Waste n. 37 ottobre 2025
Eccomondo Datacenter e cascami termici: ha senso recuperarne il calore? Rifiuti da dragaggi. Un impianto ad hoc li gestisce e li recupera Quanto sei circolare economia circolare?
Eccomondo
Datacenter e cascami termici:
ha senso recuperarne il calore?
Rifiuti da dragaggi.
Un impianto ad hoc li gestisce e li recupera
Quanto sei circolare economia circolare?
- Nessun tag trovato…
Trasformi i suoi PDF in rivista online e aumenti il suo fatturato!
Ottimizzi le sue riviste online per SEO, utilizza backlink potenti e contenuti multimediali per aumentare la sua visibilità e il suo fatturato.
Anno IX
Ottobre
2025
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
ISSN 2610-9069
0 0 0 3 7 >
772610 906904
9
ECCO
MONDO
DATACENTER
E CASCAMI TERMICI:
HA SENSO
RECUPERARNE
IL CALORE?
RIFIUTI
DA DRAGAGGI.
UN IMPIANTO AD HOC
LI GESTISCE
E LI RECUPERA
QUANTO SEI CIRCOLARE ECONOMIA CIRCOLARE?
The trusted partner with solid experience
for the best waste export solutions.
Il partner di fiducia con una solida
esperienza, le migliori soluzioni per
l’esportazione dei rifiuti.
2 SOMMARIO
wasteweb.it
waste@fiaccola.it
Stampato su carta FSC
ISSN 2610-9069
Numero 37
Ottobre 2025
EDITORIALE
3
In primo piano
8 Cestino d’oro
Nessun premio assegnato.
Ma si ragiona di innovazione
9 Up e Downcycling
Progetti geniali, idee bizzarre
10 Plastiche biodegradabili
Servono norme chiare
e strumenti adeguati
12 Pillole dal laboratorio
MTR-3, innovazione e principi
consolidati per la raccolta rifiuti
14 App e Startup
L’angolo delle buone idee
16 Welcome to jungle
Conversione rifiuti e idrogeno.
Una delibera senza piani?
17 Scaffale Circolare
I libri che ispirano un futuro
sostenibile
18 Aggiornamento RAEE
Carestia di metalli e perdita
di base industriale sono i nemici
Economia circolare
20 Ecomondo
Al via la 28ma edizione della
Green Tehnology Expo
22 CircolarMente
Riciclo reale vs riciclo potenziale:
chiariamo i concetti
24 Waste segnala
FAST Ambiente, un’Academy
per tecnici
Energia
32 Datacenter, calore e consumi
Cascami energetici dei dati:
ha senso riutilizzarli?
Rifiuti solidi
36 Green remediation
Siti contaminati e bonifica
sostenibile: innovazione e norme
38 Fuori misura
Rifiuti ingombranti, una sfida per
la gestione e loro smaltimento
40 Soluzioni durevoli
Nebulizzatori per captare polveri
42 Soluzioni software adeguate
Per la digitalizzazione dei rifiuti
44 Tutto sotto controllo
Strumenti di misura radioattività
48 Qualità confermata
Una collaborazione per vincere
le sfide nella produzione di CSS
50 Stabilità in movimento
Il nuovo movimentatore cingolato
anche per il settore riciclo
52 Sollevatori compatti
Per ottimizzare il riciclaggio
56 TuttoInUno
Trituratore in esclusiva
a Ecomondo
58 Pass Solution
Garanzia per gli ouput da FORSU
60 La rinascita della carta
Un impianto speciale separa
cartone e carta
62 Film a lieto fine
Selezione ottica per riciclo
pellicola
64 Recupero ingombranti
Automazione per trattare
i voluminosi
66 AI e IoT
Al servizio del settore ambientale
68 Massimo rendimento
Trituratori che recuperano
pannelli fotovoltaici
70 RAEE complessi
Nuova vita e decommissioning
con servizi e soluzioni ad hoc
Biowaste
72 Via la grafite col deep-tech
Produrre gli anodi delle batterie
con le nanotecnologie
74 Cambio pelle
Da sottoprodoti di arance e catus
un’alternativa sostenibile
Acque reflue
76 Rifiuti da dragaggio
L’impianto ravennate che
recupera e ricicla i sedimenti
del porto
78 Waste segnala
Attesa l’edizione record
di Accadueo
80 Tecnologie depurative
Soluzioni per fare la differenza
Veicoli&Allestimenti
83 «4R»uote green
VFU e il nuovo regolamento per
applicare i principi di circolarità
86 Salto di qualità
Un ecosistema smart e connesso
88 Green per green
Ha tutto senso: compattatori
elettrici per la raccolta rifiuti
90 Al servizio del cittadino
Più efficienti e ottimizzati
3 Editoriale
6 Numeri e poltrone
26 News economia circolare
34 News energia
46 News rifiuti solidi
82 News acque reflue
92 News veicoli&allestimenti
Direttore Responsabile
Lucia Edvige Saronni
lsaronni@fiaccola.it
Direttore Editoriale
Giuseppe Guzzardi
gguzzardi@fiaccola.it
Consulenza Tecnico-Scientifica
Marco Comelli
mcomelli@fiaccola.it
Coordinamento Editoriale
Federica Lugaresi
flugaresi@fiaccola.it
Redazione
Mauro Armelloni, Matthieu Colombo
Fabrizio Parati, Emilia Longoni
waste@fiaccola.it
Collaboratori
Ludovica Bianchi, Marco Capellini, Damiano
Diotti, Antonio Fargas, Ginevra Fontana,
Andrea Ghiaroni, Annalisa Gussoni,
Alessandro Marangoni, Giovanni Milio,
Mattia Molena, Eliana Puccio, Michele
Ragonese, Riccardo Rossi
Segreteria
Jole Campolucci
jcampolucci@fiaccola.it
Amministrazione
Margherita Russo
amministrazione@fiaccola.it
Marzia Salandini
msalandini@fiaccola.it
Abbonamenti
Mariana Serci
abbonamenti@fiaccola.it
Traffico e pubblicità
Giovanna Thorausch
marketing@fiaccola.it
Marketing e pubblicità
Sabrina Levada (Responsabile estero)
slevada@fiaccola.it
Agenti
Giorgio Casotto
T 0425 34045 - Cell. 348 5121572
info@ottoadv.it per Friuli Venezia Giulia,
Trentino Alto Adige, Veneto, Emilia Romagna
(escluse Parma e Piacenza)
Trimestrale - LO-NO/00516/02.2021CONV
Reg. Trib. Milano N. 230 del 19/07/2017
Stampa
Colorshade - Peschiera Borromeo (Mi)
ISCRIZIONE AL REGISTRO NAZIONALE
STAMPA N.01740/Vol. 18/Foglio 313
21/11/1985 - Roc 32150
Prezzi di vendita
abb. annuo Italia Euro 100,00
abb. annuo Estero Euro 200,00
una copia Euro 20,00
una copia Estero Euro 40,00
È vietata e perseguibile per legge la riproduzione totale o parziale
di testi, articoli, pubblicità ed immagini pubblicate su questa
rivista sia in forma scritta sia su supporti magnetici, digitali,
ecc. La responsabilità di quanto espresso negli articoli firmati
rimane esclusivamente agli autori. Il suo nominativo è inserito
nella nostra mailing list esclusivamente per l'invio delle nostre
comunicazioni e non sarà ceduto ad altri, in virtù del nuovo
regolamento UE sulla Privacy N.2016/679. Qualora non desiderasse
ricevere in futuro altre informazioni, può far richiesta
alla Casa Editrice la fiaccola srl scrivendo a: info@fiaccola.it
Organo di informazione
e documentazione
Questo periodico è associato
all’Unione Stampa Periodica Italiana:
numero di iscrizione 15794
Casa Editrice
la fiaccola srl
20123 Milano | Via Conca del Naviglio 37
Tel. +39 02 89421350 - Fax +39 02 89421484
fiaccola@fiaccola.it | www.fiaccola.com
P.I. 00722350154
VICINO
AL LIMITE
Sono tanti i limiti a cui il dibattito sul ciclo dei rifiuti,
sull’economia circolare, si sta pericolosamente avvicinando
oggi in Italia. Il primo limite è quello del ridicolo,
il quale, come diceva Flaiano, viene spinto sempre più
in là di nascosto da qualcuno. A volte il ridicolo è in realtà
piuttosto tragico, nella più classica tradizione della commedia
all’Italiana. Prendete l’esempio, su cui torneremo
nel prossimo numero, del biogas da sansa di olivo. La sansa
è quella pasta che è quello che rimane delle olive dopo la spremitura,
da cui si ricava(va) l’olio di sansa, che ha usi alimentari.
Fino a poco tempo fa, i frantoi potevano decidere di conferire la sansa ai sansifici,
che con metodi chimici estraevano l’olio rimasto, e poi la passavano ai produttori
di biogas, oppure la potevano conferire direttamente a questi ultimi. Nel secondo
caso, i frantoi ricevevano un piccolo compenso in quanto i produttori di biogas
ricevevano un doppio incentivo, anche per lo smaltimento di uno scarto agricolo.
Alcuni produttori di sansa hanno fatto ricorso arrivando sino al Consiglio di
Stato affermando di essere in debito di materia prima e che sulla base del
principio UE del “food first” la sansa umida, detta bifasica, doveva prima passare
da loro e solo successivamente poteva andare al digestore. Quindi, niente
doppio incentivo. I sansifici sono contenti, in compenso i frantoi sono molto...
beh, avete capito, perché ora devono sobbarcarsi l’onere del trasporto sino al
sansificio che spesso vuol dire centinaia di chilometri. Insomma, caso classico
di principio europeo che provoca problemi.
In altri casi il limite è quello della follia. La conferenza tenuta da cinque preclare
associazioni ambientaliste a Cremona ha ruotato attorno alla denuncia che la
Lombardia ha il “triste primato” (testuale) di avere sul proprio territorio 12
termovalorizzatori più uno in arrivo e che ben il 43% della materia immessa
proviene da fuori regione. Inoltre, in Lombardia ci sono 5 cementifici che
vengono alimentati anche da CSS e plasmix. Il sottotesto è anche peggio,
che possiamo così riassumere: produrre energia prendendo rifiuti da fuori
regione (dalle regioni che si guardano bene dal costruire impianti per la
chiusura del ciclo) e risparmiando combustibile è MALE; produrre cemento
eliminando i sovvalli e il plasmix è MALE. Fermiamoci qua.
Buon Ecomondo.
“Close to the Edge”, che ve lo dico a fare. Capolavoro del prog britannico
versante più elettrico, quello degli Yes per intenderci. 1972. Vendette
probabilmente 3 milioni copie nel mondo e vende tuttora. Se sapete
di che musica sto parlando, probabilmente impensabile oggi.
Marco Comelli
9
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
4 PARTNERS
Soluzioni
AXICOM ITALIA Srl . . . . . . . . . . . .59
axicom.com
BIOENERYS Srl . . . . . . . . . . . . . . . .5
snam.it
BOMAG ITALIA Srl . . . . . . . . . . . .55
bomag.com
GENOVA SMART WEEK 2025 . . . . .95
genovasmartweek.it
GEOCYCLE Srl . . . . . . . . . . . . . . . .29
geocycle.com
INDECO SpA . . . . . . . . . . . . . . . . .15
indeco.it
Anno IX
Ottobre
2025
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
IN COPERTINA
BRIGADE ELECTRONICS . . . . . . .57
brigade-elettronica.it
BRUMOLA . . . . . . . . . . . . . . . . . . .35
brumola.com
BUSI GROUP Srl . . . . . . . . . . . . . .85
busigroup.it
CGT SpA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .69
cgt.it
CONEXPO 2026 . . . . . . . . . . . . . . .79
conexpoconagg.com
DAIMLER TRUCK ITALIA Srl – MER-
CEDES BENZ . . . . . . . . . . . . . . . . .91
mercedes-benz-trucks.com
ECOMONDO 2025 . . . . . . . . . . . . .63
ecomondo.com
ECOTEC SOLUTION Srl . . . . . . . . .25
ecotecsolution.com
EKOM Srl . . . . . . . . . . . . . . . .II Cop.
ekom.me
FOR REC Srl . . . . . . . . . . . . . . . . .31
forrec.eu
GE.S.P.I. Srl . . . . . . . . . . . . . .III Cop.
gruppogespi.com
MANTOVANA MACCHEDIL
CANNONI CONRAD . . . . . . . . . . . .45
cannoni-conrad.it
MIDI EUROPE – ISUZU . . . . . . . . .87
isuzu.it/truck
MITAMBIENTE Srl . . . . . . . . . . . . .1
mitambiente.it
NIEDERSTAETTER AG SpA . . . . . .41
niederstaetter.it
PAL Srl . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .67
pal-greendivision.it
PALMIERI SpA . . . . . . . . . . . . . . .27
palmierigroup.com
SAMOTER 2026 . . . . . . . . . . . . . . .65
samoter.it
SCAI SpA . . . . . . . . . . . . . . . .IV Cop.
scaispa.it
SOLIDS 2026 . . . . . . . . . . . . . . . . .93
solids-parma.de/it
STADLER ANLAGENBAU . . . . . . .61
w-stadler.de/it
TANA ITALIA Srl . . . . . . . . . . . . . .11
tanaitalia.com
ISSN 2610-9069
0 0 0 3 7 >
772610 906904
DATACENTER
E CASCAMI TERMICI:
HA SENSO
RECUPERARNE
IL CALORE?
RIFIUTI
DA DRAGAGGI.
UN IMPIANTO AD HOC
LI GESTISCE
E LI RECUPERA
ECCO
MONDO
QUANTO SEI CIRCOLARE ECONOMIA CIRCOLARE?
Ecco di nuovo Ecomondo (perdonate l’allitterazione
ma a noi piace giocarec così) che
riappare in quel di Rimini puntuale come un
orologio svizzero.
Dal 4 al 7 novembre, la 28ma edizione della
kermesse sembra la”Green Technology
Expo” alla quale non si può mancare. Tra le
sue sette macro aree espositive curioseremo
sperando di trovare nuove ed interessanti
tecnologie green in tema di economia
circolare e water reuse. Progetti visionari,
start-up, workshop nella vetrina di questa
piattaforma globale? Sicuramente sì e non
accettiamo delusioni!
TOMRA RECYCLING ITALY . . . . . .47
tomra.com
VOLVO C.E. ITALIA SpA . . . . . . . . .53
volvo.com
WOLTERS KLUWER ITALIA Srl . . .43
wolterskluwer.com
XYLEM WATER SOLUTIONS
ITALIA Srl . . . . . . . . . . . . . . . . . . .81
xylem.com/it-it/
AZIENDE CITATE
A
AB Plasta . . . . . . . . . . . . .62
Althesys . . . . . . . . . . . . . .10
Atlantide . . . . . . . . . . . . . .42
B
BATMAN . . . . . . . . . . . . . .54
Brumola . . . . . . . . . . . . . .44
Busi Group . . . . . . . . . . . .86
C
Cat . . . . . . . . . . . . . . . . . . .50
Continental . . . . . . . . . . . .94
D
DAF . . . . . . . . . . . . . . . . .88
Dow . . . . . . . . . . . . . . . . . .46
E
EcoRecord . . . . . . . . . . . .57
Ecotec Solutions . . . . . . . .48
ENEA . . . . . . . . . . . . . . . .82
Enel . . . . . . . . . . . . . . . .7-34
F
FOR REC . . . . . . . . . . . . .68
FORSU . . . . . . . . . . . . . . .58
G
Green Hub . . . . . . . . . . . . .28
Gruppo Fiori . . . . . . . . . . .46
Gruppo Sogin . . . . . . . . . . .7
I
Iren . . . . . . . . . . . . . . . . . .60
M
Matrec . . . . . . . . . . . . . . .22
MITAmbiente . . . . . . . . . .70
MOGU . . . . . . . . . . . . . . . .14
MTR -3 . . . . . . . . . . . . . . .12
N
New Energy FVG . . . . . . . .48
Niederstätter . . . . . . . . . . .52
O
Ohoskin . . . . . . . . . . . . . . .74
P
PAL . . . . . . . . . . . . . . . . . .64
R
Raskia® . . . . . . . . . . . . . .40
Refiberd . . . . . . . . . . . . . .61
Rilegno . . . . . . . . . . . . . . . .6
S
S.A.Ba.R. . . . . . . . . . . . . . .64
S.E.S.A . . . . . . . . . . . . . . .66
S.I. Eco . . . . . . . . . . . . . . .90
Scania . . . . . . . . . . . . . . .92
T
TANA Italia . . . . . . . . . . . .56
TOMRA Recycling . . . . . . . .6
272
Ottobre 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
2 3
4
6 PRIMO PIANO Soluzioni
IN EVIDENZA
1 2 3 4
IN EVIDENZA
PRIMO PIANO
12 3
4
7
Numeri e poltrone
RILEGNO
Risultati record per l’economia
circolare
Anno 2024. E l’attività del Consorzio
Rilegno vola alto. Sono state infatti
avviate al riciclo 1,76 milioni di
tonnellate di legno, di cui il 45,69 per cento
costituito da imballaggi, con un tasso
complessivo pari al 67,14% rispetto
all’immesso al consumo di oltre 3,4 milioni
di tonnellate. Punto di forza è la
rigenerazione dei pallet, con oltre 945.000
tonnellate di pallet recuperati: che equivale
a dire più di 70 milioni di unità reimmesse
in circolazione. Questa attività identifica un
12 3
4
esempio concreto di economia circolare
applicata, con il riuso del legno che è in
funzione della vita utile della vita degli
imballaggi. In merito a ciò, è la Lombardia
che sale sul podio con 300.966 tonnellate
(che rappresentano il 32% del totale), cui
fanno seguito l’Emilia Romagna con
125.758 ton, e il Piemonte con 117.376 ton.
Rilegno, che vedrà confermato per il
prossimo triennio Nicola Semeraro come
Presidente, garantisce in tutta Italia il
riciclo e recupero degli imballaggi di legno,
gestendo una filiera che si basa su 1.949
consorziati, 394 piattaforme di raccolta, 16
impianti di riciclo.
ENEL
Si decolla con il progetto Pioneer
Con la collaborazione tra Enel e Aeroporti di
Roma nasce il più grande sistema di
accumulo energetico italiano che riutilizza
batterie esauste di veicoli elettrici (Stellantis, Nissan
e Mercedes-Benz ne forniscono i pacchi). Stiamo
parlando del progetto Pioneer che vedrà un
aeroporto alimentato dal sole anche nei giorni di
pioggia. “Un concentrato di tecnologia e
sostenibilità” - dichiarano dal Gruppo Enel - che
secondo le stime permetterà di abbattere 16.000
tonnellate di CO 2 in dieci anni, offrendo una seconda
vita a 762 pacchi batteria trasformati in un impianto
da 10 MWh e che sarà perfettamente integrato con
la più grande solar farm di un aeroporto europeo.
L’obiettivo principale è l’autoconsumo, ma il sistema
sarà in grado di fornire anche servizi alla rete
12 3
4
elettrica. Pioneer è stato realizzato grazie ad un
finanziamento europeo di tre milioni di euro e data la
sua modularità potrà essere scalabile, e si potranno
aggiungere all’impianto attuale nuovi campi solari e
sistemi di accumulo. “Il progetto Pioneer dimostra
che l’innovazione è la prima alleata della transizione
energetica, poiché accelera l’elettrificazione su larga
scala grazie ad un modello di economia circolare” ha
dichiarato Nicola Rossi, Head of Innovation del
Gruppo Enel.
TOMRA RECYCLING
Quote rosa!
Katrin Fricke è il
nuovo Direttore
Generale e
Vicepresidente Esecutivo di
TOMRA Recycling. Fresca di
nomina (dallo scorso
giugno), succede a Volker
Rehrmann, che all'inizio
dell'anno ha annunciato il
suo ritiro da TOMRA dopo
un'eccezionale carriera
durata oltre due decenni.
Scelta perfetta, dato che
Fricke ha maturato grande
esperienza in varie posizioni
di leadership in diversi
settori, gestendo con
competenza le attività di
strategia aziendale e
digitalizzazione. Senza
contare poi il suo
background nell'ingegneria
di produzione, unito alla sua
passione per le tecnologie
innovative e per le soluzioni
basate sui dati.
Entusiasta per il nuovo
ruolo, Katrin ha dichiarato:
"Sono stata colpita
dall’impegno di TOMRA nel
promuovere un’economia
circolare a livello globale e
dalla sua solida traiettoria di
crescita. Sono entusiasta di
avere l’opportunità di
guidare l’innovazione e
rafforzare la leadership
tecnologica di TOMRA nei
settori del riciclo, della
selezione e dell’estrazione.
Non vedo l’ora di contribuire
ai nostri ambiziosi piani di
sviluppo e alla crescita di
questi settori così
stimolanti. Ho una grande
passione per la tecnologia,
l’efficienza degli impianti, la
leadership e il successo
condiviso".
GRUPPO SOGIN
Nuovo CDA
Chi è specializzata
nella gestione dei
rifiuti radioattivi e si
occupa della
decontaminazione e bonifica
di impianti industriali è
Nucleco, Società del Gruppo
Sogin (60%) e partecipata da
Enea (40%), che ha visto
insediarsi il nuovo Consiglio di
Amministrazione. Il Cda - che
ha valenza triennale - ha
confermato Nadia Cherubini,
Responsabile Tecnologie,
Impianti e materiali per la
Fissione Nucleare di Enea,
Presidente e ha nominato
Fabrizio Scolamacchia nel
ruolo di Amministratore
Delegato. Presente anche
Belinda Sepe, Direttrice
Amministrazione, Risorse,
Sistemi. ICT di Sogin. Fabrizio
Scolamacchia, laureato in
ingegneria meccanica, inizia
la sua carriera professionale
nel project management di
Alenia Spazio, oggi Thales
Alenia Space. Nel 2004 entra
in Sogin, la Società di stato
responsabile dello
smantellamento degli impianti
nucleari italiani, della
localizzazione e realizzazione
del Deposito Nazionale dei
rifiuti radioattivi e della
valorizzazione industriale dei
siti nei quali opera. “Il nuovo
Consiglio di Amministrazione
- dichiara Scolamacchia - è
pronto ad affrontare le sfide
che l’attendono con impegno e
dedizione, per continuare a
garantire l’eccellenza
operativa che da sempre
contraddistingue il lavoro di
Nucleco”.
Ottobre 2025
Ottobre 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
8 PRIMO PIANO Soluzioni
WASTE AWARD
PUNTI COSPICUI
PRIMO PIANO
9
Upcycling e Downcycling
Marco Comelli
Questo non
è un premio. Perché?
In occasione
di Ecomondo
ne vengono
già assegnati tanti
e, in questo numero,
ci sembrava
di essere ridondanti.
Sfruttiamo però
lo spazio per
ragionare sul tema
innovazione che,
da sola, non
è in grado
di aumentare
la circolarità
dell’economia…
Cestino d’oro
Per la prima volta, sfruttiamo questo spazio ragionando sul tema
innovazione e non assegnando premi ma i meritevoli ci sono
Il numero della rivista che avete tra le mani è
quello che verrà distribuito a Ecomondo,
un’occasione dove premi, riconoscimenti,
award e via enumerando si sprecano. Ci è sembrato
dunque pleonastico aggiungere alla sequenza
anche il nostro non-premio, e abbiamo
pensato di auto-prenderci in parola. Nessun premio
questa volta, ma usiamo questo spazio messoci
a disposizione dall’editore per proporre un
ragionamento sull’argomento di cui ci occupiamo
in ogni numero, l’innovazione.
Circolare fa rima con arrancare
Raccogliendo materiale per questo numero, siamo
stati colpiti dall’idea che l’economia circolare
è evidentemente in affanno. Non si tratta di cattiva
volontà da parte di qualcuno, anzi le volontà
almeno in Europa di governi, organizzazioni non
governative a accademiche sono anche fin troppo
decise. Il fatto è che l’economia circolare è difficile,
lo è da sempre, anche nelle società semplici
come quelle degli aborigeni australiani (il
cui mito di equilibrio con la natura è stato abbondantemente
sfatato da studi meno ideologici).
Figurarsi in una società come quella contemporanea.
Lo è ancora di più in una società complessa
e democratica e libera, non solo e non
tanto perché i suoi componenti vanno ogni tanto
a votare, quanto perché la gestione della vita dei
cittadini sia libera da condizionamenti del potere
pubblico. Senza far ricorso ai principi della termodinamica,
che spesso ci tocca citare per
smorzare entusiasmi, le regolarità economiche
sono vincoli fortissimi, specie se si parla del costo
dei fattori materiali della produzione, riciclati e
riutilizzati rispetto a quelli vergini. Usare le armi
della tassazione e degli incentivi, alla lunga (ma
anche alla meno lunga), non funziona. E l’innovazione?
