08.09.2025 Visualizzazioni

GreenPlanner 2026

Eccovi lo sfogliabile della GreenPlanner 2026, l'almanacco dei progetti Green italiani: si tratta della tredicesima edizione (194 pagine - costo di copertina 15€ - Isbn 978-889-461-3087). La potete acquistare qui: https://www.greenplanner.it/negozio/

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La mappa degli

Orti Botanici

universitari italiani

ORTO BOTANICO

DELL’UNIVERSITÀ DI PAVIA

Anno di fondazione: 1773

PAVIA, Via Sant’Epifanio 14

Da non perdere:

il platano di Scoppoli

ORTO BOTANICO DI BRERA

Anno di fondazione: 1774

MILANO, Via Fiori Oscuri 4

Da non perdere: la fioritura

del glicine e gli alberi di ginko

ORTO BOTANICO

DI CITTÀ STUDI MILANO

Anno di fondazione: 2001

MILANO, Via Camillo Golgi 18

Da non perdere: le aree

relax e le piante carnivore

ORTO BOTANICO

DELL’UNIVERSITÀ DI TRIESTE

Anno di fondazione: 1963

TRIESTE, Via Marchesetti 2

Da non perdere: le specie usate in

alchimia

ORTO BOTANICO DELL’UNIVERSITÀ DI TORINO

Anno di fondazione: 1729

TORINO, Viale Pier Andrea Mattioli 25

Da non perdere: le visite guidate all’apiario

PADOVA

ORTO BOTANICO DIDATTICO SPERIMENTALE

E. GHIRARDI DELL’UNIVERSITÀ DI MILANO

Anno di fondazione: 1991

BRESCIA, Toscolano Maderno, Via Religione 25

Da non perdere: i percorsi di ortoterapia

TRIESTE

ORTO BOTANICO

DELL’UNIVERSITÀ DI PADOVA

Anno di fondazione: 1545

PADOVA, Via Orto Botanico 15

Da non perdere: la Palma di Goethe

e il Giardino della Biodiversità

TORINO

MILANO

PAVIA

BRESCIA

ORTO BOTANICO

DELL’UNIVERSITÀ DI PARMA

Anno di fondazione: 1770

PARMA, Strada Luigi Carlo Farini 90

Una parte in ristrutturazione

ORTO BOTANICO

DELL’UNIVERSITÀ DI BOLOGNAOGNA

Anno di fondazione. 1568

BOLOGNA, Via Irnerio 42

Da non perdere: le rose

spontanee e il noce cenerinono

GENOVA

PARMA

MODENA

FERRARA

BOLOGNA

ORTO BOTANICO

DELL’UNIVERSITÀ DI URBINO

Anno di fondazione: 1806

URBINO, Via Donato Bramante 28

Da non perdere: le piante medicinali

ORTO BOTANICO

DELL’UNIVERSITÀ DI MODENA

Anno di fondazione: 1758

MODENA, Viale Caduti in Guerra 127

Da non perdere: il Museo Erbario

ORTO BOTANICO

DELL’UNIVERSITÀ DI GENOVA

Anno di fondazione: 1803

GENOVA, Corso Dogali, 1M

Da non perdere: gli altissimi cipressi

PISA

GIARDINO DEI SEMPLICI

DELL’UNIVERSITÀ DI FIRENZE

Anno di fondazione: 1545

FIRENZE, Via Pier Antonio Micheli 3

Da non perdere: il Tasso dei

Micheli e il foliage autunnale

FIRENZE

SIENA

URBINO

PERUGIA

CAMERINO

ORTO BOTANICO

DELL’UNIVERSITÀ DI FERRARA

Anno di fondazione: 1771

FERRARA, Corso Porta Mare 2B

Da non perdere: le piante

acquatiche esotiche

ORTO BOTANICO

DELL’UNIVERSITÀ DI CAMERINO

Anno di fondazione: 1828

CAMERINO, Viale Oberdan S/N

Da non perdere: le grotte naturali


ORTO BOTANICO

DELL’UNIVERSITÀ DI PISA

Anno di fondazione: 1543

PISA, ingressi da Via Luca

Ghini 13 e Via Roma 56

Da non perdere: la serra

delle succulente e la

grande magnolia

ORTO BOTANICO

DELL’UNIVERSITÀ

DI SIENA

Anno di

fondazione: 1784

SIENA, Via Pier

Andrea Mattioli, 4

Da non perdere: la

ricostruzione degli

habitat toscani

CLOSED

ORTO BOTANICO

DELL’UNIVERSITÀ

DI SASSARI

Anno di fondazione: 1997

SASSARI, Via Piandanna 4

In via di ristrutturazione!

SASSARI

ORTO BOTANICO DELL’UNIVERSITÀ

DI MESSINA “PIETRO CASTELLI”

Anno di fondazione: 1638

MESSINA, Viale Principe Umberto 1

Da non perdere: le piante carnivore

e gli esemplari di Ficus

ORTO BOTANICO DELLA FACOLTÀ DI AGRARIA

DELL’UNIVERSITÀ DI NAPOLI-PORTICI

Anno di fondazione: 1872

REGGIA DEI PORTICI, Via Università 100

Da non perdere: la collezione di specie epifite

CAGLIARI

ORTO BOTANICO

DELL’UNIVERSITÀ

DI CAGLIARI

Anno di fondazione: 1866

CAGLIARI, Via Sant’Ignazio

da Laconi, 11

Da non perdere: le rovine

romane

ORTO BOTANICO

DELL’UNIVERSITÀ

DELLA TUSCIA

Anno di fondazione: 1985

VITERBO, Strada Bullicame

Da non perdere: la flora che

popola gli affioramenti di

travertino

ORTO BOTANICO

DELL’UNIVERSITÀ DI ROMA

“LA SAPIENZA”

Anno di fondazione: 1660

ROMA, Largo Cristina di

Svezia 23

Da non perdere: i ciliegi

in fiore

©marmo81

ORTO BOTANICO

DELL’UNIVERSITÀ DI

PALERMO

Anno di fondazione: 1795

PALERMO, Via Lincoln 2

Da non perdere: l’Aquarium

VITERBO

ROMA

L’AQUILA

ORTO BOTANICO

DELL’UNIVERSITÀ DI NAPOLI

Anno di fondazione: 1682

NAPOLI, Via Foria 223

Da non perdere: la collezione

di cicadee

PALERMO

ORTO BOTANICO

DELL’UNIVERSITÀ DI CATANIA

Anno di fondazione: 1858

CATANIA, Via Etna 397

Da non perdere: le piante

spontanee siciliane

NAPOLI

ORTO BOTANICO DELL’UNIVERSITÀ

DELL’AQUILA

Anno di fondazione: 1968

COLLEMAGGIO, Via S. Josemaria Escrivà

Da non perdere: il giardino roccioso

ORTO BOTANICO DELL’UNIVERSITÀ DI PERUGIA

Anno di fondazione: 1768

PERUGIA, Via S. Costanzo 1

Da non perdere: il percorso sulla flora umbra

MESSINA

CATANIA

RENDE

ORTO BOTANICO

DELL’UNIVERSITÀ DI BARI

Anno di fondazione: 1955

BARI, Via Antonio Lucarelli

Da non perdere: la mostra

virtuale con visori interattivi

BARI

LECCE

ORTO BOTANICO

DELL’UNIVERSITÀ

DI LECCE

Anno di fondazione: 2000

LECCE, Via Monteroni 165

Da non perdere: le

collezioni di frutti antichi

ORTO BOTANICO

DELL’UNIVERSITÀ

DELLA CALABRIA

Anno di fondazione: 1982

RENDE, Via Savinio

Da non perdere: gli ulivi e

la collezione di giaggioli

(mappa non esaustiva redatta dalla redazione)


Questa

2026

Appartiene a

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Indirizzo Pec

I miei hobby preferiti

L’ultimo libro che mi è rimasto impresso

Film da tenere a mente e consigliare

Il luogo delle mie origini

Le amiche/gli amici del cuore

E per conoscermi meglio

Svolgo attività di volontariato presso

Nel mio orto coltivo

I miei sport preferiti

I miei principali interessi

come mi muovo per andare al lavoro •a piedi •bici •treno •auto

ho installato

tetto fotovoltaico pannelli solari termici

impianto geotermico pale minieoliche

il mio footprint

giornaliero è

per calcolarlo:

la mia produzione annua di energia rinnovabile è pari a

kW

LA GREENPLANNER PER TUTTO L'ANNO TI FARÀ COMPAGNIA: STAI USANDO L’UNICA

TESTATA GIORNALISTICA AMBIENTALE CHE DA 14 ANNI SI LEGGE, SI USA E SI CONSERVA

greenplanner 3


Anno X

create la vostra opera d’arte in stile

Land art e partecipate a tivamente

a que lo che noi chiamiamo il contest

artistico scientifico a to a denunciare

ad alta voce quanto le problematiche

de l’ambiente e la crisi climatica stiano

a cuore ai giovani (ma anche a le

loro famiglie).

Magari fino a o gi non ci avete pensato:

ma la vostra voce è important

e noi di Gr enPla ner vogliamo

amplificarla mostrando come la

pensate proprio rico rendo a la forza

de l’arte. Anzi, de la Land art che

tipicamente è espre sione di convivenza

pacifica con l’ambiente.

E se non mi senti s in grado di creare

un’opera di Land art? La domanda

in questi anni ci è stata fa ta e

noi a biamo sempre risposto che le

strade sono due: la prima è comunque

me tersi a la prova (perché c’è

sempre una parte di noi nascosta

che può entrare in gioco anche a traa

cura di M.Cristina Ceresa

envenuti a la quarta edizione

del Planet Art Camp (Pac), non

fate i timidi e prendete posto:

Partecipanti a la terza edizione del Pac

parere de la giuria.

Planet Art Camp e sarete sicuramente

pronti, o vero sensibili, a le tematiche

che so tintendiamo: il Pianeta ha bisogno

di essere prote to da la nostra impronta

antropocentrica perché il rischio di andare in

tilt - noi per primi - è molto alto.

gr enplanner I

In questa parliamo di:

greenplanner ALMANACCO DEI PROGETTI SOSTEN

14 a ED

A

DEI PROG

ALMANACCO SETTIMANALE

DEI PROGETTI SOSTENIBILI

14 a EDIZIONE / 2026

2026

S

PRENDIAMOCELA

greenplanner ALMANACCO DEI PROGETTI SOST

P

2026

ALMANACCO SETTIMANALE

DEI PROGETTI SOSTENIBILI

14 a EDIZIONE

SLOWIn visita agli

orti botanici

universitari

Anno XIV – edizione 2025 Registrazione presso il Tribunale di Milano n.267/9.9.2013 - Compendio a greenplanner.it

NATURA

&ARTE:

scienza e creatività

scendono in campo

per salvare il Pianeta

Anno XIV – edizione 2025 Registrazione presso il Tribunale di Milano n.267/9.9.2013 - Compendio a greenplanner.it

Non farti ma

le buone no

Soprattutt

se sono So

segui ogn

green

Annuario 15 €

Invitiamo

secondarie

Pac, il form

voce in tema

In co laborazion

Sponsor

Con il supporto di

Gira la GreenPlanner

La 14 a edizione

ha ben due copertine

Due copertine: ecco la novità della 14 a edizione della Green-

Planner che punta a dare al lettore un’ampia visione di ciò

che la redazione intende per Sostenibilità.

Ogni copertina vi conduce a un percorso di lettura e di

fruizione di questo Almanacco dei progetti Sostenibili:

usatelo ogni giorno per appuntarvi le vostre esperienze

(le neuroscienze consigliano di scrivere, prendere appunti

per ricordare meglio ciò che viviamo giorno dopo giorno),

fatevi ispirare dagli spunti, collegatevi ai qrcode e rimanete

aggiornati.

E se ve la sentite prendete parte al Planet Art Camp iscrivendo

i vostri studenti/figli. Siamo sicuri che sarà una bella

esperienza che vi permetterà di esprimere la vostra presa

di coscienza in tema di crisi climatica. Girate, dunque, la

GreenPlanner e troverete tutte le info necessarie.

gennaio

febbraio

marzo

aprile

maggio

giugno

luglio

agosto

settembre

ottobre

novembre

dicembre

Arte e scienza paladini dell’ambiente 9

Quanto sto male per l’inquinamento? 23

Crisi climatica: non rimaniamo più senza parole 39

Antispecismo per un Pianeta in armonia 53

La formazione è sempre più Green 67

Soluzioni in stile “circolare“ 81

La chimica, quella verde, ci dà una mano 95

In modalità antispreco 109

Futuro proteico: innovazione e gusto a tavola 123

Ottobre, mese della consapevolezza energetica 139

Le Climate Tech rendono più vivibili le città 151

Spiegami gli Esg 165

Gira la

GreenPlanner

e troverai

B

Pronti per la 4 a edizione del

verso l'arte); la seconda que la di lavorare in gruppo. Anzi, questa

seconda opzione è que la che noi privilegiamo in a soluto.

Anche perché non c’è solo da ideare e creare l’opera, ma come

vedrete v a compagnata da un bo ze to, con un titolo, un

abstract (breve spiegazione che spiega l’opera). E quindi foto

e video se l’opera pa sa la prima selezione. E vi a sicuro tu to

questo lavoro fa to in gru po viene meglio.

Ah, è importante - per partecipare e vincere - che a biate preso

visione del regolamento (vedi pag. VI) e che rispe tiate le date di

consegna. Per tu to il resto io mi rime to democraticamente al

IL PLANET ART CAMP È APERTO A TUTTI

Fino a qui sto parlando a tu ti coloro che hanno partecipato in presenz a le ta pe della

4a edizione del Planet Art Camp. In realtà, anche senza aver preso parte a le sessioni scientifiche,

potete partecipare. Scaricatevi da greenpla

ner.i tu to il material e gli articoli

che abbiamo pubblicato in questi mesi. Leggete

bene la Gr enPla ner che avete per le

mani seguendo il bollino Ne parliamo al

Editoriale

PLANET

ART

CAMP?

Editoriale

Planet Art Camp in tour nei migliori Atenei d'Italia

Ecco come partecipare e... vincere

Planet Art Camp: alcune opere delle scorse edizioni

La biodiversità negli scatti fotografici degli studenti

Prendi i tuoi appunti qui

I

II

VI

VIII

X

XII

4 greenplanner


Storia di copertina

Ingresso all’orto del Cedro. Orto Botanico di Pisa

Orti botanici universitari, laboratori

di conoscenza e luoghi di meraviglia

a cura di Chiara Spallino

In questa edizione della GreenPlanner, le copertine sono

dedicate agli orti botanici universitari, tra boccioli delicati,

alberi secolari e specie rare. È in questi luoghi che

i botanici stanno scrivendo la letteratura della flora alle

prese con la crisi climatica

Sanno custodire piante rare, accendere la

curiosità per la botanica nei più piccoli, accogliere

i visitatori in un ambiente verde e vivo

anche nel mezzo di centri urbani. Gli orti botanici

sono straordinari punti di osservazione sulla natura

che, da qualche anno, ci aiutano persino a

combattere il cambiamento climatico e la perdita

di biodiversità.

In Italia, tutto ciò vale a maggior ragione per gli

orti botanici universitari, collegati ai nostri atenei e

spesso di fondazione antica. I primi - citiamo quello

di Pisa, nato nel 1543, e quelli di Firenze e Padova,

nati nel 1545 - sono

stati progettati mentre in

tutta Europa esplodeva la

moda delle wunderkammer,

le camere delle meraviglie

antenate dei musei moderni

e contemporanei. Da allora,

non hanno smesso di evolversi, come raccontiamo

in questo articolo, scritto grazie al confronto con

chi lavora in questi luoghi speciali.

Spazio alla ricerca

Oggi, gli orti botanici assumono sempre più la

funzione di laboratori. In accordo con i Dipartimenti

delle Università, alcuni esperti analizzano

la documentazione presente negli archivi. A Pisa,

per esempio, si sta lavorando sull’Erbario: «siamo

stati tra i primi ad allestire un laboratorio di digitalizzazione

- racconta Lorenzo Peruzzi, direttore

greenplanner 5


Storia di copertina

Il Ficus macrophylla f. columnaris dell’Orto Botanico

di Palermo

Aiuola delle peonie (famiglia delle Peoniacee)

all’Orto Botanico di Pavia (©Ardenghi)

dell’orto botanico - fornito di scanner planetario

ad alta risoluzione. Abbiamo iniziato nel 2017

e ora la porzione già digitalizzata dell’Erbario è

accessibile online». A Padova, un interessante

filone di ricerca approfondisce invece le vite e i

contributi scientifici dei personaggi che hanno

avuto legami con l’orto nei secoli passati.

Altri studiosi catalogano le specie che popolano

serre e fontane o si concentrano su fenomeni

precisi. Di recente, a Bologna è stata realizzata

una guida che comprende tutte le api selvatiche

presenti nell’orto, mentre a Firenze si va a caccia

di minuscoli coleotteri tropicali (Euwallacea

spp.) che prosperano nelle serre, si indagano gli

effetti delle microplastiche sugli impollinatori,

si mettono a punto nuovi tipi di compost. L’orto

botanico di Città Studi a Milano, dal canto suo,

ha partecipato alla scoperta di una specie prima

sconosciuta, la Campanula bergomensis, di cui

ospita alcuni esemplari. Sempre a Città Studi, ma

succede anche in altri orti, i ricercatori offrono

il proprio supporto ai Carabinieri Forestali per

identificare e custodire piante esotiche oggetto

di contrabbando.

Adattarsi per sopravvivere

Gli orti botanici universitari sono impegnati anche

sul fronte della crisi climatica. «Chi gestisce gli orti

non può non accorgersi del clima che si trasforma

- spiegano la direttrice dell’orto botanico di Pavia

Silvia Paola Assani e il curatore Nicola Maria

Giuseppe Ardenghi - visto che ogni anno le fioriture

arrivano prima, modificando i calendari delle

aperture. Vediamo anche cambiare la distribuzione

delle specie: l’ombelico di venere, una volta

presente solo sui tetti dell’area mediterranea, è

ormai comune al nord».

Anche su questi aspetti, inevitabilmente, si concentra

l’attenzione dei botanici. Qualche anno fa,

nell’Orto Botanico di Brera è stato sequenziato

6 greenplanner


Storia di copertina

l’intero genoma della Salvia pratensis, per studiare

l’adattamento di questa specie ai cambiamenti

climatici e alla siccità. A Palermo, invece, le temperature

più alte consentono di mettere a confronto

vari metodi per la coltivazione del caffè in piena

terra, aprendo strade inedite per l’agricoltura.

Attrazioni vegetali

Il rigore scientifico si accompagna al valore estetico

e storico delle collezioni: ognuno di questi

giardini ha il proprio - è il caso di dirlo - fiore

all’occhiello, la pianta che rende orgogliosi gestori

e ricercatori.

Scegliere non è mai facile. Pensate che, nel solo

orto botanico di Padova vivono oltre 6.000 piante,

appartenenti a 3.500 diverse specie. Eppure,

su tutte spicca la Palma di Goethe, messa a dimora

nel 1585. A Pisa vanno fieri dell’imponente

magnolia (Magnolia grandiflora), che prospera

nell’orto dal 1787 e continua a generare piantine

“figlie”. A Firenze, si può ammirare il Tasso dei Micheli

(Taxus baccata) - risalente al 1720 e messo a

dimora dal Pier Antonio Micheli, direttore dell’orto

sotto Cosimo III de Medici - e una bellissima ninfea

tropicale (Victoria cruziana), dalla fioritura notturna.

A Palermo, non si può ignorare il fico monumentale

(Ficus macrophylla f. columnaris). Con oltre 170

anni alle spalle, è l’albero con la chioma più grande

d’Europa, pari a 2.900 metri quadrati.

I protagonisti dell’orto botanico di Brera sono due

grandi ginkgo biloba, un maschio e una femmina,

mentre invece «l’Orto Città Studi - spiega il direttore

Marco Stefano Caccianiga - ha come simbolo

Psilotum nudum, una pianta poco appariscente ma

molto particolare. Imparentata con le felci, è simile

alle prime piante terrestri comparse 400 milioni

di anni fa».

Per fare esperienza diretta di questo patrimonio,

non resta allora che programmare una visita agli

orti botanici più vicini, per farvi incantare - a seconda

della stagione e dei vostri gusti - dal profumo

dei glicini, dal foliage autunnale o dalle forme

bizzarre di succulente e orchidee. La GreenPlanner

viene in vostro aiuto: nella contro aletta finale, trovate

una mappa degli orti universitari visitabili, da

nord a sud del nostro Bel Paese.

IL PNRR NEGLI ORTI

Da quello di Pavia a quello di Roma passando

per Parma e Padova: i fondi del Pnrr

stanno rendendo gli orti botanici universitari

moderni, ovvero in grado di rispondere

alle sfide della ricerca floristica rispetto alla

crisi climatica.

Così come racconta Renato Bruni, direttore

scientifico dell’orto botanico dell’Università

di Parma (che dal Pnrr ha ricevuto 2 milioni

di euro) il nuovo orto botanico di Parma

(che riaprirà nel 2027) riprenderà «la sua

funzione di ambasciata urbana degli ambienti naturali presenti sul territorio, che purtroppo nel tempo

si era persa. Questo passa sia attraverso la creazione di habitat specifici, come quelli umidi di pianura o

quelli caratterizzati dalle particolari rocce ofiolitiche dell’Appennino, per comunicare l’importanza della

loro flora a rischio. Inoltre, sia con la creazione di un dry garden di stampo prettamente mediterraneo,

che attraverso la collezione di succulente d’alta quota, intendiamo sensibilizzare i visitatori ai diversi

impatti causati dal cambiamento climatico e da varie pressioni antropiche, tra cui consumo di suolo e

bracconaggio. Questo avverrà anche con sistemi multimediali: tramite micro fototrappole,

misurazioni dendrocronologiche e centraline in grado di monitorare la fisiologia vegetale si

genereranno flussi di dati per illustrare ai visitatori aspetti che sfuggono all’osservazione

non guidata». (M.Cristina Ceresa)

PER SAPERNE DI PIÙ

greenplanner 7


appunti del mese

L

29

5

12

M

30

6

13

M

31

7

14

G

1

8

15

V

2

9

16

S

3

10

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D

4

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18

19 20 21 22 23 24 25

26 27 28 29 30 31 1

8 greenplanner


gennaio/

Arte e scienza paladini dell’ambiente

Rubrica a cura del Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Terra (Disat)

dell’Università degli Studi Milano-Bicocca

© ScriviKika_Belfast

greenplanner 9


DIPARTIMENTO DI SCIENZE DEL SUOLO,

DE LA PIANTA E DEGLI ALIMENTI –

Di.S.S.P.A.

Dipartimento E ce lenza 2023-2027

MAR.V.E.L.

CUP H97G23 0 1 01

Arte e scienza paladini dell’ambiente

29 LUNEDÌ

AM

PM

Sponsor

Sponsor

Tecnici

In difesa di Terra,

Aria e Acque

I dati legati allo stato di salute

del nostro Pianeta sono molto

chiari ed evidenti: la soglia

di 1,5 gradi di aumento delle

temperature terrestri, limite

considerato “di sicurezza” da

parte della comunità scientifica

è ormai un dato di fatto.

Così come lo sono alluvioni,

mega incendi, ondate di calore

e siccità.

Ogni due secondi sulla Terra

- lo afferma Greenpeace -

scompare l’equivalente di un

campo di calcio fatto di foreste;

ogni anno oltre 45 mila persone

nel mondo muoiono prematuramente

per l’esposizione

alle polveri sottili (PM2.5).

Le acque, sia salate che dolci,

sono alla mercè del nostro

malsano modo di vivere e la

nostra presunzione di poter

fare ciò che vogliamo degli animali,

tutti sia quelli domestici

che selvatici, sta ricadendo su

di noi in maniera preoccupante.

420 milioni di ettari di foreste,

secondo le stime della Fao,

sono stati distrutti nel mondo

tra il 1990 e il 2020, un’area

più estesa dell’Unione Europea.

Nell’80% dei casi questo

10 greenplanner

30 MARTEDÌ

AM

31 MERCOLEDÌ

AM

PM

PM


settimana 1

dicembre 2025/gennaio 2026

1

GIOVEDÌ Giornata mondiale della pace

AM

PM

VENERDÌ

AM

PM

2

avviene per fare spazio a pascoli

e terreni destinati a produrre

mangimi, come la soia.

Eppure, le foreste assorbono

2,6 miliardi di tonnellate di

anidride carbonica, quasi un

terzo di quelle rilasciate ogni

anno dalla combustione di

gas, petrolio e carbone. Culle

di biodiversità e casa di animali

a rischio estinzione, le foreste

rappresentano una delle soluzioni

alla crisi climatica.

A fronte di ciò, la scienza non

sta con le mani in mano: gli

studi sono sempre più approfonditi.

E ci sono anche delle

soluzioni. Basta informarsi,

crederci e adottarle. A tutti i

livelli. Scopriremo che tutti noi

possiamo fare la nostra parte.

Partecipare attivamente

al format scientifico/artistico

Planet Art Camp è un esempio

perché vuol dire mettere a disposizione

la propria creatività

per denunciare il degrado del

Pianeta. Come dire: io non faccio

più finta di niente. Continua

a pag. I (gira la GreenPlanner).

SABATO

3 4

DOMENICA

LA TUA OPERA

AL PAC

Vuoi metterti in gioco e diventare

anche tu un artista

di denuncia ideando e

realizzando la tua opera di

Land art?

• Gira la GreenPlanner e troverai

tutte le indicazioni per

partecipare.

• Segui nelle pagine il bollino

Pac e troverai anche

tante informazioni sullo

stato del nostro clima.

greenplanner 11


Arte e scienza paladini dell’ambiente

Care dolci acque:

l’esempio del Po

5

LUNEDÌ

L’attenzione degli scienziati

non è rivolta solo alle acque

salate di oceani e mari. Anche

quelle dolci sono sotto stretta

osservazione e un esempio

molto vicino a noi è la riqualificazione

fluviale del fiume Po

che - come ci racconta Giovanni

Vezzoli docente nei corsi

di laurea in Scienze e Tecnologie

Geologiche e in Scienze

e Tecnologie per l’Ambiente

all’Università degli Studi Milano-Bicocca

- a partire poi

dal 1950 ai processi naturali

si è affiancato l’impatto

dell’uomo che ha modificato

l’ambiente fluviale in maniera

profonda. «Oggi il fattore

AM

6

AM

MARTEDÌ

PM

PM

umano è diventato dominante

nell’evoluzione del fiume Po

e della Pianura Padana (una

delle aree più densamente

popolate ed industrializzate

d’Europa). La stabilizzazione

del reticolo idrografico e l’estrazione

dei sedimenti prelevati

nell’alveo dei fiumi ha

interrotto il processo naturale

che permetteva al fiume Po di

divagare e di esondare sulla

Pianura Padana. Un meccanismo

che durante le ere glaciali

7

AM

MERCOLEDÌ

PM

12 greenplanner


settimana 2

gennaio 2026

8

AM

9

AM

GIOVEDÌ

VENERDÌ

PM

PM

del Pleistocene (soprattutto a

partire da circa 900.000 anni

fa; Muttoni et al., 2003) ha

creato e modellato la Pianura

Padana e l’ha resa fertile e

ricca di acqua (Garzanti et al.,

2011)».

Per cercare di ripristinare in

parte la naturalità dell’ambiente

fluviale è stato approvato

nel 2022 il Programma

d’Azione per la Rinaturazione

dell’Area del Po (Pnrr - Next

Generation Eu). Il progetto

sta contribuendo al recupero

di questo fiume attraverso

la riduzione del grado di artificialità

del corso d’acqua e

delle sue aree limitrofe. «Sono

state individuate 56 aree distribuite

lungo tutto il corso

del fiume, dal Piemonte fino

al suo delta, dove al momento

si stanno effettuando gli interventi

di ripristino fluviale».

SABATO

10 11

DOMENICA

L’importanza del Po

Il fiume Po nasce dal Monviso

(3,841 m) e percorre verso est

650 km prima di raggiungere

il mare Adriatico trasportando

ogni giorno in media 1.500 m 3

di acqua ogni secondo. Il suo

bacino idrografico comprende

gran parte della Pianura Padana

ed è il più grande d’Italia

(˜74.000 km 2 ).

greenplanner 13


Arte e scienza paladini dell’ambiente

Recuperare

il suolo urbano:

il ruolo chiave

del desealing

12

AM

LUNEDÌ

PM

«Il soil sealing, ovvero la copertura

del suolo con materiali

impermeabili come asfalto e

cemento- ci spiega Chiara Ferré,

ricercatrice all’Università di

Milano Bicocca - è una delle

13

MARTEDÌ

AM

PM

principali cause di degrado

ambientale nelle aree urbane

e periurbane. Questa pratica

compromette la funzionalità

del suolo, ostacolando gli

scambi naturali di acqua, aria,

nutrienti ed energia, con gravi

ripercussioni sui cicli idrologici

e biochimici, sulla biodiversità e

sul microclima urbano, aggravando

il fenomeno delle isole

di calore».

Forse non ce ne rendiamo

conto «ma il suolo - ci invita

a osservare la ricercatrice -

svolge un ruolo cruciale nella

regolazione degli equilibri

ecologici e nella fornitura di

servizi ecosistemici, come la

produzione agricola, la regolazione

del ciclo dell’acqua, lo

stoccaggio del carbonio organico

e il supporto alla biodiversità,

e la sua funzionalità

va quindi tutelata».

14

AM

MERCOLEDÌ

PM

14 greenplanner


settimana 3

gennaio 2026

15

AM

16

AM

GIOVEDÌ

VENERDÌ

PM

PM

Perché depavimentare

Una delle soluzioni individuate

per limitare il problema è il

desealing che - proprio come

ci spiega la Ferrè - significa rimuovere

le coperture impermeabili

soprattutto nei contesti

urbani: «In questo modo andiamo

a favorire la riattivazione

dei processi pedogenetici e la

ricolonizzazione vegetale, ci

consente di ripristinare la funzionalità

del suolo anche senza

necessità di utilizzare terreno

proveniente da contesti agricoli,

il cui prelievo può comportare

ulteriori impatti ambientali».

La pratica è doppiamente sostenibile:

perché si può inserire

nei principi dell’economia circolare:

i materiali rimossi possono

essere riutilizzati in loco come

aggregati riciclati (Ras), riducendo

rifiuti e costi di trasporto.

Ma ancora la Ferrè lancia un allert:

«l’effettiva applicazione del

desealing su larga scala incontra

ancora importanti ostacoli,

legati all’assenza di linee guida

condivise e alla complessità dei

suoli urbani, spesso eterogenei

e profondamente alterati».

SABATO

17 18

Giornata

mondiale

della Neve

DOMENICA

IL

DATO

L’Unione Europea ha fissato

l’obiettivo del consumo

netto di suolo pari a zero

entro il 2050. In Italia è

Milano che fa da apripista

in tema di depaving. Con il

Piano Aria e Clima ha individuato

circa 249.000 mq

su cui intervenire per favorire

la rinaturalizzazione

della città.

greenplanner 15


Arte e scienza paladini dell’ambiente

Una firma

spettrale: la Terra

vista dallo spazio

Da sopra a sotto: osservare

la Terra dallo spazio offre

una prospettiva unica per

comprendere i cambiamenti

in atto sul nostro Pianeta.

Il telerilevamento, ovvero la

raccolta di dati tramite satelliti,

consente di monitorare su

scala globale e in tempo reale

fenomeni ambientali e climatici,

anche in aree remote.

«Grazie a oltre 30 anni di osservazioni

continue e a politiche

“open-access” - spiega

Claudia Ravasio, assegnista

di ricerca presso Università

di Milano Bicocca - possiamo

analizzare tendenze come

lo scioglimento dei ghiacci,

l’innalzamento del livello del

mare, la deforestazione, l’inquinamento

atmosferico o

l’aumento di eventi estremi».

I satelliti sono dotati di sensori

diversi: ottici, che acquisiscono

immagini multispettrali o

iperspettrali; radar, che “vedono”

anche di notte o con nuvole;

e altimetri, che misurano

lo spessore del ghiaccio. Ogni

materiale sulla superficie terrestre

riflette e assorbe la luce

in modo diverso grazie alle

varie lunghezze d’onda dello

spettro elettromagnetico. «Le

risposte registrate dai sensori

- fa notare ancora la ricercatrice

- costituiscono una “firma”

unica, come un’impronta

digitale. La neve fresca, ad

esempio, riflette la maggior

parte della luce solare, contribuendo

così a raffreddare il

clima locale e a proteggere la

superficie terrestre dal riscaldamento

eccessivo. Tuttavia,

16 greenplanner

19

AM

20

AM

21

AM

LUNEDÌ

MARTEDÌ

MERCOLEDÌ

PM

PM

Giornata mondiale dell’abbraccio

PM


settimana 4

gennaio 2026

22

AM

23

AM

GIOVEDÌ

VENERDÌ

PM

Giornata mondiale della scrittura

PM

quando la neve si trasforma,

o quando vengono depositate

impurità come polveri minerali

e inquinanti, la sua riflettanza

diminuisce: aumenta quindi

l’assorbimento di radiazione

solare e si accelera la fusione

dei ghiacciai. Analizzando

le firme spettrali possiamo

quindi dedurre lo stato fisico

della neve e del ghiaccio, stimare

la presenza di impurità,

la dimensione dei cristalli e

valutare l’impatto delle modifiche

sull’energia riflessa dalla

superficie nevosa».

LO SAI

CHE...

SABATO

24 25

Giornata

internazionale

dell’educazione

DOMENICA

L’osservazione della Terra

dallo spazio non è solo

esplorazione: è uno strumento

cruciale per affrontare

le sfide ambientali

del nostro tempo, e sarà

sempre più centrale per la

comprensione e la gestione

del cambiamento climatico.

(Al tema è stata dedicata

la GreenPlanner 2022 con

Copernicus mediapartner

dell’edizione: se non ce l’hai

chiedi una copia alla redazione).

greenplanner 17


Arte e scienza paladini dell’ambiente

Cosa ci stanno

dicendo i ghiacciai?

«Le superfici ghiacciate del

Pianeta sono uno dei tasselli

fondamentali dei meccanismi

di feedback per la regolazione

del bilancio radiativo del nostro

pianeta - ci racconta Deborah

Fiorini, dottoranda in Scienze

Chimiche, Geologiche e Ambientali

presso l’Università

degli Studi Milano-Bicocca -.

Variazioni della criosfera generano

perturbazioni nel sistema

climatico terrestre, con

conseguenze sul lungo termine

secondo il principio che

conosciamo come inerzia climatica.

Un aumento del tasso

di fusione dei ghiacciai, come

si osserva negli ultimi tem-

26

AM

27

AM

LUNEDÌ Giornata Internazionale dell’energia pulita

MARTEDÌ

PM

Giornata internazionale della memoria

delle vittime dell’Olocausto

PM

pi, riduce le superfici con alta

capacità di riflettere la radiazione

solare (definita Albedo),

con maggiore assorbimento

della stessa e rafforzamento

del riscaldamento globale.

L’aumento dell’anomalia climatica

sta avvenendo ad una

velocità mai osservata fino

ad ora nel corso della storia

climatica in nostro possesso,

con aumento della fusione

dall’Artico all’Antartide passando

dai ghiacciai delle medie

latitudini, ormai duramente

colpiti».

28

AM

MERCOLEDÌ

Giornata della protezione dei dati personali

PM

18 greenplanner


settimana 5

29

AM

GIOVEDÌ

PM

gennaio/febbraio 2026

LO SAI

CHE...

30

AM

VENERDÌ

PM

SABATO

31 1

Giornata

internazionale

della Zebra

DOMENICA

Le carote di ghiaccio estratte

dai vari ghiacciai del pianeta,

sono un archivio privilegiato

di informazioni sulla

storia della Terra. Leggere

ogni pagina di questo libro

climatico consente una

maggiore comprensione

del paleoclima, dei cambiamenti

che stiamo attraversando

e delle possibilità

di modellizzazione di cosa

ci aspetta per il futuro. La

presenza di strati con polveri

minerali (dust), aerosol

inorganico sollevato dalle

regioni aride, trasportato

attraverso l’atmosfera e poi

depositato sulle superfici

del pianeta, ci fornisce l’opportunità

di caratterizzare

la dust stessa e la sua capacità

di indurre un maggiore

assorbimento della

radiazione solare incidente,

in funzione di parametri

come concentrazione,

composizione mineralogica

e dimensioni dei granuli.

Ognuna di queste caratteristiche

genera un impatto

sul bilancio radiativo terrestre

che dobbiamo cercare

di interpretare al meglio.

Il diario continua a pag. 24

greenplanner 19


MORE ABOUT THE IMAGE

These Landsat satellite images were sourced from NASA Earth Observatory,

NASA Worldview, USGS EarthExplorer, and ESA Sentinel Hub.

