leStrade n° 1613 dicembre 2025
INFRASTRUTTURE Il Giubileo di Anas: la voce dei protagonisti ATTREZZATURE Abbiamo visitato dei protagonisti un cantiere sull’A14
INFRASTRUTTURE
Il Giubileo di Anas: la voce dei protagonisti
ATTREZZATURE
Abbiamo visitato dei protagonisti un cantiere sull’A14
- Nessun tag trovato…
Trasformi i suoi PDF in rivista online e aumenti il suo fatturato!
Ottimizzi le sue riviste online per SEO, utilizza backlink potenti e contenuti multimediali per aumentare la sua visibilità e il suo fatturato.
9
9
N. 1613/12 DICEMBRE 2025
Casa Editrice la fiaccola srl
0 1 6 1 3 >
INFRASTRUTTURE
Il Giubileo di Anas: la voce
dei protagonisti
ATTREZZATURE
Abbiamo visitato
un cantiere sull’A14
ISSN 0373-2916
ISSN 0373-2916
0 1 6 1 3 >
7 7 0 3 7 3 2 9 1 6 0 2
7 7 0 3 7 3 2 9 1 6 0 2
Porti e coste
Photo: fatih-turan - pexels
Strumenti ad alta tecnologia.
Anche a noleggio.
manutenzione porti
> sistemi per il controllo del dragaggio
> rilievo di opere sommerse ed emerse
> ispezione strutture e calcestruzzi
> rilievo morfologico dei fondali
monitoraggio ambientale
> controllo dei parametri chimico-fisici delle acque
> sonde multiparametriche, ADCP
Seleziona
il link!
Idrografia
Batimetria
monitoraggio costiero
> rappresentazione dei fondali e delle coste
> search & rescue
Codevintec rappresenta anche:
tel. +39 02 4830.2175 | info@codevintec.it | www.codevintec.it
N. 1613 Dicembre 2025 anno CXXVII
ISSN: 0373-2916
IN COLLABORAZIONE CON
Casa Editrice
la fiaccola srl
20123 Milano
Via Conca del Naviglio, 37
Tel. 02/89421350
P.I. 00722350154
casaeditricelafiaccola@legalmail.it
Anas SpA
Ente nazionale
per le strade
Associazione Italiana
Società Concessione Autostrade
e Trafori
Associazione
del Genio Civile
Mensile - LO-NO/00516/02.2021CONV
ISCRIZIONE AL REGISTRO NAZIONALE STAMPA
N. 01740 / Vol.18 foglio 313 del 21/11/1985 -
ROC 32150
Ufficio Traffico e Pubblicità
Giovanna Thorausch
gthorausch@fiaccola.it
Marketing e pubblicità
Sabrina Levada Responsabile estero
slevada @ fiaccola.it
Agenti
Giorgio Casotto
Tel. 0425/34045
Cell. 348 5121572 - info@ ottoadv .it
Friuli Venezia Giulia - Trentino Alto Adige
Veneto - Emilia Romagna
(escluse Parma e Piacenza)
Amministrazione
Margherita Russo
amministrazione @ fiaccola.it
Marzia Salandini
msalandini @ fiaccola.it
Ufficio Abbonamenti
Mariana Serci
abbonamenti @ fiaccola.it
Abbonamento annuo
Italia € 150,00
Estero € 300,00
Copia singola Italia € 15,00
Copia singola Estero € 30,00
Impaginazione
Studio Grafico Page - Novate Milanese (Mi)
Vincenzo De Rosa
COME ERAVAMO
7 I TEMI DEL NUMERO DI DICEMBRE DEL 1925
di Fabrizio Parati
L’OPINIONE LEGALE
8 MODIFICA DI CONTRATTI IN CORSO D’OPERA
di Claudio Guccione
NOTIZIE DALL’ANAS
12 VENETO, SS 51 ALEMAGNA
13 EMILIA-ROMAGNA, IL PONTE SUL RIO TORTO
14 TOSCANA, COMPLETAMENTO DELLA SS 2 “CASSIA”
15 LIGURIA, SS 1 DIR “DEL BALZI ROSSI”
NEWS
16 ATTUALITÀ
28 CONVEGNI
30 AGENDA: CONVEGNI, CORSI, EVENTI
INFRASTRUTTURE & MOBILITÀ
32 IL GIUBILEO DI ANAS (PARTE SECONDA)
di Fabrizio Parati
40 L’IA E IL TRASPORTO AEREO
di Alberto Servienti
46 IN 3TI DAL 2000, CON PASSIONE, DEDIZIONE E
RISALTANTE COMPETENZA
di Fabrizio Parati
56 DICEMBRE 1870/2025: IL TRAFORO FERROVIARIO DEL
FREJUS CELEBRA 155 ANNI
di Pasquale Cialdini
68 IL MONITORAGGIO TOPOGRAFICO DI SUPERFICIE
di Simone Cappelletto, Alessandro Coppola
MATERIALI & TECNOLOGIE
78 PRODOTTI E SISTEMI UNICI PER DURARE NEL TEMPO
di Fabrizio Parati
90 SOSTENIBILITÀ CON LA S MAIUSCOLA
di Enzo Rizzo
MACCHINE & ATTREZZATURE
94 TITANUS H4: IL VARCO AMOVIBILE CON MASSIMO
CONTENIMENTO
di Fabrizio Parati
102 IL SISTEMA WEEPHOLES DI GRIDIRON
di Daniela Da Ros
104 BARRIERE D’ANNATA
di Enzo Rizzo
106 TELESKID LA TELESCOPICA
di Carlo Dossi
108 SOIL REGENERATION
di Daniela Stasi
112 SICUREZZA DEI LAVORATORI SEMPRE AL PRIMO POSTO
di Enzo Rizzo
ASSOCIAZIONI
114 UN SUCCESSO A REGOLA D’ARTE
di Stefano Coropulis
116 OSSERVATORIO OICE/INFORMATEL, OTTOBRE 2025
118 INDICE ANNATA
Associazione Italiana
per l’Ingegneria Traffico
e dei Trasporti
Associazione Mondiale
della Strada
Associazione Italiana
dei Professionisti
per la Sicurezza Stradale
Associazione Italiana
Segnaletica e Sicurezza
Associazione Laboratori
di Ingegneria e Geotecnica
Associazione
Industrie
Ferroviarie
Associazione Italiana
Segnaletica Stradale
European Union
Road Federation
Formazione Addestramento
Scienza Tecnologia Ingegneria
Gallerie e Infrastrutture
Federazione delle Associazioni
della filiera del cemento,
del calcestruzzo e dei materiali di
base per le costruzioni nonché
delle applicazioni e delle
tecnologie ad esse connesse
Federazione Industrie
Prodotti Impianti Servizi
ed Opere Specialistiche
per le Costruzioni
International Road
Federation
Associazione delle
organizzazioni di ingegneria,
di architettura e di consulenza
tecnico-economica
Società Italiana Geologia
Ambientale
Stampa
INGRAPH Srl
Via Bologna, 106 - 20831 Seregno (MB)
Stampato su carta FSC
Società Italiana Infrastrutture
Viarie
SITEB
Strade Italiane e Bitumi
On line nella sezione
Archivio, tutti
i numeri sfogliabili
Questo periodico è associato
all’Unio ne stampa periodica italiana.
Numero di iscrizione 14744
Redazione
Direttore responsabile
Lucia Edvige Saronni
Direttore editoriale
Fabrizio Parati
fparati@fiaccola.it
Redazione
Monica Banti
Damiano Diotti
Carlo Dossi
Gabriele Villa
Segreteria di redazione
Jole Campolucci
jcampolucci@fiaccola.it
Consulenti tecnici e legali
Terotecnologia
Gabriele Camomilla
Normativa
Biagio Cartillone
Gallerie e Infrastrutture
Roberto Arditi
Appalti Pubblici
Claudio Guccione
Ponti e Viadotti
Enzo Siviero
Comitato di redazione
Leonardo Annese - ANAS/CNI AIPCR ITALIA
Roberto Arditi - Gruppo ASTM
Mario Avagliano - ANAS
Fabio Borghetti - Politecnico di Milano
Michele Culatti - Gruppo Siviero
Paola Di Mascio - AIPSS
Concetta Durso - ERF
Laura Franchi - TTS Italia
Giancarlo Guado - SIGEA
Salvatore Leonardi - DISS
Pietro Marturano - MIT
Andrea Mascolini - OICE
Francesco Morabito - FINCO
Michela Pola - FEDERBETON
Maurizio Roscigno - ANAS
Emanuela Stocchi - AISCAT
Monica Tessi - ANIE/ASSIFER
Gonzalo Alcaraz - IRF
Hanno collaborato
Mauro Armelloni
Monica Banti
Simone Cappelletto
Pasquale Cialdini
Alessandro Coppola
Stefano Coropulis
Daniela Da Ros
Damiano Diotti
Carlo Dossi
Claudio Guccione
Fabrizio Parati
Enzo Rizzo
Alberto Servienti
Daniela Stasi
Edvige Viazzoli
Gabriele Villa
Comitato Tecnico-Editoriale
PRESIDENTE
LANFRANCO SENN
Professore Ordinario di Economia Regionale
Responsabile Scientifico CERTeT,
Centro di Economia Regionale, Trasporti
e Turismo dell’Università Bocconi di Milano
MEMBRI
GIANNI VITTORIO ARMANI
Ex Amministratore delegato IREN
ELEONORA CESOLINI
TELT (Tunnel Euralpin Lyon Turin)
PASQUALE CIALDINI
Direttore Generale per la Vigilanza
e la Sicurezza delle Infrastrutture MIT a r.
DOMENICO CROCCO
Dirigente ANAS,
Segretario Generale PIARC Italia
STEFANO RAVAIOLI
Direttore SITEB
LUCIANA IORIO
MIT, Presidente WP1 UNECE
AMEDEO FUMERO
Dirigente MIT, Capo Dipartimento per i Trasporti,
la Navigazione e i Sistemi informativi e statistici
LUCIANO MARASCO
Dirigente MIT, Responsabile IV Divisione
DG Sicurezza Stradale
FRANCESCO MAZZIOTTA
Già Dirigente MIT, Responsabile II Divisione
DG Sicurezza Stradale
VINCENZO POZZI
Già Presidente CAL
ALESSANDRO MUSMECI
AISCAT Pesponsabile Area Tecnica
ORNELLA SEGNALINI
Dirigente MIT, Direttore Generale
Dighe e Infrasrutture Idriche ed Elettriche a r.
GILBERTO CARDOLA
Amministratore BBT SE
(Galleria di Base del Brennero - Brenner Basistunnel)
IN RAPPRESENTANZA DELLE ASSOCIAZIONI
ANGELO ARTALE
Direttore Generale FINCO
FEDERICO CEMPELLA
Associazione del Genio Civile
MARIA PIA CERCIELLO
PIARC ITALIA
GABRIELLA GHERARDI
Presidente AISES
OLGA LANDOLFI
Segretario Generale TTS Italia
GIOVANNI MANTOVANI
Già Presidente AIIT
MARCO PERAZZI
Relazioni Istituzionali UNICMI
DONATELLA PINGITORE
Presidente ALIG
CARLO POLIDORI
Presidente AIPSS
DANIELA PRADELLA
ANIE/ASSIFER
ADNAM RAHMAN
Vice Presidente IRF
STEFANO RAVAIOLI
Direttore SITEB
GABRIELE SCICOLONE
Presidente OICE
SERGIO STORONI RIDOLFI
SIGEA
NICOLA ZAMPELLA
Direttore Generale Federbeton
Associazione Italiana
della Telematica per
i Trasporti e la Sicurezza
Unione Nazionale delle Industrie
delle Costruzioni Metalliche
dell’Involucro
e dei Serramenti
È vietata e perseguibile per legge la riproduzione totale o parziale di testi, articoli, pubblicità ed immagini pubblicate su questa rivista
sia in forma scritta sia su supporti magnetici, digitali, etc. La responsabilità di quanto espresso negli articoli firmati rimane esclusivamente
agli Autori. Il suo nominativo è inserito nella nostra mailing list esclusivamente per l’invio delle nostre comunicazioni e non
sarà ceduto ad altri, in virtù del nuovo regolamento UE sulla Privacy N.2016/679. Qualora non desideri ricevere in futuro altre informazioni,
può far richiesta alla Casa Editrice la fiaccola srl scrivendo a: info@fiaccola.it
lestrade @ fiaccola.it
www.fiaccola.com
www.lestradeweb.com
artner
Anas SpA (Gruppo FS Italiane)
stradeanas.it 49
AUTOSTRADA DEL BRENNERO SpA
autobrennero.it 11
massenza.it 5
ELIA PERONI & C. Sas
eliaperoni.it 19
Asphaltica 2023
Roxtec Italia Srl
asphaltica.it CANCELLOTTI Srl III Cop roxtec.com/it GEOFLUID 2026
27
cancellotti.it 21 geofluid.it
III di cop.
Autostrada CAR del SEGNALETICA Brennero SpA STRADALE Srl Samoter GRIDIRON 2023 SpA
autobrennero.it carsrl.com 35 1samoter.it gridiron.it 9123
CODEVINTEC ITALIANA Srl
INTERTRAFFIC 2026
Car Segnaletica codevintec.it Stradale Srl
II cop. SINA intertraffic.com SpA
55
carsrl.com 1 sinaing.it 25
CONEXPO 2026
conexpoconagg.com 89
ITERCHIMICA SpA
iterchimica.it
IV di cop.
Cracco Srl
SMA Road Safety Srl
cortensafe.it 19 smaroadsafety.com
DYNAPAC ITALIA Srl
KEE Srl
23
dynapac.com 39 keesrl.it 6
Eco Certificazioni SpA
eco-cert.it 6
Aziende citate
Fagioli SpA
fagioli.com 69
3TI Italia 46
Ambienta SGR 26 Gruppo FS 16
Geofluid 2023 Amplia Infrastructures 95, 100Valli Zabban Holcim SpA
90
geofluid.it 87 vallizabban.it
IV Cop.
Anas 12, 18, 32, 52 Italferr 46, 52
Alfonso Femia/Atelier(s) 19
Autostrada A35 Brebemi–Aleatica 22, 84
Iterchimica Eav SpA
52
iterchimica.it
II Cop.
Massenza Srl
Stevanato Prodotti e Lavori Speciali Srl
stevanato.com 21
E-Geos 68
Galleria di Base del Brennero 68
Tekna GBC Chem Italia SpA
50
teknachem.it Gridiron 102, 103 96
Gruppo Autostrade per l’Italia 52, 95, 97
100 C
PANT.
RAL
25 M
3005 C
5015
0 Y
Microsoft 0 K
16
Officine Maccaferri 26
Rfi 48, 52, 66
Aziende citate
Anas 12
MASSENZA Cepav Due Srl
52
massenza.it Deep Blue 2957
Fagioli 76
Fincasale 7
SAMOTER 2026
Flowdron 58
samoter.com 67
FS Security 43
Goretex professional 24
SMA Gruppo ROAD Abertis SAFETY Srl
47
smaroadsafety.it Hamm 17 120
Hardt 20
Holcim Aggregati Calcestruzzi 98
TEKNA Hyperloop CHEM One SpA
20
teknachemgroup.
Hyperloop Transportation
Com
Technologies
27
20
Hyundai 122
Ingegneria del Territorio 41
VALLI ZABBAN SpA
vallizabban.it Italferr 542
Mammoet 22
Milano Serravalle Milano Tangenziali 18,44
VERMEER Nevomo ITALIA Srl
20
vermeeritalia.it Orteco 45 115
Peri 116
Proger 41
Rete Ferroviaria Italiana 41
SEA Rocksoil Milan Airports 44 41
Sesar 56
Simex 108, 110
Sireg 108
Sina – Gruppo ASTM 80, 81, 83, 84
Siteb 102
SMA SMA Road Road Safety Safety 94, 97 92
Stantec Swisspod 25 20
Tekna Tecne Chem 79, 82, 85, 86, 87 30
Telt
Tekna Chem
66
104
Trenitalia 38
Triflex 112
Vempa 72
Vianini Webuild Lavori 24 63
Webuild Wirtgen 24112
Wirtgen Zeleros Group 122 20
LOWVAL
UN GRADO
DI TECNOLOGIA
MAI RAGGIUNTO
PRIMA
Bitumi modificati appositamente
formulati con polimeri SBS
(Stirene butadiene Stirene)
per la produzione di asfalti a tiepido
WMA (Warm Mix Asphalt).
fiaccola service
LS 12/2025
Indicare con una X la voce interessata
Indicare con una X la voce interessata
In questo numero
In questo numero
Servizi Servizi offerti offerti dalla Casa dalla Editrice: Casa Editrice:
- articoli
- articoli
in formato
in formato
- immagini / servizi fotografici
(sono cedibili - immagini quelle indicate / con servizi il credito fotografici della rivista) (sono cedibili quelle indicate con il credito della rivista)
- ristampe - ristampe articoli articoli
❑ PDF Articolo/Notizia Pag .............. Titolo ..........................................................................................................................
❑ PDF Articolo/Notizia Pag .............. Titolo ..........................................................................................................................
❑ Foto Articolo Pag .............. Titolo ..........................................................................................................................
❑ Foto Articolo Pag .............. Titolo ..........................................................................................................................
❑ Estratti Articolo Pag .............. Titolo ..........................................................................................................................
❑ Estratti Articolo Pag .............. Titolo ..........................................................................................................................
RICHIEDENTE sig./ra ............................................................ Azienda ....................................................................................
RICHIEDENTE Via/Piazza sig./ra .................................. ............................................................ N. Civico Comune ................................................ Azienda ....................................................................................
CAP PROV Via/Piazza Tel./cell. ........................................ N. Civico E‐mail .............. .............................................................................................................................
Comune CAP PROV ...................
Tel./cell.
Compili
...........................................
e invii con posta elettronica a: Casa editrice
Fax la ..................................... fiaccola srl | Via Conca del Naviglio
E‐mail
37 | 20123
.............................................................................
Milano | Tel. 02 89421350 | email: segreteria@fiaccola.it
Compili e invii per fax o con posta elettronica a: Casa editrice la fiaccola srl | Via Conca del Naviglio 37 | 20123 Milano | Fax 02 89421484 | email: segreteria@fiaccola.it
4 12/2025 leStrade
4 3/2023 leStrade
Il trattamento dei dati personali che la riguardano, per quanto stabilito dalla legge 675/96, di cui Le garantiamo la massima riservatezza,
verranno utilizzati solo dalla banca dati della Casa Editrice la fiaccola. Perciò, per aggiornarla sulle nostre iniziative, i Suoi
dati non saranno nè comunicati nè diffusi a terzi e se lei non desiderasse ricevere altre comunicazioni barri la casella a lato. ❑
Il trattamento dei dati personali che la riguardano, per quanto stabilito dalla legge 675/96, di cui Le garantiamo la massima riservatezza,
verranno utilizzati solo dalla banca dati della Casa Editrice la fiaccola. Perciò, per aggiornarla sulle nostre iniziative, i Suoi
dati non saranno nè comunicati nè diffusi a terzi e se lei non desiderasse ricevere altre comunicazioni barri la casella a lato. ❑
I conglomerati tiepidi (Warm Mix Asphalt – WMA) sono
conglomerati bituminosi confezionati con bitumi modificati
ad alta lavorabilità LOWVAL, che permettono la diminuzione
delle temperature di produzione, garantendo l’omogeneità
di stesa e un adeguato grado di compattazione fino a 100°C.
Nei conglomerati tiepidi le temperature di produzione
sono comprese tra 120 e 150°C, con una riduzione di
consumo di circa 1,5 kg combustibile/t e, di conseguenza,
una diminuzione di 5 kg di anidride carbonica immessa in
atmosfera. Oltre a rappresentare una soluzione tecnologica
ecosostenibile, questi conglomerati permettono un aumento
della durabilità, grazie alla ridotta ossidazione del bitume
che facilita la compattazione, incrementando così la vita
utile della pavimentazione e diminuendo gli interventi di
manutenzione straordinaria da eseguire.
1
Studiart.it
Come eravamo
I temi del numero
di dicembre
del 1925
• Un raggio di luce,
I. Vandone
• Un altro “Colpo
di piccone”,
I. Vandone
• La benzina “tipo”
per automobili,
I. Vandone
• Catramatura
e bitumatura nelle
strade dipendenti
della Provincia
di Bologna, A.R.
• Un’agevolezza
fiscale a favore
delle strade,
I. Vandone
• Rumori stradali,
I. Vandone
• Incessante
incremento
dei veicoli negli
Stati Uniti,
I. Vandone
• Una pavimentazione
elastica,
I. Vandone
• L’impiego del
silicato di soda nelle
massicciate stradali,
Ing. Cesare Biffi
• L’impiego del
catrame nella
tecnica stradale,
I. Vandone
• In materia
di strade vicinali
(Giurisprudenza),
Avv. G. B. Curti
Pasini
leStrade 12/2025 7
Normativa e infrastrutture
Modifica di contratti in corso d’opera
Il Consiglio di Stato chiarisce le circostanze impreviste e imprevedibili necessarie
per la modifica dei contratti in corso di esecuzione e, in assenza di tali
circostanze, i presupposti per l’affidamento del contratto al secondo in graduatoria
in caso di risoluzione del rapporto, che non può mai avvenire rinegoziando
le condizioni economiche conseguite dall’originario aggiudicatario
Avv. Prof. Claudio Guccione
La vicenda esaminata dal Consiglio di
Stato, con la sentenza n. 8737, pubblicata
in data 10 novembre 2025, si colloca
nel solco della giurisprudenza che
delimita l’ambito applicativo delle modifiche
contrattuali in corso di esecuzione,
disciplinate, prima, dall’art. 106 del
d.lgs. n. 50/2016, oggi, dall’art.120 del
d.lgs. n. 36/2023.
L’avvocato Claudio Guccione, fondatore di P&I - Studio Legale Guccione & Associati,
è Professore a contratto di Diritto dei Contratti di Partenariato Pubblico
Privato all’Università degli Studi di Teramo (claudio.guccione@peilex.com).
In particolare, il Consiglio di Stato statuisce
che la modifica del contratto in corso
di esecuzione per “circostanze imprevedibili”,
ai sensi dell’art.106 co.1, lett.
c), costituisce un’eccezione al principio
della gara pubblica e, come tale, deve
essere interpretata restrittivamente.
Inquadramento normativo
La disciplina applicabile alla fattispecie
oggetto della sentenza in commento è la
previgente (art. 106, d.lgs n. 50/2016),
che consentiva la variazione del contratto
senza l’indizione di una nuova procedura
di affidamento al ricorrere di presupposti
rigorosi e tassativi.
Nella fattispecie in esame rilevava in
particolare il co.1, lett. c) dell’art.106
del d.lgs.50/2016 secondo cui “Le modifiche,
nonché le varianti, dei contratti
di appalto in corso di validità devono essere
autorizzate dal RUP con le modalità
previste dall’ordinamento della stazione
appaltante cui il RUP dipende. I contratti
di appalto nei settori ordinari e nei settori
speciali possono essere modificati senza
una nuova procedura di affidamento
nei casi seguenti: […]c) ove siano soddisfatte
tutte le seguenti condizioni, fatto
salvo quanto previsto per gli appalti nei
settori ordinari dal comma 7: 1) la necessità
di modifica è determinata da circostanze
impreviste e imprevedibili per
l’amministrazione aggiudicatrice o per
l’ente aggiudicatore. In tali casi le modifiche
all’oggetto del contratto assumono
la denominazione di varianti in corso
d’opera. Tra le predette circostanze
può rientrare anche la sopravvenienza
di nuove disposizioni legislative o regolamentari
o provvedimenti di autorità od
enti preposti alla tutela di interessi rilevanti;
2) la modifica non altera la natura
generale del contratto;”. Tale disposizione,
quindi, ammetteva la modifica
esclusivamente quando essa era determinata
da circostanze impreviste e imprevedibili
per l’Amministrazione e purché
non si alterasse la natura generale
del contratto.
La norma aveva natura derogatoria rispetto
al principio dell’evidenza pubblica
e, come tale, non era suscettibile di
interpretazione estensiva o analogica.
In assenza delle dette circostanze impreviste
e imprevedibili, chiarite dalla
sentenza in commento, è stata disposta
la risoluzione del contratto ed utilizzato
l’art. 110, comma 2, del d.lgs. n.
50/2016, che, nel disciplinare il subentro
del secondo classificato in caso di risoluzione
del contratto, prescriveva che
il nuovo affidamento avvenisse “alle medesime
condizioni già proposte dall’originario
aggiudicatario in sede di offerta”,
condizioni anch’esse chiarite dal Consiglio
di Stato.
I fatti di causa
La controversia trae origine dall’affidamento,
mediante convenzione quadro,
del servizio di pulizia e sanificazione delle
sedi dell’Azienda Ospedaliera San Camillo
Forlanini, nell’ambito della gara
comunitaria centralizzata bandita dalla
Regione Lazio nel 2017.
A seguito di un complesso contenzioso,
conclusosi con l’esclusione dell’originario
aggiudicatario, il servizio è stato
affidato, per scorrimento della graduatoria,
all’ATI seconda classificata con decorrenza
dal 1° aprile 2023 fino al 31
marzo 2028.
È proprio a partire dal 2023 che inizia
a delinearsi una sequenza di provvedimenti
che, nel giro di due anni, porterà
prima alla risoluzione del contratto e poi
alla rinegoziazione del rapporto con un
diverso operatore. L’Azienda ospedaliera
con la delibera n. 612 del 18 aprile
2023 ha disposto una prima estensione
delle prestazioni, ai sensi dell’art. 106,
co.12 del d.lgs. 50/2016 (c.d. “quinto
d’obbligo”), che ha modificato significativamente
il valore dell’appalto, seguita
da un’ulteriore estensione del contratto
per il servizio di distribuzione dei contenitori
per i rifiuti sanitari, ma questa
volta ai sensi dell’art.120 co.1 del d.lgs.
n. 36/2023.
A fronte di numerose contestazioni e
dell’applicazione di penali all’ATI affidataria,
l’Azienda ha deciso di risolvere il
contratto con la delibera n. 703 del 21
maggio 2024, disponendo il contestuale
subentro del secondo classificato.
Tuttavia, con la delibera n. 941 del 25
giugno 2024 l’Amministrazione, anziché
applicare le condizioni economiche già
fissate in sede di gara dall’originario affidatario,
ha avviato una vera e propria
trattativa con il nuovo operatore.
Tale scelta si rivelerà di lì a poco illegittima
sul piano giuridico, tanto che con
un successivo provvedimento, il n. 1484
del 20 settembre 2024, l’Amministrazione
ha annullato la precedente delibera
in autotutela.
Nel frattempo, però, tra l’Azienda e il
nuovo operatore è stata avviata una
trattativa diretta, espressamente finalizzata
a “riequilibrare l’appalto” alla luce
delle criticità economiche manifestate
nel corso dell’esecuzione del servizio.
Tale trattativa si è conclusa con la delibera
n. 154 del 4 febbraio 2025, nella
quale l’Azienda, prendendo atto della
“impossibilità imprenditoriale” del nuovo
operatore a svolgere il servizio alle condizioni
economiche originarie, ha autorizzato
una modifica del contratto per
oltre otto milioni di euro, giustificandola
con:
(i) l’imminente inizio del Giubileo del
2025;
(ii) il mutamento delle esigenze organizzative
dell’Ospedale.
Con la successiva delibera n. 445 del 24
marzo 2025, l’Amministrazione è intervenuta
nuovamente sulla struttura economica
dell’operazione, ridistribuendo
tra le varie voci gli importi delle prestazioni
aggiuntive, senza tuttavia modificare
il valore complessivo dell’integrazione
riconosciuta al nuovo affidatario.
L’Opinione legale
8 12/2025 leStrade
leStrade 12/2025 9
Il giudizio di primo grado
Avverso i suddetti provvedimenti proponeva
ricorso la società estromessa originaria
dinanzi al TAR Lazio, deducendo,
tra l’altro, la violazione dell’art. 106 del
d.lgs. n. 50/2016, la carenza del presupposto
delle “circostanze impreviste
e imprevedibili” e l’elusione delle regole
dell’evidenza pubblica.
Il TAR, dopo aver dichiarato cessata la
materia del contendere su una parte
delle censure inerenti il ricorso introduttivo,
accoglieva i motivi aggiunti, annullando
le delibere successive di modifica
contrattuale e disponendo la trasmissione
degli atti alla Procura della Repubblica
e alla Procura della Corte dei Conti.
Secondo il giudice di primo grado, infatti,
le modifiche introdotte non integravano
affatto le condizioni per una legittima
variante in corso d’opera, risolvendosi,
invece, in una rinegoziazione sostanziale
del contratto in violazione del principio
della concorrenza.
La pronuncia del Consiglio
di Stato
Con la sentenza n. 8737 del 10 novembre
2025, il Consiglio di Stato ha respinto
l’appello proposto dall’Azienda ospedaliera,
confermando integralmente la
decisione del giudice di primo grado.
In via preliminare, il Collegio ha ribadito
che la struttura stessa della lex specialis
consentiva già all’Amministrazione
di modulare i servizi di pulizia e sanificazione
in funzione delle mutevoli esigenze
organizzative, senza che ciò potesse
L’Opinione legale
integrare, di per sé, una circostanza imprevedibile
idonea a giustificare una modifica
contrattuale straordinaria.
Quanto al Giubileo del 2025, richiamato
dall’Azienda quale evento eccezionale,
il Consiglio di Stato ne ha evidenziato la
prevedibilità, trattandosi di evento programmato
e, comunque, temporalmente
limitato rispetto alla durata dell’appalto,
destinato a protrarsi sino al 2028.
Tale condotta è stata ritenuta in palese
violazione dell’art. 106 del d.lgs. n.
50/2016, poiché le modifiche non potevano
qualificarsi come varianti legittime
in corso d’opera, né risultavano sorrette
dai presupposti delle circostanze impreviste
e imprevedibili.
È stata, altresì, confermata la violazione
dell’art. 110, comma 2, del d.lgs. n.
50/2016, poiché il nuovo affidamento
al secondo in graduatoria non è avvenuto
alle medesime condizioni dell’originario
aggiudicatario, ma sulla base di
un diverso assetto economico, definito
all’esito di una sostanziale rinegoziazione
della convenzione mirata a riequilibrare
l’appalto alla luce di talune criticità
emerse.
OSSERVATORIO NORMATIVO
Regolamento delegato (UE) 2025/2150
della Commissione, del 22 ottobre 2025,
che modifica la direttiva 2014/25/UE del
Parlamento europeo e del Consiglio per
quanto riguarda le soglie degli appalti di
forniture, servizi e lavori e dei concorsi
di progettazione per gli anni 2026-2027.
(Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea
23/10/2025 n. L)
Regolamento delegato (UE) 2025/2151
della Commissione, del 22 ottobre 2025,
che modifica la direttiva 2014/23/UE
del Parlamento europeo e del Consiglio
per quanto riguarda le soglie delle
concessioni per gli anni 2026-2027.
(Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea
23/10/2025 n. L)
Regolamento delegato (UE) 2025/2152
della Commissione, del 22 ottobre 2025,
che modifica la direttiva 2014/24/UE del
Parlamento europeo e del Consiglio per
quanto riguarda le soglie degli appalti
pubblici di forniture, servizi e lavori e
dei concorsi di progettazione per gli anni
2026-2027. (Gazzetta Ufficiale dell’Unione
Europea 23/10/2025 n. L). nn
10 12/2025 leStrade
PREVISIONI TRAFFICO
VIAGGIA SERENo
PARTI INFORMATO
SCEGLI IL MOMENTO GIUSTO!
In occasione di vacanze e fine settimana
gli spostamenti lungo l’A22
aumentano in modo significativo.
Per viaggiare in modo più fluido e sicuro:
consulta il sito www.autobrennero.it
segui Telegram @A22autostradaBot
e scegli quando partire!
Notizie da Anas
Notizie da Anas
Veneto, SS 51
Alemagna
La variante di Valle e la variante di Tai
saranno aperte al traffico il 26 gennaio
A 58 giorni dall’avvio dei Giochi
Olimpici e Paralimpici Milano-Cortina
2026 Anas conferma due tappe
decisive del programma di adeguamento
della SS 51 “di Alemagna”:
la variante di Valle e la variante di
Tai saranno aperte al traffico il 26
gennaio.
L’annuncio è stato dato dall’Amministratore
delegato di Anas, Claudio
Andrea Gemme, nel corso del sopralluogo
tecnico svoltosi il 28 novembre
ai cantieri delle varianti del
Cadore, alla presenza del Vicepresidente
della Regione Veneto, Elisa
De Berti, del Presidente della Provincia
di Belluno, Roberto Padrin,
del Sindaco di San Vito di Cadore,
Franco De Bon, del Vicesindaco di
Valle di Cadore, Stefano Sacchet e
del Sindaco di Pieve di Cadore, Sindi
Manushi.
«Le varianti della SS51 segnano un
traguardo molto atteso dalle comunità
della Valle del Boite - ha dichiarato
Gemme - e rappresentano un
passo in avanti concreto nell’accessibilità
verso Cortina d’Ampezzo,
ma sono opere pensate prima di
tutto per migliorare la mobilità quotidiana
di chi vive e lavora in questa
area strategica per il nostro Paese».
Gemme ha evidenziato che gli interventi
rientrano in un percorso
avviato con i finanziamenti dei
Mondiali di Sci 2021 che ha consentito
di impostare in modo organico
l’adeguamento dell’intero asse.
Da allora Anas opera con continuità
per migliorare la viabilità della valle,
agendo sui punti critici, sulle opere
idrauliche, sulle intersezioni e sulla
stabilità dei versanti.
Il programma ha già consentito la
realizzazione di oltre cento interventi,
circa la metà dei quali dedicati
alla mitigazione del dissesto
idrogeologico: consolidamenti, regimentazione
delle acque, difese
dei versanti e adeguamento delle
opere idrauliche.
Tra questi rientra la gestione della
frana della Croda Marcora, che ha
richiesto attività straordinarie per
garantire la continuità dei collegamenti
e la sicurezza delle comunità
locali, nel rispetto del territorio e
della sostenibilità ambientale.
Per lo sviluppo di questo piano di
adeguamento della SS 51, Anas è
impegnata con un investimento che
supera i 350 milioni di euro, uno dei
principali programmi infrastrutturali
dedicati alla viabilità di montagna.
L’amministratore delegato di Anas
ha poi evidenziato le complessità
affrontate nel corso dei lavori: «Abbiamo
operato in un contesto impegnativo
tra ritrovamenti archeologici,
bonifiche ambientali e criticità
geologiche. L’apertura delle due varianti
prima dei Giochi Olimpici è il
risultato della collaborazione tra le
nostre strutture, le imprese e le
amministrazioni locali».
L’Ad Gemme ha richiamato infine
il ruolo di Anas nel territorio: «La
nostra responsabilità è assicurare
qualità delle opere, affidabilità
e un presidio tecnico costante
in un’area che richiede attenzione
e competenze specialistiche. Con
il nostro impegno oggi possiamo
annunciare queste due aperture
cruciali per l’accessibilità della
Conca d’Ampezzo e per il successo
di un evento che rappresenta
l’Italia davanti al mondo. Continueremo
a seguire ogni fase con
attenzione e presenza sul campo
per mettere a disposizione infrastrutture
all’altezza della sfida
olimpica, delle Dolomiti e del futuro
del Cadore».
La Variante di Valle di Cadore: introduce
800 metri di nuovo tracciato,
di cui 613 in galleria, superando
il nodo urbano regolato da semaforo.
Le attività hanno previsto la gestione
di un’area archeologica individuata
in fase di scavo.
La Variante di Tai di Cadore: si sviluppa
per 1,5 chilometri con 1.000
metri di galleria naturale, nuovi
svincoli e adeguamenti idraulici.
In fase di avvio lavori è stata gestita
la bonifica di una discarica con
presenza di amianto con procedure
specialistiche dedicate.
Emilia-Romagna, il ponte sul Rio Torto
Riaperto al traffico il ponte della strada statale 12
“dell’Abetone e del Brennero”, a Serramazzoni
Lo scorso venerdì 28 novembre,
è stato riaperto al traffico il ponte
sul Rio Torto al km 146,653 della
strada statale 12 “dell’Abetone e
del Brennero” a Serramazzoni, in
provincia di Modena.
In occasione dell’apertura al traffico
erano presenti il Prefetto di Modena,
Fabrizia Triolo, il Presidente
della Provincia di Modena, Fabio
Braglia, l’Assessore regionale, Irene
Priolo, l’Assessore regionale,
Igor Baruffi, la Sindaca di Serramazzoni,
Simona Rossi, il Sindaco
di Pavullo nel Frignano, Davide
Venturelli, l’Assessore del comune
di Maranello, Davide Nostrini oltre
al Responsabile Anas Emilia-Romagna,
Nicola Prisco, e al Responsabile
Area Gestione Rete Emilia
Romagna, Gennaro Coppola.
Il ponte chiuso al traffico in via
precauzionale lo scorso 28 febbraio,
è stato oggetto di un importante
serie di interventi per un
valore complessivo di quasi quattro
milioni di euro.
L’importante piano dei lavori,
come condiviso in sede di tavolo
prefettizio, è stato attuato in tre
fasi con lo scopo di ridurre i disagi
alla circolazione e consentire la
riapertura temporanea al traffico
grazie alla posa di un ponte provvisorio,
favorendo la circolazione
ed il turismo locale durante la stagione
estiva.
La prima fase dei lavori, durati
complessivamente 54 giorni, ha
visto la demolizione totale della
campata; successivamente la realizzazione
e posa di un ponte provvisorio
di tipo bailey ha consentito
il 24 aprile, prima la riapertura al
traffico con senso unico alternato
e, il 28 maggio (dopo soli 34 giorni)
la riapertura al traffico del ponte
a doppio senso di marcia.
Il 29 settembre è stata avviata,
come concordato in sede di tavolo
prefettizio, la terza ed ultima fase:
in questi 60 giorni sono stati svolti
i lavori di smontaggio del ponte
bailey, di realizzazione e posa del
nuovo impalcato definitivo in acciaio,
oltre a tutte le opere complementari.
Nell’importante e delicata gestione
di questo evento hanno avuto
un ruolo centrale anche la sinergia
e fattiva collaborazione avviate sin
da subito e proseguita in tutte le
fasi dei lavori, tra le istituzioni e gli
enti coinvolti.
Particolarmente degne di nota le
azioni intraprese per la gestione
della viabilità alternativa assicurata
dal costante impegno della
Provincia di Modena e degli Enti
territoriali coinvolti, oltre che dalle
Forze dell’Ordine, la cui sensibilità
istituzionale ha consentito,
anche con il coordinamento della
Prefettura di Modena, di limitare i
disagi lungo la viabilità provinciale
e locale interessata.
In collaborazione con
12 12/2025 leStrade
leStrade 12/2025
13
Notizie da Anas
Toscana, completamento della SS 2 “Cassia”
Un nuovo tracciato di 7,6 chilometri, in variante
di quello attuale. Investimento di 120 milioni di euro
Sardegna, Strada Statale 131
Completati i lavori per la nuova pavimentazione
drenante su tre chilometri della carreggiata nord
Il Consiglio di Amministrazione
di Anas ha approvato, lo scorso
27 novembre, il progetto esecutivo
per i lavori di completamento
della strada statale 2 “Cassia”
tra Siena e Monteroni d’Arbia,
per un investimento complessivo
di circa 120 milioni di euro.
I lavori, in parte eseguiti dalla
Provincia di Siena nel periodo
di gestione dell’infrastruttura,
sono rientrati nelle competenze
di Anas dopo la riclassificazione
della Cassia come strada
statale.
Anas ha quindi provveduto ad
eseguire le attività di progettazione,
gli iter autorizzativi e
le procedure di finanziamento.
Con l’approvazione del progetto
esecutivo si concludono
tutti gli adempimenti necessari
all’affidamento dei lavori con
gara d’appalto di prossima pubblicazione.
L’opera riguarda la costruzione
di un nuovo tracciato in variante
a quello attuale per una lunghezza
complessiva di 7,6 chilometri,
che collegherà la strada
statale 223 “di Paganico” (Grosseto-Siena)
in prossimità di Siena
con lo svincolo di Monteroni
d’Arbia Nord della statale 2 “Cassia”,
dove si connette al tratto
già realizzato.
Nel dettaglio, il tracciato inizia in
corrispondenza del km 62,800
della SS223 in corrispondenza
del viadotto Monsindoli esistente,
dove sarà realizzato un nuovo
svincolo. Prosegue con sette viadotti,
un’intersezione a rotatoria
e altre opere minori (sottopassi,
attraversamenti idraulici, opere di
consolidamento) e termina sulla
SS2 in corrispondenza dello svincolo
di Monteroni d’Arbia Nord di
cui è previsto il potenziamento.
La sezione stradale sarà a due
corsie, una per senso di marcia
(categoria C2 – extraurbana secondaria).
I tempi per la realizzazione
dell’intervento sono previsti
in 960 giorni.
Sulla strada statale 131 “Carlo
Felice” è stato ripristinato il
transito a quattro corsie su entrambe
le carreggiate tra Monastir
e Nuraminis (CA), a seguito
del completamento dei lavori
per la realizzazione della nuova
pavimentazione drenante lungo
tre chilometri della carreggia
nord.
Gli interventi, eseguiti nell’ambito
dei lavori di ammodernamento
del nuovo tratto in corso
di realizzazione tra Monastir
e Serrenti, hanno riguardato anche
la realizzazione della nuova
segnaletica orizzontale in configurazione
definitiva. In una fase
successiva, i medesimi interventi
riguarderanno la carreggiata
opposta in direzione sud.
I lavori di ammodernamento interessano
un tratto di dieci chilometri
per un investimento
complessivo di circa 65 milioni
di euro. L’apertura al traffico è
ipotizzabile entro la primavera
del 2026.
Liguria, SS 1 dir “del Balzi Rossi”
Investimento complessivo di quasi 12 milioni di euro
A partire dal 7 gennaio, Anas,
darà il via ad importanti interventi
lungo la strada statale 1 dir “del
Balzi Rossi” tra il km 2,000 e il km
3,500 con un investimento complessivo
di 11.850.000 milioni di
euro.
Le lavorazioni saranno distinte in
due fasi:
1 Fase: a partire dal 7 gennaio e
per circa quattro mesi la strada
statale 1 dir “del Balzi Rossi” sarà
chiusa da Ponte San Ludovico sino
allo svincolo di Latte.
Sarà disponibile, pertanto, il percorso
alternativo della SS 1 Aurelia
dallo svincolo di Latte fino a Ponte
San Luigi. Nulla cambia a Ponte
San Ludovico che sarà accessibile
lato Francia da tutti gli utenti.
2 Fase: a partire dal mese di aprile
2026 e per circa otto mesi la strada
statale 1 dir “del Balzi Rossi”
sarà percorribile in una sola direzione,
mentre l’altra sarà garantita
dal percorso alternativo della
SS 1 Aurelia.
Il primo intervento interesserà la
galleria Dogana al km 2,000 della
SS 1 dir dei Balzi Rossi, con importanti
interventi di manutenzione
sia all’interno che all’esterno
della galleria. Nel dettaglio verranno
realizzati lavori di ripristino
degli strati corticali del calcestruzzo
di rivestimento e captazione
delle acque di percolazione. Per
quanto riguarda l’esterno invece
è prevista la rimozione del materiale
di riempimento sovrastante
la galleria, l’impermeabilizzazione
dell’estradosso della struttura. la
ricopertura e il ripristino dei portali
della galleria. Il tutto verrà completato
con il rifacimento delle pavimentazioni
e l’installazione delle
barriere protettive.
In contemporanea la chiusura riguarderà
anche la galleria Balzi
Rossi al km 2,600 della SS 1 dir
dei Balzi Rossi dove verranno eseguiti
lavori di ripristino degli strati
corticali de calcestruzzo di rivestimento,
captazione e percolazione
acqua all’interno della galleria. È
previsto anche il rifacimento degli
impianti a servizio della galleria.
Nel dettaglio verrà realizzato un
sistema di intercettazione ed allontanamento
delle acque di stillicidio
all’interno della galleria, il
rivestimento protettivo specifico
per l’azione dei sali marini e la realizzazione
del marciapiede.
Verranno inoltre effettuati i lavori
di adeguamento impiantistico ai
sensi del D.P.R. 151/2011 a entrambe
le gallerie poste sulla statale,
Dogana e Balzi Rossi.
L’intervento in progetto è costituito
dai lavori di adeguamento
dell’attuale impianto di illuminazione
nelle gallerie bidirezionali
che consentiranno nello smontaggio
dei proiettori esistenti e la
posa in opera del nuovo sistema di
controllo ad onde radio completo
di tutti gli accessori e la rete elettrica
di alimentazione, compresa
la sostituzione del rilevatore di luminanza
esterna.
Infine, verranno effettuati i lavori
di sistemazione della rotatoria al
km 692,950 della SS 1 “Aurelia”
nella frazione di Latte in Comune
di Ventimiglia. All’attuale rotatoria
con l’adeguamento alle normative
vigenti, verranno risagomate
le cuspidi, le isole spartitraffico e
il perimetro esterno per facilitare
le manovre dei mezzi pesanti.
Già iniziati, invece, i lavori a Ponte
San Ludovico per la riqualificazione
della sede stradale, che,
con i progetti previsti dal Comune
di Ventimiglia e dalla Regione
Liguria, che si occuperanno della
riqualificazione dell’area di parcheggio
e dei collegamenti ciclabili,
incrementeranno i livelli di
sicurezza.
Con il proposito di preservare simboli
caratteristici del luogo, è stato
contattato l’artista Michelangelo
Pistoletto che ha proposto l’installazione
di una opera d’arte in metallo
raffigurante il “Terzo Paradiso”.
Le altre installazioni presenti
sulla sede stradale, grazie al supporto
dell’attuale amministrazione
comunale, verranno restituiti
alle associazioni che si occuperanno
del loro reinserimento in nuove
aree.
Anas realizzerà una doppia rotatoria,
così da ridurre la velocità di
percorrenza e migliorare la sicurezza
della mobilità.
In collaborazione con
14 12/2025 leStrade
leStrade 12/2025
15
otiziario
a dipendenti e clienti ottimizzando
le prestazioni complessive del
sistema ferroviario.
I benefici concreti
Efficienza operativa: snellimento
dei processi aziendali e riduzione
del tempodedicato alle attività
ripetitive. Valorizzazione delle
persone come protagoniste del
cambiamento: gli strumenti basati
sull’AI permetteranno ai dipendenti
di concentrarsi su attività a
maggior valore. Progetti strategici:
prodotti e servizi più personalizzati,
efficienti e reattivi per l’ecosistema
ferroviario. L’accordo si
basa su una collaborazione consolidata
tra il Gruppo FS e Microsoft,
che negli ultimi anni hanno lavorato
insieme su diversi progetti di
innovazione.
Guardando al futuro
Attraverso questa collaborazione,
il Gruppo FS e Microsoft stanno
tracciando la rotta verso un ecosistema
di mobilità sempre più innovativo
e centrato sulle persone.
La partnership combina visione industriale
e leadership tecnologica
per promuovere progresso ed efficienza
con responsabilità sociale,
stabilendo un nuovo standard
per il futuro dei trasporti.
Solutions designed to save lives
H4b CLASS BARRIER GATE
Gruppo FS e Microsoft,
un esteso accordo sull’AI
FS Italiane e Microsoft hanno dato
avvio a una partnership strategica
per accelerare la trasformazione
digitale dell’operatore di mobilità
in ottica AI, inaugurando una delle
collaborazioni tecnologiche più
ambiziose nel settore dei trasporti
europeo. L’accordo mira a fornire
a oltre 50mila dipendenti strumenti
avanzati di produttività e a
promuovere l’innovazione responsabile
nei processi aziendali.
