Waste n. 38 dicembre 2025
Tra i focus: che fine fanno le componenti dei grandi elettrodomestici?; recupero e riuso degli F-gas; si alzano gli standard della depurazione quaternaria; nuovo Regolamento ELV: cosa ne pensano gli stakeholders
Tra i focus: che fine fanno le componenti dei grandi elettrodomestici?; recupero e riuso degli F-gas; si alzano gli standard della depurazione quaternaria; nuovo Regolamento ELV: cosa ne pensano gli stakeholders
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Anno IX
Dicembre
2025
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
FINE
VITA???
PRRRR!
ISSN 2610-9069
9
772610 906904
Casa Editrice
la fiaccola srl
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GRANDI RAEE,
RECUPERARE
LE COMPONENTI DEGLI
R1 E R2. SPARE PARTS
ANCHE PER LORO?
TRATTAMENTI QUATERNARI.
INNALZARE GLI STANDARD
DELLA DEPURAZIONE
E’ IL NUOVO PARADIGMA
EUROPEO
Continuiamo a trasformare
OGNI SFIDA
IN EVOLUZIONE
Ogni progresso raggiunto racconta un percorso fatto di impegno,
sviluppo tecnologico e visione.
Affrontare nuove sfide e avanzare con continuità riflette la direzione che
abbiamo scelto: quella di evolvere.
GRAZIE PER ESSERE STATI CON NOI
IN OCCASIONE DI
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2 SOMMARIO
wasteweb.it
waste@fiaccola.it
Stampato su carta FSC
ISSN 2610-9069
Numero 38
Dicembre 2025
EDITORIALE
3
In primo piano
8 Cestino d’oro
Alla Regione Lombardia che
regolamenta i data center
9 Up e Downcycling
Progetti geniali idee bizzarre
10 Crisi in atto
Criticità e nuove sfide per
l’industria della plastica
12 Pillole dal laboratorio
Nasce il primo Rapporto sul
mercato delle bonifiche
14 App e Startup
L’angolo delle buone idee
15 Welcome to jungle
Impianti di riciclo chimico:
in Lomellina è l’inferno...
16 Post Ecomondo
Un flash su ciò che abbiamo
visto alla kermesse della green,
blue e circular economy
20 Formazione green
L’Ambiente Academy FAST tratta
il tema dei reflui industriali
Economia circolare
22 CircolarMente
Il nuovo regolamento sul fine vita
dei veicoli (ELV)
24 Visto a Pollutec
Un altro bell’appuntamento sulle
soluzioni ambientali
26 Scaffale Circolare
I libri che ispirano un futuro
sostenibile
28 I grandi bianchi
RAEE e spare parts: una combo
che può esistere?
Energia
32 Recupero termico
Teleriscaldamento con energia
di recupero dalla lavorazione
del vetro
Rifiuti solidi
36 Tecnologia applicata
Rifiuti speciali pericolosi:
ora sono tracciati e monitorati
38 Costo e necessità
Si punta al recupero, riuso
e riciclo degli F-gas
40 Oltre ogni ostacolo
Consulenti dell’ambiente sempre
più indispensabili
44 Rifiuti natalizi
Come gestire (e differenziare)
gli scarti prodotti
48 Macchinari e trattamento
Trituratori 4.0 e dieci anni
di eccellenza
50 Bioedilizia e circolarità
Materiali naturali e competenze
verdi per un ecosistema cantiere
52 Riciclo di nicchia
Per cavi elettrici e PVC
plastificato
54 Innovazione compatta
Nebulizzatori facili e pronto uso
56 È tutto oro quello che luccica
Miniere urbane speciali per
recuperare metalli preziosi
Biowaste
58 Biometano e fondi
Corsa all’accaparramento
di impianti a biogas da convertire
60 Scintilla verde
Know-how e tecnologie
per la transizione energetica
Acque reflue
64 Trattamenti quaternari
Alzare gli standard della
depurazione è il nuovo
paradigma europeo
Veicoli&Allestimenti
66 “4R”uote green
Il commento degli stakeholder
sul nuovo Regolamento ELV che
definisce nuove regole sul fine
vita dei veicoli
69 L’idrostatica intelligente
Arriva la spazzatrice super smart
3 Editoriale
6 Numeri e poltrone
27 News economia circolare
34 News energia
35 News rifiuti solidi
62 News biowaste
63 News acque reflue
70 News veicoli&allestimenti
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lsaronni@fiaccola.it
Direttore Editoriale
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Redazione
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ANCORA
TU?
A costo di sembrare noioso, torno sulla dissociazione
normativa nell’economia circolare. La protagonista principe
di questo disturbo comportamentale è l’Unione
Europea, com’è noto. Gli esempi ormai si moltiplicano.
Ultimo è quello relativo al riciclo della plastica. Nel mese
di novembre si era diffuso l’allarme per un possibile blocco
degli impianti di riciclo (meccanico), con conseguente effetto
a catena inversa a monte, con la chiusura dei siti di stoccaggio
e selezione e ancora più indietro della raccolta differenziata. Qualcosa
era effettivamente successo nelle isole maggiori ma ora sembra che la situazione
sia migliorata. Non è cambiata invece la tendenza di fondo, ossia la crescente
non convenienza della materia prima seconda europea, polietilene ad alta densità
(HDPE) e PET soprattutto, per i grandi produttori e utilizzatori di plastica, per
esempio gli imbottigliatori. Già l’aumento dei costi energetici e la riduzione della
qualità del differenziato hanno alzato i prezzi. Il resto lo fa la concorrenza della
plastica vergine a prezzi bassi di provenienza soprattutto asiatica e della plastica
riciclata (o così presentata) delle stesse lande. Conseguenza: i produttori europei
finiscono fuori mercato. La chiusura di impianti sta accelerando, nei primi sei
mesi del 2025 ne sono stati chiusi tanti quanti quelli di tutto il 2024. I margini stanno
precipitando, dell’82% dal 2021 a oggi, con la tendenza allo zero già quest’anno.
Questo nonostante l’obbligo UE di aumentare la percentuale di plastica riciclata,
dal primo gennaio scorso deve essere del 25% nelle bottiglie (che sono fatte di
PET e di HDPE), per poi passare al 30% nel 2030. Ora alcune associazioni di riciclatori
chiedono di anticipare al 2027 l’obbligo del 30%. Ma non servirà a nulla.
Già oggi alcuni grandissimi utilizzatori di PET, come quelli raccolti dall’associazione
europea dei produttori di “soft drinks”, viaggiano in media su una percentuale
di riciclato del 51,7%. Il problema che molti di essi stanno anche facendo marcia
indietro. PepsiCo ha ridotto l’obiettivo del 50% di rPET su tutti i suoi prodotti
entro il 2030 al 40% entro il 2035, tutto a favore della plastica vergine asiatica.
Anticipare le scadenze a mio parere non farebbe che peggiorare la situazione.
Il problema sta alla radice: se imponi degli obiettivi e poi non ti muovi per
costruire e proteggere la tua filiera interna, fai solo un favore agli esportatori
con prezzi di produzione più bassi e regole aleatorie di etichettatura. Cosa
che la UE non ha fatto e non fa con regolarità preoccupante e forse anche
un po’ criminale. Insomma, ancora UE, e ci scappa da piangere. Ma ora
arriva Natale, e Capodanno e l’Epifania. Ci rileggiamo a febbraio.
Quando saranno 50 anni dall’uscita in singolo del brano del titolo, di
Mogol-Battisti. Alle chitarre, il grande Ivan Graziani.
Marco Comelli
9
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
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Soluzioni
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Anno IX
Dicembre
2025
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FINE
VITA???
PRRRR!
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
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ISSN 2610-9069
772610 906904
GRANDI RAEE,
RECUPERARE
LE COMPONENTI DEGLI
R1 E R2. SPARE PARTS
ANCHE PER LORO?
TRATTAMENTI QUATERNARI.
INNALZARE GLI STANDARD
DELLA DEPURAZIONE
E’ IL NUOVO PARADIGMA
EUROPEO
L’Unione Europea ha riscritto il nuovo regolamento
sui veicoli a fine vita (End of Life
Vehicle Regulation), il cui acronimo è ELV
(da qui la targa speciale dell’auto in copertina).
L’obiettivo è tanto ambizioso quanto
chiaro: e cioè garantire che i veicoli e le loro
componenti più importanti – come batterie
e pneumatici – siano considerate vere e
proprie riserve di risorse da recuperare e
non più da smaltire. Economia circolare,
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B
Bi.Rex . . . . . . . . . . . . . . . . .14
Bioenerys . . . . . . . . . . . . . . .60
BTT . . . . . . . . . . . . . . . . . . .56
Busi Group . . . . . . . . . . . . . .69
C
Cannoni Conrad . . . . . . . . . .54
Caviro . . . . . . . . . . . . . . . . . .18
Comieco . . . . . . . . . . . . . . . .41
Coreve . . . . . . . . . . . . . . . . .18
E
Ecotec Solution . . . . . . . . . .48
Ekom . . . . . . . . . . . . . . . . . .40
Engie . . . . . . . . . . . . . . . . . .32
G
Green Trasporti . . . . . . . . . .70
Gruppo Cap . . . . . . . . . . . . .63
fiaccola service
WASTE 38
I
Innova . . . . . . . . . . . . . . . . .33
J
JUNA . . . . . . . . . . . . . . . . . .70
M
MAE . . . . . . . . . . . . . . . . . . .46
Matrec . . . . . . . . . . . . . . . . .22
N
New Business . . . . . . . . . . .70
P
Pulvera . . . . . . . . . . . . . . . . .19
R
Re-Cig . . . . . . . . . . . . . . . . .62
Ricrea . . . . . . . . . . . . . . . . .53
Rinovha . . . . . . . . . . . . . . . . .7
S
Scania Ventures . . . . . . . . . .70
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e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
2 3
4
6 PRIMO PIANO Soluzioni
IN EVIDENZA
1 2 3 4
IN EVIDENZA
PRIMO PIANO
12 3
4
7
Numeri e poltrone
RENOILS
Liscio come l’olio
Uno dei Consorzi più giovani (nato nel 2016),
applica il paradigma dell’economia circolare,
attraverso la corretta gestione degli oli e dei
grassi alimentari esausti, sia vegetali che animali.
Stiamo parlando di RenOils che ha come mission la
salute dell’ambiente e della salute pubblica attraverso
una più efficiente raccolta di questo tipo di rifiuto, per
assicurarne una corretta gestione, sicura e sostenibile
su tutto il territorio italiano, ma anche promuovendone
un recupero e riciclo responsabile.
I dati di gestione dell’anno 2024 riportano che sono
state 49.383 le tonnellate di oli raccolti, contro 33.722 t
di quelli esausti avviati al recupero. A conferma della
12 3
4
TOMRA RECYCLING
Sbaaaam
Nuovo Vice Presidente
esecutivo per l’azienda,
leader internazionale
nella selezione a sensori,
TOMRA. Stiamo parlando di Lars
Enge che è entrato nella Casa nel
2022 come EVP del Group
Strategy, ed ha rivestito un ruolo
centrale nel team leadership
dell’azienda. Infatti ha lanciato un
portfolio di nuove iniziative dal
nome di TOMRA Horizon (tra cui
TOMRA Feedstock e Reuse)
arrivando all’acquisizione di C-
trace GmbH.
“Da quando è entrato in TOMRA,
Lars ha acquisito una
conoscenza approfondita del
mercato globale del riciclo e ha
dimostrato grande capacità di
leadership. Possiede inoltre
un’abilità unica nel favorire la
collaborazione tra team e
competenze diverse, garantendo
così stabilità e coesione
all’interno dell’azienda. Queste
qualità, unite a una mentalità
strategica, passione e
approccio orientato ai
risultati, rendono Lars un
leader eccellente per
guidare la crescita di
TOMRA Recycling” ha
commentato Tove
Andersen, CEO di
TOMRA,
regolarità del servizio, sono gli
andamenti costanti e stabili trimestrali
(con un picco di 13.750 t nel
3°trimestre. Le regioni che hanno
registrato i volumi maggiori (legati alla
densità industriale) sono state il Veneto
(con 8.832 t), la Lombardia (8.536 t),
l’Emilia Romagna (6.209 t), seguite dalla
Campania e Toscana (rispettivamente 6.144 t e
4.140 t). Le regioni meno virtuose per i quantitativi più
contenuti, troviamo la Valle d’Aosta (17 t), la Sardegna
(39 t) e come fanalino di coda la Basilicata (121 t).
Questi ultimi dati sono indispensabili per “aggiustare il
tiro” e pianificare il potenziamento del servizio,
capillarizzandolo anche ai territori meno serviti.
manifestandogli tutta la sua
stima. Dal canto suo Larse Enge
- che ha assunto il nuovo ruolo
con effetto immediato - ha
aggiunto: “Da quando la divisione
Recycling di TOMRA ha acquisito
Titech nel 2004, il settore ha
compiuto un percorso
straordinario, e i fattori alla base
della crescita del riciclo a livello
globale continuano a
rappresentare un potenziale
significativo per il nostro
business di selezione. Non
vedo l’ora di trasformare
questo potenziale in
successi ancora
maggiori, per TOMRA
e per i nostri clienti”.
Dicembre 2025
UNIRIMA
Carta cartina
e cartone
L’Italia si piazza
ancora una volta
sul podio come
migliore riciclatrice e
produttrice di carta da
macero, dopo la Germania
e prima della Spagna. Un
secondo posto (con
risultati che superano i
target fissati dall’Unione
Europea), che emerge
dall’ultimo Rapporto
UNIRIMA.
Nel 2024 la produzione
nazionale di carta da
macero si è attestata a 6,8
milioni di tonnellate (-0,8%
rispetto al 2023), con una
crescita in termini di
consumo interno pari a 5,2
milioni di tonnellate (-
10,6%), mentre le
esportazioni hanno
12 3
4
RINOVHA
L’amministratore di
tutte le fasi
Nome omen,
dicevano gli
antichi romani.
Nasce infatti Rinovha,
un gruppo che per la
prima volta “mette a
sistema” - creando una
piattaforma - realtà
industriali e di
intermediazione,
targetizzate sulla
Dicembre 2025
registrato una flessione (-
10,6%) attestandosi a 1,9
milioni di tonnellate. Il
dato per noi più
interessante è quello
relativo al riciclo
complessivo il cui tasso è
pari all’85,8%, mentre
quello degli imballaggi
cellulosici ha raggiunto il
92,52% superando i target
europei stabiliti al 75% per
il 2025 e all’85% per il
2030.
Cittadini virtuosi e
meritevoli dato che la
raccolta differenziata di
carta e cartone ha
raggiunto le 3,8 milioni di
tonnellate (+3,5%) e pari a
65,4 Kg pro capite. Nel
quadro internazionale, e
come accade già da
vent’anni, l’Italia non
perde posizione come
esportatore netto di carta
gestione dei rifiuti
industriali pericolosi a
livello nazionale.
Il progetto, divenuto
realtà, si occupa di tutti
gli step della filiera:
dall’intermediazione
alla raccolta e
trasporto, al
trattamento e
smaltimento dei rifiuti,
decommissioning
industriale, comprese le
bonifiche più complesse
da macero con 837.811
tonnellate (nonostante una
flessione del -15%
registrata nel primo
semestre). Peccato però
che “i costi burocratici
rischino di frenare le
imprese sottraendo
investimenti
all’innovazione” come
dichiarato da Giuliano
Tarallo, Presidente di
UNIRIMA.
sia in Italia che
all’estero.
Amministratore
Delegato Rinhova è
stato nominato
Gianluca Cencia,
ingegnere e manager
che vanta esperienza
comprovata nel settore
dei rifiuti e,
precedentemente già
manager di Relife. Il
Gruppo conta su 300
dipendenti, oltre 3.000
clienti serviti e un
fatturato stimato di 140
milioni di euro per
l’anno 2025.
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
8 PRIMO PIANO Soluzioni
WASTE AWARD
PUNTI COSPICUI
PRIMO PIANO
9
Upcycling e Downcycling
Marco Comelli
La Regione
Lombardia
regolamenta la
realizzazione dei data
center. Sul proprio
territorio. Bene
benissimo. Ma ha
pensato anche a
come riutilizzare i
cascami termici
(derivati dal calore
generato) e riflettuto
sulle modalità di
raffreddamento (che
non devono
impattare sull’acqua
prelevata dal
pubblico acquedotto.
Bravi bravissimi!
Cestino d’oro
Avanti, con giudizio. La Lombardia regolamenta i data-center
Scomodiamo il Manzoni (Alessandro) per dare
un titolo al nostro non-premio di questo ultimo
numero 2025. Il vincitore è la Giunta della
regione Lombardia che a metà novembre ha
approvato un Progetto di Legge (PdL) relativo alle
regole per la realizzazione di data-center sul territorio
della regione, materia, ricordiamolo, che
non ha una normazione nazionale. Ora il PdL passa
all’esame dell’Assemblea Regionale che potrà
approvarlo, modificarlo o respingerlo (ipotesi improbabile).
I contenuti del PdL coprono essenzialmente
la localizzazione, le procedure di autorizzazione,
e l’utilizzo di risorse pubbliche, ossia
energia e acqua. Alla fine del testo trovate il link
per scaricare e leggere il PdL nella sua interezza.
Qui diciamo solo quali sono i punti che ci hanno
convinto a conferire il premio. Il primo farà forse
storcere il naso a molti. Ossia l’avocazione delle
procedure di approvazione in sede regionale
(Autorizzazione Integrata, AIA) sottraendole alle
provincie e alla Città di Metropolitana di Milano,
cui rimangono solo le competenze sulle AUA
(Autorizzazione Unica). Le soglie vengono identificate
sulla base non delle dimensioni fisiche ma
sulla richiesta di energia. Fino a 5 MW un datacenter
è sempre compatibile con la localizzazione
in un’area destinata ad uso produttivo, terziario e
direzionale. Sopra i 50 MW l’autorizzazione è sottoposta
a inserimento nella pianificazione regionale.
Questo dovrebbe frenare le iniziative NIMBY
che cominciano a prendere di mira i data-center.
Energia che si crea e…che si recupera
La disposizione dirimente per il premio è però
quella sull’utilizzo del calore generato, i cascami
energetici, e sulle modalità di raffreddamento. Si
tratta dei commi c) e d) dell’articolo 2: riutilizzo
dell'energia termica da raffreddamento delle infrastrutture
digitali in processi di teleriscaldamento,
in altri usi che impieghino i cascami termici o
a favore di comunità energetiche rinnovabili; adozione
di soluzioni tecnologiche per il raffreddamento
delle infrastrutture digitali che escludano
l’utilizzo di acqua prelevata da pubblico acquedotto
e che privilegino l’utilizzo di risorse idriche non
qualificate, come definite dalla normativa vigente,
o anche tecniche alternative a ridotto impatto ambientale
e a maggiore efficienza idrica. L’opzione
teleriscaldamento non sarà di semplice adozione
(vedi articolo nello scorso numero) ma i cascami
energetici si possono utilizzare anche in locale,
per esempio per alimentare unità frigo ad assorbimento
che raffreddino acqua in circuito chiuso
per condizionare le unità calcolo. Chi ha pensato
i due commi forse non li ha considerati collegati,
ma bravo lo stesso.
l
https://www.belvedere-blv.com/wp-con tent/uploads/2025/11/251117-DGR-5312-PROPOSTA-DI-PROGETTO-DI-LEGGE-
DISPOSIZIONI-IN-MATERIA-DI-INSEDIAMENTO-DI-CENTRI-DATI.pdf
Dicembre 2025
La pagina che sottolinea le notizie più interessanti del momento
ma anche del futuro, in antitesi con baggianate sapienti e idee
fuori moda o che hanno stancato o che lasciano il tempo che trovano
Boooom… che
( R )evolution!
Sembra una banalità
ma è una rivoluzione. O
un’evoluzione (a noi piace
giocare con le parole). Stiamo
parlando del nuovo materiale,
ideato da Carby Label, per le
fascette che avvolgono i prodotti
ortofrutticoli. Si chiama Ultra
Paper e presenta le
caratteristiche performative
della plastica ma è da riciclare
nella carta. Questi nastrini
infatti non potrebbero essere
costituiti da materiale cartaceo,
in quanto sottoposti a umidità
che ne provocherebbe lo
sgretolamento inficiando
Come mandare tutto
a schifio
L’inceneritore di Vidardo
(provincia di LO) è in
piena battaglia. Ecowatt,
controllata dal gruppo
Itelyum, con l’impianto
di cui sopra, è
produttore di energia
elettrica da fonti
rinnovabili (con uso di
biomasse solide
Dicembre 2025
l’etichettatura. Ma anche
l’essere fatti in plastica non
sembra una buona idea, perché
il mercato ortofrutticolo spinge
nella direzione della circolarità
e del cosiddetto green. Chi fa
saltare il banco è questa novità
(in realtà sarebbero due: Ultra
Paper e Ultra Paper Barrier)
che garantisce una legatura
sicura e una resistenza
all’umidità durante la
conservazione nelle celle
frigorifere. Nel caso di Ultra
Paper Barrier - ci fanno notare
dall’azienda - si ha anche una
notevole resistenza alla trazione
meccanica, e un DNA ancora più
green poiché è costituito dal
bleah!
combustibili da non
rifiuti e da rifiuti non
pericolosi); e aveva
presentato un progetto
di ampliamento
nell’estate 2023. Istanza
rigettata per problemi di
palleggiamento di
competenze tra
Provincia e Regione. Ma
la richiesta di
autorizzazione è stata
ripresentata l’anno
successivo e, ad oggi, è
proprio quella oggetto
del contenzioso.
