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Constantin Hansen - Quaderno 37 - ottobre 2025

Questo Quaderno è dedicato a Constantin Hansen, pittore danese tra i protagonisti della cosiddetta Golden Age, che fece dell’Italia una tappa decisiva della propria formazione. In copertina appare il ritratto che l’amico Christen Købke gli dedicò poco prima della partenza: un’immagine che restituisce il momento in cui un giovane artista si affacciava a un nuovo mondo di esperienze e di visioni. Il viaggio condusse Hansen da Roma a Napoli e infine a Paestum, dove i templi dorici, immersi in una natura silenziosa e potente, seppero parlare al suo sguardo con un’intensità particolare. Nei disegni e nei dipinti qui raccolti si intrecciano lo studio attento delle forme e la suggestione luminosa del paesaggio mediterraneo, restituendo il fascino che le rovine esercitarono su generazioni di artisti. Un racconto che unisce biografia e immagini, per scoprire Paestum attraverso gli occhi di un pittore del Nord Europa in cerca dell’antico e della bellezza.

Questo Quaderno è dedicato a Constantin Hansen, pittore danese tra i protagonisti della cosiddetta Golden Age, che fece dell’Italia una tappa decisiva della propria formazione. In copertina appare il ritratto che l’amico Christen Købke gli dedicò poco prima della partenza: un’immagine che restituisce il momento in cui un giovane artista si affacciava a un nuovo mondo di esperienze e di visioni. Il viaggio condusse Hansen da Roma a Napoli e infine a Paestum, dove i templi dorici, immersi in una natura silenziosa e potente, seppero parlare al suo sguardo con un’intensità particolare. Nei disegni e nei dipinti qui raccolti si intrecciano lo studio attento delle forme e la suggestione luminosa del paesaggio mediterraneo, restituendo il fascino che le rovine esercitarono su generazioni di artisti. Un racconto che unisce biografia e immagini, per scoprire Paestum attraverso gli occhi di un pittore del Nord Europa in cerca dell’antico e della bellezza.

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Constantin Hansen

Lo sguardo del Nord

a Paestum

I Quaderni


Constantin Hansen. Lo sguardo del Nord a Paestum

Costabile Cerone

In copertina un ritratto di Constantin Hansen (Fig. 1)

eseguito a Copenaghen dal suo amico e collega Christen

Köbke poco prima della partenza per l'Italia. Il

giovane pittore, con il cappotto e un bastone da passeggio,

vi appare assorto, con lo sguardo di chi si prepara

a lasciare la propria terra per affrontare il lungo

viaggio verso il sud, inseguendo l'esperienza che per

gli artisti nordici rappresentava il culmine della formazione:

terra di luce, di memorie classiche e di ispirazione.

La scelta di partire non era soltanto un rito di

passaggio, ma la prova decisiva per misurarsi con

l'antico e con la natura mediterranea, tanto diversa

dai paesaggi severi della Danimarca.

Constantin Hansen (1804-1880) nasce in un contesto

culturale che riconosceva nell'arte un veicolo di identità

nazionale e allo stesso tempo un'apertura verso

l'Europa. Formatosi all'Accademia di Belle Arti di

Copenaghen, entra presto in contatto con quel gruppo

di artisti che la critica avrebbe poi identificato

come protagonisti della Golden Age danese. Tra di

essi spiccano Christen Köbke, il raffinato interprete

della pittura di paesaggio e di ritratto che partirà per

l'Italia insieme ad Hansen, e Jörgen Roed, il giovane

collega che lo raggiungerà qualche anno dopo, il cui

sodalizio non fu soltanto amicizia, ma un dialogo continuo

di esperienze e di ricerche. In questo ambiente

fertile e aperto al confronto, Hansen sviluppa un linguaggio

pittorico che unisce la disciplina del disegno

all'interesse per la resa atmosferica, con una sensibilità

attenta tanto al dato reale quanto alla suggestione

poetica.

La decisione di viaggiare in Italia maturò come conseguenza

naturale della sua formazione e come

necessità di confronto diretto con le opere

dell'antichità e del Rinascimento. Giunto nella penisola

a fine 1835, l'artista percorse le tappe consuete

dei viaggiatori stranieri. Roma, la città che gli diede i

natali nel 1804, con la sua stratificazione di epoche e

con la comunità internazionale di artisti, tra cui il celebre

scultore Bertel Thorvaldsen, suo connazionale e

mentore, costituì il centro di scambio e di studio (Fig.

