BresciaUp Christmas Edition 2025
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CHRISTMAS EDITION 2025
N° 208 € 8,00 SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N°46) ART. 1 COMMA 1. DCB BRESCIA - LE COPIE DISTRIBUITE PRESSO I LOCALI PUBBLICI E AGLI SPONSOR SONO COPIE OMAGGIO
GIOIELLI CUMLAUDE:
IL SOGNO DA INDOSSARE
DI BEATRICE MARINI
PRESEPI DA TUTTO IL
MONDO IN MOSTRA IN
DUOMO VECCHIO
BRESCIA E IL CALCIO
UN ANNO VISSUTO
PERICOLOSAMENTE
UN DOLCE NATALE
NEL SEGNO DI ANNA E
GIANPAOLO
bresciaup.it
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GIOIELLI PER RISPLENDERE
WWW.CUMLAUDE.STORE
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AUGURI
È stata un’altra stagione positiva per Brescia Up giunto al suo 18esimo anno di vita.
Anche quest’anno ha raccontato le eccellenze bresciane, ma non solo.
Grazie al direttore Ciro Corradini i contenuti sono sempre più di qualità ed improntati all’ottimismo, alla cultura, alla
ricerca della felicità nelle piccole e nelle grandi cose.
Hanno scritto per noi con impegno e professionalità numerosi giornalisti a partire da Massimo Lucidi, nostro direttore
crossmediale che ha consegnato il XII Premio Eccellenza Italiana a Washington con il nostro inviato Manuel
Lanzani, fino ai nostri cari dipendenti, giornalisti più o meno in erba: Norberto Cacho Matrocola, Roberta Morelli,
Emmanuel Spedicato ed Elia Martinez.
Tanti i collaboratori che si sono spesi sulle nostre pagine, dove le fotografie dell’ Agenzia Fotolive hanno fatto la
differenza grazie a Filippo Venezia ed Omar Bellandi.
Brescia Up, con i suoi supplementi BRESCIA STADIO e L’ EMOZIONE DELLA GRANDE CORSA, racconta il presente
con uno sguardo al futuro con grande ottimismo, fiducia, voglia di divertimento ed aggregazione.
Altre iniziative sono nate con orgoglio ed impegno, come le produzioni di UPSZ TV a vocazione nazionale ( i cui
contenuti vanno in onda sul nuovo sito www.upsz.it sul 133 ahbbtv, sul 118 VideoBrescia by Ciro Corradini, sull’ 809
di Sky, GoTv e sui social), come il neonato periodico di cultura AVANTI BRESCIA, come la MODEL AGENCY DEEVA,
ed infine con lo sviluppo del reparto pubblicitario che propone ricerche di mercato in Italia ed all’estero conto terzi.
La nostra agenzia pubblicitaria propone anche riviste storiche come IN VALTROMPIA MAGAZINE nata nel 1993 e
SAMURAI, la voce delle arte marziali in tutta Italia, una rivista che festeggerà le 50 candeline nel 2026.
Un ringraziamento sincero a tutti gli sponsor ed agli inserzionisti che rendono possibile tutto ciò.
Auguro di cuore un buon natale ed un Felice Anno Nuovo a tutti i lettori, con in mente una sola parola per il
2026: FIDUCIA!
L’Editore ML
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EDITORIALE
A CURA DI | CIRO CORRADINI
QUALITA’ DELLA VITA:
UN PASSO INDIETRO CHE
INTRISTISCE
Il podio è un miraggio: Milano e Bergamo due pianeti
irraggiungibili. La classifica relativa alla qualità della
vita, stilata come ogni anno dal quotidiano “Il Sole
24Ore”, consegna a Brescia ed alla sua provincia un
28esimo posto tutt’altro che esaltante. Eppure, a leggere
tra le righe, si scopre che Brescia è prima per ambiente
e servizi e 16esima per ricchezza e consumi. Due
medaglie da appuntarsi al petto prima che arrivino i
colpi al cuore.
non è una novità. La percezione dei cittadini è che in
particolare il capoluogo di provincia non sia da considerarsi
sicuro. La microcriminalità, lo spaccio di sostanze
stupefacenti, i furti in appartamento, le frequenti risse
tra micro bande di giovinastri o di “maranza”, un centro
svuotato in molti casi della sua storica valenza sociale,
contribuiscono ad aumentare quel senso di insicurezza
che sembra pervadere i bresciani al di là della classifiche.
Detto che risulta difficile scindere il capoluogo dal resto
della provincia, le note dolenti vengono da giustizia e
sicurezza, con un deprimente e preoccupante 81esimo
posto, e dalla graduatoria relativa a cultura e tempo
libero che piazza Brescia solo al 57esimo posto, una
debacle notevole se si pensa che fino a qualche mese
fa Brescia era capitale della Cultura insieme alla cugina
Bergamo !
Che il problema sicurezza sia diventato pressante
Sono in molti peraltro a ritenere che ci sarebbe una
percezione della realtà che è da considerarsi distorta.
Il partito del “Brescia è una città sicura” però non fa
proseliti, mentre il sentore comune continua ad essere
quello di una città con zone franche dove tutto è permesso,
con una immigrazione incontrollata di soggetti
atti a delinquere. Eppure siamo una provincia dove
l’integrazione, soprattutto in campo lavorativo è alta.
Nelle nostre fabbriche e nelle nostre campagne la pre-
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senza di lavoratori immigrati è numerosa, ben accetta
e laboriosa.
Dal punto di vista dell’ordine pubblico molto è stato fatto,
ma moltissimo è ancora da fare senza dimenticare
che il problema non è soltanto bresciano e che l’ordine
pubblico è innanzitutto di pertinenza dello Stato.
E’ soprattutto a livello culturale che sarebbe necessario
fare un passo avanti ripensando ad esempio alla città
ed al modo in cui viverla. Negli anni abbiamo costruito,
sull’onda di scelte urbanistiche a dir poco imbarazzanti
ed ideologicamente folli, città sorde e vuote, città prive
di un’anima e di una logica che non fosse quella di imporre
scelte che si sono rivelate, come tutte le volte che
un principio viene estremizzato, fallaci. .
Nel contempo abbiamo creato periferie senza servizi,
senza spazi da condividere, senza un cuore, senza
quell’umanità che deve pervadere una comunità. Le
piazze sono nate come punti di aggregazione ed ora
in molti casi sono vuoti contenitori del nulla. Prive di
negozi e di attività, schiacciate da imponenti centri
commerciali e da un sistema economico che guarda
sempre più agli acquisti online. Lo svuotamento del
centro storico ha creato inevitabilmente “zone franche”
delle quali si sono impadroniti gruppi spesso portati a
delinquere ed alla ricerca di spazi da conquistare come
se la carta topografica delle nostre città fosse simile alla
tavola del Risiko.
Troppe aree sono ancora off limits, dopo una certa ora,
alla gente per bene.
Discorso complicato quello relativo alla cultura. Brescia
non ha sfruttato a dovere il titolo di “Capitale della cultura”
finendo con il passare in secondo piano rispetto a
Bergamo, più abile nel cavalcare un titolo che, a dire il
vero, di per sé non ha tutto quel significato che qualcuno
si ostina ad attribuirgli. Venezia o Roma, Firenze o
Pisa hanno bisogno del titolo per sentirsi capitali della
cultura ? Brescia da sempre ha una sorta di complesso
di inferiorità rispetto alla cultura. Dal secolo scorso ci
portiamo appresso l’etichetta di città del tondino, città
industriale, città laboriosa, perfino di città delle banche,
ma non di città d’arte. Negli anni in molti hanno
provato a disinnescare i luoghi comuni cercando di
esaltare monumenti e musei cittadini, ma senza grande
successo. Poco remunerativa, se così si può dire,
anche la considerazione che a Brescia siano sorte le
grandi case editrici cattoliche e che da queste parti sia
nato un Papa, fondamentale nell’evoluzione del pensiero
cattolico, come Paolo VI o un filosofo, forse l’ultimo
vero filosofo italiano, come Emanuele Severino. Siamo
una città che spesso ripudia i suoi figli. Basti pensare al
grande Maestro Arturo Benedetti Michelangeli oppure,
forse apparentemente più frivolo ma mai banale, al
contemporaneo Omar Pedrini, cantante ma soprattutto
uomo di cultura che una certa parte di città sembra
aver dimenticato. E mi scuso se per qualcuno mettere
sullo stesso piano Michelangeli e Pedrini può sembrare
blasfemo !
E che dire del fronte aperto alcuni anni fa dalla “Mille
Miglia”, la rievocazione storica della grande corsa nata
nel 1927, che solo in tempi recenti sembra finalmente
esser riuscita a convincere i riottosi a contribuire alla
creazione di una Fondazione che ne tuteli e protegga
la brescianità !
Siamo e restiamo soprattutto la città del tondino. La
politica non ha saputo in questo campo dare risposte
convincenti e soprattutto fare scelte convincenti dibattendosi,
come spesso le accade, tra decine di nominativi
figli di altrettanti partiti, dimenticandosi anche
in questo campo, di guardare al bene comune al di là
dell’ideologia. La valorizzazione dei monumenti oltretutto
è difficile vista la concorrenza con cui dobbiamo
fare i conti.
Se aprite la guida del Touring Club Italiano scoprirete
che ci sono città segnalate come “da visitare” solo per
un monumento o uno spazio architettonico. Ad esempio
a Cremona vale la pena di andare solo per vedere
la Piazza del Comune dove potere religioso e potere
politico si confrontano sotto lo sguardo del Torrazzo.
Brescia non ha questo tipo di segnalazione.
La promozione turistica è complicata in un mondo
dove si guarda spesso alla facciata e non ai contenuti.
Un mondo in cui le mostre e la loro organizzazione
passano attraverso le forche caudine di pochi eletti
che ne gestiscono ogni aspetto avendone compreso
appieno il valore commerciale ed economico più che il
valore culturale ! Ormai anche questo è terreno fertile
per chi in questi anni, dimenticandosi del bene comune,
ha pensato più ad aiutare e sostenere gli amici che
a verificarne le capacità e le idee.....
Ciro Corradini
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SOCIETÀ
A CURA DI | MONS. CLAUDIO PAGANINI
LE LUCI DEL NATALE
Qualcosa, in queste settimane, non mi convince.
Mi guardo intorno e vedo ovunque segnali natalizi: nei
supermercati già agghindati, lungo le vie illuminate, negli
inviti ai pranzi di Natale, nei programmi delle vacanze
che si avvicinano. Tutto sembra gridare “Natale!”. Eppure…
non mi convince.
Perché queste sono esperienze che possiamo vivere tutto
l’anno: consumi, cene, svaghi. Possibile che sia questo
a generare il Natale?
Prendiamo, per esempio, le luminarie. Le accendiamo
per creare un clima suggestivo, per stupire, per attirare.
Hanno poche decine d’anni, mentre il Natale ne ha duemila.
Sono luci artificiali: scintillanti, certo, ma costruite
per sorprendere e, talvolta, per indurre all’acquisto. Creano
un’atmosfera, sì… ma tutta esteriore.
Non mi convince un Natale così, appoggiato su ciò che
sta fuori: sugli investimenti dei Comuni, sul fascino pubblicitario,
sul vortice dei regali.
Dov’è ciò che nasce dal cuore dell’uomo? Dalla fede?
Dov’è il Natale che tocca altri cuori: quelli dei nostri cari,
degli sconosciuti da aiutare, di coloro che dimentichiamo
mentre corriamo, soffocati da mille frenesie?
Il Natale delle luci vere lo incontri quando spegni quelle
artificiali.
Solo nel buio una piccola fiamma diventa preziosa: illumina
il volto, scalda l’aria, crea un alone di mistero. Ma se
la metti in mezzo a un viale già colmo di mille lampadine,
quasi non te ne accorgi.
Forse allora il Natale ci chiede due gesti semplici e rivoluzionari:
accendere ciò che abita in noi, unico, meraviglioso, irripetibile;
spegnere ciò che è fuori di noi, artificiale, illusorio, commerciale.
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Il Natale diventa così l’esperienza di chi cerca in profondità.
O, per usare la metafora evangelica, l’esperienza dei
Magi: uomini che non seguivano luci costruite dall’uomo,
ma una stella vera, una stella “del cielo”: la stella
cometa. Cercatori inquieti, non appagati dalle mille luci
facili, capaci di alzare lo sguardo, di affrontare un lungo
viaggio verso l’ignoto, di accettare la possibilità che il
viaggio porti all’inatteso: un bambino in una grotta, non
un potente della terra.
Seguire una stella può sembrare da idealisti.