Siamo sempre più convinti che l’innovazione
incrementale, ceteris paribus, non fa e
non farà fare passi avanti decisivi verso la circolarizzazione
dell’economia.
Avanti la Deep Tech
Bisogna puntare a tecnologie “disruptive”, in
grado di cambiare i parametri dei mercati, dei
settori, che i sempre creativi anglosassoni chiamano
Deep Tech. In questo numero ne abbiamo
un esempio, nel settore delle batterie. Un altro
ambito dove c’è necessità estrema è quello del
riciclo delle plastiche. Il riciclo meccanico ha
raggiunto il massimo di quello che può dare, dipendente
com’è dalla qualità della raccolta.
Bisogna puntare a riportare i polimeri allo stadio
di monomeri e da lì ripartire. Tanti lavorano sul
riciclo chimico, anche in Italia, citiamo solo una
start-up che è stata coperta anche dai media
generalisti, forse senza capire il suo obiettivo,
RePet. Tra l’altro l’anno scorso aveva vinto il premio
Lorenzo Cagnoni, proprio a Ecomondo. Noi
il premio non glielo ridiamo, ma almeno questo
cerchio si chiude.
l
Ottobre 2025
La pagina che sottolinea le notizie più interessanti del momento
ma anche del futuro, in antitesi con baggianate sapienti e idee
fuori moda o che hanno stancato o che lasciano il tempo che trovano
Ronchester Institute
of Technology
Io ti smonto!
Scomporre per eliminare
componenti non riutilizzabili
né riciclabili. E agevolare il
riciclo di qualità degli abiti
usati. Tutto questo in pochi
secondi, grazie ad un sistema
basato sull’IA e
apprendimento automatico
che - tramite tecnologia laser
- identifica e rimuove parti
non riciclabili come loghi,
cerniere e materiali misti. I
ricercatori dell’Istituto stanno
collaborando con Nike,
Goodwill e Ambercycle che
vedono applicare il processo
Commissione
Europea
RAEE TAX, 1kg
alla volta
La strada è ancora lunga
ma la proposta dell’Ue di
introdurre, da gennaio
2028, la tassa legata alla
gestione dei rifiuti
elettronici peserà non
Ottobre 2025
ai capi con “una stazione di
imaging alimentata da un
nastro trasportatore. Qui tre
telecamere generano mappe
multidimensionali ad alta
risoluzione che permettono
di identificare con precisione i
materiali e le fibre che li
compongono”.
Successivamente i dati
vengono trasmessi a un
sistema robotizzato di taglio
laser che taglia con
precisione e velocità, senza
danneggiare i materiali
riutilizzabili. Una volta
tagliati, i capi avanzano verso
un portale robotizzato di
smistamento, che deposita il
poco sulla filiera.
Secondo il meccanismo
previsto infatti, ogni Stato
dovrà versare 2 euro per
ogni kg di RAEE non
raccolto (vale a dire 2.000
euro a tonnellata),
“calcolato come
differenza tra la media
triennale dei dispositivi
bleah!
materiale pulito in contenitori
separati per il riciclo a
intervalli di circa dieci
secondi. Il sistema, per ora in
fase di prototipo, verrà
sottoposto ad ulteriori test
che ne consentiranno
l’implementazione
commerciale. Della serie:
ecodesign… non ti temo!
immessi sul mercato e la
quantità effettivamente
nell’anno di riferimento”.
L’iniziativa sta suscitando
molti dubbi e perplessità.
Servirà a pompare un
flusso di circa 15 miliardi
di euro all’anno su sala
europea… ok… ma non ci
saranno benefici sul
piano della raccolta. E si
stima che per l’Italia la
tassa potrebbe costare
oltre 2,5 miliardi di euro!
Come al solito è il
cittadino a farne le spese,
e come al solito la
responsabilità ricade su
di esso. Cominciamo
quindi a gestire al meglio
i nostri rifiuti tecnologici -
Federica Lugaresi
wow
conferendoli alle isole
tecnologiche più vicine - o
consegnandoli, nel caso
dei piccoli RAEE, ai punti
vendita della grande
distribuzione. Anche se,
nel sistema italiano, ci
sono punti critici che ci
penalizzeranno: flussi
sommersi e raccolta non
tracciata, e il target unico
per prodotti molto diversi
(ad es. un grande bianco
ha una vita media di 25
anni, contro un dispositivo
mobile che viene
dismesso dopo 2-3 anni).
Il nostro sarà un piccolo
gesto anche se non
siamo esattamente dei
campioni di raccolta…
Carlos Ortiz / Rochester Institute
of Technology
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
10
PRIMO PIANO
PLASTICHE BIODEGRADABILI
Le sfide del settore
delle bioplastiche
Servono norme più chiare e strumenti adeguati per favorire
investimenti in grado di contrastare la diffusione
delle stoviglie “pseudo-riutilizzabili” e l’import asiatico
Alessandro Marangoni e Alessandra Zacconi
Alessandro Marangoni, economista
e docente universitario, è fondatore e ceo di
Althesys, società professionale indipendente
specializzata nella consulenza strategica
e nello sviluppo di conoscenza.
Opera con competenze di eccellenza nei settori
chiave di ambiente, energia, infrastrutture e
utility, nei quali assiste imprese e istituzioni.
Le bioplastiche hanno visto negli anni una
diffusione crescente grazie a diversi fattori,
tra cui normative che mirano a limitare gli
impatti ambientali delle plastiche tradizionali e
l’emergere di applicazioni e prodotti sempre più
sofisticati. Nel 2024, la produzione di bioplastiche
era di 2,5 milioni di tonnellate, corrispondenti ad
appena lo 0,5% dei quantitativi di plastica prodotti
a livello globale, circa 414 milioni di tonnellate.
La capacità produttiva globale di bioplastiche è
però destinata ad aumentare significativamente,
con la previsione di arrivare a 5,7 milioni di tonnellate
nel 2029 (fonte European Bioplastics).
WAS è il think tank italiano sull’industria del waste management e del riciclo. Monitorare
il comparto del waste management e del riciclo, cogliere i trend evolutivi, analizzare le
strategie aziendali e indirizzare le policy è la sua mission. L’osservatorio sviluppa analisi
e studi sulla gestione dei rifiuti, la valorizzazione delle risorse e l’economia circolare,
monitorando il settore con l’Annual Report.
Una corretta comunicazione
Esistono diverse tipologie di bioplastiche, anche
se, a livello internazionale e comunitario, si riconosce
generalmente che le plastiche a base
biologica, biodegradabili e compostabili abbiano
un minor impatto ambientale di quelle tradizionali.
Fatto che, per le altre categorie, può
risultare meno evidente. Per facilitare la distinzione
tra i vari flussi, sono sorti via via diversi
sistemi volontari di certificazione, tra cui,
ad esempio, in Italia, quelli del CIC o di
Biorepack nel gennaio di quest’anno. La corretta
comunicazione ai consumatori delle caratteristiche
delle bioplastiche è fondamentale
per promuovere l’acquisto di beni aventi minori
impatti ambientali, ma aventi in genere prezzi
più elevati. Il prezzo di mercato della plastica
biodegradabile più diffusa, infatti, è intorno ai
6-7 €/kg rispetto ai 3-4 €/kg medi delle corrispondenti
plastiche vergini tradizionali.
Incidono comunque numerose variabili, tra cui
il fornitore, lo specifico mercato, il grossista o
le dimensioni della fornitura.
Strumenti adeguati necessari
Il settore delle bioplastiche si trova oggi davanti
a diverse sfide, come la diffusione delle cosiddette
stoviglie “pseudo-riutilizzabili”, favorita
da lacune nella normativa comunitaria sulle
plastiche monouso, e i sacchetti illegalmente
spacciati per compostabili, che creano problemi
nei processi di compostaggio e di digestione
anaerobica. A spiccare su tutti è però l’importazione
di beni in plastica compostabile proveniente
dai Paesi asiatici, aventi spesso prezzi
inferiori grazie a sovvenzioni pubbliche, norme
meno stringenti e manodopera a costi estremamente
bassi. In alcuni casi, il prezzo di un
prodotto finito in Asia può essere addirittura inferiore
rispetto a quello delle materie prime
necessarie per produrre lo stesso in UE (fonte
Assobioplastiche).
Allo scopo di far fronte a queste problematiche,
occorreranno norme più chiare e strumenti adeguati
a favorire investimenti innovativi, sia nella
fabbricazione dei prodotti che nel loro riciclo. Le
bioplastiche rappresentano, in un certo senso,
la necessità di allineare le misure per l’economia
circolare con l’economia reale. Un elemento
chiave per il successo, ma troppo spesso trascurato
nelle politiche europee e nazionali. l
Ottobre 2025
HAMMERHEAD
L’upgrade dei trituratori è qui.
Più capacità, più velocità, più valore dai rifiuti.
Hammerhead arricchisce la gamma TANA, affiancando lo Shark:
se lo Shark resta la soluzione vincente per applicazioni con la coppia più alta nel mercato e
materiali particolarmente difficili, Hammerhead amplia le possibilità operative in contesti dove
servono più produzione e rapidità.
Scopri Hammerhead a:
4 - 7
NOVEMBRE
2025
RIMINI EXPO CENTER
PAD. A5
Stand 103
tanaitalia.com
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
12 PRIMO PIANO Soluzioni
METODO TARIFFARIO RIFIUTI
METODO TARIFFARIO RIFIUTI
PRIMO PIANO
13
Pillole dal Laboratorio
Andrea Ballabio,
Donato Berardi
e Nicolò Valle
MTR-3: innovazione, all’insegna della continuità,
per la regolazione dei rifiuti. Confermati i principi
consolidati ma si introducono nuove componenti tariffarie
vità finalizzate al rafforzamento della qualità
e dell’efficienza del servizio.
Il Laboratorio REF
Ricerche è un think tank
che intende riunire
selezionati rappresentanti
del mondo dell’impresa,
delle istituzioni e della
finanza al fine di
rilanciare il dibattito sul
futuro dei Servizi Pubblici
Locali
Con la pubblicazione della Del.
397/2025/R/rif, ARERA ha approvato il
Me todo Tariffario Rifiuti relativo al terzo
periodo regolatorio 2026-2029 (MTR-3), finalizzato
alla definizione delle entrate tariffarie e
delle tariffe di accesso agli impianti di trattamento.
L’Autorità ha scelto la strada della continuità
metodologica, confermando principi
consolidati come la trasparenza dei costi, l’ancoraggio
a dati contabili certificati e i limiti alla
crescita tariffaria, ma ha anche introdotto no-
Le novità del MTR-3
Il nuovo impianto regolatorio si colloca in una
fase di forte evoluzione del settore: dallo schema
tipo di bando di gara alle (nuove) regole
relative alla qualità tecnica, all’articolazione
tariffaria agli utenti, all’unbundling contabile
e al bonus sociale. In questo framework, ARE-
RA punta a garantire stabilità nelle regole e
certezza per gli operatori e gli Enti territorialmente
competenti, sostenendo l’innovazione
e il raggiungimento di ambiziosi obiettivi ambientali.
Tra le principali novità, figura l’introduzione di
nuove componenti tariffarie. Una di queste -
di natura previsionale - mira a coprire possibili
incrementi dei costi di smaltimento, estendendo
il conguaglio all’intera filiera di trattamento
e smaltimento. Un’altra componente
sarà destinata ad incentivare la copertura dei
costi efficienti della raccolta differenziata,
mentre le nuove riconosceranno il perseguimento
di target aventi natura sistematica,
finora non riconosciuti adeguatamente
dalle componenti incentivanti COI.
Sul fronte della redistribuzione dei ricavi, viene
semplificato il meccanismo dei fattori di sharing:
scompare il parametro ω e viene adottato
un unico coefficiente b, valido tanto per i proventi
da vendita di materiali ed energia quanto per
quelli derivanti dai sistemi collettivi. La scelta
punta a incentivare le gestioni più performanti
sul piano ambientale, pur lasciando irrisolti al-
cuni nodi, come l’elevata discrezionalità degli
Enti territorialmente competenti nella definizione
dei parametri e l’individuazione del soggetto
beneficiario nei contesti con più gestori.
Quanto al limite di crescita delle entrate tariffarie,
ARERA conferma l’impianto generale
del MTR-2, ma introduce affinamenti. Il parametro
ρa viene determinato dai coefficienti su
inflazione programmata, recupero di produttività
e obiettivi di potenziamento del servizio,
oltre a nuovi benchmark come i fabbisogni
standard. La logica resta quella di salvaguardare
l’utenza finale, garantendo però spazi di
investimento per le gestioni efficienti.
Il MTR-3 riafferma inoltre la centralità del legame
tra costi riconosciuti e dati contabili riferiti
all’anno “a-2”, garantendo tracciabilità
e controllo nella definizione delle tariffe. Allo
stesso tempo, vengono rafforzati gli strumenti
di coordinamento con altre misure regolatorie:
dalle tariffe di accesso agli impianti al valore
di subentro, fino agli indirizzi per la redazione
dei piani economico-finanziari (PEF).
Un “primo” bilancio del MTR-3
Nel complesso, il MTR-3 appare come una
tappa di consolidamento, che conferma le
basi costruite nei periodi regolatori precedenti
ma introduce anche meccanismi più
raffinati per spingere il settore verso qualità,
efficienza e sostenibilità. L’equilibrio tra stabilità
e innovazione emerge come tratto distintivo:
da un lato, certezze per investimenti
e programmazione; dall’altro, incentivi a migliorare
le performance ambientali e industriali.
Restano però margini di perfezionamento:
l’eccessiva discrezionalità attribuita agli Enti
locali, l’incertezza sul trattamento delle eccedenze
tariffarie e l’impiego dei fabbisogni standard
rischiano di ridurre l’efficacia degli stimoli
regolatori. La sfida sarà quindi attuare il provvedimento
in modo coerente e trasparente,
valorizzando lo spirito di una regolazione che
vuole accompagnare il settore dei rifiuti urbani
verso una maggiore integrazione industriale
e una più marcata attenzione agli obiettivi ambientali.
Nel complesso, però, il MTR-3 si presenta
come un tassello fondamentale nella costruzione
di un sistema più efficiente, equo e sostenibile,
capace di coniugare continuità e innovazione
in un settore cruciale per la
transizione ecologica del Paese. l
Per approfondire
MTR-3: la regolazione
procede nel segno
della continuità
Position Paper n. 297 -
Laboratorio REF Ricerche,
luglio 2025
Ottobre 2025
Ottobre 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
14 PRIMO PIANO Soluzioni
ANGOLO INNOVAZIONE
App e Startup
Eliana Puccio
La tecnologia può essere un ottimo alleato dell’uomo,
anche nella raccolta differenziata. Spazio ad app e idee
che generano nuove opportunità di business sostenibile
GOOD ON YOU
Piattaforma che valuta la
sostenibilità dei brand di
moda. Le valutazioni di
Good On You consentono
all'utente di analizzare la
sostenibilità di un brand
lungo tutta la filiera, dalle
emissioni di gas serra al
consumo d’acqua fino alla
sicurezza dei lavoratori e i
salari minimi. Vengono
forniti i dati delle fonti di
informazione più
importanti e affidabili del
mondo in materia di
sostenibilità e
presentati
sotto forma di
valutazioni
chiare e
accessibili,
comprensibili a
chiunque. Per
tutte le aree di valutazione
principali, viene applicato
un punteggio da 1 a 5
punti che va da “Noi lo
evitiamo” a “Eccellente”. I
brand ricevono un
punteggio complessivo
basato sulla media
ottenuta nelle tre
aree principali:
persone, pianeta
e animali. Per
esempio: se
eccellente, sono
in genere molto
trasparenti e
dispongono di politiche
forti e garanzie solide (ad
esempio, certificazioni o
sistemi di standard
pertinenti); con «meglio
evitare», rivelano poco o
niente riguardo alle loro
pratiche di sostenibilità.
MOGU
Mogu è stata fondata
sulla convinzione che
sia possibile utilizzare
l'intelligenza della
natura per
rivoluzionare
radicalmente il design
dei prodotti di uso
quotidiano, ricercando
un equilibrio più sottile
tra l'uomo e i ritmi
dell'ecosistema
naturale.
Negli anni Mogu ha
esplorato il potenziale
delle tecnologie basate
sul micelio (funghi) in
diversi settori
applicativi. La startup
ha sviluppato soluzioni
innovative nel campo
del design e
dell’architettura.
Ad esempio, hanno
creato pannelli
fonoassorbenti
realizzati con materiali
naturali, che non solo
migliorano l’acustica
degli ambienti, ma
contribuiscono anche a
ridurre l’impatto
ambientale delle
costruzioni. I pannelli
sono il risultato di un
approccio circolare
all'intero processo
produttivo. Sono
utilizzati
esclusivamente micelio
fungino e residui tessili
riciclati, eliminando
completamente l'uso di
materiali sintetici.
Ottobre 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
16
Soluzioni
PRIMO PIANO
WELCOME TO THE JUNGLE
ANGOLO LETTURA
PRIMO PIANO
17
Il business della
sostenibilità.
Uno sguardo
post-ideologico alle
tematiche ambientali.
Idrogeno is
the new sim-sala-bim
Autore:
Federico Donato
Editore:
Franco Angeli, 2023
Prezzo:
19 euro
Marco Comelli
In Umbria, la conversione dei rifiuti non riciclabili con l’idrogeno
sembra la soluzione a tutti i mali. Ma esistono piani concreti?
Scaffale circolare
Nella scorsa edizione della nostra piccola
rubrica degli orrori notavamo come la
Regione Umbria si fosse infilata in un
vicolo cieco riguardo alla gestione del ciclo dei
rifiuti. Tutto nasceva dalle promesse fatte in
campagna elettorale dalle parti politiche che
avevano vinto le elezioni e che si trovavano a
doverle mantenere. Il punto forte era il no al
termovalorizzatore al grido di “no combustione”,
che farebbe ridere se non fosse tragicamente
vero. L’eliminazione del termovalorizzatore
(potenziale, perché non era stato
nemmeno collocato sulla mappa) implicava
l’aumento del conferimento in discarica, in barba
alle normative europee. Come faranno i nostri
eroi, si dovranno rimangiare le promesse?
ci chiedevamo. Intanto veniva istituita una commissione
consultiva. Questo avveniva tra maggio
e giugno, ma evidentemente l’estate ha portato
consiglio e creatività, e con una Delibera
della Giunta del 13 agosto, il governo regionale
ha rotto gli indugi e ha stabilito che tutto si risolverà
con l’idrogeno. O meglio con la conversione
dei rifiuti non riciclabili in idrogeno.
Delibera non convincente
Sia chiaro, siamo da sempre (leggetevi gli arretrati,
sono disponibili online sul nostro sito)
favorevolissimi alle varie tecnologie di wasteto-X.
A parte che a essere precisi il waste-to-
H2 è una parte del waste-to-chemical, per il
semplice motivo che i rifiuti sono composti da
molto altro che idrogeno, quello che non ci con-
vince è che l’indirizzo strategico ha l’aspetto di
uno di quei calci al pallone puntati alle tribune
dello stadio, che non hanno altro obiettivo che
far scorrere secondi a favore della squadra in
difficoltà. Lo stesso titolo della delibera tradisce
l’obiettivo “Informativa sulla Tecnologia "Wasteto-Hydrogen"
come possibile implementazione
per la chiusura del sistema del ciclo dei rifiuti
in Umbria”, che è diverso da come la cosa è stata
presentata dai politici regionali. Anche gli accenni
(perché quelli sono) agli interventi sugli
altri stadi del ciclo (richiamo ai TMB di Treviso
ed Este), sembrano messi lì per dare l’impressione
che esistano dei piani concreti. Noi non
ne siamo al corrente.
Comunque, tutti i salmi finiscono in gloria, ed
ecco che la Delibera informativa si chiude con
l’affermazione che un primo passo formale e
indispensabile potrebbe essere l'avvio di uno
Studio di Fattibilità Tecnico-Economica (SFTE)
per cui si auspica una valutazione per emettere
un bando (a cura dell’Agenzia Umbra
Rifiuti e idrico) per proposte per il suddetto
Studio. Insomma, ci siamo capiti. Sim sala bim
in salsa all’idrogeno.
E il cronometro corre. Se vi sembriamo troppo
cattivi, la delibera è disponibile online. Andate
sul sito di Regione Umbria all’indirizzo
https://www.regione.umbria.it/atti-regione e
nel motore di ricerca inserito il numero 831 e
l’anno 2025. Non è possibile fornire un link diretto
al documento. Bisogna essere molto motivati
per leggerlo in originale.
l
Una rubrica per esplorare come i libri possano ispirare un futuro
più sostenibile. Un viaggio attraverso le pagine di saggi e manuali
È indispensabile, sostiene l'autore, sfatare
molte false convinzioni ed evitare che parole
come ambiente, ecologia, cambiamento
climatico siano sempre lette in contrasto con
i concetti di profitto, impresa, sviluppo
economico.
Il concetto di sostenibilità viene qui
inquadrato storicamente, ripulito da alcuni
fraintendimenti, esaminato nei suoi costi
sociali e individuali, così come nelle
opportunità che produce per le imprese.
Secondo l’autore esiste uno spazio fecondo
per quella mediazione che le feroci
contrapposizioni ideologiche sembrerebbero
rendere impossibile.Oggi, fare la cosa giusta
per il pianeta può coincidere con il fare
l'interesse aziendale. Perché in molti casi il
costo dell'inazione è molto superiore a
quello dell'innovazione. Per il mondo, ma
anche per ogni impresa che rischia
potenzialmente di perdere pubblico,
acquirenti, finanziamenti, opportunità.
Questo cambio di paradigma è la
conclusione dell'autore ed è proprio il motivo
per cui le aziende devono abbracciare la
sostenibilità. O rischiare di essere lasciate
indietro.
Eliana Puccio
Ottobre 2025
Ottobre 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
18 PRIMO PIANO Soluzioni
RIFIUTI ELETTRONICI
RIFIUTI ELETTRONICI
PRIMO PIANO
19
RAEE: i punti deboli
I rapporti di gestione
dei RAEE evidenziano
una crescita della raccolta
inferiore a quella delle
quantità immesse
sul mercato. Carestia
di metalli e perdita di base
industriale sono i due nemici
Marco Comelli
Dal recupero dei rifiuti elettrici ed elettronici
l’Unione Europea si aspetta un contributo
fondamentale all’avvicinamento
agli obiettivi di indipendenza strategica nell’ambito
dei metalli. Soprattutto delle CRM (Critical
Raw Materials), che sono diventati uno dei punti
centrali di molte direttive e regolamenti UE in
ambito di rifiuti, dall’Ecodesign, al Regolamento
Batterie sino al recentissimamente approvato
Regolamento sui veicoli a fine vita.
Le famose miniere urbane
Si parla spesso di RAEE come di miniere di terre
rare e altri materiali strategici, come il cobalto,
il niobio, il tantalio. Essi, tuttavia, si trovano in
quantità piccole nei rifiuti elettronici, insieme
all’oro, all’argento e ai metalli del gruppo del
platino. In certi casi, come per il tantalio, si tratta
di tracce che non riuscirebbero a coprire i costi
energetici e di lavorazione necessari per estrarli.
Altro problema sono le leghe, che però lo sono
per tutti gli ambiti del riciclo dei metalli. Per elevate
quantità sono stati messi a punto dei metodi,
come la spettroscopia di emissione ottica
del plasma, che permette di caratterizzarne la
composizione in modo preciso (anche se le leghe
sono contraddistinte anche da altri parametri
oltre che la composizione). Metodi che
difficilmente possono applicarsi alle piccole
quantità contenute nei rifiuti elettronici. A ciò si
aggiunge la difficoltà di recuperare i singoli componenti
di “cose” iper-lavorate, come i chip, le
schede, le lampade a LED, i monitor.
I cosiddetti “poveri”
I RAEE invece abbondano di materiali che di
“elettronico” hanno poco ma che hanno il vantaggio
di essere facilmente recuperabili: lamierino
d’acciaio, alluminio, rame, zinco,
piombo, plastiche varie, vetro. Per estrarli e
rimetterli in ciclo economico, come rottami,
non sono necessarie tecnologie e impianti sofisticati
e/o costosi e i tempi di recupero e
reimmissione sono molto brevi, come anche
il ritorno economico dell’attività. Quando parlando
di RAEE gli operatori lamentano (è un
fenomeno europeo, forse mondiale, anche se
sembra solo italiano per la nostra capacità di
autocommiserazione) che una percentuale
imprecisata ma molto grande dei rifiuti elettronici
ed elettrici sfuggono alla filiera ufficiale
del riciclo, non fanno che descrivere i problemi
del settore, sia intrinsechi (i principi della termodinamica
quelli sono) che legati alla catena
logistico-produttiva. Intanto, i centri di raccolta
sono diventati obiettivo di veri e propri raid di
cacciatori di metalli, dopo stazioni ferroviarie
e persino cimiteri.