• E) Breiðamerkurjökull Glacier, Iceland

• R) Florida Keys, Florida

• H) Southwestern Kyrgyzstan

• A) Lake Mjøsa, Norway

• A) Yukon Delta, Alaska

• T) Liwa, United Arab Emirates

• D) Akimiski Island, Canada

• Y) Ramsay, New Zealand

20 greenplanner


https://landsat.gsfc.nasa.gov/apps/YourNameInLandsat-main

#YOURNAMEINLANDSAT

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appunti del mese

L

M

M

G

V

S

D

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2

9

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7

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21

28

1

8

15

22

1


febbraio/

Quanto sto male per l’inquinamento?

Rubrica a cura di Camilla Galli Macricè

© ScriviKika_Palermo

greenplanner 23


Quanto sto male per l’inquinamento?

2

AM

LUNEDÌ

Giornata mondiale delle zone umide

PM

L’INQUINAMENTO

è per lo più umano

e attenzionare

i nostri

comportamenti

può farci un gran

bene. Ci pensi mai

a quanto vale un

semplice gesto?

Malattie

da inquinamento

Non ci sono più dubbi: l’inquinamento

causa malattie e

morti e tutti noi ne siamo sia

causa che soggetti. Nessuno si

senta escluso.

L’European environment

agency ha messo nero su

bianco quale sia anche l’impatto

sulla salute della popolazione

europea dell’esposizione

prolungata a tre principali inquinanti

atmosferici: il particolato

fine (PM2,5), il biossido di

azoto (NO 2

) e l’ozono (O 3

).

Ma abbiamo anche l’acqua inquinata

e pure la pioggia può

portare con sé sostanze nocive

(vedi le piogge acide). E pure

il suolo è soggetto a inquinamento.

Le acque e il suolo vengono

contaminate da sostanze chimiche

e rifiuti, con effetti devastanti

sulla nostra salute. Scarichi

industriali (metalli pesanti,

solventi, prodotti chimici tossici)

sono da tempo sotto stretta

sorveglianza di leggi e direttive.

Ma non siamo ancora “salvi” da

situazioni che riguardano anche

gli sversamenti accidentali in

24 greenplanner

3

AM

4

AM

MARTEDÌ

MERCOLEDÌ

PM

Giornata mondiale della fratellanza umana

Giornata mondiale per la lotta contro il cancro

Giornata mondiale per la sicurezza in Rete

PM


settimana 6

febbraio 2026

5

AM

GIOVEDÌ

Giornata mondiale contro lo spreco alimentare

PM

mare. Anche l’agricoltura, per

mezzo di fertilizzanti e pesticidi

causano eutrofizzazione.

Infine, anche tante sostanze

che ci circondano in casa ci

potrebbero fare male. Vestiti

compresi che indossiamo inconsapevolmente

e che causano

malattie non solo alla pelle.

6

AM

VENERDÌ

Giornata mondiale contro l’infibulazione

e le mutilazioni genitali femminili

Prendono il via le Olimpiadi invernali di

Milano Cortina 2026

PM

Aria più buona in Europa

Nel contesto del Green Deal

europeo, il piano d’azione Inquinamento

Zero ha l’obiettivo

di migliorare significativamente

la qualità dell’aria entro il 2030,

in particolare agendo sulla riduzione

del particolato fine

(PM2,5). L’obiettivo principale

delle azioni deliberate è quindi

quello di diminuire del 55%

i decessi prematuri attribuibili

all’inquinamento atmosferico

nell’Unione europea rispetto ai

livelli registrati nel 2005.

Correlati

e associazioni

SABATO

7 8

Giornata contro

il bullismo e il

cyberbullismo

DOMENICA

PM2,5: tra le malattie associate

al particolato fine spicca l’ischemia,

seguita da ictus, diabete

mellito, cancro ai polmoni, Bpco

(Broncopneumopatia cronica

ostruttiva) e asma infantile.

NO 2

: le malattie con il maggiore

onere associato a questo

inquinante sono il diabete mellito,

l’ictus e l’asma negli adulti.

Per asma, l’impatto è prevalentemente

legato alla morbilità

(88%), mentre per ictus

e diabete prevale la mortalità

(rispettivamente 76% e 58%).

O 3

: l’unica malattia considerata

in questo contesto è la Bpco,

con 8.400 decessi attribuibili

nel 2022.

greenplanner 25


Quanto sto male per l’inquinamento?

9

AM

LUNEDÌ

PM

In città si vive

sempre peggio

Anche in casa

Malgrado gli sforzi di molte

amministrazioni e cittadini,

la vita in città non è facilitata

dall’inquinamento causato da

tutta una serie di attività antropiche

quali il traffico veicolare,

le emissioni industriali, il

riscaldamento domestico e la

scarsa qualità dell’aria legata

a condizioni meteorologiche

sfavorevoli.

Va poi notato che nelle aree

urbane l’inquinamento indoor

ha lo stesso impatto sulla salute

al pari dell’inquinamento

esterno con possibili ripercussioni

in termini di malattie

polmonari, cardiache e tumorali.

È questo uno dei principali

risultati evidenziati in uno

studio condotto da Enea e

dall’Istituto di scienze dell’atmosfera

e del clima del Cnr-Isac

in collaborazione con le

università Sapienza di Roma

e Milano-Bicocca, nell’ambito

del progetto Viepi finanziato

da Inail.

Cosa intendiamo

con esposoma urbano

Chi vive in città deve fare anche

i conti con l’esposoma

urbano, ovvero l’insieme di

fattori ambientali a cui siamo

esposti nel corso della nostra

vita. In pratica, diversi

26 greenplanner

10

AM

11

AM

MARTEDÌ

MERCOLEDÌ

Giornata del ricordo

Giornatata mondiale dei legumi

PM

Giornata internazionale per le donne

e le ragazze nella Scienza

PM


settimana 7

12

AM

GIOVEDÌ

Giornata internazionale contro l’uso

dei bambini soldato

PM

febbraio 2026

fattori combinati con variabili

sociali, comportamentali

e biologiche, possono avere

un impatto significativo sulla

salute. All’esposoma urbano

non sono esposti gli adulti,

ma anche i bambini, tanto che

si parla anche di un’esposizione

all’inquinamento

sin dalle

nostre prime ore

di concepimento.

PER SAPERNE DI PIÙ

13

AM

VENERDÌ

Giornata mondiale della radio

PM

PRINCIPALI

COMPONENTI

DELL’ESPOSOMA

URBANO

INQUINANTI

ATMOSFERICI

PM2.5, PM10, ossidi di

azoto (NO₂), ozono (O₃),

fumi industriali

INQUINAMENTO

ACUSTICO

Traffico, lavori pubblici,

attività industriali

ESPOSIZIONE A

SOSTANZE CHIMICHE

Pesticidi, metalli

pesanti, microplastiche

SABATO

14 15

DOMENICA

Giornata

mondiale delle

Balene

Giornata

mondiale

contro il cancro

infantile

FATTORI CLIMATICI

Temperature estreme,

umidità, ondate di calore

STRESS PSICOSOCIALE

Traffico,

sovraffollamento, ritmi

di vita frenetici

STILI DI VITA

Mancanza di dieta sana,

poca attività fisica,

qualità scadente del

sonno

AMBIENTE COSTRUITO

Qualità degli spazi

verdi, accesso a

infrastrutture sanitarie

greenplanner 27


Quanto sto male per l’inquinamento?

Incendi tossici

Quando le foreste vanno in fumo

a cura della redazione

Il riscaldamento globale sta determinando condizioni

sempre più calde e aride che portano a situazioni di

inquinamento non sempre ben chiare a chi le vive

direttamente, ma anche indirettamente: gli incendi,

per esempio, mandano in tilt il sistema di produzione

di ossigeno e nello stesso tempo producono Co 2

. Ondate

di calore e siccità prolungate rendono le foreste

vulnerabili, trasformando la vegetazione in combustibile

pronto a propagare le fiamme. Quasi la metà

delle aree forestali mondiali è oggi più esposta alla

siccità rispetto a inizio secolo. Questo incremento di

vulnerabilità interessa sia gli ecosistemi naturalmente

adattati al fuoco, come le foreste boreali,

sia quelli che storicamente ne erano poco

toccati, come la fascia tropicale. Il tema lo

seguiamo con costante attenzione qui:

Secondo la classificazione redatta da Ispra, le

foreste italiane più colpite sono quelle di latifoglie

sempreverdi (macchia mediterranea e leccete),

seguite da querceti e pinete. Questo tipo di

vegetazione, tipica del clima mediterraneo, è

estremamente infiammabile soprattutto in presenza

di siccità prolungata e temperature elevate.


Quanto sto male per l’inquinamento?

FOCUS

Ogni anno, il Global footprint network calcola la data in cui la domanda di risorse

naturali dell’umanità supera la capacità della Terra di rigenerarle e stabilisce così

l’Earth Overshoot Day, giorno dell’anno in cui l’umanità ha consumato tutte le risorse

naturali (acqua, suolo fertile, legname, pesce, capacità di assorbire le emissioni di

CO₂, ecc.) che il Pianeta è in grado di rigenerare in un intero anno. Dopo questa data,

viviamo in deficit ecologico… che è ormai costante Per saperne di più

IN EVIDENZA

Tapparsi le orecchie a volte

non basta: l’inquinamento

acustico ci accompagna

durante le nostre

giornate e le ricadute sono

pesanti. Anche sociali e sicuramente

piscologiche

CONTINUA A LEGGERE QUI

I reati ambientali pesano

sulla nostra pelle

Tutti i reati ambientali provocano inquinamento.

E non stiamo parlando di briciole. Come registra

il Rapporto Ecomafia di Legambiente, si ha

certezza di una media di 111 reati al giorno, in

crescita del +14,4% rispetto all’anno precedente

(ultimi dati disponibili 2024). Di questi, 11.166

hanno riguardato la gestione illecita dei rifiuti,

comprese le discariche abusive e il traffico

illegale di rifiuti speciali. Le Regioni a maggiore

incidenza restano Campania, Puglia, Calabria

e Sicilia. In parallelo, secondo la Corte europea

dei diritti dell’uomo, oltre 540 procedimenti

penali sono stati avviati in Italia nei primi sei

mesi del 2024 per violazioni legate alla presenza

di discariche non

autorizzate. La certezza

è che i reati ambientali ci

toccano da vicino.

Una cura per noi, un pericolo

per l’ambiente: è così

che possiamo definire l’ibuprofene

che, purtroppo,

riesce a entrare nelle

maglie dei depuratori e

finisce nel mare

CONTINUA A LEGGERE QUI

I Pfas sono sotto l’attenzione

di molti. Anche

della tecnologia che

sta ideando il modo per

bloccarli. Anche se la migliore

strategia sarebbe

evitare di produrli

CONTINUA A LEGGERE QUI

Clima e inquinamento

sono tra le principali

preoccupazioni degli europei.

Lo afferma un’indagine

firmata EuroBarometro

CONTINUA A LEGGERE QUI

CONTINUA A LEGGERE QUI

greenplanner 29


Quanto sto male per l’inquinamento?

Invisibile

ma spesso c’è:

è il radon

Il radon è un gas radioattivo invisibile

ma pericoloso, soprattutto

per la salute polmonare.

Presente nelle rocce e nel suolo,

può accumularsi

in ambienti chiusi,

come abitazioni

e luoghi di lavoro,

e rappresenta

un rischio per la salute

umana. Poiché

si accumula in edifici

chiusi, è importante monitorarlo

e adottare misure

di prevenzione per ridurne la

concentrazione.

Effetti sulla salute

CANCRO AI POLMONI

Il radon è la seconda causa

di tumore ai polmoni dopo il

fumo, ed è responsabile di

circa il 9% dei casi di tumore

polmonare nel mondo. Il rischio

aumenta in ambienti

con alta concentrazione e

per i fumatori.

DANNI AI TESSUTI

POLMONARI

L’inalazione costante di

particelle radioattive può

causare infiammazione e

mutazioni cellulari.

AUMENTO DEL RISCHIO

CON L’ESPOSIZIONE

PROLUNGATA

Il radon è pericoloso soprattutto

quando viene respirato

per anni in ambienti

chiusi senza ventilazione

adeguata.

16

AM

17

AM

18

AM

LUNEDÌ

MARTEDÌ

MERCOLEDÌ

Giornata nazionale del risparmio energetico

e degli stili di vita sostenibili

PM

PM

Apre MyPlant&Garden in fiera a Rho, Milano.

Vi aspettiamo al convegno su crisi climatica e

vitigni

Giornata mondiale della sindrome di Asperger

PM

30 greenplanner


settimana 8

febbraio 2026

19

GIOVEDÌ

Giornata mondiale della protezione

dei mammiferi marini

COME RIDURRE

IL RISCHIO DA RADON?

AM

PM

AERARE

FREQUENTEMENTE

GLI AMBIENTI PER

RIDURRE L’ACCUMULO

DEL GAS

SIGILLARE CREPE

E FESSURE

LIMITARE LE VIE DI

INGRESSO DEL RADON

NELL’EDIFICIO

20

VENERDÌ

Giornata mondiale della giustizia sociale

UTILIZZARE SISTEMI

DI VENTILAZIONE

FORZATA, COME

IMPIANTI DI

VENTILAZIONE

MECCANICA

CONTROLLATA (VMC)

AM

PM

IN EDIFICI CON LIVELLI

MOLTO ALTI,

SI POSSONO

INSTALLARE BARRIERE

ANTI-RADON

O SISTEMI DI

DEPRESSURIZZAZIONE

DEL SUOLO

SABATO

21 22

Giornata

internazionale

della lingua

madre

Giornata

nazionale del

Braille

Giornata

del Pensiero

DOMENICA

Va detto che il radon si infiltra

negli edifici attraverso sia le

fessure nei pavimenti sia nelle

pareti, ma può essere trasportato

anche nei condotti idraulici

ed elettrici. Ci sono, inoltre,

materiali da costruzione radioattivi

(come alcune pietre naturali)

e i pozzi stessi possono

rilasciare radon nell’aria.

Le zone con suolo ricco di uranio

sono più a rischio di alte

concentrazioni di radon. La

buona notizia è che esistono

specifici strumenti che possono

rivelare se la concentrazione

supera il limite di sicurezza

(in Europa è 100-300 Bq/m³,

secondo l’Oms).

greenplanner 31


Quanto sto male per l’inquinamento?

Attenti all’ozono

L’ozono (O₃) è una molecola

composta da tre atomi di ossigeno

e può avere effetti diversi

a seconda della sua posizione

nell’atmosfera:

Ozono stratosferico (“buono”):

si trova nella stratosfera,

tra 15 e 35 km di altitudine, e

forma lo strato di ozono, che

protegge la Terra dai raggi ultravioletti

(UV) dannosi del Sole.

Ozono troposferico (“cattivo”:

si trova vicino alla superficie

terrestre e, se presente in

alte concentrazioni, è un inquinante

atmosferico nocivo per

la salute e l’ambiente.

23

AM

24

LUNEDÌ

MARTEDÌ

PM

La Pianura Padana

spicca tra gli hotspot

europei per le elevate

concentrazioni di

ozono a causa dei suoi

precursori inquinanti

da traffico e da

metano, ma anche

per la fortissima

concentrazione di

allevamenti

AM

PM

H 2

S sotto

osservazione

• Origine dell’idrogeno solforato:

processi industriali,

decomposizione di materiali

organici.

• Pericolo: in basse concentrazioni

ha un odore

di uova marce, ma in alte

quantità può causare perdita

di coscienza e morte per

paralisi respiratoria.

• Prevenzione: monitoraggio

in ambienti a rischio,

ventilazione adeguata.

25

AM

MERCOLEDÌ

PM

32 greenplanner


settimana 9

febbraio/marzo 2026

26

AM

GIOVEDÌ

PM

L’ammoniaca

(NH₃) che ci

circonda

27

VENERDÌ

Giornata internazionale dell’Orso polare

Giornata mondiale delle Ong

• Origine: Industria chimica,

fertilizzanti, prodotti per la

pulizia.

• Pericolo: irritante per pelle,

occhi e vie respiratorie,

può causare bruciature

chimiche in alte concentrazioni.

• Prevenzione: usare protezioni

e ventilazione quando

si maneggiano prodotti

contenenti ammoniaca.

AM

PM

L’arsenico

pur naturale

SABATO

28 1

Giornata mondiale

delle malattie rare

Il diario continua a pag. 40

DOMENICA

Giornata

contro la

discriminazione

L’arsenico è un metalloide tossico

presente naturalmente

nella crosta terrestre. È noto

per la sua pericolosità, soprattutto

in acqua e alimenti contaminati.

È altresì prodotto anche

da diverse attività umane

facilitate dall’industria mineraria,

dagli scarichi industriali,

ma anche attraverso pesticidi

e fertilizzanti

L’esposizione prolungata all’arsenico

può causare:

• Vomito e diarrea

• Dolori addominali

• Confusione mentale

• Disturbi cardiaci

greenplanner 33


Quanto sto male per l’inquinamento?

Effetti tossici

34 greenplanner

a cura di Roberta Pedrazzani, professore associato Università degli Studi di Brescia.

Docente di Chimica ambientale ed Ecologia applicata e responsabile del Laboratorio

di Analisi Industriali e Ambientali Dimi, Responsabile del Laboratorio di Ecotossicologia

per la protezione dell’ambiente (Agrofood Research Hub)

Troppi inquinanti

emergenti

ci circondano:

ecco cosa possono

provocare

Gli inquinanti emergenti, i

cosiddetti Ie, comprendono

nuove sostanze chimiche,

potenzialmente pericolose,

immesse nell’ambiente, rilevate

per la prima volta in matrici ambientali

grazie al perfezionamento

delle tecniche analitiche oppure

sostanze già note, la cui

pericolosità è stata progressivamente

evidenziata.

Gli inquinanti emergenti differiscono

notevolmente dal punto

di vista chimico, dell’utilizzo e

dell’origine; comprendono, tra

gli altri, farmaci e prodotti per la

cura della persona e della casa,

ignifughi polibromurati, sostanze

per-e polifluoroalchiliche, sottoprodotti

della (bio)degradazione

(per esempio gli alchilfenoli) e

della combustione (quali diossine

e furani policlorurati/bromurati).

Questi inquinanti, affatto diversi

dal punto di vista molecolare,

sono generalmente bioaccumulabili

e persistenti, potenzialmente

in grado di diffondersi nell’ambiente

e raggiungere le aree più

remote. Generalmente rinvenuti

in tracce (concentrazioni anche

mille volte inferiori alle parti per

miliardo, salvo casi specifici di

contaminazione) possono indurre

effetti tossici, spesso sul lungo

periodo e addirittura nei confronti

della progenie. La compresenza di

più sostanze, in concentrazioni irrisorie,

addirittura inferiori ai limiti

di quantificazione, può dar luogo

al cosiddetto effetto “something

from nothing”, dovuto all’instaurarsi

di interazioni tra essi.

L’esecuzione di saggi tossicologici

sta assumendo crescente importanza

nel panorama legislativo

internazionale, in concomitanza

con la trasformazione degli obiettivi

delle norme di tutela ambientale,

finalizzate alla preservazione

(o al ripristino) di interi ecosistemi,

con un approccio olistico che

comprende la salute umana e

l’integrità dell’ambiente.

Il monitoraggio (in situ e/o in

laboratorio) si concentra su organuli

cellulari, cellule, tessuti,

organi, apparati, organismi (e loro

progenie) con diversi ruoli nella

rete trofica, popolazioni, comunità,

restituendo la risposta del sistema

biologico a seguito dell’esposizione

a sostanze singole o

a matrici complesse, includendo,

intrinsecamente, gli eventuali effetti

combinati (additivi, antagonisti,

sinergici, di potenziamento).

Gli effetti studiati comprendono,

tra gli altri, l’interferenza endocrina,

la mutagenicità, l’induzione

dello stress ossidativo, la morte.

In un’ottica One Health i saggi

biologici si rivelano uno strumento

potentissimo e fortemente

complementare alle misure chimiche,

consentendo di effettuare

valutazioni di rischio più realistiche,

inclusive degli effetti sub-letali,

cronici e combinati, spesso

non rilevabili attraverso l’analisi

dei singoli contaminanti.

ANALISI IN CAMPO

Recentemente sta acquisendo crescente rilevanza il cosiddetto

Effect-based monitoring, cioè un monitoraggio focalizzato sugli

effetti biologici.

Nell’Unione Europea, per esempio, nell’ambito della Common Implementation

Strategy (Cis) della Direttiva Quadro sull’Acqua (Water

Framework Directive, Wfd) si sta lavorando a un documento di

riferimento che consenta l’applicazione del cosiddetto Effect-Based

Monitoring (Ebm). L’attenzione è posta sulla definizione di

valori di riferimento (i cosiddetti Effect Based Trigger

values) che consentano di fissare un livello di accettabilità

sulla base dell’attività biologica indesiderata

o di un rischio indotti dall’esposizione a un campione.

PER SAPERNE DI PIÙ



Quanto sto male per l’inquinamento?

Sulle nostre teste, sotto i nostri piedi

Dalla pioggia acida

è difficile difendersi

a cura della redazione

Forse il modo più semplice

per pensare al fenomeno

delle piogge acide è di

immaginare le gocce di pioggia

come piccole spugne che, nella

loro caduta verso il suolo, assorbono

le sostanze chimiche

presenti nell’aria. Tra queste,

ve ne sono alcune - come l’anidride

solforosa e solforica, il

monossido e il biossido d’azoto

e l’anidride carbonica - che, a

contatto con l’acqua, possono

trasformarsi in acidi. Esattamente

come è successo con il

riscaldamento globale, che di

fatto consiste in una gigantesca

alterazione del ciclo biogeochimico

del carbonio, anche per

le piogge acide i problemi sono

nati quando le attività umane

sono andate a perturbare i cicli

naturali. Un fenomeno che

tocca tutti noi e che

dovremmo prendere

maggiore coscienza.

PER SAPERNE DI PIÙ

PER SAPERNE DI PIÙ

Siti inquinati:

la situazione in Italia

Lo sviluppo industriale

ha lasciato

in eredità al nostro

Paese una miriade

di siti inquinati, che

ancora oggi mettono

a repentaglio la salute

delle persone e degli

ecosistemi. Sono passati

quasi quarant’anni da quando, nel 1986, la legge 349 istituiva il

Ministero dell’Ambiente e introduceva il primo riferimento normativo

alle aree a elevato rischio di crisi ambientale. Quattro decenni che,

semplificando, possono essere divisi in quattro fasi, con la prima dedicata

alla definizione del concetto di bonifica dei siti inquinati e all’introduzione

delle prime disposizioni specifiche per la messa in sicurezza, la

bonifica e il ripristino ambientale dei siti inquinati. Il secondo decennio

è invece servito per scrivere il Testo unico ambientale (il famoso Dlgs

152/2006), che disciplina gli interventi di bonifica e ripristino dei siti

contaminati. Questi anni vedono poi la crescita numerica dei Siti di

interesse nazionale (Sin), quelli cioè che devono essere oggetto di bonifica

urgente, che nel 2008 arrivano a 57. Dopo altri vent’anni in cui si

sono susseguite una serie di disposizioni che hanno modificato i criteri

di definizione di questi siti, si è arrivati a oggi quando, con oltre 226.000

ettari (tra suolo e mare) che rientrano in questo perimetro,

ci si trova in una situazione caratterizzata da ritardi e lungaggini

sempre più rilevanti. Bonifiche ambientali in Italia:

il punto della situazione.

AL BANDO IL PIOMBO

Il piombo è un inquinante

persistente che una volta

disperso negli ecosistemi

genera danni a molteplici livelli

e provoca il saturnismo

(fenomeno che ha accompagnato

fin dal principio la storia

dell’umanità). L’Europa sta

provando a bandire del tutto

sia le munizioni sia i pesi da

pesca che contengono questa

sostanza, per proteggere

la biodiversità (e le persone).

Oggi, abbiamo eliminato il

piombo da tubature, vernici,

carburanti e processi

industriali, ma le munizioni

da caccia e i pesi da pesca

continuano a contaminare gli

ecosistemi, con conseguenze

a cascata su moltissime

specie, compresa la nostra.

La Commissione europea

sta lavorando affinché

siano messe al bando le

munizioni e i

pesi da pesca

contenenti

piombo.

PER SAPERNE DI PIÙ

36 greenplanner


Recuperare

per non inquinare

Ogni anno, in Italia, vengono

recuperate circa

350.000 tonnellate di

pneumatici fuori uso, più o

meno 38 milioni di copertoni

che, messi uno accanto

all’altro, formerebbero una

linea lunga quasi 20.000

chilometri, Milano-San

Francisco andata e ritorno.

PER SAPERNE DI PIÙ

Per i temi legati

all’economia circolare

rimandiamo a pag. 81.


appunti del mese

MANTIENI SANA LA NATURA,

non portare piante a casa

#PlantHealth4Life

38 greenplanner

L M M G V S D

23 24 25 26 27 28 1

2 3 4 5 6 7 8

9 10 11 12 13 14 15

Portate la natura a casa nei 16 17 vostri 18 19ricordi 20 21 o 22 in

23 24 25 26 27 28 29

30 31 1 2 3 4 5


marzo/

Crisi climatica:

non rimaniamo più senza parole

Rubrica a cura di M.Cristina Ceresa

© Ardenghi_Orto Botanico Pavia

greenplanner 39


Crisi climatica: non rimaniamo più senza parole

2

AM

LUNEDÌ

Giornata mondiale del tennis

PM

L’abbecedario

della crisi climatica

A volte sembra di non avere

più parole per descrivere la

crisi climatica che incombe

e che ci porta a vivere, cosa

mai pensata una volta sul

Vecchio continente, anche

esperienze di cicloni, uragani

e tifoni. Così, abbiamo

sempre più a che fare con il

termine cataclisma usato

per descrivere eventi di natura

dirompente e distruttiva.

Nei tempi antichi il cataclisma

era strettamente

legato a catastrofi causate

dall’acqua, come indicato

dall’etimologia greca “kataklysmós”,

che significa

“inondazione”. Oggi, il termine

cataclisma ha assunto

un significato più generico,

che fa riferimento a qualsiasi

situazione che arrechi danni

estesi a persone e ambiente.

Dall’antico al moderno: willy

willy - chiamato anche dust

devil, ovvero “diavolo di polvere”

- è un fenomeno che

interessa le zone desertiche

dell’outback australiano. Si

tratta di alte colonne di sabbia

e polvere che, a differen-

40 greenplanner

3

AM

4

AM

MARTEDÌ

MERCOLEDÌ

Giornata mondiale della fauna selvatica

e della Natura

PM

Giornata mondiale dell’ingegneria

per lo sviluppo sostenibile

PM


settimana 10

marzo 2026

5

AM

6

AM

GIOVEDÌ

VENERDÌ

Giornata nazionale del ricondizionato

PM

PM

SABATO

7 8

DOMENICA

Giornata

internazionale

della Donna

za dei tornado, nascono e si

innalzano direttamente dal

suolo e, seppur simili nella

forma, risultano decisamente

meno distruttive. Come

spiegano in Babbel, la piattaforma

online per l’apprendimento

delle lingue, l’origine

etimologica del termine è incerta,

ma si ritiene che willy

willy derivi dal nome con cui

le popolazioni aborigene, in

lingua Yindjibarndi e Wemba

wemba, descrivevano degli

spiriti maligni che si manifestavano

sotto forma di vortici

di sabbia.

Il fenomeno dei “vortici di

polvere” è diffuso in numerosi

Paesi ed è noto con nomi

differenti, spesso connessi

a un elemento divino, come

“diablo de polvo” (diavolo di

polvere) in Messico e Djin o

Jinn, in riferimento agli spiriti

del vento nella mitologia

islamica.

Anche il termine derecho (in

spagnolo significa “dritto”, per

contraddistinguere i venti lineari)

va spiegato perché si

tratta di una tempesta caratterizzata

principalmente da

improvvisi rovesci di pioggia

e da forti venti. Negli ultimi

anni, a causa dell’aumento

delle temperature e, soprattutto,

dell’umidità, queste

tempeste improvvise sono

arrivate a interessare anche

le coste italiane provocando

numerosi danni.

I più brillanti hanno anche un

nuovo termine per descrivere

i tornado: twister, ruotare.

Azzeccato, no?

Se vuoi saperne

di più vai a pag. 48

greenplanner 41


Crisi climatica: non rimaniamo più senza parole

Come comportarci

Il detto “piove governo ladro”

nasce con tutta probabilità alla

fine dell’800 quando le strade,

gestite male dal nuovo governo

unitario, con la pioggia diventavano

fangose: impossibile muoversi

senza infangarsi. Eppure,

era la logica del detto “si pagavano

le tasse”. Oggi, in piena crisi

climatica, al Governo torniamo a

chiedere un piano che metta in

sicurezza i cittadini da alluvioni,

siccità, incendi, frane. Conosciamo

bene gli andamenti: i centri

di ricerca come il Cnr, Enea e gli

atenei preposti stanno mettendo

a punto modelli e tecnologie

che da tempo ci dicono come ci

dobbiamo comportare.

9

AM

10

AM

LUNEDÌ

MARTEDÌ

PM

PM

In caso

di alluvioni

(ecco le tecnologie per la

previsione e il monitoraggio)

Radar meteorologici

e satelliti

• Monitorano in tempo reale

le piogge, le nuvole, le perturbazioni.

• Permettono di stimare

quantità e intensità delle

precipitazioni in arrivo.

Modelli meteorologici

avanzati (come Ecmwf,

Icon, Wrf)

• Simulano l’evoluzione delle

piogge e delle piene nei

fiumi.

• Usano intelligenza artificiale

e big data per prevedere

eventi estremi anche con

24-72h di anticipo.

11

AM

MERCOLEDÌ

PM

42 greenplanner


settimana 11

12

AM

13

AM

GIOVEDÌ

VENERDÌ

PM

PM

SABATO

14 15

Giornata internazionale

di azione per i fiumi

Giornata nazionale

del paesaggio

Giornata del Pi Greco

Giornata mondiale del sonno

DOMENICA

marzo 2026

Sensori e idrometri

nei fiumi

• Rilevano in tempo reale

l’altezza dell’acqua, la velocità

e il rischio esondazione.

• Collegati a sistemi di allerta

per protezione civile e

comuni.

Sistemi Gis (Geographic

information system)

• Mappano le aree a rischio

e permettono di simulare

scenari di alluvione.

• Utili per decidere dove costruire

argini, invasi o evacuare.

Scienza

& tecnologia

I satelliti sono lo strumento

più importante per vedere e

prevedere la siccità dall’alto,

su vasta scala. Tra questi va

ricordato il progetto europeo

Copernicus con i propri satelliti

Sentinel che monitorano l’umidità

del suolo, la vegetazione

e la temperatura superficiale

producendo mappe della siccità

agricola e idrologica (La

GreenPlanner 2022 era dedicata

al progetto Copernicus.

Richiedila alla redazione se te

la sei persa).

Dall’altra parte dell’Oceano,

alla Nasa è affidata la valutazione

del contenuto di umidità

del terreno, stress della vegetazione

e condizioni dei laghi/

fiumi. I satelliti mandati in orbita

sono il Smap, ma anche il

Modis e il Landsat.

Infine, è da ricordare anche l’operazione

Grace che attraverso

i satelliti gemelli permette di rilevare

variazioni nelle falde acquifere

sotterranee (siccità profonda,

invisibile in superficie).

greenplanner 43


Biodiversità a rischio

Le aree protette da istituire per proteggere

il 30% del territorio e del mare entro il 2030

Le proposte di Legambiente

PER APPROFONDIRE

p p g

15

14

16

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20

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15

14 51 18

16

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17

1

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19

19

60

60

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9

11

10 33

9

11

63

Aree protette nazionali con

procedimento istitutivo in corso

Nuove aree protette

Aree protette nazionali con

procedimento proposte istitutivo da Legambiente

bloccato

Aree Aree Nuove marine protette aree protette nazionali di reperimento con

senza proposte procedimento da Legambiente

istitutivo

in corso

Aree protette nazionali con

procedimento istitutivo bloccato in corso

Aree marine protette protette nazionali di con reperimento

senza procedimento procedimento istitutivo istitutivo bloccato

Aree marine protette di reperimento

senza procedimento istitutivo

64

65

51

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1

21

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26B

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39 62

5

29

26B

57

Nuove aree protette proposte da Legambiente

1 Parco nazionale del Fiume Magra

59

2 Parco nazionale del Monte Catria, Nerone e Alpe della

Luna

3 Parco nazionale del Sirente Velino

4 Parco nazionale della Penisola Sorrentina

5 Parco nazionale del Fiume Ofanto

6 Parco nazionale dell’Etna

32

7 Area marina protetta Torre La Punta

8 Area marina protetta della Costa 53 Molisana

9 Parco regionale del Carso

54

48 73

74

58

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30

504

71

52

31

7

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6

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49 47

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46

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56

35

36

40

27

28 38

37

39

29

57

10 Parco regionale della Carnia

11 Parco regionale della Laguna di Marano e Grado

12 Parco regionale delle Alpi Retiche

13 Parco regionale dello Staffora Oltrepò

14 Parco regionale dell’Olona

15 Parco regionale del Seveso

16 Parco regionale del Lambro meridionale

17 Parco regionale Metropolitano e Agricolo Milanese

18 Parco regionale delle Colline dell’agro-fluviale di Brescia

19 Parco interregionale del Po Grande

20 Parco regionale Crinale Piacentino

21 Parco interregionale del Fiume Tevere

22 Parco regionale del Monte Terminillo e dei Monti Reatini

23 Parco regionale dei Monti Volsci

24 Parco interregionale degli Ernici

25 Parco regionale dell’Alto Molise

26 Parco regionale dei Monti Dauni

26B Riserva regionale del Barsento

27 Parco regionale della Catena Costiera

28 Parco regionale del Fiume Neto

32 Parco regionale Saline del Molentargius e Santa Gilla

33 Riserva regionale del Tarvisiano

34 Riserva regionale Monte Pallano e Lecceta d’Isca

d’Archi

48

35 Riserva regionale della Pineta e Dune di Montegiordano

74

36 Riserva regionale del Torrente Celati e Foreste

Rossanesi

37 Riserva regionale dell’Alto Neto

38 Riserva regionale Calanchi del Marchesato, Monte

Fuscaldo e Timpone S. Francesco

39 Riserva regionale delle Murge di Strongoli 58

40 Riserva regionale Dune di Marinella e Pineta di Punta 72

Alice

41 Riserva regionale Valle Ruffa

42 Riserva regionale Forre laviche del Simeto

43 Riserva regionale Pantani Sicilia sud orientale

44 Riserva regionale Isola di Capo Passero

45 Riserva regionale Isola della Correnti

46 Riserva regionale Isola dei Porri

47 Riserva regionale Capo muro di Porco – penisola della

Maddalena

73

41

50 71

Aree protette nazionali

con procedimento istitutivo in corso

48 Parco nazionale delle Egadi e del Litorale Trapanese (L.

31

222/2007)

Parco nazionale 49 degli Iblei (L. 222/2007)

50 nazionale delle Eolie Parco

30 Parco

(L. 222/2007)

42

(L. 205/2017) 6

51 nazionale di Portofino

52 Area marina protetta Isola di Capri (394/91 DL

77

162/2019)

Area marina 53 protetta Isola di San Pietro (394/91 DL

162/2019)

49

Orosei-Capo

47

Monte Santu

54 Area marina protetta Golfo di

76

(L. 979/82 L. 221/2015)

di Maratea (394/91

75 44

46

45

Cheradi e 43 Mar Piccolo

55 Area marina protetta Costa DL

162/2019)

Area marina 56 protetta Isole (L.

394/91; L.178/2020)

Area marina protetta 57 Capo d’Otranto - Grotte Zinzulusa

e Romanelli – Capo di Leuca (394/91 L. 205/2017)

Area marina protetta Banchi di Graham, Terribile,

58

Pantelleria e Avventura nel Canale di Sicilia (221/2015 )

Aree protette nazionali

con procedimento istitutivo bloccato

62 Area marina protetta Grotte di Ripalta-Torre Calderina

(L.394/91; L.147/2013)

63 Area marina protetta Costa del Monte Conero

(L.394/91; L.147/2013)

64 Area marina protetta Costa del Piceno (L. 394/91)

Aree marine protette di reperimento

senza procedimento istitutivo

65 Area marina protetta Isola di Gallinara (L. 394/91)

66 Area marina protetta Monti dell’Uccellina - Formiche di

Grosseto - Foce dell'Ombrone Talamone (L. 394/91)

67 Area marina protetta dell’Arcipelago Toscano (L.979/82)

68 Area marina protetta Monte di Scauri (L. 394/91)

69 Area marina protetta de La Maddalena (L. 394/91)

70 Area marina protetta Isole Pontine – Circeo (L.979/82)

71 Area marina protetta Isole Eolie (L.979/82)

72 Area marina protetta Isola di Pantelleria (L. 394/91)

73 Area marina protetta Promontorio di Monte Cofano,

Golfo di Custonaci (L. 394/91)

74 Area marina protetta Stagnone di Marsala (L. 394/91)

75 Area marina protetta Capo Passero (L. 394/91)

76 Area marina protetta Pantani di Vendicari (L. 394/91)

29 Parco regionale Costa del Turchese e Capo Rizzuto,

Colline di Crotone

59 Parco nazionale del Gennargentu e Golfo di Orosei (L.

394/91)

77 Area marina protetta Grotte di Acicastello (L. 394/91)

30 Parco regionale dei Monti Sicani

44 greenplanner

31 Parco regionale dei Monti Peloritani

60 Parco nazionale del Delta Po (L. 394/91)

61 Parco nazionale della Costa Teatina (L. 93/2001)


Crisi climatica: non rimaniamo più senza parole

FOCUS

Abbiamo sempre maggior spazio per far crescere piante e alberi là dove

si ritirano i ghiacciai. Ovviamente, purtroppo questa non è una buona

notizia perché porta con se anche un cambiamento nella composizione

delle comunità vegetali

Continua a leggere qui

© Marco Tessaro

IN EVIDENZA

Modelli di bosco che

mitigano la crisi climatica

Nei boschi delle aree alpine e prealpine si

osservano in modo sempre più evidente

e diffuso gli effetti della crisi climatica in

corso: nella sola piccola porzione prealpina

della provincia di Varese, dal 2020 a oggi, si

contano circa 50 eventi franosi; ben 60 casi di

esondazioni e allagamenti; più di 30 incendi e

oltre 35 eventi estremi con cadute di piante e

conseguenti chiusure

di strade.

