2025_10_Vadoetorno
Green deal Italia e Germania dallo stesso lato p.6 Periscopio Manomettere il tachigrafo è reato p.9 Politica Logistica: ultima ruota del carro p.14 Transizione Ue Braccio di ferro a Bruxelles p.22 L’intervista Marc Martinez, Ad Man Italia p.46 Truck news Aria nuova in Ford Trucks p.60 Village Iveco e il libro dei 50 anni p.66 E tanto altro ancora...
Green deal
Italia e Germania dallo stesso lato p.6
Periscopio
Manomettere il tachigrafo è reato p.9
Politica
Logistica: ultima ruota del carro p.14
Transizione Ue
Braccio di ferro a Bruxelles p.22
L’intervista
Marc Martinez, Ad Man Italia p.46
Truck news
Aria nuova in Ford Trucks p.60
Village
Iveco e il libro dei 50 anni p.66
E tanto altro ancora...
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Green deal
Italia e Germania dallo stesso lato 6
Brevi: Man, SuperPanther, ricarica 6
Einride va oltre i confini 7
Sany verso l’Europa 7
Icct dà i voti ai costruttori 7
I van Brightdrop per Amazon 7
Negli Usa gli asset di Northvolt 7
Periscopio
Manomettere il tachigrafo è reato 9
Idrogeno verde a Trieste 9
Gli over 16-ton per marca 9
Ponti storici in Francia 10
Rimorchisti in guerra con l’Ue 10
Forum Conftrasporto a ottobre 10
Il sondaggio del mese 10
Collo di bottiglia al Brennero 11
La logistica delle acquisizioni 11
Nuovi incentivi per la formazione 11
Fiap conferma la squadra 11
Ferrovie svizzere, caos nuove regole 12
I dazi Usa anche per i camion 12
I primi dati del nuovo Codice 12
Brevi: Intermodale, e_mob, Gis 12
Aree di sosta in Germania 13
Chiarimenti sul ponte 13
L’India arriva in Piemonte 13
Il nuovo Ad di Geodis 13
Politica
Logistica: ultima ruota del carro 14
E anche la digitalizzazione... 15
Se le autorità portuali sono inadatte 16
Logistica: ma i fatturati dicono altro 17
Infrastrutture
Quel ponte che divide 18
E se fosse una spesa militare? 19
Tutti i dubbi delle assogreen 20
Transizione Ue
Braccio di ferro a Bruxelles 22
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Vado e Torno
vadoetornotrucks
34
Target irraggiungibili per Stellantis 24
Per Federauto il dialogo non c’è 25
Elettrici: pedaggi gratis sino al 2031 26
Sulla decarbon l’Iru mette i paletti 27
Anteprime
Tutti gli elettrici di Daf 28
Alla base di tutto la consulenza 31
Le linee di montaggio a Eindhoven 33
Mercedes eActros 400 34
Anche per il diesel la Procabin 37
Prova
Volvo Fh Aero 500 I-Save Lng 38
Vado e Torno
L’intervista
Marc Martinez, Ad Man Italia 46
Come eravamo
Nel nido degli Lcv Renault 48
Ti ricordi dell’Estafette 50
Truck racing
Kiss mette il settimo sigillo 56
Ma nel Chrome finale a quattro 58
Truck news
Aria nuova in Ford Trucks 60
Brevi: Renault, Fassi, Prometeon 60
I dieci anni di Kögel Italia 61
Un eActros 600 per Arcese 61
YouTube
Vado e Torno Edizioni
22
38
TikTok
VadoetornoTrucks
3
ottobre
COMMISSARIO ADSP MAR TIRRENO
Eliseo Cuccaro diventa commissario
straordinario dell’Autorità di
Sistema portuale del Mar Tirreno
centrale, con sede a Napoli.
Man, prima consegna elettrica 61
Gate va in Olanda 61
Volvo: oltre il camion c’è di più 61
Scania Milano Est nel 2026 61
Service&logistics
Ufi: alla ricerca del filtro perfetto 62
Protagonisti (anche) della transizione 63
Assistenza Scania a Piacenza 63
Saloni
Verso Ecomondo 2025 64
Quali camion vedremo a Rimini 65
Si avvicina Solutrans a Lione 65
Village
Iveco e il libro dei 50 anni 66
Tmt premiata in Germania 67
Sul palco le vecchie glorie 69
Mercedes trasporta la vita 70
La Vle arriva il prossimo anno 71
Il team italiano protagonista in Scania 71
66
Van&pick-up
L’invasione dei furgoni d’Oriente 72
Più opzioni da Thermo King 73
Ecco il pick-up elettrico coreano 75
72
Correva l’anno
1991: benvenuto Eurocargo 76
Ultim’ora
Il pasticciaccio della fiction 78
lettere
errata corrige
QUANDO L’E-ACTROS
ANDÒ SULL’ETNA
Sul numero di settembre
di Vado e Torno abbiamo
pubblicato l’articolo, a
firma di Pierfrancesco Vecchiotti,
che racconta, anche
grazie alla voce dei diretti
protagonisti che abbiamo
interpellato per l’occasione,
l’iniziativa curiosa e significativa
organizzata da Daimler
Truck Italia e Comer
Sud, concessionaria locale
del brand.
L’eActros 600 di Mercedes,
infatti, ha scalato
le strade che si inerpicano
sull’Etna, il vulcano attivo
più alto d’Europa, fino i
1.920 metri del rifugio Sapienza:
un modo per mostrare
le doti del camion
elettrico anche in percorsi
(e altitudini) non semplici
da affrontare per un veicolo
industriale.
Nell’articolo, e più precisamente
nel sommario, abbiamo
però scritto per errore
che si trattava dell’ultima
tappa del roadshow europeo,
l’European testing tour, che
ha visto protagonista l’eActros
600 sulle strade di oltre
20 nazioni europee.
In realtà, l’iniziativa di
Daimler Truck Italia e Comer
Sud non ha nulla a che
vedere con l’European testing
tour, perché sia l’organizzazione
sia la gestione
sono opera di Daimler Truck
Italia e della concessionaria
Comer Sud. A precisarlo è
l’ufficio stampa di Daimler
Truck Italia.
green deal
pressioni, sbarchi, salvataggi, rincorse
CAMION AUTONOMO INTERNAZIONALE
La svedese Einride ha messo a segno un’iniziativa
importante in vista dello sviluppo dei camion a guida
autonoma. Per la prima volta, un camion senza autista
ha varcato il confine tra due stati, nello specifico
Svezia e Norvegia. È successo a settembre.
TRA BERLINO, ROMA E BRUXELLES
L’alleanza che
non ti aspetti
Italia e Germania sarebbero
pronte a prendere ufficialmente
posizione per rivedere lo
stop alla vendita di auto e van
termici. E che farà Bruxelles?
Il ministro delle Imprese e
del Made in Italy, Adolfo
Urso, ha annunciato di a-
ver trovato un accordo con
il suo omologo tedesco per
la stesura di un documento
congiunto per chiedere alla
Commissione Ue di rivedere
i termini dello stop alla vendita
di auto e van con motore
termico a partire dal 2035.
Misura, quella stabilita dalle
istituzioni europee, che preoccupa
sempre più il mondo
dei costruttori automotive
(ne parliamo diffusamente
nell’articolo a pagina 22).
All’inizio di quest’anno, la
presidente della Commissione
Ue, Ursula von der Leyen,
ha avviato il tavolo di confronto
con i rappresentanti
dei costruttori, coinvolgendo
LE BREVI
MAN PUNTA SULL’AI
Lo strumento di fleet management
Perform di Man Truck&Bus sta per
dotarsi di un assistente supportato
dall’intelligenza artificiale. Assistente
che fa uso dei dati sull’utilizzo dei
veicoli e le analisi dello stile di guida
di Perform, e si basa sul database di
informazioni in background, per creare
analisi delle prestazioni su misura
e raccomandazioni operative per i
gestori delle flotte.
peraltro anche il settore dei
veicoli pesanti, per discutere
e cercare di delineare in modo
più condiviso la roadmap
GRANDI
MANOVRE
Un ruolo di
primo piano in
questa fase di
negoziazioni se
lo sta ritagliando
il ministro Urso,
portavoce dello
scontento
dell’industria
automotive
italiana in vista
del ban ad auto
e van termici nel
2035. Adesso, la
sponda tedesca
può rimescolare
le carte.
per la decarbonizzazione del
trasporto.
Diversi incontri si sono succeduti,
ma la Commissione
non ha mai derogato dalla
linea di fondo tenuta negli
ultimi anni: il futuro, secondo
loro, è elettrico e l’Europa
deve lavorare congiuntamente
per costruire un’industria
in grado di rivaleggiare con
SUPERPANTHER CON ALLTRUCKS
Il costruttore cinese di camion
elettrici Super panther, che produrrà
i propri veicoli a Steyr, in Austria, ha
recentemente annunciato la firma
di un accordo di cooperazione con
Alltrucks. L’accordo consentirà a Super
panther di accedere alla vasta rete di
officine Alltrucks per l’assistenza sui
camion in tutta Europa. L’accordo è
stato firmato a Monaco di Baviera il 29
settembre scorso.
quelle dell’Estremo Oriente.
Più facile a dirsi che a farsi,
però. Il vantaggio dei costruttori
orientali appare incolmabile
e l’Europa non riesce a
ricucire il gap, specialmente
per quanto riguarda la catena
di approvvigionamento delle
batterie e dei componenti
powertrain più importanti.
Si stanno iniziando a perdere
posti di lavoro e il ritmo
di penetrazione di auto e van
elettrici sul mercato non è
certo impetuoso.
Adesso, la posizione congiunta
di due paesi produttori
molto importanti nell’automotive,
come Italia e Germania,
potrebbe rimettere tutto
in discussione: entro la fine
dell’anno è attesa una decisione
proprio sul futuro della
roadmap.
«L’Italia ha
svegliato l’Europa»,
avrebbe
detto enfaticamente
proprio il
ministro Urso,
«E ora i risultati
sono conseguibili».
Trapela,
dunque ottimismo
dalla parole
del ministro
italiano, sicuramente
contento
di aver trovato
una sponda così
importante in
Europa.
CORRIDOIO EUROPEO DI RICARICA
Il commissario per i Trasporti e il
Turismo, Apostolos Tzitzikostas, ha
recentemente presentato l’iniziativa
Clean transport corridor, che mira
ad accelerare la diffusione delle
infrastrutture di ricarica per veicoli
pesanti lungo i principali corridoi di
trasporto merci. L’iniziativa partirà con
i corridoi Scandinavia-Mediterraneo e
Mare del Nord-Mar Baltico come primi
percorsi di prova.
IN EUROPA NEL 2026 IL CAMION ELETTRICO SANY
Fioccano camion dalla Cina
Annunciata anche la partnership con la rete
Alltrucks per l’assistenza e il service
I
l
produttore cinese
Sany lancerà sul
mercato europeo
l’elettrico e263 cabinato
Potrebbe essere
una notizia molto
importante per il
futuro di Brightdrop, il
costruttore americano
di furgoni elettrici per il
delivery parte del gruppo
General motors. Amazon
sta testando infatti i van
Brightdrop, per inserirli
nella flotta elettrica che
sta sviluppando in Nord
America. Flotta che, a
4×2. Attenzione, perché
Sany è un marchio di
riferimento in Cina
per quel che riguarda
i pesanti (nella foto la
versione trattore). Le
consegne del Sany e263,
dotato di batterie Lfp
con capacità di 636
kilowattora, autonomia
di oltre 500 chilometri
e pronto per la ricarica
Ccs da 400 kilowatt,
dovrebbero iniziare
nel primo trimestre del
2026.E per l’assistenza
c’è l’accordo con la rete
di Alltrucks.
AD AMAZON PIACE BRIGHTDROP
livello globale, dovrebbe
raggiungere, secondo
i piani dell’azienda di
Jeff Bezos, le centomila
unità nei prossimi anni.
Sarebbe ossigeno puro
per Brightdrop, che è
stata costretta a mettere
in stand-by il suo sito
produttivo situato in
Ontario, Canada, proprio
per via del mercato
elettrico in stallo.
DECARBONIZZAZIONE
Icct dà i voti
ai costruttori
Cinque brand su
sette già in linea con
gli obiettivi Ue
Gli standard europei attualmente
in vigore in
materia di emissioni di CO 2
impongono la riduzione del
15 per cento delle emissioni
medie dei veicoli pesanti
nuovi rispetto ai livelli 2019.
Ma si tratta di un sistema
flessibile: i crediti accumulati
possono, infatti anche essere
‘scambiati’ tra brand appartenenti
allo stesso gruppo.
Secondo un nuovo studio
condotto dall’International
council on clean transportation
(Icct), accreditato ente
europeo di ricerca, cinque
dei sette maggiori produttori
di camion, che rappresentano
buona parte del mercato
continentale (circa il 70 per
cento) sono sulla buona strada
per raggiungere il primo
obiettivo in assoluto fissato
ACQUISIZIONI
Gli asset di
Northvolt
In Europa assano
all’azienda
californiana Lyten
La notizia era stata annunciata
già nel corso
dell’estate, e con una certa
sorpresa dal momento che
l’azienda californiana Lyten
ha dimensioni più ridotte
rispetto a quello che era
Northvolt, oltre a operare in
un settore diverso nel campo
delle batterie.
Adesso è arrivata l’ufficialità,
con il benestare delle
dall’Ue in materia di emissioni
di anidride carbonica
per i veicoli pesanti.
Due produttori, Scania e
Volvo, hanno già raggiunto
nel 2023 l’obiettivo di CO 2
per il 2025, con Volvo a fare
da guida in Europa nelle
vendite di veicoli pesanti a
emissioni zero.
E se Renault Trucks e Daf
possono raggiungere l’obiettivo
utilizzando i crediti guadagnati
tra il 2019 e il 2023,
la Man potrà fare altrettanto
mettendo in comune le proprie
emissioni con quelle di
Scania, dal momento che i
due brand appartengono entrambi
al gruppo Traton.
Più indietro Mercedes,
che sta sfornando elettrici a
raffica, e Iveco, che ha comunque
margini di recupero.
autorità svedesi che vigilavano
sull’operazione: l’eredità
Northvolt, player europeo
delle batterie per l’automotive
fallito pochi mesi fa viene
raccolta dagli americani.
Passano così di mano i
siti europei di Northvolt, ma
Lyten ha già fatto sapere di
essere interessata anche agli
avamposti canadesi del fu
costruttore di batterie.
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Sono iniziati a settembre, a
Trieste, i lavori per la realizzazione
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Chi altera il funzionamento
del cronotachigrafo di un
camion, modificando i tempi
di guida o la velocità registrati,
non commette solo una
infrazione all’articolo 179
del Codice della strada, sanzionata
con una multa da 866
a 3.464 euro e la sospensione
della patente (o la revoca nel
caso in cui si intervenga sul
limitatore di velocità).
Come ha ribadito la sentenza
16471 della corte di
Cassazione del maggio scorso
«tale condotta configura
un reato penale» ai sensi
dell’art. 437 per «rimozione
o omissione dolosa di cautele
contro gli infortuni sul lavoro».
Un intervento a gamba
tesa della giustizia che sottolinea
come un’azione ritenuta
da molti autisti una furbizia
per lavorare più tranquilli,
nasconda gravi insidie.
Tutto è nato da un camionista
che, a Vasto nel 2019,
è stato sorpreso ad alterare
i dati del tachigrafo con un
magnete. Sia il tribunale di
Vasto sia la corte d’Appello
dell’Aquila l’hanno condannato
a quattro mesi di reclusione
con la condizionale per
il reato di cui all’art. 437 oltre
a una pesante multa per
l’infrazione al Codice della
strada.
Una stangata che non è piaciuta
al suo avvocato che ha
puntato dritto sulla Cassazione,
sollevando l’eccezione
giuridica del 'principio di
specialità' secondo il quale,
nel caso sullo stesso illecito
insistano più norme, si debba
applicare quella più specifica
e quindi in questo caso il Codice
della strada.
La Cassazione ha invece
affermato in termini perentori
che Codice della strada
e Codice penale tutelano
ambiti giuridici differenti: il
primo si occupa di sicurezza
stradale e della circolazione,
il secondo di tutela dei lavo-
IN CASO DI MANOMISSIONE DEL TACHIGRAFO
Si va nel penale
A dirlo è la Corte di Cassazione: quella che
molti ritengono una furbizia rischia di sfociare
in un vero e proprio reato
IL RICORSO alla Cassazione era
stato presentato dall'avvocato di
un autista di Vasto, in Abruzzo.
ratori. Quindi l’autista aveva
messo a rischio la propria e
altrui incolumità violando la
legge penale.
In più la contestazione non
riguarda solamente il datore
UNA TORTA PER OTTO
Gennaio-settembre 2025
Ford Trucks 2,3%
.
Renault Trucks 7,1%
Man 10,3%
Daf 11%
Mercedes 12,5%
di lavoro o il proprietario del
camion: il reato ex art. 437
può essere commesso anche
da chi è al volante del mezzo,
che è sempre chiamato a
risponderne a meno che non
Volvo 13,3%
Altri 0,8%
Iveco 27,7%
Scania 15%
Immatricolazioni di nuovi camion con Ptt superiore a 16 ton: suddivisione
per marca. Fonte: Anfia; periodo gennaio-settembre 2025.
possa dimostrare in modo
inequivocabile di non essersi
potuto rendere conto della
manomissione.
Matilde Casagrande
10 Ponti fragili
in Francia
11 Brennero collo
di bottiglia
12 Ferrovie
svizzere
13 Aree di sosta
in Germania
9
attaversamenti, transizione, incontri
traffico, accordi, cariche, bonus
I BIG DEI TRAILER
In guerra
con Bruxelles
I costruttori
tedeschi e austriaci
contestano gli
obiettivi Vecto
È
ormai scontro diretto
tra i regolatori Ue
di Bruxelles e otto dei
maggiori costruttori
di rimorchi per veicoli
industriali di Germania
e Austria. A firmare un
ricorso alla Corte di
giustizia europea contro
il nuovo regolamento
Ue sulle emissioni sono
marchi che rappresentano
il 70 per cento del mercato
europeo come Fliegl,
Kögel, Krone, Langendorf,
Schmitz Cargobull,
System trailer, Wecon
e Schwarzmüller con il
sostegno delle principali
associazioni di categoria
dei due paesi, prime tra
tutte le tedesche Vda e
Bgl. Come ha sottolineato
in una conferenza stampa
alla recente Iaa il direttore
generale di Bgl, Dirk
Engelhard, «è assurdo che
Bruxelles intenda imporre
obiettivi di riduzione
delle emissioni di CO 2
a
veicoli che non possono
produrne, essendo privi
di motore». Il motivo del
contendere, infatti, è il
protocollo di simulazione
Vecto-Trailer imposto
dalle nuove norme Ue
che avrebbe l’obiettivo di
certificare le prestazioni
dei nuovi mezzi
rimorchiati al momento
in cui sono agganciati alla
motrice, ma che, secondo
le aziende ricorrenti,
sarebbe inadeguato a
rappresentare le reali
condizioni operative di
questi veicoli.
Oscar Sandri
IL SONDAGGIO DEL MESE
Alla luce delle ultime novità,
il ponte sullo Stretto di
Messina si farà sul serio?
Rispondi su
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Il sondaggio non ha valore statistico. Le rilevazioni non sono basate su un campione scientifico
PONTI STORICI IN FRANCIA
Tolleranza zero
per i furbetti
Sensori di peso per
'beccare' chi li attraversa
fuori dalle regole
Fuori da Parigi e dalle
grandi città, la Francia è
disseminata di ponti storici,
in pietra o sospesi in metallo,
che hanno limiti di peso
inferiori alle 20 tonnellate.
Ma che spesso, per evitare
lunghi giri alternativi, i camionisti
percorrono lo stesso
ignorando i divieti.
Con esiti catastrofici, come
a Mirepoix lo scorso anno,
quando è crollato un ponte
sospeso facendo due vittime.
Ecco perché è in corso
di test su un ponte metallico
del 1842, quello di Cajarc a
nord di Tolosa, un sistema di
LO SCORSO ANNO due le
vittime a Mirepoix per il
crollo di un ponte.
controllo che prevede l’uso
di una telecamera automatizzata
per mettere freno ai
trasgressori (almeno una decina
al giorno).
Se i sensori di peso posti
una cinquantina di metri prima
dell’imbocco del ponte
segnalano un mezzo in sovraccarico,
prima attivano
il pannello di allerta e se
il mezzo prosegue scattano
una 'foto ricordo' che viene
allegata a un verbale da ben
1.500 euro.
Il risultato? Gli autisti cambiano
strada.
Franco Salvena
LE RISPOSTE
DEL MESE SCORSO
Aumenta il numero
di infrastrutture stradali
a rischio in Italia. Siete
preoccupati?
89%
sì
UN FORUM
CONCRETO
11%
no
Si annuncia come
un evento molto
concreto il decimo
forum Conftrasporto-
Confcommercio, la
piattaforma scelta
dall’associazione per
riunire addetti ai lavori
e stakeholder dell’autotrasporto
italiano.
APPUNTAMENTO a
Roma il 22 ottobre.
