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La Torre di Veglia n6 novembre-dicembre 2025

novembre-dicembre 2025

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d

dei

LA TORRE DI VEGLIA

La

Anno LXIV - n° 6

novembre/dicembre 2025

“Poste Italiane spa sped. abb. post. D/L 353/2003

(conv. in L.27/2/2004 n° 46)

art. 1. comma 2, dcb tv”

PERIODICO BIMESTRALE DELLE PARROCCHIE

DI SAN GIACOMO DI VEGLIA

FORMENIGA - COZZUOLO - CARPESICA


Redazionale

Carissime lettrici

e carissimi lettori

di Torre di Veglia,

Rieccoci qui con l’ultimo numero dell’anno, dall’atmosfera

autunnale e prenatalizia, e quindi troverete all’interno degli

articoli sui momenti dell’anno liturgico che segnano la vita della

Chiesa in questo periodo: la Solennità dei Santi, dei morti, e

l’Avvento, con interessanti riflessioni sul senso della santità e

della morte per la fede cristiana.

Non mancano gli articoli con le notizie che riguardano l’inizio

delle attività annuali della nostra comunità, come la scuola, il

catechismo, il gruppo giovani… e anche alcuni su come sono

andate le attività estive, come il Grest.

Vi auguriamo Buona Lettura

e, soprattutto, Buon Avvento

Buon Natale da parte di tutta

la Redazione!


L'arsta è: MARINI ROSETTA (Rosy)

Tu dipin su SETA:

Prima pagina: DOLCE MATERNITA'

Pagina ulma: NEVICATA

ANNO LXIV – N. 6

NOVEMBRE-DICEMBRE 2025

Autorizzazione Tribunale TV N. 671 DEL 24/11/1987

“Poste Italiane spa sped. abb. post. D/L 353/2003

(conv. in L.27/2/2004 n° 46) art. 1. comma 2, dcb tv”

PERIODICO BIMESTRALE

DELLA PARROCCHIA

DI SAN GIACOMO DI VEGLIA

Direttore responsabile:

don Gian Pietro Moret

Coordinatore redazione:

Angelo Turbian

Redazione:

don Matteo D'Arsiè

Maria Teresa Cesa,

Stefania Chies,

Bruno Dall’Anese,

Raff aella Marcon,

don Giulio Fabris,

Elisa Frare,

Giancarlo Pitasi,

Angelo Turbian,

Marta Zanette

Impaginazione:

Elisa Frare

Stampa: Tipse Vittorio Veneto

Avvento - Ma di chi? 2

Salmo 125 3

Calendario Liturgico 4

Orari dell’anno Catechistico 6

Florilegio di Santità 8

Anniversari dei Matrimoni 10

Suor Anna Grazia Loredan 11

Il nostro GREST e in giardino con Elisa 13

Formeniga festeggia l’Immacolata 15

L’Athrabeth 16

Ricordo di Papa Luciani 18

Laurea e in Cucina con Giulia 19

La nostra Scuola 20

L’Angolo del benessere 21

Calcio Vittsangiacomo 22

Barbecue al SANGIO 24

Le nostre Anagrafi 26

Le famiglie ricordano 28

Redazione e Amministrazione:

Piazza Fiume, 58

San Giacomo di Veglia TV

tel. 0438.500295

redazione.torrediveglia@gmail.com

www.sangiacomoapostolo.it

e-mail: sangiacomodiveglia@libero.it

Hanno collaborato a questo numero:

sito a cura di: Federica Spinazzè

Per Richiesta Certificati Storici inviare email a:

archivio.sangiacomo@libero.it

Per scaricare il modulo di richiesta

visitare il sito della parrocchia

Finito di redigere

il 31 – 10 – 2025

Don Matteo D’Arsiè

Don Giulio Fabris

Rosy Marini

Le nostre Catechiste

Gli animatori di Carpesica

I Giovani di Formeniga

I Giovani del Sangio

Le Insegnanti della Scuola

Sauro

Giulia Maiutto

Elisa Frare

Pietro Ossi

Stefania Falasca

Enrico Venzi - Avvenire


2 d

Novembre • Dicembre 2025

LA TORRE DI VEGLIA

deiAvvento – Ma di chi?

La

Anticamente il tempo di Avvento nasce come una

“Quaresima” che precedeva il Natale e quindi ne

aveva le stesse caratteristiche, ovverosia di tempo di

iniziazione cristiana (battesimale) e al contempo penitenziale.

Col passare degli anni, questo tempo di

quaranta giorni – che riecheggiavano come in quaresima

i quaranta giorni di Gesù nel deserto – si è

ridotto alle quattro settimane (scarse) odierne, ma ne

mantiene almeno in parte le caratteristiche.

Un retaggio di questa comunanza è rimasto ad

esempio nel colore violaceo dei paramenti.

La parola “Avvento” significa letteralmente “Venuta”

(dal latino ad-venio = venire verso, arrivare), motivo

per cui il filo conduttore di questo tempo liturgico

è quello dell’attesa di una venuta.

Chi è che viene? Che cosa dobbiamo aspettare?

Naturalmente, la venuta attesa è quella di Gesù

Cristo.

Spesso si fa un po’ di confusione: ci si focalizza solo

intorno alla “prima” venuta di Gesù, occorsa duemila

anni fa, nel mistero dell’Incarnazione e si riduce

l’Avvento ad un periodo in preparazione alla festa

del Natale.

Eppure la maggior parte del tempo di Avvento è

dedicata all’attesa della “seconda” venuta di Cristo

nella gloria alla fine dei tempi. Ad esempio, gli stessi

Vangeli delle prime settimane di Avvento (discorso

escatologico di Gesù, predicazione di Giovanni Battista)

preparano a questo tema. Ecco spiegate allora le

dimensioni, in questo primo periodo soprattutto, di

attesa “quaresimale”, seppur in forma smorzata.

Vi è poi una “terza” venuta di Gesù che si pone tra

la prima e la seconda: è quando il Cristo intercetta la

nostra vita e ci chiede di esser pronti in ogni momento

a questo incontro, pena il perdere l’appuntamento

con il Signore della vita.

Allora questo tempo, che la Chiesa ci invita a vivere

in preparazione al Natale, è uno dei periodi di attesa

per eccellenza, tempo che dovrebbe servire a noi cristiani

per non arrivare impreparati all’incontro con

Gesù che si fa uomo e viene ad abitare in mezzo a noi.

“Aspettare… Non è una parola attraente…

E se stessi aspettando qualcosa che può cambiare la tua

vita, che cosa faresti? Renderesti la tua vita caotica? Ti

faresti prendere dalla frenesia di mille altre distrazioni,

facendo di tutto fuorché FERMARTI e ASPETTARE?

Ogni anno abbiamo l’opportunità di far entrare nella

nostra vita un cambiamento radicale, ma il più delle

volte la perdiamo, presi dall’ansia di preparare tante

cose… tante cose …, ma non la cosa più importante: il

nostro cuore.

Questo è il senso dell’Avvento: fermarsi per preparare

il nostro cuore ad accogliere Gesù nella nostra vita più

pienamente di prima.

Avvento. Prendi tempo. Rallenta. Apriti. 1

“Aspettare” è anche per me una parola poco attraente?

Quali sono le attese nella mia vita? Cosa sto attendendo?

Come vivo il tempo dell’attesa? Soprattutto,

sono capace di aspettare, di gustare l’attesa delle cose

importanti o riesco solo a pensare “Che noia: qui il

tempo non passa più!”?

E l’attesa del Natale? Ho mai pensato all’Avvento

come un tempo prezioso in cui “preparare il cuore”?

Cosa significa per me “preparare il cuore”? Quali

sono le azioni concrete con cui preparo il mio cuore

al Cristo che viene?

1

Frasi tratte dal filmato Avvento 2012 – RapGesuCristico

Progetto The Wall: https://www.youtube.com/watch?v=cY

YCnP27HH8


SALMO 125

Abbracciati Dalla Grazia

Chi confi da nel Signore è come il monte Sion:

non vacilla, è stabile per sempre.

I monti circondano Gerusalemme:

il Signore circonda il suo popolo,

da ora e per sempre.

Non riposerà lo scettro di empietà

sull’eredità dei giusti,

perché i giusti non tendano le mani

a compiere il male.

Sii buono, Signore, con i buoni

e con i retti di cuore.

Ma quelli che deviano per sentieri tortuosi

il Signore li associ ai malfattori.

Pace su Israele!

Il Salmo 125 è un salmo sapienziale o d’istruzione.

Il pellegrino si trova ormai nella città amata e la

vede circondata da alture che le fanno da corona e

la proteggono. Così è chi confida nel Signore: stabile

come il monte Sion, che Dio ha scelto e fondato,

una roccia che non vacilla mai. Le montagne che circondano

Gerusalemme diventano simbolo della protezione

divina, un abbraccio costante che dura per

sempre.

Ma la vera forza di Gerusalemme non sono le sue

mura o le montagne, bensì la presenza di Dio. Egli

non permetterà che il potere dei malvagi opprima per

sempre i giusti. C’è una promessa di giustizia: i buoni

saranno ricompensati, mentre chi segue vie sbagliate

subirà le conseguenze delle proprie azioni. Il salmo

comporta un ammonimento a non cedere alla tentazione

di scegliere il male per avere un immediato

vantaggio, ossia di usare gli stessi metodi dei malvagi

per ottenere ciò che si desidera.

Una certezza deve fiorire nel cuore: il Signore non

permetterà che poteri malvagi e ingiusti, con i loro

sistemi oppressivi, inducano e costringano il credente

ad adeguarsi al loro stile di vita. Al contrario Dio gli

assicura l’eredità, il possesso della terra, segno della

sua promessa.

