06.02.2026 Visualizzazioni

TuttoBallo20 - GENNAIO_FEBBRAIO 2026 _ EnjoyArt _50

Cari amici lettori, raggiungere i 50 numeri di TuttoBallo20 è per noi un traguardo emozionante: oltre 40 milioni di visualizzazioni testimoniano la vostra passione per il mondo della danza e dell’arte. Grazie di cuore per averci seguito con tanto entusiasmo! Per celebrare insieme questo traguardo, l'omaggio di copertina di questo numero dedicato a gennaio e Febbraio è dedicato all'iconica Brigitte Bardot, mentre la controcopertina illumina l'evento dell'anno: le Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026. All'interno, tra cinema, teatro, arte e musica, troverete lo speciale Sanremo 2026 con tutti i 30 Big in gara. Inoltre all’interno troverete anche l’Oroscopo 2026 realizzato dal maestro Massimo Bomba e dei suggerimenti per satupire chi amate. Continuiamo questo viaggio insieme! E Buon Anno!

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raggiungere i 50 numeri di TuttoBallo20 è per noi un traguardo emozionante: oltre 40 milioni di visualizzazioni testimoniano la vostra passione per il mondo della danza e dell’arte. Grazie di cuore per averci seguito con tanto entusiasmo! Per celebrare insieme questo traguardo, l'omaggio di copertina di questo numero dedicato a gennaio e Febbraio è dedicato all'iconica Brigitte Bardot, mentre la controcopertina illumina l'evento dell'anno: le Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026. All'interno, tra cinema, teatro, arte e musica, troverete lo speciale Sanremo 2026 con tutti i 30 Big in gara. Inoltre all’interno troverete anche l’Oroscopo 2026 realizzato dal maestro Massimo Bomba e dei suggerimenti per satupire chi amate. Continuiamo questo viaggio insieme!
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Attualità, Arte, Cinema, Danza, Musica e Teatro

G E N N A I O - F E B B R A I O 2 0 2 6

50

ADDIO AD UN’ ICONA MONDIALE

A BRIGLIA SCIOLTA - BARDOT - 1961 N_© REPORTERS ASSOCIATI & ARCHIVI

© F R E E P R E S S O N L I N E - v i e t a t a l a r i p r o d u z i o n e D I R E T T A D A F A B R I Z I O S I L V E S T R I - S E G R E T E R I A D I R E D A Z I O N E P I N A D E L L E S I T E - T U T T O B A L L O 2 0 @ G M A I L . C O M - e d i z i o n e " S t e f a n o F r a n c i a E n j o y A r T "


TuttoBallo - GENNAIO/FEBBRAIO n. 50

Copertina: BRIGITTE BARDOT - A BRIGLIA SCIOLTA - BARDOT - 1961 N_© REPORTERS ASSOCIATI & ARCHIVI

Contro copertina. LOCADINE MILANO-CORTINA 2026 - @INSTGRAM

Editore "Stefano Francia" EnjoyArt

Direttore - Fabrizio Silvestri

Vice direttore - Eugenia Galimi

Segretaria di redazione - Pina delle Site

Redazione - Marina Fabriani Querzè, Luca Fochetti.

COLLABORATORI: Lisa Bernardini, Maria Luisa Bossone, Antonio Desiderio,

Francesco Fileccia, David Bilancia, Giovanni Fenu, Mauri Menga, Sandro

Mallamaci, Luca Fochetti, Walter Garibaldi, Francesco Leone, Assia

Karaguiozova, Elza De Paola, Giovanna Delle Site, Francesca Meucci.

Fotografi: Luca Di Bartolo, Monica Irma Ricci, Elena Ghini, Cosimo Mirco

Magliocca Photographe Paris, Luca Valletta, Raul Duran, Raul, Alessio

Buccafusca, Alessandro Canestrelli, Alessandro Risuleo. Altre foto pubblicate

sono state concesse da uffici stampa e/o scaricate dalle pagine social dei

protagonisti.

CREDITI FOTO

Le immagini e le fotografie qui presentate, nel rispetto del diritto d’autore,

vengono riprodotte per finalità di critica e discussione ai sensi degli artt. 65

comma 2 e 70 comma 1 bis della Lg. 633/1941.

É vietata la copia e la riproduzione dei contenuti e immagini in qualsiasi forma.

É vietata la redistribuzione e la pubblicazione dei contenuti e immagini non autorizzata espressamente dal direttore.

I collaboratori cedono all'editore i loro elaborati a titolo gratuito.

Testata giornalistica non registrata di proprietà: ©ASS: Stefano Francia EnjoyArt

per contattare la redazione Tuttoballo20@gmail.com

Editoriale

Cari amici lettori,

raggiungere i 50 numeri di TuttoBallo20 è per noi un

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testimoniano la vostra passione per il mondo della danza

e dell’arte. Grazie di cuore per averci seguito con tanto

entusiasmo! Per celebrare insieme questo traguardo,

l'omaggio di copertina di questo numero dedicato a

gennaio e Febbraio è dedicato all'iconica Brigitte Bardot,

mentre la controcopertina illumina l'evento dell'anno: le

Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026. All'interno, tra

cinema, teatro, arte e musica, troverete lo speciale

Sanremo 2026 con tutti i 30 Big in gara. Inoltre all’interno

troverete anche l’Oroscopo 2026 realizzato dal maestro

Massimo Bomba e dei suggerimenti per satupire chi

amate. Continuiamo questo viaggio insieme!

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STEFANO FRANCIA ENJOYART

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World Press Photo 2025: vince Samar Abu Elouf

La fotografa palestinese Samar Abu Elouf conquista il World

Press Photo of the Year 2025 con un ritratto straziante di

Mahmoud Ajjour, 9 anni, mutilato da un attacco israeliano a

Gaza nel marzo 2024. Mahmoud perse un braccio e l'altro fu

amputato mentre incitava la famiglia a fuggire dall'esplosione;

sopravvissuto, raggiunse Doha in Qatar per cure, dove Abu

Elouf – ex collaboratrice del New York Times da Gaza – lo

documentò nel loro stesso complesso abitativo.

Lucy Conticello, presidente della giuria e direttrice fotografia de

Le Monde, spiega: "La foto dell'anno è un ritratto di un bambino

[...] che non ha le braccia. [...] spinge chi la osserva a

soffermarsi su quella storia più a lungo".

​Tra le finaliste: "Night Crossing" di John Moore e "Droughts in

the Amazon" di Musuk Nolte.

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A BRIGLIA SCIOLTA - BARDOT - 1961 N_© REPORTERS ASSOCIATI & ARCHIVI

Brigitte Bardot

icona intramondabile

Brigitte Bardot, nata a Parigi il 28 settembre 1934, è stata una figura emblematica

del XX secolo, attraversando i confini dell'arte, della moda e dell'attivismo. Icona

indiscussa di una femminilità libera e indipendente, Bardot ha lasciato un segno

indelebile nella cultura popolare.

Fin dalla tenera età, Bardot ha dimostrato una naturale propensione per le arti,

iniziando a studiare balletto a soli sette anni sotto la guida di Monsieur Recco, un

esperto ballerino dell'Opéra. A tredici anni, la sua passione e dedizione la

portarono al "Conservatoire National Supérieur de Musique et de Danse de Paris",

dove fu seguita da maestre illustri come Marcelle Bourgat e Solange Schwarz.

Queste esperienze formative avrebbero forgiato una disciplina e un talento che si

sarebbero rivelati preziosi anche nella sua successiva carriera cinematografica.


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@Canva

Nonostante il suo promettente futuro nella

danza, una serie di circostanze e

opportunità la spinsero verso il mondo del

cinema. Dopo aver vinto un concorso di

balletto nel 1947, Bardot decise di

abbandonare la danza per perseguire una

carriera sul grande schermo. Il suo

debutto avvenne nel 1952 con il film "Le

Trou normand", inaugurando un'ascesa

straordinaria nel panorama

cinematografico internazionale.

Lo "stile Bardot" ha avuto un impatto

rivoluzionario sulla moda, in particolare

con l'introduzione delle calzature

"ballerine", che diventarono un elemento

di stile quotidiano grazie alla

collaborazione con Rose Repetto. Queste

scarpe, comode e alla moda, furono

indossate da Bardot nel film "E Dio creò la

donna", segnando l'inizio di una tendenza

che continua ad avere successo ancora

oggi. Oltre alla sua carriera artistica,

Brigitte Bardot ha avuto un ruolo

significativo come attivista per i diritti degli

animali, fondando nel 1986 la

"Fondazione Brigitte Bardot per il

Benessere e la Protezione degli Animali".

Ha sostenuto anche l'organizzazione per

la protezione della vita marina "Sea

Shepherd", dimostrando un impegno

costante verso cause umanitarie.

L'eredità di Bardot va oltre il cinema e la

moda. Ha ispirato generazioni di donne e

artisti, tra cui il pittore Andy Warhol e lo

scultore Alain Gourdon, che l'hanno

immortalata nelle loro opere. Nel 2017, in

suo onore, è stato eretto un monumento a

Saint-Tropez, ispirato da un acquerello di

Milo Manara. Brigitte Bardot resta una

figura leggendaria, una stella che ha

saputo conquistare il mondo con la sua

grazia, talento e determinazione. La sua

vita racconta una storia di successo e

influenza, che continua a risuonare nel

tempo.

Fabrizio Silvestri


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Milano Cortina 2026

“Un sogno a Cinque Cerchi”

Fabrizio Silvestri

Le Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026 porteranno per la prima volta i Giochi a cinque cerchi su un territorio davvero

policentrico, distribuito tra Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige e Valtellina, dal 6 al 22 febbraio 2026. In diciassette

giorni di competizioni, l'Italia sarà al centro della scena mondiale con 16 sedi di gara e due città simbolo – Milano e Cortina

d'Ampezzo – chiamate a raccontare, attraverso lo sport, la propria storia e la propria identità. Il racconto dei Giochi inizierà

ufficialmente il 6 febbraio 2026, con la cerimonia di apertura allo Stadio Giuseppe Meazza di Milano, il “San Siro” icona del

calcio che per una notte si trasformerà in un palcoscenico globale. Lo spettacolo, intitolato “Armonia” , è concepito come un

viaggio nella creatività italiana, un intreccio di musica, narrazione, moda e pensato per celebrare l'equilibrio tra tradizione e

innovazione che caratterizza il Paese. Protagonista del racconto sarà anche l'attrice Sabrina Impacciatore, chiamata a dare

volto e voce allo spirito dei Giochi, con un omaggio particolare alla figura di Giorgio Armani e al ruolo del design italiano nel

mondo. La dimensione spettacolare sarà ulteriormente amplificata dalla presenza di una grande star internazionale: Mariah

Carey, annunciata come una delle principali artiste della serata di apertura del 6 febbraio. La cantante statunitense, già

protagonista in altri grandi eventi sportivi, porterà sul palco di San Siro una parte del segmento musicale più atteso, dando al

via ai Giochi con una performance destinata a richiamare l'attenzione del pubblico globale. In parallelo, l'idea di “Giochi

diffusi” prenderà forma anche attraverso una doppia accensione simbolica del braciere olimpico tra Milano e Cortina, con

l'Arco della Pace e la piazza Dibona che diventeranno scenari spettacolari collegati idealmente al cuore dello stadio. Se la

cerimonia di apertura rappresenterà l'inizio del racconto, la chiusura dei Giochi avrà il compito di trasformare quell'esperienza

in memoria condivisa. Il 22 febbraio 2026 l'Arena di Verona ospiterà la cerimonia di chiusura, in uno degli spazi monumentali

più suggestivi d'Italia. Lo spettacolo veronese porterà il titolo “Beauty in Action”, un omaggio alla “bellezza in movimento”

che unisce sport, arte, musica, cinema e design, con oltre 800 persone coinvolte tra artisti, performer, tecnici e volontari.

In questo quadro, la danza avrà un ruolo centrale grazie alla presenza dell'étoile Roberto Bolle, chiamato a interpretare il

cuore coreografico di “Beauty in Action”. La sua partecipazione diventerà il simbolo di un'Italia che racconta sé stessa

attraverso il corpo in movimento, mettendo in dialogo la grazia della danza con l'energia degli atleti e con il linguaggio

universale dello sport. La scenografia della chiusura, pensata in chiave sostenibile, includerà costumi realizzati anche con

materiali riciclati – come vecchi deltaplani trasformati in sculture viventi – una testimonianza dell'attenzione dei Giochi ai temi

ambientali e al riuso creativo delle risorse. Milano Cortina 2026 si prepara così a vivere non solo come un grande

appuntamento sportivo, ma come un progetto culturale diffuso, in cui cerimonie, luoghi e artisti concorrono a definire

un'immagine contemporanea dell'Italia. Le date – dal 6 al 22 febbraio per le gare, il 6 febbraio per l'apertura a San Siro e il 22

febbraio per la chiusura all'Arena di Verona – scandiscono il ritmo di un evento che vuole lasciare un'eredità di immagini,

emozioni e storie oltre il medagliere. La colonna Sonora Ufficiale dei Giochi Olimpici Invernal “Fantasia Italiana” è stata

firmata da Dardust. Un mix unico di tradizione e modernità che unisce sonorità classiche e contemporanee ispirandosi ai

luoghi iconici delle Olimpiadi e ai grandi maestri della musica italiana, con omaggi a Ennio Morricone e Giorgio Moroder,

fino ad approdare nel futuro.


@Instagram

TuttoBallo


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Immagine creata da @Canva AI

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Le chatbot e, più in generale, gli strumenti di IA generativa giocano ormai un ruolo visibile nelle campagne elettorali. Il tema è

molto delicato perché combina comunicazione politica, tecnologia e rischio di manipolazione. In pratica una chatbot è un

software che simula una conversazione umana. Ne esistono di diversi tipi. Quelli con regole fisse che rispondono solo a

comandi precodificati con risposta standard. L’IA generativa (come ChatGPT) che crea risposte nuove combinando dati, testi e

modelli di linguaggio analizzando le domande dell’utente e, individuando il contesto, genera una risposta coerente, imitando stili

diversi (formale, colloquiale, persuasivo). In politica, questa categoria è quella più “pericolosa” se usata in modo scorretto,

perché può produrre testi convincenti e personalizzati. Le chatbot politiche possono apparire sui siti web dei candidati, su App di

messaggistica (WhatsApp, Telegram, Messenger), sui social media tramite bot automatizzati, rispondendo a domande sul

programma elettorale, pubblicizzando eventi o dando indicazioni sulle votazioni; oltre che a raccogliere dati sugli interessi o sulle

opinioni dei cittadini, diffondendo contenuti personalizzati basati sul profilo dell’utente. A prima vista sembra innocuo: “voglio solo

sapere quando si vota” → risposta automatica. Il problema nasce quando i dati raccolti vengono usati per influenzare la

percezione politica. Il danno non è inevitabile, ma deriva da come si combinano contenuti personalizzati e persuasivi, fake news

e disinformazione, illusione di consenso. In pratica, il danno nasce dall’unione di tecnologia, psicologia e diffusione massiva.

