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Giovanni Solari nel segno del Novecento. Martini Rodocanachi Saccorotti

La mostra Giovanni Solari nel segno del Novecento, organizzata in collaborazione con la Libreria Antiquaria Borgobooks, intende restituire alla figura dell’artista la complessità e la finezza di un percorso che, sviluppandosi in sintonia con le correnti più note, ne attraversa dall’interno le tensioni, le aperture e le contraddizioni. Il catalogo che accompagna la mostra è arricchito dai preziosi contributi di Maria Flora Giubilei e Matteo Fochessati, interventi puntuali e approfonditi che offrono ulteriori strumenti per comprendere la posizione dell’artista nel più ampio panorama del Novecento, e che dialogano con l’esposizione orientandone la lettura critica.

La mostra Giovanni Solari nel segno del Novecento, organizzata in collaborazione con la Libreria Antiquaria Borgobooks, intende restituire alla figura dell’artista la complessità e la finezza di un percorso che, sviluppandosi in sintonia con le correnti più note, ne attraversa dall’interno le tensioni, le aperture e le contraddizioni. Il catalogo che accompagna la mostra è arricchito dai preziosi contributi di Maria Flora Giubilei e Matteo Fochessati, interventi puntuali e approfonditi che offrono ulteriori strumenti per comprendere la posizione dell’artista nel più ampio panorama del Novecento, e che dialogano con l’esposizione orientandone la lettura critica.

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GIOVANNI SOLARI NEL SEGNO DEL NOVECENTO

MARTINI RODOCANACHI SACCOROTTI

Galleria Arte Casa

&


In copertina

A. Martini, Presepe piccolo • O. Saccorotti, Ragazza col turbante • G. Solari, Case e orti

29 NOVEMBRE - 20 DICEMBRE 2025

Orario: 10 - 13 / 14,30 - 19 • Tutti i giorni, Domenica 30 Novembre e Domenica 7 Dicembre comprese


GIOVANNI SOLARI

NEL SEGNO DEL NOVECENTO

MARTINI RODOCANACHI SACCOROTTI

29 NOVEMBRE - 20 DICEMBRE 2025

Galleria Arte Casa

di Diletta Pelizza & C. s.a.s.

Via Garibaldi, 12 - 16124 Genova

010 541433 - 338 6619453

info@galleria-artecasa.it - www.galleria-artecasa.it

di Gianni Pietrasanta

Piazza della Meridiana 10r - 16124 Genova

338 5403587

borgobooksgenova@gmail.com


Mostra e catalogo a cura di:

Giacomo Goslino

Tito Pelizza

Gianni Pietrasanta

Testi a cura di:

Maria Flora Giubilei

Matteo Focchessati


La mostra Giovanni Solari nel segno del Novecento, organizzata in collaborazione con la Libreria

Antiquaria Borgobooks, intende restituire alla figura dell’artista la complessità e la finezza di un

percorso che, sviluppandosi in sintonia con le correnti più note, ne attraversa dall’interno le tensioni,

le aperture e le contraddizioni. Pittore appartato ma rigoroso, Solari esordisce negli anni Venti

del XX secolo, collocandosi in quel territorio fertile e talvolta irregolare in cui la tradizione si misura

con le nuove istanze del moderno. La sua voce, discreta ma riconoscibile, si impone proprio per

questa posizione laterale: una distanza che gli consente di osservare con lucidità e di elaborare

una ricerca coerente, svincolata dalle mode e profondamente radicata in una sensibilità personale.

Il percorso espositivo riunisce un nucleo significativo di opere degli anni storici, accanto a una

selezione di lavori appartenenti al secondo Novecento, offrendo così una lettura ampia e articolata

dell’evoluzione del suo linguaggio. A queste si affianca un ricco corpus di lettere, schizzi, taccuini

e progetti che rivelano, oltre alla raffinata ironia di Solari, l’intensità dei suoi rapporti con artisti e

intellettuali della sua epoca. Tra questi emergono figure come Camillo Sbarbaro, Oscar Saccorotti,

Paolo Rodocanachi e Mario Labò, personalità con cui l’artista intrattiene dialoghi fecondi.

Rilevanti opere dei fratelli Saccorotti, di Martini e di Rodocanachi, incluse in mostra, concorrono a

ricomporre l’ambiente culturale in cui l’artista si muove e che contribuisce a definire la sua identità.

Gran parte dei materiali proviene dagli eredi, dal suo studio e dalla sua collezione: un patrimonio

prezioso che restituisce un’immagine viva e intima di Solari, consentendo di avvicinarne la

pratica quotidiana e la dimensione più privata del lavoro creativo.

Il catalogo che accompagna la mostra è arricchito dai preziosi contributi di Maria Flora Giubilei

e Matteo Fochessati, interventi puntuali e approfonditi che offrono ulteriori strumenti per comprendere

la posizione dell’artista nel più ampio panorama del Novecento, e che dialogano con

l’esposizione orientandone la lettura critica.

Giovanni Solari nel segno del Novecento nasce così come un invito alla riscoperta: un viaggio

nel cuore di un’esperienza artistica che, non lontana dalle traiettorie più celebrate, illumina con

forza e autenticità la fitta trama culturale del secolo scorso.


“FESTEGGIO IL PAESAGGIO

CON LE MATITE COLORATE”:

IL NOVECENTO EN PLEIN AIR

DI GIOVANNI SOLARI

Maria Flora Giubilei

Un prezioso e raro nucleo di opere inedite,

giunto dal contesto famigliare del suo autore,

costituito soprattutto da paesaggi e arricchito

da dipinti, mosaici e ceramiche di titolati amici

pittori e scultori, consente oggi di aggiungere,

complici significativi materiali d’archivio di

medesima provenienza 1 , un nuovo tassello

alla conoscenza di Giovanni Solari (Genova

1907-1998), artista assai apprezzato nel

contesto culturale ligure del suo tempo, ma,

per quei ricorrenti casi della storia, soggetto

a fortuna critica e collezionistica altalenante

nel corso degli ultimi cinque lustri 2 dopo la

sua scomparsa.

“Un pittore del Novecento, un altro” 3 , verrebbe

da scrivere, e così è di fatto anche per Solari, che

merita tuttavia un posizionamento definitivo

nel novero degli artisti più consapevoli e

1 - G. Solari, Autoritratto col cane, 1938, inchiostro

su carta, lettera alla moglie Gilla, Genova 17/7/1938.

1 Ringrazio Gianni Pietrasanta di Borgobooks, Genova, per avermi consentito di consultare i documenti del Fondo

Solari di sua recente acquisizione – e Matteo Fochessati per averla facilitata – alcuni dei quali già inseriti nelle pubblicazioni

di cui si dà conto alla nota 2.

2 Manca una monografia scientifica sulla figura di Giovanni Solari e su tutta la sua attività: l’attenzione per la sua

arte è stata sporadica e limitata ad alcuni aspetti o periodi della carriera. Cfr. Il mondo e le corrispondenze di Solari,

catalogo della mostra (Genova, Biblioteca Berio 25 maggio-19 giugno 2004) a cura di A. Marini e M. Poerio,

Fondazione Giorgio e Lilli Devoto, Genova 2004; Giovanni Solari Olii e tempere 1940-1950, catalogo della mostra

(Genova, Galleria “Il Poliedro”, dal 25 gennaio 2005), cura di G. Bruno, s.n.t. [ma Genova 2005]; Camillo Sbarbaro

Lettere a Giovanni Solari 1942-1965, a cura di S. Fioravanti, “Quaderni Sbarbariani”, n. 10, Fondazione Giorgio e

Lilli Devoto, Genova 2015.

3 M. Fagiolo dell’Arco, Eso Peluzzi Peluzzi 1894-1985. Un pittore dentro e fuori il ‘900, Torino 1994, p. 7.

6


completi del secolo scorso per la sua capacità

di comprendere e di elaborare, lontano da

inflessioni vernacolari e con un’esemplare

evoluzione e tenuta di segno fino al termine

della carriera, aggiornati fermenti culturali,

eleggendo il viaggio (la sua valigia sempre

pronta) e una ricca biblioteca come parti

integranti della vita e dell’attività.