Si avverte così, nella meditazione del salmista, il

contesto spirituale in cui questa preghiera ha preso

forma: un periodo difficile per il popolo di israele,

come l’esilio a Babilonia, o forse ancora più tardi, sotto

la minaccia dei Seleucidi contro i giudei rimasti fedeli

all’alleanza con Jahvè. Invece di incitare alla lotta

armata, il salmista invita a confidare in Dio, l’unica

vera difesa, e come alternativa al combattere con le

armi suggerisce di lottare con la preghiera, e in questo

senso è assai vicino al messaggio del libro di Daniele.

Bisogna confidare nel Signore perché certamente lo

scettro degli empi non continuerà a pesare nel paese

di Dio ed essi non potranno impedire ai giusti un

cammino di fedeltà e il vedersi compiere il loro desiderio

di pace. Non una pace imposta con la forza,

ma una pace che nasce dalla fiducia in Dio e dalla

riconciliazione tra i fratelli.

Così il salmo nel finale evoca ancora Gerusalemme,

nel tradizionale saluto Shalom-Pace che gioca appunto

sul significato popolare di “Gerusalemme-Città

della Pace”. Anche il cristiano come il popolo di Israele

affronta sfide e difficoltà. Il salmo 125 gli ricorda

che la vera sicurezza non si trova nelle cose materiali,

ma nella sua relazione con Dio. Per il cristiano, la

presenza di Dio a Gerusalemme si realizza in Gesù

Cristo, che promette di essere per sempre con i suoi,

con una presenza che è roccia e saldissima difesa contro

le tempeste della vita, come si afferma in Matteo

28,20: “ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino

alla fine del mondo”.


NOVEMBRE

Sabato 1: Tutti i Santi

08.30 San Giacomo Santa Messa

09.45 Formeniga Santa Messa

11.00 Carpesica Santa Messa

14.30 Formeniga Azione liturgica in Cimitero

15.00 San Giacomo Azione liturgica in Cimitero

15.30 Carpesica Azione liturgica in Cimitero

19.00 Carpesica Rosario in Cimitero

Domenica 2: Commemorazione di tutti

i fedeli defunti

08.30 San Giacomo Santa Messa nella parrocchiale

09.45 Formeniga Santa Messa in cimitero

10.30 San Giacomo Santa Messa in cimitero

11.00 Carpesica Santa Messa nella parrocchiale

18.00 Cozzuolo Santa Messa nella parrocchiale

19.00 Carpesica Rosario in Cimitero

Martedì 4: San Carlo Borromeo

19.00 Cozzuolo Santa Messa per gli Alpini andati avanti

Giovedì 6: 20.30 Seminario

Adorazione pro vocazioni

Sabato 8: 15.00 Carpesica

Castagnata

15.30 Formeniga Scuola del Presepio

Domenica 9: Dedicazione della Basilica Lateranense

09.30 San Giacomo Raccolta rifiuti con Legambiente

Lunedì 10: San Leone Magno

Martedì 11: San Martino di Tours

16.30 Casa Toniolo Conegliano

Celebrazioni per il 17° centenario del Concilio di Nicea

Mercoledì 12: San Giosafat

Venerdì 14: 20.30 Seminario

Scuola di Preghiera per i giovani

Sabato 15: 15.30 Formeniga Scuola del Presepio

19.00 San Giacomo Santa Messa animata dai giovani della forania

Domenica 16: XXXIII del Tempo Ordinario – Giornata Mondiale dei Poveri

Lunedì 17: Santa Elisabetta d’Ungheria

Venerdì 21: Presentazione della B. V. Maria – Madonna della Salute

Celebrazioni in Santuario a Costa di Vittorio Veneto

Sabato 22: Santa Cecilia

15.30 Formeniga Scuola del Presepio

San Giacomo

Serata/cena a sostegno della parrocchia

Domenica 23: Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo – Giornata del Seminario

Lunedì 24: Santi Andrea Dung-Lac e compagni martiri vietnamiti

Venerdì 28: Formeniga

Inizio Festeggiamenti per l’Immacolata

Sabato 29: Formeniga

Festeggiamenti per l’Immacolata

Domenica 30: I domenica di Avvento

11.00 Formeniga S. Messa e Festeggiamenti per l’Immacolata

DICEMBRE

Mercoledì 3: San Francesco Saverio

Giovedì 4: 20.30 Seminario

Venerdì 5: Formeniga

Sabato 6: San Nicola

Adorazione pro vocazioni

Festeggiamenti per l’Immacolata

Formeniga

Festeggiamenti per l’Immacolata

Domenica 7: II domenica di Avvento

11.00 Formeniga S. Messa e Festeggiamenti per l’Immacolata

16.30 Carpesica Concerto con l’Accademia Tetracordo

Lunedì 8: Solennità dell’Immacolata

08.30 San Giacomo Santa Messa della Festa dell’Immacolata

09.45 Carpesica Santa Messa della Festa dell’Immacolata

10.00 Cozzuolo Santa Messa della Festa dell’Immacolata

11.00 Formeniga Santa Messa della Festa dell’Immacolata

12.00 Formeniga Concerto di Campane


12.30 Formeniga Pranzo comunitario

15.00 Formeniga Vespri e processione

16.00 Formeniga Intrattenimento con la Banda

17.00 Formeniga Presentazione dei lavori di restauro della chiesa di San Giorgio in Manzana

Venerdì 12: 20.30 Seminario

Scuola di Preghiera per i giovani

Sabato 13: Santa Lucia

Domenica 14: III domenica di Avvento – Gaudete

Martedì 16: I giorno della Novena di Natale

Mercoledì 17: II giorno della Novena

Giovedì 18: III giorno della Novena

Venerdì 19: IV giorno della Novena

Sabato 20: V giorno della Novena

20.30 San Giacomo Concerto di beneficenza del coro ANA

Domenica 21: IV domenica di Avvento

Lunedì 22: VII giorno della Novena

Martedì 23: VIII giorno della la Novena

Mercoledì 24:

Vigilia iliaia di Natale

21.00 Cozzuolo Santa Messa della Notte di Natale

22.00 San Giacomo Santa Messa della Notte di Natale

22.30 Carpesica Santa Messa della Notte di Natale

Giovedì 25:

Natale ale del Signore

08.30 San Giacomo Santa Messa

08.30 Cozzuolo Santa Messa

09.45 Formeniga Santa Messa

10.30 San Giacomo Santa Messa

11.00 Carpesica Santa Messa

Venerdì

26: Santo Stefano

08.30 San Giacomo Santa Messa

10.30 Carpesica Santa Messa

Sabato 27: San Giovanni Apostolo

Domenica 28: Santa Famiglia di Nazareth

Cattedrale Chiusura del Giubileo

Lunedì 29: IV giorno dell’Ottava di Natale

Martedì 30: V giorno dell’Ottava

Mercoledì 31:

VI giorno dell’Ottava

l tava

18.00 Cozzuolo Santa Messa e solenne Te Deum

19.00 San Giacomo Santa Messa e solenne Te Deum

GENNAIO

Giovedì 1: Santa Maria Madre di Dio

Sante Messe con orario festivo consueto

Venerdì erdì

2: Santi Basilio Magno e Gregorio Nazianzeno

Sabato 3:

Veglia diocesana per la pace

Domenica 4: II domenica di Natale

Martedì 6: Epifania del Signore

14.30 Formeniga Premiazione concorso presepi e benedizione dei bambini

19.00 Carpesica Santa Messa e benedizione dei bambini

Sabato 10: Eventuali Battesimi comunitari

Domenica 11: Battesimo del Signore Eventuali Battesimi comunitari

Venerdì 16: San Tiziano Vescovo:

Cattedrale

Solenne Pontificale

Sabato 17: Sant’Antonio abate

Domenica 18: II del Tempo Ordinario

Lunedì 19: Veglia Ecumenica Diocesana

Mercoledì 21: Sant’Agnese

Sabato 24: San Francesco di Sales – Patrono del Seminario

19.00 Ceneda Santa Messa animata dai giovani della forania

Domenica 25: III del Tempo Ordinario

Lunedì 26: Santi Tito e Timoteo

Mercoledì 28: San Tommaso d’Aquino

Sabato 31 San Giovanni Bosco

15.30 Formeniga Festa di don Bosco per tutti i ragazzi

18.00 Formeniga Santa Messa

FEBBRAIO

Domenica 1 IV del Tempo Ordinario

09.45 Cozzuolo Santa Messa


6 d

Novembre •Di

Dicembre 2025

25

LA

TOR

TORRE RE

E

DI

VEGLIA

dei

La


d

dei

LA TORRE DI VEGLIA

La

7

Novembre • Dicembre 2025

Essere catechisti e catechiste

è mantenere accesa

la fiamma della fede

Ricordo la mia catechista: si chiamava Teresa

Strocchi, era una maestra di scuola materna, e si

dedicava con impegno e amore a questo compito di

aiutare i bambini e le bambine del catechismo nella

loro crescita nella fede cattolica. A quei tempi si utilizzava

ancora il catechismo di Pio X, che offriva ai

ragazzi una serie di domande da imparare a memoria

e su cui venivamo interrogati per l’esame finale prima

di ricevere il Sacramento. Poi con il passare degli

anni mi sono ritrovato io stesso dall’altra parte della

cattedra. Fu un’esperienza bella e difficile al tempo

stesso. Affrontata, forse, anche con un pizzico di incoscienza.

Oggi quei «miei bambini» che sono rimasti

a vivere nel quartiere sono diventati genitori e vengono

in parrocchia per accompagnare i loro figli a

catechismo.