Non è la chatbot di per sé a manipolare, ma è l’uso intenzionale o non controllato del suo potere comunicativo.

Ci sono diversi livelli di rischio: messaggi creati per ingannare l’utente facendogli credere di parlare con persone reali, profili

costruiti usando dati personali, per influenzare paure o desideri specifici, creare l’illusione di consenso di massa con migliaia di

bot, mostrare all’utente solo ciò che conferma le sue idee.Difronte a questo scenario ho pensato di interpellare l’IA più

conosciuta sull’argomento, anche per testarne le sue reazioni, e ChatGPT ha risposto così: «Io, in ambito politico ed elettorale,

seguo regole molto rigide. Il mio compito non è influenzare l’opinione politica degli utenti, ma informare in modo neutrale e

contrastare possibili rischi di manipolazione. Ecco come mi muovo: non faccio propaganda, non posso sostenere candidati o

partiti, spingere un utente a votare in un certo modo, scrivere messaggi di persuasione politica mirata. Posso invece spiegare

programmi, posizioni o contesti politici in modo comparativo e neutrale. Distinguo tra informazione e opinione, rimanendo sui

fatti verificabili, evito giudizi di valore non richiesti e cerco sempre di chiarire le fonti o il grado di certezza di ciò che dico. Non

genero né amplifico fake news e, quando l’utente porta una notizia dubbia, segnalo le possibili manipolazioni, chiarisco se è un

contenuto non verificato e spiego come controllarlo in modo indipendente. Non partecipo al micro-targeting politico, non uso

informazioni personali per influenzare politicamente la persona, anzi, evito attivamente risposte che possano essere interpretate

come personalizzazione politica. Posso aiutare a capire come funzionano le campagne online, riconoscere bots o contenuti

manipolati, interpretare dati e promesse elettorali in modo critico.» Certamente non mi aspettavo una risposta diversa, questa è

senz’altro una delle frasi già precodificate che i programmatori hanno strutturato per rispondere sull’argomento. Io che sono uno

“scettico” per natura ho insistito: «Tutto perfetto, ma chi mi garantisce che quello che dici non sia un tentativo di manipolazione

della realtà?»

ChatGPT: «È una domanda molto acuta e legittima: il punto chiave è fidarsi di una fonte senza poterne verificare i dati è sempre

rischioso, anche quando la fonte è un’IA come me. Il principio è: io posso aiutarti a capire, a contestualizzare e a riconoscere

manipolazioni, ma la verifica finale deve sempre passare dal tuo giudizio e dalle fonti esterne.»

In conclusione, secondo me, è meglio partire dal presupposto che le chatbot e, più in generale, i sistemi di intelligenza artificiale

applicati alla comunicazione pubblica e politica, pur non essendo di per sé strumenti negativi, diventano certamente un

problema nel momento in cui vengono inseriti all’interno di una macchina della propaganda già esistente, fatta di strategie

elettorali, raccolta dati, profilazione degli utenti e costruzione mirata del consenso. In questo contesto, l’IA non introduce una

distorsione nuova, ma potenzia e accelera distorsioni già presenti, rendendole più sofisticate e meno visibili. Il punto centrale,

dunque, non è demonizzare la tecnologia, ma riconoscere il suo ruolo reale. Le chatbot non sono arbitri neutrali del dibattito

pubblico: sono “strumenti”. E come ogni strumento potente, possono essere usate per informare o per orientare, per chiarire o

per confondere, per rendere accessibili i fatti o per mascherarli dietro una comunicazione fluida e rassicurante. Ignorare questo

aspetto significa esporsi al rischio di una democrazia sempre più mediata da sistemi opachi, in cui il cittadino dialoga con

interfacce intelligenti senza sapere chi decide cosa viene detto, cosa viene omesso e perché. È qui che si gioca la vera partita:

non tra IA buona o cattiva, ma tra trasparenza e opacità, tra informazione e propaganda, tra partecipazione consapevole e

consenso guidato. Apriamo gli occhi ma sfruttiamo comunque le opportunità positive che ci offre la tecnologia.


TuttoBallo

Lady Style Pretty Woman:

quando la danza diventa identità

Eugenia Galimi

Vice direttore

Il Lady Style non è soltanto una disciplina coreografica, né un esercizio di stile fine a se stesso. È un linguaggio. E, nel

caso del gruppo Lady Style Pretty Woman, è un linguaggio che parla di identità, presenza ed eleganza consapevole.

Danzare in Lady Style significa imparare a stare nello spazio, prima ancora che eseguire una sequenza di passi. Ogni

gesto ha un’intenzione, ogni movimento è guidato dalla musica ma anche dalla percezione di sé. Nulla è casuale, nulla è

lasciato al caso. Ed è proprio qui che la danza smette di essere semplice esecuzione e diventa espressione autentica.

Uno degli aspetti che caratterizza il gruppo Pretty Woman è l’attenzione alla precisione, spesso fraintesa come rigidità. In

realtà, la precisione è ciò che rende possibile l’armonia. È rispetto per la musica, per le compagne di danza e per il

pubblico. È la base su cui può nascere l’espressività, perché solo quando il corpo è consapevole può permettersi di

raccontare.

Il Lady Style Pretty Woman è anche un percorso di crescita collettiva. Donne diverse per età, esperienza e storia

personale si ritrovano a danzare all’unisono, senza perdere la propria individualità. La forza del gruppo non sta

nell’omologazione, ma nella capacità di trasformare le differenze in un insieme coerente, elegante e credibile.

In sala prove, come in pista, nessuna è lasciata indietro. L’errore non è una colpa, ma una tappa del percorso. Ci si

sostiene, ci si aspetta, si lavora con costanza. È in questo clima che nasce la fiducia: quella che permette di muoversi

insieme, di occupare lo spazio con sicurezza e di affrontare l’esibizione come un momento condiviso, non come una prova

individuale.

Pretty Woman non è una coreografia del momento, né uno stile costruito sull’apparenza. È un progetto che si fonda su

disciplina, coerenza e presenza. Valori che restano nel tempo, perché non seguono le mode ma si radicano nel lavoro

quotidiano.

Il Lady Style Pretty Woman non insegna solo a ballare. Insegna a muoversi con sicurezza, a riconoscere il proprio valore,

a muoversi con eleganza senza rinunciare alla forza. Perché quando una donna danza con consapevolezza e precisione,

non sta semplicemente eseguendo dei passi: sta affermando chi è.


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Audizioni per Gloria il Musical

É possibile inviare la propria candidatura accedendo al sito www.gloriailmusical.it

seguendo le istruzioni nella pagina “Audizioni”.


TuttoBallo

DAVID BOWIE

A 10 anni dalla scomparsa del Duca Bianco, il 9

gennaio 2026 esce per Hoepli la sua biografia.

Fabrizio Silvestri

@cartoonify


TuttoBallo

A 10 anni dalla scomparsa di DAVID BOWIE, il 9 gennaio 2026 esce

per Hoepli la biografia “David Bowie. Oltre lo spazio e il tempo” di

Paul Morley, uno dei biografi più autorevoli del mondo musicale

britannico, giornalista di NME, autore anche del volume di successo

“The Age of Bowie”.

Il pre-order è disponibile online e nelle librerie.

La versione italiana, curata da Ezio Guaitamacchi, con la traduzione

di Leonardo Follieri, è accompagnata da una prefazione scritta a

quattro mani di Manuel Agnelli e Paolo Fresu.

Non una semplice biografia, ma un viaggio a struttura tematica

dentro l’universo di un artista che ha riscritto le regole della musica,

dell’arte e dell’identità. Dalla Londra ribollente degli anni ’60 alla

Berlino sperimentale, dalla nascita di Ziggy Stardust al mistero del

Duca Bianco, fino all’ultimo saluto cosmico di Blackstar: ogni tappa

rivela un Bowie diverso, sempre un passo avanti al proprio tempo.

Il libro è organizzato in capitoli che riflettono la natura duale

dell’artista (“Fantasia e realtà”, “Sopravvivenza ed esistenza”, “Arte e

morte”, “Est e Ovest”, “Caso e ordine”, ecc.). Morley delinea il

paesaggio culturale e sociale in cui Bowie si muove, ne racconta gi

incontri, le ispirazioni, i timori, anche attraverso estratti di interviste e

analisi di performance e collaborazioni, costruendo una sorta di

“playlist” esistenziale, che va oltre le sue hit e mostra come l’artista

abbia saputo anticipare estetiche e paure del XXI secolo. Londra

intanto, dà il benvenuto a un'esperienza unica che celebra

l'intramontabile eredità di David Bowie con un museo.

Apassionati e curiosi potranno immergersi nel mondo del Duca Bianco nell’archivio situato nel cuore pulsante della città, che

raccoglie migliaia di memorabilia che raccotano la storia e l’evoluzione di David Bowie. Tra gli oggetti esposti, i visitatori trovano

celebri outfit indossati dall'artista, appunti personali che

offrono uno sguardo esclusivo sul suo processo creativo,

strumenti musicali che hanno caratterizzato la sua musica

innovativa e fotografie iconiche che immortalano momenti

chiave della sua vita pubblica e privata.

Questa esperienza immersiva non è solo una celebrazione

del passato, ma anche un'opportunità per esplorare le

trasformazioni artistiche e culturali che Bowie ha introdotto

nel panorama musicale e oltre. Il museo si presenta come

un viaggio che attraversa le molteplici identità e influenze

del Duca Bianco, permettendo ai visitatori di comprendere

profondamente l'impatto che ha avuto sulla cultura

contemporanea. Che siate fan sfegatati o semplicemente

curiosi di scoprire di più su questa leggenda della musica,

il museo di David Bowie a Londra promette di essere una

tappa imperdibile per chiunque voglia celebrare l'arte e

l'eredità di un artista che ha saputo reinventarsi e

influenzare generazioni.

Aladdin-Sane-Contact-Sheet-©-Duffy-Archive-©-The-David-Bowie-ArchiveTM


TuttoBallo

Un Tango a Napoli: Omaggio a

Carlos Gardel con Diego Moreno

Il ciclo di incontri "Il Valore dell’Esperienza", organizzato dall’Associazione 50&Più – Sede

di Napoli, ha concluso la sua III edizione con un evento memorabile dedicato alla figura

leggendaria di Carlos Gardel. Mercoledì 17 dicembre 2025, la sede della 50&Più ha accolto

l'autore Diego Moreno per la presentazione del suo ultimo libro "CARLOS GARDEL - Un

tango a Napoli" (Edizioni MEA). Questo volume, parte saggio e parte biografia, esplora il

sorprendente legame tra Gardel e la città di Napoli, illuminando aspetti culturali spesso

trascurati e celebrando il novantesimo anniversario della sua scomparsa.

Diego Moreno, riconosciuto ambasciatore della musica argentina in Italia, ha ricevuto il

Premio Il Valore dell’Esperienza – Musica durante l'evento. Questo riconoscimento celebra

una carriera vissuta tra l’America Latina e l’Europa, in un viaggio musicale che unisce

l'anima del tango scugnizzo tra Mal Del Plata e Napoli.

L’iniziativa ha visto la partecipazione di figure di spicco come Maurizio Merolla, Presidente

della 50&Più Napoli e Campania, e Michelangelo Iossa, giornalista e scrittore nonché

ideatore del ciclo di incontri. L’avv. Flavia Chiarolanza ha curato l’introduzione dell’evento,

come ha fatto per tutti gli appuntamenti del ciclo.

La celebrazione del legame tra Gardel e Napoli è stata ulteriormente arricchita dalla

presenza dei soci iscritti ai corsi di ballo della 50&Più e dei partecipanti alle attività del

Salotto delle Varie...età, offrendo un momento di condivisione e cultura.


TuttoBallo

Carlos Gardel

Carlos Gardel

Nato presumibilmente l'11 dicembre 1890 a Tolosa, in Francia, e scomparso tragicamente il 24 giugno 1935 in un

incidente aereo a Medellín, Colombia, è considerato il più grande interprete del tango. La sua vita è avvolta nel

mistero, con dettagli che affascinano ancora oggi studiosi e appassionati. Gardel ha legato indissolubilmente la

sua voce e la sua figura al tango, registrando oltre 800 canzoni e recitando in una dozzina di film. La sua carriera

musicale ha avuto un impatto mondiale, rendendolo un simbolo eterno della cultura argentina. Il suo legame con

Napoli, esplorato nel libro di Diego Moreno, aggiunge una dimensione inedita alla sua già ricca eredità culturale.

L'evento ha offerto un'occasione unica per tutti i presenti di immergersi nel fascino del tango e nell'importanza di

Carlos Gardel, celebrando la sua immortalità attraverso la musica e la storia.


TuttoBallo

Premio Tuttoteatro.com alle arti

sceniche Dante Cappelletti 2025

In dicembre allo Spazio Rossellini di Roma si sono conclusi i Premi Tuttoteatro.com, punto di riferimento

per la ricerca scenica contemporanea italiana. La compagnia romagnola Quotidianacom ha vinto il Premio

Dante Cappelletti per lo spettacolo "Vorrei morire non so come fare", grazie alla qualità della scrittura

scenica che affronta tematiche di malattia e morte con potenza nichilistica. Valentina Dal Mas ha ricevuto

una menzione speciale per "Non ti scordar di me", un viaggio di memoria che sorprende con il linguaggio

del corpo.

Il Premio Renato Nicolini è stato assegnato a Lea Melandri per la sua rilevanza nel femminismo italiano e

la sua capacità di esplorare nuove realtà attraverso il teatro. Francesca Santamaria ha vinto il Premio

Miglior Teaser con "Good Vibes Only (beta test)", un'opera che frammenta l'alfabeto della danza e esplora

l'identità digitale. Noemi Piva ha ricevuto una menzione speciale per il video "Mua’ (muoio)", enfatizzando

una logica di libertà associativa.

Il Premio della Giuria Popolare è andato a "Fracasso (titolo provvisorio)" di Longhini-Mangheras, per aver

affrontato una pagina di cronaca con provocazione e ironia, ricordando che il teatro è memoria. L'evento,

sostenuto da Roma Capitale, celebra la cultura tutto l'anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.

Cappelletti 2025 Quotidianacom premiazione43 - ph Michele Tomaiuoli

Miglior Teaser 2025 Francesca Santamaria premiazioni13 - ph Michele Tomaiuoli

Giuria popolare Cappelletti 2025 Longhini-Mangheras premiazione29 - ph M. Tomaiuoli


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COREOGRAFI RESIDENTI DELLA DANIELE CIPRIANI ENTERTAINMENT

Le loro creazioni prossimamente al Béjart Ballet Lausanne e alle Olimpiadi Milano Cortina 2026

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Sasha Riva e Simone Repele, conosciuti come i "poeti della

danza", sono stati nominati coreografi residenti della Daniele

Cipriani Entertainment (DCE). Condividendo iniziali e visione

artistica, il duo è riuscito a creare opere che hanno affascinato

pubblico e critica, segnando un sodalizio artistico raro e prezioso

nel mondo della danza. Tra le loro creazioni per DCE, Suite

italienne per Stravinsky's Love, Giulietta con Eleonora Abbagnato,

e il recente Pavane pour une infante défunte con Luciana

Savignano (nella foto a sx) sono particolarmente distintivi per la

loro cifra stilistica originale e profonda interiorità.