L’ampliamento prevede
l’ingrandimento della
linea di trattamento
esistente con l’aggiunta
di una seconda che
porterebbe la capacità di
bruciare a 154.000
t/anno, contro le 34.000
attuali. La società ha
citato in giudizio sia La
Regione Lombardia che
Federica Lugaresi
70% di materiale riciclato postconsumo.
“Chi si ferma è
perduto” è il detto che calza
perfettamente a questa azienda,
che continua a lavorare per
cercare soluzioni di imballaggi
circolari ma con performance
adeguate alle richieste del
mercato ortofrutticolo.
Una piccola
fascetta per un
grande packaging!
wow
la Provincia chiedendo
un risarcimento che va
da un minimo di 165
milioni di euro ad un
massimo di 225. In tutto
ciò, la politica locale
frena e teme per
l’impatto ambientale che
avrà una portata
nettamente superiore a
quella attuale. Risultato:
udienza rinviata al 5
marzo dal Tar della
Lombardia…ci terremo
aggiornati e staremo a
vedere cosa succederà…
ma se il risarcimento
dovesse arrivare, il
bilancio provinciale
andrebbe ko. Come tutto
il resto.
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
10
PRIMO PIANO
INDUSTRIA E CRITICITÀ
Plastica e sostenibilità,
le nuove sfide
Come risolvere la crisi in atto tra costi elevati
nella fornitura di energia e provvedimenti
per contrastare le importazioni a basso costo
Alessandro Marangoni e Alessandra Zacconi
Soluzioni per migliorare
il ciclo integrato dei rifiuti
CONSULENZA, PROGETTAZIONE, ASSISTENZA
Alessandro Marangoni, economista
e docente universitario, è fondatore e ceo di
Althesys, società professionale indipendente
specializzata nella consulenza strategica
e nello sviluppo di conoscenza.
Opera con competenze di eccellenza nei settori
chiave di ambiente, energia, infrastrutture e
utility, nei quali assiste imprese e istituzioni.
europea della plastica sta
affrontando una crisi profonda, che
L’industria
si protrae, in misura più o meno marcata,
da oltre un anno. Le cause includono i
costi elevati dell’energia, la domanda ridotta
per i materiali ottenuti dal riciclo, gli ingenti
flussi di plastica (anche) riciclata a basso costo
provenienti da nazioni con standard ambientali
meno stringenti.
Uno scenario non felice
La stessa industria delle materie plastiche vede
criticità, con il peso globale della produzione
europea scesa dal 22% nel 2006 al 12% nel
2023. Si assiste, infatti, al graduale spostamento
delle attività produttive in aree, come il Medio
Oriente, che dispongono di petrolio a basso costo
per produrre le plastiche, comportando così
il trasferimento anche di tecnologie, posti di
lavoro e know-how.
Gli impatti sull’intera filiera del waste management
possono essere devastanti. Il recente
fermo degli impianti annunciato in Italia ne è
una prova fin troppo evidente. L’importazione
di materie prime vergini dal costo inferiore rispetto
a quelle ottenute dal riciclo, infatti, rende
WAS è il think tank italiano sull’industria del waste management e del riciclo. Monitorare
il comparto del waste management e del riciclo, cogliere i trend evolutivi, analizzare le
strategie aziendali e indirizzare le policy è la sua mission. L’osservatorio sviluppa analisi
e studi sulla gestione dei rifiuti, la valorizzazione delle risorse e l’economia circolare,
monitorando il settore con l’Annual Report.
più difficile trovare sbocchi per i recovered material
prodotti nell’Unione Europea, con un conseguente
crollo dei prezzi e la chiusura degli
impianti di valorizzazione e recupero. A loro
volta, la minore presenza di strutture e la domanda
ridotta risultano in un aumento dei costi
di gestione per gli operatori della raccolta e
del trattamento e in difficoltà nel trovare sbocchi
per i materiali provenienti dalla raccolta
differenziata.
Il tutto comporta un rallentamento dell’innovazione,
con il blocco di diverse iniziative e investimenti
già previsti sul territorio dell’UE solo
nel 2025, soprattutto nel comparto del riciclo
chimico, tecnologia complementare al trattamento
meccanico.
Provvedimenti urgenti
In questo contesto, diventa sempre più pressante
la richiesta dei produttori europei di plastiche,
vergini e riciclate, di introdurre misure
per far fronte a tali problematiche. Queste comprendono
l’adozione uniforme delle norme nei
vari Paesi, la fornitura di energia a prezzi competitivi,
provvedimenti per contrastare le importazioni
a basso costo e non conformi, ridurre
la burocrazia per ottenere e rinnovare i
permessi. Vanno, inoltre, attuate azioni per favorire
la domanda di plastica riciclata in UE,
introdotti meccanismi per promuovere investimenti
nel miglioramento della raccolta e
delle infrastrutture di selezione e di riciclo dei
rifiuti in plastica.
In generale, se non risolta tempestivamente,
la crisi in atto potrebbe infliggere un colpo durissimo
all’industria europea del riciclo delle
plastiche, che non solo impedirebbe il raggiungimento
degli obiettivi comunitari, ma riporterebbe
indietro di anni i risultati raggiunti. l
Dicembre 2025
Siamo il tuo partner di fiducia per macchinari e impianti per il trattamento dei rifiuti.
Offriamo le migliori soluzioni per il settore dei rifiuti, rottami, compost, legna, RAEE e produzione di combustibili
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e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
12 PRIMO PIANO Soluzioni
RAPPORTO BONIFICHE
RAPPORTO BONIFICHE
PRIMO PIANO
13
Pillole dal Laboratorio
Silvia Angelini,
Francesca Bellaera,
Donato Berardi, Mario
Sunseri, Cosimo
Zecchi
Nasce il Primo Rapporto sul mercato delle bonifiche. Non solo
una mappatura dei siti contaminati - alcuni già bonificati
e certificati - ma anche una stima delle aree ancora da indagare
Il Laboratorio REF
Ricerche è un think tank
che intende riunire
selezionati rappresentanti
del mondo dell’impresa,
delle istituzioni e della
finanza al fine di
rilanciare il dibattito sul
futuro dei Servizi Pubblici
Locali
La crescente attenzione alla transizione
ecologica e alla rigenerazione urbana
ha portato in primo piano nel nostro
Paese l’urgenza di affrontare il tema delle aree
contaminate, eredità di decenni di industrializzazione,
scarso controllo ambientale e gestione
inadeguata dei rifiuti. In questo contesto
nasce il Primo Rapporto sul mercato delle
bonifiche, elaborato da REF con il supporto
di RemTech e il sostegno dei principali operatori
del settore. Il Rapporto offre una visione
organica di un comparto - quello delle bonifiche
ambientali - relativamente giovane e
fino ad oggi analizzato in modo parziale e
frammentato.
Lo scenario futuro
La mappatura dei siti contaminati, parte centrale
dello studio, restituisce la dimensione
della sfida che l’Italia si troverà ad affrontare
nei prossimi anni: sul territorio nazionale sono
stati individuati 42 Siti di Interesse Nazionale
(SIN) per 148 mila ettari a terra e 77 mila a
mare, cui si sommano quasi 37 mila siti di
competenza regionale e locale. Solo una quota
limitata delle aree è stata bonificata e certificata,
mentre vaste superfici restano ancora
da indagare e risanare. I finanziamenti pubblici,
tra cui i 105 milioni di euro del D.M.
269/2020 e i 500 milioni di euro del PNRR, hanno
certamente impresso un’accelerazione agli
interventi, in particolare quelli relativi ai cosiddetti
siti orfani. Tuttavia, l’estensione delle
superfici da indagare e bonificare rimane considerevole.
Lo studio, attraverso una metodologia
che tiene conto dello stato di avanzamento
degli interventi in corso, stima infatti
che le superfici ancora da indagare abbiano
una estensione di 545 milioni di m² e quelle
da bonificare di 525 milioni di m².
Un mercato ad alto valore potenziale
Combinando le superfici con la stima dei costi
unitari degli interventi, ricavata a partire dall’analisi
di gare e interventi realizzati per un
valore complessivo di oltre 1 miliardo di euro,
emerge un valore potenziale per il mercato di
43 miliardi di euro, che potrebbe arrivare sino
a 92. La variabilità è il risultato di numerosi
fattori, tra i quali la tipologia di sito (industriale,
residenziale, ex discariche, ...), le condizioni
geologiche e idrogeologiche, le matrici ambientali
impattate (suolo, falda e atmosfera),
la natura e la pericolosità dell’inquinante.
Considerato un arco temporale di 10 anni, la
piena realizzazione dei programmi di bonifica
richiederebbe quindi investimenti pari ad almeno
5 miliardi all’anno, di cui un terzo a carico
del settore pubblico.
Tali risorse potrebbero imprimere una forte
crescita ad un comparto che genera ricavi per
3,5 miliardi di euro e un valore aggiunto di 1,3
miliardi di euro, pari allo 0,06% del PIL. Il settore,
che impiega circa 23 mila addetti, conta
1.600 operatori iscritti alla categoria 9
dell’Albo Nazionale, prevalentemente micro
e piccole imprese, con una con bassa integrazione
verticale e una forte concentrazione
al Settentrione. Le tecnologie prevalenti sono
quelle tradizionali ex situ, mentre le soluzioni
in situ restano meno diffuse per carenza di
incentivi e per la preferenza delle autorità verso
tecniche consolidate. Anche gli investimenti
in R&D risultano limitati, con il ricorso
sistematico a soluzioni tecnologiche estere,
in particolare statunitensi. Nonostante ciò, i
bilanci di un campione significativo di operatori
del settore mostrano un comparto mediamente
redditizio, con valore aggiunto per
addetto pari a 72mila euro, EBITDA margin
dell’11,6%, ROE superiore al 22% e una leva
finanziaria molto bassa.
Le prospettive di sviluppo richiedono un
cambio di paradigma: maggiore flessibilità
normativa, governance regionale stabile,
procedure integrate e certe, promozione
dell’innovazione tecnologica e rafforzamento
della trasparenza attraverso una banca dati
nazionale e un osservatorio dei costi. La piena
integrazione tra bonifica e rigenerazione
urbana, inoltre, è essenziale per trasformare
le aree contaminate in risorse per lo sviluppo
sostenibile. Le bonifiche devono essere considerate
una vera infrastruttura sociale e
ambientale, capace di generare valore economico,
tutela della salute e nuova competitività
territoriale.
l
Per approfondire
“Primo Rapporto
sul mercato delle
bonifiche ambientali
in Italia”,
REF, settembre 2025.
Dicembre 2025
Dicembre 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
14 PRIMO PIANO Soluzioni
ANGOLO INNOVAZIONE
WELCOME TO THE JUNGLE NEWS PRIMO PIANO
15
Economia Circolare
App e Startup
Eliana Puccio
La tecnologia può essere un ottimo alleato dell’uomo,
anche nella raccolta differenziata. Spazio ad app e idee
che generano nuove opportunità di business sostenibile
CER MANAGER
Cer è un'applicazione
che semplifica la
gestione dei rifiuti di
un'azienda e ne
migliora la
sostenibilità.
CER Manager ha
raccolto tutti i
professionisti abilitati
in un unico strumento,
digitalizzando le
autorizzazioni
e rendendole
facilmente accessibili
sulla base delle
BI.REX
Fondata da Greta Colombo Dugoni e
Monica Ferro del Politecnico di MIlano, la
mission di questa startup è quella di dare
un nuovo valore alle biomasse.
A tal proposito si deve lo sviluppo di un
processo sostenibile per trasformare agro
rifiuti in cellulosa (Polimero naturale
principalmente estratto dagli alberi) e
chitina (Biopolimero estratto da gusci di
crostacei, come gamberi e granchi).
Entrambe un’ottima alternativa alla
plastica. È stato brevettato per estrarre
cellulosa da scarti agroalimentari, come
birra e caffè, e chitina da gusci di gamberi
informazioni in esse
contenute. L'utente
sarà in grado di trovare
il professionista giusto
per le sue esigenze,
risparmiando tempo e
denaro. Inoltre, grazie
all'attenzione per la
digitalizzazione e
l'organizzazione delle
informazioni, sarà
possibile avere a
disposizione tutti i
dettagli necessari per
prendere una decisione
informata sulla scelta
utilizzando solventi (Deep Eutectic
Solvents - DES). Da queste materie
prime è possibile produrre carta e
bioplastica totalmente green.
Questo comporta non solo la riduzione dei
costi per lo smaltimento ma anche delle
emissioni, di circa il 70%. L’obiettivo è
contrastare l’inquinamento generato dagli
scarti agro-alimentari generato dagli
scarti agro-alimentari che altrimenti
verrebbero bruciati.
del professionista più
adatto. L'app ha inoltre
una chat interna per
comunicare in tempo
reale con la persona
giusta di una
determinata azienda.
Sia in caso di
assistenza tecnica, sia
commerciale, di
consulenza legale,
ambientale o altro,
basterà scrivere nella
Live Chat e risponderà
l'operatore adatto alla
propria esigenza.
Dicembre 2025
Grande è la confusione
nella giungla
Trattamento di rifiuti pericolosi e progetti per recuperarli
chimicamente in Lomellina (PV). Prima no, poi si, poi…
you see, Willard, in this war,
things get confused out there”.
“Well,
Il tenente generale Corman, comandante
del J2-ComSec, MACV, a Nha Trang,
si riferiva alla giungla vientamita intorno al novembre
1969, ma difficilmente si troverebbe una
definizione migliore di quello che sta accadendo
nel mondo del waste in questi mesi della fine
del primo quarto del XXI secolo. A Sannazzaro
de’ Burgondi, Lomellina in provincia di Pavia,
esiste dal 1978 un’azienda che si occupa di stoccaggio
di trattamento di rifiuti speciali pericolosi
e non pericolosi. L’azienda, con un sito di 27.000
mq, riceve materiale da ogni dove, anche dal
sud Italia, la sottopone a lavorazioni e poi la smista
per il trattamento, in Italia e all’estero.
L’azienda si chiamava C.R. Srl sinchè due anni
fa non ha cambiato nome in Rigenio, dopo che
era stata acquisita nel 2020 dal Gruppo
Greenthesis (ex Ambienthesis S.p.A.), quotato
all’EuroNext Milan.Nel 2024, Rigenio presenta
un progetto per la realizzazione di un impianto
di recupero chimico tramite pirolisi-depolimerizzazione
termo-catalitica delle plastiche
miste, il plasmix, processo che avviene ad elevate
temperature in assenza di ossigeno e,
pertanto, senza combustione. La capacità dell’impianto
proposto è di 10 tonnellate al giorno.
Bene, direte voi. No.
Dicembre 2025
Poche idee ma ben confuse
Si scatena l’inferno (citazione per citazione). La
Giunta comunale si dice contrarissima, per una
serie di solidi motivi, tra cui la mancanza di infrastrutture
viarie adeguate al trasporto a
Sannazzaro delle plastiche miste quali materie
prime da sottoporre al trattamento (mezzo camion
al giorno, N.d.A.). Si aggiungono alla protesta
i soliti comitati, il PD (ma dai?), diversi sindaci
dei dintorni. Da Zinasco tuonano “la nostra
non deve diventare la terra dei fuochi”, senza
combustione s’intende. Galliavola lamenta la
vicinanza (quattro chilometri) del sito della
Rigenio, peccato che i 4000 metri di mezzo siano
occupati dalla raffineria ENI. Per farla breve, la
Provincia, che dovrebbe concedere la AUA, la
nega, con una decisione tecno-politica, diciamo.
Questo avveniva nel marzo scorso. A novembre
la Rigenio rinuncia al ricorso al TAR e al progetto.
Tutti contenti i locali che si complimentano per la
grande vittoria. E la confusione? Ad aprile ENI presenta
(o meglio dettaglia) il progetto di installare
nella sua raffineria a Sannazzaro de’ Burgondi un
impianto waste-to-chemical (si tratta dell’NX
Circular di NextChem) alimentato da cartone e
plasmix. Capacità 220.000 tonnellate. I sindacati
si dicono favorevoli. Cauti gli ambientalisti, che
però apprezzano la cattura della CO 2 . L’iter procede
spedito. Buone Feste a tutti! l
Marco Comelli
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
16 ECONOMIA CIRCOLARE Soluzioni
VISTO A ECOMONDO
VISTO A ECOMONDO
ECONOMIA CIRCOLARE
17
Un Salone che spacca
Alla discarica è destinato solo il 5,1% dei rifiuti,
mentre il restante 18,4% subisce altri trattamenti.
Federica Lugaresi
Si è appena conclusa la 28ma edizione della kermesse
sulla green, blue e circular economy. Ecomondo 2025
si è rivelato, ancora una volta, l’evento europeo
di riferimento sulla strada di un futuro più sostenibile
Non si smentisce mai. Con un +7 per cento
delle presenze totali e un +10% di quelle
estere, che ne avvalorano il carattere
sempre più internazionale, e a guida di un percorso
sempre più circolare. Per di più, in un
Paese (il nostro) che è già “tra i primi al mondo
nella capacità di riciclo” - come ha dichiarato il
ministro dell’ambiente Gilberto Picchetto Fratin
in visita a Ecomondo. “Si parla tanto di terre rare
e materie prime critiche, ma il più grande giacimento
che abbiamo sono i nostri rifiuti…e la
capacità di riciclo si manifesta pienamente proprio
in questa fiera, simbolo di innovazione e sostenibilità”
ha continuato il ministro. Ed è proprio
questo il concetto che è emerso nella nostra perlustrazione
a Ecomondo: un fil rouge che ha accomunato
indistintamente tutte le aziende presenti
nella vetrina riminese.
Agenda fitta fitta
Il palinsesto dei workshop/convegni è stato denso
e impegnativo, con oltre 200 appuntamenti
spalmati nelle quattro giornate. Tra i temi prin-
cipali i RAEE e le materie prime critiche, il tessile
che con il nuovo EPR diventa circolare, la finanza
sostenibile, la gestione dell’acqua e la blue economy,
bioenergie, economia circolare in purezza,
AI applicata al monitoraggio dati e valorizzazione
delle risorse, e l’osservazione della Terra.
Menzioniamo gli Stati Generali della Green
Economy, alla sua 14ma edizione, che hanno
presentato la Relazione sullo stato della Green
Economy 2025, con al centro del dibattito, le prospettive
della transizione ecologica europea inquadrate
nel nuovo scenario mondiale.
Al convegno, organizzato da Assoambiente, “Le
aziende alla prova dell’economia circolare” è
stata presentata una fotografia dell’andamento
a destinazione dei rifiuti prodotti dalle imprese
chimiche e aderenti a Responsible Care.
Buttiamo lì al volo un paio di numeri: è risultato
che il riciclo, con il 45,5%, rappresenta la prima
modalità di gestione degli scarti prodotti; mentre
il resto dei rifiuti viene destinato a diversi trattamenti:
chimico, fisico o biologico (19%), ripristino
ambientale (6,2%) e termovalorizzazione (5,8%).
Startup e progetti più numerosi
Concentrate in massima parte nell’Innovation
District, le innovazioni ad alto contenuto tecnologico
sono state più di 40 (sia nazionali che internazionali).
Interessante il progetto RE-SHOES
dell’azienda trevigiana SCARPA (non proprio una
startup…) che ricicla e rigenera un certo tipo di
calzatura tecnica per crearne una completamente
nuova e di alta qualità (ma di questo racconteremo
meglio in uno dei box che seguono).
Altro bel progetto è stato quello ideato da
Ecomondo con la campagna “RAEE-START: accendi
il cambiamento”, che prevedeva la presenza
di uno speciale punto di raccolta differenziata,
dove i visitatori, espositori e tutti quelli che lo desi -
derassero, potevano conferire i propri piccoli rifiuti
elettronici, compiendo un piccolo e semplice gesto
ma altrettanto importante. L’iniziativa è nata
in collaborazione con partner attivi nel settore
rifiuti ed economia circolare. Come il Gruppo
Hera (che ha partecipato con il progetto SCART
– l’arte che rigenera nel segno dell’economia
circolare), ed il Centro di coordinamento RAEE.