La sede scelta è il
quartier generale
nazionale di piazza
Gioacchino Belli 2
a Roma, il prossimo
22 ottobre. Invitato
anche il ministro
delle Infrastrutture e
dei Trasporti, Matteo
Salvini. «Non sarà
una passerella o
un'autocelebrazione»,
promette il presidente
Pasquale Russo.
Matteo Borghi
A SUON DI
ACQUISIZIONI
Sono stati giorni caldi
nel mondo della logistica
italiana in fatto
di acquisizioni.
PIÙ CONCENTRAZIONE
nel mercato italiano.
La bergamasca Italtrans,
che festeggia il
40° anniversario, ha
annunciato l’acquisizione
del 70 per cento di
Cusinato Renato, realtà
storica del padovano.
E un altro nome forte
della logistica italiana,
Brivio&Viganò, ha annunciato
l’acquisizione
di Gimatrans, azienda
lombarda attiva soprattuttonella
Gdo.
Milena Sgroi
È
inaccettabile che un tunnel
lungo 55 chilometri
come quello del Brennero sia
realizzato più velocemente
del rinnovo di una tratta di
54 chilometri in pianura, ha
sbottato il direttore generale
LE DOMANDE SI PRESENTANO DAL 20 OTTOBRE
INFRASTRUTTURE COMPLESSE
Collo di bottiglia
sul Brennero
Si accumulano ritardi
nell'aggiornamento della
linea ferroviaria a Monaco
Incentivi per la formazione
Il contributo varia sulla base del tipo di
azienda. Corsi previsti da gennaio a giugno
Il ministero delle
Infrastrutture e dei
Trasporti ha stanziato
cinque milioni di euro di
incentivi per la formazione
professionale nel settore
dell'autotrasporto. Il
contributo massimo
erogabile varia in base
alla tipologia di impresa
e va dai 15 mila euro per
le microimprese ai 300
mila euro per le forme
associate di imprese,
passando per una quota
A PROTESTARE è soprattutto la
Confindustria bavarese. Attese
risposte da Berlino.
massima di 150 mila euro
a beneficio delle grandi
imprese. Le domande vanno
presentate nel periodo che
va dal 20 ottobre al 24
novembre, mentre i corsi
devono essere avviati nel
periodo compreso tra il
12 gennaio e il 30 giugno
2026. Infine, i corsi devono
essere realizzati attraverso
piani formativi aziendali,
interaziendali, territoriali o
di filiera.
Andrea Cento
della Vbw (la Confindustria
bavarese), Bertram Brossardt,
intervenendo a un convegno
sul futuro del Brennero,
svoltosi a Bolzano.
«È solo questione di tempo
perché gli attuali disagi
al traffico stradale, senza
un adeguato supporto della
ferrovia, portino al collasso
dell’asse transalpino Verona-Monaco»,
ha proseguito
Brossardt.
«Il parlamento tedesco deve
decidere al più presto sui
cantieri per le nuove linee
ferroviarie di approccio da
nord al Brennero. Lo dobbiamo
ai nostri partner austriaci
e italiani», ha poi chiuso
Brossardt.
Una posizione condivisa anche
Max Kloger, presidente
dell’associazione industriali
del Tirolo: «Il tunnel del
Brennero è per l’Austria e
per il nostro territorio un’opera
fondamentale. Ma se la
realizzazione della tratta di
accesso in territorio tedesco
dovesse ancora ritardare, i
danni sarebbero enormi non
solo per il traffico merci, a rischio
collasso, ma anche per
le popolazioni della fascia
di territorio che fiancheggia
l’asse autostradale».
Parole molto chiare, che
attendono una risposta da
Berlino, visto che secondo
il cronoprogramma la nuova
galleria ferroviaria dovrebbe
essere operativa entro il
2032, tra sette anni.
Teo Vitali
FIAP CONFERMA LA SUA SQUADRA
Fiap, la Federazione
italiana autotrasportatori
professionali, ha
da poco rinnovato le sue
cariche principali. Con
due conferme al vertice
dell'associazione.
Alla presidenza, infatti,
è stato riconfermato
Roberto Scarpa, per i
prossimi tre anni, così
come è stato riconfermato
il segretario generale
Alessandro Peron.
Il consiglio ha inoltre ribadito
la linea politica
della federazione. Gli
obiettivi principali saranno
due: rafforzare l’attività
di rappresentanza e
lobby nel settore trasporto
e logistica e sostenere
le imprese nel loro percorso
di crescita imprenditoriale
e manageriale.
Sara Peona
FOTO DI GRUPPO per
ilteam di lavoro di Fiap.
10
regole, balzelli, statistiche
sosta, nomine, bilaterali, infrastrutture
Sono 4 millimetri di differenza,
un’inezia all’apparenza,
ma rischiano di provocare
il caos nella logistica
ferroviaria europea. Entro
pochi mesi, infatti, entrano in
vigore le nuove norme imposte
dalla Svizzera per garantire
maggiore sicurezza nella
circolazione dei carri merci,
e le compagnie ferroviarie
europee rischiano il blocco.
Tutto è nato dal grave incidente
nel tunnel del Gottardo
dell’agosto 2023: oltre
150 milioni di danni e mesi
di blocco della galleria. La
causa, secondo l’inchiesta,
DAZI USA
SUI CAMION
Dall'inizio di ottobre
sono attivi i dazi al
25 per cento voluti dal
presidente americano,
Donald Trump, e annunciati
con un post
sul 'suo' social, Truth.
I dazi riguardano tutti
i camion pesanti importati
negli Stati Uniti,
quindi anche quelli di
fabbricazione europea.
Si pensa che la barriera
all'ingresso possa
favorire i costruttori di
truck americani.
Franco Dei
FERROVIE SVIZZERE
Il caos per pochi
millimetri
Le nuove norme elvetiche sui
carri merci rischiano
di sconvolgere la logistica
la rottura della ruota di un
carrello, troppo usurata. Da
qui le prescrizioni emanate
dall’Uft, l’Ufficio federale
AL'ORIGINE della novità
l'incidente nel tunnel del
Gottardo dell'agosto 2023.
NUOVO CODICE DELL STRADA: IL TREND
A
nove mesi dall’entrata
in vigore del nuovo
Codice della strada,
fortemente voluto
dal ministro delle
per i trasporti di Berna.
Per poter circolare sulla rete
svizzera, e quindi sotto il
tunnel del Gottardo, i carri
merci devono avere diametro
minimo delle ruote di 864
millimetri (contro gli 860
applicati a livello europeo),
manutenzione certificata ogni
50 o 200 mila chilometri a
seconda dei freni utilizzati,
essere stati sottoposti a test
di percussione, disporre di
banda colorata termosensibile
che segnali eventuali
surriscaldamenti delle ruote.
Sono tutti standard che
hanno preso in contropiede
le compagnie ferroviarie,
che chiedono una normativa
omogenea sull’intera rete del
Continente, attuabile in tempi
non troppo lunghi.
Rocco Antinori
Calano incidenti e vittime
Diminuiscono leggermente, in percentuale,
vittime, feriti e incidenti complessivi
IL PRIMO anno col nuovo
Codice della strada.
Infrastrutture e dei
Trasporti, Matteo Salvini,
arrivano i primi numeri
ufficiali, diffusi dallo stesso
ministero. Sulla base delle
rilevazioni delle forze
dell'ordine, il bilancio
dell’incidentalità
stradale tra il 14
dicembre 2024 e il 13
settembre 2025 mostra
un calo generalizzato,
soprattutto per gli esiti
più gravi.
Giovanni Dagnino
LE BREVI
ADDIO AUTOSTRADA
Il licenziamento, avvenuto
a settembre, di 18
dipendenti su 20 del
terminal Via di Aiton in
Maurienne (Francia)
segna la parola fine al
progetto dell'Autostrada
ferroviaria alpina, che
avrebbe dovuto dare un
impulso straordinario al
trasporto intermodale
tra Italia e Francia. Uno
smottamento causò
l'interruzione del servizio
nel 2023 e a nulla
pare essere servita la
riapertura della tratta nel
marzo di quest'anno.
I camion tornano così
a solcare le strade,
con buona pace della
riduzione delle emissioni.
E_MOB A MILANO
Tra la fine di settembre
e l'inizio di ottobre si è
tenuta a Milano l'edizione
2025 di e_mob, l'evento
annuale che fa il punto
sulla mobilità elettrica
a tutti i livelli: dalle
cargo bike al trasporto
pesante. Tre giornate
intense di dibattiti che
hanno coinvolto il mondo
industriale, ma anche
quello associazionistico e
politico. Anche quest'anno,
il vessillo dei costruttori
di camion è stato tenuto
da Renault Trucks Italia,
presenza ormai fissa alla
rassegna lombarda.
GIS DI SUCCESSO
Si è chiusa con numeri
molto positivi la decima
edizione di Gis, il
salone dedicato al
sollevamento e diventato
un vero e proprio punto
di riferimento in Italia nel
settore. Gli organizzatori
hanno registrato più di
18 mila presenze, mentre
gli espositori sono stati
495, il 15 per cento in più
rispetto all'edizione 2023.
Sostenibilità energetica e
digitale nella logistica tra
gli argomenti chiave.
IL PROGETTO DEL PONTE SULLO STRETTO
Chiarimenti «fisiologici»
Il Mit rassicura sull' avanzamento del
progetto e sul dialogo con le istituzioni
Ne parliamo anche
nell'articolo sulle
infrastrutture: il ponte
sullo Stretto di Messina
è un progetto sempre più
concreto e dalle tempistiche
ormai ravvicinate. Un
progetto, però, che è stato
posto sotto la lente di
ingrandimento sia della
Corte dei conti, sia della
Commissione europea.
All'inizio di ottobre,
il ministro Salvini ha
informato con una nota
L'INDIA IN
PIEMONTE
L
'acquisizione della
maggioranza di
Iveco Group da parte
di Tata Motors è stata
la notizia clou 2025.
INCONTRI istituzionali
bilaterali.
Da luglio, fanno rumore
gli incontri istituzionali
tra Italia e India. In particolare,
a settembre
una delegazione indiana
ha incontrato alcuni
industriali piemontesi.
Vani Sarraju Rao, ambasciatrice
dell’India
in Italia ha rassicurato
sui «fondamentali economici
molto solidi»
dell'India.
Nico Giorgini
che i tecnici e gli uffici
competenti del ponte
sullo Stretto di Messina
avrebbero presto recapitato
alla Corte dei conti e
alla Commissione tutti
i chiarimenti del caso.
Chiarimenti che, secondo
il ministero, «fanno
parte della fisiologica
interlocuzione tra
istituzioni». Nessun ritardo
o intoppo, dunque, a detta
di Salvini.
Andrea Giusti
IL TRASPORTO SU STRADA
è destinato a crescere
ancora in Germania.
BORTOLAN ALLA GUIDA DI GEODIS
AREE DI SOSTA IN GERMANIA
Dove parcheggiare
i camion?
La questione è seria:
la digitalizzazione può
aiutare, non risolvere
Mentre in Germania il
governo Merz fa i salti
mortali per approvare con
un ritardo storico la legge di
bilancio, continua a crescere
l’allarme dovuto alla drammatica
carenza di spazi per
la sosta dei camion lungo la
rete autostradale del paese.
Ultimo della serie a mettere
al rosso tutti i segnali è
stato Klaus Manns, responsabile
della commissione
per lo sviluppo di soluzione
telematiche per la sosta del
ministero dei Trasporti. Che,
intervistato dai media di settore
ha sottolineato come,
Maurizio Bortolan è il
nuovo amministratore
delegato per l'Italia di
Geodis, azienda di primissimo
piano nella logistica
internazionale.
Bortolan sarà responsabile
delle tre linee di business
italiane di Geodis,
Contract logistics, Freight
forwarding e Road transport,
che generano un
fatturato complessivo di
circa 400 milioni di euro
e impiegano 1.500 dipendenti
diretti.
Il nuovo amministratore
delegato vanta un curriculum
importante in realtà
di primo piano della
logistica a livello internazionale,
come Ceva logistics,
Number1 logistics
group, Maersk e Brt–Geopost.
Omar Tironi
senza dubbio, la digitalizzazione
possa essere di grande
aiuto nel mitigare i problemi
di sovraffollamento, ma non
possa essere considerata la
soluzione definitiva.
Perché nei momenti di picco
del traffico la carenza di spazi
disponibili è tale che nemmeno
l’intelligenza artificiale
può fare nulla. A meno che
non si voglia arrivare a scelte
irrealistiche come quelle
di spostare alle ore notturne
almeno il 30-40 per cento dei
volumi di traffico.
Peraltro, i dati previsionali
per il 2050 parlano chiaro: il
traffico di merci su strada in
Germania dovrebbe crescere
del 54 per cento. La domanda
è: dove li parcheggeremo?
Cesare Martinelli
12
13
8 SETTEMBRE
«Chiediamo a Prefettura
e forze dell’ordine
di intervenire: si
garantisca il diritto di
sciopero ma si impedisca
ogni forma di
blocco e prevaricazione»,
così Alessandro
Peron, segretario
generale Fiap.
22 SETTEMBRE
«Trasporto e logistica
sono fattori di competitività,
ma le interazioni
tra la domanda
e l’offerta può e deve
essere migliorata».
Lo ha affermato Riccardo
Morelli, presidente
di Anita.
24 SETTEMBRE
«Manca una politica
dei trasporti chiara e
strategica», dice Paolo
Uggè, presidente
Fai.
24 SETTEMBRE
«La tassazione Ets va
a proteggere solo un
aspetto della sostenibilità,
quello ambientale».
Così il direttore
generale Alis, Marcello
Di Caterina.
25 SETTEMBRE
«Alcuni dei designati
sollevano dubbi
sull’adeguatezza al
ruolo». Così Pasquale
Russo, presidente
di Conftrasporto-
Confcommercio, riferendosi
alle nomine
dei presidenti delle
Autorità di sistema
portuale.
MANCA DEL
TUTTO LA VISIONE
Paolo Uggè (nella
foto) stavolta
non è tenero col
Governo. L’ultimo
Piano generale
della logistica
approvato dal
Cipe risale agli
Anni 2000. Mentre
le infrastrutture
sono al collasso.
Come dire che
il ministro dei
Trasporti, Matteo
Salvini, latita.
I
servizi di trasporto e logistica
sono fattori di
competitività per le imprese
della produzione, ma le
interazioni tra la domanda e
l’offerta di questi servizi può
e deve essere migliorata».
Lo ha affermato Riccardo
Morelli, presidente di Anita,
in occasione dell’Assemblea
‘La velocità del cambiamento–Tra
innovazione
e nuovi equilibri globali’.
Morelli ha sottolineato la
L’Italia nella classifica della logistica
QUASI FUORI
DALLA
TOP20
Nel Logistic performance index
siamo al 19° posto. Da anni e
senza mai migliorare. Secondo
Uggè, è il segno evidente che
in Italia manca una politica dei
trasporti chiara e strategica
Metti un convegno di
fine settembre alla
sala del Refettorio
della Camera, dal titolo Nodi
intermodali,
logistica e
mobilità–Innovazione
e
sostenibilità
per la competitività
del
sistema Italia,
organizzato
dai Sud del
mondo. E la domanda: Italia
e logistica, a che posto
siamo?
Il Paese resta
indietro rispetto
agli altri stati Ue,
mentre mercati e
flussi evolvono
Paolo Uggè
SIAMO INDIETRO NELLA DIGITALIZZAZIONE
Al diciannovesimo, secondo
il Logistic performance index:
non proprio una grande
notizia. Così come non pare
una grande
notizia per il
Governo il fatto
che Paolo
Uggè, presidente
Fai, che
non di rado si
è speso a favore
dell’esecutivo,
affermi:
«È evidente che manca una
politica dei trasporti chiara e
strategica».
necessità della trasformazione
digitale del settore
come nuovo paradigma di
competitività: «Il settore è
rimasto indietro nella trasformazione
digitale per
diverse ragioni. Le applicazioni
di intelligenza artificiale
dovranno affiancare
l’uomo nello svolgimento
delle attività aziendali: è
importante che le aziende
informino e coinvolgano in
modo adeguato il personale
che utilizzerà l’intelligenza
artificiale per superare
eventuali resistenze,
curandone la formazione
e l’acquisizione delle nuove
competenze necessarie
alla nascita di nuove figure
professionali».
L’obiettivo, ha concluso, è
quello di creare valore per
ciascuna delle parti e per il
sistema Paese, sfruttando
il potenziale degli strumenti
offerti dalla digitalizzazione.
14
15
SULLA STRADA
AUTORITÀ PORTI
Inadatti
al ruolo
A Venezia
il caso più
eclatante di
superficialità
È
molto preoccupato
Pasquale
Russo, presidente
di Conftrasporto-
Confcommercio, per
le nomine dei presidenti
delle Autorità di
sistema portuale.
Sia perché «si registrano
ritardi significativi,
dovuti alle
contrapposizioni tra
i partiti di maggioranza»,
sia perché
alcune designazioni
«sollevano dubbi sulla
piena adeguatezza
al ruolo».
Il riferimento va in
particolare al caso di
Venezia. In audizione
al Senato, il commissario
designato, Matteo
Gasparato, «ha
attribuito alle crociere
il fenomeno dell’overtourism.
Eppure,
anche nei momenti
di massimo traffico,
il crocierismo incideva
non oltre il 5 per
cento sulle presenze
turistiche annuali in
città».
Da qui l’appello di
Russo: «È importante
che chi guida
un’autorità portuale
si dedichi con attenzione
allo studio dei
dossier e alle priorità
strategiche dello scalo.
Venezia ha bisogno
di un presidente
competente, capace
di valorizzare il porto
e rilanciarne il ruolo
internazionale. Non
servono posizioni
percepite come un
freno allo sviluppo,
ma visioni e competenze
all’altezza della
sfida».
Oscar Sandri
«Manteniamo il 19° posto
da anni senza migliorare»,
afferma Uggè, il che vuol
dire restare indietro rispetto
agli altri stati europei. Negli
Anni 2000 ci fu la Consulta
del trasporto e della logistica,
«chiusa dal governo Monti,
ricorda Uggè, «e il Piano generale
della logistica approvato
dal Cipe risale a quegli
anni». Poi, basta.
Rete congestionata
e porti saturi
«La rete stradale verso porti
e interporti è congestionata,
con ritardi superiori ai 30 minuti
in gran parte del Paese.
Gioia Tauro, Genova, Napoli
e Trieste sono saturi, mentre
Taranto e Cagliari restano
praticamente inutilizzati e il
ferroviario merci nazionale
è in crisi da anni», denuncia
Uggè, insieme alla mancanza
di visione complessiva. Poi,
c’è il discorso valichi alpini.
Da lì passa l’87 per cento
dell’interscambio Ue: il 68
per cento del traffico passa
su strada e il 32 su ferrovia.
«Il Brennero
subisce
blocchi unilaterali
da parte
dell’Austria.
Il Bianco starà
chiuso per
tre mesi di
fila nei prossimi
18 anni.
Il Gottardo, in Svizzera, subisce
restrizioni ferroviarie
dopo l’incidente del 2023»,
rincara Uggè, «Servono strategie,
nazionali e europee».
Facendo riferimento allo
L’iper tassazione
Ets pensa solo
all’ambiente, vale
solo nell’Ue e
danneggia l’Italia
Marcello Di Caterina
studio ‘Italia disconnessa’
risalte a dieci anni fa, Uggè
conclude: «Serve rimettere
in discussione i processi decisionali
come il Protocollo
trasporti della Convenzione
delle Alpi».
Nella stessa sede, una voce
ben distante
dalla Fai, quella
del direttore
generale Alis,
Marcello Di
Caterina, ha
denunciato
l’impatto negativo
sul comparto
marittimo
delle tassazioni europee:
«C’è una iper tassazione Ue
che si chiama Ets. Ma riguarda
solo la sostenibilità ambientale,
tralasciando quella
economica e sociale. E va-
le solo per l’Europa. Non
è pensabile che nella Ue la
tassazione sia totale, dall’Ue
con gli altri paesi sia al 50
per cento, mentre i paesi extra
Ue tra loro non pagano
gli Ets». In pratica, si favoriscono
i porti del Nord Africa,
quando l’Italia potrebbe invece
diventare un hub importante
per il sistema europeo,
denuncia Di Caterina.
Quelle merci alimentari
buttate per lo sciopero
Criticità a cui si affianca la
protesta di Fiap, per quanto
accaduto in un importante
centro della grande distribuzione
in provincia di Pavia.
Secondo la ricostruzione
dell’associazione, per una
controversia sulla mancata
proroga di un contratto a tempo
determinato, un gruppo di
lavoratori, spalleggiato da attivisti
non firmatari del Ccnl
di riferimento, ha impedito
l’accesso e l’uscita dal sito.
Quindi, paralisi con questi
risultati: quasi cento autisti
bloccati in stabilimento o
ripartiti dopo quasi 14 ore,
con tempi di
guida e riposo
saltati; più di
cento addetti
di magazzino
rimandati
a casa; oltre
200 mila buste
di insalata, 65
mila chili di
frutta e verdura, 75 mila chili
di pesce e carne, 2 mila torte
di pasticceria (150 destinate
ai celiaci) rese invendibili.
