15.10.2025 Visualizzazioni

Quaderno n. 12/2025 Ortofrutta

Il quaderno è interamente dedicato al trasporto a temperatura controllata di ortofrutta, una guida utile, un compendio ricco di dati e tabelle e un "manuale d'uso" di prodotti delicatissimi diretti alla nostra tavola.

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Capitolo 6

Capitolo 6

CAUSE GENERALI DI COMPROMISSIONE DELLA QUALITÀ DELLA FRUTTA E DELLA VERDURA

Cause generali di

compromissione della qualità

della frutta e della verdura

Frutta e verdura climaterici e non climaterici

I frutti e gli ortaggi climaterici sono quelli per i quali l’etilene ha effetti sulla maturazione. Di converso,

quelli non-climaterici sono quelli per i quali non esistono effetti sulla maturazione, ma possono

esserci sulla degradazione della clorofilla e per altri aspetti metabolici. Anche nei non climaterici

quindi l’etilene può accelerare la senescenza. Fanno eccezione gli agrumi, per i quali l’etilene

viene applicato per accelerare l’assunzione del colore commerciale (in gergo, sverdimento).

OITAF | Q12— Ortofrutta | pagina 30

La qualità di frutta e verdura fresca può venire compromessa durante la permanenza nella catena

logistica, come definita nel capitolo 2, da diversi fattori, alcuni intrinseci al prodotto ed altri

esterni. Tra i fattori endogeni è opportuno distinguere tra quelli legato alla fisiologia della pianta

e dell’ortaggio e quelli legati all’azione di microrganismi che si sviluppano in modo dannoso

post-raccolta.

Fattori endogeni

Un fattore intrinseco di maturazione

e senescenza: l’etilene

Abbiamo accennato al fatto che l’etilene è un ormone vegetale gassoso che interviene in diversi

momenti e fenomeni della fisiologia delle piante viene prodotto da molti organismi vegetali e anche

più antichi (per la precisione angiosperme, gimnosperme, felci, alghe, cianobatteri, funghi e

batteri), in quantità anche molto variabile (vedi tabella Produzione e sensibilità etilene).

In termini generali, può sembrare che un frutto non-climaterico sia avvantaggiato rispetto a uno

climaterico nella fase post-raccolta. Invece è l’esatto contrario perché mentre un climaterico può

proseguire la sua maturazione anche dopo essere stato raccolto, un non-climaterico per essere

commercializzabile deve essere raccolto quanto è maturo. Da quel momento in poi, senza interventi,

la strada verso la senescenza è in discesa e dipende dalle caratteristiche intrinseca del prodotto

(per la classificazione tra climaterici e non-climaterici vedere la tabella e sensibilità etilene).

In particolare, l'azione dell'etilene è

rilevante nella maturazione di frutta

e ortaggi e nella regolazione della

senescenza delle foglie e dei fiori

OITAF | Q12 — Ortofrutta | pagina 31

L’etilene viene prodotto da diverse parti delle piante, tra cui i frutti, per cui l’emissione prosegue

anche dopo che il frutto o l’ortaggio è stato raccolto.

Abbiamo già detto che la quantità di etilene prodotta varia molto da una specie e anche da una

varietà all’altra. Lo stesso avviene con la sensibilità alla presenza di etilene. Le due cose non sono

legate, per cui alta produzione non significa automaticamente alta sensibilità è viceversa. Infine,

la sensibilità esiste anche verso etilene prodotto da altri frutti o ortaggi e a quello presente in

ambiente per altri motivi. Storicamente ci si accorse che qualche gas aveva effetto sulle piante

quando ai primi dell'800 si notò che quelle in vicinanza dei lampioni stradali, che funzionavano a

gas illuminante che contiene il 5% di etilene, perdevano subito le foglie.

Dopo questa premessa, passiamo alla divisione di frutti e verdura fresca in climaterici e non-climaterici.

Vale la pena di ricordare che l’etilene è parte integrante della fisiologia vegetale e anche nei confronti

dell’umanità a volte è un nemico, altre un amico. Per esempio, abbiamo già ricordato il

suo uso per lo sverdimento degli agrumi, ma si usa anche per uniformare la coloritura rossa nei

pomodori da industria, per sincronizzare la formazione di fiori e frutti di ananas, per promuovere

la caduta dei frutti di ciliegio e noce. È evidente il risparmio di manodopera, tempo e risorse se

un’intera coltivazione arriva in modo sincrono alla possibilità di raccolta.

Il caso più eclatante di uso positivo dell’etilene è nella maturazione delle banane. Crescendo in

ambiente tropicale, le banane destinate al consumo nei Paesi temperati e freddi devono fare un

lungo viaggio. Vengono quindi raccolte appena raggiunta la maturità fisiologica, quando sono

ancora molto verdi e inviate via nave (sono comunque trasportate a temperatura e atmosfera

controllata, come vedremo più avanti). Una volta giunte sui mercati vengono inserite in grandi

camere di maturazione e portate al grado di colore desiderato con la somministrazione di etanolo.

Potendo controllare il processo, tra l’altro, permette di inviare al dettaglio i frutti del colore giusto

che incontrano i favori dei consumatori (vengono fatti studi periodici su questo) e nelle quantità

giuste per il consumo, eliminando gli sprechi.

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