Certo essere catechista oggi, in Italia, non è più

come in quel tempo. Non lo sono più i bambini e

le bambine che si trovano in classe. Non lo è più la

società. Non lo sono neppure le famiglie, che vedono

nel percorso dei Sacramenti dell’Iniziazione cristiana

più una tradizione che una crescita dei loro figli nella

fede. Condizioni che scoraggerebbero chiunque.

Invece nelle nostre parrocchie continuano ad esserci

donne e uomini che danno la propria disponibilità ad

accompagnare i bambini del catechismo. Da tempo

la Chiesa italiana si sta interrogando sulle modalità

e sugli strumenti migliori da utilizzare in questo periodo

storico, dove la capacità di concentrazione dei

bambini si è fortemente abbassata. Eppure catechisti

e catechiste non si tirano indietro, si ingegnano, studiano

metodi nuovi, consapevoli dell’importanza del

trasmettere la fede ai più piccoli. In molti casi diventano

figure significative per questi bambini.

Anche per questo penso che sia bello che la Chiesa

abbia voluto dedicare ai catechisti tre giornate speciali

all’interno dell’Anno Santo 2025. Del resto papa

Francesco nel maggio 2021 con la lettera apostolica

Antiquum ministerium, ha istituto il ministero del catechista,

perché, scriveva papa Bergoglio, «è necessario

riconoscere la presenza di laici e laiche che in forza

del proprio Battesimo si sentono chiamati a collaborare

nel servizio della catechesi».

Dunque anche il frutto del Concilio Vaticano II,

che ha parlato di un ruolo attivo del popolo di Dio

nel cammino della Chiesa. E si pensi a quelle Nazioni

nelle quali la figura del sacerdote, di un diacono permanente

o di una suora, non sono presenze “stabili”

nella comunità parrocchiale. Lo abbiamo raccontato

altre volte, parlando per esempio dell’Amazzonia,

con comunità raggiunte una o due volte l’anno da un

sacerdote. Ma nel resto dell’anno queste parrocchie

sono animate dalla presenza proprio di catechisti,

che ne diventano il cuore e l’anima. Si pensi anche

al Giappone del 1639 quando tutti i sacerdoti (allora

stranieri) vennero cacciati dall’Impero del Sol Levante

e il culto cattolico venne vietato. Ma quando nel

1854 il Giappone riaprì le porte ai missionari, questi

ultimi, con loro grande sorpresa, ritrovarono comunità

cristiane vissute in clandestinità per quasi due

secoli, grazie alla presenza di catechisti e catechiste

coraggiosi che tennero accesa la fiamma della fede,

anche se nel nascondimento.

di Enrico Lenzi,

pubblicato in “Avvenire” il 27/09/2025


8 d

Novembre •Dic

Dicembre 2025

Florilegio di Santità

LA TORRE DI VEGLIA

dei

La

I l mese

di novembre comincia con la festa di tutti i

8) Chiedi continuamente aiuto al tuo Angelo Custode

Santi. Ma i Santi sono solo quelli scritti sui nostri

che deve diventare il tuo migliore amico.

calendari?

ari?

Nella prima sigla italiana dell’anime (cartone animato)

I Cavalieri dello Zodiaco – in originale chia-

Per arrivare al Signore non devi correre né cammina-

mati

Santi di Atena – Massimo Dorati cantava: “Per

re troppo piano: devi avere un passo costante, continuo

diventare e santi, per esser cavalieri, han sostenuto prove, e soprattutto sul presente; perché la stanchezza viene se

di rara crudeltà”.

pensi

al passato e al futuro, mentre se cammini

Ma nella realtà è davvero così? Lasciamo

la

pensando soltanto al piccolo passo possibile

parola agli esperti:

che tu ora puoi fare, a un certo punto ar-

Serva di Dio Chiara Corbella Petrillo

Santa Teresa d’Avila

rivi alla meta e dici: “Sono già arrivata!

La santità non consiste nel fare cose ogni

Incredibile, Signore, ti ringrazio!”.

giorno più difficili, ma nel farle ogni volta con

più amore.

Si può davvero diventare Santi? Lo

San Giovanni Bosco

hanno no chiesto anche qualche anno fa i giovani

della Pastorale giovanile di Perugia

La santità consiste nello stare molto allegri

e

fare bene il proprio dovere.

a

mons. Fabio Rosini, già responsabile

Beato Luigi Monza

della pastorale giovanile e vocazionale e

La santità non consiste nel fare cose straordinarie,

ma nel fare straordinariamente benee

le universitaria di Roma:

le cose ordinarie.

i

“Da dove parte la santità? Cioè: che cos’è

ora direttore dell’Ufficio per la pastora-

San Carlo Acutis

‘sta

cosa grande che io e te dobbiamo fare,

Carlo aveva un suo “Kit per diventare santi”:

questo fatto per cui non posso accontentarmi

1) Bisogna volerlo con tutto il cuore e, se non n

di vivere di cose piccole? Io devo fare cose

lo desideri ancora, devi chiederlo con insistenza

al Signore.

Ma se c’hai vent’anni, come non punta-

belle!

2) Cerca di andare tutti i giorni alla Santa a

re in alto? Come accontentarti? C’è un’inquietudine

santa dentro il cuore mio e tuo.

Messa e di fare la Santa Comunione.

3) Ricordati di recitare ogni giorno il Santo Rosario.

minuto.

Io non mi posso fermare, così, a un risultato

4) Leggiti ogni giorno un brano della Sacra

Non buttare via niente della tua vita! Ti

Scrittura.

serve tutto! E ci sono cose che tu dici: «Ma

5) Se riesci, fai qualche momento di Adorazione

Eucaristica davanti al Tabernacolo dove

cora sfruttato bene. C’è una grazia in tut-

quello perché m’è successo?»: non l’hai an-

è presente realmente Gesù, così vedrai come aumenterà

prodigiosamente il tuo livello di santità.

la storia più disperata!

to: Dio può trasformare in bellezza anche

6) Se riesci, confessati tutte le settimane anche i peccati Non abbiate paura di essere santi! Perché ne ho

veniali.

paura, perché ne hai paura, perché abbiamo paura di

7) Fai spesso propositi e fioretti al Signore e alla Madonna

per aiutare gli altri.

da perdere? Abbiamo paura di credere alla bellezza

andare fino in fondo… E vai fino in fondo! Che c’hai

che


d

dei

LA TORRE DI VEGLIA

La

9

Novembre • Dicembre 2025

noi siamo, ma Cristo ci crede, Cristo ci crede che tu

sei importante: dà la vita per te, muore per amore tuo,

per te risorge. Ma ti tratti come una cosa da quattro

soldi, mentre invece sei importantissimo: vali il sangue

di Cristo.

Quanto valgo io? Quanto vali tu? Il più triste che sta

qui, il più sgonfio, il più scoraggiato che stia qua dentro

sappia che non sta credendo alla verità: se la tristezza

abita il tuo cuore, non è la verità quella lì! La verità è

Cristo e la verità è che Cristo ha pensato che tu sei uno,

che vale la pena che la Seconda Persona della Santissima

Trinità fosse torturato, flagellato, crocifisso, morisse per

amore tuo. Lui ritiene che si può fare, Lui ritiene che

vali la pena!

Credere all’amore di Dio… Guarda che Dio non ti

ama solo perché è amore: ti ama anche perché t’ha cre-

ato Lui e sa che sei bello, sa che sei bella, sa che senza

di te non si può fare. Sai perché t’ha creato Dio? Perché

senza di te non si può fare: ci sono persone che solo tu

puoi amare, ci sono cose che solamente tu potrai fare,

parole che solamente tu potrai dire, sentimenti che solo

tu potrai provare…

In nome di Cristo: sii te stesso, davanti a Dio.

Speriamo ci sia qualche coraggioso qua dentro!”.

Viste tutte queste cose, possiamo siam

anche noi dire

con Sant’Agostino, se questi e queste sono

diventati

ti

santi, perché non posso anch’io?

Per approfondire:

Papa Francesco il 19 marzo 2018 ha pubblicato

l’Esortazione Apostolica Gaudete et exultate, facilmente

recuperabile anche in internet.

Papa Francesco sottolinea che la santità non è un

ideale irraggiungibile riservato a pochi arditi, ma una

chiamata rivolta a tutti, che si realizza nella vita di

ogni giorno attraverso piccoli gesti di amore e misericordia.

Tutti i cristiani, senza distinzione, sono chiamati

a cercare la santità, vivendo il Vangelo con gioia

e impegno. La santità non è qualcosa di separato dalla

vita quotidiana, ma si realizza attraverso i piccoli gesti

di amore, la cura dei più deboli, il servizio agli altri, e

la capacità di discernimento nelle scelte di ogni giorno.

Non è un cammino individuale, ma un percorso

che si vive insieme agli altri, nella comunità cristiana.


10 d

Novembre •Dic

Dicembre 2025

25

LA TOR

TORRE RE DI

VEGLIA

dei

La

10°

Maiutto Mauro e Padovan Monica

15°

Dal Cin Alberto e Tomasella Paola

25°

De Vido Giorgio e Casagrande Cristina

Smanio Massimo e Cenedese Mariangela

Tomasella Roberto e Manighetti Katia

50°

Bet Elio e Dam Vanda

Costantini Francesco e Zanon Violena

Dal Ben Gianfranco e Chies Nicla

Gava Walter e Zaros Maria

Sommariva Giacomo e Gallonetto Milena

Taciturno Artemio e Dell’Antonia Andreina

Varaschin Angelo e Dal Col Manuela

51°

Polloni Iario e Miotto Gianfranca

55°

Casagrande Carlo e Giacomini Annamaria

Tomasella Mario e Pradella Laura

60°

Canal Adriano e Cecon Antonietta

De Nardi Giovanni e Casagrande Ermida

Turbian Angelo e Bonato Milena

Zanchetta Giancarlo e Barazzuol Erminia

61°

Chies Italo e Maso Anna Maria

Poser Domenico e Della Libera Antonietta

62°

Da Dalt Ettore e Nadai Luigina

63°

Dal Cin Alessio e Zago Teresa

Michelin Giovanni Battista e De Bin Adriana


d

LA TORRE DI VEGLIA

dei

La

11

Novembre •D

Dicembre

2025 25

Suor Anna Grazia Loredan

è ritornata alla Casa Del Padre

Venerdì 19 settembre insieme ad alcune consorelle

del Monastero di San Giacomo sono andato a Rosà

(VI) presso la Casa di Riposo delle Sorelle Salesiane per

le esequie funebri.