A tal proposito, sono state pazzesche le installazioni
presso il mega stand di Hera, con enormi
robot/transformer giapponesi, creati con pezzi
di scarto di lavorazione delle auto Lamborghini.
Anche i consorzi di raccolta hanno presentato
novità significative: come CoreVe e Intercap che
hanno progettato I-Zip, la prima capsula interamente
e facilmente removibile, frutto degli investimenti
in ecodesign per migliorare il riciclo
(anche di questa leggerete meglio più avanti).
Insomma... abbiamo percorso (più di 30 km) per
vedere e scoprire il più possibile.
Lo raccontiamo sperando di non annoiare e scegliamo
di farlo attraverso i nostri Highlights nei
box che seguono.
l
Un momento
del convegno
“Le aziende
alla prova
dell’economia
circolare”
organizzato
da Assoambiente.
IRIDE ACQUE
Società leader nel wastewater, con trattamento e
riutilizzo delle acque reflue industriali, perché
l’economia circolare passa anche da qui. Iride Acque è
nota per la sua tecnologia innovativa che utilizza
perossido di idrogeno (acqua ossigenata), attivato da un
catalizzatore nanotecnologico a base ferrosa e ricavato -
in parte - da materiali di scarto proveniente dalla
lavorazione delle pile di uso comune. Le soluzioni
proposte (e applicate ai settori più svariati cha vanno dal
food & beverage al chimico-farmaceutico passando per il
tessile e non solo) offrono efficacia del trattamento
anche nei reflui più ostici.
>>
Transformer giapponesi costruiti con pezzi
di scarto delle auto Lamborghini. Fanno parte
dl progetto SCART - l’arte che rigenera nel segno
dell’economia circolare - partecipato da Hera.
Dicembre 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
18 ECONOMIA CIRCOLARE Soluzioni
>>
CAVIRO
Il Gruppo più circolare che c’è (si riciclano il 99,9%
degli scarti di lavorazione della filiera vitivinicola e
agroalimentare), con la società Caviro Extra,
produce acido tartarico naturale (100% bio-based).
Fino a poco tempo fa accadeva nel sito di Treviso.
Oggi, la polvere bianca e cristallina - che si ottiene
dalla lavorazione di vinacce e fecce d’uva e trova
applicazioni nei settori alimentare, farmaceutico,
cosmetico e industriale - viene prodotta nel nuovo
impianto di Faenza, interamente progettato e
realizzato all’interno di un sito in cui avvengono già
diverse lavorazioni, in continuità e sinergia con i
processi esistenti.
VISTO A ECOMONDO
COREVE
Sono dei maghi (e geni) della
comunicazione e le loro campagne
accattivanti, sono trasversali a tutti i
canali. Basti guardare la clip della
“Città del vetro” che spiega come
riciclare alla perfezione vetro e
vasetti. Ai giovanissimi in primis - che
portano l’informazione a casa - e
quindi in seconda battuta, anche agli
adulti.
Le novità di casa CoreVe ce le ha
raccontate direttamente il Presidente
Gianni Scotti. “Anche nel processo di
recupero del vetro, arriva
l’applicazione dell’I.A. che consente di
riconoscere non il peso
dell’inquinante ma il numero dei
piccoli inquinanti all’interno del
campione del rottame vetroso. Ciò
comporta il migliorare moltissimo la
selezione, con conseguenti meno
scarti in tutto il processo” ha esordito
il presidente.
“Presentiamo anche (insieme a
Intercap) I-Zip, la prima capsula
facilmente e interamente removibile”
ha continuato Scotti. Esempio di come
gli investimenti in ecodesign
permettano un significativo
miglioramento nei risultati di filiera:
applicata al packaging enologico, I-
Zip permette con due semplici gesti la
sua totale rimozione (prima i colli di
bottiglia finivano in discarica poichè
restavano coperti dalle capsule).
“Questa semplice innovazione, potrà
permettere un aumento del rottame
avviato al riciclo, perché consente il
recupero totale del vetro senza che
nessuna parte della bottiglia venga
esclusa dal riciclo stesso” ha
concluso il Presidente.
VISTO A ECOMONDO
ECONOMIA CIRCOLARE
19
SCARPA
L’azienda di Asolo ha messo in pista una startup che col progetto
Re-Shoes vuole, entro il 2026, raccogliere le calzature tecniche
MOJITO usate, da cui ricavare materie prime seconde sufficienti a
produrre 15.000 paia di nuove scarpe con performance di alta
qualità. SCARPA, con questo progetto vuole dimostrare di
contribuire a risolvere il problema dei rifiuti nell’industria
calzaturiera.
COALCHRY GREEN
Separare la carta dai Brik? Con le tecnologie innovative di Coalchry
Green è possibile. Questi imballaggi laminati (che combinano carta,
plastica e altri trattamenti) sono tanto complessi quanto
indispensabili nella vita quotidiana. Possono però essere separati
mediante l’utilizzo di biocompositi, capaci di isolare le fibre di
cellulosa (con cui si genera carta riciclata), dalla plastica (rendendo
quest’ultima più riciclabile).
POLIRECUPERI
Sono state presentate le 3 realtà che fanno parte di
una holding. Presenti sul mercato dal 1984 come
Polirecuperi, negli anni successivi si sono
sviluppati con acquisizioni come il Centro del
Recupero nei primi anni ’90 e Gamma Recuperi
fondata all’inizio degli anni 2000. Si occupano del
settore recupero rifiuti industriali non pericolosi (e
in parte pericolosi per quanto riguarda le
apparecchiature elettroniche), con 3 impianti in
provincia di Milano. Il Centro del Recupero è molto
vicino al centro città, facendo servizi nell’area
metropolitana. Si rivolge alle imprese edili e
permette il conferimento rapido di piccoli e medi
volumi ottimizzando tempi e costi. Polirecuperi
invece è più specializzata in trattamento rifiuti in
termini di metalli, e con l’impianto (installato nel
2024) di frantumazione riesce a recuperare delle
frazioni altamente valorizzabili come rame e
alluminio. Gamma Recuperi - che celebra
quest’anno i 25 anni di attività - si è specializzata,
oltre al trattamento RAEE, anche nella gestione
dei PFU e nel commercio di materiale plastico sia
come rifiuto che come materia prima seconda. In
quest’ultimo caso, trattandosi di una attività di
rigenerazione, si sta registrando un mercato
negativo dovuto a materie vergini - provenienti da
Cina e India - che hanno prezzi inferiori del 40%
rispetto a quelli del mercato europeo.
PULVERA
La startup brianzola di Casati Flock& Fibers si
dedica al recupero degli scarti tessili,
trasformandoli in nuovi prodotti, attraverso la
tecnologia della polverizzazione (un metodo di
riciclo meccanico poco conosciuto nel mondo del
tessile). Ad Ecomondo si è presentata con la
materoteca: un grande tavolo realizzato con
l’utilizzo di polvere tessile, dove è stato esposto un
campione delle tante applicazioni. Produzione di
carta, produzione di pannelli fonoassorbenti
(unendo il 50% di altri materiali), oggetti di design,
oppure filler (polvere di tessuto pressata e
incollata) che può costituire mattonelle utilizzabili
anche in edilizia o nel mondo dell’arredamento.
TOMRA
La novità portata a Ecomondo è FINDER® COLOR. Una macchina,
dal sistema più flessibile, per la lavorazione dei metalli che
permette il recupero (rame e ottone dai metalli pesanti, e la
separazione dei PCB dei RAEE) con una purezza elevata da flussi
complessi. E’ dotata di una telecamera RGB con selezione degli
oggetti basata sull’I.A., consentendo una selezione dei singoli
metalli in base al colore e con una lavorazione ad alta produttività
(fino a 20t/h) a seconda del materiale. Relativamente al tessile,
TOMRA sta ultimando un impianto a San Pietro Mosezzo che
entrerà in funzione nel 2026. Sarà il primo impianto in Italia di
selezione automatizzata del rifiuto tessile, sia post consumo che
come scarto di produzione, sia per colore che per tipologia.
Dicembre 2025
Dicembre 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
20 PRIMO PIANO Soluzioni
FORMAZIONE GREEN
FORMAZIONE GREEN
PRIMO PIANO
21
Gli scarichi idrici industriali:
evoluzione delle tecnologie,
gestione del rischio
e centralità delle competenze
Parte da questo numero lo spazio dedicato a FAST, l’Ambiente Academy
che è punto di riferimento nazionale per la formazione tecnica ambientale.
I reflui industriali identificano la tematica affrontata in queste pagine
Dott. Chim. Paolo
Giovanni Viola –
coordinatore
scientifico FAST
Academy
normativa e l’esigenza di
rendere i cicli produttivi più sostenibili
L’evoluzione
e meno impattanti ha favorito un deciso
impulso all’innovazione tecnologica della
depurazione degli scarichi idrici industriali.
La tutela delle risorse idriche e la riduzione
dell’impatto ambientale delle attività industriali,
spinge le imprese a rivedere i propri
processi produttivi e introdurre sistemi di trattamento
sempre più efficienti che impattano
sulla gestione integrata dei reflui e la cultura
ambientale delle imprese.
Non solo il legislatore…
Il riferimento normativo è il D.Lgs. 152/2006
e s.m.i., che stabilisce limiti e criteri per gli
scarichi idrici industriali. Tuttavia, oggi la vera
spinta al miglioramento delle prestazioni ambientali
è data da un insieme di strumenti e
procedure che vanno oltre la semplice conformità
normativa e deriva da un approccio
più ampio, fondato su strumenti come
l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) e
l’adozione delle Migliori Tecniche Disponibili
(BAT) individuate nei BREF (Best Available
Techniques Reference Documents) pubblicati
dall’Unione Europea. L’impianto di depurazione
non deve più rappresentare soltanto una
barriera di contenimento dell’inquinamento,
ma diventare parte integrante del ciclo produttivo
e quindi, della strategia ambientale.
Spesso non viene data la necessaria impor-
tanza a questa sezione impiantistica perché
l’attenzione e la destinazione delle risorse è
rivolta principalmente al processo produttivo,
senza considerare fino in fondo l’impatto economico
e reputazionale che potrebbe avere
un fermo produttivo dovuto a malfunzionamenti
dell’impianto di depurazione.
Strumenti strategici
Attraverso l’analisi del rischio ambientale le
aziende possono individuare le criticità dei
propri processi e pianificare interventi preventivi
attraverso strumenti di valutazione che
considerano le probabilità e le conseguenze
di possibili eventi di contaminazione,
malfunzionamento o rilascio accidentale.
Tale approccio non solo migliora la sicurezza
e la conformità normativa, ma contribuisce
ad ottimizzare i costi di gestione,
a prevenire sanzioni e tutelare l’immagine
aziendale. L’analisi del rischio diventa uno
strumento strategico di governo del processo
industriale e della responsabilità
ambientale. Le innovazioni tecnologiche più
recenti si muovono verso l’obiettivo non solo
di depurare i reflui industriali, ma ridurre i
consumi, recuperare acqua e valorizzare i sottoprodotti
in una logica di economia circolare.
Sistemi a membrane, processi di osmosi inversa,
filtrazione avanzata, trattamenti biologici
a fanghi attivi ad alta efficienza e tecniche
di ossidazione avanzata sono sempre più diffusi
e consentono di ottenere elevati livelli di
depurazione, riducendo al minimo la produzione
di fanghi e i consumi energetici.
L’automazione e il monitoraggio in tempo reale
dei parametri di processo permettono un
controllo costante delle prestazioni e un adattamento
dinamico alle diverse condizioni operative.
Formazione e miglioramento continuo
La competenza del personale rappresenta un
fattore determinante per l’efficacia della gestione
delle acque reflue. Anche le migliori
tecnologie, infatti, perdono efficienza senza
una gestione consapevole e un controllo puntuale.
La formazione continua degli operatori,
la conoscenza delle normative e la capacità
di interpretare i dati di processo sono elementi
essenziali per garantire la funzionalità degli
impianti, la tempestiva individuazione di anomalie
e la corretta applicazione delle procedure
di emergenza. Le certificazioni ambientali
volontarie, come EMAS ed ECOLABEL, rappresentano
un ulteriore spinta al miglioramento
continuo.
Chi sceglie di aderirvi si impegna a un percorso
di crescita tecnologica, gestionale e culturale,
basato sulla trasparenza, sulla misurazione
dei risultati e sulla partecipazione del
personale. La gestione delle acque reflue industriali
diventa parte integrante della responsabilità
sociale d’impresa e uno strumento
competitivo per accedere a mercati sempre
più attenti alla sostenibilità. La depurazione
degli scarichi industriali non è più solo un obbligo
normativo, ma un fattore strategico di
competitività e innovazione. L’integrazione tra
analisi del rischio, formazione del personale
e tecnologie avanzate segna la strada verso
un modello produttivo capace di coniugare efficienza,
sicurezza e sostenibilità, nel pieno rispetto
dell’ambiente e delle risorse idriche.
Per approfondire i con tenuti del corso è possibile
scansionare il Qrcode.
l
La depurazione delle
acque reflue
industriali è normata
dal D.Lgs. 152/2006
e s.m.i. E’ attraverso
l’analisi del rischio
ambientale che
le aziende possono
“misurare”la criticità
dei propri processi.
Qui a sinistra
la copertina
del corso.
Per approfondire
gli argomenti
è possibile
scansionare il Qrcode.
Dicembre 2025
Dicembre 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
22 ECONOMIA CIRCOLARE Soluzioni
VEICOLI A FINE VITA
VEICOLI A FINE VITA
ECONOMIA CIRCOLARE
23
Circolarmente
Appuntamento con lo spazio dedicato a materiali
e design circolare, nonché alle risorse materiche.
Su questo numero approfondiamo il nuovo
regolamento circa il fine vita dei veicoli
I nuovi requisiti impongono
che, per ogni veicolo di nuova omologazione,
una parte specifica della plastica totale utilizzata
sia proveniente da fonti riciclate.
di smontare ogni singola parte riutilizzabile
con l'obiettivo di massimizzare il riutilizzo effettivo
e il recupero complessivo. Questo approccio
basato sulla performance mira a garantire
una maggiore equità economica per
gli operatori del fine vita, consentendo loro di
concentrarsi sulle componenti ad alto valore:
approccio già seguito nel recupero e riciclo di
altre tipologie di prodotti.
Marco Capellini
Matrec.com
Europea sta riscrivendo le regole
del gioco per l'industria automobilistica
con un pacchetto, più o meno L’Unione
ambizioso, di normative focalizzate sull'economia
circolare. Al centro di questa trasformazione
ci sono il nuovo Regolamento sui Veicoli
a Fine Vita (End-of-Life Vehicle Regulation -
ELV) ed in secondo piano il Regolamento
sull'Ecodesign per i Prodotti Sostenibili (ESPR).
L'obiettivo è chiaro: garantire che i veicoli, le
loro componenti cruciali come batterie e pneumatici,
non siano più considerati semplici prodotti
da smaltire, ma vere e proprie riserve di
risorse da recuperare in linea con quanto previsto
dal Circular Economy Act. La proposta di
revisione (in fase di discussione), della Direttiva
ELV mira a superare gli attuali tassi di recupero,
innalzando gli standard di riciclo e riutilizzo fin
dalla fase di progettazione.
Vengono fissati obiettivi di riciclo più o meno
stringenti e si estende la responsabilità del
produttore non solo alla gestione del fine vita,
ma anche alla progettazione
del veicolo per facilitare il disassemblaggio,
il riutilizzo e il
riciclo.
La Sfida della
Plastica Riciclata
Un elemento centrale della revisione
è l'introduzione di obiettivi
vincolanti per l'uso di plastica riciclata.
I nuovi requisiti impongono
che, per ogni veicolo di
nuova omologazione, una parte
specifica della plastica totale utilizzata sia proveniente
da fonti riciclate e il Re go lamento riconosce
la necessità di un approccio graduale
per consentire all'industria di adeguarsi, in particolare
per lo sviluppo delle infrastrutture di
raccolta, selezione e riciclo della plastica da veicoli.
Gli obiettivi saranno introdotti in fasi distinte,
con scadenze ben definite, per assicurare la fattibilità
economica e tecnica per tutti i produttori.
Rispetto al 25% entro 72 mesi proposto dalla
Commissione, gli eurodeputati propongono un
approccio in due step: il 20% entro 6 anni e il
25% entro 10. Per gli Stati membri, invece, gli
obiettivi intermedi dovrebbero essere tre: 15%
entro 72 mesi, 20% dopo 96 mesi e 25% dopo
120 mesi, ognuno da raggiungere per almeno
il 25% con plastiche da riciclo dei veicoli.
Obblighi di Smantellamento e Riutilizzo Più
Flessibili
La bozza del Regolamento ha sollevato preoccupazioni
nel settore in merito all’obbligo
Responsabilità Estesa del Produttore (EPR)
Un aspetto cruciale riguarda inoltre l'equità
e l'efficacia dei regimi di Responsabilità
Este sa del Produttore (EPR). Storicamente,
l'applicazione della direttiva ELV ha mostrato
disparità nella copertura dei costi e nell'organizzazione
della rete di raccolta e trattamento.
Il nuovo Regolamento cerca di garantire una
maggiore uniformità e trasparenza nei regimi
EPR nazionali, stabilendo criteri minimi più
chiari. I produttori dovranno garantire la copertura
dei costi relativi alla raccolta, al trattamento
e al riciclo, ma in modo più equo e
proporzionato alle quote di mercato e alla
complessità del veicolo.
Due strumenti fondamentali
Il Passaporto Digitale dei Prodotti (DPP), che
trova applicazione nelle batterie dei veicoli
elettrici ai sensi del Regolamento (UE)
2023/1542 (Regolamento Batterie), è un sistema
informativo accessibile tramite QR
code che accompagnerà ogni batteria a partire
da febbraio 2027. Questo strumento crea trasparenza
e crea le basi per un mercato della
seconda vita delle batterie, prolungandone
l'utilità e riducendo la necessità di nuove estrazioni
di materie prime.
Mentre il Regolamento sull'Ecodesign per i
Prodotti Sostenibili (ESPR), pur essendo una
normativa quadro, integrerà l'ELV stabilendo
nuovi requisiti di ecoprogettazione specifici
per componenti come gli pneumatici. L'ESPR
spingerà per l'uso di contenuto riciclato e per
una maggiore durabilità in questi elementi,
riducendo l'impatto ambientale degli Pneu -
matici Fuori Uso (PFU). In sintesi, l'UE sta attuando
una vera e propria trasformazione sistemica.
Con obiettivi graduali sulla plastica, un approccio
più flessibile agli obblighi di smantellamento
e una maggiore equità nei regimi EPR. Il
nuovo Regolamento ELV punta a rendere l'industria
automobilistica e dei suoi componenti
un modello di economia circolare, un passo
cruciale per la riduzione della dipendenza da
materie prime critiche e per il raggiungimento
di quello che è vuole essere il nuovo Circular
Economy Act.
l
La Commissione
propone che entro 72
mesi dall’entrata
in vigore del nuovo
regolamento,
il contenuto di plastica
riciclata all’interno
di un nuovo veicolo
debba essere
pari al 25%.
Dicembre 2025
Dicembre 2025
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
24 ECONOMIA CIRCOLARE POST POLLUTEC
POST POLLUTEC ECONOMIA CIRCOLARE 25
Economia Circolare
Federica Lugaresi
Una bella doppietta
Organizzato dai cugini francesi, Pollutec si conferma come
un altro bell’appuntamento di riferimento per soluzioni ambientali
Se ci fosse una gara a due, sarebbe un pari
merito. Abbiamo avuto la fortuna di visitare
sia la kermesse riminese che Pollutec in terra
lionese. E, pur rientrando nello stesso perimetro,
ognuna si è ben distinta con una propria identità.
L’edizione francese 2025 ha registrato numeri
da capogiro: 51.000 visitatori operatori del settore,
2.000 espositori, 130 start-up, 350 conferenze e
250 innovazioni presentate in anteprima.
Con una mission ben precisa: riunire industriali,
autorità locali, ricercatori, agenzie di protezione
per l’ambiente, facendo da collettore e collante
per tutti quegli attori che hanno un ruolo chiave
nella transizione. Ma con un carattere spiccatamente
molto “ambiente”, che ha puntato i fari
sull’emergenza climatica e sulla salute (considerando
che l’80% dei determinanti di quest’ ultima
non sono né genetici né ereditari, ma assolutamente
ambientali).
Si va dritti al concreto
Poche parole e tanti fatti. Come sottolineato dalla
direttrice Anne- Manuèle Hébert quando ha dichiarato
che “Pollutec ribadisce più che mai l’essere
catalizzatore di soluzioni concrete per la
trasformazione ecologica per la nostra industria
e dei nostri territori. Una trasformazione ecologica
che è diventata essenziale, dato il costo crescente
dell’inazione”.
