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Jørgen Roed - Quaderno 38 - novembre 2025

Jörgen Roed, un raffinato interprete dell’Età dell’Oro danese, la cui pittura si distingue per l’eleganza compositiva e una profonda sensibilità verso il paesaggio. Il suo percorso formativo si intreccia indissolubilmente con il viaggio in Italia, tappa cruciale del Grand Tour che lo portò a Roma e, in compagnia dell’amico e collega Constantin Hansen, fino alle coste del Sud. La visita a Paestum fu un momento di grande ispirazione, dove la monumentalità dei templi dorici si fonde con l'atmosfera silenziosa e assolata della natura circostante. L’antichità era ciò che l'artista amava di più, considerando l’arte greca la base su cui costruire tutta la sua visione artistica. Attraverso i disegni e le vedute di Roed, questo Quaderno racconta la sua personale interpretazione del sito: un dialogo artistico che unisce una rigorosa disciplina accademica all’osservazione attenta della luce mediterranea. Un viaggio tra le immagini per riscoprire Paestum attraverso gli occhi di un pittore che seppe cogliere l’armonia tra storia e natura.

Jörgen Roed, un raffinato interprete dell’Età dell’Oro danese, la cui pittura si distingue per l’eleganza compositiva e una profonda sensibilità verso il paesaggio. Il suo percorso formativo si intreccia indissolubilmente con il viaggio in Italia, tappa cruciale del Grand Tour che lo portò a Roma e, in compagnia dell’amico e collega Constantin Hansen, fino alle coste del Sud. La visita a Paestum fu un momento di grande ispirazione, dove la monumentalità dei templi dorici si fonde con l'atmosfera silenziosa e assolata della natura circostante. L’antichità era ciò che l'artista amava di più, considerando l’arte greca la base su cui costruire tutta la sua visione artistica.
Attraverso i disegni e le vedute di Roed, questo Quaderno racconta la sua personale interpretazione del sito: un dialogo artistico che unisce una rigorosa disciplina accademica all’osservazione attenta della luce mediterranea. Un viaggio tra le immagini per riscoprire Paestum attraverso gli occhi di un pittore che seppe cogliere l’armonia tra storia e natura.

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Jørgen Roed

La quiete dell’antico

a Paestum

I Quaderni


Jörgen Roed. La quiete dell’antico a Paestum

Costabile Cerone

Jörgen Roed (1808-1888) fu uno dei protagonisti

dell'Età dell'Oro danese ( Golden Age), distinguendosi

per una pittura meticolosa, attenta al dettaglio e

alla resa atmosferica. Amico e compagno di viaggio

di Constantin Hansen, Roed condivise con il suo collega

non solo il percorso di studi all'Accademia di

Copenaghen (Fig. 1), ma anche il profondo desiderio

di confrontarsi con la luce e la storia del Mediterraneo.

La sua formazione si svolse sotto l'influenza del

professore Christoffer Wilhelm Eckersberg, considerato

il padre della pittura danese moderna, che gli trasmise

l'amore per il disegno preciso e per

l'osservazione attenta della natura (Fig. 4).

Roed mostrò presto un talento naturale per la pittura

di architettura, ma realizzò opere in vari generi,

distinguendosi per una pittura intima e ricca di dettagli,

capace di cogliere la dimensione più poetica e raccolta

dei soggetti. I suoi ritratti (Fig. 2) e i suoi paesaggi

non sono semplici rappresentazioni, ma veri e

propri racconti visivi in cui l'atmosfera e la luce giocano

un ruolo da protagonisti. Un'opera del periodo

di formazione, " Un saluto dalla dogana" del 1834,

restituisce in modo efficace il clima di attesa e

riflessione che precedette il Grand Tour verso l'Italia

e in particolare Roma, meta prediletta dagli artisti

(Fig. 3). Questo dipinto non si limita a illustrare un

evento, ma ne cattura l'emozione e il significato: la

partenza in veliero o piroscafo dalla dogana di Copenaghen,

dal mondo conosciuto, per l'avventura verso

il sud e l'ignoto. Un'ulteriore testimonianza di questo

periodo è il ritratto a matita che l'amico Christen

Købke gli dedicò il 16 luglio 1837, poco prima della

sua partenza per l'Italia (Fig. 13). In quest'opera,

Købke coglie l'espressione di un giovane artista che

si prepara ad affrontare il suo viaggio più importante,

proiettato verso le nuove esperienze che lo attendono.

