28.10.2025 Visualizzazioni

Speciale DAF - L'offensiva elettrica

Non si tratta della prima incursione di DAF nella mobilità elettrica: il progetto di elettrificazione di parte della gamma risale al 2022, ma solo adesso – possiamo dire – parte davvero l’offensiva del marchio olandese. Sono tre i modelli che faranno parte nella nuova line-up a zero emissioni allo scarico, scelti secondo una strategia precisa che ha a che fare con le dinamiche del mercato e con le potenzialità del trasporto ‘alla spina’ nel contesto europeo. Noi li abbiamo provati per voi.

Non si tratta della prima incursione di DAF nella mobilità elettrica: il progetto di elettrificazione di parte della gamma risale al 2022, ma solo adesso – possiamo dire – parte davvero l’offensiva del marchio olandese. Sono tre i modelli che faranno parte nella nuova line-up a zero emissioni allo scarico, scelti secondo una strategia precisa che ha a che fare con le dinamiche del mercato e con le potenzialità del trasporto ‘alla spina’ nel contesto europeo. Noi li abbiamo provati per voi.

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la gamma

attaccata

alla

spina

Speciale di VADO E TORNO n. 10/2025

Vado e Torno Edizioni srl, via Brembo 27, 20139 Milano. Tel. 02/55230950

Autorizzazione del Tribunale di Milano n. 6041 del 20 settembre 1962

Direttore Responsabile: Maurizio Cervetto - Stampa: RGM srl, Rozzano (MI)


L’offensiva elettrica DAF

METTETECI

ALLA

PROVA

La New gen del

costruttore olandese

adesso è anche alla

spina. Dalla tecnologia

delle batterie

all’organizzazione dello

chassis, sono tante le

novità introdotte

L’impatto delle novità di casa

DAF è innanzitutto cromatico.

Nel 2021, il lancio della

New generation era caratterizzato

dal giallo acceso dei camion

schierati in terra spagnola. Più o

meno un anno fa, gli aggiornamenti

della gamma 2025 si erano

annunciati col rosso, altrettanto

acceso, dei DAF termici presentati

sempre in Spagna, a Malaga.

A DOMINARE È IL BIANCO-BLU

Dalla cabina alla plancia poco

cambia rispetto ai truck termici

aggiornati lo scorso anno. DAF

si è concentrata su sistemi

di accumulo e componenti

powertrain, adesso nativi elettrici.

2 3



FINO AL CUORE

DELL’ELETTRICO

Sopra, esploso di

un pacco batterie

che mostra il

posizionamento

dei singoli moduli.

L’immagine a

sinistra mostra

come DAF ha

progettato il layout

dei suoi nuovi

modelli elettrici.

L’Ad Dodoni: fondamentale la consulenza

Ci aspettiamo un

impatto molto

importante dall’arrivo

della nuova gamma

elettrica: DAF crede

moltissimo nello

sviluppo del mercato

e siamo convinti che

il calcolo del Tco,

man mano che la

tecnologia avanza,

porterà vantaggi

sempre più tangibili

ai trasportatori

che si approcciano

all’elettrico. E parlo

di trasporto urbano,

regionale o anche

internazionale».

Guarda avanti con

fiducia l’Ad di DAF

Veicoli industriali,

Massimo Dodoni,

che abbiamo

intervistato in

Olanda, approfittando

della sua presenza

all’evento di lancio

riservato alla stampa.

«Per noi è importante

sottolineare che i

camion elettrici non

vanno intesi come

una sostituzione

di quelli diesel,

ma piuttosto come

un’opzione aggiuntiva

per i clienti». In

questo quadro, per

l’Ad di DAF Italia, è

cruciale l’attenzione

alla consulenza, al

supporto, perché

«molte aziende

di trasporto non

riescono ancora a

valutare correttamente

i vantaggi del veicolo

elettrico, dotato

di una tecnologia

completamente

diversa, che ha la

gestione totalmente

diversa rispetto a

quella attuale. In DAF

Italia abbiamo un team

di esperti in grado di

dare tutto il supporto

possibile in questo

senso».

Quest’anno è stato il bianco,

con inserti blu, a identificare

la nuova gamma elettrica

made-in-Eindhoven.

Presentazione che DAF

ha deciso di giocare in casa,

radunando la stampa proprio

dove la maggior parte dei

camion a zero emissioni allo

scarico verranno realizzati,

nell’impianto di assemblaggio

nuovo di zecca e pronto,

a detta di tecnici e manager

DAF, ad affrontare l’atteso

boom del mercato.

Ecco la seconda

generazione

Quella introdotta in Olanda,

è bene precisare, non è la

prima generazione di camion

elettrici DAF, ma rappresenta

un passaggio significativo

nell’insidioso terreno delle

trazioni alternative. La reale

offensiva del marchio

‘oranje’, infatti, parte da un

progetto nuovo e da un layout

dei veicoli ripensato rispetto

alla prima generazione.