Questa partnership posiziona FS
Italiane come leader nell’ambito
della digitalizzazione e della sostenibilità,
in linea con il Piano Strategico
2025-2029 del Gruppo.
Sfruttando le soluzioni di Intelligenza
Artificiale di Microsoft e l’esperienza
industriale del Gruppo
FS, la collaborazione pone le basi
per un nuovo modello di adozione
della tecnologia per modernizzare
la mobilità e aumentare la competitività.
Microsoft 365 Copilot
e formazione sull’IA
Sulla base dell’accordo, il Gruppo
FS metterà a disposizione di oltre
50mila dipendenti Microsoft 365
Copilot, l’assistente di produttività
basato sull’AI di Microsoft. L’accordo
comprende, inoltre, programmi
dedicati di formazione e potenziamento
delle competenze, volti
ad assicurare che l’AI diventi un
supporto concreto al lavoro quotidiano
e un catalizzatore per l’evoluzione
culturale.
Microsoft 365 Copilot sarà l’interfaccia
per i dipendenti del Gruppo
FS per accedere ad agenti AI che
li aiuteranno a fornire servizi innovativi,
migliorando la qualità della
vita di milioni di utenti ogni giorno.
Gli agenti aiuteranno il Gruppo FS
ad avere un controllo più efficace
sui propri servizi, in modo da poter
garantire un servizio migliore
Le considerazioni
«La collaborazione con Microsoft
rappresenta un ulteriore passo
nella strategia di trasformazione
del Gruppo FS», ha dichiarato
Stefano Antonio Donnarumma,
Amministratore Delegato e Direttore
Generale del Gruppo FS.
«L’intelligenza Artificiale ci permette
di innovare i processi, valorizzare
le competenze e contribuire
a una mobilità sempre più
attenta alle persone. È anche
un’occasione per far crescere i
nostri dipendenti, accompagnandoli
in un percorso di evoluzione
professionale e culturale che
mette la conoscenza e le nuove
tecnologie al servizio dello sviluppo
del Paese».
FSITALIANE.IT
Working width W2
Opening of the single module
in 2 minutes
Quick installation
Pre-assembled modules
Tested according to EN1317-2
CE Certificate
Transition to steel and concrete
barriers
JOIN US AT
TO DISCOVER
OUR LATEST SOLUTIONS
Attualità
smaroadsafety.com
Booth 08.332
Booth 01.269
16 12/2025 leStrade
otiziario
Anas, l’Italia che si muove.
Un indicatore economico rilevante
Dopo un’estate caratterizzata da
milioni di spostamenti lungo le arterie
autostradali e stradali del Paese,
l’autunno 2025 ha continuato
a registrare un’elevata mobilità
grazie a weekend soleggiati e alla
crescente abitudine degli italiani a
viaggiare anche in bassa stagione.
Il traffico veicolare in Italia non
è soltanto un fenomeno sociale
e stagionale, ma un indicatore
economico rilevante. Il volume
dei transiti - sia di persone
sia di merci - incide direttamente
sul Prodotto Interno Lordo.
Ogni movimento genera valore:
dai carburanti ai pedaggi, dalla
ristorazione ai pernottamenti,
dal commercio al turismo. Senza
dimenticare la componente fondamentale
del trasporto merci,
asse portante della logistica nazionale.
Analizzando i dati relativi al traffico
dei mezzi pesanti, nel terzo trimestre
dell’anno si nota un flusso
inferiore nei mesi di luglio ed
agosto con un’impennata a settembre,
quando la circolazione
dei mezzi pesanti è aumentata
del 5% rispetto al 2024. Se osserviamo,
invece, il traffico di tutti
i mezzi in circolazione sulle Statali,
ci rendiamo conto che la flessione
negativa non c’è stata, sintomo
di un Italia in movimento per
turismo.
L’Osservatorio del traffico
Anas
Ad agosto e settembre l’Osservatorio
del traffico Anas ha rilevato
un aumento significativo rispetto
agli stessi mesi dell’anno precedente.
Si stima, pertanto, che il
terzo trimestre del 2025, considerate
le ultime notizie, la nota
dell’Istat e le informazioni del
traffico, il PIL avrà una variazione
dello 0,1% rispetto al trimestre
precedente e 0,7 % in termini
tendenziali.
Va sottolineato che l’Istat prevede
una crescita del PIL dello 0,5%
nel 2025.
Un’Italia che si muove
è un’Italia che produce
Lo spostamento di beni lungo
l’asse nord-sud, la distribuzione
capillare nei centri urbani, la logistica
legata all’e-commerce e
all’industria alimentare sono tutti
elementi che si riflettono nella
crescita economica. Ma perché
questo motore continui a girare
serve un’infrastruttura solida,
moderna, sostenibile. Investire
nella manutenzione delle strade,
nell’ampliamento della rete viaria
e nel monitoraggio intelligente
del traffico significa alimentare
il progresso. La sfida è ridurre la
congestione, migliorare la sicurezza
e abbattere l’impatto ambientale,
per far sì che ogni viaggio
- sia per vacanza o per lavoro
- sia anche un tassello dello sviluppo
economico del Paese.
In questo contesto il Sud può diventare
centrale nei percorsi di
sviluppo del sistema economico
e sociale del Paese? Sicuramente
si, soprattutto se guardiamo
alla crescita e allo sviluppo delle
infrastrutture stradali e alle innovazioni
tecnologiche che le renderanno
ancora più sicure e futuristiche.
E se parliamo di Sud non
possiamo non parlare della Sicilia
che, in vista dell’avvio dei lavori
del nuovo ponte sullo Stretto,
potrebbe rappresentare un nuovo
motore di ripresa e di sviluppo
della nostra Italia.
Riduzione del
90% al 2040
Dallo scorso 13 novembre,
il Parlamento europeo ha
la sua posizione sulla proposta
della Commissione di
modifica della legge europea
sul clima per stabilire
un nuovo obiettivo intermedio
e vincolante di riduzione
netta delle emissioni
di gas a effetto serra del
90% entro il 2040 rispetto
ai livelli del 1990.
I deputati concordano con
la proposta della Commissione
di introdurre nuove
flessibilità per il raggiungimento
degli obiettivi ambientali.
Dal 2036, sarebbe possibile
coprire fino a cinque
punti percentuali dell’obiettivo
di riduzione delle
emissioni nette dell’UE per
il 2040 attraverso crediti
di carbonio internazionali
di alta qualità provenienti
da paesi partner.
La Commissione aveva
proposto un massino di tre
punti percentuali.
Il Parlamento sostiene anche
la proposta di rinviare
di un anno, dal 2027 al
2028, l’introduzione del
nuovo sistema di scambio
delle quote d’emissione
ETS2, che coprirà le emissioni
di CO 2
derivanti dalla
combustione di carburanti
negli edifici e nei trasporti
stradali.
I deputati chiedono anche
alla Commissione di valutare
i progressi verso gli
obiettivi intermedi ogni
due anni, tenendo conto
dei dati scientifici più recenti,
degli sviluppi tecnologici
e della competitività
internazionale dell’UE.
“Il viaggio e il mediterraneo”
È stato presentato “Il viaggio e il
mediterraneo”, progetto per la realizzazione
di un’opera musiva nel
nuovo Terminal Crociere di Porto
Corsini, Ravenna, architettura di
Alfonso Femia/Atelier(s) Alfonso
Femia in collaborazione con il paesaggista
Michelangelo Pugliese.
Alfonso Femia descrive l’edificio
non soltanto come un’infrastruttura,
ma anche come un racconto
della città e del suo territorio nel
linguaggio dell’architettura e della
decorazione. Da qui l’idea della
realizzazione di un’opera musiva
quale elemento identitario di Ravenna,
inserito nella hall principale
del terminal, dove potrà essere
ammirata non solo dai viaggiatori
del mare, ma anche dai turisti e
dall’intera comunità.
La commissione composta per
l’occasione ha individuato quattro
artisti del territorio: Dusciana
Bravura, CaCO3, Nicola Montalbini
e Sergio Policicchio, che presenteranno
una proposta ciascuno
per i 25 metri quadrati di parete
a disposizione. A gennaio 2026
l’annuncio dell’opera selezionata,
che, insieme ai richiami delle facciate
del terminal, reinterpreterà
in chiave contemporanea l’identità
bizantina e la tradizione musiva.
L’iniziativa è promossa da RCCP,
finanziata da CTI e patrocinata dal
Comune di Ravenna, dalla Regione
Emilia-Romagna e dall’Autorità
di Sistema Portuale del Mare
Adriatico centro settentrionale, in
collaborazione con l’Accademia di
C
Belle Arti e Ravenna Festival.
M
Y
CM
MY
CY
CMY
K
Italia, il rischio
idrogeologico
«L’Ispra ha indicato nel suo rapporto
del 2024 che il 94,5% del
totale dei comuni del territorio nazionale
sono esposti a rischio idrogeologico
per frane e alluvioni valanghe
o erosione costiera». Così
Fabio Ciciliano, Capo Dipartimento
della Protezione Civile.
«Il 19,2% del territorio nazionale
- ha detto Ciciliano - è classificato
a maggiore pericolosità per frane
e alluvioni. Circa 1,3 milioni di
abitanti sono a rischio frane e quasi
sette milioni sono a rischio alluvioni
nello scenario a pericolosità
idraulica media. Il territorio nazionale
è stato diviso in quattro zone
sismiche dalla uno alla quattro, in
senso decrescente per quanto riguarda
il rischio a cui è esposto».
EP104X126mm_2018.pdf 1 28/09/18 18:30
Sigillatrici
stradali
Sealant melters / Fondoirs a mastic
- ha spiegato ancora il Capo Dipartimento
della Protezione Civile
-. Ebbene, risulta che il 47,3%
degli oltre 12 milioni di edifici re”.
Il consumo di suolo: «La percentuale
di suolo consumato a livello
nazionale è aumentata, dal 2006
al 2024, dal 6,73% al 7,17%.
Svariati ettari di terreno che vengono
sottratti alla normale vita di
un territorio sostituiti da cementificazione
che determina quella che
è l’impermeabilizzazione, rendendo
più facile l’aumento della vulnerabilità
del territorio in caso di
eventi estremi».
Via Buscate 6 - 20020 Magnago (MI) Italy
www.eliaperoni.it e-mail: info@eliaperoni.it
Tel. +39 0331 658090 - Fax. +39 0331 306430
Attualità
18 12/2025 leStrade
leStrade 12/2025 19
otiziario
Ansfisa, conoscenza, supervisione, sicurezza
La giornata Ansfisa “Conoscenza,
Supervisione e Sicurezza” si è
svolta, lo scorso 13 novembre, nella
cornice dell’Unione Industriali di
Napoli, un appuntamento che ha riunito
istituzioni, gestori e comunità
tecnica per mettere a fuoco due
fronti complementari: prevenzione
del dissesto idrogeologico e riduzione
degli impatti sulla mobilità,
da un lato; funzioni di autorizzazione,
vigilanza e controllo esercitate
dall’Agenzia, dall’altro. Il percorso
ha proposto, inoltre, l’anteprima
del Libro Bianco su dissesto idrogeologico
e infrastrutture di trasporto,
uno studio multidisciplinare e approfondito
con evidenze e indirizzi
per integrare la gestione del rischio
nelle scelte di pianificazione
e manutenzione. Ad aprire i lavori
Alessandro Morelli, Sottosegretario
alla Presidenza del Consiglio, che
da sempre ha sostenuto l’importanza
del ruolo di Ansfisa nel comparto
delle infrastrutture in generale,
e nei confronti della sicurezza
in particolare. Nel suo messaggio,
il Viceministro delle Infrastrutture
e dei Trasporti Edoardo Rixi, ha invece
ribadito la centralità della manutenzione
programmata e della
certezza delle responsabilità lungo
l’intera filiera, con uno sguardo alle
priorità operative condivise tra Governo,
Agenzia e gestori.
La giornata
I lavori della giornata hanno proposto
un dialogo serrato tra i principali
operatori nazionali e le strutture
dell’Agenzia su monitoraggio,
priorità manutentive e criteri omogenei
di valutazione. Dalle esperienze
presentate da Autostrade
per l’Italia, Anas e Rfi insieme
ai contributi di Italferr, Autostrada
del Brennero, RemTech Expo e
CTS Infratech/Ischia, Gruppo Fininc,
sono emersi strumenti e pratiche
per rendere più prevedibili
gli effetti degli eventi meteo-climatici
estremi e più tempestive le
risposte dei gestori, con particolare
attenzione alle interazioni tra
reti viarie e ferroviarie, nodi urbani
e aree interne.
Nel pomeriggio il focus si è spostato
sui processi: dal quadro autorizzativo
alle attività di vigilanza
e controllo, fino al confronto
conclusivo tra autorità giudiziaria
e mondo tecnico sui profili di
responsabilità amministrativa e
penale. Sul tavolo il tema molto
complesso di contemperare esigenze
di sicurezza con quelle di
continuità dei servizi pubblici, attraverso
una visione d’insieme
proporzionata ed equilibrata.
A tirare le fila dei lavori, il Direttore
di Ansfisa, Domenico Capomolla,
che nel suo intervento ha
sottolineato il ruolo dell’approccio
metodologico basato su conoscenza,
supervisione e azioni
concrete che sostengano il passaggio
dalla prevenzione dichiarata
alla prevenzione praticata:
«Abbiamo portato a livelli più elevati
il sistema dei controlli su reti
e gestori, affiancando con continuità
il Ministero nelle scelte e
nelle verifiche. Ora è il momento
di rendere la nostra struttura ancora
più funzionale e incisiva: per
questo abbiamo avanzato una
proposta di modifica normativa,
che confidiamo venga approvata
per consentirci di accelerare
processi, chiarire responsabilità
e dare risposte più rapide ai territori.
La giornata di oggi serve
proprio a questo: mettere a fuoco
i compiti esatti della struttura,
condividere ciò che funziona e individuare
le aree di miglioramento,
così da trasformare la prevenzione
in prassi misurabile».
ANSFISA.GOV.IT
L’Atlante
di Archeolog
Il Gruppo FS attraverso l’ente Archeolog
e in collaborazione con
le Soprintendenze territoriali, da
anni si occupa di salvaguardare
e valorizzare i reperti archeologici
che emergono durante la realizzazione
delle infrastrutture ferroviarie
e stradali. Per raccogliere
le scoperte più significative è stato
realizzato l’Atlante dei ritrovamenti
archeologici lungo tracciati
ferroviari e stradali, uno strumento
che censisce i reperti attraverso
schede suddivise per aree geografiche,
corredate da testi descrittivi
e immagini. Con Archeolog,
ente del Terzo settore del Gruppo
FS, del quale fanno parte RFI,
Italferr, Anas e Quadrilatero Marche
e Umbria, in sinergia con le
Soprintendenze del Ministero della
Cultura, il Gruppo FS contribuisce
al restauro e alla valorizzazione
dei preziosi reperti archeologici
rinvenuti.
Attualità
20 12/2025 leStrade
otiziario
Anie Assifer, servono certezze
oltre la scadenza del Pnrr
Michele Viale, Presidente di Anie
Assifer.
In un momento decisivo per il futuro
delle infrastrutture italiane, Anie
Assifer - l’associazione che in Anie
Confindustria rappresenta le tecnologie
per il settore ferroviario -
lancia un appello al Governo: è necessario
prorogare il meccanismo
di aggiornamento prezzi introdotto
con il Decreto Aiuti (DL 50/2022)
e costruire una visione industriale
oltre la scadenza del Pnrr.
Negli ultimi anni, il settore ferroviario
ha vissuto una fase di forte
crescita, favorita dagli investimenti
del Piano Nazionale di
Ripresa e Resilienza. Il fatturato
complessivo è passato da quattro
miliardi di euro del 2021 a oltre
7,1 miliardi nel 2024, con un
incremento superiore al 70% rispetto
ai livelli pre-pandemia. Le
aziende italiane sono oggi operative
in oltre 1.000 cantieri sul territorio
nazionale, molti dei quali
dedicati alla digitalizzazione e
all’ammodernamento della rete.
L’impatto occupazionale è altrettanto
rilevante: nel 2024 gli addetti
del settore hanno superato
quota 22.000 (+ 20% rispetto
al 2022), con nuove opportunità
per ingegneri, tecnici specializzati
e professionisti della mobilità sostenibile.
Un patrimonio di competenze
che rischia di essere disperso
senza adeguate garanzie
normative e continuità negli investimenti.
C’è un rischio concreto
Dietri i numeri positivi c’è, però,
un rischio concreto: senza la proroga
del meccanismo di aggiornamento
prezzi, già prevista per il
2025, i rincari di energia e materie
prime potrebbero compromettere
la sostenibilità economica delle
commesse in corso, molte delle
quali avviate prima dell’introduzione
delle clausole di revisione.
Un blocco dei lavori metterebbe a
rischio l’attuazione di opere strategiche
per il Paese e l’equilibrio
della filiera industriale.
Per queste ragioni, la proroga del
Decreto Aiuti almeno anche per il
2026 - e auspicabilmente anche
oltre - rappresenta una misura
indispensabile per il comparto. Il
decreto, fin dalla sua introduzione,
è stato pensato per consentire
alle imprese di fronteggiare
aumenti eccezionali dei costi
nei contratti pluriennali privi di
meccanismi di adeguamento dei
prezzi. La sua estensione permetterebbe
di assorbire parte degli incrementi
e garantire la prosecuzione
delle opere strategiche per
la mobilità del Paese, salvaguardando
al tempo stesso occupazione
e stabilità economica.
Il Pnrr terminerà nel giugno 2026:
per Anie Assfifer, tale data non
può rappresentare un punto d’arrivo,
ma un nuovo inizio. Servono
certezze normative e una pianificazione
a lungo termine per non
disperdere il patrimonio di competenze
e occupazione costruito
grazie al Pnrr. L’industria ferroviaria
italiana si conferma una
delle eccellenze europee: pioniera
nell’adozione dell’ERTMS - sistema
di gestione del traffico ferroviario
unificato - e protagonista
nello sviluppo di treni ad alta velocità
e a zero emissioni, con soluzioni
a idrogeno e batteria progettate
e realizzate in Italia.
Le imprese italiane del settore
hanno inoltre rafforzato la loro
presenza in grandi progetti europei,
confermandosi protagoniste
dell’innovazione ferroviaria a livello
continentale. Investire nel ferroviario
significa investire in un futuro
più verde, digitale e interconnesso.
Anie Assifer auspica che Governo
e Parlamento recepiscano al più
presto le istanze del settore, dando
continuità agli strumenti introdotti
dal Decreto Aiuti e definendo
una politica industriale stabile
e di lungo periodo per il comparto
ferroviario.
ASSIFER.ANIE.IT
WeepHoles
Dove l’acqua trova la
sua via sicura
Il Sistema WeepHoles
è la nuova frontiera del drenaggio stradale:
fori integrati e calibrati alla quota ottimale
dello strato drenante, per garantirne efficienza,
durata e sicurezza.
A35 Brebemi, pronta per il flusso
Milano-Nord Est delle Olimpiadi
Anche in vista dell’arrivo in Italia
delle delegazioni e degli atleti
previsti con l’inizio del nuovo
anno, A35 Brebemi, parte del
gruppo internazionale Aleatica,
conferma il proprio ruolo di direttrice
strategica tra Milano, in
particolare dall’hub di Linate, e
il Nord-Est. Modernità dell’infrastruttura,
tempi di percorrenza
certi e standard di sicurezza elevati
rendono la direttissima Milano-Brescia
uno dei percorsi più
affidabili verso le aree interessate
dall’evento internazionale di
febbraio 2026.
Attualità
La sicurezza è al centro della
mission della concessionaria e
deriva da un modello integrato
che combina tecnologie avanzate
e formazione continua. Gli ausiliari
alla viabilità di Argentea, società
operativa della tratta, sono
infatti formati anche tramite sessioni
immersive in realtà virtuale
che simulano scenari complessi
in un ambiente protetto, migliorando
rapidità ed efficacia degli
interventi. A questi si affiancano
mezzi di ultima generazione
e il collegamento diretto con una
delle Control Room più avanzate
d’Italia, attiva 24/7 e dotata
di una vasta rete di telecamere
in grado di attivare immediatamente
squadre operative e forze
dell’ordine.
A potenziamento del sistema è
stato introdotto, da alcuni mesi,
il monitoraggio tramite droni.
Inoltre “cani robotizzati” vengono
impiegati per ispezionare
aree difficilmente raggiungibili
dall’uomo, come gli spazi interni
dei cassoni dei viadotti, per
le attività di manutenzione. Questo
approccio ha ottenuto riconoscimenti
anche a livello internazionale:
A35 Brebemi è infatti la
prima autostrada italiana certificata
iRAP con quattro stelle su
tutta la tratta.
BREBEMI.IT
WeepHoles
La quota perfetta del drenaggio
22 12/2025 leStrade
otiziario
Linea metropolitana C di Roma,
avviata una nuova macrofase
Dallo scorso 16 novembre, il cantiere
per la realizzazione della Stazione
Venezia della Linea C della
Metropolitana di Roma è entrato in
una nuova macrofase. Completate
le attività della prima macrofase,
che hanno interessato la realizzazione
dei diaframmi, dello scavo
archeologico e del solaio di copertura,
si è avviata la fase di completamento
della scatola di stazione e
delle opere connesse. L’intervento,
affidato al consorzio Metro C,
guidato da Webuild e Vianini Lavori,
su incarico di Roma Metropolitane
per conto di Roma Capitale,
rappresenta uno dei progetti più
complessi e strategici realizzati nel
cuore storico della città.
I lavori della prima macrofase, avviati
nel giugno 2023 con lo spostamento
dei sottoservizi e le attività
di salvaguardia del patrimonio
artistico e monumentale, hanno
registrato numeri importanti.
Sono stati realizzati 124 diaframmi
(91 definitivi e 33 cross wall)
con profondità fino a 85 metri e
spessore di 1,5 metri, in aggiunta
ai 18 diaframmi realizzati per
il pozzo dei Vigili del Fuoco in Via
dei Fori Imperiali. Sono stati movimentati
35.000 metri cubi di scavo,
impiegati 35.000 metri cubi di
calcestruzzo e 4.700 tonnellate di
acciaio.
Per garantire la tutela del patrimonio
storico e monumentale in
superficie, sono stati installati oltre
1.500 strumenti di monitoraggio
su chiese e edifici storici, inclusi
la Basilica Ulpia, il Foro di Traiano
e Palazzo Bonaparte. Lo scavo archeologico,
avviato a maggio 2025
sotto la direzione della Soprintendenza
Speciale di Roma, ha riportato
alla luce strutture di epoca romana
e medievale, tra cui tracce
medievali dell’antica via Flaminia
e complessi abitativi riconducibili
alle “insulae” romane.
Ora il cantiere entra nel vivo
Si procederà al consolidamento dei
terreni, alla chiusura della scatola
di stazione con i diaframmi mancanti,
alla deviazione ulteriori dei
sottoservizi e a un nuovo scavo archeologico
fino a cinque metri di
profondità. In parallelo sarà completato
il pozzo di servizio per i Vigili
del Fuoco lungo via dei Fori Imperiali.
Per la Linea C, Webuild ha realizzato
le nuove archeo-stazioni Porta
Metronia e Colosseo-Fori Imperiali,
la cui apertura al pubblico è prevista
a dicembre. L’intera Linea C,
una volta completata, si estenderà
per 29 chilometri con 31 stazioni
(includendo la futura tratta T1 in
fase di progettazione). Con il consorzio
Metro C, oltre che su stazione
Venezia, Webuild è attualmente
impegnata anche nella realizzazione
della Tratta T2, lunga circa
quattro chilometri, che collegherà
la stazione Venezia a Clodio/Mazzini,
passando sotto il Tevere. Su
questa tratta, sono previste quattro
nuove stazioni: Chiesa Nuova,
San Pietro, Ottaviano (con interconnessione
alla Linea A) e Clodio/
Mazzini. Le stazioni Chiesa Nuova
e San Pietro saranno delle archeo-stazioni
pensate per valorizzare
il patrimonio storico e integrarsi
con il tessuto urbano.
WEBUILDGROUP.COM
VIANINILAVORI.IT
Stantec e il Phytocapping
a Falconara Marittima
Nell’area inclusa nel Sito di Interesse
Nazionale (SIN) di Falconara
Marittima (AN), nel sito
ex-Montedison, la contaminazione
da metalli pesanti nei terreni
ha richiesto un intervento
mirato per il controllo delle acque
di infiltrazione. In partnership
con Immobiliare del Poggio
S.r.l., Stantec Italia ha sviluppato
una soluzione adottando la natura
come tecnologia in una visione
sostenibile. Sfruttando le
proprietà di regolazione delle acque
della vegetazione, il progetto
include una copertura vegetale
(phytocapping) come naturale
barriera per contenere la migrazione
dei contaminanti, ridurre
l’infiltrazione delle acque meteoriche.
La risoluzione di una problematica
ambientale attraverso
un ecosistema naturale potrà
quindi restituire valore ecologico
e sociale a un’area industriale dismessa
costiera
Il progetto è stato sviluppato selezionando
specie erbacee, arbustive
e arboree, concepite per favorire
l’evapotraspirazione, il controllo
idraulico del sito e la stabilizzazione
nel tempo dei terreni. Il sistema
include lisimetri, piezometri e
una stazione meteorologica per
monitorare l’efficacia della copertura
e l’interazione con il ciclo idrico
sotterraneo.
Nel complesso l’area rinaturalizzata,
oltre a controllare l’infiltrazione
delle acque, offrirà anche
diversi servizi ecosistemici contribuendo
attivamente all’aumento
della biodiversità attraverso la
creazione di nuovi habitat per impollinatori,
avifauna e piccoli vertebrati,
producendo al contempo
un miglioramento paesaggistico e
una maggiore integrazione dell’area
costiera e nel contesto circostante.
Questo intervento basato
sull’impiego della natura come
tecnologia rappresenta un esempio
concreto di Soluzione Basata
sulla Natura (Nature-based Solution,
NBS), un approccio ormai riconosciuto
a livello europeo come
strumento chiave per il miglioramento
della resilienza climatica e
la rigenerazione degli ecosistemi
degradati.
Cresce il mercato delle NBS
in Italia
Il VI Rapporto sullo stato del capitale
naturale in Italia del Ministero
dell’Ambiente e della Sicurezza
Energetica segnala che
gran parte dei progetti ancora si
basa su fondi pubblici, ma cresce
l’interesse privato grazie agli
strumenti ESG e alla Tassonomia
UE. Nel nostro Paese, programmi
come BioClima in Lombardia
- con 3,5 milioni di euro di stanziamento
regionale e oltre cinque
milioni complessivi aggregati
- mostrano come i partenariati
pubblico-privati possano attivare
investimenti concreti in natura.
Inoltre, il report “Biodiversity and
the private sector in Italy” riporta
che oltre la metà delle aziende
italiane intervistate sta già investendo
in progetti di NBS o in partenariati
sulla biodiversità.
Le NBS sono già testate anche
dalle istituzioni regionali nelle
Marche: la Regione partecipa
al progetto europeo Life Co2rk,
che punta a valorizzare la gestione
forestale come strumento
di compensazione delle emissioni.
In collaborazione con partner
di Spagna, Portogallo e con l’Università
Politecnica delle Marche,
la Regione svilupperà azioni pilota
nei boschi di faggio e sistemi digitali
per monitorare i flussi di carbonio.
L’iniziativa promuove l’uso
delle soluzioni basate sulla natura
(NBS) nel contesto dei mercati
del carbonio, coinvolgendo imprese
e cittadini in pratiche di compensazione
e tutela del patrimonio
naturale.
STANTEC.COM
Attualità
24 12/2025 leStrade
leStrade 12/2025 25
otiziario
Due nomine strategiche per Officine Maccaferri
Luca Palma, chief sustainability officer di Officine Maccaferri.
Officine Maccaferri, platform company
di Ambienta SGR S.p.A., ha
annunciato due nuove nomine
strategiche con l’obiettivo di rafforzare
ulteriormente il team del
Gruppo: Luca Palma entra in qualità
di Chief Sustainability Officer,
mentre Samuele Airaghi assume il
ruolo di Direttore Generale e Tecnico
Business Tunnelling.
Le due nomine confermano l’impegno
di Officine Maccaferri nel
potenziare aree chiave per la crescita
futura: il consolidamento
della strategia di sostenibilità a
livello globale e l’espansione del
business legato alle infrastrutture
sotterranee, in linea con i valori e
la visione del Gruppo.
Luca Palma
Con oltre diciotto anni di esperienza,
di cui più di dodici nel campo
della sostenibilità e della responsabilità
sociale d’impresa, Luca
Palma ha maturato competenze
specifiche nello sviluppo di strategie
ESG, nella rendicontazione
secondo gli standard internazionali
e nella realizzazione di progetti
di economia circolare per
grandi realtà industriali. In precedenza,
ha ricoperto ruoli di vertice
in Tecno Group, V-Finance e ARB
S.p.A., dove ha guidato team dedicati
all’innovazione sostenibile
e alla definizione di sistemi di rating
ESG. È docente presso la Bologna
Business School, Ecovadis
Approved Consultant e GRI Certified
Trainer.
Nel suo nuovo ruolo, Palma sarà
responsabile della definizione e
dell’attuazione della strategia di
sostenibilità del Gruppo, integrandola
nel piano industriale e assicurando
la conformità ai principali
standard ESG internazionali. Coordinerà
inoltre le attività di reporting
e stakeholder engagement,
promuovendo progetti di innovazione,
decarbonizzazione ed economia
circolare a supporto della
trasformazione sostenibile di Officine
Maccaferri.
Samuele Airaghi
Con oltre vent’anni di esperienza
nella progettazione e nella gestione
di grandi opere infrastrutturali
Samuele Airaghi, direttore generale e tecnico business.
in Italia e nel mondo, Samuele Airaghi
seguirà lo sviluppo del segmento
Tunnelling di Officine Maccaferri,
un’area strategica per il
futuro del Gruppo e per l’evoluzione
del settore delle costruzioni
sostenibili. Laureato in Architettura
al Politecnico di Milano, ha ricoperto
ruoli di crescente responsabilità
in realtà di primo piano come
Amplia Infrastructures, NET Engineering
e Geodata, maturando
un ricco bagaglio di competenze
in ambiti complessi di ingegneria
sotterranea, project management
e value engineering.
Airaghi si occuperà del consolidamento
e dello sviluppo dell’offerta
dell’azienda per le opere in
sotterraneo, con un focus su innovazione
tecnologica, sicurezza
e sostenibilità delle soluzioni e si
occuperà delle attività operative di
CP Technology, un’eccellenza italiana
nell’automazione robotica e
nelle tecnologie per la realizzazione
di infrastrutture sotterranee,
acquisita da Officine Maccaferri a
luglio 2025.
MACCAFERRI.COM
La smart
road più
lunga d’Italia
Un continuo dialogo tra i
sensori installati sui semafori
e i mezzi pubblici
che percorrono la circolare
90-91, a Milano, per creare
un’onda verde semaforica
che consenta al filobus
di attraversare gli incroci
senza fermarsi. È una delle
sperimentazioni che Milano
sta testando grazie ai
sette milioni di euro messi
a disposizione dal Pnrr
attraverso il bando Living
Lab, vinto dall’Amministrazione
comunale.
Il progetto MuoviMI - Monitoraggio
urbano e ottimizzazione
per una viabilità
integrata a Milano
- realizzato in collaborazione
con il Politecnico di
Milano, Atm e A2A, è stato
presentato al Forum della
Mobilità nel corso del convengo
“MaaS4Italy: mobilità
futura e sfide attuali tra
innovazione, regolamentazione
e privacy”.
L’obiettivo è quello di completare
entro il 2026 il perimetro
della ‘smart road’
più lunga d’Italia: 40 chilometri
lungo la circonvallazione
esterna di Milano.
Attualmente sono
già stati installati 67 sensori
su 23 semafori presenti
lungo circa cinque
chilometri di tracciato.
Grazie al finanziamento
di Regione Lombardia che
il Comune si è aggiudicato
nell’ambito del Bando
Smart Mobility Data Driven,
sarà possibile completare
l’anello con altri 180
sensori su 35 chilometri.
Classe 14D
INCRUDENTE
IL CALCESTRUZZO COPERTO DA CERTIFICATO DI VALUTAZIONE TECNICA IN
CLASSE 14D INCRUDENTE DESTINATO AD INTERVENTI DI ADEGUAMENTO SISMICO
A SPESSORE SOTTILE IN COMPLETA ASSENZA DI ARMATURE TRADIZIONALI,
COME TUTTE LE NOSTRE PRODUZIONI COPERTE DA POLIZZA ASSICURATIVA GENERALI
Attualità
26 12/2025 leStrade
TEKNA CHEM SPA
WWW.TEKNACHEMGROUP.COM
INFO@TEKNACHEMGROUP.COM
WORLD TOTAL RISK
otiziario
Forum ingegneria 4.0, a Genova,
il 25/26 marzo 2026
La rivista «leStrade» è media
partner della nuova edizione
(la quinta) di Forum Ingegneria
4.0., che, il 25 e 26 marzo
2026, torna a Genova alla Stazione
Marittima Ponte dei Mille.
Due giornate, con più di 500
partecipanti, oltre 70 aziende,
più di 60 talkers, per scoprire
come l’innovazione tecnologica
unisca mare, terra e spazio in un
unico ecosistema interconnesso.
In questa quinta edizione, l’evento
si articolerà in tre grandi
temi, esplorando l’innovazione
e l’ingegneria a 360 gradi:
• Terra - smart cities, digitalizzazione
industriale, nuovi
materiali, intelligenza artificiale
nell’ambiente costruito
e filiere produttive del futuro.
• Mare - portualità, logistica,
energie rinnovabili, sinergie
tecnologiche nella nautica
d’élite e ingegneria ambientale.
• Spazio - satelliti, osservazione
terrestre, applicazioni aerospaziali,
la roadmap per le
sfide ingegneristiche future
e infrastrutture per i viaggi
spaziali.
Un programma ricco di
interventi e Ospiti speciali
Tra i protagonisti di questa
edizione troviamo Franco Malerba,
primo astronauta italiano;
Massimo Comparini,
di Leonardo; Gilberto Nobili,
di Luna Rossa; Alfonso Oliva,
di Nvidia; Anna Amati, di Eureka!
Venture; Costanzo Graffi,
di Aecom. Accanto a loro,
startup come Loki, Caracol,
Novac e Phononic Vibes, che
presenteranno soluzioni che
vanno dai supercondensatori
strutturali alla manifattura
robotizzata, dai metamateriali
acustici ai sistemi intelligenti
per il monitoraggio infrastrutturale.
Forum ingegneria 4.0 è il catalizzatore
di idee, visioni e ispirazioni
che prende forma in un
evento annuale d’eccellenza.
L’evento è pensato per professionisti
del settore Ingegneria
che vogliono esplorare esperienze
e nuovi strumenti per
comprendere tecnologie emergenti,
mappare applicazioni in
settori adiacenti al proprio, accedere
a reti di competenze
complementari.
Per tutte le informazioni sulla
quinta edizione di Forum Ingegneria
4.0. consulta il QR code.
Convegni
28 12/2025 leStrade
Agenda
DICEMBRE 2025
Sustainability Forum 2025
15 dicembre
Roma
asecap.com
FEBBRAIO 2026
Convegno “Ricerca
e innovazione per lo sviluppo
di opere di ingegneria
in sotterraneo”
26 febbraio
Facoltà di Ingegneria Civile
e Industriale, Sapienza,
Università di Roma
Roma
ing.uniromal.it geeg.it
MARZO 2026
ConExpo-Con/Agg
3 - 7 marzo
Las Vegas (Stati Uniti)
conexpoconagg.com
Intertraffic
10 - 13 marzo
Amsterdam
intertraffic.com
Forum Ingegneria 4.0
25 - 26 marzo
Genova
forumingegneria.it
MAGGIO 2026
SaMoTer
6 - 9 maggio
Verona
samoter.it
The Ita World Tunnel
Congress 2026
15 - 21 maggio
Montréal (Canada)
wtc2026.ca
Asecap Days 2026
27 - 29 maggio
Bratislava (Slovacchia)
asecapdays.org
FORUM INGEGNERIA 4.0
forumingegneria.it
Il 25 e 26 marzo 2026 torna a Genova
alla Stazione Marittima Ponte dei
Mille la nuova edizione di Forum Ingegneria
4.0. Due giornate per scoprire
come l’innovazione tecnologica
unisca mare, terra e spazio in un unico
ecosistema interconnesso.
In questa quinta edizione, l'evento si
articolerà in tre grandi temi, esplorando
l'innovazione e l'ingegneria a
360 gradi:
• Terra - smart cities, digitalizzazione
industriale, nuovi materiali, intelligenza
artificiale nell'ambiente costruito
e filiere produttive del futuro.
• Mare - portualità, logistica, energie
rinnovabili, sinergie tecnologiche
nella nautica d'élite e ingegneria ambientale.
• Spazio - satelliti, osservazione terrestre,
applicazioni aerospaziali, la
roadmap per le sfide ingegneristiche
future e infrastrutture per i viaggi
spaziali.
Forum ingegneria 4.0 è il catalizzatore
di idee, visioni e ispirazioni che prende
forma in un evento annuale d’eccellenza.
L'evento è pensato per professionisti
del settore Ingegneria che vogliono
esplorare esperienze e nuovi strumenti
per comprendere tecnologie emergenti,
mappare applicazioni in settori adiacenti
al proprio, accedere a reti di
competenze complementari.
leStrade
Aeroporti Autostrade Ferrovie
INFRASTRUTTURE&MOBILITÀ
n Il Giubileo di Anas: il secondo
di tre articoli che racconta il sostenuto
impegno di Anas per il Giubileo,
con la voce dei protagonisti.
n In 3TI dal 2000, con passione,
dedizione e risaltante competenza.
n Dicembre 1870/2025: il traforo
ferroviario del Frejus celebra 155 anni.
n Nuove applicazioni dell’interferometria
satellitare. Case History della Galleria
di Base del Brennero in riferimento al
sottoattraversamento della Val di Vizze.
Convegni, Corsi, Eventi 2025
30 12/2025 leStrade
Il Giubileo di Anas
(parte seconda)
Proponiamo iI secondo di tre articoli (il primo è apparso sul numero di novembre 2025
di «leStrade» e il terzo, e conclusivo, sarà sul numero di gennaio-febbraio 2026)
che racconta il sostenuto impegno di Anas per il Giubileo, con la voce dei protagonisti
Nel numero di novembre 2025 di «leStrade» abbiamo
riportato le riflessioni dell’ing. Alessandro
Malizia, Responsabile della struttura Giubileo
di Anas, che ci ha favorito uno sguardo d’insieme
sul vasto programma di interventi di Anas,
per poi proseguire con le considerazioni dei direttori
dei lavori per uno spunto supplementare
sulle tecniche e sulle tecnologie utilizzate
puntualmente in ogni cantiere: una collaudata
pratica che si accompagna a un proliferare
di sperimentazioni. Riprendiamo qui lo sviluppo
del discorso con le valutazioni dell’ing. Sara
Fadlun, direttore lavori dell’intervento del prolungamento
del sottovia Lungotevere in Sassia
a piazza Pia e responsabile delle opere puntuali
per la struttura del Giubileo.
Un’opera di ingegneria complessa, per creare
un unico spazio pedonale, ma non solo
questo: cos’è l’intervento del sottovia Lungotevere
in Sassia?
L’intervento del sottovia Lungotevere in Sassia
- come diceva l’ingegnere Malizia - ha avuto lo
scopo di pedonalizzare piazza Pia, e, pertanto,
di rinforzare l’asse tra Castel Sant’Angelo e
San Pietro attraverso il completo interramento
della viabilità esistente. L’intervento è durato
490 giorni per un investimento totale di circa
90 milioni di euro. I lavori sono stati consegnati
ad agosto 2023 e sono stati ultimati il 23 dicembre
2024, cioè in tempo per l’apertura della
Porta Santa, che ha comportato l’arrivo dei
pellegrini proprio lì sulla piazza.
Fabrizio Parati
L’ing. Sara Fadlun, direttore
lavori dell’intervento del
prolungamento del sottovia
Lungotevere in Sassia
a piazza Pia e responsabile
delle opere puntuali
per la struttura del Giubileo.
Domanda di prassi: avete riscontrato singolari
criticità in quel cantiere?
Le criticità note all’avvio dei lavori: la presenza
di un’interferenza idraulica data da due collettori
fognari del 1870, tra i più grandi della capitale,
che intralciavano il tracciato del nuovo sottopasso,
e l’unicità del contesto in cui abbiamo
operato. Un’area delicatissima, perché - come
noto - è ricca di straordinari edifici monumentali
per i quali è stato necessario studiare tecnologie
esecutive ad hoc. Ulteriore, ovvia e più
importante problematicità era quella del rispetto
delle tempistiche che ha comportato la necessità
di lavorare h24 in tre turni sette giorni
su sette con 110 maestranze.
Il cantiere è stato suddiviso in tre macro-fasi.
La prima, quella relativa allo spostamento
dell’interferenza idraulica, è durata dalla consegna
dei lavori, ad agosto-settembre, fino ad
aprile 2024. Questa fase ha visto la realizzazione
di un nuovo collettore fognario scatolare - in
adiacenza al sottopasso - che ha dimensioni di
ben sette metri per cinque (quindi quasi quanto
quelle del sottopasso stesso). In esso è stato
possibile fare confluire tutta la portata fognaria
dei due collettori che siamo andati a dismettere
(perché - come dicevamo - interferenti con
il tracciato del sottopasso). L’aspetto da sottolineare
è che, durante tutte le fasi di lavoro, non
abbiamo ovviamente mai potuto interrompere
il servizio fognario, data l’importanza dei collettori.
Per riuscirci è stato necessario installare
undici pompe, che hanno lavorato senza soluzione
di continuità da settembre ad aprile,
in grado di muovere una portata di dieci metri
cubi al secondo. Fino alla realizzazione del
nuovo collettore fognario, queste pompe hanno
sostituito il funzionamento dei due collettori
dismessi. Al termine della realizzazione di questa
prima opera idraulica è stato possibile fare
confluire le portate nel nuovo collettore e farlo
entrare in funzione. A quel punto sono state dismesse
le pompe. Questa è stata la prima fase
e si è conclusa nel 2024.
Infrastrutture&Mobilità
32 12/2025 leStrade
leStrade 12/2025 33
tecnologia ha permesso di ottimizzare i tempi per
garantire il rispetto della scadenza molto stringente.
Per cui contestualmente alla realizzazione del
sottopasso abbiamo iniziato la sistemazione superficiale
della piazza (circa 7.000 metri quadrati
di superficie), che ha visto la posa in opera, con
metodo storico, di circa 500 mila sampietrini, la
realizzazione della gradonata delle Due Fontane,
la riqualificazione del fossato di Castel Sant’Angelo
per dare anche un nuovo spazio verde sia a turisti
sia a cittadini, la nuova illuminazione e le nuove
opere a verde.
Ci racconti la seconda fase
La seconda fase ha interessato la costruzione del
sottopasso. È stato realizzato con tecniche particolari
a partire da quelle impiegate per la realizzazione
delle paratie a sostegno dello scavo. Per
quanto riguarda l’esecuzione dei pali di fondazione
è stato utilizzata la tecnica CAP (Cased Auger
Piles) che, visto che abbiamo realizzato tali pali in
adiacenza agli edifici esistenti, ha garantito il mi-
nimo impatto a livello di vibrazioni e di rumori. Lavorando
in un contesto fortemente urbanizzato
la tecnica del CAP ha garantito l’esecuzione dello
scavo attraverso una doppia rotazione sia della
trivella sia della camicia del palo, per poi realizzare
il getto di calcestruzzo e procedere all’inserimento
della gabbia d’armatura. Tutto questo ha
anche garantito un’ottimizzazione dei tempi con
una riduzione di quasi il 40% rispetto all’impiego
delle tecnologie tradizionali. E sempre in un’ottica
di ottimizzazione delle tempistiche, il sottopasso
è stato scavato con la tecnica del “top-down”,
ossia partendo dalla realizzazione della soletta di
copertura che ha permesso di lavorare contemporaneamente
sia nell’esecuzione dello scavo del
sottopasso sia in superficie, per avviare l’attività
di realizzazione della piazza (cioè la terza macro-fase
del cantiere). Anche l’adozione di questa
Durante l’esecuzione dei lavori è filato tutto
liscio?
Alle criticità note all’inizio dei lavori, di cui abbiamo
parlato sopra, se ne è aggiunta una inattesa
durante l’esecuzione dei lavori: i ritrovamenti
archeologici nelle attività di scavo di realizzazione
della rampa di accesso al sottopasso, vale a
dire già nella seconda fase del cantiere (iniziata
ad aprile). Il sito archeologico rinvenuto comprendeva,
tra le altre cose, una lavanderia romana
del II secolo avanti Cristo. Il ritrovamento
archeologico ha chiaramente comportato una
nuova attività di studio, catalogazione e restauro
dei reperti con l’ingaggio di squadre specialistiche
sia nel settore del restauro sia in quello
archeologico. Abbiamo avuto una fortissima
sinergia con la Soprintendenza, che è stata costantemente
con noi in cantiere per individuare
Infrastrutture&Mobilità
34 12/2025 leStrade
leStrade 12/2025 35
la tecnologia più corretta per rinforzare, restaurare
e delocalizzare le opere rinvenute. Smontate
e trasportate in un sito in cui oggi sono custodite,
le opere saranno poi collocate nell’area
del fossato di Castel Sant’Angelo che abbiamo
riqualificato a verde. In tal modo, l’area acquisterà
un valore aggiunto, perché si avrà così un
museo a cielo aperto.
I ritrovamenti archeologici hanno, come ovvio,
comportato un allungamento dei tempi di lavoro:
lo scavo della rampa, che era previsto che fosse
realizzato in venti giorni, si è protratto per tre
mesi. Tuttavia, il tempo è stato ampiamente recuperato.
Lo testimonia il fatto che il termine ultimo
è stato comunque rispettato.
Il Ponte dell’Industria (Ponte di Ferro)
Costruito in coincidenza con una fase di forte
sviluppo economico della Roma preunitaria, e
commissionato da Pio IX, è stato completato nel
1863. È stato uno dei primi esempi a Roma di
ponte completamente metallico. Nato come viadotto
ferroviario per collegare la linea Roma-Civitavecchia
con il grande scalo merci dell’area
Ostiense, nel 1911 è stato convertito al traffico
veicolare e pedonale. Nel 2021 ha subito un grave
incendio che ha provocato significativi danni
strutturali e l’interruzione del traffico. Dopo mesi
di lavori, è stato stabilizzato e riaperto al traffico
nel 2022. Opera giubilare da 18 milioni di euro,
i lavori sono stati eseguiti da Anas (soggetto attuatore,
in convenzione con Roma Capitale), che
per l’Anno Santo l’ha aperto nuovamente al traffico.
Si sono concluse nella notte del 23 novembre
scorso anche le operazioni di montaggio degli
arconi storici. Gli arconi sono stati completamente
restaurati, mantenendo le unioni chiodate originali
dei primi del Novecento e ricomponendo
uno ad uno gli elementi danneggiati. Il colore
attuale è quello individuato dai saggi stratigrafici
eseguiti durante il restauro. L’intervento di recupero
complessivo dell’opera ci è raccontato da
Giancarlo Linguetta, direttore dei lavori del Ponte
dell’Industria.
Giancarlo Linguetta,
direttore dei lavori del Ponte
dell’Industria.
Le sottostrutture del ponte sono tutt’oggi dei fusti
in ghisa riempiti di conglomerato a base cementizia.
Sorreggevano il vecchio impalcato, che
di fatto era un ponte ad arco a via inferiore realizzato
in acciaio e calcestruzzo. I lavori si sono resi
necessari a valle di un incendio del 2021 e si sono
posti l’ambizioso obiettivo di salvare le sottostrutture,
risalenti all’anno di costruzione (1863), realizzando
un nuovo impalcato in acciaio, più largo,
più sicuro, adeguato alle normative tecniche
strutturali odierne e conforme alle normative sismiche,
e che avesse le stesse forme del vecchio
Ponte dell’Industria.