3, 23). Qui l'artista consolida la sua conoscenza,

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osserva i grandi maestri, disegna rovine e monumenti

(Fig. 2, 4, 5), e si misura con la lezione della pittura

italiana. Ma è scendendo verso il Sud che

l'esperienza assume una dimensione nuova, fatta di

luce abbagliante, di paesaggi inediti e di rovine che

sembrano emergere dalla natura stessa. Tra queste,

Paestum occupa un posto particolare. L'antica città

greca, con i suoi tre imponenti templi dorici, si presentava

agli occhi dei viaggiatori come una visione

sospesa tra archeologia e mito. La solitudine del sito,

immerso nella campagna e avvolto da un'atmosfera

quasi irreale, colpiva profondamente la sensibilità

romantica degli artisti.

Hansen giunse nell'antica colonia greca nella primavera

del 1838 insieme al suo collega e compagno di

viaggio Jörgen Roed, arrivato in Italia nell'autunno

dell'anno precedente. La visita a Paestum si svolse

Fig. 1. Christen Købke (1810-1848)

Il pittore Constantin Hansen, 1834-1835

Olio su tela (87,5 x 107,5 cm)

Ribe Kunstmuseum, Ribe, Danimarca

Fig. 2. Constantin Hansen (1804-1880)

Tempio di Vesta, Roma, 1837

Olio su tela (100 x 75,5 cm)

SMK, Statens Museum for Kunst, Copenaghen

Fig. 2. Constantin Hansen (1804-1880)

Una compagnia di artisti danesi a Roma, 1837

Olio su tela (74 x 62 cm)

SMK, Statens Museum for Kunst, Copenaghen

Un gruppo di artisti danesi è riunito in una stanza a Roma per discutere

d'arte. Da sinistra, i personaggi raffigurati sono: l'artista stesso,

l'architetto Gottlieb Bindesbøll (1800-1856) - che sta parlando dei

suoi viaggi in Grecia -, Martinus Rørbye (1803-1848), lo scultore Wilhelm

Marstrand (1810-1873), Albert Küchler (1803-1866), Ditlev

Blunck (1798-1853) e Jørgen Sonne (1801-1890).

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Fig. 3. George Romney (1734 -1802)

Ritratto di Sir William Hamilton, 1783-1784

Olio su tela (65,1 x 76,8 cm)

National Gallery of Art, Washington

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tra maggio e giugno, come confermato da una lettera

di Roed inviata all'amico incisore Erling Eckersberg

datata 28 maggio 1838, in cui afferma: “Oggi andiamo

a Paestum, Const. & io”. Questa visita fu uno dei

momenti salienti del loro viaggio in Italia, dove

entrambi realizzarono numerosi disegni e schizzi, utilizzati

in seguito per la composizione di alcuni dipinti

a olio in studio. I templi dorici, con la loro imponenza,

esercitarono su Hansen una particolare attrazione,

colpito in particolare dalla luce che si rifletteva

sulle colonne dai colori caldi del travertino e dalla

maestosità dell'insieme. Di questa esperienza ci ha

lasciato testimonianza in alcune opere di grande valore

artistico e documentario.

Tra gli studi preliminari eseguiti sul posto, in una collezione

privata si segnala una vista ravvicinata delle

colonne del tempio di Nettuno (Fig. 6) da cui elaborò

successivi dipinti, tra cui una prima versione con un

pastore in primo piano (Fig. 7). Il dipinto è datato

1837, sebbene il viaggio a Paestum sia collocato

l'anno successivo; questa discrepanza può essere

spiegata, come suggerito dal catalogo del 1901,

come una svista o un errore di memoria dell'artista al

momento della datazione dell'opera, un'anomalia

riscontrata in alcuni altri dipinti. La seconda versione

(Fig. 8), commissionata l'anno successivo da Bertel

Thorvaldsen (Fig. 9) e conservata a Copenaghen nel

museo a lui dedicato, mostra un bambino seduto che

suona il flauto, accompagnato da un cane (Fig. 10),

una figura che utilizzerà anche per altre vedute e di

cui si conserva un disegno a matita (Fig. 12). La terza

versione, dipinta nel 1842, di maggiori dimensioni,

affianca al suonatore di flauto un giovane ragazzo in

piedi (Fig. 11). Una veduta completa del tempio di

Nettuno si conserva in collezione privata (Fig. 13),

datate 1838, sono invece due vedute riprese

dall'interno del tempio: una vista verso sud, con la

Basilica (Tempio di Hera I) in secondo piano (Fig.

14), e l'altra verso nord, che usa le sue enormi colonne

doriche per incorniciare il lontano tempio di Cerere

(Atena) (Fig. 15).

