15.10.2025 Visualizzazioni

Quaderno n. 12/2025 Ortofrutta

Il quaderno è interamente dedicato al trasporto a temperatura controllata di ortofrutta, una guida utile, un compendio ricco di dati e tabelle e un "manuale d'uso" di prodotti delicatissimi diretti alla nostra tavola.

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Capitolo 2

Capitolo 2

CATENA LOGISTICA: LE FASI DI POST-RACCOLTA, DI TRASPORTO E DI COMMERCIALIZZAZIONE

Catena logistica: le fasi di

post-raccolta, di trasporto

e di commercializzazione

distribuzione organizzata. Da qui viene inviato ai punti vendita. Una strada alternativa è quella

che dai centri ortofrutta va ai magazzini gestiti da grossisti o da operatori specializzati nella frigoconservazione.

I grossisti possono rifornire a loro volta i Ce.Di., oppure i mercati ortofrutticoli,

che possono anche essere riforniti direttamente dai centri ortofrutta. Dai mercati ortofrutticoli si

servono tutti i dettaglianti che non ricadono sotto il controllo della GDO. Esistono altre varianti,

per esempio produttori che effettuano in proprio il condizionamento e il pre-raffreddamento e

inviano direttamente ai Ce.Di, ai grossisti o ai mercati ortofrutticoli.

OITAF | Q12— Ortofrutta | pagina 14

Nelle pagine che seguono cercheremo di dare un quadro della struttura logistica che gli ortaggi

e la frutta fresca seguono per raggiungere il consumatore finale. Quando parliamo di logistica

comprendiamo non solo lo stoccaggio ed il trasporto ma anche quelle lavorazioni (che vengono

appunto dette logistiche) che contribuiscono a preparare il prodotto per il consumo. Esse comprendono

il condizionamento, a sua volta composto da diverse operazioni, il preraffreddamento

e il confezionamento. Queste lavorazioni hanno luoghi vocati ma in certi casi esse avvengono più

vicino a più lontano dal luogo di consumo.

La catena logistica dell’ortofrutta inizia per gli obiettivi di questo Quaderno dalla post-raccolta,

dove i prodotti vengono ammassati in contenitori, diversi secondo il tipo, e poi inviati a un centro

ortofrutticolo dove nella maggior parte dei casi avviene il condizionamento. Le diverse operazioni

che vengono effettuate sono la rimozione dei residui di raccolta, lavaggio e asciugatura, in alcuni

casi (per esempio le patate) sostituite dalla spazzolatura, la ceratura, la selezione, che è di due tipi:

• .qualitativa (in inglese grading) che suddivide i prodotti in categorie o classi secondo le normative

commerciali, per esempio quelle definite dall’UNECE e parzialmente riprese dalla normativa

europea;

In tutti questi percorsi, e nelle tappe

intermedie prima di raggiungere

il consumatore, il prodotto deve essere

sempre mantenuto nell’intervallo

di temperatura ottimale

E il confezionamento? Non ne abbiamo parlato finora perché esso può essere effettuato in diversi

momenti. Il caso base è quello del centro ortofrutta, anche per conto di singoli produttori dotati di

un marchio forte. Ci può però anche essere un confezionamento effettuato presso i Ce.Di. o in altri

stabilimenti della GDO o su sua commissione (è il caso delle marche del distributore, tipo “prodotti

di filiera xxxx”). Lo stesso avviene per la I Gamma Evoluta e il pre-pesato, anche se quest’ultimo

avviene spessissimo direttamente al punto vendita.

OITAF | Q12 — Ortofrutta | pagina 15

• .dimensionale (sizing). Va detto che le norme commerciali riguardano l’aspetto esterno del

prodotto: forma tipica o no, difetti superficiali, colore, che poi sono le qualità che di primo

acchito vengono valutate dal consumatore. Ci sono anche norme più di “sostanza”, per esempio

il grado di maturazione definito come contenuto di zuccheri (gradi Brix) Per fare solo un

esempio lo standard UNECE per i meloni prescrive che possano essere commercializzati solo

prodotti che sottoposti a reflettometria della parte centrale della polpa nella sezione equatoriale

diano valori pari o maggiori del grado 10° Brix per la varietà Charentais e del grado 8°

Brix per gli altri.

Dopo le diverse operazioni di condizionamento, i prodotti, sempre nella centrale ortofrutticola,

vengono portati alla temperatura ottimale per la frigoconservazione o per il trasporto. Per i dettagli

vedi più avanti all’argomento 8.

Il passo successivo varia secondo i casi. In quello più semplice, dal centro ortofrutticolo il prodotto

viene spedito, in base agli ordini ricevuto dalle centrali di acquisto, ai Ce.Di, della grande

Logistica interna e import-export

Abbiamo descritto finora la catena logistica interna, ora ci occupiamo brevemente di quella import-export.

La prima interagisce con quella interna a livello di centro ortofrutta oppure direttamente

di Ce.Di. Il centro ortofrutta può anche essere specializzato. Per esempio, le banane vengono

spesso sopposto a trattamento con etilene all’inno di centri appositi spesso collocati vicino ai

maggiori centri di consumo. I magazzini reefer portuali hanno un ruolo sempre più ridotto nell’ambito

dell’importazione a causa dello spostamento del trasporto via mare di ortofrutta dalle navi

specializzate ai container refrigerati. All’import, ogni terminal container dotato di prese di alimentazione

per i container reefer può diventare un punto di sbarco di ortofrutta.

All’export il discorso è differente. I magazzini refrigerati hanno ancora un ruolo per la sosta di

frutta e verdura su pallet portati via gomma. Qui viene effettuato il groupage in container e poi

avviato alla spedizione. In altri casi il groupage avviene nell’entroterra, visto che il trasporto via

reefer per l’ortofrutta di sta diffondendo. Il flusso di prodotto destinato all’export inizia dai centri

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