Testi inediti di antiche rime volgari

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Testi inediti di antiche rime volgari

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LXVII.

STEFANO DIMESSINA.

Assai miplaf!:erea. seccio fosse cha-

more. auesse iiise sentore, dintendore

didire. Clieo lirimenbrerea. corno fa

seruidore. per fiate assuo si^rnore. meo

lontano seruire. Efariali asauire. Iemale

undio nonmozo lamentare, acquei

la chelmeo cor nonpo obbriare. Mamor

nonueo. edeo neson temente, per clielmeo

male addosso eppiu pun fronte.

Amor senpre miuede. eamin suo

podere, cheo non posso uedere. sua

propia flo;ura. Cheo son ben dital fede.

po[ij camor pò ferire, credo poss[aJ

guarire, segondo sua natura. Ciò e che-

massigura. cheo son tutto alasua signo-

ria, comò ceruio incalciato mante uia.

Che quando lomo losgrida più forte, torna

uer lui nondubitando morte.

Non douerea dottare, amor uerace-

mente. poi leale ubidente, lifui daquel-

lo giorno. Chenmi seppe mostrare, la-

gioi chesenpre onmente. chema distret-

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