Massimo Bottura
Il celebre chef dell’Osteria Francescana, icona mondiale della gastronomia, è riconosciuto per aver rivoluzionato la cucina italiana, conquistando stelle Michelin e affermandosi come uno dei cuochi più influenti al mondo. Ma Bottura è molto di più: è un artista del gusto, un innovatore sociale, un ambasciatore della cultura e della sostenibilità.
Il celebre chef dell’Osteria Francescana, icona mondiale della gastronomia, è riconosciuto per aver rivoluzionato la cucina italiana, conquistando stelle Michelin e affermandosi come uno dei cuochi più influenti al mondo. Ma Bottura è molto di più: è un artista del gusto, un innovatore sociale, un ambasciatore della cultura e della sostenibilità.
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Ph. Gigi Soldano
€ 25 - venticinque / ISSUE n. 28
MASSIMO BOTTURA
UNPLUGGED
Colpo da Maestro:
Diabolik ruba la collezione Genius
Colpo grosso al Duomo di Milano: il Re del Terrore
ha rubato la collezione Genius!
Nella Jaguar in fuga è stato riconosciuto a bordo il suo
complice, identificato come il direttore del magazine,
Francesco La Bella.
UNPLUGGED
Il nuovo numero di questa estate celebra uno degli chef più visionari e
influenti al mondo: con l’Osteria Francescana ha rivoluzionato la cucina
italiana, conquistando stelle Michelin e palati internazionali, ma
Massimo Bottura è molto più di un cuoco: è un artista del gusto, un
ambasciatore della cultura e un innovatore sociale con progetti che
uniscono cibo, sostenibilità e solidarietà.
Lo accompagnano in questa edizione le personalità più influenti del
mondo dell’automotive, del business e del lifestyle, insieme alle migliori
aziende italiane e internazionali della sezione Marketplace del book
magazine.
Genius People Magazine, issue 28, vi porta alla scoperta della sua storia
e del suo pensiero con uno Speciale esclusivo per entrare nel mondo di
un uomo che ha cambiato il modo di vivere e raccontare il cibo, e, per
festeggiare l’arrivo di Genius a Milano, presenta anche la nuova
copertina interna, creata in esclusiva per la nostra redazione da
Riccardo Nunziati, illustratore e artista noto per il suo lavoro sui fumetti
di Diabolik.
Massimo Bottura
Ph. Gigi Soldano | @gigisoldano | Location: Casa Henge | Milano, via della Spiga 34 | @henge_official | Outfit: Gucci | @gucci
TRASFORMIAMO I TUOI
PUNTI VENDITA
IN LUOGO D’INCONTRO
CON IL BRAND, DOVE STUPIRE
ED EMOZIONARE I TUOI CLIENTI.
ITALIA | REGNO UNITO | FRANCIA | BELGIO | PAESI BASSI
GERMANIA | SPAGNA | HONG KONG | CINA
LA MIA APP
GENIUS PEOPLE MAGAZINE
SCAN ME
SCAN ME
Disponibile su
INDEX
15
Editoriali
20 Anche gli eroi devono mangiare | Even
Heroes have to Eat
di/by Mario Gomboli
30 Cibo, cultura, complessità e piacere | Food,
Culture, Complexity and Pleasure
di/by Fabio De Visintini
34 Tempo di scelte. Scenari, rischi e
opportunità nel 2025: come orientarsi in un
mondo che cambia | Time to choose.
Scenarios, risks and opportunities in
2025: how to navigate a world that is
changing
di/by Paolo Sollecito
38 Il mercato musicale oggi e i giovani
artisti | The Music Industry and Young
Artists Today
di/by Umberto Labozzetta
Cover story
46 Cambiare il mondo, un piatto alla volta |
Changing the world, one dish at a time
di/by Matteo Macuglia
60 Gigi Soldano
Focus
162 Osteria Francescana
168 Casa Maria Luigia
186 Al Gatto Verde
190 Casa LU
194 Franceschetta58
100 Food for Soul
106 Tortellante
110 Cavallino
116 UNOX CASA. Innovazione stellata per la
cucina di domani | Michelin-starred
innovation for tomorrow’s kitchens
di/by Carolina Genna
126 SPECIALE DK
Seconda stagione - Numero 3 di 4
Capitolo: La caccia
Genius Lifestyle
150 Genius Lifestyle
da pag. 150 a pag. 368
Genius Marketplace
371 Genius Marketplace
da pag. 371 a pag. 437
Genius People Magazine
Issue 28
16
COLOPHON
PRESIDENTE
VINCENZO SETTIMO
(enzo.settimo@geniusmagazine.it)
AMMINISTRATORE DELEGATO
MAURO GERIN
(mauro.gerin@geniusmagazine.it)
CONSIGLIO D’AMMINISTRAZIONE
VINCENZO NICOLA SETTIMO
GIANMARIA FRANZA
FRANCESCO LA BELLA
MAURO GERIN
DIRETTORE RESPONSABILE
FRANCESCO LA BELLA
EDITOR-IN-CHIEF
(redazione@geniusmagazine.it)
DIRETTORE CREATIVO
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EDITOR-IN-CHIEF
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AMMINISTRAZIONE
ROBERTA APOLLONIO
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CONTRIBUTORS
MATTEO MACUGLIA, CHIARA CURRÒ DOSSI
CONTRIBUTORS PHOTOS
GIGI SOLDANO, PAOLO TARZI, LETIZIA CIGLIUTTI,
MARCO PODERI, SUEO, LIDO VANNUCCHI,
STEFANIA GAMBELLA, PENELOPE LISI,
THE FELIX PROJECT, SIMON OWEN RED PHOTOGRAPHIC,
EMANUELE COLOMBO, PAOLO SAGLIA, CINEFOOD,
DANILO SCARPATI, UMBERTO CAIROLI - URANO DESIGN,
LOTUS CARS, ANTHONY EGAS, PIERGIORGIO SORGETTI,
ALESSANDRO VAN DER NOOT, LUCA FAGGIOTTO,
PIERLUIGI DIPIETRO, DANIELE GOLIA,
PIERGIORGIO SORGETTI, ANDREA VAILETTI,
CHRIS LEUSTEAN, STUDIO GUSTO,
ZENO GREGORIO/R-STARS CONSULTING, ERIK MCLEAN,
COTTONBRO STUDIOS, IVAN SAMKOV
ART
RICCARDA CONTINI – GALLERISTA
STEFANO CONTINI – GALLERISTA
TYPOGRAPHY
SINEGRAF DOO
(david.stupar@sinegraf.si)
GRAPHIC
PAOLO SECOLI
TRANSLATION
REDAZIONE GENIUS
EDITORIALISTI
MARIO GOMBOLI, FABIO DE VISINTINI,
UMBERTO LABOZZETTA
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I CINQUE CARDINI DEL CIRS
PRATICHE DI
BENESSERE
MEDICINA
SISTEMICA
MISURARE LA
FELICITÀ
SALUTE E
SICUREZZA
VIOLENZA DI
GENERE
Promuoviamo benessere
fisico, psichico e spirituale
al centro del nostro
essere e del nostro agire.
Promuoviamo pratiche di
well being integrate per
favorire l’invecchiamento
attivo della popolazione.
Monitoraggio delle
politiche di benessere
equo e solidale e per
lo sviluppo sostenibile.
La salute e la sicurezza
dei cittadini come “driver”
del cambiamento che
ispirano il nostro agire.
Avviamo campagne di
formazione e
informazione a livello
nazionale ed europeo.
19
editoriali
11
MARIO GOMBOLI
ANCHE GLI EROI DEVONO MANGIARE
EVEN HEROES HAVE TO EAT
12
FABIO DE VISINTINI
CIBO, CULTURA, COMPLESSITÀ E PIACERE
FOOD, CULTURE, COMPLEXITY AND PLEASURE
13
PAOLO SOLLECITO
TEMPO DI SCELTE
Scenari, rischi e opportunità nel 2025:
come orientarsi in un mondo che cambia
TIME TO CHOOSE
Scenarios, risks and opportunities in 2025:
how to navigate a world that is changing
14
UMBERTO LABOZZETTA
IL MERCATO MUSICALE OGGI E I GIOVANI ARTISTI
THE MUSIC INDUSTRY AND YOUNG ARTISTS TODAY
Genius People Magazine
Issue 28
20
MARIO GOMBOLI
di/by
MARIO
GOMBOLI
ANCHE GLI EROI DEVONO
MANGIARE
EVEN HEROES HAVE TO EAT
MARIO GOMBOLI (Brescia, 18 luglio 1947) è
architetto, fumettista, illustratore, scrittore,
grafico pubblicitario e docente universitario…
ma è noto soprattutto come soggettista e
direttore responsabile nonché editore della
serie Diabolik.
MARIO GOMBOLI (Brescia, 18 July 1947) is an
architect, cartoonist, illustrator, writer, graphic
designer and university lecturer... but he is
known above all as subject-manager and editor-in-chief
of the Diabolik series.
Ci sono azioni, tra le tante compiute quotidianamente
dagli eroi (e antieroi) del
fumetto di cui sappiamo poco o nulla.
Pagine su pagine sono dedicate a imprese
eroiche, pericolose e avventurose mentre si
trascura di narrare come il titolare di testata si
rade o si lava i denti, fa la spesa, si veste. Nel caso
di Diabolik, poi, si glissa elegantemente sulle attività
sessuali (peraltro ipotizzabili, vista la reciproca
soddisfazione del rapporto di coppia) perché
il decalogo dello sceneggiatore recita: “inutile
parlarne se non serve alla storia”. Eppure c’è
un’eccezione a questa regola molto amata dai lettori
e per questo frequentemente illustrata dai disegnatori:
il pranzo di coppia.
There are things that the heroes (and anti-heroes) of
comic books do every day that we know little or
nothing about. Page after page we read about their
heroic, dangerous, and adventurous exploits, while
we are left in the dark as to how the protagonist
shaves or brushes his teeth, goes shopping, or gets
dressed. In the case of Diabolik, for example, we
are elegantly spared details of his sexual life (which,
however, is quite easy to imagine, given the couple’s
mutual satisfaction), because the scriptwriter’s
rule states: “don’t talk about it if it it doesn’t
serve the story.” Yet there is one exception to this
rule, one that readers love and that, therefore, was
frequently illustrated by artists: the couple’s lunch.
Genius People Magazine
EDITORIALE
21
Illustrazione di Sergio Zaniboni
Genius People Magazine
Issue 28
22
MARIO GOMBOLI
Sfida a un boss, n. 12 del 1986.
Disegni di Gabriele Pennacchioli
e Franco Paludetti.
A COLAZIONE
Sia pure sempre impegnati a
progettare un nuovo colpo, Diabolik
e Eva Kant non rinunciano a una ricca
colazione.
Invece, prevedibilmente, l’ispettore
Ginko e Altea, condizionati dagli
impegni professionali di lui, devono
accontentarsi di un frettoloso caffè
con la moka.
Il braccialetto perduto, n. 4 del 2015.
Disegni di Giuseppe Di Bernardo
e Jacopo Brandi.
Genius People Magazine
EDITORIALE
23
Fragranza
criminale,
albo fuori serie,
2013.
Disegni di
Pierluigi
Cerveglieri.
Mistero
insoluto,
n. 9 del 1999.
Disegni di
Enzo
Facciolo.
DE GUSTIBUS 1
Diabolik e Eva sono amanti
del buon cibo
da trattoria e delle grigliate,
anche se privilegiano
la classica cenetta romantica
a lume di candela.
Uno dei tre,
n. 8 del 2015.
Disegni di
Matteo
Buffagni,
Giorgio
Montorio
e Luigi Merati.
Genius People Magazine
Issue 28
24
MARIO GOMBOLI
Il testimone, n. 1 del 1992.
Disegni di Sergio Zaniboni
e Franco Paludetti.
DE GUSTIBUS 2
Sappiamo che Eva Kant è,
per stessa ammissione di Diabolik,
un’ottima cuoca, mentre vediamo
sempre Altea servita e riverita
da qualche maggiordomo.
Appuntamento al buio, n. 5 del 2010.
Disegni di Enzo Facciolo.
Genius People Magazine
EDITORIALE
25
Le tre ninfe, n. 6 del 2002.
Disegni di Sergio Zaniboni
e Giorgio Montorio.
A TUTTO GAS
Soporifero, paralizzante o mortale,
il gas è tradizionalmente un’arma
del Re del Terrore, che trova sempre
un modo originale di somministrarlo:
che sia nel portavivande di un custode
o persino in bottiglie di champagne.
Genius People Magazine
Issue 28
26
MARIO GOMBOLI
L’ultimo
rifugio, n. 16
del 1972.
Disegni di
Flavio Bozzoli
e Enzo
Facciolo.
COME UN BOY SCOUT
Nelle situazioni più difficili, quando
non ha a disposizione dei suoi trucchi
tecnologici e deve comunque trovare
modo di sopravvivere, Diabolik
rivela capacità degne del più esperto
boy scout. Imprevedibilmente.
Genius People Magazine
EDITORIALE
27
Diabolik prenderò il tuo posto,
n. 4 del 1999.
Disegni di Enzo Facciolo.
A MANI NUDE
Nelle avventure di Diabolik si sono
visti spesso oggetti di uso comune
usati in modo anomalo,
e per questo chi ha a che fare con i nostri
prende le giuste precauzioni.
Il sangue dei traditori,
n. 2 del 2006.
Disegni di Enzo Facciolo.
Genius People Magazine
Issue 28
28
MARIO GOMBOLI
LE REGOLE DELL’HOTELLERIE
Da un’idea di Giuseppe Camuncoli
Testi di Tito Faraci
Consulenza di Bruno Barbieri
Matite di Giuseppe Camuncoli
Chine e retini di Elia Bonetti
Lettering di Matteo De Angeli
Copertina di Giuseppe Camuncoli ed
Elia Bonetti
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30
FABIO DE VISINTINI
di/by
FABIO
DE VISINTINI
CIBO, CULTURA,
COMPLESSITÀ e PIACERE
FOOD, CULTURE, COMPLEXITY
AND PLEASURE
FABIO DE VISINTINI, figura eclettica in
un’epoca di transizione. Consulente e docente
di Comunicazione, Marketing e Innovazione,
in precedenza manager in ambito
pubblico e privato, giornalista, fotografo e
pittore, oggi si dedica, da imprenditore, ad
un suo progetto d’innovazione che recupera
la cultura degli inizi, quella di farmacista
prima e aromatiere poi: creme di cioccolato
emulsionato in acqua.
FABIO DE VISINTINI, an eclectic figure in an
age of transition. Consultant and lecturer in
Communication, Marketing and Innovation,
previously a manager in the public and private
sectors, journalist, photographer and painter,
today he is an entrepreneur dedicated to one of
his innovation projects that recovers the culture
of the beginning, that of pharmacist first and
then aromas expert: chocolate creams emulsified
in water.
Giorni fa ho assistito perplesso ad un vero
e proprio assalto di studenti in gita, agli
scaffali di un supermercato, colmi di bevande
energizzanti in stile Monster o Red
Bull, quelli, per capirsi, a base di caffeina e taurina:
avranno avuto 12 o 13 anni. Per intendersi un
barattolo contiene circa 4 dosi di caffè espresso,
oltre all’aminoacido Taurina, il cui nome lascia intuire
la funzione.
Il cieco furore dei 12enni verso gli Energy drink
andrebbe riportato nella categoria perpetua delle
“ragazzate” più o meno incoscienti, che tutti noi
avremo percorso in gioventù, inseguendo il mito
del momento. Con occhio attento e prudente potrebbe
invece essere l’inizio di un percorso alimentare
automatico che porta dritto a patatine
fritte (anche finte), cibi preconfezionati e carbonara
in barattolo, bibite gasate ingollate dalla bot
A few days ago I perplexedly witnessed a full-scale
assault on the shelves of a supermarket filled with
Monster or Red Bull-style energy drinks – the kind,
just to be clear, with caffeine and taurine – by students
on a field trip. They probably were12 or 13
years old. For the sake of argument, a can contains
about 4 shots of espresso, as well as the amino
acid Taurine, whose name hints at its purpose.
The blind fury of these 12-year-olds towards energy
drinks should be put back in the somewhat reckless
“caper” permanent category we all have gone
through in our youth, chasing the myth of the moment.
But maybe a more careful and cautious eye
could see in this behavior the beginning of an automatic
food path that leads straight to potato chips
(even fake ones), prepackaged foods, carbonara in
a can, carbonated drinks swallowed straight from
the bottle…and in short, Yankee-style junkfood. We
Genius People Magazine
EDITORIALE
31
tiglia, insomma junkfood in stile yankee. La conseguenza
già ci è nota: un futuro da obesi per una
persona su tre, con relative patologie e subcultura
del cibo da telefilm americano.
Pochi anni fa ci siamo illusi che le interconnessioni
di internet avrebbero dato peso al pensiero libero
della gente, ma oggi forse sappiamo che le
Industrie hanno imparato molto bene come usare
lo stesso strumento per ottenere vantaggi. Anche
con i 12enni assatanati l’industria alimentare potrebbe
aver vinto ma noi speriamo restino ragazzate
che lasceranno solo un ricordo lontano, mentre
cresceranno a base di Cultura su alimentazione
e sostenibilità in tutte le sue forme.
Per dovere di cronaca, ricordiamo con sorriso
amaro quando, al tempo della TV in B/N, i medici
della Philip Morris mettevano la faccia nel dire che
fumare fa bene…
La consapevolezza su ciò che si mangia, quella sul
gusto, la qualità, le quantità e gli esiti che il cibo
determina sull’organismo, sono questioni di Cultura
e come tali non dovrebbero essere demandati
unicamente al piacere effimero del momento o
all’ultima Dieta che promette miracoli, per poi essere
regolarmente abbandonata, come la statistica
ci ricorda. Tantomeno dovrà essere delegata agli
interessi di chi produce valore o addirittura ci
specula. La Dieta Mediterranea, spesso trattata
superficialmente nei discorsi, in realtà Patrimonio
Culturale Immateriale dell’Umanità per l’UNE
SCO, racchiude un grande potenziale a livello di
diversità ed equilibri alimentari: conoscerne e capirne
i concetti e saper dare evoluzione a questa
piccola grande ricchezza dovrebbe esser un compito
dell’educatore, per verificarne i vantaggi nel
corso della crescita d’ogni uomo. Sbirciare i carrelli
della spesa nei supermercati, però, lascia intendere
che molti seguano la facilità di cibi pronti
e le indicazioni pressanti delle pubblicità. C’è
sempre l’alibi della mancanza di tempo, a giustificare
spese veloci e prodotti preparati, anche se le
ore di presenza sui social pro capite ci confermerebbero
che, molto spesso, si tratta di una scusa.
Comunque sembra di capire che la grande conoscenza
scientifica e tecnologica di oggi non venga
sfruttata e divulgata a sufficienza, visto che potrebbe
esprimere esistenze sane, durature il giusto
e con qualità di vita buone! Ma come mai?
E qui arriviamo ad un altro tema centrale e cioè la
Complessità.
L’approfondimento scientifico e tecnologico nei
diversi ambiti di ricerca, ci ha portato a risultati
impensabili pochi decenni orsono. Quando paralready
know the consequences: a future as an
obese person for one out of every three people,
with related diseases and American TV show food
subculture.
A few years ago we were under the illusion that the
interconnections of the Internet were going to empower
people and free thinking but today we know
that Industries have learned how to use that same
tool to their own benefit. Maybe the food industry
has won with those rabid 12-year-olds as well, but
I still hope it was just a caper and that in time, as
they grow up building their Culture on Food and
Sustainability in all its forms, it will all be a distant
memory.
For the record, I remember with a bitter smile when,
in the days of B&W TV, Philip Morris doctors were
put up front to say that cigarettes were good for
you...
Awareness on what we eat (tastes, quality, quantity,
the effects that food has on the body) are matters of
Culture and as such it shouldn’t be solely tasked to
the ephemeral pleasure of the moment or the latest
diet that promises miracles, and that, as the statistics
show, is regularly dropped. Nor should it be delegated
to the interests of those who produce value
or who even profit from it. The Mediterranean Diet,
that is often discussed superficially, and that actually
is an Intangible Cultural Heritage of Humanity for
UNESCO, has a huge potential in terms of diversity
and food balances: knowing and understanding its
principles and knowing how to use this small great
treasure should be a job for an educator who could
verify its benefits during every man’s growth. However,
when you peek into the shopping carts in supermarkets,
you see that people follow the easiness
of ready-made foods and the pressing directions of
advertisements. To justify our fast expeditions to the
grocery and the ready-made products we buy, we
all use the lack of time as our alibi, although the
hours spent on social media per capita confirm that,
very often, this is an excuse. However, it seems to
me that today’s great scientific and technological
knowledge is not being exploited and disseminated
enough, even though it can result in healthy existences,
which would last the right amount of time
and with a good quality of life! So how come?
And here we come to another major topic, that is
Complexity.
The scientific and technological developments
across different areas have led us to results that
were unthinkable a few decades ago. However,
when we talk about the Human Body, we are referring
to a nonman-made entity because it self-repro-
Genius People Magazine
Issue 28
32
FABIO DE VISINTINI
Ph. Erik Mclean
liamo del Corpo umano, tuttavia, ci riferiamo ad
un soggetto non creato dall’uomo, visto che si riproduce
autonomamente e possiede un sistema
di autoriparazione dei… guasti, affinato in milioni
di anni e con degli equilibri tra i diversi sistemi
che lo compongo, che ancora fatichiamo a comprendere.
Una vera fantastica macchina complessa:
se intervini in un punto, devi sapere che
potresti alterare l’equilibrio e scoprirlo in punto
molto diverso.
Oggi, allargando il mondo, le culture e la conoscenza,
la complessità continua a crescere, offrendo
mille opportunità, forse superiori alle nostre
capacità di allinearle. E così, paradossalmente
anziché porsi dubbi e cercare faticose soluzioni,
stiamo slittando alla ricerca della semplificazione
totale: sì/no, like/non like, esami a scuola e università
con la X sulla casella. In sintesi tutto si riduce
spesso ad un mi piace o non mi piace, giro
pagina, qual è il prossimo problema? Non ho tempo
da perdere, discutere o approfondire è tempo
perso. Punto.
duces and has a system to self-repair and fix its…
failures, honed over millions of years and with equilibriums
between all the different component systems
that we still struggle to understand. A truly
fantastic and complex machine: if you interfere with
it, you could alter its balance and discover it only at
some point.
Today, as we expand the world, cultures and knowledge,
complexity continues to grow, providing a
thousand opportunities, way more than we can
grasp. And so, paradoxically, instead of raising
doubts and seeking exhausting solutions, we are
slipping in the pursuit of a total simplification: yes/
no, like/dislike, exams in school and university
made with an X in the box. In short everything often
comes down to a like or dislike, turn the page,
what’s the next problem? I don’t have any time to
lose, discussing or investigating is a waste of time.
Period.
Interesting experience, going back to foods. You
might happen to go to the university department
that deals with Nutrition and leave with the
Genius People Magazine
EDITORIALE
33
Curiosa esperienza tornando sul cibo. Potrebbe
capitare di recarsi ad un dipartimento universitario
che si occupa di Nutrizione ed uscire con la
convinzione motivata che l’alimentazione giusta
deve essere Basica.
Dopo pochi passi, però, potreste incontrare i Tecnologi
alimentari: il loro dogma scolpito su pietra
è che, per la conservazione degli alimenti, questi
devono essere necessariamente Acidi, pena epidemie
tragiche.
Ci fermiamo qui, anche per non incorrere in inesattezze,
ma solo per far capire, che oggi chi approfondisce
il proprio campo arriva a grandi verità,
ma inevitabilmente fatica a comprendere gli
altri sistemi regolatori, da quello mentale a quello
metabolico, ecc.
Ad accomunare la filosofia basica del Sì/No di cui
sopra possiamo annoverare la logica ristretta del
Causa/Effetto, che appartiene alla tecnologia, ma
non così facilmente agli organismi complessi
come il Corpo umano. Oggi chiunque, anche per
strada, saprà darvi in diretta l’indicazione di un
farmaco, al vostro accenno di qualsiasi malessere:
dolore/farmaco. E al pari è molto più facile correggere
le deficienze alimentari attraverso gli Integratori,
piuttosto che attraverso un’alimentazione
consapevole. E infatti siamo ricaduti in un
altro grande business dell’Industria.
Vabbè siamo diventati grevi…
Il cibo è complessità, ma parimenti una grande
semplicità e spesso non servono elaborazioni
esperte rispetto ad una materia prima eccellente.
Certo, anche qui serve la conoscenza e possibilmente
una cultura che scavi nella storia, che conosca
le materie prime, sappia bilanciarle, conosca
o inventi tecniche di cottura che non alterino
le sostanze, per presentare piatti sostanzialmente…
buoni! E possibilmente belli. Ah quante cose
deve conoscere uno chef! E quante ne deve imparare
il sedicente gourmet per arrivare ad un piacere
consapevole e sano.
Uno sport utile al supermercato, oltre a sbirciare i
cestelli della spesa altrui, è prendere una confezione
dallo scaffale e contare sul retro etichetta il
numero di ingredienti e, alla fine, vedere quanti di
questi sappiamo identificare. Anche questa è
complessità, ma la Cultura soltanto e non gli spot,
ci farà scegliere al meglio da che parte stare. Augh.
well-founded conviction that the right food must be
Basic.
After a few steps, however, you might meet the
Food Technologists: their dogma carved in stone is
that, for the preservation of food, it must necessarily
be Acidic, or else tragic epidemics will occur.
I will stop here, partly to avoid any inaccuracies,
but I wanted to make clear that today those who
delve into their field eventually learn great truths,
but inevitably struggle to understand other regulatory
systems, form the mental one to the metabolic
one, etc.
Joining the above Yes/No basic philosophy the narrow
Cause/Effect logic, that belongs to technology
and not to complex organisms like the Human
Body. Today anyone, at your hint of any discomfort,
can tell you live what drug you should take: pain/
drug. And likewise, it is much easier to correct nutritional
deficiencies through Supplements, rather
than through mindful eating. We’ve indeed discovered
another huge business in the Industry.
Well, better move on…
Food is complexity, but it’s also equally greatly simple,
and oftentimes you don’t need an expert when
the raw material is excellent.
Of course, knowledge is needed here as well, and
possibly a culture that digs into history, knows raw
materials, how to balance them or how to invent
cooking techniques that don’t alter them, to present
dishes that are basically... good! And possibly
beautiful. Ah, how many things must a chef know!
And how many must the self-styled gourmet learn
to get to his conscious and healthy pleasure.
Besides peeking at other people’s baskets in supermarkets,
picking up a package from the shelf
and count on the back label the number of ingredients
we know could be a useful sport. This too is
complexity: but Culture, and not commercials, will
make us choose sides. Augh.
Genius People Magazine
Issue 28
34
PAOLO SOLLECITO
di/by
PAOLO
SOLLECITO
Tempo di scelte
Scenari, rischi e opportunità nel 2025:
come orientarsi in un mondo che cambia
TIME TO CHOOSE
Scenarios, risks and opportunities in 2025:
how to navigate a world that is changing
Attivo da oltre vent’anni nel mondo assicurativo
e finanziario, PAOLO SOLLECITO ha
attraversato tutte le principali trasformazioni
del settore. Oggi è Kam Wealth per Generali.
Scrive di finanza con uno sguardo pratico e
strategico.
He has been a player in the insurance and financial
world for more than two decades: PAOLO
SOLLECITO has gone through all the major
transformations in the industry. Today he is Kam
Wealth for Generali. He writes about finance using
a practical and strategic approach.
‘‘I
mercati sono governati da due forze: la
paura e la speranza. Il difficile è capire
quale delle due sta vincendo in un dato
momento.”
John Kenneth Galbraith
Un nuovo inizio per il capitale
La finanza globale si è svegliata in un mondo diverso.
Dopo anni di tassi bassi e crescita facile, il
2025 segna un cambio di passo: il denaro ha ricominciato
a costare, le scelte contano di più, e non
tutto può più salire insieme.
Nel mezzo di crisi geopolitiche, rivoluzioni tecnologiche
e cambiamenti climatici, il capitale si
muove cercando occasioni. Ma oggi più che mai,
serve saper scegliere: distinguere tra innovazione
vera e mode, tra crescita sostenibile e fuochi di
paglia.
Economia mondiale: chi sale, chi frena
Negli Stati Uniti la crescita tiene, sostenuta dalla
reindustrializzazione e dall’intelligenza artificia
“Markets are driven by two forces: fear and hope.
The difficult part is figuring out which one is winning
at any given moment.”
John Kenneth Galbraith
A new beginning for the capital
Global finance has woken up in a different world.
After years of low rates and easy growth, 2025 announces
a change of pace: money has begun to
cost money again, choices matter and not
everything can rise.
In the midst of geopolitical crises, technological
revolutions, and climate changes, capital moves
around looking for bargains. But today, more than
ever, it’s imperative to know how to choose: to tell
the difference between true innovation and fads,
between sustainable growth and flash fires.
World economy: who goes up, who slows down
Thanks to reindustrialization and artificial intelligence,
United States’ growth is steady. But there
Genius People Magazine
EDITORIALE
35
In foto Paolo Sollecito
Genius People Magazine
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PAOLO SOLLECITO
le. Ma le crepe non mancano: banche regionali
fragili, credito più caro, debito elevato.
In Europa l’inflazione è in calo, ma anche la crescita:
un equilibrio delicato che ricorda da vicino
la stagflazione. La Cina, alle prese con una crisi
immobiliare interna, rilancia le esportazioni tecnologiche.
Intanto India, Vietnam e altri Paesi
emergenti corrono: giovani, digitali, affamati di
sviluppo.
Mercati: meglio stare svegli
Le Borse salgono, ma è una corsa trainata da pochi:
i soliti big tech americani. Chi investe in modo
passivo rischia di trovarsi troppo esposto a una
manciata di nomi.
Il mondo obbligazionario, invece, vive una rinascita:
dopo anni di rendimenti nulli, oggi titoli
pubblici e bond societari offrono rendite dignitose.
Ma attenzione: i rischi di insolvenza tornano a
farsi sentire.
Anche il settore cripto, dopo la grande crisi del
2022, si sta ricostruendo. Meno hype, più sostanza.
Le regole si fanno più strette, e l’innovazione
sopravvive solo dove c’è trasparenza.
Dove guardare per cogliere il futuro
Tecnologia & AI – L’automazione intelligente
non è solo Silicon Valley. Dalla medicina all’industria,
chi saprà usare l’AI crescerà più degli
altri.
Energia & clima – Idrogeno, batterie, reti smart:
la transizione verde è ormai anche un business.
Fintech – Nei Paesi in via di sviluppo, milioni di
persone accedono per la prima volta a un conto,
un prestito, un’assicurazione.
Silver economy – Una popolazione che invecchia
cambia tutto: salute, consumi, tempo libero.
I pericoli da non sottovalutare
I mercati oggi convivono con rischi sistemici. La
geopolitica è instabile: guerre, sanzioni, blocchi
commerciali. Il debito pubblico mondiale supera i
300 trilioni di dollari. Le disuguaglianze aumentano,
la fiducia vacilla, e la regolamentazione non
sempre riesce a tenere il passo dell’innovazione.
Investire in questo scenario richiede più che intuizione:
richiede preparazione e senso critico.
E ora? Strategie per orientarsi
Diversificare sul serio. Guardare oltre il breve termine.
Studiare i fondamentali. E soprattutto: capire
i rischi prima di guardare i rendimenti.
still are cracks: regional banks are fragile, credit is
more expensive, a high debt.
In Europe, inflation is falling, but so is growth: it’s a
delicate balance that fairly resembles stagflation.
China, which is facing a domestic real estate crisis,
boosts technology exports. Meanwhile, India, Vietnam
and other emerging countries are running:
they’re young, digital, hungry for development.
Markets: stay focused
Stock exchanges rise, but it’s a trend powered by a
select few: the usual U.S. big tech. Passive investors
risk being too vulnerable to a handful of names.
The bond world, on the other hand, is going through
its renaissance:
Even cryptos, after the great crisis of 2022, are rebuilding.
Less hype, more substance. Rules are
getting stricter, and innovation survives only where
there’s transparency.
Where to look to seize the future
Technology & AI – Smart automation is not just in
the Silicon Valley. From the medical field to the
industrial sector, those who know how to use AI
will grow more than others.
Energy & Climate – Hydrogen, batteries, smart
networks: the green transition is now also a business.
Fintech – In developing countries, millions are accessing
accounts, loans, insurance for the first
time.
Silver economy – An aging population changes
everything: health, consumption, leisure.
Dangers you shouldn’t ignore
Markets today coexist with systemic risks. Global
politics is unstable: wars, sanctions, trade blocs.
The world’s public debt is over $300 trillion. Inequality
grows, trust falters, and laws can’t always
keep up with innovation.
Investing in such a scenario calls for more than a
gut instinct: it calls for preparation and critical
sense.
And now? Strategies to orient yourself
Diversify. Look beyond the short term. Study the
fundamentals. And above all: understand the risks
before taking a look at the returns.
It’s no longer just a matter of where to put your
money, it’s about how to think it through. Because
today finance is no longer “automatic.” It’s a choice,
every time.
Genius People Magazine
EDITORIALE
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Non si tratta più solo di dove mettere i soldi, ma di
come ragionare. Perché oggi la finanza non è più
“automatica”. È una scelta, ogni volta.
Il 2025 non è un anno come gli altri. È un punto di
svolta. La finanza non è più solo speculazione o
tecnica: è visione, cultura, responsabilità.
Chi saprà muoversi con lucidità in questo nuovo
paesaggio, potrà non solo proteggere il proprio
capitale, ma contribuire a costruire valore vero. E
duraturo.
2025 is not just another year. It is a turning point.
Finance is no longer just speculation or technique:
it’s vision, culture, responsibility.
Those who know how to move with clarity in this
new landscape will be able to not only protect their
capital, but build real value. Lasting value.
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UMBERTO LABOZZETTA
di/by
UMBERTO
LABOZZETTA
Il mercato musicale oggi
e i giovani artisti
THE MUSIC INDUSTRY
AND YOUNG ARTISTS TODAY
UMBERTO LABOZZETTA – Una vita nel mondo
della musica e della radio. Umberto Labozzetta
ha lavorato per molti anni a Radio
Deejay occupandosi di relazioni esterne, promozione
e rapporti con la stampa. Ha proseguito
la carriera lavorando con grandi artisti
italiani, come Elisa, Negramaro, Mario Venuti,
Jack Savoretti, contribuendo a lanciare
cantanti emergenti e poi con molteplici consulenze
per radio, eventi e progetti discografici.
Attualmente ricopre il ruolo di Direttore
Marketing a Casasanremo, è Direttore della
Comunicazione di Airplaycontrol e del Future
Vintage Festival; dal 2007 è docente nei Master
in Comunicazione Musicale e Fareradio
all’Università Cattolica di Milano.
UMBERTO LABOZZETTA – A life in the world
of music and radio. Umberto Labozzetta has
worked for many years at Radio Deejay dealing
with external relations, promotion and press relations.
He continued his career working with
great Italian artists – such as Elisa, Negramaro,
Mario Venuti, Jack Savoretti –, helping to launch
emerging singers and then with many consultancies
for radio, events and record projects. He
currently is the Marketing Director of Casasanremo,
and he is the Communications Director of
Airplaycontrol and of the Future Vintage Festival;
since 2007 he has been a lecturer in the
Masters in Music Communication and Fareradio
at the Catholic University of Milan.
Il mercato musicale attuale sembra sempre di
più un’odissea a sé rispetto ad altri generi di
mercato. La domanda più ricorrente è: ma si fa
ancora una ricerca artistica come un tempo oppure
si continua con lo standard attuale, facendo
uno scouting musicale legato agli algoritmi?
Non credo sia necessario procedere con estenuanti
domande che per i discografici attuali sono
solo una perdita di tempo, e non perché sensibili
all’argomento, sia chiaro – ognuno è sensibile a
modo suo. Tuttavia, incentrando il tema sull’odierna
produzione musicale, risulta necessario
Compared to other markets, today’s music industry
seems to be its own odyssey. The most recurring
question is: is artistic scouting still done as it used
to be done, or are we carrying on with the current
standard, doing music scouting through algorithms?
I don’t think this is the time or place for
those exhausting questions that are just a waste of
time for current discographers, and not because
they are sensitive to the subject, let me be clear –
everyone is sensitive in their own way. However, by
focusing the topic on today’s music production, I
must briefly outline some thoughts as to what has
Genius People Magazine
EDITORIALE
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fare delle considerazioni su ciò che anima il business
dagli anni ’80 in poi. Sul tema sempre più
ricorrente dei giovani, quelli che dovranno garantire
il futuro della musica, (non da giovani virtuali,
prodotti dall’intelligenza artificiale) è lecito
chiedersi: ma siamo sicuri che ci sarà un futuro e,
se sì, anche con l’avvento dell’AI, come lo immaginiamo?
Il business musicale oggi si intreccia perfettamente
con altri business che hanno come fondamento
la persistente connessione con l’età della gioventù
e che si manifestano in un campo enormemente
florido, con numeri che attualmente sanno tener
testa ad altri mercati. Ciò che muove l’industria è
la tendenza, ossia una spinta che porta le persone,
soprattutto i giovani, a dire e fare in un dato modo
condizionato da altre persone, e che pertanto può
essere assimilato a un meccanismo virale (parola
che negli ultimi anni ha conquistato una forte
identità all’interno di social network e simili).
Una recente indagine realizzata da “Your Music
Marketing” analizza l’influenza degli algoritmi di
Spotify sul consumo musicale, evidenziando
come questi modellino l’ascolto e la scoperta di
nuovi talenti, giocando un ruolo cruciale nel successo
degli artisti e nel generare entrate. In effetti,
quando ci si confronta su questo o quell’artista
emergente, per lo più sconosciuto, e si discute
sulla qualità di una o più canzoni, si arriva sempre
a un unico, inafferrabile, enigma: perché alcuni
dei brani musicali riscuotono un successo di pubblico
enorme, mentre altri simili o persino migliori
non ottengono pari risultati?
Molti studi realizzati da esperti di marketing e advertising
lo raccontano, è il marketing abbinato al
suono, è lo sforzo che le aziende discografiche
fanno per indirizzare un messaggio verso i giovani,
verso fasce di età compresa tra gli 11 e i 17 anni,
verso coloro che maggiormente usufruiscono di
questi strumenti, ovvero quelli in età universitaria,
fra i 18 ai 24 anni, e infine verso quelle persone
fra i 25 ai 35 anni, tra le più importanti, considerati
il potere d’acquisto e l’influenza che generano
sulle spese familiari.
I giovani sono consumatori preziosi: oltre ad essere
loro stessi dei fruitori, riescono a influenzare le
decisioni d’acquisto dei loro familiari, dei loro
amici; possono influire sulle scelte utilizzando i
social media, ed è proprio qui che nascono le tendenze
di giovani e di adolescenti: attraverso quei
comportamenti poi destinati a essere adottati da
altri gruppi demografici, progetti che diventano
novità da inseguire, “cool” e “di tendenza”, di
animated the business since the 1980s. On the increasingly
recurring theme of young people – not
the virtual youth produced by artificial intelligence,
but the one who will have to ensure the future of
music – it’s fair to ask: but are we sure that there will
be a future and, if so, even if with AI, how do we
imagine it?
Today the music business is perfectly intertwined
with other businesses that have as their foundation
the persistent connection with youth, and that deal
with a tremendously thriving segment, with numbers
that currently can hold their own in other markets.
The industry is moved by trends, namely, a
drive that leads people, especially young people, to
say and do things in a specific way, determined by
other people, creating a viral mechanism (a word
that thanks to social media and other platforms we
now have learned).
A recent survey conducted by “Your Music Marketing”
analyzed the influence of Spotify’s algorithms
on music consumption, highlighting how they
shape how we listen to and discover new talents,
and play a crucial role in the success of artists and
in generating revenue. In fact, when we examine
this or that emerging, mostly unknown artist and
discuss the quality of one or more songs, we always
come to a single, elusive conundrum: why do
some music tracks enjoy huge audience success,
while other, similar or even better ones, do not
achieve equal results?
Many studies carried out by marketing and advertising
experts answered the question: it’s marketing
combined with sound, it’s the effort that record
companies make to target young people, age
groups between 11 and 17 years old, those who
most use these tools, namely those of college age,
between 18 and 24 years old, and finally those between
25 and 35 years old, among the most important,
given their purchasing power and their influence
on family spending.
Young people are valuable consumers: in addition
to being users themselves, they are able to influence
the purchasing decisions of their family members,
their friends; they can influence choices by
using social media, and that’s where young people’s
and teenagers’ trends come to life: through
those behaviors meant to be adopted by other demographic
groups, through projects that become
novelties we must chase to be “cool” and “trendy”,
often with a questionable quality (here personal
taste takes over).
So younger generation volunteer to be guinea
pigs, to be led to discover that particular artist and/
Genius People Magazine
Issue 28
40
UMBERTO LABOZZETTA
qualità spesso discutibile (qui subentra il gusto
personale). Il giovane si presta a essere la cavia di
riferimento, essendo portato a scoprire per primo
quel determinato artista e/o progetto, anche
quando quest’ultimo non è ancora definito.
“Your music marketing” ha esaminato tramite un
accurato studio l’influenza dell’algoritmo di Spotify
che mira a suggerire brani agli utenti in base
alle loro preferenze e abitudini di ascolto. Lo studio
ha analizzato come funzionano gli algoritmi di
raccomandazione, qual è il loro impatto sul consumo
musicale e quali sfide emergono per gli artisti
e i professionisti del settore.
Il giovane consumatore è di fatto il target principale
del business di produzione musicale e la filiera
tutta si è adeguata. Ciò detto, in molti si chiedono
(io per primo) se non sarebbe più corretto
ampliare l’idea dello scouting musicale: non più
solo algoritmi, ma tornando, che so, a concentrarsi
sulle persone, sulle idee, sui contenuti? Certo,
mi rendo conto non sia una domanda semplice,
e probabilmente allo stato attuale è difficile
invertire rotta.
Come dicevo, il mercato discografico, da quei favolosi
anni ’80 e ’90 è passato, con l’avvento
dell’Euro, da una ricerca artistica autentica a una
selezione musicale guidata dagli algoritmi. Eccoli
in tutto il loro splendore gli algoritmi di raccomandazione!
Quelli che, senza accorgertene, mirano
a suggerirti i brani che sono propensi a esserti
graditi in base all’analisi della tua storia di
ascolto, delle tue abitudini sulla piattaforma e dei
comportamenti di utenti simili. Le raccomandazioni
sono basate sulle prestazioni dei brani, in
particolare quelli con un basso tasso di skip o una
lunga durata di ascolto.
Spotify genera automaticamente un numero di
playlist algoritmiche personalizzate per ogni
utente in base alle abitudini di consumo sulla
piattaforma, ma anche le altre piattaforme ragionano
in modo piuttosto simile. Sia chiaro, non è
vietato dalla legge, ma in un recente passato talent
scout come Caterina Caselli, Vittorio Salvetti,
Claudio Cecchetto, Mara Maionchi, Vincenzo Micocci
scoprivano con il loro fiuto per la musica il
potenziale artistico con un lavoro paziente di
scouting. Sono figure totalmente scomparse dai
radar della discografia, ognuno di loro, ma l’elenco
potrebbe essere più ampio. Nonostante il ruolo
significativo nella storia della musica italiana, oggi
tutto questo non vale più: il successo di un artista
è legato ai numeri dei social, delle piattaforme,
dall’algoritmo e non dalla sua proposta artistica. E
or project first, even when the latter is not yet defined.
Through a thorough study “Your music marketing”
examined the algorithm that suggest songs to users
based on their preferences and listening habits
on Spotify and its influence. The study analyzed
how recommendation algorithms work, what is
their impact on music consumption, and what
challenges artists and industry professionals must
face.
Young consumers are de facto the main target audience
of the music production business, and the
whole supply chain has adapted to the trend. That
being said, plenty of us are wondering if it’s time to
broaden the concept of music scouting once
again: no more algorithms; shouldn’t we go back
and, I don’t know, focus on people, ideas, contents?
Of course, I know this is not a simple question,
and it’s probably difficult to to turn around at
this time.
As I was saying, since the fabulous 80s and 90s,
with the rise of the Euro, the record market has
gone from a genuine artistic research to an algorithm-driven
music selection. Here they are in all
their glory: the recommendation algorithms! The
ones that, without us knowing, suggest tracks we
are supposed to like to us based on our listening
history, our habits on the platform, and the behavior
of similar users. Recommendations are based on
the song’s performance, especially for those with
low skip rates or a long listening span.
Spotify automatically generates a number of algorithmic
playlists, customized for each user, based
on its clients’ consumption habits on the platform,
and other platforms also work in a similar way.
Let’s be clear: it’s not illegal, but in the recent past
talent scouts such as Caterina Caselli, Vittorio Salvetti,
Claudio Cecchetto, Mara Maionchi, and Vincenzo
Micocci used to discover artistic potential
with their flair for music through a patient scouting
work. They all disappeared from the radar of discography.
Every single one of them, but the list
could go on. Despite their significant role in the history
of Italian music, today all this no longer applies:
the success of an artist is bound to the numbers
of social platforms, by the algorithm and not
by his artistic proposal. And this phenomenon has
contributed to the flattening of genres and the homogenisation
of sounds and productions: radio
stations today are all the same, it’s difficult to recognise
them by their format. And in most cases the
one standing out won’t be the most original, creative,
modern, revolutionary, but the most suitable
Genius People Magazine
EDITORIALE
41
Ph. Cottonbro Studios
Genius People Magazine
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42
UMBERTO LABOZZETTA
Ph. Ivan Samkov
for those viral mechanisms shaped by digital platforms.
My experience as an insider and, above all, as a
consumer of films, books, music, festivals, of
events from a very recent past of such as Festivalbar,
of radio stations (all of them) that launched,
pointed and brought out artists who are now more
relevant and followed than ever, has led me to believe
that, alas!, this conundrum does not only concern
music but, more in general, touches all those
artistic, literary, television productions that collectively
shape the culture and entertainment market.
These dynamics are complex and unpredictable, as
audiences, artists and critics often lament. So I’ll
make a provocation – it specifically applies to music,
but it’s adaptable to other segments of the
showbiz as well… -: why don’t we rethink the role of
A&R, songwriters, artistic producers, management
agency owners, of the so-called talent scouts? Yes,
maybe this is the way to go. We surely aren’t going
short of young songwriters or recruits from the discography
or the radio industry. We only have to requesto
fenomeno ha contribuito all’appiattimento
dei generi e alla standardizzazione dei suoni e
delle produzioni: le radio oggi sono tutte uguali e
difficile da identificare per il loro format, e nella
maggior parte dei casi emerge non il più originale,
creativo, moderno, rivoluzionario, ma il più adatto
a quei meccanismi virali dettati delle piattaforme
digitali.
La mia esperienza di addetto ai lavori e sopratutto
di fruitore di film, libri, musica, festival, di un recentissimo
passato di eventi come il Festivalbar, di
radio (tutte) prepositive nel lanciare, segnalare e
far emergere artisti oggi più che mai attuali e seguitissimi,
mi suggerisce che questo enigma,
ahimè!, non riguardi solo la musica ma in generale
tutte quelle produzioni artistiche, letterarie televisive
che nell’insieme definiscono il mercato
della cultura e dello spettacolo. Sono dinamiche
tanto complesse quanto imprevedibili, come
spesso lamentano pubblico, artisti e critica. Faccio
quindi una provocazione, che nello specifico riguarda
la musica, ma che è adattabile anche ad
Genius People Magazine
EDITORIALE
43
altri segmenti dello spettacolo… proviamo a rivalutare
il ruolo degli A&R, degli autori di canzoni,
dei produttori artistici, dei titolari di agenzie di
management, dei cosiddetti talent scout. Sì, forse
è essere la soluzione migliore. E non che tra le giovani
leve della discografia, delle radio, degli autori
non ce ne siano! Basterebbe recuperare il loro
ruolo di reali ricercatori, evitando magari di affidarsi
ai dati che gli arrivano da piattaforme come
Spotify, Deezer, TikTok. Visto il ruolo che ricoprono,
sarebbe bello se passassero del tempo a girare
in lungo e largo la penisola, frequentando i
vari festival di quartiere, concerti nei pub, nei
club, e ad ascoltare molte delle interessanti radio
locali, vera e propria scuola educativa per giovani
speaker, invece di stazionare ore e ore su i numeri
del web.
Qui però si apre un altro annoso problema tutto
italiano: quello degli spazi per la musica indipendente,
della mancanza di veri eventi dedicati agli
artisti emergenti. Quelli che esistono, pur riconoscendo
a molti la loro qualità, sono sempre di più
allineati alla metodologia di cui sopra, con l’ossessione
di chi vi partecipa di dover generare streaming.
Sarebbe bello immaginare eventi per cui
non ci si deve svenare per partecipare, eventi
sponsorizzati dalle associazioni di riferimento, da
scuole che valorizzino realmente e sempre di più
la formazione musicale, magari favorendo la nascita
di nuovi progetti, nuove idee, nuovi linguaggi
senza la mania del consumo usa e getta.
Probabilmente rimarrà solo una provocazione e
non accadrà nulla di tutto questo. Continueremo
ad accettare il sistema alla dittatura dell’algoritmo,
oggi filtro tra milioni di prodotti online e milioni
di utenti.
L’algoritmo di Spotify è diventato sempre più importante
per la scoperta di nuovi talenti e per la
fedeltà degli utenti perché, rispetto ai suoi competitori,
questa piattaforma ha un vantaggio: il
suo sistema di playlist algoritmiche, considerato il
più efficace nel mercato. È e sarà quindi sempre
meno interessante per le case discografiche dedite
alla creazione di prodotti di consumo immediato
con risvolti economici per il settore creare artisti
che riescano a emozionare e sorprenderci con la
loro visione.
vive their role as real researchers, perhaps not letting
them use the data platforms like Spotify,
Deezer, TikTok provides them with. Given their role,
it would be nice if they spent some time traveling
the length and breadth of our peninsula, attending
all kinds of neighborhood festivals, concerts in
pubs, clubs, and listening to all our interesting local
radio stations, a real educational school for young
speakers, instead of spending hours and hours on
numbers provided by the web.
Here, however, another long-standing, all-Italian
problem comes up: that of independent music
spaces, of the lack of real events dedicated to
emerging artists. Those that do exist, despite their
quality, are increasingly aligned with the methodology
mentioned above, with the obsession, for
those who attend, to have to generate streams. It
would be nice to take part to events you don’t have
to shell out to be in, events sponsored by the relevant
associations, by schools that truly and increasingly
enhance music education, perhaps fostering
new projects, new ideas, new languages
without the craze for disposable consumption.
Probably mine will just stay a provocation and none
of this will happen. We will continue to accept the
system and the dictatorship of algorithms, a filter
among millions of online products and millions of
users.
Spotify’s algorithm has become increasingly important
to discover new talents and for its user loyalty
because, compared to its competitors, this platform
has an advantage: its algorithmic playlist system
is the most effective on the market. It is and will
therefore be less and less interesting for record
companies focused on creating immediate consumer
products with economic implications for the
industry to promote artists who can and surprise us
with their vision.
Genius People Magazine
Issue 28
COVER STORY
MASSIMO
BOTTURA
COVER STORY
45
MASSIMO BOTTURA
Location: HENGE, Spiga 34, Milano
Foto: Gigi Soldano
Outfit: Gucci, Adidas, Nike, New Balance
GENIUS LIFE STORY
N. 28
Genius People Magazine
Issue 28
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INTERVISTA
Cambiare
il mondo,
un piatto
alla volta
CHANGING THE WORLD, ONE DISH AT A TIME
di/by MATTEO MACUGLIA
Massimo Bottura è più di uno chef, è un simbolo
dell’Italia, della sua cucina, della sua vitalità, delle sue
passioni. È un cantore dei suoi valori e delle sue
ricchezze, costantemente alla ricerca di nuovi stimoli
per far evolvere la sua cucina, che sorprende anche
quando parte da elementi poveri, quasi banali. La sua
narrazione – a tratti filosofica – del cibo, porta a un
rito, in cui il nutrimento è solo una parte di un atto che
muove anche l’anima. Ed è in grado di restituire
l’identità di un popolo, più facile ritrovare in una
pentola, che in un libro di storia.
Massimo Bottura is more than a chef: he is a symbol of
Italy, of its cuisine, its vitality, its passions. He is a cantor
of its values and riches, and is constantly looking for
new stimuli to make his cuisine – a cuisine that surprises
even when it stems from poor, humble ingredients –
evolve. His – quite philosophical – narrative about food
is part of a ritual in which nourishment plays only a part
in an act that moves the soul as well. And that can
restore the identity of a people: it’s easier to find it in a
pot, than in a history book.
Genius People Magazine
MASSIMO BOTTURA
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Massimo Bottura nello show-room Henge di via della Spiga 34, Milano - Ph. Gigi Soldano (vedi a pag. 60)
Genius People Magazine
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INTERVISTA
Nel 2025, i 30 anni dell’Osteria Francescana: cosa le rimane
di questo percorso che ha cambiato la sua vita?
Trent’anni sono un viaggio lungo, fatto di intuizioni, cadute,
rinascite e, soprattutto, di evoluzione continua. Guardando indietro,
quello che mi rimane non è solo il successo o i riconoscimenti,
ma le persone. I ragazzi che hanno lavorato in cucina
con me, i produttori che ci hanno dato fiducia, i clienti che ci
hanno seguito anche quando la nostra cucina non era capita. Mi
rimane la sensazione che l’Osteria Francescana sia stata molto
più di un ristorante: è stata un laboratorio di idee, un punto di
incontro tra tradizione e innovazione, tra arte e cibo. Ho imparato
che la creatività nasce dal rispetto per ciò che sei, da dove
vieni, ma anche dal coraggio di rompere le regole per raccontare
qualcosa di nuovo. Se penso a questi trent’anni, penso a
Modena, alle radici emiliane che ci hanno tenuto saldi, e al desiderio
costante di guardare oltre. Mi rimane la consapevolezza
che la cucina può davvero cambiare il mondo, un piatto alla
volta.
2025 marks 30 years of Osteria Francescana: what is left of
this life-changing journey?
Thirty years is a long time. It was a journey made of insights, falls,
rebirths and, above all, continuous evolution. Looking back,
what’s left is not the success, nor the awards, but the people. The
guys who worked in the kitchen with me, the producers who
trusted us, the customers who stuck with us even when our cuisine
was not being understood. I believe that Osteria Francescana
has been so much more than a restaurant: it has been a laboratory
of ideas, a meeting point between tradition and innovation,
between art and food. I learned that creativity comes from the
respect you have for who you are, for where you come from, but
also from the courage to break the rules to tell something new.
When I think of these 30 years, I think of Modena, of the Emilian
roots that have held us together, and of our constant desire to go
beyond. I am left with the awareness that cooking really can
change the world, one dish at a time.
Massimo Bottura nello show-room Henge di via della Spiga 34, Milano - Ph. Gigi Soldano
Genius People Magazine
MASSIMO BOTTURA
49
I primi anni dell’Osteria sono stati difficili, cosa pensa di quel
periodo?
I primi anni sono stati una vera prova di resistenza. Era il 1995 e
Osteria Francescana era poco più di una porta socchiusa in una
via silenziosa di Modena. In pochi capivano quello che facevamo,
il ristorante era spesso vuoto. Ricordo ancora quando si
diceva che avremmo chiuso da lì a poco… Ma l’Osteria Francescana
non è mai stata solo un ristorante, era una domanda, un
sogno, un atto di ribellione, una “bottega rinascimentale”.
Sono stati anni duri, certo, ma fondamentali. All’inizio c’era
tanta passione e pochissimi mezzi: ci arrangiavamo con quello
che avevamo, lavorando giorno e notte, spesso senza sapere se
ce l’avremmo fatta. Ma proprio in quella fase si è formato lo spirito
dell’Osteria: un mix di ostinazione, curiosità e amore per il
dettaglio. È stato anche un periodo di grande libertà creativa:
senza pressioni esterne, potevamo sperimentare, sbagliare, ricominciare.
Oggi guardo indietro con gratitudine. Se non avessimo
attraversato quel fuoco, non saremmo mai diventati quello
che siamo.
The early years of the Osteria were quite difficult. What are
your thoughts on that time?
Those early years were a real test of endurance. It was 1995 and
Osteria Francescana was not much more than an half-opened
door on a quiet street in Modena. Few people understood what
we were doing; the restaurant was often empty. I still remember
when people were saying we would close soon... But Osteria
Francescana was never just a restaurant: it was a question, a
dream, an act of rebellion, a “renaissance workshop”. Those
were hard years, of course, but they were fundamental. In the
beginning we had a lot of passion and very few means: we made
do with what we had, we worked day and night, often not knowing
if we would make it. But it was during that time that we formed
the spirit of the Osteria: a mix of stubbornness, curiosity and love
for details. t was also a time of great creative freedom: with no
outside pressures, we could experiment, make mistakes, start
again. Today I look back with gratitude. If we had not gone
through that fire, we would never have become what we are.
Massimo Bottura nello show-room Henge di via della Spiga 34, Milano - Ph. Gigi Soldano
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INTERVISTA
Massimo Bottura nello show-room Henge di via della Spiga 34, Milano - Ph. Gigi Soldano
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MASSIMO BOTTURA
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Oggi si sente più un cuoco artigiano o un artista?
Io mi riconosco in un artigiano artiere, cioè un artigiano ossessionato
dalla qualità. Il cuoco non può permettersi il lusso totale
dell’artista: deve cucinare qualcosa, cibo buono. L’artista è
libero di fare ciò che vuole. Mi sento un artigiano. Il mio lavoro
nasce dalle mani, dalla materia, dalla tecnica ripetuta ogni giorno,
con rigore. Ma dentro quell’artigianato c’è anche un’anima
creativa, una visione che a volte sfocia nell’arte. Credo che il
confine tra le due cose sia sottile: l’artista crea dal nulla, l’artigiano
trasforma con maestria. In cucina, le due dimensioni si
intrecciano. Però non perdo mai il contatto con la terra, con il
prodotto, con il gesto quotidiano. Se l’arte è ispirazione, l’artigianato
è responsabilità. E io credo che servano entrambi per
dare senso a quello che faccio.
Ha parlato della cucina italiana come di un rito, perché?
Perché cucinare, in Italia, è un gesto antico, quasi liturgico, che
mette in moto una memoria collettiva. È un atto che tiene insieme
le generazioni, i luoghi, i silenzi e le parole sussurrate tra un
taglio e una mescolata. La cucina italiana è un rito perché ha un
tempo sacro, fatto di attese e di ripetizioni che non sono mai
identiche: come nella preghiera, ogni gesto ha un senso che va
oltre l’immediato. Quando si impasta, si impasta anche il tempo.
Si intrecciano mani, storie, accenti. Ogni ricetta è un racconto
orale che sopravvive al tempo perché si trasmette attraverso
il fare. C’è un sapere che passa nei gesti: il modo in cui si
spezza il basilico con le dita, si assaggia il sugo con il cucchiaio
di legno, si aspetta che l’olio “parli” nella padella. È una coreografia
invisibile, appresa senza teoria, che però sa essere più
profonda di qualsiasi regola scritta. E poi c’è la tavola, che è la
vera consacrazione. In Italia si mangia insieme, e quel “insieme”
è parte integrante del piatto. Il sapore di una pietanza cambia
se mangiata in solitudine o condivisa: perché il cibo qui è
relazione, è legame, è linguaggio. È il luogo dove ci si riconosce,
dove si fa pace, dove si cresce.
La lettura critica del passato in cosa è consistita?
Nel comprendere che il passato non è un museo da conservare
in silenzio, ma un materiale vivo, a volte anche scomodo, con
cui dobbiamo dialogare. E, se serve, anche rompere. Penso
spesso al trittico di Ai Weiwei in cui lascia cadere un vaso di
2000 anni fa, frantumandolo. È un gesto radicale, provocatorio,
ma profondamente simbolico: non è distruzione fine a sé stessa,
è un atto di nascita. Ai Weiwei dice: “Io non prendo le distanze
dal mio passato. Io lo rompo, e con i cocci costruisco il mio futuro,
filtrato da un pensiero contemporaneo”. Quella è la chiave:
conoscere la propria storia non significa inchinarsi a essa,
ma capirne la forma, le fratture, le luci e le ombre. E poi, con
coraggio, scegliere cosa salvare, cosa trasformare, cosa supera
Do you feel more like an artisan cook or an artist today?
I see myself as an artisan craftsman, that is, a craftsman who’s
obsessed with quality. A cook can’t afford the total luxury of the
artist: he has to cook something, something good. The artist is
free to do what he wants. I feel like an artisan. I work with my
hands, with matter, and I meticulously repeat the same technique
every day. But within that craftsmanship there’s also a creative
soul, a vision, that sometimes flows into art. I think the line between
the two is thin: the artist creates from nothing, the craftsman
transforms with mastery. In the kitchen these two dimensions
are intertwined. But I never lose a connection with the
earth, with the product, with the everyday gesture. If art is inspiration,
craftsmanship is responsibility. And I believe they both
give meaning to what I do.
You have spoken of Italian cooking as a ritual, why?
Because cooking, in Italy, is an ancient, almost liturgical, act that
sets in motion our collective memory. It’s an act that keeps generations,
places, silences and words whispered between a chop
and a stir together. Italian cuisine is a ritual because of its sacred
time, of its expectations and repetitions, that are never the same:
each of these gestures has a meaning that goes beyond the immediate.
When you knead, you also knead time. Hands, stories,
accents are all woven together. Each recipe is an oral tale that
survives time because it’s transmitted through the act of doing.
There’s a knowledge that comes through gestures: the way you
break the basil with your fingers, taste the sauce with a wooden
spoon or wait for the oil to “speak” in the pan. It’s an invisible
choreography you learn with no theory, and yet it can be deeper
than any written rule. And then there’s the table, which is the real
consecration. In Italy we eat together, and that “togetherness” is
art and parcel of the dish. The flavor of a dish changes if eaten
alone or together: because here food is about relationships, it’s
about bonding, it’s a language. It’s the place where we recognize
ourselves, where we make peace, where we grow.
In what did this critical reading of the past consist of?
I understood that the past is not a museum I must preserve in
silence: it’s a living, and sometimes even uncomfortable, material
with which we have to dialogue. And, if need be, even break up
with. I often think about Ai Weiwei’s triptych: he drops a
2,000-year-old vase, shattering it. It’s a radical, provocative, but
deeply symbolic action: it’s not about destruction for its own
sake, it is an act of birth. Ai Weiwei says, “I don’t distance myself
from my past. I break it, and with its shards I build my future, filtered
through contemporary thinking”. That’s the key: knowing
one’s history does not mean you have to bow to it; you have to
understand its shape, its fractures, its lights and shadows. And
then, with courage, choose what to save, what to transform, what
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INTERVISTA
re. La cultura non è mai un’icona fissa, è un processo in divenire.
E l’arte – così come la scrittura, la musica, la cucina, il pensiero
– è il luogo in cui questa trasformazione si manifesta in
modo più radicale. Io credo che portare il meglio del passato nel
futuro significhi proprio questo: accettare di romperlo, se necessario,
per liberarne nuovi significati. Non per negare chi siamo
stati, ma per far emergere chi possiamo diventare. Il passato
va abitato, ma anche attraversato. E l’unico modo per rendergli
davvero onore è trattarlo da interlocutore, non da reliquia.
Parla spesso di contaminazione in cucina. Qual è stata la
contaminazione più importante per lei?
La contaminazione per me è vita, ma una contaminazione saggia,
mai selvaggia. È cultura in movimento. È quello che succede
quando guardi il mondo con occhi curiosi e orecchie aperte.
È quello che mi ha fatto creare piatti come “da Gragnano a Bangkok”,
dove uno spaghetto al pomodoro, mozzarella e basilico
si trasforma in un Pad Thai. È questo che immagino per la cucina
italiana del futuro: una cucina aperta, viva, capace di accogliere
e rielaborare, come ha sempre fatto. Perché, alla fine, la
contaminazione più importante è quella che ci cambia dentro.
Ha lavorato con chef importanti: Georges Cogny, Ferran
Adrià, Alain Ducasse. Cosa le è rimasto di quelle esperienze?
Tantissimo. Da Cogny ho imparato l’equilibrio tra la precisione
francese e il cuore italiano. Da Ducasse ho assorbito la struttura,
l’organizzazione, la profondità della cucina come sistema, l’ossessione
per la qualità sotto ogni aspetto. E da Ferran Adrià ho
capito che si può anzi, si deve mettere tutto in discussione, il
pensiero in libertà. Queste esperienze mi hanno dato le fondamenta
per creare il mio linguaggio. Mi hanno insegnato che per
innovare davvero, devi conoscere profondamente la tradizione,
la tecnica. Solo così puoi rompere le regole senza distruggere il
senso.
Come nascono le idee per le sue nuove proposte?
Le idee non si cercano, si accolgono. Nascono quando sei disposto
a vedere l’invisibile, a sentire una nota fuori spartito, a trovare
bellezza dove altri passano distratti. L’ispirazione può arrivare
ovunque: nel silenzio di un museo davanti a un’opera di
Carlo Benvenuto o di Beuys, in una corsa notturna sull’Appennino
con il rombo di un motore che diventa ritmo, nel verso di
una poesia che ti resta addosso, nel buio di un teatro dove la
musica ti attraversa come un lampo. Ogni piatto, prima di essere
tecnica, è visione. Può nascere da una tela tagliata di Fontana,
da un disco jazz che improvvisa senza paura, da una parola
sussurrata da Lara, da un gioco con mio figlio, da un pomodoro
tagliato in due che sembra un cuore. Non esiste un solo linguaggio.
L’arte contemporanea mi ha insegnato a pensare per sotto
overcome. Culture is never a permanent icon; it’s a process in
the making. And art – as well as writing, music, cooking, thinking
– is where this transformation occurs most radically. I believe that
bringing the best of the past into the future means you must accept
to break it, if necessary, to release new meanings from it.
Not to deny who we have been, but to unearth who we can become.
We must live in the past but also walk through it. And the
only way to truly honor it is to treat it as an interlocutor, not as a
relic.
You often talk about cross-contamination in the kitchen.
What has been the most important one in your life?
Contamination, for me, is life, but a healthy one, not a wild one.
It’s culture in motion. It’s what happens when you look at the
world with curious eyes and just listen. It’s what made me create
dishes like “from Gragnano to Bangkok”, when I turned some
spaghetti with tomato sauce, mozzarella and basil into a Pad
Thai. This is what I envision for the Italian cuisine of the future: an
open, living cuisine; welcoming and with the ability to reimagine,
as it has always done. Because, ultimately, the most important
kind of contamination is the one that changes us inside.
You’ve worked with important chefs like Georges Cogny, Ferran
Adrià, Alain Ducasse. What did these experiences leave
you with?
I was left with so much. From Cogny I learned to balance French
precision and my Italian heart. From Ducasse I learned structure,
organization, as well as the depth of cooking as a system, the
obsession with quality. And with Ferran Adrià I understood that
you can, or rather, you must question everything, you must think
freely. Thanks to experiences I created my own language. They
taught me that to innovate, you have to know tradition, techniques,
in depth. That’s the only way you can break the rules
without destroying meaning.
How do you come up with ideas for your new projects?
I don’t look for ideas, I welcome them. They happen when you’re
willing to see the invisible, to hear an off note, to discover beauty
where others may be passing by distractedly. Inspiration can
come anywhere: in the silence of a museum, in front of a work by
Carlo Benvenuto or Beuys, during a night ride through the Apennines,
when the rumble of an engine becomes a rhythm, in a
verse of a poem that sticks with you, in the darkness of a theater
where music flows through you like a flash of lightning. Before
being a technique, every dish is a vision. It can come from a cut
canvas by Fontana, from a jazz record that fearlessly improvises,
from a word Lara whispers, from a game with my son, from a tomato
cut in two that looks like a heart. There’s not just one language.
Contemporary art has taught me to think by subtraction,
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trazione, la poesia per condensazione, la musica per ritmo e
contrappunto. La velocità delle auto mi ha insegnato il tempo e
la precisione. Tutto può essere cucina, se sai ascoltare.
Si può imparare a “sentire” tutto questo?
Serve una cosa, prima di tutto: devi essere aperto. Devi farti attraversare.
Solo chi è disposto a farsi toccare dalle cose può trasformarle
in qualcosa di nuovo. È in quel momento che l’ispirazione
diventa idea, e l’idea diventa piatto. Un pensiero che si
mangia. Un’emozione che si serve in tavola.
La cucina stellata deve essere anche sostenibile?
Sì, senza alcun dubbio. Non possiamo più permetterci di separare
eccellenza e responsabilità. La Stella Verde Michelin, per
me, oggi ha lo stesso valore delle tre rosse. È il segno che un ristorante
non è solo un tempio del gusto, ma anche un presidio
etico. Essere cuochi, oggi, significa essere cittadini consapevoli.
Significa sapere cosa compri, da chi lo compri, come lo trasformi,
come tratti chi lavora con te. È una rivoluzione silenziosa
che parte dal mercato e arriva alla tavola. È scegliere di proteggere
la biodiversità, di valorizzare i piccoli produttori, di non
sprecare neppure una foglia di prezzemolo. Un cuoco, nel 2025,
deve essere anche un narratore della terra, un custode delle stagioni,
un attivista della bellezza. La cucina non è più solo tecnica
e sapore: è gesto politico, è azione culturale. E la sostenibilità
non è una moda, è un’urgenza che si traduce in scelte quotidiane:
nelle ricette, nei contratti di lavoro, nella gestione dell’energia,
nei menù che rispettano l’ambiente e le persone. Io credo
che la vera grande cucina sia quella che non solo emoziona,
ma migliora. Che si prende cura, senza clamore. Che trasforma
lo scarto in risorsa, il limite in invenzione. L’ho imparato nei
Refettori, cucinando con ciò che altri avrebbero buttato via. Lì
ho capito che la creatività vera nasce dal rispetto. Che la bellezza
può essere un atto di giustizia.
Sostenibilità in cucina, perché è importante?
Perché la sostenibilità è la nostra eredità, il nostro futuro. È ciò
che abbiamo respirato da bambini, nei gesti delle nostre nonne,
quando nulla andava sprecato e tutto aveva un valore. Non si
parlava di sostenibilità, ma la si praticava ogni giorno, con
amore e intelligenza. Un pomodoro troppo maturo diventava il
sugo più buono. Uno zucchino non perfetto finiva in un ripieno
saporito. Una crosta di pane si trasformava in passatelli, in pappa
al pomodoro, in polpette, in poesia. Un risotto del giorno
prima si reinventava in arancino, in tortino, in meraviglia. La
sostenibilità non è una moda né una strategia di marketing: è
l’identità profonda della cucina italiana, nata dal rispetto per le
stagioni, per il lavoro della terra, per la sapienza delle mani. È la
capacità di vedere il valore nascosto, di trasformare lo scarto in
poetry by condensation, music through rhythm and counterpoint.
I learned time and precision through speed and cars. Everything
can be cuisine, if you know how to listen.
Can you learn to “hear” all this?
First of all, there’s one thing you must be: open. You have to let
things flow through you. Only those who are willing to be touched
by things can turn them into something new. That’s when inspiration
becomes an idea, and the idea becomes a plate. A thought
that you eat. An emotion served on a table.
Should starred cuisine also be sustainable?
Yes, without a doubt. We can no longer afford to separate excellence
and responsibility. For me, today, the Michelin Green Star
has the same value as the three red ones. It means that a restaurant
is not only a temple of taste, but also an ethical garrison.
Being a chef today means being a conscious citizen. It means
you know what you buy, who you buy it from, how you process it,
how you treat the people who work with you. It’s a silent revolution
that starts in the market and makes its way to the table. It’s
choosing to protect biodiversity, to value small producers, not to
waste a single leaf of parsley. In 2025, a cook must also be a
storyteller of the earth, a keeper of the seasons, an activist of
beauty. Cooking is no longer about technique and flavor alone:
it’s a political act, a cultural action. And sustainability is not a fad,
it’s an emergency we must translate into everyday choices: in
recipes, in labor contracts, in energy management, in menus that
respect the environment and people. I believe that truly great cuisine
should excite people, but more importantly should improve
them. It takes care, quietly. It turns waste into a resource, a limit
into an invention. I learned this in the Refectories, while cooking
with what others would have thrown away. There I learned that
true creativity comes from respect. That beauty can be an act of
justice.
Sustainability in the kitchen, why is it important?
Because sustainability is our legacy, our future. It’s what we
breathed as children through the actions of our grandmothers,
when nothing would go to waste and everything had value. We
did not talk about sustainability, but we put it into practice every
day, with love and intelligence. An overripe tomato would become
a great sauce. An imperfect zucchini would end up in a
tasty filling. A crust of bread would become passatelli, into pappa
al pomodoro, into meatballs, into poetry. A risotto from the
day before would reinvent itself and become arancino, tortino,
marvel. Sustainability is not a fad or a marketing strategy: it is
the very identity of Italian cuisine, born out of respect for the
seasons, for the work of the earth, for the wisdom of the hands.
It’s the ability to see hidden value, to transform waste into
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INTERVISTA
Massimo Bottura e il suo inseparabile alleato in cucina: il forno Unox, qui nella versione Casa (www.unoxcasa.com) - Ph. Gigi Soldano
How do you manage your brigade?
Running a brigade, for me, is like keeping a family together: every
voice counts, every gesture has value. Just as every ingredient,
from the most noble to the most humble, deserves the same digricchezza,
l’imperfezione in bellezza. È per questo che il menù
dei trent’anni dell’Osteria Francescana è ispirato a Miseria e
Nobiltà. Non si limita a raccontare l’eccellenza: racconta anche
il limite. Racconta ciò che resta, ciò che rinasce, ciò che può
ancora sorprendere. Ogni piatto nasce da una riflessione sul
presente e da un atto di responsabilità verso il futuro. Non c’è
creatività senza coscienza, non c’è bellezza senza rispetto. Sostenibilità
significa cucinare con la testa, con le mani, ma soprattutto
con il cuore. Significa sapere che ogni scelta – anche la
più piccola – ha un impatto. E che attraverso un piatto possiamo
seminare un’idea, costruire un ponte, dare valore a ciò che
sembrava invisibile. Alla fine, è questo che ci resta: la capacità
di trasformare il poco in moltissimo. Di dare dignità a ogni ingrediente,
come si dà dignità a ogni persona.
Come gestisce la sua brigata?
Gestire una brigata, per me, è come tenere insieme una famiglia:
ogni voce conta, ogni gesto ha un valore. Così come ogni
ingrediente, dal più nobile al più umile, merita la stessa dignità.
wealth, imperfection into beauty. That is why the 30-year anniversary
menu of Osteria Francescana is inspired by Miseria e
Nobiltà. It speaks about excellence, and about limits as well. It
speaks of what remains, what is reborn, what can still surprise.
Each dish comes from a reflection on the present and is an act
of responsibility for the future. There’s no creativity without consciousness,
no beauty without respect. Sustainability means we
cook with our heads, with our hands, but above all with our
hearts. It means that we must know that every choice – even the
smallest one – has an impact. And that through a dish we can
sow an idea, build a bridge, give value to what seemed invisible.
In the end, that is what we are left with: the ability to turn so little
into so much. To give dignity to each ingredient, as we give dignity
to every person.
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Perché un grande piatto non si misura solo col palato, ma con la
coscienza di chi lo ha preparato.
Si dedica, insieme a sua moglie, a molti progetti di beneficenza.
Quando ha iniziato e perché?
“Beneficenza” non è la parola giusta. Quello che facciamo non
nasce dalla carità, ma da una visione culturale. È il desiderio di
restituire attraverso la bellezza, attraverso l’ascolto, attraverso
l’ospitalità. Con Lara abbiamo iniziato nel 2015 con Food for
Soul, perché sapevamo che il nostro ruolo di cuochi poteva diventare
qualcosa di più: uno strumento per generare inclusione,
dignità, cambiamento. Crediamo che un piatto cucinato con
amore, in un luogo curato e accogliente, possa fare molto più
che saziare. Può dare valore. Può accendere una scintilla. Può
ricordare a chi l’ha dimenticato che anche lui, anche lei, merita
la bellezza. Dai Refettori in tutto il mondo – nati per salvare il
cibo in eccesso e trasformarlo in momenti di gioia e condivisione
– è sbocciata una nuova idea di cucina: non come lusso, ma
come diritto. Non come esclusione, ma come abbraccio. Poi è
arrivato Tortellante, il nostro orgoglio più tenero. Lì, nella semplicità
di una sfoglia tirata a mano, abbiamo unito due fragilità:
la memoria degli anziani e lo sguardo puro dei ragazzi con disabilità.
Ed è proprio da quella fragilità che è nata una forza nuova,
fatta di ritualità, pazienza, risate e farina sulle mani. E come
ogni seme ben piantato, qualcosa è germogliato anche dentro la
nostra famiglia. Caroline, che ha lavorato con passione per Food
for Soul, e Jessica Rosval, lo chef di Casa Maria Luigia, hanno
dato vita a un progetto meraviglioso: l’ Association for the Integration
of Women. Con AIW è nato Roots, un ristorante sociale
dove giovani donne – mamme single, rifugiate, immigrate –
imparano il mestiere del cuoco, ricevono formazione, strumenti,
dignità. Roots non è solo un ristorante: è una seconda possibilità,
un laboratorio di speranza che cambia vite, una
rivoluzione quotidiana fatta con pentole e sorrisi. Per me, cucinare
non è solo nutrire. È creare legami. È ascoltare il silenzio
degli invisibili. È dare forma concreta alla parola “futuro”. E se
oggi posso dire di essere orgoglioso, non è solo per le stelle, ma
per i semi che, con pazienza, abbiamo piantato. E che, nel tempo,
hanno messo radici. E portano frutti che non finiscono mai
in un piatto, ma nella vita degli altri.
nity. Because a great dish is measured not only by the palate, but
by the conscience of the person who made it.
You and your wife are involved in many charitable projects.
When did you start and why?
That’s not the right word. What we do does not come from charity,
but from a cultural vision. It’s the desire to give back through
beauty, attention, hospitality. Lara and I started in 2015 with Food
for Soul because we knew that our jobs as cooks could be something
more: a tool to generate inclusion, dignity, change. We believe
that a dish cooked with love, in a caring and welcoming
place, can do more than just fill you up. It can give value. It can
ignite a spark. It can remind people who have forgotten that that
they deserve beauty too. From the Refectories that were created
to save food in surplus and turn it into moments of joy and sharing
around the world a new idea of cooking has blossomed: not
a luxury, but a right. Not as exclusion, but as embrace. Then
Tortellante, our most tender source of pride, came along. There,
in the simplicity of a hand-pulled pastry, we brought together two
fragilities: the memory of the elderly and the pure gaze of kids
with disabilities. And out of that fragility a new strength emerged,
made of rituals, patience, laughter and flour on our hands. And
like any well-planted seed, something sprouted within our family
as well. Caroline, who worked passionately for Food for Soul, and
Jessica Rosval, the chef of Casa Maria Luigia, started a wonderful
project: the Association for the Integration of Women. With
AIW, Roots has come to life: it’s a social restaurant where young
women – single moms, refugees, immigrants – learn the craft of
cooking, are provided with training, tools, dignity. Roots is not
just a restaurant: it is a second chance, a laboratory of hope that
changes lives, a daily revolution made with pots and smiles. For
me, cooking is not just feeding. It ‘s making connections. It’s listening
to the silence of the invisible. It’s giving a shape to the
word “future”. And if today I can say that I am proud, it’s not only
for the stars, but for the seeds that, with patience, we’ve planted.
And that, over time, have taken root. They bear fruits that never
end up in a dish, but in the lives of others.
You often talk about the future: what do you see in yours?
In my future there will always be more future.
Parla spesso del futuro: nel suo cosa ci vede?
Nel mio futuro, ci sarà sempre più futuro.
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Naval architecture: Ferretti Group Superyachts Division Engineering Department
Exterior design: Filippo Salvetti
Interior architecture: Antonio Citterio Patricia Viel
The Custom Line 50 is the groundbreaking 50-metre aluminium superyacht under 500 GT that redefi nes her
class. With a four-deck displacement hull, 4,500-nautical-mile range, and shallow-water mooring capability, she
combines innovation with craftmanship. Standout features include the upper-deck owner’s suite with a private
terrace, an exquisite beach club integrating a waterside lounge with an infi nity pool and the main aft deck, and
interiors exuding magnitude comparable to larger yachts. With advanced weight and hydrodynamics, as well
as the use of recyclable materials, she ensure fuel effi ciency and sustainability. A unique combination of design,
versatility and onboard comfort, Custom Line 50 is totally beyond.
c: 50 m: 49 y: 57 k: 17
c: 30 m: 40 y: 100 k: 0
c: 50 m: 49 y: 57 k: 17
c: 100 m: 64 y: 0 k: 60
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GENIUS
GIGI SOLDANO
Quando parla lascia intendere che vive per le corse, per le
storie che vale la pena raccontare: dice che cerca l’anima dei
piloti e delle persone che fotografa. Nella selezione di foto
dell’edizione 2022 della Dakar, proiettata da un gigantesco televisore
Bang & Olufsen accompagnata da una cover di House
of the Rising Sun, ci ha messo delle incisioni rupestri trovate
per caso durante un appostamento. Conserva un’espressione
torva alla Marco Giallini, come se stessi cercando di rifilargli
un nuovo abbonamento telefonico. Gli chiediamo della Dakar,
di com’è correrla in Arabia Saudita, lui risponde che ha passato
più di una notte in macchina: “C’era troppo vento per
dormire in tenda, e poi nel bivacco non sei davvero nel deserto.
Prendevo l’auto e me ne andavo un po’ più in là a dormire.
Alla fine dei colleghi francesi sono venuti a bussare all’auto
chiedendo un posto”. Mentre parla guardiamo le sue mani: sta
parlando con Edi Orioli e Franco Picco ma il pilota che ha corso
l’ennesima Dakar sembra lui. In Arabia Saudita Gigi Soldano
ha portato due Nikon nuove, ma evidentemente per scattare
quattordicimila foto nel deserto anche le mani ti chiedono
un pegno.
When he speaks, he suggests that he lives for races, for the stories
that are worth telling: he says he seeks for the spirit of the
riders and of the people he photographs. In his selection of photos
from the Dakar 2022 edition that were projected on a huge
Bang & Olufsen screen along with a cover of House of the Rising
Sun, he included some rock engravings he found by accident
during a stakeout. He has a very Marco Giallini-esque grim expression,
almost as if I were trying to sell him a new phone bill.
We ask him about the Dakar, about what it’s like to race in Saudi
Arabia, he replies that he has spent more than one night in his
car: “It was too windy to sleep in a tent, besides, when you’re in
the bivouac, you’re not really in the desert. I would take the car
and go somewhere else to sleep. I ended up having French colleagues
come knocking on the car asking for a spot.” As he
speaks, we look at his hands: he’s talking to Edi Orioli and Franco
Picco, but he looks like the one who just competed in another
Dakar. Gigi Soldano brought two new Nikons with him to Saudi
Arabia, but it seems that in order to take fourteen thousand photos
in the desert, your hands have to pay a price.
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FOCUS
Osteria Francescana
Massimo Bottura apre Osteria Francescana a Modena nel 1995.
Innovatore e ristoratore da più di trent’anni, Bottura ha affermato
la sua reputazione come una delle figure culinarie più innovative
del mondo. Osteria Francescana, ristorante tre Stelle e
Stella Verde Michelin, è stato nominato numero 1 nella classifica
The World’s 50 Best Restaurants nel 2016 e per la seconda volta
nel 2018. Dal 2019 rientra nella lista Best of the Best, categoria
attribuita a tutti i ristoranti arrivati primi nella classifica The
World’s 50 Best Restaurants e che non possono più essere votati
nelle nuove edizioni della lista.
Da trent’anni la Francescana è il laboratorio creativo in cui Bottura
reinterpreta la cucina italiana con profondità culturale,
sensibilità artistica e spirito poetico. Piatti iconici come Oops! I
dropped the lemon tart o Cinque stagionature di Parmigiano
Reggiano raccontano storie di territorio, memoria e sperimentazione.
Ogni portata è un’opera d’arte che invita a riflettere sul passato
mentre guarda dritto al futuro, ma il cuore pulsante dell’Osteria
Francescana è il team: una brigata affiatata e internazionale,
formata da giovani talenti e professionisti esperti che costruiscono
un’esperienza che va oltre il gusto: ogni dettaglio, dal
servizio in sala al ritmo in cucina, è orchestrato con passione,
precisione e umanità.
All’Osteria Francescana, l’esperienza gastronomica diventa un
viaggio emozionale e collettivo, capace di nutrire non solo il palato,
ma anche l’anima.
Massimo Bottura opened Osteria Francescana in Modena in
1995. An innovator and restaurateur for more than thirty years,
Bottura has consolidated his reputation as one of the world’s
most innovative culinary figures. Osteria Francescana, the three-
Michelin-star and Michelin Green Star restaurant, was ranked
number 1 on The World’s 50 Best Restaurants list in 2016 and
again in 2018. Since 2019 it has been part of the Best of the Best
list, a category including all restaurants that ever ranked first in
The World’s 50 Best Restaurants list.
For thirty years, Bottura has re-imagined Italian cuisine in with
cultural depth, artistic sensitivity, and poetic spirit in Francescana,
his own creative laboratory. And iconic dishes such as Oops!
I dropped the lemon tart and Five stagings of Parmigiano Reggiano
have told stories about the territory, memory, and experimentation.
Each dish is a work of art that invites you to reflect on the past
while looking straight to the future, but the beating heart of Osteria
Francescana is its team: a close-knit, international brigade of
young talents and experienced professionals who create an experience
that goes beyond taste: every detail, from the service in
the dining room to the rhythm in the kitchen, is orchestrated with
passion, precision, and humanity.
At Osteria Francescana, the gastronomic experience becomes
an emotional and collective journey that nourishes the palate and
also the soul.
In foto il team di Osteria Francescana - Ph. Paolo Terzi
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OSTERIA FRANCESCANA
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Andrea e Luca Garelli
Osteria Francescana - Ph. Sueo
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FOCUS
Osteria Francescana - Ph. Sueo
Osteria Francescana - Ph. Sueo
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OSTERIA FRANCESCANA
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Osteria Francescana - Ph. Sueo
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FOCUS
Gelati
Ph. Paolo Terzi
Ph. Paolo Terzi
Ph. Paolo Terzi
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OSTERIA FRANCESCANA
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Massimo Bottura - Ph. Letizia Cigliutti
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FOCUS
Casa Maria Luigia
Da villa del XVII secolo ad guesthouse immersa nella
campagna emiliana
From an 18th century villa to a guesthouse in the Emilian countryside
Massimo Bottura e Lara Gilmore, compagni e complici nella vita
come nel lavoro, nel maggio 2019 hanno aperto le porte della
loro guesthouse per estendere la visione di ospitalità oltre Osteria
Francescana, il ristorante tre stelle Michelin nel centro storico
di Modena, e creare un luogo che possa ospitare tutte le
loro passioni.
Arte, cibo, musica, natura: Casa Maria Luigia è una galleria a
cielo aperto, un contenitore di idee dove scoprire la collezione
di opere d’arte contemporanea di Massimo e Lara tra dipinti,
fotografie, sculture e oggetti di design, ma anche lasciarsi ispirare
da nuovi sapori, profumi, canzoni, da portare con sé anche
dopo la partenza.
Casa Maria Luigia non è un hotel, ma una vera e propria Casa
lontano da Casa. Ogni dettaglio, dal tavolo vintage alla poltrona
di design, è stato scelto accuratamente per creare un’atmosfera
di calore e accoglienza.
Gli ospiti sono invitati a rilassarsi nella stanza della musica mettendo
nel giradischi uno degli oltre 20.000 vinili a disposizione,
oppure sorseggiare il proprio drink preferito nella stanza cocktail,
per poi lasciarsi tentare dalla dispensa in cucina, accessibile
ad ogni ora del giorno.
Massimo Bottura and Lara Gilmore, companions and accomplices
in life as in work, opened the doors of their guesthouse in May
2019 to extend their vision of hospitality beyond Osteria Francescana,
the three-Michelin-starred restaurant in Modena’s historic
centre, and create a place that can accommodate all their passions.
Art, food, music, nature: Casa Maria Luigia is an open-air gallery,
a container of ideas where you can discover Massimo and Lara’s
collection of contemporary artworks including paintings, photographs,
sculptures and design objects, but also be inspired by
new flavours, scents, songs, to take with you even after your departure.
Casa Maria Luigia is not a hotel, but a true Home away from
Home. Every detail, from the vintage table to the designer armchair,
has been carefully chosen to create an atmosphere of
warmth and cosiness. Guests are invited to relax in the music
room by putting one of the more than 20,000 vinyl records on the
turntable, or sip their favourite drink in the cocktail room, and
then indulge in the kitchen pantry, accessible at any time of day.