Un’attività che, tra le due guerre, ben lontana

dalla propaganda politica, e, poi, ancora, al

di là del secondo conflitto, Solari – “Giuan” o

“Giuanin” per gli amici, pronto alle caricature

(fig. 1) – condivise, all’insegna della solidarietà,

dell’ironia e di un reale entusiasmo per la vita e

per l’arte, con molti artisti, poeti, letterati, critici

d’arte e appassionati mecenati: i fratelli Oscar

e Fausto Saccorotti, Camillo Sbarbaro, Nanni

Servettaz, Emanuele Rambaldi, Guglielmo

Bozzano, Paolo Stamaty Rodocanachi,

Giannetto Fieschi, Alessandro Fersen, Mino

Maccari (fig. 2), Onofrio Martinelli, Adriana

Pincherle, Viana Conti, Carlo Alberto Rizzi.

Senza soluzione di continuità rispetto alla

pratica della pittura, e insieme ad alcuni di

loro, Solari – “l’uomo più responsabile della

compagnia”, secondo Servettaz 4 – si cimentò,

2 - M. Maccari, Ritratto di Giovanni Solari, 1950, inchiostro

su carta, con dedica “Al grande Solari/erbu da gotti/

il suo gotto da erbu/M. Maccari/Celle 1950”.

come racconta Matteo Fochessati in questo catalogo, nella grafica pubblicitaria, nel design e

nella progettazione architettonica, fonti sicure per salvifici introiti economici.

I dipinti oggi in mostra documentano in modo significativo, insieme alle sei opere conservate

nelle collezioni della Galleria d’Arte Moderna di Genova, soprattutto il primo periodo

artistico di Solari pittore, allievo dell’Accademia Ligustica di Belle Arti a tredici anni, dal

4 Fondo Solari, Borgobooks, Genova: biglietto di N. Servettaz da “Celle 27”, senza mese e anno. “Caro Giuan/poiché

ti ritengo l’uomo più responsabile della compagnia ti prego di metterti in comunicazione telefonica con la Sig.ra Rossetti

[Lelia] per confermarmi poi il vostro arrivo per domenica mattina. Se foste gente come si deve partireste alle 7,30

per essere qui alle 8,40. Ma alla peggio ci accontenteremo di vedervi alle 11,20. Scrivo anche a Oscar [Saccorotti] e

a Camillo [Sbarbaro], ma che il loro eventuale tradimento non influisca sul gruppo Solari Rossetti. Basta un tuo telegramma

sabato mattina.”

7


3 - G. Solari, Finalmente!, 1928, Autoritratto

in divisa da militare coi gradi

di caporale, inchiostro e matita su

cartoncino, cartolina inviata ai famigliari,

27/4/1928.

1920 (in modo discontinuo dopo la morte della madre nel

1922 5 ). Prefigurando le difficoltà di un sostentamento futuro,

il giovane optò, tuttavia, per una formazione diversificata,

diplomandosi nel 1926 al liceo artistico di Brera e,

contemporaneamente, a un corso per “Assistenti Edili”, con

frequenza serale, così ponendo le basi della sua articolata

attività. Prestò servizio militare dal 1928 al 1929 senza

rinunciare, per raccontarsi in divisa, all’incontenibile vena

caricaturale (fig. 3) che condivideva, contraccambiata, nella

corrispondenza con gli amici artisti 6 . Nel 1930 e nel 1934,

poi, Solari concorse, senza esito positivo, alle borse di studio

formative, bandite dal Municipio genovese coi Fondi Brignole

Sale, per consentire a giovani artisti di visitare esposizioni

nazionali significative. 7

A due anni dall’esordio di Solari, nel 1929, alla 1° Mostra Regionale

d’Arte Ligure con tre opere passate a una rigorosa selezione 8 (una

5 Ibidem: in un foglio ms., s.d., con poche note autobiografiche, Solari scrisse:

“1915 mio padre partì per la guerra [...] in famiglia eravamo tre figli io il

primogenito – /1922 muore mia madre e io lascio gli studi regolari. Inizio a

lavorare in uno studio tecnico – frequento l’Accademia e il corso serale di

capomastro – disegno di notte”. Ibidem, libretto di frequenza della Ligustica:

risulta ammesso il 30 novembre 1920 per l’anno accademico 1920-21; si iscrisse al “Primo Periodo” il 4 dicembre

1920; al “Secondo Periodo” il 7 novembre 1922 e il 2 dicembre successivo alla “Scuola di Architettura”; al “Terzo

Periodo” e alla “Scuola di Figura” il 6 novembre 1924 e così via fino al 25 novembre 1929, quando di nuovo si iscrisse

al “Terzo periodo” diplomandosi nel gennaio 1930 alla “Scuola Professionale di disegno d’ornato, elementi di figura,

prospettiva” della Ligustica. Nel 1926 aveva intanto conseguito, sia la maturità artistica al Liceo Artistico dell’Accademia

di Brera in Milano, sia il diploma di licenza in “Disegno costruzioni /cementi armati/ resistenza materiali/topografia

e contabilità” (sezione serale, corso “Assistenti Edili”) della Scuola Industriale Maschile “Galilei” di Genova,

abilitandosi all’insegnamento del disegno nelle scuole medie a Roma nel 1930, come ben raccontano le lettere inviate

alla famiglia, dopo aver sostenuto gli esami, con gli schizzi dichiaratamente piacentiniani relativi al “portale d’ingresso

per una fiera campionaria da sorgere nella città d’origine del candidato” realizzato alle prove, ibidem, lettera ai famigliari

da Roma 11/8/1930.

6 Numerose le cartoline e le lettere, conservate nel Fondo citato, giunte a Solari da Rambaldi, Bozzano, Servettaz, i

fratelli Saccorotti, Sbarbaro, Fersen, Fieschi, spesso decorate con vignette e caricature.

7 Archivio dell’Accademia Ligustica di Belle Arti, Genova, Assegni per visitare Esposizioni 1902-1904 n. 887-35; al

concorso del 1934, Solari presentò “1 fiori, 3 paesaggi, 10 fotografie”.

8 Sindacato Regionale Fascista Belle Arti della Liguria. 1° Mostra Regionale d’Arte Ligure, catalogo (Genova, Palazzo

Rosso, 15 dicembre 1929-31 gennaio 1929), Genova 1929, p. 13. Esposero 70 artisti con 198 opere.

8


4 - G. Solari, La casa, 1929 ca. [in Sindacato Regionale Fascista

Belle Arti della Liguria. 1° Mostra Regionale d’Arte

Ligure, catalogo (Genova, Palazzo Rosso, 15 dicembre

1929-31 gennaio 1929), Genova 1929, ill. p. 67].

aveva persino avuto l’onore della riproduzione in

catalogo, (fig. 4) 9 , il Municipio di Genova aveva

comprato, tra il 1931 e il 1942, in prevalenza

alle esposizioni del Sindacato Fascista di Belle

Arti 10 , cinque suoi paesaggi e un soggetto

floreale nell’ambito di una mirata politica di

aggiornamento artistico per la Galleria d’Arte

Moderna genovese, inaugurata a Nervi nel 1927

e fortemente voluta dal pittore e critico d’arte

Orlando Grosso, direttore dell’Ufficio Belle Arti

comunale. Val Bisagno, un olio su compensato, fu

il primo dipinto di Solari a entrare nelle raccolte

della Galleria (fig. 5), acquistato per 700 lire alla

seconda mostra del Sindacato 11 , insieme a opere

degli amici Rambaldi, Saccorotti, Bassano, Peluzzi

e altri artisti.

Una legittimazione, un riconoscimento ufficiale

importante per il giovane, tanto più che i suoi

quadri vennero scelti da una commissione

qualificata, formata dai pittori Grosso e Angelo

Vernazza; dagli scultori Paolo Enrico De

Barbieri (in quegli anni, e fino al 1936, direttore

dell’Accademia Ligustica di Belle Arti), ed

Edoardo De Albertis, segretario del Sindacato;

Nell’introduzione, firmata dai giurati Guido Galletti, Antonio Santagata, Domingo Motta, Eugenio Baroni ed Eso Peluzzi,

si dichiara la volontà di “impostare” non meglio definiti “caratteri specifici dell’arte ligure” di fronte al “problema

nazionale di un’arte” e che, per evitare “carattere commerciale, scarso interesse artistico o di gusto volgare”, era stata

effettuata una selezione del 50% delle opere presentate dagli artisti.

