Linee guida per l’Edilizia sostenibile_21x21_2025
Linee guida per l'edilizia sostenibile nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
Linee guida per l'edilizia sostenibile nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
- Nessun tag trovato…
Trasformi i suoi PDF in rivista online e aumenti il suo fatturato!
Ottimizzi le sue riviste online per SEO, utilizza backlink potenti e contenuti multimediali per aumentare la sua visibilità e il suo fatturato.
Linee guida
per l’edilizia sostenibile
nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente
Capoterra e Campidano di Cagliari
Linee guida
per l’edilizia sostenibile
nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente
Capoterra e Campidano di Cagliari
Crediti
Linee guida per l’edilizia sostenibile
nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
GAL Sulcis Iglesiente
Capoterra e Campidano di Cagliari
www.galsulcisiglesiente.it
Prof. Cristoforo Luciano Piras
Dott.ssa Nicoletta Piras
Dott.ssa Laura Carta
Ing. Marco Piccolo
Dott.ssa Francesca Murgia
Ing. Paola Serra
Centro Regionale di Programmazione Regione Autonoma della Sardegna
www.regione.sardegna.it
ASSESSORADU DE SA PROGRAMMATZIONE, BILANTZU,
CRÈDITU E ASSENTU DE SU TERRITÒRIU
ASSESSORATO DELLA PROGRAMMAZIONE, BILANCIO,
CREDITO E ASSETTO DEL TERRITORIO
Dott. Gianluca Cadeddu
Avv. Francesca Lissia
Ing. Marco Naseddu
Dott.ssa Sonia Congiu
Consulenza Linee guida
Lucense
www.lucense.it
Coordinamento tecnico
Arch. Rainer Toshikazu Winter
Esperti
Ing. Giampietro Tronci
Arch. Gabriele Casu
Ing. Emanuele Piras
Arch. Alceo Vado
Revisione testi
Poliste
Stampa su carta ecologica certificata
Foto in copertina
Daniele Atzori
Progetto Grafico
Alfredo Scrivani
Stampa
Publiedil Service
Indice
Indice
1.
2.
3.
3.1
3.2
3.3
3.4
Introduzione
Le Linee guida per l’edilizia sostenibile
L’analisi territoriale
I comuni del territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra
e Campidano di Cagliari
La situazione del settore edile nel territorio del GAL
Le tecniche costruttive tradizionali
I materiali locali territoriali
9
11
13
20
23
26
29
5
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
4.
4.1
4.1.1
4.1.2
4.1.3
4.1.4
4.1.5
4.1.6
4.2
4.2.1
4.2.2
4.2.3
4.2.4
4.3
4.3.1
4.3.2
4.3.3
Il vademecum
I sistemi dell’edilizia sostenibile
Il recupero e riciclo
I materiali naturali della bioedilizia
Le risorse naturali della Sardegna: verso l’economia circolare
La bioclimatica: sistemi passivi per la climatizzazione naturale
nel periodo invernale
La bioclimatica: sistemi passivi per la climatizzazione naturale
nel periodo estivo
Il comfort climatico Indoor: Abitare Mediterraneo in Sardegna
Le prestazioni di efficienza energetica verso nZEB
L’elevata efficienza dell’organismo edificio-impianti
La sostenibilità dell’involucro edilizio altamente prestante
L’impiego di energie rinnovabili
I livelli di Energia Quasi Zero in ambito mediterraneo
La gestione sostenibile delle risorse idriche
L’impiantistica per il risparmio idrico
La permeabilità delle superfici esterne
La depurazione naturale delle acque
33
36
36
37
39
42
44
46
49
51
53
55
56
57
59
60
61
6
Indice
4.3.4
4.4
4.4.1
4.4.2
4.4.3
4.4.4
L’accumulo idrico
La tutela del paesaggio e della sostenibilità territoriale
I materiali e le ecnologie tradizionali locali per i sistemi
di demarcazione dei confini di proprietà
Le tipologie delle pertinenze esterne
La gestione del verde
La gestione sostenibile degli ambiti territoriali
62
63
67
69
71
73
Le schede tecniche
delle Linee guida per l’edilizia sostenibile
77
Glossario
137
7
1. Introduzione
1.
1.
Introduzione
Queste Linee guida sono il frutto di anni
di lavoro che hanno visto il GAL operare
come agenzia di sviluppo alla riscoperta
e alla valorizzazione di materiali,
tecniche, saperi e talenti locali.
Fin da epoche lontane nel nostro
territorio si sono costruiti edifici in
terra cruda, che hanno dato vita a
importanti agglomerati urbani che oggi
vengono comunemente riconosciuti
come Furriadroxius e Medaus, luoghi
di incontro e scambio, di confronto e
crescita condivisa.
Quello che oggi stiamo finalmente
mettendo a sistema si avvertiva già
alla fine degli anni ottanta dello scorso
secolo, quando importanti esperienze
di riscoperta dei materiali locali hanno
caratterizzato la vita di alcuni centri del
territorio. Artisti di fama internazionale
hanno lavorato e creato utilizzando la
pietra del luogo - il marmo statuario,
il marmo nero, il granito, la trachite
e l’onice – al fine di rendere l’arredo
urbano un elemento di unione tra
tradizione e innovazione.
Nella speranza che queste Linee guida
vengano adottate da tutti i comuni del
GAL, sono fermamente convinto che
possano rappresentare un ponte tra
passato e futuro, un punto di ripartenza
per il settore edile e per l’intera filiera
innescando un circolo virtuoso di
sviluppo che faccia diventare il Sulcis
Iglesiente una eccellenza nel campo
dell’edilizia sostenibile e della bioedilizia.
Cristoforo Luciano Piras
Presidente del GAL Sulcis Iglesiente
Capoterra e Campidano di Cagliari
9
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
10
2. Le Linee guida dell’edilizia sostenibile
2.
Le Linee guida per l’edilizia
sostenibile
Foto: Daniele Atzori
Le Linee guida per l’edilizia sostenibile
si inseriscono nella strategia di sviluppo
del GAL, nata nel 2016 con il percorso
“Chi partecipa conta!” e ancora oggi in
fase di attuazione. Si è scelto di tradurre
i principi di sostenibilità ambientale,
economica e sociale in un’azione -
certificata da Sardegna Ricerche come
azione innovativa per il territorio - che
ha portato al progetto pilota “edilizia
sostenibile e bioedilizia nel territorio del
Sulcis Iglesiente”.
Nei primi mesi del 2020 il GAL ha avviato,
con la collaborazione dell’organismo
di ricerca Lucense e di un gruppo di
architetti e ingegneri del territorio, il
processo di elaborazione delle Linee guida
coerentemente con tecniche tradizionali
locali e in continuità con la storia, le
tradizioni e il paesaggio.
L’obiettivo è quello di integrare gli
interventi infrastrutturali di tipo edilizio con
il paesaggio utilizzando le risorse naturali
locali, materiali non inquinanti e riciclabili
oltre che impianti a basso consumo
energetico, in un’ottica di economia
circolare e sviluppo territoriale sostenibile.
La linea d’azione è netta: d’ora in avanti
tutti gli interventi strutturali finanziati
nella strategia territoriale del GAL
dovranno essere conformi ai principi
dell’edilizia sostenibile contenuti in
queste Linee guida. Nella speranza che
questo lavoro ambizioso rappresenti
un ulteriore mattone importante per la
crescita del territorio.
Un particolare ringraziamento va
all’ingegnere Marco Naseddu del
CRP della Regione Sardegna, che
con competenza e professionalità ha
supportato e supporta il GAL in questo
tema complesso.
Nicoletta Piras
Direttrice del GAL Sulcis Iglesiente
Capoterra e Campidano di Cagliari
11
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
Foto: Daniele Atzori
12
3. L’analisi territoriale
3.
L’analisi territoriale
Premessa
Le Linee guida per l’edilizia sostenibile
e le relative Schede tecniche, oggetto
del presente documento, sono state
elaborate nell’ambito della più ampia
azione di sistema “edilizia sostenibile e
bio-edilizia” attuata nel Sulcis Iglesiente
e promossa dal GAL Sulcis Iglesiente
Capoterra e Campidano di Cagliari, in
collaborazione con l’Agenzia regionale
Sardegna Ricerche per l’attuazione del
Piano d’Azione “Qualità e sostenibilità
per uno sviluppo rurale integrato” e
in accordo con il Centro Regionale
di Programmazione della Regione
Sardegna.
Il percorso avviato unisce il tema
della sostenibilità e la crescita di
competitività della filiera dell’edilizia.
Esso necessita di una nuova e diversa
gestione del territorio, delle sue risorse
e potenzialità nonché un più attivo
approccio al cambiamento e alla
valorizzazione di modelli di sviluppo
socio-economico basati sullo sviluppo
sostenibile, attraverso un orientamento
multidisciplinare e integrato.
La scelta di sviluppare questa azione,
capace di stimolare una stretta sinergia
tra la Strategia regionale per lo sviluppo
locale e la Strategia regionale per lo
sviluppo sostenibile che costituiscono
due ambiti programmatici sui quali da
tempo la Regione Sardegna ha deciso
di investire risorse per garantirne uno
sviluppo coordinato, e che rappresentano
altresì due elementi fondanti del
Programma Regionale di Sviluppo (PRS)
2020-2024 della Regione Sardegna
- e la volontà di incentivare il settore
dell’edilizia sostenibile a livello locale,
nascono dalle esigenze e proposte
emerse durante il percorso partecipativo
attuato dal GAL nel 2016 per la stesura
del Piano d’Azione.
Il GAL, infatti, nella Programmazione
2014-2020 ha colto la sfida lanciata
dal legislatore europeo di utilizzare
l’approccio allo sviluppo locale di
tipo partecipativo “Community Led
Local Devolopment (CLLD)” come
un’opportunità per attivare una politica
di sviluppo calata sulle esigenze
territoriali. Attraverso il coinvolgimento e
l’integrazione di diversi fondi strutturali
ha posto le basi per la costruzione di un
processo sperimentale di partecipazione
e coinvolgimento democratico degli
attori locali, delineando una traiettoria
condivisa di sviluppo nel medio-lungo
periodo che ha come filo conduttore
la sostenibilità ambientale, sociale ed
economica.
13
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
Foto: Daniele Atzori
14
3. L’analisi territoriale
Foto: Daniele Atzori
15
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
Per questa ragione, come previsto dalla
Smart Specialisation Strategy (S3) della
Regione Sardegna - che si articola sul
paradigma secondo il quale per creare
sviluppo nei territori occorre essere
propensi all’innovazione, saper attivare
competenze tecniche specialistiche e
mettere insieme tutti gli elementi che
compongono una filiera produttiva, e che
richiama la bioeconomia e l’economia
circolare come priorità trasversali - il
GAL ha deciso di attivare un’azione per
la promozione dell’edilizia sostenibile,
cercando di incentivare la nascita
e la crescita di una vera e propria
filiera economica al fine di collegare
il finanziamento di tutti gli interventi
infrastrutturali inseriti nelle Misure del
Piano d’Azione all’applicazione concreta
delle Linee guida per l’edilizia sostenibile.
Sempre in linea con quanto stabilito
dalla Politica di coesione 2014-2020
nell’attuare le priorità di Europa 2020
per una crescita intelligente, sostenibile
ed inclusiva che attribuisce un
ruolo fondamentale all’elaborazione
di strategie nazionali/regionali
di specializzazione intelligente, e
anticipando in parte gli indirizzi su cui
si fonda la costruzione dei programmi
e degli strumenti operativi del ciclo di
Programmazione 2021- 2027, il GAL ha
sostenuto in questi anni un percorso
di capitalizzazione e condivisione della
conoscenza e un policy mix in grado di
assicurare l’innesco delle trasformazioni
prefigurate, come di seguito illustrato.
Innovazione e buone prassi
Il GAL, attraverso la collaborazione dei
partner coinvolti, ha avuto la possibilità
di diffondere nel territorio buone prassi
già sperimentate e di successo capaci di
trasmettere innovazione.
Individuazione di competenze
tecniche specialistiche
Il GAL, a seguito del coinvolgimento in
processi partenariali degli attori locali,
ha individuato nell’area di riferimento un
gruppo di professionisti (in particolare
ingegneri e architetti) con competenze
tecniche di altissimo livello che operano
da anni nel territorio nel settore
dell’edilizia sostenibile e che già nella
scorsa Programmazione avevano
lavorato nell’ambito di un finanziamento
per la realizzazione di un agriturismo
integralmente concepito con materiali
ecosostenibili.
Foto: Ricostruzione muraria in làdiri Arch. Alceo Vado
16
17
3. L’analisi territoriale
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
Formazione di operatori
specializzati
Dall’analisi dell’esperienza maturata
nella precedente programmazione e
il coinvolgimento del partenariato, è
emerso che nel territorio gli operatori
edili non possiedono le conoscenze e
le competenze necessarie per operare
secondo i principi dell’edilizia sostenibile,
con il conseguente ritardo nel lavoro e
la minore qualità nel risultato. Il GAL, in
collaborazione con l’agenzia formativa
IFOLD (Avviso POR Sardegna FSE 2014-
2020 “Misure integrate tra sviluppo locale
partecipativo e occupazione nell’ambito
della Green & Blue economy – Linee di
sviluppo progettuale 2 e 3”), ha pertanto
avviato un corso di formazione specifico
indirizzato alla formazione di maestranze
specializzate in edilizia sostenibile.
Attivazione di tutti gli operatori
della filiera
Il GAL, in collaborazione con i tecnici
specializzati coinvolti nell’azione, sta
realizzando la mappatura di tutti gli attori
che a livello regionale compongono
la filiera dell’edilizia sostenibile, con
particolare attenzione all’individuazione
dei soggetti fornitori dei materiali
biocompatibili per garantire l’efficienza e
la sostenibilità finanziaria e ambientale
degli interventi incentivati.
La governance istituzionale
Al fine di dare attuazione concreta a
quanto auspicato dalla S3, il GAL ha
effettuato una scelta coraggiosa nel
prevedere che tutti gli interventi di
costruzione, di ristrutturazione e di
miglioramento dei beni immobili da
finanziare nella Programmazione 2014-
2020 attraverso i bandi del GAL devono
essere obbligatoriamente orientati verso
i principi dell’edilizia sostenibile per poter
essere ammessi al finanziamento. Il GAL
sta inoltre coinvolgendo attivamente
tutte le amministrazioni locali affinché
le Linee guida possano divenire uno
strumento adottato in tutte le politiche
pubbliche locali.
All’interno del quadro programmatico
regionale richiamato e delle relative
procedure di attuazione, le Linee guida
per l’edilizia sostenibile e le Schede
tecniche non hanno la pretesa di
rappresentare una guida scientifica o di
essere interpretate come sostitutive delle
competenze e capacità progettuali dei
tecnici. Piuttosto devono essere intese
come un utile strumento di lavoro, avente
come principale obiettivo la divulgazione
e la diffusione all’interno del territorio del
GAL dei concetti basilari sui quali si fonda
l’edilizia sostenibile. Si tratta di un primo
tassello che intende far comprendere
ai futuri beneficiari e ai tecnici degli
enti locali che lo sviluppo della filiera
dell’edilizia sostenibile può costituire una
reale risorsa e non semplicemente un
obbligo da rispettare per poter accedere
agli incentivi previsti dalle procedure di
sostegno all’attività di impresa.
18
3. L’analisi territoriale
Foto: Musei, Casa Asquer, Archivio Ignazio Garau
19
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
3.1
I comuni del territorio del GAL Sulcis Iglesiente
Capoterra e Campidano di Cagliari
L’area di intervento del GAL Sulcis
Iglesiente Capoterra e Campidano di
Cagliari comprende 22 comuni localizzati
nella zona sud-ovest della Sardegna
ed è caratterizzata da un esteso tratto
costiero ricco di suggestivi e variegati
paesaggi ed alcuni rilievi montuosi
che, con modesta altitudine, si ergono
su una morfologia prevalentemente
collinare interrotta, nella zona centrale e
meridionale, dalle pianure del Cixerri e del
Basso Sulcis.
La popolazione complessiva è di 77.561
abitanti. I Comuni di competenza
del GAL sono, in ordine alfabetico:
Buggerru, Carloforte, Domus de Maria,
Domusnovas, Fluminimaggiore, Giba,
Gonnesa, Masainas, Nuxis, Perdaxius,
Piscinas, Pula, San Giovanni Suergiu,
Santadi, Sant’Anna Arresi, Sant’Antioco,
Siliqua, Teulada, Tratalias, Vallermosa,
Villamassargia, Villaperuccio.
Fino al periodo storico contemporaneo,
ovvero verso la fine del periodo
preindustriale, in Sardegna permane la
genesi della propria cultura costruttiva
e della tipologia insediativa locale,
consolidate nella cosiddetta epoca
giudicale. Ovvero, quattro Stati autonomi,
all’interno di una stessa isola, finalmente
privi di qualunque conflittualità
istituzionale, che si auto-governano con
proprie leggi specifiche (tra loro simili),
note con l’appellativo di Carte de logu,
che regolano gli aspetti insediativi e
persino gli usi domestici, ivi compresi i
materiali costruttivi e i rapporti con gli
eventuali Maestri de muru, quali operatori
di settore. Come regola della costruzione
domestica è infatti di norma quella
dell’auto- costruzione.
Fig.1: Contesto geografico dei Comuni del
GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano
di Cagliari.
Contains modified Copernicus Sentinel data
(2019), processed by ESA, CC BY-SA 3.0 IGO.
20
21
3. L’analisi territoriale
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
22
3. L’analisi territoriale
3.2
La situazione del settore edile nel territorio del GAL
Foto: Is Loccis Santus
Comune di San Giovanni
Suergiu
Da una recente fotografia dello stato
attuale (pre-pandemia Covid 19),
svoltasi nell’ambito dell’analisi di
contesto realizzata dal gruppo di
lavoro costituito dall’ATI - incaricata
per l’assistenza tecnica a Sardegna
Ricerche (ISRI e Poliste) inerente al
Bando Bioeconomia - emerge una
rappresentazione molto significativa
del settore edile in Sardegna.
Le imprese che hanno saputo
sopravvivere alla grave crisi del
settore che è esplosa nel 2008 e ha
mostrato i primi segni di inversione di
tendenza soltanto negli ultimi anni –
evidenziando nella ristrutturazione in
chiave energetica il mercato principale
- si sono concentrate, per garantire la
loro competitività su un mercato molto
fragile, sui seguenti temi:
• Formazione e aumento delle
competenze delle risorse umane.
• Capacità di lavorare in rete con altri
operatori del settore al fine di offrire
servizi maggiormente competitivi.
• Investire in innovazione e sviluppo e
attrezzature performanti.
• Saper competere nel segmento
delle prestazioni elevate in termini di
efficienza energetica (tendenza Energia
Quasi Zero).
• Consapevolezza dei materiali bioedili e
utilizzo di risorse rinnovabili.
Mentre il mercato delle costruzioni
nuove è in costante diminuzione, sono
aumentati gli interventi mirati al recupero
delle strutture esistenti in chiave di
efficienza energetica, anche grazie ai
meccanismi incentivanti delle detrazioni
fiscali. In quest’ottica – dopo il periodo
di lockdown all’inizio del 2020 – e la
conseguente contrazione drammatica
di tutte le attività produttive – il Decreto
Rilancio propone delle formule mirate
di intervento indirizzato al settore delle
costruzioni, con un chiaro obiettivo:
quello di spingere attivamente il
settore delle ristrutturazioni mirando
all’efficientamento energetico.
23
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
24
3. L’analisi territoriale
Il valore strategico regionale per
le imprese edili
Per il settore edile in Sardegna questo
momento rappresenta un’opportunità
unica per proporre un approccio
integrato, basato sull’intesa fra
committenza, progettazione ed
esecuzione dei lavori verso nuovi
livelli di sostenibilità ambientale e
prestazioni energetiche sempre più
elevate richieste dall’Unione Europea.
Riuscire a interpretare la situazione
attuale attraverso una risposta, sinergica
di sistema del comparto potrebbe
realmente significare un rilancio del
settore, articolato attraverso i tre assi
sotto descritti:
Garantire elevate prestazioni
e comfort abitativo
Qualità e prestazioni pensati per durare,
da proporre attraverso un calcolo di
costo- beneficio da proiettare nel mediolungo
tempo.
Assicurare la sostenibilità delle
fonti di energia utilizzate
La questione energetica in Sardegna
è particolarmente importante, e
rappresenta la possibilità di applicare
in modo mirato soluzioni che
permetterebbero di chiudere un ciclo
virtuoso fra produzione locale
(fotovoltaico, eolico, biomassa) e
consumo sul posto, verso livelli nZEB –
nearly Zero Energy Buildings.