Ho concelebrato con gioia, assieme ai parenti e amici

e le suore salesiane in quella Casa di Riposo. Ha presenziato

l’Eucarestia P. Stefano Zannolini (MI) che è il Padre

Abate immediato per le sorelle del Monastero di San

Giacomo.

Sono stato confessore, non ricordo bene, ma certamente

per 15-16 anni di Sr. Anna Grazia quando ancora ero

parroco di San Giacomo. Del contenuto delle confessioni

sono tenuto al silenzio, però con Sr. Anna Grazia abbiamo

tanti altri incontri e dialoghi “cuore a cuore”. L’ho conosciuta

come un’anima semplice ma ricca interiormente.

Sempre pronta a fare la volontà di Dio che le veniva

proposta attraverso la sua consacrazione e la volontà dei

superiori. Quando l’obbedienza era difficile da accettare

mi diceva: “Ho bisogno di pregare un po’ di più perché

il Signore mi aiuti a fare la sua volontà; e la risposta era

sempre un sì ragionato, pregato e di abbandono alla sua

volontà”.

Desidero dire un grazie per la sua esistenza a servizio

delle consorelle e del monastero di San Giacomo. Un

grazie perché sempre, dopo questi incontri, mi salutava e

ringraziava con un luminoso sorriso. Grazie anche per la

fede e la pazienza nell’aver accettato nei suoi ultimi anni

la malattia che credo le sia costata molto perché non poteva

parlare ma la stretta di mano, lo sguardo di amore e

ringraziamento e soprattutto il suo sorriso non sono mai

mancati.

Grazie. Che il Signore ti ricompensi di tutto ciò. Dal

cielo ora seguici e aspettaci per un ultimo nostro futuro

incontro, con tanta e tanta riconoscenza.

Ecco quanto ci ha detto P. Stefano nell’omelia:

“Davanti alla realtà misteriosa della morte, la sensazione

che proviamo è quella di buio, oscurità, tenebra che dice

tutta la nostra povertà, limitatezza, impotenza. Ma davanti

a questo mistero e alle nostre reazioni la fede della Chiesa

ci fa ascoltare la Parola di Dio, «Lampada per i miei passi

è la tua parola». La Parola di Dio illumina i nostri passi,

sempre, di giorno e di notte, illumina i nostri passi anche in

questo momento nel quale celebriamo le esequie della nostra

sorella Sr. Anna Grazia. Cogliamo alcuni sprazzi di questa

luce eterna. La parabola delle

vergini inizia dicendo che

“dieci vergini presero le loro

lampade, uscirono incontro

allo sposo”.

La nostra vita è un uscire,

esodo, dal cuore del Padre, incontro al Figlio, lo Sposo; non

è un semplice susseguirsi di giorni, pochi o tanti che siano,

è un andare incontro che sarà per sempre, per l’eternità.

Ogni creatura va incontro allo Sposo nel Battesimo, già si

è realizzato questo incontro con la professione religiosa. Sr.

Anna Grazia ci ricorda che il senso dell’esistenza è questo e

lo si sceglie già come realtà definitiva nell’impegno dei voti

monastici.

Le vergini prendono le lampade e l’olio perché non sanno

quando lo Sposo giungerà. C’è un tempo di attesa, si può

passare nella noia, pigrizia, disimpegno, oppure nell’impegno

di una vita buona, bella, fatta di fede, di amore, di

opere piene di amore; questa è la riserva di olio che alimenta

la lampada.

Suor Anna Grazia nella sua persona, nel suo corpo, piccolo

vaso ha custodito l’olio della fede e delle buone opere vivendo

in monastero, riconoscendo la necessità che qualcuno insegni

a vivere di fede e di amore. In San Benedetto, nella sua

Regola, ha trovato un Maestro e lo ha seguito, cercando di

non anteporre nulla a Cristo e sperimentando anche cadute,

peccati nel cammino verso Cristo.

Quando arrivò lo Sposo, le vergini che erano pronte entrarono

con Lui per le nozze e la porta fu chiusa. Cosa vuol dire

quell’essere pronte? Quando possiamo dire di essere pronti

per l’incontro?

Gesù in un’altra parabola dice: beato quel servo che il padrone

troverà ad agire così al suo lavoro. Questo è l’essere

pronti, perseverare nel proprio lavoro, vivere con fede e amore

ogni giorno.

Il voto di stabilità che monache e monaci fanno davanti

a Dio e alla comunità: ogni giorno compiere bene il proprio

dovere, perseverare nella fede e nelle opere d’amore.

Oltre la porta chiusa c’è un cielo nuovo, una terra nuova,

la Gerusalemme nuova, tutte le cose nuove. Dice il Libro

dell’Apocalisse: “Chi sarà vincitore erediterà questi beni,

io sarò suo Dio ed egli sarà mio figlio”. Questa è la luce

che splende nelle tenebre della morte... io sarò... Questo

si è compiuto per Suor Anna Grazia.”

Don Giulio


12 d

Novembre •Di •Dc

Dicembre 2025

25

LA TORRE

RE

DI

VEGLIA

LIA

dei

La

La Federazione Italiana

del Teatro Amatoriale

di Treviso ha voluto

premiare la nostra

Compagnia Teatrale per

i 60 anni di intensa e

pregevole attività.

E’ qui rappresentata

dalle insostituibili

colonne Dario Canzian

e Guglielmo Scarabel.

TURBIAN ANGELO e BONATO MILENA

sono arrivati i 60 anni di matrimonio. Un augurio

ed un ringraziamento da tutta la nostra Comunità

ed in particolare dalla Redazione e da tutti

i lettori ed abbonati di Torre di Veglia, per il prezioso

lavoro che fin dalla sua fondazione Angelo

dedica al nostro giornale parrocchiale.

PERUCH VITO e TONEL ANGELA hanno

raggiunto i 70 anni di matrimonio, celebrato il

17 settembre 1955 nella Cattedrale di Ceneda,

festeggiati dai figli Antonio, Luisella e Annamaria

nipoti e da tutti i parenti.


d

dei

LA TORRE DI VEGLIA

La

13

Novembre • Dicembre 2025

In giardino con Elisa

IL NOSTRO GREST:

Due settimane incredibili all’insegna del divertimento

e dell’amicizia: questo è stato il grest di San Giacomo,

tenutosi tra il 25 agosto e il 5 settembre.

Il tema di quest’anno “OHANA È GREST” (dal film

“Lilo e Stitch” per indicare il senso di famiglia) ha

accompagnato quasi 200 tra animati e animatori in

un percorso di crescita e conoscenza, tra attività creative,

tornei sportivi, giochi a squadre, laboratori di

gruppo e la classica palla avvelenata a concludere le

nostre giornate.

Due gite hanno reso il grest ancora più speciale:

gli scivoli a Plavilandia per trovare sollievo alle calde

giornate assolate e la camminata in Candaglia per

vivere un’esperienza in mezzo alla natura. Il tutto in

compagnia dei propri amici.

Grazie a tutti per il tempo passato insieme, vi aspettiamo

numerosi la prossima estate!

Gruppo Giovani:

Anche quest’anno il Gruppo Giovani ha ricominciato

ad incontrarsi! La prima serata, che si è tenuta

venerdì 3 ottobre, ha visto più di 50 ragazzi radunarsi

nel salone della nostra parrocchia per iniziare un

cammino insieme. Continueremo a incontrarci ogni

venerdì sera alle 21 per divertirci e riflettere assieme

sul tema della Pace. Ma non è tutto qui! Il Gruppo

organizzerà anche eventi per divertirsi in compagnia

con bambini e ragazzi, come la Castagnata che si

terrà a fine ottobre.

Schlumbergera

La Schlumbergera truncata

è una pianta grassa di

origine brasiliana, di media

taglia, con fusti appiattiti,

verde intenso, senza spine;

fiori vistosi, bianchi, salmone,

rosa e rossi.

È detta anche “natalina”

0 cactus di Natale perchè

fiorisce in inverno (attorno a

Natale).

FACILITÀ DI COLTIVAZIONE

Dopo l’acquisto la schlumbergera va rinvasata in

un contenitore di poco più grande del precedente.

Non ha bisogno di vasi grandi e le piante di taglia

ridotta si accontentano di ciotole o vasetti di diametro

10-12 cm, da cambiare e ingrandire nel tempo.

Utilizzare un terriccio per piante grasse, per favorire

un perfetto drenaggio.

TEMPO NECESSARIO PER LA CURA

Non richiede potature regolari né pulizie frequenti.

I rametti sono delicati e vanno mossi

con molta cautela per evitare che si spezzino.

I fiori appassiti in genere cadono da soli

oppure si possono togliere con molta delicatezza,

man mano, per favorire l’apertura di nuovi boccioli.

Richiede annaffiature moderate ma regolari per ottenere

una ricca fioritura continua. La carenza idrica fa

raggrinzire il fogliame.