9 Ibidem, p. 26, sala II, n. 39 Natura morta, n. 40 La casa (ill. p. 67), n. 41 Natura morta.

10 M.F. Giubilei, Galleria d’ Arte Moderna di Genova. Repertorio generale delle opere, Firenze 2004, pp. 699-700, 716:

dal 2004 al 2019, esposto nel percorso permanente della Galleria d’Arte Moderna anche Val Bisagno di Solari, olio su

compensato, 1930. Sugli acquisti alle Sindacali, cfr. anche R. Vitiello, Politica di acquisti del Municipio di Genova per

la Galleria d’Arte Moderna alle Mostre del Sindacato Fascista di Belle Arti: 1929-1944, in “Bollettino dei Musei Civici

genovesi”, a. XVIII, nn. 52-53-54, gennaio/dicembre 1996, pp. 131-156.

11 II Mostra d’arte del Sindacato Regionale Fascista Belle Arti./LXXVIII Mostra della Società per le Belle Arti. /XII Mostra

della Società Promotrice di Belle Arti “Alere Flammam”, catalogo (Genova, Palazzo Rosso), Genova 1930, p. 17, n. 8;

Solari espose altri 5 dipinti, cfr. ibidem, p. 17 nn. 9,10,11; p. 18, nn. 18 e 22.

9


da Francesco Puccio, preside del Liceo Artistico “N. Barabino”,

dall’avvocato e senatore Pietro Cogliolo. In Galleria entrò anche

la tela Fiori, settimo dipinto di Solari, 12 acquistato nel 1936

alla Biennale di Venezia (che quell’anno ospitava personali di

Carrà e di Severini, artisti per nulla indifferenti a Solari), dove

l’artista genovese espose per la prima volta 13 , dopo non essere

stato ammesso all’edizione del 1934. Fatto, quest’ultimo, che

emerge, con una nota polemica nei confronti dello scultore

Antonio Maraini, deputato parlamentare e, soprattutto, potente

segretario generale dell’evento veneziano, da una lettera del

pittore Ferdinando Garibaldi: “Caro Solari, dal “Lavoro” di ieri

[12/5/1934] ho notato con viva sorpresa, che il tuo nome non

figura tra gli invitati alla Mostra Veneziana (dico invitati, anche

se sappiamo che molti degli artisti liguri elencati dall’Angiolini

[autore dell’articolo] furono invitati solo all’ultimo momento,

e quindi certamente dietro pressioni del tutto extra artistiche).

Evidentemente l’on. Maraini non ti ritiene ancora all’altezza,

per fare qualche nome, del Grosso Orlando, del Gambetta

5 - G. Solari, Val Bisagno, 1930, olio su

compensato, (Genova, Galleria d’Arte

Moderna).

Mario, del Gagliardo Salvatore e del Lombardo Riccardo. Io, che penso invece il contrario, non

posso che disapprovare - come artista e come critico militante - l’irragionevole scelta fatta dagli

organi responsabili della Biennale e a te - che sei uno dei colpiti da siffatto procedimento – sento

il dovere di professarti la mia stima e invitarti a perseverare ancora, senza curarti – come dice

Dante – del “mondano rumore”. 14

L’esclusione del pittore dalla 19° Biennale (tutte da indagarne le ragioni) appare singolare,

considerata, a posteriori, la maturità del segno pittorico e il ruolo che Solari, in quei primi anni

Trenta, aveva già assunto nel contesto artistico genovese. Era stato membro, nel 1933, coi pittori

Federico Maragliano e Rambaldi, gli scultori Arturo Martini – obbligatorio citare le notevoli

ceramiche del trevigiano, con un raro presepe, marchiate ILCA e Fenice, collezionate da Solari

e oggi in mostra – ed Eugenio Baroni, della commissione ligure preposta a scegliere (non senza

una seria contestazione nei confronti dello stesso Solari e di Rambaldi da parte del pittore Evasio

12 Alla revisione inventariale del 1991 il dipinto risultò mancante dalle collezioni museali – in Giubilei 2004, cit., p.

716 – e non esiste, purtroppo, un’immagine fotografica, nè nell’archivio del museo, né al Gabinetto fotografico del

Docsai di Genova, nè presso l’Archivio Storico delle Arti Contemporanee della Biennale di Venezia.

13 XX Esposizione Biennale Internazionale d’Arte. 1936. XIV. Catalogo, Venezia, 1936, III ed., p. 156, n. 19, sala 47.

14 Fondo Solari, lettera del 13/5/1934.

10


Montanella 15 ), le opere di una trentina di artisti di territorio per la Prima Mostra del Sindacato

Nazionale Fascista di Belle Arti che si tenne a Firenze 16 con la partecipazione di pittori e scultori

di quasi tutte le regioni italiane.

“Dal 1923 al 26 dipingevo paesaggi nella periferia di Genova [...] e iniziavo [...] gli anni

escursionistici 1923-24” 17 : così scrisse Solari nella breve autobiografia, raccontando la

giovinezza e la precisa scelta già compiuta a 16 anni di dipingere en plein air. Stesso periodo in

cui cominciò a fare camminate in montagna, collaborando, in una data non nota, con l’Unione

Ligure Escursionisti (associazione fondata a Genova nel 1914 e primo nucleo del futuro CAI-

Club Alpino Italiano in cui si trasformò nel 1930), per la cui rivista disegnò, nel 1928 e nel 1929

di certo, due copertine con altrettanti “neogotici” e fiabeschi paesaggi montani, vicini al segno

decadente del trentino Benvenuto Disertori (uno degli incisori che Solari poteva aver apprezzato

nelle pagine della cozzaniana rivista “L’Eroica”), e non privi di inflessioni giapponesizzanti nei

contorti tronchi che vi compaiono 18 . È tuttavia un’eccezione perché gli esiti artistici di Solari,

i dipinti realizzati alla fine degli anni Venti non sfuggirono al catartico “ritorno all’ordine” che

s’impose alla fine del cataclisma bellico. E se la sintonia artistica di Solari con l’opera dell’amico

Saccorotti - il quale, nel 1948, dedicò alla figlia dell’amico Cincia (soprannome di Maria Teresa)

lo splendido ritratto qui pubblicato (cat. 44) - è confermata dai due deliziosi interni che oggi si

espongono (catt. 1-2), datati 1929 come lo stesso soggetto, con una figura femminile, che Oscar

espose alla Sindacale genovese del 1929 19 , il percorso, tuttavia, si preannuncia, diverso. Solari

elimina l’elemento umano da ambienti e paesaggi e, quasi a voler proteggere la sua privatezza,

svela solo piccoli frammenti degli interni attraverso incastri di tasselli cromatici giocati su netti

contrasti, sulla presenza rassicurante della luce, sulla sua positività rivelatrice di calma intimità.

15 Ibidem, Lettera del 12/3/1933 da Evasio Montanella a Solari: “Egregio Collega/Sono venuto a conoscenza di un

fatto che mi ha molto indispettito e gli autori siete voi e Rambaldi. Nel giudizio per le opere presentate per la Mostra

Internazionale di Firenze per opera vostra e di Rambaldi non è stata accettata una mia opera: (Paesaggio Ligure) opera

superiore a quella da voi accettata, e che avrebbe potuto figurare degnamente. Questo è, non mio giudizio soltanto ma

di molti colleghi fra i quali l’amico Peluzzi, perché opera veramente moderna. Mi risulta altresì che avete autorizzato il

cambio con opere non notificate, recandovi per giunta in vari studi per la scelta. /Per me non solo non mi avete usato

questo abusivo riguardo (vedi regolamento) ma mi avete ancora voluto danneggiare su quello che era stato presentato

regolarmente. [...]”

16 Prima Mostra del Sindacato Nazionale Fascista di Belle Arti, catalogo (Firenze, Palazzo del parterre di S. Gallo, aprile-giugno

1933), Firenze 1933, p. 11: di Montanella risulta un solo dipinto, p. 121, n. 22, Fattore e contadino. Solari

espose due paesaggi, ibidem, p. 61, nn. 68, 69, uno dei quali con fotografia in catalogo.

17 Fondo Solari, Borgobooks, Genova: foglio ms. con prove di colore.

18 ibidem; “Unione Ligure Escursionisti. Rassegna Mensile”, a. 15, n.3, marzo 1928; a. 16, n. 6, giugno 1929.

19 Sindacato Regionale Fascista 1929, cit., p. 32, sala IV, n. 111 Interno, tav. 30.

11


C’è ordine compositivo e pulizia di colore, pur trattenendo ancora un morbido naturalismo

postimpressionista di fondo: la materia vi è netta, non vibrante e cezanniana come nel dipinto

di Saccorotti.