Promuovere la filiera territoriale
in termini di prodotti e
competenze
Per sostenere il settore edile sardo
serve anche una nuova consapevolezza
inerente alle materie prime importate
ed ai prodotti semifiniti provenienti
dall’esterno dell’Isola. Investire sulle
capacità tecniche e la crescita delle
competenze locali per rendere queste più
autonome, sia sotto il profilo del knowhow
da mettere in campo, sia nell’utilizzo
consapevole delle risorse naturali
presenti.
In questo contesto, il rilancio del settore
edile sardo può passare attraverso
la conversione di un comparto con
un impatto ambientale attuale – a
livello europeo tuttora molto elevato,
responsabile da solo del 40% di emissioni
di CO2 in atmosfera – in uno basato
su un’edilizia sostenibile all’insegna
dell’economia circolare.
25
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
3.3
Le tecniche costruttive tradizionali
Per i caratteri e le note peculiarità
della mineralogia locale, il territorio in
questione, fin dalla preistoria e sino
all’era premoderna ha rappresentato
per l’intera isola (e non solo) il sito di
maggiore importanza per il prelievo
di combustibili fossili e di interesse
metallurgico. Per questo motivo, anche
i caratteri della cultura costruttiva di
base e quelli della tipologia insediativa
locale sono legati ad un sistema
socio-comunitario sintetizzabile con la
definizione complessa di “territorio di
fondazione”.
Rispetto alle altre aree della Sardegna,
prevalentemente omogenee, è infatti
verificabile che tale particolarità sia un
vissuto sintomatico che rende carico
di significanti insediativi il territorio
del GAL. Il principio dell’abitazionecomunità
Furriadroxius e Medaus
rappresenta la costante imprescindibile
dell’abitare storico nel distretto del
GAL di riferimento. Le predilezioni
storico-costruttive, originate da tale
scelta d’utilità rurale, rendono poi unici
anche i modelli edificatori del villaggio
accentrato, soprattutto riguardo ai
materiali e le materie prime con cui si
realizzano gli edifici.
Così, nel comprensorio del Sulcis-
Iglesiente, oltre all’impronta insediativa
che qualifica i paesaggi storici, riveste
pari dignità e sostenibilità la ricca e
ampia varietà di prodotti lapidei (trovanti
locali o da cava) e di malte naturali o
ibride (oggi diremmo biocomposite)
che l’autosufficienza costruttiva ha
utilizzato con sapiente maestria. La
discontinuità geografica della Sardegna
del variegato mondo dei prodotti edili
d’alto forno, disponibili invece fin
dall’epoca pre-moderna nelle regioni
italiane continentali, ha consentito
nell’isola un’evoluzione locale colta, di
buone pratiche, soprattutto nell’uso
dell’argilla come legante naturale, diverso
da quelli ottenuti per disidratazione da
cottura - con il conseguente dispendio
energetico legato a quest’ultima - come
le calci e ancora più antitetico a quelli
d’alto forno come il cemento. L’Argilla,
una materia prima talmente abbondante
nell’isola, per varietà e quantità, da
diventare nuovamente un materiale
locale interessante, insieme ad alcuni
altri, nell’ottica dell’economia circolare
territoriale che può sicuramente portare
elementi utili per individuare una via per
uscire dalla crisi del settore edile sardo.
26
3. L’analisi territoriale
2 - Cuili - Stazzu Furriadroxius
3 - Tipo elementare pluricellulare
Fig.2: Tipologie prevalenti della casa:
Re-editing della Tavola 69 “Distribuzione
delle forme prevalenti delle dimore rurali
sarde”, tratta da pagina 185 del libro
di Osvaldo Baldacci: “La casa rurale in
Sardegna”, pubblicato dal Consiglio Nazionale
delle Ricerche (Comitato per la geografia, la
geologia e la talassografia), e stampato dal
Poligrafico Toscano, Firenze-Empoli, 1952.
14 - Forme miste
2 - tipo della valle dei Cixerri
3 - Tipo di Teulada
Confini del GAL Sulcis Iglesiente
Capoterra e Campidano di Cagliari
27
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
Fig. 3: Re-editing della tavola 70, “Alcune
forme tipiche della casa rurale sarda”, tratta
da pagina 185 del libro di Osvaldo Baldacci:
“La casa rurale in Sardegna”, pubblicato dal
Consiglio Nazionale delle Ricerche (Comitato
per la geografia, la geologia e la talassografia),
e stampato dal Poligrafico Toscano, Firenze-
Empoli, 1952.
11 - Tipo a corte antistante dei campedani
14 - Furriadroxius
15 - Tipo elementare carlofortino
28
3. L’analisi territoriale
3.4
I materiali locali territoriali
La terra cruda
Qualsiasi tipo di argilla, quasi sempre
già presente in percentuale appropriata,
rende un semplice conglomerato di terra
adeguato a realizzare i biblici mattoni
crudi (in Sardegna detti làdiri), che
costituiscono un manufatto base per
l’architettura identitaria del territorio. La
stessa miscela di terra e argilla allo stato
naturale o additivata con una ragionevole
quantità di legante da cottura, quale
il grassello di calce aerea o una pasta
a base idraulica, rappresenta l’altra
importante caratteristica edile locale. Le
formule della tradizione ostentano nei
beni storici una vasta gamma di malte,
usate in altrettante prassi costruttive
e/o per finiture edili. Oggi, nell’ambito del
costruire sostenibile, la valorizzazione
di questa materia prima non si dovrà
limitare a proporre il riuso dei manufatti
di base, come ad esempio il sopra
indicato mattone crudo, ma andrà estesa
all’esaltazione propositiva dell’intera
filiera tecnologica. Il rilancio del mattone
crudo è l’occasione per la riscoperta e la
tutela dei molteplici impieghi dell’argilla
stemperata nel conglomerato di terra.
Si tratta di un vero biocomposto,
estraibile a freddo e direttamente dalla
natura, senza energia indotta e riciclabile
all’infinito.
I làdiri possono essere messi in opera
con semplice manualità artigiana o,
quando necessario, con l’energia che il
cantiere moderno ritiene indispensabile
per compensare le fatiche operative o
per accelerare i tempi di realizzazione,
comunque attraverso processi meccanici
poco energivori.
La pietra locale
Nella tradizione storica del territorio,
tra le buone pratiche di utilizzo dei
materiali costruttivi locali, emerge
su tutte l’impiego e il riciclo di un
binomio ideale, costituito dalle pietre
del territorio, i cosiddetti trovanti, e il
conglomerato argilloso di terre locali.
Non solo le strutture per il Clan familiare,
sia il Furriadroxiu sia il Medau, vengono
realizzati in tal modo, ma anche
infrastrutture e ogni altro caseggiato
sparso seguono la regola comune, quali
ad esempio gli insediamenti minerari, le
piccole stazioni di posta, etc.
L’uso apposito di ciò che offre il luogo
è dunque una pratica ben radicata nel
Sulcis-Iglesiente, comprovata dall’uso
locale della varietà più ampia dei tipi
lapidei presenti nell’isola. Le analisi di
O. Baldacci (1), ma anche il Manuale
regionale specifico (2), ci ricordano che
nel territorio del GAL sono presenti i
principali tipi di pietra calcare, granito e
trachite; messe in opera in entrambe le
lavorazioni che l’isola esprime, squadrate
e non squadrate.
29
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
Foto: Le Mat , Progetto Ad Altiora Terra Cruda, Iglesias 2012:
30
3. L’analisi territoriale
L’utilizzo della canna
(ordinaria, lacustre, ausiliaria)
Nell’architettura storico-tradizionale del
territorio GAL, rispetto al ruolo primario
della terra cruda e della pietra, gli
elementi vegetali in esame ricoprono una
funzione accessoria. Sono comunque
presenti e utilizzate tre specie, elencate in
ordine d’impiego decrescente:
a. Arundo donax, la canna comune;
b. Phragmites australis, la cannuccia
palustre;
assente nelle abitazioni, in rari casi
è utilizzato negli spazi rustici come
pannello composito ad uso di copertura
o ripiano da essiccatoio.
Entrambe le specie, in abile e sapiente
combinazione tra loro, sono invece
ampiamente utilizzate per realizzare le
architetture temporanee dette “pinnette”,
ma anche quelle note con l’appellativo di
“baraccas”. Seppure presenti nel territorio
del GAL, non sono tanto diffuse come
nel confinante distretto a nord, ovvero
dell’oristanese.
c. Claudium mariscus, il giunco c.d.
falasco.
Nelle architetture abitative, sia sparse che
in Centro storico, l’arundo donax (canna
comune), è molto presente e utilizzata
per realizzare il noto “incannucciato”;
ovvero il supporto che regge il manto
di copertura delle tegole. Il phragmites
australis (cannuccia palustre) è poco
presente e quando impiegato funge da
scheletro per la realizzazione di pareti
divisorie della casa in terra cruda e/o
piccoli ambienti di medesimo tipo, quali
gli annessi rustici. Il claudium mariscus
(giunco più noto come falasco) è
praticamente
1
Osvaldo Baldacci: “La casa rurale in Sardegna”, pubblicato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (Comitato
per la geografia, la geologia e la talassografia), e stampato dal Poligrafico Toscano, Firenze-Empoli, 1952.
2
A. La Marmora e C. de Candia I manuali del recupero dei centri storici della Sardegna ”Il Sulcis e l’Iglesiente”,
1839
31
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
Foto: Tobias Weinhold / Unsplash.com
32
4. Il vademecum
4.
Il vademecum
Uno strumento di orientamento
per la promozione dell’edilizia
sostenibile nel territorio del GAL
Per poter contribuire attivamente allo
sviluppo e all’applicazione pratica
del concetto di economia circolare in
Sardegna, devono essere utilizzate le
materie prime, i materiali naturali e i
prodotti disponibili e realizzati sull’Isola.
Ciò significa promuovere attivamente
tutta la filiera territoriale, l’utilizzo delle
risorse locali rinnovabili, incentivando
il mantenimento o la nuova creazione
di posti di lavoro per assicurare un
indotto economico locale. Oggi, l’edilizia
sostenibile ha l’opportunità di inserirsi
in tali processi virtuosi per contribuire
attivamente allo sviluppo di una maggiore
sostenibilità ambientale, economica e
sociale della Sardegna. Inoltre, l’edilizia
sostenibile potrà permettere, attraverso la
valorizzazione delle tipologie tradizionali
e le sue derivazioni innovative, di
dare continuità all’identità territoriale,
elemento caratterizzante anche per un
turismo sostenibile e consapevole, di
elevata qualità.
L’edilizia sostenibile ha il compito di
promuovere l’utilizzo delle materie prime
locali rinnovabili, le tecniche costruttive
sostenibili e rispettose dell’ambiente
e della salute dell’uomo. In questo
modo si possono evitare trasporti
onerosi, abbattere le emissioni di CO2 e
contrastare in modo attivo la difficoltà
della filiera locale di competere con la
logica del mercato globale e dei grandi
competitor che attraverso una politica
aggressiva dei prezzi hanno contribuito al
declino della produzione in Sardegna.
Le presenti Linee guida contengono un
vademecum che rappresenta un filo
conduttore che mette in evidenza le
potenzialità della bioedilizia nel territorio
del GAL, con illustrazione dei principi
base e esempi concreti di edilizia
sostenibile, per un impiego di materiali
e prodotti sani e salubri, privi di elementi
inquinanti, a base di risorse di origine
territoriale. Sono inoltre introdotti i
principi della bioclimatica per garantire
il comfort abitativo, la gestione
consapevole delle risorse energetiche
mirata ai livelli dei cosiddetti nZEB,
l’utilizzo parsimonioso delle risorse
idriche per conservare e nutrire le riserve
del sottosuolo, i sistemi di depurazione
naturale delle acque e le altre azioni
volte alla valorizzazione e alla tutela
del paesaggio come bene ambientale e
identitario prezioso.
33
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
Foto: Luca Pinna
34
4. Il vademecum
Edilizia sostenibile ed economia
circolare: per una riqualificazione
consapevole dei territori
Da anni soggetto ad una forte crisi
dell’intero comparto, il settore dell’edilizia
oggi sta vivendo un cambio di paradigma
importante: finiti i tempi della quantità
che comandava sulla qualità, oggi il
suo ruolo si sta ridefinendo attraverso
una logica di elevata qualità e altissime
prestazioni energetiche di fronte ad un
rapporto costo-beneficio positivo, ai fini
di garantire la necessaria competitività
sul mercato. Il valore della sostenibilità
ambientale sta diventando uno standard
obbligatorio attraverso i CAM - Criteri
Ambientali Minimi - come primo passo
per l’integrazione dei meccanismi del
settore edile nella logica dell’economia
circolare. L’edilizia sostenibile si collega
dunque in modo determinante con
il territorio nel quale si implementa:
partecipa sempre di più alla creazione di
un indotto territoriale, utilizzando risorse
e materiali del posto, evitando trasporti
pesanti con consumi energetici elevati
che generano elevate emissioni di CO2.
e la sostenibilità ambientale, applica una
leva importantissima a favore di questa
tendenza: mette al centro la salubrità dei
materiali in termini di
bio-compatibilità, ovvero nel rapporto fra
l’abitante e il contesto che lo circonda.
Infatti, considerando che la qualità del
clima interno delle costruzioni e la sua
salubrità dipendono direttamente dalle
caratteristiche dei materiali impiegati, i
prodotti naturali della bioedilizia si sono
fatti apprezzare sempre di più negli
ultimi anni, aprendo ad un mercato che
potenzialmente offre soluzioni basate
anche su risorse territoriali che possono
incentivare in questo modo processi
virtuosi dell’economia circolare.
Foto: Daniele Atzori
In quest’ottica di green economy, già
da oggi l’edilizia sostenibile partecipa
attivamente allo sviluppo sostenibile dei
territori. Conseguentemente la qualità e
la provenienza dei materiali diventano
criteri di cui l’importanza è in costante
aumento. La bioedilizia, oltre all’efficienza
35
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
4.1
I sistemi dell’edilizia
sostenibile
4.1.1
Il recupero e riciclo
ll consumo di territorio è legato
all’espansione delle aree antropizzate
e va di pari passo con il consumo di
materie prime per la costruzione di
manufatti ed infrastrutture. Man mano
che la consapevolezza verso una nuova
sostenibilità ambientale cresce, aumenta
anche la necessità di recuperare lo
spazio costruito per valorizzarlo. La
demolizione delle costruzioni obsolete
mette tuttavia in evidenza il problema
della gestione del materiale di risulta.
Una gestione sostenibile di tali risorse
permette di entrare in un’ottica di
recupero, ri-uso, rivalorizzazione del
materiale proveniente da processi
virtuosi di demolizione per immetterli
in un secondo ciclo di vita, piuttosto
che consumare e smaltire in discarica
con una logica non più sostenibile. I
CAM – (Criteri Ambientali Minimi) –
vanno in questa direzione e prevedono
delle percentuali minime obbligatorie
di materiale proveniente da processi di
recupero.
Obiettivi
Ridurre il consumo di risorse e materiali
nuovi nel territorio del GAL Sulcis
Iglesiente Capoterra e Campidano di
Cagliari attraverso il riutilizzo di: materiale
da demolizione riciclato localmente
(macinati da usare come inerti,
agglomerati) per massetti ed intonaci,
prodotti o elementi riutilizzabili da
processi di decostruzione (componenti
edilizi come travi, travetti, mattoni,
infissi), terre da scavo, incentivando
una dinamica di economia circolare per
l’utilizzo ed il riutilizzo di risorse locali.
Esempi
Ridurre movimentazione verso la discarica
di detriti potenzialmente riutilizzabili,
utilizzando localmente, laddove possibile,
materiale da recupero prodotto in situ
o in stabilimento territoriale, riducendo
la quota- parte di trasporto e CO2
emessa per la collocazione in discarica
e la fornitura ex novo, minimizzando
consumi di materia prima ed energia
per l’estrazione. Creare processi virtuosi
favorendo la realizzazione di un indotto
economico locale per il riutilizzo dei
materiali tradizionalmente utilizzati
e la rivalorizzazione di materiale da
demolizione attraverso la preparazione
di inerti di granulometria controllata per
l’utilizzo in conglomerati.
Fig. 4 Processo di recupero proveniente da
demolizione in stabilimento fisso.
Fig. 5 Materiale da demolizione tritato misto.
Fig. 6 Esempio di trituratore trasportabile per
lo sminuzzamento in situ.
Fig. 7 Processo di recupero da materiale
proveniente da demolizione.
36
4. Il vademecum
4.1.2
I materiali naturali
della bioedilizia
Utilizzare materiali sani nella costruzione
significa mettere le basi per un’ edilizia
che rispetti le esigenze di salubrità e di
biocompatibilità dell’abitante. Questo
aiuta ad evitare le principali patologie
della cosiddetta sick building syndrome
(la sindrome dell’edificio malato) spesso
causata dall’utilizzo di materiali di
sintesi che possono rilasciare sostanze
nocive nell’ambiente interno, anche
molto dopo la loro messa in opera. Il
cittadino europeo mediamente passa la
maggioranza del suo tempo all’interno
delle costruzioni; diventa quindi di
cruciale importanza un’attenta scelta
inerente la qualità e la non-nocività
intrinseca del materiale che si utilizza.
La bioedilizia che nasce proprio
dall’esigenza di tutelare l’abitante e
l’ambiente, propone delle soluzioni
basate sull’utilizzo di tecniche e l’impiego
di materiali che siano di provenienza
naturale, rinnovabili e poco energivori in
fase di produzione, igroscopici, esenti
da sostanze tossiche (VOC), altamente
prestanti a livello termico e acustico.
Obiettivi
Minimizzare l’impronta ambientale
durante la produzione dei materiali da
costruzione.
Garantire elevati livelli di comfort
abitativo e bassi livelli di impatto
ambientale per le nuove costruzioni e per
gli edifici riqualificati con ambienti interni
salubri, senza inquinanti tossici.
Favorire l’utilizzo di materiali naturali
che interagiscano positivamente con
l’essere umano attraverso elevati livelli
di traspirabilità (quantità di vapore
d’acqua che riesce ad attraversare un
determinato materiale).
Utilizzare materiali che provengono
da processi e risorse rinnovabili che
permettono di essere reintegrati nei
cicli naturali senza dover prevedere
meccanismi di smaltimento dedicato,
energivori ed inquinanti.
Fig. 8 Pannello di fibra di legno accoppiato.
Fig. 9 Blocchi di Calce-Canapa.
Fig. 10 Pannello di fibra di Canapa.
Fig. 11 Legno massello di conifera.
37
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
Esempi
I materiali della bioedilizia posso essere
di origine minerale, vegetale e animale e
sono riferibili a processi tendenzialmente
sostenibili, che utilizzano poca energia,
acqua, generando bassi impatti
ambientali in termini di emissioni di CO2.
Sono articolabili in materiali strutturali
(ad esempio laterizio e legno), malte
e conglomerati (intonaci e malte),
rivestimenti superficiali (piastrelle,
parquet, etc.) e isolamento termico/
acustico. Recentemente sono in
aumento materiali provenienti dalla filiera
agro-industriale che usano prodotti di
”eccedenze” di origine naturale come la
paglia e la canapa.
Risorse Vegetali L’edilizia a base filiera
legno propone elementi strutturali
lineari (travi), superficiali (assi di legno)
e tridimensionali strutturali (X- Lam/
Cross-Lam), quest‘ultimo con l’aiuto di
incollaggio di assi di legno strutturali
per costituire elementi costruttivi da
assemblare ”a secco” in cantiere.
Ugualmente a base legno sono i pannelli
di fibra di legno per la coibentazione
provenienti dalle filiere principalmente
mitteleuropee. Sono
pure presenti la paglia/pula di riso, la
canapa/kenaf, il cocco come fibre
vegetali provenienti da processi agricoli,
il sughero come filiera mediterranea di
eccellenza.
Risorse Minerali Con la cottura a circa
850°C del materiale argilloso viene
prodotto il laterizio, materiale strutturale
e di rivestimento utilizzato nel bacino
mediterraneo da millenni. I prodotti
più recenti oggi riescono a soddisfare
standard energetici molto elevati e
possono costituire involucri esterni
performanti altamente traspiranti,
favorendo ottimi livelli di comfort
termo igrometrici. Con un processo
di ”termoespansione” in forno viene
prodotta l’argilla espansa che permette di
alleggerire massetti ed intonaci con il suo
potere isolante.
