Maestri Liguri '800 e '900 - 92ª Edizione
Trasformi i suoi PDF in rivista online e aumenti il suo fatturato!
Ottimizzi le sue riviste online per SEO, utilizza backlink potenti e contenuti multimediali per aumentare la sua visibilità e il suo fatturato.
Galleria Arte Casa
Maestri Liguri '800 e '900
In copertina
Sexto Canegallo, Fontana luminosa, 1920 ca.
11 OTTOBRE - 1 NOVEMBRE 2025
Orario: 10 - 13 / 14,30 - 19 • Tutti i giorni, Domenica 12 e Domenica 19 Ottobre comprese
50 °
1968 • 2018
Maestri Liguri '800 e '900
92 a EDIZIONE
11 OTTOBRE - 1 NOVEMBRE 2025
Galleria Arte Casa
di Diletta Pelizza & C. s.a.s.
Via Garibaldi, 12 - 16124 Genova
010 541433 - 338 6619453
info@galleria-artecasa.it - www.galleria-artecasa.it
Mostra a cura di:
Giacomo Goslino
Tito Pelizza
Schede delle opere:
Giacomo Goslino
La mostra Maestri Liguri ‘800 e ‘900, giunta alla 92 a edizione propone, come di consueto, una
raccolta di opere di straordinaria qualità e significativa rilevanza storica. Il progetto espositivo
nasce con l’intento di offrire al pubblico, e in particolare ai collezionisti e agli studiosi, uno
sguardo ampio ma rigoroso su una stagione artistica che, pur radicata nella specificità territoriale,
ha saputo dialogare con i più alti linguaggi pittorici e scultorei nazionali del tempo.
Le opere selezionate testimoniano l’evoluzione stilistica e tematica di un’epoca attraversata da
profondi mutamenti culturali, sociali e politici. Paesaggi, marine e vedute urbane, scene di vita
quotidiana e sperimentazioni formali si alternano nel percorso espositivo, delineando una proposta
variegata e armonica che intende restituire la ricchezza e la complessità della produzione
artistica ligure tra XIX e XX secolo.
Ogni opera presentata si distingue per la sua qualità esecutiva, per la raffinatezza del linguaggio
e per la coerenza con le tendenze artistiche coeve, rendendo questa selezione un’opportunità
preziosa per il collezionismo attento e consapevole. La mostra si configura così non solo come
un omaggio alla tradizione artistica ligure, ma anche come uno strumento di valorizzazione e
riscoperta di un patrimonio che merita un posto di rilievo nel panorama del mercato dell’arte.
In continuità con il proprio impegno nella valorizzazione artistica e nella circolazione delle
opere d’arte, Galleria Arte Casa ha avuto l’onore di contribuire, tramite importanti prestiti, ad
alcune rilevanti mostre pubbliche organizzate in questo periodo: Ottocento al tramonto. Plinio
Nomellini tra modernità e Simbolismo, allestita a Palazzo Nicolosio Lomellino; Moby Dick. Storia
di un mito dall’antichità all’arte contemporanea, presso Palazzo Ducale e, infine, Sport. Le sfide
del corpo, in programma al Mart di Trento e Rovereto.
OPERE
1 Pittore del XIX secolo
Sestri Levante
Olio su tela
Cm 111 x 172
Probabile datazione: 1915 ca.
Un’ampia veduta di Sestri Levante il cui punto di vista, collocato sulle alture, permette di
vedere simultaneamente le due baie - del Silenzio e delle Favole - entro cui prende forma la
penisola dove sorge il borgo.
La grande qualità pittorica testimonia il valore universale dell’arte, capace anche di travalicare
il “marchio” imposto dalla firma dell’artista. Al pregio realizzativo si accordano inoltre, data
la grande dimensione, le caratteristiche di arredo e la freschezza di un’immagine non così
frequente nella pittura di paesaggio dell’epoca.
8
9
2 Amighetto Amighetti
Genova 1902 - ivi 1930
Natura morta. Ciclamini e fiammiferi
Olio su tela
Cm 47 x 57
Firmato e datato 928 in alto a destra
Sul retro: cartiglio della XVI Esposizione Internazionale d’Arte, Venezia 1928
Provenienza: raccolta eredi dell’artista
ESPOSIZIONI:
- XVI Esposizione Internazionale d’Arte della Città di Venezia, Palazzo Ducale, Venezia 1928
- Amighetto Amighetti, Museo Soffici, Scuderie Medicee, Poggio a Caiano 2018;
Museo dell’Accademia Ligustica di Belle Arti, Genova 2018
BIBLIOGRAFIA:
- Catalogo della XVI Esposizione Internazionale d’Arte della Città di Venezia, Officine Grafiche
Carlo Ferrari, Venezia 1928, n° 1, pag. 109
- Caterina Olcese Spingardi, La partecipazione dei liguri alle Biennali tra le due guerre secondo
la stampa contemporanea, in F. Ragazzi e F. Sborgi (a cura di), Presenze liguri alle Biennali di
Venezia. 1895 - 1995, catalogo della mostra, Tormena, Genova 1995, pag. 25
- W. Darrigo e F. Dioli (a cura di), Amighetto Amighetti, catalogo della mostra, De Ferrari,
Genova 2018, n° 55 di catalogo, riprodotto a pag. 201
Esposto alla XVI Esposizione Internazionale d’Arte della Città di Venezia del 1928, il dipinto
testimonia l’ammissione dell’artista all’importante mostra. Ammissione che verrà riconfermata
in occasione dell’edizione successiva, prima della prematura scomparsa del pittore.
L’opera contiene tutti gli elementi della formazione e della prima maturità di Amighetti, dagli
esordi espressionisti, all’adesione ai dettami del Novecento italiano, all’avvicinamento alle
forme morbide di Felice Carena.
10
11
3 Franco Bargiggia
Milano 1888 - Sanremo (IM) 1966
Primi passi
Fusione in bronzo
Cm 26 x 33,5 x 16
Firmata sulla base
Probabile datazione: 1930 ca.
