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Waste n. 37 ottobre 2025

Eccomondo Datacenter e cascami termici: ha senso recuperarne il calore? Rifiuti da dragaggi. Un impianto ad hoc li gestisce e li recupera Quanto sei circolare economia circolare?

Eccomondo

Datacenter e cascami termici:
ha senso recuperarne il calore?

Rifiuti da dragaggi.
Un impianto ad hoc li gestisce e li recupera

Quanto sei circolare economia circolare?

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Anno IX

Ottobre

2025

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

ISSN 2610-9069

0 0 0 3 7 >

772610 906904

9

ECCO

MONDO

DATACENTER

E CASCAMI TERMICI:

HA SENSO

RECUPERARNE

IL CALORE?

RIFIUTI

DA DRAGAGGI.

UN IMPIANTO AD HOC

LI GESTISCE

E LI RECUPERA

QUANTO SEI CIRCOLARE ECONOMIA CIRCOLARE?


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Il partner di fiducia con una solida

esperienza, le migliori soluzioni per

l’esportazione dei rifiuti.



2 SOMMARIO

wasteweb.it

waste@fiaccola.it

Stampato su carta FSC

ISSN 2610-9069

Numero 37

Ottobre 2025

EDITORIALE

3

In primo piano

8 Cestino d’oro

Nessun premio assegnato.

Ma si ragiona di innovazione

9 Up e Downcycling

Progetti geniali, idee bizzarre

10 Plastiche biodegradabili

Servono norme chiare

e strumenti adeguati

12 Pillole dal laboratorio

MTR-3, innovazione e principi

consolidati per la raccolta rifiuti

14 App e Startup

L’angolo delle buone idee

16 Welcome to jungle

Conversione rifiuti e idrogeno.

Una delibera senza piani?

17 Scaffale Circolare

I libri che ispirano un futuro

sostenibile

18 Aggiornamento RAEE

Carestia di metalli e perdita

di base industriale sono i nemici

Economia circolare

20 Ecomondo

Al via la 28ma edizione della

Green Tehnology Expo

22 CircolarMente

Riciclo reale vs riciclo potenziale:

chiariamo i concetti

24 Waste segnala

FAST Ambiente, un’Academy

per tecnici

Energia

32 Datacenter, calore e consumi

Cascami energetici dei dati:

ha senso riutilizzarli?

Rifiuti solidi

36 Green remediation

Siti contaminati e bonifica

sostenibile: innovazione e norme

38 Fuori misura

Rifiuti ingombranti, una sfida per

la gestione e loro smaltimento

40 Soluzioni durevoli

Nebulizzatori per captare polveri

42 Soluzioni software adeguate

Per la digitalizzazione dei rifiuti

44 Tutto sotto controllo

Strumenti di misura radioattività

48 Qualità confermata

Una collaborazione per vincere

le sfide nella produzione di CSS

50 Stabilità in movimento

Il nuovo movimentatore cingolato

anche per il settore riciclo

52 Sollevatori compatti

Per ottimizzare il riciclaggio

56 TuttoInUno

Trituratore in esclusiva

a Ecomondo

58 Pass Solution

Garanzia per gli ouput da FORSU

60 La rinascita della carta

Un impianto speciale separa

cartone e carta

62 Film a lieto fine

Selezione ottica per riciclo

pellicola

64 Recupero ingombranti

Automazione per trattare

i voluminosi

66 AI e IoT

Al servizio del settore ambientale

68 Massimo rendimento

Trituratori che recuperano

pannelli fotovoltaici

70 RAEE complessi

Nuova vita e decommissioning

con servizi e soluzioni ad hoc

Biowaste

72 Via la grafite col deep-tech

Produrre gli anodi delle batterie

con le nanotecnologie

74 Cambio pelle

Da sottoprodoti di arance e catus

un’alternativa sostenibile

Acque reflue

76 Rifiuti da dragaggio

L’impianto ravennate che

recupera e ricicla i sedimenti

del porto

78 Waste segnala

Attesa l’edizione record

di Accadueo

80 Tecnologie depurative

Soluzioni per fare la differenza

Veicoli&Allestimenti

83 «4R»uote green

VFU e il nuovo regolamento per

applicare i principi di circolarità

86 Salto di qualità

Un ecosistema smart e connesso

88 Green per green

Ha tutto senso: compattatori

elettrici per la raccolta rifiuti

90 Al servizio del cittadino

Più efficienti e ottimizzati

3 Editoriale

6 Numeri e poltrone

26 News economia circolare

34 News energia

46 News rifiuti solidi

82 News acque reflue

92 News veicoli&allestimenti

Direttore Responsabile

Lucia Edvige Saronni

lsaronni@fiaccola.it

Direttore Editoriale

Giuseppe Guzzardi

gguzzardi@fiaccola.it

Consulenza Tecnico-Scientifica

Marco Comelli

mcomelli@fiaccola.it

Coordinamento Editoriale

Federica Lugaresi

flugaresi@fiaccola.it

Redazione

Mauro Armelloni, Matthieu Colombo

Fabrizio Parati, Emilia Longoni

waste@fiaccola.it

Collaboratori

Ludovica Bianchi, Marco Capellini, Damiano

Diotti, Antonio Fargas, Ginevra Fontana,

Andrea Ghiaroni, Annalisa Gussoni,

Alessandro Marangoni, Giovanni Milio,

Mattia Molena, Eliana Puccio, Michele

Ragonese, Riccardo Rossi

Segreteria

Jole Campolucci

jcampolucci@fiaccola.it

Amministrazione

Margherita Russo

amministrazione@fiaccola.it

Marzia Salandini

msalandini@fiaccola.it

Abbonamenti

Mariana Serci

abbonamenti@fiaccola.it

Traffico e pubblicità

Giovanna Thorausch

marketing@fiaccola.it

Marketing e pubblicità

Sabrina Levada (Responsabile estero)

slevada@fiaccola.it

Agenti

Giorgio Casotto

T 0425 34045 - Cell. 348 5121572

info@ottoadv.it per Friuli Venezia Giulia,

Trentino Alto Adige, Veneto, Emilia Romagna

(escluse Parma e Piacenza)

Trimestrale - LO-NO/00516/02.2021CONV

Reg. Trib. Milano N. 230 del 19/07/2017

Stampa

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21/11/1985 - Roc 32150

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una copia Euro 20,00

una copia Estero Euro 40,00

È vietata e perseguibile per legge la riproduzione totale o parziale

di testi, articoli, pubblicità ed immagini pubblicate su questa

rivista sia in forma scritta sia su supporti magnetici, digitali,

ecc. La responsabilità di quanto espresso negli articoli firmati

rimane esclusivamente agli autori. Il suo nominativo è inserito

nella nostra mailing list esclusivamente per l'invio delle nostre

comunicazioni e non sarà ceduto ad altri, in virtù del nuovo

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ricevere in futuro altre informazioni, può far richiesta

alla Casa Editrice la fiaccola srl scrivendo a: info@fiaccola.it

Organo di informazione

e documentazione

Questo periodico è associato

all’Unione Stampa Periodica Italiana:

numero di iscrizione 15794

Casa Editrice

la fiaccola srl

20123 Milano | Via Conca del Naviglio 37

Tel. +39 02 89421350 - Fax +39 02 89421484

fiaccola@fiaccola.it | www.fiaccola.com

P.I. 00722350154

VICINO

AL LIMITE

Sono tanti i limiti a cui il dibattito sul ciclo dei rifiuti,

sull’economia circolare, si sta pericolosamente avvicinando

oggi in Italia. Il primo limite è quello del ridicolo,

il quale, come diceva Flaiano, viene spinto sempre più

in là di nascosto da qualcuno. A volte il ridicolo è in realtà

piuttosto tragico, nella più classica tradizione della commedia

all’Italiana. Prendete l’esempio, su cui torneremo

nel prossimo numero, del biogas da sansa di olivo. La sansa

è quella pasta che è quello che rimane delle olive dopo la spremitura,

da cui si ricava(va) l’olio di sansa, che ha usi alimentari.

Fino a poco tempo fa, i frantoi potevano decidere di conferire la sansa ai sansifici,

che con metodi chimici estraevano l’olio rimasto, e poi la passavano ai produttori

di biogas, oppure la potevano conferire direttamente a questi ultimi. Nel secondo

caso, i frantoi ricevevano un piccolo compenso in quanto i produttori di biogas

ricevevano un doppio incentivo, anche per lo smaltimento di uno scarto agricolo.

Alcuni produttori di sansa hanno fatto ricorso arrivando sino al Consiglio di

Stato affermando di essere in debito di materia prima e che sulla base del

principio UE del “food first” la sansa umida, detta bifasica, doveva prima passare

da loro e solo successivamente poteva andare al digestore. Quindi, niente

doppio incentivo. I sansifici sono contenti, in compenso i frantoi sono molto...

beh, avete capito, perché ora devono sobbarcarsi l’onere del trasporto sino al

sansificio che spesso vuol dire centinaia di chilometri. Insomma, caso classico

di principio europeo che provoca problemi.

In altri casi il limite è quello della follia. La conferenza tenuta da cinque preclare

associazioni ambientaliste a Cremona ha ruotato attorno alla denuncia che la

Lombardia ha il “triste primato” (testuale) di avere sul proprio territorio 12

termovalorizzatori più uno in arrivo e che ben il 43% della materia immessa

proviene da fuori regione. Inoltre, in Lombardia ci sono 5 cementifici che

vengono alimentati anche da CSS e plasmix. Il sottotesto è anche peggio,

che possiamo così riassumere: produrre energia prendendo rifiuti da fuori

regione (dalle regioni che si guardano bene dal costruire impianti per la

chiusura del ciclo) e risparmiando combustibile è MALE; produrre cemento

eliminando i sovvalli e il plasmix è MALE. Fermiamoci qua.

Buon Ecomondo.

“Close to the Edge”, che ve lo dico a fare. Capolavoro del prog britannico

versante più elettrico, quello degli Yes per intenderci. 1972. Vendette

probabilmente 3 milioni copie nel mondo e vende tuttora. Se sapete

di che musica sto parlando, probabilmente impensabile oggi.

Marco Comelli



9

e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

4 PARTNERS

Soluzioni

AXICOM ITALIA Srl . . . . . . . . . . . .59

axicom.com

BIOENERYS Srl . . . . . . . . . . . . . . . .5

snam.it

BOMAG ITALIA Srl . . . . . . . . . . . .55

bomag.com

GENOVA SMART WEEK 2025 . . . . .95

genovasmartweek.it

GEOCYCLE Srl . . . . . . . . . . . . . . . .29

geocycle.com

INDECO SpA . . . . . . . . . . . . . . . . .15

indeco.it

Anno IX

Ottobre

2025

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

IN COPERTINA

BRIGADE ELECTRONICS . . . . . . .57

brigade-elettronica.it

BRUMOLA . . . . . . . . . . . . . . . . . . .35

brumola.com

BUSI GROUP Srl . . . . . . . . . . . . . .85

busigroup.it

CGT SpA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .69

cgt.it

CONEXPO 2026 . . . . . . . . . . . . . . .79

conexpoconagg.com

DAIMLER TRUCK ITALIA Srl – MER-

CEDES BENZ . . . . . . . . . . . . . . . . .91

mercedes-benz-trucks.com

ECOMONDO 2025 . . . . . . . . . . . . .63

ecomondo.com

ECOTEC SOLUTION Srl . . . . . . . . .25

ecotecsolution.com

EKOM Srl . . . . . . . . . . . . . . . .II Cop.

ekom.me

FOR REC Srl . . . . . . . . . . . . . . . . .31

forrec.eu

GE.S.P.I. Srl . . . . . . . . . . . . . .III Cop.

gruppogespi.com

MANTOVANA MACCHEDIL

CANNONI CONRAD . . . . . . . . . . . .45

cannoni-conrad.it

MIDI EUROPE – ISUZU . . . . . . . . .87

isuzu.it/truck

MITAMBIENTE Srl . . . . . . . . . . . . .1

mitambiente.it

NIEDERSTAETTER AG SpA . . . . . .41

niederstaetter.it

PAL Srl . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .67

pal-greendivision.it

PALMIERI SpA . . . . . . . . . . . . . . .27

palmierigroup.com

SAMOTER 2026 . . . . . . . . . . . . . . .65

samoter.it

SCAI SpA . . . . . . . . . . . . . . . .IV Cop.

scaispa.it

SOLIDS 2026 . . . . . . . . . . . . . . . . .93

solids-parma.de/it

STADLER ANLAGENBAU . . . . . . .61

w-stadler.de/it

TANA ITALIA Srl . . . . . . . . . . . . . .11

tanaitalia.com

ISSN 2610-9069

0 0 0 3 7 >

772610 906904

DATACENTER

E CASCAMI TERMICI:

HA SENSO

RECUPERARNE

IL CALORE?

RIFIUTI

DA DRAGAGGI.

UN IMPIANTO AD HOC

LI GESTISCE

E LI RECUPERA

ECCO

MONDO

QUANTO SEI CIRCOLARE ECONOMIA CIRCOLARE?

Ecco di nuovo Ecomondo (perdonate l’allitterazione

ma a noi piace giocarec così) che

riappare in quel di Rimini puntuale come un

orologio svizzero.

Dal 4 al 7 novembre, la 28ma edizione della

kermesse sembra la”Green Technology

Expo” alla quale non si può mancare. Tra le

sue sette macro aree espositive curioseremo

sperando di trovare nuove ed interessanti

tecnologie green in tema di economia

circolare e water reuse. Progetti visionari,

start-up, workshop nella vetrina di questa

piattaforma globale? Sicuramente sì e non

accettiamo delusioni!

TOMRA RECYCLING ITALY . . . . . .47

tomra.com

VOLVO C.E. ITALIA SpA . . . . . . . . .53

volvo.com

WOLTERS KLUWER ITALIA Srl . . .43

wolterskluwer.com

XYLEM WATER SOLUTIONS

ITALIA Srl . . . . . . . . . . . . . . . . . . .81

xylem.com/it-it/

AZIENDE CITATE

A

AB Plasta . . . . . . . . . . . . .62

Althesys . . . . . . . . . . . . . .10

Atlantide . . . . . . . . . . . . . .42

B

BATMAN . . . . . . . . . . . . . .54

Brumola . . . . . . . . . . . . . .44

Busi Group . . . . . . . . . . . .86

C

Cat . . . . . . . . . . . . . . . . . . .50

Continental . . . . . . . . . . . .94

D

DAF . . . . . . . . . . . . . . . . .88

Dow . . . . . . . . . . . . . . . . . .46

E

EcoRecord . . . . . . . . . . . .57

Ecotec Solutions . . . . . . . .48

ENEA . . . . . . . . . . . . . . . .82

Enel . . . . . . . . . . . . . . . .7-34

F

FOR REC . . . . . . . . . . . . .68

FORSU . . . . . . . . . . . . . . .58

G

Green Hub . . . . . . . . . . . . .28

Gruppo Fiori . . . . . . . . . . .46

Gruppo Sogin . . . . . . . . . . .7

I

Iren . . . . . . . . . . . . . . . . . .60

M

Matrec . . . . . . . . . . . . . . .22

MITAmbiente . . . . . . . . . .70

MOGU . . . . . . . . . . . . . . . .14

MTR -3 . . . . . . . . . . . . . . .12

N

New Energy FVG . . . . . . . .48

Niederstätter . . . . . . . . . . .52

O

Ohoskin . . . . . . . . . . . . . . .74

P

PAL . . . . . . . . . . . . . . . . . .64

R

Raskia® . . . . . . . . . . . . . .40

Refiberd . . . . . . . . . . . . . .61

Rilegno . . . . . . . . . . . . . . . .6

S

S.A.Ba.R. . . . . . . . . . . . . . .64

S.E.S.A . . . . . . . . . . . . . . .66

S.I. Eco . . . . . . . . . . . . . . .90

Scania . . . . . . . . . . . . . . .92

T

TANA Italia . . . . . . . . . . . .56

TOMRA Recycling . . . . . . . .6

272

Ottobre 2025



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

2 3

4

6 PRIMO PIANO Soluzioni

IN EVIDENZA

1 2 3 4

IN EVIDENZA

PRIMO PIANO

12 3

4

7

Numeri e poltrone

RILEGNO

Risultati record per l’economia

circolare

Anno 2024. E l’attività del Consorzio

Rilegno vola alto. Sono state infatti

avviate al riciclo 1,76 milioni di

tonnellate di legno, di cui il 45,69 per cento

costituito da imballaggi, con un tasso

complessivo pari al 67,14% rispetto

all’immesso al consumo di oltre 3,4 milioni

di tonnellate. Punto di forza è la

rigenerazione dei pallet, con oltre 945.000

tonnellate di pallet recuperati: che equivale

a dire più di 70 milioni di unità reimmesse

in circolazione. Questa attività identifica un

12 3

4

esempio concreto di economia circolare

applicata, con il riuso del legno che è in

funzione della vita utile della vita degli

imballaggi. In merito a ciò, è la Lombardia

che sale sul podio con 300.966 tonnellate

(che rappresentano il 32% del totale), cui

fanno seguito l’Emilia Romagna con

125.758 ton, e il Piemonte con 117.376 ton.

Rilegno, che vedrà confermato per il

prossimo triennio Nicola Semeraro come

Presidente, garantisce in tutta Italia il

riciclo e recupero degli imballaggi di legno,

gestendo una filiera che si basa su 1.949

consorziati, 394 piattaforme di raccolta, 16

impianti di riciclo.

ENEL

Si decolla con il progetto Pioneer

Con la collaborazione tra Enel e Aeroporti di

Roma nasce il più grande sistema di

accumulo energetico italiano che riutilizza

batterie esauste di veicoli elettrici (Stellantis, Nissan

e Mercedes-Benz ne forniscono i pacchi). Stiamo

parlando del progetto Pioneer che vedrà un

aeroporto alimentato dal sole anche nei giorni di

pioggia. “Un concentrato di tecnologia e

sostenibilità” - dichiarano dal Gruppo Enel - che

secondo le stime permetterà di abbattere 16.000

tonnellate di CO 2 in dieci anni, offrendo una seconda

vita a 762 pacchi batteria trasformati in un impianto

da 10 MWh e che sarà perfettamente integrato con

la più grande solar farm di un aeroporto europeo.

L’obiettivo principale è l’autoconsumo, ma il sistema

sarà in grado di fornire anche servizi alla rete

12 3

4

elettrica. Pioneer è stato realizzato grazie ad un

finanziamento europeo di tre milioni di euro e data la

sua modularità potrà essere scalabile, e si potranno

aggiungere all’impianto attuale nuovi campi solari e

sistemi di accumulo. “Il progetto Pioneer dimostra

che l’innovazione è la prima alleata della transizione

energetica, poiché accelera l’elettrificazione su larga

scala grazie ad un modello di economia circolare” ha

dichiarato Nicola Rossi, Head of Innovation del

Gruppo Enel.

TOMRA RECYCLING

Quote rosa!

Katrin Fricke è il

nuovo Direttore

Generale e

Vicepresidente Esecutivo di

TOMRA Recycling. Fresca di

nomina (dallo scorso

giugno), succede a Volker

Rehrmann, che all'inizio

dell'anno ha annunciato il

suo ritiro da TOMRA dopo

un'eccezionale carriera

durata oltre due decenni.

Scelta perfetta, dato che

Fricke ha maturato grande

esperienza in varie posizioni

di leadership in diversi

settori, gestendo con

competenza le attività di

strategia aziendale e

digitalizzazione. Senza

contare poi il suo

background nell'ingegneria

di produzione, unito alla sua

passione per le tecnologie

innovative e per le soluzioni

basate sui dati.

Entusiasta per il nuovo

ruolo, Katrin ha dichiarato:

"Sono stata colpita

dall’impegno di TOMRA nel

promuovere un’economia

circolare a livello globale e

dalla sua solida traiettoria di

crescita. Sono entusiasta di

avere l’opportunità di

guidare l’innovazione e

rafforzare la leadership

tecnologica di TOMRA nei

settori del riciclo, della

selezione e dell’estrazione.

Non vedo l’ora di contribuire

ai nostri ambiziosi piani di

sviluppo e alla crescita di

questi settori così

stimolanti. Ho una grande

passione per la tecnologia,

l’efficienza degli impianti, la

leadership e il successo

condiviso".

GRUPPO SOGIN

Nuovo CDA

Chi è specializzata

nella gestione dei

rifiuti radioattivi e si

occupa della

decontaminazione e bonifica

di impianti industriali è

Nucleco, Società del Gruppo

Sogin (60%) e partecipata da

Enea (40%), che ha visto

insediarsi il nuovo Consiglio di

Amministrazione. Il Cda - che

ha valenza triennale - ha

confermato Nadia Cherubini,

Responsabile Tecnologie,

Impianti e materiali per la

Fissione Nucleare di Enea,

Presidente e ha nominato

Fabrizio Scolamacchia nel

ruolo di Amministratore

Delegato. Presente anche

Belinda Sepe, Direttrice

Amministrazione, Risorse,

Sistemi. ICT di Sogin. Fabrizio

Scolamacchia, laureato in

ingegneria meccanica, inizia

la sua carriera professionale

nel project management di

Alenia Spazio, oggi Thales

Alenia Space. Nel 2004 entra

in Sogin, la Società di stato

responsabile dello

smantellamento degli impianti

nucleari italiani, della

localizzazione e realizzazione

del Deposito Nazionale dei

rifiuti radioattivi e della

valorizzazione industriale dei

siti nei quali opera. “Il nuovo

Consiglio di Amministrazione

- dichiara Scolamacchia - è

pronto ad affrontare le sfide

che l’attendono con impegno e

dedizione, per continuare a

garantire l’eccellenza

operativa che da sempre

contraddistingue il lavoro di

Nucleco”.

Ottobre 2025

Ottobre 2025



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

8 PRIMO PIANO Soluzioni

WASTE AWARD

PUNTI COSPICUI

PRIMO PIANO

9

Upcycling e Downcycling

Marco Comelli

Questo non

è un premio. Perché?

In occasione

di Ecomondo

ne vengono

già assegnati tanti

e, in questo numero,

ci sembrava

di essere ridondanti.

Sfruttiamo però

lo spazio per

ragionare sul tema

innovazione che,

da sola, non

è in grado

di aumentare

la circolarità

dell’economia…

Cestino d’oro

Per la prima volta, sfruttiamo questo spazio ragionando sul tema

innovazione e non assegnando premi ma i meritevoli ci sono

Il numero della rivista che avete tra le mani è

quello che verrà distribuito a Ecomondo,

un’occasione dove premi, riconoscimenti,

award e via enumerando si sprecano. Ci è sembrato

dunque pleonastico aggiungere alla sequenza

anche il nostro non-premio, e abbiamo

pensato di auto-prenderci in parola. Nessun premio

questa volta, ma usiamo questo spazio messoci

a disposizione dall’editore per proporre un

ragionamento sull’argomento di cui ci occupiamo

in ogni numero, l’innovazione.

Circolare fa rima con arrancare

Raccogliendo materiale per questo numero, siamo

stati colpiti dall’idea che l’economia circolare

è evidentemente in affanno. Non si tratta di cattiva

volontà da parte di qualcuno, anzi le volontà

almeno in Europa di governi, organizzazioni non

governative a accademiche sono anche fin troppo

decise. Il fatto è che l’economia circolare è difficile,

lo è da sempre, anche nelle società semplici

come quelle degli aborigeni australiani (il

cui mito di equilibrio con la natura è stato abbondantemente

sfatato da studi meno ideologici).

Figurarsi in una società come quella contemporanea.

Lo è ancora di più in una società complessa

e democratica e libera, non solo e non

tanto perché i suoi componenti vanno ogni tanto

a votare, quanto perché la gestione della vita dei

cittadini sia libera da condizionamenti del potere

pubblico. Senza far ricorso ai principi della termodinamica,

che spesso ci tocca citare per

smorzare entusiasmi, le regolarità economiche

sono vincoli fortissimi, specie se si parla del costo

dei fattori materiali della produzione, riciclati e

riutilizzati rispetto a quelli vergini. Usare le armi

della tassazione e degli incentivi, alla lunga (ma

anche alla meno lunga), non funziona. E l’innovazione?

