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Venice Impact Hub

L'Impact Hub Network è una rete globale di spazi di co-working e incubatori per imprenditori sociali e innovatori, con 110 sedi in 67 città. Dal 2012, ha generato oltre 55.000 posti di lavoro e fondato più di 15.000 aziende. La tesi presenta un progetto per un Impact Hub a Venezia, nell’area dei gasometri di Dorsoduro, ex-Italgas, suddiviso in due parti: "Compass Learning Cities" e "Venice Impact Hub". La prima parte esplora il Learning Cities Network dell'UNESCO e il New European Bauhaus (NEB), che promuove design, sostenibilità e innovazione. La seconda parte dettaglia il progetto dell’Impact Hub a Venezia, mirato a rigenerare l'area dei gasometri, attirare talenti globali e rivitalizzare la vita comunitaria. Il progetto integra soluzioni sostenibili e prevede la rigenerazione di edifici esistenti e la costruzione di un nuovo padiglione, con spazi per co-working, eventi culturali e attività ricreative. Questo approccio mira a invertire la tendenza allo spopolamento e a rafforzare la vocazione abitativa di Venezia.

L'Impact Hub Network è una rete globale di spazi di
co-working e incubatori per imprenditori sociali e innovatori,
con 110 sedi in 67 città. Dal 2012, ha generato
oltre 55.000 posti di lavoro e fondato più di 15.000
aziende. La tesi presenta un progetto per un Impact
Hub a Venezia, nell’area dei gasometri di Dorsoduro,
ex-Italgas, suddiviso in due parti: "Compass Learning
Cities" e "Venice Impact Hub". La prima parte esplora
il Learning Cities Network dell'UNESCO e il New European
Bauhaus (NEB), che promuove design, sostenibilità
e innovazione. La seconda parte dettaglia il
progetto dell’Impact Hub a Venezia, mirato a rigenerare
l'area dei gasometri, attirare talenti globali e rivitalizzare
la vita comunitaria. Il progetto integra soluzioni
sostenibili e prevede la rigenerazione di edifici esistenti
e la costruzione di un nuovo padiglione, con spazi per
co-working, eventi culturali e attività ricreative. Questo
approccio mira a invertire la tendenza allo spopolamento
e a rafforzare la vocazione abitativa di Venezia.

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Michele Torlaschi

Venice Impact Hub

Learning cities


Università IUAV di Venezia

Venice Impact Hub

studente: Michele Torlaschi

matricola: 296858

relatore: arch. Sergio Pascolo

La copertina di questa relazione di tesi utilizza i colori dei quattro principi chiave alla base del libro "Learning City Compass",

anch'esso parte integrante della tesi. Le onde rappresentate simboleggiano innovazione, bellezza, transdisciplinarità

e futurabilità che si infrangono le une contro le altre unendosi. Il richiamo alle onde fa riferimento alle acque della laguna di Venezia,

che costituisce l'oggetto principale della ricerca di tesi. Questa scelta grafica non solo richiama i principi fondamentali del

"Learning City Compass", ma sottolinea anche il legame con l'ambientazione veneziana, enfatizzando l'interconnessione tra teoria e contesto locale.

2


3


Indice

1. Venezia Learning City .......................................................................................................................... 6

9. Intenzioni progettuali .......................................................................................................................... 109

2. Abstract ................................................................................................................................................ 8

3. Cartografia storica .............................................................................................................................. 11

4. Pianificazione Generale ...................................................................................................................... 29

5. Aree d’interesse .................................................................................................................................. 43

- Area Marittima .........................................................................................................................

Normativa comunale .................................................................................................................

Progetti .....................................................................................................................................

45

47

48

- Area ex cantieri ACTV ............................................................................................................

Normativa comunale .................................................................................................................

Progetti .....................................................................................................................................

53

55

57

- Area ex Italgas ........................................................................................................................

Normativa comunale .................................................................................................................

Progetti .....................................................................................................................................

61

63

64

6. Analisi urbana ...................................................................................................................................... 75

7. Analisi del contesto ............................................................................................................................ 85

8. Riferimenti progettuali ........................................................................................................................ 97

4


10. Ipotesi progettuali ............................................................................................................................... 119

12. Bibliografia ........................................................................................................................................... 186

11. Progetto ................................................................................................................................................ 123

- Ex gasometro 1 ........................................................................................................................ 135

- Ex gasometro 2 ........................................................................................................................ 139

- Accoglienza ............................................................................................................................. 143

- Formazione .............................................................................................................................. 147

- Biblioteca e cucine sociali ...................................................................................................... 151

- Orti sociali ................................................................................................................................ 155

- Foresteria Nord ........................................................................................................................ 159

- Foresteria Sud ......................................................................................................................... 163

- Coworking e ristoro ................................................................................................................ 167

- Fonti rinnovabili ...................................................................................................................... 179

11. Conclusioni .......................................................................................................................................... 183

5


Venezia Learning City

Venezia è una città d’arte che offre innumerevoli opportunità

di apprendimento grazie al suo inestimabile

patrimonio culturale. Con una storia millenaria e una

ricchezza artistica senza pari, Venezia rappresenta un

ambiente ideale per l’educazione e la formazione continua.

La città ospita numerosi centri educativi, tra cui

scuole, università, biblioteche e centri culturali, che forniscono

opportunità di apprendimento per tutte le età e

tutte le classi sociali. L’Università Ca’ Foscari e l’Università

IUAV, ad esempio, sono istituzioni di eccellenza che

attraggono studenti da tutto il mondo, offrendo corsi di

laurea e programmi di ricerca in numerose discipline.

Inoltre, Venezia è un luogo unico e stimolante che facilita

l’apprendimento informale. I suoi musei, come il Museo

Correr e le Gallerie dell’Accademia, le gallerie d’arte contemporanea,

le chiese storiche e le piazze vivaci offrono

continue occasioni di scoperta della storia, dell’arte e

dell’architettura che la contraddistinguono. Ogni angolo

della città è intriso di storia e cultura, fornendo un contesto

vivace e dinamico per l’apprendimento e la scoperta.

Gli eventi culturali, come la Biennale di Venezia, offrono

ulteriori opportunità di arricchimento culturale e artistico.

Oltre a ciò, Venezia mantiene una forte connessione

con l’ambiente lagunare, che la immerge in un ecosistema

unico. Questa particolare interazione tra ambiente

naturale e urbano crea opportunità per l’apprendimento

legato alla sostenibilità ambientale, alla

gestione delle risorse naturali e alla salvaguardia del

patrimonio naturale. Programmi educativi specifici possono

concentrarsi sulla conservazione della laguna,

studiando le tecniche tradizionali di gestione delle acque

e le sfide moderne legate ai cambiamenti climatici.

La partecipazione attiva della comunità veneziana,

composta sia dagli abitanti locali che dalle organizzazioni

locali, è fondamentale nella progettazione e realizzazione

di programmi educativi e iniziative di apprendimento

che promuovono l’inclusione sociale e la

crescita collettiva. La collaborazione tra cittadini, istituzioni

educative e organizzazioni culturali può portare

alla creazione di un ambiente di apprendimento inclusivo

e partecipativo. Tuttavia, al momento, le istituzioni

sembrano disinteressate alla causa della “Learning

City” o impegnate nella risoluzione di altri problemi.

Seguendo i principi del Learning City Compass 1 , basata

su condivisione, bellezza, futuribilità e innovazione,

la città potrebbe un giorno sfruttare appieno le sue

risorse culturali, storiche e naturali per promuovere

l’apprendimento, la partecipazione e lo sviluppo sostenibile

della comunità. La partecipazione di Venezia

al network globale delle Learning Cities, promosso

dall’UNESCO, potrebbe portare a scambi di esperienze

e buone pratiche con altre città del mondo, rafforzando

ulteriormente il suo potenziale educativo.

1. “Learning City Compass”, a cura di V. Cherchi, D. Vidoni, F. Costantini, A. Eustacchi, A. Folesani, A. Ottaviani, M. Torlaschi, 2024

6


Venezia Learning City

Il lavoro di tesi fondato su questi principi rappresenta

un’opportunità per proporre una rigenerazione urbana

sostenibile. Integrando tali principi, Venezia può aspirare

a diventare un esempio globale di città che valorizza

l’apprendimento continuo e la partecipazione civica.

Questa visione, se supportata dalle istituzioni e dalla

comunità, potrebbe guidare Venezia verso una

nuova linfa vitale, mantenendo al contempo la forte

identità che ha sempre caratterizzato la città.

7


Abstract

Impact Hub è una comunità globale di spazi di co-working

e incubatori che supportano imprenditori sociali e innovatori.

Gli Impact Hub, ad oggi, sono 110 in 67 città del

mondo e offrono un ambiente di lavoro collaborativo per

coloro che vogliono sviluppare progetti e iniziative che

generino un impatto positivo sulla società e sull’ambiente.

Dal 2012, gli Impact Hub hanno generato più di 55000

nuovi posti di lavoro e fondato più di 15000 aziende 2 .

Questo lavoro di tesi presenta il progetto di

un Impact Hub a Venezia, nell’area dei gasometri

di Dorsoduro denominata ex-Italgas.

La tesi si articola in due sezioni: il “Compass

Learning Cities” e “Venice Impact Hub”.

La prima parte consiste nella redazione del “Compass

Learning Cities”, in collaborazione con altri tre gruppi

di tesi. Il Learning Cities Network 3 è un’iniziativa globale

promossa dall’UNESCO nel 2015 che invita le città

di tutto il mondo a considerare l’apprendimento come

un percorso continuo e inclusivo, che si estende oltre

i limiti dell’istruzione formale scolastica e universitaria,

accompagnando gli individui per tutta la vita. Il Compass

è strutturato in quattro sezioni principali. La prima

sezione fornisce una cornice teorica, con l’obiettivo

di definire i paradigmi che regolano le Learning Cities

e le Creative Cities, oltre a dare una panoramica delle

attività promosse dal New European Bauhaus. Il New

European Bauhaus (NEB) è un’iniziativa creativa e interdisciplinare

lanciata dalla Commissione Europea nel

2020. Il suo scopo è coniugare il design, la sostenibilità,

l’accessibilità e l’innovazione per trasformare gli spazi

di vita e lavoro in Europa in coerenza con l’Agenda

2030 e l’obiettivo del raggiungimento della neutralità

climatica nel 2050. La seconda sezione si concentra

sulla definizione di un Compass delle Learning Cities,

inteso come guida per la fase di progettazione. Questo

Compass si ispira al modello del NEB 4 e individua

parole chiave che vengono illustrate con esempi pratici

e domande guida per aiutare nella progettazione individuale.

Nella terza sezione, vengono approfonditi alcuni

progetti realizzati in casi studio di Learning Cities selezionate,

mettendo in evidenza quelle che si distinguono

per le loro caratteristiche virtuose e ispiratrici. La quarta

sezione infine è una riflessione su Venezia, esplorando

se può essere considerata una Learning City o una

Learning Lagoon. In questa parte vengono offerti spunti

sulla situazione attuale della città e sulle sue potenziali

possibilità future di entrare a far parte del network.

Il Compass sulle Learning Cities e i valori e principi NEB,

basato su tre parole chiave, sono alla base del tema e del

progetto di questa tesi. Beautiful, Sustainable, Together,

quindi Bello, Sostenibile e Insieme sono i tre valori essenziali

su cui si fonda il NEB. Il primo valorizza la bellezza e

il design degli spazi, migliorando la qualità dell’esperienza

oltre la semplice funzionalità; il secondo, promuove

obiettivi climatici, la circolarità, la riduzione dell’inquinamento

e il supporto alla biodiversità, puntando a un im-

2. Impact Report 2022-2023, ecosystem for change

3. UNESCO Global Network of Learning Cities, https://www.uil.unesco.org/en/learning-cities

4. The New European Bauhaus Compass

8


Abstract

patto ambientale positivo; il terzo, sostiene la diversità e

l’uguaglianza, garantendo che gli spazi siano accessibili

e convenienti per tutti, favorendo l’integrazione sociale.

La seconda parte della tesi è il progetto di un Impact

Hub come opportunità di rigenerazione urbana

dell’area dei gasometri area Ex Italgas.

L’Impact Hub Network 5 è una rete internazionale

di spazi di co-working e incubatori che offrono

sostegno a imprenditori sociali e innovatori.

È stato scelto di proporre un Impact Hub a Venezia per

diverse ragioni. La prima, per attirare l’interesse di imprenditori

e investitori da tutto il mondo e di conseguenza

posti di lavoro legati all’innovazione quindi dedicati

in particolare ai giovani che potrebbero diventare nuovi

residenti. Essendo un crocevia di culture e scambi commerciali,

la città offre l’opportunità di creare una rete internazionale

di contatti per Impact Hub, facilitando collaborazioni

globali. Inoltre, la consapevolezza ambientale

della città, vulnerabile agli effetti del cambiamento climatico,

che potrebbe renderla particolarmente ricettiva

a iniziative sostenibili promosse da Impact Hub. Inoltre,

Impact Hub potrebbe collaborare con istituzioni culturali

locali, università e organizzazioni no-profit favorendo

l’integrazione di Impact Hub nella comunità veneziana

e aumentare le opportunità di collaborazione e co-creazione.

Venezia, che oggi attrae solo turisti avrebbe l’opportunità

di coinvolgere una varietà di risorse e attrarre

talenti internazionali interessati a lavorare in un ambiente

stimolante e unico come quello offerto da Impact Hub

al fine di riattivare la città dei residenti e la vita comunitaria.

Infine, l’area dei gasometri è assolutamente strategica

per l’Impact Hub, sia per l’accessibilità dalla città

insulare lagunare che per tutta l’area metropolitana.

La tesi si articola in diverse parti, un’analisi del contesto

urbano, l’analisi delle esigenze della comunità

locale, la traduzione di intenti, attraverso il progetto.

L’analisi storico normativa di tre porzioni di Venezia, ha

permesso di conoscere quelle che sono tre aree oggetto

di trasformazione urbana nella programmazione

urbanistica vigente: l’area della Marittima, l’area degli

ex cantieri ACTV e l’area dei gasometri dell’ex Italgas.

Per il progetto dell’Impact Hub si è individuata tale area

nella zona dei gasometri ex-Italgas, è stata condotta

un’analisi urbana che rappresenta lo status quo ed evidenzia

le potenzialità e le criticità della zona in questione.

Appurata la componente analitica sono stati analizzati

gli spazi che costituiscono gli Impact Hub esistenti e facenti

parte del network, per consentire di comprendere

gli elementi di successo e le eventuali criticità dei precedenti

Hub. Questa analisi ha fornito preziosi spunti

su come creare un ambiente di lavoro stimolante e funzionale,

ottimizzare l’uso dello spazio e integrare servizi

essenziali per supportare imprenditori e innovatori.

5. Impact Hub Network, https://impacthub.net/

9


Abstract

Il progetto è pensato, in linea con i principi NEB, cercando

quindi di conservare il più possibile i manufatti

esistenti di archeologia industriale e allo stesso tempo

di conservare nella misura massima lo spazio naturale

come prezioso polmone verde per il Sestiere di

Dorsoduro ma anche per tutta la città. Il progetto prevede

la rigenerazione dei blocchi preesistenti nel lotto,

e la realizzazione di un nuovo edificio/padiglione. Gli

edifici rigenerati compresi i due gasometri sono pensati

per ospitare una varietà di attività, tra cui spazi di

co-working, uffici stabili e temporanei, sale conferenze,

un auditorium, aule per la formazione, una piccola biblioteca,

cucine e orti sociali, eventi culturali e laboratori.

L’edificio nuovo, è generato secondo un principio

di reiterazione geometrica dei Gasometri presenti sul

sito e la cui forma circolare e compatta garantisce alte

prestazioni in termini termici, energetici e distributivi;

inoltre, si sviluppa secondo un approccio incrementale,

che permette una flessibilità adattativa, assicurando

che ogni intervento risponda alle esigenze crescenti

dell’organizzazione e della comunità e mantenga l’equilibrio

ecologico ed economico, creando un modello

replicabile per altre iniziative di sviluppo sostenibile.

circostanti. Il parco diventa luogo di aggregazione sociale,

attività ricreative e culturali, stimolando la coesione

comunitaria e contribuendo al benessere degli abitanti.

Il progetto integra soluzioni tecnologiche come

pannelli solari e sistemi per la raccolta delle

acque piovane che garantiscono un apporto

di risorse energetiche e idriche all’utenza.

La tesi propone un progetto delineato dai principi di sostenibilità

urbana e sociale promossi dal NEB ed applicati

alle Learning City, con soluzioni che rispondono alle

sfide contemporanee del cambiamento climatico e della

coesione sociale con l’obiettivo ultimo, grazie all’attrazione

di nuove economie e nuovi residenti, di contribuire

a rafforzare la vocazione di città abitata e proiettata

nel futuro e di invertire la tendenza allo spopolamento.

Una componente fondamentale del progetto è la rigenerazione

dello spazio vuoto come grande parco urbano

al cui interno sono presenti tutti gli edifici preesistenti

del lotto. Gli edifici sono pensati come padiglioni in

diretta comunicazione e interazione con gli spazi verdi

10


11

Cartografia

storica


Cartografia storica

Il primo capitolo di questo volume va ad analizzare

i principali cambiamenti che hanno caratterizzato

l’evoluzione morfologico-urbana dell’isola di Venezia

attraverso un'analisi della cartografia storica.

Lo studio delle mappe storiche riveste un ruolo

di grande importanza nella comprensione dell’evoluzione

storica di zone specifiche, soprattutto

nel caso di una città caratterizzata da importanti

mutazioni come Venezia. Questi strumenti forniscono

una prospettiva visiva e spaziale delle trasformazioni

urbanistiche, architettoniche e geografiche

che si sono susseguite nel corso del tempo.

Nel caso “fortunato” e ben documentato di Venezia,

ci sono pervenute un gran numero di mappe

e piante prospettiche sempre più accurate e dettagliate

che agevolano una lettura evolutiva della

città. Attraverso le mappe, è possibile tracciare la

crescita della città, individuare nuovi quartieri e

osservare la costruzione di elementi chiave come

ponti, canali ed edifici. Questo approccio offre una

rappresentazione tangibile dei cambiamenti nell’architettura,

rivelando stili distinti, l’edificazione di

monumenti e la demolizione di strutture storiche.

Inoltre, le mappe storiche svelano le dinamiche politiche

ed economiche di un’area. Fortificazioni, rotte

commerciali e zone industriali rappresentate sulle

mappe forniscono indicazioni sulla situazione geopolitica

ed economica di un determinato periodo.

La rilevanza delle mappe storiche si estende anche

alla comprensione dei cambiamenti geografici,

in particolar modo in città costiere come Venezia,

evidenziando modifiche nella linea costiera, nei livelli

del mare e nelle aree a rischio di inondazioni.

Culturalmente, invece, le mappe rivelano luoghi

di significato come piazze, chiese e musei,

offrendo una finestra su come la società

e la cultura si sono sviluppate nel tempo.

Questo approccio è prezioso anche per la pianificazione

urbana contemporanea, fornendo informazioni

utili per la gestione sostenibile e la conservazione

del patrimonio. In definitiva, le mappe

storiche si configurano come autentiche testimonianze

visive della storia di una città, collegando il

presente al passato e contribuendo alla comprensione

profonda di un luogo e della sua identità.

Il periodo analizzato ai fini di questo lavoro di tesi

va dal 1500 fino ai primi decenni del 1900. Nelle

pagine seguenti sono riportate una selezione

di mappe storiche e piante prospettiche che ben

testimoniano le principali evoluzioni urbanistico-architettoniche

avvenute sull’isola di Venezia

negli ultimi quattro secoli e che hanno porta-

12


Cartografia storica

to al consolidamento del tessuto urbano odierno.

L’isola di Venezia, con la sua complessa

rete di canali, ponti e calli, ha subito notevoli

trasformazioni urbanistiche dal 1500 ad

oggi, ognuna delle quali riflette i cambiamenti

socioeconomici, politici e ambientali della città.

È interessante accorpare queste trasformazioni

urbane in due macro periodi: prima dell’industrializzazione

e dopo l’industrializzazione. L’avvento

dell’industrializzazione, ai fini di comprendere meglio

la diversità di intenti e necessità, deve necessariamente

costituire lo spartiacque di questa analisi.

Durante i secoli XVI e XVII, Venezia attraversò un

periodo di significativi cambiamenti urbanistici e di

bonifica che contribuirono a plasmare l’aspetto e la

funzionalità della città lagunare. Questi interventi

furono motivati da diverse necessità, tra cui la gestione

delle acque, lo sviluppo urbano, la difesa e

il potenziamento delle infrastrutture portuali. Uno

degli aspetti centrali di questo periodo fu la bonifica

delle terre circostanti, essenziale per mantenere

salubri le aree abitate. Il Canale dei Marani

rappresentò un esempio importante di intervento

di bonifica. Questo canale, costruito per migliorare

il drenaggio delle terre e prevenire le acque

stagnanti, contribuì significativamente alla salute

pubblica e all’ambiente lagunare. Parallelamente

alla bonifica, Venezia vide un’intensa attività

di sviluppo urbano. Il Rialto divenne il fulcro del

commercio veneziano, e nel 1591 fu completato il

Ponte di Rialto, sostituendo una struttura più antica

e facilitando notevolmente il flusso di persone

e merci tra le sponde del Canal Grande. Questo

evento non solo migliorò la mobilità urbana ma anche

stimolò l’espansione delle attività commerciali

nella zona (già visibile in fig.1). L’edificazione di

nuove chiese e palazzi fu un altro segno tangibile

di crescita e prosperità. Architetti rinomati come

Andrea Palladio e Baldassare Longhena contribuirono

con opere prestigiose come la Chiesa del

Redentore e la Basilica di Santa Maria della Salute,

aggiungendo bellezza e funzionalità alla città.

La necessità di difendersi dalle minacce esterne

portò alla costruzione di nuove fortificazioni.

Queste strutture difensive non solo

garantirono la sicurezza della città ma anche influenzarono

l’urbanistica circostante, con la creazione

di nuovi quartieri residenziali e commerciali.

Infine, l’incremento del commercio e delle attività

portuali richiese la modernizzazione delle infrastrutture

portuali stesse. Nuovi moli, banchine e

magazzini furono costruiti lungo la Riva degli Schiavoni

e altre aree portuali, migliorando l’efficienza e

la capacità di gestire il crescente traffico marittimo.

Ci sono poi zone che hanno subito modificazioni

consistenti e ben visibili dalla consultazione delle

mappe storiche. Un importante esempio è costitu-

13


Cartografia storica

fig.1, Veduta di Venezia, Jacopo de’ Barbari, 1500

14


Cartografia storica

fig.2, Pianta prospettica della città, Giovanni Andrea Vavassor, 1525 ca

15


Cartografia storica

fig.3, Pianta prospettica della città e delle lagune, Paolo Forlani, 1566

16


Cartografia storica

ito dalla l’area di Santa Marta, conosciuta anche

come ex Campo di Marte. Questa zona è caratterizzata

da una storia ricca di trasformazioni e

adattamenti che riflettono l’evoluzione urbanistica

della città; la vediamo comparire nella pianta di

T.Ettling, del 1825 (fig.7). Situata nell’angolo occidentale

di Venezia, questa zona ha subito cambiamenti

significativi nel corso dei secoli, rispecchiando

le diverse esigenze funzionali della città.

La zona venne bonificata, alla fine del periodo della

Repubblica di Venezia; il Campo di Marte appariva

come una vasta area aperta destinata a esercitazioni

militari e manovre. Il nome stesso “Campo di

Marte” richiama Marte, il dio romano della guerra,

indicando chiaramente la funzione bellica del luogo.

Con il passaggio di Venezia sotto il controllo napoleonico

e poi austriaco, l’area di Santa Marta vide

un cambiamento nella sua destinazione d’uso, poiché

le esigenze militari diminuirono progressivamente.