Sono state quindi quattro le tematiche principali
e trasversali del salone che, nel loro insieme,
identificano le urgenze prioritarie di questo momento:
scienza, decarbonizzazione, bioeconomia
e salute. La prima (intesa come ecologia) deve
essere riposizionata al centro delle decisioni e
della politica. La decarbonizzazione deve essere
applicata in termini di modelli industriali e territoriali,
e non solo intesa come obiettivo di riduzione
dei gas serra. La bioeconomia è indispensabile
per liberarci dai combustibili fossili,
ma anche per valorizzare le risorse e cambiare
paradigma andando verso un’economia rigenerativa.
Tutto questo senza dimenticare la salute
che è fortemente legata all’ambiente in cui viviamo.
Pollutec Innovation Awards
Come tutti i saloni che si rispettino, anche qui
sono stati assegnati i Pollutec Innovation Awards
2025 per valorizzare le innovazioni più interessanti
sia dal punto di vista industriale che ambientale.
Tre le eccellenze premiate: Pulse- Entent (per
il recupero e conversione del calore di scarto industriale
a bassa temperatura in elettricità);
Vortex 150- Inddigo/Plastic Vortex (una barriera
galleggiante automatizzata capace di intercettare
l’80% dei rifiuti in plastica) e Tamic- Tallano
Technologies (un sistema di cattura, filtrazione
e riciclo delle microparticelle dei freni).
L’angolo delle startup…
Che a noi di Waste piace sempre tanto. Abbiamo
trovato STREED (acronimo di Solar Thermal
Energy Exchange Desalination), un nuovo sistema
di desalinizzazione solare che utilizza il trasferimento
di energia risonante per evaporare
e condensare in modo efficiente l’acqua, anche
proveniente da fonti altamente salate e contaminate
(senza accumulo di energia esterna).
Terra Innova invece - fornisce soluzioni chiavi in
mano - per la valorizzazione agricola delle terre
di cantiere, creando dei substrati fertili.
Interessante Clean Water Tab, una tavoletta costituita
da cera minerale di origine naturale, per
il trattamento e la chiarificazione dell’acqua in
piscine, SPA e serbatoi con una riduzione nel
rinnovo dell’acqua stessa. Geniale l’idea di
Ecomarc che trasforma i rifiuti di caffè, in prodotto
agricolo ad alto valore per la coltivazione
di funghi e in compost naturale.
…e l’angolo italiano
In un’area dedicata al nostro Paese (ma non solo
in quella), abbiamo trovato Ateco, azienda piemontese
della Val D’Ossola specializzata in una
nicchia molto particolare: ossia il recupero, macinazione
e riciclo degli scarti di cavo elettrico e
metalli non ferrosi. I processi di micronizzazione
e triturazione svolgono il loro lavoro sulle matarozze.
Dal macinato che si ottiene da questa lavorazione,
si separa in maniera più accurata il
PVC, permettendo il raggiungimento di alti standard
qualitativi. Successivamente attraverso il
processo di estrusione, la mescola viene filtrata
e trasformata in granuli di PVC rigenerato al
100%. In tema di poliolefine, l’azienda biellese
Filippo Russo ricicla “ciò che non è stato ideato
per essere riciclato”. Trasforma materie plastiche
di produzione post-industriale, generando
macinato o rigranulato che può essere utilizzato
nella produzione delle fibre sintetiche. l
La direttrice
di Pollutec
Anne-Manuèle
Hébert.
Specializzata
nel riciclo di cavi
elettrici, Ateco
ne recupera
i metalli
ma anche PVC
che rigenera
al 100%.
L’azienda Filippo
Russo trasforma
materie plastiche
post industriali
(poliolefine)
in rigranulato,
per la produzione
di fibre
sintetiche.
Dicembre 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
26 PRIMO PIANO Soluzioni
PUNTI COSPICUI
NEWS
RIFIUTI SOLIDI
27
Intelligenze
Circolari
Ecodesign, tracciabilità
e cambiamento sociale:
buone pretiche
di ecoinnovazione
Autore:
Raffaele Lupoli, Vittoria
Moccagatta, Tiziano Rugi,
Tommaso Salvatori
Editore:
EconomiaCircolare.com
Prezzo:
15 euro
Scaffale circolare
Una rubrica per esplorare come i libri possano ispirare un futuro
più sostenibile. Un viaggio attraverso le pagine di saggi e manuali
Eliana Puccio
Il volume "Intelligenze Circolari. Ecodesign,
tracciabilità e cambiamento sociale: buone
pratiche di ecoinnovazione" racconta come i
principi dell’ecoprogettazione si stiano già
traducendo in soluzioni operative replicabili e
scalabili: prodotti, servizi e processi capaci di
ripensare modelli di produzione e consumo in
chiave sostenibile.
Il libro documenta progetti e buone pratiche
ecoinnovative sviluppate da università,
fondazioni, imprese e centri di ricerca italiani e
internazionali, con contributi anche da Brasile,
Argentina ed Ecuador. Accanto ai casi studio, il
volume apre a visioni sistemiche e prospettive
europee, affrontando il quadro normativo in
evoluzione (ESPR, CEA, ecc.) e strumenti
emergenti come il passaporto digitale di
prodotto, gli standard, le certificazioni
ambientali e il ruolo crescente dell’intelligenza
artificiale nella doppia transizione ecologica e
digitale. Il volume è parte della collana "I
Quaderni dell’economia circolare" e nasce
dall’evento Intelligenza Circolare, organizzato
da ISIA Roma Design ed Economia
Circolare.com nell’ambito del progetto
PNRR “Creative competencies for the
social change: tradition and
future of Made in Italy”.
Dicembre 2025
Freeze the Waste
n CONAI ha svelato in
anteprima a Ecomondo
“Freeze the Waste” in
collaborazione con
POLI.design e la Scuola del
Design del Politecnico di
Milano. "Esempio di come
il design possa diventare
un linguaggio per la
sostenibilità" ha detto il
professor Mario de Liguori.
Entrato nel programma
Sostenibilità Now26 della
Fondazione Milano Cortina
2026, verrà declinato da
Fondazione stessa
all’interno della grande
kermesse sportiva.
Il progetto nasce all’interno
di un workshop organizzato
dalla Scuola del Design del
Politecnico di Milano e da
POLI.design.
Il concept vincitore, “Freeze
the Waste”, è caratterizzato
da contenitori ideati da
Beatrice Duina e Giuseppe
Manasseri, che traggono
ispirazione dai ghiacciai
alpini e dalla loro fragilità,
trasformando la raccolta
differenziata in un gesto
simbolico e visivamente
potente.
Complimenti!
LEADER NELLE SOLUZIONI INTEGRATE PER
IGIENE URBANA, RACCOLTA, COMPATTAZIONE E TRASPORTO RIFIUTI
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Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
28
ECONOMIA CIRCOLARE
GRANDI BIANCHI
GRANDI BIANCHI ECONOMIA CIRCOLARE 29
Economia Circolare
Federica Lugaresi
RAEE, spare parts
anche per loro?
La raccolta elettrodomestici è ancora lontana dal target
imposto dall’UE al 65%. Intanto noi ci domandiamo: che fine
fanno le componenti degli R1 e R2 che vengono recuperate?
plastiche, metalliche ed elettroniche), poi bonificati
(con rimozione di sostanze pericolose
tipo gas refrigeranti e oli), e quindi avviati al riciclo
(i diversi materiali vengono avviati ad impianti
specializzati). Ma in genere non viene
fatto un recupero delle parti funzionanti per la
rivendita su larga scala, come avviene invece
per l’automotive.
In realtà e con approccio molto limitato, esiste un
mercato per il riuso e rigenerazione delle parti ma
non c’è ancora una rete strutturata e diffusa.
Indubbiamente si tratta di un tema molto attuale
legato all’economia circolare. Secondo il
Rapporto del Riciclo in Italia, per il raggruppamento
1 (che comprende frigoriferi, congelatori,
condizionatori) e 2 (lavatrici, lavastoviglie e forni),
nell’anno 2024 la raccolta è cresciuta rispettivamente
del 2,2% e del 3,8%.
Gli impianti di trattamento che operano nel sistema
RAEE hanno come primo obiettivo la preparazione
per il riutilizzo, la messa in sicurezza ed il trattamento
dei rifiuti per arrivare a produrre delle frazioni
di materiali omogenei. In realtà, poiché mancano
i grandi volumi da trattare (e quindi viene meno la
possibilità di applicare le economie di scala), gli impianti
di primo livello non arrivano fino alla raffinazione
delle singole componenti (come per es. le
schede elettroniche) né tanto meno al recuperare
i singoli materiali che li compongono e che spesso
si identificano nei critical raw materials.
Percorriamo la filiera…
Quando un grande elettrodomestico viene dismesso
(per obsolescenza, guasto o cambio modello)
può essere conferito ad un centro di raccolta RAEE
presso centri autorizzati.
Qui vengono smontati (per separare le parti
quali compressori e motori, che purtroppo
non sono sostenibili economicamente
poiché il costo della manodopera
supera quello del
pezzo nuovo.
Distribuzione dei Centri
di raccolta RAEE dislocati
sul territorio nazionale,
2023. (Fonte CdC RAEE)
Chi lo fa?
Nelle piccole officine o presso i riparatori indipendenti,
alcuni tecnici raccolgono elettrodomestici
rotti o ritirati dai clienti. Ne smontano i pezzi funzionanti
(motori, pompe, schede elettroniche) che
testano e riutilizzano su altri apparecchi simili.
Possono anche vendere online i pezzi usati e funzionanti
come su eBay, Marketplace o siti specializzati.
Oppure, esistono start up e cooperative di
economia circolare che in alcune parti dell’Italia
- tipo Milano, Bologna e Torino - riparano e riutilizzano
i pezzi. Si tratta di progetti pilota poco diffusi
e non ancora standardizzati anche in partnership
con consorzi RAEE.
Ci possono essere anche rare aziende di rigenerazione
ma solo per componenti specifici,
Parts o non parts?
E’ assodato che non esiste una rete
come per il settore auto.
Esistono dei distributori ufficiali di ricambi
nuovi (es. Electrolux, Bosch, Whirlpool, Ariston).
Oppure si può fare riferimento a portali di vendita
ricambi (come eParti, Buyspares, RicambiFacili
ecc.) ma non è presente sul territorio nazionale
un circuito che sia strutturato per la rivendita di
ricambi rigenerati o usati. Potremmo parlare
dell’arte di arrangiarsi perchè chi ripara elettrodomestici
spesso si autogestisce, raccogliendo
parti dai ritiri o da altri dispositivi dismessi.
Non sarebbe quindi una cattiva idea quella di
creare una rete “Parts”per elettrodomestici…
peccato che manchino le norme incentivanti il
riuso di parti ancora funzionanti, ma anche centri
di raccolta preposti e test di componenti.
Servirebbero anche una procedura di catalogazione
digitale delle parti compatibili, piattaforme
di scambio tra riparatori e cittadini, e fissare gli
standard di qualità e sicurezza per le parti usate
o rigenerate.
Dicembre 2025
Dicembre 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
30 ECONOMIA CIRCOLARE Soluzioni
GRANDI BIANCHI
Si fa quel che si può
Spesso si tratta di operazioni complesse e non economicamente
convenienti su larga scala. Ma…come si rigenerano
motori pompe e schede?
-Motori elettrici: smontaggio e pulizia; sostituzione cuscinetti;
controllo e rifacimento degli avvolgimenti; test
di isolamento elettrico
-Pompe di scarico: pulizia e rimozione del calcare, controllo
girante e guarnizioni; sostituzione parti danneggiate
-Schede elettroniche: diagnosi guasti con strumentazione;
sostituzione di componenti guasti; ripristino del
firmware se necessario
-Liquidi refrigeranti: pericolosi per l’ambiente, vengono
aspirati e recuperati nei centri RAEE autorizzati e tramite
appositi strumenti.
Esistono anche impianti capaci di rigenerarli, rimuovendo
impurità ma è molto difficile e raro che vengano
riusati nei circuiti domestici. Nella maggior parte dei
casi vengono smaltiti o riciclati industrialmente.
La principale piattaforma
Europea per l’Economia
Circolare
Quantità di AEE
(si notino gli R1
e R2) immesse
sul mercato
italiano
dai produttori
per il periodo
2019-2023 (Kt).
(Fonte CdC RAEE).
Raccolta
dei RAEE
domestici per
raggruppamento,
2019-2023 (Kt).
(Fonte CdC RAEE).
Progetti virtuosi di casa…
Ad oggi quindi il recupero delle parti funzionanti
è sporadico e artigianale, la rigenerazione dei
motori e delle schede è possibile ma poco diffusa,
manca totalmente una rete strutturata di
ricambi usati e il riuso sistematico è ostacolato
da logistica e assenza di norme.
Ma in Italia esistono e coesistono a progetti attivi.
Ri-Generation per esempio, è un progetto promosso
da Astelav e Sermig che si occupa di
rigenerazione e vendita di elettrodomestici dismessi,
raccolti, selezionati, riparati e messi
in vendita con garanzia. C’è anche Progetto
“Utile” (in cui collaborano Caritas, Euronics,
Dismeco e CNA) che è un ensemble di operazione
sociale e ambientale e che rimette in funzione
elettrodomestici ritirati per donarli a famiglie
fragili.
Interessanti i Ri-Hub/Ecco, centri territoriali che
promuovono la rigenerazione, laboratori e formazione
per imparare l’arte della riparazione.
E questo si svolge in repair cafè.
Ma attenzione. Non tutti gli elettrodomestici dismessi
sono buoni candidati ed è necessario seguire
alcuni criteri. E’ importante scegliere marca
e modello più diffusi (per avere maggiore
probabilità di compatibilità); meno anni e minore
usura; componenti modulari e smontabili facilmente
a costo contenuto; ed evitare quelli a rischio
di danni catastrofici (eventuali esplosioni
e perdite di gas).
…ed europei
Come attività rilevante per il tema ricambi e rigenerazione
è presente CircThread che si occupa
di creare “digital thread” circa informazioni
sui prezzi, riparazioni e tracciabilità per agevolare
i riparatori, riciclatori e consumatori nel conoscere
disponibilità e compatibilità dei ricambi.
Le spagnole BSH e Aeress si occupano della
preparazione per il riuso dei RAEE con riparazione
e vendita come second hand, mettendo a
disposizione logistica, pezzi e strumenti.
In Europa centrale Reuse2030 promuove pratiche
circolari nel settore meccanico.
Reclaim, non proprio in target con i grandi elettrodomestici,
fa riuso e rigenerazione di macchine
industriali; mentre RReuse è una rete europea
non profit che supporta imprese sociali
nel riuso, riparazione e riciclo fornendo buone
pratiche, supporto politico e networking. l
Waste Management
Europe Exhibition &
19 - 21 Maggio 2026
Bologna, Italia
www.wme-expo.com
Conference
Bologna Fiere
Piazza della
Costituzione, 3
40128 Bologna BO
Dicembre 2025
Organized by
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
32 ENERGIA RECUPERO TERMICO
NEWS
ENERGIA
33
Scaldata dal vetro
A Corsico (Milano) abitazioni e uffici pubblici
diventano un modello di economia circolare
e decarbonizzazione grazie a Engie Italia
Ginevra Fontana
La centrale di teleriscaldamento che recupera
il calore dalla produzione del
vetro nello stabilimento Verallia di
Corsico (vicino a Milano) è stata acquisita da
Engie Italia.
In questo modo, l'azienda ha mosso un altro
passo verso la decarbonizzazione del territorio.
Con questa acquisizione, Engie diventa
inoltre l’unico operatore nella gestione del
servizio, grazie all’integrazione verticale tra
produzione e distribuzione.
La centrale, di tipo cogenerativo, ha una capacità
installata di 16,5 MWt, e viene alimentata
per oltre il 70% attraverso il recupero termico
di calore di scarto proveniente dallo
stabilimento di Verallia, leader nella produzione
di vetro.
Fabrizio Moioli, District Heating & Com -
munities Solutions Director di Engie ha dichiarato:
“Oggi la città ha un unico operatore
energetico integrato e capace di garantire efficienza,
affidabilità e sostenibilità energetica
delle rete di teleriscaldamento nel lungo periodo.
Abbiamo avviato interventi per l’ottimizzazione
termica dell’impianto, per incrementare
progressivamente i volumi di calore
generati ed estendere il servizio, moltiplicando
i benefici ambientali e sociali del teleriscaldamento
anche grazie alla virtuosa sinergia
con Verallia. La nostra missione resta quella
di fornire energia sostenibile, sicura e accessibile
per tutti, e questo progetto ne è una testimonianza
tangibile.”
Economia circolare & Sinergia Industriale
Nella centrale è operativo un impianto di recupero
di energia termica dai fumi esausti della
fusione del vetro dell’azienda Verallia, che consente
di produrre acqua surriscaldata a 110°C
per una potenza termica complessiva di circa
3,5 MW. L’energia termica ottenuta copre quasi
interamente il fabbisogno della rete, evitando la
combustione di gas naturale.
L’adozione di sistemi a recupero termico e di cogenerazione
consente di contribuire agli obiettivi
di sostenibilità ambientale, evitando l'emissione
ogni anno di circa 2.200 tonnellate di CO 2 in atmosfera.
l
Dicembre 2025
Energia che ritorna a Terni
RSE, Ricerca sul Sistema
Energetico, che si occupa dello sviluppo
di attività di ricerca nel settore L’istituto
elettro-energetico, con particolare riferimento
ai progetti strategici nazionali, ha pubblicato
il risultato del test di un impianto con la presenza
del recuperatore BEE nel laboratorio
RSE di Terni. Dal report sono emersi tutti i
benefici derivanti dall’utilizzo del prodotto Bee
di Innova. Proprio lo scorso aprile, è entrata
in vigore la nuova norma Uni Ts 11300-2:2019
sulla riduzione di energia primaria in presenza
di recuperatori di calore delle acque di scarico
provenienti dalle docce e descrive come gestire
il calcolo della prestazione energetica
del servizio acqua calda sanitaria a seguito
del loro utilizzo.
Cosa certa e appurata benissimo è che il consumo
di energia dovuto al riscaldamento
dell’acqua sanitaria è molto elevato. Parliamo
soprattutto di contesti di utilizzo collettivo
come alberghi, centri benessere, centri sportivi
ecc.) dove il calore utilizzato senza dubbio
superiore.
Il prodotto di Innova è tra gli strumenti che
consentono risparmi di energia in ambito domestico.
Recuperare buona parte di questa energia,
che normalmente viene dispersa attraverso
gli scarichi delle acque reflue, rappresenta
un risparmio importantissimo, sia per il singolo
utente che per l’intera comunità.
Dicembre 2025
Innova ha brevettato un dispositivo di estrema
efficacia che cambierà il modo di realizzare
gli impianti idrotermosanitari. Il test di RSE
I benefici non sono pochi...
Bee di Innova recupera dal 30% al 40% del
calore contenuto nelle acque reflue provenienti
da lavandini o docce, che diversamente
finirebbero negli scarichi.
Si tratta di un dispositivo che, attraverso lo
scambio di calore tra l’acqua di scarico ed acqua
di alimentazione recupera una notevole
quantità di calore che altrimenti andrebbe dispersa
in ambiente. Inoltre ha un funzionamento
semplice ed intuitivo: l’acqua di scarico
passa sopra una serpentina stampata costituita
da una due lamiere appositamente sagomate,
(in inox AISI 316 L, resistenti quindi
alla corrosione) saldate tra loro.
All’interno della serpentina, in controcorrente
rispetto all’acqua di scarico, scorre l’acqua
pulita che alimenta: il bollitore, lo scaldabagno
istantaneo o il miscelatore dal lato “freddo”.
L’acqua pulita quindi si preriscalda sottraendo
calore all’acqua di scarico. Un altro vantaggio
è l’ottimizzazione della classe energetica
dell’edificio; inoltre, il recuperatore di calore
è più efficace di un impianto di solare termico
perché risulta più facile nel funzionamento e
ha alte rese prestazionali, oltre a tempi di ammortamento
più brevi.
l
Ginevra Fontana
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
34 ENERGIA NEWS
NEWS
RIFIUTI SOLIDI
35
Uno strano paradosso
Fine vita pannelli fotovoltaici non incentivati:
l’attuale sistema finanziario non potrà
reggere. Servono provvedimenti normativi
Eliana Puccio
Erion WEEE e Ref Ricerche sostengono
che l'attuale sistema di finanziamento
per la gestione del fine vita dei pannelli
fotovoltaici, in particolare per quelli non incentivati
(i pannelli installati in impianti che
non beneficiano degli incentivi previsti dai
Conti Energia), è inadeguato e a rischio collasso.
Lo Studio "La gestione nel rifiuto fotovoltaico
in Italia: un nuovo modello di finanziamento"
realizzato dal Laboratorio Ref
Ricerche lo conferma: il sistema di finanziamento
della gestione del fine vita dei pannelli
fotovoltaici non incentivati non potrà garantire
il corretto trattamento di questi rifiuti.