Eppure è infinitamente più realistico che costruirsi da
soli delle stelle fasulle, illudendosi che bastino i propri
desiderata a cambiare il mondo.
Se non mi convincono le luci artificiali, allora lo ammetto:
anch’io voglio accettare la fatica del cammino. Un
cammino che, dice il Vangelo, conduce a Cristo, luce del
mondo.
So che non sarà semplice.
Le Scritture del tempo natalizio lo ricordano con forza:
“Àlzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce” (Is 60,1).
C’è un movimento da compiere, una scelta da prendere,
un risveglio da desiderare.
In fondo, se non fosse ancora chiaro:
ciò che è esterno non dà gioia duratura;
ciò che abita dentro di noi può illuminare il cammino, il
presente e il futuro.
E, forse, scegliendo questa via, potremo diventare anche
noi — ognuno a suo modo — luce vera, luce umana, luce
di speranza per gli uomini e le donne del nostro tempo.
E, a modo nostro, ciascuno un piccolo Gesù Bambino:
Buon cammino e Buon Natale a tutti, di cuore.
mons. Claudio Paganini
Parroco San Giorgio in Cellatica (Bs)
Delegato Vescovile per gli sportivi
claudiopaganini@diocesi.brescia.it
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Presepi da tutto il mondo in mostra in Duomo Vecchio
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EDITORIALE
Qualita’ della vita: un passo indietro che intristisce
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SOCIETÀ
Le luci del Natale
COVER STORY
La firma di Claudio Tozzo
per il capodanno di Desenzano
VIVI BRESCIA
Villaggio di Natale per grandi e piccini
VIVI BRESCIA
Teatro Clerici: un 2026 ricco di appuntamenti
VIVI BRESCIA
Storie di Natale: l’edicola di Piazzale Cremona
VIVI BRESCIA
Un dolce Natale nel segno di Anna e Gianpaolo
VIVI BRESCIA
Il pane e le palle di Arnaldo da Brescia
VIVI BRESCIA
BCR meccanica: al servizio delle aziende
EVENTO
Sestino Beach festeggia 18 anni di BresciaUp: un evento
eccezionale! By le Thuy Mary
EVENTO
Associazione Arnaldo da Brescia quarta edizione del
concerto di Capodanno
SPORT
Brescia e il calcio
SPORT
Un anno di sport targato Brescia
SPORT
Active Sport: il 2025 è d’oro, fra vittorie e rinascite
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SPORT
Il rugby “azzurro” sugli scudi
SPORT
Automobilismo: Rally Mille Miglia e Vieffecorse un
2025 di successi
STORIE DI NATALE
San Nicola: una storia di Natale
MODA
Brillare a Capodanno: outfit, colori e dettagli per la
notte più attesa
MODA
Cumlaude: il sogno da indossare
78 LETTERATURA
“L’arma del druido”, un divertente romanzo ricco di
omaggi alla letteratura e al cinema fantasy
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PERIODICO MENSILE DI INFORMAZIONE LOCALE.
ISCRIZIONE PRESSO IL TRIBUNALE DI BRESCIA
N° 37/2007 DELL’8 SETTEMBRE 2007
COLOPHON
EDITORE ESSEZETAADV SRL
info@essezetaadv.it
DIRETTORE RESPONSABILE
Ciro Corradini
DIRETTORE CROSSMEDIALE
Massimo Lucidi
RESPONSABILE COMMERCIALE
Massimiliano Lanzani
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GRAPHIC DESIGNER
ufficiografico@bresciaup.it
WEB & SOCIAL
social@essezetaadv.it
REDAZIONE E UFFICIO STAMPA
ufficiostampa@bresciaup.it
redazione@bresciaup.it
FOTO
Omar Bellandi
Christian Penocchio
(Uff. Stampa Comune di Brescia)
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INSERZIONI
per informazioni telefonare al +39 3899073039
o mandare un e-mail a: commerciale@essezetaadv.it
HANNO SCRITTO PER NOI
IN QUESTO NUMERO:
Norberto Mastrocola, Don Claudio Paganini, Roberta
Morelli, Alberto Molinari, Kyran, Nadia Gerstgrasser ,
Andrea Ziletti, Bresciasilegge Chiara Massini, Ricky Barone,
Manuel Lanzani, Elia Martinez, Alessia Gozio, Attilio Tantini
ABBONAMENTI
www.bresciaup.it | info@bresciaup.it
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qualunque piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica (inclusi social
networks - es.facebook, twitter, ecc.) senza un esplicito permesso scritto da parte
dell’editore.
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COVER STORY
A CURA DI | CIRO CORRADINI
LA FIRMA DI CLAUDIO TOZZO
PER IL CAPODANNO DI DESENZANO
Il 31 dicembre 2025, Desenzano del Garda si trasformerà
in un palcoscenico straordinario per una grande festa a
cielo aperto per celebrare l’arrivo del 2026. La cornice di
Piazza Matteotti, a due passi dal lungolago, accoglierà
una serata indimenticabile, ricca di musica e intrattenimento
sotto la sapiente regia di Claudio Tozzo, l’uomo
che ha fatto ballare migliaia e migliaia di appassionati di
ogni età ed ha creato Radio Studio Più. Claudio Tozzo è
sinonimo di divertimento a tutto tondo. Un DJ capace di
anticipare i tempi e le mode e capace di aggiornarsi senza
perdere mai la sua capacità di far ballare la gente.
A Desenzano il grande regista di un Capodanno che s’annuncia
memorabile sarà lui che non si asterrà dal scendere
in consolle ed essere direttamente protagonista. Il
format si chiama “Noi che siamo gli anni ‘80 ‘90 2000” e
lo realizzerà insieme ai suoi collaboratori . La serata s’annuncia
indimenticabile.
A partire dalle 21:30, il mitico DJ Graziano Fanelli, celebre
resident del Genux negli anni ’90, farà rivivere le atmosfere
delle decadi più iconiche. Preparati a ballare sui ritmi di
brani che hanno segnato intere generazioni con una serata
che oltre a riproporre i brani più iconici degli anni 80’,
90’e 2000, il format ci riporterà in qualche modo indietro
nel tempo con gli oggetti, i filmati, le sensazioni di quegli
anni ruggenti. Con lui Alex castellini , conduttore di Dance
time Machine90 e Vocalist del Florida dii Ghedi “Sarà una
serata a tutto tondo - sottolinea Claudio Tozzo - che verrà
arricchita dalla presenza di Melody Castellari che fu la
voce più importante degli anni 90 2000 usando vari pseudonimi.
Sono centinaia le canzoni che ha inciso nella sua
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carriera. In più per ogni periodo faremo la classifica della
canzoni più ballate”.
Grazie quindi al format “Noi che siamo gli anni ‘80 ‘90
2000”, la piazza sarà invasa da energia e nostalgia. Un’occasione
unica per gli amanti di questo genere musicale,
che potranno cantare e ballare insieme al pubblico.
E ancora una volta il “mitico” Claudio Tozzo sottolinea:
“Noi di Studio Più saremo presenti in tantissime piazze
in tutta l’Italia, da nord a sud. Ovviamente – ricorda colui
che ha trasformato la provincia di Brescia in una delle
capitali del divertimento da consolle – con i nostri dj e la
nostra musica. Ovvio che la piazza principale sarà Piazza
Matteotti a Desenzano. Ma saremo anche a Colombare di
Sirmione. Poi, tra le altre, aspetteremo lo scoccare della
mezzanotte a San Giovanni Lupatoto in provincia di Verona.
E ancora saremo a Fano e a San Clemente nei pressi
di Rimini e non mancherà la nostra presenza anche un
Puglia, ad Aradeo in provincia di Lecce. Ma altre piazze
ed altre località del centro italia potrebbero aggiungersi
anche perchè le richieste non ci mancano!”
Ma quello di Desenzano sarà un Capodanno per tutti.
Che si voglia trascorrere la serata con amici o in famiglia,
Piazza Matteotti è il luogo perfetto. L’atmosfera vivace
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COVER STORY
A CURA DI | CIRO CORRADINI
del centro storico di Desenzano e il fascino del lungolago
renderanno l’evento ancora più speciale. E allora l’invito è
presto fatto: non perdete questa occasione per salutare
il nuovo anno con il piede giusto ! Portate con voi entusiasmo
e voglia di divertirsi: Desenzano vi aspetta per un
Capodanno 2026 da ricordare !
E chi, per una ragione o per l’altra, non potrà essere personalmente
in piazza, potrà ballare da casa propria visto
che tutta la serata, con una sorta di interconnessione con
tutte le piazze “griffate” Studio Più, verrà trasmessa in televisione,
oltre che sui canali di Studio Piu anche sul canale
118 di Videobrescia che già ogni mattina propone il
Catavolo Show dalle 6 alle 9 del mattino !
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INDICE
VIV
ERE
BRE
SCIA
Vivi Brescia - Redazione - Villaggio di Natale per grandi e piccini
Vivi Brescia - Redazione - Presepi da tutto il mondo in mostra in Duomo Vecchio
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Vivi Brescia - Richi Barone - Teatro Clerici: un 2026 ricco di appuntamenti 24
Vivi Brescia - Roberta Morelli - Storie di Natale: l’edicola di piazzale Cremona 28
Vivi Brescia - Redazione - Un dolce Natale nel segno di Anna e Gianpaolo 30
Vivi Brescia - Roberta Morelli - Il pane e le palle di Arnaldo da Brescia 34
Vivi Brescia - Redazione - BCR Meccanica: al servizio delle aziende 36
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CITTÀ PROVINCIA PAESAGGI COLORI
VIVI BRESCIA
A CURA DELLA | REDAZIONE
VILLAGGIO DI NATALE
PER GRANDI E PICCINI
Fino a domenica 28 dicembre saranno 35 le casette
allestite in piazza Vittoria all’interno del “Villaggio di
Natale”. Il mercatino resterà aperto tutti i giorni, dalle
10 alle 19.30, proponendo idee regalo, artigianato
e specialità enogastronomiche della provincia di
Brescia, del Trentino, del Piemonte e della Val d’Aosta
in un’atmosfera suggestiva. Il “Villaggio di Natale”
rappresenta la principale novità di questa edizione di
“Buon Natale Brescia”, a cura del Comune di Brescia,
e si propone come luogo di incontro e divertimento
per tutta la famiglia grazie alla presenza di spazi
complementari, come la pista di ghiaccio di piazza
Mercato, che accendono e rendono più vivo il cuore
della città.
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VIVI BRESCIA
A CURA DELLA | REDAZIONE
PRESEPI DA TUTTO IL MONDO
IN MOSTRA IN DUOMO VECCHIO
Una tradizione che si rinnova e che incanta. Torna in
Duomo Vecchio la mostra dei presepi. Fino al 6 gennaio si
potranno ammirare oltre 60 rappresentazioni realizzate
da artigiani di tutto il mondo. L’ingresso alla mostra dei
presepi in Duomo vecchio è gratuito. Gli orari di apertura
sono dal lunedì al sabato dalle 9.30 alle 11.45 e dalle 14.30
alle 17.45 e dalle 9.30 alle 10.30 e dalle 14.30 alle 17.45 la
domenica e i giorni festivi. I presepi esposti provengono
dai laboratori di artisti, molti dei quali bresciani, e dal
patrimonio dell’Associazione italiana amici del presepe.
L’esposizione è organizzata dal Movimento Cristiano
Lavoratori, che ha curato allestimenti della natività
anche in altri luoghi della città.
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PROFESSIONALITÀ
ESPERIENZA
PASSIONE
M MOTORS SRL
Viale Sant’eufemia 31 - 25135 Brescia
m 030 6182310 k info@mmotors.it K mmotors.it
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VIVI BRESCIA
A CURA DI | RICHI BARONE
TEATRO CLERICI: UN 2026
RICCO DI APPUNTAMENTI
I bresciani hanno buona memoria e ben ricordano, qualche
anno fa, prima dell’arrivo a Brescia di Zed Live!, società
padovana specializzata nell’organizzazione eventi,
il malumore che serpeggiava tra di loro per non poter
godere a Brescia di un Teatro, inteso non come struttura
fisica, quella c’era, che potesse vantare una programmazione
eventi in ambito “popular” di una certa qualità.