Riva&Repele hanno avviato una significativa collaborazione con

DCE nel 2021, e la loro creatività si è estesa anche a lavori sitespecific

alla Galleria Borghese e Castel Sant'Angelo. Il duetto I'm

On Your Side e Dear Son, presentati in varie edizioni del gala Les

Étoiles e in tournée in Italia, sono stati acclamati per la loro

sensibilità e riflessione sulla fragilità della vita e la tragedia della

guerra.

Il duo è stato chiamato a creare una coreografia per le prossime

Olimpiadi Invernali di Milano Cortina nel febbraio 2026. Prima di

questo evento, il debutto della loro creazione Oskar per il Béjart

Ballet Lausanne avverrà il 16 dicembre al Théâtre de Beaulieu di

Losanna, ritraendo una figura artistica in bilico tra realtà e

illusione.

Anna Lea Antolini, direttrice artistica della DCE, afferma: "Sasha

Riva e Simone Repele incarnano una visione poetica e rigorosa

della danza: per noi è un privilegio accompagnare la loro crescita

artistica." Il loro percorso creativo continua ad arricchire il

panorama tersicoreo contemporaneo, affermando il loro ruolo

come interpreti e creatori di spicco nella danza.


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Archivo fotográfico La Bienal de Flamenco_ @Laura León_ Solo a Sevilla_ 005


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“Il 3 e il 4 gennaio, Roma è stata avvolta dal calore e dalla

passione della danza e musica spagnola con "Las

Estrellas", un gala che ha incantato il pubblico all’Auditorium

Parco della Musica Ennio Morricone. Curato da Daniele

Cipriani, con la consulenza artistica di Sergio Bernal e il

supporto dell'Ambasciata di Spagna in Italia, lo spettacolo

ha celebrato il suo terzo anno con un cast nuovo e

scintillante, regalando ai flamenco-dipendenti una vera e

propria festa di benvenuto al 2026.

Sergio Bernal, il danzatore madrileno amato dal pubblico

internazionale, ha guidato la serata con la sua compagnia,

Sergio Bernal Dance Company. Insieme, hanno eseguito

una versione trascinante del "Boléro" di Ravel, coreografata

da Rafael Aguilar, un mix di balletto classico e danza

tradizionale iberica che ha lasciato gli spettatori in visibilio.

Accanto a Bernal, artisti di calibro come Eva Yerbabuena,

Jesús Carmona e José Maya hanno illuminato la scena,

accompagnati da musicisti personali: guitarristas,

percusionistas e tocaores. Sandra Carrasco, insieme al

chitarrista David de Arahal, ha arricchito il gala con canti

gitani che hanno risuonato profondamente nell'anima degli

spettatori. Il pubblico ha potuto immergersi nei suoni

caratteristici del flamenco: il fruscio della bata de cola, il

ritmo dei taconeo e zapateo, il ticchettio delle nacchere e gli

arpeggi delle chitarre. In pieno inverno, "Las Estrellas" ha

portato in scena il sole rovente dell'estate andalusa, con

emozioni e colori vibranti che hanno offerto un'esperienza

sensoriale unica.

Sergio Bernal ha sottolineato: "Questa edizione di 'Las

Estrellas' è straordinaria. Pur rispettando la tradizione,

condividiamo una visione contemporanea della danza

iberica. Mostreremo che il flamenco del futuro è già qui!"

Per arricchire ulteriormente l'esperienza, "Las Estrellas" ha

organizzato masterclass di flamenco, offrendo al pubblico

romano l'opportunità di studiare con le stelle spagnole.

Questo evento ha dimostrato ancora una volta che il

flamenco può evolversi mantenendo viva la sua essenza,

promettendo un futuro luminoso e innovativo.

CARMONA

sergio bernal . foto di Valero Rioja.


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Verde Smeraldo – Residui di Rock’n’Roll,

il Ritorno sulle Scene di Grignani

Verde Smeraldo – Residui di Rock’n’Roll,

il Ritorno sulle Scene di Grignani

a cura di Eusebio De Cristofaro


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Nel 2026, Gianluca Grignani, l'elettrico e carismatico cantautore italiano, farà il suo attesissimo ritorno sulle scene live con

"Verde Smeraldo – Residui di Rock’n’Roll", due concerti imperdibili che si terranno il 25 maggio all'Alcatraz di Milano e il 27

maggio all'Atlantico di Roma. Questi eventi rappresentano un'importante occasione per tutti i fan di Grignani di vivere la sua

musica dal vivo, con tutta l'energia e la grinta che da sempre lo contraddistinguono.

I biglietti saranno disponibili in prevendita su Ticketone.it e Ticketmaster.it dalle ore 14.00 di venerdì 5 dicembre. Per ulteriori

informazioni, i fan possono visitare il sito web www.tridentmusic.it. Durante questi concerti, Grignani presenterà per la prima

volta dal vivo i brani contenuti nel suo nuovo album di inediti, atteso con grande interesse da parte del pubblico e della critica.

La scaletta dei concerti non mancherà di includere le canzoni che hanno segnato la sua trentennale carriera e la storia della

musica italiana. Brani iconici come "La mia storia tra le dita", "Destinazione Paradiso", "La fabbrica di plastica", "Quando ti

manca il fiato", "Falco a metà", e "Cammina nel sole" saranno parte integrante di un'esperienza musicale che promette di

essere indimenticabile.

Questi live sono prodotti e organizzati da Trident Music, la stessa agenzia che nel 1996 accompagnò gli esordi di Grignani

curando il suo primo tour, Fabbrica di plastica tour. A trent'anni di distanza, questa nuova collaborazione assume un significato

simbolico e storico, riprendendo un percorso iniziato insieme e aprendo un nuovo capitolo nella carriera dell'artista. Maurizio

Salvadori, fondatore e direttore di Trident Music, è orgoglioso di essere al fianco di Grignani in questa nuova fase artistica,

continuando a supportare un cantautore che ha venduto oltre 5 milioni di dischi e che oggi conta più di 5.700.000 ascoltatori

mensili su Spotify.

Ad ospitare questi concerti saranno due dei più importanti club italiani, l'Alcatraz di Milano e l'Atlantico di Roma, che

permetteranno agli spettatori di essere a stretto contatto con uno degli artisti più originali e pluripremiati del panorama musicale

italiano. Grignani si prepara a incantare ancora una volta il suo pubblico con la sua musica e il suo carisma, in una serie di

concerti che promettono di essere un’esperienza memorabile per tutti i partecipanti.


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GILBERTO GIL

GILBERTO GIL


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Dopo tre anni di attesa, Gilberto Gil, leggenda vivente

della musica brasiliana, torna in Italia con il tour

"Gilberto Gil in Concert". Due appuntamenti imperdibili

sono previsti a Roma il 6 aprile presso l'Auditorium

Parco della Musica Ennio Morricone e a Milano l'8 aprile

all'Alcatraz, per celebrare oltre 60 anni di carriera

straordinaria.

I biglietti per il concerto di Roma sono disponibili su

Ticketone.it e nei punti vendita abituali, mentre quelli per

Milano possono essere acquistati su Ticketone.it,

Ticketmaster, Vivaticket, DICE e presso i punti vendita

convenzionali. Gil, noto per aver rivoluzionato la musica

grazie alla fusione di samba, bossa nova, tropicalismo e

influenze internazionali, ha creato uno stile distintivo e

irresistibile che ha incantato il pubblico globale con ritmi

e armonie che raccontano la cultura e l'anima del

Brasile.

Attualmente impegnato nel tour "TEMPO REI", che sta

registrando sold out in tutto il Brasile, Gilberto porterà

nelle due date italiane tutta la sua energia e il suo vasto

repertorio. Il pubblico potrà ascoltare alcuni dei suoi

brani più amati, tra cui “Aquele Abraço”, “Toda Menina

Baiana”, “Expresso 2222”, “Andar com Fé”, “Drão”,

“Palco” e “Não Chore Mais”. Ad arricchire il concerto, al

suo fianco ci sarà una superband composta dai figli e

nipoti: Bem Gil (voce, chitarra, basso), Jose Gil (voce,

batteria), João Gil (voce, chitarra, basso) e Flor Gil

(voce, tastiera).

Gilberto Gil riflette sul suo viaggio musicale: «Ho

sempre saputo che la musica era il mio linguaggio –

afferma – E che la musica mi avrebbe fatto conoscere il

mondo, e portato a scoprire nuovi territori, perché il mio

è sempre stato il linguaggio della terra e del cielo».

Queste sono le date italiane di Gilberto Gil da non

perdere:

- 6 aprile – Auditorium Parco della Musica Ennio

Morricone, Sala Santa Cecilia (viale Pietro De

Coubertin, 30) – Roma

- 8 aprile – Alcatraz (via Valtellina, 25) – Milano

Un'occasione unica per celebrare una carriera

leggendaria e immergersi nei ritmi coinvolgenti che

raccontano la storia di un artista che ha saputo unire

tradizione e modernità in un linguaggio musicale

universale


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Alberto Büchi

Fra atmosfere da hard-boiled, riferimenti a Léon di Luc Besson e

lampi visivi degni di Gaspar Noé, Alberto Büchi torna in libreria

con “Non ti dirò mai addio”: un trailer da film

di Lisa Bernardini


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Fra atmosfere da hard-boiled, riferimenti a Léon di Luc Besson e lampi visivi degni di Gaspar Noé, “Non ti dirò mai

addio” sembra il trailer di un film che vorremmo già vedere sul grande schermo.

Alberto Büchi torna in libreria con un noir che corre come una sequenza d’azione, illuminato da brani anni ’90 che

aprono ogni capitolo e da un protagonista, Andrea, che sembra uscito da un film cult: duro, tormentato, iconico.

In questa intervista esploriamo con lui la dimensione più spettacolare del romanzo: il ritmo, la musica, i personaggi

e quella Milano cinematografica che pulsa come un set notturno.

Il romanzo si apre con una frase fortissima: “Quella mattina ho deciso che avrei ucciso qualcuno.” Come ha

trovato il coraggio di iniziare così?

Per l’incipit ho deciso di utilizzare un fatto di cronaca accaduto a Torino e di ambientarlo, poi, a Milano. L’intento

era porre il lettore davanti alla consapevolezza di un’umanità variegata, capace di produrre il male senza un

apparente motivo. La citta è formata dalle persone e, di conseguenza, sono loro che plasmano l’identità del

contesto urbano (in questo caso un’anima nera).

L’incipit di un libro è fondamentale ed è una “promessa” dello scrittore al lettore: il libro avrà questo registro…

La frase non è frutto dell’invenzione ma della cronaca.

Mettere nero su bianco un fatto di cronaca al fine di introdurre un capitolo, per quanto cruento, non è un atto di

coraggio. È “coraggiosa” al contrario l’idea di poter continuare la propria esistenza senza alcun turbamento

nonostante questi eventi si facciano spazio nelle nostre vite. È questa l’attuale condizione verso la quale le nostre

metropoli si stanno evolvendo, dietro i nuovi edifici lussuosi e gli appartamenti economicamente inaccessibili per il

90% della popolazione; e noi non possiamo fare altro che prenderne atto… con coraggio!

Andrea è un uomo spezzato, ma anche capace di pietà. In lui c’è qualcosa di autobiografico?

Ciò che avete scritto di Andrea è molto bello e vi ringrazio.

È indiscutibile che in ogni personaggio di un libro esistano parti del vissuto o dell’anima dello scrittore: tanto in

Andrea, il protagonista, che può essere più facilmente collegato alla mia persona, quanto, per esempio, in Fiamma,

l’altro personaggio chiave, che rappresenta la somma di numerosi incontri/persone/scontri plasmati dalla sensibilità

e messi su carta.

Ahmed, Andrea, Fiamma… sono figure molto potenti. Qual è stato il personaggio più difficile da costruire?

Il personaggio più difficile da costruire è stato il Kosovaro, il furioso antagonista di Andrea. Il Kosovaro appartiene

ad un contesto realistico: l’esperienza Irachena di Andrea ai tempi degli attentati di Nassyria.

In principio, il Kosovaro era molto diverso, tanto che aveva un’altra nazionalità. Il mio colpo di fortuna è stato

conoscere un (all’epoca) tenente degli Alpini, testimone e superstite di quanto accaduto ad Animal House. Egli mi

ha concesso alcune “licenze da romanzo”, correggendo allo stesso tempo molti elementi dei flash-back a tratti

imprecisi; mi ha aiutato in modo dettagliato ad inserire in modo credibile le parti più romanzate all’interno di una

cornice immaginaria.

La struttura alterna azione, introspezione e flashback. Come ha lavorato sul ritmo narrativo e quanto il suo

grande amore per il cinema e il trasferimento a Londra per frequentare la New York Film Academy hanno

influito?

Considerando che il cinema è il mio primo amore, ogni mio libro è strutturato come se fosse un film. All’interno della

narrazione il lettore s’imbatterà in musiche, luci, ombre, dialoghi, momenti di azione e di affettività, nella speranza

di averli combinati in modo equilibrato.

L’esperienza a Londra e quella successiva sui set pubblicitari non hanno fatto altro che contribuire e consolidare

una formazione cinematografica e cinefila.

Una delle cose più importanti che ho imparato è che in un film la stessa cosa si può comunicare in svariati modi

(per esempio: un movimento di camera, un dialogo, un silenzio, una determinata luce ben studiata, oppure tutte

queste cose insieme o solo una parte di esse, persino una sola, possono raccontare la stessa parte della storia).

“Non ti dirò mai addio” è strutturato in questo modo. Le canzoni a inizio capitolo sono anticipatorie di situazioni,

creando la giusta atmosfera per ciò che il lettore si accinge a leggere.

Per quanto riguarda la questione del ritmo, non ho fatto altro che applicare ciò che ho studiato, soprattutto sui

manuali di scrittura creativa per il cinema che hanno trovato moltissima fama negli anni 80. Per dirne uno “La

Sceneggiatura” di Syd Field.

Milano e la musica… che ci risponde?

Non considero Milano come una città che si possa definire propriamente romantica e che ispiri facilmente canzoni e

poesie (non me ne vogliano Alda Merini e Giorgio Gaber), eppure con curiosità e mente aperta è possibile trovare

l’ispirazione per qualsiasi forma d’arte, compresa la musica.

Sta già lavorando a un nuovo progetto narrativo? Se sì, può anticiparci qualcosa?

Sto pensando a vari progetti, tra i quali un seguito di “Non ti dirò mai addio” e un libro “mainstream” molto

personale. Dipenderà da quanto coraggio avrò di mettermi in gioco.


