Venice Impact Hub
L'Impact Hub Network è una rete globale di spazi di co-working e incubatori per imprenditori sociali e innovatori, con 110 sedi in 67 città. Dal 2012, ha generato oltre 55.000 posti di lavoro e fondato più di 15.000 aziende. La tesi presenta un progetto per un Impact Hub a Venezia, nell’area dei gasometri di Dorsoduro, ex-Italgas, suddiviso in due parti: "Compass Learning Cities" e "Venice Impact Hub". La prima parte esplora il Learning Cities Network dell'UNESCO e il New European Bauhaus (NEB), che promuove design, sostenibilità e innovazione. La seconda parte dettaglia il progetto dell’Impact Hub a Venezia, mirato a rigenerare l'area dei gasometri, attirare talenti globali e rivitalizzare la vita comunitaria. Il progetto integra soluzioni sostenibili e prevede la rigenerazione di edifici esistenti e la costruzione di un nuovo padiglione, con spazi per co-working, eventi culturali e attività ricreative. Questo approccio mira a invertire la tendenza allo spopolamento e a rafforzare la vocazione abitativa di Venezia.
L'Impact Hub Network è una rete globale di spazi di
co-working e incubatori per imprenditori sociali e innovatori,
con 110 sedi in 67 città. Dal 2012, ha generato
oltre 55.000 posti di lavoro e fondato più di 15.000
aziende. La tesi presenta un progetto per un Impact
Hub a Venezia, nell’area dei gasometri di Dorsoduro,
ex-Italgas, suddiviso in due parti: "Compass Learning
Cities" e "Venice Impact Hub". La prima parte esplora
il Learning Cities Network dell'UNESCO e il New European
Bauhaus (NEB), che promuove design, sostenibilità
e innovazione. La seconda parte dettaglia il
progetto dell’Impact Hub a Venezia, mirato a rigenerare
l'area dei gasometri, attirare talenti globali e rivitalizzare
la vita comunitaria. Il progetto integra soluzioni
sostenibili e prevede la rigenerazione di edifici esistenti
e la costruzione di un nuovo padiglione, con spazi per
co-working, eventi culturali e attività ricreative. Questo
approccio mira a invertire la tendenza allo spopolamento
e a rafforzare la vocazione abitativa di Venezia.
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Michele Torlaschi
Venice Impact Hub
Learning cities
Università IUAV di Venezia
Venice Impact Hub
studente: Michele Torlaschi
matricola: 296858
relatore: arch. Sergio Pascolo
La copertina di questa relazione di tesi utilizza i colori dei quattro principi chiave alla base del libro "Learning City Compass",
anch'esso parte integrante della tesi. Le onde rappresentate simboleggiano innovazione, bellezza, transdisciplinarità
e futurabilità che si infrangono le une contro le altre unendosi. Il richiamo alle onde fa riferimento alle acque della laguna di Venezia,
che costituisce l'oggetto principale della ricerca di tesi. Questa scelta grafica non solo richiama i principi fondamentali del
"Learning City Compass", ma sottolinea anche il legame con l'ambientazione veneziana, enfatizzando l'interconnessione tra teoria e contesto locale.
2
3
Indice
1. Venezia Learning City .......................................................................................................................... 6
9. Intenzioni progettuali .......................................................................................................................... 109
2. Abstract ................................................................................................................................................ 8
3. Cartografia storica .............................................................................................................................. 11
4. Pianificazione Generale ...................................................................................................................... 29
5. Aree d’interesse .................................................................................................................................. 43
- Area Marittima .........................................................................................................................
Normativa comunale .................................................................................................................
Progetti .....................................................................................................................................
45
47
48
- Area ex cantieri ACTV ............................................................................................................
Normativa comunale .................................................................................................................
Progetti .....................................................................................................................................
53
55
57
- Area ex Italgas ........................................................................................................................
Normativa comunale .................................................................................................................
Progetti .....................................................................................................................................
61
63
64
6. Analisi urbana ...................................................................................................................................... 75
7. Analisi del contesto ............................................................................................................................ 85
8. Riferimenti progettuali ........................................................................................................................ 97
4
10. Ipotesi progettuali ............................................................................................................................... 119
12. Bibliografia ........................................................................................................................................... 186
11. Progetto ................................................................................................................................................ 123
- Ex gasometro 1 ........................................................................................................................ 135
- Ex gasometro 2 ........................................................................................................................ 139
- Accoglienza ............................................................................................................................. 143
- Formazione .............................................................................................................................. 147
- Biblioteca e cucine sociali ...................................................................................................... 151
- Orti sociali ................................................................................................................................ 155
- Foresteria Nord ........................................................................................................................ 159
- Foresteria Sud ......................................................................................................................... 163
- Coworking e ristoro ................................................................................................................ 167
- Fonti rinnovabili ...................................................................................................................... 179
11. Conclusioni .......................................................................................................................................... 183
5
Venezia Learning City
Venezia è una città d’arte che offre innumerevoli opportunità
di apprendimento grazie al suo inestimabile
patrimonio culturale. Con una storia millenaria e una
ricchezza artistica senza pari, Venezia rappresenta un
ambiente ideale per l’educazione e la formazione continua.
La città ospita numerosi centri educativi, tra cui
scuole, università, biblioteche e centri culturali, che forniscono
opportunità di apprendimento per tutte le età e
tutte le classi sociali. L’Università Ca’ Foscari e l’Università
IUAV, ad esempio, sono istituzioni di eccellenza che
attraggono studenti da tutto il mondo, offrendo corsi di
laurea e programmi di ricerca in numerose discipline.
Inoltre, Venezia è un luogo unico e stimolante che facilita
l’apprendimento informale. I suoi musei, come il Museo
Correr e le Gallerie dell’Accademia, le gallerie d’arte contemporanea,
le chiese storiche e le piazze vivaci offrono
continue occasioni di scoperta della storia, dell’arte e
dell’architettura che la contraddistinguono. Ogni angolo
della città è intriso di storia e cultura, fornendo un contesto
vivace e dinamico per l’apprendimento e la scoperta.
Gli eventi culturali, come la Biennale di Venezia, offrono
ulteriori opportunità di arricchimento culturale e artistico.
Oltre a ciò, Venezia mantiene una forte connessione
con l’ambiente lagunare, che la immerge in un ecosistema
unico. Questa particolare interazione tra ambiente
naturale e urbano crea opportunità per l’apprendimento
legato alla sostenibilità ambientale, alla
gestione delle risorse naturali e alla salvaguardia del
patrimonio naturale. Programmi educativi specifici possono
concentrarsi sulla conservazione della laguna,
studiando le tecniche tradizionali di gestione delle acque
e le sfide moderne legate ai cambiamenti climatici.
La partecipazione attiva della comunità veneziana,
composta sia dagli abitanti locali che dalle organizzazioni
locali, è fondamentale nella progettazione e realizzazione
di programmi educativi e iniziative di apprendimento
che promuovono l’inclusione sociale e la
crescita collettiva. La collaborazione tra cittadini, istituzioni
educative e organizzazioni culturali può portare
alla creazione di un ambiente di apprendimento inclusivo
e partecipativo. Tuttavia, al momento, le istituzioni
sembrano disinteressate alla causa della “Learning
City” o impegnate nella risoluzione di altri problemi.
Seguendo i principi del Learning City Compass 1 , basata
su condivisione, bellezza, futuribilità e innovazione,
la città potrebbe un giorno sfruttare appieno le sue
risorse culturali, storiche e naturali per promuovere
l’apprendimento, la partecipazione e lo sviluppo sostenibile
della comunità. La partecipazione di Venezia
al network globale delle Learning Cities, promosso
dall’UNESCO, potrebbe portare a scambi di esperienze
e buone pratiche con altre città del mondo, rafforzando
ulteriormente il suo potenziale educativo.
1. “Learning City Compass”, a cura di V. Cherchi, D. Vidoni, F. Costantini, A. Eustacchi, A. Folesani, A. Ottaviani, M. Torlaschi, 2024
6
Venezia Learning City
Il lavoro di tesi fondato su questi principi rappresenta
un’opportunità per proporre una rigenerazione urbana
sostenibile. Integrando tali principi, Venezia può aspirare
a diventare un esempio globale di città che valorizza
l’apprendimento continuo e la partecipazione civica.
Questa visione, se supportata dalle istituzioni e dalla
comunità, potrebbe guidare Venezia verso una
nuova linfa vitale, mantenendo al contempo la forte
identità che ha sempre caratterizzato la città.
7
Abstract
Impact Hub è una comunità globale di spazi di co-working
e incubatori che supportano imprenditori sociali e innovatori.
Gli Impact Hub, ad oggi, sono 110 in 67 città del
mondo e offrono un ambiente di lavoro collaborativo per
coloro che vogliono sviluppare progetti e iniziative che
generino un impatto positivo sulla società e sull’ambiente.
Dal 2012, gli Impact Hub hanno generato più di 55000
nuovi posti di lavoro e fondato più di 15000 aziende 2 .
Questo lavoro di tesi presenta il progetto di
un Impact Hub a Venezia, nell’area dei gasometri
di Dorsoduro denominata ex-Italgas.
La tesi si articola in due sezioni: il “Compass
Learning Cities” e “Venice Impact Hub”.
La prima parte consiste nella redazione del “Compass
Learning Cities”, in collaborazione con altri tre gruppi
di tesi. Il Learning Cities Network 3 è un’iniziativa globale
promossa dall’UNESCO nel 2015 che invita le città
di tutto il mondo a considerare l’apprendimento come
un percorso continuo e inclusivo, che si estende oltre
i limiti dell’istruzione formale scolastica e universitaria,
accompagnando gli individui per tutta la vita. Il Compass
è strutturato in quattro sezioni principali. La prima
sezione fornisce una cornice teorica, con l’obiettivo
di definire i paradigmi che regolano le Learning Cities
e le Creative Cities, oltre a dare una panoramica delle
attività promosse dal New European Bauhaus. Il New
European Bauhaus (NEB) è un’iniziativa creativa e interdisciplinare
lanciata dalla Commissione Europea nel
2020. Il suo scopo è coniugare il design, la sostenibilità,
l’accessibilità e l’innovazione per trasformare gli spazi
di vita e lavoro in Europa in coerenza con l’Agenda
2030 e l’obiettivo del raggiungimento della neutralità
climatica nel 2050. La seconda sezione si concentra
sulla definizione di un Compass delle Learning Cities,
inteso come guida per la fase di progettazione. Questo
Compass si ispira al modello del NEB 4 e individua
parole chiave che vengono illustrate con esempi pratici
e domande guida per aiutare nella progettazione individuale.
Nella terza sezione, vengono approfonditi alcuni
progetti realizzati in casi studio di Learning Cities selezionate,
mettendo in evidenza quelle che si distinguono
per le loro caratteristiche virtuose e ispiratrici. La quarta
sezione infine è una riflessione su Venezia, esplorando
se può essere considerata una Learning City o una
Learning Lagoon. In questa parte vengono offerti spunti
sulla situazione attuale della città e sulle sue potenziali
possibilità future di entrare a far parte del network.
Il Compass sulle Learning Cities e i valori e principi NEB,
basato su tre parole chiave, sono alla base del tema e del
progetto di questa tesi. Beautiful, Sustainable, Together,
quindi Bello, Sostenibile e Insieme sono i tre valori essenziali
su cui si fonda il NEB. Il primo valorizza la bellezza e
il design degli spazi, migliorando la qualità dell’esperienza
oltre la semplice funzionalità; il secondo, promuove
obiettivi climatici, la circolarità, la riduzione dell’inquinamento
e il supporto alla biodiversità, puntando a un im-
2. Impact Report 2022-2023, ecosystem for change
3. UNESCO Global Network of Learning Cities, https://www.uil.unesco.org/en/learning-cities
4. The New European Bauhaus Compass
8
Abstract
patto ambientale positivo; il terzo, sostiene la diversità e
l’uguaglianza, garantendo che gli spazi siano accessibili
e convenienti per tutti, favorendo l’integrazione sociale.
La seconda parte della tesi è il progetto di un Impact
Hub come opportunità di rigenerazione urbana
dell’area dei gasometri area Ex Italgas.
L’Impact Hub Network 5 è una rete internazionale
di spazi di co-working e incubatori che offrono
sostegno a imprenditori sociali e innovatori.
È stato scelto di proporre un Impact Hub a Venezia per
diverse ragioni. La prima, per attirare l’interesse di imprenditori
e investitori da tutto il mondo e di conseguenza
posti di lavoro legati all’innovazione quindi dedicati
in particolare ai giovani che potrebbero diventare nuovi
residenti. Essendo un crocevia di culture e scambi commerciali,
la città offre l’opportunità di creare una rete internazionale
di contatti per Impact Hub, facilitando collaborazioni
globali. Inoltre, la consapevolezza ambientale
della città, vulnerabile agli effetti del cambiamento climatico,
che potrebbe renderla particolarmente ricettiva
a iniziative sostenibili promosse da Impact Hub. Inoltre,
Impact Hub potrebbe collaborare con istituzioni culturali
locali, università e organizzazioni no-profit favorendo
l’integrazione di Impact Hub nella comunità veneziana
e aumentare le opportunità di collaborazione e co-creazione.
Venezia, che oggi attrae solo turisti avrebbe l’opportunità
di coinvolgere una varietà di risorse e attrarre
talenti internazionali interessati a lavorare in un ambiente
stimolante e unico come quello offerto da Impact Hub
al fine di riattivare la città dei residenti e la vita comunitaria.
Infine, l’area dei gasometri è assolutamente strategica
per l’Impact Hub, sia per l’accessibilità dalla città
insulare lagunare che per tutta l’area metropolitana.
La tesi si articola in diverse parti, un’analisi del contesto
urbano, l’analisi delle esigenze della comunità
locale, la traduzione di intenti, attraverso il progetto.
L’analisi storico normativa di tre porzioni di Venezia, ha
permesso di conoscere quelle che sono tre aree oggetto
di trasformazione urbana nella programmazione
urbanistica vigente: l’area della Marittima, l’area degli
ex cantieri ACTV e l’area dei gasometri dell’ex Italgas.
Per il progetto dell’Impact Hub si è individuata tale area
nella zona dei gasometri ex-Italgas, è stata condotta
un’analisi urbana che rappresenta lo status quo ed evidenzia
le potenzialità e le criticità della zona in questione.
Appurata la componente analitica sono stati analizzati
gli spazi che costituiscono gli Impact Hub esistenti e facenti
parte del network, per consentire di comprendere
gli elementi di successo e le eventuali criticità dei precedenti
Hub. Questa analisi ha fornito preziosi spunti
su come creare un ambiente di lavoro stimolante e funzionale,
ottimizzare l’uso dello spazio e integrare servizi
essenziali per supportare imprenditori e innovatori.
5. Impact Hub Network, https://impacthub.net/
9
Abstract
Il progetto è pensato, in linea con i principi NEB, cercando
quindi di conservare il più possibile i manufatti
esistenti di archeologia industriale e allo stesso tempo
di conservare nella misura massima lo spazio naturale
come prezioso polmone verde per il Sestiere di
Dorsoduro ma anche per tutta la città. Il progetto prevede
la rigenerazione dei blocchi preesistenti nel lotto,
e la realizzazione di un nuovo edificio/padiglione. Gli
edifici rigenerati compresi i due gasometri sono pensati
per ospitare una varietà di attività, tra cui spazi di
co-working, uffici stabili e temporanei, sale conferenze,
un auditorium, aule per la formazione, una piccola biblioteca,
cucine e orti sociali, eventi culturali e laboratori.
L’edificio nuovo, è generato secondo un principio
di reiterazione geometrica dei Gasometri presenti sul
sito e la cui forma circolare e compatta garantisce alte
prestazioni in termini termici, energetici e distributivi;
inoltre, si sviluppa secondo un approccio incrementale,
che permette una flessibilità adattativa, assicurando
che ogni intervento risponda alle esigenze crescenti
dell’organizzazione e della comunità e mantenga l’equilibrio
ecologico ed economico, creando un modello
replicabile per altre iniziative di sviluppo sostenibile.
circostanti. Il parco diventa luogo di aggregazione sociale,
attività ricreative e culturali, stimolando la coesione
comunitaria e contribuendo al benessere degli abitanti.
Il progetto integra soluzioni tecnologiche come
pannelli solari e sistemi per la raccolta delle
acque piovane che garantiscono un apporto
di risorse energetiche e idriche all’utenza.
La tesi propone un progetto delineato dai principi di sostenibilità
urbana e sociale promossi dal NEB ed applicati
alle Learning City, con soluzioni che rispondono alle
sfide contemporanee del cambiamento climatico e della
coesione sociale con l’obiettivo ultimo, grazie all’attrazione
di nuove economie e nuovi residenti, di contribuire
a rafforzare la vocazione di città abitata e proiettata
nel futuro e di invertire la tendenza allo spopolamento.
Una componente fondamentale del progetto è la rigenerazione
dello spazio vuoto come grande parco urbano
al cui interno sono presenti tutti gli edifici preesistenti
del lotto. Gli edifici sono pensati come padiglioni in
diretta comunicazione e interazione con gli spazi verdi
10
11
Cartografia
storica
Cartografia storica
Il primo capitolo di questo volume va ad analizzare
i principali cambiamenti che hanno caratterizzato
l’evoluzione morfologico-urbana dell’isola di Venezia
attraverso un'analisi della cartografia storica.
Lo studio delle mappe storiche riveste un ruolo
di grande importanza nella comprensione dell’evoluzione
storica di zone specifiche, soprattutto
nel caso di una città caratterizzata da importanti
mutazioni come Venezia. Questi strumenti forniscono
una prospettiva visiva e spaziale delle trasformazioni
urbanistiche, architettoniche e geografiche
che si sono susseguite nel corso del tempo.
Nel caso “fortunato” e ben documentato di Venezia,
ci sono pervenute un gran numero di mappe
e piante prospettiche sempre più accurate e dettagliate
che agevolano una lettura evolutiva della
città. Attraverso le mappe, è possibile tracciare la
crescita della città, individuare nuovi quartieri e
osservare la costruzione di elementi chiave come
ponti, canali ed edifici. Questo approccio offre una
rappresentazione tangibile dei cambiamenti nell’architettura,
rivelando stili distinti, l’edificazione di
monumenti e la demolizione di strutture storiche.
Inoltre, le mappe storiche svelano le dinamiche politiche
ed economiche di un’area. Fortificazioni, rotte
commerciali e zone industriali rappresentate sulle
mappe forniscono indicazioni sulla situazione geopolitica
ed economica di un determinato periodo.
La rilevanza delle mappe storiche si estende anche
alla comprensione dei cambiamenti geografici,
in particolar modo in città costiere come Venezia,
evidenziando modifiche nella linea costiera, nei livelli
del mare e nelle aree a rischio di inondazioni.
Culturalmente, invece, le mappe rivelano luoghi
di significato come piazze, chiese e musei,
offrendo una finestra su come la società
e la cultura si sono sviluppate nel tempo.
Questo approccio è prezioso anche per la pianificazione
urbana contemporanea, fornendo informazioni
utili per la gestione sostenibile e la conservazione
del patrimonio. In definitiva, le mappe
storiche si configurano come autentiche testimonianze
visive della storia di una città, collegando il
presente al passato e contribuendo alla comprensione
profonda di un luogo e della sua identità.
Il periodo analizzato ai fini di questo lavoro di tesi
va dal 1500 fino ai primi decenni del 1900. Nelle
pagine seguenti sono riportate una selezione
di mappe storiche e piante prospettiche che ben
testimoniano le principali evoluzioni urbanistico-architettoniche
avvenute sull’isola di Venezia
negli ultimi quattro secoli e che hanno porta-
12
Cartografia storica
to al consolidamento del tessuto urbano odierno.
L’isola di Venezia, con la sua complessa
rete di canali, ponti e calli, ha subito notevoli
trasformazioni urbanistiche dal 1500 ad
oggi, ognuna delle quali riflette i cambiamenti
socioeconomici, politici e ambientali della città.
È interessante accorpare queste trasformazioni
urbane in due macro periodi: prima dell’industrializzazione
e dopo l’industrializzazione. L’avvento
dell’industrializzazione, ai fini di comprendere meglio
la diversità di intenti e necessità, deve necessariamente
costituire lo spartiacque di questa analisi.
Durante i secoli XVI e XVII, Venezia attraversò un
periodo di significativi cambiamenti urbanistici e di
bonifica che contribuirono a plasmare l’aspetto e la
funzionalità della città lagunare. Questi interventi
furono motivati da diverse necessità, tra cui la gestione
delle acque, lo sviluppo urbano, la difesa e
il potenziamento delle infrastrutture portuali. Uno
degli aspetti centrali di questo periodo fu la bonifica
delle terre circostanti, essenziale per mantenere
salubri le aree abitate. Il Canale dei Marani
rappresentò un esempio importante di intervento
di bonifica. Questo canale, costruito per migliorare
il drenaggio delle terre e prevenire le acque
stagnanti, contribuì significativamente alla salute
pubblica e all’ambiente lagunare. Parallelamente
alla bonifica, Venezia vide un’intensa attività
di sviluppo urbano. Il Rialto divenne il fulcro del
commercio veneziano, e nel 1591 fu completato il
Ponte di Rialto, sostituendo una struttura più antica
e facilitando notevolmente il flusso di persone
e merci tra le sponde del Canal Grande. Questo
evento non solo migliorò la mobilità urbana ma anche
stimolò l’espansione delle attività commerciali
nella zona (già visibile in fig.1). L’edificazione di
nuove chiese e palazzi fu un altro segno tangibile
di crescita e prosperità. Architetti rinomati come
Andrea Palladio e Baldassare Longhena contribuirono
con opere prestigiose come la Chiesa del
Redentore e la Basilica di Santa Maria della Salute,
aggiungendo bellezza e funzionalità alla città.
La necessità di difendersi dalle minacce esterne
portò alla costruzione di nuove fortificazioni.
Queste strutture difensive non solo
garantirono la sicurezza della città ma anche influenzarono
l’urbanistica circostante, con la creazione
di nuovi quartieri residenziali e commerciali.
Infine, l’incremento del commercio e delle attività
portuali richiese la modernizzazione delle infrastrutture
portuali stesse. Nuovi moli, banchine e
magazzini furono costruiti lungo la Riva degli Schiavoni
e altre aree portuali, migliorando l’efficienza e
la capacità di gestire il crescente traffico marittimo.
Ci sono poi zone che hanno subito modificazioni
consistenti e ben visibili dalla consultazione delle
mappe storiche. Un importante esempio è costitu-
13
Cartografia storica
fig.1, Veduta di Venezia, Jacopo de’ Barbari, 1500
14
Cartografia storica
fig.2, Pianta prospettica della città, Giovanni Andrea Vavassor, 1525 ca
15
Cartografia storica
fig.3, Pianta prospettica della città e delle lagune, Paolo Forlani, 1566
16
Cartografia storica
ito dalla l’area di Santa Marta, conosciuta anche
come ex Campo di Marte. Questa zona è caratterizzata
da una storia ricca di trasformazioni e
adattamenti che riflettono l’evoluzione urbanistica
della città; la vediamo comparire nella pianta di
T.Ettling, del 1825 (fig.7). Situata nell’angolo occidentale
di Venezia, questa zona ha subito cambiamenti
significativi nel corso dei secoli, rispecchiando
le diverse esigenze funzionali della città.
La zona venne bonificata, alla fine del periodo della
Repubblica di Venezia; il Campo di Marte appariva
come una vasta area aperta destinata a esercitazioni
militari e manovre. Il nome stesso “Campo di
Marte” richiama Marte, il dio romano della guerra,
indicando chiaramente la funzione bellica del luogo.
Con il passaggio di Venezia sotto il controllo napoleonico
e poi austriaco, l’area di Santa Marta vide
un cambiamento nella sua destinazione d’uso, poiché
le esigenze militari diminuirono progressivamente.