Giorgio Arienti, Direttore Generale Erion
WEEE ha commentato: "Nei prossimi anni
assisteremo a una crescita esponenziale delle
quantità di pannelli che saranno dismessi: a
ciascuno di questi pannelli è associato, in un
trust di uno dei numerosi Consorzi RAEE, un
contributo del tutto insufficiente ad assicurare
una corretta gestione. Per evitare un disastro
ambientale è indispensabile modificare al più
presto la normativa".
Un enorme fardello
Entro il 2050 si stima che oltre ai 300 milioni di
pannelli fotovoltaici già installati, altri 20 milioni
di pannelli saranno allacciati alla rete.
Nel giro di pochi decenni, il numero di pannelli
destinati alla dismissione aumenterà di quasi
trenta volte, con ricadute enormi per i detentori
degli impianti, i consorzi e l'intera collettività.
Si passerà dai circa 427.000 pannelli smaltiti nel
2025 a oltre 12 milioni nel 2050. Numeri che potrebbero
mettere a rischio la capacità finanziaria
e operativa dei consorzi. "Lo studio fatto da Ref
Ricerche - ha aggiunto Arienti - solleva seri dubbi
sulla sostenibilità economica del sistema oggi
in vigore e sulla sua reale capacità di coprire i
costi di gestione del fine vita dei pannelli fotovoltaici
non incentivati, dato che non è serio fare
oggi una scommessa su quanto costerà smaltire
un modulo tra vent'anni, poiché che il potenziale
valore delle materie prime in esso contenute è
una assoluta incognita".
l
AcchiappaOceano
n Aqualis raccoglie quello che non dovrebbe
mai finire in acqua. È un dispositivo 100%
italiano progettato da Aquageo S.r.l. per
raccogliere plastiche, microplastiche, oli e
idrocarburi dalla superficie di mari, fiumi e
porti, operando senza danneggiare gli
ecosistemi.
Rimuove efficacemente fino a 500 kg di rifiuti
solidi e 800 kg di idrocarburi all'anno con un
basso consumo energetico.
A realizzarlo è Alessandro Barbiero classe
1998 subacqueo dall’età di 14 anni e da
sempre appassionato di tutto ciò che riguarda
il mare. Il cestino è modulare e progettato per
la raccolta selettiva di inquinanti flottanti.
Al suo interno è presente una lastra filtrante
in poliuretano espanso reticolato, che cattura
plastiche, microplastiche e filamenti fino a 2
mm di diametro. Alla base è installato un
fondo in lamiera forata AISI 316, con fori da 2
mm, destinato alla raccolta del materiale più
grossolano (foglie, residui organici, plastiche
dure e via dicendo). Sul fondo, all’interno
della camera di aspirazione e
convogliamento, è posizionata una spugna
dedicata all’assorbimento di oli e idrocarburi.
Il sistema si installa facilmente su pontili
galleggianti e pontili fissi di darsene e porti.
Dicembre 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
36 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni
TECNOLOGIA APPLICATA
TECNOLOGIA APPLICATA
RIFIUTI SOLIDI
37
Un salto
di qualità
La geolocalizzazione trasforma la tracciabilità
da un processo statico (documentale)
ad un monitoraggio operativo e costante
Apartire dal 1° gennaio 2026, ogni mezzo
adibito al trasporto di rifiuti speciali pericolosi
dovrà essere dotato di un sistema
di localizzazione certificato.
La geolocalizzazione dei veicoli adibiti al trasporto
di rifiuti speciali pericolosi rappresenta
la prima applicazione concreta della tracciabilità
dinamica lungo la filiera.
Al passo con l'innovazione digitale
Con l’entrata in vigore del sistema RENTRI, la
tracciabilità dei rifiuti diventa dinamica, estesa
non solo ai flussi documentali ma anche ai
percorsi fisici dei veicoli che trasportano rifiuti
speciali pericolosi. Gli articoli 16 e 17 del D.M.
4 aprile 2023, n. 59 introducono una delle innovazioni
più significative del nuovo sistema:
l’obbligo, per i soggetti che trasportano rifiuti
speciali pericolosi, di dotare i propri mezzi di
sistemi di geolocalizzazione basati sulle tecnologie
disponibili sul mercato. Tali disposizioni,
rafforzano la trasparenza e la tracciabilità
dei flussi di rifiuti, e stabiliscono che la disponibilità
di tali dispositivi diventi un requisito
tecnico per l’iscrizione alla categoria 5 dell’Albo
Nazionale Gestori Ambientali.
L’anno della svolta
Il quadro regolatorio si completa con la
Deliberazione n. 3 del 19 dicembre 2024 del
Comitato Nazionale dell’Albo Nazionale
Gestori Ambientali, che stabilisce che tutti i
soggetti tenuti all’iscrizione al RENTRI e autorizzati
al trasporto di rifiuti speciali pericolosi
debbano garantire, su ciascun autoveicolo impiegato,
la presenza di un sistema di geolocalizzazione
conforme alle tecnologie individuate
dal Ministero. Con la Circolare n. 2 del
22 maggio 2025, il Comitato Nazionale ha fornito
le linee applicative definitive per l’attuazione
della delibera del dicembre 2024.
Il documento conferma che l’attestazione
della presenza dei dispositivi di geolocalizzazione
deve essere trasmessa, tramite
AGEST, dal 1° luglio al 31 dicembre 2025, e
che le imprese con più automezzi possono
inviare più istanze distinte, purché entro la
scadenza prevista. Dal 1° gennaio 2026, l’obbligo
di attestazione sarà contestuale alla
presentazione della domanda di iscrizione o
variazione del parco veicolare, rendendo la
geolocalizzazione requisito preliminare e non
successivo all’autorizzazione.
Scegliere gestionali interoperabili con RENTRI
e dotati di sistema di geolocalizzazione significa
garantire non solo tracciabilità e compliance
normativa, ma anche il pieno controllo
del processo e il monitoraggio dei KPI ambientali
ed economici.
Con Atlantide, Wolters Kluwer offre una soluzione
completa per la gestione dei rifiuti, integrata
con geolocalizzazione, per una gestione
efficiente, sicura e sostenibile. l
La tracciabilità
dinamica
non rappresenta solo
un’evoluzione tecnica,
ma il punto
di convergenza
tra regolazione
giuridica e gestione
efficiente, fondando
un nuovo paradigma
di responsabilità
ambientale basata
sui dati,
sull’interoperabilità
e sulla fiducia.
Dicembre 2025
Dicembre 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
38 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni
GAS REFRIGERANTI
GAS REFRIGERANTI
RIFIUTI SOLIDI
39
Il costo
e la necessità
La prossima uscita di scena (legale) di alcuni
tipi di gas refrigeranti sta rilanciando il recupero,
riuso e riciclo degli F-gas. Vediamo come si fa
Marco Comelli
Bombole di F-gas
rigenerato.
Dagli impianti di condizionamento e le
pompe di calore ai veicoli per il trasporto
a temperatura controllata, dalle
celle frigorifere ai banchi dei supermercati,
nonché impianti antincendio, macchine per
la produzione di schiume e via elencando, i
gas fluorurati sono ovunque. Introdotti per
sostituire quelli clorurati, responsabili del
deterioramento dello strato di ozono nell’alta
atmosfera, i gas a base di fluoro hanno una
caratteristica critica, il potenziale climalterante
(GWP) che in diversi casi è molte volte
quello del gas-serra di base, l’anidride carbonica.
Scadenze in calendario
Per questo, progressivamente, le normative
internazionali - ma soprattutto quelle europee
- da una decina d’anni puntano ad eliminare
dall’uso i prodotti con GWP sempre
meno elevato. In base alla più recente normativa,
ossia il regolamento 2024/573 del
Parlamento Europeo e del Consiglio del 7
Febbraio 2024 che modifica la direttiva (UE)
2019/1937 e che abroga il Regolamento (UE)
N. 517/2014, già ora è vietato l'uso di F-gas
con GWP pari o superiore a 2500 per l'assistenza
o la manutenzione di tutte le apparecchiature
di refrigerazione.
Per tali apparecchiature, fino al 1° gennaio
2030, sarà comunque possibile utilizzare F-
gas con GWP pari o superiore a 2500 solo se
tali F-gas sono etichettati come riciclati o rigenerati;
dal 1° gennaio 2026 è vietato l'uso
di F-gas con GWP pari o superiore a 2500 per
l'assistenza o la manutenzione delle apparecchiature
di condizionamento d'aria e pompe
di calore. Per tali apparecchiature, fino al
1° gennaio 2032, sarà comunque possibile
utilizzare F-gas con GWP pari o superiore a
2500 solo se tali F-gas sono etichettati come
riciclati o rigenerati.
Due “R”
Se si vogliono continuare ad utilizzare
le tipologie di apparecchiature
sopra menzionate, o le si modifica
per utilizzare altri tipi di gas (quasi
sempre è impossibile), oppure si ricorre
al riuso e riciclo. Si tratta di
due concetti diversi. Nel primo caso,
durante la manutenzione ordinaria
che comporta lo svuotamento del
circuito refrigerante, il fluido viene
estratto e conservato in locale in una
bombola con valvola a doppio attacco.
Una volta terminata la manutenzione,
il gas viene re-immesso nel
circuito senza ulteriori interventi.
Questa procedura si è sempre fatta e non è
un riciclo vero e proprio ma un recupero. Il recupero
è comunque la prima fase necessaria
anche in caso di riciclo, che a sua volta può
essere senza o con rigenerazione. Nel primo
caso, il gas estratto dal circuito viene inviato
in centro apposito dove viene purificato eliminando
le impurità non condensabili, residui
oleosi, vapore acqueo e particelle solide presenti
nel gas. Per questa operazione vengono
utilizzati strumenti specifici, tra cui asciugatori,
filtri e deidratatori.
Una volta pulito, il gas può essere riusato nell’apparecchiatura
di origine o in altre simili,
previo controllo sulla qualità. Nella rigenerazione
si fa un passo avanti. Il fluido refrigerante
viene sottoposto ad una ulteriore fase di purificazione,
che comporta l’utilizzo di impianti
di ultima generazione capaci di separare particelle
microscopiche, composti ad alto punto
di ebollizione e acqua presente in percentuali
minime. Il risultato è un gas con le stesse caratteristiche
di uno di nuova produzione, certificato
conforme agli standard AHRI 700 e utilizzabile
in ogni tipo di apparecchiatura
com patibile.
Non solo sostenibilità economica…
La scelta se usare un fluido refrigerante vergine,
riciclato o rigenerato dipende oggi, per i gas
ancora ammessi a norma del Regolamento
sopra ricordato, essenzialmente dal costo, ma
la situazione sta cambiando.
È già noto che dal 1° gennaio 2032 è vietato
l'uso di F-gas con GWP pari o superiore a 750
per l'assistenza o la manutenzione di apparecchiature
fisse di refrigerazione, ad eccezione
dei chillers (refrigeratori). Per tali apparecchiature
sarà comunque possibile utilizzare
F-gas con GWP pari o superiore a 750 solo se
tali F-gas sono etichettati come riciclati o rigenerati.
Questa tagliola, come già avvenuto
per i fluidi con GWP maggiore di 2500, sta
comportando un rallentamento della produzione
da parte dei fornitori UE, con conseguente
aumento dei costi e inizio di difficoltà nella
reperibilità, che non potrà che peggiorare in
ulteriore avvicinamento alla data limite. Il ricorso
ai prodotti riciclati e rigenerati si avvia
a diventare una necessità, almeno fino alla
completa dismissione degli impianti di refrigerazione
che usano F-gas di sintesi. Inoltre,
è in pieno svolgimento una campagna di demonizzazione
indiscriminata dei composti perfluorurati,
PFAS, che ne ha già portato la messa
al bando nei prodotti con rischio di
dispersione nell’ambiente. Secondo alcune ricerche
alcuni gas refrigeranti a base di fluoro
possono, dopo degrado, lasciare residui “eterni”.
È possibile quindi che si arrivi ad un bando
degli F-gas di sintesi in quanto progenitori dei
PFAS in qualunque momento, aggiornando la
tabella dei prodotti chimici “attenzionati” e
l’attuale normativa REACH permetterebbe il
fermo immediato della produzione in ambito
UE e poi di importazione e utilizzo. l
Schema relativo
al riciclo
e rigenerazione
degli F-gas.
Dicembre 2025
Dicembre 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
40 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni
NEWS
NEWS
RIFIUTI SOLIDI
41
Il Partners di fiducia con una solida esperienza, le migliori
soluzioni per l’esportazione dei rifiuti
Oltre ogni ostacolo
Capitale del riciclo
Dal 13 al 19 aprile 2026 Parma ospiterà la Paper Week 2026,
settimana nazionale dedicata al ciclo di carta e cartone
In foto il team
Ekom presso
lo stand
a Ecomondo.
L’azienda è stata
fondata nel
2015.
EKOM si occupa della consulenza ambientale
alla gestione delle pratiche di
notifica, fino alla formazione e sensibilizzazione
dei clienti riguardo le normative
sui rifiuti. L'azienda vanta un team altamente
qualificato e motivato, che lavora incessantemente
per garantire che ogni progetto sia
gestito con la massima attenzione e professionalità.
Ma le difficoltà, ovviamente, non
mancano. La gestione delle notifiche transfrontaliere,
in particolare, è un compito complesso
che richiede una profonda conoscenza
delle normative internazionali e delle procedure
specifiche di ciascun Paese. Ogni giorno
affrontiamo sfide legate a burocrazia, linguaggi
giuridici e requisiti variabili, ma grazie
all'esperienza il team naviga con successo
in questo panorama complicato.
Un Futuro Sostenibile
Guardando al futuro, EKOM è determinata a
continuare a svolgere un ruolo cruciale nella
transizione verso un'economia circolare.
Attraverso l'innovazione e la collaborazione, è
possibile contribuire a un mondo più pulito e
sostenibile. EKOM non vuole essere semplicemente
nun fornitore di servizi, ma un partner
strategico per le aziende che desiderano migliorare
le loro pratiche di gestione dei rifiuti.
L'azienda ha specificato: "Su questo numero
della rivista WASTE, ci teniamo a ringraziare i
nostri partner, clienti e collaboratori per la fiducia
riposta in noi. Insieme, possiamo affrontare
le sfide del settore e lavorare per un futuro
migliore. Grazie per il vostro supporto e per
averci accompagnato in questo viaggio".
www.ekom.me
l
La città emiliana si prepara ad accogliere
la Paper Week 2026, organizzata da
Comieco.
La rassegna ha il patrocinio di Anci, del Ministero
dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e di
Utilitalia, in collaborazione con Federazione
Carta e Grafica e Unirima. La notizia è arrivata
nel corso della 42ª Assemblea annuale dell’Anci
a BolognaFiere.
Amelio Cecchini, presidente di Comieco, ha
spiegato che Parma è stata scelta tra oltre dieci
candidature per il suo legame storico con il
mondo della carta e del cartone e per i risultati
raggiunti nella raccolta differenziata.
“Ogni cittadino parmense raccoglie in media
oltre 90 kg di carta e cartone all’anno – ha dichiarato
Cecchini – un dato in linea con la media
regionale che sfiora i 100 kg. Parma è una comunità
attiva e attenta, dove università, imprese
e centri di ricerca collaborano per sviluppare
eco-design e riciclabilità degli imballaggi”.
“Essere Capitale del riciclo della carta e del cartone
è un riconoscimento importante – ha dichiarato
il sindaco Michele Guerra – che premia
la cultura ambientale costruita negli anni dalla
città“.
Cultura del riciclo
Dal 13 al 19 aprile 2026, l’iniziativa coinvolgerà
tutto il territorio nazionale con una serie di eventi,
incontri e attività di educazione ambientale
dedicate al ciclo della carta. Parma consolida
la sua presenza nella Rete delle Città di Carta
che valorizza i territori dove carta e cartone rappresentano
una risorsa ambientale, economica
e culturale.
l
Dicembre 2025
Dicembre 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
42 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni
NEWS
In foto, gli scienziati
dell'Università
di Birmingham
e dell'Università
di Newcastle.
Il teflon può essere smaltito
ecologicamente. Un processo
a basso consumo energetico:
ne estrae fluoro pulito
senza alcun sottoprodotto
Dalla padella a...
Una nuova ricerca dell'Università di Bir -
mingham e di Newcastle, dimostra un
modo semplice ed ecologico per abbattere
il Teflon (noto anche come PTFE o politetrafluoroetilene),
una delle plastiche più resistenti
al mondo. Lo conosciamo per il suo
utilizzo in rivestimenti antiaderenti e altre applicazioni
che richiedono un'elevata stabilità
chimica e termica.
Gli scienziati hanno scoperto che i rifiuti Teflon
possono essere scomposti e riproposti utilizzando
solo metallo sodio e energia meccanica
a temperatura ambiente, e senza solventi tossici.
"Il fluoro - spiega il Professore associato Dr Erli
Lu dell'Università di Birmingham - è un elemento
vitale nella vita moderna, si trova in circa
un terzo di tutti i nuovi farmaci e in molti materiali
avanzati. Eppure il fluoro è ottenuto attraverso
processi estraerei e chimici ad alta intensità
energetica e fortemente inquinanti. Il nostro
metodo dimostra che possiamo recuperarlo dai
rifiuti quotidiani e riutilizzarlo direttamente, trasformando
un problema di smaltimento in
un’opportunità di risorse".
Un materiale versatile
Il politetrafluoroetilene (PTFE) è apprezzato per
la sua resistenza al calore e alle sostanze chimiche,
rendendolo ideale per pentole, elettronica
e apparecchiature di laboratorio.
Quando bruciato o incenerito, il PTFE rilascia
inquinanti come “sostanze chimiche per sempre”
(PFAS), che rimangono nell’ambiente per
decenni. Il team di ricerca ha affrontato questa
sfida utilizzando la meccanochimica: un approccio
verde che guida le reazioni chimiche
applicando energia meccanica invece del calore.
Dominik Kubicki, professore associato,
a capo del team di risonanza magnetica nucleare
(NMR) dell’Università di Birmingham
spiega: “Abbiamo usato la spettroscopia NMR
a stato solido avanzato per guardare all’interno
della miscela di reazione a livello atomico.
Questo ci ha permesso di dimostrare che il
processo produce fluoro di sodio pulito senza
alcun sottoprodotto. È un esempio perfetto di
come la caratterizzazione dei materiali all’avanguardia
possa accelerare il progresso
verso la sostenibilità”.
l
Dicembre 2025
A PACCAR COMPANY DRIVEN BY QUALITY
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
44 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni
SCARTI NATALIZI
SCARTI NATALIZI
RIFIUTI SOLIDI
45
Ad ogni tipologia
di rifiuto, il proprio
destino con relativo
corretto smaltimento.
Ricordatevi che luci
e lucine si devono
conferire come RAEE.
Pacco di rifiuti?
No,grazie
Gestire il Natale senza essere sommersi
dagli scarti? Niente paura, bastano delle
piccole accortezze per essere smart
Eliana Puccio
Belle le feste, l’atmosfera natalizia, le luminarie,
i negozi e gli alberi tutti addobbati
Un po’ meno bello tutto ciò che viene
dopo. Tralasciando l’idea del disfare l’albero pallina
per pallina, e dover conservare il tutto dandoci
appuntamento alla prossima ricorrenza,
c’è da pensare a un fardello più importante.
Come smaltire i rifiuti natalizi?
Innanzitutto carta regalo, pacchetti, nastri, lucine
possono essere smaltiti correttamente, in base
alle regole della raccolta differenziata.
La struttura dell’albero ( se finto) è per la maggior
parte dei casi sintetica, non deve quindi andare
nell’indifferenziato ma portato all’isola ecologica
e conferito nei rifiuti ingombranti.
Diversamente, se vero può diventare un compost.
E le palle di natale? A vederle ci verrebbe da
pensare subito al vetro, in realtà non tutte lo
sono. Molte palline moderne sono realizzate in
materiali misti, come plastica o resine, e in caso
di dubbi è consigliabile conservare l’etichetta
della confenzione.
Se così non fosse, le palline rotte andranno gettate
nel secco residuo, che comprende i rifiuti
non riciclabili (insieme alle palline realizzate in
plastica, polistirolo o materiali compositi).
Impossibile sbagliare, invece, per le luci che a
fine vita vanno conferite con i rifiuti da apparecchiature
elettriche ed elettroniche perché incluse
nei cosiddetti RAEE. I RAEE di piccole dimensioni,
come le lucine, possono essere
conferiti nei centri di raccolta comunale, oppure
possono essere consegnate gratuitamente al
commerciante in caso di acquisto di un nuovo
prodotto equivalente (formula denominata “uno
contro uno”, è normata dal D.Lgs. 49/2014).
Gli imballaggi di plastica vanno separati da altri
materiali e gettati nella raccolta della plastica.
Tappi di sughero dei vini e degli spumanti possono
essere buttati direttamente nell’organico.