Erano i tempi nei quali non erano rare le “fughe” dei bresciani
verso le città limitrofe, non solo verso la grande
Milano ma pure verso Cremona, Bergamo, Mantova, Verona
per poter saziare il desiderio di gioia, bellezza, entusiasmo
che i grandi spettacoli sanno regalare. Oggi questo
accade più raramente, anche se è giusto che un
cittadino amante dei grandi show vada a gustarseli là
dove vengono proposti. Prima di addentrarci nella programmazione
del Teatro Clerici ripercorriamo rapidamente
le tappe che hanno portato il primo originale Teatro
tenda bresciano, sorto nel 1981 in zona campo fiera
di via Oberdan e successivamente spostato, nel 1983, a
sud del quartiere di Brescia Due, all’attuale Teatro Clerici,
riedificato nel 2003 e attualmente sito in via San Zeno
168. A seconda della proprietà e della gestione il Teatro
ha assunto nel corso degli anni varie denominazioni: Teatro
Tenda quindi Palatenda fino al 2003, Teatro di Brescia
nel 2011 e 2012, PalaBrescia fino al 2013, Pala Banco
di Brescia dall’Aprile 2013 sino ad Ottobre 2017, quando
giunse a Brescia Zed Live! e attribuì al Teatro il nome di
Teatro Morato, mantenuto fino al settembre 2024. Dal
settembre 2024 viene assunta l’attuale denominazione
di Teatro Clerici, grazie alla collaborazione tra ZED Live! e
Clerici, gruppo bresciano leader nella distribuzione di
prodotti idrotermosanitari e di arredobagno. La partnership
si è rafforzata con gli anni, confermando la volontà
condivisa di rendere il Teatro uno spazio sempre più
moderno, accogliente e vicino alla comunità. Il Teatro
Clerici è il primo della città per capienza (2200 persone),
è dotato di un ampio giardino esterno e di una fornita
area ristoro appena rinnovata per la nuova stagione. Nel
Teatro, e nel parco adiacente, è stato istallato un percorso
espositivo con diverse opere d’arte dedicate a Raffaella
Carrà, che si aggiungono ai maestosi lampadari utilizzati
nei passati tour di Jovanotti che arredano il foyer. E’
dotato di un ampio parcheggio, aspetto non trascurabile,
facilmente raggiungibile da tangenziale e autostrada
A4. Disponibile il Parcheggio Vip Experience per alcuni
eventi selezionati: evita le code in uscita e parcheggia
direttamente nel retro del teatro: posti limitati prenotabili
su www.fastickets.it. Passiamo ora alla presentazione
della stagione invernale 2025-2026, avvenuta attraverso
una bella conferenza stampa condotta da David
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Bonato di Davvero Comunicazione, con la partecipazione
del mago Erix Logan (e numero di magia incluso).
Mentre andiamo in stampa alcuni eventi dicembrini
sono già passati (Edoardo Prati, Paolo Crepet, il musical
La Bella e la Bestia, lo spettacolo di Carolina Bonvenga)
ma molti altri sono in arrivo, grazie ad un’offerta straordinaria
in termini di quantità e qualità. Scorriamo quindi
rapidamente la programmazione, soffermandoci su alcuni
appuntamenti particolarmente suggestivi. Cominciamo
con l’immancabile gospel internazionale previsto
Sabato 20 Dicembre con il Dream Gospel Choir direttamente
da Harlem (ore 21:00). Formato dalle nuove voci
della scena contemporanea, dai cantanti della scena
tradizionale che hanno militato nei cori più longevi di
Harlem e dai migliori musicisti delle Chiese Nere di New
York, il Dream Gospel Choir è considerato dalla critica il
più interessante coro della nuova scena di Harlem, vero
cuore pulsante e culla mondiale del gospel. Passiamo
poi al trittico di spettacoli programmati tra Santo Stefano
e l’ultimo dell’anno. Si comincia Venerdì 26 Dicembre
alle ore 17 con il ritorno a Brescia del grande illusionista
e showman Erix Logan, coadiuvato dalla cantante Sara
Maya, con lo spettacolo “Magic Family Show”, ricco di
grandi effetti d’illusionismo in interazione con il pubblico.
Erix e Sara porteranno sul palco alcune delle loro creazioni
più esclusive ed originali, che hanno segnato la
loro carriera internazionale. Tra queste l’avveniristica
“Forfex” ideata da Erix e costruita per lui a Las Vegas, indicata
dagli esperti del settore come uno tra i macchinari
magici più belli nella storia dell’illusionismo; “The
Journey” ispirato all’oggetto magico noto come “La Passaporta”
nella serie cinematografica dedicata a Harry
Potter e ancora “Interlude”, un inno all’amore che ha ricevuto
diversi riconoscimenti internazionali nel corso
della loro carriera. Sabato 27 Dicembre (ore 21) arriva la
comicità di Valentina Persia con “Ma che te ridi?”: Valentina
tira le somme del vissuto con le dovute sottrazioni,
divisioni e moltiplicazioni, partendo dal presupposto
che in matematica non è mai stata un genio! Si ride, si
balla, si canta, si riflette e perché no?! Ci si spoglia. Un
viaggio nei cinquant’anni del vissuto dell’Artista, trenta
dei quali trascorsi sul palcoscenico, senza mai perdere la
voglia di ridere e far sorridere gli altri senza far mancare
allo spettatore il richiamo del suo esordio televisivo e teatrale.
L’anno si chiuderà con lo speciale spettacolo di
Capodanno al Teatro Clerici: un Capodanno all’insegna
del divertimento, della comicità e dell’allegria. Il 31 Dicembre
2025 va in scena infatti “Speciale Capodanno
Tutto il meglio di Uccio De Santis”, un imperdibile spettacolo
che celebra la carriera e l’irresistibile comicità del
celebre attore e cabarettista pugliese. Dopo il grande
successo delle sue tournée teatrali e televisive, Uccio De
Santis torna con uno show unico, che unisce gag esilaranti,
racconti di vita, sketch inediti e i momenti più
amati tratti da “Mudù”, la fortunata serie comica diventata
un cult. A condividere il palco con Uccio De Santis
tre volti amatissimi del suo gruppo storico: Umberto
Sardella, Antonella Genga e Giacinto Lucariello. Lo spettacolo
inizierà intorno alle 22 e proseguirà fino a dopo la
mezzanotte con countdown dal palco ed il tradizionale
brindisi insieme al pubblico presente in sala. Gennaio
2026 si aprirà il 3 alle ore 21 con lo spettacolare show di
Diana Del Bufalo “Tra sogni e desideri”: un concerto con
le più belle colonne sonore della Disney interpretate da
Diana Del Bufalo, la voce narrante di Francesco Pannofino,
l’orchestra Filarmonica di Benevento, vocal ensemble
di dieci elementi degli ANIMEniacs Corp e la partecipazione
di talentuosi performer, che animeranno e
comporranno il palco del grande show. Due ore in cui si
attraverseranno le più belle melodie di sempre, quelle
che hanno fatto sognare intere generazioni. Sabato 10
Gennaio torna a Brescia “We Will Rock You”, uno degli
spettacoli musicali più rappresentati e amati al mondo.
Nato dalla penna irriverente di Ben Elton, in collaborazione
con Roger Taylor e Brian May dei leggendari Queen,
questo straordinario musical, da considerarsi una
vera e propria opera Rock, ha conquistato le scene internazionali
con la sua energia travolgente, il suo messaggio
universale e, soprattutto, con la potenza senza tempo
delle canzoni della band britannica. Uno spettacolo
ormai cult, capace di travolgere e coinvolgere il pubblico
sin dalla prima nota, grazie a una selezione esplosiva di
brani leggendari che raccontano la storia di un gruppo
che ha scritto la storia. Domenica 11 Gennaio alle ore 18
va in scena il classico balletto “Lo Schiaccianoci”. Le vicende
della piccola Clara e del suo magico viaggio in un
mondo incantato, le celeberrime musiche di Čajkovskij,
sono solo alcuni dei motivi del successo di questo capolavoro
che da più di cento anni incanta intere platee di
spettatori. La produzione del Balletto di Siena, firmata
dal Maestro Marco Batti, ha il merito di comunicare anche
al pubblico dei più piccoli: grazie ad una rilettura
25 /
dell’opera fresca a spontanea, bambini e adulti si immedesimano
nei giovani dello spettacolo. Venerdì 16 Gennaio
alle ore 21 torna a Brescia la Premiata Forneria Marconi
con lo spettacolo “Doppia traccia”. Il nuovo tour
coniuga due grandi mondi che da anni affascinano i fan
della prog band più famosa d’Italia. Ogni concerto infatti
sarà diviso in due parti, la prima con i grandi successi
del gruppo, come “Impressioni di settembre”, “È festa”,
“Dove… quando… parte I” e “La carrozza di Hans”, e la seconda
dedicata a Faber, “PFM canta De André” con brani
come “Il pescatore” e “Volta la carta”. Dopo il successo
del primo film d’animazione “La maledizione dello zoccolo”,
il fenomeno comico Mandrake, al secolo Giuseppe
Ninno, porta in tour la Famiglia Imbarazzi, Sabato 17
Gennaio 2026 (ore 21). Nel corso della serata, il talento
versatile di Mandrake interpreterà, come solo lui sa fare,
l’intera Famiglia Imbarazzi: dalla Signora Maria, madre
nevrotica e dolcemente severa, al padre eternamente
seduto in poltrona, passando per Nonna Ninetta, Zia
Graziella, Antonio e Giuseppe. Un vero e proprio universo
familiare evocato con maestria attraverso voci, posture,
sguardi e tic che restituiscono, in chiave comica, l’atmosfera
autentica e quotidiana del Sud Italia anni
Novanta. Giovedì 29 Gennaio torna a Brescia Luca Ravenna
con il suo nuovo show “Flamingo”, nel quale mette
in campo il suo sguardo ironico e dissacrante sull’attualità,
con una componente di storytelling personale,
in linea con la cifra stilistica che l’ha reso uno dei volti più
seguiti della stand-up contemporanea. L’ispirazione di
Flamingo arriva come sempre dalla sua quotidianità:
uno spettacolo popolato di sogni, case vere e case finte
affittate sopra le discoteche, il tentativo di iniziare una
carriera da corista, voli reali o pindarici, una famiglia d’origine
divisa dalla politica e qualche domanda sulle famiglie
del futuro, tra il desiderio di diventare zio e quello
di restare bambino per sempre. Flamingo è uno spettacolo
che vive tra la nostalgia di una colazione in pasticceria
e la curiosità di scoprire dove ci porteranno i robot
e l’intelligenza artificiale. Chiuderà il mese di Gennaio
l’immancabile musical Forza Venite Gente in scena Sabato
31 Gennaio ore 21:15. Il celebre musical nato nel 1981
vanta ormai oltre 3500 repliche e racconta la storia di
Francesco D’Assisi, patrono d’Italia e guida spirituale di
tutta la cristianità. Anticipiamo alcuni tra gli altri numerosi
eventi del 2026: in Febbraio “Alice nel Paese delle
Meraviglie”, i grandi tributi a Michael Jackson, Ennio
Morricone. In Marzo il musical “Cantando sotto la pioggia”,
il tributo ai Depeche Mode. In Aprile gli inossidabili
Nomadi, Giorgio Panariello, Giuseppe Giacobazzi e infine
in Maggio Massimo Ranieri, Francesco Cicchella,
CANTO LIBERO - Omaggio alle canzoni di Battisti e Mogol
e due imperdibili eventi già programmati per Ottobre
2026: Brunori Sas e la performer internazionale Anastacia,
che hanno scelto il Clerici e Brescia come tappe
dei loro tour. I biglietti per tutti gli spettacoli sono su Ticketmaster,
Ticketone e prevendite abituali sul territorio.
Tutte le informazioni sulla programmazione li potete
trovare su www.zedlive.com
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Via L. Galvani, 4/A
25010 San Zeno Naviglio (BS)
Tel. 030 3534168
27 /
VIVI BRESCIA
A CURA DI | ROBERTA MORELLI
STORIE DI NATALE:
L’EDICOLA DI PIAZZALE
CREMONA
Valenka De Remigis, titolare dell’edicola di piazzale
Cremona a Brescia, inizia la sua giornata lavorativa alle
quattro e trenta del mattino e la conclude dopo le
diciannove. Da quasi 15 anni fa un lavoro ormai raro ed
impegnativo. Non è un caso che Valenka in russo significa
“essere forte e valida.”
Le vacanze sono rare: 5 giorni in tutto l’anno, esattamente
quando, in occasione di alcune festività, i quotidiani
non escono. Una vita di sacrifici la sua: “A me - afferma
Valenka - il mio lavoro piace molto, ma non nego che sia
pesante. Mi riposo solo la domenica pomeriggio e apprezzo
con grande piacere quelle poche ore di relax in
famiglia e con le amiche. Il mio nome ? Nasce dal fatto
che i miei genitori hanno voluto darmi il nome di una
carissima amica della mamma, Valenka appunto, una
donna russa cui lei era molto legata. In qualche modo
- sottolinea - il significato “forte e valida” mi ha indicato
la via, che è quella di resistere a tutte le difficoltà che
in questi anni non sono mancate. Ho subito ben due
rapine, un furto e vari danneggiamenti. In occasione
dell’ultimo furto a metà ottobre 2025, i ladri hanno sfondato
la vetrina e rubato carte Pokémon per 4.000 euro
e modellini, causandomi un danno di oltre 13.000 euro.