Il suo soggiorno in Italia, dal 1837 al 1841, fu una

tappa decisiva per la sua carriera. Le opere di questo

periodo, che spaziano dai ritratti alle vedute urbane,

testimoniano una profonda riflessione sulla luce e

sulla prospettiva, evidenziando un abile uso del colore

e della composizione. A Roma, Roed frequentò

l'influente circolo degli artisti nordici che si riuniva-

1

Fig. 1. Constantin Hansen (1804-1880)

Jørgen Roed nel suo studio, 29 giugno 1829

Matita e acquerello seppia (17 x 19 cm)

Collezione privata, Stoccolma

Fig. 2. Jörgen Roed (1808-1888)

Una ragazza con la frutta in un cesto, 1827-1828

Olio su tela (48,5 x 59 cm)

SMK, Statens Museum for Kunst, Copenaghen

Fig. 3. Jörgen Roed (1808-1888)

Un saluto alla dogana (Partenza dal porto di

Copenaghen), 1834

Olio su tela (82 x 66 cm)

Collezione privata, Copenaghen

2


no attorno al celebre scultore Bertel Thorvaldsen, e

fu in questo ambiente che sviluppò pienamente il suo

talento per le vedute di paesaggio e urbane, con una

resa dei materiali e delle atmosfere che gli permetteva

di creare immagini realistiche e, al tempo stesso,

cariche di poesia (Fig. 5).

Il momento culminante di questo percorso di crescita

artistica fu la visita a Paestum, raggiunta da Napoli

insieme all'amico Hansen nella primavera del 1838.

Come testimoniato da una lettera datata 28 maggio

inviata all'incisore Erling Eckersberg, figlio del suo

maestro, Roed afferma: “Oggi andiamo a Paestum,

Const. & io”. Durante il sopralluogo al sito archeologico,

Roed realizzò numerosi disegni e dipinti a olio,

catturando con grande sensibilità i dettagli architettonici

e la suggestiva atmosfera del luogo, dimostrando

l'emozione che provò di fronte alla bellezza

dei templi e il suo profondo interesse per l'arte e

l'architettura dell'antichità classica.

I primi disegni realizzati a matita, datati 30 maggio, il

giorno successivo al suo arrivo a Paestum, rappresentano

l'interno del Tempio di Nettuno (Fig. 7, 9), su

cui Roed baserà due successivi dipinti a olio: uno conservato

alla Hirschsprung Collection di Copenaghen,

con una coppia di pastori che animano la scena

(Fig. 6), e l'altro, di maggiori dimensioni, in una col-

2

3

3


lezione privata, con una capretta curiosa che fa capolino

tra le grandi colonne dell'opistodomo (Fig. 8).

L'importanza di quest'ultima composizione è testimoniata

anche da una copia realizzata da un autore

anonimo e datata 1876, venduta da una casa d'aste

romana (Fig. 14).

Nella prospettiva utilizzata, le colossali colonne doriche

in primo piano sono poste in contrasto visivo con

la Basilica (Tempio di Hera I) sullo sfondo, sottolineando

il rigore scultoreo che l'artista ammirava

nell'architettura classica, spesso rappresentato in contrasto

con l'atmosfera e la luce tipiche del Sud Italia.

Realizzate sul posto sono diverse vedute di studio a

olio su carta, tra cui una veduta dei tre templi visti da

sud (Fig. 12), e due vedute del Tempio di Nettuno,

che Roed considerava " l'edificio più bello in Italia",

un'affermazione che, come racconta la figlia Helene

Nyblom (nata Roed) nella biografia dedicata alla

personalità artistica del padre, l'artista ripeteva spesso.