«Quando uno strumento
LOGISTICA PILASTRO COMPETITIVO
Se lo strumento
nobile dello
sciopero diventa
ostruzione non è
più accettabile
Alessandro Peron
Con un valore di
oltre 156 miliardi
di euro, pari al 9
per cento del Pil, e
1,4 milioni di addetti,
la logistica è un
pilastro della competitività
industriale
italiana».
Lo ha affermato il
delegato del presidente
di Confindustria
per i trasporti,
la logistica e l’industria
del turismo,
Leopoldo Destro,
che ha rilanciato il
ruolo cruciale delle
nuove tecnologie
per il settore, dando
importanza alla
loro capacità di migliorare
i rapporti
all’interno della filiera.
«Confindustria
sta lavorando per
rafforzare il ruolo
chiave del settore
sia a livello nazionale,
promuovendo
un sistema logistico
basato su un
dialogo diretto e
strutturato con la
manifattura, sia a
livello europeo, valorizzando
così la
centralità dell’Italia
nel Mediterraneo»
IPER TASSATI
DALL’UNIONE
Con gli Ets,
che si pagano
solo in Europa,
si distrugge la
competitività
del Paese,
tuona Marcello
Di Caterina
(foto) di Alis. La
sostenibilità non
può essere solo
ambientale.
nobile si trasforma in un’azione
di ostruzione che colpisce
tutti, dagli autisti agli
addetti di magazzino, fino ai
cittadini, non è più accettabile»,
afferma Alessandro
Peron, segretario generale
Fiap, «Contestate l’azienda
o l’imprenditore nelle sedi
opportune, ma
non fate pagare
all’intera filiera
giorni di
salario persi,
turni in con-
ha spiegato Destro.
«In questa prospettiva
si inserisce anche
l’Osservatorio
territoriale delle
infrastrutture, strumento
digitale che
Confindustria sta
elaborando per offrire
al Paese una
mappatura delle
infrastrutture prioritarie
e dei flussi di
trasporto, al fine di
orientare in modo
strategico investimenti
e politiche
pubbliche verso
uno sviluppo intermodale».
dizioni non
sicure e sprechi
alimentari.
Questi blocchi
danneggiano indistintamente
lavoratori, imprese e consumatori.
Si garantisca il diritto
di sciopero ma si impedisca
ogni forma di blocco e prevaricazione
che lede la libertà
di lavorare e la sicurezza
delle persone. Il confine tra
tutela dei diritti e anarchia
è sottile: va tracciato subito,
prima che si ripetano episodi
che nessuno vuole rivedere».
Interi territori vengono
così abbandonati
Fiap ha evidenziato inoltre
l’effetto, ormai evidente e
gravissimo, che queste situazioni
creano: si spingono
le imprese ad abbandonare
interi territori, con perdita di
occupazione, investimenti e
presidio logistico.
«È ciò che sta accadendo
anche a Pavia, dove il reiterarsi
di blocchi e tensioni
rende insostenibile la continuità
delle attività. È un esito
che condanna comunità locali
e filiere all’arretramento
competitivo e sociale. Cosa
che non possiamo permetterci»,
continua Peron.
Che conclude così: «Lo
Stato deve farsi carico di
ristabilire un equilibrio di
diritti e doveri, garantendo
la libera attività economica
e il diritto al lavoro accanto
alla libertà di sciopero, senza
tollerare condotte che paralizzano
i territori e distruggono
valore».
Riccardo Venturi
16
17
IL COSTO
DELL’OPERA
Come spiegato
nella nota del
Cipess (Comitato
interministeriale
per la
programmazione
economica e
lo sviluppo
sostenibile) è di
13,5 miliardi di
euro, interamente
coperti con
finanziamenti
pubblici già
disponibili.
Polemiche al calor bianco
QUEL PONTE
CHE
DIVIDE
Approvato il progetto definitivo
dell’opera che collegherà Sicilia
e Calabria attraverso quello che con
i suoi 3.300 metri sospesi
sul mare sarà il ponte a campata
più lungo del mondo. Costo
stimato di 13,5 miliardi di euro,
già stanziati. Con l’inizio della
cantierizzazione entro ottobre,
apertura prevista tra il 2032 e 2033
18
SPESE MILITARI? SÌ, NO, FORSE
Far rientrare i 13,5 miliardi
di costi del ponte sullo
Stretto nell’1,5 per cento del
Pil relativo alle spese militari
per la sicurezza previste
dall’obiettivo Nato del 5 per
cento entro il 2035.
L’idea, o meglio, l’ipotesi
considerata dal Governo
Meloni ha però trovato la
netta opposizione degli
Stati Uniti. Che per bocca
di Matthew Whitaker, ambasciatore
Usa alla Nato,
ha lasciato intendere in
un’intervista a Boomberg
la ferma contrarietà del
presidente Trump a qualsiasi
forma di ‘contabilità
creativa’.
Tutto era nato dalla nota
del ministero dei Trasporti
che parlava del ponte
come di opera «strategica
per la difesa
europea e della
Nato». Dopo la
reazione Usa, il
chiarimento italiano:
«il ponte
è già interamente
finanziato con
risorse statali e
non sono previsti
fondi destinati
alla Difesa».
Si farà il ponte sullo
Stretto. L’ultimo e più
recente segnale in questa
direzione è arrivato in
piena estate, il 6 agosto, con
l’approvazione del progetto
da parte del Cipess (Comitato
interministeriale per la
programmazione economica
e lo sviluppo sostenibile), il
massimo organismo di coordinamento
istituzionale della
programmazione economica.
Approvati, dunque, il progetto
definitivo dell’opera e
dei servizi, le conclusioni
della Commissione tecnica
di verifica dell’impatto ambientale,
il piano economico
finanziario, la relazione del
Mit che attesta la copertura
dei fondi necessari. E appro-
Orgoglioso del tratto di strada fatto.
Un’infrastruttura del genere è un
acceleratore di sviluppo.
Matteo Salvini, ministro Infrastrutture e Trasporti
vate anche le diverse opere
compensative.
A questo punto si attende
soltanto la cosiddetta bollinatura
della Corte dei conti.
Poi, sarà il via alla cantierizzazione,
prevista, se non
interverranno ritardi, entro il
mese di ottobre.
Il ponte a campata unica
più lungo del mondo
«Sarà il ponte a campata
unica più lungo al mondo»,
ha dichiarato Matteo Salvini,
vicepremier e titolare delle
Infrastrutture, aggiungendo,
dopo essersi detto «assolutamente
orgoglioso del tratto
di strada fatto sin qua», che
un’opera del genere «è un
acceleratore di sviluppo».
Immaginato per la prima
volta ormai quasi sessant’anni
fa (nel 1968), sostenuto e
bocciato a seconda dei governi
in carica, il progetto del
ponte sullo Stretto è un’opera
faraonica e divisiva.
19
SOTTO LA LENTE
PER LE ASSOGREEN
Decisione
azzardata
I dubbi di Wwf
Italia, Lipu,
Greenpeace e
Legambiente
C
’era
da aspettarselo
e non poteva
essere diversamente.
Nella nota del 6 agosto,
dello stesso giorno
del via libera del
Cipess alla realizzazione
del ponte sullo
Stretto, Greenpeace,
Legambiente, Lipu e
Wwf Italia hanno manifestato
la loro contrarietà
all’opera.
E lo hanno fatto parlando
di approvazione
arrivata «dopo
una procedura amministrativa
complicata,
supportata da leggi
ad pontem, approvate
con voto di fiducia e
già oggetto di ricorsi
amministrativi e reclami
comunitari».
Nella nota, dove si
parla di «progetto affidato
senza gara» e
di opera che «non ha
nulla a che fare col sistema
trasportistico»,
si legge che «come
si è sempre dato per
scontato il parere della
commissione Via
(Verifica impatto ambientale),
oggi si dà
per acquisito quello
della Corte dei conti,
che invece deve ancora
pronunciarsi».
Le associazioni esprimono
dubbi anche
riguardo i costi, chiedendo
se «il Ponte
costerà davvero 13,5
miliardi di euro?»,
considerato che sarebbe
la stessa cifra
«riportata nell’allegato
infrastrutture al Def
dell’agosto 2023»,
mentre «l’andamento
della svalutazione e
il contesto economico
sono cambiati».
APERTURA PREVISTA
TRA IL 2032 E IL 2033
Questa la tempistica
licenziata dai tecnici.
Sempre che i lavori
di cantierizzazione
possano cominciare
entro il mese di
ottobre di quest’anno.
Per dirla con un inglesismo,
si tratta di un progetto game
changer, ovvero in grado di
cambiare le regole del gioco.
Ma soprattutto,
come tutte le
opere altamente
innovative a elevato
contenuto
ingegneristico, il
ponte sullo Stretto
è inevitabilmente
divisivo. E come
tale porta con sé
facili entusiasmi (a volte fuori
luogo) e una scala crescente
di dubbi e timori (anche
esagerati).
Nel caso del Ponte, poi, al
di là di ogni altra considerazione
e posizione ideologica,
tutte rispettabilissime, certo
non aiuta la genesi e il percorso
che negli anni hanno
accompagnato la sua storia,
fatta di strenui sostenitori (i
governi Berlusconi, ad esempio)
e irremovibili oppositori
Considerando che il Ponte circa
10 anni fa era stimato con presuntuosa
certezza per 8,5 miliardi, è arduo
pensare che tra dieci anni i 13,5
miliardi attuali rimarranno tali.
Legambiente
(su tutti, gli esecutivi di Prodi
e Monti).
Il problema (serio)
della sismicità
Il tutto, amplificato dalle caratteristiche
stesse dell’opera,
faraonica e complessa al tempo
stesso. È vero, oggi come
mai nel passato il ponte sullo
Stretto tra Calabra e Sicilia
è tecnicamente realizzabile
(a proposito: il contraente
generale è Eurolink guidato
dal gruppo Webuild),
ma proprio
e soprattutto
considerato
il contesto e la
morfologia del
territorio in cui
si inserisce, l’opera
necessariamente
richiede
una verifica della fattibilità
attenta, scrupolosa, oseremmo
dire quasi maniacale, che
non tralasci in nessun modo
alcun aspetto legato alla vita
del ponte.
A questo proposito, tra i
temi di criticità più discussi,
che alimentano e sollevano
perplessità e timori, c’è quel-
lo legato alla sismicità dei
luoghi. Campanello d’allarme
lanciato da Carlo Doglioni,
già presidente dell’Ingv
(Istituto nazionale geofisica
e vulcanologia) che parla di
zona, quella interessata dalla
costruzione del Ponte, «notoriamente
soggetta a terremoti
tra i più forti che possono
colpire l’Italia».
Calabria e Sicilia più
distanti di 3 mm all’anno
Non è un caso, come sottolineato
nell’articolo su ‘La
Repubblica’ della senatrice a
vita Elena Cattaneo, docente
presso l’Università statale
di Milano, che «nei soli 40
chilometri attorno a Villa San
Giovanni (in Calabria) negli
ultimi 40 anni si sono registrate
5.431 scosse», mentre
«Calabria e Sicilia si allontanano
di circa tre millimetri
l’anno, in un braccio di mare
largo appena tre chilometri».
C’è di più. Lo
stesso Doglioni
spiega che l’indice
da considerare
con maggiore
attenzione è lo
«scuotimento sismico»,
fenomeno
capace di sollevare
e abbassare
le case di due metri (come
accaduto nel sisma del 2003
in Turchia), con conseguenze
facilmente immaginabili.
Nel suo articolo, la senatrice
Cattaneo spiega che secondo
Doglioni «il metodo di
calcolo adottato nel progetto
sottostima in modo significativo
queste accelerazioni»,
benchè, si sottolinea, il progetto
stesso «rispetta le norme
vigenti, ma le norme, spiega
(Doglioni) sono datate e fissano
valori troppo bassi rispetto
alle conoscenze e alle misure
oggi disponibili».
Vero è che il ponte sullo
Stretto è stato progettato
per resistere a terremoti di
magnitudo 7.1 della scala
Richter (e grazie al modello
Type deck brevettato specificamente,
a venti che soffiano
3,3 chilometri la lunghezza
della campata centrale sospesa
3,666 chilometri la
lunghezza complessiva del ponte
399 metri l’altezza delle
torri sulle due sponde
72 metri l’altezza navigabile
60,4 metri la larghezza
totale dell’impalcato
3 le corsie stradali per senso di
marcia, due le corsie di servizio
6.000 veicoli/ora la
capacità stradale massima
2 binari ferroviari con capacità
massima di 200 treni/giorno
7,1gradi della scala Richter la
resistenza in caso di sisma
Il Ponte sarà un simbolo ingegneristico
di rilevanza globale, una dimostrazione
della forza di volontà e della competenza
tecnica dell’Italia, che ha pochi paragoni
nel mondo.
Giorgia Meloni, presidente del Consiglio
a velocità superiori ai 200
chilometri all’ora), garantendone
l’integrità strutturale.
Tuttavia, quando si parla
di sicurezza, come
purtroppo ha
tragicamente insegnato
il crollo
del ponte Morandi
a Genova,
ogni cautela è
d’obbligo. Sempre
e comunque.
Dunque anche
per un’infrastruttura da record
complessa e unica nel
suo genere (almeno in Italia),
che richiederà 13,5 miliardi
di euro (costo preventivato)
e che mette in gioco il prestigio
dell’Italia nel mondo.
Ogni errore sarebbe imperdonabile.
Alberto Gimmelli
20
21
Transizione: se Ursula è
TIRATA
PER LA
GIACCHETTA
POSIZIONE NON SEMPLICE
La presidente della Commissione Ue, Ursula von der
Leyen, si è intestata la responsabilità della roadmap di
decarbonizzazione del trasporto in Europa. Adesso deve
affrontare i mal di pancia sempre più evidenti del mondo
industriale. Ci sono, però, anche realtà che spingono per
non fare marcia indietro e vanificare i (tanti) investimenti
che sono stati fatti finora.
L’elettrico, seppure
in crescita tra i
veicoli leggeri, non
decolla. I costruttori
bussano alla porta
della Commissione
chiedendo di
aggiustare il tiro.
Possibile? Forse
Quella bellica non sarà
la metafora più elegante
nell’attuale momento
storico, ma la disputa tra la Commissione
europea e i costruttori del
mondo automotive sta diventando
a tutti gli effetti una guerra fredda.
22
23
Un conflitto, però, che si
gioca soprattutto al tavolo
delle negoziazioni, con la
Commissione che non più
tardi dello scorso maggio
ha avviato il confronto con i
costruttori (del mondo auto,
ma anche di quello truck) per
correggere, ove possibile, la
roadmap della decarbonizzazione.
Percorso che ha come
orizzonte lo stop alla vendita
di auto e van con motore a
combustione interna nel 2035
e la riduzione del 90 per cento
delle emissioni di anidride
carbonica dei veicoli pesanti
entro il 2040 (rispetto ai parametri
individuati nel 2019).
Un nuovo incontro
a settembre
Insomma, obiettivi sfidanti
che, finora, non sono stati recepiti
dal mercato a dir poco
recalcitrante. Nel contesto,
si inserisce poi il discorso
sanzioni che, seppure ammorbidite
rispetto a quanto
deciso in un primo momento,
colpiscono i costruttori in
ritardo sulla tabella di marcia
imposta dalla Ue.
L’ultimo atto (finora) della
negoziazione tra istituzioni
e mondo industriale è quello
del 12 settembre scorso,
quando la presidente della
Commissione, Ursula von
der Leyen, insieme ai commissari
Ekaterina Zaharieva
e Apostolos Tzitzikostas, ha
incontrato una folta rappresentanza
di top manager del
settore automotive. Incontro
molto atteso, perché si pensava
potesse portare alla decisione
di rivedere in modo
sostanziale la roadmap di
decarbonizzazione dei trasporti
in vista del 2035, con
l’ammorbidimento di alcuni
dei più controversi obiettivi.
Invece, il meeting è stato
interlocutorio, con la montagna
che ha partorito il topolino
della firma di una nuova
lettera d’intenti, per «accelerare
la ricerca e l’innovazione
nell’automotive europeo»,
siglata dai commissari e dagli
stakeholder del comparto.
Artusi critico sul dialogo Ue-automotive
Il presidente di
Federauto, Massimo
Artusi, ha espresso
forte delusione per
l’esito del ‘Dialogo
strategico’ sul
futuro dell’industria
automobilistica
europea, tenutosi lo
scorso 12 settembre
in quel di Bruxelles.
L’incontro, che ha
visto protagonisti
la presidente della
Commissione europea,
Ursula von der Leyen,
e i vertici del settore
automobilistico, si
è rivelato, secondo
Artusi, un’occasione
mancata: «Non ci sono
novità significative
rispetto alla richiesta,
avanzata anche da
Acea, di un approccio
pragmatico, flessibile
e tecnologicamente
neutrale alla
decarbonizzazione del
trasporto stradale».
Federauto, inoltre, ha
ribadito l’esigenza
di includere i
concessionari nel
dibattito: «Siamo
il segmento più
vicino ai cittadini
europei, ma veniamo
sistematicamente
esclusi dalle
consultazioni. È un
errore strategico».
Critiche all’Ue anche
per l’eccessiva
enfasi su elettrico,
veicoli autonomi e
produzione di batterie:
«Affermazioni come
‘neutralità tecnologica’
suonano poco
convincenti se poi si
escludono soluzioni
come biocarburanti e
ibrido, che sono quelle
preferite dal mercato».
Imparato: «Target Ue irraggiungibili»
Jean-Philippe
Imparato,
responsabile Enlarged
Europe&European
brands di Stellantis,
non usa mezzi termini:
«I target al 2030 e al
2035 in termini di CO 2
non sono raggiungibili
a meno che non si
voglia far crollare il
mercato e mandare
in pezzi i bilanci dei
costruttori». L’alto
dirigente francese
ha anche aggiunto:
«Ora è tempo di
agire rapidamente, se
possibile prima della
fine dell’anno». Parole
forti che molti, nel
settore automotive,
vorrebbero condividere
pubblicamente, ma
che non sono così
semplici da dire.
Considerato che i
furgoni elettrici stanno
sì aumentando la loro
quota di mercato, ma
ancora con numeri
risicati rispetto al
totale, in Europa e
soprattutto in Italia.
Quindi i costruttori
non possono ancora
fare affidamento su un
trend che non ha avuto
l’impennata prevista
appena qualche
anno fa. Imparato
ha anche messo in
discussione il famoso
piano Dare forward
2030 di Stellantis per
raggiungere la carbon
neutrality entro il
2038: «Gran parte dei
contenuti del piano
sono ancora validi,
altri probabilmente
cambieranno.
L’elettrificazione
al cento per cento
entro il 2030 non è
più raggiungibile, per
ovvie ragioni legate al
mercato».
LA VOCE
DELL’ITALIA
Il presidente di
Anfia, Roberto
Vavassori (a
sinistra), si è
unito al ministro
Urso e al numero
uno di Stellantis,
Antonio Filosa,
per mettere
pressione alla
Commissione
europea.
«Maggiore cooperazione e
miglior coordinamento delle
priorità di investimento sono
fondamentali per sviluppare
software, hardware, modelli
di intelligenza artificiale e
ecosistemi di guida autonoma
di produzione europea»,
ha scritto la Commissione.
Decisioni più significative
Imprese e del made in Italy,
Adolfo Urso, il nuovo Ceo di
Stellantis, Antonio Filosa, e il
presidente di Anfia, Roberto
Vavassori, proprio alla vigilia
del 12 settembre, ribadendo
il concetto espresso poche
ore prima dl top manager di
Stellantis, Jean-Philippe Imparato,
che aveva bollato cosono
dunque attese per i
prossimi mesi, prima tra tutte
la ventilata apertura ai biocarburanti
nel quadro delle
soluzioni considerate per un
trasporto più green. E l’Italia,
in particolare, spinge in
questa direzione.
Lo hanno detto con grande
chiarezza il ministro delle
24
25
me «irrealistici» gli obiettivi
di decarbonizzazione definiti
dalla Commissione. Ottenendo
come risultato l’apertura
della von der Leyen a una
piuttosto generica neutralità
tecnologica, pur ribadendo
che il futuro dell’automotive
in Europa è elettrico.
Entra in gioco anche
Mario Draghi
C’è poi da registrare l’intervento
deciso, per quanto
riguarda l’industria automotive,
dell’ex presidente della
Banca centrale europea, nonché
ex primo ministro italiano,
Mario Draghi, sempre
ascoltatissimo a Bruxelles.
A pochi giorni di distanza
dall’incontro tra Commissione
e costruttori, Draghi ha
richiamato l’attenzione sulla
necessità di un approccio più
realistico nella transizione
verso la decarbonizzazione,
dicendo che deve essere «anche
flessibile e pragmatica»,
ribadendo come allo stato
delle cose «gli obiettivi si ba-
IL FUTURO
È INCERTO
L’industria
europea
dell’automotive
occupa circa
13 milioni di
persone e
contribuisce
per circa l’8 per
cento del Pil
dell’Unione. Un
ruolo strategico
messo in dubbio
oggi dagli effetti
della transizione
energetica e
dalla crescita
dell’industria
automotive in
altre aree del
mondo, Cina in
testa. In basso
a destra, la
foto di gruppo
dell’incontro tra
la Commissione e
i rappresentanti
dei costruttori
europei dello
scorso 12
settembre a
Bruxelles. In
pratica, un nulla
di fatto.
