GreenPlanner 2026
Eccovi lo sfogliabile della GreenPlanner 2026, l'almanacco dei progetti Green italiani: si tratta della tredicesima edizione (194 pagine - costo di copertina 15€ - Isbn 978-889-461-3087). La potete acquistare qui: https://www.greenplanner.it/negozio/
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La mappa degli
Orti Botanici
universitari italiani
ORTO BOTANICO
DELL’UNIVERSITÀ DI PAVIA
Anno di fondazione: 1773
PAVIA, Via Sant’Epifanio 14
Da non perdere:
il platano di Scoppoli
ORTO BOTANICO DI BRERA
Anno di fondazione: 1774
MILANO, Via Fiori Oscuri 4
Da non perdere: la fioritura
del glicine e gli alberi di ginko
ORTO BOTANICO
DI CITTÀ STUDI MILANO
Anno di fondazione: 2001
MILANO, Via Camillo Golgi 18
Da non perdere: le aree
relax e le piante carnivore
ORTO BOTANICO
DELL’UNIVERSITÀ DI TRIESTE
Anno di fondazione: 1963
TRIESTE, Via Marchesetti 2
Da non perdere: le specie usate in
alchimia
ORTO BOTANICO DELL’UNIVERSITÀ DI TORINO
Anno di fondazione: 1729
TORINO, Viale Pier Andrea Mattioli 25
Da non perdere: le visite guidate all’apiario
PADOVA
ORTO BOTANICO DIDATTICO SPERIMENTALE
E. GHIRARDI DELL’UNIVERSITÀ DI MILANO
Anno di fondazione: 1991
BRESCIA, Toscolano Maderno, Via Religione 25
Da non perdere: i percorsi di ortoterapia
TRIESTE
ORTO BOTANICO
DELL’UNIVERSITÀ DI PADOVA
Anno di fondazione: 1545
PADOVA, Via Orto Botanico 15
Da non perdere: la Palma di Goethe
e il Giardino della Biodiversità
TORINO
MILANO
PAVIA
BRESCIA
ORTO BOTANICO
DELL’UNIVERSITÀ DI PARMA
Anno di fondazione: 1770
PARMA, Strada Luigi Carlo Farini 90
Una parte in ristrutturazione
ORTO BOTANICO
DELL’UNIVERSITÀ DI BOLOGNAOGNA
Anno di fondazione. 1568
BOLOGNA, Via Irnerio 42
Da non perdere: le rose
spontanee e il noce cenerinono
GENOVA
PARMA
MODENA
FERRARA
BOLOGNA
ORTO BOTANICO
DELL’UNIVERSITÀ DI URBINO
Anno di fondazione: 1806
URBINO, Via Donato Bramante 28
Da non perdere: le piante medicinali
ORTO BOTANICO
DELL’UNIVERSITÀ DI MODENA
Anno di fondazione: 1758
MODENA, Viale Caduti in Guerra 127
Da non perdere: il Museo Erbario
ORTO BOTANICO
DELL’UNIVERSITÀ DI GENOVA
Anno di fondazione: 1803
GENOVA, Corso Dogali, 1M
Da non perdere: gli altissimi cipressi
PISA
GIARDINO DEI SEMPLICI
DELL’UNIVERSITÀ DI FIRENZE
Anno di fondazione: 1545
FIRENZE, Via Pier Antonio Micheli 3
Da non perdere: il Tasso dei
Micheli e il foliage autunnale
FIRENZE
SIENA
URBINO
PERUGIA
CAMERINO
ORTO BOTANICO
DELL’UNIVERSITÀ DI FERRARA
Anno di fondazione: 1771
FERRARA, Corso Porta Mare 2B
Da non perdere: le piante
acquatiche esotiche
ORTO BOTANICO
DELL’UNIVERSITÀ DI CAMERINO
Anno di fondazione: 1828
CAMERINO, Viale Oberdan S/N
Da non perdere: le grotte naturali
ORTO BOTANICO
DELL’UNIVERSITÀ DI PISA
Anno di fondazione: 1543
PISA, ingressi da Via Luca
Ghini 13 e Via Roma 56
Da non perdere: la serra
delle succulente e la
grande magnolia
ORTO BOTANICO
DELL’UNIVERSITÀ
DI SIENA
Anno di
fondazione: 1784
SIENA, Via Pier
Andrea Mattioli, 4
Da non perdere: la
ricostruzione degli
habitat toscani
CLOSED
ORTO BOTANICO
DELL’UNIVERSITÀ
DI SASSARI
Anno di fondazione: 1997
SASSARI, Via Piandanna 4
In via di ristrutturazione!
SASSARI
ORTO BOTANICO DELL’UNIVERSITÀ
DI MESSINA “PIETRO CASTELLI”
Anno di fondazione: 1638
MESSINA, Viale Principe Umberto 1
Da non perdere: le piante carnivore
e gli esemplari di Ficus
ORTO BOTANICO DELLA FACOLTÀ DI AGRARIA
DELL’UNIVERSITÀ DI NAPOLI-PORTICI
Anno di fondazione: 1872
REGGIA DEI PORTICI, Via Università 100
Da non perdere: la collezione di specie epifite
CAGLIARI
ORTO BOTANICO
DELL’UNIVERSITÀ
DI CAGLIARI
Anno di fondazione: 1866
CAGLIARI, Via Sant’Ignazio
da Laconi, 11
Da non perdere: le rovine
romane
ORTO BOTANICO
DELL’UNIVERSITÀ
DELLA TUSCIA
Anno di fondazione: 1985
VITERBO, Strada Bullicame
Da non perdere: la flora che
popola gli affioramenti di
travertino
ORTO BOTANICO
DELL’UNIVERSITÀ DI ROMA
“LA SAPIENZA”
Anno di fondazione: 1660
ROMA, Largo Cristina di
Svezia 23
Da non perdere: i ciliegi
in fiore
©marmo81
ORTO BOTANICO
DELL’UNIVERSITÀ DI
PALERMO
Anno di fondazione: 1795
PALERMO, Via Lincoln 2
Da non perdere: l’Aquarium
VITERBO
ROMA
L’AQUILA
ORTO BOTANICO
DELL’UNIVERSITÀ DI NAPOLI
Anno di fondazione: 1682
NAPOLI, Via Foria 223
Da non perdere: la collezione
di cicadee
PALERMO
ORTO BOTANICO
DELL’UNIVERSITÀ DI CATANIA
Anno di fondazione: 1858
CATANIA, Via Etna 397
Da non perdere: le piante
spontanee siciliane
NAPOLI
ORTO BOTANICO DELL’UNIVERSITÀ
DELL’AQUILA
Anno di fondazione: 1968
COLLEMAGGIO, Via S. Josemaria Escrivà
Da non perdere: il giardino roccioso
ORTO BOTANICO DELL’UNIVERSITÀ DI PERUGIA
Anno di fondazione: 1768
PERUGIA, Via S. Costanzo 1
Da non perdere: il percorso sulla flora umbra
MESSINA
CATANIA
RENDE
ORTO BOTANICO
DELL’UNIVERSITÀ DI BARI
Anno di fondazione: 1955
BARI, Via Antonio Lucarelli
Da non perdere: la mostra
virtuale con visori interattivi
BARI
LECCE
ORTO BOTANICO
DELL’UNIVERSITÀ
DI LECCE
Anno di fondazione: 2000
LECCE, Via Monteroni 165
Da non perdere: le
collezioni di frutti antichi
ORTO BOTANICO
DELL’UNIVERSITÀ
DELLA CALABRIA
Anno di fondazione: 1982
RENDE, Via Savinio
Da non perdere: gli ulivi e
la collezione di giaggioli
(mappa non esaustiva redatta dalla redazione)
Questa
2026
Appartiene a
Nickname
Professione
Cell / Tel
Indirizzo email
Indirizzo Pec
I miei hobby preferiti
L’ultimo libro che mi è rimasto impresso
Film da tenere a mente e consigliare
Il luogo delle mie origini
Le amiche/gli amici del cuore
E per conoscermi meglio
Svolgo attività di volontariato presso
Nel mio orto coltivo
I miei sport preferiti
I miei principali interessi
come mi muovo per andare al lavoro •a piedi •bici •treno •auto
ho installato
tetto fotovoltaico pannelli solari termici
impianto geotermico pale minieoliche
il mio footprint
giornaliero è
per calcolarlo:
la mia produzione annua di energia rinnovabile è pari a
kW
LA GREENPLANNER PER TUTTO L'ANNO TI FARÀ COMPAGNIA: STAI USANDO L’UNICA
TESTATA GIORNALISTICA AMBIENTALE CHE DA 14 ANNI SI LEGGE, SI USA E SI CONSERVA
greenplanner 3
Anno X
create la vostra opera d’arte in stile
Land art e partecipate a tivamente
a que lo che noi chiamiamo il contest
artistico scientifico a to a denunciare
ad alta voce quanto le problematiche
de l’ambiente e la crisi climatica stiano
a cuore ai giovani (ma anche a le
loro famiglie).
Magari fino a o gi non ci avete pensato:
ma la vostra voce è important
e noi di Gr enPla ner vogliamo
amplificarla mostrando come la
pensate proprio rico rendo a la forza
de l’arte. Anzi, de la Land art che
tipicamente è espre sione di convivenza
pacifica con l’ambiente.
E se non mi senti s in grado di creare
un’opera di Land art? La domanda
in questi anni ci è stata fa ta e
noi a biamo sempre risposto che le
strade sono due: la prima è comunque
me tersi a la prova (perché c’è
sempre una parte di noi nascosta
che può entrare in gioco anche a traa
cura di M.Cristina Ceresa
envenuti a la quarta edizione
del Planet Art Camp (Pac), non
fate i timidi e prendete posto:
Partecipanti a la terza edizione del Pac
parere de la giuria.
Planet Art Camp e sarete sicuramente
pronti, o vero sensibili, a le tematiche
che so tintendiamo: il Pianeta ha bisogno
di essere prote to da la nostra impronta
antropocentrica perché il rischio di andare in
tilt - noi per primi - è molto alto.
gr enplanner I
In questa parliamo di:
greenplanner ALMANACCO DEI PROGETTI SOSTEN
14 a ED
A
DEI PROG
ALMANACCO SETTIMANALE
DEI PROGETTI SOSTENIBILI
14 a EDIZIONE / 2026
2026
S
PRENDIAMOCELA
greenplanner ALMANACCO DEI PROGETTI SOST
P
2026
ALMANACCO SETTIMANALE
DEI PROGETTI SOSTENIBILI
14 a EDIZIONE
SLOWIn visita agli
orti botanici
universitari
Anno XIV – edizione 2025 Registrazione presso il Tribunale di Milano n.267/9.9.2013 - Compendio a greenplanner.it
NATURA
&ARTE:
scienza e creatività
scendono in campo
per salvare il Pianeta
Anno XIV – edizione 2025 Registrazione presso il Tribunale di Milano n.267/9.9.2013 - Compendio a greenplanner.it
Non farti ma
le buone no
Soprattutt
se sono So
segui ogn
green
Annuario 15 €
Invitiamo
secondarie
Pac, il form
voce in tema
In co laborazion
Sponsor
Con il supporto di
Gira la GreenPlanner
La 14 a edizione
ha ben due copertine
Due copertine: ecco la novità della 14 a edizione della Green-
Planner che punta a dare al lettore un’ampia visione di ciò
che la redazione intende per Sostenibilità.
Ogni copertina vi conduce a un percorso di lettura e di
fruizione di questo Almanacco dei progetti Sostenibili:
usatelo ogni giorno per appuntarvi le vostre esperienze
(le neuroscienze consigliano di scrivere, prendere appunti
per ricordare meglio ciò che viviamo giorno dopo giorno),
fatevi ispirare dagli spunti, collegatevi ai qrcode e rimanete
aggiornati.
E se ve la sentite prendete parte al Planet Art Camp iscrivendo
i vostri studenti/figli. Siamo sicuri che sarà una bella
esperienza che vi permetterà di esprimere la vostra presa
di coscienza in tema di crisi climatica. Girate, dunque, la
GreenPlanner e troverete tutte le info necessarie.
gennaio
febbraio
marzo
aprile
maggio
giugno
luglio
agosto
settembre
ottobre
novembre
dicembre
Arte e scienza paladini dell’ambiente 9
Quanto sto male per l’inquinamento? 23
Crisi climatica: non rimaniamo più senza parole 39
Antispecismo per un Pianeta in armonia 53
La formazione è sempre più Green 67
Soluzioni in stile “circolare“ 81
La chimica, quella verde, ci dà una mano 95
In modalità antispreco 109
Futuro proteico: innovazione e gusto a tavola 123
Ottobre, mese della consapevolezza energetica 139
Le Climate Tech rendono più vivibili le città 151
Spiegami gli Esg 165
Gira la
GreenPlanner
e troverai
B
Pronti per la 4 a edizione del
verso l'arte); la seconda que la di lavorare in gruppo. Anzi, questa
seconda opzione è que la che noi privilegiamo in a soluto.
Anche perché non c’è solo da ideare e creare l’opera, ma come
vedrete v a compagnata da un bo ze to, con un titolo, un
abstract (breve spiegazione che spiega l’opera). E quindi foto
e video se l’opera pa sa la prima selezione. E vi a sicuro tu to
questo lavoro fa to in gru po viene meglio.
Ah, è importante - per partecipare e vincere - che a biate preso
visione del regolamento (vedi pag. VI) e che rispe tiate le date di
consegna. Per tu to il resto io mi rime to democraticamente al
IL PLANET ART CAMP È APERTO A TUTTI
Fino a qui sto parlando a tu ti coloro che hanno partecipato in presenz a le ta pe della
4a edizione del Planet Art Camp. In realtà, anche senza aver preso parte a le sessioni scientifiche,
potete partecipare. Scaricatevi da greenpla
ner.i tu to il material e gli articoli
che abbiamo pubblicato in questi mesi. Leggete
bene la Gr enPla ner che avete per le
mani seguendo il bollino Ne parliamo al
Editoriale
PLANET
ART
CAMP?
Editoriale
Planet Art Camp in tour nei migliori Atenei d'Italia
Ecco come partecipare e... vincere
Planet Art Camp: alcune opere delle scorse edizioni
La biodiversità negli scatti fotografici degli studenti
Prendi i tuoi appunti qui
I
II
VI
VIII
X
XII
4 greenplanner
Storia di copertina
Ingresso all’orto del Cedro. Orto Botanico di Pisa
Orti botanici universitari, laboratori
di conoscenza e luoghi di meraviglia
a cura di Chiara Spallino
In questa edizione della GreenPlanner, le copertine sono
dedicate agli orti botanici universitari, tra boccioli delicati,
alberi secolari e specie rare. È in questi luoghi che
i botanici stanno scrivendo la letteratura della flora alle
prese con la crisi climatica
Sanno custodire piante rare, accendere la
curiosità per la botanica nei più piccoli, accogliere
i visitatori in un ambiente verde e vivo
anche nel mezzo di centri urbani. Gli orti botanici
sono straordinari punti di osservazione sulla natura
che, da qualche anno, ci aiutano persino a
combattere il cambiamento climatico e la perdita
di biodiversità.
In Italia, tutto ciò vale a maggior ragione per gli
orti botanici universitari, collegati ai nostri atenei e
spesso di fondazione antica. I primi - citiamo quello
di Pisa, nato nel 1543, e quelli di Firenze e Padova,
nati nel 1545 - sono
stati progettati mentre in
tutta Europa esplodeva la
moda delle wunderkammer,
le camere delle meraviglie
antenate dei musei moderni
e contemporanei. Da allora,
non hanno smesso di evolversi, come raccontiamo
in questo articolo, scritto grazie al confronto con
chi lavora in questi luoghi speciali.
Spazio alla ricerca
Oggi, gli orti botanici assumono sempre più la
funzione di laboratori. In accordo con i Dipartimenti
delle Università, alcuni esperti analizzano
la documentazione presente negli archivi. A Pisa,
per esempio, si sta lavorando sull’Erbario: «siamo
stati tra i primi ad allestire un laboratorio di digitalizzazione
- racconta Lorenzo Peruzzi, direttore
greenplanner 5
Storia di copertina
Il Ficus macrophylla f. columnaris dell’Orto Botanico
di Palermo
Aiuola delle peonie (famiglia delle Peoniacee)
all’Orto Botanico di Pavia (©Ardenghi)
dell’orto botanico - fornito di scanner planetario
ad alta risoluzione. Abbiamo iniziato nel 2017
e ora la porzione già digitalizzata dell’Erbario è
accessibile online». A Padova, un interessante
filone di ricerca approfondisce invece le vite e i
contributi scientifici dei personaggi che hanno
avuto legami con l’orto nei secoli passati.
Altri studiosi catalogano le specie che popolano
serre e fontane o si concentrano su fenomeni
precisi. Di recente, a Bologna è stata realizzata
una guida che comprende tutte le api selvatiche
presenti nell’orto, mentre a Firenze si va a caccia
di minuscoli coleotteri tropicali (Euwallacea
spp.) che prosperano nelle serre, si indagano gli
effetti delle microplastiche sugli impollinatori,
si mettono a punto nuovi tipi di compost. L’orto
botanico di Città Studi a Milano, dal canto suo,
ha partecipato alla scoperta di una specie prima
sconosciuta, la Campanula bergomensis, di cui
ospita alcuni esemplari. Sempre a Città Studi, ma
succede anche in altri orti, i ricercatori offrono
il proprio supporto ai Carabinieri Forestali per
identificare e custodire piante esotiche oggetto
di contrabbando.
Adattarsi per sopravvivere
Gli orti botanici universitari sono impegnati anche
sul fronte della crisi climatica. «Chi gestisce gli orti
non può non accorgersi del clima che si trasforma
- spiegano la direttrice dell’orto botanico di Pavia
Silvia Paola Assani e il curatore Nicola Maria
Giuseppe Ardenghi - visto che ogni anno le fioriture
arrivano prima, modificando i calendari delle
aperture. Vediamo anche cambiare la distribuzione
delle specie: l’ombelico di venere, una volta
presente solo sui tetti dell’area mediterranea, è
ormai comune al nord».
Anche su questi aspetti, inevitabilmente, si concentra
l’attenzione dei botanici. Qualche anno fa,
nell’Orto Botanico di Brera è stato sequenziato
6 greenplanner
Storia di copertina
l’intero genoma della Salvia pratensis, per studiare
l’adattamento di questa specie ai cambiamenti
climatici e alla siccità. A Palermo, invece, le temperature
più alte consentono di mettere a confronto
vari metodi per la coltivazione del caffè in piena
terra, aprendo strade inedite per l’agricoltura.
Attrazioni vegetali
Il rigore scientifico si accompagna al valore estetico
e storico delle collezioni: ognuno di questi
giardini ha il proprio - è il caso di dirlo - fiore
all’occhiello, la pianta che rende orgogliosi gestori
e ricercatori.
Scegliere non è mai facile. Pensate che, nel solo
orto botanico di Padova vivono oltre 6.000 piante,
appartenenti a 3.500 diverse specie. Eppure,
su tutte spicca la Palma di Goethe, messa a dimora
nel 1585. A Pisa vanno fieri dell’imponente
magnolia (Magnolia grandiflora), che prospera
nell’orto dal 1787 e continua a generare piantine
“figlie”. A Firenze, si può ammirare il Tasso dei Micheli
(Taxus baccata) - risalente al 1720 e messo a
dimora dal Pier Antonio Micheli, direttore dell’orto
sotto Cosimo III de Medici - e una bellissima ninfea
tropicale (Victoria cruziana), dalla fioritura notturna.
A Palermo, non si può ignorare il fico monumentale
(Ficus macrophylla f. columnaris). Con oltre 170
anni alle spalle, è l’albero con la chioma più grande
d’Europa, pari a 2.900 metri quadrati.
I protagonisti dell’orto botanico di Brera sono due
grandi ginkgo biloba, un maschio e una femmina,
mentre invece «l’Orto Città Studi - spiega il direttore
Marco Stefano Caccianiga - ha come simbolo
Psilotum nudum, una pianta poco appariscente ma
molto particolare. Imparentata con le felci, è simile
alle prime piante terrestri comparse 400 milioni
di anni fa».
Per fare esperienza diretta di questo patrimonio,
non resta allora che programmare una visita agli
orti botanici più vicini, per farvi incantare - a seconda
della stagione e dei vostri gusti - dal profumo
dei glicini, dal foliage autunnale o dalle forme
bizzarre di succulente e orchidee. La GreenPlanner
viene in vostro aiuto: nella contro aletta finale, trovate
una mappa degli orti universitari visitabili, da
nord a sud del nostro Bel Paese.
IL PNRR NEGLI ORTI
Da quello di Pavia a quello di Roma passando
per Parma e Padova: i fondi del Pnrr
stanno rendendo gli orti botanici universitari
moderni, ovvero in grado di rispondere
alle sfide della ricerca floristica rispetto alla
crisi climatica.
Così come racconta Renato Bruni, direttore
scientifico dell’orto botanico dell’Università
di Parma (che dal Pnrr ha ricevuto 2 milioni
di euro) il nuovo orto botanico di Parma
(che riaprirà nel 2027) riprenderà «la sua
funzione di ambasciata urbana degli ambienti naturali presenti sul territorio, che purtroppo nel tempo
si era persa. Questo passa sia attraverso la creazione di habitat specifici, come quelli umidi di pianura o
quelli caratterizzati dalle particolari rocce ofiolitiche dell’Appennino, per comunicare l’importanza della
loro flora a rischio. Inoltre, sia con la creazione di un dry garden di stampo prettamente mediterraneo,
che attraverso la collezione di succulente d’alta quota, intendiamo sensibilizzare i visitatori ai diversi
impatti causati dal cambiamento climatico e da varie pressioni antropiche, tra cui consumo di suolo e
bracconaggio. Questo avverrà anche con sistemi multimediali: tramite micro fototrappole,
misurazioni dendrocronologiche e centraline in grado di monitorare la fisiologia vegetale si
genereranno flussi di dati per illustrare ai visitatori aspetti che sfuggono all’osservazione
non guidata». (M.Cristina Ceresa)
PER SAPERNE DI PIÙ
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appunti del mese
L
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5
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M
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6
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M
31
7
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26 27 28 29 30 31 1
8 greenplanner
gennaio/
Arte e scienza paladini dell’ambiente
Rubrica a cura del Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Terra (Disat)
dell’Università degli Studi Milano-Bicocca
© ScriviKika_Belfast
greenplanner 9
DIPARTIMENTO DI SCIENZE DEL SUOLO,
DE LA PIANTA E DEGLI ALIMENTI –
Di.S.S.P.A.
Dipartimento E ce lenza 2023-2027
MAR.V.E.L.
CUP H97G23 0 1 01
Arte e scienza paladini dell’ambiente
29 LUNEDÌ
AM
PM
Sponsor
Sponsor
Tecnici
In difesa di Terra,
Aria e Acque
I dati legati allo stato di salute
del nostro Pianeta sono molto
chiari ed evidenti: la soglia
di 1,5 gradi di aumento delle
temperature terrestri, limite
considerato “di sicurezza” da
parte della comunità scientifica
è ormai un dato di fatto.
Così come lo sono alluvioni,
mega incendi, ondate di calore
e siccità.
Ogni due secondi sulla Terra
- lo afferma Greenpeace -
scompare l’equivalente di un
campo di calcio fatto di foreste;
ogni anno oltre 45 mila persone
nel mondo muoiono prematuramente
per l’esposizione
alle polveri sottili (PM2.5).
Le acque, sia salate che dolci,
sono alla mercè del nostro
malsano modo di vivere e la
nostra presunzione di poter
fare ciò che vogliamo degli animali,
tutti sia quelli domestici
che selvatici, sta ricadendo su
di noi in maniera preoccupante.
420 milioni di ettari di foreste,
secondo le stime della Fao,
sono stati distrutti nel mondo
tra il 1990 e il 2020, un’area
più estesa dell’Unione Europea.
Nell’80% dei casi questo
10 greenplanner
30 MARTEDÌ
AM
31 MERCOLEDÌ
AM
PM
PM
settimana 1
dicembre 2025/gennaio 2026
1
GIOVEDÌ Giornata mondiale della pace
AM
PM
VENERDÌ
AM
PM
2
avviene per fare spazio a pascoli
e terreni destinati a produrre
mangimi, come la soia.
Eppure, le foreste assorbono
2,6 miliardi di tonnellate di
anidride carbonica, quasi un
terzo di quelle rilasciate ogni
anno dalla combustione di
gas, petrolio e carbone. Culle
di biodiversità e casa di animali
a rischio estinzione, le foreste
rappresentano una delle soluzioni
alla crisi climatica.
A fronte di ciò, la scienza non
sta con le mani in mano: gli
studi sono sempre più approfonditi.
E ci sono anche delle
soluzioni. Basta informarsi,
crederci e adottarle. A tutti i
livelli. Scopriremo che tutti noi
possiamo fare la nostra parte.
Partecipare attivamente
al format scientifico/artistico
Planet Art Camp è un esempio
perché vuol dire mettere a disposizione
la propria creatività
per denunciare il degrado del
Pianeta. Come dire: io non faccio
più finta di niente. Continua
a pag. I (gira la GreenPlanner).
SABATO
3 4
DOMENICA
LA TUA OPERA
AL PAC
Vuoi metterti in gioco e diventare
anche tu un artista
di denuncia ideando e
realizzando la tua opera di
Land art?
• Gira la GreenPlanner e troverai
tutte le indicazioni per
partecipare.
• Segui nelle pagine il bollino
Pac e troverai anche
tante informazioni sullo
stato del nostro clima.
greenplanner 11
Arte e scienza paladini dell’ambiente
Care dolci acque:
l’esempio del Po
5
LUNEDÌ
L’attenzione degli scienziati
non è rivolta solo alle acque
salate di oceani e mari. Anche
quelle dolci sono sotto stretta
osservazione e un esempio
molto vicino a noi è la riqualificazione
fluviale del fiume Po
che - come ci racconta Giovanni
Vezzoli docente nei corsi
di laurea in Scienze e Tecnologie
Geologiche e in Scienze
e Tecnologie per l’Ambiente
all’Università degli Studi Milano-Bicocca
- a partire poi
dal 1950 ai processi naturali
si è affiancato l’impatto
dell’uomo che ha modificato
l’ambiente fluviale in maniera
profonda. «Oggi il fattore
AM
6
AM
MARTEDÌ
PM
PM
umano è diventato dominante
nell’evoluzione del fiume Po
e della Pianura Padana (una
delle aree più densamente
popolate ed industrializzate
d’Europa). La stabilizzazione
del reticolo idrografico e l’estrazione
dei sedimenti prelevati
nell’alveo dei fiumi ha
interrotto il processo naturale
che permetteva al fiume Po di
divagare e di esondare sulla
Pianura Padana. Un meccanismo
che durante le ere glaciali
7
AM
MERCOLEDÌ
PM
12 greenplanner
settimana 2
gennaio 2026
8
AM
9
AM
GIOVEDÌ
VENERDÌ
PM
PM
del Pleistocene (soprattutto a
partire da circa 900.000 anni
fa; Muttoni et al., 2003) ha
creato e modellato la Pianura
Padana e l’ha resa fertile e
ricca di acqua (Garzanti et al.,
2011)».
Per cercare di ripristinare in
parte la naturalità dell’ambiente
fluviale è stato approvato
nel 2022 il Programma
d’Azione per la Rinaturazione
dell’Area del Po (Pnrr - Next
Generation Eu). Il progetto
sta contribuendo al recupero
di questo fiume attraverso
la riduzione del grado di artificialità
del corso d’acqua e
delle sue aree limitrofe. «Sono
state individuate 56 aree distribuite
lungo tutto il corso
del fiume, dal Piemonte fino
al suo delta, dove al momento
si stanno effettuando gli interventi
di ripristino fluviale».
SABATO
10 11
DOMENICA
L’importanza del Po
Il fiume Po nasce dal Monviso
(3,841 m) e percorre verso est
650 km prima di raggiungere
il mare Adriatico trasportando
ogni giorno in media 1.500 m 3
di acqua ogni secondo. Il suo
bacino idrografico comprende
gran parte della Pianura Padana
ed è il più grande d’Italia
(˜74.000 km 2 ).
greenplanner 13
Arte e scienza paladini dell’ambiente
Recuperare
il suolo urbano:
il ruolo chiave
del desealing
12
AM
LUNEDÌ
PM
«Il soil sealing, ovvero la copertura
del suolo con materiali
impermeabili come asfalto e
cemento- ci spiega Chiara Ferré,
ricercatrice all’Università di
Milano Bicocca - è una delle
13
MARTEDÌ
AM
PM
principali cause di degrado
ambientale nelle aree urbane
e periurbane. Questa pratica
compromette la funzionalità
del suolo, ostacolando gli
scambi naturali di acqua, aria,
nutrienti ed energia, con gravi
ripercussioni sui cicli idrologici
e biochimici, sulla biodiversità e
sul microclima urbano, aggravando
il fenomeno delle isole
di calore».
Forse non ce ne rendiamo
conto «ma il suolo - ci invita
a osservare la ricercatrice -
svolge un ruolo cruciale nella
regolazione degli equilibri
ecologici e nella fornitura di
servizi ecosistemici, come la
produzione agricola, la regolazione
del ciclo dell’acqua, lo
stoccaggio del carbonio organico
e il supporto alla biodiversità,
e la sua funzionalità
va quindi tutelata».
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MERCOLEDÌ
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settimana 3
gennaio 2026
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GIOVEDÌ
VENERDÌ
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PM
Perché depavimentare
Una delle soluzioni individuate
per limitare il problema è il
desealing che - proprio come
ci spiega la Ferrè - significa rimuovere
le coperture impermeabili
soprattutto nei contesti
urbani: «In questo modo andiamo
a favorire la riattivazione
dei processi pedogenetici e la
ricolonizzazione vegetale, ci
consente di ripristinare la funzionalità
del suolo anche senza
necessità di utilizzare terreno
proveniente da contesti agricoli,
il cui prelievo può comportare
ulteriori impatti ambientali».
La pratica è doppiamente sostenibile:
perché si può inserire
nei principi dell’economia circolare:
i materiali rimossi possono
essere riutilizzati in loco come
aggregati riciclati (Ras), riducendo
rifiuti e costi di trasporto.
Ma ancora la Ferrè lancia un allert:
«l’effettiva applicazione del
desealing su larga scala incontra
ancora importanti ostacoli,
legati all’assenza di linee guida
condivise e alla complessità dei
suoli urbani, spesso eterogenei
e profondamente alterati».
SABATO
17 18
Giornata
mondiale
della Neve
DOMENICA
IL
DATO
L’Unione Europea ha fissato
l’obiettivo del consumo
netto di suolo pari a zero
entro il 2050. In Italia è
Milano che fa da apripista
in tema di depaving. Con il
Piano Aria e Clima ha individuato
circa 249.000 mq
su cui intervenire per favorire
la rinaturalizzazione
della città.
greenplanner 15
Arte e scienza paladini dell’ambiente
Una firma
spettrale: la Terra
vista dallo spazio
Da sopra a sotto: osservare
la Terra dallo spazio offre
una prospettiva unica per
comprendere i cambiamenti
in atto sul nostro Pianeta.
Il telerilevamento, ovvero la
raccolta di dati tramite satelliti,
consente di monitorare su
scala globale e in tempo reale
fenomeni ambientali e climatici,
anche in aree remote.
«Grazie a oltre 30 anni di osservazioni
continue e a politiche
“open-access” - spiega
Claudia Ravasio, assegnista
di ricerca presso Università
di Milano Bicocca - possiamo
analizzare tendenze come
lo scioglimento dei ghiacci,
l’innalzamento del livello del
mare, la deforestazione, l’inquinamento
atmosferico o
l’aumento di eventi estremi».
I satelliti sono dotati di sensori
diversi: ottici, che acquisiscono
immagini multispettrali o
iperspettrali; radar, che “vedono”
anche di notte o con nuvole;
e altimetri, che misurano
lo spessore del ghiaccio. Ogni
materiale sulla superficie terrestre
riflette e assorbe la luce
in modo diverso grazie alle
varie lunghezze d’onda dello
spettro elettromagnetico. «Le
risposte registrate dai sensori
- fa notare ancora la ricercatrice
- costituiscono una “firma”
unica, come un’impronta
digitale. La neve fresca, ad
esempio, riflette la maggior
parte della luce solare, contribuendo
così a raffreddare il
clima locale e a proteggere la
superficie terrestre dal riscaldamento
eccessivo. Tuttavia,
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20
AM
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LUNEDÌ
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MERCOLEDÌ
PM
PM
Giornata mondiale dell’abbraccio
PM
settimana 4
gennaio 2026
22
AM
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AM
GIOVEDÌ
VENERDÌ
PM
Giornata mondiale della scrittura
PM
quando la neve si trasforma,
o quando vengono depositate
impurità come polveri minerali
e inquinanti, la sua riflettanza
diminuisce: aumenta quindi
l’assorbimento di radiazione
solare e si accelera la fusione
dei ghiacciai. Analizzando
le firme spettrali possiamo
quindi dedurre lo stato fisico
della neve e del ghiaccio, stimare
la presenza di impurità,
la dimensione dei cristalli e
valutare l’impatto delle modifiche
sull’energia riflessa dalla
superficie nevosa».
LO SAI
CHE...
SABATO
24 25
Giornata
internazionale
dell’educazione
DOMENICA
L’osservazione della Terra
dallo spazio non è solo
esplorazione: è uno strumento
cruciale per affrontare
le sfide ambientali
del nostro tempo, e sarà
sempre più centrale per la
comprensione e la gestione
del cambiamento climatico.
(Al tema è stata dedicata
la GreenPlanner 2022 con
Copernicus mediapartner
dell’edizione: se non ce l’hai
chiedi una copia alla redazione).
greenplanner 17
Arte e scienza paladini dell’ambiente
Cosa ci stanno
dicendo i ghiacciai?
«Le superfici ghiacciate del
Pianeta sono uno dei tasselli
fondamentali dei meccanismi
di feedback per la regolazione
del bilancio radiativo del nostro
pianeta - ci racconta Deborah
Fiorini, dottoranda in Scienze
Chimiche, Geologiche e Ambientali
presso l’Università
degli Studi Milano-Bicocca -.
Variazioni della criosfera generano
perturbazioni nel sistema
climatico terrestre, con
conseguenze sul lungo termine
secondo il principio che
conosciamo come inerzia climatica.
Un aumento del tasso
di fusione dei ghiacciai, come
si osserva negli ultimi tem-
26
AM
27
AM
LUNEDÌ Giornata Internazionale dell’energia pulita
MARTEDÌ
PM
Giornata internazionale della memoria
delle vittime dell’Olocausto
PM
pi, riduce le superfici con alta
capacità di riflettere la radiazione
solare (definita Albedo),
con maggiore assorbimento
della stessa e rafforzamento
del riscaldamento globale.
L’aumento dell’anomalia climatica
sta avvenendo ad una
velocità mai osservata fino
ad ora nel corso della storia
climatica in nostro possesso,
con aumento della fusione
dall’Artico all’Antartide passando
dai ghiacciai delle medie
latitudini, ormai duramente
colpiti».
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AM
MERCOLEDÌ
Giornata della protezione dei dati personali
PM
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settimana 5
29
AM
GIOVEDÌ
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gennaio/febbraio 2026
LO SAI
CHE...
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SABATO
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Giornata
internazionale
della Zebra
DOMENICA
Le carote di ghiaccio estratte
dai vari ghiacciai del pianeta,
sono un archivio privilegiato
di informazioni sulla
storia della Terra. Leggere
ogni pagina di questo libro
climatico consente una
maggiore comprensione
del paleoclima, dei cambiamenti
che stiamo attraversando
e delle possibilità
di modellizzazione di cosa
ci aspetta per il futuro. La
presenza di strati con polveri
minerali (dust), aerosol
inorganico sollevato dalle
regioni aride, trasportato
attraverso l’atmosfera e poi
depositato sulle superfici
del pianeta, ci fornisce l’opportunità
di caratterizzare
la dust stessa e la sua capacità
di indurre un maggiore
assorbimento della
radiazione solare incidente,
in funzione di parametri
come concentrazione,
composizione mineralogica
e dimensioni dei granuli.
Ognuna di queste caratteristiche
genera un impatto
sul bilancio radiativo terrestre
che dobbiamo cercare
di interpretare al meglio.
Il diario continua a pag. 24
greenplanner 19
MORE ABOUT THE IMAGE
These Landsat satellite images were sourced from NASA Earth Observatory,
NASA Worldview, USGS EarthExplorer, and ESA Sentinel Hub.
• E) Breiðamerkurjökull Glacier, Iceland
• R) Florida Keys, Florida
• H) Southwestern Kyrgyzstan
• A) Lake Mjøsa, Norway
• A) Yukon Delta, Alaska
• T) Liwa, United Arab Emirates
• D) Akimiski Island, Canada
• Y) Ramsay, New Zealand
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https://landsat.gsfc.nasa.gov/apps/YourNameInLandsat-main
#YOURNAMEINLANDSAT
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appunti del mese
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febbraio/
Quanto sto male per l’inquinamento?