Per semplificare, non più

veicoli termici elettrificati,

ma frutto di un preciso progetto

a emissioni zero.

Progetto che, come è stato

precisato con grande trasparenza

proprio in Olanda,

si inserisce in un contesto

tutt’altro che semplice, con

una distanza

ancora notevole

tra gli

obiettivi europei

di decarbonizzazione

e la risposta

del mercato.

DAF calcola

che entro il

2030 dovrebbero

essere circa 400 mila

i camion elettrici su strada,

con altrettante colonnine attive

presso i depositi e almeno

55 mila punti di ricarica

pubblici, con un fabbisogno

di energia richiesto di 42 terawattora

l’anno. Per intenderci,

servirebbero 11 centrali

nucleari dedicate per

La line-up elettrica

di DAF comprende

l’XB da 12 a 19 ton

e i modelli XD e XF

in versione trattore

e cabinato

produrla. E al 2030 mancano

meno di 5 anni.

Staremo a vedere. Intanto,

però, i costruttori provano a

fare la loro parte, e quella di

DAF si basa su un tridente

non banale. In ordine crescente

di grandezza, l’XB nella

fascia da 12 a 19 ton per il

trasporto e la

distribuzione

in ambito prevalentemente

urbano; quindi,

il flessibile

XD che spazia

dalla città

al trasporto

regionale e

arriva fino a

44 ton; infine, l’XF per missioni

ancor più impegnative,

fino al lungo raggio.

Cabine e plancia sono

esattamente quelle della

New gen (compresa l’eccellente

XG), ad eccezione

della parte destra del cluster,

adattata alla necessità di ricevere

informazioni sul veico-

lo elettrico, come autonomia

residua, stato di carica della

batteria e recupero dell’energia

in frenata.

Dentro la cabina, il sound

è sicuramente diverso rispetto

alle versioni termiche, come

d’abitudine per i camion

elettrici. Zero rumore e vibrazioni

ridotte davvero al

minimo.

Affinato il sistema

one pedal drive

Alla guida, si apprezzano il

cambio automatico a 3 rapporti,

efficiente e armonioso,

e l’ottimizzazione della leva

del retarder settata su tre diversi

livelli (sugli XD e XF;

uno per l’XB) che permette

nell’ultimo step di guidare il

veicolo con un solo pedale

grazie al software che bilancia

l’erogazione di potenza e

addolcisce la frenata.

Più nello specifico, il segmento

inferiore della corsa

del pedale è riservato all’accelerazione,

mentre la parte

superiore può essere utilizzata

per controllare e modulare

la frenata rigenerativa.

Ci interessava, in particolare,

cogliere la filosofia costruttiva

che ha portato allo

sviluppo dei camion elettrici

DAF. Non c’è un assale elettrificato

(comunque in fase di

sviluppo, come visto alla Iaa

2024) per non appesantire la

parte posteriore del veicolo e

TRE MODELLI, ZERO EMISSIONI

permettere maggiore carico

utile sulla ralla, nel caso dei

trattori. Il motore elettrico

Paccar è posizionato centralmente

nello spazio interasse,

un pacco batterie di trova sot-

XB XD XF

Massa totale (ton) 12-19 fino a 44 fino a 44

Configurazioni Cabinato 4x2 Cabinato 4x2-6x2 Cabinato 6x2

Trattore 4x2 Trattore 4x2

Cabine Day, Day, Sleeper, Sleeper,

Extended day Sleeper high Sleeper high

Motore Paccar Ex-M1; Ex-M2 Ex-D1; Ex-D2 Ex-D2

Potenza motore (cv) 156-250 230-480 370-480

Tecnologia batterie

Lfp

Numero pacchi batterie 1 - 2 2 - 5 3 - 5

Capacità batterie (kWh) 141-282 210-525 315-525

Ricarica standard (kW) Ac 22/Dc 150 Dc150 Dc 150

Ricarica opzionale (kW) Ac 22/Dc 325 Ac 22/Dc 325

Autonomia (km) 350 240-500 240-500

to la cabina e gli altri (fino a

5 su XF e XD) sono alloggiati

lateralmente, sempre nello

spazio interasse, con una

filosofia altamente modulare

(standard nel panorama attua-

IL TRIDENTE

IN NUMERI

Sono diverse le

configurazioni,

le varianti e

le opzioni a

disposizione di

chi si approccia al

mondo elettrico

di DAF. A detta

del costruttore

olandese, questo

non è che l’inizio

di un processo di

sviluppo destinato

a durare nel tempo

e che darà vita a

ulteriori possibilità,

coinvolgendo

anche settori

finora refrattari

all’elettrificazione,

come per esempio

il construction.

4 5



QUELLA VISIONE

FAMILIARE

Poco cambia nella

cabina rispetto ai

modello termici.

Giusto la parte

destra del cluster

di guida, adattata

alle informazioni

del powertrain

elettrificato. A

destra, l’XD rosso

fiammante di van

den Brink, già al

lavoro sulle strade

olandesi. Quello

visto in Olanda

era agganciato a

un semirimorchio

isotermico.