Risorse Animali Da sempre fonte di
approvvigionamento dell’uomo per
cibarsi e vestirsi, sono molti i materiali
che si possono utilizzare in edilizia: la
lana di pecora, ad esempio, risulta un
ottimo materiale per l’isolamento, anche
in presenza di umidità dovuto allo strato
di lanolina naturale che protegge le fibre
di lana dall’umidità.
Fig. 12 Pannello ibrido di sughero accoppiato
a fibra di canapa.
Fig. 13 Elementi strutturali di X- Lam in legno.
Fig. 14 Progetto PReMuRa: realizzazione di
muratura in laterizio porizzato e in làdiri.
Fig. 15 Intonaco in calce e pula di riso.
38
4. Il vademecum
Fig. 16 La corteccia della sughera viene
tagliata circa una volta ogni 8 anni.
Fig. 17 La Perlite è un minerale di origine
vulcanica molto presente in Sardegna.
Fig. 18 Capriata tradizionale in legno di
Ginepro e incannicciato a vista ( Is Loccis
Santis, Comune di San Giovanni Suergiu).
Fig. 19 Materasso di lana di pecora.
4.1.3
Le risorse naturali della Sardegna:
verso l’economia circolare
La Sardegna è ricca di risorse naturali
a partire dalle quali è possibile produrre
materiali per l’edilizia sostenibile. Anni
di crisi del settore hanno costretto
molte imprese e produttori a cedere
alla pressione del prezzo sempre più
conveniente dei materiali provenienti
da ”fuori”, dai meccanismi produttivi
su grande scala, chiudendo attività
e stabilimenti produttivi all’interno
dell’isola. Per iniziare un’inversione di
tendenza è necessario dimostrare la
convenienza di alcuni prodotti della
bioedilizia provenienti della Sardegna
che a livello prestazionale, di qualità e di
valore aggiunto ambientale non temono
concorrenza e potranno contribuire a
ricreare un indotto economico locale
legato al settore edile. La contrazione
quasi totale della produzione del laterizio
in Sardegna è emblematica in relazione
alla fragilità che il settore sta soffrendo.
Incentivare l’utilizzo di risorse dell’isola
rappresenta una misura utile a garantire
maggiore concorrenzialità alle imprese
sarde.
Obiettivi
Utilizzare risorse naturali della Sardegna
per un impiego in edilizia sostenibile
coadiuva i processi dell’economia
circolare: attivare iniziative di ricerca e
sviluppo per aumentare la competitività
delle imprese sarde sul mercato
locale (abbassando la dipendenza da
importazioni fuori dall’isola).
Incentivare l’indotto economico
territoriale attraverso la promozione di
tecnologie e materiali locali con una
valutazione costo- beneficio favorevole
per i committenti.
Esempi
Una delle prime risorse naturali che
viene in mente, perché utilizzata
storicamente in gran parte nei territori
di tutto il Campidano, è sicuramente
la Terra Cruda. Seppur una materia
prima abbondante e a basso costo,
oggi la normativa nazionale non
permette di utilizzare la Terra Cruda per
opere portanti (se non in alcuni casi di
restauro), ma ultimamente la tendenza
è quella di abbinare nell’impasto di terra
materiali provenienti dall’ Agrifiliera,
come la paglia, la pula di riso, la canapa,
etc. che permettono di realizzare involucri
ad elevata inerzia termica e ottima
traspirabilità.
39
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
Oggi si riesce ad utilizzare l’argilla anche
attraverso metodologie innovative come
la stampante 3D che aprono nuove
possibilità e prospettive all’utilizzo di
questa risorsa locale per eccellenza.
Il sughero è una risorsa naturale che
viene lavorata in modo intensivo in
Sardegna. Viene esportato in parte
rilevante all’estero, principalmente
sotto forma di tappi in sughero legati
alla filiera del vino, perché permette di
sigillare la bottiglia e, allo stesso tempo,
lascia al vino la possibilità di respirare.
La sua caratteristica di traspirabilità
rappresenta un valore in termini di
salubrità per il suo utilizzo in edilizia,
specialmente per la realizzazione di
cappotti termici attraverso l’uso di
sughero in pannelli, incollati con malte a
base di calce naturali e tassellati come
da normativa. Altro materiale isolante,
meno conosciuto ma esportato in
quantità rilevanti fuori dalla Sardegna, è
la perlite, un minerale naturale di origine
vulcanica, che attraverso la cottura si
gonfia e diventa altamente coibentante.
Può essere utilizzato come materiale da
insufflare nelle intercapedini da isolare,
o da mescolare negli impasti di intonaci
isolanti o massetti alleggeriti.
Considerando che la pastorizia
costituisce un elemento strategico
nell’attività produttiva della Sardegna,
e che la lana di pecora rappresenta
una risorsa preziosa che negli ultimi
anni ha sofferto enormemente il crollo
dei prezzi di vendita per via della
concorrenza a livello globale, valorizzare
il prodotto attraverso una riconversione
verso processi altamente qualificanti
costituisce un’occasione importante
per questa risorsa. La realizzazione di
pannelli di lana è stata avviata negli ultimi
anni con buoni risultati. Essendo tuttavia
ancora scarsa la richiesta interna del
mercato sardo, occorre implementare
una rete di vendita a livello più ampio che
si spinga al di fuori dei confini dell’isola e
nazionali.
La Sardegna è una delle prime regioni
in Italia per superficie boschiva, ma non
possiede una filiera produttiva che rende
l’utilizzo del legname sardo accessibile
come alternativa vera. Tuttora è più
facile attingere alle forniture dal Nord
Italia e dell’Europa settentrionale. La
ricerca universitaria pluriennale da parte
dell’Università di Cagliari (DICAAR) ha
dimostrato che il legname sardo è adatto
all’utilizzo in edilizia anche per elementi
portanti in Crosslam.
Fig. 20 Messa in opera di Ladiri realizzati con
gli alunni dell’istituto Scano, Cagliari.
Fig. 21 Esempio di applicazione di pannelli di
sughero per costituzione di cappotto termico.
Fig. 22 Muri portanti e Intonaci in Terra Cruda,
Ecomuseo di Villamassargia, noto come Casa
Fenu (Archivio Ignazio Garau).
Fig. 23 Tramezzo realizzato in Terra e Paglia
(Progetto BAREGA).
40
Foto: Museo Casa Fenu Archivio Ignazio Garau
41
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
4.1.4
La bioclimatica:
utilizzo di sistemi passivi
per la climatizzazione naturale
nel periodo invernale
Oggi, l’idea di costruire utilizzando
intelligentemente metodi naturali,
che permettono di gestire il comfort
abitativo con il minor utilizzo di energia,
rappresenta un passo importante verso
una maggiore sostenibilità ambientale
degli edifici.
Le esigenze da gestire in modo
consapevole nel prossimo futuro sono
principalmente due: da una parte, coprire
il fabbisogno energetico quasi totalmente
attraverso l’energia prodotta in situ con
l’utilizzo di tecnologia avanzata ovvero
tramite l’impiego di ”Sistemi Attivi”,
basati su fonti di energia rinnovabile
quali pannelli solari, pannelli solari
termici, pompe di calore, micro eolico etc.
Dall’altra, utilizzare i cosiddetti ”Sistemi
Passivi” che funzionano direttamente
tramite principi fisici, come l’apporto
termico delle serre solari correttamente
esposte e abbinate allo sfruttamento
della massa termica dell’edificio, per
contribuire al riscaldamento.
Obiettivi
Abbassare il consumo energetico totale
sfruttando maggiormente l’energia
primaria (presente in natura) rappresenta
un obiettivo rilevante. Ad esempio,
la bioclimatica e le soluzioni basate
sull’impiego di Sistemi Passivi possono
contribuire in modo significativo a
questo: si stima un potenziale di circa
20% di energia risparmiabile per il periodo
di riscaldamento attraverso l’utilizzo
corretto di una serra solare.
Per raggiungere tali risultati è importante
individuare bene l’esposizione della
costruzione, verificare la possibilità
nelle costruzioni esistenti di rendere
l’apporto solare maggiore (nuove
aperture) o la possibilità di realizzare
una serra addossata, come volume
tecnico aggiunto al fabbricato esistente,
utile allo sfruttamento dell’energia
solare. Due aspetti fondamentali devono
essere valutati: da un lato la serra solare
è considerata un vano che produce
calore e non uno spazio di soggiorno
supplementare; dall’altro, è imperativo
prevedere sistemi di ombreggiamento e
aperture per evitare il surriscaldamento
estivo.
Fig. 24 Integrazione di una serra solare nella
veranda coperta durante un recupero di un
fabbricato rurale a Milis.
Fig. 25 Esempio di serra solare addossata
(Centro Panta Rei, Umbria) ombreggiamento
contro il surriscaldamento estivo.
Fig. 26 Serra Solare incorporata: vetrata
aperta a spazio serra e muro di accumulo in
terra cruda, (Centro Panta Rei, Umbria).
Fig. 27 Costruzione ex novo ad elevata inerzia
termica: legno lamellare e tamponatura in
mattoni di argilla (Vezzano Ligure).
42
4. Il vademecum
Esempi
Nei periodi invernali, e nei periodi
cosiddetti di mezza-stagione
(primavera, autunno) la serra solare di
accumulo termico permette, se esposta
correttamente (e nel migliore dei casi a
sud, altrimenti a sud-est o sud-ovest) di
usufruire gratuitamente dell’ apporto di
energia solare per contribuire in modo
significativo al riscaldamento dell’edificio
retrostante.
La serra solare può essere costituita da:
• Un corpo vetrato a sé stante addossato
alla costruzione principale con inerzia
termica dedicata per immagazzinare
l’energia solare ricevuta da un muro di
accumulo termico e dal pavimento (fig.
25 e schemi fig. 28/29).
• Un volume vetrato incorporato nella
sagoma dell’edificio/copertura che
permette di integrare la serra all’interno
dello stesso corpo di fabbrica (fig. 24).
• Un’ampia vetrata che permette un
apporto solare diretto (fig. 27/30).
Un aspetto di fondamentale importanza
da considerare è che le serre solari sono
pensate per massimizzare l’apporto
solare nel periodo invernale, ma devono
obbligatoriamente prevedere un sistema
di protezione solare efficiente per evitare
i problemi di surriscaldamento durante il
periodo estivo. Oltre all’ombreggiamento
esistono soluzioni coadiuvanti quali
i sistemi di estrazione dell’aria calda
tramite l’utilizzo di camini solari per
garantire il raffrescamento delle serre
solari durante il periodo estivo (fig 31).
Altri sistemi passivi che permettono di
contribuire al riscaldamento durante
il periodo invernale sono: ad esempio,
gli scambiatori di calore con il terreno
o i cosiddetti pozzi canadesi i quali
permettono di preriscaldare l’aria
esterna facendola passare nel terreno,
che nelle nostre latitudini presenta una
temperatura media di 18°C a 2 metri
circa di profondità.
Fig. 28 Funzionamento diurno della serra
addossata nel periodo invernale: l’apporto
diretto genera calore nell’abitazione.
Fig. 29 Funzionamento notturno della serra
addossata nel periodo invernale: l’inerzia
termica permette di accumulare l’energia
termica e la restituisce durante la notte.
Fig. 30 Vetrata solare esposta a sud con
sistema di pergole scorrevoli per la protezione
contro il surriscaldamento (Vezzano Ligure).
Fig. 31 Serra con sistema di camini solari per
estrazione dell’aria calda nel periodo estivo
(abbinato a ombreggiamento in canna).
43
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
4.1.5
La bioclimatica:
utilizzo di sistemi passivi
per la climatizzazione naturale nel
periodo estivo
Il costante aumento del fenomeno
di riscaldamento globale costituisce
un problema notevole riguardo alla
crescente richiesta energetica per
il fabbisogno di raffrescamento
estivo, particolarmente accentuato
nell’ambito climatico dell’Europa del sud,
coinvolgendo pertanto principalmente i
paesi che si affacciano sul mediterraneo.
La questione della richiesta energetica
per il raffrescamento può essere
affrontata in modo simile a quanto
illustrato nel capitolo precedente, ovvero
basandosi sull’utilizzo di fonti di energia
rinnovabile e l’impiego di soluzioni
che utilizzano i principi della fisica per
raffrescare passivamente l’edificio, senza
un effettivo consumo energetico. Per
il raffrescamento esistono una serie di
Sistemi Passivi da applicare, attraverso
un’attenta progettazione bioclimatica.
Obiettivi
Contribuire in modo significativo ad
abbassare la richiesta energetica
riducendo cosi l’impatto ambientale delle
costruzioni nel periodo estivo in termini
di emissioni di CO2.
Migliorare notevolmente il comfort
abitativo in ambito estivo all’interno
delle costruzioni. Promuovere soluzioni
basate su sistemi Passivi per coadiuvare
soluzioni tecnologiche esistenti, in modo
tale da elevare sia i livelli di efficienza
energetica complessiva che gli aspetti di
costo-beneficio.
Esempi
Schermature Solari dell’involucro
opaco e vetrato: soluzione principale da
applicare alle superfici maggiormente
esposte al sole, ai fini di abbattere la
temperatura superficiale delle stesse.
Pergole o elementi schermanti del tipo
persiana sono necessari per gli infissi e
le superfici vetrate esposte, per evitare
il surriscaldamento eccessivo. Anche
il verde caducifoglie può aiutare a
schermare dal sole, dal momento che
d’inverno permette l’ingresso dei raggi
solari per un apporto passivo gratuito.
Fig. 32 Sistema di protezione solare contro il
surriscaldamento estivo realizzato in bambù
(Milano, STAM Europe, Goring+Straja).
Fig. 33 Diagramma rappresentante il costante
aumento della temperatura terrestre media
(NASA).
Fig. 34 Soluzione di ombreggiatura della
facciata esposta al sole che permette di
evitare fenomeni di surriscaldamento (B&B
Casa di Nonna Peppina, San Vito).
44
4. Il vademecum
Facciata ventilata Un sistema evoluto
di raffrescamento è dato dalla creazione
di un strato protettivo anteposto
all’involucro vero e proprio, creando uno
spessore vuoto. Questa intercapedine
permette di canalizzare l’aria che si
riscalda verso l’alto, una volta che lo
strato protettivo aumenta di temperatura,
cedendo il suo calore. Il moto convettore
che si crea naturalmente all’interno
dell’intercapedine dovuto all’incidenza
solare (l’aria calda si espande e tende
a salire), permette la rapida estrazione
di tale aria ad elevata temperatura
prima che essa surriscaldi a sua volta
l’involucro: l’effetto camino che si crea
richiama costantemente aria più fresca
dal basso e garantisce un continuo
refrigerio.
Tetto ventilato Sullo stesso principio
funziona il tetto ventilato che
permette di attenuare il fenomeno
di surriscaldamento che d’estate
è ancora maggiore sulle superfici
inclinate orizzontalmente, considerando
che con l’elevata angolatura del sole
d’estate nell’area mediterranea, le falde
sono quasi perpendicolari e quindi
assorbono una quantità elevatissima
di energia solare. Il colmo ventilato
permette di espellere l’aria surriscaldata,
mentre a livello della gronda entra
permanentemente dell’aria più fresca.
Tetto verde Soluzione interessante per il
tetto piano dove una ventilazione risulta
difficile: si tratta di una copertura con un
pacchetto a verde pensile, che costituisce
uno strato di terriccio con drenaggio,
includendo un minimo di ritenzione idrica
per le piante che permette di mitigare le
escursioni termiche d’estate. Può essere
estensivo a bassi spessori o intensivo
con spessori più elevati.
Ventilazione notturna e massa termica
È fondamentale prevedere sistemi
di ventilazione naturale notturna per
usufruire dell’escursione termica
fra giorno e notte: così si riesce ad
accumulare il fresco attraverso una
buona massa termica interna, per poter
successivamente incidere positivamente
sull’assorbimento del calore umano
nel momento più caldo della giornata,
generando un rilevante comfort termico.
Questo costituisce uno degli aspetti
più importanti del modello Abitare
Mediterraneo che viene illustrato nel
punto successivo.
Fig. 35 Sistema di Facciata Ventilata
sviluppato per il centro Abitare Mediterraneo
con elementi in Laterizio sagomati a vista
(Palagio Engineering).
Fig. 36 Sistema di Pergola ombreggiante
(Gazebo Vittoria - Perrotta Steel&Wood,
Salento, Italia).
Fig. 37 Principio funzionante del Tetto Verde
(Acqua Verde).
45
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
4.1.6
Il comfort climatico indoor:
Abitare Mediterraneo in Sardegna
Il modello Abitare Mediterraneo nasce
per sottolineare la specificità climatica
e culturale del bacino mediterraneo,
unendo la qualità ambientale dell’edificio
e i valori di sostenibilità che ne regolano
la costruzione o la riedificazione.
Punta a dare risposte alle esigenze
sociali, a quelle energetiche ed alle
richieste di comfort abitativo estivo
ed invernale, specifiche del contesto
climatico.
I principi base del modello Abitare
Mediterraneo sono:
A. Architettura e clima locale
Proporre soluzioni tecniche innovative,
culturalmente e climaticamente
compatibili.
B. Inclusività e mutamento
Adattare l’edilizia alle nuove esigenze
sociali.
C. Identità e competitività
Sviluppare modelli
architettonicamente idonei ed
economicamente performanti.
D. Trasformazione urbana e territoriale
Garantire elevata qualità ambientale,
evidenziando l’impronta energetica
della filiera edilizia in ambito della
riqualificazione dell’esistente e della
nuova costruzione, monitorandone
l’impatto ambientale misurabile in
emissione di CO2.
E. Innovazione e Tradizione
Adattare soluzioni tecnologiche
garantendo elevati livelli di comfort.
Fig. 38/39 L’involucro interno gioca un ruolo
fondamentale nell’erogazione di comfort
abitativo: accumula il fresco notturno d’estate
e assorbe i carici interni durante il giorno.
Fig. 40 Lo sfasamento termico dell’involucro
fra il picco di calore esterno e quello interno
permette di attenuare l’incidenza del calore
estivo: è fondamentale disporre di una massa
termica adeguata e di una buona capacità
termica areica per garantire l’ assorbimento
dei carichi interni.
46
4. Il vademecum
Esempi di campioni edilizi realizzati in
scala 1:1 con materiali della filiera sarda
basati sull’utilizzo di materiali naturali,
esposti momentaneamente all’interno
dell’Istituto Dionigi Scano, Cagliari. I
campioni sono stati realizzati durante le
attività di alternanza Scuola Lavoro con
gli alunni dell’Istituto, nel contesto del
trasferimento tecnologico del modello
Abitare Mediterraneo in Sardegna,
finanziato da Sardegna Ricerche e
implementato da Lucense nel periodo
2016-2017. Consulente specialistico sul
tema Terra Cruda: Arch. Alceo Vado.
47
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
Inerzia termica
0%
50%
100%
I 5 principi tecnici del modello Abitare
Mediterraneo sono:
Isolamento termico e controllo della condensa
Garantire massa termica per usufruire
di un corretto sfasamento termico al
fine di ottenere elevato comfort termoigrometrico
estivo ed invernale.
0%
50%
Sostenibilità dei materiali
100%
Assicurare la massima efficienza
energetica dell’organismo edilizioimpianto
garantendo nello stesso tempo
elevati livelli di salubrità.
0%
50%
Controllo dell’irraggiamento solare
100%
Stimolare la filiera sostenibile dei
materiali, promuovendo i meccanismi
dell’economia circolare per un’edilizia di
impronta territoriale.
0%
CO 2
incorporato
50%
100%
Predisporre delle schermature solari
per l’involucro opaco e trasparente,
onde evitare il surriscaldamento estivo
dell’edificio.
0%
50%
100%
Garantire eco-compatibilità e basso
impatto ambientale delle costruzioni,
minimizzando la CO2 incorporata.
48
4. Il vademecum
4.2
Le prestazioni di efficienza energetica verso nZEB
Il termine nZEB è l’acronimo di nearly
Zero Energy Building e indica un
edificio con consumo energetico
pari quasi a zero. Gli edifici nZEB
richiedono pochissima energia per il loro
“funzionamento” con un conseguente
bassissimo impatto ambientale in
termini di emissioni di CO2. E’ la direttiva
europea 2010/31/UE che ha imposto
agli stati membri di abbassare i consumi
energetici degli edifici fornendo la prima
definizione di edificio nZEB, circa dieci
anni fa. In Italia tale direttiva è stata
recepita con il DL 63/2013, poi convertito
in Legge 90 il 3 agosto 2013.
Dal 1° gennaio 2019 gli edifici di nuova
costruzione occupati da pubbliche
amministrazioni e di proprietà di queste
ultime, compresi gli edifici scolastici,
devono essere edifici nZEB. Dal 1°
gennaio 2021 la disposizione di cui
sopra è estesa a tutti gli edifici di nuova
costruzione e agli edifici sottoposti
a ristrutturazioni importanti di primo
livello, quindi sia pubblici che privati.