Come si evince da fig. 9 e fig. 10 l’area ha

mantenuto invariata la propria funzione per quasi

un secolo fino all’avvento dell’industrializzazione.

Nel XIX secolo, con l’avvento dell’industrializzazione,

l’area di Santa Marta iniziò a trasformarsi

in una zona industriale e portuale.

Furono costruiti magazzini, depositi e strutture legate

all’attività portuale, segnando un’importante fase

di sviluppo commerciale e industriale per Venezia.

Tuttavia, nel XX secolo, con il declino dell’industria tradizionale,

molte di queste strutture caddero in disuso,

e l’area iniziò a mostrare segni di degrado e abbandono,

diventando una zona periferica e trascurata.

Fino all'avvento dell'industrializzazione, Venezia

non aveva subito modificazioni consistenti,

ma poi fu interessata da trasformazioni

dovute alle nuove infrastrutture ferroviarie e portuali

e alle espansioni residenziali e industriali.

Un altro tra i cambiamenti più rilevanti avvenne nella

zona della stazione ferroviaria. Con l’inaugurazione

del Ponte della Libertà nel 1846 (fig.9), Venezia

fu collegata alla terraferma tramite un ponte ferroviario

e stradale. Questo ponte, lungo circa quattro

chilometri, rappresentò una svolta nella connettività

della città, facilitando il trasporto di persone e

merci. La costruzione della Stazione di Santa Lucia

(1861), divenne un nodo centrale per il trasporto,

trasformando l’area circostante in un punto di ingresso

principale per la città. L’arrivo del treno cambiò

radicalmente la dinamica urbana, portando a un

incremento del traffico commerciale e turistico. La

stazione e le aree circostanti furono sviluppate per

ospitare infrastrutture logistiche, hotel e servizi per

i viaggiatori, contribuendo a una significativa trasformazione

urbanistica di questa parte di Venezia.

L’industrializzazione richiese anche l’espansione

delle infrastrutture portuali e ferroviarie nella zona

di Santa Marta, riconvertendo l’area. La costruzione

di binari ferroviari fino a Santa Marta facilitò

il trasporto di merci, integrando Venezia con

la rete industriale e commerciale della terraferma.

Santa Marta, che era già una zona di attività

industriale e portuale, vide un’ulteriore espansione

delle sue capacità logistiche. Magazzini,

depositi e strutture di stoccaggio furono costruiti

per supportare le nuove esigenze commerciali.

L’area divenne un fulcro di attività economica,

contribuendo allo sviluppo industriale di Venezia.

Continuando con l'analisi delle maggiori modi-

17


Cartografia storica

fig.4, Disegno Della Pianta Di Venetia con tutti i Canalli, Rii, Chiese, Ponti, Isolette, division de sestieri. Opera nova et non piu stampata, Stefano

Scolari, 1677

18


Cartografia storica

fig.5, Pianta iconografica di Venetia, Vincenzo Coronelli, 1696

19


Cartografia storica

fig.6, Venise, J. K. Dauphin, 1725

20


Cartografia storica

ficazioni che sono avvenute a Venezia, occorre

sottolineare l'intervento di espansione avvenuto

all’Arsenale di Venezia, storico cantiere navale e

simbolo della potenza marittima della città. L’ampliamento

dell’Arsenale rispose alla necessità di

modernizzare e aumentare la capacità produttiva

per far fronte alle nuove esigenze tecnologiche e

industriali. L’Arsenale fu dotato di nuove attrezzature,

bacini di carenaggio e officine meccaniche.

Queste strutture moderne permisero una maggiore

efficienza nella costruzione e manutenzione

delle navi, rendendo l’Arsenale un punto chiave

per l’industria navale e militare di Venezia. L’espansione

dell’Arsenale influenzò significativamente

il quartiere circostante, portando a uno

sviluppo urbanistico che supportava le attività lavorative

e residenziali dei lavoratori del cantiere.

L'ultimo cambiamento urbanistico rilevante fu la

bonifica e la creazione dell’area di Sant’Elena,

una zona situata all’estremità orientale di Venezia.

Questa area fu bonificata e sviluppata per rispondere

alle esigenze residenziali e industriali

della città. La costruzione di nuovi edifici residenziali,

scuole e strutture sportive contribuì a creare

un quartiere vivibile e ben servito. Sant’Elena

divenne anche sede di attività legate alla nautica,

con la costruzione di cantieri e darsene. La zona

fu progettata con ampi spazi verdi, parchi e giardini

pubblici, offrendo un ambiente piacevole per

i residenti. Questo intervento urbanistico rappresentò

un’importante espansione del tessuto urbano

di Venezia, integrando nuove funzionalità e

migliorando la qualità della vita per i suoi abitanti.

Occorre a questo punto fare alcune considerazioni

sulla stazione Marittima, situata a nord-ovest. Questa

ha sicuramente rappresentato un altro importante

sviluppo urbanistico. La costruzione è iniziata

nel 1870 (fig.10) e prevedeva di inglobare l’isola di

Santa Chiara all’interno di un imbonimento a ferro

di cavallo esterno al campo di Marte e delimitato

da una vasta testata e da due banchine parallele.

L’area della Marittima è stata destinata alla gestione

del traffico marittimo (fig.11-12), con particolare

attenzione al crescente settore turistico. A partire

dalla seconda metà del XX secolo, Venezia ha

visto un aumento significativo nel numero di navi

da crociera che visitavano la città, richiedendo infrastrutture

adeguate ad accogliere questo flusso.

La Stazione è stata ampliata e modernizzata

per includere nuovi terminal passeggeri, banchine

più lunghe e attrezzature avanzate per

la gestione delle navi. Questi interventi hanno

permesso a Venezia di diventare uno dei principali

porti per crociere nel Mediterraneo, contribuendo

in modo significativo all’economia locale.

La Marittima non solo ha migliorato la capacità di

Venezia di gestire il traffico marittimo, ma ha anche

influenzato l’urbanistica della città. La necessità di

supportare il settore delle crociere ha portato alla

costruzione di nuove infrastrutture di trasporto e

servizi, inclusi collegamenti diretti con il Tronchetto

e il centro storico attraverso linee di vaporetto e autobus.

Questo ha reso l’area della Marittima un punto

di accesso privilegiato per i turisti, migliorando la

fruibilità e la connessione tra diverse parti della città.

Parallelamente, il Tronchetto, un’isola artificiale

situata a ovest di Venezia, è stato sviluppato

a partire dagli anni ‘60 del XX secolo. La sua

21


Cartografia storica

fig.7, Venice, T. Ettling, 1825

22


Cartografia storica

fig.8, Venice, W.B. Clarke, 1838

23


Cartografia storica

fig.9, Nuova Planimetria della città di Venezia, Bernardo e Gaetano Combatti, 1847

24


Cartografia storica

costruzione rispondeva alla necessità di creare

un’area dedicata al parcheggio e alla gestione

del traffico automobilistico, alleviando la pressione

sulla zona di Piazzale Roma, dove la circolazione

dei veicoli è estremamente congestionata.

L’isola del Tronchetto, realizzata mediante bonifica

e riempimento della laguna, è diventata un hub logistico.

Inizialmente concepito come parcheggio per i

visitatori e punto di partenza per i trasporti pubblici

verso il centro di Venezia, il Tronchetto ha visto la

costruzione di ampie aree di parcheggio, terminal

per autobus e una stazione di vaporetto. La sua posizione

strategica all’ingresso di Venezia, collegata

direttamente al Ponte della Libertà, facilita l’accesso

per i turisti e i pendolari, rendendolo un punto di

snodo essenziale per la mobilità urbana. Negli anni

successivi, l’isola del Tronchetto ha continuato a

svilupparsi, con l’aggiunta di servizi e strutture per

il turismo. Questo intervento ha permesso di decongestionare

il centro storico e ha creato un’area

funzionale moderna per gli standard dell'epoca,

migliorando la gestione del traffico e la logistica.

Si può infine dire che le trasformazioni urbanistiche

di Venezia, studiate attraverso le mappe storiche,

offrono una comprensione profonda dei cambiamenti

che hanno modellato la città nel corso dei

secoli e permettono di collegare il presente al passato,

contribuendo alla gestione sostenibile e alla

conservazione del patrimonio urbano della città.

In sintesi l’addizione del Tronchetto e della Marittima

hanno avuto un impatto significativo, secondo

la sensibilità di oggi più o meno positivo,

sull’urbanistica e sulla funzionalità di Venezia. Il

Tronchetto ha alleviato la pressione sul centro

storico, fornendo soluzioni di parcheggio e logistica,

mentre la Marittima ha potenziato la capacità

di Venezia di gestire il traffico marittimo e le

crociere, contribuendo all’economia locale e al

turismo. Entrambi gli interventi sono sorti quali risposte

a delle esigenze della città in quegli anni.

25


Cartografia storica

fig.10, Nuova pianta di Venezia, Luigi Querci, 1887

26


Cartografia storica

fig.11, Venezia (vista d’insieme), TCI, Guida d’Italia, 1920

27


Cartografia storica

fig.12, Venezia (vista d’insieme), TCI, Guida d’Italia, 1925

28


Pianificazione

generale

29


Pianificazione generale

In questo secondo capitolo viene analizzata la

pianificazione generale del comune di Venezia.

Analizzare l’evoluzione della pianificazione generale,

oltre alle mappe storiche 6 , è fondamentale per

comprendere a fondo il contesto urbano di una città

complessa e unica come Venezia. Questa duplice

analisi permette di avere una visione integrata

e completa delle dinamiche che hanno plasmato la

città nel corso del tempo, seppur gli strumenti urbanistici

siano previsti da relativamente poco tempo.

Ai fini di questo lavoro di tesi, l’analisi

delle previsioni urbanistiche è stata fondamentale

per capire i vincoli le trasformazioni previste per le

diverse zone di Venezia isola. Questo e la successiva

analisi della normativa specifica e attuativa hanno

consentito di individuare le aree idonee ad intervenire

con un progetto di rigenerazione urbana.

Per quanto riguarda gli strumento urbanistici previsti

dall’amministrazione comunale di Venezia, considereremo

principalmente il PRG 7 e il PAT 8 , in quanto

riportano le direttive principali per la tutela e la

regolazione dell’attività urbanistica sul suolo comunale.

Il Piano Regolatore Generale (PRG) del 1959 per Venezia

rappresentava un documento fondamentale per la

pianificazione urbana della città. Uno degli obiettivi principali

del piano era la conservazione del centro storico,

ponendo un forte accento sulla preservazione del patrimonio

storico e architettonico. Il PRG limitava le nuove

costruzioni nel centro storico e incentivava il restauro e

la manutenzione degli edifici esistenti, riconoscendo l’importanza

di mantenere intatta l’identità storica della città.

Il piano prevedeva anche il potenziamento delle infrastrutture

di trasporto, sia via acqua che via terra, per

migliorare l’accessibilità e la mobilità all’interno della

città e con la terraferma. Inoltre, delineava aree specifiche

per lo sviluppo residenziale e industriale, con

l’intento di decongestionare il centro storico e promuovere

una crescita equilibrata nelle aree periferiche.

Un altro aspetto fondamentale del PRG del 1959 era

la tutela dell’ambiente lagunare. Il piano includeva misure

per la protezione dell’ecosistema della laguna,

con interventi mirati al controllo dell’inquinamento e

alla gestione delle acque, riconoscendo l’importanza

di un ambiente sano per il benessere della città.

Il PRG riconosceva inoltre l’importanza del turismo per

l’economia di Venezia e includeva strategie per sviluppare

infrastrutture turistiche, come hotel e strutture ricettive,

in modo sostenibile. Parallelamente, il piano promuoveva

la creazione e la manutenzione di aree verdi e spazi

pubblici, per migliorare la qualità della vita dei residenti.

In sintesi, il PRG del 1959 rappresentava una visione

a lungo termine per lo sviluppo sostenibile e la tute-

6. Mappe storiche di Venezia, http://www.archiviodistatovenezia.it/mappe

7. Piano Regolatore Generale del comune di Venezia, https://www.comune.venezia.it/it/content/prg-comune-venezia-0

8. Piano di Assetto del Territorio del comune di Venezia, https://www.comune.venezia.it/it/content/pat-piano-assetto-territorio

30


Pianificazione generale

la della città di Venezia, cercando di bilanciare le esigenze

di conservazione del patrimonio storico con

quelle di modernizzazione e sviluppo economico.

Lo strumento urbanistico redatto nel 1959 si compone

di diversi elaborati grafici tra cui : uno schema regionale,

uno con alcuni dati statistici a livello regionale,

la rete di viabilità principale e zonizzazione su terraferma,

sull’intero territorio comunale, e di Venezia storica.

Nelle tavole 1,2,3 della zonizzazione

e viabilità di Venezia storica (fig.13),

sono evidenziate le principali attrezzature pubbliche

esistenti e di progetto previste per Venezia storica.

È interessante analizzare il progetto previsto nella

zona del sestiere di Santa Marta a ridosso del canale

della Scomenzera, il cosiddetto “punto franco” 9 , che

vedeva la previsione di un centro direzionale (fig.14).

Il Quartiere Direzionale era caratterizzato da un sistema

viario costituito da due circuiti automobilistici, che

seguono un modello di due triangoli opposti al vertice,

con traffico a doppio senso su ogni strada, eccetto per

l’anello di Piazzale Roma. Le strade di immissione ai

parcheggi si diramavano dai vari rami dei circuiti, garantendo

un’ampia copertura del quartiere per l’accesso

automobilistico. I parcheggi, supportati da un garage

con una capacità di 1500 auto situato vicino al Silo,

erano stati dimensionati per ospitare circa 3000 veicoli.

Un’area esclusivamente pedonale era prevista lungo

la mediana del triangolo verso la Giudecca e in direzione

di Piazzale Roma. In questa zona, erano previste

banche, uffici postali e telegrafici, una borsa merci,

bar e negozi, riflettendo il carattere della zona. Il percorso

pedonale era reso facilmente accessibile dalle

aree di parcheggio tramite portici negli edifici circostanti.

Il Quartiere Direzionale avrebbe dovuto ricoprire

una superficie di circa 24,8 ettari, divisa in

due parti con differenti indici di fabbricabilità.

La prima parte, adiacente al tessuto edilizio antico e

coprente 4,5 ettari, prevedeva un indice di fabbricabilità

di 70.000 mc/ha. La seconda parte, più lontana dal

tessuto antico e meglio servita dalla viabilità automobilistica,

ne prevedeva invece uno di 100.000 mc/ha.

Per quanto riguarda l’altezza degli edifici, vennero tenuti

in considerazione alcuni criteri fondamentali: alcuni

edifici, situati in specifiche aree del piano particolareggiato,

potevano raggiungere un’altezza di 8

piani oltre al piano terreno, con un massimo di 30 metri.

Non era previsto un rapporto rigido tra area coperta e

area scoperta, permettendo una maggiore flessibilità

nell’uso dei piani terreni e l’installazione di impianti

tecnici moderni per garantire condizioni igieniche adeguate.

La distanza tra edifici consisteva nella semisomma

dell’altezza degli edifici stessi meno tre metri.

In sintesi, il progetto per il Quartiere Direzionale

è pensato per un’efficace integrazione tra viabi-

9. Relazione PRG 1959, comune di Venezia

31


Pianificazione generale

fig.13, PRG, tavola 1-2-3, 1959

32


vPianificazione generale

fig.14, PRG, zoom della tavola 1, 1959

33


Pianificazione generale

lità automobilistica e aree pedonali, supportato da

adeguate infrastrutture di parcheggio e servizi, ma

purtroppo con poca attenzione alla conservazione

del tessuto edilizio antico e alla preservazione del

valore storico architettonico intrinseco dell’area.

Occorre ora parlare del Piano di Assetto del Territorio.

Questo è un documento strategico fondamentale che

traccia le linee guida per uno sviluppo sostenibile del

territorio. A Venezia, include misure per la protezione

dell’ecosistema lagunare, la promozione del turismo

sostenibile e la preservazione del patrimonio culturale.

Il piano si compone di sette tavole grafiche 10 così divise:

1. La Tavola 1 - Carta dei Vincoli e della Pianificazione

Territoriale (fig.15) è una mappa informativa che mostra

le aree del territorio e gli edifici soggetti a vincoli

imposti da leggi e normative diverse. Essa comprende

anche le principali prescrizioni derivanti dalla pianificazione

superiore in vigore. Questa carta è dinamica

e viene aggiornata per riflettere i cambiamenti e le

nuove normative che influenzano l’uso del territorio.

2. La Tavola 2 - Carta delle Invarianti (fig.16), indica

le aree del territorio che il PAT ritiene poco modificabili

a causa del loro valore intrinseco o per

l’intenzione di valorizzarle ulteriormente. Queste

aree sono importanti dal punto di vista paesaggistico,

ambientale, storico e monumentale.

3. La Tavola 3 - Carta delle Fragilità (fig.17) mette in luce

le diverse condizioni del suolo in relazione alla loro

edificabilità, considerando aspetti come l’idrogeologia

e il rischio di dissesto idraulico. La carta evidenzia

anche elementi del territorio con criticità ambientali

o paesaggistiche, come corsi d’acqua, arenili e piccole

aree umide che necessitano di valorizzazione.

4. La Tavola 4 - Carta della Trasformabilità rappresenta

le strategie di trasformazione del territorio in

modo coerente, per favorire lo sviluppo socio-economico

mentre si tutelano e valorizzano gli elementi

di pregio ambientale, paesaggistico, architettonico

e storico. Questa tavola è suddivisa in tre parti:

• Elaborato 4a - Carta delle Trasformabilità (fig.18)

• Elaborato 4b - Carta delle Trasformabilità:

Valori e Tutele (fig.19)

• Elaborato 4c - Ambiti Territoriali Omogenei (fig.20

5. Tavola 5 - Carta degli Ambiti di Urbanizzazione Consolidata

(fig.21). Questa variante del PAT è in linea

con le disposizioni regionali della L.R. 14/2017,

che mirano a contenere il consumo di suolo.

Queste tavole offrono una base dettagliata per attuare

le strategie del PAT, consentendo una gestione

sostenibile e responsabile del territorio di Venezia.

10. elaborati di progetto del PAT di Venezia, https://www.comune.venezia.it/it/content/gli-elaborati-progetto-aggiornamento-2020

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fig.15, PAT di Venezia, Tavola 1: Carta dei Vincoli e della Pianificazione Territoriale, 2020

35


fig.16, PAT di Venezia, Tavola 2: Carta delle Invarianti, 2020

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fig.17, PAT di Venezia, Tavola 3: Carta delle Fragilità, 2020

37


fig.18, PAT di Venezia, Tavola 4a: Carta delle Trasformabilità, 2020

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fig.19, PAT di Venezia, Tavola 4b: Carta delle Trasformabilità: Valori e Tutele - Rete Ecologica, 2020

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fig.20, PAT di Venezia, Tavola 4c: Ambiti Territoriali Omogenei (ATO), 2020

40


fig.21, PAT di Venezia, Tavola 5: Carta degli ambiti di urbanizzazione consolidata, 2020

41


Pianificazione generale

Ai fini di questa ricerca di tesi è interessante andare

ad analizzare l’area di Santa Marta e più

nello specifico l’area ex Italgas che ricorre in

svariate previsioni urbanisiche (ne parleremo nei prossimi

capitoli dedicati) e dal carattere potenzialmente

rigenerativo per l’intera porzione di città adiacente.

Dalla carta dei vincoli si può notare come non vi siano

vincoli di tipo monumentale (D.Lgs.42/2004) ad eccezione

dell’ex cotonificio veneziano e dell’ex convento delle

Terese di Santa Marta. Entrambi gli edifici hanno subito

restauri negli anni ‘90 e oggi fanno parte delle strutture

accademiche di proprietà dell’Università IUAV di Venezia.

Un altro particolare interessante che emerge nell’analisi

della prima tavola è l’appartenenza dell’area prospiciente

il canale della Scomenzera e della Giudecca del

sestiere di Dorsoduro, da San Basilio fino a Santa Marta,

alla giurisdizione dell’Autorità portuale di Venezia.

Per quanto riguarda le invarianti di natura storico -

monumentale presenti all’interno del nucleo storico

(tav.2), notiamo che risultano tutelati in quanto manufatti

di archeologia industriale, l’ex cotonificio veneziano

e l’intero lotto dove sorgeva l’ex officina gas

Santa Marta 11 e l’ex convento delle Terese che anche

in questo caso ha apposto un vincolo di tutela,

in quanto luogo di interesse storico-monumentale.

che attraversa la parte settentrionale dell’isola attraversando

il bacino della Marittima, questa rappresenta siti

inquinati di interesse Nazionale. Risulta invece una zona

ad inquinamento localizzato, l’area ex Italgas per la funzione

ricoperta come officina e stock di materiali sensibili.

In tempi più recenti all’aggiornamento

delle tavole del PAT, sono stati avanzati

diversi progetti di bonifica dei suoli in questione.

Passiamo ora a considerare

la tavola delle trasformabilità, che

evidenzia gli aspetti più rilevanti in relazione alla possibilità

di realizzazione del potenziale dell’area analizzata.

Come si osserva, la zona, risulta inserita all’interno

del perimetro delle aree idonee per interventi

diretti al miglioramento della qualità urbana

e territoriale e allo stesso tempo è riconosciuta

come area di riqualificazione e/o riconversione.

Per concludere le ultime tre tavole riguardanti

la rete ecologica, gli ambiti territoriali omogenei e

quelli di urbanizzazione consolidata, vedono l’intera

isola di Venezia rientrare nella stessa tipologia.

Un altro aspetto importante è evidenziato dalla carta

delle fragilità; in questa tavola risulta evidente una linea

11. Ex Officine Gas Santa Marta a Venezia, Variante progetto bonifica suoli approvato con Decreto N. 35/2015

42


43

Aree di

interesse


Aree d’interesse

Piano Particolareggiato 2 Piano Particolareggiato 10

Piano Particolareggiato 5

fig.22, Selezione delle aree d’interesse nella variante del “Piano Regolatore Generale”

Per il lavoro di tesi, sono state selezionate tre aree

specifiche della variante al Piano Regolatore Generale in

base al loro potenziale di rigenerazione urbana e in linea con

le previsioni degli strumenti urbanistici comunali di Venezia.

Questa scelta è stata guidata da un'analisi delle caratteristiche

morfologiche e delle dinamiche socio-economiche

delle diverse zone della città, nonché

dalle direttive contenute nei piani urbanistici locali.

Le tre aree individuate rappresentano nodi cruciali per

la trasformazione sostenibile

e integrata del tessuto urbano veneziano.

La prima area è situata alla stazione

Marittima (p.p.2), un sito destinato a funzioni portuali,

con particolare attenzione alla gestione del traffico

passeggeri. La seconda area scelta si trova nell'ex

cantiere ACTV (p.p.10), dove è prevista la realizzazione di

spazi ad uso prevalentemente residenziale. Infine, la

terza area è situata nel quartiere di Santa Marta, una

zona storicamente industriale che presenta significative

opportunità per il recupero e la riconversione (p.p.5).

Come riscontrato in precedenza nell'analisi

del PRG è evidente come queste aree, se

opportunamente rigenerate, possano contribuire significativamente

alla crescita economica e sociale di Venezia,

valorizzando il patrimonio storico e culturale della città.

44


Area Marittima

45


Area Marittima

fig.23, Zoom della variante del “Piano Regolatore Generale” approvato con DPR 17/12/1962, 22/02/1963

46


Area Marittima

Nelle “Norme Tecniche” 12 , all’art.1, si stabilisce l’oggetto,

lo scopo e la validità delle norme relative

all’attuazione del Piano Regolatore Generale, focalizzando

l’attenzione sulla città antica delimitata dalla

tavola contrassegnata con B0 in scala 1:3.550.

Tali norme prevalgono su eventuali disposizioni incompatibili

o divergenti dei piani regolatori o dei regolamenti

comunali riguardanti la stessa materia.