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CASA MARIA LUIGIA
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Massimo Bottura con sua moglie Lara Gilmore sulla soglia di Casa Maria Luigia - Ph. Paolo Terzi
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FOCUS
Massimo Bottura e Lara Gilmore - Ph. Condé Nast Spagna
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Casa Maria Luigia - Ph. Stefano Scatà
Casa Maria Luigia - Ph. Stefano Scatà
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FOCUS
Casa Maria Luigia, zona living - Ph. Stefano Scatà
Casa Maria Luigia, L table - Ph. Stefano Scatà
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CASA MARIA LUIGIA
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Lara Gilmore - Ph. Stefano Scatà
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FOCUS
LA NOSTRA COLAZIONE EMILIANA
Tra i campi le giornate iniziano presto, con l’odore del forno a
legna dove viene preparata la tradizionale colazione emiliana.
Jessica Rosval, dal 2013 parte integrante del team di Osteria
Francescana e Head Chef di Casa Maria Luigia e Al Gatto Verde,
guida la squadra in cucina per offrire ogni mattina tutto il meglio
della campagna locale: cotechino cotto sotto la cenere, focaccia,
omelette, marmellate fatte a mano, ricotta di Rosola e
gnocco fritto con mortadella. Prodotti d’eccellenza scelti per
raccontare fin da subito tutta la bellezza del territorio.
La scoperta della terra continua nel parco, dove tra le querce
secolari sono nascosti una piscina e un campo da tennis, per poi
lasciare spazio all’orto, riserva privilegiata di prodotti utilizzati
nelle cucine di Casa Maria Luigia e Al Gatto Verde.
OUR EMILIAN BREAKFAST
Among the fields, the days start early, with the smell of the
wood-burning oven where the traditional Emilian breakfast is prepared.
Jessica Rosval, since 2013 an integral part of the Osteria
Francescana team and Head Chef of Casa Maria Luigia and Al
Gatto Verde, leads the team in the kitchen to offer every morning
all the best of the local countryside: cotechino cooked under the
ashes, focaccia, omelette, handmade jams, ricotta di Rosola and
gnocco fritto with mortadella. Products of excellence chosen to
tell all the beauty of the territory right from the start.
The discovery of the land continues in the park, where aswimming
pool and tennis court are hidden among the centuries-old oaks,
and then leaves room for the vegetable garden, a reserve of products
used in the kitchens of Casa Maria Luigia and Al Gatto Verde.
Ph. Penelope Lisi
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Ph. Penelope Lisi
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FOCUS
Le colazioni a Casa Maria Luigia - Ph. Penelope Lisi
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CASA MARIA LUIGIA
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Se si prosegue oltre l’orto, costeggiando i campi di grano saraceno,
si raggiungono, prima Luigina, un intimo cottage composto
da tre camere appartate e spaziose, cucina, living e piscina
privata. Poi il Playground, uno spazio multifunzionale che unisce
sotto un unico tetto le più grandi passioni dello Chef, i motori
e le opere d’arte che colleziona, accanto ai più moderni attrezzi
di Technogym. Un luogo che racchiude tutta l’essenza
dell’Emilia Romagna, terra di cibo lento e macchine veloci.
If you continue past the vegetable garden, skirting buckwheat
fields, you reach first Luigina, an intimate cottage consisting of
three secluded and spacious rooms, kitchen, living room and private
pool, and then the Playground, a multifunctional space that
unites under one roof the Chef’s greatest passions, engines and
the works of art he collects, alongside the most modern Technogym
equipment. A place that encapsulates all the essence of
Emilia Romagna, land of slow food and fast cars.
Il cottage Luigina - Ph. Stefano Scatà
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FOCUS
Playground, Casa Maria Luigia - Ph. Letizia Cigliutti
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CASA MARIA LUIGIA
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Prima di raggiungere la Casa delle Carrozze, immersa nel
verde è situata l’Acetaia Maria Luigia, già Acetaia Fabbi,
aperta nel 1969. L’Acetaia ospita oltre 1.200 botti di Aceto
Tradizionale di Modena e presenta spazi interni ed esterni
che offrono un’esperienza unica a chi è curioso di conoscere
meglio la storia e la tradizione di questo pregiato
ingrediente. Acetaia Maria Luigia, oltre alle botti, ospita
installazioni d’arte contemporanea di Ingo Mauer, Kehinde,
Wiley e Olafur Eliasson.
Ecco infine la Casa delle Carrozze, edificio indipendente e
adiacente all’ingresso della villa.
La stanza principale, un salone con cucina a vista e
un’ampia vetrata cambia infatti identità durante il corso
della giornata e alla sera accoglie ospiti interni ed esterni
alla struttura per condividere l’esperienza di Francescana
at Maria Luigia.
Before reaching the Carriage House, surrounded by greenery
is Acetaia Maria Luigia, formerly Acetaia Fabbi, opened
in 1969. The Acetaia houses more than 1,200 barrels of
Traditional Vinegar of Modena and features indoor and outdoor
spaces that offer a unique experience for those curious
to learn more about the history and tradition of this
prized ingredient. In addition to the barrels, Acetaia Maria
Luigia houses contemporary art installations by Ingo Mauer,
Kehinde Wiley and Olafur Eliasson.
Finally, there is the Casa delle Carrozze, an independent
building adjacent to the entrance to the villa.
The main room, a lounge with an open kitchen and a large
window, changes identity during the course of the day and
in the evenings it welcomes guests from inside and outside
the structure to share the experience of Francescana at
Maria Luigia.
Playground, Casa Maria Luigia - Ph. Letizia Cigliutti
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FOCUS
Acetaia Maria Luigia
Massimo Bottura all’Acetaia Maria Luigia
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Massimo Bottura e Lara Gilmore - Ph. Letizia Cigliutti
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FOCUS
FRANCESCANA AT MARIA LUIGIA
L’unico menù degustazione presente in carta è composto
da nove portate e racconta i trent’anni di Osteria Francescana
attraverso i suoi piatti più iconici, tra “Cinque stagionature
di Parmigiano Reggiano in diverse consistenze
e temperature”, “La parte croccante della lasagna” e
“Oops! Mi è caduta la crostata al limone”. I tavoli condivisi
e la cucina aperta verso la sala sono lo scenario dove
rivivere i momenti più indimenticabili della storia di
Osteria Francescana.
FRANCESCANA AT MARIA LUIGIA
The only tasting menu available consists of nine courses
and recounts the thirty years of Osteria Francescana
through its most iconic dishes, including “Five Ageings of
Parmigiano Reggiano, in different consistencies and temperatures”,
“The Crunchy Part of Lasagna” and “Oops! I
dropped the Lemon Tart”. The shared tables and the kitchen
open to the dining room are the setting in which to relive
the most unforgettable moments of Osteria Francescana.
Massimo Bottura e Jessica Rosval, “La parte croccante della lasagna” - Ph. Marco Poderi
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CASA MARIA LUIGIA
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Massimo Bottura prepara “La parte croccante della lasagna” - Ph. Marco Poderi
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The crunchy part of the Lasagna - Francescana at Maria Luigia - Ph. Marco Poderi
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Oops I dropped the lemon tart - Francescana at Maria Luigia - Ph. Marco Poderi
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FOCUS
Al Gatto Verde
Al Gatto Verde viene inaugurato il 20 settembre 2023. Questo
ambizioso progetto della Francescana Family nasce come
espressione della convivialità, del fuoco e dei sapori affumicati
del nostro “non-barbecue”, per continuare a celebrare il Tóla
Dólza, il brunch cotto sul fuoco, che veniva servito ogni domenica
a Casa Maria Luigia.
La vita in cucina si svolge attorno al forno a legna, la sfida, infatti,
è quella di elevare il fuoco e tutto ciò che lo accompagna
- calore, fumo, griglia - attraverso i migliori ingredienti del territorio.
Al Gatto Verde esprime la sintesi tra Etica ed Estetica. Il locale è
stato progettato per ridurre al minimo l’impatto sull’ambiente,
prestando particolare attenzione alla sostenibilità. I pannelli
solari forniscono l’elettricità, mentre per tutte le altre risorse
energetiche viene applicato un approccio a spreco zero, con
l’obiettivo di riciclare e riutilizzare ogni emissione prodotta.
Al Gatto Verde was opened on September 20, 2023. This ambitious
project of the Francescana Family was born as an expression
of conviviality, fire and smoky flavors of our “non-barbecue,”
to continue celebrating Tóla Dólza, the brunch cooked over the
fire that was served every Sunday at Casa Maria Luigia.
Life in the kitchen revolves around the wood-burning oven; the
challenge, in fact, is to elevate the fire and all that accompanies
it-heat, smoke, grill-through the best ingredients of the land.
Al Gatto Verde expresses the synthesis of Ethics and Aesthetics.
The restaurant was designed to minimize its impact on the environment,
paying special attention to sustainability. Solar panels
provide electricity, while a zero-waste approach is applied to all
other energy resources, with the goal of recycling and reusing
every emission produced.
Al Gatto Verde - Ph. Lido Vannucchi
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AL GATTO VERDE
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In foto Jessica Rosval - Ph. Cinefood
Jessica Rosval
Head Chef
Jessica Rosval nasce nel 1985 a Montreal. Inizia ad appassionarsi al mondo della cucina a quindici anni e da
quel momento non è più riuscita a separarsi dai fornelli, dove ogni giorno dà sfogo alla sua creatività,
alimentata da oltre vent’anni di esperienza. Nel 2013 si è trasferita in Italia per entrare a far parte della
brigata di cucina di Osteria Francescana. Oltre al talento e alla spiccata creatività, Jessica si è dedicata
anche a tematiche sociali e che supportino la comunità. Dal 2021, Rosval è co-fondatrice e direttrice
culinaria di AIW, Associazione per l’Integrazione delle Donne. Da settembre 2023, Jessica prende le redini
della brigata del nuovo ristorante di Casa Maria Luigia, Al Gatto Verde.
Jessica Rosval was born in 1985 in Montreal. She became passionate about the world of cooking at the age
of fifteen and since then she has not been able to separate herself from the stove, where she expresses her
creativity every day, which has fueled her twenty years of experience. In 2013, she moved to Italy to join the
kitchen brigade of Osteria Francescana. In addition to her talent and pronounced creativity, Jessica has also
dedicated herself to social causes and supports her community. Since 2021, Jessica has been co-founder
and culinary director of Association for the Integration of Women (AIW). From September 2023, Jessica
takes the reins of the brigade of Casa Maria Luigia’s new restaurant, Al Gatto Verde.
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FOCUS
Al Gatto Verde - Ph. Lido Vannucchi
Al Gatto Verde - Lido Vannucchi
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AL GATTO VERDE
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Agnello del nuovo mercato - Ph. Stefania Gambella
Fóg - Ph. Stefania Gambella
Baccalà in crosta di sale e cenere - Ph. Stefania Gambella
Sud - Ph. Stefania Gambella
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FOCUS
Casa LU
Casa LU completa il progetto di ristrutturazione della proprietà.
Questa casa di campagna del 1900 prende il nome dalla mamma
di Massimo, Maria Luigia, conosciuta anche come Luisa e chiamata
affettuosamente “Nonna LU”. Negli anni ’80 la piccola
cascina divenne una casa trifamigliare, che si trova oggi tra Casa
Maria Luigia, l’Acetaia e il ristorante Al Gatto Verde.
Si tratta di una casa a schiera con diverse entrate e scale sia
all’esterno che all’interno. La loggia, che è stata trasformata in
un portico chiuso per la colazione, presenta uno straordinario
soffitto affrescato raffigurante Piazza Grande con il Duomo di
Modena e la Ghirlandina.
Casa LU ospita la colazione per tutti gli ospiti di Casa Maria Luigia.
Il portico conduce ad altre tre stanze che sono utilizzate
per il buffet della colazione, la reception e un’area lounge pomeridiana
con vista sulla piscina e sui giardini.
Prima di iniziare i lavori di ristrutturazione, Massimo e Lara
hanno battezzato la proprietà con una scultura nel cortile anteriore,
che conduce verso Casa LU. Hanno scelto una scultura a
grandezza naturale di Pinocchio dell’artista italiano Marcello
Lori. Questo Pinocchio non è il sottile burattino di legno. È un
Casa LU is the last renovation to complete the property. The
farmhouse from 1900 was affectionately named after Massimo’s
mother, Maria Luigia, also known as Luisa, who was called “Nonna
LU” in her later years. The farmhouse was turned into a 3-family
home in the 1980s. It sits between Casa ML, the Acetaia and
Al Gatto Verde.
It is a rambling house with different entrances and staircases
both outside and inside. It has an extraordinary painted ceiling
fresco in a loggia that has been converted into an enclosed portico
serving breakfast. In the ceiling fresco, there is a representation
of Piazza Grande with the Duomo of Modena and the
Ghirlandina bell tower. Casa LU is the house for breakfast for all
guests at Casa Maria Luigia. The portico leads to additional three
rooms that are used for breakfast buffet, reception, and afternoon
a lounge area overlooking a pool and backyard gardens.
Before beginning the renovations, the first thing Massimo and
Lara did was to christen the property with a sculpture in the front
courtyard leading to Casa LU.
They selected a life sized sculpture of Pinocchio by the Italian
artist Marcello Lori. This Pinocchio is not the thin wood puppet. It
Casa Lu - Ph. Letizia Cigliutti
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CASA LU
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Pinocchio grassottello, con un naso lungo, che sta guardando
verso il cielo in mezzo al giardino. Oggi Pinocchio non è visibile
al pubblico, è nascosto dietro i cancelli della casa, ma proprio da
lì osserva Casa LU prendere vita giorno dopo giorno.
Come Casa Maria Luigia, l’Acetaia e Al Gatto Verde, anche Casa
LU è stata riempita di arte contemporanea, come un’installazione
di vasi di Ai Weiwei, con una libreria al centro della casa
tra le altre opere d’arte sulle pareti.
Nel giardino posteriore, dietro la piscina di Casa LU, è stata installata
una scultura in bronzo in tre pezzi “Ex Voto” 2002 di
Jim Dine. Tre cuori, ciascuno interpretato in modo diverso: un
vaso, un classico cuore di San Valentino e la parte realistica del
corpo – il cuore come organo. Sono installati sul prato, sotto gli
alberi di tasso secolari che furono piantati nel 1900 dall’ex proprietario
Luigi Magelli.
Jim Dine, artista pop americano, con quest’opera riflette sul
tema del Guardare. Ogni cuore si interroga a proposito di ciò
che vediamo e in cui crediamo. Un cuore non è un cuore, ma un
essere vivente che cambia a seconda di come cambiamo noi con
il tempo e la maturità. È un vaso per i sentimenti, è l’amore di
San Valentino ed è la macchina pulsante che ci mantiene in vita.
Le ulteriori otto camere sono decorate in uno stile simile a Casa
ML con lavandini in ceramica Sbordoni, rubinetteria in acciaio
is a chubby, extra large Pinocchio with a long nose. He is looking
up to the sky in the middle of the garden. Currently behind closed
gates, Pinocchio is not visible to the public, and yet he watches
Casa LU come to life day by day.
Casa LU is filled with contemporary art like Casa ML, the Acetaia
and Gatto Verde. There’s an installation of Ai Weiwei vases with a
custom made bookshelf center of the house among other artworks
on the walls.
In the back garden, behind Casa LU’s private pool, a three-piece
bronze sculpture “Ex Voto” 2002 by Jim Dine was installed. Three
hearts, each interpreted differently: one is a vessel, one is a classic
Valentine heart, and the last is the realistic body part – the
heart as an organ. They are installed on the lawn below the heritage
yew trees (tassi) that were planted back in 1900 by the former
owner Luigi Magelli.
This artwork by American pop artist Jim Dine is all about Looking.
Each heart questions what we see and believe. A heart is not a
heart but a living thing that changes depending on how we change
with time and maturity. It is a vessel for sentiments, it is the Valentine
Love, and it is the pumping machine that keeps us alive.
The additional 8 rooms were decorated in a similar style to Casa
ML with Sbordoni ceramic sinks, Stella stainless steel tap fixtures,
walnut herringbone floors, and artisanal ceramics in the
Casa Lu - Ph. Letizia Cigliutti
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FOCUS
inox Stella, pavimenti in legno di noce a spina di pesce e ceramiche
artigianali nel bagno, cucina e area piscina all’aperto
prodotte localmente da Optifico. Ogni stanza è caratterizzata
anche da opere d’arte, carta da parati, mobili vintage selezionati
da Lara e Massimo, tappeti persiani e illuminazione di Davide
Groppi, oltre a elementi di design contemporaneo. Ogni camera
ha una dimensione e una forma uniche. Ci sono tre categorie di
camere: Festina Lente, Bella Vita e un appartamento Alcove con
due camere da letto con bagno privato, completo di cucina indipendente
e area soggiorno. Due camere al piano terra sono
accessibili alle persone con disabilità e mobilità limitata.
Casa LU ha la propria piscina privata, ristrutturata con piastrelle
in ceramica di colore crema, e area solarium. Infine, in
cima a due colonne di mattoni ai cancelli d’ingresso di Casa LU,
l’artista italiano Giorgio di Palma, che lavora da Grottaglie, la
famosa città della ceramica in Puglia, ha creato altre due sculture
di gelato installate in vasi di cemento. Questi due gelati
sono al gusto di frutta con colori pastello che animano i cancelli
d’ingresso.
bathroom, kitchen, and outdoor pool area produced locally by
Optifico. Art features in each room as well as wallpaper, vintage
furniture selected by Lara and Massimo, Persian carpets and
lighting by Davide Groppi and contemporary design elements.
Each room is unique in size and shape. There are three categories
of rooms – Festina Lente, Bella Vita, and an Alcove two bedroom
Apartment complete with independent kitchen and living area as
well as two bedrooms each with ensuite bathrooms. Two ground
floor rooms are accessible to wheelchairs and people with limited
mobility.
Casa LU has its own swimming pool recently renovated in a herringbone
pattern cream coloured ceramic tile and sun lounge
area. Last but not least, on top of two brick columns at the entrance
gates to Casa LU, the Italian artist Giorgio di Palma, who
works from Grottaglie, the famed ceramic town in in Puglia, created
two more Gelato sculptures installed in concrete vases.
These two gelatos are fruit flavoured with pastel colours that animate
the entrance gates.
Casa Lu - Ph. Giulio Cai
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CASA LU
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Casa Lu - Ph. Letizia Cigliutti
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FOCUS
Franceschetta58
Nel dicembre 2014 nasce il secondo progetto di Francescana Family:
Franceschetta58, il casual restaurant di via Vignolese, alle
porta del centro di Modena.
Dal 2017, lo chef Francesco Vincenzi guida la cucina del ristorante,
dopo sette anni di esperienza nella brigata di Osteria
Francescana. Con il suo team, Vincenzi propone una cucina
che trae principale ispirazione dagli ingredienti locali, dai rapporti
con i produttori della regione, dai viaggi e dalle provenienze
dei ragazzi dello staff.
La cucina di Franceschetta58, giovane ed innovativa, celebra il
territorio con sguardo avanguardista, stimolato dai numerosi
viaggi culturali e gastronomici del team. Particolare attenzione
è riservata al rapporto con i piccoli produttori e artigiani del
territorio, i quali forniscono l’85% delle materie prime presenti
nel menu, sempre fedele alla stagionalità. Non manca la presenza
di pesci di acqua dolce, omaggio ad un’antica tradizione
modenese risalente ai tempi in cui Modena era attraversata da
corsi d’acqua. Riccardo Gazzola è oggi il restaurant manager di
Franceschetta58 e Francesco Ferrari il suo sommelier.
The second Francescana Family project was born in December
2014: Franceschetta58, the casual restaurant in Via Vignolese,
just outside the center of Modena.
Since 2017, Chef Francesco Vincenzi has been leading the kitchen
of the restaurant, after seven years of experience as part of the
Osteria Francescana brigade. With his team, Chef Vincenzi offers
a cuisine that draws its main inspiration from local ingredients,
from the strong relationship with producers in the region, and the
various journeys and backgrounds of the staff members.
Franceschetta58’s cuisine, young and innovative, celebrates the
territory with an avant-garde look, stimulated by the team’s
many cultural and gastronomic travels. Particular attention is reserved
for the relationship with small local producers and artisans,
who provide 85 % of the raw materials on the menu, always
faithful to seasonality. Fresh water fish is also featured, a
tribute to an ancient Modenese tradition dating back to the
times when the city was crisscrossed by waterways. Today Riccardo
Gazzola is Franceschetta58’s restaurant manager and
Francesco Ferrari is its sommelier.
IMPEGNO SOCIALE E AMBIENTALE
Il team di Franceschetta58 si impegna giornalmente a ridurre e
recuperare gli scarti di cucina, a partire dall’utilizzo e dalla valorizzazione
di ogni parte di ogni ingrediente, fino al riutilizzo
delle eccedenze alimentari nella preparazione quotidiana dei
pasti del personale. Sempre nell’ottica di contrastare quotidianamente
lo spreco alimentare, il ristorante ha inoltre aderito al
protocollo Hotel Rifiuti Zero nel giugno 2021. Sono stati infatti
introdotti cambiamenti logistici nella gestione del ristorante,
attuati attraverso il coinvolgimento e la formazione di tutto il
personale.
Riduzione in valore assoluto della produzione di rifiuti, ottimizzazione
della raccolta differenziata e delle pratiche di riciclo,
eliminazione delle bottiglie di plastica e dei tovaglioli di
carta, introduzione di distributori d’acqua e fornitura di borracce
riutilizzabili per il personale, raccolta dei tappi di sughero
per il riciclo e vuoto a rendere per le bottiglie di vetro sono solo
alcuni degli importanti passi che il ristorante sta attuando per
ridurre l’impatto ambientale a favore di un approccio più sostenibile.
Le azioni adottate da giugno 2021 hanno contribuito a
ridurre le emissioni di CO2 di circa 8.000 Kg all’anno.
Il team di Franceschetta58 rinforza lo stretto legame con il territorio
aderendo a progetti sociali locali. I tortellini, bolliti in
brodo di cappone e serviti in crema di Parmigiano Reggiano,
sono preparati dal Tortellante, un laboratorio sociale in cui giovani
adulti affetti da autismo imparano l’arte di fare la pasta fresca
dalle nonne modenesi, le rezdore, che tramandano così
questa preziosa tradizione. Il ristorante collabora inoltre con
l’azienda agricola della Casa Circondariale di Modena, da cui
vengono acquistate le materie prime poi utilizzate nella crea
SOCIAL AND ENVIRONMENTAL COMMITMENT
Franceschetta58’s team is committed to reducing and recovering
kitchen waste on a daily basis, starting with the usage and valorization
of every part of every ingredient and ending with the reuse
of surplus food in the daily preparation of staff meals. Also with
the aim of tackling food waste on a daily basis, the restaurant
also joined the Hotel Rifiuti Zero protocol in June 2021. In fact,
logistical improvements have been introduced in the management
of the restaurant, implemented through the involvement
and training of all staff.
Reducing overall waste production, optimizing separate waste
collection and recycling practices, eliminating plastic bottles and
paper napkins, introducing water dispensers and providing reusable
water bottles for staff, collecting corks for recycling, and
using glass returnable bottles are just some of the important
steps the restaurant is taking to reduce its environmental impact,
in favor of a more sustainable approach. The actions taken since
June 2021 have helped to reduce CO2 emissions by around
8,000 kg per year.
Franceschetta58 team reinforces its close ties with the territory by
joining local social projects. The tortellini, cooked in capon broth
and served in Parmigiano Reggiano cream, are prepared by the
Tortellante social project, a pasta lab where young adults with autism
learn the art of making fresh pasta from modenese grandmothers,
the rezdore, who thus hand down this precious tradition.
The restaurant also collaborates with the farm of Modena’s Detention
Center, from which agricultural products are purchased and
then used in the creation of the restaurant menus. The purpose is
to enhance the work carried out by the Facility inmates and implementing
social and environmental improvements in the area.
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FRANCESCHETTA58
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Franceschetta58 - Cinefood
Franceschetta58 - Cinefood
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FOCUS
zione dei menu del ristorante, con lo scopo di valorizzare il lavoro
svolto dal Carcere ed implementare l’impatto sociale.
L’interesse dello chef Vincenzi per la formazione lo ha portato a
tenere corsi di cucina per le donne immigrate presso il ristorante
Roots di Modena, nell’ambito dell’iniziativa AIW Women’s
Culinary Training and Integration Project, ideata dalla chef Jessica
Rosval. La brigata del ristorante è anche impegnata in prima
linea nel sostenere la riduzione degli sprechi alimentari attraverso
una stretta collaborazione con il Refettorio Antoniano
di Bologna, un progetto di Food for Soul nato con l’obiettivo di
preparare pasti nutrienti a partire dal surplus alimentare per le
persone in situazione di vulnerabilità sociale.
Chef Vincenzi’s interest in training led him to hold cooking classes
for immigrant women at Roots restaurant in Modena, as part
of the AIW Women’s Culinary Training and Integration Project,
conceived by chef Jessica Rosval. Francheschetta58’s brigade is
also at the forefront of supporting the reduction of food waste
through a close collaboration with Refettorio Antoniano in Bologna,
a Food for Soul project created with the aim of preparing
nutritious meals from surplus food for people in conditions of social
vulnerability.
Francesco Vincenzi
Head Chef
Francesco Vincenzi nasce a Formigine nel 1992. Nel 2010
arriva in Osteria Francescana, subito dopo aver frequentato
la Scuola Alberghiera e di Ristorazione di Serramazzoni.
La sua carriera inizia in sala, dove Massimo Bottura
lo sprona ad approfondire il suo interesse verso il mondo
dell’ospitalità a tutto tondo. In una seconda fase, Francesco
sposta quindi la sua attenzione verso la cucina, per i
primi sette anni come parte della brigata di Osteria Francescana,
ed in seguito come head chef di Franceschetta58.
Nel corso della sua esperienza, ha modo di approfondire e
consolidare il rapporto con ingredienti e produttori locali.
Chef Vincenzi crea per Franceschetta58 menù stagionali
che partono da tradizioni e materie prime del territorio
per esprimere il meglio di ogni stagione, non senza contaminazioni
internazionali. La brigata del ristorante è inoltre
protagonista di Franceschetta58 on Tour, una rassegna
di eventi gastronomici che vede il ristorante ospitare e a
sua volta essere ospitato da altri ristoranti, per proporre
agli ospiti un menù progettato insieme. Queste assidue
collaborazioni sono per il team, sia di sala che di cucina,
costante fonte di ispirazione e motivo di crescita.
Francesco Vincenzi was born in 1992, in Formigine, a few
kilometers away from Modena. He first arrived at Osteria
Francescana in 2010, right after graduating from Hotel and
Catering School. His career began as part of the front of
house team, where Massimo Bottura prompted him to
deepen his interest in the world of hospitality all-round. In a
second phase, Francesco then shifted his attention to the
kitchen, for the first seven years as part of the brigade of
Osteria Francescana, and later as head chef of Franceschetta58.
During his experience, he had the opportunity
to deepen his relationship with Emilian ingredients, as well
as his connection with local artisans and producers. Supported
by an ongoing dialogue with Massimo Bottura, Chef
Vincenzi creates seasonal menus for Franceschetta58 that
express local culinary traditions revisited through contemporary
and international contaminations. Indeed, Francesco,
together with his brigade, is the protagonist of Franceschetta58
on Tour, a series of four-handed dinners and
restaurant exchanges that sees the restaurant hosting and
in turn be hosted by top restaurants, to offer guests a menu
jointly designed. These assiduous collaborations with
high-level colleagues represent for Francesco and the entire
brigade a constant source of inspiration and opportunity
for growth.
Genius People Magazine
FRANCESCHETTA58
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Chef Francesco Vincenzi - Ph. Savour Duo
Genius People Magazine
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FOCUS
Faraona Arrosto - Ph. Savour Duo
Tortellini del Tortellante in crema di Parmigiano Reggiano 36 mesi - Ph. Savour Duo
Genius People Magazine
FRANCESCHETTA58
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Tubetti al Cavolo Nero - Ph. Savour Duo
Zuppa inglese - Ph. Marco Poderi
Genius People Magazine
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FOCUS
Food for Soul
Il gusto dell’inclusione
The Taste of Inclusion
In un mondo in cui un terzo del cibo prodotto viene sprecato e
oltre 800 milioni di persone soffrono la fame, Massimo Bottura
e Lara Gilmore hanno acceso una scintilla rivoluzionaria. Si
chiama Food for Soul: non una mensa, ma un movimento culturale.
Fondato nel 2015, il progetto coniuga sostenibilità alimentare,
arte e inclusione sociale per ridare valore al cibo, alle
persone e ai luoghi.
Tutto ha avuto inizio a Milano, durante Expo 2015, con il Refettorio
Ambrosiano: un ex teatro trasformato in un luogo accogliente
e bello, in cui le eccedenze alimentari sono diventati
pasti gustosi preparati da chef stellati per chi si trova in difficoltà.
Da allora, i Refettori si sono moltiplicati: a Rio de Janeiro, in
collaborazione con Gastromotiva; a Londra con il Felix Project;
a Parigi, nella cripta della Madeleine; fino a Napoli, con i Social
Tables Made in Cloister arricchiti dai tavoli in legno disegnati da
Mimmo Paladino.
Ciascun progetto nasce dalla comunità per la comunità, ed è
modellato sui suoi bisogni. In questi spazi ogni dettaglio – dalle
stoviglie ai murales, dagli ingredienti alla mise en place – racconta
una storia di rispetto e rinascita. Perché nutrire non è solo
sfamare, ma restituire dignità.
“Non è beneficenza – dicono i fondatori – è una rivoluzione culturale”.
Lo dimostrano i tre pilastri su cui poggia l’intero impianto:
qualità delle idee, forza della bellezza, valore dell’ospitalità.
E con nuovi progetti in cantiere – da Torino a Montreal,
passando per Messico e Stati Uniti – Food for Soul è pronto a
continuare a costruire, un piatto alla volta, un mondo più giusto
e sostenibile.
In a world in which we waste a third of all the food we make and
over 800 million people suffer from hunger, Massimo Bottura and
Lara Gilmore have started a revolutionary project. It’s called Food
for Soul: it’s not a soup kitchen, but a cultural movement. ounded
in 2015, the community-driven venture combines food sustainability,
art, and social inclusion to bring value back food, people,
and places.
It all began in Milan during the 2015 Expo with the Refettorio
Ambrosiano: a former theater was transformed into a welcoming
and beautiful place in which Michelin-starred chefs turned surplus
food into tasty meals for those in need. From that point, the
Refettori have grown non-stop: in Rio de Janeiro, in collaboration
with Gastromotiva; in London with the Felix Project; in Paris, in
the crypt of the Madeleine; and in Naples, with the Social Tables
Made in Cloister, with the wooden tables designed by Mimmo
Paladino.
Each project springs from the community for the community and
is modeled on its needs. In these spaces, every detail – from the
tableware to the murals, from the ingredients to the mise en place
– tells a story of respect and rebirth. Because eating is not just
about satisfying needs, but about restoring dignity.
It’s not charity“, the founders said, ”it’s a cultural revolution”. This
is clear in light of the three pillars on which the entire system
rests: quality of ideas, the power of beauty, and the value of hospitality.
And with new projects in the pipeline – from Turin to Montreal,
via Mexico and the United States – Food for Soul is ready to
continue building, one dish at a time, a more fair and sustainable
world.
Genius People Magazine
FOOD FOR SOUL
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Massimo Bottura - Ph. The Felix Project
Massimo Bottura, Felix Project - Ph. Simon Owen Red Photographic
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FOCUS
Refettorio Felix al St Cuthbert’s a Londra
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FOOD FOR SOUL
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Lara Gilmore al Refettorio Felix di Londra
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FOCUS
Il Refettorio a San Francisco
Il Refettorio a Parigi
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FOOD FOR SOUL
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Massimo Bottura, Felix - Ph. Simon Owen Red Photographic
Refettorio Ambrosiano di Milano - Ph. Paolo Saglia
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FOCUS
Tortellante
Tortellante è molto più di un laboratorio di pasta fresca: è un
progetto sociale innovativo nato a Modena, ideato da Massimo
Bottura e sua moglie Lara Gilmore, per dare autonomia e dignità
lavorativa a giovani con disturbi dello spettro autistico.
All’interno del laboratorio, i ragazzi imparano a preparare a
mano i tortellini secondo la tradizione modenese, affiancati da
nonne volontarie, le “rezdore”, custodi della cultura gastronomica
locale. Il lavoro non è solo un mezzo per apprendere un
mestiere, ma anche un veicolo di inclusione, relazione e crescita
personale.
Massimo Bottura, chef tristellato dell’Osteria Francescana, ha
sempre creduto che la cucina possa essere uno strumento di
cambiamento sociale, e con Tortellante, ha trasformato un simbolo
dell’identità emiliana in un’opportunità concreta per costruire
un futuro più equo e umano.
Tortellante è oggi un modello replicabile, in cui tradizione e innovazione
si incontrano per rispondere a bisogni reali, con delicatezza,
intelligenza e amore.
Tortellante is not just a fresh pasta workshop, it’s so much more:
it’s the innovative social project founded in Modena by Massimo
Bottura and his wife Lara Gilmore to give young people with autism
spectrum disorders independence and dignity through work.
During the workshop, those boys and girls learn how to make
tortellini by hand according to the Modena tradition, and in doing
so they’re assisted by volunteer grandmothers, the “rezdore,”
guardians of the local gastronomic culture. Work is not just a tool
to learn a trade, it’s also a vehicle for inclusion, relationships, and
personal growth. The Michelin-starred chef Massimo Bottura has
always believed that cooking can be a path to social change, and
with Tortellante, he has transformed a symbol of the Emilian identity
into a concrete opportunity to build a more equitable and human
future.
Tortellante is now a replicable model: tradition and innovation
come together to respond to real needs with sensitivity, intelligence,
and love.
Massimo Bottura al laboratorio di Tortellante
Genius People Magazine
TORTELLANTE
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Massimo Bottura, Tortellante
I tortellini fatti a mano durante il laboratorio
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FOCUS
Massimo Bottura al laboratorio di Tortellante
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TORTELLANTE
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All’interno del laboratorio i ragazzi imparano a preparare a mano i tortellini secondo la tradizione modenese
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FOCUS
Cavallino
La storia: dal 1950 a oggi
The history: from 1950 to the present days
Grazie alla collaborazione tra Ferrari e Massimo Bottura, con il
contributo creativo dell’architetto India Mahdavi, con la riapertura
nel 2021 si è inaugurato un nuovo capitolo del ristorante
Cavallino, dando nuova luce alla location storica di via Abetone
Inferiore, di fronte all’ingresso dello Stabilimento di
Maranello.
Il Cavallino è infatti protagonista e simbolo integrante della leggenda
Ferrari fin dal 1942, anno in cui l’ingegnere rilevò i terreni
dell’ex Fondo Cavani annettendo alla transazione anche la
piccola casa colonica che venne prima utilizzata come mensa,
spogliatoio e sede di formazione per la manodopera, ed in seguito,
nel 1950, ufficialmente aperta al pubblico come Ristorante
Cavallino. Qui Enzo Ferrari riceveva a pranzo i suoi collaboratori,
i clienti e gli amici più stretti nella sala privata dove
amava guardare il Gran Premio; tra loro anche Gioacchino Colombo,
che nel 1945 progettò la prima vettura Ferrari 125S
Sport. Intorno ai tavoli del passato si sono accomodati ospiti illustri
come il principe Bernardo d’Olanda, la Principessa Liliana
de Rèthy e il pilota 3 volte campione del mondo Jackie Stewart,
così come tutti i piloti e i tecnici che hanno fatto parte del
Team Ferrari nel corso delle diverse decadi.
La rilettura contemporanea dello spazio riporta in prima linea
l’iconicità e l’autenticità di un luogo leggendario di Maranello
che ancora oggi custodisce, tra le sue mura originarie, le emozioni,
i successi e i ricordi che hanno segnato la storia della Ferrari.
Il Cavallino abbraccia la visione dell’universo Ferrari, per
offrire a tutti la possibilità di respirare gli stessi ideali che hanno
accompagnato la crescita del brand. Allo stesso modo, il ristorante
rispecchia la visione della Francescana Family di Massimo
Bottura, offrendo una rilettura della tradizione culinaria italiana
in chiave contemporanea, portando il meglio del passato nel
futuro. La modenesità e il senso di appartenenza e partecipazione
sono percepibili attraverso ogni ambiente, piatto ed elemento
di un progetto che riflette la creatività e la cura espressa dal
lavoro di Ferrari e della Francescana Family in un’ospitalità
confortevole tipicamente italiana, sebbene innovativa.
DESIGN INTERNO ED ESTERNO
Al confine tra la fabbrica, il reparto corse Gestione Sportiva e il
nuovo flagship store di Maranello, lo spazio è stato integralmente
ristrutturato e riprogettato dall’architetto, designer e
scenografa India Mahdavi, invitata a rivitalizzare l’identità del
luogo, il suo design, l’architettura degli interni e il giardino, in
un equilibrio di comfort e gusto che celebra e valorizza lo stile di
vita italiano. Il pavimento in cotto tradizionale alterna piastrel
Thanks to the collaboration between Ferrari and Massimo Bottura,
with the creative contribution of architect India Mahdavi, the
reopening of the restaurant in 2021, gave new life to the historic
location in Via Abetone Inferiore, opposite the entrance to the
Maranello factory.
Cavallino has been the protagonist and integral symbol of the
Ferrari legend since 1942, the year in which the engineer took
over the land of the former Fondo Cavani, annexing to the transaction
also the small farmhouse that was first used as a canteen,
changing room and training center for the workforce, and later, in
1950, officially opened to the public as Ristorante Cavallino. Here
Enzo Ferrari received his staff, customers, and close friends for
lunch in the private dining room where he liked to watch the
Grand Prix; among them was Gioacchino Colombo, who designed
the first Ferrari 125S Sport car in 1945. Around the tables
of the past were such illustrious guests as Prince Bernardo of
Holland, Princess Liliana de Rèthy, and three-time world champion
driver Jackie Stewart, as well as all the drivers and technicians
who were part of Team Ferrari for several decades.
The contemporary reinterpretation of the space brings back to
the forefront the iconicity and authenticity of a legendary place in
Maranello that still holds the emotions, successes, and memories
that marked the history of Ferrari within its original walls. Cavallino
embraces the vision of the Ferrari realm, offering the chance to
breathe in the same ideals that accompanied the brand’s growth
over the years. Similarly, the restaurant reflects the vision of Massimo
Bottura and the Francescana Family, presenting a contemporary
reinterpretation of traditional Italian cuisine, bringing the
best of the past into the future. The modenesity and sense of
belonging and participation are perceivable through every room,
dish, and element of a project that reflects the creativity and care
expressed by the work of Ferrari and the Francescana Family in a
comfortable, typically Italian, yet innovative hospitality.
INTERIOR AND EXTERIOR DESIGN
On the boundary between the factory, the Gestione Sportiva racing
department, and the new flagship store in Maranello, the
space has been completely renovated and redesigned by architect
and designer India Mahdavi, who revitalized the identity of
the place, its style, interior architecture, and garden in a balance
of comfort and taste that celebrates and enhances the Italian lifestyle.
The traditional terracotta floor alternates earth-colored and
ivory tiles in a checkerboard pattern reminiscent of a freshly
ironed tablecloth. On the walls, rare celebratory collections of
photographs, posters, souvenirs, and memorabilia reveal the
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CAVALLINO
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le color terra e avorio in un motivo a scacchiera che ricorda una
tovaglia appena stirata. Alle pareti, rare raccolte celebrative di
fotografie, poster, souvenir e cimeli rivelano lo spirito del luogo
e la storia dell’incredibile avventura industriale e sportiva della
Ferrari.
Il giardino, riprogettato da Marco Bay, crea un patio come una
sala da pranzo open- air, un’oasi di verde all’ombra di un pergolato.
Al piano superiore, si trovano le due sale private e la terrazza
panoramica. Qui gli ospiti potranno godere di un pasto
all’aperto con vista diretta sull’ingresso principale dello stabilimento.
spirit of the place and the story of Ferrari’s incredible industrial
and sporting adventure.
In the old farmhouse, with a new red façade, India Mahdavi has
played with the traditional decorative vocabulary of the Italian trattoria
and all its architectural codes, drawing inspiration from the
Ferrari world with playful elegance. The garden, redesigned by
Marco Bay, creates a patio like an open-air dining room, a green
oasis in the shade of a pergola. Upstairs, there are two private
rooms and rooftop terrace. Here, guests can enjoy an open-air
meal with a direct view of the establishment’s main entrance.
Riccardo Forapani e Virginia Cattaneo - Ph. Marco Poderi
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FOCUS
LA CUCINA
Oggi Cavallino continua a preservare ed esaltare lo spirito e le
caratteristiche distintive del suo territorio di origine. La tradizione
è protagonista, la storia e l’identità dell’Emilia Romagna
sono rivisti da una prospettiva nuova per esaltare il meglio del
passato nei sapori del presente e del futuro. La modenesità e il
senso di appartenenza e partecipazione sono percepibili attraverso
ogni ambiente e ogni piatto. La cucina di Cavallino vuole
rileggere i grandi classici della tradizione emiliana, che hanno
fatto la storia della gastronomia italiana, e le sensazioni di
comfort del passato in chiave contemporanea.
La cucina dello storico ristorante di Enzo Ferrari è oggi guidata
dallo chef modenese Riccardo Forapani e Virginia Cattaneo. La
sala è gestita da Andrea Saccogna, affiancato dal giovane sommelier
Andrea Saccogna.
THE MENU
Today Cavallino continues to preserve and enhance the spirit and
distinctive characteristics of its territory of origin. Tradition is the
protagonist, the history and identity of Emilia Romagna are revisited
from a new perspective to enhance the best of the past in the
flavours of the present and future. Modenesity and a sense of
belonging and participation are perceived through every setting
and every dish. Cavallino’s cuisine seeks to reinterpret the great
classics of the Emilian tradition, which have made the history of
Italian gastronomy, and the comforting sensations of the past in a
contemporary key.
The kitchen of Enzo Ferrari’s historic restaurant is now led by
Modenese chef Riccardo Forapani and Virginia Cattaneo. The
dining room is managed by Andrea Saccogna, supported by
young sommelier Andrea Saccogna.
Ferrari Cavallino - Ph. Danilo Scarpati
Genius People Magazine
CAVALLINO
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Ferrari Cavallino - Ph. Danilo Scarpati
Ferrari Cavallino
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FOCUS
Sfogliato alle spezie - Ph. Marco Poderi
F50 - Ph. Marco Poderi
Genius People Magazine
CAVALLINO
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Battuta di caccia - Ph. Marco Poderi
Colombaccio arrosto - Ph. Marco Poderi
Genius People Magazine
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INTERVISTA
UNO CASA
Innovazione stellata per la cucina di domani
Michelin-starred innovation for tomorrow’s kitchens
di/by CAROLINA GENNA
Guidare l’innovazione richiede visione, coraggio e capacità di anticipare i bisogni ancora inespressi del
mercato. È ciò che sta facendo Matteo De Lise, a capo di Unox Casa, il brand che sta rivoluzionando l’home
cooking di alta gamma portando nelle cucine residenziali le tecnologie, l’estetica e le performance di un
ristorante stellato. Dall’ACI – Artificial Culinary Intelligence, che trasforma SuperOven in un vero alleato
intelligente in cucina, alla nuova Unox Casa App, pensata come un’estensione digitale dell’esperienza gastronomica,
fino alla raffinata Black Edition e agli eventi esclusivi della Milan Design Week, Unox Casa sta ridefinendo il concetto
stesso di lusso domestico.
Driving innovation requires vision, courage, and the ability to anticipate the market’s unexpressed needs. This is what Matteo
De Lise, the General Manager of Unox Casa, is doing. His brand is revolutionizing high-end home cooking by bringing the
technology, the aesthetics and the performance of a Michelin-starred restaurant into residential kitchens. From ACI – Artificial
Culinary Intelligence, which turns their SuperOven into an intelligent ally in the kitchen, to the new Unox Casa App, designed
to act as the digital extension of your gastronomic experience; from the elegant new Black Edition, to Milan Design Week’s
exclusive events: Unox Casa is redefining the very concept of domestic luxury.
Unox ha radici profonde nella ristorazione professionale, con
chef di eccellenza come Massimo Bottura che utilizzano la vostra
tecnologia da anni. Cosa comporta, in termini di sfide e
opportunità, trasferire queste prestazioni all’ambiente domestico?
Cucinare è un gesto intimo, potente, culturale. Portare la precisione,
la sensibilità e l’emozione della cucina professionale nelle
case significa riscrivere le regole. È un atto audace e necessario,
che riflette una nuova idea di eccellenza: non come privilegio
raro, ma come presenza viva nella quotidianità.
Il SuperOven di Unox Casa nasce da questo spirito: un oggetto
che unisce performance e design, che parla il linguaggio dell’architettura
contemporanea e che accompagna l’individuo nella
sua sfera più personale: la cucina di casa. È uno strumento di
precisione e carattere, progettato per chi vive la cucina come
spazio creativo, espressivo, centrale. L’eccellenza può e deve
diventare parte della vita quotidiana: questo è il progresso.
Sin dall’inizio le sfide sono state complesse. Abbiamo aperto un
nuovo segmento di mercato, costruito un’estetica funzionale
capace di dialogare con l’interior design più sofisticato, e spinto
la tecnologia verso una nuova frontiera, quella dell’intelligenza
sensibile.
È stato un lungo viaggio che, per me, è cominciato in realtà
molto tempo prima e che oggi converge nell’esperienza di Unox
Casa. Nei miei percorsi di vita, tre città, dove ho vissuto e lavorato,
hanno avuto un ruolo chiave nel plasmare la mia visione:
Unox is deeply rooted in the professional catering industry,
and top chefs like Massimo Bottura have been using your
technology for years. What are the challenges and the opportunities
that come with the transfer of this standard of excellence
in a domestic setting?
Cooking is an intimate, powerful, cultural act. Bringing the precision,
sensitivity, and emotion of professional cooking into our
homes means we are rewriting the rules. It’s a bold but necessary
move, it reflects a new idea of excellence: it’s no longer a privilege,
but a living presence in everyday life.
The SuperOven by Unox Casa was shaped around this very spirit:
it’s an object that combines performance and design, that
speaks the language of contemporary architecture and supports
people in their most personal space: their kitchens. It’s a precision
instrument with character, designed for those who experience
the kitchen as a creative, expressive, vital space. Excellence
can and must become part of everyday life: this is what
progress is about.
It has been challenging from the very start. We launched a new
market segment, we created a functional aesthetic that could dialogue
with the most sophisticated interior design, and pushed
technology towards a new frontier, that of sensitive intelligence.
It has been a long journey. For me, it all started way earlier, and
now it’s all coming together in the Unox Casa experience. The
three cities I lived and worked in, New York, Turin and Padua,
shaped my vision. In New York, I breathed in the energy, the ideas
Genius People Magazine
UNOX CASA
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Matteo De Lise, General Manager Unox Casa
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INTERVISTA
New York, Torino e Padova. A New York ho respirato l’energia
delle idee e la forza della competizione globale. Torino mi ha insegnato
il dialogo profondo tra cultura e progetto, tra forma e
sostanza. Padova, e tutto il Veneto, infine, rappresentano per
me il laboratorio permanente del Made in Italy: dove la manifattura
si intreccia con l’innovazione, dove si esprime l’arte del
saper fare. Questi sono gli ingredienti su cui si costruisce la nostra
ricetta dell’eccellenza.
Massimo Bottura in questo senso rappresenta per noi un altro
riferimento profondo: la sua visione della cucina come gesto
culturale, libero e poetico è anche la nostra. Ed è su quelle visioni
che stiamo guidando il futuro della cucina ad alta intensità
emotiva e tecnologica.
Il concetto di Starred Living è al centro della visione Unox
Casa: portare l’esperienza di un ristorante stellato nel cuore
della casa. In che modo questo approccio sta cambiando la
percezione della cucina domestica e il modo in cui le persone
vivono il lusso quotidiano?
Il concetto stesso di lusso sta vivendo una ridefinizione profonda.
Oggi non si misura più nella sola estetica, ma nella capacità
di generare esperienza, relazione, identità. Il real estate di alta
gamma è il prossimo ambito in cui questa trasformazione sarà
più visibile. E la cucina – per lungo tempo confinata ai margini
– ne diventerà il cuore pulsante.
and the power of global competition. Turin educated me on the
profound dialogue between culture and design, between form
and substance. Finally, for me Padua, and the whole Veneto region,
represent Made In Italy’s permanent laboratory: where manufacturing
blends with innovation, where we art express our
know-how. These are the ingredients with which we built our recipe
for excellence.
In this sense, Massimo Bottura is another profound reference
point for us: we both see cooking as a cultural, free, and poetic
act. And this is the vision towards which we’re guiding the future
of emotionally and technologically intense cuisine.
The concept of Starred Living is at the heart of Unox Casa’s
vision: you’re bringing the experience of a Michelin-starred
restaurant into the heart of our homes. How is this model
changing the way people perceive home cooking and the
way they experience everyday luxury?
The very concept of luxury is changing: today it’s no longer a
matter of aesthetics, it’s about its ability to generate experience,
relationships, and identity. The high-end real estate industry is the
field in which we’ll see this transformation next. And the kitchen
– that we long left on the sidelines – will become its beating heart.
Starred Living was born from this vision. It’s the union of the highest
expression of professional gastronomic culture and the pinnacle
of contemporary residential design. During my time as
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UNOX CASA
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Starred Living nasce da questa visione. È la convergenza tra la
massima espressione della cultura gastronomica professionale
e l’apice del design residenziale contemporaneo. Durante il
mio percorso alla guida di Pininfarina, ho avuto l’opportunità
di portare per la prima volta il lifestyle Ferrari dentro un progetto
di real estate di lusso. Quell’esperienza ha lasciato un segno
profondo nella mia visione: la vera innovazione nasce
quando mondi apparentemente distanti si fondono in un nuovo
archetipo.
Starred Living fa esattamente questo. Prende l’apice della cultura
gastronomica professionale e lo innesta nel cuore del più
alto real estate residenziale. Trasforma la cucina nella stanza più
viva della casa, in un luogo che è insieme performance, rituale,
piacere.
Il confine tra ambiente professionale e residenziale si dissolve. È
lo Chef’s Table, simbolo di eccellenza culinaria ed intimità, che
entra nelle case più raffinate del mondo. È l’espressione più autentica
del nuovo abitare di lusso: esperienziale, relazionale,
identitario.
head of Pininfarina, I had the opportunity to bring the Ferrari lifestyle
into a luxury real estate project for the first time. That experience
left a mark on my vision: true innovation arises when
seemingly distant worlds merge into a new archetype.
That’s what Starred Living does. Starred Living plants the highest
point of professional gastronomic culture in the heart of the highest
residential real estate. It transforms the kitchen into the liveliest
room in the house, a place that is at once performance, ritual,
and pleasure.
The boundary between professional and residential environments
fades away: the Chef’s Table, a symbol of culinary excellence and
intimacy, enters the most refined homes in the world. It is the
most authentic expression of the new luxury living: experiential,
relational, identity-defining.
Technological innovation has been Unox’s distinctive feature
since its inception. ACI – Artificial Culinary Intelligence has
been described as a “paradigm shift in the culinary arts.”
Where did the idea of applying advanced AI to the world of
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INTERVISTA
Unox ha fatto dell’innovazione tecnologica un tratto distintivo
sin dalla sua nascita. ACI – Artificial Culinary Intelligence
è stata definita un “cambio di paradigma nel gesto culinario”.
Da dove nasce l’idea di applicare un’IA avanzata al mondo
dell’home cooking di lusso e cosa comporta, in termini di trasformazione
dell’esperienza culinaria domestica, questa innovazione?
La spinta all’innovazione non nasce da un desiderio di stupire,
ma da un’urgenza: migliorare radicalmente l’esperienza delle
persone. ACI è il passaggio dall’automazione alla tecnologia significativa,
progettata per potenziare l’iniziativa umana, per
esaltare l’autonomia, per costruire mondi nuovi.
ACI rappresenta il punto di incontro tra alta tecnologia e nuova
qualità della vita. Porta le prestazioni professionali nel cuore
della casa, semplifica l’accesso alla perfezione culinaria, eleva
libertà, piacere e sicurezza.
Sam Altman, creatore di ChatGPT, ha descritto l’intelligenza
artificiale come uno strumento per amplificare ciò che l’essere
umano sa già fare con talento. ACI fa esattamente questo: trasforma
SuperOven in una piattaforma creativa, un’estensione
naturale del gesto culinario, che moltiplica le possibilità senza
ridurre l’identità.
In un settore dominato per decenni da marchi che hanno costruito
il proprio potere su estetica decorativa e branding, la
tecnologia sta finalmente creando una frattura. Siamo all’alba
di una nuova epoca in cui prevale chi offre sostanza, precisione,
valore tangibile. L’evoluzione del mercato è già in atto. Unox
Casa emerge da questo scenario come espressione piena dello
spirito evolutivo. È ciò che Taleb, autore de ‘Il Cigno Nero’, definisce
antifragile: cresce grazie al cambiamento, si rafforza
nella trasformazione. Trova energia nei mutamenti. E proprio
in questo contesto in rapida ridefinizione, trova il suo slancio
naturale.
Durante la MDW, avete presentato la nuova Unox Casa App
come il “Netflix della cucina”. Quale valore aggiunto offre
questa piattaforma ai vostri clienti?
L’abbiamo definita il “Netflix della cucina” perché propone una
visione completamente nuova dell’interazione tra tecnologia,
contenuto e ispirazione. È una piattaforma che unisce il piacere
della scoperta alla precisione dell’esecuzione: ogni utente può
accedere a centinaia di ricette curate da chef internazionali, ma
soprattutto può viverle con la stessa semplicità e immediatezza
con cui guarda un film o una serie. Questa è la vera rivoluzione.
La nuova Unox Casa App estende l’esperienza fisica del forno in
una dimensione digitale elegante, intelligente, coinvolgente.
Non guida soltanto: ispira. È una regia gastronomica che accompagna
ogni fase del gesto culinario, rendendo ogni preparazione
accessibile, ripetibile, straordinaria.
Abbiamo progettato un ambiente digitale fluido, intuitivo, dotato
di una sezione “Cook Like a Chef” curata da professionisti
internazionali. Ogni interazione è pensata per rafforzare l’autonomia
creativa dell’utente. Come sostiene Jonathan Ive, ex
luxury home cooking come from, and what does this innovation
mean mean when it comes to transforming the domestic
culinary experience?
The drive for innovation doesn’t come from the desire to impress,
but from the imperative need to radically improve people’s experiences.
ACI is the transition from automation to meaningful technology,
it was designed to empower human initiative, enhance
autonomy, and build new worlds.
ACI represents the meeting point between high technology and a
new quality of life. It brings professional performance into the
heart of our homes, it makes culinary perfection accessible, and
elevates freedom, pleasure, and safety.
Sam Altman, the creator of ChatGPT, described artificial intelligence
as a tool to amplify what humans are already good at doing.
And this is exactly what ACI does: it transforms our SuperOven
into a creative platform, a natural extension of the culinary art,
multiplying possibilities without reducing its identity.
In an industry that for decades has been led by brands that have
built their power on decorative aesthetics and branding, technology
is finally creating a rift. We are at the dawn of a new era: those
who offer substance, precision, and tangible value prevail. The
market is already evolving. It’s what Taleb, the author of “The
Black Swan”, calls anti-fragile: it grows thanks to change, it
strengthens through transformation. It finds energy in change.
And it finds its natural momentum in this fast-paced and re-shaping
set of conditions.
During the MDW, you presented the new Unox Casa App as
the “Netflix of cooking.” What added value does this platform
offer your customers?
We called it the “Netflix of cooking” due to its new take on the
interaction between technology, content, and inspiration. The
platform combines the pleasure of discovery with a meticulous
execution: every user can access hundreds of recipes created by
international chefs, but above all, they can experience them with
simplicity and immediacy: it’s like watching a movie or a TV series.
This is the real revolution.
The new Unox Casa App extends the physical experience of the
oven into an elegant, intelligent, and engaging digital dimension.
It doesn’t just guide you: it inspires you. It’s a gastronomic director
that’s there for you at every stage of the culinary process, so
that every dish can be easy, repeatable, and extraordinary. We
have designed a fluid, intuitive digital environment with a “Cook
Like a Chef” section supervised by international professionals.
Every interaction is designed to enhance the user’s creative autonomy.
As Jonathan Ive, former Chief Design Officer at Apple,
says: “The best design is the one that becomes one with its
function and turns into pure experience.” This is our direction.
How do you think will the user experience evolve in the coming
years?
The user experience will evolve towards a new harmony between
artificial intelligence and design sensitivity. Homes will become
Genius People Magazine
UNOX CASA
121
Chief Designer Officer di Apple: “il design migliore è quello che
si dissolve nella funzione fino a diventare esperienza pura”.
Questa è la nostra direzione.
Come pensa che evolverà l’esperienza utente nei prossimi
anni?
L’esperienza utente evolverà verso una nuova armonia tra intelligenza
artificiale e sensibilità progettuale. La casa diventerà un
ambiente più attento, reattivo, capace di connettersi con le
emozioni e le esigenze di chi la vive.
La cucina, in particolare, sarà il luogo dove la tecnologia amplifica
l’immaginazione individuale e traduce le intenzioni in risultati
eccellenti. Vedremo oggetti capaci di anticipare bisogni, interpretare
desideri, dialogare con il contesto in modo elegante.
Il cambiamento più interessante riguarderà il linguaggio della
semplicità: interfacce essenziali, esperienze profonde. Come ricorda
spesso il fondatore e presidente di Unox Enrico Franzolin,
l’innovazione più radicale passa dalla semplificazione inventiva.
La semplicità è complessità risolta.
Durante la Milano Design Week avete trasformato lo showroom
in un vero “teatro dell’innovazione culinaria”. Può spiegarci
meglio cosa ha significato per voi invitarli e quanto è
importante oggi il coinvolgimento sensoriale ed emozionale
nella presentazione di un prodotto di alta gamma?
Abbiamo voluto rendere tangibile il concetto di Starred Living,
non solo come visione, ma come realtà. Accogliere gli chef stellati
Unox che utilizzano ogni giorno la tecnologia del SuperOven
nei loro ristoranti è stato un atto simbolico e profondamente
coerente. Abbiamo portato la cucina professionale nel cuore
della casa, e poi portato l’eccellenza domestica al centro di un
evento internazionale.
Il nostro showroom di Milano è cosi diventato un palcoscenico
vivo, un teatro dell’esperienza culinaria contemporanea. Ogni
gesto, ogni piatto, ogni sguardo raccontava una rivoluzione: la
cucina è il nuovo centro della casa, la nuova luxury room. Il
coinvolgimento sensoriale è totale: gusto, suono, luce, materia.
E quale ruolo gioca, invece, il design? Penso, ad esempio, alla
nuova SuperOven Black Edition, pensata per una clientela
particolarmente attenta all’estetica e ai dettagli.
Il design è il nostro linguaggio primario, la forma visibile di una
filosofia profonda. La Black Edition nasce per chi cerca un oggetto
capace di catturare lo sguardo e di incarnare un vero e
proprio stile di vita.
Ogni dettaglio è pensato per affermare una presenza forte, scultorea
e sofisticata. Qui il design non si limita ad accompagnare
la tecnologia: la esalta, diventando il manifesto visivo della sua
intelligenza. Proporzioni, finiture, luce – tutto è calibrato per
creare un impatto emozionale e riflettere una personalità distintiva.
Il nostro riferimento si ispira alle vette del design contemporaneo:
dall’equilibrio austero e materico di Vincent Van Duysen,
more attentive, responsive environments that can connect with
the emotions and needs of those who live there.
The kitchen, in particular, will be the place where technology amplifies
imagination and translates intentions into excellent results.
We will see objects that can anticipate needs, understand desires,
and communicate with their surroundings in an elegant
way.
The most interesting change will deal with the language of simplicity:
essential interfaces, profound experiences. As Enrico
Franzolin, founder and president of Unox, often points out, the
most radical innovation comes from inventive simplification. Simplicity
is complexity solved.
During the Milano Design Week, you transformed your showroom
into a “theater of culinary innovation”. What did inviting
top Chefs to the event mean to you and how important is
sensory and emotional engagement in the presentation of a
high-end product today?
We wanted people to experience the concept of Starred Living.
We didn’t want it to be just a vision, we want it to be a reality.
Welcoming Unox’s Michelin-starred chefs, who use the SuperOven
technology every day in their restaurants, was symbolic and
deeply meaningful. We brought professional cooking into the
heart of our homes, and then brought domestic excellence to the
center of an international event.
So our Milan showroom was a living stage, a theater of contemporary
culinary experience. Every gesture, every dish, every
glance told the story of a revolution: the kitchen is the new center
of our homes, the new luxury room. Sensory involvement is total:
taste, sound, light, matter.
And what role does design play? I am thinking, for example,
about the new SuperOven Black Edition, designed for customers
who are particularly sensitive to aesthetics and details.
Design is our core language, the visible form of our philosophy.
The Black Edition was created for those who are looking for an
object that captures the eye and embodies a true lifestyle. Every
detail is designed to express a strong, sculptural, and sophisticated
presence. Here, design does not just complement technology:
it enhances it, it becomes the visual expression of its intelligence.
Proportions, finishes, light: everything is tuned to create
an emotional response and portray a distinctive personality.
We draw inspiration from contemporary design: from the austere,
material balance of Vincent Van Duysen, the artistic director at
Molteni, to the radical vision of Zaha Hadid, that transforms every
object into a sign of strength. Not to mention the holistic approach
of Henge, which I consider one of the most powerful
emerging forces in Italian design today, with whom we share the
relentless pursuit of noble materials and timeless finishes. With
Henge we explored new possibilities: from precious metals to liquid
finishes, to have absolute control over every detail. Every
Unox project is nourished by the experience we gained during
Genius People Magazine
Issue 28
122
INTERVISTA
SuperOven Model 1
Genius People Magazine
UNOX CASA
123
SuperOven Model 1S – Black Edition
Genius People Magazine
Issue 28
124
INTERVISTA
direttore artistico di Molteni, alla visione radicale di Zaha Hadid,
capace di trasformare ogni oggetto in una dichiarazione di
forza. Senza dimenticare l’approccio olistico di Henge, che io
considero in questo momento una delle più potenti forze emergenti
del design italiano, con cui condividiamo una ricerca incessante
di materiali nobili e finiture senza tempo.
Proprio con Henge esploriamo nuove frontiere – dai metalli
pregiati alle finiture liquide, fino a un controllo assoluto del
dettaglio. Ogni progetto di Unox si nutre dell’esperienza maturata
nella produzione di oltre 100.000 forni professionali all’anno:
siamo già il primo produttore mondiale nel professiobale e
stiamo costruendo con determinazione le fondamenta per dominare
anche il mercato residenziale.
Lei è alla guida di Unox Casa in una fase di forte espansione.
Quali sono stati finora i principali traguardi internazionali
raggiunti e quali strategie prevedete per lo sviluppo globale
nei prossimi anni?
Grazie all’enorme successo riscosso nelle ultime due edizioni
del Salone del Mobile di Milano, in soli tre anni siamo riusciti a
portare il concetto di Starred Living in oltre 40 Paesi. Dagli Stati
Uniti al Medio Oriente, dalla Cina all’America Latina, passando
per l’Australia, e presto anche in Sudafrica, Corea del Sud e
Indonesia, dove lanceremo nella seconda parte dell’anno, abbiamo
trovato un pubblico sofisticato, entusiasta per l’innovazione
e attento ai suoi contenuti.
Quando presentiamo il SuperOven in giro per il mondo non ci
limitiamo a replicare, ma ascoltiamo, interpretiamo e co-creiamo.
È questo approccio che rende il nostro modello scalabile,
mantenendo però un profondo rispetto per ogni contesto culturale
e territoriale.
Come accade nel lusso, la forza di un brand globale risiede nella
capacità di essere rilevante ovunque, rimanendo sempre fedele
a sé stesso. Unox Casa, esattamente come le migliori espressioni
del design italiano, nasce da una cultura profonda della materia
e dell’artigianalità.
L’imminente inaugurazione di Unox City – l’estensione a
150.000 mq del nostro quartier generale di Cadoneghe, frutto di
un investimento di 120 milioni negli ultimi due anni – segna un
momento epocale. Sarà un hub di eccellenza creativa e ingegneristica
che ci proietterà oltre il miliardo di fatturato entro i
prossimi cinque anni.
Come vede l’evoluzione della cucina di lusso nei prossimi
5-10 anni e quale ruolo intende giocare Unox Casa nella definizione
del nuovo concetto di “lusso tecnologico”?
La cucina diventerà il vero fulcro del nuovo modo di abitare.
Stiamo vivendo una trasformazione profonda: gli elettrodomestici
puramente decorativi, privi di reale valore tecnologico,
lasceranno il posto a oggetti intelligenti, funzionali e ricchi di
sostanza. Non sarà più il tempo dell’estetica fine a sé stessa e del
marketing asfissiante, ma quello di esperienze autentiche, in
grado di rispondere concretamente ai bisogni delle persone.
the production of over 100,000 professional ovens per year: we
are already the world’s leading manufacturer in the professional
market and are determinedly laying the foundations to lead the
residential market as well.
You are leading a company that at the moment is booming.
What have been its main international achievements so far,
and what strategies do you envision for the company’s global
development in the coming years?
Thanks to the huge success of the last two editions of the Salone
del Mobile in Milan, in just three years we’ve managed to bring
our Starred Living concept to over 40 countries. From the United
States to the Middle East, from China to Latin America, via Australia,
and soon also in South Africa, South Korea, and Indonesia,
where we will launch in the second half of the year, we found a
sophisticated audience that is enthusiastic about innovation and
who’s interested in its novelties.
When we present the SuperOven around the world, we do more
than just replicate a model: we listen, interpret and co-create.
This approach is what makes our model scalable, while we still
respect each cultural and territorial context.
Just like in the luxury industry, the strength of a global brand lies
in its ability to be relevant everywhere while always staying true to
itself. Unox Casa, just like the best examples of Italian design,
comes from a deep culture of materials and craftsmanship. The
upcoming inauguration of Unox City – the 150,000 square meter
extension of our headquarters in Cadoneghe, the result of a $120
million investment over the last two years – marks a historic moment.
It will be a hub of creative and engineering excellence that
will propel us beyond $1 billion in revenue within the next five
years.
How do you think luxury kitchens will evolve over the next
5-10 years? What role does Unox Casa intend to play in defining
the new concept of “technological luxury”?
Kitchens will become the real hub of a new way of living. We are
experiencing a radical transformation: purely decorative appliances
with no real technological value will be replaced by smart,
functional and practical objects. The era of beauty for its own
sake and its suffocating marketing will be over, they will be replaced
by genuine experiences that respond concretely to people’s
needs. As has already happened in the automotive industry
with the rise of electric mobility, the high-end appliance market is
also set for a radical change. The brands that will keep focusing
only on their image and on some shallow storytelling will quickly
lose their relevance. Instead, real tech that can create real, lasting
value will take over.
In this scenario, SuperOven is becoming the true supercar of the
kitchen. SuperOven and Ferrari share the same drive for an absolute
performance, but also the ambition to provide a deep, concrete,
day-to-day pleasure. This is our idea of a symbolic object:
a perfect balance between technical excellence and sensory
pleasure, with the power to transform the domestic experience.
Genius People Magazine
UNOX CASA
125
Come è già accaduto nel mondo dell’automotive con l’ascesa
della mobilità elettrica, anche il settore degli elettrodomestici
di alta gamma è destinato a una ridefinizione radicale. I marchi
che continueranno a puntare unicamente su immagine e
storytelling superficiale perderanno rapidamente rilevanza. A
imporsi sarà invece la tecnologia vera, capace di generare valore
tangibile e duraturo.
In questo scenario, SuperOven si afferma come la vera supercar
della cucina. Condivide con Ferrari non solo la tensione verso la
performance assoluta, ma anche l’ambizione di offrire un piacere
profondo, concreto e quotidiano. È questa la nostra idea di
oggetto-simbolo: un equilibrio perfetto tra eccellenza tecnica e
piacere sensoriale, in grado di trasformare l’esperienza domestica.
La mia lunga esperienza alla guida di Pininfarina, dove ho avuto
il privilegio di contribuire alla definizione di un linguaggio stilistico
olistico per il segmento più alto, mi ha insegnato una verità
fondamentale: bellezza e funzione non sono mai in opposizione,
ma vivono in simbiosi. Il design non è una semplice pelle
esteriore, ma una struttura di senso: una forma che nasce dalla
sostanza e comunica un’identità autentica.
My long experience at the helm of Pininfarina, where I had the
privilege of contributing to the definition of a holistic language for
the highest segment, taught me a fundamental truth: beauty and
function are never opposites, they live in symbiosis. Design is not
just an outer shell, but a structure of meaning: a form that arises
from substance and communicates an authentic identity.
Finally, is there a project or an idea that might seem futuristic
today, but that you hope will become a reality with Unox in
the near future?
We want Unox Casa to become the global archetype of technological
luxury and Italian know-how. The benchmark for those
seeking for five-star performance, iconic aesthetics, and connected
intelligence. Every time an architect designs a kitchen in a
Manhattan penthouse or a villa in Dubai, we want them to think of
SuperOven as a domestic supercar: a distinctive feature, a cultural
choice, an experience that speaks of the courage of ideas.
That courage that Ayn Rand attributed to the creative man, with
the ability to build what does not yet exist, guided by a vision, not
by consensus. This is our trajectory. This is our challenge.
Infine, c’è un progetto o un’idea che oggi sembra visionaria,
ma che lei spera diventi realtà con Unox nel breve futuro?
Vogliamo che Unox Casa diventi l’archetipo globale del lusso
tecnologico e del sapere fare italiano. Il punto di riferimento per
chi cerca performance stellate, estetica iconica, intelligenza
connessa.
Ogni volta che un architetto disegna una cucina in un attico a
Manhattan o una villa a Dubai, vogliamo che pensi a SuperOven
come a una supercar domestica: un segno distintivo, una scelta
culturale, un’esperienza che racconta il coraggio delle idee.
Quel coraggio che Ayn Rand attribuiva all’uomo creatore: capace
di costruire ciò che ancora non esiste, guidato da una visione,
non dal consenso. Questa è la nostra traiettoria. Questa è la nostra
sfida.
Genius People Magazine
Issue 28
seconda stagione numero 3 di 4
Copertina di Giuseppe Palumbo
il contratto - la caccia
Non basta calpestare un cellulare,
per cancellarne la memoria ...
la caccIa
E io so come
recuperarla.
Cosi’.
18/1
Sono io ...
Ho avuto
un contrattempo ...
dobbiamo spostare
l’appuntamento.
Decidete voi dove
e quando.
D’accordo ...
ci saro’.
18/2
E’ in ritardo.
Gli do altri
cinque minuti ...
poi puo’
andare
a farsi
fottere!
Attento
a come parli,
amico.
Tu ...
Si’,
sono io.
18/3
Prima
ho voluto
controllare
che non
ci fossero
trappole.
In fondo,
non ci
conosciamo ...
Ma io
so chi sei,
Wilson. Mi sono
informato.
Hai rispettato
la tua fama di tipo
prudente ...
ed esoso.
Tieni ...
18/4
Hai preteso la META’
dei soldi, subito. Bene ...
ora l’hai ricevuta,
letteralmente.
Tagli
diversi, numeri
non consecutivi ... come
avevo chiesto. Pero’
cosi’ questa E’ solo
carta straccia.
Non sei
l’unico a essere
prudente, Wilson.
Chi mi manda ha
voluto premunirsi,
per non farsi
fregare.
Capisco.
Si’ ...
C’E’
qualcos’altro
di cui dobbiamo
discutere?
18/5
Ma
soltanto
NOI DUE!
AAH!
AH!
Merda!
18/7
Ho una
lama anche
per te,
se provi a
fuggire.
Okay ...
okay!
Guardami
bene,
adesso.
Sai chi
sono io?
No ... non
lo so ...
18/8
Peccato.
Significa che
sei un pesce
piccolo. Ma poco
importa ...
Cosa?
Voglio un nome ...
quello di chi ti
ha mandato.
AHH!
So
che non
me lo dirai cosi’,
facilmente. Quindi
non perdiamo
tempo ...
18/9
Ahhh ...
Voglio
il nome.
Ma io ...
“Ma io”
NON E’
un nome.
18/10
Il tizio E’ piu’
resistente di
quanto pensassi.
Ma so che alla
fine cedera’ ...
... Cedono tutti.
Bravo. Questo E’
un nome. Adesso
mi dici dove
trovarlo ...
Frank ...
Frank
Barton!
18/11
Ti ho detto
tutto, te lo
giuro ... non so
altro! Basta!
Va
bene ...
... ora
basta.
18/12
Dategli questa
busta e vedrete
che, per me, fara’
un ’ eccezione.
Mi dispiace,
ma il signor
Barton non
riceve nessuno
senza un
appuntamento.
Ehm ...
credo di non
avere capito
come vi
chiamate.
Forse perche’
non vi siete
degnata di
chiedermelo.
Comunque, il mio
nome E’ scritto
qui ... sul distintivo.
18/13
Ispettore! Che
cosa significa
questo?!
Spiegatemelo
voi, signor
Barton.
Bah ... quindi si
tratta soltanto
di chiacchiere.
Sto indagando
su alcuni omicidi e un
mio ... informatore non
ufficiale, diciamo ... mi ha
consegnato questa
MEZZA mazzetta,
che sarebbe
collegata a voi.
18/14
E’ vero ...
per il momento
non ho prove ...
per il
momento.
Pero’
potrei smettere
di cercarle
e chiudere il caso,
se mi trovassi
fra le mani
l’altra Meta’.
Capite?
Si’, ora
credo di
capire.
Entrambi gli indizi
verrebbero archiviati
per sempre,
nelle vostre
tasche.
Precisamente
...
La questione
non E’ cosi’
semplice. Vedro’
che cosa
si puo’ fare.
Evidentemente deve consultarsi
con qualcuno. Non E’ lui il capo, anche
se si trova in alto nell’organizzazione.
18/15
Ditemi,
come posso
contattarvi?
Lo faro’ io,
piu’ tardi.
Intanto,
questa la
riprendo
io.
Non
disturbatevi
ad accompagnarmi.
Conosco la
strada.
Non
avevo alcuna
intenzione
di farlo.
Il primo atto E’ finito.
Ci
rivediamo ...
18/16
Abbiamo
un problema,
signore ...
E’ venuto da me
un poliziotto ... ha la
mezza mazzetta e vuole
l’altra meta’, in cambio
del suo silenzio.
No ... non
so come l’abbia
ottenuta. Ha accennato
a un informatore,
che l’avrebbe
collegata a me ...
ma io non ho
ammesso
nulla.
18/17
Le
telecamere
nascoste qui
hanno ripreso tutto ...
vi inoltro subito
le immagini.
Aspettate ...
Ecco ...
lo state
vedendo?
Si’, lo vedo ...
e lo riconosco
...
18/18
Ancora lui ...
quel bastardo
ispettore
ficcanaso!
Ascoltami
bene, Burton. Ti faro’
arrivare subito l’altra
meta’ della mazzetta,
me ne occupero’
personalmente ...
Va bene,
ho capito ...
staremo
al gioco ...
... certo,
aspettero’
il vostro uomo di
fiducia ... nessuno
deve sapere ...
18/19
... poi fissero’ un
appuntamento con
quell’ispettore,
quando si rifara’
vivo. Tutto chiaro.
Non c’E’
in giro
nessuno.
Perfetto!
18/20
Sono pronto. La partita continua ...
Anche se sento che si sta
avvicinando l’ultima mano.
Adesso mostriamo
l’efficienza dei GIUSTIZIERI.
18/21
Buongiorno ...
Devo
vedere
Frank
Burton.
Avete
un appuntamento?
Non
esattamente.
Ma non E’ un
problema.
Ditegli solo
che E’ arrivato
l’uomo che sta
aspettando ...
18/22
continua...
“Forged in Essence”
c/o Riccardo Contini
Anello “Sospiro di Echinacea”
Oro Fairtrade 18ct bianco giallo rosa
Zaffiro Greenish Blue
GENIUS
LIFESTYLE
MASSIMILIANO DI SILVESTRE
INDEX
153
INDEX
LIFESTYLE
More BMW 154
Costruire fiducia e valore: edilizia e rigenerazione 164
urbana secondo Vincenzo Settimo
Building trust and value: construction and urban
egeneration according to Vincenzo Settimo
“Il design è una promessa” 174
“Design is a promise”
Laura Caserta D’Angeli e il CIRS 180
Laura Caserta D’Angeli and CIRS
La voce del marmo 188
The Voice of Marble
Dalla ricerca della perfezione alla realizzazione: 196
il metodo Scalise
From the pursuit of perfection to creation:
the Scalise method
Martina Manna: il volto dell’innovazione sostenibile 206
in Benvolio 1938
Martina Manna: the face of sustainable innovation
in Benvolio 1938
Casa Savini Tartufi 214
Antonio Brancato porta l’Italia a Singapore con ANTO 220
Antonio Brancato brings Italy to Singapore with ANTO
Ben Payne 224
L’arte del dettaglio 230
The art of detail
Welcome to the Jungle 236
Dove abita il futuro 240
Where the Future Lives
Presentata al MIMIT la Panigale V4 Tricolore Italia 246
The Panigale V4 Tricolore Italia unveiled
at the Ministry of Enterprises and Made in Italy
La Panigale V4 Tricolore Italia ispira un’opera d’arte 250
The Panigale V4 Tricolore Italia inspires a work of art
Al Mugello con una livrea ispirata al Rinascimento 254
Ducati Project “Genius of the Renaissance”
Park Eun Sun e Mario Botta: Scultura e Architettura 264
nel Cuore di Venezia
Park Eun Sun and Mario Botta: Sculpture and
Architecture in the Heart of Venice
It All Started in the Kitchen 268
Casa Conte: un’oasi d’arte e design 272
Casa Conte: an Oasis of Art and Design
Shisha Lounge by Palazzina Grassi 280
Shisha Lounge by Palazzina Grassi
Eleganza lagunare: vivere Punta Conterie 284
e scoprire Murano
The Elegance of the Lagoon: experiencing
Punta Conterie and discovering Murano
Polestar 4 290
Due Anime del Pinot Bianco 296
Two Souls of Pinot Bianco
Rocket Espresso Milano: L’Arte del Caffè Fatto a Mano 300
Rocket Espresso Milano: The Art of Handmade Coffee
A Vinitaly 2025 grandi traguardi per La Viarte Wines 304
La Viarte Wines: great achievements at Vinitaly 2025
Novità Vinitaly 2025 306
Vinitaly 2025 News
C&C S.p.A. rafforza la sua leadership europea 310
C&C S.p.A. strengthens its European leadership
Zanta 314
Adnkronos, online il restyling del sito 320
Adnkronos, the website redesign is online
Per la FW25-26 Valsport presenta “Start” e “Davis” 322
Valsport presents “Start” and “Davis” for its
FW25-26 collection
Elisabetta Franchi FW25 328
Duca di San Giusto 332
SENSE - La bioclimatica dalla sensibilità nuova 338
SENSE – Bioclimatic design with a new sensitivity
247LAB. “We don’t fear the dark.” 346
L’eccellenza della personalizzazione e del design 348
su misura
The excellence of customization and custom design
The Design Projects Hub 354
Innovazione ed eleganza: il nuovo progetto 358
de L’Ambiente a Valdobbiadene, Casa Caldart
Innovation and elegance: L’Ambiente’s new project
in Valdobbiadene, Casa Caldart
L’oceano dentro 364
The Ocean Inside
MARKETPLACE
Galleria d’Arte Contini 372
L’Ambiente 382
Brun Fine Art 392
Henge 400
C&C 404
Fotottica Cavour 408
Nital 416
Rocket Espresso Milano 420
PAR5 Milano 422
La Ponca 428
Benvolio 432
Infinita come il mare 436
Genius People Magazine
Issue 28
154
GENIUS LIFESTYLE
More BMW
MASSIMILIANO DI SILVESTRE E BMW ITALIA:
IL MODELLO VINCENTE
MASSIMILIANO DI SILVESTRE AND BMW ITALIA:
A WINNING MODEL
di/by CAROLINA GENNA
In un’epoca in cui l’industria automobilistica è chiamata a
reinventarsi tra sostenibilità, trasformazione digitale e nuove
esigenze di mobilità, BMW Italia continua a distinguersi come punto
di riferimento per innovazione, visione strategica e risultati
concreti. Alla guida del marchio c’è Massimiliano Di Silvestre,
Presidente e Amministratore Delegato di BMW Italia, figura chiave
del successo della filiale italiana, da anni tra le più performanti a
livello globale per il Gruppo. Con una visione che coniuga attenzione
alle persone, transizione ecologica e tecnologia al servizio
dell’esperienza cliente, Di Silvestre interpreta un ruolo sempre più
centrale nel dibattito sulla mobilità del futuro.
At a time when the automotive industry is being asked to reinvent itself in
the name of sustainability, digital transformation, and new mobility
needs, BMW Italia continues to set the standard when it comes to
innovation, strategic vision, and real results. At the helm of the brand is
Massimiliano Di Silvestre, President and CEO of BMW Italia, a key figure
in the success of the Italian division, which has been one of the Group’s
best performers globally for years. With a vision that combines a
people-centric approach, ecological transition, and technology at the
service of the customer experience, Di Silvestre plays an ever more
central role in the debate on the mobility of the future.
Genius People Magazine
156
GENIUS LIFESTYLE
Il primo semestre 2025 ha segnato una crescita superiore al
6%. Quali sono stati i principali driver di questo risultato? È
soddisfatto?
Nel primo semestre del 2025 abbiamo confermato i risultati
prestigiosi conseguiti nel 2024. Una performance di cui ringrazio
il team di BMW Italia e la nostra straordinaria rete di partner.
Questi risultati nascono da una revisione profonda del nostro
approccio al mercato per renderlo moderno e orientato al
cliente. Inclusivo ed esclusivo. Se guardiamo agli ultimi 4 anni,
includendo le previsioni del 2025, in Italia il mercato totale è
cresciuto del 16%, il mercato premium del 30% ed il volume
BMW del 54%. Quindi guadagniamo consenso, clienti e quota
di mercato.
Per il Brand MINI il 2024 è stato un anno di transizione e di profonda
trasformazione, con il rinnovamento dell’intera gamma e
l’introduzione del nuovo modello di vendita. Per il 2025 prevediamo
un consistente volume di vendita. Infine, BMW Motorrad,
in un mercato premium delle due ruote in diminuzione del
4%, segna una crescita del 10%. Questi numeri valgono la leadership
del mercato, in linea con la strategia del BMW Group.
Più specificatamente, nel primo semestre 2025, in Italia, abbiamo
consegnato oltre 47.400 unità dei marchi BMW e MINI con
The first half of 2025 marked an increase of over 6%. What
are the main drivers behind this result? Were you pleased
with the outcome?
In the first half of 2025, we continued building on the great results
we achieved in 2024. I’d like to thank the BMW Italia team and
our amazing network of partners for this success. These results
stem from a thorough review of our approach to the market to
make it more modern and customer-oriented. Inclusive and exclusive.
If we look at the last four years, including the forecasts for 2025,
the overall market in Italy has grown by 16%, the premium market
by 30% and BMW’s volume by 54%. So we are gaining approval,
new customers and market share. For the MINI brand, 2024 was
a year of transition and radical change, with the renewal of the
entire range and the launch of the new sales model. We are expecting
significant sales volumes for 2025. Finally, BMW Motorrad
recorded a 10% increase in a premium motorcycle market
that declined by 4%. These numbers are worth the market leadership,
in line with the BMW Group’s strategy.
To be more specific, in the first half of 2025, we delivered over
47,400 BMW and MINI brand vehicles in Italy, up 6.7% compared
to the same period last year. BMW grew by 6.1% with 39,712
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MASSIMILIANO DI SILVESTRE
157
una crescita del 6,7% rispetto al pari periodo dello scorso anno.
BMW cresce del 6,1% a 39.712 unità e MINI del 9,9% a 7.742
unità. Molto positive anche le performance delle nostre auto
elettriche che hanno superato le 3.700unità (+50,8%) e delle
elettrificate (+40%), vicini alle 5 mila unità. Il brand BMW si è
confermato leader nel mercato premium. BMW Motorrad ha
mantenuto sia la leadership nel mercato premium sia dei segmenti
oltre 500cc e oltre 750cc con circa 9.500 motociclette.
Cosa dicono questi dati? Che siamo sulla strada giusta, ma dobbiamo
continuare a lavorare, insieme ai nostri partner con dedizione,
passione, grande attenzione ai dettagli e ambizione al
miglioramento continuo, in uno scenario macroeconomico e
geopolitico complesso e in continua evoluzione.
Ci sono particolari modelli d’auto che hanno trainato la crescita
nel 2025? Prevede di ottenere risultati altrettanto soddisfacenti
anche nella seconda metà dell’anno?
Abbiamo una gamma di modelli straordinari per BMW, MINI e
BMW Motorrad, in termini di design, tecnologia e digitalizzazione.
Dopo aver lanciato un’offensiva di prodotti incredibile
nel 2024 (31 modelli nuovi o aggiornati dei tre brand), quest’anno
abbiamo ulteriormente rafforzato l’offerta con la nuova
BMW Serie 2 coupé, la nuova BMW iX, la M4 ed M3 Touring CS,
la MINI JCW e moto come la BMW R12 G/S, solo per citarne alcuni,
continuando a lavorare sul tema della neutralità tecnologica
che rappresenta un asset strategico fondamentale dal 2020.
Perché, per noi, resta centrale la scelta del cliente.
In questo senso, sicuramente la gamma BMW X1 (soprattutto
nelle versioni più accessoriate e sportive) rappresenta un traino
importante, ma altrettanto lo sono modelli come la BMW X3 o
la gamma M, quella delle vetture più sportive che con modelli
come la M5 nelle varianti berlina e Touring esprimono il DNA
più puro della marca, quello che porta il piacere di guidare a
trasformarsi in gioia. MINI ha rinnovato tutta la gamma lo scorso
anno e adesso stiamo riportando il brand ad esprimere i volumi
che il mercato italiano ha nel potenziale. Guardando alle
due ruote, il modello iconico GS ed ora G/S continuano a restare
leader di mercato e ad affascinare clienti e appassionati.
Con questo patrimonio a disposizione, è nostra responsabilità
come team, in collaborazione con la rete, raggiungere gli obiettivi
annuali che ci siamo prefissati, non solo in termini di numeri
ma anche di qualità del business, soddisfazione dei clienti
e profittabilità delle nostre aziende.
Nel 2024 BMW Italia è stato il miglior mercato globale per il
Gruppo. Cosa rende il mercato italiano così competitivo e reattivo?
Abbiamo rimesso i nostri brand e i clienti al centro del business,
lavorando insieme ai nostri partners concessionari. Molta attenzione
al posizionamento e attrattività dei nostri marchi, relazione
qualitativa e alla pari con i nostri dealers, qualità nella
creatività dei messaggi, dei contenuti e degli attori della comunicazione
marketing e corporate, piattaforme di partnerships
units and MINI by 9.9% with 7,742 units. The sales performance
of our electric cars was also very positive, with over 3,700 units
(+50.8%) and electrified vehicles (+40%), close to 5,000 units.
The BMW brand confirmed its leadership in the premium market.
BMW Motorrad maintained its leadership in the premium market
and in the 500cc and 750cc segments with around 9,500 motorcycles.
What do these numbers tell us? That we are on the right track,
but we must continue to work together with our partners with
determination, passion, attention to detail, and a relentless drive
for improvement in a complex and constantly changing macroeconomic
and geopolitical environment.
Was this year’s growth driven by any specific model? Do you
expect to achieve equally strong results in the second half of
the year?
We have an outstanding range of models for BMW, MINI, and
BMW Motorrad in terms of design, technology, and digitalization.
After launching an incredible wave of new products in 2024 (31
new or updated models within our three brands), this year we
have strengthened our lineup with the new BMW 2 Series coupe,
the new BMW iX, the M4 and M3 Touring CS, the MINI JCW and
motorcycles such as the BMW R12 G/S, just to name a few. And
we are continuing to work on technology neutrality, which has
been a key strategic asset since 2020. Because for us, the customer’s
choice is still central. In this sense, the BMW X1 range
(especially in its more accessorized and sporty versions) is certainly
an important driver, but so are models such as the BMW X3
and the M range, the sportiest cars that, with models such as the
M5 in sedan and Touring variants, are the expression of BMW’s
purest DNA, which transforms the pleasure of driving into joy.