Fonderia: Fonderia Artistica Battaglia, Milano
«...Fanno seguito una serie di opere improntate al realismo: opere che, se indubbiamente
guardano a Meunier, sembrano allo stesso tempo volgersi a una solida e semplificata espressività,
che richiama le istanze più sobrie e meno dichiaratamente populiste di certo realismo
degli anni Trenta, opere come Il primo figlio (1939, Galleria d’Arte Moderna, Milano)». [...]
appena mosse da una leggera lavorazione della superficie, a far scorrere la luce senza produrre
contrasti drammatici, sembrano per molti versi aprire verso soluzioni neorealiste nella
partecipata e non retorica adesione al tema» (F. Sborgi 1989).
12
13
4 Eugenio Baroni
Taranto 1880 - Genova 1935
Fante in riposo
Fusione in bronzo
Cm 28 x 11,5 x 11
Probabile datazione: 1933 ca.
BIBLIOGRAFIA:
- Sergio Paglieri, Lo scultore Baroni, Genova 1994
«Tagli e ritmi insieme agili e forti, da scultore colto, immuni
da ogni banalità» (R. Bossaglia 1990) animano la
materia severa del Monumento al Duca d’Aosta di Torino,
che Baroni elabora in un momento cruciale per
gli sviluppi della scultura italiana, i primi anni Trenta,
segnati dalla scomparsa di Adolfo Wildt e dalla rapida
ascesa di Arturo Martini.
Baroni riesce a mediare tra la plastica espressionista
del primo e la “classica” modernità del secondo, elaborando
corpi e volti solenni e arcaici, monumentali e
profondamente umani al contempo.
Dopo un concorso piuttosto combattuto, i bozzetti di
Baroni e di Martini risultano i migliori e, in seguito a un
ulteriore prova, quelli di Baroni vengono selezionati per
la versione definitiva del monumento.
A causa della morte dell’autore il monumento viene tuttavia
realizzato da Publio Morbiducci, che rispetta totalmente
il volere di Baroni.
14
15
5 Sexto Canegallo
Sestri Ponente (GE) 1892 - Genova 1966
Riflessi sul mare
Pastello su carta
Cm 43 x 60
Firmato in basso a sinistra
Probabile datazione: 1935 ca.
Attratto dalla dimensione sovrannaturale del paesaggio, il pittore crea suggestive connessioni
tra la natura che decide di rappresentare e la condizione psicologica.
Mediante le medesime modalità tecniche ed espressive del decennio precedente, nel corso degli
anni Trenta Canegallo depura il suo universo immaginifico delle componenti più radicali ed
espressioniste per concentrarsi sulla quiete che il mare, le nuvole e gli alberi sanno trasmettere.
Composizioni ora immobili, ora lambite da vaghi sentori di movimento dettati dalla morbida
geometria delle nuvole e dei pini, vibrano nelle velature gialle della delicata luce solare.
16
17
6 Sexto Canegallo
Sestri Ponente (GE) 1882 - ivi 1966)
Fontana luminosa
Olio su tavola
Cm 36 x 47
Probabile datazione: 1920 ca.
Firmato sul retro
ESPOSIZIONI:
- Sexto Canegallo, Museo Navale, Pegli 2014
BIBLIOGRAFIA:
- Luciano Caprile (a cura di), Sexto Canegallo, catalogo della mostra, Ateneo Edizioni,
Genova 2014, riprodotto a pag. 42
Esempio emblematico di quel metodo pittorico elaborato dall’artista e denominato “integralismo”,
volto a far «coesistere realtà e astrazione, fisicità e psiche, percezioni soggettive e
oggettive» (M. Fochessati 2019).
In un ambiente naturale - un parco? - dai volumi intangibili, una fontana costituita da tre figure
femminili in marmo bianco alimenta lo specchio d’acqua su cui è posta mediante fiotti - reali
o proiettati? - di acqua colorata.
Un’opera intrisa di elementi simbolisti riconducibili agli interessi di Canegallo per le dottrine
teosofiche ed esoteriche allora in voga nei circoli intellettuali cittadini; interessi condivisi con
numerosi esponenti delle avanguardie storiche italiane ed europee.
18
19
7 Giuseppe Caselli
Reggio Emilia 1893 - La Spezia 1976
Il Golfo di Spezia
Olio su tela
Cm 50 x 80
Firmato in basso a destra
Probabile datazione: 1925 ca.
«Raffinato interprete del paesaggio marino e autorevole vedutista, dipinge, nella lunga carriera,
molteplici e suggestive marine del Golfo della Spezia e delle Cinque Terre» (S. Frangioni 2009).
Un esempio significativo è Il Golfo di Spezia, dipinto di ampio respiro e notevole vivacità
cromatica, di cui è doveroso sottolineare la precoce epoca di realizzazione come elemento
qualitativo imprescindibile.
Un’impostazione compositiva classica si accende nelle vibrazioni cromatiche memori della
lezione di Discovolo.
20
21
8 Rodolfo Castagnino
Genova 1893 - ivi 1978
Ninfa
Bassorilievo in terracotta dipinta
Cm 34 x 28,5
Siglata in basso a destra
Probabile datazione: 1935 ca.
Attivo nella modellazione della terracotta fin dagli albori della sua ricerca, Castagnino inizia a
interessarsene sistematicamente negli anni Trenta, interpretando le direttive stilistiche dell’epoca,
tra arcaismo, classicismo e geometrie Déco.
Di ispirazione martiniana l’opera è affine ai bassorilievi che lo scultore realizza per l’apparato
decorativo di alcune ville della riviera. Il trattamento della superficie liscia ammorbidisce la materialità
della terracotta, che si vivacizza grazie alle delicate velature di colore distribuite a freddo.
22
23
9 Raffaele Collina
Faenza (RA) 1899 - Campoligure (GE) 1968
La rada di Vado
Olio su tavola
Cm 78 x 63,5
Firmato in basso a sinistra
Probabile datazione 1935 ca.
Sul retro: cartiglio della Mostra del Paesaggio Italiano recante il numero di esposizione 32
Impegnato, nel corso degli anni Trenta, in una graduale uscita dai dettami novecentisti, Collina
continua a tratteggiare paesaggi marini e portuali, distillando, nella freschezza compositiva e
coloristica, la tradizione della pittura ligure di paesaggio.