La disciplina urbanistica della città antica, derivante

dal Piano Regolatore Generale e dalle norme in oggetto,

mira a salvaguardare l’identità culturale dell’insediamento

veneziano, assicurando la continuità

del rapporto tradizionale con l’ambiente lagunare e

conservando i caratteri storici della città antica. Gli

obiettivi comprendono anche l’individuazione delle

modifiche necessarie a garantire la vitalità della città

antica nelle sue condizioni attuali e il suo adeguato

inserimento nella nuova realtà urbana e territoriale.

La disciplina riconosce le regole di conformità che hanno

guidato lo sviluppo storico dell’insediamento, prescrivendo

la conservazione di queste caratteristiche attraverso

la manutenzione, il restauro e la reintegrazione

degli elementi fisici. Prevede inoltre la congruenza degli

usi moderni con le caratteristiche storiche. Inoltre, la trasformazione

degli elementi aggiunti di recente e la costruzione

di nuovi è prevista per garantire la vivibilità e la

funzionalità della città nel contesto moderno. Gli obiettivi

delineati fungono anche da criterio ermeneutico per l’interpretazione

del regolamento urbanistico in questione.

L’obiettivo generale per la Marittima 13 è quello di destinare

l’area a funzioni portuali, con particolare attenzione

alla gestione del traffico passeggeri. Si prevede

inoltre di ospitare infrastrutture funzionali alle

attività portuali, migliorando il collegamento con la città,

nel rispetto delle necessarie misure di sicurezza.

Per quanto riguarda le trasformazioni fisiche e funzionali,

viene mantenuto il collegamento ferroviario attraverso

il ponte esistente, con diramazioni adattate alle

future sistemazioni. Il collegamento stradale con l’isola

del Tronchetto viene mantenuto, con possibilità di modifiche.

È previsto il passaggio del percorso “navetta”

da Piazzale Roma al Tronchetto, con fermate intermedie

per servire l’isola di Marittima. Si sta valutando

l’inserimento di una stazione della metropolitana.

Le attività consentite sono la gestione del traffico

passeggeri, la pesca e le attività ittiche, la nautica

da diporto, i servizi commerciali, la ricettività, la

gestione, gli uffici pubblici, i servizi pubblici e le infrastrutture

di collegamento e di parcheggio. Possono

essere ammesse funzioni diverse se esistenti

alla data di approvazione del P.R.G. (9.11.1999).

È prevista la realizzazione di un’autorimessa pubblica

o vincolata ad uso pubblico in diretta connessione

con la rampa di accesso a Piazzale Roma dal ponte

translagunare, nel rispetto di specifici parametri

dimensionali. La viabilità pubblica dovrà essere adeguata

per migliorare l’accessibilità dell’area portuale,

delle altre attività insediate e dell’isola del Tronchetto,

secondo le disposizioni dell’Autorità Portuale.

12. Norme tecniche di attuazione, comune di Venezia, 2023

13. Variante al PRG per la città antica, appendice 2, comune di Venezia, 2023

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Area Marittima

progetto “La testa di Ponte”, Vittorio Gregotti, 1985

Il primo progetto preso in considerazione per tracciare le

proposte avanzate sulla prima area d'interesse è il progetto

"La testa di ponte" 14 dell'architetto Vittorio Gregotti del 1985.

Il tema della ricerca sull’area occidentale di Venezia ha

portato a un’esplorazione completa di tre questioni chiave.

In primo luogo, offrire un parere su questa regione implica

affrontare le sfide legate all’accesso al centro storico

e formulare considerazioni sul sistema complessivo di

relazioni all’interno della città e tra Venezia e l’entroterra.

L’obiettivo è quello di valutare le potenzialità trasformative

che quest’area può avere per il futuro sistema urbano,

posizionandola strategicamente come punto di snodo

per la trasformazione e luogo privilegiato per il progetto.

In secondo luogo, la ricerca prevede la reinterpretazione

dell’insieme di strutture concentrate in questa parte

della città, tra cui il porto, la stazione ferroviaria e le

strutture di servizio. Attualmente organizzata con ragioni

interne, la parte urbana appare come una giustapposizione

casuale di aree chiuse prive di relazioni reciproche,

prodotto della “modernizzazione” del XIX secolo. La

sfida consiste non solo nel riorganizzare funzionalmente

l’area, ma anche nello stabilire relazioni reciproche tra

le sue parti costitutive, enfatizzando i ruoli intermodali.

In terzo luogo, affrontare l’aspetto progettuale significa

affrontare la trasformazione di questa parte di città ricercando

un’identità e un senso di appartenenza. La natura

multiforme della situazione contestuale, soprattutto nell’area

occidentale di Venezia, richiede di confrontarsi con

una realtà composita in cui gli spazi disponibili si connettono

frammentariamente a parti più strutturate. Il progetto

mira a stabilire continuamente un proprio ragionamento

a partire dalla discontinuità della situazione specifica.

Per la stazione ferroviaria, l’anticipazione di un progressivo

aumento del servizio ferroviario tra Mestre-Marghera e

Venezia spinge a riorganizzare l’intera testata ferroviaria,

enfatizzando il rapporto terra-acqua. A Piazzale Roma e

al Tronchetto, il progetto si concentra su una scomposizione

integrata delle funzioni intermodali per una razionalizzazione

dell’accesso stradale. Il Tronchetto diventa

un punto di interscambio privilegiato per il trasporto privato

e le merci, mentre Piazzale Roma viene ridotto a

punto intermodale per il trasporto pubblico, affrontando il

ridimensionamento e l’integrazione nel tessuto urbano.

Nel trattare le attrezzature portuali, la ricerca propone

una reinterpretazione complessiva e una riconsiderazione

del layout funzionale. Riconoscendo l’integrazione

storica tra il porto e la città, il progetto cerca di rivitalizzare

la crisi del porto attraverso una riorganizzazione

complessiva dell’area lagunare. L’organizzazione tipologica

del porto nel centro storico viene ripensata come

una grande struttura urbana concentrata nell’area del

molo, valorizzando le sue caratteristiche intermodali e

favorendo le relazioni con la città a una scala più ampia.

14. "La testa di ponte", progetto di V. Gregotti, C. Magnani, F. Messina, P. Val, 1985

48


Disegni

fig.24, Planimetria del progetto “La testa di Ponte”, Vittorio Gregotti, 1985

49


Disegni

Disegni

Disegni

fig.25, Pianta e prospetto del progetto “La testa di Ponte”, Vittorio Gregotti, 1985

fig.26, Sezioni del progetto “La testa di Ponte”, Vittorio Gregotti, 1985

50


Area Marittima

progetto “La testa di Ponte”, Vittorio Gregotti, 1985

Disegni

fig.27, Vista prospettica del progetto “La testa di Ponte”, Vittorio Gregotti, 1985

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Area Marittima

progetto per un parcheggio multipiano alla Marittima, 2015

Il secondo progetto sull'area della Marittima, immagina

la nuova porta di Venezia 15 ed è una proposta

dell'architetto Mauro Galantino. L’elemento centrale

sarà il garage multipiano con una terrazza verde. Saranno

costruiti anche un albergo e spazi per i giovani.

L’ambizioso progetto di costruire due parcheggi da 80

milioni di euro nell’area della Marittima di Venezia è

stato abbandonato a causa dei costi eccessivi e della

mancanza di interesse da parte degli investitori. La

proposta, inizialmente concepita per fornire posti auto a

residenti e crocieristi, ha incontrato difficoltà nell’attrarre

finanziamenti, soprattutto considerando il clima di incertezza

del mercato immobiliare. La struttura avrebbe dovuto

risolvere il problema della carenza di posti auto per

i residenti e contribuire ad alleggerire il traffico intenso di

Piazzale Roma. Tuttavia, l’approvazione di un progetto

concorrente di ampliamento del garage di San Marco

ha compromesso ulteriormente le prospettive del progetto

Marittima. La proposta prevedeva la costruzione

di un garage sul lato del ponte con 1248 posti auto per i

residenti e un altro sul lato del porto con 1099 posti per

crocieristi e turisti. Le condizioni per la realizzazione del

progetto prevedevano anche la costruzione di un hotel a

quattro stelle, un auditorium, un ristorante, uffici direzionali,

spazi commerciali, aree verdi e comuni. La proposta

progettuale è rimasta solo sulla carta poichè nessun

investitore ha mostrato interesse, probabilmente a causa

dell’insufficiente ricompensa offerta dall’autorità portualeche

prevedeva il trasferimento dei diritti di gestione

del garage allo sviluppatore per un periodo di 35 anni.

fig.28, Parcheggio multipiano alla Marittima, render aereo, 2015

fig.29, Parcheggio multipiano alla Marittima, render aereo, 2015

15. "La nuova porta di Venezia, parcheggio con terrazza, ristoranti e locali giovanili", Corriere del Veneto, 2016

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AREA EX

CANTIERI ACTV

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Area ex cantieri ACTV

fig.30, Zoom della variante del “Piano Regolatore Generale” approvata con DPR 17/12/1962, 22/02/1963

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Area ex cantieri ACTV

La seconda zona analizzata

è l'area denominata "ex cantieri ACTV".

Nel corso degli anni, l'ex cantiere ACTV è stato un nodo

importante per la gestione e l'operatività dei vaporetti e di

altre imbarcazioni utilizzate per il trasporto pubblico e privato

nella laguna di Venezia. L'area comprendeva officine,

magazzini e strutture per la manutenzione delle flotte

di ACTV. Questo sito è stato vitale per assicurare la continuità

e l'efficienza dei servizi di trasporto, contribuendo significativamente

alla mobilità e alla connettività della città.

A seguito dello spostamento dei cantieri ACTV in una nuova

sede, l'area denominata P.P.10 "Ex cantiere ACTV" 16

sarà trasformata principalmente in una zona residenziale.

Sono previste inoltre, adeguate infrastrutture pubbliche,

tra cui aree verdi, percorsi pedonali e impianti sportivi.

L'obiettivo principale di queste previsioni è quello di sostenere

la residenza stabile nella Città Antica. Pertanto,

tutti gli edifici residenziali previsti saranno destinati

esclusivamente a residenze permanenti. Saranno escluse

tutte le attività di tipo turistico-ricettivo, anche quelle

complementari, e le locazioni per finalità turistiche.

Per garantire la massima integrazione dell'area con il

contesto urbano circostante, è stato previsto di creare

percorsi di collegamento con il quartiere di Sant'Elena,

l'isola di San Pietro di Castello e gli insediamenti

del sestiere di Castello a ovest del Rio dei Giardini.

La darsena e le aree adiacenti di proprietà demaniale

saranno valorizzate tramite un progetto

condiviso tra il Comune e il Demanio.

A livello normativo, L’area è suddivisa in due ambiti di

progettazione unitaria, individuati nella Tavola B0 della

Variante al PRG della Città Antica:

• P.P.10.1 “Ex piazza d'armi”

• P.P.10.2 “Darsena”.

Per quanto riguarda l'ex piazza d'armi, gli obiettivi specifici

di riqualificazione prevedono che l'area sia recuperata

principalmente per usi residenziali, includendo

piccole attività commerciali, esercizi pubblici e laboratori

artigianali. Saranno inoltre predisposti spazi e servizi

pubblici adeguati oltre ad ampie aree di verde pubblico e

un centro sportivo a servizio della città.

Verrà garantita la permeabilità pedonale all’interno

dell’area, prevedendo percorsi di collegamento con il

quartiere di Sant’Elena a sud, l’isola di San Pietro di

Castello a nord e gli insediamenti del sestiere di Castello

a ovest del Rio dei Giardini, assicurando così la piena

integrazione con il contesto urbano circostante.

L'attività produttiva esistente, come la falegnameria,

sarà mantenuta all’interno dell’area, individuando una

nuova posizione che garantisca comunque l’affaccio sul

fronte acqueo. La regolamentazione degli spazi produttivi

sarà gestita tramite accordi specifici tra le parti

coinvolte.

16. Variante al PRG per la città antica, Norme Tecniche di Attuazione: appendice 2 - scheda P.P. 10 Ex Cantiere ACTV variante, comune di Venezia, 2023

55


Area ex cantieri ACTV

Il secondo ambito ovvero quello della "Darsena", ha una

superficie totale di 79.630 mq, suddivisa in 70.670 mq di

spazio acqueo e 8.960 mq di terreno. Questa zona, interamente

di proprietà demaniale, è destinata a ospitare

la darsena, i servizi a terra correlati e altre attrezzature

pubbliche.

ORTOFOTO CON EVIDENZIATO IL PERIMETRO DELL'AMBITO ASSOGGETTATO A P.P. DALLA VIGENTE VPRG ­ Scala 1:2000

Nel caso venisse avanzata la proposta di un progetto di

riqualificazione e valorizzazione, dovrà essere elaborato

e concordato tra il Demanio e il Comune, seguendo le

procedure ordinarie per gli accordi tra enti pubblici.

fig.31, Zoom della vista aerea, variante n. 72 del Piano degli Interventi

(VPRG per la Città Antica)

2

56


Area ex cantieri ACTV

Variante n. 72 del Piano degli Interventi (VPRG per la Città Antica), Allegato 1: Proposta progetto preliminare

Nella seconda area d'interesse, troviamo già

previsto nella variante al Piano degli Interventi

una proposta di progetto preliminare.

nuovo ponte

Canale Quintavalle

ipotesi di valorizzazione

nuovo pontile

Il progetto in questione è stato

affidato allo studio Architetto Mar,

Uno degli aspetti più ricercati dai progettisti è quello

della connessione tra l’area del progetto e il contesto urbano

che verrà facilitata attraverso vari interventi esterni

al perimetro dell’area stessa. Questi interventi includono

la costruzione di nuovi ponti che collegheranno

l'area al sestiere di Castello, l'apertura di passaggi pedonali

sul muro di confine a sud verso il quartiere Vittorio

Emanuele II, e la creazione di nuove vie di accesso

dai canali a nord e ovest. Tali modifiche rappresentano

una naturale evoluzione del sistema urbano circostante.

nuovo ponte

Rio dei Giardini

altane

campo con

esercizi commerciali

C

altane

A

D

parco con

arredo urbano

altane

G

G

campo con

esercizi commerciali

G

E

ipotesi di valorizzazione

sistemazione della pavimentazione

Darsena

Il progetto considera inoltre come tema centrale della

riqualificazione, potenziare il sistema di verde pubblico,

costituito dall'adiacente Parco delle Rimembranze, integrandolo

nell'area del progetto, in sintonia con le caratteristiche

del contesto. È inoltre significativo che nei

pressi del compendio sia previsto un progetto di riqualificazione

dell’Ex Cantiere Celli, con cui l'area potrà essere

connessa mediante la demolizione di una piccola

porzione di muro di confine a sud, creando così una

passeggiata sull’acqua continua fino allo Stadio Penzo.

ipotesi di valorizzazione

nuovo pontile

I

'promenade'

con esercizi commerciali

La riqualificazione urbana dell’isola di Sant’Elena è

GSPublisherVersion 0.0.100.57

PLANIVOLUMETRICO

PROGETTO

57

fig.32, planivolumetrico del progetto, Studio Architetto Mar, VPRG per

la Città Antica, 2020


Area ex cantieri ACTV

Variante n. 72 del Piano degli Interventi (VPRG per la Città Antica), Allegato 1: Proposta progetto preliminare

CEA I EIOE CC

quindi ispirata dalla sua naturale vocazione di apertura

verso il contesto residenziale circostante, promuovendo

spazi sociali collettivi, come aree pubbliche aperte

valorizzate da fronti commerciali e strutture sportive.

Nel progetto, in accordo con le amministrazioni, si

mira a pianificare la realizzazione di edifici residenziali

privi di vincoli convenzionali, quindi destinati a

proprietà privata, insieme a zone commerciali, sportive

e la ricollocazione delle attività produttive esistenti.

alle unità abitative al piano terra di avere giardini privati. La

progettazione inoltre include un piccolo campo nella zona

nord-ovest, con attività commerciali al piano terra, che

ripropone la tipologia del campo veneziano in continuità

con il tessuto storico esistente, e una vasta area pubblica

composta da un parco verde e un campo pavimentato,

con vista aperta verso la laguna e l'isola della Certosa.

C C

GSPublisherVersion 0.0.100.57

I percorsi pubblici attraversano l'intera area, convergendo

verso un grande spazio pubblico pavimentato, servito

da piccole attività commerciali e laboratori artigianali.

Questa area, che un tempo ospitava la Piazza d'Armi, è

OO

pensata

CEA I EIOE

come

CC

un luogo di aggregazione sociale grazie

alla presenza di locali commerciali e ampi spazi verdi,

ma anche un luogo di memoria storica. Intorno al grande

campo si sviluppa un ampio sistema di verde che

potrà connettersi con quello esistente dell’edificio scolastico

confinante, fungendo da zona di transizione tra le

aree pubbliche e le residenze private con i loro giardini.

EIOI TERRITORIAI

PROGETTO

E PA

Variante Urbanistica con nuova perimetrazione al Piano degli Interventi

per l’ambito denominato P.P.10 ‘Cantiere ACTV’

Investimenti Immobiliari Italiani SGR SpA - INVIMIT

Fondo i3 sviluppo Italia comparto 8Ter

29/06/20

Gli edifici progettati sono disposti secondo lo schema tipologico

veneziano tradizionale, con volumi organizzati in

linea e piani abitativi variabili tra tre e cinque piani. Le coperture

a falde, sono caratterizzate da altane, al fine di valorizzare

il sistema edilizio e la variabilità volumetrica. La

distribuzione planimetrica degli edifici è tale da permettere

fig.33 (in alto), schema di sezione del complesso, Studio Architetto Mar, VPRG per la Città Antica, 2020

fig.34 (a destra), assonometria del complesso, Studio Architetto Mar, VPRG per la Città Antica, 2020

ASSONOMETRIA

PROGETTO

58

Variante Urbanistica con

p

GSPublisherVersion 0.0.100.57


Area ex cantieri ACTV

Tesi di laurea VE.L.A., IUAV, V. Cherchi, F. Costantini, A. Eustacchi, prof. Sergio Pascolo, 2024

A marzo 2024 la tesi di V. Cherchi, F. Costantini, A.

Eustacchi, ipotizza un approccio diverso dell'area ex

cantiere ACTV con il quale la zona ricoprirebbe di conseguenza

un ruolo differente nelle dinamiche urbane.

La tesi VE.L.A. 17 si concentra sull'analisi e la rigenerazione

dell'area veneziana ex ACTV appunto, situata nel

sestiere di Castello, con l'ambizioso obiettivo di candidare

Venezia all'ingresso nel network delle Learning Cities

dell'UNESCO. Questo progetto mira a recuperare e valorizzare

le risorse esistenti nell'area, attuando un approccio

integrato di rigenerazione urbana. Si prevedono interventi

puntuali di demolizione e ricostruzione per risolvere le

criticità più gravi, mantenendo un equilibrio tra il recupero

del patrimonio esistente e l'innovazione architettonica.

Uno degli elementi centrali della proposta è la partecipazione

sociale. Il progetto vuole coinvolgere attivamente la

comunità locale nel processo decisionale e di sviluppo,

garantendo che le esigenze e le aspirazioni dei residenti

siano al centro delle trasformazioni urbane. L'obiettivo

principale è offrire un'alternativa urbana che promuova la

coesione sociale e fornisca opportunità di lavoro sostenibili,

contribuendo così alla rinascita e alla vitalità dell'area.

L'approccio progettuale prevede di ripensare gli spazi

esistenti come spazi flessibili, reversibili e adattabili

alle moderne esigenze energetiche. Questo significa

creare ambienti che possano essere facilmente modificati

per soddisfare diverse funzioni e che siano efficienti

dal punto di vista energetico, rispondendo alle esigenze

di sostenibilità e adattabilità dell'ambiente costruito.

La ricerca si concentra anche sulla riorganizzazione

dei percorsi dell'area, trasformandola in un nodo di

connessione per le comunità di Castello, San Pietro e

Sant'Elena. Sebbene queste comunità si trovino nelle

immediate vicinanze, attualmente esiste una percezione

di separazione netta tra di loro. Il progetto prevede

di creare spazi multifunzionali che possano adattarsi e

cambiare nel corso della giornata per rispondere alle

diverse esigenze e dinamiche della comunità locale.

Il progetto VE.L.A. non solo punta a migliorare l'aspetto

estetico e funzionale dell'area, ma mira anche a

rafforzare i legami sociali e a promuovere un senso

di appartenenza tra i residenti. Attraverso interventi

mirati e una pianificazione attenta, il progetto intende

trasformare l'area ex ACTV in un esempio di rigenerazione

urbana sostenibile e partecipativa, capace

di rispondere alle sfide del futuro e di valorizzare al

meglio le potenzialità di Venezia come Learning City.

17. Tesi di laurea magistrale in architettura, IUAV di Venezia, V. Cherchi, F. Costantini, A. Eustacchi, relatore prof. Sergio Pascolo, 03/2024

59


Area ex cantieri ACTV

Tesi di laurea VE.L.A., IUAV, V. Cherchi, F. Costantini, A. Eustacchi, prof. Sergio Pascolo, 2024

fig.35-36-37, elaborati dalla Tesi di laurea VE.L.A.,2024

60


AREA

EX ITALGAS

61


Area ex Italgas

fig.38, Zoom della variante del “Piano Regolatore Generale” approvato con DPR 17/12/1962, 22/02/1963

62


Area ex Italgas

Infine, la terza area analizzata è quella che ricade

nel piano particolareggiato 5, ovvero l'Ex

piazza d'armi o prima ancora Campo di Marte.

Per quanto riguarda quest'area, la variante del “Piano Regolatore

Generale” 18 stabilisce come l'obiettivo principale

sia la rimozione delle infrastrutture stradali e ferroviarie

provenienti dalla Marittima per espandere il quartiere residenziale

di Santa Marta e creare una zona di servizi pubblici

destinati alla parte occidentale della città antica di Venezia.

Vengono poi fornite le indicazioni per le trasformazioni

fisiche e funzionali del lotto.

È prevista la realizzazione di un nuovo canale in prosecuzione

del rio di Santa Maria Maggiore fino al canale

della Scomenzera, con una larghezza sufficiente per

consentire l'attracco delle imbarcazioni. Il piano prevede

che la porzione sud del nuovo canale sia destinata

all'edilizia residenziale e ai relativi servizi di base, per un

volume totale di 50.000 metri cubi e un'altezza variabile

tra due e quattro piani. Questo per garantire la migliore

integrazione possibile con gli edifici residenziali esistenti.

Inoltre, a nord del convento delle Terese, il rio interrato

potrebbe essere parzialmente ripristinato

per realizzare una piscina all'aperto con

servizi annessi, per un volume complessivo non superiore

a 1.200 metri cubi e un'altezza massima di 6 metri.

Le previsioni della variante per la zona a nord del nuovo

canale la vedono principalmente destinata ad attrezzature

culturali, ricreative e sportive, sia coperte che

scoperte. In questa area verranno integrati alcuni degli

edifici esistenti, mentre per altri sarà valutata la possibilità

di conservazione o demolizione, tenendo conto

non solo delle caratteristiche edilizie ma anche della

loro compatibilità con un buon disegno degli spazi aperti.

La somma delle edificazioni nuove e vecchie per le

attrezzature pubbliche non supererà i 60.000 metri cubi.

Nell'appendice 2 inoltre si specifica di considerare la

possibilità di conservare, trasformare o sostituire i capannoni

esistenti lungo il rio di Santa Maria Maggiore,

mantenendo un volume non superiore al 15% di

quello attuale, in relazione alle nuove condizioni del

contesto (rimozione della ferrovia e della strada carrabile).

In adiacenza a questi edifici, sarà possibile realizzare

un nuovo edificio direzionale, con un volume

di 40.000 metri cubi e un’altezza massima di 12 metri.

