Testi inediti di antiche rime volgari

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Testi inediti di antiche rime volgari

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XXXVIIl.

G. DARESSO.

Tuttol dolor cheo mai portai fu

gioia, eia gioia neente apol dolore, del

meo cor lasso acui morte socorgha. cal-

tro non nei {66 a) oramai sia iialidore.

Che pria delpiacer poco pò noia, epoi

pò forte troppo om dar tristore. ma[g]-

gio coniien che pouerta siporgha. aloritornator'

cha lontratore. Adonqueo

lasso inpouerta tornato, delpio ricche

aquistato. chemai facesse alcun delmeo

paraggio. sofferra deo cheo più uiua

luioltraggio. ditutta gente edelmeo for-

sennato, non credo già sennon uol mio

dannaggio.

Ailasso chemai nidi amaro amore,

la soura natoral uostra bellessa. elono-

rato piacenter piacere, etutto ben chen

uoi sonma grandessa. Euidi peggio il

dibonaire core, cumilio lauostra altera

altessa. en far noi dui duncore edun

uolere. percheo [più] comò mai portai

ricchessa. Chalo riccor damor nuUaltro

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