E per i paesaggi di Solari è impossibile non citare la vicinanza di Rodocanachi, che, richiamato nella

prima guerra mondiale, dal 1923 tornò a Genova, riprendendo amicizie e attività, stabilendosi, dal

1930, ad Arenzano dove il suo salotto, con la moglie Lucia Morpurgo, si aprì al milieu artistico del

tempo. Il rigore formale di Carrà, la sensibilità cromatica e il silenzio di Morandi, il profumo della

metafisica che si “respirano” variamente nei dipinti di Rodocanachi si riversarono nel segno di

Solari il quale, tuttavia, dimostrò una originale capacità di sintesi formale, di rigorosa e geometrica

organizzazione degli spazi, di orchestrazione armonica della tavolozza nel fissare, su cartoni,

compensati e tele, immagini ravvicinate di frazioni paesaggistiche rese, come in un mosaico, da

tessere di colore. L’immobilità rarefatta, l’assenza straniante di figure e una luce a tratti zenitale

sono sovrane nei paesaggi di Solari (catt. 3-7): compressi per lo più in piccole dimensioni, a tratti

quasi privi di cielo, gli scorci di case, di valli, di torrenti rivelano il peso di un tempo di attesa

inquieta. Le visioni naturali, talvolta scaldate dai marroni bruciati (catt. 7-8) di Rodocanachi,

appaiono nella loro nettezza, quasi cristallizzate in un sottovuoto privo di consistenza e di densità.

Poi, sin dalla fine del 1930, la tavolozza di Solari, complici i “turbamenti” 20 dell’epoca e nuovi

sguardi a Cezanne, vira al grigio, il segno s’incupisce e s’ispessisce (in particolare catt. 10, 11, 27,

28), la materia tende a sfaldarsi, diventa vibrante (cat. 25) e si avvia un lento cambiamento, come

avvenne pure nell’opera di Saccorotti, anche per l’influenza delle opere di De Pisis, esposte alla

Mostra degli Italiani a Parigi nella Biennale del 1932 21 .

E non ci fu casualità nell’invio a Solari, da Parigi, “il paese dei pittori”, nel giugno 1934, da

parte dell’amico Servettaz, di una cartolina in bianco e nero con l’Odalisque di Henri Matisse 22 ,

artista che, con Pierre Bonnard entrò, soprattutto nei decenni all’indomani dell’ultimo conflitto,

nel vocabolario artistico di Solari rinnovandone e vivificandone forme e colori (catt. 33, 35, 37),

sciogliendo il pennello nell’eleganza fluida e decorativa dei segni di tempere in odore d’Oriente

(cat. 38). Il dialogo sulla pittura e sulle suggestioni paesaggistiche proseguì negli anni con Servettaz

e, in un momento tra il 1940 e il 1942, quando Solari era stato richiamato in guerra, l’amico

20 Fondo Solari, Borgobooks, Genova: cartolina postale 11/9/1939 da N. Servettaz al “Tenente Giovanni Solari 2°

Regg.Alpini/Dronero. Lo scultore informa Solari che “Sbarbaro è richiamato ed è... maggiore... a Ferrara!” e gli scrive

di avere diversi lavori, ma i ‘turbamenti’ hanno sospeso tutto”.

21 XVIII a Esposizione Biennale Internazionale d’Arte. 1932. Catalogo, Venezia 1932, I ediz., pp. 101-106, sala 28.

22 Fondo Solari, Borgobooks, Genova: cartolina datata 16/6/1934, inviata da Parigi, da Servettaz a Solari. “Caro Solari,

penso spesso a quanto ti interesserebbe un viaggio qui. Bisogna assolutamente che tu ci pensi perché questo è il paese

dei pittori. Vedo cose magnifiche da tutte le parti [...]”. Solari andò a dipingere a Parigi per certo nel 1972, come si

riferisce più avanti in questo saggio, e nel 1975 (lo documenta un foglio dattiloscritto col dettaglio del viaggio).

12


scultore gli scrisse: “[...] Penso che ti farai una scorpacciata di

montagna tale da saturarti. Penso che non avrai forse tempo di

dipingere, ma è già un bel fatto di non avere più certi cherubini

fra i piedi. E tutto sommato penso che questa parentesi di vita

ti farà un gran bene [... ]. I Saccorotti non li ho ancora visti ma

so che Oscar è da Cavallo in palude dove temo pensi più a

sparare alle anatre che a pitturare. Io sto riprendendo il lavoro

e ne ho già in vista per questi prossimi mesi. Sono stato diverse

volte nei dintorni di Baveno dove faccio tradurre in granito una

scultura per mio cugino e ho notato la bellezza pittorica di quei

paesi non so se più lombardi o piemontesi. Avevo dunque la

testa piena di idee pittoriche quando incontro Martini a Milano

che mi comunica che non fa più la scultura che è passato alla

pittura. Mi ha fatto vedere i suoi primi quadri, per ora ancora

van goghiani, ma molto fini di colore e - mi pare - pittorici.

Devo ritornare presto a Milano dove lo rivedrò e dove spero di

ottenere lavoro per la Triennale [...]. 23

E, a guerra finita, nel 1946, Servettaz ancora gli scriveva: “Nella

peggiore delle ipotesi vieni almeno tu per dipingere [...] Se tu

volessi stare fuori a dipingere per una settimana ti proporrei di

andare a Porto Maurizio o a Loano o Albenga. Sono stato l’altro

6 - G. Solari, Ritratto di Beuys, 1978,

matita su carta.

ieri e l’ho proposto a Camillo [Sbarbaro] che verrà ma in settembre. Più bello ancora a Cervo o

Laigueglia. Ti posso invitare - senza lusso - a questo pellegrinaggio nel ponente.” 24

A dispetto del suo essere designer la vera passione di Solari rimase, dunque, sempre e

soltanto quella di dipingere en plein air. Una passione che lo spinse a viaggiare molto e,

poi, all’inizio degli anni Ottanta, a privilegiare, non solo i “grigi”, ma, come soggetto, la

città rispetto all’“agreste” 25 .

23 Ibidem: lettera su carta intestata “Nanni Servettaz - Scultore- via L.Stallo 6-2” s.d., da Servettaz a Solari [ma tra 1940

e 1942, periodo in cui Arturo Martini si dedicò alla pittura].

24 Ibidem: lettera del 14/8/1946 di Servettaz a Solari.

25 Ibidem: lettera di Solari a Renata [Boero?] “18 agosto 81”, “Il caldo, la pigrizia mi hanno ridotto in studio, di questa

stagione vorrei sempre andare, mi richiama il paesaggio di sole anche se preferisco i grigi. [...] Ho dipinto un “porto”

da una finestra di Piazza Cavour. Ho così rotto la clausura dello studio. Con quel trenino delle quindici e un quarto

ho portato armi e bagagli a Rivarolo [sotto?] l’archivolto della vecchia ferrovia [...] Ciò mi allontana sempre più dall’agreste

che amo sempre meno.”

13


I dipinti che appartenevano alla collezione del suo amico Carlo Alberto Rizzi 26 lo raccontano

infatti nel 1951 in Spagna, a Siviglia e a Granada; nel 1972 a Parigi, dove tornò nel ‘75; nel 1973

a Londra e a New York. E, tra il 1972 e il 1977, più volte nei fiordi e sulle isole della Norvegia,

a Bergen e alle Lofoten, luoghi frequentati per ragioni professionali da Rizzi, che coinvolse il

pittore nei viaggi estivi.

“Festeggio il paesaggio con le matite colorate”, aveva felicemente scritto Solari in un articolo

dedicato proprio alla città novergese di Bergen nelle pagine del “Corriere Mercantile”,

concedendosi una sporadica attività di scrittore (complice forse l’aiuto della critica d’arte Viana

Conti) 27 . Solari pubblicava intanto la caricatura di Giulio Carlo Argan e faceva quella di Joseph

Beuys 28 (fig. 6); ampliava, infine, con coraggio, la sua esperienza artistica partecipando nel 1977,

con Claudio Costa, Aurelio Caminati, Diego Torri, Luisella Carretta e altri artisti genovesi, al

progetto per la rivitalizzazione del piccolo paese rurale di Monteghirfo e ritrovandosi, sì, di

nuovo en plein air, ma, quella volta, come protagonista di azioni performative e teatrali. 29

26 Carlo Alberto Rizzi (Genova 1916-2002) fu imprenditore, collezionista, pittore dilettante ma capace, e, con la

moglie Licia Manara (Venezia 1922-Genova 2012), appassionato sostenitore di Solari. Ringrazio M. Cristina Rizzi per

la collaborazione e le informazioni.