Rubrica a cura di Camilla Galli Macricè
© ScriviKika_Palermo
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Quanto sto male per l’inquinamento?
2
AM
LUNEDÌ
Giornata mondiale delle zone umide
PM
L’INQUINAMENTO
è per lo più umano
e attenzionare
i nostri
comportamenti
può farci un gran
bene. Ci pensi mai
a quanto vale un
semplice gesto?
Malattie
da inquinamento
Non ci sono più dubbi: l’inquinamento
causa malattie e
morti e tutti noi ne siamo sia
causa che soggetti. Nessuno si
senta escluso.
L’European environment
agency ha messo nero su
bianco quale sia anche l’impatto
sulla salute della popolazione
europea dell’esposizione
prolungata a tre principali inquinanti
atmosferici: il particolato
fine (PM2,5), il biossido di
azoto (NO 2
) e l’ozono (O 3
).
Ma abbiamo anche l’acqua inquinata
e pure la pioggia può
portare con sé sostanze nocive
(vedi le piogge acide). E pure
il suolo è soggetto a inquinamento.
Le acque e il suolo vengono
contaminate da sostanze chimiche
e rifiuti, con effetti devastanti
sulla nostra salute. Scarichi
industriali (metalli pesanti,
solventi, prodotti chimici tossici)
sono da tempo sotto stretta
sorveglianza di leggi e direttive.
Ma non siamo ancora “salvi” da
situazioni che riguardano anche
gli sversamenti accidentali in
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3
AM
4
AM
MARTEDÌ
MERCOLEDÌ
PM
Giornata mondiale della fratellanza umana
Giornata mondiale per la lotta contro il cancro
Giornata mondiale per la sicurezza in Rete
PM
settimana 6
febbraio 2026
5
AM
GIOVEDÌ
Giornata mondiale contro lo spreco alimentare
PM
mare. Anche l’agricoltura, per
mezzo di fertilizzanti e pesticidi
causano eutrofizzazione.
Infine, anche tante sostanze
che ci circondano in casa ci
potrebbero fare male. Vestiti
compresi che indossiamo inconsapevolmente
e che causano
malattie non solo alla pelle.
6
AM
VENERDÌ
Giornata mondiale contro l’infibulazione
e le mutilazioni genitali femminili
Prendono il via le Olimpiadi invernali di
Milano Cortina 2026
PM
Aria più buona in Europa
Nel contesto del Green Deal
europeo, il piano d’azione Inquinamento
Zero ha l’obiettivo
di migliorare significativamente
la qualità dell’aria entro il 2030,
in particolare agendo sulla riduzione
del particolato fine
(PM2,5). L’obiettivo principale
delle azioni deliberate è quindi
quello di diminuire del 55%
i decessi prematuri attribuibili
all’inquinamento atmosferico
nell’Unione europea rispetto ai
livelli registrati nel 2005.
Correlati
e associazioni
SABATO
7 8
Giornata contro
il bullismo e il
cyberbullismo
DOMENICA
PM2,5: tra le malattie associate
al particolato fine spicca l’ischemia,
seguita da ictus, diabete
mellito, cancro ai polmoni, Bpco
(Broncopneumopatia cronica
ostruttiva) e asma infantile.
NO 2
: le malattie con il maggiore
onere associato a questo
inquinante sono il diabete mellito,
l’ictus e l’asma negli adulti.
Per asma, l’impatto è prevalentemente
legato alla morbilità
(88%), mentre per ictus
e diabete prevale la mortalità
(rispettivamente 76% e 58%).
O 3
: l’unica malattia considerata
in questo contesto è la Bpco,
con 8.400 decessi attribuibili
nel 2022.
greenplanner 25
Quanto sto male per l’inquinamento?
9
AM
LUNEDÌ
PM
In città si vive
sempre peggio
Anche in casa
Malgrado gli sforzi di molte
amministrazioni e cittadini,
la vita in città non è facilitata
dall’inquinamento causato da
tutta una serie di attività antropiche
quali il traffico veicolare,
le emissioni industriali, il
riscaldamento domestico e la
scarsa qualità dell’aria legata
a condizioni meteorologiche
sfavorevoli.
Va poi notato che nelle aree
urbane l’inquinamento indoor
ha lo stesso impatto sulla salute
al pari dell’inquinamento
esterno con possibili ripercussioni
in termini di malattie
polmonari, cardiache e tumorali.
È questo uno dei principali
risultati evidenziati in uno
studio condotto da Enea e
dall’Istituto di scienze dell’atmosfera
e del clima del Cnr-Isac
in collaborazione con le
università Sapienza di Roma
e Milano-Bicocca, nell’ambito
del progetto Viepi finanziato
da Inail.
Cosa intendiamo
con esposoma urbano
Chi vive in città deve fare anche
i conti con l’esposoma
urbano, ovvero l’insieme di
fattori ambientali a cui siamo
esposti nel corso della nostra
vita. In pratica, diversi
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AM
MARTEDÌ
MERCOLEDÌ
Giornata del ricordo
Giornatata mondiale dei legumi
PM
Giornata internazionale per le donne
e le ragazze nella Scienza
PM
settimana 7
12
AM
GIOVEDÌ
Giornata internazionale contro l’uso
dei bambini soldato
PM
febbraio 2026
fattori combinati con variabili
sociali, comportamentali
e biologiche, possono avere
un impatto significativo sulla
salute. All’esposoma urbano
non sono esposti gli adulti,
ma anche i bambini, tanto che
si parla anche di un’esposizione
all’inquinamento
sin dalle
nostre prime ore
di concepimento.
PER SAPERNE DI PIÙ
13
AM
VENERDÌ
Giornata mondiale della radio
PM
PRINCIPALI
COMPONENTI
DELL’ESPOSOMA
URBANO
INQUINANTI
ATMOSFERICI
PM2.5, PM10, ossidi di
azoto (NO₂), ozono (O₃),
fumi industriali
INQUINAMENTO
ACUSTICO
Traffico, lavori pubblici,
attività industriali
ESPOSIZIONE A
SOSTANZE CHIMICHE
Pesticidi, metalli
pesanti, microplastiche
SABATO
14 15
DOMENICA
Giornata
mondiale delle
Balene
Giornata
mondiale
contro il cancro
infantile
FATTORI CLIMATICI
Temperature estreme,
umidità, ondate di calore
STRESS PSICOSOCIALE
Traffico,
sovraffollamento, ritmi
di vita frenetici
STILI DI VITA
Mancanza di dieta sana,
poca attività fisica,
qualità scadente del
sonno
AMBIENTE COSTRUITO
Qualità degli spazi
verdi, accesso a
infrastrutture sanitarie
greenplanner 27
Quanto sto male per l’inquinamento?
Incendi tossici
Quando le foreste vanno in fumo
a cura della redazione
Il riscaldamento globale sta determinando condizioni
sempre più calde e aride che portano a situazioni di
inquinamento non sempre ben chiare a chi le vive
direttamente, ma anche indirettamente: gli incendi,
per esempio, mandano in tilt il sistema di produzione
di ossigeno e nello stesso tempo producono Co 2
. Ondate
di calore e siccità prolungate rendono le foreste
vulnerabili, trasformando la vegetazione in combustibile
pronto a propagare le fiamme. Quasi la metà
delle aree forestali mondiali è oggi più esposta alla
siccità rispetto a inizio secolo. Questo incremento di
vulnerabilità interessa sia gli ecosistemi naturalmente
adattati al fuoco, come le foreste boreali,
sia quelli che storicamente ne erano poco
toccati, come la fascia tropicale. Il tema lo
seguiamo con costante attenzione qui:
Secondo la classificazione redatta da Ispra, le
foreste italiane più colpite sono quelle di latifoglie
sempreverdi (macchia mediterranea e leccete),
seguite da querceti e pinete. Questo tipo di
vegetazione, tipica del clima mediterraneo, è
estremamente infiammabile soprattutto in presenza
di siccità prolungata e temperature elevate.
Quanto sto male per l’inquinamento?
FOCUS
Ogni anno, il Global footprint network calcola la data in cui la domanda di risorse
naturali dell’umanità supera la capacità della Terra di rigenerarle e stabilisce così
l’Earth Overshoot Day, giorno dell’anno in cui l’umanità ha consumato tutte le risorse
naturali (acqua, suolo fertile, legname, pesce, capacità di assorbire le emissioni di
CO₂, ecc.) che il Pianeta è in grado di rigenerare in un intero anno. Dopo questa data,
viviamo in deficit ecologico… che è ormai costante Per saperne di più
IN EVIDENZA
Tapparsi le orecchie a volte
non basta: l’inquinamento
acustico ci accompagna
durante le nostre
giornate e le ricadute sono
pesanti. Anche sociali e sicuramente
piscologiche
CONTINUA A LEGGERE QUI
I reati ambientali pesano
sulla nostra pelle
Tutti i reati ambientali provocano inquinamento.
E non stiamo parlando di briciole. Come registra
il Rapporto Ecomafia di Legambiente, si ha
certezza di una media di 111 reati al giorno, in
crescita del +14,4% rispetto all’anno precedente
(ultimi dati disponibili 2024). Di questi, 11.166
hanno riguardato la gestione illecita dei rifiuti,
comprese le discariche abusive e il traffico
illegale di rifiuti speciali. Le Regioni a maggiore
incidenza restano Campania, Puglia, Calabria
e Sicilia. In parallelo, secondo la Corte europea
dei diritti dell’uomo, oltre 540 procedimenti
penali sono stati avviati in Italia nei primi sei
mesi del 2024 per violazioni legate alla presenza
di discariche non
autorizzate. La certezza
è che i reati ambientali ci
toccano da vicino.
Una cura per noi, un pericolo
per l’ambiente: è così
che possiamo definire l’ibuprofene
che, purtroppo,
riesce a entrare nelle
maglie dei depuratori e
finisce nel mare
CONTINUA A LEGGERE QUI
I Pfas sono sotto l’attenzione
di molti. Anche
della tecnologia che
sta ideando il modo per
bloccarli. Anche se la migliore
strategia sarebbe
evitare di produrli
CONTINUA A LEGGERE QUI
Clima e inquinamento
sono tra le principali
preoccupazioni degli europei.
Lo afferma un’indagine
firmata EuroBarometro
CONTINUA A LEGGERE QUI
CONTINUA A LEGGERE QUI
greenplanner 29
Quanto sto male per l’inquinamento?
Invisibile
ma spesso c’è:
è il radon
Il radon è un gas radioattivo invisibile
ma pericoloso, soprattutto
per la salute polmonare.
Presente nelle rocce e nel suolo,
può accumularsi
in ambienti chiusi,
come abitazioni
e luoghi di lavoro,
e rappresenta
un rischio per la salute
umana. Poiché
si accumula in edifici
chiusi, è importante monitorarlo
e adottare misure
di prevenzione per ridurne la
concentrazione.
Effetti sulla salute
CANCRO AI POLMONI
Il radon è la seconda causa
di tumore ai polmoni dopo il
fumo, ed è responsabile di
circa il 9% dei casi di tumore
polmonare nel mondo. Il rischio
aumenta in ambienti
con alta concentrazione e
per i fumatori.
DANNI AI TESSUTI
POLMONARI
L’inalazione costante di
particelle radioattive può
causare infiammazione e
mutazioni cellulari.
AUMENTO DEL RISCHIO
CON L’ESPOSIZIONE
PROLUNGATA
Il radon è pericoloso soprattutto
quando viene respirato
per anni in ambienti
chiusi senza ventilazione
adeguata.
16
AM
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AM
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LUNEDÌ
MARTEDÌ
MERCOLEDÌ
Giornata nazionale del risparmio energetico
e degli stili di vita sostenibili
PM
PM
Apre MyPlant&Garden in fiera a Rho, Milano.
Vi aspettiamo al convegno su crisi climatica e
vitigni
Giornata mondiale della sindrome di Asperger
PM
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settimana 8
febbraio 2026
19
GIOVEDÌ
Giornata mondiale della protezione
dei mammiferi marini
COME RIDURRE
IL RISCHIO DA RADON?
AM
PM
AERARE
FREQUENTEMENTE
GLI AMBIENTI PER
RIDURRE L’ACCUMULO
DEL GAS
SIGILLARE CREPE
E FESSURE
LIMITARE LE VIE DI
INGRESSO DEL RADON
NELL’EDIFICIO
20
VENERDÌ
Giornata mondiale della giustizia sociale
UTILIZZARE SISTEMI
DI VENTILAZIONE
FORZATA, COME
IMPIANTI DI
VENTILAZIONE
MECCANICA
CONTROLLATA (VMC)
AM
PM
IN EDIFICI CON LIVELLI
MOLTO ALTI,
SI POSSONO
INSTALLARE BARRIERE
ANTI-RADON
O SISTEMI DI
DEPRESSURIZZAZIONE
DEL SUOLO
SABATO
21 22
Giornata
internazionale
della lingua
madre
Giornata
nazionale del
Braille
Giornata
del Pensiero
DOMENICA
Va detto che il radon si infiltra
negli edifici attraverso sia le
fessure nei pavimenti sia nelle
pareti, ma può essere trasportato
anche nei condotti idraulici
ed elettrici. Ci sono, inoltre,
materiali da costruzione radioattivi
(come alcune pietre naturali)
e i pozzi stessi possono
rilasciare radon nell’aria.
Le zone con suolo ricco di uranio
sono più a rischio di alte
concentrazioni di radon. La
buona notizia è che esistono
specifici strumenti che possono
rivelare se la concentrazione
supera il limite di sicurezza
(in Europa è 100-300 Bq/m³,
secondo l’Oms).
greenplanner 31
Quanto sto male per l’inquinamento?
Attenti all’ozono
L’ozono (O₃) è una molecola
composta da tre atomi di ossigeno
e può avere effetti diversi
a seconda della sua posizione
nell’atmosfera:
Ozono stratosferico (“buono”):
si trova nella stratosfera,
tra 15 e 35 km di altitudine, e
forma lo strato di ozono, che
protegge la Terra dai raggi ultravioletti
(UV) dannosi del Sole.
Ozono troposferico (“cattivo”:
si trova vicino alla superficie
terrestre e, se presente in
alte concentrazioni, è un inquinante
atmosferico nocivo per
la salute e l’ambiente.
23
AM
24
LUNEDÌ
MARTEDÌ
PM
La Pianura Padana
spicca tra gli hotspot
europei per le elevate
concentrazioni di
ozono a causa dei suoi
precursori inquinanti
da traffico e da
metano, ma anche
per la fortissima
concentrazione di
allevamenti
AM
PM
H 2
S sotto
osservazione
• Origine dell’idrogeno solforato:
processi industriali,
decomposizione di materiali
organici.
• Pericolo: in basse concentrazioni
ha un odore
di uova marce, ma in alte
quantità può causare perdita
di coscienza e morte per
paralisi respiratoria.
• Prevenzione: monitoraggio
in ambienti a rischio,
ventilazione adeguata.
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MERCOLEDÌ
PM
32 greenplanner
settimana 9
febbraio/marzo 2026
26
AM
GIOVEDÌ
PM
L’ammoniaca
(NH₃) che ci
circonda
27
VENERDÌ
Giornata internazionale dell’Orso polare
Giornata mondiale delle Ong
• Origine: Industria chimica,
fertilizzanti, prodotti per la
pulizia.
• Pericolo: irritante per pelle,
occhi e vie respiratorie,
può causare bruciature
chimiche in alte concentrazioni.
• Prevenzione: usare protezioni
e ventilazione quando
si maneggiano prodotti
contenenti ammoniaca.
AM
PM
L’arsenico
pur naturale
SABATO
28 1
Giornata mondiale
delle malattie rare
Il diario continua a pag. 40
DOMENICA
Giornata
contro la
discriminazione
L’arsenico è un metalloide tossico
presente naturalmente
nella crosta terrestre. È noto
per la sua pericolosità, soprattutto
in acqua e alimenti contaminati.
È altresì prodotto anche
da diverse attività umane
facilitate dall’industria mineraria,
dagli scarichi industriali,
ma anche attraverso pesticidi
e fertilizzanti
L’esposizione prolungata all’arsenico
può causare:
• Vomito e diarrea
• Dolori addominali
• Confusione mentale
• Disturbi cardiaci
greenplanner 33
Quanto sto male per l’inquinamento?
Effetti tossici
34 greenplanner
a cura di Roberta Pedrazzani, professore associato Università degli Studi di Brescia.
Docente di Chimica ambientale ed Ecologia applicata e responsabile del Laboratorio
di Analisi Industriali e Ambientali Dimi, Responsabile del Laboratorio di Ecotossicologia
per la protezione dell’ambiente (Agrofood Research Hub)
Troppi inquinanti
emergenti
ci circondano:
ecco cosa possono
provocare
Gli inquinanti emergenti, i
cosiddetti Ie, comprendono
nuove sostanze chimiche,
potenzialmente pericolose,
immesse nell’ambiente, rilevate
per la prima volta in matrici ambientali
grazie al perfezionamento
delle tecniche analitiche oppure
sostanze già note, la cui
pericolosità è stata progressivamente
evidenziata.
Gli inquinanti emergenti differiscono
notevolmente dal punto
di vista chimico, dell’utilizzo e
dell’origine; comprendono, tra
gli altri, farmaci e prodotti per la
cura della persona e della casa,
ignifughi polibromurati, sostanze
per-e polifluoroalchiliche, sottoprodotti
della (bio)degradazione
(per esempio gli alchilfenoli) e
della combustione (quali diossine
e furani policlorurati/bromurati).
Questi inquinanti, affatto diversi
dal punto di vista molecolare,
sono generalmente bioaccumulabili
e persistenti, potenzialmente
in grado di diffondersi nell’ambiente
e raggiungere le aree più
remote. Generalmente rinvenuti
in tracce (concentrazioni anche
mille volte inferiori alle parti per
miliardo, salvo casi specifici di
contaminazione) possono indurre
effetti tossici, spesso sul lungo
periodo e addirittura nei confronti
della progenie. La compresenza di
più sostanze, in concentrazioni irrisorie,
addirittura inferiori ai limiti
di quantificazione, può dar luogo
al cosiddetto effetto “something
from nothing”, dovuto all’instaurarsi
di interazioni tra essi.
L’esecuzione di saggi tossicologici
sta assumendo crescente importanza
nel panorama legislativo
internazionale, in concomitanza
con la trasformazione degli obiettivi
delle norme di tutela ambientale,
finalizzate alla preservazione
(o al ripristino) di interi ecosistemi,
con un approccio olistico che
comprende la salute umana e
l’integrità dell’ambiente.
Il monitoraggio (in situ e/o in
laboratorio) si concentra su organuli
cellulari, cellule, tessuti,
organi, apparati, organismi (e loro
progenie) con diversi ruoli nella
rete trofica, popolazioni, comunità,
restituendo la risposta del sistema
biologico a seguito dell’esposizione
a sostanze singole o
a matrici complesse, includendo,
intrinsecamente, gli eventuali effetti
combinati (additivi, antagonisti,
sinergici, di potenziamento).
Gli effetti studiati comprendono,
tra gli altri, l’interferenza endocrina,
la mutagenicità, l’induzione
dello stress ossidativo, la morte.
In un’ottica One Health i saggi
biologici si rivelano uno strumento
potentissimo e fortemente
complementare alle misure chimiche,
consentendo di effettuare
valutazioni di rischio più realistiche,
inclusive degli effetti sub-letali,
cronici e combinati, spesso
non rilevabili attraverso l’analisi
dei singoli contaminanti.
ANALISI IN CAMPO
Recentemente sta acquisendo crescente rilevanza il cosiddetto
Effect-based monitoring, cioè un monitoraggio focalizzato sugli
effetti biologici.
Nell’Unione Europea, per esempio, nell’ambito della Common Implementation
Strategy (Cis) della Direttiva Quadro sull’Acqua (Water
Framework Directive, Wfd) si sta lavorando a un documento di
riferimento che consenta l’applicazione del cosiddetto Effect-Based
Monitoring (Ebm). L’attenzione è posta sulla definizione di
valori di riferimento (i cosiddetti Effect Based Trigger
values) che consentano di fissare un livello di accettabilità
sulla base dell’attività biologica indesiderata
o di un rischio indotti dall’esposizione a un campione.
PER SAPERNE DI PIÙ
Quanto sto male per l’inquinamento?
Sulle nostre teste, sotto i nostri piedi
Dalla pioggia acida
è difficile difendersi
a cura della redazione
Forse il modo più semplice
per pensare al fenomeno
delle piogge acide è di
immaginare le gocce di pioggia
come piccole spugne che, nella
loro caduta verso il suolo, assorbono
le sostanze chimiche
presenti nell’aria. Tra queste,
ve ne sono alcune - come l’anidride
solforosa e solforica, il
monossido e il biossido d’azoto
e l’anidride carbonica - che, a
contatto con l’acqua, possono
trasformarsi in acidi. Esattamente
come è successo con il
riscaldamento globale, che di
fatto consiste in una gigantesca
alterazione del ciclo biogeochimico
del carbonio, anche per
le piogge acide i problemi sono
nati quando le attività umane
sono andate a perturbare i cicli
naturali. Un fenomeno che
tocca tutti noi e che
dovremmo prendere
maggiore coscienza.
PER SAPERNE DI PIÙ
PER SAPERNE DI PIÙ
Siti inquinati:
la situazione in Italia
Lo sviluppo industriale
ha lasciato
in eredità al nostro
Paese una miriade
di siti inquinati, che
ancora oggi mettono
a repentaglio la salute
delle persone e degli
ecosistemi. Sono passati
quasi quarant’anni da quando, nel 1986, la legge 349 istituiva il
Ministero dell’Ambiente e introduceva il primo riferimento normativo
alle aree a elevato rischio di crisi ambientale. Quattro decenni che,
semplificando, possono essere divisi in quattro fasi, con la prima dedicata
alla definizione del concetto di bonifica dei siti inquinati e all’introduzione
delle prime disposizioni specifiche per la messa in sicurezza, la
bonifica e il ripristino ambientale dei siti inquinati. Il secondo decennio
è invece servito per scrivere il Testo unico ambientale (il famoso Dlgs
152/2006), che disciplina gli interventi di bonifica e ripristino dei siti
contaminati. Questi anni vedono poi la crescita numerica dei Siti di
interesse nazionale (Sin), quelli cioè che devono essere oggetto di bonifica
urgente, che nel 2008 arrivano a 57. Dopo altri vent’anni in cui si
sono susseguite una serie di disposizioni che hanno modificato i criteri
di definizione di questi siti, si è arrivati a oggi quando, con oltre 226.000
ettari (tra suolo e mare) che rientrano in questo perimetro,
ci si trova in una situazione caratterizzata da ritardi e lungaggini
sempre più rilevanti. Bonifiche ambientali in Italia:
il punto della situazione.
AL BANDO IL PIOMBO
Il piombo è un inquinante
persistente che una volta
disperso negli ecosistemi
genera danni a molteplici livelli
e provoca il saturnismo
(fenomeno che ha accompagnato
fin dal principio la storia
dell’umanità). L’Europa sta
provando a bandire del tutto
sia le munizioni sia i pesi da
pesca che contengono questa
sostanza, per proteggere
la biodiversità (e le persone).
Oggi, abbiamo eliminato il
piombo da tubature, vernici,
carburanti e processi
industriali, ma le munizioni
da caccia e i pesi da pesca
continuano a contaminare gli
ecosistemi, con conseguenze
a cascata su moltissime
specie, compresa la nostra.
La Commissione europea
sta lavorando affinché
siano messe al bando le
munizioni e i
pesi da pesca
contenenti
piombo.
PER SAPERNE DI PIÙ
36 greenplanner
Recuperare
per non inquinare
Ogni anno, in Italia, vengono
recuperate circa
350.000 tonnellate di
pneumatici fuori uso, più o
meno 38 milioni di copertoni
che, messi uno accanto
all’altro, formerebbero una
linea lunga quasi 20.000
chilometri, Milano-San
Francisco andata e ritorno.
PER SAPERNE DI PIÙ
Per i temi legati
all’economia circolare
rimandiamo a pag. 81.
appunti del mese
MANTIENI SANA LA NATURA,
non portare piante a casa
#PlantHealth4Life
38 greenplanner
L M M G V S D
23 24 25 26 27 28 1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
Portate la natura a casa nei 16 17 vostri 18 19ricordi 20 21 o 22 in
23 24 25 26 27 28 29
30 31 1 2 3 4 5
marzo/
Crisi climatica:
non rimaniamo più senza parole
Rubrica a cura di M.Cristina Ceresa
© Ardenghi_Orto Botanico Pavia
greenplanner 39
Crisi climatica: non rimaniamo più senza parole
2
AM
LUNEDÌ
Giornata mondiale del tennis
PM
L’abbecedario
della crisi climatica
A volte sembra di non avere
più parole per descrivere la
crisi climatica che incombe
e che ci porta a vivere, cosa
mai pensata una volta sul
Vecchio continente, anche
esperienze di cicloni, uragani
e tifoni. Così, abbiamo
sempre più a che fare con il
termine cataclisma usato
per descrivere eventi di natura
dirompente e distruttiva.
Nei tempi antichi il cataclisma
era strettamente
legato a catastrofi causate
dall’acqua, come indicato
dall’etimologia greca “kataklysmós”,
che significa
“inondazione”. Oggi, il termine
cataclisma ha assunto
un significato più generico,
che fa riferimento a qualsiasi
situazione che arrechi danni
estesi a persone e ambiente.
Dall’antico al moderno: willy
willy - chiamato anche dust
devil, ovvero “diavolo di polvere”
- è un fenomeno che
interessa le zone desertiche
dell’outback australiano. Si
tratta di alte colonne di sabbia
e polvere che, a differen-
40 greenplanner
3
AM
4
AM
MARTEDÌ
MERCOLEDÌ
Giornata mondiale della fauna selvatica
e della Natura
PM
Giornata mondiale dell’ingegneria
per lo sviluppo sostenibile
PM
settimana 10
marzo 2026
5
AM
6
AM
GIOVEDÌ
VENERDÌ
Giornata nazionale del ricondizionato
PM
PM
SABATO
7 8
DOMENICA
Giornata
internazionale
della Donna
za dei tornado, nascono e si
innalzano direttamente dal
suolo e, seppur simili nella
forma, risultano decisamente
meno distruttive. Come
spiegano in Babbel, la piattaforma
online per l’apprendimento
delle lingue, l’origine
etimologica del termine è incerta,
ma si ritiene che willy
willy derivi dal nome con cui
le popolazioni aborigene, in
lingua Yindjibarndi e Wemba
wemba, descrivevano degli
spiriti maligni che si manifestavano
sotto forma di vortici
di sabbia.
Il fenomeno dei “vortici di
polvere” è diffuso in numerosi
Paesi ed è noto con nomi
differenti, spesso connessi
a un elemento divino, come
“diablo de polvo” (diavolo di
polvere) in Messico e Djin o
Jinn, in riferimento agli spiriti
del vento nella mitologia
islamica.
Anche il termine derecho (in
spagnolo significa “dritto”, per
contraddistinguere i venti lineari)
va spiegato perché si
tratta di una tempesta caratterizzata
principalmente da
improvvisi rovesci di pioggia
e da forti venti. Negli ultimi
anni, a causa dell’aumento
delle temperature e, soprattutto,
dell’umidità, queste
tempeste improvvise sono
arrivate a interessare anche
le coste italiane provocando
numerosi danni.
I più brillanti hanno anche un
nuovo termine per descrivere
i tornado: twister, ruotare.
Azzeccato, no?
Se vuoi saperne
di più vai a pag. 48
greenplanner 41
Crisi climatica: non rimaniamo più senza parole
Come comportarci
Il detto “piove governo ladro”
nasce con tutta probabilità alla
fine dell’800 quando le strade,
gestite male dal nuovo governo
unitario, con la pioggia diventavano
fangose: impossibile muoversi
senza infangarsi. Eppure,
era la logica del detto “si pagavano
le tasse”. Oggi, in piena crisi
climatica, al Governo torniamo a
chiedere un piano che metta in
sicurezza i cittadini da alluvioni,
siccità, incendi, frane. Conosciamo
bene gli andamenti: i centri
di ricerca come il Cnr, Enea e gli
atenei preposti stanno mettendo
a punto modelli e tecnologie
che da tempo ci dicono come ci
dobbiamo comportare.
9
AM
10
AM
LUNEDÌ
MARTEDÌ
PM
PM
In caso
di alluvioni
(ecco le tecnologie per la
previsione e il monitoraggio)
Radar meteorologici
e satelliti
• Monitorano in tempo reale
le piogge, le nuvole, le perturbazioni.
• Permettono di stimare
quantità e intensità delle
precipitazioni in arrivo.
Modelli meteorologici
avanzati (come Ecmwf,
Icon, Wrf)
• Simulano l’evoluzione delle
piogge e delle piene nei
fiumi.
• Usano intelligenza artificiale
e big data per prevedere
eventi estremi anche con
24-72h di anticipo.
11
AM
MERCOLEDÌ
PM
42 greenplanner
settimana 11
12
AM
13
AM
GIOVEDÌ
VENERDÌ
PM
PM
SABATO
14 15
Giornata internazionale
di azione per i fiumi
Giornata nazionale
del paesaggio
Giornata del Pi Greco
Giornata mondiale del sonno
DOMENICA
marzo 2026
Sensori e idrometri
nei fiumi
• Rilevano in tempo reale
l’altezza dell’acqua, la velocità
e il rischio esondazione.
• Collegati a sistemi di allerta
per protezione civile e
comuni.
Sistemi Gis (Geographic
information system)
• Mappano le aree a rischio
e permettono di simulare
scenari di alluvione.
• Utili per decidere dove costruire
argini, invasi o evacuare.
Scienza
& tecnologia
I satelliti sono lo strumento
più importante per vedere e
prevedere la siccità dall’alto,
su vasta scala. Tra questi va
ricordato il progetto europeo
Copernicus con i propri satelliti
Sentinel che monitorano l’umidità
del suolo, la vegetazione
e la temperatura superficiale
producendo mappe della siccità
agricola e idrologica (La
GreenPlanner 2022 era dedicata
al progetto Copernicus.
Richiedila alla redazione se te
la sei persa).
Dall’altra parte dell’Oceano,
alla Nasa è affidata la valutazione
del contenuto di umidità
del terreno, stress della vegetazione
e condizioni dei laghi/
fiumi. I satelliti mandati in orbita
sono il Smap, ma anche il
Modis e il Landsat.
Infine, è da ricordare anche l’operazione
Grace che attraverso
i satelliti gemelli permette di rilevare
variazioni nelle falde acquifere
sotterranee (siccità profonda,
invisibile in superficie).
greenplanner 43
Biodiversità a rischio
Le aree protette da istituire per proteggere
il 30% del territorio e del mare entro il 2030
Le proposte di Legambiente
PER APPROFONDIRE
p p g
15
14
16
17
13
20
12
15
14 51 18
16
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17
1
13
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12
18
19
19
60
60
2
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9
11
10 33
9
11
63
Aree protette nazionali con
procedimento istitutivo in corso
Nuove aree protette
Aree protette nazionali con
procedimento proposte istitutivo da Legambiente
bloccato
Aree Aree Nuove marine protette aree protette nazionali di reperimento con
senza proposte procedimento da Legambiente
istitutivo
in corso
Aree protette nazionali con
procedimento istitutivo bloccato in corso
Aree marine protette protette nazionali di con reperimento
senza procedimento procedimento istitutivo istitutivo bloccato
Aree marine protette di reperimento
senza procedimento istitutivo
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65
51
67 66
1
21
22
3
34
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67 66
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68 70
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23 64
8
26
5
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26B
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54
6932
22
3
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68 70 23
4
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61
34
25
7
8
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55
35
36
26 40
27
28 38
37
39 62
5
29
26B
57
Nuove aree protette proposte da Legambiente
1 Parco nazionale del Fiume Magra
59
2 Parco nazionale del Monte Catria, Nerone e Alpe della
Luna
3 Parco nazionale del Sirente Velino
4 Parco nazionale della Penisola Sorrentina
5 Parco nazionale del Fiume Ofanto
6 Parco nazionale dell’Etna
32
7 Area marina protetta Torre La Punta
8 Area marina protetta della Costa 53 Molisana
9 Parco regionale del Carso
54
48 73
74
58
72
30
504
71
52
31
7
42
6
77
49 47
76
75 44
46
45
43
41
55
56
35
36
40
27
28 38
37
39
29
57
10 Parco regionale della Carnia
11 Parco regionale della Laguna di Marano e Grado
12 Parco regionale delle Alpi Retiche
13 Parco regionale dello Staffora Oltrepò
14 Parco regionale dell’Olona
15 Parco regionale del Seveso
16 Parco regionale del Lambro meridionale
17 Parco regionale Metropolitano e Agricolo Milanese
18 Parco regionale delle Colline dell’agro-fluviale di Brescia
19 Parco interregionale del Po Grande
20 Parco regionale Crinale Piacentino
21 Parco interregionale del Fiume Tevere
22 Parco regionale del Monte Terminillo e dei Monti Reatini
23 Parco regionale dei Monti Volsci
24 Parco interregionale degli Ernici
25 Parco regionale dell’Alto Molise
26 Parco regionale dei Monti Dauni
26B Riserva regionale del Barsento
27 Parco regionale della Catena Costiera
28 Parco regionale del Fiume Neto
32 Parco regionale Saline del Molentargius e Santa Gilla
33 Riserva regionale del Tarvisiano
34 Riserva regionale Monte Pallano e Lecceta d’Isca
d’Archi
48
35 Riserva regionale della Pineta e Dune di Montegiordano
74
36 Riserva regionale del Torrente Celati e Foreste
Rossanesi
37 Riserva regionale dell’Alto Neto
38 Riserva regionale Calanchi del Marchesato, Monte
Fuscaldo e Timpone S. Francesco
39 Riserva regionale delle Murge di Strongoli 58
40 Riserva regionale Dune di Marinella e Pineta di Punta 72
Alice
41 Riserva regionale Valle Ruffa
42 Riserva regionale Forre laviche del Simeto
43 Riserva regionale Pantani Sicilia sud orientale
44 Riserva regionale Isola di Capo Passero
45 Riserva regionale Isola della Correnti
46 Riserva regionale Isola dei Porri
47 Riserva regionale Capo muro di Porco – penisola della
Maddalena
73
41
50 71
Aree protette nazionali
con procedimento istitutivo in corso
48 Parco nazionale delle Egadi e del Litorale Trapanese (L.
31
222/2007)
Parco nazionale 49 degli Iblei (L. 222/2007)
50 nazionale delle Eolie Parco
30 Parco
(L. 222/2007)
42
(L. 205/2017) 6
51 nazionale di Portofino
52 Area marina protetta Isola di Capri (394/91 DL
77
162/2019)
Area marina 53 protetta Isola di San Pietro (394/91 DL
162/2019)
49
Orosei-Capo
47
Monte Santu
54 Area marina protetta Golfo di
76
(L. 979/82 L. 221/2015)
di Maratea (394/91
75 44
46
45
Cheradi e 43 Mar Piccolo
55 Area marina protetta Costa DL
162/2019)
Area marina 56 protetta Isole (L.
394/91; L.178/2020)
Area marina protetta 57 Capo d’Otranto - Grotte Zinzulusa
e Romanelli – Capo di Leuca (394/91 L. 205/2017)
Area marina protetta Banchi di Graham, Terribile,
58
Pantelleria e Avventura nel Canale di Sicilia (221/2015 )
Aree protette nazionali
con procedimento istitutivo bloccato
62 Area marina protetta Grotte di Ripalta-Torre Calderina
(L.394/91; L.147/2013)
63 Area marina protetta Costa del Monte Conero
(L.394/91; L.147/2013)
64 Area marina protetta Costa del Piceno (L. 394/91)
Aree marine protette di reperimento
senza procedimento istitutivo
65 Area marina protetta Isola di Gallinara (L. 394/91)
66 Area marina protetta Monti dell’Uccellina - Formiche di
Grosseto - Foce dell'Ombrone Talamone (L. 394/91)
67 Area marina protetta dell’Arcipelago Toscano (L.979/82)
68 Area marina protetta Monte di Scauri (L. 394/91)
69 Area marina protetta de La Maddalena (L. 394/91)
70 Area marina protetta Isole Pontine – Circeo (L.979/82)
71 Area marina protetta Isole Eolie (L.979/82)
72 Area marina protetta Isola di Pantelleria (L. 394/91)
73 Area marina protetta Promontorio di Monte Cofano,
Golfo di Custonaci (L. 394/91)
74 Area marina protetta Stagnone di Marsala (L. 394/91)
75 Area marina protetta Capo Passero (L. 394/91)
76 Area marina protetta Pantani di Vendicari (L. 394/91)
29 Parco regionale Costa del Turchese e Capo Rizzuto,
Colline di Crotone
59 Parco nazionale del Gennargentu e Golfo di Orosei (L.
394/91)
77 Area marina protetta Grotte di Acicastello (L. 394/91)
30 Parco regionale dei Monti Sicani
44 greenplanner
31 Parco regionale dei Monti Peloritani
60 Parco nazionale del Delta Po (L. 394/91)
61 Parco nazionale della Costa Teatina (L. 93/2001)
Crisi climatica: non rimaniamo più senza parole
FOCUS
Abbiamo sempre maggior spazio per far crescere piante e alberi là dove
si ritirano i ghiacciai. Ovviamente, purtroppo questa non è una buona
notizia perché porta con se anche un cambiamento nella composizione
delle comunità vegetali
Continua a leggere qui
© Marco Tessaro
IN EVIDENZA
Modelli di bosco che
mitigano la crisi climatica
Nei boschi delle aree alpine e prealpine si
osservano in modo sempre più evidente
e diffuso gli effetti della crisi climatica in
corso: nella sola piccola porzione prealpina
della provincia di Varese, dal 2020 a oggi, si
contano circa 50 eventi franosi; ben 60 casi di
esondazioni e allagamenti; più di 30 incendi e
oltre 35 eventi estremi con cadute di piante e
conseguenti chiusure
di strade.