Siamo sempre più convinti che l’innovazione

incrementale, ceteris paribus, non fa e

non farà fare passi avanti decisivi verso la circolarizzazione

dell’economia.

Avanti la Deep Tech

Bisogna puntare a tecnologie “disruptive”, in

grado di cambiare i parametri dei mercati, dei

settori, che i sempre creativi anglosassoni chiamano

Deep Tech. In questo numero ne abbiamo

un esempio, nel settore delle batterie. Un altro

ambito dove c’è necessità estrema è quello del

riciclo delle plastiche. Il riciclo meccanico ha

raggiunto il massimo di quello che può dare, dipendente

com’è dalla qualità della raccolta.

Bisogna puntare a riportare i polimeri allo stadio

di monomeri e da lì ripartire. Tanti lavorano sul

riciclo chimico, anche in Italia, citiamo solo una

start-up che è stata coperta anche dai media

generalisti, forse senza capire il suo obiettivo,

RePet. Tra l’altro l’anno scorso aveva vinto il premio

Lorenzo Cagnoni, proprio a Ecomondo. Noi

il premio non glielo ridiamo, ma almeno questo

cerchio si chiude.

l

Ottobre 2025

La pagina che sottolinea le notizie più interessanti del momento

ma anche del futuro, in antitesi con baggianate sapienti e idee

fuori moda o che hanno stancato o che lasciano il tempo che trovano

Ronchester Institute

of Technology

Io ti smonto!

Scomporre per eliminare

componenti non riutilizzabili

né riciclabili. E agevolare il

riciclo di qualità degli abiti

usati. Tutto questo in pochi

secondi, grazie ad un sistema

basato sull’IA e

apprendimento automatico

che - tramite tecnologia laser

- identifica e rimuove parti

non riciclabili come loghi,

cerniere e materiali misti. I

ricercatori dell’Istituto stanno

collaborando con Nike,

Goodwill e Ambercycle che

vedono applicare il processo

Commissione

Europea

RAEE TAX, 1kg

alla volta

La strada è ancora lunga

ma la proposta dell’Ue di

introdurre, da gennaio

2028, la tassa legata alla

gestione dei rifiuti

elettronici peserà non

Ottobre 2025

ai capi con “una stazione di

imaging alimentata da un

nastro trasportatore. Qui tre

telecamere generano mappe

multidimensionali ad alta

risoluzione che permettono

di identificare con precisione i

materiali e le fibre che li

compongono”.

Successivamente i dati

vengono trasmessi a un

sistema robotizzato di taglio

laser che taglia con

precisione e velocità, senza

danneggiare i materiali

riutilizzabili. Una volta

tagliati, i capi avanzano verso

un portale robotizzato di

smistamento, che deposita il

poco sulla filiera.

Secondo il meccanismo

previsto infatti, ogni Stato

dovrà versare 2 euro per

ogni kg di RAEE non

raccolto (vale a dire 2.000

euro a tonnellata),

“calcolato come

differenza tra la media

triennale dei dispositivi

bleah!

materiale pulito in contenitori

separati per il riciclo a

intervalli di circa dieci

secondi. Il sistema, per ora in

fase di prototipo, verrà

sottoposto ad ulteriori test

che ne consentiranno

l’implementazione

commerciale. Della serie:

ecodesign… non ti temo!

immessi sul mercato e la

quantità effettivamente

nell’anno di riferimento”.

L’iniziativa sta suscitando

molti dubbi e perplessità.

Servirà a pompare un

flusso di circa 15 miliardi

di euro all’anno su sala

europea… ok… ma non ci

saranno benefici sul

piano della raccolta. E si

stima che per l’Italia la

tassa potrebbe costare

oltre 2,5 miliardi di euro!

Come al solito è il

cittadino a farne le spese,

e come al solito la

responsabilità ricade su

di esso. Cominciamo

quindi a gestire al meglio

i nostri rifiuti tecnologici -

Federica Lugaresi

wow

conferendoli alle isole

tecnologiche più vicine - o

consegnandoli, nel caso

dei piccoli RAEE, ai punti

vendita della grande

distribuzione. Anche se,

nel sistema italiano, ci

sono punti critici che ci

penalizzeranno: flussi

sommersi e raccolta non

tracciata, e il target unico

per prodotti molto diversi

(ad es. un grande bianco

ha una vita media di 25

anni, contro un dispositivo

mobile che viene

dismesso dopo 2-3 anni).

Il nostro sarà un piccolo

gesto anche se non

siamo esattamente dei

campioni di raccolta…

Carlos Ortiz / Rochester Institute

of Technology



Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

10

PRIMO PIANO

PLASTICHE BIODEGRADABILI

Le sfide del settore

delle bioplastiche

Servono norme più chiare e strumenti adeguati per favorire

investimenti in grado di contrastare la diffusione

delle stoviglie “pseudo-riutilizzabili” e l’import asiatico

Alessandro Marangoni e Alessandra Zacconi

Alessandro Marangoni, economista

e docente universitario, è fondatore e ceo di

Althesys, società professionale indipendente

specializzata nella consulenza strategica

e nello sviluppo di conoscenza.

Opera con competenze di eccellenza nei settori

chiave di ambiente, energia, infrastrutture e

utility, nei quali assiste imprese e istituzioni.

Le bioplastiche hanno visto negli anni una

diffusione crescente grazie a diversi fattori,

tra cui normative che mirano a limitare gli

impatti ambientali delle plastiche tradizionali e

l’emergere di applicazioni e prodotti sempre più

sofisticati. Nel 2024, la produzione di bioplastiche

era di 2,5 milioni di tonnellate, corrispondenti ad

appena lo 0,5% dei quantitativi di plastica prodotti

a livello globale, circa 414 milioni di tonnellate.

La capacità produttiva globale di bioplastiche è

però destinata ad aumentare significativamente,

con la previsione di arrivare a 5,7 milioni di tonnellate

nel 2029 (fonte European Bioplastics).

WAS è il think tank italiano sull’industria del waste management e del riciclo. Monitorare

il comparto del waste management e del riciclo, cogliere i trend evolutivi, analizzare le

strategie aziendali e indirizzare le policy è la sua mission. L’osservatorio sviluppa analisi

e studi sulla gestione dei rifiuti, la valorizzazione delle risorse e l’economia circolare,

monitorando il settore con l’Annual Report.

Una corretta comunicazione

Esistono diverse tipologie di bioplastiche, anche

se, a livello internazionale e comunitario, si riconosce

generalmente che le plastiche a base

biologica, biodegradabili e compostabili abbiano

un minor impatto ambientale di quelle tradizionali.

Fatto che, per le altre categorie, può

risultare meno evidente. Per facilitare la distinzione

tra i vari flussi, sono sorti via via diversi

sistemi volontari di certificazione, tra cui,

ad esempio, in Italia, quelli del CIC o di

Biorepack nel gennaio di quest’anno. La corretta

comunicazione ai consumatori delle caratteristiche

delle bioplastiche è fondamentale

per promuovere l’acquisto di beni aventi minori

impatti ambientali, ma aventi in genere prezzi

più elevati. Il prezzo di mercato della plastica

biodegradabile più diffusa, infatti, è intorno ai

6-7 €/kg rispetto ai 3-4 €/kg medi delle corrispondenti

plastiche vergini tradizionali.

Incidono comunque numerose variabili, tra cui

il fornitore, lo specifico mercato, il grossista o

le dimensioni della fornitura.

Strumenti adeguati necessari

Il settore delle bioplastiche si trova oggi davanti

a diverse sfide, come la diffusione delle cosiddette

stoviglie “pseudo-riutilizzabili”, favorita

da lacune nella normativa comunitaria sulle

plastiche monouso, e i sacchetti illegalmente

spacciati per compostabili, che creano problemi

nei processi di compostaggio e di digestione

anaerobica. A spiccare su tutti è però l’importazione

di beni in plastica compostabile proveniente

dai Paesi asiatici, aventi spesso prezzi

inferiori grazie a sovvenzioni pubbliche, norme

meno stringenti e manodopera a costi estremamente

bassi. In alcuni casi, il prezzo di un

prodotto finito in Asia può essere addirittura inferiore

rispetto a quello delle materie prime

necessarie per produrre lo stesso in UE (fonte

Assobioplastiche).

Allo scopo di far fronte a queste problematiche,

occorreranno norme più chiare e strumenti adeguati

a favorire investimenti innovativi, sia nella

fabbricazione dei prodotti che nel loro riciclo. Le

bioplastiche rappresentano, in un certo senso,

la necessità di allineare le misure per l’economia

circolare con l’economia reale. Un elemento

chiave per il successo, ma troppo spesso trascurato

nelle politiche europee e nazionali. l

Ottobre 2025

HAMMERHEAD

L’upgrade dei trituratori è qui.

Più capacità, più velocità, più valore dai rifiuti.

Hammerhead arricchisce la gamma TANA, affiancando lo Shark:

se lo Shark resta la soluzione vincente per applicazioni con la coppia più alta nel mercato e

materiali particolarmente difficili, Hammerhead amplia le possibilità operative in contesti dove

servono più produzione e rapidità.

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NOVEMBRE

2025

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e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

12 PRIMO PIANO Soluzioni

METODO TARIFFARIO RIFIUTI

METODO TARIFFARIO RIFIUTI

PRIMO PIANO

13

Pillole dal Laboratorio

Andrea Ballabio,

Donato Berardi

e Nicolò Valle

MTR-3: innovazione, all’insegna della continuità,

per la regolazione dei rifiuti. Confermati i principi

consolidati ma si introducono nuove componenti tariffarie

vità finalizzate al rafforzamento della qualità

e dell’efficienza del servizio.

Il Laboratorio REF

Ricerche è un think tank

che intende riunire

selezionati rappresentanti

del mondo dell’impresa,

delle istituzioni e della

finanza al fine di

rilanciare il dibattito sul

futuro dei Servizi Pubblici

Locali

Con la pubblicazione della Del.

397/2025/R/rif, ARERA ha approvato il

Me todo Tariffario Rifiuti relativo al terzo

periodo regolatorio 2026-2029 (MTR-3), finalizzato

alla definizione delle entrate tariffarie e

delle tariffe di accesso agli impianti di trattamento.

L’Autorità ha scelto la strada della continuità

metodologica, confermando principi

consolidati come la trasparenza dei costi, l’ancoraggio

a dati contabili certificati e i limiti alla

crescita tariffaria, ma ha anche introdotto no-

Le novità del MTR-3

Il nuovo impianto regolatorio si colloca in una

fase di forte evoluzione del settore: dallo schema

tipo di bando di gara alle (nuove) regole

relative alla qualità tecnica, all’articolazione

tariffaria agli utenti, all’unbundling contabile

e al bonus sociale. In questo framework, ARE-

RA punta a garantire stabilità nelle regole e

certezza per gli operatori e gli Enti territorialmente

competenti, sostenendo l’innovazione

e il raggiungimento di ambiziosi obiettivi ambientali.

Tra le principali novità, figura l’introduzione di

nuove componenti tariffarie. Una di queste -

di natura previsionale - mira a coprire possibili

incrementi dei costi di smaltimento, estendendo

il conguaglio all’intera filiera di trattamento

e smaltimento. Un’altra componente

sarà destinata ad incentivare la copertura dei

costi efficienti della raccolta differenziata,

mentre le nuove riconosceranno il perseguimento

di target aventi natura sistematica,

finora non riconosciuti adeguatamente

dalle componenti incentivanti COI.

Sul fronte della redistribuzione dei ricavi, viene

semplificato il meccanismo dei fattori di sharing:

scompare il parametro ω e viene adottato

un unico coefficiente b, valido tanto per i proventi

da vendita di materiali ed energia quanto per

quelli derivanti dai sistemi collettivi. La scelta

punta a incentivare le gestioni più performanti

sul piano ambientale, pur lasciando irrisolti al-

cuni nodi, come l’elevata discrezionalità degli

Enti territorialmente competenti nella definizione

dei parametri e l’individuazione del soggetto

beneficiario nei contesti con più gestori.

Quanto al limite di crescita delle entrate tariffarie,

ARERA conferma l’impianto generale

del MTR-2, ma introduce affinamenti. Il parametro

ρa viene determinato dai coefficienti su

inflazione programmata, recupero di produttività

e obiettivi di potenziamento del servizio,

oltre a nuovi benchmark come i fabbisogni

standard. La logica resta quella di salvaguardare

l’utenza finale, garantendo però spazi di

investimento per le gestioni efficienti.

Il MTR-3 riafferma inoltre la centralità del legame

tra costi riconosciuti e dati contabili riferiti

all’anno “a-2”, garantendo tracciabilità

e controllo nella definizione delle tariffe. Allo

stesso tempo, vengono rafforzati gli strumenti

di coordinamento con altre misure regolatorie:

dalle tariffe di accesso agli impianti al valore

di subentro, fino agli indirizzi per la redazione

dei piani economico-finanziari (PEF).

Un “primo” bilancio del MTR-3

Nel complesso, il MTR-3 appare come una

tappa di consolidamento, che conferma le

basi costruite nei periodi regolatori precedenti

ma introduce anche meccanismi più

raffinati per spingere il settore verso qualità,

efficienza e sostenibilità. L’equilibrio tra stabilità

e innovazione emerge come tratto distintivo:

da un lato, certezze per investimenti

e programmazione; dall’altro, incentivi a migliorare

le performance ambientali e industriali.

Restano però margini di perfezionamento:

l’eccessiva discrezionalità attribuita agli Enti

locali, l’incertezza sul trattamento delle eccedenze

tariffarie e l’impiego dei fabbisogni standard

rischiano di ridurre l’efficacia degli stimoli

regolatori. La sfida sarà quindi attuare il provvedimento

in modo coerente e trasparente,

valorizzando lo spirito di una regolazione che

vuole accompagnare il settore dei rifiuti urbani

verso una maggiore integrazione industriale

e una più marcata attenzione agli obiettivi ambientali.

Nel complesso, però, il MTR-3 si presenta

come un tassello fondamentale nella costruzione

di un sistema più efficiente, equo e sostenibile,

capace di coniugare continuità e innovazione

in un settore cruciale per la

transizione ecologica del Paese. l

Per approfondire

MTR-3: la regolazione

procede nel segno

della continuità

Position Paper n. 297 -

Laboratorio REF Ricerche,

luglio 2025

Ottobre 2025

Ottobre 2025



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

14 PRIMO PIANO Soluzioni

ANGOLO INNOVAZIONE

App e Startup

Eliana Puccio

La tecnologia può essere un ottimo alleato dell’uomo,

anche nella raccolta differenziata. Spazio ad app e idee

che generano nuove opportunità di business sostenibile

GOOD ON YOU

Piattaforma che valuta la

sostenibilità dei brand di

moda. Le valutazioni di

Good On You consentono

all'utente di analizzare la

sostenibilità di un brand

lungo tutta la filiera, dalle

emissioni di gas serra al

consumo d’acqua fino alla

sicurezza dei lavoratori e i

salari minimi. Vengono

forniti i dati delle fonti di

informazione più

importanti e affidabili del

mondo in materia di

sostenibilità e

presentati

sotto forma di

valutazioni

chiare e

accessibili,

comprensibili a

chiunque. Per

tutte le aree di valutazione

principali, viene applicato

un punteggio da 1 a 5

punti che va da “Noi lo

evitiamo” a “Eccellente”. I

brand ricevono un

punteggio complessivo

basato sulla media

ottenuta nelle tre

aree principali:

persone, pianeta

e animali. Per

esempio: se

eccellente, sono

in genere molto

trasparenti e

dispongono di politiche

forti e garanzie solide (ad

esempio, certificazioni o

sistemi di standard

pertinenti); con «meglio

evitare», rivelano poco o

niente riguardo alle loro

pratiche di sostenibilità.

MOGU

Mogu è stata fondata

sulla convinzione che

sia possibile utilizzare

l'intelligenza della

natura per

rivoluzionare

radicalmente il design

dei prodotti di uso

quotidiano, ricercando

un equilibrio più sottile

tra l'uomo e i ritmi

dell'ecosistema

naturale.

Negli anni Mogu ha

esplorato il potenziale

delle tecnologie basate

sul micelio (funghi) in

diversi settori

applicativi. La startup

ha sviluppato soluzioni

innovative nel campo

del design e

dell’architettura.

Ad esempio, hanno

creato pannelli

fonoassorbenti

realizzati con materiali

naturali, che non solo

migliorano l’acustica

degli ambienti, ma

contribuiscono anche a

ridurre l’impatto

ambientale delle

costruzioni. I pannelli

sono il risultato di un

approccio circolare

all'intero processo

produttivo. Sono

utilizzati

esclusivamente micelio

fungino e residui tessili

riciclati, eliminando

completamente l'uso di

materiali sintetici.

Ottobre 2025



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

16

Soluzioni

PRIMO PIANO

WELCOME TO THE JUNGLE

ANGOLO LETTURA

PRIMO PIANO

17

Il business della

sostenibilità.

Uno sguardo

post-ideologico alle

tematiche ambientali.

Idrogeno is

the new sim-sala-bim

Autore:

Federico Donato

Editore:

Franco Angeli, 2023

Prezzo:

19 euro

Marco Comelli

In Umbria, la conversione dei rifiuti non riciclabili con l’idrogeno

sembra la soluzione a tutti i mali. Ma esistono piani concreti?

Scaffale circolare

Nella scorsa edizione della nostra piccola

rubrica degli orrori notavamo come la

Regione Umbria si fosse infilata in un

vicolo cieco riguardo alla gestione del ciclo dei

rifiuti. Tutto nasceva dalle promesse fatte in

campagna elettorale dalle parti politiche che

avevano vinto le elezioni e che si trovavano a

doverle mantenere. Il punto forte era il no al

termovalorizzatore al grido di “no combustione”,

che farebbe ridere se non fosse tragicamente

vero. L’eliminazione del termovalorizzatore

(potenziale, perché non era stato

nemmeno collocato sulla mappa) implicava

l’aumento del conferimento in discarica, in barba

alle normative europee. Come faranno i nostri

eroi, si dovranno rimangiare le promesse?

ci chiedevamo. Intanto veniva istituita una commissione

consultiva. Questo avveniva tra maggio

e giugno, ma evidentemente l’estate ha portato

consiglio e creatività, e con una Delibera

della Giunta del 13 agosto, il governo regionale

ha rotto gli indugi e ha stabilito che tutto si risolverà

con l’idrogeno. O meglio con la conversione

dei rifiuti non riciclabili in idrogeno.

Delibera non convincente

Sia chiaro, siamo da sempre (leggetevi gli arretrati,

sono disponibili online sul nostro sito)

favorevolissimi alle varie tecnologie di wasteto-X.

A parte che a essere precisi il waste-to-

H2 è una parte del waste-to-chemical, per il

semplice motivo che i rifiuti sono composti da

molto altro che idrogeno, quello che non ci con-

vince è che l’indirizzo strategico ha l’aspetto di

uno di quei calci al pallone puntati alle tribune

dello stadio, che non hanno altro obiettivo che

far scorrere secondi a favore della squadra in

difficoltà. Lo stesso titolo della delibera tradisce

l’obiettivo “Informativa sulla Tecnologia "Wasteto-Hydrogen"

come possibile implementazione

per la chiusura del sistema del ciclo dei rifiuti

in Umbria”, che è diverso da come la cosa è stata

presentata dai politici regionali. Anche gli accenni

(perché quelli sono) agli interventi sugli

altri stadi del ciclo (richiamo ai TMB di Treviso

ed Este), sembrano messi lì per dare l’impressione

che esistano dei piani concreti. Noi non

ne siamo al corrente.

Comunque, tutti i salmi finiscono in gloria, ed

ecco che la Delibera informativa si chiude con

l’affermazione che un primo passo formale e

indispensabile potrebbe essere l'avvio di uno

Studio di Fattibilità Tecnico-Economica (SFTE)

per cui si auspica una valutazione per emettere

un bando (a cura dell’Agenzia Umbra

Rifiuti e idrico) per proposte per il suddetto

Studio. Insomma, ci siamo capiti. Sim sala bim

in salsa all’idrogeno.

E il cronometro corre. Se vi sembriamo troppo

cattivi, la delibera è disponibile online. Andate

sul sito di Regione Umbria all’indirizzo

https://www.regione.umbria.it/atti-regione e

nel motore di ricerca inserito il numero 831 e

l’anno 2025. Non è possibile fornire un link diretto

al documento. Bisogna essere molto motivati

per leggerlo in originale.

l

Una rubrica per esplorare come i libri possano ispirare un futuro

più sostenibile. Un viaggio attraverso le pagine di saggi e manuali

È indispensabile, sostiene l'autore, sfatare

molte false convinzioni ed evitare che parole

come ambiente, ecologia, cambiamento

climatico siano sempre lette in contrasto con

i concetti di profitto, impresa, sviluppo

economico.

Il concetto di sostenibilità viene qui

inquadrato storicamente, ripulito da alcuni

fraintendimenti, esaminato nei suoi costi

sociali e individuali, così come nelle

opportunità che produce per le imprese.

Secondo l’autore esiste uno spazio fecondo

per quella mediazione che le feroci

contrapposizioni ideologiche sembrerebbero

rendere impossibile.Oggi, fare la cosa giusta

per il pianeta può coincidere con il fare

l'interesse aziendale. Perché in molti casi il

costo dell'inazione è molto superiore a

quello dell'innovazione. Per il mondo, ma

anche per ogni impresa che rischia

potenzialmente di perdere pubblico,

acquirenti, finanziamenti, opportunità.

Questo cambio di paradigma è la

conclusione dell'autore ed è proprio il motivo

per cui le aziende devono abbracciare la

sostenibilità. O rischiare di essere lasciate

indietro.

Eliana Puccio

Ottobre 2025

Ottobre 2025



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

18 PRIMO PIANO Soluzioni

RIFIUTI ELETTRONICI

RIFIUTI ELETTRONICI

PRIMO PIANO

19

RAEE: i punti deboli

I rapporti di gestione

dei RAEE evidenziano

una crescita della raccolta

inferiore a quella delle

quantità immesse

sul mercato. Carestia

di metalli e perdita di base

industriale sono i due nemici

Marco Comelli

Dal recupero dei rifiuti elettrici ed elettronici

l’Unione Europea si aspetta un contributo

fondamentale all’avvicinamento

agli obiettivi di indipendenza strategica nell’ambito

dei metalli. Soprattutto delle CRM (Critical

Raw Materials), che sono diventati uno dei punti

centrali di molte direttive e regolamenti UE in

ambito di rifiuti, dall’Ecodesign, al Regolamento

Batterie sino al recentissimamente approvato

Regolamento sui veicoli a fine vita.

Le famose miniere urbane

Si parla spesso di RAEE come di miniere di terre

rare e altri materiali strategici, come il cobalto,

il niobio, il tantalio. Essi, tuttavia, si trovano in

quantità piccole nei rifiuti elettronici, insieme

all’oro, all’argento e ai metalli del gruppo del

platino. In certi casi, come per il tantalio, si tratta

di tracce che non riuscirebbero a coprire i costi

energetici e di lavorazione necessari per estrarli.

Altro problema sono le leghe, che però lo sono

per tutti gli ambiti del riciclo dei metalli. Per elevate

quantità sono stati messi a punto dei metodi,

come la spettroscopia di emissione ottica

del plasma, che permette di caratterizzarne la

composizione in modo preciso (anche se le leghe

sono contraddistinte anche da altri parametri

oltre che la composizione). Metodi che

difficilmente possono applicarsi alle piccole

quantità contenute nei rifiuti elettronici. A ciò si

aggiunge la difficoltà di recuperare i singoli componenti

di “cose” iper-lavorate, come i chip, le

schede, le lampade a LED, i monitor.

I cosiddetti “poveri”

I RAEE invece abbondano di materiali che di

“elettronico” hanno poco ma che hanno il vantaggio

di essere facilmente recuperabili: lamierino

d’acciaio, alluminio, rame, zinco,

piombo, plastiche varie, vetro. Per estrarli e

rimetterli in ciclo economico, come rottami,

non sono necessarie tecnologie e impianti sofisticati

e/o costosi e i tempi di recupero e

reimmissione sono molto brevi, come anche

il ritorno economico dell’attività. Quando parlando

di RAEE gli operatori lamentano (è un

fenomeno europeo, forse mondiale, anche se

sembra solo italiano per la nostra capacità di

autocommiserazione) che una percentuale

imprecisata ma molto grande dei rifiuti elettronici

ed elettrici sfuggono alla filiera ufficiale

del riciclo, non fanno che descrivere i problemi

del settore, sia intrinsechi (i principi della termodinamica

quelli sono) che legati alla catena

logistico-produttiva. Intanto, i centri di raccolta

sono diventati obiettivo di veri e propri raid di

cacciatori di metalli, dopo stazioni ferroviarie

e persino cimiteri.

