15.10.2025 Visualizzazioni

Quaderno n. 12/2025 Ortofrutta

Il quaderno è interamente dedicato al trasporto a temperatura controllata di ortofrutta, una guida utile, un compendio ricco di dati e tabelle e un "manuale d'uso" di prodotti delicatissimi diretti alla nostra tavola.

Il quaderno è interamente dedicato al trasporto a temperatura controllata di ortofrutta, una guida utile, un compendio ricco di dati e tabelle e un "manuale d'uso" di prodotti delicatissimi diretti alla nostra tavola.

SHOW MORE
SHOW LESS
  • Nessun tag trovato…

Trasformi i suoi PDF in rivista online e aumenti il suo fatturato!

Ottimizzi le sue riviste online per SEO, utilizza backlink potenti e contenuti multimediali per aumentare la sua visibilità e il suo fatturato.

Capitolo 10

Capitolo 10

UN CASO PARTICOLARE: IV GAMMA

Il tracciamento:

etichettatura e controllo

delle condizioni del prodotto

Come per tutti gli alimenti, soprattutto freschi e a rischio di perdita di qualità, controllare il

percorso dall’origine alla tavola costituisce una garanzia fondamentale per il consumatore,

oltre per il mercato in genere, contribuendo a combattere i fenomeni di concorrenza sleale tra

operatori.

Come abbiamo visto la risposta ad agenti e condizioni come l’etilene o il freddo variano da

varietà e varietà e da cultivar e cultivar. Per esempio, la durata di una fragola varia di molto

se si tratta di una cultivar proveniente da lontano. La maggior durata di shelf life porta però

a minor sapore. Sta per arrivare in commercializzazione di massa una serie di nuove cultivar

di pesche e di nettarine, sviluppate in Italia dopo oltre dieci anni di incroci e selezioni, che

sono caratterizzate dall’emettere pochissimo etilene. Definite genericamente “stony hard” per

la croccantezza della polpa, resistono sia sull’albero che in post-raccolta. Sarà opportuno che

quando si diffonderanno nei punti vendita la cultivar specifica venga indicata per consentire

al consumatore di gestire al meglio il prodotto.

Il monitoraggio e controllo di temperatura e umidità

OITAF | Q12— Ortofrutta | pagina 62

Diciamo subito che le norme europee e italiane sul tracciamento dei prodotti ortofrutticoli freschi,

che si esplicano essenzialmente nell’obbligo di etichettatura, sono molto lasche e si riducono,

anche nel recente regolamento delegato (UE) 2023/2429 della Commissione del 17 agosto

2023 (articolo VII, comma 1), all’obbligo di indicare al pubblico in sede di commercializzazione il

luogo di provenienza del prodotto (basta recarsi un punto vendita per vedere in cosa si esplichi

l’obbligo). Altre indicazioni, come categoria, calibro, varietà o cultivar, devono essere indicate

solo se espressamente richieste dalle norme relative alla commercializzazione. Per il nome

della varietà o cultivar, definite nell’allegato I parte B del regolamento citato, l’indicazione è

obbligatoria solo per mele, agrumi, pere, peperoni dolci, uva da tavola e banane. Per il resto

dell’universo ortofrutta, l’indicazione è volontaria.

Non si fa menzione di informazioni temporali, come la data di raccolta, o relative ai trattamenti

post-raccolta. Fanno eccezione arance e limoni, che vengo spesso trattati con cere e

paraffine, che hanno in certi casi (gommalacca) il vantaggio di chiudere i pori della scorza e

quindi ridurre la respirazione del frutto. Inoltre, se vengono utilizzati fungicidi deve essere indicato

che la buccia non è edibile. L’indicazione è obbligatoria sulle etichette delle confezioni

(anche le reti), ma non per la merce venduta sfusa, anche se dovrebbe essere riportata sul

contenitore con cui il prodotto raggiunge il punto vendita.

Non indicare la varietà o la

cultivar non è positivo in ottica di

preservazione della qualità.

Abbiamo spesso ripetuto che temperatura e umidità relativa sono i due fattori esogeni più

importanti nella preservazione della qualità dell’ortofrutta. Il mantenimento dei livelli ottimali

è fondamentale soprattutto nella fase di trasporto, dove i fattori esterni come le condizioni atmosferiche

sono forzanti rispetto alle condizioni base i cui effetti devono essere rilevati e controllati.

Non ci dilunghiamo sulla questione perché l’utilizzo di appositi sensori di temperatura

è ormai obbligatorio a norma ATP, che contiene anche indicazioni chiare su dove vanno collocati.

Aggiungiamo solo tre punti. Il trasporto dell’ortofrutta richiede una misurazione precisa, e

un mantenimento con intervento immediato, della temperatura perché i valori in gioco, sempre

sopra lo zero, si situano in un intervallo abbastanza limitato il cui superamento ha effetti non

lineari. Se per qualunque motivo, il prodotto va sotto lo zero, insorgono danni da freddo, mentre

se si supera il limite verso l’alto l’attività respiratoria cresce a un ritmo molto rapido con le

conseguenze già dette (vedi tabella).

Da questo deriva il secondo punto. È necessario che la temperatura all’interno della cassa di

carico sia monitorata in modo pervasivo, evitando che vi siano zone dove per la direzione del

flusso di aria fredda in uscita dalle bocchette, per la disposizione del carico o per “zone calde”

presenti nella cassa per i motivi più diversi (anche l’orientamento del sole), porti a livelli non

uniformi di temperatura. Quindi più del minimo numero di sensori prescritto in ATP andrebbe

installato. Terzo punto, al sensore di temperatura va accoppiato un sensore di umidità relativa.

I gruppi frigo per l’ortofrutta operano a un regime compreso tra il 70 e l’85%, mentre abbiamo

visto che alcune tipologie di prodotto richiedono valori molto più alti. Nel caso si debbano

affrontare lunghi viaggi il deficit di umidità può portare a problemi. Non esistono ancora sul

mercato del trasporto ATP, a conoscenza di chi scrive, umidificatori a nebbia fredda a bassa

pressione o a ultrasuoni, giù utilizzati nelle celle e sui banchi delle GDO, o altri tipi, come il sistema

Naturefresh di Carrier per i container reefer.

OITAF | Q12 — Ortofrutta | pagina 63

Hooray! Your file is uploaded and ready to be published.

Saved successfully!

Ooh no, something went wrong!