In risposta
all’evidenza di questi
impatti, la Comunità
Montana Valli del
Verbano - nel ruolo di capofila del partenariato
composto da Ente Parco Campo dei Fiori, Lipu,
Centro per un Appropriato Sviluppo Tecnologico
Cast, Università degli Studi dell’Insubria e
Centro Geofisico Prealpino - ha elaborato
una Strategia di Transizione Climatica Bosco
Clima (Stc): un modello per la mitigazione,
l’adattamento e la resilienza climatica
sull’ecosistema bosco cui ha contribuito anche
un finanziamento di Fondazione Cariplo.
La Stc-Bosco Clima prevede 29 azioni da
realizzare nel periodo
2023–2026 con effetti
orientati a medio lungo
termine.
Come progettare e creare
una “New Forest”. Ne abbiamo
parlato con Fabrizio
Storti, geologo e prorettore
vicario con delega alla
Terza Missione dell’ateneo
di Parma
CONTINUA A LEGGERE QUI
Piantare 3 miliardi di alberi
entro il 2030. Ecco come
sta contribuendo a questo
obiettivo il progetto Riforestazione
del Ministero
dell’ambiente e della sicurezza
energetica
CONTINUA A LEGGERE QUI
Svelati tutti i segreti
del perché si sta bene a
immergersi nei boschi:
camminare, passeggiare
e perché no… magari viverci
pure
CONTINUA A LEGGERE QUI
Ci sono foreste anche
sotto il mare. E anche
queste vanno protette
per ricevere i loro effetti
migliori
LI POTETE APPROFONDIRE QUI
CONTINUA A LEGGERE QUI
greenplanner 45
Crisi climatica: non rimaniamo più senza parole
Tecnici al lavoro
per saperne di più
Ma con tutta questa tecnologia
che abbiamo come mai
non riusciamo a prevedere con
maggiore precisione che tempo
farà?
I modelli numerici usati per
fare le previsioni (anche i migliori,
come Ecmwf o Gfs) si
basano su schemi passati e su
medie storiche. E purtroppo il
clima sta cambiando troppo
rapidamente: così avviene che
le previsioni medie non valgono
più e che i modelli fatichino
ad adattarsi al nuovo contesto.
Ma gli esperti sono al lavoro.
16
AM
17
AM
LUNEDÌ Giornata mondiale del Panda
PM
MARTEDÌ
PM
Facciamo chiarezza
tra clima e meteo
Molti usano “clima” e “meteo”
come sinonimi, ma in realtà
sono due cose diverse, anche
se strettamente collegate.
Proviamo a fare chiarezza: per
meteo si intende il tempo che
fa oggi o nei prossimi giorni. Riguarda
le condizioni atmosferiche
a breve termine.
Il clima, invece, è il tempo che
fa in media in una zona, in un
periodo lungo (anni).
In sostanza è lo studio delle
condizioni medie di una zona
e prende in considerazione la
temperatura, la pioggia, il ven-
46 greenplanner
18
AM
MERCOLEDÌ Giornata mondiale del riciclo
PM
settimana 12
marzo 2026
19
AM
20
AM
GIOVEDÌ
VENERDÌ
PM
PM
SABATO
21 22
Giornata
internazionale
delle Foreste
Giornata mondiale
dei Ghiacciai
Giornata
mondiale della
Sindrome di Down
Giornata
internazionale per
l’eliminazione
della
discriminazione
razziale
Giornata mondiale del Passero
Giornata mondiale delle Rane
Giornata internazionale senza carne
Giornata internazionale della felicità
Giornata
mondiale
dell’acqua
DOMENICA
to, l’umidità, su periodi lunghi
(30 anni è lo standard Oms/
Onu).
Detto ciò, va precisato che clima
e meteo sono tra loro collegati:
per meglio dire Il clima è
la cornice, il meteo è il dettaglio
del momento.
Il clima influenza il meteo: in un
clima tropicale è più probabile
avere piogge intense; in un clima
continentale, inverni freddi.
Ma il cambiamento climatico
può alterare il meteo: più eventi
estremi, più variabilità, più caldo
fuori stagione.
Un po’ come dire che il clima è il
guardaroba. Il meteo è il vestito
che metti oggi.
Ultimi dati sul
riscaldamento
globale
TEMPERATURE GLOBALI
• 2023 l’anno più caldo
mai registrato
• =1,48°C sopra i livelli
preindustriali
• Temperature molto
elevate nel 2024
OCEANI
• Temperature superficiali
ai massimi storici
• Anomalia termica in
Atlantico settentrionale
• Perdita di ghiaccio
marino in Antartide
CO 2
E GAS SERRA
• CO 2
atmosferica oltre
420 ppm
• Aumento di CH 4
e N 2
0
GHIACCIAI
• Continua il ritiro dei
ghiacciai
• Minimo storico del
ghiaccio marino
Fonte: varie
greenplanner 47
Crisi climatica: non rimaniamo più senza parole
Continua da pag. 41
Impariamo
a riconoscerli
Un ciclone (, ovvero
“cerchio” o “giro”) si distingue
per avere dense nubi a
forma circolare che
si sviluppano intorno
a un “occhio”, il
punto centrale più
calmo dove i venti si
placano.
L’uragano (in spagnolo huracán”,
ovvero il nome del
terribile dio indigeno al comando
del vento e
delle tempeste) o
ciclone tropicale, è
una tempesta che
interessa principalmente
il Centro e il
N o r d America.
Tifone è un vocabolo preso in
prestito dalla lingua cinese,
dove “t’ai fung” ( )
significa
“grande vento”, in riferimento
alla potenza dei venti che
caratterizzano questo fenomeno
distruttivo.
Tsunami - o maremoto -in
giapponese ha un significato
letterale di “onde sul porto”.
Questo fenomeno colpisce
principalmente le aree soggette
a terremoti subacquei
i quali, a seconda della loro
intensità, possono generare
onde anomale, che
raggiungono fino a
50 metri di altezza
nei casi più estremi.
Mentre il termine
italiano maremoto
richiama la caratteristica
oscillazione delle onde del
23
AM
24
AM
25
AM
LUNEDÌ
MARTEDÌ
MERCOLEDÌ
Giornata mondiale della meteorologia
Giornata nazionale dell’agricoltura negli Usa
PM
Giornata mondiale per la lotta alla tubercolosi
Giornata internazionale del diritto alla verità in
relazione con gravi violazioni dei diritti umani e
della dignità delle vittime
PM
Giornata internazionale di commemorazione
delle vittime della schiavitù
PM
48 greenplanner
settimana 13
26
AM
PM
27
GIOVEDÌ
AM
PM
SABATO
28 29
Ora della Terra
VENERDÌ Giornata mondiale del teatro
Il diario continua a pag. 54
DOMENICA
marzo 2026
mare a seguito di una scossa,
che può voler dire “maroso”
o “grande onda”.
Tornado (termine
spagnolo tronada,
che significa
“tempesta” o
“temporale e che
in italiano traduciamo con
tromba d’aria) è un vortice
intenso di nubi e vento alimentato
da correnti di aria
calda e fredda che nasce
da una cella temporalesca.
Questo fenomeno si verifica
sempre più frequentemente
in diverse regioni a
causa del surriscaldamento
globale. Così entra in scena
l’Eruzione vulcanica o capelli
di Pele (sono
sottili filamenti di
vetro vulcanico) cui
si associa la lava
raffreddata e miscelata
con acqua e rocce
vulcaniche (lahar in lingua
giavanese).
Il termine eruzione, che deriva
dal verbo latino “erumpĕre”’
ovvero
“erompere”,
descrive la
natura dirompente
ed esplosiva di
questo fenomeno.
Le eruzioni vulcaniche
hanno effetti
collaterali importanti
sia sull’ambiente
che sul clima, essendo
in grado di
influenzare anche
le temperature a
causa dell’elevata
produzione di anidride
carbonica che
comportano.
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Crisi climatica: non rimaniamo più senza parole
Opportunità in agricoltura
a cura di M.Cristina Ceresa
La sfida delle aree interne
Le aree interne, che in Italia
coprono circa il 60% del
territorio nazionale con
circa 3.900 Comuni (vedi box), si
potrebbero rivelare centrali per
affrontare alcune delle sfide più
urgenti del nostro tempo: crisi
climatica, sicurezza alimentare,
equilibrio ecologico e tenuta
socio-economica dei territori. In
particolare, l’agricoltura che vi
si pratica potrebbe avere solide
basi biologiche e rigenerative.
Le aree interne, infatti, sono
territori spesso lontano da fonti
di inquinamento. E come ci ricorda
Mario Serpillo, presidente
dell’Unione Coltivatori Italiani,
basandosi su studi del Crea (Consiglio
per la ricerca in agricoltura
e l’analisi dell’economia agraria)
Nell’immagine l’orto biologico
della fattoria Al di là del fiume
a Marzabotto
«le aziende biologiche possono
generare valore economico non
solo attraverso il premium price
dei prodotti, ma anche valorizzando
servizi ecosistemici come
il paesaggio e la biodiversità».
Connettere le aree interne con
i mercati urbani può stimolare
la crescita economica, creare
occupazione, contrastare il loro
spopolamento e al contempo,
ridurre gli sprechi alimentari.
DEFINIZIONE DI AREE INTERNE
In Italia, con aree interne si intendono quei territori che si trovano
significativamente distanti dai principali poli di offerta di servizi essenziali
(istruzione, salute, mobilità). Secondo i dati Snai aggiornati
al 2024, i Comuni italiani delle aree interne sono circa 3.900 con
una popolazione di circa 13,5 milioni di abitanti. La definizione nasce
nell’ambito della Strategia nazionale per le aree interne (Snai).
PER SAPERNE DI PIÙ
Uno scatto dei 2 ettari e mezzo
di Premosello Chiovenda
(30 chilometri da Verbania).
Qui nell’ultima stagione sono
stati raccolti 150 chili di foglie
di Camelia Sinensis, pari
a circa 75mila tazzine di tè
Coltivare il tè in Italia?
Certo che si può
Tè verde e nero proveniente dalla sponda piemontese del
Lago Maggiore. Così, i pochi chilometri che devono fare le
foglie della Camelia Sinensis una volta lavorate, assicurano
di mantenere intatte le proprietà (soprattutto quelle del tè verde
conosciuto per i suoi antiossidanti, i minerali e le vitamine). Ecco
perché ci è piaciuto visitare, in compagnia di Alessandro
Zacchera che rappresenta la seconda generazione
della Compagnia del Lago, la coltivazione più estesa
d’Italia e scoprirne così tutti i segreti.
Salviamo
le piante
I
dati sono chiari: circa due
specie di piante su cinque nel
mondo potrebbero sparire.
L’Università di Pisa ha presentato
un progetto per giungere a
definire una metodologia selettiva
dei semi vegetali in grado di
sopravvivere alla crisi climatica.
Un lavoro necessario per assicurare
anche la resilienza agroalimentare.
Selezionare i semi
da conservare in base alla loro
rilevanza evolutiva: è questa l’idea
di Angelino Carta
del Dipartimento
di Biologia dell’Università
di Pisa.
PER SAPERNE DI PIÙ
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appunti del mese
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aprile/
Antispecismo per un Pianeta in armonia
Rubrica a cura di Chiara Spallino
© Giardino della biodiversità - Orto Botanico di Padova
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Antispecismo per un Pianeta in armonia
Un’etica bestiale
Amare gli animali può significare
tante cose diverse. I
cani con cui dividiamo la nostra
casa; le zanzare che ci
infastidiscono d’estate e le
mucche che alleviamo per
sfamarci suscitano in noi
sentimenti molto distanti
tra loro. Come esprimere rispetto
verso tutti gli esseri
viventi, che si parli di capi di
bestiame, specie selvatiche
o animali domestici?
Contro ogni
sovrasfruttamento
degli animali
Qualche anno fa, la giornalista
statunitense Elizabeth
Kolbert ha definito il momento
in cui ci troviamo a vivere
l’era della “sesta estinzione”.
Oggi, dati sconcertanti sulla
perdita di specie e biodiversità
continuano a confermare
questo concetto. Uno studio
uscito nel 2025 su Frontiers
in Earth Science e firmato tra
gli altri da ricercatori dell’Università
di Genova ha stabilito
che la fase attuale presenta
una velocità di innalzamento
delle temperature più rapida di
quella che ha preceduto la più
grande estinzione di massa,
quella del Permiano-Triassico.
Al cambiamento climatico,
si sommano poi gli effetti del
consumo di suolo, dell’inquinamento
e dell’allevamento
intensivo.
Questa congiuntura sta facendo
riflettere non solo biologi
e naturalisti, ma anche chi si
occupa di filosofia morale ed
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PM
settimana 14
marzo/aprile 2026
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GIOVEDÌ
Giornata mondiale della
consapevolezza sull’autismo
PM
etica. Come dobbiamo porci rispetto
al mondo animale, oggi
più che mai in evidente sofferenza?
Dalla fine del 1900
si stanno facendo strada, per
la prima volta, teorie che riconoscono
un valore agli altri
esseri viventi - dal bestiame
agli animali domestici, fino agli
animali selvatici - che sia tutto
intrinseco, ossia non legato
alle nostre esigenze e ai nostri
appetiti.
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VENERDÌ
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SABATO
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DOMENICA
In Italia, a portare avanti
questa posizione è soprattutto
Gianfranco Mormino,
docente di Filosofia Morale
all’Università degli Studi di
Milano. Mormino ha definito
nei suoi testi il diritto alla
stabilità (vedi Per una teoria
dell’imitazione), secondo
cui un’azione è eticamente
valida quando non impone
ad alcun essere vivente uno
sradicamento dalle proprie
modalità di vita.
Si tratta di una nuova «etica
conservativa - afferma il filosofo
- la cui regola fondamentale
consiste nel diritto
di ciascun vivente di esplorare
il mondo sotto la spinta dei
propri bisogni». Si condanna
in questo modo
ogni forma di sovrasfruttamento
degli animali.
PER SAPERNE DI PIÙ
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Antispecismo per un Pianeta in armonia
Carne viva
In termini di “peso” (o biomassa)
su questo Pianeta ci
sono ormai più animali allevati
dall’uomo
- bovini,
suini e avicoli
- rispetto a
quelli che possiamo
definire
selvatici (Fonte:
Wwf).
Questa situazione
di squilibrio -
che porta con sé
emissioni sempre
crescenti - deriva
anche dal fatto
che il consumo
di carne globale è
passato da 45 milioni
di tonnellate del 1950
a 233 milioni del 2000.
Intanto, nel 2022, sono stati
prodotti globalmente 361
milioni di tonnellate di carne,
con il pollo che ha superato
il maiale nell’allevamento e
consumo.
Il peso dell’allevato
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LUNEDÌ Giornata mondiale dello sport
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MARTEDÌ Giornata mondiale della salute
PM
Mammiferi selvatici 4%
Esseri umani 36%
Suini e bovini allevati 60%
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Avifauna selvatica 30%
Pollame allevato 70%
(Fonte: Wwf)
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settimana 15
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Giornata naionale
del Mare
Giornata mondiale
del Parkinson
DOMENICA
aprile 2026
Allevamenti
sott’acqua
Gli impatti dell’allevamento
non si fermano alla terraferma.
Benché presenti interessanti
potenzialità di sviluppo,
l’industria dell’acquacoltura e
della piscicoltura, per il momento,
sta combinando una
rapida crescita con una serie
di conseguenze dannose per
gli habitat. L’acquacoltura intensiva,
infatti, può causare
inquinamento a causa dell’accumulo
di rifiuti organici, portando
a fenomeni di eutrofizzazione
e alterazione degli
ecosistemi. Inoltre, la diffusione
di malattie e parassiti
negli impianti di acquacoltura
può mettere in difficoltà
anche i pesci
selvatici,
soprattutto
nel caso
di fuga di
esemplari allevati.
Un’altra criticità
riguarda l’uso di farine
e oli di pesce come mangime,
che può paradossalmente
aggravare la pressione sulla
pesca. Uno studio pubblicato
nel 2024 su Nature e firmato
da ricercatori della Auburn
University sintetizza così la
situazione attuale: “si tratta
di un’industria estremamente
eterogenea a livello
di sostenibilità e in continua
evoluzione. Questo è quindi
il momento perfetto per studiare
lo stato dell’arte, non per
respingere a priori questa forma
di produzione alimentare,
ma per informare
le decisioni future
in termini di policy
e di investimento”.
greenplanner 57
PER SAPERNE DI PIÙ
Antispecismo per un Pianeta in armonia
Crisi ecologica
a cura di Francesco Gatti, naturalista e autore di libri sulla biodiversità
Il declino degli insetti allarma
gli esperti. A cosa andiamo incontro?
Che gli insetti stiano diminuendo
è fatto assodato
e quale sia la gravità della
situazione cosa ben nota, grazie
alle varie ricerche di cui si dispone,
perlomeno nel nostro mondo
occidentale. Ne fornisce un
esempio uno studio condotto in
alcuni parchi naturali della Germania,
divenuto (tristemente)
famoso tra gli studiosi, i cui risultati
parlano di una diminuzione
della biomassa degli insetti
volanti pari addirittura al 75% in
27 anni (Fonte: Hallman C.A. et
al). Successive ricerche hanno
delineato tendenze addirittura
più negative riguardanti gli insetti
(e altri artropodi) europei,
mostrando come il fenomeno
avvenga in diverse tipologie di
ambiente, dalle praterie alle foreste.
E gli scienziati ripetono da anni
quali siano le drammatiche
conseguenze legate a questo
fenomeno. In molti casi ne conosciamo
anche le cause e non
mancano le proposte (e talvolta
anche le azioni concrete) per
cercare di limitare questo grave
e rapido declino. Ciò che manca,
tuttavia, è una reale presa di
coscienza da parte del pubblico,
senza la quale è arduo se non
impossibile l’avvio di una reazione
efficace.
Non comprendere le complesse
interazioni tra organismi, le quali
SEMPRE MENO FARFALLE
VOLANO IN EUROPA
Restringendo il campo alle farfalle
la situazione non è rosea. Prendiamo
una delle specie più conosciute
e affascinanti al mondo: la farfalla
monarca americana (Danaus plexippus).
Dal 1997 al 2019 la popolazione
che sverna in California ha fatto registrare un calo degli individui
pari al 97% (Van Swaay C.A.M. et al., “The European Indicator for
Grassland Species 1990-2013, Report VS2015.009”,
De Vlinderstichting, Wageningen, 2015) E non molto
meglio se la passano quelle messicane: - 80%.
Continua a leggere:
regolano gli equilibri degli ecosistemi
determina l’incapacità di
mettere in relazione i vari fenomeni.
In questo senso diviene
complicatissimo afferrare i principi
di causa-effetto. A meno
che essi non siano immediati
e diretti, ben visibili, facilmente
comprensibili e, soprattutto,
strumentali al (presunto) benessere
umano.
Prendiamo per esempio il tema
degli impollinatori. Tra gli insetti
che maggiormente svolgono
questa fondamentale funzione
ecosistemica vi sono, certo, le
api, ma va ricordato che esse
non sono le sole e che anche gli
altri imenotteri (bombi, vespe,
api selvatiche), i ditteri (mosche
e affini), i lepidotteri (farfalle e
falene) e i coleotteri sono attori
importanti, che al pari delle api
vanno tutelati. Eppure è radicata
l’idea che siano soprattutto, se
non esclusivamente, le api – e
per dirla tutta, la sola specie domestica:
Apis mellifera – a farsi
carico della gran parte del lavoro
di impollinazione.
58 greenplanner
Antispecismo per un Pianeta in armonia
FOCUS
Chirotterofauna locale: anche i pipistrelli migrano. Sull’isola di Lampedusa, nei bunker
della Seconda guerra mondiale i ricercatori dell’Istituto per la ricerca sulle acque di
Verbania (Cnr-Irsa) e l’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri di Firenze (Cnr-Iret)
hanno documentato la presenza straordinaria di pipistrelli del Maghreb una specie
finora considerata esclusiva del Nord Africa.
IN EVIDENZA
© Animal Equality
Devono finire i maltrattamenti
degli animali
allevati per scopi alimentari
Le nanoplastiche
nemiche degli animali
CONTINUA A LEGGERE QUI
I corvidi in Italia sono
una presenza sempre
più familiare, eppure ancora
poco conosciuta…
Uno studio coordinato dall’Istituto di biochimica
e biologia cellulare del Consiglio nazionale delle
ricerche (Cnr-Ibbc) di Monterotondo Scalo (Rm)
ha approfondito gli effetti dell’inalazione di
nanoplastiche nei mammiferi. Dannose tanto da
mutarne l’olfatto. L’inalazione di nanoplastiche
provoca una sua bio distribuzione in numerosi
organi fra cui il cervello, i polmoni, i testicoli, il
tessuto adiposo. «Le nanoplastiche inducono un
grave difetto nella capacità olfattiva degli animali
– motiva Stefano Farioli Vecchioli del Cnr-Ibbc,
tra i partecipanti alla ricerca – perché vanno
a intaccare la regione del cervello deputata
al riconoscimento degli odori. I nostri studi
hanno poi evidenziato
la presenza di processi
infiammatori transitori nel
bulbo olfattivo».
CONTINUA A LEGGERE QUI
Conosciamo lo strumento
del whistleblowing
per denunciare gli abusi
sugli animali
CONTINUA A LEGGERE QUI
Ma è vero che gli animali
domestici si ammalano
forse di più di una volta?
CONTINUA A LEGGERE QUI
CONTINUA A LEGGERE QUI
greenplanner 59
Antispecismo per un Pianeta in armonia
L’invasione
degli alieni
Le specie “aliene” o “esotiche”
sono quelle specie trasportate
spesso dall’uomo al
di fuori della loro area d’origine,
in modo volontario oppure
accidentale. Alcune sono
anche considerate “invasive”
perché, una volta insediate
in un ecosistema, incrinano
l’equilibrio delle specie già
presenti, talvolta generando
anche problemi di carattere
sanitario ed economico.
L’Unione europea definisce
come specie invasive di “rilevanza
unionale” diversi invertebrati
(come il gambero
rosso della Louisiana o il calabrone
asiatico), vertebrati
(come la testuggine palustre
americana e lo scoiattolo grigio)
e piante (come l’albero
dell’ailanto).
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AM
14
AM
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PM
15
MERCOLEDÌ
Giornata mondiale dell’arte
AM
PM
La Tartaruga palustre
americana (Trachemys scripta)
è spesso venduta come
animale domestico, ma molti
esemplari sono stati rilasciati
in natura, dove competono con
le tartarughe autoctone per
risorse e habitat, alterando gli
equilibri ecologici
60 greenplanner
settimana 16
aprile 2026
16
AM
17
AM
GIOVEDÌ Giornata mondiale della voce
PM
VENERDÌ
PM
Secondo le ultime stime diffuse
dall’Ipbes (Intergovernmental
science-policy
platform on biodiversity and
ecosystem service), a causa
dell’impatto delle specie invasive
si perdono 423 miliardi di
dollari all’anno, a livello globale.
La gestione delle specie invasive
fa discutere scienziati e
animalisti: è giusto o no eliminarle?
Al di là dei casi più
critici, oggi si punta a monitorare
l’invasione in modo non
violento, ripopolando le specie
autoctone e costruendo banche
dati ricche e precise, grazie
alla citizen science. Per questo
l’European Alien Species Information
Network permette
a tutti di registrare i propri avvistamenti,
attraverso un’App.
SABATO
18 19
DOMENICA
Viaggiando
intorno al mondo
Ci sono vari modi in cui le
specie aliene si spostano
da un continente all’altro.
La zanzara tigre è stata
importata in maniera del
tutto accidentale: di origine
asiatica, pare abbia
colonizzato prima gli Stati
Uniti e poi l’Italia e l’Europa
arrivando a Genova su una
nave cargo, negli anni 90.
Il giacinto d’acqua invece,
con i suoi vistosi fiori viola,
era importato come pianta
ornamentale. Peccato che
nei nostri stagni questa
bella pianta cresca senza
controllo, togliendo risorse
e luce a tutte le altre specie,
anche perché nessun erbivoro
europeo si ciba delle
sue foglie.
greenplanner 61
Antispecismo per un Pianeta in armonia
Diritti per
le grandi scimmie
In Spagna si discute da tempo
di un disegno di legge unico al
mondo, che dovrebbe attribuire
diritti nuovi e specifici alle
grandi scimmie (scimpanzé,
bonobo, gorilla, orangutan).
L’obiettivo è proibire la sperimentazione
potenzialmente
dannosa, stabilire condizioni di
vita minime per gli esemplari
in cattività, vietare qualsiasi
sfruttamento commerciale.
Queste nuove regole dovrebbero
trovare fondamento nel
riconoscimento alle grandi
scimmie di una dignità speciale,
che le accomuna all’essere
umano. Il disegno di legge è
sostenuto, tra gli altri, dal filosofo
Peter Singer.
20
AM
21
AM
LUNEDÌ
MARTEDÌ
PM
Giornata mondiale della
migrazione dei pesci
Giornata mondiale della
creatività e dell’innovazione
PM
LA PAROLA ALLA FORESTA
In Nuova Zelanda, nel 2014, per
la prima volta un ecosistema
ha assunto personalità giuridica.
La foresta di Te Urewera
ha diritti e doveri legali, come
un individuo o un’azienda. Un
consiglio composto da otto
rappresentanti della comunità
indigena e tre del Dipartimento
di Conservazione parla in sua
vece. Questo meccanismo inedito
garantisce protezione alle
migliaia di specie animali e vegetali
che popolano Te Urewera.
22
AM
MERCOLEDÌ
Giornata mondiale della Terra
PM
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settimana 17
aprile 2026
23
AM
GIOVEDÌ Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore
PM
Stimolare
l’adozione
24
AM
VENERDÌ
Giornata mondiale per gli animali da laboratorio
PM
In Francia, dal 2024 è stata
vietata la vendita di cuccioli
di cane e di gatto nei negozi,
con l’obiettivo da una parte
di limitare le compravendite
illegali, dall’altra parte di scoraggiare
gli acquisti impulsivi
e, di conseguenza, gli abbandoni.
Proibito anche esporre
animali in gabbia nelle vetrine
dei negozi.
Gli animali da compagnia possono
quindi essere comprati
solo negli allevamenti o adottati
tramite canili e gattili. Non
solo: chi vuole prendere con
sé un animale deve firmare un
serio documento d’impegno,
che riporta informazioni specifiche
sulla specie adottata.
SABATO
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Giornata mondiale
del Pinguino
Giornata mondiale
della malaria
Festa nazionale della
Liberazione
DOMENICA
Giornata mondiale
della proprietà
intellettuale
Per sempre insieme
A partire dallo scorso anno, il
Comune di Milano ha autorizzato
la tumulazione delle
ceneri degli animali domestici
insieme ai loro proprietari nei
cimiteri cittadini, applicando
una legge regionale. Questa
possibilità riguarda cani, gatti e
altri animali da compagnia (non
da lavoro). È vietato inserire
nomi o immagini degli animali
sulle lapidi, ma è consentito
scegliere una foto del defunto
insieme al suo animale.
greenplanner 63
Antispecismo per un Pianeta in armonia
Anche gli insetti
hanno bisogno
di una mano
27 LUNEDÌ
AM
Giornata mondiale del disegno
PM
28 MARTEDÌ
AM
Giornata mondiale delle vittime dell’amianto
Giornata internazionale per la sicurezza
sul lavoro
PM
Spesso quando si pensa ai
grandi progetti di conservazione
vengono in mente tigri,
panda o balene, tutti animali
definiti “carismatici”, perché
capaci di fare presa nel nostro
immaginario. In realtà, quasi
tutte le specie selvatiche
si trovano in crisi. Il declino
degli insetti, in particolare, è
velocissimo e sta già avendo
conseguenze a cascata
sulla catena alimentare e sui
processi di impollinazione.
Secondo uno studio pubblicato
su Nature, in Europa in
trent’anni la biomassa di insetti
volanti è diminuita del
76%, anche nelle aree protette.
Una specie simbolo del
calo degli insetti in Europa è
la Parnassius apollo, una graziosa
farfalla di montagna,
sensibile ai cambiamenti del
clima. Tra i progetti nati per
salvarla, c’è il Life Apollo 2020,
che rimarrà attivo fino al 2028
in Polonia, Repubblica Ceca
29 MERCOLEDÌ
AM
Giornata internazionale della danza
PM
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settimana 18
aprile/maggio 2026
30
AM
GIOVEDÌ
PM
e Austria, per costruire corridoi
ecologici attraverso cui
la Parnassius potrà muoversi
alla ricerca di altri esemplari
ed estati più fresche.
Promesse
da mantenere
1
AM
VENERDÌ
Festa del lavoro
PM
La Nature Restoration Law
europea ha tra i suoi goal per il
2030 quello di fermare il declino
delle popolazioni di insetti
impollinatori e, dopo il 2030,
invertire la tendenza. Si tratta
di un obiettivo veramente ambizioso,
su cui gli Stati membri
dovranno concentrarsi in
questi anni, promuovendo la
citizen science e lavorando
perché i monitoraggi provengano
da un numero adeguato
di siti, per garantire la rappresentatività
di tutto il territorio
nazionale.
LO SAI
CHE...
SABATO
DOMENICA
2 3
Giornata
mondiale
del Tonno
Il diario continua a pag. 68
Giornata mondiale
della libertà di
stampa
Giornata mondiale
del Sole
Giornata mondiale
della risata
Campagne velenose
Tra i colpevoli del declino
degli insetti ci sono i pesticidi.
Il glifosato, per esempio,
danneggia le api e le loro
capacità di apprendimento,
mentre i diserbanti eliminano
i fiori selvatici sottraendo
cibo prezioso a numerose
specie di lepidotteri. Per approfondire
il tema, è possibile
consultare online la versione
italiana dell’Atlante dei
pesticidi pubblicato nel 2023
da Friends of the Earth Europe
insieme ad altre organizzazioni
ambientaliste.
greenplanner 65
maggio/
La formazione è sempre più Green
Rubrica a cura di Camilla Galli Macricè
© ScriviKika
greenplanner 67
La formazione è sempre più Green
4
AM
LUNEDÌ
PM
Mercato del lavoro
e Green Job
Il lavoro parla sempre più la
lingua della Sostenibilità. Le
transizioni ecologica e digitale
- le twin transition - non sono
più una previsione, le stiamo
già vivendo. Le imprese cercano
figure capaci di coniugare
innovazione, rispetto dell’ambiente
e nuove tecnologie e
il mondo della formazione
si è già adeguato alle nuove
esigenze. I giovani che si affacciano
al mondo del lavoro
devono essere pronti. Lo afferma
una realtà come Ifoa,
centro di formazione e ricerca
lavoro, evidenziando i dati che
supportano questa tendenza.
Secondo il Rapporto GreenItaly
2024, infatti, nel 2023 le
figure professionali legate alla
green economy rappresentano
il 13,4% degli occupati totali,
circa 3,1 milioni di persone.
Le professioni verdi
più richieste
«Le aziende oggi cercano
profili ibridi e specializzati –
spiega Umberto Lonardoni,
direttore generale di Ifoa -
come tecnici per la sostenibilità
e il controllo qualità nelle
filiere agroalimentari, esperti
68 greenplanner
5
AM
6
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7
AM
8
AM
GIOVEDÌ
VENERDÌ
PM
Giornata mondiale della Croce Rossa
e della Mezzaluna Rossa
PM
SABATO
9 10
DOMENICA
maggio 2026
in gestione energetica, logistica
sostenibile, digitalizzazione
dei processi produttivi
con attenzione all’impatto
ambientale».
Ma ci sono anche ruoli che
pur non essendo green in
senso stretto, hanno in realtà
un forte legame coi temi
Esg, come il safety and environment
manager, esperto
di salute e sicurezza con focus
sulla tutela ambientale,
contribuendo a un futuro più
sicuro e sostenibile. Spesso
non si tratta di nuove professioni,
ma di nuove competenze
trasversali richieste in
molti settori, dalla manifattura
all’agroindustria.
Il curriculum
secondo Ifoa
Per distinguersi, un candidato
deve valorizzare nel
proprio Cv esperienze pratiche,
conoscenze tecniche
specifiche ma anche soft
skill legate all’ambito sostenibilità:
project work, stage
in aziende green, certificazioni
digitali e ambientali,
conoscenza di normative
Esg faranno la differenza.
Saper comunicare il proprio
impegno per l’ambiente,
non solo ideologico, ma
concreto, può essere oggi
un fattore decisivo in fase di
selezione. Ma un percorso
tipico da green job non è
solo fare carriera, ma una
scelta di valore che inizia
dai percorsi
formativi
post diploma
o post laurea.
PER SAPERNE DI PIÙ
greenplanner 69
La formazione è sempre più Green
Ambiente: i posti
di lavoro non
mancheranno
Nella città del futuro, le strade
sono illuminate da lampioni
intelligenti che regolano la loro
intensità in base al passaggio
delle persone. Le case producono
energia grazie a pannelli
solari e la immagazzinano per
i momenti di maggiore fabbisogno.
Le auto elettriche si
ricaricano in modo autonomo,
scambiando energia con
la rete. «Dietro questa realtà
ci sono specialisti che fino a
pochi anni fa non esistevano
- fa notare Marco Cimelli, Hr
manager del Gruppo Enercom
-. Data scientist capaci di analizzare
enormi quantità di dati
per prevedere i consumi e ottimizzare
le risorse, ingegneri
delle energie rinnovabili che
progettano impianti sempre
più efficienti, esperti
in cybersecurity
che proteggono
le infrastrutture
da
potenziali attacchi
informatici.
Figure come
queste diventeranno sempre
più cruciali per il futuro del
settore energetico».
La già citata twin transition -
digitale ed ecologica - impatterà
dunque su tutti i territori,
non solo le grandi città: anche
i comuni più piccoli saranno
protagonisti del cambiamento
e avranno bisogno di professionalità
all’altezza della
sfida.
«Servono manager della
transizione energetica, professionisti
con una visione
11
AM
PM
12
AM
PM
13
LUNEDÌ
MARTEDÌ Giornata internazionale della salute delle piante
MERCOLEDÌ
AM
PM
70 greenplanner
settimana 20
maggio 2026
14
AM
15
AM
GIOVEDÌ
VENERDÌ
PM
Giornata internazionale della famiglia
PM
strategica, in grado di condurre
le aziende lungo il percorso
della decarbonizzazione
e dell’efficienza - precisa
l’esperto di Hr -. Gli specialisti
in energie rinnovabili avranno
un ruolo chiave nel progettare
e mantenere tecnologie
come il solare, l’eolico e l’idrogeno
verde, fondamentali per
ridurre la nostra dipendenza
dai combustibili fossili».
Allo stesso tempo, la gestione
sostenibile delle risorse
richiederà specialisti in economia
circolare, capaci di sviluppare
soluzioni per ridurre
sprechi e promuovere il riciclo.
Ma anche in monitoraggio
ambientale. E poi ci sono
le Comunità Energetiche
Rinnovabili (vedi approfondimento
a pag. 139) che richiederanno
nuove competenze
per essere sviluppati e gestiti.
HA
DETTO
SABATO
16 17
Giornata
internazionale
della luce
DOMENICA
Giornata
internazionale contro
l’omofobia, la bifobia
e la transfobia
Secondo le previsioni, nei
prossimi anni il fabbisogno
complessivo di nuovi lavoratori
in Italia - nei settori
pubblici e privati - sarà compreso
tra i 3,4 e i 3,9 milioni.
Un dato che riflette due
tendenze chiave: la crescita
della domanda di lavoro e il
turnover legato al pensionamento.
All’interno di questo
scenario generale, il settore
delle Utility - energia, acqua
e rifiuti - gioca un ruolo centrale.
Marco Cimelli,
Hr manager
del Gruppo Enercom
greenplanner 71
La formazione è sempre più Green
A chi tocca
costruire bene?