E’ stato un momento durissimo -ammette - considerato
appunto che non era la prima volta. Ero demoralizzata
e scoraggiata per questa mancanza di tutela, di rispetto
per gli altri e di impunità in una zona centrale della
città.”
Ma a Natale tutto può succedere: “Ho ricevuto una busta,
da parte di alcuni imprenditori, con una somma che
28 /
mi è stata di grande aiuto ed un biglietto che diceva:
“Noi le vogliamo bene.” Mi sono commossa per l’affetto
che ho sentito intorno a me. Ho capito una volta di più
che non bisogna cedere davanti alle avversità. Insomma:
mai mollare.”
Nell’edicola di Valenka si trova di tutto e negli anni l’offerta
è aumentata: “Non tutto quello che si vende è legato
all’editoria. Oltre, ovviamente, a quotidiani e riviste ci
sono gratta e vinci, libri, giochi, figurine, bigiotteria, souvenir,
calendari, orologi, pile, ombrelli, occhiali da vista,
biro, articoli da regalo, decorazioni natalizie e tanto altro
ancora. Devo dire che qui si può trovare quasi tutto. Ma
ciò di cui vado fiera - ricorda - è che con i miei clienti c’è
un rapporto che si è consolidato nel tempo ed è piacevole
scambiare opinioni e valutazioni su tanti argomenti
di attualità. Qui non si vendono solo i giornali o altro ma
si mettono in gioco la simpatia e l’ affetto perchè ai miei
clienti voglio bene.”
Valenka è una edicolante speciale: “Ai miei clienti mando
i messaggi con wathsapp per ricordare loro l’uscita
delle riviste preferite. Ormai conosco perfettamente le
loro letture e, senza bisogno di note scritte, so quali riviste
settimanali o mensili attendono con ansia. Avvisarli è
un piacere e so che tutti sono molto soddisfatti di questo
servizio. Ne approfitto infine per ringraziarli tutti per
aver scelto questa edicola e questa edicolante che ama
molto il suo lavoro e i suoi clienti. Auguro a tutti un 2026
di serenità e di pace e spero che per tanti anni ancora ci
si possa incontrare nella mia edicola.”
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VIVI BRESCIA
A CURA DELLA | REDAZIONE
UN DOLCE NATALE NEL SEGNO DI
ANNA E GIANPAOLO
Chiudi gli occhi. Lascia che i tuoi sensi si esaltino. L’olfatto
in particolare. Lo senti adesso quell’odore di buono
che ti riporta indietro nel tempo ? Lascia che il sogno
ti porti. Sei nella cucina di tua nonna. Se ti sforzi senti
anche la sua voce. Ma è soprattutto il profumo di buono
che ti prende a ti porta in un’altra dimensione. E’ profumo
di zucchero e di cannella, è il profumo inconfondibile
della pastafrolla. E allora le vedi le mani della nonna
che abili impastano, che rigirano sul tavolo una palla
color del sole al tramonto. E ti travolge e ti avvolge l’inconfondibile
odore del cioccolato. Un mare di cioccolato.
Che adesso ti sta tutto intorno. E ti è dolce naufragare
in questo mare. Ma c’è una scialuppa che ti prende e ti
porta. Eccoti a veleggiare in un oceano di crema. L’onda
ti porta, ti solleva e ti lancia su nel cielo azzurro. Ci sono
stelle di marzapane. Ci sono torte a decorare la luna. Lo
senti il profumo di buono ? C’è frutta tagliata sottile, c’è
zucchero a velo che sembra neve finissima a baciare
ogni cosa. Poi giù in picchiata. C’è sempre la nonna. Ora
sta preparando una torta di rose. Lavora la pasta con le
sue mani sottili. Disegna rose così veritiere che ne senti
perfino il profumo. C’è sapienza, pazienza, tradizione ed
amore. Ogni rosa è come un bacio che s’appoggia sulla
tua guancia di bambino.
Non aprire i tuoi occhi. Lascia che il sogno ti porti. Lo so:
la tentazione di aprire gli occhi si fa sempre più forte,
ma non lasciare che il sogno svanisca ! L’odore di buono
continui a sentirlo ? Ci sono brioches di ogni tipo, c’è
burro e crema al pistacchio, c’è cioccolato e marmellata.
C’è un cappuccino fumante: la schiuma è così spessa
che vorresti tuffarti dentro quella coltre di morbidezza
e dolcezza.
30 /
E poi c’è odor di caffè, quello buono, quello che al mattino
ti lascia un sorriso e ti sveglia la mente.
Adesso puoi aprire gli occhi. Lo avevi immaginato vero ?
Sei entrato in un mondo magico e fatato fatto di sogni
e di mille prelibatezze, sei entrato nella Pasticceria Piccinelli
in Viale degli Abruzzi ! Sei entrato in un mondo fatto
di eleganza non solo formale.
Perchè Piccinelli è tradizione e innovazione, ricercatezza
e sostanza. Perchè Piccinelli è la storia della pasticceria.
Perche Anna a Gianpaolo Cerasi, imprenditori del
buono, amano il loro lavoro come fosse un figlio. Perchè
Anna e Gianpaolo sono imperatori del gusto. Perchè il
cioccolato è il regno di Anna, capace di imporsi a livello
mondiale come ciccolataia, capace di creazioni che
sono opere d’arte come la Vittoria Alata, perchè Anna ha
l’arte nel cuore e nella mente, arte che trasferisce in ogni
leccornia che trovi nella sua pasticceria.
Perchè Gianpaolo ha le mani in pasta da sempre. Paerchè
da bambino sognava di preparare dolci che appagassero
il gusto ed esaltassero la mente. Perchè Gianpa-
31 /
olo sa mischiare ingredienti con sapienza e perizia.
Sei nel cuore del piacere ogni volta che entri nella Pasticceria
Piccinelli. Sei dentro ad un universo parallelo
dove il piacere diventa arte.
E allora assaggia il Panettone Union Brescia, l’ultima
creazione di Anna a Gianpaolo !
Quello della Pasticceria Piccinelli è un mondo che ti puoi
portare a casa, un mondo che puoi trasferire ogni volta
sulla tua tavola. Un mondo che non è più solo dolce, ma
è anche salato. Perchè Piccinelli è catering di alto livello
con manicaretti in miniatura ricercati e gustosi. Perchè
la Pasticceria Piccinelli è la risposta che cercavi per soddisfare
le tue esigenze per un battesimo, una cresima,
un matrimonio, una festa di laurea o qualunque altra ricorrenza
tu voglia festeggiare con una servizio catering
di grande impatto, di straordinaria qualità e in grado di
soddsfare ogni tua richiesta.
Pasticceria Piccinelli in Viale Duca degli Abruzzi: il sogno
ti aspetta !
32 /
CATERING
UNION BRESCIA
Per oltre 160 anni portiamo a Brescia
la qualità della tradizione artigianale.
Oggi questa eccellenza si rinnova
anche nel servizio catering, scelto da
Union Brescia.
Qualità della
tradizione
artigianale
Accanto ai grandi classici della
nostra produzione,
proponiamo un catering moderno
e totalmente personalizzabile:
stampe su macaron, panini e
molte altre specialità, ideali per
eventi sportivi, aziendali e privati.
Viale Duca degli Abruzzi 117, Brescia | info@pasticceriapiccinelli.it | 030 49 343
33 /
VIVI BRESCIA
A CURA DI | ROBERTA MORELLI
IL PANE E LE PALLE DI
ARNALDO DA BRESCIA
Armando GUERINI, titolare della forneria VOGLIA DI
PANE di via Allegri a Brescia, ha pensato di augurare
Buon Natale a tutti i bresciani non solo con i suoi tradizionali
e apprezzati panettoni, ma con i prodotti di Arnaldo
da Brescia: il pane, i biscotti con le nocciole e le
palle, ideati dalla omonima Associazione culturale intitolata
ad Arnaldo.
Prodotti che furono proposti nel 2000, in occasione del
IX Centenario della nascita di Arnaldo. Infatti del famoso
frate agostiniano, nato nel 1100, nel 2000 ricorrevano,
appunto, i 900 anni dalla nascita.
Una occasione importante per l’omonima Associazione
che effettuò una serie di approfondimenti sulla figura
di Arnaldo, personaggio sconosciuto a molti bresciani a
cui nel 2006 venne dedicato un bel volume, scritto da
Costanzo Gatta, in cui venivano narrate le vicende legate
alla costruzione del monumento nella omonima piazza
Arnaldo e le controversie tra cattolici e laici sull’opportunità
di tale monumento.
Infatti il frate è stato una figura scomoda a Brescia: predicatore
contro il potere temporale della Chiesa, riuscì
a inimicarsi sia il Papa che Federico Barbarossa il quale,
desideroso di accordarsi con il Papa Adriano IV
per celebrare a Roma l’incoronazione imperiale, lo consegnò
a tre cardinali “ambasciatori”. E con questo atto
Arnaldo venne condannato a morte.
E’ stato considerato alternativamente un pericolosissimo
eretico o un illuminato riformatore che si ispirava al
Vangelo. Anche l’inaugurazione del monumento, il 14
agosto 1882, riservò più di una sorpresa, come racconta
l’ interessante saggio: “Arnaldo. Il monumento della discordia
“ (Costanzo Gatta. Edizioni Arnaldo da
Brescia ).
E di che cosa poteva nutrirsi l’ascetico Arnaldo , passato
34 /
all’iconografia popolare come colui che poteva sopravvivere
quasi senza mangiare, nè bere? Di pane poteva
nutrirsi, ma di quello fatto con le farine del grano
di cui in Palestina, Siria ed Egitto si sono trovati grani
carbonizzati, risalenti a più di 7.000 anni fa. Un grano resistente
al freddo e alle infezioni parassitarie che ad ogni
boccone avrà rafforzato la ferrea volontà del
perseguitato predicatore.
Ed ecco allora che il PANE DI ARNALDO DA BRESCIA ,
proposto una prima volta nel 1999 e ora riproposto con
un impasto che prevede ben 4 grani antichi, diventa un
po’ sia il simbolo della resilienza di Arnaldo che di chi decide
di metterlo sulla propria tavola. Un bel PANE
leggermente scuro, di ottima conservabilità, di sapore
antico, ma di moderna morbidezza e immediatamente
riconoscibile dalla lettera “A” che ne contrassegna ogni
pezzo. E con il pane, ecco anche i biscotti realizzati con
le nocciole che si trovavano nell’anno 1000 e il dolce, un
po’ trasgressivo sia nel nome che nella forma: “LE PALLE
DI ARNALDO DA BRESCIA”.
A Brescia, infatti, c’è un detto quando qualche cosa non
è corretta, è irritante oppure non piace: “Sì, le balle
di Arnaldo”. Ed ecco quindi anche il dolce lievitato che
alcuni ristoranti servono con una cascata di cioccolato,
crema pasticcera o zabaione. Intanto, per far conoscere
i prodotti e la figura di Arnaldo, ci sono degustazioni di
pane accompagnate da formaggi e vini, come da Dolce
Vite di Piazza Papa Paolo VI di Brescia.
Pane bresciano con prodotti rigorosamente bresciani.
IL PANE, LE PALLE E I BISCOTTI DI ARNALDO DA BRE-
SCIA sono realizzati da “VOGLIA DI PANE” DI ARMAN-
DO GUERINI, via Allegri 115 - Brescia, su licenza concessa
dall’ASSOCIAZIONE ARNALDO DA BRESCIA, che ne detiene
il marchio .
35 /
VIVI BRESCIA
A CURA DELLA | REDAZIONE
BCR MECCANICA:
AL SERVIZIO DELLE AZIENDE
Muoversi nel mondo del lavoro oggi è sempre più complicato.
Soprattutto in alcuni specifici settori trovare personale
competente e preparato è quasi una impresa
e spesso le aziende vanno in difficoltà Ma c’è chi è in
grado di dare risposte convincenti e professionali grazie
a competenza ed esperienza pluriennali come B.C.R.
Meccanica srls azienda guidata da Rita Buono e Vincenzo
Catalano.