Sarà considerato “edificio a energia
quasi zero” ogni edificio, sia esso di
nuova costruzione o pre-esistente, che
risponderà ai seguenti requisiti tecnici:
a) tutti i seguenti indici, calcolati secondo
i valori dei requisiti minimi vigenti dal
1° gennaio 2019 per gli edifici pubblici
e dal 1° gennaio 2021 per tutti gli altri
edifici, risultano inferiori ai valori dei
corrispondenti indici calcolati per
l’edificio di riferimento (edificio virtuale
geometricamente equivalente a quello
di progetto, ma dotato dei parametri
energetici e delle caratteristiche
termiche minime vigenti):
• il coefficiente medio globale di scambio
termico per trasmissione per unità di
superficie disperdente (H’T);
• l’area solare equivalente estiva per
unità di superficie utile;
• l’indice di prestazione energetica per
la climatizzazione invernale (EPH),
l’indice di prestazione termica utile per
la climatizzazione estiva, compreso
l’eventuale controllo dell’umidità (EPC),
l’indice di prestazione energetica
globale, espresso in energia primaria
(EPgl), sia totale che non rinnovabile;
• i rendimenti dell’impianto di
climatizzazione invernale (H),
di climatizzazione estiva (c) e
di produzione dell’acqua calda
sanitaria (w);
b) sono rispettati gli obblighi di
integrazione delle fonti rinnovabili nel
rispetto dei principi minimi (Allegato
3, paragrafo 1, lettera c), del decreto
legislativo 3 marzo 2011, n. 28).
49
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
49
Foto: Gustavo Quepón / Unsplash.com
50
4.2.1
L’elevata efficienza dell’organismo
edificio-impianti
La realizzazione di un edificio nZEB è
sicuramente un obiettivo ambizioso e
il progetto deve essere curato in tutti i
suoi aspetti, dalla scelta dei materiali da
usare per la realizzazione dell’involucro
disperdente, alla tipologia di impianti
da installare. Nella progettazione sarà
necessario tenere presente che in inverno
una quantità eccessiva di dispersioni
per trasmissione e ventilazione sono
controproducenti per ottenere una
verifica positiva, mentre d’estate, al
contrario, è importante prevedere sistemi
che evitino fenomeni di surriscaldamento,
così come aperture correttamente
posizionate per garantire la ventilazione
naturale per un efficiente raffrescamento
passivo.
Obiettivi
Cercare di minimizzare il ricorso a
fonti energetiche esterne e rendere
l’edificio il più possibile autosufficiente:
la forma geometrica, l’orientamento e
le caratteristiche delle strutture (pareti,
solai, finestre, ecc.) devono essere
valutate in maniera accurata.
La progettazione del comfort estivo
è di primaria importanza: superfici
vetrate e schermature solari hanno un
peso notevole. Si dovranno ridurre le
perdite per trasmissione prevedendo
un elevato isolamento di tutte le
strutture disperdenti, garantendo un
elevato comfort interno attraverso la
ventilazione naturale; in alcuni casi di
edifici particolarmente ”ermetici” sarà
necessario valutare l’installazione di
un sistema di Ventilazione Meccanica
Controllata (VMC) con recupero di calore
che possa garantire il corretto ricambio
d’aria interno agli ambienti.
Ridurre le perdite per ventilazione
prevedendo un elevato controllo della
tenuta all’aria e al vento dell’involucro,
ottenibile con una corretta posa in opera
dei serramenti, e tramite la correzione di
eventuali ponti termici.
Fig. 41 Integrazione di pannelli Fotovoltaici
nella falda (Schűco Solar).
Fig. 42 Complesso Bedzed a Wallington, a sud
di Londra, Bill Dunster Architects.
Fig. 43 Polo Tecnologico di Lucca: facciata
dinamica integrando il fotovoltaico, la
schermatura solare e gli scambiatori di calore,
Provincia di Lucca, consulenza centro ABITA.
Fig. 44 Esempio di minieolico domestico che
può contribuire alla copertura del fabbisogno
energetico domestico.
51
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
Esempi
Occorre ponderare molto attentamente
la scelta della tecnologia di produzione
di energia da fonti di energia rinnovabile
per la produzione di energia elettrica
e termica, al fine di ottenere sistemi
realmente efficaci. Per garantire elevata
efficienza dell’organismo edificioimpianti,
occorre assicurare la corretta
progettazione, il giusto posizionamento,
l’adeguato dimensionamento e
l’intelligente integrazione dell’involucro
con l’edificio, oltre a considerare il
contesto urbano o paesaggistico nel
quale si trova l’edificio.
Il fabbisogno elettrico del fabbricato
può essere coperto in gran parte
dalla produzione locale dei pannelli
fotovoltaici, coadiuvata eventualmente
da un impianto mini eolico, laddove
la presenza di vento è accertata. La
tecnologia moderna sta facendo passi
da gigante nella creazione di sistemi
integrati che permettono di utilizzare
l’impianto fotovoltaico con pompa di
calore per la produzione di riscaldamento
e raffrescamento con accumulo per
l’acqua calda sanitaria.
L’involucro edilizio a Energia Quasi
Zero è di fatto costituito da un insieme
organico di componenti tecnologici, e
materiali altamente prestanti abbinati
all’intelligenza richiesta per costituire
la cosiddetta terza pelle, efficiente e
confortevole, per garantire risparmio,
benessere e basso impatto ambientale.
L’utilizzo del BIM – Building
Information Modelling per il processo
di progettazione e di costruzione, e
della domotica per la gestione efficace
dell’interazione degli elementi tecnologici,
oggi è diventato inevitabile.
Questo insieme permetterà di ridurre
l’impatto ambientale dell‘Edilizia che
attualmente è responsabile del 40%
delle emissioni di CO2 globali, e di
definire soluzioni adatte al contesto
climatico, socioculturale e paesaggisticoambientale
locale specifico.
Fig. 45 Integrazione di pannelli solari termici
per l’acqua calda sanitaria nella falda del tetto
(BlueSky).
Fig. 46 Esempio di Ventilazione Meccanica
Controllata (VMC) puntuale, dedicato ad
un ambiente, che permette di abbassare le
dispersioni energetiche legate alla ventilazione
(Emmeti).
Fig. 47 Esempio di VMC Centralizzata con
sistema separato di distribuzione per la
mandata e per l’aspirazione, completo di
scambiatore centrale (Climamarket / Energy
Smart Sabiana).
52
4. Il vademecum
4.2.2
La sostenibilità dell’involucro
edilizio altamente prestante
Negli ultimi anni il massiccio ricorso
all’uso di isolanti termici (soprattutto
sintetici), al fine di ridurre gli scambi
termici con l’esterno, ha certamente
contribuito a contenere i consumi
energetici legati al riscaldamento
degli edifici, ma ha anche peggiorato
la qualità dell’aria degli spazi abitativi,
senza abbattere sensibilmente
i consumi di energia legati agli
impianti per il raffrescamento estivo,
ai quali contribuiscono anche gli
errori concettuali nell’impostazione
morfologico-costruttiva dell’edificio.
Obiettivi
Affinché l’involucro edilizio sia
correttamente realizzato si devono
considerare, in fase di progettazione e di
costruzione, gli accorgimenti necessari
a limitare la dispersione di energia
sotto forma di calore ceduto verso
l’ambiente esterno in inverno, limitando
il surriscaldamento estivo dell’ambiente
interno in estate, attraverso le superfici
opache e trasparenti. Uno strato coibente
adeguatamente progettato posto sulle
superfici opache fornisce un’eccellente
protezione termica dell’involucro edilizio
ed è essenziale per raggiungere alti
livelli di efficienza energetica. L’utilizzo
di superfici trasparenti a basso valore
di trasmittanza termica con film
basso- emissivo limitano al minimo
le dispersioni di calore nel periodo
invernale, mentre le aperture possono
contribuire, se posizionate correttamente,
al riscaldamento dell’edificio, sfruttando
l’apporto solare passivo. Viceversa
tali superfici devono essere protette
dall’irraggiamento e dal surriscaldamento
nel periodo estivo con adeguate
schermature solari. Infatti, nei climi
mediterranei è importante raggiungere
un equilibrio tra la massa termica e
l’isolamento dell’involucro edilizio,
attraverso sistemi ibridi che possano
garantire adeguati periodi di sfasamento
termico e coibentazione. L’obiettivo più
importante è il comfort abitativo e questo
si ottiene progettando e realizzando un
involucro altamente efficiente dal punto
di vista termico e acustico, ma anche
traspirante e regolatore dell’umidità
interna.
Fig. 48 Esempio di cappotto termico con
l’utilizzo di pannelli di fibra di legno: un
prodotto naturale - ma non di filiera territoriale
della Sardegna (Beton Wood).
Fig. 49 La stratigrafia di un involucro
altamente prestante può essere composta da
una serie di materiali diversi, dove ognuno ha
un suo ruolo dedicato.
Fig. 50 L’involucro ad alta inerzia termica
si adatta bene al clima mediterraneo della
Sardegna nel periodo estivo, premesso
che sia prevista una buona prestazione
invernale (bassa trasmittanza) attraverso
la porizzazione e lo studio delle forature del
prodotto (due esempi di produzione locale:
Laterizi Impredil e Fornaci Scanu).
53
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
Esempi
Per quanto riguarda le nuove costruzioni
nZEB a base di sistemi di bioedilizia,
ovvero utilizzando prevalentemente
materiali sani provenienti da risorse
naturali e rinnovabili, oltre alle
costruzioni in sistemi a base legno
(x-lam e crosslam) o laterizio porizzato,
una tecnologia non- convenzionale
maggiormente performante dal punto
di vista termico, a prezzi altamente
competitivi, è il metodo costruttivo delle
balle di paglia pressate, abbinate ad
una struttura portante lignea a telaio,
e intonacate con malte naturali a base
di calce o terra cruda. Si tratta di un
sistema altamente eco-compatibile
che permette di creare un involucro
traspirante e igrotermicamente molto
efficiente, mantenendo altissima
la qualità dell’aria indoor, con il
raggiungimento di eccellenti livelli di
comfort.
Come precedentemente accennato nel
capitolo 4.1.2, (fig. 9 a p.33) ultimamente
si stanno sviluppando altre tecnologie
interessanti legate all’utilizzo di blocchi
modulari o sistemi isolanti componibili
da applicarsi in costruzioni ex-novo
o su strutture esistenti, realizzati con
calce e canapulo. Ciò significa che oggi
abbinare livelli nZEB con l’utilizzo di
risorse naturali rinnovabili costituisce
di fatto una sfida importante in corso al
fine di raggiungere gli ambiziosi obiettivi
di riduzione dell’impronta ambientale del
settore edile.
Nelle ristrutturazioni e negli interventi di
riqualificazione energetica l’isolamento
termico dell’involucro edilizio è possibile
tramite una moltitudine di soluzioni
tecnologiche e materiali, con soluzioni
specifiche per ogni elemento da trattare:
solai contro-terra, pareti perimetrali,
correzione dei ponti termici, coperture.
La responsabilità comune del progettista
e del committente sta nello scegliere
con attenzione quell’insieme di soluzioni
che possano contribuire ad abbassare
il consumo energetico complessivo del
settore edile che comporta l’energia
grigia incorporata dei materiali di
costruzione e il loro ciclo di vita, e le
prestazioni effettive dell’edificio durante
l’esercizio, considerando anche la spesa
energetica per smaltirlo o decostruirlo a
fine vita.
Fig. 51 Massetto termico alleggerito con
Perlite (Edilportale).
Fig. 52 Esempio di messa in opera di granuli
di vetro cellulare isolante e non capillare per
evitare la risalita (Bacchi Spa).
Fig. 53 Utilizzo della paglia di grano per
impasti di terra e paglia, mescolati con
l’argilla locale: metodo costo-efficiente
per la realizzazione di involucri altamente
performanti (Progetto Barega).
54
4.2.3
L’impiego di energie rinnovabili
Per la costruzione di edifici nZEB,
gli impianti termici devono essere
progettati e realizzati in modo tale da
garantire il rispetto della copertura del
50% dei consumi previsti per l’acqua
calda sanitaria, il riscaldamento e il
raffrescamento, tramite il ricorso ad
energia prodotta da impianti alimentati
da fonti rinnovabili. Per la nuova
costruzione e per le ristrutturazioni
rilevanti, (ai sensi del d.lgs. 28/2011)
è obbligatorio il ricorso ad energia
prodotta da impianti alimentati da fonti
rinnovabili. In particolare è richiesta la
copertura del 35% dei consumi previsti
per l’insieme di acqua calda sanitaria,
il riscaldamento ed il raffrescamento.
Inoltre, è prescritto un valore di potenza
elettrica minima degli impianti alimentati
da fonti rinnovabili che devono essere
obbligatoriamente installati sopra o
all’interno dell’edificio o nelle relative
pertinenze.
Obiettivi
L’efficientamento energetico è
un’operazione tecnologica che mira
ad abbattere i consumi energetici
e le emissioni di CO2 risultanti
dal riscaldamento invernale e dal
raffrescamento estivo degli edifici,
attingendo in primis a fonti rinnovabili.
Nello stesso tempo, l’intervento
ha come obiettivo l’ottenimento di
elevati livelli di comfort abitativo e
benessere. La riconversione del settore
edile passa attraverso un cambio di
paradigma importante nella gestione
e nelle modalità di utilizzo delle risorse
territoriali, anche attraverso sistemi
controllati digitalmente. Infatti, la
domotica può permette di attribuire
la giusta quantità di intelligenza alle
costruzioni, interagendo e adattandosi
autonomamente alle condizioni
meteorologiche al fine di garantire
consumi ed emissioni bassi.
Esempi
Gli edifici nZEB richiedono quantità
minori di energia termica e temperature
di mandata più basse. Oggi, i sistemi a
pompa di calore evoluti sono in grado di
soddisfare completamente le esigenze
di riscaldamento, raffrescamento e
produzione di acqua calda sanitaria.
Un riscaldamento a pavimento è il
presupposto per trarre il massimo
vantaggio da questo generatore di
calore molto efficiente e ottenere
altissimi livelli di comfort senza un
elevato dispendio di energia. Infatti,
grazie alla sua superficie riscaldante
estremamente ampia, ha effetto anche
con una temperatura superficiale bassa
che non supera mai i 30°.
Fig. 54 Pannelli solari termici con tubi
sottovuoto che ottengono attualmente il livello
di efficienza maggiore.
Fig. 55 La Biomassa come risorsa
rinnovabile per il riscaldamento rappresenta
un’opportunità da sviluppare; in Sardegna
sarebbe particolarmente adatto l’utilizzo del
nocciolino di ulivo o il cippato di legna da filiera
territoriale (CS Term).
Fig. 56 Esempio di pavimento radiante
utilizzando come isolamento contro-terra
un pannello presagomato in sughero
appositamente studiato per ospitare la
distribuzione dei tubi (LIS).
55
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
4.2.4
I livelli di Energia Quasi Zero
in ambito mediterraneo
Il traguardo del nearly Zero Energy
Building sta ridefinendo in modo
significativo il modo nel quale si
concepisce l’edilizia e porta ad un cambio
di approccio notevole.
L’edificio diventa un insieme di
elementi costruttivi e componenti
tecnologici sinergici che devono insieme
garantire comfort abitativo e efficienza
energetica. L’obiettivo è quello di coprire
il fabbisogno energetico pressoché
totalmente tramite l’utilizzo di fonti
rinnovabili presenti localmente, mirando
a garantire la quasi autonomia energetica
(virtuale, nel caso di un collegamento alla
rete di distribuzione di energia elettrica).
Oltre a coprire il fabbisogno energetico
con risorse locali, riuscire ad ottenere i
livelli di prestazioni nZEB attraverso l’uso
di materiali del territorio e l’impiego di
tecnologie implementabili con knowhow
e capacità tecnica territoriale,
rappresenta una sfida fondamentale per
il settore edile in Sardegna.
L’edilizia sostenibile può infatti
contribuire, attraverso l’incentivazione
dei processi virtuosi dell’economia
circolare, ad un significativo aumento
delle competenze tecniche e della
competitività degli attori della filiera
edile sarda, e portare indotto economico,
coesione sociale e sostenibilità
ambientale per il bene del territorio.
Obiettivi
Definire metodologie di intervento
che permettano di raggiungere i
limiti prestazionali nZEB tenendo in
considerazione la specificità climatica del
territorio, attingendo alle risorse naturali
dell’isola per quanto riguarda l’utilizzo
di materie prime, materiali, prodotti e
componenti edilizi da mettere in opera da
personale locale specializzato.
Esempi
Realizzare involucri altamente prestanti
con l’impiego di materiali locali
della bioedilizia, attivando soluzioni
competitive basate sull’utilizzo di
Sistemi Passivi per coprire la quota
parte di energia termica prodotta in
situ, valorizzando sistemi costruttivi
tradizionali ed innovativi che
garantiscono inerzia termica per poter
generare un buon comfort estivo.
Fig. 57 Esempio di realizzazione di un edificio
in struttura lignea e tamponatura altamente
performante in balle di paglia (Portocuso).
Fig. 58 Recupero di un fabbricato rurale
esistente con cappotto termico interno in
pannelli di lana di pecora a Milis.
Fig. 59 Vista frontale della serra di accumulo
solare termico a Milis che partecipa alla
copertura del fabbisogno termico invernale.
I pannelli fotovoltaici contribuiscono a
soddisfare la richiesta in energia elettrica: un
esempio di ristrutturazione verso livelli nZEB.
Fig. 60 Messa in opera di tamponatura in terra
cruda e cellulosa per la costituzione di un
involucro con un buon rapporto fra isolamento
ed inerzia (Vezzano Ligure).
56
4. Il vademecum
4.3
La gestione sostenibile delle risorse idriche
La Sardegna, per la sua peculiare
posizione geografica e a causa di
eventi climatici estremi quali siccità
e/o alluvioni, soffre di una scarsa
disponibilità di risorse idriche. Qui, come
in molte altre aree del Mediterraneo,
sono riscontrabili diversi processi
di degradazione del territorio: il più
importante e diffuso è l’erosione del
suolo, causata dalla forte aggressività
di precipitazioni molto intense, dalla
notevole erodibilità dei terreni e dalle
particolari condizioni morfologiche.
Inoltre, il sistema ambientale della
pianura e delle piane costiere, mostra
preoccupanti segnali di degrado a causa
di una salinizzazione in progressivo
aumento, derivante dall’eccessiva
pressione antropica. La concentrazione
della popolazione sia residente che
stagionale sulle coste, insieme all’uso
agricolo dei territori costieri, determina
un fabbisogno idrico che, in certi periodi
dell’anno e/o in annate siccitose,
supera le quantità offerte dai servizi di
acquedotto.
L’acqua è stata per lungo tempo
considerata come una risorsa
abbondante e disponibile in modo
pressoché illimitato, la cui gestione
è stata spesso inefficiente: le grosse
infrastrutture costruite, oltre a
determinare un forte impatto sul
territorio, non sono in grado di soddisfare
il crescente bisogno idrico, sia in termini
quantitativi che qualitativi, in molte aree
dell’isola. L’uso eccessivo dell’acqua
ha portato a veri e propri sprechi
– soprattutto nel settore agricolo –
accentuati, anche dall’insufficienza degli
investimenti che possano garantire la
manutenzione degli impianti esistenti o la
costruzione di nuovi.
Nel 1992 i governi, gli organismi
internazionali (le Nazioni Unite tra le
prime) e ONG hanno stilato l’Agenda 21,
un documento per la gestione sostenibile
dell’ecosistema mondiale nel 21° secolo,
che include anche la gestione delle
acque. La Comunità Europea ha emanato
la Direttiva 2000/60/CE che istituisce
un quadro per l’azione comunitaria
in materia di acque, intendendo con
ecosistema acquatico non solo il sistema
delle acque superficiali interne, di
transizione e costiere, ma anche quelle
sotterranee e marine, le zone umide
e gli ecosistemi terrestri interagenti
con quelli acquatici, ovvero il bacino
idrografico. Nel Sulcis ragionare in
termini di bacino idrografico significa
non solo salvaguardare le risorse idriche
con interventi di razionalizzazione e
manutenzione, ma anche valorizzarne il
bene dal punto di vista paesaggistico.