Ingegneri e architetti Green
questo input è per voi: lo ha
lanciato Ilaria Beretta, coordinatrice
dell’Alta Scuola per
l’Ambiente presso l’Università
Cattolica del Sacro Cuore,
la quale pensa che l’edificio
sostenibile del futuro «debba
avere tutta una serie di caratteristiche
che lo rendano da
una parte efficiente nell’uso
delle risorse naturali e dall’altra
poco impattante dal punto di
vista delle emissioni ambientali.
Quindi, un edificio per essere
sostenibile deve consumare
poca energia e poca acqua,
essere progettato secondo i
principi dell’economia circolare,
utilizzare fonti rinnovabili e di
conseguenza ridurre al minimo
le emissioni nocive. Questa
tipologia di strutture sarà
sempre più importante perché
il settore residenziale, a livello
europeo, complessivamente
è responsabile per il 20% delle
emissioni totali di gas serra».
18
AM
PM
19
LUNEDÌ Giornata internazionale dei musei
MARTEDÌ
AM
PM
20
AM
MERCOLEDÌ
Giornata mondiale delle Api
Giornata europea del Mare
PM
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settimana 21
21
AM
22
AM
GIOVEDÌ
VENERDÌ
Giornata internazionale della diversità culturale
per il dialogo e lo sviluppo
PM
Giornata internazionale della diversità biologica
/ biodiversità
PM
maggio 2026
I mestieri
dell’acqua
Come scrive l’Onu nel suo
World Water Development
Report, “la gestione dell’acqua
non è una questione tecnica,
ma una scelta di sviluppo“.
Ed è una scelta che, sempre
di più, dipenderà anche dalle
nuove generazioni di professionisti
formati oggi nelle
nostre Università e centri di
ricerca. E se fino a pochi anni
fa la gestione idrica era considerata
campo quasi esclusivo
degli ingegneri idraulici, oggi
lo scenario è molto più articolato.
Lo conferma Marina
Colaizzi, segretaria generale
del Distretto Idrografico
delle Alpi
Orientali in questa
intervista
SABATO
23 24
Giornata mondiale
delle Tartarughe
DOMENICA
Ecco dove si studia
la biodiversità
nel nostro Paese
Parlare di biodiversità non significa
solo memorizzare specie
animali e vegetali. Significa
comprendere l’interconnessione
tra ecosistemi, economia,
salute umana e cultura. Tra gli
sbocchi professionali la possibilità
di entrare nelle aziende per
seguire i piani di sostenibilità,
ma prendere una formazione
più tecnico pratica
(gestione territori)
e nella comunicazione.
PER SAPERNE DI PIÙ
greenplanner 73
La formazione è sempre più Green
PER SAPERNE DI PIÙ
Le professioni
che ci fanno bene
Superate le mode new age
ci sono diverse professioni
che possiamo annoverare
nell’ambito della Sostenibilità
e che si concentrano sulla nostra
salute attingendo ai temi
naturali. È il caso dei naturopati,
che svologono una pratica
sempre più popolare, anche
se non ben regolamentata nel
nostro Paese. Ma va detto:
l’interesse per la naturopatia è
in crescita grazie alla sua proposta
di un approccio naturale
alla salute, che integra metodi
come l’alimentazione sana,
l’uso di rimedi naturali, come
piante medicinali e oli essenziali,
il massaggio,
la riflessologia e
altre tecniche non
invasive.
In Italia, molte delle professioni
legate alla medicina
naturale, come il riflessologo
plantare, ma anche il massoterapista
olistico non sono
professioni sanitarie riconosciute.
Tuttavia, esse possono
essere esercitate legalmente
grazie alla Legge 4/2013, che
disciplina le cosiddette professioni
non organizzate in
ordini o collegi, anche dette
professioni non ordinistiche.
Altre
specializzazioni
Erborista (laurea in
Scienze e Tecnologie
Erboristiche o affini)
Prepara e consiglia rimedi
erboristici, con base scientifica.
25
AM
PM
26
AM
PM
27
LUNEDÌ Giornata dell’Africa
MARTEDÌ
MERCOLEDÌ
AM
PM
74 greenplanner
settimana 22
maggio 2026
28
AM
29
AM
GIOVEDÌ
VENERDÌ
Il diario continua a pag. 82
PM
Giornata internazionale degli operatori
di pace delle Nazioni Unite
PM
SABATO
30 31
DOMENICA
Giornata
mondiale senza
tabacco
(lotta al fumo)
Operatore Ayurveda
Applica pratiche della medicina
ayurvedica: massaggi,
alimentazione, rimedi basati
su estratti naturali
Operatore di Medicina
Tradizionale Cinese
(non medico)
Pratica discipline come Qi
Gong, dietetica cinese.
Iridologo
Analizza l’iride per valutare
lo stato di salute generale
(non scientificamente convalidato).
Kinesiologo o kinesiologo
emozionale
Lavora su riequilibrio fisico
ed energetico con tecniche
corporee e test muscolari.
Aromaterapeuta
Specialista nell’uso terapeutico
degli oli essenziali.
Floriterapeuta
(es. Fiori di Bach)
Utilizza rimedi floreali per
riequilibrare stati emotivi.
Cristalloterapeuta
Usa cristalli e minerali con
finalità energetiche (non
scientificamente riconosciuto).
Operatore di medicina
energetica (Reiki, pranic
healing, ecc.)
Tecniche basate sul riequilibrio
dell’energia vitale.
Massoterapista
olistico
Applica massaggi con approccio
naturale o energetico.
Coach del benessere
o consulente olistico
Elabora percorsi di riequilibrio
psico-fisico usando
strumenti naturali.
greenplanner 75
La formazione è sempre più Green
PER SAPERNE DI PIÙ
Fare impresa in alta quota
Nuove opportunità
per lavorare in montagna
S
ono circa 7 milioni gli italiani
residenti sopra i 600
metri di altezza, pari al 12%
della popolazione totale nazionale
(fonte Istat). Un numero
che evidenzia la realtà di un’Italia
montana, spesso poco visibile,
ma che gioca un ruolo cruciale
nel panorama sociodemografico.
La vita in altitudine comporta
sfide quotidiane, tra
difficoltà logistiche
e servizi limitati, ma
anche opportunità in
un contesto che, negli ultimi anni,
sta cercando di riscoprire il suo
valore. Se da un lato, le montagne
italiane sono storicamente
terra di emigrazione, dall’altro,
a cura di Ida Ciaralli
sempre più persone scelgono di
risiedervi, attratte da uno stile di
vita più tranquillo e sostenibile.
Le opportunità professionali in
montagna, infatti, potrebbero
rappresentare una via di fuga
dall’affollamento e dalla frenesia
delle città, promuovendo un futuro
occupazionale diverso, ma
altrettanto stimolante e vitale.
Ma ovviamente la formazione è
fondamentale. Perché fare imprenditoria
in montagna segue
logiche diverse…
Pompe di calore e transizione
energetica: Aira investe sul futuro
dell’Italia
ull’onda della direttiva europea “case green” e
S degli ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione,
la domanda di pompe di calore è destinata a crescere
in modo esponenziale nei prossimi anni. Aira,
azienda europea specializzata nelle tecnologie per
l’energia pulita, vuole essere protagonista di questa
transizione.
Per farlo, ha deciso di investire in Italia 300 milioni
di euro, destinati non solo allo sviluppo industriale,
ma anche alla formazione: nei prossimi 10 anni,
Aira assumerà e formerà 4.000 professionisti tra
ingegneri, tecnici e installatori.
Il cuore di questo progetto sono le Aira Academy,
centri di formazione pratica dotati di impianti reali a
pompa di calore, aree dedicate agli impianti elettrici
Per saperne di più su Aira
Con un piano di
investimenti da
300 milioni di euro,
l’azienda, guidata in
Italia dal Ceo Filippo
Luna, punta a creare
4.000 nuovi posti di
lavoro entro il 2035
e alle opere murarie, una piattaforma e-learning e
percorsi didattici completi.
Le pompe di calore Aira sono prodotte interamente
in Europa, in un nuovo stabilimento a Breslavia, in
Polonia, con una capacità produttiva fino a 500.000
unità all’anno.
L’ambizione è chiara: servire cinque milioni di case
in Europa entro il 2035, contribuendo in modo concreto
alla rivoluzione energetica.
76 greenplanner
Aira Italia Spa Via della Repubblica, 5 - 60020 - Sirolo (AN)
La formazione
evita gli incidenti
sul lavoro
Tutti i luoghi di lavoro devono
essere messi in sicurezza
seguendo norme e indicazioni
che sono il risultato
di percorsi di formazione.
In questo ambito è fondamentale
la collaborazione
tra scuole e aziende.
PER APPROFONDIRE
Per conoscere di più l’impresa
Ifoa, agenzia per la formazione
e il lavoro con un focus Green
“Formare non è riempire un vaso, ma accendere
un fuoco” scriveva Aristofane. Con questo
spirito, Ifoa da oltre 50 anni rappresenta
un punto di riferimento per la formazione
professionale in Italia e all’estero, con l’obiettivo
di creare connessioni virtuose e sostenibili tra
persone, imprese, territori e istituzioni
Nata a Reggio Emilia negli
anni ’70 su iniziativa della
locale Camera di Commercio,
Ifoa (Istituto Formazione
Operatori Aziendali) è ente
senza scopo di lucro che opera
nel settore della formazione
e Agenzia per il lavoro accreditata.
È presente in 16 città
italiane e vanta una rete di otre
100 partner internazionali in
più di 50 paesi.
Ifoa realizza progetti europei
e internazionali per la mobilità
e l’innovazione. Offre, inoltre,
consulenza tecnica, partecipa
a gare d’appalto e promuove
percorsi di internazionalizzazione
e scambio di buone pratiche
tra pubblico e privato.
Un ponte tra persone
e imprese
Ifoa accompagna le persone nei
loro percorsi di crescita, supportandole
con corsi post laurea,
percorsi di alta specializzazione
come ITS e IFTS, tirocini, ma anche
formazione continua e formazione
executive per chi è già
inserito nel mondo del lavoro.
Ogni intervento è costruito per
valorizzare talenti e orientare
professionalmente secondo le
esigenze dei mercati nazionali e
internazionali.
Per le imprese, Ifoa è partner
strategico nella costruzione di
piani formativi su misura, nella
gestione dei fondi interprofessionali,
nella ricerca e selezione
del personale con attivazione di
tirocini formativi e formazione
apprendisti nonché nella formazione
in materia di salute
e sicurezza sul lavoro e nella
selezione del personale. In un
contesto competitivo, la crescita
delle competenze è la leva
per il successo.
Valori al centro
Ifoa si fonda su valori chiari: responsabilità,
trasparenza, merito,
centralità della persona. Crede
nei giovani, nella loro capacità
di trasformare il futuro e nelle
imprese che valorizzano il capitale
umano. Il suo Codice Etico
guida ogni azione e relazione.
Certificazioni
e riconoscimenti
Ifoa è uno dei primi enti formativi
in Italia ad aver ottenuto la
certificazione ISO 9001, simbolo
della qualità e dell’affidabilità
del suo sistema di gestione. È
anche partner di eccellenza di
molte aziende tecnologiche (tra
cui Cisco e Autodesk). Dal 2025
è anche certificata Uni/PdR 125
per la Parità di genere.
L’headquarter di Ifoa a Reggio Emilia
78 greenplanner
Ifoa Headquarter, Via Gianna Giglioli Valle, 11 - 42124 Reggio Emilia
La formazione è sempre più Green
FOCUS
I giovani alla riscoperta di quanto l’agricoltura e soprattutto il settore vitivinicolo
possa dare loro un futuro pieno di soddisfazioni. Un ottimo esempio viene dalla
Sicilia dove con Generazione Next, Assovini Sicilia sta scommettendo sulle nuove
generazioni. Il segreto: un buon mix tra la continuità con le tradizioni, ma anche
sull’evoluzione. Ne abbiamo parlato con uno di loro Per saperne di più
IN EVIDENZA
Oltre ai medici di base, in
Italia mancano anche i veterinari
sempre più richiesti
per seguire al meglio gli
oltre 30 milioni di animali
domestici ospitati nelle
nostre case
CONTINUA A LEGGERE QUI
Hai mai pensato
di diventare
fisico medico?
Quella del Fisico medico è una professione
che indaga l’applicazione della fisica in campo
sanitario sia operando sulla strumentazione
medica, sia direttamente nei trattamenti medici.
Nel mondo della medicina oncologica, il Fisico
medico deve essere in grado di analizzare e unire
diversi punti, spaziando dalla scienza applicata,
alla tecnologia avanzata e alla responsabilità
clinica. Fra le principali attività vanno
evidenziate: la gestione delle apparecchiature
radiologiche (Tac, risonanze magnetiche,
acceleratori lineari) e la verifica del loro corretto
funzionamento; l’elaborazione di piani di
trattamento radioterapico
personalizzati, sviluppati
in collaborazione con il
medico radioterapista
CONTINUA A LEGGERE QUI
Norme Uni per definire il
perimetro professionale
dell’economia circolare. Le
stanno mettendo a punto
un team Cnr/Stiima con
Randstad, Ambiente & Lavoro
e Formaimpresa
CONTINUA A LEGGERE QUI
Professione mobility
manager: cosa fa e
quanto sia importante
questa figura ce lo spiegano
gli esperti in materia
Giancarlo Bertalero e
Carlo Corona
CONTINUA A LEGGERE QUI
Che studi bisogna fare
per diventare meteorologo?
Ne abbiamo parlato
con Mattia Gussoni
che ha a che fare tutti i
giorni con le previsioni
del tempo
CONTINUA A LEGGERE QUI
greenplanner 79
appunti del mese
L M M G V S D
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17
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29 30 1
18 19 20
25 26 27
21
28
2 3 4 5
80 greenplanner
giugno/
Soluzioni in stile “circolare”
Rubrica a cura di M.Cristina Ceresa
Orto Botanico di Pisa
Xxxxxxxxxx
greenplanner 81
Soluzioni in stile “circolare”
Il Re Mida
degli scarti
Se ancora avete dei dubbi sul
fatto che l’economia del futuro
(ma anche del presente) sia
circolare, provate a seguire le
meravigliose esperienze che
industria e cittadini italiani
stanno già mettendo in atto.
Soluzioni fantastiche, creative
e risolutive a tanti problemi
(compresi quelli ambientali)
che partono dagli scarti e arriva
a farne nuovi prodotti quasi
come un re Mida moderno.
Certo, c’è ancora molto da fare.
Lo fa notare anche Confindustria
in un recente rapporto
dove è scritto a chiare lettere
che anche la politica deve credere
in questo fondamentale
passaggio e, quindi, aiutare a
velocizzare l’armonizzazione
normativa a livello europeo per
evitare oneri burocratici e pratiche
perditempo.
E proprio perché l’economia
circolare parte dagli scarti, il
settore auspica una semplificazione
autorizzativa per la
gestione dei rifiuti che abbia
finalmente stabilità normativa
con una chiarezza su
sottoprodotti ed End of waste
(per eliminare le troppe
attuali incertezze giuridiche).
Fondi
e finanziamenti
Grande motore di sviluppo economico,
il riuso e il recupero, la
rigenerazione, l’upcycling hanno
bisogno di finanziamenti. Sono
perciò necessari incentivi (e conseguenti
disincentivi alle attività
old economy) per promuovere
82 greenplanner
1
AM
2
AM
3
AM
LUNEDÌ Giornata mondiale dei genitori
PM
MARTEDÌ Festa della Repubblica Italiana
PM
MERCOLEDÌ Giornata mondiale della bicicletta
PM
settimana 23
giugno 2026
4
AM
GIOVEDÌ
Giornata internazionale dei bambini innocenti
vittime di aggressioni
PM
prodotti circolari. Sia fiscali che
economici. Gli stessi che probabilmente
dovremo mettere in
campo per sollecitare l’attenzione
dei cittadini che sono parte
in causa attiva dell’economia
circolare: l’attenzione che dedichiamo
tutti i giorni agli scarti
prodotti in casa e fuori casa
(leggi raccolta differenziata) è
la piattaforma di base di molti
progetti che di diritto rientrano
nelle tematiche di questa rubrica
mese che è appunto dedicata
alle soluzioni di Ec.
5
VENERDÌ
Giornata mondiale dell’Ambiente. Nomina
dei vincitori della 4° edizione del Planet Art Camp
Giornata internazionale
per la lotta alla pesca illegale
MAKE
USE
AM
PM
R E C YC L E
PERCHÉ L’ECONOMIA
CIRCOLARE
È ADORABILE
SABATO
6 7
DOMENICA
Giornata mondiale
della sicurezza
alimentare
INPUT SOSTENIBILI:
uso di materiali
rinnovabili, riciclati
o da scarti
ESTENSIONE
DELLA VITA UTILE
di prodotti
e infrastrutture
SIMBIOSI
INDUSTRIALE:
interconnessione tra
filiere per valorizzare
risorse residue
RIDUZIONE, RIUSO,
RICICLO, RECUPERO:
minimizzazione dello
spreco
Fonte: 2° Rapporto Confindustria
greenplanner 83
Soluzioni in stile “circolare”
Ridisegniamo tutto
in modalità eco
8
LUNEDÌ Giornata mondiale degli oceani
AM
PM
9
MARTEDÌ
AM
PM
Ridurre l’uso di materie prime
vergini è cruciale e tutto quello
che serve per farlo è ben
accetto, come l’ecodesign che
parte da un’idea ben chiara di
progettazione che ha nel riutilizzo
il suo scopo.
L’ecodesign, o progettazione
ecocompatibile, è infatti una
metodologia che integra l’obiettivo
di minimizzare l’impatto
ambientale lungo l’intero
ciclo di vita di un prodotto
(Life cycle thinking). Questo
approccio si basa su principi
di sostenibilità e sull’analisi
Lca (Life cycle assessment),
valutando le ricadute ambientali
dalla fase di approvvigionamento
delle materie prime
fino allo smaltimento o riciclo
del prodotto.
Tra le strategie chiave dell’ecodesign
vi sono: la selezione
di materiali a basso impatto
(riciclati, riciclabili o biodegradabili),
la riduzione del
consumo energetico in fase
84 greenplanner
10 MERCOLEDÌ
AM
PM
settimana 24
giugno 2026
11
AM
GIOVEDÌ
PM
d’uso, la modularità per facilitare
manutenzione e riparazione,
la progettazione per
disassemblaggio (Design for
disassembly), e l’estensione
della vita utile del prodotto.
Inoltre, l’ecodesign considera
aspetti normativi e standard
ambientali (come Iso 4006) e
si configura come leva strategica
per l’innovazione sostenibile
all’interno dei modelli
di economia circolare, contribuendo
alla decarbonizzazione
e all’efficienza delle risorse.
12
AM
VENERDÌ Giornata mondiale contro il lavoro minorile
PM
SABATO
13 14 DOMENICA
Giornata
mondiale del
donatore di
sangue
L’Abc
dell’economia
circolare
Product service system
(Pss): modelli economici basati
sulla fornitura di servizi
anziché sulla vendita di prodotti
(es. sharing, leasing,
pay-per-use).
Modello closed loop: sistema
chiuso in cui materiali e
risorse circolano continuamente.
Lca (Life cycle assessment):
metodologia analitica standardizzata
(Iso 14040-44)
per valutare gli impatti ambientali
di un prodotto/processo
lungo tutto il suo ciclo
di vita.
Ecodesign (Design for
environment, Dfe): progettazione
orientata alla
sostenibilità ambientale e
alla minimizzazione degli
impatti lungo il ciclo di vita,
integrando criteri Lca e circolarità.
Design for disassembly
(Dfd): progettazione che
consente il facile smon-
greenplanner 85
Università degli Studi di Milano - Bicocca
Biotecnologo,
professione del futuro
Il settore biotecnologico è
altamente innovativo e per
intraprendere la professione
di biotecnologo è necessario
seguire un percorso di Laurea
triennale seguito da una Laurea
Magistrale.
ll Dipartimento di Biotecnologie
e Bioscienze dell’Università
degli Studi di Milano - Bicocca
offre il Corso di Laurea triennale
in Biotecnologie in cui si
acquisiscono competenze di
Tante opportunità
Il Corso magistrale in
Biotecnologie Industriali
offre un’ampia scelta
di insegnamenti che
consente allo studente
di modulare lo studio sui
propri interessi, con la
possibilità di approfondire
le biotecnologie industriali
correlate al settore dello
sviluppo di processi e
prodotti sostenibili, al
settore della salute umana,
e al settore delle tecnologie
bioinformatiche.
Un numero elevato di ore è
inoltre dedicato all'attività
di ricerca in diversi ambiti
delle biotecnologie per la
preparazione della tesi di
Laurea. La formazione dei
Biotecnologi Industriali di
Bicocca è aggiornata sulle
esigenze del mercato del
lavoro, come chiaramente
dimostrato dal tasso
occupazionale dei laureati.
base, sia teoriche che pratiche,
sui sistemi biologici e sulle loro
applicazioni tecnologiche e il
Corso di Laurea magistrale in
Biotecnologie Industriali.
La collaborazione accademia-industria
La sinergia con il mondo dell’industria e la mobilità internazionale
sono aspetti fondamentali per arrivare a un alto livello di
formazione e per perseguire risultati brillanti. Il Corso di studio è
costantemente impegnato nel potenziamento delle collaborazioni
con le aziende e con le associazioni di settore per consentire
ai propri studenti di acquisire una formazione ad alto livello sia
tecnico-scientifica sia in termini di competenze nell’ambito delle
soft skills, promuovendo tirocini in azienda, percorsi di eccellenza
con certificazione digitale, mobilità internazionale. I corsi di studio
in Biotecnologie e Biotecnologie Industriali offrono diverse opportunità
di avvicinamento al mondo del lavoro, tra cui percorsi
di orientamento professionale in collaborazione con associazioni
di settore e orientatori professionisti, approfondimento del ruolo
dei biotecnologi nell’ambito delle competenze richieste in azienda
sulle certificazioni di Sostenibilità, approfondimento di ruoli
professionali nei dipartimenti aziendali di supporto alla Ricerca e
Sviluppo (per esempio Marketing&sales, Business development,
ruoli professionali nelle big pharma).
Tirocini in
azienda 1
DATI ACCREDITATI DA ALMALAUREA
Tirocini
all’estero 1
Soddisfazione
dei nostri studenti 2
70% 25% Biotecnologie Industriali:
91,1%
si dichiara soddisfatto e
78,5% si riiscriverebbe allo
stesso corso di laurea
Tasso
di occupazione
a 3 anni
dalla laurea
magistrale 2
1. Dati del Corso di Studio riferiti agli immatricolati nell’anno accademico 2022/2023
in percentuale sui tirocini totali
2. Fonte: Rapporto AlmaLaurea 2025 riferito ai Laureati nel 2024
DIFFONDERE LA CONOSCENZA DELLE BIOTECNOLOGIE:
puoi seguire tutte le attività dei corsi di studio e approfondire
alcuni aspetti delle biotecnologie sulla pagina linkedIn:
Mesi medi
di ingresso
nel mondo
del lavoro 2
96,3% 3,4 mesi
86 greenplanner
Università degli Studi Milano - Bicocca Piazza dell’Ateneo Nuovo, 1 - 20126 Milano
Soluzioni in stile “circolare”
FOCUS
L’innovazione sostenibile nel settore tessile ha oggi un ruolo decisivo nel
decarbonizzare e rendere Green l’industria della moda. Grazie alla ricerca si è arrivati
non soltanto alla realizzazione di nuovi tessuti e al perfezionamento dei processi di
produzione. Gli stessi che utilizzano meno sostanze tossiche, hanno meno scarti
e sono meno esigenti in termini di consumo di acqua ed energia. Sostenibilità ed
economia è la strada intrapresa
Per rimanere aggiornati
IN EVIDENZA
Anche i collant possono
avere una seconda vita.
L’importante è che i consumatori
lo sappiano e li
portino in un centro raccolta.
Qui parliamo di un
progetto in merito
CONTINUA A LEGGERE QUI
L’economia circolare
al centro della moda
Durabilità, riparabilità e con un bel passaporto
digitale sull’etichetta: nessun capo che verrà
prodotto da ora in poi potrà esimersi dal
rispettare questi presupposti. Lo devono sapere
bene i produttori (stilisti compresi), ma anche
gli utenti. Quelli che acquistando un nuovo
capo devono vederselo cadere bene addosso,
ma anche valutare come è stato concepito
e poi prodotto. Altrimenti non potremo dirci
Sostenibili. Se l’idea vi sembra coerente e
onesta con le scelte di vita che state facendo
approfondite l’argomento in questo articolo a
cura di Aurora Magni che da tempo sulla nostra
testata si occupa anche di Epr (Responsabilità
estesa del produttore).
Perché dovete sapere
anche che il futuro non
sarà più “buttare” gli abiti
ma “recuperarli”.
PER SAPERNE DI PIÙ
Dal riciclo meccanico a
quello chimico, passando
per la pirolisi o l’idrolisi e
chiamando in ballo anche
l’aiuto delle biotecnologie.
Ecco le tecnologie per il riciclo
tessile
CONTINUA A LEGGERE QUI
Quanta roba si dimentica
in albergo: vestiti,
magliette, scarpe comprese.
E che fine fanno?
Scoprilo collegandoti
qui e leggendo una bella
esperienza
CONTINUA A LEGGERE QUI
Torino potremmo proporla
come città cult tra
le capitali del riuso di abiti
e tessuti, forse giusto
dietro a Prato. Merito di
un progetto che guarda
caso si chiama RivestiTo
CONTINUA A LEGGERE QUI
greenplanner 87
Soluzioni in stile “circolare”
taggio di prodotti per agevolare
manutenzione, riuso,
riciclo o remanufacturing.
Material flow analysis
(Mfa): analisi quantitativa
dei flussi di materiali in un
sistema per identificare
inefficienze e potenziali di
recupero.
Circularity index / Material
circularity indicator (Mci):
metriche per valutare il grado
di circolarità di un prodotto
o sistema, basate su
parametri come riciclabilità,
durata e riutilizzo.
Extended producer responsibility
(Epr): principio
normativo che attribuisce al
produttore la responsabilità
della gestione del prodotto
a fine vita.
Urban mining: recupero di
materiali e risorse da rifiuti
urbani, dispositivi elettronici,
edifici o infrastrutture.
Cradle to cradle: approccio
progettuale che mira a chiudere
completamente i cicli
produttivi, rendendo ogni
materiale tecnicamente o
biologicamente riciclabile
all’infinito.
Industrial symbiosis: modello
in cui gli scarti di un’impresa
diventano input per
un’altra, promuovendo reti
locali di circolarità.
End of life (Eol): fase terminale
del ciclo di vita del
prodotto, in cui si decide se
avviarlo al riciclo, smaltimento
o rigenerazione.
Tutte le parole chiave dell’economia
circolare le trovi
anche nella GreenPlanner
2025 (se te la sei persa
chiedila alla redazione).
15 LUNEDÌ
AM
16 MARTEDÌ
AM
17 MERCOLEDÌ
AM
Giornata mondiale del vento
Giornata mondiale contro gli abusi sugli anziani
PM
PM
Giornata mondiale per la lotta
alla desertificazione e alla siccità
PM
88 greenplanner
settimana 25
giugno 2026
18
AM
GIOVEDÌ
Giornata della gastronomia sostenibile
PM
19
AM
VENERDÌ
PM
SABATO
20 21 DOMENICA
Giornata
mondiale dei
rifugiati
Bioeconomia
in primis
L’abbiamo sostenuto molte
volte: la bioeconomia è ciò
che muove l’economia circolare.
La prima va considerata
come il buon carburante che
trasforma gli scarti in nuovi
materiali che danno vita a
nuovi prodotti. Chi lavora in
questo ambito si può dire un
green jobber puro. Spesso ha
una laurea in biotecnologie o
scienze dei nuovi materiali.
Secondo il piano d’azione
2025-2027 per l’implementazione
della strategia italiana
per la bioeconomia, l’Italia
si propone di aumentare del
15% sia il fatturato annuo che
l’occupazione nel settore della
bioeconomia entro il 2030.
Questo significa che il valore
della produzione dovrebbe
crescere dagli attuali 437,5
miliardi di euro (dato del 2023)
a circa 503,1 miliardi di euro,
mentre l’occupazione dovrebbe
passare da 2 milioni a 2,3
milioni di posti di lavoro.
Fonte: Assobiotec/ Federchimica
greenplanner 89
Soluzioni in stile “circolare”
Buone idee di riciclo
Tutto il materiale che ci circonda,
una volta usato può essere
recuperato, riciclato o anche
trasformato in nuovi materiali.
È questa la sfida dell’economia
circolare che prima di
essere un’opportunità di mercato
è una prova impegnativa
portata avanti nei laboratori di
ricerca e sviluppo.
LUNEDÌ
22
Giornata mondiale Foresta Pluviale
AM
PM
PER SAPERNE DI PIÙ
Fibra di carbonio
La necessità di intervenire sul
fine vita di fibre come quella di
vetro o di carbonio è importante
perché sono materiali usati in
molti settori: auto, pale eoliche,
barche ma anche molto di quello
che va nello spazio è composto
da queste fibre. E le previsioni
dicono che anno su anno
il mercato globale dei compositi
in fibra di carbonio crescerà a un
tasso annuo composto del 6%
dal 2023 al 2029.
Diverse sono le strade per
intervenire sul riutilizzo
di questo materiale: con la
frantumazione meccanica
e la rilavorazione ibrida di
materiali tessili/compositi,
i ricercatori sono sicuri che
si possa ridurre l’uso di fibre
vergini e aumentare la
concentrazione di materiale
riciclato fino al 90%. Ma c’è
anche un’altra strada: ovvero
intervenire con il demanufacturing
termo-chimico
(leggi pirolisi). Tutto questo
è testato nei laboratori del
progetto DeremCo che ha
come capofila il Dipartimento
di Ingegneria Meccanica
del Politecnico
di Milano e a cui
collabora Centrocot.
23 MARTEDÌ
AM
24 MERCOLEDÌ
AM
PM
PM
90 greenplanner
settimana 26
25
AM
26
AM
GIOVEDÌ
VENERDÌ
Il diario continua a pag. 96
PM
Giornata mondiale del Cane in ufficio
Giornata internazionale contro l’abuso
e il traffico illecito di stupefacenti
Giornata internazionale per le vittime di tortura
PM
SABATO
27 28 DOMENICA
giugno 2026
Che fare del cartongesso?
Anche il mercato europeo del
cartongesso è in forte espansione,
trainato dalla crescente
domanda nel settore residenziale,
commerciale e industriale.
Va da sé che sia imponente
anche il fine vita di questo materiale
che troppo spesso ci
capita di vedere ancora ai bordi
della strada perché i costi di
smaltimento sono alti soprattutto
per le piccole riqualificazioni
(spesso eseguite in nero).
Ecco allora che ha un senso il
recente avvio di un nuovo impianto
di smaltimento in quel
di Lodi aperto da Haiki+ l’impianto
costato circa 3 milioni
di euro è progettato per trattare
fino a 30.000 tonnellate
di cartongesso all’anno, pari
a oltre il 24% dei rifiuti di cartongesso
prodotti in Italia. Nel
sito la lavorazione è basata
su un sistema di trattamento
meccanico.
Case Green e circolari
Anche il cemento si fa sostenobile
con gli scarti di riso e scarti
di pietra piasentina. Assieme
sembrano dare il meglio di loro
per le costruzioni - comparto
che causa più di un terzo delle
emissioni di CO 2
a livello mondiale
- senza, tra l’altro, finire
per essere buttati via (ovvero
in discarica o inceneritore). Due
volte bingo, anche perché non
si parla di recuperare piccole
quantità tra l’altro. Oltre il 50%
del peso del materiale finale si
è dimostrato idoneo a sostituire
parzialmente il calcare nel
cemento. Ne abbiamo parlato
con l’Università
di Udine e con la
docente Giuliana
Somma.
greenplanner 91
PER SAPERNE DI PIÙ
Soluzioni in stile “circolare”
Simbiosi industriale
Industria conciaria:
modello italiano
di economia circolare
Èveramente molto alto il tasso
di attività e di simbiosi
industriale (leggi collaborazione
tra filiere e aziende) nelle
pratiche gestionali delle concerie
italiane che come primo step ricevono
e lavorano il sottoprodotto
dell’industria della carne.
Lo si deduce da un dato ben
chiaro: il 69% delle attività in
essere nelle fabbriche che si occupano
di lavorare il pellame è
gestito in ottica di economia circolare.
Lo ha rilevato un progetto
di misurazione promosso da
Unic – Concerie Italiane (1100
aziende consociate per 18mila
addetti).
Ma non solo: la Sostenibilità
del settore è normata da leggi
come la 166/2024 e la ISO
59020 che spingono imprenditori
e addetti al lavoro di questa
industira a creare una filiera più
misurabile, tracciabile e certificata.
Al IV convegno Pink&Green, organizzato
da GreenPlanner nello
spazio LineaPelle, aziende, startup
e studenti si sono confrontati
proprio su questi temi che comprendono
anche innovazione –
test su nuovi pellami - e formazione
(il designer deve conoscere
a fondo il processo produttivo del
materiale che va a trattare).
CHE COS’È PINK&GREEN
Ideato da M.Cristina Ceresa,
giornalista e direttore
responsabile di GreenPlanner,
il format editoriale Pink&Green
dà la parola alle
donne italiane dell’economia
circolare sia con interviste
settimanali sia con convegni
annuali. Questi ultimi riuniscono
dal vivo le protagoniste
e il pubblico interessato
a capire come le buone pratiche
dell’economia circolare
siano ormai
(per fortuna)
pervasive a
tutti i settori.
PER SAPERNE DI PIÙ
a cura della redazione
Con un fatturato di quasi 5 miliardi
di euro di cui il 70% è fatto
di export, il comparto della pelle
e del cuoio italiano sta investendo
in energia rinnovabile, materiali
biobased e, soprattutto, in
formazione tecnica di quella che
rimane una professione molto
richiesta.
Unic di tutto questo ne sta parlando
con intensità al pubblico
svelando tutte le attività che
rendono il settore Sostenibile.
Fa parte di questo trend anche
la formazione dei giovani, soprattutto
a quelli che stanno seguendo
un indirizzo di studio che
contempla il lavoro con la pelle
(designer in primis ma anche addetti
alla lavorazione delle pelli e
alla produzione: ambito questo
dove la ricerca del personale è
molto alta).
Per questo Unic sostiene il progetto
“La mia seconda pelle”
ideato da Green-
Planner e lanciato
prioprio durante lo
scorso convegno
Pink&Green (vedi )
Gli studenti dell’Accademia Iuad
sono stati chiamati a ideare e
creare accessori a partire da pelli
di recupero. E i vincitori hanno
esposto a LineaPelle durante
l’edizione 2026.
92 greenplanner
Tutto si riusa,
nulla si deve più
distruggere
Suona molto Zen, ma all’aspetto
economico il riciclo
di materiali - che altrimenti
andrebbero al macero - si
unisce anche la componente
creativa: come l’esperimento
sui capelli. L’industria
ringrazia. E anche il Pianeta.
PER SAPERNE DI PIÙ
appunti del mese
L
29
6
13
M
30
7
14
M
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8
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94 greenplanner
luglio/
La chimica, quella verde, ci dà una mano
Rubrica a cura di Laura Cipolla, docente di chimica organica,
dipartimento di biotecnologie e bioscienze Università agli Studi di Milano-Bicocca
© ScriviKika_Orto Botanico di Palermo
greenplanner 95
La chimica, quella verde, ci dà una mano
Chimica verde:
da qui inizia
la Sostenibilità
Nell’immaginario collettivo la
chimica spesso ha una connotazione
negativa, ma da diversi
anni si studia e si produce
una buona chimica: quella
verde che altro non è che la
progettazione, lo sviluppo e
la realizzazione di prodotti e
processi chimici con strategie
sostenibili, caratterizzate dalla
riduzione o eliminazione di
sostanze/processi pericolosi.
Maestri nella trasformazione
della materia con processi
chimici efficienti e sostenibili
sono i sistemi biologici; poter
fare chimica prendendo spunto
da ciò che ci offre la natura
apre prospettive inimmaginabili.
29 LUNEDÌ Giornata internazionale dei Tropici
AM
30
AM
PM
MARTEDÌ Giornata mondiale degli asteroidi
PM
1 MERCOLEDÌ
AM
PM
I chimici statunitensi Paul
Anastas e John Warner erano
consapevoli che l’industria
chimica cresciuta nel secolo
scorso stava avendo un impatto
negativo sull’ambiente
e sulla salute dell’uomo: era
necessario un cambiamento
di paradigma verso una produzione
sostenibile.
96 greenplanner
settimana 27
giugno/luglio 2026
2
AM
3
AM
GIOVEDÌ
PM
VENERDÌ Giorno internazionale libero dal sacchetto di plastica
PM
Negli anni ‘90 del secolo scorso
i due chimici introdussero
il concetto di chimica verde,
anticipando di qualche anno
la definizione degli Obiettivi
di Sviluppo Sostenibile (Sdg)
delle Nazioni Unite.