La «luminosità solare» e la «forte suggestione ligure - mediterranea» (G. Fusconi 2022) alleggeriscono
la severa geometria delle costruzioni, le cui linee nette e prospetticamente definite
si coniugano con la mite rotondità delle alture in secondo piano.
24
25
10 Gennaro D’Amato
Napoli 1857 - Pieve Ligure (GE) 1947
La vela nuova
Olio su tela
Cm 28 x 35,5
Firmato in basso a destra
Probabile datazione: 1915 ca.
BIBLIOGRAFIA:
- Il Porto di Genova. Natale e Capo d’Anno dell’Illustrazione Italiana, Fratelli Treves Editori,
Milano 1917, riprodotto a pag. 10
Allievo a Napoli di Morelli, Mancini e Gemito, il pittore sviluppa una particolare attitudine
all’osservazione della realtà, che lo conduce a lavorare con assiduità nella grafica e nell’illustrazione.
Nei dipinti “da cavalletto”, realizzati in gran parte in Liguria e generalmente
orientati alla resa impressionistica del paesaggio, talvolta - utilizzando le parole di Paola
Pallottino - la «sua vocazione al disegno di reportage» prende il sopravvento.
Nella pennellata decisa e nei colori accesi e smaltati si anima un’istantanea della vita di un
antico borgo marinaro, pagina di pittura di elevata qualità tecnica e valore documentario.
26
27
11 Gennaro D’Amato
Napoli 1857 - Pieve Ligure (GE) 1947
Un’insenatura a Pieve Ligure
Olio su cartone
Cm 54 x 48
Firmato in basso a sinistra
Probabile datazione: 1925 ca.
Sul retro: di pugno dell’artista, titolo e firma
Impegnato di frequente a immortalare gli scorci e i panorami limitrofi a Pieve Ligure, l’artista
sembra voler esprimere l’attaccamento nei confronti della piccola località rivierasca che lo ha
accolto dopo il suo trasferimento da Napoli.
Da sottolineare è l’approccio marcatamente impressionista, volto a restituire il rapporto dei
toni tra la materia pittorica e la luce. Un approccio distante dall'attitudine narrativa che caratterizza
la sua proficua attività di illustratore.
28
29
12 Alfredo D’Andrade
Lisbona 1839 - Genova 1915
Rivara
Olio su carta applicata su tela
Cm 30 x 40
Probabile datazione: 1864 ca.
Sul retro: cartiglio dattiloscritto recante informazioni sull’opera; cartigli delle mostre, Da Bagetti
a Reycend; L’alba del vero; Alfredo D’Andrade. L’opera dipinta e il restauro architettonico
Provenienze: già proprietà Francesco Saverio Mosso; collezione privata, Genova
ESPOSIZIONI:
- Mostra di pittura ligure dell’Ottocento. LXXV Esposizione Società per le Belle Arti, Ridotto del
Teatro Carlo Felice, Genova 1926
- Da Bagetti a Reycend. Capolavori d’arte e pittura dell’Ottocento piemontese in collezioni
private italiane, Palazzina della Società Promotrice delle Belle Arti, Torino 1986
- La Scuola Grigia a Carcare, Villa Barrili, Carcare (SV) 1989
- L’alba del vero. Pittura del secondo ‘800 in Liguria, Museo dell’Accademia Ligustica di Belle Arti,
Genova 1993
BIBLIOGRAFIA:
- Mario Labò (a cura di), Mostra di pittura ligure dell’Ottocento. LXXV Esposizione Società per
le Belle Arti, catalogo della mostra, Genova 1926, n° 105 di catalogo, tav. n° XVII
- Gianfranco Bruno (a cura di), La pittura in Liguria dal 1850 al Divisionismo, Cassa di Risparmio
di Genova e Imperia, Stringa Editore, Genova 1981, tav. n° 176, riprodotto a pag. 165
- Angelo Dragone (a cura di), Da Bagetti a Reycend. Capolavori d’arte e pittura dell’Ottocento
piemontese in collezioni private italiane, catalogo della mostra, Mediocredito Piemontese,
Stamperia Artistica Nazionale, Torino 1986, n° 67 di catalogo, riprodotto a pag. 117
- G. Bruno e L. Perissinotti (a cura di), La Scuola Grigia a Carcare, catalogo della mostra, Erga,
Genova 1989, riprodotto a pag. 91
- Gianfranco Bruno (a cura di), L’alba del vero. Pittura del secondo ‘800 in Liguria, catalogo
della mostra, Erga, Genova 1993, n° 51 di catalogo, riprodotto a pag. 131
«Il dipinto è un esempio tra i più significativi del distendersi del nuovo linguaggio "tonale" in
pitture "d'emozione"» (G. Bruno 1993).
30
31
13 Edoardo De Albertis
Genova 1874 - ivi 1950
La mietitrice
Gesso patinato
Cm 58 x 20 x 16,5
Probabile datazione: 1940 ca.
Ascrivibile ai primi anni Quaranta la scultura riecheggia
la postura e il carattere solenne delle figure
che De Albertis elabora per il Monumento ai Caduti
di Piazza della Vittoria.
Lo scultore, divenuto famoso a inizio secolo nel pieno
della cultura Liberty, interpreta, nei soggetti e nei
modi, l’estetica monumentale tipica degli anni Trenta,
senza tuttavia rinnegare le suggestioni simboliste e
le linee suadenti degli anni precedenti. La mietitrice,
scultura in gesso patinato che si presenta in perfetto
stato di conservazione, è probabilmente il modello
da cui lo scultore ricava l’opera omonima esposta in
occasione della grande mostra postuma allestita alla
Galleria San Matteo di Genova nel 1952.
32
33
14 Cesare Esposito
Napoli 1886 - Genova 1943
Portofino
Olio su tela
Cm 70 x 80
Firmato e datato A. VII (1929) in basso a destra
Applicando il colorismo acceso tipico della pittura partenopea - prima di stabilirsi a Santa
Margherita Ligure il pittore si forma a Napoli con Gaetano Esposito e Vincenzo Gemito - alla
sobria atmosfera che tante volte pervade la pittura ligure, Cesare Esposito descrive il piccolo
borgo marinaro.
