t create “old” designs,

we rather project them forward into something more modern.

But there’s always a connection, and a reason why we do

Genius People Magazine

Issue 28


228

GENIUS LIFESTYLE

ritroviamo anche nelle auto di oggi. Anche la linea dei parafanghi

è qualcosa che appartiene al passato, o per lo meno a un’epoca

molto diversa: negli anni Sessanta c’erano auto veramente

molto belle, come la Lotus S1, che è stata una delle prime ad

avere le ruote “inserite” nella carrozzeria. A seconda di come si

guarda l’auto, all’interno o all’esterno, ci sono diversi punti di

contatto che strizzano l’occhio all’eredità del marchio. Per la

quale nutriamo un profondo rispetto, ma che va anche tradotta

in qualcosa di nuovo, di frizzante. Non creiamo design “vecchi”,

piuttosto li proiettiamo in avanti, verso qualcosa di più

moderno. Ma c’è sempre un legame, e una ragione per cui facciamo

le cose. Dal mio punto di vista è importante che noi,

come designer, non trattiamo solo di stile, ma mettiamo insieme

il mondo della tecnica con le ragioni commerciali per cui

facciamo le cose. Una sorta di commercializzazione dell’arte, se

vogliamo, del design. E dobbiamo essere in grado di giustificare

il perché delle cose. Una scelta non viene fatta perché ci piace

così, e basta. Deve avere una ragione, e questa ragione è l’adeguatezza

ai valori umani, al legame con il cliente e con il nostro

marchio, in termini di patrimonio. Di dna, appunto”.

Perché un cliente dovrebbe comprare una Emeya, o comunque

una Lotus?

“Basta mettersi alla guida, per capire il perché. La nostra è una

proposta unica: abbiamo un motore elettrico di ultima generazione,

in un’auto con un’eredità dinamica di un marchio come

Lotus. Emeya è un prodotto di fascia molto alta e piuttosto lussuoso,

ma al tempo stesso dalle prestazioni di guida elevate.

Non ci sono tanti concorrenti diretti. Certo, ci sono altri modelli

gt ad alte prestazioni sul mercato che si collocano in una fascia

di lusso, ma non molti competitor che offrano una catena cinematica

elettrificata così performante, né un’esperienza utente

così avanzata in termini di interfaccia HMI e connettività

dell’auto. È una proposta piuttosto unica per quanto riguarda la

motorizzazione, l’applicazione tecnologica e anche per il fatto

di essere un marchio storico con una forte tradizione e un posizionamento

di lusso”.

Ci sono differenze nel modo di progettare il design di un’auto

elettrica, rispetto a una a combustione?

“Sì, perché ci sono problemi tecnici diversi da affrontare. L’elettrico

consente di progettare in modo diverso. Se guardiamo

alla generazione attuale delle nostre auto, come l’Eletre, che è

un suv, possiamo notare come, in generale, guardandole

dall’alto, a parità di ingombro offrano più spazio all’interno.

Quello a disposizione dei passeggeri che viaggiano sui sedili posteriori

è estremamente generoso. E il motivo è che non abbiamo

un grande motore a combustione, motivo per cui possiamo

spostare il conducente più avanti, all’interno del veicolo. In

questo modo, a parità di dimensioni esterne, l’abitacolo risulta

tecnicamente più spazioso. È un elemento sul quale abbiamo

lavorato molto in Lotus, sia dal punto di vista dell’efficienza

nell’uso degli spazi, sia da quello dell’esperienza di guida. Chi

things. From my point of view, it’s important that we, as designers,

not only deal with style, but put together the world of technique

with the commercial reasons we make things. A kind of

commercialization of art, if you will, of design. And we have to be

able to justify why things are made. We don’t make choices just

because we like it that way. It has to have a reason, and that

reason is appropriateness to human values, to the bond with the

customer and with our brand, in terms of heritage. Of DNA, to be

exact.

Why should a customer buy an Emeya, or for that matter a

Lotus?

Just get behind the wheel and you’ll see why. Our brand is truly

unique: we have a state-of-the-art electric motor in a car with the

dynamic heritage of a brand like Lotus. Emeya is a very high-end

product and is quite luxurious, but still provides a high driving

performance. There are not many direct competitors. Sure, there

are other high-performance gt models on the market and in the

luxury range, but not many competitors offer such a high-performance

electrified powertrain, nor such an advanced user experience

in terms of HMI and car connectivity. When it comes to its

powertrain, its technology, and also to the fact that it is a heritage

brand with a strong tradition and luxury positioning, it’s quite a

unique proposition.

Are there any differences in the way an electric versus a

combustion car is designed?

Yes, because there are different technical issues to deal with.

Electric cars can be designed differently. If we look at the current

generation of our cars, such as the Eletre, which is an SUV, we

can see that, in general, when you look at them from the top, for

the same footprint, they have way more space inside. The one for

passengers on the rear seat is extremely generous. And the reason

is that we don’t have a large combustion engine, which is

why we can move the driver forward inside the vehicle. So the

cabin is technically more spacious while having the same exterior

size. This is something we have been working on a lot in Lotus,

both from a space-use efficiency point of view and from a driving

experience perspective. Those who have known the Lotus brand

over the past twenty to thirty years most often identify it with

sports cars with a mid-engine setup, rear-mounted, with the driver

sitting far forward, a good view of the road, and a driving position

almost between the wheels. The way the car entered the

corners and responded to the controls felt fantastic in terms of

driving pleasure on the road, And that’s something that we’re

able to replicate today with the gt or electric suvs as well, because

we can move the driver forward. So there’s a connection,

at the brand level, between the way we approach design and the

“technical package” of the car. And there’s also an extra benefit

for customers: more interior space, without increasing the size of

our cars.

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BEN PAYNE

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Lotus Emeya, l’hyper GT 100% elettrica, esposta al fuorisalone di Milano 2025 - Ph. Lotus Cars

ha conosciuto il marchio Lotus negli ultimi venti­trent’anni lo

associa, il più delle volte, ad auto sportive con un motore a configurazione

centrale, montato posteriormente, con il conducente

seduto molto in avanti, un’ottima visuale sulla strada e

una posizione di guida quasi tra le ruote. Una sensazione fantastica,

in termini di piacere di guida su strada, di come l’auto si

inserisce in curva e risponde ai comandi. Ed è qualcosa che oggi

siamo in grado di riproporre anche con le gt o i suv elettrici,

proprio perché possiamo spostare il conducente in avanti. C’è

quindi una connessione, a livello di brand, tra il modo in cui

affrontiamo il design e il “pacchetto tecnico” dell’auto. E c’è

anche un vantaggio aggiuntivo per il cliente: spazi interni più

generosi, senza aumentare le dimensioni delle nostre auto”

In short, in your opinion, are electric cars better?

It’s different. If you’re looking for space efficiency, I think it can be

better, yes. And then, from my point of view, the driver’s forward

position improves the driving experience and makes it more

sporty, so I think it can be better from a driveability point of view

as well. Whether it’s better or not, however, depends on personal

preference. But if you enjoy driving, having a wide view and the

feeling of control that you usually have in sports cars, then an

electric car can really offer a great advantage.

Insomma, secondo lei è meglio un’auto elettrica?

“È diversa. Se si è alla ricerca di efficienza negli spazi, credo

possa essere migliore, sì. E poi, dal mio punto vista, la posizione

in avanti del conducente migliora l’esperienza di guida e la rende

più sportiva, quindi penso possa essere migliore anche dal

punto di vista della guidabilità. Se sia meglio o no, dipende però

dalle preferenze personali. Ma se si ama guidare, avere una visuale

ampia e la sensazione di controllo che si ha, di solito, sulle

auto sportive, allora un’auto elettrica può offrire davvero un

grande vantaggio”.

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Issue 28


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GENIUS LIFESTYLE

L’ARTE DEL DETTAGLIO

L’eleganza consapevole secondo Alessio Cursi

THE ART OF DETAIL

Conscious elegance according to Alessio Cursi

di/by CAROLINA GENNA

Quando eleganza e visione imprenditoriale si incontrano, nascono realtà capaci di

lasciare il segno.

Classe 1983, Alessio Cursi ha fondato The Savile Company con l’obiettivo di ridefinire il

concetto di eleganza su misura, portando sul mercato capi di altissima qualità, curati

nei minimi dettagli. Grazie a una visione strategica e alla combinazione di tradizione

artigianale e innovazione, The Savile Company è diventata un punto di riferimento nel

settore sartoriale/luxury.

When elegance and entrepreneurial vision meet, they create realities that leave their mark.

Born in 1983, Alessio Cursi founded The Savile Company to redefine the concept of

bespoke elegance and to bring garments of the highest, carefully crafted down to the

smallest detail, quality to the market. Thanks to a strategic vision and the combination of

traditional craftsmanship and innovation, The Savile Company has become a reference point

in the tailoring/luxury industry.

Com’è nata The Savile Company? Quando hai capito

di voler creare questa azienda?

The Savile Co. nasce dalla mia passione per il vestire

con gusto, ma soprattutto con personalità. Volevo poter

indossare esattamente ciò che avevo in mente. Mi capitava

spesso, infatti, di entrare in un negozio e dover scendere a

compromessi perché magari il colore del tessuto dell’abito non

era esattamente quello che avevo in mente, oppure la forma

della tasca, il bottone, la fantasia della seta interna, il “mio”

dettaglio.

Penso davvero che a oggi il “vero lusso” ­ anche se non mi piace

come parola ­ sia avere ciò che si vuole. Il dettaglio fa sempre la

differenza.

Da founder e CEO, quali sono state le sfide più grandi che hai

affrontato nel percorso di crescita dell’azienda? C’è un momento

in particolare che ricordi come decisivo?

Si affrontano sfide continuamente, giorno dopo giorno. Sicuramente

il periodo del Covid ci ha messo a dura prova, ma alla fine

siamo sopravvissuti. Siamo rimasti in piedi e ne siamo usciti più

forti di prima, con nuove idee e nuovi stimoli. Poi, durante tutto

il percorso imprenditoriale, le sfide non sono mai mancate:

l’individuazione e il posizionamento del brand, gli investimen­

How did The Savile Company venture begin? When did you

realize you wanted to found this company?

The Savile Co. was born out of my passion for fashionable

clothes, and most importantly with character. I wanted to wear

exactly what I had in mind. I would often walk into a store and

have to come to a compromise because perhaps the color of the

suit was not exactly the one I envisioned, or perhaps it was the

shape of the pocket, the button, the inner silk, or what was “my”

detail.

I really think that nowadays the “ultimate luxury”, although I don’t

like the word, is to have what you want. The detail always makes

the difference.

As founder and CEO, what have been the biggest challenges

you have faced as the company was growing? Is there a specific

moment you remember as being decisive?

You face challenges all the time, day in and day out. Covid is

definitely what tested us the most, but ultimately we survived. We

stood our ground and came out stronger than before, with new

ideas and new impetus. But throughout the whole entrepreneurial

journey, we never lacked challenges: be it our brand positioning,

the right investments at the right time, the competition, the

search for and the management of personnel, the relationship

Genius People Magazine


ALESSIO CURSI

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In foto Alessio Cursi, founder e creative director di The Savile Company - Ph. Andrea Vailetti

Genius People Magazine

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GENIUS LIFESTYLE

The Savile Company si trova in via Rovello 18, Milano - Ph. Andrea Vailetti

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ALESSIO CURSI

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ti fatti al momento giusto, la concorrenza, la ricerca e gestione

del personale, il rapporto con le banche, ormai sempre più distanti

dalla piccola imprenditoria artigianale. E poi le incertezze

del mercato, la guerra, la politica… sono tutti fattori che rendono

il consumatore incerto, e l’unica arma a nostra disposizione

è la pazienza e la forza di non mollare.

Cosa rende unico un capo firmato The Savile Company?

La qualità, lo stile ma soprattutto il nostro sapere consigliare il

cliente: il capo, il tessuto, il taglio. E a ciò poi si aggiunge un

servizio sempre puntuale e impeccabile. Ogni volta che un

cliente veste un nostro abito, ecco!, quello è il momento in cui

un capo Savile diventa unico.

Quali i dettagli, i materiali o le lavorazioni che ritieni siano e

siano stati fondamentali nel cammino verso il successo?

La collaborazione con partner qualificati ha sicuramente contribuito

al nostro successo. I dettagli poi per noi sono fondamentali:

sono proprio loro l’elemento che ci rende unici.

Quanto è importante per voi il tema della qualità e della sostenibilità?

È fondamentale, non può venire meno. Per esempio, quando

rimettiamo in figura e reinterpretiamo gli abiti del passato, utilizziamo

esclusivamente fibre naturali con provenienza certificata.

Anche questa è una forma di sostenibilità.

Che ruolo ha il digitale nella vostra azienda? Quanto investite

in e-commerce, comunicazione digitale e social media?

Il nostro rapporto col digitale è decisamente limitato, per scelta.

Per un discorso relativo all’immagine, utilizziamo Instagram,

ma il nostro modello di business si fonda principalmente

sul rapporto umano: il tessuto va toccato, la pelle va annusata e

il cliente va ascoltato. Preferisco di gran lunga investire sulle

materie prime e valorizzare i nostri clienti.

Quali sono stati i momenti più significativi per il brand fino a

oggi? C’è un traguardo o un riconoscimento di cui sei particolarmente

orgoglioso?

Quando un nostro cliente ritira l’abito e riceve dei complimenti,

per noi è sempre significativo. Ma sono particolarmente orgoglioso

di poter vestire personaggi di rilievo, fra cui, ad esempio,

il Presidente del Kazakistan. Portare il Made in Italy a

spasso nel mondo per un brand come il nostro è motivo di grande

orgoglio, è un traguardo.

Quali sono i progetti futuri per The Savile Company? Puoi anticiparci

qualche novità o iniziativa a cui stai lavorando?

Stiamo lavorando all’espansione del brand, in futuro vorremmo

poter vestire sempre più persone. Siamo sempre alla ricerca di

collaborazioni interessanti, anche perché credo fermamente

che lavorare con altri imprenditori sia sempre stimolante. Il

confronto è fondamentale.

with the banks, which now are increasingly distant from small

business. And then the uncertainties of the market, war, politics:

these are all things that make consumers uncertain, and our only

weapon is patience, and the strength not to give up.

Why is a garment by The Savile Company unique?

For our quality, our style, but above all, our ability to advise the

customer: which suit, which fabric, cut. And then there’s our spot

on and impeccable service. Every time a customer wears one of

our suits, that’s it!, that’s the moment a Savile garment becomes

unique.

What details, materials or workmanship do you believe are

and have been crucial on the path to success?

Working with qualified partners has definitely been instrumental

in our success. Then details are crucial for us: they are the very

reason we are unique.

How important are quality and sustainability to you?

They’re fundamental. For example, when we reimagine and then

reinterpret the clothes of the past we use only natural fibers with

certified sourcing. This is another way of being green.

What role does digitization play in your company? How much

do you invest in e-commerce, digital communication and social

media?

Our relationship with digitization is definitely limited, by choice.

For an image-related purpose, we use Instagram, but our business

model is mainly based on human relationship: fabric has to

be touched, leather has to be smelled and clients have to be

heard. I much prefer to invest in raw materials and value our customers.

What have been the brand’s most significant moments to

date? Is there a milestone or achievement you are particularly

proud of?

When one of our customers picks up the suit and gets a compliment,

it’s always very meaningful for us. But one thing I am particularly

proud of is getting to dress high-profile figures, including,

for example, the President of Kazakhstan. To be able to take

Made in Italy around the worlds is a source of great pride for a

brand like ours, it’s an achievement.

What are your future plans for The Savile Company? Can you

tell us about any new developments or initiatives you are

working on?

We are working on expanding the brand, in the future we would

like to dress even more people. We are always looking for interesting

partnerships, because I also firmly believe that working

with other entrepreneurs is always stimulating. Exchange is essential.

Genius People Magazine

Issue 28


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GENIUS LIFESTYLE

Come vedi l’evoluzione del mercato sartoriale/luxury nei

prossimi anni? Quali trend stai osservando con maggiore interesse?

Il mercato sartoriale è in forte crescita, non c’è dubbio. Il consumatore

si è stufato di spendere denaro coi soliti brand blasonati

che, per altro, poi finiscono per omologarti ad altri consumatori.

Questo è anche uno dei motivi per cui seguo con

interesse e attenzione soprattutto quei brand che hanno dei

contenuti, che fanno ricerca, usano materiali di qualità, con cicli

produttivi realistici e sostenibili.

Un consiglio per chi sogna di fondare un’azienda nel settore

della luxury fashion? C’è qualcosa che avresti voluto sapere

quando hai iniziato?

Consiglio di essere curiosi! Guardatevi attorno, viaggiate, visitate

le aziende con cui volete collaborare, non demordete, studiate

il vostro target, ma soprattutto imparate ad arrangiarvi!

Quando ho iniziato io non avevo idea che sarebbe stato così difficile!

Però è anche vero che tutta la fatica viene ripagata nel

momento in cui vedi che il tuo progetto si è realizzato e viene

apprezzato. Avanti tutta, sempre!

How will the sartorial/luxury market evolve in the coming

years? What trends are you watching with the most interest?

The sartorial market is growing, for sure. Consumers are tired of

spending money on the same old emblazoned brands that, by

the way, ultimately end up standardizing you with other consumers.

This is also one of the reasons why I follow with interest and

attention especially those brands that have content, do their research,

use quality materials and realistic and sustainable production

cycles.

Any advice for those who dream of starting a’company in the

luxury fashion industry? Is there anything you wish you had

known when you started?

I would recommend to be curious! Look around, travel, visit companies

you want to collaborate with, don’t give up, study your

target audience, but most importantly learn to make do! When I

started I had no idea it would be so hard! However, it’s also true

that all the effort pays off the moment you see that your project

has come to fruition and is appreciated. Onward and upward,

always!

The Savile Company, Atelier di Milano - Ph. Chris Leustean

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ALESSIO CURSI

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The Savile Company, Atelier di Milano - Ph. Chris Leustean

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GENIUS LIFESTYLE

WELCOME TO THE JUNGLE

Vivere (e investire) a Milano secondo Stefano D’Ambrosio

Living (and investing) in Milan according to Stefano D’Ambrosio

di/by CAROLINA GENNA

Stefano D’Ambrosio è co-fondatore di JPS Real

Estate, boutique immobiliare nata 25 anni fa a Milano

da una visione condivisa con l’amico e socio

Jean Paul Traversi. Con uno spirito internazionale

e un approccio riservato, D’Ambrosio ha saputo conquistare

la fiducia di una clientela ultra high-end, portando la

sua expertise maturata tra Milano, Dubai e Miami nel

cuore del mercato immobiliare di lusso.

Stefano D’Ambrosio is the co-founders of JPS Real Estate, a

boutique real estate firm founded 25 years ago in Milan with

friend and business partner Jean Paul Traversi. Thanks to his

international mindset and his discreet approach, D’Ambrosio

has won the trust of an ultra high-end clientele and is putting

to use the expertise he built between Milan, Dubai and Miami

in the heart of the luxury real estate market.

Come è nata l’idea di fondare JPS Real Estate? Avevi già esperienza

nel settore immobiliare? L’idea è nata 25 anni fa insieme

al mio amico fraterno Jean Paul Traversi, la cui famiglia è nel

settore da sempre. Quando abbiamo fondato JPS io studiavo ancora

alla Bocconi; siccome riuscivo a superare gli esami con relativa

facilità e volevo iniziare ad avere esperienze professionali,

Jean Paul mi ha proposto di iniziare a lavorare nel real estate con

lui. Dopo 25 anni siamo ancora qui.

Come descriveresti la filosofia di JPS Real Estate? Cosa distingue

la tua realtà dalle altre agenzie immobiliari sul mercato?

Siamo una realtà di piccole dimensioni che ha clienti molto importanti.

Siamo stati e siamo advisor di noti soggetti privati e

istituzionali. Ciò che ci contraddistingue è la massima discrezione

e, avendo vissuto per molti anni all’estero – Dubai, Monte

Carlo, Parigi, Miami, Los Angeles – uno spirito spiccatamente

internazionale. Inoltre, grazie alla nostra vasta rete di contatti

personali, abbiamo la possibilità di accedere a immobili realmente

off­market.

Negli ultimi anni il mercato immobiliare è cambiato significativamente.

Quali ritieni siano le tendenze più importanti e

ingombranti di questi anni? Come si sta adattando JPS Real

Estate a queste nuove dinamiche?

Negli ultimi anni l’Italia, e in particolare Milano, ha visto arrivare

moltissimi privati stranieri attratti dai benefici fiscali legati

alla residenza in Italia. Allo stesso tempo, grandi gruppi alberghieri,

già presenti nel nostro Paese, hanno notevolmente

ampliato la loro presenza. Avendo già vissuto cambiamenti si­

How did the idea of funding JPS Real Estate come about?

Did you already have some experience in real estate?

I had the idea 25 years ago with my dear friend Jean Paul Traversi:

his family has been in the industry forever. When we founded JPS

I was still studying at Bocconi, but since I had no problems passing

the exams and I wanted to to gain some professional experience,

Jean Paul suggested we started working in real estate together.

25 years later we’re still here.

How would you describe the philosophy of JPS Real Estate?

Why is your firm different from other real estate agencies in

the market?

We are a small company with very important clients. We’ve been,

and still are, the advisors for well-known private and institutional

entities. We’re different due to our utmost discretion and our international

spirit, since we lived abroad for many years – Dubai,

Monte Carlo, Paris, Miami, Los Angeles -. Furthermore, thanks to

our extensive network and our personal contacts, we have access

to true off-market properties.

The real estate market has changed a lot in these last few

years. What do you think are its most important and encumbering

trends? How is JPS Real Estate adapting to these new

dynamics?

In these few years, Italy, especially Milan, has welcomed a lot of

foreigners attracted by the tax benefits bound to residing in Italy.

At the same time, major hotel groups, which were already present

in our country, have significantly expanded their presence.

Since we had already experienced the same changes in Dubai

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STEFANO D’AMBROSIO, JPS REAL ESTATE

237

In foto Stefano D’Ambrosio - Ph. Alessandro Van der Noot

Genius People Magazine

Issue 28


238

GENIUS LIFESTYLE

mili a Dubai e Miami, abbiamo capito fin da subito come si stava

evolvendo il mercato.

JPS Real Estate è attiva in uno dei mercati più dinamici d’Europa:

qual è la vostra visione di Milano oggi? Come pensi si

trasformerà la città nei prossimi 5-10 anni?

Personalmente sono molto positivo su Milano: sta diventando

una metropoli sempre più internazionale senza perdere il suo

DNA unico e speciale.

Come definiresti oggi lo stato del mercato immobiliare a Milano?

Quali sono le zone più promettenti della città?

Il mercato è molto vivace. Nelle zone più prestigiose c’è più domanda

che offerta. Personalmente apprezzo molto le zone

post­industriali e credo che tutta l’area della Fondazione Prada

possa crescere ancora molto, così come il secondo tratto di Via

Ludovico il Moro e le vie adiacenti.

L’aumento dei prezzi in alcune aree centrali sta spingendo

verso una decisiva trasformazione urbana: come sta cambiando

la domanda abitativa in città?

In centro c’è una richiesta di spazi sempre più ampi, trainata da

acquirenti stranieri abituati a vivere in residenze di grandi dimensioni

all’interno di palazzi dotati di servizi di alto livello. Di

conseguenza, cresce sempre di più la domanda di serviced

apartments. Questo fenomeno fa sì che sempre più investitori e

developer stranieri guardino a Milano con interesse. Il segmento

dei serviced apartments, magari brandizzati, continuerà a

crescere.

Inoltre, soprattutto per una clientela già radicata a Milano da

lungo tempo, zone un tempo periferiche e poco considerate

stanno diventando interessanti.

Chi è oggi il cliente tipo che cerca casa a Milano?

Il nostro cliente tipico è un UHNWI (Ultra High Net Worth Individual)

che cerca una residenza di grandi dimensioni nel centro

storico.

La pandemia ha cambiato molte dinamiche del mercato immobiliare.

Quali cambiamenti strutturali sono effettivamente

rimasti anche dopo la crisi sanitaria?

C’è maggiore richiesta di abitazioni situate in palazzi dotati di

spazi verdi e servizi, come, ad esempio, sale meeting da cui poter

fare video call in tranquillità.

Cosa pensi della crescente domanda di immobili nelle destinazioni

turistiche e montane, come Cortina, in vista di eventi

come le Olimpiadi Milano-Cortina 2026?

Credo fermamente che Cortina avrà un futuro ancora più radioso

del suo già splendido presente. Anche noi stiamo seguendo

un magnifico progetto a Cortina insieme a un investitore internazionale.

and Miami, we knew early on how the market was going to

change.

JPS Real Estate operates in one of the most dynamic markets

in Europe: what is your vision for Milan today? How do

you think will the city change in the next 5-10 years?

Personally, I’m very positive about Milan: it’s becoming an international

metropolis without losing its unique and special DNA.

How would you describe the real estate market in Milan today?

Which are the most promising areas in the city?

The market is thriving. The demand for the city’s most exclusive

areas exceeds supply. Personally, I’m really impressed by its

post-industrial areas, and I think the whole Prada Foundation

block can still grow a lot, and the same goes for the second

stretch of Via Ludovico il Moro and its nearby streets.

The price increase that affects some of the city’s central areas

is driving a major urban transformation: how is the housing

demand in the city changing?

In the center there’s a growing push for space, driven by foreign

buyers who are used to living in large houses inside buildings

with high-end amenities. Thanks to this phenomenon numerous

foreign investors and developers are looking at Milan with interest.

The segment of serviced apartments, perhaps branded, will

continue to grow.

Moreover, especially for a clientele that has been in Milan for

quite some time, neighborhoods that were once peripheral and

barely acknowledged are starting to be interesting.

What kind of client usually looks for a house in Milan?

Our typical client is a UHNWI (Ultra High Net Worth Individual)

who’s looking for a spacious house in the historic center. T

The pandemic changed many dynamics in the housing market.

What structural changes actually lasted after the health

crisis?

There’s a greater demand for residences set in buildings with

green spaces and amenities, such as, for example, meeting

rooms from which you can make video calls in peace.

What do you think about the growing demand for residences

in tourist and mountain destinations, such as Cortina, due to

events such as the Milan-Cortina 2026 Olympics?

I strongly believe that Cortina’s future will be even brighter than

its splendid present. As a matter of fact, we are working on an

amazing project in Cortina together with an international investor.

How do you envision the city of the future and how do you

hope JPS will contribute to this transformation?

I imagine a city that is more international and, at the same time,

“more Milanese”. I think and hope that our vision and our commitment

can contribute to the city’s growth in this direction.

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STEFANO D’AMBROSIO, JPS REAL ESTATE

239

Come immagini sia la città del futuro e quale speri sarà il contributo

di JPS a questa trasformazione?

Immagino una città sempre più internazionale e, allo stesso

tempo, “sempre più milanese”. Penso e spero che la nostra visione

e il nostro impegno possano contribuire alla crescita della

città in questa direzione.

One last question: what songs do you put on in the morning

to give you the energy to face the Milanese jungle?

The songs are two: Jumpin’ Jack Flash by the Rolling Stones and

– ça va sans dire – Welcome to the Jungle by Guns N’ Roses.

Un’ultima domanda: quale canzoni ascolti la mattina per

darti la carica per affrontare la giungla milanese?

Le canzoni sono due: Jumpin’ Jack Flash dei Rolling Stones e –

ça va sans dire – Welcome to the Jungle dei Guns N’ Roses.

Genius People Magazine

Issue 28


240

GENIUS LIFESTYLE

DOVE ABITA IL FUTURO

Dall’ingegneria all’arte del proptech: la visione di Pietro Adduci

per cambiare il real estate globale partendo dall’Italia

WHERE THE FUTURE LIVES

From engineering to the art of proptech: Pietro Adduci’s vision

to change global real estate starting from Italy

di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF

In pochi anni ha trasformato una start-up in un punto di

riferimento nella digitalizzazione del real estate, collaborando

con alcuni dei principali player del settore a

livello globale. Mixando arte, scienza e tecnologia Pietro

Adduci è il CEO alla guida di TECMA Solutions, una delle

realtà più interessanti del panorama proptech internazionale.

Con sede in Italia e in espansione anche all’estero,

l’azienda sviluppa software e servizi digitali per il mercato

immobiliare delle nuove costruzioni.

In just a few years, he has transformed a start-up into a benchmark

in real estate digitization, working with some of the leading

global players in the industry. Mixing art, science, and

technology, Pietro Adduci is the CEO of TECMA Solutions,

one of the most promising companies on the international

proptech scene. With headquarters in Italy and expansion

plans abroad, the company develops software and digital services

for the new construction real estate market.

Come si passa da ingegneria microelettronica a ideare un

nuovo modello di business per il Real Estate? Come founder,

cosa l’ha spinta ad abbracciare questa sfida così lontana dalla

sua formazione originaria?

È stata una semplice constatazione. TECMA nasce nel 2012,

anno in cui realizzai che ogni settore industriale sarebbe diventato

digitale. L’intuizione di portare delle competenze tecnologiche

in un settore dalle potenzialità enormi ma ancora molto

lento ad abbracciare la trasformazione digitale è stato l’attivatore

che mi ha spinto a studiare ed appassionarmi di psicologia,

architettura, marketing, tutte discipline poi mixate nei prodotti

e servizi che oggi l’azienda mette a disposizione degli operatori

di settore.

130 professionisti dipendenti, 4 sedi operative nel mondo, più

di 600 sviluppi immobiliari lanciati digitalmente, tra le 500

aziende che crescono più velocemente in Europa negli ultimi

anni. Tutto corretto? Come è passato da un’idea ad un business

internazionale?

Probabilmente se avessi realmente immaginato la complessità

di gestione derivante da quella scelta imprenditoriale di più di

How did you go from microelectronics engineering to designing

a new business model for real estate? As a founder, what

made you decide to take on a challenge so different from

your original training?

It was a simple realisation. TECMA was founded in 2012, the year

I realised that every industrial sector would become digital. My

intuition to bring technological expertise to a field with enormous

potential that was still moving slowly toward digital transformation

was what motivated me to study and become passionate

about psychology, architecture, and marketing, all disciplines

that we now combine in the products and services that the company

offers to the operators in the industry.

With 130 professionals, four offices around the world, more

than 600 digitally launched real estate developments, you’re

among the 500 fastest-growing companies in Europe. How

did you go from having an idea to owning an international

business?

If more than 10 years ago I had had any idea of how complex it

would have been to manage this business venture, not to mention

the sleepless nights spent developing products, studying

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PIETRO ADDUCI

241

In foto Pietro Adduci, founder e CEO di TECMA Solutions

Genius People Magazine

Issue 28


242

GENIUS LIFESTYLE

In foto Pietro Adduci, founder e CEO di TECMA Solutions

10 anni fa, nonché le notti insonni per sviluppare prodotti, studiare

management, economia, finanza ed il giorno dopo dover

essere lucido al 100% per incontrare clienti ed investitori, non

avrei accettato la sfida. Ma le grandi avventure nascono grazie

anche ad un’abbondante dose di incoscienza nonché ad un pizzico

di fortuna. Nel mio caso, quella di incontrare i colleghi e

compagni di viaggio giusti in questi 13 anni di cammino che

hanno reso un sogno iniziale un progetto concreto ed internazionale.

Oggi coordina molti professionisti, architetti, ingegneri, psicologi,

marketing & communication manager, business developer.

È questa multidisciplinarietà l’ingrediente che alimenta

la crescita di un business tecnologico?

Fino a 15 anni fa, la concentrazione in una disciplina specifica

consentiva alle aziende di specializzarsi e prosperare. Oggi, la

competitività si è spostata a livello globale e la sola competenza

in un settore specifico non è sufficiente a garantire la sopravvivenza

delle aziende. Ciò vale anche in campo tecnologico, sviluppare

software e servizi digitali per il real estate impone la

conoscenza approfondita di diverse discipline. Nel mio caso

specifico, lavoro quotidianamente per affiancare ai nostri sof­

management, economics, and finance, and then having to be

sharp as a tack the next day to meet with clients and investors, I

probably wouldn’t have taken on the challenge. But great adventures

often arise from a healthy dose of recklessness and a pinch

of luck. For me, it was meeting the right colleagues and travel

companions over the past 13 years who turned an initial dream

into a concrete, international project.

Today, you supervise many professionals, architects, engineers,

psychologists, marketing and communication managers,

and business developers. Is this multidisciplinary approach

the ingredient that fuels the growth of a technology

business?

Up until 15 years ago, companies could specialize and thrive if

they focused on a specific field. Today, competition has shifted to

a global level, and being an expert in one specific field is not

enough for companies to survive. This also applies to the tech

industry, where developing software and digital services for real

estate requires in-depth knowledge across different disciplines.

In my specific case, I work daily to support our software developers

with teams of experts in architecture and interior design, two

art forms that enhance new real estate projects and bring supply

Genius People Magazine


PIETRO ADDUCI

243

One of your most widely used software solutions is Home

Configurator. What kind of experience does it offer its end

users?

When it comes to innovation, I believe you should draw inspiration

from other industries. The automotive industry, where I come

from, has helped me come up with many successful solutions for

the real estate sector. For example, allowing end customers to

design a house that is still under construction. Home Configuratware

developer dei team di lavoro esperti in architettura ed

interior design, due forme d’arte che consentono di valorizzare

i progetti immobiliari di nuova costruzione per accelerare l’incontro

tra domanda e offerta. “Business, Beauty” è il nostro

leitmotiv. Sono fortemente convinto che la bellezza faciliti la

crescita di ogni settore industriale, ed il real estate non fa eccezione.

Negli anni avete accompagnato la trasformazione digitale del

real estate con un approccio integrato dunque e visionario.

Dove si concentra TECMA in questo 2025?

La visione del Gruppo è quella di digitalizzare fortemente tutti i

processi di vendita e affitto di asset immobiliari. La digitalizzazione

consente agli investitori, sviluppatori immobiliari e broker

di accelerare le vendite ed allo stesso tempo di incrementare

l’esperienza d’acquisto per il pubblico finale che acquista o

prende in affitto una casa oppure un ufficio.

Quali sono i prodotti e servizi core dell’ecosistema TECMA?

Può darci una panoramica completa della vostra suite?

Il core del nostro business è una Software Suite, una soluzione

integrata che unisce diverse App che consentono di acquistare o

affittare on line una nuova casa in costruzione, scegliere e preventivare

il proprio appartamento con un funzionario commerciale

utilizzando applicazioni interattive 3D, quindi configurare

il proprio appartamento digitalmente. Una disruption

per l’esperienza utente rispetto ai tradizionali flussi di vendita

ed affitto. Allo stesso tempo, i nostri software consentono agli

operatori di settore di raccogliere infiniti dati che consentono

di conoscere sempre di più le reali esigenze dei clienti e quindi

di migliorare costantemente il prodotto immobiliare costruito.

Oltre alla componente software, se ricordo bene affiancate

servizi digitali per i vostri clienti. Corretto?

Fondamentale. Ogni vero prodotto tecnologico B2B va affiancato

con un servizio digitale che accompagna i propri clienti a

sfruttarne tutte le potenzialità. Nel nostro caso, generiamo contenuti

digitali che consentono di rappresentare progetti immobiliari

in costruzione, grazie a tecnologie di rappresentazione

virtuale. La nostra divisione TECMA STUDIOs realizza short

film ed immagini digitali che consentono di raccontare una

nuova costruzione anni prima che sia realizzata con tecnologie

proprietarie ed effetti speciali molto affini a quelli dell’industria

cinematografica. Sono proprio queste soluzioni digitali che ci

hanno consentito di poter affiancare diverse tra le più belle operazioni

immobiliari degli ultimi anni in Italia, in Medio Oriente

e USA. Nel 2023 abbiamo proiettato durante la manifestazione

del Festival del Cinema a Venezia un nostro cortometraggio,

nonché nel 2024 vinto un riconoscimento internazionale come

miglior short film virtuale al mondo. Siamo orgogliosi di contribuire

poter contribuire ad ispirare il real estate internazionale

con le nostre tecnologie partendo dall’Italia. Un unlikely place,

tuttavia l’unico Paese al mondo dove la Bellezza è nelle

and demand together more quickly. “Business, Beauty” is our

motto. I strongly believe that beauty facilitates growth in every

industry, and real estate is no exception.

Over the years, you have supported the digital transformation

of real estate with an integrated and visionary approach.

Where will TECMA focus its efforts in 2025?

The Group’s vision is to digitize all real estate sales and rental

processes.Digitization allows investors, real estate developers,

and brokers to accelerate sales and, at the same time, improve

the purchasing experience for end users who buy or rent a home

or office.

What are the core products and services of the TECMA ecosystem?

Can you give us a complete overview of your suite?

The core of our business is our Software Suite, an integrated system

that combines several apps which allow users to buy or rent

a new home online, choose and estimate the cost of their apartment

with a sales representative using interactive 3D apps, and

then configure their apartment digitally. This is a disruption for the

user experience compared to traditional sales and rental flows. At

the same time, with our software industry operators can collect

endless data to learn more about the real needs of customers

and thus improve the real estate product.

Besides the software side, if I remember correctly, you also

offer your customers several digital services. Is that right?

Absolutely. Every true B2B technology product must go hand in

hand with a digital service that helps customers exploit its full

potential. In our case, we use virtual representation technologies

to create digital content that showcases real estate projects under

construction. Our TECMA STUDIOs division develops short

films and digital images that tell the story of a new building years

before it is built, using proprietary technologies and special effects

much like those used in the film industry. These digital solutions

allowed us to work on some of the most beautiful real estate

projects we’ve seen in recent years in Italy, the Middle East, and

the US. In 2023, we presented one of our short films at the Venice

Film Festival, and in 2024, we won an international award for best

virtual short film in the world. We are proud of inspiring the international

real estate industry with our technologies, starting from

Italy. An unlikely place, yet the only country in the world where

beauty is found in traditions, education, cities, fashion, architecture,

interior design, cuisine, theater, and cinema. Everywhere.

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Issue 28


244

GENIUS LIFESTYLE

In foto Pietro Adduci, founder e CEO di TECMA Solutions

We hear more and more about Artificial Intelligence. What is

your vision for the future of jobs and what role will AI play in

your products and services?

Machines and humans will become increasingly synergistic. Artificial

Intelligence will transform customer-business relationships,

enhancing the creativity and skills of professionals. In 2020, TEC-

MA filed a first patent to integrate artificial intelligence into our

workflows. Research, Development, and Innovation have always

been in our DNA. We are constantly working to fully integrate artificial

intelligence into our products and support industry operatradizioni,

nell’educazione, nelle città, nella moda, nell’architettura,

nell’interior design, nella cucina, nel teatro, nel cinema.

Ovunque.

Una delle vostre soluzioni software più utilizzata dal mercato

è Home Configurator. Che tipo di esperienza offre ai suoi

utenti finali?

Una delle mie credenze per introdurre innovazione è quella di

ispirarsi trasversalmente ad altri settori industriali. L’automotive,

settore da cui provengo, mi ha aiutato a visualizzare molte

soluzioni vincenti non ancora adottate nel real estate. Ad esempio,

quella di far configurare una casa in costruzione al cliente

finale. Home Configurator è un software che unisce tecnologie

proprietarie alle librerie digitali dei principali produttori di materiali,

finiture, arredamento dei top brand dell’interior design

italiano. Ciò consente al cliente finale di personalizzare completamente

il proprio appartamento, visualizzando in tempo

reale le variazioni visive su un’interfaccia software ed arrivando

ad un preventivo finale che integra tutti i livelli di personalizzazione.

Una sorta di architetto digitale che supporta funzionari

commerciali e clienti. Una grande opportunità di upselling per

gli operatori nonché di esperienza utente e servizio per il clien­

tor is a software that combines proprietary technologies with the

digital libraries of leading manufacturers of materials, finishes,

and furnishings from top Italian interior design brands. This allows

the end customer to completely customize their apartment,

previewing changes in real time on a software platform and receiving

a final price quote that includes everything they’ve chosen.

It is a sort of digital architect that supports sales staff and

customers. It is a great upselling opportunity for operators as

well as an enhanced user experience and service for the end

customer, so the purchasing process on paper is complete and

transparent.

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PIETRO ADDUCI

245

te finale, rendendo completo e trasparente il processo di acquisto

su carta.

Si parla sempre di più di Intelligenza Artificiale. Qual è la sua

visione sul futuro del lavoro e che ruolo avrà l’AI nei vostri

prodotti e servizi?

Macchine ed umani saranno sempre più sinergici. L’Intelligenza

Artificiale trasformerà le relazioni tra clienti ed aziende, potenziando

la creatività e le abilità dei professionisti. Nel 2020,

TECMA ha depositato un primo brevetto per l’integrazione

dell’intelligenza artificiale nei nostri flussi di lavoro. Ricerca,

Sviluppo e Innovazione sono da sempre nel nostro DNA. Stiamo

lavorando costantemente per integrare completamente l’intelligenza

artificiale nei nostri prodotti, con l’obiettivo di supportare

gli operatori del settore con tecnologie che ottimizzano

l’efficienza e la gestione dei dati. Quello dell’AI sarà uno dei settori

in cui investiremo di più, annunciando nei prossimi mesi

evoluzioni dei nostri software in un’era di disruption e produttività,

valorizzando l’ingegno umano nelle performance di vendita

grazie alla velocità e precisione delle macchine.