Ci sono state particolari complessità ingegneristiche?
In quasi tutte le diverse fasi dei lavori abbiamo
dovuto affrontare delle complessità ingegneristiche,
che poi sono state ottimamente risolte con
soluzioni mirate. La prima - come ricordava l’ing.
Malizia - ha riguardato il consolidamento delle
fondazioni: l’impegnativa sfida consisteva nell’installazione
di un nuovo impalcato su sottostrutture
e fondazioni con oltre 150 anni di età. Conciliare
il rispetto degli attuali obblighi normativi con
una struttura del 1863 è stata una sfida pressoché
impressionante. Le indagini conoscitive hanno
evidenziato che le pile del Ponte dell’Industria
poggiavano, di fatto, su quattro elementi (quattro
stuzzicadenti, di fatto) infissi nel Tevere privi
di un vero plinto di fondazione. L’obiettivo è stato
dunque quello di riuscire a costruire ex novo delle
“vere” fondazioni.
La vera complessità ha riguardato la realizzazione
dei nuovi blocchi di fondazione per mezzo
di una particolare tecnologia di jet grouting,
testata per la prima volta a Roma nel campo
prove che abbiamo allestito sulle sponde del
Tevere. Le colonne di jet, normalmente caratterizzate
da diametri di circa un metro o 1,10
metri, sono state in questo caso spinte fino a
due metri (con un valore medio di circa 1,70
metri). Ogni colonna è stata eseguita a partire
da -11 metri dal fondo alveo fino a circa -59
metri di profondità.
Sotto il Ponte dell’Industria si è quindi effettuata
una sostituzione del terreno in sito senza scavi a
cielo aperto e senza deviare il corso del Tevere,
utilizzando una singola asta di perforazione con
foro interno di 30 centimetri. Attraverso l’asportazione
controllata del materiale esistente e l’iniezione
di una boiacca cementizia specifica, è stato
possibile realizzare fondazioni efficienti e conformi
ai requisiti normativi per il Ponte dell’Industria,
colmando l’assenza di fondazioni adeguate nella
struttura originaria.
Ci dia qualche numero in più sull’intervento
Ci siamo spinti - come dicevo prima - fino a -59
metri di profondità (corrispondenti a un palazzo di
Infrastrutture&Mobilità
36 12/2025 leStrade
leStrade 12/2025 37
venti piani circa). Ci siamo serviti di tecniche innovative,
mai prima impiegate. Sono state realizzate
58 colonne di jet grouting: 24 sulle spalle e il
resto in alveo, per una lunghezza totale di circa tre
chilometri (33.000 metri lineari). Se le mettessimo
tutte in fila, avremmo tre chilometri di colonne
in calcestruzzo con diametro medio di un metro
e settanta per un utilizzo di circa cinque milioni
di chilogrammi di cemento iniettati. Le fondazioni
del Ponte dell’Industria, che prima non esistevano,
adesso senza dubbio ci sono e sono in grado
di sostenere carichi fino a 26 tonnellate. Il metodo,
dato che era sperimentale, è stato testato
con un campo apposito ed è stato anche verificato
con la lettura delle onde sismiche. Risolta questa
prima complessità di natura ingegneristica, si
è proceduto alle operazioni di smontaggio dell’impalcato.
Anche questa fase ha presentato criticità,
in quanto il peso effettivo della struttura non
era noto con precisione. È stato quindi necessario
effettuare una pesatura diretta di un elemento
dell’impalcato, al fine di dimensionare in modo
accurato la gru necessaria alle operazioni di sollevamento.
Trovandoci a operare nel contesto urbano
di Roma, vale a dire in spazi di lavoro estremamente
limitati, è stato indispensabile ottimizzare
ogni porzione di area disponibile per garantire la
corretta esecuzione dell’intervento. Abbiamo dovuto
gestire ogni centimetro quadrato a disposizione,
per portare a casa il risultato.
Per le operazioni è stata impiegata una gru cingolata
con capacità di sollevamento di 600 tonnellate,
e dotata di un braccio da 84 metri e di
un sistema di superlift con circa 250 tonnellate di
controzavorra. Insomma, una configurazione sovradimensionata
rispetto al peso da movimentare
(come uccidere una mosca con un cannone), ma
indotta dalle severe restrizioni geometriche e logistiche
dell’area di lavoro.
Parallelamente, per rispettare le tempistiche stringenti
previste dal Decreto Ministeriale, è stata acquisita
dal Comune di Roma un’area operativa aggiuntiva,
necessaria allo svolgimento delle attività
di cantiere (per la felicità dei cittadini dei due quadranti
Marconi Ostiense!). Contestualmente è stato
assemblato il nuovo impalcato in conformità alle
prescrizioni della Sovrintendenza, in quanto il Ponte
dell’Industria è soggetto a tutela. Le lavorazioni
sono state eseguite con un livello di dettaglio
particolarmente elevato, come richiesto dall’organo
di tutela.
In totale sono stati utilizzati 54.000 bulloni HRC,
in luogo dei tradizionali bulloni HQ a testa esagonale,
per riprodurre l’aspetto e l’impatto visivo
dell’impalcato originario risalente al 1860. In
cantiere sono stati realizzati inoltre circa 13 chilometri
di saldature. Tutte le piastre introdotte sono
state prefabbricate a conci, trasferite in cantiere
Infrastrutture&Mobilità
e successivamente saldate in opera con estrema
precisione dagli operatori specializzati; le saldature
sono state sottoposte a controlli e verifiche da
parte dell’Istituto Italiano della Saldatura. Il risultato
finale è stato la realizzazione di un impalcato
unico su tre campate, in sostituzione dei tre impalcati
distinti che costituivano la struttura precedente.
L’impalcato è stato quindi varato mediante
spinta controllata: una massa complessiva di circa
700 tonnellate è stata movimentata tramite argano
di tiro, che attraverso un sistema di rinvii a carrucole
ha consentito l’avanzamento della struttura
fino alla posizione planimetrica finale. La fase
successiva, la più delicata, è stata quella dell’abbassamento
in quota.
Questa operazione ha presentato notevoli complessità.
Nei vari a spinta tradizionali si realizza
una vasca di spinta in corrispondenza del retrospalla,
con un abbassamento del piano di circa due
metri per agevolare la calata finale dell’impalcato.
Nel contesto urbano romano, tuttavia, tale soluzione
non era praticabile: uno scavo di 2-2,5 metri
avrebbe generato criticità significative, aggravate
dalla presenza di sottoservizi collocati a soli
30 centimetri dal piano viabile. Per questo motivo
si è preferito evitare qualsiasi scavo.
Una volta posizionato il ponte nella sua esatta configurazione
planimetrica, si è reso necessario un
abbassamento verticale di circa 2,5 metri, contro
i circa 50 centimetri che rappresentano il valore tipico
per operazioni analoghe (ossia un intervento
cinque volte superiore al consueto). Anche questa
criticità è stata risolta con l’impiego del sistema dei
Castelletti, che ha consentito la gestione controllata
della fase di calata in condizioni operative estremamente
vincolate. nn
38 12/2025 leStrade
Pronti al futuro?
Nuove Finitrici Serie SD
Con le nuove finitrici stradali SD25, Dynapac porta la
rinomata qualità delle nostre macchine a un nuovo livello,
dove automazione, nuovi sensori e controlli di guida garantiscono
standard di precisione, semplicità e comfort. Provate il nuovo sistema
operativo touch PaveOS totalmente configurabile o il sistema Nexus per il
controllo dei parametri di pavimentazione. E senza dimenticare i nostri
banchi di stesa, da sempre i più stabili e funzionali sul mercato.
Pronti al futuro?
Scenari
L’IA e il trasporto aereo
Cinque innovazioni che stanno cambiando il futuro dell’aviazione.
E l’IA è ora indispensabile per ottimizzare operazioni, migliorare l’esperienza
del passeggero e incrementare la resilienza complessiva del sistema
Negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale (AI) ha
abbandonato la fase sperimentale per diventare
una tecnologia di adozione strategica in moltissimi
settori. Tra questi, il comparto aviation è
senza dubbio uno dei più ricettivi. L’aumento costante
dei flussi di passeggeri, la necessità di ottimizzare
la sicurezza e l’efficienza, e l’esigenza
di garantire un’esperienza sempre più fluida in
tutte le fasi del viaggio hanno reso l’AI un abilitatore
centrale per l’innovazione.
L’ecosistema dell’aviazione civile è complesso:
richiede il coordinamento di infrastrutture,
sistemi, processi e persone che operano in
modo continuo e sincrono. Proprio per questo,
l’AI rappresenta un moltiplicatore di valore capace
di supportare decisioni rapide, ridurre errori
umani, anticipare anomalie e razionalizzare
operazioni critiche.
L’Intelligenza Artificiale (IA), grazie alla sua capacità
di analizzare grandi quantità di dati e generare
insight in tempo reale, è diventata un elemento
centrale per ottimizzare operazioni, migliorare
l’esperienza del passeggero e incrementare la resilienza
complessiva del sistema.
Di seguito vengono approfondite cinque aree
applicative che stanno ridefinendo il modo in
Alberto Servienti*
Libero Professionista
nel settore aviation
e Docente Universitario
Figura 1.
Figura 2.
cui aeroporti e compagnie aeree operano: VIP
& Assistive Tech, Baggage Handling Systems, il
caso Alstef, Qatar Airways’ AI Skyways, il monitoraggio
motori Rolls-Royce (EHM) e i Lightning
Detection Systems. Si tratta di ambiti diversi
ma strettamente connessi, accomunati dalla capacità
dell’IA di introdurre efficienza, precisione
e proattività nei processi critici del trasporto
aereo.
VIP & Assistive Tech:
personalizzazione, accessibilità
e servizi intelligenti
La demografia dei passeggeri aeroportuali è sempre
più eterogenea: VIP, persone a mobilità ridotta
(PRM), famiglie con bambini, utenti con disabilità
visive o nascoste, passeggeri con esigenze
mediche o con animali al seguito. L’IA sta abilitando
un nuovo modello operativo basato sulla
personalizzazione intelligente, in cui i servizi non
si limitano a rispondere a un bisogno, ma anticipano
le necessità dei passeggeri. Tra gli esempi
più significativi rientrano (Figura 1):
• concierge digitali come Oli di Aena, in grado
di fornire informazioni in tempo reale su voli,
gate, parcheggi e tempi di attesa, con supporto
multilingua;
• servizi premium automatizzati, come UpsellX,
che aggregano lounge, fast-track e “Meet &
Greet” personalizzati;
• ausili alla mobilità come le sedie a rotelle autonome
Whill, dotate di Lidar, telecamere e al-
goritmi di navigazione sicura;
• strumenti per non vedenti come Aira (JFK Airport)
o ReBokeh, che sfruttano visione artificiale
e assistenza remota;
• soluzioni di sicurezza discrete e biometria avanzata,
dal riconoscimento facciale ai modelli predittivi
per ridurre i falsi allarmi fino al 99%;
• supporto ai passeggeri vulnerabili, come il programma
Hidden Disabilities Sunflower integrato
con chatbot e assistenti smart;
• tools family-friendly, come Airial e Booked AI,
che personalizzano itinerari, kit di viaggio e
percorsi negli scali.
Queste innovazioni convergono verso un obiettivo
comune: rendere l’aeroporto un ambiente più
umano, accessibile e inclusivo, dove la tecnologia
funge da facilitatore e non da barriera.
Baggage Handling Systems: efficienza,
predittività e automazione intelligente
Il Baggage Handling System (BHS) è uno dei sistemi
più critici dell’infrastruttura aeroportuale
(Figura 2). I numeri ne testimoniano la complessità
(Figura 3): nel 2024 oltre 33 milioni di
bagagli sono stati gestiti in modo errato a livello
globale, generando un costo annuale stimato
in 4,3 miliardi di euro. La crescita del traffico
passeggeri e la carenza di manodopera aumentano
ulteriormente la pressione sui processi di
smistamento.
L’IA sta portando innovazioni significative in diversi
ambiti (Figura 4):
Infrastrutture&Mobilità
40 12/2025 leStrade
leStrade 12/2025 41
• Riconoscimento bagagli e “future label-less”: le
tecniche di computer vision - come quelle sviluppate
da PixoAnalytics - identificano borse e
valigie in base a colore, forma, trama, danni e
caratteristiche uniche, generando un ID digitale
persistente per ogni bagaglio. Si tratta dell’alternativa
più economica e flessibile ai tradizionali
barcode e RFID.
• Lettura intelligente delle etichette: sistemi
come quelli di Cognex garantiscono letture affidabili
anche in presenza di etichette danneggiate,
migliorando sensibilmente il tasso di riconoscimento.
• Tracciamento avanzato conforme alla Risoluzione
IATA 753: molte compagnie, come Delta
e il Gruppo Lufthansa, stanno integrando dati
RFID, Bluetooth e persino le informazioni provenienti
dagli Apple AirTag per migliorare la trasparenza
del tracciamento.
Manutenzione predittiva e data fusion
Soluzioni come quelle di Amygda integrano dati
multimodali (sensori + eventi) per prevedere
guasti, ottimizzare la vita utile residua (RUL) e
ridurre i tempi di fermo.
Nel complesso, l’AI consente una gestione più
affidabile, rapida e automatizzata, migliorando
sia l’efficienza operativa sia la soddisfazione dei
passeggeri.
Il case study ALSTEF
Uno degli esempi più maturi di applicazione
AI-driven nel BHS è la soluzione Bagxpert di Alstef,
implementata nel 2023 presso l’Aeroporto
Internazionale di Christchurch.
Il sistema presenta caratteristiche di forte innovazione:
• IoT motes installati in retrofitting sui nastri trasportatori;
• un set completo di sensori (motore, riduttore,
vibrazioni, velocità, allineamento nastro);
• trasmissione dati via radio e invio in cloud;
• un motore di manutenzione predittiva basato
su modelli IA avanzati;
• algoritmi per l’ottimizzazione dell’efficienza
energetica.
I benefici sono stati tangibili:
• riduzione significativa dei tempi di fermo non
pianificati, grazie all’early warning sui guasti;
• minori costi operativi, sia per la riduzione dei
Automazione e robotica
Robot, AGV e carrelli autonomi entrano sempre
più spesso nei BHS:
• Journey Robotics gestisce fino all’85% dei bagagli
da 30 chilogrammi con sistemi di presa
intelligente;
• l’Aeroporto di Singapore Changi testa l’Auto-DollyTug
® di Aurrigo;
• i modelli YOLOv8m raggiungono una mAP@0.5
di 0.805 nel riconoscimento dei bagagli, con errori
dimensionali inferiori a otto millimetri. Figura 3.
Figura 4.
ricambi sia per il consumo energetico ottimizzato;
• minor impatto ambientale, allineato agli obiettivi
di sostenibilità dello scalo;
• decision-making più rapido e informato, grazie
al monitoraggio continuo delle condizioni delle
apparecchiature.
Il caso Christchurch mostra come l’IA possa incrementare
l’affidabilità e la continuità del servizio
anche in infrastrutture già esistenti, senza
interventi invasivi.
Qatar Airways’ AI Skyways: la
compagnia aerea come piattaforma
intelligente
AI Skyways - iniziativa congiunta di Qatar
Airways e Accenture - rappresenta uno dei progetti
più avanzati di integrazione totale dell’IA
all’interno di una compagnia aerea. Il programma
non riguarda un singolo reparto, ma l’intera
catena del valore, dalla manutenzione ai servizi
al passeggero.
Gli elementi chiave includono:
• Value Realization Office, che misura continuo
ROI e incremento dei ricavi;
• Responsible AI Framework, fondamentale per
governance e sicurezza;
• AI-Ready Platform unificata, che integra dati,
analytics e insight in tempo reale.
I risultati operativi sono significativi:
• riduzione del 25–30% dei costi di manutenzione;
• riduzione del 70–80% dei tempi di fermo imprevisti;
• miglioramento dell’efficienza carburante pari
all’8% per volo;
• incremento dei ricavi accessori tra il 15% e il
20%;
• contributo alla crescita complessiva dei profitti
del 28% nell’anno fiscale 2024/25.
L’iniziativa posiziona Qatar Airways come un
player digital-first e rappresenta un benchmark
di riferimento per l’industria aerea globale.
RR Engine Health Monitoring: il cuore
digitale dei motori Rolls-Royce
Il sistema di Engine Health Monitoring (EHM) di
Rolls-Royce è un esempio consolidato di come
l’IA possa gestire asset altamente critici, in particolare
per motori wide-body (Figura 5) come il
Trent XWB (A350) o il Trent 1000 (B787).
Le funzionalità principali includono:
• più di 5.000 sensori integrati in ogni motore;
• raccolta dati in tempo reale e analisi tramite
machine learning;
• modelli predittivi in grado di ridurre la manutenzione
non pianificata del 40%;
• integrazione con software come TotalCare ® e
PowerByTheHour ® ;
• utilizzo estensivo di gemelli digitali per simulare
usura, performance e failure modes.
EHM non è solo uno strumento di monitoraggio,
ma un sistema end-to-end che copre l’intero ciclo
di vita del motore, con applicazioni anche nel
settore militare (Eurofighter Typhoon). Ciò permette
alle compagnie aeree di massimizzare la
disponibilità della flotta, aumentare la longevità
dei motori e migliorare la sostenibilità operativa.
Infrastrutture&Mobilità
42 12/2025 leStrade
leStrade 12/2025 43
Lightning Detection Systems:
prevedere l’imprevedibile
I fulmini rappresentano una minaccia diretta per
le operazioni aeroportuali, con impatti sulla sicurezza
del personale, sull’affidabilità delle infrastrutture
e sulla continuità dei servizi. L’IA sta rivoluzionando
questo settore:
• modelli di deep learning in grado di prevedere
fulmini con 30 minuti di anticipo e una accuratezza
dell’80%;
• sistemi come WoFSCast, dieci volte più rapidi
dei metodi tradizionali, capaci di elaborare previsioni
complesse in 30–40 secondi;
• modelli con accuratezza superiore al 90% nel
predire incendi causati da fulmini;
• aggiornamenti ogni due minuti grazie a dati
multimodali provenienti da satelliti, radar e
sensori terrestri.
Queste tecnologie risultano fondamentali non
solo per l’aviazione, ma anche per energia rinnovabile,
data center e reti critiche. Il futuro vedrà
una crescente integrazione con agenti autonomi
AI-driven, capaci di prendere decisioni
operative in modo continuo.
Conclusioni
L’intelligenza artificiale rappresenta oggi una leva
strategica per la modernizzazione del trasporto
aereo. Le applicazioni analizzate - dai servizi assistivi
ai sistemi di smistamento bagagli, dall’ottimizzazione
delle operazioni di volo al monitoraggio
dei motori, fino alla previsione dei fulmini
- dimostrano come l’IA sia già capace di generare
valore in termini di:
• sicurezza,
• affidabilità,
• efficienza operativa,
• sostenibilità,
• qualità dell’esperienza del passeggero.
La sfida per i prossimi anni sarà integrare queste
tecnologie in modo coordinato, etico e scalabile,
garantendo continuità, trasparenza e interoperabilità
tra sistemi. Con un’adozione matura e
responsabile, l’IA potrà trasformare gli aeroporti
e le compagnie aeree in veri ecosistemi intelligenti,
resilienti e pronti a rispondere alle esigenze
del trasporto aereo del futuro. nn
Alberto Servienti*
Ingegnere meccanico
con oltre 35 anni
di esperienza
in progettazione e project
management,
25 dei quali dedicati
all’ambito aeroportuale.
Ha lavorato per SEA
(Aeroporti di Milano)
e collabora come libero
professionista con
aeroporti in Italia
e in Europa.
Professore a contratto
al Politecnico di Milano.
Socio di TOPForGrowth
e di RexRoute
Infrastructure.
In alto a sinistra, figura 5.
A lato, figura 6.
Infrastrutture&Mobilità
44 12/2025 leStrade
Protagonisti
In 3TI dal 2000, con passione,
dedizione e risaltante competenza
Da quasi 30 anni, 3TI sente le sfide progettuali come una condizione di libertà, di libertà
dello spirito di fronte a tutte le complessità, a cominciare da quella della conoscenza.
Lo testimoinia, anche, l’appasionata pratica professionale di chi, in 3TI, ci lavora
Quanto di magmatico stia dietro un percorso professionale,
a qualsiasi percorso, lo sappiamo, ma
sappiamo anche che la corrente di conoscenza che
nasce dalle interviste è difficilmente eguagliabile.
Per questa ragione abbiamo inteso sentire la voce
dell’ing. Maria Teresa Navarra, Senior Partner & Infrastructure
& Energy Division Director di 3TI Ita-
lia S.p.A. Ingegnere Edile con consolidata esperienza
nella progettazione e gestione di progetti
infrastrutturali, l’ing. Navarra ha sviluppato il proprio
percorso professionale all’interno di 3TI Italia
maturando competenze avanzate nella gestione
di Contratti Quadro e di commesse per importanti
committenti pubblici e privati. Ha partecipato a diversi
progetti complessi, curando lo sviluppo tecnico
e strategico delle commesse dalla fase di pianificazione
preliminare fino al dettaglio esecutivo.
Oggi, coordina team multidisciplinari e garantisce
la coerenza tra le diverse componenti progettuali,
anche in contesti a alta complessità tecnica.
Dopo un avvio nella progettazione architettonica,
si è specializzata nella progettazione
infrastrutturale, con particolare riferimento
al settore stradale e ferroviario. A
quando risale il suo approdo al mondo delle
infrastrutture? E come mai ci fu questo
spostamento d’interessi e di pratica professionale?
Dopo la laurea in ingegneria edile, ho iniziato
la mia carriera professionale occupandomi della
progettazione architettonica, in particolare di
stazioni ferroviarie nell’ambito prevalentemente
degli Accordi Quadro Italferr. Fin dai primi progetti
ho sentito l’esigenza di andare oltre l’aspetto
puramente architettonico e approfondire le
tematiche tecnico-funzionali, per comprendere
meglio l’integrazione tra edificio e infrastruttura
ferroviaria.
Questa propensione verso l’analisi multidisciplinare
mi ha portata a lavorare sempre
di più in sinergia con le diverse specialistiche
e, progressivamente, ad assumere la
responsabilità del coordinamento dell’intero
processo progettuale. Con il tempo
questa esperienza si è trasformata
in una vera e propria specializzazione
nel coordinamento multidisciplinare.
È così che sono approdata alla pro-
Fabrizio Parati
Pagina a lato, cantiere
in corso per la “Realizzazione
dell’interramento della linea
ferroviaria e della stazione
nel centro urbano di Andria
e costruzione della nuova
Fermata Andria Nord”.
Maria Teresa Navarra,
3TI Senior Partner &
Infrastructure & Energy
Division Director.
gettazione infrastrutturale: prima nel settore
ferroviario e successivamente in quello stradale,
fino a ricoprire il ruolo di coordinatore tecnico di
progetti infrastrutturali complessi.
La sua esperienza può offrire spunti sia per
aspetti progettuali sia per quelli gestionali
e organizzativi (divisione tecnica, internazionalizzazione,
certificazioni sostenibilità).
Oggi le sue responsabilità in 3TI quali
sono esattamente?
Attualmente ricopro il ruolo di Direttore tecnico
del settore Infrastructure and Energy Division e
svolgo attività di coordinamento delle discipline
progettuali nell’ambito di progetti multidisciplinari
di rilievo nei settori ferroviario e stradale.
Seguo l’intero ciclo tecnico delle commesse —
dalla definizione delle strategie progettuali alla
validazione finale — assicurando coerenza tra requisiti
contrattuali, standard tecnici, specifiche
del committente e processi di Quality Assurance/Quality
Control, comprese verifiche interne,
riesami tecnici e controllo della compliance documentale.
Coordino direttamente team specialistici strutturati
(civile, strutture, geotecnica, idraulica, armamento,
opere d’arte, impianti tecnologici, sicurezza,
ambiente, ecc.), gestendo l’integrazione
tra le discipline tramite sistemi di project governance
e mantenendo una supervisione tecnica
complessiva del progetto.
Negli ultimi anni mi sono focalizzata in particolare
sulla progettazione esecutiva e di dettaglio
nell’ambito di appalti integrati infrastrutturali, coordinando
i gruppi di lavoro e interfacciandomi
costantemente con l’Appaltatore e con la Stazione
Appaltante. In questo contesto mi sono occupata
dello sviluppo dei progetti, della risoluzione
delle principali problematiche tecniche e
dell’assistenza tecnica durante la fase realizzativa,
garantendo che le soluzioni ingegneristiche
adottate siano tecnicamente valide, cantierabili
e pienamente integrate con i processi costruttivi
dell’Impresa.
Ha partecipato a numerosi progetti complessi,
curando lo sviluppo tecnico e strategico
delle commesse dalla fase di pianificazione
preliminare fino al dettaglio
esecutivo. Ci parli dei più recenti e del progetto
che più l’ha coinvolta
Negli ultimi tempi mi sono occupata del coordinamento
tecnico del progetto esecutivo del
Raddoppio ferroviario Ponte San Pietro-Bergamo-Montello
- Fase 1, nell’ambito di un appalto
integrato finanziato dal PNRR. L’intervento comprende
il raddoppio della linea ferroviaria esistente
tra Ponte San Pietro e Bergamo, la riquali-
Infrastrutture&Mobilità
46 12/2025 leStrade
leStrade 12/2025 47
ficazione della stazione di Ponte San Pietro, la
realizzazione della nuova fermata a Curno, il potenziamento
della Fermata di Bergamo Ospedale,
il rifacimento di due ponti ferroviari e la costruzione
di altri due, la realizzazione di una deviata
ferroviaria funzionale alla costruzione del Ponte
di via San Bernardino (BG). Promosso da RFI e
inserito nel Programma Regionale Mobilità Lombardia,
il progetto mira a incrementare capacità
ed efficienza della rete ferroviaria regionale.
Il progetto multi specialistico è stato particolarmente
stimolante in quanto integralmente realizzato
con tecnologia BIM e gestito con l’approccio
integrato, richiedendo l’integrazione di opere civili,
tecnologie ferroviarie e infrastrutture esistenti
in un contesto fortemente urbanizzato. È stato
necessario promuovere un dialogo continuo con
committente, imprese ed enti locali, con l’obiettivo
di conciliare esigenze diverse e individuare soluzioni
equilibrate. Questo approccio ha consentito di
analizzare e risolvere criticità, integrare le necessità
delle diverse parti e garantire l’allineamento tra
progettazione, realizzazione e contesto territoriale,
cercando, ove possibile, soluzioni che ottimizzassero
i tempi di esecuzione dei lavori.
BIM modeling Fermata di Curno e Ponte di via
Fermi nell’ambito del “Raddoppio Ferroviario
Ponte S. Pietro-Bergamo-Montello Fase 1”.
Pagina a lato, corografia
generale del progetto
del “Raddoppio Ferroviario
Ponte S. Pietro-Bergamo-
Montello Fase 1”.
Cantiere “Raddoppio
Ferroviario Ponte S. Pietro-
Bergamo-Montello Fase 1”.
Infrastrutture&Mobilità
48 12/2025 leStrade
leStrade 12/2025 49
3TI ha da sempre prestato particolare attenzione,
nella propria esperienza progettuale,
ai principi di sostenibilità delle
infrastrutture (con anche delle figure professionali
- costitutive del “gruppo sostenibilità”
- dedicate a trattare i molteplici
aspetti dell’esteso tema in questione). Lei
stessa ha ottenuto la certificazione Envision
SP per infrastrutture sostenibili. Ci può ricordare,
brevemente, il modo in cui questo
impegno - suo e di 3TI - si è strutturato
nel corso del tempo? E, soprattutto, ad
oggi, può illustrarci come si incarna per Lei
e per 3TI la sostenibilità delle infrastrutture,
anche alla luce di temi a cui non ci si
può sottrarre (da quello sociale a quello del
cambiamento climatico, alla digitalizzazione).
Come 3TI oggi, in sostanza, interpreta
il ruolo di attore strategico della transizione
ecologica nel settore?
I valori ESG e, più in generale, quelli della sostenibilità
guidano da molti anni non solo lo sviluppo
tecnico dei progetti, ma anche l’organizzazione
delle attività societarie di 3TI, in un percorso
strutturato su più livelli e coerente con gli obiettivi
dell’Agenda 2030. Questo impegno ha permesso
a 3TI di ottenere numerose certificazioni
e, nel 2024, di ricevere da Bureau Veritas il
Certificato Responsibility Award Italia, a riconoscimento
della gestione responsabile dei valori
d’impresa, testimoniata dalle certificazioni: ISO
9001:2015 (Qualità), ISO 14001:2015 (Ambiente),
ISO 45001:2018 (Sicurezza), ISO 37001
(Anticorruzione), PdR 74-2019 (BIM), PdR 125-
2022 (Parità di Genere). Nello stesso anno, 3TI
ha ricevuto la medaglia d’argento da EcoVadis,
il principale rating internazionale di sostenibilità.
Investire nella formazione e nello sviluppo delle
competenze del proprio staff tecnico nel campo
della progettazione sostenibile è uno degli obiettivi
strategici di 3TI.
Dal 2023 siamo soci di GBC Italia e quest’anno
siamo diventati anche support di Envision.
In questo percorso societario si inserisce anche
il mio interesse personale per il progetto di infrastrutture
sostenibili, testimoniato dal conseguimento
nel 2024 della certificazione Envision SP.
La sostenibilità dei progetti di 3TI si inserisce
pienamente nella transizione ecologica del settore
infrastrutturale. I nostri interventi progettuali
considerano l’efficienza energetica, la riduzione
delle emissioni, l’adozione di materiali
a basso impatto e soluzioni innovative di economia
circolare. In particolare, il potenziamento
delle infrastrutture ferroviarie favorisce una
mobilità più sostenibile, contribuendo alla decarbonizzazione
del trasporto e al raggiungimento
degli obiettivi del PNRR e delle strategie
europee di transizione ecologica.
L’ingegneria, e in particolare le infrastrutture di
trasporto, occupano una posizione strategica
nella trasformazione dei territori: attraverso le
strade e le ferrovie si costruiscono non solo connessioni
fisiche, ma anche collegamenti sociali
capaci di favorire coesione e benessere per le
comunità. Per realizzare infrastrutture resilienti
e rispettose dell’ambiente è fondamentale considerare
queste tematiche fin dalle prime fasi della
progettazione. L’applicazione dei protocolli come
Envision consente di valutare gli aspetti ambientali,
sociali ed economici di un’opera dalla fase di
ideazione fino alla gestione e manutenzione. La
scelta di materiali a bassa emissione, la tutela
delle biodiversità e l’adozione di metodi costruttivi
meno invasivi devono essere valutate congiun-
Cantiere della “Nuova
Linea ferroviaria NLGV
tratto di Oued Tlelat”.
Cantiere della “Nuova
Linea ferroviaria NLGV
tratto di Oued Tlelat”.
tamente con tutti gli stakeholder sotto la guida
del progettista, garantendo risultati equilibrati,
sostenibili e resilienti nel tempo.
Avete una forte vocazione all’internazionalizzazione.
La nomina del vostro presidente
Alfredo Ingletti alla FIDIC è solo l’ennesima
conferma. 3TI ha sempre avuto uno spiccato
interesse riguardo alle opportunità offerte
dal mercato fuori dall’Italia.
Lei stessa si è occupata, in passato, di uno
dei più importanti progetti di 3TI all’estero:
un progetto di alta velocità ferroviaria
in Algeria. Può raccontarci questa sua esperienza?
La mia società presenta una consolidata vocazione
all’internazionalizzazione, avendo operato
stabilmente in mercati esteri: 3TI nel corso degli
anni ha operato in più di settanta Paesi, con interventi
significativi in Romania, Svezia, Middle
East, Algeria e in diverse altre aree geografiche.
Operiamo in contesti complessi e sfidanti, dimostrando
solide competenze ingegneristiche, una
notevole capacità di adattamento ai diversi mercati
e una grande flessibilità rispetto ai contesti
normativi, culturali e ambientali.
L’attività internazionale ci ha permesso di consolidare
competenze specifiche nella progettazione
e gestione di opere complesse, favorendo
uno scambio costante di know-how e best practice
con alcune tra le principali società di ingegneria
a livello globale. La presenza ininterrotta di
3TI dal 2015 nella classifica ENR “Top 225 International
Design Firms” testimonia la solidità del
nostro percorso di crescita nel mercato internazionale.
Questo impegno è confermato ulteriormente
dalla nomina alla presidenza della FIDIC
di Alfredo Ingletti.
Tra i nostri principali progetti esteri figurano linee
ferroviarie ad alta velocità, linee metropolitane,
infrastrutture aeroportuali, ospedaliere e
direzionali.
Il mio coinvolgimento sulle commesse estere è
relativo in particolare al progetto della ‘Nouvelle
Ligne Grande Vitesse (NLGV)’ in Algeria, a cui
ho lavorato dal 2012 al 2017. L’intervento riguarda
una nuova linea ferroviaria AV a doppio binario
elettrificato di 132 chilometri, tra Oued Tlélat
e Tlemcen, sviluppata lungo un tracciato misto
- pianeggiante e collinare-montuoso - caratterizzato
da significativi vincoli altimetrici, geologici
e interferenziali. Il committente ANESRIF ha
affidato l’esecuzione dell’opera a un raggruppamento
temporaneo di imprese italiane; 3TI ha
ricevuto l’incarico per la progettazione esecutiva
e per l’assistenza tecnica nella fase costruttiva
della Tratta 1 (km 0-33), comprendente opere
d’arte maggiori ferroviarie (dodici ponti/viadotti
e tre opere a farfalla) e minori (quattro cavalcavia,
quattro sottovia, 39 opere idrauliche
di attraversamento), tracciato, movimenti terra,
sistemazioni idrauliche, armamento, opere geotecniche
per la stabilità dei versanti e mitigazioni
ambientali.
Nel progetto ho svolto attività di gestione e coordinamento
tecnico multispecialistico, assicurando
l’integrazione delle discipline, la verifica di
coerenza progettuale, la gestione delle interfacce
con il contractor e l’allineamento alle normative
locali e agli standard internazionali applicabili.
L’esperienza ha rappresentato una importante
occasione per applicare e ampliare le competenze
acquisite nella precedente gestione dei Contratti
Quadro Italferr, affrontando al contempo
criticità tecniche, organizzative, linguistiche e di
Infrastrutture&Mobilità
50 12/2025 leStrade
leStrade 12/2025 51
BIM modeling per il progetto
“Ferrovia Circumetnea -
Tratta della Metro Nesima -
Misterbianco Lotto 1”.
coordinamento in un contesto multiculturale.
Questo incarico ha rafforzato le mie competenze
nella gestione di progetti multidisciplinari a
elevata complessità tecnica, confermando l’importanza
di approccio metodico, capacità di problem
solving, integrazione disciplinare e collaborazione
all’interno del team di lavoro per
garantire risultati tecnici di notevole qualità anche
in contesti internazionali.
In Italia, invece, quanto, dove e come lavorate
(al netto di tutte le complessità
economiche, normative, organizzative e
di mercato)?
In Italia, negli ultimi anni abbiamo intensificato
il nostro impegno a supporto degli obiettivi
nazionali legati al PNRR, concentrandoci in particolare
su interventi infrastrutturali di rilievo
strategico. Operiamo sia nell’ambito di appalti
integrati - occupandoci per le imprese della
progettazione esecutiva e dell’assistenza tecnica-
sia nello sviluppo dei progetti posti a base
di gara per l’affidamento dei lavori in appalto.
Siamo attivi su tutto il territorio nazionale, con
una presenza più strutturata nelle aree interessate
dai principali investimenti pubblici. Le nostre
attività nel settore delle infrastrutture coprono
i diversi ambiti: dal settore ferroviario
allo stradale, dall’aeroportuale, alle opere civili
complesse, fino alle infrastrutture per la mobilità
sostenibile e agli interventi di protezione e
mitigazione del dissesto idrogeologico. In tutti
questi contesti contribuiamo alla modernizzazione,
alla resilienza e alla sicurezza del sistema
dei trasporti, dell’ambiente e del territorio.
I nostri principali Committenti sono le maggiori
società e stazioni appaltanti pubbliche - tra
cui RFI, ITALFERR, EAV, ANAS, ASPI e altre realtà
del comparto - oltre a molte delle più importanti
imprese di costruzione italiane, con le
quali collaboriamo stabilmente per la realizzazione
di opere complesse.
Nel nostro lavoro adottiamo metodologie avanzate,
come il BIM e sistemi di progettazione
integrata, e garantiamo un costante presidio
delle normative tecniche e dei requisiti richiesti
dalle procedure di gara. Questo approccio ci
consente di assicurare qualità progettuale, affidabilità
tecnica e piena aderenza agli standard
progettuali richiesti dal mercato e dai nostri
Committenti.
Il settore infrastrutturale italiano oggi è
scisso tra tre esigenze contrastanti: rigenerare
e mantenere l’esistente; accelerare
la transizione ecologica e digitale, snellire
la burocrazia garantendo al contempo
trasparenza e sicurezza. Cosa ne pensa?
E quali potrebbero essere, a suo avviso,
le prospettive da adottare per promuovere
un miglioramento per il mercato domestico?
Il settore infrastrutturale italiano si trova oggi
ad affrontare sfide complesse e spesso contrastanti.
Dal mio punto di vista, è fondamentale rigenerare
e preservare il ricco patrimonio infrastrutturale
esistente, garantendo sicurezza e
affidabilità delle infrastrutture, ma, al contempo,
accelerare la transizione ecologica e digitale,
integrando tecnologie innovative e soluzioni
sostenibili che ne facilitino la realizzazione,
la gestione e la manutenzione futura. È indispensabile,
inoltre, snellire la burocrazia, senza
compromettere trasparenza e sicurezza: una
questione che sperimento quotidianamente nella
gestione di appalti integrati complessi, spesso
soggetti a tempistiche lunghe e che possono
portare alla perdita dei finanziamenti e compromettere
la realizzazione degli interventi.
Ritengo che le prospettive di miglioramento
passino attraverso un approccio integrato e
multidisciplinare: utilizzare strumenti digitali
come il BIM per una pianificazione più efficiente,
introdurre soluzioni sostenibili già nelle prime
fasi progettuali e promuovere una collaborazione
stretta tra i vari soggetti coinvolti.
Nella mia esperienza professionale ho visto
come queste pratiche permettano di ottimizzare
i tempi, di semplificare l’iter progettuale
e di adottare scelte tecniche ottimali, creando
progetti condivisi e più efficaci per il territorio
e per le comunità. In sintesi, il miglioramento
del settore richiede un approccio integrato, digitale
e sostenibile, capace di coniugare manutenzione,
innovazione e governance efficiente.
Promosso dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri
(CNI), in collaborazione con Cesop
HR Consulting Company, è il Premio tesi di
laurea Ingenio al femminile.
Nel 2024 e nel 2025 lei è stata membro
della commissione di valutazione dei lavori
delle candidate. Ci parli, dunque, della sua
esperienza e della recente quinta edizione
la cui cerimonia di premiazione si è svolta
lo scorso 12 novembre presso la Sala Convegni
del CNR (Consiglio Nazionale delle
Ricerche) a Roma. So che, avvedutamente,
non crede alle quote rosa, ma crede alla
competenza e al merito. Ci spieghi
Per il secondo anno consecutivo 3TI ha ricoperto
il ruolo di Ambassador del Premio “Ingenio
al Femminile”, promosso dal CNI per valorizzare
il talento delle giovani laureate nelle discipline
STEM. Anche quest’anno la mia società mi
Infrastrutture&Mobilità
52 12/2025 leStrade
leStrade 12/2025 53
ha scelto come testimonial, una responsabilità
che ho accolto con grande orgoglio.
L’edizione 2025 è stata dedicata al tema dell’intelligenza
artificiale e alle sfide che ci attendono
da qui al 2050, con l’intento di riflettere su
come l’IA potrà trasformare la società, l’economia,
il lavoro, e quali competenze saranno necessarie
in futuro. Ho avuto l’occasione di interrogarmi
e approfondire questi temi facendo
nuovamente parte della commissione valutatrice.
Questo ruolo mi ha permesso di apprezzare
da vicino la qualità dei progetti presentati: valutando
le tesi e le lettere motivazionali ho potuto
constatare la preparazione tecnica, la curiosità
intellettuale e la determinazione delle candidate
che affrontano temi complessi con grande
competenza e consapevolezza. Per 3TI questo
premio rappresenta molto più di una collaborazione
formale: è un impegno concreto a favore
del talento femminile.
La nostra azienda ha sempre promosso e sostenuto
l’empowerment femminile, convinta che il
merito e le competenze debbano essere riconosciuti
in ambienti di lavoro realmente inclusivi
e aperti. Il settore dell’ingegneria, storicamente
dominato dagli uomini, sta cambiando, ma
c’è ancora molta strada da fare per raggiungere
un equilibrio reale.A livello personale, sono
profondamente convinta che l’ingegno non abbia
genere. Per questo ritengo fondamentale
contribuire al cambiamento culturale creando
opportunità reali e tangibili, affinché ogni professionista
possa esprimere liberamente il proprio
valore senza scontrarsi con barriere o pregiudizi.
Solo così potremo costruire un futuro
in cui contino davvero le competenze, la passione
e il merito nn
Da sinistra, ing. Manuela
Regna, ing. Maria Teresa
Navarra, arch. Maria Scala.
3TI per “Ingenio
al Femminile 2025”.
REGISTER NOW!
Get your ticket to both the show floor
and the summit programme on
www.intertraffic.com
10 - 13 MAR 2026
THE WORLD’S LEADING EVENT ON
MOBILITY & TRAFFIC TECHNOLOGY
SMART. SAFE. SUSTAINABLE.
Premiazione “Ingenio
al Femminile 2025”.
900+
leading
exhibitors
300+
knowledge
sessions
30,000+
global
attendees
public &
private sector
represented
CONTENT THEMES:
• Future-Proof Roads: Building Safe & Climate-Resilient Infrastructure
• Smart Traffi c Management for a Safer and Greener Future
• Drive the Future: Smart, Customized & Autonomous Mobility
• Roadmap to Zero: Aligning Safety Goals with Asset Management
Excellence
• Revolutionizing Parking: Smarter Systems, Frictionless Experience
• Urban Mobility Reinvented: Smart, Safe & Climate-Resilient
SCAN
TO LEARN
MORE
Infrastrutture&Mobilità
54 12/2025 leStrade
INTERTRAFFIC.COM
Opere
Dicembre 1870/2025: il traforo
ferroviario del Frejus celebra 155 anni
In occasione della ricorrenza dell’abbattimento del suo ultimo diaframma,
150 anni fa, il 26 dicembre 1870, ricordiamo qui il “primo traforo”: con i suoi 12.234
metri, il traforo ferroviario del Frejus era, all’epoca, il più lungo del mondo
Ing. Pasquale Cialdini
Nel precedente numero di settembre 1 è stata descritta
l’inaugurazione del 28 luglio scorso della
seconda canna del traforo stradale del Frejus che
è stata definita come “terzo traforo” che collega
Bardonecchia con Modane e sono state illustrate
le sue caratteristiche principali. In questo numero
si ricorda il “primo traforo”, in occasione della
ricorrenza dell’abbattimento del suo ultimo diaframma
che avvenne 150 anni fa, il 26 dicembre
1870. Il traforo ferroviario del Frejus con i suoi
12.234 metri, all’epoca era il più lungo del mondo.
Fu poi aperto al traffico solo nove mesi dopo,
il 17 settembre 1871, con una solenne cerimonia.
1. Dalle “relazioni” di Medail
al progetto del traforo
I lettori ricorderanno che su questa rivista sono
stati già pubblicati diversi articoli 2 redatti dal sottoscritto
per descrivere la gloriosa storia di questo
traforo ferroviario iniziata con la brillante
proposta contenuta nella relazione che Giuseppe
Francesco Medail inviò al Re Carlo Alberto nel
1839, quando in Italia c’era solo il piccolo tratto
di ferrovia da Napoli a Portici (7,25 chilometri).
Nel maggio del 1840 e nel giugno 1841 Medail
inviò al re altre due relazioni contenti maggiori
precisazioni ed arricchite da mappe e rilievi topografici
eseguiti in collaborazione con il maggiore
del Genio militare Ignazio Porro. Medail morì nel
1844 a Susa mentre si recava a Torino per cercare
di essere ricevuto dal Re Carlo Alberto. Le
relazioni di Medail furono però molto utili perché
convinsero il governo piemontese ad affidare nel
1845 all’esperto ingegnere belga Henry Maus lo
studio di fattibilità del traforo ferroviario. Maus
consegnò nel 1849 un progetto che fu esaminato
da una commissione ministeriale presieduta
dal Ministro dei lavori pubblici Pietro Paleocapa
che confermò la «somma utilità» della costruzione
di una strada ferrata per collegare Torino con
la Savoia. Dalla relazione di Paleocapa si rileva:
«Non è alcuno il quale non senta di quanto alta
Foto 1: Operai al lavoro con
le perforatrici poco prima
dell’abbattimento dell’ultimo
diaframma.
Foto 2: Viaggio inaugurale del
treno all’interno del Traforo,
tratto da “L’Illustration
Journal Universel”, Parigi,
anno XXIX, vol. LVIII, n. 1492,
settembre 1871, pag. 209.
Foto 3: Rete ferroviaria nel
Regno di Sardegna nel 1857.
Foto 4: I tre ingegneri
del Genio Civile: Germano
Sommeiller, Sebastiano
Grandis e Severino Grattoni.
do la quarta regione (Sardegna) senza ferrovie.
In particolare, fu completata nel 1853 la ferrovia
tra Alessandria e Genova, superando le gravi difficoltà
del montagnoso territorio ligure.
Naturalmente non fu abbandonata l’intenzione
del collegamento attraverso le Alpi e furono stipulati
contratti nel 1852 per la tratta ferroviaria
da Torino a Susa e nel 1853 per quella tra Chambery
e San Jean de Maurienne e furono avviati
studi che dimostrarono che il tracciato ideato da
Medail, poi confermato e approfondito da Maus,
appariva senza dubbio il migliore. Tuttavia, per
l’esecuzione si opponevano grandi difficoltà che
ad alcuni sembravano insormontabili: non si avevano
precedenti esperienze di tunnel così lunghi
ed inoltre l’impossibilità di utilizzare pozzi intermedi
creava due ordini di problemi:
• il primo riguardava i tempi di costruzione. L’avanzamento
medio giornaliero con i mezzi ordinari
era di 46 centimetri al giorno; il che significava
per l’intera opera 36 anni, scavando
da entrambi i fronti 365 giorni all’anno senza
interruzioni;
• il secondo riguardava le condizioni di lavoro
all’interno di un tunnel molto lungo e con solo
due imbocchi per cui bisognava lavorare a diversi
chilometri dall’imbocco della galleria ed i
mezzi ordinari di ventilazione erano del tutto
insufficienti a garantire condizioni minime di
sopravvivenza per gli operai.
A questo punto fu molto importante l’esperienza
fornita da tre ingegneri del Genio Civile: Germano
Sommeiller 3 , Sebastiano Grandis 4 e Severino
Grattoni 5 che avevano avuto modo di specializzarsi
in Belgio e di sperimentare, nella costruzioimportanza
sia per questo Regno il congiungere
colla più facile e pronta comunicazione possibile
la Savoia al Piemonte e alla capitale Torino.
Questa importanza è così grande da rendere ogni
sforzo al paragone men grave». La presentazione
del progetto e la sua approvazione si collocano
all’interno di eventi storici molto importanti per
il Regno di Sardegna e per il futuro Regno d’Italia.