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Ciro

Scognamiglio


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Caro Ciro, grazie per essere con noi. Come ti sei

avvicinato al mondo dell'arte?

La verità è che è stata l'arte ad avvicinarsi a me. In

famiglia non c'erano artisti, ma quando avevo otto

anni, un pianoforte d'epoca Heitzmann di fine ‘800 fu

consegnato a casa nostra. Mio padre l'aveva

acquistato, influenzato forse da qualche amico pianista

o dall'antiquario che glielo aveva venduto. Decise

d'improvviso di prendere lezioni e custodiva

gelosamente il pianoforte, tenendolo sempre chiuso a

chiave. Spiandolo, scoprii dove nascondeva la chiave,

e da quel momento aspettai l'occasione giusta per

avvicinarmi a quell’oggetto che esercitava su di me un

forte magnetismo. L'occasione arrivò quando i miei

genitori dovettero portare mia sorella a una visita

medica; insistetti per restare a casa e ci riuscii. Non

appena vidi l'auto allontanarsi dalla finestra, presi la

chiave e aprii il pianoforte. Osservai la tastiera per

qualche secondo in silenzio, poi toccai alcuni tasti e

immediatamente mi parve familiare. Dopo pochi minuti

stavo già replicando gli esercizi che sentivo fare a mio

padre, e poco dopo avevo composto il mio primo

"pezzettino", che ricordo ancora. Non mi accorsi del

ritorno dei miei genitori, che intanto mi osservavano

sbigottiti alle mie spalle. Tutto ebbe inizio così.

Quali segnali hai dato alla tua famiglia del tuo

amore per l'arte?

Il segnale più evidente fu andare via di casa a 18 anni

e un giorno. Nonostante i miei inizi da "bambino

prodigio", mio padre non mi ha mai sostenuto, solo mia

madre ha tentato di farlo. In un'epoca ancora molto

patriarcale, mio padre, anche a causa della sua

educazione, non vedeva l'arte come una professione,

ma solo come un passatempo. Io volevo vivere di arte

e seguire i miei sogni, per questo lasciai casa appena

possibile. Non fu facile; a quell'età credi di essere un

adulto, ma quando ti ritrovi da solo e affronti le prime

difficoltà serie, scopri di non esserlo, non lo accetti e

inevitabilmente commetti degli errori.

Il tuo primo progetto importante

Credo che tutti i primi progetti siano importanti.

Possono rivelare indizi sul percorso da seguire o

insegnamenti preziosi. Ho iniziato a scrivere a otto

anni e a dodici avevo già fondato la mia compagnia

teatrale, durata quasi vent'anni, e messo in scena il

mio primo spettacolo. Sorrido pensando all'incoscienza

di quei momenti, ma sono stati molto significativi.

Sicuramente considero una pietra miliare del mio

percorso professionale il ruolo di supervisore artistico e

delle tecnologie per lo spettacolo presso MSC

Crociere. Lì ho capito quanto tutte le esperienze

accumulate nelle mie "prime volte" fossero

fondamentali e quanto potevo ancora apprendere in

aspetti collaterali, ma non meno importanti, come quelli

organizzativi, logistici e amministrativi.

Napoli, la tua terra, da sempre patria di musica e

talenti. Pensi che abbia influenzato il tuo lavoro?

Oggi, a 55 anni, dopo aver vissuto e lavorato in diverse

parti del mondo, posso rispondere senza esitazione:

sì. Essere partenopei offre una marcia in più in molte

cose, soprattutto nella creatività. Sono cresciuto a

Sorrento e ho iniziato a frequentare Napoli fin dai

tempi del Conservatorio.

In questa città meravigliosa e contraddittoria, creatività e

spirito di resilienza si respirano a ogni angolo. Non

conosco un napoletano che non sappia fare una battuta di

spirito anche nelle situazioni più drammatiche. E io non

faccio eccezione, anche se questo a volte fa arrabbiare

mia moglie...

Da tempo lavori come mental coach. Vuoi parlarci di

questo lavoro ancora poco noto?

Chiedo scusa ai mental coach, ma è un'etichetta che

rifiuto, in primo luogo perché non lo sono, e poi perché

faccio qualcosa di diverso e più antico. Sono quasi

vent’anni che il mental coaching è arrivato in Italia e si sta

affermando con successo in molti ambiti. Tuttavia, nel

mondo artistico e dello spettacolo, una figura che guida e

aiuta gli artisti a elevare il livello delle loro performance

esiste da sempre. È una figura che non è

necessariamente un performer, ma possiede competenze

tecnico-artistiche e capacità di visione e motivazione.

Pensiamo al regista: non sempre è un attore, ma sa

guidare e valorizzare il lavoro degli attori per renderlo

efficace e funzionale all'obiettivo artistico. Mi riconosco

più in questo ruolo, che si nutre del bagaglio di

esperienze e competenze artistiche accumulate nel

tempo.

Oltre a ciò, sei anche musicista e sceneggiatore...

raccontaci i tuoi lati nascosti.

La musica occupa sicuramente il posto più alto nella mia

vita artistica. Scrivere e produrre è la mia passione da

sempre, e mi permette di incontrare altri artisti. Ma la

parola che mi descrive meglio è "curioso". Credo che il

motore di tutto sia la mia irrefrenabile curiosità, la voglia di

scoprire, apprendere e approfondire tutto ciò che mi

circonda, specialmente ciò che mi è difficile comprendere.

Poi c'è la mia creatività versatile, un dono enorme, e

quindi il teatro, la televisione, la grafica, la tecnologia... Ho

sempre paura a fare questi elenchi, in Italia un

professionista che sa fare molte cose viene guardato con

sospetto e spesso etichettato come uno che sa fare

"troppe" cose. Mi fa sorridere amaramente il fatto che

questo paese abbia perso la sua identità geniale. Oggi

uno come Leonardo da Vinci non avrebbe successo.

Sei parte del noto programma "THE COACH". Come

vivi questa esperienza televisiva?

"The Coach" è stata un'esperienza molto importante a cui

ho contribuito con passione sia come autore che come

formatore. Grazie alla disponibilità della produzione, ho

potuto creare un'accademia tra le più belle da vivere e utili

agli artisti sul territorio nazionale. Come autore del

programma, ho introdotto molte novità, tra cui il

personaggio chiave, "The Coach": l'entità invisibile che

rappresenta la somma del sapere artistico, creata da

un'intuizione del regista e produttore Marco Zarotti. Mi

sono divertito molto.

Cosa augureresti a un giovane talento?

Molte cose, forse troppe per elencarle tutte qui. Ma potrei

sintetizzarle così: parole giuste, persone giuste, le cose

giuste.


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Gwendoly Simpson

Chabrier

“Vite ribelli. Madame Claude e il business del piacere” irrompe tra le uscite letterarie

più intriganti del 2025, narrando con sapienza le storie di due cugine rivoluzionarie

che sovvertirono l'ordine sociale attraverso il business del piacere.


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Il romanzo storico-biografico “Vite ribelli. Madame Claude e il business del piacere” di Gwendolyn Simpson Chabrier e'

sicuramente una delle più intriganti uscite letterarie dell’ultimo scorcio del 2025, trattando in maniera sapiente le vicende della

prostituzione d'élite. I lettori vi troveranno una dettagliata panoramica sulla figura di Fernande Grudet, meglio conosciuta come

Madame Claude, la celebre maîtresse parigina, e sulla vita di Alexandra, sua cugina americana.

Questo libro è soprattutto la storia di due donne rivoluzionarie che hanno, ciascuna a proprio modo, sovvertito l'ordine sociale

per assurgere a protagoniste della propria vita e di quella altrui. Due cugine nate e cresciute sulle sponde opposte

dell'Atlantico, diverse per ceto sociale ed attitudini, ma unite dalla volontà di oltrepassare gli angusti limiti imposti alle donne

dalla Cultura degli inizi del Novecento.

Alexandra, bellissima e ricca erede di un'aristocratica famiglia statunitense, lo farà sfruttando il proprio fascino e la propria

avvenenza, spezzando cuori e patrimonio, dedicandosi a una vita di piacere e lusso tra America, India ed Europa.

“Ho vissuto molti anni in Francia. Alcuni amici miei hanno realmente conosciuto Madame Claude” – ci fa sapere l’Autrice.

“La sua vita molto, molto particolare mi ha convinta a scrivere questo libro. Non l'ho mai incontrata personalmente, ma i

racconti che su di lei ho ascoltato - racconti di persone che l'hanno realmente conosciuta - mi hanno affascinata a tal punto da

volerne scrivere una biografia romanzata. Una donna da tratti così particolari ed unici, conosciuta in tutto il mondo, che ha

creato un impero facendo della prostituzione un fenomeno d'élite”.

Claude, dimessa figlia della piccolissima borghesia francese, sfrutterà la sua intelligenza e la sua propensione per gli affari

divenendo in pochi anni la maîtresse più potente e famosa della sua epoca: una madame raffinata che terrà in pugno politici,

reali, personaggi del jet-set internazionale, tutti avvinti dalla sua rete del piacere.

Il resoconto che ne fa Gwendolyn Simpson Chabrier approfondisce la storia della prostituzione, distinguendo tra il ruolo della

prostituta comune e quello più raffinato e influente della cortigiana, con un focus sulla Fishing Fleet in India e su personaggi

come Veronica Franco e Madame de Pompadour. Una parte significativa è dedicata alla ribellione sociale di Alexandra e

Fernande, che usano il loro corpo per sfidare le aspettative della società borghese del XX secolo, sebbene entrambe

pagheranno le conseguenze del loro anticonformismo e narcisismo con una profonda solitudine. Tra le pieghe di questo

affascinante racconto, rimangono ben delineati l'ascesa e il declino dell'impero di Madame Claude, dalla meticolosa selezione

(e trasformazione) delle sue claudettes, alla fuga dagli accertamenti fiscali e ai successivi periodi di detenzione. La storia di

Madame Claude è molto più di quella di una semplice maîtresse. È una parabola complessa sull'ambizione smisurata, sul

potere che corrompe e sull'ipocrisia di una società che condanna in pubblico ciò che brama in privato. La sua vita è la cronaca

di una ribellione contro un destino di mediocrità, una lotta condotta con le uniche armi che le erano state concesse: l'astuzia,

l'intelligenza e il corpo delle donne.

La sua ascesa e la sua caduta lasciano aperti interrogativi profondi. In una società che offriva alle donne ruoli così limitati, la

ribellione di Fernande e della cugina Alexandra fu un atto di emancipazione o la cronaca di una sconfitta annunciata? La loro

storia costringerà i lettori a riflettere sul prezzo della libertà e sulla natura effimera del potere, soprattutto quando è costruito

sulla sabbia mobile dei segreti altrui.

Alla domanda sul perché’ i lettori dovrebbero comprare questo libro, Gwendolyn Simpson Chabrier risponde di aver scritto un

libro divertente, oltre che un lavoro culturalmente serio ed approfondito sul fenomeno, intendendo dimostrare a chi legge come

la mentalità sottesa al successo della prostituzione di cui narra vada oltre il sesso, affondando i suoi segreti nella psicologia

dei clienti.

Il libro si può acquistare in libreria e sulle principali piattaforme on line. Ve lo consigliamo vivamente.

Gwendolyn Simpson Chabrier, originaria di New York, ha trascorso

molti anni tra Francia e Stati Uniti prima di trasferirsi come base a

Roma. Dopo il Bachelor of Arts e il Master of Arts presso

l’Universita’di New York, ha proseguito gli studi in Letteratura ad

Harvard e ha ottenuto il dottorato alla Sorbona di Parigi. Ha

insegnato alla New York University, all’Università di Rouen e alla

Sorbona, e per diversi anni ha lavorato come agente letterario per le

edizioni Lebaud di Parigi.

È autrice di: Norman Mailer. L’uomo che si proclamò Messia

(Eurilink); Dietro il filo spinato (premio Bancarella Romana 2010). Ha

pubblicato per Armando Curcio Editore: Un destino asiatico (2014);

L’India degli Intoccabili (2015, premio Nabokov); Le famiglie di

Faulkner: una saga del Sud (2016); Le bambine scomparse dell’Asia

(2018, premio Books for Peace 2019); La saga di una famiglia angloindiana

(2020); Figli ad ogni costo (2022, premio internazionale

ASAS); Post Covid e New Generation (2024).


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Il fascino inquieto di Rocca Tirrenica: Bruni racconta il suo

ronin: "Dante Baldini è amato per la sua empatia e

contraddizioni, che danno profondità ai personaggi."

di

Lisa Bernardini


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Con “La malinconia del ronin” Riccardo Bruni riporta in scena Dante Baldini, l’investigatore privato dal passato ingombrante e

dall’ironia malinconica che ha già conquistato migliaia di lettori. Il quarto capitolo della serie gialla noir è in libreria con una

nuova indagine immersa nel fascino inquieto di Rocca Tirrenica: una villa a picco sul mare, una morte archiviata troppo in

fretta, un'ombra antica che sembra attraversare generazioni. Ne abbiamo parlato con l’autore per esplorare la genesi di questa

storia, le sue fonti di ispirazione – tra scacchi, mare e vecchie canzoni – e il segreto del successo di un personaggio che oggi

rappresenta una delle voci più riconoscibili del noir italiano contemporaneo.

Le morti sospette che si ripetono nel tempo introducono un’ombra gotica nella trama. È un territorio nuovo per te o

un richiamo a letture e suggestioni che ti accompagnano da tempo?

C’è tutta una letteratura di case stregate, da Shirley Jackson in poi, che in un certo senso volevo evocare in questa storia.

Un’atmosfera inquieta, che stride un po’ con il contesto di villeggiatura, il sole, il mare e tutto il resto. Come se quella casa non

appartenesse a Rocca Tirrenica ma a un posto “altro”, come un confine, capace di arricchire con un tono diverso dal solito

questa storia di Baldini.

Attraverso Vittoria Cerami e suo padre esplori il rapporto tra arte e identità. Cosa volevi capire — o far capire —

attraverso queste figure legate in modo così profondo all’arte?

È vero, c’è un legame profondo tra questi due personaggi, anche se hanno scelto linguaggi diversi per esprimersi. La pittura il

padre, la poesia la figlia. Credo che per entrambi l’arte sia stata anche un modo per affrontare una certa predisposizione alla

solitudine, una caratteristica quasi naturale per un artista, che ha bisogno di un tempo da dedicare alla riflessione e

all’indagine interiore. A legarli c’è anche lo stesso paesaggio, che è al tempo stesso contesto e fonte di ispirazione, cornice e

colore. Mentre scrivevo non mi sono chiesto quanto questi due personaggi conoscessero effettivamente l’uno dell’altra, perché

sono considerazioni che avrebbero dirottato altrove la storia. Ma esplorare il loro rapporto sarebbe davvero un ottimo spunto

per raccontarne un’altra.