Eppure, a guardare i numeri non sta andando

male, in cifra assoluta. Secondo il rapporto di

gestione del Centro di Coordinamento nazionale,

nel 2024 tra RAEE domestici e industriali

sono state raccolte e inviate al trattamento

540.854 tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici,

con una crescita del 5,9% rispetto al 2023.

La maggior parte della crescita è dovuta alle

apparecchiature professionali, che sono cresciute

del 18,4%, per 170.269 tonnellate, mentre

quelle domestiche sono cresciute solo

dell’1%, a 370.585 tonnellate.

Focus on

Se si zooma sul contributo delle singole categorie,

cinque per i domestici e sei per i professionali,

quella che cresce di più nei primi

è quella dei computer, dell’elettronica di consumo

e dei PED (Personal Electronic Devices,

in primi i cellulari), mentre nei professionali

la palma va alle apparecchiature di grandi dimensioni,

che cresce del 55%. Il quadro da

chiaroscuro diventa scuro se si guardano gli

obiettivi imposti dalla UE. Va detto che essi

non sono legati a un tasso di recupero rispetto

alle quantità dismesse (entità praticamente

ignota) ma in riferimento alla media annua

delle quantità immesse sul mercato nei tre

anni precedenti a quello della rilevazione

(quantità già più certa). Si arriva così a confrontarsi

con una media 2021-2023 di

1.824.579 tonnellate, per cui la percentuale di

riciclo per il 2024 è del 29,64%, in leggero calo

rispetto al 30,24% del 2023.

Come mai? La spiegazione è semplice, nel

2023 le quantità immesse sul mercato sono

state pari a 1.961.334 tonnellate, contro dati

attorno alle 1.750.000 nei due anni precedenti.

Hai voglia a crescere nella raccolta...

I dati di raccolta RAEE per raggruppamento,

riferiti all’anno 2024.

Se ci sono tutti i “pezzi”…funziona

Forse sarebbe il caso di rivedere i criteri di

calcolo, anche perché la normativa UE sta

spingendo verso l’allungamento della vita

utile delle apparecchiature elettriche ed elettroniche.

D’altronde, questo dovrebbe ridurre la crescita

delle nuove unità immesse, almeno per

alcuni raggruppamenti.

Sia come sia, i rimedi sono nel breve termine

accelerare il ciclo di raccolta-recupero-re

immissione di materie prime seconde, attraverso

il miglioramento della dotazione

impiantistica e lo sveltimento della logistica.

Forse si dovrà pensare a ridurre il numero

di step nel ciclo, secondo i principi della simbiosi

industriale.

Il guaio è che l’Europa importa moltissime

apparecchiature che diventano RAEE, per

cui alla fine si rischia di esportare materie

prime seconde e trovarsi a competere con i

PVS e le loro materie prime vergini.

Ennesima dimostrazione che l’economia circolare

funziona se ci sono tutti i pezzi, altrimenti

diventa una forma evoluta del mestiere

del rigattiere.

l

Ottobre 2025

Ottobre 2025



Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

20

ECONOMIA CIRCOLARE

SALONI

SALONI ECONOMIA CIRCOLARE 21

Economia Circolare

Gira, Ecomondo gira

Al via la 28ma edizione dalla Green Technology Expo, la kermesse italiana

più internazionale, che promette di stupire e superare ogni attesa.

I titolari delle nostre rubriche ci hanno anticipato il loro “sentire”

Federica Lugaresi

Quattro - 7 Novembre 2025. Quanta strada

è stata fatta da quella doppia intuizione

nel 1997, di Edo Ronchi (allora Ministro

dell’Ambiente che col suo decreto ha cambiato

il paradigma sulla gestione dei rifiuti) e di

Lorenzo Cagnoni (presidente di una fiera)! Oggi,

Attese e aspettative

Abbiamo chiesto ad alcuni dei titolari delle nostre rubriche

la percezione su questa nuova edizione di Ecomondo. Cosa

«

ci si aspetta? In che direzione si andrà? Queste le risposte…

Associazione Demolitori di Qualità

Per ADQ Ecomondo è un appuntamento decisivo: un

luogo dove portare la voce degli autodemolitori di

qualità e aprire nuove prospettive per il fine vita auto.

Presenteremo il Libro Bianco, che vuole essere strumento

di dialogo con istituzioni, imprese e cittadini

per offrire proposte concrete sul nuovo Regolamento

ELV. Sarà l’occasione per rafforzare relazioni, condividere

esperienze e sottolineare il ruolo strategico

degli impianti certificati ADQ nella transizione ecologica

e nell’economia circolare.

«

lungo quei 28 anni, si è arrivati a creare un evento

internazionale per le tecnologie e le soluzioni

della Green Circular Economy, che ha come

obiettivo la diffusione e la promozione di tecnologie,

servizi e soluzioni innovative per l’applicazione

dell’economia circolare. In tutte le sue forme:

sette sono infatti le tematiche sviluppate,

affiancate da sei distretti verticali.

Un’offerta che non si smentisce

Tra le macroaree proposte (alcune di queste già

note dalle precedenti edizioni) troviamo la valorizzazione

dei rifiuti, rigenerazione dei suoli e

degli ecosistemi agro-forestali e alimentari,

energia da biomasse, ma anche - e soprattutto

- uso di rifiuti come materie prime seconde. Non

mancano l’intero ciclo idrico integrato (col recupero

e riuso delle acque), la tutela dei mari ma

anche dello spazio - con il monitoraggio satellitare

- mezzi e componenti per trasporto e movimentazione

rifiuti.

« ALTHESYS e il riuso degli imballaggi

nell’e-commerce

Le politiche UE prevedono che entro il

2030, almeno il 40% degli imballaggi

usati per il trasporto di beni, anche in

ambito e-commerce, dovrà essere riutilizzabile

e inserito in un sistema organizzato

di riuso. Obiettivo che salirà al

70% entro il 2040. Tale modello, tuttavia,

è ancora in fase sperimentale in buona

parte d’Europa e le effettive potenzialità

derivanti dell’impiego di packaging riutilizzabile

nell’e-commerce sono ancora

da valutare approfonditamente. La necessità

di analisi, nelle diverse condizioni

e ambiti di utilizzo, sarà ancor più necessaria

vista la crescita inarrestabile

delle vendite online.

«

Ottobre 2025

A completare l’offerta sempre più ricca, i sei distretti

verticali focalizzati sulle filiere del tessile,

carta, tecnologie trenchless, città sostenibili e

startup. Immancabile il distretto delle Blue

Economy, presente anche con un ricco palinsesto

convegnistico, che identifica un punto di ritrovo

per tutti quegli esperti che vogliono valutare nuove

soluzioni (in termini di gestione delle acque)

a salvaguardia di sistemi urbanistici e per far

fronte a cambiamenti climatici. La faranno da

padrona quindi gli impianti di trattamento e dissalazione

delle acque, riutilizzo delle reflue e

piovane e prodotti/impianti per il trattamento e

la depurazione.

Da segnare in agenda

Come sempre Ecomondo ci stupisce per il suo

palinsesto convegnistico, supervisionato dal

Comitato Tecnico Scientifico, in cui ritroviamo

Fabio Fava in veste di Presidente. Segnaliamo il

primo giorno di apertura l’evento “Nano -

tecnologie, bioresine e strutture metallo-organiche

per la transizione ecologica” in cui verranno

illustrati nuovi materiali con proprietà

completamente nuove che stanno già rivoluzionando

settori chiave. Il giorno 5 novembre, il workshop

“Trattamento e gestione delle acque reflue

e dei fanghi di depurazione secondo le nuove direttive”

che ora pongono sfide diverse. Il giorno

6 non si può perdere “Economia circolare nel

« REF Ricerche

Guarda ad “Ecomondo 2025” come a

un appuntamento chiave per misurare

l’evoluzione dell’economia circolare, a

partire dalle nuove regole sui rifiuti

(MTR-3, qualità tecnica, TICSER, unbundling)

definite da ARERA. La sfida

principale sarà coniugare la sostenibilità

ambientale con la competitività

industriale dei produttori e dei gestori,

trasformando i dati qui presentati e le

indicazioni di policy che emergeranno

come leva di sviluppo concreta per le

imprese e i territori.

Ottobre 2025

«

Clean industrial deal: EoW e sottoprodotti” per

spiegare l’importanza dei principi di ecodesign,

progettazione di prodotti più duraturi e più facilmente

gestibili una volta che sono diventati rifiuti.

Ma neanche “Arredi e complementi d’arredo

nella prospettiva EPR” in vista del nuovo progetto

tutto italiano, per creare un sistema che promuova

l’economia circolare attraverso l’utilizzo

di materiali sostenibili e l’estensione del ciclo di

vita dei prodotti, ma anche reti per riparazione

e riuso di qualità.

L’ultimo giorno, segnaliamo “Il nuovo regolamento

End of life per il settore del fine vita auto”.

Mappa

dei padiglioni

e relativa

distribuzione

delle aree

tematiche.

Il settore “Waste

e resource”

è quello più

rappresentato

(58%).

A.I. e soluzioni

innovative

sono sempre

più sviluppate

ed applicate

all’economia

circolare.



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

22 ECONOMIA CIRCOLARE Soluzioni

CIRCOLARITÀ E MISURAZIONE

CIRCOLARITÀ E MISURAZIONE

ECONOMIA CIRCOLARE

23

Circolarmente

Appuntamento con lo spazio dedicato ai materiali

e design circolare, nonché alle risorse materiche.

Su questo numero ci occupiamo di chiarire

i concetti di riciclo reale vs riciclo potenziale

Marco Capellini

Matrec.com

Nell'ambito della misurazione della circolarità

di un materiale o prodotto, è

fondamentale distinguere tra riciclo

reale e riciclo potenziale: concetti spesso confusi

che possono portare a risultati differenti

con il rischio di fare una comunicazione sbagliata

ed ingannevole.

Definizioni e differenze: facciamo chiarezza

Il riciclo potenziale (o riciclabilità teorica) si

riferisce alla capacità intrinseca di un materiale

di essere riciclato in condizioni ideali. È un valore

massimo teorico che non tiene conto delle

variabili del mondo reale. Ad esempio, una bottiglia

in PET è potenzialmente riciclabile al

100%, ma questo valore si basa sulla composizione,

sulla presenza di sistemi di raccolta e

sulle tecnologie disponibili sul mercato per essere

riciclata. È un dato di partenza utile in fase

di progettazione di un prodotto (ecodesign), ma

insufficiente per valutare l'effettiva circolarità.

Con la valutazione di riciclo potenziale è inoltre

opportuno tenere in considerazione anche la

separabilità dei componenti (disassemblaggio)

e la non presenza di sostanze o materiali che

possono inficiare il processo di riciclo.

Il riciclo reale, al contrario, rappresenta la

quantità effettiva di un materiale che viene concretamente

riciclata e reimmessa nel ciclo

produttivo. Questo dato tiene conto di tutte le

variabili del sistema: la qualità della raccolta

differenziata, l'efficienza degli impianti di selezione

e trattamento, le perdite di materiale

dovute alla contaminazione o ai processi industriali

e la reale disponibilità di mercato per

il materiale riciclato. Il riciclo reale inoltre, varia

da paese a paese e le percentuali di riciclo possono

(nella maggior parte dei casi), variare di

anno in anno. La raccolta di dati veritieri e affidabili

sul riciclo è fondamentale per qualsiasi

attività.

Misurazione e importanza per una comunicazione

veritiera

La differenza tra queste due metodologie di

valutazione è cruciale per un approccio onesto

e trasparente alla circolarità. Molte aziende (in

alcuni casi inconsapevolmente), si limitano a

dichiarare la riciclabilità potenziale di un prodotto

senza specificare il tasso di riciclo reale:

questo è un rischio perché c’è la tendenza a

creare un'immagine "green" del prodotto senza

un impegno concreto e verificabile.

Un chiaro esempio di questa problematica è

l'affermazione "100% riciclabile", che è spesso

vera in termini potenziali, ma non tiene conto

del fatto che non tutti i prodotti immessi sul

mercato verranno effettivamente raccolti e riciclati.

Il tasso di raccolta e le perdite di processo

riducono drasticamente il valore reale

del tasso di riciclo.

Qui di seguito, ecco le principali differenze in

termini di risultati che si possono ottenere con

i due approcci.

Riciclo Potenziale:

• Fornisce una stima teorica basata sulla composizione

e le caratteristiche del materiale.

• È utile nella fase di ecodesign per scegliere

materiali con un'alta riciclabilità intrinseca.

• Non riflette l'efficacia del sistema di gestione

dei rifiuti.

• Può portare a dichiarazioni ingannevoli (greenwashing)

se non contestualizzato.

Riciclo Reale:

• Misura il successo effettivo della raccolta,

del trattamento e del riutilizzo.

• Riflette l'efficienza dell'intera filiera del riciclo.

• È un indicatore quantitativo, verificabile e certificabile.

• Fornisce un dato veritiero e trasparente per

i consumatori e gli stakeholder.

La chiave di volta

Le normative e gli standard internazionali,

come la serie ISO 59040, mirano proprio a superare

questa ambiguità. La norma ISO 59040,

si concentra sulla creazione di un "Product

Circularity Data Sheet", una sorta di "carta

d'identità" del prodotto che raccoglie dati verificabili

sulla sua circolarità.

L'adozione di standard come questo è fondamentale

per garantire che le affermazioni di

sostenibilità siano supportate da dati concreti

e non da dichiarazioni astratte. Misurare il riciclo

reale, e non solo quello potenziale, è quindi

la chiave per una vera transizione verso

un'economia circolare.

Come Matrec da anni misuriamo la circolarità

di materiali, prodotti e servizi e ci affidiamo al

CircularTool, uno strumento validato da Bureau

Veritas per l’applicazione della norme ISO

59020 e ISO 59040.

Durante il processo di misurazione confrontiamo

sempre lo scenario di fine vita reale con

quello potenziale per comprendere le possibili

Il “100% riciclabile”

è un’affermazione

potenzialmente vera.

Perché lo sia anche di fatto,

è necessario conoscere

il tasso di riciclo reale

che è misurabile.

azioni di miglioramento e per trasferire ai nostri

clienti la differenza (talvolta molto significativa),

dei risultati. È un aspetto da non sottovalutare

soprattutto in ottica di prossima

applicazione degli atti delegati del Re -

golamento Ecodesign ESPR.

l

Scarti di legno

recuperati attraverso

raccolta differenziata.

Materiale per natura

riciclabile, ma si deve

tenere conto anche della

disassemblabilità dei

componenti e

dell’assenza di sostanze

che ne possono inficiare

il riciclo.

Le normative

internazionali

puntano a definire

una sorta di carta

d’identità

del prodotto,

che raccoglie dati

verificabili sulla

sua circolarità.

Ottobre 2025

Ottobre 2025



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

24

Soluzioni

ECONOMIA CIRCOLARE

WASTE SEGNALA

Soluzioni per migliorare

il ciclo integrato dei rifiuti

CONSULENZA, PROGETTAZIONE, ASSISTENZA

HIGHLIGHTS

Segnaliamo nel palinsesto del secondo semestre

2025, l’interessante corso “La depurazione

degli scarti industriali” (11/11-28/11)

alla sua 18ma edizione. Qui verranno trattati

all’interno dell’attuale quadro normativo, processi,

trattamenti e tecnologie nei reflui industriali

sia per i farmaceutici (26/11) che PFAS

(24/11), ma anche nei reflui di cartiera (28/11).

Sempre in merito al tema economia circolare,

segnaliamo anche “Modellazione numerica

e ottimizzazione energetica nei sistemi di trattamento

della acque di rifiuto: strategie avanzate

di controllo e gestione” che partirà il 10

novembre e terminerà il 2 dicembre.

All’interno di “Terre e rocce da scavo” (1-2/12),

suggeriamo il modulo di apertura relativo alla

gestione delle terre e rocce da scavo nelle situazioni

ordinarie. Dal 3 al10/12 si svolgerà

invece il corso “Ge stione dei rifiuti in azienda”

che approfondirà normative, aggiornamento

RENTRI ed End of Waste.

L’edizione degli eventi Ambiente è partita

lo scorso 24 settembre con il corso suddiviso

in quattro moduli disgiunti “Fo gnature

e deflussi urbani”. Per approfondire l’intero

programma: https://fast.mi.it/eventi-fastambiente-academy/

Un’Academy…

FAST

Corsi e seminari ma anche collettore

e collante dei saperi tra enti pubblici

e aziende private. È FAST Ambiente

Academy, punto di riferimento nazionale

per la formazione tecnica ambientale

Ai blocchi di partenza gli eventi organizzati - in modalità remota,

ibrida e in presenza – da FAST Ambiente Academy

finalizzati al perseguimento dei principi di sviluppo sostenibile

e dell’economia circolare. Il palinsesto si presenta ricco

ed è caratterizzato da filoni tematici quali il trattamento delle acque

reflue e potabili, sistemi fognari e deflussi urbani, gestione

dei rifiuti, bonifiche, emissioni atmosferiche e odorigene, passando

per le autorizzazioni ambientali, cambiamenti climatici

ed energie rinnovabili. FAST Academy non si limita a lezioni teoriche

ma trasferisce e condivide i saperi anche attraverso esercitazioni

in aula e visite presso impianti innovativi, con il conseguimento

di crediti formativi.

Da non sottovalutare l’alta specialità dei docenti che sono tra i

più qualificati e aggiornati esperti nei diversi settori ambientali,

trattandosi di ricercatori universitari, funzionari di enti di ricerca,

dirigenti e tecnici di enti pubblici e rappresentanti di Ordini professionali.

Siamo il tuo partner di fiducia per macchinari e impianti per il trattamento dei rifiuti.

Offriamo le migliori soluzioni per il settore dei rifiuti, rottami, compost, legna, RAEE e produzione di combustibili

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Ottobre 2025

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Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

26

ECONOMIA CIRCOLARE

NEWS

Virtuoso e prezioso

La Soluzione All-in-one da Palmieri

Destinata agli impianti di produzione di biogas e biometano,

per il pretrattamento dei rifiuti organici urbani e

per il depackaging degli alimenti scaduti.

Ginevra Fontana

Nei Garbage Cafè, in India, si paga il pasto con un chilo

di plastica. Il progetto ha un doppio beneficio: contribuisce

alla lotta all’inquinamento e aiuta chi è in difficoltà

FACILE MANUTENZIONE

COMPATTA

Un pasto per un chilo di plastica.

Que sta iniziativa arriva dall'India, e precisamente

dai Garbage Cafè ad Am -

bikapur.

Nasce per combattere l’inquinamento urbano,

ridurre i rifiuti e, allo stesso tempo, aiutare chi

ha poche possibilità. Chiunque si reca al Gar -

bage cafè con un chilo di plastica riceve un intero

pasto (riso, due curry di verdure, insalata

e sottaceti); chi ne porta mezzo chilo ottiene

una colazione. Sono tanti i vantaggi legati a questo

progetto:in primis, il locale dà da mangiare

a oltre 20 persone ogni giorno, e dal 2019 ha

raccolto in totale quasi 23 tonnellate di plastica.

Inoltre, grazie alla raccolta dei rifiuti, le strade

sono più pulite, e la gente meno affamata.

Povertà e rifiuti sono infatti tra i problemi principali

che affliggono l’India. L’ultimo rapporto

Global Hunger Index 2024 ha confermato

l’India come Paese con livello di fame ‘serio'.

Un chilo di bottigliette e sacchetti può sembrare

poco ma in questa città indiana in realtà

è molto più che un pasto. Ma dove finisce la

plastica raccolta? Viene inviata ai centri locali

specializzati per la raccolta dei rifiuti (SLRM)

gestiti da AMC e trasformata in granuli che

vengono poi venduti per costruire strade.

VERSATILE

ROBUSTA

RESA

ELEVATA

Purea

organica

L’iniziativa arriva anche in Italia

Iniziative simili si possono trovare in Cambogia

e in Europa, anche se con modalità differenti.

Persino In Italia dove quest’estate in Cilento

(Campania) un progetto il cui slogan era "Una

busta di rifiuti in cambio di un caffè", prevedeva

di raccogliere i rifiuti dalla spiaggia e portarli

nelle attività aderenti, per ricevere in cambio

un caffè.

Stessa storia in Puglia, dove a Torre Guaceto

(Salento) grazie a "Plastic × coffee" si otteneva

un espresso in cambio di scarti recuperati dalle

spiagge.

l

Ottobre 2025

Saremo presenti al prossimo Ecomondo

Ti aspettiamo allo stand D5-123!

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Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

28

ECONOMIA CIRCOLARE

COSTRUZIONE E DEMOLIZIONE

Operazione

Impianti aperti

Eliana Puccio

Visite guidate in provincia di Verona nella sede di Green Hub,

nel più grande impianto nazionale per il recupero

del cartongesso. Aperte le porte ai cittadini e alle istituzioni

Assoambiente ha promosso un tour lungo

tutta la Penisola per valorizzare i luoghi

in cui l'economia circolare prende forma

concretamente. Stiamo parlando della campagna

"Impianti Aperti on the Road", la cui sesta

tappa si è svolta nella sede di Green Hub (a San

Bonifacio, in provincia di Verona), l'azienda attiva

nel recupero del cartongesso e nella trasformazione

della carta e del gesso da rifiuto a materia

prima secondaria (MPS), attraverso avanzati

processi di recupero.

L’impianto di Green Hub

Green Hub ha aperto le porte alle istituzioni e

ai cittadini mostrando il più grande impianto a

livello nazionale per capacità produttiva e autorizzazioni

in questo settore, rendendo visitabili

le due linee di recupero: una dedicata agli scarti

di produzione delle lastre, l'altra ai materiali

provenienti da costruzione e demolizione.

La capacità produttiva dell'impianto supera le

200 tonnellate di cartongesso processato al

giorno (per un totale annuo di 50.000 tonnellate

di cartongesso riciclato), evitando che questo

rifiuto, classificato come speciale non pericoloso,

finisca in discarica. Il gesso recuperato

raggiunge una purezza superiore al 98%; la

carta viene reimmessa nella filiera cartaria,

garantendo un recupero del 100%. Il gesso riciclato

può anche sostituire il filler per la produzione

di conglomerati bituminosi. "Il mercato

del cartongesso è trainato dalla crescente domanda

nel settore residenziale, commerciale

e industriale. Impianti innovativi come questo

offrono soluzioni concrete per il riciclo e la produzione

di materiali da costruzione ecocompatibili

e iniziative come Impianti Aperti consentono

di far conoscere ai cittadini le attività, gli impianti

e gli uomini che rendono reale il concetto di economia

circolare", ha evidenziato il vice Pre -

sidente Assoambiente Paolo Barberi. l

Ottobre 2025

PARTE DEL GRUPPO HOLCIM,

GEOCYCLE È DA OLTRE 30 ANNI

UN PARTNER AFFIDABILE NELLA

GESTIONE SOSTENIBILE DEI RIFIUTI.

Geocycle offre soluzioni innovative per la valorizzazione dei rifiuti, riducendo il consumo di

materie prime e le emissioni di CO₂. Grazie alle cementerie del gruppo, Geocycle applica

concretamente i principi dell’economia circolare, contribuendo a creare valore per le comunità

locali e a costruire un futuro migliore per le persone e per il pianeta.

geocycle.com



Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

30

ECONOMIA CIRCOLARE

SALAMOIE E SALI

A Trasaghis un nuovo impianto nato

per offrire ai produttori consorziati

un’alternativa stabile e sostenibile,

capace di trasformare

gli scarti salini

in materiali riutilizzabili

per usi industriali

Eliana Puccio

Del Prosciutto San

Daniele non si butta nulla

Eliana Puccio

Un nuovo impianto per il recupero e la valorizzazione

degli scarti salini derivanti

dalla produzione del Prosciutto di San

Daniele DOP è stato inaugurato a Trasaghis

(UD). L’impianto è promosso e realizzato dal

Consorzio attraverso la società controllata

Promo San Daniele Srl.

