Testi inediti di antiche rime volgari

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Testi inediti di antiche rime volgari

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Etale clienon mai uenta d[o]uene. poi

più saliere eforsa en lom sitroua. per

che non si ben prona, non noi ma falla

efa donna fallare, adonque che diritto

an lei biasmare. già none merauiglia

qual sarende. ma qual saiuta edefende.

poi dentro edefor tanto assalto tene.

Quante più domo anformar da(69c)mor

fera, più fermamente ilten poi

lafermato. comò t'erro che più duro

tagliato, eten lataglia poi meglio che-

cera. Elsuo onor torna aonta elprode

adanno, se ne amico ne dio guarda fiore,

a seguir bene amore, eom non me

taccio tanto co(r)ransa. tutto ragion

non sia scitene amansa. enon de undamor

tanto corale, chenuer sua donna

stia ferme leale, madonna pur trouom

for tutto inganno.

Male san dir manongia deuizare.

che deo che mosse se senpre aragione.

delimo terra lom fecie eformone. eiadonna

dellom siccome appare. Adonque

troppo più natoralmente. gentil cosa

chellomo emeglio enata, e più sen-

bra chamata. ella fosse da dio nostro

sì'i-nore. e(e)maggiormente più feceli

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