Eppure, a guardare i numeri non sta andando
male, in cifra assoluta. Secondo il rapporto di
gestione del Centro di Coordinamento nazionale,
nel 2024 tra RAEE domestici e industriali
sono state raccolte e inviate al trattamento
540.854 tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici,
con una crescita del 5,9% rispetto al 2023.
La maggior parte della crescita è dovuta alle
apparecchiature professionali, che sono cresciute
del 18,4%, per 170.269 tonnellate, mentre
quelle domestiche sono cresciute solo
dell’1%, a 370.585 tonnellate.
Focus on
Se si zooma sul contributo delle singole categorie,
cinque per i domestici e sei per i professionali,
quella che cresce di più nei primi
è quella dei computer, dell’elettronica di consumo
e dei PED (Personal Electronic Devices,
in primi i cellulari), mentre nei professionali
la palma va alle apparecchiature di grandi dimensioni,
che cresce del 55%. Il quadro da
chiaroscuro diventa scuro se si guardano gli
obiettivi imposti dalla UE. Va detto che essi
non sono legati a un tasso di recupero rispetto
alle quantità dismesse (entità praticamente
ignota) ma in riferimento alla media annua
delle quantità immesse sul mercato nei tre
anni precedenti a quello della rilevazione
(quantità già più certa). Si arriva così a confrontarsi
con una media 2021-2023 di
1.824.579 tonnellate, per cui la percentuale di
riciclo per il 2024 è del 29,64%, in leggero calo
rispetto al 30,24% del 2023.
Come mai? La spiegazione è semplice, nel
2023 le quantità immesse sul mercato sono
state pari a 1.961.334 tonnellate, contro dati
attorno alle 1.750.000 nei due anni precedenti.
Hai voglia a crescere nella raccolta...
I dati di raccolta RAEE per raggruppamento,
riferiti all’anno 2024.
Se ci sono tutti i “pezzi”…funziona
Forse sarebbe il caso di rivedere i criteri di
calcolo, anche perché la normativa UE sta
spingendo verso l’allungamento della vita
utile delle apparecchiature elettriche ed elettroniche.
D’altronde, questo dovrebbe ridurre la crescita
delle nuove unità immesse, almeno per
alcuni raggruppamenti.
Sia come sia, i rimedi sono nel breve termine
accelerare il ciclo di raccolta-recupero-re
immissione di materie prime seconde, attraverso
il miglioramento della dotazione
impiantistica e lo sveltimento della logistica.
Forse si dovrà pensare a ridurre il numero
di step nel ciclo, secondo i principi della simbiosi
industriale.
Il guaio è che l’Europa importa moltissime
apparecchiature che diventano RAEE, per
cui alla fine si rischia di esportare materie
prime seconde e trovarsi a competere con i
PVS e le loro materie prime vergini.
Ennesima dimostrazione che l’economia circolare
funziona se ci sono tutti i pezzi, altrimenti
diventa una forma evoluta del mestiere
del rigattiere.
l
Ottobre 2025
Ottobre 2025
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
20
ECONOMIA CIRCOLARE
SALONI
SALONI ECONOMIA CIRCOLARE 21
Economia Circolare
Gira, Ecomondo gira
Al via la 28ma edizione dalla Green Technology Expo, la kermesse italiana
più internazionale, che promette di stupire e superare ogni attesa.
I titolari delle nostre rubriche ci hanno anticipato il loro “sentire”
Federica Lugaresi
Quattro - 7 Novembre 2025. Quanta strada
è stata fatta da quella doppia intuizione
nel 1997, di Edo Ronchi (allora Ministro
dell’Ambiente che col suo decreto ha cambiato
il paradigma sulla gestione dei rifiuti) e di
Lorenzo Cagnoni (presidente di una fiera)! Oggi,
Attese e aspettative
Abbiamo chiesto ad alcuni dei titolari delle nostre rubriche
la percezione su questa nuova edizione di Ecomondo. Cosa
«
ci si aspetta? In che direzione si andrà? Queste le risposte…
Associazione Demolitori di Qualità
Per ADQ Ecomondo è un appuntamento decisivo: un
luogo dove portare la voce degli autodemolitori di
qualità e aprire nuove prospettive per il fine vita auto.
Presenteremo il Libro Bianco, che vuole essere strumento
di dialogo con istituzioni, imprese e cittadini
per offrire proposte concrete sul nuovo Regolamento
ELV. Sarà l’occasione per rafforzare relazioni, condividere
esperienze e sottolineare il ruolo strategico
degli impianti certificati ADQ nella transizione ecologica
e nell’economia circolare.
«
lungo quei 28 anni, si è arrivati a creare un evento
internazionale per le tecnologie e le soluzioni
della Green Circular Economy, che ha come
obiettivo la diffusione e la promozione di tecnologie,
servizi e soluzioni innovative per l’applicazione
dell’economia circolare. In tutte le sue forme:
sette sono infatti le tematiche sviluppate,
affiancate da sei distretti verticali.
Un’offerta che non si smentisce
Tra le macroaree proposte (alcune di queste già
note dalle precedenti edizioni) troviamo la valorizzazione
dei rifiuti, rigenerazione dei suoli e
degli ecosistemi agro-forestali e alimentari,
energia da biomasse, ma anche - e soprattutto
- uso di rifiuti come materie prime seconde. Non
mancano l’intero ciclo idrico integrato (col recupero
e riuso delle acque), la tutela dei mari ma
anche dello spazio - con il monitoraggio satellitare
- mezzi e componenti per trasporto e movimentazione
rifiuti.
« ALTHESYS e il riuso degli imballaggi
nell’e-commerce
Le politiche UE prevedono che entro il
2030, almeno il 40% degli imballaggi
usati per il trasporto di beni, anche in
ambito e-commerce, dovrà essere riutilizzabile
e inserito in un sistema organizzato
di riuso. Obiettivo che salirà al
70% entro il 2040. Tale modello, tuttavia,
è ancora in fase sperimentale in buona
parte d’Europa e le effettive potenzialità
derivanti dell’impiego di packaging riutilizzabile
nell’e-commerce sono ancora
da valutare approfonditamente. La necessità
di analisi, nelle diverse condizioni
e ambiti di utilizzo, sarà ancor più necessaria
vista la crescita inarrestabile
delle vendite online.
«
Ottobre 2025
A completare l’offerta sempre più ricca, i sei distretti
verticali focalizzati sulle filiere del tessile,
carta, tecnologie trenchless, città sostenibili e
startup. Immancabile il distretto delle Blue
Economy, presente anche con un ricco palinsesto
convegnistico, che identifica un punto di ritrovo
per tutti quegli esperti che vogliono valutare nuove
soluzioni (in termini di gestione delle acque)
a salvaguardia di sistemi urbanistici e per far
fronte a cambiamenti climatici. La faranno da
padrona quindi gli impianti di trattamento e dissalazione
delle acque, riutilizzo delle reflue e
piovane e prodotti/impianti per il trattamento e
la depurazione.
Da segnare in agenda
Come sempre Ecomondo ci stupisce per il suo
palinsesto convegnistico, supervisionato dal
Comitato Tecnico Scientifico, in cui ritroviamo
Fabio Fava in veste di Presidente. Segnaliamo il
primo giorno di apertura l’evento “Nano -
tecnologie, bioresine e strutture metallo-organiche
per la transizione ecologica” in cui verranno
illustrati nuovi materiali con proprietà
completamente nuove che stanno già rivoluzionando
settori chiave. Il giorno 5 novembre, il workshop
“Trattamento e gestione delle acque reflue
e dei fanghi di depurazione secondo le nuove direttive”
che ora pongono sfide diverse. Il giorno
6 non si può perdere “Economia circolare nel
« REF Ricerche
Guarda ad “Ecomondo 2025” come a
un appuntamento chiave per misurare
l’evoluzione dell’economia circolare, a
partire dalle nuove regole sui rifiuti
(MTR-3, qualità tecnica, TICSER, unbundling)
definite da ARERA. La sfida
principale sarà coniugare la sostenibilità
ambientale con la competitività
industriale dei produttori e dei gestori,
trasformando i dati qui presentati e le
indicazioni di policy che emergeranno
come leva di sviluppo concreta per le
imprese e i territori.
Ottobre 2025
«
Clean industrial deal: EoW e sottoprodotti” per
spiegare l’importanza dei principi di ecodesign,
progettazione di prodotti più duraturi e più facilmente
gestibili una volta che sono diventati rifiuti.
Ma neanche “Arredi e complementi d’arredo
nella prospettiva EPR” in vista del nuovo progetto
tutto italiano, per creare un sistema che promuova
l’economia circolare attraverso l’utilizzo
di materiali sostenibili e l’estensione del ciclo di
vita dei prodotti, ma anche reti per riparazione
e riuso di qualità.
L’ultimo giorno, segnaliamo “Il nuovo regolamento
End of life per il settore del fine vita auto”.
Mappa
dei padiglioni
e relativa
distribuzione
delle aree
tematiche.
Il settore “Waste
e resource”
è quello più
rappresentato
(58%).
A.I. e soluzioni
innovative
sono sempre
più sviluppate
ed applicate
all’economia
circolare.
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
22 ECONOMIA CIRCOLARE Soluzioni
CIRCOLARITÀ E MISURAZIONE
CIRCOLARITÀ E MISURAZIONE
ECONOMIA CIRCOLARE
23
Circolarmente
Appuntamento con lo spazio dedicato ai materiali
e design circolare, nonché alle risorse materiche.
Su questo numero ci occupiamo di chiarire
i concetti di riciclo reale vs riciclo potenziale
Marco Capellini
Matrec.com
Nell'ambito della misurazione della circolarità
di un materiale o prodotto, è
fondamentale distinguere tra riciclo
reale e riciclo potenziale: concetti spesso confusi
che possono portare a risultati differenti
con il rischio di fare una comunicazione sbagliata
ed ingannevole.
Definizioni e differenze: facciamo chiarezza
Il riciclo potenziale (o riciclabilità teorica) si
riferisce alla capacità intrinseca di un materiale
di essere riciclato in condizioni ideali. È un valore
massimo teorico che non tiene conto delle
variabili del mondo reale. Ad esempio, una bottiglia
in PET è potenzialmente riciclabile al
100%, ma questo valore si basa sulla composizione,
sulla presenza di sistemi di raccolta e
sulle tecnologie disponibili sul mercato per essere
riciclata. È un dato di partenza utile in fase
di progettazione di un prodotto (ecodesign), ma
insufficiente per valutare l'effettiva circolarità.
Con la valutazione di riciclo potenziale è inoltre
opportuno tenere in considerazione anche la
separabilità dei componenti (disassemblaggio)
e la non presenza di sostanze o materiali che
possono inficiare il processo di riciclo.
Il riciclo reale, al contrario, rappresenta la
quantità effettiva di un materiale che viene concretamente
riciclata e reimmessa nel ciclo
produttivo. Questo dato tiene conto di tutte le
variabili del sistema: la qualità della raccolta
differenziata, l'efficienza degli impianti di selezione
e trattamento, le perdite di materiale
dovute alla contaminazione o ai processi industriali
e la reale disponibilità di mercato per
il materiale riciclato. Il riciclo reale inoltre, varia
da paese a paese e le percentuali di riciclo possono
(nella maggior parte dei casi), variare di
anno in anno. La raccolta di dati veritieri e affidabili
sul riciclo è fondamentale per qualsiasi
attività.
Misurazione e importanza per una comunicazione
veritiera
La differenza tra queste due metodologie di
valutazione è cruciale per un approccio onesto
e trasparente alla circolarità. Molte aziende (in
alcuni casi inconsapevolmente), si limitano a
dichiarare la riciclabilità potenziale di un prodotto
senza specificare il tasso di riciclo reale:
questo è un rischio perché c’è la tendenza a
creare un'immagine "green" del prodotto senza
un impegno concreto e verificabile.
Un chiaro esempio di questa problematica è
l'affermazione "100% riciclabile", che è spesso
vera in termini potenziali, ma non tiene conto
del fatto che non tutti i prodotti immessi sul
mercato verranno effettivamente raccolti e riciclati.
Il tasso di raccolta e le perdite di processo
riducono drasticamente il valore reale
del tasso di riciclo.
Qui di seguito, ecco le principali differenze in
termini di risultati che si possono ottenere con
i due approcci.
Riciclo Potenziale:
• Fornisce una stima teorica basata sulla composizione
e le caratteristiche del materiale.
• È utile nella fase di ecodesign per scegliere
materiali con un'alta riciclabilità intrinseca.
• Non riflette l'efficacia del sistema di gestione
dei rifiuti.
• Può portare a dichiarazioni ingannevoli (greenwashing)
se non contestualizzato.
Riciclo Reale:
• Misura il successo effettivo della raccolta,
del trattamento e del riutilizzo.
• Riflette l'efficienza dell'intera filiera del riciclo.
• È un indicatore quantitativo, verificabile e certificabile.
• Fornisce un dato veritiero e trasparente per
i consumatori e gli stakeholder.
La chiave di volta
Le normative e gli standard internazionali,
come la serie ISO 59040, mirano proprio a superare
questa ambiguità. La norma ISO 59040,
si concentra sulla creazione di un "Product
Circularity Data Sheet", una sorta di "carta
d'identità" del prodotto che raccoglie dati verificabili
sulla sua circolarità.
L'adozione di standard come questo è fondamentale
per garantire che le affermazioni di
sostenibilità siano supportate da dati concreti
e non da dichiarazioni astratte. Misurare il riciclo
reale, e non solo quello potenziale, è quindi
la chiave per una vera transizione verso
un'economia circolare.
Come Matrec da anni misuriamo la circolarità
di materiali, prodotti e servizi e ci affidiamo al
CircularTool, uno strumento validato da Bureau
Veritas per l’applicazione della norme ISO
59020 e ISO 59040.
Durante il processo di misurazione confrontiamo
sempre lo scenario di fine vita reale con
quello potenziale per comprendere le possibili
Il “100% riciclabile”
è un’affermazione
potenzialmente vera.
Perché lo sia anche di fatto,
è necessario conoscere
il tasso di riciclo reale
che è misurabile.
azioni di miglioramento e per trasferire ai nostri
clienti la differenza (talvolta molto significativa),
dei risultati. È un aspetto da non sottovalutare
soprattutto in ottica di prossima
applicazione degli atti delegati del Re -
golamento Ecodesign ESPR.
l
Scarti di legno
recuperati attraverso
raccolta differenziata.
Materiale per natura
riciclabile, ma si deve
tenere conto anche della
disassemblabilità dei
componenti e
dell’assenza di sostanze
che ne possono inficiare
il riciclo.
Le normative
internazionali
puntano a definire
una sorta di carta
d’identità
del prodotto,
che raccoglie dati
verificabili sulla
sua circolarità.
Ottobre 2025
Ottobre 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
24
Soluzioni
ECONOMIA CIRCOLARE
WASTE SEGNALA
Soluzioni per migliorare
il ciclo integrato dei rifiuti
CONSULENZA, PROGETTAZIONE, ASSISTENZA
HIGHLIGHTS
Segnaliamo nel palinsesto del secondo semestre
2025, l’interessante corso “La depurazione
degli scarti industriali” (11/11-28/11)
alla sua 18ma edizione. Qui verranno trattati
all’interno dell’attuale quadro normativo, processi,
trattamenti e tecnologie nei reflui industriali
sia per i farmaceutici (26/11) che PFAS
(24/11), ma anche nei reflui di cartiera (28/11).
Sempre in merito al tema economia circolare,
segnaliamo anche “Modellazione numerica
e ottimizzazione energetica nei sistemi di trattamento
della acque di rifiuto: strategie avanzate
di controllo e gestione” che partirà il 10
novembre e terminerà il 2 dicembre.
All’interno di “Terre e rocce da scavo” (1-2/12),
suggeriamo il modulo di apertura relativo alla
gestione delle terre e rocce da scavo nelle situazioni
ordinarie. Dal 3 al10/12 si svolgerà
invece il corso “Ge stione dei rifiuti in azienda”
che approfondirà normative, aggiornamento
RENTRI ed End of Waste.
L’edizione degli eventi Ambiente è partita
lo scorso 24 settembre con il corso suddiviso
in quattro moduli disgiunti “Fo gnature
e deflussi urbani”. Per approfondire l’intero
programma: https://fast.mi.it/eventi-fastambiente-academy/
Un’Academy…
FAST
Corsi e seminari ma anche collettore
e collante dei saperi tra enti pubblici
e aziende private. È FAST Ambiente
Academy, punto di riferimento nazionale
per la formazione tecnica ambientale
Ai blocchi di partenza gli eventi organizzati - in modalità remota,
ibrida e in presenza – da FAST Ambiente Academy
finalizzati al perseguimento dei principi di sviluppo sostenibile
e dell’economia circolare. Il palinsesto si presenta ricco
ed è caratterizzato da filoni tematici quali il trattamento delle acque
reflue e potabili, sistemi fognari e deflussi urbani, gestione
dei rifiuti, bonifiche, emissioni atmosferiche e odorigene, passando
per le autorizzazioni ambientali, cambiamenti climatici
ed energie rinnovabili. FAST Academy non si limita a lezioni teoriche
ma trasferisce e condivide i saperi anche attraverso esercitazioni
in aula e visite presso impianti innovativi, con il conseguimento
di crediti formativi.
Da non sottovalutare l’alta specialità dei docenti che sono tra i
più qualificati e aggiornati esperti nei diversi settori ambientali,
trattandosi di ricercatori universitari, funzionari di enti di ricerca,
dirigenti e tecnici di enti pubblici e rappresentanti di Ordini professionali.
Siamo il tuo partner di fiducia per macchinari e impianti per il trattamento dei rifiuti.
Offriamo le migliori soluzioni per il settore dei rifiuti, rottami, compost, legna, RAEE e produzione di combustibili
derivati grazie ai marchi leader UNTHA, Pronar, Binder+Co e Lindemann.
SCAN.ME
Ottobre 2025
ECOTEC SOLUTION SRL
Via Bolzano 4 · I-39011 Lana (BZ)
T+F +39 0473 562 437
info@ecotecsolution.com
ecotecsolution.com
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
26
ECONOMIA CIRCOLARE
NEWS
Virtuoso e prezioso
La Soluzione All-in-one da Palmieri
Destinata agli impianti di produzione di biogas e biometano,
per il pretrattamento dei rifiuti organici urbani e
per il depackaging degli alimenti scaduti.
Ginevra Fontana
Nei Garbage Cafè, in India, si paga il pasto con un chilo
di plastica. Il progetto ha un doppio beneficio: contribuisce
alla lotta all’inquinamento e aiuta chi è in difficoltà
FACILE MANUTENZIONE
COMPATTA
Un pasto per un chilo di plastica.
Que sta iniziativa arriva dall'India, e precisamente
dai Garbage Cafè ad Am -
bikapur.
Nasce per combattere l’inquinamento urbano,
ridurre i rifiuti e, allo stesso tempo, aiutare chi
ha poche possibilità. Chiunque si reca al Gar -
bage cafè con un chilo di plastica riceve un intero
pasto (riso, due curry di verdure, insalata
e sottaceti); chi ne porta mezzo chilo ottiene
una colazione. Sono tanti i vantaggi legati a questo
progetto:in primis, il locale dà da mangiare
a oltre 20 persone ogni giorno, e dal 2019 ha
raccolto in totale quasi 23 tonnellate di plastica.
Inoltre, grazie alla raccolta dei rifiuti, le strade
sono più pulite, e la gente meno affamata.
Povertà e rifiuti sono infatti tra i problemi principali
che affliggono l’India. L’ultimo rapporto
Global Hunger Index 2024 ha confermato
l’India come Paese con livello di fame ‘serio'.
Un chilo di bottigliette e sacchetti può sembrare
poco ma in questa città indiana in realtà
è molto più che un pasto. Ma dove finisce la
plastica raccolta? Viene inviata ai centri locali
specializzati per la raccolta dei rifiuti (SLRM)
gestiti da AMC e trasformata in granuli che
vengono poi venduti per costruire strade.
VERSATILE
ROBUSTA
RESA
ELEVATA
Purea
organica
L’iniziativa arriva anche in Italia
Iniziative simili si possono trovare in Cambogia
e in Europa, anche se con modalità differenti.
Persino In Italia dove quest’estate in Cilento
(Campania) un progetto il cui slogan era "Una
busta di rifiuti in cambio di un caffè", prevedeva
di raccogliere i rifiuti dalla spiaggia e portarli
nelle attività aderenti, per ricevere in cambio
un caffè.
Stessa storia in Puglia, dove a Torre Guaceto
(Salento) grazie a "Plastic × coffee" si otteneva
un espresso in cambio di scarti recuperati dalle
spiagge.
l
Ottobre 2025
Saremo presenti al prossimo Ecomondo
Ti aspettiamo allo stand D5-123!
Materiali
ferrosi
Plastiche
e materiali
leggeri
pass-solution.com
palmierigroup.com
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
28
ECONOMIA CIRCOLARE
COSTRUZIONE E DEMOLIZIONE
Operazione
Impianti aperti
Eliana Puccio
Visite guidate in provincia di Verona nella sede di Green Hub,
nel più grande impianto nazionale per il recupero
del cartongesso. Aperte le porte ai cittadini e alle istituzioni
Assoambiente ha promosso un tour lungo
tutta la Penisola per valorizzare i luoghi
in cui l'economia circolare prende forma
concretamente. Stiamo parlando della campagna
"Impianti Aperti on the Road", la cui sesta
tappa si è svolta nella sede di Green Hub (a San
Bonifacio, in provincia di Verona), l'azienda attiva
nel recupero del cartongesso e nella trasformazione
della carta e del gesso da rifiuto a materia
prima secondaria (MPS), attraverso avanzati
processi di recupero.
L’impianto di Green Hub
Green Hub ha aperto le porte alle istituzioni e
ai cittadini mostrando il più grande impianto a
livello nazionale per capacità produttiva e autorizzazioni
in questo settore, rendendo visitabili
le due linee di recupero: una dedicata agli scarti
di produzione delle lastre, l'altra ai materiali
provenienti da costruzione e demolizione.
La capacità produttiva dell'impianto supera le
200 tonnellate di cartongesso processato al
giorno (per un totale annuo di 50.000 tonnellate
di cartongesso riciclato), evitando che questo
rifiuto, classificato come speciale non pericoloso,
finisca in discarica. Il gesso recuperato
raggiunge una purezza superiore al 98%; la
carta viene reimmessa nella filiera cartaria,
garantendo un recupero del 100%. Il gesso riciclato
può anche sostituire il filler per la produzione
di conglomerati bituminosi. "Il mercato
del cartongesso è trainato dalla crescente domanda
nel settore residenziale, commerciale
e industriale. Impianti innovativi come questo
offrono soluzioni concrete per il riciclo e la produzione
di materiali da costruzione ecocompatibili
e iniziative come Impianti Aperti consentono
di far conoscere ai cittadini le attività, gli impianti
e gli uomini che rendono reale il concetto di economia
circolare", ha evidenziato il vice Pre -
sidente Assoambiente Paolo Barberi. l
Ottobre 2025
PARTE DEL GRUPPO HOLCIM,
GEOCYCLE È DA OLTRE 30 ANNI
UN PARTNER AFFIDABILE NELLA
GESTIONE SOSTENIBILE DEI RIFIUTI.
Geocycle offre soluzioni innovative per la valorizzazione dei rifiuti, riducendo il consumo di
materie prime e le emissioni di CO₂. Grazie alle cementerie del gruppo, Geocycle applica
concretamente i principi dell’economia circolare, contribuendo a creare valore per le comunità
locali e a costruire un futuro migliore per le persone e per il pianeta.
geocycle.com
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
30
ECONOMIA CIRCOLARE
SALAMOIE E SALI
A Trasaghis un nuovo impianto nato
per offrire ai produttori consorziati
un’alternativa stabile e sostenibile,
capace di trasformare
gli scarti salini
in materiali riutilizzabili
per usi industriali
Eliana Puccio
Del Prosciutto San
Daniele non si butta nulla
Eliana Puccio
Un nuovo impianto per il recupero e la valorizzazione
degli scarti salini derivanti
dalla produzione del Prosciutto di San
Daniele DOP è stato inaugurato a Trasaghis
(UD). L’impianto è promosso e realizzato dal
Consorzio attraverso la società controllata
Promo San Daniele Srl.
È una struttura unica nel suo genere a livello
europeo, realizzata proprio con il fine di trattare
e rigenerare due tipologie di rifiuti: il sale solido
esausto e la salamoia. Il progetto ha ottenuto il
via libera definitivo nel 2024 e ha coinvolto centinaia
di ore di progettazione tecnica e oltre 12
mesi di lavori.
