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leStrade n° 1610 agosto settembre 2025

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A lato, sezione dei rifugi

e, sotto, planimetria dei rifugi.

ra della seconda canna si ritiene opportuno illustrare

le lunghe trattative che si sono svolte nella

Commissione intergovernativa, che d’ora in poi

chiameremo CIG, prima di proporre nel 2012 ai

due governi di aprire al traffico la galleria di sicurezza

che era già in fase di costruzione. Dopo

verranno anche descritti i numerosi lavori che

sono stati eseguiti per consentire l’apertura al

traffico della galleria.

Questo aiuterà anche a comprendere perché l’inaugurazione

della seconda canna è avvenuta

dopo oltre 25 anni dopo le prime decisioni prese

dalla CIG del Frejus dopo il tragico incendio nel

traforo del Monte Bianco.

Le iniziative per migliorare la sicurezza

dopo il tragico incidente del traforo del

Monte Bianco del marzo 1999

A seguito dell’incendio che si è sviluppato il 24

marzo 1999 nel traforo del Monte Bianco e che è

costato la vita a 39 persone, la CIG del traforo del

Frejus si è riunita il 12 aprile 1999 in seduta straordinaria

al fine di individuare le prime misure da

applicare immediatamente per il miglioramento

della sicurezza onde evitare che un eventuale

analogo incidente potesse ripetersi con le stesse

proporzioni catastrofiche anche nel tunnel del

Frejus. Come noto entrambi i trafori sono molto

estesi (tra i più lunghi del mondo) e con una sola

Planimetria bypass.

Sezione stazioni tecniche.

Cartello posto agli imbocchi

del traforo del Frejus.

canna a traffico bidirezionale e su entrambi si registra

un elevato traffico pesante.

Furono prese immediate misure di regolazione

del traffico veicolare: limiti di velocità (massima

70 km/h e minima 50 km/h), introduzione della

distanza obbligatoria di sicurezza - 150 metri

- in marcia e 100 metri da fermi, contingentamento

dei veicoli pesanti (che fu attuato mediante

cadenzamento), obbligo della scorta per

tutti i veicoli trasportanti merci pericolose, istituzione

di pattuglie di sicurezza con mezzi e uomini

delle società concessionarie per sorvegliare

permanentemente il traforo. Fu, inoltre disposta

una campagna di informazione per gli utenti.

Non furono prese misure di carattere strutturale

ed impiantistico perché si decise di aspettare

le risultanze degli appositi studi che erano stati

già avviati dopo il tragico incendio nel traforo

del Monte Bianco.

I Ministri Gayssot e Micheli nel luglio del 1999,

nell’approvare i risultati della Commissione mista

italo-francese d’inchiesta sul tragico incendio

del traforo del Monte Bianco, decisero di istituire

in seno alle CIG di entrambi i trafori un Comitato

di Sicurezza con il compito di individuare tutte le

misure necessarie per migliorarne la sicurezza.

Il Comitato di Sicurezza per il Frejus, di seguito

denominato CS, è stato istituito nella CIG del 6

dicembre 1999 e si è riunito per la prima volta il

27 - 28 gennaio 2000 2 .

Fin dalla prima riunione il CS ha invitato le società

concessionarie del traforo a predisporre un piano

di interventi basato sui risultati di uno specifico

ed approfondito studio dei rischi che doveva essere

affidato ad un istituto esterno specializzato.

Nella riunione del 12 - 13 ottobre 2000 il CS ha

assunto la decisione di prendere come riferimento

per il miglioramento della sicurezza del traforo

gli stessi riferimenti normativi già utilizzati per il

traforo del Monte Bianco:

• circolare italiana del 6 dicembre 1999 del ministero

dei lavori pubblici;

• circolare francese 25 agosto 2000 n 2000-63.

Il CS ha anche deciso di assumere, in caso di disposizioni

divergenti tra le due normative, quella

più restrittiva a favore della sicurezza. Tale disposizione

del Comitato è stata confermata dalla

CIG del 4 dicembre 2000.

Nel marzo del 2001 il CS, in conformità a quanto

stabilito nel Vertice italo-francese di Torino del 21

gennaio 2001, ha esaminato ed approvato le prime

soluzioni presentate dalle società concessionarie

per l’adeguamento del traforo alle normative

di riferimento. I provvedimenti adottati si ricordano

le due aree di pronto intervento nei due piazzali

presidiate 24 ore su 24 munite dei mezzi di soccorso

particolarmente attrezzati e di due navette

Infrastrutture&Mobilità

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