Qual è stata la più grande difficoltà che ha affrontato? Quella

che le ha fatto dire anche solo per un attimo “mollo”…

Il percorso di un CEO è fatto di alti e bassi, occorre essere leader

ma tutti abbiamo delle fragilità, ci sono vittorie e ci sono sconfitte

ed il mio cammino non fa eccezione. Ho alternato momenti

di grande soddisfazione a momenti di sconforto. Il peggior episodio

della mia storia imprenditoriale arriva nel 2020, quando ­

oltre alla terribile crisi sanitaria – la pandemia bloccò le aziende

per mesi, e quindi il business del real estate. Quello fu un forte

momento di frustrazione che mi portò a dubitare del mio futuro

imprenditoriale. Ma nelle difficoltà nascono delle grandi opportunità.

Il 2020, infatti, fu anche l’anno in cui con visione e coraggio,

con il supporto di tutto il management di TECMA e l’azionariato,

decisi di portare a termine il percorso di IPO, iniziato

qualche settimana prima dello scoppio della pandemia, trasformando

un anno incredibilmente complesso in una finestra di

grande crescita personale, professionale, aziendale.

tors with technologies that optimize efficiency and data management.

AI will be a key area of investment, and in the coming

months we will be announcing new developments in our software

in an era of disruption and productivity, leveraging human ingenuity

in sales performance thanks to the speed and precision of

machines.

What was the biggest challenge you faced? The one that

made you say, just for a moment, “I quit”…

A CEO’s journey is full of ups and downs. You have to be a leader,

but we all have our weaknesses. There are victories and there are

defeats, and my journey is no exception. I’ve experienced moments

of great satisfaction and moments of despair. Perhaps

2020 has been the hardest in my entrepreneurial history: on top

of the terrible health crisis, the pandemic shut down businesses

for months, including the real estate business. That was a very

frustrating time that made me question my future as an entrepreneur.

But difficult times give rise to great opportunities. In fact,

2020 was also the year in which, with vision and courage, and

with the support of the entire TECMA management team and our

shareholders, I decided to complete the IPO process that had

begun a few weeks before the outbreak of the pandemic: we

turned an incredibly challenging year into a great opportunity for

personal, professional, and corporate growth.

What personal and corporate challenges in the near future

excite you the most? Where do you see TECMA in five years

in terms of its global impact and technological leadership?

The dream I had 13 years ago is still the same: to help build one

of the most significant technology companies in the world in the

real estate business, combining digital technology with art and

human creativity. Sure, it’s ambitious, maybe even unrealistic, but

without big goals, you can’t achieve great results.

Quali sfide personali e aziendali del prossimo futuro la entusiasmano

di più? Dove vede TECMA a tra cinque anni in termini

di impatto globale e leadership tecnologica?

Il sogno di 13 anni fa resta intatto, quello di contribuire a costruire

una dell’aziende tecnologiche più significativa al mondo

in ambito Real Estate, mixando al digitale il fascino dell’Arte e

della Creatività Umana. Sicuramente ambizioso, forse irrealizzabile,

ma senza un grande obiettivo non si raggiunge un grande

risultato.

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Issue 28


246

GENIUS LIFESTYLE

PRESENTATA IN ANTEPRIMA AL MIMIT

LA PANIGALE V4 TRICOLORE ITALIA: UNA MOTO DA COLLEZIONE

CHE OMAGGIA IL TRIONFO IN AZZURRO DI DUCATI AL MUGELLO

THE PANIGALE V4 TRICOLORE ITALIA UNVEILED

AT THE MINISTRY OF ENTERPRISES AND MADE IN ITALY: A COLLECTOR’S BIKE THAT PAYS

HOMAGE TO DUCATI’S TRIUMPH IN AZZURRO AT MUGELLO IN 2024

di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF

Un omaggio al colore delle Nazionali sportive del Paese e

alla vittoria di Francesco Bagnaia al Gran Premio del

Mugello dello scorso anno. Esclusiva e pura espressione

di eccellenza italiana: benvenuta Ducati Panigale

V4 Tricolore Italia.

Presentata al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la Panigale

V4 Tricolore Italia è un modello da collezione – che sarà

prodotta in soli 163 esemplari numerati e firmati da Francesco

Bagnaia – che riporta gli appassionati alla straordinaria data del

2 giugno 2024 quando, nel giorno della Festa della Repubblica, il

Ducati Lenovo Team ha corso il Gran Premio d’Italia con una

speciale livrea in Azzurro, omaggio al colore delle Nazionali

sportive italiane, ottenendo il primo e secondo posto con Bagnaia

e Bastianini, siglando così una doppietta da sogno con due

piloti italiani sui gradini più alti del podio.

A fare da cornice all’evento di presentazione della Panigale V4

Tricolore Italia è stato il prestigioso Salone degli Arazzi all’interno

di Palazzo Piacentini a Roma, sede del MIMIT, il luogo

simbolo dell’eccellenza imprenditoriale e industriale italiana.

La moto è stata presentata da Claudio Domenicali, Amministratore

Delegato di Ducati, alla presenza del Ministro delle Imprese

e del Made in Italy, Adolfo Urso. In chiusura dell’evento è intervenuto

anche il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi,

con un saluto finale.

“Essere oggi al MIMIT per presentare la Panigale V4 Tricolore

Italia è un grande onore e segna il coronamento di un progetto

che riflette la pura essenza del Made in Italy.” ha dichiarato

Claudio Domenicali, Amministratore Delegato Ducati: “Ricordo

con grande emozione la gara del Mugello dello scorso anno,

culminata con l’indimenticabile vittoria in Azzurro sulla pista

di casa proprio nel giorno della Festa della Repubblica. Un successo

carico di significato e trasformato in qualcosa di tangibile

per i nostri Ducatisti grazie a 163 moto uniche ­ 1 come il primo

posto di Pecco e 63 come il suo numero di gara in MotoGP ­ che

incarnano la passione e l’anima sportiva italiana, espressioni

della nostra unicità nel panorama internazionale. A nome di

Ducati ringrazio il Ministro Urso e il MIMIT per averci ospitato e

aver reso quest’occasione ancora più importante.”

L’evento di presentazione è stato realizzato con il patrocinio di

Altagamma, la Fondazione che riunisce le imprese dell’alta in­

A tribute to the colour of Italy’s National sports teams and Francesco

Bagnaia’s victory at last year’s Mugello Grand Prix. Exclusive

and pure expression of Italian excellence: welcome Ducati

Panigale V4 Tricolore Italia.

Presented at the Ministry of Enterprises and Made in Italy (MIM-

IT), the Panigale V4 Tricolore Italia is a collector’s model – produced

in just 163 numbered units signed by Francesco Bagnaia

– that takes enthusiasts back to the extraordinary date of 2 June

2024 when, on Republic Day, the Ducati Lenovo Team raced in

the Italian Grand Prix with a special Azzurro livery, a tribute to the

colour of Italy’s National sports teams, obtaining first and second

place with Bagnaia and Bastianini, thus scoring a dream one-two

with two Italian riders on the highest steps of the podium.

Serving as the setting for the presentation event of the Ducati

Panigale V4 Tricolore Italia was the prestigious Salone degli Arazzi

inside Palazzo Piacentini in Rome, home of the MIMIT, the symbolic

place of Italian entrepreneurial and industrial excellence.

The bike was presented by Claudio Domenicali, CEO of Ducati, in

the presence of the Minister of Enterprises and Made in Italy, Adolfo

Urso. At the end of the event, the Minister for Sport and

Youth, Andrea Abodi, also gave farewell greetings.

“Being at the Ministry of Enterprises and Made in Italy today to

present the Panigale V4 Tricolore Italia is a great honour and

marks the culmination of a project that reflects the pure essence

of Made in Italy,” declared Claudio Domenicali, CEO of Ducati: “I

remember with great emotion the Mugello race last year, which

ended with the unforgettable victory in ‘Azzurro’ on our home

track, right on Republic Day. A success full of meaning and transformed

into something tangible for our Ducatisti thanks to 163

unique bikes – 1 like Pecco’s first place and 63 like his race number

in MotoGP – which embody Italy’s passion and sporting soul,

expressions of our uniqueness on the international scene. On

behalf of Ducati, I thank Minister Urso and MIMIT for hosting us

and making this occasion even more important.”

The presentation event was held under the patronage of Altagamma,

the Foundation that brings together the companies of the

high Italian cultural and creative industry and opens the series of

activities promoted by MIMIT for the Italian National Day of Made

In Italy, which takes place every 15 April and celebrates the promotion

of the country’s excellence.

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DUCATI

247

Panigale V4 Tricolore Italia

Genius People Magazine

Issue 28


248

GENIUS LIFESTYLE

P. Cianetti, L. Dall’Igna, C. Domenicali, A. Urso, F. Eichberg, R. Luongo

dustria culturale e creativa italiana, e apre la serie di attività

promosse dal MIMIT in occasione della Giornata Nazionale del

Made in Italy, che si svolge ogni 15 aprile e celebra la valorizzazione

dell’eccellenza del Paese.

La base della Panigale V4 Tricolore Italia è la nuova V4 S presentata

lo scorso luglio al World Ducati Week protagonista di un

importante salto evolutivo grazie all’approccio integrato tra aerodinamica

e design, a una ciclistica completamente rivista e a

innovative soluzioni elettroniche come il Ducati Vehicle Observer

(DVO) e il Race eCBS.

La Tricolore Italia è arricchita da una dotazione tecnica di serie

che ne migliora le performance in pista, rendendola ancora più

unica. È equipaggiata infatti con cerchi in fibra di carbonio a

cinque razze che riducono il peso di 0.950 kg rispetto ai forgiati

della Panigale V4 S, abbassando il momento d’inerzia del 12%

all’anteriore e del 19% al posteriore. Grazie a questi cerchi aumenta

l’agilità della moto nei cambi di direzione e si amplifica la

tendenza della moto a chiudere la traiettoria nelle accelerazioni

quando si è ancora in piega.

La nuova Panigale V4 Tricolore Italia è inoltre la prima moto di

produzione al mondo ad essere dotata dell’impianto frenante

anteriore Front Brake Pro+, composto da due dischi Brembo T­

Drive alettati da 338,5 mm di diametro e 6,2 mm di spessore,

The base of the Panigale V4 Tricolore Italia is the new V4 S presented

last July at the World Ducati Week (press kit here) and the

subject of an important evolutionary leap thanks to the integrated

approach between aerodynamics and design, a completely revised

chassis and innovative electronic solutions such as Ducati

Vehicle Observer (DVO) and Race eCBS.

The Tricolore Italia is enriched with technical equipment as standard

that improves performance on the track, making it even more

unique. It is equipped with five-spoke carbon fibre wheels that

reduce the weight by 0.950 kg compared to the forged ones of

the Panigale V4 S, lowering the moment of inertia by 12% at the

front and 19% at the rear. Thanks to these wheels, the nimbleness

of the bike increases when changing direction and the tendency

of the bike to close the trajectory during acceleration when

still leaning is amplified.

The new Panigale V4 Tricolore Italia is also the first production

bike in the world to be equipped with the Front Brake Pro+ front

braking system, consisting of two finned Brembo T-Drive discs

with a diameter of 338.5 mm and a thickness of 6.2 mm, which

increase braking power and performance consistency, and GP4

Sport Production racing calipers machined from solid, homologated

for road use and equipped with cooling fins. This system,

used by the official Ducati.

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DUCATI

249

che aumentano la potenza frenante e la costanza delle prestazioni,

e di pinze racing GP4 Sport Production ricavate dal pieno,

omologate per l’uso stradale e dotate di alettatura di raffreddamento.

Questo impianto, utilizzato dai piloti ufficiali Ducati

nella Race of Champions 2024, è derivato da quelli racing utilizzati

nel Mondiale Superbike sui circuiti più impegnativi. La

pompa freno anteriore è infine una MCS 19.21 con registro remoto

della posizione leva freno, come avviene sulle MotoGP e

Superbike.

La dotazione speciale della Tricolore Italia è completata dalla

frizione a secco, dalle pedane regolabili in alluminio dal pieno, e

dal modulo GPS. Chi inoltre vorrà utilizzarla in pista avrà a disposizione

il tappo serbatoio racing in alluminio dal pieno, i

convogliatori pinze freno, il coperchio frizione aperto in fibra di

carbonio ed il kit per la rimozione del portatarga, tutti forniti a

corredo. L’esperienza di salire in sella a questa moto da collezione

sarà resa ancora più speciale grazie alla sella in Alcantara, al

plexiglass racing e all’animazione dedicata del cruscotto al keyon.

Inoltre, ciascuna Panigale V4 Tricolore Italia è firmata in

originale da Pecco Bagnaia sul serbatoio e sarà consegnata in

un’esclusiva cassa in legno personalizzata.

Come tutte le Ducati da collezione, anche questo modello è reso

unico dalla piastra di sterzo in alluminio lavorato dal pieno con

riportati nome del modello, numero dell’esemplare, profilo del

circuito e iscrizione celebrativa del record sul giro fatto segnare

da Bagnaia.

La Panigale V4 Tricolore Italia è corredata dal certificato di autenticità

e dal telo coprimoto dedicato, che vengono consegnati

in una speciale scatola personalizzata e realizzata in abbinamento

con la livrea. Il numero dell’esemplare è riportato anche

sulla mostrina in alluminio della chiave di accensione.

L’unicità della Tricolore Italia, infine, viene rinforzata dalla

possibilità, riservata ai possessori, di completare il proprio look

con una tuta professionale in edizione limitata, realizzata in

pregiata pelle di canguro, caratterizzata da uno schema colori

che riprende quello della moto.

Tutti i 163 esemplari della Panigale V4 Tricolore Italia sono già

stati assegnati.

riders in the 2024 Race of Champions, is derived from the racing

ones used in the Superbike World Championship on the most

demanding circuits. Finally, the front brake pump is an MCS

19.21 with remote brake lever position adjustment, as is the case

on the MotoGP bike and the Superbike.

The special equipment of the Tricolore Italia is completed by a dry

clutch, adjustable footpegs in solid aluminium, and a GPS module.

Those who want to use it on the track will also have at their

disposal a racing tank cap in solid aluminium, brake caliper conveyors,

an open clutch cover in carbon fibre and a kit for removing

the license plate holder, all supplied as standard. The experience

of riding this collector’s bike will be made even more special

thanks to an Alcantara saddle, a racing plexiglass and a dedicated

dashboard animation at key-on. In addition, each Panigale V4

Tricolore Italia has the original signature of Pecco Bagnaia on the

tank and will be delivered in an exclusive personalized wooden

crate.

Like all collectible Ducati motorcycles, this model is also made

unique by the steering plate in machined from solid aluminium

with the name of the model, unit number, profile of the circuit and

an inscription celebrating the lap record set by Bagnaia.

The Panigale V4 Tricolore Italia comes with a certificate of authenticity

and a dedicated motorcycle cover, which are delivered in a

special customised box created to match the livery. The unit number

is also shown on the aluminium badge on the ignition key.

Finally, the uniqueness of the Tricolore Italia is reinforced by the

possibility, reserved for owners, to complete its look with a limited

edition professional suit, made of fine kangaroo leather, featuring

a colour scheme that matches that of the bike.

All 163 units of the Panigale V4 Tricolore Italia have already been

assigned.

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GENIUS LIFESTYLE

LA PANIGALE V4 TRICOLORE ITALIA ISPIRA UN’OPERA D’ARTE

FIRMATA DALL’ARTISTA ITALIANO ANDREA CRESPI

THE PANIGALE V4 TRICOLORE ITALIA INSPIRES A WORK

OF ART BY ITALIAN ARTIST ANDREA CRESPI

di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF

Ducati prosegue il suo percorso nel mondo dell’arte con

un nuovo capitolo firmato dall’artista italiano Andrea

Crespi, autore di un’interpretazione unica della Panigale

V4 Tricolore Italia: un’opera che fonde dinamismo,

stile e velocità in una nuova dimensione espressiva.

Un progetto che nasce da una visione condivisa: per Ducati, l’amore

per il bello è da sempre parte integrante del proprio DNA,

un valore che prende forma in moto capaci di coniugare tecnologia

e bellezza e che si sposa naturalmente con il linguaggio

universale dell’arte. È in questo spazio d’incontro che prende

forma la collaborazione con Crespi, capace di tradurre l’essenza

della moto in un’opera visiva di grande impatto.

La sua creazione si ispira alla Panigale V4 Tricolore Italia, moto

da collezione in edizione limitata e numerata di soli 163 esemplari

presentata lo scorso marzo al Ministero delle Imprese e del

Made in Italy. Un modello che celebra l’Azzurro delle Nazionali

sportive, lo stesso colore con cui Ducati ha conquistato il primo

e secondo posto al Gran Premio del Mugello nel 2024.

Realizzata su tela in scala 1:1, l’opera si distingue per un sofisticato

intreccio di linee azzurre, colore evocativo che richiama la

livrea originale della Panigale V4 Tricolore Italia. Le traiettorie,

fluide e mai intersecate, danno vita a un’illusione ottica di movimento

e profondità, proiettando la percezione del design della

moto e della velocità in una dimensione artistica nuova e

coinvolgente.

Da quest’opera nasce una serie limitata di 163 litografie riservata

agli appassionati che hanno scelto la Panigale V4 Tricolore

Italia. Ciascuna litografia, numerata e firmata da Crespi, riporta

lo stesso numero dell’esemplare della moto a cui è abbinata, a

sottolinearne l’unicità e l’esclusività.

Protagonista di un momento speciale che si è tenuto venerdì 13

giugno nella sede Ducati di Borgo Panigale, Andrea Crespi è una

delle voci artistiche italiane emergenti della nuova generazione,

noto per la sua capacità di fondere dimensione fisica e digitale.

Le sue opere, esposte in sedi prestigiose come la Triennale di

Milano, il CAFA Art Museum di Pechino, Times Square a New

York e Art Dubai, creano illusioni ottiche dove linee e forme si

fondono e mutano, rivelando il soggetto in modo sempre nuovo,

a seconda del punto di vista e dello strumento d’osservazione,

che si tratti dell’occhio nudo o della lente di una camera. Un

approccio che, in dialogo con Ducati, mette in luce valori condivisi:

l’attenzione al dettaglio, la ricerca estetica, l’equilibrio

tra tradizione e innovazione, e una visione del movimento come

Ducati continues its journey into the world of art with a new chapter

signed by Italian artist Andrea Crespi, author of a unique interpretation

of the Panigale V4 Tricolore Italia: a work that blends

dynamism, style and speed in a new expressive dimension.

A project born from a shared vision: for Ducati, the love of beauty

has always been an integral part of its DNA, a value that takes

shape in motorcycles capable of combining technology and

beauty and which naturally marries with the universal language of

art. It is in this meeting space that the collaboration with Crespi

takes shape, capable of translating the essence of the motorcycle

into a visual work of significant impact.

His creation is inspired by the Panigale V4 Tricolore Italia, a limited

edition and numbered collector’s motorcycle of just 163 units

presented last March at the Ministry of Enterprise and Made in

Italy. A model that celebrates the Azzurro of the National sports

teams, the same colour with which Ducati took first and second

place at the Mugello Grand Prix in 2024.

Made on canvas in 1:1 scale, the work stands out for a sophisticated

interweaving of blue lines, an evocative colour that recalls

the original livery of the Panigale V4 Tricolore Italia. The fluid and

never intersecting trajectories create an optical illusion of movement

and depth, projecting the perception of speed into a new

and engaging artistic dimension.

From this work comes a limited series of 163 lithographs, reserved

for enthusiasts who have chosen the Panigale V4 Tricolore

Italia. Each lithograph, numbered and signed by Crespi, bears the

same number as the model of the motorcycle to which it is combined,

to underline its uniqueness and exclusivity.

The protagonist of a special moment that took place on Friday 13

June at the Ducati headquarters in Borgo Panigale, Andrea Crespi

is one of the emerging Italian artistic voices of the new generation,

known for his ability to merge the physical and digital dimensions.

His works, exhibited in prestigious locations such as

the Triennale di Milano, the CAFA Art Museum in Beijing, Times

Square in New York and Art Dubai, create optical illusions where

lines and shapes merge and mutate, revealing the subject always

in a new way depending on the point of view and the instrument

of observation, whether it is the naked eye or the lens of a camera.

An approach that, in dialogue with Ducati, highlights shared

values: attention to detail, aesthetic research, the balance between

tradition and innovation, and a vision of movement as an

authentic and emotional experience, in which technology amplifies

perception.

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Andrea Crespi

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GENIUS LIFESTYLE

Andrea Crespi

Panigale V4 Tricolore Italia

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esperienza autentica ed emozionale, in cui la tecnologia ne amplifica

la percezione.

Una collaborazione che arricchisce ulteriormente il percorso di

Ducati nel mondo dell’arte. Negli anni, questo cammino ha

preso forma in opere come Fortitudo Mea Levitate, scultura in

marmo Acquabianca ispirata all’estetica della Panigale, e nella

partecipazione ad Arte Fiera 2024 e 2025, con il Premio Officina

Arte Ducati dedicato alle opere di giovani artisti vicine ai valori

del brand.

Ducati è stata protagonista anche alla Design Week per due edizioni

consecutive: nel 2024 con la mostra “Forma – Feelings

designed by Ducati in Borgo Panigale”, un viaggio immersivo

nel processo creativo che dà vita alle moto di Borgo Panigale, e

nel 2025 con un evento congiunto con Lamborghini per la presentazione

dell’esclusiva Panigale V4 Lamborghini. Sempre

quest’anno la Panigale V4 è stata esposta alla Fondazione Golinelli

come parte della mostra “Dall’origine al destino”, che

esplora il progresso culturale umano ponendo l’accento sulla

velocità come forza evolutiva tra tecnica, scienza e arte. A livello

internazionale, Ducati ha preso parte alla settimana di Art

Basel a Miami Beach, dove ha presentato la Panigale V4 Tricolore

in un esclusivo evento Fuorisalone.

L’opera di Andrea Crespi entrerà a far parte della collezione privata

di Borgo Panigale sostenuta da Fondazione Ducati, accanto

alle opere vincitrici del Premio Officina Arte Ducati selezionate

durante Arte Fiera: “Ossicodone 2” di Alberto Tadiello e “There

is so much we can learn from the sun” di Marinella Senatore.

Attraverso Fondazione Ducati, infatti, la Casa motociclistica sostiene

progetti artistici che incarnano la sua costante ricerca

della bellezza, celebrando la creatività, la cultura del saper fare

e l’eccellenza italiana.

A partire dal mese di luglio, l’opera di Crespi sarà inoltre esposta

al Museo Ducati nell’ambito di una mostra temporanea.

A collaboration that further enriches Ducati’s journey into the

world of art. Over the years, this journey has taken shape in

works such as Fortitudo Mea Levitate, an Acquabianca marble

sculpture inspired by the aesthetics of the Panigale, and in the

participation in Arte Fiera 2024 and 2025, with the Officina Arte

Ducati Award dedicated to the works of young artists close to the

values of the brand.

Ducati was also a protagonist at Design Week for two consecutive

editions: in 2024 with the exhibition “Forma – Feelings designed

by Ducati in Borgo Panigale”, an immersive journey into

the creative process that gives life to the Borgo Panigale motorcycles,

and in 2025 with a joint event with Lamborghini for the

presentation of the exclusive Panigale V4 Lamborghini. Also, this

year, the Panigale V4 was exhibited at the Fondazione Golinelli as

part of the “From Origin to Destiny” exhibition, which explores

human cultural progress by emphasizing speed as an evolutionary

force between technology, science and art. At an international

level, Ducati took part in the Art Basel week in Miami Beach,

unveiling the Panigale V4 Tricolore in an exclusive off-site event.

Andrea Crespi’s work will become part of the private collection of

Borgo Panigale supported by the Fondazione Ducati, alongside

the winning works of the Officina Arte Ducati Award selected during

Arte Fiera: “Ossicodone 2” by Alberto Tadiello and “There is

so much we can learn from the sun” by Marinella Senatore.

Through the Fondazione Ducati, in fact, the motorcycle manufacturer

supports artistic projects that embody its constant search

for beauty, celebrating creativity, the culture of know-how and

Italian excellence.

Starting in July, Crespi’s work will also be on display at the Ducati

Museum as part of a temporary exhibition.

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GENIUS LIFESTYLE

AL MUGELLO CON UNA LIVREA ISPIRATA AL RINASCIMENTO:

DUCATI RACCONTA L’ECCELLENZA ITALIANA

FATTA DI ARTE E INGEGNO

DUCATI PROJECT “GENIUS OF THE RENAISSANCE” ITALIAN GP 2025 CURATED BY DUCATI

WITH THE COLLABORATION OF ALDO DRUDI AND MARCELLO SIMONETTA

di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF

Per il Gran Premio d’Italia al Mugello, Ducati veste il Ducati

Lenovo Team con una livrea speciale che celebra il

Rinascimento italiano.

Frutto della collaborazione tra il designer Aldo Drudi e

lo storico Marcello Simonetta, il progetto reinterpreta i piloti

Bagnaia e Márquez come cavalieri moderni, con le Desmosedici

GP a rappresentare i loro destrieri contemporanei.

Il Rinascimento è un simbolo senza tempo dell’unione di arte e

scienza che ispira ancora oggi, e rivive nel DNA di Ducati,

espressione di tecnologia e bellezza.

Borgo Panigale, Bologna, 22 giugno 2025 – L’eccellenza italiana

fatta di arte e ingegno. Il Rinascimento e Firenze, Ducati e il

Gran Premio d’Italia al Mugello: tutti simboli di eccellenza che

si incontrano in un progetto unico. In occasione della gara di

casa, Ducati porta in pista tutta la forza evocativa di questa connessione

con una livrea speciale per le Desmosedici GP del Ducati

Lenovo Team e i suoi piloti ufficiali.

Negli ultimi anni, il Gran Premio d’Italia al Mugello è diventato

per Ducati uno dei palcoscenici per raccontare la propria identità

attraverso progetti speciali. Nel 2024, l’Azzurro ha reso

omaggio al colore delle Nazionali Italiane nello sport e nel 2025

la narrazione si evolve ancora, fondendo bellezza e ingegno in

un omaggio a Firenze, culla del Rinascimento e simbolo del genio

creativo italiano.

Un’epoca che rappresenta un modello senza tempo di eccellenza

e creatività, capace ancora oggi di ispirare forme, idee e innovazione.

Firenze ha ispirato personaggi illustri capaci di trasformare

bellezza, sapere e arte in valori universali. Uno spirito

che rivive oggi nel DNA di Ducati, emblema dell’eccellenza italiana

dove tecnologia e bellezza si fondono in ogni sua moto.

Nato dalla collaborazione tra il designer Aldo Drudi e lo storico

Marcello Simonetta, il progetto ha dato vita ad una livrea dal

forte valore simbolico e culturale. L’ispirazione arriva da due

figure emblematiche del Rinascimento italiano: da un lato Leonardo

da Vinci, incarnazione del genio universale e dell’armonia

tra arte e scienza, dall’altro Niccolò Machiavelli, il pensatore

dal “lato oscuro”.

Ispirandosi al celebre disegno di Leonardo noto come il “Vecchio

Condottiero”, Aldo Drudi ne ha reinterpretato l’immagine

in chiave dinamica e contemporanea. Ha accentuato l’inclinazione

del capo, trasformando il condottiero rinascimentale in

On the occasion of the 2025 Italian Grand Prix, Ducati has decided

to develop a special project, inspired by the Genius of the

Renaissance.

The Italian Renaissance is not just a historical period, it is a brand

of excellence, creativity and innovation. Even today, the Renaissance

spirit continues to inspire know-how in design, fashion,

technology and culture.

Ducati is synonymous with sporting spirit and design excellence,

with a love of beauty, with the ability to arouse strong emotions

and build unique experiences. Just as Florence is synonymous

with beauty and art.

The Italian Renaissance, Ducati, Florence and Mugello: these elements

give life to a project entrusted to the creativity of Aldo

Drudi, with the consultancy of the historian Marcello Simonetta. A

project that, on the occasion of the Italian Grand Prix, gives rise

to a unique and special livery and race suit in which the visual

elements are inspired, on the one hand, by Leonardo da Vinci, the

artist who embodies the genius of the Renaissance par excellence

and on the other by Machiavelli, the thinker who embodies

the “dark side” of the Renaissance.

Aldo Drudi started from the stylised and dynamized image taken

from a famous drawing by Leonardo, the so-called “Ancient Captain”

and accentuated the inclination of the head of the leader

who is preparing, in a contemporary reinterpretation, to ride the

motorized centaur.

The story is introduced with this light-hearted and visually playful

spirit. The aim is to create a short circuit between past and present,

between liberal art and mechanical engineering, between the

genius of the Renaissance and the ingenuity of contemporary

“made in Italy”.

Historian Marcello Simonetta reminds us of a famous quote from

Machiavelli’s The Prince:

“Since a prince needs to know how to use the beast, he must

choose the fox and the lion; because the lion cannot protect himself

from snares, and the fox cannot defend himself from wolves.

One must therefore be a fox to recognize snares, and a lion to

frighten wolves. Those who use only force do not understand

this.”

It is therefore the combination of strength and cunning that

makes the rider, the modern-day knight, virtually unbeatable for

his opponents.

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Desmosedici GP25

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GENIUS LIFESTYLE

un moderno cavaliere pronto a cavalcare il suo centauro “motorizzato”.

Da qui prende il via il racconto: Francesco Bagnaia (#63) e Marc

Márquez (#93), due cavalieri moderni, in sella a uno dei simboli

più prestigiosi del motorsport Made in Italy, pronti ad unire

potenza e intelligenza in una sfida in pista. Le loro Desmosedici

GP, che accolgono un leone e una volpe ispirati all’armatura del

celebre condottiero di Leonardo da Vinci, rappresentano la

perfetta sintesi tra forza e astuzia, proprio come insegna Machiavelli

nell’opera “Il Principe”: per vincere servono sia la forza

del leone che l’astuzia della volpe.

Un racconto che si sviluppa tra le meraviglie di Firenze. Nel Museo

Stibbert, tempio del collezionismo rinascimentale, i piloti

del Ducati Lenovo Team entrano vestiti da gentiluomini e si trasformano

in cavalieri moderni. Circondati da armature che

sembrano prendere vita, indossano elmo, corazza e guanti,

reinterpretati in chiave contemporanea: casco, tuta e guanti da

gara, ispirati ai motivi della livrea speciale.

Le Desmosedici GP conquistano con eleganza e rispetto la maestosità

di Piazza della Signoria, confrontandosi con le straordinarie

opere d’arte e architettura che le circondano, sotto l’ombra

imponente del David di Michelangelo e la solenne facciata di

Palazzo Vecchio. Un omaggio a secoli di arte e di storia tutta

italiana, in un incontro dove la tecnologia moderna si fonde con

la bellezza immortale di Firenze.

Con questa livrea speciale, Ducati porta in pista un dialogo visivo

e narrativo tra passato e presente, tra arte e ingegneria, tra il

genio del Rinascimento e l’ingegno contemporaneo di cui la

Casa motociclistica è espressione. Un omaggio che dà forma alla

visione rinascimentale: unire tecnica e bellezza per creare qualcosa

di unico, capace di emozionare, ispirare e lasciare un segno

­ proprio come fa Ducati attraverso le sue moto.

The virtues of the modern-day knight resonate with those of the

ancient: leonine energy and fox-like intelligence, courage and

skill, ferocity and sagacity.

Following this inspiration, Aldo Drudi has placed both a lion,

which was part of the original decoration of the armour of the

leader Leonardo, and a fox on the fairings of the motorcycle, creating

a strong conceptual and visual impact.

Playing on this double dimension, the two Ducati riders, Pecco

Bagnaia and Marc Marquez, personify the modern-day knight

and climb onto their steeds to go into battle. Even their racing

numbers, 63 and 93, become branded on the iron of their new

armour.

In the video, the riders enter the Stibbert Museum, a jewel of

Renaissance-style Florentine collecting, dressed as gentlemen,

and recognize a world of furnishings and armour that come to life

before their amazed and amused eyes. They face each other in a

game of chess, and then they start playing with armour, and wear

one made especially for them. They are modern-day knights, inspired

by Renaissance atmospheres.

We follow their dressing in the elegant rooms of the Stibbert: the

helmet, armour, iron gloves and, in parallel, the helmet, race suit

and leather gloves.

Finally, we follow them as they approach the two Desmosedici

GP 25s, modern steeds ready to hit the track.

The bikes parked in the Cortile di Michelozzo and the frescoes

inside Palazzo Vecchio allow us to admire the perfect marriage

between Renaissance aesthetics and Ducati’s reinvention. The

patronage of the Medici, dukes and grand dukes of Florence,

finds its counterpart in this homage that gives shape to the Renaissance

vision: combining technique and beauty to create

something unique, capable of exciting, inspiring and leaving a

mark. Just like what Ducati does with its bikes.

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Desmosedici GP25

Desmosedici GP25

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Marc Márquez - Ducati Lenovo Team

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Francesco Bagnaia - Ducati Lenovo Team

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Marc Márquez & Francesco Bagnaia - Ducati Lenovo Team

Marc Márquez - Ducati Lenovo Team

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Francesco Bagnaia - Ducati Lenovo Team

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GENIUS LIFESTYLE

Marc Márquez - Ducati Lenovo Team

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Marc Márquez - Ducati Lenovo Team

Francesco Bagnaia - Ducati Lenovo Team

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PARK EUN SUN E MARIO BOTTA:

SCULTURA E ARCHITETTURA

NEL CUORE DI VENEZIA

PARK EUN SUN AND MARIO BOTTA:

SCULPTURE AND ARCHITECTURE IN THE HEART OF VENICE

di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF

Per tutta la stagione estiva fino a novembre, nel cuore di

Venezia in Calle Larga XXII Marzo il pubblico internazionale

può visitare Museo Infinito – Park | Botta, mostra

personale dello scultore coreano Park Eun Sun. In

concomitanza con la 19ª Biennale di Architettura, l’esposizione

presenta i disegni e il modello in scala del Museo Infinito, progettato

dall’architetto svizzero Mario Botta e attualmente in

costruzione nella Contea di Sinan, in Corea del Sud. Voluto dal

Governo Coreano, il museo celebra la carriera di Park Eun Sun e

il suo contributo nel panorama artistico internazionale, in un

dialogo in cui l’Architettura accoglie l’Arte per diventare essa

stessa Arte. Distribuita su due piani, la mostra offre un’esperienza

immersiva tra le sculture in marmo dell’artista, realizzate

con materiali pregiati come il marmo bianco di Carrara, il

rosa del Portogallo, il verde Ming e il nero del Belgio. Spiccano

le Colonne Infinite, sculture che richiamano le monumentali

opere esposte nel 2024 a Roma presso il Parco Archeologico del

Colosseo e Piazza della Bocca della Verità, in occasione dei 140

anni di relazioni diplomatiche Italia­Corea, creando un affascinante

dialogo tra antico e contemporaneo. Completano l’esposizione

opere in bronzo, tele e gioielli, tutte segnate dalla frattura

interiore, cifra poetica che definisce l’universo di Park,

capace di rompere i codici della tradizione scultorea con uno

stile personale, silenzioso e inconfondibile.

Throughout this summer season and up to November, in the

heart of Venice, at Calle Larga XXII Marzo, the international public

can visit Museo Infinito – Park | Botta, a solo exhibition by Korean

sculptor Park Eun Sun. In conjunction with the 19th Architecture

Biennale, the exhibition features the drawings and scale model of

the Museo Infinito designed by Swiss architect Mario Botta and

currently under construction in Sinan County, South Korea. The

museum, commissioned by the Korean government, celebrates

Park Eun Sun’s career and his contribution to the international art

scene, in a dialogue in which Architecture welcomes Art to become

Art itself. On two floors, the exhibition offers an immersive

experience through the artist’s marble sculptures made from fine

materials such as the white Carrara marble, the pink one from

Portugal, Ming green, and the black marble from Belgium. The

Colonne Infinite, the sculptures that reference the monumental

works exhibited in 2024 in Rome at the Archaeological Park of

the Colosseum and Piazza della Bocca della Verità to celebrate

140 years of Italy-Korea diplomatic relations, are outstanding,

and generate a fascinating dialogue between ancient and contemporary.

The exhibition includes the artist’s works in bronze,

his canvases and jewelry: all of them are scarred by the artist’s

inner fracture, the poetic cipher that defines Park’s universe and

that breaks the codes of sculptural tradition with a personal, silent

and unmistakable style.

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CONTINI ART GALLERY

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Park Eun Sun, opere Generazione in marmi policromi; Installation view Museo Infinito - Park | Botta, Galleria d’Arte Contini, Venezia.

Mario Botta, disegni e modello in scala del Museo Infinito, Contea del Sinan, Corea del Sud; Installation view Museo Infinito - Park | Botta,

Galleria d’Arte Contini, Venezia.

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Park Eun Sun, Colonna Infinita - Condivisione, 2025, Marmo Rosso di Verona e Rosa del Portogallo, 39x27x20 cm.

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CONTINI ART GALLERY

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Park Eun Sun, Colonna Infinita - Condivisione, 2025, Marmo Giallo Siena, 52x30x16 cm.

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GENIUS LIFESTYLE

It All Started

in the Kitchen

di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF

Dicono che la memoria inizi dai sensi. Un profumo. Un

suono. La luce che attraversa una stanza in un certo

momento del giorno. Per molti di noi, quei ricordi nascono

in cucina.

Magari erano le piastrelle a fiori della nonna. Il rumore del cucchiaio

di legno che batte contro il tegame. Le dita posate sul

bordo freddo del marmo, mentre si aspettava che qualcosa accadesse.

Le cucine non sono solo stanze funzionali. Sono paesaggi

emotivi. E, in silenzio, ci ricordano.

Ma non è iniziato tutto lì. Molto prima della cucina moderna,

prima del gas, prima dei fornelli, c’era solo il fuoco. E il cerchio

They say our memory is built from our senses. A scent. A sound.

The light that flows through a room at a certain time of day. For

many of us, those memories start in the kitchen.

Maybe from grandma’s flowered tiles. From the sound of a wooden

spoon tapping on a pan. Fingers resting on the marble’s cold

edge, while waiting for something to happen. Kitchens are not

just functional rooms. They’re emotional landscapes. And, silently,

they remember us.

But it all didn’t start there. Long before our modern kitchen, before

gas, before stoves, we only had fire. And the circle we drew

around it. That circle was our home. The place where people

L’uomo dell’età della pietra scopre il fuoco. Da L’Homme Primitif, pubblicato nel 1870. ID immagine JD98EJ su Alamy (alamy.it)

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HENGE

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Pompei, Il Thermopolium di Regio V, uno degli snack bar di Pompei, completo di pregevoli scene di natura morta, con raffigurazioni di animali

che qui venivano probabilmente macellati e venduti. © Luigi Spina per gentile concessione del Parco Archeologico di Pompei

cooked, and bonded over stories. Our first hearth wasn’t a room,

it was a ritual.

And to this day, we still hear its echoes. Every time, when at the

dinner party, everyone gathers around the stove, even if the living

room is empty. It’s almost instinctive: we move toward the heat,

the place where matter changes, where raw becomes food,

where something happens.

Ancient civilizations were well aware of this. The Etruscans celebrated

every meal as a sensory experience: smoke, scents, music,

dances. The Romans turned cooking into a symbol, an identity

and a status. How you cooked – and where – told who you

were. Then, for centuries, kitchens retreated. We hid them, relegated

them to the back of the house. A warm, noisy room meant

for work. Invisible. Functional. Not ours.

It was during the Renaissance era that kitchens reappeared.

When Catherine de’ Medici left for France, she didn’t just take

recipes with her: She brought along cooks, utensils, gestures.

Cooking became a matter of culture, diplomacy, beauty. A lanche

disegnava intorno a sé. Quel cerchio era casa. Il luogo dove

si cucinava, si raccontavano storie, si stringevano legami. Il primo

focolare non era una stanza, era un rito.

Ancora oggi, ne sentiamo l’eco. Ogni volta che, durante una

cena, tutti si ritrovano attorno ai fornelli anche se il salotto è

vuoto. È quasi istintivo: ci avviciniamo al calore, al luogo dove

la materia si trasforma, dove il crudo diventa cibo, dove accade

qualcosa.

Le civiltà antiche lo sapevano bene. Gli Etruschi celebravano il

pasto come un’esperienza sensoriale: fumo, profumi, musica,

danza. I Romani facevano della cucina uno strumento di identità

e di status. Il modo in cui si cucinava – e dove – diceva chi eri.

Poi, per secoli, la cucina si è ritirata. È diventata un luogo nascosto,

relegato in fondo alla casa. Un ambiente caldo, rumoroso,

destinato al lavoro. Invisibile. Funzionale. Non tuo.