In Olanda le linee di assemblaggio

DAF ha attrezzato

proprio a

Eindhoven la fabbrica

adibita alla produzione

dei suoi nuovi camion

elettrici. Come ci

hanno spiegato

durante l’evento

di lancio, presso il

nuovo plant olandese

i camion, assemblati

sulle stesse linee dei

corrispondenti termici,

verranno finalizzati

con l’aggiunta

dei componenti

powertrain e di

tutti i cablaggi che,

per via dell’alto

voltaggio, richiedono

non soltanto un

ambiente di lavoro

dedicato, ma anche

la presenza di addetti

opportunamente

qualificati. Un

investimento,

quello effettuato

dal costruttore

olandese, che risale

a qualche anno fa

e che ha già svolto

un ruolo importante

nella produzione dei

veicoli elettrici della

prima generazione,

così come nella

pre-serie della

nuova generazione.

L’impianto di

assemblaggio per

gli elettrici copre

un’area di circa 5

mila metri quadrati ed

è composto da due

linee separate, una

per la predisposizione

dei gruppi batterie e

una per il montaggio

del modulo di trazione

elettrica. Quello, per

intenderci, che viene

installato sotto la

cabina, nello spazio

tradizionalmente

dedicato al motore

termico. La

produzione di serie

dei nuovi elettrici DAF

dovrebbe partire entro

la fine dell’anno per

entrare a regime già

nel 2026, pronta per

numeri importanti.

le) che permette di scegliere

dove alloggiare i pacchi batterie

richiesti. Al momento,

per dare un’idea, la capacità

massima delle batterie DAF

è di 525 kilowattora con autonomia

massima intorno ai

500 chilometri.

Sempre in tema di batterie,

la parte hardware (moduli e

pacchi) è fornita esternamente,

con celle del colosso cinese

Catl. La base è costituita

da un modulo da 35 kilowattora:

tre nella maggior parte

dei casi e due nelle versioni

più ‘light’ dell’XB.

Litio-ferro-fosfato

la scelta ‘chimica’

Si è scelta la chimica Lfp

(litio-ferro-fosfato) di ultima

generazione, perché priva di

cobalto e nichel, ma anche

perché assicura lunga durata

pure con ricarica ad alta

potenza e, infine, perché ritenuta

più sicura di quella con

celle a base di nichel e cobalto.

DAF, che cura in-house

il sistema di gestione delle

batterie per massimizzarne la

resa, prevede una durata di

circa 4 mila cicli e garantisce

per 8 anni uno stato di salute

superiore all’80 per cento.

Questo compensa la densità

energetica

inferiore

rispetto, per

esempio, alle

celle Nmc

che utilizzano

cobalto,

senza dover

Le batterie con

chimica Lfp sono

garantite da DAF

per otto anni e

oltre 4 mila cicli

di ricarica

fare attenzione

alla

potenza di

ricarica utilizzata.

Gli XD e XF Electric sono

infatti compatibili con la ricarica

rapida fino a 325 kilowatt

(opzionale; lo standard

è 150). Ma è disponibile il

caricabatterie di bordo opzionale

che può essere utilizzato

con corrente alternata fino a

22 kilowatt e consente di l’u-

so del veicolo anche quando

non è disponibile la ricarica

rapida a corrente continua.

Menzione speciale, quindi,

per l’allestibilità degli

XB, facilitata sia dalla disposizione

dei pacchi batterie

sul telaio, sia dalla presa di

forza opzionale

da 650 volt (25

e 90 kilowatt),

che risulta utile,

ad esempio,

per alimentare

un sistema di

refrigerazione

elettrico. Così,

si elimina il

generatore.

Sempre riguardo l’XB, è interessante

notare come DAF

si sia concentrata sull’elettrificazione

della fascia alta di

gamma, a partire dalle 12 e

fino alle 19 ton, quella più

interessante in termini di

volumi e di penetrazione nel

mercato europeo.

A partire proprio dall’Olan-

da, che dall’inizio dell’anno

ha dato una sensibile stretta

all’ingresso dei veicoli commerciali

e industriali termici

nelle sue principali città,

Amsterdam e L’Aia su tutte,

con l’idea di estendere i divieti

anche alle auto nei prossimi

cinque anni. Da qui la

necessità di utilizzare veicoli

a zero emissioni per attività

di trasporto urbano.

Tornando alla nostra esperienza

a Eindhoven, l’unica

eccezione al bianco e blu

dei nuovi elettrici DAF era

il trattore XD elettrico, rosso

fiammante, con cabina Sleeper

high e motore da 480 cavalli

della St van den Brink,

tra le principali aziende di

trasporto olandesi.

Truck della nuova generazione

elettrica che fa già

parte della flotta aziendale,

impegnato in attività di trasporto

nel settore della Gdo

nel nord dell’Olanda.

Fabrizio Dalle Nogare

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