Come si evince da fig. 9 e fig. 10 l’area ha
mantenuto invariata la propria funzione per quasi
un secolo fino all’avvento dell’industrializzazione.
Nel XIX secolo, con l’avvento dell’industrializzazione,
l’area di Santa Marta iniziò a trasformarsi
in una zona industriale e portuale.
Furono costruiti magazzini, depositi e strutture legate
all’attività portuale, segnando un’importante fase
di sviluppo commerciale e industriale per Venezia.
Tuttavia, nel XX secolo, con il declino dell’industria tradizionale,
molte di queste strutture caddero in disuso,
e l’area iniziò a mostrare segni di degrado e abbandono,
diventando una zona periferica e trascurata.
Fino all'avvento dell'industrializzazione, Venezia
non aveva subito modificazioni consistenti,
ma poi fu interessata da trasformazioni
dovute alle nuove infrastrutture ferroviarie e portuali
e alle espansioni residenziali e industriali.
Un altro tra i cambiamenti più rilevanti avvenne nella
zona della stazione ferroviaria. Con l’inaugurazione
del Ponte della Libertà nel 1846 (fig.9), Venezia
fu collegata alla terraferma tramite un ponte ferroviario
e stradale. Questo ponte, lungo circa quattro
chilometri, rappresentò una svolta nella connettività
della città, facilitando il trasporto di persone e
merci. La costruzione della Stazione di Santa Lucia
(1861), divenne un nodo centrale per il trasporto,
trasformando l’area circostante in un punto di ingresso
principale per la città. L’arrivo del treno cambiò
radicalmente la dinamica urbana, portando a un
incremento del traffico commerciale e turistico. La
stazione e le aree circostanti furono sviluppate per
ospitare infrastrutture logistiche, hotel e servizi per
i viaggiatori, contribuendo a una significativa trasformazione
urbanistica di questa parte di Venezia.
L’industrializzazione richiese anche l’espansione
delle infrastrutture portuali e ferroviarie nella zona
di Santa Marta, riconvertendo l’area. La costruzione
di binari ferroviari fino a Santa Marta facilitò
il trasporto di merci, integrando Venezia con
la rete industriale e commerciale della terraferma.
Santa Marta, che era già una zona di attività
industriale e portuale, vide un’ulteriore espansione
delle sue capacità logistiche. Magazzini,
depositi e strutture di stoccaggio furono costruiti
per supportare le nuove esigenze commerciali.
L’area divenne un fulcro di attività economica,
contribuendo allo sviluppo industriale di Venezia.
Continuando con l'analisi delle maggiori modi-
17
Cartografia storica
fig.4, Disegno Della Pianta Di Venetia con tutti i Canalli, Rii, Chiese, Ponti, Isolette, division de sestieri. Opera nova et non piu stampata, Stefano
Scolari, 1677
18
Cartografia storica
fig.5, Pianta iconografica di Venetia, Vincenzo Coronelli, 1696
19
Cartografia storica
fig.6, Venise, J. K. Dauphin, 1725
20
Cartografia storica
ficazioni che sono avvenute a Venezia, occorre
sottolineare l'intervento di espansione avvenuto
all’Arsenale di Venezia, storico cantiere navale e
simbolo della potenza marittima della città. L’ampliamento
dell’Arsenale rispose alla necessità di
modernizzare e aumentare la capacità produttiva
per far fronte alle nuove esigenze tecnologiche e
industriali. L’Arsenale fu dotato di nuove attrezzature,
bacini di carenaggio e officine meccaniche.
Queste strutture moderne permisero una maggiore
efficienza nella costruzione e manutenzione
delle navi, rendendo l’Arsenale un punto chiave
per l’industria navale e militare di Venezia. L’espansione
dell’Arsenale influenzò significativamente
il quartiere circostante, portando a uno
sviluppo urbanistico che supportava le attività lavorative
e residenziali dei lavoratori del cantiere.
L'ultimo cambiamento urbanistico rilevante fu la
bonifica e la creazione dell’area di Sant’Elena,
una zona situata all’estremità orientale di Venezia.
Questa area fu bonificata e sviluppata per rispondere
alle esigenze residenziali e industriali
della città. La costruzione di nuovi edifici residenziali,
scuole e strutture sportive contribuì a creare
un quartiere vivibile e ben servito. Sant’Elena
divenne anche sede di attività legate alla nautica,
con la costruzione di cantieri e darsene. La zona
fu progettata con ampi spazi verdi, parchi e giardini
pubblici, offrendo un ambiente piacevole per
i residenti. Questo intervento urbanistico rappresentò
un’importante espansione del tessuto urbano
di Venezia, integrando nuove funzionalità e
migliorando la qualità della vita per i suoi abitanti.
Occorre a questo punto fare alcune considerazioni
sulla stazione Marittima, situata a nord-ovest. Questa
ha sicuramente rappresentato un altro importante
sviluppo urbanistico. La costruzione è iniziata
nel 1870 (fig.10) e prevedeva di inglobare l’isola di
Santa Chiara all’interno di un imbonimento a ferro
di cavallo esterno al campo di Marte e delimitato
da una vasta testata e da due banchine parallele.
L’area della Marittima è stata destinata alla gestione
del traffico marittimo (fig.11-12), con particolare
attenzione al crescente settore turistico. A partire
dalla seconda metà del XX secolo, Venezia ha
visto un aumento significativo nel numero di navi
da crociera che visitavano la città, richiedendo infrastrutture
adeguate ad accogliere questo flusso.
La Stazione è stata ampliata e modernizzata
per includere nuovi terminal passeggeri, banchine
più lunghe e attrezzature avanzate per
la gestione delle navi. Questi interventi hanno
permesso a Venezia di diventare uno dei principali
porti per crociere nel Mediterraneo, contribuendo
in modo significativo all’economia locale.
La Marittima non solo ha migliorato la capacità di
Venezia di gestire il traffico marittimo, ma ha anche
influenzato l’urbanistica della città. La necessità di
supportare il settore delle crociere ha portato alla
costruzione di nuove infrastrutture di trasporto e
servizi, inclusi collegamenti diretti con il Tronchetto
e il centro storico attraverso linee di vaporetto e autobus.
Questo ha reso l’area della Marittima un punto
di accesso privilegiato per i turisti, migliorando la
fruibilità e la connessione tra diverse parti della città.
Parallelamente, il Tronchetto, un’isola artificiale
situata a ovest di Venezia, è stato sviluppato
a partire dagli anni ‘60 del XX secolo. La sua
21
Cartografia storica
fig.7, Venice, T. Ettling, 1825
22
Cartografia storica
fig.8, Venice, W.B. Clarke, 1838
23
Cartografia storica
fig.9, Nuova Planimetria della città di Venezia, Bernardo e Gaetano Combatti, 1847
24
Cartografia storica
costruzione rispondeva alla necessità di creare
un’area dedicata al parcheggio e alla gestione
del traffico automobilistico, alleviando la pressione
sulla zona di Piazzale Roma, dove la circolazione
dei veicoli è estremamente congestionata.
L’isola del Tronchetto, realizzata mediante bonifica
e riempimento della laguna, è diventata un hub logistico.
Inizialmente concepito come parcheggio per i
visitatori e punto di partenza per i trasporti pubblici
verso il centro di Venezia, il Tronchetto ha visto la
costruzione di ampie aree di parcheggio, terminal
per autobus e una stazione di vaporetto. La sua posizione
strategica all’ingresso di Venezia, collegata
direttamente al Ponte della Libertà, facilita l’accesso
per i turisti e i pendolari, rendendolo un punto di
snodo essenziale per la mobilità urbana. Negli anni
successivi, l’isola del Tronchetto ha continuato a
svilupparsi, con l’aggiunta di servizi e strutture per
il turismo. Questo intervento ha permesso di decongestionare
il centro storico e ha creato un’area
funzionale moderna per gli standard dell'epoca,
migliorando la gestione del traffico e la logistica.
Si può infine dire che le trasformazioni urbanistiche
di Venezia, studiate attraverso le mappe storiche,
offrono una comprensione profonda dei cambiamenti
che hanno modellato la città nel corso dei
secoli e permettono di collegare il presente al passato,
contribuendo alla gestione sostenibile e alla
conservazione del patrimonio urbano della città.
In sintesi l’addizione del Tronchetto e della Marittima
hanno avuto un impatto significativo, secondo
la sensibilità di oggi più o meno positivo,
sull’urbanistica e sulla funzionalità di Venezia. Il
Tronchetto ha alleviato la pressione sul centro
storico, fornendo soluzioni di parcheggio e logistica,
mentre la Marittima ha potenziato la capacità
di Venezia di gestire il traffico marittimo e le
crociere, contribuendo all’economia locale e al
turismo. Entrambi gli interventi sono sorti quali risposte
a delle esigenze della città in quegli anni.
25
Cartografia storica
fig.10, Nuova pianta di Venezia, Luigi Querci, 1887
26
Cartografia storica
fig.11, Venezia (vista d’insieme), TCI, Guida d’Italia, 1920
27
Cartografia storica
fig.12, Venezia (vista d’insieme), TCI, Guida d’Italia, 1925
28
Pianificazione
generale
29
Pianificazione generale
In questo secondo capitolo viene analizzata la
pianificazione generale del comune di Venezia.
Analizzare l’evoluzione della pianificazione generale,
oltre alle mappe storiche 6 , è fondamentale per
comprendere a fondo il contesto urbano di una città
complessa e unica come Venezia. Questa duplice
analisi permette di avere una visione integrata
e completa delle dinamiche che hanno plasmato la
città nel corso del tempo, seppur gli strumenti urbanistici
siano previsti da relativamente poco tempo.
Ai fini di questo lavoro di tesi, l’analisi
delle previsioni urbanistiche è stata fondamentale
per capire i vincoli le trasformazioni previste per le
diverse zone di Venezia isola. Questo e la successiva
analisi della normativa specifica e attuativa hanno
consentito di individuare le aree idonee ad intervenire
con un progetto di rigenerazione urbana.
Per quanto riguarda gli strumento urbanistici previsti
dall’amministrazione comunale di Venezia, considereremo
principalmente il PRG 7 e il PAT 8 , in quanto
riportano le direttive principali per la tutela e la
regolazione dell’attività urbanistica sul suolo comunale.
Il Piano Regolatore Generale (PRG) del 1959 per Venezia
rappresentava un documento fondamentale per la
pianificazione urbana della città. Uno degli obiettivi principali
del piano era la conservazione del centro storico,
ponendo un forte accento sulla preservazione del patrimonio
storico e architettonico. Il PRG limitava le nuove
costruzioni nel centro storico e incentivava il restauro e
la manutenzione degli edifici esistenti, riconoscendo l’importanza
di mantenere intatta l’identità storica della città.
Il piano prevedeva anche il potenziamento delle infrastrutture
di trasporto, sia via acqua che via terra, per
migliorare l’accessibilità e la mobilità all’interno della
città e con la terraferma. Inoltre, delineava aree specifiche
per lo sviluppo residenziale e industriale, con
l’intento di decongestionare il centro storico e promuovere
una crescita equilibrata nelle aree periferiche.
Un altro aspetto fondamentale del PRG del 1959 era
la tutela dell’ambiente lagunare. Il piano includeva misure
per la protezione dell’ecosistema della laguna,
con interventi mirati al controllo dell’inquinamento e
alla gestione delle acque, riconoscendo l’importanza
di un ambiente sano per il benessere della città.
Il PRG riconosceva inoltre l’importanza del turismo per
l’economia di Venezia e includeva strategie per sviluppare
infrastrutture turistiche, come hotel e strutture ricettive,
in modo sostenibile. Parallelamente, il piano promuoveva
la creazione e la manutenzione di aree verdi e spazi
pubblici, per migliorare la qualità della vita dei residenti.
In sintesi, il PRG del 1959 rappresentava una visione
a lungo termine per lo sviluppo sostenibile e la tute-
6. Mappe storiche di Venezia, http://www.archiviodistatovenezia.it/mappe
7. Piano Regolatore Generale del comune di Venezia, https://www.comune.venezia.it/it/content/prg-comune-venezia-0
8. Piano di Assetto del Territorio del comune di Venezia, https://www.comune.venezia.it/it/content/pat-piano-assetto-territorio
30
Pianificazione generale
la della città di Venezia, cercando di bilanciare le esigenze
di conservazione del patrimonio storico con
quelle di modernizzazione e sviluppo economico.
Lo strumento urbanistico redatto nel 1959 si compone
di diversi elaborati grafici tra cui : uno schema regionale,
uno con alcuni dati statistici a livello regionale,
la rete di viabilità principale e zonizzazione su terraferma,
sull’intero territorio comunale, e di Venezia storica.
Nelle tavole 1,2,3 della zonizzazione
e viabilità di Venezia storica (fig.13),
sono evidenziate le principali attrezzature pubbliche
esistenti e di progetto previste per Venezia storica.
È interessante analizzare il progetto previsto nella
zona del sestiere di Santa Marta a ridosso del canale
della Scomenzera, il cosiddetto “punto franco” 9 , che
vedeva la previsione di un centro direzionale (fig.14).
Il Quartiere Direzionale era caratterizzato da un sistema
viario costituito da due circuiti automobilistici, che
seguono un modello di due triangoli opposti al vertice,
con traffico a doppio senso su ogni strada, eccetto per
l’anello di Piazzale Roma. Le strade di immissione ai
parcheggi si diramavano dai vari rami dei circuiti, garantendo
un’ampia copertura del quartiere per l’accesso
automobilistico. I parcheggi, supportati da un garage
con una capacità di 1500 auto situato vicino al Silo,
erano stati dimensionati per ospitare circa 3000 veicoli.
Un’area esclusivamente pedonale era prevista lungo
la mediana del triangolo verso la Giudecca e in direzione
di Piazzale Roma. In questa zona, erano previste
banche, uffici postali e telegrafici, una borsa merci,
bar e negozi, riflettendo il carattere della zona. Il percorso
pedonale era reso facilmente accessibile dalle
aree di parcheggio tramite portici negli edifici circostanti.
Il Quartiere Direzionale avrebbe dovuto ricoprire
una superficie di circa 24,8 ettari, divisa in
due parti con differenti indici di fabbricabilità.
La prima parte, adiacente al tessuto edilizio antico e
coprente 4,5 ettari, prevedeva un indice di fabbricabilità
di 70.000 mc/ha. La seconda parte, più lontana dal
tessuto antico e meglio servita dalla viabilità automobilistica,
ne prevedeva invece uno di 100.000 mc/ha.
Per quanto riguarda l’altezza degli edifici, vennero tenuti
in considerazione alcuni criteri fondamentali: alcuni
edifici, situati in specifiche aree del piano particolareggiato,
potevano raggiungere un’altezza di 8
piani oltre al piano terreno, con un massimo di 30 metri.
Non era previsto un rapporto rigido tra area coperta e
area scoperta, permettendo una maggiore flessibilità
nell’uso dei piani terreni e l’installazione di impianti
tecnici moderni per garantire condizioni igieniche adeguate.
La distanza tra edifici consisteva nella semisomma
dell’altezza degli edifici stessi meno tre metri.
In sintesi, il progetto per il Quartiere Direzionale
è pensato per un’efficace integrazione tra viabi-
9. Relazione PRG 1959, comune di Venezia
31
Pianificazione generale
fig.13, PRG, tavola 1-2-3, 1959
32
vPianificazione generale
fig.14, PRG, zoom della tavola 1, 1959
33
Pianificazione generale
lità automobilistica e aree pedonali, supportato da
adeguate infrastrutture di parcheggio e servizi, ma
purtroppo con poca attenzione alla conservazione
del tessuto edilizio antico e alla preservazione del
valore storico architettonico intrinseco dell’area.
Occorre ora parlare del Piano di Assetto del Territorio.
Questo è un documento strategico fondamentale che
traccia le linee guida per uno sviluppo sostenibile del
territorio. A Venezia, include misure per la protezione
dell’ecosistema lagunare, la promozione del turismo
sostenibile e la preservazione del patrimonio culturale.
Il piano si compone di sette tavole grafiche 10 così divise:
1. La Tavola 1 - Carta dei Vincoli e della Pianificazione
Territoriale (fig.15) è una mappa informativa che mostra
le aree del territorio e gli edifici soggetti a vincoli
imposti da leggi e normative diverse. Essa comprende
anche le principali prescrizioni derivanti dalla pianificazione
superiore in vigore. Questa carta è dinamica
e viene aggiornata per riflettere i cambiamenti e le
nuove normative che influenzano l’uso del territorio.
2. La Tavola 2 - Carta delle Invarianti (fig.16), indica
le aree del territorio che il PAT ritiene poco modificabili
a causa del loro valore intrinseco o per
l’intenzione di valorizzarle ulteriormente. Queste
aree sono importanti dal punto di vista paesaggistico,
ambientale, storico e monumentale.
3. La Tavola 3 - Carta delle Fragilità (fig.17) mette in luce
le diverse condizioni del suolo in relazione alla loro
edificabilità, considerando aspetti come l’idrogeologia
e il rischio di dissesto idraulico. La carta evidenzia
anche elementi del territorio con criticità ambientali
o paesaggistiche, come corsi d’acqua, arenili e piccole
aree umide che necessitano di valorizzazione.
4. La Tavola 4 - Carta della Trasformabilità rappresenta
le strategie di trasformazione del territorio in
modo coerente, per favorire lo sviluppo socio-economico
mentre si tutelano e valorizzano gli elementi
di pregio ambientale, paesaggistico, architettonico
e storico. Questa tavola è suddivisa in tre parti:
• Elaborato 4a - Carta delle Trasformabilità (fig.18)
• Elaborato 4b - Carta delle Trasformabilità:
Valori e Tutele (fig.19)
• Elaborato 4c - Ambiti Territoriali Omogenei (fig.20
5. Tavola 5 - Carta degli Ambiti di Urbanizzazione Consolidata
(fig.21). Questa variante del PAT è in linea
con le disposizioni regionali della L.R. 14/2017,
che mirano a contenere il consumo di suolo.
Queste tavole offrono una base dettagliata per attuare
le strategie del PAT, consentendo una gestione
sostenibile e responsabile del territorio di Venezia.
10. elaborati di progetto del PAT di Venezia, https://www.comune.venezia.it/it/content/gli-elaborati-progetto-aggiornamento-2020
34
fig.15, PAT di Venezia, Tavola 1: Carta dei Vincoli e della Pianificazione Territoriale, 2020
35
fig.16, PAT di Venezia, Tavola 2: Carta delle Invarianti, 2020
36
fig.17, PAT di Venezia, Tavola 3: Carta delle Fragilità, 2020
37
fig.18, PAT di Venezia, Tavola 4a: Carta delle Trasformabilità, 2020
38
fig.19, PAT di Venezia, Tavola 4b: Carta delle Trasformabilità: Valori e Tutele - Rete Ecologica, 2020
39
fig.20, PAT di Venezia, Tavola 4c: Ambiti Territoriali Omogenei (ATO), 2020
40
fig.21, PAT di Venezia, Tavola 5: Carta degli ambiti di urbanizzazione consolidata, 2020
41
Pianificazione generale
Ai fini di questa ricerca di tesi è interessante andare
ad analizzare l’area di Santa Marta e più
nello specifico l’area ex Italgas che ricorre in
svariate previsioni urbanisiche (ne parleremo nei prossimi
capitoli dedicati) e dal carattere potenzialmente
rigenerativo per l’intera porzione di città adiacente.
Dalla carta dei vincoli si può notare come non vi siano
vincoli di tipo monumentale (D.Lgs.42/2004) ad eccezione
dell’ex cotonificio veneziano e dell’ex convento delle
Terese di Santa Marta. Entrambi gli edifici hanno subito
restauri negli anni ‘90 e oggi fanno parte delle strutture
accademiche di proprietà dell’Università IUAV di Venezia.
Un altro particolare interessante che emerge nell’analisi
della prima tavola è l’appartenenza dell’area prospiciente
il canale della Scomenzera e della Giudecca del
sestiere di Dorsoduro, da San Basilio fino a Santa Marta,
alla giurisdizione dell’Autorità portuale di Venezia.
Per quanto riguarda le invarianti di natura storico -
monumentale presenti all’interno del nucleo storico
(tav.2), notiamo che risultano tutelati in quanto manufatti
di archeologia industriale, l’ex cotonificio veneziano
e l’intero lotto dove sorgeva l’ex officina gas
Santa Marta 11 e l’ex convento delle Terese che anche
in questo caso ha apposto un vincolo di tutela,
in quanto luogo di interesse storico-monumentale.
che attraversa la parte settentrionale dell’isola attraversando
il bacino della Marittima, questa rappresenta siti
inquinati di interesse Nazionale. Risulta invece una zona
ad inquinamento localizzato, l’area ex Italgas per la funzione
ricoperta come officina e stock di materiali sensibili.
In tempi più recenti all’aggiornamento
delle tavole del PAT, sono stati avanzati
diversi progetti di bonifica dei suoli in questione.
Passiamo ora a considerare
la tavola delle trasformabilità, che
evidenzia gli aspetti più rilevanti in relazione alla possibilità
di realizzazione del potenziale dell’area analizzata.
Come si osserva, la zona, risulta inserita all’interno
del perimetro delle aree idonee per interventi
diretti al miglioramento della qualità urbana
e territoriale e allo stesso tempo è riconosciuta
come area di riqualificazione e/o riconversione.
Per concludere le ultime tre tavole riguardanti
la rete ecologica, gli ambiti territoriali omogenei e
quelli di urbanizzazione consolidata, vedono l’intera
isola di Venezia rientrare nella stessa tipologia.
Un altro aspetto importante è evidenziato dalla carta
delle fragilità; in questa tavola risulta evidente una linea
11. Ex Officine Gas Santa Marta a Venezia, Variante progetto bonifica suoli approvato con Decreto N. 35/2015
42
43
Aree di
interesse
Aree d’interesse
Piano Particolareggiato 2 Piano Particolareggiato 10
Piano Particolareggiato 5
fig.22, Selezione delle aree d’interesse nella variante del “Piano Regolatore Generale”
Per il lavoro di tesi, sono state selezionate tre aree
specifiche della variante al Piano Regolatore Generale in
base al loro potenziale di rigenerazione urbana e in linea con
le previsioni degli strumenti urbanistici comunali di Venezia.
Questa scelta è stata guidata da un'analisi delle caratteristiche
morfologiche e delle dinamiche socio-economiche
delle diverse zone della città, nonché
dalle direttive contenute nei piani urbanistici locali.
Le tre aree individuate rappresentano nodi cruciali per
la trasformazione sostenibile
e integrata del tessuto urbano veneziano.
La prima area è situata alla stazione
Marittima (p.p.2), un sito destinato a funzioni portuali,
con particolare attenzione alla gestione del traffico
passeggeri. La seconda area scelta si trova nell'ex
cantiere ACTV (p.p.10), dove è prevista la realizzazione di
spazi ad uso prevalentemente residenziale. Infine, la
terza area è situata nel quartiere di Santa Marta, una
zona storicamente industriale che presenta significative
opportunità per il recupero e la riconversione (p.p.5).
Come riscontrato in precedenza nell'analisi
del PRG è evidente come queste aree, se
opportunamente rigenerate, possano contribuire significativamente
alla crescita economica e sociale di Venezia,
valorizzando il patrimonio storico e culturale della città.
44
Area Marittima
45
Area Marittima
fig.23, Zoom della variante del “Piano Regolatore Generale” approvato con DPR 17/12/1962, 22/02/1963
46
Area Marittima
Nelle “Norme Tecniche” 12 , all’art.1, si stabilisce l’oggetto,
lo scopo e la validità delle norme relative
all’attuazione del Piano Regolatore Generale, focalizzando
l’attenzione sulla città antica delimitata dalla
tavola contrassegnata con B0 in scala 1:3.550.
Tali norme prevalgono su eventuali disposizioni incompatibili
o divergenti dei piani regolatori o dei regolamenti
comunali riguardanti la stessa materia.