Una veduta da ovest del tempio è conservata al

Museo di Arte di Aarhus (Fig. 10), mentre la veduta

interna si trova allo Statens Museum for Kunst di

Copenaghen (Fig. 11). In questo dipinto alcuni corvi,

che un tempo erano una presenza caratteristica del

paesaggio di Paestum e per questo ricorrevano spesso

nelle vedute ottocentesche, appaiono come piccole

macchie scure che contrastano con il travertino

dorato del tempio. Alcuni sono in volo e altri posati

sulle rovine antiche, aggiungendo un tocco di mistero

e malinconia al paesaggio. L'interno è maestoso,

con le sue imponenti colonne doriche che si ergono

verso l'alto. La luce filtra delicatamente tra le colonne,

creando un'atmosfera solenne e suggestiva. Il

pavimento in pietra, consumato dal tempo, è ricoperto

di vegetazione spontanea, testimone di secoli di

storia.

L'incontro con le vestigia di Paestum fu per Roed,

come per il suo compagno di viaggio, un'esperienza

estetica e culturale. I suoi dipinti dei templi dorici si

distinguono per la precisione dei dettagli architettonici

e per la profonda quiete che emanano, frutto di

un'intima fusione della natura con l'architettura. I

templi non sono rovine romantiche, ma strutture ben

definite, immerse nella calda luce meridionale.

Roed, concentrandosi sulla geometria delle colonne

e sull'armonia delle proporzioni, riuscì a infondere

un senso di profonda serenità, trasformando le rovine

in un simbolo di un passato glorioso e di una bellezza

atemporale.

4

Fig. 4. Jörgen Roed (1808-1888)

Un artista che riposa sul ciglio della strada, 1832

Olio su tela (48 x 48 cm)

SMK, Statens Museum for Kunst, Copenaghen

L'opera, ispirata dagli insegnamenti del maestro Christoffer

Wilhelm Eckersberg, ritrae un artista in una pausa durante una

passeggiata nella natura. Seduto su un masso, assorto nei suoi

pensieri, l'uomo disegna con un bastone sulla terra. Questo

dipinto è un chiaro esempio del "Secolo d'Oro" danese, un

periodo in cui l'arte si concentrava sull'osservazione e sulla

pittura della natura. Questo approccio rifletteva l'idea che

l'ispirazione diretta dalla realtà fosse la via per creare

un'immagine ideale e al contempo realistica. L'artista non si

limitava a copiare la natura, ma la interpretava per esprimere

un'ideale di bellezza e verità.

4

Fig. 5. Jörgen Roed (1808-1888)

Il cortile del Palazzo del Bargello. Firenze, 1842

Olio su tela (71,5 x 85 cm)

SMK, Statens Museum for Kunst, Copenaghen


5

5


Fig. 6. Jörgen Roed (1808-1888)

Interno del tempio di Nettuno con vista sulla basilica,

Paestum, 1848-1855

Hirschsprung Collection, Art Museum, Copenaghen

Fig. 7. Jörgen Roed (1808-1888)

Il Tempio di Paestum, 1838

Matita su carta

Biblioteca nazionale della Danimarca, Copenaghen

Det Kgl. Bibliotek

7

6


7

6


Fig. 8. Jörgen Roed (1808-1888)

Tempio di Paestum, 1850

Olio su tela (64 x 56 cm)

Collezione privata, Danimarca

Fig. 9. Jörgen Roed (1808-1888)

Il Tempio di Paestum, 1838

Matita su carta (26,8 x 29,8 cm)

SMK, Statens Museum for Kunst, Copenaghen

9

8


9

8


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Fig. 10. Jörgen Roed (1808-1888)

Tempio di Nettuno, Paestum, 1838

Olio su carta aderito alla tela (39,9 x 58,1 cm)

ARoS Aarhus Kunstmuseum, Aarhus, Danimarca

Per gentile concessione di Oskar Mydtskov

Art Team ARoS Aarhus Kunstmuseum

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Fig. 11. Jörgen Roed (1808-1888)