“Praticamente sono nato in officina – ricorda Vincenzo –
e la mia gavetta l’ho fatta sul campo. Per questo, ad un
certo punto, insieme a Rita abbiamo deciso di mettere
al servizio delle Aziende quello che è il nostro grande
patrimonio: l’esperienza e la professionalità. Oggi – prosegue
Vincenzo - le capacità del nostro staff vanno dal
montaggio industriale alla manutenzione industriale,
dall’impiantistica alle prestazioni di manodopera. Abbiamo
a disposizione, montatori industriali, manutentori
industriali, saldatori tig mig/filo, elettrodo e ancora
carpentieri a disegno, meccanici industriali, tubisti e Tubisti
oleodinamici, cablatori elettricisti ed idraulici”.
B.C.R. Meccanica non è solo in grado di dare risposte alle
esigenze dell’industria metalmeccanica, ma è anche
in grado di fornire ai propri clienti l’eventuale prodotto
finito grazie ad una officina che vanta personale altamente
qualificato: “Tocca a me sovraintendere ad ogni
lavoro che facciamo nella nostra officina. Siamo in grado
di soddisfare direttamente richieste di assemblaggio di
carpenteria, saldatura filo,tig mig ed eletrodo, smerigliatura
e raddrizzatura, telaistica su misura con tolleranza
0. Realizziamo strutture in acciaio inox. Ci occupiamo di-
36 /
rettamente in officina di decapaggio e lucidatura, taglio
laser, piega e calandratura.”
Vincenzo è il responsabile tecnico ma Rita Buono è l’altra
faccia della stessa medaglia. Uniti nella vita, Vincenzo
e Rita sono una coppia vincente sul lavoro: “Una azienda
che si rivolge a noi non deve più pensare a nulla – ricorda
Rita – visto che all’assunzione e ad ogni tipo di pratica
pensiamo noi. E se un nostro dipendente non si dimostra
all’altezza e non piace all’azienda che ce l’ha richiesto,
non ci sono problemi: pensiamo noi a sostituirlo. Le
aziende che ci contattano e con le quali lavoriamo hanno
meno pensieri e meno problemi. Noi rispondiamo
di tutto. I nostri lavoratori sono autonomi anche sotto il
punto di vista dell’attrezzatura così come del vestiario o
di tutto ciò che serve.”
B.C.R. Meccanica è in grado di soddisfare qualsiasi richiesta:
“Siamo in grado – ricorda Vincenzo – di rispondere
a necessità relative a trasferte e manutenzioni
esterne. anche eventuali richieste relative a trasferte
e manutenzioni esterne perchè, come ricordava Rita,
siamo totalmente autonomi. Per noi un altro aspetto
fondamentale è rappresentato dalla sicurezza. Ogni nostro
operaio è istruito a dovere anche in questo aspetto
fondamentale. Va anche ricordato – prosegue Vincen-
B.C.R.
MECCANICA srl
37 /
zo – che a differenza delle altre società noi testiamo il
lavoratore nella nostra officina. Lo proviamo e se sa fare
il suo lavoro lo assumiamo. Lasciarlo a casa diventa un
nostro problema e non un problema dell’azienda che ci
ha interpellato.”
B.C.R Meccanica srls ha la sua sede legale in via Fratelli
Ugoni 36 a Brescia. L’officina e la sede operativa sono in
via Enrico Mattei 9 a Collebeato (BS).
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INDUSTRIALI,
MANUTENZIONE,
CARPENTERIA
E SALDATURE.
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MANODOPERA
Per ulteriori informazioni e contatti Vincenzo (347
6641037) e Rita (342 5270226) sono a vostra disposizione
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40 /
La Poesia del mese
SAI ANCORA DI BUONO
Finita
Nel mio cielo
sbagliato
continui
a diffondere luce,
così
lancio in aria
i ricordI
per farne stelle
lungo il cammino.
Non profumi più
di noi
ma sai ancora
di buono.
Mauro Caliendo
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INDICE
EV
EN
TI
Evento - Redazione - Sestino Beach festeggia 18 anni di BresciaUp: un evento
eccezionale! by le thuy Mary
Evento - Roberta Morelli - Associazione Arnaldo da Brescia , quarta
edizione del concerto di Capodanno
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48
44
48
ALLESTIMENTO
INVITI SPONSOR NETWORKING
ORGANIZZAZIONE PARTECIPAZIONE PROGRAMMA LOCATION
EVENTO
A CURA DELLA | REDAZIONE
SESTINO BEACH FESTEGGIA 18 ANNI DI
BRESCIAUP: UN EVENTO ECCEZIONALE!
BY LE THUY MARY
Il 20 dicembre alle h. 20:00, il Sestino Beach Fronte
Lago di Desenzano del Garda, si trasformerà in un
palco di festa per celebrare il 18° anniversario di
BresciaUp. Organizzato da Mary Le e Mariangela Vanalli,
l’evento promette di essere un successo grazie alla
collaborazione di Puccio Gallo e della sua compagna
Yudi con il loro socio Jerry Cala. Ci sarà una selezione
di Miss BresciaUp, in collaborazione con All Season
Model, punto di riferimento per l’organizzazione di
sfilate di moda, eventi, spettacoli ed animazioni. Chi
vincerà collaborerà con la rivista famosa in tutta Brescia,
due ragazze saranno intervistate. I premi saranno
a cura di Cumlaude jewerly. Ad allietare la serata, la
grandissima Dj Paolo Peroni ed il cantante Alessandro
Zaupa. La nostra stilista QueenMaryLe vestirà le nostre
modelle e la truccatrice sarà Nataliya Gorbachenko.
Mariangela Vanalli per aver reso possibile questo evento
eccezionale con l’editore Massimiliano Lanzani, con il
direttore Responsabile Ciro Corradini, con il direttore
crossmediale Massimo Lucidi, i giornalisti Roberta
Morelli, Manuel Lanzani, Norberto Mastrocola, Elia
Martinez ed Emmanuel Spedicato e tutti i collaboratori.
L’evento sarà un’occasione per ringraziare tutti coloro
che hanno contribuito alla crescita di BresciaUp in
questi 18 anni. “Sestino Beach è il luogo perfetto per
festeggiare questo anniversario”, afferma Mary Le
thuy, “Vogliamo creare un- atmosfera di festa e di
allegria per celebrare questo momento speciale.”
Non mancate! Il 20 dicembre a Sestino Beach, sarà
un giorno di festa e di musica per celebrare 18 anni di
BresciaUp. Grazie a Puccio Gallo, Yudi Bueno, MaryLe e
44 /
45 /
All Seasons Model, è un’azienda giovane e dinamica, punto di riferimento per l’organizzazione di sfilate di moda,
eventi aziendali, spettacoli ed animazioni.
La solida reputazione decreta il successo dei nostri lavori, la creatività e lo staff organizzativo ci consentono una
versatilità esecutiva sorprendente, permettendoci di realizzare sia grandi eventi che piccoli spettacoli per i quali
mettiamo comunque a disposizione lo stesso impegno e professionalità.
All Seasons Model è un’agenzia di organizzazione eventi moda e spettacolo.
Per ogni occasione, eventi aziendali, per manifestazioni pubbliche o private e per chi voglia rendere unico
ed indimenticabile il suo evento, il nostro staff organizzativo ci permette di realizzare con professionalità gli
eventi seguendo ogni step fino alla loro realizzazione offrendo ogni tipo di servizio a partire dal servizio Hostess
e Stuart (casting mirati alla richiesta), al servizio catering fino al servizio strutture, audio, luci, foto e video).
All Seasons Model fornisce, ad aziende di moda, atelier e negozi, una mirata selezione di modelle e modelli
organizzando casting mirati alle necessità del cliente.
All Seasons Model seleziona e forma aspiranti modelle e modelli.
Grazie al nostro staff composto da esperti fotografi, make-up artist e insegnanti di portamento viene data particolare
attenzione ad una adeguata preparazione per affrontare un casting, una passerella, un servizio fotografico.
All Seasons Model è Talent esclusivista per la regione Lombardia e Trentino Alto Adige delle selezioni del concorso
nazionale Miss Reginetta d’Italia.
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EVENTO
A CURA DI | ROBERTA MORELLI
ASSOCIAZIONE ARNALDO DA BRESCIA
QUARTA EDIZIONE DEL CONCERTO DI
CAPODANNO
GIOVEDÌ 1 GENNAIO 2026 ORE 17,00 AUDITORIUM SAN BARNABA
Giovedì 16 gennaio 2026 alle ore 17 all’Auditorium San
Barnaba di corso Magenta 44/A si terrà la QUARTA
EDIZIONE del Concerto di Capodanno, proposto
dall’Associazione ARNALDO DA BRESCIA, con il
patrocinio e la collaborazione del Comune di Brescia,
come occasione beneaugurante per la città e la
provincia.
“ Armonie senza tempo” il titolo del Concerto in cui sono
previste arie da opere celebri, operette, musiche da
film e brani pop: una carrellata di brani celebri per un
pomeriggio all’insegna della grande musica.
Quest’anno i protagonisti sono: YUKO BOVERIO –
soprano, JESSICA PANTAROTTO, soprano; IRYNA
SHTEINER, mezzosoprano; NICOLAS RESINELLI,
tenore; MICHAEL ZENI, baritono; DAMIANO MARIA
CARISSONI, pianoforte; STEFANO BOVERIO,
saxofoni; GIULIANO PAPA, violoncello; ALESSANDRO
BIASI, chitarra. Luci di PIETRO DELLANOCE.
Presentazione di SERGIO ISONNI.
Si sottolinea la collaborazione del Maestro Silvio Baracco
che da tre anni opera con l’Associazione Arnaldo da
Brescia ( Concerti in Cripta e Concerti a San Gaetano)
e di Roberta Morelli, curatrice artistica dell’Associazione,
di cui è Presidente Sandra Morelli. Si sottolinea,altresì,
l’impegno di vari Soci, sempre attivi per la buona riuscita
di ogni iniziativa.
E’ anche possibile pagare con bonifico e trovare poi i
biglietti all’ingresso di San Barnaba.
Per questa modalità scrivere a: info@arnaldodabrescia.
it e cellulare 353 4674029.
Sarà possibile acquistare i biglietti il pomeriggio stesso,
prima del Concerto, se ve ne sarà la disponibilità.
Con la QUARTA EDIZIONE del CONCERTO DI
CAPODANNO iniziano ufficialmente le celebrazioni per
i 40 anni dell’Associazione ARNALDO DA BRESCIA,
fondata nel 1986 ( 1986- 2026 40 anni) e che nel corso
dei 4 decenni di attività ha proposto innumerevoli
iniziative culturali, musicali, teatrali, pittoriche attraverso
Convegni, Conferenze, Concerti, Presentazione di libri,
Pubblicazione di libri, Mostre d’Arte, Concorsi per le
Scuole, ideazione di prodotti gastronomici nel nome di
Arnaldo per promuovere il territorio.
Il Concerto è patrocinato dall’Assessorato alla Cultura
del Comune di Brescia che ha concesso l’Auditorium
San Barnaba, ed è sostenuto dagli sponsor:
BANCA VALSABBINA – LIBRACCIO – BRICCHETTI –
VOGLIA DI PANE – IL COVO.
Informazioni e prenotazioni: info@arnaldodabrescia.it
cell. 353 4674029
Il costo del biglietto è di 15 euro+ 1 euro di prevendita ed il
ricavato ( pagate le spese) verrà devoluto al Santuario di
Sant’Angela Merici di Brescia e alla parrocchia di S.Afra
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INDICE
SP
OR
T
Sport - Ciro Corradini - Brescia e il calcio: un anno vissuto pericolosamente 54
Sport - Redazione - Un anno di sport targato Brescia
58
Sport - Marco Caldara - Active Sport: il 2025 è d’oro, fra vittorie e rinascite 60
Sport - Norberto Cacho Mastrocola - Il Rugby “azzurro” sugli scudi 62
Sport - Attilio Tantini - Automobilismo: Rally Mille Miglia e
Vieffecorse un 2025 di successi
64
54
58
62
60
SOLIDARIETÀ ENERGIA TECNICA
64
FORZA
ATLETA COMPETIZIONE ALLENAMENTO SQUADRA
SPORT
A CURA DI | CIRO CORRADINI
foto: Omar Bellandi
BRESCIA E IL CALCIO
UN ANNO VISSUTO PERICOLOSAMENTE
Il 2025 per i tifosi del Brescia inizia con la squadra impegnata
ad uscire dalle zone basse della classifica. Una
squadra quella inizialmente affidata a Rolando Maran
che non riesce a scrollarsi di dosso paure e timori, prigioniera
di evidenti limiti tecnici e di una conduzione societaria
precaria. In panchina non c’è più Maran. Al suo
posto, dopo la sconfitta alla sedicesima giornata contro
il Catanzaro, è stato chiamato Pierpaolo Bisoli ed è con
lui che inizia il 2025.