AMBIENTE

Per favorire la fioritura invernale è molto importante

che la pianta viva, da ottobre a gennaio in una stanza

fresca o all’aperto, intorno ai 15-16 °C: in questo

modo viene stimolata a produrre i suoi bei fiori.


CASTAGNATA

DELLE PARROCCHIE DI CARPESICA, COZZUOLO E FORMENIGA

8


FORMENIGA 2025

PROGRAMMA FESTEGGIAMENTI DELL’IMMACOLATA

CAMPANE A FESTA DA VEN 28 NOVEMBRE A LUN 8 DICEMBRE

E GRANDE MERCATINO DI

ORE 18.30

BENEFICENZA (aperta tutti i giorni dei Festeggiamenti)

VENERDI 28 NOVEMBRE

BACCALA’ CON POLENTA

ORE 19.30 SOLO SU PRENOTAZIONE Elviana 0438.560363 –

393.5025628

SABATO 29 NOVEMBRE

DOMENICA 30 NOVEMBRE

ORE 18.30

ORE 19.30

ORE 21.30

ORE 11.00

ORE 11.30

ORE 12.30

ORE 18.30

RIAPERTURA CHIOSCO ENOGASTRONOMICO E MERCATINO DI BENEFICIENZA

GALLETTO CON PATATE

SOLO SU PRENOTAZIONE Elviana 0438.560363 –

393.5025628

STREPITOSA SERATA GIOVANI

RIAPERTURA CHIOSCO ENOGASTRONOMICO E MERCATINO DI BENEFICIENZA

PRANZO CON SPIEDO A MENU’ FISSO

SOLO SU PRENOTAZIONE Elviana 0438.560363 –

393.5025628

RIAPERTURA CHIOSCO ENOGASTRONOMICO E MERCATINO DI BENEFICIENZA

VENERDI 5 DICEMBRE

SABATO 6 DICEMBRE

DOMENICA 7 DICEMBRE

LUNEDI 8 DICEMBRE

ORE 18.30

ORE 19.30

ORE 21.00

ORE 18.30

ORE 19.30

ORE 21.30

ORE 11.00

ORE 11.30

ORE 12.30

ORE 18.30

ORE 11.00

ORE 11.30

ORE 12.00

ORE 12.30

ORE 15.00

ORE 17.00

ORE 18.30

ORE 23.30

RIAPERTURA CHIOSCO ENOGASTRONOMICO E MERCATINO DI BENEFICIENZA

BACCALA’ CON POLENTA

SOLO SU PRENOTAZIONE Elviana 0438.560363 –

393.5025628

GARA DI BRISCOLA

RIAPERTURA CHIOSCO ENOGASTRONOMICO E MERCATINO DI BENEFICIENZA

MUS CON POLENTA

SOLO SU PRENOTAZIONE Elviana 0438.560363 –

393.5025628

STREPITOSA SERATA GIOVANI

RIAPERTURA CHIOSCO ENOGASTRONOMICO E MERCATINO DI BENEFICIENZA

CAPRIOLO CON POLENTA

SOLO SU PRENOTAZIONE Elviana 0438.560363 –

393.5025628

RIAPERTURA CHIOSCO ENOGASTRONOMICO E MERCATINO DI BENEFICIENZA

RIAPERTURA CHIOSCO ENOGASTRONOMICO E MERCATINO DI BENEFICIENZA

PRANZO CON SPIEDO A MENU’ FISSO

SOLO SU PRENOTAZIONE Elviana 0438.560363 –

393.5025628

PROCESSIONE SOLENNE CON LA STATUA DELLA BEATA VERGINE MARIA

PRESENTAZIONE DEI LAVORI DI RESTAURO ESEGUITI NELLA CHIESA DI SAN

GIORGIO A MANZANA

RIAPERTURA CHIOSCO ENOGASTRONOMICO E MERCATINO DI BENEFICIENZA

CHIUSURA FESTEGGIAMENTI - MERCATINO DI BENEFICENZA

PER INFO E PRENOTAZIONI CHIAMARE ORE PASTI: ELVIANA 0438.560363 – 393.5025628

AMPIO PARCHEGGIO -- GRANDE MERCATINO DI BENEFICENZA

RADICI E FASOI – TRIPPE – ARROSTICINI DISPONIBILI TUTTE LE SERATE

STAND ENOGASTRONOMICO SEMPRE APERTO NEI GIORNI DELLA FESTA

Il ritrovamento del presente opuscolo distribuito a mano agli interessati, esposto in luoghi non autorizzati è da ritenersi puramente casuale e fuori dalla responsabilità degli Organizzatori.


16 d

Novembre • Dicembre 2025

L’Athrabeth:

la speranza più forte della morte

Novembre è un mese particolare per i cristiani: si

apre con la festa di Tutti i Santi, che ci ricorda

che la santità non è un privilegio per pochi, ma una

chiamata rivolta a tutti, e prosegue con la Commemorazione

di tutti i fedeli defunti, un momento di

preghiera e memoria per chi ci ha preceduto nella

fede.

Questi due giorni sono accostati nel calendario perché

ci parlano dello stesso mistero, della stessa verità

di fede, quella Comunione dei Santi, che affermiamo

nel Credo. Santi e “poveri peccatori” camminano sulla

stessa strada: quella che porta al volto di Dio. Sono

feste che ci ricordano che la morte non è la fine, ma

una soglia. Eppure, se siamo onesti, la morte resta per

tutti noi un mistero doloroso: ci spaventa, ci interroga,

ci lascia spesso con un senso di vuoto.

Ma che cosa significa, invece, guardare alla morte

con speranza? Non è una domanda da poco, soprattutto

al giorno d’oggi, dove viviamo in un’epoca

in cui si inseguono surrogati di vita eterna (vedi le

rincorse all’estetica per apparire sempre ventenni o la

repulsione per tutto ciò che sa di

vecchio o malato, tanto da toglierlo

dalla vista) e spesso si evita in

tutti i modi di parlare della morte

o la si riduce a un fatto puramente

biologico.

J.R.R. Tolkien, oltre ad essere

l’autore de Il Signore degli Anelli,

romanzo che tra l’altro, per dichiarazione

dell’autore stesso, è una

riflessione sulla morte, era un credente attento e profondo

e può aiutarci, invece, a capire come la morte

stessa possa essere considerata anche un dono di Dio.

In uno dei suoi testi meno noti, l’Athrabeth Finrod

ah Andreth (“Dialogo tra Finrod e Andreth”), ancora

inedito in Italia e contenuto nel X volume della

History of Middle Earth “Morgoth’s Ring”, mette in

scena un dialogo immaginario tra l’immortale Finrod

Felagund, re elfico del Nargothrond, saggio e amico

dei

LA TORRE DI VEGLIA

degli uomini, e Andreth, donna mortale della Casa

di Bëor, sapiente e filosofa, ma segnata da dolore e

disillusione.

Andreth esprime tutto il suo dramma umano: lei,

come il resto degli uomini, vede la morte come un

destino crudele e definitivo, diverso dal destino degli

elfi. Gli elfi sono immortali finché dura il mondo;

gli uomini, invece, muoiono e lasciano il mondo per

sempre.

– Noi moriamo, e lasciamo il mondo. Le nostre anime

non rimangono. E [anche] voi Elfi non sapete dove

andiamo.

Andreth è convinta che questa mortalità non fosse

originaria, ma una corruzione introdotta da un inganno

del male (Morgoth, il Signore Oscuro).

– Non fu destino, ma maledizione. Non era questo ciò

che Eru voleva per noi.

Secondo le antiche tradizioni degli uomini, questi

erano stati creati per vivere senza fine nel mondo,

esattamente come gli elfi. La morte, così come

la conoscono, è vista come un’“infezione” nella loro

natura, frutto di un inganno antico.

Andreth chiama questo evento

la “Marred” (Corru zione), parallelo

tolkieniano – se vogliamo – del peccato

originale.

Gli uomini sentono una separazione

dolorosa dal loro Creatore, Dio

(chiamato Eru Ilúvatar). Andreth

aggiunge anche il dramma della difficoltà

di conoscere la Sua volontà e

del Suo apparente silenzio di fronte al dolore.

Finrod, pur non condividendo appieno tutto il

punto di vista umano, ascolta con empatia.

Eppure la tradizione degli elfi racconta qualcosa di

diverso…

Gli Elfi, come gli uomini, sono “figli di Ilúvatar”,

ma legati in modo indissolubile ad Arda (il mondo):

sono immortali (solo) finché dura il mondo e vivono

finché Arda stessa non finirà. Quand’anche morisse-

La


d

dei

LA TORRE DI VEGLIA

La

17

Novembre • Dicembre 2025

ro 1 , il loro fëa (anima) andrebbe per un periodo nelle

Aule di Mandos, una sorta di Oltretomba, per un

tempo di purificazione o attesa, per poi ritornare in

un corpo nuovo (hröa), per continuare a vivere nel

mondo.

Se mi è permessa sintesi, la loro esistenza è strettamente

legata (incatenata) a quella del mondo. Gli

Uomini sono mortali, ma non sono meno importanti:

la loro mortalità è definita nei testi come “il dono

di Ilúvatar” (the Gift of Men). Dopo la morte, i loro

fëar abbandonano Arda e non rimangono nelle Aule

di Mandos.

Il loro destino è altrove, misterioso persino per gli

Elfi. Tolkien lo descrive così: “Essi lasciano il Mondo

e non tornano mai più. Le loro dimore non sono nelle

Aule di Arda, né sanno gli Elfi dove vadano” 2 . Alcuni

indizi suggeriscono che vadano presso lo stesso

Ilúvatar, in una forma di vita atemporale, e che abbiano

parte con Lui in un modo che neppure gli Elfi

possono immaginare. Sono infinitamente liberi dal

destino del mondo e possono regnare con Dio stesso

nell’eternità.