È una struttura unica nel suo genere a livello

europeo, realizzata proprio con il fine di trattare

e rigenerare due tipologie di rifiuti: il sale solido

esausto e la salamoia. Il progetto ha ottenuto il

via libera definitivo nel 2024 e ha coinvolto centinaia

di ore di progettazione tecnica e oltre 12

mesi di lavori.

Nuova rinascita

Una volta concluso il trattamento, il sale rigenerato

che non può essere destinato a usi alimentari,

trova nuova vita in applicazioni sostenibili.

Grazie alla sua qualità tecnica, potrà

essere utilizzato come agente antighiaccio per

strade e autostrade regionali o impiegato nella

concia delle pelli. Il Consorzio trasforma così

l’unico residuo di lavorazione in una risorsa utile

contribuendo concretamente alla riduzione degli

sprechi.

In occasione della sua inaugurazione, il

Presidente del Consorzio del Prosciutto di San

Daniele Nicola Martelli ha dichiarato: “Con questo

impianto completiamo un percorso strategico

che parte dalla responsabilità e arriva all’innovazione.

Siamo riusciti a trasformare un

elemento di scarto in una risorsa, dimostrando

come anche un comparto fortemente legato

alla tradizione possa essere capace di evolversi

e guidare il cambiamento. Questo progetto non

rappresenta solo un investimento tecnologico,

ma soprattutto un impegno concreto verso un

modello produttivo più sostenibile, efficiente e

rispettoso del territorio. È il risultato di collaborazione,

visione e responsabilità condivise,

che ha coinvolto tutto il sistema del San Daniele.

È un passo in avanti per tutto il distretto: ora il

sale è una risorsa che riduce l’impatto ambientale.

È una tappa importante che conferma la

nostra volontà di costruire valore ambientale

ed economico, a beneficio di tutta la filiera del

San Daniele e della comunità che ci ospita”.l

Ottobre 2025



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

32 ENERGIA Soluzioni

RECUPERO CALORE

RECUPERO CALORE

ENERGIA

33

Marco Comelli

La metà dei consumi energetici di un tipico datacenter

se ne va nel raffreddamento dei server. Un’enorme

quantità di scarto che però non è immediato utilizzare

Il calore dei dati

Già prima del boom dell’intelligenza

artificiale, i consumi energetici dei

datacenter crescevano nel mondo a

un ritmo del 20% l’anno, dato che potrebbe

passare al 35% con l’incremento dei siti dedicati

all’IA. Questo nonostante l’efficienza

dei sistemi di calcolo migliori di continuo. Per

fare un esempio, tra il 2010 e il 2018, ancora

in un periodo dove i maggiori consumatori

erano le applicazioni in cloud, la potenza di

calcolo installata a livello globale è cresciuta

del 550%, mentre i relativi consumi elettrici

lo hanno fatto solo del 6%. Lo stesso in tempi

più recenti è avvenuto e avviene nei sistemi

specializzati in IA. Le Tensor Processing Unit

(TPU) di Google della fine del 2024 erano del

67% più efficienti rispetto a quelle del 2022.

Anche il software che le utilizza è migliorato:

rispetto al 2016 il consumo di addestramento

dei modelli è diminuito di 350 volte a parità

di dimensioni.

Calore e raffreddamento

Si tratta di consumi grandi ma comunque non

enormi in confronto ad altre voci del bilancio energetico.

Anche se il raddoppio previsto dall’agenzia

internazionale dell’energia entro il 2030 dovesse

verificarsi, raggiungendo i 945 TWh dai poco più

di 460 di oggi, si tratterebbe comunque del 2%

dell’energia elettrica mondiale. Quello che salta

all’occhio è invece la percentuale dei consumi

dedicata al raffreddamento dei sistemi, ossia per

evitare che le unità di calcolo e di memoria fondano.

Parlando dell’Italia, nel 2024 risultava una

potenza installata di circa 430 MW, di cui appunto

la metà asservita al raffreddamento. L’energia

dispersa in calore rappresenta una percentuale

ancora più alta, perché l’efficienza dei sistemi di

raffreddamento non è pari a uno.

Makes sense

I datacenter sono quindi grandi produttori relativi

di cascami termici, che senza interventi

vengono immessi in atmosfera tramite chiller.

Recuperare il calore ha quindi senso ma

si scontra con un problema fondamentale,

la temperatura. Il calore in uscita da un datacenter

si aggira attorno a una temperatura

compresa tra i 30 e i 35 gradi, veicolata da

grandi masse d’aria, che è un cattivo vettore

di calore. Per rendere utilizzabile il calore

esso va “concentrato”, utilizzando un insieme

combinato di scambiatori e di pompe di calore

aria/acqua, per portarlo almeno a 70

gradi, con un dispendio di energia per far funzionare

la pompa di calore tutto sommato limitato.

Uno studio di Mitsubishi Electric calcola

che su un consumo energetico totale da

parte dei server e dei vari stadi di recupero e

raffreddamento di 1300 kW, in questo modo

sia possibile ricavare 250 kW di energia termica,

disperdendo comunque in atmosfera

1050 kW, un risultato migliore di quello che

avverrebbe senza recupero, ossia 1250 kW.

In questo bilancio, la pompa di calore assorbe

50 kW. Una volta alzata la temperatura, è

possibile utilizzare il calore per scaldare un

fluido più efficiente dell’aria nel trasporto del

calore, per esempio acqua.

Con calore a disposizione è possibile utilizzarlo

in modo utile, all’interno o all’esterno del datacenter.

All’interno del datacenter è possibile,

per esempio, alimentare unità frigorifere ad

assorbimento, che producano acqua fredda

da utilizzare nel circuito di raffreddamento, riducendo

quindi il consumo di energia primaria.

Altra possibilità è fornire riscaldamento

nelle aree ad uso ufficio, nel qual caso si potrebbe

utilizzare direttamente come fluido

l’aria, anche se si andrebbe incontro a forti dispersioni

perché, come detto, l’aria non è un

vettore efficiente.

Ridurre il consumo di energia primaria

Gli utilizzi più interessanti sono quelli esterni

al datacenter. Il caso classico è quello dell’accoppiamento

a un sistema di teleriscaldamento,

che si adatta bene alla temperatura relativamente

bassa dell’acqua in uscita. Un

datacenter non è in grado di alimentare da

solo un sistema di teleriscaldamento, ma può

contribuire in modo significativo alla riduzione

del consumo di energia primaria da parte dello

stesso, preriscaldando l’acqua del circuito di

mandata. Naturalmente a questo punto entra

Trasferimento

di energia

termica

AMBIENTE

1000 KW

Assorbimento di

energia elettrica

SERVER

1000

KW

1000

KW

50 KW

1050

KW

FAN WALL

WSHP

in gioco la disponibilità di infrastrutture nei

pressi del datacenter e in ultima analisi la collocazione

geografica dello stesso.

Nel primo caso in Italia di utilizzo dei cascami

termici da elaborazione dati, quello del progetto

che A2A sta portando avanti con Retelit

e DBA, che sarà operativo nei primi mesi dell’anno

prossimo, ci si appoggia sulla rete esistente,

permettendo di servire 1.250 famiglie

in più all’anno abitanti nel Municipio 6 di

Milano. Nel caso l’infrastruttura non sia presente,

il conto eco nomico non energetico cambia

completamente e occorre valutare la convenienza

in termini di tempo di recupero

dell’investimento.

50 KW

Basta ingegnarsi

Nel caso poi il datacenter si trovi in un luogo

isolato il problema è che mancano i possibili

utilizzatori. Non tutto è perduto, anche se non

si è in prossimità di centri abitati. In Finlandia,

per esempio, con il calore di un datacenter si

essiccano i pellet di legno, evitando l’uso di

caldaie. In campagna, si possono riscaldare

le serre. Un datacenter di 200 kW è in grado

di fornire calore a una serra di un ettaro per

la produzione di pomodori, per esempio.

Chiaramente, situazioni di questo tipo difficilmente

si possono verificare per caso. I risultati

migliori si ottengono se il recupero del calore

viene considerato dal momento della progettazione

del centro e della sua collocazione,

come un fattore dirimente. Insomma, lo stesso

problema che c’è in tutti i progetti di simbiosi

industriale, di cui l’elaborazione dei dati è solo

l’esempio più recente.

l

250

KW

800

KW

CHILLER

200KW

CALORE

RIUTILIZZATO

Il recupero del calore

come cascame

termico

dei datacenter,

consente di ridurre

o sostituire un’altra

fonte di calore

primaria.

(Credit: Mitsubishi

Electric)

Ottobre 2025

Ottobre 2025



34 ENERGIA NEWS

L’impianto fotovoltaico

flottante presso

la centrale

idroelettrica

di Venaus (TO).

Bacino con brivido

Il progetto di desedimentazione

del bacino è integrato

al primo sistema fotovoltaico

galleggiante realizzato da Enel

ficiente e sostenibile. Al progetto hanno collaborato

l’Azienda NRG Island, l’Università di

Padova e la startup italiana Pipein.

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Ginevra Fontana

Enel ha inaugurato un innovativo progetto

di desedimentazione integrato con il fotovoltaico

flottante di Venaus, il primo

sistema solare galleggiante realizzato dal

Gruppo elettrico, che oltre a produrre energia

pulita, riduce l’evaporazione dell’acqua del

bacino. Il nuovo sistema di desedimentazione

ha una serie di eliche che movimentano i sedimenti

depositati sul fondo. Una pompa aspiratrice

si sposta all’interno del bacino per ottimizzare

la rimozione dei sedimenti che

vengono così gestiti in modo ecologico.Tutto

il sistema è alimentato dai pannelli solari flottanti,

garantendo un funzionamento autosuf-

Grossi benefici

I pannelli sono bifacciali, cioè dotati di celle solari

che assorbono la luce su entrambi i lati, e garantiscono

una produzione annua di circa 1.200

MWh. L’ibridizzazione fra energia idroelettrica

e solare offre vantaggi per entrambe le tecnologie:

rispetto a un impianto fotovoltaico

sulla terraferma non c’è consumo di suolo e

il rendimento dei pannelli solari migliora grazie

alle temperature relativamente più basse.

La presenza della copertura galleggiante riduce

l’evaporazione e quindi la perdita di acqua

dalla vasca. Si tutela così una risorsa preziosa

per la centrale idroelettrica, ma anche per gli

altri usi civili della zona.

l

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Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

36

RIFIUTI SOLIDI

GREEN REMEDIATION

GREEN REMEDIATION

RIFIUTI SOLIDI

37

Bonifica sostenibile dei siti

contaminati: quadro normativo,

innovazione e applicazioni

Federica Lugaresi

Il risanamento ambientale, con attenzione all’aspetto ecologico,

è un criterio praticamente nuovo e dai numerosi benefici.

Ce ne parla Annalisa Gussoni, Direttore Commerciale di Pasa Labs

“La prima volta che ho sentito parlare

di “bonifica sostenibile” è stato

nel 2010 in occasione dell’Inter -

national Conference on Green Remediation

organizzata da The Environ mental Institute at

the University of Massa chusetts Amherst and

the U.S. EPA (Office of Superfund Remediation

and Tech nology Innovation - Amherst, Massa -

chusetts 15-17 giugno 2010), dove ero stata

invitata a portare un contributo” esordisce la

D.ssa Gussoni.

Cosa è emerso dal convegno?

Un approccio assolutamente innovativo agli

interventi di bonifica che, già allora, EPA valutava

sulla base del rapporto costi/benefici,

non solo in termini economici ma anche, e soprattutto,

in termini di rischi per l’ambiente e

la salute umana. Si è parlato di Green

Remediation…

In pratica di cosa si tratta?

Un approccio sostenibile alla bonifica dei siti

contaminati integrando esigenze ambientali,

economiche e sociali nelle attività di risanamento

del suolo e della falda, ricorrendo a

modalità di intervento atte a ridurre la movimentazione

degli inquinanti e a minimizzare,

quindi, la produzione di rifiuti e l’impatto sulla

qualità dell’aria.

Nell’approccio EPA una grande attenzione veniva

posta anche al rapporto rischi/benefici

per la salute umana: la valutazione della bonifica

merita una visione integrale che tenga

Ottobre 2025

conto, non solo del rischio generato dagli inquinanti

presenti, ma anche dell’impatto sulla

salute umana indotto dal loro trattamento/rimozione.

Alla valutazione generale degli interventi

collaboravano anche compagnie di

assicurazione apportando contributi in termini

di costi generati da potenziali incidenti stradali

sia come vite umane sia per le matrici ambientali

in caso di sversamenti.

La strategia di bonifica ecologica Superfund

dell'EPA definisce gli attuali piani del programma

stesso per ridurre l'impatto ambientale

durante le operazioni di bonifica e preservare

le risorse naturali delineando 40 azioni specifiche,

articolate in 9 azioni chiave. Nel 2024,

l'EPA ha completato interventi in 14 siti

Superfund, raggiungendo alla fine del 2024 il

numero di 1.512 siti dall'inizio del programma.

Un approccio che strizza un occhio anche

all’economia circolare.

E’ applicabile anche nel nostro Paese?

Assolutamente sì. Nello stesso periodo, nel

ruolo di Direttore del Servizio Piani di Bonifica

del Comune di Milano, ho partecipato a un

progetto Europeo, Proside (Iniziativa

Comunitaria INTERREGG), che ha avuto come

obiettivo lo sviluppo di una metodologia interdisciplinare

per la riqualificazione urbana sostenibile

di aree dismesse. Il Proside infatti

vedeva coinvolti due settori, Ambiente e

Urbanistica che, sebbene impegnati quotidianamente

sulle medesime porzioni di territorio,

appartengono a tradizioni disciplinari e ambiti

tecnici spesso molto distanti tra loro. Nel progetto,

il doppio binario dell’analisi urbanistica

e della sostenibilità ambientale è stato sviluppato

contemporaneamente.

Il progetto, partendo da un caso studio - l’area

dismessa Bovisa Gasometri a Milano - ha visto

il coinvolgimento, oltre che dei partner istituzionali

dei paesi partecipanti al progetto

(Germania, Polonia, Ungheria), anche di istituti

universitari (Università di Karlsrhue) e infine di

partner privati (studi di architettura). Ogni gruppo

di progettazione urbanistica ha considerato

in modo solo parziale o in modo completo le

proposte dei colleghi dei settori ambientali.

Nel caso studio la simulazione svolta, da chi ha

sviluppato il progetto urbanistico sulla base degli

input di natura ambientale, ha portato alla movimentazione

di una minore quantità di terre

Ottobre 2025

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contaminate con una conseguente riduzione

dell’impatto economico e ambientale.

Le conclusioni sono state che, posto che la

fattibilità economica sia il nodo cruciale che

consente la riqualificazione di un sito dismesso

da parte di un operatore non responsabile della

contaminazione, risulta fondamentale l’interdisciplinarietà

nella progettazione tra pianificazione,

fattibilità economica e tutela

dell’ambiente.

E qui si inserisce la Green Remediation…

Esatto. Se infatti a quest’ultima si aggiunge

un approccio basato sui principi della Green

Remediation il risultato sarà un intervento di

riqualificazione con una buona qualità ambientale,

un minor impatto complessivo su

matrici ambientali e salute umana e con costi

di bonifica sopportabili.

Il Comune di Milano è stato pioniere in Italia

di un approccio integrato che ben si sposa con

la visione di EPA, verso la quale finalmente

sembra esserci la dovuta attenzione. L’UE promuove

queste pratiche con finanziamenti e linee

guida nell’ambito della transizione ecologica,

per rendere il recupero dei siti

contaminati parte integrante dell’economia

circolare.

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Dati dal Progetto

Proside in cui è stato

sviluppata

parallelamente

l’analisi urbanistica

e della sostenibilità.

Applicando la Green

Remediation si ottiene

una buona

riqualificazione

con minore impatto

sulle matrici

ambientali,costi

di bonifica accetabili

ed il recupero dei siti

contaminati diventa

parte dell’economia

circolare.



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

38 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni

I FUORI MISURA

I FUORI MISURA

RIFIUTI SOLIDI

39

Dove

ti butto?

Alcune tipologie

di rifiuti ingombranti:

dai materassi,

a scrivanie, comodini,

scaffali. Il codice

che li identifica

è il CER (Catalogo

Europeo dei Rifiuti)

20.03.07.

I rifiuti ingombranti sono una

bella matassa da sbrogliare.

Rappresentano infatti una

vera e propria sfida nella

gestione e nello smaltimento

degli stessi.Come ce ne

liberiamo e, soprattutto dove

vanno a finire?

caggio temporaneo e l’accesso a siti di smaltimento

adeguati. Cosa bisogna fare per sbarazzarsene?

Occorre sicuramente prenotare il ritiro

contattando il proprio Comune di residenza o

l’azienda che gestisce per esso i rifiuti, o

un’azienda specializzata che si occupi del prelievo

e dello smaltimento. In quest’ultimo caso

sarà necessario prendere un appuntamento

con gli incaricati dell’azienda, che poi provvederanno

in tutta autonomia a prelevare i rifiuti

ingombranti e trattarli secondo gli iter previsti

dalla legge. L’azienda garantisce il totale smaltimento

secondo le norme di legge e fornisce

al cliente tutta la documentazione prevista.

Eliana Puccio

Sarà capitato a tutti, almeno una volta nella

vita di imbattersi in un trasloco o semplicemente

nella ristrutturazione di una casa.

Da qui la grande incertezza: come e dove butto

i miei rifiuti ingombrati?

Gli ingombranti sono una particolare tipologia

di rifiuti che proprio per le loro dimensioni non

possono essere gettati nei cassonetti, e quindi

smaltiti in autonomia.

Per l’esattezza, il Codice Europeo dei Rifiuti definisce

rifiuto ingombrante “un rifiuto residuo

di grandi dimensioni che non ha trovato collocazione

in altre tipologie di raccolta differenziata;

in altre parole, è ingombrante il rifiuto che residua

da tutte le raccolte differenziate, avente

dimensioni unitarie tali da non poter essere conferito

all’ordinario sistema di raccolta del secco

residuo.” Parliamo di mobili, elettrodomestici,

dispositivi elettronici, materassi, arredi da ufficio,tapparelle,

giocattoli molto grandi.

Ma il problema non è legato soltanto alle dimensioni,

ma anche alla loro composizione.

Spesso questi oggetti sono composti da diversi

materiali: poter essere riciclati, devono prima

essere disassemblati. Inoltre, non meno importante,

richiedono l’utilizzo di veicoli speciali

per il trasporto, spazio sufficiente per lo stoc-

Un caso a parte: i RAEE

Lavatrici, frigoriferi, o computer o televisori voluminosi

necessitano di un trattamento speciale,

indipendentemente dalla dimensione dei dispositivi.

Molte di queste apparecchiature, infatti,

contengono sostanze considerate non solo tossiche

per l’ambiente, ma anche nocive per le

persone. I rifiuti RAEE vanno dunque smaltiti

tramite un’azienda specializzata che si occupi

del recupero differenziato dei diversi materiali

che compongono il dispositivo.

A chi rivolgersi

Se avete già rinunciato all’opzione "chiedo a un

amico se potrebbe essergli utile", l’alternativa

resta l’isola ecologica, o i vari centri di raccolta

di cui ogni città dispone. Gli enti locali si occuperanno

di smaltire i diversi tipi di rifiuti, inviandoli

agli opportuni impianti di trattamento.

Oppure, basta richiedere il servizio di raccolta

a domicilio, su prenotazione. In alcuni casi è previsto

il ritiro direttamente in casa, in altri sarà

necessario lasciare i rifiuti al piano strada. l

Ottobre 2025

Ottobre 2025



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

40 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni

ABBATTIMENTO POLVERI

NIEDERSTÄTTER PROPONE

IL KRAMER 5509

Soluzioni su misura

progettate

per durare nel tempo

POTENZA ED EFFICIENZA

AL SERVIZIO DEL

RICICLAGGIO

Tecnologie per una gestione

a 360° di materiale solido sfuso,

granulare e in polvere

Durabilità, efficienza, affidabilità e un design

unico che rivela la grande cura nella

progettazione. Da oltre 40 anni le tecnologie

Barra Project International affiancano diverse

realtà produttive per risolvere problematiche

legate al mondo della gestione materiali

solidi sfusi.

Nebulizzatori per captazione polveri

Per combattere la dispersione di nubi di polveri

in ambiente, Ecofog ® produce nebbia artificiale

con micronizzazione di acqua. Agendo in prossimità

dei punti di emissione polverosa, abbatte

le polveri lungo tutta la catena di produzione: movimentazione,

trasporto, lavorazione e messa a

cumulo. La nebbia “cattura” le particelle di polveri

facendole ricadere sul materiale e reinserendole

così nel ciclo produttivo in un’ottica di zero sprechi.

ECOMONDO 2025

C03 - 203

Foto apertura:

Raskia ® : Raschiatori

compatti per nastri

trasportatori.

Sopra, Airflash ®

cannoni ad aria

compressa.

A destra: Ecofog ® :

Nebbia artificiale

micronizzata

per abbattimento

delle polveri

industriali.

In basso: Airflash ® .

Raschiatori compatti

Robusti e poco ingombranti, i pulitori Raskia ®

sono apprezzati per l’efficienza di pulizia. Le

lame sono durevoli nel tempo e garantiscono

aderenza continuativa sul tappeto anche in presenza

difformità. Le lame cambiano in base alle

applicazioni: lame a settori modulari in mescola

poliuretanica; lame in acciaio con nucleo ammortizzatore

in elastomero; possibilità di inserti

in metallo duro.

Cannoni ad aria compressa

Airflash ® è l’alleato decisivo per eliminare ponti,

blocchi, rat-hole e zone morte che inficiano l’efficienza

delle strutture di stoccaggio ed ostacolano

il regolare flusso di materiale all’interno

della catena produttiva.

I cannoni ad aria compressa costituiscono l’alternativa

intelligente ai tradizionali sistemi a vibrazione

.

l

Niederstätter SpA

T +39 0471 061107

E sales@niederstaetter.it

W niederstaetter.it

Ottobre 2025



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

42 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni

FIR E RENTRI

Si guarda al futuro

13 febbraio 2026, scadenze in vista per un nuovo passo

verso la digitalizzazione dei rifiuti: il Formulario Digitale

Prosegue il percorso di digitalizzazione nella

gestione dei rifiuti con l’introduzione

del Formulario Digitale, che diventerà

obbligatorio a partire dal 13 febbraio 2026 per

trasportatori, impianti e altri operatori iscritti

al RENTRI.

Il FIR digitale rappresenta un’evoluzione strategica

per la tracciabilità dei rifiuti, in particolare

quelli pericolosi. Il nuovo sistema consente la

compilazione, firma e trasmissione del formulario

interamente in formato elettronico, attraverso

il portale RENTRI o con l’utilizzo di un software

gestionale interoperabile garantendo

maggiore efficienza, sicurezza e trasparenza.

La digitalizzazione del FIR comporta numerosi

vantaggi: riduzione degli errori, semplificazione

delle procedure, maggiore sostenibilità e conformità

normativa.

La vidimazione avverrà esclusivamente in modalità

digitale, eliminando la necessità di supporti

cartacei e contribuendo alla dematerializzazione

dei documenti.

Le aziende coinvolte sono invitate a prepararsi

per tempo, adeguando i propri sistemi e formando

il personale.

Questo passaggio rappresenta un’opportunità

concreta per innovare i processi ambientali e

rafforzare l’impegno verso una gestione dei rifiuti

più responsabile e moderna.

Terza finestra temporale di iscrizione al

RENTRI

Dal 15 dicembre 2025 al 13 febbraio 2026 è obbligatoria

l’iscrizione al RENTRI per le imprese

e gli enti produttori di rifiuti pericolosi con meno

di 10 dipendenti. Questa è l'ultima fase di adeguamento

al Registro Elettronico Nazionale

per la Tracciabilità dei Rifiuti che prevede anche

l'obbligo di gestione digitale dei registri di carico

e scarico a partire dalla data di iscrizione.