In generale, le previsioni della variante prevedono una

riqualificazione che miri a trasformare l'area ex Piazza

d’Armi in una zona residenziale e di servizi pubblici ben

integrata nel contesto urbano di Venezia. Infatti attraverso

interventi mirati, come la creazione di un nuovo canale

e la riprogettazione degli spazi esistenti, un eventuale

progetto migliorerebbe la qualità della vita dei residenti

e valorizzerebbe le risorse culturali e ricreative dell'area.

La combinazione di nuove costruzioni residenziali, spazi

pubblici verdi, attrezzature sportive e culturali, e la possibile

riconversione degli edifici industriali esistenti, contribuisce

a creare un ambiente urbano sostenibile e inclusivo.

18. variante al Piano Regolatore Generale per la città antica, aggiornamento norme tecniche, appendice 2, 2023

63


Area ex Italgas

Progetto di bonifica dell'ex deposito Italgas, Envia, 2018

La prima proposta analizzata è quella che riguarda il progetto di bonifica

19 dell'ex deposito Italgas a Venezia, portato avanti da Envia.

Infatti, come emerge dalla Carta delle fragilità (fig.17) l'area

ex Italgas è caratterizzata da inquinamento localizzato dovuto

al trattamento e allo stoccaggio di materiali sensibili.

Il gruppo Envia è costituito da esperti nelle aree dell'ingegneria

ambientale, geologia, ingegneria geotecnica, geofisica e

scienze ambientali. La loro proposta di consulenza si distingue

per l'intensa attenzione alle problematiche del sottosuolo,

supportata dalla diversità delle competenze professionali.

Il progetto ha interessato la vasta area industriale

in una posizione strategica per la città, situata nelle

vicinanze della stazione ferroviaria Santa Lucia, della

stazione Marittima e del quartiere Santa Marta.

L'area, precedentemente utilizzata per la produzione di gas, è

stata analizzata attraverso la mappatura dei sottoservizi, indagini

geofisiche e la progettazione di nuovi spazi verdi e parcheggi.

fig.39, Envia, vista dell’ex deposito Italgas, progetto di bonifica, 2018

Questo intervento pone le basi per poter trasformare il sito, promuovendo

così uno sviluppo sostenibile e funzionale della città.

19. www.envia.it/ambiente/ex-deposito-italgas-venezia/, 2018

64


Area ex Italgas

Santa Marta, una nuova area verde sul fronte del canale della Giudecca, studio Cecchetto, 2018

Sulla scia del restauro dell'ultimo magazzino portuale

e della sua trasformazione in una sede universitaria,

si inserì la proposta progettuale che prevedeva

la conversione del parcheggio fronte canale

della Giudecca in una sorta di piazza, o campo, come

illustrato nei rendering (fig.40) dello studio Cecchetto.

Il progetto di riqualificazione 20 vedeva la collaborazione

dell'Autorità di sistema portuale e della Rete Ferroviaria

Italiana (RFI). La trasformazione includeva l'ex

zona di lavaggio treni in un'area parcheggio e verde.

L'allora presidente dell'Autorità di sistema portuale stipulò

un accordo con RFI nel 2018 per il recupero progressivo

dell'intera lunghezza dell'ex impianto di Santa

Marta. Le autorità rassicurarono chi temeva per gli

alberi presenti, chiarendo che i futuri lavori sarebbero

stati progettati in dialogo con il territorio, garantendo piani

di ripiantumazione e la creazione di più spazi verdi.

Il progetto per il nuovo parcheggio avrebbe permesso di

spostare molte auto da San Basilio, aprendo ulteriormente

la città con iniziative come la Science Gallery. Questo

approccio mirava a migliorare la permeabilità della zona

portuale alla vita cittadina, trasformandola in un centro di

produzione culturale che attirasse giovani e nuovi abitanti.

fig.40, "Santa Marta, una nuova area verde sul fronte del canale della

Giudecca", Il Gazzettino, 2020

strutture esistenti, specialmente in zone come quella

di Santa Marta, dove i vincoli storici erano minori.

Ribadirono inoltre l'importanza della riqualificazione

dell'area, promettendo di presentare il progetto

nonostante i rinvii, poiché lo consideravano fondamentale

per lo sviluppo del porto e della città.

Alla fine come tutte le proposte avanzate per la rigenerazione

dell'area, si è rivelata un buco nell'acqua,

non trovando riscontro effettivo nel tempo.

Le autorità sottolinearono che l'area portuale rappresentava

la principale opportunità di espansione urbana

di Venezia, con interventi mirati a riutilizzare

20. https://www.ilgazzettino.it/pay/venezia_pay/santa_marta_una_nuova_area_verde_sul_fronte_del_canale_della_giudecca-5376293.html, 2018

65


Area ex Italgas

“Laboratorio Integrato 1A”, IUAV, prof. Sergio Pascolo, 2018

Le pagine che seguono riportano alcuni dei lavori

più significativi prodotti durante il workshop integrato

1A condotto presso lo IUAV di Venezia

sotto la guida del professor Sergio Pascolo.

Il workshop si è concentrato sull’area occidentale

dell’isola di Venezia, in particolare lungo

le due rive del canale della Scomenzera.

Seguendo gli obiettivi globali per lo sviluppo

sostenibile, i gruppi hanno proposto progetti

con l’obiettivo di sviluppare città sostenibili

attraverso una trasformazione pezzo per pezzo.

I progetti si concentrano quindi su frammenti significativi

e strategici, a una scala intermedia tra quella urbana e

quella architettonica. L’approccio si basa sulla nozione di

“nuovo insieme”, che indica un complesso di edifici il cui

design interagisce per creare nuovi spazi urbani di alta

qualità, sia per la vita individuale che collettiva. Studiando

progetti in diversi contesti urbani, emerge una nuova scala

strategica di intervento tra il quartiere e il singolo edificio.

Questa scala intermedia utilizza il concetto di “nuovo

insieme” per descrivere trasformazioni che assumono la

forma di frammenti urbani, dove spazio urbano, tipologia

edilizia e unità abitativa si intersecano in un dialogo tra naturale

e artificiale, pubblico e privato, interno ed esterno.

Gli aspetti bioclimatici sono centrali in questo dialogo,

influenzando la forma urbana, l’involucro architettonico

e gli interni, contribuendo così alla

qualità complessiva dei tre ambiti progettuali.

Le proposte progettuali saranno integrate in una riflessione

che coinvolgerà l’intera area occidentale della città,

compresi gli ex gasometri Italgas, i magazzini ristrutturati,

le aree attualmente adibite a parcheggio e le banchine

portuali delimitate dalle recinzioni doganali fino a

San Basilio. Al fine di sviluppare un progetto che abbracci

l’intero contesto occidentale, con l’obiettivo di valorizzare

sia l’area urbana che quella portuale, lo studio partirà

da una serie di domande a cui il masterplan cercherà

di rispondere attraverso il processo di progettazione.

Alcuni dei temi emersi che hanno accomunato il lavoro

di diversi gruppi sono: la continuità con la griglia

urbana, l’approfondimento della tipologia veneziana,

l’espansione del verde e l’edificazione sull’acqua.

Gli elementi interessanti per il progetto di tesi sono principalmente

il rapporto tra una nuova fondazione e l’elemento

fondante e intrinseco di Venezia, ovvero l’acqua della Laguna.

Inoltre, trattandosi della stessa area di intervento, è

interessante anche la tipologia e la collocazione della cucitura

urbana tra la zona marittima e l’ex Campo di Marte.

In fig. da 41 a 44 sono riportati i lavori di alcuni

gruppi che hanno perseguito valori e modalità

di interesse per il lavoro di ricerca di questa tesi.

66


fig.41-42-43-44, immagini tratte dal book del “Laboratorio Integrato 1A”, IUAV, prof. Sergio Pascolo, 2018

67


Area ex Italgas

L’area Italgas e gli ex lavatoi, i progetti dei comitati: parco, centro sportivo e attività, Venezia Today, 2021

Di seguito è riportato integralmente un articolo che

fa chiarezza sulla situazione al 2021 per quanto riguarda

le proposte e le previsioni dell'area ex Italgas:

"Qualche anno è trascorso dal piano per l'area Italgas e l'ex platea

lavaggi di Santa Marta, chiamato "Pp5", che aveva previsto la

rimozione dei collegamenti ferroviari presenti e la realizzazione di

un ampliamento del quartiere residenziale (129 alloggi). Il progetto

di social housing della giunta del sindaco Paolo Costa c’è ancora

ma, scrive il gruppo consiliare "Tutta la città insieme!", «di fatto

nessuno chiede case nuove. Perché i residenti indicano senza difficoltà

quelle vuote dell’Ater o del Comune», che possono essere

riassegnate, affermano, prima di consumare altro suolo. Per questo

alcuni gruppi di cittadini e associazioni hanno iniziato a pensare

ad alternative sull'area, dando vita a un percorso di progettazione

partecipata attraverso incontri pubblici, sia al centro anziani di

Santa Marta che all'ex platea lavaggi. Ne hanno discusso oggi,

mercoledì 17 febbraio, presentando i progetti (e un'interrogazione),

il consigliere comunale Giovanni Andrea Martini, Marco Forieri, in

rappresentanza del Circolo anziani di Santa Marta, gli architetti

Matteo Pandolfo e Gianluca Ballarin, la saggista Tiziana Plebani.

Presenti anche gli architetti Piero Mariutti e Giorgio Leandro.

Al momento viene riferito della presenza di tre cantieri diversi sull'area.

Uno riguarda la trasformazione di un’area demaniale gestita

dalle Ferrovie dello Stato con l’arretramento dei binari e la cessione

all’Autoritàportuale, affinché realizzi un nuovo parcheggio. Il secondo,

nell’area Italgas, è relativo al drenaggio delle acque sotterranee

inquinate; il terzo è la bonifica dei terreni contaminati che hanno

comportato tagli di alberi. «Dopo il flashmob del 2 luglio 2020 - si

legge nel report che contiene le proposte della cittadinanza - è stata

convocata un'assemblea cittadina per discutere del futuro dell’area

e protestare contro il silenzio delle istituzioni a fronte dell’avvio di

questi cantieri così impattanti per il quartiere». L'incontro risale al 20

luglio scorso e il moderatore è il tesoriere del centro anziani, Forieri.

68

I facilitatori, Pandolfo e Ballarin, hanno annotato le indicazioni progettuali

dei cittadini. «Le preoccupazioni maggiori riguardano il taglio

degli alberi durante la bonifica e la realizzazione di un nuovo

parcheggio. La vegetazione costituiva una mitigazione all’inquinamento

e, venendo meno questa presenza arborea, tutti propendono

per una ricostituzione dell'area verde». Le altre aree tematiche principali

discusse sono state: un'area parco, un'area costruzioni, un

parcheggio alberato per i residenti, un polo per le attività artigianali

o artistiche. Ma è anche emersa con forza la consapevolezza della

strategicità dell'area: 10 ettari liberi per future trasformazioni e per rigenerare

tutta la città, raggiungibile via mare, a piedi e in auto e che si

collega a piazzale Roma, alla stazione, alle Zattere, Santa Margherita,

San Barnaba, l'area del porto e della Cittadella della giustizia.

È stata citata, durante l'incontro, anche la necessità di un terminal

di percorsi ciclabili a livello europeo, «che parta da Monaco o

da Torino e preveda un'attivitàdi riparazione e manutenzione delle

biciclette. Certamente va riqualificata la zona con la previsione di

un polmone verde che possa mitigare l’inquinamento, ma senza

escludere attività produttive favorite dalla possibilitàdi avere uno

scambio tra acqua e terra, che facilita l’intermodalità. Si potranno

prevedere attrezzature sportive raggiungibili dal centro storico

e dalla terraferma. E collegamenti con l'area universitaria, l’ex

cotonificio dov'è stata inaugurata una residenza studentesca, e

l’ex chiesa di Santa Marta. Inoltre, l'area Italgas è direttamente

connessa alla stazione da un percorso inutilizzato che potrebbe

consentire ai disabili l'attraversamento del canal Grande autonomamente,

risolvendo l’accessibilitàalla parte est di Venezia».

«Occorre chiarezza e trasparenza su una delle zone più belle della

città - ha detto Martini - chiediamo che i cittadini siano ascoltati

sulle decisioni che riguardano i luoghi in cui vivono. La città

non ha bisogno di nuove volumetrie, ma di verde e di potenzialità

lavorative, di migliorare la vivibilità: processi di rigenerazione

urbana partecipati». «Il Mibact stanzierebbe soldi per fare attività

culturali proprio a Santa Marta - ha concluso Forieri - Devo

preparare un progetto e ho pensato a utilizzare i soldi per attività

culturali (musica in particolare). Si potrebbe impiegare la pista da

basket o il campo dei Sassetti dell'Università, ma anche la spianata

della platea lavaggi, che è più larga per montare palchi e impianti,

ed è raggiungibile dalle macchine. Quest'ultima opzione temo

sarà la più difficile da ottenere attraverso un dialogo con il porto»."

articolo di Antonella Gasparini, Venezia Today, 17/02/2021


Area ex Italgas

Il quartiere veneziano "ridisegnato" dagli studenti, 2021

Questa interessante iniziativa di rigenerazione urbana,

denominata " Il quartiere veneziano "ridisegnato" dagli

studenti", ha visto sessanta studenti dell'Università IUAV

di Venezia intraprendere un progetto ambizioso di design

sociale, concentrandosi sul quartiere di Santa Marta.

Questo progetto 21 , nato da un'iniziativa didattica e di ricerca,

ha permesso agli studenti di stabilire un rapporto

più consapevole e maturo con le comunità locali, approfondendo

la comprensione delle radici storiche del luogo

e innescando un significativo processo di cambiamento.

Il progetto ha coinvolto gli studenti della laurea magistrale

in Design del prodotto e della comunicazione visiva

dell'IUAV, sotto la guida delle docenti Raffaella

Fagnoni e Paola Fortuna, con la collaborazione di Damiano

Fraccaro. Santa Marta, con la sua complessa

stratificazione urbana e la sua vivace comunità di residenti,

è stata al centro di un laboratorio universitario

semestrale. Questo laboratorio ha promosso un

approccio al design ispirato ai principi del design sociale,

dell'innovazione sociale e del design dei servizi.

Gli studenti, suddivisi in quindici gruppi, hanno sviluppato

altrettanti progetti con l'obiettivo di "fare insieme, fare meglio"

per migliorare l'area di Santa Marta. Un aspetto chiave

del progetto è stata la rinnovata interazione tra gli abitanti

del quartiere e gli studenti universitari, con un'attenzione

particolare alla valorizzazione della Sagra dei Lumi,

una festa tradizionale celebrata in onore di Santa Marta.

21. Il quartiere veneziano "ridisegnato" dagli studenti , https://arte.sky.it/foto/architettura-venezia-santa-marta-progetti-iuav-studenti, 2021

Il lavoro degli studenti è iniziato con una fase di raccolta

dei materiali, che ha incluso indagini dirette e

indirette, contatti e interviste con i cittadini, ricerche

storiche e riflessioni sulle esigenze locali. Questo approccio

ha permesso di stimolare una lettura consapevole

della realtà contemporanea e di sviluppare proposte

progettuali attuabili. La docente Raffaella Fagnoni

ha sottolineato l'importanza di andare oltre il semplice

problem-solving, utilizzando il design come strumento

per attivare processi di cambiamento. "Dobbiamo

cercare le situazioni in cui poter portare un contributo,

prendendoci cura delle relazioni tra le cose e gli esseri

viventi," ha detto Fagnoni. La collega Paola Fortuna ha

aggiunto che il progetto mira a dare forma e sostanza

ai concetti di riconoscimento e condivisione, traducendoli

in azioni concrete che promuovano la coesione sociale.

I risultati del progetto sono stati eterogenei e creativi.

Alcuni studenti hanno immaginato spazi per artisti, installazioni

multisensoriali e allestimenti all'aperto, mentre

altri hanno proposto di rendere Santa Marta un polo

attrattivo per i possessori di cani. Un gruppo ha ideato

un kit di elementi modulari per creare un cinema locale.

Questo progetto di rigenerazione urbana a Santa Marta

ha dimostrato come un approccio integrato e partecipativo

possa contribuire a migliorare la qualità della vita

nel quartiere. Attraverso il coinvolgimento attivo della comunità

e l'adozione di principi di design sociale, gli studenti

hanno sviluppato soluzioni innovative che promuovono

la coesione sociale e valorizzano le risorse locali.

69


Area ex Italgas

Il quartiere veneziano "ridisegnato" dagli studenti, 2021

fig.45-46-47, “Il quartiere Santa Marta ridisegnato dagli studenti”, Progetto Ndemo e Progetto de Novo, 2021

70


Area ex Italgas

Venice Studio,2022

Un altra importante iniziativa corredata da elaborati

grafici, avanzata per l'area ex Italgas è quella di Venice

Studio nel 2022. Infatti tra i tanti siti di intervento

prescelti, il numero 2 è proprio l'area ex Italgas.

Venice Studio è un workshop annuale di progettazione

che si tiene a Venezia, in Italia, rivolto a

studenti e neolaureati di tutto il mondo. Le sessioni

sono curate da studi affermati ed emergenti

specializzati in architettura e pianificazione urbana.

Il Venice Studio Satellite è un breve adattamento online/

offline del Venice Studio principale. Ogni programma satellite

è incentrato su una grande città globale ed è curato

da uno studio di progettazione leader. I singoli studi all’interno

del programma sono guidati da studi affermati ed

emergenti specializzati in architettura e urbanistica. I temi

trattati includono VS Melbourne (‘22) e VS Oslo (‘24).

VS rappresenta uno sforzo di collaborazione

tra l’Università di Melbourne (Melbourne School

of Design) e l’Accademia Culturale Europea.

Questa esperienza unica comporta la conoscenza e la

progettazione di una nuova città. Accompagnati dai loro

direttori di studio, gli studenti intraprendono escursioni

a Venezia e, in alcuni casi, nella terraferma italiana.

Queste esperienze vanno oltre l’aula e la sede del progetto,

fornendo una comprensione olistica del contesto

urbano. Al contrario, gli studenti dello Studio Satellite

di Venezia vengono introdotti alla città scelta attraverso

discussioni pubbliche condotte da esperti invitati e attività

speciali fornite dallo studio di progettazione diretto.

Il completamento di Venice Studio offre più di un semplice

progetto di design; contribuisce a migliorare il portfolio di

ogni studente. Il progetto riflette la professionalità e il prestigio

dello studio che lo conduce. Oltre al piacere intrinseco

del programma e al senso di realizzazione del progetto

completato, gli studenti ottengono un prezioso sviluppo

professionale e stabiliscono relazioni con studi influenti.

Ogni studio all’interno di Venice Studio è avviato da direttori

di studio che sviluppano il proprio brief, godendo di totale

libertà creativa. Di conseguenza, gli studenti sono esposti

alle specifiche direzioni di ricerca, alle metodologie,

ai flussi di lavoro, al pensiero progettuale, agli strumenti

e ai quadri di rappresentazione del leader dello studio.

Di seguito sono riportati alcuni degli elaborati della proposta

avanzata da UNstudio, uno studio olandese di

architettura e design internazionale specializzato in progettazione

architettonica. Più interessante della soluzione

ai fini di questa tesi è la costituzione del dossier

e la ricerca e contestualizzazione dell’area in questione,

che si sovrappone a quella scelta per questa tesi.

fig.48, immagine del sito ex Italgas, Venice Studio

71


Area ex Italgas

Venice Studio,proposta di UNstudio, 2022

fig.49-50-51-52, VENICE STUDIO, progetto di UNSTUDIO, 2022

72


Area ex Italgas

OPEN! progetto “Smart-a”, 2023

Il progetto “Smart-a” 22 , presentato da dodici architetti

nell’ambito di Open e organizzato dal Consiglio Nazionale

degli Architetti, offre una prospettiva ambiziosa per la città,

incentrata sull’area ex Italgas. Quest’area, considerata

come l’estrema periferia nord-occidentale tra la Marittima

e la Ferrovia, è un quartiere popolare che, sorprendentemente,

diventerà centrale nel futuro piano urbanistico.

I dodici architetti coinvolti nel progetto sono Gianluca

Ballarin, Massimo Bergamini, Mirva Bertan, Silvia

Briganti, Lorenzo Cucco, Odino Dell’Antonio, Francesco

Donaggio, Pietro Mariutti, Matteo Pandolfo, Luciano

Rosada, Roberta Sbavaglia e Giovanni Selvatico.

Il progetto di rigenerazione di Santa Marta e dell’area ex

Italgas è complesso e prevede la riqualificazione residenziale

di edifici dismessi, la creazione di una grande

darsena per imbarcazioni da diporto e yacht, un grande

parcheggio sotterraneo, aree verdi, aree sportive e

piste ciclabili collegate alla ferrovia e a Piazzale Roma.

Questo progetto comporterebbe una significativa trasformazione

dell’asse tradizionale del centro storico di Venezia,

spostandolo verso nord-ovest tra il canale della Scomenzera,

la Marittima e le Zattere. Il piano di cohousing,

ad esempio, prevede centinaia di alloggi autosufficienti

per funzionari e funzionari statali, risolvendo le difficoltà di

trasferimento a Venezia. Il recupero dei binari dismessi,

un ponte di collegamento e una pista ciclabile darebbero

al canale della Scomenzera una nuova centralità urbana.

L’area interessata si estende per quasi cinque ettari,

una dimensione apparentemente limitata ma in grado di

risolvere molteplici problemi. Tra questi, il progetto potrebbe

contribuire ad alleviare l’intasamento cronico di

Piazzale Roma, affrontando un problema che risale agli

anni Trenta. All’epoca, Eugenio Miozzi propose e progettò

il garage più grande d’Europa, anticipando i tempi.

Oggi, con trenta milioni di auto in circolazione nel Paese e

una Venezia che ha perso una parte significativa dei suoi

residenti, ma accoglie oltre 20 milioni di turisti, si impone

una seria riflessione sulla modernizzazione della città, forse

sottovalutando l’innovazione dei nostri predecessori.

fig.53, OPEN! progetto “Smart-a”, 2023

22. "Venezia: i nostri vecchi erano più moderni di noi", https://www.enordest.it/2023/07/09/venezia-i-nostri-vecchi-erano-piu-moderni-di-noi, 2023

73


Area ex Italgas

Nuovo Waterfront tra la Marittima e San Basilio, 2023

Infine l'ultimo progetto di questa raccolta di proposte per

quanto riguarda l’area ex Italgas, pur avendo un’area di

intervento diversa da quella considerata, è adiacente e

pertanto strettamente relazionato all'area del p.p.5.

Il processo di riqualificazione delle aree portuali di Venezia

e Chioggia è pronto a partire con l’affidamento della

progettazione di fattibilità tecnico-economica al gruppo

guidato da Arup Italia Srl. Il raggruppamento, composto

da Cecchetto&Associati Srl, PROAP Lda e Arup Spagna,

ha vinto la gara internazionale che si è svolta in

tempi brevi. Questo team multidisciplinare, con competenze

nazionali e internazionali, sarà responsabile della

progettazione che mira a integrare le esigenze portuali

con la vita urbana dei waterfront di Chioggia e Venezia.

nell’area dei Saloni e in via Maestri del Lavoro. Per la

riqualificazione si prevede un fabbisogno di circa 120

milioni di euro. Il progetto di fattibilità, affidato al gruppo

vincitore, dovrà essere completato entro 180 giorni. Nel

corso della progettazione si terranno incontri tecnici e di

condivisione con gli operatori portuali, gli enti locali e le

comunità locali. L’obiettivo è creare un masterplan complessivo

che trasformi le aree portuali in spazi urbani

attraenti, funzionali e socialmente inclusivi.

Essendo ancora in fase di progettazione, non è possibile

reperire elaborati a completamento di questa breve

descrizione.

Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Fulvio

Lino Di Blasio, sottolinea l’importanza di questo progetto

per creare un legame sinergico tra le attività portuali e

l’utilizzo degli spazi portuali con la vita quotidiana della

città. La riqualificazione mira a rendere i waterfront connessi

alle attività cittadine, facilitando il dialogo con le

istituzioni e aprendo il porto alla città. L’Università IUAV

è stata coinvolta nella definizione delle linee guida del

progetto, mentre una giuria di alto livello valuterà molteplici

aspetti del progetto.

Le aree interessate sono circa 17 ettari a Venezia, tra

Sant’Andrea e San Basilio, e circa 13 ettari a Chioggia,

fig.54, area del waterfront, immagine prodotta da Michele Torlaschi,

2024

74


ANALISI

URBANA

75


Analisi Urbana

Il sesto capitolo di questa relazione fa una breve ricognizione

sulla composizione urbana dell’isola di Venezia al

fine di fornire materiale utile a costruire con accuratezza

la scelta del lotto di progetto, oggetto della rigenerazione

urbana di questa tesi. Infatti, lo scopo di questa analisi è

mettere in evidenza le potenzialità delle aree precedentemente

analizzate nel capitolo 5, in chiave rigenerativa.

L’analisi urbana è alla base della progettazione, in

quanto fornisce una comprensione approfondita delle

caratteristiche, delle esigenze e delle dinamiche di

una determinata area. È inoltre necessaria in quanto

fornisce una base essenziale per lo sviluppo di progetti

che rispondano efficacemente alle esigenze della comunità

e integrino armoniosamente la struttura urbana.

Un punto chiave dell’analisi è la comprensione della morfologia

urbana, cioè della forma fisica della città. Questa

comprende la distribuzione degli spazi pubblici, la disposizione

degli edifici, la rete stradale e la presenza di elementi

distintivi come parchi e monumenti. Questo aspetto

permette di valutare la leggibilità e la fruibilità della città,

individuando eventuali aree di congestione o sottoutilizzo.

Inizialmente è stata messo in risalto il rapporto che intercorre

tra le terre emerse e i canali, bacini e laguna

(fig.55) che circondano e penetrano Venezia; quindi tra

l’emerso naturale e artificiale con le aree acquatiche.

Questo rivela l'interconnessione complessa tra l'ambiente

naturale e quello costruito. La mappa evidenzia

inoltre come i canali principali, come il Canal Grande

e il Canale della Giudecca, fungano da arterie vitali

per il trasporto e la circolazione all'interno della città.

Un altro aspetto molto importante per un'analisi urbana

è l'esame dei pieni e dei vuoti urbani (fig. 56).

Questa metodologia, ampiamente utilizzata nella pianificazione

urbana, consente di valutare e comprendere

la distribuzione degli spazi edificati (pieni) e non

edificati (vuoti) all'interno di un contesto urbano. Attraverso

questa analisi, si esamina il rapporto tra edifici,

strade e spazi aperti al fine di ottimizzare l'uso

del territorio e migliorare la qualità della vita urbana.

È evidente che la città storica di Venezia presenti una

morfologia urbana complessa, caratterizzata da trasformazioni

avvenute nel corso dei secoli. Le zone con una

minore densità edificatoria, che offrono un "respiro" alla

città grazie alla loro composizione urbana, sono relativamente

poche. Queste aree possono essere individuate

in due macro-zone: la prima situata nella parte

nord-occidentale, comprendente l'isola del Tronchetto,

la stazione marittima e l'ex deposito Italgas; la seconda

all'estremità sud-orientale dell'isola, che include Sant'Elena

e i giardini della Biennale. Questa distinzione è

fondamentale per pianificare interventi di rigenerazione

urbana che possano valorizzare e ottimizzare l'utilizzo

di queste aree, contribuendo al miglioramento della vivibilità

urbana e alla sostenibilità del tessuto cittadino.

Successivamente, è stata posta particolare attenzione

agli edifici religiosi (fig. 57) presenti sull'isola. Sono state

mappate le chiese parrocchiali, i conventi, gli oratori e la

Basilica di Venezia in quanto hanno storicamente svolto

un ruolo fondamentale nello sviluppo urbano della città,

influenzando la configurazione dei quartieri e servendo

come centri di culto, cultura e aggregazione sociale.

Questi edifici, collocati in posizioni strategiche, hanno

facilitato la crescita urbana e demografica, attratto inse-

76


Analisi Urbana

diamenti residenziali e attività economiche, e contribuito

alla creazione di una rete infrastrutturale integrata. Anche

oggi, molti di essi sono stati riadattati per usi culturali

(es. ex chiesa di S. Marta), mantenendo la loro

funzione di punti focali per la comunità e continuando a

influenzare positivamente il tessuto urbano di Venezia.

Infine, sono state messe in evidenza tutti quei vuoti

urbani che per dimensioni costituiscono importanti

snodi nel tessuto connettivo dell’isola:

i campi e le fondamenta maggiori (fig.58).

Mettere in luce i campi e le fondamenta maggiori, permette

di comprendere meglio l'importanza di questi spazi

nel tessuto connettivo dell'isola e di capire come la

loro configurazione contribuisca a facilitare l'accesso ai

servizi e alle attività sociali. Questi vuoti urbani non sono

semplicemente spazi non edificati, ma svolgono funzioni

nella struttura urbana e nella vita quotidiana della città.

La loro distribuzione e dimensione riflettono l'evoluzione

storica e sociale della città. Ad esempio, il Campo San

Polo è uno dei più grandi e importanti, utilizzato storicamente

per mercati e, in tempi recenti, per eventi culturali.

Poi ci sono le fondamenta, le strade pedonali che costeggiano

i canali. Su questi percorsi si distribuisce la

mobilità all'interno della città, collegando i diversi sestieri

e facilitando il movimento di persone e merci. Mettere

in risalto le fondamenta maggiori permette di analizzare

come questi spazi fungano da arterie vitali per la circolazione

urbana, migliorando l'accessibilità e la fruibilità

degli spazi urbani. Ad esempio, sempre in fig. 58,

è ben evidente nella parte sud-occidentale dell’isola, la

Fondamenta delle Zattere, lungo il Canale della Giudecca,

non solo offre un percorso panoramico ma anche

una serie di servizi e spazi pubblici. Questa, seconda

per lunghezza (dopo Riva degli schiavoni) è ininterrotta

da Zattere a Santa Marta e garantisce un efficace

connessione tra la parte orientale e centrale dell’isola.

Per identificare zone idonee alla rigenerazione urbana

è stato poi necessario passare all’analisi delle

aree verdi della città (fig.59). Risulta ben visibile,

come a Venezia ci siano due grandi polmoni

verdi, uno presente nella parte orientale e uno con

il potenziale per divenirlo in quella occidentale.

Il primo polmone, situato a est, è costituito dal Parco

delle Rimembranze e i Giardini di Sant’Elena. Questi

rappresentano risorse ambientali e sociali ben integrate

nel tessuto urbano, offrendo oasi di tranquillità

e migliorando la qualità della vita. La loro vicinanza

all'ex cantiere ACTV, per il quale, come abbiamo visto

è prevista una trasformazione, consente di creare

continuità tra spazi verdi e nuove aree residenziali

e pubbliche, promuovendo un ambiente sostenibile.

A ovest, è presente la zona ex Italgas adiacente al

quartiere Santa Marta; questa rappresenta una significativa

opportunità di rigenerazione urbana. Quest’area

industriale dismessa ha la naturale predisposizione

ad essere trasformata in un parco urbano,

creando un nuovo polmone verde che serva non solo

i residenti di Santa Marta ma anche l'intera città. La

vicinanza alla zona della Marittima, alla stazione ferroviaria

e al campus universitario dello IUAV, rende

questa area strategica per la rigenerazione urbana.

L'integrazione delle aree verdi nel tessuto urbano deve

77


Analisi Urbana

fig.55, Laguna e canali, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

78


Analisi Urbana

fig.56, Pieni urbani, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

79


Analisi Urbana

fig.57, Edifici religiosi, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

80


fig.58, Vuoti urbani, “campi” e “fondamenta” maggiori, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

81

Analisi Urbana


Analisi Urbana

fig.59, Aree verdi, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

82


SACCA SAN BIAGIO

AREA EX ITALGAS

GIARDINI PAPADOPOLI

SAN GIORGIO MAGGIORE

GIARDINI DELLA BIENNALE - PARCO DELLE RIMEMBRANZE

Analisi Urbana

PARCO SAVORGNAN

fig.60, Parchi principali, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

83


Analisi Urbana

considerare connettività e accessibilità. Le aree verdi devono

essere facilmente raggiungibili dai residenti e visitatori,

promuovendo una mobilità sostenibile attraverso

percorsi pedonali e ove possibile ciclabili ben collegati.

Considerato quanto emerso dall'analisi iniziale della

cartografia storica, integrata successivamente dalle

previsioni degli strumenti urbanistici comunali e, infine,

da una ricognizione sulla struttura urbana dell'isola

di Venezia, è stata individuata la zona ex Italgas

come l'area più idonea con il maggior potenziale rigenerativo

per proporre un'efficace proposta progettuale.

La cartografia storica ha fornito una comprensione approfondita

dell'evoluzione morfologica e dell'uso del territorio

nel corso dei secoli, evidenziando le dinamiche

di crescita urbana e le trasformazioni infrastrutturali che

hanno modellato la città. Le previsioni degli strumenti

urbanistici comunali hanno ulteriormente delineato gli

obiettivi di sviluppo sostenibile e le linee guida per la

valorizzazione delle aree dismesse e sottoutilizzate.

Infine, la ricognizione sulla struttura urbana ha permesso

di valutare le caratteristiche morfologiche dell'isola,

identificando le aree con maggiori potenzialità.

La scelta della zona ex Italgas come sito privilegiato

per la rigenerazione urbana si basa su diversi fattori.

Innanzitutto, la sua posizione strategica, adiacente al

quartiere Santa Marta e alla stazione Marittima e prossima

alla stazione ferroviaria, la rende particolarmente

adatta a diventare un nuovo polo di attrazione e connettività

per la città. Inoltre, rappresenta un'opportunità

unica per trasformare un'ex zona industriale in un

parco urbano, migliorando la qualità dell'ambiente e

offrendo nuovi spazi verdi e ricreativi per i residenti.

Dal punto di vista della pianificazione urbana, la rigenerazione

della zona ex Italgas permetterà di creare un

collegamento funzionale tra le aree residenziali preesistenti

e previste dal nuovo progetto del water front 23 e le

principali arterie di trasporto, favorendo una maggiore

integrazione e accessibilità. La riqualificazione dell'area

contribuirà inoltre a ridurre l'effetto isola di calore, migliorare

la qualità dell'aria e promuovere la biodiversità urbana,

in linea con gli obiettivi di sostenibilità ambientale.

Per concludere, l'analisi multilivello ha confermato che

la zona ex Italgas possiede tutte le caratteristiche necessarie

per diventare un modello di rigenerazione urbana,

capace di conciliare la conservazione del patrimonio

storico con le esigenze di sviluppo contemporaneo.

23. Progetto di riqualificazione del waterfront delle due Città Porto di Venezia e Chioggia, https://www.port.venice.it/waterfront/

84


ANALISI DEL

CONTESTO

85


Analisi del contetso

Alla luce di quanto emerso dal capitolo

precedente, in questo capitolo viene fatto

uno zoom e analizzata la sola area ex Italgas.

Vediamo in prima battuta come la posizione dell'area ex

Italgas sia strategica sotto diversi punti di vista. Situata

vicino a Piazzale Roma e alla stazione ferroviaria di Venezia

Santa Lucia, è facilmente accessibile sia per i residenti

che per nuovi flussi di lavoratori pendolari e visitatori,

facilitando così il flusso di persone e merci. Inoltre,

la sua vicinanza al quartiere di Santa Marta, alla stazione

marittima, al campus universitario e al centro dell’isola,

la rende un punto nodale che può migliorare significativamente

la connettività tra diverse zone della città.

L’area è altresì ben collegata con il resto della città e

l’esterno, grazie alla vicinanza delle fermate del vaporetto

e del terminal della stazione marittima, situate a

una ragionevole distanza a piedi. Questo collegamento

facilita notevolmente l'accesso sia per i residenti che

per i visitatori, offrendo un'opzione di trasporto pubblico

efficiente e comoda. La vicinanza delle fermate del

vaporetto permette di raggiungere rapidamente altre

parti della città, mentre il terminal della stazione marittima

garantisce un accesso diretto ai servizi di trasporto

marittimo, migliorando ulteriormente la connettività

e l'integrazione dell'area con il resto di Venezia.

La mobilità nelle immediate vicinanze dell’area si distingue

per la sua interessante accessibilità grazie a una

mobilità diversificata. È raggiungibile a piedi, offrendo

un collegamento diretto con la città; ad oggi vi è la possibilità

di arrivare in auto il che rende l'area accessibile

anche per chi proviene dalla terraferma, ampliando le

opzioni di trasporto. Il collegamento con la rete ferroviaria

crea una solida connessione con altre città e regioni

e come anticipato, la vicinanza al terminal della stazione

marittima e la le fermate del vaporetto garantiscono

un accesso diretto ai servizi di trasporto marittimo.

Si passa poi ad un’analisi delle componenti fisiche

che caratterizzano la zona quali bacini e canali

(fig.64), collegamenti e ponti (fig.65), fino

ad arrivare alle preesistenze edilizie (fig.66).

Questa porzione di terreno triangolare è delimitata da

canali su due lati: a Nord-Ovest dal Canale Scomenzera

e a Est dai Rii de Santa Marta e de l'Arzere. La connessione

con il centro dell'isola è assicurata dalla presenza

di due ponti: il Ponte Longo di S. Marta e il Ponte di Pietra

prospiciente la Casa Circondariale di S. Maria Maggiore.

Per capire la composizione e la predisposizione dell’area

è stata analizzata l'occupazione del suolo (fig.68).

Emerge una dettagliata distribuzione degli spazi urbani,

evidenziando come ogni categoria contribuisca al tessuto

urbano complessivo. Le categorie preponderanti sono

quella residenziale e dei parcheggi, soprattutto nella zona

della stazione marittima. All’interno del lotto selezionato

sono invece presenti unicamente ex edifici industriali.

86


Analisi del contesto

SHIP TERMINAL

TRAIN

ARRIVALS

MAIN CITY

IUAV CAMPUS

fig.61, Flussi principali, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

87


Analisi del contetso

10min

10 min

piccole navi

passeggeri

vaporetto

fig.62, Distanze dalle fermate degli imbarcaderi e dal porto di Venezia, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

88


Analisi del contesto

P

P

P

P

P

P

P

P

P

fig.63, Analisi dei flussi dei mezzi di trasporto, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

89


Analisi del contetso

1

2

5 6

11

7

4

9

8

1. Bacino del Tronchetto

2. Bacino della Marittima

3. Canale della Giudecca

4. Canal Grande

5. Canale Scomenzera

6. rio de Santa Marta

7. rio de le Burchiele

8. rio Novo

9. rio de la Cazziola

10. rio de l’Arzere

11. rio de S.Maria Maggiore

12. rio del Tentor

13. rio Briati

14. rio de le Terese

15. rio de l’Anzolo Rafael

16. rio de San Sebastian

10

12

13

14

15

16

3

fig.64, Canali e bacini principali, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

90


Analisi del contesto

2

1.Ponte della Libertà

2.Ponte de San Basegio

3.Ponte de San Sebastian

4.Ponte del Socorso

5.People mover

1

6.Ponte della Costituzione

5 6

9

8

7

7.Ponte della Fondamenta del Monastero

8.Ponte Santa Chiara

9.Ponte di Papadopoli

10.Ponte tre ponti

10

11.Ponte de la Madalena

12.Ponte del Pagan

16

15

14

12

20

13

13.Ponte de la Sbiaca

14.Ponte de Cà Rizzi

15.Ponte S. Maria Maggiore

16.Ponte di pietra

17.Ponte longo di S.Marta

24

17

18

19

23

4

21

22

18.Ponte di calle de la Madona

19.Ponte storto

20.Ponte dei Ragusei

21.Ponte Briati

22.Ponte Foscarini

25

26

27

11

3

2

23.Ponte de le Terese

24.Ponte di fondamenta Tron

25.Ponte di fondamenta Bari

26.Ponte di fondamenta

Pescheria

27.Ponte dell’Angelo Raffaele

fig.65, Ponti, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

91


Analisi del contetso

Autorimessa

comunale

Boscolo Bielo Ivano Srl

Ecocentro Veritas

Veneziana di Navigazione

Spa

Cantiere Nautico Venezia

- Ca.Na.Ve.

Terminal Isonzo 2

Brusato trasporti

Ibif S.r.l.

Codive Coop Srl

Coperti e ruderi industriali

(ex Italgas)

Casa circondariale

S.Maria Maggiore

Zona interessata da un

intervento di recupero

Imbarcadero “Santa

Marta”

Università IUAV di Venezia

- Terese

Ex Chiesa di Santa

Marta

Residenza

universitaria Camplus

Università IUAV di

Venezia - Cotonificio

Polo didattico San

Basilio

Quartiere residenziale

“Santa Marta”

fig.66, Edifici preesistenti nel lotto e nelle immediate vicinanze, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

92


Detent

Recrea

Religio

Hotels

Admin

Infine, è stata valutata la qualità della vita dei residenti,

considerando la possibilità di avere accesso

facilmente ai beni e servizi di prima necessità senza

dover ricorrere a mezzi di trasporto. Questo riduce la

dipendenza dai vaporetti, contribuendo alla sostenibilità

ambientale e alla diminuzione del traffico marittimo.

Inoltre, la presenza di questi servizi a breve distanza

incoraggia l'interazione sociale e rafforza il senso di

comunità, rendendo l'area più vivibile per i residenti.

Detention Strutture facilities detentive

Hotels

Administration Amministrazione - Government - Edifici Entities governativi

Recreational Edifici ricreativi buildings - Eventi - events

Religious Edifici religiosi buildings

Industrial Edifici industriali buildings (ex)

Public Trasporto Transports pubblico

Indust

Public

Educa

Comm

Tourism

Open/

Reside

Education Educazione buildings - scuola - mandatory dell’obbligo schools e università and universities

Commerciale

Tourism Ricezione Reception turistica

Open/closed Parcheggi car aperti/chiusi parks

Residetial Residenziale

93

fig.67, Grafico dell’occupazione del suolo,

immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024


Analisi del contetso

fig.68, Carta dell’occupazione del suolo, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

94


Analisi del contesto

Cafè

Ristoranti

fig.69, Carta dei cafè e ristoranti nelle vicinanze, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

95


Analisi del contetso

10 min

10 min

5 min

5 min

Supermercati

Negozi di

alimentari

10 min

fig.70, Carta dei supermercati e negozi alimentari delle vicinanze, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

96


RIFERIMENTI

PROGETTUALI

97


Riferimenti progettuali

Storicamente, la spiaggia di Santa Marta

e la sagra omonima hanno svolto un ruolo

di rilievo nella coesione sociale del quartiere.

La sagra di Santa Marta, celebrata originariamente

con eventi che includevano pesca, cene collettive

e festeggiamenti sulla riva, rifletteva il forte legame

comunitario tra gli abitanti. Durante queste celebrazioni,

la comunità si riuniva per condividere cibo, musica

e attività sociali, creando un senso di appartenenza

e unità. La preparazione e la condivisione del

cibo, in particolare la sogliola con la salsa "saor", diventava

un simbolo di convivialità e tradizione, rafforzando

i legami sociali e culturali tra i residenti​ 24 .

spazi pubblici che facilitano l'interazione sociale e l'organizzazione

di eventi comunitari. Questo approccio

può contribuire a rivitalizzare l'area, rendendola

più attraente e vivibile per i residenti attuali e futuri.

Integrare spazi che riflettano le tradizioni storiche può

promuovere la coesione sociale e il senso di identità, elementi

essenziali per un progetto di rigenerazione urbana

di successo. La creazione di nuovi spazi pubblici che permettano

la connessione tra i residenti può trasformare il

quartiere in un modello di integrazione sociale e culturale,

migliorando significativamente la qualità della vita urbana.

La spiaggia di Santa Marta, utilizzata per le attività della

sagra, non solo forniva uno spazio per la ricreazione e il

relax, ma anche un luogo dove le persone potevano incontrarsi

e interagire in modo informale. Questo spazio

aperto permetteva la creazione di una rete sociale più forte,

contribuendo a un senso di comunità coeso e solidale.

In un contesto di rigenerazione urbana, considerare

questi elementi storici è fondamentale. La sagra

di Santa Marta e la spiaggia associata rappresentano

non solo aspetti culturali e tradizionali, ma anche

elementi chiave per la vita sociale del quartiere. Incorporare

questi riferimenti storici in un progetto di rigenerazione

urbana potrebbe significare ripristinare

24. Festa di Santa Marta, https://www.conoscerevenezia.it/?p=29934

98


Riferimenti progettuali

fig.71, La spiaggia di Santa Marta, ignoto, sec. XVIII

fig.72, La Sagra di Santa Marta, Gaspare Diziani , 1750 ca.

fig.73, Veduta notturna di Venezia con il canale della Giudecca il giorno

della festa di santa Marta, anonimo, sec. XVIII

fig.74, Il Canale della Giudecca con la Chiesa di Santa Marta, Francesco

Lazzaro Guardi, 1770 - 80

99


Riferimenti progettuali

Central park, New York city

Central Park, situato nel cuore di Manhattan a New York,

è uno dei parchi urbani più iconici e ampiamente riconosciuti

al mondo. Esteso su circa 341 ettari, il parco è stato

progettato da Frederick Law Olmsted e Calvert Vaux e

aperto al pubblico nel 1858. Central Park offre una vasta

gamma di paesaggi, dai prati ondulati ai boschi densi,

laghi, sentieri pedonali e ciclabili, oltre a strutture ricreative

come campi sportivi, aree gioco, teatri e giardini.

In termini urbanistici, Central Park rappresenta un "polmone

verde" essenziale per la città di New York. Esso

fornisce uno spazio aperto in una delle aree urbane

più densamente popolate del mondo, contribuendo a

migliorare la qualità dell'aria e offrendo un rifugio dalla

frenesia cittadina. Il parco agisce come un centro di

gravità naturale che equilibra l'espansione edilizia e favorisce

la biodiversità all'interno dell'ambiente urbano.

Per concludere, l'aspetto interessante considerato in

fase progettuale, è come Central Park non è solo un

elemento di bellezza naturale, ma una componente

vitale dell'infrastruttura urbana di New York, che

promuove il benessere fisico e mentale dei suoi abitanti,

favorisce la sostenibilità ambientale e contribuisce

alla vitalità economica e sociale della città.

Per questi motivi è di vitale importanza

la previsione di un'ampia porzione dell'area

di progetto da adibire a parco urbano.

Dal punto di vista sociale, Central Park è fondamentale

per la comunità di New York. Offre un luogo di incontro

dove persone di tutte le età e provenienze possono

interagire, rilassarsi e partecipare a una vasta gamma

di attività ricreative e culturali. Eventi come concerti,

festival, spettacoli teatrali all'aperto e attività sportive

contribuiscono a rafforzare il senso di comunità e

a promuovere la coesione sociale. Inoltre, la presenza

del parco aumenta il valore immobiliare delle aree

circostanti, generando benefici economici per la città.

100

fig.75-76-77, (pagina successiva), Central Park, Vanityfair.it


101


Riferimenti progettuali

MFO park, Zurigo

Il MFO Park 25 di Zurigo, situato nel quartiere

di Oerlikon, è un esempio emblematico di

rigenerazione urbana e innovazione architettonica.

Realizzato sul sito dell'ex fabbrica Maschinenfabrik

Oerlikon, il parco è stato inaugurato

nel 2002 come parte di un progetto più

ampio di sviluppo dell'area "Zentrum Zürich-Nord"​.