La scelta di Cellino, sempre più prigioniero delle sue
contraddizioni e sempre più isolato e solo, si rivela sbagliata.
La squadra non decolla, la zona retrocessione è
ormai la casa del Brescia. Cellino torna sui suoi passi e,
a fine gennaio dopo la sconfitta interna con il Catanzaro
esonera Bisoli e richiama Rolando Maran. Il Brescia
riesce a fatica ad ottenere la salvezza ma iniziano a farsi
concrete le voci che parlano di una possibile pesante penalizzazione
nei confronti della società biancazzurra rea
di non aver rispettato le scadenze relative ai pagamenti
di IRPEF ed INPS. La vicenda è da commedia dell’assurdo.
Cellino dice di aver acquistato, da una società che si
scoprirà non avere i requisiti previsti dalla Banca d’Italia,
la Alfieri spv, crediti di imposta. Il 22 maggio Cellino ed il
54 /
Brescia Calcio vengono deferiti alla procura della FIGC.
Il 29 maggio il Tribunale Federale Nazionale sanziona
il Brescia con 8 punti di penalizzazione dei quali 4 da
scontare nella corrente stagione agonistica e 4 da scontare
nel campionato 2025-26. Le rondinelle si ritrovano
così in serie C. Alla scadenza del 6 giugno la società non
ottempera alle scadenze federali relative al pagamento
degli stipendi arretrati ed il Brescia viene escluso da
tutti i campionati professionistici. Il Brescia Calcio non
esiste più. Centoquattordici anni di storia, di passione, di
successi e di sconfitte vengono cancellati in un battito
di ciglia. La città è devastata, i tifosi amareggiati e delusi.
Cellino lascia Brescia e sembra intenzionato a dare
battaglia alla FIGC ed a Gravina a suo dire “complici” di
un piano che aveva come scopo principale il salvataggio
della Sampdoria, sul campo retrocessa e grazie alla
penalizzazione inflitta al Brescia, tornata in corsa per lo
spareggio salvezza che poi vincerà tra non poche polemiche.
Ma i tifosi si interrogano: che ne sarà del Brescia
e della gloriosa maglia azzurra con la “V” bianca ?
Il Comune di Brescia, per mesi silente, diventa ago di
una bilancia dove pesi e contrappesi si confondono. In
realtà l’Amministrazione, sotto l’egida dell’ex Sindaco
Emilio Del Bono, si è mossa da almeno un paio di mesi.
Del Bono ha contattato Giuseppe Pasini che si è incontrato
in gran segreto con la Sindaca Castelletti. Il piano
per non far scomparire il calcio all’ombra del Cidneo è
chiaro: trasformare la Feralpisalò nell’erede del Brescia
Calcio. Il Comune deve però muoversi con attenzione ed
equilibrio. Così apre una sorta di tavolo al quale convoca,
oltre a Giuseppe Pasini ed alla Feralpisalò, anche le altre
due società che militano nel campionato di Lega Pro,
ovvero l’Ospitaletto del duo Taini-Musso e il Lumezzane
del presidente Caracciolo e di Camozzi. All’incontro
di fatto Lume ed Ospi si defilano. Pasini offre la propria
disponibilità. Nel giro di un mese l’operazione si chiude:
nasce l’Union Brescia che deve fare i conti però con le
resistenze di Cellino che minaccia a piè sospinto azioni
legale. Anche perchè l’uomo che venne dalla Sardegna,
non sembra intenzionato a mollare la presa. Con i suoi
legali è pronto a dare battaglia. Allora ecco che la denominazione
non può essere Brescia, la maglia non può
avere la “V” bianca sul petto, il logo viene disegnato dagli
avvocati più che dagli esperti di marketing. Cellino
non ha alcuna intenzione di far fallire il Brescia e, mentre
Pasini costruisce una nuova compagine societaria, studia
un piano di ridimensionamento del debito che ammonta
a circa 16 milioni di euro.
Giuseppe Pasini chiama a raccolta amici ed imprenditori
disposti a condividerne il progetto. La risposta della
città è benevola. Nasce un nuovo consiglio di amministrazione
e, mentre da una parte si va in campo con l’ofoto:
Omar Bellandi
55 /
biettivo dichiarato di conquistare la serie B in massimo
tre stagioni, dall’altra Cellino e Pasini trattano, attraverso
i rispettivi legali, per trovare un punto d’accordo che
comprenda l’acquisizione di storia, marchi, maglia e
centro di Torbole.
Il 2025 si chiude con il Brescia che, dopo il pareggio con
il Cittadella e la sconfitta con il Lumezzane nel derby, a
due turni dalla fine del girone di andata, ha 13 punti di
distacco dalla capolista Vicenza. Un distacco che sulla
carta appare abissale. Così il Presidente Pasini decide
di cambiare allenatore: Aimo Diana viene esonerato e,
al momento di andare in stampa, non è ancora noto il
nome del suo successore.
Ma la di là del risultato sportivo il nuovo Brescia, che
pure una parte ristretta di tifoseria non riconosce come
l’erede del Brescia 1911, ha saputo conquistare i tifosi. La
media di spettatori presenti al Rigamonti è ormai attestata
tra le 9000 e le 10mila unità. L’entusiasmo è tornato
e l’aria che si respira è finalmente non inquinata da
riti scaramantici, scongiuri e cornetti portafortuna.
foto: Omar Bellandi
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SPORT
A CURA DELLA | REDAZIONE
UN ANNO DI SPORT TARGATO BRESCIA
E’ stato un 2025 sull’ottovolante per lo sport bresciano
ed i suoi protagonisti. La copertina spetta di diritto ad
Anna Danesi, capitana della straordinaria Nazionale azzurra
di pallavolo. Con l’Italia Anna Danesi si è laureata
Campionessa del Mondo aggiudicandosi anche il premio
come miglior centrale della manifestazione. Anna
non è soltanto una formidabile atleta ma è anche una
eccezionale studentessa capace di conseguire ben tre
lauree.
Sulla copertina dello sport bresciano non può mancare
il grande Federico Bicelli. Dopo aver vinto l’oro nei 400
metri stile libero ai Giochi di Parigi, l’atleta bresciano si
è confermato ad altissimo livello aggiudicandosi il titolo
di Campione del Mondo a Singapore nei 400 stile libero.
Federico è un ragazzo straordinario, di grande disponibilità
e dal sorriso contagioso. Un esempio per tutti coloro
che si avvicinano allo sport.
Nell’ambito degli sport di squadra storico risultato per
l’Ospitaletto della coppia Musso-Taini. Gli arancioni sono
riusciti a tornare in serie C e quindi nel calcio professionistico,
dopo una cavalcata straordinaria. E per restare
agli sport di squadra un plauso al Rugby Calvisano
promosso in serie A1. E come non applaudire un 2025
sempre sugli scudi della Germani Basket Brescia ? La
squadra di patron Mauro Ferrari è arrivata ad un passo
dalla conquista del titolo tricolore e si sta confermando
grande protagonista anche in questa stagione.
Il mondo dell’atletica leggera ha potuto gioire per il
trionfo nella finale degli assoluti per società che ha visto
primeggiare l’Atletica Brescia 1950. Viceversa una delle
grandi delusioni del 2025 è di certo rappresentata da
Marcel Jacobs. L’oro olimpico sembra essere ormai solo
uno straordinario ricordo. L’atleta gardesano ha scelto
di allenarsi negli Stati Uniti per cercare un non facile ri-
58 /
scatto. Ma i risultati, almeno fino ad oggi, non sono stati
all’altezza delle attese.
Deludente, al di là delle implicazioni societarie, il 2025 del
Brescia Calcio con la squadra di Cellino che è scivolata in
serie C prima di scomparire dal calcio professionistico e
rinascere, come araba fenice, come Union Brescia.
Un 2025 positivo è quello che si metterà alle spalle l’AN
Brescia, storica formazione della serie A1 di pallanuoto.
La squadra allenata da Bovo ha chiuso la regolar season
al primo posto perdendo poi la finale scudetto contro gli
eterni rivali del Recco. In coppa la stagione 2025 ha visto
le calottine bresciane arrivare ai quarti di finale della
Champions League.
Bene anche l’Atlantide Pallavolo che ha vinto la Coppa
Italia di serie A2 ed ha mancato di un soffio la promozione
in serie A1 perdendo la finale playoff con Cuneo.
Tra gli sport che hanno parzialmente deluso le attese c’è
certamente il ciclismo. I fasti del passato quando Brescia
piazzava tre propri portacolori nell’ordine d’arrivo
delle tappe del Giro d’Italia è ormai un ricordo sbiadito.
Lontani i tempi in cui Visentini vinceva la più importante
corsa a tappe italiana, lontani i tempi in cui Michele
Dancelli trionfava alla Milano-San Remo. Un po’ meno
lontani i successi di Sonny Colbrelli che dei campioni di
casa nostra sembrava poter essere l’ultimo grande virgulto.
Il suo cuore ha rischiato di fermarsi per sempre e
con lui s’è fermato anche il grande ciclismo bresciano,
almeno per il momento.....
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SPORT
A CURA DI | MARCO CALDARA
ACTIVE SPORT: IL 2025 È D’ORO,
FRA VITTORIE E RINASCITE
Gli anni passano e l’impegno cresce, ma le soddisfazioni
continuano ad aumentare. È il filo conduttore della
stagione di Active Sport, l’associazione bresciana che da
oltre 15 anni promuove lo sport per diversamente abili,
come veicolo di inclusione e rinascita verso il ritorno a
una vita attiva. Il 2025 è stata un’annata intensa, ricca
di risultati sociali capaci di lasciare un segno sul territorio,
ma anche di traguardi agonistici di enorme spessore,
nel paraciclismo come nel tennis in carrozzina. Uno
su tutti l’impresa mondiale di Federico Andreoli, new
entry nell’Active Team La Leonessa, vincitore della medaglia
d’oro ai Campionati del mondo di Paraciclismo
a Ronse (Belgio), nel tandem per ipovedenti con il pilota
Francesco Di Felice. Accanto a lui, immancabile, quel
Mirko Testa che ha aggiunto alla sua collezione altri due
bronzi iridati nell’handbike, o l’altra novità della stagione
Marianna Agostini che fra le ipovedenti ha conquistato
un argento al mondiale su pista in Brasile. A fare da
contorno, una lunga serie di titoli nazionali, regionali e
provinciali, da parte di un gruppo sempre più solido e
performante, capace di chiudere al secondo posto nella
Coppa Italia per società. L’obiettivo del titolo è sfumato
per un soffio, ma la rincorsa – su strada, su pista o nel
ciclocross – è già pronta a ripartire, con una squadra ancora
più numerosa.
Grandi risultati anche dal tennis in carrozzina, la disciplina
che accompagna fin dalla sua fondazione l’associazione
del presidente Marco Colombo. Ha permesso
a tanti di riscoprire il piacere dell’attività sportiva, o di
trovare un mezzo per rivalersi sugli scherzi della vita,
come racconta la storia del 17enne Diego Moscarella, la
60 /
più significativa dell’anno. Costretto alla sedia a rotelle a
causa di complicanze insorte dopo un trapianto di midollo
osseo, il giovane ha “bussato” alle porte della scuola
tennis coordinata da Ivano Boriva insieme ai maestri
del Tennis Forza e Costanza 1911, trovando nella racchetta
un mezzo per sfogare la sua innata fame agonistica. È
finita che nel giro di un anno ha vinto quasi tutto ciò che
potesse vincere, fino a laurearsi campione nel Master
del circuito nazionale Kinder, sui mitici campi romani
del Foro Italico. Ma nel 2025 c’è stato anche tanto altro:
il ritorno in azzurro di Alberto Saja, le vittorie internazionali
di Maria Grazia Lumini, l’impegno di Rocco Brando
nella disciplina del parastanding e il secondo posto di
Active Sport nel nuovo campionato italiano a squadre
femminile. Fiore all’occhiello, come sempre, l’edizione
numero 11 del Camozzi Open dedicato alla memoria del
compianto Cav. Attilio Camozzi, il torneo internazionale
organizzato da Active Sport sui campi del Tennis Forza e
Costanza 1911, che si conferma uno dei più apprezzati al
mondo. Perché quando l’associazione sposa un percorso,
sa sempre come fare centro. La confermano il lavoro
di sensibilizzazione nelle scuole guidato da Maurizio Antonini,
che con migliaia di studenti tratta temi legati a
sicurezza stradale e disabilità nello sport. Oppure il progetto
di Sport Therapy parte della storica collaborazione
con la Domus Salutis: un aiuto fra pari che permette ai
pazienti di ritrovare il piacere della pratica sportiva già
dal difficile periodo della riabilitazione. Tanti futuri protagonisti,
sui campi da tennis come sulle strade d’Italia
e del mondo, sono partiti proprio da lì, da un letto d’ospedale,
grazie al sostegno di una realtà che dal 2009
rappresenta un punto di riferimento per il territorio e la
comunità bresciana. Rimane quella, come sempre, la
vittoria di maggior prestigio.