Last year, MINI renewed its entire range and now we are bringing
the brand back in line with the potential of the Italian market.
Moving on to two wheels, the iconic GS and now G/S models
continue to lead the market and fascinate customers and enthusiasts.
With this heritage at our disposal, it’s our responsibility as a team,
together with the network, to meet the goals we have set ourselves
to for the year, not only in terms of numbers but also in
terms of business quality, customer satisfaction, and company
profitability.
In 2024, BMW Italy was the Group’s best global market. Why
is the Italian market so competitive and responsive?
We have worked with our dealer partners to put our brands and
customers back at the center of our business. We pay close attention
to the positioning and appeal of our brands, to our qualitative
and peer-to-peer relationship with our dealers, to the quality
of our creative messages, contents, and marketing and corporate
communication players, to our high-level and high-potential
lifestyle partnership platforms, using a proactive and flexible approach
within the market and a joint approach with BMW Bank,
in order to take data-driven business decisions. Consistency and
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GENIUS LIFESTYLE
lifestyle di alto livello e potenziale, proattività e flessibilità
nell’approccio al mercato, approccio congiunto con BMW
Bank, decisioni di business sempre data-driven, coerenza e
credibilità come valori fondanti e autorevolezza come risultato.
Le persone stanno facendo la differenza.
BMW sta investendo in “super brain”, architetture digitali e
OTA. In che modo queste tecnologie stanno cambiando l’idea
stessa di “veicolo”?
Quest’anno al salone di Shangai abbiamo presentato in anteprima
mondiale una nuova unità di controllo centrale, chiamata
Heart of Joy, che porterà la dinamica di guida delle BMW a un
livello superiore, ottimizzando le prestazioni ed esaltando il dinamismo.
Farà il suo debutto sui modelli BMW della Neue Klasse
(la nuova generazione di vetture elettriche destinate a ridefinire
la mobilità sostenibile del futuro) a partire dalla BMW iX3
che presenteremo a settembre di quest’anno in occasione dello
IAA di Monaco per poi arrivare sul mercato a marzo del 2026.
I quattro “super cervelli” che costituiscono the Heart of Joy
concentrano una potenza di calcolo straordinaria delle funzioni
principali per l’utente: infotainment, guida automatizzata,
funzionalità di base e dinamica di guida. Il software BMW
Dynamic Performance Control, interamente sviluppato inhouse,
elabora le informazioni dieci volte più velocemente rispetto
ai sistemi attuali, con latenze nell’ordine dei millisecondi.
Questa tecnologia sarà poi adottata anche per i motori
termici e ibridi.
Un secondo esempio è il BMW Panoramic iDrive (anch’esso farà
il debutto sulla BMW iX3) che proietterà tutte le informazioni
fondamentali e l’infotainment direttamente sul parabrezza introducendo
una rivoluzione nella comunicazione e digitalizzazione
paragonabili a quanto fatto nel 2001 con il sistema BMW
iDrive (il tasto di controllo di tutte le funzioni di navigazione,
intrattenimento e informazione) che oggi viene adottato da
tutte le automobili anche nei segmenti di ingresso del mercato.
Del resto, BMW è da sempre sinonimo di innovazione, ricerca e
avanguardia. E con la Neue Klasse faremo davvero un salto
quantico nel futuro della mobilità. Con queste tecnologie, insieme
al nuovo design, offriremo una nuova esperienza di guida ai
nostri clienti, ma senza mai smarrire il DNA della marca e senza
far perdere centralità dell’esperienza di guida, ma soprattutto
le emozioni.
Una cosa non cambierà. Una BMW non sarà mai noiosa o “fredda”:
esprimerà sempre passione, energia e sensazioni uniche.
Il modello Retail.Next sta cambiando il volto delle concessionarie
BMW. Come sta reagendo il cliente italiano a questo
nuovo concept interattivo?
Con il progetto Retail Next abbiamo trasformato, insieme ai nostri
partner concessionari, i tradizionali autosaloni in showroom
di moda dove la ricerca dei materiali, dei colori e l’atmosfera
che si respira è completamente diversa: più calda, accogliente.
Ispirata ad un approccio lifestyle che rende gli spazi paragona
credibility are our core values, and authority is the result. People
are making the difference.
BMW is investing in “super brains,” digital architectures, and
OTA. How are these technologies changing our very idea of
what a “vehicle” is?
This year at the Shanghai Motor Show, we unveiled a new central
control unit called Heart of Joy, which will take BMW’s driving
dynamics to a new level, optimizing performance and enhancing
dynamism. It will make its debut on BMW’s Neue Klasse models
(the new generation of electric cars set to redefine sustainable
mobility in the future), starting with the BMW iX3, which we will be
presenting in September at the IAA in Munich, before hitting the
market in March 2026.
The four “super brains” of the Heart of Joy provide an extraordinary
computing power for key user functions:infotainment, automated
driving, basic functions, and driving dynamics. The BMW
Dynamic Performance Control software, which was entirely developed
in-house, processes information ten times faster than current
systems, with latencies in the millisecond range. This technology
will also be adopted for combustion and hybrid engines.
A second example is the BMW Panoramic iDrive (which will also
debut on the BMW iX3), which will project all key information and
infotainment directly onto the windshield, in a way that is only
comparable to the introduction of the BMW iDrive system in 2001
(the control button for all navigation, entertainment, and information
services), that now used in all cars, even in the entry-level
segments.
After all, BMW has always been a symbol of innovation, research,
and cutting-edge technology. And with the Neue Klasse, we are
taking a quantum leap into the future of mobility. With these technologies,
together with the new design, we will offer our customers
a new driving experience, but without ever losing sight of the
brand’s DNA and of the importance of the driving experience,
especially of the emotions.
One thing will not change. A BMW will never be boring or “cold”:
it will always express passion, energy, and unique emotions.
The Retail.Next model is changing the face of BMW dealerships.
How are Italian customers reacting to this new interactive
experience?
With the Retail Next project, we have worked with our dealership
partners to transform traditional car showrooms into fashion
showrooms where the materials, colors, and atmosphere are
completely different: warmer and more welcoming. A lifestyle approach
that turned spaces into houses, into the home of the
brand. This is what we did in Milan with the House of BMW project.
And this is what our dealers are doing: they’re interpreting
the project and developing it with a local touch that will make it
even more authentic. In these hi-tech and hi-touch settings, the
dialogue is constant.
Digitalization supports the car buying process, the customer
journey is truly seamless. But human relationships and customer
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GENIUS LIFESTYLE
bili a quelli di una casa, la casa del brand. Come abbiamo fatto a
Milano nel progetto House of BMW. E come stanno facendo i nostri
concessionari, interpretando il concetto e sviluppandolo
attraverso un tocco locale che rende il tutto ancora più autentico.
In questi luoghi hi-tech e hi-touch dialogano costantemente.
La digitalizzazione supporta e accompagna il processo di acquisto
di una vettura, il customer journey è davvero “seamless”,
ma la relazione umana e quella con il cliente restano la chiave
per rendere l’esperienza differenziante, unica e premium.
In questo senso l’attenzione per i dettagli fa la differenza. Ecco
perché accanto al rinnovamento degli spazi è necessario adeguare
anche la postura di mercato e l’approccio al cliente. Per
farlo stiamo investendo molto sulla formazione di tutto il personale
in un’ottica di miglioramento continuo e di ricerca della
perfezione. E i clienti sono entusiasti di questo nuovo approccio.
Ma è chiaro che bisogna continuare a lavorare per rendere
ogni esperienza davvero unica ed indimenticabile. Siamo sulla
strada giusta. Ma retail Next è un punto di partenza e non di
arrivo.
Come crede che evolverà l’esperienza cliente BMW nei prossimi
anni, anche alla luce delle tecnologie immersive e digitali?
La digitalizzazione e la tecnologia continueranno a svilupparsi a
velocità esponenziale, come accaduto in questi ultimi anni e ci
aiuteranno a migliorare il customer journey rendendolo più
immersivo, completo, coinvolgente. Ma vincerà la sfida del
mercato chi riuscirà a offrire al cliente esperienze personali ed
uniche. Attenzione, non personalizzate, ma personali. Perché
personalizzate significa adattare lo stesso concetto a profili differenti,
essere personali invece significa trattare ogni cliente
come unico. E questo potrà avvenire solo grazie ad un approccio
“human centric” e ad una cultura aziendale che rispetti l’identità
e l’unicità delle persone. La tecnologia non deve mai appiattire
o rendere fredda la relazione. Soprattutto per brand
emozionali come BMW, MINI e BMW Motorrad. Questa è una
grande responsabilità che abbiamo come team.
BMW produce globalmente ma vende localmente. Come valuta
il ruolo dell’Europa e dell’Italia in uno scenario dominato
da USA e Cina?
Non è esattamente così. Noi siamo un player globale con stabilimenti
di produzione in tutto il mondo: Europa, Cina, Stati Uniti,
Messico, Sud Africa. La produzione copre sia le richieste locali
che quelle degli altri mercati assicurandoci un network di
altissimo profilo e grande flessibilità.
In questo scenario complessivo, l’Europa è tornata ad essere il
mercato di riferimento per il BMW Group. Lo è stata nel 2024 e
anche nel primo semestre del 2025, con quasi 500mila vetture
vendute in crescita di oltre l’8%. Il nostro approccio strategico
prevede da molti anni una presenza equilibrata nelle tre aree
principali del mercato mondiale (Europa, Cina e Stati Uniti).
Questo ci consente di affrontare la fluttuazione dei mercati in
modo da controbilanciare le performance. Fino a un paio d’anni
relations are what make the experience distinctive, unique, and
premium.
The attention to detail makes all the difference. That’s why, in
addition to the renovation of the spaces, we also need to adapt
our approach within the market and our customer service. To
make this happen, we’re investing a lot and training all our staff to
keep improving and strive for perfection. And customers are enthusiastic
about this new approach. But it is clear that we must
continue to work to make every experience truly unique and unforgettable.
We are on the right track. But Retail Next is a starting
point, not a destination.
How do you think the BMW customer experience will evolve
in the coming years, especially given the rise of immersive
and digital technologies?
Digitalization and technology will continue to develop at an exponential
rate, as they have been doing in recent years, and will help
us improve the customer journey by making it more immersive,
complete, and engaging. But in order to win over the market, you
have to offer customers personal and unique experiences. Be
careful, though: not customized, but personal. Because customized
you’re adapting the same concept to different profiles, while
personal means you’re treating each customer as if they were
unique. And this can only happen with a human-centric approach
and a corporate culture that respects people’s identities and
uniqueness. Technology must never flatten or make relationships
cold. This is especially true for emotional brands such as BMW,
MINI, and BMW Motorrad. This is a great responsibility we have as
a team.
BMW manufactures globally but sells locally. In a world
where the US and China are calling the shots, what do you
think about Europe and Italy’s role?
That’s not really true. We’re a global player with production sites
all over the world: Europe, China, the US, Mexico, and South
Africa. Our production covers both local demand and other
markets, giving us a really high-profile network and lots of flexibility.
In today’s global scenario, Europe has once again become the
BMW Group’s key market. This was the case in 2024 and also in
the first half of 2025, with almost 500,000 cars sold, representing
an increase of over 8%. For several years now, our strategic approach
has been to pursue a balanced presence in the three main
areas of the global market (Europe, China, and the United States).
This strategy allows us to deal with market fluctuations and balance
performance. Until a couple of years ago, China was the
main market. Now, the Old Continent is back playing a leading
role, and Italy is one of the driving forces, with top performance in
terms of growth, margins, and profits.
If we look at our latest data, in the second quarter of this year, the
Group’s growth immediately had an impact on the stock market,
because analysts and operators are recognizing the value of our
flexible, open, technologically neutral approach, which allows us
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MASSIMILIANO DI SILVESTRE
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Regarding Europe’s post-2035 policies, you expressed some
concerns, saying that the vision is too dogmatic. What’s the
real risk for the Italian industry?
Europe’s policy decisions have been dogmatic, and that’s backed
up by market data. Electrification is growing at different rates
across Europe, with Norway at 90% and Italy at just over 5%. It’s
growing everywhere, but it’s impossible to reach 100% everywhere
in Europe by 2035.
So the key word is decarbonization through technological openness,
which includes highly efficient traditional engines, plug-in
hybrids, electric vehicles, and, in the near future, hydrogen fuel
cells.
When it comes to climate targets, every effort counts. And thanks
to our open attitude towards technology, we have achieved all
our CO2 reduction targets to date and are confident that we will
do even better in 2025, with no need to rely on the three-year
exemption period offered by the EU.
To move further in this direction, we recently signed a memorandum
of understanding with ENI to promote and implement biofufa
era la Cina ad essere il mercato principale. Adesso il Vecchio
Continente è tornato a giocare un ruolo prioritario. E in questo
senso l’Italia sta rappresentando uno dei motori trainanti con
performance di primo piano in termini di crescita, marginalità
e profitto.
Se guardiamo ai dati più recenti, nel secondo trimestre di
quest’anno abbiamo fatto segnare a livello di Gruppo una crescita
che ha avuto immediatamente effetti anche sul titolo in
borsa proprio perché analisti e operatori stanno riconoscendo il
valore del nostro approccio flessibile, aperto, tecnologicamente
neutro e in grado di rispondere in tempo reale ai mutati scenari
generali. E ancora una volta il ruolo trainante è stato giocato
dall’Europa.
Sul tema delle politiche europee post-2035, ha espresso perplessità
su una visione eccessivamente dogmatica. Qual è il
rischio reale per l’industria italiana?
Le decisioni della politica europea sono state dogmatiche e lo
confermano i dati di mercato. L’elettrificazione ha tassi di crescita
diversi in Europa: dal 90% della Norvegia a poco più del
5% in Italia. Cresce ovunque, ma è impensabile arrivare al 100%
ovunque in Europa al 2035. Quindi la parola chiave è la decar
to respond in real time to changing scenarios. Once again, Europe
played a leading role.
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GENIUS LIFESTYLE
bonizzazione attraverso l’apertura tecnologica, che include le
motorizzazioni tradizionali altamente efficienti, quelle plug-in
hybrid, certamente l’elettrico e nel prossimo futuro l’idrogeno
fuel-cell.
Ogni sforzo conta al fine degli obiettivi climatici. E infatti noi di
BMW Group, grazie all’approccio aperto tecnologicamente abbiamo
centrato tutti gli obiettivi di riduzione della CO2 fino ad
oggi e siamo confidenti di farlo anche nel 2025, senza dover
sfruttare la deroga triennale proposta dalla UE. E per andare ulteriormente
in questa direzione, recentemente abbiamo siglato
un protocollo d’intesa con ENI per promuovere ed implementare
biocarburanti come l’HVO100 capaci di ridurre le emissioni
fino al 90% sui motori diesel, non solo quelli nuovi ma anche
quelli già sul mercato. Per esempio, i nostri motori diesel Euro 6
sono compatibili con questa tecnologia dal 2015. Parliamo di
circa 500 mila vetture solo in Italia. Questo è un approccio concreto
ed efficace. Quindi andare nella sola direzione dell’elettrificazione
(che comunque resta l’obiettivo di lungo periodo e per
il quale noi solo lo scorso anno abbiamo investito 9 miliardi di
Euro) significa da un lato non raggiungere gli obiettivi climatici
che ci siamo prefissati e dall’altro mettere a rischio l’intero
comparto automotive europeo che rappresenta una ricchezza
els such as HVO100, which can reduce emissions by up to 90%
in diesel engines, not only in new ones but also in those already
on the market. For example, our Euro 6 diesel engines have been
compatible with this technology since 2015. We are talking about
approximately 500,000 vehicles in Italy alone. This is a concrete
and effective approach.
Therefore, moving exclusively in the direction of electrification
(that nevertheless remains our long-term goal, we invested €9
billion last year alone) means, on the one hand, not achieving the
climate targets we have set ourselves to and, on the other, putting
at risk the entire European automotive industry, which represents
a huge asset (€73 billion invested in R&D in 2023, Acea
data) and provides jobs for 13 million people in Europe.
If we focus on the potential effects on employment alone, the
European Commission’s dogmatic stance could lead to the loss
of over 700,000 jobs in Europe, including 70,000 to 80,000 in Italy,
over the next 10 years (Quattroruote data). We cannot let that
happen!
You are leading BMW Italy in a time of radical change. What
has been the most challenging moment of your tenure and
how did you deal with it?
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MASSIMILIANO DI SILVESTRE
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(73 miliardi investiti in R&D nel solo 2023, dati Acea) e garantisce
lavoro a 13 milioni di persone in Europa.
Se ci limitiamo a guardare i potenziali effetti sull’occupazione,
insistere in un approccio dogmatico da parte della Commissione
Europea poterebbe alla perdita di oltre 700 mila posti di lavoro
in Europa, di cui 70-80mila solo in Italia, nei prossimi 10
anni (dati Quattroruote). Non ce lo possiamo permettere!
Lei guida BMW Italia in un momento storico di trasformazione
radicale. Qual è stato, secondo lei, il momento più sfidante
del suo mandato e come lo ha affrontato?
Io ho l’onore e il privilegio di guidare l’azienda da agosto 2019.
Insieme al team di BMW Italia abbiamo affrontato tante situazioni
sfidanti: la pandemia, la crisi dei semi conduttori, i conflitti,
i dazi, il cambiamento deal modello distributivo con il
brand MINI. Abbiamo affrontato ogni momento potendo contare
su una strategia chiara del BMW Group alla quale abbiamo
aggiunto velocità, flessibilità, passione, voglia di fare la differenza
e creare un modello di business vincente sul mercato, con
Clienti soddisfatti e remunerativo per i nostri partners.
Mi lasci dire che in tutti questi momenti c’è sempre stato un
elemento che è stato decisivo: le persone. E con le persone continuiamo
a costruire un futuro di grande successo per i nostri
brand.
Cosa significa oggi “essere BMW” in un mercato sempre più
guidato da algoritmi e sostenibilità?
Noi abbiamo internamente un’ambizione che è anche un mantra.
Cerchiamo ogni giorno di essere “More BMW”. Vuole dire
avere uno spirito e fiuto imprenditoriale, gestire le risorse con
grande responsabilità, avere voglia di prendere decisioni e lavorare
con intensità e con un’attenzione maniacale ai dettagli.
L’obiettivo è dimostrare con i fatti e non certo con le parole di
saper fare la differenza.
Gli algoritmi, l’intelligenza artificiale e la tecnologia sono strumenti
utili e indispensabili per supportare meglio il processo
decisionale. Noi siamo quelli che danno la direzione, i depositari
dei valori dell’azienda, i custodi dei brand. E dobbiamo interpretare
questa responsabilità con disciplina ed in modo impeccabile.
I’ve had the honor and privilege of leading the company since
August 2019. Together with the BMW Italia team, we’ve faced
many challenging situations: the pandemic, the semiconductor
crisis, conflicts, tariffs, and the MINI brand’s new distribution
model. We’ve faced every moment with the support and confidence
of the BMW Group’s clear strategy, to which we’ve added
speed, flexibility, passion, and our desire to make the difference
and create a winning business model for the market, with satisfied
customers, and a profitable business for our partners. In all
these moments, there has always been one decisive ingredient:
people. And it’s with the people that we will continue to build a
highly successful future for our brands.
In a market increasingly driven by algorithms and sustainability,
what does “being BMW” mean today?
We are driven by an inner ambition that is also our mantra. Every
day, we strive to be “More BMW”. This means having an entrepreneurial
spirit and instinct, managing resources with great responsibility,
being willing to take decisions, and working with intensity
and a maniacal attention for details. The goal is to prove
through facts, not words, that we can make a difference.
Algorithms, artificial intelligence, and technology are useful and
essential tools to support the decision-making process. We are
the ones who set the direction, the custodians of the company’s
values, the guardians of the brands. And we must carry out this
responsibility with discipline and impeccably.
If you could choose your professional legacy as CEO of BMW
Italia, what would it be?
An awareness of the beauty and depth of the BMW Group
brands, and the ambition to perform in a way that sets us apart
and is sustainable for all business stakeholders. With respect and
style.
Se potesse scegliere un’eredità professionale da lasciare come
AD di BMW Italia, quale vorrebbe fosse?
Consapevoli della bellezza e della profondità dei brand del BMW
Group, rimanere ambiziosi per una performance differenziante
e sostenibile per tutti gli stakeholders del business. Con rispetto
e stile.
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164
FOCUS
COSTRUIRE FIDUCIA E VALORE:
EDILIZIA E RIGENERAZIONE URBANA
SECONDO VINCENZO SETTIMO
BUILDING TRUST AND VALUE: CONSTRUCTION AND URBAN REGENERATION
ACCORDING TO VINCENZO SETTIMO
di/by CHIARA CURRÒ DOSSI
Vincenzo Settimo non è solo un costruttore:
è un rigeneratore di luoghi, idee e
relazioni. Barese di nascita, ma triestino
d’adozione, partito dai cantieri è
arrivato alla guida di Edil Group, holding che
oggi rappresenta un’eccellenza nel panorama
dei servizi al real estate. Nel 2014, in un momento
di profonda crisi del comparto edilizio, è stato
tra i soci fondatori di Edilimpianti Trieste:
un’impresa multidisciplinare basata su un modello
nuovo, capace di offrire soluzioni “chiavi
in mano” e di accompagnare enti pubblici e imprese
private in ogni fase del ciclo di vita degli
immobili. Sotto la sua guida, a Trieste, sono nati
progetti simbolici quali Blu Palace, e il recupero
dell’ex area Principe e di Palazzo Vescovile e
Casa Marenzi. Dal 2024, Edilimpianti Trieste è
Società benefit, traguardo che segna l’assunzione,
formale, di un impegno improntato a quello
che l’impresa ha sempre perseguito: generare
valore per l’ambiente, il territorio e le persone
che lo abitano.
“Ogni cantiere è una sfida diversa – dice Settimo
–, ma la vera ricompensa è vedere come, attraverso
il nostro lavoro, possiamo restituire alla
comunità spazi rigenerati, belli, accessibili e
funzionali”. Di recente, Settimo ha fatto il suo
ingresso in casa Genius People Magazine in qualità
di socio di riferimento. Una scelta dettata
dalla convinzione, condivisa, che siano le persone
a fare la differenza. “Sono loro la ricchezza
presente e futura delle aziende e del Paese – afferma
–. Questa collaborazione ci permette di
uscire dai confini dell’impresa e raccontare anche
la nostra visione del Paese e delle persone in
modo nuovo, sexy”.
Vincenzo Settimo is more than just a builder: he is a
renovator of places, ideas, and relationships. Originally
from Bari but now living in Trieste, he started
out on construction sites and became the head of
Edil Group, a holding company renowned for its excellence
in real estate services. In 2014, when the
construction industry was in the throes of a deep
crisis, he was one of the founding partners of Edilimpianti
Trieste: a multidisciplinary company based
on a new model, that could provide turnkey solutions
and support public bodies and private companies
at every stage of the property life cycle. Under
his leadership, symbolic projects such as the Blu
Palace and the redevelopment of the former Principe
area, Palazzo Vescovile, and Casa Marenzi were
launched in Trieste. Since 2024, Edilimpianti Trieste
has been a benefit corporation, a milestone that
marks its official commitment to its long-standing
goal: generating value for the environment, the local
area, and the people who live there.
“Every construction site has its own challenges,”
Settimo said, “but the real reward comes from seeing
how, through our work, we can give back to the
community beautiful, accessible, and functional
spaces they can enjoy”. Recently, Settimo became
a partner at Genius People Magazine. This decision
was based on the shared belief that people make
the difference. “They are the present and future
wealth of companies and of the country”, he said,
“This collaboration allows us to break out of the
confines of the company and also share our vision
for the country and its people in a new, sexy way”.
Genius People Magazine
VINCENZO SETTIMO
165
Vincenzo Settimo, Founder di Edil Group - Ph. Zeno Gregorio/R-Stars Consulting
Genius People Magazine
Issue 28
166
FOCUS
Vincenzo Settimo, ci racconti la sua storia. Cosa l’ha spinta a
entrare nel settore dell’edilizia? E qual è stato il suo percorso
fin qui?
Sono nato a Bari, ma vivo a Trieste da quando avevo 12 anni. Il
mio percorso professionale è iniziato presto, nel modo più diretto
possibile: sul campo, nei cantieri. È lì che ho imparato
cosa significa lavorare in squadra, affrontare problemi concreti
e trovare soluzioni. Sono cresciuto come tecnico, ma con una
visione manageriale: volevo un giorno costruire un’azienda capace
di unire qualità artigianale e gestione moderna. Nel 2014
questa visione ha preso forma con la fondazione di Edilimpianti
Trieste. All’epoca, l’edilizia stava uscendo da una crisi profonda:
era necessario innovare, cambiare approccio, costruire un
nuovo patto di fiducia tra impresa, clienti e territorio. Da allora
non ci siamo più fermati.
Qual è stata la visione iniziale?
Edilimpianti nasce da un gruppo ristretto di persone – io in primis
– con una convinzione forte: l’edilizia non poteva più essere
quella di prima. Doveva diventare multidisciplinare, integrata,
trasparente.
Fin dall’inizio abbiamo scelto di superare il modello tradizionale
dell’appalto frammentato, offrendo un servizio “chiavi in
mano” che combina edilizia, impiantistica, domotica e manutenzione.
Non ci bastava realizzare lavori a regola d’arte: volevamo
creare un’impresa di fiducia, capace di accompagnare
famiglie, enti pubblici e imprese private in ogni fase del ciclo di
vita degli immobili.
Quali sono i servizi principali che offrite? C’è un settore nel
quale siete particolarmente specializzati?
Oggi, Edilimpianti è una realtà che opera a 360 gradi nel mondo
dell’edilizia nelle riqualificazioni di immobili storici come general
contractor, ed è la società che ha dato vita a Edil Group,
holding di servizi al real estate con presidio end to end della filiera.
I nostri servizi principali comprendono: scouting immobiliare
e progettazione, riqualificazione edilizia con efficientamento
energetico e sismico, ristrutturazioni edilizie civili,
commerciali e industriali, impiantistica integrata (elettrica,
termoidraulica, tecnologica), manutenzione ordinaria e straordinaria,
global service e consulenza per investitori e developer.
Siamo specializzati nei cantieri complessi, dove servono coordinamento,
esperienza, capacità di gestione. Inoltre, negli ultimi
anni abbiamo sviluppato una forte vocazione alla rigenerazione
urbana, con interventi che non si limitano a ristrutturare,
ma restituiscono spazi vivi e sostenibili alla collettività.
Ci parli di qualche progetto che avete seguito e state seguendo.
Ce n’è qualcuno di cui va particolarmente orgoglioso?
Ogni intervento rappresenta un tassello fondamentale nel nostro
percorso, ma alcuni hanno segnato tappe decisive per la
crescita dell’azienda e il suo radicamento sul territorio. Tra
quelli già conclusi, mi piace ricordare il Blu Palace, in via
Vincenzo Settimo, tell us your story. What made you want to
go into construction? And how did you get to where you are
today?
I was born in Bari, but my family moved to Trieste when I was 12.
I started working at a young age, in the most immediate way possible:
on construction sites. That’s where I learned what teamwork
means, how to deal with real problems and find solutions. I
grew up as a technician but I had a a managerial vision: one day
I wanted to build a company that could combine craftsmanship
with modern management. In 2014, this vision took shape with
the founding of Edilimpianti Trieste. At the time, the construction
industry was emerging from a deep crisis: it had to innovate,
change approach, and build a new pact of trust between companies,
customers, and the local community. From that moment on,
we never stopped.
What was your initial vision?
Edilimpianti was founded by a small group of individuals – starting
with me – with a strong belief: construction could no longer be
what it had been before. It had to become multidisciplinary, comprehensive,
and above all transparent.
From the outset, we chose to break away from traditional fragmented
contracting models, and offer a turnkey service that
combined construction, plant engineering, home automation,
and maintenance. We wanted to do more than just a good job: we
wanted to create a trusted company that could support families,
public bodies, and private companies throughout the entire life
cycle of their properties.
What are the main services you offer? Are you specialized in
any specific field?
Today, Edilimpianti operates across the entire construction spectrum,
acting as a general contractor for the renovation of historic
buildings. It’s also the company that founded Edil Group, a real
estate services holding company that provides an end-to-end
service that covers the entire supply chain. Our main services
include: real estate scouting and design, building redevelopment
to improve energy efficiency and seismic performance, civil,
commercial, and industrial building renovations, integrated systems
(electrical, thermo-hydraulic, technological), routine and
extraordinary maintenance, global services, and consulting for
investors and developers. We are specialized in complex construction
sites, where coordination, experience, and management
skills are required. Plus, in recent years, we’ve really gotten
into urban regeneration, with projects that do more than just renovate,
they bring spaces back to life and make them sustainable
for the community.
Tell us about some of the projects you have worked on and
are currently working on. Is there one you are particularly
proud of?
Every project is a fundamental step in our journey, but some of
them have been pivotal in the growth of the company and of its
Genius People Magazine
VINCENZO SETTIMO
167
Sant’Anastasio, a Trieste: un esempio riuscito di rigenerazione
urbana che ha trasformato un’area marginale in un elegante
complesso residenziale di sei edifici, cambiando completamente
il volto di un intero quartiere. È un progetto che ha fatto
scuola per l’equilibrio tra estetica, funzionalità e sostenibilità.
Un altro intervento significativo è stato il Blu Life, situato a
meno di un chilometro da piazza Unità, in una posizione centrale
e strategica. È stato uno dei nostri progetti più ambiziosi,
capace di coniugare comfort abitativo e architettura contemporanea
nel cuore della città, sempre all’insegna della rigenerazione
urbana con la riqualificazione di un complesso direzionale
abbandonato, e trasformandolo in un modo nuovo di vivere il
colle di Scorcola con tre nuovi edifici residenziali.
Particolarmente emblematico è anche l’intervento sugli edifici
di via Slataper e via Tarabocchia, un recupero edilizio di grande
valore architettonico che ha portato a una riqualificazione
complessiva dell’area: è stato realizzato in pieno centro città
con l’abbattimento totale delle barriere architettoniche, ricavando
anche dei posti auto nella parte del piano terra degli edifici,
con un solaio intermedio per l’aumento del volume. Ottimizzando
l’edificio sfruttando a pieno il piano casa, abbiamo
realizzato complessivamente 26 posti auto. Oltre alla riqualificazione
dell’immobile, al piano terra dell’edificio di via Slataper
abbiamo riportato in vita un luogo simbolico per la città: la storica
macelleria della famiglia di Nereo Rocco, oggi trasformata
establishment in the local area. Among those we have already
completed, I would like to mention the Blu Palace in Via Sant’Anastasio,
Trieste: a successful example of urban regeneration that
has transformed a neglected area into an elegant residential
complex with six buildings. The face of an entire neighborhood
has changed. The project has set the standard for its balance
between aesthetics, functionality, and sustainability. The Blu Life
project, less than a kilometer from Piazza Unità, in a central and
strategic location, has also been significant. This was one of our
most ambitious projects, we combined living comfort and contemporary
architecture in the heart of the city, once again in the
name of urban regeneration. We redeveloped an abandoned office
complex and changed the way people experienced the Scorcola
hill with three new residential buildings.
The work on the buildings in Via Slataper and Via Tarabocchia is
also pretty emblematic: the building renovation with great architectural
value led to the area’s complete redevelopment. Right in
the city center, we removed all architectural barriers and created
parking spaces on the ground floor of the buildings, with an intermediate
floor to increase their volume. By optimizing the building
and making full use of the floor plan, we created a total of 26
parking spaces. As well as redeveloping the property, on the
ground floor of the building in Via Slataper, we brought back to
life a place that is symbolic for the city: the historic butcher’s
shop of the Nereo Rocco family: now transformed into a refined
Headquarter Edilimpianti Trieste - Ph. Zeno Gregorio/R-Stars Consulting
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Issue 28
168
FOCUS
Headquarter Edilimpianti Trieste dall’alto - Ph. Zeno Gregorio/R-Stars Consulting
in una raffinata enoteca e spazio eventi legati al territorio e alle
attività sociali. Un gesto che mette insieme memoria collettiva e
nuova destinazione d’uso, migliorando la qualità urbana.
Altro progetto che ci ha dato grande soddisfazione è stata la riqualificazione
di un edificio storico nel rione di San Vito, a pochi
passi dalle Rive triestine. In questo caso abbiamo lavorato
con estrema cura nel mantenere i dettagli originali, compresi
affreschi e decori d’epoca, armonizzandoli con tecnologie all’avanguardia
e soluzioni abitative moderne. L’intervento ha portato
alla creazione di 26 unità abitative affacciate sul verde, tra
cui le suggestive dimore del cosiddetto “piano parco”, dotate di
rare aree verdi private: un piccolo polmone naturale nel cuore
urbano.
Guardando ai cantieri in corso, uno dei progetti a cui teniamo di
più è sicuramente il recupero dell’ex area Principe, un grande
intervento di rigenerazione industriale che segna il primo progetto
integrato della nostra nuova holding, Edil Group. Stiamo
trasformando l’ex stabilimento produttivo di via Ressel in un
hub multifunzionale del gruppo, che ospiterà sedi direzionali,
attività produttive, showroom, spazi per la formazione, mensa e
asilo aziendale, strutture sportive e aree relax. L’intero progetto
– che copre oltre 35 mila metri quadrati, con una superficie coperta
di circa 20 mila – punta alla certificazione LEED (acronimo
di Leadership in energy and environmental design, standard inwine
bar and event space for local and social activities. This project
combined local history with the building’s new use, improving
the quality of the urban environment.
We were also very pleased with the redevelopment of a historic
building in the San Vito district, just a few steps from the Trieste
waterfront. Here, we worked hard to preserve the original details,
including frescoes and original decorations, harmonizing them
with cutting-edge technology and modern living solutions. The
project led to the creation of 26 residential units surrounding by
greenery, including the charming residences of the so-called
“park floor,” equipped with rare private green areas: a small natural
lung in the heart of the city. Among the projects we are currently
working on, one of the ones we are most proud of is undoubtedly
the redevelopment of the former Principe area, a major
industrial regeneration project that marks the first integrated project
of our new holding company, Edil Group. We are transforming
the former production plant in Via Ressel into a multifunctional
hub for the group, which will house offices, production facilities,
showrooms, training spaces, a canteen, a company nursery,
sports facilities, and relaxation areas. The entire project – which
covers over 35,000 square meters, for a total floor area of approximately
20,000 square meters – has been designed to be
LEED certified (an international standard for the design, construction,
and management of sustainable buildings, ed) and to
Genius People Magazine
VINCENZO SETTIMO
169
Does environmental impact affect your choices when it
comes to materials and work processes?
Today, you cannot design a building without thinking about its
ecological footprint. We choose certified, recyclable materials
that are free of harmful substances. We use natural insulation,
smart systems, and monitoring systems. We work with BIM
(Building Information Modeling, a digital system that brings toternazionale
per la progettazione, costruzione e gestione di edifici
sostenibili, ndr) e alla creazione di una comunità energetica
rinnovabile. L’investimento previsto si aggira tra i 20 e i 30 milioni
di euro e potrà generare più di 100 nuovi posti di lavoro.
Altro intervento di rilievo riguarda il Palazzo Vescovile e Casa
Marenzi, sul colle di San Giusto, due edifici di grande valore
storico. Il recupero del palazzo medievale, realizzato in joint
venture con due nostri importanti partner, coniuga rigore conservativo
e innovazione tecnologica. Una parte del complesso
sarà riconvertita in garage per servire le nuove residenze di pregio,
contribuendo a riattivare un’area nevralgica della città,
ricca di storia ma bisognosa di nuova linfa.
Infine, un progetto dal forte valore simbolico è la riqualificazione
dell’ex Hotel Obelisco, che si propone di restituire dignità e
funzione a una zona bellissima della città, un promontorio verde
che domina Trieste e che si trova in uno stato di degrado e
abbandono. Qui vogliamo costruire il futuro partendo dalla
memoria del luogo, in una logica di sviluppo turistico sostenibile,
orientato allo slow tourism. Il nostro obiettivo è attrarre
nuovi flussi, promuovendo una visione del turismo come opportunità
concreta di crescita in linea con i principi ESG (acronimo
di Environmental, social e governance, standard usati per
misurare l’impatto sociale e ambientale di un’organizzazione,
ndr) che guidano oggi la nostra attività, anche alla luce della
trasformazione di Edilimpianti in società benefit avvenuta a
fine 2024. Il progetto prevede inoltre la realizzazione di un
grande parco pubblico di 65 mila metri quadrati, pensato per
famiglie e bambini. Un polmone verde che migliorerà significativamente
la qualità della vita urbana, offrendo nuovi spazi di
socialità e benessere.
Ogni cantiere è una sfida diversa, ma ciò che ci rende più fieri è
vedere come, attraverso il nostro lavoro, possiamo restituire
alla comunità spazi rigenerati, belli, accessibili e funzionali. È
questa la vera ricompensa.
Uno dei temi chiave, del presente e del futuro, è quello della
sostenibilità ambientale. Come si declina questo concetto nel
settore edilizio?
La sostenibilità, per noi, non è una moda, ma una responsabilità
quotidiana. Nel nostro settore significa agire lungo tutta la
filiera: dal cantiere alla gestione post-intervento. Utilizziamo
materiali a basso impatto, adottiamo tecnologie per l’efficienza
energetica e lavoriamo per ridurre al minimo gli sprechi.
Ma la sostenibilità è anche sociale: per questo la lead company
di Edil Group, Edilimpianti, è diventata Società Benefit nel dicembre
2024, impegnandoci formalmente a generare valore per
l’ambiente, il territorio e le persone che lo vivono.
Quanto l’attenzione all’impatto ambientale influisce sulla
scelta dei materiali e delle lavorazioni? E in che modo le nuove
tecnologie vengono integrate nei cantieri?
Oggi non si può più progettare un edificio senza pensare alla
sua impronta ecologica. Scegliamo materiali certificati, rici
create a renewable energy community. The project is expected to
cost between €20 and €30 million and will create more than 100
new jobs.
Another major project involves the Palazzo Vescovile and Casa
Marenzi, two buildings of great historical value located on the hill
of San Giusto. The restoration of the medieval palace, a joint venture
with two of our important partners, combines conservation
and technological innovation. Part of the complex will be converted
into garages to serve the new luxury residences, helping to
revitalize a key area of the city that is rich in history but in need of
new life.
Finally, another project with a strong symbolic value is the redevelopment
of the former Hotel Obelisco, which is intended to restore
dignity and function to a beautiful area of the city, a green
promontory overlooking Trieste that is currently in a state of decay
and neglect. Here, we want to build the future based on the
history of the place, following the principles of sustainable tourism
development and slow tourism. Our goal is to attract new
visitors by promoting a vision of tourism as a concrete opportunity
for growth in line with the ESG principles (acronym for Environmental,
Social, and Governance, standards used to measure the
social and environmental impact of an organization, ed.) that
guide our business today, especially in light of Edilimpianti’s
transformation into a benefit corporation at the end of 2024. The
project also includes the construction of a large 65,000 square
meter public park designed for families and children. A green lung
that will significantly improve the quality of urban life, offering
new spaces for socializing and well-being. Every construction
site has its own challenges,” Settimo said, “but the real reward
comes from seeing how, through our work, we can give back to
the community beautiful, accessible, and functional spaces they
can enjoy. That’s the real reward.
One of the key topics of the present and the future is environmental
sustainability. How does the construction industry
approach this issue?
For us, sustainability is not a trend, it’s a daily responsibility. In our
industry, this means taking action throughout the entire supply
chain: from the construction site to the post-construction management
stage. We use low-impact materials, employ energy-efficient
technologies, and do our utmost to minimize waste.
But sustainability is also a social issue: this is why Edil Group’s
lead company, Edilimpianti, became a Benefit Corporation in December
2024, formally committing to generate value for the environment,
the local area and the people who live there.
Genius People Magazine
Issue 28
170
FOCUS
clabili, privi di sostanze nocive. Usiamo isolanti naturali, impianti
intelligenti, sistemi di monitoraggio. Lavoriamo con
tecnologie BIM (Building information modeling, sistema digitale
che integra tutte le informazioni lungo l’intero ciclo di vita
dell’edificio, ndr) e sistemi digitali per il controllo di tempi,
costi e sicurezza. Nei cantieri adottiamo soluzioni per la gestione
intelligente dei rifiuti e per la riduzione del rumore e delle
emissioni.
Dal punto di vista dei clienti, cosa significa dover rispettare
determinati parametri per quel che riguarda, per esempio, le
classi energetiche degli edifici? Se dovessimo prendere una
bilancia e mettere, sui due piatti, burocrazia da una parte e
vantaggi dall’altra, da che parte penderebbe e perché?
È vero: la burocrazia può scoraggiare, specialmente quando si
affrontano interventi complessi come quelli legati al Superbonus
o agli incentivi regionali. Ma la nostra struttura è organizzata
proprio per accompagnare il cliente, gestendo in-house le
pratiche, le verifiche e le certificazioni.
Alla fine, i vantaggi superano ampiamente le difficoltà: più
comfort, meno costi, più valore per l’immobile. E soprattutto
un contributo reale alla riduzione delle emissioni.
Con Eni Plenitude Spa avete lanciato il progetto “Cappotto-
Mio”. In cosa consiste?
“CappottoMio” è un programma dedicato alla riqualificazione
energetica dei condomini, realizzato da Eni Plenitude in collaborazione
con partner selezionati. Edilimpianti è tra questi.
Ci siamo occupati dell’intero processo: analisi energetica, progettazione,
cantiere, pratiche fiscali, relazione con l’amministratore.
È stata una formula vincente perché consente ai condomini
di intervenire in modo strutturato, trasparente e con
garanzie forti.
Edil Group si occupa anche di riqualificazione urbana. Cosa
significa per voi, considerata anche la vostra vocazione e il
vostro radicamento sul territorio del Friuli Venezia Giulia?
Riqualificare per noi significa restituire valore ai luoghi. Non si
tratta solo di rifare facciate o impianti: si tratta di ricucire il tessuto
urbano, creare connessioni, generare nuove funzioni per
gli spazi esistenti.
Siamo orgogliosi di essere radicati nel Friuli Venezia Giulia, e in
particolare a Trieste, di cui conosciamo la storia, le esigenze, il
potenziale. Ogni intervento è per noi un atto di cura e rispetto
verso la città.
Che rapporto avete con le realtà locali?
Un rapporto quotidiano, diretto, concreto. Abbiamo collaborato
e collaboriamo con: Fondazione Burlo Garofalo, per sostegno
a progetti sociosanitari, beneficenza e, in prospettiva, progetti
di miglioramento degli spazi ospedalieri; Trieste Photo
Days, festival fotografico internazionale che sosteniamo come
sponsor e partner; AUTstanding, realtà della ristorazione im
gether all the info throughout a building’s whole life cycle, ed.)
and digital systems to keep an eye on time, costs, and safety. On
our construction sites, we use smart waste management solutions
and ways to cut down on noise and emissions.
From the customer’s point of view, what does having to comply
with certain parameters regarding, for example, the energy
classes of buildings mean? If we were to take a scale and
put bureaucracy on one side and advantages on the other,
which side would tip the balance and why?
It’s true: bureaucracy can be discouraging, especially when
you’re dealing with complicated procedures such as those for the
Superbonus or regional incentives. But our company is organized
to support customers, handle all the paperwork, checks, and certifications
in-house.
In the end, the benefits far outweigh the difficulties: more comfort,
lower costs, and higher property values. And above all,
you’re making a real difference in reducing emissions.
With Eni Plenitude Spa, you have launched the “Cappotto-
Mio” project. What is it?
“CappottoMio” is a program designed to improve the energy efficiency
of apartment buildings, created by Eni Plenitude in collaboration
with selected partners. Edilimpianti is one of them. We
took care of the entire process: energy analysis, design, construction,
tax procedures, and relations with the administrator. It
was a winning formula because it allows condominiums to act in
a structured, transparent way with strong guarantees.
Edil Group is also involved in urban redevelopment. Considering
your vocation and your roots in the Friuli Venezia Giulia
region, what does this mean for you?
For us, redevelopment means returning value and meaning to
places. It’s not just a matter of renovating facades or systems: it
is about mending the urban fabric, creating connections, and
finding new uses for existing spaces. We are proud to be based
in Friuli Venezia Giulia, and in Trieste in particular, because we
know its history, its needs, and its potential. Every project we
work on is an act of care and respect for the city.
What relationship do you have with local realities?
A daily, direct, concrete relationship. We have worked and continue
to work with: Fondazione Burlo Garofalo, to support social
and healthcare projects, charities and, in the future, projects to
improve healthcare facilities; Trieste Photo Days, an international
photography festival that we support as a sponsor and partner;
AUTstanding, a restaurant committed to the inclusion of young
people with autism spectrum disorder, which we helped after a
break-in by rebuilding the front door of their business; sports associations
such as San Luigi Calcio and Junior Alpina Baseball,
examples of commitment to social inclusion through sport. Finally,
the non-profit organization Terra del Sorriso, with which we will
carry out a bunch of initiatives to help the most vulnerable people
Genius People Magazine
VINCENZO SETTIMO
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Vincenzo Settimo, Founder di Edil Group - Ph. Zeno Gregorio/R-Stars Consulting
You recently became a partner of Genius People Magazine.
How did this collaboration come about?
I discovered the magazine and its creative genius and founder
Francesco La Bella thanks to a tip from Gianmaria Franza, a
member of the Edil Group board, and I immediately fell in love
with the project and the people who sat down at the table to impegnata
nell’inclusione di giovani con disturbo dello spettro
autistico che abbiamo aiutato dopo una brutta rapina con effrazione
per la ricostruzione del portoncino dell’attività; associazioni
sportive come San Luigi Calcio e Junior Alpina Baseball,
esempi modello di impegno volto all’inclusione sociale
attraverso lo sport; infine, la onlus Terra del Sorriso, con cui
porteremo avanti varie iniziative di solidarietà e autonomia
abitativa delle persone più fragili. Siamo convinti che un’impresa,
per definirsi di successo, debba restituire valore al tessuto
sociale in cui opera.
Ci sono progetti sociali o culturali a cui partecipate?
Sì, e per noi è una parte fondamentale dell’identità aziendale.
Oltre a quelli già citati, partecipiamo a iniziative culturali, mostre,
incontri con le scuole, progetti di formazione e orientamento
per i giovani.
Abbiamo anche creato il format tv EdilTalk, in collaborazione
con il nostro team comunicazione e la storica emittente televisiva
locale Telequattro, per raccontare il mondo dell’edilizia
attraverso voci, volti e valori del territorio a 360 gradi, e non
solo dal punto di vista del puro business. ma nelle sue varie
sfaccettature e interrelazioni.
get housing and be more independent. We’re convinced that, to
be successful, a company has to give back to the community it’s
part of.
Are you involved in any social or cultural projects?
Yes, and for us it is a key part of our corporate identity. In addition
to those already mentioned, we are involved in cultural activities,
exhibitions, meetings with schools, and training and mentoring
projects for young people. We’ve also created the TV format Edil-
Talk, in partnership with our communications team and the
long-standing local TV station Telequattro, to provide a 360-degree
view of the construction industry through the voices, faces,
and values of the local community, not just from a purely business
perspective, but in all its various facets and interrelationships.
Genius People Magazine
Issue 28
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FOCUS
Complesso di Palazzo Vescovile e Casa Marenzi, da varie angolazioni - Ph. Zeno Gregorio/R-Stars Consulting
Di recente, lei è diventato socio di riferimento di Genius People
Magazine. Come nasce questa collaborazione?
Ho conosciuto la rivista, il suo genio creativo e fondatore Francesco
La Bella grazie a un’intuizione di Gianmaria Franza,
membro del board di Edil Group, e fin da subito mi sono innamorato
del progetto e delle persone che si sono sedute al tavolo
a immaginare il futuro della comunicazione. Genius è una rivista
culturale e imprenditoriale nata per valorizzare il talento, la
creatività e le idee innovative. Ho deciso di entrarne come socio
insieme a Francesco La Bella e Mauro Gerin (ceo di Edilimpianti)
perché credo che oggi servano nuovi linguaggi per descrivere e
valorizzare il bello che ci circonda. Genius è un book magazine
ibrido e da collezione; racconta le storie di successo di personalità
di spicco del mondo dell’impresa, dello sport, del design,
della moda e dello spettacolo. Le persone fanno la differenza,
sono la ricchezza presente e futura delle aziende e del Paese,
quale miglior modo per dar voce alle eccellenze e al bello che ci
circonda, contribuendo attraverso una rivista unica nel suo genere.
Questa collaborazione ci permette di uscire dai confini
dell’impresa, di dialogare con mondi diversi e raccontare anche
la nostra visione del Paese e delle persone in modo nuovo e, direi,
sexy. È una nuova sfida che affrontiamo con un nuovo
gruppo di collaboratori entusiasti e appassionati. Come sempre,
le persone sono al centro dei nostri progetti.
agine the future of communication. Genius is a cultural and business
magazine created to promote talent, creativity, and innovative
ideas. I decided to join as a partner alongside Francesco La
Bella and Mauro Gerin (the CEO of Edilimpianti) because I believe
that today we need new languages to describe and appreciate
the beauty that surrounds us. Genius is a hybrid, collectible book
magazine that tells the success stories of leading figures from the
worlds of business, sport, design, fashion, and entertainment.
People make the difference; they are the present and future
wealth of companies and the country. What better way to give
voice to excellence and beauty than through a unique magazine?
This collaboration allows us to go beyond the boundaries of the
company, to dialogue with different worlds and also to convey
our vision of the country and its people in a new and, I would say,
sexy way. It’s a new challenge that we are tackling with a new
group of enthusiastic and passionate collaborators. As always,
people are at the heart of our projects.
Where do you see Edil Group in five or ten years? And, more
in general, what are and will be the main challenges you will
face?
I think it’ll be a regenerative business model, one that can integrate
economic growth, tech innovation, and have a positive impact
on the community. An industrial group that can provide ser-
Genius People Magazine
VINCENZO SETTIMO
173
Area Ex-Principe dall’alto - Ph. Zeno Gregorio/R-Stars Consulting
Dove vede Edil Group fra cinque o dieci anni? E, in generale,
quali sono e quali saranno le sfide principali da affrontare?
La vedo come un modello d’impresa rigenerativa, capace di integrare
crescita economica, innovazione tecnologica e impatto
positivo sulla comunità. Un gruppo industriale in grado di fornire
servizi e tecnologia avanzata al real estate. Le sfide saranno
tante: attrarre nuovi talenti, acquisire nuove competenze, affrontare
le tematiche di settore legate alla mitigazione del cambiamento
climatico, innovare i processi per rendere l’azienda
più efficiente e aumentare il benessere lavorativo, portare a
compimento la “servitization” come modello di business, integrando
lo sviluppo del real estate legato al prodotto con la
fornitura di servizi integrati, e con l’applicazione di questo modello
in un contesto più ampio, dove il target non è solo soddisfare
le esigenze individuali dei clienti, ma anche contribuire al
benessere della comunità e dell’ambiente. Con una squadra
motivata, una visione chiara e forti radici nel territorio, possiamo
continuare a costruire un futuro solido, equo e sostenibile.
vices and advanced tech to real estate. We are going to be faced
with a lot of different challenges: attracting new talents, gaining
new skills, dealing with issues in the industry related to climate
change, innovating processes to be more efficient and increase
the well-being of employees, and completing our “servitization”
business model, combining product-related real estate development
with integrated services and applying this model to a
broader context, because it’s not only about meeting the needs
of individual customers, but also contributing to the well-being of
the community and the environment. With a committed team, a
clear vision, and a strong local presence, we can continue to
build a solid, fair, and sustainable future.
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Issue 28
174
GENIUS LIFESTYLE
“IL DESIGN È UNA PROMESSA”
“DESIGN IS A PROMISE”
di/by MATTEO MACUGLIA
Immaginare un prodotto da zero, oppure crearlo su misura
adattandosi alle richieste del committente. Interpretare
un bisogno o inventarlo da zero. Sono solo alcune
delle sfide che Lamberto Angelini affronta con la sua
creatura, Angelini Design (www.angelinidesign.eu), dal
1980. In 45 anni di attività ha dato vita a oggetti che noi
oggi diamo quasi per scontati, ma che prima del suo intervento
semplicemente non esistevano. E per lui e il suo
team c’è ancora molto da immaginare.
Imagine a product from scratch, or tailor it to suit the client’s
requirements. Interpret a need or invent it from the ground up.
These are just some of the challenges Lamberto Angelini faces
with his creature, Angelini Design (www.angelinidesign.eu),
since 1980. Throughout his 45 years in the business, he has
created objects that we take for granted today but which did
not exist before. And there is still so much for him and his
team to imagine.
Come nasce Angelini Design?
Da un’idea astratta di libertà: dopo la laurea in ingegneria
meccanica mi fu offerta l’opportunità di entrare al Centro Stile
Volkswagen a Wolfsburg. Per me che disegnavo auto da sempre
per passione e per hobby è stato l’avverarsi di un sogno. Un
sogno diventava realtà! Dopo meno di due anni ero già responsabile
del progetto “Auto 2000”, sviluppato da un mio bozzetto
di stile, che sarebbe poi diventata la Passat degli anni ’80.
Tutto lasciava prevedere una brillante scalata all’interno del
Gruppo.
Ed è andata così?
Vedevo diversamente il mio futuro all’epoca. Diedi le dimissioni
e tornai in Italia, senza alcuna prospettiva. Una decisione irresponsabile,
un atto di incoscienza e presunzione, ma allora non
me ne rendevo conto, mi sembrava una scelta naturale. Mi diedi
sei mesi di tempo per tentare la via del freelance. Se fosse
andata male, sarei ripartito da zero come ingegnere meccanico.
Non è andata male. Angelini Design è a Bologna dal 1980.
Cosa le ha lasciato l’esperienza al centro stile Volkswagen?
Il rispetto del lavoro altrui e la pianificazione. Il ritardo di un
singolo genera una reazione a catena che ricade sul lavoro di
tutti e provoca un ritardo irrecuperabile del progetto. Il senso di
responsabilità per il proprio ruolo è fondamentale: genio e sregolatezza
è un binomio inconciliabile in un gioco di squadra.
How did Angelini Design start?
From an abstract idea of freedom: after graduating in mechanical
engineering, I was offered to join the Volkswagen Style Center in
Wolfsburg. I had been designing cars forever, out of passion, as a
hobby. It was a dream come true! After less than two years I was
already in charge of the “Auto 2000” project we developed from
one of my style sketches, and that would later become the Passat
of the 1980s. Everything suggested that a brilliant career within
the Group was in the offing.
And was that how it turned out?
At the time that was not how I was seeing my future. I resigned
and returned to Italy, without any guarantees. It was an irresponsible
decision, a reckless and presumptuous move. But I didn’t
realize it at the time, it seemed a natural choice. I gave myself six
months to try the freelance route. If it had gone wrong, I would
have started from scratch as a mechanical engineer. But it didn’t:
Angelini Design has been in Bologna since 1980.
What did your experience at the Volkswagen style center
give you?
Respect for other people’s work and the ability to plan. One person’s
delay generates a chain reaction that falls back on everyone’s
work and causes an irretrievable delay in the project. A
sense of responsibility for one’s role is crucial: genius and unruliness
are irreconcilable in a team.
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LAMBERTO ANGELINI
175
Quando si approccia un progetto è meglio avere carta bianca
o dei vincoli a cui attenersi?
La brochure che illustrava i miei primi lavori aveva in copertina
il titolo “vincoli e stimoli”. Un vincolo è un ostacolo e per evitarlo
bisogna inventarsi qualcosa. Così nasce una novità.
Come funziona il processo creativo?
È un processo soggettivo e diverso caso per caso: non si può ridurre
a una formula. Sono ingegnere per formazione e creativo
per vocazione: credo che ogni nuovo prodotto debba rappresentare
un progresso rispetto all’esistente. Il prodotto che disegno
deve offrire un beneficio a chi lo usa. Il primo obiettivo che
mi pongo è ottimizzarne la funzionalità. La forma è una conseguenza
e dovrà comunicare l’innovazione in termini estetici
che rendano il prodotto unico, riconoscibile. Il design è una
promessa: suggerisce che il prodotto è stato pensato, meditato
e amato.
È mai capitata l’idea che arriva all’improvviso mentre faceva
altro?
È capitato. Logicamente non è del tutto casuale, devi essere immerso
in quel tema. Poi in un momento di pausa può arrivare
un’idea inaspettata. Ricordo come una visione: in aeroporto mi
When you approach a project would you rather have carte
blanche or some constraints to stick to?
The brochure that featured my early work read “constraints and
stimuli” on the cover. A constraint is an obstacle, and to avoid it
you have to invent something. That’s how new things are born.
How does the creative process work?
It’s a subjective process and it’s different every time: it cannot be
reduced to a formula. I am an engineer by training and a creative
by vocation: I believe that every new product must be an improvement
over the existing one. Each product I design must
benefit those who use it. My first goal is to optimize its functionality.
The form is a consequence, it should communicate its innovation
in aesthetic terms and make the product unique, recognizable.
Design is a promise: it implies that the product was thought
out, considered, and loved.
Does that idea that suddenly comes to mind while you’re doing
something else ever happen to you?
It has happened to me. Of course, it’s not completely random;
you have to be immersed in that theme. Then, during a break, an
unexpected idea can come. I remember a vision: at the airport, I
see a trolley. Not the classic parallelepiped one, it had a curvy
In studio: a parete il modello della Eke, una microcar realizzata con carrozzeria autoportante in alluminio
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shape. Behind the trolley, a girl is pushing it in front of her: she’s
not pulling it, she’s pushing it! It became the Shuttle of Valigeria
Roncato, in 2002. Another time, the project of the moment was a
small commercial vehicle. I was walking in the studio and I suddenly
felt like I was sitting inside a cabin that had a very specific
geometry, something never seen before, an absolute novelty.
This work is still in-progress. The feasibility of these visions must
always be verified.
Una tecnica appresa al Centro Stile Volkswagen per i disegni in scala: su un foglio
plastificato si traccia una linea col nastro adesivo, la si osserva e si corregge finchè non
soddisfa. Un metodo manuale che precorreva quello digitale.
What design are you proud of the most?
In Naples they say “ogni scarrafone è bell’a mamma soja”. This is
not my case: even when the product is finished, my eye falls on
the flaws and I think about how they could be corrected. It’s natviene
incontro un trolley che non è il classico parallelepipedo,
ma ha forme sinuose. Dietro il trolley una ragazza lo spinge davanti
a sé: non lo traina, lo spinge! È diventato lo Shuttle della
Valigeria Roncato, nel 2002. In un’altra occasione, il progetto
del momento era un veicolo commerciale di piccole dimensioni.
Camminavo in studio e mi sono improvvisamente percepito
seduto all’interno di una cabina che aveva una geometria particolare,
mai vista prima, una novità assoluta. Il lavoro è ancora
inprogress. La fattibilità di queste visioni va sempre verificata.
Disegnate automotive, macchine industriali, fino a oggetti di
uso comune. Qual è il segreto per essere efficaci in settori così
diversi?
I settori sono diversi sì, ma gli oggetti hanno una caratteristica
comune: sono tutti prodotti industriali, prodotti di serie, riproducibili
con uno stampo. Il processo mentale è simile in tutti i
casi perché simili sono le variabili che condizionano il progetto
e la libertà di disegno: la tecnologia di produzione, i materiali,
l’investimento in attrezzature e il target price del prodotto in
funzione delle tirature previste, il posizionamento del brand
ecc. Dall’idea al disegno, dal progetto al modello, dal prototipo
allo stampo: il prodotto industriale è il risultato di un processo
di ottimizzazione. Quando vedo i prodotti in magazzino, i loro
profili identici ripetuti, ripetuti, ripetuti... provo un’emozione
come davanti a un’opera d’arte.
In alcuni casi avete ideato degli oggetti che hanno poi inventato
un bisogno che non c’era: penso al guscio TV Meliconi o al
precursore del trolley per Roncato: la diffusione di questi oggetti
è stata una sorpresa per voi?
È la conseguenza del processo creativo a cui accennavo prima:
inventarsi una funzione e interpretarla con una forma che la
You design automotive and industrial machines, up to everyday
objects. What is the secret to being successful in so
many different fields?
Yes, the industries are different, but all the objects share a common
characteristic: they are all industrial products, mass-produced,
reproducible with a mold. The mental process is similar
because the variables that affect the design and the freedom of
design are similar: the production technology, the materials, the
investment in equipment and the target price of the product depending
on the expected print runs, brand positioning, etc. From
the idea to the design, from the design to the model, from the
prototype to the mold: the industrial product is the result of an
optimization process. When I see the products in the warehouse,
their identical profiles repeated, repeated, repeated ... I feel excited,
it’s like looking at a work of art.
In some cases you’ve come up with items that then created
a new need. I’m thinking of the Meliconi TV shell or of the
precursor of the trolley for Roncato: did the popularity of
these items surprise you?
It’s a consequence of the creative process I mentioned earlier:
you come up with a purpose and interpret it with a form that suggests
and highlights it. The idea of using a sphere as a third wheel
that would allow the suitcase to stand upright came directly in the
model shop, with no preliminary design. The geometry of the suitcase
had to adapt to it. In that case, the design added value, it
wasn’t just an exercise in style, it interpreted a new functionality,
a different use of the product. This is how Roncato Sphera, the
first vertical suitcase, was born: a success beyond all expectations.
The Meliconi remote control saver, the “TV Shell”, is another
example. It highlighted and solved a problem and got into all
homes, first in my mother’s house, where I had modeled the first
prototype on her remote control. To test it I would throw it on the
floor and then against the walls. Test passed.
Do innovation and success go hand in hand?
The decision to develop an innovative product, requires entrepreneurial
courage because the response from the market is not a
given.
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LAMBERTO ANGELINI
177
suggerisca e la evidenzi. L’idea di una sfera come terza ruota che
permetta alla valigia di stare in piedi è venuta direttamente in
modelleria, senza alcun disegno preliminare. La geometria della
valigia ha dovuto adeguarsi. Il design in quel caso ha portato
un valore aggiunto che non si limitava ad un’esercizio di stile,
ma interpretava una nuova funzionalità, un uso diverso del
prodotto. È nata così Roncato Sphera, la prima valigia verticale:
un successo oltre ogni aspettativa. Il salvatelecomando Meliconi
– il “Guscio TV” – ne è un esempio. Ha evidenziato e risolto un
problema ed è entrato in tutte le case, prima fra tutte in casa di
mia madre sul cui telecomando avevo modellato il primo prototipo
e per testarlo lo buttavo per terra e lo lanciavo contro le
pareti. Test superato.
Innovazione e successo vanno di pari passo?
La decisione di sviluppare un prodotto innovativo, richiede coraggio
imprenditoriale perché la risposta del mercato non è
scontata.
Il design di cui è più orgoglioso?
A Napoli si dice “ogni scarrafone è bell’a mamma soja”. Non è
il mio caso: anche a prodotto finito, il mio occhio cade sui difetti
e penso a come si potrebbero correggere. Viene spontaneo
sentirsi orgogliosi dei prodotti più diffusi perché ti danno più
riconoscibilità. Però penso anche a prodotti che avrebbero potuto
portare innovazione, ma che per vari motivi non sono mai
nati, a volte per mancanza di visione imprenditoriale.
Quando le cose si fanno difficili come si reagisce?
All’inizio buio totale, poi c’è assuefazione al buio e si intravvede
una fievole luce (che quasi mai è quella giusta), poi altre luci, dei
bagliori che vanno messi a fuoco, una sintesi, poi evoluzione,
confronto, compromessi... Fino alla definizione del design definitivo,
che definitivo non è perchè l’ingegnerizzazione comporterà
nuove revisioni e modifiche... È sempre una divertentissima
sofferenza.
Oggi assistiamo a un importante ingresso dei produttori cinesi
nei mercati dell’auto occidentali: cosa ne pensa dei loro design
e del futuro dell’automobile?
La trasformazione in atto rischia di riscrivere la storia dell’automobile.
Abbiamo insegnato ai cinesi e adesso gli allievi hanno
il knowhow per superare i maestri. Il design da tempo ha perso
la sua identità geografica. Fino agli anni ’70 da una scena di
un film capivi dove era stato girato. Oggi le case automobilistiche
hanno centri stile dislocati in svariate sedi nel mondo con
designer di diverse nazionalità. Non è più riconoscibile uno stile
americano, tedesco, italiano, francese, giapponese, tanto
meno cinese, che è vergine. L’obiettivo del design oggi è la riconoscibilità
del brand.
In studio in sella a IPPO, primo modello in legno di uno scooter presentato da Lamberto
Angelini come free-lance al Salone del Ciclo e Motociclo a Milano nel 1980 – Nasce
Angelini Design.
ural to feel proud of the most popular products because they give
you more recognition. However, I also think of products that could
have brought innovation but for various reasons never came to
life, sometimes due to the lack of an entrepreneurial vision.
When things get tough, how do you react?
At first it’s just total darkness, then I get used to the darkness and
catch a glimpse of a faint light (which is almost never the right
one), then I see other lights, glimmers I need to focus on, a synthesis,
then evolution, comparison, compromise... until I define
the final design, which is never final because engineering will
bring new revisions and modifications... It’s always a fun kind of
pain.
Today we are seeing a major entry of Chinese manufacturers
into Western automarkets: what do you think about their designs
and the future of cars?
The current shift could rewrite the history of automobiles. We
have been teaching the Chinese, and now the students have the
know-how to outperform the masters. Design has long lost its
geographical identity. Until the 1970s you could tell where a movie
was shot from a scene. Today automakers have style centers
located in various locations around the world with designers from
different countries. An American, German, Italian, French or Japanese
style is no longer recognizable, let alone Chinese, which is
a virgin. The goal of design today is brand recognition.
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IL MOVIMENTO
Interpretare il movimento è un tema privilegiato per Lamberto Angelini. Oggetti dinamici che anche da fermi esprimono
velocità e la direzione del moto, hanno un davanti e un didietro.
Auto, moto, barche disegnate per Volks wagen, BMW, Mini, Piaggio, Ducati, KTM, Ferretti Group, Itama... è un lungo
elenco.
I trattori sono oggetti in movimento, strumenti di lavoro per cui è previsto un uso gravoso.
Il design deve enfatizzare la sensazione di forza, potenza, resistenza, affidabilità.
Angelini Design ha firmato trattori per Goldoni, John Deere, BCS e Same.
Ancora movimento: le macchine per la pulizia devono spostarsi agevolmente, dialogare in modo intuitivo con l’operatore
ed essere facilmente manovrabili per evitare ostacoli.
Nilfisk è una multinazionale leader del settore e da una collaborazione continuativa sono nati prodotti premiati per il
design.
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LAMBERTO ANGELINI
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Contestualmente, un centro di eccellenza come l’Innovation
Lab di Maserati a Modena è in corso di smantellamento. Un
cattivo presagio per il design di livello?
Il design è solo un aspetto del problema. Il passaggio forzatamente
accelerato dall’endotermico all’elettrico rischia di cancellare
la storia di marchi blasonati che hanno impiegato un
secolo per costruire la loro immagine di eccellenza. Si riparte da
zero.
La vostra è una struttura di lavoro “just in time” potremmo
dire: come funziona?
Come abbiamo detto, ci occupiamo di prodotti di settori diversi.
Per ogni settore i nostri maestri e supervisori sono i committenti.
Sarebbe presuntuoso il contrario. La nostra struttura
deve essere talmente flessibile da reinventarsi ad ogni progetto,
avvalendoci di consulenti esterni con competenze specifiche o
collaborando con l’ufficio tecnico del committente.
Quali sono i settori e i progetti che vi vedono più impegnati al
momento?
La collaborazione con la Valigeria Roncato è una costante da oltre
quarant’anni. La gamma di prodotti prevede una continua
evoluzione e il nostro contributo è mirato al design dei trolley a
iniezione o termoformati made in Italy. Al momento però il
progetto più impegnativo riguarda un veicolo di nostra ideazione,
di cui non c’è un committente e quindi il nostro coinvolgimento
non è solo emotivo, ma anche economico. Incrociamo
le dita.
At the same time, a center of excellence like Maserati’s Innovation
Lab in Modena is being dismantled. A bad omen for
world-class design?
Design is only one side of the problem. The forcibly accelerated
shift from endothermic to electric could erase the history of emblazoned
brands that took a century to build their image of excellence.
We are starting from scratch.
We could say yours is a “just in time” working business: how
does it work?
As we said, we deal with products from different industries. In
every sector the principals are our masters and supervisors. It
would be presumptuous to do otherwise. Our structure has to be
flexible and reinvents itself with every project, we use external
consultants with specific skills or work with the client’s technical
department.
What areas and projects are you involved in the most at the
moment?
We’ve worked constantly with Valigeria Roncato for over forty
years. The product range calls for a constant evolution, and we
focus our contribution on the design of injection-molded or thermoformed
Made in Italy trolleys. At the moment, however, our
most challenging project involves a vehicle of our own design.
There’s no client so our involvement is not only emotional but
also financial. We are keeping our fingers crossed.
Anche la valigia si muove. Ha messo le ruote, prima due e
poi quattro, prima orizzontale e poi verticale, prima pesante
e poi sempre più leggera e resistente agli urti.
Angelini Design e Valigeria Roncato hanno vissuto insieme
l’evoluzione: ogni prodotto ha apportato novità che ne
hanno agevolato l’uso.
Il Guscio TV: salvatelecomando in poliuretano che negli
anni ottanta ha risolto un problema di tutti.
Accompagnato da una efficace campagna pubblicitaria che
l’ha fatto conoscere, è stato prodotto da Meliconi in milioni
di pezzi.
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GENIUS LIFESTYLE
LAURA CASERTA D’ANGELI E IL CIRS
Innovazione sociale per la felicità misurabile
LAURA CASERTA D’ANGELI AND CIRS
Social innovation for measurable happiness
di/by CAROLINA GENNA
Laura Caserta D’Angeli è fondatrice e Segretario Generale del Centro Internazionale di
Ricerca Sistemica (CIRS), www.ricercasistemica.org – realtà no-profit nata nel 2020 a Roma
per esplorare le connessioni tra benessere, salute, sicurezza e sviluppo economico. Con alle
spalle un’esperienza internazionale tra beni culturali, ICT, progetti europei e innovazione
sociale, Laura guida oggi un’organizzazione impegnata in progetti di grande impatto come
SHIELD e VIRTUOUS per la protezione dei luoghi sacri dal terrorismo, e iniziative volte a
promuovere la longevità tramite l’invecchiamento attivo, l’inclusione sociale, il contrasto
alle discriminazioni e alla violenza contro le donne.
Laura Caserta D’Angeli is the founder and Secretary General of the International Center for
Systemic Research (CIRS) – www.ricercasistemica.org – a non-profit organization founded in
Rome in 2020 to explore the connections between well-being, health, safety, and economic
development. With her international background in cultural heritage, ICT, European projects and
social innovation, Laura now leads an organization involved in high-impact projects, such as
SHIELD and VIRTUOUS for the protection of holy sites from terrorism, and initiatives that promote
longevity through active aging, social inclusion, and the fight against discrimination and violence
against women.
Come nasce l’idea di fondare il Centro Internazionale
di Ricerca Sistemica (CIRS)? Qual è la sua missione
principale?
Il CIRS nasce nel 2019 da un dialogo profondo tra tre
figure: un rabbino di fama internazionale, Scialom Bahbout, un
noto medico nutrizionista, Pierluigi Rossi, ed io, che offrivo il
mio bagaglio di esperienza nell’ICT e nell’innovazione sociale.
Insieme, ci siamo seduti attorno a un tavolo e abbiamo iniziato
a interrogarci. Volevamo sapere. Volevamo capire. Cosa genera
autentico benessere nell’essere umano? Qual era la chiave per
leggere la crisi sociale che il mondo stava attraversando? Ovviamente,
le nostre idee erano più che diverse, ciascuna influenzata
dalle nostre storie personali. Eppure, in qualche maniera,
è stato proprio questo a suggerirci la chiave. Forse non
era possibile comprendere la complessità senza un approccio
sistemico, multidisciplinare, che guardasse al di fuori del
singolo e abbracciasse un’idea di interconnessione. Ed è stato
proprio da questo intreccio di spiritualità, scienza e progettazione
che è emersa l’idea di un centro dedicato alla ricerca sistemica.
How did you first come up with the idea of founding the International
Center for Systemic Research (CIRS)? What is its
main mission?
CIRS was founded in 2019 and is the result of a soul-deep conversation
between three figures: an internationally renowned
rabbi, Scialom Bahbout, a well-known nutritionist physician,
Pierluigi Rossi, and myself, who was offering my wealth of experience
in ICT and social innovation. We sat around a table together
and began to ask ourselves some questions. We wanted
to know. We wanted to understand. What creates authentic
well-being in humans? What was the key to understand the social
crisis the world was facing? Of course, our views were very
different, we were affected by our personal stories. Yet, somehow,
this was the very thing that provided us with the key we
were looking for. Perhaps understanding complexity without a
systemic, multidisciplinary approach that would look outside the
individual and embrace an idea of interconnectedness was not
possible. And from this interweaving of spirituality, science and
design, the idea of a center dedicated to systemic research
emerged.
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CIRS, LAURA CASERTA D’ANGELI
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In foto la fondatrice e Segretaria Generale del CIRS, Laura Caserta D’Angeli.
VRETREATS Hotel Donna Camilla Savelli - Ph. Pierluigi Dipietro
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GENIUS LIFESTYLE
Il CIRS è una realtà no-profit nata a Roma nel 2020
La missione era chiara: promuovere un benessere misurabile,
replicabile e accessibile, attraverso un approccio che unisse
etica, innovazione e cura delle relazioni. Un laboratorio culturale
noprofit dove l’umanesimo incontrasse la tecnologia. Un
centro, insomma, dove la ricerca della felicità non venisse più
trattata in maniera frammentata, ma approcciata da ogni lato.
Solo così, pensavamo, saremmo riusciti a costruire qualcosa di
bello.
Quali sono i principali servizi e attività offerti oggi dal CIRS?
Il CIRS lavora su diversi fronti, con un’attenzione particolare
alla prevenzione, all’educazione e all’innovazione sociale. Offriamo
percorsi formativi su salute e stili di vita consapevoli,
con progetti rivolti a scuole, comunità e istituzioni. Sviluppiamo
protocolli nutrizionali, collaboriamo con cuochi e scienziati,
creiamo strumenti per mappare le situazioni di disagio nelle
città e progettare soluzioni locali personalizzate. Particolare
attenzione viene data alla formazione sulla gestione dei conflitti,
sulla memoria come risorsa educativa, e sulla lettura simbolica
delle dinamiche sociali.
Uno dei nostri progetti più sentiti? È dedicato ai bambini italiani:
portare nelle scuole una nuova cultura del cibo, insegnando
a mangiare bene, a leggere la relazione profonda tra corpo,
emozioni e nutrimento. Grazie alla guida scientifica del Professor
Pier Luigi Rossi, il CIRS ha sviluppato un protocollo nutrizionale
basato sulla dieta molecolare, capace di tradurre la biochimica
in pasti reali, personalizzati e preventivi. Con la
creatività di Sylvie Menasché e del suo laboratorio di cucina
veneziano, questo percorso è oggi pronto a trasformarsi in azione:
nelle mense scolastiche, ma anche nei centri anziani, nei
quartieri, ovunque ci sia bisogno di cibo che sia insieme cultura,
salute e felicità.
Our mission was clear: to promote measurable, replicable and
accessible well-being, through an approach that combined ethics,
innovation and the care for relationships. A nonprofit cultural
laboratory where humanism met technology. A center, in short,
where the pursuit of happiness was no longer approached fragmentarily,
but rather from every angle. We thought this was the
only way to build something beautiful.
What are the main services and activities CIRS provides today?
CIRS works on several fronts, with a special focus on prevention,
education and social innovation. We provide educational paths
on health and conscious lifestyles through projects for schools,
communities and institutions. We develop nutritional protocols,
collaborate with chefs and scientists, and create tools to map
distressed situations in cities and design customized local solutions.
We pay special attention to trainings on conflict management,
on memory as an educational resource, and on the symbolic
reading of social dynamics.
One of our most heartfelt projects is dedicated to Italian children:
we’re working to bring a new culture of food into schools, to
teach them to eat well, to read the deep relationship between
body, emotions and nourishment. Thanks to the scientific guidance
of Professor Pier Luigi Rossi, CIRS has developed a nutritional
protocol based on the molecular diet, which can translate
biochemistry into real, personalized and preventive meals. With
the creativity of Sylvie Menasché and her Venetian cooking lab,
this path is now ready to turn into action: in school cafeterias, but
also in senior centers, neighborhoods, wherever there is a need
for food that is at once culture, health and happiness.
We are also planning a series of residential seminars in beautiful
places surrounded by nature. We like the idea of talking about
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CIRS, LAURA CASERTA D’ANGELI
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Abbiamo anche in cantiere una serie di seminari residenziali in
luoghi splendidi immersi nella natura. Ci piace l’idea di parlare
di nutrizione, benessere e arte in contesti evocativi, per favorire
la salute delle persone e il loro equilibrio.
3. In che modo il CIRS lavora sul tema del benessere e della
longevità?
Per noi benessere e longevità non si riducono all’assenza di malattia:
sono il risultato di un equilibrio dinamico tra corpo,
mente, ambiente e relazioni. Il nostro approccio è, appunto,
sistemico: partiamo da una misurazione concreta, quasi ingegneristica,
mappiamo bisogni reali sul territorio e progettiamo
interventi replicabili. Crediamo nella prevenzione come atto
collettivo, capace di produrre risparmio sanitario ma soprattutto
fiducia. Longevità significa qualità della vita, e la qualità si
costruisce partendo dalle basi: cibo sano, relazioni forti, accesso
al sapere.
Certo, non è stato semplice da subito. Ci siamo interrogati molto
su come portare la nostra idea di interconnessione su un piano
in cui potesse essere davvero utile alle persone. Così, abbiamo
immaginato di tracciare geografie dell’insoddisfazione,
indicatori vivi delle necessità locali, per generare progettualità
su misura: piccoli interventi, grandi visioni. E ogni volta, alla
fine di un progetto, qualcosa avrebbe dovuto cambiare. In meglio.
Lo chiamiamo “Misurare la Felicità”. Ci piace pensare che
anche la felicità possa avere coordinate. E che possiamo lavorare
per spostarle in avanti.
Quali sono i progetti europei attualmente più rilevanti a cui
partecipate?
Tra i progetti più significativi ci sono SHIELD, che si occupa di
protezione dei luoghi di culto e coesione sociale, e VIRTUOUS,
progetto europeo per la tutela dei luoghi sacri dagli attacchi
terroristici. Entrambi lavorano nei territori segnati da traumi
collettivi per sostenere processi di riparazione simbolica, dialogo
interreligioso e rigenerazione sociale. L’obiettivo non è solo
la sicurezza fisica, come si può immaginare, ma la ricostruzione
del senso e dell’identità condivisa. Si tratta di progetti che ci
stanno molto a cuore, non solo per lo spirito che portano avanti,
ma anche perché coinvolgono partner internazionali, università,
enti pubblici e organizzazioni del terzo settore. Un approccio
che mette insieme tante progettualità diverse non può
che far bene.
Ci puoi raccontare più nel dettaglio il progetto SHIELD e il suo
impatto concreto?
Sicuramente. SHIELD è un progetto europeo che lavora sulla
sicurezza dei luoghi sacri, in risposta alla crescente vulnerabilità
percepita da molte comunità religiose. Ovviamente si propone,
in primo luogo, di proteggere fisicamente i luoghi, ma non
solo: vuole creare contesti di fiducia e dialogo, permettere alle
persone di riappropriarsi dei propri spazi dell’anima e considerarli
un porto sicuro. Il nostro impegno è un invito a unire le
nutrition, wellness and art in evocative settings to promote people’s
health and balance.
How does CIRS address wellness and longevity?
For us, wellness and longevity are not about the absence of disease:
they’re the result of a dynamic balance between body,
mind, environment and relationships. Our approach is systemic:
we start from a concrete, engineer-like measurement, map the
area’s real needs and design replicable interventions. We believe
prevention is a collective act that can result in healthcare-related
savings but, above all, trust. Longevity means quality of life, and
quality is built from the ground up: healthy food, strong relationships,
access to knowledge.
Of course, it has not been easy straight away. We thought a lot
about how to take our idea of interconnectedness to a level
where it could really be useful to people. So, we figured we would
map out geographies of dissatisfaction, living indicators of local
needs, to generate tailor-made projects: small interventions, big
visions. And each time, at the end of a project, something was
supposed to change. For the better. We call it “Measuring Happiness.”
We like to think that happiness can also have coordinates.
And that we can work to move them forward.
What are the most relevant European projects you are currently
involved in?
Among the most significant projects are SHIELD, which deals
with the protection of places of worship and social cohesion, and
VIRTUOUS, a European project for the protection of sacred places
from terrorist attacks. Both initiatives focus on territories
scarred by collective trauma to support a symbolic reparation
processes, interfaith dialogue and social regeneration. The goal
is not just physical security, as one might think, but the reconstruction
of a shared meaning and identity. These projects are
very close to our hearts, not only for the spirit they promote, but
also because they involve international partners, universities,
public bodies and third sector organizations. An approach that
brings together so many different projects can only do good.
Can you tell us more about the SHIELD project and its concrete
impact?
Definitely. SHIELD is a European project that works on the security
of sacred places, as a response to the growing vulnerability
that many religious communities have been perceiving. Of
course, its primary aim is to physically protect places, but that’s
not the only goal: it also wants to create meaningful spaces of
trust and dialogue to allow people to reclaim their soul places and
consider them a safe haven. Because safety is not just a matter
of prevention, it’s about dialogue and mutual understanding. A
way to walk together, without fear, toward a future where religious
diversity is not an obstacle, but a force that enriches every community.
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forze per la pace. Perché la sicurezza non è solo una questione di
prevenzione, ma di dialogo e comprensione. Un modo per camminare
insieme, senza paura, verso un futuro dove la diversità
religiosa non sia un ostacolo, ma una forza che arricchisce ogni
comunità.
In cosa consiste il progetto VIRTUOUS, appena avviato, e
quali obiettivi si pone?
Il progetto nasce da una duplice constatazione: da un lato, l’esigenza
sempre più urgente di proteggere i luoghi sacri colpiti da
attentati terroristici; dall’altro, la necessità di restituire valore a
questi spazi, non solo come bersagli della violenza ma come
centri di resistenza civile, memoria e rinascita. Abbiamo deciso
di ascoltare le comunità ferite, di raccontare quanto accaduto e
lavorare perché eventi simili non si replichino. L’obiettivo non è
solo reagire alla violenza con la condanna, ma costruire attorno
a questi luoghi delle reti di comprensione, solidarietà e azione.
Questo approccio si lega a una visione più ampia: combattere la
disumanizzazione non con l’astrazione, ma con la concretezza
delle storie, dei volti, delle responsabilità.
Come scegliete i progetti su cui puntare e con quali criteri valutate
le partnership internazionali?
Per restare fedeli ai nostri principi, cerchiamo di scegliere
progetti che abbiano un impatto reale, misurabile e coerente
con la nostra missione. Usiamo tre criteri principali: visione
condivisa, etica di lavoro e capacità di generare cambiamento
concreto. Ci piace collaborare con partner che credono
in un approccio sistemico, che unisce scienza, cura e responsabilità
sociale. E poi, valutiamo l’effetto moltiplicatore: un
progetto è valido se può essere replicato, adattato e generare
benefici duraturi. Il punto di partenza, ad ogni modo, è sempre
lo stesso: da soli non possiamo fare molto. Per arrivare a
poter avere un impatto radicale sul sistema, c’è bisogno di alleati
che condividano la nostra stessa visione. Noi siamo pronti.
Non ci resta che tendere la mano e aspettare che qualcuno la
afferri!
Quali sono stati, finora, i principali risultati raggiunti dai
progetti del CIRS?
Sicuramente abbiamo fatto grossi passi in avanti sul tema della
tutela dei luoghi sacri – i progetti in cui siamo stati coinvolti ne
sono l’esempio. Ma non solo. Negli anni abbiamo contribuito a
tavoli istituzionali nazionali, come la Cabina di Regia “Benessere
Italia” di Palazzo Chigi. Ci piace pensare di aver portato il nostro
contributo sul territorio anche grazie ai nostri percorsi di
educazione alimentare nelle scuole, ai protocolli nutrizionali
sperimentali, al sostegno per gli anziani e chi soffre di DCA. Abbiamo
avuto risultati anche nella formazione sulla salute,
un’architettura educativa pensata per prevenire l’obesità – anche
quella infantile – e le malattie croniche che troppo spesso
tolgono dignità, energia e speranza. In un Paese dove la spesa
sanitaria arranca sotto il peso dell’emergenza e della frammen
What does the newly launched VIRTUOUS project consist of
and what are its goals?
The project was born from a twofold realization: on the one hand,
the increasingly urgent need to protect sacred places from terrorist
attacks; on the other hand, the need to restore their value: they
are not just targets of violence but centers of civil resistance,
memory and rebirth. We decided to listen to wounded communities,
report what happened and work to ensure that similar events
never happen again. The goal is not just to react and to condemn
violence, but to build networks of understanding, solidarity and
action through these places. This approach is connected to a
broader vision: to fight dehumanization not with abstraction, but
with the concreteness of stories, faces, and responsibilities.
How do you choose which projects to focus on and according
to what standards do you select international partnerships?
To stay true to our values, we try to choose projects that have a
real, measurable impact and are consistent with our mission. We
use three main criteria: shared vision, work ethic and the ability to
generate concrete change. We like to work with partners who
believe in a systemic approach, one that combines science, care,
and social responsibility. And then, we consider its multiplier effect:
a project is valuable if it can be replicated, adjusted and can
generate lasting benefits. Either way, our starting point is always
the same: on our own, we can only do so much. To get to the
point where we can have a radical impact on the system, we
need allies who share our same vision. We are ready. All we have
to do is hold out our hand and wait for someone to grab it!
What have been CIRS’ main achievements so far?
We’ve definitely made major progress in protecting sacred places
– the projects we’ve been involved in prove this. Over the years
we’ve been involved in national institutional tables, such as the
“Benessere Italia” steering committee at Palazzo Chigi. We like to
think we’ve also brought our contribution to the territory through
our nutrition education courses in schools, our experimental nutrition
protocols, and with our support for the elderly and those
suffering from DCA. We’ve also seen results in health education,
an educational architecture designed to prevent obesity – including
childhood obesity – and those chronic diseases that too often
take away dignity, energy and hope from people. In a country
where health spending is trudging under the weight of emergencies
and of fragmentation, we believe that prevention is the real
silent revolution. An act of collective intelligence.
How do you deal with the protection of sacred sites in an
environment marked by increasing vulnerability?
It’s true: the current state of affairs points vulnerability is strong
and growing. However, we have decided to address the issue by
going beyond the emergency logic. It’s not just about preventing
attacks, but about cultivating trust and dialogue between communities.
We work with religious leaders, citizens, schools, law
enforcement and local administrators to build alliances and care.
Genius People Magazine
CIRS, LAURA CASERTA D’ANGELI
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Il CIRS esplorare le connessioni tra benessere, salute, sicurezza e sviluppo economico
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GENIUS LIFESTYLE
tazione, per noi la prevenzione è la vera rivoluzione silenziosa.
Un gesto di intelligenza collettiva.
Come affrontate il tema della protezione dei luoghi sacri in un
contesto di crescente vulnerabilità?
È vero, lo stato delle cose suggerisce una forte vulnerabilità in
crescita. Tuttavia, noi abbiamo deciso di affrontare il tema andando
oltre la logica emergenziale. Non si tratta solo di prevenire
gli attacchi, ma di coltivare fiducia e dialogo tra comunità.
Lavoriamo con leader religiosi, cittadini, scuole, forze dell’ordine
e amministratori locali per costruire alleanze di cura. Il
nostro approccio è partecipativo: ascolto, formazione, mediazione.
I luoghi sacri sono anche luoghi sociali: proteggerli significa
rafforzare il tessuto umano che li circonda. Inoltre, sentirsi
al sicuro nei luoghi dove si prega non è solo un diritto, è un’esperienza
che tocca l’anima, che dà coraggio. E in un mondo
spesso frammentato, quei luoghi diventano ponti, non muri,
tra persone di fedi diverse.
Che ruolo hanno i giovani all’interno della vostra strategia e
dei vostri progetti?