Nuova rinascita
Una volta concluso il trattamento, il sale rigenerato
che non può essere destinato a usi alimentari,
trova nuova vita in applicazioni sostenibili.
Grazie alla sua qualità tecnica, potrà
essere utilizzato come agente antighiaccio per
strade e autostrade regionali o impiegato nella
concia delle pelli. Il Consorzio trasforma così
l’unico residuo di lavorazione in una risorsa utile
contribuendo concretamente alla riduzione degli
sprechi.
In occasione della sua inaugurazione, il
Presidente del Consorzio del Prosciutto di San
Daniele Nicola Martelli ha dichiarato: “Con questo
impianto completiamo un percorso strategico
che parte dalla responsabilità e arriva all’innovazione.
Siamo riusciti a trasformare un
elemento di scarto in una risorsa, dimostrando
come anche un comparto fortemente legato
alla tradizione possa essere capace di evolversi
e guidare il cambiamento. Questo progetto non
rappresenta solo un investimento tecnologico,
ma soprattutto un impegno concreto verso un
modello produttivo più sostenibile, efficiente e
rispettoso del territorio. È il risultato di collaborazione,
visione e responsabilità condivise,
che ha coinvolto tutto il sistema del San Daniele.
È un passo in avanti per tutto il distretto: ora il
sale è una risorsa che riduce l’impatto ambientale.
È una tappa importante che conferma la
nostra volontà di costruire valore ambientale
ed economico, a beneficio di tutta la filiera del
San Daniele e della comunità che ci ospita”.l
Ottobre 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
32 ENERGIA Soluzioni
RECUPERO CALORE
RECUPERO CALORE
ENERGIA
33
Marco Comelli
La metà dei consumi energetici di un tipico datacenter
se ne va nel raffreddamento dei server. Un’enorme
quantità di scarto che però non è immediato utilizzare
Il calore dei dati
Già prima del boom dell’intelligenza
artificiale, i consumi energetici dei
datacenter crescevano nel mondo a
un ritmo del 20% l’anno, dato che potrebbe
passare al 35% con l’incremento dei siti dedicati
all’IA. Questo nonostante l’efficienza
dei sistemi di calcolo migliori di continuo. Per
fare un esempio, tra il 2010 e il 2018, ancora
in un periodo dove i maggiori consumatori
erano le applicazioni in cloud, la potenza di
calcolo installata a livello globale è cresciuta
del 550%, mentre i relativi consumi elettrici
lo hanno fatto solo del 6%. Lo stesso in tempi
più recenti è avvenuto e avviene nei sistemi
specializzati in IA. Le Tensor Processing Unit
(TPU) di Google della fine del 2024 erano del
67% più efficienti rispetto a quelle del 2022.
Anche il software che le utilizza è migliorato:
rispetto al 2016 il consumo di addestramento
dei modelli è diminuito di 350 volte a parità
di dimensioni.
Calore e raffreddamento
Si tratta di consumi grandi ma comunque non
enormi in confronto ad altre voci del bilancio energetico.
Anche se il raddoppio previsto dall’agenzia
internazionale dell’energia entro il 2030 dovesse
verificarsi, raggiungendo i 945 TWh dai poco più
di 460 di oggi, si tratterebbe comunque del 2%
dell’energia elettrica mondiale. Quello che salta
all’occhio è invece la percentuale dei consumi
dedicata al raffreddamento dei sistemi, ossia per
evitare che le unità di calcolo e di memoria fondano.
Parlando dell’Italia, nel 2024 risultava una
potenza installata di circa 430 MW, di cui appunto
la metà asservita al raffreddamento. L’energia
dispersa in calore rappresenta una percentuale
ancora più alta, perché l’efficienza dei sistemi di
raffreddamento non è pari a uno.
Makes sense
I datacenter sono quindi grandi produttori relativi
di cascami termici, che senza interventi
vengono immessi in atmosfera tramite chiller.
Recuperare il calore ha quindi senso ma
si scontra con un problema fondamentale,
la temperatura. Il calore in uscita da un datacenter
si aggira attorno a una temperatura
compresa tra i 30 e i 35 gradi, veicolata da
grandi masse d’aria, che è un cattivo vettore
di calore. Per rendere utilizzabile il calore
esso va “concentrato”, utilizzando un insieme
combinato di scambiatori e di pompe di calore
aria/acqua, per portarlo almeno a 70
gradi, con un dispendio di energia per far funzionare
la pompa di calore tutto sommato limitato.
Uno studio di Mitsubishi Electric calcola
che su un consumo energetico totale da
parte dei server e dei vari stadi di recupero e
raffreddamento di 1300 kW, in questo modo
sia possibile ricavare 250 kW di energia termica,
disperdendo comunque in atmosfera
1050 kW, un risultato migliore di quello che
avverrebbe senza recupero, ossia 1250 kW.
In questo bilancio, la pompa di calore assorbe
50 kW. Una volta alzata la temperatura, è
possibile utilizzare il calore per scaldare un
fluido più efficiente dell’aria nel trasporto del
calore, per esempio acqua.
Con calore a disposizione è possibile utilizzarlo
in modo utile, all’interno o all’esterno del datacenter.
All’interno del datacenter è possibile,
per esempio, alimentare unità frigorifere ad
assorbimento, che producano acqua fredda
da utilizzare nel circuito di raffreddamento, riducendo
quindi il consumo di energia primaria.
Altra possibilità è fornire riscaldamento
nelle aree ad uso ufficio, nel qual caso si potrebbe
utilizzare direttamente come fluido
l’aria, anche se si andrebbe incontro a forti dispersioni
perché, come detto, l’aria non è un
vettore efficiente.
Ridurre il consumo di energia primaria
Gli utilizzi più interessanti sono quelli esterni
al datacenter. Il caso classico è quello dell’accoppiamento
a un sistema di teleriscaldamento,
che si adatta bene alla temperatura relativamente
bassa dell’acqua in uscita. Un
datacenter non è in grado di alimentare da
solo un sistema di teleriscaldamento, ma può
contribuire in modo significativo alla riduzione
del consumo di energia primaria da parte dello
stesso, preriscaldando l’acqua del circuito di
mandata. Naturalmente a questo punto entra
Trasferimento
di energia
termica
AMBIENTE
1000 KW
Assorbimento di
energia elettrica
SERVER
1000
KW
1000
KW
50 KW
1050
KW
FAN WALL
WSHP
in gioco la disponibilità di infrastrutture nei
pressi del datacenter e in ultima analisi la collocazione
geografica dello stesso.
Nel primo caso in Italia di utilizzo dei cascami
termici da elaborazione dati, quello del progetto
che A2A sta portando avanti con Retelit
e DBA, che sarà operativo nei primi mesi dell’anno
prossimo, ci si appoggia sulla rete esistente,
permettendo di servire 1.250 famiglie
in più all’anno abitanti nel Municipio 6 di
Milano. Nel caso l’infrastruttura non sia presente,
il conto eco nomico non energetico cambia
completamente e occorre valutare la convenienza
in termini di tempo di recupero
dell’investimento.
50 KW
Basta ingegnarsi
Nel caso poi il datacenter si trovi in un luogo
isolato il problema è che mancano i possibili
utilizzatori. Non tutto è perduto, anche se non
si è in prossimità di centri abitati. In Finlandia,
per esempio, con il calore di un datacenter si
essiccano i pellet di legno, evitando l’uso di
caldaie. In campagna, si possono riscaldare
le serre. Un datacenter di 200 kW è in grado
di fornire calore a una serra di un ettaro per
la produzione di pomodori, per esempio.
Chiaramente, situazioni di questo tipo difficilmente
si possono verificare per caso. I risultati
migliori si ottengono se il recupero del calore
viene considerato dal momento della progettazione
del centro e della sua collocazione,
come un fattore dirimente. Insomma, lo stesso
problema che c’è in tutti i progetti di simbiosi
industriale, di cui l’elaborazione dei dati è solo
l’esempio più recente.
l
250
KW
800
KW
CHILLER
200KW
CALORE
RIUTILIZZATO
Il recupero del calore
come cascame
termico
dei datacenter,
consente di ridurre
o sostituire un’altra
fonte di calore
primaria.
(Credit: Mitsubishi
Electric)
Ottobre 2025
Ottobre 2025
34 ENERGIA NEWS
L’impianto fotovoltaico
flottante presso
la centrale
idroelettrica
di Venaus (TO).
Bacino con brivido
Il progetto di desedimentazione
del bacino è integrato
al primo sistema fotovoltaico
galleggiante realizzato da Enel
ficiente e sostenibile. Al progetto hanno collaborato
l’Azienda NRG Island, l’Università di
Padova e la startup italiana Pipein.
PORTALE RADIOMETRICO BRUMOLA SGS-II
Per il controllo automatico dei carichi in ingresso al vostro impianto
OLTRE 300 PORTALI INSTALLATI IN ITALIA
Ginevra Fontana
Enel ha inaugurato un innovativo progetto
di desedimentazione integrato con il fotovoltaico
flottante di Venaus, il primo
sistema solare galleggiante realizzato dal
Gruppo elettrico, che oltre a produrre energia
pulita, riduce l’evaporazione dell’acqua del
bacino. Il nuovo sistema di desedimentazione
ha una serie di eliche che movimentano i sedimenti
depositati sul fondo. Una pompa aspiratrice
si sposta all’interno del bacino per ottimizzare
la rimozione dei sedimenti che
vengono così gestiti in modo ecologico.Tutto
il sistema è alimentato dai pannelli solari flottanti,
garantendo un funzionamento autosuf-
Grossi benefici
I pannelli sono bifacciali, cioè dotati di celle solari
che assorbono la luce su entrambi i lati, e garantiscono
una produzione annua di circa 1.200
MWh. L’ibridizzazione fra energia idroelettrica
e solare offre vantaggi per entrambe le tecnologie:
rispetto a un impianto fotovoltaico
sulla terraferma non c’è consumo di suolo e
il rendimento dei pannelli solari migliora grazie
alle temperature relativamente più basse.
La presenza della copertura galleggiante riduce
l’evaporazione e quindi la perdita di acqua
dalla vasca. Si tutela così una risorsa preziosa
per la centrale idroelettrica, ma anche per gli
altri usi civili della zona.
l
DISCRIMINAZIONE RADIOATTIVITA’ ARTIFICIALE
A NORMA UNI 10897-2016 E D-LGS 101/20
HALL C3
STAND 108
Ottobre 2025
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
36
RIFIUTI SOLIDI
GREEN REMEDIATION
GREEN REMEDIATION
RIFIUTI SOLIDI
37
Bonifica sostenibile dei siti
contaminati: quadro normativo,
innovazione e applicazioni
Federica Lugaresi
Il risanamento ambientale, con attenzione all’aspetto ecologico,
è un criterio praticamente nuovo e dai numerosi benefici.
Ce ne parla Annalisa Gussoni, Direttore Commerciale di Pasa Labs
“La prima volta che ho sentito parlare
di “bonifica sostenibile” è stato
nel 2010 in occasione dell’Inter -
national Conference on Green Remediation
organizzata da The Environ mental Institute at
the University of Massa chusetts Amherst and
the U.S. EPA (Office of Superfund Remediation
and Tech nology Innovation - Amherst, Massa -
chusetts 15-17 giugno 2010), dove ero stata
invitata a portare un contributo” esordisce la
D.ssa Gussoni.
Cosa è emerso dal convegno?
Un approccio assolutamente innovativo agli
interventi di bonifica che, già allora, EPA valutava
sulla base del rapporto costi/benefici,
non solo in termini economici ma anche, e soprattutto,
in termini di rischi per l’ambiente e
la salute umana. Si è parlato di Green
Remediation…
In pratica di cosa si tratta?
Un approccio sostenibile alla bonifica dei siti
contaminati integrando esigenze ambientali,
economiche e sociali nelle attività di risanamento
del suolo e della falda, ricorrendo a
modalità di intervento atte a ridurre la movimentazione
degli inquinanti e a minimizzare,
quindi, la produzione di rifiuti e l’impatto sulla
qualità dell’aria.
Nell’approccio EPA una grande attenzione veniva
posta anche al rapporto rischi/benefici
per la salute umana: la valutazione della bonifica
merita una visione integrale che tenga
Ottobre 2025
conto, non solo del rischio generato dagli inquinanti
presenti, ma anche dell’impatto sulla
salute umana indotto dal loro trattamento/rimozione.
Alla valutazione generale degli interventi
collaboravano anche compagnie di
assicurazione apportando contributi in termini
di costi generati da potenziali incidenti stradali
sia come vite umane sia per le matrici ambientali
in caso di sversamenti.
La strategia di bonifica ecologica Superfund
dell'EPA definisce gli attuali piani del programma
stesso per ridurre l'impatto ambientale
durante le operazioni di bonifica e preservare
le risorse naturali delineando 40 azioni specifiche,
articolate in 9 azioni chiave. Nel 2024,
l'EPA ha completato interventi in 14 siti
Superfund, raggiungendo alla fine del 2024 il
numero di 1.512 siti dall'inizio del programma.
Un approccio che strizza un occhio anche
all’economia circolare.
E’ applicabile anche nel nostro Paese?
Assolutamente sì. Nello stesso periodo, nel
ruolo di Direttore del Servizio Piani di Bonifica
del Comune di Milano, ho partecipato a un
progetto Europeo, Proside (Iniziativa
Comunitaria INTERREGG), che ha avuto come
obiettivo lo sviluppo di una metodologia interdisciplinare
per la riqualificazione urbana sostenibile
di aree dismesse. Il Proside infatti
vedeva coinvolti due settori, Ambiente e
Urbanistica che, sebbene impegnati quotidianamente
sulle medesime porzioni di territorio,
appartengono a tradizioni disciplinari e ambiti
tecnici spesso molto distanti tra loro. Nel progetto,
il doppio binario dell’analisi urbanistica
e della sostenibilità ambientale è stato sviluppato
contemporaneamente.
Il progetto, partendo da un caso studio - l’area
dismessa Bovisa Gasometri a Milano - ha visto
il coinvolgimento, oltre che dei partner istituzionali
dei paesi partecipanti al progetto
(Germania, Polonia, Ungheria), anche di istituti
universitari (Università di Karlsrhue) e infine di
partner privati (studi di architettura). Ogni gruppo
di progettazione urbanistica ha considerato
in modo solo parziale o in modo completo le
proposte dei colleghi dei settori ambientali.
Nel caso studio la simulazione svolta, da chi ha
sviluppato il progetto urbanistico sulla base degli
input di natura ambientale, ha portato alla movimentazione
di una minore quantità di terre
Ottobre 2025
!"#$%$!&'($)*+,+
!"#$% &'%!(%#"
!"#$%&%'
()*+,"-
!"#$%&%'%
.)*+,"-
!"#$/%'%
0.*+,"-
!"#$/%'%
1)*+,"-
)"*#$+
"#$&
contaminate con una conseguente riduzione
dell’impatto economico e ambientale.
Le conclusioni sono state che, posto che la
fattibilità economica sia il nodo cruciale che
consente la riqualificazione di un sito dismesso
da parte di un operatore non responsabile della
contaminazione, risulta fondamentale l’interdisciplinarietà
nella progettazione tra pianificazione,
fattibilità economica e tutela
dell’ambiente.
E qui si inserisce la Green Remediation…
Esatto. Se infatti a quest’ultima si aggiunge
un approccio basato sui principi della Green
Remediation il risultato sarà un intervento di
riqualificazione con una buona qualità ambientale,
un minor impatto complessivo su
matrici ambientali e salute umana e con costi
di bonifica sopportabili.
Il Comune di Milano è stato pioniere in Italia
di un approccio integrato che ben si sposa con
la visione di EPA, verso la quale finalmente
sembra esserci la dovuta attenzione. L’UE promuove
queste pratiche con finanziamenti e linee
guida nell’ambito della transizione ecologica,
per rendere il recupero dei siti
contaminati parte integrante dell’economia
circolare.
l
,*-*&'#.'($+
*/)#0#.'($+1+
23'"&'$4+
*/)#0#.'($
2)*+3 ! *%(4))+3 ! 7"8,
5#-#363
*
.(.#"
59:#363%
7"8,
*
;<! (=%5< =)%5< >.5< 004.%5< =%5< (%5< ?)%5< 220%5<
<@! (.%5< .1%5< >.%5< 004.%5< .%5< (%5< =A%5< 22>%5<
B75 24(%5< >%5< >.42%5< 004=%5< )%5< (%5< !"#$% &"#$%
B'5 2A%5< (>%5< >.42%5< 004?%5< =4?%5< >40%5< .0%5< 1=%5<
-"+.$/0123+"+$)*+,+
!"#$% &'%!(%#"
!"#$&'%
()*+,"-
!"#$&'
.)*+,"-
!"#$/7CD%
0.*+,"-
!"#$/7CD%
1)*+,"-
)"*#$+
"#$&
,*-*&'#.'($+
*/)#0#.'($+1+
23'"&'$4+
*/)#0#.'($
5#-#363%
2)*+
*%(4))+3
3 ! ! 7"8,
*
.(.#"
59:#363%
7"8,%
*
B75 )%5< )%5< 2=%5< >1%5< 24(%5< (4=%5< '"#$% !!#$%
B'5 )%5< )%5< >0%5< 0>%5<
(4=%
5<
>%5< >A%5< 0?%5<
Dati dal Progetto
Proside in cui è stato
sviluppata
parallelamente
l’analisi urbanistica
e della sostenibilità.
Applicando la Green
Remediation si ottiene
una buona
riqualificazione
con minore impatto
sulle matrici
ambientali,costi
di bonifica accetabili
ed il recupero dei siti
contaminati diventa
parte dell’economia
circolare.
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
38 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni
I FUORI MISURA
I FUORI MISURA
RIFIUTI SOLIDI
39
Dove
ti butto?
Alcune tipologie
di rifiuti ingombranti:
dai materassi,
a scrivanie, comodini,
scaffali. Il codice
che li identifica
è il CER (Catalogo
Europeo dei Rifiuti)
20.03.07.
I rifiuti ingombranti sono una
bella matassa da sbrogliare.
Rappresentano infatti una
vera e propria sfida nella
gestione e nello smaltimento
degli stessi.Come ce ne
liberiamo e, soprattutto dove
vanno a finire?
caggio temporaneo e l’accesso a siti di smaltimento
adeguati. Cosa bisogna fare per sbarazzarsene?
Occorre sicuramente prenotare il ritiro
contattando il proprio Comune di residenza o
l’azienda che gestisce per esso i rifiuti, o
un’azienda specializzata che si occupi del prelievo
e dello smaltimento. In quest’ultimo caso
sarà necessario prendere un appuntamento
con gli incaricati dell’azienda, che poi provvederanno
in tutta autonomia a prelevare i rifiuti
ingombranti e trattarli secondo gli iter previsti
dalla legge. L’azienda garantisce il totale smaltimento
secondo le norme di legge e fornisce
al cliente tutta la documentazione prevista.
Eliana Puccio
Sarà capitato a tutti, almeno una volta nella
vita di imbattersi in un trasloco o semplicemente
nella ristrutturazione di una casa.
Da qui la grande incertezza: come e dove butto
i miei rifiuti ingombrati?
Gli ingombranti sono una particolare tipologia
di rifiuti che proprio per le loro dimensioni non
possono essere gettati nei cassonetti, e quindi
smaltiti in autonomia.
Per l’esattezza, il Codice Europeo dei Rifiuti definisce
rifiuto ingombrante “un rifiuto residuo
di grandi dimensioni che non ha trovato collocazione
in altre tipologie di raccolta differenziata;
in altre parole, è ingombrante il rifiuto che residua
da tutte le raccolte differenziate, avente
dimensioni unitarie tali da non poter essere conferito
all’ordinario sistema di raccolta del secco
residuo.” Parliamo di mobili, elettrodomestici,
dispositivi elettronici, materassi, arredi da ufficio,tapparelle,
giocattoli molto grandi.
Ma il problema non è legato soltanto alle dimensioni,
ma anche alla loro composizione.
Spesso questi oggetti sono composti da diversi
materiali: poter essere riciclati, devono prima
essere disassemblati. Inoltre, non meno importante,
richiedono l’utilizzo di veicoli speciali
per il trasporto, spazio sufficiente per lo stoc-
Un caso a parte: i RAEE
Lavatrici, frigoriferi, o computer o televisori voluminosi
necessitano di un trattamento speciale,
indipendentemente dalla dimensione dei dispositivi.
Molte di queste apparecchiature, infatti,
contengono sostanze considerate non solo tossiche
per l’ambiente, ma anche nocive per le
persone. I rifiuti RAEE vanno dunque smaltiti
tramite un’azienda specializzata che si occupi
del recupero differenziato dei diversi materiali
che compongono il dispositivo.
A chi rivolgersi
Se avete già rinunciato all’opzione "chiedo a un
amico se potrebbe essergli utile", l’alternativa
resta l’isola ecologica, o i vari centri di raccolta
di cui ogni città dispone. Gli enti locali si occuperanno
di smaltire i diversi tipi di rifiuti, inviandoli
agli opportuni impianti di trattamento.
Oppure, basta richiedere il servizio di raccolta
a domicilio, su prenotazione. In alcuni casi è previsto
il ritiro direttamente in casa, in altri sarà
necessario lasciare i rifiuti al piano strada. l
Ottobre 2025
Ottobre 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
40 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni
ABBATTIMENTO POLVERI
NIEDERSTÄTTER PROPONE
IL KRAMER 5509
Soluzioni su misura
progettate
per durare nel tempo
POTENZA ED EFFICIENZA
AL SERVIZIO DEL
RICICLAGGIO
Tecnologie per una gestione
a 360° di materiale solido sfuso,
granulare e in polvere
Durabilità, efficienza, affidabilità e un design
unico che rivela la grande cura nella
progettazione. Da oltre 40 anni le tecnologie
Barra Project International affiancano diverse
realtà produttive per risolvere problematiche
legate al mondo della gestione materiali
solidi sfusi.
Nebulizzatori per captazione polveri
Per combattere la dispersione di nubi di polveri
in ambiente, Ecofog ® produce nebbia artificiale
con micronizzazione di acqua. Agendo in prossimità
dei punti di emissione polverosa, abbatte
le polveri lungo tutta la catena di produzione: movimentazione,
trasporto, lavorazione e messa a
cumulo. La nebbia “cattura” le particelle di polveri
facendole ricadere sul materiale e reinserendole
così nel ciclo produttivo in un’ottica di zero sprechi.
ECOMONDO 2025
C03 - 203
Foto apertura:
Raskia ® : Raschiatori
compatti per nastri
trasportatori.
Sopra, Airflash ®
cannoni ad aria
compressa.
A destra: Ecofog ® :
Nebbia artificiale
micronizzata
per abbattimento
delle polveri
industriali.
In basso: Airflash ® .
Raschiatori compatti
Robusti e poco ingombranti, i pulitori Raskia ®
sono apprezzati per l’efficienza di pulizia. Le
lame sono durevoli nel tempo e garantiscono
aderenza continuativa sul tappeto anche in presenza
difformità. Le lame cambiano in base alle
applicazioni: lame a settori modulari in mescola
poliuretanica; lame in acciaio con nucleo ammortizzatore
in elastomero; possibilità di inserti
in metallo duro.
Cannoni ad aria compressa
Airflash ® è l’alleato decisivo per eliminare ponti,
blocchi, rat-hole e zone morte che inficiano l’efficienza
delle strutture di stoccaggio ed ostacolano
il regolare flusso di materiale all’interno
della catena produttiva.
I cannoni ad aria compressa costituiscono l’alternativa
intelligente ai tradizionali sistemi a vibrazione
.
l
Niederstätter SpA
T +39 0471 061107
E sales@niederstaetter.it
W niederstaetter.it
Ottobre 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
42 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni
FIR E RENTRI
Si guarda al futuro
13 febbraio 2026, scadenze in vista per un nuovo passo
verso la digitalizzazione dei rifiuti: il Formulario Digitale
Prosegue il percorso di digitalizzazione nella
gestione dei rifiuti con l’introduzione
del Formulario Digitale, che diventerà
obbligatorio a partire dal 13 febbraio 2026 per
trasportatori, impianti e altri operatori iscritti
al RENTRI.
Il FIR digitale rappresenta un’evoluzione strategica
per la tracciabilità dei rifiuti, in particolare
quelli pericolosi. Il nuovo sistema consente la
compilazione, firma e trasmissione del formulario
interamente in formato elettronico, attraverso
il portale RENTRI o con l’utilizzo di un software
gestionale interoperabile garantendo
maggiore efficienza, sicurezza e trasparenza.
La digitalizzazione del FIR comporta numerosi
vantaggi: riduzione degli errori, semplificazione
delle procedure, maggiore sostenibilità e conformità
normativa.