Un'altra serie di dipinti, dai colori luminosi, fu realizzata

da uno studio della luce sulle colonne di

quest'ultimo, ripreso dall'interno in una prospettiva

più ampia, con il mare sullo sfondo, la cui tonalità di

blu, unita all'azzurro del cielo, contrasta con il giallo

dorato del travertino (Fig. 16). La marcata differenza

di colore e di intensità restituisce l'impressione di

una calda giornata con una forte luce solare. Hansen

utilizzò questa veduta più volte, nel 1841 (Fig. 18) e

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nel 1854 (Fig. 22), dove in entrambi i dipinti a olio

inserì la figura di un pastorello precedentemente

raffigurato in due versioni (Fig. 17, 19), di cui quella

più piccola conservata al Statens Museum for Kunst a

Copenaghen. In una successiva versione, datata

1875 (Fig. 20), inserisce in primo piano due pastorelli,

tra cui il suonatore di flauto con il cane già utilizzati.

L'avventura italiana di Hansen non si esaurisce a Paestum,

ma in questo luogo trova un momento di sintesi.

L'artista che era partito da Copenaghen, ritratto

dal pennello dell'amico Köbke, giunge a maturare

una visione nuova, arricchita dal contatto con la storia

e con la natura. Le rovine doriche diventano per

lui il segno tangibile di una civiltà passata che continua

a parlare al presente, e la sua arte si fa testimonianza

di questo dialogo senza tempo.

Fig. 4. Constantin Hansen (1804-1880)

Modella a riposo, 1839

Olio su tela (55 x 40 cm)

Ny Carlsberg Glyptotek, Collezione Moderna,

Copenaghen

Fig. 5. Constantin Hansen (1804-1880)

Foro romano, 1846

Olio su tela (84 x 67 cm)

Collezione privata, Danimarca

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Fig. 6. Constantin Hansen (1804-1880)

Studio su Paestum, 1838

Olio su carta incollato su legno (24 x 18 cm)

Collezione privata, Monaco

Studio per il dipinto conservato al Museo Thorvaldsen

Fig. 7. Constantin Hansen (1804-1880)

Tempio di Poseidone a Paestum, 1837 (1838)

Fotografia

Biblioteca Reale di Danimarca Copenaghen

L'opera originale è appartenuta al ministro danese

Lehnsbaron Rosenorn-Lehn di Orebygaard

Il dipinto è firmato e datato dall'artista 1837. Si noti che il

viaggio di Hansen a Paestum è documentato del 1838. La

datazione precedente potrebbe essere dovuta a un successivo

errore di memoria dell'artista, come indicato dal

catalogo del 1901 per altri casi simili.

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Fig. 8. Constantin Hansen (1804-1880)

Tempio di Poseidone a Paestum, 1839

Olio su tela (34 x 30,1 cm)

Thorvaldsens Museum, Copenaghen

Il dipinto fu commissionato da Bertel Thorvaldsen

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Fig. 9. Ditlev Blunck (1798-1853)

Ritratto di Bertel Thorvaldsen, Roma,1837

Olio su tela (102 x 139 cm)

Goethe Museum, Francoforte

Fig. 10. Constantin Hansen (1804-1880)

Un cane da pastore a Paestum, 1838

Olio su tela (20 x 30 cm)

Collezione privata, Copenaghen

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Fig. 11. Constantin Hansen (1804-1880)

Tempio di Nettuno, Paestum, 1842

Olio su tela (30 x 34,3 cm)

Collezione privata

(venduto da Sotheby's, Londra)

Fig. 12. Constantin Hansen (1804-1880)

Pastorello che suona il flauto, 1839

Matita su carta (8 x 9 cm)

Collezione privata, Copenaghen

Schizzo preparatorio per il dipinto del 1839 "Tempio di

Poseidone a Paestum", ora al Museo Thorvaldsen

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Fig. 13. Constantin Hansen (1804-1880)

Veduta del Tempio di Poseidone a Paestum

Olio su tela (22 x 27 cm)

Collezione privata, Copenaghen

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Fig. 14. Constantin Hansen (1804-1880)

Vista della Basilica dal tempio di Nettuno, 1838

Olio su carta incollato su legno (43x 38 cm)

Sorø Art Museum, Sorø, Danimarca

Fig. 15. Constantin Hansen (1804-1880)

Colonne del tempio di Nettuno a Paestum, 1838

Olio su tela (25,4 x 32,1 cm)

The MET, Metropolitan Museum of Art, New York

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Fig. 16. Constantin Hansen (1804-1880)

Il Tempio di Atena a Paestum, 1838

Olio su tela (29 x 30 cm)

SMK, Statens Museum for Kunst, Copenaghen

Fig. 17. Constantin Hansen (1804-1880)

Un pastorello, 1838

Olio su carta montato su tela (19,5 x 25,5 cm)