Anastas ha coordinato il Green
Chemistry Program della
Environmental Protection
Agency (Epa) e ha promosso
diverse iniziative volte alla ricerca
e alla formazione.
Attualmente più che mai, la
chimica verde gioca un ruolo
cruciale per affrontare le sfide
globali del cambiamento
climatico, dell’inquinamento,
della transizione energetica.
È necessario avere la consapevolezza
che non possiamo
fare a meno della chimica e dei
suoi prodotti, ma che è possibile
sviluppare processi chimici
sostenibili, purché ci sia una
adeguata ricerca, formazione
e comunicazione.
L’uomo e la donna
sono chimici nati
SABATO
4 5
Giornata
internazionale
delle cooperative
DOMENICA
Gli esseri viventi sono dei laboratori
chimici incredibili (il
paragone potrebbe sembrare
riduttivo, ma dal punto di vista
del chimico è grandioso) e in
questo contesto le biotecnologie,
che valorizzano i sistemi
biologici come strumenti per
la produzione di beni e servizi,
supportano la chimica verde.
L’uomo ha una antica tradizione
di trasformazioni, basti
pensare alla produzione di formaggi,
yogurt, lievitati, tinture
per tessuti, bevande fermentate,
aromi, antibatterici e molto
altro ancora.
greenplanner 97
La chimica, quella verde, ci dà una mano
La chimica verde
ha i suoi principi
L’approccio alla chimica verde
segue i 12 principi che sono
stati pubblicati nel documento
fondante di Anastas e Warner
“Green Chemistry: Theory and
Practice” nel 1998.
I principi delineati costituiscono
delle linee guida per
progettare prodotti e processi
che prevengano a monte gli
effetti dannosi sull’ambiente
e sulla salute, piuttosto che
puntare sulla risoluzione dei
danni ambientali a valle, come
si usa dire “meglio prevenire
che curare”.
I 12 principi individuati dai due
chimici sono del tutto coerenti
con diversi Obiettivi di Sviluppo
Sostenibile (Sdg) definiti
dalle Nazioni Unite.
6
AM
PM
7
LUNEDÌ Giornata internazionale del bacio
MARTEDÌ
AM
PM
L’attuazione di processi chimici
industriali che seguono
i principi della chimica verde
consentono di ridurre le emissioni
di anidride carbonica e
l’inquinamento delle acque,
di produrre cibo in modo più
efficiente e più sicuro per l’uomo
e per l’ambiente riducendo
l’utilizzo di pesticidi; consentono
di sviluppare nuovi
materiali e biocarburanti
supportando la transizione
energetica dalle fonti fossili
alle fonti rinnovabili.
Il cambio di paradigma e
l’attuazione dei 12 principi
è tutt’altro che facile: è necessario
finanziare la ricerca,
formare adeguatamente
i professionisti del settore e
comunicare con la società.
8
AM
MERCOLEDÌ
Giornata internazionale del Mar Mediterraneo
PM
98 greenplanner
settimana 28
luglio 2026
9
AM
GIOVEDÌ
PM
12 step della
chimica verde:
10
AM
VENERDÌ
PM
SABATO
11 12
Giornata mondiale
della popolazione
Giornata di Nikola Tesla
DOMENICA
1. Prevenzione della produzione
di rifiuti (quantificato
nell’E-factor, che misura la
quantità in massa di rifiuti
prodotti per Kg di prodotto)
2. Efficienza atomica (Ae,
misura l’efficienza delle
strategie sintetiche in termini
di masse molecolari
di reagenti rispetto al prodotto)
3. Utilizzo di reagenti/materiali
meno tossici
4. Progettazione di prodotti
chimici più sicuri (che assolvano
la funzione desiderata,
riducendo nel contempo
la tossicità e l’impatto ambientale
a fine vita).
5. Solventi e additivi sicuri
per l’uomo e per l’ambiente
6. Efficienza energetica dei
processi
7. Uso di materie prime rinnovabili
8. Riduzione di passaggi
e prodotti intermedi nelle
sintesi
9. Utilizzo di reagenti e processi
catalitici
10. Progettazione di prodotti
biodegradabili
11. Analisi in tempo reale
del processo per la prevenzione
dell’inquinamento
12. Sicurezza di prodotti e
processi per la prevenzione
di incidenti
greenplanner 99
La chimica, quella verde, ci dà una mano
Opportunità
professionali
L’offerta formativa universitaria
italiana negli ultimi anni
sta cercando di preparare i
giovani fornendo competenze
necessarie affinché questi
assumano le conoscenze
tecniche e scientifiche fondamentali
per la transizione
a un modello produttivo ed
economico Sostenibile del
comparto della chimica. Per
questo possiamo parlare
anche in questo caso di un
Green Job.
L’adozione di tecnologie,
processi e prodotti sostenibili
nell’industria odierna
necessita di conoscenze
e competenze avanzate e
specifiche, acquisibili in un
percorso universitario quinquennale
(triennale + magistrale).
I corsi di studio presenti sul
territorio nazionale che possono
fornire competenze
scientifiche a sostegno della
transizione sono di ambito
chimico, biotecnologico ma
riguardano anche le scienze
dei materiali. Alcuni di questi
si focalizzano specificamente
sulle tematiche necessarie
per la transizione economica
verso la sostenibilità.
Fondamentale sarà la formazione
orientata allo sviluppo
di capacità strategiche
nel lungo termine, una cultura
manageriale e una concreta
attitudine all’innovazione.
Accanto alla formazione
specifica, i green job richiedono
anche delle competenze
trasversali (soft skill). In
primis, è fondamentale che
i nuovi lavoratori abbiano
100 greenplanner
13
AM
14
AM
15
AM
LUNEDÌ
PM
MARTEDÌ Giornata mondiale dello Squalo e dello Scimpanzé
PM
MERCOLEDÌ Giornata mondiale della capacità dei giovani
PM
settimana 29
luglio 2026
16
AM
17
AM
GIOVEDÌ
VENERDÌ
PM
PM
SABATO
18 19
Nelson Mandela
International Day
DOMENICA
I CORSI DI STUDIO TRIENNALI
E MAGISTRALI SUL
TERRITORIO NAZIONALE
N. CdS a livello
Classe
nazionale
(2023)
L-2 laurea
triennale in 49
biotecnologie
LM-8 laurea
magistrale
28
biotech
industriali
L-27 chimica 44
LM-54 chimica 40
L-Sc. Mat. 8
LM-Sc. Mat. 7
(DATI ESTRATTI DA ANVUR RIFERITI
AL 2023)
piena consapevolezza e attitudine
verso la sostenibilità
ambientale e il risparmio
energetico. È un dato di fatto
la carenza di figure formate
in tal senso. Inoltre, sono
sempre più rilevanti competenze
trasversali quali le
capacità di lavoro in gruppo,
creatività, pensiero critico,
capacità decisionali, gestionali
e comunicative.
L’accademia ha talvolta difficoltà
a trasferire queste
competenze ai propri studenti,
per mancanza di risorse
sia economiche che di
personale.
La coniugazione delle competenze
tecniche con le “green
soft skill” genera figure e
nuove carriere professionali,
tra cui consulenti di sostenibilità,
consulenti in approcci
di economia circolare, consulenti
in ambito agroalimentare,
consulenti di bioedilizia.
La transizione ecologica apre
nuove e interessantissime
opportunità lavorative.
greenplanner 101
La chimica, quella verde, ci dà una mano
Dalla tabella periodica degli elementi
a cura di Paolo Galli
Terre rare: materia prima invisibile
che regge la transizione energetica
102 greenplanner
In rosso
le Terre rare
ANCHE A VENEZIA
SI CERCANO ALTERNATIVE
Nel cuore del Vega, il parco
scientifico tecnologico di Venezia,
sta prendendo forma
Rara Factory, un laboratorio
dedicato allo sviluppo di
materiali sostenibili in alternativa
alle terre rare e ai
materiali critici. La struttura
è l’esito di un’iniziativa
imprenditoriale nata come
spin off deep
tech dell’Università
Ca’ Foscari
Venezia.
PER SAPERNE DI PIÙ
La domanda è: potremmo
fare a meno delle Terre
rare? In effetti, guardando
alla strumentazione che usiamo
tutti i giorni viene da rispondere
di no. Le terre rare (Ree, Rare
earth element) sono elementi
cruciali per magneti permanenti,
batterie, catalizzatori ed elettronica
di potenza. Che vuol dire essere
nei motori elettrici e ventole
di frigoriferi, lavatrici, asciugatrici,
lavastoviglie, aspirapolvere.
Ma anche nei fosfori dei display
(nei pannelli di microonde, forni
moderni, lavatrici “smart”), nelle
spie luminose e nei Led. Sono
utilizzati in condensatori, sensori,
microprocessori e circuiti
elettronici di controllo. Insomma,
la lista è lunga.
Certo, però che forse anziché
estrarle si può puntare sul riciclo
avanzato, oppure a materiali
sostitutivi ed estrazione da fonti
non convenzionali.
Il riciclo, però, rappresenta la
via più immediata. Secondo gli
obiettivi comunitari, entro il 2030
potrebbe coprire fino a un quarto
del fabbisogno europeo. Il progetto
Ree4Eu, già operativo con
un reattore pilota in Germania,
ha dimostrato di recuperare fino
al 95% di neodimio e disprosio
con emissioni ridotte del 70%.
In Italia, Politecnico di Milano
e Università di Bologna hanno
sperimentato processi enzimatici
con rese superiori al 90%,
mostrando potenzialità di scala
industriale. Parallelamente
avanzano soluzioni basate su
materiali alternativi.
Il progetto HiRre, che coinvolge
anche l’Università di Padova, sta
sviluppando magneti rare earth
free a base di ferro e cobalto: i
primi prototipi hanno mostrato
coercività superiore del 20%
rispetto agli standard NdFeB.
Sulla stessa onda il Politecnico
di Torino e l’Istituto Italiano di
Tecnologia hanno realizzato leghe
ferro-azoto nanostrutturate
con densità
energetica paragonabile
ai
magneti tradizionali.
Sul fronte dei
catalizzatori
e delle batterie,
il progetto
europeo CarboRee
ha sperimentato l’uso di
grafene e nanotubi di carbonio
per sostituire le terre rare nei
processi elettrochimici, raggiungendo
efficienze del 90%. Anche
l’Enea lavora a sistemi basati su
manganese per le batterie al litio-ferro-fosfato,
con prestazioni
cicliche superiori del 15%.
Anche il progetto nazionale Re-
Mag, coordinato dal Cnr con l’Università
di Firenze, ha dato vita
a un impianto pilota per il riciclo
idrometallurgico dei magneti da
veicoli elettrici, capace di recuperare
fino al 95% delle terre rare
con emissioni ridotte del 60%.
Queste iniziative delineano un
ecosistema europeo che combina
ricerca accademica e applicazioni
industriali. La vera sfida
non è soltanto assicurare approvvigionamenti,
ma costruire
un ciclo integrato di utilizzo, riuso
e sostituzione dei materiali. In
questa prospettiva, le terre rare
rimangono il tassello invisibile
ma decisivo per eolico, mobilità
elettrica e sistemi di accumulo:
non un vincolo, piuttosto una
leva per l’innovazione industriale.
La chimica
trasparente
Facciamo il punto di come
il Reach (Registration evaluation
authorisation and
restriction of chemical) ha
regolamentato il settore
delle sostanze chimiche
in Italia. Compresa la valutazione
del rischio fondamentale
per identificare,
valutare e controllare i
pericoli associati all’utilizzo
delle sostanze chimiche
impiegate nei processi produttivi
e nei luoghi di lavoro.
PER SAPERNE DI PIÙ
La chimica, quella verde, ci dà una mano
L’ambiente
ringrazia
la nuova chimica
Per sensibilizzare le industrie
e favorire la transizione alla
chimica verde dal 1996 l’americana
Environmental protection
agency (Epa) ha istituito
il Green chemistry challenge
awards che premia le tecnologie
chimiche verdi. L’impatto
ambientale stimato dall’Epa a
seguito delle nuove tecnologie
e processi è notevole visto che
si parla di circa 500.000 tonnellate
di rifiuti tossici in meno
nell’ambiente ogni anno (equivalenti
a un treno merci con
container pieno di rifiuti tossici
lungo circa 75 Km, come dire
lungo da Milano a Piacenza).
Sul fronte acqua, circa 80 miliardi
di litri verrebbero risparmiati
ogni anno equivalenti al
fabbisogno annuo di circa un
milione di persone.
Anche l’atmosfera ringrazia:
circa 4 milioni di tonnellate di
CO 2
equivalenti in meno sono
così immesse nell’ambiente
ogni anno.
20
AM
21
AM
LUNEDÌ
MARTEDÌ
Giornata mondiale della luna
Giornata mondiale degli scacchi
PM
PM
Chi si occupa
di chimica verde
in Italia?
L’attuazione di approcci
che seguano i principi della
chimica verde necessita di
consapevolezza, attività di
comunicazione e promozione,
sia a livello accademico
che a livello industriale, di un
cambiamento di mentalità
e finanziamenti alla ricerca.
Negli Stati Uniti, l’Epa ha
avuto un ruolo chiave nella
22
AM
MERCOLEDÌ
Giornata mondiale del cervello
PM
104 greenplanner
settimana 30
luglio 2026
23
AM
GIOVEDÌ
PM
diffusione delle strategie
verso il cambiamento. In Italia
abbiamo diversi consorzi
e associazioni che svolgono
attività di promozione di
approcci chimici sostenibili.
Possiamo far riferimento,
tra gli altri, al Cluster nazionale
Spring, all’associazione
Chimica Verde, all’associazione
Lombardy Green Chemistry
Association (Lgca)
e la divisione di Bioenergia,
Bioraffineria e Chimica Verde
di Enea.
24
AM
VENERDÌ
PM
SABATO
25 26
DOMENICA
Giornata
internazionale per
la conservazione
delle Mangrovie
Chi si occupa
di chimica verde
in Europa?
Nel 2020 la Comunità europea
ha pubblicato la propria
strategia per una chimica
sostenibile che abbraccia le
linee strategiche del Eu Green
Deal. Recentemente, nel
febbraio 2025, sono state
presentate le linee strategiche
di supporto all’industria
europea verso la decarbonizzazione
e la sostenibilità
(The Clean Industrial Deal).
L’equivalente europeo dell’Epa
è la Eea (European environment
agency) che segue
e pubblica costantemente
rapporti sull’ambiente e
sull’inquinamento, con particolare
attenzione anche alla
produzione chimica, congiuntamente
con l’European
chemicals agency (Echa).
Gli investimenti in ricerca
e sviluppo industriale, così
come la formazione dei giovani,
è supportata anche dal
Bio based Industries Consortium
(Bic).
greenplanner 105
La chimica, quella verde, ci dà una mano
Farmaci e impatto
ambientale
La produzione di un farmaco
ha un impatto ambientale elevatissimo:
si calcola che 1 Kg
di principio attivo generi mediamente
nelle migliori delle
ipotesi 25 chili di rifiuti chimici
(nelle peggiori oltre 100 chili).
Siamo ben lontani dal soddisfare
il primo principio
della chimica verde. Non
solo, questo dato è riferito
solo alla quantità in
massa di rifiuti e nulla ci
dice in relazione alla qualità,
o in altre parole alla tossicità
dei rifiuti, da cui consegue la
sostenibilità ambientale e i costi
che dobbiamo pagare per
lo smaltimento in sicurezza
(sostenibilità economica). Per
avere un paragone, l’industria
petrolchimica (raffinazione del
petrolio) produce meno di 100
g di rifiuti per Kg di prodotto.
Da un punto di vista strategico,
in alcuni Paesi ci sono incentivi
economici alle industrie farmaceutiche
affinché proseguano i
principi della chimica verde nei
propri processi produttivi.
La Sostenibilità dei nostri comportamenti
include anche l’assunzione
di farmaci.
La chimica verde
in azione
nel settore tessile
La produzione di tessuti e abbigliamento,
sia che si parli di
fibre di origine naturale quali
il cotone o la lana, piuttosto
che di fibre sintetiche quali
per esempio i poliesteri, è
costituita da diversi stadi che
27 LUNEDÌ Giornata mondiale dei nonni e degli anziani
AM
PM
28 MARTEDÌ Giornata mondiale della conservazione della Natura
AM
PM
29 MERCOLEDÌ
AM
Giornata mondiale della Tigre
PM
106 greenplanner
settimana 31
luglio/agosto 2026
30
AM
31
AM
GIOVEDÌ
VENERDÌ
Giornata mondiale dell’amicizia
Giornata mondiale contro la tratta delle persone
PM
PM
utilizzano acqua, energia, processi
chimici. A livello mondiale
vengono prodotte annualmente
oltre 100 milioni
di tonnellate di fibre tessili
e solo l’1% viene riciclato. Si
stima che il solo processo di
tintura consumi e produca
circa 5.000 miliardi
di litri di acqua reflua
all’anno, equivalenti a
oltre 130 volte il lago
Maggiore. Complessivamente
l’industria
tessile inquina circa il
20% delle risorse idriche
potabili a livello globale.
Grazie all’introduzione di
nuove tecnologie, alcune fasi
del processamento e della tintura
delle fibre possono essere
effettuate con biocatalizzatori,
con pigmenti ottenuti da
microrganismi e non da fonti
fossili, consentendo di ridurre i
reagenti tossici, il quantitativo
di acqua e l’energia utilizzati,
applicando i principi della chimica
verde.
SABATO
1 2
Il diario continua a pag. 110
DOMENICA
È chimico anche
il nostro pasto
L’industria
chimica,
seguendo
i principi della
chimica verde, può portare
innovazione e supportare la
transizione ecologica anche
nel settore agroalimentare.
Gli ambiti in cui è possibile
ridurre l’impatto ambientale
e migliorare la sostenibilità
della produzione sono diversi:
dalla progettazione di composti
bioattivi, quali fertilizzanti
e pesticidi, alla produzione
di biocarburanti.
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appunti del mese
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agosto/
In modalità antispreco
Rubrica a cura di M. Cristina Ceresa
© ScriviKika
greenplanner 109
In modalità antispreco
Che brutto
è scartare
Tra le tante/troppe caratteristiche
malsane della nostra
civiltà moderna c’è quella dello
spreco che fa rima con il
brutto gesto del “buttare”. Lo
facciamo con tutto.
Sprechiamo/buttiamo ogni
anno, secondo dati raccolti
dalla Fao, il 17% del cibo disponibile.
Il che è un doppio
danno. Da una parte buttiamo
cibo che potrebbe sfamare
altre persone. Ma d’altra
parte sprechiamo anche tutta
l’acqua che è servita a coltivare/allevare
quel cibo.
Va notato, infatti, che il 95%
del cibo che consumiamo è
prodotto nei campi. Ha quindi
origine dal suolo. L’uso e
consumo non consapevole di
tutto ciò si ripercuotono inevitabilmente
non solo in ambito
agricolo, ma anche economico,
industriale, climatico,
sociale e sanitario.
Sempre secondo la Fao, entro
il 2050 la domanda mondiale
di acqua per l’agricoltura
aumenterà del 35%. E contemporaneamente
la disponibilità
dell’oro blu (così da
tempo viene soprannominata
l’acqua) diminuirà: già oggi
2,4 miliardi di persone vivono
in paesi soggetti a stress idrico.
E nel mondo oltre l’80%
delle acque reflue è rilasciato
nell’ambiente senza essere
depurato.
Rischi per la salute degli individui,
ma anche a livello
climatico globale ed economico,
poiché circa 3/4 delle
catastrofi naturali verificatesi
tra il 2001 e il 2018 sono state
legate all’acqua e hanno
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LUNEDÌ
MARTEDÌ
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PM
PM
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settimana 32
agosto 2026
6
AM
GIOVEDÌ
PM
causato danni economici per
circa 700 miliardi di dollari.
Ma perché tendiamo a sprecare?
Probabilmente per
distrazione, abbondanza,
cattiva organizzazione o
mancanza di consapevolezza.
Tutti atteggiamenti che possiamo
facilmente superare.
Ogni giorno allenandoci con
buone abitudini.
7
VENERDÌ
AM
PM
LAVORI IN CORSO
PER EVITARE LO
SPRECO DI ACQUA
Rubinetti lasciati
aperti (mentre ci si
lava i denti, si fa la
barba, si lavano i
piatti)
SABATO
8 9
DOMENICA
Giornata
internazionale dei
popoli indigeni
Docce troppo lunghe
o bagni in vasca
invece di una doccia
rapida
Perdite d’acqua da
tubature, rubinetti
o sciacquoni difettosi
Irrigazione
inefficiente di giardini
e campi, magari nelle
ore più calde
Industria e
agricoltura con
sistemi di consumo
non sostenibili
greenplanner 111
In modalità antispreco
ATTENTI A:
ACQUISTI ECCESSIVI
Compriamo più di quello che
riusciamo a consumare
SCADENZE FRAINTESE
Buttiamo cibo ancora buono
perché confondiamo “da
consumarsi preferibilmente
entro” con “scade il”
10
AM
LUNEDÌ
Giornata mondiale del Leone
PM
CATTIVA CONSERVAZIONE
Frutta e verdura si rovinano
perché non conservate
correttamente
PORZIONI TROPPO
ABBONDANTI
Serviamo o cuciniamo
più del necessario
SPRECO NELLA
DISTRIBUZIONE
Supermercati e ristoranti
scartano cibo ancora buono
per motivi estetici o logistici
11
AM
MARTEDÌ
PM
Quanto cibo
buttiamo via…
Andrea Segrè, professore
ordinario di Economia circolare
e politiche per lo sviluppo
sostenibile Alma Mater Studiorum-Università
di Bologna,
fondatore di Last Minute
Market impresa sociale, ren-
112 greenplanner
12
AM
MERCOLEDÌ
Giornata mondiale dell’Elefante
Giornata internazionale della gioventù
PM
settimana 33
agosto 2026
13
AM
PM
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GIOVEDÌ Giornata mondiale della calligrafia
VENERDÌ
AM
PM
SABATO
15 16
DOMENICA
de chiara l’idea: «Un alimento
sprecato è un rifiuto». Il gesto
di buttare in spazzatura il cibo
dovrebbe fare riflettere per
quanto sia malsano. E i dati
sono allarmanti: negli ultimi 7
giorni, in Italia, in media ogni
individuo ha sprecato 566,3
grammi di alimenti.
Sprechiamo maggiormente
frutta fresca (25,4 grammi),
pane fresco (20,1 grammi),
cipolle, aglio, tuberi (20,1
grammi), insalate (18,5
grammi), verdure (18,2
grammi).
Nelle nostre case buttiamo
così via 7,4 miliardi di euro.
Che diventano 13,155 miliardi
di euro di valore dello
spreco lungo tutta la filiera
diviso tra il 6,5% dell’industria
alimentare e sempre il
6,5% avvenuta direttamente
nei campi (Waste Watcher
2024).
Ma Segrè avvisa che tutto ciò
è in difetto: «non sono riportati
i dati del settore della ristorazione
privata e collettiva:
per esso le perdite potrebbero
essere superiori a quelle del
domestico».
Attenzione: le famiglie che
sprecano di più vivono al Sud
(591,6 grammi, +4% rispetto
alla media nazionale), appartengono
a un ceto medio basso
(+17% rispetto alla media nazionale),
vivono nelle grandi città
(+8%) e sono senza figli (+3%).
«Il trend preoccupante è quello
dello spreco metabolico - fa
notare ancora Segrè -. Per i
ceti medio bassi, la spesa alimentare
minore può portare
al problema della qualità alimentare
e di conseguenza a
problemi che sono socio-sanitari
(es.obesità)».
greenplanner 113
In modalità antispreco
Perdita di suolo
Quando parliamo di perdita di
suolo intendiamo in realtà il
consumo, ovvero la cementificazione
di aree a sfavore della
biodiversità. Succede molto
spesso nelle città per erigere
palazzi, ma anche quando si
costruisce una strada/autostrada
si va a togliere respiro
ai campi che sarebbero invece
coltivabili. Questa continua
perdita di suolo comporta
significative ripercussioni
economiche e ambientali. La
riduzione della capacità del
terreno di assorbire e trattenere
l’acqua, nota come “effetto
spugna”, è costata al Paese
oltre 400 milioni di euro solo
nel 2023.
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AM
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AM
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MARTEDÌ
PM
PM
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MERCOLEDÌ
Giornata mondiale dell’aiuto umanitario
Giornata mondiale della fotografia
PM
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settimana 34
agosto 2026
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AM
GIOVEDÌ
PM
Spreco di energia
Si parla sempre meno spesso
di efficienza energetica che
sarebbe invece da considerare
come una fonte primaria:
se non uso energia posso fare
a meno di produrla. Se ne uso
poca, ne devo produrre meno.
E invece siamo sempre più
lanciati nella gara di produrre
più energia possibile e purtroppo
ancora ricorrendo alle
fonti fossili.
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VENERDÌ
Giornata internazionale del ricordo
e tributo alle vittime del terrorismo
AM
PM
Spreco di terre rare
SABATO
22 23
DOMENICA
Giornata
internazionale per
la commemorazione
del commercio degli
schiavi e della sua
abolizione
Ricordati che le risorse della
Terra non sono infinite: legno,
metalli, sabbia e altri materiali
vengono sfruttati senza un
uso sostenibile e per questo è
buona cosa applicare al meglio
azioni di economia circolare in
maniera che tutto possa essere
riusato e non estratto ex
novo. Lo spreco, in tutti i sensi,
accelera il cambiamento climatico.
Quindi buone azioni
quotidiane possono aiutare
a limitare la nostra impronta
sull’ambiente.
Calcola qui la tua
impronta ambientale:
greenplanner 115
In modalità antispreco
Abiti superflui
Ogni cittadino dell’Unione europea
acquista circa 26 chilogrammi
di prodotti tessili
all’anno, e ne butta via quasi
11 kg. Doppia calamità se pensiamo
che a oggi solo l’1% degli
abiti usati viene di fatto riciclato
in nuovi prodotti. Anche
per la moda sprecare significa
danno ambientale (oltre a
quello etico): per una maglietta
di cotone, si stima che servano
2.700 litri di acqua dolce, una
quantità pari a quanto una persona
dovrebbe bere in 2 anni e
mezzo. E di più: la produzione
globale di fibre tessili continua
a crescere: si stima che entro
il 2030 arriverà a 145 mln di
tonnellate, nel 2020 era di 109
mln. (Dati 2020 Parlamento
Europeo elaborati da Safe).
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AM
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AM
LUNEDÌ
MARTEDÌ
PM
PM
Quanti vestiti inutili
nell’armadio
Secondo uno studio condotto
da Movinga, in Italia oltre
l’80% dei vestiti acquistati non
viene utilizzato. Non si dà infatti
il giusto peso a un abito.
È come se sfuggisse quanto
lavoro c’è dietro. Quante
persone hanno passato ore a
lavorare per produrre anche
una semplice maglietta. Una
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MERCOLEDÌ Giornata mondiale del Cane
AM
PM
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settimana 35
agosto 2026
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AM
GIOVEDÌ
PM
catena infinita di gente che ci
porta a fare due considerazioni:
se un capo lo acquisto
a poco significa che
qualcuno è stato
sfruttato per
produrlo.
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AM
VENERDÌ
Il diario continua a pag. 124
PM
SABATO
29 30
Giornata
mondiale contro
i test nucleari
DOMENICA
Giornata
internazionale
degli scomparsi /
dei desaparecidos
La produzione di una
semplice maglietta coinvolge
decine, se non centinaia
di persone, a seconda della
complessità della filiera e della
scala di produzione. Ecco
una panoramica delle principali
fasi e dei possibili lavoratori
coinvolti:
1. PRODUZIONE DELLE
MATERIE PRIME
• Coltivatori di cotone (se è
una maglietta di cotone)
• Addetti alla raccolta
• Operai nelle aziende di
trasformazione (per la
filatura)
2. FILATURA E TESSITURA
• Operai nei filatoi
• Tessitori
3. TINTURA E
TRATTAMENTI
• Tecnici di tintura e stampa
• Chimici tessili
• Operai nei laboratori di
finitura
4. TAGLIO E CUCITURA
• Modellisti
• Operai addetti al taglio del
tessuto
• Sarti e cucitori
5. CONTROLLO QUALITÀ
E LOGISTICA
• Addetti al controllo qualità
• Lavoratori in magazzino
• Operai del packaging
6. DISTRIBUZIONE
E VENDITA
• Autotrasportatori
• Magazzinieri
• Commessi nei negozi
greenplanner 117
118 greenplanner
In modalità antispreco
Facciamo tutti la nostra parte
a cura della redazione
L’importante è pianificare
gli acquisti di cibo
I
l dipartimento Economics and
Management dell’Università di
Pavia ha fatto un interessante
esperimento in tema di risparmio/spreco
di cibo: ha analizzato
il comportamento di 100 famiglie
rappresentative della platea
nazionale (il 50% nuclei da 3 e 4
persone, 30% coppie e 18% single)
valutandone per sei mesi l’uso
della piattaforma di PlanEat,
start up che offre agli utenti la
possibilità di comporre menù a
scelta per il numero desiderato
di giorni (per più settimane di seguito,
o una ogni tanto) ricevendo
poi a domicilio i kit di ingredienti
freschi. Risultato: complessivamente
sono state “salvate” dalla
pattumiera 2,7 tonnellate di cibo
dalle 100 famiglie “osservate”
(una media di 27 kg a famiglia).
Il che si traduce in 7 tonnellate di
CO 2
evitata con 1,6 milioni di litri
di acqua e 30mila mq di terreno
risparmiati. Ovvero le materie
prime che si calcola non siano
state consumate sprecando cibo.
Pianificare significa evitare lo
spreco. Ma anche risparmiare:
la rilevazione, infatti, ha calcolato
che per un carrello composto
da frutta, verdura, pasta, sughi,
formaggi, focacce e dolci al 67%,
carne al 21% e pesce al 12%, una
famiglia di 4 persone spende circa
300 euro al mese salvando
dalla pattumiera oltre 70 kg di
cibo all’anno.
IL
DATO
Secondo la Fao, nel mondo
si sprecano 1,3 miliardi di
tonnellate di cibo all’anno.
Questo spreco genera una
produzione in eccesso di 3,3
miliardi di tonnellate di CO 2
,
e un consumo di suolo pari
a 1,4 miliardi di ettari di terreno
più della superficie del
Lago Maggiore.
In quale tipologia di consumatore ti riconosci?
Altro interessante esperimento questa volta
condotto da Waste Watcher per Iias - Istituto
italiano alimenti surgelati che porta
a individuare 4 tipologie di italiani. Voi in quale vi
riconoscete nella gestione del vostro freezer?
• Distratti organizzati: sono prevalentemente
giovani coppie under 35, che vivono al Sud, spesso
con figli e laureati. La loro gestione poco attenta
del freezer e la scarsa consapevolezza delle scadenze
causano sprechi leggermente superiori
alla media.
• Custodi del freezer: sono per lo più over 60, vivono
principalmente al Nord, sono single o in coppia,
ma senza figli. Sono i più virtuosi: il loro rapporto
con il cibo è fatto di rigore e attenzione e lo spreco,
per loro, è quasi un’eccezione.
• Congelatori cronici: adulti tra i 35 e i 54 anni,
spesso con figli e un buon livello di istruzione. Conservano
tutto, a lungo. Anche troppo. Il loro spreco
non è eclatante, ma diffuso e costante, frutto di
dimenticanze e scarsa programmazione. Sono
“campioni” della scorta eterna, che però rischia
spesso di trasformarsi in scarto.
• Spreconi inconsapevoli: sono giovani, spesso
con basso livello di istruzione, appartenenti a fasce
sociali fragili. Consumano tanto, ma buttano ancora
di più, spesso consapevoli dei propri errori ma
privi della volontà e degli strumenti per migliorare.
greenplanner 119
SAI PERCHÉ
TI CONVIENE
SPEGNERE
IL MOTORE?
Rovini la tua macchina
Sprechi soldi
in carburante
Rischi una multa
Inquini l’ambiente
Inquadra
questo
QR Code per
approfondire!
120 greenplanner
In modalità antispreco
FOCUS
Noi di GreenPlanner continuiamo a pensare che prima di buttare qualsiasi
cosa si debba fare di tutto per ripararla, aggiustarla e al massimo
recuperarne i pezzi. E pensiamo anche che per molti giovani quella della
riparazione sia anche una possibile alternativa di lavoro. Una capacità
artigianale che il mercato ricompensa bene Per saperne di più
IN EVIDENZA
Il mercato del second
hand sta vivendo una
grande espansione nel
nostro Paese. Anche
grazie all’evoluzione
della tecnologia
CONTINUA A LEGGERE QUI
La seconda chance
dei mobili
Arredamento e design stanno scoprendo che
l’economia circolare può essere profittevole. E
così in molti iniziano a mettere in linea il ritiro
dell’usato, tanto che una recente indagine
dell’Homeservatory Leroy Merlin evidenzia
come riuso e rigenerazione siano pratiche
adottate dal 71% delle persone. Grandi brand
stanno così scendendo in campo anche grazie
alla piattaforma Deesup che permette di
personalizzare il proprio ecommerce del second
hand. Che poi spesso coincide con prodotti
invenduti delle passate collezioni o ancora
provenienti da shooting ed esposizioni.
Un modo per non sprecare e recuperare, ma
anche per rendere più
accessibile a tutti prodotti
di alto livello che ci
auguriamo possano durare
una vita.
PER SAPERNE DI PIÙ
Crescono le riciclerie –
anche dette isole ecologiche
– in tutta Italia. E
per noi questo è segno
di vera civiltà
CONTINUA A LEGGERE QUI
Barche senza un briciolo
di spreco: il progetto di
3R Project, ossia reuse,
reduce, rebound
CONTINUA A LEGGERE QUI
Le Biotecnologie hanno
sempre alla base la buona
prassi del recupero.
Qui parliamo di come si
evita di sprecare i sottoprodotti
dell’industria
agroalimentare
CONTINUA A LEGGERE QUI
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appunti del mese
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settembre/
Futuro proteico:
innovazione e gusto a tavola
Rubrica a cura di Maurizio Bettiga, Arianna Cattaneo, Chiara Ciotti, Tomas Andres Ribba De Teran
© ScriviKika_Orto Botanico Salerno
greenplanner 123
Futuro proteico: innovazione e gusto a tavola
PER SAPERNE DI PIÙ
Gli italiani
apprezzano
le proteine
alternative
Il mercato italiano delle
proteine alternative è in
espansione. Il nostro paese
si conferma al primo posto
in Europa per consumo e accettazione
verso queste soluzioni,
seguita dall’Olanda.
Le proteine di origine vegetale
- rispetto a quelle di
origine fungina o da fermentazione
di precisione - costituiscono
ancora la quasi
totalità del mercato. Nel
2024, le vendite di cinque
categorie di prodotti vegetali
hanno raggiunto i 639
milioni di euro, registrando
un +16,4% rispetto al 2022.
Particolarmente rilevante il
boom di formaggi vegetali,
il cui valore delle vendite
è raddoppiato in due anni
(+100% sul 2022).
Secondo lo Smart Protein
Report, il 59% degli italiani ha
ridotto il consumo di carne
e oltre la metà è
disposta a provare
nuove fonti
proteiche.
La motivazione è chiara: si
cercano alternative salutari,
gustose e sostenibili.
Tuttavia, restano delle sfide:
normative lente sui novel
food, prezzi alti dei prodotti
plant based oltre al peso
dell’inflazione.
L’auspicio è anche quello di
una maggiore integrazione
dell’industria alimentare
tradizionale che comunque
sul tema sta ponendo molta
attenzione.
124 greenplanner
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settimana 36
agosto/settembre 2026
3
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PM
SABATO
5 6 DOMENICA
Giornata
internazionale
della carità
E in Europa
cosa succede?
L’Europa è il primo mercato
al mondo per prodotti plant
based con un valore di vendita
stimato superiore a 8,9
miliardi di euro, trainato
dalle alternative ai prodotti
lattiero caseari (Fonte: The
state of the industry 2024
a cura di Gfi).
Nel 2024 le aziende europee
non quotate in borsa
attive nello sviluppo di
alimenti a base vegetale,
carne coltivata e fermentazione
hanno raccolto
quasi 470 milioni di euro,
segnando un incremento
del 23% rispetto all’anno
precedente.
Maggiori investimenti si
concentrano in aziende che
innovano in gusto e texture,
profilo nutrizionale e
ingredienti alternativi (fermentazione
di precisione in
primis). Ne è un esempio la
startup spagnola Heura che
nel 2024 ha ricevuto un investimento
di 40 milioni di
euro per migliorare gusto e
profilo nutrizionale dei suoi
prodotti.
greenplanner 125
Futuro proteico: innovazione e gusto a tavola
La questione
dei prodotti
ultra processati
Il tema della sostenibilità alimentare
è sempre più centrale
e spinge molti consumatori a
cercare alternative alle proteine
animali. In questo contesto, le
proteine vegetali offrono una
soluzione sostenibile e nutriente.