Un ruolo centrale. I giovani sono gli interlocutori principali del
cambiamento, ma anche i più esposti a disagio, esclusione e
frammentazione. Per questo investiamo nella formazione, nel
protagonismo giovanile e nella rigenerazione degli spazi educativi
e culturali. Li coinvolgiamo come codesigner dei progetti,
non solo come beneficiari. Crediamo che ogni giovane possa diventare
agente di benessere per la propria comunità. In effetti,
credo che questo sia proprio uno dei nostri punti di forza: aiutare
i giovani a trovare un lavoro che rispecchi le loro competenze,
che faccia emergere i loro talenti, che dia loro una possibilità
concreta di realizzarsi. Perché un giovane che sa fare, deve poter
lavorare. Senza se e senza ma. Senza lasciarsi scoraggiare da un
sistema di nepotismi e raccomandazioni, dove anche i più bravi
spesso non trovano il loro posto se non conoscono la persona
giusta. Questo è un nodo che va spezzato. E con lui, l’idea che il
lavoro sia un privilegio per pochi, e non un diritto per tutti.
Cosa distingue il CIRS da altre realtà simili?
Penso che, certamente, il nostro approccio sistemico sia qualcosa
che ci permette di brillare. Non ci limitiamo a offrire servizi:
costruiamo ecosistemi, reti, connessioni. Leggiamo la complessità
e progettiamo soluzioni che tengano conto delle
connessioni tra salute, educazione, ambiente, spiritualità, economia.
E lo facciamo con uno stile ibrido: scientifico ma narrativo,
concreto ma visionario, tecnologico ma profondamente
umano. Inoltre, operiamo in modo agile, trasversale, sempre
orientati all’impatto sociale. Mettiamo le persone al centro.
Nessuno di noi viene da condizioni privilegiate, e nessuno ha
alle spalle spinte o favoritismi. Proprio per questo, ciascuno di
noi ha da subito messo in campo la propria storia di resilienza, il
proprio bagaglio di battaglie combattute e vinte. Siamo una comunità
varia e viva.
We take a participatory approach: we listen, train, meditate. Sacred
sites are also social spaces: to protect them is to strengthen
the human fabric that surrounds them. Moreover, feeling safe in
places where people pray is not only a right, it is an experience
that touches the soul, that gives courage. And in an often fragmented
world, those places are bridges, not walls, for people of
different faiths.
What role do young people play within your strategy and projects?
A central one. Young people are the main parties of change, but
they are also the most exposed to discomfort, exclusion and
fragmentation. This is why we invest in training, in youth leadership
and in the regeneration of educational and cultural spaces.
We involve them as co-designers of projects, not just as beneficiaries.
We believe that every young person can become a wellness
agent for their community. In fact, I think this is one of our
strengths: we help young people find a job that reflects their
skills, that brings out their talents, that gives them a real chance
to fulfill themselves. Because a young person who can, should
work. No ifs or buts. Without being discouraged by a system
made of nepotism and recommendations, where even the best
ones often do not find their place unless they know the right person.
This is still a problem. And with it, the idea that work is a
privilege for a few, and not a right for all.
What sets CIRS apart from other similar organizations?
I definitely believe that our systemic approach is the thing we
shine for. We read complexity and design solutions that take into
account the connections between health, education, environment,
spirituality, economics. And we do this using a hybrid style:
scientific but with a narrative, concrete but visionary, technological
but deeply human. Moreover, we operate in a nimble,
cross-cutting way, we’re always social impact-oriented. None of
us comes from privilege, and not one of us has been pushed or
favored. For this very reason, we each put our own story of resilience,
our own baggage of battles, on the field from the start. We
are a diverse and living community.
Looking to the future, what are the main goals that CIRS
wants to achieve in the coming years?
We want to bring our models to the most fragile territories in Italy
and Europe, starting with schools and the elderly. We want to
train new wellness professionals to read systems and design tailored
solutions. We want to contribute to the construction of
braver public policies, for which happiness is not a luxury, but a
right. We want to give a boost to young people and return the
elderly to their rightful place: they no longer should be a burden,
but a historical memory of culture and wisdom. We want to fight
the impoverishment of society, because the backbone of the
country, the middle class, is also crumbling.
Our dream? For every city to have a “systemic well-being index”
and act on it with concrete tools. One step at a time.
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CIRS, LAURA CASERTA D’ANGELI
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Guardando al futuro, quali sono gli obiettivi principali che il
CIRS vuole raggiungere nei prossimi anni?
Vogliamo portare i nostri modelli nei territori più fragili d’Italia
e d’Europa, partendo dalle scuole e dagli anziani. Vogliamo formare
nuovi professionisti del benessere, capaci di leggere i sistemi
e progettare soluzioni su misura. Vogliamo contribuire
alla costruzione di politiche pubbliche più coraggiose, dove la
felicità non sia un lusso, ma un diritto. Vogliamo dare una spinta
ai giovani e restituire agli anziani il posto che gli spetta: non
più un peso, ma una memoria storica di cultura e saggezza. Vogliamo
combattere l’impoverimento della società, perché con
lei si sgretola anche quella che un tempo era la spina dorsale del
Paese: la classe media.
Il nostro sogno? Che ogni città possa avere un “indice di benessere
sistemico” e agire su di esso con strumenti concreti. Un
passo alla volta.
Quali sono, secondo te, le sfide più urgenti per costruire una
società più inclusiva ed equilibrata?
Uscire dalla frammentazione. Oggi la società è piena di specialismi
che non comunicano: la sanità non parla con la scuola,
l’ambiente con l’economia, la spiritualità con la scienza. Serve
un nuovo linguaggio condiviso. In questo scenario, ripensare i
servizi pubblici non è più una scelta, ma una necessità storica.
Non possiamo più limitarci a fornire soluzioni standardizzate
per problemi che sono profondamente umani. Dobbiamo invece
orientare ogni politica, ogni progetto, ogni servizio a nuovi
indicatori: la qualità della vita, la salute integrale, la sicurezza
sociale, la felicità possibile. E poi: affrontare la disuguaglianza
di accesso al benessere. È francamente assurdo arrivare a mettere
da parte la propria felicità perché la società non fornisce
strumenti concreti per perseguirla. Un dato Istat, riportato da
Repubblica, dice che un italiano su dieci rinuncia a curarsi per
la lunghezza delle liste d’attesa, con un impatto enorme sugli
anziani. Questa è una ferita collettiva. Serve una cura sistemica,
non più episodica.
What would you say are the most immediate challenges in
building a more inclusive and balanced society?
Getting out of fragmentation. Today’s society is filled with specialisms
that do not communicate: health care does not speak to
schools, the environment does not speak to economics, spirituality
does not speak to science. We need a new shared language.
In this scenario, rethinking public services is no longer a choice,
but a historical necessity. We can no longer limit ourselves to
providing standardized solutions to problems that are profoundly
human. Instead, we must orient every policy, every project, every
service to new indicators: quality of life, integral health, social
security, possible happiness. And then: address inequality of access
to well-being. Frankly, it is absurd to set aside one’s own
happiness because society fails to provide concrete tools to pursue
it. An Istat data, reported by Repubblica, says that one in ten
Italians give up treatment because of the length of waiting lists,
especially the elderly. This is a collective wound. We need systemic
care, no longer an episodic one.
What advice would you give to someone who wants to approach
the world of applied social welfare research today?
Don’t wait for permission. Start. Listen. Map. Connect. Wellness
research doesn’t have to be done in laboratories, you can try
yourself in apartment buildings, in neighborhoods, in cafeterias,
in people’s hearts. It takes cross-eyes, open minds, hands that
can do and hearts that can feel. And above all: look at the world
from every angle. Don’t look at just the problem, but at the context
that breeds it. True social innovation comes from those who
can put all the parts together, and imagine a shared future. It can
be done, together.
Che consiglio daresti a chi vuole avvicinarsi oggi al mondo
della ricerca applicata al benessere sociale?
Non aspettare l’autorizzazione. Inizia. Ascolta. Mappa. Connettiti.
La ricerca sul benessere non si fa solo nei laboratori, ma nei
condomìni, nei quartieri, nelle mense, nei cuori delle persone.
Servono sguardi trasversali, menti aperte, mani che sappiano
fare e cuori che sappiano sentire. E soprattutto: guarda il mondo
da ogni angolazione. Non osservare solo il problema, ma tutto
il contesto che lo genera. La vera innovazione sociale nasce
da chi sa tenere insieme le parti, e immaginare un futuro condiviso.
Si può, insieme.
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GENIUS LIFESTYLE
LA VOCE DEL MARMO
THE VOICE OF MARBLE
di/by CHIARA CURRÒ DOSSI
On your website you say that you come from a family of marble
quarry owners and sculptors. How much has this influenced
your career? Do you consider yourself a ‘child of art’?
I don’t consider myself a child of art as per its traditional meaning,
but my connection with marble and Carrara has had a huge influ-
Il marmo è il suo elemento di provenienza. Familiare innanzitutto: Ugo Cacciatori nasce nel 1970 a Carrara da una
famiglia di imprenditori del marmo e di rinomati scultori. Fin da piccolo segue con i suoi occhi il processo di
estrazione e lavorazione della pietra, che negli anni impara ad ascoltare. “Non parto mai da un’idea da applicare
a un materiale – dice, nel raccontare il processo che sta dietro le sue creazioni –, è il materiale stesso che impone
dei limiti, suggerisce delle forme, costringe a fare delle scelte”. Questo approccio, sostenuto dalle sue esperienze,
ha trovato espressione in collaborazioni con grandi nomi della moda e del design, oltre che nella linea di gioielleria
che porta il suo nome.
Caratterizzate da uno stile personale che lui stesso definisce “brumantico”, acronimo di brutalismo e romanticismo,
le sue creazioni sono riconoscibili fin dal primo sguardo, ed esprimono una sensibilità e competenza di tecniche e
materiali.
Marble is his element, it’s in his blood. Ugo Cacciatori was born in 1970 in Carrara into a family of marble entrepreneurs and
renowned sculptors. From an early age, he watched the extraction and working process of the stone, and over the years he
learned to listen to it. “I never start with an idea that I must apply on matter”, he says as he describes the creative process
behind his creations. “Matter imposes its own limits. It suggests shapes and forces you to make choices”. Thanks to his
approach to matter and his experience, he has worked with major names in the fashion and design industry, and has
expressed his vision in the jewelry line that bears his name.
With a personal style that he calls “brumantico,” an acronym for brutalism and romanticism, his creations are immediately
recognizable and express his sensitivity and craftsmanship with techniques and materials.
Chi è Ugo Cacciatori? E da dove scrive, al momento di questa
intervista?
“Domanda complessa. Vivo più di ciò che sento che di quello
che mostro. Sono riservato, a tratti schivo, e proprio per questo
costruisco oggetti e ambienti che raccontano ciò che scelgo di
non esprimere a parole. Lascio che le creazioni parlino a chi ha
ancora tempo e voglia di ascoltare. E poi mi circondo di cose che
stimolano memorie: oggetti e persone che mi attraggono per
piccole sfaccettature. Anche dirvi da dove sto scrivendo, in
parte, mi descrive: sono a casa, sulle colline che sovrastano Pietrasanta
(in provincia di Lucca, ndr), una vista ampia sul mare
da una casa di pietra che un tempo era la lavandaia e il pollaio di
un podere. Attorno solo alberi, fiori e i miei due cani, Scilla e
Fauno, due cirnechi dell’Etna: indipendenti, silenziosi, e con
un mondo interiore che, in fondo, mi assomiglia”.
Sul suo sito internet parla di sé come discendente di una famiglia
di proprietari di cave di marmo e scultori. Quanto, questa
realtà, ha influito sul suo percorso? Si considera un “figlio
d’arte”?
Who is Ugo Cacciatori? And where are you writing us from?
That’s a tough question. I live more by what I feel than by what I
show. I am reserved, at times shy. This is why I create objects and
environments that express what I choose not to put into words. I
let my creations speak to those who still have the time and want
to listen. I also surround myself with things that stimulate memories:
with objects and people that attract me for their little nuances.
Even telling you where I’m writing from gives an idea of who I
am: I’m at home, on the hills above Pietrasanta (in the province of
Lucca, ed.); a stone house that was once a farmhouse and chicken
coop with a great view of the sea. There’s nothing but trees,
flowers, and my two dogs, Scilla and Fauno, two Cirnechi dogs
from the Etna: they’re independent, silent, and with an inner
world that, deep down, is like my own.
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UGO CACCIATORI
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In foto Ugo Cacciatori - Ph. Daniele Golia
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GENIUS LIFESTYLE
“Non mi definisco un figlio d’arte in senso tradizionale, ma il
legame con il marmo e con Carrara ha avuto un peso enorme nel
mio percorso. Al di là dell’eredità artistica dei miei antenati e di
quella più evidente legata alla scultura, credo che la vera influenza
sia stata quella di mio padre, che mi ha cresciuto portandomi
il più possibile in cava. Non ha mai avuto bisogno di
spiegarmi molto. Ero curioso, osservavo, e ho capito presto che
la vera sensibilità stava nel saper leggere dentro la pietra, dentro
una montagna, intuire dove avesse senso scavare. È una forma
di ascolto profondo della materia, che nel tempo ho riconosciuto
come mia e che ho portato anche dove non era ovvia:
nella moda, nei gioielli, oggi nel design. In modo diretto, onesto,
a volte ruvido, ma sempre attraversato da quel senso di rigore
e misura che ho respirato fin da piccolo. Ricordo mio padre
e mio nonno entrare in cava con discreta eleganza, mai pretenziosa.
Era il modo in cui onoravano il loro ruolo, e il luogo in cui
si trovavano. Un gesto di rispetto, non di rappresentazione.
Oggi si parla di lusso in tuta sintetica, ma abbiamo perso il senso
della forma. E a volte anche quello della sostanza”.
C’è stato un momento o un incontro particolare, nella sua
vita, in cui ha capito quale sarebbe stata la sua strada?
“Non un momento preciso, ma un accumulo di segnali e una
serie di incontri decisivi con maestri capaci di trasmettere senza
imporre formule. Ho attraversato mondi diversi senza sentirmi
in dovere di sceglierne necessariamente uno, senza pretendere
di sapere, pronto ad assorbire ogni gesto e a reinterpretarlo in
maniera “ignorante”. Questa è stata la mia forza: la curiosità, il
rifiuto dell’uniformità, la capacità di costruire traiettorie laterali
senza perdermi. Per alcuni anni ho seguito percorsi riconoscibili
per costruire una credibilità, dimostrando coerenza e
mestiere. Allo stesso tempo mi lasciavo attrarre da cose che
sembravano marginali, fuori tema, ma che col tempo si sono rivelate
essenziali. Ciò che sembrava distrazione era, in realtà,
direzione. Non credo di aver mai cercato una strada giusta: ero
troppo preso a tracciare la mia, con coraggio e intuizione. E con
un po’ di fortuna”.
Qual è stata la sua formazione?
“Ho studiato architettura a Firenze, ma ho iniziato a lavorare
molto presto nel mondo della moda. La mia è stata una formazione
ibrida, costruita sul campo: prima a Londra, poi a Milano,
New York e Los Angeles. Negli atelier e nei laboratori. E poi di
nuovo a Carrara e a Pietrasanta, alle origini della mia sensibilità
e della mia consapevolezza. Ho imparato di più parlando con
artigiani e imprenditori che con accademici, anche se la preparazione
di base è stata fondamentale. E con questo intendo tutto
ciò che ho assimilato in modo strutturato, non solo all’università,
ma soprattutto dentro le aziende. Ho sempre osservato le
mani esperte e dialogato con menti aperte. Mi sono guadagnato
la mi reputazione rispettando il lavoro degli altri, imparando il
loro linguaggio, ma anche a stare zitto, a chiedere sforzi quando
aveva senso, a lavorare assieme su progetti stimolanti. È stata
ence on my career. Apart from the artistic legacy of my ancestors
and my more obvious connection to sculpture, I believe that my
father was the one who really influenced me: he took me to the
quarry as often as possible. He never needed to explain much to
me. I was curious, I observed, and I quickly understood that true
sensitivity lays in knowing how to read inside the stone, inside a
mountain, and sensing where digging makes sense. You must
listen carefully to matter. Over time I saw myself in it and I brought
it to places that weren’t so obvious: in fashion, in jewels, today in
design. In a direct, honest, sometimes rough way, but always with
that sense of discipline and measure that I have absorbed since I
was a child. I remember my father and grandfather entering the
quarry with discreet elegance. It was their way to honor their role
and the place they were in. An act of respect, not a performance.
Today we talk about luxury in synthetic overalls, but we’ve lost
the essence of form. And sometimes even that of substance.
Was there a specific moment or event in your life during
which you realized what your path was going to be?
There wasn’t a specific moment, but rather a convergence of
signs and a series of decisive encounters with teachers who
knew how to transmit knowledge. I explored different worlds
without feeling compelled to choose one, without pretending I
knew everything, ready to absorb every gesture and reinterpret it
in an ‘ignorant’ way. This has been my strength: curiosity, the
aversion to standardization, the ability to create paths off-road
without losing my way. For a few years, I followed more traditional
roads to build up my credibility, prove my consistency and
craftsmanship. At the same time, I let myself fall for things that
seemed marginal, off-topic, but that over time proved to be essential.
What seemed a distraction was, in fact, a direction. I
don’t think I ever looked for the right path: I was too busy tracing
my own, with courage and intuition. And with a little luck.
What kind of training did you have?
I studied architecture in Florence, but I started working in fashion
very early on. My education is hybrid, I played the field: first in
London, then in Milan, New York, and Los Angeles. In ateliers and
workshops. And then back to Carrara and Pietrasanta, back to
the origins of my sensibility and awareness. I learned more from
talking to artisans and entrepreneurs than from academics, even
though my basic training was fundamental. And by that I mean
everything I absorbed in a structured way, not only during my
time at the university, but especially within companies. I’ve always
observed expert hands and I’ve always talked to open
minds. I earned my reputation by respecting the work of others,
by learning their language, but also by keeping quiet, asking for
some more effort when it made sense, and working together on
stimulating projects. It was a fluid, organic, progressive education.
And, of course, never-ending.
You made your debut in the fashion industry. What was the
first project you worked on? How would you do it today?
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UGO CACCIATORI
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una formazione fluida, organica, progressiva. E naturalmente,
mai finita”.
Il suo debutto è stato nel mondo della moda. Qual è stato il
primo progetto al quale ha lavorato? E come lo realizzerebbe
oggi?
“Ho debuttato quasi per caso con una collezione di abbigliamento
donna per Zappieri, un gruppo di distribuzione milanese
che negli anni Novanta aveva una certa rilevanza. Disegnai
quella collezione con una combinazione di passione e ingenuità.
Non avevo esperienza, ma una visione chiara e l’età di chi non
teme il giudizio. Il progetto fu accolto bene. Con un entusiasmo
del tutto incosciente lanciai la mia prima linea personale: una
collezione costruita con coerenza, pensata come sistema estetico
più che come risposta commerciale. Oggi, a distanza di anni,
la rifarei identica. Anzi, credo che sarebbe più attuale oggi di
quanto lo fosse allora. Forse perché anticipava un’estetica che il
mercato non era ancora pronto ad accogliere. O forse perché
certe intuizioni non invecchiano: semplicemente aspettano il
loro tempo”.
Quale, invece, quello di cui va più orgoglioso?
“Sicuramente il mio marchio di gioielli. Perché è nato senza
compromessi, in un momento in cui nessuno si aspettava che
una storia così forte potesse emergere all’improvviso e attecchire
nelle boutique che fino ad allora avevano venduto solamente
abiti. Era qualcosa di completamente diverso sia dai bijoux
che dalla gioielleria classica: pezzi scolpiti, grezzi e raffinati
allo stesso tempo, con una poetica precisa, fuori dalle mode,
ma anche fuori scala. Quello che ho fatto è stato introdurre un
nuovo linguaggio, decorativo e minimalista allo stesso tempo,
rock e raffinato, creando un argomento, una categoria, che prima
semplicemente non esisteva. Una visione che ha aperto la
strada, venticinque anni fa, a tanti designer e a un’intera generazione
di artigiani che oggi lavorano, in un modo o nell’altro,
con i marchi che si sono ispirati a quella matrice. È un orgoglio
silenzioso, ma profondo: quello di sapere di aver creato un precedente
e non un prodotto”.
Lei ha lavorato anche come consulente per marchi celebri
come Valentino, Giambattista Valli e Fendi. Di cosa si è occupato?
E come si intreccia questo tipo di attività con la spinta
creativa personale?
“La mia creatività, che fin da piccolo ho vissuto come qualcosa
di istintivo, ha trovato struttura e profondità grazie alle esperienze
che ho potuto vivere lungo il percorso: gli anni da Valentino
con Maria Grazia e Pierpaolo, lo stimolo alla ricerca trasmessomi
da Romeo Gigli, la raffinatezza del dettaglio appresa
da Giambattista, e poi Fendi con Silvia e i gioielli di Delfina, la
sofisticata avanguardia di Veronique Branquinho, le geometrie
anarchiche di Consuelo Castiglioni per Marni, e i tanti anni dedicati
a Renzo Rosso. Tutto questo ha trasformato l’istinto in
mestiere: decine di consulenze e avventure, curando progetti
I made my debut almost by chance with a women’s clothing collection
for Zappieri, a Milanese distribution group that was quite
important in the 1990s. I designed that collection with a combination
of passion and naivety. I had no experience, but I had a clear
vision and the age of someone who is not afraid of judgment. The
project was well received. With reckless enthusiasm, I launched
my first personal line: a consistent collection I conceived as an
aesthetic system rather than a commercial move. Today, years
later, I would do the exact same thing. In fact, I think it would be
more relevant today than it was at that time. Perhaps because it
anticipated an aesthetic the market was not ready for yet. Or perhaps
because certain intuitions don’t age: they simply wait for
their time.
What project are you proud of the most?
My jewelry brand, for sure. Because it was uncompromised. I
started it when no one expected such a strong story would
emerge and flourish in boutiques that used to only sell clothes. It
was something completely different from both costume jewelry
and classic jewelry: sculpted pieces, raw and refined at the same
time, with a specific poetics, outside of fashion, but also out of
scale. What I did was introduce a new language, elaborate and
minimalist at the same time, rock and refined. I created a subject,
a category, that simply didn’t exist. A vision that, twenty-five
years ago, paved the way for many designers and an entire generation
of artisans who, in one way or another, today work with
brands that were inspired by that model. It’s a quiet but deep
pride, knowing that you have created a precedent and not just a
product.
You have also worked as a consultant for famous brands
such as Valentino, Giambattista Valli, and Fendi. What did
you do? And how does this role intertwine with your personal
creative drive?
My creativity, which I have lived as something instinctive since I
was a child, has found structure and depth thanks to the experiences
I have had along the way: the years at Valentino with Maria
Grazia and Pierpaolo, the hunger for research Romeo Gigli taught
me, the refinement of details that I learned from Giambattista,
and then from Fendi with Silvia and Delfina’s jewelry, the sophisticated
avant-garde of Veronique Branquinho, the anarchic geometries
of Consuelo Castiglioni for Marni, and the many years
with Renzo Rosso. All this has transformed instinct into a profession:
dozens of consultancies and adventures, managing special
projects, capsules, experiments, productions. In those contexts,
you learn to value dialogue, to understand the vision of others
without losing your own, committing your time and attention to
details and processes. It was a fashion made of poetry and tension,
two elements that deeply belong in me and I can’t still not
do without.
Recently you partnered with Henge. How did you meet and
what did you create together?
Genius People Magazine
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GENIUS LIFESTYLE
Ugo Cacciatori in laboratorio - Ph. Studio Gusto
speciali, capsule, sperimentazioni, produzioni. In quei contesti
impari a valorizzare il dialogo, a comprendere la visione dell’altro
senza smarrire la tua, dedicando tempo e attenzione ai dettagli
e ai processi. Era una moda fatta di poesia e tensione, due
elementi che mi appartengono profondamente e di cui, ancora
oggi, non posso fare a meno”.
Tra le collaborazioni recenti c’è quella con Henge. Come vi
siete incontrati e quali oggetti sono nati da questa collaborazione?
“Ho scoperto Henge per caso trovando da subito una grande affinità
di linguaggio e una forte somiglianza al mio approccio alla
forma. Stavo sviluppando un progetto a Los Angeles, la residenza
di Zoe Saldana. Penso fosse il 2016. Semplicemente, ho
chiamato in azienda e chiesto di parlare col titolare. È iniziato
così un processo di conoscenza reciproca, di scambi diretti,
confronti sul design, sulla materia, sul senso della forma. È nata
un’intesa profonda, fatta di rispetto e del piacere di sorprenderci,
di condividere la passione per i materiali, la libertà di
spingerli oltre il limite ma anche un certo rigore nell’esecuzione
e nella ricerca del dettaglio. Nel tempo sono nati tavoli, sedute,
luci, oggetti che parlano di una certa idea di spazio, di ritmo, di
I discovered Henge by chance and I immediately felt a connection
due to their use of language and their approach to matter,
that’s quite similar to mine. I was developing a project in Los Angeles,
in Zoe Saldana’s residence. I think it was 2016. I simply
called the company and asked to speak to the owner. So we
started to getting to know each other with direct exchanges and
conversations about design, materials and the meaning of form.
We deeply understand each other. Our connection is based on
respect and on the pleasure of surprising one another; we share
the same passion for materials and the freedom to push them
beyond their limits, but also a certain rigor and attention to details.
Over time we created tables, chairs, lights, and objects that
speak of a certain idea of space, rhythm, and presence. Working
with Henge, and above all working side by side with Paolo, who
is the creative director of the brand, is a continuous, daily experience
that makes me feel involved in all the processes and always
stimulates me. It’s rare, perhaps unique, to find such an open
environment, a place where conversations broaden your vision.
What are you working on now?
My work with Henge continues to be a top priority. The company
is growing steadily and securely. This gives me the opportunity to
Genius People Magazine
UGO CACCIATORI
193
presenza. Lavorare con Henge, e soprattutto lavorare fianco a
fianco con Paolo, che di fatto è il direttore creativo del brand, è
un’esperienza continua, quotidiana, che mi fa sentire partecipe
di tutti i processi e che non smette di stimolarmi. È raro, e forse
unico, trovare un contesto così aperto, dove il confronto estende
la visione”.
A cosa sta lavorando adesso?
“Il lavoro con Henge continua a essere centrale. L’azienda sta
crescendo in modo costante e con grande solidità. Questo mi
permette di contribuire non solo alla collezione, ma all’intera
espressione del brand. Ho appena terminato la parte architettonica
dello showroom di Los Angeles, concepito come spazio
narrativo, oltre all’allestimento della Collectors Lounge a Design
Miami, un intervento che ha richiesto una sintesi tra progetto,
visibilità e identità. Parallelamente porto avanti la mia
collezione di gioielli e progetti su misura per clienti privati,
commesse che mi coinvolgono direttamente in ogni fase. Sempre
nell’ambito della gioielleria, ho l’onore di essere mentore e
membro del comitato di giuria di AZ Academy, la scuola del
gruppo Richemont. È un’attività che mi consente di trasmettere
competenze a giovani talenti ancora in cerca di una direzione,
e di confrontarmi con altri professionisti nel valutare,
orientare e sostenere nuovi percorsi creativi. È un ruolo che
continua a insegnare anche a me.
Infine, sto strutturando Brumance, un progetto che riunisce
design, gioielli e interiors in un sistema operativo indipendente.
Non è un marchio, ma una piattaforma modulare che integra
consulenza, sviluppo e produzione. Nasce in Versilia, con l’obiettivo
di collaborare con aziende e singoli che abbiano contenuto,
competenza e l’ambizione di costruire con rigore e coerenza,
al di là del tempo e delle mode”.
Da dove trae l’ispirazione per le sue creazioni?
“Dalla realtà, filtrata dal mio passato e dall’esperienza. La luce
su una superficie, l’odore di un materiale, un suono qualsiasi
può diventare il punto di partenza per un intero processo creativo.
A questo si affianca la parte tecnica, che è vincolo, stimolo
e strumento per trasformare un’idea in forma. Di fatto, è l’associazione
di memorie a dare sostanza alla mia immaginazione e
per questo il viaggio è uno dei fattori più importanti, sia quello
fisico, sia quello interiore, che collega e rielabora”.
Le etichette vanno sempre “strette”, a maggior ragione per un
creativo. Ma se dovesse farlo, come descriverebbe il suo stile?
“Brumance, che riunisce tutte le mie esperienze, nasce dall’associazione
di due termini: Brutalismo e Romanticismo. Credo
che questa sia l’etichetta che meglio descrive il mio lavoro: razionale,
radicato nella materia, ma aperto all’interpretazione
decorativa. È, di fatto, un’impostazione scultorea, quella che
mi appartiene per tradizione e che sento in maniera istintiva,
onesta e intima”.
contribute not only to the collection, but to the brand. I just completed
the architectural design of the Los Angeles showroom,
which I conceived as a narrative space, and of the Collectors
Lounge at Design Miami, a project that required a synthesis of
design, visibility, and identity. In the meantime, I’m working on my
jewelry collection and on bespoke projects for private clients, exclusive
works I’m involved in during every stage. On top of that,
talking about jewelry, I have the honor of being a mentor and
member of the jury committee of AZ Academy, the Richemont
group’s school. This role allows me to pass on my skills to young
talents still looking for direction, and to engage with other professionals
whilst we analyze, guide, and support new creative paths.
It’s a role I’m learning from as well.
Finally, I am building Brumance, a project that brings together
design, jewelry, and interiors in an independent operating system.
It’s not a brand: it’s a modular platform that blends consulting,
development, and production. It was born in Versilia to reach
companies and individuals who have a vision, expertise, and the
ambition to create something with rigor and consistency, beyond
time and fashion.
Where do you find the inspiration for your creations?
From reality, even if it’s filtered through my past and my experience.
A light on a surface, the smell of a material, any sound can
become the starting point for an entire creative process. Then
there’s the technical part, which is a limit, a stimulus, and a tool
to transform an idea into form. In fact, the association of memories
is what gives substance to my imagination, which is why exploring
is so important, both physically and internally: you connect
and rework.
Labels are always too limiting, especially for someone creative.
But if you had to, how would you describe your style?
Brumance. It merges all my experiences. It comes from the combination
of two words: Brutalism and Romanticism. I believe this
is the label that best describes my work: rational, grounded in the
material, but open to a decorative meaning. As a matter of fact,
mine is a sculptural approach. It belongs to me tradition and I feel
it instinctively; it’s honest and intimate.
What materials do you work with? Does your creative process
changed depending on your choice? And if so, how?
I work with a pretty limited number of materials. I know them really
well, they’re part of my design vocabulary. For my jewelry, I
mainly use silver and gold in different alloys. Onyx, smoky quartz
are my favorite stones, and when it comes to color, I like black or
brown diamonds. For one-of-a-kind pieces or more artistic
works, I choose materials based on the client and the project. I
do my research. For product and interior designs, marble is my
core material. I have a weakness for rare blocks, with vein patterns
and colors that cannot be replicated. They’re known as
“trovanti”, and they’re what makes a finished object unique. With
Henge, I’ve expanded my research to wood and metals. In this
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GENIUS LIFESTYLE
Con quali materiali lavora? La scelta influenza il processo
creativo? E se sì, come?
“Lavoro con un numero relativamente contenuto di materiali,
che conosco a fondo e che fanno parte della mia grammatica
progettuale. Nella gioielleria utilizzo principalmente argento e
oro nelle diverse leghe, sempre non trattati. Le pietre che preferisco
sono onice, quarzo fumé e, in accordo cromatico, diamanti
neri o brown. Quando si tratta di pezzi unici o commissioni
più artistiche, la scelta dei materiali si adatta al cliente e al
progetto, con ricerche dedicate. Nel design di prodotto e negli
interni, il materiale centrale è il marmo. Ho una particolare
predilezione per blocchi rari, con movimenti di vena e colori
non replicabili, quelli che si definiscono “trovanti” e che danno
unicità all’oggetto finito. Con Henge ho ampliato la mia ricerca
anche a legni e metalli, spesso lavorati dal pieno o in fusione,
tecniche che già facevano parte del mio metodo di lavoro. Parallelamente,
l’esperienza maturata a Murano e aziende storiche
Venini e Nason Moretti ha rafforzato il mio rapporto con il
vetro, materiale vivo, difficile, che richiede visione plastica e
rispetto. È un dialogo diretto con la materia ma soprattutto con
i maestri che influenza inevitabilmente ogni decisione creativa
in fornace. In sintesi, non parto mai da un’idea da applicare a un
materiale. È il materiale stesso che impone dei limiti, suggerisce
delle forme, costringe a fare delle scelte. Questo confronto è alla
base del mio lavoro, e credo sia proprio questo approccio, concreto,
tecnico ma anche sensibile, a definire oggi la mia direzione.
Una visione più matura, consapevole, che cerca solidità e
coerenza”.
case, I often work with solid or casting metals, with techniques
that were already part of my working process. At the same time,
the experience I gained in Murano and at historic companies
such as Venini and Nason Moretti has strengthened my relationship
with glass, a living, difficult material that requires a plastic
vision and demands respect. It’s a direct dialogue with the material,
and especially with the masters, who inevitably influence
every creative decision in the furnace. In short, I never start from
an idea: matter itself sets the limits, suggests shapes, and forces
you to make choices. This interaction is at the heart of my work,
and I believe this concrete, technical, but also sensitive approach
is what is defining my direction today. A more mature, conscious
vision that seeks solidity and consistency.
Where do you see yourself ten years from now?
Doing what I do now, with greater experience, precision, and intensity.
I would like to own a place where dialogue, design, and
production are part of the same single process: a workshop
where a goldsmith works alongside a marble worker, where skills
intertwine every day and points of view overlap, creating new creative
dimensions. A concrete, operational space where different
techniques and approaches can come together. The goal is to
continue learning, observing, and absorbing from the people who
work with matter, carrying out projects that combine tradition and
technology. With the constant desire to give shape to something
that will stay, that speaks the language of time with its own voice.
Dove si vede tra dieci anni?
“A fare quello che faccio adesso, con accresciuta esperienza,
precisione e intensità. Vorrei un luogo dove dialogare, progettare
e produrre siano parte di un unico processo: un laboratorio
dove un orafo lavora accanto a un marmista, dove le competenze
si intrecciano ogni giorno e i punti di vista si sovrappongono,
creando nuove dimensioni creative. Un posto concreto, operativo,
in cui far convergere tecniche e approcci diversi. L’obiettivo
è continuare a imparare, osservare, assorbire dalle persone
che lavorano le materie, portando avanti progetti che uniscano
tradizione e tecnologia. Con la volontà costante di dare forma a
qualcosa che resti, che parli il linguaggio del tempo con voce
propria”.
Genius People Magazine
Via Cesare Battisti, 39
Cortina d’Ampezzo (BL)
e-mail: cortinartclub@gmail.com
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GENIUS LIFESTYLE
DALLA RICERCA DELLA PERFEZIONE
ALLA REALIZZAZIONE: IL METODO SCALISE
FROM THE PURSUIT OF PERFECTION TO CREATION: THE SCALISE METHOD
di/by CHIARA CURRÒ DOSSI
Nato e cresciuto a Milano, Pino Scalise viene definito
un “visionario e innovatore” del panorama della sua
città. Imprenditore e “uomo del fare”, ha mosso i primi
passi nel settore immobiliare, ma poi ha scelto
quello della ristorazione per esprimere se stesso. Cosa che fa
da trent’anni, nei quali sono cambiati gusti e trend di mercato
che è sempre stato pronto a captare e fare suoi. Oggi è proprietario
e di cinque locali nella zona di via Piero della Francesca
che segue di persona, meticolosamente. Ciascuno con
un’offerta diversa (e unica), per intercettare le esigenze di
una clientela eterogenea, ma tutti legati da un filo rosso: la
ricerca della perfezione e del dettaglio. Scalise è un amante
dell’arte e del design, e questa sua passione la si respira in
ogni angolo.
Pino Scalise, born and bred in Milan, is described as a “visionary
and innovator” within the scene of his city. A businessman and
“a doer”, he first ventured into the real estate business, but he
then turned to the restaurant industry to express himself: something
he has been doing for 30 years during which tastes and
market trends have changed, even though he’s always been
ready to seize them and make them his own. Today he owns and
follow personally, meticulously, five venues in the Via Piero della
Francesca. To meet the needs of a diverse clientele, each restaurant
has a different (and unique) offer, but they still share a
common thread: the search for perfection and for details. Scalise
is a lover of art and design, and you can breathe this passion
in every corner.
Chi è Pino Scalise oggi? E qual è stato il suo percorso fin qui?
Un imprenditore della ristorazione, visionario e innovatore nel
panorama milanese. Sognavo di diventarlo fin da bambino: ho
sempre avuto un forte senso di responsabilità e indipendenza,
alimentato da una grande curiosità. Sono nato e cresciuto a Milano.
Ho iniziato a muovere i primi passi nel settore con piccoli
progetti immobiliari. Nel 1992 ho aperto il mio primo locale,
Loolapaloosa, in corso Como, ed è lì che ho cominciato a sviluppare
le conoscenze nel settore. Sono sempre stato attratto dal
dinamismo del settore, dal contatto umano, dal perfezionismo
e dalla meticolosa cura del dettaglio e del comfort. La ristorazione,
per come la intendo io, racchiude in sé tutte queste caratteristiche.
Sono rimasto in corso Como per dieci anni, e nel
frattempo ho costruito una serie di altri locali, tra i quali il Casablanca.
Nel 2001 ho lasciato quella zona della città e, sulla base
di quell’esperienza, ho deciso di acquisire spazi in una nuova, in
via Piero della Francesca. Il primo locale inaugurato è stato il
Gattopardo, uno dei disco club più esclusivi di Milano, nato
dalla riqualificazione di una chiesta sconsacrata. Poi sono arrivati
Affinatore, Bullona, Trattoria Lazzati e Pitbull. Ormai, sono
trent’anni che faccio questo lavoro.
Come sono cambiati, in trent’anni, i suoi locali?
Sono e sono sempre stati basati sull’entertainment. Attraverso i
miei locali, mi sono sempre espresso per soddisfare le mie esi
Who is Pino Scalise today? And what has been your journey
so far?
He is a restaurant business owner, a visionary and an innovator in
the Milanese scene. I dreamed of becoming someone like this
ever since I was a child: I’ve always had a strong sense of responsibility
and independence, fueled by a great curiosity. I was
born and raised in Milan. I started taking my first steps in the industry
with small real estate projects. In 1992 I opened my first
venue, Loolapaloosa, on Corso Como, and there I started to get
to know the industry I’ve always been attracted to the dynamism
of this field, to human contact, perfectionism and their meticulous
attention to detail and comfort. Catering, as I understand it,
embraces all these characteristics. I stayed on Corso Como for
ten years, and in the meantime I built an array of other businesses,
including the Casablanca. In 2001 I left that part of the city
and, on the strength of that experience, I decided to buy some
places in a new side of the city, on Via Piero della Francesca. The
first club I opened was the Gattopardo: it was one of the most
exclusive disco clubs in Milan, it rose from the requalification of a
deconsecrated church.Then the Affinatore, Bullona, Trattoria
Lazzati and Pitbull followed. I’ve been doing this job for thirty
years now.
How have your premises changed throughout these thirty
years?
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PINO SCALISE
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In foto Giuseppe Scalise - Ph. Umberto Cairoli - Urano design
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In foto il Bullona, vista della sala bar dal giardino - Ph. Digital code srl, Anthony Egas
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PINO SCALISE
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In foto la sala fish bar del Bullona - Ph. Digital code srl, Anthony Egas
genze e quelle delle persone a me simili. Ma certo, a 28 anni ho
realizzato un tipo di locale, adesso che ne ho 59 le mie esigenze
sono cambiate, e così anche il pubblico al quale è rivolta la mia
offerta. Pubblico che è cambiato con me.
Sono cinque i locali che lei ha rilevato a pochissima distanza
l’uno dall’altro. Una sorta di “quadrilatero” che porta il suo
nome. Ci racconta la storia di questo progetto? C’è un fil rouge
che lo lega?
Non è stato un caso. La scelta è frutto di una strategia precisa e
di una visione ben definita. I locali sono uniti da un’identità forte
e riconoscibile. Il tratto comune è la ricerca della perfezione e
del dettaglio, indipendentemente dall’offerta culinaria. Sono
un’amante del design e dell’arte, che è uno dei pochi “vizi” che
mi concedo quando non lavoro. E da questo punto di vista, si
percepisce la mia presenza in tutti i locali. Basti pensare alla
Bullona, che ospita un’esposizione permanente di quadri di mia
proprietà. Opere di grandi maestri del Novecento come Lucio
Fontana, Enrico Castellani, Fausto Melotti e Arnaldo Pomodoro.
È un locale dove arte moderna e contemporanea convivono in
un dialogo costante con l’esperienza gastronomica. In via Piero
della Francesca ho cercato di creare una zona con varie tipologie
They are and always have been about entertainment. They are
and always have been based on entertainment. I’ve always expressed
myself through my venues to meet my needs and the
needs of people like myself. Of course, when I was 28, I created
a certain type of venue; now that I am 59, my needs have
changed, and so has my target customer. My clients have
changed with me.
You’ve taken over five premises that are very close to each
other. It’s some sort of “quadrilateral” that bears your name.
Can you tell us the story of this project? Are they connected
by a common thread?
It was not an accident. My choice was the result of a specific
strategy and a well-defined vision. The venues are united by a
strong and recognizable identity. Their common trait is the pursuit
of perfection and details, regardless of their cuisine. I am a lover
of design and art, which is one of the few “vices” I indulge in
when I am not working. And from this point of view, you can feel
my presence in all venues. Just think of Bullona, which hosts a
permanent exhibition of paintings that I own. Works by great
masters of the 20th century such as Lucio Fontana, Enrico Castellani,
Fausto Melotti and Arnaldo Pomodoro. It is a place where
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200
GENIUS LIFESTYLE
di format complanari, non sovrapponibili, per evitare che i locali
si cannibalizzassero l’uno con l’altro. C’è lo spazio per l’universitario,
per il piano bar, per il cultore della carne, per quello
del pesce. Un’offerta variegata, anche perché è difficile portare
nel proprio ristorante la stessa persona più volte a settimana.
Qual è la clientela alla quale si rivolgono i suoi locali? E come
si costruisce un rapporto con i clienti?
Eterogenea ma esigente. Il rapporto si costruisce attraverso
l’attenzione ai dettagli e l’ascolto costante. E i social sono strumenti
imprescindibili per dialogare direttamente con il pubblico
e rafforzare l’identità dei locali. Come dicevo prima, attraverso
i miei locali ho sempre cercato di soddisfare le esigenze
mie e delle persone a me simili. E mi rendo conto che più il tempo
passa, più le persone amano le sfumature, la sapidità dei cibi,
la stagionatura, l’eleganza. In questo, penso di essere molto attuale.
Sono nato e cresciuto a Milano, ho a che fare con clienti
che conosco da trent’anni. Ogni nuovo locale che apro crea la
curiosità di venirlo a vedere, perché chi mi conosce sa che non
è stato realizzato da un architetto qualsiasi. Poi, certo, sicuramente
qualcuno viene anche per criticare, ma questo è un
aspetto che mi spinge a fare sempre meglio. Qualcuno diceva:
“Non ti curar di loro, ma guarda e passa”. Il vero problema, per
un imprenditore, sono le lotte intestine, non certo la concorrenza
che è solo uno stimolo alla crescita.
Come si sceglie un locale sul quale investire? E quanto conta la
location?
È fondamentale, ma servono anche visione, sensibilità e capacità
di cogliere il potenziale nascosto di un luogo. La location è il
presupposto. Lo è sempre stato, oggi ancora di più. Forse perché
vengo dal settore immobiliare, e ne sono stato sempre attratto.
Il fascino esteriore è la prima cosa che guardo, è l’elemento
che deve “parlare” a prima vista. Penso alla Bullona, che
è stata anche la sfida più accattivante: partendo da una location
difficile, abbandonata e non centrale, è diventata un punto di
riferimento internazionale. È un’ex stazione in stile liberty degli
anni Venti, un edificio con vincolo monumentale: la sua riqualificazione
mi ha dato entusiasmo. Ed è la dimostrazione di
come si possano coniugare, con una cura meticolosa, l’attenzione
per la ristrutturazione e quella per la gastronomia. Abbiamo
scelto di puntare su un’offerta di pesce perché, in quel momento,
era quello che richiedeva il mercato. Ma per non
omologarci, l’abbiamo declinata dando vita a un format più
internazionale, con la ricerca di pesci che arrivano anche dal
nord Europa e dall’Oriente, come il king crab, il softshell crab
e aragoste particolari.
Con la Trattoria Lazzati, invece, “torniamo” a Milano. Si propone
di far incontrare la tradizione della cucina milanese con
la modernità. Come si crea il giusto bilanciamento?
Rispettando la cucina milanese autentica, reinterpretata con
leggerezza e grande tecnica. La logica è la stessa: sdoganare la
modern and contemporary art coexist in a constant dialogue with
the gastronomic experience. In Via Piero della Francesca, I tried
to create an area with different types of coplanar formats. They’re
not overlapping because I wanted to make sure the premises
would not cannibalize each other. There’s space for the university
student, for the piano bar, for the meat lover, for the fish lover. A
varied offer, partly because it’s difficult to bring the same person
into one restaurant several times a week.
What is your target customer base? And how do you build
relationships with customers?
It’s heterogeneous but demanding. You build the relationship by
paying attention to details and by listening. And social media are
essential tools to talk directly with the public and strengthen the
identity of the venues. As I said before, I’ve always tried to meet
my needs and the needs of people similar to me through my venues.
And I come to realize that as time goes by, people like nuances,
the savoriness of food, seasoning, elegance. In this, I think
I am very modern. I was born and raised in Milan, I deal with
customers I’ve known for 30 years. Every time I open a new restaurant,
people are curious and want to come see it because
those who know me know that it’s not the work of just any architect.
Then, of course, someone will surely come to criticize as
well, but this is only that inspires me to do better and better.
Someone used to say, “Let us not speak of them, but look and
pass”. For an entrepreneur, infighting is the real problem, certainly
not competition, which is only a stimulus for growth.
How do you choose which venue to invest in? And how important
is the location?
It’s crucial, but you also need a vision, sensitivity and the ability to
grasp the hidden potential of a location. The location is the prerequisite.
It always has been, today even more so. Maybe it’s
because I come from real estate, and I have always been attracted
to it. Exterior appeal is the first thing I look at, it’s the element
that has to “speak” at first sight. I think of Bullona, which also has
been by far the most exciting challenge: from a difficult, abandoned
and non-central location, it has become an international
landmark. It’s a former 1920s Art Nouveau station, a listed building:
its redevelopment excited me. And it’s a good example of
how you can combine, with meticulous care, the attention for
renovations with the attention for gastronomy. We chose to focus
on a seafood offering because, at the time, that was what the
market demanded. But in order not to conform, we decided to
make it more international with fish that also came from northern
Europe and the East, such as the king crab, the soft-shell crab,
and special lobsters.
With Trattoria Lazzati, however, we ”come back“ to Milan.
The restaurant is meant to bring together Milanese culinary
tradition with modernity. How do you get the right balance?
By respecting Milan’s authentic cuisine, and by reinterpreting it
with lightness and great technique.The logic is the same: pro-
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Trattoria Lazzati - Ph. Digital code srl, Anthony Egas
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Trattoria Lazzati - Ph. Digital code srl, Anthony Egas
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cucina milanese, ma valorizzandola dal punto di vista internazionale.
Perché la mia è una clientela che arriva da tutto il mondo.
Ho voluto giocare sulla forma, sulla condivisione. Chi ordinerebbe,
da solo, un piatto di rane fritte? Ma se questo diventa
un antipasto, la curiosità dell’assaggio finisce per avere la meglio.
Vengono riproposte vecchie ricette milanesi, dalle cervella,
alle lumache, alla lingua, alle quali vengono accostati i “master”
della nostra cucina, come la cotoletta e l’ossobuco, che
non possono mancare. Dietro, ci sono tanta tecnica e tanta ricerca.
Anche perché il menu è vasto, ed è accompagnato da una
carta dei vini molto importante. E in questo, ho giocato sulla
concentrazione dei locali nella stessa zona. È come un hotel, che
invece di essere verticale e su più piani è orizzontale e a cielo
aperto. Tutti possono attingere a una cantina comune, che è
uno dei miei assi nella manica. Di recente, è arrivato il riconoscimento
come la cantina di champagne migliore al mondo, ed
è stata premiata anche da Wine spectator. Siamo fieri di poter
dire di avere 600 etichette di champagne e 4 mila vini. In tutto,
oltre 100 mila bottiglie.
Cosa cerca in un team o in uno chef prima di iniziare una collaborazione?
Passione, dedizione, carattere, spirito di squadra e una sincera
voglia di crescere. Sono alla continua ricerca di cose nuove, evito
i “fuoriclasse”, i sotuttoio, perché la cucina è sperimentazione
continua. Lo status quo non esiste, i limiti neanche. C’è
ancora tantissimo da scoprire, sono intollerante alle persone
che dicono che una cosa non si può fare. Siamo solo nella prima
fase, c’è un universo da scoprire e da importare dalle altre culture,
anche per quel che riguarda la tipologia di lavorazione degli
alimenti. Tutti elementi che poi vanno personalizzati e fatti
nostri. Bisogna esser in grado di percepire anche quelle che
sono le tendenze nel gusto. Agrodolce, dolceamaro, sapidoacido:
l’armonia nel bilanciamento dei gusti è una continua ricerca
che va attualizzata. Se uno è troppo avanti non funziona.
Se è troppo indietro arriva ultimo. Bisogna cogliere l’attimo
della tendenza.
C’è un progetto al quale sta lavorando e del quale ci può anticipare
qualcosa?
Aprirà, a settembre, una brasserie francese con pianista dal
vivo: elegante, divertente e coinvolgente. Si chiamerà Chatulle.
Una sorta di perfezionamento di ciò che ho già: sono stato un
pioniere del piano bar interno al ristorante, ma ora assistiamo a
un appiattimento dell’offerta che l’ha reso commerciale, cheap.
Sto cercando di renderlo molto più elegante, alzando l’asticella.
Se dovesse cenare da solo in uno dei suoi locali, dove andrebbe
e cosa ordinerebbe?
All’Affinatore, che è molto intimo, raccolto. Il posto ideale per
riflettere. E ordinerei Wagyu Kobe con frollatura di 45 giorni,
accompagnato da un grande vino rosso. È un locale che offre
un’esperienza unica: carni rare come il Wagyu Kobe, frollature
mote Milanese cuisine, but enhance it from an international point
of view. Because my clientele comes from all over the world. I
wanted to play with form, with sharing. Who would order a plate
of fried frogs all by himself? But if it becomes an appetizer, curiosity
will eventually get the better of you. We repropose old Milanese
recipes, from cervella, to escargot, to tongue, alongside
the “masters” of our cuisine, such as the cotoletta and ossobuco,
which cannot be missing. There’s a lot of technique and research
behind it. Also because the menu is huge, and it comes with a
very important wine list. For this, I played around with the number
of establishments in the same area. It’s like a hotel, but instead of
being vertical and on several floors, it’s horizontal and open-air.
Everyone can tap into a common wine cellar: it’s one of my trump
cards. It was recently recognized as the best champagne cellar in
the world, and it was also awarded by Wine spectator. We are
proud to say that we own 600 champagne labels and 4 thousand
wines. In all, over 100 thousand bottles.
What do you look for in a team or a chef before starting a
collaboration?
Passion, dedication, character, team spirit and a sincere desire to
grow. I am constantly looking for new things, I avoid the “mavericks,”
the know-it-all, because cooking is a continuous experimentation.
Status quo does not exist, neither do limits. There’s
still so much to discover, I can’t stand who says something cannot
be done. We’re only in the first phase, there’s a universe to
discover and import from other cultures, including their type of
food processing. All these elements that then have to be personalized
and made our own. You also have to be able to pick up
what the trends in taste are. Sour-sweet, sweet-sour, savory-sour:
harmony in balancing tastes is an ongoing quest that needs to be
actualized. If one is too far ahead it doesn’t work. If one is too far
behind, you come in last. You must seize the moment of the
trend.
Is there a project you are working on that you can tell us
something about?
In September I will open a French brasserie with a live pianist: it
will be elegant, fun and engaging. It will be called Chatulle. A sort
of refined version of something I already have: I was a pioneer of
the piano bar experience in restaurants, but now we’re witnessing
a flattening of the offer and it has become commercial, cheap.
I’m trying to make it much more elegant, I’m raising the bar.
If you were to dine alone at one of your establishments,
where would you go and what would you order?
I would go at the Affinatore: it’s very intimate, cozy. It’s the perfect
place to think. And I would order Wagyu Kobe with a 45-day maturation,
and a great red wine. The place offers a unique experience:
rare meats like the Wagyu Kobe, controlled maturations,
exclusive settings, and a refined cigar room. I had the idea for
Affinatore during Covid, when I had a lot of time to deepen my
knowledge in meat processing techniques, to experiment sea-
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GENIUS LIFESTYLE
controllate, ambienti esclusivi e una cigar room raffinata. L’idea
di Affinatore è nata durante il Covid, quando ho avuto molto
tempo per approfondire le conoscenze nelle tecniche di lavorazione
della carne, di fare sperimentazioni, stagionature e affinamenti
– da qui il nome. Un locale pensato per gli amanti della
carne e per colmare le carenze del mercato, specializzato nella
tecnica del dry aging, un metodo di frollatura che si esegue a
secco, e che prevede un lungo periodo di refrigerazione a umidità
controllata, in celle frigo particolari, con lampade Uva battericide
estremamente sterili. La carne viene cotta attraverso la
stagionatura, i cui tempi variano a seconda del tipo di carne, da
una a due settimane. Abbiamo elaborato una tecnica molto apprezzata
dai nostri clienti, non invasiva e delicata.
Cosa fa quando non lavora?
Penso e rifletto molto. La mia curiosità mi spinge a esplorare
nuove culture e tendenze, sempre alla ricerca di ispirazione. Ma
va detto che, per me, il lavoro è il mio modo di essere. Non mi
pesa, lavoro anche quando sono in vacanza. Sono un amante
della creatività, mi piace molto realizzare e vedere realizzato ciò
che ho in testa. Il compimento dell’idea è il mio lavoro.
soning and aging – hence the name. This place is designed for
meat lovers and to fill market gaps with its focus on the technique
of dry-aging, a method of maturation that’s done dry, and involves
a long period of refrigeration at controlled humidity, in special
cold rooms, with extremely sterile bactericidal Uva lamps.
The meat is cooked through curing, the timing of which changes
depending on the type of meat, from one to two weeks. The technique
we developed is highly appreciated by our customers, it’s
non-invasive and gentle.
What do you do when you are not working?
I think and reflect a lot. My curiosity drives me to explore new
cultures and trends, I’m always looking for an inspiration. But it’s
a fact that, for me, work is my way of being. It doesn’t weigh me
down; I work even when I’m on vacation. I am a lover of creativity,
I really enjoy making and seeing accomplished what’s in my
head. My job is to make ideas come to life.
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GENIUS LIFESTYLE
MARTINA MANNA: IL VOLTO
DELL’INNOVAZIONE SOSTENIBILE
IN BENVOLIO 1938
MARTINA MANNA: THE FACE OF SUSTAINABLE INNOVATION
IN BENVOLIO 1938
di/by CAROLINA GENNA
Martina Manna è la cofondatrice di Benvolio 1938, storica azienda italiana di oli alimentari, che
ha guidato nella transizione da commercio di olio sfuso a marchio B2C di successo. Sotto la sua
leadership, l’azienda ha sviluppato una linea di prodotti biologici, puntando su qualità, innovazione
e digitalizzazione. Sostenitrice di un approccio basato sui dati, ha consolidato la presenza
del brand nei mercati nazionali e internazionali. Ha oltre 10 anni di esperienza nel settore e una
solida formazione accademica, tra cui un EMBA della SDA Bocconi, MSc in European and
International Policies e un BSc in Political Sciences and International Relations.
Martina Manna is the co-founder of Benvolio 1938, the historic Italian edible oil company she managed
in the transition from bulk oil dispenser to successful B2C brand. Under her leadership, the company
has developed a line of organic products and is focusing on quality, innovation, and digitization. As an
advocate of a data-driven approach, she has managed to strengthen the brand’s presence in domestic
and international markets. She has more than 10 years of experience in the industry and a strong
academic background, including an EMBA from SDA Bocconi, a MSc in European and International
Policies and a BSc in Political Sciences and International Relations.
Benvolio 1938 è un marchio storico nel panorama italiano
degli oli alimentari. Abbiamo avuto il piacere di intervistare
Martina Manna, la sua cofondatrice e direttrice
commerciale, per scoprire come l’azienda sia
cresciuta, quali sfide affronta e quali progetti ha per il futuro.
Benvolio 1938 ha una lunga storia alle spalle: cosa ti ha ispirata
a entrare nel settore dell’olio e dei prodotti naturali?
La storia di Benvolio 1938 è profondamente radicata nel panorama
italiano degli oli alimentari. Il mio ingresso in questo settore
e in particolare in Benvolio 1938 è stato ispirato da una forte visione:
quella di trasformare una solida tradizione industriale,
focalizzata sul commercio di olio sfuso, in un marchio leader nel
settore dei prodotti a marchio, con un’attenzione particolare ai
prodotti naturali e al consumatore finale. Ho riconosciuto un
potenziale inespresso nel mercato e ho sentito la spinta a contribuire
attivamente a un’azienda che potesse unire un’eredità
storica con le esigenze di un consumo moderno, più consapevole
e orientato al benessere. Era l’opportunità perfetta per portare
innovazione e una nuova direzione strategica
Benvolio 1938 is a historic brand in the Italian edible oils scene.
We had the pleasure of interviewing Martina Manna, its co-founder
and commercial director, to learn how the company has grown,
what challenges it has to face, and where it plans to go in the
future.
Benvolio 1938 goes a long way back: why did you decide to
get into the oil and natural products business?
Benvolio 1938’s history is deeply rooted in the Italian oil scene. I
was inspired to join this industry, and specifically Benvolio 1938,
by a strong vision: that of transforming a solid industrial tradition
focused on the bulk oil trade into a leading brand for branded
products with a focus on natural products and the end consumer.
I saw there was an unexpressed potential in the market and felt
the urge to actively support a company that could combine its
historical legacy with the needs of a modern, more conscious
and wellness-oriented consumption. It was the perfect opportunity
to bring innovation and take a new strategic direction.
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MARTINA MANNA
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In foto Martina Manna, co-founder di Benvolio 1938
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GENIUS LIFESTYLE
Ci racconti come è nato il progetto? Quali sono i valori e gli
obiettivi che oggi guidano l’azienda?
Il progetto di cui sono più orgogliosa è la nascita e lo sviluppo
della parte B2C e del marchio Benvolio 1938 rivolto al consumatore
finale. Partendo da una realtà consolidata nel commercio di
olio sfuso, ho fondato questa nuova direzione strategica per l’azienda,
creando il brand che oggi vedete sugli scaffali e online. I
valori che ci guidano in questa evoluzione sono la tradizione –
intesa come rispetto per la qualità e il sapere acquisito nel tempo
– l’innovazione, che ci spinge a ricercare costantemente nuove
soluzioni e prodotti per il consumatore finale, la qualità intrinseca
delle nostre materie prime e dei nostri processi, e in modo
sempre più preponderante, la sostenibilità. Il nostro obiettivo è
affermare Benvolio 1938 come un marchio di riferimento negli
oli alimentari di qualità, con un’impronta distintiva per la sostenibilità
e una forte leadership nel digitale, espandendo la nostra
presenza sia sul mercato nazionale che internazionale.
Quali sono i prodotti di punta della vostra linea?
La linea di prodotti a marchio, che ho contribuito a sviluppare,
è oggi il nostro fiore all’occhiello. È molto diversificata per soddisfare
le esigenze di un consumatore sempre più attento e consapevole.
I nostri prodotti di punta includono un’ampia gamma
di oli di semi, come l’olio di girasole, mais, e soia, spesso disponibili
anche in versione biologica, rispondendo alla crescente
domanda di prodotti naturali e salutari. Naturalmente, un pilastro
della nostra offerta è l’olio d’oliva, dal classico olio extra
vergine d’oliva a selezioni più pregiate. Abbiamo inoltre sviluppato
linee specifiche di oli funzionali e speciali, arricchiti con
vitamine o adatti a particolari regimi alimentari. E non possiamo
non menzionare OLYXYR, il brand che ho sviluppato esclusivamente
per il canale ecommerce, un simbolo della nostra
innovazione nel packaging e nella proposta di valore, pensato
specificamente per il pubblico digitale.
Come garantite la qualità e la tracciabilità dei vostri oli?
La qualità e la tracciabilità sono per noi pilastri irrinunciabili,
garanzie che offriamo ai nostri consumatori e che ho voluto elevare
nel passaggio al B2C. Il nostro sistema di controllo qualità è
estremamente rigoroso e copre l’intera filiera produttiva: dalla
selezione delle materie prime, che avviene attraverso partnership
consolidate con fornitori affidabili, fino al prodotto finito.
Eseguiamo costantemente analisi di laboratorio su ogni lotto di
produzione per assicurarne la purezza e il rispetto degli standard
più elevati. Inoltre, siamo certificati secondo le più importanti
normative internazionali di qualità e sicurezza alimentare,
e la nostra filiera è interamente tracciabile, permettendo al
consumatore di conoscere l’origine e il percorso di ogni bottiglia
di olio Benvolio.
Come affrontate il tema della sostenibilità ambientale?
La sostenibilità ambientale è un impegno che permea ogni
aspetto della nostra attività e che ho voluto portare al centro
How did the project come about? What are the values and
the goals that guide the company today?
Most of all I’m proud of the birth and development of Benvolio
1938’s B2C side of the project for the end consumer. Starting
from an established reality in the bulk oil business, I set up this
new strategic direction for the company, creating the brand that
you see on the shelves and online today. The values that guide us
in this evolution are tradition – meaning our respect for quality
and the knowledge we’ve acquired over time -, innovation, which
drives us to constantly search for new solutions and products for
the end consumer, the quality of our raw materials and processes,
and sustainability. Our goal is to establish Benvolio 1938 as a
benchmark brand in quality edible oils, as a brand with a strong
focus on sustainability and and with a marked leadership in digitalization,
expanding our presence in both domestic and international
markets.
What are your flagship products?
The branded product line, which I helped develop, is now our
flagship line. It is highly diversified to meet the needs of an increasingly
discerning and conscious consumer. Our flagship
products include a wide range of seed oils, such as sunflower,
corn, and soybean oil, which often are also available in their organic
versions to meet today’s growing demand for natural and
healthy products. Of course, olive oil – from classic extra virgin
olive oil to more premium selections – is one of our pillars. We’ve
also developed specific lines of functional and specialty oils, enriched
with vitamins or adjusted to specific dietary regimens. And
we must mention OLYXYR, the brand I developed exclusively for
our e-commerce channel, a symbol of the innovation in our packaging
and our offer, specifically designed for a digital audience.
How do you guarantee the quality and traceability of your
oils?
Quality and traceability are vital elements for us, guarantees we
provide to our consumers and which I wanted to up-grade in the
transition to B2C. Our quality control system is extremely rigorous
and covers the entire production chain: from the selection of raw
materials, which is done through solid partnerships with reliable
suppliers, to the finished product. We constantly run laboratory
tests on our every production batch to ensure its purity and compliance
with the highest standards. Moreover, we are certified according
to the most important international food quality and safety
regulations, and our supply chain is fully traceable, so consumers
can know the origin and the journey of any Benvolio oil bottle.
Where do you stand when it comes to environmental sustainability?
We are fully committed to environmental sustainability throughout
all the process, it’s something I wanted to bring to the center
of the brand strategy. When it comes to production, we prioritize
sustainable agricultural practices and organic products. But our
stance goes further: with the creation of Wizebite S.r.l. Benefit
Genius People Magazine
MARTINA MANNA
209
della strategia del marchio. Nella produzione, privilegiamo
pratiche agricole sostenibili e l’offerta di prodotti biologici. Ma
il nostro approccio va oltre: con la nascita di Wizebite S.r.l. Società
Benefit, un progetto che ho fortemente voluto e fondato,
abbiamo abbracciato una visione datadriven della sostenibilità
nell’ecommerce. Attraverso l’utilizzo di intelligenza artificiale
e analisi avanzate, siamo in grado di ottimizzare la catena di approvvigionamento,
prevedere la domanda con maggiore accuratezza
e, di conseguenza, minimizzare gli sprechi lungo tutta
la filiera produttiva e distributiva. Questo non solo riduce l’impatto
ambientale legato alla sovraproduzione e allo smaltimento,
ma rende anche la logistica più efficiente, contribuendo a
un’economia più circolare. Sono convinta che l’innovazione
tecnologica sia un alleato fondamentale per un futuro più verde
nel settore alimentare.
Benvolio è presente anche sui mercati internazionali: quali le
sfide e le opportunità dell’espansione del business anche
all’estero?
L’espansione internazionale per la nostra linea a marchio è una
componente cruciale della strategia di crescita che ho delineato.
Le opportunità sono immense: l’accesso a nuovi mercati e a
un bacino di consumatori globale ci permette di far conoscere
l’eccellenza del made in Italy e di consolidare il nostro brand a
livello mondiale. Piattaforme ecommerce globali come Amazon
sono state e continuano a essere un veicolo fondamentale
per questa espansione. Tuttavia, le sfide non mancano. Dobbiamo
affrontare la complessità delle diverse normative doganali e
alimentari, la gestione di catene logistiche più articolate e la
concorrenza di player locali consolidati. È anche essenziale
comprendere e adattarsi alle diverse culture e abitudini di consumo.
La nostra strategia si basa sulla flessibilità, sulla capacità
di adattamento e sull’analisi approfondita dei dati per identificare
i mercati più promettenti e personalizzare l’approccio.
Society, a project I strongly wanted and founded, we’ve embraced
a data-driven vision of sustainability for our e-commerce.
Using artificial intelligence and advanced analytics, we are able
to optimize the supply chain, anticipate the market’s demand
more accurately and, as a result, minimize waste throughout the
whole production and distribution chain. Not only does all of this
cut overproduction’s and disposal’s environmental impact, but it
also has a positive impact on logistics, contributing to a more
circular economy. I believe technologies are crucial allies for a
greener future in the food industry.
Benvolio is also present in international markets: what are
the challenges and the opportunities related to the expansion
of your business abroad as well?
International outreach is a crucial part of the growth strategy I’ve
outlined for our branded line. There are countless opportunities:
accessing new markets and a global consumer base allows us to
promote the excellence of Made in Italy and establish our brand
globally. Global e-commerce platforms such as Amazon have
been and continue to be instrumental in our expansion. However,
there are plenty of challenges. We have to deal with different customs
and food regulations, manage more articulated logistics
chains, compete with established local players. It’s also crucial
that we understand and adapt to different cultures and eating
habits. Our strategy is based on flexibility, adaptability and indepth
data analysis to identify the most promising markets and
tailor our approach.
What role do innovation and research play in the development
of your products?
Innovation and research are the driving force behind our evolution,
especially when it comes to the branded product line that
Quale ruolo hanno innovazione e ricerca nello sviluppo dei
vostri prodotti?
Innovazione e ricerca sono il motore della nostra evoluzione, in
particolare per la linea di prodotti a marchio che ho sviluppato.
Non ci limitiamo a produrre oli, ma investiamo costantemente
nella ricerca e sviluppo per migliorare i nostri processi, ottimizzare
la shelf life e creare prodotti nuovi che rispondano alle
esigenze emergenti dei consumatori. Questo include lo sviluppo
di oli con profili nutrizionali specifici o soluzioni innovative
di packaging, come quelle adottate per OLYXYR. Un ruolo cruciale
in questo processo è giocato dall’analisi dei dati: utilizziamo
il feedback dei clienti, le recensioni e le domande e risposte
raccolte dalle piattaforme ecommerce per identificare trend e
bisogni insoddisfatti, guidando così la nostra innovazione in
modo mirato. In questo contesto, Wizebite rappresenta un’estensione
della mia visione di innovazione, fornendo gli strumenti
analitici avanzati per trasformare i dati in insight strategici
per lo sviluppo.
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GENIUS LIFESTYLE
Quali strategie avete adottato per il canale e-commerce, ormi
sempre più importante anche nel settore alimentare?
Il canale ecommerce è diventato centrale nella nostra strategia
commerciale per il brand B2C, la cui importanza è stata riconosciuta
e promossa da me sin dall’inizio. Abbiamo abbracciato
con entusiasmo la digitalizzazione, riconoscendo il suo potenziale
illimitato. La nostra strategia si concentra su diversi pilastri:
in primis sulla presenza forte sulle piattaforme chiave: abbiamo
investito significativamente sulla nostra presenza su
Amazon, sia come Vendor che come Seller, ottimizzando le nostre
schede prodotto e utilizzando gli strumenti pubblicitari
come Sponsored Products e Sponsored Brands per aumentare la
visibilità del nostro marchio. Poi sullo sviluppo di brand digitalnative.
Ad esempio, la creazione di OLYXYR, il brand esclusivo
per Amazon che ho fortemente voluto, è un esempio chiave
di come abbiamo pensato specificamente per il canale online,
con un focus sul packaging innovativo e sulla comunicazione
digitale diretta al consumatore. Poi c’è la strategia datadriven:
utilizziamo l’analisi dei dati di vendita, delle recensioni e del
comportamento dei clienti per ottimizzare le nostre offerte,
personalizzare le campagne di marketing e guidare lo sviluppo
di nuovi prodotti per il canale ecommerce. Infine ci sono Contenuti
e coinvolgimento: curiamo attentamente la qualità dei
contenuti online, con descrizioni dettagliate, immagini di alta
qualità e ricette, per educare e coinvolgere i consumatori finali.
C’è un progetto o un traguardo recente di cui siete particolarmente
orgogliosi?
Assolutamente sì. Il progetto di cui sono più orgogliosa in questo
momento è la nascita di Wizebite S.r.l. Società Benefit. Non
è solo una nuova entità aziendale, ma la concretizzazione della
mia visione per un futuro più intelligente e sostenibile nell’ecommerce
alimentare. Rappresenta la nostra capacità di innovare
non solo nei prodotti a marchio, ma anche nel modello di
business, offrendo soluzioni tecnologiche basate sull’AI per ottimizzare
processi e ridurre gli sprechi. Un altro grande motivo
di orgoglio è la crescita eccezionale di OLYXYR su Amazon: vedere
un brand nato digitalmente, che ho contribuito a fondare e
sviluppare, raggiungere risultati così significativi conferma la
validità della nostra strategia B2C e la nostra capacità di primeggiare
nel panorama digitale.
Guardando al futuro, quali sono gli obiettivi principali per
Benvolio 1938 nei prossimi anni? Cosa possiamo aspettarci?
Guardando al futuro, i nostri obiettivi principali sono ambiziosi
e poggiano sui pilastri che ho stabilito e che ci hanno portato
fino a qui. Vogliamo consolidare la nostra posizione di leadership
nel settore degli oli alimentari di qualità a marchio, con un
focus ancora maggiore sulla sostenibilità e sull’innovazione. Ci
aspettiamo di rafforzare ulteriormente la nostra presenza sui
mercati internazionali per la linea B2C, sfruttando al massimo il
potenziale dell’ecommerce. Con Wizebite, miriamo a diventare
un punto di riferimento per l’ottimizzazione e la sostenibilità
I’ve developed. We don’t simply make oils; we are constantly investing
in research and development to improve our processes,
optimize our shelf life, and create new products that meet consumers’
evolving needs. This includes developing oils with specific
nutritional profiles or innovative packaging solutions, such
as those we are using for OLYXYR. Data analysis plays a crucial
role in this process: we use customers’ feedback, reviews, and
Q&A collected from e-commerce platforms to identify trends and
unmet needs, hence purposefully direct innovation. In this context,
Wizebite is an extension of my innovation vision, as it provides
the advanced analytical tools we need to turn data into
strategic insights for the brand’s development.
What are your strategies for the brand’s e-commerce channel,
a tool that has become increasingly important in the food
sector as well?
The e-commerce channel has become pivotal in our B2C business
strategy. I understood its importance and promoted this
mean from the very beginning. We have enthusiastically embraced
digitization, and have recognized its unlimited potential. Our strategy
revolves around multiple pillars: first, on our presence on key
platforms: we’ve heavily invested in our presence on Amazon,
both as a Vendor and Seller, optimizing our product sheets and
using advertising tools such as Sponsored Products and Sponsored
Brands to increase our brand visibility. Then there’s the development
of digital-native brands. OLYXYR, the exclusive brand
for Amazon that I strongly wanted, is a key example of how we
specifically designed a product for an online channel, focusing on
an innovative packaging and a direct-to-consumer digital communication.
Finally, there’s our data-driven strategy: we use the analysis
of sales data, reviews, and customer behavior to optimize our
offers, personalize marketing campaigns, and drive the development
of new products for the e-commerce channel. Finally, we
have content and engagement: we carefully oversee the quality of
online content, with detailed descriptions, high-quality images,
and recipes to educate and engage end consumers.
Is there a recent project or achievement that you are particularly
proud of?
Absolutely. Right now I am proud the most of Wizebite S.r.l. Benefit
Society. It’s not just a new corporate entity, it’s the materialization
of my vision for a smarter and more sustainable future in
food e-commerce. It represents our ability to innovate not only in
branded products, but also in business models, offering AI-based
technology solutions to optimize processes and reduce waste.
Another great source of pride is OLYXYR ‘s exceptional growth
on Amazon: seeing a digitally born brand, which I helped found
and develop, achieve such impressive results confirms the
soundness of our B2C strategy and our ability to excel in the
digital landscape.
Looking ahead, what are Benvolio 1938’s main goals in the
coming years? What can we expect?
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In foto Martina Manna
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delle catene di approvvigionamento alimentari attraverso l’AI,
non solo per noi ma anche per altre aziende del settore. Vogliamo
continuare a sorprendere i consumatori con nuovi prodotti
che combinino gusto, benessere e rispetto per l’ambiente, consolidando
la fiducia che ci hanno sempre dimostrato. In sintesi,
Benvolio 1938 sarà sempre più un’azienda all’avanguardia, sostenibile
e con una forte identità digitale, grazie alla spinta innovativa
e al successo commerciale che ho introdotto
Infine, quali consigli daresti a una giovane imprenditrice che
vuole entrare nel mondo del food & wellness?
A una giovane imprenditrice che desidera avventurarsi nel
mondo del food & wellness, darei tre consigli fondamentali, basati
sulla mia esperienza nel creare e sviluppare la parte B2C di
Benvolio 1938, e cioè: trova la tua visione e sii costante. Identifica
una nicchia o un’esigenza specifica che puoi soddisfare con
passione. Avviare un nuovo progetto richiede visione e una notevole
costanza. Non mollare alla prima difficoltà e sii proattiva
nel cercare soluzioni, proprio come ho fatto io nel trasformare
un’azienda da B2B a B2C. Poi, abbraccia il digitale e sii datadriven:
il futuro è online e nei dati. Impara a sfruttare gli strumenti
dell’ecommerce, a leggere e interpretare i dati per capire
il mercato e i tuoi clienti. L’intelligenza artificiale, come
quella che sviluppiamo con Wizebite, può essere un alleato potentissimo
per ottimizzare ogni aspetto del tuo business e scalare.
Infine, integra sostenibilità e trasparenza: i consumatori di
oggi cercano prodotti non solo buoni, ma anche etici e sostenibili.
Costruire un business che abbia un impatto positivo sul
pianeta e sulla salute delle persone è un valore aggiunto enorme.
Sii trasparente sulla provenienza e sui processi, questo costruirà
fiducia e lealtà nel tuo brand.
Our goals are ambitious and rest on the foundations I’ve laid
down and that have gotten us this far. We want to cement our
leading position in quality branded edible oils, with an even greater
focus on sustainability and innovation. We expect to continue
to strengthen our presence in international markets with the B2C
line, taking full advantage of the potential of e-commerce.
Through Wizebite we have the ambition to become a reference
for the optimization and sustainability of food supply chains
through AI, not only for us but also for other companies in the
industry. We want to continue to surprise consumers with new
products that combine taste, wellness and environmental friendliness,
and consolidate the trust they have always shown us. In
short, Benvolio 1938 will continue to be a cutting-edge, sustainable
company with a strong digital identity, thanks to the innovative
drive and commercial success I brought to the brand.
Finally, what advice would you give to a young female entrepreneur
who wants to enter the food & wellness world?
Based on my experience in creating and developing the B2C part
of Benvolio 1938, I would give three key pieces of advice to a
young female entrepreneur who wants to venture into the world
of food & wellness, namely: find your vision and be consistent.
Target a specific niche or need that you can answer with passion.
tarting a new project requires a vision and a remarkable amount
of perseverance. Don’t give up at the first difficulty and be proactive
in seeking solutions, just as I did in transforming a business
from B2B to B2C. Next, embrace digitization and be data-driven:
the future is online and in data. Learn how to leverage e-commerce
tools, how to read and interpret data to understand the
market and your customers. Artificial intelligence, such as Wizebite,
can be a powerful ally in optimizing every aspect of your
business. Finally, integrate sustainability and transparency: today’s
consumers are looking for products that are not only good,
but also ethical and sustainable. Building a business that has a
positive impact on the planet and people’s health is a huge value-add.
Be transparent about sourcing and processes; this will
build trust and loyalty to your brand.
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CASA SAVINI TARTUFI
La Milano di Karol Teruzzi fra design e sapore
Karol Terruzzi’s Milan: where design meets flavor
di/by CAROLINA GENNA
In un angolo riservato e accogliente di Via Cusani 8 Casa Savini
Tartufi, il nuovo progetto firmato da Karol Teruzzi, figura
di riferimento nel panorama dell’ospitalità di qualità.
Più che un ristorante, è una vera e propria “casa” milanese:
uno spazio che unisce la raffinatezza del design, l’eccellenza
gastronomica e l’esperienza immersiva del tartufo in
tutte le sue declinazioni. Dalla collaborazione con lo storico
brand toscano Savini Tartufi alla creazione di un luogo pensato
per essere vissuto in ogni momento della giornata, Karol
Teruzzi ci racconta la sua visione, tra estetica, accoglienza e
passione per la materia prima.
Karol Teruzzi, a leading figure in the world of high-end hospitality,
has created a new project in a cozy, private corner of Via Cusani
8: Casa Savini Tartufi. It’s more than just a restaurant; it’s a real
“home” in Milan, a space that combines sophisticated design,
culinary excellence, and an immersive truffle experience in all its
forms. Karol Teruzzi tells us about his vision, between aesthetics,
hospitality, and enthusiasm for raw ingredients, and his collaboration
with the historic Tuscan brand Savini Tartufi in the creation
of a place designed to be experienced at any time of the day.
Buongiorno Karol, ci racconta com’è nato il progetto Casa Savini
Tartufi? Con oltre vent’anni di esperienza nel settore,
come ha evoluto la sua filosofia culinaria e imprenditoriale?
Il progetto con la Maison Savini, nasce quasi per caso, con amicizie
comuni. Ci hanno presentato, e siamo partiti. Con Cristiano
Savini, AD della storica azienda toscana specializzata nella
commercializzazione e lavorazione del tartufo, arrivata ora alla
3° generazione, da subito è nato un ottimo feeling, condividevamo
la stessa “visione”. La “visione” fa sempre la differenza, credo
sia questa la dote più grande per un manager, senza non si va
da nessuna parte. La capacità di saper vedere dove gli altri ancora
non pensano o credono si possa creare qualcosa di nuovo.
Il tartufo è il vero protagonista della Casa ed è proposto in diverse
varietà stagionali: bianco pregiato, nero pregiato, uncinato,
scorzone, bianchetto. Ma il menù include anche piatti
iconici della tradizione italiana come la carbonara e il risotto
alla milanese. Come ha bilanciato l’uso del tartufo con questi
classici?
Naturalmente il tartufo nelle sue stagioni rimane protagonista,
ma la clientela, soprattutto quella milanese, ci chiedeva anche
piatti della cucina mediterranea e della tradizione. Abbiamo
inserito nel menù portate a base di pesce (crudo e cotto) e
grandi classici come la carbonara e il risotto alla milanese. È
proprio con la carbonara, di cui uno dei quattro ingredienti è il
tuorlo d’uovo, che il tartufo si sposa magnificamente, soprattutto
il nero; non ne modifica il gusto, aggiunge dei sapori di
sottobosco che arricchiscono questo piatto iconico della cucina
italiana.
Good morning Karol, can you tell us how the Casa Savini Tartufi
project started? Since you have over twenty years of experience
in the business, how has your culinary and entrepreneurial
philosophy evolved?
The project with Maison Savini started almost by chance, through
mutual friends. We were introduced and we got started. Cristiano
Savini is the CEO of the historic Tuscan company, now in its third
generation, specialized in the marketing and processing of truffles.
We immediately hit it off, we shared the same “vision”. That’s
what always makes a difference. I believe it’s the greatest gift a
manager can have; without it, you get nowhere. It’s the ability to
see something when others don’t think or believe something can
be created.
Truffles are the real stars of the house and are served in different
seasonal varieties: white, black, uncinato, scorzone,
and bianchetto. But the menu also includes classic Italian
dishes such as the carbonara and the risotto alla milanese.
How did you combine truffles with these classics?
Of course, when the season is right, truffles are the star of the
show, but our customers, especially those from Milan, also want
Mediterranean and traditional dishes. We’ve added fish dishes
(raw and cooked) and some great classics, such as the carbonara
and risotto alla milanese, as you said, to the menu. With the carbonara,
whose one of four ingredients is egg yolk, truffles go so
well, especially black truffles; they don’t change its taste, and
add the undertones of the forest to this iconic dish of the Italian
cuisine.
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CASA SAVINI TARTUFI
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In foto Cristiano Savini e Karol Teruzzi
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In foto Karol Teruzzi all’ingresso del ristorante
In foto la zona bar e aperitivo al piano strada di Casa Savini Tartufi
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CASA SAVINI TARTUFI
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Sempre parlando di tartufi, c’è poi anche la “Truffle Experience”
che permette agli ospiti di vivere la cerca e cavatura
del tartufo, riconosciuta come patrimonio immateriale
dell’UNESCO. In che modo questa esperienza arricchisce la
proposta di Casa Savini Tartufi?
Con la Truffle Experience diamo agli ospiti la possibilità di degustare
a pieno l’ottima materia prima fornitaci da Savini con
tre portate che, nella loro semplicità e naturalezza, ne esaltano
il sapore; ovviamente parlo delle uova al tegamino, del tagliolino
di pasta fresca al burro e della tartare di manzo condita con
olio EVO e cristalli di sale. Con soli 35,00€ si possono avere tre
portate. Direttamente al tavolo, il cliente gestisce la quantità di
tartufo sapientemente affettata al momento dai nostri operatori
di sala e ne paga l’effettiva grammatura.
In un’epoca in cui la sostenibilità è sempre più centrale, come
affrontate il tema nella selezione delle materie prime e nella
gestione del locale?
Ottima domanda, credo che sia importante collaborare con fornitori
seri e professionali, con aziende per cui la parola “sostenibilità”
non sia solo uno slogan ma un’identità di lavoro. Nel
nostro caso sono praticamente gli stessi dal 2005, data di apertura
del primo ristorante a Milano. Sono contrario alle celle frigorifere
nei ristoranti: creano grandi consumi di elettricità e
grossi problemi per lo smaltimento una volta esaurite le capacità
di vita. Preferisco lavorare con pochi frigo da banco e ricevere
le materie prime quotidianamente, siano esse frutta, verdura,
carne, pesce, latticini.
La narrazione, poi, è parte integrante dell’esperienza: quanto
conta per lei raccontare non solo il piatto, ma anche l’origine
e la cultura che lo circonda?
Ormai con la globalizzazione, i media, i social, la capacità e la
semplicità di potersi connettere e spostare da un continente
all’altro senza grossi problemi, il cliente di oggi è molto preparato,
conosce gli alimenti, le ricette, si cimenta per diletto nella
propria casa. Bisogna avere competenze verbali e saper raccontare
il piatto cercando di accendere una scintilla nel commensale,
incuriosirlo. Andare al tavolo, lasciare i menù e tornare per
prendere l’ordine non fa parte del nostro dna. Ogni piatto ha una
sua storia, una ricerca, un inventiva, o semplicemente il rispetto
per la preparazione della ricetta originale della tradizione.
Collaborare con Savini Tartufi, azienda toscana con una lunga
tradizione, ha influenzato la sua visione culinaria? Come
si è sviluppata questa sinergia?
Assolutamente sì. All’inizio dell’estate 2024 sono stato invitato
in Toscana, a Forcoli, per visitare l’azienda. Vedere, toccare con
mano la grinta e l’energia che Cristiano e suo papà Luciano
mettono quotidianamente in atto, la passione con cui parlano
dei ricordi del nonno Zelindo, fondatore dell’azienda, mi ha
fatto capire quanto per loro fosse importante tramettere questi
valori nella lora nuova Casa milanese. Valori, se volete, antichi
Speaking of truffles, there’s also the “Truffle Experience”
through which guests can experience the search and harvesting
of truffles, a practice that has been recognized as
intangible cultural heritage by UNESCO. How does this experience
enrich the offerings of Casa Savini Tartufi?
With the Truffle Experience, we give guests the opportunity to fully
enjoy the excellent raw ingredients provided by Savini through
three courses that, with their simplicity and freshness, enhance
their flavor. For just €35.00, you can enjoy all three courses. At the
table, guests can choose how much truffle they want our expert
waiting staff to slice on the spot, and pay for its actual weight.
At a time in which sustainability is always more central, how
do you deal with raw materials and their selection and the
management of the restaurant?
Excellent question, I believe it’s important to work with serious
and professional suppliers, with companies that believe the word
“sustainability” is not just a slogan but a working identity. In our
case, they’ve been the same since 2005, when we opened our
first restaurant in Milan. I am against cold storage in restaurants:
they consume a lot of electricity and cause major disposal problems
once they reach the end of their life cycle. I prefer to work
with a few counter refrigerators and receive raw ingredients daily,
whether fruit, vegetables, meat, fish, or dairy products.
Storytelling is also an essential part of the experience: how
important is it for you to describe not only the dish, but also
its origin and its culture?
Nowadays, thanks to globalisation, the media, social media, and
the ease and simplicity of connecting and moving from one continent
to another without any major problems, customers are very
knowledgeable. They know food and recipes and enjoy cooking
at home. You need verbal skills and know how to describe a dish
in order to spark the diner’s curiosity. Going to the table just to
leave the menus and come back to take the order is not part of
our DNA. Every dish has its own story, research, inventiveness, or
it simply respects for the original traditional recipe.
Has working with Savini Tartufi, a Tuscan company with a
long tradition, influenced your culinary vision? How did this
synergy come about?
Absolutely. At the beginning of summer 2024, I was invited to
Forcoli, Tuscany, to visit the company. Seeing and experiencing
firsthand the determination and energy that Cristiano and his father
Luciano put into their work every day, and the passion with
which they talk about their memories of their grandfather Zelindo,
the company’s founder, made me realize how important it was for
them to pass on these values in their new home in Milan. Their
values are ancient but authentic, and there’s a family atmosphere
that everyone would like to experience.
Milan is a city in constant gastronomic evolution. How does
Casa Savini Tartufi position itself in this scenario?
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ma autentici, e si respira aria di famiglia, quella che tutti vorrebbero.
Milano è una città in continua evoluzione gastronomica.
Come si posiziona Casa Savini Tartufi in questo panorama?
La città, dal punto di vista gastronomico, è evoluta moltissimo.
Sono arrivati i grandi player internazionali con brand importanti,
con grosse risorse economiche e alta professionalità. Le
catene alberghiere a 5 stelle al loro interno hanno uno o più ristoranti,
talvolta stellati… insomma, la concorrenza non manca,
anzi! Noi cerchiamo quotidianamente di ritagliarci il nostro
spazio, offrendo qualità e umanità, cercando di far star bene i
clienti e regalando qualche sorriso in un’atmosfera che sa volutamente
di “casa”. Pensi che abbiamo clienti che ci frequentano
3/4 volte alla settimana, talvolta per pranzi di lavoro, talvolta
a cena con amici o semplicemente per bere un aperitivo.
Quando arrivi a questo, sai che la direzione è quella giusta: vuol
dire che sei riuscito a creare una comfort zone in cui le persone
stanno bene.
In che modo Milano ha influenzato – o ispirato – il concept di
Casa Savini Tartufi?
Qui il merito va all’Architetto Andrea Fogli, milanese DOC. Lui
ha curato ogni dettaglio del restyling del ristorante la scorsa
estate. Milano, dal punto di vista del design, è nei primissimi
posti al mondo: in un ristorante non puoi solo mangiare bene, ci
deve essere l’atmosfera.
Andrea è stato molto bravo a convertire gli spazi creando delle
zone intime e accoglienti con colori caldi e neutri, con pavimenti
in cocco, inserti in pelle, legno e un design di arte contemporanea,
ispirata agli anni ’60/’70.