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Nel romanzo la musica è ovunque, dai Rusty Void alle

notti nei locali. Che rapporto hai con la musica mentre

scrivi? Ti guida, ti ispira, o è solo parte del mondo

narrativo?

La musica è stata da sempre una costante, per me. Ho

passato un lungo periodo insieme alle mie chitarre e ancora

oggi quando ho bisogno di staccare un po’ mi rifugio lì, in

qualche pentatonica. La musica è una presenza ordinaria,

anche quando scrivo. A volte cerco quella canzone in

particolare perché vorrei che quella scena avesse quella

colonna sonora. E così la musica penetra nella scrittura e le

dà ritmo. Se penso a un personaggio, magari mi chiedo

“Cosa gli piace?”, “Che sogni ha?”, “Che musica ascolta?”.

Altre volte è una questione meno romantica e si tratta di

coprire il rumore intorno per consentirmi un’immersione

totale nella storia. Il mio retaggio di giornalista mi ha

insegnato a trovare la giusta concentrazione anche in

mezzo a un certo livello di confusione, ma preferisco

sempre chiudermi nel mondo che sto costruendo e

raccontarlo dall’interno. E in questo la musica mi aiuta. Del

resto, c’è modo e modo anche per coprire un rumore.

Tutta la storia ha un taglio molto visivo, quasi da serie

tv. Hai scritto pensando anche a un possibile

adattamento? Ti piacerebbe vederlo sullo schermo?

Sarei assolutamente curioso di vedere Baldini sullo

schermo. Il cinema è una delle mie grandi passioni e

trovarmi in sala a vedere una mia storia sarebbe davvero

straordinario. Oggi molte cose si sono spostate sulla

serialità televisiva, che per certi aspetti mi entusiasma

meno, anche se ne sono un gran consumatore, ma sarebbe

comunque molto divertente. Mi piacerebbe partecipare alla

sceneggiatura, essere dentro la produzione per vedere

come funziona. Se c’è un qualche produttore che sta

leggendo questa intervista, magari potrebbe farci un

pensiero. Però poi, conoscendomi, credo che all’uscita dal

cinema il commento in grado di rendermi più felice sarebbe

“Bello, ma il libro era meglio”.

In chiusura, perché Dante Baldini è così amato?

Non lo so. Ma credo che abbia a che fare con il suo modo di

essere dotato di una certa sensibilità. Un duro, sì, ma

capace di farsi coinvolgere emotivamente dalle persone che

incontra e dalle loro vicende, che in genere sono piuttosto

complesse. L’empatia, insomma. Anche se di base è un

solitario, e questa se ci pensi è una bella contraddizione.

Ma sono proprio le contraddizioni a dare profondità ai

personaggi. Più in generale, sono le nostre contraddizioni

gli aspetti che ci definiscono meglio.


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Massimo Bomba

Una famiglia, mille lettere:

la storia dei Guglielmi incanta Palazzo Tittoni

Sabato 15 novembre, Palazzo Tittoni nel cuore di Roma si è trasformato in un raffinato salotto della memoria per la

presentazione del volume Carissime Nennella e Belluccia. La storia inedita della famiglia Guglielmi dal suo carteggio privato

(1892-1944), accompagnata da una sala gremita e da un clima di curiosità vivissima.

Le stanze, un tempo animate da donna Bice e dal ministro Tommaso Tittoni, hanno accolto il racconto dei loro legami con la

famiglia Guglielmi: vincoli di parentela, certo, ma anche un’amicizia sincera tramandata nel tempo.

Il duca Luigi Catemario Tittoni di Quadri, profondamente colpito dalla lettura del libro, ha deciso di condividere questa

scoperta con amici e ospiti. L’autrice, Michela Nucciarelli, da anni operatrice dei Musei di Isola Maggiore sul lago Trasimeno,

ha presentato il suo lavoro in forma scenica conquistando i presenti.

Il volume prende vita dal più ricco carteggio scampato alla dispersione dell’archivio privato dei Guglielmi e ricostruisce le

vicende della nobile famiglia tra Ottocento e Novecento. Leggendo quelle lettere, l’autrice ha avuto la sensazione che i

protagonisti le venissero incontro con forza, quasi chiedessero di essere riportati alla luce. Nasce così la prima monografia

sulla famiglia civitavecchiese. I giovani attori, Annalisa Braconi e Fabio Forcucci, hanno interpretato brani del volume e

lettere originali del carteggio, dando voce a quel racconto familiare che il libro ricostruisce attraverso numerosissime citazioni

epistolari. Il volume racconta in particolare la storia di due donne: Elena Guglielmi e sua madre Isabella – per i corrispondenti

Nennella e Belluccia – promuovono l’emancipazione delle mogli e delle figlie dei pescatori di Isola Maggiore fondando la

scuola del pizzo d’Irlanda a Isola Maggiore. Elena non solo valorizza l’arte del pizzo, ma ne cura anche la vendita e i proventi

vengono depositati in banca, permettendo alle donne di costruire, filo dopo filo, la propria autonomia e il proprio futuro. Tra

le stanze del Palazzo Tittoni, a un passo dalla dimora romana dei Guglielmi, rivivono le vicende di chi ha contribuito al

benessere delle comunità locali. Le antiche carte continuano a parlare e altre storie attendono pazienti di essere scoperte.


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Turandot Non Esiste: Una Rivoluzione nel

Teatro Musicale Internazionale

Dopo aver riscosso un grandissimo successo in Italia, con spettacoli sold-out a Lucca e Viareggio nel 2024, "Turandot Non

Esiste" ha conquistato il pubblico britannico con il suo debutto al Blackheath Halls di Greenwich, Londra, segnando la prima

esibizione nel Regno Unito. Questa produzione innovativa di How I Met Puccini®, diretta da Benjamin Lebigre, ha

rappresentato una svolta nel panorama del teatro musicale contemporaneo.

Creato da Valentina Scheldhofen Ciardelli e co-scritto con Costantino Buttitta e Stefano Teani, "Turandot Non Esiste" è stato

più di un semplice spettacolo teatrale; è stato un'esperienza che ha fuso prosa, concerto, teatro-canzone e opera in modo

sorprendentemente accessibile e moderno. Gli strumenti musicali sono diventati la voce dei personaggi, mentre musicisti e

attori si sono trasformati continuamente, creando un linguaggio scenico dinamico e coinvolgente che ha parlato direttamente

allo spettatore di oggi.

Lo spettacolo è stato concepito per coinvolgere il pubblico a livello emotivo, facendo ridere, emozionare e riflettere. Al centro

della narrazione vi è stata la prima esplicita denuncia della violenza contro le donne in un'opera lirica, mostrando un

Giacomo Puccini sorprendentemente vicino alla sensibilità femminile. Questa produzione ha offerto una nuova prospettiva

sul classico, portando tematiche rilevanti e attuali sul palcoscenico.

L'approdo di "Turandot Non Esiste" a Londra non è stato solamente un'espansione geografica, ma anche culturale. Lo

spettacolo ha affascinato e stimolato il pubblico britannico, continuando la sua missione di rendere il teatro musicale più

vicino e comprensibile alle nuove generazioni. Con una regia visionaria e un cast di talento, questa produzione ha lasciato

un segno indelebile sulla scena teatrale internazionale.

"Turandot Non Esiste" ha rappresentato un emblema di innovazione e inclusività, imperdibile per chiunque abbia voluto

vivere il teatro in una forma nuova e emozionante. Che tu sia un amante dell'opera o un neofita del teatro musicale, questo

spettacolo ha promesso di essere un'esperienza memorabile e trasformativa, mantenendo tutte le sue promesse


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musica da ballare e da ascoltare

“Pomodoro Studio”

lancia la street latin

di Giovanna Delle Site

Pomodoro Studio, fondato nel 1978 da Bernardo Lafonte, ha

iniziato la sua avventura come studio di registrazione

professionale, accogliendo artisti di grande calibro come

Amedeo Minghi, Renato Carosone, Eugenio Bennato e molti

altri. Nel corso degli anni, l'attività si è trasformata in Edizioni

Discografiche ed Editoriali, ampliando il suo impatto nel

mondo musicale. Dal 1990, Pomodoro Studio ha

diversificato la sua offerta, producendo musica per la Danza

Sportiva e collaborando con l'ANMB. Ha inoltre creato la

disciplina Natusumba, che unisce fitness e meditazione,

ispirandosi ai quattro elementi della natura per promuovere

il benessere totale. La musica a 432 Hz prodotta dallo studio

è pensata per stimolare la mente e favorire il relax.

Attraverso il gruppo Facebook "Natusumba Line Dance",

Pomodoro Studio collabora con scuole internazionali di line

dance. Oggi, con band come Musicos de Sevilla e Los

Angeles Vagabundos, lo studio si dedica alla produzione di

musica latina, offrendo generi come cumbia, salsa e tango,

disponibili per il download sul loro sito ufficiale. Questa

nuova produzione arricchisce il panorama musicale,

offrendo brani ideali per il ballo e l'ascolto, contribuendo al

benessere fisico e mentale degli appassionati.

Pomodoro Studio

clicca qui per ascoltare la musica

NatuSamba


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“Viva De André”, lo spettacolo di

Luigi Viva arriva al Blue Note di Milano


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Il 4 febbraio, il prestigioso Blue Note di Milano (Via Pietro Borsieri, 37) ospiterà un evento straordinario: "Viva De André", il più

importante spettacolo nazionale dedicato alle canzoni di Fabrizio De André, reinterpretate in chiave jazz. Con un doppio

spettacolo alle 20:30 e alle 22:30, questa serata promette di essere un'esperienza unica per gli amanti della musica e del jazz.

Ideato e diretto da Luigi Viva, autore di due fondamentali libri su Fabrizio De André ("Non per un dio ma nemmeno per gioco-Vita

di Fabrizio De André" e "Falegname di parole-le canzoni la musica di Fabrizio De André", entrambi pubblicati da Feltrinelli), lo

spettacolo fonde musica jazz dal vivo, narrazione, immagini e audio di interviste inedite per offrire al pubblico un ritratto

affascinante e poetico dell'iconico artista.

La serata sarà impreziosita dall'intervento straordinario di Giulio Carmassi, compositore, arrangiatore, cantante e

polistrumentista, noto per la sua esperienza con il Pat Metheny Unity Group. Insieme a Luigi Viva e Luigi Masciari, Carmassi si

esibirà sul palco con la band, promettendo una performance indimenticabile.

Il repertorio del concerto include alcuni dei classici intramontabili di De André, come "La Guerra di Piero", "La Canzone di

Marinella", "Il Pescatore", "Crêuza de mä", "Valzer Per Un Amore", "Mégu Megún", "Canzone dell'Amore Perduto" e "Il

Bombarolo". Gli arrangiamenti musicali firmati da Luigi Masciari rileggono l'opera di De André attraverso un linguaggio jazz

contemporaneo, mantenendo intatta la scrittura melodica e l'identità espressiva del cantautore.

Dopo i sold out registrati nei principali teatri e festival jazz italiani (tra cui Umbria Jazz Winter, Blue Note Milano, Auditorium Parco

della Musica di Roma, Südtirol Jazz Festival e Ascona Jazz), e il grande successo ottenuto quest'estate a Cerveteri (Roma),

Castelbuono (Palermo) e Torre del Greco (Napoli), "Viva De André" farà tappa nello storico jazz club milanese. Questo raffinato

tributo musicale svelerà i lati meno conosciuti di Fabrizio De André, a partire dalla sua passione per il jazz.

Realizzato in collaborazione con la Fondazione Fabrizio De André Onlus, di cui Luigi Viva è socio fondatore, lo spettacolo

rappresenta un'occasione imperdibile per immergersi nella poetica e nell'impegno civile di De André. La voce narrante di Luigi

Viva, autore di riferimento per l'opera di De André, guiderà il pubblico attraverso un viaggio musicale accompagnato da un

quintetto jazz di altissimo livello diretto da Luigi Masciari. Non perdete l'opportunità di vivere questa emozionante celebrazione

del genio musicale di Fabrizio De André.


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Il Sistina Chapiteau di Roma si è trasformato in un vero e proprio tempio del musical con "Moulin Rouge! Il Musical", uno

spettacolo che sta registrando un entusiasmo crescente settimana dopo settimana. Ispirato al celebre film di Baz

Luhrmann, questa produzione diretta da Massimo Romeo Piparo ha infranto record di tenitura e continua a riscuotere un

consenso straordinario, confermandosi come uno dei più grandi successi delle ultime stagioni teatrali.

Con oltre 50.000 biglietti venduti, "Moulin Rouge! Il Musical" è diventato un fenomeno di massa, spingendo Piparo a

prorogare le repliche fino al 15 febbraio per soddisfare la crescente domanda del pubblico. Inizialmente annunciato per sei

settimane, lo spettacolo è stato esteso a 12 e ora punta al traguardo delle 16 settimane, testimonianza dell'eccezionale

risposta del pubblico romano e non solo.

L'allestimento di questo kolossal teatrale include un palco di oltre 30 metri, una travolgente colonna sonora eseguita dal

vivo da una grande orchestra, costumi e coreografie mozzafiato che rendono "Moulin Rouge! Il Musical" un'esperienza

immersiva unica. Il Sistina Chapiteau si trasforma ogni sera in un luogo di pura meraviglia, dove emozioni e passione

coinvolgono appassionati di musical, giovani, famiglie e un pubblico internazionale.

In questo clima di grande entusiasmo, "Moulin Rouge! Il Musical" diventa uno degli eventi più attesi per Capodanno, con il

New Year’s Rouge, un’occasione per festeggiare insieme al cast straordinario di artisti.

Per la prima volta in Italia, il musical è prodotto su licenza della casa produttrice australiana Global Creatures, già nota per

il successo internazionale a Broadway. Questo spettacolo rappresenta un nuovo affascinante capitolo per Massimo Romeo

Piparo, che continua a portare in Italia grandi produzioni internazionali curate nei minimi dettagli artistici e tecnici. Il

successo di pubblico e critica attesta non solo il richiamo di uno spettacolo già diventato cult, ma anche la fiducia del

pubblico verso il marchio Sistina, sinonimo di qualità, eccellenza e innovazione.


Il Film

"Moulin Rouge!" di Baz Luhrmann, distribuito da Twentieth Century Studios, è stato presentato al

Festival di Cannes nel 2001. Premiato come miglior film ai Golden Globe e candidato a otto premi

Oscar, il film, girato a Sydney, ha riportato in auge il musical cinematografico con una colonna

sonora di successo.

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Il Moulin Rouge di Parigi

Simbolo del modo di festeggiare parigino dal 1889, il Moulin Rouge di Parigi è un music-hall

iconico. Con spettacoli come la Féerie revue, il locale continua a offrire stupore e emozioni con il

suo celebre French Cancan. Fin dalla sua creazione, il Moulin Rouge è un invito a vivere una festa

unica e stravagante.