Decarbonizzazione, Iru rivela gli ostacoli
La decarbonizzazione
del trasporto su
strada è ormai una
priorità nelle agende
di chi si occupa di
politiche climatiche
globali, ma la strada
verso il futuro a zero
emissioni resta densa
di ostacoli. È quanto
emerge dall’Iru Green
compact 2025, il nuovo
sondaggio che ha
raccolto le opinioni di
operatori in Europa,
Australia, Asia Centrale,
Messico e Turchia.
Secondo il report
di Iru, oltre il 70 per
cento delle imprese
di trasporto manifesta
forte preoccupazione
per le sfide legate alla
transizione ecologica,
con punte che superano
l’80 per cento in
Europa. Nonostante
l’interesse crescente
per biocarburanti
e veicoli elettrici,
il percorso resta
complesso soprattutto
per le piccole e
medie imprese, che
rappresentano l’86 per
cento del campione
e l’85 per cento del
settore a livello globale.
Le barriere principali
sono tre: alti costi di
veicoli ed energia;
infrastrutture
insufficienti per
ricarica e rifornimenti;
regolamentazioni
complesse e incerte.
Nonostante ciò, oltre
la metà degli operatori
prevede di investire in
carburanti alternativi nei
prossimi cinque anni.
In cima alle preferenze
figurano i biocarburanti,
seguiti dai veicoli
elettrici.
Elettrici, esenzione pedaggi fino al 2031
Era stato annunciato,
ma ora è arrivata
anche l’ufficialità: la
Commissione Ue ha
proposto la proroga,
fino al 30 giugno
2031, della misura
che esclude i camion
a emissioni zero
dal pagamento del
pedaggio sulle strade
europee. Orizzonte
di tempo ampio, per
consentire alle aziende
di trasporto che
vogliono approcciare la
transizione alla mobilità
elettrica di sottrarre
il costo del pedaggio
dal costo operativo del
camion nel corso del
suo ciclo di vita. Quella
della Commissione è
una misura largamente
attesa e, naturalmente,
coerente con l’idea di
incentivare l’utilizzo dei
veicoli elettrici anche
nel trasporto pesante.
Passaggio, quello ai
camion elettrici per il
medio-lungo raggio,
per nulla semplice,
come mostrano anche
le ultime analisi di
mercato. Sinora, non
si è infatti verificata
l’attesa impennata
nelle immatricolazioni.
Per l’esenzione al
pedaggio, dovrà ora
partire il consueto
iter istituzionale a
livello comunitario,
con Parlamento e
Consiglio chiamati a
validare e approvare
la proposta fatta dalla
Commissione. Ma,
secondo gli analisti, il
tutto potrebbe avvenire
in tempi abbastanza
brevi.
sano su ipotesi che non sono
più valide» e citando la già
menzionata neutralità tecnologica.
Infine, la scadenza del
2035 per l’azzeramento delle
emissioni, secondo l’ex premier,
«avrebbe dovuto innescare
un circolo virtuoso, ma
non è avvenuto».
Quella europea dell’automotive
è un’industria che
occupa circa 13 milioni di
persone ed è sotto attacco,
in questo momento, soprattutto
per via della crescita
dell’industria automotive
cinese, concorrente sempre
più diretta e agguerrita nel
segmento dei leggeri e, chissà,
presto anche dei pesanti.
A questo proposito, il mondo
dei veicoli industriali, in questo
momento, sta alla finestra
per vedere che aria tira dalle
parti di Bruxelles. Il futuro
del settore passa da qui.
Fabrizio Dalle Nogare
26
27
L’offensiva elettrica Daf
METTETECI
ALLA
PROVA
La New gen del
costruttore olandese
adesso è anche alla
spina. Dalla tecnologia
delle batterie
all’organizzazione dello
chassis, sono tante le
novità introdotte
L’impatto delle novità di casa
Daf è innanzitutto cromatico.
Nel 2021, il lancio della New
generation era caratterizzato dal
giallo acceso dei camion schierati
in terra spagnola. Più o meno un
anno fa, gli aggiornamenti della
gamma 2025 si erano annunciati
col rosso, altrettanto acceso, dei
Daf termici presentati sempre in
Spagna, a Malaga.
A DOMINARE È IL BIANCO-BLU
Dalla cabina alla plancia poco
cambia rispetto ai truck termici
aggiornati lo scorso anno. Daf
si è concentrata su sistemi
di accumulo e componenti
powertrain, adesso nativi elettrici.
28 29
FINO AL CUORE
DELL’ELETTRICO
Sopra, esploso di
un pacco batterie
che mostra il
posizionamento
dei singoli moduli.
L’immagine a
sinistra mostra
come Daf ha
progettato il layout
dei suoi nuovi
modelli elettrici.
L’Ad Dodoni: fondamentale la consulenza
Ci aspettiamo un
impatto molto
importante dall’arrivo
della nuova gamma
elettrica: Daf crede
moltissimo nello
sviluppo del mercato
e siamo convinti che
il calcolo del Tco,
man mano che la
tecnologia avanza,
porterà vantaggi
sempre più tangibili
ai trasportatori
che si approcciano
all’elettrico. E parlo
di trasporto urbano,
regionale o anche
internazionale».
Guarda avanti con
fiducia l’Ad di Daf
Veicoli industriali,
Massimo Dodoni,
che abbiamo
intervistato in
Olanda, approfittando
della sua presenza
all’evento di lancio
riservato alla stampa.
«Per noi è importante
sottolineare che i
camion elettrici non
vanno intesi come
una sostituzione
di quelli diesel,
ma piuttosto come
un’opzione aggiuntiva
per i clienti». In
questo quadro, per
l’Ad di Daf Italia, è
cruciale l’attenzione
alla consulenza, al
supporto, perché
«molte aziende
di trasporto non
riescono ancora a
valutare correttamente
i vantaggi del veicolo
elettrico, dotato
di una tecnologia
completamente
diversa, che ha la
gestione totalmente
diversa rispetto a
quella attuale. In Daf
Italia abbiamo un team
di esperti in grado di
dare tutto il supporto
possibile in questo
senso».
Quest’anno è stato il bianco,
con inserti blu, a identificare
la nuova gamma elettrica
made-in-Eindhoven.
Presentazione che Daf ha
deciso di giocare in casa, radunando
la stampa proprio
dove la maggior parte dei
camion a zero emissioni allo
scarico verranno realizzati,
nell’impianto di assemblaggio
nuovo di zecca e pronto,
a detta di tecnici e manager
Daf, ad affrontare l’atteso
boom del mercato.
Ecco la seconda
generazione
Quella introdotta in Olanda,
è bene precisare, non è la
prima generazione di camion
elettrici Daf, ma rappresenta
un passaggio significativo
nell’insidioso terreno delle
trazioni alternative. La reale
offensiva del marchio
‘oranje’, infatti, parte da un
progetto nuovo e da un layout
dei veicoli ripensato rispetto
alla prima generazione.
Per semplificare, non più
veicoli termici elettrificati,
ma frutto di un preciso progetto
a emissioni zero.
Progetto che, come è stato
precisato con grande trasparenza
proprio in Olanda,
si inserisce in un contesto
tutt’altro che semplice, con
una distanza
ancora notevole
tra gli
obiettivi europei
di decarbonizzazione
e la risposta
del mercato.
Daf calcola
che entro il
2030 dovrebbero
essere circa 400 mila
i camion elettrici su strada,
con altrettante colonnine attive
presso i depositi e almeno
55 mila punti di ricarica
pubblici, con un fabbisogno
di energia richiesto di 42 terawattora
l’anno. Per intenderci,
servirebbero 11 centrali
nucleari dedicate per
La line-up elettrica
di Daf comprende
l’Xb da 12 a 19 ton
e i modelli Xd e Xf
in versione trattore
e cabinato
produrla. E al 2030 mancano
meno di 5 anni.
Staremo a vedere. Intanto,
però, i costruttori provano a
fare la loro parte, e quella di
Daf si basa su un tridente non
banale. In ordine crescente di
grandezza, l’Xb nella fascia
da 12 a 19 ton per il trasporto
e la distribuzione
in
ambito prevalentemente
urbano; quindi,
il flessibile
Xd che spazia
dalla città al
trasporto regionale
e arriva
fino a 44
ton; infine, l’Xf per missioni
ancor più impegnative, fino
al lungo raggio.
Cabine e plancia sono
esattamente quelle della
New gen (compresa l’eccellente
Xg), ad eccezione
della parte destra del cluster,
adattata alla necessità di ricevere
informazioni sul veico-
lo elettrico, come autonomia
residua, stato di carica della
batteria e recupero dell’energia
in frenata.
Dentro la cabina, il sound
è sicuramente diverso rispetto
alle versioni termiche, come
d’abitudine per i camion
elettrici. Zero rumore e vibrazioni
ridotte davvero al
minimo.
Affinato il sistema
one pedal drive
Alla guida, si apprezzano il
cambio automatico a 3 rapporti,
efficiente e armonioso,
e l’ottimizzazione della leva
del retarder settata su tre diversi
livelli (sugli Xd e Xf;
uno per l’Xb) che permette
nell’ultimo step di guidare il
veicolo con un solo pedale
grazie al software che bilancia
l’erogazione di potenza e
addolcisce la frenata.
Più nello specifico, il segmento
inferiore della corsa
del pedale è riservato all’accelerazione,
mentre la parte
superiore può essere utilizzata
per controllare e modulare
la frenata rigenerativa.
Ci interessava, in particolare,
cogliere la filosofia costruttiva
che ha portato allo
TRE MODELLI, ZERO EMISSIONI
sviluppo dei camion elettrici
Daf. Non c’è un assale elettrificato
(comunque in fase di
sviluppo, come visto alla Iaa
2024) per non appesantire
la parte posteriore del veicolo
e permettere maggiore
carico utile sulla ralla, nel
caso dei trattori. Il motore
elettrico Paccar è posizionato
centralmente nello spazio
interasse, un pacco batterie
XB XD XF
Massa totale (ton) 12-19 fino a 44 fino a 44
Configurazioni Cabinato 4x2 Cabinato 4x2-6x2 Cabinato 6x2
Trattore 4x2 Trattore 4x2
Cabine Day, Day, Sleeper, Sleeper,
Extended day Sleeper high Sleeper high
Motore Paccar Ex-M1; Ex-M2 Ex-D1; Ex-D2 Ex-D2
Potenza motore (cv) 156-250 230-480 370-480
Tecnologia batterie
Lfp
Numero pacchi batterie 1 - 2 2 - 5 3 - 5
Capacità batterie (kWh) 141-282 210-525 315-525
Ricarica standard (kW) Ac 22/Dc 150 Dc150 Dc 150
Ricarica opzionale (kW) Ac 22/Dc 325 Ac 22/Dc 325
Autonomia (km) 350 240-500 240-500
di trova sotto la cabina e gli
altri (fino a 5 su Xf e Xd)
sono alloggiati lateralmente,
sempre nello spazio interasse,
con una filosofia altamente
modulare (standard nel pa-
IL TRIDENTE
IN NUMERI
Sono diverse le
configurazioni,
le varianti e
le opzioni a
disposizione di
chi si approccia al
mondo elettrico
di Daf. A detta
del costruttore
olandese, questo
non è che l’inizio
di un processo di
sviluppo destinato
a durare nel tempo
e che darà vita a
ulteriori possibilità,
coinvolgendo
anche settori
finora refrattari
all’elettrificazione,
come per esempio
il construction.
30
31
QUELLA VISIONE
FAMILIARE
Poco cambia nella
cabina rispetto ai
modello termici.
Giusto la parte
destra del cluster
di guida, adattata
alle informazioni
del powertrain
elettrificato. A
destra, l’Xd rosso
fiammante di van
den Brink, già al
lavoro sulle strade
olandesi. Quello
visto in Olanda
era agganciato a
un semirimorchio
isotermico.
In Olanda le linee di assemblaggio
Daf ha attrezzato
proprio a
Eindhoven la fabbrica
adibita alla produzione
dei suoi nuovi camion
elettrici. Come ci
hanno spiegato
durante l’evento
di lancio, presso il
nuovo plant olandese
i camion, assemblati
sulle stesse linee dei
corrispondenti termici,
verranno finalizzati
con l’aggiunta
dei componenti
powertrain e di
tutti i cablaggi che,
per via dell’alto
voltaggio, richiedono
non soltanto un
ambiente di lavoro
dedicato, ma anche
la presenza di addetti
opportunamente
qualificati. Un
investimento,
quello effettuato
dal costruttore
olandese, che risale
a qualche anno fa
e che ha già svolto
un ruolo importante
nella produzione dei
veicoli elettrici della
prima generazione,
così come nella
pre-serie della
nuova generazione.
L’impianto di
assemblaggio per
gli elettrici copre
un’area di circa 5
mila metri quadrati ed
è composto da due
linee separate, una
per la predisposizione
dei gruppi batterie e
una per il montaggio
del modulo di trazione
elettrica. Quello, per
intenderci, che viene
installato sotto la
cabina, nello spazio
tradizionalmente
dedicato al motore
termico. La
produzione di serie
dei nuovi elettrici Daf
dovrebbe partire entro
la fine dell’anno per
entrare a regime già
nel 2026, pronta per
numeri importanti.
32
e 90 kilowatt),
che risulta utile,
ad esempio,
per alimentare
un sistema di
refrigerazione
elettrico. Così,
si elimina il
generatore.
Sempre riguardo l’Xb, è interessante
notare come Daf
si sia concentrata sull’elettrificazione
della fascia alta
di gamma, a partire dalle
12 e fino alle 19 ton, quella
più interessante in termini di
volumi e di penetrazione nel
mercato europeo.
A partire proprio dall’Olannorama
attuale) che permette
di scegliere dove alloggiare
i pacchi batterie richiesti. Al
momento, per dare un’idea,
la capacità massima delle
batterie Daf è di 525 kilowattora
con autonomia massima
intorno ai 500 chilometri.
Sempre in tema di batterie,
la parte hardware (moduli e
pacchi) è fornita esternamente,
con celle del colosso cinese
Catl. La base è costituita
da un modulo da 35 kilowattora:
tre nella maggior parte
dei casi e due nelle versioni
più ‘light’ dell’Xb.
Litio-ferro-fosfato
la scelta ‘chimica’
Si è scelta la chimica Lfp
(litio-ferro-fosfato) di ultima
generazione, perché priva di
cobalto e nichel, ma anche
perché assicura lunga durata
pure con ricarica ad alta
potenza e, infine, perché ritenuta
più sicura di quella con
celle a base di nichel e cobalto.
Daf, che cura in-house
il sistema di gestione delle
batterie per massimizzarne la
resa, prevede una durata di
circa 4 mila cicli e garantisce
per 8 anni uno stato di salute
superiore all’80 per cento.
Questo compensa la densità
energetica
inferiore
rispetto, per
esempio, alle
celle Nmc
che utilizzano
cobalto,
senza dover
Le batterie con
chimica Lfp sono
garantite da Daf
per otto anni e
oltre 4.mila cicli
di ricarica
fare attenzione
alla
potenza di
ricarica utilizzata.
Gli Xd e Xf Electric sono
infatti compatibili con la ricarica
rapida fino a 325 kilowatt
(opzionale; lo standard
è 150). Ma è disponibile il
caricabatterie di bordo opzionale
che può essere utilizzato
con corrente alternata fino a
22 kilowatt e consente di l’u-
so del veicolo anche quando
non è disponibile la ricarica
rapida a corrente continua.
Menzione speciale, quindi,
per l’allestibilità degli
Xb, facilitata sia dalla disposizione
dei pacchi batterie
sul telaio, sia dalla presa di
forza opzionale
da 650 volt (25
da, che dall’inizio dell’anno
ha dato una sensibile stretta
all’ingresso dei veicoli commerciali
e industriali termici
nelle sue principali città,
Amsterdam e L’Aia su tutte,
con l’idea di estendere i divieti
anche alle auto nei prossimi
cinque anni. Da qui la
necessità di utilizzare veicoli
a zero emissioni per attività
di trasporto urbano.
Tornando alla nostra esperienza
a Eindhoven, l’unica
eccezione al bianco e blu dei
nuovi elettrici Daf era il trattore
Xd elettrico, rosso fiammante,
con cabina Sleeper
high e motore da 480 cavalli
della St van den Brink, tra le
principali aziende di trasporto
olandesi.
Truck della nuova generazione
elettrica che fa già
parte della flotta aziendale,
impegnato in attività di trasporto
nel settore della Gdo
nel nord dell’Olanda.
Fabrizio Dalle Nogare
33
Mercedes eActros 400
FRATELLI
GEMELLI
Sviluppato come
modello modulare, la
seconda generazione
del pesante elettrico
della Stella ha lo stesso
Dna dell’eActros
600 e ne riprende le
caratteristiche base:
dalle batterie all’assale
elettrico integrato alla
plancia multimediale
Interactive 2
Quando, nell’ottobre 2023,
nella moderna (e unica
nel suo genere) area di
servizio a Egestorf, piccolo comune
tedesco della Bassa Sassonia
a mezz’ora di auto da Amburgo,
Mercedes svelava l’eActros 600, i
tanti Oh! di ammirazione facevano
pari con le perplessità che un
progetto del genere, per gli over
16 ton full electric, potesse da subito
far breccia sul mercato.
C’È L’ASSALE ELETTRICO
Sviluppato da Mercedes,
sull’eActros 400 si combina con
un cuore che trae energia da
due pacchi batteria al litioferro-fosfato
da 414 kWh.
34
35
Due anni dopo, la storia ha
insegnato che l’entusiasmo
che avrebbe dovuto, o meglio
potuto, contribuire ad
accelerare l’elettrificazione
del trasporto pesante, non si
è ancora tradotto in numeri
capaci di orientare con decisione
il mercato alla svolta.
Sgombriamo però il campo
da possibili equivoci. Se
nel truck, pesante ma non
soltanto, l’elettrico è al punto
in cui si trova oggi, sostanzialmente
ai blocchi di
partenza, la cosa non è certo
imputabile alla Stella.
Mercedes, come altri costruttori,
ha fatto il suo, mettendo
in campo tecnologia e
stratosferici investimenti a
parecchi zeri. E, come è nel
Dna del marchio, non si è limitata
a svolgere il compitino
al solo scopo di allinearsi
più o meno convintamente al
nuovo corso in divenire. Al
contrario, per dirla con un
termine fin abusato, con l’e-
Actros 600 ha decisamente
alzato l’asticella.
Actros L Procabin efficienza massima
Con le sue linee
che catturano
l’occhio la Procabin
non è solo elegante
e innovativa ma
anche aerodinamica
(consumi di
carburante giù fino
al tre per cento).
Insomma, la Procabin
è il futuro. Anzi
no, contrordine: è
il presente. Che la
Stella combina con
con l’ammiraglia
eActros 600, con il
fresco eActros 400,
ma anche con la
versione termica del
pesante di Stoccarda,
l’Actros L (nella foto).
Disponibile nelle
varianti Giga, Big
e Stream, larga 2,3
metri, offre al suo
interno un comfort
di livello veramente
superiore, sia per
quanto riguarda
l’organizzazione
degli elementi a
bordo, sia per gli
equipaggiamenti.
Di cui, tra gli altri
fanno parte quale
elemento distintivo
i sedili rivestiti in
tessuto e migliorati
nel riscaldamento,
i letti con struttura
a doghe su cui
poggia il materasso
premium di generoso
spessore, le luci di
lettura supplementari
a Led, il secondo
frigo, le prese Usb-C
supplementari sulle
fiancate. Da segnalare
anche l’ampliamento
delle funzioni
comandabili dal letto.
Innovazione fuori
dentro e sotto
Il design della cabina, originale
e unica, battezzata
Procabin, che stacca completamente
col passato. La
soluzione dell’assale elettrico
con due motori elettrici e
cambio integrato. L’annuncio
di una percorrenza di
500 chilometri con una sola
carica, valore che iscrive di
diritto il modello nel novero
dei truck per il lungo raggio.
Sono i fatti che provano
come Mercedes abbia messo
in campo tutta la propria
forza innovatrice,
fatta di
tanta sostanza
e altrettranta
efficienza,
orientate a
soddisfare
esigenze e
aspettative
della clientela
in questa delicata fase di
transizione al trasporto merci
total green.
Ed è nel segno di questa
ricerca continua e innovatrice
che Achim Puchert, Ceo
36
Con l’arrivo del
new model da fine
2025 non verranno
più prodotti gli
eActros 400 e 300
prima generazione
di Mercedes-Benz Trucks,
riassume il percorso fatto,
«è dal 2021 che stiamo plasmando
attivamente il cambiamento
nel trasporto merci
fornendo soluzioni pratiche»,
e annuncia il lancio della
seconda generazione del
pesante elettrico Mercedes,
con il nuovo eActros 400 ad
affiancare il fratello maggiore
eActros 600 e a comporre
una famiglia a zero emissioni
che complessivamente offre,
nelle configurazioni
trattore e
carro, oltre 40
possibilità.
Dunque, sarà
anche che
l’affermazione
dell’elettrico
procede con
passo più lento
rispetto alle previsioni, ma
per la Stella questo non costituisce
un freno. Insomma,
nessun ripensamento. Nell’elettrico
Mercedes ci crede.