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SPORT
A CURA DI | NORBERTO CACHO MASTROCOLA
IL RUGBY “AZZURRO” SUGLI SCUDI
Il 2025 per gli appassionati della palla ovale si è chiuso
con una serie di test match che si è concluso con un bilancio
complessivamente positivo e incoraggiante per
gli Azzurri, guidati dal CT Quesada.
Due vittorie e una sola sconfitta, contro i campioni del
mondo del Sudafrica, per gli Azzurri.
Successo di grande valore ed impatto quello conquistato
a Udine contro l’Australia (Wallabies) col punteggio di
26 a 19. Una vittoria ottenuta con un gioco solido e una
notevole performance difensiva e offensiva. Nulla da
fare invece per l’Italia contro i Campioni del Mondo del
Sudafrica che, nonostante un cartellino rosso e la conseguente
inferiorità numerica, sono riusciti ad imporsi per
32 a 14, un punteggio eccessivamente pesante, ma ha
evidenziato la differenza tra l’Italia e le squadre di vertice
in termini di cinismo e gestione dei momenti cruciali
della partita.
L’ultimo test match si è concluso con un’altra vittoria per
gli Azzurri che hanno battuto il Cile consolidando la 10ª
posizione nel World Rugby Ranking.
Gli appassionati guardano già ai mondiali del 2027 che si
terranno in Australia dal 1° ottobre al 13 novembre 2027
Il sorteggio per la composizione dei gironi si è svolto a
Sydney ed ha riservato all’Italia un gruppo impegnativo,
ma con nuove opportunità di qualificazione grazie
al formato ampliato. Infatti il girone dell’Italia (Pool B)
comprende Sudafrica, Georgia e Romania.
Alla fase successiva accedono le prime due di ogni girone
e le quattro migliori terze classificate tra tutti i gironi.
L’obiettivo dell’Italia è quello di riuscire a vincere almeno
due partite (contro Georgia e Romania). In tal caso l’Italia
si qualificherebbe quasi certamente come seconda
o come una delle migliori terze, centrando per la prima
volta l’accesso alla fase a eliminazione diretta di un Mondiale.
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62 /
VIDEO
BRESCIA
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SPORT
A CURA DI | ATTILIO TANTINI
AUTOMOBILISMO: RALLY MILLE
MIGLIA E VIEFFECORSE UN 2025 DI
SUCCESSI
RALLY 1000 MIGLIA: L’URLO DELLA VALSABBIA
Quando arriva il Rally 1000 Miglia, la Provincia si trasforma,
Le curve umide dell’alba, le foglie che volano al passaggio
delle potenti auto, il tono cupo dei motori portati
al massimo dei giri, rimbalza sulle pareti della Valsabbia
e del Lago d’Idro. Le vetture hanno offerto spettacolo
puro, con meteo variabile e un fondo impegnativo che
ha messo alla frusta macchine e piloti.
Il 2025 ha regalato una gara dura, bellissima, di quelle
che anno fatto stringere i denti agli oltre 100 equipaggi
e hanno alzato il cuore il cuore dei tifosi. Ottime le prestazioni
dei piloti bresciani, su tutti l’equipaggio Mabellini-Lenzi,
protagonisti nel Campionato Europeo, che non
potevano saltare la gara di casa, secondi con merito. A
vincere è stato il varesino Crugnola, che nella seconda
giornata di gara ha salutato tutti lasciando agli altri concorrenti
le posizioni di rincalzo. I piloti bresciani hanno
corso come se ogni metro fosse casa loro, qualcuno ha
sbagliato, qualcuno ha trionfato, tutti hanno lasciato
una traccia. Perché il rally, qui è come l’asfalto è viscido,
sporco, vero e testardo.
VIEFFECORSE UN NOME UNA GARANZIA
La “Vieffecorse” della Famiglia Franzoni, felice e intuitiva
fu l’dea di Vittorio Franzoni di creare a Brescia, zona San
Polo, una factory con annesso un lungo anello fondo
asfalto per provare e testare le vetture prima delle gare.
Dopo la scomparsa del padron Franzoni, la “ Vieffecorse”
è nelle mani della figlia Roberta, con eccellenti risultati
nel campionato assoluto rally, e del genero Roberto
Buratti che vanta una preparazione sui campi di gara
da oltre 30 anni con esperienze positive anche in pista
quando inizio nell’affermata Scuderia Italia di Giuseppe
Lucchini. Un team di professionisti che di fatto agisce
nella preparazione e assistenza delle vetture da rally e
corsa un “ workshop tecnico-sportivo” che cura l’allesti-
64 /
mento, la manutenzione e l’assistenza in gara delle auto
per sé e per i “clienti” piloti, allargando le proprie competenze
anche collaborando con altre scuderie. Negli anni
si leggono piloti che hanno corso con i colori della “ VIeffecorse”
dal calibro di Andrea Dallavilla, il compianto Angelo
Medeghini, il campione europeo Rossetti, il funambolico
valtellinese Gigi Galli e il valdostano Elwis Centre
e tanti altri. Le vetture griffate “ VIeffecorse”. Nel 2009,tre
Citroen C2R2Maz, made in Brescia, allestite da Vieffecorse
erano al via del Rally Internazionale du Valais, Campionato
Europeo Rally Fia, affidate a equipaggi svizzeri,
dando dimostrazione di affidabilità e di tenuta. Fra poco
ripartirà la stagione mondiale 2026, e il team di Roberta
e Roberto saranno al via al Rally di Montecarlo con due
vetture che correranno tutta la stagione iridata. In sintesi
la “ Vieffecorse” è e rimane un punto di riferimento
tecnico per i rally in Lombardia/Italia /estero, capace di
preparare auto competitive, garantendo un supporto
meccanico, sapendo anche gestire programmi sportivi
per i propri piloti e “ clienti”. Con il tempo la “ Vieffecorse”
si è guadagnata la credibilità, tanto da venire scelta da
strutture importanti garantendo cosi concretamente la
presenza bresciana sui campi rally sia a livello nazionale
che europeo.
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INDICE
RU
BRI
CHE
Storie di Natale - Manuel Lanzani - San Nicola: una storia di Natale
68
Moda - Alessia Gozio - Brillare a Capodanno: outfit, colori e dettagli per
la notte più attesa
Moda - Redazione - Cumlaude: il sogno da indossare 74
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Letteratura - Chiara Massini / Brescia si legge - “L’arma del druido”, un
divertente romanzo ricco di omaggi alla letteratura e al cinema fantasy
78
68
72
78
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NUTRIZIONE PREVENZIONE EQUILIBRIO RESILIENZA
RELAX ENERGIA VITALITÀ ALIMENTAZIONE
STORIE DI NATALE
A CURA DI | MANUEL LANZANI
SAN NICOLA: UNA STORIA DI NATALE
In provincia di Brescia la chiesa più famosa legata a
San Nicola è l’Abbazia di San Nicola a Rodengo-Saiano,
un imponente complesso monastico benedettino con
chiostri, affreschi (tra cui del Romanino) e opere d’arte,
gestito dagli Olivetani, che risale al X secolo e ora intitolato
anche a San Paolo VI. Esiste anche la Chiesa di San
Nicola Vescovo a Polaveno, una parrocchiale quattrocentesca
con rifacimenti barocchi, in Val Trompia.
Tra intrighi, marinai audaci e scienza: la vera storia di
come il vescovo di Myra divenne “di Bari”.
Immaginate per un attimo Babbo Natale. Non quello
della pubblicità, con la slitta e le renne, ma la figura storica
che ne è all’origine: un austero vescovo orientale del
IV secolo, vissuto nell’odierna Turchia. Ora, chiedetevi:
come è possibile che le ossa di questo santo bizantino
riposino oggi in Puglia, rendendolo uno dei santi più venerati
d’Occidente?
La risposta non si trova in una preghiera, ma in una storia
che sembra uscita dalla penna di uno sceneggiatore
di Hollywood. È una storia di crisi economica, di astuzia
mercantile e di un’audace operazione “commando” avvenuta
quasi mille anni fa. Benvenuti nell’anno 1087.
Una città in cerca di riscatto
Per capire perché San Nicola si trova a Bari, dobbiamo
guardare la città con gli occhi di un cittadino dell’XI secolo.
Bari era in ginocchio. Fino al 1071 era stata la gloriosa
capitale bizantina del sud Italia, ma l’arrivo dei
Normanni l’aveva declassata e impoverita. Come se non
bastasse, i commerci con l’Oriente stavano crollando
perché Antiochia, partner storico, era caduta in mano
musulmana.
Ai baresi serviva un miracolo. O meglio, serviva un “asset”
strategico. Nel Medioevo, possedere le reliquie di un
santo importante non era solo devozione: era l’equiva-
68 /
lente moderno di ospitare le Olimpiadi o un’Esposizione
Universale. Significava pellegrini, donazioni, prestigio
internazionale e protezione.
Il furto delle reliquie
L’occasione si presentò nella primavera del 1087. Tre navi
baresi, cariche di grano e con a bordo 62 marinai (che
erano anche commercianti e, all’occorrenza, soldati), fecero
rotta verso Antiochia. Mentre solcavano i mari gli
venne un’idea: trafugare le reliquie di San Nicola che
giacevano a Myra, in Licia. Il primo approccio fu durante
il viaggio d’andata, ma trovarono soldati accampati
vicino alla chiesa in cui le ossa riposavano da oltre sette
secoli.
Durante il viaggio di ritorno ci riprovarono e gli andò
bene. Quando i baresi arrivarono al sepolcro, trovarono
solo quattro monaci a guardia della tomba. Dapprima
cercarono di corromperli, poi passarono alle maniere
forti, spade alla mano.
La scena descritta dalle cronache dell’epoca è concitata:
il giovane marinaio Matteo, armato di una spranga di
ferro, frantumò il sarcofago di pietra. All’interno, le ossa
del santo galleggiavano in un liquido, la famosa “manna”.
Matteo non perse tempo: si immerse nella manna
e, senza nemmeno togliersi i calzari, prelevò il cranio e le
ossa più grandi, passandole ai compagni che le avvolsero
in fretta e furia.
Il 9 maggio 1087, le navi rientrarono a Bari. Fu un trionfo.
L’operazione non solo ridiede orgoglio alla città, ma la
trasformò in un ponte spirituale tra Oriente e Occidente,
proprio in un momento in cui le due Chiese si erano da
poco separate con lo Scisma del 1054.
Anche i veneziani volevano la loro parte
Ma la storia ha un colpo di scena. Se andate al Lido di
Venezia, troverete un’altra chiesa dedicata a San Nicolò,
che vanta anch’essa il possesso delle reliquie. Com’è
possibile?
I veneziani, eterni amici-rivali dei baresi nell’Adriatico,
non presero bene il successo della
Cacucci Editore - professor Luigi Martino che esamina
le ossa
Wikipedia - sarcofago che potrebbe contenere i resti di
San Nicola a Myra.
edizioni L.I.E.F.
69 /
“concorrenza”. Secondo le cronache della Serenissima,
nel 1099, una flotta veneziana approdò a Myra. I marinai
ispezionarono la tomba profanata dai baresi e si accorsero
di un dettaglio fondamentale: nella fretta della fuga, i
pugliesi avevano preso solo le ossa più grandi, lasciando
indietro i frammenti più piccoli.
I veneziani raccolsero tutto ciò che era rimasto e lo portarono
in laguna. Per secoli, le due città si sono contese il
primato, accusandosi reciprocamente di possedere falsi
o resti parziali.
L’arbitro è la scienza
Per risolvere questo enigma millenario, nel XX secolo è
scesa in campo la scienza. Nel 1953, durante dei lavori di
restauro a Bari, la Chiesa permise una ricognizione canonica.
Il professor Luigi Martino esaminò i resti: confermò
che appartenevano a un unico individuo maschile, anziano,
di costituzione mediterranea.
il vero corpo di San Nicola potrebbe essere ancora lì e che
i marinai baresi, nella fretta, avrebbero trafugato le ossa di
un semplice sacerdote.