È con il Rinascimento che la cucina torna a emergere. Quando

Caterina de’ Medici partì per la Francia, non portò con sé solo

ricette. Portò cuochi, utensili, gesti. La cucina divenne cultura,

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GENIUS LIFESTYLE

Cucina Ozone in Ice Onyx e Kitchen Unit in H-Pale Gold by Henge. www.henge07.com

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HENGE

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diplomazia, bellezza. Un linguaggio. E Caterina intuì qualcosa

che stiamo riscoprendo oggi: che la cucina non è mai solo cibo.

È potere. È connessione. È forma.

Oggi la cucina è tornata al centro – non solo delle nostre case,

ma delle nostre vite. È aperta, visibile, spesso scenografica. Non

ha più bisogno di nascondersi. Anzi, definisce lo spazio.

E il design ha seguito questo cambiamento. Vogliamo superfici

che parlano. Pietra che racconta la geologia. Metalli che si ossidano

col tempo. Legni che assorbono le storie. Un piano di lavoro

che invecchia con grazia. Una maniglia che cambia con l’uso,

come una fotografia che sbiadisce dolcemente.

In un mondo sempre più veloce, la cucina ci chiede di rallentare.

Di mescolare, assaggiare, ascoltare. Di restare.

Pensarci bene, è sorprendente quanto può contenere una cucina.

I sapori dell’infanzia. L’emozione di una cena preparata per

qualcuno. Il silenzio del mattino, il caffè tra le mani, la casa ancora

addormentata. La cucina raccoglie tutto. E lo custodisce.

Non giudica. Non dimentica.

Per questo le cucine migliori non sono fatte per stupire. Sono

fatte per durare. Per accompagnarci. Per abitare con noi. Entrano

nella nostra storia – non per la loro perfezione, ma per la loro

presenza.

Alla fine, non ricordiamo una ricetta. Ricordiamo la stanza. I

suoni. Le mani. La luce. Ricordiamo dov’eravamo, e con chi. E

per chi crede che la bellezza debba essere vissuta, non solo osservata,

esistono luoghi in cui questa idea prende forma.

Ci sono cucine pensate per servire. E poi ci sono quelle pensate

per restare.

guage. And Catherine sensed something we are rediscovering

today: that cooking is never just about food. It’s power. It’s connection.

It’s form.

Today the kitchen is back at the center – not just of our homes,

but of our lives. It’s open, visible, often gorgeous. It no longer

needs to hide – actually, it defines space.

And design has followed this change. We want surfaces that

speak. Stone that tells the story of geology. Metals that oxidize

over time. Woods that absorb stories. A countertop that ages

gracefully. A handle that changes with use, like a photograph that

gently fades.

In an increasingly fast-paced world, the kitchen invites us to slow

down. To mix, to taste, to listen. To stay.

If you think about it, it’s incredible how much a kitchen can stow.

The flavors of our childhood. The excitement of a dinner made for

someone. The silence of mornings, a coffee in your hands, the

house still asleep. The kitchen collects everything. And guards it.

It never judges. It never forgets.

That’s why the best kitchens are not made to impress. They’re

made to last. To be with us. To dwell with us. They enter our history

– not by their perfection, but by their presence.

In the end, we don’t remember a recipe. We remember the room.

The sounds. The hands. The light. We remember where we were,

and with whom. And for those who believe that beauty should be

experienced, not just observed, there are places where this idea

takes shape.

There are kitchens designed to serve. And then there are kitchens

designed to stay.

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GENIUS LIFESTYLE

CASA CONTE: UN’OASI D’ARTE E DESIGN

Importanti opere di Brun Fine Art si fondono con il contemporaneo

di Lucio Fontana

CASA CONTE: AN OASIS OF ART AND DESIGN

The prestigious works of Brun Fine Art merge with Lucio Fontana’s contemporary art

di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF

Casa Conte, l’appartamento di design sartoriale del

brand Conte, diventa il fulcro di una straordinaria

unione tra arte e design. A partire dal Salone del Mobile

e per tutto il 2025 lo spazio, in collaborazione con

la prestigiosa Galleria De Jonckheere di Ginevra, si è trasformato

in una galleria d’arte con l’esposizione delle opere di un artista

immortale come Lucio Fontana, una delle figure più rivoluzionarie

e influenti dell’arte del XX secolo. Questo progetto

Casa Conte, the custom-made design apartment of the Conte

brand, becomes the centerpiece of the extraordinary union of art

and design. Starting with the Salone del Mobile and for the whole

of 2025, the venue, in collaboration with the prestigious De Jonckheere

Gallery in Geneva, has been transformed into an art gallery

that hosts the works of the legendary artist Lucio Fontana,

one of the most revolutionary and influential talents from the

20th-century. The project not only celebrates Fontana’s artistic

Vaso e piedistallo. Vaso – inizio XVIII secolo, Piedistallo – terzo quarto del XVIII secolo, Roma – Ph. Piergiorgio Sorgetti

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BRUN FINE ART

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celebra non solo il genio artistico di Fontana, ma mette in evidenza

l’armonia tra le forme espressive dell’arte e quelle del

design, un’unione in grado di stimolare i sensi, lo stupore e

l’immaginazione dei visitatori.

Oltre alle opere di Fontana, Casa Conte, che si trova all’interno

dell’elegante cornice neoclassica di Palazzo Melzi di Cusano,

ospita alcune opere antiche e opere di arte tribale selezionate da

Laura De Jonckheere, dell’omonima galleria, in collaborazione

con la Galleria BRUN Fine Art per le antichità e la Galleria Lucas

Ratton per l’arte tribale.

L’accostamento suggestivo dei celebri “tagli” e “concetti spaziali”

di Fontana con opere di diverse epoche crea una relazione

visiva unica con l’architettura degli interni e contribuisce ad

aggiungere magia e spessore emotivo ad ambienti già di per sé

di grande impatto, in cui passato e presente si fondono, raccontando

una dimensione sospesa nel tempo.

Nasce così un sorprendente dialogo tra epoche e culture, dove

le opere di Lucio Fontana convivono con opere di arte romana e

tribale, creando un percorso ricco di suggestioni.

La collaborazione con le gallerie De Jonckheere, BRUN Fine Art

e Lucas Ratton sottolinea ancora una volta come arte e design

possano arricchirsi reciprocamente, e invita i visitatori a consi­

genius, but also highlights the harmony between the expressive

forms of art and design, a union that can stimulate the senses,

the imagination and amaze visitors.

Alongside Fontana’s works, Casa Conte, which is located within

the elegant neoclassical setting of Palazzo Melzi di Cusano,

hosts a number of antiquities and tribal art works selected by

Laura De Jonckheere, who runs the eponymous gallery, in partnership

with BRUN Fine Art Gallery for the antiquities and Lucas

Ratton Gallery for the tribal art.

The evocative contrast of Fontana’s famous “cuts” and “spatial

concepts” with works from different eras creates a unique visual

relationship with the venue’s architecture and enriches its spaces,

adding magic and emotional depth to an already striking environments

in which past and present merge to tell the story of a

dimension suspended in time.

As a result, a surprising dialogue between epochs and cultures

started – the works of Lucio Fontana coexist with Roman masterpieces

and tribal art, creating a rich and evocative voyage.

Once again the collaboration with the De Jonckheere, BRUN Fine

Art and Lucas Ratton galleries shows how art and design can

enrich each other, and invites visitors to consider the works as a

central part of the environment. With its great aesthetic value, the

Busto in marmo di un Principe Antonino, Roma, XVII secolo

Centrotavola Torlonia con segni zodiacali, 1853 - Ph. Piergiorgio Sorgetti

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GENIUS LIFESTYLE

derare le opere come parte integrante dell’ambiente. Un’iniziativa

dal grande valore estetico, che celebra e rafforza la connessione

profonda tra arte e design contemporaneo.

Tramite questa iniziativa l’arte cessa di essere un’aggiunta e

prende forma come l’origine stessa del linguaggio abitativo;

ogni ambiente nasce da un pensiero estetico che integra visione,

materia e simbolo, dando vita a spazi con un’identità forte e

riconoscibile.

Casa Conte si presenta nella realtà lifestyle, con l’obiettivo di

donare ai visitatori una prospettiva differente ed immersiva di

una vera e propria casa.

initiative celebrates and reinforces the deep connection between

art and contemporary design.

Through this project, art stops being an additional layer and takes

shape as the very origin of the language of living; each environment

is born from an aesthetic thought that integrates vision,

matter and symbols, creating spaces with a strong and recognizable

identity.

Casa Conte reveals itself in a lifestyle reality set out to give visitors

a different and immersive insight on what a real home is.

Maschera Dan, Costa d’Avorio, Fine XIX secolo

Concetto Spaziale, Attese, Lucio Fontana, 1967 - Ph. Piergiorgio Sorgetti

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BRUN FINE ART

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Multiplo Pillola: Concetto Spaziale, Lucio Fontana, 1967 - Ph. Piergiorgio Sorgetti

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GENIUS LIFESTYLE

Busto femminile / Busto di Afrodite, Jean Baptiste Fossin, 1848

Natura Morta, Lucio Fontana, 1949-50

Corrida, Lucio Fontana, 1950 - Ph. Piergiorgio Sorgetti

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Coppia di athéniennes in marmo verde, Roma, 1810 circa - Ph. Piergiorgio Sorgetti

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Figura Dogon - Mali, regione di Bondum, villaggio di Tintam, 1424-1450 (test radiocarbonico C14) - Ph. Piergiorgio Sorgetti

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Lucio Fontana (Rosario, Argentina 1899 - Varese, 1968) - Concetto Spaziale, Natura (due pezzi), 1967

Firmati e numerati 202/500, ottone, 27 x 22 x 22 cm - Ph. Piergiorgio Sorgetti

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SHISHA LOUNGE BY PALAZZINA GRASSI:

IL NUOVO ROOFTOP RITUAL A VENEZIA

SHISHA LOUNGE BY PALAZZINA GRASSI: THE NEW ROOFTOP RITUAL IN VENICE

di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF

Dal 15 aprile prende vita sulla terrazza di Palazzina

Grassi un nuovo rituale del piacere, firmato in collaborazione

con Gray Clouds.

Tra i tetti di Venezia e i riflessi segreti del Canal Grande,

Palazzina Grassi svela un nuovo spazio, la prima Premium

Shisha Lounge di Venezia, la terrazza trasformata in un rifugio

sensoriale sospeso nel tempo. A partire dal 16 aprile, questo rooftop

intimo e scenografico, incastonato come una gemma

nell’architettura della città, diventa teatro di un’esperienza

inedita, tra rituali di piacere e profumi d’Oriente.

Palazzina Grassi non è un hotel qualunque, è un universo estetico

firmato Philippe Starck, dove ogni dettaglio racconta una sto ria

di seduzione, bellezza e autenticità. La sua terrazza panoramica

affacciata sui tetti di Venezia e con scorci segreti sul Canal Grande

diventa ora una lounge d’autore, dove l’anima più vibrante della

città incontra culture e suggestioni da tutto il mondo.

Al centro di questo nuovo progetto c’è la collaborazione con

Gray Clouds, brand europeo che ha ridefinito il concetto di narghilè

trasformandolo in un oggetto scultoreo. Le loro creazioni

in vetro e acciaio, dalle linee essenziali e ultramoderne, non

sono semplici strumenti ma veri gesti di design, pensati per elevare

l’esperienza a un momento di stile e contemplazione.

Il narghilè, o shisha, è il cuore pulsante della Shisha Lounge. Un

rituale dalle origini antiche, nato come simbolo di cordialità,

condivisione e amicizia. Tra i modelli proposti, spiccano la sofisticata

Premium Shisha e l’esclusiva 24K Gold Shisha, veri capolavori

contemporanei pensati per un pubblico esigente e sensibile

alla bellezza.

La drink list è un viaggio liquido attraverso ingredienti botanici,

distillati rari, infusioni orientali e spezie che richiamano i profumi

del souk. A firmarla, i bartender di Palazzina insieme a

guest mixologist internazionali, in collaborazione con partner

selezionati del mondo beverage.

La carta food, leggera ma sorprendente è una fusione di influenze

mediterranee e orientali: piccoli piatti da condividere,

crudi, spezie, elementi vegetali e texture croccanti, pensati per

accompagnare l’esperienza senza mai appesantirla.

La colonna sonora della Shisha Lounge è curata da dj e sound

artisti internazionali, con un calendario musicale che si modula

tra set acustici al tramonto e vibrazioni elettroniche dopo cena,

in un continuo dialogo con l’energia della città.

SHISHA LOUNGE sarà aperta ogni giorno dalle 15:00 a 23:00.

Starting April 15, in collaboration with Gray Clouds, a new ritual

of pleasure comes to life on the terrace of Palazzina Grassi. Set

between the rooftops of Venice and the secret glimmers of the

Grand Canal, Palazzina Grassi reveals a new space, Venice’s first

Premium Shisha Lounge, the terrace transformed into a sensory

retreat suspended in time.

As of April 16, this intimate and scenic rooftop, a gem in the city’s

architecture, becomes the scene of an unprecedented experience,

amid rituals of pleasure and scents from the East.

Palazzina Grassi is not just an ordinary hotel, it is an aesthetic

universe designed by Philippe Starck, and every detail tells a story

of seduction, beauty and authenticity. Its rooftop terrace on the

rooftops of Venice and the secret glimpses of the Grand Canal

now becomes a signature lounge, a place where the city’s most

vibrant soul meets cultures and fascinations from all over the

world. The core of this new project is the brand’s partnership with

Gray Clouds, a European brand that has redefined the concept of

the hookah and has turned it into a sculptural object. Their glass

and steel creations, with essential and ultra-modern lines, are not

simple tools: they’re true design-oriented gestures, conceived to

elevate the experience into a moment of style and contemplation.

The hookah, or shisha, is the beating heart of the Shisha Lounge:

a very ancient ritual, a symbol of cordiality, sharing and friendship.

The models available include the sophisticated Premium

Shisha and the exclusive 24K Gold Shisha, true contemporary

masterpieces designed for a discerning, beauty-conscious audience.

Its drink list is a liquid journey through botanical ingredients, rare

spirits, oriental infusions and spices that recall the scents of a

souk. It was designed by Palazzina’s bartenders together with

international guest mixologists, in collaboration with selected

partners from the beverage world.

The light and yet striking food menu combines Mediterranean

and Eastern influences: small dishes for guests to share, with

raw, spices, vegetable elements and crunchy textures, created to

complement the experience and never weigh it down.

The Shisha Lounge’s soundtrack is provided by international DJs

and sound artists, with a musical calendar that includes acoustic

sets at sunset and electronic vibes after dinner, in a continuous

dialogue with the energy of the city.

SHISHA LOUNGE will be open daily from 3 p.m. to 11 p.m.

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Courtesy Palazzina Grassi - Shisha Lounge, Palazzina Grassi

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Courtesy Palazzina Grassi - Shisha Lounge, Palazzina Grassi

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Courtesy Palazzina Grassi - Shisha Lounge, Palazzina Grassi

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ELEGANZA LAGUNARE:

VIVERE PUNTA CONTERIE

E SCOPRIRE MURANO

THE ELEGANCE OF THE LAGOON: EXPERIENCING PUNTA CONTERIE

AND DISCOVERING MURANO

di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF

Nel cuore tranquillo di Murano, Punta Conterie si rivela

come un gioiello di rigenerazione e contemporaneità.

Un ex complesso industriale reinventato, dove la terrazza

panoramica domina con eleganza i tre canali

principali dell’isola, perfetta cornice per un pranzo al sole, una

cena al calar del sole o un cocktail serale impreziosito dalla

brezza lagunare. Il suo fascino poliedrico, combinazione di gusto,

shopping e atmosfere inedite, la trasforma in una vera “destination

within a destination”.

In the quiet heart of Murano, Punta Conterie is a jewel of regeneration

and contemporaneity. A reinvented former industrial compound

with a panoramic terrace that elegantly dominates the island’s

three main canals: it’s the perfect setting for a lunch in the

sun, a dinner at sunset or an evening cocktail delighted by the

lagoon breeze. Thanks to its multifaceted charm, a combination

of taste, shopping and unique atmospheres, Punta Conterie is a

true “destination within a destination”.

Courtesy Punta Conterie - Ristorante Vetri

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Courtesy Punta Conterie - Ristorante Vetri

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GENIUS LIFESTYLE

Pensata per accogliere eventi di ogni tipo, Punta Conterie si

anima in ogni sua area: la terrazza, con vista mozzafiato, è ideale

per accogliere ospiti in un contesto all’aperto e suggestivo;

le eleganti sale interne, tra cui una hall espositiva e la raccolta

Sala Camino, offrono scenari calibrati per presentazioni, cene

sedute o aperitivi in piedi; al piano terra, il bistrot – semplice

ma raffinato – e la boutique, tra il monomarca Seletti e l’artigianato

locale, contribuisce a creare un’esperienza fluida e su

misura.

La flessibilità logistica è un’altra delle sue doti: grazie alla show

kitchen, al bar interno e al layout adattabile, ogni evento può

essere modellato sulle esigenze, che sia un matrimonio elegante,

un lancio di prodotto, una festa privata o una serata aziendale.

Punta Conterie offre così atmosfere diverse, tutte accomunate

da un’eleganza affasciante e una vista senza eguali.

Uscendo da Punta Conterie, Murano accoglie con la sua anima

storica e i suoi scorci autentici. Si varcano calli quiete e si raggiungono

chiese antiche, custodi di un fascino spirituale lontano

dal clamore dei percorsi più battuti.

La Basilica dei Santi Maria e Donato, le cui origini risalgono al

VII secolo e che fu ricostruita nel XII secolo, sorprende con il

suo tappeto musivo bizantino: oltre 500 metri quadrati di mosaici

in pietre preziose, raffiguranti pavoni, draghi e simboli

cristiani, e l’abside con la Vergine orante su sfondo oro, capolavori

decorativi oggi sottoposti a importanti restauri. A pochi

passi, la chiesa di San Pietro Martire, edificata nel 1348 e ricostruita

dopo un incendio nel 1511, accoglie i visitatori con la sua

semplice facciata in mattone e all’interno conserva opere di

Tintoretto, Giovanni Bellini e una pala dei Barcaioli di ambito

leonardesco.

Chi ama perdersi tra i dettagli, potrà scoprire anche Santa Maria

degli Angeli, altra gemma agostiniana carica di storia silenziosa.

E per respirare aria di mare, vale una camminata fino al faro di

Murano: un solido faro in pietra alto 35 metri che segna il confine

tra laguna e mare, regalando scorci fotografici d’eccezione.

Nel suo quotidiano, l’isola accoglie storia e cultura nella Biblioteca

popolare circolante, fondata nel 1867 da Vincenzo Zanetti.

Custode di volumi antichi e memoria collettiva, oggi conserva

ancora 369 testi anteriori al 1830, perfetti per trattenersi in un

momento di contemplazione tra le calli.

Designed to host events of all kinds, this venue comes alive in all

its spaces: the terrace, with its breathtaking view, is perfect to welcome

guests in an open-air and evocative setting; the elegant interior

rooms, including an exhibition hall and the cosy Sala Camino,

the elegant interior rooms, including an exhibition hall and the

cosy Sala Camino, feature carefully tailored settings for presentations,

seated dinners or aperitifs; on the ground floor, its – simple

but refined – bistro and boutique – with the Seletti single-brand

and local crafts – provide a fluid and tailored experience.

Logistical flexibility is another of its gifts: thanks to its show kitchen,

in-house bar, and adjustable layout, any event can be shaped

to suit your needs, no matter whether it’s an elegant wedding, a

product launch, a private party, or a corporate soiree. Punta Conterie

suggests different atmospheres, all of which share an alluring

elegance and an unparalleled view.

As you leave Punta Conterie, Murano welcomes you with its historic

soul and authentic glimpses. You can cross quiet calli and

reach ancient churches, guardians of a spiritual charm away from

the noise of the city’s most popular routes.

The Basilica of Santi Maria e Donato, which dates back to the 7th

century and was rebuilt in the 12th century, will surprise you with

its Byzantine mosaic carpet: more than 500 square meters of mosaics

made of precious stones, portraying peacocks, dragons

and Christian symbols, and the apse with the Virgin praying on a

gold background: decorative masterpieces that are now undergoing

major restoration. A stone’s throw away, the church of San

Pietro Martire, built in 1348 and rebuilt after a fire in 1511, welcomes

visitors with its simple brick facade. The church houses

masterworks by Tintoretto, Giovanni Bellini and an altarpiece of

the Barcaioli from Leonardo’s circle.

Anyone who likes to get lost in the details can also discover Santa

Maria degli Angeli, another Augustinian gem filled with a silent

history. And to breathe the sea air, a walk to the Murano lighthouse

is worthwhile: a solid 35-meter-high stone lighthouse that

marks the border between the lagoon and the sea. n its daily

routine, the island welcomes history and culture in its Biblioteca

popolare circolante, founded in 1867 by Vincenzo Zanetti. A

guardian of ancient volumes and collective memory, today it still

preserves 369 texts from before 1836: it’s the perfect spot to linger

in a moment of contemplation in the calli.

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Courtesy Punta Conterie - Bistrot Vetri

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Courtesy Punta Conterie - Ristorante Vetri - Event Space

Courtesy Punta Conterie - Bistrot Vetri

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Courtesy Punta Conterie - Ristorante Vetri - Sala Galleria

Courtesy Punta Conterie - Vista cucina

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POLESTAR 4

L’auto più sostenibile e veloce mai realizzata da Polestar

Polestar’s most sustainable and fast car

di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF

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POLESTAR

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GENIUS LIFESTYLE

Polestar 4 rappresenta una svolta per l’industria automobilistica

elettrica, non solo per le sue straordinarie

prestazioni, ma soprattutto per il suo approccio radicalmente

orientato alla sostenibilità. Presentata all’inizio

del 2023, questa SUV coupé del segmento D supera i limiti

stabiliti dal modello precedente, Polestar 3, integrando soluzioni

innovative che coniugano design all’avanguardia, potenza e

una profonda responsabilità ambientale.

Fin dal primo sguardo, Polestar 4 si distingue per le sue linee

eleganti e contemporanee, ma è nei materiali scelti per gli interni

che si percepisce chiaramente il cambiamento di rotta

verso un modello produttivo più rispettoso dell’ambiente. Gli

abitacoli sono realizzati con materiali innovativi, frutto di una

selezione consapevole volta a ridurre le emissioni e gli sprechi.

Ne è un esempio il rivestimento vegano di serie, MicroTech, una

soluzione di vinile di origine biologica che sostituisce il petrolio

greggio con olio di pino, riducendo del 70% l’impronta di CO₂e

rispetto ai PVC convenzionali. Anche i tappeti, ottenuti interamente

da poliammide ECONYL®, derivano da reti da pesca dismesse

e altri rifiuti plastici, mentre il rivestimento del tetto è

composto da PET riciclato, contribuendo a una gestione circolare

delle risorse.

La sostenibilità non è un dettaglio, ma un principio guida: circa

l’85% dei materiali che compongono Polestar 4 è riciclabile, e

numerosi componenti possono essere rigenerati o riutilizzati.

Questo approccio si estende anche alla tracciabilità delle materie

prime, elemento cruciale per garantire processi di produzione

sempre più trasparenti e responsabili. È disponibile anche

un rivestimento opzionale in pelle Nappa proveniente esclusivamente

da allevamenti che rispettano standard etici e di benessere

animale, completamente tracciabile e ottenuta in modo

sostenibile dal fornitore Bridge of Weir. Gli interni includono

inoltre plastica riciclata in diverse finiture, tra cui l’originale

Tailored Knit, un rivestimento elegante e moderno realizzato in

PET riciclato al 100% e lavorato con una tecnica 3D su misura,

che consente la creazione di componenti senza scarti.

Polestar 4 è, ad oggi, il modello con la minore impronta di carbonio

mai registrata da Polestar. Secondo il Life Cycle Assessment

pubblicato a fine 2023, la versione Standard a motore

singolo (attualmente disponibile solo in Cina) ha un’impronta

di appena 19,4 tonnellate di CO₂, mentre quella a motore singolo

a lungo raggio si attesta a 19,9 tonnellate e quella a doppio

motore a 21,4. La maggior parte dell’impatto ambientale è legata

alla produzione dei moduli batteria, che rappresentano tra il

36 e il 39% delle emissioni totali, seguiti dall’alluminio e dai

componenti in acciaio e ferro. Per contenere questi valori, è

stato avviato un importante processo di selezione delle forniture,

privilegiando ad esempio l’alluminio a basse emissioni, proveniente

da fonderie alimentate con energia idroelettrica.

Anche il sito produttivo di Polestar 4 riflette l’impegno ambientale

dell’azienda. Il veicolo viene infatti costruito nello stabilimento

SEA (Sustainable Experience Architecture) di Hangzhou

Bay, in Cina, di proprietà di Geely Holdings. Questa struttura

Polestar 4 marks a turning point in the electric automotive industry

– not only for its outstanding performance, but first and foremost

for its commitment to sustainability. Unveiled in early 2023,

this D-segment SUV coupé builds on the legacy of the Polestar 3

and pushes boundaries with a cutting-edge design, its impressive

power, and a production philosophy centered around environmental

responsibility.

From the very first glance, Polestar 4 stands out with its sleek,

contemporary lines, but it’s with the choice of materials inside the

cabin that its sustainable vision truly comes to life. Every surface

has been crafted with innovation and intention. The standard interior

is lined with MicroTech, a bio-based vinyl that replaces crude

oil with pine oil, resulting in a 70% lower CO₂e footprint compared

to traditional PVC. The carpets are made entirely from

ECONYL®, a regenerated nylon sourced from discarded fishing

nets and other plastic waste, while the headliner is made using

recycled PET, extending the lifecycle of resources that would

otherwise become pollution.

Sustainability is not a feature; it’s a foundational principle. Approximately

85% of the Polestar 4 model is recyclable, and many of

its components were designed to be reused or regenerated.

Transparency is equally vital, and material traceability plays a key

role in ensuring a responsible production process. Optional

upholstery includes fully traceable Nappa leather, sourced exclusively

from farms with certified animal welfare standards and

supplied responsibly by Bridge of Weir. Recycled plastics are

also featured in multiple interior elements, including the striking

Tailored Knit upholstery, made from 100% recycled PET and

crafted using a custom 3D knitting process that eliminates waste

altogether.

Polestar 4 also sets a new benchmark for carbon footprint within

the brand’s lineup. According to the Life Cycle Assessment published

at the end of 2023, the Standard single-motor version (currently

available only in China) boasts a carbon footprint of just

19.4 tonnes of CO₂. The long-range single-motor version stands

at 19.9 tonnes, while the dual-motor model registers 21.4 tonnes.

The most significant contributor to these emissions is the battery

modules, accounting for 36–39% of the total, followed by aluminum

and then steel and iron components. In response, Polestar

has actively chosen low-carbon aluminum sourced from hydropowered

smelters to further reduce the vehicle’s environmental

impact.

The brand’s commitment to sustainability continues at a production

level. Polestar 4 is manufactured at the SEA (Sustainable Experience

Architecture) plant in Hangzhou Bay, China, owned by

Geely Holdings. This cutting-edge facility is powered by certified

renewable electricity from hydropower sources, supplemented

by solar energy generated from photovoltaic panels installed on

the plant’s roof. It’s a holistic approach to clean mobility, ensuring

that sustainability touches every stage of the vehicle’s life – from

raw material extraction to final assembly.

Despite its strong environmental focus, Polestar 4 makes no

compromises on performance. With a maximum output of 400

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all’avanguardia utilizza esclusivamente energia elettrica certificata

da fonti rinnovabili, combinando idroelettrico e impianti

fotovoltaici installati sul tetto dell’impianto. Una scelta coerente

con la visione di un futuro automobilistico più pulito, in cui la

riduzione dell’impatto ambientale coinvolge l’intero ciclo produttivo,

dall’approvvigionamento delle materie prime alla fase

di assemblaggio.

Pur concentrandosi sulla sostenibilità, Polestar 4 non rinuncia

alla performance. Con una potenza massima di 400 kW, pari a

544 cavalli, e una coppia di 686 Nm, il veicolo è in grado di accelerare

da 0 a 100 km/h in soli 3,8 secondi, rendendolo la Polestar

più veloce mai realizzata. Gli ammortizzatori attivi adattano

dinamicamente la risposta del veicolo alle condizioni

stradali, mentre l’impianto frenante con pinze Brembo a 4 pistoncini

assicura un controllo preciso anche nelle situazioni più

impegnative.

Polestar 4 dimostra che velocità, design e lusso non devono più

essere in contrasto con l’ambiente. È la sintesi di una visione

coraggiosa, in cui le tecnologie più avanzate servono un obiettivo

ben più grande: guidare il cambiamento verso una mobilità

realmente sostenibile, senza compromessi.

kW (544 hp) and 686 Nm of torque, the vehicle accelerates from

0 to 100 km/h in just 3.8 seconds, making it the fastest Polestar

to date. Active dampers continuously adapt to road conditions to

enhance driving dynamics, while high-performance Brembo fourpiston

brakes provide precise stopping power.

Polestar 4 proves that speed, design, and luxury no longer need

to come at the planet’s expense. In its bold vision, advanced

technology serves a greater purpose: to lead the shift toward

truly sustainable mobility – with no compromises.

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Gli interni: MicroTech è il rivestimento vegano standard utilizzato nelle Polestar 4

L’85% della Polestar 4 è riciclabile e diversi componenti possono essere riutilizzati o rigenerati

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Polestar 4

Polestar Arctic Circle collection on location in Jokkmokk, Sweden

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GENIUS LIFESTYLE

DUE ANIME DEL PINOT BIANCO

Le Monde Celebra il Friuli con Carattere e Identità

TWO SOULS OF PINOT BIANCO

Le Monde Celebrates Friuli with Character and Identity

di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF

Nel cuore del Friuli occidentale, tra i fiumi Livenza e

Meduna, l’azienda vitivinicola Le Monde racconta l’identità

di un territorio ricco di storia e vocazione

enologica attraverso due interpretazioni d’eccellenza

del Pinot Bianco: il pluripremiato Pinot Bianco DOC Friuli, insignito

per dieci anni dei Tre Bicchieri del Gambero Rosso, e

Alma Pinot Bianco DOC, punta di diamante della collezione

“Icone”.

Il Pinot Bianco DOC Friuli è un vino che coniuga ricercatezza e

versatilità. Dopo una macerazione prefermentativa a freddo,

una pressatura soffice e una fermentazione controllata, il vino

affina sulle fecce fini per diversi mesi, acquisendo complessità e

profondità.

Al calice si presenta con un brillante giallo paglierino dai riflessi

verdognoli, mentre al naso emergono note di frutta esotica e

pesca bianca, con leggere sfumature speziate. In bocca è caldo e

vellutato, perfettamente equilibrato tra struttura e acidità.

In the heart of Western Friuli, between the Livenza and Meduna

rivers, the Le Monde winery expresses the identity of a land

steeped in history and oenological tradition through two outstanding

interpretations of Pinot Bianco: the multi-award-winning

Pinot Bianco DOC Friuli, recipient of Gambero Rosso’s Tre Bicchieri

for ten years now, and the Alma Pinot Bianco DOC, the flagship

of the “Icone” collection.

The Pinot Bianco DOC Friuli combines elegance with versatility.

After a cold pre-fermentation maceration, gentle pressing, and

temperature-controlled fermentation, the wine ages on fine lees

for several months, gaining complexity and depth.

In the glass, it shines with a brilliant straw yellow and greenish

reflections. On the nose, exotic fruit and white peach notes mingle

with subtle spicy hints. On the palate, it’s warm and velvety,

with perfect balance between structure and acidity – an ideal

match for seafood dishes, white meats, and light appetizers.

Tenuta Le Monde

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LE MONDE

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Il Pinot Bianco DOC

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GENIUS LIFESTYLE

La sala degustazione Le Monde

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LE MONDE

299

È un vino dalla grande adattabilità gastronomica, capace di accompagnare

con raffinatezza piatti a base di pesce, carni bianche

e antipasti leggeri.

Di carattere più strutturato e longevo è l’Alma Pinot Bianco

DOC. Vinificato in botti di rovere, è capace di esprimere un potenziale

evolutivo superiore ai dieci anni. Di colore giallo paglierino

brillante con riflessi dorati, il suo profilo aromatico si

distingue per intensità e profondità: frutta esotica matura, pesca

bianca e accenti minerali di pietra focaia. Al palato risulta

avvolgente, sapido e persistente, è ideale se abbinato con zuppe

di mare, orata, astice o secondi piatti leggeri come il roast beef.

Due volti, due interpretazioni, ma un’unica matrice: quella del

territorio friulano.

Con una storia che affonda le sue radici nel Settecento, oggi guidata

da Alex Maccan, Le Monde ha saputo reinterpretare con

visione contemporanea l’eredità agricola e culturale della regione.

Con 120 ettari vitati e una filosofia basata sulla valorizzazione

dei monovitigni ­ tra cui spiccano anche Refosco, Friulano

e Cabernet Franc ­ la cantina produce vini che parlano un

linguaggio autentico e identitario. Il segreto? Un terroir unico: i

suoli ricchi di calcare attivo, derivati dai sedimenti dolomitici

trasportati dai fiumi, conferiscono ai vini una struttura vibrante

e una spiccata mineralità.

Le Monde è molto più di una cantina: è un progetto culturale e

territoriale che guarda al futuro senza dimenticare le proprie

radici. Oggi i suoi vini sono presenti in oltre 40 mercati internazionali,

portando nel mondo il gusto inconfondibile del Friuli

più autentico.

The Alma Pinot Bianco DOC is more structured and long-lived: it

ages in oak barrels and boasts an aging potential of over ten

years. Its golden-hued straw yellow color sets the tone for an intense

and deep bouquet: ripe exotic fruits, white peach, and flinty

mineral notes. On the palate, it is rich, savory, and long-lasting – a

perfect pairing with seafood soups, sea bream, lobster, or light

meat dishes such as roast beef. Two distinct expressions, two

styles, but a single soul: the Friulian terroir.

With a history that heads back to the 18th century and led today

by Alex Maccan, Le Monde has successfully reinterpreted Friuli’s

agricultural and cultural heritage with a contemporary vision.

With 120 hectares under vine and a focus on single-varietal wines

– including Refosco, Friulano, and Cabernet Franc – the winery

crafts wines with authentic character and strong identity.

The secret? A unique terroir. The vineyards benefit from soils rich

in active limestone, a rarity in the Friulian landscape, formed by

dolomitic sediment deposits carried by the rivers. These conditions

give the wines structure, vibrancy, and minerality. Le

Monde’s production philosophy embraces a slow, seasonal approach,

with integrated agriculture and meticulous vinification

from vineyard to bottle.

Le Monde is more than just a winery – it’s a cultural and territorial

project that looks to the future while staying rooted in tradition.

Today, its wines are present in over 40 international markets,

bringing the unmistakable flavor of authentic Friuli to wine lovers

across the globe.

Alma Pinot Bianco DOC

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GENIUS LIFESTYLE

ROCKET ESPRESSO MILANO:

L’ARTE DEL CAFFÈ FATTO A MANO

ROCKET ESPRESSO MILANO: THE ART OF HANDMADE COFFEE

di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF

Nel cuore pulsante di Milano, tra design, artigianato e

cultura del caffè, nasce e si sviluppa Rocket Espresso.

Non è solo un marchio, ma una vera e propria filosofia,

un tributo alla tradizione italiana del “Fatto a Mano”

che si riflette nella cura meticolosa con cui vengono costruite le

sue macchine da caffè, una per una, da mani esperte. Rocket

Espresso realizza macchine professionali e domestiche con una

missione ben chiara: portare il miglior espresso possibile direttamente

nelle cucine e nei locali di tutto il mondo, con stile,

qualità e passione.

UN DESIGN ICONICO, UN’ESPRESSIONE DI STILE ITALIANO

Il design delle macchine Rocket Espresso è un omaggio all’eleganza

e alla funzionalità tipicamente italiane. Ogni modello è

pensato non solo per garantire una performance impeccabile,

ma anche per arricchire esteticamente lo spazio in cui si trova.

Le linee pulite, i materiali pregiati come acciaio inox lucido e

dettagli artigianali, sono la firma visiva di un prodotto nato dalla

sintesi tra bellezza e tecnica. Il primo modello, la leggendaria

Giotto, ha tracciato la linea stilistica su cui si basano ancora oggi

tutte le macchine Rocket: forme decise, stile audace e una presenza

scenica che trasforma ogni cucina o caffetteria in uno

spazio dedicato al culto dell’espresso.

LA TRADIZIONE DEL “FATTO A MANO”

A distinguere Rocket Espresso da qualsiasi altro produttore è la

filosofia produttiva: ogni macchina viene costruita a mano, con

attenzione certosina ai dettagli. Nulla è lasciato al caso. Un team

di artigiani milanesi cura ogni fase della produzione, trasformando

ogni pezzo in un’opera unica. Non si tratta solo di assemblare

componenti, ma di infondere in ogni macchina un’anima,

un carattere distintivo che nasce dal rispetto per la

tradizione e dalla dedizione verso l’eccellenza.

TECNOLOGIA MODERNA, SPIRITO ARTIGIANALE

Rocket Espresso riesce dove molti falliscono: coniugare l’artigianato

con l’innovazione. Sebbene ogni macchina sia costruita

secondo metodi tradizionali, l’interno è un concentrato di tecnologia

all’avanguardia. Dalla stabilità termica garantita dai

gruppi erogatori professionali, alla precisione dei controlli

elettronici, fino alle pompe silenziose e ai materiali a basso im­

In the vibrant heart of Milan, where design, craftsmanship, and

coffee culture intersect, Rocket Espresso was born and continues

to evolve. More than just a brand, Rocket is a philosophy – a

tribute to the Italian tradition of Fatto a Mano, meaning “made by

hand,” that is embodied in every espresso machine, crafted one

by one by expert hands. Rocket Espresso designs and builds

professional and domestic espresso machines with a clear mission:

Deliver the finest espresso experience, combining style,

quality, and passion.

ICONIC DESIGN, PURE ITALIAN STYLE

Rocket Espresso machines are a celebration of classic Italian

aesthetics – where beauty and function go hand in hand. Each

model is engineered not only to ensure exceptional performance

but to enhance the look and feel of any space it inhabits. With

clean lines, premium materials like polished stainless steel, and

handcrafted details, Rocket machines stand out as elegant icons

of form and function. The original Giotto model set the visual

standard that continues to define the brand: bold styling, timeless

design, and an unmistakable presence that transforms every

kitchen or café into a temple of espresso.

THE TRADITION OF FATTO A MANO

What truly sets Rocket Espresso apart is its commitment to

hand-building every single machine. This is not just assembly –

it’s a careful, passionate process led by a team of Milanese artisans

who treat each machine like a unique piece of craftsmanship.

Every detail is meticulously attended to, ensuring that each

product carries the soul of its makers. This philosophy isn’t about

speed or mass production – it’s about authenticity, character, and

excellence, machine by machine.

MODERN TECHNOLOGY, ARTISAN SPIRIT

Rocket Espresso strikes the perfect balance between traditional

craftsmanship and cutting-edge innovation. While every machine

is made by hand, its core is powered by the latest in espresso

technology. From heat stability in the professional-grade group

heads, to silent rotary pumps, digital precision, and eco-conscious

components, every technical detail is engineered to deliver

a flawless cup – whether at home or in a high-end commercial

environment. These are machines designed for serious coffee

Genius People Magazine


ROCKET ESPRESSO MILANO

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GENIUS LIFESTYLE

patto ambientale, ogni dettaglio tecnico è pensato per offrire

prestazioni professionali anche nell’ambiente domestico. Le

macchine Rocket sono quindi perfette per gli appassionati più

esigenti, ma anche per bar, ristoranti o boutique del caffè che

cercano uno strumento capace di unire affidabilità, stile e qualità

nella tazza.

UNA CULTURA, NON SOLO UN PRODOTTO

Rocket Espresso è anche una comunità di persone appassionate.

Dall’ideazione alla realizzazione, passando per la distribuzione,

ogni fase è vissuta con entusiasmo e dedizione. L’azienda ha saputo

creare un ambiente di lavoro dinamico, creativo e inclusivo,

dove le idee si trasformano in innovazione e dove ogni macchina

racconta una storia fatta di passione, precisione e orgoglio.

L’anima del marchio è ben visibile anche nel rapporto con i

clienti: Rocket non vende semplicemente macchine da caffè,

ma invita ogni appassionato a far parte di un viaggio, un percorso

fatto di scoperta, cultura e amore per l’espresso perfetto.

Che si tratti di un collezionista, di un barista esperto o di un

semplice amante del caffè, Rocket riesce a soddisfare ogni esigenza

grazie a una gamma completa di soluzioni sia domestiche

che professionali.

lovers and industry professionals alike, who demand both performance

and aesthetic appeal.

MORE THAN MACHINES: A CULTURE OF PASSION

Rocket Espresso is built on a vibrant and creative company culture.