In risposta

all’evidenza di questi

impatti, la Comunità

Montana Valli del

Verbano - nel ruolo di capofila del partenariato

composto da Ente Parco Campo dei Fiori, Lipu,

Centro per un Appropriato Sviluppo Tecnologico

Cast, Università degli Studi dell’Insubria e

Centro Geofisico Prealpino - ha elaborato

una Strategia di Transizione Climatica Bosco

Clima (Stc): un modello per la mitigazione,

l’adattamento e la resilienza climatica

sull’ecosistema bosco cui ha contribuito anche

un finanziamento di Fondazione Cariplo.

La Stc-Bosco Clima prevede 29 azioni da

realizzare nel periodo

2023–2026 con effetti

orientati a medio lungo

termine.

Come progettare e creare

una “New Forest”. Ne abbiamo

parlato con Fabrizio

Storti, geologo e prorettore

vicario con delega alla

Terza Missione dell’ateneo

di Parma

CONTINUA A LEGGERE QUI

Piantare 3 miliardi di alberi

entro il 2030. Ecco come

sta contribuendo a questo

obiettivo il progetto Riforestazione

del Ministero

dell’ambiente e della sicurezza

energetica

CONTINUA A LEGGERE QUI

Svelati tutti i segreti

del perché si sta bene a

immergersi nei boschi:

camminare, passeggiare

e perché no… magari viverci

pure

CONTINUA A LEGGERE QUI

Ci sono foreste anche

sotto il mare. E anche

queste vanno protette

per ricevere i loro effetti

migliori

LI POTETE APPROFONDIRE QUI

CONTINUA A LEGGERE QUI

greenplanner 45


Crisi climatica: non rimaniamo più senza parole

Tecnici al lavoro

per saperne di più

Ma con tutta questa tecnologia

che abbiamo come mai

non riusciamo a prevedere con

maggiore precisione che tempo

farà?

I modelli numerici usati per

fare le previsioni (anche i migliori,

come Ecmwf o Gfs) si

basano su schemi passati e su

medie storiche. E purtroppo il

clima sta cambiando troppo

rapidamente: così avviene che

le previsioni medie non valgono

più e che i modelli fatichino

ad adattarsi al nuovo contesto.

Ma gli esperti sono al lavoro.

16

AM

17

AM

LUNEDÌ Giornata mondiale del Panda

PM

MARTEDÌ

PM

Facciamo chiarezza

tra clima e meteo

Molti usano “clima” e “meteo”

come sinonimi, ma in realtà

sono due cose diverse, anche

se strettamente collegate.

Proviamo a fare chiarezza: per

meteo si intende il tempo che

fa oggi o nei prossimi giorni. Riguarda

le condizioni atmosferiche

a breve termine.

Il clima, invece, è il tempo che

fa in media in una zona, in un

periodo lungo (anni).

In sostanza è lo studio delle

condizioni medie di una zona

e prende in considerazione la

temperatura, la pioggia, il ven-

46 greenplanner

18

AM

MERCOLEDÌ Giornata mondiale del riciclo

PM


settimana 12

marzo 2026

19

AM

20

AM

GIOVEDÌ

VENERDÌ

PM

PM

SABATO

21 22

Giornata

internazionale

delle Foreste

Giornata mondiale

dei Ghiacciai

Giornata

mondiale della

Sindrome di Down

Giornata

internazionale per

l’eliminazione

della

discriminazione

razziale

Giornata mondiale del Passero

Giornata mondiale delle Rane

Giornata internazionale senza carne

Giornata internazionale della felicità

Giornata

mondiale

dell’acqua

DOMENICA

to, l’umidità, su periodi lunghi

(30 anni è lo standard Oms/

Onu).

Detto ciò, va precisato che clima

e meteo sono tra loro collegati:

per meglio dire Il clima è

la cornice, il meteo è il dettaglio

del momento.

Il clima influenza il meteo: in un

clima tropicale è più probabile

avere piogge intense; in un clima

continentale, inverni freddi.

Ma il cambiamento climatico

può alterare il meteo: più eventi

estremi, più variabilità, più caldo

fuori stagione.

Un po’ come dire che il clima è il

guardaroba. Il meteo è il vestito

che metti oggi.

Ultimi dati sul

riscaldamento

globale

TEMPERATURE GLOBALI

• 2023 l’anno più caldo

mai registrato

• =1,48°C sopra i livelli

preindustriali

• Temperature molto

elevate nel 2024

OCEANI

• Temperature superficiali

ai massimi storici

• Anomalia termica in

Atlantico settentrionale

• Perdita di ghiaccio

marino in Antartide

CO 2

E GAS SERRA

• CO 2

atmosferica oltre

420 ppm

• Aumento di CH 4

e N 2

0

GHIACCIAI

• Continua il ritiro dei

ghiacciai

• Minimo storico del

ghiaccio marino

Fonte: varie

greenplanner 47


Crisi climatica: non rimaniamo più senza parole

Continua da pag. 41

Impariamo

a riconoscerli

Un ciclone (, ovvero

“cerchio” o “giro”) si distingue

per avere dense nubi a

forma circolare che

si sviluppano intorno

a un “occhio”, il

punto centrale più

calmo dove i venti si

placano.

L’uragano (in spagnolo huracán”,

ovvero il nome del

terribile dio indigeno al comando

del vento e

delle tempeste) o

ciclone tropicale, è

una tempesta che

interessa principalmente

il Centro e il

N o r d America.

Tifone è un vocabolo preso in

prestito dalla lingua cinese,

dove “t’ai fung” ( )

significa

“grande vento”, in riferimento

alla potenza dei venti che

caratterizzano questo fenomeno

distruttivo.

Tsunami - o maremoto -in

giapponese ha un significato

letterale di “onde sul porto”.

Questo fenomeno colpisce

principalmente le aree soggette

a terremoti subacquei

i quali, a seconda della loro

intensità, possono generare

onde anomale, che

raggiungono fino a

50 metri di altezza

nei casi più estremi.

Mentre il termine

italiano maremoto

richiama la caratteristica

oscillazione delle onde del

23

AM

24

AM

25

AM

LUNEDÌ

MARTEDÌ

MERCOLEDÌ

Giornata mondiale della meteorologia

Giornata nazionale dell’agricoltura negli Usa

PM

Giornata mondiale per la lotta alla tubercolosi

Giornata internazionale del diritto alla verità in

relazione con gravi violazioni dei diritti umani e

della dignità delle vittime

PM

Giornata internazionale di commemorazione

delle vittime della schiavitù

PM

48 greenplanner


settimana 13

26

AM

PM

27

GIOVEDÌ

AM

PM

SABATO

28 29

Ora della Terra

VENERDÌ Giornata mondiale del teatro

Il diario continua a pag. 54

DOMENICA

marzo 2026

mare a seguito di una scossa,

che può voler dire “maroso”

o “grande onda”.

Tornado (termine

spagnolo tronada,

che significa

“tempesta” o

“temporale e che

in italiano traduciamo con

tromba d’aria) è un vortice

intenso di nubi e vento alimentato

da correnti di aria

calda e fredda che nasce

da una cella temporalesca.

Questo fenomeno si verifica

sempre più frequentemente

in diverse regioni a

causa del surriscaldamento

globale. Così entra in scena

l’Eruzione vulcanica o capelli

di Pele (sono

sottili filamenti di

vetro vulcanico) cui

si associa la lava

raffreddata e miscelata

con acqua e rocce

vulcaniche (lahar in lingua

giavanese).

Il termine eruzione, che deriva

dal verbo latino “erumpĕre”’

ovvero

“erompere”,

descrive la

natura dirompente

ed esplosiva di

questo fenomeno.

Le eruzioni vulcaniche

hanno effetti

collaterali importanti

sia sull’ambiente

che sul clima, essendo

in grado di

influenzare anche

le temperature a

causa dell’elevata

produzione di anidride

carbonica che

comportano.

greenplanner 49


Crisi climatica: non rimaniamo più senza parole

Opportunità in agricoltura

a cura di M.Cristina Ceresa

La sfida delle aree interne

Le aree interne, che in Italia

coprono circa il 60% del

territorio nazionale con

circa 3.900 Comuni (vedi box), si

potrebbero rivelare centrali per

affrontare alcune delle sfide più

urgenti del nostro tempo: crisi

climatica, sicurezza alimentare,

equilibrio ecologico e tenuta

socio-economica dei territori. In

particolare, l’agricoltura che vi

si pratica potrebbe avere solide

basi biologiche e rigenerative.

Le aree interne, infatti, sono

territori spesso lontano da fonti

di inquinamento. E come ci ricorda

Mario Serpillo, presidente

dell’Unione Coltivatori Italiani,

basandosi su studi del Crea (Consiglio

per la ricerca in agricoltura

e l’analisi dell’economia agraria)

Nell’immagine l’orto biologico

della fattoria Al di là del fiume

a Marzabotto

«le aziende biologiche possono

generare valore economico non

solo attraverso il premium price

dei prodotti, ma anche valorizzando

servizi ecosistemici come

il paesaggio e la biodiversità».

Connettere le aree interne con

i mercati urbani può stimolare

la crescita economica, creare

occupazione, contrastare il loro

spopolamento e al contempo,

ridurre gli sprechi alimentari.

DEFINIZIONE DI AREE INTERNE

In Italia, con aree interne si intendono quei territori che si trovano

significativamente distanti dai principali poli di offerta di servizi essenziali

(istruzione, salute, mobilità). Secondo i dati Snai aggiornati

al 2024, i Comuni italiani delle aree interne sono circa 3.900 con

una popolazione di circa 13,5 milioni di abitanti. La definizione nasce

nell’ambito della Strategia nazionale per le aree interne (Snai).

PER SAPERNE DI PIÙ

Uno scatto dei 2 ettari e mezzo

di Premosello Chiovenda

(30 chilometri da Verbania).

Qui nell’ultima stagione sono

stati raccolti 150 chili di foglie

di Camelia Sinensis, pari

a circa 75mila tazzine di tè

Coltivare il tè in Italia?

Certo che si può

Tè verde e nero proveniente dalla sponda piemontese del

Lago Maggiore. Così, i pochi chilometri che devono fare le

foglie della Camelia Sinensis una volta lavorate, assicurano

di mantenere intatte le proprietà (soprattutto quelle del tè verde

conosciuto per i suoi antiossidanti, i minerali e le vitamine). Ecco

perché ci è piaciuto visitare, in compagnia di Alessandro

Zacchera che rappresenta la seconda generazione

della Compagnia del Lago, la coltivazione più estesa

d’Italia e scoprirne così tutti i segreti.

Salviamo

le piante

I

dati sono chiari: circa due

specie di piante su cinque nel

mondo potrebbero sparire.

L’Università di Pisa ha presentato

un progetto per giungere a

definire una metodologia selettiva

dei semi vegetali in grado di

sopravvivere alla crisi climatica.

Un lavoro necessario per assicurare

anche la resilienza agroalimentare.

Selezionare i semi

da conservare in base alla loro

rilevanza evolutiva: è questa l’idea

di Angelino Carta

del Dipartimento

di Biologia dell’Università

di Pisa.

PER SAPERNE DI PIÙ

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appunti del mese

L

M

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aprile/

Antispecismo per un Pianeta in armonia

Rubrica a cura di Chiara Spallino

© Giardino della biodiversità - Orto Botanico di Padova

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Antispecismo per un Pianeta in armonia

Un’etica bestiale

Amare gli animali può significare

tante cose diverse. I

cani con cui dividiamo la nostra

casa; le zanzare che ci

infastidiscono d’estate e le

mucche che alleviamo per

sfamarci suscitano in noi

sentimenti molto distanti

tra loro. Come esprimere rispetto

verso tutti gli esseri

viventi, che si parli di capi di

bestiame, specie selvatiche

o animali domestici?

Contro ogni

sovrasfruttamento

degli animali

Qualche anno fa, la giornalista

statunitense Elizabeth

Kolbert ha definito il momento

in cui ci troviamo a vivere

l’era della “sesta estinzione”.

Oggi, dati sconcertanti sulla

perdita di specie e biodiversità

continuano a confermare

questo concetto. Uno studio

uscito nel 2025 su Frontiers

in Earth Science e firmato tra

gli altri da ricercatori dell’Università

di Genova ha stabilito

che la fase attuale presenta

una velocità di innalzamento

delle temperature più rapida di

quella che ha preceduto la più

grande estinzione di massa,

quella del Permiano-Triassico.

Al cambiamento climatico,

si sommano poi gli effetti del

consumo di suolo, dell’inquinamento

e dell’allevamento

intensivo.

Questa congiuntura sta facendo

riflettere non solo biologi

e naturalisti, ma anche chi si

occupa di filosofia morale ed

54 greenplanner

30 LUNEDÌ

AM

31 MARTEDÌ

AM

1 MERCOLEDÌ

AM

PM

PM

PM


settimana 14

marzo/aprile 2026

2

AM

GIOVEDÌ

Giornata mondiale della

consapevolezza sull’autismo

PM

etica. Come dobbiamo porci rispetto

al mondo animale, oggi

più che mai in evidente sofferenza?

Dalla fine del 1900

si stanno facendo strada, per

la prima volta, teorie che riconoscono

un valore agli altri

esseri viventi - dal bestiame

agli animali domestici, fino agli

animali selvatici - che sia tutto

intrinseco, ossia non legato

alle nostre esigenze e ai nostri

appetiti.

3

VENERDÌ

AM

PM

SABATO

4 5

DOMENICA

In Italia, a portare avanti

questa posizione è soprattutto

Gianfranco Mormino,

docente di Filosofia Morale

all’Università degli Studi di

Milano. Mormino ha definito

nei suoi testi il diritto alla

stabilità (vedi Per una teoria

dell’imitazione), secondo

cui un’azione è eticamente

valida quando non impone

ad alcun essere vivente uno

sradicamento dalle proprie

modalità di vita.

Si tratta di una nuova «etica

conservativa - afferma il filosofo

- la cui regola fondamentale

consiste nel diritto

di ciascun vivente di esplorare

il mondo sotto la spinta dei

propri bisogni». Si condanna

in questo modo

ogni forma di sovrasfruttamento

degli animali.

PER SAPERNE DI PIÙ

greenplanner 55


Antispecismo per un Pianeta in armonia

Carne viva

In termini di “peso” (o biomassa)

su questo Pianeta ci

sono ormai più animali allevati

dall’uomo

- bovini,

suini e avicoli

- rispetto a

quelli che possiamo

definire

selvatici (Fonte:

Wwf).

Questa situazione

di squilibrio -

che porta con sé

emissioni sempre

crescenti - deriva

anche dal fatto

che il consumo

di carne globale è

passato da 45 milioni

di tonnellate del 1950

a 233 milioni del 2000.

Intanto, nel 2022, sono stati

prodotti globalmente 361

milioni di tonnellate di carne,

con il pollo che ha superato

il maiale nell’allevamento e

consumo.

Il peso dell’allevato

6

AM

7

AM

LUNEDÌ Giornata mondiale dello sport

PM

MARTEDÌ Giornata mondiale della salute

PM

Mammiferi selvatici 4%

Esseri umani 36%

Suini e bovini allevati 60%

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MERCOLEDÌ

PM

Avifauna selvatica 30%

Pollame allevato 70%

(Fonte: Wwf)

56 greenplanner


settimana 15

9

AM

10

AM

GIOVEDÌ

VENERDÌ

PM

PM

SABATO

11 12

Giornata naionale

del Mare

Giornata mondiale

del Parkinson

DOMENICA

aprile 2026

Allevamenti

sott’acqua

Gli impatti dell’allevamento

non si fermano alla terraferma.

Benché presenti interessanti

potenzialità di sviluppo,

l’industria dell’acquacoltura e

della piscicoltura, per il momento,

sta combinando una

rapida crescita con una serie

di conseguenze dannose per

gli habitat. L’acquacoltura intensiva,

infatti, può causare

inquinamento a causa dell’accumulo

di rifiuti organici, portando

a fenomeni di eutrofizzazione

e alterazione degli

ecosistemi. Inoltre, la diffusione

di malattie e parassiti

negli impianti di acquacoltura

può mettere in difficoltà

anche i pesci

selvatici,

soprattutto

nel caso

di fuga di

esemplari allevati.

Un’altra criticità

riguarda l’uso di farine

e oli di pesce come mangime,

che può paradossalmente

aggravare la pressione sulla

pesca. Uno studio pubblicato

nel 2024 su Nature e firmato

da ricercatori della Auburn

University sintetizza così la

situazione attuale: “si tratta

di un’industria estremamente

eterogenea a livello

di sostenibilità e in continua

evoluzione. Questo è quindi

il momento perfetto per studiare

lo stato dell’arte, non per

respingere a priori questa forma

di produzione alimentare,

ma per informare

le decisioni future

in termini di policy

e di investimento”.

greenplanner 57

PER SAPERNE DI PIÙ


Antispecismo per un Pianeta in armonia

Crisi ecologica

a cura di Francesco Gatti, naturalista e autore di libri sulla biodiversità

Il declino degli insetti allarma

gli esperti. A cosa andiamo incontro?

Che gli insetti stiano diminuendo

è fatto assodato

e quale sia la gravità della

situazione cosa ben nota, grazie

alle varie ricerche di cui si dispone,

perlomeno nel nostro mondo

occidentale. Ne fornisce un

esempio uno studio condotto in

alcuni parchi naturali della Germania,

divenuto (tristemente)

famoso tra gli studiosi, i cui risultati

parlano di una diminuzione

della biomassa degli insetti

volanti pari addirittura al 75% in

27 anni (Fonte: Hallman C.A. et

al). Successive ricerche hanno

delineato tendenze addirittura

più negative riguardanti gli insetti

(e altri artropodi) europei,

mostrando come il fenomeno

avvenga in diverse tipologie di

ambiente, dalle praterie alle foreste.

E gli scienziati ripetono da anni

quali siano le drammatiche

conseguenze legate a questo

fenomeno. In molti casi ne conosciamo

anche le cause e non

mancano le proposte (e talvolta

anche le azioni concrete) per

cercare di limitare questo grave

e rapido declino. Ciò che manca,

tuttavia, è una reale presa di

coscienza da parte del pubblico,

senza la quale è arduo se non

impossibile l’avvio di una reazione

efficace.

Non comprendere le complesse

interazioni tra organismi, le quali

SEMPRE MENO FARFALLE

VOLANO IN EUROPA

Restringendo il campo alle farfalle

la situazione non è rosea. Prendiamo

una delle specie più conosciute

e affascinanti al mondo: la farfalla

monarca americana (Danaus plexippus).

Dal 1997 al 2019 la popolazione

che sverna in California ha fatto registrare un calo degli individui

pari al 97% (Van Swaay C.A.M. et al., “The European Indicator for

Grassland Species 1990-2013, Report VS2015.009”,

De Vlinderstichting, Wageningen, 2015) E non molto

meglio se la passano quelle messicane: - 80%.

Continua a leggere:

regolano gli equilibri degli ecosistemi

determina l’incapacità di

mettere in relazione i vari fenomeni.

In questo senso diviene

complicatissimo afferrare i principi

di causa-effetto. A meno

che essi non siano immediati

e diretti, ben visibili, facilmente

comprensibili e, soprattutto,

strumentali al (presunto) benessere

umano.

Prendiamo per esempio il tema

degli impollinatori. Tra gli insetti

che maggiormente svolgono

questa fondamentale funzione

ecosistemica vi sono, certo, le

api, ma va ricordato che esse

non sono le sole e che anche gli

altri imenotteri (bombi, vespe,

api selvatiche), i ditteri (mosche

e affini), i lepidotteri (farfalle e

falene) e i coleotteri sono attori

importanti, che al pari delle api

vanno tutelati. Eppure è radicata

l’idea che siano soprattutto, se

non esclusivamente, le api – e

per dirla tutta, la sola specie domestica:

Apis mellifera – a farsi

carico della gran parte del lavoro

di impollinazione.

58 greenplanner


Antispecismo per un Pianeta in armonia

FOCUS

Chirotterofauna locale: anche i pipistrelli migrano. Sull’isola di Lampedusa, nei bunker

della Seconda guerra mondiale i ricercatori dell’Istituto per la ricerca sulle acque di

Verbania (Cnr-Irsa) e l’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri di Firenze (Cnr-Iret)

hanno documentato la presenza straordinaria di pipistrelli del Maghreb una specie

finora considerata esclusiva del Nord Africa.

IN EVIDENZA

© Animal Equality

Devono finire i maltrattamenti

degli animali

allevati per scopi alimentari

Le nanoplastiche

nemiche degli animali

CONTINUA A LEGGERE QUI

I corvidi in Italia sono

una presenza sempre

più familiare, eppure ancora

poco conosciuta…

Uno studio coordinato dall’Istituto di biochimica

e biologia cellulare del Consiglio nazionale delle

ricerche (Cnr-Ibbc) di Monterotondo Scalo (Rm)

ha approfondito gli effetti dell’inalazione di

nanoplastiche nei mammiferi. Dannose tanto da

mutarne l’olfatto. L’inalazione di nanoplastiche

provoca una sua bio distribuzione in numerosi

organi fra cui il cervello, i polmoni, i testicoli, il

tessuto adiposo. «Le nanoplastiche inducono un

grave difetto nella capacità olfattiva degli animali

– motiva Stefano Farioli Vecchioli del Cnr-Ibbc,

tra i partecipanti alla ricerca – perché vanno

a intaccare la regione del cervello deputata

al riconoscimento degli odori. I nostri studi

hanno poi evidenziato

la presenza di processi

infiammatori transitori nel

bulbo olfattivo».

CONTINUA A LEGGERE QUI

Conosciamo lo strumento

del whistleblowing

per denunciare gli abusi

sugli animali

CONTINUA A LEGGERE QUI

Ma è vero che gli animali

domestici si ammalano

forse di più di una volta?

CONTINUA A LEGGERE QUI

CONTINUA A LEGGERE QUI

greenplanner 59


Antispecismo per un Pianeta in armonia

L’invasione

degli alieni

Le specie “aliene” o “esotiche”

sono quelle specie trasportate

spesso dall’uomo al

di fuori della loro area d’origine,

in modo volontario oppure

accidentale. Alcune sono

anche considerate “invasive”

perché, una volta insediate

in un ecosistema, incrinano

l’equilibrio delle specie già

presenti, talvolta generando

anche problemi di carattere

sanitario ed economico.

L’Unione europea definisce

come specie invasive di “rilevanza

unionale” diversi invertebrati

(come il gambero

rosso della Louisiana o il calabrone

asiatico), vertebrati

(come la testuggine palustre

americana e lo scoiattolo grigio)

e piante (come l’albero

dell’ailanto).

13

AM

14

AM

LUNEDÌ

MARTEDÌ

PM

PM

15

MERCOLEDÌ

Giornata mondiale dell’arte

AM

PM

La Tartaruga palustre

americana (Trachemys scripta)

è spesso venduta come

animale domestico, ma molti

esemplari sono stati rilasciati

in natura, dove competono con

le tartarughe autoctone per

risorse e habitat, alterando gli

equilibri ecologici

60 greenplanner


settimana 16

aprile 2026

16

AM

17

AM

GIOVEDÌ Giornata mondiale della voce

PM

VENERDÌ

PM

Secondo le ultime stime diffuse

dall’Ipbes (Intergovernmental

science-policy

platform on biodiversity and

ecosystem service), a causa

dell’impatto delle specie invasive

si perdono 423 miliardi di

dollari all’anno, a livello globale.

La gestione delle specie invasive

fa discutere scienziati e

animalisti: è giusto o no eliminarle?

Al di là dei casi più

critici, oggi si punta a monitorare

l’invasione in modo non

violento, ripopolando le specie

autoctone e costruendo banche

dati ricche e precise, grazie

alla citizen science. Per questo

l’European Alien Species Information

Network permette

a tutti di registrare i propri avvistamenti,

attraverso un’App.

SABATO

18 19

DOMENICA

Viaggiando

intorno al mondo

Ci sono vari modi in cui le

specie aliene si spostano

da un continente all’altro.

La zanzara tigre è stata

importata in maniera del

tutto accidentale: di origine

asiatica, pare abbia

colonizzato prima gli Stati

Uniti e poi l’Italia e l’Europa

arrivando a Genova su una

nave cargo, negli anni 90.

Il giacinto d’acqua invece,

con i suoi vistosi fiori viola,

era importato come pianta

ornamentale. Peccato che

nei nostri stagni questa

bella pianta cresca senza

controllo, togliendo risorse

e luce a tutte le altre specie,

anche perché nessun erbivoro

europeo si ciba delle

sue foglie.

greenplanner 61


Antispecismo per un Pianeta in armonia

Diritti per

le grandi scimmie

In Spagna si discute da tempo

di un disegno di legge unico al

mondo, che dovrebbe attribuire

diritti nuovi e specifici alle

grandi scimmie (scimpanzé,

bonobo, gorilla, orangutan).

L’obiettivo è proibire la sperimentazione

potenzialmente

dannosa, stabilire condizioni di

vita minime per gli esemplari

in cattività, vietare qualsiasi

sfruttamento commerciale.

Queste nuove regole dovrebbero

trovare fondamento nel

riconoscimento alle grandi

scimmie di una dignità speciale,

che le accomuna all’essere

umano. Il disegno di legge è

sostenuto, tra gli altri, dal filosofo

Peter Singer.

20

AM

21

AM

LUNEDÌ

MARTEDÌ

PM

Giornata mondiale della

migrazione dei pesci

Giornata mondiale della

creatività e dell’innovazione

PM

LA PAROLA ALLA FORESTA

In Nuova Zelanda, nel 2014, per

la prima volta un ecosistema

ha assunto personalità giuridica.

La foresta di Te Urewera

ha diritti e doveri legali, come

un individuo o un’azienda. Un

consiglio composto da otto

rappresentanti della comunità

indigena e tre del Dipartimento

di Conservazione parla in sua

vece. Questo meccanismo inedito

garantisce protezione alle

migliaia di specie animali e vegetali

che popolano Te Urewera.

22

AM

MERCOLEDÌ

Giornata mondiale della Terra

PM

62 greenplanner


settimana 17

aprile 2026

23

AM

GIOVEDÌ Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore

PM

Stimolare

l’adozione

24

AM

VENERDÌ

Giornata mondiale per gli animali da laboratorio

PM

In Francia, dal 2024 è stata

vietata la vendita di cuccioli

di cane e di gatto nei negozi,

con l’obiettivo da una parte

di limitare le compravendite

illegali, dall’altra parte di scoraggiare

gli acquisti impulsivi

e, di conseguenza, gli abbandoni.

Proibito anche esporre

animali in gabbia nelle vetrine

dei negozi.

Gli animali da compagnia possono

quindi essere comprati

solo negli allevamenti o adottati

tramite canili e gattili. Non

solo: chi vuole prendere con

sé un animale deve firmare un

serio documento d’impegno,

che riporta informazioni specifiche

sulla specie adottata.

SABATO

25 26

Giornata mondiale

del Pinguino

Giornata mondiale

della malaria

Festa nazionale della

Liberazione

DOMENICA

Giornata mondiale

della proprietà

intellettuale

Per sempre insieme

A partire dallo scorso anno, il

Comune di Milano ha autorizzato

la tumulazione delle

ceneri degli animali domestici

insieme ai loro proprietari nei

cimiteri cittadini, applicando

una legge regionale. Questa

possibilità riguarda cani, gatti e

altri animali da compagnia (non

da lavoro). È vietato inserire

nomi o immagini degli animali

sulle lapidi, ma è consentito

scegliere una foto del defunto

insieme al suo animale.

greenplanner 63


Antispecismo per un Pianeta in armonia

Anche gli insetti

hanno bisogno

di una mano

27 LUNEDÌ

AM

Giornata mondiale del disegno

PM

28 MARTEDÌ

AM

Giornata mondiale delle vittime dell’amianto

Giornata internazionale per la sicurezza

sul lavoro

PM

Spesso quando si pensa ai

grandi progetti di conservazione

vengono in mente tigri,

panda o balene, tutti animali

definiti “carismatici”, perché

capaci di fare presa nel nostro

immaginario. In realtà, quasi

tutte le specie selvatiche

si trovano in crisi. Il declino

degli insetti, in particolare, è

velocissimo e sta già avendo

conseguenze a cascata

sulla catena alimentare e sui

processi di impollinazione.

Secondo uno studio pubblicato

su Nature, in Europa in

trent’anni la biomassa di insetti

volanti è diminuita del

76%, anche nelle aree protette.

Una specie simbolo del

calo degli insetti in Europa è

la Parnassius apollo, una graziosa

farfalla di montagna,

sensibile ai cambiamenti del

clima. Tra i progetti nati per

salvarla, c’è il Life Apollo 2020,

che rimarrà attivo fino al 2028

in Polonia, Repubblica Ceca

29 MERCOLEDÌ

AM

Giornata internazionale della danza

PM

64 greenplanner


settimana 18

aprile/maggio 2026

30

AM

GIOVEDÌ

PM

e Austria, per costruire corridoi

ecologici attraverso cui

la Parnassius potrà muoversi

alla ricerca di altri esemplari

ed estati più fresche.

Promesse

da mantenere

1

AM

VENERDÌ

Festa del lavoro

PM

La Nature Restoration Law

europea ha tra i suoi goal per il

2030 quello di fermare il declino

delle popolazioni di insetti

impollinatori e, dopo il 2030,

invertire la tendenza. Si tratta

di un obiettivo veramente ambizioso,

su cui gli Stati membri

dovranno concentrarsi in

questi anni, promuovendo la

citizen science e lavorando

perché i monitoraggi provengano

da un numero adeguato

di siti, per garantire la rappresentatività

di tutto il territorio

nazionale.

LO SAI

CHE...

SABATO

DOMENICA

2 3

Giornata

mondiale

del Tonno

Il diario continua a pag. 68

Giornata mondiale

della libertà di

stampa

Giornata mondiale

del Sole

Giornata mondiale

della risata

Campagne velenose

Tra i colpevoli del declino

degli insetti ci sono i pesticidi.

Il glifosato, per esempio,

danneggia le api e le loro

capacità di apprendimento,

mentre i diserbanti eliminano

i fiori selvatici sottraendo

cibo prezioso a numerose

specie di lepidotteri. Per approfondire

il tema, è possibile

consultare online la versione

italiana dell’Atlante dei

pesticidi pubblicato nel 2023

da Friends of the Earth Europe

insieme ad altre organizzazioni

ambientaliste.

greenplanner 65



maggio/

La formazione è sempre più Green

Rubrica a cura di Camilla Galli Macricè

© ScriviKika

greenplanner 67


La formazione è sempre più Green

4

AM

LUNEDÌ

PM

Mercato del lavoro

e Green Job

Il lavoro parla sempre più la

lingua della Sostenibilità. Le

transizioni ecologica e digitale

- le twin transition - non sono

più una previsione, le stiamo

già vivendo. Le imprese cercano

figure capaci di coniugare

innovazione, rispetto dell’ambiente

e nuove tecnologie e

il mondo della formazione

si è già adeguato alle nuove

esigenze. I giovani che si affacciano

al mondo del lavoro

devono essere pronti. Lo afferma

una realtà come Ifoa,

centro di formazione e ricerca

lavoro, evidenziando i dati che

supportano questa tendenza.

Secondo il Rapporto GreenItaly

2024, infatti, nel 2023 le

figure professionali legate alla

green economy rappresentano

il 13,4% degli occupati totali,

circa 3,1 milioni di persone.

Le professioni verdi

più richieste

«Le aziende oggi cercano

profili ibridi e specializzati –

spiega Umberto Lonardoni,

direttore generale di Ifoa -

come tecnici per la sostenibilità

e il controllo qualità nelle

filiere agroalimentari, esperti

68 greenplanner

5

AM

6

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MARTEDÌ

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PM

PM


settimana 19

7

AM

8

AM

GIOVEDÌ

VENERDÌ

PM

Giornata mondiale della Croce Rossa

e della Mezzaluna Rossa

PM

SABATO

9 10

DOMENICA

maggio 2026

in gestione energetica, logistica

sostenibile, digitalizzazione

dei processi produttivi

con attenzione all’impatto

ambientale».

Ma ci sono anche ruoli che

pur non essendo green in

senso stretto, hanno in realtà

un forte legame coi temi

Esg, come il safety and environment

manager, esperto

di salute e sicurezza con focus

sulla tutela ambientale,

contribuendo a un futuro più

sicuro e sostenibile. Spesso

non si tratta di nuove professioni,

ma di nuove competenze

trasversali richieste in

molti settori, dalla manifattura

all’agroindustria.

Il curriculum

secondo Ifoa

Per distinguersi, un candidato

deve valorizzare nel

proprio Cv esperienze pratiche,

conoscenze tecniche

specifiche ma anche soft

skill legate all’ambito sostenibilità:

project work, stage

in aziende green, certificazioni

digitali e ambientali,

conoscenza di normative

Esg faranno la differenza.

Saper comunicare il proprio

impegno per l’ambiente,

non solo ideologico, ma

concreto, può essere oggi

un fattore decisivo in fase di

selezione. Ma un percorso

tipico da green job non è

solo fare carriera, ma una

scelta di valore che inizia

dai percorsi

formativi

post diploma

o post laurea.

PER SAPERNE DI PIÙ

greenplanner 69


La formazione è sempre più Green

Ambiente: i posti

di lavoro non

mancheranno

Nella città del futuro, le strade

sono illuminate da lampioni

intelligenti che regolano la loro

intensità in base al passaggio

delle persone. Le case producono

energia grazie a pannelli

solari e la immagazzinano per

i momenti di maggiore fabbisogno.

Le auto elettriche si

ricaricano in modo autonomo,

scambiando energia con

la rete. «Dietro questa realtà

ci sono specialisti che fino a

pochi anni fa non esistevano

- fa notare Marco Cimelli, Hr

manager del Gruppo Enercom

-. Data scientist capaci di analizzare

enormi quantità di dati

per prevedere i consumi e ottimizzare

le risorse, ingegneri

delle energie rinnovabili che

progettano impianti sempre

più efficienti, esperti

in cybersecurity

che proteggono

le infrastrutture

da

potenziali attacchi

informatici.

Figure come

queste diventeranno sempre

più cruciali per il futuro del

settore energetico».

La già citata twin transition -

digitale ed ecologica - impatterà

dunque su tutti i territori,

non solo le grandi città: anche

i comuni più piccoli saranno

protagonisti del cambiamento

e avranno bisogno di professionalità

all’altezza della

sfida.

«Servono manager della

transizione energetica, professionisti

con una visione

11

AM

PM

12

AM

PM

13

LUNEDÌ

MARTEDÌ Giornata internazionale della salute delle piante

MERCOLEDÌ

AM

PM

70 greenplanner


settimana 20

maggio 2026

14

AM

15

AM

GIOVEDÌ

VENERDÌ

PM

Giornata internazionale della famiglia

PM

strategica, in grado di condurre

le aziende lungo il percorso

della decarbonizzazione

e dell’efficienza - precisa

l’esperto di Hr -. Gli specialisti

in energie rinnovabili avranno

un ruolo chiave nel progettare

e mantenere tecnologie

come il solare, l’eolico e l’idrogeno

verde, fondamentali per

ridurre la nostra dipendenza

dai combustibili fossili».

Allo stesso tempo, la gestione

sostenibile delle risorse

richiederà specialisti in economia

circolare, capaci di sviluppare

soluzioni per ridurre

sprechi e promuovere il riciclo.

Ma anche in monitoraggio

ambientale. E poi ci sono

le Comunità Energetiche

Rinnovabili (vedi approfondimento

a pag. 139) che richiederanno

nuove competenze

per essere sviluppati e gestiti.

HA

DETTO

SABATO

16 17

Giornata

internazionale

della luce

DOMENICA

Giornata

internazionale contro

l’omofobia, la bifobia

e la transfobia

Secondo le previsioni, nei

prossimi anni il fabbisogno

complessivo di nuovi lavoratori

in Italia - nei settori

pubblici e privati - sarà compreso

tra i 3,4 e i 3,9 milioni.

Un dato che riflette due

tendenze chiave: la crescita

della domanda di lavoro e il

turnover legato al pensionamento.