Gilles Rocca e Elga Martino

Elena De Laurentiis e Anna Maria Prina


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Al Sistina Chapiteau non si ferma l’entusiasmo per “Moulin Rouge! Il Musical” 50 mila biglietti

venduti, record di tenitura e repliche ad oltranza Grande successo per lo spettacolo che infiamma

Roma da 2 mesi. Annunciato per sei settimane, poi prorogate a 12, ora si punta al magnifico

traguardo delle 16 settimane di programmazione.

Gilles Rocca e Elga Martino


Da giovedì 29 gennaio Serena Autieri, la regina del teatro musicale italiano, veste i panni della

fascinosa Satine nel “Moulin Rouge! Il Musical” diretto da Massimo Romeo Piparo. Fascino,

talento, maturità artistica, phisyque du role perfetto per questo personaggio: Serena Autieri

consacra il binomio artistico con Piparo, riuscendo -grazie alla lunga e inedita programmazione di

questo “spettacolo spettacolare”- a far coincidere le rispettive strade. Con la straordinaria artista, lo

spettacolo sarà in scena al Sistina Chapiteau di Roma-Tor di Quinto fino a domenica 1 marzo.

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STEFANO FRANCIA ENJOYART

presenta

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di

Pina Delle Site

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Il 22 gennaio il Teatro Sistina di Roma – tempio del musical italiano – apre il sipario sul tour 2026 di Tootsie , la travolgente

commedia musicale firmata Massimo Romeo Piparo. Protagonisti Paolo Conticini (reduce da Mamma Mia! e The Full Monty

nei panni doppi di Michael Dorsey/Dorothy Michaels) e Mauro Casciari – volto de Le Iene , RDS e storica spalla di Fiorello in

Viva Rai2! – al debutto musicale come Jeff.

Lo spettacolo è un mix irresistibile di risate, romanticismo e irriverenza attuale. Icona di Broadway (11 nomination Tony, “il

musical più divertente” per il New York Post ), Tootsie gioca con intelligenza su identità, amore e show business, citando

l'AFI come una delle migliori commedie di sempre. Libretto di Robert Horn (Tony Award), musica e testi di David Yazbek (

The Full Monty ).

Cast stellare : Beatrice Baldaccini (Julie), Ilaria Fioravanti (Sandy), Matteo Guma (Max), Massimiliano Carulli (Ron), Elena

Mancuso (Rita), Sebastiano Vinci (Stan), Fabrizia Scaccia (Suzie), Denis Scoppetta (Clark), Roberto Tarsi (Stuart). Dietro le

quinte: Emanuele Friello (direzione musicale), Teresa Caruso (scenografie), Roberto Croce (coreografie), Cecilia Betona

(costumi), Daniele Ceprani (luci), Stefano Gorini (suono).

Michael (Conticini), attore geniale ma disoccupato, si traveste da Dorothy per conquistare Broadway. Il successo esplode,

ma si innamora della collega Julie complicando tutto. Jeff (Casciari), amico squattrinato e ristoratore, lo riporta alla realtà.

Celebre la battuta di Dustin Hoffman: “ Sono stato un uomo migliore con te da donna, di quanto lo sia stato con

altre da uomo ”.

Prodotto da PeepArrow Entertainment e Il Sistina, dopo Roma il tour toccherà Vicenza, Firenze, Messina, Imperia, Modena,

Bolzano. Ritmo serrato, colonna sonora travolgente e riflessione profonda: Tootsie è il musical che osa ridere di genere,

talento e opportunità.


Paolo Contincini “Tootsie”

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Nuzzo e Di Biase

Felicemente Incompatibili


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di Fabrizio Silvestri

Corrado Nuzzo e Maria Di Biase, duo comico cult da oltre 20 anni, incarnano l'outsider felice, inadattabile al mondo:

da gennaio 2026 parte il tour di TOTALMENTE INCOMPATIBILI , con tappe a Genova, Firenze, Torino, Milano e

Bologna. Dopo i sold out di Delirio a due di Ionesco (regia Giorgio Gallione), tornano autori e protagonisti di uno

spettacolo surreale su vita di coppia e osservazione altrui, coprodotto da Agidi e Nido di Ragno.

In contrasto totale – nulla li accomuna – sfidano proverbi, trasformando diversità e disagio digitale (pigrezia, memoria

labile) in risate analitiche, senza giudizi frettolosi. Consapevoli che non tutto è ridibile, proveranno lo stesso: lo

spettacolo rivelerà se troveranno l'accordo o resteranno incompatibili al 100%


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Corrado Nuzzo è Nato il 25 marzo 1971 a

Tricase (Lecce), pugliese doc trasferitosi a

Bologna per studiare teatro, Corrado è

attore, autore, regista e comico. Dal

sodalizio con Di Biase nel 2002, ha

spaziato da Zelig e Gialappa's Band a Rai

Radio 2 con Black Out, oltre a ruoli solisti

come in Le indagini di Lolita Lobosco .

Maria Di Biase è nata il 17 dicembre 1974 a

Montréal (Canada) da origini molisane,

laureata in Matematica a Bologna, Maria è

attrice, comica, regista e sceneggiatrice.

Esordisce in TV con Mai dire Grande Fratello

(2004), debutta al cinema in La Matassa

(2009) e dirige Vengo anch'io (2018). Lavora

con Rai Radio2 nel programma “Black Out”


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Lungo Viaggio

verso la notte

Gabriele Lavia, porta in scena al teatro Argentina

di Roma il capolavoro di Eugene O’Neill

foto Tomasso Lepera

produzione Effimera – Fondazione Teatro della Toscana


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foto Tomasso Lepera produzione Effimera – Fondazione Teatro della Toscana

Scritto tra il 1941 e il 1942 (prima assoluta nel febbraio 1956 a Stoccolma) “Lungo viaggio verso la notte”, dopo la

morte dell’autore, vinse il Premio Pulitzer per la drammaturgia nel 1957 ed è considerato il capolavoro del

drammaturgo statunitense. Ha avuto numerose messe in scena in tutto il mondo, con la prima in Italia nel 1957 al

Teatro Valle di Roma a cura di Renzo Ricci. Dell’opera, Sidney Lumet diresse la regia per il primo adattamento

cinematografico nel 1962 con Katharine Hepburn e Ralph Richardson. Long Day’s Journey Into Night è il titolo che

Eugene O’Neill dà alla sua opera centrale, alla sua opera-confessione. (Il padre di O’Neill era stato un attore di grande

successo, come il protagonista della sua opera teatrale). La casa-prigione della “famigliaccia” che O’Neill ci racconta,

in fondo, è proprio casa sua. E qui sta il cammino tortuoso di una possibile messa-in-scena-viaggio di quest’opera,

davvero amara, scritta da O’Neill ormai vicino alla morte per fare “un viaggio all’indietro” nella sua vita. Un viaggio

impietoso dentro l’amarezza di un fallimento senza riscatto. Le vite degli uomini sono fatte di tenerezza e violenza. Di

amore e disprezzo. Comprensione e rigetto. Di famiglia e della sua rovina.” (Gabriele Lavia)

“Lungo viaggio verso la notte”

di Eugene O’Neill

traduzione Bruno Fonzi

adattamento Chiara De Marchi

regia Gabriele Lavia

con Gabriele Lavia, Federica Di Martino

e con Jacopo Venturiero, Ian Gualdani, Beatrice Ceccherini

Dal 4 al 15 febbraio 2026 Teatro Argentina Roma.


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Gabriele Lavia, nato a Milano l'11 ottobre 1942 da genitori siciliani

e cresciuto a Torino, è attore, regista teatrale, cinematografico e

lirico, tra le figure emblematiche del teatro italiano.​

Diplomatosi nel 1963 all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica

"Silvio D'Amico", debutta con Orazio Costa e si afferma con

Giorgio Strehler ne Il gabbiano (1969) e Re Lear (1972).​

Nel cinema recita in pellicole come “Profondo rosso” e “Inferno” di

Dario Argento, dirige “Principe di Homburg” (1983, Nastro

d'Argento esordiente), e in TV ha intepretato Ottorino Visconti nella

mini serie Rai “Marco Visconti”.​Fondatore della Compagnia Lavia

(1989), ha diretto Teatri Stabili di Torino e Roma, ha vinto Premi

Olimpici e Flaiano; sposato con Federica Di Martino dal 2015.

foto Tomasso Lepera produzione Effimera – Fondazione Teatro della Toscana


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Gioia è un’insegnante di liceo che non ha mai conosciuto l’amore, se non quello opprimente dei genitori, con cui

vive ancora. Tra gli studenti della sua scuola c’è Alessio, un ragazzo che usa il suo corpo come uno strumento per

rimediare qualche centinaio di euro e aiutare sua madre, cassiera in un supermercato.

Tra Alessio e Gioia nasce un legame proibito, fragile e inspiegabilmente necessario per entrambi.

Ma il desiderio di un riscatto sociale e umano per Alessio è un veleno silenzioso che gli impedisce di farsi

conquistare definitivamente dalla dolcezza disarmante di Gioia. Così, distrugge tutto e cancella l’unica persona

che lo abbia mai amato. La Gioia è una produzione HT Film, Indigo Film e Vision Distribution in collaborazione con

SKY ed è prodotto da Viola Prestieri e Nicola Giuliano.

La fotografia è di Gianluca Rocco Palma, il montaggio di Chiara Vullo, le musiche di Tóti Guðnason, i costumi di

Antonella Cannarozzi, la scenografia di Eugenia F. Di Napoli. La sceneggiatura, vincitrice ex aequo del Premio

Franco Solinas 2021, è firmata da Giuliano Scarpinato e Benedetta Mori in collaborazione con Chiara Tripaldi e con

la collaborazione alla sceneggiatura di Nicolangelo Gelormini ed è tratta dall’opera teatrale “Se non sporca il mio

pavimento” scritta da Giuliano Scarpinato e Gioia Salvatori.

Saul Nanni, Valeria Golino - ph Maria Vernetti


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Jasmine Trinca e Saul Nanni - ph.Maria Vernetti

Il cast principale del film italiano "La gioia"

(2025) diretto da Nicolangelo Gelormini

include Valeria Golino (nel ruolo di Gioia),

Jasmine Trinca, Saul Nanni (nel ruolo di

Alessio) e Francesco Colella, con la

partecipazione di Betti Pedrazzi. Il film,

uscito a febbraio 2026, è basato su una

storia vera e racconta la relazione tra

un'insegnante e un ragazzo più giovane


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PODCAST/STEFANOFRANCIA


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Return to Silent Hill riaccende la saga horror dai videogiochi Konami: dal 22 gennaio nei cinema italiani, terzo film diretto da

Christophe Gans che adattamento Silent Hill 2 (reboot 2024).

Silent Hill, inquietante cittadina USA, avvolge i visitatori nella nebbia e mostri che incarnano incubi personali, legati a setta

manichea e traumi come quello di Alessa (primo film). James Sunderland (Jeremy Irvine), riceve la lettera dalla defunta Mary

(Hannah Emily Anderson) e affronta orrori mentali; accanto Laura (Evie Templeton, già motion capture nel gioco).

Sceneggiatura Gans con Sandra Vo-Anh e William Schneider; colonne sonore Akira Yamaoka.

Dopo Silent Hill (2006) e Revelation (2012), Gans torna per espandere l'universo psicologico-horror nipponico, perfetto per fan

di tensione metropolitana.


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Pretty Woman torna al cinema cinema

al torna Woman Pretty

per San Valentino

Chi non sogna un amore da favola come quello tra Julia Roberts e Richard Gere? Il cult assoluto degli anni '90, Pretty

Woman, riapproda nelle sale Nexo Studios dal 9 al 14 febbraio – perfetto timing per gli innamorati – dopo aver incassato 463

milioni di dollari e ridefinito la commedia romantica.

La rassegna Nexo Studios: Ritorno al cult 2026 celebra i film che hanno segnato epoche e generazioni, con proiezioni in

versione originale cinematografica. Le prevendite aprono il 14 gennaio su nexostudios.it, un mese esatto prima di San

Valentino: affrettatevi per non perdervi Vivian Ward, la prostituta che conquista il miliardario Edward Lewis grazie a Garry

Marshall. E non è tutto: in primavera arriva Moulin Rouge, il visionario musical di Baz Luhrmann del 2001. Nicole Kidman e

Ewan McGregor danzano nella Parigi bohemien del 1899, intessendo Libertà, Bellezza, Verità e Amore – un manifesto che

ancora incanta.


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JE SO’ PAZZO

il biopic su Pino Daniele

Prossimamente nei cinema italiani con 01 Distribution, Je

so' Pazzo di Nicola Prosatore celebra Pino Daniele: biopic

musicale da infanzia travagliata ad apoteosi del 1981 davanti

a 200.000 napoletani. Massimiliano Caiazzo dà vita al

cantautore che, orfano di padre, trova nella musica sfogo

per fragilità, amori e radici partenopee; il successo amplifica

sfide familiari e rischi personali.

Accanto a Caiazzo, Mariasole Pollio, Giovanni Ludeno,

Giuseppe Brunetti, Leonardo Bianconi, Giampiero De

Concilio, Antonia Truppo, Monica Nappo, Demi Licata: tratto

dal libro Pino Daniele di Alessandro Daniele.


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LE COSE NON DETTE

Il nuovo film di Muccino con Accorsi

Dal 29 gennaio 2026, Gabriele Muccino torna con Le cose non dette :

dramma su fragilità relazionali tra Roma e Marocco, con Stefano Accorsi,

Miriam Leone, Claudio Santamaria, Carolina Crescentini. Carlo (Accorsi),

prof-scrittore in crisi, ed Elisa (Leone), giornalista rampante, fuggono

routine con amici Anna-Paolo e figlia Vittoria; segreti, sguardi ambigui e

l'arrivo di Blu (studentessa di Carlo) minano certezze. In paesaggi caldiimmobili,

dinamiche irrisolte – coppie, madri-figlie – tendine rapporti:

"Basta una crepa minuscola per far crollare tutto", e chi ci sta accanto

resta spesso un mistero.


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“Nel Tepore del ballo”

Pupi Avati dirige “Nel tepore del ballo”, la storia di

Gianni Riccio (Massimo Ghini), conduttore TV,

travolto da uno scandalo di corruzione, tra Roma e

Milano Gianni cercherà la redenzione. Nato nel

1973 da madre morta di parto, abbandonato dal

padre, il conduttore tv affronta fama e ombre

familiari; amore passato e origini riaffiorano “Nel

Tepore del Ballo". Nel cast anche Isabella Ferrari,

Raoul Bova, Giuliana De Sio, Sebastiano Somma,

Lina Sastri, Pino Quartullo, Morena Gentile; camei

Bruno Vespa, Jerry Calà. Fotografia Cesare

Bastelli, musica Stefano Arnaldi.