La disciplina urbanistica della città antica, derivante
dal Piano Regolatore Generale e dalle norme in oggetto,
mira a salvaguardare l’identità culturale dell’insediamento
veneziano, assicurando la continuità
del rapporto tradizionale con l’ambiente lagunare e
conservando i caratteri storici della città antica. Gli
obiettivi comprendono anche l’individuazione delle
modifiche necessarie a garantire la vitalità della città
antica nelle sue condizioni attuali e il suo adeguato
inserimento nella nuova realtà urbana e territoriale.
La disciplina riconosce le regole di conformità che hanno
guidato lo sviluppo storico dell’insediamento, prescrivendo
la conservazione di queste caratteristiche attraverso
la manutenzione, il restauro e la reintegrazione
degli elementi fisici. Prevede inoltre la congruenza degli
usi moderni con le caratteristiche storiche. Inoltre, la trasformazione
degli elementi aggiunti di recente e la costruzione
di nuovi è prevista per garantire la vivibilità e la
funzionalità della città nel contesto moderno. Gli obiettivi
delineati fungono anche da criterio ermeneutico per l’interpretazione
del regolamento urbanistico in questione.
L’obiettivo generale per la Marittima 13 è quello di destinare
l’area a funzioni portuali, con particolare attenzione
alla gestione del traffico passeggeri. Si prevede
inoltre di ospitare infrastrutture funzionali alle
attività portuali, migliorando il collegamento con la città,
nel rispetto delle necessarie misure di sicurezza.
Per quanto riguarda le trasformazioni fisiche e funzionali,
viene mantenuto il collegamento ferroviario attraverso
il ponte esistente, con diramazioni adattate alle
future sistemazioni. Il collegamento stradale con l’isola
del Tronchetto viene mantenuto, con possibilità di modifiche.
È previsto il passaggio del percorso “navetta”
da Piazzale Roma al Tronchetto, con fermate intermedie
per servire l’isola di Marittima. Si sta valutando
l’inserimento di una stazione della metropolitana.
Le attività consentite sono la gestione del traffico
passeggeri, la pesca e le attività ittiche, la nautica
da diporto, i servizi commerciali, la ricettività, la
gestione, gli uffici pubblici, i servizi pubblici e le infrastrutture
di collegamento e di parcheggio. Possono
essere ammesse funzioni diverse se esistenti
alla data di approvazione del P.R.G. (9.11.1999).
È prevista la realizzazione di un’autorimessa pubblica
o vincolata ad uso pubblico in diretta connessione
con la rampa di accesso a Piazzale Roma dal ponte
translagunare, nel rispetto di specifici parametri
dimensionali. La viabilità pubblica dovrà essere adeguata
per migliorare l’accessibilità dell’area portuale,
delle altre attività insediate e dell’isola del Tronchetto,
secondo le disposizioni dell’Autorità Portuale.
12. Norme tecniche di attuazione, comune di Venezia, 2023
13. Variante al PRG per la città antica, appendice 2, comune di Venezia, 2023
47
Area Marittima
progetto “La testa di Ponte”, Vittorio Gregotti, 1985
Il primo progetto preso in considerazione per tracciare le
proposte avanzate sulla prima area d'interesse è il progetto
"La testa di ponte" 14 dell'architetto Vittorio Gregotti del 1985.
Il tema della ricerca sull’area occidentale di Venezia ha
portato a un’esplorazione completa di tre questioni chiave.
In primo luogo, offrire un parere su questa regione implica
affrontare le sfide legate all’accesso al centro storico
e formulare considerazioni sul sistema complessivo di
relazioni all’interno della città e tra Venezia e l’entroterra.
L’obiettivo è quello di valutare le potenzialità trasformative
che quest’area può avere per il futuro sistema urbano,
posizionandola strategicamente come punto di snodo
per la trasformazione e luogo privilegiato per il progetto.
In secondo luogo, la ricerca prevede la reinterpretazione
dell’insieme di strutture concentrate in questa parte
della città, tra cui il porto, la stazione ferroviaria e le
strutture di servizio. Attualmente organizzata con ragioni
interne, la parte urbana appare come una giustapposizione
casuale di aree chiuse prive di relazioni reciproche,
prodotto della “modernizzazione” del XIX secolo. La
sfida consiste non solo nel riorganizzare funzionalmente
l’area, ma anche nello stabilire relazioni reciproche tra
le sue parti costitutive, enfatizzando i ruoli intermodali.
In terzo luogo, affrontare l’aspetto progettuale significa
affrontare la trasformazione di questa parte di città ricercando
un’identità e un senso di appartenenza. La natura
multiforme della situazione contestuale, soprattutto nell’area
occidentale di Venezia, richiede di confrontarsi con
una realtà composita in cui gli spazi disponibili si connettono
frammentariamente a parti più strutturate. Il progetto
mira a stabilire continuamente un proprio ragionamento
a partire dalla discontinuità della situazione specifica.
Per la stazione ferroviaria, l’anticipazione di un progressivo
aumento del servizio ferroviario tra Mestre-Marghera e
Venezia spinge a riorganizzare l’intera testata ferroviaria,
enfatizzando il rapporto terra-acqua. A Piazzale Roma e
al Tronchetto, il progetto si concentra su una scomposizione
integrata delle funzioni intermodali per una razionalizzazione
dell’accesso stradale. Il Tronchetto diventa
un punto di interscambio privilegiato per il trasporto privato
e le merci, mentre Piazzale Roma viene ridotto a
punto intermodale per il trasporto pubblico, affrontando il
ridimensionamento e l’integrazione nel tessuto urbano.
Nel trattare le attrezzature portuali, la ricerca propone
una reinterpretazione complessiva e una riconsiderazione
del layout funzionale. Riconoscendo l’integrazione
storica tra il porto e la città, il progetto cerca di rivitalizzare
la crisi del porto attraverso una riorganizzazione
complessiva dell’area lagunare. L’organizzazione tipologica
del porto nel centro storico viene ripensata come
una grande struttura urbana concentrata nell’area del
molo, valorizzando le sue caratteristiche intermodali e
favorendo le relazioni con la città a una scala più ampia.
14. "La testa di ponte", progetto di V. Gregotti, C. Magnani, F. Messina, P. Val, 1985
48
Disegni
fig.24, Planimetria del progetto “La testa di Ponte”, Vittorio Gregotti, 1985
49
Disegni
Disegni
Disegni
fig.25, Pianta e prospetto del progetto “La testa di Ponte”, Vittorio Gregotti, 1985
fig.26, Sezioni del progetto “La testa di Ponte”, Vittorio Gregotti, 1985
50
Area Marittima
progetto “La testa di Ponte”, Vittorio Gregotti, 1985
Disegni
fig.27, Vista prospettica del progetto “La testa di Ponte”, Vittorio Gregotti, 1985
51
Area Marittima
progetto per un parcheggio multipiano alla Marittima, 2015
Il secondo progetto sull'area della Marittima, immagina
la nuova porta di Venezia 15 ed è una proposta
dell'architetto Mauro Galantino. L’elemento centrale
sarà il garage multipiano con una terrazza verde. Saranno
costruiti anche un albergo e spazi per i giovani.
L’ambizioso progetto di costruire due parcheggi da 80
milioni di euro nell’area della Marittima di Venezia è
stato abbandonato a causa dei costi eccessivi e della
mancanza di interesse da parte degli investitori. La
proposta, inizialmente concepita per fornire posti auto a
residenti e crocieristi, ha incontrato difficoltà nell’attrarre
finanziamenti, soprattutto considerando il clima di incertezza
del mercato immobiliare. La struttura avrebbe dovuto
risolvere il problema della carenza di posti auto per
i residenti e contribuire ad alleggerire il traffico intenso di
Piazzale Roma. Tuttavia, l’approvazione di un progetto
concorrente di ampliamento del garage di San Marco
ha compromesso ulteriormente le prospettive del progetto
Marittima. La proposta prevedeva la costruzione
di un garage sul lato del ponte con 1248 posti auto per i
residenti e un altro sul lato del porto con 1099 posti per
crocieristi e turisti. Le condizioni per la realizzazione del
progetto prevedevano anche la costruzione di un hotel a
quattro stelle, un auditorium, un ristorante, uffici direzionali,
spazi commerciali, aree verdi e comuni. La proposta
progettuale è rimasta solo sulla carta poichè nessun
investitore ha mostrato interesse, probabilmente a causa
dell’insufficiente ricompensa offerta dall’autorità portualeche
prevedeva il trasferimento dei diritti di gestione
del garage allo sviluppatore per un periodo di 35 anni.
fig.28, Parcheggio multipiano alla Marittima, render aereo, 2015
fig.29, Parcheggio multipiano alla Marittima, render aereo, 2015
15. "La nuova porta di Venezia, parcheggio con terrazza, ristoranti e locali giovanili", Corriere del Veneto, 2016
52
AREA EX
CANTIERI ACTV
53
Area ex cantieri ACTV
fig.30, Zoom della variante del “Piano Regolatore Generale” approvata con DPR 17/12/1962, 22/02/1963
54
Area ex cantieri ACTV
La seconda zona analizzata
è l'area denominata "ex cantieri ACTV".
Nel corso degli anni, l'ex cantiere ACTV è stato un nodo
importante per la gestione e l'operatività dei vaporetti e di
altre imbarcazioni utilizzate per il trasporto pubblico e privato
nella laguna di Venezia. L'area comprendeva officine,
magazzini e strutture per la manutenzione delle flotte
di ACTV. Questo sito è stato vitale per assicurare la continuità
e l'efficienza dei servizi di trasporto, contribuendo significativamente
alla mobilità e alla connettività della città.
A seguito dello spostamento dei cantieri ACTV in una nuova
sede, l'area denominata P.P.10 "Ex cantiere ACTV" 16
sarà trasformata principalmente in una zona residenziale.
Sono previste inoltre, adeguate infrastrutture pubbliche,
tra cui aree verdi, percorsi pedonali e impianti sportivi.
L'obiettivo principale di queste previsioni è quello di sostenere
la residenza stabile nella Città Antica. Pertanto,
tutti gli edifici residenziali previsti saranno destinati
esclusivamente a residenze permanenti. Saranno escluse
tutte le attività di tipo turistico-ricettivo, anche quelle
complementari, e le locazioni per finalità turistiche.
Per garantire la massima integrazione dell'area con il
contesto urbano circostante, è stato previsto di creare
percorsi di collegamento con il quartiere di Sant'Elena,
l'isola di San Pietro di Castello e gli insediamenti
del sestiere di Castello a ovest del Rio dei Giardini.
La darsena e le aree adiacenti di proprietà demaniale
saranno valorizzate tramite un progetto
condiviso tra il Comune e il Demanio.
A livello normativo, L’area è suddivisa in due ambiti di
progettazione unitaria, individuati nella Tavola B0 della
Variante al PRG della Città Antica:
• P.P.10.1 “Ex piazza d'armi”
• P.P.10.2 “Darsena”.
Per quanto riguarda l'ex piazza d'armi, gli obiettivi specifici
di riqualificazione prevedono che l'area sia recuperata
principalmente per usi residenziali, includendo
piccole attività commerciali, esercizi pubblici e laboratori
artigianali. Saranno inoltre predisposti spazi e servizi
pubblici adeguati oltre ad ampie aree di verde pubblico e
un centro sportivo a servizio della città.
Verrà garantita la permeabilità pedonale all’interno
dell’area, prevedendo percorsi di collegamento con il
quartiere di Sant’Elena a sud, l’isola di San Pietro di
Castello a nord e gli insediamenti del sestiere di Castello
a ovest del Rio dei Giardini, assicurando così la piena
integrazione con il contesto urbano circostante.
L'attività produttiva esistente, come la falegnameria,
sarà mantenuta all’interno dell’area, individuando una
nuova posizione che garantisca comunque l’affaccio sul
fronte acqueo. La regolamentazione degli spazi produttivi
sarà gestita tramite accordi specifici tra le parti
coinvolte.
16. Variante al PRG per la città antica, Norme Tecniche di Attuazione: appendice 2 - scheda P.P. 10 Ex Cantiere ACTV variante, comune di Venezia, 2023
55
Area ex cantieri ACTV
Il secondo ambito ovvero quello della "Darsena", ha una
superficie totale di 79.630 mq, suddivisa in 70.670 mq di
spazio acqueo e 8.960 mq di terreno. Questa zona, interamente
di proprietà demaniale, è destinata a ospitare
la darsena, i servizi a terra correlati e altre attrezzature
pubbliche.
ORTOFOTO CON EVIDENZIATO IL PERIMETRO DELL'AMBITO ASSOGGETTATO A P.P. DALLA VIGENTE VPRG Scala 1:2000
Nel caso venisse avanzata la proposta di un progetto di
riqualificazione e valorizzazione, dovrà essere elaborato
e concordato tra il Demanio e il Comune, seguendo le
procedure ordinarie per gli accordi tra enti pubblici.
fig.31, Zoom della vista aerea, variante n. 72 del Piano degli Interventi
(VPRG per la Città Antica)
2
56
Area ex cantieri ACTV
Variante n. 72 del Piano degli Interventi (VPRG per la Città Antica), Allegato 1: Proposta progetto preliminare
Nella seconda area d'interesse, troviamo già
previsto nella variante al Piano degli Interventi
una proposta di progetto preliminare.
nuovo ponte
Canale Quintavalle
ipotesi di valorizzazione
nuovo pontile
Il progetto in questione è stato
affidato allo studio Architetto Mar,
Uno degli aspetti più ricercati dai progettisti è quello
della connessione tra l’area del progetto e il contesto urbano
che verrà facilitata attraverso vari interventi esterni
al perimetro dell’area stessa. Questi interventi includono
la costruzione di nuovi ponti che collegheranno
l'area al sestiere di Castello, l'apertura di passaggi pedonali
sul muro di confine a sud verso il quartiere Vittorio
Emanuele II, e la creazione di nuove vie di accesso
dai canali a nord e ovest. Tali modifiche rappresentano
una naturale evoluzione del sistema urbano circostante.
nuovo ponte
Rio dei Giardini
altane
campo con
esercizi commerciali
C
altane
A
D
parco con
arredo urbano
altane
G
G
campo con
esercizi commerciali
G
E
ipotesi di valorizzazione
sistemazione della pavimentazione
Darsena
Il progetto considera inoltre come tema centrale della
riqualificazione, potenziare il sistema di verde pubblico,
costituito dall'adiacente Parco delle Rimembranze, integrandolo
nell'area del progetto, in sintonia con le caratteristiche
del contesto. È inoltre significativo che nei
pressi del compendio sia previsto un progetto di riqualificazione
dell’Ex Cantiere Celli, con cui l'area potrà essere
connessa mediante la demolizione di una piccola
porzione di muro di confine a sud, creando così una
passeggiata sull’acqua continua fino allo Stadio Penzo.
ipotesi di valorizzazione
nuovo pontile
I
'promenade'
con esercizi commerciali
La riqualificazione urbana dell’isola di Sant’Elena è
GSPublisherVersion 0.0.100.57
PLANIVOLUMETRICO
PROGETTO
57
fig.32, planivolumetrico del progetto, Studio Architetto Mar, VPRG per
la Città Antica, 2020
Area ex cantieri ACTV
Variante n. 72 del Piano degli Interventi (VPRG per la Città Antica), Allegato 1: Proposta progetto preliminare
CEA I EIOE CC
quindi ispirata dalla sua naturale vocazione di apertura
verso il contesto residenziale circostante, promuovendo
spazi sociali collettivi, come aree pubbliche aperte
valorizzate da fronti commerciali e strutture sportive.
Nel progetto, in accordo con le amministrazioni, si
mira a pianificare la realizzazione di edifici residenziali
privi di vincoli convenzionali, quindi destinati a
proprietà privata, insieme a zone commerciali, sportive
e la ricollocazione delle attività produttive esistenti.
alle unità abitative al piano terra di avere giardini privati. La
progettazione inoltre include un piccolo campo nella zona
nord-ovest, con attività commerciali al piano terra, che
ripropone la tipologia del campo veneziano in continuità
con il tessuto storico esistente, e una vasta area pubblica
composta da un parco verde e un campo pavimentato,
con vista aperta verso la laguna e l'isola della Certosa.
C C
GSPublisherVersion 0.0.100.57
I percorsi pubblici attraversano l'intera area, convergendo
verso un grande spazio pubblico pavimentato, servito
da piccole attività commerciali e laboratori artigianali.
Questa area, che un tempo ospitava la Piazza d'Armi, è
OO
pensata
CEA I EIOE
come
CC
un luogo di aggregazione sociale grazie
alla presenza di locali commerciali e ampi spazi verdi,
ma anche un luogo di memoria storica. Intorno al grande
campo si sviluppa un ampio sistema di verde che
potrà connettersi con quello esistente dell’edificio scolastico
confinante, fungendo da zona di transizione tra le
aree pubbliche e le residenze private con i loro giardini.
EIOI TERRITORIAI
PROGETTO
E PA
Variante Urbanistica con nuova perimetrazione al Piano degli Interventi
per l’ambito denominato P.P.10 ‘Cantiere ACTV’
Investimenti Immobiliari Italiani SGR SpA - INVIMIT
Fondo i3 sviluppo Italia comparto 8Ter
29/06/20
Gli edifici progettati sono disposti secondo lo schema tipologico
veneziano tradizionale, con volumi organizzati in
linea e piani abitativi variabili tra tre e cinque piani. Le coperture
a falde, sono caratterizzate da altane, al fine di valorizzare
il sistema edilizio e la variabilità volumetrica. La
distribuzione planimetrica degli edifici è tale da permettere
fig.33 (in alto), schema di sezione del complesso, Studio Architetto Mar, VPRG per la Città Antica, 2020
fig.34 (a destra), assonometria del complesso, Studio Architetto Mar, VPRG per la Città Antica, 2020
ASSONOMETRIA
PROGETTO
58
Variante Urbanistica con
p
GSPublisherVersion 0.0.100.57
Area ex cantieri ACTV
Tesi di laurea VE.L.A., IUAV, V. Cherchi, F. Costantini, A. Eustacchi, prof. Sergio Pascolo, 2024
A marzo 2024 la tesi di V. Cherchi, F. Costantini, A.
Eustacchi, ipotizza un approccio diverso dell'area ex
cantiere ACTV con il quale la zona ricoprirebbe di conseguenza
un ruolo differente nelle dinamiche urbane.
La tesi VE.L.A. 17 si concentra sull'analisi e la rigenerazione
dell'area veneziana ex ACTV appunto, situata nel
sestiere di Castello, con l'ambizioso obiettivo di candidare
Venezia all'ingresso nel network delle Learning Cities
dell'UNESCO. Questo progetto mira a recuperare e valorizzare
le risorse esistenti nell'area, attuando un approccio
integrato di rigenerazione urbana. Si prevedono interventi
puntuali di demolizione e ricostruzione per risolvere le
criticità più gravi, mantenendo un equilibrio tra il recupero
del patrimonio esistente e l'innovazione architettonica.
Uno degli elementi centrali della proposta è la partecipazione
sociale. Il progetto vuole coinvolgere attivamente la
comunità locale nel processo decisionale e di sviluppo,
garantendo che le esigenze e le aspirazioni dei residenti
siano al centro delle trasformazioni urbane. L'obiettivo
principale è offrire un'alternativa urbana che promuova la
coesione sociale e fornisca opportunità di lavoro sostenibili,
contribuendo così alla rinascita e alla vitalità dell'area.
L'approccio progettuale prevede di ripensare gli spazi
esistenti come spazi flessibili, reversibili e adattabili
alle moderne esigenze energetiche. Questo significa
creare ambienti che possano essere facilmente modificati
per soddisfare diverse funzioni e che siano efficienti
dal punto di vista energetico, rispondendo alle esigenze
di sostenibilità e adattabilità dell'ambiente costruito.
La ricerca si concentra anche sulla riorganizzazione
dei percorsi dell'area, trasformandola in un nodo di
connessione per le comunità di Castello, San Pietro e
Sant'Elena. Sebbene queste comunità si trovino nelle
immediate vicinanze, attualmente esiste una percezione
di separazione netta tra di loro. Il progetto prevede
di creare spazi multifunzionali che possano adattarsi e
cambiare nel corso della giornata per rispondere alle
diverse esigenze e dinamiche della comunità locale.
Il progetto VE.L.A. non solo punta a migliorare l'aspetto
estetico e funzionale dell'area, ma mira anche a
rafforzare i legami sociali e a promuovere un senso
di appartenenza tra i residenti. Attraverso interventi
mirati e una pianificazione attenta, il progetto intende
trasformare l'area ex ACTV in un esempio di rigenerazione
urbana sostenibile e partecipativa, capace
di rispondere alle sfide del futuro e di valorizzare al
meglio le potenzialità di Venezia come Learning City.
17. Tesi di laurea magistrale in architettura, IUAV di Venezia, V. Cherchi, F. Costantini, A. Eustacchi, relatore prof. Sergio Pascolo, 03/2024
59
Area ex cantieri ACTV
Tesi di laurea VE.L.A., IUAV, V. Cherchi, F. Costantini, A. Eustacchi, prof. Sergio Pascolo, 2024
fig.35-36-37, elaborati dalla Tesi di laurea VE.L.A.,2024
60
AREA
EX ITALGAS
61
Area ex Italgas
fig.38, Zoom della variante del “Piano Regolatore Generale” approvato con DPR 17/12/1962, 22/02/1963
62
Area ex Italgas
Infine, la terza area analizzata è quella che ricade
nel piano particolareggiato 5, ovvero l'Ex
piazza d'armi o prima ancora Campo di Marte.
Per quanto riguarda quest'area, la variante del “Piano Regolatore
Generale” 18 stabilisce come l'obiettivo principale
sia la rimozione delle infrastrutture stradali e ferroviarie
provenienti dalla Marittima per espandere il quartiere residenziale
di Santa Marta e creare una zona di servizi pubblici
destinati alla parte occidentale della città antica di Venezia.
Vengono poi fornite le indicazioni per le trasformazioni
fisiche e funzionali del lotto.
È prevista la realizzazione di un nuovo canale in prosecuzione
del rio di Santa Maria Maggiore fino al canale
della Scomenzera, con una larghezza sufficiente per
consentire l'attracco delle imbarcazioni. Il piano prevede
che la porzione sud del nuovo canale sia destinata
all'edilizia residenziale e ai relativi servizi di base, per un
volume totale di 50.000 metri cubi e un'altezza variabile
tra due e quattro piani. Questo per garantire la migliore
integrazione possibile con gli edifici residenziali esistenti.
Inoltre, a nord del convento delle Terese, il rio interrato
potrebbe essere parzialmente ripristinato
per realizzare una piscina all'aperto con
servizi annessi, per un volume complessivo non superiore
a 1.200 metri cubi e un'altezza massima di 6 metri.
Le previsioni della variante per la zona a nord del nuovo
canale la vedono principalmente destinata ad attrezzature
culturali, ricreative e sportive, sia coperte che
scoperte. In questa area verranno integrati alcuni degli
edifici esistenti, mentre per altri sarà valutata la possibilità
di conservazione o demolizione, tenendo conto
non solo delle caratteristiche edilizie ma anche della
loro compatibilità con un buon disegno degli spazi aperti.
La somma delle edificazioni nuove e vecchie per le
attrezzature pubbliche non supererà i 60.000 metri cubi.
Nell'appendice 2 inoltre si specifica di considerare la
possibilità di conservare, trasformare o sostituire i capannoni
esistenti lungo il rio di Santa Maria Maggiore,
mantenendo un volume non superiore al 15% di
quello attuale, in relazione alle nuove condizioni del
contesto (rimozione della ferrovia e della strada carrabile).
In adiacenza a questi edifici, sarà possibile realizzare
un nuovo edificio direzionale, con un volume
di 40.000 metri cubi e un’altezza massima di 12 metri.