All’interno di questo

scenario generale, il settore

delle Utility - energia, acqua

e rifiuti - gioca un ruolo centrale.

Marco Cimelli,

Hr manager

del Gruppo Enercom

greenplanner 71


La formazione è sempre più Green

A chi tocca

costruire bene?

Ingegneri e architetti Green

questo input è per voi: lo ha

lanciato Ilaria Beretta, coordinatrice

dell’Alta Scuola per

l’Ambiente presso l’Università

Cattolica del Sacro Cuore,

la quale pensa che l’edificio

sostenibile del futuro «debba

avere tutta una serie di caratteristiche

che lo rendano da

una parte efficiente nell’uso

delle risorse naturali e dall’altra

poco impattante dal punto di

vista delle emissioni ambientali.

Quindi, un edificio per essere

sostenibile deve consumare

poca energia e poca acqua,

essere progettato secondo i

principi dell’economia circolare,

utilizzare fonti rinnovabili e di

conseguenza ridurre al minimo

le emissioni nocive. Questa

tipologia di strutture sarà

sempre più importante perché

il settore residenziale, a livello

europeo, complessivamente

è responsabile per il 20% delle

emissioni totali di gas serra».

18

AM

PM

19

LUNEDÌ Giornata internazionale dei musei

MARTEDÌ

AM

PM

20

AM

MERCOLEDÌ

Giornata mondiale delle Api

Giornata europea del Mare

PM

72 greenplanner


settimana 21

21

AM

22

AM

GIOVEDÌ

VENERDÌ

Giornata internazionale della diversità culturale

per il dialogo e lo sviluppo

PM

Giornata internazionale della diversità biologica

/ biodiversità

PM

maggio 2026

I mestieri

dell’acqua

Come scrive l’Onu nel suo

World Water Development

Report, “la gestione dell’acqua

non è una questione tecnica,

ma una scelta di sviluppo“.

Ed è una scelta che, sempre

di più, dipenderà anche dalle

nuove generazioni di professionisti

formati oggi nelle

nostre Università e centri di

ricerca. E se fino a pochi anni

fa la gestione idrica era considerata

campo quasi esclusivo

degli ingegneri idraulici, oggi

lo scenario è molto più articolato.

Lo conferma Marina

Colaizzi, segretaria generale

del Distretto Idrografico

delle Alpi

Orientali in questa

intervista

SABATO

23 24

Giornata mondiale

delle Tartarughe

DOMENICA

Ecco dove si studia

la biodiversità

nel nostro Paese

Parlare di biodiversità non significa

solo memorizzare specie

animali e vegetali. Significa

comprendere l’interconnessione

tra ecosistemi, economia,

salute umana e cultura. Tra gli

sbocchi professionali la possibilità

di entrare nelle aziende per

seguire i piani di sostenibilità,

ma prendere una formazione

più tecnico pratica

(gestione territori)

e nella comunicazione.

PER SAPERNE DI PIÙ

greenplanner 73


La formazione è sempre più Green

PER SAPERNE DI PIÙ

Le professioni

che ci fanno bene

Superate le mode new age

ci sono diverse professioni

che possiamo annoverare

nell’ambito della Sostenibilità

e che si concentrano sulla nostra

salute attingendo ai temi

naturali. È il caso dei naturopati,

che svologono una pratica

sempre più popolare, anche

se non ben regolamentata nel

nostro Paese. Ma va detto:

l’interesse per la naturopatia è

in crescita grazie alla sua proposta

di un approccio naturale

alla salute, che integra metodi

come l’alimentazione sana,

l’uso di rimedi naturali, come

piante medicinali e oli essenziali,

il massaggio,

la riflessologia e

altre tecniche non

invasive.

In Italia, molte delle professioni

legate alla medicina

naturale, come il riflessologo

plantare, ma anche il massoterapista

olistico non sono

professioni sanitarie riconosciute.

Tuttavia, esse possono

essere esercitate legalmente

grazie alla Legge 4/2013, che

disciplina le cosiddette professioni

non organizzate in

ordini o collegi, anche dette

professioni non ordinistiche.

Altre

specializzazioni

Erborista (laurea in

Scienze e Tecnologie

Erboristiche o affini)

Prepara e consiglia rimedi

erboristici, con base scientifica.

25

AM

PM

26

AM

PM

27

LUNEDÌ Giornata dell’Africa

MARTEDÌ

MERCOLEDÌ

AM

PM

74 greenplanner


settimana 22

maggio 2026

28

AM

29

AM

GIOVEDÌ

VENERDÌ

Il diario continua a pag. 82

PM

Giornata internazionale degli operatori

di pace delle Nazioni Unite

PM

SABATO

30 31

DOMENICA

Giornata

mondiale senza

tabacco

(lotta al fumo)

Operatore Ayurveda

Applica pratiche della medicina

ayurvedica: massaggi,

alimentazione, rimedi basati

su estratti naturali

Operatore di Medicina

Tradizionale Cinese

(non medico)

Pratica discipline come Qi

Gong, dietetica cinese.

Iridologo

Analizza l’iride per valutare

lo stato di salute generale

(non scientificamente convalidato).

Kinesiologo o kinesiologo

emozionale

Lavora su riequilibrio fisico

ed energetico con tecniche

corporee e test muscolari.

Aromaterapeuta

Specialista nell’uso terapeutico

degli oli essenziali.

Floriterapeuta

(es. Fiori di Bach)

Utilizza rimedi floreali per

riequilibrare stati emotivi.

Cristalloterapeuta

Usa cristalli e minerali con

finalità energetiche (non

scientificamente riconosciuto).

Operatore di medicina

energetica (Reiki, pranic

healing, ecc.)

Tecniche basate sul riequilibrio

dell’energia vitale.

Massoterapista

olistico

Applica massaggi con approccio

naturale o energetico.

Coach del benessere

o consulente olistico

Elabora percorsi di riequilibrio

psico-fisico usando

strumenti naturali.

greenplanner 75


La formazione è sempre più Green

PER SAPERNE DI PIÙ

Fare impresa in alta quota

Nuove opportunità

per lavorare in montagna

S

ono circa 7 milioni gli italiani

residenti sopra i 600

metri di altezza, pari al 12%

della popolazione totale nazionale

(fonte Istat). Un numero

che evidenzia la realtà di un’Italia

montana, spesso poco visibile,

ma che gioca un ruolo cruciale

nel panorama sociodemografico.

La vita in altitudine comporta

sfide quotidiane, tra

difficoltà logistiche

e servizi limitati, ma

anche opportunità in

un contesto che, negli ultimi anni,

sta cercando di riscoprire il suo

valore. Se da un lato, le montagne

italiane sono storicamente

terra di emigrazione, dall’altro,

a cura di Ida Ciaralli

sempre più persone scelgono di

risiedervi, attratte da uno stile di

vita più tranquillo e sostenibile.

Le opportunità professionali in

montagna, infatti, potrebbero

rappresentare una via di fuga

dall’affollamento e dalla frenesia

delle città, promuovendo un futuro

occupazionale diverso, ma

altrettanto stimolante e vitale.

Ma ovviamente la formazione è

fondamentale. Perché fare imprenditoria

in montagna segue

logiche diverse…

Pompe di calore e transizione

energetica: Aira investe sul futuro

dell’Italia

ull’onda della direttiva europea “case green” e

S degli ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione,

la domanda di pompe di calore è destinata a crescere

in modo esponenziale nei prossimi anni. Aira,

azienda europea specializzata nelle tecnologie per

l’energia pulita, vuole essere protagonista di questa

transizione.

Per farlo, ha deciso di investire in Italia 300 milioni

di euro, destinati non solo allo sviluppo industriale,

ma anche alla formazione: nei prossimi 10 anni,

Aira assumerà e formerà 4.000 professionisti tra

ingegneri, tecnici e installatori.

Il cuore di questo progetto sono le Aira Academy,

centri di formazione pratica dotati di impianti reali a

pompa di calore, aree dedicate agli impianti elettrici

Per saperne di più su Aira

Con un piano di

investimenti da

300 milioni di euro,

l’azienda, guidata in

Italia dal Ceo Filippo

Luna, punta a creare

4.000 nuovi posti di

lavoro entro il 2035

e alle opere murarie, una piattaforma e-learning e

percorsi didattici completi.

Le pompe di calore Aira sono prodotte interamente

in Europa, in un nuovo stabilimento a Breslavia, in

Polonia, con una capacità produttiva fino a 500.000

unità all’anno.

L’ambizione è chiara: servire cinque milioni di case

in Europa entro il 2035, contribuendo in modo concreto

alla rivoluzione energetica.

76 greenplanner

Aira Italia Spa Via della Repubblica, 5 - 60020 - Sirolo (AN)


La formazione

evita gli incidenti

sul lavoro

Tutti i luoghi di lavoro devono

essere messi in sicurezza

seguendo norme e indicazioni

che sono il risultato

di percorsi di formazione.

In questo ambito è fondamentale

la collaborazione

tra scuole e aziende.

PER APPROFONDIRE


Per conoscere di più l’impresa

Ifoa, agenzia per la formazione

e il lavoro con un focus Green

“Formare non è riempire un vaso, ma accendere

un fuoco” scriveva Aristofane. Con questo

spirito, Ifoa da oltre 50 anni rappresenta

un punto di riferimento per la formazione

professionale in Italia e all’estero, con l’obiettivo

di creare connessioni virtuose e sostenibili tra

persone, imprese, territori e istituzioni

Nata a Reggio Emilia negli

anni ’70 su iniziativa della

locale Camera di Commercio,

Ifoa (Istituto Formazione

Operatori Aziendali) è ente

senza scopo di lucro che opera

nel settore della formazione

e Agenzia per il lavoro accreditata.

È presente in 16 città

italiane e vanta una rete di otre

100 partner internazionali in

più di 50 paesi.

Ifoa realizza progetti europei

e internazionali per la mobilità

e l’innovazione. Offre, inoltre,

consulenza tecnica, partecipa

a gare d’appalto e promuove

percorsi di internazionalizzazione

e scambio di buone pratiche

tra pubblico e privato.

Un ponte tra persone

e imprese

Ifoa accompagna le persone nei

loro percorsi di crescita, supportandole

con corsi post laurea,

percorsi di alta specializzazione

come ITS e IFTS, tirocini, ma anche

formazione continua e formazione

executive per chi è già

inserito nel mondo del lavoro.

Ogni intervento è costruito per

valorizzare talenti e orientare

professionalmente secondo le

esigenze dei mercati nazionali e

internazionali.

Per le imprese, Ifoa è partner

strategico nella costruzione di

piani formativi su misura, nella

gestione dei fondi interprofessionali,

nella ricerca e selezione

del personale con attivazione di

tirocini formativi e formazione

apprendisti nonché nella formazione

in materia di salute

e sicurezza sul lavoro e nella

selezione del personale. In un

contesto competitivo, la crescita

delle competenze è la leva

per il successo.

Valori al centro

Ifoa si fonda su valori chiari: responsabilità,

trasparenza, merito,

centralità della persona. Crede

nei giovani, nella loro capacità

di trasformare il futuro e nelle

imprese che valorizzano il capitale

umano. Il suo Codice Etico

guida ogni azione e relazione.

Certificazioni

e riconoscimenti

Ifoa è uno dei primi enti formativi

in Italia ad aver ottenuto la

certificazione ISO 9001, simbolo

della qualità e dell’affidabilità

del suo sistema di gestione. È

anche partner di eccellenza di

molte aziende tecnologiche (tra

cui Cisco e Autodesk). Dal 2025

è anche certificata Uni/PdR 125

per la Parità di genere.

L’headquarter di Ifoa a Reggio Emilia

78 greenplanner

Ifoa Headquarter, Via Gianna Giglioli Valle, 11 - 42124 Reggio Emilia


La formazione è sempre più Green

FOCUS

I giovani alla riscoperta di quanto l’agricoltura e soprattutto il settore vitivinicolo

possa dare loro un futuro pieno di soddisfazioni. Un ottimo esempio viene dalla

Sicilia dove con Generazione Next, Assovini Sicilia sta scommettendo sulle nuove

generazioni. Il segreto: un buon mix tra la continuità con le tradizioni, ma anche

sull’evoluzione. Ne abbiamo parlato con uno di loro Per saperne di più

IN EVIDENZA

Oltre ai medici di base, in

Italia mancano anche i veterinari

sempre più richiesti

per seguire al meglio gli

oltre 30 milioni di animali

domestici ospitati nelle

nostre case

CONTINUA A LEGGERE QUI

Hai mai pensato

di diventare

fisico medico?

Quella del Fisico medico è una professione

che indaga l’applicazione della fisica in campo

sanitario sia operando sulla strumentazione

medica, sia direttamente nei trattamenti medici.

Nel mondo della medicina oncologica, il Fisico

medico deve essere in grado di analizzare e unire

diversi punti, spaziando dalla scienza applicata,

alla tecnologia avanzata e alla responsabilità

clinica. Fra le principali attività vanno

evidenziate: la gestione delle apparecchiature

radiologiche (Tac, risonanze magnetiche,

acceleratori lineari) e la verifica del loro corretto

funzionamento; l’elaborazione di piani di

trattamento radioterapico

personalizzati, sviluppati

in collaborazione con il

medico radioterapista

CONTINUA A LEGGERE QUI

Norme Uni per definire il

perimetro professionale

dell’economia circolare. Le

stanno mettendo a punto

un team Cnr/Stiima con

Randstad, Ambiente & Lavoro

e Formaimpresa

CONTINUA A LEGGERE QUI

Professione mobility

manager: cosa fa e

quanto sia importante

questa figura ce lo spiegano

gli esperti in materia

Giancarlo Bertalero e

Carlo Corona

CONTINUA A LEGGERE QUI

Che studi bisogna fare

per diventare meteorologo?

Ne abbiamo parlato

con Mattia Gussoni

che ha a che fare tutti i

giorni con le previsioni

del tempo

CONTINUA A LEGGERE QUI

greenplanner 79


appunti del mese

L M M G V S D

1 2 3 4 5 6 7

8 9 10 11 12 13 14

15 16 17

22 23 24

29 30 1

18 19 20

25 26 27

21

28

2 3 4 5

80 greenplanner


giugno/

Soluzioni in stile “circolare”

Rubrica a cura di M.Cristina Ceresa

Orto Botanico di Pisa

Xxxxxxxxxx

greenplanner 81


Soluzioni in stile “circolare”

Il Re Mida

degli scarti

Se ancora avete dei dubbi sul

fatto che l’economia del futuro

(ma anche del presente) sia

circolare, provate a seguire le

meravigliose esperienze che

industria e cittadini italiani

stanno già mettendo in atto.

Soluzioni fantastiche, creative

e risolutive a tanti problemi

(compresi quelli ambientali)

che partono dagli scarti e arriva

a farne nuovi prodotti quasi

come un re Mida moderno.

Certo, c’è ancora molto da fare.

Lo fa notare anche Confindustria

in un recente rapporto

dove è scritto a chiare lettere

che anche la politica deve credere

in questo fondamentale

passaggio e, quindi, aiutare a

velocizzare l’armonizzazione

normativa a livello europeo per

evitare oneri burocratici e pratiche

perditempo.

E proprio perché l’economia

circolare parte dagli scarti, il

settore auspica una semplificazione

autorizzativa per la

gestione dei rifiuti che abbia

finalmente stabilità normativa

con una chiarezza su

sottoprodotti ed End of waste

(per eliminare le troppe

attuali incertezze giuridiche).

Fondi

e finanziamenti

Grande motore di sviluppo economico,

il riuso e il recupero, la

rigenerazione, l’upcycling hanno

bisogno di finanziamenti. Sono

perciò necessari incentivi (e conseguenti

disincentivi alle attività

old economy) per promuovere

82 greenplanner

1

AM

2

AM

3

AM

LUNEDÌ Giornata mondiale dei genitori

PM

MARTEDÌ Festa della Repubblica Italiana

PM

MERCOLEDÌ Giornata mondiale della bicicletta

PM


settimana 23

giugno 2026

4

AM

GIOVEDÌ

Giornata internazionale dei bambini innocenti

vittime di aggressioni

PM

prodotti circolari. Sia fiscali che

economici. Gli stessi che probabilmente

dovremo mettere in

campo per sollecitare l’attenzione

dei cittadini che sono parte

in causa attiva dell’economia

circolare: l’attenzione che dedichiamo

tutti i giorni agli scarti

prodotti in casa e fuori casa

(leggi raccolta differenziata) è

la piattaforma di base di molti

progetti che di diritto rientrano

nelle tematiche di questa rubrica

mese che è appunto dedicata

alle soluzioni di Ec.

5

VENERDÌ

Giornata mondiale dell’Ambiente. Nomina

dei vincitori della 4° edizione del Planet Art Camp

Giornata internazionale

per la lotta alla pesca illegale

MAKE

USE

AM

PM

R E C YC L E

PERCHÉ L’ECONOMIA

CIRCOLARE

È ADORABILE

SABATO

6 7

DOMENICA

Giornata mondiale

della sicurezza

alimentare

INPUT SOSTENIBILI:

uso di materiali

rinnovabili, riciclati

o da scarti

ESTENSIONE

DELLA VITA UTILE

di prodotti

e infrastrutture

SIMBIOSI

INDUSTRIALE:

interconnessione tra

filiere per valorizzare

risorse residue

RIDUZIONE, RIUSO,

RICICLO, RECUPERO:

minimizzazione dello

spreco

Fonte: 2° Rapporto Confindustria

greenplanner 83


Soluzioni in stile “circolare”

Ridisegniamo tutto

in modalità eco

8

LUNEDÌ Giornata mondiale degli oceani

AM

PM

9

MARTEDÌ

AM

PM

Ridurre l’uso di materie prime

vergini è cruciale e tutto quello

che serve per farlo è ben

accetto, come l’ecodesign che

parte da un’idea ben chiara di

progettazione che ha nel riutilizzo

il suo scopo.

L’ecodesign, o progettazione

ecocompatibile, è infatti una

metodologia che integra l’obiettivo

di minimizzare l’impatto

ambientale lungo l’intero

ciclo di vita di un prodotto

(Life cycle thinking). Questo

approccio si basa su principi

di sostenibilità e sull’analisi

Lca (Life cycle assessment),

valutando le ricadute ambientali

dalla fase di approvvigionamento

delle materie prime

fino allo smaltimento o riciclo

del prodotto.

Tra le strategie chiave dell’ecodesign

vi sono: la selezione

di materiali a basso impatto

(riciclati, riciclabili o biodegradabili),

la riduzione del

consumo energetico in fase

84 greenplanner

10 MERCOLEDÌ

AM

PM


settimana 24

giugno 2026

11

AM

GIOVEDÌ

PM

d’uso, la modularità per facilitare

manutenzione e riparazione,

la progettazione per

disassemblaggio (Design for

disassembly), e l’estensione

della vita utile del prodotto.

Inoltre, l’ecodesign considera

aspetti normativi e standard

ambientali (come Iso 4006) e

si configura come leva strategica

per l’innovazione sostenibile

all’interno dei modelli

di economia circolare, contribuendo

alla decarbonizzazione

e all’efficienza delle risorse.

12

AM

VENERDÌ Giornata mondiale contro il lavoro minorile

PM

SABATO

13 14 DOMENICA

Giornata

mondiale del

donatore di

sangue

L’Abc

dell’economia

circolare

Product service system

(Pss): modelli economici basati

sulla fornitura di servizi

anziché sulla vendita di prodotti

(es. sharing, leasing,

pay-per-use).

Modello closed loop: sistema

chiuso in cui materiali e

risorse circolano continuamente.

Lca (Life cycle assessment):

metodologia analitica standardizzata

(Iso 14040-44)

per valutare gli impatti ambientali

di un prodotto/processo

lungo tutto il suo ciclo

di vita.

Ecodesign (Design for

environment, Dfe): progettazione

orientata alla

sostenibilità ambientale e

alla minimizzazione degli

impatti lungo il ciclo di vita,

integrando criteri Lca e circolarità.

Design for disassembly

(Dfd): progettazione che

consente il facile smon-

greenplanner 85


Università degli Studi di Milano - Bicocca

Biotecnologo,

professione del futuro

Il settore biotecnologico è

altamente innovativo e per

intraprendere la professione

di biotecnologo è necessario

seguire un percorso di Laurea

triennale seguito da una Laurea

Magistrale.

ll Dipartimento di Biotecnologie

e Bioscienze dell’Università

degli Studi di Milano - Bicocca

offre il Corso di Laurea triennale

in Biotecnologie in cui si

acquisiscono competenze di

Tante opportunità

Il Corso magistrale in

Biotecnologie Industriali

offre un’ampia scelta

di insegnamenti che

consente allo studente

di modulare lo studio sui

propri interessi, con la

possibilità di approfondire

le biotecnologie industriali

correlate al settore dello

sviluppo di processi e

prodotti sostenibili, al

settore della salute umana,

e al settore delle tecnologie

bioinformatiche.

Un numero elevato di ore è

inoltre dedicato all'attività

di ricerca in diversi ambiti

delle biotecnologie per la

preparazione della tesi di

Laurea. La formazione dei

Biotecnologi Industriali di

Bicocca è aggiornata sulle

esigenze del mercato del

lavoro, come chiaramente

dimostrato dal tasso

occupazionale dei laureati.

base, sia teoriche che pratiche,

sui sistemi biologici e sulle loro

applicazioni tecnologiche e il

Corso di Laurea magistrale in

Biotecnologie Industriali.

La collaborazione accademia-industria

La sinergia con il mondo dell’industria e la mobilità internazionale

sono aspetti fondamentali per arrivare a un alto livello di

formazione e per perseguire risultati brillanti. Il Corso di studio è

costantemente impegnato nel potenziamento delle collaborazioni

con le aziende e con le associazioni di settore per consentire

ai propri studenti di acquisire una formazione ad alto livello sia

tecnico-scientifica sia in termini di competenze nell’ambito delle

soft skills, promuovendo tirocini in azienda, percorsi di eccellenza

con certificazione digitale, mobilità internazionale. I corsi di studio

in Biotecnologie e Biotecnologie Industriali offrono diverse opportunità

di avvicinamento al mondo del lavoro, tra cui percorsi

di orientamento professionale in collaborazione con associazioni

di settore e orientatori professionisti, approfondimento del ruolo

dei biotecnologi nell’ambito delle competenze richieste in azienda

sulle certificazioni di Sostenibilità, approfondimento di ruoli

professionali nei dipartimenti aziendali di supporto alla Ricerca e

Sviluppo (per esempio Marketing&sales, Business development,

ruoli professionali nelle big pharma).

Tirocini in

azienda 1

DATI ACCREDITATI DA ALMALAUREA

Tirocini

all’estero 1

Soddisfazione

dei nostri studenti 2

70% 25% Biotecnologie Industriali:

91,1%

si dichiara soddisfatto e

78,5% si riiscriverebbe allo

stesso corso di laurea

Tasso

di occupazione

a 3 anni

dalla laurea

magistrale 2

1. Dati del Corso di Studio riferiti agli immatricolati nell’anno accademico 2022/2023

in percentuale sui tirocini totali

2. Fonte: Rapporto AlmaLaurea 2025 riferito ai Laureati nel 2024

DIFFONDERE LA CONOSCENZA DELLE BIOTECNOLOGIE:

puoi seguire tutte le attività dei corsi di studio e approfondire

alcuni aspetti delle biotecnologie sulla pagina linkedIn:

Mesi medi

di ingresso

nel mondo

del lavoro 2

96,3% 3,4 mesi

86 greenplanner

Università degli Studi Milano - Bicocca Piazza dell’Ateneo Nuovo, 1 - 20126 Milano


Soluzioni in stile “circolare”

FOCUS

L’innovazione sostenibile nel settore tessile ha oggi un ruolo decisivo nel

decarbonizzare e rendere Green l’industria della moda. Grazie alla ricerca si è arrivati

non soltanto alla realizzazione di nuovi tessuti e al perfezionamento dei processi di

produzione. Gli stessi che utilizzano meno sostanze tossiche, hanno meno scarti

e sono meno esigenti in termini di consumo di acqua ed energia. Sostenibilità ed

economia è la strada intrapresa

Per rimanere aggiornati

IN EVIDENZA

Anche i collant possono

avere una seconda vita.

L’importante è che i consumatori

lo sappiano e li

portino in un centro raccolta.

Qui parliamo di un

progetto in merito

CONTINUA A LEGGERE QUI

L’economia circolare

al centro della moda

Durabilità, riparabilità e con un bel passaporto

digitale sull’etichetta: nessun capo che verrà

prodotto da ora in poi potrà esimersi dal

rispettare questi presupposti. Lo devono sapere

bene i produttori (stilisti compresi), ma anche

gli utenti. Quelli che acquistando un nuovo

capo devono vederselo cadere bene addosso,

ma anche valutare come è stato concepito

e poi prodotto. Altrimenti non potremo dirci

Sostenibili. Se l’idea vi sembra coerente e

onesta con le scelte di vita che state facendo

approfondite l’argomento in questo articolo a

cura di Aurora Magni che da tempo sulla nostra

testata si occupa anche di Epr (Responsabilità

estesa del produttore).

Perché dovete sapere

anche che il futuro non

sarà più “buttare” gli abiti

ma “recuperarli”.

PER SAPERNE DI PIÙ

Dal riciclo meccanico a

quello chimico, passando

per la pirolisi o l’idrolisi e

chiamando in ballo anche

l’aiuto delle biotecnologie.

Ecco le tecnologie per il riciclo

tessile

CONTINUA A LEGGERE QUI

Quanta roba si dimentica

in albergo: vestiti,

magliette, scarpe comprese.

E che fine fanno?

Scoprilo collegandoti

qui e leggendo una bella

esperienza

CONTINUA A LEGGERE QUI

Torino potremmo proporla

come città cult tra

le capitali del riuso di abiti

e tessuti, forse giusto

dietro a Prato. Merito di

un progetto che guarda

caso si chiama RivestiTo

CONTINUA A LEGGERE QUI

greenplanner 87


Soluzioni in stile “circolare”

taggio di prodotti per agevolare

manutenzione, riuso,

riciclo o remanufacturing.

Material flow analysis

(Mfa): analisi quantitativa

dei flussi di materiali in un

sistema per identificare

inefficienze e potenziali di

recupero.

Circularity index / Material

circularity indicator (Mci):

metriche per valutare il grado

di circolarità di un prodotto

o sistema, basate su

parametri come riciclabilità,

durata e riutilizzo.

Extended producer responsibility

(Epr): principio

normativo che attribuisce al

produttore la responsabilità

della gestione del prodotto

a fine vita.

Urban mining: recupero di

materiali e risorse da rifiuti

urbani, dispositivi elettronici,

edifici o infrastrutture.

Cradle to cradle: approccio

progettuale che mira a chiudere

completamente i cicli

produttivi, rendendo ogni

materiale tecnicamente o

biologicamente riciclabile

all’infinito.

Industrial symbiosis: modello

in cui gli scarti di un’impresa

diventano input per

un’altra, promuovendo reti

locali di circolarità.

End of life (Eol): fase terminale

del ciclo di vita del

prodotto, in cui si decide se

avviarlo al riciclo, smaltimento

o rigenerazione.

Tutte le parole chiave dell’economia

circolare le trovi

anche nella GreenPlanner

2025 (se te la sei persa

chiedila alla redazione).

15 LUNEDÌ

AM

16 MARTEDÌ

AM

17 MERCOLEDÌ

AM

Giornata mondiale del vento

Giornata mondiale contro gli abusi sugli anziani

PM

PM

Giornata mondiale per la lotta

alla desertificazione e alla siccità

PM

88 greenplanner


settimana 25

giugno 2026

18

AM

GIOVEDÌ

Giornata della gastronomia sostenibile

PM

19

AM

VENERDÌ

PM

SABATO

20 21 DOMENICA

Giornata

mondiale dei

rifugiati

Bioeconomia

in primis

L’abbiamo sostenuto molte

volte: la bioeconomia è ciò

che muove l’economia circolare.

La prima va considerata

come il buon carburante che

trasforma gli scarti in nuovi

materiali che danno vita a

nuovi prodotti. Chi lavora in

questo ambito si può dire un

green jobber puro. Spesso ha

una laurea in biotecnologie o

scienze dei nuovi materiali.

Secondo il piano d’azione

2025-2027 per l’implementazione

della strategia italiana

per la bioeconomia, l’Italia

si propone di aumentare del

15% sia il fatturato annuo che

l’occupazione nel settore della

bioeconomia entro il 2030.

Questo significa che il valore

della produzione dovrebbe

crescere dagli attuali 437,5

miliardi di euro (dato del 2023)

a circa 503,1 miliardi di euro,

mentre l’occupazione dovrebbe

passare da 2 milioni a 2,3

milioni di posti di lavoro.

Fonte: Assobiotec/ Federchimica

greenplanner 89


Soluzioni in stile “circolare”

Buone idee di riciclo

Tutto il materiale che ci circonda,

una volta usato può essere

recuperato, riciclato o anche

trasformato in nuovi materiali.

È questa la sfida dell’economia

circolare che prima di

essere un’opportunità di mercato

è una prova impegnativa

portata avanti nei laboratori di

ricerca e sviluppo.

LUNEDÌ

22

Giornata mondiale Foresta Pluviale

AM

PM

PER SAPERNE DI PIÙ

Fibra di carbonio

La necessità di intervenire sul

fine vita di fibre come quella di

vetro o di carbonio è importante

perché sono materiali usati in

molti settori: auto, pale eoliche,

barche ma anche molto di quello

che va nello spazio è composto

da queste fibre. E le previsioni

dicono che anno su anno

il mercato globale dei compositi

in fibra di carbonio crescerà a un

tasso annuo composto del 6%

dal 2023 al 2029.

Diverse sono le strade per

intervenire sul riutilizzo

di questo materiale: con la

frantumazione meccanica

e la rilavorazione ibrida di

materiali tessili/compositi,

i ricercatori sono sicuri che

si possa ridurre l’uso di fibre

vergini e aumentare la

concentrazione di materiale

riciclato fino al 90%. Ma c’è

anche un’altra strada: ovvero

intervenire con il demanufacturing

termo-chimico

(leggi pirolisi). Tutto questo

è testato nei laboratori del

progetto DeremCo che ha

come capofila il Dipartimento

di Ingegneria Meccanica

del Politecnico

di Milano e a cui

collabora Centrocot.

23 MARTEDÌ

AM

24 MERCOLEDÌ

AM

PM

PM

90 greenplanner


settimana 26

25

AM

26

AM

GIOVEDÌ

VENERDÌ

Il diario continua a pag. 96

PM

Giornata mondiale del Cane in ufficio

Giornata internazionale contro l’abuso

e il traffico illecito di stupefacenti

Giornata internazionale per le vittime di tortura

PM

SABATO

27 28 DOMENICA

giugno 2026

Che fare del cartongesso?

Anche il mercato europeo del

cartongesso è in forte espansione,

trainato dalla crescente

domanda nel settore residenziale,

commerciale e industriale.

Va da sé che sia imponente

anche il fine vita di questo materiale

che troppo spesso ci

capita di vedere ancora ai bordi

della strada perché i costi di

smaltimento sono alti soprattutto

per le piccole riqualificazioni

(spesso eseguite in nero).

Ecco allora che ha un senso il

recente avvio di un nuovo impianto

di smaltimento in quel

di Lodi aperto da Haiki+ l’impianto

costato circa 3 milioni

di euro è progettato per trattare

fino a 30.000 tonnellate

di cartongesso all’anno, pari

a oltre il 24% dei rifiuti di cartongesso

prodotti in Italia. Nel

sito la lavorazione è basata

su un sistema di trattamento

meccanico.

Case Green e circolari

Anche il cemento si fa sostenobile

con gli scarti di riso e scarti

di pietra piasentina. Assieme

sembrano dare il meglio di loro

per le costruzioni - comparto

che causa più di un terzo delle

emissioni di CO 2

a livello mondiale

- senza, tra l’altro, finire

per essere buttati via (ovvero

in discarica o inceneritore). Due

volte bingo, anche perché non

si parla di recuperare piccole

quantità tra l’altro. Oltre il 50%

del peso del materiale finale si

è dimostrato idoneo a sostituire

parzialmente il calcare nel

cemento. Ne abbiamo parlato

con l’Università

di Udine e con la

docente Giuliana

Somma.

greenplanner 91

PER SAPERNE DI PIÙ


Soluzioni in stile “circolare”

Simbiosi industriale

Industria conciaria:

modello italiano

di economia circolare

Èveramente molto alto il tasso

di attività e di simbiosi

industriale (leggi collaborazione

tra filiere e aziende) nelle

pratiche gestionali delle concerie

italiane che come primo step ricevono

e lavorano il sottoprodotto

dell’industria della carne.

Lo si deduce da un dato ben

chiaro: il 69% delle attività in

essere nelle fabbriche che si occupano

di lavorare il pellame è

gestito in ottica di economia circolare.

Lo ha rilevato un progetto

di misurazione promosso da

Unic – Concerie Italiane (1100

aziende consociate per 18mila

addetti).

Ma non solo: la Sostenibilità

del settore è normata da leggi

come la 166/2024 e la ISO

59020 che spingono imprenditori

e addetti al lavoro di questa

industira a creare una filiera più

misurabile, tracciabile e certificata.

Al IV convegno Pink&Green, organizzato

da GreenPlanner nello

spazio LineaPelle, aziende, startup

e studenti si sono confrontati

proprio su questi temi che comprendono

anche innovazione –

test su nuovi pellami - e formazione

(il designer deve conoscere

a fondo il processo produttivo del

materiale che va a trattare).

CHE COS’È PINK&GREEN

Ideato da M.Cristina Ceresa,

giornalista e direttore

responsabile di GreenPlanner,

il format editoriale Pink&Green

dà la parola alle

donne italiane dell’economia

circolare sia con interviste

settimanali sia con convegni

annuali. Questi ultimi riuniscono

dal vivo le protagoniste

e il pubblico interessato

a capire come le buone pratiche

dell’economia circolare

siano ormai

(per fortuna)

pervasive a

tutti i settori.

PER SAPERNE DI PIÙ

a cura della redazione

Con un fatturato di quasi 5 miliardi

di euro di cui il 70% è fatto

di export, il comparto della pelle

e del cuoio italiano sta investendo

in energia rinnovabile, materiali

biobased e, soprattutto, in

formazione tecnica di quella che

rimane una professione molto

richiesta.

Unic di tutto questo ne sta parlando

con intensità al pubblico

svelando tutte le attività che

rendono il settore Sostenibile.

Fa parte di questo trend anche

la formazione dei giovani, soprattutto

a quelli che stanno seguendo

un indirizzo di studio che

contempla il lavoro con la pelle

(designer in primis ma anche addetti

alla lavorazione delle pelli e

alla produzione: ambito questo

dove la ricerca del personale è

molto alta).

Per questo Unic sostiene il progetto

“La mia seconda pelle”

ideato da Green-

Planner e lanciato

prioprio durante lo

scorso convegno

Pink&Green (vedi )

Gli studenti dell’Accademia Iuad

sono stati chiamati a ideare e

creare accessori a partire da pelli

di recupero. E i vincitori hanno

esposto a LineaPelle durante

l’edizione 2026.

92 greenplanner


Tutto si riusa,

nulla si deve più

distruggere

Suona molto Zen, ma all’aspetto

economico il riciclo

di materiali - che altrimenti

andrebbero al macero - si

unisce anche la componente

creativa: come l’esperimento

sui capelli. L’industria

ringrazia. E anche il Pianeta.

PER SAPERNE DI PIÙ


appunti del mese

L

29

6

13

M

30

7

14

M

1

8

15

G

2

9

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V

3

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S

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94 greenplanner


luglio/

La chimica, quella verde, ci dà una mano

Rubrica a cura di Laura Cipolla, docente di chimica organica,

dipartimento di biotecnologie e bioscienze Università agli Studi di Milano-Bicocca

© ScriviKika_Orto Botanico di Palermo

greenplanner 95


La chimica, quella verde, ci dà una mano

Chimica verde:

da qui inizia

la Sostenibilità

Nell’immaginario collettivo la

chimica spesso ha una connotazione

negativa, ma da diversi

anni si studia e si produce

una buona chimica: quella

verde che altro non è che la

progettazione, lo sviluppo e

la realizzazione di prodotti e

processi chimici con strategie

sostenibili, caratterizzate dalla

riduzione o eliminazione di

sostanze/processi pericolosi.

Maestri nella trasformazione

della materia con processi

chimici efficienti e sostenibili

sono i sistemi biologici; poter

fare chimica prendendo spunto

da ciò che ci offre la natura

apre prospettive inimmaginabili.

29 LUNEDÌ Giornata internazionale dei Tropici

AM

30

AM

PM

MARTEDÌ Giornata mondiale degli asteroidi

PM

1 MERCOLEDÌ

AM

PM

I chimici statunitensi Paul

Anastas e John Warner erano

consapevoli che l’industria

chimica cresciuta nel secolo

scorso stava avendo un impatto

negativo sull’ambiente

e sulla salute dell’uomo: era

necessario un cambiamento

di paradigma verso una produzione

sostenibile.