Ricordiamo tra questi: la prima guerra d’indipendenza,
la sconfitta di Novara del 20 marzo
1849 e l’abdicazione del re Carlo Alberto in favore
del figlio Vittorio Emanuele II.
Il nuovo re fu aiutato da insigni personaggi politici,
prima Massimo D’Azeglio e, poi, Camillo Cavour,
e da tecnici di grandissimo livello tra cui Pietro
Paleocapa e Luigi Menabrea. In soli dieci anni
tra 1849 ed il 1859 il piccolo Regno non solo riuscì
a risanare i bilanci ma compì una notevolissima
opera di ammodernamento nei settori dell’agricoltura
e soprattutto dei trasporti dove fu migliorata
la rete stradale e fu costruita, partendo da
zero, una rete ferroviaria di 900 km in tre regioni
del regno (Piemonte, Savoia e Liguria) lascian-
Infrastrutture&Mobilità
56 12/2025 leStrade
leStrade 12/2025 57
ne della galleria dei Giovi della linea ferroviaria
Genova-Alessandria, non solo l’utilizzazione della
caduta dell’acqua per la produzione di energia
ma anche il trasporto a grande distanza dell’energia
prodotta. Inoltre, Sommeiller era convinto
di poter comprimere l’aria, di trasportarla ed utilizzarla
nel luogo desiderato. Con i tre ingegneri
fu stipulata una convenzione il 28 marzo 1854
e, con legge del 20 luglio 1854, fu affidato loro
il compito di eseguire le sperimentazioni che ritenevano
necessarie al cui costo avrebbe provveduto
lo Stato con una somma di 120.000 lire.
La valutazione di tali sperimentazioni fu affidata
ad una Commissione governativa formata da illustri
tecnici 6 . I tre ingegneri, dopo i primi esperimenti
sui compressori e sulle perforatrici condotti
a Collegno, presso Torino, utilizzarono un’antica
cava di calcare in località La Coscia, vicino a Genova.
Qui furono riprodotte le stesse condizioni
che si sarebbero trovate nel traforo. I risultati furono
entusiasmanti a parere della Commissione
che dichiarò: «Il compressore dei Signori Grandis,
Grattoni e Sommeiller opera in modo regolare e
sicuro e fornisce il miglior mezzo conosciuto per
applicare la forza dell’acqua cadente a comprimere
grandi volumi di aria. Il compressore idraulico
porge il mezzo di somministrare ai lavori sotterranei
aria respirabile e forza motrice. Gli sperimenti
sul movimento dell’aria compressa, sebbene fatti
nel fornice della cava lungo solo 389 metri, danno
sicuro argomento di credere che l’aria compressa
si potrà mandare fino alla metà della distanza
che separa i due imbocchi, conservando una forza
motrice sufficiente al suo impiego. I perforatori
meccanici possono essere mossi dall’aria compressa
ed essi consentono una velocità circa dieci
volte maggiore per la predisposizione dei fori per
la collocazione delle mine, rispetto al lavoro manuale
ed abbrevieranno notevolmente la durata
del lavoro». La Commissione concluse affermando
che, data la natura straordinaria dell’opera, era
opportuno affidare i lavori in economia e suggerì,
inoltre, di «cominciare lo scavo della galleria coi
mezzi consueti, in attesa di reperire tutti i materiali
necessari, per proseguirla poi con il più celere
procedimento» (meccanico).
Foto 5: Disegno della
perforatrice riportato
nel Giornale del Genio Civile
n. 3 del 1863.
Foto 5b: Una perforatrice
usata nello scavo del traforo
custodita nell’Ufficio del
Compartimento FS di Torino.
Terminati tutti gli studi e le sperimentazioni sopra
descritti, i tre ingegneri Sommeiller, Grattoni,
Grandis, cui si aggiunse anche l’ingegner Luigi
Ranco, predisposero il progetto definitivo del
traforo ferroviario.
2. L’approvazione della legge
di finanziamento dell’opera
Il Governo presentò al Parlamento per l’approvazione
il disegno di legge che decretava l’esecuzione
della galleria. Lo Stato assumeva a tutto
suo rischio l’esecuzione del traforo tra Bardonecchia
e Fourneaux (art. 16 del d.d.l.) e la costruzione
dei due tronchi di ferrovia dai due imbocchi
rispettivamente a Susa e a Modane per un costo
complessivo di 41,6 milioni di lire, così ripartiti:
• Tronchi da Susa a Bardonecchia e da Fourneaux
a Modane: 14,40 milioni
• Traforo: 20,60 milioni
• Armamento: 3,67 milioni
• Imprevisti (8%): 2,93 milioni
Lo Stato avrebbe, poi recuperato attraverso la
Società Vittorio Emanuele, affidataria dell’esercizio
della ferrovia, 20 milioni suddivisi in varie
rate (artt. 17 e 18 del d.d.l).
Il progetto di legge dette luogo nei due rami del
Parlamento ad accese discussioni per quattro
giorni. Dagli Atti parlamentari risulta che «Niuno
negava la somma opportunità dell’opera, ma
non tutti dividevano la piena fiducia che nei proposti
spedienti era riposta dagli inventori, dal Governo
e dalle Commissioni». Tra gli interventi è
importante ricordare quelli del ministro dei lavori
pubblici Pietro Paleocapa e soprattutto quello
del presidente del consiglio, Camillo Cavour, che
intervenne, sia nella seduta del 25 giugno 1857
che in quella conclusiva del 27 giugno, prima del
voto della Camera. Qui si riporta la parte finale
del suo secondo intervento: «Signori, l’impresa
che vi proponiamo è impresa gigantesca; la sua
esecuzione dovrà però riuscire a gloria e vantaggio
del Paese. Le grandi imprese non si compiono,
le immense difficoltà non si vincono che
ad una condizione, ed è che coloro cui è dato di
condurre queste opere a buon fine, abbiano una
fede assoluta nella loro riuscita. Se questa fede
non esiste, non bisogna accingersi a grandi cose
né in politica, né in industria. (…) Io mi lusingo,
signori, che voi dividerete questa nostra fiducia.
Se dividerete la nostra credenza, votate risolutamente
con noi. Se un dubbio vi tormenta che
nelle viscere della montagna che si vuole squarciare
si nascondano difficoltà, ostacoli, o pericoli,
rigettate la legge; ma non ci condannate ad
adottare una via di mezzo, che sarebbe in questa
contingenza fatalissima. (…) Noi abbiamo preferito
quella della risoluzione e dell’arditezza; non
possiamo rimanere a metà; è per noi una condizione
vitale ineluttabile o progredire o perire. Io
nutro ferma fiducia che voi coronerete la vostra
opera colla più grande di tutte le imprese moderne,
deliberando il perforamento del Moncenisio».
Dopo l’intervento di Cavour, furono messi in votazione
tutti gli articoli del d.d.l. ed in particolare
l’art. 16, il più importante, che affidava al Governo
la costruzione di un traforo nelle Alpi tra
Bardonecchia e Modane di una lunghezza di 12
chilometri con un diametro sufficiente a contenere
un doppio binario, mentre i tronchi di ferrovia
dagli imbocchi per Susa e Modane furono
progettati ad un solo binario, conformemente al
progetto di Ranco, Grandis, Sommeiller, Grattoni.
La Camera approvò a larga maggioranza. Pochi
giorni dopo arrivò anche l’approvazione del Senato.
Il 15 agosto 1857 il re Vittorio Emanuele II
promulgò la legge n. 2380 che autorizzava il Governo
a realizzare il traforo e con decreto del 29
agosto 1857 a Grandis, Sommeiller e Grattoni fu
affidata la direzione tecnica del traforo delle Alpi.
3. Inizio dei lavori di scavo
Il 1° settembre 1857, solo 15 giorni dopo la promulgazione
della legge, il re Vittorio Emanuele
II, a Modane, dette il via ai lavori di scavo con
una solenne cerimonia con la presenza anche del
principe Napoleone (futuro imperatore Napoleone
III°). Il Bollettino delle Strade ferrate dell’Industria
e del Commercio nel numero del 2 set-
Infrastrutture&Mobilità
58 12/2025 leStrade
leStrade 12/2025 59
Foto 7: Sezioni di scavo -
Giornale del Genio Civile
n. 3 del 1863.
Foto 8a: Disegno dell’affusto
con le perforatrici - Giornale
del Genio Civile n. 3 del 1863.
tembre 1857 così dava l’annuncio: «Ieri lunedì
1° settembre fu inaugurato a Modane da S.M. il
Re l’opera più gigantesca di questo secolo, il perforamento
del Moncenisio». Il Bollettino poi descriveva
la cerimonia ed in particolare riferiva che
dopo la benedizione del vescovo di Maurienne,
il re Vittorio Emanuele con l’aiuto dell’ing. Ranco
dette fuoco ad un gruppo di mine poste proprio
dinanzi all’imbocco nord del traforo a Fourneaux
(sobborgo di Modane) ed annunciò tra gli
applaudi l’inizio dei lavori.
Una delle prime occupazioni della direzione tecnica
fu quella di provvedere d’urgenza al riattamento
delle vie di comunicazione e di costruire
gli edifici necessari per ospitare nei pressi dei
due imbocchi del traforo il maggior numero possibile
di operai ed impiegati di cui si abbisognava.
A Bardonecchia si riparò dapprima la strada per
Oulx, si fortificarono i ponti e si costruì la strada
di servizio lungo il torrente Rochemolle che si dovette
anche deviare. Anche a Fourneaux si dovettero
sistemare le strade di collegamento con Modane
e con l’imbocco del traforo. In mezzo a così
fatte circostanze per i primi tre anni, operai, impiegati
ed ingegneri ebbero a soffrire disagi d’ogni
specie. I lavori esterni poterono essere eseguiti
solo nella buona stagione per cui ci vollero
tre anni per dotare i cantieri di tutte le necessarie
installazioni: edifici per gli impianti di compressione,
officine per le riparazioni, magazzini,
baracche per lavorazioni e fabbricati per le abitazioni
degli operai e per gli uffici. In seguito furono
costruite anche infermerie, refettori e scuole
per i figli degli operai e degli impiegati. Dovettero
essere realizzati anche i canali per portare le
acque del torrente Melezet (di lunghezza di circa
tre chilometri) ed in seguito anche del torrente
Rochemolle (portata di 300 litri con caduta di 30
metri) e un serbatoio di acqua di 400 metri cubi
(lato Bardonecchia). Mentre dall’altro imbocco
(lato Fourneaux) fu realizzato un canale di 600
metri per derivare le acque dell’Arc ed anche del
torrente Charmaix (portata di 200 litri con caduta
di 70 metri).
Altra attività di massima importanza fu il tracciamento
dell’asse della galleria che doveva essere
senza indugio intrapreso in modo da permettere
di por mano ai lavori di scavo dai due imbocchi.
Già nell’autunno del 1857 le operazioni furono
concluse e lo scavo poté essere eseguito con
Foto 6: Tracciato e profilo
longitudinale del traforo -
Giornale del Genio Civile
n. 3 del 1863.
Infrastrutture&Mobilità
60 12/2025 leStrade
leStrade 12/2025 61
tutte le necessarie garanzie per non dover introdurre
in seguito cambiamenti di sorta nel tracciato.
Le operazioni di tracciamento furono condotte
dagli ingegneri Borelli e Copello sotto la guida
di Grandis. Le difficoltà per eseguire i rilievi topografici
furono elevatissime non solo per l’asperità
dei luoghi, ma anche per le condizioni atmosferiche.
Dalla Relazione Tecnica si rileva: «La nebbia,
la neve, il sole, il vento si succedono in quelle
aspre regioni con rapida vicenda e rendono frequentemente
impossibile qualunque operazione
con gli strumenti. A ciò si aggiunge la necessità
di ascese e discese giornaliere anche di 1.000
metri di altezza per rocce e sentieri molto malagevoli
e molte volte si doveva discendere senza
aver potuto traguardare neanche un angolo».
Nonostante queste difficoltà la precisione fu elevatissima,
specie se si considera che quando si
incontrarono i due cantieri, il giorno di Natale del
1870, dopo la caduta dell’ultimo diaframma si riscontrò
uno scarto di allineamento di soli 40 centimetri
in direzione e di soli 60 centimetri in altezza,
dopo un avanzamento di più di 7.080 metri
dal lato Sud e di 5.153 metri dal lato Nord.
La Relazione della Direzione Tecnica illustra come
erano organizzati i lavori di scavo all’interno della
montagna. «A chi entra nella galleria e ne percorre
la lunghezza fino al punto estremo dove lavorano
le perforatrici, essa si mostra in tre ben
distinte parti: la prima è la parte di già rivestita
e completamente ultimata; segue la seconda
nella quale hanno luogo i lavori d’ingrandimento;
in questa tratta lavorano i minatori all’allargamento
della sezione, i muratori all’innalzamento
dei piedritti, i legnaiuoli all’erezione delle centine,
ed altre squadre di muratori ai volti di rivestimento;
oltrepassata questa tratta, si entra nella
galleria preparatoria (detta galleria di avanzamento),
scavata con l’aria compressa e con le
perforatrici».
Dall’avanzamento ottenuto nella galleria preparatoria
dipende la celerità ottenibile in tutti i lavori
che seguono; le macchine sono applicate
solo a questa galleria, mentre nella seconda galleria
il lavoro di ingrandimento si esegue coi metodi
ordinari. Il binario di rotaie che attraversa le
due prime tratte di galleria penetra anche nella
galleria preparatoria e si ferma a brevissima distanza
dal fronte di attacco; ivi viene di mano in
mano prolungato con la successiva aggiunta di
rotaie; il binario ha lo stesso scartamento dei binari
ordinari.
L’affusto delle perforatrici si muove su questo binario;
altri binari di minore ampiezza sono disposti
parallelamente al principale, e servono per la
circolazione di piccoli carretti sui quali si esportano
i frammenti di roccia prodotti dall’esplosione
delle mine. Sotto il binario principale è scava-
to un largo fosso, che si prolunga col progredire
dell’avanzamento, nel quale si collocano i tubi di
ferro, che portano fino al fronte di attacco l’aria
compressa, l’acqua, ed il gaz per far luce. Il fosso
poi si ricopre in modo che i tubi inclusi non abbiano
a soffrire dei detriti di roccia lanciati dalle
mine. Nella galleria è ricoverato tutto il materiale
di perforazione, coi pezzi di ricambio indispensabili.
Nella galleria preparatoria sono stabilite due
porte di sicurezza, costruite con travi e grossi tavoloni,
e girevoli su due perni. Esse, quando chiuse,
costituiscono un riparo efficace contro i sassi
lanciati dalle mine d’avanzamento; e, quando
aperte, lasciano libera a tutti i movimenti l’intera
sezione della galleria. Queste porte si trasportano
più oltre quando il lavoro ha progredito di 60 metri.
La sezione della galleria preparatoria ha una
larghezza all’incirca di 3,40 metri ed un’altezza di
circa 2,40 metri e si mantiene lunga quanto basti
per lasciar campo sufficiente a tutte le operazioni
d’avanzamento. In questo angusto spazio si
compiono le manovre della perforazione meccanica
che qui di seguito si descrivono: l’affusto si
presenta al fronte d’avanzamento armato di nove
o dieci perforatori disposti alcuni parallelamente
all’asse e altri sul perimetro. Ad ogni perforatore
sono collegati due tubi flessibili, l’uno per l’aria
compressa, l’altro per l’acqua, che si proietta
nei fori. Attorno all’affusto stanno in totale 37
persone così suddivise: un capo-posto; quattro
operai meccanici; due scalpellini-minatori; otto
lavoranti pel maneggio degli scalpelli; nove operai
per la condotta delle macchine ed il governo
dell’aria compressa e dell’acqua; cinque ragazzi
preposti alla manovra degli organi dei perforatori,
e dell’ungimento dei meccanismi; otto lavoranti
addetti al servizio dei perforatori».
Foto 8b: Gli operai attorno
all’affusto.
4. L’Accordo con la Francia dopo che
la Savoia era stata ceduta alla Francia
Anche durante la seconda guerra d’indipendenza 7
i lavori proseguirono senza interruzioni. Al termine
della guerra, il trattato di Torino del 24 marzo
1860 sancì l’annessione della Contea di Nizza e
della Savoia alla Francia per tenere fede agli accordi
di Plombières. A seguito di tali accordi la linea
di confine con la Francia veniva a tagliare a
metà il monte Frejus e, di conseguenza, il versante
settentrionale e la corrispondente porzione
di traforo passavano alla Francia. Nel trattato
parve giusto consentire all’Italia, che aveva
avuto il merito di intraprendere il colossale lavoro,
di condurlo a compimento e fu stabilito che
«il Governo italiano si riservava di terminare i lavori
del traforo». Frase “elastica e laconica” che
lasciava molti dubbi soprattutto su come dividere
le spese di costruzione e poi gli importi dei futuri
guadagni. Ci furono lunghe trattative perché
i francesi ritenevano che la frase significasse la
completa estraneità della Francia nelle spese di
costruzione, pur pretendendo la proprietà della
metà dell’opera ricadente nel territorio ormai divenuto
francese. Alla fine si stabilì di concedere
all’Italia 25 anni di tempo, per terminare il traforo
entro il 1886, sotto la propria direzione e responsabilità
ed almeno con la stessa velocità di
avanzamento che era stata seguita fino a quella
data. I francesi vollero stabilire anche una penale
a carico dell’Italia per ogni anno di ritardo, oltre i
25 anni previsti, che il governo di Cavour accettò
a condizione che i francesi accettassero anche
un premio di 500.000 franchi 8 per l’Italia per
ogni anno di anticipo sul termine fissato 9 . Cavour
era in costante contatto con gli ingegneri e, quindi,
sapeva che la velocità di scavo sarebbe stata
sicuramente superiore perché nei primi quattro
anni non si erano affatto adoperate le perforatrici
che, invece, proprio negli ultimi mesi del 1860
avevano dimostrato che potevano contribuire a
ridurre sensibilmente (anche del 100%) i tempi
di scavo. Fu stabilito un costo fisso di 3.000 franchi
per metro lineare di scavo che portavano ad
un costo totale del traforo, lungo 12.330 metri,
a circa 37 milioni di cui alla Francia, che sarebbe
diventata proprietaria della metà del traforo,
ne spettavano 19 milioni. La Francia avrebbe
anche pagato anno per anno gli interessi del
5% sul capitale, ovvero 75 franchi per ogni metro
di galleria terminato e completamente rivestito.
Del capitale di 20 milioni di franchi che la
Società Vittorio Emanuele, durante la gestione
del traforo, doveva versare fu deciso di ripartirlo
in 13 milioni all’Italia e sette milioni alla Francia
per tener conto del maggior costo che l’Italia
doveva sostenere per il collegamento tra l’imbocco
Sud (Bardonecchia) e Susa, rispetto al colle-
gamento tra imbocco Nord (Fourneaux) e Modane.
I lavori terminarono con notevole anticipo: il
traforo fu inaugurato il 18 settembre 1871, con
un risparmio di oltre 15 anni di tempo rispetto ai
25 previsti. La Francia fu costretta a pagare, oltre
ai 19 milioni ed agli interessi pattuiti, anche
il premio complessivo di 7,1 milioni, per un totale
di 26,1 milioni.
5. Costi finali dell’opera
L’ammontare complessivo fu di 70 milioni di lire,
come risulta dalla relazione sui servizi ferroviari
del Ministro dei lavori pubblici De Vincenzi presentata
il 17 marzo 1873 alla Camera dei deputati.
Ricordiamo che la legge del 1857 che aveva
autorizzato il traforo prevedeva una spesa di 41,6
milioni di lire. Il Ministro, nella relazione indicò
dettagliatamente le cause che avevano portato
ad un tale aumento, che qui brevemente si riassumono:
• quando furono fatte le previsioni non si conoscevano
i costi delle macchine per la compressione
dell’aria e per la perforazione meccanica,
che erano ancora allo studio e subirono varie
modifiche;
• le macchine usate per il traforo non erano mai
state utilizzate prima, di conseguenza occorsero
molte prove per far impratichire gli operai.
Quando questi furono addestrati, si aumentò
loro la paga per evitare che abbandonassero il
traforo e si dovesse sostituirli con altri operai
non addestrati;
• la mancanza assoluta di abitazioni nei villaggi
di Bardonecchia e Fourneaux per il numeroso
personale occorrente per le lavorazioni obbligò
la costruzione di numerose case per dare loro
ricovero poiché per il rigore del clima non erano
sufficienti baracche di legno;
• tutti gli oggetti ed i materiali provenivano
dall’estero e per condurli nel comune di Bardonecchia
si doveva attraversare il valico del
Cenisio con costi elevati; analogo dispendio di
risorse era necessario anche per il trasporto da
un cantiere all’altro;
• nel progetto fu previsto un rivestimento in muratura
della galleria solo per un terzo della sua
lunghezza, lasciando la roccia al naturale per il
resto. La natura dei terreni consigliò di estendere
il rivestimento per quasi tutta la lunghezza
della galleria; ciò comportò un aumento di
3,5 milioni di lire;
• le guerre del 1859 e poi del 1866, costrinsero
lo Stato a dirottare a spese militari buona parte
di quelle che erano destinate alla costruzione
della galleria, comportando così un rallentamento
nell’acquisto dei macchinari necessari
e tali ritardi comportarono anche un aumento
delle spese.
Infrastrutture&Mobilità
62 12/2025 leStrade
leStrade 12/2025 63
In realtà lo Stato italiano non spese molto di più
di quanto aveva stanziato, perché si deve considerare
che dei 70 milioni del costo finale dell’opera,
ben 26,1 milioni furono sostenuti dalla Francia
(che nel 1857 non era considerata) e 1,7 milioni
furono ricavati dalla vendita dei materiali avanzati
che furono in gran parte acquistati per i lavori
del traforo del San Gottardo; anche i fabbricati
costruiti per gli operai poterono essere utilizzati
per altri scopi. La spesa realmente sostenuta dal
Governo italiano fu di soli 42,2 milioni di lire, ovvero
di solo 600.000 lire maggiore dei 41,6 milioni
stanziati nel 1857.
6. La caduta dell’ultimo diaframma
e la cerimonia di inaugurazione.
Dagli articoli del Giornale del Genio Civile si rileva
che fin dal 9 novembre del 1870 le maestranze
avvertivano rumori sempre più forti
provenienti dall’altro imbocco ogni volta che
esplodevano le mine. Dal 26 novembre si avvertivano
anche i rumori delle perforatrici. Il 15 dicembre,
dai calcoli della direzione lavori, emergeva
che rimanevano solo 40 metri di scavo. I
due ingegneri della direzione dei lavori nei due
imbocchi Copello (lato Nord) e Borelli (lato Sud)
si tenevano in stretto contatto telegrafico. Alle
ore 22 del 22 dicembre Copello telegrafa a Borelli:
«Allo scoppio vostre mine, abbiamo visto
la roccia vibrare. Ci sembra che la distanza sia
minore di quanto risulta dai calcoli, che indicano
che mancano 5,50 metri. Comunque è necessario
che, quando esplodono le mine da una parte,
anche gli uomini che stanno dall’altra parte
si allontanino dal fronte». Alle ore 16 del 23 dicembre,
sempre Copello telegrafa: «Noi faremo
sparo mine alle ore 17,30 precise. Prima proveremo
a battere con la mazza nove colpi, distinti
in tre gruppi di tre. Se sentite, rispondete
stesso mezzo subito dopo». Alle ore 3,45 del
25 dicembre, ancora Copello telegrafa: «Indizi
prossimo incontro sempre più evidenti i nostri
scalpelli oscillano quando si sentono i colpi delle
vostre perforatrici. La perforazione sarà completata
fra circa un’ora. Dopo aspetteremo i vostri
colpi sonda. Poi organizzeremo lo sparo in contemporanea».
Alle ore 16 la sonda forava il diaframma
che ormai era solo di 1,5 metri. La notizia
via telegrafo arrivò subito anche a Torino.
Poco dopo le 17, Sommeiller ed una quarantina
di persone partivano in treno da Torino diretti a
Bardonecchia dove arrivarono, dopo aver percorso
in carrozza l’ultimo tratto da Susa a Bardonecchia,
all’una del giorno 26 dove il termometro
segnava otto gradi sottozero. All’ingresso
del tunnel abbandonarono i cappotti e le pellicce
ed indossarono le giacche da minatore. Enea
Bignami 10 era con loro e così descrive l’evento:
«Giunti nella galleria di piccola sezione, di due
metri di larghezza, procedemmo con l’aiuto delle
lucerne dei minatori fino al fondo della grotta
dove trovammo la parete forata dalla sonda.
Da questo pertugio si parlava con quelli venuti
da Modane, gli italiani stringevano la mano ai
francesi attraverso il buco lasciato dalla sonda.
I pertugi per le mine, pronti da entrambi i lati,
furono riempiti con le mine. Noi retrocedemmo
a cinquecento metri di distanza (così fecero anche
dall’altra parte). Erano le 5,20 del mattino
9a. Viaggio inaugurale
riportato in prima pagina
della “Gazzetta del Popolo”
di settembre 1871.
9b. Foto dell’arrivo del treno
inaugurale a Bardonecchia
tratta da l’Illustration
Européenne di Bruxelles -
ottobre 1871.
10a: Monumento “Il Genio
alato” in piazza Statuto
a Torino.
10b: Particolare del
monumento con dedica
ai tre ingegneri.
Tab. 1: “Gli avanzamenti degli
scavi dal 1° settembre 1857
al 26 dicembre 1870”.
del 26 dicembre quando ad un tratto scoppiarono
le mine. Una violenta corrente ci avvolse di
fumo denso. Per un buon quarto d’ora si rimase
al buio. Nessuno parlava, ma tutti tossivano. Finalmente
la breccia è aperta! Momento solenne!
Alla breccia era un urtarsi, un pigiarsi per passar
dall’altra parte. Primo ad attraversare fu il
Grattoni. Quante strette di mano! Il primo grido
fu Viva l’Italia! Viva Vittorio Emanuele!” Quello
che per molto tempo era stato considerato il
baluardo delle Alpi è caduto ed è subito festa:
Tabella n. 1 “Gli avanzamenti degli scavi
dal 1° settembre 1857 al 26 dicembre 1870”
Anno Imbocco Sud Imbocco Nord
m scavo m scavo
1857 (1) 27,28 a mano 10,80 a mano
1858 257,57 a mano 201,95 a mano
1859 236,35 a mano 132,75 a mano
1860 203,80 a mano 139,50 a mano
1861 170.00 a mano 193,00 a mano
1862 380,00 con perforatrice 243,00 a mano
1863 426,00 con perforatrice 376,00 con perforatrice
1864 621,20 con perforatrice 466,65 con perforatrice
1865 765,30 con perforatrice 458,40 con perforatrice
1866 812,70 con perforatrice 212,29 con perforatrice
1867 824,30 con perforatrice 687,81 con perforatrice
1868 638,60 con perforatrice 681,55 con perforatrice
1869 827,70 con perforatrice 603,75 con perforatrice
1870 889,45 con perforatrice 745,85 con perforatrice
Totale 7.080,25 m 5.153,30 m
Nota (1) : i lavori iniziarono il 2 settembre 1857.
Totale Generale: 12.233,55 m
un pranzo è allestito in una sala addobbata per
l’occasione con una perforatrice posta sotto un
ritratto di Vittorio Emanuele. Immediato fu l’eco
dell’avvenimento in tutto il mondo. Lo “Scientific
American” del 7 gennaio 1871 scrive: «A questa
impresa da 13 anni si guarda come ad uno
dei massimi eventi dell’ingegneria moderna. Il
tunnel del Moncenisio, con le sue otto miglia di
lunghezza, è la più grande opera mai intrapresa,
e il successo e la rapidità con cui è stata terminata
rappresenta un trionfo dell’ingegneria
che non ha paragoni».
Gli abbracci fra le due squadre di minatori attraverso
la breccia aperta il giorno di Natale del
1870, i reciproci inni ed omaggi che si susseguirono
da quel momento fino all’inaugurazione
che avvenne nel settembre del 1871, non
rispecchiavano il clima politico tesissimo tra l’Italia
e la Francia in quel periodo. La Francia aveva
vissuto uno dei periodi più tristi della sua
storia: la sconfitta di Sedan, ed il successivo
assedio di Parigi per opera dell’esercito prussiano,
il crollo dell’impero di Napoleone III e
la proclamazione della repubblica. L’Italia, proprio
nei giorni dell’assedio di Parigi, conquistava
Roma e gli ultimi territori dello Stato Pontificio.
In questo contesto si doveva anche pensare
ai festeggiamenti per il compimento di quest’opera
grandiosa.
Il 14 settembre 1871 viene effettuata la prova
generale del passaggio del treno attraverso
la nuova linea ed il tunnel. Il viaggio prova
andò benissimo. Nonostante la tensione con la
Francia, Torino si preparava ad essere protago-
Infrastrutture&Mobilità
64 12/2025 leStrade
leStrade 12/2025 65
nista di un avvenimento epocale. Il 17 settembre
1871 fu organizzata l’inaugurazione solenne
del traforo riservata agli invitati di rango ed
alla stampa. Il treno quando arrivò alla stazione
di Modane al termine del viaggio inaugura-
le, trovò pochissime bandiere e molta mestizia.
Naturalmente al ritorno a Bardonecchia ed ancor
più a Torino l’atmosfera era decisamente diversa
e molto festevole. Il giorno dopo, lunedì
18 settembre, fu organizzata una visita al traforo
per le Società operaie. La sera del lunedì un
gran ballo popolare a piazza Statuto. Le Società
operaie promossero la costruzione di un monumento
che fu istallato nel 1879 in piazza Statuto,
in ricordo della storica impresa, dedicato ai
tre ingegneri che lo progettarono e diressero i
lavori. Nel 2021, in occasione del 150° anniversario
dell’inaugurazione del traforo del Frejus,
l’Associazione del Genio Civile, con il Collegio
degli ingegneri Ferroviari (Cifi) e con Rfi e Telt
ha posto una lapide nella stazione di Torino-Porta
Nuova in ricordo dei 48 operai caduti durante
i lavori. nn
Targa posta nella stazione
di Torino - Porta Nuova,
per il 150° anniversario
dell’inaugurazione del Traforo
del Frejus, dall’Associazione
del Genio Civile, dal Cifi,
da Rfi e da Telt in ricordo
dei 48 operai caduti
durante i lavori. Foto scattata
da Mario Virano, compianto
direttore generale di Telt,
all’arrivo della Targa nella
stazione di Torino Porta
Nuova. Alla destra di Pasquale
Cialdini, gli ingegneri di Rfi
e del Cifi di Torino, Angelo
Michele Cantore e Rossella
Greco”.
1
Vedi: n. 8-9 / agosto-settembre 2025
pagg. 32-46.
2
Ecco i riferimenti degli articoli sul traforo
ferroviario del Frejus di Pasquale Cialdini:
1° «leStrade» 10/2010, “Il traforo ferroviario
del Frejus” (1° parte); 2° «le-
Strade» 11/2010, “Storia dei lavori del
traforo ferroviario del Frejus” (2° parte);
3° «leStrade» 12/2010, “Storia del traforo
del Frejus: i protagonisti” (3° parte);
4° «leStrade» 1-2/2011, “Il traforo
ferroviario del Frejus dopo il 1871”
(4° ed ultima parte). Successivamente
per approfondire alcuni aspetti sono
stati pubblicati anche altri quattro articoli:
«leStrade» 11/2020, «leStrade»
6/2021, «leStrade» 8-9/2021 e «leStrade»
11/2021.
3
Germano Sommeiller è nato a Saint Jeoire
(Savoia) il 15 febbraio 1815, dove è
morto l’11 luglio 1871 senza poter assistere
all’inaugurazione del traforo.
4
Sebastiano Grandis è nato il 6 aprile 1817
a San Dalmazzo (Cuneo) ed è morto a
Torino il 10 gennaio 1892.
5
Severino Grattoni è nato il 9 dicembre
1815 a Cervesina (Pavia) ed è morto a
Torino il 1° aprile 1876.
6
La Commissione individuò anche quale
doveva essere la quantità d'aria occorrente
per garantire la vivibilità degli
operai impegnati nelle operazioni di scavo.
Dai calcoli della Commissione risultò
che erano necessari almeno 74.000
metri cubi di aria nelle 24 ore e quindi
di 3.084 metri cubi ogni ora. Dai calcoli
di Sommeiller si ricavava che il volume
d'aria che si poteva ottenere con la forza
motrice, disponibile a Bardonecchia era,
ogni ora, di 4.086 metri cubi. Con tale
valore si poteva scavare fino a 120 metri
cubi al giorno che equivalevano ad un
avanzamento giornaliero di tre metri.
7
II° guerra d’Indipendenza: 27 aprile
1859 – 12 luglio 1859 (armistizio di Villafranca).
8
Il premio era addirittura di 600.000 franchi
l'anno se l'anticipo fosse stato superiore
a dieci anni.
9
Questa è considerata l’ultima grande
iniziativa di Cavour che morì il 6 giugno
1861, pochi giorni dopo aver concluso
l’accordo con i francesi.
10
Enea Bignami (1819-1896), noto scrittore
dell’800 pubblicò nell’ottobre 1871
il libro “Cenisio e Frejus”.
Infrastrutture&Mobilità
66 12/2025 leStrade
Soluzioni
Il Monitoraggio Topografico
di superficie
Nuove applicazioni dell’interferometria satellitare.
Case History della Galleria di Base del Brennero
in riferimento al sottoattraversamento della Val di Vizze
Il monitoraggio topografico e strutturale costituisce
una attività strategica fondamentale per
la realizzazione di una complessa opera infrastrutturale
quale la Galleria di Base del Brennero.
L’approccio in fase progettuale relativo allo studio
degli impatti dell’opera sull’ambiente e sulle
strutture permette di individuare le aree da attenzionare
e di avviare le relative attività di monitoraggio
in maniera tale da disporre di dati ante-operam,
rilevati in condizioni indisturbate.
Ciò consente di disporre, nella fase realizzativa,
deformazioni dovute all’avanzamento di un cavo rispetto all’altro.
di dati fondamentali per comprendere eventuali
movimenti e fornire informazioni ai progettisti.
Tali dati inoltre costituiscono una preziosa risorsa
se inseriti in report periodici che informano le
popolazioni limitrofe ai cantieri.
Gli obiettivi raggiunti nel caso specifico sono il risultato
di una scrupolosa fase preventiva di analisi
tecnica della situazione geologica presente nell’area,
sommata all’elevato know-how implementato
nei cantieri alla quale sono stati affiancati una costante
analisi e diffusione dei dati ottenuti.
Figura 1: Schema delle Gallerie di Linea, con diametro interno pari a circa 8 metri, e
Cunicolo Esplorativo, con diametro interno di circa 6 metri.
Simone Cappelletto
BBT SE
Alessandro Coppola
E-Geos
Figura 1: Schema delle
Gallerie di Linea, con diametro
interno pari a circa otto metri,
e Cunicolo Esplorativo,
con diametro interno
di circa sei metri.
1 Il Progetto della Galleria di Base
del Brennero (BBT-SE)
La Galleria di Base del Brennero (BBT) si estende
per circa 55 chilometri, dalla stazione di Innsbruck
sino al portale a nord della stazione ferroviaria di
Fortezza. La previsione di traffico per la nuova linea
è di almeno 400 treni/giorno, di cui oltre 300
merci. La pendenza massima della galleria sarà
del 6,7%, molto inferiore al limite del 12,5% stabilito
dalle Specifiche Tecniche di Interoperabilità
europee per il traffico transfrontaliero.
Il tunnel ridurrà significativamente la pendenza
rispetto all’attuale linea, consentendo il transito
di treni merci più lunghi e veloci. Infatti, le pendenze
sulla linea esistente raggiungono il 26%,
limitando la velocità a soli 50 km/h e riducendo i
carichi trasportabili.
La nuova galleria permetterà, inoltre, di accorciare
il percorso tra Fortezza e Innsbruck di circa
20 chilometri, riducendo il tempo di percorrenza
da 80 minuti a soli 25 per i treni più veloci.
La configurazione del tunnel prevede due gallerie
principali a singolo binario collegate tra loro
ogni 333 metri tramite cunicoli trasversali di collegamento
(figura 1). L’interasse tra le gallerie è
compreso tra i 40 e i 70 metri, che, tenuto conto
delle caratteristiche geomeccaniche dell’ammasso
roccioso attraversato, permette di limitare
l’influenza delle deformazioni dovute all’avanzamento
di un cavo rispetto all’altro.
Nel complesso è previsto lo scavo di circa 225
chilometri di gallerie, di cui 110 chilometri di linea
e 56 chilometri di cunicolo esplorativo. Circa
135 chilometri saranno scavati con TBM scudate o
aperte e 90 chilometri con il metodo drill & blast.
Ad oggi ne risultano scavati complessivamente
206 su un totale di 225 chilometri previsti (89%).
Il cunicolo esplorativo, posto circa 12 metri sotto
le gallerie principali, ha funzione geognostica
per analizzare il terreno e ridurre rischi e costi di
costruzione. Durante i lavori serve al trasporto
di materiali e all’approvvigionamento, mentre in
esercizio fungerà da drenaggio delle acque.
2 Il Sistema di Monitoraggio
Sin dalla concezione dell’opera, uno dei principali
aspetti tenuti in considerazione è stato lo studio
degli impatti che si sarebbero venuti a creare sia
in fase di realizzazione che in fase di esercizio,
sul delicato ambiente dell’Alto Adige.
L’analisi geologica si è rivelata essere lo strumento
più adatto a fornire le necessarie informazioni
per l’identificazione delle aree più sensibili. Con
questo obiettivo è stato creato un team di esperti
(Geoteam) che ha individuato le aree sensibili
da sottoporre a monitoraggio topografico. Fra
queste rientra la Val di Vizze: piccola valle chiusa,
ad est di Vipiteno, caratterizzata dalla presenza
di un invaso artificiale per la produzione di energia
idroelettrica e da piccolo paese di Caminata.
In corrispondenza proprio di questo invaso avviene
l’attraversamento, in direzione circa nordsud,
della vallata da parte delle tre gallerie del
Progetto di BBT.
La Progettazione ha quindi previsto che, sia gli
edifici dell’abitato, che lo sbarramento, che alcuni
punti sui versanti, venissero monitorati topograficamente.
Tale monitoraggio si doveva avviare
almeno un anno prima dell’arrivo delle gallerie.
Questa prescrizione ha consentito di identificare
con precisione le oscillazioni nelle misure provocate
dalla ciclicità delle mutazioni delle condizioni
ambientali (ciclo delle stagioni).
Le indicazioni progettuali prescrivevano l’utilizzo
di sistemi di monitoraggio che fossero in gradi di
rilevare tempestivamente eventuali movimenti
improvvisi di edifici, infrastrutture o versanti, ma
che fosse anche in grado di evidenziare cedimenti
estesi di ampie superfici (subsidenze). Per il primo
tipo di monitoraggio si è optato per una rete
di sensori (Stazioni Totali TPS e sensori satellitari
fissi GNSS), per il secondo ci si è avvalsi della tecnologia
di monitoraggio satellitare InSAR, acronimo
di Interferometric Synthetic Aperture Radar.
Il monitoraggio della subsidenza tramite InSAR
avviene, in estrema sintesi, attraverso i seguenti
passaggi:
1. Raccolta dati - Immagini radar: vengono raccolte
immagini radar da più passaggi del satellite.
Queste immagini, scattate in momenti
diversi, vengono poi confrontate (approfondimento
nel cap. 2).
2. Interferometria: la differenza di fase tra le immagini
radar acquisite in tempi diversi permette
di rilevare anche piccoli spostamenti
del terreno, spesso dell’ordine di millimetri.
Questo è il cuore dell’interferometria (approfondimento
nel cap. 3).
3. Mappa delle deformazioni: l’analisi delle differenze
di fase produce mappe che evidenziano
le aree di deformazione o subsidenza,
permettendo di monitorare l’intensità e la velocità
dei movimenti del suolo su vasta scala.
L’elaborazione dei dati avviene in due step: il primo
prevede una analisi dei soli dati provenienti
dal sistema di monitoraggio interferometrico,
mentre il secondo prevede l’analisi complessiva
di tutti i dati provenienti da tutti i sistemi di monitoraggio
presenti in Val di Vizze:
• Sistema di monitoraggio interferometrico.
• Stazioni totali TPS e prismi sulle strutture (edifici,
sbarramento).
• Stazioni permanenti GNSS.
• Livellazioni periodiche lungo il fondovalle e, ad
anello, nell’abitato di Caminata.
• Rete di inclinometri e piezometri.
Infrastrutture&Mobilità
Nel complesso è previsto lo scavo di circa 225 km di gallerie, di cui 110 km di linea e 56
km di cunicolo esplorativo. Circa 135 km saranno scavati con TBM scudate o aperte e 90
km con il metodo drill & blast. Ad oggi ne risultano scavati complessivamente 206 su un
68 12/2025 leStrade
leStrade 12/2025 69
Per eseguire i servizi specialistici di elaborazione
interferometrica, BBT-SE si è affidata ad un partner
leader di settore, selezionato con le apposite
procedure previste per gli appalti pubblici: la
società E-Geos S.p.A.
E-Geos joint venture tra Agenzia Spaziale Italiana-ASI
(20%)/Telespazio (80%), soggetta alla
direzione e al coordinamento congiunto di Leonardo
S.p.A. e Thales S.A. è uno dei principali
operatori internazionali nel settore dell’Osservazione
della Terra.
Le attività principali di E-Geos sono l’elaborazione
avanzata dei dati radar e ottici, soluzioni GIS per
la catena di produzione di ortoimmagini e cartografia,
interferometria SAR per l’analisi della deformazione
del terreno, soluzioni per i sistemi di
controllo a terra (Ground Segment) per le missioni
satellitari di OT, geodesia (misurazione accurata
e comprensione della forma geometrica
della Terra) e produzione di cartografia OT (Osservazioni
della Terra).
3 Tecnologia InSAR
I vantaggi dell’InSAR per il monitoraggio della
subsidenza sono da ricercarsi nell’alta precisione
che il sistema può raggiungere, andando a rilevare
deformazioni millimetriche.
Consente inoltre un rilevamento su larga scala,
andando a ricoprire aree estese, anche difficilmente
accessibili, come alcuni versanti in quota,
presenti nella corona di vette intorno alla Val
di Vizze. L’InSAR offre inoltre la possibilità di effettuare
monitoraggi in continuo e di non essere
invasivo in quanto non richiede particolari installazioni
a terra.
Ci sono però anche alcuni limiti, legati principalmente
alla disponibilità delle immagini satellitari
nella zona da monitorare, ed alle caratteristiche
morfologiche dal sito.
Dopo una attenta analisi dei satelliti e dei dati
disponibili, la scelta di BBT-SE è caduta sull’utilizzo
di dati SAR in banda X, forniti dalla costellazione
Cosmo Sky Med e Cosmo Second Generation,
dell’Agenzia Spaziale Italiana e del Ministero
della Difesa. Tale scelta è motivata dal fatto che,
rispetto ai satelliti in banda-C, pur disponibili,
quelli in banda-X, risultano più efficaci nell’individuazione
di movimenti lenti del terreno in aree
di ridotte dimensioni, e consentono di individuare
un numero di punti di misura al suolo molto
superiori grazie a una cella di risoluzione più
piccola (3x3 metri vs. 20x5 metri) e una maggior
frequenza di acquisizione (8/11 gg vs. 24/35
gg). Da test effettuati su diverse aree, si è calcolata
una densità di punti anche di dieci volte
maggiore.
Individuati quindi i dati ed i fornitori, ci si è posti
l’obiettivo di determinare la misura di riferimento
rispetto alla quale calcolare eventuali subsidenze
ed eventuali fenomeni deformativi superficiali
già in atto. Al fine di poter ricostruire l’andamento
degli eventuali movimenti del terreno e definire
il set di dati di riferimento, si è proceduto, a
ritroso, alla ricerca di tutte le immagini satellitari
presenti negli archivi. Il monitoraggio è iniziato
nel gennaio del 2021 ed è riferito a dati presenti
negli archivi di ASI a partire dal 2011.
In particolare, per quanto riguarda il sensore CO-
SMO-SkyMed (Banda-X), i dati fanno riferimento
al periodo dal febbraio 2011, con una risoluzione
a terra di 3 metri×3 metri, mentre per quanto
riguarda il sensore Sentinel-1 (Banda-C), i dati
fanno riferimento al periodo dal gennaio 2015,
con una risoluzione a terra di 4 metri×14 metri.
Al fine di avere un confronto fra i dati, si è deciso
di elaborare l’area in esame anche con i dati
in Banda-C del satellite Sentinel-1 dell’Agenzia
Spaziale Europea (ESA).
L’elaborazione della serie storica di immagini
satellitari, disponibili negli archivi dal 2011 al
31.10.2020, ha permesso di costituire un dataset
di riferimento (baseline) di circa dieci anni.
Tale baseline ha fornito un quadro esteso del
comportamento del territorio nell’area di interesse,
permettendo di caratterizzare le dinamiche
deformative preesistenti e di stabilire un riferimento
di confronto per le successive fasi di
monitoraggio in continuo.
Questa massa di dati ha rappresentato la baseline
a partire dalla quale si è operato il monitoraggio.
L’analisi delle nuove immagini satellitari acquisite
si è quindi avviata nel 2021 ed è previsto termini
nel 2026.
3.1 Tecnologia InSAR: la rete satellitare
Come noto, le misure interferometriche sono basate
sul confronto tra due immagini radar acquisite
sulla stessa area in tempi diversi, valutando
lo sfasamento tra due sinusoidi con stessa lunghezza
d’onda. Per la banda-C la lunghezza d’onda
è pari a 5,6 centrimetri, per la banda X è pari
a 3,11 centimetri.
A parità di spostamento (millimetri), si ha uno
sfasamento (radianti) maggiore nella banda-X rispetto
alla banda-C. Quindi, più piccolo è lo spostamento,
più difficoltoso sarà misurarlo con la
banda-C, meno con la banda-X.
Lanciata nel 2007, la costellazione di Cosmo-Sky-
Med è un punto di riferimento nel settore dell’Osservazione
della Terra. Attualmente, la costellazione
conta cinque satelliti operativi, tre di prima
generazione e due di seconda generazione, più
potente. Ogni satellite è dotato di un potente radar
in grado di catturare immagini sia di giorno
che di notte e in qualsiasi condizione meteoro-
Figura 2: Sequenza
operazioni di elaborazione
automatizzata.
cms.mapitaly.asi.it
asi.it
to, prevede l’utilizzo di tutti i dati disponibili dal
2011 sino al momento di inizio del monitoraggio
in continuo.
logica, rivelando dettagli invisibili agli strumenti
ottici tradizionali.
L’importanza del contributo operativo di ASI ri-
Figura 2: Sequenza operazioni di elaborazione automatizzata.
siede non solo nella qualità dei dati forniti, ma
nella anche loro continuità nel tempo. Infatti, dal 3.2 Tecnologia InSAR: la tecnica brevettata
di E-Geos per l’elaborazione dei dati
2010, la costellazione ha iniziato a creare serie
Tutta
interferometriche,
l’elaborazione
ovvero
è automatizzata:
acquisizioni che si
essa
ripe-stono identiche nel tempo, che sono andate a co-
per il rilevamento di deformazioni superficiali del-
interfaccia L’uso dell’interferometria con un database radar da dove satellite vengono (SAR)
memorizzati
stituire un archivio,
i dati di
MapItaly
input, i
(PortaleMapITALY),
dati intermedi e i prodotti
la crosta
finali,
terrestre,
con
sfrutta
diversi
la
controlli
differenza
di
di
qualità
fase
automatici sempre aggiornato, allo scopo unico di evidenziare nel suo genere, tempestivamente a di-
tra immagini possibili acquisite situazioni in tempi critiche. diversi da orbite
sposizione della comunità scientifica e dell’utilità
pubblica (www.asi.it).