La vivace geometria delle facciate colorate, delle persiane e dei panni stesi, riprodotta con pennellata
libera e immediata incornicia il porticciolo di Portofino, «e tutto si riflette nello specchio delle
acque tranquille, ove sembrano dormire alcune barche da pesca» (Guy De Maupassant 1889).
34
35
15 Berto Ferrari
Bogliasco (GE) 1887 - Genova 1965
Il sole di gennaio. Sori
Olio su tela
Cm 58 x 77
Firmato in basso a destra
Probabile datazione: 1925 ca.
Sul retro: di pugno della artista, titolo
Erede dei grandi pittori della marina dell’Ottocento, Berto Ferrari raccoglie il testimone del
post - impressionismo di inizio secolo, allungandone la fortuna sino al Novecento inoltrato.
Interprete di una pittura d’emozione orientata a immortalare i paesaggi della riviera e a ricercare
gli effetti visivi della rifrazione della luce naturale, il pittore è narratore degli svaghi di
un’epoca, che racconta in maniera immediata e sincera.
36
37
16 Andrea Figari
Sassari 1858 - Genova 1945
Mareggiata in Liguria
Olio su tela
Cm 142 x 177
Firmato in basso a sinistra
Probabile datazione: 1930 ca.
La profonda conoscenza che il pitture nutre nei confronti della riviera ligure lo conduce, raggiunta
la piena maturità artistica, ad allontanarsi dai luoghi emblematici della costa - riconoscibile,
in questo caso, grazie alla presenza estatica del monte di Portofino - nella ricerca di
soluzioni luministiche e compositive non scontate.
Presupposti che si ritrovano in opere come Mareggiata in Liguria, dipinto di immagine e grandi
dimensioni in cui, ancora una volta, la forza della natura e i particolarismi cromatici della
riviera divengono motivi privilegiati di ispirazione.
38
39
17 Edoardo Firpo
Genova 1889 - 1957
Marina ligure
Pastello su carta
Cm 24 x 31,5
Firmato e datato 39 in basso a destra
ESPOSIZIONI:
- Liguria&Arte. Pittori dal 1900 al 1940, Palazzo Ducale, Genova 1994
BIBLIOGRAFIA:
- G. Paganelli e T. Pelizza (a cura di), Liguria&Arte. Pittori dal 1900 al 1940, catalogo della
mostra, Sagep, Genova 1994, riprodotto a pag. 49
«Quel mare che, se non te l’avessero detto, non avresti mai pensato che fosse acqua,
ma una infinita pianura coperta di fiori azzurrini»
«Mare antico-favoloso oggi.
Vi sono giorni in cui il mare è qualcosa di concreto, denso come una pasta.
Oggi pare più immenso confuso com’è col cielo.
Mare da vento, mare da vele antiche, favolose.»
(Dal diario di Edoardo Firpo)
40
41
18 Agostino Fossati
La Spezia 1830 - ivi 1904
Il castello di Lerici
Olio su cartone
Cm 23 x 31,5
Firmato in basso a destra
Probabile datazione: 1870 ca.
Muovendosi con disinvoltura nel processo di rinnovamento della pittura di paesaggio, Fossati
oscilla tra una concezione ancora legata all’impostazione vedutistica della composizione e
una maggior attenzione al tonalismo, secondo la lezione di Fontanesi e Luxoro.
La restituzione minuziosa degli elementi rappresentati in punta di pennello, si coniuga con
una stesura diversificata della materia, volta a conferire consistenza agli aspetti climatici, luministici
e atmosferici di uno scorcio ricorrente nella produzione del pittore spezzino.
42
43
19 Alberto H. Gagliardo
Genova 1893 - ivi 1987
Il Chaberton
Olio su tela
Cm 65 x 77
Firmato in basso a destra
Probabile datazione: 1928 ca.
Sul retro: di pugno dell’artista, titolo
ESPOSIZIONI:
- LXXVI Esposizione Società Promotrice per le Belle Arti, Ridotto del Teatro Carlo Felice,
Genova 1928
BIBLIOGRAFIA:
- Catalogo della LXXVI Esposizione Società Promotrice per le Belle Arti, SIAG, Genova 1928,
n° 99 di catalogo
Un’opera di grande impatto visivo in cui l’orizzonte alto invita a perdersi nel fittissimo reticolato
di filamenti di colore incastonati tra loro che, seppur distanti dall’applicazione ortodossa
della tecnica divisa, ne restituiscono l’attitudine analitica e la densità luministica.
Esperto pittore di paesaggi e, tra questi, di paesaggi boschivi e montani, Gagliardo ne restituisce
in maniera sapiente le componenti sensoriali e atmosferiche, tessendo sulla superficie
dipinta vivaci rapporti tonali tra zone in pieno sole e zone umide e ombrose.
44
45
20 Alfredo U. Gargani
Genova 1898 - ivi 1947
Fiaba di maggio
Olio su cartone
Cm 67 x 48
Firmato e datato 1924 in basso a destra
Un’atmosfera onirica e fiabesca arricchisce di possibilità narrative il piacevole dipinto, affine per
soggetto e libertà coloristica all'opera coeva conservata alla Galleria d'Arte Moderna di Genova.
Un Divisionismo permeato di elementi simbolisti, che sembra scaturire da accensioni cromatiche
di derivazione fauve, segna l’attività del pittore negli anni Venti.
Orientata, per utilizzare le parole di Gianfranco Bruno, a un «sintetismo compositivo sorretto
da un notevole senso cromatico», la ricerca di Gargani si muove entro le soluzioni stilistiche
e poetiche dell’epoca, mantenendo sempre un elevato livello di autonomia espressiva.
46
47
21 Cornelio Geranzani
Genova 1870 - ivi 1955
Riflessi marini in Liguria
Olio su tela
Cm 33 x 40
Siglato in basso a destra
Probabile datazione: 1920 ca.