Come detto, Casa Savini Tartufi è stata concepita come una
“casa” nel cuore di Milano. Come si crea un ambiente al contempo
elegante e familiare?
C’è solo un modo: trasmettere al proprio staff i valori dell’accoglienza
e dell’ospitalità. Io sono molto fortunato, il mio staff mi
segue da anni. Siamo una squadra molto rodata, ci aiutiamo e
sosteniamo. Il ristorante, che si voglia o no, diventa una seconda
casa un po’ per tutti quelli che ci lavorano. Qui si condividono
gioie, dolori, successi e varie crisi familiari.
Quando le persone che lavorano insieme creano questa unione
il cliente lo percepisce, e ne vuole far parte. Tolti i turisti, che
magari vengono solo una volta a Milano, i clienti abituali conoscono
per nome ognuno dei ragazzi, si salutano, se c’è tempo
scappa la chiacchiera, e tantissimi prima di sedersi a tavola si
affacciano a salutare lo chef e i suoi ragazzi in cucina.
Questa è casa…
Quanto conta, secondo lei, l’aspetto emozionale nella ristorazione
di oggi?
Dipende molto da quali emozioni si vogliono provare. Ahimè,
oggi i social distraggono un po’ le persone dalla realtà. Si va al
From a gastronomic point of view, the city has evolved tremendously.
Major international players have arrived with important
brands, substantial economic resources, and a high level of professionalism.
Five-star hotel chains all have one or more restaurants,
sometimes Michelin-starred... In short, there is no shortage
of competition, quite the contrary! We strive every day to carve
out our own space, offering quality and humanity, trying to make
our customers feel at ease and bringing a smile to their faces in
an atmosphere that deliberately feels like home. We have customers
who visit us three or four times a week, sometimes for
business lunches, sometimes for dinner with friends or simply for
an aperitif. When you get to this point, you know you’re on the
right track: it means you’ve managed to create a comfort zone
where people feel at home.
How has Milan influenced or inspired the concept of Casa
Savini Tartufi?
We owe that to architect Andrea Fogli, a true Milanese. He took
care of every detail of the restaurant’s restyling last summer. From
a design point of view, Milan is one of the world’s leading cities:
in a restaurant, you can’t just eat well, there has to be some kind
of atmosphere. Andrea did a great job: he reconverted the spaces,
creating intimate and welcoming areas with warm, neutral
colors, coconut flooring, leather inserts, wood, and contemporary
art inspired by the 1960s and 1970s.
As mentioned, Casa Savini Tartufi was conceived as a “home”
in the heart of Milan. How do you create an environment that
is both elegant and familiar?
There’s only one way: by conveying the values of warmth and
hospitality to your staff. I am very lucky: my staff has been with
me for years. We are a well-established team, we help and support
each other. Whether you like it or not, the restaurant becomes
a second home for everyone who works there. Here we
share joys, sorrows, successes, and various family crises.
When people who work together create this bond, customers can
feel it and want to be part of it. Apart from tourists, who may only
come to Milan once, regular customers know everyone by name,
they say hello, chat if there’s time, and many of them stop by to
say hello to the chef and his team in the kitchen before sitting
down at their table.
This is home…
How important do you think the emotional factor is in today’s
restaurant industry?
It depends a lot on what kind of emotions you want to experience.
Unfortunately, social media distracts people from reality
these days. People go to trendy restaurants to take selfies and
post them on their profiles to show that they’ve been there. Food,
service, and everything else is irrelevant to a certain segment of
the market. We usually have an over 35/40 clientele who still
comes to the restaurant to spend a couple of hours relaxing, eating
and drinking a good glass of wine. And above all, talking to
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ristorante di grido per fare un selfie e postare un’immagine sul
proprio profilo, per far vedere di essere lì. Del cibo, del servizio
e tutto il resto non importa a una fetta di mercato. Storicamente
noi abbiamo una clientela over 35/40 che ancora viene al ristorante
per passare un paio d’ore in relax, mangiando e bevendo
un buon bicchiere di vino. E soprattutto parlando tra
loro. Pochi cellulari in tavola e tante conversazioni. Forse la
vera emozione di oggi è proprio vedere le persone che ancora si
parlano.
Infine, quali consigli darebbe a giovani chef e imprenditori
che desiderano intraprendere un percorso nel mondo della ristorazione
di alta qualità?
Uno solo, se posso: crederci sempre! Ci saranno, e lo dico per
esperienza, momenti bui, difficili, in cui tutto sembra crollare.
In quei momenti si è soli, ma bisogna trovare la forza di alzarsi,
ancora e ancora… Con i sacrifici e il duro lavoro arriveranno anche
le gratificazioni. È bene dire che questo lavoro si prende
tanto, ma restituisce anche tanto. Nelle sale dei miei locali io ho
conosciuto persone incredibili che mai avrei potuto incontrare
facendo altri lavori, persone che mi hanno dato accesso a un
mondo di cui non avrei potuto far parte sennò.
each other. Few cell phones on the table and lots of conversation.
Perhaps the real emotion today is seeing people still talking to
each other.
Finally, what advice would you give to young chefs and entrepreneurs
who want to embark on a career in high-quality catering?
Just one, if I may: always believe in yourself! There will be, and I
say this from experience, dark, difficult moments when everything
seems to be falling apart. In those moments, you are alone, but
you have to find the strength to get up, again and again... With
sacrifice and hard work, the rewards will come. It’s fair to say that
this job takes a lot from you, but it also gives a lot in return. In my
restaurants, I’ve met incredible people who I would never have
met with other jobs; people who have given me access to a world
I would not have been part of otherwise.
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ANTONIO BRANCATO PORTA L’ITALIA
A SINGAPORE CON ANTO
ANTONIO BRANCATO BRINGS ITALY TO SINGAPORE WITH ANTO
di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF
Dalla Basilicata a Singapore, Antonio Brancato ha
tracciato un percorso originale che unisce radici
familiari, passione per il cibo e spirito imprenditoriale.
Insieme al cugino Giancarlo Mancino, ha
dato vita a ANTO – Pizza e Aperitivi, il progetto nato da
passione, competenza e spirito di famiglia, che in poco
tempo ha conquistato il pubblico e la critica, ottenendo
importanti riconoscimenti come la menzione nella 50 Top
Pizza Asia-Pacific.
From Basilicata to Singapore. Antonio Brancato has pursued
an original path that unites his family roots, his passion for
food, and his entrepreneurial spirit.Together with his cousin
Giancarlo Mancino, he created ANTO – Pizza e Aperitivi, a
project born out of passion, expertise, and family values,
which quickly won over the public and the critics, earning
important awards such as a mention in the 50 Top Pizza
Asia-Pacific.
Ci racconti come è iniziato il tuo percorso nel mondo della cucina
e della ristorazione? Qual è il ricordo più vivo legato alle
tue prime esperienze con la pizza?
Mi sono ritrovato nel mondo della ristorazione e della cucina
per caso. A 18 anni avevo già cambiato mille lavori per guadagnare
qualcosa che mi permettesse di essere il più indipendente
possibile. Poi, a 20 anni, mi sono ritrovato in una pizzeria al taglio
a Potenza, ed è da lì che è iniziato tutto. Piano piano il lavoro
ha cominciato a piacermi e ho iniziato a studiare il mondo dei
lievitati.
Il ricordo più vivo? Sicuramente le mille scottature con le teglie
super calde! [ride]
Scherzi a parte, con la pizza mi sono sempre trovato a mio agio,
da subito; semplicemente con la pizza riesco a esprimere tutto
me stesso.
Com’è nato ANTO? E cosa rende ANTO diverso dalle altre pizzerie
a Singapore?
ANTO è nato dal sogno di due cugini – sto parlando di me e di
Giancarlo Mancino . Erano anni che inseguivo e coltivavo il sogno
di fare qualcosa insieme. Pizza e cocktail. Lui è uno dei più
talentuosi bartender al mondo: non potevo non prendere
esempio da lui, dal suo percorso.
Dopo anni in giro tra Nord Italia, Emirati Arabi e Arabia Saudita,
arriva la sua chiamata: mi dice che ha trovato un finanziatore
asiatico che vuole investire sul nostro sogno e io ho risposto subito
“Sì, facciamolo!”. Dopo un anno di preparativi abbiamo
messo in piedi ANTO.
How did you end up in the world of culinary arts and catering?
What’s your most vivid memory of your first experiences
with pizza?
I found myself working in the restaurant and catering industry by
chance. By the age of 18, I had already changed a thousand jobs.
I wanted to earn enough money to be as independent as possible.
Then, when I was 20, I ended up in a pizza restaurant in Potenza,
and that’s where it all started. Little by little, I began to
enjoy what I was doing and I started studying leavened products.
My most vivid memory? Definitely the countless times I burned
myself with the super-hot baking trays! [he laughs]
All jokes aside, I’ve always felt at ease with pizza, right from the
start; I can express myself fully through pizza.
How did ANTO come about? And why is ANTO different from
other pizzerias in Singapore?
ANTO was born from the dream of two cousins – I’m talking
about myself and Giancarlo Mancino. For years, I had been
dreaming of doing something together. Pizza and cocktails. He is
one of the most talented bartenders in the world: I couldn’t help
but follow his example and his path.
After years spent traveling around northern Italy, the United Arab
Emirates, and Saudi Arabia, he called me and told me he found
an Asian investor who was willing to fund our dream. I immediately
said, “Yes, let’s do it!”. After a year spent getting everything
ready, we launched ANTO.
ANTO is different from other venues because it has a clear vision
and a straightforward concept: pizza and cocktails. We only use
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ANTONIO BRANCATO
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In foto Antonio Brancato
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ANTO è diverso dagli altri locali perché ha un’idea ben chiara, il
concept è chiaro e diretto: pizza e cocktail. Stiamo utilizzando
solo prodotti italiani e gran parte delle nostre creazioni nascono
dai ricordi di gioventù a casa della nonna, dalle esperienze fatte
negli anni passati e soprattutto dalla passione per questo lavoro.
La parola d ordine è autenticità.
In che modo l’esperienza a Singapore ha influenzato il tuo
modo di pensare e fare pizza?
L’esperienza qui a Singapore mi ha aperto gli occhi e mi ha fatto
conoscere una cultura totalmente diversa alla nostra. Non è
semplice far pizza qui, ma allo stesso tempo è una bella sfida.
Cerco di non farmi condizionare troppo, rimango fermo sulle
mie idee: credo sia l’unico modo di continuare a fare una buona
pizza.
Nella classifica internazionale stilata da The Best Pizza
Awards ti sei posizionato 89°, sono soddisfazioni.
Sì, è stata davvero una grande sorpresa. Non mi aspettavo di riuscire
a entrare così presto tra i migliori 100 pizza chef al mondo.
Questo traguardo ripaga tutti i sacrifici fatti in tutti questi
anni, almeno per il momento: so che devo farne tanti altri per
continuare a migliorare.
ANTO è stata inserita al 13° posto nella classifica 50 Top Pizza
Asia-Pacific 2025, risultando la pizzeria singaporiana meglio
piazzata, e ha ricevuto anche il Golden Ticket, diventando
così la prima a meritarselo a Singapore. Cosa vuol dire per te
e il team questo riconoscimento così prestigioso?
Anche questa è stata una grande sorpresa per tutti noi: abbiamo
raggiunto questo risultato a soli sei mesi dall’apertura. Ora potremo
essere presenti anche nella classifica della 50 TOP PIZZA
WORLD che si terrà a Napoli l’8 di settembre, e tutto questo ci
rende orgogliosi.
Un ringraziamento particolare va al mio team, composto da ragazzi
che per primi credono in quello che facciamo. Sono molto
fortunato.Mi piace pensare che per ANTO sia solo un buon inizio:
c’è ancora tanto da poter migliorare.
Come è stato accolto il premio dalla scena gastronomica di
Singapore e dall’Italia?
È stata una sorpresa per tutti, sia a Singapore, sia in Italia. A
Singapore soprattutto perché, come dicevo, la notizia è arrivata
dopo soli sei mesi dalla nostra apertura. Ovviamente con questo
risultato le aspettative si sono drasticamente alzate, ma non è
un problema: a pressione ci piace, ci fa rimanere concentrati.
Secondo te, quali sono oggi i valori più importanti per una
pizzeria che vuole emergere all’estero?
Credo si debba semplicemente rispettare le proprie idee e seguirle,
senza farsi condizionare dal mercato e della cultura del
posto. Credo sia questo il segreto, o per lo meno questo vale per
ANTO.
Italian products, and most of our creations are inspired by memories
of my youth at my grandmother’s house, by our experiences
from the past, and above all, our passion for this work. Our
watchword is authenticity.
How has your experience in Singapore influenced your way
of thinking and making pizza?
Living in Singapore has opened my eyes and allowed me to discover
a culture that is totally different from ours. Making pizza
here is not easy, but at the same time it’s a great challenge. I try
not to be influenced too much, I stick to my ideas: I think that’s
the only way to continue making good pizzas.
You came 89th in the international ranking compiled by The
Best Pizza Awards. You must be proud.
Yes, it was a really big surprise. I didn’t expect to make it into the
top 100 pizza chefs in the world so soon. This achievement
makes up for all the sacrifices I’ve made over the years, at least
for now: I know I have to make many more to keep improving.
ANTO also came in 13th in the 50 Top Pizza Asia-Pacific 2025
ranking, becoming the highest-ranked Singaporean pizzeria,
and was also the first venue in Singapore to receive the Golden
Ticket. What do these award mean to you and your team?
This too was a big surprise for all of us: we’ve only been open for
six months. Now we will also be included in the 50 TOP PIZZA
WORLD ranking that will be held in Naples on September 8, and
we’re all very proud. I would like to thank my team, who is the
first to believe in what we do. I am very lucky. I like to think that
this is just a good start for ANTO: there’s still a lot of room for
improvement.
How was the award received by the gastronomic scene in
Singapore and in Italy?
It was a surprise for everyone, both in Singapore and in Italy. Especially
in Singapore because, as I said, the news came just six
months after we opened. Obviously, with this result, expectations
have risen significantly, but that’s not a problem: we like the pressure,
it keeps us focused.
In your opinion, what are the most important qualities for a
pizzeria that wants to make a name for itself abroad?
I think you just have to respect your own ideas and follow them,
regardless of the market and the local culture. I think that’s the
secret, or at least that’s true for ANTO.
Which pizza best represents the spirit of ANTO?
The Rocco pan pizza: fior di latte cheese, potato chips, and rosemary.
It’s a simple pizza with simple ingredients, but it’s a pizza
made with heart, emotions, and childhood memories. It combines
cooking skills and dough management.
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ANTONIO BRANCATO
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Qual è la pizza che meglio rappresenta lo spirito di ANTO?
La pizza in teglia (padellino) Rocco: base fior di latte, chips di
patate e rosmarino. È una pizza semplice, con ingredienti semplici,
ma questa pizza è una questione di cuore, emozioni, ricordi
di bambino. Racchiude allo stesso tempo tecnica di cottura
e gestione d’impasto.
E invece qual è la pizza che ti prepari quando sei solo a casa?
Assolutamente la Margherita, non ho dubbi! Per ovvie ragioni:
rappresenta la nostra cultura e la nostra storia.
Infine, qual è il prossimo obiettivo, ora che siete sotto i riflettori
regionali e globali?
L’obiettivo è semplice: continuare così. Con la stessa voglia, con
la stessa passione.
I risultati continueranno ad arrivare e ANTO continuerà a togliersi
grandi soddisfazioni.
Alla fine questo è solo un buon inizio.
And what pizza do you make for yourself when you’re home
alone?
Definitely a Margherita, no questions about it! For obvious reasons:
it represents our culture and our history.
Finally, now that you are in the regional and global spotlight,
what is your next goal?
Our goal is simple: to keep going. With the same enthusiasm and
the same passion.
The results will continue to come and ANTO will continue to reap
great rewards.
At the end of the day, this is just a good start.
In foto Antonio Brancato da ANTO
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GENIUS LIFESTYLE
BEN PAYNE
DNA Lotus: passato, presente e futuro in una nuova visione del design
Lotus DNA: past, present and future in a new design vision
di/by CHIARA CURRÒ DOSSI
Achi gli chiede quale sia il progetto del quale va più
orgoglioso risponde “il prossimo”. Ben Payne è
un visionario. Vice director of design di Lotus,
alla Milano design week di aprile 2025 ha fatto gli
onori di casa all’interno dello spazio espositivo “The Lotus
theory” alla Haus of automotive (Phyd) che ha ospitato, fra
le altre cose, un talk insieme all’architetto Fabio Novembre,
mente creativa dietro una serie di oggetti di design che
arricchivano l’area di via Tortona. All’esterno, in una teca
in plexiglas, faceva bella mostra di sé una storica Lotus
Esprit S1 che quest’anno ha festeggiato i suoi primi cinquant’anni.
All’interno è stato ricavato uno spazio immersivo
dedicato al racconto della storia del marchio, alla ricerca
dei materiali del futuro e alla filosofia alla base del
design di Lotus. Filosofia condensata in un acronimo, Dna,
che sta per Digital, Natural and Analogue. Alla fine del percorso,
ad attendere i visitatori c’era una sfavillante nuova
Lotus Emeya, la prima hyper Gt 100% elettrica. Un modello,
come spiega Payne, nel quale l’occhio più attento non
può non cogliere una serie di richiami alla Esprit, in un
dialogo tra passato, presente e futuro che è il filo conduttore
del brand.
When someone asks him what project his proud of the most,
he answers “the next one”. Ben Payne is a visionary. He’s also
Lotus’ deputy director of design, and during April’s Design
Week in Milan he did the honors inside “The Lotus theory”
showroom set in the Haus of automotive (Phyd), which hosted,
among other things, a talk with architect Fabio Novembre,
the creative mind behind the array of design items that enriched
the via Tortona area. Outside, in a Plexiglas case, a
classic Lotus Esprit S1, that this year celebrated its first 50
years, on display. Set inside an immersive space to tell the
story of the brand, its search for the materials of the future,
and the philosophy behind Lotus’ design. A philosophy that
has been condensed into an acronym, Dna, which stands for
Digital, Natural and Analogue. At the end of the tour, a sparkling
new Lotus Emeya, the first 100% electric hyper Gt, was
waiting for the visitors. A model, Payne explained, in which
the most attentive eye is bound to spot a number of references
to the Esprit, in a dialogue between past, present and future,
that is the brand’s common thread.
Payne, partiamo dall’inizio: com’è nata la teoria del “Dna” e
cosa significa?
È frutto di un’intuizione del team creativo di Lotus. Il punto di
partenza è stata un’idea molto semplice: cercare di comunicare
il brand alle persone. Il metodo anche: riuscire a distillare un
messaggio attraverso trequattro parole chiave, semplici da ricordare.
A quel punto, siamo andati alla ricerca del “dna”
dell’azienda. Il nostro è un brand che ha 77 anni di vita, è fondamentale
riuscire a comunicare i valori storici di quello che
abbiamo fatto in passato, mentre ci muoviamo verso il futuro.
Oggi, il mondo dell’automotive è pieno di nuove startup con
proposte interessanti e tecnologie all’avanguardia. Ma noi, in
quanto brand storico e ricco di storia, abbiamo un elemento distintivo
in più. Abbiamo quindi voluto sfruttare il “dna” da un
punto di vista storico, e ci siamo resi conto che per comunicare
Payne, let’s start at the beginning: how did the “DNA” theory
come about and what does it mean?
It’s the brainchild of the Lotus creative team. It all started with a
very simple idea: we wanted to communicate the brand to people.
The approach too: encapsulate a message in three to four
key words, easy to remember. At that point, we started looking
for the company’s “DNA”. We are a 77-year-old brand, so as we
move into the future, it ‘s vital we succeed in communicating the
historical values of what we have done in the past. Today, the
automotive world is filled with new startups with interesting ideas
and cutting-edge technologies. But being a historic brand with a
rich history, we have something more. So we decided to exploit
“dna” from a historical point of view, and we realized that in order
to communicate these elements and bring them to life through
creativity and design (which after all is my job within the compa-
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BEN PAYNE
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In foto Ben Payne, Vice Presidente del Design per Lotus - Ph. Lotus Cars
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Lotus Esprit, l’iconica auto di James Bond - Ph. Lotus Cars
questi elementi e dar loro vita attraverso la creatività e il design
(che poi è la mia funzione all’interno dell’azienda, che non è
puramente tecnica), dovevamo concentrarci sull’elemento del
passato, che per noi è rappresentato bene dall’analogico. La “A”
di “Dna”, quindi, rappresenta il nostro impegno nell’ingegneria
delle auto ad alte prestazioni. Un approccio fisico concreto,
fatto di viti e bulloni, sistemi di sospensione, progettazione del
telaio. In generale, quello che ci permette di creare un’auto che
si connetta davvero con la strada. E che ha reso famosa l’azienda
grazie alle sue imprese nel motorsport, che è qualcosa che
continueremo sempre a fare. In poche parole, l’eccellenza ingegneristica
analogica. All’estremità opposta troviamo la “D” di
digitale. Parliamo di connettività, sistemi autonomi, soluzioni
software rese possibili dalle tecnologie di ultima generazione
che, oggi, sono a portata di mano. Analogico e digitale sono due
elementi che vogliamo combinare intorno alla “N” che sta per
naturale, ossia il cliente. L’essere umano che è il cuore di tutto
quello che facciamo. Lotus è un marchio emozionale: le persone
che lo conoscono vi sono affezionate, ci si rispecchiano molto. E
per attrarre i clienti del futuro dobbiamo fare la stessa cosa. Insomma,
il senso del nostro approccio è raccontare una storia e
unire il mondo vecchio a quello nuovo, mettendo al centro l’essere
umano”.
A proposito di tecnologie di ultima generazione e del loro rapporto
con la creatività e il design. Dalle sue parole, pare che la
ny, and not a strictly technical one), we had to focus on the past,
which we believe is well represented by analog. So the “A” in
“DNA represents our commitment to the high-performance car
engineering. A concrete physical approach, made of nuts and
bolts, suspension systems, chassis designs. Overall, what allows
us to create a car that really connects with the road. And that has
made the company famous through its exploits in motorsport,
which is something we will always continue to do. In a nutshell,
analog engineering excellence. We are talking about connectivity,
autonomous systems, software solutions made possible by the
latest technologies that, today, are right within reach. Analog and
digital are the two elements that we want to combine around the
“N” that stands for natural, which is the customer. The human
being who is at the heart of everything we do. Lotus is an emotional
brand: people who know it are fond of it, they relate to it a
lot. And to attract the customers of the future, we have to do the
same thing. In short, the point of our approach is to tell a story
and unite the old world with the new, putting the human being at
the center.
Talking about the latest technologies and their relationship
with creativity and design: from your words, you seem to be
very optimistic. Does this also apply to artificial intelligence?
Yes. In my view, every technological breakthrough or for that matter
every novelty should be looked at with a ”kit” of tools at hand.
There’s no need to worry, it happens all the time in human history.
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BEN PAYNE
227
sua sia una visione molto ottimistica. Vale anche per l’intelligenza
artificiale?
“Sì. Dal mio punto di vista, ogni progresso tecnologico o comunque
ogni novità dovrebbe essere vista con parte di un “kit”
di strumenti a disposizione. Non c’è da preoccupasi, è successo
di continuo, nella storia dell’uomo. Ci si evolve, si inventa qualcosa
di nuovo, e si fanno passi avanti. Credo vada considerata
come un’opportunità. La domanda giusta è: come posso usare
questo nuovo strumento per migliorare il mio modo di creare e
di fare design? Quello che sta succedendo con l’intelligenza artificiale
non è diverso da quello che abbiamo visto nel mondo
dell’automotive con il passaggio da un processo molto analogico,
come potevano essere la modellazione fisica o la progettazione
sui grandi tavoli da disegno, ai software, con la progettazione
assistita dai computer. Un passaggio che non ha peggiorato le
nostre vite. Non ha ridotto la nostra creatività. Anzi, ha portato
a un’accelerazione del processo creativo, aprendo nuove opportunità.
Oggi possiamo lavorare su nuove forme, abbiamo le
stampanti 3d, una forma di fabbricazione additiva. Vent’anni fa,
era impensabile creare qualcosa di simile. Quindi sì, in ogni nuova
tecnologia vedo un potenziale per una maggiore creatività.
Che forse non sappiamo ancora in cosa si concretizzerà, ma che
scopriremo nei prossimi anni. Ed è una cosa bella”.
Parliamo della nuova Emeya, la prima gt car 100% elettrica. È
questo il futuro di Lotus?
“Direi piuttosto che è il presente di Lotus. Questa vettura è stata
introdotta sul mercato mondiale e combina il piacere di guida
derivato dall’eccellenza analogica (la geometria con cui progettiamo
un’auto, perché abbia un’ottima tenuta su strada) e dal
sistema di trazione elettrica ad altissime prestazioni. Il risultato
è un equilibrio tra un’auto sportiva e una adatta all’uso quotidiano.
Le capacità dinamiche sono fantastiche, come del resto
ci si aspetta da una Lotus. Ma al tempo stesso le prestazioni trovano
un’applicazione molto pulita ed ecologica in questo modello,
che offre un’esperienza di guida davvero lussuosa. Gli
interni sono di qualità superiore a tutto quello che Lotus abbia
mai creato finora. È un grande passo in avanti per noi, e rappresenta
ciò che siamo oggi. È la combinazione dell’eredità del
marchio con la tecnologia più avanzata, riunite in un pacchetto
gt di lusso per i clienti di oggi”.
Ci sono richiami specifici a modelli del passato?
“Ci sono sempre, ma tendono a essere piuttosto sottili. Per
quanto riguarda il linguaggio estetico dei modelli attuali, c’è
sempre una linea semplice che attraversa l’auto dal muso alla
coda. È abbastanza sottile, ma crea una sezione molto netta nella
parte anteriore dell’auto. E poi c’è una piega che attraversa le
portiere e culmina in una sorta di linea di luce laser. Una sottile
striscia rossa sul retro dell’auto che richiama la Esprit S1 degli
anni Settanta, e la sua caratteristica banda nera che ne accompagna
la sagoma. Era nata come soluzione tecnica per tenere
insieme due pannelli, ma è diventata una sua peculiarità che
We evolve, we invent something new, and we take steps forward.
I think it should be seen as an opportunity. The right question is,
how can I use this new tool to improve the way I create and design?
What’s happening with artificial intelligence is no different
from what we’ve seen in the automotive world when we shifted
from a very analog process, such as physical modeling or designing
on large drawing boards, to softwares, with computer-assisted
designs. This shift has not made our lives worse. It has not
reduced our creativity. On the contrary, it has led to an acceleration
of the creative process, opening up new opportunities. Today
we can work on new forms, we have 3d printers, a form of additive
manufacturing. Twenty years ago, creating something like
that was unthinkable. So yes, in every new technology I see potential
for more creativity. We may not know what it will materialize
into yet, but we will discover it in the coming years. And that’s
beautiful.
Let’s talk about the new Emeya, the first 100% electric gt car.
Is this the future of Lotus?
I’d say it’s the present of Lotus. This car has been introduced to
the world market and combines the driving pleasure that comes
from analog excellence (the geometry with which we design a car
so that it has an excellent grip on the road) and the very high
performance of an electric drive system. The result is the combination
of a sports car and one suited for everyday use. Its dynamic
capabilities are fantastic, as we expect from a Lotus. But at the
same time, performance takes on a very clean and environmentally
friendly approach, providing a truly luxurious driving experience.
The interiors are qualitatively superior to anything Lotus
has created so far. It is a big step forward for us, and it represents
who we are today. It is the combination of the brand’s heritage
with the latest technology, brought together in a luxury gt package
for today’s customers.
Are there specific callbacks to past models?
There always are, but they tend to be quite subtle. In terms of the
aesthetic language of current models, there is always a simple
line that runs through the car from the nose to the tail. It’s quite
subtle, but it creates a very sharp section at the front of the car.
A thin red stripe on the back of the car that recalls the Esprit S1
of the 1970s, and its signature black band along with its silhouette.
t originally was a technical solution to hold two panels together,
but it has become its own unique feature, and we still find
it in today’s cars as well. The line of the fenders is also something
that belongs to the past, or at least to a very different era: in the
1960s there were some really beautiful cars, such as the Lotus
S1, which was one of the first to have the wheels “inserted” into
the bodywork. Depending on how you look at the car, inside or
outside, there are different points that wink at the brand’s heritage.
We deeply respect it, but it also needs to be translated into
something new, something sparkling. We don’t create “old” designs,
we rather project them forward into something more modern.
But there’s always a connection, and a reason why we do
Genius People Magazine
Issue 28
228
GENIUS LIFESTYLE
ritroviamo anche nelle auto di oggi. Anche la linea dei parafanghi
è qualcosa che appartiene al passato, o per lo meno a un’epoca
molto diversa: negli anni Sessanta c’erano auto veramente
molto belle, come la Lotus S1, che è stata una delle prime ad
avere le ruote “inserite” nella carrozzeria. A seconda di come si
guarda l’auto, all’interno o all’esterno, ci sono diversi punti di
contatto che strizzano l’occhio all’eredità del marchio. Per la
quale nutriamo un profondo rispetto, ma che va anche tradotta
in qualcosa di nuovo, di frizzante. Non creiamo design “vecchi”,
piuttosto li proiettiamo in avanti, verso qualcosa di più
moderno. Ma c’è sempre un legame, e una ragione per cui facciamo
le cose. Dal mio punto di vista è importante che noi,
come designer, non trattiamo solo di stile, ma mettiamo insieme
il mondo della tecnica con le ragioni commerciali per cui
facciamo le cose. Una sorta di commercializzazione dell’arte, se
vogliamo, del design. E dobbiamo essere in grado di giustificare
il perché delle cose. Una scelta non viene fatta perché ci piace
così, e basta. Deve avere una ragione, e questa ragione è l’adeguatezza
ai valori umani, al legame con il cliente e con il nostro
marchio, in termini di patrimonio. Di dna, appunto”.
Perché un cliente dovrebbe comprare una Emeya, o comunque
una Lotus?
“Basta mettersi alla guida, per capire il perché. La nostra è una
proposta unica: abbiamo un motore elettrico di ultima generazione,
in un’auto con un’eredità dinamica di un marchio come
Lotus. Emeya è un prodotto di fascia molto alta e piuttosto lussuoso,
ma al tempo stesso dalle prestazioni di guida elevate.
Non ci sono tanti concorrenti diretti. Certo, ci sono altri modelli
gt ad alte prestazioni sul mercato che si collocano in una fascia
di lusso, ma non molti competitor che offrano una catena cinematica
elettrificata così performante, né un’esperienza utente
così avanzata in termini di interfaccia HMI e connettività
dell’auto. È una proposta piuttosto unica per quanto riguarda la
motorizzazione, l’applicazione tecnologica e anche per il fatto
di essere un marchio storico con una forte tradizione e un posizionamento
di lusso”.
Ci sono differenze nel modo di progettare il design di un’auto
elettrica, rispetto a una a combustione?
“Sì, perché ci sono problemi tecnici diversi da affrontare. L’elettrico
consente di progettare in modo diverso. Se guardiamo
alla generazione attuale delle nostre auto, come l’Eletre, che è
un suv, possiamo notare come, in generale, guardandole
dall’alto, a parità di ingombro offrano più spazio all’interno.
Quello a disposizione dei passeggeri che viaggiano sui sedili posteriori
è estremamente generoso. E il motivo è che non abbiamo
un grande motore a combustione, motivo per cui possiamo
spostare il conducente più avanti, all’interno del veicolo. In
questo modo, a parità di dimensioni esterne, l’abitacolo risulta
tecnicamente più spazioso. È un elemento sul quale abbiamo
lavorato molto in Lotus, sia dal punto di vista dell’efficienza
nell’uso degli spazi, sia da quello dell’esperienza di guida. Chi
things. From my point of view, it’s important that we, as designers,
not only deal with style, but put together the world of technique
with the commercial reasons we make things. A kind of
commercialization of art, if you will, of design. And we have to be
able to justify why things are made. We don’t make choices just
because we like it that way. It has to have a reason, and that
reason is appropriateness to human values, to the bond with the
customer and with our brand, in terms of heritage. Of DNA, to be
exact.
Why should a customer buy an Emeya, or for that matter a
Lotus?
Just get behind the wheel and you’ll see why. Our brand is truly
unique: we have a state-of-the-art electric motor in a car with the
dynamic heritage of a brand like Lotus. Emeya is a very high-end
product and is quite luxurious, but still provides a high driving
performance. There are not many direct competitors. Sure, there
are other high-performance gt models on the market and in the
luxury range, but not many competitors offer such a high-performance
electrified powertrain, nor such an advanced user experience
in terms of HMI and car connectivity. When it comes to its
powertrain, its technology, and also to the fact that it is a heritage
brand with a strong tradition and luxury positioning, it’s quite a
unique proposition.
Are there any differences in the way an electric versus a
combustion car is designed?
Yes, because there are different technical issues to deal with.
Electric cars can be designed differently. If we look at the current
generation of our cars, such as the Eletre, which is an SUV, we
can see that, in general, when you look at them from the top, for
the same footprint, they have way more space inside. The one for
passengers on the rear seat is extremely generous. And the reason
is that we don’t have a large combustion engine, which is
why we can move the driver forward inside the vehicle. So the
cabin is technically more spacious while having the same exterior
size. This is something we have been working on a lot in Lotus,
both from a space-use efficiency point of view and from a driving
experience perspective. Those who have known the Lotus brand
over the past twenty to thirty years most often identify it with
sports cars with a mid-engine setup, rear-mounted, with the driver
sitting far forward, a good view of the road, and a driving position
almost between the wheels. The way the car entered the
corners and responded to the controls felt fantastic in terms of
driving pleasure on the road, And that’s something that we’re
able to replicate today with the gt or electric suvs as well, because
we can move the driver forward. So there’s a connection,
at the brand level, between the way we approach design and the
“technical package” of the car. And there’s also an extra benefit
for customers: more interior space, without increasing the size of
our cars.
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BEN PAYNE
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Lotus Emeya, l’hyper GT 100% elettrica, esposta al fuorisalone di Milano 2025 - Ph. Lotus Cars
ha conosciuto il marchio Lotus negli ultimi ventitrent’anni lo
associa, il più delle volte, ad auto sportive con un motore a configurazione
centrale, montato posteriormente, con il conducente
seduto molto in avanti, un’ottima visuale sulla strada e
una posizione di guida quasi tra le ruote. Una sensazione fantastica,
in termini di piacere di guida su strada, di come l’auto si
inserisce in curva e risponde ai comandi. Ed è qualcosa che oggi
siamo in grado di riproporre anche con le gt o i suv elettrici,
proprio perché possiamo spostare il conducente in avanti. C’è
quindi una connessione, a livello di brand, tra il modo in cui
affrontiamo il design e il “pacchetto tecnico” dell’auto. E c’è
anche un vantaggio aggiuntivo per il cliente: spazi interni più
generosi, senza aumentare le dimensioni delle nostre auto”
In short, in your opinion, are electric cars better?
It’s different. If you’re looking for space efficiency, I think it can be
better, yes. And then, from my point of view, the driver’s forward
position improves the driving experience and makes it more
sporty, so I think it can be better from a driveability point of view
as well. Whether it’s better or not, however, depends on personal
preference. But if you enjoy driving, having a wide view and the
feeling of control that you usually have in sports cars, then an
electric car can really offer a great advantage.
Insomma, secondo lei è meglio un’auto elettrica?
“È diversa. Se si è alla ricerca di efficienza negli spazi, credo
possa essere migliore, sì. E poi, dal mio punto vista, la posizione
in avanti del conducente migliora l’esperienza di guida e la rende
più sportiva, quindi penso possa essere migliore anche dal
punto di vista della guidabilità. Se sia meglio o no, dipende però
dalle preferenze personali. Ma se si ama guidare, avere una visuale
ampia e la sensazione di controllo che si ha, di solito, sulle
auto sportive, allora un’auto elettrica può offrire davvero un
grande vantaggio”.
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GENIUS LIFESTYLE
L’ARTE DEL DETTAGLIO
L’eleganza consapevole secondo Alessio Cursi
THE ART OF DETAIL
Conscious elegance according to Alessio Cursi
di/by CAROLINA GENNA
Quando eleganza e visione imprenditoriale si incontrano, nascono realtà capaci di
lasciare il segno.
Classe 1983, Alessio Cursi ha fondato The Savile Company con l’obiettivo di ridefinire il
concetto di eleganza su misura, portando sul mercato capi di altissima qualità, curati
nei minimi dettagli. Grazie a una visione strategica e alla combinazione di tradizione
artigianale e innovazione, The Savile Company è diventata un punto di riferimento nel
settore sartoriale/luxury.
When elegance and entrepreneurial vision meet, they create realities that leave their mark.
Born in 1983, Alessio Cursi founded The Savile Company to redefine the concept of
bespoke elegance and to bring garments of the highest, carefully crafted down to the
smallest detail, quality to the market. Thanks to a strategic vision and the combination of
traditional craftsmanship and innovation, The Savile Company has become a reference point
in the tailoring/luxury industry.
Com’è nata The Savile Company? Quando hai capito
di voler creare questa azienda?
The Savile Co. nasce dalla mia passione per il vestire
con gusto, ma soprattutto con personalità. Volevo poter
indossare esattamente ciò che avevo in mente. Mi capitava
spesso, infatti, di entrare in un negozio e dover scendere a
compromessi perché magari il colore del tessuto dell’abito non
era esattamente quello che avevo in mente, oppure la forma
della tasca, il bottone, la fantasia della seta interna, il “mio”
dettaglio.
Penso davvero che a oggi il “vero lusso” anche se non mi piace
come parola sia avere ciò che si vuole. Il dettaglio fa sempre la
differenza.
Da founder e CEO, quali sono state le sfide più grandi che hai
affrontato nel percorso di crescita dell’azienda? C’è un momento
in particolare che ricordi come decisivo?
Si affrontano sfide continuamente, giorno dopo giorno. Sicuramente
il periodo del Covid ci ha messo a dura prova, ma alla fine
siamo sopravvissuti. Siamo rimasti in piedi e ne siamo usciti più
forti di prima, con nuove idee e nuovi stimoli. Poi, durante tutto
il percorso imprenditoriale, le sfide non sono mai mancate:
l’individuazione e il posizionamento del brand, gli investimen
How did The Savile Company venture begin? When did you
realize you wanted to found this company?
The Savile Co. was born out of my passion for fashionable
clothes, and most importantly with character. I wanted to wear
exactly what I had in mind. I would often walk into a store and
have to come to a compromise because perhaps the color of the
suit was not exactly the one I envisioned, or perhaps it was the
shape of the pocket, the button, the inner silk, or what was “my”
detail.
I really think that nowadays the “ultimate luxury”, although I don’t
like the word, is to have what you want. The detail always makes
the difference.
As founder and CEO, what have been the biggest challenges
you have faced as the company was growing? Is there a specific
moment you remember as being decisive?
You face challenges all the time, day in and day out. Covid is
definitely what tested us the most, but ultimately we survived. We
stood our ground and came out stronger than before, with new
ideas and new impetus. But throughout the whole entrepreneurial
journey, we never lacked challenges: be it our brand positioning,
the right investments at the right time, the competition, the
search for and the management of personnel, the relationship
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In foto Alessio Cursi, founder e creative director di The Savile Company - Ph. Andrea Vailetti
Genius People Magazine
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GENIUS LIFESTYLE
The Savile Company si trova in via Rovello 18, Milano - Ph. Andrea Vailetti
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ALESSIO CURSI
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ti fatti al momento giusto, la concorrenza, la ricerca e gestione
del personale, il rapporto con le banche, ormai sempre più distanti
dalla piccola imprenditoria artigianale. E poi le incertezze
del mercato, la guerra, la politica… sono tutti fattori che rendono
il consumatore incerto, e l’unica arma a nostra disposizione
è la pazienza e la forza di non mollare.
Cosa rende unico un capo firmato The Savile Company?
La qualità, lo stile ma soprattutto il nostro sapere consigliare il
cliente: il capo, il tessuto, il taglio. E a ciò poi si aggiunge un
servizio sempre puntuale e impeccabile. Ogni volta che un
cliente veste un nostro abito, ecco!, quello è il momento in cui
un capo Savile diventa unico.
Quali i dettagli, i materiali o le lavorazioni che ritieni siano e
siano stati fondamentali nel cammino verso il successo?
La collaborazione con partner qualificati ha sicuramente contribuito
al nostro successo. I dettagli poi per noi sono fondamentali:
sono proprio loro l’elemento che ci rende unici.
Quanto è importante per voi il tema della qualità e della sostenibilità?
È fondamentale, non può venire meno. Per esempio, quando
rimettiamo in figura e reinterpretiamo gli abiti del passato, utilizziamo
esclusivamente fibre naturali con provenienza certificata.
Anche questa è una forma di sostenibilità.
Che ruolo ha il digitale nella vostra azienda? Quanto investite
in e-commerce, comunicazione digitale e social media?
Il nostro rapporto col digitale è decisamente limitato, per scelta.
Per un discorso relativo all’immagine, utilizziamo Instagram,
ma il nostro modello di business si fonda principalmente
sul rapporto umano: il tessuto va toccato, la pelle va annusata e
il cliente va ascoltato. Preferisco di gran lunga investire sulle
materie prime e valorizzare i nostri clienti.
Quali sono stati i momenti più significativi per il brand fino a
oggi? C’è un traguardo o un riconoscimento di cui sei particolarmente
orgoglioso?
Quando un nostro cliente ritira l’abito e riceve dei complimenti,
per noi è sempre significativo. Ma sono particolarmente orgoglioso
di poter vestire personaggi di rilievo, fra cui, ad esempio,
il Presidente del Kazakistan. Portare il Made in Italy a
spasso nel mondo per un brand come il nostro è motivo di grande
orgoglio, è un traguardo.
Quali sono i progetti futuri per The Savile Company? Puoi anticiparci
qualche novità o iniziativa a cui stai lavorando?
Stiamo lavorando all’espansione del brand, in futuro vorremmo
poter vestire sempre più persone. Siamo sempre alla ricerca di
collaborazioni interessanti, anche perché credo fermamente
che lavorare con altri imprenditori sia sempre stimolante. Il
confronto è fondamentale.
with the banks, which now are increasingly distant from small
business. And then the uncertainties of the market, war, politics:
these are all things that make consumers uncertain, and our only
weapon is patience, and the strength not to give up.
Why is a garment by The Savile Company unique?
For our quality, our style, but above all, our ability to advise the
customer: which suit, which fabric, cut. And then there’s our spot
on and impeccable service. Every time a customer wears one of
our suits, that’s it!, that’s the moment a Savile garment becomes
unique.
What details, materials or workmanship do you believe are
and have been crucial on the path to success?
Working with qualified partners has definitely been instrumental
in our success. Then details are crucial for us: they are the very
reason we are unique.
How important are quality and sustainability to you?
They’re fundamental. For example, when we reimagine and then
reinterpret the clothes of the past we use only natural fibers with
certified sourcing. This is another way of being green.
What role does digitization play in your company? How much
do you invest in e-commerce, digital communication and social
media?
Our relationship with digitization is definitely limited, by choice.
For an image-related purpose, we use Instagram, but our business
model is mainly based on human relationship: fabric has to
be touched, leather has to be smelled and clients have to be
heard. I much prefer to invest in raw materials and value our customers.
What have been the brand’s most significant moments to
date? Is there a milestone or achievement you are particularly
proud of?
When one of our customers picks up the suit and gets a compliment,
it’s always very meaningful for us. But one thing I am particularly
proud of is getting to dress high-profile figures, including,
for example, the President of Kazakhstan. To be able to take
Made in Italy around the worlds is a source of great pride for a
brand like ours, it’s an achievement.
What are your future plans for The Savile Company? Can you
tell us about any new developments or initiatives you are
working on?
We are working on expanding the brand, in the future we would
like to dress even more people. We are always looking for interesting
partnerships, because I also firmly believe that working
with other entrepreneurs is always stimulating. Exchange is essential.
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GENIUS LIFESTYLE
Come vedi l’evoluzione del mercato sartoriale/luxury nei
prossimi anni? Quali trend stai osservando con maggiore interesse?
Il mercato sartoriale è in forte crescita, non c’è dubbio. Il consumatore
si è stufato di spendere denaro coi soliti brand blasonati
che, per altro, poi finiscono per omologarti ad altri consumatori.
Questo è anche uno dei motivi per cui seguo con
interesse e attenzione soprattutto quei brand che hanno dei
contenuti, che fanno ricerca, usano materiali di qualità, con cicli
produttivi realistici e sostenibili.
Un consiglio per chi sogna di fondare un’azienda nel settore
della luxury fashion? C’è qualcosa che avresti voluto sapere
quando hai iniziato?
Consiglio di essere curiosi! Guardatevi attorno, viaggiate, visitate
le aziende con cui volete collaborare, non demordete, studiate
il vostro target, ma soprattutto imparate ad arrangiarvi!
Quando ho iniziato io non avevo idea che sarebbe stato così difficile!
Però è anche vero che tutta la fatica viene ripagata nel
momento in cui vedi che il tuo progetto si è realizzato e viene
apprezzato. Avanti tutta, sempre!
How will the sartorial/luxury market evolve in the coming
years? What trends are you watching with the most interest?
The sartorial market is growing, for sure. Consumers are tired of
spending money on the same old emblazoned brands that, by
the way, ultimately end up standardizing you with other consumers.
This is also one of the reasons why I follow with interest and
attention especially those brands that have content, do their research,
use quality materials and realistic and sustainable production
cycles.
Any advice for those who dream of starting a’company in the
luxury fashion industry? Is there anything you wish you had
known when you started?
I would recommend to be curious! Look around, travel, visit companies
you want to collaborate with, don’t give up, study your
target audience, but most importantly learn to make do! When I
started I had no idea it would be so hard! However, it’s also true
that all the effort pays off the moment you see that your project
has come to fruition and is appreciated. Onward and upward,
always!
The Savile Company, Atelier di Milano - Ph. Chris Leustean
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ALESSIO CURSI
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The Savile Company, Atelier di Milano - Ph. Chris Leustean
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GENIUS LIFESTYLE
WELCOME TO THE JUNGLE
Vivere (e investire) a Milano secondo Stefano D’Ambrosio
Living (and investing) in Milan according to Stefano D’Ambrosio
di/by CAROLINA GENNA
Stefano D’Ambrosio è co-fondatore di JPS Real
Estate, boutique immobiliare nata 25 anni fa a Milano
da una visione condivisa con l’amico e socio
Jean Paul Traversi. Con uno spirito internazionale
e un approccio riservato, D’Ambrosio ha saputo conquistare
la fiducia di una clientela ultra high-end, portando la
sua expertise maturata tra Milano, Dubai e Miami nel
cuore del mercato immobiliare di lusso.
Stefano D’Ambrosio is the co-founders of JPS Real Estate, a
boutique real estate firm founded 25 years ago in Milan with
friend and business partner Jean Paul Traversi. Thanks to his
international mindset and his discreet approach, D’Ambrosio
has won the trust of an ultra high-end clientele and is putting
to use the expertise he built between Milan, Dubai and Miami
in the heart of the luxury real estate market.
Come è nata l’idea di fondare JPS Real Estate? Avevi già esperienza
nel settore immobiliare? L’idea è nata 25 anni fa insieme
al mio amico fraterno Jean Paul Traversi, la cui famiglia è nel
settore da sempre. Quando abbiamo fondato JPS io studiavo ancora
alla Bocconi; siccome riuscivo a superare gli esami con relativa
facilità e volevo iniziare ad avere esperienze professionali,
Jean Paul mi ha proposto di iniziare a lavorare nel real estate con
lui. Dopo 25 anni siamo ancora qui.
Come descriveresti la filosofia di JPS Real Estate? Cosa distingue
la tua realtà dalle altre agenzie immobiliari sul mercato?
Siamo una realtà di piccole dimensioni che ha clienti molto importanti.
Siamo stati e siamo advisor di noti soggetti privati e
istituzionali. Ciò che ci contraddistingue è la massima discrezione
e, avendo vissuto per molti anni all’estero – Dubai, Monte
Carlo, Parigi, Miami, Los Angeles – uno spirito spiccatamente
internazionale. Inoltre, grazie alla nostra vasta rete di contatti
personali, abbiamo la possibilità di accedere a immobili realmente
offmarket.
Negli ultimi anni il mercato immobiliare è cambiato significativamente.
Quali ritieni siano le tendenze più importanti e
ingombranti di questi anni? Come si sta adattando JPS Real
Estate a queste nuove dinamiche?
Negli ultimi anni l’Italia, e in particolare Milano, ha visto arrivare
moltissimi privati stranieri attratti dai benefici fiscali legati
alla residenza in Italia. Allo stesso tempo, grandi gruppi alberghieri,
già presenti nel nostro Paese, hanno notevolmente
ampliato la loro presenza. Avendo già vissuto cambiamenti si
How did the idea of funding JPS Real Estate come about?
Did you already have some experience in real estate?
I had the idea 25 years ago with my dear friend Jean Paul Traversi:
his family has been in the industry forever. When we founded JPS
I was still studying at Bocconi, but since I had no problems passing
the exams and I wanted to to gain some professional experience,
Jean Paul suggested we started working in real estate together.
25 years later we’re still here.
How would you describe the philosophy of JPS Real Estate?
Why is your firm different from other real estate agencies in
the market?
We are a small company with very important clients. We’ve been,
and still are, the advisors for well-known private and institutional
entities. We’re different due to our utmost discretion and our international
spirit, since we lived abroad for many years – Dubai,
Monte Carlo, Paris, Miami, Los Angeles -. Furthermore, thanks to
our extensive network and our personal contacts, we have access
to true off-market properties.
The real estate market has changed a lot in these last few
years. What do you think are its most important and encumbering
trends? How is JPS Real Estate adapting to these new
dynamics?
In these few years, Italy, especially Milan, has welcomed a lot of
foreigners attracted by the tax benefits bound to residing in Italy.
At the same time, major hotel groups, which were already present
in our country, have significantly expanded their presence.
Since we had already experienced the same changes in Dubai
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STEFANO D’AMBROSIO, JPS REAL ESTATE
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In foto Stefano D’Ambrosio - Ph. Alessandro Van der Noot
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GENIUS LIFESTYLE
mili a Dubai e Miami, abbiamo capito fin da subito come si stava
evolvendo il mercato.
JPS Real Estate è attiva in uno dei mercati più dinamici d’Europa:
qual è la vostra visione di Milano oggi? Come pensi si
trasformerà la città nei prossimi 5-10 anni?
Personalmente sono molto positivo su Milano: sta diventando
una metropoli sempre più internazionale senza perdere il suo
DNA unico e speciale.
Come definiresti oggi lo stato del mercato immobiliare a Milano?
Quali sono le zone più promettenti della città?
Il mercato è molto vivace. Nelle zone più prestigiose c’è più domanda
che offerta. Personalmente apprezzo molto le zone
postindustriali e credo che tutta l’area della Fondazione Prada
possa crescere ancora molto, così come il secondo tratto di Via
Ludovico il Moro e le vie adiacenti.
L’aumento dei prezzi in alcune aree centrali sta spingendo
verso una decisiva trasformazione urbana: come sta cambiando
la domanda abitativa in città?
In centro c’è una richiesta di spazi sempre più ampi, trainata da
acquirenti stranieri abituati a vivere in residenze di grandi dimensioni
all’interno di palazzi dotati di servizi di alto livello. Di
conseguenza, cresce sempre di più la domanda di serviced
apartments. Questo fenomeno fa sì che sempre più investitori e
developer stranieri guardino a Milano con interesse. Il segmento
dei serviced apartments, magari brandizzati, continuerà a
crescere.
Inoltre, soprattutto per una clientela già radicata a Milano da
lungo tempo, zone un tempo periferiche e poco considerate
stanno diventando interessanti.
Chi è oggi il cliente tipo che cerca casa a Milano?
Il nostro cliente tipico è un UHNWI (Ultra High Net Worth Individual)
che cerca una residenza di grandi dimensioni nel centro
storico.
La pandemia ha cambiato molte dinamiche del mercato immobiliare.
Quali cambiamenti strutturali sono effettivamente
rimasti anche dopo la crisi sanitaria?
C’è maggiore richiesta di abitazioni situate in palazzi dotati di
spazi verdi e servizi, come, ad esempio, sale meeting da cui poter
fare video call in tranquillità.
Cosa pensi della crescente domanda di immobili nelle destinazioni
turistiche e montane, come Cortina, in vista di eventi
come le Olimpiadi Milano-Cortina 2026?
Credo fermamente che Cortina avrà un futuro ancora più radioso
del suo già splendido presente. Anche noi stiamo seguendo
un magnifico progetto a Cortina insieme a un investitore internazionale.
and Miami, we knew early on how the market was going to
change.
JPS Real Estate operates in one of the most dynamic markets
in Europe: what is your vision for Milan today? How do
you think will the city change in the next 5-10 years?
Personally, I’m very positive about Milan: it’s becoming an international
metropolis without losing its unique and special DNA.
How would you describe the real estate market in Milan today?
Which are the most promising areas in the city?
The market is thriving. The demand for the city’s most exclusive
areas exceeds supply. Personally, I’m really impressed by its
post-industrial areas, and I think the whole Prada Foundation
block can still grow a lot, and the same goes for the second
stretch of Via Ludovico il Moro and its nearby streets.
The price increase that affects some of the city’s central areas
is driving a major urban transformation: how is the housing
demand in the city changing?
In the center there’s a growing push for space, driven by foreign
buyers who are used to living in large houses inside buildings
with high-end amenities. Thanks to this phenomenon numerous
foreign investors and developers are looking at Milan with interest.
The segment of serviced apartments, perhaps branded, will
continue to grow.
Moreover, especially for a clientele that has been in Milan for
quite some time, neighborhoods that were once peripheral and
barely acknowledged are starting to be interesting.
What kind of client usually looks for a house in Milan?
Our typical client is a UHNWI (Ultra High Net Worth Individual)
who’s looking for a spacious house in the historic center. T
The pandemic changed many dynamics in the housing market.
What structural changes actually lasted after the health
crisis?
There’s a greater demand for residences set in buildings with
green spaces and amenities, such as, for example, meeting
rooms from which you can make video calls in peace.
What do you think about the growing demand for residences
in tourist and mountain destinations, such as Cortina, due to
events such as the Milan-Cortina 2026 Olympics?
I strongly believe that Cortina’s future will be even brighter than
its splendid present. As a matter of fact, we are working on an
amazing project in Cortina together with an international investor.
How do you envision the city of the future and how do you
hope JPS will contribute to this transformation?
I imagine a city that is more international and, at the same time,
“more Milanese”. I think and hope that our vision and our commitment
can contribute to the city’s growth in this direction.
Genius People Magazine
STEFANO D’AMBROSIO, JPS REAL ESTATE
239
Come immagini sia la città del futuro e quale speri sarà il contributo
di JPS a questa trasformazione?
Immagino una città sempre più internazionale e, allo stesso
tempo, “sempre più milanese”. Penso e spero che la nostra visione
e il nostro impegno possano contribuire alla crescita della
città in questa direzione.
One last question: what songs do you put on in the morning
to give you the energy to face the Milanese jungle?
The songs are two: Jumpin’ Jack Flash by the Rolling Stones and
– ça va sans dire – Welcome to the Jungle by Guns N’ Roses.
Un’ultima domanda: quale canzoni ascolti la mattina per
darti la carica per affrontare la giungla milanese?
Le canzoni sono due: Jumpin’ Jack Flash dei Rolling Stones e –
ça va sans dire – Welcome to the Jungle dei Guns N’ Roses.
Genius People Magazine
Issue 28
240
GENIUS LIFESTYLE
DOVE ABITA IL FUTURO
Dall’ingegneria all’arte del proptech: la visione di Pietro Adduci
per cambiare il real estate globale partendo dall’Italia
WHERE THE FUTURE LIVES
From engineering to the art of proptech: Pietro Adduci’s vision
to change global real estate starting from Italy
di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF
In pochi anni ha trasformato una start-up in un punto di
riferimento nella digitalizzazione del real estate, collaborando
con alcuni dei principali player del settore a
livello globale. Mixando arte, scienza e tecnologia Pietro
Adduci è il CEO alla guida di TECMA Solutions, una delle
realtà più interessanti del panorama proptech internazionale.
Con sede in Italia e in espansione anche all’estero,
l’azienda sviluppa software e servizi digitali per il mercato
immobiliare delle nuove costruzioni.
In just a few years, he has transformed a start-up into a benchmark
in real estate digitization, working with some of the leading
global players in the industry. Mixing art, science, and
technology, Pietro Adduci is the CEO of TECMA Solutions,
one of the most promising companies on the international
proptech scene. With headquarters in Italy and expansion
plans abroad, the company develops software and digital services
for the new construction real estate market.
Come si passa da ingegneria microelettronica a ideare un
nuovo modello di business per il Real Estate? Come founder,
cosa l’ha spinta ad abbracciare questa sfida così lontana dalla
sua formazione originaria?
È stata una semplice constatazione. TECMA nasce nel 2012,
anno in cui realizzai che ogni settore industriale sarebbe diventato
digitale. L’intuizione di portare delle competenze tecnologiche
in un settore dalle potenzialità enormi ma ancora molto
lento ad abbracciare la trasformazione digitale è stato l’attivatore
che mi ha spinto a studiare ed appassionarmi di psicologia,
architettura, marketing, tutte discipline poi mixate nei prodotti
e servizi che oggi l’azienda mette a disposizione degli operatori
di settore.
130 professionisti dipendenti, 4 sedi operative nel mondo, più
di 600 sviluppi immobiliari lanciati digitalmente, tra le 500
aziende che crescono più velocemente in Europa negli ultimi
anni. Tutto corretto? Come è passato da un’idea ad un business
internazionale?
Probabilmente se avessi realmente immaginato la complessità
di gestione derivante da quella scelta imprenditoriale di più di
How did you go from microelectronics engineering to designing
a new business model for real estate? As a founder, what
made you decide to take on a challenge so different from
your original training?
It was a simple realisation. TECMA was founded in 2012, the year
I realised that every industrial sector would become digital. My
intuition to bring technological expertise to a field with enormous
potential that was still moving slowly toward digital transformation
was what motivated me to study and become passionate
about psychology, architecture, and marketing, all disciplines
that we now combine in the products and services that the company
offers to the operators in the industry.
With 130 professionals, four offices around the world, more
than 600 digitally launched real estate developments, you’re
among the 500 fastest-growing companies in Europe. How
did you go from having an idea to owning an international
business?
If more than 10 years ago I had had any idea of how complex it
would have been to manage this business venture, not to mention
the sleepless nights spent developing products, studying
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PIETRO ADDUCI
241
In foto Pietro Adduci, founder e CEO di TECMA Solutions
Genius People Magazine
Issue 28
242
GENIUS LIFESTYLE
In foto Pietro Adduci, founder e CEO di TECMA Solutions
10 anni fa, nonché le notti insonni per sviluppare prodotti, studiare
management, economia, finanza ed il giorno dopo dover
essere lucido al 100% per incontrare clienti ed investitori, non
avrei accettato la sfida. Ma le grandi avventure nascono grazie
anche ad un’abbondante dose di incoscienza nonché ad un pizzico
di fortuna. Nel mio caso, quella di incontrare i colleghi e
compagni di viaggio giusti in questi 13 anni di cammino che
hanno reso un sogno iniziale un progetto concreto ed internazionale.
Oggi coordina molti professionisti, architetti, ingegneri, psicologi,
marketing & communication manager, business developer.
È questa multidisciplinarietà l’ingrediente che alimenta
la crescita di un business tecnologico?
Fino a 15 anni fa, la concentrazione in una disciplina specifica
consentiva alle aziende di specializzarsi e prosperare. Oggi, la
competitività si è spostata a livello globale e la sola competenza
in un settore specifico non è sufficiente a garantire la sopravvivenza
delle aziende. Ciò vale anche in campo tecnologico, sviluppare
software e servizi digitali per il real estate impone la
conoscenza approfondita di diverse discipline. Nel mio caso
specifico, lavoro quotidianamente per affiancare ai nostri sof
management, economics, and finance, and then having to be
sharp as a tack the next day to meet with clients and investors, I
probably wouldn’t have taken on the challenge. But great adventures
often arise from a healthy dose of recklessness and a pinch
of luck. For me, it was meeting the right colleagues and travel
companions over the past 13 years who turned an initial dream
into a concrete, international project.
Today, you supervise many professionals, architects, engineers,
psychologists, marketing and communication managers,
and business developers. Is this multidisciplinary approach
the ingredient that fuels the growth of a technology
business?
Up until 15 years ago, companies could specialize and thrive if
they focused on a specific field. Today, competition has shifted to
a global level, and being an expert in one specific field is not
enough for companies to survive. This also applies to the tech
industry, where developing software and digital services for real
estate requires in-depth knowledge across different disciplines.
In my specific case, I work daily to support our software developers
with teams of experts in architecture and interior design, two
art forms that enhance new real estate projects and bring supply
Genius People Magazine
PIETRO ADDUCI
243
One of your most widely used software solutions is Home
Configurator. What kind of experience does it offer its end
users?
When it comes to innovation, I believe you should draw inspiration
from other industries. The automotive industry, where I come
from, has helped me come up with many successful solutions for
the real estate sector. For example, allowing end customers to
design a house that is still under construction. Home Configuratware
developer dei team di lavoro esperti in architettura ed
interior design, due forme d’arte che consentono di valorizzare
i progetti immobiliari di nuova costruzione per accelerare l’incontro
tra domanda e offerta. “Business, Beauty” è il nostro
leitmotiv. Sono fortemente convinto che la bellezza faciliti la
crescita di ogni settore industriale, ed il real estate non fa eccezione.
Negli anni avete accompagnato la trasformazione digitale del
real estate con un approccio integrato dunque e visionario.
Dove si concentra TECMA in questo 2025?
La visione del Gruppo è quella di digitalizzare fortemente tutti i
processi di vendita e affitto di asset immobiliari. La digitalizzazione
consente agli investitori, sviluppatori immobiliari e broker
di accelerare le vendite ed allo stesso tempo di incrementare
l’esperienza d’acquisto per il pubblico finale che acquista o
prende in affitto una casa oppure un ufficio.
Quali sono i prodotti e servizi core dell’ecosistema TECMA?
Può darci una panoramica completa della vostra suite?
Il core del nostro business è una Software Suite, una soluzione
integrata che unisce diverse App che consentono di acquistare o
affittare on line una nuova casa in costruzione, scegliere e preventivare
il proprio appartamento con un funzionario commerciale
utilizzando applicazioni interattive 3D, quindi configurare
il proprio appartamento digitalmente. Una disruption
per l’esperienza utente rispetto ai tradizionali flussi di vendita
ed affitto. Allo stesso tempo, i nostri software consentono agli
operatori di settore di raccogliere infiniti dati che consentono
di conoscere sempre di più le reali esigenze dei clienti e quindi
di migliorare costantemente il prodotto immobiliare costruito.
Oltre alla componente software, se ricordo bene affiancate
servizi digitali per i vostri clienti. Corretto?
Fondamentale. Ogni vero prodotto tecnologico B2B va affiancato
con un servizio digitale che accompagna i propri clienti a
sfruttarne tutte le potenzialità. Nel nostro caso, generiamo contenuti
digitali che consentono di rappresentare progetti immobiliari
in costruzione, grazie a tecnologie di rappresentazione
virtuale. La nostra divisione TECMA STUDIOs realizza short
film ed immagini digitali che consentono di raccontare una
nuova costruzione anni prima che sia realizzata con tecnologie
proprietarie ed effetti speciali molto affini a quelli dell’industria
cinematografica. Sono proprio queste soluzioni digitali che ci
hanno consentito di poter affiancare diverse tra le più belle operazioni
immobiliari degli ultimi anni in Italia, in Medio Oriente
e USA. Nel 2023 abbiamo proiettato durante la manifestazione
del Festival del Cinema a Venezia un nostro cortometraggio,
nonché nel 2024 vinto un riconoscimento internazionale come
miglior short film virtuale al mondo. Siamo orgogliosi di contribuire
poter contribuire ad ispirare il real estate internazionale
con le nostre tecnologie partendo dall’Italia. Un unlikely place,
tuttavia l’unico Paese al mondo dove la Bellezza è nelle
and demand together more quickly. “Business, Beauty” is our
motto. I strongly believe that beauty facilitates growth in every
industry, and real estate is no exception.
Over the years, you have supported the digital transformation
of real estate with an integrated and visionary approach.
Where will TECMA focus its efforts in 2025?
The Group’s vision is to digitize all real estate sales and rental
processes.Digitization allows investors, real estate developers,
and brokers to accelerate sales and, at the same time, improve
the purchasing experience for end users who buy or rent a home
or office.
What are the core products and services of the TECMA ecosystem?
Can you give us a complete overview of your suite?
The core of our business is our Software Suite, an integrated system
that combines several apps which allow users to buy or rent
a new home online, choose and estimate the cost of their apartment
with a sales representative using interactive 3D apps, and
then configure their apartment digitally. This is a disruption for the
user experience compared to traditional sales and rental flows. At
the same time, with our software industry operators can collect
endless data to learn more about the real needs of customers
and thus improve the real estate product.
Besides the software side, if I remember correctly, you also
offer your customers several digital services. Is that right?
Absolutely. Every true B2B technology product must go hand in
hand with a digital service that helps customers exploit its full
potential. In our case, we use virtual representation technologies
to create digital content that showcases real estate projects under
construction. Our TECMA STUDIOs division develops short
films and digital images that tell the story of a new building years
before it is built, using proprietary technologies and special effects
much like those used in the film industry. These digital solutions
allowed us to work on some of the most beautiful real estate
projects we’ve seen in recent years in Italy, the Middle East, and
the US. In 2023, we presented one of our short films at the Venice
Film Festival, and in 2024, we won an international award for best
virtual short film in the world. We are proud of inspiring the international
real estate industry with our technologies, starting from
Italy. An unlikely place, yet the only country in the world where
beauty is found in traditions, education, cities, fashion, architecture,
interior design, cuisine, theater, and cinema. Everywhere.
Genius People Magazine
Issue 28
244
GENIUS LIFESTYLE
In foto Pietro Adduci, founder e CEO di TECMA Solutions
We hear more and more about Artificial Intelligence. What is
your vision for the future of jobs and what role will AI play in
your products and services?
Machines and humans will become increasingly synergistic. Artificial
Intelligence will transform customer-business relationships,
enhancing the creativity and skills of professionals. In 2020, TEC-
MA filed a first patent to integrate artificial intelligence into our
workflows. Research, Development, and Innovation have always
been in our DNA. We are constantly working to fully integrate artificial
intelligence into our products and support industry operatradizioni,
nell’educazione, nelle città, nella moda, nell’architettura,
nell’interior design, nella cucina, nel teatro, nel cinema.
Ovunque.
Una delle vostre soluzioni software più utilizzata dal mercato
è Home Configurator. Che tipo di esperienza offre ai suoi
utenti finali?
Una delle mie credenze per introdurre innovazione è quella di
ispirarsi trasversalmente ad altri settori industriali. L’automotive,
settore da cui provengo, mi ha aiutato a visualizzare molte
soluzioni vincenti non ancora adottate nel real estate. Ad esempio,
quella di far configurare una casa in costruzione al cliente
finale. Home Configurator è un software che unisce tecnologie
proprietarie alle librerie digitali dei principali produttori di materiali,
finiture, arredamento dei top brand dell’interior design
italiano. Ciò consente al cliente finale di personalizzare completamente
il proprio appartamento, visualizzando in tempo
reale le variazioni visive su un’interfaccia software ed arrivando
ad un preventivo finale che integra tutti i livelli di personalizzazione.
Una sorta di architetto digitale che supporta funzionari
commerciali e clienti. Una grande opportunità di upselling per
gli operatori nonché di esperienza utente e servizio per il clien
tor is a software that combines proprietary technologies with the
digital libraries of leading manufacturers of materials, finishes,
and furnishings from top Italian interior design brands. This allows
the end customer to completely customize their apartment,
previewing changes in real time on a software platform and receiving
a final price quote that includes everything they’ve chosen.
It is a sort of digital architect that supports sales staff and
customers. It is a great upselling opportunity for operators as
well as an enhanced user experience and service for the end
customer, so the purchasing process on paper is complete and
transparent.
Genius People Magazine
PIETRO ADDUCI
245
te finale, rendendo completo e trasparente il processo di acquisto
su carta.
Si parla sempre di più di Intelligenza Artificiale. Qual è la sua
visione sul futuro del lavoro e che ruolo avrà l’AI nei vostri
prodotti e servizi?
Macchine ed umani saranno sempre più sinergici. L’Intelligenza
Artificiale trasformerà le relazioni tra clienti ed aziende, potenziando
la creatività e le abilità dei professionisti. Nel 2020,
TECMA ha depositato un primo brevetto per l’integrazione
dell’intelligenza artificiale nei nostri flussi di lavoro. Ricerca,
Sviluppo e Innovazione sono da sempre nel nostro DNA. Stiamo
lavorando costantemente per integrare completamente l’intelligenza
artificiale nei nostri prodotti, con l’obiettivo di supportare
gli operatori del settore con tecnologie che ottimizzano
l’efficienza e la gestione dei dati. Quello dell’AI sarà uno dei settori
in cui investiremo di più, annunciando nei prossimi mesi
evoluzioni dei nostri software in un’era di disruption e produttività,
valorizzando l’ingegno umano nelle performance di vendita
grazie alla velocità e precisione delle macchine.
Qual è stata la più grande difficoltà che ha affrontato? Quella
che le ha fatto dire anche solo per un attimo “mollo”…
Il percorso di un CEO è fatto di alti e bassi, occorre essere leader
ma tutti abbiamo delle fragilità, ci sono vittorie e ci sono sconfitte
ed il mio cammino non fa eccezione. Ho alternato momenti
di grande soddisfazione a momenti di sconforto. Il peggior episodio
della mia storia imprenditoriale arriva nel 2020, quando
oltre alla terribile crisi sanitaria – la pandemia bloccò le aziende
per mesi, e quindi il business del real estate. Quello fu un forte
momento di frustrazione che mi portò a dubitare del mio futuro
imprenditoriale. Ma nelle difficoltà nascono delle grandi opportunità.
Il 2020, infatti, fu anche l’anno in cui con visione e coraggio,
con il supporto di tutto il management di TECMA e l’azionariato,
decisi di portare a termine il percorso di IPO, iniziato
qualche settimana prima dello scoppio della pandemia, trasformando
un anno incredibilmente complesso in una finestra di
grande crescita personale, professionale, aziendale.
tors with technologies that optimize efficiency and data management.
AI will be a key area of investment, and in the coming
months we will be announcing new developments in our software
in an era of disruption and productivity, leveraging human ingenuity
in sales performance thanks to the speed and precision of
machines.
What was the biggest challenge you faced? The one that
made you say, just for a moment, “I quit”…
A CEO’s journey is full of ups and downs. You have to be a leader,
but we all have our weaknesses. There are victories and there are
defeats, and my journey is no exception. I’ve experienced moments
of great satisfaction and moments of despair. Perhaps
2020 has been the hardest in my entrepreneurial history: on top
of the terrible health crisis, the pandemic shut down businesses
for months, including the real estate business. That was a very
frustrating time that made me question my future as an entrepreneur.
But difficult times give rise to great opportunities. In fact,
2020 was also the year in which, with vision and courage, and
with the support of the entire TECMA management team and our
shareholders, I decided to complete the IPO process that had
begun a few weeks before the outbreak of the pandemic: we
turned an incredibly challenging year into a great opportunity for
personal, professional, and corporate growth.
What personal and corporate challenges in the near future
excite you the most? Where do you see TECMA in five years
in terms of its global impact and technological leadership?
The dream I had 13 years ago is still the same: to help build one
of the most significant technology companies in the world in the
real estate business, combining digital technology with art and
human creativity. Sure, it’s ambitious, maybe even unrealistic, but
without big goals, you can’t achieve great results.
Quali sfide personali e aziendali del prossimo futuro la entusiasmano
di più? Dove vede TECMA a tra cinque anni in termini
di impatto globale e leadership tecnologica?
Il sogno di 13 anni fa resta intatto, quello di contribuire a costruire
una dell’aziende tecnologiche più significativa al mondo
in ambito Real Estate, mixando al digitale il fascino dell’Arte e
della Creatività Umana. Sicuramente ambizioso, forse irrealizzabile,
ma senza un grande obiettivo non si raggiunge un grande
risultato.
Genius People Magazine
Issue 28
246
GENIUS LIFESTYLE
PRESENTATA IN ANTEPRIMA AL MIMIT
LA PANIGALE V4 TRICOLORE ITALIA: UNA MOTO DA COLLEZIONE
CHE OMAGGIA IL TRIONFO IN AZZURRO DI DUCATI AL MUGELLO
THE PANIGALE V4 TRICOLORE ITALIA UNVEILED
AT THE MINISTRY OF ENTERPRISES AND MADE IN ITALY: A COLLECTOR’S BIKE THAT PAYS
HOMAGE TO DUCATI’S TRIUMPH IN AZZURRO AT MUGELLO IN 2024
di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF
Un omaggio al colore delle Nazionali sportive del Paese e
alla vittoria di Francesco Bagnaia al Gran Premio del
Mugello dello scorso anno. Esclusiva e pura espressione
di eccellenza italiana: benvenuta Ducati Panigale
V4 Tricolore Italia.
Presentata al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la Panigale
V4 Tricolore Italia è un modello da collezione – che sarà
prodotta in soli 163 esemplari numerati e firmati da Francesco
Bagnaia – che riporta gli appassionati alla straordinaria data del
2 giugno 2024 quando, nel giorno della Festa della Repubblica, il
Ducati Lenovo Team ha corso il Gran Premio d’Italia con una
speciale livrea in Azzurro, omaggio al colore delle Nazionali
sportive italiane, ottenendo il primo e secondo posto con Bagnaia
e Bastianini, siglando così una doppietta da sogno con due
piloti italiani sui gradini più alti del podio.
A fare da cornice all’evento di presentazione della Panigale V4
Tricolore Italia è stato il prestigioso Salone degli Arazzi all’interno
di Palazzo Piacentini a Roma, sede del MIMIT, il luogo
simbolo dell’eccellenza imprenditoriale e industriale italiana.
La moto è stata presentata da Claudio Domenicali, Amministratore
Delegato di Ducati, alla presenza del Ministro delle Imprese
e del Made in Italy, Adolfo Urso. In chiusura dell’evento è intervenuto
anche il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi,
con un saluto finale.
“Essere oggi al MIMIT per presentare la Panigale V4 Tricolore
Italia è un grande onore e segna il coronamento di un progetto
che riflette la pura essenza del Made in Italy.” ha dichiarato
Claudio Domenicali, Amministratore Delegato Ducati: “Ricordo
con grande emozione la gara del Mugello dello scorso anno,
culminata con l’indimenticabile vittoria in Azzurro sulla pista
di casa proprio nel giorno della Festa della Repubblica. Un successo
carico di significato e trasformato in qualcosa di tangibile
per i nostri Ducatisti grazie a 163 moto uniche 1 come il primo
posto di Pecco e 63 come il suo numero di gara in MotoGP che
incarnano la passione e l’anima sportiva italiana, espressioni
della nostra unicità nel panorama internazionale. A nome di
Ducati ringrazio il Ministro Urso e il MIMIT per averci ospitato e
aver reso quest’occasione ancora più importante.”
L’evento di presentazione è stato realizzato con il patrocinio di
Altagamma, la Fondazione che riunisce le imprese dell’alta in
A tribute to the colour of Italy’s National sports teams and Francesco
Bagnaia’s victory at last year’s Mugello Grand Prix. Exclusive
and pure expression of Italian excellence: welcome Ducati
Panigale V4 Tricolore Italia.
Presented at the Ministry of Enterprises and Made in Italy (MIM-
IT), the Panigale V4 Tricolore Italia is a collector’s model – produced
in just 163 numbered units signed by Francesco Bagnaia
– that takes enthusiasts back to the extraordinary date of 2 June
2024 when, on Republic Day, the Ducati Lenovo Team raced in
the Italian Grand Prix with a special Azzurro livery, a tribute to the
colour of Italy’s National sports teams, obtaining first and second
place with Bagnaia and Bastianini, thus scoring a dream one-two
with two Italian riders on the highest steps of the podium.
Serving as the setting for the presentation event of the Ducati
Panigale V4 Tricolore Italia was the prestigious Salone degli Arazzi
inside Palazzo Piacentini in Rome, home of the MIMIT, the symbolic
place of Italian entrepreneurial and industrial excellence.
The bike was presented by Claudio Domenicali, CEO of Ducati, in
the presence of the Minister of Enterprises and Made in Italy, Adolfo
Urso. At the end of the event, the Minister for Sport and
Youth, Andrea Abodi, also gave farewell greetings.
“Being at the Ministry of Enterprises and Made in Italy today to
present the Panigale V4 Tricolore Italia is a great honour and
marks the culmination of a project that reflects the pure essence
of Made in Italy,” declared Claudio Domenicali, CEO of Ducati: “I
remember with great emotion the Mugello race last year, which
ended with the unforgettable victory in ‘Azzurro’ on our home
track, right on Republic Day. A success full of meaning and transformed
into something tangible for our Ducatisti thanks to 163
unique bikes – 1 like Pecco’s first place and 63 like his race number
in MotoGP – which embody Italy’s passion and sporting soul,
expressions of our uniqueness on the international scene. On
behalf of Ducati, I thank Minister Urso and MIMIT for hosting us
and making this occasion even more important.”
The presentation event was held under the patronage of Altagamma,
the Foundation that brings together the companies of the
high Italian cultural and creative industry and opens the series of
activities promoted by MIMIT for the Italian National Day of Made
In Italy, which takes place every 15 April and celebrates the promotion
of the country’s excellence.
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DUCATI
247
Panigale V4 Tricolore Italia
Genius People Magazine
Issue 28
248
GENIUS LIFESTYLE
P. Cianetti, L. Dall’Igna, C. Domenicali, A. Urso, F. Eichberg, R. Luongo
dustria culturale e creativa italiana, e apre la serie di attività
promosse dal MIMIT in occasione della Giornata Nazionale del
Made in Italy, che si svolge ogni 15 aprile e celebra la valorizzazione
dell’eccellenza del Paese.
La base della Panigale V4 Tricolore Italia è la nuova V4 S presentata
lo scorso luglio al World Ducati Week protagonista di un
importante salto evolutivo grazie all’approccio integrato tra aerodinamica
e design, a una ciclistica completamente rivista e a
innovative soluzioni elettroniche come il Ducati Vehicle Observer
(DVO) e il Race eCBS.
La Tricolore Italia è arricchita da una dotazione tecnica di serie
che ne migliora le performance in pista, rendendola ancora più
unica. È equipaggiata infatti con cerchi in fibra di carbonio a
cinque razze che riducono il peso di 0.950 kg rispetto ai forgiati
della Panigale V4 S, abbassando il momento d’inerzia del 12%
all’anteriore e del 19% al posteriore. Grazie a questi cerchi aumenta
l’agilità della moto nei cambi di direzione e si amplifica la
tendenza della moto a chiudere la traiettoria nelle accelerazioni
quando si è ancora in piega.
La nuova Panigale V4 Tricolore Italia è inoltre la prima moto di
produzione al mondo ad essere dotata dell’impianto frenante
anteriore Front Brake Pro+, composto da due dischi Brembo T
Drive alettati da 338,5 mm di diametro e 6,2 mm di spessore,
The base of the Panigale V4 Tricolore Italia is the new V4 S presented
last July at the World Ducati Week (press kit here) and the
subject of an important evolutionary leap thanks to the integrated
approach between aerodynamics and design, a completely revised
chassis and innovative electronic solutions such as Ducati
Vehicle Observer (DVO) and Race eCBS.
The Tricolore Italia is enriched with technical equipment as standard
that improves performance on the track, making it even more
unique. It is equipped with five-spoke carbon fibre wheels that
reduce the weight by 0.950 kg compared to the forged ones of
the Panigale V4 S, lowering the moment of inertia by 12% at the
front and 19% at the rear. Thanks to these wheels, the nimbleness
of the bike increases when changing direction and the tendency
of the bike to close the trajectory during acceleration when
still leaning is amplified.
The new Panigale V4 Tricolore Italia is also the first production
bike in the world to be equipped with the Front Brake Pro+ front
braking system, consisting of two finned Brembo T-Drive discs
with a diameter of 338.5 mm and a thickness of 6.2 mm, which
increase braking power and performance consistency, and GP4
Sport Production racing calipers machined from solid, homologated
for road use and equipped with cooling fins. This system,
used by the official Ducati.
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DUCATI
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che aumentano la potenza frenante e la costanza delle prestazioni,
e di pinze racing GP4 Sport Production ricavate dal pieno,
omologate per l’uso stradale e dotate di alettatura di raffreddamento.
Questo impianto, utilizzato dai piloti ufficiali Ducati
nella Race of Champions 2024, è derivato da quelli racing utilizzati
nel Mondiale Superbike sui circuiti più impegnativi. La
pompa freno anteriore è infine una MCS 19.21 con registro remoto
della posizione leva freno, come avviene sulle MotoGP e
Superbike.
La dotazione speciale della Tricolore Italia è completata dalla
frizione a secco, dalle pedane regolabili in alluminio dal pieno, e
dal modulo GPS. Chi inoltre vorrà utilizzarla in pista avrà a disposizione
il tappo serbatoio racing in alluminio dal pieno, i
convogliatori pinze freno, il coperchio frizione aperto in fibra di
carbonio ed il kit per la rimozione del portatarga, tutti forniti a
corredo. L’esperienza di salire in sella a questa moto da collezione
sarà resa ancora più speciale grazie alla sella in Alcantara, al
plexiglass racing e all’animazione dedicata del cruscotto al keyon.
Inoltre, ciascuna Panigale V4 Tricolore Italia è firmata in
originale da Pecco Bagnaia sul serbatoio e sarà consegnata in
un’esclusiva cassa in legno personalizzata.
Come tutte le Ducati da collezione, anche questo modello è reso
unico dalla piastra di sterzo in alluminio lavorato dal pieno con
riportati nome del modello, numero dell’esemplare, profilo del
circuito e iscrizione celebrativa del record sul giro fatto segnare
da Bagnaia.
La Panigale V4 Tricolore Italia è corredata dal certificato di autenticità
e dal telo coprimoto dedicato, che vengono consegnati
in una speciale scatola personalizzata e realizzata in abbinamento
con la livrea. Il numero dell’esemplare è riportato anche
sulla mostrina in alluminio della chiave di accensione.
L’unicità della Tricolore Italia, infine, viene rinforzata dalla
possibilità, riservata ai possessori, di completare il proprio look
con una tuta professionale in edizione limitata, realizzata in
pregiata pelle di canguro, caratterizzata da uno schema colori
che riprende quello della moto.
Tutti i 163 esemplari della Panigale V4 Tricolore Italia sono già
stati assegnati.
riders in the 2024 Race of Champions, is derived from the racing
ones used in the Superbike World Championship on the most
demanding circuits. Finally, the front brake pump is an MCS
19.21 with remote brake lever position adjustment, as is the case
on the MotoGP bike and the Superbike.
The special equipment of the Tricolore Italia is completed by a dry
clutch, adjustable footpegs in solid aluminium, and a GPS module.
Those who want to use it on the track will also have at their
disposal a racing tank cap in solid aluminium, brake caliper conveyors,
an open clutch cover in carbon fibre and a kit for removing
the license plate holder, all supplied as standard. The experience
of riding this collector’s bike will be made even more special
thanks to an Alcantara saddle, a racing plexiglass and a dedicated
dashboard animation at key-on. In addition, each Panigale V4
Tricolore Italia has the original signature of Pecco Bagnaia on the
tank and will be delivered in an exclusive personalized wooden
crate.
Like all collectible Ducati motorcycles, this model is also made
unique by the steering plate in machined from solid aluminium
with the name of the model, unit number, profile of the circuit and
an inscription celebrating the lap record set by Bagnaia.
The Panigale V4 Tricolore Italia comes with a certificate of authenticity
and a dedicated motorcycle cover, which are delivered in a
special customised box created to match the livery. The unit number
is also shown on the aluminium badge on the ignition key.
Finally, the uniqueness of the Tricolore Italia is reinforced by the
possibility, reserved for owners, to complete its look with a limited
edition professional suit, made of fine kangaroo leather, featuring
a colour scheme that matches that of the bike.
All 163 units of the Panigale V4 Tricolore Italia have already been
assigned.
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GENIUS LIFESTYLE
LA PANIGALE V4 TRICOLORE ITALIA ISPIRA UN’OPERA D’ARTE
FIRMATA DALL’ARTISTA ITALIANO ANDREA CRESPI
THE PANIGALE V4 TRICOLORE ITALIA INSPIRES A WORK
OF ART BY ITALIAN ARTIST ANDREA CRESPI
di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF
Ducati prosegue il suo percorso nel mondo dell’arte con
un nuovo capitolo firmato dall’artista italiano Andrea
Crespi, autore di un’interpretazione unica della Panigale
V4 Tricolore Italia: un’opera che fonde dinamismo,
stile e velocità in una nuova dimensione espressiva.
Un progetto che nasce da una visione condivisa: per Ducati, l’amore
per il bello è da sempre parte integrante del proprio DNA,
un valore che prende forma in moto capaci di coniugare tecnologia
e bellezza e che si sposa naturalmente con il linguaggio
universale dell’arte. È in questo spazio d’incontro che prende
forma la collaborazione con Crespi, capace di tradurre l’essenza
della moto in un’opera visiva di grande impatto.
La sua creazione si ispira alla Panigale V4 Tricolore Italia, moto
da collezione in edizione limitata e numerata di soli 163 esemplari
presentata lo scorso marzo al Ministero delle Imprese e del
Made in Italy. Un modello che celebra l’Azzurro delle Nazionali
sportive, lo stesso colore con cui Ducati ha conquistato il primo
e secondo posto al Gran Premio del Mugello nel 2024.
Realizzata su tela in scala 1:1, l’opera si distingue per un sofisticato
intreccio di linee azzurre, colore evocativo che richiama la
livrea originale della Panigale V4 Tricolore Italia. Le traiettorie,
fluide e mai intersecate, danno vita a un’illusione ottica di movimento
e profondità, proiettando la percezione del design della
moto e della velocità in una dimensione artistica nuova e
coinvolgente.
Da quest’opera nasce una serie limitata di 163 litografie riservata
agli appassionati che hanno scelto la Panigale V4 Tricolore
Italia. Ciascuna litografia, numerata e firmata da Crespi, riporta
lo stesso numero dell’esemplare della moto a cui è abbinata, a
sottolinearne l’unicità e l’esclusività.
Protagonista di un momento speciale che si è tenuto venerdì 13
giugno nella sede Ducati di Borgo Panigale, Andrea Crespi è una
delle voci artistiche italiane emergenti della nuova generazione,
noto per la sua capacità di fondere dimensione fisica e digitale.
Le sue opere, esposte in sedi prestigiose come la Triennale di
Milano, il CAFA Art Museum di Pechino, Times Square a New
York e Art Dubai, creano illusioni ottiche dove linee e forme si
fondono e mutano, rivelando il soggetto in modo sempre nuovo,
a seconda del punto di vista e dello strumento d’osservazione,
che si tratti dell’occhio nudo o della lente di una camera. Un
approccio che, in dialogo con Ducati, mette in luce valori condivisi:
l’attenzione al dettaglio, la ricerca estetica, l’equilibrio
tra tradizione e innovazione, e una visione del movimento come
Ducati continues its journey into the world of art with a new chapter
signed by Italian artist Andrea Crespi, author of a unique interpretation
of the Panigale V4 Tricolore Italia: a work that blends
dynamism, style and speed in a new expressive dimension.
A project born from a shared vision: for Ducati, the love of beauty
has always been an integral part of its DNA, a value that takes
shape in motorcycles capable of combining technology and
beauty and which naturally marries with the universal language of
art. It is in this meeting space that the collaboration with Crespi
takes shape, capable of translating the essence of the motorcycle
into a visual work of significant impact.
His creation is inspired by the Panigale V4 Tricolore Italia, a limited
edition and numbered collector’s motorcycle of just 163 units
presented last March at the Ministry of Enterprise and Made in
Italy. A model that celebrates the Azzurro of the National sports
teams, the same colour with which Ducati took first and second
place at the Mugello Grand Prix in 2024.
Made on canvas in 1:1 scale, the work stands out for a sophisticated
interweaving of blue lines, an evocative colour that recalls
the original livery of the Panigale V4 Tricolore Italia. The fluid and
never intersecting trajectories create an optical illusion of movement
and depth, projecting the perception of speed into a new
and engaging artistic dimension.
From this work comes a limited series of 163 lithographs, reserved
for enthusiasts who have chosen the Panigale V4 Tricolore
Italia. Each lithograph, numbered and signed by Crespi, bears the
same number as the model of the motorcycle to which it is combined,
to underline its uniqueness and exclusivity.