È vero? Al momento non ci sono prove definitive. Quello
che è certo è che quel “furto” del 1087 ha cambiato la
storia del Mediterraneo, regalando a Bari un’identità indelebile
e al mondo intero una figura di generosità che,
partita dall’Asia Minore, ha conquistato l’immaginario di
tutto il pianeta.
Che siano sparse per l’Europa o ancora in Turchia, quelle
ossa continuano a raccontarci una storia straordinaria di
fede, intrighi e, perché no, di un pizzico di sana spregiudicatezza
umana.
Ma la vera sorpresa arrivò nel 1992, quando lo stesso professor
Martino poté esaminare le reliquie di Venezia. Il verdetto
fu straordinario: le ossa di Venezia (costole, falangi e
frammenti minori) erano complementari a quelle di Bari.
I veneziani avevano ragione: avevano raccolto ciò che i baresi
avevano lasciato.
Gli altri resti e le ultime rivelazioni
Oltre a Bari e Venezia, anche Rimini e Volos vantano reliquie
nicolaiane, infatti nel gennaio 2003 la diocesi di Rimini,
fece dono di un frammento dell’omero sinistro di
San Nicola alla diocesi greco-ortodossa di Dimitriade (la
greca Volos).
Secondo la leggenda, l’omero di San Nicola giunse a Rimini
in modo rocambolesco nella seconda metà del XII
secolo: un vescovo tedesco l’avrebbe trafugato a Bari.
Infatti, fra le reliquie baresi, manca proprio l’omero sinistro
del Santo, che oggi si trova nella nuova chiesa di San
Nicolò al Porto, all’interno della Sala Celestina dai Padri
Celestini. San Nicola fu proclamato co-patrono di Rimini
nel 1633.
Un’altra reliquia di San Nicola sarebbe a Saint-Nicolas-de-
Port, in Francia, dal 1093. Le cronache affermano che fu
monsieur Aubert di Varangéville, all’epoca signore del villaggio
di Port a portarla in Lorena. La falange è custodita
nella Basilica del paese, una tra le più grandi espressioni
al mondo di architettura gotica.
Eppure, la storia non finisce mai di stupire. Recentemente,
nel 2017, alcuni archeologi turchi hanno lanciato una
provocazione clamorosa: scavando sotto la chiesa di Myra,
avrebbero individuato una cripta intatta, sostenendo che
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MODA
A CURA DI | ALESSIA GOZIO
BRILLARE A CAPODANNO: OUTFIT,
COLORI E DETTAGLI PER LA NOTTE
PIÙ ATTESA
Il rosso domina la scena dei look di Capodanno di
quest’anno, confermandosi il colore più audace, simbolico
e glamour con cui inaugurare un nuovo inizio.
Per chi vuole accogliere il nuovo anno con sofisticatezza
e determinazione, il tailleur rosso è la scelta definitiva.
Tagli sartoriali, giacche monopetto o doppiopetto e pantaloni
a vita alta creano silhouette decise, affilate. È un
look che unisce il rigore del maschile al magnetismo del
colore più passionale della palette. Perfetto con décolleté
ton sur ton o con sandali dorati che illuminano ogni
passo verso la mezzanotte.
Gli abiti da sera sono un inno alla femminilità moderna:
lunghezze importanti, scolli profondi ma mai eccessivi,
dettagli luminosi e tessuti che si muovono come onde. Si
abbinano a clutch minimal e gioielli essenziali, lasciando
che sia il colore a raccontare la magia della notte.
Il tocco finale che fa la differenza: il cappotto. È il capospalla
che trasforma ogni look, il pezzo per chi non vuole
passare inosservata neanche durante l’uscita all’aperto
per ammirare i fuochi d’artificio. Linee pulite e volumi
pieni danno una presenza scenica senza tempo.
Indossare il rosso significa entrare nel nuovo anno con
coraggio, ottimismo e una buona dose di glamour. È
un colore che porta fortuna in molte culture e che, nella
moda, resta una dichiarazione di personalità.
Per questo Capodanno, non abbiate paura di osare: il
nuovo anno vi aspetta… in rosso.
Vieni a scoprire la capsule collection dedicata alle festività
da Ego Shop, in Via X Giornate, 40 a Brescia e segui
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sulle novità.
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Location: Via elle X giornate
Modella: Camilla Peroni
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MODA
A CURA DELLA | REDAZIONE
CUMLAUDE: IL SOGNO DA
INDOSSARE
Un pensiero che resti nel tempo. Un regalo che parli di
noi, che racconti chi siamo. Scegliere che cosa regalare
alle persone che amiamo a volte può sembrare difficile
e complicato. Ci sono oggetti però che più di altri possono
rappresentarci perchè ci identifichiamo con ciò
che pensiamo e con quella che è la nostra “filosofia del
vivere”.
L’idea di CumLaude ha radici profonde e nasce dalla voglia
di condividere con gli altri una passione, quella di
creare gioielli unici nel loro genere, rivisitando costantemente
la tradizione. CumLaude nasce da una idea di
Beatrice Marini, dal suo desiderio di far sentire gli altri
bene con se stessi.
Ecco allora le sue creazioni frutto di anni di studio che
l’hanno portata ad una laurea in design del gioiello presso
la IED Milano che ha di fatto consacrato una passione
che fin da bambina l’ha portata ad avvicinarsi all’affasci-
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nante mondo dei gioielli. .
Nei suoi pezzi c’è sogno, c’è amore per la bellezza in ogni
sua declinazione, c’è il riflesso di un battito di ciglia, c’è il
gesto che accompagna un pensiero.
Le sue sono piccole opera d’arte, pezzi di cielo da indossare.
Sono riflessi di un pensiero che si trasforma in
materia. Sono l’ombra e la presenza. Sono qualcosa che
dura nel tempo come le pietre che in molti casi sono
parte fondamentale delle sue creazioni. Pietre scelte
con cura che finiscono incastonate dentro cascate di
gioia, esaltate da un design unico. Spesso Beatrice crea
di notte, dentro al mondo dei sogni trasformando in realtà
ciò che altrimenti fuggirebbe all’alba inseguito da
un rimorso. I suoi sono gioielli non da indossare ma da
partecipare. Entrare nel mondo di Beatrice Mairni, nel
mondo di Cum Laude significa entra in una dimensione
che ti avvolge e dentro la quale ci si lascia trasportare.
Sono pezzi di vita i suoi orecchini, forme improbabili che
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diventano possibili, strutture dove gli spigoli sono carezze
tra i capelli di una donna. Sono pezzi di vita i suoi
anelli, ssentieri rotondi solo apparentemente che portano
verso il mare dei desideri.
Sono pezzi di vita le sue collane, girasoli d’amore che
spiccano nel prato della passione.
Sono pezzi di vita i suoi bracciali, sinuose forme perfette
che cingono braccia che si levano al cielo dell’amore.
CumLaude è passione, CumLaude è un gesto che resta
nel tempo, materia e forma, sostanza e pensiero che
fugge. Lontano, dove l’orizzonte è argento lucente, dove
il sole della passione non tramonta mai, dove il pensiero
resta per sempre e ci ricorda ogni giorno alla persone
che amiamo.
Visita il sito www.cumlaude.store !
Entra nell’universo CumLaude ! . .
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LETTERATURA
A CURA DI | CHIARA MASSINI / BRESCIA SI LEGGE
“L’ARMA DEL DRUIDO”, UN DIVERTENTE
ROMANZO RICCO DI OMAGGI ALLA
LETTERATURA E AL CINEMA FANTASY
“Un lupo per cercarlo,
un druido per stanarlo,
un re per affrontarlo
e all’inferno rimandarlo”
L’arma del druido, Marco Di Giaimo – Giuseppe Bono
Un’antica profezia incombe sulle Terre Paludose: verrà il
giorno in cui caos e distruzione prenderanno il sopravvento.
Un Druido Oscuro, armato di magia nera, seminerà
paura e morte tra gli abitanti del regno per conquistare
il potere assoluto, e solo l’unione di tre figure – un lupo,
un druido e un re – potrà riportare pace e armonia tra i
popoli.
Quel giorno è arrivato e la missione dei tre prescelti non
può più aspettare. È tempo di partire e riportare la luce,
là dove il buio sta avanzando inesorabile. Colui che avrà
questo gravoso compito è re Hutc di Hinson che non esita
a partire per la spedizione più importante della sua vita.
“L’arma del druido” (Angolazioni, 2024), fresco vincitore
del premio Vegetti 2025, portano in terra bresciana un
particolare sottogenere del fantasy, l’heroic fantasy, caro
a John R. R. Tolkien e George R. R. Martin, una narrativa
fantastica popolata da creature barbare e bizzarre, spesso
con tratti animali e dotate di poteri magici, che vivono in
un mondo diverso da quello che conosciamo. Ma tra le
pagine non mancano elementi di sorpresa che sapranno
divertire in particolare i lettori e le lettrici bresciane.
Alla ricerca del Druido malvagio
In un regno molto lontano vive sua maestà Hutc Hinson,
sovrano di Hinson, uno dei regni delle Terre Paludose; un
re rispettato e sicuro di sé, ma anche legato ai propri agi e
incline agli sprechi.
Un giorno la pace del regno viene però turbata da una
notizia inquietante: un druido rinnegato sta minacciando
il mondo, portando guerra e morte. Solo l’esercito di Hinson
e il re possono contrastarlo.
A raccontare questa lotta tra bene e male sono due autori
bresciani, Marco Di Giaimo e Giuseppe Bono, che con
Animato dall’orgoglio cavalleresco, Hutc organizza quindi
una spedizione segreta per stanare l’avversario. Ad affian-
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carlo in questa missione ci sono: il fidato capitano delle
guardie reali Jamy Son e la figlia Shilta, un’abile guerriera;
il barbaro Brank, appartenente al popolo degli Uomini-Bestia,
noti per la loro forza fisica e la scarsa intelligenza;
il cacciatore Loopo, dotato di una vista eccezionale e
una spiccata abilità nell’uso della balestra; il druido Mong,
saggio e veggente; e ultimo, ma non per importanza, il
cavallo grande e possente del re, che per il suo carattere
irascibile è stato denominato Nervouss.
Il viaggio è lungo e costellato di ostacoli. E mentre le informazioni
su chi sia il druido cattivo e su dove possa nascondersi
scarseggiano, i suoi attacchi procedono sempre
più cruenti e spettacolari, mettendo a dura prova la
compagnia e l’esito della missione. Solo unendo le forze e
attingendo a un pizzico di magia la compagnia può sperare
di ristabilire l’ordine. Ma riuscirà re Hutc, da giovane
viziato e capriccioso, a trasformarsi in un uomo valoroso?
Brescia si legge (www.bresciasilegge.it) è un progetto
di promozione culturale dedicato ai libri che raccontano
Brescia e la sua provincia. Nato nel 2020, si pone l’obiettivo
di supportare la scena letteraria bresciana valoperennemente
sudato, in Jino Frer, di professione fabbro,
oppure nel cantastorie Sganaseth, particolarmente magro.
Anche gli ambienti e la conformazione fisica delle Terre
Paludose in cui si svolge la storia, pur richiamando i più
noti romanzi della tradizione fantastica, lasciano intravedere
richiami alla Pianura Padana, creando quindi un
curioso intreccio tra mondo fantastico e paesaggi noti a
chi legge. “L’arma del druido” è così un’avventura epica
e coinvolgente, capace di omaggiare allo stesso tempo i
modelli del genere e il territorio locale, senza rinunciare a
un tono personale e originale.
Omaggio ai classici e un pizzico di ironia
Marco Di Giaimo e Giuseppe Bono hanno scritto un romanzo
che è allo stesso tempo fantasy, d’avventura e di
formazione, ricco di personaggi insoliti, che mescolano
caratteristiche umane, animali e mitologiche. Non mancano
omaggi e citazioni che i fan del genere sapranno
riconoscere, così come momenti di ironia che alleggeriscono
le atmosfere più cupe, resi con uno stile leggero e
umoristico che risulta particolarmente piacevole al lettore
e alla lettrice, che non si aspetta di trovarlo in un’opera
di questo tipo.
E un tocco ironico (e tutto bresciano!) si ritrova nei nomi
di molti personaggi. Capita quindi di imbattersi in Svergoll,
l’oste basso e con la gobba, nel ministro Luma Gott,
rizzando il lavoro delle autrici e degli autori della nostra
provincia, creando occasioni di incontro e di formazione
e promuovendo la cultura e la letteratura a chilometro
zero.
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I SARTI DELLA
COMUNICAZIONE
VERSO IL
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