Sul retro: timbro della Dogana di Domodossola, Uff. Visite recante la data 7 dicembre 1920
Provenienze: già collezione Cav. Mario Carena; collezione privata, Genova
ESPOSIZIONI:
- Mostra collegiale, Losanna 1920
- Maestri Divisionisti in Liguria, Galleria Liguria, Genova 1971
BIBLIOGRAFIA:
- Vitaliano Rocchiero, Maestri Divisionisti in Liguria, Genova 1971, n° 49 di catalogo
La stesura della materia cromatica mediante campiture piatte accostate ai rapidi tocchi di colore
memori dell’entusiasmante periodo puntinista del pittore, conferisce alla composizione
grande profondità visiva e consistenza volumetrica.
Seppur ispirato a un motivo naturalistico, attraverso la riduzione geometrica delle forme
- elemento ricorrente della sua ricerca - Geranzani sembra voler accogliere i canoni di
un’altra pittura, muovendosi nella direzione di soluzioni informali e astratte.
48
49
22 Cornelio Geranzani
Genova 1870 - ivi 1955
Notturno genovese
Olio su tela
Cm 54,5 x 25
Probabile datazione: 1920 ca.
Protagonista della temperie artistica che a partire dal linearismo di matrice Liberty approda
alla sintesi geometrica Déco, il pittore evoca l’atmosfera mondana che si respira la sera per le
vie cittadine, all’uscita dei caffè e dei teatri.
Da sempre incline a indagare pittoricamente l’illuminazione artificiale nelle ore notturne,
Geranzani guarda a illustri precedenti futuristi e compie un notevole scatto in avanti rispetto
alla tradizione accademica, tratteggiando un universo immaginifico inedito e affascinante.
50
51
23 Raffaele Giannetti
Porto Maurizio 1837 - Genova 1915
In borgo
Olio su cartone
Cm 14 x 23,5
Probabile datazione: 1880 ca.
Sul retro: timbro della catalogazione delle opere dell’artista eseguita nel 1916
ESPOSIZIONI:
- Mostra retrospettiva di opere del pittore cav. Raffaele Giannetti, Palazzo Rosso, Genova 1923
BIBLIOGRAFIA:
- AA. VV. (a cura di), Mostra retrospettiva di opere del pittore cav. Raffaele Giannetti, catalogo
della mostra, Genova 1923, n° 40 di catalogo
- Vitaliano Rocchiero, Scuole, gruppi, pittori dell’Ottocento ligure, Sabatelli, Savona 1981,
tav. n° 6, riprodotto a pag. 275
- Giuseppe Luigi Marini (a cura di), Il valore dei dipinti italiani dell’Ottocento e del primo Novecento,
XIII Edizione, Umberto Allemandi & C., Torino 1996, riprodotto a pag. 283
Fautore di una ricerca verista spesso orientata a descrivere la quotidianità delle comunità rurali,
l’artista si distanzia dalla poetica “grigia” per una maggiore attitudine narrativa, a scapito
della “pittura d’emozione”.
La semplicità della vita contadina, scandita da abitudini antiche, è immortalata nel piccolo e
prezioso olio, cui la consueta perizia tecnica di Raffaele Giannetti conferisce - insieme alla
difficile reperibilità sul mercato - il presupposto qualitativo.
52
53
24 Domenico Guerello
Portofino (GE) 1891 - ivi 1931
Albero sul mare
Olio su cartone
Cm 30 x 21,5
Probabile datazione: 1915 ca.
Ascrivibile ai primi anni Dieci del XX secolo, denso di nuove ricerche, il piccolo olio muove
dall’eredità formale del paesaggismo ligure, da quella pittura che ha fatto delle forme e dei
colori della natura rivierasca uno dei principali motivi di ispirazione.
La densità materica tipica del primo Guerello inizia tuttavia a frammentarsi, cedendo spazio
ai rapidi tocchi di colore che, volti a definire le vibrazioni atmosferiche e luminose, segnano
gli sviluppi della ricerca di uno dei più raffinati divisionisti liguri.
54
55
25 Federico Maragliano
Genova 1873 - ivi 1952
Tetti di Genova
Olio su tavola
Cm 29,5 x 40
Firmato e datato 1900 in basso a destra
Dedicato Per ricordo della sig.na Ceroni 1933 in basso a destra
Sul retro: dedicato Per ricordo alla gentilissima signorina Sabina Ceroni,
Genova 3-maggio-1933 e firmato
Dedicata a Sabina Ceroni, che in seguito sarebbe divenuta la moglie del pittore, l’atmosferica
veduta di Genova coglie l’essenza cromatica della città.
Una città fatta di pietra e ardesia sferzate dal vento, che si accendono di riverberi opalescenti
grazie ai riflessi dell’azzurro luminoso che proviene dal mare.
Immortalato da Circonvallazione a Monte, luogo dove il pittore soleva cercare ispirazione, il
panorama di Genova dall’alto consente di riconoscere, tra i vapori che provengono dal porto,
i principali edifici ecclesiastici cittadini.
56
57
26 Rubaldo Merello
Isolato (SO) 1872 - Santa Margherita Ligure (GE) 1922
Sul promontorio di Portofino
Olio su cartone applicato su tela
Cm 25 x 18,5
Firmato in basso a destra
Probabile datazione: 1915 ca.
«Partito dalla lezione divisionista, di cui fu uno dei principali interpreti, si indirizza progressivamente
verso una ricerca tangente con le innovazioni linguistiche della pittura postimpressionista
e con le emergenti inquietudini della cultura fauve. La natura - campo esclusivo di quella sua
ossessiva inclinazione artistica che lo portava a rapportarsi con i medesimi soggetti durante
tutte le ore della giornata e le diverse stagioni dell’anno - rappresentò infatti il riflesso delle sue
tensioni emotive e psicologiche e la dimensione ambientale entro cui proiettare tutta la carica
emozionale che scaturiva dalla sua “disperata gioia di capire”...» (M. Fochessati 2024).
58
59
27 Ettore Morteo
Alassio (SV) 1874 - Genova 1939
Aggiustando le reti
Olio su cartone
Cm 34 x 44,5
Firmato in basso a sinistra
Probabile datazione: 1925 ca.