57
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
Foto: Mrjn Photography/ Unsplash.com
58
4.3.1
L’impiantistica per il risparmio
idrico
Utilizzare le risorse idriche in modo
attento e parsimonioso è una prerogativa
importante della Sardegna. La media
italiana per i consumi domestici
giornalieri di acqua è di 250 litri a giorno
pro capite, fra i più alti in Europa. La
Sardegna è la regione in Italia con il minor
utilizzo di acqua potabile da rubinetto per
il consumo di acqua da bere. La media di
tali consumi è inferiore a quella italiana.
Al fine di garantire efficienza nella
gestione delle risorse idriche, che in
Sardegna in gran parte provengono da
accumuli di acque superficiali quali laghi
artificiali, esistono diversi metodi ed
apparecchiature di facile istallazione.
Obiettivi
Risparmiare il consumo idrico
domestico attraverso soluzioni tecniche
idonee. Sensibilizzare alla gestione
idrica attenta e differenziata nelle
abitazioni e nell’uso esterno (vedasi
anche punti 3.2, 3.3 e 3.4).
Esempi
Gli aeratori rompigetto per rubinetti
e docce sono riduttori di flusso che
permettono una riduzione del consumo
idrico fino ad un 50% circa e sono
particolarmente importanti per le
strutture ricettive.
Sensori di movimento che erogano
l’acqua soltanto quando serve, ovvero
quando le mani sono effettivamente
sotto il rubinetto.
Limitatori di apertura che evitano
l’apertura totale del rubinetto
monocomando.
Gli sciacquoni rappresentano il 30% del
consumo di acqua domestica quindi
è molto importante aggiornarli agli
standard di risparmio, gli ultimi modelli
riducono da 9 a 3 litri l’erogazione, con la
possibilità di un dosaggio manuale della
quantità di acqua (start/stop).
Fig. 61 L’acqua nelle alture (Cascate sul rio
Cannas).
Fig. 62 Zone umide (Paringianu).
Fig. 63 Esempio di aeratore di flusso che
permette un risparmio idrico notevole
59
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
4.3.2
La permeabilità delle superfici
esterne
Considerando che la distribuzione
dell’acqua potabile in Sardegna richiede
investimenti infrastrutturali importanti,
vista anche la scarsità, in alcune zone,
delle risorse idriche sotterranee, è
fondamentale garantire nelle zone
antropizzate la permeabilità superficiale
al fine di una rigenerazione idrica
proveniente da eventi meteorici.
Negli anni passati molti trattamenti
superficiali nelle aree abitate hanno
portato ad una cementificazione
intensa con fenomeni di sigillatura
superficiale che contribuiscono, da
una parte, all’aumento del rischio di
inondazione, dovuto alla concentrazione
dell’acqua in superficie e, dall’altra, ad un
impoverimento delle risorse freatiche del
sottosuolo.
Evitare la sigillatura superficiale perché
può contribuire ad accrescere il rischio di
fenomeni alluvionali.
Esempi
Realizzare superfici esterne adiacenti
alle abitazioni senza pavimentazione, ma
con elementi drenanti come ad esempio
ghiaia che permette l’infiltrazione delle
acque meteoriche.
Dove servono soluzioni maggiormente
calpestabili, si possono utilizzare
pavimentazioni in pietra locale a fuga
aperta, ovvero messe in opera con un
sottofondo drenante, dove l’acqua si può
infiltrare tra le fughe, permettendo così
una corretta infiltrazione nel sottosuolo.
Fig. 64 Selciato di scisti di Cabitza.
Fig. 65 Opus Incertum a calcestruzzo colorato
a base di calce idraulica naturale (NHL5).
Fig. 66 Selciato in Ignimbriti del Sulcis
(Masainas).
Obiettivi
Garantire permeabilità alle acque
meteoriche al fine di poter alimentare in
acqua la falda acquifera.
Evitare isole di calore che si creano con
alcuni tipi di pavimentazione superficiale
che accumulano l’irraggiamento solare
(asfalto/cemento etc.).
60
4. Il vademecum
4.3.3
La depurazione naturale delle
acque
Oggi si considera che a valle dell’utilizzo
dell’acqua a scopi domestici la sua
utilità non sia ancora finita. Riscoprendo
l’elevato valore aggiunto intrinseco
dell’acqua, si possono implementare
soluzioni naturali per una depurazione
sostenibile e un riutilizzo locale
dell’acqua che ci permette di abbattere
considerevolmente il suo consumo, il suo
trasporto e la spesa energetica per la sua
fornitura.
Obiettivi
Depurare l’acqua con metodi
energeticamente efficienti e poco
impattanti sull’ambiente. Abbattere il
consumo totale di acqua attraverso il suo
utilizzo e riutilizzo differenziato.
Esempi
Il sistema duale di separazione delle
acque grigie dalle acque nere è alla base
di una gestione differenziata del ciclo
delle acque: consiste nel separare le
saponose (pozzo sgrassatore) dalle nere
(fossa biologica o biodigestore).
La fitodepurazione può rigenerare l’acqua
attraverso la tripla azione di depurazione
naturale: meccanica (filtraggio),
biologica (batteri anaerobici ed aerobici
scompongono il carico organico
contenuto nell’acqua) e vegetale (le
radici delle piante, come ad esempio la
canna palustre, si nutrono delle sostanze
organiche e le metabolizzano).
L’acqua a valle della fitodepurazione può
essere utilizzata per un impiego negli
sciacquoni o a scopi irrigui. Esistono due
tipi di fitodepurazione che si utilizzano
in base alla disponibilità di superficie
esterna e la conformità geomorfologica:
fitodepurazione verticale con profondità
maggiore e un funzionamento dall’alto
verso il basso e la fitodepurazione
orizzontale con uno sviluppo superficiale
maggiore, minor profondità e un’azione
in leggera pendenza, di deflusso
orizzontale.
Fig. 67 Esempio di fitodepurazione verticale
utilizzando le canne autoctone del Lago
Trasimeno (Centro Panta Rei Umbria).
Fig. 68 Fitodepurazione con piantumazione di
Canna Palustre.
Fig. 69 Esempio di fitodepurazione orizzontale
(teknoring.com).
61
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
4.3.4
L’accumulo idrico
La gestione sostenibile delle acque
implica di valorizzare l’acqua in tutte
le sue forme presenti sul territorio,
cercando di alterare il meno possibile
il ciclo naturale delle risorse idriche.
L’acqua piovana è sempre stata
considerata una risorsa preziosa;
numerosi esempi antichi di cisterne ci
indicano che l’acqua piovana è sempre
stata gestita con massima intelligenza
al fine di garantire l’approvvigionamento
idrico.
Oggi sappiamo che l’acqua piovana
si presta solo in casi di emergenza
all’utilizzo come acqua potabile, anche
per la sua assenza di sali minerali; tanti
sono tuttavia i suoi utilizzi possibili che
permetterebbero di abbattere il consumo
idrico complessivo.
Obiettivi
Gestire in modo sostenibile le risorse
di acqua meteorica per un utilizzo
domestico mirato: irrigazione, lavaggio
e impiego negli sciacquoni che permette
di abbattere il consumo idrico totale,
superando anche il 30% di risparmio.
Esempi
Se anticamente realizzare una cisterna
comportava sforzi considerevoli in
muratura o in lavori di scavo, oggi si
possono utilizzare cisterne prefabbricate
di svariate misure, in funzione
dell’utilizzo, dimensioni e quantità
necessarie. Ad esempio, con elementi in
cemento armato, da murare in opera, o
in polietilene, già a tenuta con raccordi e
possibilità di mettere in comunicazione
più contenitori.
I tetti delle abitazioni si prestano
a costituire la superficie captante,
prevedendo sistemi che scartino la
”prima acqua”, potenzialmente carica di
fogliame e polvere. Per un uso nei sistemi
duali evoluti dove è previsto l’utilizzo
delle piovane per gli sciacquoni si
impiegano sistemi che evitano il crearsi
di batteri e microorganismi attraverso
appositi sistemi non tossici, come le
unità di trattamento a raggi UV. Utilizzare
l’acqua piovana (filtrata da eventuali
impurità) agevola il lavaggio di bucato
vista l’assenza di calcare: l’acqua è infatti
molto morbida.
Fig. 70 Sezione di un edificio con cisterna di
recupero delle acque piovane.
Fig. 71 Disegno d’epoca della cisterna del Re
a Carloforte.
Fig. 72 Foto storica del pozzo romano di Sant’
Antioco.
62
4. Il vademecum
4.4
La tutela del Paesaggio e della Sostenibilità territoriale
Il paesaggio costituisce la componente
essenziale del contesto di vita e di
produzione del territorio, e come tale
occorre conoscerlo con consapevolezza
per preservarlo, curarlo e restaurarlo.
La cura del paesaggio rappresenta
l’elemento cardine di una politica
territoriale che miri a rendere leggibile e
fruibile la proposta di valore del territorio,
sia essa declinata come offerta turistica,
sia che venga identificata come prodotto
del territorio in generale (agro-alimentare,
artigianale, servizi).
Il paesaggio è inoltre uno strumento
fondante per la creazione di sistemi
autopoietici. A titolo esemplificativo si
citano alcuni territori che hanno saputo
impostare intere filiere economiche
sulla riconoscibilità del loro paesaggio
identitario: Sud Tirolo, Chianti -Toscana
(Italia), Gaasterland (Paesi bassi, Frisia
Occidentale), Provenza e Corsica
(Francia), Carinzia (Austria), ecc.
Avere consapevolezza degli elementi
e delle forme del paesaggio naturale e
antropico in molti casi non è scontato:
risulta utile pertanto, nell’ambito di
queste Linee guida, illustrare tali forme
ed elementi, in modo che sia più semplice
per i tecnici e gli operatori del territorio
allinearsi a un concetto di “paesaggio
potenziale“ verso cui tendere.
Le radici del paesaggio potenziale si
fondano sugli aspetti naturalistici ancora
parzialmente leggibili nel territorio,
anche se spesso in maniera relittuale, e
su fattori legati all’ancestrale presenza
antropica continuativa, sin dal Neolitico,
nelle aree del GAL. Cornice naturalistica,
agricoltura, archeologia, sistema
insediativo rurale e religioso, strutture
minerarie, residuati dell’industria del
sale e della pesca: sono questi gli
elementi base su cui costruire il cosidetto
paesaggio.
Componente essenziale per illustrarne
e condividerne l’idea diventa quindi
la sua rappresentazione in termini di
moduli paesaggistico-funzionali, come
verrà sinteticamente illustrato in queste
Linee guida. La conoscenza dell’attuale
contesto e la visione del cosidetto
paesaggio costituiscono la base della
creazione di modelli di business,
anche legati ad un concetto di turismo
sostenibile e consapevole, capace di
sfruttare al meglio la proposta di valore
che emerge da un territorio “autentico”.
63
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
Foto: Daniele Atzori
64
4. Il vademecum
Foto: Giampietro Tronci
65
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
Il contesto paesaggistico del GAL Sulcis
Iglesiente Capoterra e Campidano di
Cagliari attualmente paga in parte gli
effetti della storia del suo paesaggio. Il
disboscamento, le attività estrattive, le
bonifiche agrarie, la riforma agraria e il
patrimonio del costruito agricolo, che
dagli anni Sessanta vede l’imposizione
di moduli architettonici dell’edilizia
industriale, hanno determinato la
banalizzazione e la perdita di identità
di vaste aree sia in ambito rurale sia
urbano e periurbano.
In passato, in assenza di un quadro
normativo di indirizzo che tenesse in
conto il valore paesaggistico delle zone
rurali, il modus operandi progettuale
è stato quello di prescrivere moduli
architettonici e tecniche di costruzione
non in linea con le vocazioni e le
armonie dei luoghi.
Le disarmonie con il “paesaggio
potenziale“ spesso sono determinate
da elementi macroscopici che
influiscono sullo skyline e quindi
facilmente individuabili. Nell’ambito
della componente vegetale, un
esempio sono i filari di eucaliptus
esito degli interventi di bonifica, e la
presenza di nuclei arborei sparsi di
essenze alloctone e alloctone invasive.
Nell’ambito del costruito, invece, le
recinzioni in muratura con blocchi a
base cemento, costituiscono un altro
aspetto macroscopico del degrado
paesaggistico, anche se di minore
rilevanza.
L’assenza di regolamentazione,
accanto ad una diffusa mancanza di
consapevolezza, ha condotto a una
gestione delle pertinenze degli edifici
secondo schemi di “giardinaggio
convenzionale” che, volendo prescindere
dalla coerenza estetico funzionale,
anche soltanto per l’utilizzo di specie
alloctone e specie alloctone invasive,
costituisce un limite importante
alla concretizzazione del paesaggio
potenziale. La logica di intervento sarà,
come descritto nelle successive sotto
sezioni, legata all’incentivazione della
bonifica dall’alloctono sostituito da
soluzioni che prevedano esclusivamente
l’utilizzo di specie autoctone delle serie
vegetazionali di riferimento per quanto
concerne gli aspetti vegetazionali e il
loro utilizzo.
Fig. 73 integrazione paesaggistica di siepe
e muro di confine (Buggerru).
Fig. 74 Macchia degradata su calcari cambrici
(Buggerru-Flumini).
Fig. 75 Pascolo alberato e stagno retrodunale
(Buggerru).
66
4. Il vademecum
4.4.1
I materiali e tecnologie
tradizionali locali per i sistemi
di demarcazione dei confini
di proprietà
Fino a pochi decenni fa, il paesaggio
storico-culturale del nostro territorio
era caratterizzato da un serie di “segni”
naturali (siepi e filtri verdi) o a carattere
preindustriale (strutture realizzate a
secco) che demarcavano ambiti distinti,
permeati dalla conservazione delle
invarianti strutturali del paesaggio
(fiumi, colline, crinali etc.) o derivati dal
consolidarsi degli usi storici (terreni
demaniali, demarcazioni catastali
storiche, confini di proprietà etc.).
Tali tracce contribuivano a sostenere il
carattere continuo e organico del quadro
paesaggistico con la creazione di valori
estetici e ambientali di assoluta rilevanza.
Nel Sulcis il miglior contributo dell’attività
antropica è leggibile nella logica del
sistema insediativo tradizionale,
pluristratificato a partire dall’impianto
base dei Medaus e Furriadroxius.
etc.) realizzati a secco o con matrici
leganti a base terrosa. Tali strutture
favoriscono la lettura della trama morfotipologica
dell’ambiente proto-urbano,
che sorge da una sorta di razionalità
spontanea ed istintiva che ha per lungo
tempo garantito un sostenibile sviluppo
della relazione uomo-ambiente.
Il PPR (Piano Paesaggistico Regionale)
della Regione Sardegna riconosce il
valore di questi elementi di connessione
del territorio e ne prescrive la
conservazione, anche in virtù della
loro valenza ecologica, mediante
la salvaguardia della loro integrità
formale e funzionale (art. 51 - Aree
caratterizzate da insediamenti storici,
art. 54 - Reti e elementi connettivi,
NTA del PPR). Nell’attesa di un pieno
recupero del saper fare locale, i sistemi
tradizionali di demarcazione, naturali,
artificiali o misti, divengono di estrema
attualità, specialmente in riferimento
all’approvvigionamento delle risorse
locali, per lo sviluppo delle strategie di
economia circolare, al fine di contribuire
agli obiettivi di sostenibilità ambientale.
In esso l’equilibrio tra tessuto edificato
e vuoti di pertinenza è rimarcato dalla
presenza delle recinzioni storiche in
trovanti lapidei (scisto, trachiti, calcari,
Fig. 76 Oleo lentiscetum. Specie in foto:
Pistacia lentiscus, Olea europea sylvestris,
Euphorbia dendroides, Rubia peregrina
(Gonnesa).
67
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
Obiettivi
In ambiente urbano, peri-urbano e negli
insediamenti a carattere rurale, l’obiettivo,
laddove sia necessario mantenere o
creare ex novo delle perimetrazioni
non vegetali, è di promuovere l’utilizzo
di tecniche tradizionali a secco, e la
formazione delle maestranze locali
per l’impiego di leganti naturali a base
terrosa/calce.
In zona Agro occorre mirare alla
conservazione degli elementi costruiti
tradizionali e all’incremento dei margini
vegetali e delle recinzioni a siepe con
essenze locali che possano contribuire
allo sviluppo della biodiversità locale
delle specie ornitiche e degli insetti
pronubi. I benefici di questo intervento
si possono misurare oltre che su scala
socio-economica, grazie al processo
di armonizzazione paesaggistica del
territorio, anche su scala ambientale in
termini di incremento della naturalità
dei luoghi e delle funzioni che le specie
arboree e arbustive assolvono in
merito a: sostegno e incremento della
biodiversità (creazione di micro-habitat
per piante e animali), protezione contro
gli effetti dell’inquinamento, difesa del
suolo, creazione dei corridoi ecologici
di connessione tra le aree ad elevato
pregio naturalistico presenti nel territorio
del GAL.
Esempi
Muretti a secco in trovanti lapidei di varia
natura secondo le risorse dell’ambito
territoriale specifico. La tecnica del
muretto a secco offre differenti benefici,
tra cui: facilità di trasporto del materiale,
durabilità, riciclabilità, bassa impronta
ecologica, efficace resa formale ed
estetica.
Realizzazione di siepi e perimetrali
di corridoio ecologico, costituite da
essenze autoctone pertinenti alla serie
di vegetazione di riferimento e aderenti
secondo l’associazione vegetale
specifica dei luoghi di intervento.
Fig. 77 Siepe tipica della macchia
mediterranea.
Fig. 78 Giardino in calcari cambrici e siepe di
macchia evoluta.
Fig. 79 Allestimento spontaneo a Crithmum
maritimum su calcari cambrici al Porto di
Buggerru.
68
4. Il vademecum
Fig. 80 Giardino in arido su ignimbriti del
Sulcis.
4.4.2
Le tipologie delle pertinenze
esterne
Obiettivi
Intervenire sulla tipologia delle pertinenze
esterne per incidere sulla connessione
paesaggistica delle aree del GAL.
Creare un contesto paesaggistico
omogeneo coerente con i criteri di
sostenibilità sociale (aumento del
comfort rurale e urbano, consapevolezza
ed educazione ambientale), economica
(marketing territoriale e gestione dei
costi) e ambientale (rispetto delle
normative sulla tutela del patrimonio
naturalistico locale).
(tessella o tessera), e che sono tra loro in
rapporto dinamico. Include perciò tanto
la vegetazione rappresentativa della
tappa matura o ”testa di serie”, quanto
le comunità iniziali o subseriali che la
sostituiscono.
Associazione vegetale: ”un
aggruppamento vegetale più o meno
stabile ed in equilibrio con il mezzo
ambiente, in cui certi elementi esclusivi
o quasi (specie caratteristiche di
associazione) rivelano con la loro
presenza un’ecologia particolare ed
autonoma”.(Braun Blanquet).
Fig. 81 Manutenzione su macchia spontanea
(Domusnovas).
Fig. 82 Soluzione per aree verdi urbane su
modulo a pascolo alberato (Musei).
Esempi
Nello specifico, lo strumento più
efficace per guidare le scelte progettuali
ed operative verso il conseguimento
dell’obiettivo, è l’utilizzo di specie delle
serie di vegetazione di riferimento dei
territori del GAL.
Serie vegetazionale/di vegetazione
o sigmetum: unità geobotanica che
esprime l’insieme di comunità vegetali o
stadi che possono svilupparsi all’interno
di uno spazio ecologicamente omogeneo,
con le stesse potenzialità vegetali
69
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
Esempi
Utilizzo di Quercus ilex (Leccio) e
Quercus suber (Sughera) come specie
arboree.
Nelle aree caratterizzate da macchia
termofila costituita dall’associazione
vegetale Oleo-lentiscetum (Olivo e
Lentisco), utilizzo di siepi di Pistacia
lentiscus (Lentisco) e Olea Europea
(Olivo), come specie strutturali nella
costituzione di siepi perimetrali e di
delimitazione delle aree funzionali interne
alle aree di pertinenza.
Riferimenti e documenti rilevanti:
• L’Agenda ONU 2030 per lo sviluppo
sostenibile riconosce lo stretto legame
tra il benessere umano e la salute dei
sistemi naturali e la presenza di sfide
comuni che tutti i paesi sono chiamati
ad affrontare.
• Documenti tecnico scientifici di
supporto alla Strategia Nazionale di
Adattamento ai cambiamenti climatici:
• Rapporto sullo stato delle conoscenze
scientifiche su impatti, vulnerabilità ed
adattamento ai cambiamenti climatici
in Italia.
• Analisi della normativa comunitaria
e nazionale rilevante per gli impatti,
la vulnerabilità e l’adattamento ai
cambiamenti climatici.
• Elementi per una Strategia Nazionale di
Adattamento ai Cambiamenti Climatici.