“Pæstumtemplet”

Il Tempio di Nettuno a Paestum, 1838

Olio su carta steso su tela (24 x 26 cm)

SMK, Statens Museum for Kunst, Copenaghen

L'opera fu spedita a Copenaghen per l'Esposizione

d'Arte del 1839, dove venne presentata per la prima

volta al pubblico. Nel 1851 entrò a far parte della collezione

del Den Kongelige Malersamling (La Collezione

Reale di Pittura), l'attuale Statens Museum for

Kunst (SMK), il Museo Nazionale d'Arte della Danimarca,

dove è tuttora conservata.

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11


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Fig. 12. Jörgen Roed (1808-1888)

I Templi di Paestum, 1838

Olio su carta montata su cartone (26 x 13 cm)

Collezione privata, Copenaghen

13

Esposto nel 1991 alla Nuova Carlsberg Glyptotek a

Copenaghen durante la mostra "Sulle tracce di Jørgen

Roed - Italia 1837-1841"

Fig. 13. Christen Købke (1810-1848)

Ritratto di Jørgen Roed, 1837

Matita su carta (11,8 x 14,6 cm)

SMK, Statens Museum for Kunst, Copenaghen

14


14

Fig. 14. Autore anonimo

Tempio di Paestum, 1876

Olio su tela (64 x 55 cm)

Collezione privata, Roma

Riferimenti bibliografici:

Helene Nyblom, Maleren J. Roed (Il pittore J. Roed), Karl

Koster, Copenaghen, 1904

Jens Peter Munk, På sporet af Jørgen Roed - Italien 1837-1841

(Sulle tracce di Jørgen Roed - Italia 1837-1841), New Carlsberg

Glyptotek, Copenaghen, 1991

Andrea De Rosa, Paolo Antonacci, Pittori danesi a Roma

nell'Ottocento, P. Antonacci, Roma, 2004

Karina Lykke Grand, Travel images: a tourist in Arcadia?,

Aarhus University, Danimarca, 2013

Jens Peter Munk, Jörgen Roed Ungdomsarbejder, Syddansk

Universitetsforlag, Odense, 2013

Jens Peter Munk, Jörgen Roed, Modne år (Gli anni della

maturità), Syddansk Universitetsforlag, Odense, 2023

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Jörgen Roed, un raffinato interprete dell'Età

dell'Oro danese, la cui pittura si distingue per

l'eleganza compositiva e una profonda sensibilità

verso il paesaggio. Il suo percorso formativo si

intreccia indissolubilmente con il viaggio in Italia,

tappa cruciale del Grand Tour che lo portò a Roma e,

in compagnia dell'amico e collega Constantin Hansen,

fino alle coste del Sud. La visita a Paestum fu un

momento di grande ispirazione, dove la monumentalità

dei templi dorici si fonde con l'atmosfera silenziosa

e assolata della natura circostante. L'antichità

era ciò che l'artista amava di più, considerando

l'arte greca la base su cui costruire tutta la sua visione

artistica.

Attraverso i disegni e le vedute di Roed, questo Quaderno

racconta la sua personale interpretazione del

sito: un dialogo artistico che unisce una rigorosa

disciplina accademica all'osservazione attenta della

luce mediterranea. Un viaggio tra le immagini per

riscoprire Paestum attraverso gli occhi di un pittore

che seppe cogliere l'armonia tra storia e natura.

Immagine di copertina

Jörgen Roed (1808-1888)

Pæstumtemplet, 1838

SMK, Statens Museum for Kunst, Copenaghen

collana

I Quaderni dell’Arte

a cura di Costabile Cerone

Quaderno 38 - novembre 2025

Jörgen Roed

La quiete dell’antico a Paestum

Copyright: © 2025 PAESTUMinARTE

Questo è un articolo ad accesso aperto distribuito secondo i termini della Creative Commons

Licenza 3.0 Italia (CC BY-NC-ND 3.0 IT)

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