Naturalmente l’eActros 400
IN FUTURO ANCHE
CON LA PROCABIN
A sinistra il
Mercedes
eActros 400 nella
versione carro con
configurazione a
tre assi. La cabina
è quella per così
dire classica, ma
in futuro verrà
proposta per
questo modello
anche la futuristica
Procabin dal design
più accattivante.
Tra gli upgrade di
rilievo del pesante
stradale della
Stella, spicca il
Multimedia cockpit
interactive 2 (foto
in alto a sinistra).
Il sistema dispone
di un display
da 12 pollici e
un touchscreen
ulteriormente
migliorato,
configurabili
individualmente
e predisposti per
un uso molto
intuitivo da parte
dell’autista.
attinge a piene mani dalla
versione superiore, riprendendone,
oltre al Dna, le
principali caratteristiche.
Il riferimento è all’assale
elettrico integrato, con due
motori elettrici e il cambio
a 4 marce, alle batterie al
litio-ferro-fosfato
(con celle firmate
Catl), che il pesante
costruito a
Wörth ospita nella
configurazione
a due pacchi da
207 kWh (414
kWh la capacità
totale).
E ancora, la preziosa
plancia multimediale Interactive
2 (con display da 12
pollici e touchscreen ancora
migliorato, di facile e intuitiva
fruizione), e non ultimo
il bouquet di sistemi di ausilio
alla guida (dall’Active
brake assist 6 al Sideguard
assist 2, dal Front guard assist
all’Active drive assist 3)
che portano la sicurezza (da
sempre pilastro della filosofia
Mercedes) a toccare vertici
assoluti.
Carro e trattore
due o tre assi
Già ordinabile (con l’arrivo
del nuovo modello, gli eActros
300/400
di prima
generazione
escono di
produzione
da fine
anno) l’e-
Actros 400
è proposto
come trattore
4x2 con passo di 3.700
mm, autotelaio due assi con
passi da 4.000 a 6.100 mm
e nella variante carro tre assi
6x2 con interasse da 4.000 a
5.800 mm. Due le cabine abbinabili:
la ‘L’ (2,3 metri di
larghezza) Classic o Stream
space, e la Procabin (2,5 metri)
nelle varianti Giga, Big
e Stream.
Alberto Gimmelli
L’Attention assist 2
e l’Active
brake assist 6
consentono un
deciso upgrade in
termini di sicurezza
37
VOLVO
FH AERO 500
I-SAVE LNG
TRATTORE 2 ASSI
MOTORE 12,8 LITRI - 500 CV
TEMPI E CONSUMI
km km/kg km/h
Piacenza-Parma 45 6,52 84,4
Parma-Berceto 52 2,91 76,1
Berceto-Spezia 50,3 8,25 77,4
Spezia-Genova 94,8 4,37 79
Genova-Giovi 14,3 1,74 66
Giovi-Tortona 48 13,71 70,2
Tortona-Milano 62,3 7,08 85
Milano-Piacenza 65,8 7,48 79
TOTALI 432,5 5,28 78,2
Consumi: gas 81,9 chili; adblue
6,1 litri; gasolio 3,89 litri. Peso
totale della combinazione in
prova: 44 ton.
Sotto l’eccellente
Globetrotter a tetto alto,
c’è il 6 cilindri diesel da
500 cv, alimentato però
a metano liquido. Dove
comunque il gasolio ha un
suo ruolo. Vi spieghiamo
quale
SUPERTEST
500 KM
In prova con l’Fh Aero 500 a metano
SE IL DIESEL VA
(ANCHE)
AGAS
© Vado e Torno 2025
LA CARTA D’IDENTITÀ
DOTAZIONE del veicolo con cabina Globetrotter
Aero lunga a tetto alto con ribaltamento
elettrico: alzavetri elettrici, chiusura
centralizzata delle porte con telecomando,
sedile autista pneumatico, riscaldato e
ventilato, sedile passeggero pneumatico e
riscaldato, tettuccio con apertura elettrica,
specchi retrovisori Cms (Camera monitoring
system), letto con sezione reclinabile,
abbaglianti adattivi, cerchi in lega, vano frigo,
forno microonde
DOTAZIONE MR TRUCK motore Euro 6,
cambio automatizzato, airbag autista, cruise
control adattivo con funzione stop & go,
Esp, distance alert, Forward collision warning
con frenata d’emergenza,
Costruito a Göteborg, Svezia.
38
L’occasione di mettere alla frusta sul percorso
del Supertest il Volvo Fh Aero 500 alimentato
a gas metano liquido (Lng), è troppo
ghiotta per farsela sfuggire. Sono infatti passati
sette anni dall’ultimo test, in quell’occasione
con l’Fh 460
(Vado e Torno
11/2018). Un
tempo lunghissimo,
durante il
quale molto è
successo (compresa
la maledizione
del Covid)
e tanto è cambiato,
anche nell’offerta
del marchio
di Göteborg.
SUSTAINABILITY INDEX
DRIVELINE %
a a a b e 66,4
COMFORT E SICUREZZA
a a a c e 71,7
CARATTERISTICHE DEL VEICOLO
a a a b e 61,8
MOBILITY REVOLUTION TRUCK
a a a b e 66,6
39
Cabina eccellente.
Comfort e silenziosità
assoluti. Ottimi materiali
assemblati in modo
impeccabile. Dotazione
di sicurezza superiore alla media.
Cambio veloce e preciso che lavora
in sintonia col motore. Motore
generoso e con buona coppia.
Consumi veramente interessanti.
Sebbene realizzata in
modo ineccepibile,
l’alimentazione a
gas di Volvo è assai
complicata e richiede
tre serbatoi: Lng, gasolio e adblue.
I due specchi (antero e laterale)
potrebbero essere sostituiti dalle
telecamere come già altri fanno.
min 14°
max 22°
Condizioni meteo e traffico: scorrevole
nella prima parte, restringimenti di
carreggiata salendo verso Berceto e
poi ancora in direzione La Spezia, qui
con pioggia battente. A Recco coda con
stop prolungato in galleria causa ripristino
carreggiata in seguito a incidente.
Chiusa uscita di Tortona.
CABINA
5,28
km/kg
È la Globetrotter Aero lunga a
tetto alto dotata di tre gradini
di salita e ribaltamento elettrico.
Di seguito le dimensioni
interne rilevate da Vado e Torno:
Altezza mm 2.050
Profondità mm 1.950
Larghezza mm 2.170
Altezza sul tunnel mm 1.960
Altezza tunnel mm 90
Larghezza lettino mm 815
Lunghezza lettino mm 2.000
Gradini n. 3
Angolo aper.porta gradi 75
LO SBALZO
SI ALLUNGA
Nella vista
laterale (sopra)
risulta evidente
la maggiore
estensione
dell’anteriore,
dove a fronte di
un allungamento
della parte
frontale di 240
mm, lo sbalzo
è salito nella
configurazione
Aero
dell’ammiraglia
svedese
con cabina
Globetrotter a
1.604 mm.
Ma non è solo questo. C’è
infatti la curiosità di capire
se e come un brand di grande
tradizione e storia come
Volvo Trucks, anche in questo
periodo di tempo complicato
e confuso per il settore
truck e l’automotive in generale,
abbia ulteriormente
sviluppato la sua tecnologia
del metano applicata al lungo
raggio sfruttando il motore
ciclo Diesel. Tecnologia
che rientra nei piani di Volvo
dal 2007, ed è stata presentata
per la prima volta su un
Fm in occasione del salone
di Hannover 2010.
Ebbene, l’upgrade c’è
stato, eccome. A conferma
di come Volvo consideri la
tecnologia Lng una delle soluzioni
che permetteranno di
traghettare verso la sostenibilità
dei trasporti.
Non sfigura
rispetto al diesel
Peraltro, come numeri alla
mano ha chiaramente evidenziato
il risultato del nostro
Supertest, il gas liquefatto è
AERODINAMICA
MIGLIORATA
Anche
intervenendo
sui dettagli. Ad
esempio, nella
definizione
della cabina
Globetrotter
Aero, si possono
facilmente
notare (foto
sopra a sinistra)
le guarnizioni
migliorate tra i
pannelli nella
zona frontale
dell’ammiraglia di
Göteborg.
soluzione capace di combinare
efficienza e prestazioni
in misura né più né meno
equivalenti a quelle della
più classica motorizzazione
cento per cento gasolio.
Oltre la soglia
dei 5 km/kg
In una giornata dal punto
di vista meteorologico non
certo ideale per una prova
impegnativa e severa come
il Supertest, l’Fh Aero 500
Lng ha infatti snocciolato
una performance di assoluto
valore: il risultato finale
indica un consumo totale di
81,9 chili di metano liquefatto.
Ciò significa aver coperto
l’intera tratta del test con
partenza e arrivo a Piacenza
percorrendo 5,28 chilometri
per ogni chilo di metano consumato
(importante è sottolineare
che dal punto di vista
energetico un chilo di metano
equivale a circa 1,2 litri
di gasolio). Il tutto alla disinvolta
media di 78,2 all’ora.
Allora sì, il lungo raggio con
l’Lng non è un sogno.
40
41
Il grafico elaborato da Vado e Torno è disegnato
in modo che le curve di potenza e
coppia si incontrino al regime di rotazione
in cui si rileva il minor consumo specifico:
150 grammi per cavallo ora a 1.200 giri.
42
CV!
525!
490!
455!
420!
385!
350!
315!
280!
245!
MOTORE
G13S500
KGM!
329!
303!
277!
250!
224!
198!
172!
145!
210!
119!
600! 1.000! 1.400! 1.800!
giri / minuto !
POTENZA CV! COPPIA KGM!
Tipo
G13S500A
Cilindrata cc 12.777
Disposizione 6 in linea
Valvole per cilindro 4
Alesaggio/corsa mm 131 x 158
Potenza cv/giri 500/1.400-1.700
Potenza spec. cv/litro 39,1
Coppia kgm/giri 255/980-1.400
Compressione 17:1
Alimentazione common rail
Aspirazione
turbo
Peso a secco kg 1.116
Capacità coppa olio litri 35
Cambio olio km 100.000
Rendimento termod. % 46,5
Inquinanti Euro 6-Scr
INDICE DIESEL VET 7,4
SCHEDA TECNICA
SOSPENSIONI - Schema di tipo misto,
con balestre paraboliche sull’asse sterzante
e pneumatiche a quattro soffietti
sull’asse di trazione, in quest’ultimo caso
con sistema di controllo elettronico Wrc
(Wireless remote control).
FRENI - Il sistema è quello classico dei
pesanti stradali di questa classe, con due
circuiti pneumatici indipendenti a gestione
elettronica. Freno motore Volvo Veb
plus da 462 cv a 2.300 giri.
SERBATOI - Quello del gas naturale liquefatto
(Lng) ha una capacità di 225 chili.
Di 170 litri, invece, quello del diesel e di
80 litri per l’Adblue.
PNEUMATICI - Davanti di misura 385/55,
dietro il clssico 315/70 R 22.5.
C’È IL FORNO
MICROONDE
Comoda e
funzionale, la
Globetrotter lo
è sempre stata.
E pure completa
in termini di
dotazione.
Addirittura, tra
gli optioinal
adottati nella
configurazione del
nostro test, non
mancava neppure
il forno microonde
(sotto), sistemato
nel vano sopra il
parabrezza, sul lato
passeggero.
LA CABINA
Quando il comfort
non è tutto
Ergonomica e funzionale
la Globetrotter Aero si
distingue per la cura dettagli
Èsempre lei, la Globetrotter:
la cabina che
ti fa toccare con mano
il concetto di ergonomia.
Che tratta la sicurezza come
elemento irrinunciabile
(sottoposta a severissimi
test d’urto, e progettata
Quell’aerodinamica
così raffinata
Anche se non cambia come
misure interne, nella versione
Aero, la Globetrotter lunper
prevenire lesioni personali,
utilizza materiali in
grado di assorbirne l’energia).
Che ti fa sentire come
nel salotto di casa, grazie
all’ambiente accogliente,
all’equipaggiamento completo,
anzi, decisamente
ricco (c’è pure il forno microonde,
che naturalmente
è optional, e poi ancora il
lettino con sezone reclinabile).
Che declina funzionalità
e praticità attraverso
DIMENSIONI
LA CARTA D’IDENTITÀ
Passo mm 3.800
Lunghezza mm 6.450
Larghezza mm 2.500
Altezza max mm 3.951
Sbalzo anteriore mm 1.604
Sbalzo posteriore mm 1.046
Diametro di volta mm 15.200
PESI E PORTATE
Tara vuoto/marcia kg 7.762/8.328
Peso max sull’asse anteriore kg 8.000
Peso max sull’ asse posteriore kg 12.000
Portata kg 10.238
Peso totale kg 18.000
Peso totale della combinazione kg 44.000
la strumentazione chiara
e leggibile, i comandi in
posizione intuitiva, l’intelligente
e capillare collocazione
di vani, ripiani e
tasche portaoggetti. Che infine
mostra una cura attenta
al più piccolo dettaglio.
ga e con tetto alto di Volvo
si ‘gonfia’ nell’anteriore (di
240 mm) e conseguentemente
lo sbalzo sale a 1.604
mm, migliora lo scorrimento
dei flussi grazie alla più efficiace
sigillatura degli spazi,
ottenendo come risultato
concreti vantaggi in termini
aerodinamici e di minore resistenza
all’avanzamento che
si traducono in consumi più
bassi. Il portafoglio, e non
solo, ringrazia.
43
TRASMISSIONE
km / h
126
108
90
72
54
36
18
0
-18
AT2612
56012ª
10ª
510
8ª
460
6ª
4104ª
3602ª
310
260
-36
210
600 1.000 1.400 1.800
giri / minuto
Nel grafico elaborato da Vado e Torno la fascia
verde evidenzia l’arco di miglior utilizzo
del motore (da 1.000 a 1.400 giri). A
1.000 giri il motore fornisce già il 70 per
cento della potenza massima. A 1.400 giri
si realizza il miglior compromesso tra prestazioni
e consumo specifico.
Il cambio, sviluppato e prodotto da Volvo,
è l’automatizzato a 12 marce a presa
diretta siglato At2612 e battezzato I-
Shift. È dotato di controllo elettronico del
cambio marcia e possibilità di selezione
manuale dei rapporti. Il peso è di 278
chili. Nella tabella, i rapporti e le velocità
raggiungibili:
Marce Rapporti Velocità
1 a 14,94 8
2 a 11,73 10,2
3 a 9,04 13,2
4 a 7,09 16,8
5 a 5,54 21,5
6 a 4,35 27,4
7 a 3,44 34,7
8 a 2,7 44,2
9 a 2,08 57,4
10 a 1,63 73,2
11 a 1,27 94
12 a 1 119,4
RM1 a 17,48 6,8
RM2 a 17,73 6,7
Velocità calcolate a 1.700
giri con pneumatici di misura
315/70 R 22.5, sviluppo di
3.090 millimetri, e rapporto al
ponte di 2,64.
a 60 all’ora 855 giri
a 70 all’ora 995 giri
a 80 all’ora 1.140 giri
a 90 all’ora 1.280 giri
QUEL CUORE
CICLO DIESEL
Sotto la cabina,
il motore da 500
cv che spinge il
Volvo Fh Aero
Lng è a tutti gli
effetti un ciclo
Diesel che utilizza
monoblocco
e ben il 95
per cento dei
componenti
ripresi dalla
corrispondente
versione a gasolio.
LA CINEMATICA
Quell’innesco con
spruzzata di gasolio
La particolarità del 6 cilindri sta
nella piccola quantità di
diesel iniettata prima del gas
Senza perdersi in troppi
giri di parole: il motore
dell’Fh Aero 500
Lng è un diesel che va a
gas. Nessun trucco: piuttosto,
trattasi di un’ingegnosa
soluzione, unica nel panorama
dei veicoli alimentati
a metano liquefatto.
Che porti la firma Volvo
Trucks, rappresenta poi la
garanzia di hi-tech qualitativo
di assoluto livello.
Il motore, dunque. A tutti
gli effetti un ciclo Diesel
supportato da due sistemi se-
I SERBATOI
SONO TRE
Quello criogenico
del gas (foto
grande al
centro), di
forma cilindrica,
sistemato tra gli
assi sul
lato sinistro,
dichiara una
capacità di 225
chili. Sul lato
opposto (in alto a
destra)
si trovano invece
i serbatoi del
gasolio (170 litri)
e dell’Adblue
(80) litri.
parati per gas e diesel. Dotato
di iniezione common rail
e identico nel monoblocco e
parte della testata alla corrispondente
versione diesel, il
6 cilindri svedese si differenza
invece a livello di iniezione
(adotta iniettori a due
condotti) e di sincronizzazione
della fasatura. Dunque,
niente candele d’accensione.
Per far esplodere la miscela
all’interno del cilindro
(dal 2022 nella versione con
pistone a onde, la stessa introdotta
un anno prima sul
diesel), Volvo ha messo a
punto un sistema che prevede
microiniezioni di gasolio
spruzzate appena prima
del gas attraverso lo stesso
iniettore dotato di ritorno
per il gas incombusto. Tornando
al serbatoio dal basso,
quest’ultimo passa dallo
stato gassoso a liquido. Nel
serbatoio criogenico è annegata
la pompa a immersione
che preleva il metano liquido
(scaldandolo con l’acqua del
radiatore), mentre il sistema
ad alta pressione, che opera
attraverso la presa di forza
sul motore, imprime all’olio
la spinta necessaria per azionare
nel serbatoio la pompa
di mandata al gassificatore
del metano liquido.
44
45
Alla vigilia dei 40 anni di Man
Italia, l’Ad Martinez traccia un
bilancio e spiega come il Leone
si prepara alle sfide del futuro,
a partire dall’elettrificazione.
Ritratto di un manager concreto
Da poco più di tre anni,
Marc Martinez guida la
filiale italiana di Man.
Percorso, quello del manager
francese, finora tutt’altro che
banale, tra le iniziali difficoltà
dovute ai problemi di approvvigionamento
che hanno
frenato il marchio bavarese
e la ripresa che ha portato
Man Italia a essere per due
anni consecutivi Market of
the year nel mondo Man.
«Abbiamo implementato
tanti cambiamenti, investendo
nelle nostre officine, nei
concessionari e nei centri
Top used. E il personale di
Man Italia lavora all’unisono
per vincere il
premio anche
nel 2025»,
dice Martinez
nel nuovo
quartier generale
di Verona.
Marc Martinez, Ad Man Italia
IL SUCCESSO
PASSA
SEMPRE DAI
NUMERI
Transizione
energetica: i
dati europei mostrano che
l’elettrificazione non sta
avendo il previsto impulso
neli pesanti. Perché?
Nel segmento over
6 ton, siamo partiti
da una quota di
mercato del 6 per
cento, adesso
sfioriamo il 10
«L’elettrificazione del trasporto
pesante presenta ancora
problemi importanti. Per
citarne alcuni, la mancanza
di incentivi all’acquisto o
l’attuale carenza di infrastrutture,
soprattutto in alcuni
paesi, come l’Italia».
L’investimento nella
fabbrica di batterie
«Come Man, abbiamo investito
molto nello sviluppo
della mobilità elettrica. Innanzitutto,
vorrei ricordare
che disponiamo di una gamma
molto ampia di veicoli
elettrici. Oggi siamo in grado
di fornire ai clienti prodotti
da 12 a 44 ton,
cosa che non
tutti gli Oem
possono fare.
Non abbiamo
solo trattori,
ma anche autocarri
rigidi.
E abbiamo
investito non
solo nello stabilimento per
la costruzione di veicoli, ma
anche per l’assemblaggio
delle batterie in casa. Stiamo
parlando di circa cento milioni
di euro. Siamo un po’
frustrati, al momento, perché
siamo pronti a vendere questi
veicoli elettrici ovunque, ma
vediamo che il mercato non
è ancora pronto».
Venendo all’Italia, qual è il
feedback dei clienti interessati
a testare e acquistare
camion elettrici?
«Dato che abbiamo un portafoglio
prodotto piuttosto ampio,
direi che non abbiamo
particolari limiti in termini di
proposte. Oggi, alcune attività
sono forse meno adatte ai
veicoli elettrici. Ad esempio,
abbiamo raggiunto un accordo
con il gruppo Esseco, che
è disposto ad affidarsi a due
camion eTgx per attività di
trasporto molto specifiche».
«Credo che il successo
nella vendita di camion elettrici
dipenda molto dall’approccio
a 360 gradi, che
consenta di verificare con il
cliente tutti gli aspetti relativi
alle sue attività. In questa
strategia, una parte molto
importante riguarda le infra-
IDEE CHIARE AL
TIMONE DEL LEONE
Era l’estate del 2022
quando Marc Martinez
assunse la guida della
filiale italiana di Man
Truck&Bus, ma anche
dell’area adriatica.
Intervistato da noi
nel gennaio 2023,
Martinez fu buon
profeta: da lì sarebbe
iniziato un periodo di
sviluppo per il brand
e anche per la filiale
italiana, premiata per
le sue performance nel
2023 e 2024.
Leggi l’intervista
completa sul sito
di Vado e Torno
strutture. Ecco perché consideriamo
l’apertura del primo
hub di ricarica Milence
in Italia fondamentale per lo
sviluppo della mobilità elettrica
nell’autotrasporto e speriamo
che presto ne vengano
aperti altri. Quando parliamo
con i clienti, la prima domanda
è sempre: dove potrò ricaricare
il mio camion?».