Tuttavia, la crescente
diffusione di prodotti vegetali
altamente trasformati – come
alcuni burger, affettati e formaggi
vegani – ha acceso il
dibattito sul grado di processamento
degli alimenti.
La classificazione degli alimenti
ultra processati (in gergo Upa)
si basa sul sistema Nova, sviluppato
da Carlos Monteiro,
professore di Nutrizione e salute
pubblica dell’Università di
San Paolo in Brasile. All’interno
del Gruppo 4 di questo sistema
di classificazione sotto la voce
“Cibi e bevande ultra processati",
troviamo i prodotti industriali
ottenuti combinando cinque o
più ingredienti, e che possono
includere zucchero, olii, grassi,
sale, an-
tiossidanti,
7 LUNEDÌ Giornata internazionale dell’aria pulita per i cieli blu
AM
PM
8 MARTEDÌ Giornata internazionale dell’alfabetizzazione
AM
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9 MERCOLEDÌ
AM
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settimana 37
settembre 2026
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AM
11
AM
GIOVEDÌ Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio
VENERDÌ
PM
PM
SABATO
12 13 DOMENICA
Giornata
internazionale
senza sacchetti
di plastica
Giornata
mondiale
del primo
soccorso
stabilizzanti, ma anche additivi,
conservanti e stabilizzanti.
Nova però si basa sul presupposto
che tutti gli alimenti prodotti
commercialmente abbiano
un basso valore nutrizionale,
favoriscano l'aumento di peso e
malattie croniche a causa della
presenza di zucchero, sale e
additivi.
Tale approccio è in taluni casi
controproducente, per esempio
la carne vegetale pur essendo
etichettata come “processata”,
si distingue chiaramente da alimenti
ipercalorici come snack
salati e bevande.
Inoltre la carne plant based
tende a contenere meno grassi
saturi rispetto alla carne trasformata
convenzionale, offre
livelli proteici simili e rappresenta
una fonte di fibre, elemento
assente nella carne animale.
Di conseguenza, basare raccomandazioni
dietetiche solo sui
livelli di lavorazione può essere
un consiglio arbitrario che non
considera i valori nutrizionali
essenziali.
Per fare chiarezza, il Good Food
Institute Europe e la Physicians
Association for Nutrition
hanno pubblicato una guida per
sfatare i falsi miti sugli Upa e
spiegare il vero ruolo della carne
vegetale in un’alimentazione
sana e sostenibile. Il messaggio
è chiaro: un’alimentazione
sostenibile deve anche essere
nutrizionalmente equilibrata.
Le proteine vegetali sono valide,
ma è necessaria una scelta informata
e consapevole da parte
dei consumatori, con un occhio
a un’etichetta "pulita" e, come
per tutti gli altri cibi, bisogna
fare attenzione al contenuto di
zuccheri, sale e grassi, specialmente
saturi.
greenplanner 127
Futuro proteico: innovazione e gusto a tavola
14 LUNEDÌ
AM
PM
15 MARTEDÌ
Giornata mondiale della democrazia
Il fattore
buon gusto
L’accettazione delle proteine alternative
dipende dalla capacità
di offrire esperienze sensoriali
paragonabili alla carne o ad altri
alimenti a noi noti.
Interventi informativi mirati di
tipo orale, visivo o esperienziale,
evidenziano benefici ambientali
e salutistici, aumentando
l’interesse al consumo.
Il gusto e la consistenza restano
barriere decisive: estrusione
ad alta umidità, fermentazione
di precisione e lipidi vegetali
riproducono succosità, fibra e
reazioni di Maillard, riducendo la
“crosta gommosa” e garantendo
un profilo umami credibile.
Nomenclature positive (“burger
vegetale”, “clean meat”),
packaging con informazioni
nutrizionali e badge di sostenibilità
rafforzano la fiducia,
soprattutto tra flexitariani ed
ecosensibili.
128 greenplanner
AM
16 MERCOLEDÌ
AM
PM
Giornata mondiale per la protezione
della fascia di ozono
Settimana Europea della mobilità sostenibile
PM
settimana 38
settembre 2026
17
AM
GIOVEDÌ
PM
LO SAI
CHE...
Con Umami si identifica
uno dei cinque gusti fondamentali
(oltre a dolce,
salato, amaro e acido). Il
termine deriva dal giapponese
"umai", che significa
"delizioso" o "saporito", e
"mi" cioè "gusto".
18
AM
VENERDÌ
Giornata mondiale per il monitoraggio delle acque
Giornata internazionale della parità di retribuzione
PM
Casi di successo
(o meno)
Impossible Foods è un esempio
di successo: grazie alla leghemoglobina
della soia per
simulare il sapore ferroso e
a una comunicazione incentrata
sul piacere, l’Impossible
Burger ha conquistato anche
i carnivori.
SABATO
19 20 DOMENICA
Giornata
nazionale
dell'andare al
lavoro in bici
Giornata
mondiale della
ginnastica
Essento, pioniere svizzero
di snack e burger a base di
insetti, ha faticato a superare
il “fattore disgusto” anche
nonostante l’ok normativo e
il rebranding in “proteine sostenibili”.
Planted tramite fermentazioni
innovative è riuscita a
conquistare i consumatori
con prodotti gustosi, di alta
qualità in quanto a sapore e
texture.
greenplanner 129
Futuro proteico: innovazione e gusto a tavola
L’importanza dello storytelling
a cura di Maurizio Bettiga e Chiara Ciotti, Italbiotec
L’innovazione del cibo passa
da un’immancabile bisogno
di costruire fiducia tra i consumatori
Le proteine alternative, come
definite dal Good Food Institute
(Gfi), sono proteine prodotte da fonti
non tradizionali, con l'obiettivo di
integrare o sostituire le proteine di
origine animale in modo sostenibile.
Sono quindi proteine di origine
vegetale, proteine derivate dalla
fermentazione, prodotte da funghi e
microrganismi, e proteine coltivate,
prodotte da cellule animali.
Le proteine alternative sono
tra le innovazioni più rilevanti
per guidare la transizione
verso un sistema alimentare
più sostenibile, resiliente e
inclusivo. Dalle bevande vegetali
alle microproteine fermentate,
fino ai sostituti della carne e ai
formaggi a base vegetale, queste
soluzioni rispondono a sfide
urgenti: crisi climatica, pressione
sulle risorse naturali, e una crescente
domanda globale di proteine
trainata da crescita demografica
e maggiore attenzione
alla salute e al benessere.
Ma l’innovazione tecnica non
basta. Perché queste soluzioni
abbiano impatto reale, serve
una condizione imprescindibile:
la fiducia. E la fiducia nasce dalla
conoscenza e dalla trasparenza.
Molti consumatori si pongono
domande legittime: sono davvero
salutari? Sostenibili? Naturali?
Questi interrogativi spesso
non segnalano ostilità, ma una
richiesta di chiarezza. Per questo
l’educazione alimentare è centrale:
spiegare, senza semplificazioni,
cosa sono questi nuovi
prodotti, come vengono realizzati
e quale valore possono offrire in
termini di salute, gusto, impatto
ambientale.
Il mercato italiano degli alimenti
a base vegetale continua a crescere
(+16,4% in soli due anni
secondo il Gfi). Un settore trainato
da carne vegetale (35,7% del
mercato) e bevande alternative
al latte (50,7%), la cui espansione
è favorita dal segmento private
label, che ha prezzi relativamente
accessibili.
Eppure, la crescita non è automatica.
Alcune categorie, come
la panna vegetale o lo yogurt,
Segnaliamo Fondazione Bassetti perché tra i primi
enti in Europa a promuovere una riflessione critica e
interdisciplinare sull’innovazione responsabile. Anche
in tema di Food
mostrano stagnazione o cali
nonostante prezzi inferiori
rispetto alle controparti animali.
Il motivo? Il prezzo da solo
non basta. Gusto, consistenza,
qualità percepita e valori etici
giocano un ruolo più centrale di
quanto si pensi.
Anche per questo è fondamentale
adottare una comunicazione
chiara e onesta, senza alimentare
aspettative infondate o
polarizzare. I consumatori italiani
sono attenti al gusto e legati alla
cultura gastronomica. Questo
è un punto di forza, ma impone
anche delicatezza: le nuove proteine
non devono “sostituire”, ma
ampliare le possibilità, offrendo
soluzioni buone, nutrienti e
adatte a contesti diversi. Le tecnologie
come la fermentazione
di precisione, i sistemi di coltura
cellulare o i bioingredienti a base
microbica aprono prospettive
entusiasmanti. Ma per entrare
nel quotidiano serve più di un
brevetto: serve integrazione culturale,
innovazione responsabile
con ascolto del consumatore e
coinvolgimento dell’intera filiera.
La sfida è complessa, ma anche
profondamente trasformativa.
È una sfida tecnica, certo, ma
anche sociale ed educativa. Solo
se coltiviamo fiducia e dialogo,
l’innovazione alimentare potrà
diventare un motore di cambiamento
- per un cibo più buono e
accessibile a tutti.
130 greenplanner
Futuro proteico: innovazione e gusto a tavola
Semiotica
Riflessioni
filosofiche sulla
carne coltivata
Sempre più urgente promuovere
percorsi di alfabetizzazione scientifica,
morale e comunicativa che aiutino a
prevenire - o curare - la formazione
di schieramenti acritici sul fronte dei
tecno entusiasti o su quello dei
tecno apocalittici
Negli ultimi anni, il dibattito sulla carne coltivata
è uscito da laboratori e aule accademiche,
imponendosi sempre più nell’arena
pubblica internazionale. In Italia, più che in altri paesi,
ciò ha scatenato forti opposizioni,
non solo da parte di importanti
associazioni di rappresentanza
e assistenza dell’agricoltura, ma
anche dello stesso governo, che
nel 2023 ha addirittura varato
una legge che proibisce la produzione,
l’importazione e la vendita
di prodotti alimentari derivanti da
colture cellulari, additandoli - in
conferenza stampa e in diverse
altre occasioni pubbliche - come
cibi sintetici, “contro natura”,
rischiosi per l’ambiente e la salute
pubblica.
Se da un lato, il passaggio da
circoli specialistici alla scena
politica e mediale è un evento da
accogliere con favore, dall’altro occorre prestare
particolare attenzione ai modi in cui il dibattito e
la comunicazione rivolta ai “non addetti ai lavori”
vengono sostenuti e promossi.
Al momento, infatti, sul tema regna una profonda
confusione. Diventa pertanto sempre più urgente
promuovere percorsi di alfabetizzazione scientifica,
morale e comunicativa che aiutino a prevenire - o
curare - la formazione di schieramenti acritici sul
a cura di Luca Lo Sapio e Simona Stano, Università di Torino
fronte dei tecno entusiasti o su quello dei tecno
apocalittici.
Per fare questo può essere utile rivolgersi alla filosofia.
Sebbene i più tendano a sminuirla, infatti, essa
può fornire, in collaborazione con i saperi scientifici,
un ausilio fondamentale per ripulire il dibattito pubblico
da scorie, false credenze e interpretazioni più
o meno “fantasiose”. In particolare, l’etica e la semiotica
possono giocare un ruolo fondamentale in
questo senso, aiutandoci per esempio a smontare
quelle argomentazioni che fanno leva sulla nozione
di “naturalità” - o, nel nostro caso, di “innaturalità” -
della carne coltivata come ragione per scoraggiare
l’adozione e l’avanzamento di questa tecnologia.
Affermare che qualcosa sia naturale non vuol dire,
in automatico, affermare che sia buono. Per dimostrarlo,
la filosofia morale può proficuamente evidenziare
la distinzione tra piano fattuale e morale,
sottolineando come quest’ultimo abbia a che fare
con valori e prescrizioni, non con descrizioni.
L’analisi semiotica, dal canto suo, può mettere in
luce le strategie discorsive tramite
cui si manifesta l'ideologia del
naturale, rivelandone le principali
contraddizioni e problematicità.
Questo stesso approccio, inoltre,
può aiutare a definire nuovi strumenti
e pratiche di comunicazione
dell’agricoltura cellulare, per un’informazione
più corretta e slegata
da visioni stereotipate.
Nel settore alimentare, più ancora
che in altri, la comunicazione (dalla
denominazione di nuovi prodotti
al packaging, dai dibattiti pubblici
ai discorsi mediali, e così via)
svolge infatti un ruolo fondamentale
nella creazione e diffusione di
immaginari collettivi, incidendo in
modo evidente sulle nostre percezioni di particolari
sostanze e tendenze.
Se, quindi, come diceva Claude Lévi-Strauss, per
essere “buono da mangiare” un alimento deve
essere innanzitutto “buono da pensare”, è proprio al
pensiero e all’immaginazione collettiva che, guidati
dal faro della filosofia, dobbiamo rivolgere la nostra
attenzione per favorire un dibattito pubblico sulla
carne coltivata più attento e consapevole.
greenplanner 131
Futuro proteico: innovazione e gusto a tavola
Le startup italiane
che vanno in tavola
DreamFarm, Small Giants,
KelpEat e The Bridge sono
solo alcune delle startup
italiane che stanno portando
innovazione sulle tavole
italiane: alternative alla
mozzarella a base di mandorla,
cracker con farina di
grillo o di alga, taralli arricchiti
con proteine del lievito
e sostituti dell’uovo a base
di soia. A queste si affiancano
nuove realtà che stanno
sviluppando soluzioni tech
driven, etiche e sostenibili,
destinate ad arrivare presto
sul mercato grazie anche a
investimenti mirati.
È interessante osservare
come anche le aziende più
tradizionali si stiano aprendo
al plantbased. È il caso di The
Italian Protein Company,
brand Amadori - storico
nome del comparto avicolo
- che oggi punta anche su
proteine “verdi” come piselli
e fagiolini cannellini.
L’unione tra ricerca accademica
di alto livello e una solida
industria agroalimentare
crea le basi per accelerare la
crescita, anche se è da notare
come sul piano dei finanziamenti
l’Italia resti indietro
rispetto a paesi come Germania,
Danimarca e Spagna.
Da annoverare anche Innfoods,
startup italiana, sta
rivoluzionando l’industria
alimentare con ingredienti a
base di micoproteine, utilizzando
tecniche di fermentazione
e valorizzando scarti
alimentari. L’obiettivo? Dare
vita a nuovi prodotti sostenibili,
nutrienti e gustosi.
21 LUNEDÌ
AM
22 MARTEDÌ
AM
23 MERCOLEDÌ
AM
Giornata internazionale della pace
Giornata mondiale dell’Alzheimer
PM
Giornata mondiale senza auto
PM
Giornata internazionale delle lingue dei segni
PM
132 greenplanner
settimana 39
settembre 2026
24
AM
25
AM
GIOVEDÌ Giornata marittima mondiale
PM
VENERDÌ Giornata mondiale dei sogni
PM
A supporto
dell’innovazione
Italbiotec, forte di un’esperienza
pluriennale in ambito
biotecnologico, si pone oggi
come attore di riferimento
per il sostegno all’innovazione.
Attraverso le sue iniziative,
intende da un lato promuovere
l’aumento degli investimenti
nel settore e, dall’altro,
la creazione di nuove sinergie
tra realtà complementari
come startup e aziende.
SABATO
26 27 DOMENICA
Giornata europea
delle lingue
Giornata
mondiale per
l’eliminazione
delle armi
nucleari
Giornata
mondiale
del turismo
Giornata
mondiale
del sordo
Tecniche
di precisione
Ma cosa ci riserva il futuro?
Uno dei trend più promettenti
è la fermentazione di precisione:
un processo basato su una
tecnica antichissima, resa innovativa
grazie alle biotecnologie
industriali. Microrganismi
sviluppati appositamente producono
ingredienti mirati come
i grassi strutturati prodotti dalla
startup svedese Melt&Marble
o proteine fibrose come
nella planted steak sviluppata
dalla svizzera Planted. Mckinsey
stima che nel 2050 il 4%
del mercato globale di proteine
sarà rappresentato da nuove
proteine fermentate. All’orizzonte
anche la carne coltivata,
oggi disponibile a Singapore,
negli Usa e in Australia, ma
sviluppata anche da diverse
startup europee.
greenplanner 133
Futuro proteico: innovazione e gusto a tavola
Piatti da chef
Con una popolazione mondiale
in continua crescita e una
domanda alimentare destinata
ad aumentare del 50% entro
il 2050, le proteine alternative
offrono risposte concrete a
sfide ambientali e sociali. Il
loro successo, però, richiede
anche un cambiamento culturale
che sappia dialogare con
le tradizioni alimentari senza
ignorarle.
Le tradizioni, pur essendo fondamenti
identitari, non sono
immutabili. Il sushi, un tempo
esclusivo della cucina giapponese,
è oggi simbolo di prestigio
globale. Anche le proteine
alternative possono trovare
spazio nella cucina italiana,
senza rinunciare a qualità e
gusto. Negli anni ‘50 i legumi,
pane e pasta erano protagonisti.
Con il boom economico,
carne e prodotti raffinati
hanno guadagnato centralità.
Oggi, salute e sostenibilità
riportano l’attenzione su verdure
e legumi.
Proprio in questo equilibrio
tra tradizione e innovazione
si colloca la sfida delle proteine
alternative: rappresentano
non solo una scelta sostenibile,
ma un’opportunità per
ridefinire il rapporto tra cibo,
etica e ambiente.
Nel dibattito pubblico, è sempre
più evidente la strumentalizzazione
di etichette come
“super processato”, spesso
usate per screditare alimenti
innovativi ignorandone il
loro profilo nutrizionale. Allo
stesso modo, l’uso del termine
“cibo Frankestein” serve a
evocare paure istintive e irrazionali,
allontanando l’opi-
28 LUNEDÌ
AM
29 MARTEDÌ
AM
30 MERCOLEDÌ
AM
Giornata internazionale dell’accesso universale
all’informazione
PM
Giornata mondiale della consapevolezza delle
perdite e degli sprechi alimentari
Giornata mondiale del cuore
PM
Giornata internazionale del podcast
PM
134 greenplanner
settimana 40
settembre/ottobre 2026
1
AM
2
AM
GIOVEDÌ
VENERDÌ
Giornata mondiale dei vegetariani
Giornata internazionale delle persone anziane
Giornata internazionale della musica
PM
Giornata internazionale della nonviolenza
Giornata mondiale del sorriso
PM
nione pubblica da valutazioni
fondate su dati scientifici. Una
comunicazione responsabile
deve contrastare questi slogan
fuorvianti.
Serve un approccio concreto:
educazione nelle scuole, divulgazione
scientifica, politiche
pubbliche che incentivino il
consumo di alimenti alternativi
e garantiscano una produzione
trasparente e sostenibile. Solo
così tradizione e innovazione
potranno convivere armoniosamente,
costruendo un nuovo
modello alimentare che rispetti
il Pianeta e le sue risorse.
HA
DETTO
Mangiare non è una semplice
questione di gusto.
Come mangiamo e cosa
mangiamo sono temi di
rilevanza morale e sociale
sui quali tutti dovrebbero
interrogarsi.
Luca Lo Sapio,
docente e autore del testo
"Carne coltivata. Etica
dell'agricoltura cellulare"
(Carrocci editore)
SABATO
3 4 DOMENICA
Giornata
mondiale
degli
animali
Giornata
mondiale
dello
spazio
Il diario continua a pag. 140
CULTIVATED MEAT, synthetic
meat, animalfree meat,
cell based meat: tanti termini,
poche certezze. Ogni termine
plasma percezioni e narrazioni,
spesso distanti dal rigore
scientifico. La semiotica, disciplina
che studia linguaggio e
significati, è chiamata oggi a
smantellare pregiudizi e favorire
una comunicazione innovativa
sulle proteine alternative
(vedi pag. 131).
greenplanner 135
In Svizzera, dove si studiano gli alimenti del futuro
Nei centri di ricerca e nelle università svizzere,
Politecnico di Zurigo in testa dove è nata Planted,
la parola d’ordine è trovare nuovi esperti, chef
compresi, che sappiano equilibrare elementi tecnologici
per rendere il cibo sano, gustoso, sicuro
e disponibile ai miliardi di persone previsti dalle
previsioni di crescita della popolazione mondiale.
PER SAPERNE DI PIÙ
greenplanner 137
appunti del mese
Risparmiare energia?
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138 greenplanner
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19
26
20
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22
29
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31
25
1
ottobre/
Ottobre, mese della
consapevolezza energetica
Rubrica a cura di Andrea Innocenti
© ScriviKika_Orto Botanico Palermo
greenplanner 139
Ottobre, mese della consapevolezza energetica
5
AM
LUNEDÌ
Giornata mondiale dell’habitat
Giornata mondiale degli insegnanti
PM
Energia,
un bene comune
Con ottobre inizia quello che
viene chiamato l’anno termico
e che collima con l’accensione
dei riscaldamenti nelle
case, (che poi ad aprile a seconda
delle comunicazioni dei
comuni si va a spegnere).
Si è pensato, pertanto, di dedicare
questo mese al tema
dell’energia visto che ricopre
un ruolo importante della
nostra vita (anche se spesso
non ce ne accorgiamo, e malgrado
sia il motore di quasi
tutte le attività che ci circondano).
Fino a quando gli sconvolgimenti
internazionali portarono
a un generalizzato rialzo
dei prezzi delle materie prime,
solo gli addetti ai lavori,
o quasi, si interessavano
all’energia e tutto sommato,
forse in pochi controllavano
la bolletta (ancora meno la
sapevano leggere). Anche
le società di vendita di luce
e di gas puntavano ad attrarre
nuovi clienti regalando
gadget o altre amenità,
non sconti sul “prezzo della
6
AM
PM
7
MARTEDÌ Giornata mondiale dell’architettura
MERCOLEDÌ
AM
PM
140 greenplanner
settimana 41
ottobre 2026
8
AM
GIOVEDÌ
PM
componente materia prima”
come fanno oggi.
Eppure, il tema è anche geopolitico.
Il nostro Paese importa
oltre i due terzi dell’energia,
perché la quantità che
produce internamente non è
sufficiente a soddisfare il fabbisogno
nazionale. E la guerra
Ucraina/Russia ha fatto
saltare il sistema. (l’articolo
continua a pag. 148).
9
AM
VENERDÌ
PM
LO SAI
CHE...
L’anno termico è un periodo
di riferimento utilizzato,
soprattutto in ambito
energetico e impiantistico,
per monitorare, gestire e
contabilizzare il consumo
di energia termica (calore)
per usi civili o industriali,
in particolare per il riscaldamento
e, talvolta, per il
raffrescamento.
L’anno termico non coincide
con l’anno solare (1 gennaio
- 31 dicembre), ma solitamente
va:
SABATO
10 11
Giornata
mondiale
contro la pena
di morte
Giornata
mondiale della
salute mentale
DOMENICA
Giornata
mondiale
degli Uccelli
Migratori
Giornata
internazionale
delle bambine
e delle ragazze
dal 1° ottobre
al
30 settembre
dell’anno
successivo.
Questo arco temporale è
pensato per:
• coprire integralmente la
stagione invernale (quando
il riscaldamento è attivo),
• facilitare la rendicontazione
energetica e la programmazione
degli impianti.
greenplanner 141
Ottobre, mese della consapevolezza energetica
L’energia fai da te
In piena transizione energetica,
cittadini e imprese anche
italiane si stanno avvicinando
all’autoproduzione di energia
elettrica. Una doppia sfida
anche per l’intero sistema
elettrico nazionale, che deve
gestire un fabbisogno maggiore
di energia, ma allo stesso
tempo garantire stabilità e
adeguatezza dei flussi energetici
a fronte della maggiore
12
AM
LUNEDÌ
PM
13
MARTEDÌ
Giornata internazionale per la riduzione dei
disastri naturali
AM
PM
penetrazione delle rinnovabili,
che per natura non sono programmabili.
Ovviamente alla
base c’è l’adozione di sistemi
di energia rinnovabile per lo
più fotovoltaico.
14
MERCOLEDÌ Giornata mondiale contro l’incenerimento dei rifiuti
AM
PM
I vantaggi
dell’autoproduzione
Produrre autonomamente
l’energia elettrica necessaria
per la propria casa o azienda
permette di ridurre o addirittura
azzerare i costi energetici,
soprattutto se si riesce a con-
142 greenplanner
settimana 42
15
AM
GIOVEDÌ
PM
ottobre 2026
sumare direttamente l’energia
prodotta. L’autoproduzione,
inoltre, consente di ridurre le
fluttuazioni dei prezzi dell’energia
e la dipendenza dai
fornitori, oltre che essere una
scelta di sostenibilità ambientale
perché contribuisce alla
riduzione delle emissioni di
gas serra in atmosfera. Il vantaggio
economico dell’autoproduzione
è maggiore chiaramente
in caso di incentivi
e/o agevolazioni fiscali.
16
AM
PM
SABATO
17 18
Giornata
internazionale
della riparazione
Giornata
mondiale
della frutta
e verdura
Giornata
mondiale della
eradicazione
della povertà
VENERDÌ Giornata mondiale dell’alimentazione
DOMENICA
Gli svantaggi
dell’autoproduzione
Il principale ostacolo all’autoproduzione
è dato sicuramente
dall’investimento iniziale
che è spesso significativo, nonostante
vi siano agevolazioni
fiscali che possono ridurre la
spesa. L’acquisto e l’installazione
di un impianto di autoproduzione,
come un sistema
fotovoltaico, richiede un esborso
rilevante e, se non è stato
fatto uno studio di fattibilità
accurato, non è detto che porti
ai risultati attesi. Per quanto
riguarda un impianto fotovoltaico,
inoltre, servono delle superfici
idonee (sia per spazio
che per esposizione) su cui installare
i pannelli che poi negli
anni dovranno essere oggetto
di manutenzione regolare.
Ma soprattutto il grosso limite
dell’energia solare è la sua
dipendenza intrinseca dalle
condizioni meteorologiche.
Un impianto fotovoltaico può
non produrre energia di notte
o durante giornate nuvolose,
da qui la necessità di accumuli
che però incidono
non poco sul conto
economico del
progetto.
PER SAPERNE DI PIÙ
greenplanner 143
Ottobre, mese della consapevolezza energetica
Prove tecniche
di energia al 2030
Nell’ambito del Green deal europeo
(pacchetto di iniziative
comunitarie per portare l’Unione
Europea a raggiungere
la neutralità climatica entro il
2050 con obiettivi intermedi
al 2030), ogni Stato formalizza
all’interno del Pniec (Piano
nazionale integrato per l’energia
e il clima) le politiche e le
misure che intende adottare
per il raggiungimento degli
obiettivi in tema di energia e
clima entro il 2030, in attuazione
degli impegni europei di
riduzione delle emissioni presi
nell’ambito dell’Accordo di Parigi
(2015).
Il Piano, redatto dal Mase
(Ministero dell’ambiente e
della sicurezza energetica)
in collaborazione con gli altri
Ministeri competenti e con il
supporto di Gse (Gestore del
servizio energetico), Enea
(Agenzia nazionale per le
nuove tecnologie, l’energia e
lo sviluppo economico sostenibile),
Rse (Ricerca sul siste-
19
AM
20
AM
LUNEDÌ
MARTEDÌ
PM
PM
21
MERCOLEDÌ Giornata mondiale dell’ascolto
AM
PM
L’Italia ha presentato il Pniec
per la prima volta nel 2020,
con aggiornamenti nel 2023
e nel 2024.
144 greenplanner
settimana 43
ottobre 2026
22
AM
GIOVEDÌ
Giornata mondiale dell’energia
PM
ma energetico), Ispra (Istituto
Superiore per la Protezione
e la Ricerca Ambientale), Politecnico
di Torino e di Milano,
è organizzato in cinque
dimensioni: decarbonizzazione,
efficienza energetica,
sicurezza energetica, mercato
interno dell’energia, e ricerca,
innovazione e competitività
(vedi immagine).
I target italiani
23
AM
VENERDÌ
PM
SABATO
24 25
Giornata delle
Nazioni Unite
DOMENICA
Giornata mondiale
della pasta
Il Pniec fissa per l’Italia un
obiettivo di capacità rinnovabile
di 131 Gw entro il
2030. Di questi, circa 79,2
Gw saranno derivati dal solare,
28,1 dall’eolico, 19,4
dall’idroelettrico, 3,2 dalle
bioenergie e 1 Gw dalla geotermia.
Il tasso di installazione Fer
sta crescendo velocemente
nel nostro Paese (7,5 Gw
nel 2024 più del doppio
rispetto al 2022) e diversi
provvedimenti sono stati
introdotti per accelerare
l’installazione di nuova capacità,
tra i principali Energy
release (5 Gw), Fer 2 (4,6
Gw), Fer X (67 Gw), Decreto
Cer (5 Gw). Per quanto
riguarda le emissioni di
gas serra, l’Italia prevede
di arrivare a una riduzione
del 66% rispetto ai livelli
del 2005 (meglio del 62%
obiettivo Ue). È possibile
monitorare il raggiungimento
degli obiettivi previsti
dal Piano attraverso la
consultazione di una piattaforma
online accessibile
a tutti che fornisce informazioni
sull’efficacia delle
politiche attuate.
greenplanner 145
Ottobre, mese della consapevolezza energetica
26
AM
LUNEDÌ
PM
L’energia
delle Cer
è democratica
Con la pubblicazione del Decreto
Cacer (Configurazioni di
autoconsumo per la condivisione
dell’energia rinnovabile)
da parte del Mase (Ministero
dell’ambiente e della sicurezza
energetica) a inizio 2024 si
è completato il recepimento
delle direttive comunitarie e
definito i meccanismi di incentivazione
delle configurazioni di
autoconsumo per la condivisione
dell’energia rinnovabile.
Questo ha dato impulso alla
diffusione anche in Italia delle
Comunità energetiche rinnovabili
(Cer), che sono un tassello
fondamentale del Green deal
europeo (pacchetto di iniziative
strategiche per portare l’Unione
Europea a raggiungere
la neutralità climatica entro il
2050), tanto che la Commissione
Europea stima che, a
scadenza del piano, il 50%
dell’energia rinnovabile sarà
prodotta tramite Cer che rappresentano
un modello innovativo
di produzione e consumo
di energia basato su principi
di democrazia energetica.
27
AM
PM
28
MARTEDÌ Giornata mondiale del patrimonio audiovisivo
MERCOLEDÌ Giornata internazionale dell’animazione
AM
PM
146 greenplanner
settimana 44
ottobre/novembre 2026
29
AM
30
AM
GIOVEDÌ
VENERDÌ
PM
PM
Nel cuore
di una Comunità
energetica
Le Cer sono configurazioni di
cittadini, piccole medie imprese,
enti pubblici, associazioni
che decidono di mettersi insieme
per produrre e condividere
energia da fonti rinnovabili
proveniente da impianti
fotovoltaici (ma non solo) nella
disponibilità della comunità.
L’autonomia energetica e la
consapevolezza ambientale
sono i concetti fondamentali
su cui si basa questo cambiamento.
Attraverso le Cer è possibile
perseguire obiettivi di tipo:
AMBIENTALE, perché si utilizza
energia prodotta solo da
fonti rinnovabili
SABATO
31 1
Giornata
mondiale
del risparmio
Giornata
mondiale
delle città
Giornata
mondiale
vegan
Il diario continua a pag. 152
DOMENICA
ECONOMICO, perché sono uno
strumento efficace per combattere
la povertà energetica
SOCIALE, perché creano inclusione
e partecipazione
attiva da parte di cittadini e
imprese nel processo della
transizione energetica.
Per saperne di più
rimani aggiornato
qui:
greenplanner 147
Ottobre, mese della consapevolezza energetica
Gas&Luce
a cura di Andrea Innocenti
Da dove viene la nostra energia?
Come dicevamo in introduzione
della rubrica (vedi
pag. 141), il nostro Paese
importa oltre i due terzi dell’energia,
perché la quantità che
produce internamente non è
sufficiente a soddisfare il fabbisogno
nazionale. Da qui, la necessità
in quegli anni di trovare
velocemente nuovi fornitori di
energia affidabili. La Russia da
principale fornitore di gas per
l’Italia (sì, perché l’elettricità
delle nostre case per quasi la
metà è prodotta con il gas) è
scesa da una quota del 40% a
zero a fine 2024, mentre Paesi
come l’Algeria e l’Azerbaijan (da
quest’ultimo attraverso Turchia,
Grecia, Albania parte il gas
del Tap - Trans adriatic pipeline
che arriva in Puglia) sono diventati
fondamentali per il nostro
approvvigionamento. Inoltre,
parte del gas necessario per i
nostri riscaldamenti e per far
funzionare le fabbriche oggi
arriva liquido (Gnl - Gas naturale
liquefatto) trasportato via
mare da Stati Uniti, Australia,
Norvegia, poi rigassificato (in
Italia abbiamo sia navi rigassificatrici
che impianti a terra) e
immesso nelle reti di distribuzione.
Quando accendiamo la
luce nelle nostre case, dietro
quel semplice gesto c’è il lavoro
di tante persone e la capacità
organizzativa di molte aziende.
L’energia non è sempre prodotta
dove viene consumata,
quindi deve essere trasportata
(da qui, gli oneri di sistema che
troviamo in bolletta) e messa
a disposizione quando serve
e nelle quantità richieste (dispacciamento).
La rete elettrica
nazionale è oggetto di ingenti
investimenti per adeguarsi
al crescere dei consumi e per
ottimizzare i flussi energetici
in modo da evitare interruzio-
ni improvvise. E per fortuna la
tecnologia sta facendo enormi
passi avanti e ci riserva grandi
opportunità.
LA MAPPA DELL’ENERGIA:
DOVE ENTRA IL GAS
NATURALE IN ITALIA (AL 2025)
Passo Gries
Tarvisio
Gorizia
Bizzarone Cavarzere
Panigaglia
Livorno
Piombino
Melendugno
Mazara del Vallo
Siti di stoccaggio
Gnl
Gela
Fonte: Snam
Perché è sempre più importante
la transizione energetica
La transizione energetica, ovvero il passaggio
da energia prodotta da combustibili fossili
a energia prodotta da fonti rinnovabili,
sta modificando i comportamenti di cittadini e
imprese, facendo emergere nuove modalità di
produzione e consumo. Da una parte, infatti, i cittadini
sono sempre più attenti alle bollette di casa
e, dove possibile, si stanno avvicinando all’autoconsumo
installando, per esempio, pannelli
fotovoltaici sul tetto. Dall’altro, le aziende hanno
necessità di abbassare i costi energetici, che in
alcuni casi sono arrivati a incidere pesantemente
sui costi di produzione, e di garantirsi forniture
stabili e a lungo termine. Tutto questo avviene in
un contesto in cui la digitalizzazione e il crescente
utilizzo dell’intelligenza artificiale richiedono
un fabbisogno energetico maggiore,
con conseguenti difficoltà per la rete
elettrica nazionale nel sopportare
questi nuovi carichi di tensione.
PER SAPERNE DI PIÙ
148 greenplanner
Fonte dati: elaborazione dati da studio
ELEMENS «pompe di calore e piccola
geotermia» settembre 2020
Ottobre, mese della consapevolezza energetica
Elettrificazione di case e building industriali
a cura di Paolo Galli
Sempre più edifici
si riscaldano senza gas
Promuovere l’elettrificazione dei consumi termici con
tecnologie pulite ed efficienti, come le pompe di calore
e la piccola geotermia. È questa la missione di Arse
Il potenziale incrementale nel settore residenziale
(pari a 1 milione di edifici)
Arse (Associazione riscaldamento
senza emissioni)
da alcuni anni promuove
l’elettrificazione dei consumi termici
negli edifici e nei processi
industriali come strategia chiave
per la decarbonizzazione del
sistema energetico nazionale,
concentrandosi sulla diffusione
delle pompe di calore ad alta
temperatura e della “piccola
geotermia”, ovvero sistemi geotermici
a bassa profondità e
temperatura.
L’associazione che ha sede a
Milano ritiene che questa transizione
tecnologica, applicata
soprattutto al comparto civile e
terziario, sia una risposta efficace
alle esigenze ambientali e
rappresenti una leva per migliorare
la qualità dell’aria urbana e
rafforzare la sicurezza energetica
del Paese.
Non da ultimo, l’integrazione
delle rinnovabili termiche nel
parco edilizio contribuisce all’incremento
dell’efficienza energetica
degli immobili, elevandone
la classe energetica e il valore
patrimoniale.
LE POMPE DI CALORE
NEI BUILDING INDUSTRIALI
Nel comparto industriale, il calore
disperso a bassa temperatura
rappresenta un’ulteriore risorsa
gratuita e valorizzabile. Quanto
al costo iniziale, esso deve essere
considerato un investimento, sostenibile
anche tramite modelli di
finanziamento basati sui risparmi
energetici generati.
Poiché l’Italia vanta una leadership
produttiva nel settore,
coprendo circa il 60% della domanda
europea, l’attività di Arse
aiuta a sostenere innovazione,
filiera industriale e occupazione
qualificata.
5
IN RETE CON L’EUROPA
Arse si rivolge a tutte le realtà
d’impresa che condividono
la missione di sviluppare e
diffondere la tecnologia delle
pompe di calore come alternativa
ai combustibili fossili.