27 G.Solari, La notte chiara di Bergen, “Corriere Mercantile”, 14/6/1977; si veda anche G.Solari, Fausto Saccorotti artefice

eccellente, in “Corriere Mercantile”, 31/3/1977, scritto a un anno dalla morte di Fausto (Roma 1895-Genova 1976).

28 La caricatura di Argan in “Corriere Mercantile”, 7/3/1975; quella di Beuys in Fondo Solari, Borgobooks, Genova.

29 V. Conti, Note d’arte. Monteghirfo: nuovo spazio della cultura, “Corriere Mercantile”, venerdì 10 giugno 1977; sul

progetto di Monteghirfo, cfr. Aurelio Caminati - Claudio Costa: il caso Monteghirfo, mostra a cura di F. Serrati in collaborazione

con M. Murialdo (Genova, Museo di Villa Croce, 3/3-1/5/2018), Genova 2018.

14


GIOVANNI SOLARI E IL PROGETTO DI ARTE TOTALE

Matteo Fochessati

Nonostante la sua intensa e rilevante attività in campo pittorico, confermata dalla partecipazione

ad alcuni tra i più significativi appuntamenti espositivi dell’epoca – come il Premio di Pittura Golfo

della Spezia del 1933 30 , la Biennale di Venezia del 1936, in occasione della quale il Comune di Genova

acquistò il dipinto Fiori 31 , e la Quadriennale romana, dove fu presente alle edizioni del 1935

e del 1939 32 – Giovanni Solari, sfruttando la sua poliedrica vena creativa, estese la propria ricerca

in molteplici ambiti espressivi: dall’illustrazione alla grafica, dall’interior design all’architettura.

Dopo aver frequentato giovanissimo l’Accademia Ligustica di Belle Arti, che nel 1949 lo elesse

Accademico di merito nella classe di pittura 33 , e aver conseguito nel 1926 la maturità artistica al

Regio Liceo di Brera (ottenendo nel 1930 l’abilitazione all’insegnamento del disegno nelle scuole

medie 34 ), Solari affiancò infatti alla pittura una serie di attività che, pur apparentemente predominanti,

sono rimaste tuttavia sotto un cono d’ombra: scarsamente documentate dalla sua altrettanto

scarna bibliografia artistica, perché ritenute forse meno significative rispetto alla sua produzione

pittorica. Un paradigma esemplare di tale indeterminatezza, rispetto alla variegata trama delle sue

esperienze artistiche, è rappresentato ad esempio dall’indicazione di una sua possibile collaborazione

con Paride Contri nella progettazione dello Stadio del nuoto di Albaro e del Mercato dei

fiori 35 : un coinvolgimento che, tuttavia, non risulta attestato da nessuna prova documentaria.

1 Vd. lettera della Direzione e segreteria della Casa d’arte della Spezia, datata 9 settembre 1933, in cui si segnalava

che la giuria del premio aveva scelto tre sue opere – si trattava di Case (La Spezia), Porto mercantile (La Spezia) e Periferia

– «dichiarandole degne di essere esposte per concorrere al premio». Tale missiva è conservata nel Fondo Solari

conservato presso Borgobooks, Genova (d’ora in avanti FS). Colgo qui l’occasione per ringraziare Gianni Pietrasanta

per avermi messo gentilmente a disposizione tali materiali.

31 Vd. lettera del 22 giugno 1936 dell’Ufficio Vendite della Biennale di Venezia (FS), in cui si annuncia l’approvazione

dell’acquisto da parte del Podestà di Genova.

32 Vd. lettera della Segreteria della Seconda Esposizione Quadriennale di Roma del 24 gennaio 1935 (FS), in cui si

comunicava a Solari che la giuria della Quadriennale aveva incluso nella lista degli accettati il suo nome con l’opera

Paesaggio. Nel fondo sono conservate anche la sua tessera personale di libero accesso alla mostra e l’invito alla cerimonia

di chiusura, datato 28 luglio 1935 ( FS). Vd. anche lettera della Presidenza della Terza Quadriennale, senza data,

in cui si annunciava l’accettazione del suo dipinto Paesaggio ligure (FS).

33 Vd. lettera del Presidente dell’Accademia Mario Labò del 6 maggio 1949 (FS). Il Comune di Genova lo aveva già nominato

nel maggio del 1947 a far parte, in rappresentanza dell’Accademia Ligustica di Belle Arti, della Commissione

Comunale per gli acquisti di opere d’arte moderna (FS).

34 Vd. biglietto del 1° settembre 1930 dell’Ufficio Concorsi Scuole Medie del Ministero della Pubblica Istruzione (FS).

35 In S. Paglieri, Conversando con Cincia, in Il mondo e le corrispondenze di Solari, catalogo mostra Biblioteca Berio,

15


Ampiamente documentata risulta

invece la rete di rapporti

che Solari seppe instaurare

con i principali protagonisti

dell’epoca in campo artistico,

culturale e accademico. La

sua peculiare inclinazione a

sviluppare, all’interno di una

versatile impostazione operativa,

un fertile terreno di condivisione

con altri attori legati

alle sue diversificate aree di

azione – un’attitudine che può

accomunare la sua attività artistica

a quella di Lele Luzzati

– trova infatti riscontro negli

intensi e cospicui scambi epistolari

che con tali personalità

intrattenne 36 . A cominciare da 7 - G. Solari, Progetto d'interno di Ocularium, s.d. (a)

quello con Camillo Sbarbaro,

che nelle numerose missive all’artista e alla figlia Maria Teresa (detta Cincia) si firmava con lo

pseudonimo Godoardo, suo alter ego ghiotto ed epicureo 37 , successivamente sostituito dagli appellativi

di Maestro e Sommo: quest’ultimo assegnatogli dallo stesso Solari che, contraccambiando

con licheni per la sua celebre raccolta, riceveva in dono dal poeta copie delle sue traduzioni

dal greco e dal francese.

Intensi furono anche i rapporti che intrattenne con i poeti Angelo Barile e Adriano Grande, con il

regista teatrale Alessandro Fersen, con Lucia Morpurgo e il marito, il pittore Paolo Rodocanachi

detto “Cian”, e con gli artisti Luigi Bassano, Guglielmo Bianchi, Guglielmo Bozzano, Dino Gambetti,

Eso Peluzzi, Emanuele Rambaldi e Nanni Servettaz, solo per citare alcuni nomi.

Genova 2004, Edizioni San Marco dei Giustiniani, Genova 2004.

36 Una parziale documentazione delle corrispondenze epistolari di Solari si può consultare in ibidem e in C. Sbarbaro,

Lettere a Giovanni Solari 1942-1965, a cura di S. Fioravanti, Edizioni San Marco dei Giustiniani, Genova 2015. Il

Fondo Solari contiene una ricca documentazione relativa alla corrispondenza di Solari, con lettere e cartoline, tra gli

altri, di Emanuele Rambaldi, Oscar e Fausto Saccorotti, Nanni Servettaz e Gugliemo Bozzano.

37 La sua passione culinaria è confermata dalla sua presentazione a Peccati di gola. Ricettario a cura di Costantino

Barile, edito dall’Azienda Autonoma di Soggiorno, Albisola 1955, pp. 3-5.

16


Il legame d’amicizia più stretto e intenso fu tuttavia

quello che instaurò con i fratelli Oscar e

Fausto Saccorotti 38 .

Con Fausto – progettista di mobili per Issel 39 e

di arredi per diversi negozi, tra cui Pescetto e

Ocularium (fig. 7), (con la probabile collaborazione

per quest’ultimo di Solari, come documentato

da un progetto conservato nel Fondo

dell’artista) – condivise in particolare l’attività

nel campo dell’interior design. Il suo sodalizio

con Oscar, ugualmente documentato a partire

dagli anni tra le due guerre, si sviluppò invece

prevalentemente nell’ambito della pittura

murale: assieme lavorarono infatti tra il 1947

e il 1953 alla realizzazione di alcuni interventi

decorativi presso dimore private e uffici pubblici,

in Liguria, in Piemonte e a Roma. La loro

stretta collaborazione appare d’altronde confermata

da una cartolina indirizzata a Emanuele

Rambaldi con l’ironica raffigurazione di un

“Particolare al vero di mobile”, databile tra il

1943 e il 1945 (come indicato dai francobolli

della Repubblica Sociale Italiana) e firmata

con l’anagramma incrociato dei loro nomi:

“Architetti Saccolari e Solarotti”. Le loro sigle

appaiate – “OS / GS” – compaiono peraltro

8 - O. Saccorotti - G. Solari, Locandina de Le allegre comari

di Windsor, 1949

anche nella locandina che, in occasione della Stagione Mediterranea di arte e cultura nel Parco

di Nervi, i due artisti realizzarono per lo spettacolo Le allegre comari di Windsor (fig. 8), diretto

da Fersen con costumi e scenografie di Luzzati.