Finrod racconta ancora di una voce segreta custodita

da alcuni sapienti elfi: un giorno, Eru stesso entrerà

nella Creazione, soffrirà insieme alle sue creature e

con questo atto, guarirà la ferita della morte e aprirà

la via a una vita nuova.

– Non sai che alcuni dicono che Eru stesso entrerà in

Arda, e la guarirà con la sua sofferenza? Che prenderà

su di sé il dolore di tutti, e renderà nuove tutte le cose?

Questa profezia sorprende Andreth, che la chiama

“la più grande di tutte le storie” (the greatest of all tales).

Qui Tolkien sembra mettere un’ombra profetica

dell’Incarnazione di Cristo.

Finrod riflette sul destino ultimo di Elfi e uomini:

nonostante le differenze, crede che alla fine della

storia il destino dei due popoli si unirà, rinnovato da

Eru.

Questo dialogo, pur nei suoi limiti – sembra che

Tolkien stesso volesse rimaneggiarlo –, ci offre uno

spunto di riflessione molto intenso sulla morte.

La morte, se seguiamo il ragionamento di Finrod,

non è più soltanto un momento di distacco doloroso

sinonimo di un destino crudele, ma addirittura un

dono che Dio ha fatto all’uomo. Può sembrare strano

e addirittura assurdo alla nostra sensibilità attuale accostare

questi due termini, ma se intendiamo la morte

come un passaggio che ci scioglie dai vincoli del

mondo per abitare nell’eternità di Dio, non più soggetti

al divenire, alla caducità e alla corruzione della

storia, se Dio stesso è entrato nel mondo e Cristo ha

vinto la morte, allora essa assume un significato diverso,

oserei quasi dire positivo.

Per tornare alla Athrabeth, troviamo che in questo

scambio Tolkien mette in bocca a Finrod un’eco della

Buona Notizia: Dio stesso che si fa uomo, entra nella

storia, condivide la nostra sorte e vince la morte.

Ciò che per Andreth è desiderio e incredulità,

per noi cristiani è realtà: il mistero dell’Incarnazione

e della Resurrezione di Cristo.

E così l’Athrabeth diventa quasi una parabola: ci

mostra, attraverso il linguaggio del mito, la stessa tensione

che proviamo davanti al mistero della morte –

tra paura e speranza, tra oscurità e luce.

Il mese di novembre ci invita a vivere di questa speranza.

Ecco allora perché la Chiesa mette insieme

i santi e i defunti: i santi sono la prova vivente che

questa è vera, che l’amore di Dio può trasformare

un’esistenza; i defunti sono affidati alla stessa speranza,

che ci consola e ci apre al futuro.

Come Finrod con Andreth, anche la Chiesa ripete a

noi, che temiamo la morte e piangiamo i nostri cari:

“Non temere: Dio non dimentica mai le sue creature”.

Se questa promessa è vera, allora siamo davvero

dentro “la più grande di tutte le storie”.

1

Perchè morissero.

2

Silmarillion, cap. 1.


18 d

Novembre •D Dicembre 2025

LA TORRE DI VEGLIA

dei

La

A 47 anni dalla morte, Giovanni Paolo I

continua a parlare agli uomini di oggi

he io vi ami sempre». Sono queste le ultime

«Cparole scritte in calce da Giovanni Paolo I

nell’agenda personale del pontificato. Una comune

agenda in similpelle blu siglata dalle sue iniziali: «AL».

Appartengono agli scritti autografi dell’Archivio

Privato Albino Luciani (Apal) – oggi patrimonio della

Fondazione Vaticana Giovanni Paolo I – costituito

dalle carte che vanno dal 1929 fino alla sua morte,

avvenuta nella tarda serata del 28 settembre 1978. Il

Comitato Scientifico della Fondazione, istituita nel

2020 dal Papa, ha curato e dato alle stampe la prima

edizione integrale dei testi e documenti di Giovanni

Paolo I relativi ai 34 giorni del suo Pontificato. Il volume

contiene la sinossi completa degli interventi scritti

e pronunciati, le trascrizioni degli appunti dell’agenda

autografa e del block notes personali che ne costituiscono

la genesi. Si tratta dunque di un’edizione critica,

con l’introduzione firmata da Carlo Ossola del

Collége de France, di riferimento per il magistero di

papa Luciani. Grazie all’indagine archivistica omnino

plena compiuta nel corso del processo canonico e

all’acquisizione delle fonti documentali la Fondazione

vaticana ha così potuto finalmente mettere in cantiere

un progetto di ricostruzione storica non estemporaneo

della sua biografia e della sua opera compiendo

passi fondamentali per predisporre le basi che consentono

di favorire a livello internazionale la ricerca, gli

studi, l’approfondimento e la divulgazione del lascito

teologico, spirituale e culturale di Albino Luciani. La

cronaca dell’ultimo giorno di Giovanni Paolo I, il 28

settembre 1978, aveva rispecchiato senza varianti di

rilievo quella delle precedenti giornate. Come da programma,

nelle udienze del mattino papa Luciani aveva

ricevuto tra gli altri il cardinale africano Bernardin

Gantin, nella duplice veste di presidente della Pontificia

commissione “ Iustitia et Pax” e del Pontificio consiglio

“ Cor Unum”. Un incontro per coordinare gli

interventi della Chiesa

nel campo della promozione umana, della giustizia e

della pace nella prospettiva delle direttive scaturite dal

Concilio Vaticano II.

«In questi momenti ci viene un esempio da Camp

David – pronunciava Giovanni Paolo I nell’Angelus

del 10 settembre 1978 – Ieri l’altro il Congresso americano

è scoppiato in un applauso che abbiamo sentito

anche noi quando Carter ha citato le parole di Gesù:

“Beati i facitori di pace”. Io veramente mi auguro che

quell’applauso e quelle parole entrino nel cuore di tutti

i cristiani, specialmente di noi cattolici e ci rendano

veramente operatori e facitori di pace». Del resto, proprio

il favorire la riconciliazione e la fratellanza tra i

popoli, invitando alla collaborazione per «l’edificazione,

l’incremento tanto vulnerabile della pace nel mondo

turbato» e arginare i nazionalismi come all’interno

delle nazioni «la violenza che solo distrugge e che

semina solo macerie» è posto a priorità nel discorso

programmatico di Giovanni Paolo I.

Nella consapevolezza che, come scriveva

va Georges es

Duby, «l’histoire continue»,

dopo la presentazione enta

dell’Archivio

io

(2022) 22

e della Biblioteca

iote

personale (2023) di papa Luciani,

e dopo

aver affrontato fron

to il primo

dei suoi

sei

«vogliamo» sull’eredità

del

Vaticano an

II (2024), 24),

sarà

proprio rio il «vogliamo» della pace

ad essere ere oggetto gett

di studi, in

collaborazione or

azio

con

il Pontificio

icioio

Comitato to di Scienze storiche,

nel convegno no 2026 promosso

ossoso

dalla Fondazione.

ne.

Stefania Falasca

as

tratto to da “Avvenire”

e”

del 29/09/2025

9/2025

25


d

dei

LA TORRE DI VEGLIA

La

19

Novembre • Dicembre 2025

Laurea

Ciao, sono Matteo Pischedda!

Ho ventisei anni e vivo a San

Giacomo di Veglia, il luogo

dove sono cresciuto e dove, fin

da ragazzo, ho partecipato con

entusiasmo al Gruppo Giovani.

Il 10 ottobre 2025 ho

conseguito la laurea magistrale

a ciclo unico in Medicina e

Chirurgia presso l’Università

di Padova. Concluso il mio

percorso accademico, ho

scelto di rientrare nel mio

territorio d’origine con l’intento

di mettermi a disposizione della

comunità locale, operando

all’interno delle strutture

sanitarie della zona.

Vorrei esprimere un sincero

ringraziamento alla mia famiglia,

agli amici e a tutte le persone

che, in diversi modi, hanno

accompagnato e sostenuto il

mio percorso.

In Cucina con Giulia

Ricette Salutari Facili & Veloci

Zucca al forno

con feta e salvia

Una ricetta facilissima perfetta per un contorno

sfiziosissimo, che crea dipendenza!

La dolcezza della zucca al forno si sposa perfettamente

con la sapidità e l’acidità della feta e

la salvia dà quel tocco in più che rende il piatto

più sofisticato, favorendo allo stesso tempo la

digestione e contrastando il gonfiore che talvolta

la zucca può creare.

Buon appetito

INGREDIENTI per 2 PORZIONI

600 g di zucca delica;

60-80 g di feta;

10-12 foglie di salvia (facoltativa);

Olio EVO qb;

PROCEDIMENTO:

Accendiamo il forno (statico) a 180-200 gradi

e rivestiamo una teglia con carta da forno.

Laviamo la buccia della zucca, quindi la tagliamo

a spicchi o a fette e poi a tocchetti in base

al nostro gusto.

Poi la disponiamo sulla teglia e la irroriamo

con olio EVO (utilizziamo una buona quantità) e

la inforniamo per 25-30 minuti o fino a quando

sarà morbida.

In una padella, mettiamo un cucchiaio di olio e

adagiamo la zucca appena sfornata. Sbricioliamo

la feta sulla zucca (non tagliamola a cubetti!)

e aggiungiamo le foglie di salvia. Copriamo

con un coperchio e facciamo cuocere a fuoco

basso per 5 minuti, giusto il tempo che la feta si

sciolga e formi una leggera crosticina. Serviamo

subito.