Inoltre, il Ministero dell’ambiente e
della tutela del territorio e del mare,
mediante il Comitato per lo Sviluppo
del Verde Pubblico, ha redatto le Linee
guida per la gestione del verde urbano e
prime indicazioni per una pianificazione
sostenibile.
Fig. 83 Allestimento su fondo inerbito a
Cyndon dactylon: Pistacia Lentiscu, Phyllirea
Angustifolia, Olea europea sylvestris,
Rosmarinus officinalis.
Fig. 84 Allestimento di capannone in zona
industriale. Riferimento paesaggistico: pascolo
alberato a olivo su fondi a prato naturale
(Musei).
Fig. 85 Contenimento in pietra locale e
ripristino scarpata a macchia mediterranea
(Buggerru).
Fig. 86 Sfalci differenziati per costituzione
viabilità pedonale e carrabile garantendo il
mantenimento della biodiversità.
70
4. Il Vademecum
4.4.3
La gestione del Verde
Obiettivi
Attuare un processo di riqualificazione
paesaggistica mediante la bonifica
da arboree ed arbustive alloctone o
alloctone invasive. Sostituire l’alloctono
con specie autoctone e l’integrazione
del patrimonio arboreo del GAL.
Disincentivare le coperture erbacee a
microterme per ridurre gli apporti idrici, la
concimazione e per l’eliminazione degli
interventi fitosanitari. Incentivare l’uso di
coperture a prato naturale.
e/o integrazione con arboree e arbustive
delle serie: idem.
Eradicazione Robinia pseudoacacia
sostituzione e/o integrazione con arboree
e arbustive delle serie: idem.
Eradicazione Piante del genere
Bougainvillea sostituzione e/o
integrazione con arboree o arbustive
delle serie: idem.
Eradicazione Piante del genere Pinus ad
esclusione dei nuclei di Pinus halepensis
di Porto e Carloforte, e sostituzione/
integrazione con arboree e arbustive
delle serie: idem.
Fig. 87 Esempio di funzione didattica
ambientale dei bordi strada - da sinistra: prato
naturale, macchia degradata, macchia evoluta,
bosco a Quercus ilex (Leccio).
Fig. 88 Pascolo alberato a Quercus suber
(Sughera) con allevamento di bovini.
Esempi
Eradicazione di nuclei di Eucaliptus e
sostituzione/integrazione con: arboree
e arbustive della vegetazione della
Sardegna del Sud-Ovest (vedi mappa p.
69/cap. 4 Schede Tecniche in allegato).
Eradicazione Ailanthus altissima e
sostituzione/integrazione con arboree e
arbustive delle serie: idem.
Eradicazione Carpobrotus acinaformis e
sostituzione/integrazione con arboree e
arbustive delle serie: idem.
Eradicazione Acacia saligna, Acacia
dealbata, Acacia Horrida e sostituzione
Fig. 89 Muro di confine e allestimento a
macchia termofila a Pistacia lentiscus,
Juniperis Phoeniciae, Chamerops humilis.
(Complesso archeologico Grutti ‘e Acqua,
Sant‘Antioco).
Fig. 90 Sfalci differenziati per la costituzione
di viabilità pedonale e carrabile e il
mantenimento della biodiversità.
71
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
Alcuni dei documenti ufficiali e degli enti
di riferimento:
Regolamento (UE) n. 1143/2014 del
Parlamento europeo e del Consiglio, del
22 ottobre 2014, recante disposizioni
volte a prevenire e gestire l’introduzione
e la diffusione delle specie esotiche
invasive: Le specie esotiche invasive
rappresentano una delle principali
minacce per la biodiversità e i servizi
ecosistemici collegati, in particolare
per gli ecosistemi isolati sotto il profilo
geografico ed evolutivo, come le isole
di piccole dimensioni. I rischi che tali
specie possono provocare possono
intensificarsi a causa dell’aumento del
commercio mondiale, dei trasporti, del
turismo e dei cambiamenti climatici.
European and Mediterranean Plant
Protection Organization: (EPPO) è
una organizzazione intergovernativa
responsabile della cooperazione per
la protezione delle piante in Europa e
nella regione mediterranea che pubblica
le “liste nere“ di piante inquinanti e
pericolose per i territorio delle 50 nazioni
aderenti.
Manuale di buone pratiche e Linee guida
per la corretta fruizione e gestione degli
habitat naturali nel sistema spiaggia
LIFE 13 NAT/IT/000433 RES MARIS.
Pubblicazione scientifica: Bacchetta G.,
Bordigoni A., Cinti M.F., Frau F., Lentini L.,
Liggi M.G., Meloni F., Orrù M., Podda L.,
Sanna A., (2018).
Fig. 91 Specie aliena nella lista IAS:
Carpobrotus acinaciformis , (Fico degli
Ottentotti , Unghia di strega).
Fig. 92 Specie aliena nella lista IAS:
Acacia saligna. (Mimosa a foglie strette).
Fig. 93 Specie aliena: Opuntia ficus indica
(Fico d’India).
Fig. 94 Specie aliena nella lista IAS:
Ailanthus altissima (Ailanto).
72
4. Il vademecum
4.4.4
La gestione sostenibile degli
ambiti territoriali
Rendere fruibile il territorio in maniera
sostenibile, nella maggior parte dei
casi, può essere fatto con semplici e
snelle operazioni di manutenzione e
segnaletica, senza creare nuove strutture
edili o nuovi percorsi. A tal scopo, talvolta
sono necessarie attrezzature per allestire
percorsi e aree dedicate a passeggiate e
momenti di pausa o attività varie svolte
presso le aziende del territorio, mediante
semplice elettrificazione alimentata
da sistemi fotovoltaici, o altre semplici
attrezzature.
Le tipologie di infrastrutturazione leggera
possono essere:
• Segnaletica e pannellistica per
illustrare aspetti paesaggistici,
naturalistici, storico architettonici, di
descrizione dei processi aziendali.
• Le infrastrutture per la ricarica di
batterie di cicli, motocicli, veicoli.
• Le Infrastrutture per rendere fruibile la
risorsa idrica aziendale.
• Biciclette o mezzi elettrici a basso
impatto acustico.
• Per la creazione di ombrai si prescrive
l’utilizzo di specie arboree adeguate
alle serie della vegetazione dei luoghi
anziché sistemi di ombrai costruiti.
Fig. 95 Ombraio naturale a Quercus ilei
(Lecci a Domus de Maria).
Obiettivi
Favorire, dove necessario, interventi di
infrastrutturazione leggera caratterizzata
da scelte sostenibili in termini di impatto
paesaggistico e ambientale.
Si favoriscono soluzioni aderenti a
standard tipologici comunali e ancor
meglio se intercomunali.
Fig. 96 Itinerari ciclabili regionali in Sardegna.
Fig. 97 Colonnina per ricarica veicoli elettrici.
73
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
Esempi
Arricchimento di un percorso aziendale
con pannelli illustrativi (i cui contenuti
e la loro tipologia devono rispettare gli
indirizzi delle Linee guida del GAL).
Realizzazione di un pannello di
accoglienza alla propria azienda che
descrive prodotti, organizzazione e
contesto in cui l’azienda opera, al fine di
promuovere i propri servizi e prodotti in
relazione al contesto paesaggistico del
GAL.
Fig. 98 Paesaggio rurale del Sulcis con
alternanza abitazione e coltivazione (Barega).
Creazione di stazioni di sosta con acqua
potabile nei pressi di sorgenti, attrezzate
con un sistema di adduzione alimentato
da fonti rinnovabili.
Acquisto di biciclette e biciclette
elettriche da concedere ai propri ospiti
durante il loro soggiorno presso la
propria struttura di accoglienza.
Fig. 99 Itinerari ciclabili panoramici nel Sulcis.
Realizzazione di stazioni di ricarica per
motocicli.
Realizzazione di impianti di illuminazione
e alimentazione elettrica predisposti
nel rispetto dei limiti di inquinamento
luminoso per le aree rurali, da utilizzare in
caso di eventi serali.
Fig. 100 Itinerari ciclabili panoramici nel Sulcis.
74
4. Il vademecum
Foto: Luca Pinna
75
Schede tecniche
delle Linee guida per l’edilizia sostenibile
Foto: Luca Pinna
77
Indice
1.
1.1a
1.1b
1.1c
1.2
1.3
1.4a
1.4b
1.5
Le schede tecniche
L’adozione di sistemi di edilizia sostenibile
Il recupero di terre da scavo, utilizzo di inerti riciclati
da demolizione e di componenti edili da recupero
Il recupero di strutture esistenti tramite interventi
di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo
Il riutilizzo del territorio (solo costruzione ex novo)
L’utilizzo di materiali naturali della bioedilizia
L’utilizzo di risorse provenienti dalla filiera territoriale
L’impiego di soluzioni bioclimatiche per la climatizzazione
naturale degli edifici nel periodo invernale
L’impiego di soluzioni bioclimatiche per la climatizzazione
naturale degli edifici nel periodo estivo
Il comfort indoor sotto il profilo acustico e della qualità dell’aria
81
83
85
87
89
91
93
95
97
100
2
2.1
L’elevata efficienza energetica degli edifici
L’organismo edificio-impianto efficiente
(indice di prestazione energetica globale non rinnovabile)
101
103
78
Indice
2.2a
2.2b
2.3
2.4
La sostenibilità ambientale dell’involucro edilizio altamente prestante
nell’intervento di ristrutturazione edilizia e/o manutenzione straordinaria
La sostenibilità ambientale dell’involucro edilizio altamente
prestante nell’intervento di costruzione ex novo
L’intervento su singoli componenti edili opachi e trasparenti
L’impiego di energie rinnovabili verso livelli nZEB in ambito mediterraneo
105
107
109
111
3
3.1
3.2
3.3
3.4
La gestione sostenibile delle risorse idriche
L’utilizzo di impiantistica di risparmio idrico
La permeabilità delle superfici esterne di pertinenza
L’utilizzo di sistemi di depurazione naturale / di sistemi duali
L’utilizzo di sistemi di accumulo idrico
113
115
117
119
121
4
4.1
4.2
4.3
4.4
La valorizzazione paesaggistica e la sostenibilità territoriale
Le tecnologie e i materiali tradizionali locali
Le tipologie delle delimitazioni delle pertinenze esterne
La gestione del verde
La gestione sostenibile degli ambiti territoriali
Matrice di serie di vegetazioni per comune
123
125
127
129
135
135
79
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
Foto: Luca Pinna
80
Le Schede tecniche
Le Schede tecniche
Uno strumento di valutazione
Le presenti Schede tecniche completano
le Linee guida per l’edilizia sostenibile
nel GAL Sulcis Iglesiente Capoterra
e Campidano di Cagliari. Traducono i
concetti base e le indicazioni tecniche
da seguire come scelte di indirizzo
strategico verso una più ampia
sostenibilità ambientale dei territori. Ciò
permetterà di promuovere attivamente
processi virtuosi di edilizia sostenibile
inserita nel contesto dell’economia
circolare, mirando ad ottenere, nel medio
e lungo termine, risultati in termini di
indotto economico locale, impiego e
coesione sociale nei territori coinvolti.
Metodo di attribuzione del
punteggio
La metodologia di calcolo per la
definizione di un punteggio, compatibile
con l’impostazione operativa dei bandi
ai quali sono collegate le presenti
Linee guida e le sue Schede tecniche,
si ispira dalla Prassi di Riferimento
attuale di ITACA - Istituto per
l’innovazione e trasparenza degli appalti
e la compatibilità ambientale, UNI/PdR
13.1:2019 (Sostenibilità ambientale
nelle costruzioni - Strumenti operativi
per la valutazione della sostenibilità
- Inquadramento generale e principi
metodologici), formalizzato dall’Ente
Italiano di Normazione. Per ciascun
criterio attivato all’interno delle presenti
Schede tecniche viene citato, laddove
rilevante, il riferimento ai criteri di
riferimento corrispettivi della Prassi di
Riferimento anche quando – per motivi
di compatibilità tecnica, e di necessità
applicative – alcuni metodi di calcolo
sono stati semplificati.
Un altro riferimento importante, orientato
alla promozione dell’utilizzo delle risorse
territoriali per il settore delle costruzioni,
è nato inizialmente per il settore pubblico
(PANGPP - Piano Nazionale d’Azione
per il Green Public Procurement). Viene
recepito con il D.I. 135 del 11.04.2008
e successive revisioni. Il Codice degli
appalti (dlgs 50/2016) rende obbligatori
i cosiddetti CAM - Criteri Ambientali
Minimi. Dal 2017 con i CAM Edilizia
vengono definite le specifiche tecniche
dei componenti edilizi. Tali indicazioni
si rivolgono anche al settore privato con
particolare riferimento al recente Decreto
Rilancio.
Glossario
Al fine della definizione dell’esatto
vocabolario tecnico usato nelle presenti
Schede tecniche e per facilitarne
la comprensione metodologica e
l’applicazione operativa di queste ultime,
il presente documento comprende un
glossario tecnico che ne definisce in
modo univoco il significato per una
corretta interpretazione delle Linee guida.
81
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
Foto: Luca Pinna
82
1. L’adozione di sistemi di edilizia sostenibile
1.
L’adozione
di sistemi di edilizia
sostenibile
83
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
84
1. L’adozione di sistemi di edilizia sostenibile
1.1a
Il recupero di terre da scavo, utilizzo di inerti riciclati da demolizione e di componenti
edili da recupero
Obiettivo
Promuovere il riutilizzo locale delle terre da scavo.
Ridurre il consumo di risorse e materiali non rinnovabili attraverso
il riutilizzo di materiale riciclabile o riutilizzabile da filiera territoriale
di demolizione differenziata. Promuovere il riutilizzo di materiale o
prodotti localmente disponibili attraverso un processo di decostruzione
mirato. Diminuire il consumo di materiali nuovi laddove possono
essere utilizzati materiali da processi di recupero e riciclo.
Indicatore
Percentuale volumetrica di materiale e prodotti provenienti da processi
di recupero/riutilizzo rispetto alla volumetria globale dell’intervento.
Verifica
Al fine di poter verificare il criterio è necessario che nel computo
metrico venga indicato il volume in metri cubi di materiali e prodotti
provenienti da recupero/riutilizzo. Deve inoltre essere indicato il volume
complessivo degli elementi edilizi utilizzati durante l’intervento (tetto,
pareti, solai, pavimenti, vespai, tramezzi, intonaci, serramenti ecc.) per
la corretta elaborazione del rapporto percentuale (viene considerata
anche la percentuale di materiale da riciclo contenuto nei prodotti
come da prescrizioni CAM Edilizia).
Esempi
Riutilizzo di terra da scavo.
Utilizzo di inerte proveniente
da demolizione e riciclo per la
costituzione di conglomerati.
Utilizzo di laterizio tritato
da processi di recupero per
l’idraulicizzazione dei leganti
aerei (coccio pesto).
%/m3 totali
Metodo di calcolo
Volume totale dell’intervento
(ristrutturazione/ex novo,
comprensivo di eventuale
terra da scavo) diviso con il
volume costituito dagli elementi
provenienti da processi di
recupero/riutilizzo.
Valutazione del criterio
Riutilizzo di terra da scavo/inerti e/o di componenti edili da
demolizione/recupero presente
>30%
Non presente <30%
Riferimenti normativi:
UNI/PdR 13.1:2019 Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale ITACA, Ente Italiano
di Normazione, Criteri di riferimento C.3.3 Riuso delle terre, B.4.6 Materiali riciclati/recuperati. | PAN GPP (D.I. 135 del
11.04.2008), revisione 2013 | CAM Edilizia 2017: 2.4 Specifiche tecniche dei componenti edilizi, 2.4.1.2 Materia recuperata
o riciclata.
85
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
86
1. L’adozione di sistemi di edilizia sostenibile
1.1b
Il recupero di strutture esistenti tramite interventi di manutenzione straordinaria,
restauro e risanamento conservativo
Obiettivo
Evitare, laddove possibile, la demolizione del patrimonio costruito
esistente.Garantire la valorizzazione delle costruzioni preesistenti, e
premiare la conservazione del tessuto tipologico.
Indicatore
Garantire il recupero di strutture o volumetrie preesistenti ai fini
di ottenere un risparmio di risorse e il mantenimento tipologico -
architettonico locale.
Verifica
Al fine di poter verificare il criterio è necessario che nel computo
metrico venga indicata la superficie in metri quadrati del preesistente e
della superficie di progetto.
Esempi
Scegliere l’intervento di
recupero piuttosto che la
demolizione e ricostruzione
(laddove la valutazione costobeneficio
lo permette).
%/tot. m2
Metodo di calcolo
Calcolo della percentuale
di superficie di costruzione
preesistente recuperata
sul totale della superficie di
progetto.
Valutazione del criterio %
Presente >60%
Non presente <60%
Riferimenti normativi:
UNI/PdR 13.1:2019 Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale ITACA , Ente Italiano
di Normazione, Criterio di riferimento A.1.5 Riutilizzo del territorio . | PAN GPP (D.I. 135 del 11.04.2008), revisione 2013 |
CAM Edilizia 2017: 2.2.3 Riduzione del consumo di suolo e mantenimento della permeabilità dei suoli, 2.2.4 Conservazione
dei caratteri morfologici.
87
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
88
1. L’adozione di sistemi di edilizia sostenibile
1.1c
Il riutilizzo del territorio (solo costruzione ex novo)
Obiettivo
Favorire, durante un intervento di costruzione ex-novo, il recupero
di impronte di insediamenti preesistenti, di sagoma di edificio
preesistente in pianta, od occupazione di suolo preesistenti
documentata, al fine di evitare ulteriore consumo di territorio, o lo
spostamento di volume.
Indicatore
Recupero di tracce di insediamento preesistenti (manufatti agricoli
ed abitativi) laddove funzionalmente compatibile, anche attraverso la
demolizione e ricostruzione sulla stessa sagoma, se giustificata dopo
attenta valutazione costo beneficio - da illustrare con una relazione
tecnica dedicata, completa di documentazione aerofotografica.
Verifica
Calcolo della percentuale di incidenza di recupero volumetria/impronta
preesistente, come da criterio di riferimento.
Esempi
Utilizzo di infrastruttura
antropica esistente con
ri-funzionalizzazione e
integrazione nel contesto
(viabilità, aie, aiuole, corti,
verande etc.)
%/ m2 esistente
Metodo di calcolo
Superficie totale di occupazione
di suolo per l’utilizzo precedente
in rapporto con la superficie
globale dell’intervento ex novo.
Valutazione del criterio %
Presente >60%
Non presente <60%
Riferimenti normativi:
UNI/PdR 13.1:2019 Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale ITACA , Ente Italiano
di Normazione , Criterio di riferimento A.1.5 Riutilizzo del territorio. | PAN GPP (D.I. 135 del 11.04.2008), revisione 2013 |
CAM Edilizia 2017: 2.2.3 Riduzione del consumo di suolo e mantenimento della permeabilità dei suoli, 2.2.4 Conservazione
dei caratteri morfologici.
89
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
90
1. L’adozione di sistemi di edilizia sostenibile
1.2
L’utilizzo di materiali naturali della bioedilizia
Obiettivo
Ridurre il consumo di materiali da fonti non rinnovabili. Promuovere
l’utilizzo di materiali sani naturali privi di elementi tossici, nocivi per la
salute.
Promuovere l’utilizzo di materiali a bassa impronta ambientale e
valutazione LCA favorevole.
Indicatore
Percentuale, sulla volumetria globale dell’intervento, di materiali
naturali/bio-based utilizzato da fonti rinnovabili a bassa impronta
ambientale e valutazione LCA favorevole.
Verifica
Al fine di poter verificare il criterio è necessario che nel computo
metrico venga indicato il volume in metri cubi di materiali e dei prodotti
naturali utilizzati. Deve inoltre essere indicato il volume complessivo
degli elementi edilizi utilizzati durante l’intervento (tetto, pareti, solai,
pavimenti, vespai, tramezzi, intonaci, serramenti ecc.) per la corretta
elaborazione del rapporto percentuale.
Esempi
Utilizzo di materiali ad elevata
eco-compatibilità a base
di risorse minerali, vegetali,
animali senza processi di
sintesi (esclusi sintesi ecologica
bio-based tipo amido di mais,
micelio etc).
%/m3 totali
Metodo di calcolo
Volume totale,
omnicomprensivo
dell’intervento (ristrutturazione/
ex novo) diviso con il volume
costituito dai materiali naturali/
bio-based
rinnovabili.