La vidimazione avverrà esclusivamente in modalità
digitale, eliminando la necessità di supporti
cartacei e contribuendo alla dematerializzazione
dei documenti.
Le aziende coinvolte sono invitate a prepararsi
per tempo, adeguando i propri sistemi e formando
il personale.
Questo passaggio rappresenta un’opportunità
concreta per innovare i processi ambientali e
rafforzare l’impegno verso una gestione dei rifiuti
più responsabile e moderna.
Terza finestra temporale di iscrizione al
RENTRI
Dal 15 dicembre 2025 al 13 febbraio 2026 è obbligatoria
l’iscrizione al RENTRI per le imprese
e gli enti produttori di rifiuti pericolosi con meno
di 10 dipendenti. Questa è l'ultima fase di adeguamento
al Registro Elettronico Nazionale
per la Tracciabilità dei Rifiuti che prevede anche
l'obbligo di gestione digitale dei registri di carico
e scarico a partire dalla data di iscrizione.
Come affrontare questa nuova fase del processo
di digitalizzazione nella gestione dei rifiuti?
Le imprese che si dotano di soluzioni software
adeguate non solo semplificano i processi, ma
migliorano l’efficienza operativa, riducono il
rischio di sanzioni e contribuiscono attivamente
alla transizione digitale della filiera ambientale.
È un’occasione per evolvere verso una
gestione più consapevole, trasparente e orientata
al futuro.
l
Atlantide
Software per la
gestione dei rifiuti
Atlantide il software web based per operatori di
settore e produttori, per la corretta tracciabilità di
tutta la filiera, dalla produzione allo smaltimento,
a supporto di chi ha la responsabilità in materia
ambientale.
VANTAGGI
Completa digitalizzazione dei processi waste
Controllo e tracciabilità real-time
Conservazione a norma e sigillo elettronico qualificato integrati
Formulario Elettronico
Compliance al D.Lgs 152/2006 e interoperabilità RENTRI
La tua azienda è pronta per il Formulario Elettronico?
Noi abbiamo la soluzione per te.
→
Scopri di più e richiedi una demo gratuita.
Per maggiori informazioni: info.atlantide@wolterskluwer.com
A Ecomondo 2025,
sarà presentato
il software
per la gestione
dei rifiuti di Wolters
Kluwer: ATLANTIDE
Pad. B3 Stand 303 - 402.
SIAMO PRESENTI A
Rimini 4 - 7 novembre 2025
Pad. B3 Stand 303-402
Ottobre 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
44 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni
MISURATORI E RIVELATORI
Tutto sotto
controllo
Brumola commercializza strumenti per
il monitoraggio della radioattività e la sicurezza,
rappresentando in Italia Thermo Fisher Scientific
Il portale
radiometrico
di Brumola. Sotto,
un esempio
di schermata
del software.
Nella maggior parte degli impianti di trattamento
rifiuti vi è un flusso di materiale
di portata tale da non consentire controlli
manuali, senza sovvertire l’organizzazione e la logistica
dell’impianto. Per questo è importante il
controllo dei veicoli tramite sistemi a portale, per
trovare, con ottima probabilità e minimo tasso di
falsi allarmi, una sorgente, tale da provocare un
rateo di poco superiore al fondo naturale. Le dimensioni
dei veicoli da monitorare e il poco tempo
a disposizione per la misura impongono l’uso di
rivelatori sensibili e di grande volume. Ragioni di
costo e di resistenza alla variazione delle temperature
indicano come miglior soluzione un rivelatore
plastico a scintillazione. Nel caso di grande
eterogeneità di veicoli in ingresso, si possono montare
i rivelatori in verticale, perdendo un po’ di
tempo di conteggio ma aumentando l’estensione
verticale dell’area vista dal rivelatore. La soluzione
più adottata consiste nel posizionare i rivelatori
poco prima o poco dopo la pesa: in questo modo
si è certi che i veicoli transiteranno a una velocità
bassa (non superiore a 8 Km/h).
Sistemi intelligenti
La distanza tra i rivelatori dovrebbe essere di
circa quattro metri per ottimizzare la sensibilità.
Il funzionamento è basato sulla misura del rateo
di conteggio e successivo paragone del risultato
a un livello prestabilito di allarme, che si attiva
in caso di superamento della soglia.
La soglia va regolata per ottenere l’equilibrio
ideale tra massima sensibilità e minima probabilità
di falsi allarmi. Un tasso di falsi allarmi
elevato creerebbe una sensazione di sfiducia
nel portale, che alla fine verrebbe spento o ignorato.
A complicare le cose vi è l’abbattimento
del fondo, visto dai rivelatori e causato dal passaggio
del veicolo. L’influenza di questo fattore
viene limitata con l’adozione di sistemi intelligenti
che “inseguano” l’andamento del fondo
mentre viene ridotto dal veicolo, e che adeguino
la soglia d’allarme di conseguenza. Questo principio
consente di vedere anche sorgenti, il cui
segnale non riuscirebbe a superare la soglia.
Thermo Scientific ha inoltre brevettato un metodo
innovativo per la discriminazione di sorgenti
artificiali, sovrapposte a variazioni del fondo naturale;
denominato NBR (Natural Background
Rejection).
l
Ottobre 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
46 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni
NEWS
Regolamento imballaggi (PPWR):
il viaggio inizia con la giusta
tecnologia.
Una vera svolta
Eliana Puccio
Dow e Gruppo Fiori sviluppano un innovativo processo di riciclo
dei rifiuti in poliuretano ottenuti da autoveicoli a fine vita
Il programma
in collaborazione
col Gruppo Fiori, può
dare impulso
al portafoglio
di materiali riciclati
Renuva di Dow.
Il fine è di accelerare
la trasformazione
dei flussi di rifiuti
in nuove materie
prime grazie
al riciclaggio
meccanico e chimico.
Un processo innovativo per il recupero della
schiuma poliuretanica dai veicoli a fine
vita è stato realizzato da Dow e Gruppo
Fiori. Il recupero avviene senza la necessità di
smontare le diverse componenti interne dell'abitacolo.
La schiuma poliuretanica è una parte essenziale
degli interni delle automobili.
Un'auto tipica contiene circa 28 kg di PU, di cui
10-15 kg nei sedili. Tuttavia, il recupero del polimero
in forma pura richiede tradizionalmente
lo smontaggio de componenti automobilistici,
generando costi e complessità per i riciclatori.
Un recupero semplificato del flusso
di rifiuti PU
Questa innovazione porta alla creazione di una
catena di approvvigionamento circolare del settore
automobilistico che consiste: nell’ottenere
un flusso di rifiuti di poliuretano adatto alla depolimerizzazione
(riciclo chimico) da veicoli fuori
uso senza smontaggio; evitare che la preziosa
schiuma poliuretanica finisca nelle discariche
e reintegrarla in un uso produttivo; consentire
il riciclo e il riutilizzo su scala industriale del poliuretano
nelle applicazioni di mobilità; facilitare
la creazione di nuovi polioli contenenti materie
prime riciclate.; contribuire alla conformità con
i prossimi requisiti obbligatori di contenuto riciclato
previsti dalla End of Life Vehicle Re -
gulation (ELVR) e con gli obiettivi di sostenibilità
degli OEM.
Esther Quintanilla, direttore marketing globale
MobilityScience di Dow Polyurethanes ha
commentato: "Grazie alla collaborazione con il
Gruppo Fiori, intendiamo aiutare gli OEM e i produttori
di componenti a raggiungere i loro obiettivi
di sostenibilità e i requisiti normativi in materia
di contenuto riciclato senza sacrificare i
vantaggi prestazionali dei poliuretani".
Questo punto di svolta si basa sul memorandum
d'intesa (MoU) del 2024 tra Dow e Gruppo Fiori
per creare un nuovo ecosistema per il riciclaggio
di parti e materiali di veicoli EOL.
L’accordo tra le due aziende ha permesso di
analizzare i processi di smantellamento, di valutare
la purezza e la riciclabilità dei materiali
recuperati e di sperimentare modelli di business
innovativi grazie a un approccio accelerato di
"prova e apprendimento". Sicuramente rappresenta
uno slancio positivo per la futura implementazione
industriale.
l
Ottobre 2025
Scopri il valore della plastica
per alimenti e dei flakes
purissimi
Sfrutta il potenziale della tecnologia
di selezione più avanzata per
raggiungere prima gli obiettivi del
PPWR. I sistemi TOMRA consentono
un'accurata selezione della plastica
per uso alimentare e la purificazione
dei flakes dai contaminanti,
garantendo qualità e resa elevate.
Unisciti al viaggio oggi stesso!
Scopri come funziona
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
48 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni
VALORIZZAZIONE CSS
VALORIZZAZIONE CSS
RIFIUTI SOLIDI
49
Il trituratore UNTHA
primario
per la nuova linea
di produzione CSS.
Ora è stazionario
e non più mobile.
Qualità e affidabilità
Qualità e affidabilità
confermata
New Energy FVG e Ecotec Solution: una collaborazione
che entra nel suo decimo anno e determina una storia
di sfide e successi nella produzione di combustibili alternativi
La prima UNTHA XR
dimostrativa.
New Energy FVG, da ormai quasi un decennio
si affida a Ecotec Solution e alle
tecnologie UNTHA per la propria produzione
di qualità di combustibili derivati dai rifiuti
per il conferimento a cementificio.
Il titolare di New Energy FVG, Paolo Bonacina,
conosceva già l'affidabilità del marchio UNTHA,
avendo utilizzato con successo due macchinari
della generazione precedente, il modello XS e
il TR. Il loro rapporto è iniziato nel 2016 con
un'operazione coraggiosa: quando Ecotec
Solution, allora una piccola realtà in crescita,
decise di trasportare dall'Austria un trituratore
UNTHA XR per una dimostrazione nell’impianto
di New Energy.
L’accordo e il risultato raggiunto
Se la macchina avesse soddisfatto le esigenze
dell’azienda, sarebbe rimasta in loco. L’UNTHA
XR si dimostrò all’altezza delle aspettative e divenne
parte integrante del processo produttivo
di New Energy FVG. Negli anni successivi, la
collaborazione tra le due aziende si è rafforzata.
Dopo l’acquisto dell’UNTHA XR3000C mobile,
New Energy ha ampliato il parco macchine con
un vaglio Pronar MPB 20.72 elettrico, sempre
fornito da Ecotec Solution.
Più recentemente, la decisione di installare un
nuovo trituratore UNTHA XR3000 Cutter stazionario
ha segnato un altro passo nella modernizzazione
dell’impianto, andando a sostituire
un vecchio BMH.
Nel frattempo, Ecotec Solution ha continuato a
garantire supporto, assistenza e collaborazione,
rafforzando un rapporto che è andato ben oltre
la semplice fornitura di macchinari.
La combo perfetta
Con il continuo sviluppo di New Energy e
l’ azienda ha deciso di rivampare l’intero impianto
e di conseguenza l’inserimento di altre due
UNTHA XR3000 stazionari nel nuovo impianto,
questa storia di successo continua a crescere.
La combinazione tra le performance eccellenti
delle tecnologie UNTHA e una partnership solida
e basata sulla fiducia reciproca ha dato vita
a un modello di collaborazione vincente, che a
distanza di quasi dieci anni, continua a scrivere
nuove pagine nel settore della gestione e valorizzazione
dei rifiuti.
"Vorrei esprimere il mio più sincero ringraziamento
a Paolo Bonacina e a tutto il team di New
Energy FVG per la fiducia dimostrata in Ecotec
Solution nel corso degli anni. La scelta di adottare
la tecnologia UNTHA e la continua collaborazione
rappresentano per noi un'importante
referenza e un esempio concreto della qualità
e dell'affidabilità dei nostri servizi.New Energy
FVG non è stata solo un cliente, ma un promotore
attivo del nostro lavoro e della nostra dedizione
all'eccellenza. È grazie a partner come
loro che possiamo continuare a crescere e guardare
con fiducia agli anni futuri" - ha dichiarato
Martin Mairhofer Managing Director Ecotec
Solution.
l
UNTHA XR durante la
fase di scarico
nel vaglio.
A sinistra,
l’installazione
della seconda XR
stazionaria
e la consegna
del modellino a Paolo
Bonacina.
Ottobre 2025
Ottobre 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
50 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni
MOVIMENTATORI CINGOLATI
MOVIMENTATORI CINGOLATI
RIFIUTI SOLIDI
51
Dal punto di vista
del comfort, la cabina
Premium Plus
con torretta fissa
rialzata offre visibilità
a 360°, pavimento
vetrato e videocamere
laterali e posteriori
integrate.
Stabilità in movimento
Basato sul maxi escavatore 395, il nuovo
movimentatore cingolato Cat MH3295
punta sulla mobilità e sulla traslazione.
Affidabilità e sicurezza ai massimi livelli
Matthieu Colombo
Ridurre l’impronta ambientale è oggi una
priorità trasversale, anche per il settore
del trattamento e del riciclo dei materiali.
Le aziende che gestiscono grandi piazzali di movimentazione,
centri di selezione e porti di scarico
rifiuti sanno bene quanto il fattore energetico
e le emissioni incidano sul bilancio operativo e
sulla sostenibilità complessiva dell’attività.
Con i servizi Remote
Troubleshoot
e Remote Flash,
l’assistenza
può diagnosticare
o aggiornare
la macchina senza
interventi in loco,
minimizzando
l’impatto operativo.
In questo scenario si inserisce il nuovo movimentatore
cingolato Cat MH3295, una macchina
che si differenzia dai modelli gommati che lavorano
stabilizzati per la sua capacità di traslare
con carichi sospesi, coniugando alte prestazioni,
produttività ed efficienza. Tra le applicazioni in
cui questo modello può velocizzare le operazioni
ci sono le operazioni di selezione materiali nei
grandi cantieri di demolizione: mentre un maxi
demolition lavora in prima linea incessantemente,
alle sua spalle può lavorare un MH3295
per fare una selezione fine.
Basato sulla piattaforma dell’escavatore Cat
395, l’MH3295 è un material handler caratterizzato
dal carro cingolato e dal braccio a collo
d’oca dall’ampia cinematica.
Con questo nuovo Cat si lavora fino 17,6 m di
sbraccio e 18 m di altezza al perno del bilanciere.
L’impianto idraulico elettrocomandato e la pompa
dedicata alla rotazione garantiscono movimenti
fluidi e simultanei del braccio in ogni condizione,
una caratteristica fondamentale per chi
lavora in spazi ristretti o con ritmi continui di carico
e scarico.
Solo tecnologie ultra collaudate
Il cuore della macchina è un motore Cat
C18 da 405 kW di potenza massima,
Stage V, capace di mantenere piena potenza
fino a 3.000 m di altitudine senza derating. Le
tre modalità operative (Power, Smart ed Eco)
consentono di adattare le prestazioni alle condizioni
di lavoro, ottimizzando consumi e riducendo
le emissioni di CO. È proprio nella gestione
intelligente dell’energia che la MH3295
mostra la sua vocazione sostenibile: la tecnologia
SmartBoom permette al braccio principale
di muoversi liberamente senza assorbire flusso
idraulico, migliorando l’efficienza e riducendo
il consumo di carburante durante i cicli ripetitivi
di movimentazione. In termini applicativi, questa
macchina è presentata da Cat come ideale nelle
piattaforme di selezione e riciclo di metalli, nei
porti commerciali e nei grandi centri di smistamento
materiali.
Il carro largo 4,8 m, retraibile a 4,1 m per il trasporto,
e la lunga base d’appoggio di 7,2 m garantiscono
una stabilità eccezionale anche con
il braccio completamente esteso. L’abbinamento
con pinze, cesoie o benne selezionatrici consente
di gestire con precisione e rapidità materiali
di diversa densità, dai rottami ferrosi ai rifiuti
ingombranti o da costruzione. Sul fronte della
produttività, la MH3295 integra una suite completa
di tecnologie Cat Payload, 2D E-fence e
Swing Assist. Questi sistemi aiutano l’operatore
a caricare con precisione, evitare sovraccarichi,
ottimizzare i cicli di rotazione e ridurre il consumo
di carburante. L’interfaccia utente, visualizzata
sul monitor touch da 10 pollici, offre in tempo
reale i dati di peso e le statistiche operative.
Dal punto di vista del comfort, la cabina
Premium Plus con torretta fissa rialzata
offre visibilità a 360°, pavimento
vetrato e videocamere laterali e
posteriori integrate.
In ambienti dove ogni ciclo di
carico e scarico conta, il
Cat MH3295 riesce a
combinare potenza,
precisione
ed efficienza. l
Per i gestori
di impianti, il
VisionLink consente
di monitorare
da remoto le attività,
riducendo i fermo
macchina
e pianificando
la manutenzione
in ottica predittiva.
Ottobre 2025
Ottobre 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
52 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni
MACCHINE DA LAVORO
COSTRUITO PER OGNI SFIDA
Estremamente produttivo ed efficiente,
progettato per operare negli ambienti più difficili
Niederstätter, l'interesse si è concentrato sul modello
di sollevatore telescopico Kramer 5509.
Potente
e compatta
Massima efficienza nello stabilimento
di riciclaggio. Niederstätter porta
il sollevatore Kramer 5509 a Paterlegno
Il Kramer 5509
in servizio presso
Paterlegno.
Capacità
di carico pari a 5.500
kg; altezza
di sollevamento fino
a 9 m; velocità
di spostamento di 40
km/h; aria
condizionata per
un comfort di guida
ottimale; pneumatici
Bibload Michelin
e in dotazione di serie
il motore Deutz
con cambio
ecospeedPRO,
consentono
operazioni
di riciclaggio
più efficienti.
Paterlegno ha scelto di acquistare
ben due macchine Kramer per
L’azienda
rendere più rapidi ed efficienti i lavori
nei propri stabilimenti di riciclaggio situati a
Chieti (CH), in Abruzzo, e a Reggiolo (RE), in
Emilia-Romagna. Niederstätter offre al settore
del riciclaggio servizi di alta qualità e tecnologie
di ultima generazione.
Dalla fiera Ecomondo a una partnership
di successo
In occasione di questo evento, allo stand
Niederstätter i professionisti del riciclaggio possono
ricevere una consulenza personalizzata e
scoprire dal vivo le macchine da lavoro Kramer,
marchio tedesco di qualità pensato su misura per
il settore. È proprio in questo contesto che
Paterlegno ha potuto conoscere i numerosi vantaggi
offerti dalle macchine Kramer per la gestione
dei propri stabilimenti. Dopo un'attenta analisi
delle esigenze, condotta insieme ai consulenti
Kramer 5509 al servizio dell'efficienza
Paterlegno si occupa del recupero di imballaggi
in legno, come ad esempio pallet, su tutto il territorio
nazionale, trasformando gli scarti in legno
in cippato. Il sollevatore telescopico Kramer
5509, acquistato durante l'edizione di Ecomondo
dell'anno scorso, è operativo da 9 mesi nello
stabilimento di Chieti. La macchina viene impiegata
principalmente per il carico dei mezzi
e dell'impianto di macinazione.
Dalla prima alla seconda macchina:
la fiducia raddoppia
Il successo del primo acquisto ha convinto il
management di Paterlegno a dotare anche lo
stabilimento di Reggiolo (RE) di un Kramer 5509,
destinato a svolgere le stesse mansioni di quello
in Abruzzo.
"Ci hanno convinti le prestazioni eccezionali della
macchina e la qualità del servizio Niederstätter.
Ci siamo trovati benissimo con una squadra preparata
e precisa. La manutenzione è rapida ed
efficace: in pochi giorni il servizio tecnico è presente
in stabilimento e, nell'arco di una settimana,
tutto è pronto." ha riferito Christian Russo
socio di Paterlegno. Daniela Niederstätter, membro
del consiglio di amministrazione dell'azienda,
ha aggiunto: "Per essere al fianco delle aziende
del riciclaggio investiamo in tecnologie all'avanguardia
e nella formazione del nostro personale.
Con una squadra che affronta ogni giorno il lavoro
con entusiasmo, sviluppiamo insieme a partner
e clienti nuove soluzioni per rendere più efficiente
la gestione degli stabilimenti di riciclaggio." Il
Kramer 5509 sarà presente fisicamente alla fiera
Ecomondo 2025.
l
www.niederstaetter.it
Stand Ecomondo 2025: C03 – 203
Ottobre 2025
È arrivata la nuova serie di dumper articolati Volvo, incluso l’esclusivo modello A50 a sospensioni
integrali. Dotato di un nuovo gruppo di propulsione Volvo, di un’avanzata tecnologia di trazione
intelligente e di un comfort ineguagliabile, l’A50 è in grado di affrontare i lavori più difficili in
cava, nelle miniere e nelle infrastrutture pesanti, giorno dopo giorno.
A50: progettato per dare il massimo negli ambienti più difficili.
SCOPRI DI PIÙ
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
54 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni
NEWS
L’impianto si trova
in posizione strategica
per accogliere le pile
provenienti dalla
raccolta sul territorio
della regione Abruzzo
e zono limitrofe,
come dell’intera area
nazionale.
L’obiettivo è
di generare
un processo virtuoso
di economia circolare
capace di raccordare
la filiera, ottenendo
benefici dal punto
di vista economico
ed ecologico.
Arriva BATMAN
Eliana Puccio
Il progetto sviluppato da Haiki+ insieme a Cobat Ecofactory,
l’Università dell’Aquila e Smart Waste Engineering
BATMAN (Battery Treatment and Mana -
gement) è il primo hub nazionale dedicato
al riciclo delle batterie esauste. Al centro
del progetto, che durerà all’incirca 21 mesi, c’è
l’impianto“Cobat Ecofactory” di Pollutri (Chieti).
In funzione da inizio 2025, sarà unico nel suo
genere in Italia, dedicato al trattamento delle
batterie a fine vita e al recupero di materie prime
critiche come litio, cobalto, nichel, manganese,
rame, alluminio e grafite.
Grazie a processi idro-metallurgici innovativi,
sarà possibile recuperare fino al 95% di questi
materiali, riducendo consumi ed emissioni.
Un passo concreto verso il futuro
L’impianto sarà progettato secondo determinati
criteri di sostenibilità ambientale. La capacità
di trattamento prevista è di 4.000 tonnellate l’anno
di batterie al litio e 3.000 t di batterie alcaline.
Ci sarà un impianto fotovoltaico da 0,6 MWp che
servirà a coprire i consumi interni della struttura,
e anche un innovativo trattamento delle acque
basato sul metodo Fenton (che degrada i solventi
organici rilasciati durante la frantumazione
delle batterie) e sull’osmosi inversa (che purifica
l’acqua e ne consente il riuso).
In questo modo sarà possibile ridurre del 95%
il consumo idrico, del 30% le emissioni di CO₂ e
del 50% i consumi energetici rispetto all’estrazione
primaria delle materie prime.
Saranno anche abbattuti i costi di smaltimento
reflui arriverà fino al 90%, pari a circa 1,8 milioni
di euro l’anno. “Con il progetto BATMAN facciamo
un passo concreto verso il futuro. Questo
riconoscimento conferma la solidità della nostra
strategia e la capacità del gruppo di unire innovazione
tecnologica, ricerca scientifica e visione
industriale. Haiki+ consolida la propria leadership
nel riciclo delle batterie e apre nuove prospettive
di crescita economica e di sostenibilità
per l’Italia e l’Europa.” ha dichiarato Giovanni
Rosti, amministratore delegato di Haiki+. l
Ottobre 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
56 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni
SOLUZIONI TECNOLOGICHE
NEWS
RIFIUTI SOLIDI
57
L’upgrade dei trituratori arriva
ad Ecomondo: TANA Hammerhead
TuttoInUno
Il nuovo trituratore
Tana Hammerhead
sarà esposto
in esclusiva
ad Ecomondo.
Da sempre TANA Italia accompagna il settore
della gestione e valorizzazione dei
rifiuti con soluzioni tecnologiche affidabili
e innovative, capaci di trasformare lo smaltimento
in opportunità di recupero e risorse per
l’economia circolare.
La missione aziendale è aiutare imprese e operatori
a trasformare i rifiuti in valore.
Quest’anno, in occasione della 28ª edizione
di Ecomondo in programma a Rimini nei
giorni 4-7 novembre 2025, sarà presentata
in esclusiva il nuovo TANA Hammerhead, il
nuovo upgrade del trituratore TANA 440, dedicato
a chi ha bisogno di unire la massima
produttività ad una precisa definizione della
pezzatura in uscita.
Hammerhead nasce dall’esperienza pluridecennale
di TANA e dall’ascolto delle esigenze
reali dei clienti: un’unica macchina in grado di
affrontare flussi di rifiuti diversificati, dai solidi
urbani alla biomassa, agli ingombranti alla plastica
da riciclo ai pneumatici e ai materassi.