SMK, Statens Museum for Kunst, Copenhagen

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Fig. 18. Constantin Hansen (1804-1880)

Il Tempio di Atena a Paestum, Roma, 1841

Olio su tela (58 x 61 cm)

Ribe Kunstmuseum, Ribe, Danimarca

Fig. 19. Constantin Hansen (1804-1880)

Un pastorello di Paestum, 1838

Olio su tela (28 x 40 cm)

Collezione privata, Copenaghen

Il pastorello è un modello per una figura in "Il tempio

di Cerere a Paestum" del 1841

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Fig. 20. Constantin Hansen (1804-1880)

Il Tempio di Cerere a Paestum, 1875

Olio su tela (45 x 45 cm)

Collezione privata, Copenaghen

Fig. 21. Constantin Hansen (1804-1880)

Pastore che suona il flauto

Matita acquerello su tela (19 x 25 cm)

Collezione privata, Copenaghen

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Fig. 22. Constantin Hansen (1804-1880)

Pastore nel tempio, Paestum, 1854

Olio su tela (32,6 x 39,9 cm)

National Museum of Art, Architecture and Design,

Oslo, Norvegia

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Fig. 23. Ditlev Blunck (1798-1853)

Artisti danesi nell'osteria La Gensola a Roma, 1837

Olio su tela (99,4 x 74,5 cm)

Thorvaldsens Museum, Copenaghen

A capotavola, a destra, Bertel Thorvaldsen. Alla sua destra, Ernst

Meyer, Ditlev Blunck in persona e Jørgen Sonne (con il cappello).

Sulla soglia, Constantin Hansen (con il cappello). Gottlieb Bindesbøll,

che parla con il cameriere, e dietro di lui Wilhelm Marstrand. All'altra

estremità del tavolo, a sinistra, Albert Küchler sta disegnando.

Riferimenti bibliografici:

Emil Hannover, Maleren Constantin Hansen, en studie i dansk

kunsthistorie, Udgiven af Kunstforeningen, 1901 (Catalogo

ragionato delle opere di Constantin Hansen pubblicato dalla Arts

Association di Copenaghen)

H. P. Rohde, En guldaldermaler i Italien. Kunsthistorisk mosaik

sammensat af breve og optegnelser hidrørende fra Constantin

Hansen og hans kreds, Lademann, Copenaghen, 1977

Bjarne Jørnæs, Stig Miss (a cura di), Constantin Hansen 1804-

1880, Thorvaldsens Museum/Aarhus Art Museum, 1991

Andrea De Rosa, Paolo Antonacci, Pittori danesi a Roma

nell'Ottocento, P. Antonacci, Roma, 2004

Jytte Keldoborg (a cura di), Gli artisti danesi ad Olevano e

dintorni - dall'Età dell'Oro al XXI secolo, AMO, Olevano

Romano, 2011

Monica Esposito, L'Accademia in viaggio: Il tour italiano degli

architetti danesi tra Settecento e Ottocento, Federico II

University Press - fedOA Press, Napoli, 2021

Eric Maurice Fonsenius, Carl Christian Constantin Hansen,

Books on Demand, 2022

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Questo Quaderno è dedicato a Constantin Hansen,

pittore danese tra i protagonisti della cosiddetta Golden

Age, che fece dell'Italia una tappa decisiva della

propria formazione. In copertina appare il ritratto

che l'amico Christen Købke gli dedicò poco prima

della partenza: un'immagine che restituisce il

momento in cui un giovane artista si affacciava a un

nuovo mondo di esperienze e di visioni. Il viaggio

condusse Hansen da Roma a Napoli e infine a Paestum,

dove i templi dorici, immersi in una natura

silenziosa e potente, seppero parlare al suo sguardo

con un'intensità particolare. Nei disegni e nei dipinti

qui raccolti si intrecciano lo studio attento delle

forme e la suggestione luminosa del paesaggio mediterraneo,

restituendo il fascino che le rovine esercitarono

su generazioni di artisti. Un racconto che unisce

biografia e immagini, per scoprire Paestum

attraverso gli occhi di un pittore del Nord Europa in

cerca dell'antico e della bellezza.

Immagine di copertina

Christen Købke (1810-1848)

Il pittore Constantin Hansen, 1834-1835

Ribe Kunstmuseum, Danimarca

collana

I Quaderni dell’Arte

a cura di Costabile Cerone

Quaderno 37 - ottobre 2025

Constantin Hansen

Lo sguardo del Nord a Paestum

Copyright: © 2025 PAESTUMinARTE

Questo è un articolo ad accesso aperto distribuito secondo i termini della Creative Commons

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