15.10.2025 Visualizzazioni

Quaderno n. 12/2025 Ortofrutta

Il quaderno è interamente dedicato al trasporto a temperatura controllata di ortofrutta, una guida utile, un compendio ricco di dati e tabelle e un "manuale d'uso" di prodotti delicatissimi diretti alla nostra tavola.

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Capitolo 8

Capitolo 8

TECNICHE E TECNOLOGIE PER L’ELIMINAZIONE DEI FATTORI DI COMPROMISSIONE

TECNICHE E TECNOLOGIE PER L’ELIMINAZIONE DEI FATTORI DI COMPROMISSIONE

Temperatura e umidità controllata

La compresenza nella stessa cella di pedane già fredde e altre più calde in fase di raffreddamento

può inoltre provocare condensa sul prodotto già freddo. Il pre-raffreddamento in cella

tradizionale non viene quindi più considerato adeguato per tutti i motivi sopra elencati, soprattutto

in condizioni di esigenza logistica dove i tempi richiesti per la disponibilità del prodotto si

accorciano, specialmente in fase di massima richiesta del mercato.

OITAF | Q12— Ortofrutta | pagina 50

Abbiamo più volte ripetuto che temperatura e umidità relativa sono i due fattori più importanti

per il mantenimento della qualità dell’ortofrutta lungo la catena logistica che porta al

consumatore. All’interno di ogni fase della catena il controllo ha modalità e finalità differenti.

Nell’immediata post-raccolta, ancora in campo e fino a tutta la fase di condizionamento (pulizia,

lavaggio, eccetera) temperatura e umidità devono essere tenute vicine a quelle di raccolta.

Quando si ha refrigerazione essa è relativa all’aria, non al prodotto.

Se il prodotto non viene avviato

subito alla commercializzazione,

la refrigerazione cambia oggetto

e ora punta a ridurre

la temperatura del prodotto

Il processo avviene nei centri ortofrutticoli e si definisce pre-refrigerazione, concettualmente

differente dalla frigoconservazione. Per fare questo dovrebbero essere utilizzate apparecchiature

e metodi specializzati, specifici per ogni prodotto. L’obiettivo è il raggiungimento nel

più breve tempo possibile della temperatura ottimale di conservazione dei prodotti in tutto

il loro volume. Non entriamo nei dettagli perché essi non riguardano propriamente la fase di

trasporto. Riassumiamo solo che i metodi di raffreddamento utilizzati per la frutta e la verdura

fresca si distinguono in base al fluido refrigerante che entra in contatto col prodotto utilizzato,

in base alla tipologia dello scambio termico, ossia come il calore viene sottratto dal prodotto

(convenzione, calore residuo, metodi misti). In tutti i casi, il fluido refrigerante non deve avere

una temperatura troppo vicina a quella limite oltre la quale si hanno danni, anche se la temperatura

cui viene portato il prodotto resta lontana da quella limite.

Nella realtà, nella maggior parte dei casi non esiste un impianto di pre-refrigerazione separato

da quello di frigoconservazione. Si utilizza infatti la normale cella frigorifera, che viene

dimensionata in termini impiantistici in base a parametri di stoccaggio come il volume di rotazione

giornaliero dei prodotti. In particolare, il refrigeratore è sottodimensionato per la pre-refrigerazione,

per cui il metodo più diffuso è anche quello meno efficiente dal punto di vista del

tempo necessario, 20-100 ore, e dell’uniformità del raffreddamento.

Il controllo e il mantenimento

dell’umidità relativa, almeno 90-95%,

diventa cruciale, perché tempi molto

lunghi di pre-raffreddamento con

circolazione d’aria portano a perdita

notevole di acqua.

LA FRUTTA E VERDURA RACCOLTE FRESCHE SONO ANCORA VIVE

O2

A parere di chi scrive sulla base degli autori consultati, il fatto che sia comunque il più utilizzato

all’interno della catena logistica fa emergere dei dubbi che l’integrità della catena del freddo

debba ricadere come responsabilità esclusivamente sulla fase di trasporto.

Una volta pre-refrigerato, il prodotto può essere conservato in loco per poi essere confezionato

per il consumatore finale, popolando la categoria di prodotto oggi definita Prima Gamma Evoluta,

ossia prodotti non lavorati (come lo è la IV Gamma, vedi oltre). Alternativamente il prodotto

può essere trasportato alla distribuzione (passando attraverso i Ce.Di., come abbiamo visto

all’inizio di questo Quaderno) per essere venduto sfuso, sia individualmente che in contenitori

aperti. Accade sempre più spesso che il confezionamento avvenga a cura del distributore,

presso i Ce.Di o addirittura sul punto vendita. Si tratta della categoria del pre-pesato, dove il

confezionamento si limita a un sacchetto di plastica o poco più e nessuna differenza rispetto

allo stesso prodotto sfuso (se non di prezzo al kilo).

CO2

H2O

C2H4

Calore

OITAF | Q12 — Ortofrutta | pagina 51

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