20 d

Novembre • Dicembre 2025

dei

LA TORRE DI VEGLIA

La

Un ringraziamento

ai Genitori di classe quinta

U

n grazie di cuore ai genitori e agli alunni della ex classe quinta per il generoso dono alla Scuola

Sauro: un buono per l’acquisto di libri destinati alla biblioteca scolastica.

I libri sono un dono speciale, perché permettono di viaggiare nel mondo della fantasia, arricchiscono

di informazioni e conoscenze e offrono la possibilità di passare il tempo in modo costruttivo e stimolante.

Regalare un libro va oltre il semplice oggetto materiale: rappresenta un gesto d’affetto, di condivisione

e un invito alla crescita personale e culturale.

Donare un libro promuove quindi anche la solidarietà culturale e la circolazione del sapere nella società.

Con questo gesto, la biblioteca della scuola diventerà ancora più ricca e accogliente, offrendo a tutti gli

alunni nuove opportunità di crescita e scoperta.

Con sincera gratitudine,

Le insegnanti Scuola Primaria "NAZARIO SAURO"


di Giulia Maiutto

COME ORGANIZZARE IL PROPRIO LAVORO:

LA GESTIONE DEL TEMPO (PARTE 3)

Carissimi Amici,

I consigli per migliorare la nostra gestione del

tempo continuano: dopo aver parlato di tecnica del

pomodoro (utile per sconfiggere il multitasking), di

respirazione consapevole (per aumentare la concentrazione

ed essere più efficienti) e di “mangiare la

rana” (per non procrastinare) oggi scopriremo i punti

5, 6, 7 e 8 della nostra lista. Pronti? Iniziamo!

5. Imparare a dire di no (per dare valore alle

cose importanti)

Siccome sappiamo di non poter fare tutto, è fondamentale

iniziare a dare la priorità alle cose per noi

più importanti. Tutti i sì che diciamo agli altri (e qui

mi riferisco ad attività che per noi non hanno importanza

e che sono poco gratificanti ma che spesso ci

accolliamo per paura di sembrare maleducati o altro)

sono “no” che diciamo a noi stessi e ad altre attività

più utili.

Se a una richiesta pensiamo di non riuscire a rispondere

subito con un no, prendiamoci del tempo

per ragionare su come declinare, evitando di accettare

istintivamente.

6. Delegare (per liberarti delle attività che per

te non sono essenziali)

Sappiamo che come facciamo le cose noi, non le

fa nessuno . Ma se vogliamo iniziare a limitare le attività

“cianfrusaglia” cioè a zero valore aggiunto, potrebbe

valere la pena formare qualcuno che faccia le

cose come vogliamo noi. Delegare infatti ci permette

di avere più tempo da dedicare ad altre attività (attività

che ci piacciono o che hanno un impatto sulla

nostra vita).

È importante tenere traccia delle deleghe per sapere

quando chiedere aggiornamenti o quando

aspettarsi qualcosa. Se lavoriamo soprattutto con

le email, possiamo creare una cartella @deleghe,

così da raccogliere tutte le informazioni relative ai lavori

che abbiamo dato a terzi.

di Pareto, conosciuto anche come l’80/20, una

legge empirica dei grandi numeri che dice così:

l’80% degli effetti è dovuta al 20% delle cause (per

esempio l’80% del fatturato è prodotto dal 20%

dei clienti).

Spesso ci mettiamo il 20% del tempo a fare l’80%

del lavoro perché ci viene facile e poi perdiamo l’80%

del tempo a rifinire e perfezionare il 20% mancante.

Ne vale la pena? Va bene impegnarsi al massimo e

raggiungere un buon risultato, ma non ha senso perdere

un sacco di tempo in minuzie per raggiungere

un’idea di perfezione che, peraltro, spesso è soggettiva.

Cerchiamo di trovare il giusto compromesso tra

ottimo lavoro e cura maniacale e abbandoniamo il

perfezionismo.

8. Difendersi dai social (per non farsi mangiare

il tempo)

Quando iniziamo a pensare al nostro tempo come

un contenitore di oggetti (cioè di attività), ci rendiamo

conto che, non potendo aumentare lo spazio (il tempo

è uguale per tutti), dobbiamo necessariamente

diminuire gli oggetti che lo occupano. Diventa fondamentale

qui misurare il tempo che dedichiamo alle

attività “cianfrusaglia” che ci distolgono da ciò che

conta davvero e le distrazioni legate al mondo social

ne sono un classico esempio. Una strategia utile è

tracciare il tempo speso nelle app social e limitarne

l’utilizzo attraverso dei “blocchi” pre-impostati nel nostro

smartphone.

Auguro a tutti voi un Santo Natale ricco di serenità

e gioia, dove trascorrere momenti magici con i

vostri cari e un 2026 ricco di soddisfazioni e tempo

vissuto a pieno!

7. Dire no al perfezionismo (per imparare a

fare senza paura di sbagliare)

Su questo argomento è utile introdurre il principio


22 d

Novembre • Dicembre 2025

dei

LA TORRE DI VEGLIA

La

calcio

VITTSANGIACOMO

Una stagione

sportiva a pieno

regime

Sabato 13 dicembre

2025, con inizio alle ore

15.45 nel padiglione

delle feste di Carpesica,

il Vittsangiacomo farà gli

auguri di Buon Natale e

Felice Anno Nuovo a tutti i

giocatori.

Sarà un’occasione per

trovarci tutti assieme

allenatori, accompagnatori,

famigliari e sostenitori.

Come da tradizione sarà

consegnato il libretto con le

foto di tutte le squadre della

stagione 2025/26. Alla sera

uno “spiedo” per quanti si

saranno prenotati concluderà

la festa.

I

niziata a settembre con la vittoria

dei Giovanissimi del 10°

torneo Luigi Polentes, la stagione

2025/26 è ora entrata nel vivo dei vari campionati.

Ben tredici sono le formazioni che vestiranno

la divisa del Vittsangiacomo.

Nell’attività di base ci sono due squadre di

Piccoli Amici e Primi calci con 24 bambini

(dai cinque anni compiuti e fino ai nati nel 2018),

seguiti da Davide Viotto; tre sono le squadre dei

35 Pulcini allenati da Luca Borsoi e Luca Mattiuzzi;

la squadra dei 20 Esordienti (classi 2013

e 2014) è seguita da Raffaele Ariè.

A salire con l’età nel settore giovanile, i 41

Giovanissimi sono suddivisi in due squadre:

l’under 14 allenata da Dario Fadelli e l’under

15 da Massimo Fava. Gli Allievi (2009 e 2010)

sono 40, suddivisi in under 16 allenati da Alessio

Poldelmengo e under 17 da Tarcisio Ostet.

Gli Juniores (30) sono allenati da Massimo

Marcon, che è anche responsabile tecnico di

tutto il Settore giovanile. I giocatori “dilettanti”

sono 52 e giocano nelle formazioni di Seconda

categoria o nella Terza categoria. Per seguire

tutte queste squadre, oltre ai 9 allenatori abilitati,

ci sono gli staff costituiti da altri 46 tra allenatori

di supporto, preparatori atletici, allenatori dei

portieri e dirigenti accompagnatori.

Sull’avvio della stagione: la Prima Squadra,

dopo una battuta di arresto iniziale, sta ora scalando

la classifica a suon di pareggi nel difficile

girone trevigiano; ha passato intanto il primo

turno di Coppa Veneto. La Terza categoria, sostanzialmente

una squadra “under 23”, sta cercando

un suo equilibrio. La Juniores, fortemente

rinnovata e senza fuori-quota, ha iniziato il campionato

in salita. Le due squadre Allievi sono

inserite nel medesimo girone e quella più giovane

cercherà di competere alla pari. I Giovanissimi

2011, dopo quattro vittorie consecutive,


d

dei

LA TORRE DI VEGLIA

La

23

Novembre • Dicembre 2025

hanno ceduto il primato, sconfitti di misura dal

San Fior; mentre sono attesi ad un campionato

con squadre di rango quelli del 2012. La squadra

degli Esordienti è piena di entusiasmo e così

anche le tre squadre dei Pulcini, che giocano le

loro partite in casa il mercoledì pomeriggio alle

17.30. Saranno belli da vedere i Piccoli Amici e

i Primi Calci quando giocheranno l’8 novembre

il loro raggruppamento. Per sostenere la manutenzione

degli impianti sportivi viene ripetuta una

grande raccolta di ferro, già programmata per

sabato 11 aprile 2026.

Pietro Ossi

Il Presidente Mauro Poldelmengo

con il capocannoniere

Giosuè Carrer

La Squadra dei Giovanissimi festeggia la vittoria del 10° Trofeo Luigi Polentes


Condivisione, solidarietà e buon cibo ti aspettano!

Barbecue

al

Sangio

Aiutaci a sostenere l’oratorio e le sue attività

gustando piatti cucinati sulla griglia!

STINCO ALLA BIRRA

affumicato a bassa temperatura, accompagnato da salsa alla birra e crema di patate

in alternativa...

PASTA AL RAGÙ

ti aspettiamo il

22 novembre 2025

ovviamente al Sangio, dalle ore 20:00!

piazza Fiume 58, Vittorio Veneto

Cosa si mangia?

ragù di costine di manzo e maiale cotte lentamente in sugo di pomodoro

Come prenotare? Chiama o invia un messaggio WhatsApp a questi numeri:

Silvia: +39 329 069 5081 - Lucia +39 347 909 8676

Ti spiegheremo tutto nel dettaglio!


ADESIONI A TORRE DI VEGLIA

anno 2026

Chiuso il 2025 la Redazione di “Torre di Veglia”

propone il rinnovo dell’abbonamento sperando sia

ancora ben accetto a tutti gli amici lettori.