Behind each machine is a team of dedicated individuals –

craftsmen, designers, engineers, and dreamers – who bring energy

and authenticity to every project. Rocket is not just a

workspace, but a community where passion for coffee and good

design drives everything forward.

This passion extends to Rocket’s relationship with its customers.

The brand doesn’t just sell coffee machines – it invites people to

join a journey. Whether you’re a professional barista, a home

brewing enthusiast, or a specialty coffee aficionado, Rocket Espresso

speaks your language. Through its two main channels –

traditional distributors and specialty dealers – Rocket delivers

tailored solutions that meet a wide variety of customer needs.

FOR THOSE WHO TRULY LOVE COFFEE

Choosing Rocket means choosing a product that’s built to last,

visually striking, a joy to use, and capable of producing a perfect

espresso every time. The brand has become a global leader in

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ROCKET ESPRESSO MILANO

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LA SCELTA DEI VERI APPASSIONATI

Chi sceglie una macchina Rocket sa cosa vuole: un prodotto che

duri nel tempo, che sia bello da vedere, emozionante da usare, e

capace di regalare un espresso che sia ogni volta all’altezza delle

aspettative. Rocket è diventata leader mondiale nel segmento

delle macchine “premium domestic”, conquistando clienti in

ogni angolo del pianeta. Questo successo si fonda sulla capacità

di interpretare due anime della cultura del caffè: da un lato, la

tradizione italiana fatta di miscele perfette e ritualità; dall’altro,

l’approccio sperimentale e internazionale che vede la macchina

da espresso come uno strumento di esplorazione sensoriale.

Rocket Espresso Milano rappresenta il meglio del Made in Italy,

un connubio perfetto tra design iconico, tecnologia avanzata e

artigianalità autentica. Ogni macchina è più di un semplice

elettrodomestico: è un oggetto di culto, un tributo alla cultura

dell’espresso, un simbolo della passione italiana per il ben fatto.

In un mondo sempre più veloce e standardizzato, Rocket offre

un’alternativa concreta: la scelta di prendersi il tempo, di gustare

la qualità e di costruire qualcosa che abbia davvero valore.

Una macchina Rocket non si possiede soltanto: si vive, ogni

giorno, tazzina dopo tazzina.

the “premium domestic” segment, earning the loyalty of passionate

users around the world. Rocket is unique in its ability to sail

the two waves of coffee culture: the timeless Italian tradition of

blends and brewing rules, and the adventurous, experimental

spirit of specialty coffee that sees the espresso machine as a

platform for discovery.

Rocket Espresso Milano embodies the best of Italian manufacturing:

iconic design, advanced technology, and authentic craftsmanship.

Every machine is more than just an appliance – it’s a

statement, a tribute to the culture of espresso, and a symbol of

Italy’s passion for beauty and quality. In a fast-paced world driven

by efficiency and sameness, Rocket offers something different:

the choice to slow down, savor excellence, and own a product

that truly matters. A Rocket machine is not simply owned – it’s

lived, every day, one cup at a time.

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GENIUS LIFESTYLE

A VINITALY 2025 GRANDI TRAGUARDI

PER LA VIARTE WINES

LA VIARTE WINES: GREAT ACHIEVEMENTS AT VINITALY 2025

di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF

Un Vinitaly da incorniciare per La Viarte Wines, cantina

di Prepotto (UD) di proprietà della famiglia Polegato

che torna da Verona con un bottino che testimonia

l’alta qualità espressa dalla cantina ubicata nel cuore

dei Colli Orientali del Friuli. L’edizione di quest’anno, infatti, ha

visto i vini La Viarte distinguersi per la loro eleganza e complessità,

ottenendo risultati prestigiosi che confermano il percorso

di crescita e l’impegno della cantina verso standard qualitativi

sempre più elevati.

Ben 7 etichette dell’azienda friulana hanno ottenuto un punteggio

superiore a 90 punti, conquistando di diritto un posto

all’interno di 5StarWines – the Book, la selezione enologica che

Veronafiere organizza in collaborazione con Assoenologi.

Un successo confermato anche dalle numerose presenze di

clienti e responsabili commerciali del settore enologico presso

lo stand durante i 4 giorni della Fiera, impazienti di scoprire le

novità della cantina.

“È stato un Vinitaly intenso che ci ha dato grandi soddisfazioni,

a cominciare dal concorso 5 StarWine che, oltre ad aver

giudicato con punteggi altissimi i nostri vini, ha nominato La

Viarte tra le migliori cantine del Friuli - commenta l’AD Riccardo

Polegato – Ma è stato davvero importante anche il riscontro

che abbiamo avuto durante la fiera, grazie a prodotti

come il Rosé, un vino che nasce da uve Schioppettino e che,

con il suo stile fine ed elegante, ha saputo conquistare anche i

palati più esigenti. Grande curiosità l’ha destata anche la nostra

ZAL (Gialla, in friulano), Ribolla non filtrata che va ad

affiancarsi alla nostra già affermata malvasia non filtrata

ZIJA. ZAL è prodotta con una macerazione a freddo ed una

tecnica innovativa che riesce ad estrarre aromi e struttura

esprimendo tutta la potenzialità di questo vitigno. Proseguiamo

così il nostro progetto di valorizzazione dei vitigni identitari

dei Colli Orientali del Friuli”.

Sin dall’inizio, infatti, la volontà della proprietà è stata quella di

rendere assoluti protagonisti i grandi vini classici di quest’area,

lavorando su referenze selezionate appositamente per la loro

capacità di fare da “ponte” sui mercati internazionali.

“Oggi stiamo guardando ai mercati emergenti come Albania e

Polonia – conclude Polegato – ma la nostra priorità è consolidare

ulteriormente il mercato interno, dove viene consumato

l’80% della nostra produzione, autentica espressione del terroir

friulano”.

A Vinitaly to remember for La Viarte Wines, the winery in Prepotto

(UD) owned by the Polegato family, which comes back from Verona

with a haul that testifies to the high quality of this winery in

the heart of the Colli Orientali del Friuli.

La Viarte wines indeed stood out for their elegance and complexity

during this year’s edition, achieving prestigious results that

confirm the winery’s path of growth and its commitment to always

higher quality standards. Seven labels from the Friulian winery

scored over 90 points, winning by right a place inside 5Star-

Wines – the Book, the wine selection that Veronafiere holds in

partnership with Assoenologi.

A success that was also confirmed by the large number of customers

and sales managers from the wine industry at the stand

during the 4-day fair, impatiently waiting to discover the winery’s

novelties.

“This Vinitaly was intense and very satisfying, starting from the 5

StarWine competition that, besides having awarded high scores

to our wines, named La Viarte among the best wineries in Friuli”,

CEO Riccardo Polegato commented. “But the feedback we got

during the fair was also really important, thanks to products such

as the Rosé, a wine that comes from Schioppettino grapes and

that, with its fine and elegant style, we won over even the most

demanding palates. Our ZAL (Gialla, in Friulian), an unfiltered Ribolla

that joins our already well-established unfiltered Malvasia

ZIJA, also raised great curiosity. ZAL is produced through cold

maceration and an innovative technique that extracts both aromas

and structure, fully expressing the potential of this grape variety.

We are thus continuing our project for the development of

the Colli Orientali del Friuli’s identity varietals”.

From the beginning, in fact, the owners’ desire has been to give

absolute prominence to the great classic wines of this area, working

on wines specifically selected to serve as a ‘bridge’ to international

markets.

“Today we are looking at emerging markets such as Albania and

Poland”, Polegato concluded, “but our priority is to further

strengthen our presence in our domestic market, where 80 percent

of our production is consumed: the authentic expression of

the Friulian terroir”.

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LA VIARTE

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GENIUS LIFESTYLE

NOVITÀ VINITALY 2025

VINITALY 2025 NEWS

di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF

Èarrivata la primavera – La Viarte in friulano – ed è partita

la nuova collezione pensata dai Polegato.

È Riccardo a raccontarci che “per la linea Liende (che

in friulano significa leggenda), abbiamo rivisitato

tutte le etichette lasciando però il disegno di una porta stilizzata

e dando più identità al prodotto”.

Un’altra novità che è uscita in occasione del Vinitaly è la Ribolla

non filtrata, con macerazione a freddo e con sedimento della

feccia nobile, per dare freschezza e struttura al vino. “Un antiossidante

naturale, come abbiamo fatto con la Malvasia Zija

dell’anno scorso. Avrà un collegamento alla porta che c’è in

etichetta, ovvero una retro etichetta con raffigurata una panchina

dove ci siamo io, Giorgia e Luana”.

Sono 1.325 bottiglie numerate, nate da una cura maniacale di

tutta la filiera, con molta attenzione al prodotto: da un ettaro

hanno raccolto solo 30 quintali. Insomma, meticolosità assoluta

nel vigneto puntando alla qualità del vino. “Sarà una Ribolla

diversa dal solito – continua Riccardo – e sono convinto che il

prodotto spiazzerà il mercato perché rappresenta il territorio,

ma con un occhio all’innovazione”.

È un metodo ancestrale in chiave moderna, lasciando la feccia e

senza filtrare. Tutti i prodotti al Vinitaly 2025 sono fatti dai nuovi

proprietari, i Polegato. Non ci saranno più vini ottenuti da

vendemmie e lavorazioni passate. Oltre a queste novità e al

packaging nuovo, ci saranno Eufem e Oparis. “Mettendo le due

bottiglie una di fianco all’altra, dalle etichette avvicinate si

ricompone un unico disegno”.

Ogni anno ci sarà un artista diverso che creerà la propria opera.

Una è una classica Ribolla gialla del 2023 e l’altra uno Schioppettino

2022. Ma non basta: uscirà anche una Malvasia classica.

“La nostra volontà è di eliminare gradualmente gli internazionali

e concentrarci su vitigni del territorio. Il Sauvignon

però rimarrà, perché è arrivato nell’Ottocento”.

Analoga politica aziendale la stanno applicando anche ai vini

rossi: “Abbiamo tolto il Merlot e il Cabernet Sauvignon, mentre

teniamo il Refosco, il Pignolo, il Tazzelenghe e lo Schioppettino”,

spiega Riccardo.

Per quanto riguarda altri due vitigni indigeni, il Picolit e il Verduzzo,

rimangono nell’ottimo Siùm passito: “Purtroppo sono

varietà difficili da lavorare ed economicamente non c’è ritorno,

perché i passiti sono poco richiesti”.

A livello commerciale Vinitaly è una vetrina importante, c’è

fervore, c’è entusiasmo”, ci dice Giorgia con la sua consueta

esuberanza.

Spring – La Viarte in Friulian – has come, and so has the new

collection designed by the Polegato family.

It’s Riccardo who told us that “for the Liende line (which means

legend in Friulian), we have revised all our labels, we’ve kept the

design of a stylized door and have given more identity to the

product”.

Another novelty that was released during Vinitaly is the brand’s

unfiltered Ribolla with cold maceration and sedimentation of the

noble lees to give freshness and structure to the wine. “A natural

antioxidant, like we did with last year’s Malvasia Zija. It will be

connected to the door on the label, which is a back label with a

bench where Giorgia, Luana and I are”.

There are 1,325 numbered bottles, born from an obsessive care

of the entire supply chain, with great attention to the product:

from one hectare they harvested only 30 quintals. In short, absolute

preciseness in the vineyard with an eye on the quality of the

wine. “This Ribolla will be different from usual ones”, Riccardo

continued, “and I’m sure that the product will surprise the market

because it represents the territory, but with an eye to innovation”.

It’s an ancestral method with a modern twist, we left the lees and

it’s filter-free. All the products at Vinitaly 2025 are made by the

new owners, the Polegato family. No more wine will be made

from past vintages and processing. In addition to these novelties

and the new packaging, there will be Eufem and Oparis. “If you

place the two bottles side by side, the labels come together and

form a single design”.

Each year a different artist will create his own work. One is a

classic Ribolla gialla 2023 and the other a Schioppettino 2022.

But there’s more: a classic Malvasia will also come out. “We want

to gradually phase out the internationals and focus on local grape

varieties instead. The Sauvignon, however, will stay, because it

arrived in the nineteenth century”.

A similar company policy is being applied to red wines: “We’ve

dropped the Merlot and the Cabernet Sauvignon, while we are

keeping the Refosco, the Pignolo, Tazzelenghe, and the Schioppettino,”

Riccardo explains.

As for two other indigenous grape varieties, the Picolit and the

Verduzzo, they remain in the excellent Siùm passito: “Unfortunately,

these varieties are hard to work with and there is no economic

return because the passiti are not very popular.”

“On a commercial level Vinitaly is very important. We are excited”,

Giorgia told us with her usual exuberance.

“We want to break the mold with sexy, modern labels. The artist

was in our booth creating”. When they saw the market was not

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LA VIARTE

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In foto Giorgia, Luana e Riccardo Polegato

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GENIUS LIFESTYLE

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LA VIARTE

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“Vogliamo rompere gli schemi con etichette sexy e moderne,

con l’artista nel nostro stand a creare”. Giorgia e Riccardo Polegato

hanno avuto il coraggio e la prontezza di mettere in discussione

la linea Liende perché il mercato non era pronto;

quindi l’hanno rivisitata, si sono concentrati sul simbolo aziendale

e si sono sforzati di percepire le esigenze del mercato, andando

oltre il semplice punto di vista che si basa sul rapporto

qualità­prezzo.

“Puntiamo sulla mescita, su vini più abbordabili, più appetibili;

perciò abbiamo voluto delle modifiche in cantina, per

esaltare la sapidità e l’acidità, le caratteristiche tipiche dei

vini del Friuli. Quando arriva il momento della vendemmia

l’uva deve restare in pianta meno tempo possibile, come pure

il passaggio dalla pressatura alla vasca avviene in mezz’ora,

per estrapolare gli aromi”. Anche il grado alcolico più contenuto

è ormai un’esigenza del mercato...

“Si deve smuovere la politica. Nessuno ne parla: l’età media

dei vigneti in collina è di 20 anni, perciò vengono vini con una

certa struttura alcolica nei Colli Orientali”, fa notare Riccardo.

“La sfida che ci riserva il futuro sarà quella di trovare il giusto

equilibrio tra maturità dell’uva, al fine di avere un miglior

apporto di aromi e un grado alcolico più snello”.

ready for it, Giorgia and Riccardo Polegato had the courage and

readiness to question the Liende line. so they revisited it, they

focused on the brand’s corporate symbol and tried to understand

the needs of the market, going beyond the simple value for money

point of view.

“We are betting on the mescita, on wines that are more affordable,

more palatable; therefore, we wanted to make some changes

in the cellar to enhance sapidity and acidity, the typical characteristics

of Friuli wines. When harvest time comes, the grapes must

stay on the vine as briefly as possible, and the transition from

pressing to the tank takes just half an hour, in order to extract the

aromas. A lower alcohol content is now also a market requirement…”

“There needs to be a shift in politics. No one is talking about it: the

average age of the vineyards in the hills is 20 years, so the wines

that come from the Colli Orientali all come with a specific alcoholic

degree”, Riccardo pointed out.

“In the future we will have to find the right balance within the

grapes’ maturity in order to have better aromas and a lower alcohol

content”.

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GENIUS LIFESTYLE

C&C S.P.A. RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP EUROPEA

CON DUE NUOVE ACQUISIZIONI STRATEGICHE

IN DANIMARCA E LITUANIA: 130 STORE APPLE IN 8 PAESI

130 APPLE STORES IN 8 COUNTRIES: C&C S.P.A. STRENGTHENS

ITS EUROPEAN LEADERSHIP WITH TWO NEW STRATEGIC

ACQUISITIONS IN DENMARK AND LITHUANIA

di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF

Con le recenti acquisizioni in Danimarca e Lituania, l’azienda

italiana C&C S.p.A., Apple Premium Partner e

leader nella distribuzione e assistenza dei prodotti

Apple, consolida la sua rete continentale raggiungendo

quota 130 store in 8 Paesi e il primato di principale partner

Apple in Europa.

L’espansione nel Nord Europa si è intensificata con l’ingresso

nel mercato danese, grazie all’acquisizione di Humac A/S, storico

Apple Premium Partner e unico marchio certificato da Apple

per l’assistenza in Danimarca. Fondata nel 1989 e frutto di

una serie di fusioni con realtà scandinave come Öflun in Islanda

With its recent additions in Denmark and Lithuania, the Italian

company C&C S.p.A., an Apple Premium Partner and one of the

top distributors and service providers for Apple products, is

building up its network across Europe. It now has 130 stores in 8

countries and is the biggest Apple partner in Europe.

With its entry into the Danish market and the acquisition of Humac

A/S, a long-standing Apple Premium Partner and the only

Apple-certified service provider in Denmark, C&C S.p.A.’s expansion

in Northern Europe really took off. Humac, that was founded

in 1989 and is the result of a number of fusions with Scandinavian

companies such as Öflun in Iceland and Office-Line in Norway, is

Interno di uno store C&C

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C&C

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now renowned for excellence in Nordic countries. The deal gave

C&C access to 13 new Danish cities, including Copenhagen, Aalborg,

Odense, Roskilde, and Vele, increasing its national store

count to 15.

“The acquisition of Humac reaffirms our commitment and determination

to expand strategically, promoting local expertise and

maintaining the same high level of service,” the Board of Directors

of C&C S.p.A. stated. “Our approach is based on a responsible

integration: we combine the experience of the companies

we acquire with the values and the expertise of the C&C group”.

This move brings the total number of employees to over 1,200,

confirming the company’s growth and its ability to generate employment

and value in the areas involved.

A few months later, C&C also announced the acquisition of iDeal

in Lithuania, a brand that has been part of Apple’s retail heritage

in the country since 1997. With seven new stores, including three

Apple Premium Partners, three Apple Premium Resellers, and

one Apple Authorized Reseller, the addition of iDeal strengthens

C&C’s presence in the Baltic States, bringing the total number of

stores in Estonia, Latvia, and Lithuania to 22.

The company’s directors commented, “This venture marks a new

step towards the creation of an international ecosystem based on

excellence, innovation, and on people. iDeal’s reputation for fore

Office­Line in Norvegia, Humac rappresenta oggi un’eccellenza

nei Paesi Nordici. L’operazione ha permesso a C&C di entrare

in 13 nuove città danesi, tra cui Copenaghen, Aalborg,

Odense, Roskilde e Vele, portando a 15 il numero totale di store

nella nazione.

“L’acquisizione di Humac conferma la nostra volontà di espanderci

in modo mirato, valorizzando le competenze locali e

mantenendo invariata la qualità del servizio – ha dichiarato il

Consiglio di Amministrazione di C&C S.p.A. – Il nostro approccio

punta a un’integrazione responsabile, in cui l’esperienza

delle realtà acquisite si fonde con i valori e le competenze del

gruppo C&C”. Con questa operazione, le risorse umane superano

le 1.200 unità, a testimonianza di una crescita che genera

occupazione e valore nei territori coinvolti.

A pochi mesi di distanza, C&C ha annunciato anche l’acquisizione

di iDeal in Lituania, brand che ha fatto la storia del retail

Apple nel Paese sin dal 1997. Con 7 nuovi punti vendita, di cui

tre Apple Premium Partner, tre Apple Premium Reseller e un

Apple Authorised Reseller, l’ingresso di iDeal rafforza la presenza

di C&C nei Paesi Baltici, portando a 22 il numero complessivo

di store tra Estonia, Lettonia e Lituania.

“Questa operazione – commentano gli amministratori dell’azienda

– rappresenta un nuovo passo nella costruzione di un

C&C Apple Premium Partner

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312

GENIUS LIFESTYLE

ecosistema internazionale fondato su eccellenza, innovazione e

attenzione alle persone. La storia di iDeal, fatta di visione, formazione

e qualità del servizio, si integra perfettamente con i

nostri valori aziendali”.

Il piano di rebranding dei negozi iDeal è già in corso, all’insegna

del payoff “People Around Technology”, che sintetizza la missione

di C&C: mettere le persone al centro dell’esperienza tecnologica,

offrendo un servizio consulenziale e personalizzato in

ogni punto vendita.

Con 130 store in otto Paesi, una rete capillare che va dalle grandi

capitali fino ai centri regionali, e un team di oltre 1.200 professionisti

altamente qualificati, C&C S.p.A. si conferma leader

assoluto nel panorama retail Apple europeo. La strategia dell’azienda

rimane chiara: consolidare e accrescere la propria presenza

internazionale, mantenendo standard elevati di qualità,

assistenza e innovazione.

Il futuro guarda già oltre, con nuove acquisizioni all’orizzonte e

l’obiettivo ambizioso di estendere ulteriormente il modello

C&C in Europa, sempre nel segno dell’eccellenza e della centralità

del cliente.

ward thinking, professional training, and high-quality service fits

perfectly with our corporate values”.

The rebranding of iDeal stores is already underway, under the

slogan “People Around Technology,” which sums up C&C’s mission:

to put people at the center of the technological experience,

offering personalized consulting services in every store.

With 130 stores in eight countries, an extensive network from major

capitals to regional centers, and a team of over 1,200 highly

qualified professionals, C&C S.p.A. is the undisputed leader in

European Apple retail. The company’s strategy is clear: strengthen

and grow its international presence while maintaining its high

standards of quality, service, and innovation.

The future looks even brighter, with new acquisitions on the horizon

and the ambitious goal of further extending the C&C model in

Europe, always with a focus on excellence and on customers.

Concept store C&C

Genius People Magazine


C&C

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C&C Toulouse Labège

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314

GENIUS LIFESTYLE

ZANTA

Il suono che nasce dal cuore dell’artigianato

The sound from the heart of craftsmanship

di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF

Da oltre mezzo secolo la ricerca dell’anima del suono è

la ragion d’essere dell’attività di Silvano Zanta, professione

restauratore e costruttore di pianoforti.

Un’attività alla quale si è affiancato il figlio Roberto,

un’attività che costituisce una delle tante eccellenze italiane

che, in ambito internazionale, si fanno apprezzare nel mondo

dell’arte e dell’artigianalità.

Dopo vent’anni di formazione nei laboratori delle più importanti

aziende, Silvano Zanta nel 1979 ha fondato Zanta Pianoforti.

Fin da subito il principale impegno è stato dedicato al restauro

e alla riparazione di pianoforti a coda e verticali,

maturando nel tempo una tecnica ed un livello di professionalità

considerati tra i più eccellenti e ottenendo grandi riconoscimenti

da parte di artisti di livello internazionale. L’azienda è

cresciuta a ad essa è stata affidata la manutenzione ordinaria e

straordinaria dei pianoforti di diversi enti di rilievo oltre al supporto

tecnico ai numerosi teatri e artisti, nell’ambito della musica

classica, del jazz, della musica leggera o della lirica.

Nel laboratorio di restauro pianoforti è possibile svolgere qualsiasi

intervento, fino alla ricostruzione di intere parti dello

strumento. Grazie ai maestri decoratori della Scuola d’Arte di

Venezia, Zanta Pianoforti è in grado di restaurare o riprodurre

qualsiasi tipologia di decorazione, garantendo un lavoro interamente

fatto a mano di altissima qualità.

Ma c’è molto di più. Grazie ad un bagaglio di esperienze di altissimo

livello e ad una ricerca continua e appassionata della

qualità, Zanta oggi progetta e realizza pianoforti di eccellenza

assoluta.

È il caso di ZB200, pianoforte a coda progettato in collaborazione

col designer Enzo Berti, realizzazione che ha ricevuto numerosi

premi, tra i quali la menzione d’onore al Compasso d’Oro ADI

2018. ZB200 ha aperto un nuovo percorso innovativo sia dal

punto di vista formale che del suono. La curva perfetta della

coda, le linee tangenti dei lati che eliminano l’ansa, la rivisitazione

di coperchio e tastiera, tradizionalmente elementi indipendenti

che ora si presentano avvolti da una sorta di tappeto,

tutto questo conferisce un armonico senso di continuità a ZB200.

“Oltre ad essere innovativo per il suono e per le caratteristiche

meccaniche, lo ZB200 è un pianoforte totalmente personalizzabile

nelle finiture estetiche e in quelle tecniche» sottolinea Roberto

Zanta. “Durante la fase produttiva interagiamo con il

cliente per capire le sue preferenze e assecondare le sue richieste.

Quello che cerchiamo di fare è, di fatto, cucire su misura lo

strumento al suo proprietario”.

For over half a century, the search for the soul of sound has been

the raison d’être of piano restorer and builder Silvano Zanta. An

enterprise his son Robert, and that, as many Italian excellences,

is appreciated in the world of art and craftsmanship across the

globe.

After twenty years of training in the workshops of leading companies,

Silvano Zanta founded Zanta Pianoforti in 1979. From the

very beginning, he fully committed to the restoration and repair of

grand and upright pianos, developing over time a master craft

and a level of professionalism considered among the finest and

obtaining great recognition from international artists. The company

has grown, and it has been entrusted with the routine and extraordinary

maintenance of pianos of several major institutions as

well as the technical support to numerous theaters and artists, in

the sphere of classical music, jazz, pop music or the opera.

Any work can be carried out in he piano restoration workshop,

even the reconstruction of entire parts of the instrument. Thanks

to the master decorators of the Venice School of Art, Zanta Pianos

can restore or reproduce any type of decoration, offering

handmade work of the highest quality.

But there’s more. Thanks to a wealth of experience at the highest

level and a continuous and passionate pursuit of quality, today

Zanta’s team designs and manufactures pianos of the utmost excellence.

That is the case with ZB200, a grand piano designed in a joint

venture with designer Enzo Berti. The masterpiece has received

numerous awards, including a honorable mention at the 2018 ADI

Compasso d’Oro. The perfect curve of the tail, the tangent lines

of the sides that eliminate the traditional shoulder, and the reimagining

of the lid and keyboard – traditionally independent elements

now wrapped in a sort of continuous surface – together

give the ZB200 a harmonious sense of unity and flow.

“Besides being innovative for its sound and mechanical characteristics,

ZB200’s aesthetic and technical finishes are totally customizable”,

Roberto Zanta commented. “During the production

phase we interact with our customer to understand his preferences

and meet his requests. We truly try to tailor the instrument to

its owner”.

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ZANTA

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Roberto Zanta e lo ZB200, pianoforte mezzacoda

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GENIUS LIFESTYLE

NEMO MURANO

Zanta arricchisce la sua collezione con la nuova opera di eccellenza

Nemo Murano, un’edizione limitata del pianoforte verticale

Nemo. Progettato in collaborazione con Lorenzo Palmeri,

designer e pianista.

Nemo Murano è un pianoforte verticale e allo stesso tempo uno

stato d’animo.

Il frontale curvo è più di un semplice elemento estetico: accoglie

e avvolge il suono, distribuendolo in modo potente e inedito. La

sua forma è pensata per abbracciare il musicista, accompagnandolo

in un’esperienza immersiva che lo conduce nel cuore

stesso del pianoforte.

Tra tutti gli strumenti musicali, il “pianoforte” è forse quello

che intreccia il legame più profondo e totalizzante con il musicista,

coinvolgendolo sia fisicamente che emotivamente. Suonarlo

non è solo un atto tecnico, ma un’esperienza coinvolgente,

quasi un viaggio interiore che trasporta l’esecutore in una

dimensione in cui tempo e spazio si dissolvono. È come essere

sulla prua di una nave, sfidando l’orizzonte infinito, o ai comandi

di un’astronave, fluttuando tra le stelle in un’esplorazione

sonora senza confini.

‘Nemo’ nasce proprio da queste evocazioni, dall’ambizione di

rendere il pianoforte non solo uno strumento da suonare, ma

un ambiente da abitare, un’esperienza sensoriale capace di amplificare

l’intensità del rapporto tra il musicista e il suono. Ogni

curva, ogni dettaglio progettuale è pensato per creare un’im­

NEMO MURANO

Zanta adds value to its collection with its new Nemo Murano

work of excellence, a limited edition of the Nemo upright piano.

Designed in partnership with designer and pianist Lorenzo

Palmeri.

Nemo Murano is an upright piano and at the same time a state of

mind.

Its shape is designed to embrace the musician, leading him or her

into an immersive experience into the very heart of the piano.

Of all musical instruments, the piano is perhaps the one that

weaves the deepest and most all-encompassing bond with a musician,

absorbing him both physically and emotionally. Playing is

not just a technical act, it’s an immersive experience, an inner

journey that takes the performer to a dimension where time and

space don’t exist. It’s like being on the bow of a ship, pushing

past the infinite horizon, or at the controls of a spaceship, floating

among the stars in a boundless sonic exploration.

These are the visions ‘Nemo’ was shaped from, from the ambition

to turn the piano not only into an instrument, but into an environment

to live in, a sensory experience that can amplify the intensity

of the relationship between the musician and the sound. Every

curve, every design detail is designed to produce this total immersion,

a deep conversation between the performer and the instrument,

elevating him beyond the boundaries of the traditional

sensory experience.

Dettagli di Nemo Murano, pianoforte verticale

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ZANTA

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Dettagli di Nemo Murano, pianoforte verticale

Dettagli di Nemo Murano, pianoforte verticale

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GENIUS LIFESTYLE

Dettagli di Nemo Murano, pianoforte verticale

Dettagli di Nemo Murano, pianoforte verticale

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ZANTA

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mersione totale, un dialogo profondo tra esecutore e strumento,

portando l’esecutore oltre i confini della percezione musicale

tradizionale.

La leggenda: l’isola di Murano e l’arte millenaria della lavorazione

del vetro

Nel 1291 nacque la leggenda dell’isola di Murano, quando il

Doge di Venezia decretò il trasferimento di tutte le vetrerie veneziane

sull’isola. Da quel momento Murano divenne il cuore

pulsante dell’arte vetraria, il “non plus ultra” dell’arte vetraria,

attirando monarchi, nobili, artisti e intellettuali da ogni angolo

del mondo. Grazie a un savoir­faire senza pari, l’isola si è affermata

come culla di un’arte raffinata e misteriosa, tramandata

da generazioni di maestri vetrai.

Ancora oggi, Murano è un simbolo di eccellenza senza pari, un

autentico scrigno di tradizioni millenarie che custodiscono il

segreto della trasformazione del fuoco in pura bellezza

Il vero tesoro di Murano è nelle mani sapienti dei suoi Maestri

Vetrai, eredi di un sapere antico fatto di gesti precisi, segreti gelosamente

custoditi e di una sensibilità artistica unica. Sono

loro a dominare la fragilità del vetro, a interpretare la danza del

fuoco e a dare vita a opere che catturano la luce e il colore con

una magia irripetibile. Ogni creazione muranese non è un semplice

oggetto,

ma un frammento di storia, frutto di secoli di sperimentazione

e passione, un patrimonio culturale senza eguali al mondo.

Il pianoforte verticale Nemo è vincitore di numerosi premi dedicati

al design, tra cui la menzione d’onore al Compasso d’oro

ADI 2024, il Good Design Award 2024 e il Deezen longlisted

Award 2024.

“Far incontrare il nostro cliente con il suo pianoforte è l’obiettivo

che ci proponiamo di raggiungere, si tratti di trovare lo

strumento più adatto al tocco del pianista oppure di riportare

a nuova vita un pianoforte ormai obsoleto” dice ancora Roberto

Zanta. “Ogni volta è un lavoro che richiede amore, passione

e sensibilità. La scelta e la cura di un pianoforte è un momento

speciale e delicato, ogni pianoforte ha una sua identità precisa,

differente da ogni altro: lo sappiamo bene e da cinquant’anni

quello che cerchiamo di fare, ogni giorno, è

trovare l’accordo perfetto”.

Del resto, lo slogan che identifica l’experience in Zanta è “Bespoke

Art & Sound” perché quegli strumenti che nascono

nell’azienda veneta non sono solamente pianoforti, ma opere

d’arte uniche al mondo.

The legend: the island of Murano and the thousand-year-old

art of glassmaking

The legend of the island of Murano takes shape in 1291 when the

Doge of Venice ordered the reallocation of all Venetian glassworks

on the island. From that moment on, Murano became the

beating heart of the “non plus ultra” of glass art, attracting monarchs,

nobles, artists and intellectuals from every part of the

world. Thanks to its unmatched savoir-faire, the island became

the cradle of a refined and mysterious art, passed down through

generations of master glassmakers.

Even today, Murano is a symbol of unparalleled excellence, a true

treasure chest of millennia-old traditions that hold the secret of

transforming fire into pure beauty.

Murano’s true treasure is in the skilled hands of its Master Glassmakers,

heirs to an ancient knowledge made of precise gestures,

carefully guarded secrets and a unique artistic sensibility. They

are the ones who master the fragility of glass, express the dance

of fire and give life to works that capture light and color with eternal

magic. Each Muranese creation is not just an object, it’s a

fragment of history, the result of centuries of experimentation and

passion, a cultural heritage without equal in the world.

The Nemo upright piano has won numerous design awards, including

a honorable mention at the ADI Compasso d’oro 2024,

the Good Design Award 2024, and the Deezen longlisted Award

2024.

“Our goal is to bring our client and his piano together, even if that

means we must find the instrument that best suits the pianist’s

touch or bringing an outdated piano back to life,” Roberto Zanta

said. “It’s a job that requires love, passion and sensitivity. Choosing

and caring for a piano is a special and delicate moment, each

piano has its own identity, it’s different from any other: we know

this, for fifty years we’ve been trying to find the perfect match

everyday”.

After all, the slogan that expresses the experience at Zanta is

“Bespoke Art & Sound” because the instruments crafted in this

Veneto-based company are not just pianos, they’re unique works

of art.

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GENIUS LIFESTYLE

ADNKRONOS, ONLINE IL RESTYLING

DEL SITO: PERSONE AL CENTRO

E NOTIZIE ALLO STATO PURO

ADNKRONOS, THE WEBSITE REDESIGN IS ONLINE:

PEOPLE AT THE CENTER AND PURE NEWS

di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF

Nuovo design, user experience ottimizzata e performance

potenziate per il sito della prima agenzia di

stampa indipendente in Italia, oggi tra i principali

player dell’informazione online in Italia secondo i

dati ComScore e Audiweb

Roma, 2 luglio 2025 – Un nuovo layout delle pagine per una user

experience chiara e agevole, potenziamento della velocità di

navigazione, nuova architettura dei menu e dei trend topic e

soprattutto una nuova piattaforma video in grado di mostrare

filmati velocemente e con sottotitolazione. Sono soltanto alcune

delle novità presenti nel rilascio della nuova versione web

del sito dell’Adnkronos che si presenta rinnovato nella veste

grafica, nell’organizzazione dei contenuti e nelle performance

tecniche.

L’intervento si inserisce nel piano di sviluppo “Digital First” che

nell’ultimo anno ha già dato risultati rilevanti portando

Adnkronos tra i primi brand di informazione online in Italia,

con oltre 10 milioni di utenti unici mensili e più di 40 milioni di

pagine viste.

Il progetto di restyling, totalmente data driven, ha preso le

mosse dall’analisi dei dati di migliaia di casi d’uso e si è focalizzato

in questa fase su:

• evoluzione della Visual identity, con un design più ordinato e

immersivo che comunica rigore e affidabilità.

• ottimizzazione delle performance, grazie a un layout mobilefirst,

un nuovo grid system modulare e un sistema CDN potenziato

per aumentare la velocità di navigazione anche su

reti reti lente.

• l’integrazione di Dailymotion PRO, una soluzione video professionale

che consente un’esperienza di visualizzazione più

fluida e personalizzata

• una nuova architettura delle informazioni, che ha introdotto

doppio menù desktop per valorizzare i contenuti editoriali

più rilevanti e garantire un accesso all’informazione sempre

più intuitivo e veloce.

A new design, an improved user experience and performance

for the website of Italy’s first independent news agency, now

among the leading online news players in Italy according to

ComScore and Audiweb data

A new layout for a simple and smooth user experience, a higher

browsing speed, a new menu and a new trend topic design, and

above all a new video platform to stream features quickly and

with subtitles. These are just some of the updates of the new web

version of the Adnkronos website, which has been revamped in

terms of graphics, content organization and technical performance.

The initiative was part of the “Digital First” development plan that

in the past year has already yielded significant results, placing

Adnkronos among the top online information brands in Italy, with

more than 10 million unique monthly users and more than 40 million

page views.

This entirely data driven restyling project started from the analysis

of the data from thousands of use cases and focused at this

stage on:

• the evolution of its Visual Identity, with a more orderly and

immersive design to communicate precision and reliability.

• the optimization of its performance, thanks to a mobile-first

layout, a new modular grid system, and an enhanced CDN system

to increase the browsing speed even on slow networks.

• the installation of Dailymotion PRO, a professional video

solution for a smoother and more personalized viewing experience.

• a new architecture for its content, with dual desktop menus

to boost the most relevant editorial contents and ensure a faster

and more intuitive access to information.

As Editor-in-Chief Davide Desario said, “Today, news agencies do

not speak strictly to insiders, but through the website they have

the responsibility to speak with clear and direct language to the

general public as well. And the website, together with the agen-

Genius People Magazine


ADNKRONOS

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Davide Desario, direttore responsabile

Come afferma il direttore responsabile Davide Desario “Oggi le

agenzie di stampa non si rivolgono più soltanto agli addetti ai

lavori ma attraverso il sito internet hanno il dovere di parlare

un linguaggio chiaro e diretto anche al grande pubblico. E il

sito Internet, insieme alle pagine social dell’agenzia, è l’interfaccia

per rendere questo dialogo con il Paese reale sempre

più attivo e bidirezionale. Si tratta di un primo passo di una

nuova rivoluzione digitale che è appena iniziata e segue il solco

tracciato fin dalla nascita dell’Adnkronos dal suo editore

Pippo Marra che ha sempre guardato al futuro, all’innovazione

tecnologica e della comunicazione”.

cy’s social media accounts, is the tool to promote an increasingly

active and bidirectional dialogue with the real country This is a

first step into a new digital revolution that has just begun and that

follows a path traced since the birth of Adnkronos by its publisher

Pippo Marra, who has always looked to the future, to technological

and communication innovation”.

Per informazioni:

Alessio Masi

PR & Media Relations Account

E­Mail: alessio.masi@adnkronos.com

Mob. 3425155458

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Issue 28


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GENIUS LIFESTYLE

PER LA FW25-26 VALSPORT

PRESENTA “START” E “DAVIS”

VALSPORT PRESENTS “START” AND “DAVIS” FOR ITS FW25-26 COLLECTION

di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF

Valsport, storico marchio italiano simbolo di eccellenza

artigianale, torna a distinguersi nella stagione Autunno­Inverno

2025 con una collezione che fonde

innovazione, tradizione e uno stile senza tempo.

Un concentrato di autenticità e design contemporaneo che

prende forma attraverso lavorazioni meticolose, materiali selezionati

e dettagli che raccontano oltre un secolo di passione per

la calzatura.

100% Made in Italy, Valsport prosegue la sua missione di reinterpretare

la sneaker come espressione di stile e personalità con

due linee iconiche: START e DAVIS. START rappresenta la sintesi

perfetta tra artigianalità e ricerca estetica. Una collezione

pensata per chi vive la città con dinamismo ma non rinuncia

alla cura dell’immagine, per chi sceglie ogni giorno versatilità,

comfort e carattere. La palette colori selezionata per questa stagione

gioca con toni freddi, sofisticati e metallici, evocando il

fascino urbano dell’inverno tra sfumature grigie, accenni di blu

acciaio e vibrazioni grigio­verdi.

Per lui, tre i modelli protagonisti: la Heritage Ripstop, che abbina

suede, nylon tecnico vintage e tessuto rip­stop per una

struttura resistente ma leggera, con suola ispirata al mondo

running e un’anima urbana perfetta per l’uso quotidiano; la

Nylon Vintage, proposta anche con tomaia in tessuto riciclato,

destrutturata e morbida, esempio virtuoso di sostenibilità e stile;

infine la City Suede, la più leggera della linea, con suola heritage,

dal design sobrio e metropolitano, ideale per chi ama

semplicità ed eleganza.

La proposta femminile START è un omaggio alla pelle scamosciata,

interpretata con sensibilità moderna nei modelli Shaded

Suede, Vintage Suede e Leather Suede, che raccontano una

nuova eleganza urbana, fatta di materiali pregiati, sfumature

delicate e comfort assoluto. Sneakers pensate per donne dinamiche,

consapevoli, attente alla qualità e alla sostenibilità, capaci

di esprimere con stile la propria identità. Ogni modello si

adatta perfettamente ai ritmi frenetici della città, offrendo performance,

bellezza e libertà di movimento.

Accanto alla linea START, Valsport presenta DAVIS, modello iconico

nato negli anni ’80 come scarpa da tennis. Con il tempo,

DAVIS ha saputo trasformarsi da calzatura sportiva a oggetto del

desiderio lifestyle, senza perdere il legame con l’artigianalità

delle origini. Ancora oggi viene realizzata in piccoli laboratori

italiani, con una cura che si riflette nella qualità di ogni singolo

Valsport, the historic Italian brand renowned for its craftsmanship,

is back in the spotlight for the Fall/Winter 2025 season with

a collection that mixes innovation, tradition, and a timeless style.