96 greenplanner


settimana 27

giugno/luglio 2026

2

AM

3

AM

GIOVEDÌ

PM

VENERDÌ Giorno internazionale libero dal sacchetto di plastica

PM

Negli anni ‘90 del secolo scorso

i due chimici introdussero

il concetto di chimica verde,

anticipando di qualche anno

la definizione degli Obiettivi

di Sviluppo Sostenibile (Sdg)

delle Nazioni Unite.

Anastas ha coordinato il Green

Chemistry Program della

Environmental Protection

Agency (Epa) e ha promosso

diverse iniziative volte alla ricerca

e alla formazione.

Attualmente più che mai, la

chimica verde gioca un ruolo

cruciale per affrontare le sfide

globali del cambiamento

climatico, dell’inquinamento,

della transizione energetica.

È necessario avere la consapevolezza

che non possiamo

fare a meno della chimica e dei

suoi prodotti, ma che è possibile

sviluppare processi chimici

sostenibili, purché ci sia una

adeguata ricerca, formazione

e comunicazione.

L’uomo e la donna

sono chimici nati

SABATO

4 5

Giornata

internazionale

delle cooperative

DOMENICA

Gli esseri viventi sono dei laboratori

chimici incredibili (il

paragone potrebbe sembrare

riduttivo, ma dal punto di vista

del chimico è grandioso) e in

questo contesto le biotecnologie,

che valorizzano i sistemi

biologici come strumenti per

la produzione di beni e servizi,

supportano la chimica verde.

L’uomo ha una antica tradizione

di trasformazioni, basti

pensare alla produzione di formaggi,

yogurt, lievitati, tinture

per tessuti, bevande fermentate,

aromi, antibatterici e molto

altro ancora.

greenplanner 97


La chimica, quella verde, ci dà una mano

La chimica verde

ha i suoi principi

L’approccio alla chimica verde

segue i 12 principi che sono

stati pubblicati nel documento

fondante di Anastas e Warner

“Green Chemistry: Theory and

Practice” nel 1998.

I principi delineati costituiscono

delle linee guida per

progettare prodotti e processi

che prevengano a monte gli

effetti dannosi sull’ambiente

e sulla salute, piuttosto che

puntare sulla risoluzione dei

danni ambientali a valle, come

si usa dire “meglio prevenire

che curare”.

I 12 principi individuati dai due

chimici sono del tutto coerenti

con diversi Obiettivi di Sviluppo

Sostenibile (Sdg) definiti

dalle Nazioni Unite.

6

AM

PM

7

LUNEDÌ Giornata internazionale del bacio

MARTEDÌ

AM

PM

L’attuazione di processi chimici

industriali che seguono

i principi della chimica verde

consentono di ridurre le emissioni

di anidride carbonica e

l’inquinamento delle acque,

di produrre cibo in modo più

efficiente e più sicuro per l’uomo

e per l’ambiente riducendo

l’utilizzo di pesticidi; consentono

di sviluppare nuovi

materiali e biocarburanti

supportando la transizione

energetica dalle fonti fossili

alle fonti rinnovabili.

Il cambio di paradigma e

l’attuazione dei 12 principi

è tutt’altro che facile: è necessario

finanziare la ricerca,

formare adeguatamente

i professionisti del settore e

comunicare con la società.

8

AM

MERCOLEDÌ

Giornata internazionale del Mar Mediterraneo

PM

98 greenplanner


settimana 28

luglio 2026

9

AM

GIOVEDÌ

PM

12 step della

chimica verde:

10

AM

VENERDÌ

PM

SABATO

11 12

Giornata mondiale

della popolazione

Giornata di Nikola Tesla

DOMENICA

1. Prevenzione della produzione

di rifiuti (quantificato

nell’E-factor, che misura la

quantità in massa di rifiuti

prodotti per Kg di prodotto)

2. Efficienza atomica (Ae,

misura l’efficienza delle

strategie sintetiche in termini

di masse molecolari

di reagenti rispetto al prodotto)

3. Utilizzo di reagenti/materiali

meno tossici

4. Progettazione di prodotti

chimici più sicuri (che assolvano

la funzione desiderata,

riducendo nel contempo

la tossicità e l’impatto ambientale

a fine vita).

5. Solventi e additivi sicuri

per l’uomo e per l’ambiente

6. Efficienza energetica dei

processi

7. Uso di materie prime rinnovabili

8. Riduzione di passaggi

e prodotti intermedi nelle

sintesi

9. Utilizzo di reagenti e processi

catalitici

10. Progettazione di prodotti

biodegradabili

11. Analisi in tempo reale

del processo per la prevenzione

dell’inquinamento

12. Sicurezza di prodotti e

processi per la prevenzione

di incidenti

greenplanner 99


La chimica, quella verde, ci dà una mano

Opportunità

professionali

L’offerta formativa universitaria

italiana negli ultimi anni

sta cercando di preparare i

giovani fornendo competenze

necessarie affinché questi

assumano le conoscenze

tecniche e scientifiche fondamentali

per la transizione

a un modello produttivo ed

economico Sostenibile del

comparto della chimica. Per

questo possiamo parlare

anche in questo caso di un

Green Job.

L’adozione di tecnologie,

processi e prodotti sostenibili

nell’industria odierna

necessita di conoscenze

e competenze avanzate e

specifiche, acquisibili in un

percorso universitario quinquennale

(triennale + magistrale).

I corsi di studio presenti sul

territorio nazionale che possono

fornire competenze

scientifiche a sostegno della

transizione sono di ambito

chimico, biotecnologico ma

riguardano anche le scienze

dei materiali. Alcuni di questi

si focalizzano specificamente

sulle tematiche necessarie

per la transizione economica

verso la sostenibilità.

Fondamentale sarà la formazione

orientata allo sviluppo

di capacità strategiche

nel lungo termine, una cultura

manageriale e una concreta

attitudine all’innovazione.

Accanto alla formazione

specifica, i green job richiedono

anche delle competenze

trasversali (soft skill). In

primis, è fondamentale che

i nuovi lavoratori abbiano

100 greenplanner

13

AM

14

AM

15

AM

LUNEDÌ

PM

MARTEDÌ Giornata mondiale dello Squalo e dello Scimpanzé

PM

MERCOLEDÌ Giornata mondiale della capacità dei giovani

PM


settimana 29

luglio 2026

16

AM

17

AM

GIOVEDÌ

VENERDÌ

PM

PM

SABATO

18 19

Nelson Mandela

International Day

DOMENICA

I CORSI DI STUDIO TRIENNALI

E MAGISTRALI SUL

TERRITORIO NAZIONALE

N. CdS a livello

Classe

nazionale

(2023)

L-2 laurea

triennale in 49

biotecnologie

LM-8 laurea

magistrale

28

biotech

industriali

L-27 chimica 44

LM-54 chimica 40

L-Sc. Mat. 8

LM-Sc. Mat. 7

(DATI ESTRATTI DA ANVUR RIFERITI

AL 2023)

piena consapevolezza e attitudine

verso la sostenibilità

ambientale e il risparmio

energetico. È un dato di fatto

la carenza di figure formate

in tal senso. Inoltre, sono

sempre più rilevanti competenze

trasversali quali le

capacità di lavoro in gruppo,

creatività, pensiero critico,

capacità decisionali, gestionali

e comunicative.

L’accademia ha talvolta difficoltà

a trasferire queste

competenze ai propri studenti,

per mancanza di risorse

sia economiche che di

personale.

La coniugazione delle competenze

tecniche con le “green

soft skill” genera figure e

nuove carriere professionali,

tra cui consulenti di sostenibilità,

consulenti in approcci

di economia circolare, consulenti

in ambito agroalimentare,

consulenti di bioedilizia.

La transizione ecologica apre

nuove e interessantissime

opportunità lavorative.

greenplanner 101


La chimica, quella verde, ci dà una mano

Dalla tabella periodica degli elementi

a cura di Paolo Galli

Terre rare: materia prima invisibile

che regge la transizione energetica

102 greenplanner

In rosso

le Terre rare

ANCHE A VENEZIA

SI CERCANO ALTERNATIVE

Nel cuore del Vega, il parco

scientifico tecnologico di Venezia,

sta prendendo forma

Rara Factory, un laboratorio

dedicato allo sviluppo di

materiali sostenibili in alternativa

alle terre rare e ai

materiali critici. La struttura

è l’esito di un’iniziativa

imprenditoriale nata come

spin off deep

tech dell’Università

Ca’ Foscari

Venezia.

PER SAPERNE DI PIÙ

La domanda è: potremmo

fare a meno delle Terre

rare? In effetti, guardando

alla strumentazione che usiamo

tutti i giorni viene da rispondere

di no. Le terre rare (Ree, Rare

earth element) sono elementi

cruciali per magneti permanenti,

batterie, catalizzatori ed elettronica

di potenza. Che vuol dire essere

nei motori elettrici e ventole

di frigoriferi, lavatrici, asciugatrici,

lavastoviglie, aspirapolvere.

Ma anche nei fosfori dei display

(nei pannelli di microonde, forni

moderni, lavatrici “smart”), nelle

spie luminose e nei Led. Sono

utilizzati in condensatori, sensori,

microprocessori e circuiti

elettronici di controllo. Insomma,

la lista è lunga.

Certo, però che forse anziché

estrarle si può puntare sul riciclo

avanzato, oppure a materiali

sostitutivi ed estrazione da fonti

non convenzionali.

Il riciclo, però, rappresenta la

via più immediata. Secondo gli

obiettivi comunitari, entro il 2030

potrebbe coprire fino a un quarto

del fabbisogno europeo. Il progetto

Ree4Eu, già operativo con

un reattore pilota in Germania,

ha dimostrato di recuperare fino

al 95% di neodimio e disprosio

con emissioni ridotte del 70%.

In Italia, Politecnico di Milano

e Università di Bologna hanno

sperimentato processi enzimatici

con rese superiori al 90%,

mostrando potenzialità di scala

industriale. Parallelamente

avanzano soluzioni basate su

materiali alternativi.

Il progetto HiRre, che coinvolge

anche l’Università di Padova, sta

sviluppando magneti rare earth

free a base di ferro e cobalto: i

primi prototipi hanno mostrato

coercività superiore del 20%

rispetto agli standard NdFeB.

Sulla stessa onda il Politecnico

di Torino e l’Istituto Italiano di

Tecnologia hanno realizzato leghe

ferro-azoto nanostrutturate

con densità

energetica paragonabile

ai

magneti tradizionali.

Sul fronte dei

catalizzatori

e delle batterie,

il progetto

europeo CarboRee

ha sperimentato l’uso di

grafene e nanotubi di carbonio

per sostituire le terre rare nei

processi elettrochimici, raggiungendo

efficienze del 90%. Anche

l’Enea lavora a sistemi basati su

manganese per le batterie al litio-ferro-fosfato,

con prestazioni

cicliche superiori del 15%.

Anche il progetto nazionale Re-

Mag, coordinato dal Cnr con l’Università

di Firenze, ha dato vita

a un impianto pilota per il riciclo

idrometallurgico dei magneti da

veicoli elettrici, capace di recuperare

fino al 95% delle terre rare

con emissioni ridotte del 60%.

Queste iniziative delineano un

ecosistema europeo che combina

ricerca accademica e applicazioni

industriali. La vera sfida

non è soltanto assicurare approvvigionamenti,

ma costruire

un ciclo integrato di utilizzo, riuso

e sostituzione dei materiali. In

questa prospettiva, le terre rare

rimangono il tassello invisibile

ma decisivo per eolico, mobilità

elettrica e sistemi di accumulo:

non un vincolo, piuttosto una

leva per l’innovazione industriale.


La chimica

trasparente

Facciamo il punto di come

il Reach (Registration evaluation

authorisation and

restriction of chemical) ha

regolamentato il settore

delle sostanze chimiche

in Italia. Compresa la valutazione

del rischio fondamentale

per identificare,

valutare e controllare i

pericoli associati all’utilizzo

delle sostanze chimiche

impiegate nei processi produttivi

e nei luoghi di lavoro.

PER SAPERNE DI PIÙ


La chimica, quella verde, ci dà una mano

L’ambiente

ringrazia

la nuova chimica

Per sensibilizzare le industrie

e favorire la transizione alla

chimica verde dal 1996 l’americana

Environmental protection

agency (Epa) ha istituito

il Green chemistry challenge

awards che premia le tecnologie

chimiche verdi. L’impatto

ambientale stimato dall’Epa a

seguito delle nuove tecnologie

e processi è notevole visto che

si parla di circa 500.000 tonnellate

di rifiuti tossici in meno

nell’ambiente ogni anno (equivalenti

a un treno merci con

container pieno di rifiuti tossici

lungo circa 75 Km, come dire

lungo da Milano a Piacenza).

Sul fronte acqua, circa 80 miliardi

di litri verrebbero risparmiati

ogni anno equivalenti al

fabbisogno annuo di circa un

milione di persone.

Anche l’atmosfera ringrazia:

circa 4 milioni di tonnellate di

CO 2

equivalenti in meno sono

così immesse nell’ambiente

ogni anno.

20

AM

21

AM

LUNEDÌ

MARTEDÌ

Giornata mondiale della luna

Giornata mondiale degli scacchi

PM

PM

Chi si occupa

di chimica verde

in Italia?

L’attuazione di approcci

che seguano i principi della

chimica verde necessita di

consapevolezza, attività di

comunicazione e promozione,

sia a livello accademico

che a livello industriale, di un

cambiamento di mentalità

e finanziamenti alla ricerca.

Negli Stati Uniti, l’Epa ha

avuto un ruolo chiave nella

22

AM

MERCOLEDÌ

Giornata mondiale del cervello

PM

104 greenplanner


settimana 30

luglio 2026

23

AM

GIOVEDÌ

PM

diffusione delle strategie

verso il cambiamento. In Italia

abbiamo diversi consorzi

e associazioni che svolgono

attività di promozione di

approcci chimici sostenibili.

Possiamo far riferimento,

tra gli altri, al Cluster nazionale

Spring, all’associazione

Chimica Verde, all’associazione

Lombardy Green Chemistry

Association (Lgca)

e la divisione di Bioenergia,

Bioraffineria e Chimica Verde

di Enea.

24

AM

VENERDÌ

PM

SABATO

25 26

DOMENICA

Giornata

internazionale per

la conservazione

delle Mangrovie

Chi si occupa

di chimica verde

in Europa?

Nel 2020 la Comunità europea

ha pubblicato la propria

strategia per una chimica

sostenibile che abbraccia le

linee strategiche del Eu Green

Deal. Recentemente, nel

febbraio 2025, sono state

presentate le linee strategiche

di supporto all’industria

europea verso la decarbonizzazione

e la sostenibilità

(The Clean Industrial Deal).

L’equivalente europeo dell’Epa

è la Eea (European environment

agency) che segue

e pubblica costantemente

rapporti sull’ambiente e

sull’inquinamento, con particolare

attenzione anche alla

produzione chimica, congiuntamente

con l’European

chemicals agency (Echa).

Gli investimenti in ricerca

e sviluppo industriale, così

come la formazione dei giovani,

è supportata anche dal

Bio based Industries Consortium

(Bic).

greenplanner 105


La chimica, quella verde, ci dà una mano

Farmaci e impatto

ambientale

La produzione di un farmaco

ha un impatto ambientale elevatissimo:

si calcola che 1 Kg

di principio attivo generi mediamente

nelle migliori delle

ipotesi 25 chili di rifiuti chimici

(nelle peggiori oltre 100 chili).

Siamo ben lontani dal soddisfare

il primo principio

della chimica verde. Non

solo, questo dato è riferito

solo alla quantità in

massa di rifiuti e nulla ci

dice in relazione alla qualità,

o in altre parole alla tossicità

dei rifiuti, da cui consegue la

sostenibilità ambientale e i costi

che dobbiamo pagare per

lo smaltimento in sicurezza

(sostenibilità economica). Per

avere un paragone, l’industria

petrolchimica (raffinazione del

petrolio) produce meno di 100

g di rifiuti per Kg di prodotto.

Da un punto di vista strategico,

in alcuni Paesi ci sono incentivi

economici alle industrie farmaceutiche

affinché proseguano i

principi della chimica verde nei

propri processi produttivi.

La Sostenibilità dei nostri comportamenti

include anche l’assunzione

di farmaci.

La chimica verde

in azione

nel settore tessile

La produzione di tessuti e abbigliamento,

sia che si parli di

fibre di origine naturale quali

il cotone o la lana, piuttosto

che di fibre sintetiche quali

per esempio i poliesteri, è

costituita da diversi stadi che

27 LUNEDÌ Giornata mondiale dei nonni e degli anziani

AM

PM

28 MARTEDÌ Giornata mondiale della conservazione della Natura

AM

PM

29 MERCOLEDÌ

AM

Giornata mondiale della Tigre

PM

106 greenplanner


settimana 31

luglio/agosto 2026

30

AM

31

AM

GIOVEDÌ

VENERDÌ

Giornata mondiale dell’amicizia

Giornata mondiale contro la tratta delle persone

PM

PM

utilizzano acqua, energia, processi

chimici. A livello mondiale

vengono prodotte annualmente

oltre 100 milioni

di tonnellate di fibre tessili

e solo l’1% viene riciclato. Si

stima che il solo processo di

tintura consumi e produca

circa 5.000 miliardi

di litri di acqua reflua

all’anno, equivalenti a

oltre 130 volte il lago

Maggiore. Complessivamente

l’industria

tessile inquina circa il

20% delle risorse idriche

potabili a livello globale.

Grazie all’introduzione di

nuove tecnologie, alcune fasi

del processamento e della tintura

delle fibre possono essere

effettuate con biocatalizzatori,

con pigmenti ottenuti da

microrganismi e non da fonti

fossili, consentendo di ridurre i

reagenti tossici, il quantitativo

di acqua e l’energia utilizzati,

applicando i principi della chimica

verde.

SABATO

1 2

Il diario continua a pag. 110

DOMENICA

È chimico anche

il nostro pasto

L’industria

chimica,

seguendo

i principi della

chimica verde, può portare

innovazione e supportare la

transizione ecologica anche

nel settore agroalimentare.

Gli ambiti in cui è possibile

ridurre l’impatto ambientale

e migliorare la sostenibilità

della produzione sono diversi:

dalla progettazione di composti

bioattivi, quali fertilizzanti

e pesticidi, alla produzione

di biocarburanti.

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appunti del mese

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agosto/

In modalità antispreco

Rubrica a cura di M. Cristina Ceresa

© ScriviKika

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In modalità antispreco

Che brutto

è scartare

Tra le tante/troppe caratteristiche

malsane della nostra

civiltà moderna c’è quella dello

spreco che fa rima con il

brutto gesto del “buttare”. Lo

facciamo con tutto.

Sprechiamo/buttiamo ogni

anno, secondo dati raccolti

dalla Fao, il 17% del cibo disponibile.

Il che è un doppio

danno. Da una parte buttiamo

cibo che potrebbe sfamare

altre persone. Ma d’altra

parte sprechiamo anche tutta

l’acqua che è servita a coltivare/allevare

quel cibo.

Va notato, infatti, che il 95%

del cibo che consumiamo è

prodotto nei campi. Ha quindi

origine dal suolo. L’uso e

consumo non consapevole di

tutto ciò si ripercuotono inevitabilmente

non solo in ambito

agricolo, ma anche economico,

industriale, climatico,

sociale e sanitario.

Sempre secondo la Fao, entro

il 2050 la domanda mondiale

di acqua per l’agricoltura

aumenterà del 35%. E contemporaneamente

la disponibilità

dell’oro blu (così da

tempo viene soprannominata

l’acqua) diminuirà: già oggi

2,4 miliardi di persone vivono

in paesi soggetti a stress idrico.

E nel mondo oltre l’80%

delle acque reflue è rilasciato

nell’ambiente senza essere

depurato.

Rischi per la salute degli individui,

ma anche a livello

climatico globale ed economico,

poiché circa 3/4 delle

catastrofi naturali verificatesi

tra il 2001 e il 2018 sono state

legate all’acqua e hanno

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LUNEDÌ

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PM

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settimana 32

agosto 2026

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AM

GIOVEDÌ

PM

causato danni economici per

circa 700 miliardi di dollari.

Ma perché tendiamo a sprecare?

Probabilmente per

distrazione, abbondanza,

cattiva organizzazione o

mancanza di consapevolezza.

Tutti atteggiamenti che possiamo

facilmente superare.

Ogni giorno allenandoci con

buone abitudini.

7

VENERDÌ

AM

PM

LAVORI IN CORSO

PER EVITARE LO

SPRECO DI ACQUA

Rubinetti lasciati

aperti (mentre ci si

lava i denti, si fa la

barba, si lavano i

piatti)

SABATO

8 9

DOMENICA

Giornata

internazionale dei

popoli indigeni

Docce troppo lunghe

o bagni in vasca

invece di una doccia

rapida

Perdite d’acqua da

tubature, rubinetti

o sciacquoni difettosi

Irrigazione

inefficiente di giardini

e campi, magari nelle

ore più calde

Industria e

agricoltura con

sistemi di consumo

non sostenibili

greenplanner 111


In modalità antispreco

ATTENTI A:

ACQUISTI ECCESSIVI

Compriamo più di quello che

riusciamo a consumare

SCADENZE FRAINTESE

Buttiamo cibo ancora buono

perché confondiamo “da

consumarsi preferibilmente

entro” con “scade il”

10

AM

LUNEDÌ

Giornata mondiale del Leone

PM

CATTIVA CONSERVAZIONE

Frutta e verdura si rovinano

perché non conservate

correttamente

PORZIONI TROPPO

ABBONDANTI

Serviamo o cuciniamo

più del necessario

SPRECO NELLA

DISTRIBUZIONE

Supermercati e ristoranti

scartano cibo ancora buono

per motivi estetici o logistici

11

AM

MARTEDÌ

PM

Quanto cibo

buttiamo via…

Andrea Segrè, professore

ordinario di Economia circolare

e politiche per lo sviluppo

sostenibile Alma Mater Studiorum-Università

di Bologna,

fondatore di Last Minute

Market impresa sociale, ren-

112 greenplanner

12

AM

MERCOLEDÌ

Giornata mondiale dell’Elefante

Giornata internazionale della gioventù

PM


settimana 33

agosto 2026

13

AM

PM

14

GIOVEDÌ Giornata mondiale della calligrafia

VENERDÌ

AM

PM

SABATO

15 16

DOMENICA

de chiara l’idea: «Un alimento

sprecato è un rifiuto». Il gesto

di buttare in spazzatura il cibo

dovrebbe fare riflettere per

quanto sia malsano. E i dati

sono allarmanti: negli ultimi 7

giorni, in Italia, in media ogni

individuo ha sprecato 566,3

grammi di alimenti.

Sprechiamo maggiormente

frutta fresca (25,4 grammi),

pane fresco (20,1 grammi),

cipolle, aglio, tuberi (20,1

grammi), insalate (18,5

grammi), verdure (18,2

grammi).

Nelle nostre case buttiamo

così via 7,4 miliardi di euro.

Che diventano 13,155 miliardi

di euro di valore dello

spreco lungo tutta la filiera

diviso tra il 6,5% dell’industria

alimentare e sempre il

6,5% avvenuta direttamente

nei campi (Waste Watcher

2024).

Ma Segrè avvisa che tutto ciò

è in difetto: «non sono riportati

i dati del settore della ristorazione

privata e collettiva:

per esso le perdite potrebbero

essere superiori a quelle del

domestico».

Attenzione: le famiglie che

sprecano di più vivono al Sud

(591,6 grammi, +4% rispetto

alla media nazionale), appartengono

a un ceto medio basso

(+17% rispetto alla media nazionale),

vivono nelle grandi città

(+8%) e sono senza figli (+3%).

«Il trend preoccupante è quello

dello spreco metabolico - fa

notare ancora Segrè -. Per i

ceti medio bassi, la spesa alimentare

minore può portare

al problema della qualità alimentare

e di conseguenza a

problemi che sono socio-sanitari

(es.obesità)».

greenplanner 113


In modalità antispreco

Perdita di suolo

Quando parliamo di perdita di

suolo intendiamo in realtà il

consumo, ovvero la cementificazione

di aree a sfavore della

biodiversità. Succede molto

spesso nelle città per erigere

palazzi, ma anche quando si

costruisce una strada/autostrada

si va a togliere respiro

ai campi che sarebbero invece

coltivabili. Questa continua

perdita di suolo comporta

significative ripercussioni

economiche e ambientali. La

riduzione della capacità del

terreno di assorbire e trattenere

l’acqua, nota come “effetto

spugna”, è costata al Paese

oltre 400 milioni di euro solo

nel 2023.

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AM

LUNEDÌ

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PM

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AM

MERCOLEDÌ

Giornata mondiale dell’aiuto umanitario

Giornata mondiale della fotografia

PM

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settimana 34

agosto 2026

20

AM

GIOVEDÌ

PM

Spreco di energia

Si parla sempre meno spesso

di efficienza energetica che

sarebbe invece da considerare

come una fonte primaria:

se non uso energia posso fare

a meno di produrla. Se ne uso

poca, ne devo produrre meno.

E invece siamo sempre più

lanciati nella gara di produrre

più energia possibile e purtroppo

ancora ricorrendo alle

fonti fossili.

21

VENERDÌ

Giornata internazionale del ricordo

e tributo alle vittime del terrorismo

AM

PM

Spreco di terre rare

SABATO

22 23

DOMENICA

Giornata

internazionale per

la commemorazione

del commercio degli

schiavi e della sua

abolizione

Ricordati che le risorse della

Terra non sono infinite: legno,

metalli, sabbia e altri materiali

vengono sfruttati senza un

uso sostenibile e per questo è

buona cosa applicare al meglio

azioni di economia circolare in

maniera che tutto possa essere

riusato e non estratto ex

novo. Lo spreco, in tutti i sensi,

accelera il cambiamento climatico.

Quindi buone azioni

quotidiane possono aiutare

a limitare la nostra impronta

sull’ambiente.

Calcola qui la tua

impronta ambientale:

greenplanner 115


In modalità antispreco

Abiti superflui

Ogni cittadino dell’Unione europea

acquista circa 26 chilogrammi

di prodotti tessili

all’anno, e ne butta via quasi

11 kg. Doppia calamità se pensiamo

che a oggi solo l’1% degli

abiti usati viene di fatto riciclato

in nuovi prodotti. Anche

per la moda sprecare significa

danno ambientale (oltre a

quello etico): per una maglietta

di cotone, si stima che servano

2.700 litri di acqua dolce, una

quantità pari a quanto una persona

dovrebbe bere in 2 anni e

mezzo. E di più: la produzione

globale di fibre tessili continua

a crescere: si stima che entro

il 2030 arriverà a 145 mln di

tonnellate, nel 2020 era di 109

mln. (Dati 2020 Parlamento

Europeo elaborati da Safe).

24

AM

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AM

LUNEDÌ

MARTEDÌ

PM

PM

Quanti vestiti inutili

nell’armadio

Secondo uno studio condotto

da Movinga, in Italia oltre

l’80% dei vestiti acquistati non

viene utilizzato. Non si dà infatti

il giusto peso a un abito.

È come se sfuggisse quanto

lavoro c’è dietro. Quante

persone hanno passato ore a

lavorare per produrre anche

una semplice maglietta. Una

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MERCOLEDÌ Giornata mondiale del Cane

AM

PM

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settimana 35

agosto 2026

27

AM

GIOVEDÌ

PM

catena infinita di gente che ci

porta a fare due considerazioni:

se un capo lo acquisto

a poco significa che

qualcuno è stato

sfruttato per

produrlo.

28

AM

VENERDÌ

Il diario continua a pag. 124

PM

SABATO

29 30

Giornata

mondiale contro

i test nucleari

DOMENICA

Giornata

internazionale

degli scomparsi /

dei desaparecidos

La produzione di una

semplice maglietta coinvolge

decine, se non centinaia

di persone, a seconda della

complessità della filiera e della

scala di produzione. Ecco

una panoramica delle principali

fasi e dei possibili lavoratori

coinvolti:

1. PRODUZIONE DELLE

MATERIE PRIME

• Coltivatori di cotone (se è

una maglietta di cotone)

• Addetti alla raccolta

• Operai nelle aziende di

trasformazione (per la

filatura)

2. FILATURA E TESSITURA

• Operai nei filatoi

• Tessitori

3. TINTURA E

TRATTAMENTI

• Tecnici di tintura e stampa

• Chimici tessili

• Operai nei laboratori di

finitura

4. TAGLIO E CUCITURA

• Modellisti

• Operai addetti al taglio del

tessuto

• Sarti e cucitori

5. CONTROLLO QUALITÀ

E LOGISTICA

• Addetti al controllo qualità

• Lavoratori in magazzino

• Operai del packaging

6. DISTRIBUZIONE

E VENDITA

• Autotrasportatori

• Magazzinieri

• Commessi nei negozi

greenplanner 117


118 greenplanner


In modalità antispreco

Facciamo tutti la nostra parte

a cura della redazione

L’importante è pianificare

gli acquisti di cibo

I

l dipartimento Economics and

Management dell’Università di

Pavia ha fatto un interessante

esperimento in tema di risparmio/spreco

di cibo: ha analizzato

il comportamento di 100 famiglie

rappresentative della platea

nazionale (il 50% nuclei da 3 e 4

persone, 30% coppie e 18% single)

valutandone per sei mesi l’uso

della piattaforma di PlanEat,

start up che offre agli utenti la

possibilità di comporre menù a

scelta per il numero desiderato

di giorni (per più settimane di seguito,

o una ogni tanto) ricevendo

poi a domicilio i kit di ingredienti

freschi. Risultato: complessivamente

sono state “salvate” dalla

pattumiera 2,7 tonnellate di cibo

dalle 100 famiglie “osservate”

(una media di 27 kg a famiglia).

Il che si traduce in 7 tonnellate di

CO 2

evitata con 1,6 milioni di litri

di acqua e 30mila mq di terreno

risparmiati. Ovvero le materie

prime che si calcola non siano

state consumate sprecando cibo.

Pianificare significa evitare lo

spreco. Ma anche risparmiare:

la rilevazione, infatti, ha calcolato

che per un carrello composto

da frutta, verdura, pasta, sughi,

formaggi, focacce e dolci al 67%,

carne al 21% e pesce al 12%, una

famiglia di 4 persone spende circa

300 euro al mese salvando

dalla pattumiera oltre 70 kg di

cibo all’anno.

IL

DATO

Secondo la Fao, nel mondo

si sprecano 1,3 miliardi di

tonnellate di cibo all’anno.

Questo spreco genera una

produzione in eccesso di 3,3

miliardi di tonnellate di CO 2

,

e un consumo di suolo pari

a 1,4 miliardi di ettari di terreno

più della superficie del

Lago Maggiore.

In quale tipologia di consumatore ti riconosci?

Altro interessante esperimento questa volta

condotto da Waste Watcher per Iias - Istituto

italiano alimenti surgelati che porta

a individuare 4 tipologie di italiani. Voi in quale vi

riconoscete nella gestione del vostro freezer?

• Distratti organizzati: sono prevalentemente

giovani coppie under 35, che vivono al Sud, spesso

con figli e laureati. La loro gestione poco attenta

del freezer e la scarsa consapevolezza delle scadenze

causano sprechi leggermente superiori

alla media.

• Custodi del freezer: sono per lo più over 60, vivono

principalmente al Nord, sono single o in coppia,

ma senza figli. Sono i più virtuosi: il loro rapporto

con il cibo è fatto di rigore e attenzione e lo spreco,

per loro, è quasi un’eccezione.

• Congelatori cronici: adulti tra i 35 e i 54 anni,

spesso con figli e un buon livello di istruzione. Conservano

tutto, a lungo. Anche troppo. Il loro spreco

non è eclatante, ma diffuso e costante, frutto di

dimenticanze e scarsa programmazione. Sono

“campioni” della scorta eterna, che però rischia

spesso di trasformarsi in scarto.

• Spreconi inconsapevoli: sono giovani, spesso

con basso livello di istruzione, appartenenti a fasce

sociali fragili. Consumano tanto, ma buttano ancora

di più, spesso consapevoli dei propri errori ma

privi della volontà e degli strumenti per migliorare.

greenplanner 119


SAI PERCHÉ

TI CONVIENE

SPEGNERE

IL MOTORE?

Rovini la tua macchina

Sprechi soldi

in carburante

Rischi una multa

Inquini l’ambiente

Inquadra

questo

QR Code per

approfondire!

120 greenplanner


In modalità antispreco

FOCUS

Noi di GreenPlanner continuiamo a pensare che prima di buttare qualsiasi

cosa si debba fare di tutto per ripararla, aggiustarla e al massimo

recuperarne i pezzi. E pensiamo anche che per molti giovani quella della

riparazione sia anche una possibile alternativa di lavoro. Una capacità

artigianale che il mercato ricompensa bene Per saperne di più

IN EVIDENZA

Il mercato del second

hand sta vivendo una

grande espansione nel

nostro Paese. Anche

grazie all’evoluzione

della tecnologia

CONTINUA A LEGGERE QUI

La seconda chance

dei mobili

Arredamento e design stanno scoprendo che

l’economia circolare può essere profittevole. E

così in molti iniziano a mettere in linea il ritiro

dell’usato, tanto che una recente indagine

dell’Homeservatory Leroy Merlin evidenzia

come riuso e rigenerazione siano pratiche

adottate dal 71% delle persone. Grandi brand

stanno così scendendo in campo anche grazie

alla piattaforma Deesup che permette di

personalizzare il proprio ecommerce del second

hand. Che poi spesso coincide con prodotti

invenduti delle passate collezioni o ancora

provenienti da shooting ed esposizioni.

Un modo per non sprecare e recuperare, ma

anche per rendere più

accessibile a tutti prodotti

di alto livello che ci

auguriamo possano durare

una vita.

PER SAPERNE DI PIÙ

Crescono le riciclerie –

anche dette isole ecologiche

– in tutta Italia. E

per noi questo è segno

di vera civiltà

CONTINUA A LEGGERE QUI

Barche senza un briciolo

di spreco: il progetto di

3R Project, ossia reuse,

reduce, rebound

CONTINUA A LEGGERE QUI

Le Biotecnologie hanno

sempre alla base la buona

prassi del recupero.

Qui parliamo di come si

evita di sprecare i sottoprodotti

dell’industria

agroalimentare

CONTINUA A LEGGERE QUI

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appunti del mese

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settembre/

Futuro proteico:

innovazione e gusto a tavola

Rubrica a cura di Maurizio Bettiga, Arianna Cattaneo, Chiara Ciotti, Tomas Andres Ribba De Teran

© ScriviKika_Orto Botanico Salerno

greenplanner 123


Futuro proteico: innovazione e gusto a tavola

PER SAPERNE DI PIÙ

Gli italiani

apprezzano

le proteine

alternative

Il mercato italiano delle

proteine alternative è in

espansione. Il nostro paese

si conferma al primo posto

in Europa per consumo e accettazione

verso queste soluzioni,

seguita dall’Olanda.

Le proteine di origine vegetale

- rispetto a quelle di

origine fungina o da fermentazione

di precisione - costituiscono

ancora la quasi

totalità del mercato. Nel

2024, le vendite di cinque

categorie di prodotti vegetali

hanno raggiunto i 639

milioni di euro, registrando

un +16,4% rispetto al 2022.

Particolarmente rilevante il

boom di formaggi vegetali,

il cui valore delle vendite

è raddoppiato in due anni

(+100% sul 2022).

Secondo lo Smart Protein

Report, il 59% degli italiani ha

ridotto il consumo di carne

e oltre la metà è

disposta a provare

nuove fonti

proteiche.

La motivazione è chiara: si

cercano alternative salutari,

gustose e sostenibili.

Tuttavia, restano delle sfide:

normative lente sui novel

food, prezzi alti dei prodotti

plant based oltre al peso

dell’inflazione.

L’auspicio è anche quello di

una maggiore integrazione

dell’industria alimentare

tradizionale che comunque

sul tema sta ponendo molta

attenzione.

124 greenplanner

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settimana 36

agosto/settembre 2026

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SABATO

5 6 DOMENICA

Giornata

internazionale

della carità

E in Europa

cosa succede?

L’Europa è il primo mercato

al mondo per prodotti plant

based con un valore di vendita

stimato superiore a 8,9

miliardi di euro, trainato

dalle alternative ai prodotti

lattiero caseari (Fonte: The

state of the industry 2024

a cura di Gfi).

Nel 2024 le aziende europee

non quotate in borsa

attive nello sviluppo di

alimenti a base vegetale,

carne coltivata e fermentazione

hanno raccolto

quasi 470 milioni di euro,

segnando un incremento

del 23% rispetto all’anno

precedente.

Maggiori investimenti si

concentrano in aziende che

innovano in gusto e texture,

profilo nutrizionale e

ingredienti alternativi (fermentazione

di precisione in

primis). Ne è un esempio la

startup spagnola Heura che

nel 2024 ha ricevuto un investimento

di 40 milioni di

euro per migliorare gusto e

profilo nutrizionale dei suoi

prodotti.

greenplanner 125


Futuro proteico: innovazione e gusto a tavola

La questione

dei prodotti

ultra processati

Il tema della sostenibilità alimentare

è sempre più centrale

e spinge molti consumatori a

cercare alternative alle proteine

animali. In questo contesto, le

proteine vegetali offrono una

soluzione sostenibile e nutriente.

