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Vie&trasporti n. 893 ottobre 2025

C’è L’ELE Prende il via ufficialmente ad Eindhoven la produzione della nuova gamma Electric. Dai medi XB, ai multiruolo XD, fino ai pesanti XF: ce n’è per ogni missione

C’è L’ELE
Prende il via ufficialmente ad Eindhoven la produzione della nuova gamma Electric. Dai medi XB, ai multiruolo XD, fino ai pesanti XF: ce n’è per ogni missione

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In officina

In conclusione:

Pertanto, è plausibile supporre

che non sia stato neppure ingrassato

al momento del montaggio.

Anche questa circostanza

non si concilia con un

montaggio particolarmente accurato.

Cuscinetto reggispinta

Il cuscinetto reggispinta è del

tipo agganciato stabilmente

alla molla a diaframma del

meccanismo con un apposito

anello seeger.

In condizioni normali, l’anello di trascinamento

A gira solidale con la molla a diaframma e la

cassa interna del cuscinetto. L’usura a cui è sottoposto

è strettamente legata al carico di trazione

e all’attrito delle dita della molla a diaframma

a seguito del loro movimento radiale

per la variazione del diametro centrale in funzione

della sua conicità (da piano - frizione inserita,

a conico - frizione disinserita).

La rotazione non ha alcuna influenza, per le ragioni

sopra esposte. L’anello elastico a tazza B,

essendo premuto, ruota anch’esso solidale con

la molla a diaframma è soggetto all’attrito delle

dita della molla a diaframma a seguito del loro

movimento radiale, come per l’anello A e a un

leggero precarico per tenere compattato il ‘pacchetto’.

Dall’altro lato, appoggia su un anello C,

libero di ruotare sul corpo esterno del cuscinetto.

Nel caso di ‘puntamento’ della frizione, vale

a dire nel caso in cui il cuscinetto, per una registrazione

non corretta o altro, a frizione inserita,

è eccessivamente ‘avanzato’, si scarica su tutto

La frizione in oggetto, numerosi riscontri lo confermano, non ha mai

operato in condizioni favorevoli e con risposte funzionali ottimali.

L’utente ha sopperito, anche forse inconsciamente,

a quanto sopra ‘frizionando’ ripetutamente per limitare i disagi. In ogni

caso, c’è stato un uso elevato della frizione che ha portato a ripetute

e gravose il sistema di comando della frizione stessa, soprattutto a livello

del cuscinetto reggispinta e sistemi di assemblaggio dello stesso

con la molla a diaframma.

Se a quanto sopra aggiungiamo problematiche, ampiamente evidenziate,

di scorrevolezza impedita, di comando non ‘bilanciato’ della forcella,

di carichi anomali sul cuscinetto reggispinta in direzione del volano

per ‘puntamenti’, ecc si comprende la dinamica e le reali cause

di quanto accaduto. Si evince che nulla può essere addebitabile alla

frizione incriminata, perché tale.

Oltre al fatto indiscusso che non sono emersi riscontri in tal senso,

l’eventualità remota che ci si trovi di fronte ad una difettosità di fabbrica

è da scartare anche dal punto di vista statistico. Infatti, difettosità ipotetiche

similari, se esistenti, si sarebbero manifestate dopo poche centinaia

di chilometri e non dopo 78.000 chilometri, come nel nostro caso.

il sistema dell’anello un carico aggiuntivo non

previsto.

L’anello di trascinamento mostra delle usure

abbastanza marcate dovute allo strisciamento

radiale delle dita e all’elevato carico (trazione),

nella fase di disinnesto della frizione. Una usura

analoga si ha, come abbiamo già visto, sulle

dita della molla a diaframma (lato volano).

Tenuto conto della percorrenza maturata, l’usura

è significativa, se si tiene conto della aspettativa

di durata 5-6 volte maggiore. Le usure riscontrate

risultano molto marcate e non

trovano una spiegazione con le forze in gioco

e gli attriti relativi. Stessa anomalia, come già

fatta rilevare, si evidenzia sulle dita della molla

a diaframma interagente. È, quindi, evidente

che nel sistema di comando qualche cosa non

ha funzionato come previsto: un inceppamento,

una scorrevolezza impedita, un azionamento

non corretto della forcella, ecc, si è manifestato

con un carico e/o una interazione anomala che

ha determinato delle usure maggiori di quelle

palesate sull’altro lato (molla a diaframma –

anello di trascinamento) soggetta a carichi di

centinaia di chili (forza di tiro per disinnesto frizione).

Nel nostro caso, probabilmente, non sono state

sostituite le boccole e/o verificata l’efficienza

della tiranteria di comando, ormai obsoleta tenuto

conto dell’età del mezzo.

In generale, nell’ambito del comando della frizione

(servo frizione) ci sono alcune procedure

da seguire e quote da rispettare, onde evitare

funzionamenti anomali che possono ripercuotersi

sullo stesso cuscinetto reggispinta, portandolo

ad una sorta di ‘puntamento’ indesiderato.

Regolare la forcella in modo da far

corrispondere i suoi fori con quelli della leva.

Questi coincidono quando la distanza è pari a

45+/- 1,5 mm. Misurare la distanza tra il centro

del cavallotto e la forchetta del servo frizione.

La distanza non deve superare i 105 mm.

Verificare che la distanza tra la leva dell’ingranaggio

riduttore e la valvola di arresto. Regolare

secondo necessità la lunghezza di corsa con

la vite di regolazione della sede del pedale. A

completamento, si nota anche l’usura /ovalizzazione

del guscio di scorrimento del cuscinetto

reggispinta, per altro sfilatosi nella fase terminale

del cedimento lamentato. Data la

relativa vetustà del mezzo, sarebbe utile verificare

l’integrità e la concentricità anche del manicotto

di guida del cambio. Infatti, una sua deformazione

e/o stato superficiale non ottimale,

magari in carenza di lubrificazione, potrebbe,

in concomitanza di altri fattori esterni negativi,

impedire una scorrevolezza corretta del cuscinetto

reggispinta, bloccandolo sul cambio e, di

conseguenza, portarlo alla rottura, come nella

realtà è avvenuto.

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