Il mercato italiano è in difficoltà.
E Man ha registrato
un meno 14 per cento negli
oltre 16 ton nella prima metà
dell’anno. Come giudica
il risultato?
«Gli anni 2023 e 2024 hanno
probabilmente registrato
dati record. Se parliamo del
mercato oltre le 6 ton, negli
ultimi due anni in Italia si
sono registrati picchi di 27-
28 mila unità. Ora stiamo
tornando a un mercato normale,
soprattutto se confrontato
con quello europeo. Per
quanto riguarda Man, il calo
di quest’anno è paragonabile
a quello che c’è in Europa.
In Italia, oltre le 6 ton, abbiamo
una quota di mercato
vicina al 10 per cento, che
è un buon risultato. Ora, è
importante mantenere questa
performance, senza dimenticare
che nel 2022 Man aveva
una quota di mercato del 6
per cento, in Italia».
Più di una volta ha sottolineato
l’importanza di una
rete di assistenza adeguata
ed efficiente. Come è stata
migliorata negli ultimi anni?
E quali sono i prossimi
passi, anche pensando a
elettrificazione e transizione
energetica?
«Investire in servizi e assistenza
è sempre positivo,
ecco perché
cerchiamo di
convincere i
nostri investitori
a farlo
fortemente e
massicciamente
nei prossimi
anni nelle officine.
La nostra
ambizione è aumentare
il numero di camion Man
sulle strade, in modo che la
redditività delle officine sia
maggiore. Ora che ci stiamo
avvicinando al 10 per cento
di quota di mercato, gli investitori
sono più disposti a
farlo. Entro la fine dell’anno,
poi, circa la metà della nostra
rete sarà pronta ad accogliere
i veicoli elettrici. E avere in
gamma anche gli autobus ci
dà una grande mano in tal
senso».
Novità in arrivo anche
per il furgone Man
Come sta andando il Tge in
Italia? E quando arriva il
nuovo Tge elettrico?
«L’Italia è il quarto mercato
totale in termini di volumi
in Europa nel settore dei
furgoni. Parlando di cifre, nel
2022 abbiamo venduto 751
furgoni e l’anno scorso ne
abbiamo venduti il doppio,
circa 1.600 Tge. Il motivo
principale per cui al momento
non disponiamo di un Tge
elettrico è che stiamo sviluppando
insieme a Volkswagen
Stiamo sviluppando
insieme alla capo
gruppo Volkswagen
la piattaforma per i
van Tge in versione
full electric
la nuova generazione di furgoni
elettrici, basati su una
piattaforma completamente
dedicata. Per quanto riguarda
il Tge, posso dire con orgoglio
che è molto apprezzato
dai clienti italiani».
A inizio d’anno, l’ultima
versione del Tgx ha ottenuto
un risultato straordinario
nel nostro Supertest, con un
record di 4,44 km/litro. Quali
sono le aree su cui i tecnici
hanno lavorato di più e
che hanno portato a questo
exploit?
«I trattori sono il prodotto
principale di Man. Vogliamo
essere in grado di offrire il
miglior consumo di carburante,
ma anche la migliore
manutenzione,
i migliori costi,
il miglior
risparmio e il
miglior valore
di rivendita. Il
nuovo motore
D30, affiancato
dal nuovo
cambio, è il
risultato di ingenti investimenti
e sono felice di vedere
che ora stiamo ottenendo
i risultati sperati. Il lavoro
svolto dai nostri ingegneri
negli ultimi anni è stato eccezionale».
A Roma l’International
sales meeting 2026
Il 2026 segnerà l’importante
traguardo dei 40 anni per
Man in Italia, . Ci può dare
qualche anticipazione sui
festeggiamenti?
«Quella italiana è una delle
filiali più giovani che Man ha
in Europa. Naturalmente, festeggeremo
insieme ai nostri
partner e clienti che hanno
creduto in noi e hanno investito
nel marchio. Il prossimo
anno terremo l’International
sales meeting di Man a Roma,
con la grande opportunità
di dare il benvenuto ai
membri del nostro consiglio
di amministrazione, ai colleghi,
ai dipendenti, ai partner
e ai concessionari. Avremo,
poi, alcuni eventi e iniziative
straordinari; non vedo l’ora».
Fabrizio Dalle Nogare
46
47
48
Villiers Saint-Frédéric compie sessant’anni
DOVE NASCONO GLI
LCV RENAULT
Inaugurato nel 1965, in questo complesso-gioiello alle porte
di Parigi completamente dedicato ai veicoli commerciali, la
Losanga concentra tutte le attività di ricerca e sviluppo mettendo
l’innovazione al servizio degli operatori professionali
Visto dall’alto (come nella
foto) si presenta come uno
stabilimento simile a molti
altri. In realtà non è proprio così.
Il sito Renault di Villiers Saint-
Frédéric, piccolo comune nei dintorni
di Versailles, nella regione
dell’Ile-de-France, è interamente
dedicato alle attività di ricerca e
sviluppo dei veicoli commerciali.
Vi chiederete dove sta la particolarità.
Semplice, è nella storia
stessa del sito che dal 1965, dunque
da sessant’anni, è il laboratorio
nel quale hanno preso forma i
modelli più iconici (e di successo)
della famiglia di veicoli commerciali
della Losanga: dall’Estafette
ai best seller Trafic e Master, alla
furgonetta Kangoo.
Dagli studi di ingegneria
al testing sei aree di azione
La scelta lungimirante di Renault
di concentrare in questo luogo
competenze e strumenti, ha indubbiamente
ottimizzato i tempi
di sviluppo dei singoli modelli, e
allo stesso tempo facilitato e accelerato
l’implementazione di tutte
le più importanti innovazioni introdotte
negli anni.
Oggi Villiers Saint-Frédéric è
un articolato complesso disposto
su una superficie di circa 15 ettari,
dove lavorano un migliaio di
dipendenti. Ma è anche parte di
una più vasta rete che comprende
stabilimenti, team di ricerca
e sviluppo presenti, oltre che in
Europa, in America Latina e Maghreb,
e che insieme valgono oltre
l’80 per cento della produzione di
veicoli commerciali Renault.
Il sito di Villiers Saint-Frédéric
dispone di sei aree dedicate per
le attività di ricerca e sviluppo:
testing, reparto prototipi, studio e
banchi prova motori, analisi qualità
della concorrenza, ingegneria,
laboratorio phygital (con tanto di
mock-up, realtà virtuale e simulazioni
3D). Non solo: dovendo
rispondere alle esigenze di un
mercato caratterizzato da un’ampia
varietà di utilizzi in funzione
delle molteplici attività, l’offerta
Renault prevede un’ampia gamma
personalizzabile (ne sono conferma
le 450 versioni del nuovo Master),
con tre livelli di personalizzazione
per ogni configurazione
(Converted by Renault, Qstomize,
e una rete di oltre 300 allestitori
autorizzati.
49
Alla guida dell’Estafette
C’ERA
UNA VOLTA IL
FURGONE
Mettersi al volante di
questa icona significa
riavvolgere il nastro
della storia e riscoprire
un mondo di cui oggi
abbiamo soltanto
il pallido ricordo.
Significa andare alle
origini del van. Il
racconto della nostra
esaltante esperienza
Capita che possa battere il
cuore anche a chi ormai da
molti anni racconta camion
e veicoli commerciali. Certo, per
far sì che ciò accada occorre una
buona dose di passione per questi
‘oggetti’ che si muovono su quattro
e più ruote trasportando tutto
ciò che serve alla nostra quotidianità,
ma è necessario anche non
farsi mancare curiosità e interesse
per la storia dell’autotrasporto e
dell’industria ad esso legata.
Pur con lo sguardo proiettato
al futuro, Renault ha voluto mettere
un accento particolare sul suo
passato. Non però limitandosi a
raccontarlo, e ne avrebbe da dire
visto che da centoventicinque
anni produce veicoli commerciali,
ma offrendo l’occasione di toccarlo
con mano. Come? Mettendoci
a disposizione, a Villiers Saint-
Frédéric, alcuni iconici modelli
che hanno fatto la storia della
Losanga.
50
51
Per celebrare i sessant’anni
del sito dedicato appunto ai
commerciali, prima dell’avvento
dei vari Master, Trafic
e Kangoo, ecco dunque
schierata, mentre aspetta di
essere guidata sulle strade
attorno al centro di Villiers
Saint Frédéric, la selezione
di goielli anciennes, tra cui
il mitico mille chili (l’antenato
del Trafic), la versione
van della Juvaquatre (prima
Renault a carrozzeria autoportante
e ruote anteriori indipendenti),
l’elegante pickup
Colorale (variazione sul
tema di quello che è stato in
assoluto il primo Suv moderno),
il fascinoso Estafette
(nelle varianti furgone, minibus
e in quella, con tanto di
sirena al tetto, utilizzata dalla
Gendarmerie francese).
Non foss’altro che per
tastare il polso a quello che
probabilmente è il modello
più iconico tra quelli schierati
sul piazzale, puntiamo
senza indugi all’Estafette
furgone (anno di produzione
1978, motore da 43 cv, cambio
a 4 marce e, ça-va-sansdire,
trazione anteriore), anche
attratti dal giallo acceso
della carrozzeria.
Già sedersi al posto guida
è un’emozione (e prima
ancora un’impresa, considerata
l’altezza cui si trova il
pavimento dell’abitacolo, e
il piccolo balzo richiesto per
accomodarsi, nonostante la
presenza di un gradino).
Niente servosterzo e
quelle marce che...
Allo stesso tempo è un tuffo
nel passato. Quando i sedili
erano un semplice telaio,
ricoperto sì dall’imbottitura
in pelle, ma perfettamente
avvertibile dal fondoschiena
ad ogni asperità della strada
(chissà gli autisti di allora).
Quando la strumentazione
era, per così dire, essenziale
(qui c’è solo il tachimetro)
e il volante con comandi integrati
era fantascienza. E,
soprattutto, quando il cambio
con schema ad ‘H’ si
manovrava con la lunga asta
dall’aspetto incerto posizionata
tra i sedili.
A proposito di volante e
cambio: quellì sì che qualche
problemino lo danno, almeno
PER LA GENDARMERIE C’ERA SOLO L’ESTAFETTE
Altro primato per l’iconico modello della Losanga: la
Gendarmerie francese lo ha infatti utilizzato per tutti i
vent’anni e oltre di produzione. L’esemplare di queste foto,
brevemente guidato da Vado e Torno, è del 1980. Adotta un
motore 4 cilindri di 1.289 cc da 43 cv abbinato al cambio a
4 marce. La trazione è sempre anteriore.
UN TETTO
PARTICOLARE
In configurazione
furgone in
versione rialzata
(alla quale si
riferiscono
le foto di
queste pagine),
l’Estafette
presenta
un tetto in
poliestere
laminato,
realizzato
sulla base di
una tecnica
sviluppata da
Renault per
l’industria
ferroviaria.
Prodotto nel
1978, questo
esemplare di
4,070 mm di
lunghezza è
spinto da un
motore di 43 cv.
52
53
IL FURGONE MILLE CHILI, ALTRO PEZZO DI STORIA
Il nome identifica la portata: appunto, una tonnellata. La
sua storia ha preceduto quella dell’Estafette. Il mille chili
è stato prodotto dal 1947 al 1965 e realizzato, nelle varie
versioni (anche camper), in 124.570 unità. Quello della foto
è del 1947, con trazione posteriore, motore di 2.383 cc da
48 cv e cambio a 3 marce.
GUARDATE
CHE UFFICIO!
Essenziale,
spartano,
pratico.
Definitelo come
volete. In tutti i
casi questo era
il van Renault
negli Anni 70.
A bordo, quel
che serviva e
nulla più. Da
impallidire,
pensando alla
farcitura di
elettronica
e comandi
attuali. Ciò non
ha impedito a
questo modello
di raggiungere il
traguardo delle
533 mila unità
prodotte, di cui
58 mila soltanto
nei primi tre anni
di vita.
NELLA GAMMA COLORALE C’ERA ANCHE IL PICK-UP
È il 1950 quando Renault presenta quello che definisce
come il primo Suv della storia dell’automobile. Si chiama
Colorale (dalla combinazione delle parole Coloniale e
Rurale). E dall’aprile 1951 la Colorale diventa anhe pick-up,
come l’esemplare della foto. Trazione posteriore, 4.380 mm
di lunghezza, freni a tamburo e motore di 2,1 litri da 58 cv.
LA CARTA D’IDENTITÀ
Cognome
Renault
Nome
Estafette
Anno di produzione 1978
Trazione
anteriore
Motore
4 cilindri/1.289 cc
Potenza cv 43
Cambio tipo
meccanico
Numero marce 4
Freni
a tamburo anteriori/posteriori
DIMENSIONI
Lunghezza mm 4.070
Larghezza mm 1.780
Altezza mm 2.210
Peso a terra kg 1.130
JUVAQUATRE, ARRIVANO LE RUOTE INDIPENDENTI
Lanciata nel 1938, questa berlina è la prima con carrozzeria
autoportante e ruote anteriori indipendenti. C’è anche la
furgonetta, come l’esemplare nella foto, del 1950, con
motore da un litro per 23 cv e 300 chili di portata.
54
nei primi chilometri. Perchè
l’adattamento al primo (il
servosterzo abita nel futuro),
richiede forza di braccia ad
ogni svolta. E chi c’è più
abituato?
Le marce, al contrario
ma che motore...
Poi, la questione cambio:
sull’Estafette le marce si inseriscono
al contrario, prima
e terza all’indietro, seconda
e quarta con la leva in avanti.
Quindi, all’inizio metti in
conto qualche innesto non
proprio a regola d’arte. Dopodichè
tutto torna alla normalità
e non resta che godersi
il piacere che offre la guida
di questo gioiello frutto
della matita di Guy Grosset
Grange. Per dirla in modo
forse poco elegante ma che
dà l’idea, una vera goduria.
Perché il motore mostra
una brillantezza superiore
da quella che ci si potrebbe
aspettare da un van di 1.130
chili spinto da ‘soli’ 43 cv. E
sorprende, in positivo, anche
la tenuta di strada. Unico appunto,
la brevità della prova.
Avessimo almeno pensato di
sbagliare strada...
Alberto Gimmelli
55
Kiss col suo Man mette
IL
SETTIMO
SIGILLO
Dominata l’intera
stagione, si chiude a
Le Mans con l’ennesimo
trionfo. Ora, il pilota
ungherese e la casa del
Leone sono il binomio
più vincente dell’Etrc
Tutto come da copione, nessuna
sorpresa. D’altronde, che
Norbert Kiss e il suo rosso
Man del team Revesz, fossero
lanciati verso l’ennesimo doppio
titolo (piloti e team), era chiaro
da tempo. Restava soltanto da
stabilire dove e quando, ovvero
il luogo e in quale delle quattro
gare del weekend la matematica
avrebbe messo la parola fine al
campionato.
ANCORA DAVANTI A TUTTI
Norbert Kiss (davanti a Hahn e
Albacete) con il suo rosso Man
preparato dal team Revesz.
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Kiss col suo Man mette
IL
SETTIMO
SIGILLO
Dominata l’intera
stagione, si chiude a
Le Mans con l’ennesimo
trionfo. Ora, il pilota
ungherese e la casa del
Leone sono il binomio
più vincente dell’Etrc
Tutto come da copione, nessuna
sorpresa. D’altronde, che
Norbert Kiss e il suo rosso
Man del team Revesz, fossero
lanciati verso l’ennesimo doppio
titolo (piloti e team), era chiaro
da tempo. Restava soltanto da
stabilire dove e quando, ovvero
il luogo e in quale delle quattro
gare del weekend la matematica
avrebbe messo la parola fine al
campionato.
ANCORA DAVANTI A TUTTI
Norbert Kiss (davanti a Hahn e
Albacete) con il suo rosso Man
preparato dal team Revesz.
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trucknews
volti, consegne, joint venture
UN eACTROS 600 ROSSO FUOCO PER ARCESE E CARTIERE DEL GARDA
Daimler Truck Italia ha consegnato ad Arcese un Mercedes eActros 600, scelto per rendere
sostenibile il trasporto su una tratta specifica di un’altra realtà trentina, la Cartiere del
Garda. Il camion elettrico, infatti, verrà impiegato per il navettamento delle merci da e verso
i magazzini dell’azienda. L’eActros 600 rosso fuoco di Arcese è uscito dallo stabilimento
tedesco di Wörth-am-Rhein dove è in produzione dalla fine dello scorso anno.
al rilancio
Il nuovo Ad Nicola Russo
succede a Paolo Starace.
Gestirà il rinnovato F-Max per
avvicinare la fatidica quota
del 5 per cento del mercato
Ha scosso il mondo
dell’autotrasporto la
notizia, uscita a metà
settembre, dell’interruzione
del rapporto tra Paolo Starace
e Ford Trucks dopo poco
più di un anno dalla sua
nomina ad amministratore
PRONTO
ALLA SFIDA
Nicola
Russo, neo
amministratore
delegato di
Ford Trucks
Italia, raccoglie
un testimone
importante e
dovrà valorizzare
in Italia l’F-
Max dotato
degli ultimi
aggiornamenti.
FORD TRUCKS: SI CAMBIA
Aria nuova per puntare
delegato. Per la successione
è stato scelto un giovane manager
ben radicato nel settore
e già parte della squadra di
Ford Trucks Italia come Nicola
Russo, tra l’altro fondatore
del marchio Mauenergy
all’interno del gruppo Maurelli.
E l’entusiasmo che ha
mostrato sin dalle sue prime
dichiarazioni dovrà essergli
molto utile per rilanciare
un’avventura, quella di Ford
Trucks in Italia, che non sta
vivendo il suo migliore momento.
Partito nel 2019, il progetto
ha sempe avuto l’obiettivo
dichiarato di raggiungere il
5 per cento di quota di mercato,
come più volte ribadito
dai manager che si sono
succeduti alla guida dell’avamposto
italiano dei turchi
di Ford Trucks. Obiettivo
ancora lontano, visti gli ultimi
dati sulle immatricolazioni
pubblicati sullo scorso
numero di Vado e Torno. Al
momento, non si supera il
2,5 per cento.
Adesso, però, in attesa
dell’annunciata incursione
nella mobilità elettrica e degli
sviluppi (ancora lontani,
va detto) sull’idrogeno, l’Ad
Russo avrà una freccia in
più nella sua faretra. Ford
Trucks, infatti, ha presentato,
al momento a livello
internazionale, l’evoluzione
della sua ammiraglia.
Tra gli aspetti più interessanti
ci sono la ricerca della
maggiore efficienza con la
seconda generazione del motore
Ecotorq, oltre a ritocchi
estetici, per esempio nella
griglia anteriore. Poi, il sistema
di telecamere digitali in
sostituzione degli specchi e
l’upgrade del cluster digitale
da 12 pollici e del display da
12,4 pollici.
LE BREVI
CEO RENAULT TRUCKS
A partire dal 1° novembre,
Antoine Duclaux assumerà
la carica di Ceo di Renault
Trucks, al posto del
dimissionario Bruno Blin,
dirigente di lungo corso
della Losanga. Attualmente,
Duclaux ha il ruolo di senior
vice president Renault Trucks
International. Blin resterà
all’interno del gruppo Volvo,
del quale il marchio Renault
Trucks fa parte, con il ruolo di
senior adviser e si occuperà
di progetti speciali. «Sono
orgoglioso del percorso
compiuto insieme», ha detto
Bruno Blin.
NUOVI LOGHI PER FASSI
Alla fiera del sollevamento
Gis, che si è tenuta a
Piacenza nel mese di
settembre, il gruppo Fassi ha
presentato i nuovi loghi delle
aziende che fanno parte della
compagine societaria. La
volontà, graficamente molto
evidente, è quella di dare
un’immagine più coordinata
ai vari marchi del gruppo,
comunicando al mercato
un importante segnale di
rinnovamento. Così, Fassi,
Marrel, Cranab, Forez bennes,
Vimek e Slagkraft saranno ora
identificati da loghi nuovi di
zecca.
PROMETEON PER I RALLY
Italtrans Racing Team Rally
Division nei prossimi giorni
scenderà in azione per il
Rally del Marocco 2025 con
il supporto di Prometeon Tyre
Group.
La manifestazione si svolgerà
dal 10 al 17 ottobre e
costituisce un banco di prova
fondamentale in vista della
Dakar 2026, un’occasione per
scaldare i motori e affinare
strategie ed esperienza.
L’equipaggio sarà guidato da
Claudio Bellina, affiancato da
Marco Arnoletti nel ruolo di
navigatore e da Bruno Gotti
come copilota.
PAY-PER-USE
Gate va
in Olanda
Iveco group
formalizza la
cessione del 51 per
cento di Gate a Dll
seguito dell’annuncio
A fatto lo scorso maggio,
Iveco Group e la società Dll
hanno ufficialmente costituito
la nuova joint venture
Gate, ottenendo le necessarie
approvazioni normative.
Dll ha acquisito una quota di
maggioranza (51 per cento)
in Gate, precedentemente
controllata interamente da
Iveco Group, attraverso un
aumento di capitale riservato,
con l’obiettivo di sostenere
la transizione verso veicoli
commerciali a basse o zero
emissioni in Europa, mentre
Iveco group mantiene il 49
per cento del capitale sociale.