Come affrontare questa nuova fase del processo

di digitalizzazione nella gestione dei rifiuti?

Le imprese che si dotano di soluzioni software

adeguate non solo semplificano i processi, ma

migliorano l’efficienza operativa, riducono il

rischio di sanzioni e contribuiscono attivamente

alla transizione digitale della filiera ambientale.

È un’occasione per evolvere verso una

gestione più consapevole, trasparente e orientata

al futuro.

l

Atlantide

Software per la

gestione dei rifiuti

Atlantide il software web based per operatori di

settore e produttori, per la corretta tracciabilità di

tutta la filiera, dalla produzione allo smaltimento,

a supporto di chi ha la responsabilità in materia

ambientale.

VANTAGGI

Completa digitalizzazione dei processi waste

Controllo e tracciabilità real-time

Conservazione a norma e sigillo elettronico qualificato integrati

Formulario Elettronico

Compliance al D.Lgs 152/2006 e interoperabilità RENTRI

La tua azienda è pronta per il Formulario Elettronico?

Noi abbiamo la soluzione per te.

Scopri di più e richiedi una demo gratuita.

Per maggiori informazioni: info.atlantide@wolterskluwer.com

A Ecomondo 2025,

sarà presentato

il software

per la gestione

dei rifiuti di Wolters

Kluwer: ATLANTIDE

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Ottobre 2025



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

44 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni

MISURATORI E RIVELATORI

Tutto sotto

controllo

Brumola commercializza strumenti per

il monitoraggio della radioattività e la sicurezza,

rappresentando in Italia Thermo Fisher Scientific

Il portale

radiometrico

di Brumola. Sotto,

un esempio

di schermata

del software.

Nella maggior parte degli impianti di trattamento

rifiuti vi è un flusso di materiale

di portata tale da non consentire controlli

manuali, senza sovvertire l’organizzazione e la logistica

dell’impianto. Per questo è importante il

controllo dei veicoli tramite sistemi a portale, per

trovare, con ottima probabilità e minimo tasso di

falsi allarmi, una sorgente, tale da provocare un

rateo di poco superiore al fondo naturale. Le dimensioni

dei veicoli da monitorare e il poco tempo

a disposizione per la misura impongono l’uso di

rivelatori sensibili e di grande volume. Ragioni di

costo e di resistenza alla variazione delle temperature

indicano come miglior soluzione un rivelatore

plastico a scintillazione. Nel caso di grande

eterogeneità di veicoli in ingresso, si possono montare

i rivelatori in verticale, perdendo un po’ di

tempo di conteggio ma aumentando l’estensione

verticale dell’area vista dal rivelatore. La soluzione

più adottata consiste nel posizionare i rivelatori

poco prima o poco dopo la pesa: in questo modo

si è certi che i veicoli transiteranno a una velocità

bassa (non superiore a 8 Km/h).

Sistemi intelligenti

La distanza tra i rivelatori dovrebbe essere di

circa quattro metri per ottimizzare la sensibilità.

Il funzionamento è basato sulla misura del rateo

di conteggio e successivo paragone del risultato

a un livello prestabilito di allarme, che si attiva

in caso di superamento della soglia.

La soglia va regolata per ottenere l’equilibrio

ideale tra massima sensibilità e minima probabilità

di falsi allarmi. Un tasso di falsi allarmi

elevato creerebbe una sensazione di sfiducia

nel portale, che alla fine verrebbe spento o ignorato.

A complicare le cose vi è l’abbattimento

del fondo, visto dai rivelatori e causato dal passaggio

del veicolo. L’influenza di questo fattore

viene limitata con l’adozione di sistemi intelligenti

che “inseguano” l’andamento del fondo

mentre viene ridotto dal veicolo, e che adeguino

la soglia d’allarme di conseguenza. Questo principio

consente di vedere anche sorgenti, il cui

segnale non riuscirebbe a superare la soglia.

Thermo Scientific ha inoltre brevettato un metodo

innovativo per la discriminazione di sorgenti

artificiali, sovrapposte a variazioni del fondo naturale;

denominato NBR (Natural Background

Rejection).

l

Ottobre 2025



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

46 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni

NEWS

Regolamento imballaggi (PPWR):

il viaggio inizia con la giusta

tecnologia.

Una vera svolta

Eliana Puccio

Dow e Gruppo Fiori sviluppano un innovativo processo di riciclo

dei rifiuti in poliuretano ottenuti da autoveicoli a fine vita

Il programma

in collaborazione

col Gruppo Fiori, può

dare impulso

al portafoglio

di materiali riciclati

Renuva di Dow.

Il fine è di accelerare

la trasformazione

dei flussi di rifiuti

in nuove materie

prime grazie

al riciclaggio

meccanico e chimico.

Un processo innovativo per il recupero della

schiuma poliuretanica dai veicoli a fine

vita è stato realizzato da Dow e Gruppo

Fiori. Il recupero avviene senza la necessità di

smontare le diverse componenti interne dell'abitacolo.

La schiuma poliuretanica è una parte essenziale

degli interni delle automobili.

Un'auto tipica contiene circa 28 kg di PU, di cui

10-15 kg nei sedili. Tuttavia, il recupero del polimero

in forma pura richiede tradizionalmente

lo smontaggio de componenti automobilistici,

generando costi e complessità per i riciclatori.

Un recupero semplificato del flusso

di rifiuti PU

Questa innovazione porta alla creazione di una

catena di approvvigionamento circolare del settore

automobilistico che consiste: nell’ottenere

un flusso di rifiuti di poliuretano adatto alla depolimerizzazione

(riciclo chimico) da veicoli fuori

uso senza smontaggio; evitare che la preziosa

schiuma poliuretanica finisca nelle discariche

e reintegrarla in un uso produttivo; consentire

il riciclo e il riutilizzo su scala industriale del poliuretano

nelle applicazioni di mobilità; facilitare

la creazione di nuovi polioli contenenti materie

prime riciclate.; contribuire alla conformità con

i prossimi requisiti obbligatori di contenuto riciclato

previsti dalla End of Life Vehicle Re -

gulation (ELVR) e con gli obiettivi di sostenibilità

degli OEM.

Esther Quintanilla, direttore marketing globale

MobilityScience di Dow Polyurethanes ha

commentato: "Grazie alla collaborazione con il

Gruppo Fiori, intendiamo aiutare gli OEM e i produttori

di componenti a raggiungere i loro obiettivi

di sostenibilità e i requisiti normativi in materia

di contenuto riciclato senza sacrificare i

vantaggi prestazionali dei poliuretani".

Questo punto di svolta si basa sul memorandum

d'intesa (MoU) del 2024 tra Dow e Gruppo Fiori

per creare un nuovo ecosistema per il riciclaggio

di parti e materiali di veicoli EOL.

L’accordo tra le due aziende ha permesso di

analizzare i processi di smantellamento, di valutare

la purezza e la riciclabilità dei materiali

recuperati e di sperimentare modelli di business

innovativi grazie a un approccio accelerato di

"prova e apprendimento". Sicuramente rappresenta

uno slancio positivo per la futura implementazione

industriale.

l

Ottobre 2025

Scopri il valore della plastica

per alimenti e dei flakes

purissimi

Sfrutta il potenziale della tecnologia

di selezione più avanzata per

raggiungere prima gli obiettivi del

PPWR. I sistemi TOMRA consentono

un'accurata selezione della plastica

per uso alimentare e la purificazione

dei flakes dai contaminanti,

garantendo qualità e resa elevate.

Unisciti al viaggio oggi stesso!

Scopri come funziona



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

48 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni

VALORIZZAZIONE CSS

VALORIZZAZIONE CSS

RIFIUTI SOLIDI

49

Il trituratore UNTHA

primario

per la nuova linea

di produzione CSS.

Ora è stazionario

e non più mobile.

Qualità e affidabilità

Qualità e affidabilità

confermata

New Energy FVG e Ecotec Solution: una collaborazione

che entra nel suo decimo anno e determina una storia

di sfide e successi nella produzione di combustibili alternativi

La prima UNTHA XR

dimostrativa.

New Energy FVG, da ormai quasi un decennio

si affida a Ecotec Solution e alle

tecnologie UNTHA per la propria produzione

di qualità di combustibili derivati dai rifiuti

per il conferimento a cementificio.

Il titolare di New Energy FVG, Paolo Bonacina,

conosceva già l'affidabilità del marchio UNTHA,

avendo utilizzato con successo due macchinari

della generazione precedente, il modello XS e

il TR. Il loro rapporto è iniziato nel 2016 con

un'operazione coraggiosa: quando Ecotec

Solution, allora una piccola realtà in crescita,

decise di trasportare dall'Austria un trituratore

UNTHA XR per una dimostrazione nell’impianto

di New Energy.

L’accordo e il risultato raggiunto

Se la macchina avesse soddisfatto le esigenze

dell’azienda, sarebbe rimasta in loco. L’UNTHA

XR si dimostrò all’altezza delle aspettative e divenne

parte integrante del processo produttivo

di New Energy FVG. Negli anni successivi, la

collaborazione tra le due aziende si è rafforzata.

Dopo l’acquisto dell’UNTHA XR3000C mobile,

New Energy ha ampliato il parco macchine con

un vaglio Pronar MPB 20.72 elettrico, sempre

fornito da Ecotec Solution.

Più recentemente, la decisione di installare un

nuovo trituratore UNTHA XR3000 Cutter stazionario

ha segnato un altro passo nella modernizzazione

dell’impianto, andando a sostituire

un vecchio BMH.

Nel frattempo, Ecotec Solution ha continuato a

garantire supporto, assistenza e collaborazione,

rafforzando un rapporto che è andato ben oltre

la semplice fornitura di macchinari.

La combo perfetta

Con il continuo sviluppo di New Energy e

l’ azienda ha deciso di rivampare l’intero impianto

e di conseguenza l’inserimento di altre due

UNTHA XR3000 stazionari nel nuovo impianto,

questa storia di successo continua a crescere.

La combinazione tra le performance eccellenti

delle tecnologie UNTHA e una partnership solida

e basata sulla fiducia reciproca ha dato vita

a un modello di collaborazione vincente, che a

distanza di quasi dieci anni, continua a scrivere

nuove pagine nel settore della gestione e valorizzazione

dei rifiuti.

"Vorrei esprimere il mio più sincero ringraziamento

a Paolo Bonacina e a tutto il team di New

Energy FVG per la fiducia dimostrata in Ecotec

Solution nel corso degli anni. La scelta di adottare

la tecnologia UNTHA e la continua collaborazione

rappresentano per noi un'importante

referenza e un esempio concreto della qualità

e dell'affidabilità dei nostri servizi.New Energy

FVG non è stata solo un cliente, ma un promotore

attivo del nostro lavoro e della nostra dedizione

all'eccellenza. È grazie a partner come

loro che possiamo continuare a crescere e guardare

con fiducia agli anni futuri" - ha dichiarato

Martin Mairhofer Managing Director Ecotec

Solution.

l

UNTHA XR durante la

fase di scarico

nel vaglio.

A sinistra,

l’installazione

della seconda XR

stazionaria

e la consegna

del modellino a Paolo

Bonacina.

Ottobre 2025

Ottobre 2025



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

50 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni

MOVIMENTATORI CINGOLATI

MOVIMENTATORI CINGOLATI

RIFIUTI SOLIDI

51

Dal punto di vista

del comfort, la cabina

Premium Plus

con torretta fissa

rialzata offre visibilità

a 360°, pavimento

vetrato e videocamere

laterali e posteriori

integrate.

Stabilità in movimento

Basato sul maxi escavatore 395, il nuovo

movimentatore cingolato Cat MH3295

punta sulla mobilità e sulla traslazione.

Affidabilità e sicurezza ai massimi livelli

Matthieu Colombo

Ridurre l’impronta ambientale è oggi una

priorità trasversale, anche per il settore

del trattamento e del riciclo dei materiali.

Le aziende che gestiscono grandi piazzali di movimentazione,

centri di selezione e porti di scarico

rifiuti sanno bene quanto il fattore energetico

e le emissioni incidano sul bilancio operativo e

sulla sostenibilità complessiva dell’attività.

Con i servizi Remote

Troubleshoot

e Remote Flash,

l’assistenza

può diagnosticare

o aggiornare

la macchina senza

interventi in loco,

minimizzando

l’impatto operativo.

In questo scenario si inserisce il nuovo movimentatore

cingolato Cat MH3295, una macchina

che si differenzia dai modelli gommati che lavorano

stabilizzati per la sua capacità di traslare

con carichi sospesi, coniugando alte prestazioni,

produttività ed efficienza. Tra le applicazioni in

cui questo modello può velocizzare le operazioni

ci sono le operazioni di selezione materiali nei

grandi cantieri di demolizione: mentre un maxi

demolition lavora in prima linea incessantemente,

alle sua spalle può lavorare un MH3295

per fare una selezione fine.

Basato sulla piattaforma dell’escavatore Cat

395, l’MH3295 è un material handler caratterizzato

dal carro cingolato e dal braccio a collo

d’oca dall’ampia cinematica.

Con questo nuovo Cat si lavora fino 17,6 m di

sbraccio e 18 m di altezza al perno del bilanciere.

L’impianto idraulico elettrocomandato e la pompa

dedicata alla rotazione garantiscono movimenti

fluidi e simultanei del braccio in ogni condizione,

una caratteristica fondamentale per chi

lavora in spazi ristretti o con ritmi continui di carico

e scarico.

Solo tecnologie ultra collaudate

Il cuore della macchina è un motore Cat

C18 da 405 kW di potenza massima,

Stage V, capace di mantenere piena potenza

fino a 3.000 m di altitudine senza derating. Le

tre modalità operative (Power, Smart ed Eco)

consentono di adattare le prestazioni alle condizioni

di lavoro, ottimizzando consumi e riducendo

le emissioni di CO. È proprio nella gestione

intelligente dell’energia che la MH3295

mostra la sua vocazione sostenibile: la tecnologia

SmartBoom permette al braccio principale

di muoversi liberamente senza assorbire flusso

idraulico, migliorando l’efficienza e riducendo

il consumo di carburante durante i cicli ripetitivi

di movimentazione. In termini applicativi, questa

macchina è presentata da Cat come ideale nelle

piattaforme di selezione e riciclo di metalli, nei

porti commerciali e nei grandi centri di smistamento

materiali.

Il carro largo 4,8 m, retraibile a 4,1 m per il trasporto,

e la lunga base d’appoggio di 7,2 m garantiscono

una stabilità eccezionale anche con

il braccio completamente esteso. L’abbinamento

con pinze, cesoie o benne selezionatrici consente

di gestire con precisione e rapidità materiali

di diversa densità, dai rottami ferrosi ai rifiuti

ingombranti o da costruzione. Sul fronte della

produttività, la MH3295 integra una suite completa

di tecnologie Cat Payload, 2D E-fence e

Swing Assist. Questi sistemi aiutano l’operatore

a caricare con precisione, evitare sovraccarichi,

ottimizzare i cicli di rotazione e ridurre il consumo

di carburante. L’interfaccia utente, visualizzata

sul monitor touch da 10 pollici, offre in tempo

reale i dati di peso e le statistiche operative.

Dal punto di vista del comfort, la cabina

Premium Plus con torretta fissa rialzata

offre visibilità a 360°, pavimento

vetrato e videocamere laterali e

posteriori integrate.

In ambienti dove ogni ciclo di

carico e scarico conta, il

Cat MH3295 riesce a

combinare potenza,

precisione

ed efficienza. l

Per i gestori

di impianti, il

VisionLink consente

di monitorare

da remoto le attività,

riducendo i fermo

macchina

e pianificando

la manutenzione

in ottica predittiva.

Ottobre 2025

Ottobre 2025



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

52 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni

MACCHINE DA LAVORO

COSTRUITO PER OGNI SFIDA

Estremamente produttivo ed efficiente,

progettato per operare negli ambienti più difficili

Niederstätter, l'interesse si è concentrato sul modello

di sollevatore telescopico Kramer 5509.

Potente

e compatta

Massima efficienza nello stabilimento

di riciclaggio. Niederstätter porta

il sollevatore Kramer 5509 a Paterlegno

Il Kramer 5509

in servizio presso

Paterlegno.

Capacità

di carico pari a 5.500

kg; altezza

di sollevamento fino

a 9 m; velocità

di spostamento di 40

km/h; aria

condizionata per

un comfort di guida

ottimale; pneumatici

Bibload Michelin

e in dotazione di serie

il motore Deutz

con cambio

ecospeedPRO,

consentono

operazioni

di riciclaggio

più efficienti.

Paterlegno ha scelto di acquistare

ben due macchine Kramer per

L’azienda

rendere più rapidi ed efficienti i lavori

nei propri stabilimenti di riciclaggio situati a

Chieti (CH), in Abruzzo, e a Reggiolo (RE), in

Emilia-Romagna. Niederstätter offre al settore

del riciclaggio servizi di alta qualità e tecnologie

di ultima generazione.

Dalla fiera Ecomondo a una partnership

di successo

In occasione di questo evento, allo stand

Niederstätter i professionisti del riciclaggio possono

ricevere una consulenza personalizzata e

scoprire dal vivo le macchine da lavoro Kramer,

marchio tedesco di qualità pensato su misura per

il settore. È proprio in questo contesto che

Paterlegno ha potuto conoscere i numerosi vantaggi

offerti dalle macchine Kramer per la gestione

dei propri stabilimenti. Dopo un'attenta analisi

delle esigenze, condotta insieme ai consulenti

Kramer 5509 al servizio dell'efficienza

Paterlegno si occupa del recupero di imballaggi

in legno, come ad esempio pallet, su tutto il territorio

nazionale, trasformando gli scarti in legno

in cippato. Il sollevatore telescopico Kramer

5509, acquistato durante l'edizione di Ecomondo

dell'anno scorso, è operativo da 9 mesi nello

stabilimento di Chieti. La macchina viene impiegata

principalmente per il carico dei mezzi

e dell'impianto di macinazione.

Dalla prima alla seconda macchina:

la fiducia raddoppia

Il successo del primo acquisto ha convinto il

management di Paterlegno a dotare anche lo

stabilimento di Reggiolo (RE) di un Kramer 5509,

destinato a svolgere le stesse mansioni di quello

in Abruzzo.

"Ci hanno convinti le prestazioni eccezionali della

macchina e la qualità del servizio Niederstätter.

Ci siamo trovati benissimo con una squadra preparata

e precisa. La manutenzione è rapida ed

efficace: in pochi giorni il servizio tecnico è presente

in stabilimento e, nell'arco di una settimana,

tutto è pronto." ha riferito Christian Russo

socio di Paterlegno. Daniela Niederstätter, membro

del consiglio di amministrazione dell'azienda,

ha aggiunto: "Per essere al fianco delle aziende

del riciclaggio investiamo in tecnologie all'avanguardia

e nella formazione del nostro personale.

Con una squadra che affronta ogni giorno il lavoro

con entusiasmo, sviluppiamo insieme a partner

e clienti nuove soluzioni per rendere più efficiente

la gestione degli stabilimenti di riciclaggio." Il

Kramer 5509 sarà presente fisicamente alla fiera

Ecomondo 2025.

l

www.niederstaetter.it

Stand Ecomondo 2025: C03 – 203

Ottobre 2025

È arrivata la nuova serie di dumper articolati Volvo, incluso l’esclusivo modello A50 a sospensioni

integrali. Dotato di un nuovo gruppo di propulsione Volvo, di un’avanzata tecnologia di trazione

intelligente e di un comfort ineguagliabile, l’A50 è in grado di affrontare i lavori più difficili in

cava, nelle miniere e nelle infrastrutture pesanti, giorno dopo giorno.

A50: progettato per dare il massimo negli ambienti più difficili.

SCOPRI DI PIÙ



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

54 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni

NEWS

L’impianto si trova

in posizione strategica

per accogliere le pile

provenienti dalla

raccolta sul territorio

della regione Abruzzo

e zono limitrofe,

come dell’intera area

nazionale.

L’obiettivo è

di generare

un processo virtuoso

di economia circolare

capace di raccordare

la filiera, ottenendo

benefici dal punto

di vista economico

ed ecologico.

Arriva BATMAN

Eliana Puccio

Il progetto sviluppato da Haiki+ insieme a Cobat Ecofactory,

l’Università dell’Aquila e Smart Waste Engineering

BATMAN (Battery Treatment and Mana -

gement) è il primo hub nazionale dedicato

al riciclo delle batterie esauste. Al centro

del progetto, che durerà all’incirca 21 mesi, c’è

l’impianto“Cobat Ecofactory” di Pollutri (Chieti).

In funzione da inizio 2025, sarà unico nel suo

genere in Italia, dedicato al trattamento delle

batterie a fine vita e al recupero di materie prime

critiche come litio, cobalto, nichel, manganese,

rame, alluminio e grafite.

Grazie a processi idro-metallurgici innovativi,

sarà possibile recuperare fino al 95% di questi

materiali, riducendo consumi ed emissioni.

Un passo concreto verso il futuro

L’impianto sarà progettato secondo determinati

criteri di sostenibilità ambientale. La capacità

di trattamento prevista è di 4.000 tonnellate l’anno

di batterie al litio e 3.000 t di batterie alcaline.

Ci sarà un impianto fotovoltaico da 0,6 MWp che

servirà a coprire i consumi interni della struttura,

e anche un innovativo trattamento delle acque

basato sul metodo Fenton (che degrada i solventi

organici rilasciati durante la frantumazione

delle batterie) e sull’osmosi inversa (che purifica

l’acqua e ne consente il riuso).

In questo modo sarà possibile ridurre del 95%

il consumo idrico, del 30% le emissioni di CO₂ e

del 50% i consumi energetici rispetto all’estrazione

primaria delle materie prime.

Saranno anche abbattuti i costi di smaltimento

reflui arriverà fino al 90%, pari a circa 1,8 milioni

di euro l’anno. “Con il progetto BATMAN facciamo

un passo concreto verso il futuro. Questo

riconoscimento conferma la solidità della nostra

strategia e la capacità del gruppo di unire innovazione

tecnologica, ricerca scientifica e visione

industriale. Haiki+ consolida la propria leadership

nel riciclo delle batterie e apre nuove prospettive

di crescita economica e di sostenibilità

per l’Italia e l’Europa.” ha dichiarato Giovanni

Rosti, amministratore delegato di Haiki+. l

Ottobre 2025



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

56 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni

SOLUZIONI TECNOLOGICHE

NEWS

RIFIUTI SOLIDI

57

L’upgrade dei trituratori arriva

ad Ecomondo: TANA Hammerhead

TuttoInUno

Il nuovo trituratore

Tana Hammerhead

sarà esposto

in esclusiva

ad Ecomondo.

Da sempre TANA Italia accompagna il settore

della gestione e valorizzazione dei

rifiuti con soluzioni tecnologiche affidabili

e innovative, capaci di trasformare lo smaltimento

in opportunità di recupero e risorse per

l’economia circolare.

La missione aziendale è aiutare imprese e operatori

a trasformare i rifiuti in valore.

Quest’anno, in occasione della 28ª edizione

di Ecomondo in programma a Rimini nei

giorni 4-7 novembre 2025, sarà presentata

in esclusiva il nuovo TANA Hammerhead, il

nuovo upgrade del trituratore TANA 440, dedicato

a chi ha bisogno di unire la massima

produttività ad una precisa definizione della

pezzatura in uscita.

Hammerhead nasce dall’esperienza pluridecennale

di TANA e dall’ascolto delle esigenze

reali dei clienti: un’unica macchina in grado di

affrontare flussi di rifiuti diversificati, dai solidi

urbani alla biomassa, agli ingombranti alla plastica

da riciclo ai pneumatici e ai materassi.

Unico nel suo genere

Senza mai rinunciare alla tecnologia collaudata

della serie Shark, la capacità di adattarsi a lavorazioni

secondarie allarga la gamma delle

possibili applicazioni incrementando la produttività

senza rinunciare alla potenza e all’affidabilità

che contraddistinguono i trituratori TANA.

Disponibile in versione elettrica o diesel, fissa

o mobile, su ruote o cingoli, Hammerhead offre

la massima flessibilità e condivide componenti

con la gamma Shark, semplificando la manutenzione

e riducendo i costi di gestione.