Valutazione del criterio %
Presente >40%
Non presente <40%
Riferimenti normativi:
UNI/PdR 13.1:2019 Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale ITACA , Ente Italiano
di Normazione, Criterio di riferimento B.4.7, Materiali da fonti rinnovabili .| PAN GPP (D.I. 135 del 11.04.2008), revisione 2013
| CAM Edilizia 2017: 2.2.6 Riduzione dell’impatto sul microclima e dell’inquinamento atmosferico, 2.4 Specifiche tecniche
dei componenti edilizi, 2.6.4 Materiali rinnovabili.
91
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
92
1. L’adozione di sistemi di edilizia sostenibile
1.3
L’utilizzo di materiali naturali della bioedilizia
Obiettivo
Ridurre il consumo di risorse e materiali non provenienti dal
territorio regionale e utilizzare materiali prodotti in impianti
produttivi situati in Sardegna e costituiti principalmente da
materie prime rinnovabili dell’Isola, per facilitare
l’implementazione della logica dell’economia circolare.
Promuovere processi virtuosi di eco-innovazione e incentivare
indotto economico locale. Evitare trasporti pesanti che generano
emissioni di CO2 – in quanto l’indicatore è dato dal peso, non dal
volume.
Indicatore
Percentuale sul volume globale dell’intervento, di materiale
prodotti con materie prime naturali rinnovabili provenienti dalla
filiera territoriale della Sardegna.
Verifica
Al fine di poter verificare il criterio è necessario che nel computo
metrico venga indicato il volume utilizzato in metri cubi di
materiale e di prodotti naturali della filiera territoriale sarda. Deve
inoltre essere indicato il volume complessivo degli elementi edilizi
utilizzati durante l’intervento (tetto, pareti, solai, pavimenti,
vespai, tramezzi, intonaci, serramenti ecc.) per la corretta
elaborazione del rapporto percentuale.
Esempi
Utilizzo di materiali naturali
territoriali a base di risorse
minerali, vegetali: il laterizio, il
sughero, la lana di pecora, la
canna, le calci naturali, il legno
locale, la perlite etc…
Corretta rievocazione di
tipologie morfologiche, derivanti
dall’utilizzo congruo di materiali
naturali locali e tecnologie
tradizionali.
%/m3 totali
Metodo di calcolo
Volume totale,
omnicomprensivo
dell’intervento (ristrutturazione,
ex novo) diviso con il volume
costituito dai materiali naturali
della filiera territoriale sarda.
Valutazione del criterio %
Presente >30%
Non presente <30%
Riferimenti normativi:
UNI/PdR 13.1:2019 Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale ITACA , Ente Italiano
di Normazione , Criterio di riferimento B.4.8 Materiali locali. | PAN GPP (D.I. 135 del 11.04.2008), revisione 2013 | CAM
Edilizia 2017: 2.4 Specifiche tecniche dei componenti edilizi, 2.6.4 Materiali rinnovabili.
93
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
94
1. L’adozione di sistemi di edilizia sostenibile
1.4a
L’impiego di soluzioni bioclimatiche per la climatizzazione naturale degli edifici nel periodo
invernale
Obiettivo
Garantire il preriscaldamento invernale attraverso l’apporto solare
con una corretta esposizione prevalentemente a Sud (o Sud/Est, Sud/
Ovest), attraverso la realizzazione di una serra solare dedicata o di
una percentuale minima del 40% di superficie vetrata (vetrata solare)
prevedendo nel contempo sistemi di prevenzione al surriscaldamento
estivo.
Indicatore
Efficienza delle soluzioni bioclimatiche adottate espressa in
percentuale ottenibile relativa al fabbisogno energetico globale nel
caso della serra solare dedicata, del 40 % di superficie vetrata nel caso
della vetrata solare.
Verifica
Calcolo del fabbisogno energetico globale, calcolo della produzione
di energia dei sistemi bioclimatici utilizzati, calcolo della percentuale
dell’apporto solare passivo per il preriscaldamento invernale
(serra solare) del 40 % di superficie vetrata (vetrata solare), con
contestuale dimostrazione della presenza di sistemi di prevenzione del
surriscaldamento estivo.
Esempi
Preriscaldamento passivo con
apporti gratuiti attraverso l’uso
di una serra solare o di vetrature
di apporto solare passivo.
% / Epgl (serra solare) o
40% superficie della superficie
vetrata complessiva (vetrata
solare).
Metodo di calcolo
Rapporto fra apporto solare
passivo e fabbisogno energetico
globale per riscaldamento.
Valutazione del criterio %
Presente >15%/>40%
Non presente <15%/<40%
Riferimenti normativi:
UNI/PdR 13.1:2019 Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale ITACA , Ente Italiano
di Normazione , Criteri odi riferimento: B.3 Energia da fonti rinnovabili . | PAN GPP (D.I. 135 del 11.04.2008), revisione 2013 |
CAM Edilizia 2017: 2.2.5 Approvvigionamento energetico. | Regolamenti comunali e regionali specifici. A titolo esemplificativo
recente: Toscana: L.R. 24 luglio 2018 n. 39 / R, Art. 57 (voce n. 16 dell’Allegato 2) «…si definisce serra solare un elemento di
architettura bioclimatica finalizzato ad introitare la radiazione solare coadiuvando nella stagione invernale il riscaldamento
dell’edificio o dell’unità immobiliare». Normativa di calcolo per la serra solare : UNI EN ISO 13790.
95
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
96
1. L’adozione di sistemi di edilizia sostenibile
1.4b
L’impiego di soluzioni bioclimatiche per la climatizzazione naturale degli edifici nel periodo
estivo
Obiettivo
Garantire il raffrescamento naturale attraverso l’utilizzo di sistemi
passivi di ventilazione naturale, scambio geotermico e di elementi
aggettanti o schermanti per l’estate.
Utilizzo di tecnologie costruttive per l’involucro opaco ad alta inerzia
termica per ottenere un elevato sfasamento termico e generare
comfort estivo come da modello Abitare Mediterraneo. Incentivare le
prestazioni di assorbimento dei carichi interni attraverso un elevata
capacità termica areica.
Indicatore
Presenza di soluzioni bioclimatiche (multicriterio).
Esempi
Utilizzo di tetto ventilato,
facciata ventilata.
Predisposizione per un corretto
raffrescamento notturno.
Sistemi di ombreggiatura.
Sistemi di scambio geotermico
terra-aria.
Si/No
Verifica
Presenza o meno di soluzioni bioclimatiche per la climatizzazione
naturale degli edifici post operam.
Valutazione del criterio
Presenza di ventilazione trasversale per l’ottimizzazione del
raffrescamento notturno o sistemi di scambiatore terra aria
Sistemi di schermatura solare (involucro opaco/trasparente)
Elevato sfasamento termico dell’involucro (> 10 h)
Presenza di elevata capacità termica areica dell’involucro interno
(>40 kJ/m2K ) per assorbimento carichi interni
Si/No
Si/No
Si/No
Si/No
Riferimenti normativi:
UNI/PdR 13.1:2019 Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale ITACA , Ente Italiano
di Normazione . Criteri di riferimento: B.6.4 Controllo della Radiazione solare, D.2.1 Efficacia della Ventilazione naturale)
| PAN GPP (D.I. 135 del 11.04.2008), revisione 2013 | CAM Edilizia 2017: 2.2.6 Riduzione dell’impatto sul microclima e
dell’inquinamento atmosferico, 2.3.2 Prestazione energetica, 2.3.5.3 Dispositivi di protezione solare.
97
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
98
1. L’adozione di sistemi di edilizia sostenibile
1.5
Il comfort indoor sotto il profilo acustico e della qualità dell’aria
Obiettivo
Garantire un’elevata efficienza della ventilazione ed un’elevata
permeabilità dei materiali, intonaci/finiture utilizzati per assicurare una
buona traspirabilità dell’involucro ed alta qualità dell’aria e garantire
comfort acustico.
Indicatore
Classe acustica raggiunta.
Presenza di finiture superficiali/materiali altamente traspiranti.
Presenza della ventilazione meccanica controllata.
Verifica
Comfort acustico: calcolo del miglioramento rispetto alla normativa
vigente. Qualità dell’aria: materiali e finiture utilizzate per le superfici
(intonaci e pitture traspiranti, verifica dell’indice di permeabilità Sd)
Presenza della ventilazione meccanica controllata (VMC).
Valutazione del criterio acustico
Non presente
Presente
Valutazione del criterio qualità dell’aria
Ventilazione meccanica controllata presente
Ventilazione meccanica controllata non presente
Elevata permeabilità al vapore d’acqua (sd 0,02-0,2 m)
Bassa permeabilità al vapore d’acqua (>sd 0,2 m)
Esempi
Ventilazione meccanica,
raffrescamento notturno,
scambio geotermico, intonaci/
finiture in terra/calce.
Classi/ Si/No , valore sd
Metodo di calcolo
come da UNI PdR 13.1 |
2019 Il valore Sd si ottiene
moltiplicando il valore µ per lo
spessore del materiale.
Classe
IV/III
II,I
Si/No
Si
No
Si
No
Riferimenti normativi:
UNI/PdR 13.1:2019 Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale ITACA , Ente Italiano
di Normazione, Criteri di riferimento: D.5.6 .Qualità acustica dell’edificio, D2.2 Qualità dell’Aria e ventilazione meccanica.|
PAN GPP (D.I. 135 del 11.04.2008), revisione 2013 | CAM Edilizia 2017: 2.3.5.2 Aerazione naturale e ventilazione meccanica
controllata, 2.3.5.6 Comfort acustico.
99
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
Foto: Luca Pinna
100
2. L’elevata efficienza energetica degli edifici
2.
L’elevata efficienza
energetica degli edifici
101
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
102
2. L’elevata efficienza energetica degli edifici
2.1
L’organismo edificio – impianto efficiente (indice di prestazione energetica globale non
rinnovabile)
Obiettivo
Garantire un’elevata efficienza energetica dell’intervento di
ristrutturazione o nuova costruzione con un miglioramento di almeno
il 30% del fabbisogno di energia utile per il riscaldamento e per il
raffrescamento (EPgl,tot).
Indicatore
Percentuale di riduzione dell’indice di prestazione energetica non
rinnovabile (rapporto percentuale tra l’indice di energia primaria
globale non rinnovabile dell’edificio EPgl,nren e il corrispondente valore
dell’edificio di riferimento EPgl,nren, rif,standard (2019/21) utilizzato
per il calcolo della classe energetica).
Verifica
Calcolo del fabbisogno energetico globale non rinnovabile, (il 70%
di percentuale di riduzione corrisponde ad una diminuzione del 30%
effettivo rispetto al valore di riferimento).
Valutazione del criterio
Esempi
Corretta integrazione del
sistema involucro – impianti.
% di riduzione rispetto a
EPgl,nren, rif
Metodo di calcolo
UNI/TS 11300
Percentuale di riduzione
Non presente < 70%
Presente >70%
Riferimenti normativi:
UNI/PdR 13.1:2019 Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale ITACA , Ente Italiano
di Normazione, Criterio di riferimento B.1.2 Energia primaria non rinnovabile. | PAN GPP (D.I. 135 del 11.04.2008), revisione
2013 | CAM Edilizia 2017 : 2.3.2 Prestazione energetica , 2.3.3 Approvvigionamento energetico.
103
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
104
2. L’elevata efficienza energetica degli edifici
2.2a
La sostenibilità ambientale dell’involucro edilizio altamente prestante nell’intervento
di ristrutturazione edilizia e/o manutenzione straordinaria
Obiettivo
Incentivare l’utilizzo di materiali o prodotti sardi prevalentemente
naturali, per garantire elevate prestazioni e sostenibilità dell’involucro
ottenuti post intervento, con un miglioramento di almeno il 30% del
fabbisogno di energia utile per il riscaldamento e per il raffrescamento
(EPgl,tot) rispetto all’edificio di riferimento, come definito dalla scheda
precedente 2.1.
Indicatore
Percentuale di volume rappresentante la parte di materiale locale
utilizzata per l’involucro esterno o confinante con ambienti non
riscaldati.
Verifica
Indicazione nel computo metrico del volume espresso in metri cubi
dei materiali naturali prodotti nella filiera territoriale sarda, utilizzati
per la coibentazione dei componenti dell’involucro (copertura, pareti
perimetrali, solai contro terra e pavimenti, vespai, tramezzi, intonaci,
ecc..) o per la sostituzione dei serramenti.
Esempi
Scelta di materiali della filiera
territoriale per i lavori legati
all’efficientamento energetico
dell’involucro.
%/tot m3
Metodo di calcolo
Volume totale,
omnicomprensivo
dell’intervento diviso con il
volume costituito dagli elementi
provenienti da filiera territoriale
sarda (UNI/TS 11300).
Valutazione del criterio %
Presente >50%
Non presente <50%
Riferimenti normativi:
UNI/PdR 13.1:2019 Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale ITACA , Ente Italiano
di Normazione , Criteri di riferimento B.4.7 Materiali rinnovabili, B.4.8 Materiali locali. | PAN GPP (D.I. 135 del 11.04.2008),
revisione 2013 | CAM Edilizia 2017: 2.2.6 Riduzione dell’impatto sul microclima e dell’inquinamento atmosferico. 2.3.5.5
Emissioni dei materiali, 2.4 Specifiche tecniche dei componenti edilizi.
105
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
106
2. L’elevata efficienza energetica degli edifici
2.2b
La sostenibilità ambientale dell’involucro edilizio altamente prestante nell’intervento
di costruzione ex novo
Obiettivo
Incentivare l’utilizzo di materiali o prodotti sardi prevalentemente
naturali, per garantire elevate prestazioni e sostenibilità dell’intervento
di nuova costruzione – con un miglioramento di almeno il 30% del
fabbisogno di energia utile per il riscaldamento e per il raffrescamento
(EPgl,tot) rispetto all’edificio di riferimento come definito dalla scheda
precedente 2.1.
Indicatore
Percentuale di volume rappresentante la parte di materiale territoriale
utilizzata per l’involucro rivolto verso l’esterno o confinante con
ambienti non riscaldati.
Verifica
Indicazione nel computo metrico del volume espresso in metri cubi
dei materiali naturali prodotti nella filiera territoriale sarda utilizzati
per la coibentazione dei componenti dell’involucro (copertura, pareti
perimetrali, solai contro-terra e pavimenti, vespai, tramezzi, intonaci,
ecc..) o per la sostituzione dei serramenti.
Esempi
Scelta di materiali della filiera
territoriale per i lavori legati
alla parte che garantisce
alte prestazioni energetiche
dell’involucro ex-novo.
%/tot m3
Metodo di calcolo
Volume totale,
omnicomprensivo
dell’intervento diviso con il
volume costituito dagli elementi
provenienti da filiera territoriale
sarda
(UNI/TS 11300).
Valutazione del criterio
Presente >40%
Non presente <40%
Riferimenti normativi:
UNI/PdR 13.1:2019 Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale ITACA , Ente Italiano
di Normazione , Criteri di riferimento B.4.7 Materiali rinnovabili, B.4.8 Materiali locali. | PAN GPP (D.I. 135 del 11.04.2008),
revisione 2013 | CAM Edilizia 2017: 2.2.6 Riduzione dell’impatto sul microclima e dell’inquinamento atmosferico. 2.3.5.5
Emissioni dei materiali, 2.4 Specifiche tecniche dei componenti edilizi.
107
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
108
2. L’elevata efficienza energetica degli edifici
2.3
L’intervento su singoli componenti edili opachi e trasparenti
Obiettivo
Efficientare i singoli componenti edilizi in assenza di un intervento
complesso di riqualificazione energetica.
Garantire elevate prestazioni dell’involucro opaco e trasparente,
rispettando comunque i limiti di riferimento per interventi sui singoli
componenti edilizi come da DM Requisiti Minimi del 26 Giugno 2015.
Indicatore
Abbassamento del valore della trasmittanza «U» del 30% rispetto alla
situazione di partenza in caso di intervento su singolo componente
edilizio dell’involucro esterno: chiusure verticali, elementi orizzontali
o inclinati di copertura, solai contro-terra o su vespai areati, elementi
trasparenti.
Verifica
Calcolo della differenza (in percentuale) della trasmittanza
dell’elemento di involucro opaco o trasparente fra la situazione ante
operam e post operam.
Esempi
Sostituzione di infissi.
Efficientamento di tutto
l’involucro o di solo un elemento
dell’involucro disperdente.
U=W/m2K
Metodo di calcolo
UNI/TS 11300
Valutazione del criterio %
Presente >30%
Non presente <30%
Riferimenti normativi:
UNI/PdR 13.1:2019 Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale ITACA , Ente
Italiano di Normazione , Criteri di riferimento B.1 Energia primaria richiesta durante il ciclo di vita.| PAN GPP (D.I. 135
del 11.04.2008), revisione 2013 | CAM Edilizia 2017: 2.2.6 Riduzione dell’impatto sul microclima e dell’inquinamento
atmosferico., 2.3 Specifiche tecniche dell’edificio, 2.4 Specifiche tecniche dei componenti edilizi.
109
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
110
2. L’elevata efficienza energetica degli edifici
2.4
L’impiego di energie rinnovabili verso livelli nZEB in ambito mediterraneo
Obiettivo
Incentivare l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile per coprire il fabbisogno
energetico locale termico, elettrico e di acqua calda sanitaria, invernale
ed estivo, posizionate in aderenza o nelle immediate prossimità
del fabbricato, in modo da disincentivare ulteriormente l’uso di altro
suolo/ risorse non territoriali.
L’utilizzo di biomassa territoriale come la legna, residui agricoli, o cippato
(non di pellet, perché non appartenente alla filiera territoriale) viene
considerata ammessa soltanto attraverso sistemi di combustione che
raggiungono almeno l’85% di efficienza.
Indicatore
Presenza di risorse territoriali rinnovabili utilizzate per la copertura del
fabbisogno energetico invernale ed estivo pari o superiore al 90%.
Verifica
Relazione di calcolo che attesti la copertura del fabbisogno dei sistemi
a pompa di calore del 90% con impianto fotovoltaico per le tre categorie
citate nel titolo: elettrico acqua calda (e/o pannello solare termico) e
termico, oltre a specificare la scheda tecnica dell’erogatore di calore
caldaia a biomassa se presente, che evidenzi la resa in %.
Esempi
Posizionamento di pannelli
solari FV e termici sulle falde
di copertura del fabbricato o su
pergole posizionate nelle immediate
vicinanze.
No stufe a pellet.
No camino aperto (rendimento
energetico ca. 30%).
Si termocamino (>85%) e caldaie
a fiamma rovescia.
Si/No
Metodo di calcolo
Calcolo del fabbisogno termico,
elettrico e di acqua calda sanitaria
per il periodo invernale ed
estivo come da normativa UNI/
TS 11300.
Valutazione del criterio
Presente > 90%
Non presente < 90%
Riferimenti normativi:
DECRETO LEGISLATIVO 3 marzo 2011, n. 28 | UNI/PdR 13.1:2019 Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti
e la compatibilità ambientale ITACA , Ente Italiano di Normazione, Criteri di riferimento B.3.2 Energia rinnovabile per usi
termici, B3.3 Energia prodotta nel sito per usi elettrici . | PAN GPP (D.I. 135 del 11.04.2008), revisione 2013 | CAM Edilizia
2017: 2.3.2 Prestazione energetica, 2.3.3 Approvvigionamento energetico.
111
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
Foto: Luca Pinna
112
3. La gestione sostenibile delle risorse idriche
3.
La gestione sostenibile
delle risorse idriche
113
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
114
3. La gestione sostenibile delle risorse idriche
3.1
L’utilizzo di impiantistica di risparmio idrico
Obiettivo
Ridurre il consumo idrico attraverso l’adozione di sistemi di erogazione
a risparmio idrico.
Ridurre il consumo di acqua potabile in bottiglie di plastica con
conseguente riduzione dello smaltimento di imballaggi in PET,
attraverso l’adozione di sistemi di potabilizzazione dell’acqua.
Indicatore
Percentuale di incidenza dei riduttori di flusso sul totale di erogatori di
acqua installati (min. dell’80%),
Presenza di impianto di potabilizzazione/depurazione.
Esempi
Utilizzo di riduttori / aeratori di
flusso.
Implementazione di sistemi di
potabilizzazione domestica,
Depuratori/addolcitori sistemi di
filtraggio ad osmosi inversa.
Si/No
Verifica
Inventario delle misure di risparmio idrico adottate Scheda tecnica
dell‘impianto di potabilizzatore.
Valutazione del criterio
Sistemi di erogazione a risparmio idrico < 80%
Sistemi di erogazione a risparmio idrico > 80%
Impianto di potabilizzazione non presente
Impianto di potabilizzazione presente
No
Si
No
Si
Riferimenti normativi:
UNI/PdR 13.1:2019 Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale ITACA , Ente Italiano
di Normazione. Criteri di riferimento B.5.1 Acqua potabile per usi irrigazione, B.5.2 Acqua potabile per usi indoor. | PAN
GPP (D.I. 135 del 11.04.2008), revisione 2013 | CAM Edilizia 2017: 2.2.7 Riduzione dell’impatto sul sistema idrografico
superficiale e sotterraneo.