Il parco si distingue per la sua struttura architettonica

unica, una sorta di "parco casa" con una

doppia struttura in acciaio rivestita da una rete

metallica, che sostiene una rigogliosa vegetazione

rampicante. Questa struttura a traliccio,

aperta su tre lati, richiama le dimensioni e la forma

dell'edificio industriale originale, creando una

connessione visiva e simbolica con il passato industriale

del sito​. L'interno del parco offre una

varietà di esperienze spaziali, con scale, passerelle

e logge che invitano i visitatori a esplorare

e godere della natura in un contesto urbano.

Dal punto di vista sociale e urbano, il MFO Park è rivoluzionario

perché trasforma un sito industriale dismesso

in uno spazio pubblico multifunzionale che

favorisce la coesione sociale e il benessere della

comunità. Il parco ospita una serie di attività culturali

e ricreative, come proiezioni cinematografiche

all'aperto, concerti e spettacoli teatrali, rendendolo

un punto di riferimento dinamico per il quartiere​ 26 ​.

L'importanza del MFO Park come riferimento progettuale

per la rigenerazione urbana risiede nella

sua capacità di integrare la memoria storica con

l'innovazione contemporanea, creando uno spazio

che risponde alle esigenze moderne di sostenibilità

e vivibilità. L'approccio di utilizzare la struttura

esistente come scheletro per un nuovo parco verde

rappresenta un esempio di come gli spazi industriali

dismessi possano essere riqualificati per

migliorare la qualità della vita urbana, promuovendo

l'interazione sociale e l'integrazione ambientale​.

Questo modello di rigenerazione potrebbe essere

applicato in altre aree urbane, come l'ex Italgas

di Venezia, per trasformare spazi abbandonati

in risorse vitali per la comunità, offrendo nuove

opportunità di sviluppo sostenibile e inclusivo.

25. MFO park, https://burckhardt.swiss/en/project/mfo-park-zurich/

26. MFO park, https://www.zuerich.com/en/visit/attractions/mfo-park

102

fig.78-79-80, (pagina successiva), MFO Park,

https://burckhardt.swiss/en/project/mfo-park-zurich/


103


Riferimenti progettuali

Rolex Learning Center, Losanna, 2010

Il Rolex Learning Center di Losanna, progettato dallo studio

giapponese SANAA e inaugurato nel 2010, rappresenta

un'innovazione significativa nel campo della progettazione

architettonica per gli spazi di apprendimento

e multifunzionali. Situato nel campus dell'École Polytechnique

Fédérale de Lausanne (EPFL), il centro funge

da biblioteca principale e hub culturale, offrendo un ambiente

di studio dinamico e aperto a studenti e visitatori.

La composizione planimetrica del Rolex Learning Center

è caratterizzata da una forma ondulata e organica

che sfida le nozioni tradizionali di design architettonico.

Questo approccio elimina le linee rette e gli angoli acuti,

favorendo invece curve e pendenze che creano un senso

di movimento e fluidità nello spazio. Gli interni sono

costituiti da spazi ampi e senza colonne, che permettono

un uso flessibile e dinamico, ideale per favorire la

collaborazione e l'interazione tra studenti e ricercatori 27 .

della natura e delle viste panoramiche circostanti 28 .

In termini di progettazione architettonica per spazi di

apprendimento e multifunzionali, il Rolex Learning

Center è un riferimento progettuale non trascurabile

ai fini di questa tesi. La sua struttura aperta e flessibile

incoraggia un uso versatile degli spazi, adatto

a una varietà di attività accademiche e culturali.

La disposizione degli arredi e degli spazi è pensata per

supportare diverse modalità di apprendimento, dalla

concentrazione individuale al lavoro di gruppo, offrendo

un ambiente che stimola l'innovazione e la creatività.

L'integrazione della luce naturale è un elemento chiave

del design, con ampie finestre e lucernari che inondano

gli interni di luce solare, creando un ambiente luminoso

e accogliente. Questo non solo migliora l'estetica, ma

contribuisce anche all'efficienza energetica dell'edificio.

La continuità tra gli spazi interni ed esterni è intenzionalmente

sfumata, con terrazze e aree all'aperto

che si collegano senza soluzione di continuità

agli interni, permettendo agli utenti di godere

27. https://www.archiinterio.com/magazine/innovative-design---exploring-the-rolex-learning-centre-by-kazuyo-sejima-in-lausanne--switzerland

28. EPFL Rolex Learning Center, https://www.archdaily.com/50235/rolex-learning-center-sanaa

fig.81-82-83, (pagina successiva), esterno e interno del Rolex Learning

Center, https://www.area-arch.it/rolex-learning-centre/

104


105


Riferimenti progettuali

Hans Christian Andersen Hus Museum, Odense, 2022

Il Museo Hans Christian Andersen a Odense, progettato

dall'architetto giapponese Kengo Kuma e inaugurato

nel 2022 29 , rappresenta un perfetto esempio

di architettura contemporanea che armonizza

natura, luce e materiali sostenibili. Situato nella città

natale del celebre scrittore, il museo offre un'esperienza

immersiva che mira a evocare il senso di meraviglia

e scoperta tipico delle fiabe di Andersen.

Il design innovativo del museo si distingue per i volumi

cilindrici avvolti in una struttura lignea a traliccio,

conferendo all'edificio un aspetto leggero e trasparente.

Le pareti vetrate permettono alla luce naturale

di filtrare all'interno, creando un ambiente luminoso e

accogliente che stimola l'immaginazione dei visitatori.

L'architettura di Kuma è caratterizzata da superfici curve

e spazi fluidi che invitano i visitatori a esplorare. La struttura

lignea a traliccio non solo offre supporto strutturale,

ma aggiunge anche un elemento estetico evocativo delle

trame intricate delle fiabe di Andersen. Questo design

organico e armonioso crea un ambiente che riflette la

bellezza naturale e migliora l'esperienza dei visitatori,

favorendo la connessione con l'ambiente circostante.

Kengo Kuma ha scelto di utilizzare materiali sostenibili

per la costruzione del museo, con un forte accento

sul legno, una risorsa rinnovabile e ecologicamente

responsabile. Il legno utilizzato è certificato, garantendo

che proviene da foreste gestite in modo sostenibile.

Questo approccio non solo riduce l'impatto ambientale

dell'edificio, ma conferisce anche un calore naturale

agli spazi interni, migliorando il benessere dei visitatori.

Il Museo Hans Christian Andersen rappresenta un riferimento

progettuale importante per diversi motivi. L'abilità

di integrare l'edificio con il paesaggio naturale e il contesto

urbano di Odense dimostra l'abilità dell'architetto nel

rispettare e valorizzare il sito esistente. Questo approccio

può essere applicato in progetti di rigenerazione urbana

per migliorare la connessione tra edifici e ambiente circostante.

La disposizione degli spazi e l'uso della luce per

creare un'esperienza immersiva possono essere considerati

per creare ambienti stimolanti e coinvolgenti in altre

aree urbane, favorendo l'interazione sociale e culturale.

Infine, l'uso di materiali ecologici e tecniche di costruzione

sostenibili offre un modello per lo sviluppo di progetti

ecologicamente responsabili. In un'epoca in cui la sostenibilità

in tutte le sue sfaccettature è un tema centrale, l'approccio

di Kuma dimostra come si possano creare edifici

belli e funzionali riducendo al minimo l'impatto ambientale.

29. H.C.Andersen Hus Museum / Kengo Kuma & Associates,

https://www.archdaily.com/979082/hcandersen-hus-museum-kengo-kuma-and-associates

106

fig.84-85-86, (pagina successiva), interno ed esterno del H.C.

Andersen Hus Museum, https://www.archdaily.com/979082/hcandersen-hus-museum-kengo-kuma-and-associates


107


Riferimenti progettuali

Spazi informali

Integrare il verde e le piante rampicanti all'interno degli

edifici di lavoro è utile per creare ambienti di lavoro sereni.

Infatti, la presenza di piante e aree verdi contribuisce

a migliorare il benessere psicologico e fisico dei lavoratori,

riducendo lo stress e aumentando la produttività. Le

piante aiutano a purificare l'aria, riducendo i livelli di inquinanti

e migliorando la qualità dell'aria interna, il che è

particolarmente importante negli ambienti di lavoro chiusi​.

Gli spazi informali e di distensione che includono piante

rampicanti e vegetazione offrono un ambiente rigenerante

dove i lavoratori possono fare una pausa, recuperare

energia e ritrovare concentrazione. La vegetazione crea

un'atmosfera più naturale e rilassante, favorendo la creatività

e l'innovazione. Inoltre, le piante rampicanti possono

essere utilizzate per migliorare l'estetica degli edifici,

rendendoli più accoglienti e piacevoli da frequentare.

All'esterno, il verde contribuisce a ridurre l'effetto isola

di calore urbano, creando un microclima più fresco

e piacevole intorno agli edifici. Le piante rampicanti

sulle facciate degli edifici possono anche fornire un

ulteriore strato di isolamento termico, riducendo i costi

energetici per il riscaldamento e il raffreddamento.

Questi benefici ambientali si traducono in un miglioramento

complessivo della sostenibilità degli edifici.

fig.87, Edificio per uffici a Waiblingen, https://flooer.art/portfolio/

La presenza di aree verdi e piante rampicanti negli spazi

di lavoro riflette un impegno verso il benessere dei dipendenti

e la sostenibilità ambientale, promuovendo un

ambiente di lavoro più positivo e produttivo. La combinazione

di benefici psicologici, fisici e ambientali rende

l'integrazione del verde una strategia fondamentale per

la progettazione di spazi di lavoro moderni ed efficaci.

108


INTENZIONI

PROGETTUALI

“Un insieme di spazi pensati per stimolare la formazione continua, la ricerca e la produzione attraverso

l’interazione e lo scambio reciproco tra realtà e settori diversi”.

109


Intenzioni progettuali

La rete Impact Hub è un network globale di incubatori di

innovazione, acceleratori e spazi di coworking, fondata

localmente e operata in tutto il mondo. La sua missione è

promuovere un mondo giusto e sostenibile in cui il business

e il profitto supportino sia le persone che il pianeta.

La rete, ad oggi include oltre 100 Impact Hub in più

di 60 paesi, coinvolgendo oltre 320 membri e più di

24000 partecipanti a programmi a livello globale 30 .

Fondata nel 2005 a Londra, l'Impact Hub ha visto

una rapida espansione grazie alla creazione

di una comunità globale di professionisti impegnati

nel cambiamento sociale e ambientale positivo.

L'evoluzione dell'Impact Hub è stata esponenziale e può

essere tracciata attraverso una timeline che illustra la

crescita del network dai primi anni 2000 ad oggi. Nel

2000, un gruppo di laureati del United World College

di Atlantic, Galles, ha iniziato a esplorare idee innovative

per affrontare questioni globali. Il primo Impact

Hub è stato fondato a Londra nel 2005, trasformando

un loft in disuso in uno spazio di co-working. Da allora,

la rete è cresciuta esponenzialmente, culminando

nella fondazione dell'Impact Hub Association nel 2011,

che ha permesso una maggiore espansione globale 31 .

I principi alla base della rete Impact Hub includono la

promozione dell'innovazione inclusiva e sostenibile su

larga scala, la facilitazione della collaborazione tra vari

settori e l'affrontare sfide sociali e ambientali complesse

attraverso l'azione imprenditoriale. Collegando imprenditori,

innovatori, grandi organizzazioni, investitori e il

settore pubblico, Impact Hub mira a generare cambiamenti

sistemici e creare un impatto sociale significativo.

La rete allinea le sue attività con gli Obiettivi di Sviluppo

Sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite, concentrandosi

su questioni come l'eradicazione della povertà,

l'educazione di qualità, l'uguaglianza di genere, il lavoro

dignitoso e la crescita economica. Questo allineamento

garantisce che le iniziative supportate da Impact

Hub contribuiscano a obiettivi globali più ampi 32 .

Inoltre, molti dei principi della rete Impact Hub, sono

sovrapponibili con quelli di iniziative come il New European

Bauhaus, che promuove la sostenibilità, l'inclusione

e l'innovazione nell'architettura e nell'urbanistica.

Questi principi guida possono essere applicati per

creare spazi di apprendimento e co-creazione che

rispondano alle sfide contemporanee del cambiamento

climatico e della coesione sociale, contribuendo

allo sviluppo sostenibile delle comunità locali.

Gli Impact Hub offrono varie funzioni e servizi, tra cui

spazi di coworking, programmi di incubazione e accelerazione

per startup, e piattaforme per eventi comunitari

e workshop. Questi hub supportano imprenditori

sociali e innovatori fornendo risorse, mentorship e opportunità

di networking, favorendo un ambiente propi-

30. Aernoudt, R. (2004). Incubators: Tool for entrepreneurship, Small Business Economics

31. Dee, N. (2015), Evaluating the Impact of Support Services for High-Growth Potential Firms, Nesta Working Paper.

32. Bøllingtoft, A., & Ulhøi, J. P. (2005), The networked business incubator—leveraging entrepreneurial agency, Journal of Business Venturing

110


410 +

programmi in 67

paesi nel 2022

110

Impact Hub

67

Paesi in

tutto il

mondo

55k +

Posti di lavoro

creati dal 2012

24k +

partecipanti ai

programmi nel

2022

320k +

Impact Makers

in tutto il mondo

15k

Aziende

fondate

nel 2012

fig.88, Alcuni numeri della rete Impact Hub, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

111

TIME IS NOW,

THE WAY IS TOGETHER


Semi di cambiamento

Nel 2000, un gruppo di laureati appassionati

e idealisti dello United World College (UWC)

di Atlantic, in Galles, organizzò un evento

innovativo per il millennio alla Royal Festival

Hall di Londra. Hanno riunito personalità

influenti, tra cui premi Nobel e persino il Dalai

Lama in video, per discutere di questioni

globali urgenti.

Il primo Impact Hub apre le sue porte

Nel 2005, con le esperienze dell'evento del

millennio e di SoMoHo ancora fresche nelle

loro menti e nei loro cuori, il gruppo ha avvertito

la crescente necessità di uno spazio fisico

in cui persone con idee simili potessero riunirsi

per connettersi e collaborare. Spinti dalla

loro visione, hanno fondato il primo Impact

Hub trasformando un loft londinese in disuso.

Chiamato inizialmente “The Hub”, questo

spazio è diventato il terreno di coltura per la

costruzione di comunità, pratiche sostenibili e

la miscela perfetta tra passione attivista e

ingegno imprenditoriale. È nato il primo habitat

per innovatori sociali.

›2000

›2005

›2002

›2

Sfidare le convenzioni

L'impatto del loro evento ha attirato l'attenzione del Vertice

mondiale delle Nazioni Unite, facendo loro guadagnare

un invito unico a organizzare un incontro collaterale all'imminente

Vertice mondiale per lo sviluppo sostenibile di

Johannesburg, nel 2003. Tuttavia, questi giovani visionari

Impact Makers hanno scelto di rifiutare il formato e la

sede tradizionali del workshop e hanno co-creato un

summit popolare a Soweto, dove hanno collaborato con

gli attivisti locali che hanno trasformato un terreno abbandonato

nell'ispirante Soweto Mountain of Hope (“SoMo-

Ho”), mostrando il potere del cambiamento guidato dalla

comunità.

Coltiv

Mentre

che la

sono re

soddis

Hanno

coltiva

se e co

cipazio

come c

sceva,

uniche

contem

sistem

fig.89, Linea del tempo della rete Impact Hub, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

112


e

l

le

verfisico

unirlla

t

uso.

r la

bili e

e

bi-

Potenziare l'impatto globale

Nel 2011 è stata raggiunta una tappa importante:

15 Impact Hub di tutto il mondo hanno

fondato l'Impact Hub Association. Questo ha

permesso alla nostra Rete di espandersi a

livello globale, creando oltre 100 Impact Hub

in più di 60 Paesi. Con il riconoscimento del

concetto di “hub”, abbiamo cambiato il nostro

marchio da “The Hub” a “Impact Hub”, rafforzando

il nostro impegno costante nel promuovere

un cambiamento sociale e ambientale

positivo attraverso l'azione imprenditoriale.

›2018

›2011

›ONGOING

Coltivare la crescita collaborativa

Mentre l'Hub di Londra metteva radici, altre persone

che la pensavano allo stesso modo in altre città si

sono rese Vconto che il modello aveva il potenziale per

soddisfare le esigenze delle loro comunità locali.

Hanno iniziato a co-creare una rete di Impact Hub,

coltivando una crescita collaborativa tra culture diverse

e contestualizzando il modello attraverso la partecipazione

dal basso dei creatori di impatto locali

come comunità fondatrici. Man mano che la rete cresceva,

ogni nuovo Hub rifletteva le esigenze e le sfide

uniche della propria comunità locale, condividendo al

contempo una visione comune per il cambiamento

sistemico del mondo.

Visione 2030

Mentre la nostra Rete avanza verso il

futuro, il nostro viaggio di trasformazione e

impatto rimane illimitato. Alimentati dai

nostri valori di fiducia, coraggio e collaborazione,

ci sforziamo di creare connessioni

più significative e di promuovere soVluzioni

innovative, aprendo la strada a un mondo

radicalmente migliore. Entro il 2030, immaginiamo

di essere i fari del business del

futuro, sfruttando diverse forze per il bene

e guidando collettivamente l'economia

d'impatto per plasmare il nostro presente e

il nostro futuro.

113


Intenzioni progettuali

zio al cambiamento sociale e allo sviluppo sostenibile.

L’evidente successo del modello Impact Hub, riscontrato

nell’evoluzione del network a ritmi sostenuti, risiede

nella sua capacità di integrare contesti locali

con prospettive globali, creando così una rete diversificata

e resiliente in grado di affrontare sfide locali contribuendo

al contempo a soluzioni globali. Questo

approccio offre un modello che combina l'impegno comunitario,

pratiche sostenibili e soluzioni innovative

per promuovere ambienti urbani vibranti e resilienti 33 .

Proporre un Impact Hub nell'area ex Italgas di Venezia

rappresenta una strategia progettuale di notevole

valore per diverse ragioni. L'Impact Hub Network, noto

per sostenere imprenditori sociali e innovatori, sarebbe

un'attrazione significativa per imprenditori e investitori

globali, generando posti di lavoro legati all'innovazione

e offrendo opportunità ai giovani, potenziali nuovi

residenti della città. La storica vocazione di Venezia

come crocevia di culture e scambi commerciali fornisce

un ambiente ideale per creare una rete internazionale

di contatti, facilitando collaborazioni globali.

L'integrazione di un Impact Hub in questa zona strategica

potrebbe sfruttare la consapevolezza ambientale

della città, che è particolarmente vulnerabile agli effetti

del cambiamento climatico. Questa sensibilità potrebbe

rendere Venezia particolarmente ricettiva a iniziative

sostenibili promosse dall'Impact Hub. Inoltre, la collaborazione

con istituzioni culturali locali, università e

organizzazioni no-profit potrebbe favorire l'integrazione

di Impact Hub nella comunità veneziana, aumentando

le opportunità di collaborazione e co-creazione.

Inoltre, Venezia, attualmente centrata sul turismo,

avrebbe l'opportunità di diversificare la propria economia,

attirando talenti internazionali interessati a lavorare

in un ambiente stimolante e unico come quello offerto

dall'Impact Hub. Questo potrebbe contribuire a rivitalizzare

la città dei residenti e a riattivare la vita comunitaria.

Come abbiamo visto nel capitolo sull’analisi del contesto,

la posizione dell'area dei gasometri ex-Italgas

è strategica per Venezia e lo sarebbe anche per

l'Impact Hub, grazie alla sua accessibilità sia dalla

città insulare lagunare che dall'intera terraferma.

Un ulteriore conferma sui possibili benefici che un Impact

Hub nell’area ex Italgas porterebbe alla città e al

network stesso, è emersa dall’analisi SWOT condotta

(fig.91). Si evidenzia in primo luogo come la posizione

di Venezia e dell'area ex Italgas siano particolarmente

strategiche per l'insediamento di un Impact Hub per diverse

ragioni. Venezia è una città iconica con una ricca

storia culturale e una posizione geografica privilegiata.

La città, infatti, funge da crocevia di culture e scambi

commerciali, offrendo l'opportunità di creare una

rete internazionale di contatti per Impact Hub, facilitando

collaborazioni e partnership globali.

La città di Venezia attira una vasta gamma di persone, tra

33. Impact Hub Stockholm, https://stockholm.impacthub.net/about-us/global-network/

114


PROPOSTE

• CO-WORK

• LAVORO

• PROGRAMMI ACCELERATORI

• PROGRAMMI DI INCUBAZIONE

Intenzioni progettuali

UTENTI

• IMPACT MAKERS

• IH MENTORS

• GIOVANI IMPRENDITORI

• START UPS

• IMPRESE CONSOLIDATE

SUPPORTO

• UTENTI ESTERNI (solo per certi

servizi)

• MENTORSHIP 1 TO 1

• INVESTIMENTI

• CO-WORKING

• AIUTO DI ESPERTI

• RETE DI SERVIZI

• FORMAZIONE

CONOSCENZA

• ISPIRARE

• CONNETTERE

• ABILITARE

fig.90, Struttura generale di un Impact Hub, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

115


positivo

STRENGHTS

1. Posizione prestigiosa: Venezia è una città iconica

e turistica con una ricca storia culturale e una

posizione geografica privilegiata che potrebbe

attirare l'interesse di imprenditori e investitori da

tutto il mondo.

2. Rete internazionale di contatti: La posizione di

Venezia come crocevia di culture e scambi commerciali

offre l'opportunità di creare una rete

internazionale di contatti per Impact Hub, facilitando

collaborazioni e partnership globali.

3. Pubblico eterogeneo: La città attrae una vasta

gamma di persone, tra cui turisti, studenti, artisti e

professionisti, offrendo a Impact Hub l'opportunità

di coinvolgere una varietà di talenti e risorse.

4. Consapevolezza ambientale: Venezia, con la sua

vulnerabilità agli effetti del cambiamento climatico,

potrebbe essere ricettiva a iniziative sostenibili

come Impact Hub, che promuove la sostenibilità e

l'innovazione sociale.

1. Turismo sostenibile: Impact Hub potrebbe sfruttare

il flusso turistico verso Venezia per promuovere

la sua missione di sostenibilità e responsabilità

sociale d'impresa, offrendo ai visitatori esperienze

coinvolgenti ed educative.

2. Collaborazioni con le istituzioni locali: La collaborazione

con istituzioni culturali locali, università

e organizzazioni no-profit potrebbe favorire

l'integrazione di Impact Hub nella comunità veneziana

e ampliare le opportunità di collaborazione

e co-creazione.

3. Incentivi governativi: Il sostegno del governo

locale attraverso incentivi fiscali o finanziamenti

per progetti innovativi e sostenibili potrebbe

facilitare l'avvio e lo sviluppo di Impact Hub a

Venezia.

4. Attrazione di talenti internazionali: La reputazione

e la posizione di Venezia potrebbero attrarre

talenti internazionali interessati a lavorare in un

ambiente stimolante e unico come quello offerto

da Impact Hub.

OPPORTUNITIES

interno

esterno

fig.91, Analisi SWOT di un ipotetico Impact Hub a Venezia, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

116

WEAKNESSES

1. Vincoli logistici: L'accesso limitato alla città e

la mancanza di spazio disponibile possono

rendere difficile trovare una sede adeguata per

l'Impact Hub e limitare le opportunità di espansione.

2. Costi elevati: I costi operativi a Venezia possono

essere significativamente più alti rispetto ad

altre città, compresi quelli relativi all'affitto degli

spazi e alla logistica, che possono incidere sulla

sostenibilità finanziaria del progetto.

3. Sfide infrastrutturali: La fragilità dell'ambiente

veneziano e la necessità di preservare il patrimonio

storico e culturale della città possono

rappresentare una sfida per l'adattamento degli

spazi alle esigenze di Impact Hub.