Tuttavia, la crescente

diffusione di prodotti vegetali

altamente trasformati – come

alcuni burger, affettati e formaggi

vegani – ha acceso il

dibattito sul grado di processamento

degli alimenti.

La classificazione degli alimenti

ultra processati (in gergo Upa)

si basa sul sistema Nova, sviluppato

da Carlos Monteiro,

professore di Nutrizione e salute

pubblica dell’Università di

San Paolo in Brasile. All’interno

del Gruppo 4 di questo sistema

di classificazione sotto la voce

“Cibi e bevande ultra processati",

troviamo i prodotti industriali

ottenuti combinando cinque o

più ingredienti, e che possono

includere zucchero, olii, grassi,

sale, an-

tiossidanti,

7 LUNEDÌ Giornata internazionale dell’aria pulita per i cieli blu

AM

PM

8 MARTEDÌ Giornata internazionale dell’alfabetizzazione

AM

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9 MERCOLEDÌ

AM

PM

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settimana 37

settembre 2026

10

AM

11

AM

GIOVEDÌ Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio

VENERDÌ

PM

PM

SABATO

12 13 DOMENICA

Giornata

internazionale

senza sacchetti

di plastica

Giornata

mondiale

del primo

soccorso

stabilizzanti, ma anche additivi,

conservanti e stabilizzanti.

Nova però si basa sul presupposto

che tutti gli alimenti prodotti

commercialmente abbiano

un basso valore nutrizionale,

favoriscano l'aumento di peso e

malattie croniche a causa della

presenza di zucchero, sale e

additivi.

Tale approccio è in taluni casi

controproducente, per esempio

la carne vegetale pur essendo

etichettata come “processata”,

si distingue chiaramente da alimenti

ipercalorici come snack

salati e bevande.

Inoltre la carne plant based

tende a contenere meno grassi

saturi rispetto alla carne trasformata

convenzionale, offre

livelli proteici simili e rappresenta

una fonte di fibre, elemento

assente nella carne animale.

Di conseguenza, basare raccomandazioni

dietetiche solo sui

livelli di lavorazione può essere

un consiglio arbitrario che non

considera i valori nutrizionali

essenziali.

Per fare chiarezza, il Good Food

Institute Europe e la Physicians

Association for Nutrition

hanno pubblicato una guida per

sfatare i falsi miti sugli Upa e

spiegare il vero ruolo della carne

vegetale in un’alimentazione

sana e sostenibile. Il messaggio

è chiaro: un’alimentazione

sostenibile deve anche essere

nutrizionalmente equilibrata.

Le proteine vegetali sono valide,

ma è necessaria una scelta informata

e consapevole da parte

dei consumatori, con un occhio

a un’etichetta "pulita" e, come

per tutti gli altri cibi, bisogna

fare attenzione al contenuto di

zuccheri, sale e grassi, specialmente

saturi.

greenplanner 127


Futuro proteico: innovazione e gusto a tavola

14 LUNEDÌ

AM

PM

15 MARTEDÌ

Giornata mondiale della democrazia

Il fattore

buon gusto

L’accettazione delle proteine alternative

dipende dalla capacità

di offrire esperienze sensoriali

paragonabili alla carne o ad altri

alimenti a noi noti.

Interventi informativi mirati di

tipo orale, visivo o esperienziale,

evidenziano benefici ambientali

e salutistici, aumentando

l’interesse al consumo.

Il gusto e la consistenza restano

barriere decisive: estrusione

ad alta umidità, fermentazione

di precisione e lipidi vegetali

riproducono succosità, fibra e

reazioni di Maillard, riducendo la

“crosta gommosa” e garantendo

un profilo umami credibile.

Nomenclature positive (“burger

vegetale”, “clean meat”),

packaging con informazioni

nutrizionali e badge di sostenibilità

rafforzano la fiducia,

soprattutto tra flexitariani ed

ecosensibili.

128 greenplanner

AM

16 MERCOLEDÌ

AM

PM

Giornata mondiale per la protezione

della fascia di ozono

Settimana Europea della mobilità sostenibile

PM


settimana 38

settembre 2026

17

AM

GIOVEDÌ

PM

LO SAI

CHE...

Con Umami si identifica

uno dei cinque gusti fondamentali

(oltre a dolce,

salato, amaro e acido). Il

termine deriva dal giapponese

"umai", che significa

"delizioso" o "saporito", e

"mi" cioè "gusto".

18

AM

VENERDÌ

Giornata mondiale per il monitoraggio delle acque

Giornata internazionale della parità di retribuzione

PM

Casi di successo

(o meno)

Impossible Foods è un esempio

di successo: grazie alla leghemoglobina

della soia per

simulare il sapore ferroso e

a una comunicazione incentrata

sul piacere, l’Impossible

Burger ha conquistato anche

i carnivori.

SABATO

19 20 DOMENICA

Giornata

nazionale

dell'andare al

lavoro in bici

Giornata

mondiale della

ginnastica

Essento, pioniere svizzero

di snack e burger a base di

insetti, ha faticato a superare

il “fattore disgusto” anche

nonostante l’ok normativo e

il rebranding in “proteine sostenibili”.

Planted tramite fermentazioni

innovative è riuscita a

conquistare i consumatori

con prodotti gustosi, di alta

qualità in quanto a sapore e

texture.

greenplanner 129


Futuro proteico: innovazione e gusto a tavola

L’importanza dello storytelling

a cura di Maurizio Bettiga e Chiara Ciotti, Italbiotec

L’innovazione del cibo passa

da un’immancabile bisogno

di costruire fiducia tra i consumatori

Le proteine alternative, come

definite dal Good Food Institute

(Gfi), sono proteine prodotte da fonti

non tradizionali, con l'obiettivo di

integrare o sostituire le proteine di

origine animale in modo sostenibile.

Sono quindi proteine di origine

vegetale, proteine derivate dalla

fermentazione, prodotte da funghi e

microrganismi, e proteine coltivate,

prodotte da cellule animali.

Le proteine alternative sono

tra le innovazioni più rilevanti

per guidare la transizione

verso un sistema alimentare

più sostenibile, resiliente e

inclusivo. Dalle bevande vegetali

alle microproteine fermentate,

fino ai sostituti della carne e ai

formaggi a base vegetale, queste

soluzioni rispondono a sfide

urgenti: crisi climatica, pressione

sulle risorse naturali, e una crescente

domanda globale di proteine

trainata da crescita demografica

e maggiore attenzione

alla salute e al benessere.

Ma l’innovazione tecnica non

basta. Perché queste soluzioni

abbiano impatto reale, serve

una condizione imprescindibile:

la fiducia. E la fiducia nasce dalla

conoscenza e dalla trasparenza.

Molti consumatori si pongono

domande legittime: sono davvero

salutari? Sostenibili? Naturali?

Questi interrogativi spesso

non segnalano ostilità, ma una

richiesta di chiarezza. Per questo

l’educazione alimentare è centrale:

spiegare, senza semplificazioni,

cosa sono questi nuovi

prodotti, come vengono realizzati

e quale valore possono offrire in

termini di salute, gusto, impatto

ambientale.

Il mercato italiano degli alimenti

a base vegetale continua a crescere

(+16,4% in soli due anni

secondo il Gfi). Un settore trainato

da carne vegetale (35,7% del

mercato) e bevande alternative

al latte (50,7%), la cui espansione

è favorita dal segmento private

label, che ha prezzi relativamente

accessibili.

Eppure, la crescita non è automatica.

Alcune categorie, come

la panna vegetale o lo yogurt,

Segnaliamo Fondazione Bassetti perché tra i primi

enti in Europa a promuovere una riflessione critica e

interdisciplinare sull’innovazione responsabile. Anche

in tema di Food

mostrano stagnazione o cali

nonostante prezzi inferiori

rispetto alle controparti animali.

Il motivo? Il prezzo da solo

non basta. Gusto, consistenza,

qualità percepita e valori etici

giocano un ruolo più centrale di

quanto si pensi.

Anche per questo è fondamentale

adottare una comunicazione

chiara e onesta, senza alimentare

aspettative infondate o

polarizzare. I consumatori italiani

sono attenti al gusto e legati alla

cultura gastronomica. Questo

è un punto di forza, ma impone

anche delicatezza: le nuove proteine

non devono “sostituire”, ma

ampliare le possibilità, offrendo

soluzioni buone, nutrienti e

adatte a contesti diversi. Le tecnologie

come la fermentazione

di precisione, i sistemi di coltura

cellulare o i bioingredienti a base

microbica aprono prospettive

entusiasmanti. Ma per entrare

nel quotidiano serve più di un

brevetto: serve integrazione culturale,

innovazione responsabile

con ascolto del consumatore e

coinvolgimento dell’intera filiera.

La sfida è complessa, ma anche

profondamente trasformativa.

È una sfida tecnica, certo, ma

anche sociale ed educativa. Solo

se coltiviamo fiducia e dialogo,

l’innovazione alimentare potrà

diventare un motore di cambiamento

- per un cibo più buono e

accessibile a tutti.

130 greenplanner


Futuro proteico: innovazione e gusto a tavola

Semiotica

Riflessioni

filosofiche sulla

carne coltivata

Sempre più urgente promuovere

percorsi di alfabetizzazione scientifica,

morale e comunicativa che aiutino a

prevenire - o curare - la formazione

di schieramenti acritici sul fronte dei

tecno entusiasti o su quello dei

tecno apocalittici

Negli ultimi anni, il dibattito sulla carne coltivata

è uscito da laboratori e aule accademiche,

imponendosi sempre più nell’arena

pubblica internazionale. In Italia, più che in altri paesi,

ciò ha scatenato forti opposizioni,

non solo da parte di importanti

associazioni di rappresentanza

e assistenza dell’agricoltura, ma

anche dello stesso governo, che

nel 2023 ha addirittura varato

una legge che proibisce la produzione,

l’importazione e la vendita

di prodotti alimentari derivanti da

colture cellulari, additandoli - in

conferenza stampa e in diverse

altre occasioni pubbliche - come

cibi sintetici, “contro natura”,

rischiosi per l’ambiente e la salute

pubblica.

Se da un lato, il passaggio da

circoli specialistici alla scena

politica e mediale è un evento da

accogliere con favore, dall’altro occorre prestare

particolare attenzione ai modi in cui il dibattito e

la comunicazione rivolta ai “non addetti ai lavori”

vengono sostenuti e promossi.

Al momento, infatti, sul tema regna una profonda

confusione. Diventa pertanto sempre più urgente

promuovere percorsi di alfabetizzazione scientifica,

morale e comunicativa che aiutino a prevenire - o

curare - la formazione di schieramenti acritici sul

a cura di Luca Lo Sapio e Simona Stano, Università di Torino

fronte dei tecno entusiasti o su quello dei tecno

apocalittici.

Per fare questo può essere utile rivolgersi alla filosofia.

Sebbene i più tendano a sminuirla, infatti, essa

può fornire, in collaborazione con i saperi scientifici,

un ausilio fondamentale per ripulire il dibattito pubblico

da scorie, false credenze e interpretazioni più

o meno “fantasiose”. In particolare, l’etica e la semiotica

possono giocare un ruolo fondamentale in

questo senso, aiutandoci per esempio a smontare

quelle argomentazioni che fanno leva sulla nozione

di “naturalità” - o, nel nostro caso, di “innaturalità” -

della carne coltivata come ragione per scoraggiare

l’adozione e l’avanzamento di questa tecnologia.

Affermare che qualcosa sia naturale non vuol dire,

in automatico, affermare che sia buono. Per dimostrarlo,

la filosofia morale può proficuamente evidenziare

la distinzione tra piano fattuale e morale,

sottolineando come quest’ultimo abbia a che fare

con valori e prescrizioni, non con descrizioni.

L’analisi semiotica, dal canto suo, può mettere in

luce le strategie discorsive tramite

cui si manifesta l'ideologia del

naturale, rivelandone le principali

contraddizioni e problematicità.

Questo stesso approccio, inoltre,

può aiutare a definire nuovi strumenti

e pratiche di comunicazione

dell’agricoltura cellulare, per un’informazione

più corretta e slegata

da visioni stereotipate.

Nel settore alimentare, più ancora

che in altri, la comunicazione (dalla

denominazione di nuovi prodotti

al packaging, dai dibattiti pubblici

ai discorsi mediali, e così via)

svolge infatti un ruolo fondamentale

nella creazione e diffusione di

immaginari collettivi, incidendo in

modo evidente sulle nostre percezioni di particolari

sostanze e tendenze.

Se, quindi, come diceva Claude Lévi-Strauss, per

essere “buono da mangiare” un alimento deve

essere innanzitutto “buono da pensare”, è proprio al

pensiero e all’immaginazione collettiva che, guidati

dal faro della filosofia, dobbiamo rivolgere la nostra

attenzione per favorire un dibattito pubblico sulla

carne coltivata più attento e consapevole.

greenplanner 131


Futuro proteico: innovazione e gusto a tavola

Le startup italiane

che vanno in tavola

DreamFarm, Small Giants,

KelpEat e The Bridge sono

solo alcune delle startup

italiane che stanno portando

innovazione sulle tavole

italiane: alternative alla

mozzarella a base di mandorla,

cracker con farina di

grillo o di alga, taralli arricchiti

con proteine del lievito

e sostituti dell’uovo a base

di soia. A queste si affiancano

nuove realtà che stanno

sviluppando soluzioni tech

driven, etiche e sostenibili,

destinate ad arrivare presto

sul mercato grazie anche a

investimenti mirati.

È interessante osservare

come anche le aziende più

tradizionali si stiano aprendo

al plantbased. È il caso di The

Italian Protein Company,

brand Amadori - storico

nome del comparto avicolo

- che oggi punta anche su

proteine “verdi” come piselli

e fagiolini cannellini.

L’unione tra ricerca accademica

di alto livello e una solida

industria agroalimentare

crea le basi per accelerare la

crescita, anche se è da notare

come sul piano dei finanziamenti

l’Italia resti indietro

rispetto a paesi come Germania,

Danimarca e Spagna.

Da annoverare anche Innfoods,

startup italiana, sta

rivoluzionando l’industria

alimentare con ingredienti a

base di micoproteine, utilizzando

tecniche di fermentazione

e valorizzando scarti

alimentari. L’obiettivo? Dare

vita a nuovi prodotti sostenibili,

nutrienti e gustosi.

21 LUNEDÌ

AM

22 MARTEDÌ

AM

23 MERCOLEDÌ

AM

Giornata internazionale della pace

Giornata mondiale dell’Alzheimer

PM

Giornata mondiale senza auto

PM

Giornata internazionale delle lingue dei segni

PM

132 greenplanner


settimana 39

settembre 2026

24

AM

25

AM

GIOVEDÌ Giornata marittima mondiale

PM

VENERDÌ Giornata mondiale dei sogni

PM

A supporto

dell’innovazione

Italbiotec, forte di un’esperienza

pluriennale in ambito

biotecnologico, si pone oggi

come attore di riferimento

per il sostegno all’innovazione.

Attraverso le sue iniziative,

intende da un lato promuovere

l’aumento degli investimenti

nel settore e, dall’altro,

la creazione di nuove sinergie

tra realtà complementari

come startup e aziende.

SABATO

26 27 DOMENICA

Giornata europea

delle lingue

Giornata

mondiale per

l’eliminazione

delle armi

nucleari

Giornata

mondiale

del turismo

Giornata

mondiale

del sordo

Tecniche

di precisione

Ma cosa ci riserva il futuro?

Uno dei trend più promettenti

è la fermentazione di precisione:

un processo basato su una

tecnica antichissima, resa innovativa

grazie alle biotecnologie

industriali. Microrganismi

sviluppati appositamente producono

ingredienti mirati come

i grassi strutturati prodotti dalla

startup svedese Melt&Marble

o proteine fibrose come

nella planted steak sviluppata

dalla svizzera Planted. Mckinsey

stima che nel 2050 il 4%

del mercato globale di proteine

sarà rappresentato da nuove

proteine fermentate. All’orizzonte

anche la carne coltivata,

oggi disponibile a Singapore,

negli Usa e in Australia, ma

sviluppata anche da diverse

startup europee.

greenplanner 133


Futuro proteico: innovazione e gusto a tavola

Piatti da chef

Con una popolazione mondiale

in continua crescita e una

domanda alimentare destinata

ad aumentare del 50% entro

il 2050, le proteine alternative

offrono risposte concrete a

sfide ambientali e sociali. Il

loro successo, però, richiede

anche un cambiamento culturale

che sappia dialogare con

le tradizioni alimentari senza

ignorarle.

Le tradizioni, pur essendo fondamenti

identitari, non sono

immutabili. Il sushi, un tempo

esclusivo della cucina giapponese,

è oggi simbolo di prestigio

globale. Anche le proteine

alternative possono trovare

spazio nella cucina italiana,

senza rinunciare a qualità e

gusto. Negli anni ‘50 i legumi,

pane e pasta erano protagonisti.

Con il boom economico,

carne e prodotti raffinati

hanno guadagnato centralità.

Oggi, salute e sostenibilità

riportano l’attenzione su verdure

e legumi.

Proprio in questo equilibrio

tra tradizione e innovazione

si colloca la sfida delle proteine

alternative: rappresentano

non solo una scelta sostenibile,

ma un’opportunità per

ridefinire il rapporto tra cibo,

etica e ambiente.

Nel dibattito pubblico, è sempre

più evidente la strumentalizzazione

di etichette come

“super processato”, spesso

usate per screditare alimenti

innovativi ignorandone il

loro profilo nutrizionale. Allo

stesso modo, l’uso del termine

“cibo Frankestein” serve a

evocare paure istintive e irrazionali,

allontanando l’opi-

28 LUNEDÌ

AM

29 MARTEDÌ

AM

30 MERCOLEDÌ

AM

Giornata internazionale dell’accesso universale

all’informazione

PM

Giornata mondiale della consapevolezza delle

perdite e degli sprechi alimentari

Giornata mondiale del cuore

PM

Giornata internazionale del podcast

PM

134 greenplanner


settimana 40

settembre/ottobre 2026

1

AM

2

AM

GIOVEDÌ

VENERDÌ

Giornata mondiale dei vegetariani

Giornata internazionale delle persone anziane

Giornata internazionale della musica

PM

Giornata internazionale della nonviolenza

Giornata mondiale del sorriso

PM

nione pubblica da valutazioni

fondate su dati scientifici. Una

comunicazione responsabile

deve contrastare questi slogan

fuorvianti.

Serve un approccio concreto:

educazione nelle scuole, divulgazione

scientifica, politiche

pubbliche che incentivino il

consumo di alimenti alternativi

e garantiscano una produzione

trasparente e sostenibile. Solo

così tradizione e innovazione

potranno convivere armoniosamente,

costruendo un nuovo

modello alimentare che rispetti

il Pianeta e le sue risorse.

HA

DETTO

Mangiare non è una semplice

questione di gusto.

Come mangiamo e cosa

mangiamo sono temi di

rilevanza morale e sociale

sui quali tutti dovrebbero

interrogarsi.

Luca Lo Sapio,

docente e autore del testo

"Carne coltivata. Etica

dell'agricoltura cellulare"

(Carrocci editore)

SABATO

3 4 DOMENICA

Giornata

mondiale

degli

animali

Giornata

mondiale

dello

spazio

Il diario continua a pag. 140

CULTIVATED MEAT, synthetic

meat, animalfree meat,

cell based meat: tanti termini,

poche certezze. Ogni termine

plasma percezioni e narrazioni,

spesso distanti dal rigore

scientifico. La semiotica, disciplina

che studia linguaggio e

significati, è chiamata oggi a

smantellare pregiudizi e favorire

una comunicazione innovativa

sulle proteine alternative

(vedi pag. 131).

greenplanner 135



In Svizzera, dove si studiano gli alimenti del futuro

Nei centri di ricerca e nelle università svizzere,

Politecnico di Zurigo in testa dove è nata Planted,

la parola d’ordine è trovare nuovi esperti, chef

compresi, che sappiano equilibrare elementi tecnologici

per rendere il cibo sano, gustoso, sicuro

e disponibile ai miliardi di persone previsti dalle

previsioni di crescita della popolazione mondiale.

PER SAPERNE DI PIÙ

greenplanner 137


appunti del mese

Risparmiare energia?

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138 greenplanner

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19

26

20

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21

28

22

29

23

30

24

31

25

1


ottobre/

Ottobre, mese della

consapevolezza energetica

Rubrica a cura di Andrea Innocenti

© ScriviKika_Orto Botanico Palermo

greenplanner 139


Ottobre, mese della consapevolezza energetica

5

AM

LUNEDÌ

Giornata mondiale dell’habitat

Giornata mondiale degli insegnanti

PM

Energia,

un bene comune

Con ottobre inizia quello che

viene chiamato l’anno termico

e che collima con l’accensione

dei riscaldamenti nelle

case, (che poi ad aprile a seconda

delle comunicazioni dei

comuni si va a spegnere).

Si è pensato, pertanto, di dedicare

questo mese al tema

dell’energia visto che ricopre

un ruolo importante della

nostra vita (anche se spesso

non ce ne accorgiamo, e malgrado

sia il motore di quasi

tutte le attività che ci circondano).

Fino a quando gli sconvolgimenti

internazionali portarono

a un generalizzato rialzo

dei prezzi delle materie prime,

solo gli addetti ai lavori,

o quasi, si interessavano

all’energia e tutto sommato,

forse in pochi controllavano

la bolletta (ancora meno la

sapevano leggere). Anche

le società di vendita di luce

e di gas puntavano ad attrarre

nuovi clienti regalando

gadget o altre amenità,

non sconti sul “prezzo della

6

AM

PM

7

MARTEDÌ Giornata mondiale dell’architettura

MERCOLEDÌ

AM

PM

140 greenplanner


settimana 41

ottobre 2026

8

AM

GIOVEDÌ

PM

componente materia prima”

come fanno oggi.

Eppure, il tema è anche geopolitico.

Il nostro Paese importa

oltre i due terzi dell’energia,

perché la quantità che

produce internamente non è

sufficiente a soddisfare il fabbisogno

nazionale. E la guerra

Ucraina/Russia ha fatto

saltare il sistema. (l’articolo

continua a pag. 148).

9

AM

VENERDÌ

PM

LO SAI

CHE...

L’anno termico è un periodo

di riferimento utilizzato,

soprattutto in ambito

energetico e impiantistico,

per monitorare, gestire e

contabilizzare il consumo

di energia termica (calore)

per usi civili o industriali,

in particolare per il riscaldamento

e, talvolta, per il

raffrescamento.

L’anno termico non coincide

con l’anno solare (1 gennaio

- 31 dicembre), ma solitamente

va:

SABATO

10 11

Giornata

mondiale

contro la pena

di morte

Giornata

mondiale della

salute mentale

DOMENICA

Giornata

mondiale

degli Uccelli

Migratori

Giornata

internazionale

delle bambine

e delle ragazze

dal 1° ottobre

al

30 settembre

dell’anno

successivo.

Questo arco temporale è

pensato per:

• coprire integralmente la

stagione invernale (quando

il riscaldamento è attivo),

• facilitare la rendicontazione

energetica e la programmazione

degli impianti.

greenplanner 141


Ottobre, mese della consapevolezza energetica

L’energia fai da te

In piena transizione energetica,

cittadini e imprese anche

italiane si stanno avvicinando

all’autoproduzione di energia

elettrica. Una doppia sfida

anche per l’intero sistema

elettrico nazionale, che deve

gestire un fabbisogno maggiore

di energia, ma allo stesso

tempo garantire stabilità e

adeguatezza dei flussi energetici

a fronte della maggiore

12

AM

LUNEDÌ

PM

13

MARTEDÌ

Giornata internazionale per la riduzione dei

disastri naturali

AM

PM

penetrazione delle rinnovabili,

che per natura non sono programmabili.

Ovviamente alla

base c’è l’adozione di sistemi

di energia rinnovabile per lo

più fotovoltaico.

14

MERCOLEDÌ Giornata mondiale contro l’incenerimento dei rifiuti

AM

PM

I vantaggi

dell’autoproduzione

Produrre autonomamente

l’energia elettrica necessaria

per la propria casa o azienda

permette di ridurre o addirittura

azzerare i costi energetici,

soprattutto se si riesce a con-

142 greenplanner


settimana 42

15

AM

GIOVEDÌ

PM

ottobre 2026

sumare direttamente l’energia

prodotta. L’autoproduzione,

inoltre, consente di ridurre le

fluttuazioni dei prezzi dell’energia

e la dipendenza dai

fornitori, oltre che essere una

scelta di sostenibilità ambientale

perché contribuisce alla

riduzione delle emissioni di

gas serra in atmosfera. Il vantaggio

economico dell’autoproduzione

è maggiore chiaramente

in caso di incentivi

e/o agevolazioni fiscali.

16

AM

PM

SABATO

17 18

Giornata

internazionale

della riparazione

Giornata

mondiale

della frutta

e verdura

Giornata

mondiale della

eradicazione

della povertà

VENERDÌ Giornata mondiale dell’alimentazione

DOMENICA

Gli svantaggi

dell’autoproduzione

Il principale ostacolo all’autoproduzione

è dato sicuramente

dall’investimento iniziale

che è spesso significativo, nonostante

vi siano agevolazioni

fiscali che possono ridurre la

spesa. L’acquisto e l’installazione

di un impianto di autoproduzione,

come un sistema

fotovoltaico, richiede un esborso

rilevante e, se non è stato

fatto uno studio di fattibilità

accurato, non è detto che porti

ai risultati attesi. Per quanto

riguarda un impianto fotovoltaico,

inoltre, servono delle superfici

idonee (sia per spazio

che per esposizione) su cui installare

i pannelli che poi negli

anni dovranno essere oggetto

di manutenzione regolare.

Ma soprattutto il grosso limite

dell’energia solare è la sua

dipendenza intrinseca dalle

condizioni meteorologiche.

Un impianto fotovoltaico può

non produrre energia di notte

o durante giornate nuvolose,

da qui la necessità di accumuli

che però incidono

non poco sul conto

economico del

progetto.

PER SAPERNE DI PIÙ

greenplanner 143


Ottobre, mese della consapevolezza energetica

Prove tecniche

di energia al 2030

Nell’ambito del Green deal europeo

(pacchetto di iniziative

comunitarie per portare l’Unione

Europea a raggiungere

la neutralità climatica entro il

2050 con obiettivi intermedi

al 2030), ogni Stato formalizza

all’interno del Pniec (Piano

nazionale integrato per l’energia

e il clima) le politiche e le

misure che intende adottare

per il raggiungimento degli

obiettivi in tema di energia e

clima entro il 2030, in attuazione

degli impegni europei di

riduzione delle emissioni presi

nell’ambito dell’Accordo di Parigi

(2015).

Il Piano, redatto dal Mase

(Ministero dell’ambiente e

della sicurezza energetica)

in collaborazione con gli altri

Ministeri competenti e con il

supporto di Gse (Gestore del

servizio energetico), Enea

(Agenzia nazionale per le

nuove tecnologie, l’energia e

lo sviluppo economico sostenibile),

Rse (Ricerca sul siste-

19

AM

20

AM

LUNEDÌ

MARTEDÌ

PM

PM

21

MERCOLEDÌ Giornata mondiale dell’ascolto

AM

PM

L’Italia ha presentato il Pniec

per la prima volta nel 2020,

con aggiornamenti nel 2023

e nel 2024.

144 greenplanner


settimana 43

ottobre 2026

22

AM

GIOVEDÌ

Giornata mondiale dell’energia

PM

ma energetico), Ispra (Istituto

Superiore per la Protezione

e la Ricerca Ambientale), Politecnico

di Torino e di Milano,

è organizzato in cinque

dimensioni: decarbonizzazione,

efficienza energetica,

sicurezza energetica, mercato

interno dell’energia, e ricerca,

innovazione e competitività

(vedi immagine).

I target italiani

23

AM

VENERDÌ

PM

SABATO

24 25

Giornata delle

Nazioni Unite

DOMENICA

Giornata mondiale

della pasta

Il Pniec fissa per l’Italia un

obiettivo di capacità rinnovabile

di 131 Gw entro il

2030. Di questi, circa 79,2

Gw saranno derivati dal solare,

28,1 dall’eolico, 19,4

dall’idroelettrico, 3,2 dalle

bioenergie e 1 Gw dalla geotermia.

Il tasso di installazione Fer

sta crescendo velocemente

nel nostro Paese (7,5 Gw

nel 2024 più del doppio

rispetto al 2022) e diversi

provvedimenti sono stati

introdotti per accelerare

l’installazione di nuova capacità,

tra i principali Energy

release (5 Gw), Fer 2 (4,6

Gw), Fer X (67 Gw), Decreto

Cer (5 Gw). Per quanto

riguarda le emissioni di

gas serra, l’Italia prevede

di arrivare a una riduzione

del 66% rispetto ai livelli

del 2005 (meglio del 62%

obiettivo Ue). È possibile

monitorare il raggiungimento

degli obiettivi previsti

dal Piano attraverso la

consultazione di una piattaforma

online accessibile

a tutti che fornisce informazioni

sull’efficacia delle

politiche attuate.

greenplanner 145


Ottobre, mese della consapevolezza energetica

26

AM

LUNEDÌ

PM

L’energia

delle Cer

è democratica

Con la pubblicazione del Decreto

Cacer (Configurazioni di

autoconsumo per la condivisione

dell’energia rinnovabile)

da parte del Mase (Ministero

dell’ambiente e della sicurezza

energetica) a inizio 2024 si

è completato il recepimento

delle direttive comunitarie e

definito i meccanismi di incentivazione

delle configurazioni di

autoconsumo per la condivisione

dell’energia rinnovabile.

Questo ha dato impulso alla

diffusione anche in Italia delle

Comunità energetiche rinnovabili

(Cer), che sono un tassello

fondamentale del Green deal

europeo (pacchetto di iniziative

strategiche per portare l’Unione

Europea a raggiungere

la neutralità climatica entro il

2050), tanto che la Commissione

Europea stima che, a

scadenza del piano, il 50%

dell’energia rinnovabile sarà

prodotta tramite Cer che rappresentano

un modello innovativo

di produzione e consumo

di energia basato su principi

di democrazia energetica.

27

AM

PM

28

MARTEDÌ Giornata mondiale del patrimonio audiovisivo

MERCOLEDÌ Giornata internazionale dell’animazione

AM

PM

146 greenplanner


settimana 44

ottobre/novembre 2026

29

AM

30

AM

GIOVEDÌ

VENERDÌ

PM

PM

Nel cuore

di una Comunità

energetica

Le Cer sono configurazioni di

cittadini, piccole medie imprese,

enti pubblici, associazioni

che decidono di mettersi insieme

per produrre e condividere

energia da fonti rinnovabili

proveniente da impianti

fotovoltaici (ma non solo) nella

disponibilità della comunità.

L’autonomia energetica e la

consapevolezza ambientale

sono i concetti fondamentali

su cui si basa questo cambiamento.

Attraverso le Cer è possibile

perseguire obiettivi di tipo:

AMBIENTALE, perché si utilizza

energia prodotta solo da

fonti rinnovabili

SABATO

31 1

Giornata

mondiale

del risparmio

Giornata

mondiale

delle città

Giornata

mondiale

vegan

Il diario continua a pag. 152

DOMENICA

ECONOMICO, perché sono uno

strumento efficace per combattere

la povertà energetica

SOCIALE, perché creano inclusione

e partecipazione

attiva da parte di cittadini e

imprese nel processo della

transizione energetica.

Per saperne di più

rimani aggiornato

qui:

greenplanner 147


Ottobre, mese della consapevolezza energetica

Gas&Luce

a cura di Andrea Innocenti

Da dove viene la nostra energia?

Come dicevamo in introduzione

della rubrica (vedi

pag. 141), il nostro Paese

importa oltre i due terzi dell’energia,

perché la quantità che

produce internamente non è

sufficiente a soddisfare il fabbisogno

nazionale. Da qui, la necessità

in quegli anni di trovare

velocemente nuovi fornitori di

energia affidabili. La Russia da

principale fornitore di gas per

l’Italia (sì, perché l’elettricità

delle nostre case per quasi la

metà è prodotta con il gas) è

scesa da una quota del 40% a

zero a fine 2024, mentre Paesi

come l’Algeria e l’Azerbaijan (da

quest’ultimo attraverso Turchia,

Grecia, Albania parte il gas

del Tap - Trans adriatic pipeline

che arriva in Puglia) sono diventati

fondamentali per il nostro

approvvigionamento. Inoltre,

parte del gas necessario per i

nostri riscaldamenti e per far

funzionare le fabbriche oggi

arriva liquido (Gnl - Gas naturale

liquefatto) trasportato via

mare da Stati Uniti, Australia,

Norvegia, poi rigassificato (in

Italia abbiamo sia navi rigassificatrici

che impianti a terra) e

immesso nelle reti di distribuzione.

Quando accendiamo la

luce nelle nostre case, dietro

quel semplice gesto c’è il lavoro

di tante persone e la capacità

organizzativa di molte aziende.

L’energia non è sempre prodotta

dove viene consumata,

quindi deve essere trasportata

(da qui, gli oneri di sistema che

troviamo in bolletta) e messa

a disposizione quando serve

e nelle quantità richieste (dispacciamento).

La rete elettrica

nazionale è oggetto di ingenti

investimenti per adeguarsi

al crescere dei consumi e per

ottimizzare i flussi energetici

in modo da evitare interruzio-

ni improvvise. E per fortuna la

tecnologia sta facendo enormi

passi avanti e ci riserva grandi

opportunità.

LA MAPPA DELL’ENERGIA:

DOVE ENTRA IL GAS

NATURALE IN ITALIA (AL 2025)

Passo Gries

Tarvisio

Gorizia

Bizzarone Cavarzere

Panigaglia

Livorno

Piombino

Melendugno

Mazara del Vallo

Siti di stoccaggio

Gnl

Gela

Fonte: Snam

Perché è sempre più importante

la transizione energetica

La transizione energetica, ovvero il passaggio

da energia prodotta da combustibili fossili

a energia prodotta da fonti rinnovabili,

sta modificando i comportamenti di cittadini e

imprese, facendo emergere nuove modalità di

produzione e consumo. Da una parte, infatti, i cittadini

sono sempre più attenti alle bollette di casa

e, dove possibile, si stanno avvicinando all’autoconsumo

installando, per esempio, pannelli

fotovoltaici sul tetto. Dall’altro, le aziende hanno

necessità di abbassare i costi energetici, che in

alcuni casi sono arrivati a incidere pesantemente

sui costi di produzione, e di garantirsi forniture

stabili e a lungo termine. Tutto questo avviene in

un contesto in cui la digitalizzazione e il crescente

utilizzo dell’intelligenza artificiale richiedono

un fabbisogno energetico maggiore,

con conseguenti difficoltà per la rete

elettrica nazionale nel sopportare

questi nuovi carichi di tensione.

PER SAPERNE DI PIÙ

148 greenplanner


Fonte dati: elaborazione dati da studio

ELEMENS «pompe di calore e piccola

geotermia» settembre 2020

Ottobre, mese della consapevolezza energetica

Elettrificazione di case e building industriali

a cura di Paolo Galli

Sempre più edifici

si riscaldano senza gas

Promuovere l’elettrificazione dei consumi termici con

tecnologie pulite ed efficienti, come le pompe di calore

e la piccola geotermia. È questa la missione di Arse

Il potenziale incrementale nel settore residenziale

(pari a 1 milione di edifici)

Arse (Associazione riscaldamento

senza emissioni)

da alcuni anni promuove

l’elettrificazione dei consumi termici

negli edifici e nei processi

industriali come strategia chiave

per la decarbonizzazione del

sistema energetico nazionale,

concentrandosi sulla diffusione

delle pompe di calore ad alta

temperatura e della “piccola

geotermia”, ovvero sistemi geotermici

a bassa profondità e

temperatura.

L’associazione che ha sede a

Milano ritiene che questa transizione

tecnologica, applicata

soprattutto al comparto civile e

terziario, sia una risposta efficace

alle esigenze ambientali e

rappresenti una leva per migliorare

la qualità dell’aria urbana e

rafforzare la sicurezza energetica

del Paese.

Non da ultimo, l’integrazione

delle rinnovabili termiche nel

parco edilizio contribuisce all’incremento

dell’efficienza energetica

degli immobili, elevandone

la classe energetica e il valore

patrimoniale.

LE POMPE DI CALORE

NEI BUILDING INDUSTRIALI

Nel comparto industriale, il calore

disperso a bassa temperatura

rappresenta un’ulteriore risorsa

gratuita e valorizzabile. Quanto

al costo iniziale, esso deve essere

considerato un investimento, sostenibile

anche tramite modelli di

finanziamento basati sui risparmi

energetici generati.

Poiché l’Italia vanta una leadership

produttiva nel settore,

coprendo circa il 60% della domanda

europea, l’attività di Arse

aiuta a sostenere innovazione,

filiera industriale e occupazione

qualificata.

5

IN RETE CON L’EUROPA

Arse si rivolge a tutte le realtà

d’impresa che condividono

la missione di sviluppare e

diffondere la tecnologia delle

pompe di calore come alternativa

ai combustibili fossili.