Con i due fratelli Saccorotti Solari condivise pure la collaborazione con l’architetto genovese Mario

Labò, che nel 1928 fondò sia la DIANA (Decorazioni Industrie Artistiche Nuovi Arredamenti),

38 Si veda il suo ricordo di Fausto nell’anniversario della scomparsa: G. Solari, Fausto Saccorotti artefice eccellente, in

“Corriere Mercantile”, 31 marzo 1977, p. 3.

39 In una cartolina a Solari, non datata, con la sua caricaturale raffigurazione di un’accidentale rottura di mobili, Fausto

gli suggeriva di rivolgersi al negozio di Issel, di cui fu collaboratore tra il 1925 e il 1930 (FS).

17


sia l’ILCA (Industria Ligure Ceramiche Artistiche), per la quale Arturo Martini produsse una ricca

serie di ceramiche decorative, di cui Solari collezionò numerosi esemplari.

Come documentato da un suo bozzetto per tessuto intitolato Il giocoliere, Solari fu coinvolto nella

produzione della DIANA, che operando all’epoca con la MITA (Manifattura Italiana Tappeti Artistici)

offrì ai propri artisti l’opportunità di entrare in contatto con l’azienda fondata nel 1926 a Nervi

da Mario Alberto Ponis 40 . Per conto della MITA, che dal dopoguerra cambiò il proprio acronimo

in “Manifattura Italiana Tessuti Artistici”, Solari eseguì infatti il disegno per stoffa Dischi volanti

(databile intorno al 1949 e numero 27 del campionario della manifattura genovese) e uno studio

di foulard per la compagnia di navigazione spagnola Ybarra y Cia (1960 circa). Per la MITA realizzò

inoltre i disegni relativi ai mesi di gennaio e febbraio del calendario 1953, pubblicato in cento

copie numerate dall’azienda nerviese e le cui illustrazioni Ponis commissionò anche a Emanuele

Luzzati, Giocondo (Goghi) Faggioni, Enrico Paulucci, Oscar Saccorotti e Giorgio Host Ivessich.

Passando adesso ad analizzare le sue varie esperienze artistiche e gli scenari che fecero da

sfondo alla sua poliedrica ricerca, se la sua ipotizzata partecipazione nel 1934 alla I Mostra

Nazionale di Plastica Murale per l’edilizia fascista, allestita a Genova a Palazzo Ducale, non

appare tuttavia documentata in catalogo, certa è invece la sua presenza alla VI Triennale di

Milano del 1936 nella sezione ligure curata da Ugo Nebbia 41 . Alla mostra, il cui allestimento

fu affidato – all’interno del complessivo progetto elaborato da Renato Camus – agli architetti

Luigi Falconi, progettista del caffè-bar, e Giulio Zappa, autore dell’impianto promozionale della

Società di Navigazione “Italia-Cosulich”, Solari partecipò collaborando con Attilio Saroldi alla

produzione di coppe e vetri ornamentali, tagliati, molati e incisi della S.A.V., la Società Artistico

Vetraria di Altare che nel Caffè-bar esponeva il servizio di bicchieri “cobalto” a fondo quadro di

Alma Fidora, moglie di Nebbia.

Solari, insieme a Francesco Dal Pozzo, realizzò nella stessa occasione i disegni per ricami, pizzi,

merletti e filigrane eseguiti dalle studentesse della Civica Scuola femminile “Duchessa di Galliera”

42 . Nell’area espositiva della sezione ligure era presente anche il suo amico Rambaldi, autore

40 Vd. M. Fochessati, Dall’ILCA alla MITA. La breve stagione della produzione tessile di Arturo Martini, in C. Bracco,

D. Ventura (a cura di), Arturo Martini. La trama dei sogni, catalogo mostra Museo della Ceramica- Pinacoteca Civica,

Savona, Sagep, Genova 2016, pp. 24-35. Sulla storia della MITA vd. M. Fochessati e G. Franzone, La trama dell’arte.

Arte e design nella produzione della MITA, Sagep Editori, Genova 2016. Vd. anche l’ironica missiva di Ponis del 10

aprile 1946 (sul retro di una fotografia) in cui invitava Solari a un pranzo con Oscar Saccorotti e Rambaldi in cambio

di decorazioni su una porta (FS).

41 A. Dal Pozzo Gaggiotti (a cura di), VI Triennale di Milano. Partecipazione della Liguria, Officina d’Arte Grafica A.

Lucini, Milano 1937.

42 Nel Fondo Solari è conservata una lettera dattiloscritta di Ugo Nebbia su carta intestata VI Triennale di Milano – Or-

18


per le pareti del giardinetto di due grandi pannelli policromi d’intonaco pietrificante prodotti

dalla Ditta Zecchina di Chiavari, di due pannelli luminosi per la decorazione del caffè-bar e del

disegno delle scatole in legno intarsiato esposte alla mostra dell’E.N.A.P.I. dalla Ditta Antonio

Canciani di Chiavari, con la quale lo stesso Solari collaborava in quegli anni 43 .

Sempre nell’ambito delle esposizioni è plausibile ritenere valida – in base ad alcune foto dell’epoca

conservate nel Fondo – la notizia di una sua partecipazione all’allestimento della Mostra

del mare, realizzato nel 1937 nell’area antistante lo Stadio del nuoto su progetto di Luigi Vietti 44 .

Tra i suoi allestimenti espositivi si ricorda inoltre quello che progettò nell’agosto del 1945 per

la mostra organizzata al Teatro Grattacielo di Genova dal Comitato Liberazione Nazionale della

Liguria, per il quale Solari aveva disegnato anche la tessera con il motto “Ostinato rigore” 45 .

Ugualmente intensa fu la sua attività in campo grafico, come documentato dalle illustrazioni

per le copertine del bollettino dell’Unione Ligure Escursionisti 46 , dalla partecipazione nel 1933

al concorso per il cartellone di promozione turistica indetto dal Comune di Varazze 47 e dalla

collaborazione nel 1947 con la Esso Standard-Italo Americana Petroli (fig. 9) per l’illustrazione

di un opuscolo 48 .

L’impegno più significativo, all’interno di queste sue molteplici attività di ricerca, fu tuttavia

quello relativo ai progetti di interior design che, oltre a includere studi per interni navali (come

riportato nelle testimonianze della figlia e documentato da alcune foto conservate nel fondo

ganizzazione per la Liguria, datata 16 gennaio 1936 (FS), in cui raccomandava il nostro artista al podestà di Rapallo

Silvio Solari, chiedendo di segnalarlo, in occasione della Triennale di Milano, a ditte o artigiani locali per una sua

collaborazione alla produzione di pizzi e merletti.

43 Vd. lettera di Antonio Canciani a Solari del 26 ottobre 1936 su carta intestata della ditta (FS), in cui lamentava la

mancata vendita di quattro sedie “tipo Triennale” (FS). La collaborazione di Solari con la ditta Canciani per l’esecuzione

di mobili su suo progetto è invece documentata da una lettera del 26 febbraio 1937 (FS).

44 Di Vietti si conserva nel fondo una lettera dattiloscritta a Solari del 6 marzo 1939 su carta intestata dello studio, in

cui lo pregava di vedersi, non avendo esaudito in precedenza il suo desiderio di incontrarlo (FS).

45 In una comunicazione dattiloscritta del Comitato Liberazione Nazionale per la Liguria datata 30 agosto 1945 si attestava

che «il Cap. Solari Giovanni ha svolto un’efficace e prolungata attività cospirativa per conto di questo Comitato,

fino al momento della liberazione» (FS).

46 Vd. “Unione Ligure Escursionisti”, 15, 3 marzo 1928 e idem, 16, 6, giugno 1929.

47 Una lettera del Commissario Prefettizio Paolo Bianchi dell’Azienda Autonoma per la stazione balneare e climatica

di Varazze, datata 17 luglio 1933, informava Solari che il suo bozzetto era stato proposto dalla giuria per un eventuale

acquisto da parte dell’Azienda (FS).

48 Vd. lettera di P. Arnaldi del Public Relations Department della Esso Standard-Italo Americana petroli di Genova del

21 ottobre 1947 (FS).