4. Concorrenza locale: La presenza di altre

organizzazioni e istituzioni potrebbe creare una

competizione per le risorse e i talenti, richiedendo

a Impact Hub di distinguersi per attrarre soci

e investimenti.

1. Impatto dell'instabilità economica: Le fluttuazioni

economiche globali potrebbero influire

sulla disponibilità di finanziamenti e investimenti

per Impact Hub, mettendo a rischio la sua

sostenibilità finanziaria.

2. Rischi ambientali: La vulnerabilità di Venezia

agli effetti del cambiamento climatico e delle

maree potrebbe comportare rischi per la sicurezza

e la stabilità delle operazioni di Impact

Hub.

3. Percezione negativa: Alcuni residenti o attori

locali potrebbero essere scettici sull'arrivo di

nuove iniziative in città, temendo un impatto

negativo sull'ambiente o sulla cultura locale.

4. Concorrenza globale: L'Impact Hub di Venezia

potrebbe dover competere con altre iniziative

simili in città analoghe di tutto il mondo, richiedendo

una differenziazione e un'eccellenza

continua per mantenere la propria rilevanza e

attrattiva.

THREATS

negativo


Innovation

Versatility

Beautiful

Creativity

Multidisciplinarity

Sustainability

DiversityInspire

Connect

Collective impact

Together

Link

Networking

Ecosystem

Reversibility

Change

Sharing

Collaboration

Inclusion

Diversify

Sociality

fig.92, Parole chiave condivise dalla rete Impact Hub, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

117


Intenzioni progettuali

cui turisti, studenti, artisti e professionisti, offrendo così

a Impact Hub l'opportunità di coinvolgere una varietà di

talenti internazionali interessati a lavorare in un ambiente

stimolante e unico come quello offerto da Impact Hub.

Inoltre, la consapevolezza ambientale della città, data

la sua vulnerabilità agli effetti del cambiamento climatico,

la rende particolarmente ricettiva a iniziative sostenibili

come quelle promosse da Impact Hub, che

promuovono la sostenibilità e l'innovazione sociale.

Vi sarebbe poi la possibilità di sfruttare il flusso turistico

per promuovere la missione di sostenibilità e responsabilità

sociale d'impresa di Impact Hub, offrendo

ai visitatori esperienze coinvolgenti ed educative. Collaborazioni

con istituzioni culturali locali, università e

organizzazioni no-profit potrebbero favorire l'integrazione

di Impact Hub nella comunità veneziana e ampliare

le opportunità di collaborazione e co-creazione.

Tuttavia, ci sono anche alcuni aspetti che rappresentano

delle sfide. I costi operativi a Venezia possono essere

significativamente più alti rispetto ad altre città, compresi

quelli relativi all'affitto degli spazi e alla logistica,

che possono incidere sulla sostenibilità finanziaria del

progetto. Inoltre, la fragilità dell'ambiente veneziano e la

necessità di preservare il patrimonio storico e culturale

della città rappresentano ulteriori sfide per l'adattamento

degli spazi alle esigenze di Impact Hub. La presenza

di altre organizzazioni e istituzioni potrebbe creare

competizione per le risorse e i talenti, richiedendo a Impact

Hub di distinguersi per attrarre soci e investimenti.

fig.93, Concept box dei contributi di Impact Hub, immagine prodotta da

Michele Torlaschi, 2024

118


IPOTESI

PROGETTUALI

119


Ipotesi progettuali

Versione 1 - centralizzazione

Questa prima ipotesi progettuale si concentra sulla

centralizzazione delle funzioni, creando un punto di

riferimento unico al centro del lotto. Questo approccio

prevede l'accentramento delle funzioni in un unico

corpo che diventa il fulcro dell'area, ispirato alla tipologia

a corte come nel caso del vicino convento delle

Terese, suggerita dalla presenza dei due edifici preesistenti

adiacenti ai gasometri, disposti ortogonalmente.

La proposta adotta una tipologia a portico, con un piano

terra permeabile su ogni lato per enfatizzare i due accessi

principali, consentendo una connessione fluida tra gli

spazi interni ed esterni. La valorizzazione degli edifici esistenti

è fondamentale, posizionandoli come protagonisti

all'interno del nuovo spazio chiuso, quasi come "opere in

una teca", per esaltarne il valore storico e architettonico.

fig.94, Schema planimetrico della versione 1, immagine prodotta da

Michele Torlaschi, 2024

Un viale alberato funge da cesura con il waterfront,

creando un filtro verde tra l'area centrale e

il fronte acqua. Il corpo edilizio principale è disposto

su due piani: il piano terra trasparente, che favorisce

la permeabilità visiva e funzionale, e il piano

superiore opaco, mantenendo un basso profilo

che si integra armoniosamente nel contesto urbano.

Questa configurazione mira a creare un ambiente

centralizzato e coeso, dove le funzioni si integrano

in un unico complesso, offrendo un punto di

riferimento chiaro e accessibile per l'intero lotto.

120


Ipotesi progettuali

Versione 2 - addizione speculare

L'ipotesi progettuale della versione 2 si basa su un approccio

di addizione speculare, concentrando l'attenzione

sul blocco dei magazzini situato a Nord del lotto. Questa

strategia prevede l'espansione simmetrica del blocco

esistente, mantenendo una continuità tipologica con la

caratteristica facciata "a capanna" e introducendo una

differenziazione materica per distinguere l'addizione.

Le connessioni tra i corpi dei gasometri e i volumi

adiacenti sono progettate per creare un blocco

unico e coeso, destinato a ospitare conferenze,

convegni e proiezioni. Questo garantisce una funzionalità

integrata e fluida all'interno del nuovo complesso.

Gli spazi dedicati alla produzione, formazione

e lavoro sono collocati nel blocco dei magazzini ampliato,

promuovendo un ambiente versatile e dinamico.

Il progetto prevede anche il rinnovamento del fronte del

blocco Nord, conferendo un aspetto moderno e funzionale

che risponde alle esigenze contemporanee. Questo intervento

non solo valorizza l'area esistente, ma la trasforma

in un centro polifunzionale di grande rilevanza per il lotto.

fig.95, Schema planimetrico della versione 2, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

121


Ipotesi progettuali

Versione 3 - propagazione tipologica

Questa ipotesi si fonda sul principio di propagazione geometrica,

creando un piano terra permeabile che favorisce

una forte connessione tra gli spazi interni ed esterni. Il progetto

integra un sistema di polverizzazioni pre-esistenti

ed ex-novo, che cattura i corpi dei gasometri e si propaga

attraverso corpi complementari in continuità geometrica.

Le connessioni sono progettate per agevolare gli spostamenti,

creando un network efficiente che collega

le diverse parti del lotto. Un aspetto fondamentale

del progetto è la priorità data al parco urbano, che si

sviluppa intorno e dentro il sistema edilizio, offrendo

spazi verdi accessibili e integrati nel contesto urbano.

fig.96, Schema planimetrico della versione 3, immagine prodotta da

Michele Torlaschi, 2024

Le terrazze panoramiche, progettate per essere

usufruibili dalla comunità, offrono spazi

per esposizioni all'aperto, concerti e altri eventi,

valorizzando ulteriormente l'area. Inoltre, il

progetto prevede attrezzature sportive per la collettività,

promuovendo l'attività fisica e il benessere tra i residenti.

Questa ipotesi progettuale mira a creare un ambiente

vivace e inclusivo, che integra armoniosamente

gli elementi storici e nuovi, migliorando

la qualità della vita e la coesione sociale.

Quest'ultima ipotesi costituisce la base di

partenza per la costituzione della proposta

progettuale vera e propria di questa tesi.

122


PROGETTO

123


Progetto

Il progetto di rigenerazione dell'area, fondato sui principi

di sostenibilità promossi dal New European Bauhaus,

si propone di trasformare il complesso edilizio ex

industriale con un approccio che privilegia la preservazione

del patrimonio esistente. La filosofia del New

European Bauhaus enfatizza la bellezza, la sostenibilità

e l'inclusività, e il progetto si allinea strettamente

a questi valori per crearne un esempio concreto.

La rigenerazione ha quindi come obiettivo primario la

conservazione delle strutture edilizie preesistenti, riconoscendo

il loro valore storico e architettonico. Questo

approccio non solo mantiene la coerenza estetica del

lotto ma promuove anche la sostenibilità attraverso il

riuso adattivo delle costruzioni già esistenti, riducendo

così l'impatto ambientale associato alla demolizione

e alla costruzione di nuovi edifici. Sempre nell’ottica

di preservare il più possibile le preesistenze, si

è deciso di mantenere il muro divisorio con la parte

nord-occidentale del lotto. Questa scelta è stata fatta

per garantire una cesura visiva e fisica rispetto a quella

zona, considerando che al momento non è ancora

di pubblico dominio la previsione elaborata nel progetto

del waterfront, che è ancora in fase di sviluppo.

Tuttavia, per garantire l'armonia e la funzionalità del

disegno architettonico e urbano, è stata necessaria la

demolizione (fig.99) di alcuni elementi edilizi di piccole

dimensioni. Questi coperti, a causa della loro posizione

e dimensione, rappresentavano incongruenze e interferivano

con la visione unitaria e coerente del progetto.

La decisione di demolirli è stata presa con grande

attenzione e solo dopo una rigorosa valutazione delle

alternative, per consentire una migliore integrazione

e fluida transizione tra le diverse aree del progetto.

Il progetto non solo contribuisce a rivitalizzare l’area dal

punto di vista urbanistico, ma anche a ripristinare il senso

di identità e di comunità. Attraverso la creazione di

spazi ibridi in condivisione tra l’Impact Hub e la comunità

e l’introduzione di nuove funzionalità, l’intervento rappresenta

un passo significativo verso la realizzazione di

un ambiente sostenibile, inclusivo e esteticamente armonioso,

in linea con la visione del New European Bauhaus.

Dopo aver condotto una ricerca sugli spazi che

compongono gli Impact Hub della rete globale, è stato

possibile sviluppare un programma funzionale (fig.97)

per il progetto di rigenerazione. Gli edifici rigenerati,

inclusi i due gasometri, sono stati pensati per ospitare

una vasta gamma di attività, rispondendo alle esigenze

contemporanee di lavoro, formazione e comunità.

Gli spazi di co-working rappresentano uno degli elementi

chiave, offrendo ambienti flessibili e collaborativi

dove imprenditori, freelance e startup possono lavorare

e interagire. Questi spazi sono completati da uffici

stabili e temporanei, che forniscono soluzioni adattabili

per diverse tipologie di utilizzo, sia a breve che a

lungo termine. Le sale conferenze e l'auditorium sono

stati progettati per accogliere incontri, workshop, semi-

124


Progetto

nari ed eventi di varia natura, facilitando la condivisione

delle conoscenze e la creazione di reti professionali.

Le aule per la formazione e la piccola biblioteca offrono

risorse educative e spazi dedicati all'apprendimento

continuo, in linea con i principi delle Learning Cities.

Per promuovere uno stile di vita sano e sostenibile, il

progetto include cucine e orti sociali, dove i membri

della comunità Impact Hub e i residenti delle zone limitrofe

possono coltivare piante e preparare cibo, favorendo

la socializzazione e la collaborazione. Inoltre,

gli spazi destinati agli eventi culturali e ai laboratori

creativi arricchiscono l'offerta, creando opportunità per

espressioni artistiche e culturali. Questo programma di

funzioni è stato elaborato per garantire che il progetto

non solo rigeneri fisicamente l'area degli ex gasometri,

ma anche la trasformi in un vivace hub di attività, capace

di attrarre talenti e risorse, stimolare l'innovazione

e rafforzare il tessuto sociale della comunità locale.

A completare il progetto di rigenerazione urbana è stata

prevista la costruzione di un unico edificio-padiglione ex

novo per ospitare tutte le funzioni principali dell’Impact

Hub, questo è stato necessario perché le strutture presenti

non erano dimensionalmente idonee ad ospitarle.

Questo nuovo edificio è stato concepito seguendo

un principio di reiterazione geometrica dei gasometri

già presenti sul sito, adottando una forma circolare e

compatta. Tale scelta progettuale non solo omaggia la

memoria industriale del luogo, ma garantisce anche alte

prestazioni in termini termici, energetici e distributivi.

SPAZI

CO-WORKING

SALE

SKYPE

SALE

RIUNIONI

UFFICI

PRIVATI

UFFICI DI

GRUPPO

BIBLIOTECA

PARCO

IMPACT

HUB

TERRAZZA

CUCINE

SOCIALI

ORTI

SOCIALI

SERVIZIO

RISTORO

PARCO

IMPACT HUB

COMUNITA’

AUDITORIUM

IMPACT HUB

fig.97, Programma funzionale del Venice Impact Hub, immagine prodotta

da Michele Torlaschi, 2024

125


fig.98, Assonometria dello stato di fatto, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

126


fig.99, Assonometria delle demolizioni (rosso) con il perimetro d'intervento, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

127


Progetto

La forma circolare dell'edificio favorisce un'efficienza

energetica superiore, riducendo la dispersione

termica e ottimizzando l'uso delle risorse naturali.

Inoltre, la configurazione compatta permette una distribuzione

funzionale degli spazi interni, facilitando

il movimento e l'interazione tra le diverse aree.

L'edificio è concepito per svilupparsi nel tempo secondo

un approccio incrementale, il che significa

che la sua struttura è pensata per poter essere

ampliata e adattata nel tempo, in risposta alle

esigenze crescenti dell'organizzazione e della comunità.

Questo approccio flessibile assicura che ogni intervento

possa essere facilmente integrato, mantenendo

l'equilibrio ecologico ed economico del progetto.

Un ulteriore obiettivo prioritario del progetto è la rivitalizzazione

del grande parco che occupa gran parte del lotto

di progetto. Questo obiettivo sarà raggiunto attraverso la

piantumazione di nuove essenze arboree, con l'intento

di creare un ambiente verde e rigoglioso, che non solo

migliora l'estetica del luogo ma anche promuove la biodiversità

e il benessere degli abitanti. La scelta di piantare

nuove essenze arboree è motivata dal desiderio di

ampliare il patrimonio verde della zona, offrendo spazi

ombreggiati e piacevoli per il relax e la socializzazione.

Inoltre, per preservare la consistenza e l'integrità del parco

urbano, il progetto ha scelto di minimizzare la costruzione

di nuove strutture. L'idea è di limitare al massimo

l'urbanizzazione del lotto, costruendo solo lo stretto necessario

per mantenere intatte le zone verdi e garantire

che il parco continui a essere il cuore verde del progetto.

Questo approccio consente di conservare al massimo

gli spazi verdi, creando un ambiente armonioso che

vede la continua relazione tra spazi interni ed esterni.

La presenza preponderante di questo parco urbano,

unitamente alla posizione strategica dell'area, ha determinato

lo sviluppo di una rete di percorsi ciclopedonali

nel progetto. La zona ex Italgas, infatti, rappresenta una

delle poche aree di Venezia con la possibilità per diventare

un'area ciclopedonale. Questa scelta è motivata

da vari fattori, tra cui la sostenibilità ambientale, la promozione

della mobilità dolce e la creazione di spazi più

piacevoli per i residenti. Questa trasformazione potrebbe

contribuire a ridurre il traffico veicolare in direzione

Santa Marta, migliorando la qualità dell'aria e offrendo

percorsi sicuri per ciclisti e pedoni. Inoltre, la creazione

di una zona ciclopedonale favorirà l’accessibilità e

la vivibilità del quartiere rispondendo alle esigenze contemporanee

di mobilità e salute pubblica, che vedono

Venezia come un modello sotto questo punto di vista.

Discutendo poi del progetto da un punto di vista degli

interventi, per trasformare le strutture ad oggi abbandonate

in spazi sicuri, confortevoli e sostenibili; in primo

luogo, si interverrà per garantire la stabilità strutturale

del complesso attraverso il rinforzo delle fondazioni e

delle pareti portanti. Inoltre, verrà migliorata l'efficienza

energetica degli edifici mediante l'isolamento termico

128


fig.100, Distribuzione delle funzione nel lotto, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

129


P

percorsi cicliopedonali principali

percorsi cicliopedonali

secondari

percorsi cicliopedonali

di collegamento

punti di stazionamento

biciclette

punti di ricarica per biciclette

elettriche

pontile di attracco per piccole

imbarcazioni

10

P

5 6

8

P 7

P 3

P

1

2

P 4

P

P 9

fig.101, mobilità e stazionamenti biciclette, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

130


4

fig.102, stazionamento biciclette n°4, Michele Torlaschi, 2024

3

fig.103, stazionamento biciclette n°3, Michele Torlaschi, 2024

GSEducationalVersion

n

2

fig.104, stazionamento biciclette n°4, Michele Torlaschi, 2024

GSEducationalVersion

131

10

fig.105, attracco piccole imbarcazioni, Michele Torlaschi, 2024


fig.106, Planimetria dello stato di progetto, 1:2000, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

0 10 20 50 100

132


fig.107, Pianta piano terra 1:750, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

0 7.50 18.75 37.50

133


fig.108, Assonometria dello stato di progetto del lotto, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

interno, per preservare il carattere storico del luogo, e

l'installazione di pannelli isolanti nel tetto. Il restauro delle

facciate storiche sarà effettuato con materiali e tecniche

tradizionali, mentre gli impianti elettrici, idraulici e

di riscaldamento saranno modernizzati e messi a norma.

Anche l'accessibilità sarà migliorata, con l'integrazione

di ascensori e rampe per persone con disabilità.

Gli interventi sugli ex gasometri e sul nuovo edificio

prevedono l'implementazione di una doppia pelle costituita

da listelli lignei, ottenuti dal recupero di legname

proveniente da pontili e briccole 34 ormai esauste della

laguna di Venezia. Questa scelta vuole essere un esempio

significativo di sostenibilità ambientale, poiché riutilizza

materiali locali che altrimenti verrebbero dismessi.

L'uso di questi listelli lignei non solo contribuisce a ridurre

la quantità di rifiuti legnosi, ma valorizza anche

il patrimonio storico e culturale della laguna di Venezia,

incorporando elementi di identità locale nel nuovo

progetto. La doppia pelle in legno offre inoltre vantaggi

funzionali ed estetici: fornisce un efficace isolamento

termico, migliorando l'efficienza energetica degli edifici,

e crea un rivestimento esterno visivamente armonioso

e rispettoso del contesto architettonico esistente.

34. Briccole, https://www.brocanelli.com/prodotti-handmade/briccole-ancona/

134


PROGETTO

ex gasometro 1

edificio adibito ad uffici per aziende, start ups, coworking

135


fig.109, Pianta piano terra, 1:200, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

0 1 2 5 10

136


esistente (acciaio)

progetto (legno)

fig.111, (in alto) Assonometria struttura ibrida, immagine prodotta da

Michele Torlaschi, 2024

fig.110, esploso assonometrico, immagine prodotta da Michele Torlaschi,

2024

Il progetto di rigenerazione dell'ex Gasometro 1 trasforma

l'edificio in un micro Impact Hub, ospitando spazi

per chiamate Skype, sale conferenze, open space per

il coworking e uffici per piccole aziende e start-up, con

pareti mobili adattabili alle necessità. Un aspetto rilevante

riguarda l'interazione con la struttura preesistente

del gasometro, composta da acciaio e cemento armato.

Le pannellature di acciaio della vasca sono state

rimosse, eccetto nella zona bagni, lasciando pilastri e

trave sommitale a memoria. Questo intervento è stato

necessario poiché la conformazione opaca del gasometro

originale non avrebbe consentito un'adeguata illuminazione

naturale e salubrità degli spazi. Pertanto,

è stata adottata una soluzione trasparente, utilizzando

curtain walls. La solidità strutturale è stata ottenuta con

una struttura a travi e pilastri in legno lamellare, interagente

con la struttura in acciaio preesistente. I due

piani dell'edificio sono collegati da una scala circolare

con un ascensore centrale. Gli ambienti centrali godono

di illuminazione naturale azimutale, garantita da

un grande lucernario. Per migliorare il comfort e l'efficienza

energetica, l'edificio è rivestito con un sistema

misto di listelli lignei e vegetazione rampicante, separato

dall'edificio da un camminamento che collega i

piani, creando zone esterne ombreggiate per gli utenti.

Questa soluzione contribuisce alla regolazione termica

interna e all'integrazione con l'ambiente circostante.

137


+8.40 +8.20

+4.00

0.00

Sezione E-E (uffici aziende)

fig.112-113, Sezione e prospetto, 1:200, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

0 1 2 5 10

138


PROGETTO

ex gasometro 2

edificio adibito ad auditorium, sala convegni, cinema

139


fig.114, Pianta piano terra, 1:200, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

0 1 2 5 10

140


GSEducationalVersion

esistente (acciaio)

progetto (legno)

fig.115, (a sinistra) Esploso assonometrico, immagine prodotta da

Michele Torlaschi, 2024

fig.116, (in alto) Assonometria struttura ibrida, immagine prodotta da

Michele Torlaschi, 2024

Per il secondo gasometro, più ampio del primo, è prevista

la conservazione integrale della vasca preesistente

con pilastri, trave sommitale e pannellature. Alcuni moduli

di pannellature sono stati demoliti a nord per creare

e illuminare la hall di ingresso, a sud per illuminare

il palco scenico, e a est e ovest per ricavare uscite di

sicurezza. Data la conformazione opaca della vasca,

l'edificio è stato destinato a ospitare un auditorium.

Il progetto ha integrato la struttura preesistente con travi

lamellari e pilastri gemellati, disposti radialmente in conformità

con la trama della struttura in acciaio. Esternamente,

l'edificio è rivestito con listelli lignei e piante rampicanti,

direttamente connessi alla struttura in acciaio.

Internamente, il gasometro ospita un bar caffetteria, un

banco accoglienza, locali complementari, una sala regia,

magazzini per alimenti, strumenti musicali e attrezzature

sceniche. Le gradonate dell’auditorium, sostenute da una

struttura lignea con setti disposti radialmente, consentono

di ospitare fino a 340 posti a sedere. L'auditorium può

essere diviso in due spazi mediante una parete mobile.

Questo spazio è progettato per accogliere convention

internazionali, convegni, seminari e summit tra diversi

hub internazionali. Nei periodi in cui non è prenotato,

l'auditorium funge da sala proiezione per la comunità

residente, offrendo un cinema al quartiere e garantendo

che l'edificio sia sempre attivo per la comunità.

141


+8.70 +8.38

+3.60

+0.60

0.00

fig.117-118, Sezione e prospetto, 1:200, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

0 1 2 5 10

142


PROGETTO

accoglienza

edificio adibito ad uffici per l’accoglienza e le risorse umane dell’Impact Hub

143


fig.119, Pianta piano terra, 1:200, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

0 1 2 5 10

144


GSEducationalVersion

fig.121, vista esterna, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

Questo edificio, anch’esso completamente

ristrutturato, è stato destinato all’accoglienza

dell’Impact Hub, data la sua posizione centrale

rispetto alle varie funzioni dislocate nel lotto.

Progettato per ospitare le funzioni di risorse umane e

servire come info point, l'edificio gestisce prenotazioni

online, problematiche operative e la gestione economica

dell’hub. Le sue funzioni includono la regolazione

degli spazi affittabili, dalle piccole sale Skype fino all’auditorium

e all’edificio delle cucine per workshop culinari.

Gli spazi dell’accoglienza sono distribuiti su due piani.