MapItaly non è solo una serie di acquisizioni di immagini,
ma un vero e proprio archivio della storia
italiana. Ogni immagine rappresenta una fonte di
informazioni preziose, accessibile a chiunque ne
faccia richiesta. Questo archivio si arricchisce costantemente
con nuovi dati, rendendo MapItaly
una risorsa in continua evoluzione.
Le
Importazione
immagini pertanto
ed analisi
sono
dei
state
dati
fornite
di input
in via
gratuita o da parte di ASI a BBT-SE previa sottoscrizione
o
di un Accordo Quadro per motivi di interesse
pubblico. Tali immagini, richieste da BBT-
SE, sono acquisite centroid nell’ambito delle immagini; del progetto Map
Italy, o e messe a disposizione dell’affidatario consentendo
l’accesso all’archivio in modalità Striplines);
Map Himage, con periodicità di 16 giorni.
L’analisi o della serie storica di cui sopra, come det-
differenti costituisce da tempo una tecnica certa
per il monitoraggio dei movimenti del terreno in
aree vaste. La tecnologia permette rilevamenti
con accuratezza millimetrica.
E-Geos utilizza la tecnica brevettata Persistent
Scatterer Pairs Interferometry (PSP-IFSAR) sviluppata
internamente e coperta da brevetto.
Questo metodo consente di:
• selezionare automaticamente scatteratori persistenti
(PS) e distribuiti (DS);
Eventuali anomalie sono valutate da un team di esperti analisti SAR che supervisiona l’intera
elaborazione, analizzando i dati intermedi ed i prodotti finali.
I passi principali della catena d’elaborazione vengono brevemente presentati nei paragrafi
seguenti.
La conoscenza delle orbite precise per ciascuna acquisizione;
L’analisi dei parametri d’acquisizione, con particolare attenzione al doppler
• evitare la necessità di calibrazioni preliminari
su ampiezza e fase;
• gestire grandi quantità di dati in modo efficiente,
grazie a una catena di elaborazione automatizzata
con controllo qualità integrato.
Il metodo sfrutta connessioni ridondanti tra coppie
di punti per stimare deformazioni e rimuovere
disturbi orbitali e atmosferici, riducendo gli errori
La presenza di parti di immagini in cui non è presente informazione (missing
La presenza di anomalie visive sulle immagini d’ampiezza.
Infrastrutture&Mobilità
70 12/2025 leStrade
leStrade 12/2025 71
di scatteratori diffusi (DS). Una volta identificati
i PS, è necessario ricostruire lo spostamento di
ciascun punto a partire dalla misura differenziale
ottenuta tra coppie di punti. Per questo scopo
è stato implementato da e-GEOS un metodo robusto
ed affidabile di integrazione alle differenze
finite e di “phase unwrapping”.
Queste soluzioni innovative rendono l’approccio
PSP-IFSAR capace di fornire risultati molto affidabili
ed accurati.
Tutta l’elaborazione è automatizzata: essa si interfaccia
con un database dove vengono memorizzati
i dati di input, i dati intermedi e i prodotti
finali, con diversi controlli di qualità automatici
allo scopo di evidenziare tempestivamente possibili
situazioni critiche.
Eventuali anomalie sono valutate da un team di
esperti analisti SAR che supervisiona l’intera elaborazione,
analizzando i dati intermedi ed i prodotti
finali. I passi principali della catena d’elaborazione
vengono brevemente presentati nei
paragrafi seguenti.
• Importazione ed analisi dei dati di input
- La conoscenza delle orbite precise per ciascuna
acquisizione;
- L’analisi dei parametri d’acquisizione, con
particolare attenzione al doppler centroid delle
immagini;
- La presenza di parti di immagini in cui non è
presente informazione (missing lines);
- La presenza di anomalie visive sulle immagini
d’ampiezza.
- Scelta dell’immagine “master di coregistralegati
al phase unwrapping. Attraverso l’integrazione
di acquisizioni da geometrie ascendente e
discendente, è possibile derivare le componenti
di spostamento nelle direzioni verticale (H) ed
est-ovest (E).
L’informazione nella direzione nord-sud non è accessibile
per limiti intrinseci delle orbite SAR.
La tecnica PSP-IFSAR permette di superare una serie
di problematiche legate alla elaborazione, quali:
• Identificazione dei vari contributi della fase interferometrica
per estrarre l’informazione di
deformazione del suolo.
• “Srotolamento” della fase interferometrica
(Phase-unwrapping).
• Selezione dei punti di misura (PS) da cui è possibile
ottenere una misura affidabile.
In particolare, la tecnologia PSP-IFSAR si basa
sulla differenza di fase fra punti relativamente
vicini che formano coppie o archi e riduce la necessità
di una preelaborazione per la calibrazione
dell’ampiezza e la rimozione degli artefatti dovuti
all’atmosfera e agli errori orbitali. Lavorare con gli
archi, piuttosto che con i singoli punti, può essere
computazionalmente più oneroso: la tecnologia
PSP-IFSAR è basata però su un algoritmo intelligente
ed efficiente che è capace di selezionare
il minimo insieme di archi necessario ad identificare
i punti utili, cioè tutti i PS.
L’utilizzo di una rete ridondante di connessioni tra
punti vicini permette di ottenere misure di deformazione
molto precise e ben localizzate nello
spazio tridimensionale, consentendo l’estrazione
di segnali molto deboli, come quelli caratteristici
Figura 3: Area interessata
dal monitoraggio satellitare.
zione”: la scelta ottimale della master è fondamentale
per garantire che le variazioni di
fase misurate siano effettivamente attribuibili
a deformazioni del terreno e non a errori
di natura geometrica o topografica.
- Analisi della distribuzione temporale delle immagini
per identificare possibili gap tra due
acquisizioni successive che possono limitare
la misura ai soli fenomeni di deformazione a
bassa frequenza (movimenti lenti).
- Co-registrazione e generazione degli interferogrammi:
tutte le immagini SAR vengono geometricamente
allineate all’immagine master.
- Import DEM esterno: Importazione di un Modello
Digitale di Elevazione (DEM) esterno necessario
per la simulazione della fase topografica
e la geocodifica dei risultati (nel caso
è stato usato il DEM SRTM -Shuttle Radar Topography
Mission-, dataset altimetrico globale
a risoluzione spaziale di circa 30 metri, della
NASA)
- Selezione dei Persistent Scatterers (PS) con
successiva loro visualizzazione in ambiente
GIS: L’algoritmo automatico identifica i PS
costruendo una rete di connessioni tra punti
vicini e valutandone l’affidabilità attraverso
la coerenza multi-temporale.
- Stima dei parametri del modello fisico: attraverso
un modello matematico generale vengono
stimate le deformazioni, le dilatazioni
termiche stagionali e la topografia residua.
- Phase unwrapping dei residui: il risultato finale
combina modello e residuo srotolato,
rappresentando il segnale di deformazione.
- Filtraggio degli artefatti orbitali e atmosferici:
l’introduzione di filtri permette la rimozione
di errori orbitali e variazioni atmosferiche
(stratificazione, vapore acqueo, turbolenza)
e del rumore di fase;
- Scelta del punto di riferimento e controlli di
qualità finali: il punto di riferimento viene
scelto, privilegiando quello con migliore coerenza
e minore RMS (Root Mean Square, errore
quadratico medio).
- Derivazione delle componenti verticali ed
est-ovest delle deformazioni: l’integrazione
delle misure acquisite in geometria ascendente
e discendente permette di scomporre
il movimento rilevato lungo la linea di vista
(LOS) del satellite nelle componenti verticale
(H) ed est-ovest (E).
- Stima parametri di qualità: ad ogni punto
di misura vengono associati indici di qualità,
quali la coerenza (calcolata come media
delle coerenze temporali tra il punto e quelli
connessi nel grafo) e le stime di deviazione
standard per velocità media e quota topografica
residua.
4 Applicazione del monitoraggio
interferometrico al sito di Val di Vizze
L’area di interesse su cui è stato effettuato il monitoraggio
si estende dalla Val di Vizze (I) fino al
confine del Brennero (I). Ha una estensione di ca.
12 chilometri in direzione nord/sud. Il corridoio,
nella suddetta direzione, ha una larghezza di circa
+/-1 chilometro. L’area da monitorare ha quindi
una estensione di circa 24 chilometri quadrati.
L’abitato di Caminata e la Diga di Novale, pur non
direttamente interessati dall’asse del tunnel, sono
stati compresi nelle attività di monitoraggio, essendo
la diga un’infrastruttura rilevante.
Nell’area del Lotto Mules 2-3, il tracciato ferroviario
si presenta con andamento planimetrico
principalmente in rettifilo caratterizzato, a partire
dall’estremo nord del lotto, da un tratto rettilineo
di circa cinque chilometri, da una breve
curva sinistrorsa di ampio raggio (R=10’000 m)
e da un successivo rettilineo di circa dieci chilometri
cui segue un’ulteriore curva sinistrorsa
più stretta e di maggiore estensione che interessa
principalmente il lotto esistente Mules 1. Il
tracciato riprende con un tratto in rettilineo (circa
un chilometro) cui segue una curva destrorsa
(R=6.000 metri), per terminare, nella zona di
sdoppiamento dei binari in cui si innestano i rami
di interconnessione, con un tratto in rettilineo di
circa 1.500 metri.
4 Analisi dei dati alla data del 30.09.2025
Per fornire dati di confronto nell’elaborazione
con i dati CSK e CSG (COSMO-SkyMed e CO-
SMO-SkyMed Seconda Generazione), e-Geos ha
prodotto, in aggiunta alle prescrizioni contrattuali,
anche elaborazioni su dati Sentinel-1, con l’obiettivo
di calibrare le misure ad alta risoluzione
del satellite COSMO-SkyMed utilizzando la maggiore
affidabilità su grandi aree delle analisi a
bassa risoluzione del satellite Sentinel-1. Inoltre,
al fine di rendere omogenee le finestre temporali
di analisi al variare del satellite utilizzato, è stata
adottata una “sliding window” ovverosia una
finestra temporale mobile che considera sempre
gli ultimi cinque anni di dati disponibili a ritroso
rispetto alla data di analisi, fornendo così monitoraggi
quinquennali aggiornati progressivamente.
L’aggiornamento più recente delle attività di
monitoraggio è relativo alla data del settembre
2025; sono stata usate a quella data complessivamente:
• Per le analisi COSMO-SkyMed, la geometria
ascendente si è basata su 73 immagini SAR,
mentre la geometria discendente ha utilizzato
69 immagini.
• Per le analisi Sentinel-1, la geometria ascendente
si è basata su 195 immagini SAR, mentre la geometria
discendente ha utilizzato 201 immagini.
Infrastrutture&Mobilità
72 12/2025 leStrade
leStrade 12/2025 73
Figura 4: Mappa della velocità
media dei PS rilevati
in geometria ascendente
e relative al periodo
temporale ottobre 2020 -
settembre 2025. Lo stack
ascendente è costituito da 73
immagini COSMO-SkyMed
e COSMO-SkyMed Seconda
Generazione. I PS sono
sovrapposti ad una immagine
satellitare ottica.
Figura 6: Mappa della velocità
media dei PS rilevati
in geometria ascendente
e relative al periodo
temporale ottobre 2020 -
settembre 2025.
Lo stack ascendente
è costituito da 195 immagini
Sentinel-1 IW. I PS sono
sovrapposti ad un’immagine
satellitare ottica.
Figura 1 Mappa della velocità media dei PS rilevati in geometria ascendente e relative
al periodo temporale ottobre 2020 ‐ settembre 2025. Lo stack ascendente è costituito
da 73 immagini COSMO‐SkyMed e COSMO‐SkyMed Seconda Generazione. I PS sono
sovrapposti ad una immagine satellitare ottica.
Figura 3 Mappa della velocità media dei PS rilevati in geometria ascendente e relative
al periodo temporale ottobre 2020 ‐ settembre 2025. Lo stack ascendente è costituito
da 195 immagini Sentinel‐1 IW. I PS sono sovrapposti ad una immagine satellitare
ottica
Figura 1 Mappa della velocità media dei PS rilevati in geometria ascendente e relative
al periodo temporale ottobre 2020 ‐ settembre 2025. Lo stack ascendente è costituito
da 73 immagini COSMO‐SkyMed e COSMO‐SkyMed Seconda Generazione. I PS sono
sovrapposti ad una immagine satellitare ottica.
Figura 5: Mappa della velocità
media dei PS rilevati
in geometria discendente
e relative al periodo
temporale ottobre 2020 -
settembre 2025. Lo stack
discendente è costituito da 69
immagini COSMO-SkyMed
e COSMO-SkyMed Seconda
Generazione. I PS sono
sovrapposti ad una immagine
satellitare ottica.
Figura 7: Mappa della velocità
media dei PS rilevati
in geometria discendente
e relative al periodo
temporale ottobre 2020 -
settembre 2025.
Lo stack discendente
è costituito da 201 immagini
Sentinel-1 IW. I PS sono
sovrapposti ad una immagine
satellitare ottica.
Figura 3 Mappa della velocità media dei PS rilevati in geometria ascendente e relative
al periodo temporale ottobre 2020 ‐ settembre 2025. Lo stack ascendente è costituito
da 195 immagini Sentinel‐1 IW. I PS sono sovrapposti ad una immagine satellitare
ottica
Figura 2 Mappa della velocità media dei PS rilevati in geometria discendente e relative
Entrambi i dataset coprono l’intervallo temporale
periodo di acquisizione temporale tra ottobre 2020 2020 e settem-
‐ settembre componenti 2025. Lo stack est-ovest. discendente è costituito
• uno spostamento verso ovest nel caso delle
bre 2025.
Valori positivi indicano il comportamento opposto
dei punti di misura.
da 69 immagini COSMO‐SkyMed e COSMO‐SkyMed Seconda Generazione. I PS sono
sovrapposti
4.2 Risultati
ad una immagine satellitare ottica.
Una vista generale dell’analisi PSP-IFSAR di dati
Nel presente capitolo sono illustrati alcuni esempi
Figura dei risultati 2 Mappa ottenuti della dalle velocità analisi media effettuate. dei PS rilevati scendente in geometria è presentata discendente rispettivamente e relative in figura
COSMO-SkyMed sui datasets ascendente e di-
Come al periodo indicazione temporale generale, ottobre le deformazioni 2020 ‐ settembre più 04 e 2025. figura Lo 05, stack dove discendente i PS rilevati e misurati è costituito sono
significative sono rappresentate da punti con colore
rosso (valori negativi) o blu (valori positivi). rea sotto indagine.
sovrapposti ad un’immagine da satellite dell’a-
da 69 immagini COSMO‐SkyMed e COSMO‐SkyMed Seconda Generazione. I PS sono
sovrapposti ad una immagine satellitare ottica.
I valori negativi indicano:
Una vista generale dell’analisi PSP-IFSAR di dati
• un allontanamento dal sensore nel caso di misure
lungo la LOS (Line of Sight);
è presentata rispettivamente in figura 06 e figura
Sentinel-1 sui datasets ascendente e discendente
• un abbassamento nel caso delle componenti 07, dove i PS rilevati e misurati sono sovrapposti ad
verticali;
un’immagine da satellite dell’area sotto indagine.
Figura 4 Mappa della velocità media dei PS rilevati in geometria discendente e relative
Nelle figure 08 e 09, infine, sono riportate le viste
atmosferico si ritiene improbabile. È inoltre importante
al periodo
generali della
temporale
scomposizione
ottobre
dei
2020
risultati
‐ settembre
nelle
componenti est-ovest e verticale, ottenute uti-
registrano il movimento di strutture ed infrastrut-
2025.
sottolineare
Lo stack discendente
che alcuni punti
è costituito
di misura
da 201 immagini Sentinel‐1 IW. I PS sono sovrapposti ad una immagine satellitare
lizzando i dati di entrambi i sensori.
ture soggette a deformazioni stagionali dovute
ottica. Al fine di mitigare gli artefatti atmosferici, le evoluzioni
temporali sono state calcolate tramite ni termiche).
ad un’oscillazione delle temperature (dilatazio-
l’applicazione di opportuni filtraggi spazio-temporali.
Ciò ha permesso di non confondere i fe-
dall’elaborazione avanzata PSP-IFSAR di e-GE-
L’impiego della tecnologia InSAR, supportata
Figura 4 Mappa della velocità media dei PS rilevati in geometria discendente e relative
al periodo temporale ottobre 2020 ‐ settembre 2025. Lo stack discendente è costituito
nomeni deformativi in atto con possibili segnali OS e dall’integrazione con le altre reti di misura
da spuri 201 come immagini quello atmosferico: Sentinel‐1 infatti, IW. fenomeni I PS sono sovrapposti (TPS, GNSS, livellazioni ad una immagine e inclinometri), satellitare ha permesso
di ottenere un quadro deformativo com-
ottica. deformativi alle stesse frequenze spazio-temporali
del segnale atmosferico possono essere sottostimati.
Ad ogni modo, data l’orografia dell’area geotecniche e strutturali dell’area indagata.
pleto, accurato e coerente con le caratteristiche
studiata, la presenza di segnali di deformazione L’attività di monitoraggio interferometrico condotta
nell’ambito del progetto della Galleria di Base con gli stessi contributi frequenziali del segnale
del
Infrastrutture&Mobilità
74 12/2025 leStrade
leStrade 12/2025 75
Figura 8: Mappa della velocità
media della componente
verticale della scomposizione
delle misure derivanti da dati
COSMO-SkyMed e Sentinel-1,
relative al periodo temporale
ottobre 2020 - settembre
2025. I PS sono sovrapposti
ad una immagine satellitare
ottica.
leStrade
Aeroporti Autostrade Ferrovie
MATERIALI&TECNOLOGIE
Figura 5 Mappa della velocità media della componente verticale della scomposizione
delle misure derivanti da dati COSMO‐SkyMed e Sentinel‐1, relative al periodo
temporale ottobre 2020 ‐ settembre 2025. I PS sono sovrapposti ad una immagine
satellitare ottica.
Figura Brennero 5 ha Mappa dimostrato della la velocità facilità di media applicazione della componente Il metodo interferometrico verticale della scelto scomposizione
si è dunque dimostrato
affidabile, e Sentinel‐1, sensibile e relative non invasivo, al garanten-
periodo
delle della tecnica misure PSP-IFSAR derivanti per la valutazione da dati COSMO‐SkyMed delle deformazioni
diffuse ottobre nell’area 2020 di interesse. ‐ settembre 2025. do I PS una sono copertura sovrapposti spaziale estesa ad una e un immagine
monitorag-
temporale
L’analisi delle serie temporali, riferita al periodo gio continuo nel tempo. Tali caratteristiche hanno
satellitare ottica.
2020-2025, ha evidenziato valori di deformazione
contenuti e perfettamente compatibili con le genze di controllo dell’opera, fornendo al commit-
permesso di rispondere in modo puntuale alle esi-
previsioni di progetto e con i margini di sicurezza
forniti 6 dal Mappa GEOTEAM della sulla velocità base di media risultati della ot-
componente robusto e perfettamente est‐ovest della integrato scomposizione
nel modello
tente un sistema di sorveglianza tecnico-scientifi-
Figura
delle tenuto da misure campagne derivanti di rilievo da a terra. dati La COSMO‐SkyMed densità di gestione e Sentinel‐1, complessiva del relative rischio. al periodo
temporale e la stabilità dei ottobre punti interferometrici, 2020 – settembre unitamen-
2025. In I PS conclusione, sono sovrapposti i risultati conseguiti ad una sono immagine in linea
satellitare alla precisione ottica. millimetrica delle misure, hanno
consentito di individuare e validare eventuali sicurezza e sostenibilità fissati da BBT-SE, con-
con le aspettative progettuali e con gli obiettivi di
micro-variazioni locali già stimate dal GEOTEAM, fermando la validità dell’approccio adottato e la
senza riscontrare fenomeni anomali riconducibili
all’avanzamento delle gallerie o a effetti indottrollo
e alla valorizzazione delle grandi opere in-
sua efficacia come strumento di supporto al conti
sulle strutture di superficie.
frastrutturali. nn
Figura 9: Mappa della velocità
media della componente
est-ovest della scomposizione
delle misure derivanti da dati
COSMO-SkyMed e Sentinel-1,
relative al periodo temporale
ottobre 2020 - settembre
2025. I PS sono sovrapposti
ad una immagine satellitare
ottica.
n Prodotti e sistemi unici per durare nel
tempo. Un seminario - a cui abbiamo
assistito in qualità di media partner - dedicato
all’approfondimento tecnico sul tema
della durabilità delle costruzioni, è stato
un’occasione per fare un esercizio di vera
lucidità sul futuro del buon costruire.
n Intervista a Michele Alverdi, Logistics
manager di Holcim Italia, che spiega la
mission ambientale dell’azienda svizzera,
partner di riferimento nell’edilizia e nelle
infrastrutture green.
Infrastrutture&Mobilità
76 12/2025 leStrade
Iniziative
Prodotti e sistemi unici
per durare nel tempo
Un seminario - a cui abbiamo assistito in qualità di media partner - dedicato
all’approfondimento tecnico sul tema della durabilità delle costruzioni, è stato
un’occasione per fare un esercizio di vera lucidità sul futuro del buon costruire
Nella sede dell’Istituto Italiano per il Calcestruzzo,
a Renate (MB), lo scorso 28 novembre si è
tenuto il seminario tecnico “Prodotti e sistemi
unici per durare nel tempo”. Valido per il conseguimento
di tre crediti formativi professionali
per gli iscritti all’Albo degli Ingegneri, il seminario
- che ha avuto il patrocinio del Consiglio
Nazionale degli Ingegneri, dell’Ordine degli Ingegneri
di Monza e Brianza, dell’Ordine degli
Ingegneri di Lecco, dell’Ordine degli Ingegneri
della Provincia di Como - ha indagato le frontiere
del calcestruzzo: nuove tecnologie, ricerca,
prodotti innovativi e applicazioni concrete. I lavori
della giornata - a cui abbiamo partecipato
in qualità di media partner - sono stati dedicati
all’approfondimento tecnico del tema della durabilità
delle costruzioni e della scelta dei materiali
in grado di garantire prestazioni elevate
Fabrizio Parati
Pagina a lato, gli spazi
dell’Istituto Italiano per
il Calcestruzzo hanno
ospitato il seminario
Prodotti e sistemi unici
per durare nel tempo.
Immagine sopra, a sinistra:
Pierpaolo Cicchiello,
presidente dell’Ordine
degli Ingegneri di Monza
e Brianza, che ha aperto
il seminario.
Immagine sopra, a destra:
Alessandro Corbetta,
Consigliere regionale
della Regione Lombardia,
ha evidenziato che
una delle caratteristiche
essenziali delle opere
pubbliche (ma non solo
pubbliche) deve essere
la loro durevolezza.
nel tempo, con un ridotto impatto ambientale.
E, malgrado due defezioni tra i relatori dovute a
ragioni di forza maggiore (sciopero generale dei
trasporti e motivi di salute), la giornata ha offerto
l’opportunità di fare un esercizio (non sterile)
di vera lucidità, mettendo in luce - e lo ha
fatto il padrone di casa, il geometra Silvio Cocco,
Ceo di Tekna Chem S.p.A. - una diffusa pratica
di “sereno” cinismo (con fini meramente
commerciali), e che ostenta pure una sua tecnica
e una sua dottrina, centrate sull’abilità di
dissimulare gli interessi commerciali per scopi di
natura ecologica. Silvio Cocco ha sollevato una
critica contro le attuali normative e consuetudini
italiane che, a suo avviso, compromettono la
qualità del calcestruzzo, denunciando la pratica
dell’abbassamento del contenuto minimo di
clinker e l’uso eccessivo e dannoso di aggregati
riciclati (macerie). In sintesi, l’intervento del geometra
Cocco - di cui parleremo più diffusamente
nel corso dell’articolo - ha assunto il carattere
di un urgente appello perché i professionisti
recuperino sia una profonda conoscenza tecnica
sia l’integrità necessarie per realizzare opere
durevoli a beneficio delle generazioni future.
Il tema della durabilità dell’opera come
lettura strategica del nostro futuro
Ad aprire i lavori del seminario, Pierpaolo Cicchiello,
presidente dell’Ordine degli Ingegneri di
Monza e Brianza, che, alla nutrita platea dei partecipanti,
ha portato i saluti di Massimiliano De
Rose, presidente dell’Ordine degli Ingegneri della
Provincia di Como e della consulta regionale
dell’Ordine degli Ingegneri Lombardi, e di Adriano
Alderighi, presidente dell’Ordine degli Ingegneri
di Lecco: «Il tema della durabilità dell’opera
è indispensabile come lettura strategica del nostro
futuro. Noi occupiamo uno spazio che è quello
che dovremmo lasciare, perlomeno in condizioni
non peggiori di come lo abbiamo trovato, a
chi verrà dopo di noi. La progettazione per la durabilità
è un tema affascinante e molto complicato.
Affascinante in quanto a tempo zero, cioè
nel 2025, devo pensare a cosa succederà alla mia
struttura per i prossimi 50-100 anni e devo anche
pensare a cosa accadrà al contesto che interagisce
con la struttura stessa. Vi faccio solo
un esempio. Se pensiamo che in questa zona,
15 anni fa, il sisma non era un’azione considerata,
ci accorgiamo della difficoltà, nell’ambito del-
Materiali&Tecnologie
78 12/2025 leStrade
leStrade 12/2025
79
L’ing. Roberto Arditi,
Direttore Scientifico
di Sina S.p.A. - Gruppo
ASTM, ha illustrato
gli impegni del Gruppo
nel campo della formazione
avanzata dedicata
all’ingegneria
delle infrastrutture.
Parallelamente, il Gruppo
ASTM - ha ricordato l’ing.
Arditi - è fortemente
impegnato nella diffusione
della cultura della sicurezza
stradale, soprattutto tra
i più giovani, attraverso
vaste campagne educative
realizzate in collaborazione
con la Polizia di Stato.
le attività progettuali, di elaborare una corretta
stima delle azioni a cui nel corso del tempo la nostra
struttura dovrà essere soggetta. Complessità
che si dovrebbe accompagnare, obbligatoriamente,
a un senso di responsabilità. E tale senso
di responsabilità mi porta a concludere questo
mio saluto introduttivo con una frase che ricordo
spesso, ma forse mai abbastanza, del professor
Michele Pagano: ‘L’ingegnere, quindi per
estensione il tecnico, sa quello che fa e fa quello
che sa’».
Costruire bene si può, perché
non farlo?
Fondatore dell’Istituto Italiano per il Calcestruzzo,
oltre che Ceo di Tekna Chem, il geometra Silvio
Cocco è, da sempre, sollecitato dal tema della
durabilità delle opere. Con un vezzo irrinunciabile,
si autodefinisce «un geometra vecchio ordinamento»,
con una incontenibile passione per
il calcestruzzo. «Ma - precisa - oggi, sui cantieri,
mi trovo davanti a grossi problemi. In qualità di
esperto, mi trovo a discutere con delle persone,
dei cosiddetti tecnici qualificati, che non conoscono
il calcestruzzo e che, soprattutto, non hanno
voglia di conoscerlo. Nel corso della mia lunga
vita professionale mi sono adoperato, contro
tutto e tutti, per migliorare la qualità del calcestruzzo,
e, più in generale, la qualità del costruire.
Voglio oggi segnalarvi una pubblicazione dal
titolo Costruire bene si può, perché non farlo? È
un libretto, edito dalla Casa Editrice la Fiaccola,
che ho pubblicato durante Concretezza, una manifestazione
che ho organizzato lo scorso anno al
Castello di Rivalta, in provincia di Piacenza. Stanco
di schierarmi contro situazioni assurde, in questo
libretto ho cambiato strategia: sono passato
alle domande, ai perché. Non voglio più puntare
il dito sulle cose malfatte, ma evidenziare delle
domande le cui risposte ritengo indispensabili
e urgenti».
Fatta questa premessa, Cocco è passato ad elencare
solo alcune delle più stringenti domande
contenute nel libretto: «Perché in nome della lotta
alla CO 2
sono stati tolti dal mercato i cementi
più performanti, tipo il 52,5 (tipo I) e il 42,5
(tipo I), e negli altri cementi si è passati dalla tipologia
A alla tipologia B con il minor contenuto di
clinker? Abbassando il contenuto di clinker si abbassa
la CO 2
, ma, in realtà, con una mal riposta
Sopra, l’ing. Michele
Mori, Direttore della
Line Asset Monitoring
& Management di Sina.
Nel proprio articolato
intervento, tra le altre cose,
ha sottolineato come sia
un momento di grande
fervore nel settore dei
controlli, della sorveglianza
e della gestione delle opere
esistenti. La durabilità
è diventata - finalmente -
un tema centrale,
ha precisato Mori.
Immagine sopra a destra,
il geometra Silvio Cocco
“brandisce” il libretto
rosso dei perché. Una
pubblicazione pensata dallo
stesso Cocco e presentata
all’edizione dello scorso
anno della manifestazione
Concretezza.
idea di rispettare l’ambiente, in questo modo si
declassa la qualità del cemento e la conseguente
durata delle opere. In questo modo l’ambiente
non è per nulla rispettato». E ancora: «Ditemi
il perché in Italia per gli impianti di betonaggio
(e in questo siamo un’eccezione negativa europea)
non c’è l’obbligo dell’uso del mescolatore?
Perché davanti a una norma che impedisce di
impiegare aggregati con assorbimento superiore
all’1% si autorizza e si premia l’impiego in percentuali
fino al 10% di aggregati che hanno un
assorbimento superiore al 15%? L’aggregato è
più importante del cemento. L’aggregato costituisce
il 70% della miscela. Tutte le colpe o tutti i
meriti, per il 70% vanno all’aggregato. Quell’aggregato
tanto buono, tanto ricercato, tanto normalizzato,
oggi lo posso sostituire. Oggi la norma
mi obbliga, se voglio partecipare a una gara,
a sostituirlo con delle macerie. Ho una norma
che dice che se un aggregato assorbe più dell’1%
d’acqua non è utilizzabile nel calcestruzzo durevole.
Ebbene, le macerie hanno un assorbimento
d’acqua che supera il 14% medio. Abroghiamo,
dunque, la norma precedente e ne facciamo
una nuova? No, le lasciamo tutte e due, perché
la coesistenza di entrambe le norme contribuisce
a far vivere il settore nell’incertezza, a vantaggio
di alcuni operatori. Fatto sta che posso autorizzare
fino al 30% di macerie all’interno del calcestruzzo.
Questo ha favorito e favorisce anche
delle singolari situazioni economiche: oggi le macerie
hanno un costo superiore a quello di un aggregato
buono, per il semplice motivo che se non
me ne servo non posso partecipare a una gara
pubblica. E queste e altre simili situazioni sono,
Materiali&Tecnologie
80 12/2025 leStrade
leStrade 12/2025
81
La voce della Regione
Alessandro Corbetta, Consigliere regionale della Regione Lombardia, ha evidenziato
che «in questi ultimi anni Regione Lombardia ha investito quattro miliardi di euro
in opere pubbliche. Le opere dovrebbero durare il più possibile nel tempo ed essere
sicure. E abbiamo visto, purtroppo, per alcune di esse, che questa durevolezza
e questa sicurezza non ci sono state. Abbiamo un esempio negativo qui vicino, tra
gli altri: il ponte di Annone. Le Olimpiadi Milano-Cortina inizieranno tra poche settimane
e hanno già portato in Lombardia investimenti per 2,4 miliardi di euro destinati
a palazzetti, arene e interventi di riqualificazione delle infrastrutture. Anche
il tratto della Valassina, ad esempio, sarà oggetto di un’importante manutenzione.
Questi 2,4 miliardi sono risorse pubbliche: denaro dei cittadini che Stato, Regione
Lombardia ed enti locali hanno scelto di investire. Sono il risultato delle imposte,
del lavoro e dell’impegno di tutti. Per questo motivo, se le opere che stiamo realizzando
oggi dovessero richiedere, tra 30 o 40 anni, ristrutturazioni profonde o addirittura
una completa ricostruzione, significherebbe che non abbiamo svolto un
buon servizio pubblico. Le infrastrutture devono essere progettate con una visione
di lungo periodo. Condivido interamente i principi fondamentali indicati dal geometra
Cocco: una delle caratteristiche essenziali delle opere pubbliche (ma non
solo pubbliche) deve essere la loro durevolezza».
Corbetta ha poi espresso forte preoccupazione per i recenti cambiamenti normativi
che hanno diminuito la qualità e l’affidabilità del calcestruzzo. Centrale nel dibattito,
secondo il Consigliere regionale, sono anche l’innovazione tecnologica e la
necessità di superare la logica degli appalti al massimo ribasso, che compromettono
la qualità dei materiali. Per affrontare queste sfide, Corbetta ha proposto un tavolo
di lavoro con la Regione a gennaio 2026, volto a incentivare la ricerca e l’innovazione
e a integrare criteri di sostenibilità ambientale nelle future gare d’appalto.
Per garantire la qualità dei materiali
serve la formazione
L’ing. Roberto Arditi, Direttore Scientifico di Sina
S.p.A. - Gruppo ASTM, ha illustrato gli impegni
del Gruppo nel campo della formazione avanzata
dedicata all’ingegneria delle infrastrutture. Al
centro della propria, dettagliata presentazione
un programma formativo strutturato che punta
a favorire la crescita professionale del personale
tecnico, con particolare attenzione ai temi della
durabilità e della sostenibilità delle opere nel lungo
periodo (materia in perfetta consonanza con
il seminario). «Parlerò di qualcosa che sottende
la qualità dei materiali, ovvero la competenza
dei tecnici. Come Gruppo ASTM stiamo portando
avanti numerose iniziative per diffondere conoscenza
tra i nostri tecnici e i nostri professionisti»,
ha sottolineato Arditi.
L’ingegnere si è soffermato in particolare sulla
ASTM Academy, la scuola interna del Gruppo.
L’iniziativa formativa, avviata quasi un decennio
fa, è stata consolidata solo quest’anno a livello di
tutto il Gruppo. Si tratta di un percorso di aggiornamento
rivolto a ingegneri, architetti e tecnici,
con l’obiettivo di sviluppare competenze multidisciplinari,
promuovere sicurezza e sostenibilità e
formare professionisti capaci di progettare, realizzare
e gestire opere infrastrutturali complesse.
La formazione adotta un approccio multidisci-
purtroppo, accettate da voi progettisti, dalle imprese
e dal mercato. Quest’ultimo è l’unico attore
incosciente che non conosce queste problematiche
e che purtroppo, per primo, ne paga e
ne pagherà le conseguenze».
Cocco ha poi ricordato come in diversi Paesi europei
i processi di progettazione delle opere civili
sono strutturati secondo una logica integrata di
life-cycle design. L’intero iter progettuale prende
avvio dalla relazione geologica, prosegue con la
progettazione strutturale, esecutiva e manutentiva,
fino a comprendere anche le fasi di dismissione,
demolizione e gestione dei rifiuti.
L’opera è dunque concepita come un sistema
completo, il cui valore tecnico ed economico viene
valutato dal momento dell’indagine geologica
fino allo smaltimento finale dei materiali: «Questo
approccio consente di distribuire i costi lungo
l’intero ciclo di vita e di orientare le scelte tecniche
verso soluzioni durabili e realmente rispettose
dell’ambiente, evitando il modello ‘costruisci
e demolisci’ a breve termine.
Rispettare l’ambiente non vuol dire costruire e
demolire dopo 60 anni, come si fa attualmente,
ma significa fare delle opere durevoli in grado di
resistere nel tempo».
Il riguardo all’ambiente, in quest’ottica, non coincide
con la rapida sostituzione delle strutture, ma
con la realizzazione di opere caratterizzate da
prestazioni adeguate a un ciclo di vita prolungato.
«È legata a questa logica della durabilità - ha
precisato Cocco - l’attività svolta dall’Istituto Italiano
per il Calcestruzzo e il lavoro di ricerca e sviluppo
portato avanti nel tempo da Tekna Chem».
L’azienda di Renate ha condotto, negli anni, un’analisi
approfondita del calcestruzzo. Detto in
modo più incisivo dallo stesso Cocco: «Abbiamo
preso il calcestruzzo per il collo, l’abbiamo rovesciato,
l’abbiamo indagato, l’abbiamo maltrattato,
gli abbiamo fatto di tutto per cercare delle soluzioni
per migliorarlo.
La mia azienda, Tekna Chem, è nata come produttore
di additivi chimici per l’ottimizzazione del
calcestruzzo e, in parallelo, ho istituito una fondazione
- l’Istituto Italiano per il Calcestruzzo -
dedicata alla formazione tecnica per istituti per
geometri e per ingegneri».
L’Istituto è oggi accreditato come provider formativo
e i corsi sviluppati consentono ai professionisti
di ottenere fino a 45 crediti formativi, contribuendo
alla diffusione di competenze avanzate
nel settore della tecnologia del calcestruzzo.
Sopra a sinistra, il geometra
Silvio Cocco e la dott.ssa
Valeria Campioni: le due
anime di Tekna Chem
e dell’Istituto Italiano
per il Calcestruzzo.
Immagine sopra, una fase
dell’intervento della
dott.ssa Campioni.
Nel proprio intervento,
la dott.ssa evidenzia
i principi su cui si fonda
l’azione di Tekna Chem
e dell’Istituto Italiano
per il Calcestruzzo: ricerca
continua e formazione.
Pagina a lato,
il seminario ha previsto
anche una visita
al laboratorio e agli spazi
aziendali di Tekna Chem.
Materiali&Tecnologie
82 12/2025 leStrade
leStrade 12/2025
83
plinare, combinando lezioni teoriche con intense
esercitazioni pratiche sul campo e visite tecniche
per garantire un apprendimento completo. Parallelamente,
il Gruppo ASTM - ha ricordato l’ing.
Arditi - è fortemente impegnato nella diffusione
della cultura della sicurezza stradale, soprattutto
tra i più giovani, attraverso vaste campagne
educative realizzate in collaborazione con la Polizia
di Stato: «Abbiamo avviato una campagna
sulla sicurezza stradale, attualmente attiva, per
promuoverne la cultura soprattutto tra i giovani.
La campagna si chiama ‘Andiamo sul sicuro’ ed è
promossa dal Gruppo ASTM, dalla Polizia di Stato
e da Brebemi. Stiamo organizzando 40 eventi
in 20 città, con l’obiettivo di coinvolgere 15.000
ragazzi. Negli ultimi due anni abbiamo operato
con 400 formatori, abbiamo registrato 21 presenze
di sindaci, 11 di vicesindaci, 36 assessori
comunali e oltre 100 autorità. Hanno partecipato
più di 700 insegnanti e circa 12.000 studenti. La
formazione si svolge attraverso giochi interattivi
nelle piazze e momenti di confronto e dibattito».
La durabilità delle opere è finalmente
un tema centrale e l’Europa ci guarda
L’ing. Michele Mori, Direttore della Line Asset
Monitoring & Management di Sina, vale a dire
dell’attività di analisi e gestione di tutte le strutture
esistenti: «In Sina abbiamo una divisione dedicata
alla progettazione pura e un’altra - quella
che coordino - che si occupa del patrimonio esistente.
Oggi questa attività è diventata predominante
rispetto alla progettazione tradizionale,
che in Italia, purtroppo, è limitata. Nella nostra
operatività quotidiana ci occupiamo di tutto il ciclo:
dalla progettazione alla direzione lavori, dai
controlli in cantiere alla diagnostica. Disponiamo,
a Tortona, di laboratori per le prove sui materiali,
che lavorano su diversi asset (non solo sul calcestruzzo).
Utilizziamo tecnologie avanzate per misurare
le prestazioni delle pavimentazioni. Svolgiamo
attività di geomatica, di sorveglianza e di
ispezione. Tutti gli enti gestori, pubblici e privati,
hanno ormai compreso che investire nella conoscenza
delle proprie strutture è fondamentale. È
un percorso che sta generando un grande cambiamento.
Come gestori autostradali, siamo stati
tra i primi a adeguarci alle nuove linee guida,
che introducono un approccio multilivello alla conoscenza
delle opere. Da qui si sviluppa un percorso
strutturato che prevede ispezioni con frequenze
obbligatorie, valutazioni di sicurezza e,
quando necessario, progettazione di interventi
e indagini specialistiche.
Vorrei sottolineare un dato significativo:
quest’anno è stata pubblicata da Autostrade per
l’Italia la gara più importante della storia italiana
nel campo della sorveglianza delle strutture: 200
milioni di euro per cinque anni. Numeri impensabili
fino a qualche tempo fa. In Italia, finalmente,
si sta investendo molto in ricerca: università,
la Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria
Sismica e strutturale (ReLUIS), il Consorzio Fabre
e molti altri stanno producendo risultati straordinari.
L’Europa ci osserva con grande attenzione, perché
mai come ora, in Italia, si è fatto così tanto
nel campo della diagnostica e della gestione delle
infrastrutture. E ci guarda anche perché siamo
il Paese con le opere più vecchie e con una storia
recente segnata da eventi gravi: il Polcevera, ma
anche altri crolli, come quelli avvenuti in Sicilia.
È un momento di grande fervore nel settore dei
controlli, della sorveglianza e della gestione delle
opere esistenti. La durabilità è diventata - finalmente
- un tema centrale».
Nell’immagine sopra
e in quella della pagina
a lato: durante la nostra
visita, abbiamo assistito
a una prova dimostrativa
eseguita nel laboratorio
dell’Istituto Italiano
per il Calcestruzzo
su un particolare
tipo di lastra.
Tekna Chem e l’Istituto Italiano
per il Calcestruzzo
Una grande corrente di conoscenza data dal lavoro
di due professionisti: questo sono Tekna
Chema e l’Istituto Italiano per il Calcestruzzo.
La collaborazione venticinquennale tra il geometra
Cocco e la dottoressa (in chimica!) Valeria
Campioni, Responsabile della Direzione Tecnica
dell’Istituto Italiano per il Calcestruzzo, ha tracciato
un percorso in cui sono stati trattati numerosi
temi legati al comportamento e alla durabilità
delle opere.
Il loro punto di partenza non è stato lo studio
delle strutture ammalorate, ma di quelle che,
pur avendo due millenni sulle spalle, sono ancora
oggi in piedi: «Ci siamo chiesti perché gli acquedotti,
i ponti, il Pantheon e tante altre strutture
costruite dai Romani siano ancora tutt’oggi in
condizioni perfette», precisa il geometra Cocco.
Da queste domande è nato un percorso di studio
approfondito, accompagnato da analisi chimiche
indirizzate a comprendere in che modo il
tempo e l’ambiente abbiano agito sui materiali.
Da tali analisi sono emerse considerazioni importanti:
ad esempio, «siamo arrivati alla conclusione
- afferma Cocco - che la calce è il cancro del
calcestruzzo, perché favorisce i processi di carbonatazione».
Da qui si è avviata la ricerca di prodotti e materiali
innovativi in grado di contrastare questi e altri
fenomeni nocivi per il calcestruzzo.
«Abbiamo iniziato con la rimozione della calce
libera presente nel cemento. I risultati ottenuti
erano buoni, ma non ancora soddisfacenti: servivano
prodotti più avanzati. La ricerca ci ha portato
a individuare materiali capaci di raggiungere
le prestazioni desiderate, ma anche di ottenere
la certificazione CAM.
Si tratta di materiali provenienti da lavorazioni
principali, quindi vere e proprie materie prime seconde,
non derivanti da demolizione o recupero.
Grazie al loro impiego siamo riusciti a catturare
completamente la calce, esattamente come accadeva
nelle antiche murature romane.
Nella nostra progettazione non siamo intervenuti
nel riparare le fessure, ma nell’evitare che
si formino. Una fessura ricucita è pur sempre
una fessura. Anche perché il comportamento
di una fessura ‘saldata’ quanto resiste? Inoltre,
si tratta di una saldatura o di un riempimento?
Oggi si può evitare che le fessure avvengono:
perché non lo facciamo?»
Materiali&Tecnologie
84 12/2025 leStrade
leStrade 12/2025
85
Il risultato è un calcestruzzo dotato di un insieme
straordinariamente completo di prestazioni:
• elevata resistenza ad attacchi acidi, solfati e
cloruri
• resistenza ai cicli di gelo/disgelo
• resistenza alla carbonatazione
• porosità praticamente azzerata
• rapporto acqua/cemento ridotto
• altissime resistenze a compressione e a pressione
• ritiro idraulico annullato
• eccellente protezione delle armature
• elevata quantità di finissimi
• reazione alcali-aggregati completamente eliminata
• uniformità cromatica e strutturale
• impermeabilità assoluta.
L’Aeternum
Tutte le caratteristiche sopra elencate sono racchiuse
in un unico prodotto: l’Aeternum.
In un momento storico in cui i cementi perdono
prestazioni con il passare del tempo, l’Aeternum
si distingue come una soluzione realmente
capace di realizzare calcestruzzi speciali e altamente
resistenti. Non si tratta della semplice
‘impermeabilità’ definita dalla norma - che
considera impermeabile un calcestruzzo in cui
una colonna d’acqua di cinque atmosfere per
72 ore penetra per meno di 25 millimetri - ma
di una permeabilità nulla: con Aeternum l’acqua
non penetra.
«Abbiamo eseguito test anche con vapore e
aria, ottenendo la stessa totale impermeabilità.
Se nulla può entrare, nulla può degradare
il calcestruzzo. Aeternum è sul mercato da oltre
vent’anni e, ad oggi, non esiste un prodotto
comparabile».
Controllo su tutto il ciclo produttivo
per la qualità dell’opera
Nel proprio intervento, la dott.ssa Valeria Campioni
evidenzia i principi su cui si fonda l’azione
di Tekna Chem e dell’Istituto Italiano per il
Calcestruzzo: ricerca continua e formazione.
«In questo settore è fondamentale conoscere
la tipologia di calcestruzzo e comprenderne la
chimica, perché il materiale possa comportar-
AeternumCal. Permeabilità zero
La caratteristica principale del Sistema AeternumCal è l’ottenimento
di un calcestruzzo con impermeabilità assoluta (all’acqua, ai cloruri
e ai solfati: resistente, quindi, a tutte le classi di esposizione e
in grado di prevenire il fenomeno di pop-out), coadiuvato da un’ottima
lavorabilità e omogeneità (in assenza di bleeding), con elevato
incremento delle resistenze meccaniche, stabilità dimensionale, quindi assenza
di ritiri sia in fase umida che in fase secca.
Per tutte le informazioni su AeternumCal consulta il QR code
Va evidenziata
la condizione di Tekna Chem,
perché è caratterizzata
da una significativa
autoproduzione
delle materie prime
per garantire il controllo
sui componenti iniziali
dei propri prodotti.
si come progettato. Bisogna imparare a conoscere
il calcestruzzo in cantiere, non solo in laboratorio.
E il cantiere ha tempi, temperature,
orari e condizioni variabili che influenzano il materiale.
Il calcestruzzo, infatti, ‘vive’: la sua qualità
è condizionata dai fattori esterni, ma anche
dall’operatore che lo produce, lo trasporta e lo
mette in opera». Per garantire la qualità di un’opera
servono, pertanto, controlli su tutto il ciclo
produttivo: dalla scelta delle materie prime, al
metodo di produzione e trasporto del materiale,
fino alla sua messa in opera e alla maturazione.
«La mia esperienza nasce proprio dal cantiere
- puntualizza Campioni - e col tempo ho imparato
a conoscere a fondo il comportamento del
materiale. Con Tekna Chem ci siamo dedicati
allo sviluppo di prodotti innovativi, ispirandoci
- come dicevamo - anche alla sapienza costruttiva
del passato. Da quattordici anni operiamo
nella nostra sede attuale di Renate, dove il geometra
Cocco ha voluto impostare una produzione
chimica completa: dalla realizzazione in casa
delle materie prime per additivi e malte speciali,
fino alla produzione di resine. L’obiettivo è fornire
soluzioni capaci di coprire tutte le esigenze
del cantiere». Ma non può esistere un buon
prodotto senza un adeguato controllo. Il laboratorio
dell’Istituto Italiano per il Calcestruzzo
svolge un’inesausta attività di ricerca: «perché
i cementi evolvono - con meno clinker e caratteristiche
differenti - e richiedono polimeri e additivi
sempre più performanti. Il laboratorio controlla
tutte le materie prime e ogni prodotto in
uscita, oltre a fornire una puntuale, tempestiva
assistenza in cantiere tramite quattro unità
operative mobili».