19


9 - G. Solari, Progetto grafico per la Esso Standard-Italo Americana Petroli,

Genova, 1947 (a)

dell’artista), si sviluppò in particolare

nell’ideazione di mobili

e soluzioni d’arredo per

abitazioni private ed esercizi

commerciali, come i negozi

Impermeabili San Giorgio, La

cicogna o la rivendita di vini

Feruzzi, sita in via San Vincenzo,

di cui si conserva nel

Fondo un bozzetto raffigurante

un Arlecchino (fig. 10) con

una bottiglia in mano.

Infine, pur non avendo il titolo

di architetto, Solari svolse

diversi incarichi in tale ambito:

magari affiancando altri

progettisti, come nel caso

della sua collaborazione nel

dopoguerra con l’ingegner

Giuseppe Borzone di Chiavari

per il progetto di riallestimento

dell’Hotel Splendid

di Portofino. E d’altronde già

il 4 giugno 1945 il sindaco di

Genova Vannuccio Faralli lo

aveva invitato – assieme agli

architetti Giuseppe Bianchini,

Crosa di Vergagni, Labò, Giovanni

Romano e Zappa e agli ingegneri Aldo Assereto, Giacomo Dodero, Paolo Fossati, Angelo

Invernizzi e Lorenzo Picasso – a far parte della Commissione urbanistica per lo studio dei problemi

inerenti alla ricostruzione della città 49 .

49 Nel fondo è conservato l’invito in cui Solari, incluso tra gli architetti, è invitato a partecipare il 9 dello stesso mese

alla prima riunione presso la sala della Giunta Municipale a Palazzo Tursi (FS). Una ricevuta di Solari al Comitato Urbanistico

del 29 ottobre 1946 (FS), relativa a sopralluoghi effettuati a Nervi-S.Ilario, Nervi-Quinto e Quinto-Priaruggia,

attesta la continuità di questa sua collaborazione istituzionale.

20


Questa sintetica panoramica sulla complessa

e articolata attività professionale di Giovanni

Solari – a cui ci si augura faranno seguito più

capillari e approfondite analisi critiche, proprio

partendo dai documenti conservati nel

Fondo qui più volte citato – può comunque

già mettere in evidenza lo spirito creativo che

animò l’artista il quale, in una ricostruzione

“autobiografica” del personaggio proposta da

Viana Conti, così si presentava: «Credo di essere

pittore nella stessa misura in cui mi sento capomastro,

decoratore di barche, “designer”» 50 .

Alla maniera di Luzzati, il quale amava definirsi

un artigiano, anche Solari si vedeva

dunque come un artista multimediale che, in

nome della visione globale del fare arte scaturita

dalla tradizione modernista delle Arts

& Crafts e del Bauhaus, riteneva non dovesse

sussistere più nessuna gerarchia tra i diversi

linguaggi artistici.

10 - G. Solari, Progetto di decorazione per la rivendita di

vini Feruzzi, via San Vincenzo, Genova. s.d.

50 Vd. Giovanni Solari Giovannino Servettaz, Galleria S.Agostino, Verezzi 1982; riportato anche nella brochure della

mostra Giovanni Solari, Art Club Il Doge, Genova 1993.

21



GIOVANNI SOLARI

1907 - 1998


1. Interno, 1929

Olio su cartone, cm 31,5 x 23,5,

firmato in basso a sinistra.

Sul retro: cartiglio di pugno dell’artista

recante titolo e sigla

2. La nostra camera, 1929

Olio su cartone, cm 22,5 x 20,5,

firmato in basso a destra.

Sul retro: di pugno dell’artista,

titolo, data e firma

24


3. Casa antica, 1929

Olio su tavola,

cm 20 x 26,

firmato e datato

in basso a destra.

Sul retro: cartiglio di

pugno dell’artista

recante titolo e sigla

4. Verde ligure, 1929

Olio su tavola,

cm 30 x 40,

firmato e datato

in basso a destra.

Sul retro: cartiglio di

pugno dell’artista

recante titolo e sigla

25


5. Primo sole, 1929

Olio su tavola, cm 18 x 24,5,

firmato e datato in basso a destra.

Sul retro: cartiglio di pugno

dell’artista recante titolo e sigla

6. Campi coltivati, 1929

Olio su tavola, cm 27 x 21

Sul retro: di pugno dell’artista, data

26


7. Paese dell’entroterra, 1929 ca.

Olio su tavola, cm 26,5 x 21

Sul retro: di pugno dell’artista

studio a olio che rappresenta un paese

dell’entroterra di Genova

8. La ciminiera, 1929 ca.

Olio su tavola, cm 27 x 21

27


9. Sole, 1930

Olio su cartone, cm 16 x 19,5,

firmato in basso a destra.

Sul retro: di pugno dell’artista,

titolo, data e firma

10. Paese grigio, 1930

Olio su cartone, cm 35 x 36,5,

firmato e datato in basso a sinistra.

Sul retro: cartiglio di pugno

dell’artista recante titolo e sigla;

cartiglio recante il numero

di esposizione 146

Esposizioni:

- II Mostra d’Arte del Sindacato

Fascista di Belle Arti della Liguria,

Palazzo Rosso, Genova 1931

Bibliografia:

- Catalogo della II Mostra d’Arte

del Sindacato Fascista di Belle

Arti della Liguria, Fratelli Pagano

Editori, n° 18 di catalogo,

Genova 1931

28


11. Contro il sole. Val di Susa, 1930

Olio su tavola, cm 21 x 17,

firmato e datato in basso a destra.

Sul retro: cartiglio di pugno dell’artista

recante titolo e sigla

12. Un mattino di primavera, 1930

Olio su cartone telato, cm 40 x 29,

firmato e datato in basso a destra.

Sul retro: cartiglio di pugno dell’artista

recante titolo, data e sigla

29


13. Cascina, 1930 ca.

Olio su tavola, cm 23 x 21

14. Case e orti, 1930 ca.

Olio su tavola, cm 26 x 25

30


15. La casa rosa, 1930 ca.

Olio su cartone, cm 39 x 38,5

16. La bottega, 1930 ca.

Olio su cartone, cm 38,5 x 35

31


17. Il muro rosa, 1930 ca.

Olio su tavola, cm 39 x 38

18. Entroterra, 1931

Olio su cartone, cm 34 x 37,

firmato e datato in basso a sinistra

32


19. Paesaggio, 1931

Olio su tela, cm 64 x 80,

firmato e datato in basso

a sinistra.

Sul retro: di pugno dell’artista,

titolo e data

20. Paese di campagna, 1931

Olio su cartone, cm 40 x 30,

firmato e datato in basso a destra

33


21. Figura di profilo, 1931

Olio su tela, cm 99 x 70,

firmato e datato in bassoa destra.

Sul retro: cartiglio di pugno

dell’artista recante titolo e data

Esposizioni:

- IV Mostra Sindacato

Interprovinciale Fascista di

Belle Arti, Genova 1933

- Presenze liguri alle Biennali

di Venezia, Palazzo Ducale,

Genova 1995

- Il mondo e le corrispondenze

di Solari, Fondazione Giorgio

e Lilli Devoto, Genova 2004

Bibliografia:

- Catalogo della IV Mostra

Sindacato Interprovinciale

Fascista di Belle Arti, Genova

1933, n° 206 di catalogo,

riprodotto a pag. 63

- F. Ragazzi e F. Sborgi

(a cura di), Presenze liguri alle

Biennali di Venezia,

Tormena Editore, Genova

1995, n° 68 di catalogo,

riprodotto a pag. 144

- A. Marini e M. Poerio (a cura di),

Il mondo e le corrispondenze

di Solari, catalogo della mostra,

Ed. San Marco dei Giustiniani,

Genova 2004, riprodotto

34


22. La valle del Bisagno, 1931

Olio su cartone, cm 51 x 57,

firmato e datato in basso a destra.

Sul retro: di pugno dell’artista, titolo, data e firma

35


23. Il cancello, 1931

Olio su cartone, cm 34 x 37,

firmato e datato in basso a sinistra

24. Il greto, 1931

Olio su cartone, cm 35 x 37,

firmato e datato in basso a sinistra

36


25. Periferia, 1931 ca.

Olio su tavola, cm 30 x 39,5

firmato in basso a destra.

Sul retro: cartiglio di pugno

dell’artista recante il titolo

Esposizioni:

- Il mondo e le corrispondenze

di Solari, Fondazione

Giorgio e Lilli Devoto,

Genova 2004

Bibliografia

- A. Marini e M. Poerio

(a cura di), Il mondo e le

corrispondenze di Solari,

catalogo della mostra, Ed.