Stesso discorso per le ghirlande: se fatte di materiali
naturali (legno, rami) possono essere
smaltite con i rifiuti organici.
In caso di parti in plastica o metallo, andranno
nei rifiuti indifferenziati.
Gli sprechi non vanno in vacanza
Natale è quel periodo dell’anno in cui aumentano
i consumi e di conseguenza anche i rifiuti.
È uno dei momenti peggiori per l'impatto ambientale
in termini di produzione di spazzatura.
Una valida alternativa, ma soprattutto sostenibile
per pranzi e cene è ricorrerre a piatti in ceramica,
vetro o acciaio (beato chi possiede una lavastoglie)
evitando il più possibile carta e plastica.
I rifiuti aumenteranno, in ogni caso, inevitabilmente.
Per dare qualche numero, a Natale vengono
prodotte circa 80mila tonnellate di rifiuti in
carta e cartone, equivalenti (oltre 3 kg per famiglia).
Pensiamo al packaging delle confezioni di
panettone, pandoro, torroni e cioccolate, o alla
carta da regalo e agli imballaggi usati per i pacchi.
Le scatole di cartone vanno differenziate, separando
la carta dagli altri materiali che compongono
l’imballaggio. Non ci siamo dimenticati
degli imballagi in polistirolo: che andranno gettati
nel contenitore dedicato alla plastica.
Infine, ma non meno importante, è l’impatto
significativo dei trasporti con picchi del +130%
di emissioni inquinanti rispetto ad altri periodi
dell'anno. Sicuramente bisogna tenere a mente
che non basta rispettare l’ambiente per 11
mesi per poi perdersi in un bicchiere di... spumante.
l
Dicembre 2025
Dicembre 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
46 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni
NEWS
A Fiorenzuola è stato
inaugurato il MAE Museum:
il nuovo polo culturale,unico
in Europa, che collega
la storia dell'industria chimica
con innovazione,arte e cultura
Il MAE racconta
la storia della fibra
di carbonio e la sua
evoluzione, partendo
dalla fibra acrilica fino
ad arrivare
alle applicazioni
tecnologiche
più avanzate.
Il futuro in fibra
Nato dall'idea di Marco e Paola Rovellini,
rispettivamente Presidente e Chief
Financial Officer dell’azienda internazionale
MAE SpA di Fiorenzuola (Piacenza), MAE
Museum è il primo museo d'Europa dedicato
alla fibra di carbonio. Opera architettonica progettata
da CRA-Carlo Ratti Associati e Italo Rota,
ha aperto le sue porte il 20 novembre.
“Attraverso quest’opera, che nasce dall’intento
di valorizzare il nostro archivio e il nostro patrimonio
di idee e produzioni che hanno accompagnato
le trasformazioni della società, puntiamo
a creare una maggior consapevolezza
sul ruolo cruciale che le realtà industriali italiane
giocano nel supportare la crescita del Paese,
anche da un punto di vista culturale e sociale,”
ha commentato Paola Rovellini, CFO di MAE
SpA e Direttrice di MAE Museum.
Aria di cultura
Il MAE Museum terrà una programmazione
di incontri insieme a istituzioni e soggetti privati,
dedicati alle aziende, alle scuole e alle
università. Sarà un vero e proprio luogo di
scambi d'opinioni e divulgazione scientifica.
Il Presidente di MAE, Marco Rovellini ha aggiunto:
“Insieme al Galileo, centro di progettazione
e sperimentazione per lo studio della
fibra di carbonio, il MAE Museum rispecchia
la nostra visione di futuro: due poli della nostra
storia, che uniscono la valorizzazione dell’esperienza
e della conoscenza con la spinta
verso l’innovazione e i nuovi scenari della tecnologia”.
Dello stesso pensiero, anche l’architetto Carlo
Ratti, cofondatore di CRA e curatore della
Biennale Architettura 2025: “Dalle biciclette ad
alte prestazioni fino alla Lamborghini Aventador,
la fibra di carbonio sta guidando l’innovazione
in molteplici settori. Il museo MAE celebra un
materiale emblematico della modernità, concentrandosi
sulla sua nuova frontiera circolare
e immaginando nuove applicazioni per il suo
utilizzo“.
l
Dicembre 2025
e tecnologie
per l’ambiente
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Soluzioni e tecnologie
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Economia Circolare
48 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni
MACCHINARI E TRATTAMENTO
MACCHINARI E TRATTAMENTO
RIFIUTI SOLIDI
49
Oltre la triturazione,
10 anni d’eccellenza
Ecotec Solution a Ecomondo 2025, con una versione
personalizzata del trituratore Pronar Recycling MRW 2.1010,
presenta i servizi Assistenza full service e festeggia 10 anni
altoatesina ha esposto in fiera
la macchina più grande della famiglia
L’azienda
Pronar Recycling insieme con i macchinari
dei marchi UNTHA. Presso lo stand è
stato possibile visionare il trituratore mobile
Untha XR3000 Cutter con relativi sistemi di taglio
e griglie, e il trituratore quadrialbero Untha RS40
di nuova generazione e il trituratore mobile birotore
Pronar MRW 2.1010.
Trituratore Pronar MRW 2.1010
La nuova versione del trituratore mobile birotore
Pronar MRW 2.1010 è il modello più grande e
potente della gamma di trituratori lenti dell’azienda
polacca, progettato per impianti di
grandi dimensioni e applicazioni industriali impegnative
come la triturazione del legno ad alta
intensità e le carcasse auto compresse.
Equipaggiato con il motore Volvo Penta da 585
kW e un sistema idraulico di nuova generazione
con due motori indipendenti per albero,
il MRW 2.1010 garantisce elevate prestazioni,
bassi consumi. L’ampia camera di triturazione
(2.440 x 2.880 mm) e la tramoggia da 4,5 m³
assicurano massima produttività, anche con
caricatori di grandi dimensioni. Grazie al nuovo
sistema di controllo OVERBOOST, la macchina
adatta automaticamente coppia e velocità per
mantenere la massima efficienza operativa,
riducendo rumore e consumo di carburante.Il
design aggiornato introduce, tra gli altri, radiatori
frontali azionati idraulicamente, un isolamento
acustico migliorato, e pannelli di manutenzione
facilmente accessibili. Con un peso
di circa 44 tonnellate e una costruzione rinforzata
in acciai ad alto spessore, il nuovo
MRW 2.1010 offre robustezza, soprattutto nei
punti critici ed esposti a forze elevate.
Il nuovo trituratore segna una nuova generazione
di macchine Pronar, combinando potenza,
efficienza e sicurezza per soddisfare le esigenze
dei più avanzati impianti di trattamento
e riciclaggio.
L’investimento di Villafontana
Ecotec Solution ha aperto la nuova sede operativa
di Villafontana, dotata di magazzino ricambi,
officina meccanica attrezzata e showroom
macchine. Un investimento che rappresenta
il cuore della nuova rete di assistenza e logistica,
studiata per ridurre tempi di attesa, migliorare
la gestione dei flussi di ricambi e offrire un servizio
più rapido su tutto il territorio.
L’obiettivo principale del nuovo magazzino è ottimizzare
il flusso dei ricambi e ridurre i tempi di
trasporto, mantenendo a stock i componenti a
più alta rotazione: in questo modo è possibile ga-
La macchina esposta
ad Ecomondo 2025
è stata venduta
al cliente Il Truciolo
Srl (CO) e presenta
alcune
personalizzazioni
che sono state
sviluppate
per rispondere alle
esigenze specifiche
del cliente stesso.
rantire tempi di risposta più brevi grazie ad una
gestione coordinata con i partner costruttori dei
macchinari. Sempre nella sede di Villa fontana ci
sarà una nuova area training, che consentirà di
aggiungere - ai tradizionali corsi on site svolti dai
clienti - anche l’approfondimento delle macchine
direttamente su modelli in esposizione, assicurando
una formazione completa e pratica.
Il traguardo del primo decennio
Nel 2025 Ecotec Solution festeggia 10 anni di
attività. Dieci anni di crescita insieme a clienti,
fornitori e partner: prodotti performanti, assistenza
concreta e un network che oggi conta
oltre 300 macchine installate ed operanti in
Italia. Nei prossimi anni l’azienda incrementerà
i suoi servizi di consulenza e progettazione, offrendo
sempre di più soluzioni integrate per coprire
al meglio i processi di lavorazione dei
clienti. Attualmente c’è in atto un progetto di
sviluppo organizzativo importante, che porterà
Ecotec a una nuova struttura ben formata, processi
fluidi e una cultura aziendale condivisa,
mettendo al centro le persone.
l
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
50 RIFIUTI SOLIDI
Soluzioni
EDILIZIA E CIRCOLARITÀ
EDILIZIA E CIRCOLARITA’
RIFIUTI SOLIDI
51
Esperti in sostenibile
Materiali naturali come legno o canapa e innovative competenze verdi
ridisegnano la filiera dell’edilizia e la domanda di figure professionali
specifiche. La bioedilizia è la nuova frontiera delle costruzioni
in collaborazione con
La bioedilizia oggi è un settore industriale
in rapida espansione, capace di attrarre
investimenti pubblici e privati e
di rispondere alle sfide ambientali e sociali
del nostro tempo. In Italia le prospettive sono
particolarmente favorevoli: da un lato, la consolidata
tradizione manifatturiera e artigianale
si presta all’innovazione di filiera; dall’altro,
il patrimonio edilizio esistente offre
un enorme potenziale di riqualificazione, considerando
che oltre il 70% degli edifici residenziali
è stato costruito prima delle prime
normative sul risparmio energetico. Pertanto,
la bioedilizia rappresenta una vera opportunità
industriale che consentirebbe di ridurre
le emissioni, migliorare la qualità abitativa,
generare occupazione qualificata e attrarre
capitali.
Il nostro Paese si inserisce inoltre in un contesto
europeo già dinamico: si stima infatti
che il mercato delle costruzioni sostenibili
crescerà a un ritmo del 9% annuo fino al
2030, con l’Italia tra i principali beneficiari
grazie a incentivi pubblici, progetti pilota già
avviati e una crescente sensibilità sociale verso
la transizione ecologica. È in questo contesto
che materiali naturali come il legno e
la canapa stanno acquisendo importanza, insieme
a soluzioni ibride che integrano efficienza
energetica, comfort abitativo e riduzione
delle emissioni.
Il legno, in particolare, ha registrato una crescita
significativa negli ultimi anni: nel 2023
il settore delle costruzioni in legno in Italia
ha raggiunto il valore di 2 miliardi di euro, triplicando
i volumi rispetto al 2015 e posizionando
il nostro Paese al terzo posto in
Europa.
La canapa, invece, rappresenta una delle
scommesse più promettenti: utilizzata con
la calce per biomattoni e intonaci, è un materiale
leggero, traspirante e soprattutto carbon
negative, capace cioè di assorbire più
CO₂ di quanta ne emetta durante il ciclo produttivo.
Opportunità concrete
Questa evoluzione comporta la necessità di
nuove competenze professionali, in grado di
connettere saperi tradizionali, normative ambientali,
certificazioni e tecnologie avanzate.
Non è un caso che, secondo gli ultimi rapporti
di Fondazione Symbola e Unioncamere, nel
2023 quasi l’80% dei contratti previsti in Italia
abbia richiesto green skills.
Il mercato del lavoro sta quindi aprendo spazio
a professionalità specializzate, capaci di
dare forma alle politiche green e di integrare
innovazione nei processi.
Ecco alcune figure emergenti:
• Bio-architetto/progettista: progetta edifici
che riducono al minimo l’impatto ambientale,
sfruttando materiali naturali e riciclabili, senza
rinunciare a estetica, funzionalità e comfort
abitativo;
• Certificatore energetico: diagnostica i con-
sumi, propone soluzioni di efficientamento e
rilascia certificazioni internazionali come
LEED e BREEAM, essenziali per valutare le
prestazioni e la sostenibilità degli edifici;
• Esperto di economia circolare applicata all’edilizia:
trasforma il cantiere in un ecosistema,
in cui scarti di produzione e materiali
da demolizione vengono reinseriti in un ciclo
virtuoso.
Queste professioni richiedono una formazione
mirata, specifica e interdisciplinare. Molte
università e politecnici hanno già avviato corsi
e master dedicati, mentre le imprese di costruzione
devono aggiornarsi per conoscere
i materiali bio-based, capire come gestirli,
avviare cantieri digitalizzati e integrare sistemi
di monitoraggio e domotica per ottimizzare
i consumi.
Il cantiere del futuro, dunque, è già realtà.
Non si tratta solo di costruire edifici, ma di
un nuovo modello economico basato su sostenibilità,
innovazione e capacità di rispondere
alle sfide climatiche. Per l’Italia, questa
rivoluzione non è solo un dovere verso l’ambiente,
ma un’occasione per affermarsi come
punto di riferimento internazionale, capace
di coniugare tradizione costruttiva e innovazione
sostenibile.
l
Dicembre 2025
Dicembre 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
52 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni
RICICLO PLASTICHE
NEWS
RIFIUTI SOLIDI
53
È in arrivo un carico di A…
RICREA lancia ALCIAIO, l’IA ad hoc per riciclare gli imballaggi in acciaio
Due piccioni con una fava
Scarti industriali di PVC plastificato
ma anche cavi elettrici. Conoscenze
metallurgiche e chimico fisiche. Sono il knowhow
che consente ad Ateco di recuperare
rame e rigenerare materiale plastico
Ludovica Bianchi
Guaine di cavi elettrici
e scarti industriali
in PVC plastificato,
vengono recuperati
e trasformati in PVC
100% rigenerato.
Granuli in PVC
morbido e rigenerato
100%. Possono
attraversare processi
di stampaggio
ed estrusione.
Una specializzazione non avviene mai per
caso. E in Italia di aziende operanti in
questo settore ce ne sono veramente
poche. Esperienza maturata nel campo fonderie
e attività di macinazione di cavi elettrici hanno
indirizzato Ateco (azienda della Val D’Ossola)
verso il recupero del rame che, come materia
prima seconda, può essere riutilizzato in svariati
impieghi.
L’azienda quindi raccoglie, seleziona e suddivide
i rottami di rame con le sue leghe che poi immagazzina
in attesa della finale collocazione
presso le fonderie sia nazionali che internazionali,
e a cui viene venduto - come operatore accreditato
- con transazioni che hanno riferimento
il London Metal Excange.
C’è anche un altro prodotto di qualità
Dalle guaine dei cavi elettrici, ma anche recuperando
gli scarti industriali di PVC plastificato,
Ateco riesce ad ottenere - con le tre linee di rigenerazione
- il macinato di PVC che, attraverso
un processo di estrusione, si trasforma in granulo
di PVC rigenerato dalle caratteristiche chimico/fisiche
controllate e definite sull’esigenza
del cliente finale. I granuli così ricavati sono di
PVC morbido rigenerato al 100% e possono essere
utilizzati nei processi di stampaggio ad iniezione
ed estrusione.
Ma come è noto, i processi di riciclaggio e rigenerazione
degli scarti industriali sono altamente
energivori. Questo il motivo per cui, in ottica di
salvaguardia dell’ambiente, sono stati installati
(sui capannoni dello stabilimento di Vogogna)
pannelli fotovoltaici per produrre e utilizzare
energia sostenibile proprio in questi processi.
Non si butta via nulla
Da granulato misto di plastica eterogenea derivante
da lavorazione industriali, nasce PaVEco,
il modulo ideale per realizzare una pavimentazione
alternativa.
Si tratta di un nuovo pavimento autobloccante
e multiuso costituito appunto, da materiale
riciclato. Di facile posa, peso contenuto e resistenza
dalla durata maggiore rispetto alle
pavimentazioni tradizionali, PavEco può essere
utilizzato negli impieghi più svariati anche
nel campo dell’arredo urbano e civile
(parcheggi carrabili, rampe e superfici inclinate,
marciapiedi e vialetti pedonali, piste ciclabili,
box auto, ma anche stalle e camminamenti
per animali.
l
Un nuovo assistente per migliorare la
racolta, il recupero e il riciclo dell’acciaio.
Un alleato digitale per cittadini,
aziende e istituzioni, pensato dal Consorzio
nazionale RICREA. Si tratta di Alciaio che può
rispondere a tutte le domande e dubbi sulle
norme, dati e processi legati al riciclo dell’acciaio
con informazioni semplice e chiare. In
parole povere, verranno fugati tutti i dubbi su
come differenziare e riciclare barattoli, scatolette,
lattine, fusti, bombolette, tappi e chiusure.
E per dipiù, verranno illustrate I vantaggi
economici e ambientali anche a chi è solo curioso
o agli operatori del settore.
Una funzione ben precisa
Alciaio - che utilizza modelli di intelligenza
artificiale di ultima generazione - è un nome
che ricorda in modo simpatico un alce, esperto
di imballaggi in acciaio. Entrando nello specifico,
fornisce consigli pratici sul corretto conferimento,
illustra in dettaglio il percorso che
porta l’acciaio usato a nuova vita, mette a disposizione
statistiche aggiornate sulle performance
ambientali ed economiche e chiarisce
dubbi su obblighi di legge, convenzioni
e aspetti regolamentari, offrendo anche approfondimenti
sui benefici ecologici del riciclo
dell’acciaio.
“Questo nuovo strumento è parte della missione
di RICREA di promuovere la cultura del
riciclo e dell’economia circolare. L’acciaio è
un materiale che si ricicla all’infinito e vogliamo
che questa consapevolezza diventi patrimonio
comune, rendendo l’informazione non
solo accessibile, ma anche semplice e alla
portata di tutti – ha dichiarato Federico Fusari,
Direttore Generale di RICREA –. L’innovazione
tecnologica ci permette di offrire un servizio
sempre attivo, 24 ore su 24, con cui è possibile
chattare anche in altre lingue, così da rispondere
ai quesiti di tutti i cittadini, compresi quelli
stranieri. Ma non si tratta solo di divulgazione,
Alciaio è anche in grado di rispondere in modo
puntuale alle richieste di informazioni e chiarimenti
di chi lavora nel settore”.
Dal facile utilizzo
Alciaio è accessibile gratuitamente dalla homepage
del sito www.consorzioricrea.org senza
necessità di registrazione. L'interfaccia
semplice e intuitiva permette di avviare immediatamente
una conversazione naturale,
proprio come si farebbe con un esperto del
settore. Un valore aggiunto è la capacità multilingue
di Alciaio: l'assistente risponde automaticamente
nella lingua in cui viene interpellato,
rendendo le informazioni sul riciclo
dell'acciaio accessibili anche a cittadini stranieri,
aziende internazionali e studenti che approfondiscono
questi temi in lingue diverse
dall'italiano.
l
Screenshot relativo
all’interfaccia
che permette
di avviare
una conversazione
semplice. Alciaio
è anche multilingue.
Dicembre 2025
Dicembre 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
54 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni
ABBATTIMENTO POLVERI
L’innovazione
si fa compatta
Cannoni-Conrad torna da Ecomondo
con un riscontro chiaro: il mercato
chiede soluzioni versatili, facili
da movimentare e immediate da utilizzare
La gamma compatta
esposta a Ecomondo
2025.
In apertura, la stazione
autonoma Hydra.
Un’esigenza che
l’azienda mantovana
conosce
bene, grazie alla presenza
costante sui
cantieri e nei siti di
stoccaggio, dove osserva
da vicino criticità,
limiti operativi e bisogni
reali degli utilizzatori. È questa vicinanza “on
site” a renderla capace di leggere con precisione
l’evoluzione del settore e anticiparne le risposte.
A due anni dal lancio della gamma compatta,
Cannoni-Conrad presenta Titan, il nuovo nebulizzatore
progettato per l’abbattimento di polveri
e odori, disponibile in due allestimenti con gittata
da 25 o 35 metri.
Introduce la rotazione automatica e l’inclinazione
verticale elettrica, mantenendo dimensioni e
consumi ridotti, sia elettrici che idrici; in questo
modo è sufficiente un piccolo gruppo elettrogeno
e un serbatoio standard da 1000 litri per
operare continuativamente per ore. Prestazioni
elevate, footprint minimo.