Unico nel suo genere
Senza mai rinunciare alla tecnologia collaudata
della serie Shark, la capacità di adattarsi a lavorazioni
secondarie allarga la gamma delle
possibili applicazioni incrementando la produttività
senza rinunciare alla potenza e all’affidabilità
che contraddistinguono i trituratori TANA.
Disponibile in versione elettrica o diesel, fissa
o mobile, su ruote o cingoli, Hammerhead offre
la massima flessibilità e condivide componenti
con la gamma Shark, semplificando la manutenzione
e riducendo i costi di gestione.
Per chi fosse curioso di conoscere dal vivo TANA
Hammerhead, una nuova generazione di potenza
al servizio della transizione ecologica, alla
fiera Ecomondo: può visitare lo spazio di TANA
Italia al Padiglione A5, Stand 103. l
Ottobre 2025
Formato EcoRecord
n I Coldplay hanno annunciato la riedizione della
loro discografia sui dischi realizzati con bottiglie
di plastica riciclate (rPET). Jen Ivory,
amministratore delegato dell’etichetta della band
Parlophone, ha dichiarato: “Il passaggio all’LP
EcoRecord per le loro uscite è una testimonianza
di ciò che è possibile quando l’innovazione
incontra l’intenzione. Non si tratta solo di un
nuovo prodotto, ma di una produzione
pionieristica che riduce significativamente
l’impatto ambientale, fornendo ai fan la stessa
esperienza audio di alta qualità, stabilendo al
contempo un nuovo standard per la produzione di
musica fisica”. L'iniziativa arriva dopo il tour
Green di qualche anno fa. Nel 2024, il gruppo ha
affermato che le sue emissioni di CO 2 sono state
in meno del 59% per i primi due anni del loro
Music Of The Spheres Tour rispetto al loro tour
negli stadi dal 2016 al 2017, superando un
obiettivo iniziale del 50%.
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
58 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni
PRE TRITURATORI
Una soluzione innovativa
e all’avanguardia, firmata
Palmieri, arriva a Ecomondo
PASS Solution, una garanzia
negli out-put da FORSU
La produzione
di biometano
da FORSU consente
di generare energia
da fonti rinnovabili
e ridurre
lo smaltimento
in discarica. In ottica
di economia circolare
e in linea
con gli obiettivi
del PNRR
e del Piano Regionale
di Gestione dei Rifiuti.
Altre 2 PASS Light hanno lasciato lo stabilimento
di Palmieri di Gaggio Montano
per raggiungere un nuovo impianto in
Campania.
Qui, si produrrà bio-metano da FORSU che, con
annesso compostaggio, contribuirà alla sostenibilità
ambientale e alla valorizzazione dei rifiuti
in un’importantissima regione del Sud Italia.
PASS Solution, sistema compatto di industria
4.0 e di facile manutenzione, è stato scelto da
un importantissimo Player del settore energia,
all’unisono con un importante EPC che opera
da anni nel mondo del biogas; la scelta è legata
all’innovazione e all’ alta tecnologia del sistema,
già in uso presso un impianto dello stesso gestore.
Con questa soluzione è possibile gestire meglio
le tante problematiche legate al pretrattamento
e alla tipologia della FORSU.
PASS è una garanzia negli out-put degli scarti
e nella produzione dello spremuto organico; i
periodici test di laboratorio confermano sempre
la massima pulizia delle plastiche in uscita, la
totale rimozione degli scarti ferrosi e la massima
pulizia del materiale organico spremuto.
Spremuto che, in totale assenza di materiali
contaminanti, consente di ottimizzare il processo
di digestione anaerobica. Una buona produzione
di biogas e un digestato di migliore qualità che,
sotto forma di compost, potrà essere usato
come fertilizzante in agricoltura.
Una nuova taglia
Lo scorso luglio a Birmingham, in occasione
del “The World Biogas Expo”, il Gruppo Palmieri
ha presentato PASS Small che si adatta maggiormente
ad impianti più piccoli, sia per il trattamento
di rifiuto organico che per il De-packaging.
Nelle sue varie combinazioni, è stata
ideata come un insieme di vari moduli opzionali
plug and play, che riesce a trattare dalle 7 alle
10 ton/h.
Si aggiunge al PASS Standard che tratta fino a
20 ton/h e alla PASS Light (fino a 15t/h). Come
le sorelle maggiori, anche PASS Small è una
soluzione compatta e robusta, per la gestione
delle complesse operazioni di pretrattamento,
anche in spazi particolarmente ristretti.
Sicuramente la soluzione più innovativa e all’avanguardia
per il pretrattamento di tutte le tipologie
dei rifiuti organici: dalla FORSU ai residui
alimentari dei super market, delle mense e dei
ristoranti, oltre ad essere soprattutto una soluzione
ideale per il de-packaging industriale.
Gruppo Palmieri ha partecipato al Salon del Gas
Renovable di Valladolid in Spagna, nelle giornate
dell’1 e 2 ottobre per poi raggiungere Ecomondo
a Rimini.
l
Ottobre 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
60 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni
SEPARATORI
NEWS
RIFIUTI SOLIDI
61
La carta rinasce sei volte
L’impianto di Iren a Collegno è in grado
di separare diverse tipologie di carta
e cartone. Grazie al connubio vincente
tra Stadler Anlagenbau GmbH e Pellenc ST
Federica Lugaresi
L’impianto di Collegno
(TO) è progettato
per rispondere
all’aumento dei flussi
di imballaggi e-
commerce, e garantire
in output materiali
cellulosici selezionati
e pronti ad essere
reimmessi nei cicli
produttivi.
Èil primo in Italia a recuperare rifiuti a matrice
cellulosica provenienti dalla raccolta
differenziata urbana e industriale. Stiamo
parlando dell’impianto innovativo di Iren S.p.A.
che - progettato per unire flessibilità, elevata
capacità e precisione - segna un passo avanti
nella circular economy torinese. L’esperienza
ingegneristica di Stadler Anlagenbau GmbH,
unita alla tecnologia di selezione ottica avanzata
di Pellenc ST, consente di separare sei diversi
tipi di carta e cartone - inclusi i multistrato - su
una sola linea.
“La collaborazione pluriennale con Iren continua
- ha Dichiarato Paolo Cravedi di Stadler
- attraverso questo nuovo progetto, che è il risultato
di una stretta cooperazione e di un impegno
condiviso verso sostenibilità, innovazione
tecnica e performance elevate”.
Progettato per una capacità di 8 tonnellate
l’ora, l’impianto risponde alla crescente complessità
dei flussi cartacei dovuta all’aumento
degli imballaggi e-commerce e al calo della
carta stampata tradizionale. L’obiettivo: garantire
materiali selezionati di qualità, pronti
a essere reimmessi nei cicli produttivi. Il cuore
del sistema è l’integrazione tra l’ingegneria
impiantistica di Stadler e le selezionatrici ottiche
con AI di Pellenc ST, capaci di distinguere
con precisione anche materiali simili, come
cartone bianco e carta da ufficio. Vengono così
separate le diverse tipologie di carta, eliminate
le frazioni estranee e prodotte balle pressate
destinate alle cartiere.
Veloci veloci
Integrare tecnologia avanzata in strutture già
esistenti non è semplice.
La realizzazione dell’impianto all’interno di un
edificio esistente ha richiesto un’accurata riprogettazione
degli spazi, ma i lavori sono stati
completati nei tempi previsti, con test di performance
e formazione operatori in sole quattro
settimane. “Adattare un nuovo impianto alla
struttura e all’infrastruttura elettrica esistenti
è stata una sfida significativa. Ma il risultato finale
è un impianto compatto e efficiente,” sottolinea
Cravedi. Ora nel torinese si è fatto un ulteriore
passo avanti: “Questo impianto completa
il sistema di trattamento della raccolta differenziata
torinese” afferma Damiano Giovanardi
di Iren. “Dopo Pianezza, che serve da centro
comprensoriale per la plastica e Borgaro, centro
secondario per la plastica, ora abbiamo un impianto
ad alte prestazioni per carta e cartone
che colma l’ultimo gap.”
l
Ottobre 2025
Occhio alla fibra
n Refiberd, è un'azienda
californiana fondata nel
2020 da Sarika Bajaj e
Tushita Gupta.
Per perfezionare il
processo di identificazione
delle fibre tessili ha
sviluppato una tecnologia
che combina imaging
iperspettrale ad alta
definizione e intelligenza
artificiale.
La tecnologia consente di
posizionare il
tessuto sotto una
telecamera
iperspettrale che rileva il
modo in cui la luce
interagisce con i materiali:
quelli diversi assorbono e
riflettono la luce in base
alla loro composizione
chimica. L’intelligenza
artificiale è alimentata da
un set di dati proprietario di
migliaia di campioni tessili
personalizzati.
Oltre a individuare la
composizione delle fibre,
rileva la presenza di
contaminanti nei rifiuti
tessili. La tecnologia è
attualmente in attesa di
brevetto.
Progettati per l’eccellenza. Costruiti per durare.
Sistemi di selezione STADLER
STADLER fornisce impianti di selezione ad alte prestazioni per quasi ogni flusso di rifiuti — da RSU e plastiche
a C&I e RAEE — scelti dai leader del riciclo di tutto il mondo.
L’assistenza end-to-end e la piattaforma STADLERconnect assicurano monitoraggio in tempo reale,
manutenzione predittiva e insight intelligenti per massimizzare l’operatività e ridurre i costi.
STADLER: Per un mondo pulito!
STADLER Italia S.r.I.
+39 0523 172 77 68
Pietro.navarotto@w-stadler.de
www.stadler-italia.com
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
62 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni
SELEZIONATRICI 4.0
Un film a lieto fine
AB Plasta produce riciclato di alta qualità
da pellicola plastica post-consumo, grazie alla
selezione ottica a sensori di TOMRA Recycling
Federica Lugaresi
Bottiglie post
consumo
in polietilene.
Col processo
ottimizzato di TOMRA
si arriva alla
trasformazione in film
PCR di alta qualità.
Un traguardo importante quello raggiunto
nel suo impianto di Vilnius (Lituania) da
AB Plasta, parte del Gruppo Cedo, tra i
maggiori riciclatori di polietilene e produttori
europei di sacchetti in plastica: la produzione di
riciclato di film plastico PCR di alta qualità, utilizzando
esclusivamente rifiuti post-consumo
da imballaggi flessibili.
Come dichiarato da Danas Poderis, Managing
Director di AB Plasta, “La selezione dei rifiuti
da imballaggi flessibili in frazioni di alta qualità
è una delle sfide più complesse ma grazie alla
tecnologia AUTOSORT SPEEDAIR di TOMRA
e a un processo su misura siamo riusciti a superarla.
Oggi trattiamo film in PE post-consumo
ottenendo riciclati omogenei e puri, in grado di
soddisfare le elevate aspettative dei clienti”.
Infatti, oltre a fornire circa 35.000 tonnellate di
riciclato all’anno, AB Plasta utilizza il materiale
recuperato per produrre sacchi per rifiuti e film
per edilizia e agricoltura. Una vera economia
circolare dato che l’intero processo avviene internamente,
permettendo di reintrodurre i riciclati
direttamente nelle linee produttive e offrire
al mercato europeo film con elevato contenuto
riciclato.
Dalla complessità alla circolarità
Il trattamento degli imballaggi flessibili provenienti
da più Paesi europei non è semplice: i
flussi in ingresso sono contaminati e variabili,
difficili da trasformare in riciclati puri e costanti.
A questo si aggiunge la natura leggera e spesso
appiccicosa del materiale. In tale contesto tecnologie
come AUTOSORT SPEEDAIR, che stabilizza
il materiale sul nastro, risultano decisive
per gestire grandi volumi e garantire sostenibilità
economica. “Plasta aveva bisogno di una
soluzione che consentisse di utilizzare il 100%
di contenuto riciclato nei propri prodotti senza
comprometterne la qualità. L’obiettivo era chiaro:
funzionamento stabile 24/7, produttività elevata
e livelli di purezza idonei al riutilizzo diretto
nei beni di consumo”, aggiunge Michał Bula,
Sales Manager di TOMRA Recycling.
Processo ottimizzato
TOMRA ha avuto un ruolo chiave nella progettazione
dell’intero flusso dei materiali. L’impianto
opera con quattro unità AUTOSORT SPEE-
DAIR, sistemi ottici ad alta velocità sviluppati per
i film plastici post-consumo, capaci di riconoscere
anche gli oggetti “in volo”. È inoltre connesso
a TOMRA Insight, la piattaforma cloud che
offre dati in tempo reale sulle prestazioni delle
macchine e sulla qualità della selezione. I report
giornalieri supportano il controllo dei processi,
garantendo efficienza e continuità produttiva. l
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
64 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni
RECUPERO INGOMBRANTI
Leva
competitiva
PAL S.r.l. e S.A.Ba.R. insieme per un impianto
d’avanguardia e intelligente che ottimizza
il difficile recupero dei rifiuti voluminosi
robotizzata, pressatura e imballaggio – consente
di produrre flussi omogenei pronti per il riciclo.
Tecnologia al servizio della circolarità
Il cuore dell’impianto è l’integrazione tra tecnologie
PAL: vagli, separatori, quattro selettori ottici,
cabina manuale, isola robotizzata con intelligenza
artificiale, sei bunker automatizzati,
trenta nastri trasportatori e un sistema di filmatura.
L’impianto è dimensionato per trattare
fino a 33.000 tonnellate annue.
L’impianto di PAL
e S.A.Ba.R
è dimensionato
per trattare fino
a 33.000 tonnellate
annue di plastiche
rigide, metalli e altri
materiali.
Tecnologia, automazione e sostenibilità:
quando l’ingegneria ambientale trasforma
gli ingombranti in materia prima circolare.
C’erano una volta vecchi mobili, materassi,
elettrodomestici fuori uso e plastica dura:
rifiuti difficili da recuperare.
Grazie all’innovazione firmata PAL S.r.l. e alla
visione di S.A.Ba.R. Servizi S.p.A., tutto cambia.
S.A.Ba.R., società pubblica con sede a Novellara
e oltre 40 anni di esperienza nella gestione dei
rifiuti, ha scelto la Green Division di PAL per la
progettazione e realizzazione di un impianto che
rappresenta oggi un modello nazionale nel recupero
degli ingombranti. Una sinergia tra pubblico
e industria che unisce digitalizzazione, automazione
e know-how italiano.
Dal problema alla risorsa
Il nuovo impianto, realizzato nel polo tecnologico
di via Levata, consente di separare e recuperare
plastiche rigide (PP, PE), legno, metalli e altri
materiali. Il processo – triturazione, selezione
meccanica, cernita manuale, selezione ottica e
L’isola robotizzata PAL: innovazione
continua
Progettata dalla Green Division di PAL, è dotata
di visione artificiale e robot antropomorfi in grado
di selezionare in tempo reale le plastiche rigide.
Può lavorare h24, migliorando l’efficienza, riducendo
l’intervento manuale e aumentando la
qualità dei materiali in uscita.
Un modello per il futuro
Il progetto si inserisce pienamente nelle direttive
ambientali europee, dimostrando come la tecnologia
made in Italy possa generare valore ambientale,
economico e sociale. Il trattamento
degli ingombranti non è più un problema, ma
una risorsa strategica.
Tommaso Zanasi, Sales Manager PAL S.r.l. ha
spiegato: “La sfida? Progettare un impianto flessibile
e intelligente, capace di adattarsi a flussi
eterogenei e massimizzare il recupero.
PAL punta su innovazione, qualità costruttiva e
automazione. Non siamo solo fornitori, ma partner.
Questo impianto è una leva competitiva.
Il futuro? Più tecnologia, più sostenibilità.
Il riciclo sarà sempre più Kamiwaza: superare
i limiti tecnici per rendere l’economia circolare
una realtà perfetta.”
l
Ottobre 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
66 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni
AI E IOT
Obiettivo sostenibile
Dalla prevenzione allo
smaltimento, ecco come
l’innovazione digitale guida
l’efficienza e la sostenibilità
nel settore servizi ambientali
L’implementazione
dell’AI rende
il monitoraggio
più preciso,
qualificando
immediatamente
gli allarmi in base
al loro contesto
e fornendo
agli operatori
le informazioni
necessarie
per un intervento
mirato.
tecnologica svolge un ruolo
importante nel cambiamento della gestione
dei rifiuti. L’integrazione di sistemi L’innovazione
smart basati su intelligenza artificiale (AI),
Internet of Things (IoT) e sicurezza avanzata sta
ridefinendo le strategie operative, offrendo soluzioni
concrete che soddisfano la tutela dell’ambiente
e ottimizzano i costi in tutte le fasi
del ciclo dei rifiuti.
Il case history
S.E.S.A. (Società Estense Servizi Ambientali) è
una realtà che ha integrato un sistema di controllo
satellitare per i propri automezzi al fine di
assicurarne il monitoraggio continuo. Con
l’obiettivo di rivedere i propri processi e renderli
più efficienti ed efficaci si è rivolta ad Axitea, che
ha proposto la realizzazione di una soluzione
integrata su misura per gestire digitalmente
tutti i differenti aspetti del processo.
La soluzione riguarda svariati ambiti di applicazione
tra:
-Monitoraggio intelligente su una piattaforma
dedicata che, grazie ad una capillare rete di sen-
sori IoT, ha permesso a S.E.S.A. di monitorare
il peso dei rifiuti raccolti, registrare il numero di
scarichi, monitorare il livello di riempimento
degli automezzi identificare la necessità di interventi
di manutenzione;
-Sicurezza: ogni automezzo è collegato al SOC
e i veicoli vengono monitorati H24 in remoto nella
loro attività;
-Ottimizzazione del percorso: attraverso il monitoraggio
in tempo reale dei mezzi è possibile
efficentare l’attività di raccolta e affidare nuovi
percorsi ai mezzi in movimento, e tenere traccia
in tempo reale di velocità, durata e tempi di percorrenza;
-Analisi: la soluzione Axitea fornisce una reportistica
dettagliata che consente di effettuare
analisi predittive volte in particolare alla riduzione
dei costi.
Per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità ambientale,
è quindi necessario adottare un approccio
olistico che consideri l’introduzione di
tecnologie avanzate non come un costo, ma
come un investimento che impatta positivamente
tutte le fasi della gestione dei rifiuti. l
Ottobre 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
68 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni
TRITURATORI
Rinnovabili (IRENA), entro il 2050 saranno dismessi
circa 80 milioni di tonnellate di pannelli.
Il loro riciclo rappresenta una vera e propria
sfida ambientale ma anche un’opportunità per
l’economia circolare.
Massimo
rendimento
Riciclaggio dei pannelli fotovoltaici:
la tecnologia innovativa FOR REC utilizzata
per il recupero efficiente dei materiali
In foto, il rendering
dell’impianto.
Con la crescita dell’energia solare, aumenta
la necessità di gestire correttamente
il fine vita dei pannelli fotovoltaici, la cui
durata media è di 25-30 anni.
Secondo l’Agenzia Internazionale per le Energie
Impianti personalizzati
Riciclare pannelli fotovoltaici richiede impianti
progettati su misura per rispondere alle specifiche
esigenze di ogni cliente.
FOR REC crea soluzioni ad hoc, capaci di ottimizzare
il riciclaggio in base alla tipologia di
pannelli e ai materiali da recuperare.
Vengono inoltre ottimizzati anche i flussi di lavoro,
abbattuti i costi operativi e aumentata la
velocità di trattamento, grazie a impianti flessibili
e adattabili.
Separazione ottimale dei materiali
Avviene con tecnologie che consentono di recuperare
alluminio, facilmente separato e riutilizzabile;
metalli magnetici come ferro e acciaio;
vetro; EVA, separato grazie a un processo
chimico particolare e metalli amagnetici.
La separazione accurata di questi materiali non
solo aumenta l’efficienza del riciclaggio, ma
contribuisce a ridurre la necessità di estrazione
di nuove risorse, promuovendo così un’economia
circolare più sostenibile.
Il processo FOR REC: innovazione
e performance
La nuova linea di riciclaggio si articola in tre fasi:
lacerazione tramite il Laceratore LC 1500, che
riduce il volume dei pannelli; triturazione con
il trituratore Quadrialbero TQ 1300, per un controllo
preciso della pezzatura; raffinazione con
il Mulino Verticale MC1200, che migliora la
pulizia e la qualità del materiale trattato;
Separazione avanzata, tramite sistemi a correnti
parassite, vagli e aspiratori.
Gli impianti sono progettati per alte prestazioni,
bassi costi di manutenzione e adattabilità a diversi
volumi produttivi, garantendo affidabilità
e durata nel tempo.
Grazie a innovazione, flessibilità e visione sostenibile,
FOR REC è il partner strategico per
aziende che puntano su soluzioni di riciclo efficaci
e circolari.
l
Ottobre 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
70 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni
APPARECCHIATURE SANITARIE
APPARECCHIATURE SANITARIE
RIFIUTI SOLIDI
71
Nuova vita ai RAEE complessi
Mitambiente, azienda specializzata nel decommissioning
sia in ambito sanitario che industriale, presenterà alla fiera
Ecomondo le ultime novità in termini di servizi e soluzioni
In ambito industriale le sfide non sono minori.
L’azienda si occupa di smantellamento e bonifica
di apparecchiature, linee o reparti produttivi da
dismettere o rinnovare.
Gli interventi possono avvenire a stabilimento
fermo o in esercizio, isolando le aree di lavoro
per non interferire con le attività aziendali.
Le operazioni sono condotte con attrezzature
elettroniche, in sanità come nell’industria, non
sono semplici attività operative: rappresentano
un tassello fondamentale per la gestione in sicurezza
di tutta la filiera, con particolare attenzione
alla tutela dell’ambiente.
Con la propria esperienza e la fiducia di clienti
pubblici e privati, MITAmbiente continua a operare
come partner affidabile per la gestione dei
Esperienza,
professionalità
e innovazione rendono
MITAmbiente partner
affidabile che incontra
le esigenze
del cliente,
proiettandosi verso
un futuro in continua
crescita.
MITAmbiente affianca
i propri clienti
offrendo servizi
con soluzioni precise
e concrete. Anche
quest’anno partecipa
ad Ecomondo (Pad. D1
Stand 504) come
punto di riferimento
nazionale
e internazionale
per una vasta gamma
di servizi; dalla
caratterizzazione
del materiale
contaminato
da radionuclidi
artificiali o naturali,
alla bonifica,
al trasporto, allo
smaltimento presso
il proprio deposito
autorizzato.
MITAmbiente, punto di riferimento nazionale
ed internazionale per i propri servizi
altamente specializzati, anche quest’anno
partecipa a Ecomondo. L’azienda, attiva
in tutto il Paese, affianca strutture pubbliche e
private nello smontaggio, estrazione, trasporto
e smaltimento di apparecchiature complesse,
trasformando le attività potenzialmente rischiose
in operazioni sicure e sostenibili, nel rispetto
delle persone e dell’ambiente. Infatti trattandosi
di ambiti molto delicati, gli aspetti e le sfide da
non sottovalutare nel trattamento di questa tipologia
di RAEE sono impegnative e complesse.
I settori più importanti
In ambito sanitario ogni intervento richiede precisione
assoluta, poichè si tratta di macchinari
dalla tecnologia delicata e ubicati in contesti
sensibili. Smontare un’apparecchiatura a raggi
X in una struttura ad alta frequentazione o movimentare
un acceleratore lineare in un bunker
ospedaliero significa operare con logistica dedicata,
protocolli di radioprotezione e procedure
di sicurezza stringenti.
MITAmbiente interviene sul fine vita di apparecchiature
come PET, TAC, risonanze magnetiche,
acceleratori, tavoli telecomandati,
sistemi a raggi X, gamma camera, celle di manipolazione
e isolatori. Le attività si svolgono
in ospedali, cliniche, centri radiologici, studi
dentistici e laboratori analisi. Accanto alla parte
tecnica viene fornito il supporto burocratico,
con la gestione delle pratiche di cessazione
previste dalla normativa vigente.
adeguate e modalità tali da preservare strutture
e impianti esistenti, inclusi pavimenti e
sistemi tecnologici.
La priorità resta garantire sicurezza, conformità
normativa e riduzione degli impatti ambientali,
avviando a recupero o smaltimento le componenti
in modo corretto.
Un partner per pubblico e privato
Il metodo di MITAmbiente è chiaro: studio di
fattibilità, pianificazione, e quindi esecuzione
con le attività di smontaggio, trasporto e smaltimento.
Ogni fase è gestita da personale qualificato,
con mezzi adeguati e attenzione a rischi e sostenibilità.
Gli smontaggi di apparecchiature elettriche ed
RAEE complessi in tutta Italia.
Da sempre attenta alla formazione anche
quest’anno ha organizzato un calendario di appuntamenti
come MITAcademy che include corsi
di aggiornamento dedicati esclusivamente
agli Esperti di Radioprotezione su tutto il territorio
nazionale; per il 2025 le tappe sono state
Ancona, Cagliari, Palermo e Genova.