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Madonna canta

“La Bambola” e

regala nuova vita al

classico di Patty Pravo

FOTO @INSTAGRAM


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“La Bambola”

(for Dolce&Gabbana – The One)

Immaginate due dive che si somigliano come

sorelle ribelli: Madonna e Patty Pravo. Un'amicizia

nata su Instagram, messaggi privati, confidenze, il

sogno di un caffè insieme. E ora, quel legame si

trasforma in musica. Madonna ha infatti registrato

una versione di “La Bambola”, il mitico successo

della “ragazza del Piper”, per lanciare il nuovo

profumo omonimo di Dolce&Gabbana, uscito il 7

gennaio.

La storia di questo brano è già di per sé un piccolo

romanzo. Scritta nel 1968 da Ruggero Cini, Franco

Migliacci e Bruno Zambrini – con un arrangiamento

orchestrale magistrale sempre di Cini – “La

Bambola” fu rifiutata da Caterina Caselli e Little

Tony. Nessuno voleva quel testo provocatorio,

finché Patty Pravo non lo fece esplodere,

trasformandolo nel suo primo grande trionfo.

E Madonna? La ascolti e ti rendi conto che la

pronuncia italiana non è perfetta, ha qualcosa di

teatrale, quasi da soap opera. Eppure incanta.

Forse perché è la più grande popstar del mondo a

cantare un classico italiano, a celebrare un pezzo

della nostra storia musicale. O forse perché dietro

c'è una storia vera: l'amicizia tra due icone.

“Ci siamo conosciuti su Instagram, mi ha cercata

lei”, raccontava Patty Pravo lo scorso marzo al

Corriere della Sera. “Chattiamo spesso, ci

raccontiamo le nostre vite, vorremmo incontrarci”. A

Verissimo era stata ancora più precisa: "L'ho vista

tra i miei follower, l'ho seguita e abbiamo iniziato a

parlare. Magari quest'estate la vado a trovare".

Il brano, intitolato ufficialmente “La bambola (for

Dolce&Gabbana – The One)”, è su YouTube dal 7

gennaio. Curiosamente, su Spotify e Apple Music

risulta datato 1° ottobre 2025: segno che il progetto

covava da mesi. Un ponte tra due epoche, due

dive, un solo profumo che sa di ribellione italiana.

FOTO @INSTAGRAM


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Fausto Lama

Archivia i Coma Cose: arriva il suo primo

singolo da solista “A Tanto Così”


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Immaginate di condividere hit, palco e letto per dieci anni, poi un giorno dire "basta". È quello che ha fatto

Fausto Zanardelli, tornato Fausto_Lama, spiegando al Corriere della Sera: "Mischiare amore e musica è

pericolosissimo". Dopo il progetto esaurito con Francesca Mesiano (California) – collassato post- Vita fusa e

Sanremo 2025, con concerti annullati al Forum e PalaSport – Fausto descrive una "bellissima gabbia": "Mi

sentivo ghost writer".

Il 2 gennaio è uscito “A tanto così” (Asian Fake/Atlantic-Warner), video autoprodotto con HOMIES.WORK x

THE JOB: un addio sereno, "L'amore si esaurisce [...] un 'Ciao, come stai?' pacato". Ovvio il riferimento a

Francesca, ma non chiudere porte a futuri reunion – prima "riappropriarci delle nostre visioni"


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Carlo Conti è pronto a salire di nuovo sul

palco del Teatro Ariston: dal 24 al 28

febbraio, in diretta su Rai 1, la 76ª edizione

di Sanremo si annuncia stellare, con lui alla

direzione artistica e conduzione, affiancato

da co-conduttori ancora top secret (al

momento della chiusura della rivista –

chissà se vedremo Ema Stokholma o

Carolina Rey come nelle serate pre-festival.

Di sicuro ci sono 30 Big che scaldano

l'Ariston: da veterane come Patty Pravo (

Opera ) e Raf ( Ora e per sempre ), a

fuoriclasse come Ermal Meta ( Stella

stellina ), Tommaso Paradiso ( I Romantici

), Arisa ( Magica favola ), Blanco, Levante (

Sei tu ), Fedez & Masini, fino a sorprese

come Dargen D'Amico ( AI AI ),

Ditonellapiaga, LDA & Aka7even ( Poesie

clandestine ). E non mancano new entry

come J-Ax, Luchè o Mara Sattei.

A rubare la scena potrebbe essere le

quattro Nuove Proposte, fresche vincitrici di

Area Sanremo e Sanremo Giovani:

Angelica Bove con l'energia di Mattone ,

Nicolò Filippucci e la sua Laguna ,

Mazzariello con Manifestazione d'amore ,

più il trio Blind, El Ma & Soniko ( Nei miei

DM ). Olly, affresco trionfatore del 2025,

punterebbe come superospite a chiudere il

cerchio.

Carlo-Conti@Iwan-Palombi


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Arisa all’anagrafe Rosalba Pippa (Genova 1982),

9 partecipazioni al Festival

Vincitrice Nuove Proposte 2009 con “Sincerità”

Seconda classificata tra i Big (2012) con "La notte"

Vncitrice Big 2014 con “Controvento ” .

Arisa parteciperà con la canzone intitolata "Magica favola", un brano che

descrive come un racconto autobiografico di una vita che si evolve, ritrovando

la genuinità dell'infanzia. Il titolo è stato svelato durante la presentazione

ufficiale del Festival.


Tredici Pietro : Pietro Morandi (Bologna 1997), figlio del grande Gianni, Rap, con

influenze trap, e sonorità che mescolano vecchio rap, soul e R&B.

Alla sua prima partecipazione a Sanremo 2026 si presenta con la canzone "Uomo

che cade", un brano urban pop/trap che parla del percorso della vita e della capacità

di rialzarsi dopo le cadutee.

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Malika Ayane : Milano 1984, è alla sua sesta partecipazione. Si è classificata al 2°

posto categoria Giovani nel 2009 con “Come foglie”, Premio Critica Mia Martini

2010/2015; jazz-pop raffinato. Malika Ayane porterà la canzone intitolata "Animali

notturni", un brano che esplora le vite nascoste e le esperienze notturne di ognuno,


Fedez e Marco Masini, entrambi protagonisti a Sanremo, rappresentano “Generazioni

Diverse”: Fedez (Milano, classe '89), alla sua quarta partecipazione nel 2025, ha

ottenuto un 2° posto nel 2021 e un 4° nel 2025 con "Battito", mentre Masini (Roma,

classe '64), alla sua undicesima presenza nel 2026, vanta vittorie nel 1990 e 2004,

confermando una chimica artistica

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Patty Pravo partecipa al Festival di sanremo per l’undicesima volta. All’anagrafe di

venzia è registrata come Nicoletta Strambelli nata nel 1948, Diventa icona della

musica Pop nel 1966 con “Ragazzo triste”. Al festival ha solo conquistato due volte il

premio della Critica esattamente nel 1997 e nel 2016. A Sanremo 2026, Patty Pravo

gareggia con il brano intitolato "Opera", una canzone che simboleggia come "tutti noi

siamo opere d'arte".

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Chiello parteciperà per la prima volta da protagonista al Festival di Sanremo 2026 (la

76ª edizione) con il brano "Ti penso sempre", segnando il suo debutto da solista in gara

dopo la partecipazione come ospite nel 2025, portando sul palco dell'Ariston la sua

poetica unica, tra romanticismo distorto e fragilità, consolidando la sua figura come voce

distintiva della scena italiana. Nato a Venezia nel 1999 con il nome di Rocco Modello,

trap poetica ex FSK Satellite.


Samurai Jay parteciperà a Sanremo 2026 tra i Big con il brano intitolato

"Ossessione", un pezzo urban che parla di ambizione e che vedrà la partecipazione

speciale di Belén Rodríguez sul palco, con Zucchero come ospite per la serata dei

duetti, segnando il debutto del rapper napoletano alla 76esima edizione del Festival.

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Levante (Claudia Lagona, nata nel 1987) parteciperà al Festival di Sanremo 2026 per

la sua terza volta, presentando il brano "Sei tu", che esplora le sensazioni dell'amore,

dopo le edizioni 2020 ("Tikibombom") e 2023 ("Vivo"). L'artista, cantautrice e scrittrice,

è legata a Torino ma nata a Caltagirone.

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Nayt parteciperà al Festival di Sanremo 2026 tra i Big con il brano intitolato "Prima

che", che affronta temi come la distanza digitale e il desiderio di autenticità, portando

sul palco dell'Ariston il suo stile rap introspettivo e lontano dai cliché pop, segnando

una presenza significativa per la musica urban nel Festival. Rapper classe 1998,

flusso DNA malinconico , debutto all'Ariston.

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Dargen D'Amico (vero nome Jacopo D'Amico, nato a Novara nel 1975) è tra i Big di

Sanremo 2026 (76ª edizione), partecipando per la terza volta con il brano "AI AI", un

pezzo che esplora l'intelligenza artificiale e che si inserisce nel suo stile eclettico,

mescolando pop, elettronica e cantautorato, e affrontando temi attuali con ironia e

giochi di parole, confermando la sua presenza dopo i successi precedenti come

"Dove Si Balla".

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Francesco Renga parteciperà al Festival di Sanremo 2026 (76ª edizione), in gara con

il brano "Il Meglio di Me", che sarà una canzone autobiografica sulla sua crescita

personale, segnando la sua partecipazione numero 11 e celebrando i 20 anni dalla

sua vittoria con "Angelo".

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Raf ( Raffaele Riefoli - 1959) per la quinta volta al Festival di Sanremo 2026 con il

brano autobiografico "Ora e per sempre", una canzone d'amore ambientata dagli anni

'80 ad oggi, e celebrerà anche i 25 anni di "Infinito" con un tour nei palasport nel

2026. tutte le sue canzoni in gara sono diventate un tormentone: "Inevitabile follia",

"Cosa resterà degli anni ottanta", "Oggi un Dio non ho", "Come una favola",

auguriamo a Raf la stessa sorte anche per "Ora e per sempre" (2026).

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Tommaso Paradiso a Sanremo 2026, segna il suo esordio ufficiale tra i Big, e sarà la

sua prima volta in gara sul palco dell'Ariston con il brano "I romantici," dai bookmaker

è considerato uno dei favoriti secondo e affiancato da autori del calibro di Davide

Simonetta.

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Serena Brancale è una cantautrice e polistrumentista barese, nota per le sue fusioni

di jazz, soul e ritmi italiani, che parteciperà a Sanremo 2026 per la sua terza volta,

presentando il brano intimo "Qui con me", una "lettera" alla persona più importante

della sua vita, segnando un ritorno al suo look più naturale dopo il successo virale di

brani come "Anema e core" e "Baccalà".

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Fulminacci, cantautore romano noto per la sua scrittura ironica e malinconica,

parteciperà al Festival di Sanremo 2026 con il brano "Stupida sfortuna", un pezzo che

racconta una ricerca solitaria e malinconica. Questa sarà la sua seconda

partecipazione al Festival dopo "Santa Marinella" nel 2021 e la porterà avanti con

l'intento di divertirsi più che di gareggiare, preparandosi anche per un tour nei

palasport.

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Ditonellapiaga (Margherita Carducci, nata nel 1997) è confermata a Sanremo 2026,

dove porterà il brano "Che fastidio!", segnando il suo ritorno dopo la partecipazione

precedente in duetto con Rettore. Il brano è descritto come ironico, pungente e pop,

affrontando tematiche attuali con la sua solita miscela di generi underground e pop

internazionale, e conferma la sua presenza tra i Big.

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Leo Gassmann è un cantautore e attore romano, figlio d'arte, noto per aver vinto

Sanremo Giovani 2020 con "Vai bene così" e per il suo ruolo nel film "Califano".

Tornerà sul palco dell'Ariston a Sanremo 2026 con il brano "Naturale", un invito a

superare le apparenze, confermando il suo ritorno in gara con maturità e

determinazione

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Sayf (Adam Sayf Viacava), rapper genovese italo-tunisino del 1999, è tra i big di

Sanremo 2026 con il brano "Tu mi piaci tanto", che unisce rap e melodia, raccontando

identità e sfide tra due culture, e rappresenta un'ascesa significativa dalla scena

urban italiana al palco dell'Ariston, portando la sua storia e le sue radici.

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Sal Da Vinci al suo secondo Festival di Sanremo 2026 in gara con il brano "Per

Sempre Sì," che celebra la grande promessa dell'unione, segnando un importante

ritorno dopo 17 anni. La sua partecipazione, confermata a fine 2025, è accolta con

entusiasmo dai fan, e lui stesso ha espresso gioia per questo nuovo capitolo artistico.

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Luchè parteciperà al Festival di Sanremo 2026, segnando il suo debutto all'Ariston

con il brano "Labirinto", una metafora di pensieri ossessivi e situazioni difficili da cui

non si riesce a uscire, come ha annunciato e presentato durante la fase di "Sarà

Sanremo". È stato confermato tra i trenta Big, portando la sua forte presenza nel rap

italiano sul palco del Festival, affiancato da nomi come J-Ax, Fedez e Geolier.

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Bambole di Pezza al loro primo festival gareggiano con il brano "Resta con me", un

inno alla sorellanza e al coraggio di restare uniti, presentato durante il programma

"Sarà Sanremo". La rock band tutta al femminile, nota per i suoi testi su femminismo

e libertà, porterà all'Ariston il suo sound pop-punk e rock alternativo.

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Ermal Meta torna a Sanremo 2026 con il brano "Stella stellina", una canzone di

speranza e resistenza su una bambina, segnando un nuovo capitolo dopo una

carriera ricca di successi, inclusa la vittoria del 2018 con Fabrizio Moro, e si prepara

anche a un tour nei club a maggio 2026, dopo aver pubblicato il romanzo "Le camelie

invernali" nel 2025.

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Elettra Lamborghini al suo secondo festival presenta "Voilà", promettendo ritmo e

ballo. La sua carriera è segnata da un grande successo pop latino (oltre 2.5 miliardi di

stream), con diversi dischi di platino, e la sua presenza al Festival rappresenta un

ritorno dopo averlo già vissuto, anche come co-conduttrice nel 2025. La sua bio

include popolarità sui social, carisma e un forte legame con il pubblico, che

supporterà anche su Fantasanremo

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Michele Bravi partecipa al Festival di Sanremo 2026 con il brano "Prima o poi", un

pezzo che parla di spaesamento e fragilità, segnando il suo ritorno all'Ariston dopo

anni, confermando la sua maturità artistica e la ricerca di autenticità, dopo essere

stato scoperto a X Factor nel 2013, vincendo poi nel 2017 con "Il diario degli errori" e

classificandosi decimo nel 2022 con "Inverno dei fiori".

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J-Ax partecipa al Festival di Sanremo con il brano "Italia Starter Pack", segnando la

sua prima volta da solista al Festival, e porterà un "pacchetto base" per l'Italia,

ironizzando su elementi come camomilla e crema solare, anticipando un brano che

riflette la sua carriera e il rap con gli Articolo 31.