In generale, le previsioni della variante prevedono una
riqualificazione che miri a trasformare l'area ex Piazza
d’Armi in una zona residenziale e di servizi pubblici ben
integrata nel contesto urbano di Venezia. Infatti attraverso
interventi mirati, come la creazione di un nuovo canale
e la riprogettazione degli spazi esistenti, un eventuale
progetto migliorerebbe la qualità della vita dei residenti
e valorizzerebbe le risorse culturali e ricreative dell'area.
La combinazione di nuove costruzioni residenziali, spazi
pubblici verdi, attrezzature sportive e culturali, e la possibile
riconversione degli edifici industriali esistenti, contribuisce
a creare un ambiente urbano sostenibile e inclusivo.
18. variante al Piano Regolatore Generale per la città antica, aggiornamento norme tecniche, appendice 2, 2023
63
Area ex Italgas
Progetto di bonifica dell'ex deposito Italgas, Envia, 2018
La prima proposta analizzata è quella che riguarda il progetto di bonifica
19 dell'ex deposito Italgas a Venezia, portato avanti da Envia.
Infatti, come emerge dalla Carta delle fragilità (fig.17) l'area
ex Italgas è caratterizzata da inquinamento localizzato dovuto
al trattamento e allo stoccaggio di materiali sensibili.
Il gruppo Envia è costituito da esperti nelle aree dell'ingegneria
ambientale, geologia, ingegneria geotecnica, geofisica e
scienze ambientali. La loro proposta di consulenza si distingue
per l'intensa attenzione alle problematiche del sottosuolo,
supportata dalla diversità delle competenze professionali.
Il progetto ha interessato la vasta area industriale
in una posizione strategica per la città, situata nelle
vicinanze della stazione ferroviaria Santa Lucia, della
stazione Marittima e del quartiere Santa Marta.
L'area, precedentemente utilizzata per la produzione di gas, è
stata analizzata attraverso la mappatura dei sottoservizi, indagini
geofisiche e la progettazione di nuovi spazi verdi e parcheggi.
fig.39, Envia, vista dell’ex deposito Italgas, progetto di bonifica, 2018
Questo intervento pone le basi per poter trasformare il sito, promuovendo
così uno sviluppo sostenibile e funzionale della città.
19. www.envia.it/ambiente/ex-deposito-italgas-venezia/, 2018
64
Area ex Italgas
Santa Marta, una nuova area verde sul fronte del canale della Giudecca, studio Cecchetto, 2018
Sulla scia del restauro dell'ultimo magazzino portuale
e della sua trasformazione in una sede universitaria,
si inserì la proposta progettuale che prevedeva
la conversione del parcheggio fronte canale
della Giudecca in una sorta di piazza, o campo, come
illustrato nei rendering (fig.40) dello studio Cecchetto.
Il progetto di riqualificazione 20 vedeva la collaborazione
dell'Autorità di sistema portuale e della Rete Ferroviaria
Italiana (RFI). La trasformazione includeva l'ex
zona di lavaggio treni in un'area parcheggio e verde.
L'allora presidente dell'Autorità di sistema portuale stipulò
un accordo con RFI nel 2018 per il recupero progressivo
dell'intera lunghezza dell'ex impianto di Santa
Marta. Le autorità rassicurarono chi temeva per gli
alberi presenti, chiarendo che i futuri lavori sarebbero
stati progettati in dialogo con il territorio, garantendo piani
di ripiantumazione e la creazione di più spazi verdi.
Il progetto per il nuovo parcheggio avrebbe permesso di
spostare molte auto da San Basilio, aprendo ulteriormente
la città con iniziative come la Science Gallery. Questo
approccio mirava a migliorare la permeabilità della zona
portuale alla vita cittadina, trasformandola in un centro di
produzione culturale che attirasse giovani e nuovi abitanti.
fig.40, "Santa Marta, una nuova area verde sul fronte del canale della
Giudecca", Il Gazzettino, 2020
strutture esistenti, specialmente in zone come quella
di Santa Marta, dove i vincoli storici erano minori.
Ribadirono inoltre l'importanza della riqualificazione
dell'area, promettendo di presentare il progetto
nonostante i rinvii, poiché lo consideravano fondamentale
per lo sviluppo del porto e della città.
Alla fine come tutte le proposte avanzate per la rigenerazione
dell'area, si è rivelata un buco nell'acqua,
non trovando riscontro effettivo nel tempo.
Le autorità sottolinearono che l'area portuale rappresentava
la principale opportunità di espansione urbana
di Venezia, con interventi mirati a riutilizzare
20. https://www.ilgazzettino.it/pay/venezia_pay/santa_marta_una_nuova_area_verde_sul_fronte_del_canale_della_giudecca-5376293.html, 2018
65
Area ex Italgas
“Laboratorio Integrato 1A”, IUAV, prof. Sergio Pascolo, 2018
Le pagine che seguono riportano alcuni dei lavori
più significativi prodotti durante il workshop integrato
1A condotto presso lo IUAV di Venezia
sotto la guida del professor Sergio Pascolo.
Il workshop si è concentrato sull’area occidentale
dell’isola di Venezia, in particolare lungo
le due rive del canale della Scomenzera.
Seguendo gli obiettivi globali per lo sviluppo
sostenibile, i gruppi hanno proposto progetti
con l’obiettivo di sviluppare città sostenibili
attraverso una trasformazione pezzo per pezzo.
I progetti si concentrano quindi su frammenti significativi
e strategici, a una scala intermedia tra quella urbana e
quella architettonica. L’approccio si basa sulla nozione di
“nuovo insieme”, che indica un complesso di edifici il cui
design interagisce per creare nuovi spazi urbani di alta
qualità, sia per la vita individuale che collettiva. Studiando
progetti in diversi contesti urbani, emerge una nuova scala
strategica di intervento tra il quartiere e il singolo edificio.
Questa scala intermedia utilizza il concetto di “nuovo
insieme” per descrivere trasformazioni che assumono la
forma di frammenti urbani, dove spazio urbano, tipologia
edilizia e unità abitativa si intersecano in un dialogo tra naturale
e artificiale, pubblico e privato, interno ed esterno.
Gli aspetti bioclimatici sono centrali in questo dialogo,
influenzando la forma urbana, l’involucro architettonico
e gli interni, contribuendo così alla
qualità complessiva dei tre ambiti progettuali.
Le proposte progettuali saranno integrate in una riflessione
che coinvolgerà l’intera area occidentale della città,
compresi gli ex gasometri Italgas, i magazzini ristrutturati,
le aree attualmente adibite a parcheggio e le banchine
portuali delimitate dalle recinzioni doganali fino a
San Basilio. Al fine di sviluppare un progetto che abbracci
l’intero contesto occidentale, con l’obiettivo di valorizzare
sia l’area urbana che quella portuale, lo studio partirà
da una serie di domande a cui il masterplan cercherà
di rispondere attraverso il processo di progettazione.
Alcuni dei temi emersi che hanno accomunato il lavoro
di diversi gruppi sono: la continuità con la griglia
urbana, l’approfondimento della tipologia veneziana,
l’espansione del verde e l’edificazione sull’acqua.
Gli elementi interessanti per il progetto di tesi sono principalmente
il rapporto tra una nuova fondazione e l’elemento
fondante e intrinseco di Venezia, ovvero l’acqua della Laguna.
Inoltre, trattandosi della stessa area di intervento, è
interessante anche la tipologia e la collocazione della cucitura
urbana tra la zona marittima e l’ex Campo di Marte.
In fig. da 41 a 44 sono riportati i lavori di alcuni
gruppi che hanno perseguito valori e modalità
di interesse per il lavoro di ricerca di questa tesi.
66
fig.41-42-43-44, immagini tratte dal book del “Laboratorio Integrato 1A”, IUAV, prof. Sergio Pascolo, 2018
67
Area ex Italgas
L’area Italgas e gli ex lavatoi, i progetti dei comitati: parco, centro sportivo e attività, Venezia Today, 2021
Di seguito è riportato integralmente un articolo che
fa chiarezza sulla situazione al 2021 per quanto riguarda
le proposte e le previsioni dell'area ex Italgas:
"Qualche anno è trascorso dal piano per l'area Italgas e l'ex platea
lavaggi di Santa Marta, chiamato "Pp5", che aveva previsto la
rimozione dei collegamenti ferroviari presenti e la realizzazione di
un ampliamento del quartiere residenziale (129 alloggi). Il progetto
di social housing della giunta del sindaco Paolo Costa c’è ancora
ma, scrive il gruppo consiliare "Tutta la città insieme!", «di fatto
nessuno chiede case nuove. Perché i residenti indicano senza difficoltà
quelle vuote dell’Ater o del Comune», che possono essere
riassegnate, affermano, prima di consumare altro suolo. Per questo
alcuni gruppi di cittadini e associazioni hanno iniziato a pensare
ad alternative sull'area, dando vita a un percorso di progettazione
partecipata attraverso incontri pubblici, sia al centro anziani di
Santa Marta che all'ex platea lavaggi. Ne hanno discusso oggi,
mercoledì 17 febbraio, presentando i progetti (e un'interrogazione),
il consigliere comunale Giovanni Andrea Martini, Marco Forieri, in
rappresentanza del Circolo anziani di Santa Marta, gli architetti
Matteo Pandolfo e Gianluca Ballarin, la saggista Tiziana Plebani.
Presenti anche gli architetti Piero Mariutti e Giorgio Leandro.
Al momento viene riferito della presenza di tre cantieri diversi sull'area.
Uno riguarda la trasformazione di un’area demaniale gestita
dalle Ferrovie dello Stato con l’arretramento dei binari e la cessione
all’Autoritàportuale, affinché realizzi un nuovo parcheggio. Il secondo,
nell’area Italgas, è relativo al drenaggio delle acque sotterranee
inquinate; il terzo è la bonifica dei terreni contaminati che hanno
comportato tagli di alberi. «Dopo il flashmob del 2 luglio 2020 - si
legge nel report che contiene le proposte della cittadinanza - è stata
convocata un'assemblea cittadina per discutere del futuro dell’area
e protestare contro il silenzio delle istituzioni a fronte dell’avvio di
questi cantieri così impattanti per il quartiere». L'incontro risale al 20
luglio scorso e il moderatore è il tesoriere del centro anziani, Forieri.
68
I facilitatori, Pandolfo e Ballarin, hanno annotato le indicazioni progettuali
dei cittadini. «Le preoccupazioni maggiori riguardano il taglio
degli alberi durante la bonifica e la realizzazione di un nuovo
parcheggio. La vegetazione costituiva una mitigazione all’inquinamento
e, venendo meno questa presenza arborea, tutti propendono
per una ricostituzione dell'area verde». Le altre aree tematiche principali
discusse sono state: un'area parco, un'area costruzioni, un
parcheggio alberato per i residenti, un polo per le attività artigianali
o artistiche. Ma è anche emersa con forza la consapevolezza della
strategicità dell'area: 10 ettari liberi per future trasformazioni e per rigenerare
tutta la città, raggiungibile via mare, a piedi e in auto e che si
collega a piazzale Roma, alla stazione, alle Zattere, Santa Margherita,
San Barnaba, l'area del porto e della Cittadella della giustizia.
È stata citata, durante l'incontro, anche la necessità di un terminal
di percorsi ciclabili a livello europeo, «che parta da Monaco o
da Torino e preveda un'attivitàdi riparazione e manutenzione delle
biciclette. Certamente va riqualificata la zona con la previsione di
un polmone verde che possa mitigare l’inquinamento, ma senza
escludere attività produttive favorite dalla possibilitàdi avere uno
scambio tra acqua e terra, che facilita l’intermodalità. Si potranno
prevedere attrezzature sportive raggiungibili dal centro storico
e dalla terraferma. E collegamenti con l'area universitaria, l’ex
cotonificio dov'è stata inaugurata una residenza studentesca, e
l’ex chiesa di Santa Marta. Inoltre, l'area Italgas è direttamente
connessa alla stazione da un percorso inutilizzato che potrebbe
consentire ai disabili l'attraversamento del canal Grande autonomamente,
risolvendo l’accessibilitàalla parte est di Venezia».
«Occorre chiarezza e trasparenza su una delle zone più belle della
città - ha detto Martini - chiediamo che i cittadini siano ascoltati
sulle decisioni che riguardano i luoghi in cui vivono. La città
non ha bisogno di nuove volumetrie, ma di verde e di potenzialità
lavorative, di migliorare la vivibilità: processi di rigenerazione
urbana partecipati». «Il Mibact stanzierebbe soldi per fare attività
culturali proprio a Santa Marta - ha concluso Forieri - Devo
preparare un progetto e ho pensato a utilizzare i soldi per attività
culturali (musica in particolare). Si potrebbe impiegare la pista da
basket o il campo dei Sassetti dell'Università, ma anche la spianata
della platea lavaggi, che è più larga per montare palchi e impianti,
ed è raggiungibile dalle macchine. Quest'ultima opzione temo
sarà la più difficile da ottenere attraverso un dialogo con il porto»."
articolo di Antonella Gasparini, Venezia Today, 17/02/2021
Area ex Italgas
Il quartiere veneziano "ridisegnato" dagli studenti, 2021
Questa interessante iniziativa di rigenerazione urbana,
denominata " Il quartiere veneziano "ridisegnato" dagli
studenti", ha visto sessanta studenti dell'Università IUAV
di Venezia intraprendere un progetto ambizioso di design
sociale, concentrandosi sul quartiere di Santa Marta.
Questo progetto 21 , nato da un'iniziativa didattica e di ricerca,
ha permesso agli studenti di stabilire un rapporto
più consapevole e maturo con le comunità locali, approfondendo
la comprensione delle radici storiche del luogo
e innescando un significativo processo di cambiamento.
Il progetto ha coinvolto gli studenti della laurea magistrale
in Design del prodotto e della comunicazione visiva
dell'IUAV, sotto la guida delle docenti Raffaella
Fagnoni e Paola Fortuna, con la collaborazione di Damiano
Fraccaro. Santa Marta, con la sua complessa
stratificazione urbana e la sua vivace comunità di residenti,
è stata al centro di un laboratorio universitario
semestrale. Questo laboratorio ha promosso un
approccio al design ispirato ai principi del design sociale,
dell'innovazione sociale e del design dei servizi.
Gli studenti, suddivisi in quindici gruppi, hanno sviluppato
altrettanti progetti con l'obiettivo di "fare insieme, fare meglio"
per migliorare l'area di Santa Marta. Un aspetto chiave
del progetto è stata la rinnovata interazione tra gli abitanti
del quartiere e gli studenti universitari, con un'attenzione
particolare alla valorizzazione della Sagra dei Lumi,
una festa tradizionale celebrata in onore di Santa Marta.
21. Il quartiere veneziano "ridisegnato" dagli studenti , https://arte.sky.it/foto/architettura-venezia-santa-marta-progetti-iuav-studenti, 2021
Il lavoro degli studenti è iniziato con una fase di raccolta
dei materiali, che ha incluso indagini dirette e
indirette, contatti e interviste con i cittadini, ricerche
storiche e riflessioni sulle esigenze locali. Questo approccio
ha permesso di stimolare una lettura consapevole
della realtà contemporanea e di sviluppare proposte
progettuali attuabili. La docente Raffaella Fagnoni
ha sottolineato l'importanza di andare oltre il semplice
problem-solving, utilizzando il design come strumento
per attivare processi di cambiamento. "Dobbiamo
cercare le situazioni in cui poter portare un contributo,
prendendoci cura delle relazioni tra le cose e gli esseri
viventi," ha detto Fagnoni. La collega Paola Fortuna ha
aggiunto che il progetto mira a dare forma e sostanza
ai concetti di riconoscimento e condivisione, traducendoli
in azioni concrete che promuovano la coesione sociale.
I risultati del progetto sono stati eterogenei e creativi.
Alcuni studenti hanno immaginato spazi per artisti, installazioni
multisensoriali e allestimenti all'aperto, mentre
altri hanno proposto di rendere Santa Marta un polo
attrattivo per i possessori di cani. Un gruppo ha ideato
un kit di elementi modulari per creare un cinema locale.
Questo progetto di rigenerazione urbana a Santa Marta
ha dimostrato come un approccio integrato e partecipativo
possa contribuire a migliorare la qualità della vita
nel quartiere. Attraverso il coinvolgimento attivo della comunità
e l'adozione di principi di design sociale, gli studenti
hanno sviluppato soluzioni innovative che promuovono
la coesione sociale e valorizzano le risorse locali.
69
Area ex Italgas
Il quartiere veneziano "ridisegnato" dagli studenti, 2021
fig.45-46-47, “Il quartiere Santa Marta ridisegnato dagli studenti”, Progetto Ndemo e Progetto de Novo, 2021
70
Area ex Italgas
Venice Studio,2022
Un altra importante iniziativa corredata da elaborati
grafici, avanzata per l'area ex Italgas è quella di Venice
Studio nel 2022. Infatti tra i tanti siti di intervento
prescelti, il numero 2 è proprio l'area ex Italgas.
Venice Studio è un workshop annuale di progettazione
che si tiene a Venezia, in Italia, rivolto a
studenti e neolaureati di tutto il mondo. Le sessioni
sono curate da studi affermati ed emergenti
specializzati in architettura e pianificazione urbana.
Il Venice Studio Satellite è un breve adattamento online/
offline del Venice Studio principale. Ogni programma satellite
è incentrato su una grande città globale ed è curato
da uno studio di progettazione leader. I singoli studi all’interno
del programma sono guidati da studi affermati ed
emergenti specializzati in architettura e urbanistica. I temi
trattati includono VS Melbourne (‘22) e VS Oslo (‘24).
VS rappresenta uno sforzo di collaborazione
tra l’Università di Melbourne (Melbourne School
of Design) e l’Accademia Culturale Europea.
Questa esperienza unica comporta la conoscenza e la
progettazione di una nuova città. Accompagnati dai loro
direttori di studio, gli studenti intraprendono escursioni
a Venezia e, in alcuni casi, nella terraferma italiana.
Queste esperienze vanno oltre l’aula e la sede del progetto,
fornendo una comprensione olistica del contesto
urbano. Al contrario, gli studenti dello Studio Satellite
di Venezia vengono introdotti alla città scelta attraverso
discussioni pubbliche condotte da esperti invitati e attività
speciali fornite dallo studio di progettazione diretto.
Il completamento di Venice Studio offre più di un semplice
progetto di design; contribuisce a migliorare il portfolio di
ogni studente. Il progetto riflette la professionalità e il prestigio
dello studio che lo conduce. Oltre al piacere intrinseco
del programma e al senso di realizzazione del progetto
completato, gli studenti ottengono un prezioso sviluppo
professionale e stabiliscono relazioni con studi influenti.
Ogni studio all’interno di Venice Studio è avviato da direttori
di studio che sviluppano il proprio brief, godendo di totale
libertà creativa. Di conseguenza, gli studenti sono esposti
alle specifiche direzioni di ricerca, alle metodologie,
ai flussi di lavoro, al pensiero progettuale, agli strumenti
e ai quadri di rappresentazione del leader dello studio.
Di seguito sono riportati alcuni degli elaborati della proposta
avanzata da UNstudio, uno studio olandese di
architettura e design internazionale specializzato in progettazione
architettonica. Più interessante della soluzione
ai fini di questa tesi è la costituzione del dossier
e la ricerca e contestualizzazione dell’area in questione,
che si sovrappone a quella scelta per questa tesi.
fig.48, immagine del sito ex Italgas, Venice Studio
71
Area ex Italgas
Venice Studio,proposta di UNstudio, 2022
fig.49-50-51-52, VENICE STUDIO, progetto di UNSTUDIO, 2022
72
Area ex Italgas
OPEN! progetto “Smart-a”, 2023
Il progetto “Smart-a” 22 , presentato da dodici architetti
nell’ambito di Open e organizzato dal Consiglio Nazionale
degli Architetti, offre una prospettiva ambiziosa per la città,
incentrata sull’area ex Italgas. Quest’area, considerata
come l’estrema periferia nord-occidentale tra la Marittima
e la Ferrovia, è un quartiere popolare che, sorprendentemente,
diventerà centrale nel futuro piano urbanistico.
I dodici architetti coinvolti nel progetto sono Gianluca
Ballarin, Massimo Bergamini, Mirva Bertan, Silvia
Briganti, Lorenzo Cucco, Odino Dell’Antonio, Francesco
Donaggio, Pietro Mariutti, Matteo Pandolfo, Luciano
Rosada, Roberta Sbavaglia e Giovanni Selvatico.
Il progetto di rigenerazione di Santa Marta e dell’area ex
Italgas è complesso e prevede la riqualificazione residenziale
di edifici dismessi, la creazione di una grande
darsena per imbarcazioni da diporto e yacht, un grande
parcheggio sotterraneo, aree verdi, aree sportive e
piste ciclabili collegate alla ferrovia e a Piazzale Roma.
Questo progetto comporterebbe una significativa trasformazione
dell’asse tradizionale del centro storico di Venezia,
spostandolo verso nord-ovest tra il canale della Scomenzera,
la Marittima e le Zattere. Il piano di cohousing,
ad esempio, prevede centinaia di alloggi autosufficienti
per funzionari e funzionari statali, risolvendo le difficoltà di
trasferimento a Venezia. Il recupero dei binari dismessi,
un ponte di collegamento e una pista ciclabile darebbero
al canale della Scomenzera una nuova centralità urbana.
L’area interessata si estende per quasi cinque ettari,
una dimensione apparentemente limitata ma in grado di
risolvere molteplici problemi. Tra questi, il progetto potrebbe
contribuire ad alleviare l’intasamento cronico di
Piazzale Roma, affrontando un problema che risale agli
anni Trenta. All’epoca, Eugenio Miozzi propose e progettò
il garage più grande d’Europa, anticipando i tempi.
Oggi, con trenta milioni di auto in circolazione nel Paese e
una Venezia che ha perso una parte significativa dei suoi
residenti, ma accoglie oltre 20 milioni di turisti, si impone
una seria riflessione sulla modernizzazione della città, forse
sottovalutando l’innovazione dei nostri predecessori.
fig.53, OPEN! progetto “Smart-a”, 2023
22. "Venezia: i nostri vecchi erano più moderni di noi", https://www.enordest.it/2023/07/09/venezia-i-nostri-vecchi-erano-piu-moderni-di-noi, 2023
73
Area ex Italgas
Nuovo Waterfront tra la Marittima e San Basilio, 2023
Infine l'ultimo progetto di questa raccolta di proposte per
quanto riguarda l’area ex Italgas, pur avendo un’area di
intervento diversa da quella considerata, è adiacente e
pertanto strettamente relazionato all'area del p.p.5.
Il processo di riqualificazione delle aree portuali di Venezia
e Chioggia è pronto a partire con l’affidamento della
progettazione di fattibilità tecnico-economica al gruppo
guidato da Arup Italia Srl. Il raggruppamento, composto
da Cecchetto&Associati Srl, PROAP Lda e Arup Spagna,
ha vinto la gara internazionale che si è svolta in
tempi brevi. Questo team multidisciplinare, con competenze
nazionali e internazionali, sarà responsabile della
progettazione che mira a integrare le esigenze portuali
con la vita urbana dei waterfront di Chioggia e Venezia.
nell’area dei Saloni e in via Maestri del Lavoro. Per la
riqualificazione si prevede un fabbisogno di circa 120
milioni di euro. Il progetto di fattibilità, affidato al gruppo
vincitore, dovrà essere completato entro 180 giorni. Nel
corso della progettazione si terranno incontri tecnici e di
condivisione con gli operatori portuali, gli enti locali e le
comunità locali. L’obiettivo è creare un masterplan complessivo
che trasformi le aree portuali in spazi urbani
attraenti, funzionali e socialmente inclusivi.
Essendo ancora in fase di progettazione, non è possibile
reperire elaborati a completamento di questa breve
descrizione.
Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Fulvio
Lino Di Blasio, sottolinea l’importanza di questo progetto
per creare un legame sinergico tra le attività portuali e
l’utilizzo degli spazi portuali con la vita quotidiana della
città. La riqualificazione mira a rendere i waterfront connessi
alle attività cittadine, facilitando il dialogo con le
istituzioni e aprendo il porto alla città. L’Università IUAV
è stata coinvolta nella definizione delle linee guida del
progetto, mentre una giuria di alto livello valuterà molteplici
aspetti del progetto.
Le aree interessate sono circa 17 ettari a Venezia, tra
Sant’Andrea e San Basilio, e circa 13 ettari a Chioggia,
fig.54, area del waterfront, immagine prodotta da Michele Torlaschi,
2024
74
ANALISI
URBANA
75
Analisi Urbana
Il sesto capitolo di questa relazione fa una breve ricognizione
sulla composizione urbana dell’isola di Venezia al
fine di fornire materiale utile a costruire con accuratezza
la scelta del lotto di progetto, oggetto della rigenerazione
urbana di questa tesi. Infatti, lo scopo di questa analisi è
mettere in evidenza le potenzialità delle aree precedentemente
analizzate nel capitolo 5, in chiave rigenerativa.
L’analisi urbana è alla base della progettazione, in
quanto fornisce una comprensione approfondita delle
caratteristiche, delle esigenze e delle dinamiche di
una determinata area. È inoltre necessaria in quanto
fornisce una base essenziale per lo sviluppo di progetti
che rispondano efficacemente alle esigenze della comunità
e integrino armoniosamente la struttura urbana.
Un punto chiave dell’analisi è la comprensione della morfologia
urbana, cioè della forma fisica della città. Questa
comprende la distribuzione degli spazi pubblici, la disposizione
degli edifici, la rete stradale e la presenza di elementi
distintivi come parchi e monumenti. Questo aspetto
permette di valutare la leggibilità e la fruibilità della città,
individuando eventuali aree di congestione o sottoutilizzo.
Inizialmente è stata messo in risalto il rapporto che intercorre
tra le terre emerse e i canali, bacini e laguna
(fig.55) che circondano e penetrano Venezia; quindi tra
l’emerso naturale e artificiale con le aree acquatiche.
Questo rivela l'interconnessione complessa tra l'ambiente
naturale e quello costruito. La mappa evidenzia
inoltre come i canali principali, come il Canal Grande
e il Canale della Giudecca, fungano da arterie vitali
per il trasporto e la circolazione all'interno della città.
Un altro aspetto molto importante per un'analisi urbana
è l'esame dei pieni e dei vuoti urbani (fig. 56).
Questa metodologia, ampiamente utilizzata nella pianificazione
urbana, consente di valutare e comprendere
la distribuzione degli spazi edificati (pieni) e non
edificati (vuoti) all'interno di un contesto urbano. Attraverso
questa analisi, si esamina il rapporto tra edifici,
strade e spazi aperti al fine di ottimizzare l'uso
del territorio e migliorare la qualità della vita urbana.
È evidente che la città storica di Venezia presenti una
morfologia urbana complessa, caratterizzata da trasformazioni
avvenute nel corso dei secoli. Le zone con una
minore densità edificatoria, che offrono un "respiro" alla
città grazie alla loro composizione urbana, sono relativamente
poche. Queste aree possono essere individuate
in due macro-zone: la prima situata nella parte
nord-occidentale, comprendente l'isola del Tronchetto,
la stazione marittima e l'ex deposito Italgas; la seconda
all'estremità sud-orientale dell'isola, che include Sant'Elena
e i giardini della Biennale. Questa distinzione è
fondamentale per pianificare interventi di rigenerazione
urbana che possano valorizzare e ottimizzare l'utilizzo
di queste aree, contribuendo al miglioramento della vivibilità
urbana e alla sostenibilità del tessuto cittadino.
Successivamente, è stata posta particolare attenzione
agli edifici religiosi (fig. 57) presenti sull'isola. Sono state
mappate le chiese parrocchiali, i conventi, gli oratori e la
Basilica di Venezia in quanto hanno storicamente svolto
un ruolo fondamentale nello sviluppo urbano della città,
influenzando la configurazione dei quartieri e servendo
come centri di culto, cultura e aggregazione sociale.
Questi edifici, collocati in posizioni strategiche, hanno
facilitato la crescita urbana e demografica, attratto inse-
76
Analisi Urbana
diamenti residenziali e attività economiche, e contribuito
alla creazione di una rete infrastrutturale integrata. Anche
oggi, molti di essi sono stati riadattati per usi culturali
(es. ex chiesa di S. Marta), mantenendo la loro
funzione di punti focali per la comunità e continuando a
influenzare positivamente il tessuto urbano di Venezia.
Infine, sono state messe in evidenza tutti quei vuoti
urbani che per dimensioni costituiscono importanti
snodi nel tessuto connettivo dell’isola:
i campi e le fondamenta maggiori (fig.58).
Mettere in luce i campi e le fondamenta maggiori, permette
di comprendere meglio l'importanza di questi spazi
nel tessuto connettivo dell'isola e di capire come la
loro configurazione contribuisca a facilitare l'accesso ai
servizi e alle attività sociali. Questi vuoti urbani non sono
semplicemente spazi non edificati, ma svolgono funzioni
nella struttura urbana e nella vita quotidiana della città.
La loro distribuzione e dimensione riflettono l'evoluzione
storica e sociale della città. Ad esempio, il Campo San
Polo è uno dei più grandi e importanti, utilizzato storicamente
per mercati e, in tempi recenti, per eventi culturali.
Poi ci sono le fondamenta, le strade pedonali che costeggiano
i canali. Su questi percorsi si distribuisce la
mobilità all'interno della città, collegando i diversi sestieri
e facilitando il movimento di persone e merci. Mettere
in risalto le fondamenta maggiori permette di analizzare
come questi spazi fungano da arterie vitali per la circolazione
urbana, migliorando l'accessibilità e la fruibilità
degli spazi urbani. Ad esempio, sempre in fig. 58,
è ben evidente nella parte sud-occidentale dell’isola, la
Fondamenta delle Zattere, lungo il Canale della Giudecca,
non solo offre un percorso panoramico ma anche
una serie di servizi e spazi pubblici. Questa, seconda
per lunghezza (dopo Riva degli schiavoni) è ininterrotta
da Zattere a Santa Marta e garantisce un efficace
connessione tra la parte orientale e centrale dell’isola.
Per identificare zone idonee alla rigenerazione urbana
è stato poi necessario passare all’analisi delle
aree verdi della città (fig.59). Risulta ben visibile,
come a Venezia ci siano due grandi polmoni
verdi, uno presente nella parte orientale e uno con
il potenziale per divenirlo in quella occidentale.
Il primo polmone, situato a est, è costituito dal Parco
delle Rimembranze e i Giardini di Sant’Elena. Questi
rappresentano risorse ambientali e sociali ben integrate
nel tessuto urbano, offrendo oasi di tranquillità
e migliorando la qualità della vita. La loro vicinanza
all'ex cantiere ACTV, per il quale, come abbiamo visto
è prevista una trasformazione, consente di creare
continuità tra spazi verdi e nuove aree residenziali
e pubbliche, promuovendo un ambiente sostenibile.
A ovest, è presente la zona ex Italgas adiacente al
quartiere Santa Marta; questa rappresenta una significativa
opportunità di rigenerazione urbana. Quest’area
industriale dismessa ha la naturale predisposizione
ad essere trasformata in un parco urbano,
creando un nuovo polmone verde che serva non solo
i residenti di Santa Marta ma anche l'intera città. La
vicinanza alla zona della Marittima, alla stazione ferroviaria
e al campus universitario dello IUAV, rende
questa area strategica per la rigenerazione urbana.
L'integrazione delle aree verdi nel tessuto urbano deve
77
Analisi Urbana
fig.55, Laguna e canali, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
78
Analisi Urbana
fig.56, Pieni urbani, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
79
Analisi Urbana
fig.57, Edifici religiosi, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
80
fig.58, Vuoti urbani, “campi” e “fondamenta” maggiori, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
81
Analisi Urbana
Analisi Urbana
fig.59, Aree verdi, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
82
SACCA SAN BIAGIO
AREA EX ITALGAS
GIARDINI PAPADOPOLI
SAN GIORGIO MAGGIORE
GIARDINI DELLA BIENNALE - PARCO DELLE RIMEMBRANZE
Analisi Urbana
PARCO SAVORGNAN
fig.60, Parchi principali, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
83
Analisi Urbana
considerare connettività e accessibilità. Le aree verdi devono
essere facilmente raggiungibili dai residenti e visitatori,
promuovendo una mobilità sostenibile attraverso
percorsi pedonali e ove possibile ciclabili ben collegati.
Considerato quanto emerso dall'analisi iniziale della
cartografia storica, integrata successivamente dalle
previsioni degli strumenti urbanistici comunali e, infine,
da una ricognizione sulla struttura urbana dell'isola
di Venezia, è stata individuata la zona ex Italgas
come l'area più idonea con il maggior potenziale rigenerativo
per proporre un'efficace proposta progettuale.
La cartografia storica ha fornito una comprensione approfondita
dell'evoluzione morfologica e dell'uso del territorio
nel corso dei secoli, evidenziando le dinamiche
di crescita urbana e le trasformazioni infrastrutturali che
hanno modellato la città. Le previsioni degli strumenti
urbanistici comunali hanno ulteriormente delineato gli
obiettivi di sviluppo sostenibile e le linee guida per la
valorizzazione delle aree dismesse e sottoutilizzate.
Infine, la ricognizione sulla struttura urbana ha permesso
di valutare le caratteristiche morfologiche dell'isola,
identificando le aree con maggiori potenzialità.
La scelta della zona ex Italgas come sito privilegiato
per la rigenerazione urbana si basa su diversi fattori.
Innanzitutto, la sua posizione strategica, adiacente al
quartiere Santa Marta e alla stazione Marittima e prossima
alla stazione ferroviaria, la rende particolarmente
adatta a diventare un nuovo polo di attrazione e connettività
per la città. Inoltre, rappresenta un'opportunità
unica per trasformare un'ex zona industriale in un
parco urbano, migliorando la qualità dell'ambiente e
offrendo nuovi spazi verdi e ricreativi per i residenti.
Dal punto di vista della pianificazione urbana, la rigenerazione
della zona ex Italgas permetterà di creare un
collegamento funzionale tra le aree residenziali preesistenti
e previste dal nuovo progetto del water front 23 e le
principali arterie di trasporto, favorendo una maggiore
integrazione e accessibilità. La riqualificazione dell'area
contribuirà inoltre a ridurre l'effetto isola di calore, migliorare
la qualità dell'aria e promuovere la biodiversità urbana,
in linea con gli obiettivi di sostenibilità ambientale.
Per concludere, l'analisi multilivello ha confermato che
la zona ex Italgas possiede tutte le caratteristiche necessarie
per diventare un modello di rigenerazione urbana,
capace di conciliare la conservazione del patrimonio
storico con le esigenze di sviluppo contemporaneo.
23. Progetto di riqualificazione del waterfront delle due Città Porto di Venezia e Chioggia, https://www.port.venice.it/waterfront/
84
ANALISI DEL
CONTESTO
85
Analisi del contetso
Alla luce di quanto emerso dal capitolo
precedente, in questo capitolo viene fatto
uno zoom e analizzata la sola area ex Italgas.
Vediamo in prima battuta come la posizione dell'area ex
Italgas sia strategica sotto diversi punti di vista. Situata
vicino a Piazzale Roma e alla stazione ferroviaria di Venezia
Santa Lucia, è facilmente accessibile sia per i residenti
che per nuovi flussi di lavoratori pendolari e visitatori,
facilitando così il flusso di persone e merci. Inoltre,
la sua vicinanza al quartiere di Santa Marta, alla stazione
marittima, al campus universitario e al centro dell’isola,
la rende un punto nodale che può migliorare significativamente
la connettività tra diverse zone della città.
L’area è altresì ben collegata con il resto della città e
l’esterno, grazie alla vicinanza delle fermate del vaporetto
e del terminal della stazione marittima, situate a
una ragionevole distanza a piedi. Questo collegamento
facilita notevolmente l'accesso sia per i residenti che
per i visitatori, offrendo un'opzione di trasporto pubblico
efficiente e comoda. La vicinanza delle fermate del
vaporetto permette di raggiungere rapidamente altre
parti della città, mentre il terminal della stazione marittima
garantisce un accesso diretto ai servizi di trasporto
marittimo, migliorando ulteriormente la connettività
e l'integrazione dell'area con il resto di Venezia.
La mobilità nelle immediate vicinanze dell’area si distingue
per la sua interessante accessibilità grazie a una
mobilità diversificata. È raggiungibile a piedi, offrendo
un collegamento diretto con la città; ad oggi vi è la possibilità
di arrivare in auto il che rende l'area accessibile
anche per chi proviene dalla terraferma, ampliando le
opzioni di trasporto. Il collegamento con la rete ferroviaria
crea una solida connessione con altre città e regioni
e come anticipato, la vicinanza al terminal della stazione
marittima e la le fermate del vaporetto garantiscono
un accesso diretto ai servizi di trasporto marittimo.
Si passa poi ad un’analisi delle componenti fisiche
che caratterizzano la zona quali bacini e canali
(fig.64), collegamenti e ponti (fig.65), fino
ad arrivare alle preesistenze edilizie (fig.66).
Questa porzione di terreno triangolare è delimitata da
canali su due lati: a Nord-Ovest dal Canale Scomenzera
e a Est dai Rii de Santa Marta e de l'Arzere. La connessione
con il centro dell'isola è assicurata dalla presenza
di due ponti: il Ponte Longo di S. Marta e il Ponte di Pietra
prospiciente la Casa Circondariale di S. Maria Maggiore.
Per capire la composizione e la predisposizione dell’area
è stata analizzata l'occupazione del suolo (fig.68).
Emerge una dettagliata distribuzione degli spazi urbani,
evidenziando come ogni categoria contribuisca al tessuto
urbano complessivo. Le categorie preponderanti sono
quella residenziale e dei parcheggi, soprattutto nella zona
della stazione marittima. All’interno del lotto selezionato
sono invece presenti unicamente ex edifici industriali.
86
Analisi del contesto
SHIP TERMINAL
TRAIN
ARRIVALS
MAIN CITY
IUAV CAMPUS
fig.61, Flussi principali, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
87
Analisi del contetso
10min
10 min
piccole navi
passeggeri
vaporetto
fig.62, Distanze dalle fermate degli imbarcaderi e dal porto di Venezia, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
88
Analisi del contesto
P
P
P
P
P
P
P
P
P
fig.63, Analisi dei flussi dei mezzi di trasporto, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
89
Analisi del contetso
1
2
5 6
11
7
4
9
8
1. Bacino del Tronchetto
2. Bacino della Marittima
3. Canale della Giudecca
4. Canal Grande
5. Canale Scomenzera
6. rio de Santa Marta
7. rio de le Burchiele
8. rio Novo
9. rio de la Cazziola
10. rio de l’Arzere
11. rio de S.Maria Maggiore
12. rio del Tentor
13. rio Briati
14. rio de le Terese
15. rio de l’Anzolo Rafael
16. rio de San Sebastian
10
12
13
14
15
16
3
fig.64, Canali e bacini principali, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
90
Analisi del contesto
2
1.Ponte della Libertà
2.Ponte de San Basegio
3.Ponte de San Sebastian
4.Ponte del Socorso
5.People mover
1
6.Ponte della Costituzione
5 6
9
8
7
7.Ponte della Fondamenta del Monastero
8.Ponte Santa Chiara
9.Ponte di Papadopoli
10.Ponte tre ponti
10
11.Ponte de la Madalena
12.Ponte del Pagan
16
15
14
12
20
13
13.Ponte de la Sbiaca
14.Ponte de Cà Rizzi
15.Ponte S. Maria Maggiore
16.Ponte di pietra
17.Ponte longo di S.Marta
24
17
18
19
23
4
21
22
18.Ponte di calle de la Madona
19.Ponte storto
20.Ponte dei Ragusei
21.Ponte Briati
22.Ponte Foscarini
25
26
27
11
3
2
23.Ponte de le Terese
24.Ponte di fondamenta Tron
25.Ponte di fondamenta Bari
26.Ponte di fondamenta
Pescheria
27.Ponte dell’Angelo Raffaele
fig.65, Ponti, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
91
Analisi del contetso
Autorimessa
comunale
Boscolo Bielo Ivano Srl
Ecocentro Veritas
Veneziana di Navigazione
Spa
Cantiere Nautico Venezia
- Ca.Na.Ve.
Terminal Isonzo 2
Brusato trasporti
Ibif S.r.l.
Codive Coop Srl
Coperti e ruderi industriali
(ex Italgas)
Casa circondariale
S.Maria Maggiore
Zona interessata da un
intervento di recupero
Imbarcadero “Santa
Marta”
Università IUAV di Venezia
- Terese
Ex Chiesa di Santa
Marta
Residenza
universitaria Camplus
Università IUAV di
Venezia - Cotonificio
Polo didattico San
Basilio
Quartiere residenziale
“Santa Marta”
fig.66, Edifici preesistenti nel lotto e nelle immediate vicinanze, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
92
Detent
Recrea
Religio
Hotels
Admin
Infine, è stata valutata la qualità della vita dei residenti,
considerando la possibilità di avere accesso
facilmente ai beni e servizi di prima necessità senza
dover ricorrere a mezzi di trasporto. Questo riduce la
dipendenza dai vaporetti, contribuendo alla sostenibilità
ambientale e alla diminuzione del traffico marittimo.
Inoltre, la presenza di questi servizi a breve distanza
incoraggia l'interazione sociale e rafforza il senso di
comunità, rendendo l'area più vivibile per i residenti.
Detention Strutture facilities detentive
Hotels
Administration Amministrazione - Government - Edifici Entities governativi
Recreational Edifici ricreativi buildings - Eventi - events
Religious Edifici religiosi buildings
Industrial Edifici industriali buildings (ex)
Public Trasporto Transports pubblico
Indust
Public
Educa
Comm
Tourism
Open/
Reside
Education Educazione buildings - scuola - mandatory dell’obbligo schools e università and universities
Commerciale
Tourism Ricezione Reception turistica
Open/closed Parcheggi car aperti/chiusi parks
Residetial Residenziale
93
fig.67, Grafico dell’occupazione del suolo,
immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
Analisi del contetso
fig.68, Carta dell’occupazione del suolo, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
94
Analisi del contesto
Cafè
Ristoranti
fig.69, Carta dei cafè e ristoranti nelle vicinanze, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
95
Analisi del contetso
10 min
10 min
5 min
5 min
Supermercati
Negozi di
alimentari
10 min
fig.70, Carta dei supermercati e negozi alimentari delle vicinanze, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
96
RIFERIMENTI
PROGETTUALI
97
Riferimenti progettuali
Storicamente, la spiaggia di Santa Marta
e la sagra omonima hanno svolto un ruolo
di rilievo nella coesione sociale del quartiere.
La sagra di Santa Marta, celebrata originariamente
con eventi che includevano pesca, cene collettive
e festeggiamenti sulla riva, rifletteva il forte legame
comunitario tra gli abitanti. Durante queste celebrazioni,
la comunità si riuniva per condividere cibo, musica
e attività sociali, creando un senso di appartenenza
e unità. La preparazione e la condivisione del
cibo, in particolare la sogliola con la salsa "saor", diventava
un simbolo di convivialità e tradizione, rafforzando
i legami sociali e culturali tra i residenti 24 .
spazi pubblici che facilitano l'interazione sociale e l'organizzazione
di eventi comunitari. Questo approccio
può contribuire a rivitalizzare l'area, rendendola
più attraente e vivibile per i residenti attuali e futuri.
Integrare spazi che riflettano le tradizioni storiche può
promuovere la coesione sociale e il senso di identità, elementi
essenziali per un progetto di rigenerazione urbana
di successo. La creazione di nuovi spazi pubblici che permettano
la connessione tra i residenti può trasformare il
quartiere in un modello di integrazione sociale e culturale,
migliorando significativamente la qualità della vita urbana.
La spiaggia di Santa Marta, utilizzata per le attività della
sagra, non solo forniva uno spazio per la ricreazione e il
relax, ma anche un luogo dove le persone potevano incontrarsi
e interagire in modo informale. Questo spazio
aperto permetteva la creazione di una rete sociale più forte,
contribuendo a un senso di comunità coeso e solidale.
In un contesto di rigenerazione urbana, considerare
questi elementi storici è fondamentale. La sagra
di Santa Marta e la spiaggia associata rappresentano
non solo aspetti culturali e tradizionali, ma anche
elementi chiave per la vita sociale del quartiere. Incorporare
questi riferimenti storici in un progetto di rigenerazione
urbana potrebbe significare ripristinare
24. Festa di Santa Marta, https://www.conoscerevenezia.it/?p=29934
98
Riferimenti progettuali
fig.71, La spiaggia di Santa Marta, ignoto, sec. XVIII
fig.72, La Sagra di Santa Marta, Gaspare Diziani , 1750 ca.
fig.73, Veduta notturna di Venezia con il canale della Giudecca il giorno
della festa di santa Marta, anonimo, sec. XVIII
fig.74, Il Canale della Giudecca con la Chiesa di Santa Marta, Francesco
Lazzaro Guardi, 1770 - 80
99
Riferimenti progettuali
Central park, New York city
Central Park, situato nel cuore di Manhattan a New York,
è uno dei parchi urbani più iconici e ampiamente riconosciuti
al mondo. Esteso su circa 341 ettari, il parco è stato
progettato da Frederick Law Olmsted e Calvert Vaux e
aperto al pubblico nel 1858. Central Park offre una vasta
gamma di paesaggi, dai prati ondulati ai boschi densi,
laghi, sentieri pedonali e ciclabili, oltre a strutture ricreative
come campi sportivi, aree gioco, teatri e giardini.
In termini urbanistici, Central Park rappresenta un "polmone
verde" essenziale per la città di New York. Esso
fornisce uno spazio aperto in una delle aree urbane
più densamente popolate del mondo, contribuendo a
migliorare la qualità dell'aria e offrendo un rifugio dalla
frenesia cittadina. Il parco agisce come un centro di
gravità naturale che equilibra l'espansione edilizia e favorisce
la biodiversità all'interno dell'ambiente urbano.
Per concludere, l'aspetto interessante considerato in
fase progettuale, è come Central Park non è solo un
elemento di bellezza naturale, ma una componente
vitale dell'infrastruttura urbana di New York, che
promuove il benessere fisico e mentale dei suoi abitanti,
favorisce la sostenibilità ambientale e contribuisce
alla vitalità economica e sociale della città.
Per questi motivi è di vitale importanza
la previsione di un'ampia porzione dell'area
di progetto da adibire a parco urbano.
Dal punto di vista sociale, Central Park è fondamentale
per la comunità di New York. Offre un luogo di incontro
dove persone di tutte le età e provenienze possono
interagire, rilassarsi e partecipare a una vasta gamma
di attività ricreative e culturali. Eventi come concerti,
festival, spettacoli teatrali all'aperto e attività sportive
contribuiscono a rafforzare il senso di comunità e
a promuovere la coesione sociale. Inoltre, la presenza
del parco aumenta il valore immobiliare delle aree
circostanti, generando benefici economici per la città.
100
fig.75-76-77, (pagina successiva), Central Park, Vanityfair.it
101
Riferimenti progettuali
MFO park, Zurigo
Il MFO Park 25 di Zurigo, situato nel quartiere
di Oerlikon, è un esempio emblematico di
rigenerazione urbana e innovazione architettonica.
Realizzato sul sito dell'ex fabbrica Maschinenfabrik
Oerlikon, il parco è stato inaugurato
nel 2002 come parte di un progetto più
ampio di sviluppo dell'area "Zentrum Zürich-Nord".