Come ogni anno le nostre gentili collaboratrici

e i solerti collaboratori passeranno per le

vostre famiglie per raccogliere le vostre adesioni

e cercando di trovare anche nuovi interessati in

maniera di allargare la platea dei lettori al nostro

giornale e creare così coinvolgimento all’interno

della nostra comunità.

La quota di adesione

rimane di euro 20

Tutti possono sottoscrivere il rinnovo, oltre che versando alle gentili collaboratrici e

collaboratori che passeranno per le vostre case, anche nei seguenti modi:

• a mezzo dei famigliari o amici versando la quota direttamente presso la

nostra Canonica

• a mezzo di bonifico bancario che è:

IBAN: IT 81V 07084 62190 000000320690

intestato a: Parrocchia di San Giacomo – Piazza Fiume, 58

– San Giacomo di Veglia (TV) – causale “Torre di Veglia 2026”;

• a mezzo dell'allegato bollettino postale da compilare con il vostro COGNOME

E NOME e INDIRIZZO PRECISO, recandovi presso qualunque ufficio postale.

Vi preghiamo di non tener conto del bollettino postale, qualora abbiate già

provveduto direttamente alla sottoscrizione dell’abbonamento in altro modo.

Vi ringraziamo per la vostra adesione e per la buona accoglienza che come ogni anno

farete agli incaricati che si prestano e ci aiutano nella raccolta degli abbonamenti.

Grazie a tutti per la collaborazione e buona lettura di “Torre di Veglia”!

La Redazione


SAN GIACOMO DI VEGLIA

Battesimi

Anagrafe

12/10/2025

CASAGRANDE

VITTORIO

BATTISTA di Andrea

e Gallonetto Tatiana

Via del Fante, 259/2

– Vittorio Veneto

20/09/2025

CATEA FRANCESCO di Marius e Kasanovskaia Olga

Via Monte Cristallo, 12 – S. Giacomo di Veglia

PASQUALI LORENZO di Matteo e Casagrande Eliana

Via Pasubio, 12 – S. Giacomo di Veglia

Defunti

VENUTI CADALT ALBERTO LUCA di Aldo e Cadalt

Alessandra

Via dei Gelsi, 3 – Cappella Maggiore

Matrimonio

36 ZANETTE TERESA

in Casagrande

di anni 85 (il 05.09.2025)

39 MATTIUZ IRMA

ved. Bianchet

di anni 96 (il 13.10.2025)

37 MARCON VERONICA

ved. Da Re

di anni 100 (il 18.09.2025)

40 VENDRAME ELIO

di anni 88 (il 15.10.2025)

MATRIMONI SAN GIACOMO

18/10/2025

SANSON JACOPO

PIASENTIN SONIA

Via Palù, 27 – Bibano di Godega di Sant’ Urbano

38 DELLA SIEGA OFELIA

ved. Nogaro

di anni 96 (il 07.10.2025)

41 BUFFONI GIULIETTA

ved. Zanon

di anni 88 (il 21.10.2025)


d

dei

LA TORRE DI VEGLIA

La

27

Novembre • Dicembre 2025

COZZUOLO

FORMENIGA

Battesimo

ZAGO MARIA ved. Tomasi

di anni 94 (il 23.09.2025)

CARPESICA

Battesimo

21/09/2025

SPERANDIO TOBIA

di Nicola e Da Ros

Eleonora

Via Maronese Luigi, 44/3 –

Carpesica

05/10/2025

PIZZATO CELINE di Liam e Tonon Sara

Via S. Giuseppe, 12 - Formeniga

Matrimonio

Defunti

18/08/2025

DALL’ ANTONIA MORENO

DELLA NEGRA ANNA

Via Manzana, 29 – Formeniga

Matrimonio celebrato a Latisana

Matrimonio

07/09/2025

TONON MARCO

CENEDA VALENTINA

Via Bonaldi Giovanni

Battista, 3 - Carpesica

Defunti

28/09/2025

SHARPLES

LEONARDO

di Gonzalo Ariel

e Piccin Martina

Via Sabotino, 88

– S. Giacomo di

Veglia

BREDA MARIA in Possamai

di anni 87 (il 01.10.2025)

BOF MARIA in De Zanet

di anni 67 (il 26.10.2025)

DASSIE’ UMBERTO (Berto Pitòr)

di anni 84 (il 01.09.2025)

TOCCHET IVAN

di anni 79 (il 16.10.2025)


28 d

SAN GIACOMO DI VEGLIA

Novembre • Dicembre 2025

dei

LA TORRE DI VEGLIA

La

CASAGRANDE

GIANANTONIO

n. 06.10.1920 m. 18.05.2014

SANTUZ EUGENIA

ved. Casagrande

n. 02.08.1922 m. 17.10.2014

SANTUZ ISACCO

n. 17.09.1954 m. 19.02.2018

ROSSI ESTER in Battistella

n. 15.04.1948 m. 22.11.2024

MARIN DINO

n. 01.03.1937 m. 09.11.2006

SANTUZ TOMMASO

DAL TIO OGIUSEPPE

TOMÈ ELIGIO

n. 16.04.1931 m. 10.11.1985

DAL BO’ MARIA ved. Santuz

n. 19.02.1933 m. 07.11.2019

n. 05.08.1934 m. 26.02.2016

DAL TIO MANUELA

n. 21.10.1967 m. 16.12.2022

n. 21.01.1940 m. 05.11.2019

TOMÈ ANGELO

n.06.06.1925 m. 08.06.2004

CASAGRANDE GIOVANNA

in Clemente

n. 07.10.1948 m. 02.02.2024

PULLINI LUIGI

n. 07.08.1928 m. 08.12.2015

CANAL INES ved. Pullini

n. 06.11.1931 m. 02.09.2022

BATTISTUZZI AUGUSTO

n. 31.05.1936 m. 09.12.2020

CURSIO ANDREA

n. 06.01.1979 m. 02.11.2021

DAL BO’ ANTONIO

n. 07.12.1934 m. 20.01.2023

DEFUNTI EX

PARROCCHIANI

SAN GIACOMO

MODENESE ENRICO

di anni 73 (il 02.09.2025)

MAIUTTO ANTONIO

n. 05.02.1934 m. 20.11.2019

FIOROT BRUNO

di anni 61 (il 01.09.2025)

CANZIAN SILVIA in Vidotto

di anni 73 (il 15.09.2025)


NOVEMBRE 2025

Sabato 1: TUTTI I SANTI

Domenica 2: XXXI del T.O. COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI

Martedì 4: San Carlo Borromeo, vescovo

Domenica 9: XXXII del T.O.

Dedicazione della Basilica Lateranense

Lunedì 10: San Leone Magno, papa e dottore della Chiesa

Martedì 11: San Martino di Tours, vescovo

Mercoledì 12: San Josafat, vescovo e martire

Domenica 16: XXXIII del T.O.

Lunedì 17: Santa Elisabetta d’Ungheria, religiosa

Venerdì 21: Presentazione della B.V.Maria

Sabato 22: Santa Cecilia, vergine e martire

Domenica 23: XXXIV del T.O.- Nostro Signore Gesù Cristo, Re dell’Universo

40 Giornata della Gioventù e Giornata del Seminario

Lunedì 24: Ss. Andrea Dung-Lac, presbitero, e compagni, martiri vietnamiti

Domenica 30: I DOMENICA DI AVVENTO

DICEMBRE 2025

Mercoledì 3: San Francesco Saverio, sacerdote

Giovedì 4: San Giovanni Damasceno, sacerdote e dottore della Chiesa

Sabato 6: San Nicola di Bari, vescovo

Domenica 7: II DOMENICA DI AVVENTO

Lunedì 8: Immacolata Concezione della B.V.Maria

Mercoledì 10: B.V. Maria di Loreto

Giovedì 11: S. Damaso I, papa

Venerdì 12: Nostra Signora di Guadalupe

Sabato 13: Santa Lucia, vergine e martire

Domenica 14: III DOMENICA DI AVVENTO (GAUDETE)

Domenica 21: IV DOMENICA DI AVVENTO

Giovedì 25: NATALE DEL SIGNORE

Venerdì 26: Santo Stefano, primo martire

Sabato 27: San Giovanni, apostolo ed evangelista

Domenica 28: SANTA FAMIGLIA DI GESU’, MARIA E GIUSEPPE

Lunedì 29: San Tommaso Becket, vescovo e martire

Mercoledì 31: San Silvestro I, papa

Agenda Pastorale

GENNAIO 2026

Giovedì 1: Maria Santissima, Madre di Dio

Venerdì 2: Ss. Basilio Magno e Gregorio Nazianzeno, vescovi e dottori della Chiesa

Sabato 3: Santissimo nome di Gesù

Domenica 4: II DOMENICA DOPO NATALE

Martedì 6: EPIFANIA DEL SIGNORE

Domenica 11: BATTESIMO DEL SIGNORE

Venerdì 16: San Tiziano, Patrono della Diocesi

Sabato 17: Sant’Antonio, abate

Domenica 18: II del T.O.

Inizio della settimana di preghiera per l’unità dei Cristiani

Mercoledì 21: Sant’Agnese, vergine e martire

Sabato 24: San Francesco di Sales, vescovo e dottore della Chiesa

Domenica 25: III del T.O. Conversione di San Paolo

Termine della settimana di preghiera per l’unità dei Cristiani

Lunedì 26: Ss. Timoteo e Tito, vescovi

Martedì 27: Santa Angela Merici, vergine

Mercoledì 28: San Tommaso d’Aquino, sacerdote e dottore della Chiesa

Sabato 31: San Giovanni Bosco, sacerdote


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