Come di consueto Ettore Moreo racconta gli impegni che scandiscono la quotidianità dei pescatori
e degli abitanti dei borghi della riviera, in questo caso impegnati ad aggiustare le reti,
antico mestiere legato alla marineria.
Dipingendo nel solco del naturalismo di fine secolo, l’artista si fa interprete di una pittura della
realtà che si ispira alla nobile umiltà della Liguria dell’epoca. Rifuggendo il descrittivismo e
depurando la scena di elementi aneddotici, il pittore concentra nella semplicità della composizione
il significato storico e poetico dell’opera.
60
61
28 Plinio Nomellini
Livorno 1866 - Firenze 1943
Alla fonte
Olio su tela
Cm 88 x 148
Firmato in basso a destra
Probabile datazione: 1909 ca.
Ascrivibile agli anni del ritorno di Nomellini in Toscana,
il grande capolavoro rivela l’unicità del vocabolario
tecnico e poetico del pittore.
L’immaginario agreste e bucolico conferisce evidenza
letteraria a un dipinto dal sapore antico e, al
contempo, permeato di elementi di modernità.
L’occhio di chi osserva corre da una pennellata
all’altra, scoprendo un inesauribile mosaico di colori
accesi e vibranti, cifra stilistica di un artista
che, più di una volta, ha intuito la vertigine della
pittura astratta.
Mentre i raggi di un sole che filtra con determinazione
dalle fronde ne illumina l’anatomia acerba
e quasi statuaria, un giovane ragazzo regge un’anfora
colma d’acqua ed emerge dalla vegetazione
rigogliosa…
Dal grande dipinto il pittore ricava, apportando alcune
modifiche, l’illustrazione per la copertina di
un numero - quello del maggio 1909 - de “Il Secolo
XX”, rivista edita a Milano dai Fratelli Treves.
62
63
29 Giovanni Patrone
Genova 1904 - ivi 1963
Portofino
Tempera su carta
Cm 48 x 83
Firmato in basso a destra
Probabile datazione: 1940 ca.
Dopo aver raggiunto una non comune sintesi volumetrica e disegnativa in ambito novecentista,
il pittore concentra la propria attività nella cartellonistica, arrivando a ricoprire il ruolo di
responsabile della pubblicità per la Società di Navigazione Italia.
Alla fissità compositiva e alla materia scabra dei dipinti eseguiti negli anni di Novecento, si avvicenda
una pittura meno impegnata, segnata da colorismi accesi e volti a enfatizzare i caratteri
disincantati della riviera, secondo modalità comunicative vicine alla grafica pubblicitaria.
64
65
30 Eso Peluzzi
Cairo Montenotte (SV) 1894 - Monchiero (CN) 1985
Il Santuario di Savona
Olio su tela
Cm 60 x 75
Firmato in basso a sinistra
Probabile datazione: 1930 ca.
Sul retro: timbro della Galleria d’Arte Rotta, Genova, recante informazioni sull’opera
ESPOSIZIONI:
- Liguria&Arte. Pittori dal 1900 al 1940, Palazzo Ducale, Genova 1994
BIBLIOGRAFIA:
- G. Paganelli e T. Pelizza (a cura di), Liguria&Arte. Pittori dal 1900 al 1940, catalogo della
mostra, Sagep, Genova 1994, riprodotto a pag. 77
Le miti colline dell’entroterra di Savona hanno a lungo ispirato la poetica di Eso Peluzzi, capace
di tradurre pittoricamente la geometria dei vigneti e dei sentieri, le variazioni tonali derivate
dal susseguirsi delle stagioni, la ruvida materialità delle rocce di tufo e della terra smossa dal
passaggio dell’aratro.
Il carattere novecentista nella concezione delle forme e dei volumi si sposa con la struttura
solenne del Santuario di Nostra Signora della Misericordia, luogo di ispirazione privilegiato
del pittore. Al primo piano dell’antico Ospizio dei Poveri, collocato presso il Santuario, è
infatti conservata una delle più ampie raccolte di opere del pittore, ricca testimonianza della
ricerca peluzziana.
66
67
31 Giuseppe Pennasilico
Napoli 1861 - Genova 1940
Cavalli in porto
Olio su tela
Cm 38,5 x 50
Firmato in basso a sinistra
Probabile datazione: 1920 ca.
ESPOSIZIONI:
- LXXI Mostra Maestri Liguri fra Ottocento e Novecento, Galleria Arte Casa, Genova 2015
BIBLIOGRAFIA:
- AA. VV. (a cura di), Ottocento. Catalogo dell’arte italiana dell’Ottocento, numero 15,
Giorgio Mondadori & Associati, Milano 1986, riprodotto a pag. 355
- Catalogo della LXXI Mostra Maestri Liguri fra Ottocento e Novecento, a cura di T. Pelizza
e G. Paganelli, Galleria Arte Casa, Genova 2015, n° 35 di catalogo, riprodotto a pag. 41
Giuseppe Pennasilico, colorista d’eccezione, offre alla pittura ligure l’effervescenza cromatica
della pittura partenopea e rappresenta uno dei soggetti più cari alla tradizione figurativa cittadina,
il porto, cuore pulsante dell’economia genovese.
In un dipinto privo di autocompiacimenti estetici, con attitudine narrativa il pittore si spinge
sulle banchine e documenta il lavorio degli scaricatori e dei cavalli da tiro, sullo sfondo delle
gru in movimento e delle navi in lontananza.
68
69
32 Giuseppe Pennasilico
Napoli 1861 - Genova 1940
Mattino in Liguria
Olio su tavola
Cm 14 x 23
Firmato in basso a sinistra
Probabile datazione: 1920 ca.
«Vieni! Io qui per te nel mio verso
pongo una balza
del mio colle soprastante il mare
che tu vedi verde
quaggiù tremolare
tra le rame dei pini.
Eccoti un rametto di timo
una bacca di ginepro
due aghi di pino trastullo alle dita.
Non lascian gli uccelletti
di cantar di fronda
tu odi il mare
odi il vento
e così intento
godi
divini oblii nel ronzio dei pini»
(Mario Novaro, Il dono, 1912)
70
71
33 Romolo Pergola
Roma 1890 - Trino Vercellese (VC) 1960
Il porto di Camogli
Olio su tavola
Cm 37 x 35
Firmato in basso a sinistra
Probabile datazione: 1930 ca.