Per chi fosse curioso di conoscere dal vivo TANA

Hammerhead, una nuova generazione di potenza

al servizio della transizione ecologica, alla

fiera Ecomondo: può visitare lo spazio di TANA

Italia al Padiglione A5, Stand 103. l

Ottobre 2025

Formato EcoRecord

n I Coldplay hanno annunciato la riedizione della

loro discografia sui dischi realizzati con bottiglie

di plastica riciclate (rPET). Jen Ivory,

amministratore delegato dell’etichetta della band

Parlophone, ha dichiarato: “Il passaggio all’LP

EcoRecord per le loro uscite è una testimonianza

di ciò che è possibile quando l’innovazione

incontra l’intenzione. Non si tratta solo di un

nuovo prodotto, ma di una produzione

pionieristica che riduce significativamente

l’impatto ambientale, fornendo ai fan la stessa

esperienza audio di alta qualità, stabilendo al

contempo un nuovo standard per la produzione di

musica fisica”. L'iniziativa arriva dopo il tour

Green di qualche anno fa. Nel 2024, il gruppo ha

affermato che le sue emissioni di CO 2 sono state

in meno del 59% per i primi due anni del loro

Music Of The Spheres Tour rispetto al loro tour

negli stadi dal 2016 al 2017, superando un

obiettivo iniziale del 50%.



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

58 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni

PRE TRITURATORI

Una soluzione innovativa

e all’avanguardia, firmata

Palmieri, arriva a Ecomondo

PASS Solution, una garanzia

negli out-put da FORSU

La produzione

di biometano

da FORSU consente

di generare energia

da fonti rinnovabili

e ridurre

lo smaltimento

in discarica. In ottica

di economia circolare

e in linea

con gli obiettivi

del PNRR

e del Piano Regionale

di Gestione dei Rifiuti.

Altre 2 PASS Light hanno lasciato lo stabilimento

di Palmieri di Gaggio Montano

per raggiungere un nuovo impianto in

Campania.

Qui, si produrrà bio-metano da FORSU che, con

annesso compostaggio, contribuirà alla sostenibilità

ambientale e alla valorizzazione dei rifiuti

in un’importantissima regione del Sud Italia.

PASS Solution, sistema compatto di industria

4.0 e di facile manutenzione, è stato scelto da

un importantissimo Player del settore energia,

all’unisono con un importante EPC che opera

da anni nel mondo del biogas; la scelta è legata

all’innovazione e all’ alta tecnologia del sistema,

già in uso presso un impianto dello stesso gestore.

Con questa soluzione è possibile gestire meglio

le tante problematiche legate al pretrattamento

e alla tipologia della FORSU.

PASS è una garanzia negli out-put degli scarti

e nella produzione dello spremuto organico; i

periodici test di laboratorio confermano sempre

la massima pulizia delle plastiche in uscita, la

totale rimozione degli scarti ferrosi e la massima

pulizia del materiale organico spremuto.

Spremuto che, in totale assenza di materiali

contaminanti, consente di ottimizzare il processo

di digestione anaerobica. Una buona produzione

di biogas e un digestato di migliore qualità che,

sotto forma di compost, potrà essere usato

come fertilizzante in agricoltura.

Una nuova taglia

Lo scorso luglio a Birmingham, in occasione

del “The World Biogas Expo”, il Gruppo Palmieri

ha presentato PASS Small che si adatta maggiormente

ad impianti più piccoli, sia per il trattamento

di rifiuto organico che per il De-packaging.

Nelle sue varie combinazioni, è stata

ideata come un insieme di vari moduli opzionali

plug and play, che riesce a trattare dalle 7 alle

10 ton/h.

Si aggiunge al PASS Standard che tratta fino a

20 ton/h e alla PASS Light (fino a 15t/h). Come

le sorelle maggiori, anche PASS Small è una

soluzione compatta e robusta, per la gestione

delle complesse operazioni di pretrattamento,

anche in spazi particolarmente ristretti.

Sicuramente la soluzione più innovativa e all’avanguardia

per il pretrattamento di tutte le tipologie

dei rifiuti organici: dalla FORSU ai residui

alimentari dei super market, delle mense e dei

ristoranti, oltre ad essere soprattutto una soluzione

ideale per il de-packaging industriale.

Gruppo Palmieri ha partecipato al Salon del Gas

Renovable di Valladolid in Spagna, nelle giornate

dell’1 e 2 ottobre per poi raggiungere Ecomondo

a Rimini.

l

Ottobre 2025



e tecnologie

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Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

60 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni

SEPARATORI

NEWS

RIFIUTI SOLIDI

61

La carta rinasce sei volte

L’impianto di Iren a Collegno è in grado

di separare diverse tipologie di carta

e cartone. Grazie al connubio vincente

tra Stadler Anlagenbau GmbH e Pellenc ST

Federica Lugaresi

L’impianto di Collegno

(TO) è progettato

per rispondere

all’aumento dei flussi

di imballaggi e-

commerce, e garantire

in output materiali

cellulosici selezionati

e pronti ad essere

reimmessi nei cicli

produttivi.

Èil primo in Italia a recuperare rifiuti a matrice

cellulosica provenienti dalla raccolta

differenziata urbana e industriale. Stiamo

parlando dell’impianto innovativo di Iren S.p.A.

che - progettato per unire flessibilità, elevata

capacità e precisione - segna un passo avanti

nella circular economy torinese. L’esperienza

ingegneristica di Stadler Anlagenbau GmbH,

unita alla tecnologia di selezione ottica avanzata

di Pellenc ST, consente di separare sei diversi

tipi di carta e cartone - inclusi i multistrato - su

una sola linea.

“La collaborazione pluriennale con Iren continua

- ha Dichiarato Paolo Cravedi di Stadler

- attraverso questo nuovo progetto, che è il risultato

di una stretta cooperazione e di un impegno

condiviso verso sostenibilità, innovazione

tecnica e performance elevate”.

Progettato per una capacità di 8 tonnellate

l’ora, l’impianto risponde alla crescente complessità

dei flussi cartacei dovuta all’aumento

degli imballaggi e-commerce e al calo della

carta stampata tradizionale. L’obiettivo: garantire

materiali selezionati di qualità, pronti

a essere reimmessi nei cicli produttivi. Il cuore

del sistema è l’integrazione tra l’ingegneria

impiantistica di Stadler e le selezionatrici ottiche

con AI di Pellenc ST, capaci di distinguere

con precisione anche materiali simili, come

cartone bianco e carta da ufficio. Vengono così

separate le diverse tipologie di carta, eliminate

le frazioni estranee e prodotte balle pressate

destinate alle cartiere.

Veloci veloci

Integrare tecnologia avanzata in strutture già

esistenti non è semplice.

La realizzazione dell’impianto all’interno di un

edificio esistente ha richiesto un’accurata riprogettazione

degli spazi, ma i lavori sono stati

completati nei tempi previsti, con test di performance

e formazione operatori in sole quattro

settimane. “Adattare un nuovo impianto alla

struttura e all’infrastruttura elettrica esistenti

è stata una sfida significativa. Ma il risultato finale

è un impianto compatto e efficiente,” sottolinea

Cravedi. Ora nel torinese si è fatto un ulteriore

passo avanti: “Questo impianto completa

il sistema di trattamento della raccolta differenziata

torinese” afferma Damiano Giovanardi

di Iren. “Dopo Pianezza, che serve da centro

comprensoriale per la plastica e Borgaro, centro

secondario per la plastica, ora abbiamo un impianto

ad alte prestazioni per carta e cartone

che colma l’ultimo gap.”

l

Ottobre 2025

Occhio alla fibra

n Refiberd, è un'azienda

californiana fondata nel

2020 da Sarika Bajaj e

Tushita Gupta.

Per perfezionare il

processo di identificazione

delle fibre tessili ha

sviluppato una tecnologia

che combina imaging

iperspettrale ad alta

definizione e intelligenza

artificiale.

La tecnologia consente di

posizionare il

tessuto sotto una

telecamera

iperspettrale che rileva il

modo in cui la luce

interagisce con i materiali:

quelli diversi assorbono e

riflettono la luce in base

alla loro composizione

chimica. L’intelligenza

artificiale è alimentata da

un set di dati proprietario di

migliaia di campioni tessili

personalizzati.

Oltre a individuare la

composizione delle fibre,

rileva la presenza di

contaminanti nei rifiuti

tessili. La tecnologia è

attualmente in attesa di

brevetto.

Progettati per l’eccellenza. Costruiti per durare.

Sistemi di selezione STADLER

STADLER fornisce impianti di selezione ad alte prestazioni per quasi ogni flusso di rifiuti — da RSU e plastiche

a C&I e RAEE — scelti dai leader del riciclo di tutto il mondo.

L’assistenza end-to-end e la piattaforma STADLERconnect assicurano monitoraggio in tempo reale,

manutenzione predittiva e insight intelligenti per massimizzare l’operatività e ridurre i costi.

STADLER: Per un mondo pulito!

STADLER Italia S.r.I.

+39 0523 172 77 68

Pietro.navarotto@w-stadler.de

www.stadler-italia.com



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

62 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni

SELEZIONATRICI 4.0

Un film a lieto fine

AB Plasta produce riciclato di alta qualità

da pellicola plastica post-consumo, grazie alla

selezione ottica a sensori di TOMRA Recycling

Federica Lugaresi

Bottiglie post

consumo

in polietilene.

Col processo

ottimizzato di TOMRA

si arriva alla

trasformazione in film

PCR di alta qualità.

Un traguardo importante quello raggiunto

nel suo impianto di Vilnius (Lituania) da

AB Plasta, parte del Gruppo Cedo, tra i

maggiori riciclatori di polietilene e produttori

europei di sacchetti in plastica: la produzione di

riciclato di film plastico PCR di alta qualità, utilizzando

esclusivamente rifiuti post-consumo

da imballaggi flessibili.

Come dichiarato da Danas Poderis, Managing

Director di AB Plasta, “La selezione dei rifiuti

da imballaggi flessibili in frazioni di alta qualità

è una delle sfide più complesse ma grazie alla

tecnologia AUTOSORT SPEEDAIR di TOMRA

e a un processo su misura siamo riusciti a superarla.

Oggi trattiamo film in PE post-consumo

ottenendo riciclati omogenei e puri, in grado di

soddisfare le elevate aspettative dei clienti”.

Infatti, oltre a fornire circa 35.000 tonnellate di

riciclato all’anno, AB Plasta utilizza il materiale

recuperato per produrre sacchi per rifiuti e film

per edilizia e agricoltura. Una vera economia

circolare dato che l’intero processo avviene internamente,

permettendo di reintrodurre i riciclati

direttamente nelle linee produttive e offrire

al mercato europeo film con elevato contenuto

riciclato.

Dalla complessità alla circolarità

Il trattamento degli imballaggi flessibili provenienti

da più Paesi europei non è semplice: i

flussi in ingresso sono contaminati e variabili,

difficili da trasformare in riciclati puri e costanti.

A questo si aggiunge la natura leggera e spesso

appiccicosa del materiale. In tale contesto tecnologie

come AUTOSORT SPEEDAIR, che stabilizza

il materiale sul nastro, risultano decisive

per gestire grandi volumi e garantire sostenibilità

economica. “Plasta aveva bisogno di una

soluzione che consentisse di utilizzare il 100%

di contenuto riciclato nei propri prodotti senza

comprometterne la qualità. L’obiettivo era chiaro:

funzionamento stabile 24/7, produttività elevata

e livelli di purezza idonei al riutilizzo diretto

nei beni di consumo”, aggiunge Michał Bula,

Sales Manager di TOMRA Recycling.

Processo ottimizzato

TOMRA ha avuto un ruolo chiave nella progettazione

dell’intero flusso dei materiali. L’impianto

opera con quattro unità AUTOSORT SPEE-

DAIR, sistemi ottici ad alta velocità sviluppati per

i film plastici post-consumo, capaci di riconoscere

anche gli oggetti “in volo”. È inoltre connesso

a TOMRA Insight, la piattaforma cloud che

offre dati in tempo reale sulle prestazioni delle

macchine e sulla qualità della selezione. I report

giornalieri supportano il controllo dei processi,

garantendo efficienza e continuità produttiva. l



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

64 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni

RECUPERO INGOMBRANTI

Leva

competitiva

PAL S.r.l. e S.A.Ba.R. insieme per un impianto

d’avanguardia e intelligente che ottimizza

il difficile recupero dei rifiuti voluminosi

robotizzata, pressatura e imballaggio – consente

di produrre flussi omogenei pronti per il riciclo.

Tecnologia al servizio della circolarità

Il cuore dell’impianto è l’integrazione tra tecnologie

PAL: vagli, separatori, quattro selettori ottici,

cabina manuale, isola robotizzata con intelligenza

artificiale, sei bunker automatizzati,

trenta nastri trasportatori e un sistema di filmatura.

L’impianto è dimensionato per trattare

fino a 33.000 tonnellate annue.

L’impianto di PAL

e S.A.Ba.R

è dimensionato

per trattare fino

a 33.000 tonnellate

annue di plastiche

rigide, metalli e altri

materiali.

Tecnologia, automazione e sostenibilità:

quando l’ingegneria ambientale trasforma

gli ingombranti in materia prima circolare.

C’erano una volta vecchi mobili, materassi,

elettrodomestici fuori uso e plastica dura:

rifiuti difficili da recuperare.

Grazie all’innovazione firmata PAL S.r.l. e alla

visione di S.A.Ba.R. Servizi S.p.A., tutto cambia.

S.A.Ba.R., società pubblica con sede a Novellara

e oltre 40 anni di esperienza nella gestione dei

rifiuti, ha scelto la Green Division di PAL per la

progettazione e realizzazione di un impianto che

rappresenta oggi un modello nazionale nel recupero

degli ingombranti. Una sinergia tra pubblico

e industria che unisce digitalizzazione, automazione

e know-how italiano.

Dal problema alla risorsa

Il nuovo impianto, realizzato nel polo tecnologico

di via Levata, consente di separare e recuperare

plastiche rigide (PP, PE), legno, metalli e altri

materiali. Il processo – triturazione, selezione

meccanica, cernita manuale, selezione ottica e

L’isola robotizzata PAL: innovazione

continua

Progettata dalla Green Division di PAL, è dotata

di visione artificiale e robot antropomorfi in grado

di selezionare in tempo reale le plastiche rigide.

Può lavorare h24, migliorando l’efficienza, riducendo

l’intervento manuale e aumentando la

qualità dei materiali in uscita.

Un modello per il futuro

Il progetto si inserisce pienamente nelle direttive

ambientali europee, dimostrando come la tecnologia

made in Italy possa generare valore ambientale,

economico e sociale. Il trattamento

degli ingombranti non è più un problema, ma

una risorsa strategica.

Tommaso Zanasi, Sales Manager PAL S.r.l. ha

spiegato: “La sfida? Progettare un impianto flessibile

e intelligente, capace di adattarsi a flussi

eterogenei e massimizzare il recupero.

PAL punta su innovazione, qualità costruttiva e

automazione. Non siamo solo fornitori, ma partner.

Questo impianto è una leva competitiva.

Il futuro? Più tecnologia, più sostenibilità.

Il riciclo sarà sempre più Kamiwaza: superare

i limiti tecnici per rendere l’economia circolare

una realtà perfetta.”

l

Ottobre 2025



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

66 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni

AI E IOT

Obiettivo sostenibile

Dalla prevenzione allo

smaltimento, ecco come

l’innovazione digitale guida

l’efficienza e la sostenibilità

nel settore servizi ambientali

L’implementazione

dell’AI rende

il monitoraggio

più preciso,

qualificando

immediatamente

gli allarmi in base

al loro contesto

e fornendo

agli operatori

le informazioni

necessarie

per un intervento

mirato.

tecnologica svolge un ruolo

importante nel cambiamento della gestione

dei rifiuti. L’integrazione di sistemi L’innovazione

smart basati su intelligenza artificiale (AI),

Internet of Things (IoT) e sicurezza avanzata sta

ridefinendo le strategie operative, offrendo soluzioni

concrete che soddisfano la tutela dell’ambiente

e ottimizzano i costi in tutte le fasi

del ciclo dei rifiuti.

Il case history

S.E.S.A. (Società Estense Servizi Ambientali) è

una realtà che ha integrato un sistema di controllo

satellitare per i propri automezzi al fine di

assicurarne il monitoraggio continuo. Con

l’obiettivo di rivedere i propri processi e renderli

più efficienti ed efficaci si è rivolta ad Axitea, che

ha proposto la realizzazione di una soluzione

integrata su misura per gestire digitalmente

tutti i differenti aspetti del processo.

La soluzione riguarda svariati ambiti di applicazione

tra:

-Monitoraggio intelligente su una piattaforma

dedicata che, grazie ad una capillare rete di sen-

sori IoT, ha permesso a S.E.S.A. di monitorare

il peso dei rifiuti raccolti, registrare il numero di

scarichi, monitorare il livello di riempimento

degli automezzi identificare la necessità di interventi

di manutenzione;

-Sicurezza: ogni automezzo è collegato al SOC

e i veicoli vengono monitorati H24 in remoto nella

loro attività;

-Ottimizzazione del percorso: attraverso il monitoraggio

in tempo reale dei mezzi è possibile

efficentare l’attività di raccolta e affidare nuovi

percorsi ai mezzi in movimento, e tenere traccia

in tempo reale di velocità, durata e tempi di percorrenza;

-Analisi: la soluzione Axitea fornisce una reportistica

dettagliata che consente di effettuare

analisi predittive volte in particolare alla riduzione

dei costi.

Per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità ambientale,

è quindi necessario adottare un approccio

olistico che consideri l’introduzione di

tecnologie avanzate non come un costo, ma

come un investimento che impatta positivamente

tutte le fasi della gestione dei rifiuti. l

Ottobre 2025



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

68 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni

TRITURATORI

Rinnovabili (IRENA), entro il 2050 saranno dismessi

circa 80 milioni di tonnellate di pannelli.

Il loro riciclo rappresenta una vera e propria

sfida ambientale ma anche un’opportunità per

l’economia circolare.

Massimo

rendimento

Riciclaggio dei pannelli fotovoltaici:

la tecnologia innovativa FOR REC utilizzata

per il recupero efficiente dei materiali

In foto, il rendering

dell’impianto.

Con la crescita dell’energia solare, aumenta

la necessità di gestire correttamente

il fine vita dei pannelli fotovoltaici, la cui

durata media è di 25-30 anni.

Secondo l’Agenzia Internazionale per le Energie

Impianti personalizzati

Riciclare pannelli fotovoltaici richiede impianti

progettati su misura per rispondere alle specifiche

esigenze di ogni cliente.

FOR REC crea soluzioni ad hoc, capaci di ottimizzare

il riciclaggio in base alla tipologia di

pannelli e ai materiali da recuperare.

Vengono inoltre ottimizzati anche i flussi di lavoro,

abbattuti i costi operativi e aumentata la

velocità di trattamento, grazie a impianti flessibili

e adattabili.

Separazione ottimale dei materiali

Avviene con tecnologie che consentono di recuperare

alluminio, facilmente separato e riutilizzabile;

metalli magnetici come ferro e acciaio;

vetro; EVA, separato grazie a un processo

chimico particolare e metalli amagnetici.

La separazione accurata di questi materiali non

solo aumenta l’efficienza del riciclaggio, ma

contribuisce a ridurre la necessità di estrazione

di nuove risorse, promuovendo così un’economia

circolare più sostenibile.

Il processo FOR REC: innovazione

e performance

La nuova linea di riciclaggio si articola in tre fasi:

lacerazione tramite il Laceratore LC 1500, che

riduce il volume dei pannelli; triturazione con

il trituratore Quadrialbero TQ 1300, per un controllo

preciso della pezzatura; raffinazione con

il Mulino Verticale MC1200, che migliora la

pulizia e la qualità del materiale trattato;

Separazione avanzata, tramite sistemi a correnti

parassite, vagli e aspiratori.

Gli impianti sono progettati per alte prestazioni,

bassi costi di manutenzione e adattabilità a diversi

volumi produttivi, garantendo affidabilità

e durata nel tempo.

Grazie a innovazione, flessibilità e visione sostenibile,

FOR REC è il partner strategico per

aziende che puntano su soluzioni di riciclo efficaci

e circolari.

l

Ottobre 2025



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

70 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni

APPARECCHIATURE SANITARIE

APPARECCHIATURE SANITARIE

RIFIUTI SOLIDI

71

Nuova vita ai RAEE complessi

Mitambiente, azienda specializzata nel decommissioning

sia in ambito sanitario che industriale, presenterà alla fiera

Ecomondo le ultime novità in termini di servizi e soluzioni

In ambito industriale le sfide non sono minori.

L’azienda si occupa di smantellamento e bonifica

di apparecchiature, linee o reparti produttivi da

dismettere o rinnovare.

Gli interventi possono avvenire a stabilimento

fermo o in esercizio, isolando le aree di lavoro

per non interferire con le attività aziendali.

Le operazioni sono condotte con attrezzature

elettroniche, in sanità come nell’industria, non

sono semplici attività operative: rappresentano

un tassello fondamentale per la gestione in sicurezza

di tutta la filiera, con particolare attenzione

alla tutela dell’ambiente.

Con la propria esperienza e la fiducia di clienti

pubblici e privati, MITAmbiente continua a operare

come partner affidabile per la gestione dei

Esperienza,

professionalità

e innovazione rendono

MITAmbiente partner

affidabile che incontra

le esigenze

del cliente,

proiettandosi verso

un futuro in continua

crescita.

MITAmbiente affianca

i propri clienti

offrendo servizi

con soluzioni precise

e concrete. Anche

quest’anno partecipa

ad Ecomondo (Pad. D1

Stand 504) come

punto di riferimento

nazionale

e internazionale

per una vasta gamma

di servizi; dalla

caratterizzazione

del materiale

contaminato

da radionuclidi

artificiali o naturali,

alla bonifica,

al trasporto, allo

smaltimento presso

il proprio deposito

autorizzato.

MITAmbiente, punto di riferimento nazionale

ed internazionale per i propri servizi

altamente specializzati, anche quest’anno

partecipa a Ecomondo. L’azienda, attiva

in tutto il Paese, affianca strutture pubbliche e

private nello smontaggio, estrazione, trasporto

e smaltimento di apparecchiature complesse,

trasformando le attività potenzialmente rischiose

in operazioni sicure e sostenibili, nel rispetto

delle persone e dell’ambiente. Infatti trattandosi

di ambiti molto delicati, gli aspetti e le sfide da

non sottovalutare nel trattamento di questa tipologia

di RAEE sono impegnative e complesse.

I settori più importanti

In ambito sanitario ogni intervento richiede precisione

assoluta, poichè si tratta di macchinari

dalla tecnologia delicata e ubicati in contesti

sensibili. Smontare un’apparecchiatura a raggi

X in una struttura ad alta frequentazione o movimentare

un acceleratore lineare in un bunker

ospedaliero significa operare con logistica dedicata,

protocolli di radioprotezione e procedure

di sicurezza stringenti.

MITAmbiente interviene sul fine vita di apparecchiature

come PET, TAC, risonanze magnetiche,

acceleratori, tavoli telecomandati,

sistemi a raggi X, gamma camera, celle di manipolazione

e isolatori. Le attività si svolgono

in ospedali, cliniche, centri radiologici, studi

dentistici e laboratori analisi. Accanto alla parte

tecnica viene fornito il supporto burocratico,

con la gestione delle pratiche di cessazione

previste dalla normativa vigente.

adeguate e modalità tali da preservare strutture

e impianti esistenti, inclusi pavimenti e

sistemi tecnologici.

La priorità resta garantire sicurezza, conformità

normativa e riduzione degli impatti ambientali,

avviando a recupero o smaltimento le componenti

in modo corretto.

Un partner per pubblico e privato

Il metodo di MITAmbiente è chiaro: studio di

fattibilità, pianificazione, e quindi esecuzione

con le attività di smontaggio, trasporto e smaltimento.

Ogni fase è gestita da personale qualificato,

con mezzi adeguati e attenzione a rischi e sostenibilità.

Gli smontaggi di apparecchiature elettriche ed

RAEE complessi in tutta Italia.