La nuova struttura «fornirà
a Gate un rafforzamento
del supporto finanziario e
delle competenze in materia
di asset financing, elementi
cruciali per accelerare la
propria strategia di crescita».
Gate continuerà a supportare
i clienti nella costruzione
di flotte più sostenibili all’interno
della nuova struttura di
joint venture, rafforzando le
attività avviate in Italia nel
2023 ed estese alla Francia e
alla Germania nel 2024.
CON I CONTRATTI DI SERVIZIO VOLVO TRUCKS
Oltre il camion c’è di più
Volvo punta sempre di più su uno schema di
servizi che affianchino la vendita del veicolo
I
MAN, PRIMA CONSEGNA ELETTRICA
La Foppiani è stata
la prima azienda
di trasporti in Italia a
effettuare un ordine di
camion elettrici Man.
Gli eTruck del Leone
erano infatti appena stati
presentati e, con una
grande dimostrazione
di fiducia, l’azienda
lombarda ha creduto
immediatamente nella
nuova tecnologia portata
avanti dal costruttore
bavarese. Adesso, a
distanza di quasi due
contratti di servizio
Volvo sono pensati
per offrire, tra le altre
cose, manutenzione
preventiva, ricambi
originali e monitoraggio
digitale. Soluzioni
personalizzate per
camion diesel, elettrici
e usati, con il vantaggio
anni dall’ordine e a
pochi mesi dall’avvio
della produzione di
serie dei camion elettrici
Man sulle stesse linee
di quelli termici, si è
celebrata la consegna
ufficiale dei due
eTgx, un trattore e un
carro, avvenuta il 4
ottobre presso la sede
aziendale Foppiani di
Corsico, nel milanese,
e in concomitanza con
il 65° anniversario della
storica realtà lombarda.
di ridurre i fermi
imprevisti, ottimizzare
i costi e garantire la
continuità operativa.
Per camion diesel o
a gas, Volvo Trucks
offre diversi gradi di
copertura, ciascuno
con caratteristiche e
livelli di protezione
crescenti: Blue,
Silver, Gold e
il programma
Volvo 5+.
E per gli
elettrici, ecco il
contratto Gold
appositamente
adattato.
PRESIDI SCANIA
Il Grifone
è a Milano
Il prossimo anno
aprirà Scania Milano
Est: superficie di 12
mila metri quadrati
Nel 2026 è prevista l’apertura
di Scania Milano
Est, la struttura che Scania
promette essere «all’avanguardia,
energeticamente
autosufficiente e pensata per
mettere al centro persone,
sostenibilità e innovazione».
Scania Milano Est si estenderà
su una superficie di oltre
12 mila metri quadrati ed è
pensata per potenziare la rete
di assistenza del Grifone in
Italia e in Lombardia.
La nuova sede comprenderà
officina, magazzino ricambi,
uno spazio espositivo
esterno dedicato alla vendita,
gli uffici di Scania Financial
services e una sala autisti attrezzata
per le lunghe soste.
Previsti, naturalmente,
punti di ricarica per i veicoli
elettrici, doverosi visto
il momento storico, nonché
l’installazione di pannelli
solari di ultima generazione.
«Vogliamo rendere ogni
acquisto un investimento
protetto, sicuro e sostenibile»,
ha detto l’Ad di Scania
Italia, Enrique Enrich.
60
61
service&logistics
componenti hi-tech, inaugurazioni
SCANIA POTENZIA L’ASSISTENZA NEL PIACENTINO
All’inizio di settembre, Scania ha celebrato l’apertura della nuova sede
di Euro Sam due a Piacenza. La struttura di circa 1.250 metri quadrati,
concepita secondo gli standard operativi Scania, rappresenta un nuovo
punto di riferimento per l’assistenza e la manutenzione, offrendo ai
clienti un servizio in linea con i valori del costruttore svedese.
UFI FILTERS
Alla ricerca del
filtro perfetto
Con gli innovativi filtri aria
motore Ufi Core, il gruppo
veronese vuole continuare
a essere un riferimento
nel trasporto pesante
Non più tardi dello scorso
maggio il costruttore
globale, ma dall’anima italiana,
Ufi Filters ha lanciato
quella che rappresenta la
sua grande innovazione nella
componentistica destinata ai
camion. Ufi Core, infatti, è
la nuova linea di filtri aria
motore che poggia sulle capacità
di ricerca dell’azienda
veronese per fare un passo
importante verso la sostenibilità.
Da qui parte la nostra
chiacchierata con Paolo Cataldi,
Aftermarket business
unit general manager di Ufi
Filters, alla scoperta dei piani
presenti e futuri nel business
dei veicoli industriali.
Il lancio dei filtri aria motore
Ufi Core è la notizia
del momento. Quali sono le
caratteristiche principali del
prodotto e perché si adatta
bene al mondo heavy-duty,
anche stradale?
«Ufi Core, con il suo design
a scanalature ondulate, consente
un flusso d’aria ottimizzato,
una perdita di pressione
(il cosiddetto pressure drop)
minima, e un’efficacia di filtrazione
al 99,99 per cento
periodico, testata secondo gli
standard Iso (in questo caso
la 500011). Ciò significa che
garantisce prestazioni elevate
nelle condizioni più gravose,
tipiche dei veicoli pesanti a
lunga percorrenza. Aggiungerei
che Ufi Core permette
di ridurre gli ingombri di
circa il 40 per cento rispetto
a un filtro aria motore tradizionale,
con grandi benefici
in termini di installazione nel
vano motore».
La ricerca porta all’uso
di materiali innovativi
C’è stata una scelta significativa
anche riguardo ai
materiali, con l’utilizzo di
media filtranti ad alta qualità.
Per quali ragioni?
«I media filtranti di Ufi Core
sono a base di cellulosa con
fibre sintetiche (senza fibra
di vetro), il che ne facilita lo
smaltimento. Scelta da parte
di Ufi che è frutto di lunghe
e accurate analisi, fatte di
test comparativi, prove di
laboratorio e al microscopio,
condotte allo scopo di garantire
un livello di performance
paragonabile ai filtri destinati
al primo equipaggiamento».
Quanto dura mediamente il
processo di ricerca e sviluppo
di un prodotto del genere,
dall’inizio fino al lancio?
«Dobbiamo distinguere due
fasi, la ricerca e lo sviluppo.
La prima è quella che porta
l’innovazione, e raramente
dura meno di cinque anni.
Poi, c’è la fase di sviluppo,
quella in cui si commercializza
il prodotto che viene
adattato e customizzato alle
esigenze del cliente. Di solito,
questa fase non dura mai
meno di tre anni».
Dal laboratorio ai
test su strada
«Mentre la fase di ricerca è
per lo più virtuale, di laboratorio,
quella di sviluppo
richiede anche test di performance
su strada. In totale,
possiamo mediamente considerare
un tempo di otto anni
per tutte e due».
Qual è il posizionamento di
Ufi, a livello non solo italiano
ma anche internazionale,
nei prodotti di filtrazione per
il mondo truck?
«Faccio un cappello introduttivo:
fra i vari produttori
di filtri, Ufi è quello meno
focalizzato sull’Europa. Ba-
Leggi l’intervista
completa sul sito
di Vado e Torno
SPECIALISTA
AFTERMARKET
Con Paolo Cataldi
(foto sotto),
Aftermarket
business unit
general manager
di Ufi Filters,
abbiamo parlato
anche di primo
equipaggiamento
e strategie
aftermarket
nell’heavyduty,
oltre che
di transizione
energetica e
degli sviluppi
dell’idrogeno
per la mobilità
commerciale.
Protagonisti della transizione
La transizione
tecnologica è una
grande opportunità di
innovazione e per player
come Ufi l’innovazione
è il territorio di caccia
preferito, per cui il fatto
di lavorare con i principali
costruttori dei veicoli
ci permette di essere
un passo avanti, nel
senso che conosciamo
in anticipo le esigenze
del mercato». Con Paolo
Cataldi abbiamo anche
parlato di futuro, quindi
di veicoli pesanti elettrici
o a idrogeno. Sebbene la
transizione «non sarà così
netta come ci saremmo
aspettati», Ufi non
vuole farsi trovare
impreparata.
«Abbiamo
una divisione
dedicata alla
mobilità elettrica,
che sviluppa
soluzioni per la
gestione termica,
con una linea
di scambiatori
di calore di
sta vedere il nostro footprint
industriale nel mondo:
abbiamo 22 impianti,
di cui soltanto 6 in
Europa. Siamo un
partner globale. Collaboriamo
con un ampio
numero di costruttori,
che rappresentano
quantomeno il 50 per
cento della produzione
mondiale di mezzi
pesanti. Possiamo dire
che negli ultimi dieci
anni un camion su due
registrato nel mondo
adotta filtri Ufi. E non
parliamo solo di primo
equipaggiamento, c’è
ultima generazione,
fondamentali per
garantire il funzionamento
perfetto dei veicoli
ibridi ed elettrici. Non
dimentichiamo, poi,
l’esigenza di filtrare i
circuiti di raffreddamento
e di lubrificazione». E
nell’idrogeno Ufi ha
investito già nel 2017,
creando Ufi Hydrogen,
con sede a Trento,
nella Green valley, che
produce le membrane
che sono fondamentali
per celle a combustibile e
elettrizzatori, con utilizzi
anche al di fuori del
settore automotive.
anche l’aftermarket».
Come giudicate il trend attuale
dell’aftermarket nel
trasporto stradale pesante?
«Le logiche legate al costo
sono sicuramente presenti,
nel primo equipaggiamento
così come nell’aftermarket,
ma possiamo dire che non
sono le uniche che guidano la
scelta dei clienti. Sottolineerei
il tema dell’affidabilità,
molto importante perché, e
capisco sia anche un po’ banale
dirlo, un camion fermo
rappresenta un danno grave
per l’azienda di trasporto».
Fabrizio Dalle Nogare
62
63
saloni
ritrovi
64
VERSO L’EDIZIONE 2025
Ecomondo
pensa ecologico
La fiera di Rimini si prepara
al nuovo appuntamento con
il salone di riferimento in
Italia per le tecnologie green.
Vediamo chi ci sarà
Dal 4 al 7 novembre
2025 la Fiera di Rimini
ospiterà la 28 a e-
dizione di Ecomondo, evento
internazionale organizzato da
Italian exhibition group (Ieg)
e punto di riferimento in Europa
e nel bacino del Mediterraneo
per la green, blue e
circular economy.
Focus e obiettivi di
Ecomondo 2025
L’edizione di quest’anno
punta a rafforzare la vocazione
internazionale dell’evento
e fare meglio rispetto
al 2024, quando le presenze
totali superarono del 5 per
cento quelle del 2023 e gli
espositori aumentarono di
circa il 10 per cento.
Il focus verrà posto sui
mercati europei come Germania,
Spagna, Polonia,
Serbia, Turchia e Paesi Bassi,
con un dialogo rafforzato
verso Nord Africa e Medio
Oriente. «Ecomondo occuperà
30 padiglioni su 166 mila
metri quadrati di superficie
espositiva. Grazie alla collaborazione
con l’Agenzia Ice
e il ministero degli Affari
esteri e della Cooperazione
internazionale, accoglieremo
delegazioni da tutto il mondo,
in sinergia con oltre 80
associazioni internazionali
di settore», spiega Alessandra
Astolfi, Global exhibition
director della Divisione
Green&Technology di Ieg.
Il cuore della manifestazione
si articolerà in sei aree
tematiche che toccheranno
l’intero spettro della transizione
ecologica: rifiuti come
risorsa, ciclo dell’acqua ed
economia blu, bonifica di siti
e suoli, bioenergia e agricoltura,
osservazione della Terra
e monitoraggio ambientale,
bioeconomia circolare e rigenerativa.
Particolare attenzione,
poi, su settori chiave
come tessile, Raee, edilizia
ed energia.
Tanto spazio per le
start-up green
Accanto a queste aree, troveranno
spazio i distretti dedicati
all’economia blu, alle
città circolari e salubri, alla
carta e al tessile sostenibile.
L’Innovation district sarà
il polo delle start-up e scaleup,
con focus su green jobs
e nuove competenze. Da sottolineare
il premio Lorenzo
Cagnoni per l’Innovazione
green, destinato alle tecnologie
più rivoluzionarie in
chiave sostenibile.
Grande attenzione sarà riservata
anche all’intelligenza
artificiale, all’ecodesign, alle
soluzioni di packaging a ridotto
impatto ambientale e ai
processi di decarbonizzazione
industriale.
ECOMONDO 2025, CI SIAMO
Dal 4 al 7 novembre, in quel di Rimini,
va in scena l’evento organizzato da
Italian Exhibition Group. Sarà una
manifestazione di respiro sempre più
internazionale, con al centro il macro
tema della transizione ecologica.
Conferenze, seminari e Stati Generali
della Green Economy faranno parte del
programma di un evento che punta a
fare meglio del 2024.
SOLUTRANS 2025, A LIONE TRA POCO PIÙ DI UN MESE
Dal 18 al 22 novembre 2025 torna Solutrans. L’edizione 2025
si preannuncia come l’evento clou dell’anno per il trasporto
commerciale, con oltre 30 costruttori (europei e non) che
hanno confermato la loro presenza. Focus su elettromobilità,
connettività e trasporto urbano.
I camion che vedremo a Rimini
Come d’abitudine, sarà
nutrita la presenza
dei costruttori di camion
alla fiera riminese. A
cominciare da Volvo
Trucks Italia, insieme a
Volvo Ce, Volvo Financial
services e, per la prima
volta, anche Volvo Car.
Il gruppo, leader per
vendite di camion elettrici
in Europa, si rafforza
grazie alla confermata
partecipazione di Renault
Trucks. E sarà un mese
di novembre importante
per il brand transalpino,
padrone di casa al
Solutrans di Lione che
si terrà giusto un paio di
settimane più tardi.
Presente a
Ecomondo 2025
anche Daimler
Truck Italia: la
casa costruttrice
tedesca punterà
forte sull’eActros
600 e si parlerà
dei nuovi eActros
400, l’opzione per
il medio raggio,
rigorosamente alla
A completare il programma,
un fitto calendario di conferenze
e seminari, curati dal
Comitato tecnico scientifico
di Ecomondo, presieduto dal
professor Fabio Fava, che
approfondiranno policy, normative
e strategie in materia
di transizione ecologica, anche
alla luce del piano Next
generation Eu.
Un nuovo salone
dal contenuto green
Torneranno anche gli stati
generali della Green economy,
organizzati dalla Fondazione
sviluppo sostenibile
e promossi dal Consiglio
nazionale della Green economy
in collaborazione con
spina, da poco presentata
ufficialmente in Francia.
Confermata la
partecipazione del
Grifone, che ha in
gamma una serie di
soluzioni green per il
trasporto di oggi e di
domani, mentre c’è attesa
per la presentazione
del nuovo Ad di Ford
Trucks, Nicola Russo,
Italia, nominato da pochi
giorni in sostituzione di
Paolo Starace. Anche
quest’anno, Iveco non
parteciperà direttamente
alla kermesse riminese
ma tramite dealer. Assenti
anche Man e Daf.
il ministero dell’Ambiente e
con il patrocinio della Commissione
Europea.
Stati generali, che si terranno
tra il 4 e il 5 novembre,
e che rappresentano il
fulcro del dibattito politico di
Ecomondo. Il processo partecipativo
coinvolge aziende,
istituzioni e policymaker che
si confrontano, sviluppando
proposte concrete per la decarbonizzazione,
la gestione
sostenibile delle risorse e la
mobilità urbana.
Infine, all’edizione 2025
si aggiunge Salve, il salone
del veicolo per l’ecologia,
evento organizzato in partnership
con Anfia.
Pierfrancesco Vecchiotti
65
village
come eravamo, vittorie
TMT INTERNATIONAL CONQUISTA IL TTW AWARD 2025
Tmt International si è aggiudicata il Ttw Award 2025. L’azienda,
specializzata nella produzione di semirimorchi a pianale mobile,
è stata premiata nella categoria Trailer champ con il suo Scrigno
intermodale. Un semirimorchio, quello premiato, progettato per
coniugare versatilità e riduzione dell’impatto ambientale.
IVECO, IL LIBRO SUI 50 ANNI
Il camion
una storia italiana
Metti in una tiepida sera a
Torino, nella tenuta reale di
Stupinigi, con i top manager
attuali e quelli storici. A
rievocare un percorso unico
Nella splendida cornice
della reale palazzina di
caccia di Stupinigi, a Torino,
Iveco ha presentato il libro
‘Sulla strada della Storia’,
volume che celebra mezzo
secolo di evoluzione industriale,
tecnologica e umana.
L’opera, curata dalla Fondazione
Negri, ripercorre i 50
anni del brand in 304 pagine
e 50 capitoli, arricchita da rubriche
dedicate ai protagonisti,
ai luoghi, alle tecnologie
e ai percorsi che hanno segnato
la storia dell’azienda.
Le immagini e i racconti
raccolti nel volume testimoniano
il cammino che ha
portato Iveco ad affermarsi
come modello di eccellenza,
per quel che riguarda l’Italia
ma non solo.
Cinquant’anni di storia e
uno sguardo al futuro
Durante la presentazione,
Massimiliano Perri, Direttore
generale Iveco mercato Italia,
ha sottolineato il valore del
traguardo raggiunto: «Cinquant’anni
rappresentano un
cammino lungo e significativo,
tracciato attraverso tappe
ambiziose, sfide superate e
importanti risultati raggiunti.
Ogni fase di questo percorso
racconta storie di impegno e
determinazione. Anche nei
momenti in cui la strada si
presenta più ardua, si trova
la forza di alzare lo sguardo,
riconoscere la via da seguire
e procedere. Guardando indietro
si apprezza il cammino
già percorso, ma la nostra
ambizione rimane quella di
andare avanti per continuare
a crescere, innovare e contribuire
con responsabilità e
orgoglio alla storia dell’industria
italiana».
L’autore del libro, Massimo
Condolo, giornalista
e storico, ha sottolineato,
invece, la complessità della
ricerca: «Raccontare l’avventura
industriale e umana
di un brand come Iveco ha
richiesto un lungo lavoro
documentale e iconografico,
che, tra le altre cose, ha
messo in luce capacità tecnologiche
e di adattamento
a situazioni economiche,
sociali, orografiche e climatiche
completamente diverse
fra loro. I primi cinquant’an-
CINQUANT’ANNI
DI STORIA
Nella foto,
il trattore
celebrativo di
Iveco: una storia,
quella dell’azienda
italiana, che dura
dal 1975 e che
con l’ammiraglia
S-Way guarda
al futuro.
66
67
village
ni dell’impresa si snodano attraverso
prodotto, tecnologie,
presenza sul territorio e protagonisti,
fattori che insieme
costituiscono il capitale del
marchio».
A Formula Truck la
presentazione in Tv
Dei cinquant’anni di Iveco
si è parlato anche nella trasmissione
televisiva Formula
Truck. Ospite della puntata,
Alessia Galli della Loggia,
dell’ufficio stampa Iveco
mercato Italia, che ha spiegato
com’è nata l’idea del
libro: «La volontà alla base,
sin dal primo momento, è
stata quella di custodire la
memoria storica di Iveco,
che non è solo un marchio
ma anche un pezzo di storia
italiana».
Nell’opera, si è dato risalto
anche al valore umano
di questo lungo percorso.
«Sono particolarmente affezionata
a tutti quegli spunti
umani che, senza alcun dubbio,
hanno donato al libro un
valore aggiunto importante.
Scoprire com’è nato il ruolo
dell’ufficio stampa Italia, ad
esempio, è stato
emozionante,
così come
conoscere le
storie di famiglie
e concessionarie».
Alessia Galli
della Loggia ha
concluso il suo
intervento invitando
tutti alla
lettura e ringraziando
coloro
che hanno
contribuito alla
buona riuscita
della pubblicazione:
«Il libro
può interessare
tutti, anche i non addetti ai
lavori. Ci tengo a ringraziare
Massimo, ma anche chi, come
Ezio Camusso, potendo
PASSATO E PRESENTE INSIEME
Nella foto grande, da sinistra, Massimiliano Perri,
Alessia Galli della Loggia, Ezio Camusso e Massimo
Condolo. Più a destra, la foto di gruppo con in
prima fila gli ex dirigenti Iveco. A lato, il Turbostar,
indimenticata icona del mondo truck italiano.
Sul palco le vecchie glorie
Sul far della sera, con
l’ultimo raggio di sole
che taglia in due la sala
centrale della Palazzina
gremita di giornalisti e
di Iveco people avvolti
nel calore di fine estate,
sul palco si avvicendano
nuove leve e vecchie
glorie. Se Massimiliano
Perri, attuale numero
uno Iveco in Italia, e
Alessia Galli della Loggia,
dell’ufficio stampa Italia,
che ha fortissimamente
voluto il libro, fanno
gli onori di casa e
rappresentano il presente
e il futuro del costruttore
italiano, dalla prima
fila, in posizione
d’onore, vengono
chiamati a dare la
loro versione della
storia Iveco alcuni
tra i più dirigenti
significativi, per
quello che hanno
rappresentato
o per il periodo
storico in cui
offrire una testimonianza diretta
di 37 di questi 50 anni,
ha contribuito nella correzione
delle bozze».