A concentration of authenticity and contemporary design that

takes shape through meticulous workmanship, selected materials

and details that tell the story of over a century of passion for

shoes.

100% Made in Italy. Valsport continues on its mission to reinterpret

sneakers as an expression of style and personality with two

iconic lines: START and DAVIS. START is the perfect synthesis of

craftsmanship and aesthetic research. A collection designed for

those who live the city with dynamism and yet care about their

look, for those who choose versatility, comfort, and character

every day. This season’s color palette plays with cool, sophisticated,

and metallic tones, evoking winter’s urban charm with

shades of gray, hints of steel blue, and gray-green vibes.

For him, three key models: the Heritage Ripstop, which combines

suede, vintage technical nylon, and rip-stop fabric for a durable

yet lightweight structure, with a sole inspired by the world of running

and an urban soul that is perfect for everyday use; the Nylon

Vintage, which is also available with an upper in recycled fabric,

destructured and soft, a perfect example of sustainability and

style; finally, the City Suede, the lightest in the line, with a heritage

sole and a simple, metropolitan design, for those who love simplicity

and elegance.

The START women’s collection pays homage to suede, which is

interpreted with modern sensitivity in the Shaded Suede, Vintage

Suede, and Leather Suede models. These shoes represent a new

urban elegance, made with fine materials, delicate shades, and

absolute comfort. These sneakers are designed for dynamic,

conscious women who care about quality and sustainability and

are able to express their identity with style. Each model blends

perfectly with the frenetic rhythms of the city, offering performance,

beauty, and freedom of movement.

Alongside the START line, Valsport presents DAVIS, an iconic

model launched in the 1980s as a tennis shoe. Over time, DAVIS

has transformed from sports footwear to a lifestyle object of desire,

without losing its connection with its artisanal origins. Even

today this model is made in small Italian workshops with a dedication

to quality that shows in every single detail. The inverted

boomerang, the brand’s unmistakable logo, is a symbol of consistent

and conscious evolution.

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VALSPORT

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Donna Davis Glitter

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Donna Davis Limited

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VALSPORT

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dettaglio. Il boomerang rovesciato, logo inconfondibile del

brand, rimane simbolo di un’evoluzione coerente e consapevole.

Per lui, DAVIS si presenta in una nuova versione in morbida

nappa spazzolata, impreziosita da dettagli metallici che ne sottolineano

il carattere contemporaneo e sofisticato. Per lei, tre le

varianti esclusive: Glitter, con boomerang ricoperto di glitter

per un tocco brillante e glamour; Shadow, con tomaia ombreggiata

in tonalità intense e decise; e Limited, disponibile in due

versioni particolari – una in cavallino e una con effetto cracked

metallizzato – pensate per chi cerca uno stile distintivo, elegante

e audace.

START e DAVIS non sono semplici calzature, ma dichiarazioni di

stile. Con questa collezione, Valsport ridefinisce la sneaker contemporanea:

un accessorio che va oltre la funzione, diventando

simbolo di identità, cultura urbana e passione per il design italiano.

Indossare una Valsport significa scegliere l’eccellenza,

ogni giorno, in ogni passo.

Una storia che comincia nel 1920, quando Antonio Valle, giovanissimo

imprenditore padovano di appena diciotto anni, fonda

un marchio destinato a scrivere la storia dello sport italiano.

Animato da spirito pionieristico e passione per l’innovazione,

Valle avvia la produzione di calzature e attrezzature sportive di

altissima qualità. Grazie alla cura maniacale dei dettagli, alla selezione

di materiali pregiati e a una visione estetica sempre attuale,

Valsport si impone in breve tempo come punto di riferimento

internazionale. Modelli leggendari come la Tournament

– nata negli anni ’40 come scarpa da tennis – la Davis e la Olimpia

sono ancora oggi tra i più iconici e riconoscibili del brand.

Negli anni ’60 e ’70, Valsport calza i piedi di calciatori della Juventus,

atleti olimpionici, piloti di Formula Uno e pugili, affermandosi

come simbolo di performance e stile. Con l’ingresso

nel nuovo millennio, le sue sneaker attraversano il mondo dello

sport per entrare in quello del fashion: amate per la loro autenticità

e l’eleganza sobria, vengono scelte da chi cerca un prodotto

che coniughi artigianalità, design e contemporaneità. Il

comfort, l’eccellenza manifatturiera e l’iconico boomerang rovesciato

restano tratti distintivi e inconfondibili. Oggi, più che

mai, Valsport è leggenda. E continua a camminare con passo

sicuro verso il futuro.

For him, DAVIS comes in a new version in soft brushed nappa

leather, with metallic details that emphasize its contemporary and

sophisticated character. For her, three exclusive models: Glitter,

with a glitter-covered boomerang for a sparkling, glamorous

touch; Shadow, with a shaded upper in intense, bold colors; and

Limited, available in two special versions – one in pony skin and

one with a metallic cracked effect – designed for a woman who

loves a distinctive, elegant, and daring style.

START and DAVIS are not just shoes, they are style statements.

With this collection, Valsport reinvents the contemporary sneaker:

an accessory that goes beyond its purpose, becomes a symbol

of identity, urban culture, and passion for Italian design. Wearing

Valsport means choosing excellence, every day, with every

step.

A story that begins in 1920, when Antonio Valle, a young entrepreneur

from Padua who was just eighteen years old, founded a

brand that would make Italian sporting history. Driven by a pioneering

spirit and a passion for innovation, Valle began producing

high-quality footwear and sports equipment. Thanks to its meticulous

attention to detail, its fine materials, and its timeless aesthetic

vision, Valsport quickly became an international benchmark.

Legendary models such as the Tournament – created in the

1940s as a tennis shoe – the Davis, and the Olimpia are still

among the brand’s most iconic and recognizable designs today.

In the 1960s and 1970s, Valsport shod the feet of Juventus footballers,

Olympic athletes, Formula One drivers, and boxers, becoming

a symbol of performance and style. With the arrival of the

new millennium, its sneakers moved from the world of sport to

the world of fashion: loved for their authenticity and sober elegance,

they have been chosen by those seeking a product that

combines craftsmanship, design, and contemporaneity. Comfort,

manufacturing excellence, and the iconic inverted boomerang

are still Valsport’s distinctive and unmistakable features. Today,

more than ever, Valsport is a legend. And it continues to walk

steadily towards the future.

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Donna Start Vintage Suede

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VALSPORT

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Uomo Start Heritage Ripstop Start Nylon Vintage

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GENIUS LIFESTYLE

Elisabetta

Franchi FW25

di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF

Per la collezione Autunno/Inverno 2025, Elisabetta Franchi

celebra un’idea di femminilità potente e autentica.

Protagoniste della sfilata sono donne libere, risolute,

sicure della propria forza, capaci di imporsi senza compromessi

e di vivere la propria sensualità con disinvoltura.

La sfilata si svolge nei sontuosi saloni di Palazzo Acerbi, gioiello

architettonico del Seicento e dimora dell’eclettico Marchese

Ludovico Acerbi, socialite ante litteram noto per la sua opulenza

sprezzante. Una cornice dal forte impatto simbolico, scelta

personalmente dalla stilista per raccontare, attraverso la moda,

una femminilità elegante e rigorosa, decisa e provocante.

“Questa collezione è un tributo alla forza e alla libertà delle

donne che non hanno paura di esprimersi, che abbracciano la

loro sensualità con disinvoltura e determinazione… Ogni abito

racconta la storia di una donna che sfida le convenzioni con

eleganza, senza mai rinunciare al proprio potere” dichiara la

stilista.

Richiamando il minimalismo essenziale degli anni ’90, la collezione

prosegue nell’esplorazione dei codici estetici del brand,

fondati su contrasti sofisticati e su una tensione tra sensualità

velata e dichiarata. Un linguaggio pensato per donne consapevoli.

Le silhouette sono scolpite con rigore sul corpo, mettendo in

risalto spalle e punto vita. Il gioco di texture e materiali – lucidi

e statuari, opachi e voluttuosi – dà vita a un equilibrio visivo

magnetico. Blazer in pelle animal­free stampa cocco e biker jacket

definiscono la figura, accostati a gonne midi e maglie aderenti.

I cappotti sartoriali celano abiti in jersey con cut­out audaci

su spalle e fianchi, mentre la pelliccia sintetica si

sovrappone al tailoring impeccabile. Le giacche in vinile strette

in vita esprimono un’allure iperfemminile e decisa.

La palette cromatica è intensa e avvolgente: nero, coffee e merlot

– un bordeaux carico di calore e sensualità – dominano la

scena.

Completano il look gli accessori iconici del marchio, come

l’emblematica borsa Everywhere, le décolleté dal tacco scultoreo

e gli stivali al ginocchio stampa cocco, che uniscono con

maestria audacia e raffinatezza.

Con questa sfilata, Elisabetta Franchi propone un manifesto di

forza e raffinatezza: una moda dedicata a donne orgogliose, sicure

di sé e libere, sia in passerella che nella vita.

Elisabetta Franchi celebrates powerful, authentic femininity in her

Fall/Winter 2025 collection. The stars of the show are free, determined

women who are confident in their strength, uncompromising,

and unapologetically sensual.

The show took place in the sumptuous halls of Palazzo Acerbi, a

17th-century architectural gem, the residence of the eclectic

Marquis Ludovico Acerbi, a socialite ahead of his time known for

his contemptuous opulence. A setting with a strong symbolic

meaning, that was personally chosen by the designer to express,

through fashion, an elegant and rigorous femininity, both bold

and provocative.

“This collection is a tribute to the strength and freedom of women

who are not afraid to express themselves, who embrace their sensuality

with confidence and determination... Each dress tells the

story of a woman who challenges conventions with elegance,

without ever giving up her power,” the designer said.

The collection references the essential minimalism of the 1990s

and explores the brand’s aesthetic codes, its sophisticated contrasts

and the tension between veiled and overt sensuality. A language

designed for self-aware women.

The silhouettes are sculpted around bodies with precision, emphasizing

the shoulders and waist. Textures and materials – shiny

and statuesque, matte and voluptuous – are combined to create

a magnetic visual balance. Animal-free crocodile-print leather

blazers and biker jackets define the figure, and are paired with

midi skirts and fitted knits. Tailored coats conceal jersey dresses

with daring cut-outs on the shoulders and hips, while faux fur

layers over the impeccable tailoring. Vinyl jackets cinched at the

waist express a hyper-feminine and decisive allure.

The color palette is intense and inviting: black, coffee, and merlot

– a warm and sensual burgundy – dominate the scene.

The look was completed by the brand’s iconic accessories, such

as the emblematic Everywhere bag, sculpted heel pumps, and

crocodile-print knee-high boots, which masterfully combine

boldness and sophistication.

With this show, Elisabetta Franchi presented a manifesto of

strength and sophistication: fashion dedicated to proud, confident,

and free women, both on the runway and in life.

Genius People Magazine


ELISABETTA FRANCHI

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In foto l’uscita di Elisabetta Franchi e Filippo Zagagnoni alla sfilata Fall-Winter 2025

Genius People Magazine

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GENIUS LIFESTYLE

In foto la modella indossa il look #34 durante la sfilata Fall-Winter 2025

Genius People Magazine


ELISABETTA FRANCHI

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In foto le modelle posano prima della sfilata Fall-Winter 2025

Genius People Magazine

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332

GENIUS LIFESTYLE

Duca di San Giusto

di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF

L’AZIENDA

Nel settembre 2014, in un antico mulino nel cuore della campagna

veneta, nasce l’azienda Duca di San Giusto Cashmere. La

visione è subito chiara: offrire esclusivamente abbigliamento in

puro cashmere, con un impegno profondo verso la qualità, la

sostenibilità e il benessere di chi vi lavora.

Nella sede storica dell’antico mulino, a San Giorgio in Brenta di

Fontaniva (PD), vengono ancora oggi disegnate ed ideate le nostre

collezioni. Una cornice unica e suggestiva, capace di ispirare

creatività e bellezza in ogni aspetto del nostro lavoro.

Il nostro brand si distingue per l’uso esclusivo di due pregiati

filati naturali: il 100% puro cashmere e una raffinata combinazione

di 85% seta e 15% cashmere.

Oltre alla nostra linea continuativa di capi basic, ogni anno presentiamo

nuove collezioni per l’autunno­inverno e la primavera­estate,

dedicate a donna, uomo e bambino, arricchendo

costantemente la nostra offerta.

Da una piccola realtà iniziale, l’azienda si è espansa in modo costante,

fino a diventare un vero e proprio punto di riferimento

per gli amanti del cashmere. Oggi conta 16 negozi in località di

lusso come Cortina, Corvara in Badia, Selva di Val Gardena, oltre

a prestigiose destinazioni internazionali quali Sankt Moritz,

Verbier, Ascona, Bad Ragaz (Svizzera) e Baden­Baden (Germania).

Inoltre, grazie alla piattaforma eCommerce, l’azienda è riuscita

ad espandere la sua presenza oltre i confini fisici dei negozi:

permettendoci di offrire i nostri capi in puro cashmere a una

clientela internazionale, raggiungendo ogni angolo del mondo

con la stessa cura e attenzione che caratterizzano il nostro marchio.

I VALORI

La materia prima è il cuore pulsante della nostra azienda. Affermatosi

come emblema della moda raffinata, il filato di cashmere

rappresenta l’incarnazione di un’eredità che trascende le tendenze

e continua a ridefinire la sobria raffinatezza. Sinonimo di

lusso senza tempo, Il cashmere è una fibra nobile e preziosa,

capace di regalare una sensazione di eccezionale benessere.

Alla base del nostro lavoro, c’è una filosofia che mette al primo

posto la purezza del cashmere e il rispetto per l’ambiente. Ogni

THE COMPANY

In September 2014, in an ancient mill in the heart of the Veneto

countryside, the company Duca di San Giusto Cashmere was

founded. The vision was clear from the very beginning: to offer

exclusively pure cashmere clothing, with a deep commitment to

quality, sustainability, and the well-being of those who work for

the company.

In the historic headquarters of the old mill, in San Giorgio in Brenta,

Fontaniva (PD), our collections are still designed and created

today. A unique and evocative setting, capable of inspiring creativity

and beauty in every aspect of our work.

Our brand stands out for its exclusive use of two precious natural

yarns: 100% pure cashmere and a refined combination of 85%

silk and 15% cashmere.

In addition to our basic pieces, every year we present new collections

for autumn-winter and spring- summer, dedicated to women,

men, and children, constantly enriching our offerings.

From a small initial reality, the company has steadily expanded,

becoming a true reference point for cashmere lovers. Today, it

boasts 16 stores in luxury locations such as Cortina, Corvara in

Badia, Selva di Val Gardena, as well as prestigious international

destinations such as St. Moritz, Verbier, Ascona, Bad Ragaz

(Switzerland), and Baden-Baden (Germany).

Moreover, thanks to the eCommerce platform, the company has

managed to extend its presence beyond the physical boundaries

of its stores: allowing us to offer our pure cashmere garments to

international customers, reaching every corner of the world with

the same care and attention that define our brand.

THE VALUES

The raw material is the beating heart of our company. Established

as a symbol of refined fashion, cashmere yarn represents the embodiment

of a heritage that transcends trends and continues to

redefine understated elegance. Synonymous with timeless luxury,

cashmere is a noble and precious fiber, capable of providing

an exceptional sense of well-being.

Our work is guided by a philosophy that values the purity of cashmere

and a deep respect for the environment. Every garment is

the result of a careful selection of raw materials and meticulous

management of our supply chain. We choose exclusively part-

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DUCA DI SAN GIUSTO

333

capo è frutto di una selezione accurata delle materie prime e di

una gestione meticolosa della nostra catena di approvvigionamento,

scegliamo esclusivamente collaboratori che garantiscono

standard elevati di qualità e sostenibilità in ogni fase del loro

processo produttivo e richiediamo una certificazione di purezza

dedicata per ogni singolo articolo.

Anche all’interno della vita aziendale abbiamo inoltre adottato

pratiche ecosostenibili, tra cui l’implementazione di pannelli

solari, la riduzione dell’uso di energia, l’ottimizzazione delle

operazioni di trasporto, l’impiego di materiali eco­compatibili

e una gestione responsabile dei rifiuti. Promuoviamo comportamenti

sostenibili tra i dipendenti e li coinvolgiamo in iniziative

ecologiche con lo scopo di fare la nostra piccola parte nella

riduzione dell’impatto ambientale e nella valorizzazione delle

risorse naturali con rispetto e consapevolezza.

Infine, crediamo fortemente nel creare giorno dopo giorno un

ambiente di lavoro stimolante e sereno per i nostri dipendenti.

Infatti, il vero ingrediente segreto di questa impresa è il legame

tra i suoi collaboratori. L’azienda si impegna a creare un ambiente

di lavoro dove ognuno possa esprimere il proprio talento,

in un clima di rispetto, crescita personale e benessere. Per

noi ogni individuo è parte integrante di una storia di successo

costruita su valori autentici.

ners who ensure high standards of quality and sustainability at

every stage of their production process and require a purity certification

for each item.

Within the company, we have also adopted eco-sustainable

practices, including the implementation of solar panels, reduction

of energy use, optimization of transport operations, use of

eco-friendly materials, and responsible waste management. We

promote sustainable behaviors among employees and involve

them in ecological initiatives with the aim of doing our small part

in reducing environmental impact and valuing natural resources

with respect and awareness.

Finally, we strongly believe in creating a stimulating and peaceful

work environment for our employees. In fact, the real secret ingredient

of this company is the bond between its collaborators.

The company is committed to fostering a workplace where everyone

can express their talent in an atmosphere of respect, personal

growth, and well-being. For us, every individual is an integral

part of a successful story built on authentic values.

COMMITMENT TO THE FUTURE

Today, the company continues to look to the future with the same

passion and dedication that have guided it from the start. With

excellence and sustainability as its primary objectives, to offer its

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GENIUS LIFESTYLE

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DUCA DI SAN GIUSTO

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L’IMPEGNO PER IL FUTURO

Oggi, l’azienda continua a guardare al futuro con la stessa passione

e dedizione che l’hanno guidata fin dall’inizio, mantenendo

come obiettivi principali l’eccellenza e la sostenibilità,

per offrire ai propri clienti capi unici che raccontano una storia

di autenticità e bellezza.

Il nostro impegno è quello di custodire e valorizzare l’autenticità

del filato di cashmere, rispettando profondamente il nostro

pianeta. Crediamo infatti fortemente che la qualità e la durabilità

dei nostri capi siano aspetti molto importanti dell’approccio

al cambiamento verso una moda più consapevole. Ideiamo

maglieria di alta qualità in un ambiente sereno e stimolante e ci

impegniamo quotidianamente a ridefinire il concetto di moda

attenta ed innovativa.

Ci dedichiamo con passione ad ogni singolo passaggio affinché,

indossando i nostri capi, ogni nostro cliente possa provare

un’emozione unica. L’obiettivo che ci poniamo giorno dopo

giorno è quello di proporre un prodotto ed un servizio sempre

migliori, facendo tesoro dell’esperienza e della professionalità

acquisita nel tempo e guardando con curiosità ed intraprendenza

al futuro.

VILLA VERITTI PER DUCA DI SAN GIUSTO CASHMERE

Per raccontare l’ultima collezione, abbiamo scelto di andare oltre

la semplice presentazione: abbiamo voluto un luogo capace

di riflettere il nostro modo di vedere.

Villa Veritti, progettata da Carlo Scarpa a Udine alla fine degli

anni Cinquanta, non è stata una semplice location, ma una

compagna di pensiero.

In essa abbiamo riconosciuto lo stesso richiamo alle forme che

guida il nostro lavoro.

Le nostre collezioni di capi eleganti ma pieni di carattere, dialogano

con gli spazi della villa in un gioco continuo di movimenti.

Le superfici tattili dei tessuti richiamano la materia viva dei

muri, mentre le linee dei capi si muovono in armonia con l’architettura.

Qui, spazio e moda si fondono. Ogni scatto, ogni passo, diventa

parte di una narrazione più ampia fatta di luce, dettagli e forma.

customers unique garments that tell a story of authenticity and

beauty.

Our commitment is to preserve and enhance the authenticity of

cashmere yarn, deeply respecting our planet. We firmly believe

that the quality and durability of our garments are very important

aspects of the shift towards more conscious fashion. We design

high-quality knitwear in a serene and stimulating environment

and are committed every day to redefining the concept of mindful

and innovative fashion.

We dedicate ourselves passionately to every single step so that,

by wearing our garments, every customer can experience a

unique emotion. The goal we set day after day is to offer an increasingly

better product and service, making the most of the

experience and professionalism gained over time and looking

towards the future with curiosity and entrepreneurship.

VILLA VERITTI FOR DUCA DI SAN GIUSTO CASHMERE

To tell the story of our latest collection, we chose to do more than

a simple presentation: we wanted a place that could reflect our

vision.

Villa Veritti, which was designed by Carlo Scarpa in Udine in the

late 1950s, was not just a location, but a companion for our

thoughts.

In it we saw the same call to shapes that guides our work. Our

elegant yet character-filled collections of garments dialogue with

the spaces of the villa in a continuous interplay of movements.

The tactile surfaces of the fabrics recall the living matter of the

walls, while the lines of the garments move in harmony with the

architecture.

Here, space and fashion merge. Every shot, every step, becomes

part of a larger narrative made of light, detail and form.

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GENIUS LIFESTYLE

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DUCA DI SAN GIUSTO

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GENIUS LIFESTYLE

SENSE

La bioclimatica dalla sensibilità nuova

Bioclimatic design with a new sensitivity

di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF

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PRATIC

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GENIUS LIFESTYLE

C’

è un momento preciso durante l’anno in cui il confine

tra interno ed esterno si fa ancora più sottile. Le

giornate si dilatano, l’orizzonte entra negli spazi di

vita e il desiderio di trascorrere il tempo open air diventa

un bisogno quotidiano.

Nel paesaggio domestico come nei luoghi dell’accoglienza, la

bella stagione è un naturale invito a vivere il contatto diretto

con l’ambiente circostante che si trasforma in valore, esperienza

e benessere.

È proprio in questa dimensione che nasce Sense, la pergola bioclimatica

più leggera mai realizzata da Pratic, il marchio friulano

leader per la progettazione outdoor. Una copertura che coniuga

rigore tecnologico, sensibilità progettuale e attenzione

all’ambiente, offrendo una risposta concreta ed elegante alle

nuove esigenze dell’abitare all’aperto, che diventa ancora più

sostenibile.

There’s a specific time of the year when the line between indoors

and outdoors becomes even more fine. The days grow longer, the

horizon enters our living spaces, and spending some time outdoors

becomes a daily need.

In our homes and in hospitality venues, the warm season is a

natural invitation to experience our surroundings and the environment

as it becomes value, experience, and well-being.

This is the setting for which Pratic, the leading Friuli-based brand

for outdoor design, created Sense, the company’s lightest bioclimatic

pergola. Sense combines technological precision, design

sensitivity, and attention to the environment, providing a concrete

and elegant response to the new demands for a more sustainable

outdoor living.

Per la bioclimatica Sense si è partiti da una nuova sensibilità progettuale

Genius People Magazine


PRATIC

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DESIGN ESSENZIALE, COMFORT NATURALE

Il nome Sense esprime la filosofia che l’ha generata: un’architettura

sensibile al contesto e all’ambiente, che racchiude tutta

l’eccellenza tecnologica e il design Pratic in una forma minimale,

efficiente e armoniosa.

I montanti sottili solamente 9,8 x 14 cm ospitano una copertura

con lame frangisole orientabili fino a 110 gradi, che consentono

di regolare in modo naturale luce, ventilazione e temperatura,

offrendo il massimo del benessere in ogni condizione.

Il movimento delle lame può essere gestito con telecomando,

smartphone o comandi vocali, ma anche in modo totalmente

autonomo tramite ai sensori meteo opzionali che rispondono a

sole, vento e pioggia.

Sense è disponibile in versione autoportante o addossata, con

un’estensione massima per modulo di 4 x 5,4 metri e un’altezza

di 2,7 metri: proporzioni equilibrate che valorizzano ogni tipo

di contesto, residenziale e Ho.Re.Ca.

ESSENTIAL DESIGN, NATURAL COMFORT

The name Sense expresses the philosophy behind its creation: a

layout that is in tune with its surroundings and the environment,

and that combines technological excellence and Pratic’s design

in a minimal, efficient, and harmonious way.

Its slim 9.8 x 14 cm uprights support a cover with sunshade

blades that can be adjusted up to 110 degrees, so that you can

easily regulate the light, the airflow, and the temperature and enjoy

maximum comfort in all conditions. The blades’ movement

can be controlled using its remote control, a smartphone, or

voice commands, but it’s also completely autonomous thanks to

the weather sensors that respond to the sun, wind, and rain.

Sense is available in its freestanding or wall-mounted version,

with a maximum extension per module of 4 x 5.4 meters and a

height of 2.7 meters: balanced proportions to enhance any type

of setting, residential or Ho.Re.Ca.

Montanti più sottili e copertura con lame frangisole orientabili fino a 110 gradi

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GENIUS LIFESTYLE

ACCESSORI INTEGRATI: FUNZIONALITÀ ED ESTETICA

La sobrietà formale di Sense accoglie una gamma di accessori

integrati, progettati per incrementarne le prestazioni e definire

l’atmosfera del dehors.

Tra questi, i LED Line siliconici, installati sui lati perpendicolari

alla direzione delle lame, diffondono una luce bianca calda e

dimmerabile, da regolare tramite sistemi domotici o telecomando.

Un’illuminazione versatile, capace di trasformare

l’ambiente a seconda dei momenti della giornata.

Le tende verticali con box si integrano perfettamente nel disegno

architettonico di Sense, offrendo protezione solare e una

piacevole privacy. Grazie al sistema a guide Zip e all’automazione

domotica, il loro funzionamento è silenzioso e preciso, con

tessuti personalizzabili che permettono di modulare il grado di

schermatura desiderato, e che aggiungono un ulteriore elemento

di stile.

BUILT-IN ACCESSORIES: FUNCTIONALITY

AND AESTHETICS

The elegant simplicity of Sense hosts a range of built-in accessories

designed to enhance its performance and shape the atmosphere

of the outdoor spaces. These include silicone LED Line

lights, installed at a 90-degree angle from the direction of the

blades, for a warm, dimmable white light that can be controlled

through the home automation systems or its remote control. Versatile

lighting that can transform the environment according to

the time of the day.

The vertical awnings with boxes merge perfectly into the architectural

design of Sense, offering protection from the sun and

some pleasant privacy. Thanks to the Zip guide system and home

automation, they move silently and with precision. With its customizable

fabrics you can choose the level of shading and add an

extra touch of style.

Illuminazione versatile che si adatta a ogni momento della giornata

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PRATIC

343

Infine, la progettazione si fa ancora più sartoriale con la possibilità

di completare il progetto outdoor con accessori come i

profili Ray, le tende ornamentali Drapes o i complementi d’arredo

Mod-Lines: soluzioni d’arredo componibili e progettate

per trasformare il dehors in un ambiente outdoor davvero completo

e su misura.

SEMPLICITÀ DALL’ANIMA (EVER)GREEN

Misurata, mai ostentata. L’estetica di Sense si esprime attraverso

linee essenziali, volumi contenuti e una raffinata palette di

cromie naturali studiate per integrarsi in ogni contesto.

La struttura della pergola permette di ridurre e ottimizzare

l’impiego di materie prime, i profili e le lame frangisole in alluminio

vengono verniciati esclusivamente nello stabilimento di

Pratic con un impianto a basso impatto ambientale e un processo

rigoroso che assicura colori brillanti e resistenti a raggi UV,

salsedine e umidità.

Finally, thanks to fittings such as the Ray profiles, Drapes ornamental

curtains, or Mod-Lines furnishing accessories, Sense’s

design is even more tailor-made. You can complete your outdoor

project using modular furnishing solutions designed to transform

any outdoor space into a truly complete and tailor-made environment.

SIMPLICITY WITH AN (EVER)GREEN SOUL

Modest, never flamboyant. The design of Sense consists of clean

lines, compact volumes, and a refined palette of natural colors

designed to blend into any setting.

The structure of the pergola helps reduce and optimize the use of

raw materials. The aluminum profiles and sunshade blades are

painted exclusively at the Pratic factory using a low environmental

impact system and a rigorous process that keeps colors bright

and resistant to UV rays, salt, and humidity.

LED Line siliconici regolabili con telecomando o domotica creano raffinati scenari

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GENIUS LIFESTYLE

UNA NUOVA SENSIBILITÀ OUTDOOR

Con Sense, Pratic introduce una nuova misura dell’abitare

all’aperto: non solo una copertura evoluta, ma una soluzione

completa dove forma, funzione e sostenibilità si incontrano in

perfetto equilibrio.

L’estensione naturale di qualsiasi spazio di vita, che apre l’ambiente

esterno a opportunità progettuali concrete.

A NEW OUTDOOR SENSIBILITY

With Sense, Pratic presents a new dimension for outdoor solutions:

not just an advanced covering, but a complete product in

which form, function, and sustainability come together in perfect

balance.

The natural extension of any living space, revealing concrete design

opportunities for our outdoor environments.

Tende verticali con automazione: molto più di un accessorio

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PRATIC

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La tecnologia bioclimatica rivoluziona l’esperienza outdoor

Progettazione sartoriale per personalizzare ogni giorno il comfort e la privacy

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GENIUS LIFESTYLE

247LAB

“We don’t fear the dark.”

di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF

247LAB è un’azienda dedita alla progettazione illuminotecnica

di design con estrema attenzione al valore intrinseco del prodotto

in termini di tecnologia, innovazione e customizzazione.

Da 247LAB, ogni creazione prende vita attraverso un dialogo

autentico con chi ci sceglie: è solo grazie a questo confronto che

possiamo realizzare soluzioni davvero su misura.

Sviluppare prodotti Tailor-Made significa raccontare storie attraverso

la luce, trasformando ogni progetto in un’esperienza

unica.

Perché la forza dell’artigianato sta proprio nell’ascolto: comprendere

le esigenze, interpretarle e tradurle in opere che rispecchiano

la personalità di chi le ha ispirate.

247LAB was founded in 2021 and is a company dedicated to

lighting design with extreme attention to the intrinsic value of the

product in terms of technology, innovation and customization.

At 247LAB, every creation is born from an authentic dialogue with

those who choose us: only through this exchange can we craft

truly bespoke solutions.

Developing Tailor-Made products means telling stories through

light, turning each project into a unique experience.

Because the true strength of craftsmanship lies in listening: understanding

needs, interpreting them, and translating them into

works that reflect the personality of those who inspired them.

“247LAB Tailor-Made”

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247LAB

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Residenza privata illuminata con prodotti 247LAB Tailor-Made Milano - Progetto di Giorgia Longoni e Maria Flavia Augenti

Private residence illuminated with bespoke 247LAB products Milan - Designed by designed by Giorgia Longoni and Maria Flavia Augenti

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GENIUS LIFESTYLE

L’AMBIENTE

L’ECCELLENZA DELLA PERSONALIZZAZIONE

E DEL DESIGN SU MISURA

THE EXCELLENCE OF CUSTOMIZATION AND CUSTOM DESIGN

di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF

Genius People Magazine


L’AMBIENTE

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Showroom, cucina Boffi - Ph. Luca Faggiotto

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GENIUS LIFESTYLE

Nel mondo dell’arredamento di alta qualità,

L’Ambiente si distingue come punto

di riferimento, interpretando con passione

e competenza la personalizzazione

degli spazi.

La vision dell’azienda si basa sull’idea che ogni

ambiente debba essere un’espressione unica di

stile, funzionalità ed emozione: un ponte tra estetica,

ergonomia e praticità.

Guidata da Ombretta Dal Zin, L’Ambiente si impegna

ad ascoltare attentamente le esigenze di

ogni cliente, sviluppando soluzioni su misura armoniose,

funzionali e confortevoli.

Con una rete di cinque showroom distribuiti strategicamente

sul territorio, l’azienda accompagna

il cliente in un percorso immersivo tra arredi contemporanei

delle firme più prestigiose del design

internazionale. Ognuno di questi spazi espositivi è

dotato di un proprio ufficio progettazione che collabora

con professionisti qualificati al fine di creare

soluzioni personalizzate di altissimo livello, sia

per abitazioni private che per il settore hospitality.

L’offerta de L’Ambiente si arricchisce inoltre di un

ufficio progettazione contract interno, che si avvale

di artigiani e falegnami esperti nella realizzazione

di progetti su misura.

L’azienda si presenta quindi come un vero e proprio

hub di consulenti esperti, caratterizzati da

competenza, empatia e passione per il design,

pronti a guidare il cliente in ogni fase del percorso

progettuale, dalla progettazione alla realizzazione.

In the world of high-quality furniture, L’Ambiente is

considered a benchmark, as it customizes spaces

with passion and professionalism.

The company’s vision is based on the idea that

every room should be a unique expression of style,

functionality and emotion: a bridge between aesthetics,

ergonomics and practicality.

Led by Ombretta Dal Zin, L’Ambiente listens carefully

to meet the needs of each client, developing

tailor-made solutions that are harmonious, functional

and comfortable.

With five showrooms strategically distributed

throughout the territory, the company, the company

leads customers on an immersive journey through

the contemporary furnishings designed by the

most prestigious brands in international design.

Each of these showrooms is equipped with its own

design office and partners with qualified professionals

to create top customized solutions, both for

private homes and for the hospitality industry.

L’Ambiente’s offerings are also enriched by an inhouse

contract design office, which employs

craftsmen and carpenters specialized in custom

designs.

The company is as a true hub of expert consultants,

recognized for their competence, empathy and

passion for design, eager to guide their client

through every step of their design journey, from the

outline to the implementation.

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L’AMBIENTE

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Showroom, zona giorno Minotti - Ph. Luca Faggiotto

Showroom, zona notte B&B Italia - Ph. Luca Faggiotto

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GENIUS LIFESTYLE

Showroom zona bagno, dettaglio bagno Noorth - Ph. Luca Faggiotto

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L’AMBIENTE

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Interior designer at work - The design project hub - Ph. Luca Faggiotto

Material board for an interior project - Ph. Luca Faggiotto

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GENIUS LIFESTYLE

L’AMBIENTE

THE DESIGN PROJECTS HUB

di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF

La nostra peculiarità risiede nella capacità

di mettere a disposizione competenze coordinate

e complete in ogni fase di un progetto.

Collaboriamo strettamente con architetti

creando sinergie che ci permettono di

proporre soluzioni innovative e funzionali. Grazie

a questa rete, siamo in grado di garantire risultati

concreti, di alta qualità e su misura, curando ogni

dettaglio con precisione e professionalità.

La nostra forza risiede nella capacità di presidiare

con attenzione ogni aspetto organizzativo e di

messa in opera, avvalendoci di eccellenze artigiane

sul campo. Questo ci consente di offrire soluzioni

tecniche ed esecutive ottimali, assicurando

una gestione efficace e puntuale in ogni fase del

progetto. La nostra attenzione ai dettagli e la cura

nella realizzazione ci permettono di valorizzare

appieno gli spazi dei nostri clienti, creando ambienti

che rispecchiano desideri, esigenze e personalità.

Ci dedichiamo con passione ad ascoltare e comprendere

ogni esigenza, interpretando i vostri desideri

e sviluppandoli in progetti su misura, coerenti

con le vostre aspettative. Il nostro team di

interior designer è a vostra disposizione, sia nei

nostri showroom che online, per offrire consulenze

puntuali e sviluppare proposte che diano

forma e personalità ai vostri spazi.

L’Ambiente è molto più di un semplice rivenditore

di arredi: è un partner completo, capace di trasformare

ogni progetto in un ambiente unico,

funzionale e di grande impatto estetico, grazie a

competenze, passione e un’attenzione costante

alle esigenze di ogni cliente.

We stand out for our ability to provide coordinated

and comprehensive expertise at every stage of a

project. We co-work with architects, creating synergies

that help us create innovative and functional

solutions.

Thanks to this network, we can guarantee concrete,

high quality and tailor-made results and take

care of every detail with precision and professionalism.

Our strength lies in our ability to carefully oversee

every organizational and commissioning detail

with the help of artisan excellence on site. This

means we can provide our customers excellent

technical and executive solutions, guaranteeing a

reliable and timely supervision at every stage of the

project.

Our attention to details and dedication to project

management allow us to fully transform our clients’

spaces, creating environments that reflect their desires,

needs and personalities. We are passionately

dedicated to listening and understanding every

need, translating and developing your desires into

tailor-made projects consistent with your expectations.

Our team of interior designers is at your disposal,

both in our showrooms and online, to offer

you their customized guidance and outline concepts

that can give shape and personality to your

spaces.

L’Ambiente is more than just a furniture retailer: it’s

a complete partner, capable of transforming each

project into a unique, functional and aesthetically

appealing environment, thanks to its expertise, its

passion and its attention to the needs of each client.

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L’AMBIENTE

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Interior designer at work - The design project hub

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GENIUS LIFESTYLE

Progettazione rendering

Progettazione spazi outdoor

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L’AMBIENTE

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Progettazione Zona cucina

Progettazione della zona giorno

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Issue 28


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GENIUS LIFESTYLE

INNOVAZIONE ED ELEGANZA:

IL NUOVO PROGETTO DE L’AMBIENTE

A VALDOBBIADENE, CASA CALDART

INNOVATION AND ELEGANCE: L’AMBIENTE’S NEW PROJECT

IN VALDOBBIADENE, CASA CALDART

di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF

Un nuovo progetto firmato L’Ambiente ci porta nel cuore

delle colline del Prosecco, rinnovando uno storico

ristorante, Casa Caldart, recentemente riprogettato

per unire design e cucina ricercata, creando un ambiente

che riflette l’eccellenza culinaria della zona.

L’idea innovativa nasce dalla collaborazione tra il proprietario e

il nostro progettista, con l’obiettivo di realizzare uno spazio

che sia allo stesso tempo funzionale e di grande impatto estetico.

La scelta stilistica si è concentrata su tonalità naturali e soluzioni

scenografiche, capaci di avvolgere gli ospiti appena

varcano la soglia del ristorante. L’atmosfera che si respira è raffinata

e sofisticata, grazie a grandi spazi studiati per garantire

riservatezza e comfort, ideali per godersi appieno l’esperienza

gastronomica.

L’arredamento gioca un ruolo fondamentale: appena si entra, si

viene catturati dal bancone principale, recentemente restaurato,

e dalle sedie in pelle Lea di Midj che invitano al relax. L’illuminazione,

curata dall’azienda Glip e gestita interamente tramite

sistemi di domotica, crea un’atmosfera soffusa ed elegante,

valorizzando ogni dettaglio e contribuendo a rendere l’ambiente

ancora più accogliente e raffinato.

The new project by L’Ambiente takes us to the heart of the Prosecco

hills. The company renovated a historic restaurant, Casa

Caldart, that was recently redesigned to combine design and refined

cuisine and create an environment that reflects the culinary

excellence of the area. This innovative idea came from the collaboration

between the restaurant’s owner and our designer: the

goal was to create a space that was both functional and aesthetically

striking. For the aesthetic they focused on natural tones and

scenic solutions that could welcome guests as soon as they

crossed the restaurant’s threshold. Thanks to generous spaces

designed to ensure privacy and comfort, perfect to fully enjoying

the dining experience, the atmosphere is refined and sophisticated.

The décor plays a key role: as soon as you walk in, the recently

restored main counter and the Midj’s Lea leather chairs, that

encourage relaxation, mesmerize you. The lighting, curated by

Glip and run entirely through home automation systems, creates

a soft and elegant atmosphere, enhancing every detail and providing

a welcoming and refined vibe.

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L’AMBIENTE

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Ristorante Casa Caldart, vista completa dell’entrata - Ph. Luca Faggiotto

Ristorante Casa Caldart, vista completa dell’entrata - Ph. Luca Faggiotto

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GENIUS LIFESTYLE

Sedie Lea di Midj - Ph. Luca Faggiotto

Illuminazione Glip - Ph. Luca Faggiotto

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L’AMBIENTE

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Progettista de L’Ambiente che ha ideato e progettato il Ristorante Casa Caldart - Ph. Luca Faggiotto

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GENIUS LIFESTYLE

Dettaglio sala da pranzo con specchio - Ph. Luca Faggiotto

Ristorante Casa Caldart, vista completa dell’entrata - Ph. Luca Faggiotto

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L’AMBIENTE

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Dettaglio della parete in pietra - Ph. Luca Faggiotto

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GENIUS LIFESTYLE

L’OCEANO DENTRO

THE OCEAN INSIDE

di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF

Rudy Ghiara è una delle voci più autentiche del big wave surfing europeo. Nato e cresciuto

lontano dalle coste oceaniche, ha inseguito il mare con ostinazione, partendo giovanissimo

per l’Europa con una tavola sotto il braccio e il sogno di cavalcare onde giganti.

Oggi, a 28 anni, porta sulle spalle il peso e la bellezza di un percorso costruito onda dopo

onda, caduta dopo caduta. Questo ritratto in bianco e nero racconta la sua forza, le sue

cicatrici e la voglia intatta di andare oltre.