Tra gli associati ci sono sia

realtà manifatturiere, produttori

di pompe di calore,

Esco, professionisti che realizzano

progetti impiantistici,

sia aziende che realizzano

impianti con pompe di calore

geotermiche.

Le tecnologie promosse da

Arse permettono di eliminare

il ricorso ai combustibili

fossili, riducendo le emissioni

in loco e i costi energetici.

Le sorgenti di calore utilizzabili

includono aria, acqua

di falda e terreno, con la

geotermia a bassa entalpia

particolarmente adatta ai

climi rigidi.

A livello europeo, Arse segue

le attività dell’Ehpa (European

heat pump association)

che rappresenta l’industria

delle pompe di calore e di

Egec (European geothermal

energy council).

In Italia, Arse aderisce a Coordinamento

Free e a Kyoto

Club. Dallo scorso anno fa

parte di Renovate e della

Piattaforma geotermica,

collaborando anche con

Assoclima di Anima Confindustria.

Fa parte della

missione dell’associazione

organizzare eventi e seminari

per promuovere l’elettrificazione

dei consumi

termici nel nostro Paese.

greenplanner 149


appunti del mese

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150 greenplanner


novembre/

Le Climate Tech rendono

più vivibili le città italiane

Rubrica a cura di Paolo Galli

© ScriviKika

greenplanner 151


Le Climate Tech rendono più vivibili le città italiane

2

AM

LUNEDÌ

PM

Rigenerazione

ecologica

è la parola d’ordine

In Italia, oltre il 70% della popolazione

vive in aree urbane.

Lo dice l’ultimo rapporto World

Urbanization Prospects delle

Nazioni Unite che invita a una

riflessione profonda sulle modalità

di abitare e organizzare

la città, specialmente in un contesto

segnato da crisi multiple:

climatica, abitativa, energetica,

infrastrutturale.

Gli effetti del cambiamento

climatico - ondate di calore,

precipitazioni estreme, siccità

- si concentrano nei contesti

urbani, amplificati da una pianificazione

del secolo scorso oggi

inadeguata.

Anche Ispra lo conferma: le

aree urbane italiane soffrono

di un’intensificazione delle isole

di calore, aggravate da una

cementificazione che ha ormai

raggiunto i 21.500 km2 del territorio

nazionale.

152 greenplanner

3

AM

4

AM

MARTEDÌ

MERCOLEDÌ

PM

PM


settimana 45

5

6

GIOVEDÌ

Giornata mondiale della consapevolezza sugli tsunami

AM

PM

Giornata internazionale della prevenzione sullo sfruttamento

VENERDÌ dell’ambiente nella guerra e nei conflitti armati

AM

PM

novembre 2026

Le perdite idriche superano il

40%, mentre il patrimonio edilizio

italiano è fra i più energivori

d’Europa: l’80% degli edifici residenziali

è stato costruito prima

del 1990 e solo il 5% è in classe

energetica A o B (Fonte: Enea).

I centri urbani sono anche responsabili

di oltre il 60% delle

emissioni totali di CO 2

, a causa

della somma di mobilità, riscaldamento

domestico, consumo

energetico degli edifici e attività

industriali.

Per contenere l’aumento della

temperatura media entro

1,5°C, come previsto dagli

Accordi di Parigi, è necessario

ridurre le emissioni urbane di

almeno il 55% entro il 2030. In

Italia, alcune città stanno sperimentando

approcci sistemici.

SABATO

7 8

DOMENICA

Esempi

in città italiane

Il progetto ChorusLife di

Bergamo - realizzato da

Polifin - si distingue come

primo quartiere italiano interamente

elettrificato e

servito da microgrid e potrebbe

giungere alla neutralità

climatica entro il 2028.

A Milano, il piano Teleriscaldamento

Smart di A2a prevede

l’estensione e la decarbonizzazione

della rete

attraverso l’utilizzo del calore

di recupero industriale,

riducendo di 170.000 tonnellate

le emissioni annue di

CO 2

entro il 2030.

Torino sviluppa, con il progetto

Rehouse, un modello

replicabile di riqualificazione

energetica e sociale del patrimonio

di edilizia residenziale

pubblica (Erp).

greenplanner 153


Le Climate Tech rendono più vivibili le città italiane

Isole di calore

e resilienza:

infrastrutture verdi

per città vivibili

Il fenomeno delle isole di

calore urbane, misurato da

Ispra con differenze termiche

fino a 5°C tra centro e periferia,

costituisce una delle

principali emergenze climatiche

cittadine. L’assenza di

vegetazione e l’impermeabilizzazione

del suolo sono

responsabili dell’incremento

delle temperature estive e del

degrado della qualità dell’aria.

Per affrontare il problema,

Bologna ha attivato il progetto

europeo Climaborough,

che prevede la realizzazione

di corridoi ecologici e

tetti verdi su edifici pubblici,

con l’obiettivo di raffreddare

i quartieri più vulnerabili

e migliorare la permeabilità

urbana. Anche i rain garden

stanno dimostrando di attutire

la crisi climatica nelle

città che hanno già adottato

queste soluzioni.

Padova, con il piano Arcella

2030, ha introdotto nuove alberature,

sistemi di ombreggiamento

passivo e materiali

fotocatalitici per la pavimentazione,

con effetti attesi di

riduzione della temperatura

al suolo fino a 3°C.

A Napoli, il sistema di monitoraggio

urbano implementato

da GreenInNaples (coordinato

da Cnr e Università

Federico II) sta consentendo

di pianificare micro interventi

adattivi: piccole oasi climatiche

in piazze e scuole, dotate

di ventilazione passiva, nebulizzatori

e superfici verdi.

9

AM

PM

10

AM

PM

11

LUNEDÌ Giornata mondiale dell’adozione

MARTEDÌ Giornata mondiale per la scienza, la pace e lo sviluppo

MERCOLEDÌ

AM

PM

154 greenplanner


settimana 46

12

AM

13

AM

PM

PM

SABATO

14 15

Giornata

mondiale

del diabete

GIOVEDÌ

VENERDÌ Giornata mondiale della gentilezza

Giornata

mondiale in

ricordo delle

vittime della

strada

DOMENICA

novembre 2026

Acque urbane:

le tecnologie

adatte ci sono

Il bilancio idrico urbano italiano

è segnato da gravi criticità.

Secondo i dati Istat le

perdite nella rete idrica nazionale

ammontano al 42%,

con punte superiori al 50%

in grandi aree metropolitane

come Roma e Palermo.

Inoltre, la frequenza di eventi

meteorologici estremi - come

le cosiddette bombe d’acqua,

in realtà precipitazioni intense

localizzate - sta rendendo

obsoleti gli attuali sistemi di

drenaggio urbano.

Per fronteggiare questa crisi,

Milano sta testando, nel

quartiere Bovisa, il sistema

Rainbo, una infrastruttura di

drenaggio urbano sostenibile

(Suds) basata su bacini di

laminazione, fitodepurazione

e sensori intelligenti. L’obiettivo

è contenere il 90% delle

precipitazioni intense entro

il 2027.

A Genova, il piano Blue Deal

Liguria include la realizzazione

di una rete di accumulo

diffusa e la digitalizzazione

della gestione fognaria tramite

piattaforme di monitoraggio

predittivo, sviluppate

con il supporto dell’Università

di Genova e Iren. Interventi

simili sono in corso

a Firenze, con la

conversione di aree

impermeabili in

piazze drenanti,

ispirate al

modello

olandese

delle water

square.

greenplanner 155


Le Climate Tech rendono più vivibili le città italiane

L’edilizia alla sfida

dell’efficienza

L’80% degli edifici residenziali

italiani è stato costruito

ancor prima della legge sul

contenimento dei consumi

energetici del 1976. Secondo

un recente Rapporto Enea

solo il 2% è in classe A, mentre

oltre il 60% è in classe G.

Un dato che ha impatti diretti

sia sulle emissioni urbane

che sulla vulnerabilità

sociale.

I programmi di riqualificazione

su larga scala restano ancora

disomogenei, ma alcune

esperienze stanno tracciando

un percorso. Il progetto

Riqualifichiamo Insieme

(coordinato da Legambiente

e Kyoto Club), attivo in Emilia-Romagna,

ha permesso

16

AM

PM

17

LUNEDÌ

MARTEDÌ Giornata internazionale degli studenti

AM

PM

l’efficientamento di oltre

2.000 alloggi Erp tra il 2022

e il 2024, con riduzioni medie

del 60% dei consumi.

Più recentemente, il programma

Living 2030 a Roma

prevede la trasformazione di

caserme dismesse in edifici

Nzeb, con impianti fotovoltaici,

pompe di calore e

sistemi domotici, rivolti in

particolare alle fasce giovanili

in emergenza abitativa.

Il completamento è previsto

entro il 2027.

156 greenplanner

18

AM

MERCOLEDÌ

PM


settimana 47

novembre 2026

19

AM

GIOVEDÌ

Giornata internazionale dell’uomo

Giornata mondiale dell’imprenditorialità

femminile

PM

20

AM

PM

SABATO

21 22

Giornata

nazionale

degli alberi

Giornata

mondiale

della

televisione

Giornata mondiale del bambino

VENERDÌ Giornata internazionale della memoria transgender

Giornata mondiale della filosofia

DOMENICA

Calcolatore

alla mano

Decarbonizzazione fa rima

con innovazione e in effetti

le tecnologie possono

dare un grande aiuto. Anche

quando si tratta di testare

diversi scenari per la

gestione dell’energia negli

edifici e ridurre l’impronta

di carbonio (Eccm), identificando

le opzioni migliori

grazie alla simulazione dei

dati. Lo permette il Building

Decarbonization Calculator

sviluppato da Schneider

Electric, che si basa su un

database di circa 500.000

modelli di simulazione degli

edifici, differenziati in

base alla tipologia di asset,

alle dimensioni e alla localizzazione

e che permette

di quantificare il ritorno

sull’investimento sia a livello

finanziario (fornendo

metriche chiave, come il

Roi), sia rispetto alle emissioni

di anidride carbonica.

Lo strumento sviluppato da

Schneider permette inoltre

di verificare la conformità

degli interventi con le disposizioni

di legge e di definire

l’ordine di priorità

degli interventi di retrofit,

evidenziando

l’impatto

dei vari interventi.

PER SAPERNE DI PIÙ

greenplanner 157


Le Climate Tech rendono più vivibili le città italiane

Mobilità urbana:

reti intermodali

e decarbonizzazione

del trasporto

Il 25% delle emissioni urbane

italiane deriva dalla mobilità

(Fonte: Ministero Ambiente,

2023). Le città sono ancora

fortemente dipendenti

dall’automobile privata, con

tassi di motorizzazione tra

i più alti d’Europa (663 auto

ogni 1.000 abitanti, fonte: Eurostat

2022). Peggio ancora

la situazione nei borghi e nei

Comuni più piccoli.

Padova rappresenta un caso

virtuoso: con l’ampliamento

delle linee tranviarie Sir 2 e

Sir 3 (in esercizio dal 2026),

la città mira a coprire oltre

60% della domanda di mobilità

urbana con trasporto

pubblico. Anche Roma, ci sta

mettendo attenzione e per il

momento sembra che gli occhi

siano puntati sul modello

della Linea 10, una tranviaria

in costruzione che dovrebbe

migliorare l’interconnessione

tra le linee metro A, B e C.

A livello logistico, il progetto

CityLogin di Fm Logistic

– attivo a Torino, Bologna

e Napoli – gestisce l’ultimo

miglio con veicoli elettrici e

cargo bike, riducendo del 40%

le emissioni rispetto alla logistica

tradizionale.

23

AM

24

AM

25

AM

LUNEDÌ

MARTEDÌ

MERCOLEDÌ

PM

PM

Giornata internazionale per l’eliminazione

della violenza contro le donne

PM

Per il bene

dei cittadini

Se la previsione futura, ovvero

che le persone si sposteranno

a vivere in centri

urbani sempre più grandi,

158 greenplanner


settimana 48

26

AM

27

AM

GIOVEDÌ

VENERDÌ

PM

PM

novembre 2026

si avvererà allora le città

dovranno cambiare e

tornare a essere a misura

d’uomo. In questa svolta

epocale, l’urbanistica e i

trasporti pubblici dovranno

svolgere un ruolo cruciale

nel sostenere la mobilità

sostenibile e nel migliorare

la qualità della vita urbana.

Secondo l’Agenzia europea

dell’Ambiente, sistemi

di trasporto pubblico

efficienti possono ridurre

significativamente la

quota di emissioni di CO 2

del 30%. Una buona impostazione

dei trasporti

migliora anche l’inclusività

sociale riducendo le disuguaglianze

e offrendo

mobilità anche a chi non

può permettersi un’auto

privata

(o a chi non

ne vuole più

possedere).

PER SAPERNE DI PIÙ

SABATO

28 29

Il diario continua a pag. 166

Giornata

internazionale

di solidarietà

per il popolo

palestinese

DOMENICA

MUOVERSI SENZA

INQUINARE SI PUÒ.

Ovviamente il sistema

migliore sono le due ruote

a pedalata “muscolare”

greenplanner 159


Le Climate Tech rendono più vivibili le città italiane

FOCUS

Abbiamo estrema fiducia nella tecnologia che ci permette di affrontare

le due grandi sfide di questi ultimi anni: la crisi climatica e la necessità

di diminuire l’impatto della nostra presenza su questo Pianeta. Tutto

ciò rientra nella sfera delle Climate Tech pervasive in tutti i settori. La

sessione on line vede il supporto di Zeliatech. Seguitela qui

IN EVIDENZA

Smart e digitali: ecco

come saranno le reti

elettriche del futuro

Resilienza, automazione e sicurezza guidano lo

sviluppo delle Smart Grid che dovrebbero riuscire

a evitare anche malfunzionamenti e black out.

Si tratta di sistemi elettrici digitali, interconnessi

e automatizzati, progettati per gestire in modo

efficiente la produzione, distribuzione e consumo

dell’energia. La loro

forza risiede nella

capacità di integrare

fonti rinnovabili,

bilanciare domanda

e offerta in tempo

reale e garantire

la resilienza del sistema, anche in presenza

di eventi estremi o attacchi cibernetici. Nei

prossimi anni, le smart grid evolveranno verso

configurazioni sempre più auto-adattive e

predittive, capaci di prendere decisioni autonome

grazie all’intelligenza artificiale distribuita. Ne

abbiamo parlato con Allied Telesis, azienda

specializzata in soluzioni di connettività per

infrastrutture critiche, che individua con noi i

requisiti fondamentali per rendere affidabili e

sicure le reti elettriche del futuro.

Per fortuna la ricerca

prospera e ci sono nuove

vie per produrre energia

solare sostenibile anche

utilizzando plastica riciclata

CONTINUA A LEGGERE QUI

Cresce il mercato volontario

dei crediti di rimozione

della CO2, grazie alle tecnologie.

Proviamo a capire

come opera il biochar, la

Dac (acronimo di Direct air

capture) e il Beccs

CONTINUA A LEGGERE QUI

Accumuli energetici:

meno impianti, più capacità:

si conferma l’ascesa

dello storage Utility

Scale

CONTINUA A LEGGERE QUI

L’Energia da fusione non

è più fantascienza. Nei

laboratori di ricerca si

è sempre più vicini alla

prossima rivoluzione industriale

CONTINUA A LEGGERE QUI

160 greenplanner


Il nostro obiettivo

è ridurre

le emissioni del

65%

entro il 2030

In Brother abbiamo a cuore l’ambiente e ci impegniamo

costantemente per ridurre al minimo l’impatto delle nostre

operazioni, eliminando gli sprechi senza perdere mai di

vista la qualità dei prodotti.

Dalla progettazione dei prodotti, fino al riciclo delle

cartucce toner, lavoriamo giorno dopo giorno per favorire

un’economia sostenibile e ridurre le emissioni di CO2.

Vision 2050

CARBON NEUTRAL

Ridurre attivamente le

emissioni di CO2 per

l’intera catena del valore in

tutte le operazioni aziendali

e contribuire a creare una

società carbon-free

RICICLO DEI MATERIALI

Massimizzare il riciclo dei

materiali per garantire

l’utilizzo sostenibile delle

risorse naturali e ridurre al

minimo il nostro impatto

ambientale

PROTEGGERE

LA BIODIVERSITÀ

Ridurre al minimo l’impatto

delle operazioni aziendali

sull’ecosistema e far

crescere le nostre attività

per ripristinare e preservare

l’ecosistema

Programma

di riciclo

toner

Per promuovere l’economia circolare, in Brother abbiamo

attivato per aziende e liberi professionisti un servizio di

ritiro gratuito delle cartucce toner originali esauste, tramite

corriere autorizzato. Ogni componente verrà rigenerato o

riciclato: nulla andrà in discarica. Aderire è molto semplice:

gli utenti possono richiedere dal nostro sito il ritiro gratuito

delle cartucce toner Brother. Noi ci occuperemo del

ritiro per poi riciclarle, contribuendo fattivamente alla

sostenibilità ambientale.

Riciclando proteggiamo l’ambiente.

www.brother.it


Le Climate Tech rendono più vivibili le città italiane

Calcolare la decarbonizzazione

a cura di Paolo Galli

Sfruttare al meglio la CO 2

:

le tecnologie innovative

che la trasformano in valore

Non più solo scarto da contenere:

la CO 2

diventa materia

prima strategica legata

alla sostenibilità industriale.

Le tecnologie di riconversione del

carbonio, analizzate nei recenti

studi di IdTechEx, aprono scenari

applicativi che interessano

edilizia, moda, manifattura e

produzione energetica. È l’economia

circolare ad alta intensità

tecnologica a guidare questa rivoluzione.

Spiccano i diamanti sintetici ottenuti

da CO 2

atmosferica, alternativa

a basso impatto ai corrispettivi

naturali, e il calcestruzzo

a emissioni negative, in grado di

incorporare anidride carbonica

nel processo produttivo, promettendo

una svolta in un settore

che incide per il 38% sulle emissioni

globali (fonte: United Nations

Environment Programme).

A ciò si aggiungono materiali intelligenti

capaci di autoripararsi

tramite processi biologici: nei

calcestruzzi, spore batteriche

attivate formano carbonato di

calcio, sigillando le fessurazioni

in autonomia.

Un’altra frontiera si apre negli

oceani, dove sistemi elettrochimici

sperimentali catturano CO 2

disciolta nell’acqua, restituendo

acqua purificata e contribuendo

al bilancio globale del carbonio.

Questa tecnologia potrebbe integrare

i sistemi terrestri di Carbon

capture and storage (Ccs),

soprattutto nei contesti costieri.

Nel quadro tracciato da IdTechEx,

la riconversione del carbonio

si configura come asse

portante di una sostenibilità sistemica,

dove l’innovazione tecnologica

non contrasta

ma potenzia

la responsabilità

ambientale.

PER SAPERNE DI PIÙ

Nascono i Crediti di carbonio sintetici

PER SAPERNE DI PIÙ

Ecosostenibile.eu, società benefit specializzata

in carbon management, ha lanciato i

“crediti di carbonio sintetici”: strumenti certificati,

generati attraverso metodologie industriali

avanzate per la rimozione o l’evitamento delle

emissioni climalteranti. Pensati per superare la logica

accessoria della compensazione, questi crediti

si inseriscono in un paradigma strategico coerente

con gli standard europei emergenti in materia Esg

e rendicontazione climatica.

Caratterizzati da tracciabilità, permanenza

e compatibilità con le metriche

Scope 1-3, i crediti sintetici sono progettati

per supportare portafogli climatici

multi-annuali in linea con framework evoluti

come il Ghg protocol e le Science based target

initiative. Il sistema proposto da Ecosostenibile.eu

- una piattaforma SaaS chiamata eCO2 - permette

la gestione di portafogli personalizzati e dinamici,

grazie a un motore algoritmico proprietario che

integra Ai, rating ambientali indipendenti e vincoli

finanziari. Il credito sintetico non è solo compliance:

è una leva attiva di governance climatica, utile

per costruire strategie difendibili, ridurre il rischio

reputazionale e generare valore economico. In

un mercato destinato a superare i 50 miliardi di

dollari entro il 2030 (McKinsey, Trove Research),

rappresenta un’evoluzione necessaria.

162 greenplanner


Zeliatech - Gruppo Esprinet

Emissioni zero

in azienda, l’importanza

di un sistema di accumulo

Ridurre l’impronta ambientale della propria azienda.

contribuendo alla decarbonizzazione e risparmiando

sulle proprie bollette energetiche: ecco cosa si può

ottenere grazie alla combinazione di fotovoltaico e

sistema di accumulo

In Italia, il settore immobiliare

- residenziale e aziendale -

contribuisce per circa il 17-20%

delle emissioni totali di CO2

(Fonte: Ispra). Sotto inchiesta

il riscaldamento, ma anche la

produzione di acqua calda sanitaria

per la loro diretta contribuzione

all’inquinamento.

Passando da un riscaldamento

a gas a un riscaldamento totalmente

elettrico, installando

un impianto fotovoltaico con

sistema di accumulo, anche

le aziende possono abbattere

enormemente le loro spese

energetiche e contribuire

al benessere ambientale. Ma

bisogna scegliere con cura il sistema

di accumulo.

In questa fase la competenza

di Zeliatech, Digital Power General

Distributor di Huawei per

l’Europa, supporta il cliente in

tutte le fasi - pre e post sales -

dall’acquisto del prodotto, all’installazione,

alla supervisione dei

lavori e al finanziamento.

Lo storage a raffreddamento liquido di Huawei

Una delle soluzioni più sicure e avanzate oggi

disponibili sul mercato dei sistemi di accumulo

è il Luna2000-215-2S10 di Huawei. L’azienda

ha messo insieme in questo prodotto efficienza,

sicurezza e affidabilità, utilizzando una innovativa

tecnologia che include raffreddamento ibrido, sistema

di protezione elettrica, monitoraggio intelligente,

sistemi di estinzione aerosol, protezione

contro il thermal runway e gestione ottimizzata

del carico termico.

Il sistema, grazie alla tecnologia Pack-Level Optimization

2.0, assicura una resa ottimale.

Gli ottimizzatori, integrati direttamente nei moduli

batteria, permettono un bilanciamento attivo

in tempo reale, incrementando la resa del sistema

del 2% con una calibrazione automatica dello

State of Charge (Soc) a livello di pacco batteria.

Funzionalità che allunga notevolmente la durata

del ciclo di vita del sistema, con prestazioni

ottimali che si mantengono per un periodo fino

a 15 anni.

La batteria, inoltre, è progettata per gestire

un’uscita trifase non bilanciata e garantendo

un’alimentazione continua ai carichi, la funzionalità

di black start e la possibilità di effettuare

carica/scarica a potenza costante.

L’integrazione di componenti preassemblati

nel sistema di accumulo Huawei FusionSolar

Luna2000-215-2S10 e la possibilità di calibrazione

automatica del Soc semplificano la

manutenzione, riducendo i costi e aumentando

la durata operativa del sistema. Inoltre, non è

necessaria la sostituzione del liquido refrigerante

per 10 anni semplificando ulteriormente

le attività di gestione e di manutenzione.

Infine, il Battery Energy Storage System (Bess)

sviluppato da Huawei per questo prodotto offre

un sofisticato sistema di sicurezza elettrica e

termica - coaudiuvato da un design sviluppato

ad hoc - che mette al riparo da qualunque rischio.

Zeliatech S.r.l.- via Energy Park 20, 20871 Vimercate (MB) - Italy

greenplanner 163


appunti del mese

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164 greenplanner


dicembre/

Spiegami gli Esg (Environmental,

social and governance)

Rubrica a cura di Christian Sansoni

© ScriviKika

greenplanner 165


Spiegami gli Esg

All’origine

dell’acronimo

Per parlare correttamente di

Esg dobbiamo fare un passo indietro

e arrivare al 1987 quando

la commissione Brundtland

nel rapporto Our Common Future

lo introduce parlando di

Sostenibilità definita come “la

capacità di soddisfare i bisogni

della generazione presente

senza compromettere quelli

della generazione futura”.

Il rapporto mostrava come i

problemi principali dell’ambiente

fossero dovuti a uno squilibrio

economico tra il Nord del

mondo, in cui i modelli di produzione

e consumo di beni non

erano sostenibili se confrontati

con la grande povertà del Sud

del nostro Pianeta. Per cercare

di trovare una soluzione al

problema, il rapporto presentava

un modello di “sviluppo

sostenibile” dove lo sviluppo

economico duraturo non può

prescindere dalla protezione

dell’ambiente e senza inclusione

sociale.

Nel 2004 l’Onu, con l’allora segretario

generale Kofi Annan,

presenta il rapporto Who Cares

Wins, in cui viene citato per la

prima volta l’acronimo Esg, che

sta per Environmental, social

e governance. Per andare al

sodo il rapporto asserisce che

un investimento di successo

dipende da un’economia dinamica,

che a sua volta dipende

da una società civile sana, che a

sua volta dipende da un Pianeta

Sostenibile.

Inoltre, una migliore inclusione

dei fattori ambientali, sociali e

di governance aziendale nelle

decisioni di investimento contribuirà

in ultima analisi a mer-

30 LUNEDÌ

AM

PM

1 MARTEDÌ Giornata mondiale contro l’Aids

AM

PM

2 MERCOLEDÌ Giornata internazionale per l’abolizione della schiavitù

AM

PM

166 greenplanner


settimana 49

novembre/dicembre 2026

3

AM

GIOVEDÌ

Giornata internazionale delle persone con disabilità

PM

cati più stabili e prevedibili, il che

è nell’interesse di tutti gli attori

del mercato.

Per cui parlare di Esg significa

entrare nel vivo del discorso che

anima la Sostenibilità, ovverosia

le metriche di misurazione degli

indicatori di performance della

Sostenibilità, su cui si basano

metodologie, standard, framework

e decreti legge a seconda

dei singoli Paesi.

4

AM

VENERDÌ

PM

DOPO PIÙ DI 20 ANNI

l’importanza della Sostenibilità

nelle strategie decisionali di

aziende e governi è aumentata

di pari passo con l’aumentare dei

problemi legati al cambiamento

climatico, alla giustizia sociale e

alla gestione economica globale,

segno che gli ambiti Esg sono

imprescindibili dalla nostra

quotidianità.

SABATO

5 6 DOMENICA

Giornata

mondiale

del Suolo

Giornata

internazionale

del volontariato

per lo sviluppo

economico e

sociale

greenplanner 167


Spiegami gli Esg

Una leadership

speciale

La leadership Esg si riferisce

alla capacità di guidare un’organizzazione

- aziendale, ma

non solo - partendo da obiettivi

ambientali, sociali e di governance.

A differenza dei modelli

di leadership tradizionali, che

puntano a dare priorità ai guadagni

o alla redditività a breve

termine con scarsa attenzione

alle conseguenze esterne, la

leadership Esg enfatizza un

equilibrio tra successo economico,

tutela ambientale e responsabilità

sociale. Si tratta

di garantire sia la Sostenibilità

a lungo termine sia un impatto

positivo sulla comunità in cui

opera l’azienda e, in definitiva,

sul Pianeta. La Sostenibilità

non produce speculazioni, bensì

miglioramenti nella resilienza

e valore a lungo termine.

7 LUNEDÌ

AM

8 MARTEDÌ

AM

PM

PM

LO SAI

CHE...

Le applicazioni pratiche degli

Esg possono variare a seconda

del tipo di settore e delle

specifiche strutture aziendali.

Ma in generale apportano

“benessere” con:

• l’introduzione o miglioramento

dei parametri di emissione

• l’allocazione di risorse dedicate

alla sostenibilità

• la creazione di una cultura

della sostenibilità e promozione

di comportamenti green

da parte dei dipendenti

• la promozione di pratiche

di impatto

9 MERCOLEDÌ

Giornata internazionale contro la corruzione

Giornata mondiale per la commemorazione e per la

dignità delle vittime di genocidio e della prevenzione

di questo crimine

AM

PM

168 greenplanner


settimana 50

10

AM

11

AM

GIOVEDÌ

Giornata internazionale dei diritti degli animali

Giornata mondiale dei diritti dell’uomo

PM

VENERDÌ Giornata internazionale della montagna

PM

SABATO

12 13 DOMENICA

Giornata

internazionale

della copertura

sanitaria

dicembre 2026

Teniamoci

aggiornati

Con il decreto legislativo 125

del 6 settembre 2024, l’Italia

ha approvato in via definitiva

la Direttiva Ue 2022/2464

nota come Corporate sustainability

reporting directive.

Nulla è scolpito nella pietra

per cui gli addetti ai lavori si

aspettano continui ritocchi.

Il decreto Omnibus del 2025

è stato un trampolino d’allenamento

e per

saperne di più e

rimanere aggiornati:

Tutti gli enti

di riferimento

in materia

L’Agcom è l’autorità competente

ad applicare la normativa

in materia di tutela

dei consumatori, anche in

funzione della nuova normativa

sui green claim,

ovvero asserzioni e vanti

ambientali scorretti, per

combattere il greenwashing.

Il CreSs svolge varie funzioni

di controllo e sviluppo

per la crescita sostenibile.

Banca d’Italia vigila applicando

le regole Eba sui

rischi Esg lato finanziario.

L’Ivass è impegnato a garantire

il costante allineamento

della regolamentazione

assicurativa rispetto

ai temi Esg.

La Consob monitora le rendicontazioni

di sostenibilità

tramite il regolamento

emittenti.

greenplanner 169


Spiegami gli Esg

14 LUNEDÌ

AM

PM

Le Pmi italiane

alla prova Esg

Le Piccole e medie imprese

sono l’ossatura dell’industria

italiana e mai come ora sono

chiamate a rispondere “presente”

alla sfida lanciata dalle

nuove politiche Sostenibili.

Abbracciare le strategie Esg

è un’ottima opportunità per

condurre l’azienda verso nuovi

orizzonti di sviluppo.

Parola d’ordine

collaborare

Collaborando con i clienti - che

è una delle indicazioni su cui

si basano le strategie Esg -

le Piccole e medie imprese

possono ottenere preziose

informazioni sulle metriche e

le informazioni specifiche che

devono raccogliere chiarendo

le priorità per l’allocazione

efficace delle risorse, oltre

a comprendere requisiti e

aspettative in materia di dati

170 greenplanner

15 MARTEDÌ

AM

16 MERCOLEDÌ

AM

PM

PM


settimana 51

dicembre 2026

17

AM

PM

18

GIOVEDÌ

VENERDÌ Giornata internazionale dei migranti

AM

PM

Esg. A ciò si aggiunge la pianificazione

e promozione di

una comunicazione “aperta”

e veritiera che in epoca di social

e Greenwhasing non fa di

certo male.

Chiude il cerchio la spinta che

le variabili Esg richiedono in

tema di collaborazione con

associazioni di categoria e C

amere di commercio. Anche

in questo caso, le aziende

possono scoprire come sono

uno strumento per rafforzare

i rapporti commerciali e

scoprire nuove opportunità di

crescita Sostenibile.

Inoltre, incamminandosi sulle

metriche Esg, le aziende,

grandi o piccole che siano, saranno

facilitate per rimanere

al passo con l’evoluzione delle

normative, imparando dalle

esperienze dei grandi clienti

e allineando i processi per

soddisfare le aspettative in

continua evoluzione.

Da dove iniziare…

SABATO

19 20 DOMENICA

Giornata

internazionale della

solidarietà umana

Probabilmente il passo iniziale

più oneroso è quello

legato all’adozione di strumenti

di innovazione e tecnologia

applicate alle tematiche

Esg.

Laboriose sono anche la

raccolta, la gestione e l’analisi

dei dati sulla Sostenibilità.

Ma in questo caso

l’Intelligenza artificiale ci

viene incontro.

Parte dell’innovazione richiede

un’analisi approfondita

del panorama dei fornitori

per trovare soluzioni in

linea con le esigenze specifiche

e il livello di maturità

dell’azienda.

greenplanner 171


Spiegami gli Esg

21 LUNEDÌ

AM

Giornata mondiale dello snowboard

Giornata mondiale del basket

PM

Prospettive Esg

La Sostenibilità non è solo un

costo, come pensano ancora

purtroppo alcune aziende, ma

una serie di opportunità. Vediamole

assieme:

• Può far distinguere ogni

singola attività

• Indica redditività a lungo

termine

• Consente risposte proattive

ai cambiamenti del settore

• Offre un vantaggio

competitivo

• Espande il pubblico di

riferimento

• Può ridurre il divario tra

grandi e piccole imprese

• Consente all’ecosistema

circostante di prosperare

• Allinea l’azienda ai valori dei

clienti

• Dimostra attenzione a

qualcosa di più del profitto

• Migliora l’efficienza

aziendale

• Facilita il risparmio sui costi

• Migliora la reputazione del

brand

• Offre vantaggi finanziari a

lungo termine

• Promuove efficienza

operativa

• Consente la mitigazione del

rischio

• Cattura possibili investitori

• Dà accesso a tecnologie

innovative

• Accelera l’accesso al credito

22 MARTEDÌ

AM

23 MERCOLEDÌ

AM

PM

PM

172 greenplanner


settimana 52

24

AM

25

AM

GIOVEDÌ

VENERDÌ

PM

PM

SABATO

26 27 DOMENICA

dicembre 2026

Che differenza c’è

tra l’acronimo Esg

e quello Sdg?

Partiamo dalla definizione:

Esg lo abbiamo già detto sta

per Environmental, social, governance:

si tratta di un criterio

di valutazione per aziende

e investimenti ed è usato soprattutto

in ambito economico

finanziario per misurare le

performance ambientali, sociali

e di governance di un’organizzazione.

Con Sdg, acronimo di Sustainable

development goal, invece

ci si riferisce ai 17 obiettivi

globali stabiliti dall’Onu nel

2015, che mirano allo sviluppo

sostenibile entro il 2030

(Agenda 2030). Sono rivolti a

Governi, aziende, Ong e cittadini.

Le finalità dei due acronomi

sono convergenti, ma distinte:

• Esg: serve a guidare le scelte

degli investitori e migliorare la

trasparenza e la sostenibilità

delle aziende. È uno strumento

per misurare il rischio e le

opportunità legate alla sostenibilità.

• Sdg: è una roadmap per lo

sviluppo globale, con obiettivi

come la lotta alla povertà, il

contrasto ai cambiamenti climatici,

l’uguaglianza di genere.

greenplanner 173


Spiegami gli Esg

28 LUNEDÌ

AM

PM

PER SAPERNE DI PIÙ

Gli Sdg entrano

in Università

Anche gli Atenei italiani

sono consapevoli dell’imperativo

legato alla Sostenibilità

e si stanno concentrando

sulla promozione degli

obiettivi e dei principi dello

sviluppo sostenibile, andando

a rifare il makeup del

loro curriculum, puntando

al miglioramento delle prestazioni

ambientali del loro

campus e utilizzando criteri

sostenibili nei

loro investimenti

e comportamenti

di acquisto.

29 MARTEDÌ

AM

PM

Comuni e Pa

più che trasparenti

Va detto subito che la Pubblica

amministrazione, al momento

in cui è stato pubblicato questo

articolo, non ha un dovere

normativo di produrre report

Esg, ma il fatto che il complesso

lavoro dell’amministratore

pubblico dovrebbe già bilanciare

equità, reattività, efficacia,

efficienza significa che l’impianto

richiesto dagli Esg non

potrebbe che fare chirezza.

Ma quali sono i vantaggi dei

criteri Esg nella Pubblica amministrazione?

Essi integrano

174 greenplanner

30 MERCOLEDÌ

AM

PM


settimana 53

dicembre 2026/gennaio 2027

31

AM

PM

1

GIOVEDÌ

VENERDÌ Giornata mondiale della pace

AM

PM

imperativi ambientali, sociali

e di governance, creando un

approccio olistico alla governance.

Processo decisionale:

incorporare la sostenibilità

permette agli amministratori

di considerare i benefici a lungo

termine piuttosto che una

visione a breve termine fiducia

rafforzata: la rendicontazione

trasparente aumenta la responsabilità,

rafforzando la fiducia

del pubblico nella governance

efficienza economica:

le pratiche sostenibili spesso

portano a misure di risparmio

sui costi, come l’efficienza

delle risorse e la prevenzione

dell’inquinamento innovazione:

spingere per tecnologie più

pulite e una pianificazione urbana

più ecologica promuove

creatività e progresso resilienza:

i principi Esg garantiscono

adattabilità e stabilità dei

sistemi pubblici sotto stress

(per esempio crisi economiche

o ambientali) equità: promuove

l’inclusività ed equa distribuzione

di risorse e opportunità

collaborazione: incoraggia

partnership

con aziende,

Ong e comunità.

PER SAPERNE DI PIÙ

SABATO

2 3 DOMENICA

greenplanner 175


Spiegami gli Esg

Percorsi di formazione

a cura di Christian Sansoni

La Sostenibilità è una

disciplina tecnico scientifica

P

adroneggiare le tematiche

legate alla Sostenibilità

richiede una profonda e

accurata conoscenza delle discipline

scientifico tecnologiche, le

cosiddette Stem.