Da sempre attenta alla formazione anche

quest’anno ha organizzato un calendario di appuntamenti

come MITAcademy che include corsi

di aggiornamento dedicati esclusivamente

agli Esperti di Radioprotezione su tutto il territorio

nazionale; per il 2025 le tappe sono state

Ancona, Cagliari, Palermo e Genova.

Le giornate sono state organizzate in collaborazione

con ANPEQ, Associazione Nazionale

Professionale Esperti Qualificati in Radio -

protezione e hanno fornito ai partecipanti gli strumenti

necessari per affrontare gli aspetti di valutazione

del rischio nelle diverse realtà. l

www.mitambiente.it

Ottobre 2025

Ottobre 2025



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

72

Soluzioni

BIOWASTE

CARBONX

CARBONX BIOWASTE

73

Ammazza la Cina

col deep tech

Nanostruttura

del materiale

di sintesi

che sostituisce

la grafite come anodo

delle batterie.

di compressione, mentre i filamenti permettono

un migliore trasferimento degli elettroni e i micro

pori catturano meglio gli ioni di litio caricati

positivamente.

Con la nanotecnologia, gli anodi delle

batterie si producono senza grafite e ovunque

siano presenti idrocarburi. Anche da riciclo

Marco Comelli

Il concetto di deep tech non è nuovissimo e

in Italia non ha avuto un’ampia diffusione,

oppure se l’ha avuta si è basato su un fraintendimento,

confondendolo con una o più aree

tecnologiche specifiche, come intelligenza artificiale

o elaborazione quantistica. In realtà con

deep tech si intendono tecnologie basate su

scoperte scientifiche o innovazioni ingegneristiche,

progettate per risolvere significativi problemi

e creare impatti trasformativi sui settori

industriali e sulla società. A differenza delle innovazioni

incrementali, la deep tech richiede

un'ampia attività di ricerca e sviluppo, ingenti

investimenti di capitale e un percorso più lungo

per la commercializzazione. Se si riflette su questa

definizione, si comprende perché da noi non

sia molto popolare.

Grafite…ma non per matite

Se ci si concentra sull’aspetto di trasformazione

dei settori industriali, le deep tech sono le tecnologie

del nostro tempo, caratterizzato dal tentativo

di costruzione di monopoli delle risorse e

delle tecnologie atte a modificare l’assetto anche

geopolitico mondiale e, in ultima analisi, la struttura

socioeconomica delle nazioni. Un esempio

di questi tentativi è quello delle batterie per i veicoli

elettrici. L’assalto potenzialmente egemonico

cinese si basa su diversi filoni, ma in uno

di essi sembra avere raggiunto di fatto l’obiettivo.

Pochi sanno che gli anodi, il polo positivo delle

batterie al litio, è quasi sempre costituito da carbonio

puro sotto forma di grafite (l’alternativa

del titanato di litio consente tensioni minori) e

che questa grafite ad altissimo grado di purezza

(battery-grade) proviene per il 95% dalla Cina.

La grafite viene oggi in gran parte ricavata da

miniere, con un impatto ambientale, anche sotto

forma di emissioni di anidride carbonica, elevato,

dell’ordine delle 6 tonnellate per tonnellata di

grafite. È possibile produrre grafite di sintesi,

ma il processo, di tipo batch, è altamente energivoro

(si lavora a 3000 gradi) e dispendioso in

quanto a emissioni, il doppio di quelle delle miniere.

Quindi, settore, quello delle batterie al

litio, in grande espansione non solo per le auto

elettriche, ma supply chain geopoliticamente e

commercialmente a rischio in qualunque momento,

e infine ambientalmente impattante.

Terreno ideale di applicazione deep tech.

Perché non affrancarsi?

Lo devono avere pensato già all’inizio degli anni

Il materiale CarbonX ® 7, indistinguibile

dalla grafite. Si tratta di un materiale drop-in.

10 un ricercatore olandese e una italiana,

Daniela Sordi, laureata in chimica con PhD a

Tor Vergata e poi trasferitasi a Delft in Olanda

come ricercatrice post-dottorato, e oggi Chief

Technology Officer di CarbonX, che i due hanno

fondato nel 2014. L’idea di base era di realizzare

materiali alternativi alla grafite applicando un

processo di emulsione del feedstock, costituito

da idrocarburi pesanti. In una camera di reazione

vengono posti a strati sovrapposti il feedstock,

acqua e un sapone. Nel feedstock sono

iniettate nanoparticelle metalliche che fanno

da catalizzatore. In tempo reale si forma una

struttura tridimensionale porosa (vedi immagine)

che viene “congelata” applicando una temperatura

di 1900 gradi per 3 millisecondi. Il processo

è continuo, quindi è possibile avere

efficienza molto elevata. La documentazione

dell’azienda parla di arrivare a 100 tonnellate al

giorno per linea.

Ne risulta una polvere di microparticelle di carbonio

con una struttura 3D porosa, a differenza

della grafite che è bidimensionale, e una dimensione

compresa tra 1 e 5 micrometri. Dal punto

di vista ambientale, la fabbricazione del materiale

emette il 50% della CO2 rispetto all’estrazione

in miniera e offre migliori caratteristiche

fisico-meccaniche e elettriche rispetto alla grafite.

La struttura 3D resiste a ad elevati carichi

Obiettivo “X”

Il materiale è passato attraverso diverse generazioni,

quella attuale è denominata CarbonX®

X7 e viene miscelata al 50% con grafite sintetica

per ottenere un materiale per anodo che attualmente

è in corso di valutazione da parte di 10

differenti produttori di celle. I prossimi obiettivi

di CarbonX sono l’ulteriore miglioramento delle

prestazioni, il passaggio a materiali per anodi

totalmente composti del nuovo materiale ed arrivare

alla piena circolarità. Il materiale si chiama

CircularX® e verrà prodotto a partire da olio

di pirolisi. La data obiettivo è il 2027, con produzione

che la società prevede di 20.000 tonnellate

l’anno con due linee in USA e in Europa, che si

appoggiano ad esistenti impianti per la produzione

di carbon black, principalmente utilizzato

oggi per la fabbricazione degli pneumatici.

Per il 2030 l’obiettivo è di arrivare a produrre

materiale per anodi sufficienti a batterie con capacità

totale di 400 GWh, pari al 10% della produzione

mondiale a quella data. E quello sarebbe

solo l’inizio.

l

Una miniera

di grafite di cui

la Cina è il primo

produttore al mondo.

Ottobre 2025

Ottobre 2025



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

74

Soluzioni

BIOWASTE

SCARTI ALIMENTARI

SCARTI ALIMENTARI BIOWASTE

75

Sembra... ma è...

Dal fashion all’automotive, Ohoskin segna

un cambiamento importante nell’economia

circolare: sembra pelle ma è vegan

Eliana Puccio

Nata da un'intuizione siciliana: trasformare

i sottoprodotti delle arance e dei

cactus in un'alternativa sostenibile (e

cruelty-free) alla pelle.

Un'idea visionaria che, a pochi anni dalla sua

fondazione, è diventata una realtà industriale:

Ohoskin® spegne le candeline e diventa ufficialmente

una Piccola e Media Impresa (PMI).

Il nome Ohoskin deriva da OHO Orange (arancia)

and Opuntia (fichi d'india) e skin, pelle.

Riflette una visione in cui l'innovazione parte

dalla terra, dall'agricoltura locale e dalle risorse

naturali grezze, trasformandole in bellezza,

funzionalità e rispetto ambientale.

Una rivoluzione silenziosa

La startup ha recentemente catturato l'attenzione

della principale piattaforma indiana

per la sostenibilità, Sustainable Tea with

Shreya, protagonista di un video che ha già

ispirato migliaia di persone in tutto il mondo.

Ogni anno, le coltivazioni di agrumi e di fichi

d'india producono all’incirca 700.000 e 600.000

tonnellate di scarti.

Ohoskin si avvale di questo materiale per promuovere

l'economia circolare.

Come avviene il riciclo? Il processo parte dall’essicazione

delle bucce e dalle pale dei fichi

d'india. Le bucce d'arancia vengono micronizzate,

miscelate con bioresine vegetali e

trasformate in resistenti rotoli Ohoskin®. Il

materiale può essere goffrato, colorato e personalizzato,

riproducendo persino texture

esotiche come la pelle di coccodrillo.

Dalla moda alle auto elettriche

Uno degli esempi più convincenti di Ohoskin®

sono gli interni di Microlino, la city car elettrica

che fonde estetica retrò e tecnologia all'avanguardia.

Ogni dettaglio è progettato per essere

sostenibile senza compromettere comfort ed

eleganza. Una delle preoccupazioni più comuni

riguardo alle alternative alla pelle è la

durabilità.

Ohoskin® invece è durevole, resistente all'umidità

e testato per l'uso reale in ambienti

difficili come gli interni delle auto.

In questo caso, la sostenibilità non è un compromesso:

è un vantaggio aggiuntivo che non

sacrifica le prestazioni.

Tra l'altro, la pelle animale tradizionale può

emettere fino a 110 kg di CO₂ per metro quadrato,

mentre Ohoskin® ne emette solo 2,57

kg. Non è solo un numero: è un cambiamento

di paradigma che sfida l'intero sistema produttivo

della moda e del design.

Step by step

Ohoskin® ha fatto molta strada in poco tempo.

Quello che è iniziato come un esperimento di

economia circolare, adesso è un materiale brevettato,

testato e validato per i settori più esigenti:

moda, automotive, nautica e interior design.

Prima tappa nel 2020/2021 con l’ottenimento

del brevetto internazionale, le prime partnership

industriali e l’avvio del processo di industrializzazione

e scalabilità.

Il 2022 è l’anno della prima produzione in serie,

dello sviluppo e ottimizzazione di una formulazione

non fossile. Inoltre, i primi test

comparativi dimostrano che Ohoskin® offre

prestazioni migliori della pelle animale.

E ancora, le prime vendite e registrazione del

marchio. Nel 2023 è il turno dell’analisi dell'impronta

di carbonio, della validazione anche

per l'arredamento, del deposito di brevetto

unitario ed europeo e dell’analisi C14 e test

di trasparenza per convalidare il contenuto

bio-based.

Con il 2024 arriva la validazione nei settori automotive

e nautica e la firma dei primi contratti

nel settore della mobilità.

Inoltre, c’è anche lo sviluppo e la convalida

di una nuova linea di prodotti in resina biobased.

l

Un metro lineare

del prezioso

materiale

che si ottiene

dal recupero delle

bucce d’arancia

e pale di fico d’india,

ha un costo di 50€.

Grazie ad una ricca

cartella colori,

è disponibile nelle

tonalità

più variegate.

Ottobre 2025

Ottobre 2025



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

76 ACQUE REFLUE Soluzioni

RIFIUTI DA DRAGAGGI

RIFIUTI DA DRAGAGGI

ACQUE REFLUE

77

Guarda come drago

Federica Lugaresi

A Ravenna un impianto per recuperare e riciclare

i sedimenti dragati dal fondale del porto. Si tratta di un tipo

di rifiuto che sarà sempre più importante nei prossimi anni

Capitale dell’Impero Romano d’Occi -

dente (e famosa per i suoi mosaici, lascito

del dominio bizantino), oggi come

allora, Ravenna riveste un ruolo fondamentale

come porto. L’infrastruttura che la caratterizza

è uno dei principali nodi per gli scambi - dominando

il 40% del commercio marittimo -

con il mediterraneo Orientale il Mar Nero e

Far East.

Principalmente vengono movimentate rinfuse

liquide, secche, container, agroalimentari, metallurgici

e materiali da costruzione, tramite

un traffico merci che nel gennaio 2025 ha registrato

un +12.9% rispetto al precedente

anno.

Una morfologia particolare

Il porto si sviluppa lungo il Canale Candiano

(circa 14 km) che collega il mare al centro cittadino,

supportato anche dai canali secondari

Baiona e Piombone. A causa del moto ondoso

e del movimento delle eliche, vengono smossi

sedimenti che si accumulano e formano avallamenti

sottobanchina. Fenomeni questi, che

richiedono dragaggi mirati per ripristinare i

fondali (-13,50 m marino e -12,50 m interno)

a garantire il transito delle navi con tonnellaggi

superiori (sino a 80.000 ton per le Panamax).

Tutto ciò fa parte del progetto “Il futuro delle

coste e dei porti in un clima che cambia: azioni

necessarie e opportunità per un'economia blu

sostenibile” da parte dell’Autorità di Sistema

Portuale del mare Adriatico centro settentrionale,

e presentato proprio ad Ecomondo due

anni fa.In ottica di economia circolare, la gestione

dei prodotti del dragaggio (che possono

Ottobre 2025

essere gestiti) sarà un tema fondamentale dei

prossimi anni. L’impianto progettato ad hoc

asciugherà e bonificherà il materiale dragato

- ovviamente con tutte le analisi del caso, relativo

trasporto e conferimento a destinazione

- per consentire il riutilizzo a riempimento di

cave o altri usi industriali.

Condizione sine qua non

Nella presentazione del progetto si legge:

“L’impianto di recupero dei fanghi escavati

sarà in grado di stoccare e trattare i fanghi

di dragaggio ai fini della produzione di materiale

che cessa la qualifica di rifiuto. Una

volta trattati, tali fanghi potranno quindi essere

utilizzati nei termini previsti dall’art.

184-quater D.Lgs. 152/06 e s.m.i. Il progetto

in esame è quindi riferito ad un impianto di

recupero R13 – R5 di rifiuti non pericolosi

costituiti da fanghi di dragaggio (EER

170506).

Il progetto configura la fattispecie B.2.50

“Impianti di smaltimento e recupero di rifiuti

non pericolosi, con capacità complessiva superiore

a 10 tonnellate al giorno”.

Al netto di ciò, l’impianto è quindi autorizzato

al recupero R13-R5 di rifiuti non pericolosi

costituiti da fanghi di dragaggio (EER.

170506); con uno stoccaggio massimo istantaneo

di R13 pari a 500.000 ton/435.000 m 3 ;

e un quantitativo massimo in ingresso (R13-

R5) pari a 4.250.000 ton /anno-3.720.000

m 3 /anno (di cui fondale tal quale 750.000

m 3 /anno).

L’impianto è calibrato per una capacità di trattamento

pari a 775 m 3 /h (di cui fondale tal quale

155m 3 /h), e per avere un’operatività su 300

gg/anno su 16h/giorno dal lunedì al sabato.

Nella pratica

L’impianto di trattamento è composto da una

prima sezione di soil washing, cui segue la

fase di trattamento di fanghi e acque, con la

parte terminale relativa alla disidratazione.

Da questi processi si origineranno due principali

EoW:

• sabbie dalla prima fase del processo di recupero

(34 m 3 /h, ossia 163.200 m 3 /anno);

• frazione fine (<0,075 mm) dalla seconda fase

del processo di recupero (86 m 3 /h, ossia di

412.800 m 3 /anno).

Ma anche altri rifiuti quali: frazione grossolana

Ottobre 2025

> 2 mm (EER 191212) separata dalla prima fase

di vagliatura; sostanze oleose (EER 190207*)

separate nella fase di disoleazione; e fanghi

contaminati disidratati (EER 190813* / 190814

per 0,208 m 3 /h, ossia 1.006 m 3 /anno). l

Ubicazione

dell’impianto

rispetto alla

linea di costa.

Visto dall’alto,

l’impianto

di trattamento

di materiale di scavo,

previsto nella Fase 2

del Ravenna Port Hub.

Schema dell’impianto di trattamento. Si stima un recupero in 10 anni

di 3.080.000 m 3 di materiale sabbioso e a frazione fine, pronto all’uso.



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

78

Soluzioni

ACQUE REFLUE

WASTE SEGNALA

HIGHLIGHTS

Nel corso dei tre giorni di manifestazione il programma

spazierà dalla lotta al cambiamento climatico

all'aggiornamento della normativa europea

sul drenaggio urbano che impegna l'Italia nell'adeguamento

delle infrastrutture e ricercando soluzioni

che migliorino il settore idrico.

"Il servizio idrico integrato - ha riferito Paolo

Angelini, AD di BolognaFiere Water&Energy - sarà

chiamato ad acquisire nuove competenze. Saranno

necessari investimenti, reperire fondi e trovare

soluzioni che riducano le perdite. Fondamentali

saranno l'Innovazione, la ricerca e la capacità delle

aziende di confrontarsi e offrire soluzioni in grado

di efficientare il sistema". Riuso dell'acqua, trattamento

e depurazione, digitalizzazione e impiego

dell'AI per riduzione delle perdite, dissalazione,

riduzione dei contaminanti emergenti saranno invece

al centro di molti dibattiti che si succederanno

in occasione di Accadueo con i contributi di MASE,

ANEA, REF, ISTAT, ISLE, IATT, CSDU, CSSI, CSEL,

AIDARA, ANBI, ATERSIR, e altri ancora. Per la prima

volta sarà creata l'area Utilities Hub nella quale

aziende, gestori e associazioni, potranno incontrarsi

e presentare le proprie case histories offrendo

spunti di riflessione per l'implementazione

di nuove soluzioni.

www.accadueo.com

Edizione

Record

Dal 7 al 9 ottobre BolognaFiere ospiterà

il 18°appuntamento con Accadueo

Apoche settimane dall'avvio della fiera sono confermati

220 brand, che occuperanno due padiglioni per complessivi

9.000 m 2 di superficie espositiva lorda. La kermesse

vedrà lo svolgimento di circa 50 eventi tra convegni e workshop,

distribuiti su 5 sale, con l'intervento di 190 relatori.

Presenti 25 utilities e confermati circa 50 buyers internazionali

provenienti da India, Arabia Saudita, Marocco, Egitto, Libia, Ghana,

Etiopia e Nigeria. Tra gli espositori esteri presenti, i paesi extra-

UE più rappresentati saranno Cina, Turchia, USA; per l'Europa

Germania, Austria, Gran Bretagna e Francia. Sarà presente

anche il Consolato Generale di Ungheria con una rappresentanza

di aziende che organizzerà un workshop per agevolare l'incontro

con gli operatori italiani. Tra gli espositori italiani la regione più

rappresentata sarà la Lombardia con quasi 60 aziende. Circa 20

provenienti da Emilia-Romagna e Veneto, ma non mancheranno

anche le realtà del Centro e del Sud tra Lazio, Puglia e Sicilia.

Ottobre 2025

PORTIAMO L’EDILIZIA

A UN LIVELLO SUPERIORE.

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Qualunque sia il settore dell'edilizia in cui opera,

uscirai da CONEXPO-CON/AGG con nuove

idee, nuove relazioni e nuove opportunità per far

crescere la tua attività e la tua posizione nel settore.

Non è solo il più grande salone dell’edilizia del

Nord America, ma è un evento che porta il settore

edile a un livello superiore.

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partecipante ed. 2023



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

80 ACQUE REFLUE Soluzioni

TECNOLOGIE DEPURATIVE

Fare la differenza

Le soluzioni temporanee a noleggio di Xylem offrono flessibilità

e rapidità nella gestione delle acque e dei reflui industriali

Servizio di noleggio avanzato Xylem

Dalla riduzione dei solidi sospesi totali alla

disinfezione rapida, le tecnologie plugand-play

firmate Xylem permettono di

mantenere la continuità operativa e rispettare

le normative senza interventi civili complessi.

Il filtro Taron, in particolare, dimostra come ciò

che è temporaneo possa diventare strategico,

con performance misurabili e sostenibili. Le

soluzioni a noleggio di Xylem rappresentano

strumenti strategici per industrie e gestori pubblici,

capaci di adattarsi alle esigenze operative

senza interventi civili complessi.

Un portafoglio modulare pronto all’uso

Xylem offre una gamma di soluzioni modulari

implementabili in poche ore.

I filtri Taron a fanghi attivi a noleggio aumentano

la capacità del trattamento biologico e riducono

i solidi sospesi totali (TSS) a meno di 10 mg/L

anche durante picchi di carico.

Il sistema di dischi rotanti con micromaglie crea

uno strato dinamico di fango che funge da mezzo

filtrante, ottimizzando la chiarificazione secondaria.

Gli impianti temporanei di flottazione

a pressione (DAF) sono ideali per il pretrattamento

di acque reflue con elevata concentrazione

di solidi nell’industria carne e lattiero-casearia.

I sistemi modulari UV e ozono con sentono

la disinfezione rapida dei reflui e il recupero di

acqua industriale.

I container per il pompaggipo e filtrazione sono

perfetti per emergenze o manutenzioni programmate,

integrandosi senza interrompere i

processi esistenti.

Caso di successo in Italia

L'impianto di trattamento di Castel San Pietro,

in Emilia-Romagna, ha dovuto affrontare una

ristrutturazione urgente di una linea di chiarificazione

secondaria, a causa dell’invecchiamento

delle strutture in cemento. Interrompere il trattamento

avrebbe potuto compromettere la qualità

dell’acqua scaricata e comportare sanzioni.

Per risolvere la situazione rapidamente, Xylem

ha fornito un filtro Taron a noleggio, installato

senza necessità di opere civili e pronto all’uso in

poche ore. Grazie a questa soluzione, l'impianto

ha continuato a funzionare senza interruzioni,

migliorando anche la qualità dell’acqua grazie

alla riduzione dei TSS a livelli inferiori a 10 mg/L.

Questo intervento ha dimostrato come il noleggio

temporaneo di Taron possa rappresentare

una vera e propria strategia operativa,

combinando rapidità, efficienza e conformità

normativa.

l

Xylem mette a disposizione le piu recenti tecnologie per il pompaggio e il

trattamento delle acque.

Perché scegliere il noleggio?

• Zero costi di manutenzione e stoccaggio

• Più macchine senza immobilizzare capitali

• Paghi solo ciò che usi

• Tecnologia sempre aggiornata

• Prova e scegli ciò che fa al caso tuo

Applicazioni:

Stazioni di pompaggio · By-pass

fognari · Drenaggio in cantiere ed

emergenza · Trattamento acque

info.italia@xylem.com

xylem.com/it-it

xylem.com/it-it/products--serv

ices/rental/

Ottobre 2025



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

82 ACQUE REFLUE Soluzioni

NEWS

RICAMBI USATI

VEICOLI&ALLESTIMENTI

83

“4R”uote greeen

Il nuovo regolamento VFU ha come obiettivo di realizzare concretamente

nell’automotive i principi della circolarità. Recuperando materie prime

e incentivando il riutilizzo dei componenti in totale sicurezza dei consumatori

Acqua raggiante

ENEA ha testato una tecnologia per rimuovere

batteri e microinquinanti dai depuratori. Per ricavare

biofertilizzanti e acqua per l’irrigazione dei campi

dustriali sono: Gruppo HERA (con il depuratore

di Ferrara), CIFO srl del gruppo Biolchim spa e

Naturedulis srl.

Il team ENEA-LEA testerà l’efficacia della tecnologia

a luce UV per la rimozione dei microinquinanti

emergenti dalle acque reflue: molecole

utilizzate per la produzione di alcuni farmaci

come la carbamazepina (anticonvulsivante), la

claritromicina (antibiotico), il diclofenac (antinfiammatorio),

la levofloxacina e l’eritromicina

(antibiotici) e di composti presenti nelle plastiche,

come il bisfenolo A, classificato come interferente

endocrino, in grado di alterare il funzionamento

del sistema ormonale anche a

concentrazioni estremamente basse.

Il 13 luglio 2023 la Commissione europea ha

adottato la proposta di Regolamento del

Parlamento europeo e del Consiglio sui veicoli

fuori uso, destinata a sostituire integralmente

la Direttiva 2000/53/CE, recepita in Italia

con il D.Lgs. 209/2003. Il passaggio da direttiva

a regolamento comporta una trasformazione

radicale: le disposizioni saranno direttamente

applicabili negli ordinamenti nazionali, evitando

interpretazioni difformi e assicurando maggiore

uniformità attuativa. La proposta si inserisce

nel Green Deal europeo e nella Strategia per la

sostenibilità dei prodotti, con obiettivi di riduzione

dell’impatto ambientale, recupero di materie

prime, circolarità del settore automotive e sicurezza

dei consumatori.

I pilastri del paradigma

Tra i punti cardine: obbligo per i costruttori di

fornire ai centri autorizzati informazioni tecniche

sui componenti (schede, modalità di smontaggio,

materiali e sostanze pericolose); introduzione

di un sistema digitale di tracciabilità dell’intero

ciclo di vita del veicolo, inclusi i ricambi;

incentivazione al riutilizzo dei componenti, riconosciuti

come beni e non come rifiuti; integrazione

dell’eco-design, con attenzione al disassemblaggio

e all’accesso ai pezzi riutilizzabili.