The protagonist of a special moment that took place on Friday 13
June at the Ducati headquarters in Borgo Panigale, Andrea Crespi
is one of the emerging Italian artistic voices of the new generation,
known for his ability to merge the physical and digital dimensions.
His works, exhibited in prestigious locations such as
the Triennale di Milano, the CAFA Art Museum in Beijing, Times
Square in New York and Art Dubai, create optical illusions where
lines and shapes merge and mutate, revealing the subject always
in a new way depending on the point of view and the instrument
of observation, whether it is the naked eye or the lens of a camera.
An approach that, in dialogue with Ducati, highlights shared
values: attention to detail, aesthetic research, the balance between
tradition and innovation, and a vision of movement as an
authentic and emotional experience, in which technology amplifies
perception.
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Andrea Crespi
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GENIUS LIFESTYLE
Andrea Crespi
Panigale V4 Tricolore Italia
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esperienza autentica ed emozionale, in cui la tecnologia ne amplifica
la percezione.
Una collaborazione che arricchisce ulteriormente il percorso di
Ducati nel mondo dell’arte. Negli anni, questo cammino ha
preso forma in opere come Fortitudo Mea Levitate, scultura in
marmo Acquabianca ispirata all’estetica della Panigale, e nella
partecipazione ad Arte Fiera 2024 e 2025, con il Premio Officina
Arte Ducati dedicato alle opere di giovani artisti vicine ai valori
del brand.
Ducati è stata protagonista anche alla Design Week per due edizioni
consecutive: nel 2024 con la mostra “Forma – Feelings
designed by Ducati in Borgo Panigale”, un viaggio immersivo
nel processo creativo che dà vita alle moto di Borgo Panigale, e
nel 2025 con un evento congiunto con Lamborghini per la presentazione
dell’esclusiva Panigale V4 Lamborghini. Sempre
quest’anno la Panigale V4 è stata esposta alla Fondazione Golinelli
come parte della mostra “Dall’origine al destino”, che
esplora il progresso culturale umano ponendo l’accento sulla
velocità come forza evolutiva tra tecnica, scienza e arte. A livello
internazionale, Ducati ha preso parte alla settimana di Art
Basel a Miami Beach, dove ha presentato la Panigale V4 Tricolore
in un esclusivo evento Fuorisalone.
L’opera di Andrea Crespi entrerà a far parte della collezione privata
di Borgo Panigale sostenuta da Fondazione Ducati, accanto
alle opere vincitrici del Premio Officina Arte Ducati selezionate
durante Arte Fiera: “Ossicodone 2” di Alberto Tadiello e “There
is so much we can learn from the sun” di Marinella Senatore.
Attraverso Fondazione Ducati, infatti, la Casa motociclistica sostiene
progetti artistici che incarnano la sua costante ricerca
della bellezza, celebrando la creatività, la cultura del saper fare
e l’eccellenza italiana.
A partire dal mese di luglio, l’opera di Crespi sarà inoltre esposta
al Museo Ducati nell’ambito di una mostra temporanea.
A collaboration that further enriches Ducati’s journey into the
world of art. Over the years, this journey has taken shape in
works such as Fortitudo Mea Levitate, an Acquabianca marble
sculpture inspired by the aesthetics of the Panigale, and in the
participation in Arte Fiera 2024 and 2025, with the Officina Arte
Ducati Award dedicated to the works of young artists close to the
values of the brand.
Ducati was also a protagonist at Design Week for two consecutive
editions: in 2024 with the exhibition “Forma – Feelings designed
by Ducati in Borgo Panigale”, an immersive journey into
the creative process that gives life to the Borgo Panigale motorcycles,
and in 2025 with a joint event with Lamborghini for the
presentation of the exclusive Panigale V4 Lamborghini. Also, this
year, the Panigale V4 was exhibited at the Fondazione Golinelli as
part of the “From Origin to Destiny” exhibition, which explores
human cultural progress by emphasizing speed as an evolutionary
force between technology, science and art. At an international
level, Ducati took part in the Art Basel week in Miami Beach,
unveiling the Panigale V4 Tricolore in an exclusive off-site event.
Andrea Crespi’s work will become part of the private collection of
Borgo Panigale supported by the Fondazione Ducati, alongside
the winning works of the Officina Arte Ducati Award selected during
Arte Fiera: “Ossicodone 2” by Alberto Tadiello and “There is
so much we can learn from the sun” by Marinella Senatore.
Through the Fondazione Ducati, in fact, the motorcycle manufacturer
supports artistic projects that embody its constant search
for beauty, celebrating creativity, the culture of know-how and
Italian excellence.
Starting in July, Crespi’s work will also be on display at the Ducati
Museum as part of a temporary exhibition.
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GENIUS LIFESTYLE
AL MUGELLO CON UNA LIVREA ISPIRATA AL RINASCIMENTO:
DUCATI RACCONTA L’ECCELLENZA ITALIANA
FATTA DI ARTE E INGEGNO
DUCATI PROJECT “GENIUS OF THE RENAISSANCE” ITALIAN GP 2025 CURATED BY DUCATI
WITH THE COLLABORATION OF ALDO DRUDI AND MARCELLO SIMONETTA
di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF
Per il Gran Premio d’Italia al Mugello, Ducati veste il Ducati
Lenovo Team con una livrea speciale che celebra il
Rinascimento italiano.
Frutto della collaborazione tra il designer Aldo Drudi e
lo storico Marcello Simonetta, il progetto reinterpreta i piloti
Bagnaia e Márquez come cavalieri moderni, con le Desmosedici
GP a rappresentare i loro destrieri contemporanei.
Il Rinascimento è un simbolo senza tempo dell’unione di arte e
scienza che ispira ancora oggi, e rivive nel DNA di Ducati,
espressione di tecnologia e bellezza.
Borgo Panigale, Bologna, 22 giugno 2025 – L’eccellenza italiana
fatta di arte e ingegno. Il Rinascimento e Firenze, Ducati e il
Gran Premio d’Italia al Mugello: tutti simboli di eccellenza che
si incontrano in un progetto unico. In occasione della gara di
casa, Ducati porta in pista tutta la forza evocativa di questa connessione
con una livrea speciale per le Desmosedici GP del Ducati
Lenovo Team e i suoi piloti ufficiali.
Negli ultimi anni, il Gran Premio d’Italia al Mugello è diventato
per Ducati uno dei palcoscenici per raccontare la propria identità
attraverso progetti speciali. Nel 2024, l’Azzurro ha reso
omaggio al colore delle Nazionali Italiane nello sport e nel 2025
la narrazione si evolve ancora, fondendo bellezza e ingegno in
un omaggio a Firenze, culla del Rinascimento e simbolo del genio
creativo italiano.
Un’epoca che rappresenta un modello senza tempo di eccellenza
e creatività, capace ancora oggi di ispirare forme, idee e innovazione.
Firenze ha ispirato personaggi illustri capaci di trasformare
bellezza, sapere e arte in valori universali. Uno spirito
che rivive oggi nel DNA di Ducati, emblema dell’eccellenza italiana
dove tecnologia e bellezza si fondono in ogni sua moto.
Nato dalla collaborazione tra il designer Aldo Drudi e lo storico
Marcello Simonetta, il progetto ha dato vita ad una livrea dal
forte valore simbolico e culturale. L’ispirazione arriva da due
figure emblematiche del Rinascimento italiano: da un lato Leonardo
da Vinci, incarnazione del genio universale e dell’armonia
tra arte e scienza, dall’altro Niccolò Machiavelli, il pensatore
dal “lato oscuro”.
Ispirandosi al celebre disegno di Leonardo noto come il “Vecchio
Condottiero”, Aldo Drudi ne ha reinterpretato l’immagine
in chiave dinamica e contemporanea. Ha accentuato l’inclinazione
del capo, trasformando il condottiero rinascimentale in
On the occasion of the 2025 Italian Grand Prix, Ducati has decided
to develop a special project, inspired by the Genius of the
Renaissance.
The Italian Renaissance is not just a historical period, it is a brand
of excellence, creativity and innovation. Even today, the Renaissance
spirit continues to inspire know-how in design, fashion,
technology and culture.
Ducati is synonymous with sporting spirit and design excellence,
with a love of beauty, with the ability to arouse strong emotions
and build unique experiences. Just as Florence is synonymous
with beauty and art.
The Italian Renaissance, Ducati, Florence and Mugello: these elements
give life to a project entrusted to the creativity of Aldo
Drudi, with the consultancy of the historian Marcello Simonetta. A
project that, on the occasion of the Italian Grand Prix, gives rise
to a unique and special livery and race suit in which the visual
elements are inspired, on the one hand, by Leonardo da Vinci, the
artist who embodies the genius of the Renaissance par excellence
and on the other by Machiavelli, the thinker who embodies
the “dark side” of the Renaissance.
Aldo Drudi started from the stylised and dynamized image taken
from a famous drawing by Leonardo, the so-called “Ancient Captain”
and accentuated the inclination of the head of the leader
who is preparing, in a contemporary reinterpretation, to ride the
motorized centaur.
The story is introduced with this light-hearted and visually playful
spirit. The aim is to create a short circuit between past and present,
between liberal art and mechanical engineering, between the
genius of the Renaissance and the ingenuity of contemporary
“made in Italy”.
Historian Marcello Simonetta reminds us of a famous quote from
Machiavelli’s The Prince:
“Since a prince needs to know how to use the beast, he must
choose the fox and the lion; because the lion cannot protect himself
from snares, and the fox cannot defend himself from wolves.
One must therefore be a fox to recognize snares, and a lion to
frighten wolves. Those who use only force do not understand
this.”
It is therefore the combination of strength and cunning that
makes the rider, the modern-day knight, virtually unbeatable for
his opponents.
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Desmosedici GP25
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GENIUS LIFESTYLE
un moderno cavaliere pronto a cavalcare il suo centauro “motorizzato”.
Da qui prende il via il racconto: Francesco Bagnaia (#63) e Marc
Márquez (#93), due cavalieri moderni, in sella a uno dei simboli
più prestigiosi del motorsport Made in Italy, pronti ad unire
potenza e intelligenza in una sfida in pista. Le loro Desmosedici
GP, che accolgono un leone e una volpe ispirati all’armatura del
celebre condottiero di Leonardo da Vinci, rappresentano la
perfetta sintesi tra forza e astuzia, proprio come insegna Machiavelli
nell’opera “Il Principe”: per vincere servono sia la forza
del leone che l’astuzia della volpe.
Un racconto che si sviluppa tra le meraviglie di Firenze. Nel Museo
Stibbert, tempio del collezionismo rinascimentale, i piloti
del Ducati Lenovo Team entrano vestiti da gentiluomini e si trasformano
in cavalieri moderni. Circondati da armature che
sembrano prendere vita, indossano elmo, corazza e guanti,
reinterpretati in chiave contemporanea: casco, tuta e guanti da
gara, ispirati ai motivi della livrea speciale.
Le Desmosedici GP conquistano con eleganza e rispetto la maestosità
di Piazza della Signoria, confrontandosi con le straordinarie
opere d’arte e architettura che le circondano, sotto l’ombra
imponente del David di Michelangelo e la solenne facciata di
Palazzo Vecchio. Un omaggio a secoli di arte e di storia tutta
italiana, in un incontro dove la tecnologia moderna si fonde con
la bellezza immortale di Firenze.
Con questa livrea speciale, Ducati porta in pista un dialogo visivo
e narrativo tra passato e presente, tra arte e ingegneria, tra il
genio del Rinascimento e l’ingegno contemporaneo di cui la
Casa motociclistica è espressione. Un omaggio che dà forma alla
visione rinascimentale: unire tecnica e bellezza per creare qualcosa
di unico, capace di emozionare, ispirare e lasciare un segno
proprio come fa Ducati attraverso le sue moto.
The virtues of the modern-day knight resonate with those of the
ancient: leonine energy and fox-like intelligence, courage and
skill, ferocity and sagacity.
Following this inspiration, Aldo Drudi has placed both a lion,
which was part of the original decoration of the armour of the
leader Leonardo, and a fox on the fairings of the motorcycle, creating
a strong conceptual and visual impact.
Playing on this double dimension, the two Ducati riders, Pecco
Bagnaia and Marc Marquez, personify the modern-day knight
and climb onto their steeds to go into battle. Even their racing
numbers, 63 and 93, become branded on the iron of their new
armour.
In the video, the riders enter the Stibbert Museum, a jewel of
Renaissance-style Florentine collecting, dressed as gentlemen,
and recognize a world of furnishings and armour that come to life
before their amazed and amused eyes. They face each other in a
game of chess, and then they start playing with armour, and wear
one made especially for them. They are modern-day knights, inspired
by Renaissance atmospheres.
We follow their dressing in the elegant rooms of the Stibbert: the
helmet, armour, iron gloves and, in parallel, the helmet, race suit
and leather gloves.
Finally, we follow them as they approach the two Desmosedici
GP 25s, modern steeds ready to hit the track.
The bikes parked in the Cortile di Michelozzo and the frescoes
inside Palazzo Vecchio allow us to admire the perfect marriage
between Renaissance aesthetics and Ducati’s reinvention. The
patronage of the Medici, dukes and grand dukes of Florence,
finds its counterpart in this homage that gives shape to the Renaissance
vision: combining technique and beauty to create
something unique, capable of exciting, inspiring and leaving a
mark. Just like what Ducati does with its bikes.
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Desmosedici GP25
Desmosedici GP25
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Marc Márquez - Ducati Lenovo Team
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Francesco Bagnaia - Ducati Lenovo Team
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Marc Márquez & Francesco Bagnaia - Ducati Lenovo Team
Marc Márquez - Ducati Lenovo Team
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Francesco Bagnaia - Ducati Lenovo Team
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Marc Márquez - Ducati Lenovo Team
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Marc Márquez - Ducati Lenovo Team
Francesco Bagnaia - Ducati Lenovo Team
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PARK EUN SUN E MARIO BOTTA:
SCULTURA E ARCHITETTURA
NEL CUORE DI VENEZIA
PARK EUN SUN AND MARIO BOTTA:
SCULPTURE AND ARCHITECTURE IN THE HEART OF VENICE
di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF
Per tutta la stagione estiva fino a novembre, nel cuore di
Venezia in Calle Larga XXII Marzo il pubblico internazionale
può visitare Museo Infinito – Park | Botta, mostra
personale dello scultore coreano Park Eun Sun. In
concomitanza con la 19ª Biennale di Architettura, l’esposizione
presenta i disegni e il modello in scala del Museo Infinito, progettato
dall’architetto svizzero Mario Botta e attualmente in
costruzione nella Contea di Sinan, in Corea del Sud. Voluto dal
Governo Coreano, il museo celebra la carriera di Park Eun Sun e
il suo contributo nel panorama artistico internazionale, in un
dialogo in cui l’Architettura accoglie l’Arte per diventare essa
stessa Arte. Distribuita su due piani, la mostra offre un’esperienza
immersiva tra le sculture in marmo dell’artista, realizzate
con materiali pregiati come il marmo bianco di Carrara, il
rosa del Portogallo, il verde Ming e il nero del Belgio. Spiccano
le Colonne Infinite, sculture che richiamano le monumentali
opere esposte nel 2024 a Roma presso il Parco Archeologico del
Colosseo e Piazza della Bocca della Verità, in occasione dei 140
anni di relazioni diplomatiche ItaliaCorea, creando un affascinante
dialogo tra antico e contemporaneo. Completano l’esposizione
opere in bronzo, tele e gioielli, tutte segnate dalla frattura
interiore, cifra poetica che definisce l’universo di Park,
capace di rompere i codici della tradizione scultorea con uno
stile personale, silenzioso e inconfondibile.
Throughout this summer season and up to November, in the
heart of Venice, at Calle Larga XXII Marzo, the international public
can visit Museo Infinito – Park | Botta, a solo exhibition by Korean
sculptor Park Eun Sun. In conjunction with the 19th Architecture
Biennale, the exhibition features the drawings and scale model of
the Museo Infinito designed by Swiss architect Mario Botta and
currently under construction in Sinan County, South Korea. The
museum, commissioned by the Korean government, celebrates
Park Eun Sun’s career and his contribution to the international art
scene, in a dialogue in which Architecture welcomes Art to become
Art itself. On two floors, the exhibition offers an immersive
experience through the artist’s marble sculptures made from fine
materials such as the white Carrara marble, the pink one from
Portugal, Ming green, and the black marble from Belgium. The
Colonne Infinite, the sculptures that reference the monumental
works exhibited in 2024 in Rome at the Archaeological Park of
the Colosseum and Piazza della Bocca della Verità to celebrate
140 years of Italy-Korea diplomatic relations, are outstanding,
and generate a fascinating dialogue between ancient and contemporary.
The exhibition includes the artist’s works in bronze,
his canvases and jewelry: all of them are scarred by the artist’s
inner fracture, the poetic cipher that defines Park’s universe and
that breaks the codes of sculptural tradition with a personal, silent
and unmistakable style.
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CONTINI ART GALLERY
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Park Eun Sun, opere Generazione in marmi policromi; Installation view Museo Infinito - Park | Botta, Galleria d’Arte Contini, Venezia.
Mario Botta, disegni e modello in scala del Museo Infinito, Contea del Sinan, Corea del Sud; Installation view Museo Infinito - Park | Botta,
Galleria d’Arte Contini, Venezia.
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Issue 28
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GENIUS LIFESTYLE
Park Eun Sun, Colonna Infinita - Condivisione, 2025, Marmo Rosso di Verona e Rosa del Portogallo, 39x27x20 cm.
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CONTINI ART GALLERY
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Park Eun Sun, Colonna Infinita - Condivisione, 2025, Marmo Giallo Siena, 52x30x16 cm.
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Issue 28
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GENIUS LIFESTYLE
It All Started
in the Kitchen
di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF
Dicono che la memoria inizi dai sensi. Un profumo. Un
suono. La luce che attraversa una stanza in un certo
momento del giorno. Per molti di noi, quei ricordi nascono
in cucina.
Magari erano le piastrelle a fiori della nonna. Il rumore del cucchiaio
di legno che batte contro il tegame. Le dita posate sul
bordo freddo del marmo, mentre si aspettava che qualcosa accadesse.
Le cucine non sono solo stanze funzionali. Sono paesaggi
emotivi. E, in silenzio, ci ricordano.
Ma non è iniziato tutto lì. Molto prima della cucina moderna,
prima del gas, prima dei fornelli, c’era solo il fuoco. E il cerchio
They say our memory is built from our senses. A scent. A sound.
The light that flows through a room at a certain time of day. For
many of us, those memories start in the kitchen.
Maybe from grandma’s flowered tiles. From the sound of a wooden
spoon tapping on a pan. Fingers resting on the marble’s cold
edge, while waiting for something to happen. Kitchens are not
just functional rooms. They’re emotional landscapes. And, silently,
they remember us.
But it all didn’t start there. Long before our modern kitchen, before
gas, before stoves, we only had fire. And the circle we drew
around it. That circle was our home. The place where people
L’uomo dell’età della pietra scopre il fuoco. Da L’Homme Primitif, pubblicato nel 1870. ID immagine JD98EJ su Alamy (alamy.it)
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HENGE
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Pompei, Il Thermopolium di Regio V, uno degli snack bar di Pompei, completo di pregevoli scene di natura morta, con raffigurazioni di animali
che qui venivano probabilmente macellati e venduti. © Luigi Spina per gentile concessione del Parco Archeologico di Pompei
cooked, and bonded over stories. Our first hearth wasn’t a room,
it was a ritual.
And to this day, we still hear its echoes. Every time, when at the
dinner party, everyone gathers around the stove, even if the living
room is empty. It’s almost instinctive: we move toward the heat,
the place where matter changes, where raw becomes food,
where something happens.
Ancient civilizations were well aware of this. The Etruscans celebrated
every meal as a sensory experience: smoke, scents, music,
dances. The Romans turned cooking into a symbol, an identity
and a status. How you cooked – and where – told who you
were. Then, for centuries, kitchens retreated. We hid them, relegated
them to the back of the house. A warm, noisy room meant
for work. Invisible. Functional. Not ours.
It was during the Renaissance era that kitchens reappeared.
When Catherine de’ Medici left for France, she didn’t just take
recipes with her: She brought along cooks, utensils, gestures.
Cooking became a matter of culture, diplomacy, beauty. A lanche
disegnava intorno a sé. Quel cerchio era casa. Il luogo dove
si cucinava, si raccontavano storie, si stringevano legami. Il primo
focolare non era una stanza, era un rito.
Ancora oggi, ne sentiamo l’eco. Ogni volta che, durante una
cena, tutti si ritrovano attorno ai fornelli anche se il salotto è
vuoto. È quasi istintivo: ci avviciniamo al calore, al luogo dove
la materia si trasforma, dove il crudo diventa cibo, dove accade
qualcosa.
Le civiltà antiche lo sapevano bene. Gli Etruschi celebravano il
pasto come un’esperienza sensoriale: fumo, profumi, musica,
danza. I Romani facevano della cucina uno strumento di identità
e di status. Il modo in cui si cucinava – e dove – diceva chi eri.
Poi, per secoli, la cucina si è ritirata. È diventata un luogo nascosto,
relegato in fondo alla casa. Un ambiente caldo, rumoroso,
destinato al lavoro. Invisibile. Funzionale. Non tuo.
È con il Rinascimento che la cucina torna a emergere. Quando
Caterina de’ Medici partì per la Francia, non portò con sé solo
ricette. Portò cuochi, utensili, gesti. La cucina divenne cultura,
Genius People Magazine
Issue 28
270
GENIUS LIFESTYLE
Cucina Ozone in Ice Onyx e Kitchen Unit in H-Pale Gold by Henge. www.henge07.com
Genius People Magazine
HENGE
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diplomazia, bellezza. Un linguaggio. E Caterina intuì qualcosa
che stiamo riscoprendo oggi: che la cucina non è mai solo cibo.
È potere. È connessione. È forma.
Oggi la cucina è tornata al centro – non solo delle nostre case,
ma delle nostre vite. È aperta, visibile, spesso scenografica. Non
ha più bisogno di nascondersi. Anzi, definisce lo spazio.
E il design ha seguito questo cambiamento. Vogliamo superfici
che parlano. Pietra che racconta la geologia. Metalli che si ossidano
col tempo. Legni che assorbono le storie. Un piano di lavoro
che invecchia con grazia. Una maniglia che cambia con l’uso,
come una fotografia che sbiadisce dolcemente.
In un mondo sempre più veloce, la cucina ci chiede di rallentare.
Di mescolare, assaggiare, ascoltare. Di restare.
Pensarci bene, è sorprendente quanto può contenere una cucina.
I sapori dell’infanzia. L’emozione di una cena preparata per
qualcuno. Il silenzio del mattino, il caffè tra le mani, la casa ancora
addormentata. La cucina raccoglie tutto. E lo custodisce.
Non giudica. Non dimentica.
Per questo le cucine migliori non sono fatte per stupire. Sono
fatte per durare. Per accompagnarci. Per abitare con noi. Entrano
nella nostra storia – non per la loro perfezione, ma per la loro
presenza.
Alla fine, non ricordiamo una ricetta. Ricordiamo la stanza. I
suoni. Le mani. La luce. Ricordiamo dov’eravamo, e con chi. E
per chi crede che la bellezza debba essere vissuta, non solo osservata,
esistono luoghi in cui questa idea prende forma.
Ci sono cucine pensate per servire. E poi ci sono quelle pensate
per restare.
guage. And Catherine sensed something we are rediscovering
today: that cooking is never just about food. It’s power. It’s connection.
It’s form.
Today the kitchen is back at the center – not just of our homes,
but of our lives. It’s open, visible, often gorgeous. It no longer
needs to hide – actually, it defines space.
And design has followed this change. We want surfaces that
speak. Stone that tells the story of geology. Metals that oxidize
over time. Woods that absorb stories. A countertop that ages
gracefully. A handle that changes with use, like a photograph that
gently fades.
In an increasingly fast-paced world, the kitchen invites us to slow
down. To mix, to taste, to listen. To stay.
If you think about it, it’s incredible how much a kitchen can stow.
The flavors of our childhood. The excitement of a dinner made for
someone. The silence of mornings, a coffee in your hands, the
house still asleep. The kitchen collects everything. And guards it.
It never judges. It never forgets.
That’s why the best kitchens are not made to impress. They’re
made to last. To be with us. To dwell with us. They enter our history
– not by their perfection, but by their presence.
In the end, we don’t remember a recipe. We remember the room.
The sounds. The hands. The light. We remember where we were,
and with whom. And for those who believe that beauty should be
experienced, not just observed, there are places where this idea
takes shape.
There are kitchens designed to serve. And then there are kitchens
designed to stay.
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GENIUS LIFESTYLE
CASA CONTE: UN’OASI D’ARTE E DESIGN
Importanti opere di Brun Fine Art si fondono con il contemporaneo
di Lucio Fontana
CASA CONTE: AN OASIS OF ART AND DESIGN
The prestigious works of Brun Fine Art merge with Lucio Fontana’s contemporary art
di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF
Casa Conte, l’appartamento di design sartoriale del
brand Conte, diventa il fulcro di una straordinaria
unione tra arte e design. A partire dal Salone del Mobile
e per tutto il 2025 lo spazio, in collaborazione con
la prestigiosa Galleria De Jonckheere di Ginevra, si è trasformato
in una galleria d’arte con l’esposizione delle opere di un artista
immortale come Lucio Fontana, una delle figure più rivoluzionarie
e influenti dell’arte del XX secolo. Questo progetto
Casa Conte, the custom-made design apartment of the Conte
brand, becomes the centerpiece of the extraordinary union of art
and design. Starting with the Salone del Mobile and for the whole
of 2025, the venue, in collaboration with the prestigious De Jonckheere
Gallery in Geneva, has been transformed into an art gallery
that hosts the works of the legendary artist Lucio Fontana,
one of the most revolutionary and influential talents from the
20th-century. The project not only celebrates Fontana’s artistic
Vaso e piedistallo. Vaso – inizio XVIII secolo, Piedistallo – terzo quarto del XVIII secolo, Roma – Ph. Piergiorgio Sorgetti
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celebra non solo il genio artistico di Fontana, ma mette in evidenza
l’armonia tra le forme espressive dell’arte e quelle del
design, un’unione in grado di stimolare i sensi, lo stupore e
l’immaginazione dei visitatori.
Oltre alle opere di Fontana, Casa Conte, che si trova all’interno
dell’elegante cornice neoclassica di Palazzo Melzi di Cusano,
ospita alcune opere antiche e opere di arte tribale selezionate da
Laura De Jonckheere, dell’omonima galleria, in collaborazione
con la Galleria BRUN Fine Art per le antichità e la Galleria Lucas
Ratton per l’arte tribale.
L’accostamento suggestivo dei celebri “tagli” e “concetti spaziali”
di Fontana con opere di diverse epoche crea una relazione
visiva unica con l’architettura degli interni e contribuisce ad
aggiungere magia e spessore emotivo ad ambienti già di per sé
di grande impatto, in cui passato e presente si fondono, raccontando
una dimensione sospesa nel tempo.
Nasce così un sorprendente dialogo tra epoche e culture, dove
le opere di Lucio Fontana convivono con opere di arte romana e
tribale, creando un percorso ricco di suggestioni.
La collaborazione con le gallerie De Jonckheere, BRUN Fine Art
e Lucas Ratton sottolinea ancora una volta come arte e design
possano arricchirsi reciprocamente, e invita i visitatori a consi
genius, but also highlights the harmony between the expressive
forms of art and design, a union that can stimulate the senses,
the imagination and amaze visitors.
Alongside Fontana’s works, Casa Conte, which is located within
the elegant neoclassical setting of Palazzo Melzi di Cusano,
hosts a number of antiquities and tribal art works selected by
Laura De Jonckheere, who runs the eponymous gallery, in partnership
with BRUN Fine Art Gallery for the antiquities and Lucas
Ratton Gallery for the tribal art.
The evocative contrast of Fontana’s famous “cuts” and “spatial
concepts” with works from different eras creates a unique visual
relationship with the venue’s architecture and enriches its spaces,
adding magic and emotional depth to an already striking environments
in which past and present merge to tell the story of a
dimension suspended in time.
As a result, a surprising dialogue between epochs and cultures
started – the works of Lucio Fontana coexist with Roman masterpieces
and tribal art, creating a rich and evocative voyage.
Once again the collaboration with the De Jonckheere, BRUN Fine
Art and Lucas Ratton galleries shows how art and design can
enrich each other, and invites visitors to consider the works as a
central part of the environment. With its great aesthetic value, the
Busto in marmo di un Principe Antonino, Roma, XVII secolo
Centrotavola Torlonia con segni zodiacali, 1853 - Ph. Piergiorgio Sorgetti
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GENIUS LIFESTYLE
derare le opere come parte integrante dell’ambiente. Un’iniziativa
dal grande valore estetico, che celebra e rafforza la connessione
profonda tra arte e design contemporaneo.
Tramite questa iniziativa l’arte cessa di essere un’aggiunta e
prende forma come l’origine stessa del linguaggio abitativo;
ogni ambiente nasce da un pensiero estetico che integra visione,
materia e simbolo, dando vita a spazi con un’identità forte e
riconoscibile.
Casa Conte si presenta nella realtà lifestyle, con l’obiettivo di
donare ai visitatori una prospettiva differente ed immersiva di
una vera e propria casa.
initiative celebrates and reinforces the deep connection between
art and contemporary design.
Through this project, art stops being an additional layer and takes
shape as the very origin of the language of living; each environment
is born from an aesthetic thought that integrates vision,
matter and symbols, creating spaces with a strong and recognizable
identity.
Casa Conte reveals itself in a lifestyle reality set out to give visitors
a different and immersive insight on what a real home is.
Maschera Dan, Costa d’Avorio, Fine XIX secolo
Concetto Spaziale, Attese, Lucio Fontana, 1967 - Ph. Piergiorgio Sorgetti
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Multiplo Pillola: Concetto Spaziale, Lucio Fontana, 1967 - Ph. Piergiorgio Sorgetti
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Busto femminile / Busto di Afrodite, Jean Baptiste Fossin, 1848
Natura Morta, Lucio Fontana, 1949-50
Corrida, Lucio Fontana, 1950 - Ph. Piergiorgio Sorgetti
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Coppia di athéniennes in marmo verde, Roma, 1810 circa - Ph. Piergiorgio Sorgetti
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Figura Dogon - Mali, regione di Bondum, villaggio di Tintam, 1424-1450 (test radiocarbonico C14) - Ph. Piergiorgio Sorgetti
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Lucio Fontana (Rosario, Argentina 1899 - Varese, 1968) - Concetto Spaziale, Natura (due pezzi), 1967
Firmati e numerati 202/500, ottone, 27 x 22 x 22 cm - Ph. Piergiorgio Sorgetti
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SHISHA LOUNGE BY PALAZZINA GRASSI:
IL NUOVO ROOFTOP RITUAL A VENEZIA
SHISHA LOUNGE BY PALAZZINA GRASSI: THE NEW ROOFTOP RITUAL IN VENICE
di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF
Dal 15 aprile prende vita sulla terrazza di Palazzina
Grassi un nuovo rituale del piacere, firmato in collaborazione
con Gray Clouds.
Tra i tetti di Venezia e i riflessi segreti del Canal Grande,
Palazzina Grassi svela un nuovo spazio, la prima Premium
Shisha Lounge di Venezia, la terrazza trasformata in un rifugio
sensoriale sospeso nel tempo. A partire dal 16 aprile, questo rooftop
intimo e scenografico, incastonato come una gemma
nell’architettura della città, diventa teatro di un’esperienza
inedita, tra rituali di piacere e profumi d’Oriente.
Palazzina Grassi non è un hotel qualunque, è un universo estetico
firmato Philippe Starck, dove ogni dettaglio racconta una sto ria
di seduzione, bellezza e autenticità. La sua terrazza panoramica
affacciata sui tetti di Venezia e con scorci segreti sul Canal Grande
diventa ora una lounge d’autore, dove l’anima più vibrante della
città incontra culture e suggestioni da tutto il mondo.
Al centro di questo nuovo progetto c’è la collaborazione con
Gray Clouds, brand europeo che ha ridefinito il concetto di narghilè
trasformandolo in un oggetto scultoreo. Le loro creazioni
in vetro e acciaio, dalle linee essenziali e ultramoderne, non
sono semplici strumenti ma veri gesti di design, pensati per elevare
l’esperienza a un momento di stile e contemplazione.
Il narghilè, o shisha, è il cuore pulsante della Shisha Lounge. Un
rituale dalle origini antiche, nato come simbolo di cordialità,
condivisione e amicizia. Tra i modelli proposti, spiccano la sofisticata
Premium Shisha e l’esclusiva 24K Gold Shisha, veri capolavori
contemporanei pensati per un pubblico esigente e sensibile
alla bellezza.
La drink list è un viaggio liquido attraverso ingredienti botanici,
distillati rari, infusioni orientali e spezie che richiamano i profumi
del souk. A firmarla, i bartender di Palazzina insieme a
guest mixologist internazionali, in collaborazione con partner
selezionati del mondo beverage.
La carta food, leggera ma sorprendente è una fusione di influenze
mediterranee e orientali: piccoli piatti da condividere,
crudi, spezie, elementi vegetali e texture croccanti, pensati per
accompagnare l’esperienza senza mai appesantirla.
La colonna sonora della Shisha Lounge è curata da dj e sound
artisti internazionali, con un calendario musicale che si modula
tra set acustici al tramonto e vibrazioni elettroniche dopo cena,
in un continuo dialogo con l’energia della città.
SHISHA LOUNGE sarà aperta ogni giorno dalle 15:00 a 23:00.
Starting April 15, in collaboration with Gray Clouds, a new ritual
of pleasure comes to life on the terrace of Palazzina Grassi. Set
between the rooftops of Venice and the secret glimmers of the
Grand Canal, Palazzina Grassi reveals a new space, Venice’s first
Premium Shisha Lounge, the terrace transformed into a sensory
retreat suspended in time.
As of April 16, this intimate and scenic rooftop, a gem in the city’s
architecture, becomes the scene of an unprecedented experience,
amid rituals of pleasure and scents from the East.
Palazzina Grassi is not just an ordinary hotel, it is an aesthetic
universe designed by Philippe Starck, and every detail tells a story
of seduction, beauty and authenticity. Its rooftop terrace on the
rooftops of Venice and the secret glimpses of the Grand Canal
now becomes a signature lounge, a place where the city’s most
vibrant soul meets cultures and fascinations from all over the
world. The core of this new project is the brand’s partnership with
Gray Clouds, a European brand that has redefined the concept of
the hookah and has turned it into a sculptural object. Their glass
and steel creations, with essential and ultra-modern lines, are not
simple tools: they’re true design-oriented gestures, conceived to
elevate the experience into a moment of style and contemplation.
The hookah, or shisha, is the beating heart of the Shisha Lounge:
a very ancient ritual, a symbol of cordiality, sharing and friendship.
The models available include the sophisticated Premium
Shisha and the exclusive 24K Gold Shisha, true contemporary
masterpieces designed for a discerning, beauty-conscious audience.
Its drink list is a liquid journey through botanical ingredients, rare
spirits, oriental infusions and spices that recall the scents of a
souk. It was designed by Palazzina’s bartenders together with
international guest mixologists, in collaboration with selected
partners from the beverage world.
The light and yet striking food menu combines Mediterranean
and Eastern influences: small dishes for guests to share, with
raw, spices, vegetable elements and crunchy textures, created to
complement the experience and never weigh it down.
The Shisha Lounge’s soundtrack is provided by international DJs
and sound artists, with a musical calendar that includes acoustic
sets at sunset and electronic vibes after dinner, in a continuous
dialogue with the energy of the city.
SHISHA LOUNGE will be open daily from 3 p.m. to 11 p.m.
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Courtesy Palazzina Grassi - Shisha Lounge, Palazzina Grassi
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Courtesy Palazzina Grassi - Shisha Lounge, Palazzina Grassi
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Courtesy Palazzina Grassi - Shisha Lounge, Palazzina Grassi
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ELEGANZA LAGUNARE:
VIVERE PUNTA CONTERIE
E SCOPRIRE MURANO
THE ELEGANCE OF THE LAGOON: EXPERIENCING PUNTA CONTERIE
AND DISCOVERING MURANO
di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF
Nel cuore tranquillo di Murano, Punta Conterie si rivela
come un gioiello di rigenerazione e contemporaneità.
Un ex complesso industriale reinventato, dove la terrazza
panoramica domina con eleganza i tre canali
principali dell’isola, perfetta cornice per un pranzo al sole, una
cena al calar del sole o un cocktail serale impreziosito dalla
brezza lagunare. Il suo fascino poliedrico, combinazione di gusto,
shopping e atmosfere inedite, la trasforma in una vera “destination
within a destination”.
In the quiet heart of Murano, Punta Conterie is a jewel of regeneration
and contemporaneity. A reinvented former industrial compound
with a panoramic terrace that elegantly dominates the island’s
three main canals: it’s the perfect setting for a lunch in the
sun, a dinner at sunset or an evening cocktail delighted by the
lagoon breeze. Thanks to its multifaceted charm, a combination
of taste, shopping and unique atmospheres, Punta Conterie is a
true “destination within a destination”.
Courtesy Punta Conterie - Ristorante Vetri
Genius People Magazine
RELEGANCE COLLECTION
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Courtesy Punta Conterie - Ristorante Vetri
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GENIUS LIFESTYLE
Pensata per accogliere eventi di ogni tipo, Punta Conterie si
anima in ogni sua area: la terrazza, con vista mozzafiato, è ideale
per accogliere ospiti in un contesto all’aperto e suggestivo;
le eleganti sale interne, tra cui una hall espositiva e la raccolta
Sala Camino, offrono scenari calibrati per presentazioni, cene
sedute o aperitivi in piedi; al piano terra, il bistrot – semplice
ma raffinato – e la boutique, tra il monomarca Seletti e l’artigianato
locale, contribuisce a creare un’esperienza fluida e su
misura.
La flessibilità logistica è un’altra delle sue doti: grazie alla show
kitchen, al bar interno e al layout adattabile, ogni evento può
essere modellato sulle esigenze, che sia un matrimonio elegante,
un lancio di prodotto, una festa privata o una serata aziendale.
Punta Conterie offre così atmosfere diverse, tutte accomunate
da un’eleganza affasciante e una vista senza eguali.
Uscendo da Punta Conterie, Murano accoglie con la sua anima
storica e i suoi scorci autentici. Si varcano calli quiete e si raggiungono
chiese antiche, custodi di un fascino spirituale lontano
dal clamore dei percorsi più battuti.
La Basilica dei Santi Maria e Donato, le cui origini risalgono al
VII secolo e che fu ricostruita nel XII secolo, sorprende con il
suo tappeto musivo bizantino: oltre 500 metri quadrati di mosaici
in pietre preziose, raffiguranti pavoni, draghi e simboli
cristiani, e l’abside con la Vergine orante su sfondo oro, capolavori
decorativi oggi sottoposti a importanti restauri. A pochi
passi, la chiesa di San Pietro Martire, edificata nel 1348 e ricostruita
dopo un incendio nel 1511, accoglie i visitatori con la sua
semplice facciata in mattone e all’interno conserva opere di
Tintoretto, Giovanni Bellini e una pala dei Barcaioli di ambito
leonardesco.
Chi ama perdersi tra i dettagli, potrà scoprire anche Santa Maria
degli Angeli, altra gemma agostiniana carica di storia silenziosa.
E per respirare aria di mare, vale una camminata fino al faro di
Murano: un solido faro in pietra alto 35 metri che segna il confine
tra laguna e mare, regalando scorci fotografici d’eccezione.
Nel suo quotidiano, l’isola accoglie storia e cultura nella Biblioteca
popolare circolante, fondata nel 1867 da Vincenzo Zanetti.
Custode di volumi antichi e memoria collettiva, oggi conserva
ancora 369 testi anteriori al 1830, perfetti per trattenersi in un
momento di contemplazione tra le calli.
Designed to host events of all kinds, this venue comes alive in all
its spaces: the terrace, with its breathtaking view, is perfect to welcome
guests in an open-air and evocative setting; the elegant interior
rooms, including an exhibition hall and the cosy Sala Camino,
the elegant interior rooms, including an exhibition hall and the
cosy Sala Camino, feature carefully tailored settings for presentations,
seated dinners or aperitifs; on the ground floor, its – simple
but refined – bistro and boutique – with the Seletti single-brand
and local crafts – provide a fluid and tailored experience.
Logistical flexibility is another of its gifts: thanks to its show kitchen,
in-house bar, and adjustable layout, any event can be shaped
to suit your needs, no matter whether it’s an elegant wedding, a
product launch, a private party, or a corporate soiree. Punta Conterie
suggests different atmospheres, all of which share an alluring
elegance and an unparalleled view.
As you leave Punta Conterie, Murano welcomes you with its historic
soul and authentic glimpses. You can cross quiet calli and
reach ancient churches, guardians of a spiritual charm away from
the noise of the city’s most popular routes.
The Basilica of Santi Maria e Donato, which dates back to the 7th
century and was rebuilt in the 12th century, will surprise you with
its Byzantine mosaic carpet: more than 500 square meters of mosaics
made of precious stones, portraying peacocks, dragons
and Christian symbols, and the apse with the Virgin praying on a
gold background: decorative masterpieces that are now undergoing
major restoration. A stone’s throw away, the church of San
Pietro Martire, built in 1348 and rebuilt after a fire in 1511, welcomes
visitors with its simple brick facade. The church houses
masterworks by Tintoretto, Giovanni Bellini and an altarpiece of
the Barcaioli from Leonardo’s circle.
Anyone who likes to get lost in the details can also discover Santa
Maria degli Angeli, another Augustinian gem filled with a silent
history. And to breathe the sea air, a walk to the Murano lighthouse
is worthwhile: a solid 35-meter-high stone lighthouse that
marks the border between the lagoon and the sea. n its daily
routine, the island welcomes history and culture in its Biblioteca
popolare circolante, founded in 1867 by Vincenzo Zanetti. A
guardian of ancient volumes and collective memory, today it still
preserves 369 texts from before 1836: it’s the perfect spot to linger
in a moment of contemplation in the calli.
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RELEGANCE COLLECTION
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Courtesy Punta Conterie - Bistrot Vetri
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GENIUS LIFESTYLE
Courtesy Punta Conterie - Ristorante Vetri - Event Space
Courtesy Punta Conterie - Bistrot Vetri
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Courtesy Punta Conterie - Ristorante Vetri - Sala Galleria
Courtesy Punta Conterie - Vista cucina
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GENIUS LIFESTYLE
POLESTAR 4
L’auto più sostenibile e veloce mai realizzata da Polestar
Polestar’s most sustainable and fast car
di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF
Genius People Magazine
POLESTAR
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Genius People Magazine
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GENIUS LIFESTYLE
Polestar 4 rappresenta una svolta per l’industria automobilistica
elettrica, non solo per le sue straordinarie
prestazioni, ma soprattutto per il suo approccio radicalmente
orientato alla sostenibilità. Presentata all’inizio
del 2023, questa SUV coupé del segmento D supera i limiti
stabiliti dal modello precedente, Polestar 3, integrando soluzioni
innovative che coniugano design all’avanguardia, potenza e
una profonda responsabilità ambientale.
Fin dal primo sguardo, Polestar 4 si distingue per le sue linee
eleganti e contemporanee, ma è nei materiali scelti per gli interni
che si percepisce chiaramente il cambiamento di rotta
verso un modello produttivo più rispettoso dell’ambiente. Gli
abitacoli sono realizzati con materiali innovativi, frutto di una
selezione consapevole volta a ridurre le emissioni e gli sprechi.
Ne è un esempio il rivestimento vegano di serie, MicroTech, una
soluzione di vinile di origine biologica che sostituisce il petrolio
greggio con olio di pino, riducendo del 70% l’impronta di CO₂e
rispetto ai PVC convenzionali. Anche i tappeti, ottenuti interamente
da poliammide ECONYL®, derivano da reti da pesca dismesse
e altri rifiuti plastici, mentre il rivestimento del tetto è
composto da PET riciclato, contribuendo a una gestione circolare
delle risorse.
La sostenibilità non è un dettaglio, ma un principio guida: circa
l’85% dei materiali che compongono Polestar 4 è riciclabile, e
numerosi componenti possono essere rigenerati o riutilizzati.
Questo approccio si estende anche alla tracciabilità delle materie
prime, elemento cruciale per garantire processi di produzione
sempre più trasparenti e responsabili. È disponibile anche
un rivestimento opzionale in pelle Nappa proveniente esclusivamente
da allevamenti che rispettano standard etici e di benessere
animale, completamente tracciabile e ottenuta in modo
sostenibile dal fornitore Bridge of Weir. Gli interni includono
inoltre plastica riciclata in diverse finiture, tra cui l’originale
Tailored Knit, un rivestimento elegante e moderno realizzato in
PET riciclato al 100% e lavorato con una tecnica 3D su misura,
che consente la creazione di componenti senza scarti.
Polestar 4 è, ad oggi, il modello con la minore impronta di carbonio
mai registrata da Polestar. Secondo il Life Cycle Assessment
pubblicato a fine 2023, la versione Standard a motore
singolo (attualmente disponibile solo in Cina) ha un’impronta
di appena 19,4 tonnellate di CO₂, mentre quella a motore singolo
a lungo raggio si attesta a 19,9 tonnellate e quella a doppio
motore a 21,4. La maggior parte dell’impatto ambientale è legata
alla produzione dei moduli batteria, che rappresentano tra il
36 e il 39% delle emissioni totali, seguiti dall’alluminio e dai
componenti in acciaio e ferro. Per contenere questi valori, è
stato avviato un importante processo di selezione delle forniture,
privilegiando ad esempio l’alluminio a basse emissioni, proveniente
da fonderie alimentate con energia idroelettrica.
Anche il sito produttivo di Polestar 4 riflette l’impegno ambientale
dell’azienda. Il veicolo viene infatti costruito nello stabilimento
SEA (Sustainable Experience Architecture) di Hangzhou
Bay, in Cina, di proprietà di Geely Holdings. Questa struttura
Polestar 4 marks a turning point in the electric automotive industry
– not only for its outstanding performance, but first and foremost
for its commitment to sustainability. Unveiled in early 2023,
this D-segment SUV coupé builds on the legacy of the Polestar 3
and pushes boundaries with a cutting-edge design, its impressive
power, and a production philosophy centered around environmental
responsibility.
From the very first glance, Polestar 4 stands out with its sleek,
contemporary lines, but it’s with the choice of materials inside the
cabin that its sustainable vision truly comes to life. Every surface
has been crafted with innovation and intention. The standard interior
is lined with MicroTech, a bio-based vinyl that replaces crude
oil with pine oil, resulting in a 70% lower CO₂e footprint compared
to traditional PVC. The carpets are made entirely from
ECONYL®, a regenerated nylon sourced from discarded fishing
nets and other plastic waste, while the headliner is made using
recycled PET, extending the lifecycle of resources that would
otherwise become pollution.
Sustainability is not a feature; it’s a foundational principle. Approximately
85% of the Polestar 4 model is recyclable, and many of
its components were designed to be reused or regenerated.
Transparency is equally vital, and material traceability plays a key
role in ensuring a responsible production process. Optional
upholstery includes fully traceable Nappa leather, sourced exclusively
from farms with certified animal welfare standards and
supplied responsibly by Bridge of Weir. Recycled plastics are
also featured in multiple interior elements, including the striking
Tailored Knit upholstery, made from 100% recycled PET and
crafted using a custom 3D knitting process that eliminates waste
altogether.
Polestar 4 also sets a new benchmark for carbon footprint within
the brand’s lineup. According to the Life Cycle Assessment published
at the end of 2023, the Standard single-motor version (currently
available only in China) boasts a carbon footprint of just
19.4 tonnes of CO₂. The long-range single-motor version stands
at 19.9 tonnes, while the dual-motor model registers 21.4 tonnes.
The most significant contributor to these emissions is the battery
modules, accounting for 36–39% of the total, followed by aluminum
and then steel and iron components. In response, Polestar
has actively chosen low-carbon aluminum sourced from hydropowered
smelters to further reduce the vehicle’s environmental
impact.
The brand’s commitment to sustainability continues at a production
level. Polestar 4 is manufactured at the SEA (Sustainable Experience
Architecture) plant in Hangzhou Bay, China, owned by
Geely Holdings. This cutting-edge facility is powered by certified
renewable electricity from hydropower sources, supplemented
by solar energy generated from photovoltaic panels installed on
the plant’s roof. It’s a holistic approach to clean mobility, ensuring
that sustainability touches every stage of the vehicle’s life – from
raw material extraction to final assembly.
Despite its strong environmental focus, Polestar 4 makes no
compromises on performance. With a maximum output of 400
Genius People Magazine
POLESTAR
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all’avanguardia utilizza esclusivamente energia elettrica certificata
da fonti rinnovabili, combinando idroelettrico e impianti
fotovoltaici installati sul tetto dell’impianto. Una scelta coerente
con la visione di un futuro automobilistico più pulito, in cui la
riduzione dell’impatto ambientale coinvolge l’intero ciclo produttivo,
dall’approvvigionamento delle materie prime alla fase
di assemblaggio.
Pur concentrandosi sulla sostenibilità, Polestar 4 non rinuncia
alla performance. Con una potenza massima di 400 kW, pari a
544 cavalli, e una coppia di 686 Nm, il veicolo è in grado di accelerare
da 0 a 100 km/h in soli 3,8 secondi, rendendolo la Polestar
più veloce mai realizzata. Gli ammortizzatori attivi adattano
dinamicamente la risposta del veicolo alle condizioni
stradali, mentre l’impianto frenante con pinze Brembo a 4 pistoncini
assicura un controllo preciso anche nelle situazioni più
impegnative.
Polestar 4 dimostra che velocità, design e lusso non devono più
essere in contrasto con l’ambiente. È la sintesi di una visione
coraggiosa, in cui le tecnologie più avanzate servono un obiettivo
ben più grande: guidare il cambiamento verso una mobilità
realmente sostenibile, senza compromessi.
kW (544 hp) and 686 Nm of torque, the vehicle accelerates from
0 to 100 km/h in just 3.8 seconds, making it the fastest Polestar
to date. Active dampers continuously adapt to road conditions to
enhance driving dynamics, while high-performance Brembo fourpiston
brakes provide precise stopping power.
Polestar 4 proves that speed, design, and luxury no longer need
to come at the planet’s expense. In its bold vision, advanced
technology serves a greater purpose: to lead the shift toward
truly sustainable mobility – with no compromises.
Polestar 4
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GENIUS LIFESTYLE
Gli interni: MicroTech è il rivestimento vegano standard utilizzato nelle Polestar 4
L’85% della Polestar 4 è riciclabile e diversi componenti possono essere riutilizzati o rigenerati
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POLESTAR
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Polestar 4
Polestar Arctic Circle collection on location in Jokkmokk, Sweden
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Issue 28
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GENIUS LIFESTYLE
DUE ANIME DEL PINOT BIANCO
Le Monde Celebra il Friuli con Carattere e Identità
TWO SOULS OF PINOT BIANCO
Le Monde Celebrates Friuli with Character and Identity
di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF
Nel cuore del Friuli occidentale, tra i fiumi Livenza e
Meduna, l’azienda vitivinicola Le Monde racconta l’identità
di un territorio ricco di storia e vocazione
enologica attraverso due interpretazioni d’eccellenza
del Pinot Bianco: il pluripremiato Pinot Bianco DOC Friuli, insignito
per dieci anni dei Tre Bicchieri del Gambero Rosso, e
Alma Pinot Bianco DOC, punta di diamante della collezione
“Icone”.
Il Pinot Bianco DOC Friuli è un vino che coniuga ricercatezza e
versatilità. Dopo una macerazione prefermentativa a freddo,
una pressatura soffice e una fermentazione controllata, il vino
affina sulle fecce fini per diversi mesi, acquisendo complessità e
profondità.
Al calice si presenta con un brillante giallo paglierino dai riflessi
verdognoli, mentre al naso emergono note di frutta esotica e
pesca bianca, con leggere sfumature speziate. In bocca è caldo e
vellutato, perfettamente equilibrato tra struttura e acidità.
In the heart of Western Friuli, between the Livenza and Meduna
rivers, the Le Monde winery expresses the identity of a land
steeped in history and oenological tradition through two outstanding
interpretations of Pinot Bianco: the multi-award-winning
Pinot Bianco DOC Friuli, recipient of Gambero Rosso’s Tre Bicchieri
for ten years now, and the Alma Pinot Bianco DOC, the flagship
of the “Icone” collection.
The Pinot Bianco DOC Friuli combines elegance with versatility.
After a cold pre-fermentation maceration, gentle pressing, and
temperature-controlled fermentation, the wine ages on fine lees
for several months, gaining complexity and depth.
In the glass, it shines with a brilliant straw yellow and greenish
reflections. On the nose, exotic fruit and white peach notes mingle
with subtle spicy hints. On the palate, it’s warm and velvety,
with perfect balance between structure and acidity – an ideal
match for seafood dishes, white meats, and light appetizers.
Tenuta Le Monde
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LE MONDE
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Il Pinot Bianco DOC
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GENIUS LIFESTYLE
La sala degustazione Le Monde
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LE MONDE
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È un vino dalla grande adattabilità gastronomica, capace di accompagnare
con raffinatezza piatti a base di pesce, carni bianche
e antipasti leggeri.
Di carattere più strutturato e longevo è l’Alma Pinot Bianco
DOC. Vinificato in botti di rovere, è capace di esprimere un potenziale
evolutivo superiore ai dieci anni. Di colore giallo paglierino
brillante con riflessi dorati, il suo profilo aromatico si
distingue per intensità e profondità: frutta esotica matura, pesca
bianca e accenti minerali di pietra focaia. Al palato risulta
avvolgente, sapido e persistente, è ideale se abbinato con zuppe
di mare, orata, astice o secondi piatti leggeri come il roast beef.
Due volti, due interpretazioni, ma un’unica matrice: quella del
territorio friulano.
Con una storia che affonda le sue radici nel Settecento, oggi guidata
da Alex Maccan, Le Monde ha saputo reinterpretare con
visione contemporanea l’eredità agricola e culturale della regione.
Con 120 ettari vitati e una filosofia basata sulla valorizzazione
dei monovitigni tra cui spiccano anche Refosco, Friulano
e Cabernet Franc la cantina produce vini che parlano un
linguaggio autentico e identitario. Il segreto? Un terroir unico: i
suoli ricchi di calcare attivo, derivati dai sedimenti dolomitici
trasportati dai fiumi, conferiscono ai vini una struttura vibrante
e una spiccata mineralità.
Le Monde è molto più di una cantina: è un progetto culturale e
territoriale che guarda al futuro senza dimenticare le proprie
radici. Oggi i suoi vini sono presenti in oltre 40 mercati internazionali,
portando nel mondo il gusto inconfondibile del Friuli
più autentico.
The Alma Pinot Bianco DOC is more structured and long-lived: it
ages in oak barrels and boasts an aging potential of over ten
years. Its golden-hued straw yellow color sets the tone for an intense
and deep bouquet: ripe exotic fruits, white peach, and flinty
mineral notes. On the palate, it is rich, savory, and long-lasting – a
perfect pairing with seafood soups, sea bream, lobster, or light
meat dishes such as roast beef. Two distinct expressions, two
styles, but a single soul: the Friulian terroir.
With a history that heads back to the 18th century and led today
by Alex Maccan, Le Monde has successfully reinterpreted Friuli’s
agricultural and cultural heritage with a contemporary vision.
With 120 hectares under vine and a focus on single-varietal wines
– including Refosco, Friulano, and Cabernet Franc – the winery
crafts wines with authentic character and strong identity.
The secret? A unique terroir. The vineyards benefit from soils rich
in active limestone, a rarity in the Friulian landscape, formed by
dolomitic sediment deposits carried by the rivers. These conditions
give the wines structure, vibrancy, and minerality. Le
Monde’s production philosophy embraces a slow, seasonal approach,
with integrated agriculture and meticulous vinification
from vineyard to bottle.
Le Monde is more than just a winery – it’s a cultural and territorial
project that looks to the future while staying rooted in tradition.
Today, its wines are present in over 40 international markets,
bringing the unmistakable flavor of authentic Friuli to wine lovers
across the globe.
Alma Pinot Bianco DOC
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ROCKET ESPRESSO MILANO:
L’ARTE DEL CAFFÈ FATTO A MANO
ROCKET ESPRESSO MILANO: THE ART OF HANDMADE COFFEE
di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF
Nel cuore pulsante di Milano, tra design, artigianato e
cultura del caffè, nasce e si sviluppa Rocket Espresso.
Non è solo un marchio, ma una vera e propria filosofia,
un tributo alla tradizione italiana del “Fatto a Mano”
che si riflette nella cura meticolosa con cui vengono costruite le
sue macchine da caffè, una per una, da mani esperte. Rocket
Espresso realizza macchine professionali e domestiche con una
missione ben chiara: portare il miglior espresso possibile direttamente
nelle cucine e nei locali di tutto il mondo, con stile,
qualità e passione.
UN DESIGN ICONICO, UN’ESPRESSIONE DI STILE ITALIANO
Il design delle macchine Rocket Espresso è un omaggio all’eleganza
e alla funzionalità tipicamente italiane. Ogni modello è
pensato non solo per garantire una performance impeccabile,
ma anche per arricchire esteticamente lo spazio in cui si trova.
Le linee pulite, i materiali pregiati come acciaio inox lucido e
dettagli artigianali, sono la firma visiva di un prodotto nato dalla
sintesi tra bellezza e tecnica. Il primo modello, la leggendaria
Giotto, ha tracciato la linea stilistica su cui si basano ancora oggi
tutte le macchine Rocket: forme decise, stile audace e una presenza
scenica che trasforma ogni cucina o caffetteria in uno
spazio dedicato al culto dell’espresso.
LA TRADIZIONE DEL “FATTO A MANO”
A distinguere Rocket Espresso da qualsiasi altro produttore è la
filosofia produttiva: ogni macchina viene costruita a mano, con
attenzione certosina ai dettagli. Nulla è lasciato al caso. Un team
di artigiani milanesi cura ogni fase della produzione, trasformando
ogni pezzo in un’opera unica. Non si tratta solo di assemblare
componenti, ma di infondere in ogni macchina un’anima,
un carattere distintivo che nasce dal rispetto per la
tradizione e dalla dedizione verso l’eccellenza.
TECNOLOGIA MODERNA, SPIRITO ARTIGIANALE
Rocket Espresso riesce dove molti falliscono: coniugare l’artigianato
con l’innovazione. Sebbene ogni macchina sia costruita
secondo metodi tradizionali, l’interno è un concentrato di tecnologia
all’avanguardia. Dalla stabilità termica garantita dai
gruppi erogatori professionali, alla precisione dei controlli
elettronici, fino alle pompe silenziose e ai materiali a basso im
In the vibrant heart of Milan, where design, craftsmanship, and
coffee culture intersect, Rocket Espresso was born and continues
to evolve. More than just a brand, Rocket is a philosophy – a
tribute to the Italian tradition of Fatto a Mano, meaning “made by
hand,” that is embodied in every espresso machine, crafted one
by one by expert hands. Rocket Espresso designs and builds
professional and domestic espresso machines with a clear mission:
Deliver the finest espresso experience, combining style,
quality, and passion.
ICONIC DESIGN, PURE ITALIAN STYLE
Rocket Espresso machines are a celebration of classic Italian
aesthetics – where beauty and function go hand in hand. Each
model is engineered not only to ensure exceptional performance
but to enhance the look and feel of any space it inhabits. With
clean lines, premium materials like polished stainless steel, and
handcrafted details, Rocket machines stand out as elegant icons
of form and function. The original Giotto model set the visual
standard that continues to define the brand: bold styling, timeless
design, and an unmistakable presence that transforms every
kitchen or café into a temple of espresso.
THE TRADITION OF FATTO A MANO
What truly sets Rocket Espresso apart is its commitment to
hand-building every single machine. This is not just assembly –
it’s a careful, passionate process led by a team of Milanese artisans
who treat each machine like a unique piece of craftsmanship.
Every detail is meticulously attended to, ensuring that each
product carries the soul of its makers. This philosophy isn’t about
speed or mass production – it’s about authenticity, character, and
excellence, machine by machine.
MODERN TECHNOLOGY, ARTISAN SPIRIT
Rocket Espresso strikes the perfect balance between traditional
craftsmanship and cutting-edge innovation. While every machine
is made by hand, its core is powered by the latest in espresso
technology. From heat stability in the professional-grade group
heads, to silent rotary pumps, digital precision, and eco-conscious
components, every technical detail is engineered to deliver
a flawless cup – whether at home or in a high-end commercial
environment. These are machines designed for serious coffee
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patto ambientale, ogni dettaglio tecnico è pensato per offrire
prestazioni professionali anche nell’ambiente domestico. Le
macchine Rocket sono quindi perfette per gli appassionati più
esigenti, ma anche per bar, ristoranti o boutique del caffè che
cercano uno strumento capace di unire affidabilità, stile e qualità
nella tazza.
UNA CULTURA, NON SOLO UN PRODOTTO
Rocket Espresso è anche una comunità di persone appassionate.
Dall’ideazione alla realizzazione, passando per la distribuzione,
ogni fase è vissuta con entusiasmo e dedizione. L’azienda ha saputo
creare un ambiente di lavoro dinamico, creativo e inclusivo,
dove le idee si trasformano in innovazione e dove ogni macchina
racconta una storia fatta di passione, precisione e orgoglio.
L’anima del marchio è ben visibile anche nel rapporto con i
clienti: Rocket non vende semplicemente macchine da caffè,
ma invita ogni appassionato a far parte di un viaggio, un percorso
fatto di scoperta, cultura e amore per l’espresso perfetto.
Che si tratti di un collezionista, di un barista esperto o di un
semplice amante del caffè, Rocket riesce a soddisfare ogni esigenza
grazie a una gamma completa di soluzioni sia domestiche
che professionali.
lovers and industry professionals alike, who demand both performance
and aesthetic appeal.
MORE THAN MACHINES: A CULTURE OF PASSION
Rocket Espresso is built on a vibrant and creative company culture.
Behind each machine is a team of dedicated individuals –
craftsmen, designers, engineers, and dreamers – who bring energy
and authenticity to every project. Rocket is not just a
workspace, but a community where passion for coffee and good
design drives everything forward.
This passion extends to Rocket’s relationship with its customers.
The brand doesn’t just sell coffee machines – it invites people to
join a journey. Whether you’re a professional barista, a home
brewing enthusiast, or a specialty coffee aficionado, Rocket Espresso
speaks your language. Through its two main channels –
traditional distributors and specialty dealers – Rocket delivers
tailored solutions that meet a wide variety of customer needs.
FOR THOSE WHO TRULY LOVE COFFEE
Choosing Rocket means choosing a product that’s built to last,
visually striking, a joy to use, and capable of producing a perfect
espresso every time. The brand has become a global leader in
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LA SCELTA DEI VERI APPASSIONATI
Chi sceglie una macchina Rocket sa cosa vuole: un prodotto che
duri nel tempo, che sia bello da vedere, emozionante da usare, e
capace di regalare un espresso che sia ogni volta all’altezza delle
aspettative. Rocket è diventata leader mondiale nel segmento
delle macchine “premium domestic”, conquistando clienti in
ogni angolo del pianeta. Questo successo si fonda sulla capacità
di interpretare due anime della cultura del caffè: da un lato, la
tradizione italiana fatta di miscele perfette e ritualità; dall’altro,
l’approccio sperimentale e internazionale che vede la macchina
da espresso come uno strumento di esplorazione sensoriale.
Rocket Espresso Milano rappresenta il meglio del Made in Italy,
un connubio perfetto tra design iconico, tecnologia avanzata e
artigianalità autentica. Ogni macchina è più di un semplice
elettrodomestico: è un oggetto di culto, un tributo alla cultura
dell’espresso, un simbolo della passione italiana per il ben fatto.
In un mondo sempre più veloce e standardizzato, Rocket offre
un’alternativa concreta: la scelta di prendersi il tempo, di gustare
la qualità e di costruire qualcosa che abbia davvero valore.
Una macchina Rocket non si possiede soltanto: si vive, ogni
giorno, tazzina dopo tazzina.
the “premium domestic” segment, earning the loyalty of passionate
users around the world. Rocket is unique in its ability to sail
the two waves of coffee culture: the timeless Italian tradition of
blends and brewing rules, and the adventurous, experimental
spirit of specialty coffee that sees the espresso machine as a
platform for discovery.
Rocket Espresso Milano embodies the best of Italian manufacturing:
iconic design, advanced technology, and authentic craftsmanship.
Every machine is more than just an appliance – it’s a
statement, a tribute to the culture of espresso, and a symbol of
Italy’s passion for beauty and quality. In a fast-paced world driven
by efficiency and sameness, Rocket offers something different:
the choice to slow down, savor excellence, and own a product
that truly matters. A Rocket machine is not simply owned – it’s
lived, every day, one cup at a time.
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A VINITALY 2025 GRANDI TRAGUARDI
PER LA VIARTE WINES
LA VIARTE WINES: GREAT ACHIEVEMENTS AT VINITALY 2025
di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF
Un Vinitaly da incorniciare per La Viarte Wines, cantina
di Prepotto (UD) di proprietà della famiglia Polegato
che torna da Verona con un bottino che testimonia
l’alta qualità espressa dalla cantina ubicata nel cuore
dei Colli Orientali del Friuli. L’edizione di quest’anno, infatti, ha
visto i vini La Viarte distinguersi per la loro eleganza e complessità,
ottenendo risultati prestigiosi che confermano il percorso
di crescita e l’impegno della cantina verso standard qualitativi
sempre più elevati.
Ben 7 etichette dell’azienda friulana hanno ottenuto un punteggio
superiore a 90 punti, conquistando di diritto un posto
all’interno di 5StarWines – the Book, la selezione enologica che
Veronafiere organizza in collaborazione con Assoenologi.
Un successo confermato anche dalle numerose presenze di
clienti e responsabili commerciali del settore enologico presso
lo stand durante i 4 giorni della Fiera, impazienti di scoprire le
novità della cantina.
“È stato un Vinitaly intenso che ci ha dato grandi soddisfazioni,
a cominciare dal concorso 5 StarWine che, oltre ad aver
giudicato con punteggi altissimi i nostri vini, ha nominato La
Viarte tra le migliori cantine del Friuli - commenta l’AD Riccardo
Polegato – Ma è stato davvero importante anche il riscontro
che abbiamo avuto durante la fiera, grazie a prodotti
come il Rosé, un vino che nasce da uve Schioppettino e che,
con il suo stile fine ed elegante, ha saputo conquistare anche i
palati più esigenti. Grande curiosità l’ha destata anche la nostra
ZAL (Gialla, in friulano), Ribolla non filtrata che va ad
affiancarsi alla nostra già affermata malvasia non filtrata
ZIJA. ZAL è prodotta con una macerazione a freddo ed una
tecnica innovativa che riesce ad estrarre aromi e struttura
esprimendo tutta la potenzialità di questo vitigno. Proseguiamo
così il nostro progetto di valorizzazione dei vitigni identitari
dei Colli Orientali del Friuli”.
Sin dall’inizio, infatti, la volontà della proprietà è stata quella di
rendere assoluti protagonisti i grandi vini classici di quest’area,
lavorando su referenze selezionate appositamente per la loro
capacità di fare da “ponte” sui mercati internazionali.
“Oggi stiamo guardando ai mercati emergenti come Albania e
Polonia – conclude Polegato – ma la nostra priorità è consolidare
ulteriormente il mercato interno, dove viene consumato
l’80% della nostra produzione, autentica espressione del terroir
friulano”.
A Vinitaly to remember for La Viarte Wines, the winery in Prepotto
(UD) owned by the Polegato family, which comes back from Verona
with a haul that testifies to the high quality of this winery in
the heart of the Colli Orientali del Friuli.
La Viarte wines indeed stood out for their elegance and complexity
during this year’s edition, achieving prestigious results that
confirm the winery’s path of growth and its commitment to always
higher quality standards. Seven labels from the Friulian winery
scored over 90 points, winning by right a place inside 5Star-
Wines – the Book, the wine selection that Veronafiere holds in
partnership with Assoenologi.
A success that was also confirmed by the large number of customers
and sales managers from the wine industry at the stand
during the 4-day fair, impatiently waiting to discover the winery’s
novelties.
“This Vinitaly was intense and very satisfying, starting from the 5
StarWine competition that, besides having awarded high scores
to our wines, named La Viarte among the best wineries in Friuli”,
CEO Riccardo Polegato commented. “But the feedback we got
during the fair was also really important, thanks to products such
as the Rosé, a wine that comes from Schioppettino grapes and
that, with its fine and elegant style, we won over even the most
demanding palates. Our ZAL (Gialla, in Friulian), an unfiltered Ribolla
that joins our already well-established unfiltered Malvasia
ZIJA, also raised great curiosity. ZAL is produced through cold
maceration and an innovative technique that extracts both aromas
and structure, fully expressing the potential of this grape variety.
We are thus continuing our project for the development of
the Colli Orientali del Friuli’s identity varietals”.
From the beginning, in fact, the owners’ desire has been to give
absolute prominence to the great classic wines of this area, working
on wines specifically selected to serve as a ‘bridge’ to international
markets.
“Today we are looking at emerging markets such as Albania and
Poland”, Polegato concluded, “but our priority is to further
strengthen our presence in our domestic market, where 80 percent
of our production is consumed: the authentic expression of
the Friulian terroir”.
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NOVITÀ VINITALY 2025
VINITALY 2025 NEWS
di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF
Èarrivata la primavera – La Viarte in friulano – ed è partita
la nuova collezione pensata dai Polegato.
È Riccardo a raccontarci che “per la linea Liende (che
in friulano significa leggenda), abbiamo rivisitato
tutte le etichette lasciando però il disegno di una porta stilizzata
e dando più identità al prodotto”.
Un’altra novità che è uscita in occasione del Vinitaly è la Ribolla
non filtrata, con macerazione a freddo e con sedimento della
feccia nobile, per dare freschezza e struttura al vino. “Un antiossidante
naturale, come abbiamo fatto con la Malvasia Zija
dell’anno scorso. Avrà un collegamento alla porta che c’è in
etichetta, ovvero una retro etichetta con raffigurata una panchina
dove ci siamo io, Giorgia e Luana”.
Sono 1.325 bottiglie numerate, nate da una cura maniacale di
tutta la filiera, con molta attenzione al prodotto: da un ettaro
hanno raccolto solo 30 quintali. Insomma, meticolosità assoluta
nel vigneto puntando alla qualità del vino. “Sarà una Ribolla
diversa dal solito – continua Riccardo – e sono convinto che il
prodotto spiazzerà il mercato perché rappresenta il territorio,
ma con un occhio all’innovazione”.
È un metodo ancestrale in chiave moderna, lasciando la feccia e
senza filtrare. Tutti i prodotti al Vinitaly 2025 sono fatti dai nuovi
proprietari, i Polegato. Non ci saranno più vini ottenuti da
vendemmie e lavorazioni passate. Oltre a queste novità e al
packaging nuovo, ci saranno Eufem e Oparis. “Mettendo le due
bottiglie una di fianco all’altra, dalle etichette avvicinate si
ricompone un unico disegno”.
Ogni anno ci sarà un artista diverso che creerà la propria opera.
Una è una classica Ribolla gialla del 2023 e l’altra uno Schioppettino
2022. Ma non basta: uscirà anche una Malvasia classica.
“La nostra volontà è di eliminare gradualmente gli internazionali
e concentrarci su vitigni del territorio. Il Sauvignon
però rimarrà, perché è arrivato nell’Ottocento”.
Analoga politica aziendale la stanno applicando anche ai vini
rossi: “Abbiamo tolto il Merlot e il Cabernet Sauvignon, mentre
teniamo il Refosco, il Pignolo, il Tazzelenghe e lo Schioppettino”,
spiega Riccardo.
Per quanto riguarda altri due vitigni indigeni, il Picolit e il Verduzzo,
rimangono nell’ottimo Siùm passito: “Purtroppo sono
varietà difficili da lavorare ed economicamente non c’è ritorno,
perché i passiti sono poco richiesti”.
A livello commerciale Vinitaly è una vetrina importante, c’è
fervore, c’è entusiasmo”, ci dice Giorgia con la sua consueta
esuberanza.
Spring – La Viarte in Friulian – has come, and so has the new
collection designed by the Polegato family.
It’s Riccardo who told us that “for the Liende line (which means
legend in Friulian), we have revised all our labels, we’ve kept the
design of a stylized door and have given more identity to the
product”.
Another novelty that was released during Vinitaly is the brand’s
unfiltered Ribolla with cold maceration and sedimentation of the
noble lees to give freshness and structure to the wine. “A natural
antioxidant, like we did with last year’s Malvasia Zija. It will be
connected to the door on the label, which is a back label with a
bench where Giorgia, Luana and I are”.
There are 1,325 numbered bottles, born from an obsessive care
of the entire supply chain, with great attention to the product:
from one hectare they harvested only 30 quintals. In short, absolute
preciseness in the vineyard with an eye on the quality of the
wine. “This Ribolla will be different from usual ones”, Riccardo
continued, “and I’m sure that the product will surprise the market
because it represents the territory, but with an eye to innovation”.
It’s an ancestral method with a modern twist, we left the lees and
it’s filter-free. All the products at Vinitaly 2025 are made by the
new owners, the Polegato family. No more wine will be made
from past vintages and processing. In addition to these novelties
and the new packaging, there will be Eufem and Oparis. “If you
place the two bottles side by side, the labels come together and
form a single design”.
Each year a different artist will create his own work. One is a
classic Ribolla gialla 2023 and the other a Schioppettino 2022.
But there’s more: a classic Malvasia will also come out. “We want
to gradually phase out the internationals and focus on local grape
varieties instead. The Sauvignon, however, will stay, because it
arrived in the nineteenth century”.
A similar company policy is being applied to red wines: “We’ve
dropped the Merlot and the Cabernet Sauvignon, while we are
keeping the Refosco, the Pignolo, Tazzelenghe, and the Schioppettino,”
Riccardo explains.
As for two other indigenous grape varieties, the Picolit and the
Verduzzo, they remain in the excellent Siùm passito: “Unfortunately,
these varieties are hard to work with and there is no economic
return because the passiti are not very popular.”
“On a commercial level Vinitaly is very important. We are excited”,
Giorgia told us with her usual exuberance.
“We want to break the mold with sexy, modern labels. The artist
was in our booth creating”. When they saw the market was not
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LA VIARTE
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In foto Giorgia, Luana e Riccardo Polegato
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“Vogliamo rompere gli schemi con etichette sexy e moderne,
con l’artista nel nostro stand a creare”. Giorgia e Riccardo Polegato
hanno avuto il coraggio e la prontezza di mettere in discussione
la linea Liende perché il mercato non era pronto;
quindi l’hanno rivisitata, si sono concentrati sul simbolo aziendale
e si sono sforzati di percepire le esigenze del mercato, andando
oltre il semplice punto di vista che si basa sul rapporto
qualitàprezzo.
“Puntiamo sulla mescita, su vini più abbordabili, più appetibili;
perciò abbiamo voluto delle modifiche in cantina, per
esaltare la sapidità e l’acidità, le caratteristiche tipiche dei
vini del Friuli. Quando arriva il momento della vendemmia
l’uva deve restare in pianta meno tempo possibile, come pure
il passaggio dalla pressatura alla vasca avviene in mezz’ora,
per estrapolare gli aromi”. Anche il grado alcolico più contenuto
è ormai un’esigenza del mercato...
“Si deve smuovere la politica. Nessuno ne parla: l’età media
dei vigneti in collina è di 20 anni, perciò vengono vini con una
certa struttura alcolica nei Colli Orientali”, fa notare Riccardo.
“La sfida che ci riserva il futuro sarà quella di trovare il giusto
equilibrio tra maturità dell’uva, al fine di avere un miglior
apporto di aromi e un grado alcolico più snello”.
ready for it, Giorgia and Riccardo Polegato had the courage and
readiness to question the Liende line. so they revisited it, they
focused on the brand’s corporate symbol and tried to understand
the needs of the market, going beyond the simple value for money
point of view.
“We are betting on the mescita, on wines that are more affordable,
more palatable; therefore, we wanted to make some changes
in the cellar to enhance sapidity and acidity, the typical characteristics
of Friuli wines. When harvest time comes, the grapes must
stay on the vine as briefly as possible, and the transition from
pressing to the tank takes just half an hour, in order to extract the
aromas. A lower alcohol content is now also a market requirement…”
“There needs to be a shift in politics. No one is talking about it: the
average age of the vineyards in the hills is 20 years, so the wines
that come from the Colli Orientali all come with a specific alcoholic
degree”, Riccardo pointed out.
“In the future we will have to find the right balance within the
grapes’ maturity in order to have better aromas and a lower alcohol
content”.
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C&C S.P.A. RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP EUROPEA
CON DUE NUOVE ACQUISIZIONI STRATEGICHE
IN DANIMARCA E LITUANIA: 130 STORE APPLE IN 8 PAESI
130 APPLE STORES IN 8 COUNTRIES: C&C S.P.A. STRENGTHENS
ITS EUROPEAN LEADERSHIP WITH TWO NEW STRATEGIC
ACQUISITIONS IN DENMARK AND LITHUANIA
di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF
Con le recenti acquisizioni in Danimarca e Lituania, l’azienda
italiana C&C S.p.A., Apple Premium Partner e
leader nella distribuzione e assistenza dei prodotti
Apple, consolida la sua rete continentale raggiungendo
quota 130 store in 8 Paesi e il primato di principale partner
Apple in Europa.
L’espansione nel Nord Europa si è intensificata con l’ingresso
nel mercato danese, grazie all’acquisizione di Humac A/S, storico
Apple Premium Partner e unico marchio certificato da Apple
per l’assistenza in Danimarca. Fondata nel 1989 e frutto di
una serie di fusioni con realtà scandinave come Öflun in Islanda
With its recent additions in Denmark and Lithuania, the Italian
company C&C S.p.A., an Apple Premium Partner and one of the
top distributors and service providers for Apple products, is
building up its network across Europe. It now has 130 stores in 8
countries and is the biggest Apple partner in Europe.
With its entry into the Danish market and the acquisition of Humac
A/S, a long-standing Apple Premium Partner and the only
Apple-certified service provider in Denmark, C&C S.p.A.’s expansion
in Northern Europe really took off. Humac, that was founded
in 1989 and is the result of a number of fusions with Scandinavian
companies such as Öflun in Iceland and Office-Line in Norway, is
Interno di uno store C&C
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C&C
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now renowned for excellence in Nordic countries. The deal gave
C&C access to 13 new Danish cities, including Copenhagen, Aalborg,
Odense, Roskilde, and Vele, increasing its national store
count to 15.
“The acquisition of Humac reaffirms our commitment and determination
to expand strategically, promoting local expertise and
maintaining the same high level of service,” the Board of Directors
of C&C S.p.A. stated. “Our approach is based on a responsible
integration: we combine the experience of the companies
we acquire with the values and the expertise of the C&C group”.
This move brings the total number of employees to over 1,200,
confirming the company’s growth and its ability to generate employment
and value in the areas involved.
A few months later, C&C also announced the acquisition of iDeal
in Lithuania, a brand that has been part of Apple’s retail heritage
in the country since 1997. With seven new stores, including three
Apple Premium Partners, three Apple Premium Resellers, and
one Apple Authorized Reseller, the addition of iDeal strengthens
C&C’s presence in the Baltic States, bringing the total number of
stores in Estonia, Latvia, and Lithuania to 22.
The company’s directors commented, “This venture marks a new
step towards the creation of an international ecosystem based on
excellence, innovation, and on people. iDeal’s reputation for fore
OfficeLine in Norvegia, Humac rappresenta oggi un’eccellenza
nei Paesi Nordici. L’operazione ha permesso a C&C di entrare
in 13 nuove città danesi, tra cui Copenaghen, Aalborg,
Odense, Roskilde e Vele, portando a 15 il numero totale di store
nella nazione.
“L’acquisizione di Humac conferma la nostra volontà di espanderci
in modo mirato, valorizzando le competenze locali e
mantenendo invariata la qualità del servizio – ha dichiarato il
Consiglio di Amministrazione di C&C S.p.A. – Il nostro approccio
punta a un’integrazione responsabile, in cui l’esperienza
delle realtà acquisite si fonde con i valori e le competenze del
gruppo C&C”. Con questa operazione, le risorse umane superano
le 1.200 unità, a testimonianza di una crescita che genera
occupazione e valore nei territori coinvolti.
A pochi mesi di distanza, C&C ha annunciato anche l’acquisizione
di iDeal in Lituania, brand che ha fatto la storia del retail
Apple nel Paese sin dal 1997. Con 7 nuovi punti vendita, di cui
tre Apple Premium Partner, tre Apple Premium Reseller e un
Apple Authorised Reseller, l’ingresso di iDeal rafforza la presenza
di C&C nei Paesi Baltici, portando a 22 il numero complessivo
di store tra Estonia, Lettonia e Lituania.
“Questa operazione – commentano gli amministratori dell’azienda
– rappresenta un nuovo passo nella costruzione di un
C&C Apple Premium Partner
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GENIUS LIFESTYLE
ecosistema internazionale fondato su eccellenza, innovazione e
attenzione alle persone. La storia di iDeal, fatta di visione, formazione
e qualità del servizio, si integra perfettamente con i
nostri valori aziendali”.
Il piano di rebranding dei negozi iDeal è già in corso, all’insegna
del payoff “People Around Technology”, che sintetizza la missione
di C&C: mettere le persone al centro dell’esperienza tecnologica,
offrendo un servizio consulenziale e personalizzato in
ogni punto vendita.
Con 130 store in otto Paesi, una rete capillare che va dalle grandi
capitali fino ai centri regionali, e un team di oltre 1.200 professionisti
altamente qualificati, C&C S.p.A. si conferma leader
assoluto nel panorama retail Apple europeo. La strategia dell’azienda
rimane chiara: consolidare e accrescere la propria presenza
internazionale, mantenendo standard elevati di qualità,
assistenza e innovazione.
Il futuro guarda già oltre, con nuove acquisizioni all’orizzonte e
l’obiettivo ambizioso di estendere ulteriormente il modello
C&C in Europa, sempre nel segno dell’eccellenza e della centralità
del cliente.
ward thinking, professional training, and high-quality service fits
perfectly with our corporate values”.
The rebranding of iDeal stores is already underway, under the
slogan “People Around Technology,” which sums up C&C’s mission:
to put people at the center of the technological experience,
offering personalized consulting services in every store.
With 130 stores in eight countries, an extensive network from major
capitals to regional centers, and a team of over 1,200 highly
qualified professionals, C&C S.p.A. is the undisputed leader in
European Apple retail. The company’s strategy is clear: strengthen
and grow its international presence while maintaining its high
standards of quality, service, and innovation.
The future looks even brighter, with new acquisitions on the horizon
and the ambitious goal of further extending the C&C model in
Europe, always with a focus on excellence and on customers.
Concept store C&C
Genius People Magazine
C&C
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C&C Toulouse Labège
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GENIUS LIFESTYLE
ZANTA
Il suono che nasce dal cuore dell’artigianato
The sound from the heart of craftsmanship
di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF
Da oltre mezzo secolo la ricerca dell’anima del suono è
la ragion d’essere dell’attività di Silvano Zanta, professione
restauratore e costruttore di pianoforti.
Un’attività alla quale si è affiancato il figlio Roberto,
un’attività che costituisce una delle tante eccellenze italiane
che, in ambito internazionale, si fanno apprezzare nel mondo
dell’arte e dell’artigianalità.
Dopo vent’anni di formazione nei laboratori delle più importanti
aziende, Silvano Zanta nel 1979 ha fondato Zanta Pianoforti.
Fin da subito il principale impegno è stato dedicato al restauro
e alla riparazione di pianoforti a coda e verticali,
maturando nel tempo una tecnica ed un livello di professionalità
considerati tra i più eccellenti e ottenendo grandi riconoscimenti
da parte di artisti di livello internazionale. L’azienda è
cresciuta a ad essa è stata affidata la manutenzione ordinaria e
straordinaria dei pianoforti di diversi enti di rilievo oltre al supporto
tecnico ai numerosi teatri e artisti, nell’ambito della musica
classica, del jazz, della musica leggera o della lirica.
Nel laboratorio di restauro pianoforti è possibile svolgere qualsiasi
intervento, fino alla ricostruzione di intere parti dello
strumento. Grazie ai maestri decoratori della Scuola d’Arte di
Venezia, Zanta Pianoforti è in grado di restaurare o riprodurre
qualsiasi tipologia di decorazione, garantendo un lavoro interamente
fatto a mano di altissima qualità.
Ma c’è molto di più. Grazie ad un bagaglio di esperienze di altissimo
livello e ad una ricerca continua e appassionata della
qualità, Zanta oggi progetta e realizza pianoforti di eccellenza
assoluta.
È il caso di ZB200, pianoforte a coda progettato in collaborazione
col designer Enzo Berti, realizzazione che ha ricevuto numerosi
premi, tra i quali la menzione d’onore al Compasso d’Oro ADI
2018. ZB200 ha aperto un nuovo percorso innovativo sia dal
punto di vista formale che del suono. La curva perfetta della
coda, le linee tangenti dei lati che eliminano l’ansa, la rivisitazione
di coperchio e tastiera, tradizionalmente elementi indipendenti
che ora si presentano avvolti da una sorta di tappeto,
tutto questo conferisce un armonico senso di continuità a ZB200.
“Oltre ad essere innovativo per il suono e per le caratteristiche
meccaniche, lo ZB200 è un pianoforte totalmente personalizzabile
nelle finiture estetiche e in quelle tecniche» sottolinea Roberto
Zanta. “Durante la fase produttiva interagiamo con il
cliente per capire le sue preferenze e assecondare le sue richieste.
Quello che cerchiamo di fare è, di fatto, cucire su misura lo
strumento al suo proprietario”.
For over half a century, the search for the soul of sound has been
the raison d’être of piano restorer and builder Silvano Zanta. An
enterprise his son Robert, and that, as many Italian excellences,
is appreciated in the world of art and craftsmanship across the
globe.
After twenty years of training in the workshops of leading companies,
Silvano Zanta founded Zanta Pianoforti in 1979. From the
very beginning, he fully committed to the restoration and repair of
grand and upright pianos, developing over time a master craft
and a level of professionalism considered among the finest and
obtaining great recognition from international artists. The company
has grown, and it has been entrusted with the routine and extraordinary
maintenance of pianos of several major institutions as
well as the technical support to numerous theaters and artists, in
the sphere of classical music, jazz, pop music or the opera.
Any work can be carried out in he piano restoration workshop,
even the reconstruction of entire parts of the instrument. Thanks
to the master decorators of the Venice School of Art, Zanta Pianos
can restore or reproduce any type of decoration, offering
handmade work of the highest quality.
But there’s more. Thanks to a wealth of experience at the highest
level and a continuous and passionate pursuit of quality, today
Zanta’s team designs and manufactures pianos of the utmost excellence.
That is the case with ZB200, a grand piano designed in a joint
venture with designer Enzo Berti. The masterpiece has received
numerous awards, including a honorable mention at the 2018 ADI
Compasso d’Oro. The perfect curve of the tail, the tangent lines
of the sides that eliminate the traditional shoulder, and the reimagining
of the lid and keyboard – traditionally independent elements
now wrapped in a sort of continuous surface – together
give the ZB200 a harmonious sense of unity and flow.
“Besides being innovative for its sound and mechanical characteristics,
ZB200’s aesthetic and technical finishes are totally customizable”,
Roberto Zanta commented. “During the production
phase we interact with our customer to understand his preferences
and meet his requests. We truly try to tailor the instrument to
its owner”.
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ZANTA
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Roberto Zanta e lo ZB200, pianoforte mezzacoda
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GENIUS LIFESTYLE
NEMO MURANO
Zanta arricchisce la sua collezione con la nuova opera di eccellenza
Nemo Murano, un’edizione limitata del pianoforte verticale
Nemo. Progettato in collaborazione con Lorenzo Palmeri,
designer e pianista.
Nemo Murano è un pianoforte verticale e allo stesso tempo uno
stato d’animo.
Il frontale curvo è più di un semplice elemento estetico: accoglie
e avvolge il suono, distribuendolo in modo potente e inedito. La
sua forma è pensata per abbracciare il musicista, accompagnandolo
in un’esperienza immersiva che lo conduce nel cuore
stesso del pianoforte.