Condolo e il piacere
della scoperta
Massimo Condolo, anche
lui ospite di Formula Truck,
ha aggiunto: «L’idea è stata
quella di partire dal libro che
avevo scritto nel 2005 sui
primi trent’anni di Iveco. Le
aggiunte hanno riguardato il
lato umano della storia aziendale:
siamo andati a intervistare
i protagonisti, abbiamo
parlato dei vari stabilimenti
in modo da spiegare il legame
di Iveco con il territorio.
hanno lavorato in azienda.
Così, con qualche
emozione, qualcuno
ancora con il piglio chi
è abituato a comandare,
ma tutti consapevoli di
aver fatto parte di una
grande azienda e di aver
contribuito a scrivere una
grande storia italiana,
Franco Fenoglio, Enzo
Gioacchin e Ottavio
Gioglio hanno rievocato
qualche capitolo e
qualche aneddoto della
loro carriera. Sotto gli
occhi benevoli di Giorgio
Garuzzo, storico ad di
Iveco, che annuiva.
Per quanto mi riguarda, sono
orgoglioso di aver scovato alcuni
passi un po’ meno noti,
forse trascurati. Sono andato
a cercare le rarità, le cose
che non si sapevano. Anche
sull’origine di certi modelli e
di alcuni nomi».
E sulle tempistiche di realizzazione,
Condolo ha detto:
«Posso solo dire che con
Alessia abbiamo cominciato
a lavorare nel settembre
del 2024; a gennaio 2025
sapevamo come avremmo
strutturato il libro; ad aprile
abbiamo iniziato a viaggiare
per le concessionarie e fare
interviste».
Pierfrancesco Vecchiotti
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village
NELLO SCANIA TOP TEAM 2025/2026 L’ITALIA È IN FINALE
Dopo aver conquistato il titolo nazionale, la squadra di tecnici di Scania
Commerciale Trento si è imposta anche nella semifinale europea del
prestigioso concorso Scania Top team 2025-2026. Ora la finale.
MERCEDES E TRANSMEDICS
Insieme per
trasportare la vita
Con una flotta italiana di
classe V attrezzata con
la piattaforma Ocs per il
mantenimento degli organi
donati per il trapianto
Transmedics, azienda statunitense
di tecnologia
medica che sta trasformando
la terapia dei trapianti per
pazienti con insufficienza
terminale di polmoni, cuore
e fegato, ha annunciato
la collaborazione strategica
con Mercedes-Benz per introdurre
in Italia una flotta
di veicoli classe V dedicati
esclusivamente al trasporto
di organi.
Una rete logistica
integrata per l’Ocs
L’iniziativa rientra nella
strategia di Transmedics
volta a replicare in Europa
il successo del proprio National
Ocs program (Nop),
dove Ocs sta per (Organ
care system, ovvero la salvaguardia
degli organi da
trapiantare) già operativo
negli Stati Uniti. L’obiettivo
è costruire una rete
logistica integrata, terrestre
e aerea, capace di ampliare
l’accesso agli organi donati
e supportare un numero crescente
di pazienti in attesa
di trapianto.
La prima fase prevede la
distribuzione dei classe V
nei quattro principali hub
italiani del Nop, situati a
Milano, Roma, Padova e
Bari, con il lancio operativo
previsto entro la fine del
2025. Ogni veicolo sarà dotato
di specifiche avanzate
di sicurezza, in conformità
a quelli che sono gli standard
del trasporto di organi
per trapianto.
«Questa collaborazione
sottolinea il nostro comune
impegno a fornire la migliore
tecnologia e i migliori
servizi per salvare vite»,
ha detto Waleed Hassanein,
presidente e amministratore
delegato di Transmedics,
«La nostra iniziativa Nop in
Italia rappresenta un primo
passo cruciale per ampliare
a livello globale l’accesso
alla nostra tecnologia salvavita
Ocs».
Il cuore della strategia
Transmedics è, appunto,
la piattaforma Ocs (Organ
care system), un sistema
portatile di perfusione, ottimizzazione
e monitoraggio
degli organi che utilizza
una tecnologia proprietaria
utile a replicare condizioni
para-fisiologiche per gli organi
donati al di fuori del
SICUREZZA E
ASSISTENZA
Questi i motivi
principali che
hanno portato
Transmedics
a scegliere
Mercedes-Benz
per replicare in
Europa quel Nop
già operativo
negli Usa.
corpo umano.
La piattaforma Ocs è progettata
per perfondere gli
organi donati con sangue
caldo, ossigenato e arricchito
di nutrienti, mantenendoli
in uno stato vivo
e funzionante. Ed è l’unica
piattaforma di tecnologia
portatile e multi-organo a
perfusione calda approvata
dall’americana Food and
Mercedes, Vle in arrivo nel 2026
Nello stabilimento
Mercedes-Benz di
Vitoria (Spagna) ci si sta
preparando per l’avvio
della produzione in serie
del nuovo Vle, il primo
modello di furgone
elettrico basato sulla
piattaforma Van.Ea con
cui il costruttore tedesco
andrà a sostituire l’attuale,
in pista da ormai molti
anni e portatrice di grandi
soddisfazioni. Nei piani
alti di Mercedes, il lancio
del Vle è stato incardinato
nel calendario 2026. E per
tenere fede alla ìscaletta’,
oltre che per soddisfare i
requisiti del primo veicolo
basato sulla
nuova architettura
modulare e
scalabile, lo
stabilimento
Mercedes-Benz
di Vitoria è stato
completamente
modernizzato.
Anche i circa 5
mila dipendenti
della sede
spagnola sono
drug administration (Fda).
«Siamo onorati di questa
collaborazione. Transmedics
ci ha scelto per trasportare
la vita. E ciò si sposa
con il nostro Dna, che da
sempre pone al centro la
sicurezza e la salvaguardia
delle persone», ha detto
Dario Albano, managing
director di Mercedes-Benz
Vans Italia.
Trasporti in sicurezza
e senza intoppi
«Hanno puntato su Mercedes
perché il trasporto
che deve avvenire nel modo
più veloce possibile, in
sicurezza e nel massimo
comfort, con copertura in
caso di qualsiasi intoppo
e tempestiva risoluzione
stati formati per adeguarsi
a nuovi processi e
procedure. «Durante
l’intero processo
di sviluppo del Vle,
abbiamo utilizzato metodi
innovativi e digitali. I
dipendenti, facenti parte
di team trasversali e
internazionali, hanno
stabilito nuovi standard
in questo ambito»,
ha dichiarato Thomas
Klein, responsabile di
Mercedes-Benz Vans, che
ha poi concluso con una
promessa: «Presenteremo
il risultato nella prima
metà del 2026».
dei problemi. E per farlo,
c’è bisogno di una grande
azienda e di una rete
di concessionari capace
di garantire un’assistenza
adeguata».
Albano ha poi aggiunto:
«Sono orgoglioso del fatto
che hanno scelto l’Italia per
entrare nel mercato europeo,
ma ci sono già contatti
con gli altri paesi europei.
Penso che Mercedes possa
giocare un ruolo da protagonista,
anche in esclusiva,
con Transmedics. Siamo
partiti con due mezzi ma
entro fine anno, con ogni
probabilità, arriveremo a
otto. Inoltre, ci sono progetti
per il futuro. Anche
in ottica elettrico».
Pierfrancesco Vecchiotti
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van&pick-up
best seller, refrigerato, new entry
PIÙ OPZIONI DI REFRIGERAZIONE THERMO KING PER I FURGONI
Thermo King, brand di riferimento nell’ambito del trasporto
a temperatura controllata, ha avviato l’ampliamento della
produzione delle unità compatte di refrigerazione, totalmente
elettriche, E-100e, E-200e ed E-200e Spectrum, progettate
specificamente per furgoni e veicoli commerciali leggeri.
INIZIATA L’INVASIONE DEI
Furgoni
d’Oriente
BYD ETP3
C’è tanto Far east nella top-10
dei furgoni elettrici immatricolati
nel 2025 in Italia, conferma di
un mercato in crescita, vivace e
aggredibile anche da nomi nuovi.
In attesa di vedere gli effetti di
incentivi ed ecobonus...
Per la loro natura, e
soprattutto per il compito
che sono chiamati
a svolgere ogni giorno, i
furgoni sono certamente la
categoria di veicoli commerciali
più predisposta a essere
elettrificata. Questo, ormai, è
un dato di fatto.
Le normative che limitano
l’accesso ad alcune delle più
grandi città europee, sebbene
con tendenze diverse tra i
vari paesi del Vecchio Continente,
possono essere ulteriori
alleati in questo senso.
Tuttavia, l’analisi dei
trend di mercato, in Italia e
non solo, basta per far capire
come il passaggio alla mobilità
elettrica sia tutt’altro che
scontato, anzi piuttosto complesso,
anche nel trasporto
commerciale leggero.
Aggirare le barriere
all’ingresso
Il costo elevato di molti van
elettrici è una barriera all’ingresso
importante. Ma, forse,
la burocrazia (e anche i costi)
che ostacola l’installazione
delle colonnine di ricarica,
sia pubbliche che private, è
il maggior elemento frenante
in questo scenario. Che però
ha una sua evoluzione, e nei
prossimi mesi potrebbe cambiare
molto.
Ne abbiamo parlato diffusamente
su Vado e Torno n.9
nell’articolo che analizza
l’andamento delle immatricolazioni
nella prima metà
dell’anno. Mentre scriviamo,
abbiamo a disposizione
anche i dati dei mesi di luglio
e agosto. Che ci dicono come
nel segmento N1, ovvero
sino a 3,5 ton, si siano immatricolati
6.400 van elettrici,
UN MODELLO
MOLTO RADICATO
Entrato in
produzione
nel 2001, il
Doblò è stato
profondamente
rinnovato nel
2010. La versione
elettrica, best
seller in Italia in
tutto il gruppo
Stellantis, è stata
introdotta nel
2022. Produzione
tra Spagna e
Portogallo.
FIAT E-DOBLÒ
FORD E-TRANSIT
ovvero il 4,5
per cento del
totale nel segmento, in rialzo
di quasi il 150 per cento
anno su anno, e ben distante
dall’1,8 per cento del periodo
gennaio-settembre 2024.
Non proprio un mercato
fermo, insomma, anche se la
distanza con i quasi 113 mila
furgoni diesel immatricolati
(circa l’80 per cento del
totale) resta ragguardevole.
In Europa, comunque, nei
primi sei mesi dell’anno, la
percentuale di furgoni elettri-
ci sul totale sale fino a sfiorare
il 10 per cento, trainata
non solo dall’Italia, ma anche
da Spagna, Regno Unito
e Olanda.
Il quadro però potrebbe
cambiare da qui a fine anno,
per via dell’ecobonus
annunciato dal Governo e
anticipato da due dei maggiori
protagonisti del mercato
italiano dell’elettrico, Byd
e Ford, che sono andati oltre
le misure, piuttosto rigide,
per la verità, visti i paletti
su area geografica, reddito
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van&pick-up
MERCEDES eSPRINTER
TOYOTA PROACE CITY
Ecco il pick-up elettrico coreano
Legato a doppio filo
al gruppo automotive
coreano Ssangyong, il
brand Kgm vanta oltre
70 anni di storia nella
produzione di Suv e
veicoli 4x4. Adesso, Kgm
sbarca sul mercato con
il suo primo pick-up
elettrico, il Torres Evt,
che segna l’inizio della
diffusione globale, quindi
al di fuori della Corea, dei
veicoli a marchio Kgm.
Il pick-up è equipaggiato
con una
batteria blade
al litio-ferrofosfato
(Lfp) da
80,6 kilowattora
e promette
un’autonomia
di circa 380
chilometri con
una singola
carica. Per
quanto riguarda
la ricarica, la
casa coreana
mette nero su bianco la
possibilità di accogliere
fino a 300 kilowatt di
potenza, mentre il doppio
motore, anteriore e
posteriore, eroga una
potenza di poco superiore
ai 200 cavalli. La capacità
di traino del pick-up
elettrico Kgm raggiunge
le 1,8 ton. In Italia, il
brand Kgm è importato
e distribuito da Atflow,
azienda del gruppo
Autotorino.
UN MERCATO
IN CRESCITA
La top ten dei
furgoni elettrici
più venduti
in Italia nei
primi nove
mesi dell’anno
(fonte Anfia)
vede in vetta la
furgonetta della
cinese Byd che
sta letteralmente
sbaragliando
il mercato in
termini di volumi.
In totale, sono
poco più di 6.400
i van elettrici
immatricolati fino
a settembre.
e dimensioni dell’impresa,
nel caso dei van, decise a
livello governativo, aprendo
a partire da settembre gli
incentivi all’intera platea di
LA TOP TEN
Byd Etp3 1.611
Toyota Proace 455
Toyota Proace City 332
Mercedes Vito 311
Ford Transit Custom 252
Ford Transit 242
Nissan Townstar 232
Fiat Doblò 211
Mercedes Sprinter 216
Volvo Ex30 195
Fonte: Anfia
potenziali destinatari disposti
a rinunciare al loro ‘vecchio’
furgone diesel in cambio di
uno elettrico.
E proprio Byd sta rivoluzionando
il mercato italiano
dei van elettrici, riuscendo a
ritagliarsi una quota di poco
superiore al 25 per cento nel
suo primo anno di attività
vera nel settore. Exploit realizzato
nonostante le informazioni
non solo sul veicolo,
l’Etp3, ma anche sulla strategia
del marchio cinese nei
nata dall’Etp3
di Byd, che
ne ha piazzato
oltre 1.600
esemplari.
La furgonetta
Byd da
due tonnellate
e mezzo dichiara
una capacità di carico
di 780 chili ed è equipaggiata
con batterie da 45 kilowattora
che promettono autonomia
per 275 chilometri in città e
poco più di 230 nel ciclo
misto. Fattore chiave per il
suo successo, la possibilità di
ricarica in corrente alternata
da 6,6 kilowatt di potenza.
Il podio tutto asiatico è comcommerciali
in Italia arrivano
con il contagocce.
Bene anche Toyota e Mercedese,
nei primi nove mesi
dell’anno, che completano il
NISSAN TOWNSTAR
podio per marca con quote
di mercato superiori al 10
per cento davanti a Ford
(anch’essa in ascesa) e Fiat,
i due marchi storicamente
leader considerando il totale
dei van immatricolati.
Se ci si concentra poi sui
modelli di furgoni elettrici
più venduti in Italia quest’anno,
la graduatoria
è domi-
L’unico modello
Stellantis nella top-
10 è l’E-Doblò di
Fiat: un po’ poco
per un gruppo con
tante alternative
pletato dal duo giapponese
Toyota Proace, nelle versioni
large van e City (furgonetta),
che si piazza davanti al Transit
di Ford e allo Sprinter di
Mercedes.
In risalita il
Nissan Townstar,
grazie
al recente
upgrade,
mentre stupisce
come l’unico
van del
gruppo Stellantis
in grado
di comparire nella top ten in
Italia sia il Fiat E-Doblò.
In casa Stellantis, è evidente,
il ritardo accumulato
nello sviluppo e nella commercializzazione
dei veicoli
elettrici inizia a mostrare i
suoi effetti. Ci si chiede se
e quando ci potrà essere il
recupero.
Fabrizio Dalle Nogare
74
75
Tante e una più importante
dell’altra, le tappe che
hanno caratterizzato la vita
dell’Eurocargo dal lancio
(1991), che per metterle in
fila e descriverle come meriterebbero
non basterebbe un
libro, figuriamoci una sola
pagina di giornale.
Sì, perchè il medio-leggero
Iveco, erede della gamma
Z prodotta dal 1977, ha scritto
e continua ancora oggi a
farlo, una pagina indelebile
nella storia del marchio, ora
parte del gruppo indiano Tata,
ma nato e affermatosi con
profonde radici italiane, torinesi
in particolare.
CORREVA L’ANNO
1991
IVECO PRESENTA L’EUROCARGO
Quel campione
senza tempo
Eredita il timone dalla gamma Z
e comincia un cammino di successo che
dura ancora oggi
periodico di cultura,
economia e tecnica dell’autotrasporto
Fondato nel 1962
Autorizzazione del tribunale di Milano
n. 6041 del 20 settembre 1962
Poste Italiane s.p.a. - Sped. in a. p. - D.L.
353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1,
comma 1, LO/MI.
Registro nazionale della stampa
n. 4596 del 20/04/1994
n. iscrizione R.O.C. 2880 del 30-11-2001
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Direzione tecnica e prove
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In redazione
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Ornella Cavalli,
Fabrizio Dalle Nogare,
Stefano Eliseo, Fabio Franchini,
Riccardo Schiavo, Cristina Scuteri,
Pierfrancesco Vecchiotti,
Luca Vitali
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TRUCK RACING
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Renato Scialpi,
Riccardo Venturi
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via Brembo 27
20139 Milano
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N°5 MAGGIO 1991
Al pari del Daily, infatti, Eurocargo
è un campione senza
tempo, autentico dominatore
del mercato con percentuali
di penetrazione a lungo rimaste
abbondantemente ben
oltre il 60 per cento.
Insomma, un vero bestseller
e punto di riferimento,
che, a cavallo tra il secondo
e il terzo millennio, ha cambiato
il modo stesso di fare
e intendere il trasporto e la
distribuzione delle merci a
corto e medio raggio.
Sempre al passo, grazie
agli upgrade nel corso del
nel tempo (dall’introduzione
delle versioni 4x4 nel 1994,
all’estensione della gamma a
18 ton nel 1997 e al lancio
delle varianti a metano nel
2010). Momento importante
della storia del modello nel
Duemila, col passaggio dai
gloriosi motori della serie
8000 (che hanno equipaggia-
Ormai prossimo ai dieci anni dal lancio, la grande novità
di Eurocargo si chiama Tector, nuova famiglia di motori 4
e 6 cilindri frutto dell’accordo con l’americana Cummins e
prodotta a Torino. Vado e Torno ne scrive sul n.10/2000.
to gran parte della produzione
Fiat dal dopoguerra) ai 4
e 6 cilindri Tector. Famiglia
di motori frutto dell’accordo
siglato nel 1996 tra Iveco e
New Holland (gruppo Fiat) e
l’americana Cummins.
Canna da litro, sistema di
iniezione ad alta pressione
common rail, rappresentano,
come scrive Vado e Torno sul
n.10/2000 «una vera e propria
rivoluzione». Di successo,
naturalmente.
Quando, a fine 2010, Vado e Torno presenta sul n.12 la
prova dell’Eurocargo Ml75E18 con cambio Eurotronic, il
medio-leggero Iveco è da anni leader del mercato italiano.
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Maurizio Candia
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ULTIM’ORA
Scaricabarile e
fiction sui camionisti
L’Albo dell’autotrasporto stanzia 150 mila euro per il
progetto di una serie Rai sul settore. Si sollevano
le proteste e il Governo si dissocia immediatamente
Il progetto di una serie Tv sull’autotrasporto fa discutere il settore:
c’è chi difende l’idea e chi si chiede che senso abbia investire tante
risorse in un progetto dalla dubbia utilità, in un settore afflitto da tanti
problemi e che lamenta la cronica carenza di risorse
Può l’idea di una paventata serie Tv sui camionisti
accendere un dibattito, in rete e non solo, scaldando gli
animi forse più di altre questioni cruciali per la categoria?
Evidentemente sì, a giudicare dal clamore suscitato
nelle ultime settimane e generato dall’articolo del Fatto
Quotidiano dall’eloquente titolo ‘L’ultima di Salvini: 150
mila euro per una serie sui camionisti’.
Al di là di giudizi e commenti di carattere politico, diversi
operatori e opinion leader del settore sono convinti della
bontà di un’operazione del genere per ‘ripulire’ l’immagine
del camionista ‘brutto, sporco e cattivo’ e rendere più
appetibile un lavoro che, va detto chiaramente, rimane
difficile per tanti motivi di cui abbiamo spesso parlato e
richiede grandi sacrifici. Anche, se non soprattutto, per
questo si assiste oggi alla crisi delle vocazioni che, secondo
molti, è destinata a peggiorare nei prossimi anni.
Tornando ai fatti, i famosi 150 mila euro sarebbero stanziati
dall’Albo degli autotrasportatori solo per lo sviluppo del
progetto che vedrebbe coinvolta la Rai. Facile, sebbene non
diretto, il collegamento con il governo e il Mit, il quale si è
affrettato a precisare in una nota di non aver «mai previsto
né approvato un progetto televisivo sull’autotrasporto, su
cui erano state formalizzate perplessità a febbraio, ribadite
a marzo e ripetute a settembre». Nella stessa nota si
butta, come sempre, la palla nell’altro campo, quello del
Comitato autotrasporto, che «può agire in autonomia e che
se ne assumerà tutte le responsabilità». A difesa dell’Albo
è intervenuta Assotir, con il segretario generale, Claudio
Donati, a parlare di «polemica becera» e di un messaggio
«pesantemente discriminatorio, quasi ‘razzista’, nei confronti
di una categoria che non può pretendere di meritarsi
l’attenzione mediatica». Cinzia Franchini di Ruotelibere
ha invece parlato di «investimento fuori luogo», bollando
la presa di distanza del Mit come uno «sberleffo verso i
trasportatori». E visto che si parla di fiction, noi attendiamo
con ansia la prossima puntata.
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