Il parco si distingue per la sua struttura architettonica
unica, una sorta di "parco casa" con una
doppia struttura in acciaio rivestita da una rete
metallica, che sostiene una rigogliosa vegetazione
rampicante. Questa struttura a traliccio,
aperta su tre lati, richiama le dimensioni e la forma
dell'edificio industriale originale, creando una
connessione visiva e simbolica con il passato industriale
del sito. L'interno del parco offre una
varietà di esperienze spaziali, con scale, passerelle
e logge che invitano i visitatori a esplorare
e godere della natura in un contesto urbano.
Dal punto di vista sociale e urbano, il MFO Park è rivoluzionario
perché trasforma un sito industriale dismesso
in uno spazio pubblico multifunzionale che
favorisce la coesione sociale e il benessere della
comunità. Il parco ospita una serie di attività culturali
e ricreative, come proiezioni cinematografiche
all'aperto, concerti e spettacoli teatrali, rendendolo
un punto di riferimento dinamico per il quartiere 26 .
L'importanza del MFO Park come riferimento progettuale
per la rigenerazione urbana risiede nella
sua capacità di integrare la memoria storica con
l'innovazione contemporanea, creando uno spazio
che risponde alle esigenze moderne di sostenibilità
e vivibilità. L'approccio di utilizzare la struttura
esistente come scheletro per un nuovo parco verde
rappresenta un esempio di come gli spazi industriali
dismessi possano essere riqualificati per
migliorare la qualità della vita urbana, promuovendo
l'interazione sociale e l'integrazione ambientale.
Questo modello di rigenerazione potrebbe essere
applicato in altre aree urbane, come l'ex Italgas
di Venezia, per trasformare spazi abbandonati
in risorse vitali per la comunità, offrendo nuove
opportunità di sviluppo sostenibile e inclusivo.
25. MFO park, https://burckhardt.swiss/en/project/mfo-park-zurich/
26. MFO park, https://www.zuerich.com/en/visit/attractions/mfo-park
102
fig.78-79-80, (pagina successiva), MFO Park,
https://burckhardt.swiss/en/project/mfo-park-zurich/
103
Riferimenti progettuali
Rolex Learning Center, Losanna, 2010
Il Rolex Learning Center di Losanna, progettato dallo studio
giapponese SANAA e inaugurato nel 2010, rappresenta
un'innovazione significativa nel campo della progettazione
architettonica per gli spazi di apprendimento
e multifunzionali. Situato nel campus dell'École Polytechnique
Fédérale de Lausanne (EPFL), il centro funge
da biblioteca principale e hub culturale, offrendo un ambiente
di studio dinamico e aperto a studenti e visitatori.
La composizione planimetrica del Rolex Learning Center
è caratterizzata da una forma ondulata e organica
che sfida le nozioni tradizionali di design architettonico.
Questo approccio elimina le linee rette e gli angoli acuti,
favorendo invece curve e pendenze che creano un senso
di movimento e fluidità nello spazio. Gli interni sono
costituiti da spazi ampi e senza colonne, che permettono
un uso flessibile e dinamico, ideale per favorire la
collaborazione e l'interazione tra studenti e ricercatori 27 .
della natura e delle viste panoramiche circostanti 28 .
In termini di progettazione architettonica per spazi di
apprendimento e multifunzionali, il Rolex Learning
Center è un riferimento progettuale non trascurabile
ai fini di questa tesi. La sua struttura aperta e flessibile
incoraggia un uso versatile degli spazi, adatto
a una varietà di attività accademiche e culturali.
La disposizione degli arredi e degli spazi è pensata per
supportare diverse modalità di apprendimento, dalla
concentrazione individuale al lavoro di gruppo, offrendo
un ambiente che stimola l'innovazione e la creatività.
L'integrazione della luce naturale è un elemento chiave
del design, con ampie finestre e lucernari che inondano
gli interni di luce solare, creando un ambiente luminoso
e accogliente. Questo non solo migliora l'estetica, ma
contribuisce anche all'efficienza energetica dell'edificio.
La continuità tra gli spazi interni ed esterni è intenzionalmente
sfumata, con terrazze e aree all'aperto
che si collegano senza soluzione di continuità
agli interni, permettendo agli utenti di godere
27. https://www.archiinterio.com/magazine/innovative-design---exploring-the-rolex-learning-centre-by-kazuyo-sejima-in-lausanne--switzerland
28. EPFL Rolex Learning Center, https://www.archdaily.com/50235/rolex-learning-center-sanaa
fig.81-82-83, (pagina successiva), esterno e interno del Rolex Learning
Center, https://www.area-arch.it/rolex-learning-centre/
104
105
Riferimenti progettuali
Hans Christian Andersen Hus Museum, Odense, 2022
Il Museo Hans Christian Andersen a Odense, progettato
dall'architetto giapponese Kengo Kuma e inaugurato
nel 2022 29 , rappresenta un perfetto esempio
di architettura contemporanea che armonizza
natura, luce e materiali sostenibili. Situato nella città
natale del celebre scrittore, il museo offre un'esperienza
immersiva che mira a evocare il senso di meraviglia
e scoperta tipico delle fiabe di Andersen.
Il design innovativo del museo si distingue per i volumi
cilindrici avvolti in una struttura lignea a traliccio,
conferendo all'edificio un aspetto leggero e trasparente.
Le pareti vetrate permettono alla luce naturale
di filtrare all'interno, creando un ambiente luminoso e
accogliente che stimola l'immaginazione dei visitatori.
L'architettura di Kuma è caratterizzata da superfici curve
e spazi fluidi che invitano i visitatori a esplorare. La struttura
lignea a traliccio non solo offre supporto strutturale,
ma aggiunge anche un elemento estetico evocativo delle
trame intricate delle fiabe di Andersen. Questo design
organico e armonioso crea un ambiente che riflette la
bellezza naturale e migliora l'esperienza dei visitatori,
favorendo la connessione con l'ambiente circostante.
Kengo Kuma ha scelto di utilizzare materiali sostenibili
per la costruzione del museo, con un forte accento
sul legno, una risorsa rinnovabile e ecologicamente
responsabile. Il legno utilizzato è certificato, garantendo
che proviene da foreste gestite in modo sostenibile.
Questo approccio non solo riduce l'impatto ambientale
dell'edificio, ma conferisce anche un calore naturale
agli spazi interni, migliorando il benessere dei visitatori.
Il Museo Hans Christian Andersen rappresenta un riferimento
progettuale importante per diversi motivi. L'abilità
di integrare l'edificio con il paesaggio naturale e il contesto
urbano di Odense dimostra l'abilità dell'architetto nel
rispettare e valorizzare il sito esistente. Questo approccio
può essere applicato in progetti di rigenerazione urbana
per migliorare la connessione tra edifici e ambiente circostante.
La disposizione degli spazi e l'uso della luce per
creare un'esperienza immersiva possono essere considerati
per creare ambienti stimolanti e coinvolgenti in altre
aree urbane, favorendo l'interazione sociale e culturale.
Infine, l'uso di materiali ecologici e tecniche di costruzione
sostenibili offre un modello per lo sviluppo di progetti
ecologicamente responsabili. In un'epoca in cui la sostenibilità
in tutte le sue sfaccettature è un tema centrale, l'approccio
di Kuma dimostra come si possano creare edifici
belli e funzionali riducendo al minimo l'impatto ambientale.
29. H.C.Andersen Hus Museum / Kengo Kuma & Associates,
https://www.archdaily.com/979082/hcandersen-hus-museum-kengo-kuma-and-associates
106
fig.84-85-86, (pagina successiva), interno ed esterno del H.C.
Andersen Hus Museum, https://www.archdaily.com/979082/hcandersen-hus-museum-kengo-kuma-and-associates
107
Riferimenti progettuali
Spazi informali
Integrare il verde e le piante rampicanti all'interno degli
edifici di lavoro è utile per creare ambienti di lavoro sereni.
Infatti, la presenza di piante e aree verdi contribuisce
a migliorare il benessere psicologico e fisico dei lavoratori,
riducendo lo stress e aumentando la produttività. Le
piante aiutano a purificare l'aria, riducendo i livelli di inquinanti
e migliorando la qualità dell'aria interna, il che è
particolarmente importante negli ambienti di lavoro chiusi.
Gli spazi informali e di distensione che includono piante
rampicanti e vegetazione offrono un ambiente rigenerante
dove i lavoratori possono fare una pausa, recuperare
energia e ritrovare concentrazione. La vegetazione crea
un'atmosfera più naturale e rilassante, favorendo la creatività
e l'innovazione. Inoltre, le piante rampicanti possono
essere utilizzate per migliorare l'estetica degli edifici,
rendendoli più accoglienti e piacevoli da frequentare.
All'esterno, il verde contribuisce a ridurre l'effetto isola
di calore urbano, creando un microclima più fresco
e piacevole intorno agli edifici. Le piante rampicanti
sulle facciate degli edifici possono anche fornire un
ulteriore strato di isolamento termico, riducendo i costi
energetici per il riscaldamento e il raffreddamento.
Questi benefici ambientali si traducono in un miglioramento
complessivo della sostenibilità degli edifici.
fig.87, Edificio per uffici a Waiblingen, https://flooer.art/portfolio/
La presenza di aree verdi e piante rampicanti negli spazi
di lavoro riflette un impegno verso il benessere dei dipendenti
e la sostenibilità ambientale, promuovendo un
ambiente di lavoro più positivo e produttivo. La combinazione
di benefici psicologici, fisici e ambientali rende
l'integrazione del verde una strategia fondamentale per
la progettazione di spazi di lavoro moderni ed efficaci.
108
INTENZIONI
PROGETTUALI
“Un insieme di spazi pensati per stimolare la formazione continua, la ricerca e la produzione attraverso
l’interazione e lo scambio reciproco tra realtà e settori diversi”.
109
Intenzioni progettuali
La rete Impact Hub è un network globale di incubatori di
innovazione, acceleratori e spazi di coworking, fondata
localmente e operata in tutto il mondo. La sua missione è
promuovere un mondo giusto e sostenibile in cui il business
e il profitto supportino sia le persone che il pianeta.
La rete, ad oggi include oltre 100 Impact Hub in più
di 60 paesi, coinvolgendo oltre 320 membri e più di
24000 partecipanti a programmi a livello globale 30 .
Fondata nel 2005 a Londra, l'Impact Hub ha visto
una rapida espansione grazie alla creazione
di una comunità globale di professionisti impegnati
nel cambiamento sociale e ambientale positivo.
L'evoluzione dell'Impact Hub è stata esponenziale e può
essere tracciata attraverso una timeline che illustra la
crescita del network dai primi anni 2000 ad oggi. Nel
2000, un gruppo di laureati del United World College
di Atlantic, Galles, ha iniziato a esplorare idee innovative
per affrontare questioni globali. Il primo Impact
Hub è stato fondato a Londra nel 2005, trasformando
un loft in disuso in uno spazio di co-working. Da allora,
la rete è cresciuta esponenzialmente, culminando
nella fondazione dell'Impact Hub Association nel 2011,
che ha permesso una maggiore espansione globale 31 .
I principi alla base della rete Impact Hub includono la
promozione dell'innovazione inclusiva e sostenibile su
larga scala, la facilitazione della collaborazione tra vari
settori e l'affrontare sfide sociali e ambientali complesse
attraverso l'azione imprenditoriale. Collegando imprenditori,
innovatori, grandi organizzazioni, investitori e il
settore pubblico, Impact Hub mira a generare cambiamenti
sistemici e creare un impatto sociale significativo.
La rete allinea le sue attività con gli Obiettivi di Sviluppo
Sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite, concentrandosi
su questioni come l'eradicazione della povertà,
l'educazione di qualità, l'uguaglianza di genere, il lavoro
dignitoso e la crescita economica. Questo allineamento
garantisce che le iniziative supportate da Impact
Hub contribuiscano a obiettivi globali più ampi 32 .
Inoltre, molti dei principi della rete Impact Hub, sono
sovrapponibili con quelli di iniziative come il New European
Bauhaus, che promuove la sostenibilità, l'inclusione
e l'innovazione nell'architettura e nell'urbanistica.
Questi principi guida possono essere applicati per
creare spazi di apprendimento e co-creazione che
rispondano alle sfide contemporanee del cambiamento
climatico e della coesione sociale, contribuendo
allo sviluppo sostenibile delle comunità locali.
Gli Impact Hub offrono varie funzioni e servizi, tra cui
spazi di coworking, programmi di incubazione e accelerazione
per startup, e piattaforme per eventi comunitari
e workshop. Questi hub supportano imprenditori
sociali e innovatori fornendo risorse, mentorship e opportunità
di networking, favorendo un ambiente propi-
30. Aernoudt, R. (2004). Incubators: Tool for entrepreneurship, Small Business Economics
31. Dee, N. (2015), Evaluating the Impact of Support Services for High-Growth Potential Firms, Nesta Working Paper.
32. Bøllingtoft, A., & Ulhøi, J. P. (2005), The networked business incubator—leveraging entrepreneurial agency, Journal of Business Venturing
110
410 +
programmi in 67
paesi nel 2022
110
Impact Hub
67
Paesi in
tutto il
mondo
55k +
Posti di lavoro
creati dal 2012
24k +
partecipanti ai
programmi nel
2022
320k +
Impact Makers
in tutto il mondo
15k
Aziende
fondate
nel 2012
fig.88, Alcuni numeri della rete Impact Hub, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
111
TIME IS NOW,
THE WAY IS TOGETHER
Semi di cambiamento
Nel 2000, un gruppo di laureati appassionati
e idealisti dello United World College (UWC)
di Atlantic, in Galles, organizzò un evento
innovativo per il millennio alla Royal Festival
Hall di Londra. Hanno riunito personalità
influenti, tra cui premi Nobel e persino il Dalai
Lama in video, per discutere di questioni
globali urgenti.
Il primo Impact Hub apre le sue porte
Nel 2005, con le esperienze dell'evento del
millennio e di SoMoHo ancora fresche nelle
loro menti e nei loro cuori, il gruppo ha avvertito
la crescente necessità di uno spazio fisico
in cui persone con idee simili potessero riunirsi
per connettersi e collaborare. Spinti dalla
loro visione, hanno fondato il primo Impact
Hub trasformando un loft londinese in disuso.
Chiamato inizialmente “The Hub”, questo
spazio è diventato il terreno di coltura per la
costruzione di comunità, pratiche sostenibili e
la miscela perfetta tra passione attivista e
ingegno imprenditoriale. È nato il primo habitat
per innovatori sociali.
›2000
›2005
›2002
›2
Sfidare le convenzioni
L'impatto del loro evento ha attirato l'attenzione del Vertice
mondiale delle Nazioni Unite, facendo loro guadagnare
un invito unico a organizzare un incontro collaterale all'imminente
Vertice mondiale per lo sviluppo sostenibile di
Johannesburg, nel 2003. Tuttavia, questi giovani visionari
Impact Makers hanno scelto di rifiutare il formato e la
sede tradizionali del workshop e hanno co-creato un
summit popolare a Soweto, dove hanno collaborato con
gli attivisti locali che hanno trasformato un terreno abbandonato
nell'ispirante Soweto Mountain of Hope (“SoMo-
Ho”), mostrando il potere del cambiamento guidato dalla
comunità.
Coltiv
Mentre
che la
sono re
soddis
Hanno
coltiva
se e co
cipazio
come c
sceva,
uniche
contem
sistem
fig.89, Linea del tempo della rete Impact Hub, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
112
e
l
le
verfisico
unirlla
t
uso.
r la
bili e
e
bi-
Potenziare l'impatto globale
Nel 2011 è stata raggiunta una tappa importante:
15 Impact Hub di tutto il mondo hanno
fondato l'Impact Hub Association. Questo ha
permesso alla nostra Rete di espandersi a
livello globale, creando oltre 100 Impact Hub
in più di 60 Paesi. Con il riconoscimento del
concetto di “hub”, abbiamo cambiato il nostro
marchio da “The Hub” a “Impact Hub”, rafforzando
il nostro impegno costante nel promuovere
un cambiamento sociale e ambientale
positivo attraverso l'azione imprenditoriale.
›2018
›2011
›ONGOING
Coltivare la crescita collaborativa
Mentre l'Hub di Londra metteva radici, altre persone
che la pensavano allo stesso modo in altre città si
sono rese Vconto che il modello aveva il potenziale per
soddisfare le esigenze delle loro comunità locali.
Hanno iniziato a co-creare una rete di Impact Hub,
coltivando una crescita collaborativa tra culture diverse
e contestualizzando il modello attraverso la partecipazione
dal basso dei creatori di impatto locali
come comunità fondatrici. Man mano che la rete cresceva,
ogni nuovo Hub rifletteva le esigenze e le sfide
uniche della propria comunità locale, condividendo al
contempo una visione comune per il cambiamento
sistemico del mondo.
Visione 2030
Mentre la nostra Rete avanza verso il
futuro, il nostro viaggio di trasformazione e
impatto rimane illimitato. Alimentati dai
nostri valori di fiducia, coraggio e collaborazione,
ci sforziamo di creare connessioni
più significative e di promuovere soVluzioni
innovative, aprendo la strada a un mondo
radicalmente migliore. Entro il 2030, immaginiamo
di essere i fari del business del
futuro, sfruttando diverse forze per il bene
e guidando collettivamente l'economia
d'impatto per plasmare il nostro presente e
il nostro futuro.
113
Intenzioni progettuali
zio al cambiamento sociale e allo sviluppo sostenibile.
L’evidente successo del modello Impact Hub, riscontrato
nell’evoluzione del network a ritmi sostenuti, risiede
nella sua capacità di integrare contesti locali
con prospettive globali, creando così una rete diversificata
e resiliente in grado di affrontare sfide locali contribuendo
al contempo a soluzioni globali. Questo
approccio offre un modello che combina l'impegno comunitario,
pratiche sostenibili e soluzioni innovative
per promuovere ambienti urbani vibranti e resilienti 33 .
Proporre un Impact Hub nell'area ex Italgas di Venezia
rappresenta una strategia progettuale di notevole
valore per diverse ragioni. L'Impact Hub Network, noto
per sostenere imprenditori sociali e innovatori, sarebbe
un'attrazione significativa per imprenditori e investitori
globali, generando posti di lavoro legati all'innovazione
e offrendo opportunità ai giovani, potenziali nuovi
residenti della città. La storica vocazione di Venezia
come crocevia di culture e scambi commerciali fornisce
un ambiente ideale per creare una rete internazionale
di contatti, facilitando collaborazioni globali.
L'integrazione di un Impact Hub in questa zona strategica
potrebbe sfruttare la consapevolezza ambientale
della città, che è particolarmente vulnerabile agli effetti
del cambiamento climatico. Questa sensibilità potrebbe
rendere Venezia particolarmente ricettiva a iniziative
sostenibili promosse dall'Impact Hub. Inoltre, la collaborazione
con istituzioni culturali locali, università e
organizzazioni no-profit potrebbe favorire l'integrazione
di Impact Hub nella comunità veneziana, aumentando
le opportunità di collaborazione e co-creazione.
Inoltre, Venezia, attualmente centrata sul turismo,
avrebbe l'opportunità di diversificare la propria economia,
attirando talenti internazionali interessati a lavorare
in un ambiente stimolante e unico come quello offerto
dall'Impact Hub. Questo potrebbe contribuire a rivitalizzare
la città dei residenti e a riattivare la vita comunitaria.
Come abbiamo visto nel capitolo sull’analisi del contesto,
la posizione dell'area dei gasometri ex-Italgas
è strategica per Venezia e lo sarebbe anche per
l'Impact Hub, grazie alla sua accessibilità sia dalla
città insulare lagunare che dall'intera terraferma.
Un ulteriore conferma sui possibili benefici che un Impact
Hub nell’area ex Italgas porterebbe alla città e al
network stesso, è emersa dall’analisi SWOT condotta
(fig.91). Si evidenzia in primo luogo come la posizione
di Venezia e dell'area ex Italgas siano particolarmente
strategiche per l'insediamento di un Impact Hub per diverse
ragioni. Venezia è una città iconica con una ricca
storia culturale e una posizione geografica privilegiata.
La città, infatti, funge da crocevia di culture e scambi
commerciali, offrendo l'opportunità di creare una
rete internazionale di contatti per Impact Hub, facilitando
collaborazioni e partnership globali.
La città di Venezia attira una vasta gamma di persone, tra
33. Impact Hub Stockholm, https://stockholm.impacthub.net/about-us/global-network/
114
PROPOSTE
• CO-WORK
• LAVORO
• PROGRAMMI ACCELERATORI
• PROGRAMMI DI INCUBAZIONE
Intenzioni progettuali
UTENTI
• IMPACT MAKERS
• IH MENTORS
• GIOVANI IMPRENDITORI
• START UPS
• IMPRESE CONSOLIDATE
SUPPORTO
• UTENTI ESTERNI (solo per certi
servizi)
• MENTORSHIP 1 TO 1
• INVESTIMENTI
• CO-WORKING
• AIUTO DI ESPERTI
• RETE DI SERVIZI
• FORMAZIONE
CONOSCENZA
• ISPIRARE
• CONNETTERE
• ABILITARE
fig.90, Struttura generale di un Impact Hub, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
115
positivo
STRENGHTS
1. Posizione prestigiosa: Venezia è una città iconica
e turistica con una ricca storia culturale e una
posizione geografica privilegiata che potrebbe
attirare l'interesse di imprenditori e investitori da
tutto il mondo.
2. Rete internazionale di contatti: La posizione di
Venezia come crocevia di culture e scambi commerciali
offre l'opportunità di creare una rete
internazionale di contatti per Impact Hub, facilitando
collaborazioni e partnership globali.
3. Pubblico eterogeneo: La città attrae una vasta
gamma di persone, tra cui turisti, studenti, artisti e
professionisti, offrendo a Impact Hub l'opportunità
di coinvolgere una varietà di talenti e risorse.
4. Consapevolezza ambientale: Venezia, con la sua
vulnerabilità agli effetti del cambiamento climatico,
potrebbe essere ricettiva a iniziative sostenibili
come Impact Hub, che promuove la sostenibilità e
l'innovazione sociale.
1. Turismo sostenibile: Impact Hub potrebbe sfruttare
il flusso turistico verso Venezia per promuovere
la sua missione di sostenibilità e responsabilità
sociale d'impresa, offrendo ai visitatori esperienze
coinvolgenti ed educative.
2. Collaborazioni con le istituzioni locali: La collaborazione
con istituzioni culturali locali, università
e organizzazioni no-profit potrebbe favorire
l'integrazione di Impact Hub nella comunità veneziana
e ampliare le opportunità di collaborazione
e co-creazione.
3. Incentivi governativi: Il sostegno del governo
locale attraverso incentivi fiscali o finanziamenti
per progetti innovativi e sostenibili potrebbe
facilitare l'avvio e lo sviluppo di Impact Hub a
Venezia.
4. Attrazione di talenti internazionali: La reputazione
e la posizione di Venezia potrebbero attrarre
talenti internazionali interessati a lavorare in un
ambiente stimolante e unico come quello offerto
da Impact Hub.
OPPORTUNITIES
interno
esterno
fig.91, Analisi SWOT di un ipotetico Impact Hub a Venezia, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
116
WEAKNESSES
1. Vincoli logistici: L'accesso limitato alla città e
la mancanza di spazio disponibile possono
rendere difficile trovare una sede adeguata per
l'Impact Hub e limitare le opportunità di espansione.
2. Costi elevati: I costi operativi a Venezia possono
essere significativamente più alti rispetto ad
altre città, compresi quelli relativi all'affitto degli
spazi e alla logistica, che possono incidere sulla
sostenibilità finanziaria del progetto.
3. Sfide infrastrutturali: La fragilità dell'ambiente
veneziano e la necessità di preservare il patrimonio
storico e culturale della città possono
rappresentare una sfida per l'adattamento degli
spazi alle esigenze di Impact Hub.