Tra tutti gli strumenti musicali, il “pianoforte” è forse quello
che intreccia il legame più profondo e totalizzante con il musicista,
coinvolgendolo sia fisicamente che emotivamente. Suonarlo
non è solo un atto tecnico, ma un’esperienza coinvolgente,
quasi un viaggio interiore che trasporta l’esecutore in una
dimensione in cui tempo e spazio si dissolvono. È come essere
sulla prua di una nave, sfidando l’orizzonte infinito, o ai comandi
di un’astronave, fluttuando tra le stelle in un’esplorazione
sonora senza confini.
‘Nemo’ nasce proprio da queste evocazioni, dall’ambizione di
rendere il pianoforte non solo uno strumento da suonare, ma
un ambiente da abitare, un’esperienza sensoriale capace di amplificare
l’intensità del rapporto tra il musicista e il suono. Ogni
curva, ogni dettaglio progettuale è pensato per creare un’im
NEMO MURANO
Zanta adds value to its collection with its new Nemo Murano
work of excellence, a limited edition of the Nemo upright piano.
Designed in partnership with designer and pianist Lorenzo
Palmeri.
Nemo Murano is an upright piano and at the same time a state of
mind.
Its shape is designed to embrace the musician, leading him or her
into an immersive experience into the very heart of the piano.
Of all musical instruments, the piano is perhaps the one that
weaves the deepest and most all-encompassing bond with a musician,
absorbing him both physically and emotionally. Playing is
not just a technical act, it’s an immersive experience, an inner
journey that takes the performer to a dimension where time and
space don’t exist. It’s like being on the bow of a ship, pushing
past the infinite horizon, or at the controls of a spaceship, floating
among the stars in a boundless sonic exploration.
These are the visions ‘Nemo’ was shaped from, from the ambition
to turn the piano not only into an instrument, but into an environment
to live in, a sensory experience that can amplify the intensity
of the relationship between the musician and the sound. Every
curve, every design detail is designed to produce this total immersion,
a deep conversation between the performer and the instrument,
elevating him beyond the boundaries of the traditional
sensory experience.
Dettagli di Nemo Murano, pianoforte verticale
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ZANTA
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Dettagli di Nemo Murano, pianoforte verticale
Dettagli di Nemo Murano, pianoforte verticale
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GENIUS LIFESTYLE
Dettagli di Nemo Murano, pianoforte verticale
Dettagli di Nemo Murano, pianoforte verticale
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mersione totale, un dialogo profondo tra esecutore e strumento,
portando l’esecutore oltre i confini della percezione musicale
tradizionale.
La leggenda: l’isola di Murano e l’arte millenaria della lavorazione
del vetro
Nel 1291 nacque la leggenda dell’isola di Murano, quando il
Doge di Venezia decretò il trasferimento di tutte le vetrerie veneziane
sull’isola. Da quel momento Murano divenne il cuore
pulsante dell’arte vetraria, il “non plus ultra” dell’arte vetraria,
attirando monarchi, nobili, artisti e intellettuali da ogni angolo
del mondo. Grazie a un savoirfaire senza pari, l’isola si è affermata
come culla di un’arte raffinata e misteriosa, tramandata
da generazioni di maestri vetrai.
Ancora oggi, Murano è un simbolo di eccellenza senza pari, un
autentico scrigno di tradizioni millenarie che custodiscono il
segreto della trasformazione del fuoco in pura bellezza
Il vero tesoro di Murano è nelle mani sapienti dei suoi Maestri
Vetrai, eredi di un sapere antico fatto di gesti precisi, segreti gelosamente
custoditi e di una sensibilità artistica unica. Sono
loro a dominare la fragilità del vetro, a interpretare la danza del
fuoco e a dare vita a opere che catturano la luce e il colore con
una magia irripetibile. Ogni creazione muranese non è un semplice
oggetto,
ma un frammento di storia, frutto di secoli di sperimentazione
e passione, un patrimonio culturale senza eguali al mondo.
Il pianoforte verticale Nemo è vincitore di numerosi premi dedicati
al design, tra cui la menzione d’onore al Compasso d’oro
ADI 2024, il Good Design Award 2024 e il Deezen longlisted
Award 2024.
“Far incontrare il nostro cliente con il suo pianoforte è l’obiettivo
che ci proponiamo di raggiungere, si tratti di trovare lo
strumento più adatto al tocco del pianista oppure di riportare
a nuova vita un pianoforte ormai obsoleto” dice ancora Roberto
Zanta. “Ogni volta è un lavoro che richiede amore, passione
e sensibilità. La scelta e la cura di un pianoforte è un momento
speciale e delicato, ogni pianoforte ha una sua identità precisa,
differente da ogni altro: lo sappiamo bene e da cinquant’anni
quello che cerchiamo di fare, ogni giorno, è
trovare l’accordo perfetto”.
Del resto, lo slogan che identifica l’experience in Zanta è “Bespoke
Art & Sound” perché quegli strumenti che nascono
nell’azienda veneta non sono solamente pianoforti, ma opere
d’arte uniche al mondo.
The legend: the island of Murano and the thousand-year-old
art of glassmaking
The legend of the island of Murano takes shape in 1291 when the
Doge of Venice ordered the reallocation of all Venetian glassworks
on the island. From that moment on, Murano became the
beating heart of the “non plus ultra” of glass art, attracting monarchs,
nobles, artists and intellectuals from every part of the
world. Thanks to its unmatched savoir-faire, the island became
the cradle of a refined and mysterious art, passed down through
generations of master glassmakers.
Even today, Murano is a symbol of unparalleled excellence, a true
treasure chest of millennia-old traditions that hold the secret of
transforming fire into pure beauty.
Murano’s true treasure is in the skilled hands of its Master Glassmakers,
heirs to an ancient knowledge made of precise gestures,
carefully guarded secrets and a unique artistic sensibility. They
are the ones who master the fragility of glass, express the dance
of fire and give life to works that capture light and color with eternal
magic. Each Muranese creation is not just an object, it’s a
fragment of history, the result of centuries of experimentation and
passion, a cultural heritage without equal in the world.
The Nemo upright piano has won numerous design awards, including
a honorable mention at the ADI Compasso d’oro 2024,
the Good Design Award 2024, and the Deezen longlisted Award
2024.
“Our goal is to bring our client and his piano together, even if that
means we must find the instrument that best suits the pianist’s
touch or bringing an outdated piano back to life,” Roberto Zanta
said. “It’s a job that requires love, passion and sensitivity. Choosing
and caring for a piano is a special and delicate moment, each
piano has its own identity, it’s different from any other: we know
this, for fifty years we’ve been trying to find the perfect match
everyday”.
After all, the slogan that expresses the experience at Zanta is
“Bespoke Art & Sound” because the instruments crafted in this
Veneto-based company are not just pianos, they’re unique works
of art.
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GENIUS LIFESTYLE
ADNKRONOS, ONLINE IL RESTYLING
DEL SITO: PERSONE AL CENTRO
E NOTIZIE ALLO STATO PURO
ADNKRONOS, THE WEBSITE REDESIGN IS ONLINE:
PEOPLE AT THE CENTER AND PURE NEWS
di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF
Nuovo design, user experience ottimizzata e performance
potenziate per il sito della prima agenzia di
stampa indipendente in Italia, oggi tra i principali
player dell’informazione online in Italia secondo i
dati ComScore e Audiweb
Roma, 2 luglio 2025 – Un nuovo layout delle pagine per una user
experience chiara e agevole, potenziamento della velocità di
navigazione, nuova architettura dei menu e dei trend topic e
soprattutto una nuova piattaforma video in grado di mostrare
filmati velocemente e con sottotitolazione. Sono soltanto alcune
delle novità presenti nel rilascio della nuova versione web
del sito dell’Adnkronos che si presenta rinnovato nella veste
grafica, nell’organizzazione dei contenuti e nelle performance
tecniche.
L’intervento si inserisce nel piano di sviluppo “Digital First” che
nell’ultimo anno ha già dato risultati rilevanti portando
Adnkronos tra i primi brand di informazione online in Italia,
con oltre 10 milioni di utenti unici mensili e più di 40 milioni di
pagine viste.
Il progetto di restyling, totalmente data driven, ha preso le
mosse dall’analisi dei dati di migliaia di casi d’uso e si è focalizzato
in questa fase su:
• evoluzione della Visual identity, con un design più ordinato e
immersivo che comunica rigore e affidabilità.
• ottimizzazione delle performance, grazie a un layout mobilefirst,
un nuovo grid system modulare e un sistema CDN potenziato
per aumentare la velocità di navigazione anche su
reti reti lente.
• l’integrazione di Dailymotion PRO, una soluzione video professionale
che consente un’esperienza di visualizzazione più
fluida e personalizzata
• una nuova architettura delle informazioni, che ha introdotto
doppio menù desktop per valorizzare i contenuti editoriali
più rilevanti e garantire un accesso all’informazione sempre
più intuitivo e veloce.
A new design, an improved user experience and performance
for the website of Italy’s first independent news agency, now
among the leading online news players in Italy according to
ComScore and Audiweb data
A new layout for a simple and smooth user experience, a higher
browsing speed, a new menu and a new trend topic design, and
above all a new video platform to stream features quickly and
with subtitles. These are just some of the updates of the new web
version of the Adnkronos website, which has been revamped in
terms of graphics, content organization and technical performance.
The initiative was part of the “Digital First” development plan that
in the past year has already yielded significant results, placing
Adnkronos among the top online information brands in Italy, with
more than 10 million unique monthly users and more than 40 million
page views.
This entirely data driven restyling project started from the analysis
of the data from thousands of use cases and focused at this
stage on:
• the evolution of its Visual Identity, with a more orderly and
immersive design to communicate precision and reliability.
• the optimization of its performance, thanks to a mobile-first
layout, a new modular grid system, and an enhanced CDN system
to increase the browsing speed even on slow networks.
• the installation of Dailymotion PRO, a professional video
solution for a smoother and more personalized viewing experience.
• a new architecture for its content, with dual desktop menus
to boost the most relevant editorial contents and ensure a faster
and more intuitive access to information.
As Editor-in-Chief Davide Desario said, “Today, news agencies do
not speak strictly to insiders, but through the website they have
the responsibility to speak with clear and direct language to the
general public as well. And the website, together with the agen-
Genius People Magazine
ADNKRONOS
321
Davide Desario, direttore responsabile
Come afferma il direttore responsabile Davide Desario “Oggi le
agenzie di stampa non si rivolgono più soltanto agli addetti ai
lavori ma attraverso il sito internet hanno il dovere di parlare
un linguaggio chiaro e diretto anche al grande pubblico. E il
sito Internet, insieme alle pagine social dell’agenzia, è l’interfaccia
per rendere questo dialogo con il Paese reale sempre
più attivo e bidirezionale. Si tratta di un primo passo di una
nuova rivoluzione digitale che è appena iniziata e segue il solco
tracciato fin dalla nascita dell’Adnkronos dal suo editore
Pippo Marra che ha sempre guardato al futuro, all’innovazione
tecnologica e della comunicazione”.
cy’s social media accounts, is the tool to promote an increasingly
active and bidirectional dialogue with the real country This is a
first step into a new digital revolution that has just begun and that
follows a path traced since the birth of Adnkronos by its publisher
Pippo Marra, who has always looked to the future, to technological
and communication innovation”.
Per informazioni:
Alessio Masi
PR & Media Relations Account
EMail: alessio.masi@adnkronos.com
Mob. 3425155458
Genius People Magazine
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PER LA FW25-26 VALSPORT
PRESENTA “START” E “DAVIS”
VALSPORT PRESENTS “START” AND “DAVIS” FOR ITS FW25-26 COLLECTION
di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF
Valsport, storico marchio italiano simbolo di eccellenza
artigianale, torna a distinguersi nella stagione AutunnoInverno
2025 con una collezione che fonde
innovazione, tradizione e uno stile senza tempo.
Un concentrato di autenticità e design contemporaneo che
prende forma attraverso lavorazioni meticolose, materiali selezionati
e dettagli che raccontano oltre un secolo di passione per
la calzatura.
100% Made in Italy, Valsport prosegue la sua missione di reinterpretare
la sneaker come espressione di stile e personalità con
due linee iconiche: START e DAVIS. START rappresenta la sintesi
perfetta tra artigianalità e ricerca estetica. Una collezione
pensata per chi vive la città con dinamismo ma non rinuncia
alla cura dell’immagine, per chi sceglie ogni giorno versatilità,
comfort e carattere. La palette colori selezionata per questa stagione
gioca con toni freddi, sofisticati e metallici, evocando il
fascino urbano dell’inverno tra sfumature grigie, accenni di blu
acciaio e vibrazioni grigioverdi.
Per lui, tre i modelli protagonisti: la Heritage Ripstop, che abbina
suede, nylon tecnico vintage e tessuto ripstop per una
struttura resistente ma leggera, con suola ispirata al mondo
running e un’anima urbana perfetta per l’uso quotidiano; la
Nylon Vintage, proposta anche con tomaia in tessuto riciclato,
destrutturata e morbida, esempio virtuoso di sostenibilità e stile;
infine la City Suede, la più leggera della linea, con suola heritage,
dal design sobrio e metropolitano, ideale per chi ama
semplicità ed eleganza.
La proposta femminile START è un omaggio alla pelle scamosciata,
interpretata con sensibilità moderna nei modelli Shaded
Suede, Vintage Suede e Leather Suede, che raccontano una
nuova eleganza urbana, fatta di materiali pregiati, sfumature
delicate e comfort assoluto. Sneakers pensate per donne dinamiche,
consapevoli, attente alla qualità e alla sostenibilità, capaci
di esprimere con stile la propria identità. Ogni modello si
adatta perfettamente ai ritmi frenetici della città, offrendo performance,
bellezza e libertà di movimento.
Accanto alla linea START, Valsport presenta DAVIS, modello iconico
nato negli anni ’80 come scarpa da tennis. Con il tempo,
DAVIS ha saputo trasformarsi da calzatura sportiva a oggetto del
desiderio lifestyle, senza perdere il legame con l’artigianalità
delle origini. Ancora oggi viene realizzata in piccoli laboratori
italiani, con una cura che si riflette nella qualità di ogni singolo
Valsport, the historic Italian brand renowned for its craftsmanship,
is back in the spotlight for the Fall/Winter 2025 season with
a collection that mixes innovation, tradition, and a timeless style.
A concentration of authenticity and contemporary design that
takes shape through meticulous workmanship, selected materials
and details that tell the story of over a century of passion for
shoes.
100% Made in Italy. Valsport continues on its mission to reinterpret
sneakers as an expression of style and personality with two
iconic lines: START and DAVIS. START is the perfect synthesis of
craftsmanship and aesthetic research. A collection designed for
those who live the city with dynamism and yet care about their
look, for those who choose versatility, comfort, and character
every day. This season’s color palette plays with cool, sophisticated,
and metallic tones, evoking winter’s urban charm with
shades of gray, hints of steel blue, and gray-green vibes.
For him, three key models: the Heritage Ripstop, which combines
suede, vintage technical nylon, and rip-stop fabric for a durable
yet lightweight structure, with a sole inspired by the world of running
and an urban soul that is perfect for everyday use; the Nylon
Vintage, which is also available with an upper in recycled fabric,
destructured and soft, a perfect example of sustainability and
style; finally, the City Suede, the lightest in the line, with a heritage
sole and a simple, metropolitan design, for those who love simplicity
and elegance.
The START women’s collection pays homage to suede, which is
interpreted with modern sensitivity in the Shaded Suede, Vintage
Suede, and Leather Suede models. These shoes represent a new
urban elegance, made with fine materials, delicate shades, and
absolute comfort. These sneakers are designed for dynamic,
conscious women who care about quality and sustainability and
are able to express their identity with style. Each model blends
perfectly with the frenetic rhythms of the city, offering performance,
beauty, and freedom of movement.
Alongside the START line, Valsport presents DAVIS, an iconic
model launched in the 1980s as a tennis shoe. Over time, DAVIS
has transformed from sports footwear to a lifestyle object of desire,
without losing its connection with its artisanal origins. Even
today this model is made in small Italian workshops with a dedication
to quality that shows in every single detail. The inverted
boomerang, the brand’s unmistakable logo, is a symbol of consistent
and conscious evolution.
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VALSPORT
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Donna Davis Glitter
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GENIUS LIFESTYLE
Donna Davis Limited
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VALSPORT
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dettaglio. Il boomerang rovesciato, logo inconfondibile del
brand, rimane simbolo di un’evoluzione coerente e consapevole.
Per lui, DAVIS si presenta in una nuova versione in morbida
nappa spazzolata, impreziosita da dettagli metallici che ne sottolineano
il carattere contemporaneo e sofisticato. Per lei, tre le
varianti esclusive: Glitter, con boomerang ricoperto di glitter
per un tocco brillante e glamour; Shadow, con tomaia ombreggiata
in tonalità intense e decise; e Limited, disponibile in due
versioni particolari – una in cavallino e una con effetto cracked
metallizzato – pensate per chi cerca uno stile distintivo, elegante
e audace.
START e DAVIS non sono semplici calzature, ma dichiarazioni di
stile. Con questa collezione, Valsport ridefinisce la sneaker contemporanea:
un accessorio che va oltre la funzione, diventando
simbolo di identità, cultura urbana e passione per il design italiano.
Indossare una Valsport significa scegliere l’eccellenza,
ogni giorno, in ogni passo.
Una storia che comincia nel 1920, quando Antonio Valle, giovanissimo
imprenditore padovano di appena diciotto anni, fonda
un marchio destinato a scrivere la storia dello sport italiano.
Animato da spirito pionieristico e passione per l’innovazione,
Valle avvia la produzione di calzature e attrezzature sportive di
altissima qualità. Grazie alla cura maniacale dei dettagli, alla selezione
di materiali pregiati e a una visione estetica sempre attuale,
Valsport si impone in breve tempo come punto di riferimento
internazionale. Modelli leggendari come la Tournament
– nata negli anni ’40 come scarpa da tennis – la Davis e la Olimpia
sono ancora oggi tra i più iconici e riconoscibili del brand.
Negli anni ’60 e ’70, Valsport calza i piedi di calciatori della Juventus,
atleti olimpionici, piloti di Formula Uno e pugili, affermandosi
come simbolo di performance e stile. Con l’ingresso
nel nuovo millennio, le sue sneaker attraversano il mondo dello
sport per entrare in quello del fashion: amate per la loro autenticità
e l’eleganza sobria, vengono scelte da chi cerca un prodotto
che coniughi artigianalità, design e contemporaneità. Il
comfort, l’eccellenza manifatturiera e l’iconico boomerang rovesciato
restano tratti distintivi e inconfondibili. Oggi, più che
mai, Valsport è leggenda. E continua a camminare con passo
sicuro verso il futuro.
For him, DAVIS comes in a new version in soft brushed nappa
leather, with metallic details that emphasize its contemporary and
sophisticated character. For her, three exclusive models: Glitter,
with a glitter-covered boomerang for a sparkling, glamorous
touch; Shadow, with a shaded upper in intense, bold colors; and
Limited, available in two special versions – one in pony skin and
one with a metallic cracked effect – designed for a woman who
loves a distinctive, elegant, and daring style.
START and DAVIS are not just shoes, they are style statements.
With this collection, Valsport reinvents the contemporary sneaker:
an accessory that goes beyond its purpose, becomes a symbol
of identity, urban culture, and passion for Italian design. Wearing
Valsport means choosing excellence, every day, with every
step.
A story that begins in 1920, when Antonio Valle, a young entrepreneur
from Padua who was just eighteen years old, founded a
brand that would make Italian sporting history. Driven by a pioneering
spirit and a passion for innovation, Valle began producing
high-quality footwear and sports equipment. Thanks to its meticulous
attention to detail, its fine materials, and its timeless aesthetic
vision, Valsport quickly became an international benchmark.
Legendary models such as the Tournament – created in the
1940s as a tennis shoe – the Davis, and the Olimpia are still
among the brand’s most iconic and recognizable designs today.
In the 1960s and 1970s, Valsport shod the feet of Juventus footballers,
Olympic athletes, Formula One drivers, and boxers, becoming
a symbol of performance and style. With the arrival of the
new millennium, its sneakers moved from the world of sport to
the world of fashion: loved for their authenticity and sober elegance,
they have been chosen by those seeking a product that
combines craftsmanship, design, and contemporaneity. Comfort,
manufacturing excellence, and the iconic inverted boomerang
are still Valsport’s distinctive and unmistakable features. Today,
more than ever, Valsport is a legend. And it continues to walk
steadily towards the future.
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GENIUS LIFESTYLE
Donna Start Vintage Suede
Genius People Magazine
VALSPORT
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Uomo Start Heritage Ripstop Start Nylon Vintage
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GENIUS LIFESTYLE
Elisabetta
Franchi FW25
di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF
Per la collezione Autunno/Inverno 2025, Elisabetta Franchi
celebra un’idea di femminilità potente e autentica.
Protagoniste della sfilata sono donne libere, risolute,
sicure della propria forza, capaci di imporsi senza compromessi
e di vivere la propria sensualità con disinvoltura.
La sfilata si svolge nei sontuosi saloni di Palazzo Acerbi, gioiello
architettonico del Seicento e dimora dell’eclettico Marchese
Ludovico Acerbi, socialite ante litteram noto per la sua opulenza
sprezzante. Una cornice dal forte impatto simbolico, scelta
personalmente dalla stilista per raccontare, attraverso la moda,
una femminilità elegante e rigorosa, decisa e provocante.
“Questa collezione è un tributo alla forza e alla libertà delle
donne che non hanno paura di esprimersi, che abbracciano la
loro sensualità con disinvoltura e determinazione… Ogni abito
racconta la storia di una donna che sfida le convenzioni con
eleganza, senza mai rinunciare al proprio potere” dichiara la
stilista.
Richiamando il minimalismo essenziale degli anni ’90, la collezione
prosegue nell’esplorazione dei codici estetici del brand,
fondati su contrasti sofisticati e su una tensione tra sensualità
velata e dichiarata. Un linguaggio pensato per donne consapevoli.
Le silhouette sono scolpite con rigore sul corpo, mettendo in
risalto spalle e punto vita. Il gioco di texture e materiali – lucidi
e statuari, opachi e voluttuosi – dà vita a un equilibrio visivo
magnetico. Blazer in pelle animalfree stampa cocco e biker jacket
definiscono la figura, accostati a gonne midi e maglie aderenti.
I cappotti sartoriali celano abiti in jersey con cutout audaci
su spalle e fianchi, mentre la pelliccia sintetica si
sovrappone al tailoring impeccabile. Le giacche in vinile strette
in vita esprimono un’allure iperfemminile e decisa.
La palette cromatica è intensa e avvolgente: nero, coffee e merlot
– un bordeaux carico di calore e sensualità – dominano la
scena.
Completano il look gli accessori iconici del marchio, come
l’emblematica borsa Everywhere, le décolleté dal tacco scultoreo
e gli stivali al ginocchio stampa cocco, che uniscono con
maestria audacia e raffinatezza.
Con questa sfilata, Elisabetta Franchi propone un manifesto di
forza e raffinatezza: una moda dedicata a donne orgogliose, sicure
di sé e libere, sia in passerella che nella vita.
Elisabetta Franchi celebrates powerful, authentic femininity in her
Fall/Winter 2025 collection. The stars of the show are free, determined
women who are confident in their strength, uncompromising,
and unapologetically sensual.
The show took place in the sumptuous halls of Palazzo Acerbi, a
17th-century architectural gem, the residence of the eclectic
Marquis Ludovico Acerbi, a socialite ahead of his time known for
his contemptuous opulence. A setting with a strong symbolic
meaning, that was personally chosen by the designer to express,
through fashion, an elegant and rigorous femininity, both bold
and provocative.
“This collection is a tribute to the strength and freedom of women
who are not afraid to express themselves, who embrace their sensuality
with confidence and determination... Each dress tells the
story of a woman who challenges conventions with elegance,
without ever giving up her power,” the designer said.
The collection references the essential minimalism of the 1990s
and explores the brand’s aesthetic codes, its sophisticated contrasts
and the tension between veiled and overt sensuality. A language
designed for self-aware women.
The silhouettes are sculpted around bodies with precision, emphasizing
the shoulders and waist. Textures and materials – shiny
and statuesque, matte and voluptuous – are combined to create
a magnetic visual balance. Animal-free crocodile-print leather
blazers and biker jackets define the figure, and are paired with
midi skirts and fitted knits. Tailored coats conceal jersey dresses
with daring cut-outs on the shoulders and hips, while faux fur
layers over the impeccable tailoring. Vinyl jackets cinched at the
waist express a hyper-feminine and decisive allure.
The color palette is intense and inviting: black, coffee, and merlot
– a warm and sensual burgundy – dominate the scene.
The look was completed by the brand’s iconic accessories, such
as the emblematic Everywhere bag, sculpted heel pumps, and
crocodile-print knee-high boots, which masterfully combine
boldness and sophistication.
With this show, Elisabetta Franchi presented a manifesto of
strength and sophistication: fashion dedicated to proud, confident,
and free women, both on the runway and in life.
Genius People Magazine
ELISABETTA FRANCHI
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In foto l’uscita di Elisabetta Franchi e Filippo Zagagnoni alla sfilata Fall-Winter 2025
Genius People Magazine
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GENIUS LIFESTYLE
In foto la modella indossa il look #34 durante la sfilata Fall-Winter 2025
Genius People Magazine
ELISABETTA FRANCHI
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In foto le modelle posano prima della sfilata Fall-Winter 2025
Genius People Magazine
Issue 28
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GENIUS LIFESTYLE
Duca di San Giusto
di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF
L’AZIENDA
Nel settembre 2014, in un antico mulino nel cuore della campagna
veneta, nasce l’azienda Duca di San Giusto Cashmere. La
visione è subito chiara: offrire esclusivamente abbigliamento in
puro cashmere, con un impegno profondo verso la qualità, la
sostenibilità e il benessere di chi vi lavora.
Nella sede storica dell’antico mulino, a San Giorgio in Brenta di
Fontaniva (PD), vengono ancora oggi disegnate ed ideate le nostre
collezioni. Una cornice unica e suggestiva, capace di ispirare
creatività e bellezza in ogni aspetto del nostro lavoro.
Il nostro brand si distingue per l’uso esclusivo di due pregiati
filati naturali: il 100% puro cashmere e una raffinata combinazione
di 85% seta e 15% cashmere.
Oltre alla nostra linea continuativa di capi basic, ogni anno presentiamo
nuove collezioni per l’autunnoinverno e la primaveraestate,
dedicate a donna, uomo e bambino, arricchendo
costantemente la nostra offerta.
Da una piccola realtà iniziale, l’azienda si è espansa in modo costante,
fino a diventare un vero e proprio punto di riferimento
per gli amanti del cashmere. Oggi conta 16 negozi in località di
lusso come Cortina, Corvara in Badia, Selva di Val Gardena, oltre
a prestigiose destinazioni internazionali quali Sankt Moritz,
Verbier, Ascona, Bad Ragaz (Svizzera) e BadenBaden (Germania).
Inoltre, grazie alla piattaforma eCommerce, l’azienda è riuscita
ad espandere la sua presenza oltre i confini fisici dei negozi:
permettendoci di offrire i nostri capi in puro cashmere a una
clientela internazionale, raggiungendo ogni angolo del mondo
con la stessa cura e attenzione che caratterizzano il nostro marchio.
I VALORI
La materia prima è il cuore pulsante della nostra azienda. Affermatosi
come emblema della moda raffinata, il filato di cashmere
rappresenta l’incarnazione di un’eredità che trascende le tendenze
e continua a ridefinire la sobria raffinatezza. Sinonimo di
lusso senza tempo, Il cashmere è una fibra nobile e preziosa,
capace di regalare una sensazione di eccezionale benessere.
Alla base del nostro lavoro, c’è una filosofia che mette al primo
posto la purezza del cashmere e il rispetto per l’ambiente. Ogni
THE COMPANY
In September 2014, in an ancient mill in the heart of the Veneto
countryside, the company Duca di San Giusto Cashmere was
founded. The vision was clear from the very beginning: to offer
exclusively pure cashmere clothing, with a deep commitment to
quality, sustainability, and the well-being of those who work for
the company.
In the historic headquarters of the old mill, in San Giorgio in Brenta,
Fontaniva (PD), our collections are still designed and created
today. A unique and evocative setting, capable of inspiring creativity
and beauty in every aspect of our work.
Our brand stands out for its exclusive use of two precious natural
yarns: 100% pure cashmere and a refined combination of 85%
silk and 15% cashmere.
In addition to our basic pieces, every year we present new collections
for autumn-winter and spring- summer, dedicated to women,
men, and children, constantly enriching our offerings.
From a small initial reality, the company has steadily expanded,
becoming a true reference point for cashmere lovers. Today, it
boasts 16 stores in luxury locations such as Cortina, Corvara in
Badia, Selva di Val Gardena, as well as prestigious international
destinations such as St. Moritz, Verbier, Ascona, Bad Ragaz
(Switzerland), and Baden-Baden (Germany).
Moreover, thanks to the eCommerce platform, the company has
managed to extend its presence beyond the physical boundaries
of its stores: allowing us to offer our pure cashmere garments to
international customers, reaching every corner of the world with
the same care and attention that define our brand.
THE VALUES
The raw material is the beating heart of our company. Established
as a symbol of refined fashion, cashmere yarn represents the embodiment
of a heritage that transcends trends and continues to
redefine understated elegance. Synonymous with timeless luxury,
cashmere is a noble and precious fiber, capable of providing
an exceptional sense of well-being.
Our work is guided by a philosophy that values the purity of cashmere
and a deep respect for the environment. Every garment is
the result of a careful selection of raw materials and meticulous
management of our supply chain. We choose exclusively part-
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DUCA DI SAN GIUSTO
333
capo è frutto di una selezione accurata delle materie prime e di
una gestione meticolosa della nostra catena di approvvigionamento,
scegliamo esclusivamente collaboratori che garantiscono
standard elevati di qualità e sostenibilità in ogni fase del loro
processo produttivo e richiediamo una certificazione di purezza
dedicata per ogni singolo articolo.
Anche all’interno della vita aziendale abbiamo inoltre adottato
pratiche ecosostenibili, tra cui l’implementazione di pannelli
solari, la riduzione dell’uso di energia, l’ottimizzazione delle
operazioni di trasporto, l’impiego di materiali ecocompatibili
e una gestione responsabile dei rifiuti. Promuoviamo comportamenti
sostenibili tra i dipendenti e li coinvolgiamo in iniziative
ecologiche con lo scopo di fare la nostra piccola parte nella
riduzione dell’impatto ambientale e nella valorizzazione delle
risorse naturali con rispetto e consapevolezza.
Infine, crediamo fortemente nel creare giorno dopo giorno un
ambiente di lavoro stimolante e sereno per i nostri dipendenti.
Infatti, il vero ingrediente segreto di questa impresa è il legame
tra i suoi collaboratori. L’azienda si impegna a creare un ambiente
di lavoro dove ognuno possa esprimere il proprio talento,
in un clima di rispetto, crescita personale e benessere. Per
noi ogni individuo è parte integrante di una storia di successo
costruita su valori autentici.
ners who ensure high standards of quality and sustainability at
every stage of their production process and require a purity certification
for each item.
Within the company, we have also adopted eco-sustainable
practices, including the implementation of solar panels, reduction
of energy use, optimization of transport operations, use of
eco-friendly materials, and responsible waste management. We
promote sustainable behaviors among employees and involve
them in ecological initiatives with the aim of doing our small part
in reducing environmental impact and valuing natural resources
with respect and awareness.
Finally, we strongly believe in creating a stimulating and peaceful
work environment for our employees. In fact, the real secret ingredient
of this company is the bond between its collaborators.
The company is committed to fostering a workplace where everyone
can express their talent in an atmosphere of respect, personal
growth, and well-being. For us, every individual is an integral
part of a successful story built on authentic values.
COMMITMENT TO THE FUTURE
Today, the company continues to look to the future with the same
passion and dedication that have guided it from the start. With
excellence and sustainability as its primary objectives, to offer its
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GENIUS LIFESTYLE
Genius People Magazine
DUCA DI SAN GIUSTO
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L’IMPEGNO PER IL FUTURO
Oggi, l’azienda continua a guardare al futuro con la stessa passione
e dedizione che l’hanno guidata fin dall’inizio, mantenendo
come obiettivi principali l’eccellenza e la sostenibilità,
per offrire ai propri clienti capi unici che raccontano una storia
di autenticità e bellezza.
Il nostro impegno è quello di custodire e valorizzare l’autenticità
del filato di cashmere, rispettando profondamente il nostro
pianeta. Crediamo infatti fortemente che la qualità e la durabilità
dei nostri capi siano aspetti molto importanti dell’approccio
al cambiamento verso una moda più consapevole. Ideiamo
maglieria di alta qualità in un ambiente sereno e stimolante e ci
impegniamo quotidianamente a ridefinire il concetto di moda
attenta ed innovativa.
Ci dedichiamo con passione ad ogni singolo passaggio affinché,
indossando i nostri capi, ogni nostro cliente possa provare
un’emozione unica. L’obiettivo che ci poniamo giorno dopo
giorno è quello di proporre un prodotto ed un servizio sempre
migliori, facendo tesoro dell’esperienza e della professionalità
acquisita nel tempo e guardando con curiosità ed intraprendenza
al futuro.
VILLA VERITTI PER DUCA DI SAN GIUSTO CASHMERE
Per raccontare l’ultima collezione, abbiamo scelto di andare oltre
la semplice presentazione: abbiamo voluto un luogo capace
di riflettere il nostro modo di vedere.
Villa Veritti, progettata da Carlo Scarpa a Udine alla fine degli
anni Cinquanta, non è stata una semplice location, ma una
compagna di pensiero.
In essa abbiamo riconosciuto lo stesso richiamo alle forme che
guida il nostro lavoro.
Le nostre collezioni di capi eleganti ma pieni di carattere, dialogano
con gli spazi della villa in un gioco continuo di movimenti.
Le superfici tattili dei tessuti richiamano la materia viva dei
muri, mentre le linee dei capi si muovono in armonia con l’architettura.
Qui, spazio e moda si fondono. Ogni scatto, ogni passo, diventa
parte di una narrazione più ampia fatta di luce, dettagli e forma.
customers unique garments that tell a story of authenticity and
beauty.
Our commitment is to preserve and enhance the authenticity of
cashmere yarn, deeply respecting our planet. We firmly believe
that the quality and durability of our garments are very important
aspects of the shift towards more conscious fashion. We design
high-quality knitwear in a serene and stimulating environment
and are committed every day to redefining the concept of mindful
and innovative fashion.
We dedicate ourselves passionately to every single step so that,
by wearing our garments, every customer can experience a
unique emotion. The goal we set day after day is to offer an increasingly
better product and service, making the most of the
experience and professionalism gained over time and looking
towards the future with curiosity and entrepreneurship.
VILLA VERITTI FOR DUCA DI SAN GIUSTO CASHMERE
To tell the story of our latest collection, we chose to do more than
a simple presentation: we wanted a place that could reflect our
vision.
Villa Veritti, which was designed by Carlo Scarpa in Udine in the
late 1950s, was not just a location, but a companion for our
thoughts.
In it we saw the same call to shapes that guides our work. Our
elegant yet character-filled collections of garments dialogue with
the spaces of the villa in a continuous interplay of movements.
The tactile surfaces of the fabrics recall the living matter of the
walls, while the lines of the garments move in harmony with the
architecture.
Here, space and fashion merge. Every shot, every step, becomes
part of a larger narrative made of light, detail and form.
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GENIUS LIFESTYLE
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GENIUS LIFESTYLE
SENSE
La bioclimatica dalla sensibilità nuova
Bioclimatic design with a new sensitivity
di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF
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PRATIC
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Genius People Magazine
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GENIUS LIFESTYLE
C’
è un momento preciso durante l’anno in cui il confine
tra interno ed esterno si fa ancora più sottile. Le
giornate si dilatano, l’orizzonte entra negli spazi di
vita e il desiderio di trascorrere il tempo open air diventa
un bisogno quotidiano.
Nel paesaggio domestico come nei luoghi dell’accoglienza, la
bella stagione è un naturale invito a vivere il contatto diretto
con l’ambiente circostante che si trasforma in valore, esperienza
e benessere.
È proprio in questa dimensione che nasce Sense, la pergola bioclimatica
più leggera mai realizzata da Pratic, il marchio friulano
leader per la progettazione outdoor. Una copertura che coniuga
rigore tecnologico, sensibilità progettuale e attenzione
all’ambiente, offrendo una risposta concreta ed elegante alle
nuove esigenze dell’abitare all’aperto, che diventa ancora più
sostenibile.
There’s a specific time of the year when the line between indoors
and outdoors becomes even more fine. The days grow longer, the
horizon enters our living spaces, and spending some time outdoors
becomes a daily need.
In our homes and in hospitality venues, the warm season is a
natural invitation to experience our surroundings and the environment
as it becomes value, experience, and well-being.
This is the setting for which Pratic, the leading Friuli-based brand
for outdoor design, created Sense, the company’s lightest bioclimatic
pergola. Sense combines technological precision, design
sensitivity, and attention to the environment, providing a concrete
and elegant response to the new demands for a more sustainable
outdoor living.
Per la bioclimatica Sense si è partiti da una nuova sensibilità progettuale
Genius People Magazine
PRATIC
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DESIGN ESSENZIALE, COMFORT NATURALE
Il nome Sense esprime la filosofia che l’ha generata: un’architettura
sensibile al contesto e all’ambiente, che racchiude tutta
l’eccellenza tecnologica e il design Pratic in una forma minimale,
efficiente e armoniosa.
I montanti sottili solamente 9,8 x 14 cm ospitano una copertura
con lame frangisole orientabili fino a 110 gradi, che consentono
di regolare in modo naturale luce, ventilazione e temperatura,
offrendo il massimo del benessere in ogni condizione.
Il movimento delle lame può essere gestito con telecomando,
smartphone o comandi vocali, ma anche in modo totalmente
autonomo tramite ai sensori meteo opzionali che rispondono a
sole, vento e pioggia.
Sense è disponibile in versione autoportante o addossata, con
un’estensione massima per modulo di 4 x 5,4 metri e un’altezza
di 2,7 metri: proporzioni equilibrate che valorizzano ogni tipo
di contesto, residenziale e Ho.Re.Ca.
ESSENTIAL DESIGN, NATURAL COMFORT
The name Sense expresses the philosophy behind its creation: a
layout that is in tune with its surroundings and the environment,
and that combines technological excellence and Pratic’s design
in a minimal, efficient, and harmonious way.
Its slim 9.8 x 14 cm uprights support a cover with sunshade
blades that can be adjusted up to 110 degrees, so that you can
easily regulate the light, the airflow, and the temperature and enjoy
maximum comfort in all conditions. The blades’ movement
can be controlled using its remote control, a smartphone, or
voice commands, but it’s also completely autonomous thanks to
the weather sensors that respond to the sun, wind, and rain.
Sense is available in its freestanding or wall-mounted version,
with a maximum extension per module of 4 x 5.4 meters and a
height of 2.7 meters: balanced proportions to enhance any type
of setting, residential or Ho.Re.Ca.
Montanti più sottili e copertura con lame frangisole orientabili fino a 110 gradi
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GENIUS LIFESTYLE
ACCESSORI INTEGRATI: FUNZIONALITÀ ED ESTETICA
La sobrietà formale di Sense accoglie una gamma di accessori
integrati, progettati per incrementarne le prestazioni e definire
l’atmosfera del dehors.
Tra questi, i LED Line siliconici, installati sui lati perpendicolari
alla direzione delle lame, diffondono una luce bianca calda e
dimmerabile, da regolare tramite sistemi domotici o telecomando.
Un’illuminazione versatile, capace di trasformare
l’ambiente a seconda dei momenti della giornata.
Le tende verticali con box si integrano perfettamente nel disegno
architettonico di Sense, offrendo protezione solare e una
piacevole privacy. Grazie al sistema a guide Zip e all’automazione
domotica, il loro funzionamento è silenzioso e preciso, con
tessuti personalizzabili che permettono di modulare il grado di
schermatura desiderato, e che aggiungono un ulteriore elemento
di stile.
BUILT-IN ACCESSORIES: FUNCTIONALITY
AND AESTHETICS
The elegant simplicity of Sense hosts a range of built-in accessories
designed to enhance its performance and shape the atmosphere
of the outdoor spaces. These include silicone LED Line
lights, installed at a 90-degree angle from the direction of the
blades, for a warm, dimmable white light that can be controlled
through the home automation systems or its remote control. Versatile
lighting that can transform the environment according to
the time of the day.
The vertical awnings with boxes merge perfectly into the architectural
design of Sense, offering protection from the sun and
some pleasant privacy. Thanks to the Zip guide system and home
automation, they move silently and with precision. With its customizable
fabrics you can choose the level of shading and add an
extra touch of style.
Illuminazione versatile che si adatta a ogni momento della giornata
Genius People Magazine
PRATIC
343
Infine, la progettazione si fa ancora più sartoriale con la possibilità
di completare il progetto outdoor con accessori come i
profili Ray, le tende ornamentali Drapes o i complementi d’arredo
Mod-Lines: soluzioni d’arredo componibili e progettate
per trasformare il dehors in un ambiente outdoor davvero completo
e su misura.
SEMPLICITÀ DALL’ANIMA (EVER)GREEN
Misurata, mai ostentata. L’estetica di Sense si esprime attraverso
linee essenziali, volumi contenuti e una raffinata palette di
cromie naturali studiate per integrarsi in ogni contesto.
La struttura della pergola permette di ridurre e ottimizzare
l’impiego di materie prime, i profili e le lame frangisole in alluminio
vengono verniciati esclusivamente nello stabilimento di
Pratic con un impianto a basso impatto ambientale e un processo
rigoroso che assicura colori brillanti e resistenti a raggi UV,
salsedine e umidità.
Finally, thanks to fittings such as the Ray profiles, Drapes ornamental
curtains, or Mod-Lines furnishing accessories, Sense’s
design is even more tailor-made. You can complete your outdoor
project using modular furnishing solutions designed to transform
any outdoor space into a truly complete and tailor-made environment.
SIMPLICITY WITH AN (EVER)GREEN SOUL
Modest, never flamboyant. The design of Sense consists of clean
lines, compact volumes, and a refined palette of natural colors
designed to blend into any setting.
The structure of the pergola helps reduce and optimize the use of
raw materials. The aluminum profiles and sunshade blades are
painted exclusively at the Pratic factory using a low environmental
impact system and a rigorous process that keeps colors bright
and resistant to UV rays, salt, and humidity.
LED Line siliconici regolabili con telecomando o domotica creano raffinati scenari
Genius People Magazine
Issue 28
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GENIUS LIFESTYLE
UNA NUOVA SENSIBILITÀ OUTDOOR
Con Sense, Pratic introduce una nuova misura dell’abitare
all’aperto: non solo una copertura evoluta, ma una soluzione
completa dove forma, funzione e sostenibilità si incontrano in
perfetto equilibrio.
L’estensione naturale di qualsiasi spazio di vita, che apre l’ambiente
esterno a opportunità progettuali concrete.
A NEW OUTDOOR SENSIBILITY
With Sense, Pratic presents a new dimension for outdoor solutions:
not just an advanced covering, but a complete product in
which form, function, and sustainability come together in perfect
balance.
The natural extension of any living space, revealing concrete design
opportunities for our outdoor environments.
Tende verticali con automazione: molto più di un accessorio
Genius People Magazine
PRATIC
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La tecnologia bioclimatica rivoluziona l’esperienza outdoor
Progettazione sartoriale per personalizzare ogni giorno il comfort e la privacy
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GENIUS LIFESTYLE
247LAB
“We don’t fear the dark.”
di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF
247LAB è un’azienda dedita alla progettazione illuminotecnica
di design con estrema attenzione al valore intrinseco del prodotto
in termini di tecnologia, innovazione e customizzazione.
Da 247LAB, ogni creazione prende vita attraverso un dialogo
autentico con chi ci sceglie: è solo grazie a questo confronto che
possiamo realizzare soluzioni davvero su misura.
Sviluppare prodotti Tailor-Made significa raccontare storie attraverso
la luce, trasformando ogni progetto in un’esperienza
unica.
Perché la forza dell’artigianato sta proprio nell’ascolto: comprendere
le esigenze, interpretarle e tradurle in opere che rispecchiano
la personalità di chi le ha ispirate.
247LAB was founded in 2021 and is a company dedicated to
lighting design with extreme attention to the intrinsic value of the
product in terms of technology, innovation and customization.
At 247LAB, every creation is born from an authentic dialogue with
those who choose us: only through this exchange can we craft
truly bespoke solutions.
Developing Tailor-Made products means telling stories through
light, turning each project into a unique experience.
Because the true strength of craftsmanship lies in listening: understanding
needs, interpreting them, and translating them into
works that reflect the personality of those who inspired them.
“247LAB Tailor-Made”
Genius People Magazine
247LAB
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Residenza privata illuminata con prodotti 247LAB Tailor-Made Milano - Progetto di Giorgia Longoni e Maria Flavia Augenti
Private residence illuminated with bespoke 247LAB products Milan - Designed by designed by Giorgia Longoni and Maria Flavia Augenti
Genius People Magazine
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GENIUS LIFESTYLE
L’AMBIENTE
L’ECCELLENZA DELLA PERSONALIZZAZIONE
E DEL DESIGN SU MISURA
THE EXCELLENCE OF CUSTOMIZATION AND CUSTOM DESIGN
di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF
Genius People Magazine
L’AMBIENTE
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Showroom, cucina Boffi - Ph. Luca Faggiotto
Genius People Magazine
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GENIUS LIFESTYLE
Nel mondo dell’arredamento di alta qualità,
L’Ambiente si distingue come punto
di riferimento, interpretando con passione
e competenza la personalizzazione
degli spazi.
La vision dell’azienda si basa sull’idea che ogni
ambiente debba essere un’espressione unica di
stile, funzionalità ed emozione: un ponte tra estetica,
ergonomia e praticità.
Guidata da Ombretta Dal Zin, L’Ambiente si impegna
ad ascoltare attentamente le esigenze di
ogni cliente, sviluppando soluzioni su misura armoniose,
funzionali e confortevoli.
Con una rete di cinque showroom distribuiti strategicamente
sul territorio, l’azienda accompagna
il cliente in un percorso immersivo tra arredi contemporanei
delle firme più prestigiose del design
internazionale. Ognuno di questi spazi espositivi è
dotato di un proprio ufficio progettazione che collabora
con professionisti qualificati al fine di creare
soluzioni personalizzate di altissimo livello, sia
per abitazioni private che per il settore hospitality.
L’offerta de L’Ambiente si arricchisce inoltre di un
ufficio progettazione contract interno, che si avvale
di artigiani e falegnami esperti nella realizzazione
di progetti su misura.
L’azienda si presenta quindi come un vero e proprio
hub di consulenti esperti, caratterizzati da
competenza, empatia e passione per il design,
pronti a guidare il cliente in ogni fase del percorso
progettuale, dalla progettazione alla realizzazione.
In the world of high-quality furniture, L’Ambiente is
considered a benchmark, as it customizes spaces
with passion and professionalism.
The company’s vision is based on the idea that
every room should be a unique expression of style,
functionality and emotion: a bridge between aesthetics,
ergonomics and practicality.
Led by Ombretta Dal Zin, L’Ambiente listens carefully
to meet the needs of each client, developing
tailor-made solutions that are harmonious, functional
and comfortable.
With five showrooms strategically distributed
throughout the territory, the company, the company
leads customers on an immersive journey through
the contemporary furnishings designed by the
most prestigious brands in international design.
Each of these showrooms is equipped with its own
design office and partners with qualified professionals
to create top customized solutions, both for
private homes and for the hospitality industry.
L’Ambiente’s offerings are also enriched by an inhouse
contract design office, which employs
craftsmen and carpenters specialized in custom
designs.
The company is as a true hub of expert consultants,
recognized for their competence, empathy and
passion for design, eager to guide their client
through every step of their design journey, from the
outline to the implementation.
Genius People Magazine
L’AMBIENTE
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Showroom, zona giorno Minotti - Ph. Luca Faggiotto
Showroom, zona notte B&B Italia - Ph. Luca Faggiotto
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GENIUS LIFESTYLE
Showroom zona bagno, dettaglio bagno Noorth - Ph. Luca Faggiotto
Genius People Magazine
L’AMBIENTE
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Interior designer at work - The design project hub - Ph. Luca Faggiotto
Material board for an interior project - Ph. Luca Faggiotto
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GENIUS LIFESTYLE
L’AMBIENTE
THE DESIGN PROJECTS HUB
di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF
La nostra peculiarità risiede nella capacità
di mettere a disposizione competenze coordinate
e complete in ogni fase di un progetto.
Collaboriamo strettamente con architetti
creando sinergie che ci permettono di
proporre soluzioni innovative e funzionali. Grazie
a questa rete, siamo in grado di garantire risultati
concreti, di alta qualità e su misura, curando ogni
dettaglio con precisione e professionalità.
La nostra forza risiede nella capacità di presidiare
con attenzione ogni aspetto organizzativo e di
messa in opera, avvalendoci di eccellenze artigiane
sul campo. Questo ci consente di offrire soluzioni
tecniche ed esecutive ottimali, assicurando
una gestione efficace e puntuale in ogni fase del
progetto. La nostra attenzione ai dettagli e la cura
nella realizzazione ci permettono di valorizzare
appieno gli spazi dei nostri clienti, creando ambienti
che rispecchiano desideri, esigenze e personalità.
Ci dedichiamo con passione ad ascoltare e comprendere
ogni esigenza, interpretando i vostri desideri
e sviluppandoli in progetti su misura, coerenti
con le vostre aspettative. Il nostro team di
interior designer è a vostra disposizione, sia nei
nostri showroom che online, per offrire consulenze
puntuali e sviluppare proposte che diano
forma e personalità ai vostri spazi.
L’Ambiente è molto più di un semplice rivenditore
di arredi: è un partner completo, capace di trasformare
ogni progetto in un ambiente unico,
funzionale e di grande impatto estetico, grazie a
competenze, passione e un’attenzione costante
alle esigenze di ogni cliente.
We stand out for our ability to provide coordinated
and comprehensive expertise at every stage of a
project. We co-work with architects, creating synergies
that help us create innovative and functional
solutions.
Thanks to this network, we can guarantee concrete,
high quality and tailor-made results and take
care of every detail with precision and professionalism.
Our strength lies in our ability to carefully oversee
every organizational and commissioning detail
with the help of artisan excellence on site. This
means we can provide our customers excellent
technical and executive solutions, guaranteeing a
reliable and timely supervision at every stage of the
project.
Our attention to details and dedication to project
management allow us to fully transform our clients’
spaces, creating environments that reflect their desires,
needs and personalities. We are passionately
dedicated to listening and understanding every
need, translating and developing your desires into
tailor-made projects consistent with your expectations.
Our team of interior designers is at your disposal,
both in our showrooms and online, to offer
you their customized guidance and outline concepts
that can give shape and personality to your
spaces.
L’Ambiente is more than just a furniture retailer: it’s
a complete partner, capable of transforming each
project into a unique, functional and aesthetically
appealing environment, thanks to its expertise, its
passion and its attention to the needs of each client.
Genius People Magazine
L’AMBIENTE
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Interior designer at work - The design project hub
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GENIUS LIFESTYLE
Progettazione rendering
Progettazione spazi outdoor
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L’AMBIENTE
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Progettazione Zona cucina
Progettazione della zona giorno
Genius People Magazine
Issue 28
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GENIUS LIFESTYLE
INNOVAZIONE ED ELEGANZA:
IL NUOVO PROGETTO DE L’AMBIENTE
A VALDOBBIADENE, CASA CALDART
INNOVATION AND ELEGANCE: L’AMBIENTE’S NEW PROJECT
IN VALDOBBIADENE, CASA CALDART
di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF
Un nuovo progetto firmato L’Ambiente ci porta nel cuore
delle colline del Prosecco, rinnovando uno storico
ristorante, Casa Caldart, recentemente riprogettato
per unire design e cucina ricercata, creando un ambiente
che riflette l’eccellenza culinaria della zona.
L’idea innovativa nasce dalla collaborazione tra il proprietario e
il nostro progettista, con l’obiettivo di realizzare uno spazio
che sia allo stesso tempo funzionale e di grande impatto estetico.
La scelta stilistica si è concentrata su tonalità naturali e soluzioni
scenografiche, capaci di avvolgere gli ospiti appena
varcano la soglia del ristorante. L’atmosfera che si respira è raffinata
e sofisticata, grazie a grandi spazi studiati per garantire
riservatezza e comfort, ideali per godersi appieno l’esperienza
gastronomica.
L’arredamento gioca un ruolo fondamentale: appena si entra, si
viene catturati dal bancone principale, recentemente restaurato,
e dalle sedie in pelle Lea di Midj che invitano al relax. L’illuminazione,
curata dall’azienda Glip e gestita interamente tramite
sistemi di domotica, crea un’atmosfera soffusa ed elegante,
valorizzando ogni dettaglio e contribuendo a rendere l’ambiente
ancora più accogliente e raffinato.
The new project by L’Ambiente takes us to the heart of the Prosecco
hills. The company renovated a historic restaurant, Casa
Caldart, that was recently redesigned to combine design and refined
cuisine and create an environment that reflects the culinary
excellence of the area. This innovative idea came from the collaboration
between the restaurant’s owner and our designer: the
goal was to create a space that was both functional and aesthetically
striking. For the aesthetic they focused on natural tones and
scenic solutions that could welcome guests as soon as they
crossed the restaurant’s threshold. Thanks to generous spaces
designed to ensure privacy and comfort, perfect to fully enjoying
the dining experience, the atmosphere is refined and sophisticated.
The décor plays a key role: as soon as you walk in, the recently
restored main counter and the Midj’s Lea leather chairs, that
encourage relaxation, mesmerize you. The lighting, curated by
Glip and run entirely through home automation systems, creates
a soft and elegant atmosphere, enhancing every detail and providing
a welcoming and refined vibe.
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L’AMBIENTE
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Ristorante Casa Caldart, vista completa dell’entrata - Ph. Luca Faggiotto
Ristorante Casa Caldart, vista completa dell’entrata - Ph. Luca Faggiotto
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GENIUS LIFESTYLE
Sedie Lea di Midj - Ph. Luca Faggiotto
Illuminazione Glip - Ph. Luca Faggiotto
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L’AMBIENTE
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Progettista de L’Ambiente che ha ideato e progettato il Ristorante Casa Caldart - Ph. Luca Faggiotto
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GENIUS LIFESTYLE
Dettaglio sala da pranzo con specchio - Ph. Luca Faggiotto
Ristorante Casa Caldart, vista completa dell’entrata - Ph. Luca Faggiotto
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L’AMBIENTE
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Dettaglio della parete in pietra - Ph. Luca Faggiotto
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GENIUS LIFESTYLE
L’OCEANO DENTRO
THE OCEAN INSIDE
di/by LA REDAZIONE / THE EDITORIAL STAFF
Rudy Ghiara è una delle voci più autentiche del big wave surfing europeo. Nato e cresciuto
lontano dalle coste oceaniche, ha inseguito il mare con ostinazione, partendo giovanissimo
per l’Europa con una tavola sotto il braccio e il sogno di cavalcare onde giganti.
Oggi, a 28 anni, porta sulle spalle il peso e la bellezza di un percorso costruito onda dopo
onda, caduta dopo caduta. Questo ritratto in bianco e nero racconta la sua forza, le sue
cicatrici e la voglia intatta di andare oltre.
Rudy Ghiara is one of the most authentic names in European big wave surfing. Born and raised a
long way from the ocean, he pursued his passion for the sea with determination, traveling around
Europe with a surfboard under his arm and the dream of riding giant waves.
Today, at 28, he carries the weight and beauty of a journey built wave after wave, fall after fall.
This black and white portrait tells the story of his strength, his scars, and his unwavering desire to
keep going.
1
Un tuffo nel passato. Rudy ha appena 16-17 anni: il dente spaccato,
i capelli lunghi, il fisico magro e la faccia da underdog. Lo
scatto è stato realizzato da qualche parte in Europa, durante
uno dei suoi primi viaggi fuori dall’Italia, quando ogni spostamento
era un’avventura e ogni euro risparmiato serviva per inseguire
le onde. Dentro di lui la fame, fede e quella grinta che
porta ancora oggi nel cuore.
Come un vero broken native guarda verso altri orizzonti. Il suo
sogno è uno solo: surfare. Vivere il surf tutti i giorni, a pieno, e
un giorno provare a lasciare il segno perché l’unica cosa che
conta davvero è il mare.
Quando entra in acqua, tutto il resto scompare: c’è solo lui, l’oceano
e un futuro ancora da scrivere.
A blast from the past. Rudy is just 16-17 years old: a broken
tooth, long hair, a skinny physique, and the face of an underdog.
The photo was taken somewhere in Europe during one of his first
trips outside Italy, when every journey was an adventure and
every euro he saved was used to go after the waves. He was
driven by hunger, faith, and by the determination that still burns in
his heart today.
Like a true broken native, he looks toward new horizons. He has
only one dream: to surf. To live surfing every day, to the fullest,
and one day try to leave his mark because the only thing that really
matters is the sea.
When he enters the water, everything else disappears: it’s just
him, the ocean, and a future yet to be written.
2
Varazze è il luogo dove tutto è cominciato. È il suo home spot, il
posto che porta nel cuore. Questa foto cattura una giornata epica,
una di quelle rare in cui il mare decide di regalare il meglio di
sé. È in backside, nel tubo perfetto, su quello che per lui è l’onda
dei sogni a casa.
Rispetto a quei primi anni, ora c’è più tecnica e più consapevolezza:
sta diventando un surfista più formato e il cammino verso
una carriera professionale sta prendendo forma.
Forse uno dei ride più belli e più epici mai vissuti a Varazze, una
giornata che ancora oggi è simbolo delle sue radici e di ciò che
questo luogo continua a significare per lui.
Varazze is where it all started. It’s his home spot, the place he
holds dear to his heart. This photo was taken on an incredible
day, during one of those rare times the sea decides to give its all.
He’s riding backside, in the perfect tube, on what, for him, is the
wave of his dreams back home.
Compared to those early years, he now has a better technique
and greater awareness: he is becoming a more accomplished
surfer and his path toward a professional career is taking shape.
Perhaps one of the most beautiful and epic rides ever experienced
in Varazze, a day that still represents his roots and what
this place means to him.
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RUDY GHIARA - GALLERY
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Di nuovo le origini. La foto è stata scattata al tramonto, poco
prima di una sessione fra le onde giganti alle Hawaii. Lo concentrazione
è totale: ogni dettaglio racconta la preparazione
necessaria per affrontare quelle onde gigantesche.
Sulla schiena, il numero 66. Non è un numero qualsiasi: è l’anno
di nascita di suo padre, che Rudy ha perso quando aveva solo
quattro anni. Ora quel numero è diventato un simbolo che lo
accompagna in ogni sfida. Lo porta sul giubbotto da big wave
rider come un atto di appartenenza, un tributo che dedica a suo
padre in ogni ride.
Back to his roots again. The photo was taken at sunset, just before
a session on the giant waves of Hawaii. He is totally focused:
every detail speaks of the preparation he needs to tackle those
huge waves.
On his back is the number 66. It’s not just any number: it’s the
year his father, who Rudy lost when he was only four years old,
was born. Now that number has become a symbol he carries with
him in every challenge. He wears it on his big wave rider jacket as
a sign of belonging, a tribute to his father at every ride.
4
Puerto Escondido, Messico. Uno degli spot più temuti e potenti
al mondo, conosciuto per la sua forza brutale e per le sue onde
perfette, chiamate non a caso i ‘diamanti’ di Puerto. Questa im
Puerto Escondido, Mexico. One of the most feared and powerful
spots in the world, known for its brutal force and perfect waves,
not coincidentally called the ‘diamonds’ of Puerto. This picture,
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GENIUS LIFESTYLE
magine, scattata dall’acqua, cattura il momento in cui tutto si è
allineato: il mare, la luce, il fotografo nella posizione giusta e
Rudy Ghiara, profondo nel tubo, esattamente dove doveva essere.
È una di quelle onde che non si dimenticano, un frammento
di perfezione in uno degli scenari più difficili da domare.
Il sole splende alto, l’acqua è cristallina e le onde spingono potenti:
una giornata che resta scolpita nella memoria. Questa
foto non è solo il racconto di un ride impeccabile, ma il simbolo
di quanto il surf possa essere mistico e crudele allo stesso tempo:
un istante irripetibile in cui la natura concede, per pochi
secondi, la sua bellezza più pura.
shot from the water, has captured the moment when everything
came together: the sea, the light, the photographer in the right
position, and Rudy Ghiara deep in the tube, exactly where he
needed to be. It’s one of those waves you never forget, a moment
of perfection in one of the most challenging spots in the
world.
The sun is shining high, the water is crystal clear, and the waves
are powerful: a day that will live on in his memory. This photo isn’t
just about a perfect ride, it’s a reminder of how mystical and cruel
surfing can be: a unique moment when nature gives us a
glimpse of its purest beauty for just a few seconds.
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Questa è l’immagine di un sogno che diventa realtà: la Polinesia
francese. Teahupo’o, uno degli spot più iconici e temuti del pianeta;
il tubo più potente, cruento e perfetto al mondo. Dopo
una sessione straordinaria, Rudy Ghiara, al tramonto, circondato
dalle montagne verdi che si tuffano nell’oceano blu come
in un fotogramma di Jurassic Park.
Arrivare qui non è semplice. Non basta il talento: serve preparazione,
esperienza e anni di sacrifici per essere pronti a confrontarsi
con un’onda che non perdona.
This is the picture of a dream come true: French Polynesia. Teahupo’o,
one of the most iconic and feared spots on the planet;
the most powerful, brutal, and perfect tube in the world. After an
extraordinary session, Rudy Ghiara, at sunset, surrounded by
green mountains plunging into the blue ocean like a scene from
Jurassic Park.
Getting here is not easy. Talent alone is not enough: it takes
preparation, experience, and years of sacrifice to be ready to face
a wave like this.
6
Teahupo’o, il tubo della vita. Questa immagine immortala uno
dei momenti più intensi della carriera di Rudy Ghiara. Un’onda
incredibile presa a braccia, in una giornata perfetta, con il lineup
affollato dai migliori professionisti e chargers del pianeta. In
un contesto così competitivo, trovare il proprio spazio e la propria
onda è forse la sfida più grande di tutte.
Il take-off deciso, il tubo lungo e intenso, la corsa nel cuore della
montagna d’acqua e lo spit finale, quel getto di vapore che
segna il compimento del sogno di ogni surfista: uscire indenne
dall’onda perfetta. Dopo venti giorni di attesa, di colpi presi e di
giornate passate a sperare nella condizione giusta, il momento a
è arrivato. One shot, one kill. Missione compiuta.
Teahupo’o, the tube of a lifetime. This picture captures one of the
most intense moments in Rudy Ghiara’s career. An incredible
wave caught with his arms, on a perfect day, the line-up with the
best pros and chargers on the planet. In such a competitive environment,
finding your space and your wave is perhaps the greatest
challenge of all.
The decisive take-off, the long, intense tube, the ride into the
heart of that mountain of water and the final spit, that jet of steam
that marks the fulfillment of every surfer’s dream: to emerge unscathed
from the perfect wave. After twenty days waiting, taking
hits and hoping for the right conditions, the moment has arrived.
One shot, one kill. Mission accomplished.
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Nazaré, la mecca mondiale del Big Wave Surfing, in tutta la sua
potenza. Una giornata di remata epica, forse una delle più grosse
mai registrate, con onde che arrivavano fino ai 18-19 metri,
capaci di mettere alla prova anche i rider più preparati. Una expression
session con i 30 big wave riders più hardcore e pronti
da tutto del pianeta.
Nella foto Rudy Ghiara sulla cresta di un’onda di 15-16 metri,
pronto a effettuare un airdrop vertiginoso. In quella sessione
solo 5 o 6 atleti riuscirono a completare un ride dall’inizio alla
fine: Rudy fu uno di loro. Quel giorno iniziò la sua vera affermazione
all’interno dell’élite mondiale del Big Wave Riding.
Nazaré, the mecca of big wave surfing, in full force. An epic paddling
day, perhaps one of the biggest ever recorded, with waves
reaching up to 18 or 19 meters. The lineup featured 30 of the most
hardcore and prepared big wave riders from around the world.
In the picture Rudy Ghiara is on the crest of a 15- to 16-meter
wave, ready to perform a dizzying airdrop. Only five or six athletes
managed to complete that ride from start to finish: Rudy was one
of them. That day he became part of the élite of big wave riders,
and proved he could was at the same level of the very best.
8
North Shore, Hawaii. Rudy Ghiara è appena uscito da un infortunio
importante, ma non c’è tempo per esitazioni: una pertur
North Shore, Hawaii. Rudy Ghiara has just recovered from a serious
injury, but there’s no time to hesitate: a rare storm, the Ninho–
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bazione rara, il Ninho – un evento che accade solo ogni 4-6 anni
– stava per colpire e perdere quell’occasione non è un’opzione.
La North Shore non perdona, ma sa premiare chi è disposto a
dare tutto. E Rudy, con il corpo ancora segnato dall’infortunio
e la mente focalizzata, è lì per dimostrare – soprattutto a se
stesso – che la passione e la determinazione valgono più di
qualsiasi paura. Una foto che racchiude sacrificio, ambizione e
la consapevolezza che alcune opportunità vanno prese, costi
quel che costi.
an event that only happens every 4-6 years – is about to hit, and
missing this opportunity is not an option.
The North Shore is unforgiving, but it rewards those who are willing
to give their all. And Rudy, with his body still scarred from his
injury and a focused mind, is there to prove – especially to himself
– that passion and determination are worth more than any fear.
A photo that sums up sacrifice, ambition, and the awareness that
sometimes opportunities must be seized, whatever the cost.
9
Un passo indietro, a qualche anno fa, alla prima stagione a Nazaré
per Rudy Ghiara, che arriva nella mecca del Big Wave Surfing
senza il materiale adatto ad affrontare l’onda più grande del
mondo. È Andrew Cotton a notarlo e a fornirgli l’essenziale:
Let’s take a step back a few years to Rudy Ghiara’s first season
in Nazaré, when he arrived in the mecca of big wave surfing without
the right equipment to face the biggest waves in the world.
Andrew Cotton noticed him and provided him with the essentials:
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GENIUS LIFESTYLE
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una tavola gun, un giubbottino d’impatto, leash e pinne. Dieci
giorni dopo, l’incontro con un mostro d’acqua di circa 18 metri,
forse il drop più cruento e maestoso della sua vita. Da quel momento,
la scena mondiale lo nota. Lo rispetta. Inizia a chiedersi
chi è quel ragazzo arrivato dall’Italia senza asset professionali,
senza moto d’acqua, solo con la fame e la determinazione necessarie
per affrontare giornate del genere.
Questa è l’onda che segna l’inizio di una nuova stagione della sua
vita. È qui che Rudy Ghiara capisce che Nazaré può essere casa
sua, e come se ne accorge lui, se ne accorgono anche molti altri.
a gun board, an impact jacket, a leash, and fins. Ten days later, he
came face to face with an 18-meter monster – perhaps the most
gruesome and majestic drop of his life. From that moment on, the
world took notice. They respected him. They wanted to know
who this guy who had arrived from Italy with no professional assets,
no jet ski, just the hunger and determination to face days
like that, was.
This wave marked the beginning of a new season in his life. This
is where Rudy Ghiara realized that Nazaré could be his home,
and as he figured it out, so did many others.
10
Bianco e nero. Essenziale. Nessun fronzolo. Questo ritratto di
Rudy Ghiara chiude un cerchio iniziato quando aveva solo 1617
anni, quando, in giro per l’Europa, contava esclusivamente sulle
proprie forze, facendo sacrifici e accontentandosi di ciò che
aveva pur di inseguire un sogno: surfare.
Oggi Rudy ha 28 anni. La barba è cresciuta, lo sguardo è più intenso,
segnato dagli alti e bassi della vita: momenti duri, cadute,
risate, lacrime e traguardi che fino a pochi anni fa sembravano
impossibili. Il ragazzo, l’underdog, oggi è un uomo conosciuto e
riconosciuto. È stato raccontato da testate interna zionali come
Surfer Magazine – la “Bibbia” del surf mondiale –, ha condiviso
palchi con Gareth McNamara, ha partecipato ai Big Waves
Awards, è stato selezionato da 20 Foot Plus come uno dei volti
più rilevanti del Big Wave Surfing globale e porta con sé collaborazioni
prestigiose che in questi anni lo hanno formato e fatto
crescere.
Eppure, nonostante tutto, lo sguardo che vediamo in questa
foto racconta che la fame non è mai sparita. Rudy Ghiara ha già
scalato montagne invisibili, ma sa che la sua storia è ancora tutta
da scrivere. Questo ritratto non segna un punto d’arrivo: è
l’inizio di un nuovo capitolo.
Black and white. Essential. Nothing superfluous. This portrait of
Rudy Ghiara closes a circle that began when he was only 16-17
years old, when he was traveling around Europe, relying solely on
his own strength, making sacrifices and making do with what he
had in order to pursue his dream: surfing.
Today, Rudy is 28. His beard has grown, his gaze is more intense,
marked by the ups and downs of life: the hard times, the falls, the
laughter, the tears, and the achievements that seemed impossible
just a few years ago. The boy, the underdog, is now a wellknown
and popular man. He has been featured in international
magazines such as Surfer Magazine – the “Bible” of world surfing
–, he shared the stage with Gareth McNamara, he took part in the
Big Waves Awards, he was selected by 20 Foot Plus as one of the
most important faces of global big wave surfing, and he can
boast prestigious partnerships that have shaped and helped him
grow over the years.
Yet, despite everything, his eyes tell us that his hunger is still
there. Rudy Ghiara has already climbed invisible mountains, but
he knows that his story isn’t over yet. This portrait isn’t the end of
the road: it’s the start of a new chapter.
Genius People Magazine
GENIUS
MARKETPLACE
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GENIUS MARKETPLACE
GALLERIA D’ARTE CONTINI
San Marco 2288
Calle Larga XXII Marzo
30124 Venezia
Tel. +39 041 52 30 357
venezia@continiarte.com
P.zza Silvestro Franceschi, 1-7
32043 Cortina d’Ampezzo (BL)
Tel. +39 0436 867400
cortina@continiarte.com
Marco Adamo
L’Arte nel Pallone a Milano R.N., 2024
Acrilico su tela, 150 x 150 cm
Per Marco Adamo, la palla
non è solo un oggetto da calciare,
ma il mezzo attraverso
cui trasmettere un messaggio
potente. Utilizzando la tecnica
dell’action painting, simile
a quella di Jackson Pollock,
Adamo crea opere che
sfidano l’odio, la corruzione
e la violenza. Attraverso il
calcio, sport universale, apre
le porte alla creatività, creando
reti pregne di significato
e colori vibranti.
Acrylic on canvas, 150 x 150
cm
In Marco Adamo’s art, balls
aren’t meant to be kicked but
become the means through
which he conveys his powerful
message. Inspired by masters
such as Jackson Pollock,
Adamo uses the “action painting”
technique to challenge
themes as hate, corruption
and violence, and uses color
to imagine a better world.
Through soccer, a universal
sport and symbol of inclusion,
Adamo opens the door to creativity:
his message and vibrant
colors speak of hope
and change.
Fabio Aguzzi
Toni, Bianco, 2004
Olio su tela, 120 x 140 cm
Aguzzi, pittore milanese,
trae ispirazione dalla pittura
di Gnoli, ma se ne distacca
sviluppando un linguaggio
artistico personale incentrato
sulla rappresentazione di
vedute e paesaggi. Nei suoi
cicli pittorici Toni Bianco e
Toni Giallo, si dedica con
meticolosa precisione alla
raffigurazione di fiori e ortaggi,
trattati con un’attenzione
quasi scientifica. Le sue
opere, caratterizzate da colori
tenui e leggeri, esaltano
ogni minimo dettaglio con
un’eleganza delicata e raffinata.
Oil on canvas, 120 x 140 cm
Milanese painter Aguzzi drew
inspiration from Gnoli’s works
of art, but distanced himself
from them by developing a
personal artistic language that
focuses on views and landscapes.
In his painting cycles
Toni Bianco and Toni Giallo,
he immerses himself with meticulous
precision in the artistic
expression of flowers and
vegetables he treats with almost
scientific attention. His
works, characterized by soft,
light colors, enhance every
detail with a delicate and refined
elegance.
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GALLERIA D’ARTE CONTINI
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Pablo Atchugarry
Senza Titolo / Untitled, 2023
Bronzo con vernice per automobile,
68.5 x 33 x 17 cm
Nelle sue opere, l’artista uruguaiano
Pablo Atchugarry ricerca
costantemente un dialogo
profondo tra materia e
spiritualità. I pezzi in bronzo,
finemente modellati, vengono
rivestiti da sgargianti patine
di colore rosso, blu, oro,
bianco e nero, ottenute con
vernice per automobile: una
scelta che conferisce alla
scultura una luminosità inedita
e una forza espressiva
contemporanea. Lontano da
una semplice decorazione, il
colore diventa voce, sentimento,
ritmo, evocando stati
d’animo e riflessioni che
vanno oltre la forma.
Bronze with car paint, 68.5 x
33 x 17 cm
In his works, Uruguayan artist
Pablo Atchugarry constantly
seeks the profound dialogue
between matter and spirituality.
The finely modeled bronze
pieces are coated with bright
red, blue, gold, white, and
black patinas made with car
paint – a choice that highlights
the sculpture’s exceptional
luminosity and contemporary
expressive power. Far
from being a simple decoration,
color becomes voice,
feeling, rhythm, evoking
moods and reflections that go
beyond form.
Giuseppe Cesetti
L’Aia, 1935
Olio su tela, 70 x 90 cm
Cesetti, pittore toscano del
Novecento è legato a una visione
intima e profonda del
mondo rurale. Le sue opere,
che spaziano dai pascoli ai
nudi, dalle nature ai paesaggi,
si distinguono per una ricerca
del colore che ne definisce
l’identità artistica. La
sua figurazione, pur non aderendo
rigidamente alla realtà,
si muove verso una sorta
di astrazione velata, dove le
figure sembrano fondersi con
lo sfondo, rinunciando a
contorni netti e creando un
effetto di immersione che
coinvolge lo spettatore in
una percezione sensoriale e
fluida.
Oil on canvas, 70 x 90 cm
Cesetti, a 20th-century Tuscan
painter, has an intimate
and profound vision of the rural
world. His works, which
range from pastures to nudes,
from still lifes to landscapes,
are known for their search
for color. His figurative style,
while not strictly aligned with
reality, evolves into a sort of
hazed abstraction, where silhouettes
seem to merge with
the background, giving up
clear contours and creating
an immersive effect that pulls
the viewer into a fluid sensory
perception.
Genius People Magazine
Issue 28
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GENIUS MARKETPLACE
Park Eun Sun
Collegamento, 2015
Bronzo, 24 x 57 x 10 cm
Park Eun Sun sviluppa la sua
scultura esplorando e fondendo
il concetto di forme
della cultura orientale con la
tradizione occidentale. Attraverso
la discontinuità delle
superfici, caratterizzate da
spaccature e squarci, le sue
opere simboleggiano contemporaneamente
l’apertura
e la fragilità dell’interiorità
umana e la volontà di dare
ampio respiro alla materia.
Bronze, 24 x 57 x 10 cm
Park Eun Sun shapes his
sculptures by exploring and
blending the style of Eastern
cultural traditions with Western
tradition. Through the
discontinuity of surfaces,
characterized by cracks and
tears, Eun Sun’s works symbolize
both the openness and
fragility of humans and his
desire to give breathing
space to matter.
Enzo Fiore
Appropriazione - Ritratto di Bambina di Casa Redetti, 2024
Tecnica mista (resina, terra,
foglie, radici, insetti...) su tavola
50 x 40 cm
Enzo Fiore rivendica una
manualità paziente e particolarissima,
fatta di resina,
terra, foglie, radici intrecciate,
affermando una pittura
frontale che invade lo spazio
grazie a rilievi tridimensionali.
Il materiale naturale
impiegato dall’artista ha il
fine di riportare in una dimensione
più “naturale” i
protagonisti delle sue opere
che sono ripresi da importanti
tele della storia dell’arte
o riproducono soggetti noti
della cultura contemporanea.
Mixed media (resin, earth,
leaves, roots, insects...) on
wood
50 x 40 cm
Enzo Fiore uses a patient and
very particular artistry, made
of resin, earth, leaves, and intertwined
roots, and creates a
frontal painting that invades
the space thanks to three-dimensional
elements. The artist’s
use of natural materials is
meant to bring back to a more
“natural” dimension the protagonists
of his works, which
are taken out of the important
canvases in the history of art
or are well-known subjects of
our contemporary culture.
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GALLERIA D’ARTE CONTINI
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Julio Larraz
Operaciones Navales, 1998
Olio su tela, 151.8 x 177 cm
L’arte di Julio Larraz si compone
di straordinarie figurazioni
di cui si può ammirare
l’impeccabile tecnica pittorica.
La tecnica è sempre accompagnata
da una densità
di contenuti che sottintendono
e si riferiscono agli
aspetti sociologici ed etici
della sua concezione del
mondo. In un dedalo di riferimenti
simbolici e letterari,
le sue opere viaggiano fino al
limite dell’esoterismo e richiamano
spesso situazioni
provenienti tanto dal sociale
quanto dal vissuto personale
dell’artista.
Oil on canvas, 151.8 x 177 cm
Julio Larraz’s art consists of
extraordinary portrayals made
with and impeccable painting
technique. His technique is
always combined with a richness
in contents that implies
and refers to the sociological
and ethical aspects of his
view of the world. In a maze of
symbolic and literary references,
his works come from
the verge of esotericism and
often refer to situations from
both the social and the personal
experience of the artist.
Anton Zoran Mušič
Cavalli Condotti al Mercato, 1949
Olio su tela, 33 x 41.8 cm
Zoran Mušič ha subito esperienze
traumatiche, come la
prigionia nei campi di concentramento,
che hanno
profondamente influenzato
la sua arte, caratterizzata da
un linguaggio simbolico e
drammatico. Il tema dei cavallini
nelle sue opere non si
riferisce a una tradizione iconografica
specifica, ma rappresenta
un’immagine che si
inserisce nella sua poetica. I
cavalli simboleggiano la forza,
la libertà, ma anche la
sofferenza e la lotta, riflettendo
il desiderio di libertà e
il confronto con l’assurdità
della condizione umana.
Oil on canvas, 33 x 41.8 cm
Zoran Mušič suffered traumatic
experiences, such as
the imprisonment in concentration
camps, which deeply
influenced his art, characterized
by a symbolic and dramatic
language. In his works,
horses don’t allude to a specific
iconographic tradition,
but represent a part of his
poetics. Horses symbolize
strength and freedom, but
also pain and struggle, and
express the desire for freedom
and the confrontation
with the absurdity of the human
condition.
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Issue 28
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GENIUS MARKETPLACE
Fabrizio Plessi
Progetto per una Monumentale Video Installazione,
Documenta 8 KASSEL, 2009
Tecnica mista su carta
100 x 150 cm
Le videoinstallazioni di Fabrizio
Plessi utilizzano schermi,
immagini e suoni per trasformare
lo spazio e interagire
con il pubblico. I progetti
sono essenziali perché offrono
una struttura concettuale
che va oltre l’aspetto visivo,
creando esperienze coinvolgenti
e stimolanti. L’opera di
Plessi riflette inoltre, la sua
continua ricerca sul potere
dell’immagine digitale e su
come questa possa trasformare
lo spazio pubblico e influenzare
la percezione dello
spettatore.
Mixed media on paper
100 x 150 cm
Fabrizio Plessi’s video installations
use screens, images,
and sounds to transform
space and interact with the
audience. The projects are
essential because they offer
a conceptual structure that
goes beyond the visual aspect,
creating engaging and
stimulating experiences. Plessi’s
work also reflects his ongoing
research into the power
of the digital image and how it
can transform public space
and influence the viewer’s
perception.
Carla Tolomeo
The Bishop’s Hand, 2016 | The Truker’s Hand, 2016
Velluti in seta disegno esclusivo
dell’artista,
passamanerie in seta
Per l’artista Carla Tolomeo la
sedia è un ritratto, persino
un autoritratto, capace di
evocare segreti. Le sue opere
hanno soggetti che si rifanno
al quotidiano o che citano il
mondo fantastico tratto dai
romanzi dello scrittore argentino
Jorge Luis Borges.
L’artista ha fatto dell’immaginazione
la sua realtà passando
per visioni e labirinti
creativi, trasformando la sedia
in una opera d’arte, utilizzando
materiali come velluti
e tessuti raffinati e ricercatissimi.
Silk velvets with exclusive designs
by the artist,
silk trimmings
For artist Carla Tolomeo
chairs are a portrait, even a
self-portrait, that can summon
secrets. The subjects of
her works are inspired by
everyday life or reference the
fantasy world from the novels
of Argentine writer Jorge Luis
Borges. As she moves through
visions and creative labyrinths,
imagination has become
the artist’s reality, and
has transformed a chair into a
work of art, using materials
such as velvets and refined,
highly sought-after fabrics.
Genius People Magazine
GALLERIA D’ARTE CONTINI
377
Manolo Valdés
Reina Mariana, 2019
Bronzo, 172 x 126 x 78 cm
Le opere di Manolo Valdés
traggono la loro forza dai capolavori
del passato, ricreando
e ricontestualizzando
alcune delle icone più rappresentative
dell’arte occidentale.
Colori e strutture
creano forti riferimenti alla
storia dell’arte, portando
tracce che si estendono da
Velázquez a Picasso. Celebre
il riferimento a “La reina Mariana
de Austria” e “Las meninas”
dell’artista spagnolo
Diego Velázquez.
Bronze, 172 x 126 x 78 cm
Manolo Valdés’ works draw
their strength from the masterpieces
of the past by re-envisioning
and re-contextualizing
some of the most
representative icons of Western
art. Colors and textures
strongly reference art history,
with hints that span from
Velázquez to Picasso. His references
to “La reina Mariana
de Austria” and “Las meninas”
by Spanish artist D.
Velázquez are famous.
Andrea Valleri
Centauri, 2022
Tecnica mista su tavola, 150 x
300 cm
L’arte di Valleri mescola sapientemente
elementi primitivi
e arcaici con la vivacità
figurativa e il carattere audace
del movimento pop. Le
sue opere si arricchiscono di
frammenti di giornali, carta e
oggetti provenienti dal mondo
della tecnologia, creando
un connubio tra tradizione e
modernità. Il risultato è una
sintesi perfetta che, in modo
filosofico e profondo, riflette
sul cammino dell’essere
umano e sul suo rapporto con
la cultura e l’innovazione.
Mixed media on board, 150 x
300 cm
Valleri’s art gracefully blends
primitive and archaic elements
with the expressive vivacity
and bold character of
the pop movement. His works
are enriched with fragments
of newspapers, paper, and
objects from the world of
technology, creating a union
between tradition and modernity.
The result is a perfect
synthesis that, in a philosophical
and profound way, reflects
on the journey of human
beings and their relationship
with culture and innovation.
Genius People Magazine
Issue 28
378
GENIUS MARKETPLACE
1
2
Genius People Magazine
GALLERIA D’ARTE CONTINI
379
1
Enrico Ghinato
Enoteca, 2006
Olio su lino, 100 x 70 cm
Ghinato è un pittore che si distingue per la sua straordinaria capacità di riprodurre
la realtà in modo iper realistico. La sua arte è caratterizzata da una sensibilità unica
nell’uso del colore e della luce, elementi che padroneggia con maestria per rappresentare
ogni dettaglio con incredibile precisione. Come gli impressionisti, che si
avvalevano della fotografia per catturare l’attimo e la luce, anche Ghinato utilizza la
fotografia come strumento di riferimento, permettendogli di rappresentare i suoi
soggetti con una fedeltà impressionante. La sua tecnica, attentamente curata, rende
ogni opera un’emozionante riproduzione della realtà, dove ogni sfumatura e ogni
riflesso emerge con vivida intensità.
Oil on linen, 100 x 70 cm
Ghinato is a painter who stands out for his extraordinary ability to reproduce reality in
a hyper-realistic way. His art is characterized by his unique sensitivity and by the use
of color and light, elements that he masters to represent every detail with incredible
precision. Like the Impressionists, who used photography to capture the moment and
the light, Ghinato also uses photography as a reference tool, to represent his subjects
with impressive accuracy. His carefully crafted technique turns each work into an exciting
reproduction of reality, every nuance and every reflection emerges with vivid
intensity.
2
Mario Arlati
Trapos (Reggi-Primate), 2024
Tecnica mista su cartone riciclato
10 x 7 cm
Misure scultura: 54 x 38 x 35 cm
Mario Arlati coglie l’universalità dei quattro lumi di Leonardo per investire i corpi
opachi e farne fonti di nuova luce. Non si tratta di lumi mistici – i suoi – ma liberi e
subordinati solo alla funzione illuminante. Arlati compie l’evento creativo stendendo
il colore non per intento “di coloritura” ma per invenzione luministica sostanziale
e definitiva, dando perfino movimento al dipinto. Egli giunge all’informale
astrazione non per analogie, ma per la luce che via via illumina singole parti che
infrangono il tutto: le parti lasciano il tutto per astrarsi in forme che hanno smarrito
la memoria delle vecchie forme. Forme che si formano nascendo e che sintetizzano,
in quell’attimo creativo, tutta l’esistenza dei suoi perenni dilemmi.
Mixed media on recycled cardboard
10 x 7 cm
Sculpture measurements: 54 x 38 x 35 cm
Mario Arlati captures the universality of Leonardo’s four lights to cover opaque-like
bodies and turn them into sources of new light. His lights are not mystical, they’re free
and only bound to their purpose. Arlati realizes his creative act by applying color not
for the sake of “coloring,” but for the sake of a deep and definitive invention of light,
even infusing movement to the painting. He reaches informal abstraction not through
analogies, but through the light that gradually illuminates the singular parts that break
up the whole: the parts leave the whole to become abstract forms that have lost the
memory of their old shapes. These forms come into being and, in that creative moment,
they synthesize the entire existence of his perennial dilemmas.
Genius People Magazine
Issue 28
380
GENIUS MARKETPLACE
Paolo Vegas
Cloning Him - Her Self Rich Diamond Rain, 2019
Stampa diretta su specchio
con angolo 155°
70 x 70 cm, ED. 1/1
I lavori di Vegas utilizzano il
format del set pubblicitario
che raccontano una storia
sospesa tra realtà e dimensione
onirica, nel costante
trionfo dell’eccesso. Così, in
una riflessione concettuale
sul rapporto tra realtà ed immagine,
realtà ed illusione,
l’oggetto, tiranno dominatore
della nostra vita consumistica,
diventa una sorta di
alter ego del soggetto ritratto,
purificandosi del suo
esclusivo ruolo di “usa e getta”.
Il consumismo e la voglia
di apparire sono temi ricorrenti
nelle sue opere.
Direct print on mirror with
155° angle
70 x 70 cm, ED. 1/1
Paolo Vegas’ narrative unfolds
within a single script
filled with clones. The artist
faces the consumerist society
and the commodification of
the female body using mass
production. By taking several
shots of the same footage he
keeps the same focal distances
to ensure the same depth
of field. Each shot becomes a
fragment of the final image.
He adds an object to each
work to create a narrative
bridge between the work and
the viewer.
Giuseppe Veneziano
Frida Kahlo, 2014
Acrilico su tela, 150 x 150 cm
La poetica di Giuseppe Veneziano
è trattare la storia come
cronaca e la cronaca come
storia. Molte delle sue opere
uniscono soggetti tratti dalla
tradizione religiosa con il
mondo dei fumetti e dei supereroi.
L’artista è capace di
trarre spunto da immagini
molto familiari, che si rifanno
ad una tradizione consolidata,
che viene trasfigurata
attraverso colori che richiamano
l’approccio pop e la
grafica tipica dei fumetti.
Acrylic on canvas, 150 x 150
cm
Giuseppe Veneziano’s poetics
is about treating history as a
chronicle and a chronicle as
history. Many of his works
combine subjects drawn from
the religious tradition with the
world of comic books and
superheroes. The artist uses
very traditional and familiar
images and transforms them
with colors that echo the typical
pop and graphic approach
of comic books.
Genius People Magazine
GALLERIA D’ARTE CONTINI
381
Igor Mitoraj
Corazza Media, 1978
Bronzo, 59 x 39 x 21.5 cm
La straordinaria arte di Igor
Mitoraj deriva dalla sua capacità
di fondere il passato
con il presente senza soluzione
di continuità. Non si tratta,
tuttavia, di una questione
di guardare con nostalgia al
passato, né tanto meno di un
semplice lavoro filologico: i
frammenti di un passato, i
corpi ed i volti raffigurati con
caratteristiche ben proporzionate,
tipicamente elleniche,
sono il punto di partenza
per una riflessione su temi
senza tempo come l’amore, il
desiderio sessuale, la femminilità
ma anche la solitudine
e la sofferenza.
