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Vie&trasporti n. 893 ottobre 2025

C’è L’ELE Prende il via ufficialmente ad Eindhoven la produzione della nuova gamma Electric. Dai medi XB, ai multiruolo XD, fino ai pesanti XF: ce n’è per ogni missione

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Una nuova rubrica dedicata alle problematiche tecniche di riparazione

dei veicoli da lavoro, in collaborazione con Il Giornale del Meccanico,

partner di Vie&Trasporti nella trasmissione televisiva quindicinale

Truck Time, in onda da mercoledì 5 novembre su Canali Italia DT 71

In officina

Il meccanico racconta

Bye bye frizione

La rottura del cuscinetto: dopo una revisione di routine

di un Volvo FL12 si riscontra l’assenza del disinnesto della frizione.

Ecco come il bravo meccanico ha gestito la situazione

in collaborazione con

La frizione non si disinnesta. Cosa succede?

Per capire qualche cosa, abbiamo

esaminato il kit frizione, non originale,

montato su un autocarro Volvo FL 12 del 2000,

alla percorrenza maturata di 1.172.731 chilometri,

in occasione di una normale revisione.

Dopo 78.000 chilometri, si lamentava, all’improvviso,

la mancanza del disinnesto della frizione,

a pedale completamente affondato. Allo

smontaggio, veniva rilevato lo sfilamento della

boccola scanalata, in plastica, dal cuscinetto

stesso e il suo sganciamento con danneggiamenti

vari, da verificare.

Per individuare le cause di quanto lamentato,

è opportuno fare mente locale al tipo di frizione

in oggetto: La frizione adottata è del tipo ‘tirata’

e la dinamica del suo funzionamento e così

schematizzabile:

Frizione innestata

La molla a diaframma è fissata sul diametro

esterno della campana; questa preme l’anello

spingi disco all’interno e comprime il disco frizione

contro il volano. Il cuscinetto reggispinta

è fissato al diametro interno delle linguette della

molla a diaframma.

Frizione disinnestata

Durante il disinnesto il cuscinetto reggispinta

viene tirato in direzione del cambio e trascina

con sé la molla a diaframma. Le molle tangenziali

sollevano l’anello spingi disco

dalle guarnizioni del disco frizione fin

quando non si libera permettendo

l’inserimento delle marce.

Questi invece i componenti

interessati

Meccanismo frizione

Il meccanismo frizione viene fornito,

di fabbrica, con il cuscinetto reggispinta

agganciato. Nel nostro caso in

esame, il cuscinetto reggispinta non è

più agganciato alla molla a diaframma,

e ci è pervenuto

scomposte nelle sue parti che

vedremo, nel dettaglio, in seguito.

La campana non mostra anomalie di sorta. Le

impronte lasciate dalle 12 viti di fissaggio sembrano

regolari, senza sbavature eccessive a dimostrazione

di essere state serrate con valori

di coppia similari e corretti. Quanto sopra, tuttavia,

non testimonia che siano state anche serrate

correttamente, alternate a croce.

Sulla campana e sulla molla a tazza non si riscontrano

tracce di olio/grasso centrifugato.

Al contrario, si rileva una diffusa ‘copertura’ di

polvere di ossido ferroso, a riprova di una sollecitazione

elevata degli smorzatori torsionali

(molle parastrappo) del disco frizione e usure

da strisciamento dei componenti il meccanismo

frizione stesso, in misura rilevante tenuto

conto della percorrenza maturata.

L’anello spingi disco mostra di aver ‘lavorato’ in

maniera non uniforme. Infatti, siè notata una

corona circolare interna chiara, di larghezza superiore

ad un terzo circa dell’intero anello, che

è stata coinvolta in maniera trascurabile rispetto

l’altra superficie di contatto (scura), con la guarnizione

del disco. È evidenti, inoltre, un’altra corona

circolare larga 1cm circa dovuta ad usura

localizzata e rigature varie. La molla a diaframma

presenta le linguette (dita) usurate da entrambi

i lati, in misura severa, tenuto conto della

percorrenza maturata. Più marcate sono quelle

lato cambio. Si può dedurre che il cuscinetto

avesse un precarico non corretto (insufficiente)

e/o non scorresse regolarmente. Il cuscinetto

tendeva a strisciare invece che ruotare. Sempre

dal lato cambio, le usure sulle dita non sono

uniformi e non equidistanti, come se il centraggio

del cuscinetto non fosse rispettato e/o le

dita della molla a diaframma, a campana serrata,

non fossero perfettamente in piano (viti

di serraggio della campana non correttamente

serrate, non alternate a croce - deformazione

campana).

Dai riscontri rilevati (a rodaggio ultimato, dopo

78.000 chilometri!), ci sorprende che l’utente

non abbia lamentato anche un comportamento

insufficiente della frizione, a livello di funzionalità

(strappo, inserimento

non graduale e altro), prima

del ‘tracollo’ contestato.

Problematiche che sicuramente

lo avranno indotto ad un sfruttamento

particolarmente gravoso (azionamento

ripetuto della frizione, ecc) per ovviare agli

eventuali inconvenienti di cui sopra.

Disco frizione

Il disco frizione è strutturalmente integro. Si

nota una quantità notevole di povere di ossido

di ferro, proveniente dal pacchetto degli smorzatori

torsionali e porta mozzo.

Come già fatto rilevare, questo è un indice di

notevole sfruttamento della frizione, con l’impiego,

ad esempio, del cambio a marce alte a

bassa velocità, frequenti frizionamenti ripetuti.

L’usura degli anelli di attrito è di qualche decimo,

compatibile con la percorrenza maturata. Cosa

che, al contrario, sorprende è la presenza di usure

su corone circolari sull’anello di attrito lato

volano. Si evince, senza ombra di dubbio, che

è stato effettuato, a suo tempo, l’intervento della

frizione senza provvedere al risanamento del

volano, evidentemente danneggiato dal precedente

disco, consumato fina ai rivetti. Questa

anomalia, in aggiunta a quanto in precedenza

evidenziato, non ha certo favorito un funzionamento

corretto della frizione nel suo insieme.

Non sorprenderebbero fenomeni di strappo e

slittamento.

Per quanto riguarda il mozzo e il suo profilo

scanalato, non si rilevano forzature o altro. La

superficie interna è completamente ‘secca’.

60 - 10 2025

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10 2025 - 61

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