Rudy Ghiara is one of the most authentic names in European big wave surfing. Born and raised a

long way from the ocean, he pursued his passion for the sea with determination, traveling around

Europe with a surfboard under his arm and the dream of riding giant waves.

Today, at 28, he carries the weight and beauty of a journey built wave after wave, fall after fall.

This black and white portrait tells the story of his strength, his scars, and his unwavering desire to

keep going.

1

Un tuffo nel passato. Rudy ha appena 16-17 anni: il dente spaccato,

i capelli lunghi, il fisico magro e la faccia da underdog. Lo

scatto è stato realizzato da qualche parte in Europa, durante

uno dei suoi primi viaggi fuori dall’Italia, quando ogni spostamento

era un’avventura e ogni euro risparmiato serviva per inseguire

le onde. Dentro di lui la fame, fede e quella grinta che

porta ancora oggi nel cuore.

Come un vero broken native guarda verso altri orizzonti. Il suo

sogno è uno solo: surfare. Vivere il surf tutti i giorni, a pieno, e

un giorno provare a lasciare il segno perché l’unica cosa che

conta davvero è il mare.

Quando entra in acqua, tutto il resto scompare: c’è solo lui, l’oceano

e un futuro ancora da scrivere.

A blast from the past. Rudy is just 16-17 years old: a broken

tooth, long hair, a skinny physique, and the face of an underdog.

The photo was taken somewhere in Europe during one of his first

trips outside Italy, when every journey was an adventure and

every euro he saved was used to go after the waves. He was

driven by hunger, faith, and by the determination that still burns in

his heart today.

Like a true broken native, he looks toward new horizons. He has

only one dream: to surf. To live surfing every day, to the fullest,

and one day try to leave his mark because the only thing that really

matters is the sea.

When he enters the water, everything else disappears: it’s just

him, the ocean, and a future yet to be written.

2

Varazze è il luogo dove tutto è cominciato. È il suo home spot, il

posto che porta nel cuore. Questa foto cattura una giornata epica,

una di quelle rare in cui il mare decide di regalare il meglio di

sé. È in backside, nel tubo perfetto, su quello che per lui è l’onda

dei sogni a casa.

Rispetto a quei primi anni, ora c’è più tecnica e più consapevolezza:

sta diventando un surfista più formato e il cammino verso

una carriera professionale sta prendendo forma.

Forse uno dei ride più belli e più epici mai vissuti a Varazze, una

giornata che ancora oggi è simbolo delle sue radici e di ciò che

questo luogo continua a significare per lui.

Varazze is where it all started. It’s his home spot, the place he

holds dear to his heart. This photo was taken on an incredible

day, during one of those rare times the sea decides to give its all.

He’s riding backside, in the perfect tube, on what, for him, is the

wave of his dreams back home.

Compared to those early years, he now has a better technique

and greater awareness: he is becoming a more accomplished

surfer and his path toward a professional career is taking shape.

Perhaps one of the most beautiful and epic rides ever experienced

in Varazze, a day that still represents his roots and what

this place means to him.

Genius People Magazine


RUDY GHIARA - GALLERY

365

3

Di nuovo le origini. La foto è stata scattata al tramonto, poco

prima di una sessione fra le onde giganti alle Hawaii. Lo concentrazione

è totale: ogni dettaglio racconta la preparazione

necessaria per affrontare quelle onde gigantesche.

Sulla schiena, il numero 66. Non è un numero qualsiasi: è l’anno

di nascita di suo padre, che Rudy ha perso quando aveva solo

quattro anni. Ora quel numero è diventato un simbolo che lo

accompagna in ogni sfida. Lo porta sul giubbotto da big wave

rider come un atto di appartenenza, un tributo che dedica a suo

padre in ogni ride.

Back to his roots again. The photo was taken at sunset, just before

a session on the giant waves of Hawaii. He is totally focused:

every detail speaks of the preparation he needs to tackle those

huge waves.

On his back is the number 66. It’s not just any number: it’s the

year his father, who Rudy lost when he was only four years old,

was born. Now that number has become a symbol he carries with

him in every challenge. He wears it on his big wave rider jacket as

a sign of belonging, a tribute to his father at every ride.

4

Puerto Escondido, Messico. Uno degli spot più temuti e potenti

al mondo, conosciuto per la sua forza brutale e per le sue onde

perfette, chiamate non a caso i ‘diamanti’ di Puerto. Questa im­

Puerto Escondido, Mexico. One of the most feared and powerful

spots in the world, known for its brutal force and perfect waves,

not coincidentally called the ‘diamonds’ of Puerto. This picture,

1

2

3

4

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Issue 28


366

GENIUS LIFESTYLE

magine, scattata dall’acqua, cattura il momento in cui tutto si è

allineato: il mare, la luce, il fotografo nella posizione giusta e

Rudy Ghiara, profondo nel tubo, esattamente dove doveva essere.

È una di quelle onde che non si dimenticano, un frammento

di perfezione in uno degli scenari più difficili da domare.

Il sole splende alto, l’acqua è cristallina e le onde spingono potenti:

una giornata che resta scolpita nella memoria. Questa

foto non è solo il racconto di un ride impeccabile, ma il simbolo

di quanto il surf possa essere mistico e crudele allo stesso tempo:

un istante irripetibile in cui la natura concede, per pochi

secondi, la sua bellezza più pura.

shot from the water, has captured the moment when everything

came together: the sea, the light, the photographer in the right

position, and Rudy Ghiara deep in the tube, exactly where he

needed to be. It’s one of those waves you never forget, a moment

of perfection in one of the most challenging spots in the

world.

The sun is shining high, the water is crystal clear, and the waves

are powerful: a day that will live on in his memory. This photo isn’t

just about a perfect ride, it’s a reminder of how mystical and cruel

surfing can be: a unique moment when nature gives us a

glimpse of its purest beauty for just a few seconds.

5

Questa è l’immagine di un sogno che diventa realtà: la Polinesia

francese. Teahupo’o, uno degli spot più iconici e temuti del pianeta;

il tubo più potente, cruento e perfetto al mondo. Dopo

una sessione straordinaria, Rudy Ghiara, al tramonto, circondato

dalle montagne verdi che si tuffano nell’oceano blu come

in un fotogramma di Jurassic Park.

Arrivare qui non è semplice. Non basta il talento: serve preparazione,

esperienza e anni di sacrifici per essere pronti a confrontarsi

con un’onda che non perdona.

This is the picture of a dream come true: French Polynesia. Teahupo’o,

one of the most iconic and feared spots on the planet;

the most powerful, brutal, and perfect tube in the world. After an

extraordinary session, Rudy Ghiara, at sunset, surrounded by

green mountains plunging into the blue ocean like a scene from

Jurassic Park.

Getting here is not easy. Talent alone is not enough: it takes

preparation, experience, and years of sacrifice to be ready to face

a wave like this.

6

Teahupo’o, il tubo della vita. Questa immagine immortala uno

dei momenti più intensi della carriera di Rudy Ghiara. Un’onda

incredibile presa a braccia, in una giornata perfetta, con il lineup

affollato dai migliori professionisti e chargers del pianeta. In

un contesto così competitivo, trovare il proprio spazio e la propria

onda è forse la sfida più grande di tutte.

Il take-off deciso, il tubo lungo e intenso, la corsa nel cuore della

montagna d’acqua e lo spit finale, quel getto di vapore che

segna il compimento del sogno di ogni surfista: uscire indenne

dall’onda perfetta. Dopo venti giorni di attesa, di colpi presi e di

giornate passate a sperare nella condizione giusta, il momento a

è arrivato. One shot, one kill. Missione compiuta.

Teahupo’o, the tube of a lifetime. This picture captures one of the

most intense moments in Rudy Ghiara’s career. An incredible

wave caught with his arms, on a perfect day, the line-up with the

best pros and chargers on the planet. In such a competitive environment,

finding your space and your wave is perhaps the greatest

challenge of all.

The decisive take-off, the long, intense tube, the ride into the

heart of that mountain of water and the final spit, that jet of steam

that marks the fulfillment of every surfer’s dream: to emerge unscathed

from the perfect wave. After twenty days waiting, taking

hits and hoping for the right conditions, the moment has arrived.

One shot, one kill. Mission accomplished.

7

Nazaré, la mecca mondiale del Big Wave Surfing, in tutta la sua

potenza. Una giornata di remata epica, forse una delle più grosse

mai registrate, con onde che arrivavano fino ai 18-19 metri,

capaci di mettere alla prova anche i rider più preparati. Una expression

session con i 30 big wave riders più hardcore e pronti

da tutto del pianeta.

Nella foto Rudy Ghiara sulla cresta di un’onda di 15-16 metri,

pronto a effettuare un airdrop vertiginoso. In quella sessione

solo 5 o 6 atleti riuscirono a completare un ride dall’inizio alla

fine: Rudy fu uno di loro. Quel giorno iniziò la sua vera affermazione

all’interno dell’élite mondiale del Big Wave Riding.

Nazaré, the mecca of big wave surfing, in full force. An epic paddling

day, perhaps one of the biggest ever recorded, with waves

reaching up to 18 or 19 meters. The lineup featured 30 of the most

hardcore and prepared big wave riders from around the world.

In the picture Rudy Ghiara is on the crest of a 15- to 16-meter

wave, ready to perform a dizzying airdrop. Only five or six athletes

managed to complete that ride from start to finish: Rudy was one

of them. That day he became part of the élite of big wave riders,

and proved he could was at the same level of the very best.

8

North Shore, Hawaii. Rudy Ghiara è appena uscito da un infortunio

importante, ma non c’è tempo per esitazioni: una pertur­

North Shore, Hawaii. Rudy Ghiara has just recovered from a serious

injury, but there’s no time to hesitate: a rare storm, the Ninho–

Genius People Magazine


RUDY GHIARA - GALLERY

367

5

6

7

8

bazione rara, il Ninho – un evento che accade solo ogni 4-6 anni

– stava per colpire e perdere quell’occasione non è un’opzione.

La North Shore non perdona, ma sa premiare chi è disposto a

dare tutto. E Rudy, con il corpo ancora segnato dall’infortunio

e la mente focalizzata, è lì per dimostrare – soprattutto a se

stesso – che la passione e la determinazione valgono più di

qualsiasi paura. Una foto che racchiude sacrificio, ambizione e

la consapevolezza che alcune opportunità vanno prese, costi

quel che costi.

an event that only happens every 4-6 years – is about to hit, and

missing this opportunity is not an option.

The North Shore is unforgiving, but it rewards those who are willing

to give their all. And Rudy, with his body still scarred from his

injury and a focused mind, is there to prove – especially to himself

– that passion and determination are worth more than any fear.

A photo that sums up sacrifice, ambition, and the awareness that

sometimes opportunities must be seized, whatever the cost.

9

Un passo indietro, a qualche anno fa, alla prima stagione a Nazaré

per Rudy Ghiara, che arriva nella mecca del Big Wave Surfing

senza il materiale adatto ad affrontare l’onda più grande del

mondo. È Andrew Cotton a notarlo e a fornirgli l’essenziale:

Let’s take a step back a few years to Rudy Ghiara’s first season

in Nazaré, when he arrived in the mecca of big wave surfing without

the right equipment to face the biggest waves in the world.

Andrew Cotton noticed him and provided him with the essentials:

Genius People Magazine

Issue 28


368

GENIUS LIFESTYLE

9 10

una tavola gun, un giubbottino d’impatto, leash e pinne. Dieci

giorni dopo, l’incontro con un mostro d’acqua di circa 18 metri,

forse il drop più cruento e maestoso della sua vita. Da quel momento,

la scena mondiale lo nota. Lo rispetta. Inizia a chiedersi

chi è quel ragazzo arrivato dall’Italia senza asset professionali,

senza moto d’acqua, solo con la fame e la determinazione necessarie

per affrontare giornate del genere.

Questa è l’onda che segna l’inizio di una nuova stagione della sua

vita. È qui che Rudy Ghiara capisce che Nazaré può essere casa

sua, e come se ne accorge lui, se ne accorgono anche molti altri.

a gun board, an impact jacket, a leash, and fins. Ten days later, he

came face to face with an 18-meter monster – perhaps the most

gruesome and majestic drop of his life. From that moment on, the

world took notice. They respected him. They wanted to know

who this guy who had arrived from Italy with no professional assets,

no jet ski, just the hunger and determination to face days

like that, was.

This wave marked the beginning of a new season in his life. This

is where Rudy Ghiara realized that Nazaré could be his home,

and as he figured it out, so did many others.

10

Bianco e nero. Essenziale. Nessun fronzolo. Questo ritratto di

Rudy Ghiara chiude un cerchio iniziato quando aveva solo 16­17

anni, quando, in giro per l’Europa, contava esclusivamente sulle

proprie forze, facendo sacrifici e accontentandosi di ciò che

aveva pur di inseguire un sogno: surfare.

Oggi Rudy ha 28 anni. La barba è cresciuta, lo sguardo è più intenso,

segnato dagli alti e bassi della vita: momenti duri, cadute,

risate, lacrime e traguardi che fino a pochi anni fa sembravano

impossibili. Il ragazzo, l’underdog, oggi è un uomo conosciuto e

riconosciuto. È stato raccontato da testate interna zionali come

Surfer Magazine – la “Bibbia” del surf mondiale –, ha condiviso

palchi con Gareth McNamara, ha partecipato ai Big Waves

Awards, è stato selezionato da 20 Foot Plus come uno dei volti

più rilevanti del Big Wave Surfing globale e porta con sé collaborazioni

prestigiose che in questi anni lo hanno formato e fatto

crescere.

Eppure, nonostante tutto, lo sguardo che vediamo in questa

foto racconta che la fame non è mai sparita. Rudy Ghiara ha già

scalato montagne invisibili, ma sa che la sua storia è ancora tutta

da scrivere. Questo ritratto non segna un punto d’arrivo: è

l’inizio di un nuovo capitolo.

Black and white. Essential. Nothing superfluous. This portrait of

Rudy Ghiara closes a circle that began when he was only 16-17

years old, when he was traveling around Europe, relying solely on

his own strength, making sacrifices and making do with what he

had in order to pursue his dream: surfing.

Today, Rudy is 28. His beard has grown, his gaze is more intense,

marked by the ups and downs of life: the hard times, the falls, the

laughter, the tears, and the achievements that seemed impossible

just a few years ago. The boy, the underdog, is now a wellknown

and popular man. He has been featured in international

magazines such as Surfer Magazine – the “Bible” of world surfing

–, he shared the stage with Gareth McNamara, he took part in the

Big Waves Awards, he was selected by 20 Foot Plus as one of the

most important faces of global big wave surfing, and he can

boast prestigious partnerships that have shaped and helped him

grow over the years.

Yet, despite everything, his eyes tell us that his hunger is still

there. Rudy Ghiara has already climbed invisible mountains, but

he knows that his story isn’t over yet. This portrait isn’t the end of

the road: it’s the start of a new chapter.

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GENIUS

MARKETPLACE


372

GENIUS MARKETPLACE

GALLERIA D’ARTE CONTINI

San Marco 2288

Calle Larga XXII Marzo

30124 Venezia

Tel. +39 041 52 30 357

venezia@continiarte.com

P.zza Silvestro Franceschi, 1-7

32043 Cortina d’Ampezzo (BL)

Tel. +39 0436 867400

cortina@continiarte.com

Marco Adamo

L’Arte nel Pallone a Milano R.N., 2024

Acrilico su tela, 150 x 150 cm

Per Marco Adamo, la palla

non è solo un oggetto da calciare,

ma il mezzo attraverso

cui trasmettere un messaggio

potente. Utilizzando la tecnica

dell’action painting, simile

a quella di Jackson Pollock,

Adamo crea opere che

sfidano l’odio, la corruzione

e la violenza. Attraverso il

calcio, sport universale, apre

le porte alla creatività, creando

reti pregne di significato

e colori vibranti.

Acrylic on canvas, 150 x 150

cm

In Marco Adamo’s art, balls

aren’t meant to be kicked but

become the means through

which he conveys his powerful

message. Inspired by masters

such as Jackson Pollock,

Adamo uses the “action painting”

technique to challenge

themes as hate, corruption

and violence, and uses color

to imagine a better world.

Through soccer, a universal

sport and symbol of inclusion,

Adamo opens the door to creativity:

his message and vibrant

colors speak of hope

and change.

Fabio Aguzzi

Toni, Bianco, 2004

Olio su tela, 120 x 140 cm

Aguzzi, pittore milanese,

trae ispirazione dalla pittura

di Gnoli, ma se ne distacca

sviluppando un linguaggio

artistico personale incentrato

sulla rappresentazione di

vedute e paesaggi. Nei suoi

cicli pittorici Toni Bianco e

Toni Giallo, si dedica con

meticolosa precisione alla

raffigurazione di fiori e ortaggi,

trattati con un’attenzione

quasi scientifica. Le sue

opere, caratterizzate da colori

tenui e leggeri, esaltano

ogni minimo dettaglio con

un’eleganza delicata e raffinata.

Oil on canvas, 120 x 140 cm

Milanese painter Aguzzi drew

inspiration from Gnoli’s works

of art, but distanced himself

from them by developing a

personal artistic language that

focuses on views and landscapes.

In his painting cycles

Toni Bianco and Toni Giallo,

he immerses himself with meticulous

precision in the artistic

expression of flowers and

vegetables he treats with almost

scientific attention. His

works, characterized by soft,

light colors, enhance every

detail with a delicate and refined

elegance.

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GALLERIA D’ARTE CONTINI

373

Pablo Atchugarry

Senza Titolo / Untitled, 2023

Bronzo con vernice per automobile,

68.5 x 33 x 17 cm

Nelle sue opere, l’artista uruguaiano

Pablo Atchugarry ricerca

costantemente un dialogo

profondo tra materia e

spiritualità. I pezzi in bronzo,

finemente modellati, vengono

rivestiti da sgargianti patine

di colore rosso, blu, oro,

bianco e nero, ottenute con

vernice per automobile: una

scelta che conferisce alla

scultura una luminosità inedita

e una forza espressiva

contemporanea. Lontano da

una semplice decorazione, il

colore diventa voce, sentimento,

ritmo, evocando stati

d’animo e riflessioni che

vanno oltre la forma.

Bronze with car paint, 68.5 x

33 x 17 cm

In his works, Uruguayan artist

Pablo Atchugarry constantly

seeks the profound dialogue

between matter and spirituality.

The finely modeled bronze

pieces are coated with bright

red, blue, gold, white, and

black patinas made with car

paint – a choice that highlights

the sculpture’s exceptional

luminosity and contemporary

expressive power. Far

from being a simple decoration,

color becomes voice,

feeling, rhythm, evoking

moods and reflections that go

beyond form.

Giuseppe Cesetti

L’Aia, 1935

Olio su tela, 70 x 90 cm

Cesetti, pittore toscano del

Novecento è legato a una visione

intima e profonda del

mondo rurale. Le sue opere,

che spaziano dai pascoli ai

nudi, dalle nature ai paesaggi,

si distinguono per una ricerca

del colore che ne definisce

l’identità artistica. La

sua figurazione, pur non aderendo

rigidamente alla realtà,

si muove verso una sorta

di astrazione velata, dove le

figure sembrano fondersi con

lo sfondo, rinunciando a

contorni netti e creando un

effetto di immersione che

coinvolge lo spettatore in

una percezione sensoriale e

fluida.

Oil on canvas, 70 x 90 cm

Cesetti, a 20th-century Tuscan

painter, has an intimate

and profound vision of the rural

world. His works, which

range from pastures to nudes,

from still lifes to landscapes,

are known for their search

for color. His figurative style,

while not strictly aligned with

reality, evolves into a sort of

hazed abstraction, where silhouettes

seem to merge with

the background, giving up

clear contours and creating

an immersive effect that pulls

the viewer into a fluid sensory

perception.

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Issue 28


374

GENIUS MARKETPLACE

Park Eun Sun

Collegamento, 2015

Bronzo, 24 x 57 x 10 cm

Park Eun Sun sviluppa la sua

scultura esplorando e fondendo

il concetto di forme

della cultura orientale con la

tradizione occidentale. Attraverso

la discontinuità delle

superfici, caratterizzate da

spaccature e squarci, le sue

opere simboleggiano contemporaneamente

l’apertura

e la fragilità dell’interiorità

umana e la volontà di dare

ampio respiro alla materia.

Bronze, 24 x 57 x 10 cm

Park Eun Sun shapes his

sculptures by exploring and

blending the style of Eastern

cultural traditions with Western

tradition. Through the

discontinuity of surfaces,

characterized by cracks and

tears, Eun Sun’s works symbolize

both the openness and

fragility of humans and his

desire to give breathing

space to matter.

Enzo Fiore

Appropriazione - Ritratto di Bambina di Casa Redetti, 2024

Tecnica mista (resina, terra,

foglie, radici, insetti...) su tavola

50 x 40 cm

Enzo Fiore rivendica una

manualità paziente e particolarissima,

fatta di resina,

terra, foglie, radici intrecciate,

affermando una pittura

frontale che invade lo spazio

grazie a rilievi tridimensionali.

Il materiale naturale

impiegato dall’artista ha il

fine di riportare in una dimensione

più “naturale” i

protagonisti delle sue opere

che sono ripresi da importanti

tele della storia dell’arte

o riproducono soggetti noti

della cultura contemporanea.

Mixed media (resin, earth,

leaves, roots, insects...) on

wood

50 x 40 cm

Enzo Fiore uses a patient and

very particular artistry, made

of resin, earth, leaves, and intertwined

roots, and creates a

frontal painting that invades

the space thanks to three-dimensional

elements. The artist’s

use of natural materials is

meant to bring back to a more

“natural” dimension the protagonists

of his works, which

are taken out of the important

canvases in the history of art

or are well-known subjects of

our contemporary culture.

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GALLERIA D’ARTE CONTINI

375

Julio Larraz

Operaciones Navales, 1998

Olio su tela, 151.8 x 177 cm

L’arte di Julio Larraz si compone

di straordinarie figurazioni

di cui si può ammirare

l’impeccabile tecnica pittorica.

La tecnica è sempre accompagnata

da una densità

di contenuti che sottintendono

e si riferiscono agli

aspetti sociologici ed etici

della sua concezione del

mondo. In un dedalo di riferimenti

simbolici e letterari,

le sue opere viaggiano fino al

limite dell’esoterismo e richiamano

spesso situazioni

provenienti tanto dal sociale

quanto dal vissuto personale

dell’artista.

Oil on canvas, 151.8 x 177 cm

Julio Larraz’s art consists of

extraordinary portrayals made

with and impeccable painting

technique. His technique is

always combined with a richness

in contents that implies

and refers to the sociological

and ethical aspects of his

view of the world. In a maze of

symbolic and literary references,

his works come from

the verge of esotericism and

often refer to situations from

both the social and the personal

experience of the artist.

Anton Zoran Mušič

Cavalli Condotti al Mercato, 1949

Olio su tela, 33 x 41.8 cm

Zoran Mušič ha subito esperienze

traumatiche, come la

prigionia nei campi di concentramento,

che hanno

profondamente influenzato

la sua arte, caratterizzata da

un linguaggio simbolico e

drammatico. Il tema dei cavallini

nelle sue opere non si

riferisce a una tradizione iconografica

specifica, ma rappresenta

un’immagine che si

inserisce nella sua poetica. I

cavalli simboleggiano la forza,

la libertà, ma anche la

sofferenza e la lotta, riflettendo

il desiderio di libertà e

il confronto con l’assurdità

della condizione umana.

Oil on canvas, 33 x 41.8 cm

Zoran Mušič suffered traumatic

experiences, such as

the imprisonment in concentration

camps, which deeply

influenced his art, characterized

by a symbolic and dramatic

language. In his works,

horses don’t allude to a specific

iconographic tradition,

but represent a part of his

poetics. Horses symbolize

strength and freedom, but

also pain and struggle, and

express the desire for freedom

and the confrontation

with the absurdity of the human

condition.

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Issue 28


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GENIUS MARKETPLACE

Fabrizio Plessi

Progetto per una Monumentale Video Installazione,

Documenta 8 KASSEL, 2009

Tecnica mista su carta

100 x 150 cm

Le video­installazioni di Fabrizio

Plessi utilizzano schermi,

immagini e suoni per trasformare

lo spazio e interagire

con il pubblico. I progetti

sono essenziali perché offrono

una struttura concettuale

che va oltre l’aspetto visivo,

creando esperienze coinvolgenti

e stimolanti. L’opera di

Plessi riflette inoltre, la sua

continua ricerca sul potere

dell’immagine digitale e su

come questa possa trasformare

lo spazio pubblico e influenzare

la percezione dello

spettatore.

Mixed media on paper

100 x 150 cm

Fabrizio Plessi’s video installations

use screens, images,

and sounds to transform

space and interact with the

audience. The projects are

essential because they offer

a conceptual structure that

goes beyond the visual aspect,

creating engaging and

stimulating experiences. Plessi’s

work also reflects his ongoing

research into the power

of the digital image and how it

can transform public space

and influence the viewer’s

perception.

Carla Tolomeo

The Bishop’s Hand, 2016 | The Truker’s Hand, 2016

Velluti in seta disegno esclusivo

dell’artista,

passamanerie in seta

Per l’artista Carla Tolomeo la

sedia è un ritratto, persino

un autoritratto, capace di

evocare segreti. Le sue opere

hanno soggetti che si rifanno

al quotidiano o che citano il

mondo fantastico tratto dai

romanzi dello scrittore argentino

Jorge Luis Borges.

L’artista ha fatto dell’immaginazione

la sua realtà passando

per visioni e labirinti

creativi, trasformando la sedia

in una opera d’arte, utilizzando

materiali come velluti

e tessuti raffinati e ricercatissimi.

Silk velvets with exclusive designs

by the artist,

silk trimmings

For artist Carla Tolomeo

chairs are a portrait, even a

self-portrait, that can summon

secrets. The subjects of

her works are inspired by

everyday life or reference the

fantasy world from the novels

of Argentine writer Jorge Luis

Borges. As she moves through

visions and creative labyrinths,

imagination has become

the artist’s reality, and

has transformed a chair into a

work of art, using materials

such as velvets and refined,

highly sought-after fabrics.

Genius People Magazine


GALLERIA D’ARTE CONTINI

377

Manolo Valdés

Reina Mariana, 2019

Bronzo, 172 x 126 x 78 cm

Le opere di Manolo Valdés

traggono la loro forza dai capolavori

del passato, ricreando

e ricontestualizzando

alcune delle icone più rappresentative

dell’arte occidentale.

Colori e strutture

creano forti riferimenti alla

storia dell’arte, portando

tracce che si estendono da

Velázquez a Picasso. Celebre

il riferimento a “La reina Mariana

de Austria” e “Las meninas”

dell’artista spagnolo

Diego Velázquez.

Bronze, 172 x 126 x 78 cm

Manolo Valdés’ works draw

their strength from the masterpieces

of the past by re-envisioning

and re-contextualizing

some of the most

representative icons of Western

art. Colors and textures

strongly reference art history,

with hints that span from

Velázquez to Picasso. His references

to “La reina Mariana

de Austria” and “Las meninas”

by Spanish artist D.

Velázquez are famous.

Andrea Valleri

Centauri, 2022

Tecnica mista su tavola, 150 x

300 cm

L’arte di Valleri mescola sapientemente

elementi primitivi

e arcaici con la vivacità

figurativa e il carattere audace

del movimento pop. Le

sue opere si arricchiscono di

frammenti di giornali, carta e

oggetti provenienti dal mondo

della tecnologia, creando

un connubio tra tradizione e

modernità. Il risultato è una

sintesi perfetta che, in modo

filosofico e profondo, riflette

sul cammino dell’essere

umano e sul suo rapporto con

la cultura e l’innovazione.

Mixed media on board, 150 x

300 cm

Valleri’s art gracefully blends

primitive and archaic elements

with the expressive vivacity

and bold character of

the pop movement. His works

are enriched with fragments

of newspapers, paper, and

objects from the world of

technology, creating a union

between tradition and modernity.

The result is a perfect

synthesis that, in a philosophical

and profound way, reflects

on the journey of human

beings and their relationship

with culture and innovation.

Genius People Magazine

Issue 28


378

GENIUS MARKETPLACE

1

2

Genius People Magazine


GALLERIA D’ARTE CONTINI

379

1

Enrico Ghinato

Enoteca, 2006

Olio su lino, 100 x 70 cm

Ghinato è un pittore che si distingue per la sua straordinaria capacità di riprodurre

la realtà in modo iper realistico. La sua arte è caratterizzata da una sensibilità unica

nell’uso del colore e della luce, elementi che padroneggia con maestria per rappresentare

ogni dettaglio con incredibile precisione. Come gli impressionisti, che si

avvalevano della fotografia per catturare l’attimo e la luce, anche Ghinato utilizza la

fotografia come strumento di riferimento, permettendogli di rappresentare i suoi

soggetti con una fedeltà impressionante. La sua tecnica, attentamente curata, rende

ogni opera un’emozionante riproduzione della realtà, dove ogni sfumatura e ogni

riflesso emerge con vivida intensità.

Oil on linen, 100 x 70 cm

Ghinato is a painter who stands out for his extraordinary ability to reproduce reality in

a hyper-realistic way. His art is characterized by his unique sensitivity and by the use

of color and light, elements that he masters to represent every detail with incredible

precision. Like the Impressionists, who used photography to capture the moment and

the light, Ghinato also uses photography as a reference tool, to represent his subjects

with impressive accuracy. His carefully crafted technique turns each work into an exciting

reproduction of reality, every nuance and every reflection emerges with vivid

intensity.

2

Mario Arlati

Trapos (Reggi-Primate), 2024

Tecnica mista su cartone riciclato

10 x 7 cm

Misure scultura: 54 x 38 x 35 cm

Mario Arlati coglie l’universalità dei quattro lumi di Leonardo per investire i corpi

opachi e farne fonti di nuova luce. Non si tratta di lumi mistici – i suoi – ma liberi e

subordinati solo alla funzione illuminante. Arlati compie l’evento creativo stendendo

il colore non per intento “di coloritura” ma per invenzione luministica sostanziale

e definitiva, dando perfino movimento al dipinto. Egli giunge all’informale

astrazione non per analogie, ma per la luce che via via illumina singole parti che

infrangono il tutto: le parti lasciano il tutto per astrarsi in forme che hanno smarrito

la memoria delle vecchie forme. Forme che si formano nascendo e che sintetizzano,

in quell’attimo creativo, tutta l’esistenza dei suoi perenni dilemmi.

Mixed media on recycled cardboard

10 x 7 cm

Sculpture measurements: 54 x 38 x 35 cm

Mario Arlati captures the universality of Leonardo’s four lights to cover opaque-like

bodies and turn them into sources of new light. His lights are not mystical, they’re free

and only bound to their purpose. Arlati realizes his creative act by applying color not

for the sake of “coloring,” but for the sake of a deep and definitive invention of light,

even infusing movement to the painting. He reaches informal abstraction not through

analogies, but through the light that gradually illuminates the singular parts that break

up the whole: the parts leave the whole to become abstract forms that have lost the

memory of their old shapes. These forms come into being and, in that creative moment,

they synthesize the entire existence of his perennial dilemmas.

Genius People Magazine

Issue 28


380

GENIUS MARKETPLACE

Paolo Vegas

Cloning Him - Her Self Rich Diamond Rain, 2019

Stampa diretta su specchio

con angolo 155°

70 x 70 cm, ED. 1/1

I lavori di Vegas utilizzano il

format del set pubblicitario

che raccontano una storia

sospesa tra realtà e dimensione

onirica, nel costante

trionfo dell’eccesso. Così, in

una riflessione concettuale

sul rapporto tra realtà ed immagine,

realtà ed illusione,

l’oggetto, tiranno dominatore

della nostra vita consumistica,

diventa una sorta di

alter ego del soggetto ritratto,

purificandosi del suo

esclusivo ruolo di “usa e getta”.

Il consumismo e la voglia

di apparire sono temi ricorrenti

nelle sue opere.

Direct print on mirror with

155° angle

70 x 70 cm, ED. 1/1

Paolo Vegas’ narrative unfolds

within a single script

filled with clones. The artist

faces the consumerist society

and the commodification of

the female body using mass

production. By taking several

shots of the same footage he

keeps the same focal distances

to ensure the same depth

of field. Each shot becomes a

fragment of the final image.

He adds an object to each

work to create a narrative

bridge between the work and

the viewer.

Giuseppe Veneziano

Frida Kahlo, 2014

Acrilico su tela, 150 x 150 cm

La poetica di Giuseppe Veneziano

è trattare la storia come

cronaca e la cronaca come

storia. Molte delle sue opere

uniscono soggetti tratti dalla

tradizione religiosa con il

mondo dei fumetti e dei supereroi.

L’artista è capace di

trarre spunto da immagini

molto familiari, che si rifanno

ad una tradizione consolidata,

che viene trasfigurata

attraverso colori che richiamano

l’approccio pop e la

grafica tipica dei fumetti.

Acrylic on canvas, 150 x 150

cm

Giuseppe Veneziano’s poetics

is about treating history as a

chronicle and a chronicle as

history. Many of his works

combine subjects drawn from

the religious tradition with the

world of comic books and

superheroes. The artist uses

very traditional and familiar

images and transforms them

with colors that echo the typical

pop and graphic approach

of comic books.

Genius People Magazine


GALLERIA D’ARTE CONTINI

381

Igor Mitoraj

Corazza Media, 1978

Bronzo, 59 x 39 x 21.5 cm

La straordinaria arte di Igor

Mitoraj deriva dalla sua capacità

di fondere il passato

con il presente senza soluzione

di continuità. Non si tratta,

tuttavia, di una questione

di guardare con nostalgia al

passato, né tanto meno di un

semplice lavoro filologico: i

frammenti di un passato, i

corpi ed i volti raffigurati con

caratteristiche ben proporzionate,

tipicamente elleniche,

sono il punto di partenza

per una riflessione su temi

senza tempo come l’amore, il

desiderio sessuale, la femminilità

ma anche la solitudine

e la sofferenza.

Bronze, 59 x 39 x 21.5 cm

Igor Mitoraj’s extraordinary art

springs from his ability to blur

the lines between past and

present. But it’s not some

nostalgic look back at the

past, or a simple philological

exercise: the fragments of the

past, the bodies and faces

with their well-proportioned,

typically Hellenic features, are

a starting point to explore

timeless themes like love, sex,

femininity, but also loneliness

and pain.

Genius People Magazine

Issue 28


382

GENIUS MARKETPLACE

SHOP DRIADE a cura di/by L’AMBIENTE

Simon

Design by Borek Sipek

Candelabro Simon realizzato

in metallo placcato argento.

Con i suoi imponenti sette

bracci, Simon è un candelabro

scenografico, con gusto

classico e design molto sofisticato.

Somiglia ad una

pianta selvatica, i cui rami

sono rivolti verso l’alto con

curve sinuose. Ispirandosi

alla natura, Simon è il candelabro

perfetto per creare

suggestive atmosfere e decorare

con classe.

Simon candelabra in silverplated

metal. With its majestic

seven arms, Simon is an elegant

candelabra with a classic

taste and a very sophisticated

design. It looks like a

wild plant with branches that

point toward the sky with sinuous

curves. Inspired by nature,

Simon is the perfect candelabra

to create captivating

atmospheres and decorate

with class.

Isotta

Design by Borek Sipek

Isotta Centrotavola.

Gioioso centrotavola in vetro

soffiato con decoro foglie colorate.

Vetro trasparente con

foglie in vari colori.

Isotta Centerpiece.

Radiant blown glass centerpiece

with a colorful decoration

with leaves. Clear glass

with leaves in different colors.

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L’AMBIENTE

383

SHOP DRIADE

Cherry me up

Design by Nika Zupanc

Vassoio con cloche in ceramica

smaltata.

Glazed ceramic tray with

cloche.

Vichy

Design by Borek Sipek

Brocca per vino in vetro soffiato

trasparente.

Transparent blown glass wine

pitcher.

Genius People Magazine

Issue 28


384

GENIUS MARKETPLACE

SHOP QEEBOO

1

2

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L’AMBIENTE

385

SHOP QEEBOO

1

Giraffe in Love

Design by Marcantonio

“Giraffe in Love” è il nuovo prodotto nato dalla collaborazione tra Marcantonio e

Qeeboo. È una giraffa sognante che tiene in bocca un lampadario classico in stile

Maria Teresa. Rappresenta l’ironia e la leggerezza: la giraffa è innamorata ma ancora

non lo sa perché il suo cuore è lontano dalla testa, e vive l’amore con leggerezza.

Giraffe in Love - XL -

La sua massima espressione è nei 4 metri di altezza di un esemplare giovane di giraffa,

a grandezza naturale. È il formato perfetto per creare magiche ambientazioni

indoor o outdoor grazie al lampadario resistente al vento e all’acqua.

Giraffe in Love - M -

Questa giraffa è alta 2,65 metri, una dimensione che le permette di entrare nelle case

di tutti. Audace ed elegante, sarà naturalmente al centro dell’attenzione, in qualsiasi

soggiorno.

Giraffe in Love - XS -

La versione in miniatura della “Giraffe in Love” è alta 100 cm (una riproduzione esatta

di quella a grandezza naturale) e diventa un oggetto di design versatile e iconico, in

pieno stile Qeeboo.

“Giraffe in Love” is the new product born from the collaboration between Marcantonio

and Qeeboo. It is a dreamy giraffe holding a classic Maria Theresa-style chandelier in

its mouth. It represents irony and lightness: the giraffe is in love but doesn›t know it yet

because her heart is far from her head, and she lives love lightly.

Giraffe in Love - XL -

The 4-meter tall life-size young giraffe specimen is its ultimate expression. Thanks to

its wind- and water-resistant chandelier it’s the perfect setup to create magical indoor

or outdoor settings

Giraffe in Love - M -

This giraffe is 2.65 meters tall, a size that grants it entry into everyone›s home. Bold

and elegant, it will naturally be at the center of attention in any living room.

Giraffe in Love - XS -

The miniature version of the “Giraffe in Love” is 100 cm tall (it’s an accurate replica of

the full-size one) and is a versatile and iconic design object, in true Qeeboo style.

2

Ribbon Mirror Metal Finish

Design by Nika Zupanc

Qeeboo presenta lo specchio Ribbon. Uno specchio rotondo, largo 55 cm, che segue

la linea degli altri prodotti che compongono la collezione. Incorniciato dall’iconico

fiocco, realizzato in polipropilene in diversi colori, completa il romantico set. I riflessi

di nastro sono un elemento di design popolare che può aggiungere un tocco di

eleganza e stile a qualsiasi ambiente.

Qeeboo presents the Ribbon mirror. A round mirror, 55 cm wide, that follows the line

of the other products of the collection. With the iconic bow in polypropylene, in different

colors, it completes this romantic set. Ribbon reflections are a popular design element

that can add a touch of elegance and style to any room. For example, the

Ribbon Mirror is a decorative mirror with a frame in the shape of a woven ribbon.

Genius People Magazine

Issue 28


386

GENIUS MARKETPLACE

SHOP QEEBOO

Golden Brothers

Design by Stefano Giovannoni

La famiglia Golden Brothers è

una simpatica collezione di

lampade da tavolo LED. Queste

lampade/personaggio sono

disponibile in 5 diverse

posizioni, perfette da esporre

l’una vicina all’altra o da

sole, per abbellire e portare

un pizzico di allegria in qualsiasi

angolo della casa. Questa

famiglia di lampade a LED

è portatile e ricaricabile.

The Golden Brothers family is

a cute collection of LED table

lamps. These lamps/characters

are available in 5 different

positions; they were designed

to be displayed next to each

other or on their own, to

beautify and bring a dash of

cheer to any corner of the

house. This family of LED

lamps are portable and rechargeable.

Rabbit XS Lamp with Rechargeable Led

Design by Stefano Giovannoni

Rabbit XS è una lampada

senza fili disegnata da Stefano

Giovannoni per Qeeboo.

Ha una batteria ricaricabile,

luce LED e 16 diversi colori

RGB intercambiabili. Simbolo

di amore e fertilità, questo

piccolo coniglietto ti porterà

fortuna!

Dimensioni: 20 x 11 x 22,5 cm

Rabbit XS is a wireless lamp

designed by Stefano Giovannoni

for Qeeboo. It has a rechargeable

battery, a LED

light and 16 different interchangeable

RGB colors. A

symbol of love and fertility,

this little bunny will bring you

luck!

Size: 20 x 11 x 22.5 cm

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L’AMBIENTE

387

SHOP CASSINA

Impronta mano

Design by Ico e Luisa Parisi, 1966

Nasce dall’estro creativo di

Ico e Luisa Parisi il vaso mano

in ceramica, parte della collezione

Impronta, pensata

negli anni Sessanta dal designer

e dalla moglie come una

raffinata serie di complementi

per la casa dagli evidenti

rimandi alla pop-art.

