15.10.2025 Visualizzazioni

Quaderno n. 12/2025 Ortofrutta

Il quaderno è interamente dedicato al trasporto a temperatura controllata di ortofrutta, una guida utile, un compendio ricco di dati e tabelle e un "manuale d'uso" di prodotti delicatissimi diretti alla nostra tavola.

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Capitolo 6

CAUSE GENERALI DI COMPROMISSIONE DELLA QUALITÀ DELLA FRUTTA E DELLA VERDURA

Capitolo 6

CAUSE GENERALI DI COMPROMISSIONE DELLA QUALITÀ DELLA FRUTTA E DELLA VERDURA

sione, mancata pulizia), nel momento della raccolta (eccessive temperature), nell’ammassamento

in attesa del trasporto (contenitori lasciati al sole o alle intemperie), sono tipici. Molti degli stessi

errori possono ripetersi nella catena logistica.

Errori nella manipolazione e nel confezionamento

Basse temperature e congelamento

Occorre distinguere i fattori perché i meccanismi di azione sono diversi. Per basse temperature si

intendono quelle, variabili per specie ma anche per varietà, inferiori ad una certa soglia minima

ma comunque superiori al punto di congelamento dell’acqua.

È importante ricordare che i danni apportati da un’errata manipolazione non sono direttamente

proporzionali al loro effetto visibile immediato. Frutta e verdura anche dopo essere state raccolte

sono vive. Un quasi invisibile danneggiamento della buccia, per esempio, provoca l’entrata di

agenti come funghi e muffe, la cui azione sarà visibile tempo dopo. Inoltre, per meccanismi ancora

non del tutto chiari, gli stress meccanici post-raccolta accelerano la produzione di etilene in frutta

e ortaggi climaterici, con le conseguenze del caso.

sofferenza

< 12 °C

PRODOTTI TROPICALI

sofferenza

< 5 °C

PRODOTTI SUBTROPICALI

OITAF | Q12— Ortofrutta | pagina 36

Gli errori tipici nel confezionamento comprendono l’ammassamento dei prodotti, l’uso di contenitori

non adatti (il cartone va evitato se il prodotto resterà in ambienti ad elevata umidità), la sistemazione

e l’impilamento scorretti dei contenitori. Quest’ultimo è un caso classico nella conservazione e

nel trasporto a temperatura controllata. I contenitori hanno aperture laterali per consentire la circolazione

dell’aria, che se sistemati in modo sbagliato, le aperture possono ostruirsi. Le conseguenze,

a parte il fatto che il raffreddamento non è omogeneo, sono più insidiose. Per esempio, nei prodotti

ad alta produzione endogena di etilene, esso ristagna.

Per i prodotti di origine subtropicale e temperata il limite si situ.a attorno ai 5 °C. Anche la risposta

alle basse temperature varia da specie a specie e da varietà e varietà, perché i meccanismi metabolici

interessati possono essere diversi. (nota Colelli-Inglese pag 171-172). Uno di essi è l’aumento

della respirazione. Di solito la manifestazione visibile si traduce in imbrunimento della buccia,

necrotizzazione dei tessuti, imbrunimento della polpa, disfacimento dei tessuti, in pratica una senescenza

accelerata senza passare dalla maturazione normale. L’effetto sulla produzione endogena

di etilene varia. Di solito se un frutto o un ortaggio che produce etilene viene raffreddato e

OITAF | Q12 — Ortofrutta | pagina 37

poi riportato a temperatura ambiente, la produzione di etilene aumenta. Questo però non succede

ERRORE TIPICO = AFFIANCARE PRODOTTI NON COMPATIBILI

I prodotti ad alta produzione endogena

di etilene provocano la maturazione di

quelli sensibili

nei frutti di origine tropicale.

Dal momento che i danni da bassa temperatura si manifestano quando il prodotto viene riportato

a temperatura ambiente, e che non tutti sono visibili esternamente, questo fattore è di grande

rilevanza nella degradazione della qualità dei prodotti, anche per l’effetto che può avere sul consumatore

che pensa di avere acquistato un prodotto integro.

Vedi “Compatibilità nello stoccaggio e nel trasporto sino a dieci giorni”.

Un meccanismo diverso viene attivato in caso di congelamento. Paradossalmente i prodotti potenzialmente

più interessati sono quelli più resistenti al freddo, perché essi vengono conservati a

Temperatura e umidità-disseccamento

I fattori esogeni che maggiormente portano a danni a frutta e verdura fresca nella fase logistica

sono la temperatura e l’umidità, o mancanza della medesima. Anche la riduzione eccessiva

dell’ossigeno o la percentuale troppo alta di anidride carbonica nell’atmosfera a contatto con il

prodotto provoca danni, ma trattandosi di occorrenze spesso legate a procedimenti errati di generazione

di atmosfere controllate, non ne trattiamo qui.

temperature vicine al punto di congelamento. In queste condizioni basta una fluttuazione della

temperatura verso il basso per iniziare il congelamento dell’acqua presente nei tessuti. Ricordiamo

che stiamo sempre parlando di frutta e verdure fresche, non di surgelati, che sono concepiti per

essere consumati direttamente o cucinati a brevissima distanza dallo scongelamento e vengono

sottoposti a pretrattamenti prima di essere raffreddati. I processi chimico-fisiologici attivati dal superamento

del punto di congelamento sono piuttosto complessi e non agiscono allo stesso modo

per tutte le specie e le varietà. Qui basti dire che a differenza dell’opinione comune, i danni alle

cellule vegetali non derivano dall’azione meccanica dei cristallini di ghiaccio. Per dettagli vedere la

bibliografia e le tabelle sui limiti minimi di temperatura per i diversi tipi di frutta, ortaggi e verdure.

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