Le giornate sono state organizzate in collaborazione
con ANPEQ, Associazione Nazionale
Professionale Esperti Qualificati in Radio -
protezione e hanno fornito ai partecipanti gli strumenti
necessari per affrontare gli aspetti di valutazione
del rischio nelle diverse realtà. l
www.mitambiente.it
Ottobre 2025
Ottobre 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
72
Soluzioni
BIOWASTE
CARBONX
CARBONX BIOWASTE
73
Ammazza la Cina
col deep tech
Nanostruttura
del materiale
di sintesi
che sostituisce
la grafite come anodo
delle batterie.
di compressione, mentre i filamenti permettono
un migliore trasferimento degli elettroni e i micro
pori catturano meglio gli ioni di litio caricati
positivamente.
Con la nanotecnologia, gli anodi delle
batterie si producono senza grafite e ovunque
siano presenti idrocarburi. Anche da riciclo
Marco Comelli
Il concetto di deep tech non è nuovissimo e
in Italia non ha avuto un’ampia diffusione,
oppure se l’ha avuta si è basato su un fraintendimento,
confondendolo con una o più aree
tecnologiche specifiche, come intelligenza artificiale
o elaborazione quantistica. In realtà con
deep tech si intendono tecnologie basate su
scoperte scientifiche o innovazioni ingegneristiche,
progettate per risolvere significativi problemi
e creare impatti trasformativi sui settori
industriali e sulla società. A differenza delle innovazioni
incrementali, la deep tech richiede
un'ampia attività di ricerca e sviluppo, ingenti
investimenti di capitale e un percorso più lungo
per la commercializzazione. Se si riflette su questa
definizione, si comprende perché da noi non
sia molto popolare.
Grafite…ma non per matite
Se ci si concentra sull’aspetto di trasformazione
dei settori industriali, le deep tech sono le tecnologie
del nostro tempo, caratterizzato dal tentativo
di costruzione di monopoli delle risorse e
delle tecnologie atte a modificare l’assetto anche
geopolitico mondiale e, in ultima analisi, la struttura
socioeconomica delle nazioni. Un esempio
di questi tentativi è quello delle batterie per i veicoli
elettrici. L’assalto potenzialmente egemonico
cinese si basa su diversi filoni, ma in uno
di essi sembra avere raggiunto di fatto l’obiettivo.
Pochi sanno che gli anodi, il polo positivo delle
batterie al litio, è quasi sempre costituito da carbonio
puro sotto forma di grafite (l’alternativa
del titanato di litio consente tensioni minori) e
che questa grafite ad altissimo grado di purezza
(battery-grade) proviene per il 95% dalla Cina.
La grafite viene oggi in gran parte ricavata da
miniere, con un impatto ambientale, anche sotto
forma di emissioni di anidride carbonica, elevato,
dell’ordine delle 6 tonnellate per tonnellata di
grafite. È possibile produrre grafite di sintesi,
ma il processo, di tipo batch, è altamente energivoro
(si lavora a 3000 gradi) e dispendioso in
quanto a emissioni, il doppio di quelle delle miniere.
Quindi, settore, quello delle batterie al
litio, in grande espansione non solo per le auto
elettriche, ma supply chain geopoliticamente e
commercialmente a rischio in qualunque momento,
e infine ambientalmente impattante.
Terreno ideale di applicazione deep tech.
Perché non affrancarsi?
Lo devono avere pensato già all’inizio degli anni
Il materiale CarbonX ® 7, indistinguibile
dalla grafite. Si tratta di un materiale drop-in.
10 un ricercatore olandese e una italiana,
Daniela Sordi, laureata in chimica con PhD a
Tor Vergata e poi trasferitasi a Delft in Olanda
come ricercatrice post-dottorato, e oggi Chief
Technology Officer di CarbonX, che i due hanno
fondato nel 2014. L’idea di base era di realizzare
materiali alternativi alla grafite applicando un
processo di emulsione del feedstock, costituito
da idrocarburi pesanti. In una camera di reazione
vengono posti a strati sovrapposti il feedstock,
acqua e un sapone. Nel feedstock sono
iniettate nanoparticelle metalliche che fanno
da catalizzatore. In tempo reale si forma una
struttura tridimensionale porosa (vedi immagine)
che viene “congelata” applicando una temperatura
di 1900 gradi per 3 millisecondi. Il processo
è continuo, quindi è possibile avere
efficienza molto elevata. La documentazione
dell’azienda parla di arrivare a 100 tonnellate al
giorno per linea.
Ne risulta una polvere di microparticelle di carbonio
con una struttura 3D porosa, a differenza
della grafite che è bidimensionale, e una dimensione
compresa tra 1 e 5 micrometri. Dal punto
di vista ambientale, la fabbricazione del materiale
emette il 50% della CO2 rispetto all’estrazione
in miniera e offre migliori caratteristiche
fisico-meccaniche e elettriche rispetto alla grafite.
La struttura 3D resiste a ad elevati carichi
Obiettivo “X”
Il materiale è passato attraverso diverse generazioni,
quella attuale è denominata CarbonX®
X7 e viene miscelata al 50% con grafite sintetica
per ottenere un materiale per anodo che attualmente
è in corso di valutazione da parte di 10
differenti produttori di celle. I prossimi obiettivi
di CarbonX sono l’ulteriore miglioramento delle
prestazioni, il passaggio a materiali per anodi
totalmente composti del nuovo materiale ed arrivare
alla piena circolarità. Il materiale si chiama
CircularX® e verrà prodotto a partire da olio
di pirolisi. La data obiettivo è il 2027, con produzione
che la società prevede di 20.000 tonnellate
l’anno con due linee in USA e in Europa, che si
appoggiano ad esistenti impianti per la produzione
di carbon black, principalmente utilizzato
oggi per la fabbricazione degli pneumatici.
Per il 2030 l’obiettivo è di arrivare a produrre
materiale per anodi sufficienti a batterie con capacità
totale di 400 GWh, pari al 10% della produzione
mondiale a quella data. E quello sarebbe
solo l’inizio.
l
Una miniera
di grafite di cui
la Cina è il primo
produttore al mondo.
Ottobre 2025
Ottobre 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
74
Soluzioni
BIOWASTE
SCARTI ALIMENTARI
SCARTI ALIMENTARI BIOWASTE
75
Sembra... ma è...
Dal fashion all’automotive, Ohoskin segna
un cambiamento importante nell’economia
circolare: sembra pelle ma è vegan
Eliana Puccio
Nata da un'intuizione siciliana: trasformare
i sottoprodotti delle arance e dei
cactus in un'alternativa sostenibile (e
cruelty-free) alla pelle.
Un'idea visionaria che, a pochi anni dalla sua
fondazione, è diventata una realtà industriale:
Ohoskin® spegne le candeline e diventa ufficialmente
una Piccola e Media Impresa (PMI).
Il nome Ohoskin deriva da OHO Orange (arancia)
and Opuntia (fichi d'india) e skin, pelle.
Riflette una visione in cui l'innovazione parte
dalla terra, dall'agricoltura locale e dalle risorse
naturali grezze, trasformandole in bellezza,
funzionalità e rispetto ambientale.
Una rivoluzione silenziosa
La startup ha recentemente catturato l'attenzione
della principale piattaforma indiana
per la sostenibilità, Sustainable Tea with
Shreya, protagonista di un video che ha già
ispirato migliaia di persone in tutto il mondo.
Ogni anno, le coltivazioni di agrumi e di fichi
d'india producono all’incirca 700.000 e 600.000
tonnellate di scarti.
Ohoskin si avvale di questo materiale per promuovere
l'economia circolare.
Come avviene il riciclo? Il processo parte dall’essicazione
delle bucce e dalle pale dei fichi
d'india. Le bucce d'arancia vengono micronizzate,
miscelate con bioresine vegetali e
trasformate in resistenti rotoli Ohoskin®. Il
materiale può essere goffrato, colorato e personalizzato,
riproducendo persino texture
esotiche come la pelle di coccodrillo.
Dalla moda alle auto elettriche
Uno degli esempi più convincenti di Ohoskin®
sono gli interni di Microlino, la city car elettrica
che fonde estetica retrò e tecnologia all'avanguardia.
Ogni dettaglio è progettato per essere
sostenibile senza compromettere comfort ed
eleganza. Una delle preoccupazioni più comuni
riguardo alle alternative alla pelle è la
durabilità.
Ohoskin® invece è durevole, resistente all'umidità
e testato per l'uso reale in ambienti
difficili come gli interni delle auto.
In questo caso, la sostenibilità non è un compromesso:
è un vantaggio aggiuntivo che non
sacrifica le prestazioni.
Tra l'altro, la pelle animale tradizionale può
emettere fino a 110 kg di CO₂ per metro quadrato,
mentre Ohoskin® ne emette solo 2,57
kg. Non è solo un numero: è un cambiamento
di paradigma che sfida l'intero sistema produttivo
della moda e del design.
Step by step
Ohoskin® ha fatto molta strada in poco tempo.
Quello che è iniziato come un esperimento di
economia circolare, adesso è un materiale brevettato,
testato e validato per i settori più esigenti:
moda, automotive, nautica e interior design.
Prima tappa nel 2020/2021 con l’ottenimento
del brevetto internazionale, le prime partnership
industriali e l’avvio del processo di industrializzazione
e scalabilità.
Il 2022 è l’anno della prima produzione in serie,
dello sviluppo e ottimizzazione di una formulazione
non fossile. Inoltre, i primi test
comparativi dimostrano che Ohoskin® offre
prestazioni migliori della pelle animale.
E ancora, le prime vendite e registrazione del
marchio. Nel 2023 è il turno dell’analisi dell'impronta
di carbonio, della validazione anche
per l'arredamento, del deposito di brevetto
unitario ed europeo e dell’analisi C14 e test
di trasparenza per convalidare il contenuto
bio-based.
Con il 2024 arriva la validazione nei settori automotive
e nautica e la firma dei primi contratti
nel settore della mobilità.
Inoltre, c’è anche lo sviluppo e la convalida
di una nuova linea di prodotti in resina biobased.
l
Un metro lineare
del prezioso
materiale
che si ottiene
dal recupero delle
bucce d’arancia
e pale di fico d’india,
ha un costo di 50€.
Grazie ad una ricca
cartella colori,
è disponibile nelle
tonalità
più variegate.
Ottobre 2025
Ottobre 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
76 ACQUE REFLUE Soluzioni
RIFIUTI DA DRAGAGGI
RIFIUTI DA DRAGAGGI
ACQUE REFLUE
77
Guarda come drago
Federica Lugaresi
A Ravenna un impianto per recuperare e riciclare
i sedimenti dragati dal fondale del porto. Si tratta di un tipo
di rifiuto che sarà sempre più importante nei prossimi anni
Capitale dell’Impero Romano d’Occi -
dente (e famosa per i suoi mosaici, lascito
del dominio bizantino), oggi come
allora, Ravenna riveste un ruolo fondamentale
come porto. L’infrastruttura che la caratterizza
è uno dei principali nodi per gli scambi - dominando
il 40% del commercio marittimo -
con il mediterraneo Orientale il Mar Nero e
Far East.
Principalmente vengono movimentate rinfuse
liquide, secche, container, agroalimentari, metallurgici
e materiali da costruzione, tramite
un traffico merci che nel gennaio 2025 ha registrato
un +12.9% rispetto al precedente
anno.
Una morfologia particolare
Il porto si sviluppa lungo il Canale Candiano
(circa 14 km) che collega il mare al centro cittadino,
supportato anche dai canali secondari
Baiona e Piombone. A causa del moto ondoso
e del movimento delle eliche, vengono smossi
sedimenti che si accumulano e formano avallamenti
sottobanchina. Fenomeni questi, che
richiedono dragaggi mirati per ripristinare i
fondali (-13,50 m marino e -12,50 m interno)
a garantire il transito delle navi con tonnellaggi
superiori (sino a 80.000 ton per le Panamax).
Tutto ciò fa parte del progetto “Il futuro delle
coste e dei porti in un clima che cambia: azioni
necessarie e opportunità per un'economia blu
sostenibile” da parte dell’Autorità di Sistema
Portuale del mare Adriatico centro settentrionale,
e presentato proprio ad Ecomondo due
anni fa.In ottica di economia circolare, la gestione
dei prodotti del dragaggio (che possono
Ottobre 2025
essere gestiti) sarà un tema fondamentale dei
prossimi anni. L’impianto progettato ad hoc
asciugherà e bonificherà il materiale dragato
- ovviamente con tutte le analisi del caso, relativo
trasporto e conferimento a destinazione
- per consentire il riutilizzo a riempimento di
cave o altri usi industriali.
Condizione sine qua non
Nella presentazione del progetto si legge:
“L’impianto di recupero dei fanghi escavati
sarà in grado di stoccare e trattare i fanghi
di dragaggio ai fini della produzione di materiale
che cessa la qualifica di rifiuto. Una
volta trattati, tali fanghi potranno quindi essere
utilizzati nei termini previsti dall’art.
184-quater D.Lgs. 152/06 e s.m.i. Il progetto
in esame è quindi riferito ad un impianto di
recupero R13 – R5 di rifiuti non pericolosi
costituiti da fanghi di dragaggio (EER
170506).
Il progetto configura la fattispecie B.2.50
“Impianti di smaltimento e recupero di rifiuti
non pericolosi, con capacità complessiva superiore
a 10 tonnellate al giorno”.
Al netto di ciò, l’impianto è quindi autorizzato
al recupero R13-R5 di rifiuti non pericolosi
costituiti da fanghi di dragaggio (EER.
170506); con uno stoccaggio massimo istantaneo
di R13 pari a 500.000 ton/435.000 m 3 ;
e un quantitativo massimo in ingresso (R13-
R5) pari a 4.250.000 ton /anno-3.720.000
m 3 /anno (di cui fondale tal quale 750.000
m 3 /anno).
L’impianto è calibrato per una capacità di trattamento
pari a 775 m 3 /h (di cui fondale tal quale
155m 3 /h), e per avere un’operatività su 300
gg/anno su 16h/giorno dal lunedì al sabato.
Nella pratica
L’impianto di trattamento è composto da una
prima sezione di soil washing, cui segue la
fase di trattamento di fanghi e acque, con la
parte terminale relativa alla disidratazione.
Da questi processi si origineranno due principali
EoW:
• sabbie dalla prima fase del processo di recupero
(34 m 3 /h, ossia 163.200 m 3 /anno);
• frazione fine (<0,075 mm) dalla seconda fase
del processo di recupero (86 m 3 /h, ossia di
412.800 m 3 /anno).
Ma anche altri rifiuti quali: frazione grossolana
Ottobre 2025
> 2 mm (EER 191212) separata dalla prima fase
di vagliatura; sostanze oleose (EER 190207*)
separate nella fase di disoleazione; e fanghi
contaminati disidratati (EER 190813* / 190814
per 0,208 m 3 /h, ossia 1.006 m 3 /anno). l
Ubicazione
dell’impianto
rispetto alla
linea di costa.
Visto dall’alto,
l’impianto
di trattamento
di materiale di scavo,
previsto nella Fase 2
del Ravenna Port Hub.
Schema dell’impianto di trattamento. Si stima un recupero in 10 anni
di 3.080.000 m 3 di materiale sabbioso e a frazione fine, pronto all’uso.
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
78
Soluzioni
ACQUE REFLUE
WASTE SEGNALA
HIGHLIGHTS
Nel corso dei tre giorni di manifestazione il programma
spazierà dalla lotta al cambiamento climatico
all'aggiornamento della normativa europea
sul drenaggio urbano che impegna l'Italia nell'adeguamento
delle infrastrutture e ricercando soluzioni
che migliorino il settore idrico.
"Il servizio idrico integrato - ha riferito Paolo
Angelini, AD di BolognaFiere Water&Energy - sarà
chiamato ad acquisire nuove competenze. Saranno
necessari investimenti, reperire fondi e trovare
soluzioni che riducano le perdite. Fondamentali
saranno l'Innovazione, la ricerca e la capacità delle
aziende di confrontarsi e offrire soluzioni in grado
di efficientare il sistema". Riuso dell'acqua, trattamento
e depurazione, digitalizzazione e impiego
dell'AI per riduzione delle perdite, dissalazione,
riduzione dei contaminanti emergenti saranno invece
al centro di molti dibattiti che si succederanno
in occasione di Accadueo con i contributi di MASE,
ANEA, REF, ISTAT, ISLE, IATT, CSDU, CSSI, CSEL,
AIDARA, ANBI, ATERSIR, e altri ancora. Per la prima
volta sarà creata l'area Utilities Hub nella quale
aziende, gestori e associazioni, potranno incontrarsi
e presentare le proprie case histories offrendo
spunti di riflessione per l'implementazione
di nuove soluzioni.
www.accadueo.com
Edizione
Record
Dal 7 al 9 ottobre BolognaFiere ospiterà
il 18°appuntamento con Accadueo
Apoche settimane dall'avvio della fiera sono confermati
220 brand, che occuperanno due padiglioni per complessivi
9.000 m 2 di superficie espositiva lorda. La kermesse
vedrà lo svolgimento di circa 50 eventi tra convegni e workshop,
distribuiti su 5 sale, con l'intervento di 190 relatori.
Presenti 25 utilities e confermati circa 50 buyers internazionali
provenienti da India, Arabia Saudita, Marocco, Egitto, Libia, Ghana,
Etiopia e Nigeria. Tra gli espositori esteri presenti, i paesi extra-
UE più rappresentati saranno Cina, Turchia, USA; per l'Europa
Germania, Austria, Gran Bretagna e Francia. Sarà presente
anche il Consolato Generale di Ungheria con una rappresentanza
di aziende che organizzerà un workshop per agevolare l'incontro
con gli operatori italiani. Tra gli espositori italiani la regione più
rappresentata sarà la Lombardia con quasi 60 aziende. Circa 20
provenienti da Emilia-Romagna e Veneto, ma non mancheranno
anche le realtà del Centro e del Sud tra Lazio, Puglia e Sicilia.
Ottobre 2025
PORTIAMO L’EDILIZIA
A UN LIVELLO SUPERIORE.
269.000 m 2 netti di esposizione / 139.000 partecipanti / 2.000 espositori / 150 sessioni di formazione
Qualunque sia il settore dell'edilizia in cui opera,
uscirai da CONEXPO-CON/AGG con nuove
idee, nuove relazioni e nuove opportunità per far
crescere la tua attività e la tua posizione nel settore.
Non è solo il più grande salone dell’edilizia del
Nord America, ma è un evento che porta il settore
edile a un livello superiore.
MAGGIORI INFORMAZIONI SU CONEXPOCONAGG.COM
3-7 MARZO / 2026 / LAS VEGAS / NEVADA
Dylan Mercier, D2 Contracting,
partecipante ed. 2023
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
80 ACQUE REFLUE Soluzioni
TECNOLOGIE DEPURATIVE
Fare la differenza
Le soluzioni temporanee a noleggio di Xylem offrono flessibilità
e rapidità nella gestione delle acque e dei reflui industriali
Servizio di noleggio avanzato Xylem
Dalla riduzione dei solidi sospesi totali alla
disinfezione rapida, le tecnologie plugand-play
firmate Xylem permettono di
mantenere la continuità operativa e rispettare
le normative senza interventi civili complessi.
Il filtro Taron, in particolare, dimostra come ciò
che è temporaneo possa diventare strategico,
con performance misurabili e sostenibili. Le
soluzioni a noleggio di Xylem rappresentano
strumenti strategici per industrie e gestori pubblici,
capaci di adattarsi alle esigenze operative
senza interventi civili complessi.
Un portafoglio modulare pronto all’uso
Xylem offre una gamma di soluzioni modulari
implementabili in poche ore.
I filtri Taron a fanghi attivi a noleggio aumentano
la capacità del trattamento biologico e riducono
i solidi sospesi totali (TSS) a meno di 10 mg/L
anche durante picchi di carico.
Il sistema di dischi rotanti con micromaglie crea
uno strato dinamico di fango che funge da mezzo
filtrante, ottimizzando la chiarificazione secondaria.
Gli impianti temporanei di flottazione
a pressione (DAF) sono ideali per il pretrattamento
di acque reflue con elevata concentrazione
di solidi nell’industria carne e lattiero-casearia.
I sistemi modulari UV e ozono con sentono
la disinfezione rapida dei reflui e il recupero di
acqua industriale.
I container per il pompaggipo e filtrazione sono
perfetti per emergenze o manutenzioni programmate,
integrandosi senza interrompere i
processi esistenti.
Caso di successo in Italia
L'impianto di trattamento di Castel San Pietro,
in Emilia-Romagna, ha dovuto affrontare una
ristrutturazione urgente di una linea di chiarificazione
secondaria, a causa dell’invecchiamento
delle strutture in cemento. Interrompere il trattamento
avrebbe potuto compromettere la qualità
dell’acqua scaricata e comportare sanzioni.
Per risolvere la situazione rapidamente, Xylem
ha fornito un filtro Taron a noleggio, installato
senza necessità di opere civili e pronto all’uso in
poche ore. Grazie a questa soluzione, l'impianto
ha continuato a funzionare senza interruzioni,
migliorando anche la qualità dell’acqua grazie
alla riduzione dei TSS a livelli inferiori a 10 mg/L.
Questo intervento ha dimostrato come il noleggio
temporaneo di Taron possa rappresentare
una vera e propria strategia operativa,
combinando rapidità, efficienza e conformità
normativa.
l
Xylem mette a disposizione le piu recenti tecnologie per il pompaggio e il
trattamento delle acque.
Perché scegliere il noleggio?
• Zero costi di manutenzione e stoccaggio
• Più macchine senza immobilizzare capitali
• Paghi solo ciò che usi
• Tecnologia sempre aggiornata
• Prova e scegli ciò che fa al caso tuo
Applicazioni:
Stazioni di pompaggio · By-pass
fognari · Drenaggio in cantiere ed
emergenza · Trattamento acque
info.italia@xylem.com
xylem.com/it-it
xylem.com/it-it/products--serv
ices/rental/
Ottobre 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
82 ACQUE REFLUE Soluzioni
NEWS
RICAMBI USATI
VEICOLI&ALLESTIMENTI
83
“4R”uote greeen
Il nuovo regolamento VFU ha come obiettivo di realizzare concretamente
nell’automotive i principi della circolarità. Recuperando materie prime
e incentivando il riutilizzo dei componenti in totale sicurezza dei consumatori
Acqua raggiante
ENEA ha testato una tecnologia per rimuovere
batteri e microinquinanti dai depuratori. Per ricavare
biofertilizzanti e acqua per l’irrigazione dei campi
dustriali sono: Gruppo HERA (con il depuratore
di Ferrara), CIFO srl del gruppo Biolchim spa e
Naturedulis srl.
Il team ENEA-LEA testerà l’efficacia della tecnologia
a luce UV per la rimozione dei microinquinanti
emergenti dalle acque reflue: molecole
utilizzate per la produzione di alcuni farmaci
come la carbamazepina (anticonvulsivante), la
claritromicina (antibiotico), il diclofenac (antinfiammatorio),
la levofloxacina e l’eritromicina
(antibiotici) e di composti presenti nelle plastiche,
come il bisfenolo A, classificato come interferente
endocrino, in grado di alterare il funzionamento
del sistema ormonale anche a
concentrazioni estremamente basse.
Il 13 luglio 2023 la Commissione europea ha
adottato la proposta di Regolamento del
Parlamento europeo e del Consiglio sui veicoli
fuori uso, destinata a sostituire integralmente
la Direttiva 2000/53/CE, recepita in Italia
con il D.Lgs. 209/2003. Il passaggio da direttiva
a regolamento comporta una trasformazione
radicale: le disposizioni saranno direttamente
applicabili negli ordinamenti nazionali, evitando
interpretazioni difformi e assicurando maggiore
uniformità attuativa. La proposta si inserisce
nel Green Deal europeo e nella Strategia per la
sostenibilità dei prodotti, con obiettivi di riduzione
dell’impatto ambientale, recupero di materie
prime, circolarità del settore automotive e sicurezza
dei consumatori.
I pilastri del paradigma
Tra i punti cardine: obbligo per i costruttori di
fornire ai centri autorizzati informazioni tecniche
sui componenti (schede, modalità di smontaggio,
materiali e sostanze pericolose); introduzione
di un sistema digitale di tracciabilità dell’intero
ciclo di vita del veicolo, inclusi i ricambi;
incentivazione al riutilizzo dei componenti, riconosciuti
come beni e non come rifiuti; integrazione
dell’eco-design, con attenzione al disassemblaggio
e all’accesso ai pezzi riutilizzabili.