115
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
116
3. La gestione sostenibile delle risorse idriche
3.2
La permeabilità delle superfici esterne di pertinenza
Obiettivo
Favorire elevati livelli di permeabilità del terreno circostante per un
corretto assorbimento delle acque meteoriche che possano garantire
l’alimentazione naturale della falda acquifera.
Esempi
Finiture esterne permeabili
come la ghiaia o la
pavimentazione drenante
realizzata con leganti cementizi
ad elevata granulometria che
garantiscono permeabilità alle
acque meteoriche ed elevata
capacità drenante.
Indicatore
Grado di permeabilità del terreno di pertinenza (se presente). %
Verifica
Calcolo della percentuale di terreno permeabile sul totale di superficie del
lotto di pertinenza dell’immobile.
Valutazione del criterio
Percentuale
Presente >60%
Non presente <60%
Riferimenti normativi:
UNI/PdR 13.1:2019 Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale ITACA , Ente Italiano
di Normazione . Criterio di riferimento C.4.3 Permeabilità del suolo. | PAN GPP (D.I. 135 del 11.04.2008), revisione 2013 |
CAM Edilizia 2017 : 2.2.3 Riduzione del consumo di suolo e mantenimento della permeabilità dei suoli, 2.2.7 Riduzione
dell’impatto sul sistema idrografico superficiale e sotterraneo.
117
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
118
3. La gestione sostenibile delle risorse idriche
3.3
L’utilizzo di sistemi di depurazione naturale/di sistemi duali
Obiettivo
Favorire sistemi di depurazione naturale al fine di alleviare il carico
organico e batteriologico sui sistemi di depurazione comunali e privati.
Implementare sistemi duali per la separazione delle acque grigie da
quelle nere.
Indicatore
Depurazione naturale in situ.
Presenza di sistemi duali con pre-smaltimento.
Esempi
Sistema di fitodepurazione,
Utilizzo di pozzi sgrassatori,
biodigestori.
Si/No
Verifica
Illustrazione dei sistemi naturali di depurazione/pre-smaltimento
con codificazione secondo il riferimento da allegare sulla tipologia di
sistemi ammessi.
Valutazione del criterio
Presente
Non presente
Si
No
Riferimenti normativi:
UNI/PdR 13.1:2019 Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale ITACA , Ente Italiano
di Normazione. Criteri di riferimento B.5.1 Acqua potabile per usi irrigazione, C.4.3 Permeabilità del suolo ) | PAN GPP (D.I.
135 del 11.04.2008), revisione 2013 | CAM Edilizia 2017 : 2.2.7 Riduzione dell’impatto sul sistema idrografico superficiale e
sotterraneo.
119
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
120
3. La gestione sostenibile delle risorse idriche
3.4
L’utilizzo di sistemi di accumulo idrico
Obiettivo
Ridurre il consumo di risorse idriche perveniente dalla rete di
distribuzione territoriale per l’irrigazione.
Favorire la raccolta di acqua piovana, il recupero e riutilizzo di acque
depurate ai fini di incentivare il risparmio idrico anche per il riutilizzo
delle acque piovane/depurate per gli sciacquoni, l’irrigazione, il
lavaggio.
Indicatore
Presenza di sistemi di recupero/riciclo/riutilizzo e di accumulo idrico
sulla proprietà.
Esempi
Presenza di contenitori/cisterne
di ritenzione idrica di accumulo/
recupero di acqua piovana
proveniente dalle falde di
copertura.
Si/No
Verifica
Presenza di sistemi di recupero/riciclo/riutilizzo e di accumulo
(codificazione secondo riferimento da allegare sulla quantità minima di
capienza in base ad abitante equivalente).
Valutazione del criterio
Presente
Non Presente
SI
No
Riferimenti normativi:
UNI/PdR 13.1:2019 Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale ITACA , Ente Italiano
di Normazione. Criteri di riferimento B.5.1 Acqua potabile per usi irrigazione, B.5.2 Acqua potabile per usi indoor C.4.3
Permeabilità del suolo | PAN GPP (D.I. 135 del 11.04.2008), revisione 2013 | CAM Edilizia 2017 : 2.2.7 Riduzione dell’impatto
sul sistema idrografico superficiale e sotterraneo, 2.2.8.2 Raccolta, depurazione e riuso delle acque meteoriche.
121
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
Foto: Luca Pinna
122
4. La valorizzazione paesaggistica e la Sostenibilità territoriale
4.
La valorizzazione
paesaggistica
e la sostenibilità
territoriale
123
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
124
4. La valorizzazione paesaggistica e la Sostenibilità territoriale
4.1
Le tecnologie e i materiali tradizioni locali
Obiettivo
Favorire la conservazione degli elementi tipologici tradizionali.
Valorizzare soluzioni semplici ed autentiche.
Evitare forzature stilistiche snaturanti senza legame storico con il
territorio.
Indicatore
Presenza di soluzioni basate su tecnologie e materiali tipologicamente
congrui.
Esempi
Arredi esterni, strutture
ombreggianti, barbecue,
pergole, ombrai, gazebo con
tipologia stilistica legata al
contesto da promuovere con
l’utilizzo di: làdiri, pietra locale e
cannicciato. Da evitare finiture
decorative con finta muratura
a vista.
Si/No
Verifica
Catalogo di soluzioni ammesse (materiali, tipologie).
Valutazione del criterio
Presente
Non presente
Si
No
Riferimenti normativi:
UNI/PdR 13.1:2019 Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale ITACA , Ente Italiano
di Normazione . Criterio di riferimento B.4.8 Materiali locali. | PAN GPP (D.I. 135 del 11.04.2008), revisione 2013 | CAM
Edilizia 2017 2.2.1 Inserimento naturalistico e paesaggistico, 2.3 Specifiche tecniche dell’edificio.
125
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
126
4. La valorizzazione paesaggistica e la Sostenibilità territoriale
4.2
Le tipologie delle delimitazioni delle pertinenze esterne
Obiettivo 1
Utilizzo esclusivo di vegetazione autoctona e coerente con l’ambito
naturalistico di riferimento (4.2).
Obiettivo 2
Demolizione delle recinzioni in blocchi di cemento, in rete o elementi
prefabbricati, e ricostruzione con muratura tradizionale a secco con
pietra locale, cannicciati ecc.
Indicatore
Presenza di soluzioni morfologicamente congrue con il contesto
tipologico, presenza di elementi di delimitazione, parcellizzazione e
separazione di confini incoerenti con la tradizione costruttiva locale da
demolire.
Esempi di interventi da evitare
Finiture decorative con finta
muratura a vista,
Elementi di arredo pertinenziale
(pergole e simile) con tipologia
stilistica non legata al contesto.
Si/No
Verifica
Catalogo di soluzioni ammesse (materiali, tipologie).
Valutazione del criterio
Presente (obiettivo 1)
Non presente (obiettivo 1)
Presente (obiettivo 2)
Non presente (obiettivo 2)
Si
No
Si
No
Riferimenti normativi:
UNI/PdR 13.1:2019 Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale ITACA , Ente Italiano
di Normazione. Criterio di riferimento A.3.3 Aree esterne di uso comune attrezzate. | PAN GPP (D.I. 135 del 11.04.2008),
revisione 2013 | CAM Edilizia 2017 2.2.1 Inserimento naturalistico e paesaggistico.
127
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
128
4. La valorizzazione paesaggistica e la Sostenibilità territoriale
4.3
La gestione del verde
Obiettivo
Favorire la conservazione e la promozione delle specie autoctone
a discapito delle specie alloctone invasive, senza recare danno agli
habitat e alle specie animali e vegetali presenti. Secondo il piano
del verde del comune, se presente o, se assente, secondo le serie
vegetazionali.
Indicatore
Piantumazioni autoctone congrue con il contesto tipologico. Soluzioni
morfologicamente congrue con il contesto tipologico.
Esempi
Eradicazione di: Eucalyptus
camaldulensis, Acacia
cyanophylla Lindley, Acacia
saligna, Mimosa saligna,
Acacia cyanophylla, Acacia
dealbata, Ailanthus altissima,
Carpobrotus edulis (L.),
Carpobrotus acinaciformis,
Bougainvillea spectabilis,
tutte la palme (famiglia delle
Arecaceae, es.: ) ad eccezione
della palma Nana Chamaerops
humilis.
Si/No
Verifica
Catalogo di soluzioni ammesse (nella pagina successiva).
Valutazione del criterio
Presente
Non presente
Si
No
Riferimenti normativi:
UNI/PdR 13.1:2019 Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale ITACA , Ente Italiano
di Normazione. Criteri di riferimento 2.2.2 Sistemazione aree a verde, C.6.8 Effetto Isola di Calore. | PAN GPP (D.I. 135 del
11.04.2008), revisione 2013 | CAM Edilizia 2017: 2.2.1 Inserimento naturalistico e paesaggistico, 2.2.2 Sistemazione aree a
verde.
129
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
130
4. La valorizzazione paesaggistica e la Sostenibilità territoriale
Legenda delle serie di vegetazione
131
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
132
4. La valorizzazione paesaggistica e la Sostenibilità territoriale
4.4
La gestione sostenibile degli ambiti territoriali
Obiettivo 1
Valorizzazione della sostenibilità ambientale territoriale attraverso
l’utilizzo di fonti rinnovabili per l’illuminazione delle aree esterne.
Obiettivo 2
Realizzazione di colonnine per mobilità elettrica, anche con carattere
ad isola (impianti off grid) e attrezzature affini.
Indicatore
Tecnologie e materiali tipologicamente idonei al contesto di intervento,
per impianti di illuminazione esterna basati sull’utilizzo di energia
rinnovabile prodotta in loco.
Presenza di equipaggiamento per la ricarica di mezzi elettrici (biciclette
e/o simile) per mezzi aziendali/privati/turistici.
Esempi
Impianto di illuminazione
alimentato da fonti di energia
rinnovabile, corpi illuminanti
con pannellino FV integrato,
colonnine per la mobilità
elettrica.
Si/No
Verifica
Catalogo di soluzioni ammesse (materiali, tipologie). Elenco di
sistemi di illuminazione eleggibili (eolico/ fotovoltaico/idroelettrico).
Dichiarazione della funzionalità del sistema mezzo/stazione di carica
accertata/collaudata (impianto certificato).
Valutazione del criterio
Presente (obiettivo 1)
Non presente (obiettivo 1)
Presente (obiettivo 2)
Non presente (obiettivo 2)
Si
No
Si
No
Riferimenti normativi:
UNI/PdR 13.1:2019 Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale ITACA , Ente
Italiano di Normazione. Criterii di riferimento 2.2.2 Sistemazione aree a verde, C.6.8 Effetto Isola di Calore) | PAN GPP
(D.I. 135 del 11.04.2008), revisione 2013 | CAM Edilizia 2017 : 2.2.1 Inserimento naturalistico e paesaggistico, 2.2.5
Approvvigionamento energetico, 2.2.6 Riduzione dell’impatto sul microclima e dell’inquinamento atmosferico, 2.2.8.5
Impianto di illuminazione pubblica, 2.2.9 Infrastrutturazione secondaria e mobilità sostenibile.
133
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
134
4. La valorizzazione paesaggistica e la Sostenibilità territoriale
Matrice di serie di vegetazioni per comune
Comuni
Serie di vegetazioni
Buggerru
Carloforte
Domus de Maria
Domusnovas
Fuminimaggiore
Giba
Gonnesa
Masainas
Nuxis
Perdaxius
Piscinas
Pula
San Giovanni Suergiu
Santadi
Sant’Anna Arresi
Sant’Antioco
Siliqua
Teulada
Tratalias
Villamassargia
Vallermosa
Villaperuccio
1; 2; 11; 17; 28
3; 4; 7; 27
2; 9; 11; 28
11; 15; 17
1; 2; 11; 14; 17
1; 12; 17; 28
2; 12; 17; 28
1; 6; 12; 17
11; 14; 17
10; 12; 17
12; 17
2; 9; 11; 14; 15; 17; 24
2; 9; 11; 14; 15; 17; 24
11; 12; 14; 15; 17; 25
1; 6; 11; 12; 17; 28
3; 10; 27; 28
11; 14; 17; 24; 29
2; 8; 9; 11; 12; 17; 24; 28
10; 17; 29
10; 11; 17
11; 17
10; 17; 29
135
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
Foto: Luca Pinna
136
Glossario
Glossario
Agrifiliera
Espressione intesa come la filiera dell’agricoltura. Nelle
presenti Schede tecniche il termine è utilizzato nel contesto
del crescente interesse verso alcuni prodotti a valle del
consumo per l’alimentazione, ovvero prodotti di risulta anche
caratterizzati come «eccedenze», da valorizzare per un uso
consapevole in edilizia sostenibile come ad esempio: la paglia,
la pula di riso, la canapa etc.
Bioedilizia
edilizia sostenibile, energeticamente efficiente e confortevole,
priva di elementi tossici ed inquinanti per l’ambiente e per
l’essere umano, con particolare attenzione alla scelta di
materiali naturali, rinnovabili, possibilmente locali per evitare
impatti ambientali legati alla fornitura/trasporto.
Eco-compatibilità
Processo o approccio che garantisce un minor impatto
ambientale in termini di inquinamento, utilizzo di risorse non
rinnovabili e contestuale emissione di CO2.
Economia circolare
Sistema economico che tende a sviluppare le basi necessarie
per rigenerarsi da solo, basandosi sulla gestione sostenibile
e l’impiego consapevole delle risorse territoriali energetiche
e idriche, della materia prima, dei materiali e prodotti locali
evitando in questo modo l’incidenza negativa dei trasporti ed
incentivando una filiera produttiva locale in grado di generare
indotto economico e garantendo sostenibilità ambientale.
Green economy
Modello di economia basato sulla sostenibilità ambientale
attraverso l’utilizzo di risorse energetiche rinnovabili, la
riduzione dei consumi e dei rifiuti verso lo sviluppo sostenibile
come definito nel rapporto Brundtland del 1987: lo sviluppo
sostenibile è uno sviluppo che soddisfi i bisogni del presente
senza compromettere la possibilità delle generazioni future di
soddisfare i propri.
Impronta ambientale
Descrive l’impatto ambientale di un determinato processo
produttivo o di trasporto legato ad un consumo energetico e
conseguente emissione di anidride carbonica (CO2).
Materiale bio-based
Dall’Inglese: materiali che sono basati sull’impiego di risorse
rinnovabili naturali e biologiche in grado di sostituire materiali
di sintesi come la plastica a base di petrolio, al fine di garantire
una maggiore compatibilità ambientale.
137
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
Paesaggio potenziale
Il paesaggio potenziale è costituito dai macro-elementi
naturalistici dei luoghi (copertura vegetale, corpi idrici, rocce
e suoli) che precedono l’intervento antropico. Le dominanti
ambientali, caratteristiche di ogni zona ambientale d’intervento,
guidano le scelte operative e suggeriscono i riferimenti e le
citazioni paesaggistiche più idonee per il contesto, in piena
sintonia con gli elementi storico-edilizi dell’area (architetture
abitative e materiali da costruzione).
Retrofitting
Espressione inglese utilizzata per indicare la riqualificazione
degli edifici, intesa come intervento volto a migliorarne
complessivamente le prestazioni energetiche e antisismiche.
Serra solare
Si tratta di uno spazio chiuso e vetrato, esposto alle radiazioni
solari e orientato prevalentemente a sud, in modo da
massimizzare l’apporto solare passivo in termini di energia
termica che contribuisce al riscaldamento dell’edificio
retrostante. La copertura può essere vetrata o opaca secondo
la latitudine e le esigenze termiche. La serra è considerata un
volume tecnico non riscaldato da una fonte energetica diversa
dal sole. Non è da intendersi quindi come un ambiente dove
soggiornare in modo continuativo, in quanto funge da apporto
solare, durante il giorno, nel periodo invernale e durante le
mezze stagioni. Sono da prevedere sistemi di apertura e di
ombreggiatura per evitare il surriscaldamento estivo.
e veicolando flussi di ventilazione naturale in estate per il
raffrescamento, con la capacità di alcuni materiali di conservare
le condizioni favorevoli all’interno dell’edificio. Le soluzioni
bioclimatiche riescono in questo modo ad immagazzinare
il calore dell’apporto solare in inverno e trattenere il fresco
notturno in estate. Nello stesso tempo riescono a ostacolare i
fattori climatici sfavorevoli ad esempio isolando termicamente
l’interno dall’esterno in inverno, o schermando la radiazione
solare in estate per evitare il surriscaldamento, senza ricorrere a
integrazioni impiantistiche costose ed energivore ma attingendo
a fenomeni fisici naturali, attraverso l’impiego dei cosiddetti
sistemi passivi.
Esempi di soluzioni bioclimatiche
Estate: facciata ventilata che permette il raffrescamento
dell’involucro, pergole bioclimatiche per l’ombreggiatura delle
pertinenze esterne, tetto ventilato, schermature solari fisse e
mobili per evitare il surriscaldamento, pozzo canadese per il
raffrescamento passivo degli ambienti interni attraverso uno
scambiatore termico terra-aria.
Inverno: muro di trombe, serra solare, e vetrate solari per
assicurarsi guadagni solari, muro di accumulo termico per
garantire massa termica che permette di accumulare i guadagni
solari.
Sistema autopoietico
Sistema territoriale su piccola scala che ridefinisce
continuamente sé stesso, rigenerandosi con le proprie risorse.
Soluzioni bioclimatiche
La progettazione di un edificio bioclimatico si basa
sull’abbinamento dei fattori climatici favorevoli ad esempio
captando energia solare in inverno per il preriscaldamento
Sistemi passivi
Sistemi di climatizzazione (riscaldamento, raffrescamento
e ventilazione) che si basano sull’utilizzo di fenomeni fisici
piuttosto che sull’impiego di ausili elettrici o meccanici che
138
Glossario
presuppongono un consumo energetico esterno. I Sistemi
passivi non consumano energia e si distinguono quindi dai
sistemi attivi energivori. Vedasi anche Soluzioni bioclimatiche
(pagina precedente).
Sick Building Syndrome
La sindrome dell’edificio malato è un effetto patologico
risultante dal soggiorno in ambienti chiusi e inquinati da
sostanze tossiche. A seguito dell’utilizzo di agenti sintetici nel
settore delle costruzioni (solventi, fenoli, formaldeidi) e materiali
costruttivi non traspiranti (cemento, bitumi, siliconi, etc.) oltre a
criticità di messa in opera (esposizione incorretta, presenza di
ponti termici, creazione di muffe, etc.) si sono osservati effetti
collaterali negativi sulla salute dell’essere umano.
radon o a seguito dell’utilizzo di prodotti come i detergenti,
gli insetticidi e simili. Per evitare l’incidenza negativa che
rappresentano i VOC negli ambienti chiusi è importare garantire
una costante ventilazione naturale (apertura degli infissi) o
meccanica, utilizzando appositi filtri.
X-Lam/Cross-Lam
Tecnologia costruttiva che assembla lamelle di legno incollate
incrociando gli strati in modo tale da rendere il pannello
strutturalmente resistente. Si possono costituire elementi
portanti verticali e orizzontali, presagomando degli elementi
che vengono assemblati a secco in cantiere, attraverso idonei
sistemi di avvitatura completi di nastrature e sigillature a tenuta
d’aria.
Trovanti lapidei
Pietre e pietrame che si trova in situ e viene utilizzato per la
costruzione, senza fare appello alla pietra proveniente da
apposite cave di estrazione (sono detti anche massi erratici).
Esempio: “Le murature lapidee sono essenzialmente realizzate
con trovanti di granito e scisto di differenti proporzioni e
dimensioni, apparecchiati ad opera incerta o con corsi suborizzontali.
In numerosi insediamenti dispersi del Sulcis si
ricorre sia alla tecnica del muro misto di trovanti in granito e
scisto ai piani terra.” Direzione regionale per i beni culturali e
paesaggistici della Sardegna, 2009.
VOC
Volatile Organic Compounds (in inglese) Composti Organici
Volatili – COV (in italiano). Si sviluppano all’interno degli
edifici a seguito della messa in opera di prodotti e materiali di
costruzione e di finitura, o di arredamento, ma anche a causa
della presenza di gas naturali potenzialmente nocivi come il
139
Linee guida per l’edilizia sostenibile - nel territorio del GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari
Foto: Luca Pinna
140
NOTE