Sul retro: di pugno dell’artista, titolo e firma
Il primo piano prende forma nella concretezza di una materia corposa e informale, permettendo
a chi osserva di penetrare tra le pieghe del colore. In evidente e armonico contrasto è
invece il secondo piano, in cui lo scorcio del porticciolo di Camogli si anima nei colori smaltati
distribuiti mediante tocchi giustapposti che riecheggiano geometrie musive.
Efficace sia nella lieve tecnica del pastello sia in quella viscosa dell’olio, Romolo Pergola rileva
dai più svariati punti di vista ogni angolo di quel tratto di riviera.
72
73
34 Carlo Prada
Milano 1884 - Santa Margherita Ligure (GE) 1960
Paraggi
Olio su tavola
Cm 54,5 x 52,5
Firmato e datato 1933 XI in basso a destra
Sul retro: cartiglio della Galleria Pesaro, Milano
ESPOSIZIONI:
- Carlo Prada, Galleria Pesaro, Milano 1937
BIBLIOGRAFIA:
- Catalogo della mostra Carlo Prada, Galleria Pesaro, Milano 1937, n° 48 di catalogo
Esposto alla Galleria Pesaro di Milano - centro
irradiatore delle vicende novecentiste -
in occasione della mostra personale allestita
nel 1937, il dipinto è parte del corpus di
opere realizzate in occasione dei frequenti
soggiorni dell’artista in riviera.
Avvicinatosi al Novecento dopo la fortunata
parentesi divisionista, Carlo Prada ne
esplora le possibilità compositive, per giungere
in seguito a una pittura immediata e
morbida, segnata da una grande attenzione
ai bagliori della luce solare.
74
75
35 Paolo S. Rodocanachi
Genova 1891 - ivi 1958
Cabine sulla spiaggia
Olio su cartone
Cm 28 x 34
Probabile datazione: 1930 ca.
Sul retro: autentica a firma Lucia P. Rodocanachi, moglie del pittore
Le forme e i volumi di matrice novecentista e la riduzione geometrica degli elementi della
composizione attestano l’adesione del pittore alle istanze artistiche degli anni Trenta.
Nei contorni che iniziano a perdere la definizione si intravede tuttavia la tensione verso nuovi
orizzonti poetici. Un dipinto in cui si respira l’introspettiva inclinazione al silenzio e alla leggerezza
tipici di Rodocanachi.
76
77
36 Paolo S. Rodocanachi
Genova 1891 - ivi 1958
Entroterra ligure
Olio su cartone
Cm 70 x 89
Probabile datazione: 1935 ca.
Sul retro: cartiglio della mostra Paolo S. Rodocanachi, Genova 1977
ESPOSIZIONI:
- Paolo S. Rodocanachi, Museo dell’Accademia Ligustica di Belle Arti, Genova 1977
BIBLIOGRAFIA:
- G. Beringheli e G. Marcenaro (a cura di), Paolo S. Rodocanachi, Sagep, Genova 1977,
n° 19 di catalogo, riprodotto a pag. 20 e a pag. 53
«La pittura di Rodocanachi si basa sull’osservazione del dato naturale, indagato e contemplato
a lungo, quindi ricostruito mediante la lenta sovrapposizione di magre pennellate di colore;
l’impostazione acquista così una grande forza evocativa, disciplinata dalla volontà costruttiva
dell’artista, che accoglie in maniera autonoma gli spunti forniti dal Novecento Italiano»
(G. Paganelli 1995).
78
79
37 Oscar Saccorotti
Roma 1898 - Recco (GE) 1986
Bardonecchia
Olio su tela
Cm 45 x 65
Sul retro: cartiglio della Galleria d’Arte Rotta, Genova, recante titolo e firma
Probabile datazione: 1950 ca.
Uscito dal Novecento mediante una rinnovata attenzione per le componenti naturalistiche
dei soggetti rappresentati, l’artista conferisce priorità agli elementi atmosferici, tralasciando le
nitide volumetrie dei decenni precedenti.
La notevole definizione segnica e disegnativa - caratteristica ricorrente in tutti momenti della
sua ricerca - si coniuga con aspetti di derivazione impressionista, in un’armonia di insieme
che determina la fisionomia della poetica saccorottiana del dopoguerra.
80
81
38 Oscar Saccorotti
Roma 1898 - Recco (GE) 1986
Vaso di fiori
Tempera su carta
Cm 59 x 49
Firmato in basso a destra
Probabile datazione: 1960 ca.
La freschezza grafica e la libertà nella stesura del colore costituiscono il denominatore comune
delle carte di Saccorotti, laddove il vaso di fiori è un tema ricorrente.
Il fascino della semplicità e l’elaborazione poetica del quotidiano, elementi centrali nella poliedrica
carriera del pittore, prendono forma nelle infinite possibilità espressive di un soggetto
tanto semplice quanto rappresentato dagli artisti di ogni tempo.
82
83
39 Giuseppe Sacheri
Genova 1863 - Pianfei (CN) 1950
Marina ligure. San Giuliano
Olio su cartone
Cm 23 x 34
Firmato e localizzato San Giuliano in basso a sinistra
Probabile datazione: 1900 ca.
Nella “marina” Sacheri individua l’espressione più nitida e genuina della sua pittura ed è naturalmente
portato ad accentuarne le componenti liriche ed emotive, trasformando l’osservazione
del mare in contemplazione interiore.
I delicati, ma non per questo meno intensi, passaggi di colore e la luminosità diffusa della
riviera nelle giornate in pieno sole accendono la superficie dipinta.
84
85
40 Giuseppe Sacheri
Genova 1863 - Pianfei (CN) 1950
Notturno
Olio su carta applicata su cartone
Cm 23,5 x 29,5
Firmato in basso a sinistra
Probabile datazione: 1910 ca.
La materia corposa distribuita dal vivace pennello di Giuseppe Sacheri anima il piccolo olio
di rifrazioni luminose e bagliori iridescenti e conferisce alla semplice composizione una non
comune ricchezza volumetrica.