Subito operativo
Per chi necessita di una soluzione completamente
integrata, Cannoni-Conrad propone
Hydra, una stazione autonoma su skid che ospita
serbatoio, generatore, pompa e un cannone
nebulizzatore installato su torre telescopica
con sollevamento elettrico e sfilo fino a 5 metri
di altezza. Un sistema pronto all’uso, ideale per
chi vuole massima autonomia e riduzione dei
tempi di allestimento. Configurazioni che non
passano inosservate anche nel settore del noleggio,
adatte per flotte destinate ai settori della
demolizione e della filiera ecologica. Perché
nel noleggio la velocità fa la differenza: occorre
avere macchine subito operative, intuitive e capaci
di risolvere rapidamente problemi legati a
polveri e odori. Non si tratta di una richiesta
stagionale: che si parli di demolizioni, movimentazione
materiali o gestione dei rifiuti, le
emissioni sono costanti e richiedono presidio
continuo. L’azienda conferma la propria visione:
progettare sistemi professionali che aiutino le
imprese a lavorare meglio anche quando spazio,
logistica e tempo sono risorse limitate. l
Dicembre 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
56 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni
ROTTAMI PREZIOSI
ROTTAMI PREZIOSI
RIFIUTI SOLIDI
57
Oro (e non solo)
delle mie brame
Una lunga storia quella di BTT, esperta
di progettazione e realizzazione di impianti
per il recupero e l’affinazione di metalli
preziosi. Per l’azienda aretina,
le miniere urbane non hanno più segreti
Federica Lugaresi
Secondo la mitologia greca, il “tocco di Mida”
è la capacità di trasformare in oro tutto ciò
che si tocca. Questo potere venne concesso
a Re Mida da Dionisio che però, a causa della
sua avidità, lo fece trasformare in maledizione
tanto da pregare il dio di riprendersi il dono e riavere
la sua vita normale. Senza scomodare troppo
gli dei dell’Olimpo, oggi questo “tocco” è prerogativa
di BTT l’azienda che ha rivoluzionato il
mercato del settore, inventandosi i primi reattori
rotanti e svolgendo tutti i processi per la raffinazione
dei metalli con sistemi pirometallurgici,
idrometallurgici, chimici ed elettrochimici.
Ce ne parla Omar Antonio Cescut, Sales & marketing
Director, Board member.
Grandi ma giovani…
Siamo una società che ha 45 anni di storia ma
anche una startup da 5-6 anni. Ci siamo sempre
occupati del recupero e affinazione di metalli
preziosi provenienti dal settore oreficeria e minerario.
Accanto a questa attività, e grazie al nostro
know how, recuperiamo metalli preziosi dal
mondo dell’economia circolare. Oro, platino,
palladio, argento e rame arrivano dai Raee, pannelli
solari, catalizzatori, polveri e rottami. Qui a
Ecomondo stiamo presentando un processo di
recupero della parte preziosa di tutti i rottami.
In che percentuale avviene il recupero?
Con il 100% del materiale prezioso presente. In
questi 40 anni il settore minerario ci ha imposto
un recupero totale, e siamo attrezzati per farlo
coi nostri processi. Oggi, perdere 1gr o 10gr al
valore attuale significa perdere quantità importanti,
quindi siamo “allenati” ad eseguire processi
che consentono di recuperare la totalità.
Quale è l’unità di misura adottata?
In questo momento il riferimento è la percentuale
di materiale prezioso minerario. Per cui
l’economia circolare si confronta su quanto materiale
è presente in base al minerario, ma è limitativo.
È necessario che si applichino altre dinamiche
come per esempio la strategicità del
materiale raccolto, anche in una logica di autonomia
e indipendenza del sistema Paese rispetto
all’acquisto degli stessi materiali al mercato. È
un modo per affrancarci, trovare auto nomia e
indipendenza. Il principio è quella delle urban
minings, che sono montagne di rifiuti: invece di
scavare, noi scaliamo questi rifiuti, scarti di produzione
o terre che sono state in qualche modo
raccolte e in attesa di processi sostenibili e performanti
sia dal punto di vista economico che
di impatto ambientale.
Quanto nella realtà la sostenibilità economica
è sostenibile?
Il settore minerario (da cui proveniamo) ci ha irrobustito
e ci ha imposto quelli che sono i criteri
con cui questi impianti devono funzionare. Quindi
la sostenibilità è assolutamente una nostra prerogativa.
zione di processo di recupero è ancora più importante
della tecnologia che è già presente e
pronta. E’ il processo che ci definisce la sostenibilità
economica e ambientale del risultato finale.
La tecnologia è importante ma è successiva
al processo.
Esistono normative “paletto”?
Si. Ad esempio quelle relative alle emissioni di
CO 2 . Ma l’impianto (di proprietà e in gestione
di Iren) sul recupero di metalli preziosi a partire
dalle schede elettroniche, è di tipo idrometallurgico.
Ciò significa che non c’è immissione di
fumi in atmosfera, le acque vengono tutte recuperate
e riciclate nel processo, così come gli
elementi chimici che, una volta smaltiti, vengono
recuperati.
Secondo lei l’Italia in questo momento viene
penalizzata?
In parte sì. Sarebbe più facile poter lavorare con
una sinergia migliore per il sistema Paese. Ci
piacerebbe essere ancora più attivi e determinanti
nel percorso che l’Italia sta facendo in termini
di economia circolare e transizione energetica.
Per fortuna qualche progetto c’è e
funziona. Come per esempio l’impianto da noi
chiamato“bancomat” in cui entra la scheda ed
esce il lingotto: stiamo parlando - come appena
accennato - di quello di Iren.
Qui,dagli elementi frantumati della scheda, su
cui gli acidi agiscono selettivamente, si recuperano
nell’ordine: argento, platino e palladio
(quando ci sono), rame e oro. Il nostro impianto
è idrometallurgico, quindi senza emissione di
fumi in atmosfera.
Progetti futuri?
Siamo fortemente coinvolti in un processo per il
recupero del litio dalle batterie, e costantemente
impegnati ad individuare tutta una serie di elementi
da cui si possono recuperare materiali reziosi.
E’ ancora un mondo inesplorato. Metalli
preziosi, terre rare e materiali strategici si trovano
praticamente ovunque.Tutto è recuperabile e,
dove c’è metallo, si recupera. Cambia il paradigma:
andiamo a raccogliere grammi e dobbiamo
costruire tonnellate per poi iniziare un percorso.
C’è un progetto in essere con una compagnia
aerea internazionale importante, per recuperare
le cuffiette gettate in un anno: da qui riusciamo
a recuperare un milione di euro di rame. l
Andrea Colasurdo,
Presidente CdA di BTT
Italia (a sx); e Antonio
Cescut, Sales &
marketing Director,
Board member.
Lingotti di metallo
prezioso ricavato
da schede Raee.
Come la tecnologia viene in aiuto per massimizzare
la qualità del materiale, sia dal
punto di vista quantitativo che qualitativo
che economico nel recupero dei metalli?
L’investimento fatto negli ultimi sei anni è soprattutto
nel know how tecnologico, ancor prima
che nella tecnologia. Nel senso che la defini-
Granuli di oro e rame recuperato e affinato
provenienti dal settore minerario e oreficeria.
Col proprio know how BTT recupera il 100%
del materiale prezioso presente.
Dicembre 2025
Dicembre 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
58
Soluzioni
BIOWASTE
ENERGIE RINNOVABILI
ENERGIE RINNOVABILI
BIOWASTE
59
Impianto
a biometano
su piccola scala.
posti solforati, un po’ di idrogeno e altri ancora.
Poi c’è da portare il biometano al luogo di utilizzo,
da una parte, e gli scarti da qualche altra
parte (rilasciare la CO 2 in atmosfera non è
un’idea geniale). Quindi, allaccio alla rete di distribuzione
oppure carri bombolai, oppure liquefazione
in BioLNG, grazie a nuove tecnologie
convenienti anche per piccole quantità, e per
l’anidride purificazione, liquefazione e vendita.
Alla fiera del biometano,
il fondo un biogas comprò
I contemporanei fine della tariffa
onnicomprensiva, arrivo a fine vita dei motori
e incentivi al biometano hanno scatenato
la corsa (relativa) all’accaparramento
di impianti a biogas da convertire
Marco Comelli
La finanziarizzazione delle rinnovabili procede
a passi spediti. Il fenomeno è dominante
nel fotovoltaico da almeno dieci
anni, dove la compravendita degli impianti è ormai
un business molto simile all’immobiliare,
con il flusso di incentivi a prezzo garantito sostituire
il canone d’affitto dell’immobile locato.
Ora l’ondata è arrivata nel biogas, fino a poco
tempo fa rimasto in gran parte un’oasi in mano
a imprenditori agricoli che utilizzavano i propri
scarti e reflui per produrre elettricità incentivata.
Sono infatti pochi gli impianti a biogas costruiti
come puro veicolo di investimento, in gran parte
per la difficoltà di reperire la materia prima per
i digestori (questo a differenza di quello che è
accaduto in altri Paesi europei).
Cambio di scenario…
Contemporaneamente sono subentrati tre fattori:
scadenza degli incentivi più “succosi” per
la produzione di energia (secondo la tariffa onnicomprensiva
che fece decollare a razzo il settore
nei tardi anni 2000); fine vita, o comunque
necessità di costose revisioni, dei motori di cogenerazione
a biogas; incentivi alla produzione
di biometano, anche sulla spinta delle iniziative
europee volte a ridurre la dipendenza dalle importazioni
di gas naturale, in primis REPowerEU.
Un quarto fattore, i fondi PNRR, ha avuto qualche
importanza ma ormai è scaduto. Gli imprenditori
agricoli sono quindi spinti a vendere
e gli investitori finanziari a comprare. Rispetto
al fotovoltaico, le operazioni sono più complesse
e richiedono l’intervento di tecnici del settore.
Trasformare, lo sa bene chi ci segue, un impianto
a biogas nato per la produzione elettrica
in uno dedicata al biometano richiede diversi
passi. Il più evidente è quello di installare un depuratore
(upgrader, in gergo) in grado di eliminare
dal biogas le componenti non utili, quindi
grandi quantità di anidride carbonica, e poi com-
…e cambio di matrici
Non finisce qui. Quasi sempre gli impianti e il
loro digestore in specifico erano stati realizzati
con in mente l’utilizzo delle matrici consentite
dalle normative. Ora le matrici ammesse sono
cambiate, con un contributo prevalente di “scarti”
e “sottoprodotti”, e a tutti gli effetti si tratta di
impianti “nuovi”. I digestori vanno quindi rivisti.
Un lavoro da specialisti. Per questo i soggetti
che acquistano impianti a biogas per modificarli
per la produzione di biometano hanno in un
modo o in altro la presenza di aziende molto
esperte del settore.
Il caso da manuale è quello di Green One, la
piattaforma messa in piedi da BTS DevCo (il
braccio investimenti dello specialista in digestori)
ed Eiffel Investment Group tramite il fondo
infrastrutturale Eiffel Gaz Vert. Dal 2022 ad
oggi Green One ha acquisito ed ha in diversi
stadi di lavorazione otto impianti di biogas in
assetto cogenerativo per la loro riconversione
alla produzione di biometano, oltre ad avere
realizzato un nuovo impianto da zero. I loro livelli
produttivi variano da 750 standard metri
cubi all’ora fino a 250 sm 3 /ora e sono collocati
in maggioranza in Lombardia. Qualche mese
fa Green One ha ricevuto un finanziamento di
208 milioni di euro da Deutsche Bank per realizzare
10 impianti. Il piano industriale prevede
15 impianti entro il 2026.
Partnership che camminano
Un caso analogo è quello di Ringas (Rene -
wable Italian Natural Gas), una joint tra
BiogaServizi (che gestisce full service una ventina
di impianti a biogas) e SWEN Capital
Partners, Al momento sono stati acquisiti sei
impianti a biogas in assetto cogenerativo da
convertire a biometano, cinque in provincia di
Cremona e uno nell’Alessandrino.
A piena potenza i sei impianti erogavano 5,625
MW elettrici, mentre dopo la conversione pro-
durranno in totale 1.800 sm 3 /ora, tutti immessi
in rete SNAM. SWEN Capital Partners, tramite
il fondo SWEN Impact Fund for Transition 2-
SWIFT 2 mette a disposizione a Ringas il capitale
per la co stru zione/conversione di almeno dieci
impianti di biometano. Altro esempio di partnership
dello stesso tipo è quella tra il private
equity abrdn Core Infrastructure e la società di
servizi Blue-H Energy, che già due anni fa aveva
acquisito due impianti. C’è movimento anche
sul fronte del nuovo.
È di pochi mesi l’iniziativa di Tages Capital Sgr,
proveniente dal mondo del fotovoltaico dove è
cresciuta a colpi di acquisizioni sino a diventare
il secondo operatore non-industriale italiano,
che tramite il fondo infrastrutturale Tages Helios
Net Zero ha acquisito i permessi e il progetto
per realizzare in Puglia e Basilicata due impianti
di produzione di biometano da scarti e sottoprodotti
agricoli.
A vendere è stata Finpower Project S.r.l., società
di permitting e progettazione. I due impianti
produrranno ciascuno 500 sm 3 /ora ed
entreranno in servizio entro la prima metà del
2026. Il settore è in grande evoluzione, torneremo
su di esso nel prossimo numero per
esaminare la produzione di biometano per utilizzo
diretto nell’industria.
l
Un esempio
di impianto in via
di conversione
realizzato da BTS.
Con il cambio delle
matrici ammesse,
si parla di impianti
“nuovi”; i cui digestori
vanno rivisti.
Dicembre 2025
Dicembre 2025
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Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
60
Soluzioni
BIOWASTE
BIOMETANO AVANZATO
BIOMETANO AVANZATO
BIOWASTE
61
Scintilla verde della
transizione energetica
Un know-how unico e tecnologie avanzate per impianti
efficienti e sostenibili, la garanzia di un partner solido
e qualificato per guidare la crescita del biometano offrendo
soluzioni su misura. Cruciale anche il ruolo di Bioenerys Agri
Bioenerys Agri
identifica la divisione
di Bioenerys
che si occupa della
progettazione,
costruzione, gestione
e assistenza
di impianti di biogas
e biometano
per il settore agricolo
e zootecnico.
Bioenerys è la società controllata da
Snam S.p.A. nata con la missione di sviluppare
infrastrutture per il biometano
e promuovere questa fonte rinnovabile per
contribuire al raggiungimento degli obiettivi
di decarbonizzazione. In pochi anni, l’azienda
si è affermata come uno degli attori di riferimento
del settore distinguendosi per la capacità
di unire competenze industriali, visione
strategica e innovazione tecnologica.
Il piano strategico avviato sta dando risultati
tangibili sia lato Ambiente, società del gruppo
che si occupa della gestione degli impianti di
biometano da FORSU, dove è stato completato
il consolidamento del portafoglio impianti, sia
lato Agri in cui sono già quattro gli impianti
biogas convertiti che oggi producono biometano,
mentre altri diciotto entreranno in esercizio
entro giugno 2026. Un traguardo che permetterà
di immettere nelle reti di trasporto
del gas circa 140 milioni di standard metri cubi
di biometano avanzato, contribuendo in maniera
significativa al fabbisogno energetico sostenibile
del Paese.
I nove impianti gestiti da Bioenerys Am -
biente, grazie agli investimenti e all’impegno
nella ricerca e sviluppo delle migliori tecnologie,
hanno visto un incremento costante dei
volumi di produzione, passati dai 13.000.000
Sm 3 del 2022 a oltre 17.000.000 Sm 3 previsti
per il 2025 (+31%), biometano che è stato interamente
inserito nella rete di trasporto e
distribuzione del gas. Il trattamento degli
scarti si è attestato a 249.000 t/anno per la
frazione organica dei rifiuti, oltre a 50.000
t/anno di sfalci e potature, con una produzione
di oltre 50.000 t di compost utilizzato
dagli agricoltori delle zone limitrofe agli impianti
come fertilizzante in sostituzione dei
concimi chimici.
Ingegneria della sostenibilità
Un ruolo centrale è ricoperto da Bioenerys
Agri, unità dedicata non solo al biometano
agricolo e alla valorizzazione degli scarti dell’industria
agroalimentare ma anche al service
e alla progettazione e costruzione di impianti
sia da biomasse agricole che da rifiuti.
L’avanzamento delle conversioni in linea con
le previsioni ha infatti consentito a Bioenerys
di dedicarsi non solo alla produzione di energia
verde ma di affrontare con rinnovata energia
anche lo sviluppo delle altre aree di business.
Tra queste spicca la riorganizzazione di
Biogas24, la unit specializzata nel service elettromeccanico
e biologico, attiva non solo sugli
impianti di proprietà ma anche su quelli di terzi.
Oggi questo servizio è già esteso a più di
200 strutture, confermando la capacità di
Bioenerys di essere un punto di riferimento
tecnico e gestionale per l’intero comparto.
Gli sforzi attuali si rivolgono con decisione al
rilancio dell’area EPC (Engineering, Pro -
curement and Construction), rivolta anche a
clienti terzi.
Con oltre 250 impianti progettati, costruiti e
messi in servizio in tutto il mondo, Bioenerys
vanta un’esperienza unica nel mercato del
biometano. Una competenza consolidata che
si traduce in un’offerta completa: dalla progettazione
alla costruzione, fino al collaudo
finale e alla messa in opera.
Il valore aggiunto dell’azienda risiede nella
qualità del suo team, formato da esperti altamente
qualificati e in grado di selezionare e
adottare le tecnologie più avanzate. Grazie a
questo patrimonio di competenze, Bioenerys
si propone come partner ideale per chi vuole
investire nel biometano, accompagnando i
clienti in tutte le fasi del progetto e offrendo
soluzioni “su misura” affidabili e orientate alla
sostenibilità.
Con il suo percorso Bioenerys dimostra che
innovazione, esperienza e sostenibilità possono
convergere in un modello industriale capace
di generare valore per il settore energetico,
per le comunità e per l’ambiente. l
Dicembre 2025
Dicembre 2025
e tecnologie
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Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
62 BIOWASTE NEWS Soluzioni
NEWS
ACQUE REFLUE
63
Linfa vitale della Dorsale
La posa della prima pietra per la centrale di potabilizzazione
di Cornaredo. L’opera verrà realizzata da Gruppo CAP
Cicca? No, oggetto di stile
Re-Cig® educa e sensibilizza il pubblico
sul tema del riciclo di un rifiuto
inquinante come i mozziconi di sigaretta
Ginevra Fontana
Fondata nel 2016,
Re-Cig segue
un modello di
business legato
all'economia
circolare.
La prossima volta che butterete un mozzicone
di sigaretta per terra o - come ci
auguriamo - negli appositi contenitori
penserete inevitabilmente a Re-Cig.
La startup trentina è la prima azienda in Italia
e in Europa autorizzata a raccogliere e riciclare
i mozziconi di sigaretta. Questi rifiuti altamente
inquinanti vengono trasformati - attraverso
un processo di purificazione - in una materia
prima plastica (acetato di cellulosa) che sarà
quindi riutilizzata per creare nuovi oggetti,
come occhiali o ombrelli.
L’azienda ha poi realizzato dei veri e propri posacenere
di design, gli Smokers Point, creati
con materiale di alta qualità e conforme alle
normative vigenti per la gestione dei residui
di prodotti da fumo.
I mozziconi vengono quindi recuperati mediante
una rete di punti di raccolta strategici
e con una corretta gestione del rifiuto.
All’avanguardia
L’idea ha origine da ricerche pionieristiche per
comprendere come recuperare e riciclare questi
rifiuti inquinanti in modo responsabile. Nel corso
degli anni è stato sviluppando un processo brevettato
(depositato nel 2019 ed esteso in tutta
Europa) per la trasformarezione di mozziconi
in materiali plastici versatili. È l’unica realtà in
Italia e in Europa ad avere ottenuto tutte le autorizzazioni
necessarie per condurre questa attività,
nel rispetto di tutte le normative e i regolamenti
in vigore riguardanti il riciclo dei
mozziconi di sigaretta. Questo ci consente di
operare in conformità con il Decreto Ministeriale
del 15 febbraio 2017, sulle disposizioni in materia
di rifiuti di prodotti da fumo, garantendo la legalità
e la trasparenza delle operazioni.
Re-Cig collabora con enti e istituzioni, inclusa
l'Università degli Studi di Trento, per sviluppare
soluzioni sempre più efficaci.
l
Al via i lavori di realizzazione del nuovo impianto
di potabilizzazione di Cornaredo.
L’infrastruttura sarà realizzata da Gruppo
CAP e ha come obiettivo quello di potenziare le
reti e superare la frammentazione degli acquedotti
comunali. L’opera vuole creare un sistema
integrato sovracomunale che garantisce affidabilità,
efficienza e sostenibilità nella gestione
dell’acqua a oltre mezzo milione di abitanti.
"La centrale è una tappa fondamentale all’interno
del progetto di realizzazione della Dorsale
idrica del Nord Milano. Garantirà alti standard
di efficienza tecnica e operativa con l’obiettivo
di generare benefici concreti per i territori che
serviamo, superando la frammentazione delle
reti esistenti per un sistema più coeso, capace
di ottimizzare l’uso dell’acqua, ridurre i rischi
di interruzioni e assicurare una gestione sostenibile
e responsabile. Rappresenta il segno
tangibile di una collaborazione efficace tra enti
pubblici per costruire infrastrutture " ha detto
Yuri Santagostino, presidente di Gruppo CAP
(in foto).
Coltivare la sostenibilità
Il progetto della nuova centrale affida l’alimentazione
a un campo di otto pozzi capaci di fornire
una portata di picco pari a 250 litri al secondo.