San Marco dei Giustiniani,

Genova 2004, riprodotto

26. Paese ligure, 1932

Olio su tavola, cm 39,5 x 44,

firmato e datato in basso a sinistra

37


27. Paesaggio urbano,

1933 ca.

Olio su tavola, cm 30 x 39,5,

firmato in basso a sinistra.

Sul retro: cartiglio recante

informazioni identificative

e tecniche relative all’opera

Esposizioni:

- I Mostra Interregionale

dei Sindacati Fascisti

di Belle Arti, Firenze 1933

Bibliografia:

- Catalogo della I Mostra

Interregionale dei Sindacati

Fascisti di Belle Arti, Firenze

1933, n° 68 di catalogo

28. Paesaggio, 1933 ca.

Olio su tavola, cm 50 x 58,5,

firmato in basso a destra.

Sul retro: cartiglio recante

informazioni identificative

e tecniche relative all’opera

Esposizioni:

- I Mostra Interregionale dei Sindacati

Fascisti di Belle Arti, Firenze 1933

Bibliografia:

- Catalogo della I Mostra Interregionale

dei Sindacati Fascisti di

Belle Arti, Firenze 1933, n° 69 di

catalogo

- Aniceto del Massa, Pittura e scultura

alla 1 a Mostra Intersindacale,

in “Arte Mediterranea”, n. 3 - 4,

Firenze 1933, riprodotto a pag. 29

38


29. L’anfora, 1935 ca.

Olio su tela, cm 60,5 x 45

30. Figura, 1935 ca.

Olio su tela, cm 78,5 x 52

39


31. Lungo il Bisagno, 1935

Olio su tavola,

cm 26,5 x 50,

firmato e datato

in basso a destra

32. Orti di Albaro, 1940 ca.

Olio su tela, cm 50 x 60

40


33. Portofino, 1940 ca.

Olio su tela, cm 50 x 60, firmato in basso a destra

41


34. Fiori settembrini, 1949

Olio su tavola, cm 40 x 34,5

Sul retro: di pugno dell’artista,

titolo, data e firma

35. Paesaggio con casa rosa, 1950 ca.

Olio su tavola, cm 50 x 58,

firmato in basso a destra

Esposizioni:

- Il mondo e le corrispondenze

di Solari, Fondazione Giorgio

e Lilli Devoto, Genova 2004

Bibliografia:

- A. Marini e M. Poerio (a cura di),

Il mondo e le corrispondenze

di Solari, catalogo della mostra,

Ed. San Marco dei Giustiniani,

Genova 2004, riprodotto

42


36. Armonie autunnali,

1950 ca.

Olio su tela, cm 50 x 60,

firmato in alto a destra

37. Portofino, 1970 ca.

Tempera su carta,

cm 46 x 74,5,

firmato in basso a destra

43


38. Vaso di fiori, 1977

Tempera su carta, cm 69,5 x 99,5,

firmato e datato in basso a destra

44


OSCAR SACCOROTTI

1898 - 1986

PAOLO S. RODOCANACHI

1891 - 1958

ARTURO MARTINI

1889 - 1947

FAUSTO SACCOROTTI

1895 - 1976


OSCAR SACCOROTTI

39. Cesto di funghi, 1932 ca.

Olio su tavola, cm 45 x 37,5

OSCAR SACCOROTTI

40. Piccolo paesaggio, 1930 ca.

Olio su tavola, cm 23 x 29

46


OSCAR SACCOROTTI

41. Vaso di fiori, 1934

Olio su tela, cm 60 x 70

Firmato e datato in basso a destra

47


OSCAR SACCOROTTI

42. La stalla, 1934 ca.

Olio su tela, cm 80,5 x 58

Firmato in alto a destra

OSCAR SACCOROTTI

43. Galleria del treno a Zoagli,

1935 ca.

Olio su tavola, cm 23 x 32

Esposizioni:

- Il laboratorio fantastico di

Oscar Saccorotti, Museo

d’Arte Contemporanea di

Villa Croce, Genova 1994

Bibliografia:

- Guido Giubbini (a cura di),

Il laboratorio fantastico di

Oscar Saccorotti, catalogo

della mostra, ERG, Torino

1994, n° 37 di catalogo,

riprodotto a pag. 37

48


OSCAR SACCOROTTI

44. Cincia, 1948

Olio su tela, cm 71 x 51

Firmato e datato in basso

a destra

Esposizioni:

- Oscar Saccorotti, Accademia

Ligustica di Belle

Arti, Genova 1988 e Palazzo

Bagatti Valsecchi,

Milano 1989

- Il mondo e le corrispondenze

di Solari, Fondazione

Giorgio e Lilli

Devoto, Genova 2004

Bibliografia:

- Mario Lepore (a cura di),

Oscar Saccorotti, ERG,

riprodotto a pag. 55

- Gianfranco Bruno (a cura

di), Oscar Saccorotti,

catalogo della mostra,

Sagep, Genova 1988,

n° 40 di catalogo,

riprodotto a pag. 66

- A. Marini e M. Poerio

(a cura di), Il mondo e le

corrispondenze di Solari,

catalogo della mostra,

Ed. San Marco dei Giustiniani,

Genova 2004,

riprodotto

49


OSCAR SACCOROTTI

45. Ragazza col turbante, 1955

Affresco, cm 58,5 x 48,5

Firmato e datato in basso a destra

50


OSCAR SACCOROTTI

46. Vaso di fiori, 1970 ca.

Tecnica mista su carta, cm 68 x 49,5

Firmato in basso a sinistra

51


OSCAR SACCOROTTI

47. Paesaggio. Dintorni di

Nevers, 1963

Olio su cartone, cm 34,5 x 45

Firmato e datato in basso

a destra

OSCAR SACCOROTTI

48. Vaso di fiori, 1955

Tempera su carta, cm 55 x 37

Firmato e datato in basso a destra

52


PAOLO S. RODOCANACHI

49. Nuit mystique, 1915 ca.

Olio su cartone, cm 19 x 21,5

Siglato in basso a destra

Sul retro: di pugno dell’artista,

Chiesa anglicana di Atene, Natale 1915;

titolo e firma

PAOLO S. RODOCANACHI

50. Ulivi, 1940 ca.

Olio su tavola, cm 34,5 x 28

53


PAOLO S. RODOCANACHI

51. Entroterra ligure, 1935 ca.

Olio su cartone, cm 70 x 89

Firmato in basso a destra

Sul retro: cartiglio della mostra Paolo S. Rodocanachi, Genova 1977

Esposizioni:

- Paolo S. Rodocanachi, Museo dell’Accademia Ligustica di Belle Arti, Genova 1977

Bibliografia:

- G. Beringheli e G. Marcenaro (a cura di), Paolo S. Rodocanachi, Sagep, Genova 1977,

n° 19 di catalogo, riprodotto a pag. 20 e a pag. 53

54


PAOLO S. RODOCANACHI

52. Arenzano, 1935 ca.

Olio su tavola, cm 52,5 x 73,5

Firmato in basso a destra

55


ARTURO MARTINI

53. Visitazione, 1929 ca.

Maiolica dipinta,

cm 25 x 11,5 x 21,5

Manifattura: ILCA, Nervi (GE)

56


ARTURO MARTINI

54. Annunciazione, 1929 ca.

Maiolica dipinta,

cm 25 x 18 x 20,5

Manifattura: ILCA, Nervi (GE)

57


ARTURO MARTINI

55. Orfeo, 1929 ca.

Maiolica dipinta,

cm 32 x 20 x 20

Manifattura: ILCA, Nervi (GE)

58


ARTURO MARTINI

56. Le bagnanti, 1927 ca.

Maiolica dipinta,

cm 30 x 15 x 12

Manifattura: Fenice, Albisola (SV)

59


ARTURO MARTINI

57. Presepe piccolo, 1927 ca.

Maiolica dipinta,

cm 43,5 x 14,5 x 20

Manifattura:

Fenice, Albisola (SV)

60


FAUSTO SACCOROTTI

58. Pesce, 1960 ca.

Mosaico, cm 43 x 87

Firmato sul retro Arturo Martini

61



Ultima di copertina

Giovanni Solari, Portofino, 1940 ca.

Finito di stampare nel mese di Novembre 2025 da Grafiche G7 - Genova

Foto e Grafica: L’Agorà - Genova

© Galleria Arte Casa, 2025


galleria-artecasa.it

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