Bronze, 59 x 39 x 21.5 cm
Igor Mitoraj’s extraordinary art
springs from his ability to blur
the lines between past and
present. But it’s not some
nostalgic look back at the
past, or a simple philological
exercise: the fragments of the
past, the bodies and faces
with their well-proportioned,
typically Hellenic features, are
a starting point to explore
timeless themes like love, sex,
femininity, but also loneliness
and pain.
Genius People Magazine
Issue 28
382
GENIUS MARKETPLACE
SHOP DRIADE a cura di/by L’AMBIENTE
Simon
Design by Borek Sipek
Candelabro Simon realizzato
in metallo placcato argento.
Con i suoi imponenti sette
bracci, Simon è un candelabro
scenografico, con gusto
classico e design molto sofisticato.
Somiglia ad una
pianta selvatica, i cui rami
sono rivolti verso l’alto con
curve sinuose. Ispirandosi
alla natura, Simon è il candelabro
perfetto per creare
suggestive atmosfere e decorare
con classe.
Simon candelabra in silverplated
metal. With its majestic
seven arms, Simon is an elegant
candelabra with a classic
taste and a very sophisticated
design. It looks like a
wild plant with branches that
point toward the sky with sinuous
curves. Inspired by nature,
Simon is the perfect candelabra
to create captivating
atmospheres and decorate
with class.
Isotta
Design by Borek Sipek
Isotta Centrotavola.
Gioioso centrotavola in vetro
soffiato con decoro foglie colorate.
Vetro trasparente con
foglie in vari colori.
Isotta Centerpiece.
Radiant blown glass centerpiece
with a colorful decoration
with leaves. Clear glass
with leaves in different colors.
Genius People Magazine
L’AMBIENTE
383
SHOP DRIADE
Cherry me up
Design by Nika Zupanc
Vassoio con cloche in ceramica
smaltata.
Glazed ceramic tray with
cloche.
Vichy
Design by Borek Sipek
Brocca per vino in vetro soffiato
trasparente.
Transparent blown glass wine
pitcher.
Genius People Magazine
Issue 28
384
GENIUS MARKETPLACE
SHOP QEEBOO
1
2
Genius People Magazine
L’AMBIENTE
385
SHOP QEEBOO
1
Giraffe in Love
Design by Marcantonio
“Giraffe in Love” è il nuovo prodotto nato dalla collaborazione tra Marcantonio e
Qeeboo. È una giraffa sognante che tiene in bocca un lampadario classico in stile
Maria Teresa. Rappresenta l’ironia e la leggerezza: la giraffa è innamorata ma ancora
non lo sa perché il suo cuore è lontano dalla testa, e vive l’amore con leggerezza.
Giraffe in Love - XL -
La sua massima espressione è nei 4 metri di altezza di un esemplare giovane di giraffa,
a grandezza naturale. È il formato perfetto per creare magiche ambientazioni
indoor o outdoor grazie al lampadario resistente al vento e all’acqua.
Giraffe in Love - M -
Questa giraffa è alta 2,65 metri, una dimensione che le permette di entrare nelle case
di tutti. Audace ed elegante, sarà naturalmente al centro dell’attenzione, in qualsiasi
soggiorno.
Giraffe in Love - XS -
La versione in miniatura della “Giraffe in Love” è alta 100 cm (una riproduzione esatta
di quella a grandezza naturale) e diventa un oggetto di design versatile e iconico, in
pieno stile Qeeboo.
“Giraffe in Love” is the new product born from the collaboration between Marcantonio
and Qeeboo. It is a dreamy giraffe holding a classic Maria Theresa-style chandelier in
its mouth. It represents irony and lightness: the giraffe is in love but doesn›t know it yet
because her heart is far from her head, and she lives love lightly.
Giraffe in Love - XL -
The 4-meter tall life-size young giraffe specimen is its ultimate expression. Thanks to
its wind- and water-resistant chandelier it’s the perfect setup to create magical indoor
or outdoor settings
Giraffe in Love - M -
This giraffe is 2.65 meters tall, a size that grants it entry into everyone›s home. Bold
and elegant, it will naturally be at the center of attention in any living room.
Giraffe in Love - XS -
The miniature version of the “Giraffe in Love” is 100 cm tall (it’s an accurate replica of
the full-size one) and is a versatile and iconic design object, in true Qeeboo style.
2
Ribbon Mirror Metal Finish
Design by Nika Zupanc
Qeeboo presenta lo specchio Ribbon. Uno specchio rotondo, largo 55 cm, che segue
la linea degli altri prodotti che compongono la collezione. Incorniciato dall’iconico
fiocco, realizzato in polipropilene in diversi colori, completa il romantico set. I riflessi
di nastro sono un elemento di design popolare che può aggiungere un tocco di
eleganza e stile a qualsiasi ambiente.
Qeeboo presents the Ribbon mirror. A round mirror, 55 cm wide, that follows the line
of the other products of the collection. With the iconic bow in polypropylene, in different
colors, it completes this romantic set. Ribbon reflections are a popular design element
that can add a touch of elegance and style to any room. For example, the
Ribbon Mirror is a decorative mirror with a frame in the shape of a woven ribbon.
Genius People Magazine
Issue 28
386
GENIUS MARKETPLACE
SHOP QEEBOO
Golden Brothers
Design by Stefano Giovannoni
La famiglia Golden Brothers è
una simpatica collezione di
lampade da tavolo LED. Queste
lampade/personaggio sono
disponibile in 5 diverse
posizioni, perfette da esporre
l’una vicina all’altra o da
sole, per abbellire e portare
un pizzico di allegria in qualsiasi
angolo della casa. Questa
famiglia di lampade a LED
è portatile e ricaricabile.
The Golden Brothers family is
a cute collection of LED table
lamps. These lamps/characters
are available in 5 different
positions; they were designed
to be displayed next to each
other or on their own, to
beautify and bring a dash of
cheer to any corner of the
house. This family of LED
lamps are portable and rechargeable.
Rabbit XS Lamp with Rechargeable Led
Design by Stefano Giovannoni
Rabbit XS è una lampada
senza fili disegnata da Stefano
Giovannoni per Qeeboo.
Ha una batteria ricaricabile,
luce LED e 16 diversi colori
RGB intercambiabili. Simbolo
di amore e fertilità, questo
piccolo coniglietto ti porterà
fortuna!
Dimensioni: 20 x 11 x 22,5 cm
Rabbit XS is a wireless lamp
designed by Stefano Giovannoni
for Qeeboo. It has a rechargeable
battery, a LED
light and 16 different interchangeable
RGB colors. A
symbol of love and fertility,
this little bunny will bring you
luck!
Size: 20 x 11 x 22.5 cm
Genius People Magazine
L’AMBIENTE
387
SHOP CASSINA
Impronta mano
Design by Ico e Luisa Parisi, 1966
Nasce dall’estro creativo di
Ico e Luisa Parisi il vaso mano
in ceramica, parte della collezione
Impronta, pensata
negli anni Sessanta dal designer
e dalla moglie come una
raffinata serie di complementi
per la casa dagli evidenti
rimandi alla pop-art.
This ceramic hand vase was
born from the creative flair of
Ico and Luisa Parisi. Part of
the Impronta collection, it was
conceived in the 1960s by the
designer and his wife as a refined
series of home accessories
with obvious pop-art references.
Les Grands Trans-Parents
Design by Man Ray, 1938
Uno specchio che rivela il suo
tocco speciale e inatteso in
ogni ambiente, confondendo
il suo riflesso attraverso l’originale
gioco di parole serigrafato
sul vetro. L’oggetto è
stato creato da Man Ray, pittore,
fotografo e filmaker
americano tra gli esponenti
più radicali e poliedrici del
dadaismo e del surrealismo.
Il pezzo è prodotto in serie a
partire dal 1971, come parte
della collezione Ultramobile
di Simon, e oggi all’interno
della Collezione Cassina SimonCollezione.
A mirror that reveals its special
and unexpected flair in
any setting, blurring its reflection
through the original play
of words silkscreened on the
glass. The item was created
by Man Ray, an American
painter, photographer and
filmmaker and one of the
most radical and multifaceted
exponents of Dadaism and
Surrealism. Since 1971, the
piece has been mass produced
as part of Simon’s Ultramobile
collection, and today
it’s part of the Cassina
SimonCollection.
Genius People Magazine
Issue 28
388
GENIUS MARKETPLACE
SHOP CASSINA
1
2
Genius People Magazine
L’AMBIENTE
389
SHOP CASSINA
1
Collection Chandigarh
Design by Le Corbusier & Richard Ginori, 1956
Cassina in collaborazione con Ginori 1735 e la Fondazione Le Corbusier. Cassina si
ispira al genio di Le Corbusier per una collezione di tre vassoi in porcellana pura non
smaltata, che riprendono alcuni simboli in bassorilievo scelti per i muri degli edifici
di Chandigarh, la città progettata negli anni ’50, oggi iscritta nella lista del Patrimonio
mondiale dell’umanità. Ciascun vassoio, realizzato da Ginori 1735 riporta un
soggetto tracciato dal Maestro nel 1956: la mano aperta che rievoca alla pace (vassoio
quadrato con gli angoli smussati), il pesce (vassoio tondo), il movimento del sole
(vassoio rettangolare).
Cassina in partnership with Ginori 1735 and the Le Corbusier Foundation. Cassina
draws inspiration from the genius of Le Corbusier for a collection of three unglazed,
pure porcelain trays that echo some of the bas-relief symbols that were selected for
the walls of buildings in Chandigarh, the city designed in the 1950s that is now a World
Heritage Site. Each tray, made by Ginori 1735 features one of the subjects drawn by
the Master in 1956: the open hand that calls for peace (square tray with rounded corners),
the fish (round tray), the movement of the sun (rectangular tray).
2
H2D’O-V
Design by Davide Oldani e Manuele Pirovano, 2024
Una collezione di calici raffinati soffiati a bocca per un’esperienza enologica completa,
che esalta appieno le proprietà aromatiche del vino. Firmati dallo chef Davide
Oldani e dal maître sommelier Manuele Pirovano, i calici H2D’O-V sono realizzati
con un taglio speciale a doppia inclinazione pensato per bere sul bordo diritto lasciando
lo spazio al naso di percepire gli aromi riducendo l’inclinazione della testa,
in modo che le diverse note del vino arrivino al palato senza sopraffarsi o disperdersi.
Leggerezza e lucentezza contraddistinguono questa collezione frutto di grande
maestria artigiana.
La collezione è composta da:
- Calice per vini bianchi frizzanti
- Calice universale per vini bianchi e rossi
- Calice per vini rossi importanti
- Calice per dessert (vino dolce, grappa, cognac, amaro)
- Bicchiere per acqua naturale e gassata
A collection of refined mouth-blown stemware for a complete wine experience that
fully enhances the aromatic properties of wine. Created by chef Davide Oldani and
maître sommelier Manuele Pirovano, the H2D›O-V goblets are made with a special
double-tilt cut designed to drink on its straight edge, reducing the inclination of the
head and leaving the nose the space to perceive the wine’s aromas: the unique notes
of the wine reach the palate without overpowering each other or dispersing. The collection
is the the result of great craftsmanship and is characterized by its lightness and
glow.
The collection is made up of:
– Chalice for sparkling white wines
– Universal chalice for white and red wines
– Chalice for important red wines
– Chalice for desserts (sweet wine, grappa, cognac, bitter)
– Glass for still and sparkling water
Genius People Magazine
Issue 28
390
GENIUS MARKETPLACE
SHOP CASSINA
Le due facce della Luna
Design by Afra e Tobia Scarpa, 1979
Cassina riscopre e riedita Le
due facce della Luna, il servizio
di posate firmato nel 1979
da Afra e Tobia Scarpa. Un set
da tavola da 24 pezzi in acciaio
inox: un mix dal perfetto
equilibrio estetico e funzionale,
un capolavoro di cura e
dedizione.
Cassina rediscovers and revisits
Le due facce della Luna,
the cutlery set designed by
Afra and Tobia Scarpa in
1979. A 24-piece stainless
steel table set: a mix of both
aesthetic and functional balance,
a masterpiece of care
and dedication.
Post Scriptum
Design by Formafantasma, 2022
Cassina inaugura una collezione
unica di oggetti in porcellana
dipinti a mano firmata
da Formafantasma.
Partendo dall’ampio archivio
della Manifattura Ginori,
il duo creativo ha selezionato
delle forme archetipe dando
una loro interpretazione
contemporanea per valorizzare
al meglio l’espressione
dell’individualità dei maestri
pittori del brand Made in
Florence.
Cassina unveils Formafantasma’s
unique collection of
hand-painted porcelain pieces.
Starting from Manifattura
Ginori’s extensive archive, the
creative duo gave their contemporary
twist to the archetypal
shapes they handpicked
to enhance the Made in Florence
brand’s expression of
master painters’ individuality.
Genius People Magazine
L’AMBIENTE
391
SHOP CASSINA
Coral
Design by Cassina, 2019
Ispirato al corallo e alle sue
caratteristiche forme contorte,
la forma organica del
vaso Coral sembra essere stata
modellata dalle correnti
marine. Il vaso è in vetro veneziano
soffiato a mano con
una finitura a rete strutturata
che ricorda la superficie irregolare
e ruvida di un corallo.
È disponibile in ametista,
verde e rosa pallido.
Inspired by corals and their
gnarled shapes, Coral’s organic
form seems to have
been shaped by sea currents.
The vase is made from handblown
Venetian glass with a
textured mesh finish that resembles
the irregular, rough
surface of a coral. It’s available
in amethyst, green, and
pale pink.
Genius People Magazine
Issue 28
392
GENIUS MARKETPLACE
mail: info@brunfineart.it
JEAN BAPTISTE FOSSIN, Parigi, 1786 - Vauboyen, 1848
JEAN BAPTISTE FOSSIN, Paris, 1786 - Vauboyen, 1848
Busto femminile / Busto di
Afrodite, 1848
FOSSIN 1848 firmato e datato
1848 a destra
marmo bianco di Carrara
Alt. cm 44, larg. cm 18, prof.
cm 18
Busto in marmo bianco, firmato
e datato da Jean Baptiste
Fossin nel 1848, rappresenta
con eleganza e sensibilità
la figura di Afrodite, dea
greca dell’amore e della bellezza.
L’opera riflette l’influenza
della scultura neoclassica
francese di metà Ottocento,
in cui la purezza
delle forme classiche si unisce
a un raffinato senso della
grazia femminile.
Female bust / Bust of Aphrodite,
1848
FOSSIN 1848 signed and dated
1848 right
White Carrara marble
H. cm 44, W. cm 18, D. cm 18
White marble bust, signed
and dated by Jean Baptiste
Fossin in 1848, elegantly
and sensitively depicts the
figure of Aphrodite, the
Greek goddess of love and
beauty. This work reflects
the influence of mid-nineteenth-century
French neoclassical
sculpture, in which
the purity of classical forms is
combined with a refined
sense of feminine grace.
COPPIA DI ATHENNIENNES IN MARMO VERDE, Roma, 1810 circa
PAIR OF ANTIQUE GREEN MARBLE ATHÉNIENNES, Rome, 1810 ca.
h 53 cm, diam 25 cm, base
18x18 cm
Raffinata coppia di athéniennes
in marmo verde, realizzata
a Roma nei primi anni
del XIX secolo, rappresenta
un’elegante sintesi del gusto
neoclassico, ispirato all’antichità
classica e reinterpretato
secondo la sensibilità estetica
dell’epoca napoleonica.
La forma richiama i bracieri
cerimoniali dell’antica Roma
e della Grecia, con bacini
scanalati sorretti da tre gambe
rastremate che poggiano
su basi triangolari, ciascuna
ornata da piedi leonini finemente
scolpiti.
h 53 cm, diam 25 cm, base
18x18 cm
A refined pair of green marble
athéniennes, made in Rome
in the early 19th century, they
represent an elegant synthesis
of neoclassical taste, inspired
by classical antiquity
and reinterpreted according
to the aesthetic sensibility of
the Napoleonic era.
The form recalls the ceremonial
braziers of ancient Rome
and Greece, with fluted basins
supported by three tapered
legs resting on triangular
bases, each adorned with
finely carved leonine feet.
Genius People Magazine
BRUN FINE ART
393
VASO IN PORFIDO SU PIEDISTALLO IN MARMO
CON TESTA DI LEONE IN ROSSO ANTICO
PORPHYRY VASE ON A MARBLE PEDESTAL
WITH A ROSSO ANTICO LION’S HEAD
Roma, primo quarto del XVIII
secolo (vaso);
terzo quarto del XVIII secolo
(piedistallo)
Porfido rosso, granito rosso
d’Egitto, marmo statuario,
marmo rosso antico
h 40 cm (vaso) h 15 3/4 in
98 x 32 x 27 cm (piedistallo)
38 5/8 x 12 5/8 x 10 5/8 in
Le due parti, fusto e vaso,
vennero prodotte a una decina
di anni di distanza e dovettero
essere unite all’epoca
della realizzazione del primo,
come dimostra l’incavo sul
suo piano d’appoggio.
Rome, First quarter of the
18th century (vase);
third quarter of the 18th century
(pedestal)
Red porphyry, red granite
from Egypt, statuary marble,
rosso antico marble
height 40 cm (Vase) height 15
3/4 in
98 x 32 x 27 cm (pedestal)
38 5/8 x 12 5/8 x 10 5/8 in
The two parts, stem and vase,
were produced about ten
years apart and must have
been joined at the time the
former was made, as evidenced
by the recess on its
top surface.
BUSTO IN MARMO ITALIANO DI UN PRINCIPE ANTONINO,
Roma, XVII secolo
AN ITALIAN MARBLE BUST OF AN ANTONINE PRINCE, ,
Rome, 17th century
Marmo bianco, marmo venato
grigio, marmo Africano
e con applicazioni in marmo
rosso antico
su una base in marmo rosso
Languedoc
H. 55 cm
Busto rappresentante un giovane
principe imperiale romano,
cle sue abbondanti e
vigorose ciocche di capelli, le
grandi orecchie e i lineamenti
fanciulleschi, la testa segue
il cosiddetto ritratto tipo
Borghese di un principe Antonino,
che è stato identificato
come M. Galerius Aurelius
Antoninus, un figlio di
Antoninus Pius.
White marble, veined grey
marble, Africano
and with rosso antico marble
appliques
on a rouge languedoc marble
socle
H. bust 55 cm
Bust representing a young
Roman imperial prince, his
abundant and vigorous locks
of hair, large ears, and boyish
features, the head follows the
so-called Borghese-type portrait
of an Antonine prince,
who has been identified as M.
Galerius Aurelius Antoninus, a
son of Antoninus Pius.
Genius People Magazine
Issue 28
394
GENIUS MARKETPLACE
SATIRO IN ROSSO ANTICO, Roma, XIX secolo
ROSSO ANTICO SATYR, Rome, 19th Century
54 x 19 x 16 cm
La scultura rappresenta un
satiro, i tratti del volto sono
ben definiti: riccioli scolpiti
con cura incorniciano un
volto sorridente e leggermente
inclinato, conferendo
all’opera un’aria giocosa e
maliziosa, tipica del soggetto.
L’opera è chiaramente
ispirata all’arte romana classica
ed è parte del gusto neoclassico
e antiquario del XIX
secolo, periodo in cui avvenne
una riscoperta dell’antichità
grecoromana. La scelta
del marmo rosso antico
richiama i materiali utilizzati
nelle opere imperiali romane,
suggerendo un intento
celebrativo o collezionistico.
54 x 19 x 16 cm
The sculpture depicts a satyr,
the facial features are well defined:
carefully sculpted curls
frame a smiling, slightly tilted
face, giving the artwork a
playful and mischievous air
typical of the subject. The artwork
is clearly inspired by
classical Roman art and is
part of the neoclassical and
antiquarian taste of the 19th
century, a period when a rediscovery
of Greco-Roman
antiquity took place. The
choice of ancient red marble
recalls materials used in Roman
imperial works, suggesting
a celebratory or collecting
intent.
LUCIO FONTANA (Rosario, Argentina 1899 – 1968 Varese)
LUCIO FONTANA (Rosario, Argentina 1899 – 1968 Varese)
NATURA MORTA, 194950
firmato in centro
Terracotta dipinta e smaltata
Diam. 41 cm
Fontana ha sottolineato che
non fu tanto interessato alla
tecnica quanto alle potenzialità
duttili del materiale, allo
stesso tempo flessibile e denso;
un’attrazione per la materia
rafforzata dalle possibilità
cromatiche offerte dallo
smalto e dalle cotture.
Le creazioni in ceramica di
Fontana contribuirono a stabilire
il suo riconoscimento,
prima e anche durante le prime
fasi dell’avventura spazialista.
NATURA MORTA, 1949-50
Signed
Glased and painted terracotta.
Diameter 41 cm
Fontana emphasized that he
wasn’t much interested in
technique as in the ductile potential
of the material, at once
flexible and dense; an attraction
to the material reinforced
by the chromatic possibilities
offered by enamel and firings.
Fontana’s ceramic creations
helped establish his recognition,
before and even during
the early stages of the Spatialist
adventure.
Genius People Magazine
BRUN FINE ART
395
JOSEPH WILTON, 1722-1803
JOSEPH WILTON, 1722-1803
APOLLO DEL BELVEDERE,
1758
Marmo bianco
H. 29,2 cm (busto);
H. 37,5 cm (con base)
Iscrizione e data sul retro:
“I. WILTON .f:t 1758.”.
L’opera reca la firma dello
scultore Joseph Wilton, uno
dei più celebri scultori britannici
del XVIII secolo e
membro fondatore della
Royal Academy di Londra. Il
busto rappresenta Apollo,
divinità greca del sole, della
musica e delle arti. L’opera
riflette pienamente i principi
dell’estetica neoclassica, con
l’esaltazione della bellezza
ideale, la purezza formale e
l’equilibrio compositivo.
A WHITE MARBLE BUST OF
APOLLO BELVEDERE
AFTER THE ANTIQUE, 1758
White marble
H. 29.2 cm bust;
H. 37.5 cm, on socle
Inscribed and dated ‘I. WIL-
TON .f:t 1758.’ on the reverse.
This artwork bears the signature
of sculptor Joseph Wilton,
one of the most celebrated
British sculptors of the
18th century and a founding
member of the Royal Academy
in London. The bust represents
Apollo, the Greek deity
of the sun, music and the arts.
The work fully reflects the
principles of neoclassical aesthetics,
with its exaltation of
ideal beauty, formal purity,
and compositional balance.
VASO IN PORFIDO, CON CORPO OVOIDALE FIANCHEGGIATO
DA TESTE DI ARIETE, Roma, inizio del XVIII secolo
PORPHYRY VASE, WITH OVOID GADROONED BODY FLANKED
BY RAMS’ HEADS, Rome, early 18th century
Porfido
Estraibile esclusivamente a
Mons Porphyrius nel Deserto
Orientale d’Egitto, il porfido
è stato pregiato sin dall’antichità
per la sua straordinaria
durezza e il colore porpora
lucente. Il presente vaso, realizzato
all’inizio del XVIII
secolo, è modellato sulla forma
degli antichi Labra romani.
Il formato è ridotto per
adattarsi ad un interno.
Porphyry
Mined exclusively at Mons
Porphyrius in the Eastern Desert
of Egypt, porphyry has
been prized since antiquity for
its extraordinary hardness
and lustrous purple color. This
vase, made in the early 18th
century, is modeled after the
shape of ancient Roman
Labra. The size is reduced to
fit an interior.
Genius People Magazine
Issue 28
396
GENIUS MARKETPLACE
1
2
Genius People Magazine
BRUN FINE ART
397
1
RAIMONDO TRENTANOVE
RAIMONDO TRENTANOVE
RITRATTO DI ANTONIO CANOVA, 1822
Firmato sul retro: “R. Trentanove fece in Roma 1822”
Marmo bianco 60 x 33 x 21 cm
Expertise by Alessio Moscatelli
H. con base 60 cm, H. senza base 50 cm, L. 33 cm, D. 21 cm
Raimondo Trentanove (Faenza, 1792 – Roma, 1832) inizia la sua formazione presso
l’Accademia di Belle Arti di Carrara, nel 1815 si trasferisce a Roma e frequenta e lavora
per Antonio Canova
Il ritratto, derivato dal celebre autoritratto realizzato da Canova nel 1812, entra a far
parte del documentato nucleo dei ritratti del Maestro eseguiti da Trentanove.
PORTRAIT OF ANTONIO CANOVA, 1822
Signed on the verso ‘R. Trentanove fece in Roma 1822’
White marble 60 x 33 x 21 cm
Expertise by Alessio Moscatelli
H. with base 60 cm, H. without base 50 cm, L. 33 cm, D. 21 cm
Raimondo Trentanove (Faenza, 1792 - Rome, 1832) began his training at the Academy
of Fine Arts in Carrara, in 1815 he moved to Rome and attended and worked for Antonio
Canova The portrait, derived from the famous self-portrait made by Canova in
1812, becomes part of the documented core of portraits of the Master done by Trentanove.
2
CENTROTAVOLA TORLONIA, 1845
TORLONIA CENTERPIECE, 1845
Bronzo dorato diam. 60 cm
Piatto commemorativo in bronzo realizzato per la famiglia Torlonia, opera d’arte
attribuibile a Charles Crozatier, abile artista francese del XIX secolo.
Il piatto, che misura 60 cm in diametro, presenta un tema dionisiaco, in cui numerose
figure sono colte nell’atto di bere vino, raccogliere uva e spremerne i grappoli,
dedicato perciò al ciclo di produzione del vino.
Al centro della composizione troviamo lo stemma della famiglia Torlonia-Colonna,
recante la scritta ALEXANDER TORLONIA ANNO DOMINI MDCCCVL (1845).
Il piatto è poi decorato, più esternamente, con festoni e motivi floreali e fogliacei
neoclassici di grande gusto e raffinatezza.
Gilded bronze diam. 60 cm
Commemorative bronze plate made for the Torlonia family, a work of art attributable to
Charles Crozatier, a skilled 19th-century French artist.
The plate, measuring 60 cm in diameter, features a Dionysian theme, in which numerous
figures are caught in the act of drinking wine, harvesting grapes and squeezing
their bunches, therefore dedicated to the cycle of wine production.
In the center of the composition we find the coat of arms of the Torlonia-Colonna
family, bearing the inscription ALEXANDER TORLONIA ANNO DOMINI MDCCCVL
(1845).
The plate is then decorated, more externally, with festoons and neoclassical floral and
leaf motifs of great taste and refinement.
Genius People Magazine
Issue 28
398
GENIUS MARKETPLACE
1
2
Genius People Magazine
BRUN FINE ART
399
1
CENTROTAVOLA TORLONIA CON SEGNI ZODIACALI, 1853
TORLONIA CENTERPIECE DEPICTING ZODIAC SIGNS, 1853
Bronzo dorato diam. 70 cm
Piatto commemorativo in bronzo realizzato per la famiglia Torlonia, opera d’arte
attribuibile a Charles Crozatier, abile artista francese del XIX secolo.
Il piatto, che misura invece 70 cm, riporta al centro la scritta ALEXANDER TORLO
NIA datato MDCCCLIII, ovvero 1853, anno in cui acquisì la nomina di Principe di
Canino e Musignano.
La fascia più interna è occupata da una raffigurazione a rilievo degli dèi dell’Olimpo,
disposti in un cerchio attorno allo stemma centrale. In una chiara organizzazione
spaziale e simbolica, agli assi cardinali si riconoscono le figure di Ade, Zeus, Artemide
e Poseidone, divinità maggiori del pantheon greco-romano, collocate in pose
solenni e iconograficamente ben definite, accompagnate da ninfee che arricchiscono
la scena. A incorniciare la scena mitologica vi è un’ulteriore fascia decorativa, la
più esterna, dove trovano spazio i dodici segni zodiacali, ciascuno inserito in un medaglione
circolare alternato da tralci di vite e motivi vegetali.
Gildead bronze diam. 70 cm
Bronze commemorative plate made for the Torlonia family, a work of art attributable to
Charles Crozatier, a skilled 19th-century French artist.
The plate, which instead measures 70 cm, bears in its center the inscription ALEXAN-
DER TORLONIA dated MDCCCLIII, or 1853, the year in which he acquired the appointment
of Prince of Canino and Musignano.
The innermost band is occupied by a relief depiction of the Olympian gods, arranged
in a circle around the central coat of arms. In a clear spatial and symbolic organization,
at the cardinal axes can be recognized the figures of Hades, Zeus, Artemis and Poseidon,
major deities of the Greco-Roman pantheon, placed in solemn and iconographically
well-defined poses, accompanied by water lilies that enrich the scene. Framing
the mythological scene is an additional decorative band, the outermost, where the
twelve signs of the zodiac find their place, each inserted in a circular medallion alternating
with vine shoots and plant motifs.
2
LUCIO FONTANA (Rosario, 1899 - Varese, 1968)
LUCIO FONTANA (Rosario, 1899 - Varese, 1968)
CORRIDA, 1950
firmato in basso al centro
Marchio di fabbricazione sul retro Ceramica dipinta e smaltata, diam. 43 cm
Fontana ha sottolineato che non fu tanto interessato alla tecnica quanto alle potenzialità
duttili del materiale, allo stesso tempo flessibile e denso; un’attrazione per la
materia rafforzata dalle possibilità cromatiche offerte dallo smalto e dalle cotture.
Le creazioni in ceramica di Fontana contribuirono a stabilire il suo riconoscimento,
prima e anche durante le prime fasi dell’avventura spazialista.
CORRIDA, 1950
Signed lower centre
Manufacture mark on the reverse, painted and glazed ceramic, diam. 43 cm
Fontana emphasized that he wasn’t much interested in technique as in the ductile
potential of the material, at once flexible and dense; an attraction to the material reinforced
by the chromatic possibilities offered by enamel and firings. Fontana’s ceramic
creations helped establish his recognition, before and even during the early stages of
the Spatialist adventure.
Genius People Magazine
Issue 28
400
GENIUS MARKETPLACE
Big Bang
Designer: Massimo Castagna
Piccoli gioielli all’insegna
dell’alta artigianalità e dall’opulenza
equilibrata, esempi
virtuosi di sofisticate lavorazioni
manuali. Con le loro
linee morbide e arrotondate,
i Big Bang sono espressione
di sensualità, sia al tatto, sia
alla vista.
Small jewels of high craftsmanship
and balanced opulence,
virtuous examples of
sophisticated manual processes,
Big Bang, enhance
sensuality, both to the touch
and to the eye, with their soft
and rounded lines.
Compound
Designer: Fausto Salvi
Arte al servizio della luce: un
progetto d’autore che parla
di un incontro poetico, dando
inizio a un dialogo intimo
e romantico con una sorgente
luminosa che dà vita a un
piccolo complesso abitativo.
Art dedicated to light: a signature
project that narrates a
poetic encounter, activating
an intimate, romantic dialogue
between a luminous
source that breathes life into a
tiny housing compound.
Genius People Magazine
HENGE
401
Flat
Designer: Massimo Castagna
Lampada da terra o da tavolo,
Flat è espressione dell’eleganza
della combinazione fra
rigore, funzionalità ed essenzialità.
La sua forte personalità
è data da uno stelo
piatto in ottone che si articola
con semplicità scultorea e
maestria in un gioco di linee
e angoli geometrici.
Floor or table lamp, Flat, expresses
the luxury of rigor and
functionality combined with
essentiality. A flat brass stem,
articulated with sculptural
simplicity and incisiveness,
playing with geometric lines
and angles, defines the presence
of a strong and sophisticated
personality.
Mushroom
Designer: Yabu Pushelberg
La commistione poetica fra
arte e design dà vita alle
forme audaci e organiche
dei Mushroom, elementi che,
con la loro preziosa presenza
e gli eleganti e slanciati steli,
fanno vibrare gli ambienti.
Poetic hybridization between
art and design suggests the
bold, organic shapes of the
Mushroom, high notes that
make the context vibrate with
their precious presence and
their elegant slender stems.
Genius People Magazine
Issue 28
402
GENIUS MARKETPLACE
Plynto
Designer: Ugo Cacciatori
Solidità e leggerezza sono gli
elementi alla base di Plynto,
una composizione geometrica
di straordinaria purezza.
Una struttura che, attraverso
la combinazione di uno stelo
in pietra e di un piano girevole
in vetro fuso, offre una
presenza iconica e versatile.
Solidity and lightness are the
ingredients of Plynto, a geometric
composition of great
purity. A structure that, combining
a stone stem with a
swivel casted glass top, creates
an iconic and versatile
presence.
Test One
Designer: Ugo Cacciatori
Lampada da terra o da tavolo.
La serie Test ha le forme di un
elegante e affusolato monolite
di pietra caratterizzato da
linee essenziali e dall’opulenza
della materia. Un oggetto
dalla personalità forte
che, però, cela un’anima
espressiva nascosta: un brutalismo
che si trasforma in
opalescenza scultorea o che
si illumina attraverso le sue
cavità naturali, anelando verso
una dimensione di sofisticata
intimità.
A floor or table lamp, the Test
series is an elegant and slender
stone monolith, characterized
by essential lines and
rich material opulence. A
presence with a strong personality
that reveals a hidden
expressive soul: brutalism
that transforms into sculptural
opalescence or lights up
through its natural cavities,
conspiring for sophisticated
atmospheres of intimacy.
Genius People Magazine
HENGE
403
Test Tree
Designer: Ugo Cacciatori
Eccentrica e sofisticata, in
una stravagante interpretazione
high-tech, la lampada
da terra Test-tree, con la sua
struttura geometrica minimal,
è una sintesi di classico e
di contemporaneo. Grazie
alla silhouette slanciata del
suo corpo segmentato, impreziosito
da diffusori cilindrici
in Ice Onyx collegati da
giunti in ottone, diventa il
punto focale catalizzante di
ogni ambiente.
Eccentric and sophisticated,
in an extravagant high-tech
interpretation, the floor lamp,
Test-tree, synthesizes classic
and contemporary in its minimal
geometric structure. The
slender silhouette of its segmented
body, embellished
with cylindrical diffusers in Ice
Onyx, connected by brass
joints, becomes in any ambiance
a catalyzing focal point.
34, H-Fragrance
H-Fragrance incarna la filosofia
di fondo di Henge: artigianalità,
natura e innovazione.
Ispirata a materiali
grezzi e tattili, H-Fragrance
riflette il design artigianale e
senza tempo del marchio:
una profonda connessione
con la terra, in sintonia con i
valori estetici ed emotivi di
Henge.
34, un nome che affonda le
sue radici nella tradizione
Il nome “34” si ispira allo
showroom di Henge in Via
della Spiga 34 a Milano e celebra
un momento cruciale
nel percorso del marchio.
Prezzo: 245 Euro
H-Fragrance represents Henge’s
core philosophy–craftsmanship,
nature, and innovation.
Drawing inspiration from
raw, tactile materials, it mirrors
the brand’s timeless, artisanal
design, deeply connected
to the earth and resonating
with Henge’s aesthetic and
emotional values.
34, a name rooted in heritage
Named after Henge’s showroom
at Via della Spiga 34 in
Milan, ‘34’ celebrates a pivotal
moment in the brand’s journey.
Price: 245 Euro
Genius People Magazine
Issue 28
404
GENIUS MARKETPLACE
iPhone 16 Pro e iPhone 16 Pro Max
Da 1.239 Euro | From 1,239 Euro
Splendido design in titanio,
controllo fotocamera, Dolby
Vision 4K a 120 fps e chip A18
Pro.
A gorgeous design in titanium.
Camera control, Dolby
Vision 4K at 120 fps, and A18
Pro chip.
iPhone 16 e iPhone 16 Plus
Da 979 Euro | From 979 Euro
Nuovo controllo fotocamera,
cinque bellissimi colori, fotocamera
fusion da 48MP e
chip A18.
New camera control, five
beautiful colors, 48MP fusion
camera and the A18 chip.
Genius People Magazine
C&C
405
iPad Pro M4
Da 1.219 Euro | From 1.219 Euro
iPad Pro. Le performance
straordinarie del chip M4,
uno spettacolare display Ultra
Retina XDR in due misure
e tutta la velocità del 5G per
sfrecciare ovunque ti trovi.
iPad Pro. The amazing performance
of the M4 chip, a
spectacular Ultra Retina XDR
display in two sizes, and all
the speed of the 5G to blaze
wherever you are.
Apple Watch Ultra 2
Da 909 Euro | From 909 Euro
Apple Watch Ultra 2 è l’orologio
ideale per lo sport e
l’avventura, ora disponibile
anche in titanio nero satinato.
Ha una batteria che dura
più giorni, un GPS di precisione
a doppia frequenza e il
display Apple più luminoso di
sempre. Ha anche una robusta
cassa in titanio, il display
in cristallo di zaffiro e il tasto
Azione personalizzabile.
Apple Watch Ultra 2 is the ultimate
sports and adventure
watch, now available in black
satin-finished titanium. It has
a multi-day battery life, precision
dual-frequency GPS, and
Apple’s brightest display ever.
It also has a strong titanium
case, a sapphire crystal display,
and a customizable Action
button.
Genius People Magazine
Issue 28
406
GENIUS MARKETPLACE
AirPods Max
579 Euro
AirPods Max: un’esperienza
d’ascolto senza pari. Ora in
cinque nuovi colori. Il driver
progettato da Apple offre un
suono ad alta fedeltà, e ogni
dettaglio è studiato per un
comfort eccezionale, dai cuscinetti
al design innovativo
dell’archetto. La cancellazione
attiva del rumore di livello
pro blocca i suoni ambientali,
mentre la modalità
Trasparenza li lascia passare
per mantenerti in contatto
con il mondo intorno a te. E
grazie al connettore USB C, la
ricarica è ancora più comoda.
AirPods Max: the ultimate audio
experience. Now in five
new colors. Apple’s driver produces
high-fidelity sounds;
every detail, from the ear
cushions to the innovative
headband design, is designed
to provide you with exceptional
comfort. The pro-level active
noise cancellation blocks
out background sounds,
theTransparent Mode lets
them through to keep you
connected to the world around
you. And thanks to their USB
C connector, recharging is
even more convenient.
AirPods 4
Da 149 Euro | From 149 Euro
AirPods 4. Un’esperienza audio
completamente trasformata,
grazie alla modalità
“Isolamento vocale”, alle interazioni
con Siri e all’audio
spaziale personalizzato. E un
nuovo design ancora più
confortevole.
AirPods 4. A completely transformed
audio experience
thanks to their “Voice Isolation”
setting, new interactions
with Siri and their personalized
Spatial Audio. With an
even more comfortable new
design.
Genius People Magazine
C&C
407
MacBook Pro M4
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Con una batteria che
dura fino a 24 ore e un magnifico
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M4 chip, to surf the web and
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24-inch 4.5K display in
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advanced camera, microphones
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great for work and play.
Genius People Magazine
Issue 28
408
GENIUS MARKETPLACE
Chi siamo
1
2
Genius People Magazine
FOTOTTICA CAVOUR
409
1
Leica I Anastigmat n. 267
Ernst Leitz Wetzlar
La Leica I Anastigmat n. 267, realizzata nel 1925, è una delle primissime fotocamere prodotte da
Leitz nella fase iniziale della commercializzazione della Leica, ed è oggi considerata una delle più
rare e storicamente significative. Si tratta di uno dei soli circa 150 esemplari noti della prima
serie commerciale equipaggiata con l’obiettivo Leitz Anastigmat 50mm f/3.5, predecessore del
successivo Elmar.
Costruita sul corpo della Leica I (Model A), presenta un design estremamente compatto in formato
35mm, con otturatore a tendina orizzontale e tempi da 1/20 a 1/500 di secondo. L’obiettivo,
a fuoco manuale, utilizza uno schema a 5 elementi in 3 gruppi, ancora non rivestito, ma
capace di prestazioni ottiche sorprendenti per l’epoca. La numerazione così bassa – n. 267 –
testimonia la collocazione nei primissimi lotti prodotti a Wetzlar, prima ancora che la Leica
conquistasse il mercato internazionale. La finitura è nera con dettagli in nichel, con incisioni
profonde e levigate tipiche dei primissimi modelli. L’obiettivo è fisso, non intercambiabile, e
reca la dicitura Leitz Anastigmat con numerazione frontale. La Leica I Anastigmat è oggi un
pezzo da museo, ambita dai collezionisti per la sua rarità assoluta e il valore simbolico come
capostipite della fotografia 35mm moderna. Ogni esemplare rappresenta un frammento di storia
fotografica.
The Leica I Anastigmat No. 267, manufactured in 1925, is one of the very first cameras produced
by Leitz in the early stages of the Leica’s launch, and is now considered one of the rarest and most
historically significant. It’s one of the 150 known examples of the first commercial series equipped
with the Leitz Anastigmat 50mm f/3.5 lens, the predecessor of the later Elmar. Built on the Leica I
(Model A) body, it features an extremely compact design in 35mm format, with a horizontal focal-plane
shutter and shutter speeds from 1/20 to 1/500 of a second. The manual-focus lens uses
a 5-element, 3-group design, still uncoated, but capable of surprising optical performance for its
time. The low serial number – No. 267 – indicates that it was among the very first batches produced
in Wetzlar, even before the Leica conquered the international market. The finish is black
with nickel details and deep, polished engravings typical of the earliest models. The lens is fixed,
non-interchangeable, and bears the inscription ‘Leitz Anastigmat’ with front numbering. The Leica
I Anastigmat is now a museum piece, coveted by collectors for its absolute rarity and symbolic
value as the forefather of modern 35mm photography. Each example is a piece of photographic
history.
2
Leica IIIg con Summicron 50mm f/2
Ernst Leitz Wetzlar
La Leica IIIg, introdotta nel 1956, è l’ultima delle fotocamere a telemetro con innesto obiettivi
intercambiabili a vite M39 prodotte da Leica e rappresenta il culmine della linea avviata dalla
famosa Leica II (prima fotocamera con messa a fuoco integrata a telemetro). Con un design elegante
e compatto, la IIIg combina tradizione e innovazione. Rispetto ai modelli precedenti, introduce
un mirino migliorato con cornici per obiettivi da 50mm e 90mm, facilitando la composizione.
La fotocamera è meccanica e richiede l’avanzamento manuale della pellicola, mantenendo
così il controllo totale sul processo fotografico e la qualità costruttiva distintiva di Leica.
The Leica IIIg, launched in 1956, was the last of the rangefinder cameras with interchangeable
M39 screw mount lenses produced by Leica and marked the high point of the line started by the
famous Leica II (the first camera with integrated rangefinder focusing). With its elegant and compact
design, the IIIg combines tradition and innovation. Compared to previous models, it introduces
an improved viewfinder with frames for 50mm and 90mm lenses, making composition easier.
The camera is mechanical and requires manual film advance, giving you total control over the
photographic process and the distinctive Leica quality of construction.
Genius People Magazine
Issue 28
410
GENIUS MARKETPLACE
1
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Genius People Magazine
FOTOTTICA CAVOUR
411
1
Concava Tessina L’Automatic
Walter Siegrist AG
La Tessina è stata ideata e brevettata dal Dr. Rudolph Steineck, ingegnere austriaco,
a Lugano (Svizzera) per Siegrist a Grenchen (Svizzera). Fotocamera analogica in miniatura
con cartucce da 25 foto (dedicate) che contengono pellicola 35mm, prodotta
dal 1957 al 1996 e venduta dalla società di Steineck Concava S.A.
La Tessina è tecnicamente una reflex biottica che impressiona fotogrammi di 14x21
mm (meno del formato “half frame”), predisposta di una lente per scattare e una per
la visione su un minuscolo schermo di messa a fuoco in vetro smerigliato sopra la
fotocamera. La Tessina è stata assemblata a mano, composta da più di duecento parti
di precisione, contiene cuscinetti in rubino come orologi svizzeri per ridurre l’attrito,
ogni fotocamera è stata progettata per un azionamento di almeno 100.000 scatti,
con tempi di posa da 1/2s a 1/500s e B, dimensioni 69 x 56 x 27 mm, peso 168 grammi.
The Tessina was designed and patented by Austrian engineer Dr. Rudolph Steineck in
Lugano (Switzerland) for Siegrist in Grenchen (Switzerland). A miniature analog camera
with 25-photo cartridges (dedicated) containing 35mm film, produced from 1957
to 1996 and sold by Steineck Concava S.A.
The Tessina is technically a twin-lens reflex camera that captures 14x21 mm frames
(smaller than half frame format), equipped with one lens for shooting and one for viewing
on a tiny ground glass focusing screen above the camera. The Tessina was assembled
by hand. It’s made up of more than two hundred precision parts, and contains
ruby bearings like Swiss watches to reduce friction. Each camera was designed for at
least 100,000 shots, with shutter speeds ranging from 1/2s to 1/500s and B, dimensions
69 x 56 x 27 mm, weight 168 grams.
2
Rectaflex 1300
Rectaflex è un’azienda nata a Roma nel 1946 dalla mente di Telemaco Corsi, similmente
alla storia di Ernst Leitz, fu prima di tutto un appassionato al mondo della
fotografia e decise di investire in un sistema innovativo. In questo caso da un’idea di
un semplice fotografo ambulante (Sig. Assenza), che modificò ingegnosamente una
Kinoflex, iniziò a pensare a un sistema a riflesso (reflex) per poter scattare ed inquadrare
con precisione. Insieme ad un team di ottici produsse un mirino reflex a singola
unità (a tetto piano) e così presentò la prima fotocamera reflex della storia in un
evento fieristico nel 1946, Rectaflex 947.
I modelli proposti fino al 1952 si distinguono per funzionalità, il primo modello prodotto
in serie è la Rectaflex 1000 (per il tempo massimo di posa), superato poi dalla
Rectaflex 1300. Un modello semplificato venne poi proposto con il nome di Junior,
di cui però si limitò molto la produzione.
Rectaflex is a company founded in Rome in 1946 by Telemaco Corsi. Much like Ernst
Leitz, he was first and foremost a photography enthusiast who decided to invest in an
innovative system. In this case, it all started with an idea from a simple traveling photographer
(Mr. Assenza), who ingeniously modified a Kinoflex camera and began to
think about a reflex system that would allow him to shoot and frame with precision.
Together with a team of opticians, he produced a single-unit reflex viewfinder (flat roof)
and presented the first reflex camera in history at a trade fair in 1946, the Rectaflex 947.
The models released until 1952 were known for their functionality. The first mass-produced
model was the Rectaflex 1000 (named for its maximum exposure time), which
was later replaced by the Rectaflex 1300. A simplified model was then released under
the name Junior, but production was very limited.
Genius People Magazine
Issue 28
412
GENIUS MARKETPLACE
Carl Zeiss G Hologon T 16mm f/8
Il Carl Zeiss G Hologon T
16mm f/8* è un’ottica straordinariamente
unica, progettata
per le fotocamere
Contax G, famosa per la sua
resa ottica eccezionale e il
suo design minimalista. Con
un angolo di campo di 110°,
offre una prospettiva ultragrandangolare
ideale per paesaggi
e architettura, mantenendo
linee dritte senza
distorsioni significative grazie
al suo design simmetrico.
L’apertura fissa f/8 e il rivestimento
T* assicurano una
qualità d’immagine uniforme,
con contrasto elevato e
controllo eccellente del flare.
Compatto e leggero, rappresenta
un capolavoro ottico
nella storia degli obiettivi.
The Carl Zeiss G Hologon T
16mm f/8* is an incredibly
unique lens designed for Contax
G cameras, renowned for
its exceptional optical performance
and minimalist design.
With a 110° angle of view, it
offers an ultra-wide-angle
perspective, perfect for landscapes
and architecture.
Thanks to its symmetrical design,
this interchangeable
wide-angle lens is virtually
distortion-free.
The fixed f/8 aperture and T*
coating guarantees an even
and clear picture quality, with
high contrast and excellent
flare control. Compact and
lightweight, it’s an optical
masterpiece in the history of
lenses.
Hasselblad 500EL/M “20 Years in Space”
La Hasselblad 500EL/M “20
Years in Space”, prodotta nel
1989 in edizione limitata a
1500 esemplari numerati,
celebra il ventennale della
collaborazione tra Hasselblad
e la NASA, iniziata ufficialmente
nel 1969 con le missioni
Apollo. Basata sulla
500EL/M (versione motorizzata
del classico corpo reflex
medio formato 6×6) mantiene
la costruzione modulare
con obiettivo, dorso e mirino
intercambiabili, e integra un
motore elettrico per l’avanzamento
pellicola e la riarmatura
dell’otturatore. Numero
di matricola 898 / 1500.
The Hasselblad 500EL/M “20
Years in Space”, produced in
1989 in a limited edition run of
1,500 numbered units, celebrates
the 20th anniversary
of Hasselblad’s collaboration
with NASA, which officially
began in 1969 with the Apollo
missions. Based on the
500EL/M (the motorized version
of the classic 6×6 medium
format SLR body), it retains
the modular construction
with interchangeable
lens, back and viewfinder,
and incorporates an electric
motor for film advance and
shutter release. Serial number
898/1500.
Genius People Magazine
FOTOTTICA CAVOUR
413
Leica M6 TTL “Millennium”
Ernst Leitz Wetzlar
La Leica M6 TTL “Millennium”
è una versione speciale
e limitata della celebre Leica
M6, prodotta per celebrare
l’inizio del nuovo millennio
in soli 2000 esemplari numerati,
con finitura laccata nera
esclusiva e caratteristiche
meccaniche che riprendono
in parte M3 (leva di carica
classica) e la speciale incisione
Leica sulla calotta superiore.
Numero matricola 1218
/ 2000.
The Leica M6 TTL “Millennium”
is a special limited edition
version of the famous
Leica M6, made to celebrate
the start of the new millennium
with only 2,000 numbered
pieces. Featuring an exclusive
black lacquer finish and
mechanical elements that recall
the M3 (classic winding
lever) and the special Leica
engraving on the top plate.
Serial number 1218/2000.
Leica M10-R Black Paint
Ernst Leitz Wetzlar
La Leica M10R Black Paint è
una versione esclusiva della
M10R, caratterizzata dalla
pregiata finitura nero lucido
a vernice, ispirata alle storiche
Leica a vite e M degli anni
’50 e ’60. Questa particolare
verniciatura, applicata a mano
e soggetta con il tempo a
un’usura naturale e unica,
conferisce alla fotocamera
una personalità distinta e un
carattere vissuto che evolve
con l’uso, rendendola un oggetto
al tempo stesso funzionale
e collezionistico.
The Leica M10-R Black Paint
is an exclusive version of the
M10-R, with a high-quality
glossy black paint finish inspired
by the historic screwlens
and M cameras of the
1950s and 1960s. This special
paint finish, This special
paint finish, hand-applied and
destined to develop a unique
patina over time, gives the
camera a distinctive personality
and a lived-in character
that evolves over use, combining
functionality with collectible
appeal.
Genius People Magazine
Issue 28
414
GENIUS MARKETPLACE
Nikon F Red Flag
Raro modello prima serie
Nikon F in versione nera con
primissimo mirino esposimetrico
Nikon Original Photomic
CDS Model 1 “Red
Flag” Nikon F, noto appunto
per l’attivazione a bandiera
rossa dell’esposimetro alimentato
da pila PX625, primo
della sua generazione.
Rare first series Nikon F model
in black with the very first
Nikon Original Photomic CDS
Model 1 “Red Flag” Nikon F
exposure meter, known for
its red flag activation of the
PX625 battery-powered exposure
meter, the first of its
generation.
Rolleiflex 2.8F Aurum (Model K7F Aurum)
La Rolleiflex 2.8F Aurum
(Model K7F Aurum) è una
prestigiosa edizione limitata
prodotta nel 1983 per celebrare
il 60º anniversario della
storica linea Rolleiflex,
nata nel 1923. Realizzata in
soli 1500 esemplari numerati,
questa versione esclusiva
si distingue per l’estetica
lussuosa: tutte le parti metalliche
esterne sono placcate
in oro 24 carati, mentre il rivestimento
è in autentica
pelle di rettile africano (lucertola),
dal colore marrone
scuro, cucita e applicata a
mano.
The Rolleiflex 2.8F Aurum
(Model K7F Aurum) is a prestigious
limited edition produced
in 1983 to celebrate
the 60th anniversary of the
historic Rolleiflex line, which
was launched in 1923. Made
in only 1,500 numbered pieces,
this exclusive version
stands out for its luxurious
aesthetics: the entire exterior
metal parts are plated in
24-karat gold, while the covering
is made of genuine African
reptile leather (lizard),
dark brown in color, sewn and
applied by hand.
Genius People Magazine
A RELEGANCE
COLLECTION
HOTEL
ROSAPETRA SPA RESORT
Zuel di Sopra N° 1 - 32043 Cortina d’Ampezzo (BL)
Tel. +39 0436 869062 - info@rosapetracortina.it
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416
GENIUS MARKETPLACE
SONOS Arc Ultra + Sub 4 | KIT INTRATTENIMENTO
1.898 Euro | Prezzo suggerito al pubblico
Il kit Sonos Arc Ultra + Sub 4
combina una soundbar potente
con un subwoofer di
ultima generazione per un
audio immersivo e profondo.
Con supporto Dolby Atmos
9.1.4, tecnologia Trueplay e
connettività avanzata, offre
prestazioni eccellenti e un
design elegante, ideale per
un intrattenimento di alto livello.
The Sonos Arc Ultra + Sub 4
kit combines a powerful
soundbar with a state-of-theart
subwoofer for immersive,
deep sound. With Dolby Atmos
9.1.4 support, Trueplay
technology and advanced
connectivity, it offers excellent
performance and a stylish design,
ideal for high-end entertainment.
COLORI
SONOS Ace
499 Euro | Prezzo suggerito al pubblico
Sonos Ace è progettata per
offrire un’esperienza d’ascolto
immersiva e di alta
qualità.
Con cancellazione attiva del
rumore, audio spaziale Dolby
Atmos e fino a 30 ore di autonomia,
unisce comfort e design
elegante. Con Sonos Ace
puoi trasferire in un attimo
l’audio della TV da Sonos Arc
Ultra, Arc, Beam o Ray a Sonos
Ace e lasciarti coinvolgere
da un meraviglioso audio
surround spaziale.
Sonos Ace is designed to deliver
an immersive, high-quality
listening experience.
With active noise cancellation,
Dolby Atmos spatial
sound and up to 30 hours of
battery life, it combines comfort
with elegant design. With
Sonos Ace you can transfer
TV sound from Sonos Arc Ultra,
Arc, Beam or Ray to
Sonos Ace in a snap and be
immersed in stunning spatial
surround sound.
COLORI
Genius People Magazine
NITAL
417
SONOS Era 300
499 Euro | Prezzo suggerito al pubblico
Il Sonos Era 300 è uno smart
speaker compatto che offre
un audio spaziale avvolgente
grazie a Dolby Atmos e a sei
driver integrati. Il design a
clessidra ottimizza la diffusione
del suono, mentre la
tecnologia Trueplay calibra
automaticamente l’audio in
base all’ambiente. Con WiFi
6, Bluetooth 5.0, AirPlay 2 e
ingresso linein, è versatile e
si integra perfettamente in
ogni ambiente domestico.
The Sonos Era 300 is a compact
smart speaker that delivers
immersive spatial sound
thanks to Dolby Atmos and
six built-in drivers. The hourglass
design optimises sound
diffusion, while Trueplay
technology automatically calibrates
the sound according to
the environment. With Wi-Fi 6,
Bluetooth 5.0, AirPlay 2 and
line-in input, it is versatile and
integrates perfectly into any
home environment.
COLORI
SONOS Move 2
Da 499 Euro | Prezzo suggerito al pubblico
Sonos Move 2 è lo speaker
portatile ideale per casa e
outdoor: offre suono stereo
potente, fino a 24 ore di autonomia,
connettività WiFi
6 e Bluetooth, oltre a resistenza
ad acqua, polvere e
urti. Grazie al Trueplay
automatico e alla ricarica
USBC, assicura prestazioni
eccellenti ovunque, con un
design solido ed elegante.
Sonos Move 2 is the ideal
portable speaker for home
and outdoors, offering powerful
stereo sound, up to 24
hours of battery life, Wi-Fi 6
and Bluetooth connectivity,
as well as water, dust and
shock resistance. With automatic
Trueplay and USB-C
charging, it delivers excellent
performance anywhere, in a
solid and stylish design.
COLORI
Genius People Magazine
Issue 28
418
GENIUS MARKETPLACE
SONOS Era 100
Da 229 Euro
Sonos Era 100 è uno speaker
compatto con audio stereo
sorprendente, bassi profondi
e supporto a WiFi, Bluetooth,
AirPlay 2 e ingressi linein.
Grazie ai controlli touch, al
supporto vocale e alla calibrazione
Trueplay automatica,
offre un’esperienza d’ascolto
versatile e personalizzata,
ideale per ambienti
piccoli e per l’integrazione
nell’ecosistema Sonos.
The Sonos Era 100 is a compact
speaker with stunning
stereo sound, deep bass and
support for Wi-Fi, Bluetooth,
AirPlay 2 and line-in inputs.
With touch controls, voice
support and automatic Trueplay
calibration, it offers a versatile
and customised listening
experience, ideal for small
rooms and integration into the
Sonos ecosystem.
COLORI
SONOS Beam (Gen 2)
Da 499 Euro
Sonos Beam Gen 2 è una
soundbar compatta con audio
Dolby Atmos, ideale per
film, musica e TV in ambienti
piccoli o medi. Offre un
suono nitido e immersivo,
supporta Alexa, Google Assistant
e AirPlay 2, e si integra
perfettamente nell’ecosistema
Sonos. Grazie all’HDMI
eARC e al processore potenziato,
garantisce prestazioni
avanzate.
Sonos Beam Gen 2 is a compact
soundbar with Dolby Atmos
sound, ideal for movies,
music and TV in small to medium-sized
rooms. It delivers
crisp, immersive sound, supports
Alexa, Google Assistant
and AirPlay 2, and integrates
seamlessly into the Sonos
ecosystem. With HDMI eARC
and an enhanced processor, it
delivers advanced performance.
COLORI
Genius People Magazine
ferretti-yachts.com
INFYNITO 80 | INFYNITO 90
FLYBRIDGE 500 | 580 | 670 | 720 | 780 | 860 | 940 | 1000
420
GENIUS MARKETPLACE
Appartamento TCA
L’Appartamento TCA è l’evoluzione
della nostra iconica
macchina per caffè espresso
Appartamento con un’estetica
moderna e caratteristiche
che danno all’Appartamento
una marcia in più.
Le funzioni e i miglioramenti
della macchina di nuova
concezione offrono un’esperienza
di caffè ancora migliore
a casa, alzando il punto di
riferimento per le prestazioni
in questa categoria di macchine
espresso domestiche
premium.
Disponibile in 5 diverse combinazioni
di colori. Corpo
della macchina classico in
acciaio inossidabile o nero
opaco con inserti laterali circolari
bianchi, neri o ramati.
The Appartamento TCA is the
evolution of our iconic Appartamento
espresso machine
with a modern aesthetic and
features that take the Appartamento
up a gear. The newly
developed machine functions
and improvements deliver an
even better coffee experience
in the home, raising the
benchmark for performance
in this category of premium
domestic espresso machine.
Available in 5 different colour
combinations. Classic stainless
or matt black machine
body with white, black or
copper circular side panel insert
options.
Genius People Magazine
422
GENIUS MARKETPLACE
Negozi:
Colonne di San Lorenzo, Milano
Corso Porta Ticinese 16, Milano
tel. +39 02 58103 812
e-mail info@par5milano.com
On
Cloudtilt
Studiata per la massima versatilità,
questa scarpa è adatta
praticamente a tutto. È
perfetta per accompagnarti
in ogni tuo impegno, dal tappetino
da yoga al centro
città.
From gym workouts to yoga
sessions, the versatile Cloud
4 X AD fitness shoe is dynamic.
List price 170,00 €
Prezzo di listino 170,00 €
Bearbrick
Spongebob 1000%
La scultura Bearbrick SPON
GEBOB 1.000% è una scultura
in plastica.
La scultura raffigura un orso
stilizzato e antropomorfo con
l’iconico stile di SPONGEBOB
del 2010.
Prezzo di listino 4.200,00 €
The Bearbrick SPONGEBOB
1,000% sculpture is a plastic
sculpture.
The sculpture depicts a stylized,
anthropomorphic bear in
the iconic 2010 SPONGEBOB
style.
List price 4.200,00 €
Genius People Magazine
PAR5 MILANO
423
Scholl
Fae Leopard
Realizzato in pelle di alta
qualità, Il suo design raffinato
offre una calzata avvolgente
che avvolge il piede,
offrendo sia supporto che
stile.
Prezzo di listino 145,00 €
Crafted entirely from premium
leather, its refined design offers
a snug fit that wraps
around your foot, providing
both support and style.
List price 145,00 €
Diadora
Rally
Sarà pure una sneaker low
profile, ma Rally passa tutt’altro
che inosservata. La tomaia
è costruita con una rete
molto fitta nel quarter e pelle
hairy suede in punta, nel tallone
e nella mostrina. I lacci
di Rally sono puntinati, personalizzati
ad hoc per adattarsi
alle finiture di questa
sneaker lifestyle.
Prezzo di listino 110,00 €
It may be a low profile trainer,
but Rally goes anything but
unnoticed. The upper is constructed
with a tightly woven
mesh in the quarter and hairy
suede in the toe, heel and instep.
The Rally’s laces are
dotted, customised to match
the finish of this lifestyle
trainer.
List price 110,00 €
Genius People Magazine
Issue 28
424
GENIUS MARKETPLACE
Purai
Panther
Queste sneakers ecologiche e
cruelty-free sono realizzate
con materiali riciclati e biologici.
Caratterizzate da logo
a contrasto applicato un talloncino
con logo, queste
scarpe rappresentano una
tomaia in microfibra riciclata,
fodera in tessuto e punta
rotonda. La suoletta interna è
prodotta in sughero mentre
la suola è in gomma riciclata.
These eco-friendly and cruelty-free
sneakers use recycled
and organic materials.
Featuring a contrasting logo
and a logo tag, these shoes
sport a recycled microfiber
upper, fabric lining, and round
toe. The insole is made of
cork, while the outsole is
made of recycled rubber.
List price 169,00 €
Prezzo di listino 169,00 €
ID.EIGHT
Hana Tropical
Realizzata in poliestere riciclato,
Uppeal (biobased con
scarti di mela) e poliammide
riciclato, Hana Tropical è
prodotta eticamente in Portogallo.
Il sottopiede antibatterico
e antiodore mantiene i
tuoi piedi freschi anche nelle
giornate più calde, la suola
offre comfort e stabilità: queste
sneakers sono l’accessorio
perfetto per aggiungere
un tocco di allegria e spensieratezza
al tuo stile!
Prezzo di listino 225,00 €
Made from recycled polyester,
Uppeal (biobased with apple
scraps), and recycled polyamide,
Hana Tropical is
ethically produced in Portugal.
The antibacterial and
odour-resistant insole keeps
your feet fresh even on the
hottest days, while the sole
provides comfort and stability:
these sneakers are the
perfect accessory to add a
touch of joy and carefreeness
to your style!
List price 225,00 €
Genius People Magazine
PAR5 MILANO
425
Adidas
Samba Leopard
La stampa animalier, la tomaia
in cavallino con dettagli
in pelle e la fodera colorata
sono un vero concentrato di
energia.
Prezzo di listino 130,00 €
With a full cheetah print, pony
hair upper that goes the extra
mile with leather details and
colorful lining they’re all about
that bold, undeniable energy.
List price 130,00 €
Veja
Campo
Dal 2005 VEJA crea sneakers
in modo diverso, combinando
progetti sociali, giustizia
economica e materiali ecologici.
Prezzo di listino 150,00 €
Since 2005, VEJA has been
creating sneakers in a different
way, mixing social projects,
economic justice, and
ecological materials.
List price 150,00 €
Genius People Magazine
Issue 28
426
GENIUS MARKETPLACE
Flower Mountain
Yamano 3 Uni
Sneaker in tessuto tecnico a
rete e suede, con occhielli
rinforzati, lacci trekking, soletta
interna in sughero anatomico
e antibatterico. Suola
in gomma ultraleggera con
battistrada dentellato.
Prezzo di listino 210,00 €
Sneaker in technical fabric
with suede inserts. Reinforced
eyelets and trek laces.
Antibacterial natural cork insole,
ultra-light rubber sole
with indented tread
List price 210,00 €
Wushu
Ground
Nata dall’arte del movimento,
forgiata nella tradizione
dei grandi maestri. Creata
per il Wushu, segue l’energia
del corpo con leggerezza,
flessibilità e armonia. Più di
una scarpa da campioni – un
simbolo di connessione e libertà.
L’essenza del Wushu. La forza
della terra. L’armonia del
movimento.
Prezzo di listino 130,00 €
Born from the art of movement,
shaped by the wisdom
of great masters. Designed
for Wushu, it moves with the
body’s energy-light, flexible
and fluid. More than a champion’s
shoe – an icon of
movement.
The essence of Wushu. The
power of the earth. The harmony
of motion.
List price 130,00 €
Genius People Magazine
PAR5 MILANO
427
Premiata
Nous
Dal perenne stato di ricerca,
raffinatezza e innovazione di
Premiata, nasce la nuova
cassetta-running definita in
un modello ordinato, efficace,
incredibilmente performante
dallo stile essenziale e
tenace.
Prezzo di listino 240,00 €
From Premiata’s perennial
state of research, refinement
and innovation comes the
new cassette-running defined
in a neat, effective, incredibly
high-performance model with
essential and tenacious style.
List price 240,00 €
New Balance
9060
Le 9060 rappresentano una
nuova espressione dello stile
raffinato e del design innovativo.
Prezzo di listino 190,00 €
The 9060 is a new expression
of the refined style and innovation-led
design of the classic
99X series.
List price 190,00 €
Genius People Magazine
Issue 28
428
GENIUS MARKETPLACE
2022 Chardonnay La Ponca Collio DOC
Lo Chardonnay 2022 di La
Ponca nasce su suoli ricchi di
marne e arenarie, nel vigneto
Petris a 230 metri di altitudine.
La forte identità del terreno
si traduce in un bianco
di struttura, in cui la varietà
si esprime con carattere e
profondità. Vinificato in botti
e barrique di rovere, il vino
fermenta e affina per 15 mesi
sulle fecce nobili, sviluppando
complessità aromatica e
una trama gustativa decisa.
La certificazione biologica e
la resa contenuta esaltano
l’integrità del frutto e la purezza
del sorso.
La Ponca’s 2022 Chardonnay
is grown on marl and sandstone-rich
soils in the Petris
vineyard 230 meters above
sea level. This distinctive soil
translates into a structured
white wine, its varieties are
characterized by depth and
character. Vinified in oak barrels
and barriques, the wine
ferments and ages for 15
months on the lees, developing
an aromatic complexity
and a decisive palate. Organic
certification and low yields enhance
the integrity of the fruit
and the purity of the palate.
2022 Friulano La Ponca Collio DOC
Il Friulano 2022 di La Ponca
nasce nel vigneto Pacial, a
280 metri di altitudine, su
suoli di ponca che definiscono
con forza il profilo di questo
bianco identitario. La vinificazione
avviene in acciaio,
botti grandi e barrique,
con un affinamento di 15
mesi sulle fecce nobili. Il risultato
è un vino intenso,
ampio nei profumi, che unisce
profondità e precisione
gustativa. Il sorso è pieno,
diretto, con una presenza
che si fa notare senza forzature.
La Ponca’s Friulano 2022
comes from the Pacial vineyard,
set 280 meters above
sea level on ponca soils that
clearly shape the personality
of this characteristic white
wine. The wine is made in
steel tanks, large barrels, and
barriques, and ages for 15
months on the lees. The result
is an intense wine with a
broad bouquet that combines
depth and precision on the
palate. The palate is full and
direct, it stands out without
being overbearing.
Genius People Magazine
LA PONCA
429
2022 Malvasia La Ponca Collio DOC
La Malvasia 2022 di La Ponca
è un vino che affonda le radici
nei suoli di ponca dei vigneti
Petris e Pacial, tra i 200
e i 260 metri di altitudine.
Le uve vengono macerate a
fred do sulle bucce per 24 ore,
prima di essere pressate e
fermentate a temperatura
controllata. L’affinamento di
15 mesi sulle fecce nobili, in
acciaio, botti grandi e barrique,
dona al vino un profilo
ampio e vibrante. Nel calice
si esprime con forza, portando
in primo piano il carattere
aromatico della varietà e la
personalità del territorio.
La Ponca’s Malvasia 2022
was born in the ponca soils of
the Petris and Pacial vineyards,
between 200 and 260
meters above sea level. The
grapes are cold macerated on
the skins for 24 hours before
being pressed and fermented
at a controlled temperature.
The 15-month ageing on the
lees, in steel, large barrels and
barriques, gives the wine a
broad and vibrant profile. In
the glass, it’s powerful – it
showcases the aromatic character
of this variety and the
personality of the territory.
2022 Ribolla Gialla La Ponca Collio DOC
La Ribolla Gialla 2022 di La
Ponca nasce nel vigneto Skal,
a 200 metri di altitudine, su
colline di ponca che imprimono
al vino un’impronta
minerale decisa. Vinificata in
acciaio con fermentazione a
temperatura controllata, affina
per 15 mesi sulle fecce
nobili, in parte in botti grandi
e barrique. Il risultato è un
bianco profondo e incisivo,
che mantiene la freschezza
tipica della varietà, ma con
un timbro più ampio e stratificato.
La Ponca’s Ribolla Gialla
2022 comes from the Skal
vineyard located 200 meters
above sea level on ponca
hills, which give the wine a
strong mineral character. Vinified
in steel at a controlled
temperature, it ages for 15
months on the lees, partly in
large barrels and barriques.
The result is a deep, intense
white wine that preserves the
typical freshness of the variety,
with a broader, more layered
character.
Genius People Magazine
Issue 28
430
GENIUS MARKETPLACE
2022 Sauvignon La Ponca Collio DOC
Il Sauvignon 2022 di La Ponca
nasce da vigne poste tra i 190
e i 240 metri sul livello del
mare, nei cru Ronc e Casa
Rossa. I suoli di ponca e l’esposizione
a nordovest offrono
un profilo unico a questo
bianco. Le uve subiscono
una macerazione a freddo di
48 ore sulle bucce, seguita da
una fermentazione lenta in
acciaio. L’affinamento di 15
mesi sulle fecce nobili, suddiviso
tra acciaio, botti grandi
e barrique, contribuisce a
costruire una struttura piena,
con aromi netti e ben definiti.
In bottiglia si ritrova
un Sauvignon deciso, con
note varietali precise, una
freschezza tesa e una chiusura
che lascia il segno.
La Ponca’s 2022 Sauvignon
comes from vineyards planted
between 190 and 240 meters
above the sea level, in the
Ronc and Casa Rossa crus.
The ponca soils and the
north-west exposure contribute
to the unique profile of this
white wine. The grapes undergo
a 48-hour cold maceration
on the skins, followed by
a slow fermentation in steel. A
15-month aging on the lees,
partly in steel, large barrels,
and barriques, helps to build
a full structure with clean,
well-defined aromas. In the
bottle, this is a bold Sauvignon
with clear varietal notes,
taut freshness, and a finish
that leaves its mark.
2020 Schioppettino La Ponca IGT Venezia Giulia
Lo Schioppettino 2020 di La
Ponca nasce dal vigneto Paglizza,
a 200 metri di altitudine,
su colline di ponca che
ne determinano l’anima profonda
e territoriale. La fermentazione
alcolica avviene
in acciaio con una macerazione
di 12 giorni sulle buc
ce, seguita da fermentazione
ma lolattica. L’affinamento
prosegue in barrique di rovere
francese per 12 mesi, con
un successivo riposo sulle
fecce fini in acciaio. Ne nasce
un rosso vivo, dallo spirito
autentico e speziato, che
conserva il carattere varietale
dello Schioppettino.
La Ponca’s 2020 Schioppettino
comes from the Paglizza
vineyard, 200 meters above
sea level, on ponca hills that
shape its deep, territorial
soul. The alcoholic fermentation
takes place in steel tanks
with a 12-day maceration on
the skins, followed by malolactic
fermentation. The wine
then ages in French oak barriques
for 12 months, before
resting on the fine lees in steel
tanks. The result is a lively red
wine with an authentic and
spicy spirit that preserves the
varietal character of Schioppettino.
Genius People Magazine
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432
GENIUS MARKETPLACE
Olio di Semi di Lino Biologico – Benvolio 500 ml
Organic Flaxseed Oil – Benvolio 500 ml
Un olio prezioso per chi cerca
il meglio dalla natura. Ricavato
da semi di lino biologici
attentamente selezionati,
quest’olio è una fonte ricchissima
di Omega 3, acidi
grassi essenziali e antiossidanti
naturali. È perfetto per
condire a crudo insalate,
verdure o cereali, e si presta
anche all’uso cosmetico: nutre
i capelli, combatte l’effetto
crespo e dona lucentezza
naturale alla chioma. Grazie
alla sua purezza e delicatezza,
è utilizzato anche in ambito
veterinario, soprattutto
per integrare le diete di cani e
gatti. Un prodotto multifunzionale
per la salute quotidiana.
A precious oil for those who
want the best Nature has to
offer. Made from carefully selected
organic flax seeds, this
oil is a rich source of Omega
3, essential fatty acids, and
natural antioxidants. It’s perfect
for dressing salads, vegetables,
or cereals, and it can
also be used in cosmetics: it
nourishes the hair, fights frizz,
and gives a natural shine.
Thanks to its purity and delicacy,
it’s also used in veterinary
medicine, especially to
supplement the diets of dogs
and cats. A multifunctional
product for everyday health.
Olio di Semi d’Uva Spremuto a Freddo – Benvolio 750ml
Cold-pressed Grape Seed Oil – Benvolio 750ml
Elegante e leggero, questo
olio è ottenuto esclusivamente
da vinaccioli italiani spremuti
a freddo. Naturalmente
ricco di vitamina E e polifenoli,
offre un alto potere antiossidante,
ideale per combattere
i radicali liberi. È
molto apprezzato per la sua
delicatezza in cucina, dove
arricchisce piatti senza coprirne
i sapori, e per le sue
applicazioni cosmetiche, grazie
alla sua capacità di penetrare
in profondità nella pelle
senza ungere. Usato anche
per i massaggi e l’idratazione
quotidiana, è un vero alleato
di benessere naturale.
Elegant and light. This oil is
made exclusively from coldpressed
Italian grape seeds.
Naturally rich in vitamin E and
polyphenols, with a high antioxidant
power, it’s perfect to
fight free radicals. It’s highly
appreciated for its delicacy in
the kitchen, where it enriches
dishes without masking their
flavors, and for its cosmetic
uses, as it penetrate deeply
into the skin without greasing.
Also used for massages and
daily skin hydration, it’s a true
ally for natural well-being.
Genius People Magazine
BENVOLIO
433
Olio di Cocco Liquido MCT – Benvolio Squeeze 250 ml
Benvolio Liquid MCT Coconut Oil – 250 ml
Questo olio MCT a base di
cocco è pensato per chi desidera
energia immediata e digeribilità
ottimale. Grazie
alla sua alta concentrazione
di acidi grassi a catena media,
è un ingrediente perfetto
per chi segue regimi alimentari
come la dieta chetogenica,
paleo o bulletproof. Il
formato squeeze lo rende
pratico e igienico da utilizzare
sia a casa che fuori, per
condire insalate, preparare
frullati energetici o come olio
da supporto metabolico. Può
essere impiegato anche per la
skincare quotidiana, grazie
alla sua texture leggera e non
comedogenica.
This coconut-based MCT oil
is designed for anyone who
wants immediate energy and
optimal digestibility. Thanks
to its high concentration of
medium-chain fatty acids, it’s
the perfect ingredient for people
who are following diets
such as the ketogenic, the
paleo, or the bulletproof. As a
squeeze bottle, it’s practical
and hygienic to use it both at
home and on the go, to dress
salads, make energy smoothies,
or to serve as a metabolic
support oil. It can also be
used in your daily skincare,
thanks to its light, non-comedogenic
texture.
Olio di Cocco Puro Biologico Vergine – Benvolio 200ml
Pure Organic Virgin Coconut Oil – Benvolio 200 ml
Questo olio di cocco vergine
biologico è un prodotto completo,
versatile e 100% naturale.
Estratto a freddo, non
raffinato e privo di sostanze
chimiche, è ideale per la cucina
grazie al suo alto punto
di fumo e al gusto delicato. È
anche una scelta eccellente
per la cura personale: perfetto
per oil pulling, maschere
nutrienti per capelli, balsami
naturali per labbra e struccante
viso delicato. La sua
texture ricca e l’azione emolliente
lo rendono un vero
trattamento multiuso. Un
prodotto che unisce tradizione
e purezza in un solo gesto
quotidiano.
This organic virgin coconut oil
is a complete, versatile, and
100% natural product. Coldpressed,
unrefined, and free
from chemicals, it’s perfect
when used in the kitchen
thanks to its high smoke point
and delicate flavor. It’s also an
excellent choice for your personal
care: it’s great for oil
pulling, for nourishing hair
masks, natural lip balms, and
a gentle facial makeup remover.
Thanks to its rich texture
and emollient action, it’s a
true multi-purpose treatment.
A product that combines tradition
and purity in a single
daily gesture.
Genius People Magazine
Issue 28
434
GENIUS MARKETPLACE
Olio di Canola Biologico – Benvolio 500 ml
Organic Canola Oil – Benvolio 500 ml
L’olio di canola (colza) biologico
firmato Benvolio è apprezzato
per la sua straordinaria
versatilità in cucina. Ha
un profilo lipidico bilancia
to, è naturalmente ricco di
Omega 3, Omega 6 e vitamina
E, e presenta un gusto
neutro che lo rende ideale
per condimenti, cotture leggere
e fritture. È stabile anche
ad alte temperature,
permettendo di cucinare in
modo sano senza rinunciare
alla croccantezza. Perfetto
per l’alimentazione quotidiana
di tutta la famiglia,
unisce benessere nutrizionale
e qualità certificata biologica.
Benvolio’s organic canola
(rapeseed) oil is prized for its
extraordinary versatility in the
kitchen. It has a balanced lipid
profile, is naturally rich in
Omega 3, Omega 6, and vitamin
E. With its neutral taste,
it’s perfect as a topping, and
for light or fried meals. It’s
also stable at high temperatures,
so you can cook healthy
dishes without sacrificing
crispness. Perfect for the
everyday diet of the whole
family, it combines nutritional
well-being and certified organic
quality.
Olio di Mandorla Biologico – Benvolio 250 ml
Organic Almond Oil – Benvolio 250 ml
Un olio delicato e profumato,
ottenuto da mandorle dolci
biologiche spremute a freddo.
Questo olio è particolarmente
indicato per le pelli
sensibili, secche o mature,
grazie al suo potere altamente
emolliente e rigenerante. È
perfetto come base per massaggi,
impacchi nutrienti per
capelli o come idratante naturale
post-doccia. In cucina,
si sposa bene con piatti
dolci e lievitati, portando un
tocco aromatico e vellutato.
La sua composizione ricca di
vitamina E e acidi grassi essenziali
lo rende un alleato
prezioso per il benessere
quotidiano.
A delicate and fragrant oil extracted
from cold-pressed organic
sweet almonds. Thanks
to its highly emollient and regenerating
properties, this oil
is perfect on a sensitive, dry,
or mature skin. It’s the ideal
base for massages, for nourishing
hair packs and it’s perfect
when used as a natural
moisturizer after-showering.
In the kitchen, it goes well
with sweet and leavened
dishes, adding an aromatic
and velvety touch. Since it’s
rich in vitamin E and essential
fatty acids, it’s a valuable ally
for your everyday well-being.
Genius People Magazine
BENVOLIO
435
Olio Extra Vergine di Oliva Italiano Biologico – Benvolio 500 ml
Italian Organic Extra Virgin Olive Oil – Benvolio 500 ml
L’eccellenza dell’olivicoltura
italiana in una bottiglia.
Questo olio extra vergine di
oliva biologico, ottenuto da
olive italiane selezionate e
spremute a freddo, vanta un
profilo organolettico fruttato
medio, ideale per chi ama i
sapori autentici. È perfetto
per condire a crudo, su bruschette,
insalate, verdure e
piatti mediterranei. Ricco di
polifenoli e vitamina E, è un
potente antiossidante naturale.
Grazie alla certificazione
bio e al rispetto dei metodi
tradizionali, rappresenta una
scelta di gusto, qualità e sostenibilità.
The excellence of Italian olive
growing in a bottle. This organic
extra virgin olive oil,
cold-pressed from selected
Italian olives, boasts a medium
fruity organoleptic profile,
perfect for those who love authentic
flavors. It’s tailored for
dressing salads, bruschetta,
vegetables, and Mediterranean
dishes. Rich in polyphenols
and vitamin E, it’s a
powerful natural antioxidant.
Thanks to its organic certification
and adherence to traditional
methods, it’s a choice
of taste, quality, and sustainability.
Genius People Magazine
Issue 28
436
GENIUS MARKETPLACE
Infinita come il mare
di Lucia Denise La Gamba
“Risplendi con tutta la tua luce,
grata di ogni giorno che la vita – meravigliosa – ti regala.
Vivi ogni attimo con intensità ardente
e illumina chi ti sta accanto con la forza della tua energia…”
Lucia Denise La Gamba è nata a Bari nel
1988, ed è cresciuta a Vibo Valentia.
Finalmente diventata mamma, vive un
periodo di profonda solitudine, dovuto
alle vicissitudini della vita, che l’hanno
confinata all’esclusivo ruolo di madre.
Dopo un periodo di riflessione e introspezione,
sente la necessità di dar voce a
tutte quelle Mamme che non limitano se
stesse identificandosi solo come tali.
Nasce così il progetto MAMMAnCHE
Donna, comunità vibrante, fatta di donne
che scelgono di vivere in armonia
con la loro duplice, ma unica, identità di
madri e donne, trasformando la maternità
in crescita, equilibrio e realizzazione
personale.
La scrittura è sempre stata presente nella
sua vita ed è tornata come un richiamo
potente mentre lavorava al suo progetto.
Così esordisce con il suo libro di debutto,
“Infinita come il mare”, che mira a
definire un nuovo standard nel racconto
attraverso un pensiero profondo e autentico.
Sfida la visione tradizionale, mostrando
come il diventare mamma costituisca
un’opportunità. Lucia Denise La Gamba
incarna con rara autenticità un messaggio
di forza e rinascita: un invito
irresistibile a esplorare l’infinito potenziale
dentro ogni donna.
Lucia Denise La Gamba was born in Bari
in 1988 and grew up in Vibo Valentia.
When she finally became a mother, she
went through a really lonely time because
of some tough stuff in her life that made
her feel like she was just a mom. After
some time to think things over, she felt like
she needed to speak up for all the moms
who don›t see themselves as just moms.
This led to the creation of the MAMMAn-
CHE Donna project, a vibrant community
of women who choose to live in harmony
with their dual but unique identity, as
mothers and women, transforming motherhood
into growth, balance, and personal
fulfillment.
Writing has always been a part of her life
and she heard its powerful calling while
she was working on her project.
So, she debuts with her first book, Infinita
come il mare, to set a new standard in
storytelling through profound and authentic
thinking.
She challenges tradition, showing how
becoming a mother is an opportunity.
Lucia Denise La Gamba embodies with
rare authenticity a message of strength
and rebirth: an irresistible invitation to explore
the infinite potential within every
woman.
Genius People Magazine
INFINITA COME IL MARE
437
Un’opera intensa e intima che celebra la
maternità senza sacrificare la femminilità,
restituendo
voce, identità e forza a chi credeva di
averle smarrite.
È una rinascita in silenzio.
Non è un libro da leggere.
È un libro da sentire e tenere stretto.
Infinita come il mare è un viaggio emozionale
che tocca corde profonde: quelle
della maternità, del silenzio, della fatica
invisibile ma anche forza che resiste
dentro ogni crepa.
È per chi sorride quando crolla.
Per chi si prende cura di tutti, ma non sa
più come prendersi cura di sé. Per chi,
nel caos della vita, ha bisogno di un attimo
per tornare a respirare.
Con una scrittura autentica e delicata,
questo libro ti sussurra che non sei sola.
Ti aiuta a ricordare chi eri prima di tutto.
E chi puoi ancora essere, adesso.
Una lettura che diventa rifugio.
Una voce che ti riporta a casa.
An intense and intimate work that celebrates
motherhood without sacrificing
femininity, giving back a voice, a sense of
identity, and strength to those who felt
they had lost them.
It’S a silent rebirth.
This is not a book to read.
It’s a book to feel and hold close.
Infinita come il mare is an emotional journey
that touches the heartstrings: those of
motherhood, silence, invisible fatigue, but
it’s also about the strength that lies within
every crack.
For those who take care of everyone but
no longer know how to take care of themselves.
For those who, in the chaos of life, need a
moment to breathe again.
With an authentic and delicate writing,
this book whispers that you are not alone.
It helps you remember who you were before
everything else. And who you can still
be, now.
A book that becomes a refuge.
A voice that brings you home.
Genius People Magazine
Issue 28
drive
unconventional
Avanguardia pura. Carattere inconfondibile. In un crescendo continuo.
Prova emozioni ancora più intense al volante delle nostre esclusive
Hyper-EV, che aprono la strada a una nuova categoria di auto.
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Lotus Emeya (600, 900); WLTP. consumo elettrico combinato 18,7-22,4 kWh/100 km; autonomia ~ 580 ~ 485 km;emissioni di CO₂ combinate 0 g/km. Classe di efficienza A.
Lotus Eletre (600, 900); WLTP. consumo elettrico combinato 21,4-25,4 kWh/100 km; autonomia ~ 600 ~ 500 km;emissioni di CO₂ combinate 0 g/km. Classe di efficienza A.
I dati relativi al consumo di carburante e alle emissioni specificati sono determinati in base alle procedure di misurazione prescritte dalla legge. Dal 1° gennaio 2022 il ciclo
di prova WLTP ha sostituito completamente il ciclo di prova NEDC e pertanto non sono disponibili valori NEDC per i nuovi veicoli omologati dopo tale data. L’autonomia viene
misurata mediante la Procedura di prova per veicoli leggeri armonizzata a livello mondiale (WLTP). L’autonomia effettiva raggiunta nella pratica può differire dall’autonomia
WLTP indicata a causa di altri elementi, quali lo stile di guida, le condizioni meteorologiche e il carico presente nella vettura.
Le immagini del veicolo sono utilizzate solo a scopo promozionale.
Sonos è distribuito in Italia da Nital S.p.A.
sonos.nital.it
Chi è Sonos
Sonos è un’azienda statunitense leader mondiale nel
settore dell’audio multiroom wireless. Fondata nel 2002 e
con sede a Santa Barbara, California, Sonos è conosciuta
per aver rivoluzionato il modo in cui le persone ascoltano
musica e contenuti audio in casa, grazie a un sistema
semplice, elegante e tecnologicamente avanzato.
Il sistema Sonos
Il sistema Sonos è una piattaforma audio wireless che
consente di collegare e controllare più speaker in diversi
ambienti della casa, tutto tramite un’unica app intuitiva.
Ogni diffusore può suonare in modo indipendente o
sincronizzato con gli altri, offrendo un’esperienza di ascolto
personalizzata e coinvolgente.
About Sonos
Sonos is a US company and a world leader in wireless
multi-room audio. Founded in 2002 and headquartered
in Santa Barbara, California, Sonos is known for
revolutionising the way people listen to music and
audio content in the home with a simple, elegant and
technologically advanced system.
The Sonos system
The Sonos system is a wireless audio platform that allows you
to connect and control multiple speakers in different rooms
in your home, all through one intuitive app.
Each speaker can play independently or synchronised with
the others, providing a personalised and immersive listening
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YouTube Music, Deezer, ecc.
• Design moderno e materiali premium, adatti a qualsiasi ambiente domestico
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BMW i7: consumo di energia in kWh/100 km: 18.5-23.7; emissioni di CO 2
in g/km (ciclo misto): 0. BMW Serie 7: consumo di carburante in ciclo misto in l/100 km:
6.1; emissioni di CO 2
in g/km in ciclo misto WLTP: 160-178. BMW Serie 7 Plug-in Hybrid: consumo di carburante in ciclo misto in l/100 km: 1.0-1.4; emissioni di CO 2
in g/km in ciclo misto WLTP: 23-31. I consumi di energia, di carburante e le emissioni di CO 2
riportati sono stati determinati sulla base della procedura WLTP di cui
al Regolamento UE 2017/1151. I dati indicati potrebbero variare a seconda dell’equipaggiamento scelto e di eventuali accessori aggiuntivi.
Immagine a scopo puramente illustrativo.
THE 7
BAYERISCHE MOTOREN WERKE