Tra gli associati ci sono sia
realtà manifatturiere, produttori
di pompe di calore,
Esco, professionisti che realizzano
progetti impiantistici,
sia aziende che realizzano
impianti con pompe di calore
geotermiche.
Le tecnologie promosse da
Arse permettono di eliminare
il ricorso ai combustibili
fossili, riducendo le emissioni
in loco e i costi energetici.
Le sorgenti di calore utilizzabili
includono aria, acqua
di falda e terreno, con la
geotermia a bassa entalpia
particolarmente adatta ai
climi rigidi.
A livello europeo, Arse segue
le attività dell’Ehpa (European
heat pump association)
che rappresenta l’industria
delle pompe di calore e di
Egec (European geothermal
energy council).
In Italia, Arse aderisce a Coordinamento
Free e a Kyoto
Club. Dallo scorso anno fa
parte di Renovate e della
Piattaforma geotermica,
collaborando anche con
Assoclima di Anima Confindustria.
Fa parte della
missione dell’associazione
organizzare eventi e seminari
per promuovere l’elettrificazione
dei consumi
termici nel nostro Paese.
greenplanner 149
appunti del mese
L
M
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150 greenplanner
novembre/
Le Climate Tech rendono
più vivibili le città italiane
Rubrica a cura di Paolo Galli
© ScriviKika
greenplanner 151
Le Climate Tech rendono più vivibili le città italiane
2
AM
LUNEDÌ
PM
Rigenerazione
ecologica
è la parola d’ordine
In Italia, oltre il 70% della popolazione
vive in aree urbane.
Lo dice l’ultimo rapporto World
Urbanization Prospects delle
Nazioni Unite che invita a una
riflessione profonda sulle modalità
di abitare e organizzare
la città, specialmente in un contesto
segnato da crisi multiple:
climatica, abitativa, energetica,
infrastrutturale.
Gli effetti del cambiamento
climatico - ondate di calore,
precipitazioni estreme, siccità
- si concentrano nei contesti
urbani, amplificati da una pianificazione
del secolo scorso oggi
inadeguata.
Anche Ispra lo conferma: le
aree urbane italiane soffrono
di un’intensificazione delle isole
di calore, aggravate da una
cementificazione che ha ormai
raggiunto i 21.500 km2 del territorio
nazionale.
152 greenplanner
3
AM
4
AM
MARTEDÌ
MERCOLEDÌ
PM
PM
settimana 45
5
6
GIOVEDÌ
Giornata mondiale della consapevolezza sugli tsunami
AM
PM
Giornata internazionale della prevenzione sullo sfruttamento
VENERDÌ dell’ambiente nella guerra e nei conflitti armati
AM
PM
novembre 2026
Le perdite idriche superano il
40%, mentre il patrimonio edilizio
italiano è fra i più energivori
d’Europa: l’80% degli edifici residenziali
è stato costruito prima
del 1990 e solo il 5% è in classe
energetica A o B (Fonte: Enea).
I centri urbani sono anche responsabili
di oltre il 60% delle
emissioni totali di CO 2
, a causa
della somma di mobilità, riscaldamento
domestico, consumo
energetico degli edifici e attività
industriali.
Per contenere l’aumento della
temperatura media entro
1,5°C, come previsto dagli
Accordi di Parigi, è necessario
ridurre le emissioni urbane di
almeno il 55% entro il 2030. In
Italia, alcune città stanno sperimentando
approcci sistemici.
SABATO
7 8
DOMENICA
Esempi
in città italiane
Il progetto ChorusLife di
Bergamo - realizzato da
Polifin - si distingue come
primo quartiere italiano interamente
elettrificato e
servito da microgrid e potrebbe
giungere alla neutralità
climatica entro il 2028.
A Milano, il piano Teleriscaldamento
Smart di A2a prevede
l’estensione e la decarbonizzazione
della rete
attraverso l’utilizzo del calore
di recupero industriale,
riducendo di 170.000 tonnellate
le emissioni annue di
CO 2
entro il 2030.
Torino sviluppa, con il progetto
Rehouse, un modello
replicabile di riqualificazione
energetica e sociale del patrimonio
di edilizia residenziale
pubblica (Erp).
greenplanner 153
Le Climate Tech rendono più vivibili le città italiane
Isole di calore
e resilienza:
infrastrutture verdi
per città vivibili
Il fenomeno delle isole di
calore urbane, misurato da
Ispra con differenze termiche
fino a 5°C tra centro e periferia,
costituisce una delle
principali emergenze climatiche
cittadine. L’assenza di
vegetazione e l’impermeabilizzazione
del suolo sono
responsabili dell’incremento
delle temperature estive e del
degrado della qualità dell’aria.
Per affrontare il problema,
Bologna ha attivato il progetto
europeo Climaborough,
che prevede la realizzazione
di corridoi ecologici e
tetti verdi su edifici pubblici,
con l’obiettivo di raffreddare
i quartieri più vulnerabili
e migliorare la permeabilità
urbana. Anche i rain garden
stanno dimostrando di attutire
la crisi climatica nelle
città che hanno già adottato
queste soluzioni.
Padova, con il piano Arcella
2030, ha introdotto nuove alberature,
sistemi di ombreggiamento
passivo e materiali
fotocatalitici per la pavimentazione,
con effetti attesi di
riduzione della temperatura
al suolo fino a 3°C.
A Napoli, il sistema di monitoraggio
urbano implementato
da GreenInNaples (coordinato
da Cnr e Università
Federico II) sta consentendo
di pianificare micro interventi
adattivi: piccole oasi climatiche
in piazze e scuole, dotate
di ventilazione passiva, nebulizzatori
e superfici verdi.
9
AM
PM
10
AM
PM
11
LUNEDÌ Giornata mondiale dell’adozione
MARTEDÌ Giornata mondiale per la scienza, la pace e lo sviluppo
MERCOLEDÌ
AM
PM
154 greenplanner
settimana 46
12
AM
13
AM
PM
PM
SABATO
14 15
Giornata
mondiale
del diabete
GIOVEDÌ
VENERDÌ Giornata mondiale della gentilezza
Giornata
mondiale in
ricordo delle
vittime della
strada
DOMENICA
novembre 2026
Acque urbane:
le tecnologie
adatte ci sono
Il bilancio idrico urbano italiano
è segnato da gravi criticità.
Secondo i dati Istat le
perdite nella rete idrica nazionale
ammontano al 42%,
con punte superiori al 50%
in grandi aree metropolitane
come Roma e Palermo.
Inoltre, la frequenza di eventi
meteorologici estremi - come
le cosiddette bombe d’acqua,
in realtà precipitazioni intense
localizzate - sta rendendo
obsoleti gli attuali sistemi di
drenaggio urbano.
Per fronteggiare questa crisi,
Milano sta testando, nel
quartiere Bovisa, il sistema
Rainbo, una infrastruttura di
drenaggio urbano sostenibile
(Suds) basata su bacini di
laminazione, fitodepurazione
e sensori intelligenti. L’obiettivo
è contenere il 90% delle
precipitazioni intense entro
il 2027.
A Genova, il piano Blue Deal
Liguria include la realizzazione
di una rete di accumulo
diffusa e la digitalizzazione
della gestione fognaria tramite
piattaforme di monitoraggio
predittivo, sviluppate
con il supporto dell’Università
di Genova e Iren. Interventi
simili sono in corso
a Firenze, con la
conversione di aree
impermeabili in
piazze drenanti,
ispirate al
modello
olandese
delle water
square.
greenplanner 155
Le Climate Tech rendono più vivibili le città italiane
L’edilizia alla sfida
dell’efficienza
L’80% degli edifici residenziali
italiani è stato costruito
ancor prima della legge sul
contenimento dei consumi
energetici del 1976. Secondo
un recente Rapporto Enea
solo il 2% è in classe A, mentre
oltre il 60% è in classe G.
Un dato che ha impatti diretti
sia sulle emissioni urbane
che sulla vulnerabilità
sociale.
I programmi di riqualificazione
su larga scala restano ancora
disomogenei, ma alcune
esperienze stanno tracciando
un percorso. Il progetto
Riqualifichiamo Insieme
(coordinato da Legambiente
e Kyoto Club), attivo in Emilia-Romagna,
ha permesso
16
AM
PM
17
LUNEDÌ
MARTEDÌ Giornata internazionale degli studenti
AM
PM
l’efficientamento di oltre
2.000 alloggi Erp tra il 2022
e il 2024, con riduzioni medie
del 60% dei consumi.
Più recentemente, il programma
Living 2030 a Roma
prevede la trasformazione di
caserme dismesse in edifici
Nzeb, con impianti fotovoltaici,
pompe di calore e
sistemi domotici, rivolti in
particolare alle fasce giovanili
in emergenza abitativa.
Il completamento è previsto
entro il 2027.
156 greenplanner
18
AM
MERCOLEDÌ
PM
settimana 47
novembre 2026
19
AM
GIOVEDÌ
Giornata internazionale dell’uomo
Giornata mondiale dell’imprenditorialità
femminile
PM
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PM
SABATO
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Giornata
nazionale
degli alberi
Giornata
mondiale
della
televisione
Giornata mondiale del bambino
VENERDÌ Giornata internazionale della memoria transgender
Giornata mondiale della filosofia
DOMENICA
Calcolatore
alla mano
Decarbonizzazione fa rima
con innovazione e in effetti
le tecnologie possono
dare un grande aiuto. Anche
quando si tratta di testare
diversi scenari per la
gestione dell’energia negli
edifici e ridurre l’impronta
di carbonio (Eccm), identificando
le opzioni migliori
grazie alla simulazione dei
dati. Lo permette il Building
Decarbonization Calculator
sviluppato da Schneider
Electric, che si basa su un
database di circa 500.000
modelli di simulazione degli
edifici, differenziati in
base alla tipologia di asset,
alle dimensioni e alla localizzazione
e che permette
di quantificare il ritorno
sull’investimento sia a livello
finanziario (fornendo
metriche chiave, come il
Roi), sia rispetto alle emissioni
di anidride carbonica.
Lo strumento sviluppato da
Schneider permette inoltre
di verificare la conformità
degli interventi con le disposizioni
di legge e di definire
l’ordine di priorità
degli interventi di retrofit,
evidenziando
l’impatto
dei vari interventi.
PER SAPERNE DI PIÙ
greenplanner 157
Le Climate Tech rendono più vivibili le città italiane
Mobilità urbana:
reti intermodali
e decarbonizzazione
del trasporto
Il 25% delle emissioni urbane
italiane deriva dalla mobilità
(Fonte: Ministero Ambiente,
2023). Le città sono ancora
fortemente dipendenti
dall’automobile privata, con
tassi di motorizzazione tra
i più alti d’Europa (663 auto
ogni 1.000 abitanti, fonte: Eurostat
2022). Peggio ancora
la situazione nei borghi e nei
Comuni più piccoli.
Padova rappresenta un caso
virtuoso: con l’ampliamento
delle linee tranviarie Sir 2 e
Sir 3 (in esercizio dal 2026),
la città mira a coprire oltre
60% della domanda di mobilità
urbana con trasporto
pubblico. Anche Roma, ci sta
mettendo attenzione e per il
momento sembra che gli occhi
siano puntati sul modello
della Linea 10, una tranviaria
in costruzione che dovrebbe
migliorare l’interconnessione
tra le linee metro A, B e C.
A livello logistico, il progetto
CityLogin di Fm Logistic
– attivo a Torino, Bologna
e Napoli – gestisce l’ultimo
miglio con veicoli elettrici e
cargo bike, riducendo del 40%
le emissioni rispetto alla logistica
tradizionale.
23
AM
24
AM
25
AM
LUNEDÌ
MARTEDÌ
MERCOLEDÌ
PM
PM
Giornata internazionale per l’eliminazione
della violenza contro le donne
PM
Per il bene
dei cittadini
Se la previsione futura, ovvero
che le persone si sposteranno
a vivere in centri
urbani sempre più grandi,
158 greenplanner
settimana 48
26
AM
27
AM
GIOVEDÌ
VENERDÌ
PM
PM
novembre 2026
si avvererà allora le città
dovranno cambiare e
tornare a essere a misura
d’uomo. In questa svolta
epocale, l’urbanistica e i
trasporti pubblici dovranno
svolgere un ruolo cruciale
nel sostenere la mobilità
sostenibile e nel migliorare
la qualità della vita urbana.
Secondo l’Agenzia europea
dell’Ambiente, sistemi
di trasporto pubblico
efficienti possono ridurre
significativamente la
quota di emissioni di CO 2
del 30%. Una buona impostazione
dei trasporti
migliora anche l’inclusività
sociale riducendo le disuguaglianze
e offrendo
mobilità anche a chi non
può permettersi un’auto
privata
(o a chi non
ne vuole più
possedere).
PER SAPERNE DI PIÙ
SABATO
28 29
Il diario continua a pag. 166
Giornata
internazionale
di solidarietà
per il popolo
palestinese
DOMENICA
MUOVERSI SENZA
INQUINARE SI PUÒ.
Ovviamente il sistema
migliore sono le due ruote
a pedalata “muscolare”
greenplanner 159
Le Climate Tech rendono più vivibili le città italiane
FOCUS
Abbiamo estrema fiducia nella tecnologia che ci permette di affrontare
le due grandi sfide di questi ultimi anni: la crisi climatica e la necessità
di diminuire l’impatto della nostra presenza su questo Pianeta. Tutto
ciò rientra nella sfera delle Climate Tech pervasive in tutti i settori. La
sessione on line vede il supporto di Zeliatech. Seguitela qui
IN EVIDENZA
Smart e digitali: ecco
come saranno le reti
elettriche del futuro
Resilienza, automazione e sicurezza guidano lo
sviluppo delle Smart Grid che dovrebbero riuscire
a evitare anche malfunzionamenti e black out.
Si tratta di sistemi elettrici digitali, interconnessi
e automatizzati, progettati per gestire in modo
efficiente la produzione, distribuzione e consumo
dell’energia. La loro
forza risiede nella
capacità di integrare
fonti rinnovabili,
bilanciare domanda
e offerta in tempo
reale e garantire
la resilienza del sistema, anche in presenza
di eventi estremi o attacchi cibernetici. Nei
prossimi anni, le smart grid evolveranno verso
configurazioni sempre più auto-adattive e
predittive, capaci di prendere decisioni autonome
grazie all’intelligenza artificiale distribuita. Ne
abbiamo parlato con Allied Telesis, azienda
specializzata in soluzioni di connettività per
infrastrutture critiche, che individua con noi i
requisiti fondamentali per rendere affidabili e
sicure le reti elettriche del futuro.
Per fortuna la ricerca
prospera e ci sono nuove
vie per produrre energia
solare sostenibile anche
utilizzando plastica riciclata
CONTINUA A LEGGERE QUI
Cresce il mercato volontario
dei crediti di rimozione
della CO2, grazie alle tecnologie.
Proviamo a capire
come opera il biochar, la
Dac (acronimo di Direct air
capture) e il Beccs
CONTINUA A LEGGERE QUI
Accumuli energetici:
meno impianti, più capacità:
si conferma l’ascesa
dello storage Utility
Scale
CONTINUA A LEGGERE QUI
L’Energia da fusione non
è più fantascienza. Nei
laboratori di ricerca si
è sempre più vicini alla
prossima rivoluzione industriale
CONTINUA A LEGGERE QUI
160 greenplanner
Il nostro obiettivo
è ridurre
le emissioni del
65%
entro il 2030
In Brother abbiamo a cuore l’ambiente e ci impegniamo
costantemente per ridurre al minimo l’impatto delle nostre
operazioni, eliminando gli sprechi senza perdere mai di
vista la qualità dei prodotti.
Dalla progettazione dei prodotti, fino al riciclo delle
cartucce toner, lavoriamo giorno dopo giorno per favorire
un’economia sostenibile e ridurre le emissioni di CO2.
Vision 2050
CARBON NEUTRAL
Ridurre attivamente le
emissioni di CO2 per
l’intera catena del valore in
tutte le operazioni aziendali
e contribuire a creare una
società carbon-free
RICICLO DEI MATERIALI
Massimizzare il riciclo dei
materiali per garantire
l’utilizzo sostenibile delle
risorse naturali e ridurre al
minimo il nostro impatto
ambientale
PROTEGGERE
LA BIODIVERSITÀ
Ridurre al minimo l’impatto
delle operazioni aziendali
sull’ecosistema e far
crescere le nostre attività
per ripristinare e preservare
l’ecosistema
Programma
di riciclo
toner
Per promuovere l’economia circolare, in Brother abbiamo
attivato per aziende e liberi professionisti un servizio di
ritiro gratuito delle cartucce toner originali esauste, tramite
corriere autorizzato. Ogni componente verrà rigenerato o
riciclato: nulla andrà in discarica. Aderire è molto semplice:
gli utenti possono richiedere dal nostro sito il ritiro gratuito
delle cartucce toner Brother. Noi ci occuperemo del
ritiro per poi riciclarle, contribuendo fattivamente alla
sostenibilità ambientale.
Riciclando proteggiamo l’ambiente.
www.brother.it
Le Climate Tech rendono più vivibili le città italiane
Calcolare la decarbonizzazione
a cura di Paolo Galli
Sfruttare al meglio la CO 2
:
le tecnologie innovative
che la trasformano in valore
Non più solo scarto da contenere:
la CO 2
diventa materia
prima strategica legata
alla sostenibilità industriale.
Le tecnologie di riconversione del
carbonio, analizzate nei recenti
studi di IdTechEx, aprono scenari
applicativi che interessano
edilizia, moda, manifattura e
produzione energetica. È l’economia
circolare ad alta intensità
tecnologica a guidare questa rivoluzione.
Spiccano i diamanti sintetici ottenuti
da CO 2
atmosferica, alternativa
a basso impatto ai corrispettivi
naturali, e il calcestruzzo
a emissioni negative, in grado di
incorporare anidride carbonica
nel processo produttivo, promettendo
una svolta in un settore
che incide per il 38% sulle emissioni
globali (fonte: United Nations
Environment Programme).
A ciò si aggiungono materiali intelligenti
capaci di autoripararsi
tramite processi biologici: nei
calcestruzzi, spore batteriche
attivate formano carbonato di
calcio, sigillando le fessurazioni
in autonomia.
Un’altra frontiera si apre negli
oceani, dove sistemi elettrochimici
sperimentali catturano CO 2
disciolta nell’acqua, restituendo
acqua purificata e contribuendo
al bilancio globale del carbonio.
Questa tecnologia potrebbe integrare
i sistemi terrestri di Carbon
capture and storage (Ccs),
soprattutto nei contesti costieri.
Nel quadro tracciato da IdTechEx,
la riconversione del carbonio
si configura come asse
portante di una sostenibilità sistemica,
dove l’innovazione tecnologica
non contrasta
ma potenzia
la responsabilità
ambientale.
PER SAPERNE DI PIÙ
Nascono i Crediti di carbonio sintetici
PER SAPERNE DI PIÙ
Ecosostenibile.eu, società benefit specializzata
in carbon management, ha lanciato i
“crediti di carbonio sintetici”: strumenti certificati,
generati attraverso metodologie industriali
avanzate per la rimozione o l’evitamento delle
emissioni climalteranti. Pensati per superare la logica
accessoria della compensazione, questi crediti
si inseriscono in un paradigma strategico coerente
con gli standard europei emergenti in materia Esg
e rendicontazione climatica.
Caratterizzati da tracciabilità, permanenza
e compatibilità con le metriche
Scope 1-3, i crediti sintetici sono progettati
per supportare portafogli climatici
multi-annuali in linea con framework evoluti
come il Ghg protocol e le Science based target
initiative. Il sistema proposto da Ecosostenibile.eu
- una piattaforma SaaS chiamata eCO2 - permette
la gestione di portafogli personalizzati e dinamici,
grazie a un motore algoritmico proprietario che
integra Ai, rating ambientali indipendenti e vincoli
finanziari. Il credito sintetico non è solo compliance:
è una leva attiva di governance climatica, utile
per costruire strategie difendibili, ridurre il rischio
reputazionale e generare valore economico. In
un mercato destinato a superare i 50 miliardi di
dollari entro il 2030 (McKinsey, Trove Research),
rappresenta un’evoluzione necessaria.
162 greenplanner
Zeliatech - Gruppo Esprinet
Emissioni zero
in azienda, l’importanza
di un sistema di accumulo
Ridurre l’impronta ambientale della propria azienda.
contribuendo alla decarbonizzazione e risparmiando
sulle proprie bollette energetiche: ecco cosa si può
ottenere grazie alla combinazione di fotovoltaico e
sistema di accumulo
In Italia, il settore immobiliare
- residenziale e aziendale -
contribuisce per circa il 17-20%
delle emissioni totali di CO2
(Fonte: Ispra). Sotto inchiesta
il riscaldamento, ma anche la
produzione di acqua calda sanitaria
per la loro diretta contribuzione
all’inquinamento.
Passando da un riscaldamento
a gas a un riscaldamento totalmente
elettrico, installando
un impianto fotovoltaico con
sistema di accumulo, anche
le aziende possono abbattere
enormemente le loro spese
energetiche e contribuire
al benessere ambientale. Ma
bisogna scegliere con cura il sistema
di accumulo.
In questa fase la competenza
di Zeliatech, Digital Power General
Distributor di Huawei per
l’Europa, supporta il cliente in
tutte le fasi - pre e post sales -
dall’acquisto del prodotto, all’installazione,
alla supervisione dei
lavori e al finanziamento.
Lo storage a raffreddamento liquido di Huawei
Una delle soluzioni più sicure e avanzate oggi
disponibili sul mercato dei sistemi di accumulo
è il Luna2000-215-2S10 di Huawei. L’azienda
ha messo insieme in questo prodotto efficienza,
sicurezza e affidabilità, utilizzando una innovativa
tecnologia che include raffreddamento ibrido, sistema
di protezione elettrica, monitoraggio intelligente,
sistemi di estinzione aerosol, protezione
contro il thermal runway e gestione ottimizzata
del carico termico.
Il sistema, grazie alla tecnologia Pack-Level Optimization
2.0, assicura una resa ottimale.
Gli ottimizzatori, integrati direttamente nei moduli
batteria, permettono un bilanciamento attivo
in tempo reale, incrementando la resa del sistema
del 2% con una calibrazione automatica dello
State of Charge (Soc) a livello di pacco batteria.
Funzionalità che allunga notevolmente la durata
del ciclo di vita del sistema, con prestazioni
ottimali che si mantengono per un periodo fino
a 15 anni.
La batteria, inoltre, è progettata per gestire
un’uscita trifase non bilanciata e garantendo
un’alimentazione continua ai carichi, la funzionalità
di black start e la possibilità di effettuare
carica/scarica a potenza costante.
L’integrazione di componenti preassemblati
nel sistema di accumulo Huawei FusionSolar
Luna2000-215-2S10 e la possibilità di calibrazione
automatica del Soc semplificano la
manutenzione, riducendo i costi e aumentando
la durata operativa del sistema. Inoltre, non è
necessaria la sostituzione del liquido refrigerante
per 10 anni semplificando ulteriormente
le attività di gestione e di manutenzione.
Infine, il Battery Energy Storage System (Bess)
sviluppato da Huawei per questo prodotto offre
un sofisticato sistema di sicurezza elettrica e
termica - coaudiuvato da un design sviluppato
ad hoc - che mette al riparo da qualunque rischio.
Zeliatech S.r.l.- via Energy Park 20, 20871 Vimercate (MB) - Italy
greenplanner 163
appunti del mese
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dicembre/
Spiegami gli Esg (Environmental,
social and governance)
Rubrica a cura di Christian Sansoni
© ScriviKika
greenplanner 165
Spiegami gli Esg
All’origine
dell’acronimo
Per parlare correttamente di
Esg dobbiamo fare un passo indietro
e arrivare al 1987 quando
la commissione Brundtland
nel rapporto Our Common Future
lo introduce parlando di
Sostenibilità definita come “la
capacità di soddisfare i bisogni
della generazione presente
senza compromettere quelli
della generazione futura”.
Il rapporto mostrava come i
problemi principali dell’ambiente
fossero dovuti a uno squilibrio
economico tra il Nord del
mondo, in cui i modelli di produzione
e consumo di beni non
erano sostenibili se confrontati
con la grande povertà del Sud
del nostro Pianeta. Per cercare
di trovare una soluzione al
problema, il rapporto presentava
un modello di “sviluppo
sostenibile” dove lo sviluppo
economico duraturo non può
prescindere dalla protezione
dell’ambiente e senza inclusione
sociale.
Nel 2004 l’Onu, con l’allora segretario
generale Kofi Annan,
presenta il rapporto Who Cares
Wins, in cui viene citato per la
prima volta l’acronimo Esg, che
sta per Environmental, social
e governance. Per andare al
sodo il rapporto asserisce che
un investimento di successo
dipende da un’economia dinamica,
che a sua volta dipende
da una società civile sana, che a
sua volta dipende da un Pianeta
Sostenibile.
Inoltre, una migliore inclusione
dei fattori ambientali, sociali e
di governance aziendale nelle
decisioni di investimento contribuirà
in ultima analisi a mer-
30 LUNEDÌ
AM
PM
1 MARTEDÌ Giornata mondiale contro l’Aids
AM
PM
2 MERCOLEDÌ Giornata internazionale per l’abolizione della schiavitù
AM
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166 greenplanner
settimana 49
novembre/dicembre 2026
3
AM
GIOVEDÌ
Giornata internazionale delle persone con disabilità
PM
cati più stabili e prevedibili, il che
è nell’interesse di tutti gli attori
del mercato.
Per cui parlare di Esg significa
entrare nel vivo del discorso che
anima la Sostenibilità, ovverosia
le metriche di misurazione degli
indicatori di performance della
Sostenibilità, su cui si basano
metodologie, standard, framework
e decreti legge a seconda
dei singoli Paesi.
4
AM
VENERDÌ
PM
DOPO PIÙ DI 20 ANNI
l’importanza della Sostenibilità
nelle strategie decisionali di
aziende e governi è aumentata
di pari passo con l’aumentare dei
problemi legati al cambiamento
climatico, alla giustizia sociale e
alla gestione economica globale,
segno che gli ambiti Esg sono
imprescindibili dalla nostra
quotidianità.
SABATO
5 6 DOMENICA
Giornata
mondiale
del Suolo
Giornata
internazionale
del volontariato
per lo sviluppo
economico e
sociale
greenplanner 167
Spiegami gli Esg
Una leadership
speciale
La leadership Esg si riferisce
alla capacità di guidare un’organizzazione
- aziendale, ma
non solo - partendo da obiettivi
ambientali, sociali e di governance.
A differenza dei modelli
di leadership tradizionali, che
puntano a dare priorità ai guadagni
o alla redditività a breve
termine con scarsa attenzione
alle conseguenze esterne, la
leadership Esg enfatizza un
equilibrio tra successo economico,
tutela ambientale e responsabilità
sociale. Si tratta
di garantire sia la Sostenibilità
a lungo termine sia un impatto
positivo sulla comunità in cui
opera l’azienda e, in definitiva,
sul Pianeta. La Sostenibilità
non produce speculazioni, bensì
miglioramenti nella resilienza
e valore a lungo termine.
7 LUNEDÌ
AM
8 MARTEDÌ
AM
PM
PM
LO SAI
CHE...
Le applicazioni pratiche degli
Esg possono variare a seconda
del tipo di settore e delle
specifiche strutture aziendali.
Ma in generale apportano
“benessere” con:
• l’introduzione o miglioramento
dei parametri di emissione
• l’allocazione di risorse dedicate
alla sostenibilità
• la creazione di una cultura
della sostenibilità e promozione
di comportamenti green
da parte dei dipendenti
• la promozione di pratiche
di impatto
9 MERCOLEDÌ
Giornata internazionale contro la corruzione
Giornata mondiale per la commemorazione e per la
dignità delle vittime di genocidio e della prevenzione
di questo crimine
AM
PM
168 greenplanner
settimana 50
10
AM
11
AM
GIOVEDÌ
Giornata internazionale dei diritti degli animali
Giornata mondiale dei diritti dell’uomo
PM
VENERDÌ Giornata internazionale della montagna
PM
SABATO
12 13 DOMENICA
Giornata
internazionale
della copertura
sanitaria
dicembre 2026
Teniamoci
aggiornati
Con il decreto legislativo 125
del 6 settembre 2024, l’Italia
ha approvato in via definitiva
la Direttiva Ue 2022/2464
nota come Corporate sustainability
reporting directive.
Nulla è scolpito nella pietra
per cui gli addetti ai lavori si
aspettano continui ritocchi.
Il decreto Omnibus del 2025
è stato un trampolino d’allenamento
e per
saperne di più e
rimanere aggiornati:
Tutti gli enti
di riferimento
in materia
L’Agcom è l’autorità competente
ad applicare la normativa
in materia di tutela
dei consumatori, anche in
funzione della nuova normativa
sui green claim,
ovvero asserzioni e vanti
ambientali scorretti, per
combattere il greenwashing.
Il CreSs svolge varie funzioni
di controllo e sviluppo
per la crescita sostenibile.
Banca d’Italia vigila applicando
le regole Eba sui
rischi Esg lato finanziario.
L’Ivass è impegnato a garantire
il costante allineamento
della regolamentazione
assicurativa rispetto
ai temi Esg.
La Consob monitora le rendicontazioni
di sostenibilità
tramite il regolamento
emittenti.
greenplanner 169
Spiegami gli Esg
14 LUNEDÌ
AM
PM
Le Pmi italiane
alla prova Esg
Le Piccole e medie imprese
sono l’ossatura dell’industria
italiana e mai come ora sono
chiamate a rispondere “presente”
alla sfida lanciata dalle
nuove politiche Sostenibili.
Abbracciare le strategie Esg
è un’ottima opportunità per
condurre l’azienda verso nuovi
orizzonti di sviluppo.
Parola d’ordine
collaborare
Collaborando con i clienti - che
è una delle indicazioni su cui
si basano le strategie Esg -
le Piccole e medie imprese
possono ottenere preziose
informazioni sulle metriche e
le informazioni specifiche che
devono raccogliere chiarendo
le priorità per l’allocazione
efficace delle risorse, oltre
a comprendere requisiti e
aspettative in materia di dati
170 greenplanner
15 MARTEDÌ
AM
16 MERCOLEDÌ
AM
PM
PM
settimana 51
dicembre 2026
17
AM
PM
18
GIOVEDÌ
VENERDÌ Giornata internazionale dei migranti
AM
PM
Esg. A ciò si aggiunge la pianificazione
e promozione di
una comunicazione “aperta”
e veritiera che in epoca di social
e Greenwhasing non fa di
certo male.
Chiude il cerchio la spinta che
le variabili Esg richiedono in
tema di collaborazione con
associazioni di categoria e C
amere di commercio. Anche
in questo caso, le aziende
possono scoprire come sono
uno strumento per rafforzare
i rapporti commerciali e
scoprire nuove opportunità di
crescita Sostenibile.
Inoltre, incamminandosi sulle
metriche Esg, le aziende,
grandi o piccole che siano, saranno
facilitate per rimanere
al passo con l’evoluzione delle
normative, imparando dalle
esperienze dei grandi clienti
e allineando i processi per
soddisfare le aspettative in
continua evoluzione.
Da dove iniziare…
SABATO
19 20 DOMENICA
Giornata
internazionale della
solidarietà umana
Probabilmente il passo iniziale
più oneroso è quello
legato all’adozione di strumenti
di innovazione e tecnologia
applicate alle tematiche
Esg.
Laboriose sono anche la
raccolta, la gestione e l’analisi
dei dati sulla Sostenibilità.
Ma in questo caso
l’Intelligenza artificiale ci
viene incontro.
Parte dell’innovazione richiede
un’analisi approfondita
del panorama dei fornitori
per trovare soluzioni in
linea con le esigenze specifiche
e il livello di maturità
dell’azienda.
greenplanner 171
Spiegami gli Esg
21 LUNEDÌ
AM
Giornata mondiale dello snowboard
Giornata mondiale del basket
PM
Prospettive Esg
La Sostenibilità non è solo un
costo, come pensano ancora
purtroppo alcune aziende, ma
una serie di opportunità. Vediamole
assieme:
• Può far distinguere ogni
singola attività
• Indica redditività a lungo
termine
• Consente risposte proattive
ai cambiamenti del settore
• Offre un vantaggio
competitivo
• Espande il pubblico di
riferimento
• Può ridurre il divario tra
grandi e piccole imprese
• Consente all’ecosistema
circostante di prosperare
• Allinea l’azienda ai valori dei
clienti
• Dimostra attenzione a
qualcosa di più del profitto
• Migliora l’efficienza
aziendale
• Facilita il risparmio sui costi
• Migliora la reputazione del
brand
• Offre vantaggi finanziari a
lungo termine
• Promuove efficienza
operativa
• Consente la mitigazione del
rischio
• Cattura possibili investitori
• Dà accesso a tecnologie
innovative
• Accelera l’accesso al credito
22 MARTEDÌ
AM
23 MERCOLEDÌ
AM
PM
PM
172 greenplanner
settimana 52
24
AM
25
AM
GIOVEDÌ
VENERDÌ
PM
PM
SABATO
26 27 DOMENICA
dicembre 2026
Che differenza c’è
tra l’acronimo Esg
e quello Sdg?
Partiamo dalla definizione:
Esg lo abbiamo già detto sta
per Environmental, social, governance:
si tratta di un criterio
di valutazione per aziende
e investimenti ed è usato soprattutto
in ambito economico
finanziario per misurare le
performance ambientali, sociali
e di governance di un’organizzazione.
Con Sdg, acronimo di Sustainable
development goal, invece
ci si riferisce ai 17 obiettivi
globali stabiliti dall’Onu nel
2015, che mirano allo sviluppo
sostenibile entro il 2030
(Agenda 2030). Sono rivolti a
Governi, aziende, Ong e cittadini.
Le finalità dei due acronomi
sono convergenti, ma distinte:
• Esg: serve a guidare le scelte
degli investitori e migliorare la
trasparenza e la sostenibilità
delle aziende. È uno strumento
per misurare il rischio e le
opportunità legate alla sostenibilità.
• Sdg: è una roadmap per lo
sviluppo globale, con obiettivi
come la lotta alla povertà, il
contrasto ai cambiamenti climatici,
l’uguaglianza di genere.
greenplanner 173
Spiegami gli Esg
28 LUNEDÌ
AM
PM
PER SAPERNE DI PIÙ
Gli Sdg entrano
in Università
Anche gli Atenei italiani
sono consapevoli dell’imperativo
legato alla Sostenibilità
e si stanno concentrando
sulla promozione degli
obiettivi e dei principi dello
sviluppo sostenibile, andando
a rifare il makeup del
loro curriculum, puntando
al miglioramento delle prestazioni
ambientali del loro
campus e utilizzando criteri
sostenibili nei
loro investimenti
e comportamenti
di acquisto.
29 MARTEDÌ
AM
PM
Comuni e Pa
più che trasparenti
Va detto subito che la Pubblica
amministrazione, al momento
in cui è stato pubblicato questo
articolo, non ha un dovere
normativo di produrre report
Esg, ma il fatto che il complesso
lavoro dell’amministratore
pubblico dovrebbe già bilanciare
equità, reattività, efficacia,
efficienza significa che l’impianto
richiesto dagli Esg non
potrebbe che fare chirezza.
Ma quali sono i vantaggi dei
criteri Esg nella Pubblica amministrazione?
Essi integrano
174 greenplanner
30 MERCOLEDÌ
AM
PM
settimana 53
dicembre 2026/gennaio 2027
31
AM
PM
1
GIOVEDÌ
VENERDÌ Giornata mondiale della pace
AM
PM
imperativi ambientali, sociali
e di governance, creando un
approccio olistico alla governance.
Processo decisionale:
incorporare la sostenibilità
permette agli amministratori
di considerare i benefici a lungo
termine piuttosto che una
visione a breve termine fiducia
rafforzata: la rendicontazione
trasparente aumenta la responsabilità,
rafforzando la fiducia
del pubblico nella governance
efficienza economica:
le pratiche sostenibili spesso
portano a misure di risparmio
sui costi, come l’efficienza
delle risorse e la prevenzione
dell’inquinamento innovazione:
spingere per tecnologie più
pulite e una pianificazione urbana
più ecologica promuove
creatività e progresso resilienza:
i principi Esg garantiscono
adattabilità e stabilità dei
sistemi pubblici sotto stress
(per esempio crisi economiche
o ambientali) equità: promuove
l’inclusività ed equa distribuzione
di risorse e opportunità
collaborazione: incoraggia
partnership
con aziende,
Ong e comunità.
PER SAPERNE DI PIÙ
SABATO
2 3 DOMENICA
greenplanner 175
Spiegami gli Esg
Percorsi di formazione
a cura di Christian Sansoni
La Sostenibilità è una
disciplina tecnico scientifica
P
adroneggiare le tematiche
legate alla Sostenibilità
richiede una profonda e
accurata conoscenza delle discipline
scientifico tecnologiche, le
cosiddette Stem.