This ceramic hand vase was

born from the creative flair of

Ico and Luisa Parisi. Part of

the Impronta collection, it was

conceived in the 1960s by the

designer and his wife as a refined

series of home accessories

with obvious pop-art references.

Les Grands Trans-Parents

Design by Man Ray, 1938

Uno specchio che rivela il suo

tocco speciale e inatteso in

ogni ambiente, confondendo

il suo riflesso attraverso l’originale

gioco di parole serigrafato

sul vetro. L’oggetto è

stato creato da Man Ray, pittore,

fotografo e filmaker

americano tra gli esponenti

più radicali e poliedrici del

dadaismo e del surrealismo.

Il pezzo è prodotto in serie a

partire dal 1971, come parte

della collezione Ultramobile

di Simon, e oggi all’interno

della Collezione Cassina SimonCollezione.

A mirror that reveals its special

and unexpected flair in

any setting, blurring its reflection

through the original play

of words silkscreened on the

glass. The item was created

by Man Ray, an American

painter, photographer and

filmmaker and one of the

most radical and multifaceted

exponents of Dadaism and

Surrealism. Since 1971, the

piece has been mass produced

as part of Simon’s Ultramobile

collection, and today

it’s part of the Cassina

SimonCollection.

Genius People Magazine

Issue 28


388

GENIUS MARKETPLACE

SHOP CASSINA

1

2

Genius People Magazine


L’AMBIENTE

389

SHOP CASSINA

1

Collection Chandigarh

Design by Le Corbusier & Richard Ginori, 1956

Cassina in collaborazione con Ginori 1735 e la Fondazione Le Corbusier. Cassina si

ispira al genio di Le Corbusier per una collezione di tre vassoi in porcellana pura non

smaltata, che riprendono alcuni simboli in bassorilievo scelti per i muri degli edifici

di Chandigarh, la città progettata negli anni ’50, oggi iscritta nella lista del Patrimonio

mondiale dell’umanità. Ciascun vassoio, realizzato da Ginori 1735 riporta un

soggetto tracciato dal Maestro nel 1956: la mano aperta che rievoca alla pace (vassoio

quadrato con gli angoli smussati), il pesce (vassoio tondo), il movimento del sole

(vassoio rettangolare).

Cassina in partnership with Ginori 1735 and the Le Corbusier Foundation. Cassina

draws inspiration from the genius of Le Corbusier for a collection of three unglazed,

pure porcelain trays that echo some of the bas-relief symbols that were selected for

the walls of buildings in Chandigarh, the city designed in the 1950s that is now a World

Heritage Site. Each tray, made by Ginori 1735 features one of the subjects drawn by

the Master in 1956: the open hand that calls for peace (square tray with rounded corners),

the fish (round tray), the movement of the sun (rectangular tray).

2

H2D’O-V

Design by Davide Oldani e Manuele Pirovano, 2024

Una collezione di calici raffinati soffiati a bocca per un’esperienza enologica completa,

che esalta appieno le proprietà aromatiche del vino. Firmati dallo chef Davide

Oldani e dal maître sommelier Manuele Pirovano, i calici H2D’O-V sono realizzati

con un taglio speciale a doppia inclinazione pensato per bere sul bordo diritto lasciando

lo spazio al naso di percepire gli aromi riducendo l’inclinazione della testa,

in modo che le diverse note del vino arrivino al palato senza sopraffarsi o disperdersi.

Leggerezza e lucentezza contraddistinguono questa collezione frutto di grande

maestria artigiana.

La collezione è composta da:

- Calice per vini bianchi frizzanti

- Calice universale per vini bianchi e rossi

- Calice per vini rossi importanti

- Calice per dessert (vino dolce, grappa, cognac, amaro)

- Bicchiere per acqua naturale e gassata

A collection of refined mouth-blown stemware for a complete wine experience that

fully enhances the aromatic properties of wine. Created by chef Davide Oldani and

maître sommelier Manuele Pirovano, the H2D›O-V goblets are made with a special

double-tilt cut designed to drink on its straight edge, reducing the inclination of the

head and leaving the nose the space to perceive the wine’s aromas: the unique notes

of the wine reach the palate without overpowering each other or dispersing. The collection

is the the result of great craftsmanship and is characterized by its lightness and

glow.

The collection is made up of:

– Chalice for sparkling white wines

– Universal chalice for white and red wines

– Chalice for important red wines

– Chalice for desserts (sweet wine, grappa, cognac, bitter)

– Glass for still and sparkling water

Genius People Magazine

Issue 28


390

GENIUS MARKETPLACE

SHOP CASSINA

Le due facce della Luna

Design by Afra e Tobia Scarpa, 1979

Cassina riscopre e riedita Le

due facce della Luna, il servizio

di posate firmato nel 1979

da Afra e Tobia Scarpa. Un set

da tavola da 24 pezzi in acciaio

inox: un mix dal perfetto

equilibrio estetico e funzionale,

un capolavoro di cura e

dedizione.

Cassina rediscovers and revisits

Le due facce della Luna,

the cutlery set designed by

Afra and Tobia Scarpa in

1979. A 24-piece stainless

steel table set: a mix of both

aesthetic and functional balance,

a masterpiece of care

and dedication.

Post Scriptum

Design by Formafantasma, 2022

Cassina inaugura una collezione

unica di oggetti in porcellana

dipinti a mano firmata

da Formafantasma.

Partendo dall’ampio archivio

della Manifattura Ginori,

il duo creativo ha selezionato

delle forme archetipe dando

una loro interpretazione

contemporanea per valorizzare

al meglio l’espressione

dell’individualità dei maestri

pittori del brand Made in

Florence.

Cassina unveils Formafantasma’s

unique collection of

hand-painted porcelain pieces.

Starting from Manifattura

Ginori’s extensive archive, the

creative duo gave their contemporary

twist to the archetypal

shapes they handpicked

to enhance the Made in Florence

brand’s expression of

master painters’ individuality.

Genius People Magazine


L’AMBIENTE

391

SHOP CASSINA

Coral

Design by Cassina, 2019

Ispirato al corallo e alle sue

caratteristiche forme contorte,

la forma organica del

vaso Coral sembra essere stata

modellata dalle correnti

marine. Il vaso è in vetro veneziano

soffiato a mano con

una finitura a rete strutturata

che ricorda la superficie irregolare

e ruvida di un corallo.

È disponibile in ametista,

verde e rosa pallido.

Inspired by corals and their

gnarled shapes, Coral’s organic

form seems to have

been shaped by sea currents.

The vase is made from handblown

Venetian glass with a

textured mesh finish that resembles

the irregular, rough

surface of a coral. It’s available

in amethyst, green, and

pale pink.

Genius People Magazine

Issue 28


392

GENIUS MARKETPLACE

mail: info@brunfineart.it

JEAN BAPTISTE FOSSIN, Parigi, 1786 - Vauboyen, 1848

JEAN BAPTISTE FOSSIN, Paris, 1786 - Vauboyen, 1848

Busto femminile / Busto di

Afrodite, 1848

FOSSIN 1848 firmato e datato

1848 a destra

marmo bianco di Carrara

Alt. cm 44, larg. cm 18, prof.

cm 18

Busto in marmo bianco, firmato

e datato da Jean Baptiste

Fossin nel 1848, rappresenta

con eleganza e sensibilità

la figura di Afrodite, dea

greca dell’amore e della bellezza.

L’opera riflette l’influenza

della scultura neoclassica

francese di metà Ottocento,

in cui la purezza

delle forme classiche si unisce

a un raffinato senso della

grazia femminile.

Female bust / Bust of Aphrodite,

1848

FOSSIN 1848 signed and dated

1848 right

White Carrara marble

H. cm 44, W. cm 18, D. cm 18

White marble bust, signed

and dated by Jean Baptiste

Fossin in 1848, elegantly

and sensitively depicts the

figure of Aphrodite, the

Greek goddess of love and

beauty. This work reflects

the influence of mid-nineteenth-century

French neoclassical

sculpture, in which

the purity of classical forms is

combined with a refined

sense of feminine grace.

COPPIA DI ATHENNIENNES IN MARMO VERDE, Roma, 1810 circa

PAIR OF ANTIQUE GREEN MARBLE ATHÉNIENNES, Rome, 1810 ca.

h 53 cm, diam 25 cm, base

18x18 cm

Raffinata coppia di athéniennes

in marmo verde, realizzata

a Roma nei primi anni

del XIX secolo, rappresenta

un’elegante sintesi del gusto

neoclassico, ispirato all’antichità

classica e reinterpretato

secondo la sensibilità estetica

dell’epoca napoleonica.

La forma richiama i bracieri

cerimoniali dell’antica Roma

e della Grecia, con bacini

scanalati sorretti da tre gambe

rastremate che poggiano

su basi triangolari, ciascuna

ornata da piedi leonini finemente

scolpiti.

h 53 cm, diam 25 cm, base

18x18 cm

A refined pair of green marble

athéniennes, made in Rome

in the early 19th century, they

represent an elegant synthesis

of neoclassical taste, inspired

by classical antiquity

and reinterpreted according

to the aesthetic sensibility of

the Napoleonic era.

The form recalls the ceremonial

braziers of ancient Rome

and Greece, with fluted basins

supported by three tapered

legs resting on triangular

bases, each adorned with

finely carved leonine feet.

Genius People Magazine


BRUN FINE ART

393

VASO IN PORFIDO SU PIEDISTALLO IN MARMO

CON TESTA DI LEONE IN ROSSO ANTICO

PORPHYRY VASE ON A MARBLE PEDESTAL

WITH A ROSSO ANTICO LION’S HEAD

Roma, primo quarto del XVIII

secolo (vaso);

terzo quarto del XVIII secolo

(piedistallo)

Porfido rosso, granito rosso

d’Egitto, marmo statuario,

marmo rosso antico

h 40 cm (vaso) h 15 3/4 in

98 x 32 x 27 cm (piedistallo)

38 5/8 x 12 5/8 x 10 5/8 in

Le due parti, fusto e vaso,

vennero prodotte a una decina

di anni di distanza e dovettero

essere unite all’epoca

della realizzazione del primo,

come dimostra l’incavo sul

suo piano d’appoggio.

Rome, First quarter of the

18th century (vase);

third quarter of the 18th century

(pedestal)

Red porphyry, red granite

from Egypt, statuary marble,

rosso antico marble

height 40 cm (Vase) height 15

3/4 in

98 x 32 x 27 cm (pedestal)

38 5/8 x 12 5/8 x 10 5/8 in

The two parts, stem and vase,

were produced about ten

years apart and must have

been joined at the time the

former was made, as evidenced

by the recess on its

top surface.

BUSTO IN MARMO ITALIANO DI UN PRINCIPE ANTONINO,

Roma, XVII secolo

AN ITALIAN MARBLE BUST OF AN ANTONINE PRINCE, ,

Rome, 17th century

Marmo bianco, marmo venato

grigio, marmo Africano

e con applicazioni in marmo

rosso antico

su una base in marmo rosso

Languedoc

H. 55 cm

Busto rappresentante un giovane

principe imperiale romano,

cle sue abbondanti e

vigorose ciocche di capelli, le

grandi orecchie e i lineamenti

fanciulleschi, la testa segue

il cosiddetto ritratto tipo

Borghese di un principe Antonino,

che è stato identificato

come M. Galerius Aurelius

Antoninus, un figlio di

Antoninus Pius.

White marble, veined grey

marble, Africano

and with rosso antico marble

appliques

on a rouge languedoc marble

socle

H. bust 55 cm

Bust representing a young

Roman imperial prince, his

abundant and vigorous locks

of hair, large ears, and boyish

features, the head follows the

so-called Borghese-type portrait

of an Antonine prince,

who has been identified as M.

Galerius Aurelius Antoninus, a

son of Antoninus Pius.

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Issue 28


394

GENIUS MARKETPLACE

SATIRO IN ROSSO ANTICO, Roma, XIX secolo

ROSSO ANTICO SATYR, Rome, 19th Century

54 x 19 x 16 cm

La scultura rappresenta un

satiro, i tratti del volto sono

ben definiti: riccioli scolpiti

con cura incorniciano un

volto sorridente e leggermente

inclinato, conferendo

all’opera un’aria giocosa e

maliziosa, tipica del soggetto.

L’opera è chiaramente

ispirata all’arte romana classica

ed è parte del gusto neoclassico

e antiquario del XIX

secolo, periodo in cui avvenne

una riscoperta dell’antichità

greco­romana. La scelta

del marmo rosso antico

richiama i materiali utilizzati

nelle opere imperiali romane,

suggerendo un intento

celebrativo o collezionistico.

54 x 19 x 16 cm

The sculpture depicts a satyr,

the facial features are well defined:

carefully sculpted curls

frame a smiling, slightly tilted

face, giving the artwork a

playful and mischievous air

typical of the subject. The artwork

is clearly inspired by

classical Roman art and is

part of the neoclassical and

antiquarian taste of the 19th

century, a period when a rediscovery

of Greco-Roman

antiquity took place. The

choice of ancient red marble

recalls materials used in Roman

imperial works, suggesting

a celebratory or collecting

intent.

LUCIO FONTANA (Rosario, Argentina 1899 – 1968 Varese)

LUCIO FONTANA (Rosario, Argentina 1899 – 1968 Varese)

NATURA MORTA, 1949­50

firmato in centro

Terracotta dipinta e smaltata

Diam. 41 cm

Fontana ha sottolineato che

non fu tanto interessato alla

tecnica quanto alle potenzialità

duttili del materiale, allo

stesso tempo flessibile e denso;

un’attrazione per la materia

rafforzata dalle possibilità

cromatiche offerte dallo

smalto e dalle cotture.

Le creazioni in ceramica di

Fontana contribuirono a stabilire

il suo riconoscimento,

prima e anche durante le prime

fasi dell’avventura spazialista.

NATURA MORTA, 1949-50

Signed

Glased and painted terracotta.

Diameter 41 cm

Fontana emphasized that he

wasn’t much interested in

technique as in the ductile potential

of the material, at once

flexible and dense; an attraction

to the material reinforced

by the chromatic possibilities

offered by enamel and firings.

Fontana’s ceramic creations

helped establish his recognition,

before and even during

the early stages of the Spatialist

adventure.

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BRUN FINE ART

395

JOSEPH WILTON, 1722-1803

JOSEPH WILTON, 1722-1803

APOLLO DEL BELVEDERE,

1758

Marmo bianco

H. 29,2 cm (busto);

H. 37,5 cm (con base)

Iscrizione e data sul retro:

“I. WILTON .f:t 1758.”.

L’opera reca la firma dello

scultore Joseph Wilton, uno

dei più celebri scultori britannici

del XVIII secolo e

membro fondatore della

Royal Academy di Londra. Il

busto rappresenta Apollo,

divinità greca del sole, della

musica e delle arti. L’opera

riflette pienamente i principi

dell’estetica neoclassica, con

l’esaltazione della bellezza

ideale, la purezza formale e

l’equilibrio compositivo.

A WHITE MARBLE BUST OF

APOLLO BELVEDERE

AFTER THE ANTIQUE, 1758

White marble

H. 29.2 cm bust;

H. 37.5 cm, on socle

Inscribed and dated ‘I. WIL-

TON .f:t 1758.’ on the reverse.

This artwork bears the signature

of sculptor Joseph Wilton,

one of the most celebrated

British sculptors of the

18th century and a founding

member of the Royal Academy

in London. The bust represents

Apollo, the Greek deity

of the sun, music and the arts.

The work fully reflects the

principles of neoclassical aesthetics,

with its exaltation of

ideal beauty, formal purity,

and compositional balance.

VASO IN PORFIDO, CON CORPO OVOIDALE FIANCHEGGIATO

DA TESTE DI ARIETE, Roma, inizio del XVIII secolo

PORPHYRY VASE, WITH OVOID GADROONED BODY FLANKED

BY RAMS’ HEADS, Rome, early 18th century

Porfido

Estraibile esclusivamente a

Mons Porphyrius nel Deserto

Orientale d’Egitto, il porfido

è stato pregiato sin dall’antichità

per la sua straordinaria

durezza e il colore porpora

lucente. Il presente vaso, realizzato

all’inizio del XVIII

secolo, è modellato sulla forma

degli antichi Labra romani.

Il formato è ridotto per

adattarsi ad un interno.

Porphyry

Mined exclusively at Mons

Porphyrius in the Eastern Desert

of Egypt, porphyry has

been prized since antiquity for

its extraordinary hardness

and lustrous purple color. This

vase, made in the early 18th

century, is modeled after the

shape of ancient Roman

Labra. The size is reduced to

fit an interior.

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Issue 28


396

GENIUS MARKETPLACE

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2

Genius People Magazine


BRUN FINE ART

397

1

RAIMONDO TRENTANOVE

RAIMONDO TRENTANOVE

RITRATTO DI ANTONIO CANOVA, 1822

Firmato sul retro: “R. Trentanove fece in Roma 1822”

Marmo bianco 60 x 33 x 21 cm

Expertise by Alessio Moscatelli

H. con base 60 cm, H. senza base 50 cm, L. 33 cm, D. 21 cm

Raimondo Trentanove (Faenza, 1792 – Roma, 1832) inizia la sua formazione presso

l’Accademia di Belle Arti di Carrara, nel 1815 si trasferisce a Roma e frequenta e lavora

per Antonio Canova

Il ritratto, derivato dal celebre autoritratto realizzato da Canova nel 1812, entra a far

parte del documentato nucleo dei ritratti del Maestro eseguiti da Trentanove.

PORTRAIT OF ANTONIO CANOVA, 1822

Signed on the verso ‘R. Trentanove fece in Roma 1822’

White marble 60 x 33 x 21 cm

Expertise by Alessio Moscatelli

H. with base 60 cm, H. without base 50 cm, L. 33 cm, D. 21 cm

Raimondo Trentanove (Faenza, 1792 - Rome, 1832) began his training at the Academy

of Fine Arts in Carrara, in 1815 he moved to Rome and attended and worked for Antonio

Canova The portrait, derived from the famous self-portrait made by Canova in

1812, becomes part of the documented core of portraits of the Master done by Trentanove.

2

CENTROTAVOLA TORLONIA, 1845

TORLONIA CENTERPIECE, 1845

Bronzo dorato diam. 60 cm

Piatto commemorativo in bronzo realizzato per la famiglia Torlonia, opera d’arte

attribuibile a Charles Crozatier, abile artista francese del XIX secolo.

Il piatto, che misura 60 cm in diametro, presenta un tema dionisiaco, in cui numerose

figure sono colte nell’atto di bere vino, raccogliere uva e spremerne i grappoli,

dedicato perciò al ciclo di produzione del vino.

Al centro della composizione troviamo lo stemma della famiglia Torlonia-Colonna,

recante la scritta ALEXANDER TORLONIA ANNO DOMINI MDCCCVL (1845).

Il piatto è poi decorato, più esternamente, con festoni e motivi floreali e fogliacei

neoclassici di grande gusto e raffinatezza.

Gilded bronze diam. 60 cm

Commemorative bronze plate made for the Torlonia family, a work of art attributable to

Charles Crozatier, a skilled 19th-century French artist.

The plate, measuring 60 cm in diameter, features a Dionysian theme, in which numerous

figures are caught in the act of drinking wine, harvesting grapes and squeezing

their bunches, therefore dedicated to the cycle of wine production.

In the center of the composition we find the coat of arms of the Torlonia-Colonna

family, bearing the inscription ALEXANDER TORLONIA ANNO DOMINI MDCCCVL

(1845).

The plate is then decorated, more externally, with festoons and neoclassical floral and

leaf motifs of great taste and refinement.

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Issue 28


398

GENIUS MARKETPLACE

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BRUN FINE ART

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1

CENTROTAVOLA TORLONIA CON SEGNI ZODIACALI, 1853

TORLONIA CENTERPIECE DEPICTING ZODIAC SIGNS, 1853

Bronzo dorato diam. 70 cm

Piatto commemorativo in bronzo realizzato per la famiglia Torlonia, opera d’arte

attribuibile a Charles Crozatier, abile artista francese del XIX secolo.

Il piatto, che misura invece 70 cm, riporta al centro la scritta ALEXANDER TORLO­

NIA datato MDCCCLIII, ovvero 1853, anno in cui acquisì la nomina di Principe di

Canino e Musignano.

La fascia più interna è occupata da una raffigurazione a rilievo degli dèi dell’Olimpo,

disposti in un cerchio attorno allo stemma centrale. In una chiara organizzazione

spaziale e simbolica, agli assi cardinali si riconoscono le figure di Ade, Zeus, Artemide

e Poseidone, divinità maggiori del pantheon greco-romano, collocate in pose

solenni e iconograficamente ben definite, accompagnate da ninfee che arricchiscono

la scena. A incorniciare la scena mitologica vi è un’ulteriore fascia decorativa, la

più esterna, dove trovano spazio i dodici segni zodiacali, ciascuno inserito in un medaglione

circolare alternato da tralci di vite e motivi vegetali.

Gildead bronze diam. 70 cm

Bronze commemorative plate made for the Torlonia family, a work of art attributable to

Charles Crozatier, a skilled 19th-century French artist.

The plate, which instead measures 70 cm, bears in its center the inscription ALEXAN-

DER TORLONIA dated MDCCCLIII, or 1853, the year in which he acquired the appointment

of Prince of Canino and Musignano.

The innermost band is occupied by a relief depiction of the Olympian gods, arranged

in a circle around the central coat of arms. In a clear spatial and symbolic organization,

at the cardinal axes can be recognized the figures of Hades, Zeus, Artemis and Poseidon,

major deities of the Greco-Roman pantheon, placed in solemn and iconographically

well-defined poses, accompanied by water lilies that enrich the scene. Framing

the mythological scene is an additional decorative band, the outermost, where the

twelve signs of the zodiac find their place, each inserted in a circular medallion alternating

with vine shoots and plant motifs.

2

LUCIO FONTANA (Rosario, 1899 - Varese, 1968)

LUCIO FONTANA (Rosario, 1899 - Varese, 1968)

CORRIDA, 1950

firmato in basso al centro

Marchio di fabbricazione sul retro Ceramica dipinta e smaltata, diam. 43 cm

Fontana ha sottolineato che non fu tanto interessato alla tecnica quanto alle potenzialità

duttili del materiale, allo stesso tempo flessibile e denso; un’attrazione per la

materia rafforzata dalle possibilità cromatiche offerte dallo smalto e dalle cotture.

Le creazioni in ceramica di Fontana contribuirono a stabilire il suo riconoscimento,

prima e anche durante le prime fasi dell’avventura spazialista.

CORRIDA, 1950

Signed lower centre

Manufacture mark on the reverse, painted and glazed ceramic, diam. 43 cm

Fontana emphasized that he wasn’t much interested in technique as in the ductile

potential of the material, at once flexible and dense; an attraction to the material reinforced

by the chromatic possibilities offered by enamel and firings. Fontana’s ceramic

creations helped establish his recognition, before and even during the early stages of

the Spatialist adventure.

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Issue 28


400

GENIUS MARKETPLACE

Big Bang

Designer: Massimo Castagna

Piccoli gioielli all’insegna

dell’alta artigianalità e dall’opulenza

equilibrata, esempi

virtuosi di sofisticate lavorazioni

manuali. Con le loro

linee morbide e arrotondate,

i Big Bang sono espressione

di sensualità, sia al tatto, sia

alla vista.

Small jewels of high craftsmanship

and balanced opulence,

virtuous examples of

sophisticated manual processes,

Big Bang, enhance

sensuality, both to the touch

and to the eye, with their soft

and rounded lines.

Compound

Designer: Fausto Salvi

Arte al servizio della luce: un

progetto d’autore che parla

di un incontro poetico, dando

inizio a un dialogo intimo

e romantico con una sorgente

luminosa che dà vita a un

piccolo complesso abitativo.

Art dedicated to light: a signature

project that narrates a

poetic encounter, activating

an intimate, romantic dialogue

between a luminous

source that breathes life into a

tiny housing compound.

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HENGE

401

Flat

Designer: Massimo Castagna

Lampada da terra o da tavolo,

Flat è espressione dell’eleganza

della combinazione fra

rigore, funzionalità ed essenzialità.

La sua forte personalità

è data da uno stelo

piatto in ottone che si articola

con semplicità scultorea e

maestria in un gioco di linee

e angoli geometrici.

Floor or table lamp, Flat, expresses

the luxury of rigor and

functionality combined with

essentiality. A flat brass stem,

articulated with sculptural

simplicity and incisiveness,

playing with geometric lines

and angles, defines the presence

of a strong and sophisticated

personality.

Mushroom

Designer: Yabu Pushelberg

La commistione poetica fra

arte e design dà vita alle

forme audaci e organiche

dei Mushroom, elementi che,

con la loro preziosa presenza

e gli eleganti e slanciati steli,

fanno vibrare gli ambienti.

Poetic hybridization between

art and design suggests the

bold, organic shapes of the

Mushroom, high notes that

make the context vibrate with

their precious presence and

their elegant slender stems.

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Issue 28


402

GENIUS MARKETPLACE

Plynto

Designer: Ugo Cacciatori

Solidità e leggerezza sono gli

elementi alla base di Plynto,

una composizione geometrica

di straordinaria purezza.

Una struttura che, attraverso

la combinazione di uno stelo

in pietra e di un piano girevole

in vetro fuso, offre una

presenza iconica e versatile.

Solidity and lightness are the

ingredients of Plynto, a geometric

composition of great

purity. A structure that, combining

a stone stem with a

swivel casted glass top, creates

an iconic and versatile

presence.

Test One

Designer: Ugo Cacciatori

Lampada da terra o da tavolo.

La serie Test ha le forme di un

elegante e affusolato monolite

di pietra caratterizzato da

linee essenziali e dall’opulenza

della materia. Un oggetto

dalla personalità forte

che, però, cela un’anima

espressiva nascosta: un brutalismo

che si trasforma in

opalescenza scultorea o che

si illumina attraverso le sue

cavità naturali, anelando verso

una dimensione di sofisticata

intimità.

A floor or table lamp, the Test

series is an elegant and slender

stone monolith, characterized

by essential lines and

rich material opulence. A

presence with a strong personality

that reveals a hidden

expressive soul: brutalism

that transforms into sculptural

opalescence or lights up

through its natural cavities,

conspiring for sophisticated

atmospheres of intimacy.

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HENGE

403

Test Tree

Designer: Ugo Cacciatori

Eccentrica e sofisticata, in

una stravagante interpretazione

high-tech, la lampada

da terra Test-tree, con la sua

struttura geometrica minimal,

è una sintesi di classico e

di contemporaneo. Grazie

alla silhouette slanciata del

suo corpo segmentato, impreziosito

da diffusori cilindrici

in Ice Onyx collegati da

giunti in ottone, diventa il

punto focale catalizzante di

ogni ambiente.

Eccentric and sophisticated,

in an extravagant high-tech

interpretation, the floor lamp,

Test-tree, synthesizes classic

and contemporary in its minimal

geometric structure. The

slender silhouette of its segmented

body, embellished

with cylindrical diffusers in Ice

Onyx, connected by brass

joints, becomes in any ambiance

a catalyzing focal point.

34, H-Fragrance

H-Fragrance incarna la filosofia

di fondo di Henge: artigianalità,

natura e innovazione.

Ispirata a materiali

grezzi e tattili, H-Fragrance

riflette il design artigianale e

senza tempo del marchio:

una profonda connessione

con la terra, in sintonia con i

valori estetici ed emotivi di

Henge.

34, un nome che affonda le

sue radici nella tradizione

Il nome “34” si ispira allo

showroom di Henge in Via

della Spiga 34 a Milano e celebra

un momento cruciale

nel percorso del marchio.

Prezzo: 245 Euro

H-Fragrance represents Henge’s

core philosophy–craftsmanship,

nature, and innovation.

Drawing inspiration from

raw, tactile materials, it mirrors

the brand’s timeless, artisanal

design, deeply connected

to the earth and resonating

with Henge’s aesthetic and

emotional values.

34, a name rooted in heritage

Named after Henge’s showroom

at Via della Spiga 34 in

Milan, ‘34’ celebrates a pivotal

moment in the brand’s journey.

Price: 245 Euro

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Issue 28


404

GENIUS MARKETPLACE

iPhone 16 Pro e iPhone 16 Pro Max

Da 1.239 Euro | From 1,239 Euro

Splendido design in titanio,

controllo fotocamera, Dolby

Vision 4K a 120 fps e chip A18

Pro.

A gorgeous design in titanium.

Camera control, Dolby

Vision 4K at 120 fps, and A18

Pro chip.

iPhone 16 e iPhone 16 Plus

Da 979 Euro | From 979 Euro

Nuovo controllo fotocamera,

cinque bellissimi colori, fotocamera

fusion da 48MP e

chip A18.

New camera control, five

beautiful colors, 48MP fusion

camera and the A18 chip.

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C&C

405

iPad Pro M4

Da 1.219 Euro | From 1.219 Euro

iPad Pro. Le performance

straordinarie del chip M4,

uno spettacolare display Ultra

Retina XDR in due misure

e tutta la velocità del 5G per

sfrecciare ovunque ti trovi.

iPad Pro. The amazing performance

of the M4 chip, a

spectacular Ultra Retina XDR

display in two sizes, and all

the speed of the 5G to blaze

wherever you are.

Apple Watch Ultra 2

Da 909 Euro | From 909 Euro

Apple Watch Ultra 2 è l’orologio

ideale per lo sport e

l’avventura, ora disponibile

anche in titanio nero satinato.

Ha una batteria che dura

più giorni, un GPS di precisione

a doppia frequenza e il

display Apple più luminoso di

sempre. Ha anche una robusta

cassa in titanio, il display

in cristallo di zaffiro e il tasto

Azione personalizzabile.

Apple Watch Ultra 2 is the ultimate

sports and adventure

watch, now available in black

satin-finished titanium. It has

a multi-day battery life, precision

dual-frequency GPS, and

Apple’s brightest display ever.

It also has a strong titanium

case, a sapphire crystal display,

and a customizable Action

button.

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Issue 28


406

GENIUS MARKETPLACE

AirPods Max

579 Euro

AirPods Max: un’esperienza

d’ascolto senza pari. Ora in

cinque nuovi colori. Il driver

progettato da Apple offre un

suono ad alta fedeltà, e ogni

dettaglio è studiato per un

comfort eccezionale, dai cuscinetti

al design innovativo

dell’archetto. La cancellazione

attiva del rumore di livello

pro blocca i suoni ambientali,

mentre la modalità

Trasparenza li lascia passare

per mantenerti in contatto

con il mondo intorno a te. E

grazie al connettore USB C, la

ricarica è ancora più comoda.

AirPods Max: the ultimate audio

experience. Now in five

new colors. Apple’s driver produces

high-fidelity sounds;

every detail, from the ear

cushions to the innovative

headband design, is designed

to provide you with exceptional

comfort. The pro-level active

noise cancellation blocks

out background sounds,

theTransparent Mode lets

them through to keep you

connected to the world around

you. And thanks to their USB

C connector, recharging is

even more convenient.

AirPods 4

Da 149 Euro | From 149 Euro

AirPods 4. Un’esperienza audio

completamente trasformata,

grazie alla modalità

“Isolamento vocale”, alle interazioni

con Siri e all’audio

spaziale personalizzato. E un

nuovo design ancora più

confortevole.

AirPods 4. A completely transformed

audio experience

thanks to their “Voice Isolation”

setting, new interactions

with Siri and their personalized

Spatial Audio. With an

even more comfortable new

design.

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C&C

407

MacBook Pro M4

Da 1.949 Euro | From 1.949 Euro

MacBook Pro con chip M4,

M4 Pro e M4 Max: prestazioni

al top in un portatile potente.

Con una batteria che

dura fino a 24 ore e un magnifico

display Liquid Retina

XDR da 14” o 16” con luminosità

di picco fino a 1600

nit, è Pro in tutti i sensi.

MacBook Pro with M4 chip,

M4 Pro and M4 Max: top performance

in a powerful laptop.

With a battery life of up to

24 hours and a magnificent

14” or 16” XDR Liquid Retina

display with peak brightness

up to 1600 nits, it’s Pro in all

ways.

iMac 24” M4

Da 1.529 Euro | From 1,529 Euro

iMac. Il massimo degli allin­one.

Con i superpoteri del

chip M4, per navigare sul

web e lavorare in multitasking

su più app in modo ancora

più fluido. Uno straordinario

display 4,5K da 24”

in un design inconfondibile.

E videocamera, microfoni e

altoparlanti evoluti. iMac è

fantastico per lavorare e giocare.

iMac. The ultimate all-in-one.

With the superpowers of the

M4 chip, to surf the web and

work multitasking on multiple

apps more smoothly. A stunning

24-inch 4.5K display in

an unmistakable design. And

advanced camera, microphones

and speakers. iMac is

great for work and play.

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408

GENIUS MARKETPLACE

Chi siamo

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FOTOTTICA CAVOUR

409

1

Leica I Anastigmat n. 267

Ernst Leitz Wetzlar

La Leica I Anastigmat n. 267, realizzata nel 1925, è una delle primissime fotocamere prodotte da

Leitz nella fase iniziale della commercializzazione della Leica, ed è oggi considerata una delle più

rare e storicamente significative. Si tratta di uno dei soli circa 150 esemplari noti della prima

serie commerciale equipaggiata con l’obiettivo Leitz Anastigmat 50mm f/3.5, predecessore del

successivo Elmar.

Costruita sul corpo della Leica I (Model A), presenta un design estremamente compatto in formato

35mm, con otturatore a tendina orizzontale e tempi da 1/20 a 1/500 di secondo. L’obiettivo,

a fuoco manuale, utilizza uno schema a 5 elementi in 3 gruppi, ancora non rivestito, ma

capace di prestazioni ottiche sorprendenti per l’epoca. La numerazione così bassa – n. 267 –

testimonia la collocazione nei primissimi lotti prodotti a Wetzlar, prima ancora che la Leica

conquistasse il mercato internazionale. La finitura è nera con dettagli in nichel, con incisioni

profonde e levigate tipiche dei primissimi modelli. L’obiettivo è fisso, non intercambiabile, e

reca la dicitura Leitz Anastigmat con numerazione frontale. La Leica I Anastigmat è oggi un

pezzo da museo, ambita dai collezionisti per la sua rarità assoluta e il valore simbolico come

capostipite della fotografia 35mm moderna. Ogni esemplare rappresenta un frammento di storia

fotografica.

The Leica I Anastigmat No. 267, manufactured in 1925, is one of the very first cameras produced

by Leitz in the early stages of the Leica’s launch, and is now considered one of the rarest and most

historically significant. It’s one of the 150 known examples of the first commercial series equipped

with the Leitz Anastigmat 50mm f/3.5 lens, the predecessor of the later Elmar. Built on the Leica I

(Model A) body, it features an extremely compact design in 35mm format, with a horizontal focal-plane

shutter and shutter speeds from 1/20 to 1/500 of a second. The manual-focus lens uses

a 5-element, 3-group design, still uncoated, but capable of surprising optical performance for its

time. The low serial number – No. 267 – indicates that it was among the very first batches produced

in Wetzlar, even before the Leica conquered the international market. The finish is black

with nickel details and deep, polished engravings typical of the earliest models. The lens is fixed,

non-interchangeable, and bears the inscription ‘Leitz Anastigmat’ with front numbering. The Leica

I Anastigmat is now a museum piece, coveted by collectors for its absolute rarity and symbolic

value as the forefather of modern 35mm photography. Each example is a piece of photographic

history.

2

Leica IIIg con Summicron 50mm f/2

Ernst Leitz Wetzlar

La Leica IIIg, introdotta nel 1956, è l’ultima delle fotocamere a telemetro con innesto obiettivi

intercambiabili a vite M39 prodotte da Leica e rappresenta il culmine della linea avviata dalla

famosa Leica II (prima fotocamera con messa a fuoco integrata a telemetro). Con un design elegante

e compatto, la IIIg combina tradizione e innovazione. Rispetto ai modelli precedenti, introduce

un mirino migliorato con cornici per obiettivi da 50mm e 90mm, facilitando la composizione.

La fotocamera è meccanica e richiede l’avanzamento manuale della pellicola, mantenendo

così il controllo totale sul processo fotografico e la qualità costruttiva distintiva di Leica.

The Leica IIIg, launched in 1956, was the last of the rangefinder cameras with interchangeable

M39 screw mount lenses produced by Leica and marked the high point of the line started by the

famous Leica II (the first camera with integrated rangefinder focusing). With its elegant and compact

design, the IIIg combines tradition and innovation. Compared to previous models, it introduces

an improved viewfinder with frames for 50mm and 90mm lenses, making composition easier.

The camera is mechanical and requires manual film advance, giving you total control over the

photographic process and the distinctive Leica quality of construction.

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Issue 28


410

GENIUS MARKETPLACE

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Genius People Magazine


FOTOTTICA CAVOUR

411

1

Concava Tessina L’Automatic

Walter Siegrist AG

La Tessina è stata ideata e brevettata dal Dr. Rudolph Steineck, ingegnere austriaco,

a Lugano (Svizzera) per Siegrist a Grenchen (Svizzera). Fotocamera analogica in miniatura

con cartucce da 25 foto (dedicate) che contengono pellicola 35mm, prodotta

dal 1957 al 1996 e venduta dalla società di Steineck Concava S.A.

La Tessina è tecnicamente una reflex biottica che impressiona fotogrammi di 14x21

mm (meno del formato “half frame”), predisposta di una lente per scattare e una per

la visione su un minuscolo schermo di messa a fuoco in vetro smerigliato sopra la

fotocamera. La Tessina è stata assemblata a mano, composta da più di duecento parti

di precisione, contiene cuscinetti in rubino come orologi svizzeri per ridurre l’attrito,

ogni fotocamera è stata progettata per un azionamento di almeno 100.000 scatti,

con tempi di posa da 1/2s a 1/500s e B, dimensioni 69 x 56 x 27 mm, peso 168 grammi.

The Tessina was designed and patented by Austrian engineer Dr. Rudolph Steineck in

Lugano (Switzerland) for Siegrist in Grenchen (Switzerland). A miniature analog camera

with 25-photo cartridges (dedicated) containing 35mm film, produced from 1957

to 1996 and sold by Steineck Concava S.A.

The Tessina is technically a twin-lens reflex camera that captures 14x21 mm frames

(smaller than half frame format), equipped with one lens for shooting and one for viewing

on a tiny ground glass focusing screen above the camera. The Tessina was assembled

by hand. It’s made up of more than two hundred precision parts, and contains

ruby bearings like Swiss watches to reduce friction. Each camera was designed for at

least 100,000 shots, with shutter speeds ranging from 1/2s to 1/500s and B, dimensions

69 x 56 x 27 mm, weight 168 grams.

2

Rectaflex 1300

Rectaflex è un’azienda nata a Roma nel 1946 dalla mente di Telemaco Corsi, similmente

alla storia di Ernst Leitz, fu prima di tutto un appassionato al mondo della

fotografia e decise di investire in un sistema innovativo. In questo caso da un’idea di

un semplice fotografo ambulante (Sig. Assenza), che modificò ingegnosamente una

Kinoflex, iniziò a pensare a un sistema a riflesso (reflex) per poter scattare ed inquadrare

con precisione. Insieme ad un team di ottici produsse un mirino reflex a singola

unità (a tetto piano) e così presentò la prima fotocamera reflex della storia in un

evento fieristico nel 1946, Rectaflex 947.

I modelli proposti fino al 1952 si distinguono per funzionalità, il primo modello prodotto

in serie è la Rectaflex 1000 (per il tempo massimo di posa), superato poi dalla

Rectaflex 1300. Un modello semplificato venne poi proposto con il nome di Junior,

di cui però si limitò molto la produzione.

Rectaflex is a company founded in Rome in 1946 by Telemaco Corsi. Much like Ernst

Leitz, he was first and foremost a photography enthusiast who decided to invest in an

innovative system. In this case, it all started with an idea from a simple traveling photographer

(Mr. Assenza), who ingeniously modified a Kinoflex camera and began to

think about a reflex system that would allow him to shoot and frame with precision.

Together with a team of opticians, he produced a single-unit reflex viewfinder (flat roof)

and presented the first reflex camera in history at a trade fair in 1946, the Rectaflex 947.

The models released until 1952 were known for their functionality. The first mass-produced

model was the Rectaflex 1000 (named for its maximum exposure time), which

was later replaced by the Rectaflex 1300. A simplified model was then released under

the name Junior, but production was very limited.

Genius People Magazine

Issue 28


412

GENIUS MARKETPLACE

Carl Zeiss G Hologon T 16mm f/8

Il Carl Zeiss G Hologon T

16mm f/8* è un’ottica straordinariamente

unica, progettata

per le fotocamere

Contax G, famosa per la sua

resa ottica eccezionale e il

suo design minimalista. Con

un angolo di campo di 110°,

offre una prospettiva ultragrandangolare

ideale per paesaggi

e architettura, mantenendo

linee dritte senza

distorsioni significative grazie

al suo design simmetrico.

L’apertura fissa f/8 e il rivestimento

T* assicurano una

qualità d’immagine uniforme,

con contrasto elevato e

controllo eccellente del flare.

