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Vie&trasporti n. 893 ottobre 2025

C’è L’ELE Prende il via ufficialmente ad Eindhoven la produzione della nuova gamma Electric. Dai medi XB, ai multiruolo XD, fino ai pesanti XF: ce n’è per ogni missione

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Prende il via ufficialmente ad Eindhoven la produzione della nuova gamma Electric. Dai medi XB, ai multiruolo XD, fino ai pesanti XF: ce n’è per ogni missione

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Daf Electric generation

Silenzio, si parte

A due anni dalla presentazione, prende il via la produzione in serie

dei camion a batterie di Eindhoven. L’offerta parte dai medi XB

per svilupparsi poi sui pesanti XD e XF, autocarri e trattori

di Danilo Senna

Trascurando l’esperimento ibrido di un LF

nel 2010 (periodo in cui un po’ tutti i costruttori

vi si cimentarono), la Daf era partita

a ‘smanettare’ sui camion elettrici sette anni

fa con la connazionale Vdl che, avendo già costruito

autobus a batterie, aveva il know-how e

parlava la stessa lingua. Poi, pur distratti dal

lancio dei nuovi XF/XG, gli olandesi hanno

esplorato anche il mondo dell’idrogeno Ice

(quello bruciato nei motori diesel trasformati a

gas). Eppure il programma dei camion a batterie

ha continuato a correre e, così, già nel 2022

si annunciava un’intera nuova gamma Electric

che spaziava dai medi, diventati nel frattempo

XB, ai multiruolo XD e persino ai pesanti XF.

Zot! Una scossa alla linea

Tre anni di prove, di torture elettromeccaniche

e di field test ci sono voluti affinché partisse

la produzione di serie. Finalmente, adesso ci

siamo: ad Eindhoven hanno pigiato l’interruttore

della catena di montaggio degli Electric.

Che, poi, è la stessa dei modelli a gasolio almeno

fino al momento del matrimonio con il

6 cilindri, che ovviamente per loro non c’è. A

quel punto i telai deviano su una linea dedicata.

Il motore che riceveranno è una macchina sincrona

a magneti permanenti che la Paccar (capogruppo

della Daf, come di Kenworth e

Peterbilt) ha sviluppato insieme alla Zf: trattasi

di un Cetrax 2. L’ingombro è quello della trasmissione

meccanica per pesanti Traxon della

stessa marca e persino la posizione ci somiglia,

essendo l’unità EX-D piazzata al centro

del telaio, sempre alle spalle della cabina, benché

un po’ più arretrata. A dispetto dell’assenza

di pistoni, testata e monoblocco, il tunnel non

resta vuoto: sotto ci si piazza un aggregato

contenente la pompa dell’idroguida, il compressore

dell’aria condizionata e dell’impianto

pneumatico, le pompe dell’acqua per il raffreddamento

delle batterie e del riscaldamento abitacolo.

Insomma, tutto quello che di solito trascina

in movimento il termico e che qui deve

diventare giocoforza elettrico.

Sugli XD/XF il tutto è sovrastato dal pacco di

batterie ‘spaiato’, sempre presente a prescindere

da quanti se ne montano sui lati dei longheroni

(fino a quattro). Sugli XB, che hanno

un motore diverso, di base un Dana TM4, gli

stessi componenti sono in scala ridotta e le

batterie trovano posto esclusivamente fra gli

assali, oltre ad essere assemblate in due forme

differenti. A proposito di accumulatori, le celle

XF

• Trattori a due assi FT e carri a tre FAN

• Motori da 270, 310 e 350 kW (198, 227, 480 Cv)

• Batterie da tre a cinque pacchi (315-525 kWh)

• Cabine Sleeper o Sleeper High (tetto normale o alto)

XD

• Trattori a due assi FT e carri a tre FAN

• Motore singolo da 170, 220 e 270 kW (125, 162, 270 Cv) oppure doppio

come l’XF

• Batterie da due a cinque pacchi (210-525 kWh)

• Cabine Day, Sleeper o Sleeper High

XB

• Carri a due assi FA, passi da 4,30 metri in su, pesi 12, 16 e 19 tonnellate

• Motori da 270, 310 e 350 kW (198, 227, 480 Cv)

• Batterie da due a quattro pacchi (181-282 kWh)

• Cabine Day o Extended (corta o allungata)

arrivano invariabilmente dalla cinese Catl e

sfruttano la tecnologia LFP (litio-ferro-fosfato),

anziché quella NMC (nichel-manganese-cobalto)

abbandonata già all’inizio dello scorso

anno. La ragione risiede in una maggiore durata,

circa il doppio dei cicli di ricarica, oltre a

una sicurezza superiore in caso d’incidente; la

minore densità d’energia è compensata da un

packaging più compatto, dettato dalle ridotte

necessità di raffreddamento. Per i pesanti

XD/XF sono compilate a pacchi di tre, ciascuno

da 35 kWh: quindi 105 totali che vanno moltiplicati

da tre a cinque, per capacità comples-

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