Tekna Chem, Istituto Italiano
per il Calcestruzzo e Tenso Floor
Il gruppo si articola in tre realtà:
• Tekna Chem, dedicata alla produzione di additivi,
malte, resine e soluzioni innovative;
• Istituto Italiano per il Calcestruzzo, impegnato
nella ricerca, assistenza in cantiere e formazione,
svolge anche un importante ruolo formativo:
nelle scuole, per i professionisti e con
visite guidate in cementerie e cave, con l’obiettivo
di diffondere la cultura del calcestruzzo.
L’Istituto Italiano per il Calcestruzzo dispone,
inoltre, di un settore di engineering specializzato
nel supportare le imprese in fase
di gare d’appalto integrato, offrendo soluzioni
migliorative.
• Tenso Floor, specializzata nella progettazione
e nelle applicazioni avanzate.
Tenso Floor
Tenso Floor nasce per sviluppare pavimentazioni
industriali in post-tensione senza alcun tipo
di giunto. I principali problemi delle pavimentazioni
tradizionali sono le fessurazioni - dovute
alla qualità del calcestruzzo o ai giunti - e l’imbarcamento,
causato dalla maturazione differenziata
della piastra. La post-tensione, essendo
un sistema attivo, contrasta le contrazioni
del calcestruzzo e permette di eliminare completamente
le fessure, ridurre l’imbarcamento
e diminuire gli spessori necessari.
Materiali&Tecnologie
86 12/2025 leStrade
leStrade 12/2025
87
Una pavimentazione post-tesa:
• non richiede armatura;
• non presenta giunti;
• garantisce planarità perfetta,
• è impermeabile.
Per garantire le prestazioni, la progettazione del
pavimento posteso si basa sulla conoscenza dei
carichi e delle condizioni del terreno. L’Istituto
Italiano per il Calcestruzzo effettua prove di
piastra per la valutazione del modulo di reazione
(K) e Tenso Floor utilizza software dedicati
per definire spessori e resistenze. Parallelamente,
l’Istituto seleziona e qualifica aggregati
e mix design, eseguendo prequalifiche in laboratorio
e controlli in cantiere. Ogni autobetoniera
deve essere verificata, poiché dopo 24ore occorre
conoscere la resistenza di ciascuna zona
della pavimentazione. La realizzazione della pavimentazione
è interamente progetta. La finitura
avviene con elicotteratura e spolvero autobagnante
Aeternum Plate Spolvero, seguita da
una corretta stagionatura. A maturazione avvenuta,
i trefoli sono tesati, fissati e sigillati con
resina, garantendo impermeabilità e sicurezza.
Il primo pavimento post-teso realizzato in Italia
risale al 2005, per l’azienda Tenax, su una superficie
di 12.000 metri quadrati. È oggi nuovo
come vent’anni fa. Da allora, Tekna Chem ne
ha realizzati numerosi altri. nn
PORTIAMO L’EDILIZIA
A UN LIVELLO SUPERIORE.
269.000 m 2 netti di esposizione / 139.000 partecipanti / 2.000 espositori / 150 sessioni di formazione
3-7 MARZO / 2026 / LAS VEGAS / NEVADA
Imperativo etico e tecnico
Assumersi la responsabilità dell’intero ciclo di vita di una struttura non è più un’opzione
per i progettisti, ma un imperativo etico. Ogni decisione presa nella fase di
concezione - scelta dei materiali, definizione delle soluzioni costruttive, programmabilità
della manutenzione - incide sull’impatto ambientale, economico e sociale
dell’opera nel tempo. Progettare con una visione di lungo periodo vuol dire prevedere
la durabilità e ridurre l’impronta ecologica in ogni fase: costruzione, esercizio
e dismissione. Solo con una prospettiva realmente circolare e responsabile, il
progettista può garantire che le strutture del presente diventino patrimonio sostenibile
per il futuro.
Qualunque sia il settore dell'edilizia in cui opera, uscirai
da CONEXPO-CON/AGG con nuove idee, nuove
relazioni e nuove opportunità per far crescere la tua
attività e la tua posizione nel settore. Non è solo il più
grande salone dell’edilizia del Nord America, ma è un
evento che porta il settore edile a un livello superiore.
Materiali&Tecnologie
88 12/2025 leStrade
Mike Simon, Dirt Perfect Excavation,
partecipante all’edizione 2023
MAGGIORI INFORMAZIONI SU CONEXPOCONAGG.COM
Aziende
Sostenibilità con la esse maiuscola
La nostra intervista a Michele Alverdi, Logistics manager
di Holcim Italia, che spiega la mission ambientale
dell’azienda, partner di riferimento nell’edilizia sostenibile
teressate. In termini di rigenerazioni sostenibili
siamo partiti dodici anni fa con il nostro progetto
principe, l’area di Porta Nuova, che ha riguardato
la rigenerazione di una vasta area degradata
di Milano, area che ora è il secondo centro della
città meneghina: spazi verdi, isole pedonali,
edifici che si sono sviluppati verso l’alto.
Il Bosco Verticale, il Grattacielo Unicredit, Gioia
22 sono esempi di sostenibilità degli edifici all’interno
di una metropoli come può essere quella
di Milano: ci sono zone verdi che si abbinano
Una rigenerazione che passa attraverso l’impiego
di soluzioni e materiali di ultima generazione.
Il primato tecnico di Porta Nuova:
il calcestruzzo ad altissima
resistenza C75/C85
Holcim gioca in attacco sul ruolo dei materiali
innovativi e delle infrastrutture sostenibili nella
costruzione delle città del futuro: «negli ultimi
anni i nostri prodotti si sono evoluti in una
maniera incredibile dal punto di vista tecnico.
È vero, sostenibilità è un termine di cui si sta
abusando anche se è strettamente necessaria
per la sopravvivenza dell’ambiente e, di conseguenza,
di noi stessi. E poi, potremmo parafrasare:
abusa di citare la sostenibilità chi non
ce l’ha. Chi ce l’ha nel Dna e lavora fattivamente
per essa è Holcim, come ha dimostrato alla
recente Genova Smart Week, manifestazione
dedicata allo sviluppo di città intelligenti e sostenibili
per presentare il proprio impegno e le
soluzioni innovative per l’edilizia sostenibile.
Holcim si propone come partner di riferimento
nell’edilizia, in un contesto di crescente urbanizzazione,
riqualificazioni ed efficientamento
energetico, creando valore con prodotti a ridotte
emissioni di CO 2
e offrendo un approccio integrale
orientato al cliente, dai materiali da costruzione
alle soluzioni per l’edilizia.
Le considerazioni di Michele
Alverdi, Logistic Manager di Holcim
Il pensiero alle smart city è immediato, un concetto
di città che sarebbe riduttivo ricondurre
alla sola digitalizzazione, come spiega a «leStrade»
Michele Alverdi, Logistics Manager di Holcim
Italia, che alla Genova Smart Week ha partecipato
alla tavola rotonda Soluzioni innovative per
città sostenibili: «Sì, la digitalizzazione c’entra,
ma non è l’unico aspetto. L’edilizia ha un impatto
fondamentale, da un punto di vista della vivibilità
e della fruibilità della città, quindi dalle infrastrutture
ai percorsi pedonali all’abbattimento
delle barriere architettoniche. Edifici che si sviluppano
verso l’alto e non in estensione. Applicazioni
di soluzioni quali ad esempio il nostro
calcestruzzo drenante Hydromedia che restituisce
al sottosuolo l’acqua piovana, contribuendo
a ridurre il rischio idrogeologico nelle aree in-
Enzo Rizzo
perfettamente a grattacieli e strutture commerciali,
uffici e quant’altro.
Il quartiere Porta Nuova così come CityLife sono
esempi concreti di come potrebbe essere una
smart city».
Esempio replicabile viene da chiedersi: «Può essere
esportato ovunque», continua Alverdi. «Io,
per esempio, sono di Como e posso dire tranquillamente
che anche lì esistono aree che potrebbero
essere benissimo reinventate e rigenerate
in modo simile».
A Porta Nuova siamo stati i primi in Italia a utilizzare
un calcestruzzo, oggi appartenente alla
famiglia Dynamax, ad altissima resistenza C75/
C85. Si tratta di una soluzione che in pratica
permette di usare meno prodotto grazie alla più
elevata resistenza, di conseguenza favorisce la
riduzione del consumo di materie prime e la costruzione
di edifici verso l’alto. Da qui ci siamo
occupati di Citylife e di molti altri grattacieli e
strutture, non solo a Milano.
In tutto questo, ovviamente, serve il settore pri-
Materiali&Tecnologie
90 12/2025 leStrade
leStrade 12/2025
91
vato e una spinta può arrivare anche dal PNRR.
Inoltre, per evitare il rischio che questi progetti
siano riservati solo ad aree destinate a ceti di
fascia medio-alta, le istituzioni devono intervenire
per cercare di porre rimedio a questo genere
di aspetto».
Le molte soluzioni Holcim:
tra gli altri, Ecopact, Dynamax
e Hydromedia
Holcim offre un approccio integrale orientato al
cliente, dai materiali da costruzione alle soluzioni
per l’edilizia, all’insegna della sostenibilità
e della tecnologia: tra i materiali da costruzione
ci sono cementi a ridotte emissioni e aggregati
riciclati da economia circolare; tra le soluzioni
per l’edilizia, progetti ad alta efficienza energetica,
per coperture e pareti oltre a calcestruzzi e
pavimentazioni ad alte prestazioni; tra i prodotti
sostenibili, Ecopact, caratterizzato dal basso sviluppo
del calore di idratazione, buone resistenze
iniziali, studiato per garantire elevata durabilità
in opere strutturali esposte ad ambienti aggressivi
(es. resistenza ai solfati), mitiga gli impatti
sull’ambiente con una riduzione di CO 2
fino al
50% rispetto a una miscela standard; tra i calcestruzzi
ad alte prestazioni, il già citato Dynamax,
per nuove tendenze del design e sfide ingegneristiche,
caratterizzato da alta resistenza,
durabilità eccezionale e rigidità superiore, e Hydromedia,
calcestruzzo ad alto grado di permeabilità,
adatto per applicazioni come piste ciclabili,
parcheggi residenziali, camminamenti e
strade sottoposte a tutela ambientale. Restituisce
l’acqua piovana al sottosuolo, contribuendo
a ridurre il rischio idrogeologico.
Lotta alla CO 2
e infrastrutture
«Noi facciamo il massimo per ridurre la CO 2
in
ogni nostro prodotto, partendo dalla sostituzione
dei combustibili nel processo di cottura, all’
utilizzo di materie prime che consentono la riduzione
del contenuto di clinker nel cemento intervenendo
lungo tutta la filiera», spiega Alverdi.
«Cerchiamo di usare molto le biomasse, che
hanno un potere di combustione che ci permette
di utilizzare meno carbone e quindi di emettere
meno CO 2
nell’atmosfera.
Tutto questo arriva finanche al trasporto e alle
infrastrutture. Qui apro una parentesi che riguarda
la circolarità: noi ci siamo occupati anche
di fornire materiale per la Metro 4 e Metro
5 di Milano, e, nel caso della Linea 4, per esempio,
abbiamo recuperato e lavorato nelle nostre
cave gli aggregati provenienti dagli scavi
(circa 500.000 tonnellate) riutilizzandoli nel calcestruzzo
destinato all’opera stessa, sulla base
dell’accordo con il Comune di Milano.
A tal proposito abbiamo appena aperto una piattaforma
che riceve i materiali da demolizione,
oggi diventati una risorsa: li utilizziamo nell’economia
circolare per reinserirli nella produzione
di cemento e poi, in un secondo momento,
per il calcestruzzo. È vero, ci costa di più, ma
abbiamo un ritorno dal punto di vista della sostenibilità
e dell’economia circolare.
Tornando, invece, alla riduzione della CO 2
ma rimanendo
nell’ambito trasporti, come Holcim abbiamo
l’obiettivo di ridurre il 30% di CO 2
per il
trasporto entro il 2030. Questo però è un aspetto
che non dipende solo dal nostro settore.
I colleghi in Svizzera spingono tanto sui mezzi
elettrici, mentre qui in Italia stiamo lavorando
sul carburante hvo (olio vegetale idrotrattato),
che riduce fino al 90% le emissioni di CO 2
e del
40-50% le polveri sottili. Sicuramente non è al
pari di un mezzo elettrico all’interno di un centro
urbano però riduce le emissioni.
Devo dire che i nostri maggiori partner dei trasporti
lo stanno utilizzando, perché noi abbiamo
la distanza media di 150 chilometri di percorrenza
e in questo modo possiamo aumentare la
sostenibilità della nostra logistica».
I materiali del futuro
«Nel frattempo si guarda ai materiali del futuro.
Holcim ha, infatti, un innovation hub che
studia continuamente materiali nuovi: una delle
innovazioni che abbiamo citato a Genova è,
ad esempio, un calcestruzzo bioattivo per ricreare
barriere artificiali e preservare gli habitat
marini». nn
leStrade
Aeroporti Autostrade Ferrovie
MACCHINE&ATTREZZATURE
n Siamo stati in visita a un cantiere
dedicato ai lavori di adeguamento
e potenziamento della sicurezza lungo
l’A14: l’installazione dei varchi amovibili
Titanus realizzati da SMA Road Safety,
nel tratto Fano-Senigallia.
n Sistema WeepHoles di Gridiron.
Integrazione intelligente tra canali
autoportanti e asfalti drenanti.
n La Giornata Mondiale del Ricordo
delle Vittime ha acceso i riflettori sullo
stato delle barriere delle nostre strade.
Materiali&Tecnologie
92 12/2025 leStrade
A lato, lo scavo realizzato
per ospitare il secondo
dei due varchi amovibili
Titanus in classe H4b,
di SMA Road Safety,
installato sull’Autostrada
Adriatica nel tratto
compreso tra Fano
e Senigallia.
Lungo l’A14, tramite
il tronco di riferimento DT7,
Autostrade per l’Italia S.p.A.
ha avviato un importante
intervento (la commessa
è stata affidata ad Amplia
Infrastructures) per
potenziare la sicurezza.
Sotto, il primo varco
amovibile Titanus installato
sull’Autostra Adriatica.
Anatomizzare un prodotto distintivo sul mercato
è facile, ma non serve: perché ha pregi autoevidenti
dati dall’unicità. Disutile anche “idoleggiarlo”,
per le stesse ragioni di validità conclamata.
È conveniente, invece, descriverlo, e, per meglio
apprezzarlo, vederlo applicato. E così abbiamo
fatto. Del resto, la visita in cantiere è per noi un
punto d’orientamento costante: accompagnati
dal geometra Andrea Biondi, Direttore di cantiere
dell’area Ammodernamenti DT5-DT7-DT8 per
Amplia Infrastructures S.p.A., e da Nicolò Fascetta,
Assistente di cantiere, anch’egli per Amplia,
abbiamo avuto la privilegiata possibilità (grazie
anche al Direttore tecnico di tutta l’area sud
est, il geometra Mauro Moretti, e al capo cantiere
Giovanni Mastroleo) di assistere ai lavori di adeguamento
e potenziamento della sicurezza lungo
l’autostrada A14 (Autostrada Adriatica): tramite
il tronco di riferimento DT7, Autostrade per
l’Italia S.p.A. ha avviato un significativo intervento
(la commessa è stata affidata, per l’appunto,
ad Amplia Infrastructures, società del gruppo
ASPI) nel tratto compreso tra Fano e Senigallia,
dal km 174+150 al km 179+900, vale a dire un
segmento parecchio trafficato della A14 e che richiede
soluzioni tecnologiche robuste, affidabili
e compatibili con scenari di emergenza e manutenzione.
L’intervento, che rientra nel più esteso
programma di riqualificazione dello spartitraffico
centrale e che ha anche previsto l’installazione
di nuovi varchi amovibili ad alte prestazioni,
conferma l’impegno di Autostrade per l’Italia per
il persistente miglioramento degli standard di sicurezza
della rete, con l’adozione di dispositivi e
metodologie progettuali avanzate e, soprattutto,
in grado di assicurare prestazioni elevate e durature
nel tempo.
Il cantiere
Tra le uscite di Fano e Marotta, sull’A14, Amplia
ha condotto i lavori per la riqualificazione della
barriera spartitraffico bifilare con new jersey Abesca
ET100-S (classe H4b). Si è proceduto con la
sostituzione delle barriere esistenti, risanando la
sotto-pavimentazione. Si sono eseguiti lavori di
asfaltatura localizzati (comprese le corsie di sorpasso)
e sono stati installati i nuovi new jersey.
Come detto sopra, all’interno di questo progetto
Soluzioni
Fabrizio Parati
Titanus H4: il varco amovibile
con massimo contenimento
Siamo stati in visita a un cantiere dedicato ai lavori di adeguamento
e potenziamento della sicurezza lungo l’A14: l’installazione dei varchi amovibili
Titanus realizzati da SMA Road Safety, nel tratto Fano-Senigallia, è un limpido
esempio di come sia possibile una gestione più flessibile delle carreggiate,
per affinare gli interventi in caso di cantieri o di situazioni d’emergenza
Macchine&Attrezzature
94
12/2025 leStrade
leStrade 12/2025
95
Nella pagina accanto,
da sinistra: un elemento
del varco all’arrivo
in cantiere. I varchi Titanus
che abbiamo visto sull’A14
sono composti di sette pezzi
(ciascuno di 5,70 metri)
preassemblati.
Tra i punti progettuali
salienti del cantiere
sull’A14 va ricordato quello
del collegamento tra i nuovi
varchi e lo spartitraffico
presente sull’autostrada,
cioè la barriera esistente
Abesca ET100 S
(nell’immagini qui a lato).
Sotto, il varco amovibile
Titanus in tutta la propia
estensione: 40,25 metri.
si è anche previsto di potenziare la dotazione autostradale
procedendo alla sostituzione dei due
varchi in esercizio con due nuovi varchi amovibili,
i Titanus di SMA Road Safety, omologati in
classe H4b (il sistema è stato testato e certificato
secondo la normativa EN1317-2).
Non accade spesso di parlare di primati, ma qui
corre l’obbligo di precisare che è la prima volta
che sui tratti auostradali di ASPI è impiegato un
varco amovibile in classe H4b, che è la massima
categoria prevista dalla normativa europea per i
dispositivi di ritenuta stradale.
Come unità operativa, l’A14 è stata, per di più,
precursora nell’adozione dei varchi targati SMA
Road Safety: nel 2023, fu installato, intorno al
km 370, un varco in H2. A seguire, su altre autostrade:
fu la volta del Tronco di Firenze (dove
sono in esercizio vari varchi SMA).
Ma torniamo al nostro Titanus dando dati più
circostanziati: omologato - come dicevamo - in
classe H4b, è il primo varco amovibile (è nato,
difatti, nel 2021) capace di contenere l’impatto
di veicoli pesanti, mantenendo livelli di sicurezza
pari a quelli delle barriere fisse: un requisito imprescindibile
per assicurare la massima sicurezza
nella gestione del traffico autostradale.
Altro elemento distintivo del Titanus: la propria
larghezza operativa W2, che lo rende agevolmente
impiegabile in aree con larghezze operative
ridotte, come ad esempio su ponti e viadotti.
Là dove, precisamente, ci siano aree con spazio
trasversale limitato, il Titanus è a proprio agio.
Nel nostro sopralluogo in cantiere abbiamo visto
in servizio uno dei due nuovi varchi, e il secondo
in fase di installazione, con la posa del nuovo cordolo
prefabbricato. La fornitura di SMA comprende,
effettivamente, anche lo specifico cordolo
prefabbricato in calcestruzzo per l’alloggiamento,
che assicura stabilità e corretto trasferimento
delle sollecitazioni. L’adozione del cordolo (lungo
5.682 millimetri), unitamente all’impiego di
un unico chiavistello di giunzione, consente al sistema
di essere installato, aperto e rimosso con
rapide e semplici operazioni. Quella del cordolo
prefabbricato è una valida soluzione che richiede,
tuttavia, accuratezza nella realizzazione del
sottofondo, per evitare disallineamenti sulla verticalità
dei sostegni.
Semplice e di rapida installazione
Ogni prodotto ha una “voce” e parla uno o più
linguaggi. Ebbene, il Titanus di SMA Road Safety
parla la lingua della rapidità, intesa come rapidità
d’impiego (accanto, logicamente, alle già citate
parole d’ordine: massima protezione e affidabilità).
Installare il Titanus è un’operazione
sia semplice sia rapida. A prova di errore: come
ci hanno assicurato in cantiere, non si può sbagliare.
E questo è un altro incontrovertibile punto
di forza del varco SMA: per metterlo in esercizio
non servono installatori carichi di esperienza
e dottrina, ma personale che presti qualche semplice
cura alle poche, necessarie fasi installative.
Tempi minimi e mancanza di complessità sono,
dunque, le condizioni di privilegio assicurate agli
operatori che si trovino ad installarlo. Lo testimonia
- nei fatti oltre che a parole - anche il cantiere
da noi visitato, che si è risolto nel breve corso di
una settimana di lavoro con tre persone impiegate:
un operatore addetto allo scavo e al movi-
Macchine&Attrezzature
96
12/2025 leStrade leStrade 12/2025
97
mento dei pezzi preassemblati, con un escavatore
di circa 210 quintali, e due persone a terra. A
servizio anche un camion, con una gru retrocabina,
per il trasferimento dal deposito al cantiere
degli stessi elementi preassemblati del varco.
In sei giorni è stata ripavimentata tutta l’area di
posa del varco, sono stati sostituiti i tre new jersey
che ora precedono e i tre che ora seguono i
due varchi amovibili, e sono stati messi in esercizio
i due Titanus, con le relative transizioni. Gli
addetti al cantiere non hanno incrociato criticità.
Il solo, ridotto sforzo è stato quello di calcolare
le distanze nel momento in cui si è proceduto
a scaricare i pezzi preassemblati del varco, che
hanno un peso non trascurabile. I varchi Titanus
che abbiamo visto sull’A14 hanno una lunghezza
di 40,25 metri e sono composti di sette pezzi
preassemblati (di 5,70 metri), più due transizioni
di 90 centimetri.
Rapidità di apertura
Alla facilità di installazione e ai vantaggi dal
punto di vista dell’esercizio, il Titanus associa
la rapidità di apertura, con l’adozione di quattro
operazioni essenziali: rimozione dei chiavistelli
estremali; rotazione dei carrellini; inserimento
del chiavistello nel foro del carrellino per
sollevare il modulo e traslazione e movimentazione
del segmento. Il varco si apre celermente,
anche in virtù della propria struttura modulare,
con conseguente e provvidenziale riduzione
dei tempi di intervento nei contesti emergenziali
o durante i lavori stradali. Unico, ovvio accorgimento
necessario: avere l’accuratezza di
rimettere le viti di fissaggio nella propria sede
Nella pagina accanto,
il secondo varco Titanus
installato sull’A14.
Nell’immagine sopra
è compitamente visibile
la transizione di 90
centimetri tra il varco
amovibile e la barriera
Abesca ET100 S.
prima di riaprire al traffico sopra il varco aperto,
per evitare che all’interno delle bussole possa
finire della sporcizia. Altro tangibile vantaggio
(anche economico) che il Titanus guadagna
dalla propria struttura modulare: in caso di impatto
è sufficiente sostituire solo i moduli danneggiati,
e non l’intero varco.
Carta d’identità Titanus
• Larghezza operativa W2
• Apertura del singolo modulo in soli due minuti
• Installazione rapida
• Moduli preassemblati per ridurre tempi di posa
e di movimentazione
• Transizioni a barriere in acciaio e calcestruzzo
• Certificato CE
Specifiche tecniche
• Normativa di riferimento
• Livello di contenimento
• ASI
• Deflessione dinamica
• Larghezza operativa
• Intrusione veicolare
EN1317-2
H4b
B
0,5 metri
W2
VI5
• Lunghezza minima d’impiego 40,25 metri
• Lunghezza modulo
• Ingombro trasversale
• Altezza dal suolo
• Interasse montanti
• Profondità ancoraggio
5,7 metri
43,5 centimetri
1,32 metri
1,5 metri
22 centimetri
Integrazione con le barriere
esistenti ET100
Tra i punti progettuali salienti del cantiere
sull’A14 va ricordato quello del collegamento
tra i nuovi varchi e lo spartitraffico presente
sull’autostrada, cioè la barriera esistente Abesca
ET100 S. La transizione tra due dispositivi
con masse, rigidezze e comportamenti dinamici
differenti ha richiesto, ovviamente, un’accurata
progettazione della giunzione strutturale. Era
imprescindibile individuare una soluzione che
prevedesse un sistema di continuità strutturale
capace di assicurare la corretta interazione tra
i dispositivi, evitando punti deboli e garantendo
la conformità alle normative vigenti in materia
di sicurezza stradale.
Come noto, per garantire la continuità della linea
di ritenuta il collegamento tra il varco e la barriera
deve evitare brusche variazioni di rigidezza,
assicurare la trasmissione corretta degli sforzi in
caso di urto, e impedire la formazione di punti
di debolezza o di comportamento imprevedibile.
Il progetto ha quindi integrato elementi di raccordo
specifici e sistemi di ancoraggio dimensionati
per resistere ai carichi dinamici generati dagli
scenari di collisione previsti per la classe H4.
Per validare la soluzione, è stata prevista l’esecuzione
di una simulazione numerica FEM con
codici di calcolo espliciti. L’obiettivo era quello di
verificare che il sistema ibrido (nuovo varco +
barriera esistente) mantenesse prestazioni coerenti
con i requisiti della classe H4, garantendo
comportamento continuo e assenza di collassi
Macchine&Attrezzature
98
12/2025 leStrade
leStrade 12/2025
99
locali. Le analisi prodotte hanno fornito mappe
di deformazione, propagazione degli sforzi e
performance energetiche, cioè dei dati essenziali
per validare il progetto senza necessità di
ulteriori crash test.
A proposito di prove d’urto
Il Titanus, in fase di certificazione, ha effettuato
un crash test - nella sede operativa di CSI
S.p.A - con un autoarticolato da 38 tonnellate.
Risultato: lo spostamento massimo che la barriera
ha subito durante l’urto (deflessione dinamica)
è stato di solo mezzo metro. Il varco ha
dunque eccellentemente retto all’impatto, limitando
lo spostamento laterale. Il crash test ha
prodotto danni contenuti anche in relazione alla
quantità di materiale: è stato necessario sostituire
solo due dei sette moduli pre-assemblati,
di 5,7 metri ciascuno, che compongono il varco.
E il lettore beneficiario di studi classici lo ricorderà,
del resto: i Titani possono essere feriti,
ma sono immortali. nn
LA RIVISTA TECNICA
SUL TRASPORTO MERCI
ATTUALITÀ &
INFORMAZIONE
RETI & SERVICE
Gli ambiti di impiego
L’elevato livello di contenimento
rende Titanus la scelta ideale
in diversi contesti:
• autostrade e raccordi ad alto traffico;
• gallerie e viadotti
• cantieri e deviazioni temporanee
• accessi di emergenza per mezzi di soccorso
Le nostre guide nel cantiere
dell’Autostrada Adriatica
nell’mmagine sopra.
Da sinistra,
Andrea Biondi, Direttore
di cantiere dell’area
Ammodernamenti DT5-
DT7-DT8 per Amplia
Infrastructures S.p.A.,
Nicolò Fascetta, Assistente
di cantiere, anch’egli
per Amplia.
PROVE CONSUMO
Per altre informazioni
sul varco amovibile Titanus
consulta il QR code.
vietrasportiweb.it
NOVITÀ TRUCK,
TRAILER E VAN
A lato, due fotogammi tratti
dal filmato che riproduce
il crash test effettuato
sul varco Titanus
con un autoarticolato
da 38 tonnellate.
Abbonamento annuo 10 numeri | 150,00 euro
vietrasportiweb.it/abbonamenti/
Macchine&Attrezzature
100
12/2025 leStrade
Via Conca del Naviglio 37 | 20123 Milano
Tel +39 02 89421350 | marketing@fiaccola.it| fiaccola.it
Soluzioni
Il Sistema WeepHoles
di Gridiron
Nuova linea di canali autoportanti:
struttura e resistenza al servizio
del drenaggio
Accanto all’innovazione brevettata del Sistema
WeepHoles, la nuova Serie I di canali autoportanti
in calcestruzzo vibrocompresso armato
rappresenta la soluzione ideale per resistenza e
semplicità di posa.
L’integrazione intelligente tra canali autoportanti e asfalti
drenanti di nuova generazione. Un’innovazione in fase
di brevetto che segna un salto di qualità nel drenaggio stradale
La gestione delle acque meteoriche rappresenta
una delle sfide più delicate per chi progetta e
manutiene le infrastrutture viarie. L’introduzione
degli asfalti drenanti di nuova generazione, in
grado di assorbire fino a 40 litri/minuto per metro
quadrato, ha migliorato sicurezza e comfort
di guida, riducendo il rischio di aquaplaning e aumentando
la visibilità. Ma perché queste prestazioni
siano realmente efficaci è fondamentale che
l’acqua infiltrata nello strato di usura venga rapidamente
convogliata verso i sistemi di raccolta.
È qui che nasce il Sistema WeepHoles, un’innovazione
in fase di brevetto che segna un salto
di qualità nel drenaggio stradale.
Il principio di funzionamento
Nei canali tradizionali i fori laterali sono spesso
posizionati in maniera standard, senza tenere
conto della quota del tappetino drenante. Questo
comporta ristagni e degrado precoce della pavimentazione
(disgregazioni, fessurazioni, perdita
di aderenza).
Il Sistema WeepHoles supera questa criticità
con fori integrati e calibrati direttamente nel manufatto
in calcestruzzo, posizionati esattamente
alla quota ottimale dello strato drenante (4–6
centimetri). In questo modo, l’acqua viene intercettata
lateralmente e convogliata direttamente
all’interno del canale, compiendo un vero e proprio
salto di quota: il sistema è infatti studiato
come una “bocca di lupo”, che raccoglie l’acqua
dall’alto e la trasporta lateralmente garantendo
un deflusso efficace e continuo verso la rete di
smaltimento. Grazie a questa soluzione, si evita
il ristagno e si riduce il rischio di infiltrazioni o
di danni strutturali. Il canale, inoltre, rimane autoportante
e con pareti spesse, garantendo robustezza
strutturale e deflusso dell’acqua senza
ostacoli verso la rete di smaltimento.
Prestazioni idrauliche straordinarie
Il canale autoportante con Sistema WeepHoles,
nelle dimensioni 300 × h 300 × 2.000 millimetri,
è progettato per viabilità ad alto traffico e asfalti
drenanti.
Ogni foro smaltisce 1,15 l/s (69 l/min): con quattro
fori si raggiungono 276 l/min per metro lineare,
ossia l’equivalente di 276 mm di pioggia al
minuto per metro quadrato.
Un valore ben oltre la pioggia più intensa mai registrata
al mondo (38 mm/min, Guadeloupe, 1970).
Benefici tecnici e gestionali
L’adozione del Sistema WeepHoles offre vantaggi
concreti:
• drenaggio ottimizzato: nessun ristagno nello
strato drenante;
• durabilità del tappetino: minore degrado e minori
costi di manutenzione straordinaria;
• sicurezza stradale: ridotto rischio di aquaplaning
e formazione di ghiaccio localizzato;
• efficienza di cantiere: posa più rapida, senza
rinfianchi laterali in calcestruzzo;
• resistenza alle manutenzioni: in caso di fresatura,
il bordo in calcestruzzo protegge la griglia
e i suoi profili;
I test hanno confermato l’elevata capacità drenante
e la totale carrabilità del sistema anche
sotto i mezzi pesanti. Installato a ridosso di new
jersey o barriere guard rail, garantisce massima
efficienza con qualsiasi pavimentazione, drenante
o tradizionale.
Daniela Da Ros
Marketing
Communications Manager
Gridiron S.p.A.
Gridiron: eccellenza italiana
nel drenaggio e nei grigliati tecnici
Gridiron si distingue come leader europeo nella lavorazione
dei grigliati ed è riconosciuta tra i primi cinque operatori
mondiali nel settore del drenaggio. L’azienda unisce
artigianalità italiana e innovazione tecnologica per offrire
prodotti funzionali, resistenti, duraturi e completamente
personalizzabili, ideali per l’edilizia pubblica e privata.
La gamma Gridiron comprende grigliati tecnici, sistemi
di drenaggio, zerbini e complementi, impiegati in progetti
di prestigio internazionale: dai monumentali palazzi nel
centro di Londra, al Ponte San Giorgio di Genova, fino alle
piattaforme petrolifere a largo dell’Oceano Atlantico. Ciò
che rende unica l’azienda è la capacità di produrre internamente
canali sia in cemento sia in polimero, garantendo
sempre robustezza, funzionalità e adattabilità a ogni
Caratteristiche principali
• Autoportanza reale: il canale sopporta i carichi
senza necessità di rinfianchi.
• Bordo superiore protetto: inglobato nel calcestruzzo,
resiste ai carichi anche in fase di costruzione
ed elimina i danni ai profili metallici.
• Modularità: elementi da due metri con giunto
maschio-femmina per posa rapida e precisa.
• Ampia gamma dimensionale: larghezze nominali
300, 400 e 500 millimetri con altezze variabili
in scatti da 100 millimetri.
• Elevate classi di resistenza: D400, E600 e
F900.
Vantaggi in fase di posa
e in esercizio
• Eliminazione di armature e rinfianchi supplementari.
• Minori tempi e costi di installazione.
• Maggiore durabilità complessiva del sistema.
• In caso di manutenzioni (es. fresatura del tappetino),
la griglia resta intatta e funzionale.
Un sistema unico sul mercato
L’unione tra Sistema WeepHoles e canali autoportanti
Serie I dà vita a una soluzione brevettuale
semplice, robusta ed estremamente performante.
nn
progetto. Accanto ai sistemi di drenaggio, Gridiron realizza
griglie metalliche a caldo o a pressione in acciaio zincato,
alluminio o acciaio inox, sistemi di drenaggio inox ad
alta resistenza, accessori per l’edilizia come chiusini, pozzetti
per finestre e griglie standard, e zerbini tecnici dotati
di base fonoassorbente completamente personalizzabili.
Con quattro moderne sedi produttive e una presenza consolidata
in più di 36 Paesi, Gridiron rappresenta un esempio
concreto di come l’eccellenza del Made in Italy possa
fondersi con tecnologia avanzata e visione internazionale.
Ogni progetto realizzato con i prodotti Gridiron diventa
così un equilibrio perfetto tra qualità, innovazione e design,
confermando il ruolo dell’azienda come punto di riferimento
globale nel settore dell’edilizia e del drenaggio
Macchine&Attrezzature
102
12/2025 leStrade
leStrade 12/2025
103
Sicurezza
Barriere d’annata
La Giornata Mondiale del Ricordo delle Vittime ha acceso i riflettori sullo
stato delle barriere delle nostre strade, progettate negli anni Novanta
e pensate per veicoli molto più leggeri dei suv e modelli elettrici attuali
«Le barriere che oggi troviamo sulle nostre
strade sono state pensate per veicoli molto più
leggeri. È come se avessimo aggiornato tutto,
dai motori all’elettronica, ma avessimo lasciato
indietro ciò che deve salvare le vite quan-
do la tecnologia non basta». Sono le parole di
Ottavia Calamani, ceo di Aisico, in occasione
della Giornata Mondiale del Ricordo delle Vittime
della Strada, che si è celebrata lo scorso
novembre. Parole che fanno pensare, e ancor
Enzo Rizzo
Ottavia Calamani,
ceo di Aisico.
di più perché rilasciate dal vertice di un’azienda
come Aisico, azienda italiana leader nella
sperimentazione, certificazione e innovazione
dei sistemi di sicurezza stradale e infrastrutturale,
che opera a livello mondiale, dagli Stati
Uniti all’Australia, passando per Brasile, Argentina,
Europa, Cina e India. Occorre dunque
intervenire con urgenza sulla sicurezza delle
infrastrutture. «Le normative in vigore da più
di trent’anni non sono state adeguate ai cambiamenti
avvenuti nel traffico delle strade europee
né alle prestazioni e alle caratteristiche
dei veicoli moderni», continua Calamani. «È
un vuoto normativo che non va sottovalutato:
servono nuovi standard e strumenti digitali
per censire e monitorare in modo continuo lo
stato reale delle infrastrutture. È urgente, a livello
continentale, un aggiornamento del quadro
normativo, perché le norme oggi in vigore
non rispecchiano più l’evoluzione del mondo
dell’automotive. Il modo migliore per onorare
le vittime è lavorare perché simili tragedie
non si ripetano».
Colmare il vuoto normativo
Le barriere stradali di sicurezza oggi in esercizio
sulle strade italiane sono state progettate
negli anni Novanta, quando le auto pesavano
in media circa 1.200 chilogrammi. Oggi suv e
veicoli elettrici superano spesso i 1.800 chilogrammi,
ma il quadro normativo resta fermo
all’ultima revisione delle norme sulle barriere
che risale al Decreto Ministeriale 223 del
1992. In caso di urto con un suv o con un’auto
elettrica, dunque, la capacità di contenimento
delle barriere può risultare gravemente compromessa.
Le barriere inadeguate o usurate
non sono dunque un’eccezione, e le norme attuali
non obbligano alla loro sostituzione, creando
un vuoto normativo che espone gestori
e automobilisti a rischi concreti. Secondo i
dati diffusi dall’Istat, nel 2024 sono stati 3.030
i morti in incidenti stradali in Italia, 233.853
i feriti (+4,1% rispetto all’anno precedente)
e 173.364 gli incidenti stradali (+4,1%) registrati.
Un dato che conferma quanto sia urgente
agire per centrare l’obiettivo europeo di dimezzare
le vittime entro il 2030.
A fine 2024, Ansfisa, l’Agenzia nazionale
per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture
stradali e autostradali, ha emesso
una circolare diretta ad Anas, Regioni, Province
e Comuni per avviare il censimento
delle barriere stradali e definire le priorità
di intervento, in linea con le linee guida
del ministero delle Infrastrutture e della
Mobilità sostenibili, che fissano scadenze
fino al 2026. nn
Macchine&Attrezzature
104
12/2025 leStrade
leStrade 12/2025
105
Novità
Teleskid la telescopica
Jcb lancia sul mercato italiano Teleskid: l’unica mini pala compatta
al mondo dotata di braccio telescopico. Soluzione tecnologica che consente
di eseguire operazioni di sollevamento, movimentazione e scavo inedite
La caratteristica peculiare del Teleskid è quella di
permettere movimenti di sollevamento, sbancamento
e spostamento finora impensabili in cantiere
e nelle aree di lavoro in genere. Si presenta
come una classica mini pala compatta, ma la sua
unicità è quella di essere dotata di un braccio telescopico,
soluzione tecnologica che consente di
eseguire operazioni di sollevamento, movimentazione
e scavo che con un modello convenzionale
di skid steer loader non sarebbero possibili:
scaricare agevolmente materiale sfuso nei cassoni
dei camion con sponde alte, spostare materiale
in posizioni altrimenti inaccessibili, scavare
e movimentare sotto quota, ecc.
JCB Teleskid ha un’altezza al perno raggiungibile
di oltre quatrro metri (4,05 metri per il modello,
e 4,03 metri per la versione cingolata) il Teleskid
raggiunge quindi un’altezza di scarico superiore
dell’8% rispetto a qualsiasi altro modello concorrente.
Lo sbraccio superiore del 60% rispetto a
qualsiasi altro skid sul mercato consente operazioni
di sollevamento e spostamento altrimenti
impensabili. L’esclusività della nuova JCB Teleskid
è anche quella di essere l’unica minipala compatta
al mondo in grado di combinare movimenti
di sollevamento e abbassamento sia verticali
che radiali. Sensazionale anche lo sbraccio anteriore
che nel JCB Teleskid raggiunge i 2,4 metri.
Circa 25 anni fa, JCB ha introdotto anche un’ulteriore
innovazione: la prima mini pala (skid steer
loader) “monobraccio”, il celeberrimo “Powerboom”,
segnando così nuovi standard in materia
di sicurezza.
Da sola fa il lavoro di quattro macchine
Carrello elevatore a forche, sollevatore telescopico,
pala compatta cingolata e pala compatta
gommata.
Grazie al braccio telescopico in acciaio ad alta resistenza,
garantito dal costruttore per un periodo
di addirittura dieci anni, a componenti affidabili
e testati, il Teleskid è stato progettato e costruito
per offrire prestazioni superiori e una durabilità
che conserva il valore economico nel tempo.
Con un’altezza al perno che supera i quattro metri
e uno sbraccio in avanti di oltre due metri, è
possibile raggiungere luoghi e fare operazioni che
altre mini pale non riescono a fare. Grazie al joystick
multifunzione a sette vie, inoltre, è facile pilotare
tutte le tipiche attrezzature idrauliche utilizzate
in cantiere. Il raggio di sterzata pari a zero
consente di lavorare produttivamente con facilità
in aree ristrette o particolarmente congestionate.
Il sistema antibeccheggio di Jcb e il sollevamento
parallelo assicurano la stabilità del carico e un
comfort superiore per l’operatore.
Teleskid monta di serie il software MyChoice di
Jcb, con cui si può personalizzare il controllo e la
sensibilità di risposta del joystick in funzione delle
preferenze dell’operatore, per un controllo della
macchina e una produttività nelle operazioni a
livelli di eccellenza unici.
Teleskid ha un peso operativo di 5.678 chilogrammi
nella versione cingolata di 4.248 chilogrammi
in quella gommata. La capacità di carico
operativa, rispettivamente per il cingolato e il
gommato, a braccio ritratto è di 1.676 chilogrammi
e 1.483 chilogrammi, mentre a braccio esteso
è di 732 chilogrammi e 632 chilogrammi. Eccezionali
i dati relativi all’altezza di scarico: nella
versione cingolata si arriva a braccio esteso a
3,2 metri; nella versione gommata si raggiunge
a braccio esteso l’altezza di 3,15 metri. nn
Carlo Dossi
MACCHINE, ATTREZZATURE E
MEZZI D’OPERA PER L’EDILIZIA
costruzioniweb.it
CAVE &
CALCESTRUZZO
MACCHINE &
COMPONENTI
DECOSTRUZIONE
& RICICLAGGIO
SOLLEVAMENTO
& NOLEGGIO
TEST MACCHINE
Abbonamento annuo 10 numeri | 150,00 euro
costruzioniweb.it/abbonamenti/
Macchine&Attrezzature
106
12/2025 leStrade
Via Conca del Naviglio 37 | 20123 Milano
Tel +39 02 89421350 | marketing@fiaccola.it| fiaccola.it
Riciclaggio
Soil regeneration
Una sola bennata per bonificare il terreno liberandolo da sassi, radici
e detriti, smaltendo solo la parte inerte. È possibile con VSE Tornado,
la nuova linea di vagliatrici Simex per mini e midiescavatori
Iniziare un articolo con una citazione, spesso,
invita il lettore a entrare nel tema trattato con
maggiore attenzione. In questo caso, lo ammettiamo,
siamo in difficoltà. Ci sono talmente tante
citazioni interessanti sulla terra - quella con la
t minuscola, intesa come terreno non come pianeta
- che sceglierne soltanto una ci sembra minimizzante.
Eccone quindi due, distanti anni luce
una dall’altra, ma legate da un filo sottile nemmeno
troppo invisibile: la prima è pronunciata da
Thomas Mitchell nelle vesti di Geraldo O’Hara in
Via col vento, “La terra è la sola cosa per cui valga
la pena di lavorare, di lottare, di morire, perché
è la sola cosa che duri”; la seconda è un antico
proverbio attribuito al popolo nativo americano
dei Navajo, «La terra non ci è stata data in eredità
dai nostri padri, ma in prestito dai nostri figli».
Entrambe esprimono al meglio l’importanza
di attribuire al terreno il giusto valore e di tutelarlo
al massimo. Ed è proprio quello che fa l’attrezzatura
di cui vogliamo parlarvi: VSE Tornado,
la nuova linea di vagliatrici di Simex che, specifica
per pulizia e areazione del terreno anche bagnato,
lo recupera in situ, senza doverne usare
di nuovo. Senza sprecarlo, quindi.
Dagli inerti pesanti al terreno
«Simex punta sulle benne vagliatrici da anni ormai,
ma il focus era sempre stato più spostato
sul recupero di inerti pesanti, derivanti da demo-
Daniela Stasi
Nicola Sisti, project engineer
R&D Simex e responsabile
della linea di vagliatrici.
lizioni e frantumazioni - commenta Nicola Sisti,
project engineer R&D Simex e responsabile della
linea di vagliatrici dell’azienda - Negli ultimi anni,
tuttavia, dal mercato è emersa sempre più frequentemente
la necessità della pulizia e del recupero
del terreno in sito. Mi riferisco al settore
del verde urbano, dell’areazione del compost,
della cura del verde e dei piccoli cantieri privati».
Ecco quindi che, con la nuova linea di benne
vagliatrici, l’azienda emiliana sonda i nuovi orizzonti
della separazione dei materiali in cantiere,
ampliando il proprio raggio di azione dal già consolidato
settore heavy duty, ossia la vagliatura
di inerti di risulta da demolizioni, al segmento
landscaping e soil regeneration, ovvero la boni-
Macchine&Attrezzature
108
12/2025 leStrade
leStrade 12/2025
109
Meno usura negli scavi di trincee a sezione ridotta
soffrano di elevata usura e durata limitata, tanto che l’operatore
è spesso costretto alla loro sostituzione, quasi giornaliera».
Simex ha deciso così di equipaggiare la propria
gamma di escavatrici a ruota per lo scavo di trincee a sezione
ridotta con un utensile in cui il carburo di tungsteno
è rivestito da PCD. «La durezza apportata dalla superficie
diamantata estende di diversi ordini di grandezza la durata
temporale dell’utensile durante le applicazioni di scavo,
permettendo di lavorare distanze più estese senza necessità
di particolari manutenzioni - continua il team Simex -
Le stesse proprietà del diamante sinterizzato permettono
l’adozione di velocità periferiche più alte del disco di taglio,
quindi una rotazione più veloce che si traduce in maggiore
produttività giornaliera per l’operatore. Allo stesso modo
lo spigolo vivo del profilo dell’utensile, ora passato da conico
a cilindrico, date le migliori caratteristiche di taglien-
fica del terreno vegetale da detriti per finalità di
florovivaismo e per il ripristino delle aree verdi.
In entrambi i casi, l’obiettivo è il medesimo: salvaguardare
i materiali che possono essere recuperati
e riutilizzati direttamente in situ, oppure
trasportati più agevolmente all’esterno. Nel caso
degli inerti da demolizione, la riqualificazione del
materiale presente in cantiere permette di abbattere
sensibilmente le spese di smaltimento e
di tagliare i costi legati all’acquisto e al trasporto
di nuova materia prima. Nel secondo caso, invece,
quello del recupero del terreno vegetale, è
bene sottolineare come in molti cantieri edili, con
un’adeguata opera di vagliatura, si possa bonificare
il terreno presente liberandolo da sassi, radici
e detriti, andando a smaltire effettivamente
solo la parte inerte. Il terreno bonificato e pulito
dai detriti con le benne vagliatrici Simex è immediatamente
spendibile, areato e di una pezzatura
consona alla successiva piantumazione. La
nuova linea VSE Tornado, pertanto, rappresenta
l’approccio «mirato all’abbattimento dei costi di
smaltimento e al risparmio nell’acquisto di terreno
vergine», prosegue Sisti.