L’impianto comprende un serbatoio di accumulo
della capacità complessiva di 9.500 metri cubi
e sistemi di pompaggio ad alta efficienza
per il sollevamento e la distribuzione nella
rete idrica. Grazie alla scelta di captare
l’acqua nelle aree a maggiore purezza
naturale, sarà possibile limitare al minimo
i trattamenti di potabilizzazione,
assicurando qualità della risorsa e contenimento
dei costi.
La centrale integra soluzioni tecnologiche
e ambientali innovative: tegole fotovoltaiche
per la produzione di energia rinnovabile, percorsi
realizzati in cemento drenante, rivestimenti
delle vasche e prati armati, a garanzia di
minore impatto ambientale e migliore inserimento
nel contesto urbano. L’opera verrà completata
dalla realizzazione della Dorsale idrica
del Nord Milano, una dorsale di adduzione lunga
circa 19 chilometri, con tubazioni in acciaio di
grande diametro (600, 500, 400 e 300 millimetri),
che collegherà Cornaredo con i principali comuni
dell’area nord-ovest milanese: Rho,
Bollate, Arese, Baranzate, Pero, Cusano
Milanino, Bresso, Cinisello Balsamo e Sesto
San Giovanni.
l
Dicembre 2025
Dicembre 2025
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64 ACQUE REFLUE TRATTAMENTI QUATERNARI Soluzioni
RIFIUTI DA DRAGAGGI
ACQUE REFLUE
65
Extrema ratio
Innalzare gli standard della depurazione
è il nuovo paradigma europeo per il servizio
idrico. Vediamo perché è importante
Federica Lugaresi
Nel contesto di riuso delle acque e tutela
dell’ambiente, il quarto stadio di depurazione
riveste un ruolo sempre più
importante. E sarà sempre più necessario poiché
entro il 2040 - secondo la regolazione europea
- dovremo sottostare a nuovi limiti di
concentrazione degli inquinanti, che quindi richiederanno
un trattamento depurativo sempre
più spinto. Tutto questo per i reflui urbani
e civili che costituiscono una delle fonti di potenziale
inquinamento dei corpi idrici.
Il buon esempio
Viene indicato come “uno dei principali esempi europei di riutilizzo
delle acque reflue con scopi irrigui”. Si tratta del depuratore
di Milano Nosedo (uno dei tre impianti principali del sistema
depurativo di Milano e gestito da MM SpA), che tratta i
reflui urbani con una capacità di circa 1.250.000 abitanti equivalenti.
Le acque depurate vengono riutilizzate per scopi irrigui:
circa 150 milioni di m 3 /anno che sono restituiti e destinati all’irrigazione
di 3.700-4.000 ettari nell’area circostante.
A cosa serve
Il quarto stadio consente di eliminare microinquinanti
e contaminanti emergenti (i cosiddetti
MIE: residui farmaceutici ormonali, pesticidi ed
erbicidi, microplastiche, PFAS e tensioattivi, virus
e batteri resistenti agli antibiotici) che i trattamenti
precedenti non riescono a rimuovere completamente.
Si noti che sino a alla proposta di
revisione della normativa quadro (COM/2022/541
del. 26 ottobre 2022) non erano previsti obblighi
di trattamento per queste sostanze; va da sé che
i depuratori esistenti non siano in grado di catturare
adeguatamente le concentrazioni degli
inquinanti nelle acque reflue…
Normative di riferimento
Sia a livello nazionale che europeo esistono norme estremamente
precise sul riuso delle acque trattate.
Il Regolamento Ue 2020/741 del Parlamento europeo del
Consiglio (in vigore da giugno 2023 e che definisce i requisiti
minimi per il riuso dell’acqua in agricoltura) include criteri
microbiologici, chimici e di monitoraggio.
In Italia ci si rifà al D.Lgs 152/2006 (Testo Unico Ambientale),
art. 101-107, allegati 5 e 6; al Decreto Ministeriale 185/2003
che oggi è in fase di aggiornamento e stabilisce i criteri
tecnici per il riuso delle reflue; ma anche alle linee guida
regionali che spesso impongono limiti più restrittivi.
Rendere l’acqua riutilizzabile in agricoltura e
per usi civili non potabili, non è però l’unico
obiettivo del quarto stadio che vuole sottendere
anche a fini ambientali ben precisi. Il riuso
post trattamento contribuisce infatti a proteggere
gli ecosistemi acquatici (dai contaminanti
tossici o bioaccumulabili), a prevenire l’inquinamento
dei corpi idrici sotterranei e superficiali,
e garantire una qualità più elevata dello
scarico finale in conformità con gli standard
ambientali più severi. L’acqua che da rifiuto
viene vista come nuova risorsa, per ora (almeno
in Italia) non viene però riutilizzata per
scopi potabili diretti, mentre è ammessa in alcuni
Paesi come Singapore o Israele.
Attualmente, chi si occupa di depurazione
quaternaria, sono le principali aziende e gestori
che stanno implementando o sviluppando
tecnologie mirate. Buttiamo lì qualche nome
casalingo: Hera Group, CAP Holding di Milano,
Gruppo Acque in Toscana, la romana Acea,
SMAT di Torino ma anche IREN che lavora in
Emilia, Liguria e Piemonte. Veolia, Xylem,
Suez, Ecolab sono invece le grandi multinazionali
estere, con tecnologie avanzate, che
lavorano in tal senso. Molti di questi operatori
(sia locali che esteri) stanno facendo rete par-
tecipando a progetti europei come LIFE,
Horizon Europe e WaterReuse
Dare risposta alle nuove criticità
Aggiungere un quarto stadio comporta un maggiore
consumo di energia ed un aumento dei
volumi dei fanghi. Senza contare i costi relativi
agli interventi e adeguamenti necessari degli
impianti, e che la Commissione Europea ha stimato
a 3,8 mld di euro/anno fino al 2040 (“dei
quali il 50% saranno coperti dalle tariffe idriche,
con un incremento medio delle tariffe europee
del 2,3%”).
Ad oggi le tecnologie utilizzate più comuni sono
l’ossidazione avanzata (AOPs) con ozono, perossido
di idrogeno, l’utilizzo di radiazioni UV e
fotocatalisi con TIO 2 ; filtrazione a membrane (e
qui la famiglia comprende nanofiltrazione,
osmosi inversa e ultrafiltrazione); adsorbimento
su carbone attivo; oppure si applicano processi
combinati come per esempio ozono più carbone
attivo.
Si parla anche di trattamento di sterilizzazione
- che in realtà rappresenta una parte complementare
o finale del processo - e serve specificatamente
ad eliminare virus, batteri e altri
microrganismi patogeni (tramite clorazione,
ozonizzazione, membrane ultrafiltranti e irradiazione
con UV).
La sterilizzazione viene utilizzata prima del riuso
dell’acqua sia per utilizzi agricoli (irrigazione per
colture alimentari o foraggiere) che per quelli
civili non potabili (lavaggio strade, scarichi wc e
impianti industriali). In sostanza la depurazione
quaternaria “affina” le acque che hanno già superato
le prime fasi di depurazione, per elevarle
ad un livello di qualità idoneo al riuso. l
Batteri ingranditi.
Il quarto stadio
è necessario
per rimuovere
batterie virus
resistenti agli
antibiotici. Si parla
anche di trattamento
di sterilizzazione.
Impianto
di depurazione
di Nosedo (Mi).
Si tratta del più grande
impianto in Europa
a riutilizzare per scopi
agricoli fino al 70%
del volume
dell’effluente finale,
grazie a trattamenti
di denitrificazione
e nitrificazione.
(Credit: Veolia).
Ottobre 2025
Ottobre 2025
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Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
66 VEICOLI&ALLESTIMENTI Soluzioni
REGOLAMENTO ELV
REGOLAMENTO ELV
VEICOLI&ALLESTIMENTI
67
“4R”uote green
Il nuovo Regolamento sui Veicoli a Fine Vita
è un altro tassello che l’Unione Europea
sta mettendo per garantire che i veicoli,
insieme alle loro componenti, siano
considerati con un paradigma diverso
Nelle pagine che seguono, abbiamo voluto raccogliere un commento
sull’ELV (acro nimo di End-of-Live Vehicle Re gu lation): in
pratica le nuove regole del gioco per quanto riguarda il fine vita
dei veicoli. Con un obiettivo che è molto chiaro: considerare le componenti
cruciali di questi, non più come un costo da smaltire, ma come
vere e proprie riserve di risorse da recuperare.
l
COSA NE PENSANO
GLI STAKEHOLDER
Ruggiero Delvecchio,
Presidente Nazionale ADQ –
Associazione Autodemolitori di Qualità
>>
Fine vita auto, rivoluzione
a metà: Bruxelles decide, l’Italia
dovrà completare
Il nuovo Regolamento europeo sui Veicoli Fuori
Uso rappresenta un passaggio decisivo per
l’intero settore del Fine Vita auto, perché arriva
in una fase in cui l’Europa chiede più tracciabilità,
più riciclo, una crescita reale del reimpiego
dei ricambi e standard uniformi in tutti
gli Stati membri. Perché questa riforma produca
effetti concreti è però necessario che la
normativa riconosca il ruolo essenziale dei
Centri di Raccolta e messa in sicurezza dei
Veicoli Fuori Uso: primo tratto della filiera, punto
in cui il veicolo diventa rifiuto e si determina
la qualità ambientale dell’intero processo.
ADQ - Autodemolitori di Qualità sta lavorando
affinché nel testo venga inserita una definizione
Dicembre 2025
univoca di Centro di Raccolta, con responsabilità
chiare, requisiti minimi e funzioni che non
possano essere affidate a strutture non autorizzate.
È in questa fase iniziale che vengono
trattate le componenti pericolose e che si evita
la creazione di zone grigie e sovrapposizioni
che potrebbero penalizzare gli impianti che investono
in legalità, sicurezza e formazione. Un
Regolamento che non tuteli questo primo anello
rischia di indebolire l’intera architettura della
filiera.
Luci e ombre
Nel negoziato europeo emergono passi avanti,
ma anche nodi ancora aperti che il Trilogo dovrà
sciogliere, dalla ripartizione delle responsabilità
tra produttori e operatori autorizzati alla qualificazione
dei punti di raccolta, fino alla gestione
delle frazioni residuali e alla necessità di controlli
realmente omogenei. ADQ ha fornito osservazioni
puntuali proprio per evitare che nuovi
modelli organizzativi deresponsabilizzino la
fase di presa in carico del veicolo, che resta il
momento più delicato per la tutela ambientale
e per la sicurezza degli operatori.
A tutto questo si aggiunge un elemento di grande
rilievo. Pur essendo un Regolamento, dunque
immediatamente applicabile, il testo contiene
numerosi rinvii al legislatore nazionale.
Molti aspetti richiederanno decreti attuativi,
definizioni operative e scelte organizzative che
ogni Stato dovrà adottare autonomamente. Una
volta chiuso il Trilogo, si aprirà inevitabilmente
un secondo fronte, questa volta a Roma, dove
sarà necessario completare il quadro normativo
e rendere davvero operative le nuove disposizioni
europee, evitando ritardi, interpretazioni
divergenti e applicazioni non uniformi
che rischierebbero di penalizzare gli operatori
più strutturati.
Per ADQ sarà fondamentale seguire da vicino
entrambi i livelli, quello europeo e quello nazionale,
affinché l’Italia non perda l’occasione
di costruire un modello chiaro, ordinato e competitivo.
La transizione verso un settore più trasparente
e più circolare nasce dal riconoscimento dei
Centri di Raccolta come pilastro operativo dell’intero
sistema. Solo con una cornice coerente
sarà possibile rafforzare davvero la filiera del
Fine Vita auto e premiare gli operatori che investono
nella qualità. L'Associazione continuerà
a impegnarsi perché il nuovo Regolamento rappresenti
un avanzamento concreto e non un’occasione
dispersa tra rinvii e incertezze.
Anselmo Calò,
Presidente Nazionale Demolitori Auto
>>
I Costruttori insistono nel proposito di non sostenere
alcun costo per il trattamento dei veicoli
a fine vita. Ciò sarebbe possibile puntando sugli
ATF che non garantiscono gli obiettivi di riciclaggio,
e hanno perciò costi più bassi di gestione.
Tuttavia ciò farebbe deragliare il
Regolamento ELV dai suoi propositi.
Per garantire i risultati auspicati, bisogna che
siano mantenuti almeno i seguenti punti qualificanti:
1. il documento di demolizione deve essere rilasciato
solo dagli ATF autorizzati
2. Gli ATF per manetenere valida la propia autorizzazione
devono raggiungere gli obiettivi di
>>
Soluzioni e tecnologie
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Soluzioni e tecnologie
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Economia Circolare
68 VEICOLI&ALLESTIMENTI
REGOLAMENTO ELV
IGIENE STRADALE
VEICOLI&ALLESTIMENTI
69
riciclaggio fissati dalla norma
3. I ricambi usati venduti devono essere tracciati
con etichette che riportano il telaio del veicolo
di provenienza e il numero di autorizzazione
dell'ATF
4. L'esportazione illegale dei veicoli deve essere
fermata a cominciare dall'esportazione dei veicoli
incidentati.
La partita non è ancora chiusa, i demolitori continueranno
a sostenere queste tesi.
Andrea Cardinali
Direttore Generale UNRAE
>>
I nuovo Regolamento europeo sui veicoli a fine
vita riguarda tutti i comparti del settore automobilistico
e rappresenta un passo decisivo
verso un modello industriale fondato sulla circolarità.
Peraltro, si inserisce in un percorso
virtuoso già avviato, sul quale l'UNRAE lavora
da oltre vent'anni, e che permette già oggi di
raggiungere in Italia il target di riciclaggio, pari
all'85%, previsto dalla normativa.
Dopo un lungo iter legislativo, i Triloghi tra
Commissione, Parlamento e Consiglio stanno
finalizzando il testo, prossimo all’approvazione
e alla pubblicazione.
La portata della normativa è di grande rilievo: introduce
il principio di responsabilità estesa del
produttore (EPR), con il diretto coinvolgimento
delle Case automobilistiche, fissa target di contenuto
riciclato nei nuovi veicoli ed estende per
la prima volta le norme ai veicoli pesanti entro
cinque anni. Valutiamo positivamente l’approccio
dei colegislatori, frutto anche del confronto
avviato dal MASE, che partecipa al Trilogo attraverso
il Consiglio Ambiente UE, con UNRAE
e le principali Associazioni di filiera.
Restano però alcuni aspetti da calibrare, come
target realistici di plastica riciclata e una soluzione
equilibrata per la gestione dei veicoli multi-fase,
affinché l’EPR sia ripartita in modo proporzionato
tra tutti gli attori coinvolti, senza
ricadere esclusivamente sui Costruttori dei veicoli
base.
Pierfrancesco Maran,
Europarlamentare PD, Relatore ombra
del regolamento europeo sul fine vita
dei veicoli
>>
La nuova legge UE sui veicoli a fine vita modernizza
regole datate vent’anni sulla raccolta e
smaltimento di oltre 10 milioni di veicoli ogni
anno. Il Regolamento ha l’obiettivo di: fermare
la “scomparsa” di oltre 3 milioni di veicoli che
ogni anno vengono smaltiti o esportati illegalmente,
sottraendo preziose risorse; rafforzare
l’economia circolare con criteri di progettazione
sostenibile e maggiore uso di materiali riciclati;
e riequilibrare i rapporti nella filiera, responsabilizzando
i produttori e valorizzando demolitori,
riciclatori, e indipendenti. Il processo si
concluderà nei prossimi mesi, ma continueremo
a lavorare fino alla fine per garantire un risultato
positivo per migliaia di imprese che da
anni chiedono chiarezza e per approvare una
legge più giusta, sostenibile ed efficace.
Dicembre 2025
L’idrostatica intelligente
In occasione di Ecomondo, BusiGroup ha presentato BS5,
la nuova spazzatrice realizzata da BSA, azienda
del Gruppo specializzata in soluzioni per la pulizia urbana
ha portato in fiera la prima
spazzatrice idrostatica progettata e
L’azienda
sviluppata interamente all’interno
del Gruppo, e segna l’inizio di una nuova generazione
di macchine che uniscono innovazione,
efficienza e sostenibilità.
Frutto di un progetto che valorizza ingegneria
interna, design funzionale e responsabilità
ambientale, BS5 offre massimo comfort per
l’operatore, bassissimi consumi, estrema
semplicità d’uso e manutenzione ridotta al
minimo.
È inoltre compatibile con carburanti HVO
(Hydrotreated Vegetable Oil), che riducono
in modo significativo le emissioni e l’impatto
ambientale.
Design innovativo firmato Giorgio Gnesda
Il design della BS5, firmato dal designer Giorgio
Gnesda, interpreta la visione BusiGroup attraverso
forme moderne, linee pulite e un’estetica
funzionale Ogni dettaglio è pensato per garantire
comfort, ergonomia e visibilità totale, migliorando
la sicurezza e l’esperienza di guida.
La progettazione human-centered ha portato
a comandi intuitivi, manutenzione semplificata
e a una disposizione razionale dei componenti
che riduce tempi e costi di intervento.
Efficienza e sostenibilità
BS5 è sinonimo di prestazioni elevate e impatto
ridotto. Il sistema idrostatico ottimizzato e la
gestione intelligente dei flussi di potenza garantiscono
efficienza operativa con consumi
Dicembre 2025
minimi, mentre la compatibilità con carburanti
HVO e l’ottimizzazione dell’utilizzo dell’acqua
confermano l’impegno del Gruppo verso una
transizione ecologica concreta.
Una macchina che riflette la forza di un gruppo
industriale capace di gestire internamente ogni
fase del progetto, dal concept al collaudo, per
offrire soluzioni più semplici da usare, da mantenere
e da vivere ogni giorno. BS5 non è solo
una nuova macchina: è una visione concreta di
innovazione sostenibile e design intelligente.
Busi Group è leader in Italia nella produzione
di sistemi per il waste management, in particolare
per la raccolta, compattazione e trasporto
dei rifiuti e per lo spazzamento stradale,
oltre che per il trasporto di materiali e materie
prime.
l
La nuova spazzatrice
è dotata di un display
touchscreen da 10
pollici che permette
di gestire tutte
le funzioni con un solo
tocco, offrendo
un elevato comfort
operativo.
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
RIVISTA DELL’INDUSTRIA CHIMICA
70 VEICOLI&ALLESTIMENTI Soluzioni
NEWS
Ecosistema di innovazione
Ginevra Fontana
in collaborazione con
A Ecomondo, uno Scania 100% elettrico con un innovativo
modello di truck as-a-service. L’elettrificazione
del trasporto pesante ora segue un nuovo paradigma
Scania Ventures and New Business sta
sviluppando nuovi modelli di business
e soluzioni per creare un sistema di
trasporto e logistica sempre più efficiente e
sostenibile. Ha avviato una partnership con
JUNA, Green Trasporti e Alpacem, per guidare
insieme il cambiamento attraverso l’impiego
di uno Scania 100% elettrico per la movimentazione
di materiali destinati al cementificio
di Fanna (PN).
“Nel percorso verso la decarbonizzazione del
trasporto pesante, abbiamo capito quanto
sia essenziale affiancare ai modelli di acquisto
tradizionali nuove soluzioni capaci di supportare
e accompagnare clienti e partner
nella loro transizione verso un trasporto più
sostenibile.
In occasione di Ecomondo 2025, siamo orgogliosi
di presentare la partnership tra JUNA,
Green Trasporti e Alpacem: un progetto frutto
Scania Ventures
and New Business
si dedica allo sviluppo
di modelli
imprenditoriali
innovativi, capaci
di generare nuovo
valore e di guidare
la trasformazione
del settore
dei trasporti.
Verso il cambiamento
JUNA, in particolare, rappresenta un nuovo paradigma
nel trasporto su gomma: il modello
truck as-a-service consente alle aziende di accedere
a veicoli elettrici superando la barriera
dell’investimento iniziale, integrando servizi di
ricarica, manutenzione e gestione operativa.
Questo approccio riduce le barriere all’ingresso
e apre la strada a forme di logistica più
flessibili, ottimizzando i costi e accelerando
la decarbonizzazione del settore.
di una visione comune, audace e innovativa,
che unisce realtà determinate a ridurre la
propria impronta ambientale attraverso soluzioni
all’avanguardia, in un settore del trasporto
unico nel suo genere”, ha detto Alberto
Iseppi, Head of E-mobility, Urban & Con -
struction Sales Scania Italia. Il progetto, vede
protagonista uno Scania 40 R che per conto
di Alpacem Cementi Italia è impiegato nelle
operazioni estrattive minerarie con Green
Trasporti.
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Dicembre 2025
9
LA RIVISTA TECNICA
SULL’ECONOMIA CIRCOLARE
Anno IX
Dicembre
2025
RIFIUTI SOLIDI
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
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