Al piano terra, la reception accoglie i visitatori, mentre

il vano scala, caratterizzato da una scala metallica

curva, segue la conformazione della pavimentazione

esterna. Su entrambi i piani, vi è un ambiente più

tranquillo e riservato con uffici singoli per i responsabili

di settore, e al lato opposto, una zona più aperta

pensata per ospitare postazioni di lavoro per tre persone

ciascuna. Entrambe le aree dispongono di servizi

igienici separati, garantendo funzionalità ed efficienza

nella gestione delle attività dell’Impact Hub.

fig.120, Esploso assonometrico, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

145


+11.40

+4.60

+0.60

0.00

Sezione D-D (accoglienza)

fig.122, Sezione e prospetto, 1:200, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

0 1 2 5 10

146


PROGETTO

formazione

edificio con aule per corsi di formazione e potenziamento

147


fig.123, Pianta piano terra, 1:200, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

0 1 2 5 10

148


GSEducationalVersion

fig.124, Esploso assonometrico,

immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

149

fig.125, vista esterna, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

L'edificio della formazione sfrutta un preesistente edificio

del lotto, caratterizzato da capriate lignee e un lucernario

centrale, che garantisce illuminazione naturale e un ambiente

stimolante. Questo spazio è dedicato ai corsi di formazione

e ai programmi di accelerazione imprenditoriale,

essenziali per la crescita degli utenti dell’Impact Hub.

Gli spazi formativi, distribuiti su un unico piano a tutta

altezza, valorizzano l'ampiezza dell'ambiente creando

un'atmosfera aperta e collaborativa. L'edificio si apre

con un atrio di accoglienza, progettato per l'aggiornamento,

la comunicazione e lo scambio di idee tra i partecipanti,

fungendo anche da area di lavoro informale.

Dall'atrio si accede a tre aule con una capienza

complessiva di quarantadue posti a sedere, oltre

a quelli per istruttori e mentors. Le aule, progettate

per essere flessibili e adattabili, ospitano

workshop, seminari, lezioni frontali e laboratori pratici.

La formazione, elemento centrale nella filosofia

dell’Impact Hub, mira a fornire agli imprenditori sociali

e agli innovatori gli strumenti e le competenze

per sviluppare e far crescere i loro progetti, creando

un ecosistema di apprendimento continuo e

una comunità imprenditoriale dinamica e resiliente.


+9.20

+7.50

+8.90

+7.20

0.00

fig.126, Sezione e prospetto, 1:200, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

0 1 2 5 10

150


PROGETTO

biblioteca e cucine sociali

151


fig.127, Pianta piano terra, 1:200, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

0 1 2 5 10

152


fig.129, vista esterna, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

fig.128, Esploso assonometrico, immagine

prodotta da Michele Torlaschi, 2024

GSEducationalVersion

La biblioteca e le cucine sociali costituiscono un blocco

in diretto contatto. La biblioteca è stata ideata per sostenere

le attività dell'Impact Hub e promuovere l'apprendimento

continuo anche negli spazi di lavoro. Nell'edificio

preesistente, è stata aggiunta una struttura metallica con

travi e pilastri, che consente di rinforzare i muri perimetrali

e sfruttare l'altezza per ricavare altri spazi al primo

piano. La biblioteca prevede spazi per studio, coworking,

lettura e consultazione, offrendo un ambiente stimolante

per la ricerca e la creatività. È progettata per favorire

l'immersione nella natura, con grandi finestre che offrono

viste sul verde circostante e piante interne che migliorano

la qualità dell'aria, creando un ambiente sereno

e armonioso. Questo contatto con la natura è pensato

per creare armonia e tranquillità, stimolando nuove

idee. Le cucine sociali invece sono concepite come uno

spazio unitario open space, dotato di postazioni per cucinare,

magari utilizzando i prodotti coltivati negli orti vicini.

Durante le pause pranzo, queste cucine offrono un

luogo per preparare e condividere pasti, promuovendo

socializzazione e collaborazione tra gli utenti. Sono inoltre

pensate per ospitare workshop e seminari culinari,

valorizzando la cucina tradizionale. L'integrazione della

natura in questi spazi crea un ambiente di lavoro piacevole

e stimolante, favorendo benessere e produttività.

153


+12.50

+10.00 +9.80

+3.90

0.00

Sezione F-F (libreria-cucine sociali)

fig.130, Sezione e prospetto, 1:200, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

0 1 2 5 10

154


PROGETTO

orti sociali

155


fig.131, Pianta piano terra, 1:200, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

0 1 2 5 10

156


GSEducationalVersion

fig.133, vista esterna, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

157

Gli orti sociali sono concepiti come spazi ibridi dove la

comunità residente a Santa Marta e gli utenti dell’Impact

Hub possono interagire, curando le proprie coltivazioni.

L'edificio preesistente, ormai in rovina, è stato

consolidato e dotato di un'ampia copertura vetrata, che

consente la penetrazione dei raggi solari, rendendo lo

spazio sottostante ideale per la coltivazione. Il progetto

prevede la realizzazione di una serra ventilata che

si integra con la rovina, ridonandole vita. Ai fini strutturali,

è stata inserita una struttura lignea composta

da travi, pilastri e capriate, in grado di supportare tutti

i carichi, alleggerendo i muri perimetrali preesistenti.

Gli orti sono progettati per includere uno spazio per la

coltivazione di ortaggi, legumi e verdure lungo il perimetro,

mentre al centro sono previsti spazi destinati

alle piante da frutto di maggiori dimensioni, circondati

da sedute integrate. Il progetto è completato da servizi

igienici, un deposito per sementi e attrezzi, e una

piccola zona distensiva sopraelevata per ammirare

gli spazi sottostanti, accessibile tramite una scala.

fig.132, Esploso assonometrico, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024


fig.134, Sezione e prospetto, 1:200, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

0 1 2 5 10

158


PROGETTO

foresteria nord

159


fig.135, Pianta piano terra, 1:200, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

0 1 2 5 10

160


GSEducationalVersion

fig.137, vista esterna, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

Il progetto per la foresteria a Nord, si dispone

su due piani e mantiene inalterato il volume

complessivo dell'immobile preesistente.

In questo stabile sono stati previsti otto appartamenti

per una o due persone per una capienza

complessiva di sedici posti letto più eventulali

altri otto se si considerano i divani letto da due

posti presenti in quattro degli otto appartamenti.

Questi appartamenti sono distribuiti uniformemente

sui due piani dell'edificio attorno ad un vano centrale

con scala e ascensore che garantiscono un facile accesso

del primo piano a persone diversamente abili.

Ogni appartamento è dotato di un bagno con doccia

ed costituito fondamentalmente da un open space

nel quale tramite arredi a tutta altezza viene separata

la camera da letto dalla zona giorno. La foresteria

è pensata per accogliere nuovi lavoratori dell'Impact

Hub, quindi all'esterno è stata posizionata una rastrelliera

per biciclette in modo da dare la possibilità

agli inquilini di andare a lavoro anche in bicicletta.

e poter godere della ciclopedonalità della zona.

fig.136, Esploso assonometrico, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

161


+12.60

+8.50

+5.50

+2.00

0.00

fig.138, Sezione e prospetto, 1:200, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

0 1 2 5 10

162


PROGETTO

foresteria sud

163


fig.139, Pianta piano terra, 1:200, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

0 1 2 5 10

164


GSEducationalVersion

fig.141, vista esterna, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

Il progetto per la foresteria a Sud, si dispone

anch'essa su due piani e favorisce la totale

conservazione dell'immobile preesistente.

L'edificio, di dimensioni ridotte rispetto al precedente,

prevede la realizzazione di quattro appartamenti

di co-living ognuno dei quali può ospitare

almeno tre persone fino a un massimo di sei

considerando i divani letto presenti nelle zone giorno.

Questi appartamenti sono pensati per accogliere i nuovi

giovani talenti dell'Impact Hub e pertanto mettono a disposizione

ampi spazi in condivisione. Gli appartementi,

due per piano, si sviluppano attorno ad un vano centrale

con scala e ascensore che garantiscono un facile

accesso del primo piano a persone diversamente abili.

Ogni appartamento è dotato di due bagni con doccia,

un grande open space per la zona giorno con

la migliore esposizione, e due camere da letto.

All'esterno sono state posizionate due rastrelliere

per biciclette in modo da dare la possibilità

agli inquilini di andare a lavoro anche in bicicletta.

e poter godere della ciclopedonalità della zona.

fig.140, Esploso assonometrico, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

165


+12.60

+8.50

+5.50

+2.00

0.00

fig.142, Sezione e prospetto, 1:200, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

0 1 2 5 10

166


PROGETTO

coworking

edificio per coworking, servizio bar e ristorazione, call, meetings

167


L'unico edificio ex novo del progetto si configura come un

padiglione immerso nel verde, caratterizzato da una forma

circolare che favorisce un'efficienza energetica superiore,

riducendo la dispersione termica e ottimizzando

l'uso delle risorse naturali. La configurazione compatta

permette una distribuzione funzionale degli spazi interni,

facilitando il movimento e l'interazione tra le diverse

aree. La struttura leggera è ottenuta grazie all'uso di travi

e pilastri gemellati in legno, mentre le curtain walls vetrate

che circondano l’edificio offrono trasparenza e una

connessione visiva continua con l'ambiente esterno.

L'impianto planimetrico dell'edificio è orientato sull'asse

di collegamento con l'ex gasometro 1, sottolineando la

relazione tra i due edifici che ospitano le funzioni principali

dell'Hub. Disposto su due piani, l'edificio presenta

un primo piano di rappresentanza con ampi spazi per la

circolazione e locali chiusi destinati a uffici, sale conferenze

e skype room, disposti radialmente lungo la circonferenza.

Al centro, una grande scalinata collega il

secondo piano, concepita come spazio polifunzionale

per coworking, relax, conferenze e conversazioni. La

zona est del primo piano è destinata al servizio ristoro,

dove è possibile anche lavorare in modalità coworking.

Al secondo piano, in corrispondenza dell'arrivo della

scalinata, si trova un bar, mentre intorno alla balconata

sono disposti spazi per il lavoro di gruppo. Gli spazi

vetrati chiusi con pareti retraibili offrono grande versatilità

agli ambienti di lavoro, permettendo di adattarli facilmente

alle esigenze del momento. La copertura dell'edificio

è calpestabile e include un percorso nel verde,

creando uno spazio polivalente di grande valore per gli

utenti dell'Impact Hub. La doppia pelle in listelli lignei

garantisce alte prestazioni in termini di comfort termico.

GSEducationalVersion

L'edificio è concepito per svilupparsi nel tempo in sei

fasi secondo un approccio incrementale, che permette

di ampliarlo e adattarlo progressivamente in risposta alle

esigenze crescenti dell'organizzazione e della comunità.

Questo approccio flessibile assicura che ogni intervento

possa essere facilmente integrato, mantenendo l'equilibrio

ecologico ed economico del progetto. Sin dalla prima

168

esistente (acciaio)

progetto (legno)

fig.143, Assonometria struttura, immagine prodotta da Michele Torlaschi,

2024

fase è previsto l'inserimento di vegetazione rampicante,

come la vite americana, in modo che edificio e natura

possano crescere insieme rispettandosi reciprocamente.

La prima fase del progetto prevede la costruzione di

una pergola semicircolare, coperta sporadicamente da

teli intervallati con vegetazione rampicante. La crescita

della vegetazione è facilitata da cavi metallici tesi

tra le travi di legno, creando un ambiente accogliente

e verde che favorisce la vita comunitaria dell'Hub e

del quartiere circostante. Questo spazio iniziale permette

di organizzare incontri informali, piccoli eventi

e attività ricreative, contribuendo alla coesione sociale

e all'interazione tra i residenti e gli utenti dell'Hub.

Nella seconda fase, la pergola semicircolare viene

completata specularmente, formando una struttura

circolare completa. Questo ampliamento implementa

ulteriormente la funzione sociale della costruzione,

consentendo lo svolgimento di attività di maggior respiro

come eventi, concerti e manifestazioni culturali. La

struttura diventa un punto di riferimento per la comu-


fig.144, fase 1, pergola semicircolare aperta, 2024

FASE 1

fig.145, fase 2, pergola circolare aperta, 2024

169

FASE 2


fig.146, fase 3, portico comunitario coperto, 2024

FASE 3

fig.147, fase 4, prime funzioni al piano terra, 2024

170

FASE 4


fig.148, fase 5, sopraelevazione, 2024

FASE 5

fig.149, fase 6, copertura calpestabile e schermatura solare, 2024

171

FASE 6


B

A

A

B

fig.150, Pianta piano terra, 1:200, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

0 1 2 5 10

172


nità, favorendo la partecipazione e l'inclusione sociale.

Nella terza fase del progetto si aggiunge un solaio di

copertura alla pergola, trasformandola in un porticato

circolare con un foro centrale. Questo spazio multifunzionale

viene protetto dagli agenti atmosferici pur

mantenendo un'apertura verso l'ambiente esterno.

Nella quarta fase, vengono introdotte le prime funzioni

al piano terra, con la realizzazione dei primi uffici, sale

conferenze e skype room. In questa fase, l'edificio risulta

semichiuso, mantenendo una certa permeabilità visiva e

fisica con l'esterno, ma iniziando a definire gli spazi interni

destinati alle attività lavorative e di collaborazione.

La quinta fase, quella più consistente, prevede la sopraelevazione

dell'edificio con l'aggiunta di una grande scalinata

centrale che collega i vari livelli, e dei locali e servizi

del primo piano. Questo intervento arricchisce la struttura

con nuovi spazi destinati al coworking, al relax e alla

conversazione, nonché con ulteriori uffici per utenti permanenti

o saltuari. La scalinata centrale diventa un elemento

architettonico centrale per il progetto, favorendo

l'interazione tra i diversi piani dell'edificio, rende gli spazi

del piano terra e del primo piano come un unico spazio.

L'ultima fase, quella conclusiva, presenta il progetto finito

al suo ultimo stadio evolutivo. Questa fase prevede

l'inserimento di una copertura calpestabile verde, che

funge da spazio polivalente per gli utenti dell'Impact

Hub, offrendo un luogo per attività ricreative all'aperto,

eventi e momenti di relax. La schermatura solare

in listelli lignei di recupero garantisce alte prestazioni

in termini di comfort termico, mentre il camminamento

circolare collega esternamente tutti i piani attraverso

scalinate metalliche, fungendo anche da uscita di

sicurezza. Questo camminamento offre una continuità

spaziale tra i vari livelli dell'edificio, migliorando l'accessibilità

e la sicurezza complessiva della struttura.

173

fig.151, esploso assonometrico, immagine prodotta da Michele Torlaschi,

2024


fig.152-153, prospetto Nord (in alto), prospetto Ovest (in basso), 1:200, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

0 1 2 5 10

174


fig.154-155, prospetto Sud (in alto), prospetto Est (in basso), 1:200, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

0 1 2 5 10

175


+11.00

+9.90

+4.90

0.00

Sezione A-A (coworking-mensa)

+11.00

+9.90

+4.90

0.00

Prospetto Sud coworking-mensa

fig.156-157, sezione A-A (in alto), sezione B-B (in basso), 1:200, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

0 1 2 5 10

176


fig.158, vista esterna dell’accesso da Nord, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

GSEducationalVersion

fig.159-160, vista del porticato esterno e della hall, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

177


fig.161, vista esterna dell’accesso da Sud, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

GSEducationalVersion

sion

fig.162-163, vista dello spazio coworking-ristoro e vista della scaliata dal 1°piano, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

GSEducationalVersion

178


PROGETTO

fonti rinnovabili

179


Fonti rinnovabili

Inserire fonti rinnovabili in un progetto di rigenerazione

urbana è fondamentale per ridurre l'impatto

ambientale, promuovere la sostenibilità e garantire

un apporto energetico stabile e a basso costo.

L'uso di energie rinnovabili, come i pannelli solari, non

solo contribuisce a ridurre le emissioni di CO2, ma anche

a creare un modello replicabile di sviluppo sostenibile,

in linea con le politiche ambientali globali e locali.

Il progetto prevede l'installazione di pannelli solari sulle

coperture piane degli edifici degli ex gasometri per garantire

un adeguato apporto energetico all'intero complesso.

Questi pannelli solari sono integrati con locali

tecnici che ospitano batterie di accumulo e pompe di

calore, assicurando così un approvvigionamento energetico

costante e l'ottimizzazione dell'energia prodotta.

Un altro aspetto importante del progetto da un punto

di vista dell’efficientamento energetico è costituito dalla

doppia pelle degli edifici, composta da una listellatura

lignea e da piante rampicanti, progettata per offrire

benefici termici significativi. Questa struttura funge

da schermatura solare, riducendo l'assorbimento di

calore diretto e quindi migliorando l'efficienza energetica

degli edifici. Inoltre, la ventilazione naturale è favorita

dai moti di convezione, un processo in cui l'aria

fresca penetra attraverso la schermatura solare e le

aperture poste nel modulo superiore delle curtain walls,

circolando all'interno dell'edificio e fuoriuscendo attraverso

il grande lucernario centrale. Questo sistema

garantisce un ricircolo continuo dell'aria, mantenendo

un ambiente interno salubre e confortevole senza

la necessità di sistemi di climatizzazione energivori.

Nel progetto sono stati integrati poi degli ombrelloni

per creare percorsi coperti che connettano tutte le aree

dell'Impact Hub. Questi ombrelloni non solo forniscono

riparo dagli agenti atmosferici e dai raggi solari, ma svolgono

anche funzioni ecologiche innovative; infatti sono

equipaggiati con pannelli solari nei coni superiori, e producono

energia pulita utilizzata per alimentare i faretti incorporati,

garantendo illuminazione notturna, e per fornire

elettricità alle stazioni di ricarica per biciclette elettriche.

Inoltre, il sistema di raccolta dell'acqua meteorica permette

di stoccare e filtrare l'acqua, rendendola potabile

grazie ai filtri a carbone attivo e UV. L'acqua filtrata viene

stoccata in appositi serbatoi per l'utenza finale, garantendo

una risorsa idrica pulita e sicura. Questa soluzione

intelligente fornisce acqua pulita agli utenti finali e contribuisce

alla gestione sostenibile delle risorse idriche.

La forma degli ombrelloni riprende le sembianze di

alberature, integrandosi armoniosamente nel contesto

del parco urbano circostante. Questo design

rispettoso dell'ambiente migliora l'estetica del paesaggio,

mentre la funzionalità tecnologica degli ombrelloni

supporta le esigenze pratiche dell'Impact Hub.

180


batterie per accumulo

pompa di calore

raggi solari

pannelli forovoltaici

cablatura pannelli

schermatura solare

in listelli lignei

VENTILAZIONE NATURALE

VENTILAZIONE NATURALE

convezione naturale

piante rampicanti

fig.164-165, schema di irraggiamento e ventilazione tipo, immagine prodotta da Michele Torlaschi, 2024

181


ombreggianti

canalizzazioni

serbatoi di raccolta

dell’acqua

pluviali

utenza finale

/ irrigazione

stazioni di ricarica

utenza finale

182

raccolta acque meteoriche

cablatura corrente elettrica


CONCLUSIONI

183


Conclusioni

Per concludere, il progetto "Venice Impact Hub"

rappresenta una proposta concreta per la rigenerazione

urbana sostenibile, grazie a una strategia

che combina innovazione sociale, sostenibilità ambientale

e valorizzazione del patrimonio esistente.

Questo approccio integrato risponde efficacemente alle

sfide contemporanee di Venezia, integrando i valori fondamentali

del NEB - Bellezza, Sostenibilità e Insieme

- nella rigenerazione dell'area ex-Italgas. Il progetto si

basa sulla conservazione e valorizzazione degli edifici

esistenti, inclusi i due gasometri, preservando il patrimonio

industriale di Dorsoduro e creando nuovi spazi funzionali

senza cancellare la memoria storica del luogo.

La riqualificazione degli edifici, combinata con l'uso di

materiali sostenibili e tecnologie moderne, mira a creare

un ambiente che celebri il passato e abbracci il futuro.

Un altro elemento chiave del progetto è la trasformazione

dello spazio vuoto in un grande parco urbano,

che funge da area di aggregazione sociale, ricreativa

e culturale. Questo parco, integrato con gli edifici rigenerati,

offre spazi verdi accessibili a tutti, contribuendo

a migliorare la qualità dell'aria, ridurre l'effetto isola di

calore e fornire un habitat per la nuova flora urbana.

La presenza di orti sociali e la piantumazione di nuove

essenze arboree rafforzano ulteriormente la sostenibilità

ambientale del progetto. L'integrazione di pannelli solari

e sistemi per la raccolta delle acque piovane garantisce

un apporto di risorse energetiche e idriche sostenibili.

L'uso di una doppia pelle composta da listelli lignei e vegetazione

rampicante migliora l'efficienza termica degli

edifici, fungendo da schermatura solare naturale. Inoltre,

la ventilazione naturale attraverso moti di convezione riduce

la necessità di sistemi di climatizzazione artificiali,

promuovendo un consumo energetico più efficiente.

La progettazione dell'Impact Hub seguendo un approccio

incrementale, permette una flessibilità adattativa in risposta

alle esigenze crescenti dell'organizzazione e della

comunità. Questa strategia assicura che ogni intervento

possa essere integrato facilmente, mantenendo l'equilibrio

ecologico ed economico del progetto. Gli spazi interni

sono concepiti per essere modulari e riconfigurabili,

consentendo una varietà di usi e facilitando l'interazione

tra gli utenti. Il Venice Impact Hub offre spazi di co-working,

uffici stabili e temporanei, sale conferenze, un auditorium,

aule per la formazione, una biblioteca, cucine

sociali e orti. Questi spazi sono progettati per supportare

imprenditori sociali, innovatori e start-up, fornendo

loro gli strumenti e le risorse necessarie per sviluppare

progetti con un impatto positivo sulla società e sull'ambiente.

La collaborazione con istituzioni culturali, università

e organizzazioni no-profit favorisce ulteriormente

l'integrazione dell'Impact Hub nella comunità veneziana.

Venezia, con la sua ricca storia culturale e la posizio-

184


Conclusioni

ne strategica, ha il potenziale per attirare imprenditori

e investitori da tutto il mondo. L'Impact Hub può contribuire

a rivitalizzare la vita comunitaria, attrarre talenti

internazionali e promuovere l'innovazione, invertendo

la tendenza allo spopolamento e rafforzando la vocazione

della città come luogo di residenza e lavoro.

In sintesi, il progetto "Venice Impact Hub" rappresenta

una proposta concreta per la rigenerazione urbana sostenibile,

valorizzando il patrimonio esistente, promuovendo

la sostenibilità ambientale, supportando l'innovazione

e l'imprenditorialità, e contribuendo alla coesione

sociale e alla qualità della vita urbana. Questo approccio

integrato offre un modello replicabile per altre iniziative di

sviluppo sostenibile, contribuendo a costruire un futuro

più resiliente e inclusivo per Venezia e le sue comunità.

185


Bibliografia

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• Manzini, E. (2015), Design, when everybody designs: An introduction to design for social innovation, MIT Press.

186


187


188

Università IUAV di Venezia

Venice Impact Hub

studente: Michele Torlaschi

matricola: 296858

relatore: arch. Sergio Pascolo


L'Impact Hub Network è una rete globale di spazi di

co-working e incubatori per imprenditori sociali e innovatori,

con 110 sedi in 67 città. Dal 2012, ha generato

oltre 55.000 posti di lavoro e fondato più di 15.000

aziende. La tesi presenta un progetto per un Impact

Hub a Venezia, nell’area dei gasometri di Dorsoduro,

ex-Italgas, suddiviso in due parti: "Compass Learning

Cities" e "Venice Impact Hub". La prima parte esplora

il Learning Cities Network dell'UNESCO e il New European

Bauhaus (NEB), che promuove design, sostenibilità

e innovazione. La seconda parte dettaglia il

progetto dell’Impact Hub a Venezia, mirato a rigenerare

l'area dei gasometri, attirare talenti globali e rivitalizzare

la vita comunitaria. Il progetto integra soluzioni

sostenibili e prevede la rigenerazione di edifici esistenti

e la costruzione di un nuovo padiglione, con spazi per

co-working, eventi culturali e attività ricreative. Questo

approccio mira a invertire la tendenza allo spopolamento

e a rafforzare la vocazione abitativa di Venezia.

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