Ottimizzata la vorticosità
del materiale trattato
Progettate per miniescavatori e midiescavatori
da 1,5 a 10 tonnellate, le nuove benne vagliatrici
da escavatore VSE Tornado, come già anticipato,
sono pensate per applicazioni leggere,
come la pulizia del terreno da detriti, sassi e ghiaia,
per la creazione del letto di posa e per la copertura
di sottoservizi e canalizzazioni interrate.
In generale, per piccoli cantieri urbani, dove, per
limiti di spazio di manovra, gli ingombri devono
essere ridotti al minimo. Sotto il profilo tecnico,
sono dotate di un innovativo sistema di sostituzione
rapida dell’intero albero o dei singoli elementi
vaglianti, coperto da brevetto Simex. Una
soluzione che permette una manutenzione semplice
e veloce direttamente in cantiere, senza fermi
macchina, garantendo continuità operativa e
maggiore efficienza. E la pezzatura del materiale
in uscita? Quella standard è di 0-20 millimetri,
ma, agendo sui distanziatori, è possibile ridurla a
0-10 millimetri o aumentarla a 0-30 millimetri, in
base ai contesti applicativi e alle esigenze di can-
La nuova linea di vagliatrici
VSE Tornado è specifica
per la pulizia e l’areazione
del terreno anche bagnato.
Lo recupera direttamente
in cantiere, senza doverne
acquistare di vergine.
Variante a settori con utensili in PCD per i modelli
di escavatrice a ruota RW 350 e RWE 35, per sostituire
i singoli segmenti e non l’intero disco.
In questo fine d’anno, andando a riguardare le novità presentate
da Simex nel 2025 non possiamo non menzionare
i nuovi utensili per dischi da taglio, pensati per le applicazioni
nelle mini e microtrincee, da abbinare all’ampia gamma
di escavatrici a ruota dell’azienda (ben 18 modelli in
tre gamme di prodotto, RW e T per pale e minipale, e la linea
RWE per escavatori di diverse taglie): utensili speciali
in cui il carburo di tungsteno è esternamente rivestito da
un deposito di diamante policristallino sinterizzato (PCD).
Obiettivo per cui sono stati sviluppati: maggiore produttività,
migliore precisione e per superare i limiti degli utensili
rotanti a punta conica in carburo di tungsteno, la soluzione
largamente più diffusa per le applicazioni di taglio in
microtrincea. «Questo tipo di utensile, largamente ed efficacemente
utilizzato nelle testate fresanti e da scavo, inizia
a mostrare i suoi limiti nelle applicazioni di microscavo
o taglio, dove la miniaturizzazione della soluzione tradizionale
ha di per sé l’enorme svantaggio di creare una grande
sollecitazione sulla superficie dell’utensile stesso, dovuta
all’enorme forza di contatto localizzata - spiega il team
tecnico di Simex - Questo comporta che gli utensili conici
in carburo di tungsteno, seppur relativamente economici,
te permette di ottenere una migliore pulizia dello scavo e
un profilo di taglio più netto e pulito».
Non è tutto: oltre alla versione con disco monolitico, per i
modelli di escavatrice a ruota RW 350 e RWE 35, è disponibile
anche la variante a settori con utensili in PCD, una soluzione
che consente una maggiore facilità di manutenzione,
permettendo di sostituire i singoli segmenti e non l’intero
disco. I settori, ciascuno dei quali incorpora tre utensili,
sono facilmente sostituibili in cantiere in caso di danneggiamento
(urti contro elementi in ferro, ecc.) e successivamente
riparabili e riutilizzabili
tiere. Inoltre, a seconda del tipo di materiale da
trattare, la benna può essere equipaggiata con
utensili in poliuretano, ideali per terreni umidi o
sabbiosi e per preservare l’integrità del materiale
vagliato, oppure con utensili in acciaio, consigliati
per impieghi più gravosi e materiali abrasivi. Le
vagliatrici VSE Tornado, infine, sono in grado di
separare materiali di diversa pezzatura anche se
umidi o bagnati. La nuova configurazione a due e
tre alberi con elementi a stella, infatti, ottimizza
la vorticosità del materiale trattato, migliorando
le performance e aumentando la redditività delle
operazioni sul campo. È così possibile vagliare,
ridurre, bonificare e areare con una sola bennata
scarti vegetali e terriccio, per accelerare la fase di
compostaggio e produrre un vagliato di una pezzatura
ideale per il ripristino delle aree verdi. Il
materiale di scarto, ridotto al minimo, permette
di abbattere i costi di conferimento e smaltimento
nei centri specializzati. nn
Macchine&Attrezzature
110
12/2025 leStrade
leStrade 12/2025
111
Soluzioni
Sicurezza dei lavoratori
sempre al primo posto
leStrade
Aeroporti Autostrade Ferrovie
ASSOCIAZIONI
Segnaletica orizzontale con Triflex per un’importante industria di Brescia.
Il progetto di riqualificazione della segnaletica orizzontale con Triflex Cryl
ha riguardato 75 metri quadrati di superficie di attraversamenti pedonali
Nelle sedi aziendali, la sicurezza dipende anche
dallo stato della segnaletica orizzontale: se
non ben visibile o ammalorata può mettere a rischio
l’incolumità dei lavoratori, specie nelle aree
soggette al passaggio di auto e mezzi pesanti, e
compromettere l’estetica degli spazi. Triflex fornisce
in tutta Europa sistemi per il rivestimento
impiegati nella realizzazione della segnaletica
orizzontale.
Per un’importante realtà produttiva attiva nel
settore mangimistico zootecnico della provincia
di Brescia, Triflex ha realizzato 75 metri quadrati
di attraversamenti pedonali, rendendoli ben visibili
e dotati di superficie antiscivolo, per poter
assicurare maggiore sicurezza e aderenza anche
in caso di precipitazioni o in presenza di altri liquidi.
Le soluzioni Triflex hanno garantito un risultato
duraturo, ad alta aderenza e resistente
alle frequenti sollecitazioni dovute al passaggio
dei mezzi pesanti.
L’intervento è stato eseguito utilizzando:
• Triflex Cryl M 264, rivestimento bicomponente,
Carta d’identità
Triflex è una società del Gruppo Follmann,
tra i leader internazionali nelle
soluzioni di impermeabilizzazione
liquide a base di PMMA, che trovano
applicazione in tetti piani, tetti verdi,
balconi, terrazze, parcheggi, segnaletica orizzontale,
applicazioni in sedi industriali e progetti speciali quali
impianti sciistici e di produzione di energia, soggetti
a sollecitazioni meccaniche molto intense. Grazie
agli oltre 40 anni di esperienza come specialista delle
impermeabilizzazioni in resine liquide, Triflex realizza
progetti in tutto il mondo, offrendo a progettisti,
applicatori e imprese specializzate consulenze
specialistiche e corsi di formazione e aggiornamento.
Per impermeabilizzazioni efficaci, efficienti e durature
pigmentato, a base di resina di polimetilmetacrilato
(PMMA). È antiscivolo ed è in grado di
resistere a lungo alle abrasioni e agli effetti di
agenti atmosferici e raggi UV. Per l’intervento
in oggetto, Triflex Cryl M 264 è stato applicato
nella colorazione “5017 Blu traffico”, per rendere
gli attraversamenti ben visibili anche in condizioni
di scarsa luminosità.
• Triflex Cryl M 266, a base di resina di PMMA, viene
utilizzato per le superfici di parcheggi che necessitano
una segnaletica decorativa a elevato
spessore. Come Cryl M 264, anche Triflex Cryl M
266 è altamente resistente alle abrasioni e si distingue
per le ottime proprietà di resistenza agli
effetti di agenti atmosferici e raggi UV.
Il lavoro è stato eseguito con il partner Triflex
Iter Segnaletica e Servizi, azienda specializzata
in segnaletica che ha saputo coniugare efficienza
tecnica e attenzione ai dettagli, offrendo un
intervento all’altezza delle esigenze funzionali e
legali richieste. nn
Opera di segnaletica
orizzontale con Triflex
Cryl M 264 e Triflex
Cryl M 266.
n Si sono svolte il XX Convegno
Nazionale e la X S.I.I.V. Arena.
La S.I.I.V. ha dato vita a una tre giorni
intensa e partecipata, capace di generare
dialogo, visione e riflessione sulle
infrastrutture di trasporto nei suoi diversi
comparti: strade, ferrovie, aeroporti.
n Osservatorio Oice/Informatel, ottobre
2025. Dato di ripresa positivo rispetto
all’anno nero del 2024 in linea con gli anni
2020 e 2021 (e circa metà del 2022
e 2023, anni contraddistinti dal Pnrr).
Macchine&Attrezzature
112
12/2025 leStrade
Un successo a regola d’arte
Si sono svolte il XX Convegno Nazionale e la X S.I.I.V. Arena
Società Italiana
Infrastrutture Viarie
SIIV
Il Campus di San Giovanni
a Teduccio, dell’Università
Federico II di Napoli,
là dove si è svolta la tre
giorni S.I.I.V.
www.siiv.it
Stefano Coropulis
Le aspettative per l’incontro
di novembre al Campus di
San Giovanni a Teduccio,
a Napoli, erano altissime:
relatori di rilievo, partner
tecnici d’eccezione, sponsor
autorevoli. E le attese non
sono andate deluse. La
S.I.I.V. ha dato vita a una tre
giorni intensa e partecipata,
capace di generare dialogo,
visione e riflessione sulle
infrastrutture di trasporto nei
suoi diversi comparti: strade,
ferrovie, aeroporti.
Il 19 novembre, l’evento
si è aperto con la sessione
dedicata alla divulgazione
dei progetti di ricerca
di rilevante interesse
nazionale, rispondendo a
una domanda che spesso ci
poniamo: «A cosa stanno
lavorando i nostri colleghi?».
La risposta ha confermato
che il settore scientifico
Strade, Ferrovie e Aeroporti
si muove con coerenza
e varietà sui temi della
sicurezza, dell’innovazione,
dell’aggiornamento
normativo e tecnologico e
dei materiali. Un messaggio
forte: la ricerca è plurale, ma
con obiettivi condivisi.
Il XX Convegno
Nazionale S.I.I.V
Il giorno seguente ha
preso il via il XX Convegno
Nazionale S.I.I.V.,
moderato con competenza
dalla Dott.ssa Biggi (Ufficio
Stampa Anas), che ha
intrecciato i contributi in
un racconto coerente su
dove siamo e dove stiamo
andando nel mondo delle
infrastrutture viarie.
Dopo gli interventi
istituzionali e le relazioni
del Consiglio Superiore
del Lavori Pubblici (ing.
Sessa), Ansfisa (ing.
Capomolla), Italferr (prof.
Lo Bosco) e Aspi (ing.
Gasbarro), si è passati
alla sessione “Strade:
sostenibilità e innovazione”,
con le relazioni del dott.
Saporetti (Mase), dell’ing.
Montesano (Anas) e
del mondo accademico
con il prof. Canestrari
(Univpm) e prof. Guerrieri
(Università di Trento). Il
dibattito è poi proseguito
sul tema ferrovie, con un
alternarsi di esperienze
universitarie (prof. Bosurgi
dell’Università di Messina
e prof. Loprencipe de La
Sapienza Università di
Roma) e aziendali (ing.
Matera e ing. Conti per
Rfi, ing. Bocciolini per
Italcertifer), offrendo
una panoramica concreta
sulle sfide del settore.
L’approccio è stato replicato
per il mondo aeroportuale,
con risultati altrettanto
stimolanti (prof. Pasetto
dell’Università di Padova,
ing. Drago di Enac, ing.
Bruno di Osservatorio
Attività Manutenzioni
Aeroporti e ing. Banco di
Bentley Systems).
Nel pomeriggio, la tavola
rotonda su materiali e
finiture ha visto la prof.ssa
Russo, affiancata dalla Dott.
ssa Biggi, intervistare gli
sponsor principali, creando
un confronto dinamico
tra ricerca e industria.
A chiudere, l’apericena
sociale, un momento di
socialità consueto per
l’associazione, che cerca
momenti non solo di
professionalità, ma anche di
convivialità.
L’Assemblea dei soci,
soci onorari e tre premi
di Laurea Magistrale
Il 21 novembre, ultimo
giorno di lavoro, si è aperto
con l’Assemblea dei soci,
durante la quale è stato
approvato il bilancio e
conferita la nomina a soci
onorari della S.I.I.V. ai proff.
Bruno Crisman (Università
di Trieste), Antonino
D’Andrea (Università di
Messina) e Orazio Giuffrè
(Università di Palermo)
cofondatori dell’associazione
in data 26 aprile 1990.
Inoltre, è stata annunciata
l’istituzione, per il 2026,
di tre premi di Laurea
Magistrale, promossi e
finanziati dal Politecnico di
Bari su iniziativa del prof.
Vittorio Ranieri.
La X edizione della
S.I.I.V. Arena
Nel pomeriggio si è
tenuta la X edizione
della S.I.I.V. Arena, vera
Champions League dei
giovani studiosi S.I.I.V.
Il presidente di S.I.I.V.,
l’ing. Gianluca Dell’Acqua.
dedicata alla memoria del
compianto prof. Renato
Lamberti, cofondatore,
presidente e socio onorario
dell’Associazione. A sfidarsi,
15 soci S.I.I.V. juniores
under 40, con presentazioni
dense di contenuti
innovativi; sono risultati
vincitori:
• Masoud Khanmohamadi
(Sede S.I.I.V. Univ.
Trento) - Best Innovative
Idea
• Mattia Intignano (Sede
S.I.I.V. Univ. Napoli)
- Best Methodological
Approach
• Aldo La Placa (Sede
S.I.I.V. Univ. Parma)
- Best Experimental
Research Activity
Questa esaltante tre
giorni di eventi S.I.I.V. ha
confermato il prestigio
raggiunto dalla S.I.I.V.
nel panorama nazionale,
grazie al lavoro sinergico
del presidente Gianluca
Dell’Acqua e di tutti i
soci che, con passione e
visione, spingono il settore
infrastrutturale verso un
futuro scientificamente
solido e “game-changing”.
Un ringraziamento speciale
va alla Sede S.I.I.V.
dell’Università Federico II
di Napoli per l’impeccabile
organizzazione e la calorosa
accoglienza. Perché nella
S.I.I.V., l’aspetto umano
conta tanto quanto quello
scientifico. nn
Associazione SIIV
114
12/2025 leStrade
leStrade 12/2025
115
Osservatorio Oice/Informatel, ottobre 2025
Dato di ripresa positivo rispetto all’anno nero del 2024 in linea con gli anni
2020 e 2021 (e circa metà del 2022 e 2023, anni contraddistinti dal Pnrr)
leStrade
Aeroporti Autostrade Ferrovie
OICE
Associazione delle organizzazioni
di ingegneria, di architettura e
di consulenza tecnico-economica
Via G. B. Martini, 13
00198 Roma
Tel. 06.80687248
E-mail info@oice.it
www.oice.it
Si conferma anche a ottobre
il netto miglioramento
nei bandi pubblici per
servizi tecnici analizzati
dall’Osservatorio gare Oice,
l’Associazione delle società
di ingegneria e architettura
aderente a Confindustria.
Nei primi dieci mesi
del 2025 si registra un
incremento del valore dei
bandi del 11,8% rispetto
all’analogo periodo del
2024: circa 1,7 mld rispetto
ai circa 1,5 del 2024. Va
precisato che, al fine di
restituire un più verosimile
andamento del mercato
nel confronto con l’analogo
periodo dello scorso anno,
i dati sui dieci mesi del ’25
non tengono volutamente in
considerazione sia l’accordo
quadro Aspi pubblicato
a gennaio da 171,0 mln,
sia il mega-bando Consip
S.p.A. per conto del
Ministero dell’Economia e
delle Finanze da 2,1 mld,
che istituisce per due anni
un sistema dinamico di
acquisto da 2,1 mld, fino
a luglio 2027. Nel decimo
mese dell’anno, il valore
ottenuto sommando
l’importo delle gare per
servizi di ingegneria e
architettura (151,1 mln) al
valore della progettazione
esecutiva stimata compresa
negli appalti integrati (6,2
mln), raggiunge l’importo
complessivo di 157,3 mln,
evidenziando un consistente
incremento del 50,3% su
settembre 2025, a fronte
di una leggera flessione del
7,1% su ottobre 2024.
Così commenta i dati di
ottobre il Presidente Oice,
Giorgio Lupoi: «Possiamo
dire che il mercato si sta
stabilizzando sui valori pre-
Pnrr, ma se contassimo
anche i mega bandi Aspi
e Consip usciti da gennaio
in poi saremmo quasi al
livello degli anni migliori
del Pnrr. Ovviamente il
bando Consip da 2,1 mld.
con l’innovativo impiego
del sistema dinamico di
acquisizione rappresenta
un elemento che possiamo
definire anomalo e che,
similmente agli accordi
quadro, non offre certezza
sui reali volumi di servizi
tecnici che nei due anni
verranno realmente affidati.
Rimane il fatto che anche
escludendo i due bandi citati
la domanda pubblica cresce
e a fine anno potrebbe
collocarsi oltre i due miliardi
come nel 2021. Nell’attesa
del varo del bando-tipo 2
dell’Anac occorre però che
si aggiornino rapidamente
i parametri ministeriali
per la determinazione
dei compensi, fermi al
2016 quando neanche si
accennava al tema del BIM e
comunque non più coerenti
con le nuove prestazioni
richieste, ad esempio, in
campo ambientale, occorre
superare la disciplina
transitoria del codice appalti
dettata nel passaggio dai
tre ai due livelli progettuali
e avviare una profonda
rivisitazione dell’allegato
I.12 del codice appalti.”
Le gare per soli servizi di
ingegneria e architettura
(esclusi gli appalti integrati)
rilevate a ottobre hanno
raggiunto un importo di
151,1 mln, evidenziando un
andamento estremamente
positivo. Infatti, a fronte
di una leggera flessione
su ottobre 2024 (-8,0%),
si registra un importante
incremento del 50,1%
su settembre 2025 e un
+18,8% dei primi dieci mesi
dell’anno (per complessivi
1.583,9 mln) sullo stesso
periodo del 2024. nn
INDICI
GENERALI
ANNATA 2025
Sommari n
Argomenti n
Autori n
Associazione OICE
116
12/2025 leStrade
leStrade 12/2025
117
Sommari
GENNAIO-FEBBRAIO FASCICOLO 1604
COME ERAVAMO
7 I temi del numero di gennaio febbraio del 1925
Fabrizio Parati
OPINIONE LEGALE
8 Le novità per i collegi consultivi tecnici
Claudio Guccione
con
NOTIZIE DA ANAS
12 Friuli Venezia Giulia, statale 52Bis “Carnica”
13 Sardegna, ”Sassari -Olbia”
14 Campania, Viadotto sulla SS369 “Apulo Fortorina”
NEWS
16 Attualità
28 Convegni
30 Agenda: Convegni, Corsi, Eventi
INFRASTRUTTURE & MOBILITÁ
32 Tecnologia e innovazioneper una mobilità più sicura e
intelligente
Marco Molteni
36 Proteggere se stessi e gli altri
Damiano Diotti
38 Zaha Hadid a Napoli
Edvige Viazzoli
40 Un nuovo volto di Roma
Monica Banti
42 Più bella, più verde e più vivibile
Edvige Viazzoli
44 Nuova diga Foranea di Genova
Mauro Armelloni
46 Una possibile rivisitazione del sistema dei trasporti
Alfonso Annunziata, Francesco Annunziata
52 La più lunga d’Europa
Damiano Diotti
54 I port community system
Gabriele Villa
56 Firenze più verde
Monica Banti
58 Il nuovo scenario dei porti italiani
Roberto Rubboli
60 Le foreste di Aspi
Carlo Dossi
64 Il viadotto Gravagna
66 Uno dei più grandi progetti infrastrutturali al mondo
Mauro Armelloni
68 Sicurezza, Innovazione, Digitalizzazione,
il DNA del cantiere sostenibile
Enzo Rizzo
72 Record storico
Gabriele Villa
74 I droni di A35 Brebemi
PONTI&VIADOTTI
76 Un ponte di luce
Carlo Dossi
82 Il ponte si può fare
84 Midas Civil
MATERIALI &TECNOLOGIE
86 Le prime e uniche con marcatura CE
Fabrizio Parati
91 Corso base di tecnologia del calcestruzzo
Istituto Italiano del Calcestruzzo
92 Alpacem Italia e Buzzi Unicem
Gabriele Villa
94 Lesioni sulla carreggiata?Uretek risolve
con iniezioni di resine
Mauro Lagalante
98 Uno dei più grandi al mondo
Damiano Diotti
100 Certificare la sostenibilità del calcestruzzo
MACCHINE& ATTREZZATURE
102 Innovazione e sicurezza sul ponte del Tronto
Damiano Diotti
106 Polivalenza ad alta quota
Daniela Stasi
112 Capacità tecnica
Anita Cavalli
116 Trasportabilità su strada, graziealla leggerezza
Damiano Diotti
118 Macchina multifunzione
Francesca Carlet
120 Sicurezza, Manutenzione, Formazione
ASSOCIAZIONI
124 Svolta per la sicurezza stradale globale
Susanna Zammataro
125 Presentazione dei corsi OICE Accademy
126 Un nuovo BiennioSIIV ha inizio
Stefano Coropulis
127 Mobility as a service e smart roads
Morena Pivetti
MARZO FASCICOLO 1605
COME ERAVAMO
7 I temi del numero di marzo del 1925
Fabrizio Parati
OPINIONE LEGALE
8 Irregolarità riguardanti l’offerta tecnica e l’offerta
economica
Claudio Guccione
NOTIZIE DA ANAS
12 Piemonte, tangenziale di Asti
13 Sardegna, strada statale 131 “Carlo Felice”
14 Lazio, nuovo sottopasso a Rieti
NEWS
16 Attualità
26 Convegni
28 Agenda: Convegni, Corsi, Eventi
INFRASTRUTTURE & MOBILITÁ
32 Nuovo settore mezzi d’opera di Anie Assifer
Fabrizio Parati
34 Tutor su 26 nuove tratte lungo la rete di Aspi
Angelo Bandello
36 La patente a punti spiegata bene
Paolo Cosseddu
40 Il cantiere del tunnel di base entra in una nuova
dimensione
Mauro Armelloni
42 Sinergia tra Autobrennero e Polizia stradale
44 FS Italiane, nominati i nuovi CDA delle società controllate
Claudio Andrea Gemme
46 Il nuovo svincolodi Dalmine sulla A4 Milano-Brescia
Carlo Dosssi
50 I primati ambientali di Aspi
Monica Banti
con
52 Il progetto “SerraH2valle”
Damiano Diotti
58 La TBM “Partenope”
Gabriele Villa
60 Il nodo ferroviario di Bovisa(Milano)
Edvige Viazzoli
62 “Vele per la vita”
MATERIALI &TECNOLOGIE
66 Slope reinforcement technology:
destinato a diventare uno standard
Simone Fregonese
70 Officine Maccaferri acquisisce synteen technical fabrics
Damiano Diotti
72 Un anno cruciale
Damiano Diotti
74 Corso di base di tecnologia del calcestruzzo
Istituto Italiano per il calcestruzzo
MACCHINE&ATTREZZATURE
76 Simex rilancia la propria passione per l’innovazione
Camilla Sarfatti
80 Ciclovia Alpe Adria tutta d’un tratto
Enzo Rizzo
84 Marini Evodryer plus al Bauma
Damiano Diotti
88 Premiscelato spaziale
Matthieu Colombo
92 Wirtgen Group a Bauma 2025 con 45 anteprime
mondiali e innovazioni
Damiano Diotti
94 Dall’Australia all’Europa
Carlo Dossi
98 La costruzione del ponte Alto a Horb
Mauro Armelloni
100 Tutto il nuovo di Bomag, al Bauma 2025
Carlo Dossi
104 Merlo, i nuovi Roto alla conquista di Bauma
Gabriele Villa
106 Nuove frontiere per i Dieci
Damiano Diotti
108 L’impresa Battistella sceglie gli Hitachi
Carlo Dossi
110 I nuovi Dumper articolati Volvo fanno il pieno di tecnologia
Matthieu Colombo
112 Trasforma il cantiere del futuro
Monica Banti
114 Il Bauma di Sany
Gabriele Villa
116 Soilmec al Bauma 2025
Monica Banti
120 Innovazione sostenibile e automazione
Gabriele Villa
122 La prima al mondo con cabina rotante
ASSOCIAZIONI
124 Sicurezza stradale: il ruolo dell’Irf
Susanna Zammataro
125 Report di Oice sui bandi PNRR
126 I soci della SIIV si mettono all’opera
Stefano Coropulis
127 Global Ministerial Conference on Road
Nicola Ravaioli
APRILE FASCICOLO 1606
COME ERAVAMO
7 I temi del numero di aprilce del 1925
Fabrizio Parati
OPINIONE LEGALE
8 L’avvalimento di garanzia
Claudio Guccione
NOTIZIE DA ANAS
10 Lazio, il nuovo ponte dell’industria a Roma
12 Marche, galleria”Trisungo”
13 Sardegna, statale 131BIS “Carlo Felice”
NEWS
14 Attualità
26 Convegni
14 Agenda: Convegni, Corsi, Eventi
INFRASTRUTTURE & MOBILITÁ
32 Tecnologie basate sull’AI per il life Cycle management
delle gallerie
Marianna Brichese, Federico Foria,
Mario Calicchio, Gabriele Miceli
40 Riqualificare e digitalizzare: sicurezza in autostrada
secondo Aspi
Domenico Zagari
42 Autobrennero nel futuro
Annalia Dongilli
46 Mezzi speciali ai Vigili del Fuocodi Capodimonte
Damiano Diotti
50 Algorithms and control logics for tunnel
ventilation system. Development and Functionality
Nicolò Faggioni, Francesca Giauni,
Patrizia Fumarola
58 La metropolitana di Genova si rinnova
Monica Banti
62 Paving Show&Congress, l’esordio di un successo
Fabrizio Parati
67 Il sistema dei trasporti e l’area urbana
Francesco Annunziata
68 Un anno intenso per Ansfisa
PORTI&RETROPORTI
72 L’Italia dei porti nell’epocadei cambiamenti
Fabrizio Parati
76 Mappare tutti i dragaggi e attuarelo
scambio di materiale fra porti
Federagenti
78 “Hydrogen Valley” a Porto Marghera
Gabriele Villa
80 Porti veneti in crescita nel 2024
Mauro Armelloni
82 Volontà condivise, per crescere
Assoporti, Assologistica
84 Interporto Padova, automazione delle gru
Gabriele Villa
MATERIALI &TECNOLOGIE
88 Choruslife, un modello di sviluppo sostenibile
Mauro Armelloni
92 Soluzioni HA Italia
Mauro Armelloni
94 Grigio Forte
Edvige Viazzoli
96 Corso di Base di Tecnologia del Calcestruzzo
Istituto Italiano per il Calcestruzzo
MACCHINE&ATTREZZATURE
98 Il battesimo di Viviana
Damiano Diotti
con
100 Monza, strade più sicure e territori più sostenibili
Assia Viola
106 Un futuro più verde
108 La voce in galleriache rassicura in caso di emergenza
Enzo Rizzo
112 Case continua a innovare
Damiano Diotti
116 Strabag e Niederstatter adottano innovative
soluzioni di accumulo di energia
Carlo Dossi
120 Lavori stradali efficienti con il giusto compressore d’aria
Alex Persyn
123 Il FAE PT300, un veicolo speciale
Francesca Carlet
124 Autovictor e le soluzioni Axis
Carlo Dossi
ASSOCIAZIONI
126 Cambio al vertice dell’IRF
Susanna Zammataro
127 OICE al MIPIM 2025
128 Work in prrogress: SIIV- marzo 2025
Stefano Coropulis
MAGGIO FASCICOLO 1607
COME ERAVAMO
7 I temi del numero di maggio del 1925
Fabrizio Parati
OPINIONE LEGALE
8 Risarcimento del danno per illegittima mancata
aggiudicazione
Claudio Guccione
NOTIZIE DA ANAS
12 Sardegna, Galleria “S’Iscala”
13 Sicilia, il nuovo viadotto Salso
14 Sicilia, viadotto Arenella III
15 Emilia Romagna, ponte sul Rio Torto
NEWS
16 Attualità
28 Convegni
30 Agenda: Convegni, Corsi, Eventi
INFRASTRUTTURE & MOBILITÁ
32 Ripristino dell’autostradaN13 a Soazza: gestione delle
emergenze stradali
Samuele Porto Bonacci, Nathalia Maggetti
40 Un nuovo inizio
Grazia Crocco
45 Telecamere con AI in galleria
Gabriele Villa
46 Il sistema dei trasporti nell’areaurbana: integrato
policentrico
Alfonso Annunziata, Francesco Annunziata
48 A22 una realtà eccellente
50 Le storiche automotrici ALN668
Mauro Armelloni
52 Il porto di Livorno e la Darsena Europa
Edvige Viazzoli
53 Progetto strategico per la mobilità delle merci in Italia
Monica Banti
54 Una sfida pionieristica
Monica Banti
58 Accordo Ansfisa e Italferr
AEROPORTI
62 Digitalizzazione e remotizzazione delle torri di controllo
A cura di Enav
66 Il grande piano di trasformazione dell’aeroporto di Catania
Andrea Piacenti, Stefano Luca Possati, Pier Paolo Martini
con
74 Gli aeroporti più trafficati del mondo
Damiano Diotti
MATERIALI &TECNOLOGIE
78 Dove nasce (e cresce ) l’innovazione stradale
Enrico Petelio
83 IPM Italia presenta le pavimentazioni del futuro
Edvige Viazzoli
84 Gomma riciclata negli asfalti
Gabriele Villa
86 Da scarti a risorsa
Monica Banti
88 La nuova piattaforma che crea un ponte fra elenchi
prezzi e prodotti
91 La prima in Italia
92 Vent’anni di posteso
Silvio Cocco
96 Questione di aderenza
Daniela Stasi
99 Riparazione a regola d’arte del calcestruzzo
100 Adige Bitumi sull’AV/AC
Damiano Diotti
102 Un’infrastruttura in salotto
Fabrizio Parati
MACCHINE&ATTREZZATURE
106 Tutto di Ammann
114 E’nato il più piccolo della gamma
116 Struttura Hi-Tech
Daniela Stasi
120 Leggerezzae forza per l’edilizia moderna firmata Pilosio
Andrea Ghiaroni
ASSOCIAZIONI
124 PMI croce e delizia
Gabriella Gherardi
125 Report OICE su digitalizzazione e BIM
126 It’s time
Stefano Coropulis
127 Dispositivi di sicurezza stradale
Giovanni Brero
GIUGNO FASCICOLO 1608
COME ERAVAMO
7 I temi del numero di giugno del 1925
Fabrizio Parati
OPINIONE LEGALE
8 Regolamento relativo al casellario informatico sui
contratti pubblici
Claudio Guccione
con
NOTIZIE DA ANAS
12 Liguria, valico di Ponte San Ludovico
13 Abruzzo, SS260 “Picente”
14 Calabria, statale 106 Jonica
15 Emilia-Romagna, nuova bretella tra la frazione
di Roncocessi e Pieve Modolena
NEWS
16 Attualità
28 Convegni
30 Agenda: Convegni, Corsi, Eventi
INFRASTRUTTURE & MOBILITÁ
32 SMA Road Safety per la mobilità sicura a Santiago De Cali
Carlo Dossi
38 L’alimento della vera formazione
Fabrizio Parati
43 Intelligenza artificiale e competenze
nel settore delle infrastrutture
Federica Cavagliano
Indici 2025
118
12/2025 leStrade
leStrade 12/2025
119
44 Tecne (Gruppo Aspi): ”L’infrastruttura tra paesaggio
e impegno per la sostenibilità”
46 Metro Bucarest linea 6 lotto 1. 2: stazione Tokyo-
Stazione aeroporto Henri-Coanda
Giorgia Gunnella, Giorgia Di Biagio,
Manuela Regna
48 Vero nodo di interscambio
Daniela Stasi
52 Un nuovo spazio urbano a Roma
Edvige Viazzoli
54 Carichi a 1000(Kilowatt)
Enzo Rizzo
60 A15 Parma-LaSpezia: 50 anni di “Autocisa”
Damiano Diotti
63 Unico e strategico
Gabriele Villa
64 La “K2B Greppen-Weggis-Vitznau”
Guido Ruffinato
70 Comiso, centrale per turismo e logistica
Monica Banti
SMART ROAD&INFRASTRUTTURE
72 La prima intersezione a Rotatoria commutabile
ed autoregolante per smart road
Marco Guerrieri
78 Aspi, la sperimentazione del “Dynamic speed limit”
Fabrizio Parati
PONTI&VIADOTTI
84 Laterlite per la rinascita del ponte del Pianello
Edvige Viazzoli
86 Il nuovo ponte ad arco sull’A1
Mauro Armelloni
88 Il nuovo ponte dell’industria
Carlo Dossi
90 Il ponte dei congressi
92 Ulma per riparare e rinforzare nel rispetto
delle strutture
MATERIALI &TECNOLOGIE
100 Manutenzione uguale innovazione
Beatrice Bonomi
104 Planitop rasa&ripara R4 extra zero
Mauro Armelloni
106 Fare la differenza
Carlo Dossi
108 Manutenzioni stradali: settore in fase stagnante,
con qualche nube
110 Etim Italy diventa realtà
Damiano Diotti
MACCHINE&ATTREZZATURE
114 Falcon ACLM: l’automazione al servizio
della sicurezza stradale
116 Evodryer Plus
118 VN Group e OG11tunnel: segnaletica retroilluminata
per la sicurezza stradale
Marco Nardi
120 I magazzini generali del porto di Ravenna
ASSOCIAZIONI
126 IRF start-up label
Gonzalo Alcaraz
127 Osservatorio Oice/informatel sulle gare pubbliche
di ing. e arch. di aprile 2025
128 Un mese di fermento per la SIIV
Stefano Coropulis
LUGLIO FASCICOLO 1609
COME ERAVAMO
7 I temi del numero di luglio del 1925
Fabrizio Parati
OPINIONE LEGALE
8 Avvalimento premiale e Certificazione della parità di genere
Claudio Guccione
con
NOTIZIE DA ANAS
12 Basilicata, Raccordo Autostradale 5 “Sicignano-Potenza”
13 Lazio, ”Bretella Salaria Sud-1 stralcio”
14 Emilia -Romagna, strada statale 16 “Adriatica”
14 Sardegna, il Ponte “Calich I”
NEWS
16 Attualità
28 Convegni
30 Agenda: Convegni, Corsi, Eventi
INFRASTRUTTURE & MOBILITÁ
32 Un’infrastruttura decisiva
Pier Paolo Martini, Giorgia Di Biagio, Manuela
Regna, Giorgia Gunnella
36 Nuovo Tunnel Colle di Tenda
Damiano Diotti
40 FNM e Mise, idrogeno dalla Lombardia all’Italia
Fabrizio Parati
48 Fondamentale per il Centro Italia
50 La nuova linea tranviaria di Brescia
Mauro Armelloni
53 Nuova Diga Foranea di Genova, nuovi progressi
Monica Banti
54 Alla camera dei Deputati il nuovo Position Paper AIS
Monica Banti
58 Nuovo disegno del porto commerciale
e industriale di Venezia
Edvige Viazzoli
62 Quattro nuove stazioni per la linea C di Roma
Damiano Diotti
66 Più manutenzione e controlli
Damiano Diotti
70 Locomotiva a vapore del 1900
Monica Banti
GALLERIE&OPERE IN SOTTERRANEO
72 La nuova “strada verso la terra straniera”
Fabrizio Parati
MATERIALI &TECNOLOGIE
84 Asfalto a chilometro zero
Beatrice Bonomi
91 Resin K, il valore dell’estetica e dell’ambiente
Damiano Diotti
92 L’ingegneria sismica è da Premio
Enzo Rizzo
96 Maccaferri e il Corpo degli Ingegneri
dell’esercito degli Stati Uniti
Stefano Susani
98 Nuova era per l’edilizia sostenibile
Gabriele Villa
100 Costruire bene si può, perché non farlo?
Silvio Cocco
102 Anas e Cisambiente, per l’uso di pneumatici fuori uso
MACCHINE&ATTREZZATURE
104 I primi quarant’anni
Edvige Viazzoli
106 Track Assist: una esperienza ottimizzata
in cabina per i conducenti
108 Develon nei cantieri chiave della rete autostradale
Carlo Dossi
112 Al miglior offerente
Anita Cavalli
116 Kleemann, ampliamento del portafoglio
di digitalizzazione
118 Le strade del Castello
120 Vernazza Autogru protagonista nel cantiere
di San Bonifacio
122 Un salto di qualità decuplicato
Claudia Sarfatti
124 La nuova Cifa MK35H, macchina progetta per eccellere
Gabriele Villa
ASSOCIAZIONI
126 IRF Abbattere le barriere alla mobilità
127 OICE Assemblea OICE
128 SIIV Seconda Conferenza dei Gruppi di Lavoro
Stefano Corupolis
SETTEMBRE FASCICOLO 1610
COME ERAVAMO
7 I temi de numero di settembre de 1925
Fabrizio Parati
OPINIONE LEGALE
8 Ommissione dei obbighi dichiarativi in sede di gara
Caudio Guccione
con
NOTIZIE DA ANAS
12 Siciia, ponte ad arco San Giuiano
13 Siciia, svincolo di “Manganaro”
14 Abruzzo, i ponte di Paladini
NEWS
16 Attualità
28 Convegni
30 Agenda: Convegni, Corsi, Eventi
INFRASTRUTTURE & MOBILITÁ
32 Il traforo stradale del Frejus
Pasquale Cialdini
48 Infrastrutture alpine
Monica Banti
50 Materiale rotabile e manutenzione predittiva
52 L’evoluzione della sicurezza dei cantieri stradali:
tecnologie, ruoli e innovazione
Federica Cavagliano
54 Al gruppo ASTM nuovo contratto a New YorK
56 Il progetto driver Behaviour analysis
Edvige Viazzoli
58 Gru grandi rivouzioni urbane su Bologna
Fabrizio Parati
68 Ponti e viadotti prendono voce
Carlo Dossi
70 Traffic calming, tra paesaggio e mobilità
Daniela Stasi
76 Nuova linea AV/AC Salerno Reggio Calabria
Mauro Armelloni
78 Infrastruttura strategica per Roma e per i Giubileo 2025
MATERIALI &TECNOLOGIE
80 Coprem a Macerata
84 Consoidamento de sottofondodea rete tramviaria di Milano
Mauro Lagalante
88 Prodotti unici per durare nel tempo
Silvio Cocco
92 Tubi Paladex ®
Mauro Armelloni
94 International Expert Forum 2025
96 CAM strade: Ecopneus con punto 3 Carlo Dossi
98 Heidelberg Materials Italia Calcestruzzi acquisisce
i 100% di Cava Nord S.r.l.
MACCHINE&ATTREZZATURE
100 Primo ripristino green in Italia
Nelly Pelin
108 Dynapac SD 25 70W, la finitrice che anticipa
i cantieri 4.0
Andrea Ghiaroni
114 Il cantiere de futuro
Fabrizio Parati
118 Vogele sulla”Piramide delle Alpi”
Damiano Diotti
120 Officine Rigamonti, la sicurezza de nuovo traforo del tenda
122 Wombat e Lizard, le convincenti e nuove proposte di Cifa
Andrea Ghiaroni
124 Maccaferri e CPT Group
Gabriele Villa
ASSOCIAZIONI
126 IRF 2025 Awards
Gonzalo Alcaraz
127 Rilevazione annuale OICE/CER
128 Le ultime novità dell’estate S.I.I.V.
Stefano Coropulis
OTTOBRE FASCICOLO 1611
EDITORIALE
7 Via Carneade
Fabrizio Parati
COME ERAVAMO
8 I temi de numero di ottobre del 1925
Fabrizio Parati
OPINIONE
9 Meno 80 morti sulle strade, ma non ci fermiamo
Domenico Crocco
OPINIONE LEGALE
10 Global service e progettista indicato
Caudio Guccione
NOTIZIE DA ANAS
14 Valle D’Aosta, SS 26 “DIR DELLA VALLE D’AOSTA”
15 Emilia-Romagna, SS 64 “PORRETTANA”
16 Sardegna, Strada Statale 131
NEWS
18 Attualità
28 Convegni
30 Agenda: Convegni, Corsi, Eventi
INFRASTRUTTURE & MOBILITÁ
32 Rinaturazione del fiume PO: un modello di ingegneria
sostenibile
Mara Franchi, Stefano Possati, Alfredo Ingletti,
Andrea Piacenti
38 La TBM VIVIANA al lavoro
Carlo Dossi
39 La GENOVA SMART WEEK
Gabriele Villa
40 Un gemello digitale della terra per la sicurezza delle strade
Grazia Crocco
45 “Costruttori de domani”
Damiano Diotti
46 E-BRT, Bergamo per una mobilità sostenibile e intelligente
Edvige Viazzoli
49 Dieci anni di sharing mobility
Monica Banti
54 La “ricarbonizzazione”del trasporto su strada
Damiano Diotti
58 Il cantiere che trasforma la roccia del tunnel
in risorsa per l’opera
Gabriele Villa
60 “Anas green road e mobilità elettrica”
Edvige Viazzoli
con
62 Colle Isarco, laboratorio di innovazione
ingegneristica e tecnologia
Monica Banti
64 DBA Groupcontratto con BATUMI SEA PORT LTD
66 Genetec per la funicolare di Chiaia
Mauro Armelloni
68 L’impegno del RUP negli interventi di viabilità
Dario Bellini
76 Galleria di base del Brennero, 18 settembre25:
giornata storica
Carlo Dossi
80 Il primo treno a batteria a scartamento ridotto
Giovanni Adorni
MATERIALI &TECNOLOGIE
82 La cutura del passato per plasmare il futuro
84 Due tipologie di calcestruzzo ad hoc per il progetto
86 Seipa, strade intelligenti
88 Flay Ash come filler nei conglomerati bituminosi
Davide Callejo Munoz
92 Nuova strategia di decarbonizzazione
Damiano Diotti
94 AETERNUM FIRE, l’egregio sconosciuto. Rivestimento
antincendio gallerie
Emilio Sorridente
MACCHINE&ATTREZZATURE
100 Tutto su rotaia
Carlo Dossi
102 Macchine IQ conquista l’Europa
106 Tecnologia e assistenza
Enzo Rizzo
110 Il mondo COMAR, biografia di un successo
Fabrizio Parati
116 La filiera construction europea deve
necessariamente reagire ora
118 Più attenzione all’acqua
Daniela Stasi
122 Stesa di precisione , rapida e sicura,
e documentazione digitale
Giovanni Adorni
123 Maccaferri con Tubosider
124 Davì al marKeting JCB
ASSOCIAZIONI
126 Osservatorio OICE/INFORMATEL di agosto 2025
127 XXI International S.I.I.V. summer school
Stefano Coropulis
128 Login Business al traguardo
Morena Pivetti
NOVEMBRE FASCICOLO 1612
COME ERAVAMO
7 I temi del numero di novembre del 1925
Fabrizio Parati
OPINIONE LEGALE
8 Obbligo di motivazione della P.A.. Anche
per l’ammissione dei concorrenti alla gara
Claudio Guccione
con
NOTIZIE DA ANAS
12 Lombardia, Variante della Tramezzina
13 Calabria, A2”Autostrada del Mediterraneo”
13 Sicilia, ponte Agrò
14 Lazio, SS56 dei monti Lepini
14 Veneto, svincolo di via Zermanese a servizio della S.R. 53
NEWS
16 Attualità
28 Convegni
30 Agenda: Convegni, Corsi, Eventi
INFRASTRUTTURE & MOBILITÁ
32 Le Smart Road. Stato dell’arte e scenari futuri.
Rapporto tecnico della S.I.I.V.
Marco Guerrieri
36 Il Giubileo di Anas
Fabrizio Parati
46 Monitoraggio permanente sul ponte di Nera Montoro,
nel comune di Narni
Lorenzo Benedetti
50 Infrastruttura e manutenzione predittiva
52 Verso uno spazio ferroviario europeo unico
Fabrizio Parati
53 Terzo Megalotto della stradastatale 106 Jonica in Calabria
Mauro Armelloni
54 Progettare il domani. Hunters Group rileva
la richiesta di tre figure chiave
Federica Cavagliano
56 “Andiamo sul Sicuro”
Damiano Diotti
57 Più droni e mobilità aerea avanzata
Carlo Dossi
58 La prima in Italia
60 Inclusione sociale e lotta alla violenza
di genere le parole chiave
Francesco Benedetti
64 Lyon-Turin Engagement Forum 2025
Gabriele Villa
68 La via Claudia Augusta: prima strada europea
Fabio Abruzzese
78 Il carico del nuovo ponte Anne de Bretagne
Mauro Armelloni
80 Anas, nel 2025 gare per 2, 1miliardi di euro
82 Piemonte, linea ferroviaria Sfm2
83 Milano Cortina 2026 e SEA Milan Airports
Damiano Diotti
84 L’Hub trasportistico di Milano Porta Est
MATERIALI &TECNOLOGIE
86 Heidelberg Materials Italia e Mapei insieme
per i.tech Cargo
Ferdinando Carlesi
88 La cementeria di Rezzato-Mazzano
89 Emanuele Ferrarolo è il nuovo presidente
di Federcostruzioni
Monica Banti
90 L’I.C.C. organizza il seminario: Prodotti
e sistemi unici per durare nel tempo
92 CAEmate tra i finalisti dei premi Enterprise
Europe Network
Gabriele Villa
94 I lavori diventano “eco-friendly”
Monica Banti
96 Un po’ di Ecomondo
98 Laterlite e il progetto europeo LEAF per la biodiversità
MACCHINE&ATTREZZATURE
100 Il Vento del corten nel Parco del Delta del PoNovembre
Enzo Rizzo
106 Bobcat non teme il “Generale Inverno”
Mariano D’Ayala
110 Mercato italiano di macchine per costruzioni.
Bene le stradali
Mauro Armelloni
111 “Dai una svolta alla fine dell’anno”
112 Il debutto in Croazia del Variokit VCT Composite Track
Monica Banti
115 La LB 55 Liebherr per la linea metropolitana U5 a Monaco
Damiano Diotti
116 Liebherr International Construction, come sta andando il 2025
Matthieu Colombo
Indici 2025
120
12/2025 leStrade
leStrade 12/2025
121
118 Cento milioni di sterline per celebrare gli 80 anni
119 Una Simex in Cina
120 Meno costi, meno tempo e meno impatto ambientale
Edvige Viazzoli
122 La nuova finitrice Vogele ripristina una strada per carrozze
ASSOCIAZIONI
126 Il Rapporto Estero Oice 2025 a Villa Madama
127 XX Convegno Nazionale e la X S.I.I.V. Arena
Stefano Coropulis
128 L’Agentic AI, che indica come agire, accellera
Morena Pivetti
DICEMBRE FASCICOLO 1613
COME ERAVAMO
7 I temi del numero di dicembre del 1925
Fabrizio Parati
OPINIONE LEGALE
8 Modifica di contratti in coeso d’opera
Claudio Guccione
NOTIZIE DA ANAS
12 Veneto, SS51 Alemagna
13 Emilia-Romagna, il ponte sul Rio Torto
Argomenti
AEROPORTI E MOBILITÁ AEREA AVANZATA
62 Digitalizzazione e remotizzazione
delle Torri di controllo Enav
MAGGIO
66 Il grande piano di trasformazione
dell’Aeroporto
di Catania Andrea Piacenti, Stefano Luca Possati,
Alfredo Ingletti, Pier Paolo Martini, Direzione
Engignering di SAC
74 Gli aeroporti più trafficati del mondo
Damiano Diotti
57 Più droni e mobilità aerea avanzata NOVEMBRE
Carlo Dossi
40 L’IA e il trasporto aereo DICEMBRE
Alberto Servienti
AUTOSTRADE
32 Tecnologia e innovazione per una mobilità
più sicura e intelligente
GEN-FEB
Marco Molteni
60 Le foreste di Aspi
Carlo Dossi
64 Il viadotto Gravagna
74 I droni di A35 Brebemi
17 Gruppo Astm, accoglienza attenta,
confortevole e inclusiva
MARZO
20 Aspi, un caso studio alla Luiss
23 A4 Holding accelera sulla transizione energetica
26 Tutor su 26 nuove tratte lungo la rete di Aspi
46 Il nuovo svincolo di Dalmine sulla A4 Milano-Brescia
Carlo Dossi
50 I primati ambientali di Aspi
Monica Banti
23 Astm: il Consiglio di amministrazione approva
i risultati del Gruppo 2024
APRILE
40 Riqualificazione e digitalizzazione:
sicurezza in autostrada secondo Aspi
Domenico Zagari
con
14 Toscana, completamento della SS 2 “Cassia”
15 Liguria, SS 1 Dir “Del Balzi Rossi”
NEWS
16 Attualità
28 Convegni
30 Agenda: Convegni, Corsi, Eventi
INFRASTRUTTURE & MOBILITÁ
32 Il Giubileo di Anas ( parte seconda)
Fabrizio Parati
40 L’IA e il trasporto aereo
Alberto Servienti
46 In 3TI dal 2000, con passione, dedizione
e risaltante competenza
Fabrizio Parati
56 Dicembre 1870/2025: il traforo ferroviario
del Frejus celebra 155 anni
Pasquale Cialdini
68 Il monitoraggio Topografico di superficie
Simone Cappelletto, Alessandro Coppola
MATERIALI &TECNOLOGIE
78 Prodotti e sistemi unici per durare nel tempo
Fabrizo Parati
42 Autobrennero nel futuro
Carlo Costa
46 Mezzi speciali ai Vigili del Fuoco di Capodimonte
Damiano Diotti
32 Ripristino dell’autostrada N13 a Soazza: gestione delle
emergenze stradali
MAGGIO
Samuele Porto Bonacci, Nathalia Maggetti
45 Telecamere con AI in galleria
Gabriele Villa
48 A22, una realtà eccellente
54 Una sfida pionieristica
Monica Banti
16 Asecap Days 2025 a Madrid GIUGNO
24 Autostrada Bergamo-Treviglio nel 2028
44 Tecne (Gruppo Aspi): “L’infrastruttura tra paesaggio
e impegno per la sostenibilità”
Tecne S.p.A.
