Quaderno n. 12/2025 Ortofrutta
Il quaderno è interamente dedicato al trasporto a temperatura controllata di ortofrutta, una guida utile, un compendio ricco di dati e tabelle e un "manuale d'uso" di prodotti delicatissimi diretti alla nostra tavola.
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Capitolo 8
Capitolo 8
TECNICHE E TECNOLOGIE PER L’ELIMINAZIONE DEI FATTORI DI COMPROMISSIONE
TECNICHE E TECNOLOGIE PER L’ELIMINAZIONE DEI FATTORI DI COMPROMISSIONE
all’interno della confezione, che viene effettuata sigillando la confezione in apposite camere dove
viene mantenuta la composizione desiderata.
Chiudiamo questa parte trattando della modalità di trasporto degli imballaggi ad atmosfera
modificata/controllata e di quelli attivi. Il fattore primario è la temperatura.
OITAF | Q12— Ortofrutta | pagina 56
Questa tecnologia ha aperto la strada verso l’utilizzo di atmosfere non convenzionali, ossia che
non si otterrebbero con la respirazione naturale. Nel campo ortofrutticolo, a differenza per esempio
che per i prodotti animali, queste tecnologie sono ancora in fase sperimentale anche perché
non se ne comprende fino in fondo il meccanismo d’azione e di conseguenza la loro efficacia è
aleatoria. Per fare un paio di esempi, usando una percentuale di ossigeno e di anidride carbonica
molto superiori a quella atmosferica si hanno avuto effetti benefici su fragole e mirtilli (effetto
antimuffa) e su alcuni tipi di lattuga (inibizione della fermentazione). Sostituendo l’argon all’azoto
certa frutta e verdura sopporta livelli di ossigeno più bassi di quelli tollerati in presenza di azoto,
con conseguente riduzione della respirazione sena i problemi di fermentazione anaerobica. L’uso
del protossido d’azoto (N2O) rallenta la maturazione nei pomodori e nell’avocado, ritardando la
fase di autoproduzione esponenziale di etilene (autocatalisi).
Il confezionamento attivo compie
un passo avanti, in quanto non
si limita a proteggere fisicamente
il prodotto e a contenere la miscela
di gas in cui si trova ma interagisce
chimicamente e biologicamente
Ogni tipo di materiale, per esempio
le pellicole polimeriche, utilizzate ha
il suo funzionamento ottimale in un
certo intervallo di temperatura e una
certa percentuale di umidità relativa.
VALORI DI PERMEABILITÀ PER MATERIALI COMUNEMENTE UTILIZZATI NEL PACKAGING
POLIMERO
PERMEABILITÀ ALL'OSSIGENO
[cm 3 mm/(m 2 day atm)]
PET 1-5 0,5-2
PP 50-100 0,2-0,4
PE 50-200 0,5-2
PS 100-150 1-4
PEN 0,5 0,7
PA 0,1-1 0,5-10
PVOH 0,02 30
EVOH 0,001-0,01 1.6-3,6
PERMEABILITÀ AL VAPORE ACQUEO
[g mm/(m 2 day atm)]
OITAF | Q12 — Ortofrutta | pagina 57
Citiamo verbatim dalla referenza Colelli-Inglese quella che ci sembra una sintesi perfetta: “Il
packaging attivo ha lo scopo di estendere la vita commerciale del prodotto attraverso il rilascio
di principi attivi nello spazio di testa oppure attraverso l’assorbimento di componenti dallo spazio
di testa. In funzione della tipologia di applicazione può consistere in bustine (o tappetini) che
contengono il principio attivo e che vengono inserite all’interno dell’imballaggio, oppure, in altri
casi è lo stesso materiale di imballaggio che incorpora il principio attivo”. Aggiungiamo solo che
recentemente la tendenza e di andare verso il secondo caso, anche in vista di una riduzione del
numero di materiali diversi usati negli imballaggi monouso, che ne facilitano il riciclo.
I principi attivi hanno diversi obiettivi. Per assorbire ossigeno si usa monossido di ferro, per l’anidride
carbonica il carbone attivo e altri composti, per l’etilene il permanganato di potassio o
di recente strati di poche molecole di ossido di titanio depositati sulla superficie dell’imballo (in
polipropilene) che si attiva grazie agli ultravioletti della luce solare. Per la riduzione della carica
microbica si usa anidride solforosa (per l’uva) od olii essenziali, di cui esistono molti tipi diversi.
L’unico limite è che le quantità e le tipologie devono essere accuratamente selezionate per evitare
impatti sulle caratteristiche organolettiche del prodotto.
PLA 3,5-15
Per esempio, la permeabilità di una pellicola aumenta da 3 a 5 volte ogni dieci gradi di aumento
della temperatura perché l’agitazione delle molecole di gas aumenta fornendo maggiore
energia cinetica alle stesse per attraversare la barriera. Questo senza considerare le modifiche
strutturali apportate alla pellicola stessa (dilatazione termica). Esistono anche inserti per il
materiale di imballaggio in grado di modificare entro certi limiti le caratteristiche di barriera
delle pellicole in dipendenza dalla composizione gassosa o della temperatura. Per quanto riguarda
gli imballaggi attivi, la temperatura influenza la volatilità dei principi attivi e quindi la
loro densità all’interno dell’imballo, con conseguenza variabili, oltre che con il rischio di ridurre
il periodo di copertura.
La raccomandazione per il trasportatore è quindi di chiedere di essere informato dell’intervallo
di temperatura e di umidità relativa ottimale per un certo tipo di imballaggio. Di converso,
per il committente del trasporto la fornitura di queste informazioni dovrebbe essere una prassi
di routine per mettere in condizione il trasportatore di effettuare il proprio servizio