Particolarmente rilevante è la previsione di un

“accesso equo ai dati tecnici” (fair access to

data), richiesta da associazioni europee come

EuRIC ed EGARA e da rappresentanze nazionali

come ADQ. L'obiettivo: riequilibrare il rapporto

tra costruttori e filiera del riciclo, da sempre sbilanciato

a favore dei produttori e spesso oggetto

di chiusure informative ingiustificate (che hanno

ostacolato l’attività lecita di rigenerazione e rivendita

dei ricambi). La proposta regolamentare

riconosce finalmente il valore industriale e ambientale

della preparazione per il riutilizzo, non

come fase accessoria della gestione rifiuti, ma

come componente strutturale del ciclo di vita

del veicolo. Sono introdotti obblighi ai costruttori:

dati di smontaggio standardizzati tramite IDIS,

collaborazione con operatori autorizzati, rendicontazione

sui tassi di riutilizzo e recupero.

Ruggiero Delvecchio

Presidente Nazionale

ADQ – Associazione

Autodemolitori di Qualità

ENEA sta definendo una tecnologia a luce

ultravioletta (UV) per depurare le acque

reflue da differenti tipologie di contaminanti

come azoto, fosforo, batteri patogeni e

microinquinanti emergenti.

L’innovazione farà parte di un sistema composto

da diverse soluzioni hi-tech, realizzate con il progetto

INTECH4WATER, finanziato dalla Regione

Emilia-Romagna, che coinvolge un ampio partenariato

guidato dal laboratorio “Terra&Acqua

Tech” del Tecnopolo dell’Uni versità di Ferrara,

con la partecipazione del Laboratorio ENEA per

l’Ambiente (ENEA-LEA) del Tecnopolo di Bologna,

CIRI-FRAME dell’Università di Bologna, Pro -

Ambiente e Cnr- ISSMC di Faenza. I partner in-

Il progetto INTECH4WATER

Prevede la sperimentazione di quattro diverse

tecnologie, che saranno testate in due fasi: prima

singolarmente, su scala di laboratorio, e poi

integrate in un unico sistema innovativo sulla

base dei risultati ottenuti dalle singole prove.

“Il progetto è rivolto a realtà aziendali in cui la

composizione dei reflui varia molto nel corso

dell’anno, rendendo difficile affidarsi a una singola

tecnologia di depurazione per garantire la

qualità delle acque in uscita dagli impianti.

IPunta a fornire gli strumenti necessari per adeguarsi

alle novità introdotte dalla recente

Direttiva UE 3019/2024 sul settore depurativo”,

ha commentato Simonetta Pancaldi, professoressa

dell’Università degli Studi di Ferrara e coordinatrice

del progetto.

l

Ottobre 2025

Ottobre 2025



Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

84

Obbligo

per i costruttori

di fornire ai centri

autorizzati

informazioni tecniche

sui componenti;

passaporto digitale

del veicolo

e incentivazione

al riutilizzo

dei componenti sono

alcuni dei punti

cardine del nuovo

regolamento.

In Italia il settore

dei ricambi auto vale

circa 13 miliardi

di euro, con forte

crescita dell’usato:

oltre 15 milioni

di utenti, tra privati

e officine, acquistano

ormai ricambi online.

Tracciamento fondamentale

Elemento centrale è il passaporto digitale del

veicolo (Vehicle Digital Product Passport) che

accompagnerà ogni auto dal mercato alla dismissione,

fornendo dati tecnici, compositivi e

storici (manutenzioni, incidenti, richiami). Ciò

favorirà fiducia nel mercato dei ricambi usati,

certificandone tracciabilità e conformità. In questo

quadro, l’Italia dovrà integrare la disciplina

europea nelle proprie politiche industriali e ambientali.

Le associazioni di categoria, tra cui ADQ,

hanno accolto positivamente la proposta, vedendovi

una svolta normativa che valorizza le

competenze dei centri italiani. Resta il nodo dell’attuazione,

che richiederà decreti e linee guida

condivise con autorità ambientali e fiscali per

evitare ritardi. In sintesi, il Regolamento rappresenta

un’occasione per restituire dignità normativa

ed economica all’autodemolitore, trasformandolo

in attore centrale del nuovo

paradigma industriale del riutilizzo.

Nuove modalità di vendita online

e rischi di truffe

Il mercato dei ricambi usati ha conosciuto una

profonda trasformazione, sospinta da digitalizzazione,

ricerca di risparmio e crescente sensibilità

ambientale. I centri di raccolta hanno

ampliato la clientela grazie a marketplace, e-

commerce proprietari e piattaforme specializzate.

In Italia il settore dei ricambi auto vale circa

13 miliardi di euro, con forte crescita dell’usato:

oltre 15 milioni di utenti, tra privati e officine, acquistano

ormai ricambi online. Su eBay il comparto

cresce del 22% annuo, con prezzi inferiori

del 50-70% rispetto al nuovo. Anche Amazon e

B-Parts confermano il trend, con quest’ultima

che offre oltre 6,5 milioni di componenti da demolitori

autorizzati.

Questa evoluzione porta opportunità ma anche

rischi: truffe digitali, falsi siti e-commerce che

clonano loghi e indirizzi reali di centri autorizzati,

profili social ingannevoli e marketplace scarsamente

vigilati, dove soggetti non autorizzati vendono

ricambi privi di tracciabilità e sicurezza.

Le conseguenze sono pesanti: consumatori truffati

e privati delle tutele legali; centri VFU legittimi

colpiti da danni di immagine, segnalazioni infondate

e persino aggressioni. La clonazione dei

siti rende difficile distinguere attività lecite da

fraudolente, minando la fiducia in un mercato

in cui la reputazione è cruciale.

Necessarie le misure strutturali

ADQ ha più volte lanciato l’allarme, chiedendo

un registro pubblico online dei centri autorizzati,

un servizio centralizzato di segnalazione e oscuramento

dei siti fraudolenti in collaborazione

con Polizia Postale e AGCM, l’obbligo per i marketplace

di verificare le credenziali ambientali

e fiscali dei venditori e un marchio digitale di

conformità per i ricambi da impianti certificati.

Senza misure strutturali, il rischio è che il mercato

del riutilizzo venga inquinato da operatori

informali e criminali, con gravi effetti su competitività,

sicurezza stradale e sostenibilità.

La vendita dei ricambi usati è un cardine dell’economia

circolare applicata all’automotive:

ogni componente rimesso in circolo significa

materie prime risparmiate ed emissioni evitate.

Eppure norme incerte, oneri fiscali sproporzionati

e mancanza di tutela contro le frodi digitali

ne frenano la crescita. Serve una riforma organica

che elimini la frammentazione autorizzativa,

riconosca pienamente il valore ambientale del

ricambio e accompagni la transizione al nuovo

Regolamento europeo. In gioco non c’è solo la

competitività del settore, ma la capacità del sistema-Paese

di realizzare concretamente i principi

della circolarità.

l

ECOMONDO 25

4-7

Novembre

Rimini

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Ottobre 2025



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

86 VEICOLI&ALLESTIMENTI Soluzioni

SPAZZATRICI STRADALI

Un salto di qualità

Innovazione, sostenibilità e integrazione saranno i pilastri di Busi

Group, player di riferimento nelle soluzioni per la raccolta,

la compattazione e il trasporto dei rifiuti e lo spazzamento stradale

Dopo anni di crescita costante e risultati

economici solidi, il Gruppo entra in una

nuova fase strategica con un’offerta

sempre più integrata e intelligente, pronta a

supportare città e operatori nella transizione

ecologica.

A Ecomondo 2025, Busi Group presenterà il

proprio ecosistema smart: una gamma completa

di soluzioni connesse e sostenibili che

rappresentano il futuro della gestione dei rifiuti,

Il lavoro non aspetta.

ISUZU nemmeno.

La visione di Busi

Group: non solo

fornitori di macchine,

ma partner strategici

per amministrazioni

e operatori,

con soluzioni

integrate che

rispondono alle sfide

della sostenibilità

e della

digitalizzazione.

dalla raccolta alla compattazione e al trasporto.

Tra le novità più attese la nuova spazzatrice

stradale BSA 4 m³, compatta, potente ed efficiente

per i contesti urbani più complessi.

Un segmento che ancora mancava nel portafoglio

di spazzatrici Busigroup. Inoltre, sarà

presentata anche tutta la gamma completa di

cassonetti stradali +B LID per la raccolta laterale

di OMB Technology.

Si tratta di contenitori in metallo, resistenti, e

con la possibilità di aperture smart e personalizzate

e differenziate per tipologia di rifiuto.

La gamma completa prevede le dimensioni di

1800, 2100, 2400, 3200 mm 3 .

In anteprima allo stand 300/301

del Padiglione C5

I visitatori potranno scoprire: il sistema per la

raccolta dei rifiuti urbani a caricamento laterale

CMPL 8; il veicolo per la raccolta rifiuti

urbani T-Rex, con meccanismo alza-voltacassonetto

e sistema di costipazione. Ci sarà

poi il nuovo CSM compattatore monopala di

BTE con impianto fotovoltaico, ottimizzato per

grandi volumi e spazi contenuti dotato di sistema

fotovoltaico per poterlo posizionare

ovunque anche senza accesso diretto alla rete

elettrica e senza necessità di rumorosi e inquinanti

generatori.

E ancora: il rimorchio B-Trail di MEC, progettato

per potenziare la sicurezza e semplificare

il lavoro del trasporto di container e

compattatori scarrabili; il sistema di raccolta

a caricamento posteriore con AVC Automatico

di OMB Technology, per la massima automazione;

il nuovo sistema “B-Connect PRO” per

il monitoraggio e la gestione delle soluzioni

da remoto, che permette di fare analisi e previsioni.

l

Ottobre 2025

*Nuova gamma ISUZU Trucks disponibile nei segmenti (MTT): 3,5 t, 6 t, 7,5 t, 10 t, 11 t, 11,9 t, 14 t.

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www.isuzu.it



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

88 VEICOLI&ALLESTIMENTI Soluzioni

COMPATTATORI

COMPATTATORI

VEICOLI&ALLESTIMENTI

89

Danilo Senna

Lo schema qui sotto

si riferisce a un tre

assi con terzo asse

trainato (FAN

nel gergo Daf),

ma nulla cambia

rispetto al nostro FAG

nella disposizione

dei componenti:

motore al centro

del telaio, fino a due

pacchi batteria

per lato e uno sotto

alla cabina in blocco

con gli ausiliari.

Green per green

La Daf avvia la produzione dei camion elettrici da 12 a 44

tonnellate. Inclusi gli autotelai XD a tre assi che sembrano

fatti apposta per i compattatori. Poi ci sono i più leggeri XB

Se c’è un settore dove la mobilità elettrica

ha un senso, è la raccolta rifiuti. Non tanto

per un questione filologica: camion a

emissioni zero per tenere pulito l’ambiente,

quindi due volte virtuosi; quanto per una ragione

tecnica: i limiti di autonomia e i rischi

legati ad eventuali problemi di gioventù rendono

il loro impiego urbano a corto raggio e

su tratte fisse un bancoprova ideale. È stato

così pure per gli autobus, peraltro accomunati

ai mezzi RSU pure dalla marcia discontinua,

con frequenti stop&go, tipica del profilo

di servizio di entrambi. La Daf coglie la

palla al balzo e, al momento di avviare la produzione

in serie della sua gamma Electric,

non trascura il prolifico segmento degli autotelai

per compattatori e affini. Ecco che nella

dozzina di veicoli messi a disposizione della

stampa per una prima impressione di guida

non manca un XD a tre assi allestito in

Benelux dalla Haller, che ha rilevato le attività

della Geesink allorché questa è stata acquisita

dal gruppo tedesco Zoeller. L’azienda di Mainz

è più di un semplice allestitore, da che arriva

addirittura a produrre veicoli interi a marchio

Bluepower: elettrici con range extender a fuel

cell, su base Mercedes-Benz Econic. Mentre

fra i prodotti dedicati ai camion a batterie vanta

già diverse collaborazioni sempre con

Mercedes, come pure con Volvo, di fatto i due

brand più concreti a muoversi con gli elettrici.

Daf quindi si conferma un brand all’avanguardia,

oltre che in ottima compagnia.

Tornando al protagonista

Lo chassis più indicato ai compattatori è quello

che ad Eindhoven definiscono FAG, ovvero un

6x2 con terzo asse spinto, singolo e sterzante.

Nella fattispecie del nostro XD è dotato di sospensioni

a balestra anteriori e pneumatiche

posteriori, mentre la cabina appoggia su quattro

bolle elicoidali. Il motore è siglato EX-D1,

cioè gamma pesante con avvolgimenti singoli,

è sviluppato da Paccar sulla base del Cetrax

2 della Zf, qui nella taratura da 220 kW (299

Cv) e 1.500 Nm, con cambio epicicloidale a tre

rapporti integrato. Sistemato al centro del passo

di 4,8 metri, va tramite il solito albero di trasmissione

a un tradizionale ponte posteriore

con rapporto 2,38. Per tutti gli elettrici, la Daf

ha previsto prese di forza ePto a 650 Volt da 25

e 90 kW. Ad alimentarle sono sempre le batterie

di bordo scalabili da tre a cinque pacchi,

con quella “spaiata” sistemata sotto al tunnel

al posto del classico sei cilindri (capacità da

210 a 525 kWh). Per la strada che deve fare un

compattatore possono bastare anche quelle

minime che, sistemate su un solo lato, hanno

pure il vantaggio di lasciare spazio ad un eventuale

sistema di caricamento laterale. Per l’attrezzatura

Magnum della Zoeller/Haller sono

invece una per fianco che, sommate alla terza

davanti, mettono a disposizione 315 kWh lordi

di cui 277 netti utilizzabili. Tenute conto le basse

velocità operative e una buona dose di rigenerazione

in frenata, i 200 km di range operativo

sono più che realistici pur con le 28 tonnellate

di peso totale.

Dal punto di vista della guida non ci sono differenze

da un camion termico: l’XD electric si

interfaccia all’autista in modo sempre amichevole.

Il cambio c’è ma lui non ci interagisce

se non nella scelta della direzione di marcia,

poi il Daf fa tutto da solo senza che nessuno

se ne accorga. La cabina, montata più in basso

sul telaio rispetto alla quasi gemella XF, facilita

l’accesso e mette a disposizione tutta la tecnologia

dell’ultima generazione dei veicoli olandesi:

dagli Adas agli specchi digitali che permettono

di controllare tutto l’ambiente che

circonda il camion. Questi ultimi, insieme alle

grandi superfici vetrate e alla furba finestrella

alla base della porta destra, hanno permesso

all’XD di guadagnarsi le quattro stelle nella valutazione

che le autorità londinesi dedicano

alla questione visibilità (indispensabile responso

per poter fare consegne nella capitale inglese).

Per utilizzi più leggeri, poi, la gamma Electric

della Daf include gli autotelai a due assi XB

(configurazione peraltro disponibile anche per

gli XD) da 12 a 19 tonnellate. La cinematica è

leggermente diversa, a partire dal motore elettrico

che è di base un Dana TM4 in tarature da

120 a 190 kW (da 163 a 258 Cv), mentre le batterie

vanno da 141 a 282 kWh.

l

La guida, complice

l’assenza del rumore

di combustione,

è estremamente

rilassata. Ottima

anche la visione,

peraltro identica

a quella del diesel.

Per taglia

e prestazioni l’XD

ben si presta agli

allestimenti

da raccolta,

ma per impieghi

più leggeri ci sono

anche gli XB (sotto).

Ottobre 2025

Ottobre 2025



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

90 VEICOLI&ALLESTIMENTI Soluzioni

NUOVE TECNOLOGIE

Al servizio del cittadino

Federica Lugaresi

Come S.I.Eco, società che si occupa di raccolta

e trasporto rifiuti per diversi comuni del Varesotto,

si è organizzata per ottimizzare i propri servizi

S.I.Eco è l'azienda

municipalizzata

che si occupa

della raccolta

e del trasporto

dei rifiuti per sette

comuni del Varesotto.

In parco ci sono anche

veicoli elettrici

e quasi tutti sono

dotati del sistema

di rilevamento

satellitare e gestione

flotta della Spring.

Quando il padrone dell’azienda (pubblica)

è il cittadino che paga le tasse, chi ci lavora

ha a maggior ragione il dovere di far

funzionare le cose. Anche perché gli interessati

sono tanti! Nel caso della S.I.Eco di Cassano

Magnago (VA) sono almeno sette comuni - ce

n’è un ottavo che riceve solo alcuni servizi - con

un bacino d’utenza di oltre 53 mila persone. Il

compito principale della partecipata è la raccolta

dei rifiuti porta a porta e il loro conferimento in

piattaforma. È già operativa anche una nuova

applicazione digitale per i cittadini, che consentirà

notifiche personalizzate sui calendari di raccolta,

guide interattive ai materiali conferibili,

prenotazioni per servizi a richiesta e accesso a

informazioni e mappe aggiornate. Poi, ci sono

iniziative formative, come il concorso “S.I.Eco.

Kids”, rivolto alle scuole primarie dei Comuni

soci: una sorta di investimento sul futuro. Al

presente, invece, c’è una

competenza tecnica al

servizio del pubblico e la

mission di restituire valore

al territorio.

Il che significa trovare

un equilibrio tra esigenze

locali, gestione trasparente

delle risorse e

capacità di innovare:

non per aumentare

margini economici, ma

per migliorare i risultati

ambientali e la qualità del servizio. In quest’ottica

l’azienda ha investito molto negli ultimi anni,

per il rinnovamento dei mezzi e dei processi di

raccolta. Fresca è l’entrata in servizio di tre

eCarry della Geen-G, veicoli a batteria che saranno

utili a limitare le emissioni allo scarico,

almeno quanto a dare un’immagine moderna

alla S.I.Eco che nel complesso ha una flotta di

una cinquantina di veicoli fra furgoni satellite

con vasca ribaltabile, compattatori, scarrabili e

spazzatrici.

Ottimizzare è meglio

Per aumentare l’efficienza serviva un programma

di fleet management a tutto tondo, che includesse

geolocalizzazione, verifica dello stato d’uso e

manutenzione programmata. La gara d’appalto

se l’è aggiudicata la Spring, specializzata nelle

apparecchiature e nella sensoristica applicata

al veicolo. Lo scopo era ottimizzare i giri di raccolta,

evitando inutili sovrapposizioni o peggio

zone poco coperte; allo stesso tempo facilitare

la verifica del corretto svolgimento del servizio o

la risposta alle lamentele. Il controllo delle condizioni

d’uso del veicolo, oltre a prevenire eventuali

comportamenti scorretti dei conducenti, ne

allunga sicuramente la vita, in più consente di

controllare i consumi. Ad aiutare gli autisti, che

in queste mansioni sono soggetti a un avvicendamento

frequente, la Spring ha messo a punto

un’App che consente a chiunque di effettuare un

turno di raccolta senza problemi. l

Ottobre 2025



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

RIVISTA DELL’INDUSTRIA CHIMICA

92 VEICOLI&ALLESTIMENTI Soluzioni

NEWS

Tour 100% elettrico

Ginevra Fontana

Scania ha messo in strada una flotta di sei camion

per percorrere 20.000 km, presentando la sua

varia gamma elettrica a clienti di 13 città europee

Ogni veicolo Scania

è configurato in base

a specifiche esigenze

di trasporto,

analizzando

le operazioni

e trovando

un equilibrio

tra redditività

e riduzione

dell’impatto

ambientale.

Scania fa il giro d’Europa con sei camion

elettrici (un compattatore, un ribaltabile,

uno scarrabile, due trattori e un

centinato), percorrendo ben 20mila chilometri.

I mezzi pesanti possono

infatti ricaricare a Piacenza nella

nuova stazione di ricarica di

Ewiva, joint venture tra Enel X e

il Gruppo Volkswagen.

Un nuovo sito di ricarica, costituito

da sei colonnine da 400 kW

di potenza ciascuna, dove gli

Scania ricaricheranno con una

potenza massima di 375 kW, ottenendo

340 km di autonomia in

un’ora di ricarica. Il tempo calcolato

con un consumo energetico

medio di 1,1 kWh/km e

una massa totale a

terra di 35 ton.

Ewiva, il CPO (Charging Point Operator) già

compatibile con il servizio Scania Charging

Access, ha attivato questo nuovo sito di ricarica

per accogliere una modalità ibrida:

auto e camion insieme.

Camion elettrico per ogni strada e lavoro

Un dato interessante del roadshow è la gamma

modulare presentata.

Soluzioni su misura che spaziano dal contesto

operativo urbano, al lungo raggio, per trattori

o autotelai con potenze da 210 kW (285 CV) a

450 kW (612 CV), e batterie con capacità utilizzabile

da 240 kWh a 560 kWh, per un’autonomia

fino a 600 km a 30 ton.

Alle diverse potenze e possibilità d’uso Scania

associa i servizi: ricarica, manutenzione e riparazione,

servizi digitali e quelli di finanziamento

e di assicurazione proposti da Scania

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Ottobre 2025



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

94 VEICOLI&ALLESTIMENTI Soluzioni

NEWS

GENOVA

2025

17 23

NOVEMBRE NOVEMBRE

A New Vision for Urban Living

Continental sta dando

priorità all’utilizzo

di materiali rinnovabili

e riciclati nella

produzione dei suoi

pneumatici

Liscio come l’olio

Ginevra Fontana

Continental è il primo

produttore

di pneumatici

a utilizzare l’additivo

TMQ certificato ISCC

PLUS, mantenendo

gli stessi elevati

standard qualitativi

e prestazionali.

La gomma sintetica, proveniente da materie

prime rinnovabili e riciclate - insieme

alla gomma naturale ottenuta

da fonti responsabili - è importante nella

produzione degli pneumatici più green.

Gli pneumatici per auto Continental utilizzano

fino a 100 diverse materie prime, impiegate

per produrre una ventina di mescole

personalizzate per ciascun prodotto.

Le mescole comprendono anche un numero

crescente di varianti riciclate di additivi e materie

prime supplementari (come oli vegetali

esausti), oltre a resine circolari che aumentano

la flessibilità e migliorano le prestazioni

complessive dello pneumatico.

La rotta è già scritta

Jorge Almeida, head of Sustainability di

Continental Tires ha spiegato che:“L’azienda

conferma il suo impegno circolare.

Soluzioni innovative ci consentono di utilizzare

materie prime più sostenibili, come la gomma

sintetica ottenuta da olio da cucina esausto o

le resine ricavate da materie prime rinnovabili

certificate, derivate originariamente da olio vegetale.”

Continental utilizza principalmente due categorie

di gomma: la gomma naturale e la gomma

sintetica.

La gomma naturale viene impiegata, ad esempio,

nel battistrada degli pneumatici per auto

e camion, per un’elevata resistenza all’usura.

La gomma sintetica viene utilizzata nel battistrada

degli pneumatici auto insieme alla gomma

naturale, per migliorare le prestazioni in

frenata e la resistenza al rotolamento. l

I piani strategici della città Smart Mobility Inclusività, sostenibilità

e tutela dell’ambiente

Rigenerazione urbana

e riqualificazione

del costruito

PROMOSSO DA

Monitoraggio

e controllo

AI per la città e la P.A.

Energie rinnovabili

e comunità energetiche

Smart citizens

e communities

CON IL SUPPORTO ORGANIZZATIVO DI

Ottobre 2025



9

LA RIVISTA TECNICA

SULL’ECONOMIA CIRCOLARE

Anno IX

Ottobre

2025

RIFIUTI SOLIDI

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

ACQUE REFLUE

ISSN 2610-9069

0 0 0 3 7 >

772610 906904

ECCO

MONDO

BIOWASTE

DATACENTER

E CASCAMI TERMICI:

HA SENSO

RECUPERARNE

IL CALORE?

RIFIUTI

DA DRAGAGGI.

UN IMPIANTO AD HOC

LI GESTISCE

E LI RECUPERA

QUANTO SEI CIRCOLARE ECONOMIA CIRCOLARE?

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