54 Carichi a 1.000 (kilowatt)
Enzo Rizzo
60 A15 Parma - La Spezia: 50 anni di “Autocisa”
Damiano Diotti
78 Aspi, la sperimentazione del “Dynamic Speed Limit
Fabrizio Parati
20 Clean Up Day 2025, insieme Gruppo Aspi
e Legambiente
LUGLIO
20 Autobrennero, vertici confermati
25 A35 Brebemi e la campagna europea promossa
da Asecap
32 Un’infrastruttura decisiva
Pier Paolo Martini, Giorgia Di Biagio, Manuela
Regna, Giorgia Gunnella
40 FNM e MISE, idrogeno dalla Lombardia all’Italia
Fabrizio Parati
26 Anas, collaborazione con autostrade
tedesche
AGO-SET
56 Il progetto Driver Behaviour Analysis
Edvige Viazzoli
90 Sostenibilità con la s maiuscola
Enzo Rizzo
MACCHINE&ATTREZZATURE
94 Titanus H4: il varco amovibile con massimo contenimento
Fabrizio Parati
102 Il Sistema WeepHoles di Gridiron
Daniela Da Ros
104 Barriere d’annata
Enzo Rizzo
108 Soil regeneration
Daniela Stasi
112 Sicurezza dei lavoratori sempre al primo posto
Enzo Rizzo
ASSOCIAZIONI
114 Un successo a regola d’arte
Stefano Coropulis
116 Osservatorio Oice/Informatel, ottobre 2025
INDICE ANNATA
117 2025
78 Infrastruttura strategica per Roma e per il Giubileo 2025
58 La prima in Italia NOVEMBRE
FERROVIE, LINEE TRANVIARIE,
38 Zaha Hadid a Napoli GEN-FEB
Edvige Viazzoli
56 Firenze più verde
Monica Banti
66 Uno dei più grandi progetti infrastrutturali al mondo
Mauro Armelloni
16 La capitale italiana del tram
17 Il blu della nuova livrea per i treni a media
e lunga percorrenza
MARZO
18 Trenord, Andrea Severini è il nuovo
Amministratore delegato
20 Gruppo FS, 60 milioni di euro per una nuova
rete ferroviaria
24 Milano, collegamento diretto tra M4 e M2 lungo
il “letto” del Naviglio medievale
32 Nuovo Settore Mezzi d’Opera di Anie Assifer
44 FS Italiane, nominati nuovi Cda delle società controllate
Angelo Bondello
52 Il progetto “serraH2valle”
Damiano Diotti
60 Il nodo ferroviario di Milano (Bovisa)
Edvige Viazzoli
16 La nuova metropolitana di Torino APRILE
18 A Brescia si trova il primo Metro Urban Museum d’Italia
22 Gruppo FS e Protezione Civile, una collaborazione
strategica
24 Atm vince la gara per gli impianti a fune di Como,
Lecco e Varese
58 La metropolitana di Genova si rinnova
Monica Banti
20 Nuova era nel panorama ferroviario europeo ad Alta
Velocità Gruppo FS, da Londra a Parigi MAGGIO
50 Le storiche automotrici ALn668
Mauro Armelloni
58 Accordo Ansfisa e Italferr
Gabriele Villa
20 Linea C della Metro di Roma GIUGNO
25 Atm, Alberto Zorzan nuovo Direttore generale
26 Avanza il progetto Hyper Transfer in Veneto
46 Metro Bucarest Linea 6 Lotto 1.2: stazione Tokyo
Stazione Aeroporto Henri - Coanda
Giorgia Gunnella, Giorgia Di Biagio, Manuela Regna
48 Vero nodo di interscambio
Daniela Stasi
18 Il treno in Lombardia vale ben tre miliardi di euro LUGLIO
50 la nuova linea tranviaria di Brescia
Mauro Armelloni
62 Quattro nuove stazioni per la Linea C di Roma
Damiano Diotti
24 Gruppo FS, con il Piano Strategico 20mila assunzione
entro il 2029
AGO-SET
50 Materiale rotabile e manutenzione predittiva
54 Al Gruppo ASTM nuovo contratto negli USA
58 GRU Grandi rivoluzioni urbane su Bologna
Fabrizio Parati
76 Nuova linea AV/AC Salerno Reggio Calabria
Mauro Armelloni
18 Italferr e il Progetto europeo Rail Baltica
da Varsavia a Tallin
OTTOBRE
50 Upgrade tecnologico su 21 linee da Nord a Sud
Monica Banti
80 Il primo treno a batteria a scartamento ridotto
Giovanni Adorni
50 Infrastrutture e manutenzione predittiva NOVEMBRE
52 Verso uno spazio ferroviario europeo unico
Fabrizio Parati
82 Piemonte, linea ferroviaria Sfm2
84 L’Hub trasportistico di Milano Porta Est
GALLERIE E OPERE IN SOTTERRANEO
40 Il cantiere del Tunnel di Base entra in una nuova
dimensione
MARZO
Mauro Armelloni
58 La TBM “Partenope”
Gabriele Villa
32 Tecnologie basate sull’AI per il Life Cycle
Management delle gallerie
APRILE
Marianna Brichese, Federico Foria, Mario
Calicchio, Francesco Panico, Gabriele Miceli
50 Algorithms and control logics for tunnel
ventilation system. Development and functionality
Nicola Faggioni, Francesca Giauni,
Patrizia Fumarola
25 Ultimati i lavori di scavo meccanizzato
in Italia per la
MAGGIO
Galleria di Base del Brennero
17 Le Giornate Porte Aperte di Telt LUGLIO
36 Nuovo Tunnel Colle di Tenda
Damiano Diotti
72 La nuova “strada verso la terra straniera”
Fabrizio Parati
32 Il Traforo stradale del Frejus AGO-SET
Pasquale Cialdini
38 La TBM Viviana al lavoro OTTOBRE
Carlo Dossi
58 Il cantiere che trasforma la roccia del tunnel in risorsa
per l’opera
Gabriele Villa
76 Galleria di Base del Brennero, 18 settembre 25: giornata
storica
Carlo Dossi
64 Lyon-Turin Engagement Forum 2025 NOVEMBRE
Gabriele Villa
56 Dicembre 1870/2025: il traforo ferroviario del Frejus
celebra 155 anni
DICEMBRE
Pasquale Cialdini
68 Il Monitoraggio Topografico di superficie
Simone Cappelletto, Alessandro Coppola
MATERIALI&TECNOLOGIE
86 Le barre in VTR Sireg: le prime e uniche
con marcatura CE
GEN-FEB
Fabrizio Parati
91 Corso Base di Tecnologia del Calcestruzzo
Istituto Italiano per il Calcestruzzo
92 Alpacem Italia e Buzzi Unicem
Gabriele Villa
94 Lesioni sulla carreggiata? Uretek risolve
con iniezioni di resina
Mauro Lagalante
98 Uno dei più grandi al mondo
Damiano Diotti
100 Certificare la sostenibilità del calcestruzzo
Damiano Diotti
66 Slope Reinforcement Technology: destinato
a diventare uno standard
MARZO
Simone Fregonese
70 Officine Maccaferri acquisisce Synteen Technical Fabrics
Damiano Diotti
72 Un anno cruciale
Damiano Diotti
74 Corso Base di Tecnologia del Calcestruzzo
Istituto Italiano per il Calcestruzzo
24 Cementeria da record full methanol, e contratto
di noleggio di dieci anni per il gruppo Holcim
62 Paving Show & Congress, l’esordio
di un successo
APRILE
Fabrizio Parati
88 ChorusLife, un modello di sviluppo sostenibile
Mauro Armelloni
92 Soluzioni HA Italia
Mauro Armelloni
94 Grigio forte
Edvige Viazzoli
96 Corso Base di Tecnologia del Calcestruzzo
Istituto Italiano per il Calcestruzzo
78 Dove nasce (e cresce) l’innovazione stradale MAGGIO
Enrico Petelio
83 IPM Italia presenta le pavimentazioni del futuro
Edvige Viazzoli
84 Gomma riciclata negli asfalti
Gabriele Villa
86 Da scarti a risorsa
Monica Banti
88 La nuova piattaforma che crea un ponte
fra elenchi e prezzi prodotti
91 La prima in Italia
92 Vent’anni di posteso
Silvio Cocco
96 Questione di aderenza
Daniela Stasi
99 Riparazione a regola d’arte del calcestruzzo
100 Adige Bitumi sull’AV/AC
102 Un’infrastruttura in salotto
Fabrizio Parati
100 Manutenzione uguale a innovazione GIUGNO
Beatrice Bonomi
104 Planitop Rase&Ripara R4 Extra Zero
Damiano Diotti
106 Fare la differenza
Carlo Dossi
108 Manutenzioni stradali: settore in fase stagnate, con
qualche nube
110 ETIM Italy diventa realtà
Damiano Diotti
84 Asfalto a chilometro zero LUGLIO
Fabrizio Parati
91 Resina K, il valore dell’estetica e dell’ambiente
Damiano Diotti
96 Maccaferri e il Corpo degli Ingegneri dell’Esercito
degli Stati Uniti
98 Nuova era per l’edilizia sostenibile
Gabriele Villa
100 Costruire bene si può, perché non farlo?
Silvio Cocco
102 Anas e Cisambiente, per l’uso di pneumatici fuori uso
80 Coprem a Macerata AGO-SET
84 Consolidamento del sottofondo della
rete tranviaria di Milano
Mauro Lagalante
88 Prodotti unici per durare nel tempo
Silvio Cocco
94 International Expert Forum 2025
96 CAM Strade: Ecopneus con Punto 3
Carlo Dossi
98 Heidelberg Meterials Italia Calcestruzzi
acquisisce il 100%
di Cava Nord S.r.l.
82 La cultura del passato per plasmare il futuro OTTOBRE
84 Due tipologie di calcestruzzo ad hoc per il progetto
86 Seipa, strade intelligenti
88 Fly ash come filler nei conglomerati bituminosi
David Callejo Munoz
92 Nuova strategia di decarbonizzazione
Damiano Diotti
94 Aeternum Fire, l’egregio sconosciuto. Rivestimento
antincendio gallerie
Emilio Sorridente
86 Heidelberg Materials Italia e Mapei insieme
per i.tech Cargo
NOVEMBRE
Ferdinando Carlesi
88 La cementeria di Rezzato-Mazzano
90 L’I.C.C. organizza il seminario: Prodotti e sistemi unici
per durare nel tempo
94 I lavori diventano “eco-friendly”
Monica Banti
98 Laterlite e il progetto europeo LEAF per la biodiversità
78 Prodotti e sistemi unici per durare nel tempo DICEMBRE
Fabrizio Parati
MACCHINE&ATTREZZATURE
102 Innovazione e Sicurezza sul Ponte del Tronto GEN-FEB
Damiano Diotti
106 Polivalenza ad alta quota
Daniela Stasi
112 Capacità tecnica
Anita Cavalli
116 Trasportabilità su strada, grazie alla leggerezza
Damiano Diotti
118 Macchina multifunzione
Francesca Carlet
120 Sicurezza, manutenzione e anche formazione
76 Simex rilancia la propria passione
per l’innovazione
MARZO
Camilla Sarfatti
80 Ciclovia Alpe Adria tutta d’un tratto
84 Marini EvoDryer Plus al Bauma
Damiano Diotti
88 Premiscelato spaziale
Matthieu Colombo
92 Wirtgen Group a Bauma 2025 con 45 anteprime
mondiali e innovazioni
Damiano Diotti
Indici 2025
122
12/2025 leStrade
leStrade 12/2025
123
94 Dall’Australia all’Europa
Carlo Dossi
98 La costruzione del ponte alto a Horb
100 Tutto il nuovo di Bomag al Bauma
Carlo Dossi
104 Merlo, i nuovi Roto alla conquista di Bauma
106 Nuove frontiere per i Dieci
Damiano Diotti
108 L’impresa Battistella sceglie gli Hitachi
Carlo Dossi
110 I nuovi dumper articolati Volvo fanno il pieno di tecnologia
Matthieu Colombo
112 Trasforma il cantiere del futuro
Monica Banti
114 Il Bauma di Sany
Gabriele Villa
116 Soilmec al Bauma 2025
Monica Banti
120 Innovazione sostenibile e automazione
Gabriele Villa
122 La prima al mondo con cabina rotante
98 Il battesimo di Viviana APRILE
Damiano Diotti
106 Un futuro più verde
108 La voce in galleria che rassicura in caso di emergenza
Enzo Rizzo
112 CASE, continua a innovare
Damiano Diotti
116 Strabag e Niederstätter adottano innovative soluzioni
di accumulo di energia
Carlo Dossi
120 Lavori stradali efficienti con il giusto compressore d’aria
Alex Persyn
123 Il FAE PT300, un veicolo speciale
Francesca Carlet
124 Autovictor e le soluzioni Axis
Carlo Dossi
106 Tutto di Ammann MAGGIO
Damiano Diotti
114 È nato il più piccolo della gamma
116 Struttura hi-tech
Daniela Stasi
120 Leggerezza e forza per l’edilizia moderna firmate Pilosio
Andrea Ghiaroni
32 SMA Road Safety per la mobilità sicura
a Santiago de Cali
GIUGNO
Carlo Dossi
114 Falcon ACLM: l’automazione al servizio
della sicurezza stradale
116 EvoDryer Plus
118 VN Group e OG11 Tunnel: segnaletica retroilluminata
per la sicurezza stradale
Marco Nardi
120 I Magazzini Generali del Porto di Ravenna
Trevi Finanziaria Industriale S.p.A
104 I primi quarant’anni LUGLIO
Edvige Viazzoli
108 Develon nei cantieri chiave delle rete autostradale
Carlo Dossi
112 Al miglior offerente
Anita Cavalli
116 Kleemann, ampliamento del portafoglio
di digitalizzazione
118 Le strade del Castello
Maurizio Porcu
120 Vernazza Autogru protagonista nel cantiere
di San Bonifacio
122 Un salto di qualità decuplicato
Claudia Sarfatti
124 La nuova Cifa MK35H, macchina progettata per eccellere
Gabriele Villa
18 Pilosio sbarca in America AGO-SET
100 Primo ripristino green in Italia
Nelly Pellin
108 Dynapac SD 25 70W, la finitrice che anticipa i cantieri 4.0
Andrea Ghiaroni
114 Il cantiere del futuro
Fabrizio Parati
118 Vögele sulla “Piramide delle Alpi”
Damiano Diotti
120 Officine Rigamonti, la sicurezza
del nuovo Traforo del Tenda
122 Wombat e Lizard, le convincenti e nuove
proposte di Cifa
Andrea Ghiaroni
124 Maccaferri e CPT Group
Gabriele Villa
100 Tutto su rotaia OTTOBRE
Carlo Dossi
102 Machine IQ conquista l’Europa
106 Tecnologia e assistenza
Enzo Rizzo
110 Il mondo Comar, biografia di un successo
Fabrizio Parati
118 Più attenzione all’acqua
Daniela Stasi
122 Stesa di precisione, rapida e sicura,
e documentazione digitale
Giovanni Adorni
100 Il Vento del corten nel Parco del Delta del Po NOVEMBRE
Enzo Rizzo
106 Bobcat non teme il “Generale Inverno”
Mariano d’Ayala
110 Mercato italiano di macchine per costruzioni.
Bene le stradali
Mauro Armelloni
112 Il debutto in Croazia del Variokit VCT Composite Track
Monica Banti
115 La LB 55 Liebherr per la linea metropolitana
U5 a Monaco
Damiano Diotti
116 Stabilità e visione di lungo periodo
Matthieu Colombo
119 Una Simex in Cina
120 Meno costi, meno tempo e meno impatto ambientale
Edvige Viazzoli
122 La nuova finitrice Vögele ripristina una strada
per carrozze
94 Titanus H4: il varco amovibile con massimo
contenimento
DICEMBRE
Fabrizio Parati
102 Il Sistema WeepHoles di Gridiron
Daniela Da Ros
L’EDITORIALE
7 Via Carneade OTTOBRE
Fabrizio Parati
L’OPINIONE
9 Meno 80 morti sulle strade.
Ma non ci fermiamo
Domenico Crocco
OTTOBRE
L’OPINIONE LEGALE
8 Le novità per i Collegi Consultivi Tecnici GEN-FEB
Claudio Guccione
8 Irregolarità riguardanti l’offerta tecnica
e l’offerta economica
MARZO
Claudio Guccione
8 L’avvalimento di garanzia APRILE
Claudio Guccione
8 Rinascimento del danno per illegittima
mancata aggiudicazione
MAGGIO
Claudio Guccione
8 Regolamento relativo al casellario
informatico sui contratti pubblici
GIUGNO
Claudio Guccione
8 Avvalimento premiale e Certificazione
della parità di genere
LUGLIO
Claudio Guccione
8 Omissione degli obblighi dichiarativi
in sede di gara
AGO-SET
Claudio Guccione
10 Global service e progettista indicato OTTOBRE
Claudio Guccione
8 Obbligo di motivazione della P.A. Anche
per l’ammissione dei concorrenti alla gara NOVEMBRE
Claudio Guccione
8 Modifica di contratti in corso d’opera DICEMBRE
Claudio Guccione
PONTI&VIADOTTI
76 Un ponte di luce GEN-FEB
Carlo Dossi
82 Il Ponte si può fare
84 Midas Civil
62 “Vele per la vita” MARZO
Arkteam Architetti
63 Unico e strategico GIUGNO
Gabriele Villa
84 Laterlite per la rinascita del ponte del Pianello
Edvige Viazzoli
86 Il nuovo ponte ad arco sull’A1
Mauro Armelloni
88 Il nuovo Ponte dell’Industria
Carlo Dossi
90 Il Ponte dei Congressi
92 Ulma per riparare e rinforzare nel rispetto delle strutture
Ulma Construction S.r.l.
68 Ponte e viadotti prendono voce AGO-SET
Carlo Dossi
62 Colle Isarco, laboratorio di innovazione
ingegneristica e tecnologica
OTTOBRE
Monica Banti
46 Monitoraggio permanente sul ponte
di Nera Montoro, nel comune di Narni NOVEMBRE
Lorenzo Benedetti
78 Il carico del nuovo ponte Anne de Bretagne
Mauro Armelloni
PORTI E INTERPORTI
44 Nuova diga foranea di Genova GEN-FEB
Mauro Armelloni
54 I Port Community System
Gabriele Villa
58 Il nuovo scenario dei porti italiani
Roberto Rubboli
72 Record storico
Gabriele Villa
72 L’Italia dei porti nell’epoca dei cambiamenti APRILE
Fabrizio Parati
76 Mappare tutti i dragaggi e attuare lo scambio
di materiale fra porti
Federazione Nazionale Agenti, Raccomandatari
Marittimi e Mediatori Marittimi
78 “Hydrogen Valley” a Porto Marghera
Gabriele Villa
80 Porti veneti in crescita nel 2024
Mauro Armelloni
82 Volontà condivise per crescere
Assoporti Assologistica
84 Interporto Padova, automazione delle gru
Gabriele Villa
20 Athena a Messina. Passo avanti
nella tecnologia marittima sostenibile MAGGIO
22 I porti veneti crescono, anche con
la movimentazione del cemento
27 Pubblicati i dati consuntivi del 2024.
Il sistema portuale italiano si mostra resistente
52 Il porto di Livorno e la Darsena Europa
Edvige Viazzoli
27 Interporto Padova, bando internazionale GIUGNO
53 Nuova Diga Foranea di Genova, nuovi progressi LUGLIO
Monica Banti
58 Nuovo disegna del porto commerciale
e industriale di Venezia
Edvige Viazzoli
64 DBA Group contratto con Batumi Sea Port LTD OTTOBRE
SICUREZZA
68 Sicurezza, innovazione, digitalizzazione,
il dna del cantiere sostenibile
GEN-FEB
Enzo Rizzo
36 La patente a punti spiegata bene MARZO
Paolo Cosseddu
42 Sinergia fra Autobrennero e Polizia Stradale
14 Unione Europea: 1.291.000 feriti per
incidente stradale ogni anno
APRILE
100 Monza, strade più sicure e territori più sostenibili
Assia Viola
17 Sicurezza stradale, l’European Transport
Safety Council (ETSC)
LUGLIO
54 Alla Camera dei Deputati il nuovo Position Paper AIS
Monica Banti
66 Più manutenzione e controlli
Damiano Diotti
Autori
A
Abruzzese Fabio La via Claudia Augusta: prima strada europea 68 Novembre
Alcaraz Gonzalo IRF start-up label 126 Giugno
Abbattere le barriere alla mobilità
126 Luglio
IRF 2025 Awards
126 Settembre
Annunziata Alfonso Una possibile rivisitazione del sistema dei trasporti 46 Gen-Feb
Il sistema dei trasporti dell’area urbana:
integrato policentrico
46 Maggio
Annunziata Francesco Una possibile rivisitazione del sistema dei trasporti 46 Gen-Feb
Il sistema dei trasporti e l’area urbana
67 Aprile
Il sistema dei trasporti dell’area urbana:
integrato policentrico
46 Maggio
Armelloni Mauro Nuova diga Foranea di Genova 44 Gen-Feb
Uno dei più grandi progetti infrastrutturali al mondo 66 Gen-Feb
Il cantiere del tunnel di base entra
in una nuova dimensione
40 Marzo
La costruzione del ponte Alto a Horb
98 Marzo
Porti veneti in crescita nel 2024
80 Aprile
Choruslife, un modello di sviluppo sostenibile 88 Aprile
Soluzioni HA Italia
92 Aprile
Le storiche automotriciALN668
50 Maggio
Il nuovo ponte ad arco sull’A1
86 Giugno
Planitop rasa&ripara R4 extra zero
104 Giugno
La nuova linea tranviaria di Brescia
50 Luglio
Nuova linea AV/AC Salerno Reggio Calabria 76 Settembre
Tubi Paladex ®
92 Settembre
Genetec per la funicolare di Chiaia
66 Ottobre
Terzo Megalotto della stradastatale 106 Jonica
in Calabria
53 Novembre
92 L’ingegneria sismica è da Premio
Enzo Rizzo
22 Anas, premio sicurezza stradale OTTOBRE
56 Andiamo sul sicuro NOVEMBRE
Damiano Diotti
STRADE
40 Un nuovo volto di Roma GEN-FEB
Monica Banti
42 Più bella, più verde e più vivibile
Edvige Viazzoli
46 Una possibile trasformazione del sistema dei trasporti
Alfonso Annunziata, Francesco Annunziata
52 La più lunga d’Europa
Damiano Diotti
67 Il sistema dei trasporti e l’area urbana APRILE
Francesco Annunziata
68 Un anno intenso per Ansfisa
40 Un nuovo inizio MAGGIO
Grazia Crocco
46 Il sistema dei trasporti dell’area urbana: integrato policentrico
Alfonso Annunziata, Francesco Annunziata
38 L’alimento della vera formazione GIUGNO
Fabrizio Parati
43 Intelligenza Artificiale e competenze nel settore
delle Infrastrutture
Federica Cavagliano
52 Un nuovo spazio urbano a Roma
Edvige Viazzoli
64 La “K2B Greppen - Weggis - Vitznau”
Guido Ruffinato
72 La prima intersezione a rotatoria commutabile ed
autoregolante per Smart Road
Marco Guerrieri
26 Edil San Felice, commessa da 7, 5 milioni da Anas LUGLIO
48 Fondamentale per il Centro Italia
16 L’AD di Anas, Gemme, eletto Presidente
di Piarc Italia
AGO-SET
20 Vitali punta su innovazione, sostenibilità e infrastrutture
22 Siteb con l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma
52 L’evoluzione della sicurezza nei cantieri stradali:
tecnologie, ruoli e innovazione
Federica Cavagliano
70 Traffic calming, tra paesaggio e mobilità
Daniela Stasi
32 Rinaturazione del fiume Po: un modello di ingegneria
sostenibile
OTTOBRE
Mara Franchi, Stefano Possati, Alfredo Ingletti,
Andrea Piacenti
40 Un gemello digitale per la sicurezza delle strade
Grazia Crocco
54 La “ricarbonizzazione” del trasporto su strada
Damiano Diotti
60 “Anas Green Road e Mobilità Elettrica”
Edvige Viazzoli
68 L’impegno dei RUP negli interventi di viabilità
Dario Bellini
32 Le Smart Road. Stato dell’arte e scenari futuri.
Rapporto tecnico della S.I.I.V.
NOVEMBRE
Marco Guerrieri
36 Il Giubileo di Anas
Fabrizio Parati
53 Terzo Megalotto della strada statale 106
Jonica in Calabria
Mauro Armelloni
54 Progettare il domani. Hunters Group rileva
la richiesta di tre figure chiave
Federica Cavagliano
68 La via Claudia Augusta: prima strada europea
Fabio Abruzzese
32 Il Giubileo di Anas (parte seconda) DICEMBRE
Fabrizio Parati
46 In 3TI dal 2000, con passione, dedizione e risaltante
competenza
Fabrizio Parati
Il carico del nuovo ponte Anne de Bretagne 78 Novembre
Mercato italiano di macchine per costruzioni.
Bene le stradali
110 Novembre
Adorni Giovanni Il primo treno a batteria a scartamento ridotto 80 Ottobre
Stesa di precisione , rapida e sicura,
e documentazione digitale
122 Ottobre
B
Bandello Angela Tutor su 26 nuove tratte lungo la rete di Aspi 34 Marzo
Banti Monica Un nuovo volto di Roma 40 Gen-Feb
Firenze più verde
56 Gen-Feb
I primati ambientali di Aspi
50 Marzo
Trasforma il cantiere del futuro
112 Marzo
Soilmec al Bauma 2025
116 Marzo
La metropolitana di Genova si rinnova
58 Aprile
Progetto strategico per la mobilità delle merci in Italia 53 Maggio
Una sfida pionieristica
54 Maggio
Comiso, centrale per turismo e logistica 70 Giugno
Nuova Diga Foranea di Genova, nuovi progressi 53 Luglio
Alla Camera dei Deputati il nuovo Position Paper AIS 54 Luglio
Il “Libro bianco di OICE”
64 Luglio
Locomotiva a vapore del 1900
70 Luglio
Infrastrutture alpine
48 Settembre
Dieci anni di sharing mobility
49 Ottobre
Colle Isarco, laboratorio di innovazione
ingegneristica e tecnologia
62 Ottobre
Emanuele Ferrarolo è il nuovo presidente
di Federcostruzioni
89 Novembre
Il debutto in Croazia del Variokit VCT Composite Track 112 Novembre
Indici 2025
124
12/2025 leStrade
leStrade 12/2025
125
I lavori diventano “eco-friendly”
94 Novembre
Bellini Dario L’impegno del RUP negli interventi di viabilità 68 Ottobre
Benedetti Lorenzo Monitoraggio permanente sul ponte di Nera
Montoro, nel comune di Narni
46 Novembre
Benedetti Francesco Inclusione sociale e lotta alla violenza
di genere le parole chiave
60 Novembre
Bonacci Porto Samuele Ripristino dell’autostrada N13 a Soazza:
gestione delle emergenze stradali
32 Maggio
Bonomi Beatrice Manutenzione uguale innovazione 100 Giugno
Asfalto a chilometro zero
84 Luglio
Brero Giovanni Dispositivi di sicurezza stradale 127 Maggio
Brichese Marianna Tecnologie basate sull’AI per il life Cycle
management delle gallerie
32 Aprile
C
Calicchio Mario Tecnologie basate sull’AI per il life Cycle
management delle gallerie
32 Aprile
Callejo Munoz Davide Flay Ash come filler nei conglomerati bituminosi 88 Ottobre
Cappelletto Simone Il monitoraggio topografico di superficie 68 Dicembre
Carlet Francesca Macchina multifunzione 118 Gen-Feb
Il FAE PT300, un veicolo speciale
123 Aprile
Carlesi Ferdinando Heidelberg Materials Italia e Mapei insieme
per i.tech Cargo
86 Novembre
Cavagliano Federica Intelligenza artificiale e competenze
nel settore delle infrastrutture
43 Giugno
L’evoluzione della sicurezza dei cantieri stradali:
tecnologie, ruoli e innovazione
52 Settembre
Progettare il domani.Hunters Group rileva
la richiesta di tre figure chiave
54 Novembre
Cavalli Anita Capacità tecnica 112 Gen-Feb
Cialdini Pasquale Il traforo stradale del Frejus 32 Settembre
Dicembre 1870/2025: il traforo ferroviario
del Frejus celebra 155anni
56 Dicembre
Cocco Silvio vent’anni di posteso 92 Maggio
Costruire bene si può , perché non farlo? 100 Luglio
Prodotti unici per durare nel tempo
88 Settembre
Colombo Matthieu Premiscelato spaziale 88 Marzo
I nuovi Dumper articolati Volvo fanno
il pieno di tecnologia
110 Marzo
Liebherr International Construction, come
sta andando il 2025
116 Novembre
Coppola Alessandro Il monitoraggio topografico di superficie 68 Dicembre
Coropulis Stefano Mobility as a service e smart roads 127 Gen-Feb
I soci della SIIV si mettono all’opera
126 Marzo
Work in prrogress: SIIV- marzo 2025
128 Aprile
It’s time
126 Maggio
Un mese di fermento per la SIIV
128 Giugno
Seconda Conferenza dei Gruppi di Lavoro 128 Luglio
Le ultime novità dell’estate S.I.I.V.
128 Settembre
XXI International S.I.I.V. summer school 127 Ottobre
XX Convegno Nazionale e la X S.I.I.V. Arena 127 Novembre
Un successo a regola d’arte
114 Dicembre
Cosseddu Paolo La patente a punti spiegata bene 36 Marzo
Crocco Domenico Meno 80 morti sulle strade, ma non ci fermiamo 9 Ottobre
Crocco Grazia Un nuovo inizio 40 Maggio
Un gemello digitale della terra per la sicurezza
delle strade
40 Ottobre
D
D’Ayala Mariano Bobcat non teme il “Generale Inverno” 106 Novembre
Da Ros Daniela Il sistema WeepHoles di Gridiron 102 Dicembre
Di Biagio Giorgia Metro Bucarestlinea 6 lotto1.2: stazione
Tokyo-stazione aeroporto Henri-Coanda 46 Giugno
Un’infrastruttura decisiva
32 Luglio
Diotti Damiano Proteggere se stessi e gli altri 36 Gen-Feb
La più lunga d’Europa
52 Gen-Feb
Uno dei più grandi al mondo
98 Gen-Feb
Innovazione e sicurezza sul ponte del Tronto 102 Gen-Feb
Trasportabilità su strada, graziealla leggerezza 116 Gen-Feb
Il progetto “SerraH2valle”
52 Marzo
Officine Maccaferri acquisisce synteen
technical fabrics
70 Marzo
Un anno cruciale
72 Marzo
Marini Evodryer plus al Bauma
84 Marzo
Wirtgen Group a Bauma 2025 con 45 anteprime
mondiali e innovazioni
92 Marzo
Nuove frontiere per i Dieci
106 Marzo
Mezzi speciali ai Vigili del Fuocodi Capodimonte 46 Aprile
Il battesimo di Viviana
98 Aprile
Case continua a innovare
112 Aprile
Gli aeroporti più trafficati del mondo
74 Maggio
Adige Bitumi sull’AV/AC
100 Maggio
A15 Parma-La Spezia: 50 anni di “Autocisa” 60 Giugno
Etim Italy diventa realtà
110 Giugno
Nuovo Tunnel Colle di Tenda
36 Luglio
Quattro nuove stazioni per la linea C di Roma 62 Luglio
Più manutenzione e controlli
66 Luglio
Resin K, il valore dell’estetica e dell’ambiente 91 Luglio
Vogele sulla”Piramide delle Alpi”
118 Settembre
“Costruttori de domani”
45 Ottobre
La “ricarbonizzazione”del trasporto su strada 54 Ottobre
Nuova strategia di decarbonizzazione
92 Ottobre
“Andiamo sul Sicuro”
56 Novembre
Milano Cortina 2026 e SEA Milan Airports 83 Novembre
La LB 55 Liebherr per la linea metropolitana
U5 a Monaco
115 Novembre
Dongilli Annalia Autobrennero nel futuro 42 Aprile
Dossi Carlo Le foreste di Aspi 60 Gen-Feb
Un ponte di luce
76 Gen-Feb
Il nuovo svincolodi Dalmine sulla A4 Milano-Brescia 46 Marzo
Dall’Australia all’Europa
94 Marzo
Tutto il nuovo di Bomag, al Bauma 2025 100 Marzo
L’impresa Battistella sceglie gli Hitachi 108 Marzo
Strabag e Niederstatter adottano innovative
soluzioni di accumulo di energia
116 Aprile
Autovictor e le soluzioni Axis
124 Aprile
SMA road safety per la mobilità sicura
a Santiago De Cali
32 Giugno
Il nuovo ponte dell’industria
88 Giugno
Fare la differenza
106 Giugno
Develon nei cantieri chiave della rete autostradale 108 Luglio
Ponti e viadotti prendono voce
68 Settembre
La TBM VIVIANA al lavoro
38 Ottobre
Galleria di base del Brennero, 18 settembre25:
giornata storica
76 Ottobre
Tutto su rotaia
100 Ottobre
Più droni e mobilità aerea avanzata
57 Novembre
F
Faggioni Nicolò
Foria Federico
Franchi Mara
FregoneseSimone
Fumarola Patrizia
Algorithms and control logics for tunnel
ventilation system.Development and Functionality
Tecnologie basate sull’AI per il life Cycle
management delle gallerie
Rinaturazione del fiume PO: un modello
di ingegneria sostenibile
Slope reinforcement technology: destinato
a diventare uno standard
Algorithms and control logics for tunnel ventilation
system. Development and Functionality
50 Aprile
32 Aprile
32 Ottobre
66 Marzo
50 Aprile
G
Giauni Francesca Algorithms and control logics for tunnel
ventilation system.Development and Functionality 50 Aprile
Gemme Claudio Andrea FS Italiane, nominati i nuovi CDA delle
società controllate
44 Marzo
Ghiaroni Andrea Leggerezza e forza per l’edilizia moderna
firmata Pilosio
120 Maggio
Dynapac SD 25 70W, la finitrice che anticipa
i cantieri 4.0
108 Settembre
Wombat e Lizard, le convincenti e nuove
proposte di Cifa
122 Settembre
Gherardi Gabriella PMI croce e delizia 124 Maggio
Guccione Claudio Le novità per i collegi consultivi tecnici 8 Gen-Feb
Irregolarità riguardanti l’offerta tecnica
e l’offerta economica
8 Marzo
L’avvalimento di garanzia
8 Aprile
Risarcimento del dannno per illegittima
mancata aggiudicazione
8 Maggio
Regolamento relativo al casellario informatico
sui contratti pubblici
8 Giugno
Avvalimento premiale e Certificazione della
parità di genere
8 Luglio
Ommissione dei obbighi dichiarativi in sede di gara 8 Settembre
Global service e progettista indicato
10 Ottobre
Obbligo di motivazione della P.A..Anche
per l’ammissione dei concorrenti alla gara 8 Novembre
Guerrieri Marco
Gunnella Giorgia
Modifica di contratti in corso d’opera
La prima intersezione a rotatoria commutabileed
autoregolante per smart road
Le Smart Road.Stato dell’arte e scenari futuri.
Rapporto tecnico della S.I.I.V.
Metro Bucarestlinea 6 lotto1.2: stazione
Tokyo-stazione aeroporto Henri-Coanda
Un’infrastruttura decisiva
8 Dicembre
72 Giugno
32 Novembre
46 Giugno
32 Luglio
I
Istituto Italiano del Corso base di tecnologia del calcestruzzo 91 Gen-Feb
Calcestruzzo Corso di base di tecnologia del calcestruzzo 74 Marzo
Corso di Base di Tecnologia del Calcestruzzo 96 Aprile
Ingletti Alfredo Rinaturazione del fiume PO: un modello
di ingegneria sostenibile
32 Ottobre
L
Lagalante Mauro
M
Maggetti Nathalia
Martini Pier Paolo
Miceli Gabriele
Molteni Marco
N
Nardi Marco
Lesioni sulla carreggiata?Uretek risolve
con iniezioni di resine
Ripristino dell’autostrada N13 a Soazza:
gestione delle emergenze stradali
Il grande piano di trasformazione
dell’aeroporto di Catania
Un’infrastruttura decisiva
Tecnologie basate sull’AI per il life Cycle
management delle gallerie
Tecnologia e innovazioneper una mobilità
più sicura e intelligente
VN Group e OG11tunnel: segnaletica
retroiluminata per la sicurezza stradale
94 Gen-Feb
32 Maggio
66 Maggio
32 Luglio
32 Aprile
32 Gen-Feb
118 Giugno
P
Parati Fabrizio Come eravamo 7 Gen-Feb
Le prime e uniche con marcatura CE
86 Gen-Feb
Come eravamo
7 Marzo
Nuovo settore mezzi d’opera di Anie Assifer 32 Marzo
I temi del numero di aprilce del 1925
7 Aprile
Paving Show&Congress, l’esordio di un successo 62 Aprile
L’Italia dei porti nell’epocadei cambiamenti 72 Aprile
I temi del numero di maggio
7 Maggio
Un’infrastruttura in salotto
102 Maggio
I temi del numero di giugno del 1925
7 Giugno
L’alimento della vera formazione
38 Giugno
Aspi, la sperimentazione del “Dynamic speed limit” 78 Giugno
FNM e Mise, idrogeno dalla Lombardia all’Italia 40 Luglio
La nuova “strada verso la terra straniera” 72 Luglio
I temi de numero di settembre de 1925
7 Settembre
Gru grandi rivouzioni urbane su Bologna 58 Settembre
Dynapac SD 25 70W, la finitrice che anticipa i cantieri 4.0 114 Settembre
Via Carneade
7 Ottobre
I temi de numero di ottobre del 1925
8 Ottobre
Il mondo COMAR, biografia di un successo 110 Ottobre
I temi del numero di novembre del 1925 7 Novembre
Il Giubileo di Anas
36 Novembre
Verso uno spazio ferroviario europeo unico 52 Novembre
Come eravamo
7 Dicembre
Il Giubileo di Anas (parte seconda)
32 Dicembre
In 3TI dal 2000, con passione, dedizione
e risaltante competenza
46 Dicembre
Prodotti e sistemi unici per durare nel tempo 78 Dicembre
Titanus H4: il varco amovibile con massimocontenimento 94 Dicembre
Pelin Nelly Primo ripristino green in Italia 100 Settembre
Persyn Alex Lavori stradali efficienti con il giusto compressore d’aria 120 Aprile
Petelio Enrico Dove nasce (e cresce) l’innovazione stradale 78 Maggio
Piacenti Andrea Il grande piano di trasformazione dell’aeroporto di Catania 66 Maggio
Porcu Maurizio Le strade del Castello 118 Luglio
Possati Stefano Luca Il grande piano di trasformazione dell’aeroporto di Catania 66 Maggio
Rinaturazione del fiume PO: un modello
di ingegneria sostenibile
32 Ottobre
Pivetti Morena Login Business al traguardo 128 Ottobre
L’Agentic AI, che indica come agire, accellera 128 Novembre
R
Ravaioli Nicola Global Ministerial Conference on Road 127 Marzo
Regna Manuela Metro Bucarestlinea 6 lotto1.2: stazione
Tokyo-stazione aeroporto Henri-Coanda 46 Giugno
Un’infrastruttura decisiva
32 Luglio
Rizzo Enzo Sicurezza, Innovazione, Digitalizzazione,
il DNA del cantiere sostenibile
68 Gen-Feb
Ciclovia Alpe Adria tutta d’un tratto
80 Marzo
La voce in galleriache rassicura in caso di emergenza 108 Aprile
Carichi a 1000 (Kilowatt)
54 Giugno
L’ingegneria sismica è da Premio
92 Luglio
Tecnologia e assistenza
106 Ottobre
Il Vento del corten nel Parco del Delta del Po 100 Novembre
Sostenibilità con la s maiuscola
90 Dicembre
Barriere d’annata
104 Dicembre
Sicurezza dei lavoratori sempre al primo posto 112 Dicembre
Rubboli Roberto Il nuovo scenario dei porti italiani 58 Gen-Feb
Ruffinato Guido La “K2B Greppen-Weggis-Vitznau” 64 Giugno
S
Sarfatti Camilla Simex rilancia la propria passione per l’innovazione 76 Marzo
Un salto di qualità decuplicato
122 Luglio
Servienti Alberto L’IA e il trasporto aereo 40 Dicembre
Sorridente Emilio AETERNUM FIRE, l’egregio sconosciuto.
Rivestimento antincendio gallerie
94 Ottobre
Stasi Daniela Polivalenza ad alta quota 106 Gen-Feb
Questione di aderenza
96 Maggio
Struttura Hi-Tech
116 Maggio
Vero nodo di interscambio
48 Giugno
Traffic calming, tra paesaggio e mobilità 70 Settembre
Più attenzione all’acqua
118 Ottobre
Soil Regeneration
108 Dicembre
Susani Stefano Maccaferri e il Corpo degli Ingegneri
dell’esercito degli Stati Uniti
96 Luglio
V
Viazzoli Edvige Zaha Hadid a Napoli 38 Gen-Feb
Più bella, più verde e più vivibile
42 Gen-Feb
Il nodo ferroviario di Bovisa(Milano)
60 Marzo
Grigio Forte
94 Aprile
Il porto di Livorno e la Darsena Europa
52 Maggio
Un nuovo spazio urbano a Roma
52 Giugno
Laterlite per la rinascita del ponte del Pianello 84 Giugno
Nuovo disegno del porto commerciale
e industriale di Venezia
58 Luglio
I primi quarant’anni
104 Luglio
Il progetto driver Behaviour analysis
56 Settembre
E-BRT, Bergamo per una mobilità sostenibile
e intelligente
46 Ottobre
“Anas green road e mobilità elettrica”
60 Ottobre
Meno costi, meno tempo e meno impatto ambientale 120 Novembre
Villa Gabriele I port community system 54 Gen-Feb
Record storico
72 Gen-Feb
Alpacem Italia e Buzzi Unicem
92 Gen-Feb
La TBM “Partenope”
58 Marzo
Merlo, i nuovi Roto alla conquista di Bauma 104 Marzo
Il Bauma di Sany
114 Marzo
Innovazione sostenibile e automazione 120 Marzo
“Hydrogen Valley” a Porto Marghera
78 Aprile
Interporto Padova, automazione delle gru 84 Aprile
Telecamere con AI in galleria
45 Maggio
Gomma riciclata negli asfalti
84 Maggio
Unico e strategico
63 Giugno
Nuova era per l’edilizia sostenibile
98 Luglio
La nuova Cifa MK35K, macchina progetta per eccellere 124 Luglio
Maccaferri e CPT Group
124 Settembre
La GENOVA SMART WEEK
39 Ottobre
Il cantiere che trasforma la roccia del tunnel
in risorsa per l’opera
58 Ottobre
Lyon-Turin Engagement Forum 2025
64 Novembre
CAEmate tra i finalisti dei premi Enterprise
Europe Network
92 Novembre
Z
Zammataro Susanna Svolta per la sicurezza stradale globale
Sicurezza stradale: il ruolo dell’Irf
Cambio al vertice dell’IRF
Zagari Domenico Riqualificare e digitalizzare: sicurezza
in autostrada secondo Aspi
124 Gen-Feb
124 Marzo
126 Aprile
40 Aprile
Indici 2025
126
12/2025 leStrade
leStrade 12/2025
127
Porti e coste
LA RIVISTA SULLE INFRASTRUTTURE
AEROPORTI, AUTOSTRADE E FERROVIE
INSERTO: PONTI
E GALLERIE
INFRASTRUTTURE
& MOBILITÀ
Photo: fatih-turan - pexels
lestradeweb.it
Strumenti ad alta tecnologia.
Anche a noleggio.
manutenzione porti
> sistemi per il controllo del dragaggio
> rilievo di opere sommerse ed emerse
> ispezione strutture e calcestruzzi
> rilievo morfologico dei fondali
PROGETTAZIONE
& INNOVAZIONE
MATERIALI &
TECNOLOGIE
MACCHINE &
ATTREZZATURE
monitoraggio ambientale
monitoraggio costiero
> controllo dei parametri Abbonamento chimico-fisici delle acqueannuo > rappresentazione 10 numeri dei | fondali 150,00 e delle coste euro
> sonde multiparametriche, ADCP
> search & rescue
lestradeweb.it/abbonamenti/
Idrografia
Batimetria
Seleziona
il link!
Codevintec rappresenta anche:
Via Conca del Naviglio 37 | 20123 Milano
Tel +39 02 89421350 | marketing@fiaccola.it| fiaccola.it
tel. +39 02 4830.2175 | info@codevintec.it | www.codevintec.it
certificazione ambientale di prodotto
produzionepropria.com illustrazione benedetta fasson 2024
RIDUZIONE DELLE EMISSIONI DI GAS SERRA
-70% CO 2
eq
RECUPERO DI 20 TONNELLATE DI PLASTICA
RICICLATA PER OGNI KM DI STRADA
MIGLIORA LE PRESTAZIONI DEL
MATERIALE RICICLATO
LONGEVITÀ E
DUREVOLEZZA
STRADE CHE DURANO
IL DOPPIO
RIDUZIONE DEL CONSUMO
DI MATERIA PRIMA
gipave ®
Supermodificante high-tech con G+ Graphene Plus
Roads towards sustainability
www.iterchimica.it