Diventare un professionista della

Sostenibilità significa, quindi, unire

conoscenze tecniche, visione

culturale e intelligenza relazionale.

In un mondo che cerca soluzioni

complesse per problemi

sistemici, questo profilo diventa

indispensabile.

Ma Sostenibilità non è solo la

comprensione degli aspetti teorici:

bensì richiede competenze

pratiche, quantitative e analitiche

da applicare agli scenari reali.

Non dimentichiamoci che per

essere veramente centrati nel

176 greenplanner

percorso verso la sostenibilità

bisogna conoscere profondamente

le metodologie che si

celano dietro a una Carbon Footprint

o a un Life cycle assessment

(Lca), concetti base per

poter effettuare misurazioni

Hard Skill

Analisi Lca

(Life Cycle Assessment)

Reporting Esg

Conoscenza delle normative

ambientali e degli SdGs

Gestione di progetti green

Carbon footprinting e climate

strategy

in quasi tutti gli ambiti tecnico

scientifici necessari per decarbonizzare

e avere misure tangibili,

senza le quali qualsiasi

tipo di strategia non potrebbe

assumere alcuna forma concreta.

Soft Skill

Comunicazione efficace

Pensiero critico

Problem solving sistemico

Leadership collaborativa

Empatia e ascolto attivo


Spiegami gli Esg

Un sapere in continuo

aggiornamento

Niente come il settore legato

alla Sostenibilità è in costante

evoluzione: nuove tecnologie,

regolamentazioni europee, modelli

di business rigenerativi e

standard Esg sono solo alcune

delle dinamiche da monitorare in

continuazione. Questo significa

che un professionista del settore

non può mai smettere di studiare:

deve aggiornarsi con corsi di

formazione, partecipare a reti

professionali, leggere ricerche e

confrontarsi con altri esperti del

settore.

Diventare professionisti della Sostenibilità

non significa solo “sapere”

ma soprattutto saper integrare,

connettere e trasformare.

In un’epoca in cui la transizione

ecologica è tanto necessaria

quanto complessa, servono figure

capaci di unire competenza

tecnica, visione culturale e intelligenza

relazionale.

BAGAGLIO TECNICO CULTURALE

Ecco quelli che riteniamo essere i percorsi formativi che possono completare un curriculum del

professionista che si occupa di Sostenibilità

Ecologia e scienze ambientali:

gli ecosistemi, la biodiversità,

la gestione delle risorse

naturali, l’inquinamento e le

strategie di conservazione

• Scienza del clima: cambiamento

climatico, i gas serra

e riscaldamento globale, i modelli climatici

• Chimica: processi chimici nell’ambiente, chimica

sostenibile (chimica verde) e dell’impatto

di varie sostanze sulla salute e sugli ecosistemi

• Biologia: interazioni tra specie, la biologia

della conservazione, la diversità genetica e le

applicazioni biotecnologiche nella sostenibilità

• Fisica: sistemi energetici, tecnologie per le

energie rinnovabili e la termodinamica nei processi

ambientali

Informatica:

analisi dei dati, Gis e telerilevamento per monitoraggio

ambientale e processo decisionale

• Tecnologie per energie

rinnovabili: padronanza

delle tecnologie solari,

eoliche, idroelettriche e

dell’energia da biomassa

• Tecnologie di progettazione

sostenibile: principi di architettura

sostenibile, materiali e pianificazione urbana

eco-compatibile

• Tecnologie per la gestione dei rifiuti: tecniche

di riciclaggio, compostaggio e termovalorizzazione

Ingegneria ambientale:

sistemi per la gestione dei rifiuti, trattamento

delle acque, controllo dell’inquinamento e il

risanamento ambientale

• Ingegneria civile: infrastrutture sostenibili,

sistemi di trasporto e sviluppo urbano

• Ingegneria meccanica: macchinari ad alta efficienza

energetica, sistemi Hvac e innovazioni

nella produzione sostenibile

• Ingegneria chimica: processi

industriali sostenibili,

materiali biodegradabili e

tecnologie per ridurre l’inquinamento

Analisi statistica:

interpretazione dei dati, analisi delle tendenze e

valutazione del rischio

• Modellazione e simulazione:

modellazione di sistemi ecologici, climatici e

scenari di sostenibilità

• Tecniche di ottimizzazione:

gestione delle risorse, nei sistemi energetici e

nella gestione sostenibile della supply chain

• Processo decisionale quantitativo:

strumenti matematici per l’analisi delle politiche,

le valutazioni economiche e le metriche di

sostenibilità

greenplanner 177


Spiegami gli Esg

Adempimenti

a cura di Christian Sansoni

Quel Net zero che a volte

sa di futurewashing

S

econdo la Science based

targets initiative,

per limitare il riscaldamento

globale a 1,5°C, le

aziende devono ridurre del

50% le proprie emissioni entro

il 2030 e raggiungere l’obiettivo

zero emissioni nette entro

il 2050. Le imprese ammettono

che la strategia Netzero

è a lungo termine, ma a conti

fatti vengono intraprese molte

meno azioni a breve termine.

Ci sono molte ragioni che

spiegano questa tendenza.

Alcune aziende godono dei

benefici in termini di pubbliche

relazioni derivanti dagli impegni

per l’azzeramento delle

emissioni nette, ma non stabiliscono

le priorità né stanziano

risorse per raggiungere

questo obiettivo.

Una recente ricerca ha coniato

il termine futurewashing,

per descrivere questo fenomeno,

ma è anche vero che la

transizione verso il net zero

richiede alle aziende di agire

nel presente, senza sapere

quali tecnologie, materiali o

politiche saranno disponibili in

futuro. La tecnologia potrebbe

non esistere ancora per decarbonizzare

completamente

le vostre attività, o forse esiste,

ma la vostra regione non

dispone delle politiche di supporto

necessarie per renderla

finanziariamente sostenibile.

Cosa fare? Aspettando dieci

178 greenplanner

anni affinché la nuova tecnologia

sia praticabile, si perde l’opportunità

di ridurre le emissioni

ora. Si potrebbe raggiungere il

net zero in futuro, ma la compliance

ha termini ben precisi e

stringenti. Raggiungere l’obiettivo

di zero emissioni nette è

molto simile al raggiungimento

di qualsiasi obiettivo importante

nella vita.

Bisogna iniziare da dove ci si

trova. Fare ciò che è possibile

realisticamente realizzare

oggi senza perdere

di vista il proprio

sogno a lungo termine.

Cosa dice il Net zero industry act

a cura di Stefania Casini

europea a zero emissioni ha un Regolamento ben

preciso - il 2024/1735, denominato anche Nzia in vigore

L’industria

dal 29 giugno 2024 - che si inserisce nel quadro del Green

deal europeo come risposta strategica alla necessità di ridurre

la dipendenza da fornitori di tecnologie pulite esterni all’Unione

europea. Il Nzia prevede che entro il 2030 almeno il 40% del

fabbisogno annuale dell’Ue di tecnologie strategiche a zero emissioni

nette (tra cui, pannelli fotovoltaici, turbine eoliche, batterie,

pompe di calore, elettrolizzatori per l’idrogeno, tecnologie per la

cattura e lo stoccaggio del carbonio, e infrastrutture per le energie

rinnovabili) debba essere prodotto internamente. Inoltre, il

regolamento ambisce a raggiungere una quota globale del 15% in

tecnologie a zero emissioni entro il 2040.

Il 23 maggio 2025, la Commissione ha pubblicato

quattro regolamenti attuativi e una comunicazione

con l’obiettivo di implementare il Nzia.

Tutti i dettagli qui

PER SAPERNE DI PIÙ


Quest’anno

la GreenPlanner

si è fatta in due

2026

greenplanner ALMANACCO DEI PROGETTI SOSTEN

14 a ED

A

DEI PROG

ALMANACCO SETTIMANALE

DEI PROGETTI SOSTENIBILI

14 a EDIZIONE / 2026

2026

S

greenplanner ALMANACCO DEI PROGETTI SOST

P

Anno X

PRENDIAMOCELA

2026

ALMANACCO SETTIMANALE

DEI PROGETTI SOSTENIBILI

SLOW

14 a EDIZIONE

Anno XIV – edizione 2025 Registrazione presso il Tribunale di Milano n.267/9.9.2013 - Compendio a greenplanner.it

NATURA

&ARTE:

scienza e creatività

scendono in campo

per salvare il Pianeta

Non farti ma

le buone no

Soprattutt

se sono So

segui ogn

green

In visita agli

orti botanici

universitari

Invitiamo

secondarie

Pac, il form

voce in tema

In co laborazion

Sponsor

Anno XIV

Registrazione presso il Tribunale di Milano

n. 267/9.9.2013

EDITORE

Edizioni Green Planner Srl Società Benefit

Sede legale: Via Riva di Trento, 17a - Milano

REDAZIONE

c/o GreenParlor2

via Regina Pirinoli 17 Besozzo (Varese)

Direttore responsabile

M.Cristina Ceresa

cristina@greenplanner.it

IN QUESTA GREENPLANNER I CONTRIBUTI SONO

A CURA DI:

redazione@greenplanner.it

Alfredo Agosti, Nicole Bianchi, Maurizio Bettiga,

Stefania Casini, Arianna Cattaneo, Vittoria Cazzola, Ida

Ciaralli, Chiara Ciotti, Laura Cipolla, Graziella

Falaguasta, Marco Fardelli, Laura Franceschi, Paolo

Galli, Camilla Galli Macricé, Francesco Gatti, Andrea

Innocenti, Silvia Landi, Luca Lo Sapio, Aurora Magni,

Roberta Pedrazzani, Tomas Andres Ribba De Teran,

Christian Sansoni, Chiara Spallino, Simona Stano

COMITATO

SCIENTIFICO

Anno XIV – edizione 2025 Registrazione presso il Tribunale di Milano n.267/9.9.2013 - Compendio a greenplanner.it

Annuario 15 €

Con il supporto di

Due copertine. Dicevamo

essere questa la novità

della XIV edizione della

GreenPlanner che punta

a dare al lettore

un’ampia visione di ciò

che la redazione intende

per Sostenibilità. Eccoci

dunque: da qui gira

la GreenPlanner.

E buona continuazione

GRAFICA E IMPAGINAZIONE: 5.08 di Bianca Milani

FOTO DI COPERTINA E PAG. 37; 77; 93; 103; 137;

XI; XIV: ©ScriviKika

Altre foto: Depositphotos, Pexel

Illustrazioni: Freepik

MARKETING: marketing@greenplanner.it

STAMPA: Galli Thierry stampa Srl

Via E. Caviglia, 3 - 20139 Milano

Edizioni Green Planner è una Srl Benefit.

Ogni giorno scriviamo di Sostenibilità

e la viviamo in prima persona

Testi chiusi in redazione il 29 agosto 2025

L’energia necessaria per la stampa

di questa GreenPlanner è stata

prodotta da impianto fotovoltaico.

L’inchiostro utilizzato è a base

vegetale, la bagnatura

è senza alcol (100% Ipa free).

greenplanner 179


Editoriale

B

envenuti alla quarta edizione

del Planet Art Camp (Pac), non

fate i timidi e prendete posto:

create la vostra opera d’arte in stile

Land art e partecipate attivamente

a quello che noi chiamiamo il contest

artistico scientifico atto a denunciare

ad alta voce quanto le problematiche

dell’ambiente e la crisi climatica stiano

a cuore ai giovani (ma anche alle

loro famiglie).

Magari fino a oggi non ci avete pensato:

ma la vostra voce è importante

e noi di GreenPlanner vogliamo

amplificarla mostrando come la

pensate proprio ricorrendo alla forza

dell’arte. Anzi, della Land art che

tipicamente è espressione di convivenza

pacifica con l’ambiente.

E se non mi sentissi in grado di creare

un’opera di Land art? La domanda

in questi anni ci è stata fatta e

noi abbiamo sempre risposto che le

strade sono due: la prima è comunque

mettersi alla prova (perché c’è

sempre una parte di noi nascosta

che può entrare in gioco anche attraa

cura di M.Cristina Ceresa

verso l'arte); la seconda è quella di lavorare in gruppo. Anzi, questa

seconda opzione è quella che noi privilegiamo in assoluto.

Anche perché non c’è solo da ideare e creare l’opera, ma come

vedrete va accompagnata da un bozzetto, con un titolo, un

abstract (breve spiegazione che spiega l’opera). E quindi foto

e video se l’opera passa la prima selezione. E vi assicuro tutto

questo lavoro fatto in gruppo viene meglio.

Ah, è importante - per partecipare e vincere - che abbiate preso

visione del regolamento (vedi pag. VI) e che rispettiate le date di

consegna. Per tutto il resto io mi rimetto democraticamente al

parere della giuria.

IL PLANET ART CAMP È APERTO A TUTTI

Fino a qui sto parlando a tutti coloro che hanno partecipato in presenza alle tappe della

4a edizione del Planet Art Camp. In realtà, anche senza aver preso parte alle sessioni scientifiche,

potete partecipare. Scaricatevi da greenplanner.it

tutto il materiale e gli articoli che abbiamo

pubblicato in questi mesi. Leggete bene la

GreenPlanner che avete per le mani seguendo

il bollino Ne parliamo al Planet Art Camp

e sarete sicuramente pronti, ovvero

sensibili, alle tematiche che sottintendiamo:

il Pianeta ha bisogno di essere

protetto dalla nostra impronta antropocentrica

perché il rischio di andare in

tilt - noi per primi - è molto alto.

Partecipanti alla terza edizione del Pac

greenplanner

I


Arte e scienza

Partecipa al contest

a cura della redazione

Il Planet Art Camp in tour:

ecco gli atenei che ospitano le tappe

La 4a edizione del Planet

Art Camp ha un arco temporale

di 9 mesi: 18 settembre

2025/5 giugno 2026.

Questo perché non ci piacciono

i progetti mordi e fuggi, ma soprattutto

perché diamo a tutti

i lettori l’opportunità di partecipare

ideando, elaborando e

creando la propria opera d’arte.

Alla base però non c’è solo un

atto creativo: ma una vera e propria

assunzione di informazioni

scientifiche che ci permettono di

capire quello che stiamo vivendo

su questo Pianeta in termini di

condizioni biologiche di aria acqua

e suolo. Perché il Planet Art

Camp parte da qui: dalla ricerca

e dalle analisi, arrivando poi a

progetti e soluzioni per diminuire

(magari abbattere) tutto quell’inquinamento

che l’antropocentrismo

ha creato in un tempo infinitesimale

a causa di scoperte

e invenzioni scellerate. E anche

di abitudini industriali e civili che

non possiamo più permetterci.

Ma per fortuna nuove invenzioni

ci possono dare una mano.

Diverse le tappe organizzate

durante questi mesi proprio

per entrare in contatto con i

nuovi progetti di Atenei quali

Università Bicocca di Milano;

Università degli studi di Bari,

Università di Parma e anche

quella di Udine e Brescia.

Qui tutte le

informazioni che ti

possono essere utili:

Milano: la tappa in Bicocca con il lancio della 4 a edizione

Aospitare il lancio del Planet Art Camp durante

la GreenWeek 2025 di Milano è il

Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e

della Terra (Disat), con i responsabili del progetto

lauree scientifiche (Pls) Giovanni Vezzoli, Barbara

Delmonte e Sergio Cogliati. Il progetto ha come

finalità l’orientamento degli studenti alle discipline

scientifiche e la formazione degli insegnanti delle

scuole secondarie di secondo grado.

Il gruppo Piano Lauree Scientifiche dell’Università

degli Studi di Milano-Bicocca include i dipartimenti

della Scuola di Scienze che sono:

• Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della

Terra

• Dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze (con

il quale da anni organizziamo il Biotech Camp)

• Dipartimento di Fisica “G. Occhialini”

• Dipartimento di Informatica, Sistemistica

e Comunicazione

• Dipartimento di Matematica e Applicazioni

• Dipartimento di Scienza dei Materiali

Rimandiamo al mese di gennaio di questa

GreenPlanner (“girala” e vai a pag. 12) gli

studi scientifici e le ricerche condotte dai

docenti ricercatori che stanno collaborando

al Planet Art Camp.

Nella foto, l’Università degli Studi di Milano

Bicocca, Piazza della Scienza.

II

greenplanner


settimana 1

Arte e scienza

E il Planet Art Camp torna a Bari

degli Studi

di Bari da anni accoglie i

L’Università

progetti che GreenPlanner

mette in campo per informare

ma anche formare i lettori. Con

il Planet Art Camp avevamo già

fatto una tappa durante la terza

edizione. Ora grazie alla collaborazione

con il Dipartimento di

Scienze del Suolo, della Pianta e

degli Alimenti (Disspa) apriamo

i riflettori del Planet Art Camp

su tematiche legate alla ricerca

e all’alimentazione. Un tema che

va diretto alla necessità di avere

acqua, suolo e aria in “buona salute”

per produrre alimenti sani.

La tappa è organizzata sotto

l’egida del programma Food

Educators (foodeducators.eu)

progetto dell’Eit Food che offre

a insegnanti ed educatori materiali

didattici innovativi e basati

su dati scientifici progettati per

coinvolgere gli studenti con attività

divertenti, creative e interessanti

per creare futuri consumatori

più informati e consapevoli.

Accanto a loro anche gli studenti,

pronti a recepire come possono

partecipare attivamente a tutte

queste tematiche. Che possono

anche ispirare e diventare protagoniste

di opere di Land art tipiche

del nostro contest.

L’obiettivo del programma Food

Educators è quello di migliorare

le esperienze di apprendimento

sulla corretta alimentazione, promuovere

la salute e la sostenibilità

e motivare le generazioni future

approfondendo quattro temi:

Lavoro & Carriera nel settore

agroalimentare; Scienze dell’Alimentazione

& Sistema Alimentare;

Alimentazione & Sostenibilità;

Alimentazione & Salute.

FOODEDUCATORS, UNA BUONA EDUCAZIONE ALIMENTARE PER TUTTI

L’Università degli Studi di Bari Aldo Moro in qualità

di Eit Food Hub italiano si occupa dal 2024 di volgenti e comprensibili che diano vita ai sistemi

bisogno di accedere a materiali didattici coin-

promuovere e sviluppare il programma FoodEducators

a livello nazionale con eventi pubblici questa trasformazione, ma necessitano di risor-

alimentari. Gli insegnanti sono fondamentali in

e corsi di formazione per docenti che hanno già se pratiche e adattabili, pensate su misura per i

visto il coinvolgimento di oltre 6.000 studenti in diversi contesti scolastici.

tutta Italia. Un futuro sostenibile inizia con scelte I piani didattici si distinguono per il loro approccio

consapevoli, eppure l’educazione alimentare è di apprendimento attivo. Incoraggiano la partecipazione,

il lavoro di squadra, il gioco di ruolo e

ancora assente in molti programmi scolastici

europei. Come possiamo preparare la prossima la sperimentazione, promuovendo competenze

essenziali come leadership, comunicazione,

generazione a prendere decisioni alimentari più

sane e sostenibili? La risposta sta nell’istruzione: pensiero critico, consumismo consapevole e

l’istruzione è fondamentale per il progresso, soprattutto

in un settore essenziale e diversificato istruzioni dettagliate, presentazioni modificabili

mentalità imprenditoriale. I materiali, completi di

come quello dei sistemi alimentari. Senza una e risorse supplementari, sono pensati per diverse

fasce d’età e contesti scolastici.

comprensione di base di come le scelte alimentari

influenzino la salute individuale e il Pianeta, Fornendo agli educatori gli strumenti per ispirare

il pensiero critico, l’imprenditorialità e un

i giovani perdono l’opportunità di prendere decisioni

consapevoli, ostacolando sia il benessere profondo legame con il cibo, FoodEducators

personale sia una più ampia trasformazione sta plasmando una generazione di consumatori

dei sistemi alimentari e un uso sostenibile delle informati e futuri leader dell’agroalimentare.

risorse naturali.

L’obiettivo finale? Formare una generazione paneuropea

che comprenda il percorso del cibo dal

Inoltre, il settore agroalimentare, che svolge

un ruolo fondamentale nella risoluzione delle campo alla tavola e contribuisca attivamente alla

sfide globali, viene spesso trascurato dai giovani trasformazione dei sistemi alimentari garantendo

sostenibilità nell’uso delle risorse e rispetto

come percorso di carriera dinamico e stimolante.

Per ispirare il cambiamento, gli studenti hanno per l’ambiente.

greenplanner

III


Arte e scienza

A Parma nel cuore del living lab

per la Sostenibilità ambientale

Il Planet Art Camp fa tappa a

Parma dove l’Università degli

Studi è in prima linea nella formazione

ambientale. Con un’ottima

risposta da parte dell’utenza,

ma anche della società civile.

«Quello che osserviamo ogni

giorno, a contatto con studenti

e studentesse, è una forte consapevolezza

rispetto alle sfide

ambientali, accompagnata da

un sincero desiderio di cambiamento.

C’è preoccupazione, certamente,

ma anche una grande

energia e una voglia concreta di

contribuire a un futuro più sostenibile».

Così il prorettore vicario

Fabrizio Storti commenta il sentiment

che si respira nelle aule di

Parma il cui campus di scienze e

tecnologie è un living lab per la

sostenibilità ambientale.

«Abbiamo scelto di aderire al

Planet Art Camp per diverse

ragioni. In primo luogo, per il valore

delle tematiche affrontate:

coinvolgere i giovani su questioni

ambientali e cambiamenti climatici

è oggi più che mai fondamentale.

L’idea di proporre brevi talk

tematici su aria, acqua e terra,

affidati a esperti, ci è sembrato

un modo efficace, agile ma al

tempo stesso rigoroso, per veicolare

messaggi chiave in modo

accessibile e coinvolgente. Studenti

e studentesse siano protagonisti

attivi nei percorsi di sensibilizzazione.

Il contest creativo

legato alla Land art consente loro

di riflettere, esprimersi e tradurre

in opere personali le suggestioni

emerse durante l’incontro in

aula».

L’anima del Planet Art Camp

«rappresenta un’opportuni-

tà preziosa anche in chiave di

orientamento – fa notare Storti

–. Offrire attività che stimolino

riflessioni, passioni e motivazioni

significa costruire momenti di

confronto autentico su temi attuali,

avvicinando in modo significativo

le scuole all’università».

I PUNTI DI FORZA

DELL’ATENEO DI PARMA

SUI TEMI AMBIENTALI

• Presenza di un dipartimento

- Scvsa (Dipartimento di

Scienze Chimiche, della Vita e

della Sostenibilità Ambientale)

- che ha la sostenibilità nel

nome e nella mission

• Il Gruppo Ateneo Sostenibile

ha 8 sottogruppi tematici

che affrontano tutti

gli aspetti della sostenibilità

ambientale

• Partecipazione all’alleanza

Eu Green composta

da nove università europee

che hanno come principi

cardine la sostenibilità delle

attività umane; la crescita

economica responsabile e

l’inclusività sociale. Su queste

basi Eu Green sviluppa

nuovi modelli di istruzione

superiore con un’attenzione

particolare all’ambiente

PER SAPERNE

DI PIÙ

• L’Ateneo è tra i soci fondatori

dell’Alleanza Carbon

Neutrality Parma

«Le nuove generazioni dimostrano una sensibilità crescente verso

l’ambiente, e questo ci fa ben sperare - è il pensiero di Fabrizio Storti,

prorettore vicario dell’Università agli Studi di Parma -. La loro attenzione

e il loro impegno sono segnali importanti: rappresentano non solo una

speranza, ma una vera e propria risorsa per costruire una società più

consapevole e responsabile».

PER SAPERNE

DI PIÙ

IV

greenplanner


settimana 1

Arte e scienza

e della Fondazione Cer

Parma 2030, per favorire

la crescita delle comunità

energetiche

PER SAPERNE

DI PIÙ

Inoltre, è tra i firmatari del

contratto climatico di Parma

2030

PER SAPERNE

DI PIÙ

• L’Università agli studi di

Parma è socio fondatore

della Rus e organizza da

quasi un decennio il Festival

dello Sviluppo Sostenibile

PER SAPERNE

DI PIÙ

Al tema dei cambiamenti

climatici, l’ateneo di Parma

dedica anche da un paio di

anni un corso accessibile

a tutte le persone interessate

tenuto da Stefano

Caserini (autore anche del

blog Climalteranti.it) che

può essere seguito anche

da remoto.

A Udine in una data significativa:

la giornata dedicata al suolo

Ancora una volta ricordiamo

che i temi scientifici

che esplora il Planet

Art Camp sono quelli legati ad

approfondire come “stanno”

gli elementi essenziali per la

nostra vita su questo Pianeta:

Aria; Acqua e Suolo. Ed è

proprio al tema del

Suolo che dedichiamo

la tappa di Udine

(5 dicembre 2025).

Gli organizzatori della

tappa, sono afferenti

al Di4A - Dipartimento

di Scienze

Agrarie, Alimentari, Ambientali

e Animali così commentano:

«L’Università di Udine

ha scelto di ospitare il Planet

Art Camp in occasione della

Prendono parte

alla tappa:

Guido Incerti

Maurizia Sigura

Elisa Pellegrini

Giornata del Suolo perché ritiene

fondamentale stimolare

una riflessione collettiva sul

valore del suolo, risorsa fragile

e imprescindibile per la vita.

Questa iniziativa rappresenta

un’occasione preziosa per

intrecciare linguaggi diversi -

dall’arte alla scienza

- e coinvolgere attivamente

studenti,

ricercatori e cittadinanza

in un percorso

di consapevolezza

ambientale. Sostenere

questo progetto

significa, per il nostro Ateneo,

rafforzare il proprio impegno

verso un futuro più sostenibile

e una rigenerazione responsabile

dei territori».

LA RINATURALIZZAZIONE DI CIÒ CHE CI CIRCONDA

L’Ateneo di Udine è coinvolto in un progetto europeo affine in un

certo senso al Planet Art Camp: si tratta di Wildcard, che unisce

scienza e podcast per raccontare la rinascita della natura (wildcard-project.eu).

L’azione di base è legata al rinaturalizzazione,

che punta a interrompere o ridurre l’intervento umano nei territori

degradati, lasciando che gli ecosistemi si ricostruiscano spontaneamente.

Il progetto considera due strategie principali: trasformare

i terreni agricoli abbandonati in foreste, seguendo un processo

naturale chiamato “successione secondaria”; praticare la proforestazione,

cioè, smettere di gestire attivamente alcune foreste,

lasciandole evolvere secondo i propri ritmi ecologici. Tutto questo,

se fatto nel modo giusto, può avere un impatto di supporto alle

strategie messe in atto per mitigare la crisi climatica. Le foreste,

infatti, sono tra i sistemi più efficienti al mondo nell’assorbire CO 2

e ospitano una biodiversità straordinaria. Ma attenzione: non è un

processo privo di rischi. In alcune aree, per esempio, la mancata

gestione può aumentare la probabilità di incendi. In altre, la rinaturalizzazione

può entrare in conflitto con altri usi del suolo

ed obiettivi gestionali, creando tensioni sociali. Ecco

perché la ricerca e un’attenta pianificazione del territorio

con il coinvolgimento dei principali portatori

d’interesse è fondamentale.

PER SAPERNE DI PIÙ

greenplanner

V


Arte e scienza

All’Università degli Studi di Brescia il Planet Art Camp

inizia dalla salvaguardia della salute e dell’ambiente

All’Università degli Studi di

Brescia diversi ricercatori

e gruppi di ricerca si occupano

delle tematiche ambientali nelle

varie declinazioni.

L’Università è suddivisa

in otto dipartimenti

L’Ateneo orienta le proprie attività

al perseguimento del benessere

in chiave trasversale e

intergenerazionale, e si impegna

a tenere conto nelle proprie decisioni,

in ottica integrata, delle

dimensioni sociali, etiche, economiche,

ecologiche ed ecosistemiche.

L’Università degli Studi

di Brescia, inoltre, si ispira e fa riferimento

ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sdg) definiti dall’Onu,

e partecipa attivamente alla Rus (Rete delle Università per lo Sviluppo

Sostenibile), impegnata nella definizione di strategie ed

azioni volte all’attuazione dell’Agenda 2030 negli Atenei. In

questo contesto la tappa del Planet Art Camp di Brescia è

organizzata con il supporto della Fondazione Unibs.

PER SAPERNE DI PIÙ

Regolamento della IV edizione del Planet Art Camp

T

utti (studenti, docenti,

lettori della GreenPlanner)

possono partecipare

al Planet Art Camp ideando e

sottoponendo alla giuria la propria

crezione in stile Land art,

ovvero immaginando un’opera

tridimensionale che impieghi

materiali naturali come pietre,

terra, legno, foglie, sabbia… Valgono

per il nostro contest anche

materiali di scarto, recuperati

ed evitati alla discarica. Tutto

tranne la plastica o materiali

sintetici.

Fondamentale è utilizzare

un elemento tratto dalla

GreenPlanner. Che cosa intendiamo

con questo: puoi usare le

vecchie GreenPlanner o fare rifea

cura della redazione

Ecco come partecipare e… vincere

La GreenPlanner nell’opera. Tra i

materiali o nella descrizione devi

considerare di aver utilizzato

o appreso qualcosa della

GreenPlanner. Qui, addirittura

hanno usato le pagine per fare un

Pianeta che, come una bomba, è

pronto a scoppiare

rimento nella descrizione dell’opera

a qualche articolo di ricerca

uscito su greenplanner.it (se hai

dubbi scrivi a planetartcamp@

greenplanner.it: una tutor è a

disposizione).

Regolamento

Ecco, dunque i passaggi e le

tempistiche di partecipazione

alla 4 edizione del Planet

Art Camp. Entro il 27 febbraio

2026 dovrete

compilare il google

form (seguite questo

Qr code)

La scheda richiede: titolo dell’opera,

ma anche una breve descrizione

(max 1000 caratteri)

che racconti il senso artistico

VI

greenplanner


Arte e scienza

creativo, compreso il “messaggio

ambientale” che affidate a

quest’opera. È importante inviare

via mail uno schizzo del

bozzetto che avete in mente e

anche le misure che pensate

potrà avere l’opera (attenzione

l’opera finale non deve superare

la grandezza di 100cm

x100cm). Andate alle pagine XII

e XIII di questa GreenPlanner e

troverete lo spazio per buttare

giù qualche bella idea.

Fondamentale è anche descrivere

i materiali che utilizzerete,

perché come abbiamo già detto

non tutto è ammesso per

realizzare la vostra opera (e

vincere!). O meglio non potete

utilizzare la plastica neppure se

è di riuso.

Fate attenzione: al 27 febbraio

non è ancora richiesta la realizzazione

dell’opera, ma solo

la presentazione della vostra

idea. Questo succede perché ci

sarà una prima scrematura da

parte della redazione e se l’idea

che avete proposta è molto

“lontana” dal senso del Planet

Art camp verrà “bocciata” (sorry,

ma va anche detto che non

succede spesso).

La scheda richiede anche il nome

e cognome degli autori, la scuola

(nel caso degli studenti delle

superiori) o il corso universitario.

E poi, i contatti per essere richiamati:

email e cellulare. Nel caso

degli studenti chiediamo anche

gli estremi del docente che li segue

in questo progetto.

Step successivo

Le opere selezionate dalla redazione

passeranno allo step

successivo che prevede la

realizzazione. Entro il 10 marzo

verranno comunicati tutti i

“Delizie naturali, bon bon di Melo”

di Roberto Gianinetti

progetti ammessi e gli autori

potranno quindi avviarsi alla

fase di realizzazione dell’opera.

Avranno tempo fino all’11

maggio 2026 per consegnare

nuovamente via email (sempre

scrivendo a planetartcamp@

greenplanner.it) foto (o video)

dell’opera realizzata (per questa

data deve quindi essere pronta)

e scheda aggiornata (nel caso

fosse cambiato qualcosa durante

la realizzazione dell’opera).

Verso la premiazione

La giuria si riunirà e decreterà

i 3 vincitori nella giornata

dell’ambiente ovvero il 5 giugno

2026. La premiazione avverrà

on line collegandovi al canale

Youtube di GreenPlanner e le

tre opere vincenti saranno installate

in Università Bicocca

nei giorni successivi alla premiazione.

Ai vincitori sarà dedicata

un’intervista con video e

le loro opere appariranno sulla

GreenPlanner 2027.

Ultimo dettaglio:

la partecipazione

al Planet art Camp

è gratuita

STEP E DATE

• 1 step: iscrivetevi al Planet

Art Camp compilando

il google form entro e non

oltre il 27 febbraio 2026

• 2 step: entro il 10 marzo

2026 la redazione renderà

noti i progetti ammessi

che possono continuare a

partecipare al contest

• 3 step: entro le ore 24

dell’11 maggio i partecipanti

dovranno inviare

a planetartcamp@greenplanner.it

foto o video

dell’opera realizzata: sulla

base di questa documentazione

la giuria composta

da esperti scientifici e artistici

decreterà i tre vincitori.

Collegati a questo Qr

code anche per scoprire i

giurati

Tenete sempre d’occhio

greenplanner.it per rimanere

aggiornati sull’evoluzione

del Planet Art Camp

greenplanner

VII


Arte e scienza

PLANET ART CAMP

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Acqua blu, blu denim. Opera di Upcycling

realizzata dagli studenti del Liceo Artistico

indirizzo di Design della Moda/Iss Olga Fiorini

di Busto Arsizio (Varese)

Narvalo Pulitore. Si deve agli Studenti

dell’Istituto Iis Agrario Luigi Castiglioni di

Limbiate (Milano). L’opera nasce sotto il

coordinamento del docente Filippo Borella

Urlo bianco è il frutto creativo del lavoro di

Camilla Lorenzi e Sofia Pietrogrande, allora

studentesse universitarie alla Statale di

Milano

3

VIII

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Arte e scienza

ALCUNE OPERE DELLE EDIZIONI PRECEDENTI

Le preferite della redazione

1

1

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L’arte è la natura dell’uomo,

ideato e realizzato da un

ensemble di studenti del Liceo

Artistico Caravaggio di Milano

Cruda verità, di Valentina Franzini

2

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4

Allpamanta,

di Simone Ghilardi

Bee Flower

di Cecilia Ghezzi

3

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IX


Arte e scienza

Contest fotografico

a cura della redazione

La biodiversità negli scatti

fotografici degli studenti

Gli studenti del Liceo Candiani di Busto Arsizio (cittadina della provincia

di Varese) hanno vinto la competizione fotografica Jrc Ispra Biodiversity

Click Challenge 2025. Ecco con quali scatti fotografici

Liceo Candiani 4° V - Cotoneaster e Apis mellifera.

Quest’anno frequenteranno

rispettivamente la 4° e la

5° V al Liceo Candiani di

Busto Arsizio con una marcia in

più: quella di aver vinto il contest

fotografico lanciato da Jrc Ispra (il

centro di ricerca della Commissione

europea).

Tra le tante foto arrivate in redazione

(la GreenPlanner era mediapartner

dell’organizzazione),

molte delle quali molto belle e

significative, la giuria ha scelto di

premiare per la categoria urbana

la 4° V per lo scatto intitolato il

Cotoneaster e Apis mellifera.

Mentre la classe 3° V dello stesso

Istituto si è aggiudicata la menzione

per la categoria extra-urbana

con l’immagine Anatra (famiglia

Anatidae). Ricordiamo che il

Liceo Candiani fa parte della rete

di Green School cui era dedicato

il contest. Va comunque detto

che tutti gli studenti che hanno

aderito alla competizione fotografica

Jrc Ispra Biodiversity Click

Challenge hanno dimostrato una

forte sensibilità nei confronti della

natura. Merito, ne siamo assolutamente

sicuri, dei loro professori.

Come Luisella Gamberoni,

docente di scienze naturali e referente

GreenSchool dell’Istituto

Candiani alla quale abbiamo voluto

dedicare uno spazio ad hoc per

capire (e carpire) i segreti di una

insegnante capace di fare amare

la biodiversità ai suoi studenti.

Liceo Candiani 3° V - Anatra (famiglia Anatidae)

L’intervista completa

a firma di

Laura Franceschi

la trovate qui

X

greenplanner


Oltre il bianco e nero

L’uso dei colori nell’arte - come nella vita -

porta con sé significati ben precisi. Li abbiamo

scandagliati per scoprire perché e da quali

siamo attratti. Vale la pena scoprirli perché

magari vi danno una mano a creare un’opera

per il Planet Art Camp ancora più coinvolgente

PER SAPERNE DI PIÙ


mi è venuta un’idea

XII

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mi è venuta un’idea

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XIII



Arte e riuso

Se il presupposto dell’arte

è lo stupore, allora sappiamo

che tutto può essere

trasformato in un oggetto

artistico. Con il Planet Art

Camp vi invitiamo a recuperare

oggetti e riutilizzarli

nella maniera più curiosa e

creativa. Tra gli artisti che

vi consigliamo anche Jean

Tinguely.

PER SAPERNE DI PIÙ

Foto scattata in una sala dell’hotel 25 hours a Zurigo


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DIPARTIMENTO DI SCIENZE DEL SUOLO,

DELLA PIANTA E DEGLI ALIMENTI –

Di.S.S.P.A.

Dipartimento Eccellenza 2023-2027

MAR.V.E.L.

CUP H97G23000110001

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Sponsor

Tecnici


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