4. Concorrenza locale: La presenza di altre
organizzazioni e istituzioni potrebbe creare una
competizione per le risorse e i talenti, richiedendo
a Impact Hub di distinguersi per attrarre soci
e investimenti.
1. Impatto dell'instabilità economica: Le fluttuazioni
economiche globali potrebbero influire
sulla disponibilità di finanziamenti e investimenti
per Impact Hub, mettendo a rischio la sua
sostenibilità finanziaria.
2. Rischi ambientali: La vulnerabilità di Venezia
agli effetti del cambiamento climatico e delle
maree potrebbe comportare rischi per la sicurezza
e la stabilità delle operazioni di Impact
Hub.
3. Percezione negativa: Alcuni residenti o attori
locali potrebbero essere scettici sull'arrivo di
nuove iniziative in città, temendo un impatto
negativo sull'ambiente o sulla cultura locale.
4. Concorrenza globale: L'Impact Hub di Venezia
potrebbe dover competere con altre iniziative
simili in città analoghe di tutto il mondo, richiedendo
una differenziazione e un'eccellenza
continua per mantenere la propria rilevanza e
attrattiva.
THREATS
negativo
Innovation
Versatility
Beautiful
Creativity
Multidisciplinarity
Sustainability
DiversityInspire
Connect
Collective impact
Together
Link
Networking
Ecosystem
Reversibility
Change
Sharing
Collaboration
Inclusion
Diversify
Sociality
fig.92, Parole chiave condivise dalla rete Impact Hub, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
117
Intenzioni progettuali
cui turisti, studenti, artisti e professionisti, offrendo così
a Impact Hub l'opportunità di coinvolgere una varietà di
talenti internazionali interessati a lavorare in un ambiente
stimolante e unico come quello offerto da Impact Hub.
Inoltre, la consapevolezza ambientale della città, data
la sua vulnerabilità agli effetti del cambiamento climatico,
la rende particolarmente ricettiva a iniziative sostenibili
come quelle promosse da Impact Hub, che
promuovono la sostenibilità e l'innovazione sociale.
Vi sarebbe poi la possibilità di sfruttare il flusso turistico
per promuovere la missione di sostenibilità e responsabilità
sociale d'impresa di Impact Hub, offrendo
ai visitatori esperienze coinvolgenti ed educative. Collaborazioni
con istituzioni culturali locali, università e
organizzazioni no-profit potrebbero favorire l'integrazione
di Impact Hub nella comunità veneziana e ampliare
le opportunità di collaborazione e co-creazione.
Tuttavia, ci sono anche alcuni aspetti che rappresentano
delle sfide. I costi operativi a Venezia possono essere
significativamente più alti rispetto ad altre città, compresi
quelli relativi all'affitto degli spazi e alla logistica,
che possono incidere sulla sostenibilità finanziaria del
progetto. Inoltre, la fragilità dell'ambiente veneziano e la
necessità di preservare il patrimonio storico e culturale
della città rappresentano ulteriori sfide per l'adattamento
degli spazi alle esigenze di Impact Hub. La presenza
di altre organizzazioni e istituzioni potrebbe creare
competizione per le risorse e i talenti, richiedendo a Impact
Hub di distinguersi per attrarre soci e investimenti.
fig.93, Concept box dei contributi di Impact Hub, immagine prodotta da
Michele Torlaschi, 2024
118
IPOTESI
PROGETTUALI
119
Ipotesi progettuali
Versione 1 - centralizzazione
Questa prima ipotesi progettuale si concentra sulla
centralizzazione delle funzioni, creando un punto di
riferimento unico al centro del lotto. Questo approccio
prevede l'accentramento delle funzioni in un unico
corpo che diventa il fulcro dell'area, ispirato alla tipologia
a corte come nel caso del vicino convento delle
Terese, suggerita dalla presenza dei due edifici preesistenti
adiacenti ai gasometri, disposti ortogonalmente.
La proposta adotta una tipologia a portico, con un piano
terra permeabile su ogni lato per enfatizzare i due accessi
principali, consentendo una connessione fluida tra gli
spazi interni ed esterni. La valorizzazione degli edifici esistenti
è fondamentale, posizionandoli come protagonisti
all'interno del nuovo spazio chiuso, quasi come "opere in
una teca", per esaltarne il valore storico e architettonico.
fig.94, Schema planimetrico della versione 1, immagine prodotta da
Michele Torlaschi, 2024
Un viale alberato funge da cesura con il waterfront,
creando un filtro verde tra l'area centrale e
il fronte acqua. Il corpo edilizio principale è disposto
su due piani: il piano terra trasparente, che favorisce
la permeabilità visiva e funzionale, e il piano
superiore opaco, mantenendo un basso profilo
che si integra armoniosamente nel contesto urbano.
Questa configurazione mira a creare un ambiente
centralizzato e coeso, dove le funzioni si integrano
in un unico complesso, offrendo un punto di
riferimento chiaro e accessibile per l'intero lotto.
120
Ipotesi progettuali
Versione 2 - addizione speculare
L'ipotesi progettuale della versione 2 si basa su un approccio
di addizione speculare, concentrando l'attenzione
sul blocco dei magazzini situato a Nord del lotto. Questa
strategia prevede l'espansione simmetrica del blocco
esistente, mantenendo una continuità tipologica con la
caratteristica facciata "a capanna" e introducendo una
differenziazione materica per distinguere l'addizione.
Le connessioni tra i corpi dei gasometri e i volumi
adiacenti sono progettate per creare un blocco
unico e coeso, destinato a ospitare conferenze,
convegni e proiezioni. Questo garantisce una funzionalità
integrata e fluida all'interno del nuovo complesso.
Gli spazi dedicati alla produzione, formazione
e lavoro sono collocati nel blocco dei magazzini ampliato,
promuovendo un ambiente versatile e dinamico.
Il progetto prevede anche il rinnovamento del fronte del
blocco Nord, conferendo un aspetto moderno e funzionale
che risponde alle esigenze contemporanee. Questo intervento
non solo valorizza l'area esistente, ma la trasforma
in un centro polifunzionale di grande rilevanza per il lotto.
fig.95, Schema planimetrico della versione 2, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
121
Ipotesi progettuali
Versione 3 - propagazione tipologica
Questa ipotesi si fonda sul principio di propagazione geometrica,
creando un piano terra permeabile che favorisce
una forte connessione tra gli spazi interni ed esterni. Il progetto
integra un sistema di polverizzazioni pre-esistenti
ed ex-novo, che cattura i corpi dei gasometri e si propaga
attraverso corpi complementari in continuità geometrica.
Le connessioni sono progettate per agevolare gli spostamenti,
creando un network efficiente che collega
le diverse parti del lotto. Un aspetto fondamentale
del progetto è la priorità data al parco urbano, che si
sviluppa intorno e dentro il sistema edilizio, offrendo
spazi verdi accessibili e integrati nel contesto urbano.
fig.96, Schema planimetrico della versione 3, immagine prodotta da
Michele Torlaschi, 2024
Le terrazze panoramiche, progettate per essere
usufruibili dalla comunità, offrono spazi
per esposizioni all'aperto, concerti e altri eventi,
valorizzando ulteriormente l'area. Inoltre, il
progetto prevede attrezzature sportive per la collettività,
promuovendo l'attività fisica e il benessere tra i residenti.
Questa ipotesi progettuale mira a creare un ambiente
vivace e inclusivo, che integra armoniosamente
gli elementi storici e nuovi, migliorando
la qualità della vita e la coesione sociale.
Quest'ultima ipotesi costituisce la base di
partenza per la costituzione della proposta
progettuale vera e propria di questa tesi.
122
PROGETTO
123
Progetto
Il progetto di rigenerazione dell'area, fondato sui principi
di sostenibilità promossi dal New European Bauhaus,
si propone di trasformare il complesso edilizio ex
industriale con un approccio che privilegia la preservazione
del patrimonio esistente. La filosofia del New
European Bauhaus enfatizza la bellezza, la sostenibilità
e l'inclusività, e il progetto si allinea strettamente
a questi valori per crearne un esempio concreto.
La rigenerazione ha quindi come obiettivo primario la
conservazione delle strutture edilizie preesistenti, riconoscendo
il loro valore storico e architettonico. Questo
approccio non solo mantiene la coerenza estetica del
lotto ma promuove anche la sostenibilità attraverso il
riuso adattivo delle costruzioni già esistenti, riducendo
così l'impatto ambientale associato alla demolizione
e alla costruzione di nuovi edifici. Sempre nell’ottica
di preservare il più possibile le preesistenze, si
è deciso di mantenere il muro divisorio con la parte
nord-occidentale del lotto. Questa scelta è stata fatta
per garantire una cesura visiva e fisica rispetto a quella
zona, considerando che al momento non è ancora
di pubblico dominio la previsione elaborata nel progetto
del waterfront, che è ancora in fase di sviluppo.
Tuttavia, per garantire l'armonia e la funzionalità del
disegno architettonico e urbano, è stata necessaria la
demolizione (fig.99) di alcuni elementi edilizi di piccole
dimensioni. Questi coperti, a causa della loro posizione
e dimensione, rappresentavano incongruenze e interferivano
con la visione unitaria e coerente del progetto.
La decisione di demolirli è stata presa con grande
attenzione e solo dopo una rigorosa valutazione delle
alternative, per consentire una migliore integrazione
e fluida transizione tra le diverse aree del progetto.
Il progetto non solo contribuisce a rivitalizzare l’area dal
punto di vista urbanistico, ma anche a ripristinare il senso
di identità e di comunità. Attraverso la creazione di
spazi ibridi in condivisione tra l’Impact Hub e la comunità
e l’introduzione di nuove funzionalità, l’intervento rappresenta
un passo significativo verso la realizzazione di
un ambiente sostenibile, inclusivo e esteticamente armonioso,
in linea con la visione del New European Bauhaus.
Dopo aver condotto una ricerca sugli spazi che
compongono gli Impact Hub della rete globale, è stato
possibile sviluppare un programma funzionale (fig.97)
per il progetto di rigenerazione. Gli edifici rigenerati,
inclusi i due gasometri, sono stati pensati per ospitare
una vasta gamma di attività, rispondendo alle esigenze
contemporanee di lavoro, formazione e comunità.
Gli spazi di co-working rappresentano uno degli elementi
chiave, offrendo ambienti flessibili e collaborativi
dove imprenditori, freelance e startup possono lavorare
e interagire. Questi spazi sono completati da uffici
stabili e temporanei, che forniscono soluzioni adattabili
per diverse tipologie di utilizzo, sia a breve che a
lungo termine. Le sale conferenze e l'auditorium sono
stati progettati per accogliere incontri, workshop, semi-
124
Progetto
nari ed eventi di varia natura, facilitando la condivisione
delle conoscenze e la creazione di reti professionali.
Le aule per la formazione e la piccola biblioteca offrono
risorse educative e spazi dedicati all'apprendimento
continuo, in linea con i principi delle Learning Cities.
Per promuovere uno stile di vita sano e sostenibile, il
progetto include cucine e orti sociali, dove i membri
della comunità Impact Hub e i residenti delle zone limitrofe
possono coltivare piante e preparare cibo, favorendo
la socializzazione e la collaborazione. Inoltre,
gli spazi destinati agli eventi culturali e ai laboratori
creativi arricchiscono l'offerta, creando opportunità per
espressioni artistiche e culturali. Questo programma di
funzioni è stato elaborato per garantire che il progetto
non solo rigeneri fisicamente l'area degli ex gasometri,
ma anche la trasformi in un vivace hub di attività, capace
di attrarre talenti e risorse, stimolare l'innovazione
e rafforzare il tessuto sociale della comunità locale.
A completare il progetto di rigenerazione urbana è stata
prevista la costruzione di un unico edificio-padiglione ex
novo per ospitare tutte le funzioni principali dell’Impact
Hub, questo è stato necessario perché le strutture presenti
non erano dimensionalmente idonee ad ospitarle.
Questo nuovo edificio è stato concepito seguendo
un principio di reiterazione geometrica dei gasometri
già presenti sul sito, adottando una forma circolare e
compatta. Tale scelta progettuale non solo omaggia la
memoria industriale del luogo, ma garantisce anche alte
prestazioni in termini termici, energetici e distributivi.
SPAZI
CO-WORKING
SALE
SKYPE
SALE
RIUNIONI
UFFICI
PRIVATI
UFFICI DI
GRUPPO
BIBLIOTECA
PARCO
IMPACT
HUB
TERRAZZA
CUCINE
SOCIALI
ORTI
SOCIALI
SERVIZIO
RISTORO
PARCO
IMPACT HUB
COMUNITA’
AUDITORIUM
IMPACT HUB
fig.97, Programma funzionale del Venice Impact Hub, immagine prodotta
da Michele Torlaschi, 2024
125
fig.98, Assonometria dello stato di fatto, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
126
fig.99, Assonometria delle demolizioni (rosso) con il perimetro d'intervento, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
127
Progetto
La forma circolare dell'edificio favorisce un'efficienza
energetica superiore, riducendo la dispersione
termica e ottimizzando l'uso delle risorse naturali.
Inoltre, la configurazione compatta permette una distribuzione
funzionale degli spazi interni, facilitando
il movimento e l'interazione tra le diverse aree.
L'edificio è concepito per svilupparsi nel tempo secondo
un approccio incrementale, il che significa
che la sua struttura è pensata per poter essere
ampliata e adattata nel tempo, in risposta alle
esigenze crescenti dell'organizzazione e della comunità.
Questo approccio flessibile assicura che ogni intervento
possa essere facilmente integrato, mantenendo
l'equilibrio ecologico ed economico del progetto.
Un ulteriore obiettivo prioritario del progetto è la rivitalizzazione
del grande parco che occupa gran parte del lotto
di progetto. Questo obiettivo sarà raggiunto attraverso la
piantumazione di nuove essenze arboree, con l'intento
di creare un ambiente verde e rigoglioso, che non solo
migliora l'estetica del luogo ma anche promuove la biodiversità
e il benessere degli abitanti. La scelta di piantare
nuove essenze arboree è motivata dal desiderio di
ampliare il patrimonio verde della zona, offrendo spazi
ombreggiati e piacevoli per il relax e la socializzazione.
Inoltre, per preservare la consistenza e l'integrità del parco
urbano, il progetto ha scelto di minimizzare la costruzione
di nuove strutture. L'idea è di limitare al massimo
l'urbanizzazione del lotto, costruendo solo lo stretto necessario
per mantenere intatte le zone verdi e garantire
che il parco continui a essere il cuore verde del progetto.
Questo approccio consente di conservare al massimo
gli spazi verdi, creando un ambiente armonioso che
vede la continua relazione tra spazi interni ed esterni.
La presenza preponderante di questo parco urbano,
unitamente alla posizione strategica dell'area, ha determinato
lo sviluppo di una rete di percorsi ciclopedonali
nel progetto. La zona ex Italgas, infatti, rappresenta una
delle poche aree di Venezia con la possibilità per diventare
un'area ciclopedonale. Questa scelta è motivata
da vari fattori, tra cui la sostenibilità ambientale, la promozione
della mobilità dolce e la creazione di spazi più
piacevoli per i residenti. Questa trasformazione potrebbe
contribuire a ridurre il traffico veicolare in direzione
Santa Marta, migliorando la qualità dell'aria e offrendo
percorsi sicuri per ciclisti e pedoni. Inoltre, la creazione
di una zona ciclopedonale favorirà l’accessibilità e
la vivibilità del quartiere rispondendo alle esigenze contemporanee
di mobilità e salute pubblica, che vedono
Venezia come un modello sotto questo punto di vista.
Discutendo poi del progetto da un punto di vista degli
interventi, per trasformare le strutture ad oggi abbandonate
in spazi sicuri, confortevoli e sostenibili; in primo
luogo, si interverrà per garantire la stabilità strutturale
del complesso attraverso il rinforzo delle fondazioni e
delle pareti portanti. Inoltre, verrà migliorata l'efficienza
energetica degli edifici mediante l'isolamento termico
128
fig.100, Distribuzione delle funzione nel lotto, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
129
P
percorsi cicliopedonali principali
percorsi cicliopedonali
secondari
percorsi cicliopedonali
di collegamento
punti di stazionamento
biciclette
punti di ricarica per biciclette
elettriche
pontile di attracco per piccole
imbarcazioni
10
P
5 6
8
P 7
P 3
P
1
2
P 4
P
P 9
fig.101, mobilità e stazionamenti biciclette, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
130
4
fig.102, stazionamento biciclette n°4, Michele Torlaschi, 2024
3
fig.103, stazionamento biciclette n°3, Michele Torlaschi, 2024
GSEducationalVersion
n
2
fig.104, stazionamento biciclette n°4, Michele Torlaschi, 2024
GSEducationalVersion
131
10
fig.105, attracco piccole imbarcazioni, Michele Torlaschi, 2024
fig.106, Planimetria dello stato di progetto, 1:2000, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
0 10 20 50 100
132
fig.107, Pianta piano terra 1:750, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
0 7.50 18.75 37.50
133
fig.108, Assonometria dello stato di progetto del lotto, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
interno, per preservare il carattere storico del luogo, e
l'installazione di pannelli isolanti nel tetto. Il restauro delle
facciate storiche sarà effettuato con materiali e tecniche
tradizionali, mentre gli impianti elettrici, idraulici e
di riscaldamento saranno modernizzati e messi a norma.
Anche l'accessibilità sarà migliorata, con l'integrazione
di ascensori e rampe per persone con disabilità.
Gli interventi sugli ex gasometri e sul nuovo edificio
prevedono l'implementazione di una doppia pelle costituita
da listelli lignei, ottenuti dal recupero di legname
proveniente da pontili e briccole 34 ormai esauste della
laguna di Venezia. Questa scelta vuole essere un esempio
significativo di sostenibilità ambientale, poiché riutilizza
materiali locali che altrimenti verrebbero dismessi.
L'uso di questi listelli lignei non solo contribuisce a ridurre
la quantità di rifiuti legnosi, ma valorizza anche
il patrimonio storico e culturale della laguna di Venezia,
incorporando elementi di identità locale nel nuovo
progetto. La doppia pelle in legno offre inoltre vantaggi
funzionali ed estetici: fornisce un efficace isolamento
termico, migliorando l'efficienza energetica degli edifici,
e crea un rivestimento esterno visivamente armonioso
e rispettoso del contesto architettonico esistente.
34. Briccole, https://www.brocanelli.com/prodotti-handmade/briccole-ancona/
134
PROGETTO
ex gasometro 1
edificio adibito ad uffici per aziende, start ups, coworking
135
fig.109, Pianta piano terra, 1:200, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
0 1 2 5 10
136
esistente (acciaio)
progetto (legno)
fig.111, (in alto) Assonometria struttura ibrida, immagine prodotta da
Michele Torlaschi, 2024
fig.110, esploso assonometrico, immagine prodotta da Michele Torlaschi,
2024
Il progetto di rigenerazione dell'ex Gasometro 1 trasforma
l'edificio in un micro Impact Hub, ospitando spazi
per chiamate Skype, sale conferenze, open space per
il coworking e uffici per piccole aziende e start-up, con
pareti mobili adattabili alle necessità. Un aspetto rilevante
riguarda l'interazione con la struttura preesistente
del gasometro, composta da acciaio e cemento armato.
Le pannellature di acciaio della vasca sono state
rimosse, eccetto nella zona bagni, lasciando pilastri e
trave sommitale a memoria. Questo intervento è stato
necessario poiché la conformazione opaca del gasometro
originale non avrebbe consentito un'adeguata illuminazione
naturale e salubrità degli spazi. Pertanto,
è stata adottata una soluzione trasparente, utilizzando
curtain walls. La solidità strutturale è stata ottenuta con
una struttura a travi e pilastri in legno lamellare, interagente
con la struttura in acciaio preesistente. I due
piani dell'edificio sono collegati da una scala circolare
con un ascensore centrale. Gli ambienti centrali godono
di illuminazione naturale azimutale, garantita da
un grande lucernario. Per migliorare il comfort e l'efficienza
energetica, l'edificio è rivestito con un sistema
misto di listelli lignei e vegetazione rampicante, separato
dall'edificio da un camminamento che collega i
piani, creando zone esterne ombreggiate per gli utenti.
Questa soluzione contribuisce alla regolazione termica
interna e all'integrazione con l'ambiente circostante.
137
+8.40 +8.20
+4.00
0.00
Sezione E-E (uffici aziende)
fig.112-113, Sezione e prospetto, 1:200, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
0 1 2 5 10
138
PROGETTO
ex gasometro 2
edificio adibito ad auditorium, sala convegni, cinema
139
fig.114, Pianta piano terra, 1:200, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
0 1 2 5 10
140
GSEducationalVersion
esistente (acciaio)
progetto (legno)
fig.115, (a sinistra) Esploso assonometrico, immagine prodotta da
Michele Torlaschi, 2024
fig.116, (in alto) Assonometria struttura ibrida, immagine prodotta da
Michele Torlaschi, 2024
Per il secondo gasometro, più ampio del primo, è prevista
la conservazione integrale della vasca preesistente
con pilastri, trave sommitale e pannellature. Alcuni moduli
di pannellature sono stati demoliti a nord per creare
e illuminare la hall di ingresso, a sud per illuminare
il palco scenico, e a est e ovest per ricavare uscite di
sicurezza. Data la conformazione opaca della vasca,
l'edificio è stato destinato a ospitare un auditorium.
Il progetto ha integrato la struttura preesistente con travi
lamellari e pilastri gemellati, disposti radialmente in conformità
con la trama della struttura in acciaio. Esternamente,
l'edificio è rivestito con listelli lignei e piante rampicanti,
direttamente connessi alla struttura in acciaio.
Internamente, il gasometro ospita un bar caffetteria, un
banco accoglienza, locali complementari, una sala regia,
magazzini per alimenti, strumenti musicali e attrezzature
sceniche. Le gradonate dell’auditorium, sostenute da una
struttura lignea con setti disposti radialmente, consentono
di ospitare fino a 340 posti a sedere. L'auditorium può
essere diviso in due spazi mediante una parete mobile.
Questo spazio è progettato per accogliere convention
internazionali, convegni, seminari e summit tra diversi
hub internazionali. Nei periodi in cui non è prenotato,
l'auditorium funge da sala proiezione per la comunità
residente, offrendo un cinema al quartiere e garantendo
che l'edificio sia sempre attivo per la comunità.
141
+8.70 +8.38
+3.60
+0.60
0.00
fig.117-118, Sezione e prospetto, 1:200, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
0 1 2 5 10
142
PROGETTO
accoglienza
edificio adibito ad uffici per l’accoglienza e le risorse umane dell’Impact Hub
143
fig.119, Pianta piano terra, 1:200, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
0 1 2 5 10
144
GSEducationalVersion
fig.121, vista esterna, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
Questo edificio, anch’esso completamente
ristrutturato, è stato destinato all’accoglienza
dell’Impact Hub, data la sua posizione centrale
rispetto alle varie funzioni dislocate nel lotto.
Progettato per ospitare le funzioni di risorse umane e
servire come info point, l'edificio gestisce prenotazioni
online, problematiche operative e la gestione economica
dell’hub. Le sue funzioni includono la regolazione
degli spazi affittabili, dalle piccole sale Skype fino all’auditorium
e all’edificio delle cucine per workshop culinari.
Gli spazi dell’accoglienza sono distribuiti su due piani.