Diventare un professionista della
Sostenibilità significa, quindi, unire
conoscenze tecniche, visione
culturale e intelligenza relazionale.
In un mondo che cerca soluzioni
complesse per problemi
sistemici, questo profilo diventa
indispensabile.
Ma Sostenibilità non è solo la
comprensione degli aspetti teorici:
bensì richiede competenze
pratiche, quantitative e analitiche
da applicare agli scenari reali.
Non dimentichiamoci che per
essere veramente centrati nel
176 greenplanner
percorso verso la sostenibilità
bisogna conoscere profondamente
le metodologie che si
celano dietro a una Carbon Footprint
o a un Life cycle assessment
(Lca), concetti base per
poter effettuare misurazioni
Hard Skill
Analisi Lca
(Life Cycle Assessment)
Reporting Esg
Conoscenza delle normative
ambientali e degli SdGs
Gestione di progetti green
Carbon footprinting e climate
strategy
in quasi tutti gli ambiti tecnico
scientifici necessari per decarbonizzare
e avere misure tangibili,
senza le quali qualsiasi
tipo di strategia non potrebbe
assumere alcuna forma concreta.
Soft Skill
Comunicazione efficace
Pensiero critico
Problem solving sistemico
Leadership collaborativa
Empatia e ascolto attivo
Spiegami gli Esg
Un sapere in continuo
aggiornamento
Niente come il settore legato
alla Sostenibilità è in costante
evoluzione: nuove tecnologie,
regolamentazioni europee, modelli
di business rigenerativi e
standard Esg sono solo alcune
delle dinamiche da monitorare in
continuazione. Questo significa
che un professionista del settore
non può mai smettere di studiare:
deve aggiornarsi con corsi di
formazione, partecipare a reti
professionali, leggere ricerche e
confrontarsi con altri esperti del
settore.
Diventare professionisti della Sostenibilità
non significa solo “sapere”
ma soprattutto saper integrare,
connettere e trasformare.
In un’epoca in cui la transizione
ecologica è tanto necessaria
quanto complessa, servono figure
capaci di unire competenza
tecnica, visione culturale e intelligenza
relazionale.
BAGAGLIO TECNICO CULTURALE
Ecco quelli che riteniamo essere i percorsi formativi che possono completare un curriculum del
professionista che si occupa di Sostenibilità
Ecologia e scienze ambientali:
gli ecosistemi, la biodiversità,
la gestione delle risorse
naturali, l’inquinamento e le
strategie di conservazione
• Scienza del clima: cambiamento
climatico, i gas serra
e riscaldamento globale, i modelli climatici
• Chimica: processi chimici nell’ambiente, chimica
sostenibile (chimica verde) e dell’impatto
di varie sostanze sulla salute e sugli ecosistemi
• Biologia: interazioni tra specie, la biologia
della conservazione, la diversità genetica e le
applicazioni biotecnologiche nella sostenibilità
• Fisica: sistemi energetici, tecnologie per le
energie rinnovabili e la termodinamica nei processi
ambientali
Informatica:
analisi dei dati, Gis e telerilevamento per monitoraggio
ambientale e processo decisionale
• Tecnologie per energie
rinnovabili: padronanza
delle tecnologie solari,
eoliche, idroelettriche e
dell’energia da biomassa
• Tecnologie di progettazione
sostenibile: principi di architettura
sostenibile, materiali e pianificazione urbana
eco-compatibile
• Tecnologie per la gestione dei rifiuti: tecniche
di riciclaggio, compostaggio e termovalorizzazione
Ingegneria ambientale:
sistemi per la gestione dei rifiuti, trattamento
delle acque, controllo dell’inquinamento e il
risanamento ambientale
• Ingegneria civile: infrastrutture sostenibili,
sistemi di trasporto e sviluppo urbano
• Ingegneria meccanica: macchinari ad alta efficienza
energetica, sistemi Hvac e innovazioni
nella produzione sostenibile
• Ingegneria chimica: processi
industriali sostenibili,
materiali biodegradabili e
tecnologie per ridurre l’inquinamento
Analisi statistica:
interpretazione dei dati, analisi delle tendenze e
valutazione del rischio
• Modellazione e simulazione:
modellazione di sistemi ecologici, climatici e
scenari di sostenibilità
• Tecniche di ottimizzazione:
gestione delle risorse, nei sistemi energetici e
nella gestione sostenibile della supply chain
• Processo decisionale quantitativo:
strumenti matematici per l’analisi delle politiche,
le valutazioni economiche e le metriche di
sostenibilità
greenplanner 177
Spiegami gli Esg
Adempimenti
a cura di Christian Sansoni
Quel Net zero che a volte
sa di futurewashing
S
econdo la Science based
targets initiative,
per limitare il riscaldamento
globale a 1,5°C, le
aziende devono ridurre del
50% le proprie emissioni entro
il 2030 e raggiungere l’obiettivo
zero emissioni nette entro
il 2050. Le imprese ammettono
che la strategia Netzero
è a lungo termine, ma a conti
fatti vengono intraprese molte
meno azioni a breve termine.
Ci sono molte ragioni che
spiegano questa tendenza.
Alcune aziende godono dei
benefici in termini di pubbliche
relazioni derivanti dagli impegni
per l’azzeramento delle
emissioni nette, ma non stabiliscono
le priorità né stanziano
risorse per raggiungere
questo obiettivo.
Una recente ricerca ha coniato
il termine futurewashing,
per descrivere questo fenomeno,
ma è anche vero che la
transizione verso il net zero
richiede alle aziende di agire
nel presente, senza sapere
quali tecnologie, materiali o
politiche saranno disponibili in
futuro. La tecnologia potrebbe
non esistere ancora per decarbonizzare
completamente
le vostre attività, o forse esiste,
ma la vostra regione non
dispone delle politiche di supporto
necessarie per renderla
finanziariamente sostenibile.
Cosa fare? Aspettando dieci
178 greenplanner
anni affinché la nuova tecnologia
sia praticabile, si perde l’opportunità
di ridurre le emissioni
ora. Si potrebbe raggiungere il
net zero in futuro, ma la compliance
ha termini ben precisi e
stringenti. Raggiungere l’obiettivo
di zero emissioni nette è
molto simile al raggiungimento
di qualsiasi obiettivo importante
nella vita.
Bisogna iniziare da dove ci si
trova. Fare ciò che è possibile
realisticamente realizzare
oggi senza perdere
di vista il proprio
sogno a lungo termine.
Cosa dice il Net zero industry act
a cura di Stefania Casini
europea a zero emissioni ha un Regolamento ben
preciso - il 2024/1735, denominato anche Nzia in vigore
L’industria
dal 29 giugno 2024 - che si inserisce nel quadro del Green
deal europeo come risposta strategica alla necessità di ridurre
la dipendenza da fornitori di tecnologie pulite esterni all’Unione
europea. Il Nzia prevede che entro il 2030 almeno il 40% del
fabbisogno annuale dell’Ue di tecnologie strategiche a zero emissioni
nette (tra cui, pannelli fotovoltaici, turbine eoliche, batterie,
pompe di calore, elettrolizzatori per l’idrogeno, tecnologie per la
cattura e lo stoccaggio del carbonio, e infrastrutture per le energie
rinnovabili) debba essere prodotto internamente. Inoltre, il
regolamento ambisce a raggiungere una quota globale del 15% in
tecnologie a zero emissioni entro il 2040.
Il 23 maggio 2025, la Commissione ha pubblicato
quattro regolamenti attuativi e una comunicazione
con l’obiettivo di implementare il Nzia.
Tutti i dettagli qui
PER SAPERNE DI PIÙ
Quest’anno
la GreenPlanner
si è fatta in due
2026
greenplanner ALMANACCO DEI PROGETTI SOSTEN
14 a ED
A
DEI PROG
ALMANACCO SETTIMANALE
DEI PROGETTI SOSTENIBILI
14 a EDIZIONE / 2026
2026
S
greenplanner ALMANACCO DEI PROGETTI SOST
P
Anno X
PRENDIAMOCELA
2026
ALMANACCO SETTIMANALE
DEI PROGETTI SOSTENIBILI
SLOW
14 a EDIZIONE
Anno XIV – edizione 2025 Registrazione presso il Tribunale di Milano n.267/9.9.2013 - Compendio a greenplanner.it
NATURA
&ARTE:
scienza e creatività
scendono in campo
per salvare il Pianeta
Non farti ma
le buone no
Soprattutt
se sono So
segui ogn
green
In visita agli
orti botanici
universitari
Invitiamo
secondarie
Pac, il form
voce in tema
In co laborazion
Sponsor
Anno XIV
Registrazione presso il Tribunale di Milano
n. 267/9.9.2013
EDITORE
Edizioni Green Planner Srl Società Benefit
Sede legale: Via Riva di Trento, 17a - Milano
REDAZIONE
c/o GreenParlor2
via Regina Pirinoli 17 Besozzo (Varese)
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M.Cristina Ceresa
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IN QUESTA GREENPLANNER I CONTRIBUTI SONO
A CURA DI:
redazione@greenplanner.it
Alfredo Agosti, Nicole Bianchi, Maurizio Bettiga,
Stefania Casini, Arianna Cattaneo, Vittoria Cazzola, Ida
Ciaralli, Chiara Ciotti, Laura Cipolla, Graziella
Falaguasta, Marco Fardelli, Laura Franceschi, Paolo
Galli, Camilla Galli Macricé, Francesco Gatti, Andrea
Innocenti, Silvia Landi, Luca Lo Sapio, Aurora Magni,
Roberta Pedrazzani, Tomas Andres Ribba De Teran,
Christian Sansoni, Chiara Spallino, Simona Stano
COMITATO
SCIENTIFICO
Anno XIV – edizione 2025 Registrazione presso il Tribunale di Milano n.267/9.9.2013 - Compendio a greenplanner.it
Annuario 15 €
Con il supporto di
Due copertine. Dicevamo
essere questa la novità
della XIV edizione della
GreenPlanner che punta
a dare al lettore
un’ampia visione di ciò
che la redazione intende
per Sostenibilità. Eccoci
dunque: da qui gira
la GreenPlanner.
E buona continuazione
GRAFICA E IMPAGINAZIONE: 5.08 di Bianca Milani
FOTO DI COPERTINA E PAG. 37; 77; 93; 103; 137;
XI; XIV: ©ScriviKika
Altre foto: Depositphotos, Pexel
Illustrazioni: Freepik
MARKETING: marketing@greenplanner.it
STAMPA: Galli Thierry stampa Srl
Via E. Caviglia, 3 - 20139 Milano
Edizioni Green Planner è una Srl Benefit.
Ogni giorno scriviamo di Sostenibilità
e la viviamo in prima persona
Testi chiusi in redazione il 29 agosto 2025
L’energia necessaria per la stampa
di questa GreenPlanner è stata
prodotta da impianto fotovoltaico.
L’inchiostro utilizzato è a base
vegetale, la bagnatura
è senza alcol (100% Ipa free).
greenplanner 179
Editoriale
B
envenuti alla quarta edizione
del Planet Art Camp (Pac), non
fate i timidi e prendete posto:
create la vostra opera d’arte in stile
Land art e partecipate attivamente
a quello che noi chiamiamo il contest
artistico scientifico atto a denunciare
ad alta voce quanto le problematiche
dell’ambiente e la crisi climatica stiano
a cuore ai giovani (ma anche alle
loro famiglie).
Magari fino a oggi non ci avete pensato:
ma la vostra voce è importante
e noi di GreenPlanner vogliamo
amplificarla mostrando come la
pensate proprio ricorrendo alla forza
dell’arte. Anzi, della Land art che
tipicamente è espressione di convivenza
pacifica con l’ambiente.
E se non mi sentissi in grado di creare
un’opera di Land art? La domanda
in questi anni ci è stata fatta e
noi abbiamo sempre risposto che le
strade sono due: la prima è comunque
mettersi alla prova (perché c’è
sempre una parte di noi nascosta
che può entrare in gioco anche attraa
cura di M.Cristina Ceresa
verso l'arte); la seconda è quella di lavorare in gruppo. Anzi, questa
seconda opzione è quella che noi privilegiamo in assoluto.
Anche perché non c’è solo da ideare e creare l’opera, ma come
vedrete va accompagnata da un bozzetto, con un titolo, un
abstract (breve spiegazione che spiega l’opera). E quindi foto
e video se l’opera passa la prima selezione. E vi assicuro tutto
questo lavoro fatto in gruppo viene meglio.
Ah, è importante - per partecipare e vincere - che abbiate preso
visione del regolamento (vedi pag. VI) e che rispettiate le date di
consegna. Per tutto il resto io mi rimetto democraticamente al
parere della giuria.
IL PLANET ART CAMP È APERTO A TUTTI
Fino a qui sto parlando a tutti coloro che hanno partecipato in presenza alle tappe della
4a edizione del Planet Art Camp. In realtà, anche senza aver preso parte alle sessioni scientifiche,
potete partecipare. Scaricatevi da greenplanner.it
tutto il materiale e gli articoli che abbiamo
pubblicato in questi mesi. Leggete bene la
GreenPlanner che avete per le mani seguendo
il bollino Ne parliamo al Planet Art Camp
e sarete sicuramente pronti, ovvero
sensibili, alle tematiche che sottintendiamo:
il Pianeta ha bisogno di essere
protetto dalla nostra impronta antropocentrica
perché il rischio di andare in
tilt - noi per primi - è molto alto.
Partecipanti alla terza edizione del Pac
greenplanner
I
Arte e scienza
Partecipa al contest
a cura della redazione
Il Planet Art Camp in tour:
ecco gli atenei che ospitano le tappe
La 4a edizione del Planet
Art Camp ha un arco temporale
di 9 mesi: 18 settembre
2025/5 giugno 2026.
Questo perché non ci piacciono
i progetti mordi e fuggi, ma soprattutto
perché diamo a tutti
i lettori l’opportunità di partecipare
ideando, elaborando e
creando la propria opera d’arte.
Alla base però non c’è solo un
atto creativo: ma una vera e propria
assunzione di informazioni
scientifiche che ci permettono di
capire quello che stiamo vivendo
su questo Pianeta in termini di
condizioni biologiche di aria acqua
e suolo. Perché il Planet Art
Camp parte da qui: dalla ricerca
e dalle analisi, arrivando poi a
progetti e soluzioni per diminuire
(magari abbattere) tutto quell’inquinamento
che l’antropocentrismo
ha creato in un tempo infinitesimale
a causa di scoperte
e invenzioni scellerate. E anche
di abitudini industriali e civili che
non possiamo più permetterci.
Ma per fortuna nuove invenzioni
ci possono dare una mano.
Diverse le tappe organizzate
durante questi mesi proprio
per entrare in contatto con i
nuovi progetti di Atenei quali
Università Bicocca di Milano;
Università degli studi di Bari,
Università di Parma e anche
quella di Udine e Brescia.
Qui tutte le
informazioni che ti
possono essere utili:
Milano: la tappa in Bicocca con il lancio della 4 a edizione
Aospitare il lancio del Planet Art Camp durante
la GreenWeek 2025 di Milano è il
Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e
della Terra (Disat), con i responsabili del progetto
lauree scientifiche (Pls) Giovanni Vezzoli, Barbara
Delmonte e Sergio Cogliati. Il progetto ha come
finalità l’orientamento degli studenti alle discipline
scientifiche e la formazione degli insegnanti delle
scuole secondarie di secondo grado.
Il gruppo Piano Lauree Scientifiche dell’Università
degli Studi di Milano-Bicocca include i dipartimenti
della Scuola di Scienze che sono:
• Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della
Terra
• Dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze (con
il quale da anni organizziamo il Biotech Camp)
• Dipartimento di Fisica “G. Occhialini”
• Dipartimento di Informatica, Sistemistica
e Comunicazione
• Dipartimento di Matematica e Applicazioni
• Dipartimento di Scienza dei Materiali
Rimandiamo al mese di gennaio di questa
GreenPlanner (“girala” e vai a pag. 12) gli
studi scientifici e le ricerche condotte dai
docenti ricercatori che stanno collaborando
al Planet Art Camp.
Nella foto, l’Università degli Studi di Milano
Bicocca, Piazza della Scienza.
II
greenplanner
settimana 1
Arte e scienza
E il Planet Art Camp torna a Bari
degli Studi
di Bari da anni accoglie i
L’Università
progetti che GreenPlanner
mette in campo per informare
ma anche formare i lettori. Con
il Planet Art Camp avevamo già
fatto una tappa durante la terza
edizione. Ora grazie alla collaborazione
con il Dipartimento di
Scienze del Suolo, della Pianta e
degli Alimenti (Disspa) apriamo
i riflettori del Planet Art Camp
su tematiche legate alla ricerca
e all’alimentazione. Un tema che
va diretto alla necessità di avere
acqua, suolo e aria in “buona salute”
per produrre alimenti sani.
La tappa è organizzata sotto
l’egida del programma Food
Educators (foodeducators.eu)
progetto dell’Eit Food che offre
a insegnanti ed educatori materiali
didattici innovativi e basati
su dati scientifici progettati per
coinvolgere gli studenti con attività
divertenti, creative e interessanti
per creare futuri consumatori
più informati e consapevoli.
Accanto a loro anche gli studenti,
pronti a recepire come possono
partecipare attivamente a tutte
queste tematiche. Che possono
anche ispirare e diventare protagoniste
di opere di Land art tipiche
del nostro contest.
L’obiettivo del programma Food
Educators è quello di migliorare
le esperienze di apprendimento
sulla corretta alimentazione, promuovere
la salute e la sostenibilità
e motivare le generazioni future
approfondendo quattro temi:
Lavoro & Carriera nel settore
agroalimentare; Scienze dell’Alimentazione
& Sistema Alimentare;
Alimentazione & Sostenibilità;
Alimentazione & Salute.
FOODEDUCATORS, UNA BUONA EDUCAZIONE ALIMENTARE PER TUTTI
L’Università degli Studi di Bari Aldo Moro in qualità
di Eit Food Hub italiano si occupa dal 2024 di volgenti e comprensibili che diano vita ai sistemi
bisogno di accedere a materiali didattici coin-
promuovere e sviluppare il programma FoodEducators
a livello nazionale con eventi pubblici questa trasformazione, ma necessitano di risor-
alimentari. Gli insegnanti sono fondamentali in
e corsi di formazione per docenti che hanno già se pratiche e adattabili, pensate su misura per i
visto il coinvolgimento di oltre 6.000 studenti in diversi contesti scolastici.
tutta Italia. Un futuro sostenibile inizia con scelte I piani didattici si distinguono per il loro approccio
consapevoli, eppure l’educazione alimentare è di apprendimento attivo. Incoraggiano la partecipazione,
il lavoro di squadra, il gioco di ruolo e
ancora assente in molti programmi scolastici
europei. Come possiamo preparare la prossima la sperimentazione, promuovendo competenze
essenziali come leadership, comunicazione,
generazione a prendere decisioni alimentari più
sane e sostenibili? La risposta sta nell’istruzione: pensiero critico, consumismo consapevole e
l’istruzione è fondamentale per il progresso, soprattutto
in un settore essenziale e diversificato istruzioni dettagliate, presentazioni modificabili
mentalità imprenditoriale. I materiali, completi di
come quello dei sistemi alimentari. Senza una e risorse supplementari, sono pensati per diverse
fasce d’età e contesti scolastici.
comprensione di base di come le scelte alimentari
influenzino la salute individuale e il Pianeta, Fornendo agli educatori gli strumenti per ispirare
il pensiero critico, l’imprenditorialità e un
i giovani perdono l’opportunità di prendere decisioni
consapevoli, ostacolando sia il benessere profondo legame con il cibo, FoodEducators
personale sia una più ampia trasformazione sta plasmando una generazione di consumatori
dei sistemi alimentari e un uso sostenibile delle informati e futuri leader dell’agroalimentare.
risorse naturali.
L’obiettivo finale? Formare una generazione paneuropea
che comprenda il percorso del cibo dal
Inoltre, il settore agroalimentare, che svolge
un ruolo fondamentale nella risoluzione delle campo alla tavola e contribuisca attivamente alla
sfide globali, viene spesso trascurato dai giovani trasformazione dei sistemi alimentari garantendo
sostenibilità nell’uso delle risorse e rispetto
come percorso di carriera dinamico e stimolante.
Per ispirare il cambiamento, gli studenti hanno per l’ambiente.
greenplanner
III
Arte e scienza
A Parma nel cuore del living lab
per la Sostenibilità ambientale
Il Planet Art Camp fa tappa a
Parma dove l’Università degli
Studi è in prima linea nella formazione
ambientale. Con un’ottima
risposta da parte dell’utenza,
ma anche della società civile.
«Quello che osserviamo ogni
giorno, a contatto con studenti
e studentesse, è una forte consapevolezza
rispetto alle sfide
ambientali, accompagnata da
un sincero desiderio di cambiamento.
C’è preoccupazione, certamente,
ma anche una grande
energia e una voglia concreta di
contribuire a un futuro più sostenibile».
Così il prorettore vicario
Fabrizio Storti commenta il sentiment
che si respira nelle aule di
Parma il cui campus di scienze e
tecnologie è un living lab per la
sostenibilità ambientale.
«Abbiamo scelto di aderire al
Planet Art Camp per diverse
ragioni. In primo luogo, per il valore
delle tematiche affrontate:
coinvolgere i giovani su questioni
ambientali e cambiamenti climatici
è oggi più che mai fondamentale.
L’idea di proporre brevi talk
tematici su aria, acqua e terra,
affidati a esperti, ci è sembrato
un modo efficace, agile ma al
tempo stesso rigoroso, per veicolare
messaggi chiave in modo
accessibile e coinvolgente. Studenti
e studentesse siano protagonisti
attivi nei percorsi di sensibilizzazione.
Il contest creativo
legato alla Land art consente loro
di riflettere, esprimersi e tradurre
in opere personali le suggestioni
emerse durante l’incontro in
aula».
L’anima del Planet Art Camp
«rappresenta un’opportuni-
tà preziosa anche in chiave di
orientamento – fa notare Storti
–. Offrire attività che stimolino
riflessioni, passioni e motivazioni
significa costruire momenti di
confronto autentico su temi attuali,
avvicinando in modo significativo
le scuole all’università».
I PUNTI DI FORZA
DELL’ATENEO DI PARMA
SUI TEMI AMBIENTALI
• Presenza di un dipartimento
- Scvsa (Dipartimento di
Scienze Chimiche, della Vita e
della Sostenibilità Ambientale)
- che ha la sostenibilità nel
nome e nella mission
• Il Gruppo Ateneo Sostenibile
ha 8 sottogruppi tematici
che affrontano tutti
gli aspetti della sostenibilità
ambientale
• Partecipazione all’alleanza
Eu Green composta
da nove università europee
che hanno come principi
cardine la sostenibilità delle
attività umane; la crescita
economica responsabile e
l’inclusività sociale. Su queste
basi Eu Green sviluppa
nuovi modelli di istruzione
superiore con un’attenzione
particolare all’ambiente
PER SAPERNE
DI PIÙ
• L’Ateneo è tra i soci fondatori
dell’Alleanza Carbon
Neutrality Parma
«Le nuove generazioni dimostrano una sensibilità crescente verso
l’ambiente, e questo ci fa ben sperare - è il pensiero di Fabrizio Storti,
prorettore vicario dell’Università agli Studi di Parma -. La loro attenzione
e il loro impegno sono segnali importanti: rappresentano non solo una
speranza, ma una vera e propria risorsa per costruire una società più
consapevole e responsabile».
PER SAPERNE
DI PIÙ
IV
greenplanner
settimana 1
Arte e scienza
e della Fondazione Cer
Parma 2030, per favorire
la crescita delle comunità
energetiche
PER SAPERNE
DI PIÙ
Inoltre, è tra i firmatari del
contratto climatico di Parma
2030
PER SAPERNE
DI PIÙ
• L’Università agli studi di
Parma è socio fondatore
della Rus e organizza da
quasi un decennio il Festival
dello Sviluppo Sostenibile
PER SAPERNE
DI PIÙ
Al tema dei cambiamenti
climatici, l’ateneo di Parma
dedica anche da un paio di
anni un corso accessibile
a tutte le persone interessate
tenuto da Stefano
Caserini (autore anche del
blog Climalteranti.it) che
può essere seguito anche
da remoto.
A Udine in una data significativa:
la giornata dedicata al suolo
Ancora una volta ricordiamo
che i temi scientifici
che esplora il Planet
Art Camp sono quelli legati ad
approfondire come “stanno”
gli elementi essenziali per la
nostra vita su questo Pianeta:
Aria; Acqua e Suolo. Ed è
proprio al tema del
Suolo che dedichiamo
la tappa di Udine
(5 dicembre 2025).
Gli organizzatori della
tappa, sono afferenti
al Di4A - Dipartimento
di Scienze
Agrarie, Alimentari, Ambientali
e Animali così commentano:
«L’Università di Udine
ha scelto di ospitare il Planet
Art Camp in occasione della
Prendono parte
alla tappa:
Guido Incerti
Maurizia Sigura
Elisa Pellegrini
Giornata del Suolo perché ritiene
fondamentale stimolare
una riflessione collettiva sul
valore del suolo, risorsa fragile
e imprescindibile per la vita.
Questa iniziativa rappresenta
un’occasione preziosa per
intrecciare linguaggi diversi -
dall’arte alla scienza
- e coinvolgere attivamente
studenti,
ricercatori e cittadinanza
in un percorso
di consapevolezza
ambientale. Sostenere
questo progetto
significa, per il nostro Ateneo,
rafforzare il proprio impegno
verso un futuro più sostenibile
e una rigenerazione responsabile
dei territori».
LA RINATURALIZZAZIONE DI CIÒ CHE CI CIRCONDA
L’Ateneo di Udine è coinvolto in un progetto europeo affine in un
certo senso al Planet Art Camp: si tratta di Wildcard, che unisce
scienza e podcast per raccontare la rinascita della natura (wildcard-project.eu).
L’azione di base è legata al rinaturalizzazione,
che punta a interrompere o ridurre l’intervento umano nei territori
degradati, lasciando che gli ecosistemi si ricostruiscano spontaneamente.
Il progetto considera due strategie principali: trasformare
i terreni agricoli abbandonati in foreste, seguendo un processo
naturale chiamato “successione secondaria”; praticare la proforestazione,
cioè, smettere di gestire attivamente alcune foreste,
lasciandole evolvere secondo i propri ritmi ecologici. Tutto questo,
se fatto nel modo giusto, può avere un impatto di supporto alle
strategie messe in atto per mitigare la crisi climatica. Le foreste,
infatti, sono tra i sistemi più efficienti al mondo nell’assorbire CO 2
e ospitano una biodiversità straordinaria. Ma attenzione: non è un
processo privo di rischi. In alcune aree, per esempio, la mancata
gestione può aumentare la probabilità di incendi. In altre, la rinaturalizzazione
può entrare in conflitto con altri usi del suolo
ed obiettivi gestionali, creando tensioni sociali. Ecco
perché la ricerca e un’attenta pianificazione del territorio
con il coinvolgimento dei principali portatori
d’interesse è fondamentale.
PER SAPERNE DI PIÙ
greenplanner
V
Arte e scienza
All’Università degli Studi di Brescia il Planet Art Camp
inizia dalla salvaguardia della salute e dell’ambiente
All’Università degli Studi di
Brescia diversi ricercatori
e gruppi di ricerca si occupano
delle tematiche ambientali nelle
varie declinazioni.
L’Università è suddivisa
in otto dipartimenti
L’Ateneo orienta le proprie attività
al perseguimento del benessere
in chiave trasversale e
intergenerazionale, e si impegna
a tenere conto nelle proprie decisioni,
in ottica integrata, delle
dimensioni sociali, etiche, economiche,
ecologiche ed ecosistemiche.
L’Università degli Studi
di Brescia, inoltre, si ispira e fa riferimento
ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sdg) definiti dall’Onu,
e partecipa attivamente alla Rus (Rete delle Università per lo Sviluppo
Sostenibile), impegnata nella definizione di strategie ed
azioni volte all’attuazione dell’Agenda 2030 negli Atenei. In
questo contesto la tappa del Planet Art Camp di Brescia è
organizzata con il supporto della Fondazione Unibs.
PER SAPERNE DI PIÙ
Regolamento della IV edizione del Planet Art Camp
T
utti (studenti, docenti,
lettori della GreenPlanner)
possono partecipare
al Planet Art Camp ideando e
sottoponendo alla giuria la propria
crezione in stile Land art,
ovvero immaginando un’opera
tridimensionale che impieghi
materiali naturali come pietre,
terra, legno, foglie, sabbia… Valgono
per il nostro contest anche
materiali di scarto, recuperati
ed evitati alla discarica. Tutto
tranne la plastica o materiali
sintetici.
Fondamentale è utilizzare
un elemento tratto dalla
GreenPlanner. Che cosa intendiamo
con questo: puoi usare le
vecchie GreenPlanner o fare rifea
cura della redazione
Ecco come partecipare e… vincere
La GreenPlanner nell’opera. Tra i
materiali o nella descrizione devi
considerare di aver utilizzato
o appreso qualcosa della
GreenPlanner. Qui, addirittura
hanno usato le pagine per fare un
Pianeta che, come una bomba, è
pronto a scoppiare
rimento nella descrizione dell’opera
a qualche articolo di ricerca
uscito su greenplanner.it (se hai
dubbi scrivi a planetartcamp@
greenplanner.it: una tutor è a
disposizione).
Regolamento
Ecco, dunque i passaggi e le
tempistiche di partecipazione
alla 4 edizione del Planet
Art Camp. Entro il 27 febbraio
2026 dovrete
compilare il google
form (seguite questo
Qr code)
La scheda richiede: titolo dell’opera,
ma anche una breve descrizione
(max 1000 caratteri)
che racconti il senso artistico
VI
greenplanner
Arte e scienza
creativo, compreso il “messaggio
ambientale” che affidate a
quest’opera. È importante inviare
via mail uno schizzo del
bozzetto che avete in mente e
anche le misure che pensate
potrà avere l’opera (attenzione
l’opera finale non deve superare
la grandezza di 100cm
x100cm). Andate alle pagine XII
e XIII di questa GreenPlanner e
troverete lo spazio per buttare
giù qualche bella idea.
Fondamentale è anche descrivere
i materiali che utilizzerete,
perché come abbiamo già detto
non tutto è ammesso per
realizzare la vostra opera (e
vincere!). O meglio non potete
utilizzare la plastica neppure se
è di riuso.
Fate attenzione: al 27 febbraio
non è ancora richiesta la realizzazione
dell’opera, ma solo
la presentazione della vostra
idea. Questo succede perché ci
sarà una prima scrematura da
parte della redazione e se l’idea
che avete proposta è molto
“lontana” dal senso del Planet
Art camp verrà “bocciata” (sorry,
ma va anche detto che non
succede spesso).
La scheda richiede anche il nome
e cognome degli autori, la scuola
(nel caso degli studenti delle
superiori) o il corso universitario.
E poi, i contatti per essere richiamati:
email e cellulare. Nel caso
degli studenti chiediamo anche
gli estremi del docente che li segue
in questo progetto.
Step successivo
Le opere selezionate dalla redazione
passeranno allo step
successivo che prevede la
realizzazione. Entro il 10 marzo
verranno comunicati tutti i
“Delizie naturali, bon bon di Melo”
di Roberto Gianinetti
progetti ammessi e gli autori
potranno quindi avviarsi alla
fase di realizzazione dell’opera.
Avranno tempo fino all’11
maggio 2026 per consegnare
nuovamente via email (sempre
scrivendo a planetartcamp@
greenplanner.it) foto (o video)
dell’opera realizzata (per questa
data deve quindi essere pronta)
e scheda aggiornata (nel caso
fosse cambiato qualcosa durante
la realizzazione dell’opera).
Verso la premiazione
La giuria si riunirà e decreterà
i 3 vincitori nella giornata
dell’ambiente ovvero il 5 giugno
2026. La premiazione avverrà
on line collegandovi al canale
Youtube di GreenPlanner e le
tre opere vincenti saranno installate
in Università Bicocca
nei giorni successivi alla premiazione.
Ai vincitori sarà dedicata
un’intervista con video e
le loro opere appariranno sulla
GreenPlanner 2027.
Ultimo dettaglio:
la partecipazione
al Planet art Camp
è gratuita
STEP E DATE
• 1 step: iscrivetevi al Planet
Art Camp compilando
il google form entro e non
oltre il 27 febbraio 2026
• 2 step: entro il 10 marzo
2026 la redazione renderà
noti i progetti ammessi
che possono continuare a
partecipare al contest
• 3 step: entro le ore 24
dell’11 maggio i partecipanti
dovranno inviare
a planetartcamp@greenplanner.it
foto o video
dell’opera realizzata: sulla
base di questa documentazione
la giuria composta
da esperti scientifici e artistici
decreterà i tre vincitori.
Collegati a questo Qr
code anche per scoprire i
giurati
Tenete sempre d’occhio
greenplanner.it per rimanere
aggiornati sull’evoluzione
del Planet Art Camp
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VII
Arte e scienza
PLANET ART CAMP
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Acqua blu, blu denim. Opera di Upcycling
realizzata dagli studenti del Liceo Artistico
indirizzo di Design della Moda/Iss Olga Fiorini
di Busto Arsizio (Varese)
Narvalo Pulitore. Si deve agli Studenti
dell’Istituto Iis Agrario Luigi Castiglioni di
Limbiate (Milano). L’opera nasce sotto il
coordinamento del docente Filippo Borella
Urlo bianco è il frutto creativo del lavoro di
Camilla Lorenzi e Sofia Pietrogrande, allora
studentesse universitarie alla Statale di
Milano
3
VIII
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Arte e scienza
ALCUNE OPERE DELLE EDIZIONI PRECEDENTI
Le preferite della redazione
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L’arte è la natura dell’uomo,
ideato e realizzato da un
ensemble di studenti del Liceo
Artistico Caravaggio di Milano
Cruda verità, di Valentina Franzini
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Allpamanta,
di Simone Ghilardi
Bee Flower
di Cecilia Ghezzi
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IX
Arte e scienza
Contest fotografico
a cura della redazione
La biodiversità negli scatti
fotografici degli studenti
Gli studenti del Liceo Candiani di Busto Arsizio (cittadina della provincia
di Varese) hanno vinto la competizione fotografica Jrc Ispra Biodiversity
Click Challenge 2025. Ecco con quali scatti fotografici
Liceo Candiani 4° V - Cotoneaster e Apis mellifera.
Quest’anno frequenteranno
rispettivamente la 4° e la
5° V al Liceo Candiani di
Busto Arsizio con una marcia in
più: quella di aver vinto il contest
fotografico lanciato da Jrc Ispra (il
centro di ricerca della Commissione
europea).
Tra le tante foto arrivate in redazione
(la GreenPlanner era mediapartner
dell’organizzazione),
molte delle quali molto belle e
significative, la giuria ha scelto di
premiare per la categoria urbana
la 4° V per lo scatto intitolato il
Cotoneaster e Apis mellifera.
Mentre la classe 3° V dello stesso
Istituto si è aggiudicata la menzione
per la categoria extra-urbana
con l’immagine Anatra (famiglia
Anatidae). Ricordiamo che il
Liceo Candiani fa parte della rete
di Green School cui era dedicato
il contest. Va comunque detto
che tutti gli studenti che hanno
aderito alla competizione fotografica
Jrc Ispra Biodiversity Click
Challenge hanno dimostrato una
forte sensibilità nei confronti della
natura. Merito, ne siamo assolutamente
sicuri, dei loro professori.
Come Luisella Gamberoni,
docente di scienze naturali e referente
GreenSchool dell’Istituto
Candiani alla quale abbiamo voluto
dedicare uno spazio ad hoc per
capire (e carpire) i segreti di una
insegnante capace di fare amare
la biodiversità ai suoi studenti.
Liceo Candiani 3° V - Anatra (famiglia Anatidae)
L’intervista completa
a firma di
Laura Franceschi
la trovate qui
X
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Oltre il bianco e nero
L’uso dei colori nell’arte - come nella vita -
porta con sé significati ben precisi. Li abbiamo
scandagliati per scoprire perché e da quali
siamo attratti. Vale la pena scoprirli perché
magari vi danno una mano a creare un’opera
per il Planet Art Camp ancora più coinvolgente
PER SAPERNE DI PIÙ
mi è venuta un’idea
XII
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mi è venuta un’idea
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XIII
Arte e riuso
Se il presupposto dell’arte
è lo stupore, allora sappiamo
che tutto può essere
trasformato in un oggetto
artistico. Con il Planet Art
Camp vi invitiamo a recuperare
oggetti e riutilizzarli
nella maniera più curiosa e
creativa. Tra gli artisti che
vi consigliamo anche Jean
Tinguely.
PER SAPERNE DI PIÙ
Foto scattata in una sala dell’hotel 25 hours a Zurigo
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DIPARTIMENTO DI SCIENZE DEL SUOLO,
DELLA PIANTA E DEGLI ALIMENTI –
Di.S.S.P.A.
Dipartimento Eccellenza 2023-2027
MAR.V.E.L.
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