Particolarmente rilevante è la previsione di un
“accesso equo ai dati tecnici” (fair access to
data), richiesta da associazioni europee come
EuRIC ed EGARA e da rappresentanze nazionali
come ADQ. L'obiettivo: riequilibrare il rapporto
tra costruttori e filiera del riciclo, da sempre sbilanciato
a favore dei produttori e spesso oggetto
di chiusure informative ingiustificate (che hanno
ostacolato l’attività lecita di rigenerazione e rivendita
dei ricambi). La proposta regolamentare
riconosce finalmente il valore industriale e ambientale
della preparazione per il riutilizzo, non
come fase accessoria della gestione rifiuti, ma
come componente strutturale del ciclo di vita
del veicolo. Sono introdotti obblighi ai costruttori:
dati di smontaggio standardizzati tramite IDIS,
collaborazione con operatori autorizzati, rendicontazione
sui tassi di riutilizzo e recupero.
Ruggiero Delvecchio
Presidente Nazionale
ADQ – Associazione
Autodemolitori di Qualità
ENEA sta definendo una tecnologia a luce
ultravioletta (UV) per depurare le acque
reflue da differenti tipologie di contaminanti
come azoto, fosforo, batteri patogeni e
microinquinanti emergenti.
L’innovazione farà parte di un sistema composto
da diverse soluzioni hi-tech, realizzate con il progetto
INTECH4WATER, finanziato dalla Regione
Emilia-Romagna, che coinvolge un ampio partenariato
guidato dal laboratorio “Terra&Acqua
Tech” del Tecnopolo dell’Uni versità di Ferrara,
con la partecipazione del Laboratorio ENEA per
l’Ambiente (ENEA-LEA) del Tecnopolo di Bologna,
CIRI-FRAME dell’Università di Bologna, Pro -
Ambiente e Cnr- ISSMC di Faenza. I partner in-
Il progetto INTECH4WATER
Prevede la sperimentazione di quattro diverse
tecnologie, che saranno testate in due fasi: prima
singolarmente, su scala di laboratorio, e poi
integrate in un unico sistema innovativo sulla
base dei risultati ottenuti dalle singole prove.
“Il progetto è rivolto a realtà aziendali in cui la
composizione dei reflui varia molto nel corso
dell’anno, rendendo difficile affidarsi a una singola
tecnologia di depurazione per garantire la
qualità delle acque in uscita dagli impianti.
IPunta a fornire gli strumenti necessari per adeguarsi
alle novità introdotte dalla recente
Direttiva UE 3019/2024 sul settore depurativo”,
ha commentato Simonetta Pancaldi, professoressa
dell’Università degli Studi di Ferrara e coordinatrice
del progetto.
l
Ottobre 2025
Ottobre 2025
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
84
Obbligo
per i costruttori
di fornire ai centri
autorizzati
informazioni tecniche
sui componenti;
passaporto digitale
del veicolo
e incentivazione
al riutilizzo
dei componenti sono
alcuni dei punti
cardine del nuovo
regolamento.
In Italia il settore
dei ricambi auto vale
circa 13 miliardi
di euro, con forte
crescita dell’usato:
oltre 15 milioni
di utenti, tra privati
e officine, acquistano
ormai ricambi online.
Tracciamento fondamentale
Elemento centrale è il passaporto digitale del
veicolo (Vehicle Digital Product Passport) che
accompagnerà ogni auto dal mercato alla dismissione,
fornendo dati tecnici, compositivi e
storici (manutenzioni, incidenti, richiami). Ciò
favorirà fiducia nel mercato dei ricambi usati,
certificandone tracciabilità e conformità. In questo
quadro, l’Italia dovrà integrare la disciplina
europea nelle proprie politiche industriali e ambientali.
Le associazioni di categoria, tra cui ADQ,
hanno accolto positivamente la proposta, vedendovi
una svolta normativa che valorizza le
competenze dei centri italiani. Resta il nodo dell’attuazione,
che richiederà decreti e linee guida
condivise con autorità ambientali e fiscali per
evitare ritardi. In sintesi, il Regolamento rappresenta
un’occasione per restituire dignità normativa
ed economica all’autodemolitore, trasformandolo
in attore centrale del nuovo
paradigma industriale del riutilizzo.
Nuove modalità di vendita online
e rischi di truffe
Il mercato dei ricambi usati ha conosciuto una
profonda trasformazione, sospinta da digitalizzazione,
ricerca di risparmio e crescente sensibilità
ambientale. I centri di raccolta hanno
ampliato la clientela grazie a marketplace, e-
commerce proprietari e piattaforme specializzate.
In Italia il settore dei ricambi auto vale circa
13 miliardi di euro, con forte crescita dell’usato:
oltre 15 milioni di utenti, tra privati e officine, acquistano
ormai ricambi online. Su eBay il comparto
cresce del 22% annuo, con prezzi inferiori
del 50-70% rispetto al nuovo. Anche Amazon e
B-Parts confermano il trend, con quest’ultima
che offre oltre 6,5 milioni di componenti da demolitori
autorizzati.
Questa evoluzione porta opportunità ma anche
rischi: truffe digitali, falsi siti e-commerce che
clonano loghi e indirizzi reali di centri autorizzati,
profili social ingannevoli e marketplace scarsamente
vigilati, dove soggetti non autorizzati vendono
ricambi privi di tracciabilità e sicurezza.
Le conseguenze sono pesanti: consumatori truffati
e privati delle tutele legali; centri VFU legittimi
colpiti da danni di immagine, segnalazioni infondate
e persino aggressioni. La clonazione dei
siti rende difficile distinguere attività lecite da
fraudolente, minando la fiducia in un mercato
in cui la reputazione è cruciale.
Necessarie le misure strutturali
ADQ ha più volte lanciato l’allarme, chiedendo
un registro pubblico online dei centri autorizzati,
un servizio centralizzato di segnalazione e oscuramento
dei siti fraudolenti in collaborazione
con Polizia Postale e AGCM, l’obbligo per i marketplace
di verificare le credenziali ambientali
e fiscali dei venditori e un marchio digitale di
conformità per i ricambi da impianti certificati.
Senza misure strutturali, il rischio è che il mercato
del riutilizzo venga inquinato da operatori
informali e criminali, con gravi effetti su competitività,
sicurezza stradale e sostenibilità.
La vendita dei ricambi usati è un cardine dell’economia
circolare applicata all’automotive:
ogni componente rimesso in circolo significa
materie prime risparmiate ed emissioni evitate.
Eppure norme incerte, oneri fiscali sproporzionati
e mancanza di tutela contro le frodi digitali
ne frenano la crescita. Serve una riforma organica
che elimini la frammentazione autorizzativa,
riconosca pienamente il valore ambientale del
ricambio e accompagni la transizione al nuovo
Regolamento europeo. In gioco non c’è solo la
competitività del settore, ma la capacità del sistema-Paese
di realizzare concretamente i principi
della circolarità.
l
ECOMONDO 25
4-7
Novembre
Rimini
PAD C5
300/301
LEADER NELLE SOLUZIONI INTEGRATE
PER IGIENE URBANA, RACCOLTA,
COMPATTAZIONE E TRASPORTO RIFIUTI
www.busigroup.it
Ottobre 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
86 VEICOLI&ALLESTIMENTI Soluzioni
SPAZZATRICI STRADALI
Un salto di qualità
Innovazione, sostenibilità e integrazione saranno i pilastri di Busi
Group, player di riferimento nelle soluzioni per la raccolta,
la compattazione e il trasporto dei rifiuti e lo spazzamento stradale
Dopo anni di crescita costante e risultati
economici solidi, il Gruppo entra in una
nuova fase strategica con un’offerta
sempre più integrata e intelligente, pronta a
supportare città e operatori nella transizione
ecologica.
A Ecomondo 2025, Busi Group presenterà il
proprio ecosistema smart: una gamma completa
di soluzioni connesse e sostenibili che
rappresentano il futuro della gestione dei rifiuti,
Il lavoro non aspetta.
ISUZU nemmeno.
La visione di Busi
Group: non solo
fornitori di macchine,
ma partner strategici
per amministrazioni
e operatori,
con soluzioni
integrate che
rispondono alle sfide
della sostenibilità
e della
digitalizzazione.
dalla raccolta alla compattazione e al trasporto.
Tra le novità più attese la nuova spazzatrice
stradale BSA 4 m³, compatta, potente ed efficiente
per i contesti urbani più complessi.
Un segmento che ancora mancava nel portafoglio
di spazzatrici Busigroup. Inoltre, sarà
presentata anche tutta la gamma completa di
cassonetti stradali +B LID per la raccolta laterale
di OMB Technology.
Si tratta di contenitori in metallo, resistenti, e
con la possibilità di aperture smart e personalizzate
e differenziate per tipologia di rifiuto.
La gamma completa prevede le dimensioni di
1800, 2100, 2400, 3200 mm 3 .
In anteprima allo stand 300/301
del Padiglione C5
I visitatori potranno scoprire: il sistema per la
raccolta dei rifiuti urbani a caricamento laterale
CMPL 8; il veicolo per la raccolta rifiuti
urbani T-Rex, con meccanismo alza-voltacassonetto
e sistema di costipazione. Ci sarà
poi il nuovo CSM compattatore monopala di
BTE con impianto fotovoltaico, ottimizzato per
grandi volumi e spazi contenuti dotato di sistema
fotovoltaico per poterlo posizionare
ovunque anche senza accesso diretto alla rete
elettrica e senza necessità di rumorosi e inquinanti
generatori.
E ancora: il rimorchio B-Trail di MEC, progettato
per potenziare la sicurezza e semplificare
il lavoro del trasporto di container e
compattatori scarrabili; il sistema di raccolta
a caricamento posteriore con AVC Automatico
di OMB Technology, per la massima automazione;
il nuovo sistema “B-Connect PRO” per
il monitoraggio e la gestione delle soluzioni
da remoto, che permette di fare analisi e previsioni.
l
Ottobre 2025
*Nuova gamma ISUZU Trucks disponibile nei segmenti (MTT): 3,5 t, 6 t, 7,5 t, 10 t, 11 t, 11,9 t, 14 t.
www.isuzu.it
www.isuzu.it
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
88 VEICOLI&ALLESTIMENTI Soluzioni
COMPATTATORI
COMPATTATORI
VEICOLI&ALLESTIMENTI
89
Danilo Senna
Lo schema qui sotto
si riferisce a un tre
assi con terzo asse
trainato (FAN
nel gergo Daf),
ma nulla cambia
rispetto al nostro FAG
nella disposizione
dei componenti:
motore al centro
del telaio, fino a due
pacchi batteria
per lato e uno sotto
alla cabina in blocco
con gli ausiliari.
Green per green
La Daf avvia la produzione dei camion elettrici da 12 a 44
tonnellate. Inclusi gli autotelai XD a tre assi che sembrano
fatti apposta per i compattatori. Poi ci sono i più leggeri XB
Se c’è un settore dove la mobilità elettrica
ha un senso, è la raccolta rifiuti. Non tanto
per un questione filologica: camion a
emissioni zero per tenere pulito l’ambiente,
quindi due volte virtuosi; quanto per una ragione
tecnica: i limiti di autonomia e i rischi
legati ad eventuali problemi di gioventù rendono
il loro impiego urbano a corto raggio e
su tratte fisse un bancoprova ideale. È stato
così pure per gli autobus, peraltro accomunati
ai mezzi RSU pure dalla marcia discontinua,
con frequenti stop&go, tipica del profilo
di servizio di entrambi. La Daf coglie la
palla al balzo e, al momento di avviare la produzione
in serie della sua gamma Electric,
non trascura il prolifico segmento degli autotelai
per compattatori e affini. Ecco che nella
dozzina di veicoli messi a disposizione della
stampa per una prima impressione di guida
non manca un XD a tre assi allestito in
Benelux dalla Haller, che ha rilevato le attività
della Geesink allorché questa è stata acquisita
dal gruppo tedesco Zoeller. L’azienda di Mainz
è più di un semplice allestitore, da che arriva
addirittura a produrre veicoli interi a marchio
Bluepower: elettrici con range extender a fuel
cell, su base Mercedes-Benz Econic. Mentre
fra i prodotti dedicati ai camion a batterie vanta
già diverse collaborazioni sempre con
Mercedes, come pure con Volvo, di fatto i due
brand più concreti a muoversi con gli elettrici.
Daf quindi si conferma un brand all’avanguardia,
oltre che in ottima compagnia.
Tornando al protagonista
Lo chassis più indicato ai compattatori è quello
che ad Eindhoven definiscono FAG, ovvero un
6x2 con terzo asse spinto, singolo e sterzante.
Nella fattispecie del nostro XD è dotato di sospensioni
a balestra anteriori e pneumatiche
posteriori, mentre la cabina appoggia su quattro
bolle elicoidali. Il motore è siglato EX-D1,
cioè gamma pesante con avvolgimenti singoli,
è sviluppato da Paccar sulla base del Cetrax
2 della Zf, qui nella taratura da 220 kW (299
Cv) e 1.500 Nm, con cambio epicicloidale a tre
rapporti integrato. Sistemato al centro del passo
di 4,8 metri, va tramite il solito albero di trasmissione
a un tradizionale ponte posteriore
con rapporto 2,38. Per tutti gli elettrici, la Daf
ha previsto prese di forza ePto a 650 Volt da 25
e 90 kW. Ad alimentarle sono sempre le batterie
di bordo scalabili da tre a cinque pacchi,
con quella “spaiata” sistemata sotto al tunnel
al posto del classico sei cilindri (capacità da
210 a 525 kWh). Per la strada che deve fare un
compattatore possono bastare anche quelle
minime che, sistemate su un solo lato, hanno
pure il vantaggio di lasciare spazio ad un eventuale
sistema di caricamento laterale. Per l’attrezzatura
Magnum della Zoeller/Haller sono
invece una per fianco che, sommate alla terza
davanti, mettono a disposizione 315 kWh lordi
di cui 277 netti utilizzabili. Tenute conto le basse
velocità operative e una buona dose di rigenerazione
in frenata, i 200 km di range operativo
sono più che realistici pur con le 28 tonnellate
di peso totale.
Dal punto di vista della guida non ci sono differenze
da un camion termico: l’XD electric si
interfaccia all’autista in modo sempre amichevole.
Il cambio c’è ma lui non ci interagisce
se non nella scelta della direzione di marcia,
poi il Daf fa tutto da solo senza che nessuno
se ne accorga. La cabina, montata più in basso
sul telaio rispetto alla quasi gemella XF, facilita
l’accesso e mette a disposizione tutta la tecnologia
dell’ultima generazione dei veicoli olandesi:
dagli Adas agli specchi digitali che permettono
di controllare tutto l’ambiente che
circonda il camion. Questi ultimi, insieme alle
grandi superfici vetrate e alla furba finestrella
alla base della porta destra, hanno permesso
all’XD di guadagnarsi le quattro stelle nella valutazione
che le autorità londinesi dedicano
alla questione visibilità (indispensabile responso
per poter fare consegne nella capitale inglese).
Per utilizzi più leggeri, poi, la gamma Electric
della Daf include gli autotelai a due assi XB
(configurazione peraltro disponibile anche per
gli XD) da 12 a 19 tonnellate. La cinematica è
leggermente diversa, a partire dal motore elettrico
che è di base un Dana TM4 in tarature da
120 a 190 kW (da 163 a 258 Cv), mentre le batterie
vanno da 141 a 282 kWh.
l
La guida, complice
l’assenza del rumore
di combustione,
è estremamente
rilassata. Ottima
anche la visione,
peraltro identica
a quella del diesel.
Per taglia
e prestazioni l’XD
ben si presta agli
allestimenti
da raccolta,
ma per impieghi
più leggeri ci sono
anche gli XB (sotto).
Ottobre 2025
Ottobre 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
90 VEICOLI&ALLESTIMENTI Soluzioni
NUOVE TECNOLOGIE
Al servizio del cittadino
Federica Lugaresi
Come S.I.Eco, società che si occupa di raccolta
e trasporto rifiuti per diversi comuni del Varesotto,
si è organizzata per ottimizzare i propri servizi
S.I.Eco è l'azienda
municipalizzata
che si occupa
della raccolta
e del trasporto
dei rifiuti per sette
comuni del Varesotto.
In parco ci sono anche
veicoli elettrici
e quasi tutti sono
dotati del sistema
di rilevamento
satellitare e gestione
flotta della Spring.
Quando il padrone dell’azienda (pubblica)
è il cittadino che paga le tasse, chi ci lavora
ha a maggior ragione il dovere di far
funzionare le cose. Anche perché gli interessati
sono tanti! Nel caso della S.I.Eco di Cassano
Magnago (VA) sono almeno sette comuni - ce
n’è un ottavo che riceve solo alcuni servizi - con
un bacino d’utenza di oltre 53 mila persone. Il
compito principale della partecipata è la raccolta
dei rifiuti porta a porta e il loro conferimento in
piattaforma. È già operativa anche una nuova
applicazione digitale per i cittadini, che consentirà
notifiche personalizzate sui calendari di raccolta,
guide interattive ai materiali conferibili,
prenotazioni per servizi a richiesta e accesso a
informazioni e mappe aggiornate. Poi, ci sono
iniziative formative, come il concorso “S.I.Eco.
Kids”, rivolto alle scuole primarie dei Comuni
soci: una sorta di investimento sul futuro. Al
presente, invece, c’è una
competenza tecnica al
servizio del pubblico e la
mission di restituire valore
al territorio.
Il che significa trovare
un equilibrio tra esigenze
locali, gestione trasparente
delle risorse e
capacità di innovare:
non per aumentare
margini economici, ma
per migliorare i risultati
ambientali e la qualità del servizio. In quest’ottica
l’azienda ha investito molto negli ultimi anni,
per il rinnovamento dei mezzi e dei processi di
raccolta. Fresca è l’entrata in servizio di tre
eCarry della Geen-G, veicoli a batteria che saranno
utili a limitare le emissioni allo scarico,
almeno quanto a dare un’immagine moderna
alla S.I.Eco che nel complesso ha una flotta di
una cinquantina di veicoli fra furgoni satellite
con vasca ribaltabile, compattatori, scarrabili e
spazzatrici.
Ottimizzare è meglio
Per aumentare l’efficienza serviva un programma
di fleet management a tutto tondo, che includesse
geolocalizzazione, verifica dello stato d’uso e
manutenzione programmata. La gara d’appalto
se l’è aggiudicata la Spring, specializzata nelle
apparecchiature e nella sensoristica applicata
al veicolo. Lo scopo era ottimizzare i giri di raccolta,
evitando inutili sovrapposizioni o peggio
zone poco coperte; allo stesso tempo facilitare
la verifica del corretto svolgimento del servizio o
la risposta alle lamentele. Il controllo delle condizioni
d’uso del veicolo, oltre a prevenire eventuali
comportamenti scorretti dei conducenti, ne
allunga sicuramente la vita, in più consente di
controllare i consumi. Ad aiutare gli autisti, che
in queste mansioni sono soggetti a un avvicendamento
frequente, la Spring ha messo a punto
un’App che consente a chiunque di effettuare un
turno di raccolta senza problemi. l
Ottobre 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
RIVISTA DELL’INDUSTRIA CHIMICA
92 VEICOLI&ALLESTIMENTI Soluzioni
NEWS
Tour 100% elettrico
Ginevra Fontana
Scania ha messo in strada una flotta di sei camion
per percorrere 20.000 km, presentando la sua
varia gamma elettrica a clienti di 13 città europee
Ogni veicolo Scania
è configurato in base
a specifiche esigenze
di trasporto,
analizzando
le operazioni
e trovando
un equilibrio
tra redditività
e riduzione
dell’impatto
ambientale.
Scania fa il giro d’Europa con sei camion
elettrici (un compattatore, un ribaltabile,
uno scarrabile, due trattori e un
centinato), percorrendo ben 20mila chilometri.
I mezzi pesanti possono
infatti ricaricare a Piacenza nella
nuova stazione di ricarica di
Ewiva, joint venture tra Enel X e
il Gruppo Volkswagen.
Un nuovo sito di ricarica, costituito
da sei colonnine da 400 kW
di potenza ciascuna, dove gli
Scania ricaricheranno con una
potenza massima di 375 kW, ottenendo
340 km di autonomia in
un’ora di ricarica. Il tempo calcolato
con un consumo energetico
medio di 1,1 kWh/km e
una massa totale a
terra di 35 ton.
Ewiva, il CPO (Charging Point Operator) già
compatibile con il servizio Scania Charging
Access, ha attivato questo nuovo sito di ricarica
per accogliere una modalità ibrida:
auto e camion insieme.
Camion elettrico per ogni strada e lavoro
Un dato interessante del roadshow è la gamma
modulare presentata.
Soluzioni su misura che spaziano dal contesto
operativo urbano, al lungo raggio, per trattori
o autotelai con potenze da 210 kW (285 CV) a
450 kW (612 CV), e batterie con capacità utilizzabile
da 240 kWh a 560 kWh, per un’autonomia
fino a 600 km a 30 ton.
Alle diverse potenze e possibilità d’uso Scania
associa i servizi: ricarica, manutenzione e riparazione,
servizi digitali e quelli di finanziamento
e di assicurazione proposti da Scania
Financial Services.
l
L ’ INTEGRATORE N UTRIZIONALE
®
WWW.ICPMAG.IT
Ottobre 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
94 VEICOLI&ALLESTIMENTI Soluzioni
NEWS
GENOVA
2025
17 23
NOVEMBRE NOVEMBRE
A New Vision for Urban Living
Continental sta dando
priorità all’utilizzo
di materiali rinnovabili
e riciclati nella
produzione dei suoi
pneumatici
Liscio come l’olio
Ginevra Fontana
Continental è il primo
produttore
di pneumatici
a utilizzare l’additivo
TMQ certificato ISCC
PLUS, mantenendo
gli stessi elevati
standard qualitativi
e prestazionali.
La gomma sintetica, proveniente da materie
prime rinnovabili e riciclate - insieme
alla gomma naturale ottenuta
da fonti responsabili - è importante nella
produzione degli pneumatici più green.
Gli pneumatici per auto Continental utilizzano
fino a 100 diverse materie prime, impiegate
per produrre una ventina di mescole
personalizzate per ciascun prodotto.
Le mescole comprendono anche un numero
crescente di varianti riciclate di additivi e materie
prime supplementari (come oli vegetali
esausti), oltre a resine circolari che aumentano
la flessibilità e migliorano le prestazioni
complessive dello pneumatico.
La rotta è già scritta
Jorge Almeida, head of Sustainability di
Continental Tires ha spiegato che:“L’azienda
conferma il suo impegno circolare.
Soluzioni innovative ci consentono di utilizzare
materie prime più sostenibili, come la gomma
sintetica ottenuta da olio da cucina esausto o
le resine ricavate da materie prime rinnovabili
certificate, derivate originariamente da olio vegetale.”
Continental utilizza principalmente due categorie
di gomma: la gomma naturale e la gomma
sintetica.
La gomma naturale viene impiegata, ad esempio,
nel battistrada degli pneumatici per auto
e camion, per un’elevata resistenza all’usura.
La gomma sintetica viene utilizzata nel battistrada
degli pneumatici auto insieme alla gomma
naturale, per migliorare le prestazioni in
frenata e la resistenza al rotolamento. l
I piani strategici della città Smart Mobility Inclusività, sostenibilità
e tutela dell’ambiente
Rigenerazione urbana
e riqualificazione
del costruito
PROMOSSO DA
Monitoraggio
e controllo
AI per la città e la P.A.
Energie rinnovabili
e comunità energetiche
Smart citizens
e communities
CON IL SUPPORTO ORGANIZZATIVO DI
Ottobre 2025
9
LA RIVISTA TECNICA
SULL’ECONOMIA CIRCOLARE
Anno IX
Ottobre
2025
RIFIUTI SOLIDI
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
ACQUE REFLUE
ISSN 2610-9069
0 0 0 3 7 >
772610 906904
ECCO
MONDO
BIOWASTE
DATACENTER
E CASCAMI TERMICI:
HA SENSO
RECUPERARNE
IL CALORE?
RIFIUTI
DA DRAGAGGI.
UN IMPIANTO AD HOC
LI GESTISCE
E LI RECUPERA
QUANTO SEI CIRCOLARE ECONOMIA CIRCOLARE?
ENERGIA
Chimico
Automotive
Farmaceutico
Oil & gas
Food & beverage
Manifatturiero
Portuale
Luxury
Metalmeccanico Ospedaliero
GE.S.P.I. S.r.l.
Augusta (SR) - Italia
www. gruppogespi.com
wasteweb.it
Abbonamento annuo 5 numeri | 100,00 euro
wasteweb.it/abbonamenti/
Casa Editrice
la fiaccola srl
Via Conca del Naviglio 37 | 20123 Milano
Tel +39 02 89421350 | marketing@fiaccola.it| fiaccola.it