Al piano terra, la reception accoglie i visitatori, mentre
il vano scala, caratterizzato da una scala metallica
curva, segue la conformazione della pavimentazione
esterna. Su entrambi i piani, vi è un ambiente più
tranquillo e riservato con uffici singoli per i responsabili
di settore, e al lato opposto, una zona più aperta
pensata per ospitare postazioni di lavoro per tre persone
ciascuna. Entrambe le aree dispongono di servizi
igienici separati, garantendo funzionalità ed efficienza
nella gestione delle attività dell’Impact Hub.
fig.120, Esploso assonometrico, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
145
+11.40
+4.60
+0.60
0.00
Sezione D-D (accoglienza)
fig.122, Sezione e prospetto, 1:200, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
0 1 2 5 10
146
PROGETTO
formazione
edificio con aule per corsi di formazione e potenziamento
147
fig.123, Pianta piano terra, 1:200, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
0 1 2 5 10
148
GSEducationalVersion
fig.124, Esploso assonometrico,
immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
149
fig.125, vista esterna, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
L'edificio della formazione sfrutta un preesistente edificio
del lotto, caratterizzato da capriate lignee e un lucernario
centrale, che garantisce illuminazione naturale e un ambiente
stimolante. Questo spazio è dedicato ai corsi di formazione
e ai programmi di accelerazione imprenditoriale,
essenziali per la crescita degli utenti dell’Impact Hub.
Gli spazi formativi, distribuiti su un unico piano a tutta
altezza, valorizzano l'ampiezza dell'ambiente creando
un'atmosfera aperta e collaborativa. L'edificio si apre
con un atrio di accoglienza, progettato per l'aggiornamento,
la comunicazione e lo scambio di idee tra i partecipanti,
fungendo anche da area di lavoro informale.
Dall'atrio si accede a tre aule con una capienza
complessiva di quarantadue posti a sedere, oltre
a quelli per istruttori e mentors. Le aule, progettate
per essere flessibili e adattabili, ospitano
workshop, seminari, lezioni frontali e laboratori pratici.
La formazione, elemento centrale nella filosofia
dell’Impact Hub, mira a fornire agli imprenditori sociali
e agli innovatori gli strumenti e le competenze
per sviluppare e far crescere i loro progetti, creando
un ecosistema di apprendimento continuo e
una comunità imprenditoriale dinamica e resiliente.
+9.20
+7.50
+8.90
+7.20
0.00
fig.126, Sezione e prospetto, 1:200, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
0 1 2 5 10
150
PROGETTO
biblioteca e cucine sociali
151
fig.127, Pianta piano terra, 1:200, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
0 1 2 5 10
152
fig.129, vista esterna, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
fig.128, Esploso assonometrico, immagine
prodotta da Michele Torlaschi, 2024
GSEducationalVersion
La biblioteca e le cucine sociali costituiscono un blocco
in diretto contatto. La biblioteca è stata ideata per sostenere
le attività dell'Impact Hub e promuovere l'apprendimento
continuo anche negli spazi di lavoro. Nell'edificio
preesistente, è stata aggiunta una struttura metallica con
travi e pilastri, che consente di rinforzare i muri perimetrali
e sfruttare l'altezza per ricavare altri spazi al primo
piano. La biblioteca prevede spazi per studio, coworking,
lettura e consultazione, offrendo un ambiente stimolante
per la ricerca e la creatività. È progettata per favorire
l'immersione nella natura, con grandi finestre che offrono
viste sul verde circostante e piante interne che migliorano
la qualità dell'aria, creando un ambiente sereno
e armonioso. Questo contatto con la natura è pensato
per creare armonia e tranquillità, stimolando nuove
idee. Le cucine sociali invece sono concepite come uno
spazio unitario open space, dotato di postazioni per cucinare,
magari utilizzando i prodotti coltivati negli orti vicini.
Durante le pause pranzo, queste cucine offrono un
luogo per preparare e condividere pasti, promuovendo
socializzazione e collaborazione tra gli utenti. Sono inoltre
pensate per ospitare workshop e seminari culinari,
valorizzando la cucina tradizionale. L'integrazione della
natura in questi spazi crea un ambiente di lavoro piacevole
e stimolante, favorendo benessere e produttività.
153
+12.50
+10.00 +9.80
+3.90
0.00
Sezione F-F (libreria-cucine sociali)
fig.130, Sezione e prospetto, 1:200, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
0 1 2 5 10
154
PROGETTO
orti sociali
155
fig.131, Pianta piano terra, 1:200, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
0 1 2 5 10
156
GSEducationalVersion
fig.133, vista esterna, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
157
Gli orti sociali sono concepiti come spazi ibridi dove la
comunità residente a Santa Marta e gli utenti dell’Impact
Hub possono interagire, curando le proprie coltivazioni.
L'edificio preesistente, ormai in rovina, è stato
consolidato e dotato di un'ampia copertura vetrata, che
consente la penetrazione dei raggi solari, rendendo lo
spazio sottostante ideale per la coltivazione. Il progetto
prevede la realizzazione di una serra ventilata che
si integra con la rovina, ridonandole vita. Ai fini strutturali,
è stata inserita una struttura lignea composta
da travi, pilastri e capriate, in grado di supportare tutti
i carichi, alleggerendo i muri perimetrali preesistenti.
Gli orti sono progettati per includere uno spazio per la
coltivazione di ortaggi, legumi e verdure lungo il perimetro,
mentre al centro sono previsti spazi destinati
alle piante da frutto di maggiori dimensioni, circondati
da sedute integrate. Il progetto è completato da servizi
igienici, un deposito per sementi e attrezzi, e una
piccola zona distensiva sopraelevata per ammirare
gli spazi sottostanti, accessibile tramite una scala.
fig.132, Esploso assonometrico, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
fig.134, Sezione e prospetto, 1:200, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
0 1 2 5 10
158
PROGETTO
foresteria nord
159
fig.135, Pianta piano terra, 1:200, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
0 1 2 5 10
160
GSEducationalVersion
fig.137, vista esterna, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
Il progetto per la foresteria a Nord, si dispone
su due piani e mantiene inalterato il volume
complessivo dell'immobile preesistente.
In questo stabile sono stati previsti otto appartamenti
per una o due persone per una capienza
complessiva di sedici posti letto più eventulali
altri otto se si considerano i divani letto da due
posti presenti in quattro degli otto appartamenti.
Questi appartamenti sono distribuiti uniformemente
sui due piani dell'edificio attorno ad un vano centrale
con scala e ascensore che garantiscono un facile accesso
del primo piano a persone diversamente abili.
Ogni appartamento è dotato di un bagno con doccia
ed costituito fondamentalmente da un open space
nel quale tramite arredi a tutta altezza viene separata
la camera da letto dalla zona giorno. La foresteria
è pensata per accogliere nuovi lavoratori dell'Impact
Hub, quindi all'esterno è stata posizionata una rastrelliera
per biciclette in modo da dare la possibilità
agli inquilini di andare a lavoro anche in bicicletta.
e poter godere della ciclopedonalità della zona.
fig.136, Esploso assonometrico, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
161
+12.60
+8.50
+5.50
+2.00
0.00
fig.138, Sezione e prospetto, 1:200, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
0 1 2 5 10
162
PROGETTO
foresteria sud
163
fig.139, Pianta piano terra, 1:200, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
0 1 2 5 10
164
GSEducationalVersion
fig.141, vista esterna, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
Il progetto per la foresteria a Sud, si dispone
anch'essa su due piani e favorisce la totale
conservazione dell'immobile preesistente.
L'edificio, di dimensioni ridotte rispetto al precedente,
prevede la realizzazione di quattro appartamenti
di co-living ognuno dei quali può ospitare
almeno tre persone fino a un massimo di sei
considerando i divani letto presenti nelle zone giorno.
Questi appartamenti sono pensati per accogliere i nuovi
giovani talenti dell'Impact Hub e pertanto mettono a disposizione
ampi spazi in condivisione. Gli appartementi,
due per piano, si sviluppano attorno ad un vano centrale
con scala e ascensore che garantiscono un facile
accesso del primo piano a persone diversamente abili.
Ogni appartamento è dotato di due bagni con doccia,
un grande open space per la zona giorno con
la migliore esposizione, e due camere da letto.
All'esterno sono state posizionate due rastrelliere
per biciclette in modo da dare la possibilità
agli inquilini di andare a lavoro anche in bicicletta.
e poter godere della ciclopedonalità della zona.
fig.140, Esploso assonometrico, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
165
+12.60
+8.50
+5.50
+2.00
0.00
fig.142, Sezione e prospetto, 1:200, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
0 1 2 5 10
166
PROGETTO
coworking
edificio per coworking, servizio bar e ristorazione, call, meetings
167
L'unico edificio ex novo del progetto si configura come un
padiglione immerso nel verde, caratterizzato da una forma
circolare che favorisce un'efficienza energetica superiore,
riducendo la dispersione termica e ottimizzando
l'uso delle risorse naturali. La configurazione compatta
permette una distribuzione funzionale degli spazi interni,
facilitando il movimento e l'interazione tra le diverse
aree. La struttura leggera è ottenuta grazie all'uso di travi
e pilastri gemellati in legno, mentre le curtain walls vetrate
che circondano l’edificio offrono trasparenza e una
connessione visiva continua con l'ambiente esterno.
L'impianto planimetrico dell'edificio è orientato sull'asse
di collegamento con l'ex gasometro 1, sottolineando la
relazione tra i due edifici che ospitano le funzioni principali
dell'Hub. Disposto su due piani, l'edificio presenta
un primo piano di rappresentanza con ampi spazi per la
circolazione e locali chiusi destinati a uffici, sale conferenze
e skype room, disposti radialmente lungo la circonferenza.
Al centro, una grande scalinata collega il
secondo piano, concepita come spazio polifunzionale
per coworking, relax, conferenze e conversazioni. La
zona est del primo piano è destinata al servizio ristoro,
dove è possibile anche lavorare in modalità coworking.
Al secondo piano, in corrispondenza dell'arrivo della
scalinata, si trova un bar, mentre intorno alla balconata
sono disposti spazi per il lavoro di gruppo. Gli spazi
vetrati chiusi con pareti retraibili offrono grande versatilità
agli ambienti di lavoro, permettendo di adattarli facilmente
alle esigenze del momento. La copertura dell'edificio
è calpestabile e include un percorso nel verde,
creando uno spazio polivalente di grande valore per gli
utenti dell'Impact Hub. La doppia pelle in listelli lignei
garantisce alte prestazioni in termini di comfort termico.
GSEducationalVersion
L'edificio è concepito per svilupparsi nel tempo in sei
fasi secondo un approccio incrementale, che permette
di ampliarlo e adattarlo progressivamente in risposta alle
esigenze crescenti dell'organizzazione e della comunità.
Questo approccio flessibile assicura che ogni intervento
possa essere facilmente integrato, mantenendo l'equilibrio
ecologico ed economico del progetto. Sin dalla prima
168
esistente (acciaio)
progetto (legno)
fig.143, Assonometria struttura, immagine prodotta da Michele Torlaschi,
2024
fase è previsto l'inserimento di vegetazione rampicante,
come la vite americana, in modo che edificio e natura
possano crescere insieme rispettandosi reciprocamente.
La prima fase del progetto prevede la costruzione di
una pergola semicircolare, coperta sporadicamente da
teli intervallati con vegetazione rampicante. La crescita
della vegetazione è facilitata da cavi metallici tesi
tra le travi di legno, creando un ambiente accogliente
e verde che favorisce la vita comunitaria dell'Hub e
del quartiere circostante. Questo spazio iniziale permette
di organizzare incontri informali, piccoli eventi
e attività ricreative, contribuendo alla coesione sociale
e all'interazione tra i residenti e gli utenti dell'Hub.
Nella seconda fase, la pergola semicircolare viene
completata specularmente, formando una struttura
circolare completa. Questo ampliamento implementa
ulteriormente la funzione sociale della costruzione,
consentendo lo svolgimento di attività di maggior respiro
come eventi, concerti e manifestazioni culturali. La
struttura diventa un punto di riferimento per la comu-
fig.144, fase 1, pergola semicircolare aperta, 2024
FASE 1
fig.145, fase 2, pergola circolare aperta, 2024
169
FASE 2
fig.146, fase 3, portico comunitario coperto, 2024
FASE 3
fig.147, fase 4, prime funzioni al piano terra, 2024
170
FASE 4
fig.148, fase 5, sopraelevazione, 2024
FASE 5
fig.149, fase 6, copertura calpestabile e schermatura solare, 2024
171
FASE 6
B
A
A
B
fig.150, Pianta piano terra, 1:200, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
0 1 2 5 10
172
nità, favorendo la partecipazione e l'inclusione sociale.
Nella terza fase del progetto si aggiunge un solaio di
copertura alla pergola, trasformandola in un porticato
circolare con un foro centrale. Questo spazio multifunzionale
viene protetto dagli agenti atmosferici pur
mantenendo un'apertura verso l'ambiente esterno.
Nella quarta fase, vengono introdotte le prime funzioni
al piano terra, con la realizzazione dei primi uffici, sale
conferenze e skype room. In questa fase, l'edificio risulta
semichiuso, mantenendo una certa permeabilità visiva e
fisica con l'esterno, ma iniziando a definire gli spazi interni
destinati alle attività lavorative e di collaborazione.
La quinta fase, quella più consistente, prevede la sopraelevazione
dell'edificio con l'aggiunta di una grande scalinata
centrale che collega i vari livelli, e dei locali e servizi
del primo piano. Questo intervento arricchisce la struttura
con nuovi spazi destinati al coworking, al relax e alla
conversazione, nonché con ulteriori uffici per utenti permanenti
o saltuari. La scalinata centrale diventa un elemento
architettonico centrale per il progetto, favorendo
l'interazione tra i diversi piani dell'edificio, rende gli spazi
del piano terra e del primo piano come un unico spazio.
L'ultima fase, quella conclusiva, presenta il progetto finito
al suo ultimo stadio evolutivo. Questa fase prevede
l'inserimento di una copertura calpestabile verde, che
funge da spazio polivalente per gli utenti dell'Impact
Hub, offrendo un luogo per attività ricreative all'aperto,
eventi e momenti di relax. La schermatura solare
in listelli lignei di recupero garantisce alte prestazioni
in termini di comfort termico, mentre il camminamento
circolare collega esternamente tutti i piani attraverso
scalinate metalliche, fungendo anche da uscita di
sicurezza. Questo camminamento offre una continuità
spaziale tra i vari livelli dell'edificio, migliorando l'accessibilità
e la sicurezza complessiva della struttura.
173
fig.151, esploso assonometrico, immagine prodotta da Michele Torlaschi,
2024
fig.152-153, prospetto Nord (in alto), prospetto Ovest (in basso), 1:200, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
0 1 2 5 10
174
fig.154-155, prospetto Sud (in alto), prospetto Est (in basso), 1:200, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
0 1 2 5 10
175
+11.00
+9.90
+4.90
0.00
Sezione A-A (coworking-mensa)
+11.00
+9.90
+4.90
0.00
Prospetto Sud coworking-mensa
fig.156-157, sezione A-A (in alto), sezione B-B (in basso), 1:200, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
0 1 2 5 10
176
fig.158, vista esterna dell’accesso da Nord, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
GSEducationalVersion
fig.159-160, vista del porticato esterno e della hall, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
177
fig.161, vista esterna dell’accesso da Sud, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
GSEducationalVersion
sion
fig.162-163, vista dello spazio coworking-ristoro e vista della scaliata dal 1°piano, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
GSEducationalVersion
178
PROGETTO
fonti rinnovabili
179
Fonti rinnovabili
Inserire fonti rinnovabili in un progetto di rigenerazione
urbana è fondamentale per ridurre l'impatto
ambientale, promuovere la sostenibilità e garantire
un apporto energetico stabile e a basso costo.
L'uso di energie rinnovabili, come i pannelli solari, non
solo contribuisce a ridurre le emissioni di CO2, ma anche
a creare un modello replicabile di sviluppo sostenibile,
in linea con le politiche ambientali globali e locali.
Il progetto prevede l'installazione di pannelli solari sulle
coperture piane degli edifici degli ex gasometri per garantire
un adeguato apporto energetico all'intero complesso.
Questi pannelli solari sono integrati con locali
tecnici che ospitano batterie di accumulo e pompe di
calore, assicurando così un approvvigionamento energetico
costante e l'ottimizzazione dell'energia prodotta.
Un altro aspetto importante del progetto da un punto
di vista dell’efficientamento energetico è costituito dalla
doppia pelle degli edifici, composta da una listellatura
lignea e da piante rampicanti, progettata per offrire
benefici termici significativi. Questa struttura funge
da schermatura solare, riducendo l'assorbimento di
calore diretto e quindi migliorando l'efficienza energetica
degli edifici. Inoltre, la ventilazione naturale è favorita
dai moti di convezione, un processo in cui l'aria
fresca penetra attraverso la schermatura solare e le
aperture poste nel modulo superiore delle curtain walls,
circolando all'interno dell'edificio e fuoriuscendo attraverso
il grande lucernario centrale. Questo sistema
garantisce un ricircolo continuo dell'aria, mantenendo
un ambiente interno salubre e confortevole senza
la necessità di sistemi di climatizzazione energivori.
Nel progetto sono stati integrati poi degli ombrelloni
per creare percorsi coperti che connettano tutte le aree
dell'Impact Hub. Questi ombrelloni non solo forniscono
riparo dagli agenti atmosferici e dai raggi solari, ma svolgono
anche funzioni ecologiche innovative; infatti sono
equipaggiati con pannelli solari nei coni superiori, e producono
energia pulita utilizzata per alimentare i faretti incorporati,
garantendo illuminazione notturna, e per fornire
elettricità alle stazioni di ricarica per biciclette elettriche.
Inoltre, il sistema di raccolta dell'acqua meteorica permette
di stoccare e filtrare l'acqua, rendendola potabile
grazie ai filtri a carbone attivo e UV. L'acqua filtrata viene
stoccata in appositi serbatoi per l'utenza finale, garantendo
una risorsa idrica pulita e sicura. Questa soluzione
intelligente fornisce acqua pulita agli utenti finali e contribuisce
alla gestione sostenibile delle risorse idriche.
La forma degli ombrelloni riprende le sembianze di
alberature, integrandosi armoniosamente nel contesto
del parco urbano circostante. Questo design
rispettoso dell'ambiente migliora l'estetica del paesaggio,
mentre la funzionalità tecnologica degli ombrelloni
supporta le esigenze pratiche dell'Impact Hub.
180
batterie per accumulo
pompa di calore
raggi solari
pannelli forovoltaici
cablatura pannelli
schermatura solare
in listelli lignei
VENTILAZIONE NATURALE
VENTILAZIONE NATURALE
convezione naturale
piante rampicanti
fig.164-165, schema di irraggiamento e ventilazione tipo, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024
181
ombreggianti
canalizzazioni
serbatoi di raccolta
dell’acqua
pluviali
utenza finale
/ irrigazione
stazioni di ricarica
utenza finale
182
raccolta acque meteoriche
cablatura corrente elettrica
CONCLUSIONI
183
Conclusioni
Per concludere, il progetto "Venice Impact Hub"
rappresenta una proposta concreta per la rigenerazione
urbana sostenibile, grazie a una strategia
che combina innovazione sociale, sostenibilità ambientale
e valorizzazione del patrimonio esistente.
Questo approccio integrato risponde efficacemente alle
sfide contemporanee di Venezia, integrando i valori fondamentali
del NEB - Bellezza, Sostenibilità e Insieme
- nella rigenerazione dell'area ex-Italgas. Il progetto si
basa sulla conservazione e valorizzazione degli edifici
esistenti, inclusi i due gasometri, preservando il patrimonio
industriale di Dorsoduro e creando nuovi spazi funzionali
senza cancellare la memoria storica del luogo.
La riqualificazione degli edifici, combinata con l'uso di
materiali sostenibili e tecnologie moderne, mira a creare
un ambiente che celebri il passato e abbracci il futuro.
Un altro elemento chiave del progetto è la trasformazione
dello spazio vuoto in un grande parco urbano,
che funge da area di aggregazione sociale, ricreativa
e culturale. Questo parco, integrato con gli edifici rigenerati,
offre spazi verdi accessibili a tutti, contribuendo
a migliorare la qualità dell'aria, ridurre l'effetto isola di
calore e fornire un habitat per la nuova flora urbana.
La presenza di orti sociali e la piantumazione di nuove
essenze arboree rafforzano ulteriormente la sostenibilità
ambientale del progetto. L'integrazione di pannelli solari
e sistemi per la raccolta delle acque piovane garantisce
un apporto di risorse energetiche e idriche sostenibili.
L'uso di una doppia pelle composta da listelli lignei e vegetazione
rampicante migliora l'efficienza termica degli
edifici, fungendo da schermatura solare naturale. Inoltre,
la ventilazione naturale attraverso moti di convezione riduce
la necessità di sistemi di climatizzazione artificiali,
promuovendo un consumo energetico più efficiente.
La progettazione dell'Impact Hub seguendo un approccio
incrementale, permette una flessibilità adattativa in risposta
alle esigenze crescenti dell'organizzazione e della
comunità. Questa strategia assicura che ogni intervento
possa essere integrato facilmente, mantenendo l'equilibrio
ecologico ed economico del progetto. Gli spazi interni
sono concepiti per essere modulari e riconfigurabili,
consentendo una varietà di usi e facilitando l'interazione
tra gli utenti. Il Venice Impact Hub offre spazi di co-working,
uffici stabili e temporanei, sale conferenze, un auditorium,
aule per la formazione, una biblioteca, cucine
sociali e orti. Questi spazi sono progettati per supportare
imprenditori sociali, innovatori e start-up, fornendo
loro gli strumenti e le risorse necessarie per sviluppare
progetti con un impatto positivo sulla società e sull'ambiente.
La collaborazione con istituzioni culturali, università
e organizzazioni no-profit favorisce ulteriormente
l'integrazione dell'Impact Hub nella comunità veneziana.
Venezia, con la sua ricca storia culturale e la posizio-
184
Conclusioni
ne strategica, ha il potenziale per attirare imprenditori
e investitori da tutto il mondo. L'Impact Hub può contribuire
a rivitalizzare la vita comunitaria, attrarre talenti
internazionali e promuovere l'innovazione, invertendo
la tendenza allo spopolamento e rafforzando la vocazione
della città come luogo di residenza e lavoro.
In sintesi, il progetto "Venice Impact Hub" rappresenta
una proposta concreta per la rigenerazione urbana sostenibile,
valorizzando il patrimonio esistente, promuovendo
la sostenibilità ambientale, supportando l'innovazione
e l'imprenditorialità, e contribuendo alla coesione
sociale e alla qualità della vita urbana. Questo approccio
integrato offre un modello replicabile per altre iniziative di
sviluppo sostenibile, contribuendo a costruire un futuro
più resiliente e inclusivo per Venezia e le sue comunità.
185
Bibliografia
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• variante del PRG per la città antica, appendice 1 (2023), comune di Venezia
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• "Impact Hub Report"(2023), Impact Hub Network
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• Manzini, E. (2015), Design, when everybody designs: An introduction to design for social innovation, MIT Press.
186
187
188
Università IUAV di Venezia
Venice Impact Hub
studente: Michele Torlaschi
matricola: 296858
relatore: arch. Sergio Pascolo
L'Impact Hub Network è una rete globale di spazi di
co-working e incubatori per imprenditori sociali e innovatori,
con 110 sedi in 67 città. Dal 2012, ha generato
oltre 55.000 posti di lavoro e fondato più di 15.000
aziende. La tesi presenta un progetto per un Impact
Hub a Venezia, nell’area dei gasometri di Dorsoduro,
ex-Italgas, suddiviso in due parti: "Compass Learning
Cities" e "Venice Impact Hub". La prima parte esplora
il Learning Cities Network dell'UNESCO e il New European
Bauhaus (NEB), che promuove design, sostenibilità
e innovazione. La seconda parte dettaglia il
progetto dell’Impact Hub a Venezia, mirato a rigenerare
l'area dei gasometri, attirare talenti globali e rivitalizzare
la vita comunitaria. Il progetto integra soluzioni
sostenibili e prevede la rigenerazione di edifici esistenti
e la costruzione di un nuovo padiglione, con spazi per
co-working, eventi culturali e attività ricreative. Questo
approccio mira a invertire la tendenza allo spopolamento
e a rafforzare la vocazione abitativa di Venezia.