Consapevole delle novità introdotte dalla cultura simbolista - cultura che trova terreno fertile
nella Genova dei primi anni del secolo - il pittore sembra voler superare la rappresentazione
mimetica del reale e inoltrarsi nella dimensione lirica e astraente del mare, la cui immensità
continua a destare interesse e stupore.
86
87
41 Alberto Salietti
Ravenna 1892 - Chiavari (GE) 1961
Chiesa di Levanto
Olio su tela
Cm 75 x 90
Firmato e datato 1927 in basso a sinistra
Sul retro: cartiglio di pugno dell’artista recante titolo e firma; cartiglio recante il numero 488
ESPOSIZIONI:
- Neue Italienische Malerei, Museo delle Belle Arti, Lipsia 1928
BIBLIOGRAFIA:
- AA. VV. (a cura di), Neue Italienische Malerei, catalogo della mostra, Associazione Artistica
del Museo delle Belle Arti, Lipsia 1928, n° 50 di catalogo
Come il De Chirico delle Piazze d’Italia, Alberto Salietti - figura centrale di Novecento italiano
- interpreta i borghi della riviera di levante mediante il ritmo serrato delle forme e dei volumi.
Gli elementi compositivi, depurati di ogni aspetto illustrativo, sono immersi nella luce intensa
delle ore zenitali.
L’artista tratteggia un diario per immagini silenziose, in cui le strutture sono apparentemente
disabitate e avvolte di atmosfere metafisiche, il tempo è immobile e la sensazione di attesa
carica le opere di significati trascendenti. Di grande rilievo è la presenza della Chiesa di Levanto
alla mostra di Lipsia, la cui selezione delle opere è stata affidata a Franz Roh, teorico
del Realismo magico, che nell’introduzione in catalogo «commenta con interesse le opere di
Alberto Salietti» (F. Ragazzi 2008).
88
89
42 Antonio G. Santagata
Genova 1888 - Recco (GE) 1985
Scirocco
Olio su tela
Cm 80 x 70
Firmato in basso a sinistra
Probabile datazione: 1938 ca.
Sul retro: di pugno dell’artista, titolo; cartigli della X Mostra Sindacale Interprovinciale di Belle
Arti; cartiglio recante il numero di esposizione 679
Provenienze: già raccolta Antonio Sorice, Roma; collezione privata, Genova
ESPOSIZIONI:
- X Mostra Sindacale Interprovinciale di Belle Arti, Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma 1938
BIBLIOGRAFIA:
- Giorgio Nicodemi (a cura di), Antonio Giuseppe Santagata, L’arte, Milano 1964, riprodotto
«La rivelazione dei mondi che s’addensavano nel suo intimo e che nascevano da quanto gli
mostravano la natura, le persone, i fatti, i pensieri suggeriti dagli aspetti salienti della vita e
dell’universo, fu vasta e solenne» (G. Nicodemi 1964).
Ritornato alla rappresentazione del paesaggio - in questo caso di un paesaggio urbano, quello
del porto di Camogli - sul finire degli anni Trenta, il pittore continua ad affrontare la complessità
tematica che ha costituito il movente primario della sua ricerca.
Guardando alla materia atmosferica e vaporosa di certa pittura europea dell’Ottocento e condizionato
probabilmente dal proprio stato d’animo, Santagata respinge la restituzione analitica
dei soggetti e cerca di metterne in evidenza le componenti intangibili e immateriali.
90
91
43 Antonio Schiaffino
Camogli (GE) 1879 - Genova 1968
Nuvole sul mare
Olio su cartone
Cm 39,5 x 44
Firmato in alto a sinistra
Probabile datazione: 1920 ca.
BIBLIOGRAFIA:
- G. Paganelli e T. Pelizza (a cura di), Antonio Schiaffino. La poesia del colore, De Ferrari,
Genova 2001, tav. n° 30, riprodotto a pag. 78
«La medesima forza espressiva ed esuberanza
pittorica la ritroviamo in Nuvole sul
mare, dove attraverso lunghi e attenti studi
Antonio Schiaffino riesce a personalizzare
le tonalità un po’ visionarie del mare e del
cielo con l’uso di colori decisi che vanno
dall’azzurro al blu cobalto grazie alla sua
esperienza tecnica e cromatica acquisita
in anni di applicazione nello studio di
questo affascinante aspetto della natura»
(G. Paganelli 2001).
92
93
44 Giovanni Solari
Genova 1907 - ivi 1998
Un mattino di primavera
Olio su cartone telato
Cm 40 x 29
firmato e datato 930 in basso a destra
Sul retro: cartiglio di pugno dell’artista recante titolo, data e sigla
La semplificazione compositiva che informa tanta parte dell’attività dell’artista è funzionale
alla notevole geometrizzazione del dipinto, con i punti di fuga che si perdono seguendo l’andamento
dei campi sulle alture.
La pennellata morbida e dalla consistenza spumosa, non troppo attenta all’esatta restituzione
dei volumi e delle proporzioni, è caratteristica costante di Giovanni Solari, artista impegnato
e refrattario alle imposizioni culturali.
94
95
45 Antonio Varni
Genova 1841 - Sampierdarena (GE) 1908
Navi in porto
Olio su tavola
Cm 21,5 x 38,5
Firmato e datato 1888 in basso a destra
Caratterizzato, come spesso accade negli oli di piccole dimensioni di Varni, da un solido
impianto disegnativo, il dipinto è emblematico della capacità del pittore di saper coniugare i
delicati rapporti tonali di derivazione “grigia” alla minuziosa descrizione dei particolari.
Il “motivo” portuale, non così frequente nella produzione dell’artista, è privo di elementi aneddotici
e narrativi, e costituisce l’espediente per studiare i rapporti coloristici e le possibilità compositive.
96
97
Ultima di copertina
Alfredo D’Andrade, Rivara, 1864 ca.
Finito di stampare nel mese di Ottobre 2025 da Grafiche G7 - Genova
Foto e Grafica: L’Agorà - Genova
© Galleria Arte Casa, 2025
galleria-artecasa.it