Compatto e leggero, rappresenta

un capolavoro ottico

nella storia degli obiettivi.

The Carl Zeiss G Hologon T

16mm f/8* is an incredibly

unique lens designed for Contax

G cameras, renowned for

its exceptional optical performance

and minimalist design.

With a 110° angle of view, it

offers an ultra-wide-angle

perspective, perfect for landscapes

and architecture.

Thanks to its symmetrical design,

this interchangeable

wide-angle lens is virtually

distortion-free.

The fixed f/8 aperture and T*

coating guarantees an even

and clear picture quality, with

high contrast and excellent

flare control. Compact and

lightweight, it’s an optical

masterpiece in the history of

lenses.

Hasselblad 500EL/M “20 Years in Space”

La Hasselblad 500EL/M “20

Years in Space”, prodotta nel

1989 in edizione limitata a

1500 esemplari numerati,

celebra il ventennale della

collaborazione tra Hasselblad

e la NASA, iniziata ufficialmente

nel 1969 con le missioni

Apollo. Basata sulla

500EL/M (versione motorizzata

del classico corpo reflex

medio formato 6×6) mantiene

la costruzione modulare

con obiettivo, dorso e mirino

intercambiabili, e integra un

motore elettrico per l’avanzamento

pellicola e la riarmatura

dell’otturatore. Numero

di matricola 898 / 1500.

The Hasselblad 500EL/M “20

Years in Space”, produced in

1989 in a limited edition run of

1,500 numbered units, celebrates

the 20th anniversary

of Hasselblad’s collaboration

with NASA, which officially

began in 1969 with the Apollo

missions. Based on the

500EL/M (the motorized version

of the classic 6×6 medium

format SLR body), it retains

the modular construction

with interchangeable

lens, back and viewfinder,

and incorporates an electric

motor for film advance and

shutter release. Serial number

898/1500.

Genius People Magazine


FOTOTTICA CAVOUR

413

Leica M6 TTL “Millennium”

Ernst Leitz Wetzlar

La Leica M6 TTL “Millennium”

è una versione speciale

e limitata della celebre Leica

M6, prodotta per celebrare

l’inizio del nuovo millennio

in soli 2000 esemplari numerati,

con finitura laccata nera

esclusiva e caratteristiche

meccaniche che riprendono

in parte M3 (leva di carica

classica) e la speciale incisione

Leica sulla calotta superiore.

Numero matricola 1218

/ 2000.

The Leica M6 TTL “Millennium”

is a special limited edition

version of the famous

Leica M6, made to celebrate

the start of the new millennium

with only 2,000 numbered

pieces. Featuring an exclusive

black lacquer finish and

mechanical elements that recall

the M3 (classic winding

lever) and the special Leica

engraving on the top plate.

Serial number 1218/2000.

Leica M10-R Black Paint

Ernst Leitz Wetzlar

La Leica M10­R Black Paint è

una versione esclusiva della

M10­R, caratterizzata dalla

pregiata finitura nero lucido

a vernice, ispirata alle storiche

Leica a vite e M degli anni

’50 e ’60. Questa particolare

verniciatura, applicata a mano

e soggetta con il tempo a

un’usura naturale e unica,

conferisce alla fotocamera

una personalità distinta e un

carattere vissuto che evolve

con l’uso, rendendola un oggetto

al tempo stesso funzionale

e collezionistico.

The Leica M10-R Black Paint

is an exclusive version of the

M10-R, with a high-quality

glossy black paint finish inspired

by the historic screwlens

and M cameras of the

1950s and 1960s. This special

paint finish, This special

paint finish, hand-applied and

destined to develop a unique

patina over time, gives the

camera a distinctive personality

and a lived-in character

that evolves over use, combining

functionality with collectible

appeal.

Genius People Magazine

Issue 28


414

GENIUS MARKETPLACE

Nikon F Red Flag

Raro modello prima serie

Nikon F in versione nera con

primissimo mirino esposimetrico

Nikon Original Photomic

CDS Model 1 “Red

Flag” Nikon F, noto appunto

per l’attivazione a bandiera

rossa dell’esposimetro alimentato

da pila PX625, primo

della sua generazione.

Rare first series Nikon F model

in black with the very first

Nikon Original Photomic CDS

Model 1 “Red Flag” Nikon F

exposure meter, known for

its red flag activation of the

PX625 battery-powered exposure

meter, the first of its

generation.

Rolleiflex 2.8F Aurum (Model K7F Aurum)

La Rolleiflex 2.8F Aurum

(Model K7F Aurum) è una

prestigiosa edizione limitata

prodotta nel 1983 per celebrare

il 60º anniversario della

storica linea Rolleiflex,

nata nel 1923. Realizzata in

soli 1500 esemplari numerati,

questa versione esclusiva

si distingue per l’estetica

lussuosa: tutte le parti metalliche

esterne sono placcate

in oro 24 carati, mentre il rivestimento

è in autentica

pelle di rettile africano (lucertola),

dal colore marrone

scuro, cucita e applicata a

mano.

The Rolleiflex 2.8F Aurum

(Model K7F Aurum) is a prestigious

limited edition produced

in 1983 to celebrate

the 60th anniversary of the

historic Rolleiflex line, which

was launched in 1923. Made

in only 1,500 numbered pieces,

this exclusive version

stands out for its luxurious

aesthetics: the entire exterior

metal parts are plated in

24-karat gold, while the covering

is made of genuine African

reptile leather (lizard),

dark brown in color, sewn and

applied by hand.

Genius People Magazine


A RELEGANCE

COLLECTION

HOTEL

ROSAPETRA SPA RESORT

Zuel di Sopra N° 1 - 32043 Cortina d’Ampezzo (BL)

Tel. +39 0436 869062 - info@rosapetracortina.it

www.rosapetracortina.it


416

GENIUS MARKETPLACE

SONOS Arc Ultra + Sub 4 | KIT INTRATTENIMENTO

1.898 Euro | Prezzo suggerito al pubblico

Il kit Sonos Arc Ultra + Sub 4

combina una soundbar potente

con un subwoofer di

ultima generazione per un

audio immersivo e profondo.

Con supporto Dolby Atmos

9.1.4, tecnologia Trueplay e

connettività avanzata, offre

prestazioni eccellenti e un

design elegante, ideale per

un intrattenimento di alto livello.

The Sonos Arc Ultra + Sub 4

kit combines a powerful

soundbar with a state-of-theart

subwoofer for immersive,

deep sound. With Dolby Atmos

9.1.4 support, Trueplay

technology and advanced

connectivity, it offers excellent

performance and a stylish design,

ideal for high-end entertainment.

COLORI

SONOS Ace

499 Euro | Prezzo suggerito al pubblico

Sonos Ace è progettata per

offrire un’esperienza d’ascolto

immersiva e di alta

qualità.

Con cancellazione attiva del

rumore, audio spaziale Dolby

Atmos e fino a 30 ore di autonomia,

unisce comfort e design

elegante. Con Sonos Ace

puoi trasferire in un attimo

l’audio della TV da Sonos Arc

Ultra, Arc, Beam o Ray a Sonos

Ace e lasciarti coinvolgere

da un meraviglioso audio

surround spaziale.

Sonos Ace is designed to deliver

an immersive, high-quality

listening experience.

With active noise cancellation,

Dolby Atmos spatial

sound and up to 30 hours of

battery life, it combines comfort

with elegant design. With

Sonos Ace you can transfer

TV sound from Sonos Arc Ultra,

Arc, Beam or Ray to

Sonos Ace in a snap and be

immersed in stunning spatial

surround sound.

COLORI

Genius People Magazine


NITAL

417

SONOS Era 300

499 Euro | Prezzo suggerito al pubblico

Il Sonos Era 300 è uno smart

speaker compatto che offre

un audio spaziale avvolgente

grazie a Dolby Atmos e a sei

driver integrati. Il design a

clessidra ottimizza la diffusione

del suono, mentre la

tecnologia Trueplay calibra

automaticamente l’audio in

base all’ambiente. Con Wi­Fi

6, Bluetooth 5.0, AirPlay 2 e

ingresso line­in, è versatile e

si integra perfettamente in

ogni ambiente domestico.

The Sonos Era 300 is a compact

smart speaker that delivers

immersive spatial sound

thanks to Dolby Atmos and

six built-in drivers. The hourglass

design optimises sound

diffusion, while Trueplay

technology automatically calibrates

the sound according to

the environment. With Wi-Fi 6,

Bluetooth 5.0, AirPlay 2 and

line-in input, it is versatile and

integrates perfectly into any

home environment.

COLORI

SONOS Move 2

Da 499 Euro | Prezzo suggerito al pubblico

Sonos Move 2 è lo speaker

portatile ideale per casa e

outdoor: offre suono stereo

potente, fino a 24 ore di autonomia,

connettività Wi­Fi

6 e Bluetooth, oltre a resistenza

ad acqua, polvere e

urti. Grazie al Trueplay

automatico e alla ricarica

USB­C, assicura prestazioni

eccellenti ovunque, con un

design solido ed elegante.

Sonos Move 2 is the ideal

portable speaker for home

and outdoors, offering powerful

stereo sound, up to 24

hours of battery life, Wi-Fi 6

and Bluetooth connectivity,

as well as water, dust and

shock resistance. With automatic

Trueplay and USB-C

charging, it delivers excellent

performance anywhere, in a

solid and stylish design.

COLORI

Genius People Magazine

Issue 28


418

GENIUS MARKETPLACE

SONOS Era 100

Da 229 Euro

Sonos Era 100 è uno speaker

compatto con audio stereo

sorprendente, bassi profondi

e supporto a Wi­Fi, Bluetooth,

AirPlay 2 e ingressi line­in.

Grazie ai controlli touch, al

supporto vocale e alla calibrazione

Trueplay automatica,

offre un’esperienza d’ascolto

versatile e personalizzata,

ideale per ambienti

piccoli e per l’integrazione

nell’ecosistema Sonos.

The Sonos Era 100 is a compact

speaker with stunning

stereo sound, deep bass and

support for Wi-Fi, Bluetooth,

AirPlay 2 and line-in inputs.

With touch controls, voice

support and automatic Trueplay

calibration, it offers a versatile

and customised listening

experience, ideal for small

rooms and integration into the

Sonos ecosystem.

COLORI

SONOS Beam (Gen 2)

Da 499 Euro

Sonos Beam Gen 2 è una

soundbar compatta con audio

Dolby Atmos, ideale per

film, musica e TV in ambienti

piccoli o medi. Offre un

suono nitido e immersivo,

supporta Alexa, Google Assistant

e AirPlay 2, e si integra

perfettamente nell’ecosistema

Sonos. Grazie all’HDMI

eARC e al processore potenziato,

garantisce prestazioni

avanzate.

Sonos Beam Gen 2 is a compact

soundbar with Dolby Atmos

sound, ideal for movies,

music and TV in small to medium-sized

rooms. It delivers

crisp, immersive sound, supports

Alexa, Google Assistant

and AirPlay 2, and integrates

seamlessly into the Sonos

ecosystem. With HDMI eARC

and an enhanced processor, it

delivers advanced performance.

COLORI

Genius People Magazine


ferretti-yachts.com

INFYNITO 80 | INFYNITO 90

FLYBRIDGE 500 | 580 | 670 | 720 | 780 | 860 | 940 | 1000


420

GENIUS MARKETPLACE

Appartamento TCA

L’Appartamento TCA è l’evoluzione

della nostra iconica

macchina per caffè espresso

Appartamento con un’estetica

moderna e caratteristiche

che danno all’Appartamento

una marcia in più.

Le funzioni e i miglioramenti

della macchina di nuova

concezione offrono un’esperienza

di caffè ancora migliore

a casa, alzando il punto di

riferimento per le prestazioni

in questa categoria di macchine

espresso domestiche

premium.

Disponibile in 5 diverse combinazioni

di colori. Corpo

della macchina classico in

acciaio inossidabile o nero

opaco con inserti laterali circolari

bianchi, neri o ramati.

The Appartamento TCA is the

evolution of our iconic Appartamento

espresso machine

with a modern aesthetic and

features that take the Appartamento

up a gear. The newly

developed machine functions

and improvements deliver an

even better coffee experience

in the home, raising the

benchmark for performance

in this category of premium

domestic espresso machine.

Available in 5 different colour

combinations. Classic stainless

or matt black machine

body with white, black or

copper circular side panel insert

options.

Genius People Magazine



422

GENIUS MARKETPLACE

Negozi:

Colonne di San Lorenzo, Milano

Corso Porta Ticinese 16, Milano

tel. +39 02 58103 812

e-mail info@par5milano.com

On

Cloudtilt

Studiata per la massima versatilità,

questa scarpa è adatta

praticamente a tutto. È

perfetta per accompagnarti

in ogni tuo impegno, dal tappetino

da yoga al centro

città.

From gym workouts to yoga

sessions, the versatile Cloud

4 X AD fitness shoe is dynamic.

List price 170,00 €

Prezzo di listino 170,00 €

Bearbrick

Spongebob 1000%

La scultura Bearbrick SPON­

GEBOB 1.000% è una scultura

in plastica.

La scultura raffigura un orso

stilizzato e antropomorfo con

l’iconico stile di SPONGEBOB

del 2010.

Prezzo di listino 4.200,00 €

The Bearbrick SPONGEBOB

1,000% sculpture is a plastic

sculpture.

The sculpture depicts a stylized,

anthropomorphic bear in

the iconic 2010 SPONGEBOB

style.

List price 4.200,00 €

Genius People Magazine


PAR5 MILANO

423

Scholl

Fae Leopard

Realizzato in pelle di alta

qualità, Il suo design raffinato

offre una calzata avvolgente

che avvolge il piede,

offrendo sia supporto che

stile.

Prezzo di listino 145,00 €

Crafted entirely from premium

leather, its refined design offers

a snug fit that wraps

around your foot, providing

both support and style.

List price 145,00 €

Diadora

Rally

Sarà pure una sneaker low

profile, ma Rally passa tutt’altro

che inosservata. La tomaia

è costruita con una rete

molto fitta nel quarter e pelle

hairy suede in punta, nel tallone

e nella mostrina. I lacci

di Rally sono puntinati, personalizzati

ad hoc per adattarsi

alle finiture di questa

sneaker lifestyle.

Prezzo di listino 110,00 €

It may be a low profile trainer,

but Rally goes anything but

unnoticed. The upper is constructed

with a tightly woven

mesh in the quarter and hairy

suede in the toe, heel and instep.

The Rally’s laces are

dotted, customised to match

the finish of this lifestyle

trainer.

List price 110,00 €

Genius People Magazine

Issue 28


424

GENIUS MARKETPLACE

Purai

Panther

Queste sneakers ecologiche e

cruelty-free sono realizzate

con materiali riciclati e biologici.

Caratterizzate da logo

a contrasto applicato un talloncino

con logo, queste

scarpe rappresentano una

tomaia in microfibra riciclata,

fodera in tessuto e punta

rotonda. La suoletta interna è

prodotta in sughero mentre

la suola è in gomma riciclata.

These eco-friendly and cruelty-free

sneakers use recycled

and organic materials.

Featuring a contrasting logo

and a logo tag, these shoes

sport a recycled microfiber

upper, fabric lining, and round

toe. The insole is made of

cork, while the outsole is

made of recycled rubber.

List price 169,00 €

Prezzo di listino 169,00 €

ID.EIGHT

Hana Tropical

Realizzata in poliestere riciclato,

Uppeal (biobased con

scarti di mela) e poliammide

riciclato, Hana Tropical è

prodotta eticamente in Portogallo.

Il sottopiede antibatterico

e antiodore mantiene i

tuoi piedi freschi anche nelle

giornate più calde, la suola

offre comfort e stabilità: queste

sneakers sono l’accessorio

perfetto per aggiungere

un tocco di allegria e spensieratezza

al tuo stile!

Prezzo di listino 225,00 €

Made from recycled polyester,

Uppeal (biobased with apple

scraps), and recycled polyamide,

Hana Tropical is

ethically produced in Portugal.

The antibacterial and

odour-resistant insole keeps

your feet fresh even on the

hottest days, while the sole

provides comfort and stability:

these sneakers are the

perfect accessory to add a

touch of joy and carefreeness

to your style!

List price 225,00 €

Genius People Magazine


PAR5 MILANO

425

Adidas

Samba Leopard

La stampa animalier, la tomaia

in cavallino con dettagli

in pelle e la fodera colorata

sono un vero concentrato di

energia.

Prezzo di listino 130,00 €

With a full cheetah print, pony

hair upper that goes the extra

mile with leather details and

colorful lining they’re all about

that bold, undeniable energy.

List price 130,00 €

Veja

Campo

Dal 2005 VEJA crea sneakers

in modo diverso, combinando

progetti sociali, giustizia

economica e materiali ecologici.

Prezzo di listino 150,00 €

Since 2005, VEJA has been

creating sneakers in a different

way, mixing social projects,

economic justice, and

ecological materials.

List price 150,00 €

Genius People Magazine

Issue 28


426

GENIUS MARKETPLACE

Flower Mountain

Yamano 3 Uni

Sneaker in tessuto tecnico a

rete e suede, con occhielli

rinforzati, lacci trekking, soletta

interna in sughero anatomico

e antibatterico. Suola

in gomma ultraleggera con

battistrada dentellato.

Prezzo di listino 210,00 €

Sneaker in technical fabric

with suede inserts. Reinforced

eyelets and trek laces.

Antibacterial natural cork insole,

ultra-light rubber sole

with indented tread

List price 210,00 €

Wushu

Ground

Nata dall’arte del movimento,

forgiata nella tradizione

dei grandi maestri. Creata

per il Wushu, segue l’energia

del corpo con leggerezza,

flessibilità e armonia. Più di

una scarpa da campioni – un

simbolo di connessione e libertà.

L’essenza del Wushu. La forza

della terra. L’armonia del

movimento.

Prezzo di listino 130,00 €

Born from the art of movement,

shaped by the wisdom

of great masters. Designed

for Wushu, it moves with the

body’s energy-light, flexible

and fluid. More than a champion’s

shoe – an icon of

movement.

The essence of Wushu. The

power of the earth. The harmony

of motion.

List price 130,00 €

Genius People Magazine


PAR5 MILANO

427

Premiata

Nous

Dal perenne stato di ricerca,

raffinatezza e innovazione di

Premiata, nasce la nuova

cassetta-running definita in

un modello ordinato, efficace,

incredibilmente performante

dallo stile essenziale e

tenace.

Prezzo di listino 240,00 €

From Premiata’s perennial

state of research, refinement

and innovation comes the

new cassette-running defined

in a neat, effective, incredibly

high-performance model with

essential and tenacious style.

List price 240,00 €

New Balance

9060

Le 9060 rappresentano una

nuova espressione dello stile

raffinato e del design innovativo.

Prezzo di listino 190,00 €

The 9060 is a new expression

of the refined style and innovation-led

design of the classic

99X series.

List price 190,00 €

Genius People Magazine

Issue 28


428

GENIUS MARKETPLACE

2022 Chardonnay La Ponca Collio DOC

Lo Chardonnay 2022 di La

Ponca nasce su suoli ricchi di

marne e arenarie, nel vigneto

Petris a 230 metri di altitudine.

La forte identità del terreno

si traduce in un bianco

di struttura, in cui la varietà

si esprime con carattere e

profondità. Vinificato in botti

e barrique di rovere, il vino

fermenta e affina per 15 mesi

sulle fecce nobili, sviluppando

complessità aromatica e

una trama gustativa decisa.

La certificazione biologica e

la resa contenuta esaltano

l’integrità del frutto e la purezza

del sorso.

La Ponca’s 2022 Chardonnay

is grown on marl and sandstone-rich

soils in the Petris

vineyard 230 meters above

sea level. This distinctive soil

translates into a structured

white wine, its varieties are

characterized by depth and

character. Vinified in oak barrels

and barriques, the wine

ferments and ages for 15

months on the lees, developing

an aromatic complexity

and a decisive palate. Organic

certification and low yields enhance

the integrity of the fruit

and the purity of the palate.

2022 Friulano La Ponca Collio DOC

Il Friulano 2022 di La Ponca

nasce nel vigneto Pacial, a

280 metri di altitudine, su

suoli di ponca che definiscono

con forza il profilo di questo

bianco identitario. La vinificazione

avviene in acciaio,

botti grandi e barrique,

con un affinamento di 15

mesi sulle fecce nobili. Il risultato

è un vino intenso,

ampio nei profumi, che unisce

profondità e precisione

gustativa. Il sorso è pieno,

diretto, con una presenza

che si fa notare senza forzature.

La Ponca’s Friulano 2022

comes from the Pacial vineyard,

set 280 meters above

sea level on ponca soils that

clearly shape the personality

of this characteristic white

wine. The wine is made in

steel tanks, large barrels, and

barriques, and ages for 15

months on the lees. The result

is an intense wine with a

broad bouquet that combines

depth and precision on the

palate. The palate is full and

direct, it stands out without

being overbearing.

Genius People Magazine


LA PONCA

429

2022 Malvasia La Ponca Collio DOC

La Malvasia 2022 di La Ponca

è un vino che affonda le radici

nei suoli di ponca dei vigneti

Petris e Pacial, tra i 200

e i 260 metri di altitudine.

Le uve vengono macerate a

fred do sulle bucce per 24 ore,

prima di essere pressate e

fermentate a temperatura

controllata. L’affinamento di

15 mesi sulle fecce nobili, in

acciaio, botti grandi e barrique,

dona al vino un profilo

ampio e vibrante. Nel calice

si esprime con forza, portando

in primo piano il carattere

aromatico della varietà e la

personalità del territorio.

La Ponca’s Malvasia 2022

was born in the ponca soils of

the Petris and Pacial vineyards,

between 200 and 260

meters above sea level. The

grapes are cold macerated on

the skins for 24 hours before

being pressed and fermented

at a controlled temperature.

The 15-month ageing on the

lees, in steel, large barrels and

barriques, gives the wine a

broad and vibrant profile. In

the glass, it’s powerful – it

showcases the aromatic character

of this variety and the

personality of the territory.

2022 Ribolla Gialla La Ponca Collio DOC

La Ribolla Gialla 2022 di La

Ponca nasce nel vigneto Skal,

a 200 metri di altitudine, su

colline di ponca che imprimono

al vino un’impronta

minerale decisa. Vinificata in

acciaio con fermentazione a

temperatura controllata, affina

per 15 mesi sulle fecce

nobili, in parte in botti grandi

e barrique. Il risultato è un

bianco profondo e incisivo,

che mantiene la freschezza

tipica della varietà, ma con

un timbro più ampio e stratificato.

La Ponca’s Ribolla Gialla

2022 comes from the Skal

vineyard located 200 meters

above sea level on ponca

hills, which give the wine a

strong mineral character. Vinified

in steel at a controlled

temperature, it ages for 15

months on the lees, partly in

large barrels and barriques.

The result is a deep, intense

white wine that preserves the

typical freshness of the variety,

with a broader, more layered

character.

Genius People Magazine

Issue 28


430

GENIUS MARKETPLACE

2022 Sauvignon La Ponca Collio DOC

Il Sauvignon 2022 di La Ponca

nasce da vigne poste tra i 190

e i 240 metri sul livello del

mare, nei cru Ronc e Casa

Rossa. I suoli di ponca e l’esposizione

a nord­ovest offrono

un profilo unico a questo

bianco. Le uve subiscono

una macerazione a freddo di

48 ore sulle bucce, seguita da

una fermentazione lenta in

acciaio. L’affinamento di 15

mesi sulle fecce nobili, suddiviso

tra acciaio, botti grandi

e barrique, contribuisce a

costruire una struttura piena,

con aromi netti e ben definiti.

In bottiglia si ritrova

un Sauvignon deciso, con

note varietali precise, una

freschezza tesa e una chiusura

che lascia il segno.

La Ponca’s 2022 Sauvignon

comes from vineyards planted

between 190 and 240 meters

above the sea level, in the

Ronc and Casa Rossa crus.

The ponca soils and the

north-west exposure contribute

to the unique profile of this

white wine. The grapes undergo

a 48-hour cold maceration

on the skins, followed by

a slow fermentation in steel. A

15-month aging on the lees,

partly in steel, large barrels,

and barriques, helps to build

a full structure with clean,

well-defined aromas. In the

bottle, this is a bold Sauvignon

with clear varietal notes,

taut freshness, and a finish

that leaves its mark.

2020 Schioppettino La Ponca IGT Venezia Giulia

Lo Schioppettino 2020 di La

Ponca nasce dal vigneto Paglizza,

a 200 metri di altitudine,

su colline di ponca che

ne determinano l’anima profonda

e territoriale. La fermentazione

alcolica avviene

in acciaio con una macerazione

di 12 giorni sulle buc ­

ce, seguita da fermentazione

ma lolattica. L’affinamento

prosegue in barrique di rovere

francese per 12 mesi, con

un successivo riposo sulle

fecce fini in acciaio. Ne nasce

un rosso vivo, dallo spirito

autentico e speziato, che

conserva il carattere varietale

dello Schioppettino.

La Ponca’s 2020 Schioppettino

comes from the Paglizza

vineyard, 200 meters above

sea level, on ponca hills that

shape its deep, territorial

soul. The alcoholic fermentation

takes place in steel tanks

with a 12-day maceration on

the skins, followed by malolactic

fermentation. The wine

then ages in French oak barriques

for 12 months, before

resting on the fine lees in steel

tanks. The result is a lively red

wine with an authentic and

spicy spirit that preserves the

varietal character of Schioppettino.

Genius People Magazine


OUTDOOR, CABRIO STYLE

AD Designwork – Image Nudesign – Copywriting Carter&Bennett

Sant’Eufemia, Italia. 30 giu, h 21.00

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432

GENIUS MARKETPLACE

Olio di Semi di Lino Biologico – Benvolio 500 ml

Organic Flaxseed Oil – Benvolio 500 ml

Un olio prezioso per chi cerca

il meglio dalla natura. Ricavato

da semi di lino biologici

attentamente selezionati,

quest’olio è una fonte ricchissima

di Omega 3, acidi

grassi essenziali e antiossidanti

naturali. È perfetto per

condire a crudo insalate,

verdure o cereali, e si presta

anche all’uso cosmetico: nutre

i capelli, combatte l’effetto

crespo e dona lucentezza

naturale alla chioma. Grazie

alla sua purezza e delicatezza,

è utilizzato anche in ambito

veterinario, soprattutto

per integrare le diete di cani e

gatti. Un prodotto multifunzionale

per la salute quotidiana.

A precious oil for those who

want the best Nature has to

offer. Made from carefully selected

organic flax seeds, this

oil is a rich source of Omega

3, essential fatty acids, and

natural antioxidants. It’s perfect

for dressing salads, vegetables,

or cereals, and it can

also be used in cosmetics: it

nourishes the hair, fights frizz,

and gives a natural shine.

Thanks to its purity and delicacy,

it’s also used in veterinary

medicine, especially to

supplement the diets of dogs

and cats. A multifunctional

product for everyday health.

Olio di Semi d’Uva Spremuto a Freddo – Benvolio 750ml

Cold-pressed Grape Seed Oil – Benvolio 750ml

Elegante e leggero, questo

olio è ottenuto esclusivamente

da vinaccioli italiani spremuti

a freddo. Naturalmente

ricco di vitamina E e polifenoli,

offre un alto potere antiossidante,

ideale per combattere

i radicali liberi. È

molto apprezzato per la sua

delicatezza in cucina, dove

arricchisce piatti senza coprirne

i sapori, e per le sue

applicazioni cosmetiche, grazie

alla sua capacità di penetrare

in profondità nella pelle

senza ungere. Usato anche

per i massaggi e l’idratazione

quotidiana, è un vero alleato

di benessere naturale.

Elegant and light. This oil is

made exclusively from coldpressed

Italian grape seeds.

Naturally rich in vitamin E and

polyphenols, with a high antioxidant

power, it’s perfect to

fight free radicals. It’s highly

appreciated for its delicacy in

the kitchen, where it enriches

dishes without masking their

flavors, and for its cosmetic

uses, as it penetrate deeply

into the skin without greasing.

Also used for massages and

daily skin hydration, it’s a true

ally for natural well-being.

Genius People Magazine


BENVOLIO

433

Olio di Cocco Liquido MCT – Benvolio Squeeze 250 ml

Benvolio Liquid MCT Coconut Oil – 250 ml

Questo olio MCT a base di

cocco è pensato per chi desidera

energia immediata e digeribilità

ottimale. Grazie

alla sua alta concentrazione

di acidi grassi a catena media,

è un ingrediente perfetto

per chi segue regimi alimentari

come la dieta chetogenica,

paleo o bulletproof. Il

formato squeeze lo rende

pratico e igienico da utilizzare

sia a casa che fuori, per

condire insalate, preparare

frullati energetici o come olio

da supporto metabolico. Può

essere impiegato anche per la

skincare quotidiana, grazie

alla sua texture leggera e non

comedogenica.

This coconut-based MCT oil

is designed for anyone who

wants immediate energy and

optimal digestibility. Thanks

to its high concentration of

medium-chain fatty acids, it’s

the perfect ingredient for people

who are following diets

such as the ketogenic, the

paleo, or the bulletproof. As a

squeeze bottle, it’s practical

and hygienic to use it both at

home and on the go, to dress

salads, make energy smoothies,

or to serve as a metabolic

support oil. It can also be

used in your daily skincare,

thanks to its light, non-comedogenic

texture.

Olio di Cocco Puro Biologico Vergine – Benvolio 200ml

Pure Organic Virgin Coconut Oil – Benvolio 200 ml

Questo olio di cocco vergine

biologico è un prodotto completo,

versatile e 100% naturale.

Estratto a freddo, non

raffinato e privo di sostanze

chimiche, è ideale per la cucina

grazie al suo alto punto

di fumo e al gusto delicato. È

anche una scelta eccellente

per la cura personale: perfetto

per oil pulling, maschere

nutrienti per capelli, balsami

naturali per labbra e struccante

viso delicato. La sua

texture ricca e l’azione emolliente

lo rendono un vero

trattamento multiuso. Un

prodotto che unisce tradizione

e purezza in un solo gesto

quotidiano.

This organic virgin coconut oil

is a complete, versatile, and

100% natural product. Coldpressed,

unrefined, and free

from chemicals, it’s perfect

when used in the kitchen

thanks to its high smoke point

and delicate flavor. It’s also an

excellent choice for your personal

care: it’s great for oil

pulling, for nourishing hair

masks, natural lip balms, and

a gentle facial makeup remover.

Thanks to its rich texture

and emollient action, it’s a

true multi-purpose treatment.

A product that combines tradition

and purity in a single

daily gesture.

Genius People Magazine

Issue 28


434

GENIUS MARKETPLACE

Olio di Canola Biologico – Benvolio 500 ml

Organic Canola Oil – Benvolio 500 ml

L’olio di canola (colza) biologico

firmato Benvolio è apprezzato

per la sua straordinaria

versatilità in cucina. Ha

un profilo lipidico bilancia ­

to, è naturalmente ricco di

Omega 3, Omega 6 e vitamina

E, e presenta un gusto

neutro che lo rende ideale

per condimenti, cotture leggere

e fritture. È stabile anche

ad alte temperature,

permettendo di cucinare in

modo sano senza rinunciare

alla croccantezza. Perfetto

per l’alimentazione quotidiana

di tutta la famiglia,

unisce benessere nutrizionale

e qualità certificata biologica.

Benvolio’s organic canola

(rapeseed) oil is prized for its

extraordinary versatility in the

kitchen. It has a balanced lipid

profile, is naturally rich in

Omega 3, Omega 6, and vitamin

E. With its neutral taste,

it’s perfect as a topping, and

for light or fried meals. It’s

also stable at high temperatures,

so you can cook healthy

dishes without sacrificing

crispness. Perfect for the

everyday diet of the whole

family, it combines nutritional

well-being and certified organic

quality.

Olio di Mandorla Biologico – Benvolio 250 ml

Organic Almond Oil – Benvolio 250 ml

Un olio delicato e profumato,

ottenuto da mandorle dolci

biologiche spremute a freddo.

Questo olio è particolarmente

indicato per le pelli

sensibili, secche o mature,

grazie al suo potere altamente

emolliente e rigenerante. È

perfetto come base per massaggi,

impacchi nutrienti per

capelli o come idratante naturale

post-doccia. In cucina,

si sposa bene con piatti

dolci e lievitati, portando un

tocco aromatico e vellutato.

La sua composizione ricca di

vitamina E e acidi grassi essenziali

lo rende un alleato

prezioso per il benessere

quotidiano.

A delicate and fragrant oil extracted

from cold-pressed organic

sweet almonds. Thanks

to its highly emollient and regenerating

properties, this oil

is perfect on a sensitive, dry,

or mature skin. It’s the ideal

base for massages, for nourishing

hair packs and it’s perfect

when used as a natural

moisturizer after-showering.

In the kitchen, it goes well

with sweet and leavened

dishes, adding an aromatic

and velvety touch. Since it’s

rich in vitamin E and essential

fatty acids, it’s a valuable ally

for your everyday well-being.

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BENVOLIO

435

Olio Extra Vergine di Oliva Italiano Biologico – Benvolio 500 ml

Italian Organic Extra Virgin Olive Oil – Benvolio 500 ml

L’eccellenza dell’olivicoltura

italiana in una bottiglia.

Questo olio extra vergine di

oliva biologico, ottenuto da

olive italiane selezionate e

spremute a freddo, vanta un

profilo organolettico fruttato

medio, ideale per chi ama i

sapori autentici. È perfetto

per condire a crudo, su bruschette,

insalate, verdure e

piatti mediterranei. Ricco di

polifenoli e vitamina E, è un

potente antiossidante naturale.

Grazie alla certificazione

bio e al rispetto dei metodi

tradizionali, rappresenta una

scelta di gusto, qualità e sostenibilità.

The excellence of Italian olive

growing in a bottle. This organic

extra virgin olive oil,

cold-pressed from selected

Italian olives, boasts a medium

fruity organoleptic profile,

perfect for those who love authentic

flavors. It’s tailored for

dressing salads, bruschetta,

vegetables, and Mediterranean

dishes. Rich in polyphenols

and vitamin E, it’s a

powerful natural antioxidant.

Thanks to its organic certification

and adherence to traditional

methods, it’s a choice

of taste, quality, and sustainability.

Genius People Magazine

Issue 28


436

GENIUS MARKETPLACE

Infinita come il mare

di Lucia Denise La Gamba

“Risplendi con tutta la tua luce,

grata di ogni giorno che la vita – meravigliosa – ti regala.

Vivi ogni attimo con intensità ardente

e illumina chi ti sta accanto con la forza della tua energia…”

Lucia Denise La Gamba è nata a Bari nel

1988, ed è cresciuta a Vibo Valentia.

Finalmente diventata mamma, vive un

periodo di profonda solitudine, dovuto

alle vicissitudini della vita, che l’hanno

confinata all’esclusivo ruolo di madre.

Dopo un periodo di riflessione e introspezione,

sente la necessità di dar voce a

tutte quelle Mamme che non limitano se

stesse identificandosi solo come tali.

Nasce così il progetto MAMMAnCHE

Donna, comunità vibrante, fatta di donne

che scelgono di vivere in armonia

con la loro duplice, ma unica, identità di

madri e donne, trasformando la maternità

in crescita, equilibrio e realizzazione

personale.

La scrittura è sempre stata presente nella

sua vita ed è tornata come un richiamo

potente mentre lavorava al suo progetto.

Così esordisce con il suo libro di debutto,

“Infinita come il mare”, che mira a

definire un nuovo standard nel racconto

attraverso un pensiero profondo e autentico.

Sfida la visione tradizionale, mostrando

come il diventare mamma costituisca

un’opportunità. Lucia Denise La Gamba

incarna con rara autenticità un messaggio

di forza e rinascita: un invito

irresistibile a esplorare l’infinito potenziale

dentro ogni donna.

Lucia Denise La Gamba was born in Bari

in 1988 and grew up in Vibo Valentia.

When she finally became a mother, she

went through a really lonely time because

of some tough stuff in her life that made

her feel like she was just a mom. After

some time to think things over, she felt like

she needed to speak up for all the moms

who don›t see themselves as just moms.

This led to the creation of the MAMMAn-

CHE Donna project, a vibrant community

of women who choose to live in harmony

with their dual but unique identity, as

mothers and women, transforming motherhood

into growth, balance, and personal

fulfillment.

Writing has always been a part of her life

and she heard its powerful calling while

she was working on her project.

So, she debuts with her first book, Infinita

come il mare, to set a new standard in

storytelling through profound and authentic

thinking.

She challenges tradition, showing how

becoming a mother is an opportunity.

Lucia Denise La Gamba embodies with

rare authenticity a message of strength

and rebirth: an irresistible invitation to explore

the infinite potential within every

woman.

Genius People Magazine


INFINITA COME IL MARE

437

Un’opera intensa e intima che celebra la

maternità senza sacrificare la femminilità,

restituendo

voce, identità e forza a chi credeva di

averle smarrite.

È una rinascita in silenzio.

Non è un libro da leggere.

È un libro da sentire e tenere stretto.

Infinita come il mare è un viaggio emozionale

che tocca corde profonde: quelle

della maternità, del silenzio, della fatica

invisibile ma anche forza che resiste

dentro ogni crepa.

È per chi sorride quando crolla.

Per chi si prende cura di tutti, ma non sa

più come prendersi cura di sé. Per chi,

nel caos della vita, ha bisogno di un attimo

per tornare a respirare.

Con una scrittura autentica e delicata,

questo libro ti sussurra che non sei sola.

Ti aiuta a ricordare chi eri prima di tutto.

E chi puoi ancora essere, adesso.

Una lettura che diventa rifugio.

Una voce che ti riporta a casa.

An intense and intimate work that celebrates

motherhood without sacrificing

femininity, giving back a voice, a sense of

identity, and strength to those who felt

they had lost them.

It’S a silent rebirth.

This is not a book to read.

It’s a book to feel and hold close.

Infinita come il mare is an emotional journey

that touches the heartstrings: those of

motherhood, silence, invisible fatigue, but

it’s also about the strength that lies within

every crack.

For those who take care of everyone but

no longer know how to take care of themselves.

For those who, in the chaos of life, need a

moment to breathe again.

With an authentic and delicate writing,

this book whispers that you are not alone.

It helps you remember who you were before

everything else. And who you can still

be, now.

A book that becomes a refuge.

A voice that brings you home.

Genius People Magazine

Issue 28




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I dati relativi al consumo di carburante e alle emissioni specificati sono determinati in base alle procedure di misurazione prescritte dalla legge. Dal 1° gennaio 2022 il ciclo

di prova WLTP ha sostituito completamente il ciclo di prova NEDC e pertanto non sono disponibili valori NEDC per i nuovi veicoli omologati dopo tale data. L’autonomia viene

misurata mediante la Procedura di prova per veicoli leggeri armonizzata a livello mondiale (WLTP). L’autonomia effettiva raggiunta nella pratica può differire dall’autonomia

WLTP indicata a causa di altri elementi, quali lo stile di guida, le condizioni meteorologiche e il carico presente nella vettura.

Le immagini del veicolo sono utilizzate solo a scopo promozionale.





Sonos è distribuito in Italia da Nital S.p.A.

sonos.nital.it

Chi è Sonos

Sonos è un’azienda statunitense leader mondiale nel

settore dell’audio multiroom wireless. Fondata nel 2002 e

con sede a Santa Barbara, California, Sonos è conosciuta

per aver rivoluzionato il modo in cui le persone ascoltano

musica e contenuti audio in casa, grazie a un sistema

semplice, elegante e tecnologicamente avanzato.

Il sistema Sonos

Il sistema Sonos è una piattaforma audio wireless che

consente di collegare e controllare più speaker in diversi

ambienti della casa, tutto tramite un’unica app intuitiva.

Ogni diffusore può suonare in modo indipendente o

sincronizzato con gli altri, offrendo un’esperienza di ascolto

personalizzata e coinvolgente.

About Sonos

Sonos is a US company and a world leader in wireless

multi-room audio. Founded in 2002 and headquartered

in Santa Barbara, California, Sonos is known for

revolutionising the way people listen to music and

audio content in the home with a simple, elegant and

technologically advanced system.

The Sonos system

The Sonos system is a wireless audio platform that allows you

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BMW i7: consumo di energia in kWh/100 km: 18.5-23.7; emissioni di CO 2

in g/km (ciclo misto): 0. BMW Serie 7: consumo di carburante in ciclo misto in l/100 km:

6.1; emissioni di CO 2

in g/km in ciclo misto WLTP: 160-178. BMW Serie 7 Plug-in Hybrid: consumo di carburante in ciclo misto in l/100 km: 1.0-1.4; emissioni di CO 2

in g/km in ciclo misto WLTP: 23-31. I consumi di energia, di carburante e le emissioni di CO 2

riportati sono stati determinati sulla base della procedura WLTP di cui

al Regolamento UE 2017/1151. I dati indicati potrebbero variare a seconda dell’equipaggiamento scelto e di eventuali accessori aggiuntivi.

Immagine a scopo puramente illustrativo.

THE 7

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