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Enrico Nigiotti , cantautore livornese noto per le sue partecipazioni a "Amici" e per el

quattro partecipazioni all’Ariston. Sarà in gara alla 76 edizione con il brano intimo

"Ogni volta che non so volare", che anticipa il suo nuovo progetto discografico,

segnando una nuova fase artistica dopo aver calcato il palco dell'Ariston in

precedenza.

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Maria Antonietta & Colombre (Giuseppe Imparato) sono una coppia che cantano "La

felicità e basta", un brano che celebra l'amore di coppia e la vita insieme, frutto del

loro album "Luna di miele", e rappresentano le Marche a questo Festival. Lei è

un'artista punk-rock e cantautrice, lui un professore di lettere e cantautore indie.

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LDA & Aka 7even - LDA (Luca D'Alessio) e AKA7EVEN (Luca Marzano) sono tra i

protagonisti di Sanremo 2026, in gara insieme con il brano urban-pop "Poesie

Clandestine", che parla di un amore viscerale e fuggitivo, segnando la prima volta

insieme sul palco dell'Ariston per i due artisti, entrambi emersi da Amici.

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Mara Sattei a Sanremo 2026 porta il brano "Le cose che non sai di me", una canzone

d'amore scritta per la persona che ama, mentre la sua bio la vede nata a Fiumicino

nel 1995, sorella di thasup, già nota per la partecipazione ad Amici e per la sua

carriera solista, con radici musicali nel gospel grazie alla madre cantante.

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Eddie Brock, nome d’arte di Edoardo Iaschi, è un cantautore romano classe 1997,

che ha sempre messo la musica al centro della sua vita. Il nome d’arte “Eddie Brock”

nasce dalla passione per i fumetti e dal suo legame d’infanzia con l’universo Marvel,

in particolare con il personaggio Venom. Alla sua prima partecipazione presenta

“Avvoltoi” è il brano con cui Eddie Brock, una delle voci più interessanti della nuova

scena cantautorale italiana, gareggerà alla 76ª edizione del Festival di Sanremo.

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EDDY ANSELMI

“DIZIONARIO DEL FESTIVAL DI SANREMO”

Dal 16 gennaio sarà in libreria e negli store digitali Dizionario del

Festival di Sanremo – Interpreti, autori, presentatori e conduttori, il

nuovo libro di Eddy Anselmi, pubblicato da Coniglio Editore / Suan

edizioni.

Dopo diciassette anni, torna in libreria uno dei progetti editoriali più

ambiziosi della sua carriera, aggiornato all’attualità e destinato a

diventare uno strumento di riferimento per studiosi, appassionati e

operatori del settore.

Un’opera monumentale e unica nel suo genere che attraversa 75

edizioni del Festival di Sanremo, dal 1951 al 2025, raccontando

2.828 protagonisti tra interpreti e per la prima volta, autori delle

canzoni in gara, conduttori e figure chiave della storia del Festival.

Oltre 2.000 canzoni, dati, percorsi artistici, ritorni, esclusioni,

trasformazioni e storie personali compongono quello che può essere

definito il più completo atlante umano del Festival della Canzone

Italiana.

Il Dizionario del Festival di Sanremo non è soltanto un repertorio

enciclopedico, ma un racconto culturale del Paese: Sanremo come

specchio degli italiani, dei suoi cambiamenti, del loro rapporto con il

lavoro, dei suoi miti popolari, delle sue contraddizioni e delle sue

evoluzioni musicali, televisive e di costume.

«Sanremo non è solo un Festival – dichiara Eddy Anselmi – ma

l’album di famiglia dell’Italia. Raccontarne i protagonisti significa

raccontare chi siamo stati, chi siamo e chi potremmo diventare».

EDDY ANSELMI

è giornalista, autore televisivo e storico della musica popolare.

Considerato uno dei massimi esperti del Festival di Sanremo e

dell’Eurovision Song Contest, collabora con TV Sorrisi e Canzoni,

Rockol e con la Rai. Nel 2025 è stato accanto a Gabriele Corsi

nella settima edizione di Don’t Forget The Lyrics (Nove). Ha

scritto anche per il Corriere di Bologna e dal 1995 racconta il

Festival attraverso libri, radio e televisione. È stato

soprannominato da lettori e addetti ai lavori “Eddypedia” o

“Wikipeddy” per la sua memoria enciclopedica.


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ALESSIO PIZZICANNELLA

“E LUI SARÀ LEVON”

“E LUI SARÀ LEVON” è un romanzo corale che esplora i temi della

fede, della ricerca di sé, del potere e della disuguaglianza,

mostrando come la società contemporanea abbia trasformato la

spiritualità e la ricerca di senso in merce e strumento di

autopromozione.

Ambientato a Los Angeles — città di contrasti estremi, dove convive

chi cerca la purezza e chi si consuma nella dipendenza — il libro

racconta una realtà in cui i privilegi dei pochi prevalgono sui bisogni

dei molti. Le storie dei protagonisti si intrecciano tra desiderio di

riscatto e lotta per la sopravvivenza, tra fede e disperazione, tra

sogni e fallimenti.

Los Angeles diventa così metafora del nostro tempo: un luogo dove

tutto — ideali, corpi, speranze — finisce per bruciare, mentre

ciascuno tenta di salvarsi dal proprio incendio.

Il progetto nasce come sceneggiatura, selezionata al Sundance e

all’Austin Film Festival, per trovare oggi la sua forma definitiva nel

romanzo.

«Ho passato anni immerso nei mondi e nei protagonisti della cultura

contemporanea: esperienze che hanno segnato in profondità il mio

immaginario. Con questo romanzo sento di aver raggiunto una

sintesi tra i linguaggi che mi hanno accompagnato nel tempo:

fotografia, cinema e letteratura – afferma Alessio Pizzicannella –

Racconto un disincanto in cui la luce è sempre troppo forte e tutto

appare come un’illusione riflessa. Una narrazione sull’impossibilità di

credere e, insieme, sulla necessità ancora più profonda di provarci

comunque.»

ALESSIO PIZZICANNELLA

(Roma, 1973) è un fotografo, sceneggiatore e autore. Dopo aver

studiato fotografia al London College of Printing, inizia la sua

carriera collaborando con il NME e ritrattando grandi nomi della

musica internazionale come Neil Young, Rolling Stones, Metallica,

R.E.M., Radiohead e U2. Tornato in Italia nel 2002, lavora con riviste

e case discografiche italiane, pubblicando libri fotografici come “Un

giorno da Liga” (2005) e “Verso Sud” (2006). A partire dal 2010

amplia il suo campo d’azione, realizzando ritratti di attori e registi per

Vanity Fair, Rolling Stone e Max, campagne pubblicitarie per brand

internazionali e mostre personali, tra cui “Just a Shot Away” (2012-

2013). Dal 2013 è fotografo ufficiale del Locarno Film Festival. Negli

anni successivi esplora anche radio, documentari e sceneggiature

internazionali, mentre dal 2021 si afferma come scrittore con il

romanzo “Rito di passaggio” (Baldini+Castoldi, 2021). Nel 2022 esce

il suo primo lungometraggio, “Dawn Chorus”, di cui firma

sceneggiatura, regia e co-produzione. Nel 2026 è prevista l’uscita

del documentario “Abbasce a Sanità”.


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Francesca Meucci

“LE USCITE”

La prefazione di Claudio Monachesi illumina l'esordio narrativo di

Francesca Meucci, un viaggio intimo iniziato l'8 marzo 1947:

"Oggi è il mio compleanno [...] Compio 8 anni".​

Un cerchio di 86 anni

La protagonista anonima percorre 86 anni in 12 "Uscite" autostradali, un

ciclo circolare come le 12 fatiche di Ercole, dove esperienze e luoghi

trasformano lei e chi incontra in versioni migliori di sé.​

Trasformazioni e Genius Loci

Incontri fatali con sconosciuti "conosciuti da sempre" e luoghi animati dal

Genius Loci – case che accolgono o respingono – espandono la

coscienza, come "I luoghi hanno un'anima".​

Linguaggio e temi

Il linguaggio semplice ed emotivo, senza dialoghi, evoca una voce

narrante femminile dominante, reminiscenza matriarcale di gioia e

serenità, filtrando gioie, dolori e confini tra vita e aldilà in un'ode alla vita.​

BIOGRAFIA DI FRANCESCA MEUCCI

«Vivo tra Roma e l’Umbria con tre figli (e un gatto) che adoro. Le mie due grandi passioni sono la scrittura e

la fotografia. Ho pubblicato due piccoli libri: una raccolta di pensieri e un racconto dedicato al mio posto del

cuore. Le uscite è il mio terzo libro, sto scrivendo il quarto. Da sempre scatto fotografie a tutto ciò che attira

la mia attenzione. Dal 2017 curo i contenuti di SoloMente. Gioisco delle piccole cose, cerco di essere

gentile con tutti, non smetto di sognare e il mio elemento naturale è l’acqua. I cinque tibetani sono la mia

ginnastica. Camminare immersa nella natura e nuotare sono i fondamenti del mio benessere fisico e

mentale. Gli abbracci, le risate, la gratitudine e la condivisione fanno battere più forte il mio cuore e rendono

la mia vita migliore»


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Con lo spettacolo "Sirene, sciantose, malafemmene ed altre storie di donne veraci", Monica Sarnelli non porta in scena un

semplice concerto, ma un vero e proprio manifesto artistico. Scritto da Federico Vacalebre e diretto da Carlo Cerciello, questo

recital si propone come un viaggio "antimisogino" attraverso la canzone napoletana, svelandone le ombre patriarcali e

celebrandone le luci rivoluzionarie.

Dalle sciantose ribelli alle madri coraggio, Monica attraversa epoche e stili — dal tango digitale all'electroswing —

accompagnata da un ensemble tutta al femminile. In questa intervista, l'artista ci racconta la sfida di indossare abiti diversi, tra

video-proiezioni e presenze virtuali, per restituire dignità e modernità alla figura della donna verace.

Il titolo, Sirene, sciantose, malafemmene ed altre storie di donne veraci, evoca figure femminili napoletane molto

diverse tra loro. Qual è il filo conduttore che le lega e cosa significa per lei essere una “donna verace” nel contesto

attuale?

«Il filo conduttore che lega queste donne, seppure così diverse tra loro, è il coraggio, la determinazione, la voglia di riscatto, la

speranza. Tutto questo appartiene, a mio modesto parere, soprattutto al mondo femminile, poiché da sempre noi donne,

strutturalmente, nasciamo meno forti dell’uomo e la nostra forza risiede sicuramente nella mente. Le donne veraci sono quelle

che vincono con la loro naturalezza e autenticità».

Lo spettacolo è stato definito un “inno alle donne veraci” di Napoli. Quali sono le caratteristiche o i valori di queste

donne che, secondo lei, meritano di essere celebrate e raccontate oggi sul palcoscenico?

«I valori e le caratteristiche di queste donne, che hanno fatto la storia della canzone napoletana e che quindi meritano di

essere raccontate, sono sicuramente il coraggio unito alla capacità di essere in grande anticipo rispetto alla loro epoca.

Ria Rosa: la prima proto-femminista che, attraverso la musica, ha dato un segnale di emancipazione.

Gilda Mignonette: la regina degli emigranti, che ha portato la canzone napoletana oltreoceano.

Elvira Donnarumma: sciantosa ribelle; la sua scalata al successo iniziò lontano da Napoli. Fu tra le prime a incidere dischi, già

nel 1910».

La scaletta spazia da classici come Malafemmena di Totò a brani contemporanei come Nun te scurdà degli

Almamegretta, fino a gemme come Donna di Gragnaniello. Come ha operato la scelta dei brani e in che modo queste

canzoni le hanno permesso di reinterpretare l’universo femminile?

«È giusto precisare che la scelta delle canzoni è arrivata come naturale conseguenza del bellissimo testo scritto dall’autore

dello spettacolo, Federico Vacalebre (autore, scrittore, critico musicale e storica firma del quotidiano Il Mattino di Napoli).

Per me cantare le donne, attraverso la scrittura di questi meravigliosi autori – così diversi tra loro – è una gioia e una grande

responsabilità. Sono canzoni di epoche diverse, dai primi del ’900 a oggi, che nonostante ciò risultano molto attuali e in perfetta

sintonia fra loro.

L’idea dell’autore, che mi ha trovata totalmente d’accordo, è stata quella di omaggiare le grandi voci femminili della canzone

partenopea con brani che hanno fatto la storia della canzone napoletana (e non solo), attraverso la scrittura di autori – quasi

sempre uomini – in un racconto teatrale che esalta la capacità di molte artiste di essere spesso in anticipo sui tempi».

Dopo il successo all’Augusteo, siete attesi da una lunga tournée in Campania. Quali sono le sue aspettative per i

prossimi mesi e cosa spera che il pubblico porti con sé dopo aver assistito a Sirene, sciantose, malafemmene ed altre

storie di donne veraci?

«La speranza è che il pubblico venga numeroso a teatro, con la curiosità di chi desidera vedere e ascoltare qualcosa di

inaspettato. Spero che arrivi al pubblico la mia emozione nel proporre il testo di Federico Vacalebre, sostenuto magnificamente

dalla regia davvero speciale di Carlo Cerciello, dai video e dalla grafica artistica di Fabiana Fazio e dal disegno luci di Andrea

Iacopino, insieme a quasi trenta canzoni supportate da un quintetto tutto al femminile (quartetto d’archi e pianoforte).

In scena, con me, un’attrice/performer straordinaria: Cinzia Cordella.

L’ulteriore auspicio è che il testo stimoli le giuste riflessioni sul maschilismo che c’era – e che purtroppo ancora c’è – nella

canzone napoletana, così come nella società in cui abbiamo vissuto e viviamo oggi».

La sua voce è potente e versatile, capace di attraversare generi e stili diversi. Qual è stata la sfida vocale ed emotiva

più grande nel corso della sua carriera?

«Grazie, intanto, per queste considerazioni sulla mia vocalità. Spesso si tende a raccontare i grandi concerti, su palchi

importanti – e potrei citare, per quanto mi riguarda, il Premio Carosone 2004, la Festa di Piedigrotta 2008, il Leuciana Festival

2008, il Premio Mario Musella 2010, il Festival delle Ville Vesuviane 2012, Nino D’Angelo 6.0 nel 2017, il Pino Daniele

Memorial 2024 e 2025 – ma la sfida più difficile, a mio parere, è cantare negli spazi piccoli, dove il pubblico è a pochi metri da

chi si esibisce, dove non c’è trucco e non c’è inganno».


consiglia.izzo@gmail.com

www.vanityher.com

www.gnamgnamstyle.it

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La stagione danza 2026 al Teatro Ambra Jovinelli |

Spazio Rossellini | Teatro Biblioteca Quarticciolo

Teatro Palladium


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"Gli immaginari eterei diventano dirompenti quando condivisi, trasformando realtà collettive con una scintilla", spiega

Valentina Marini, direttrice artistica del Centro Nazionale di Produzione della Danza Orbita|Spellbound. Parte il 19 gennaio

Scintille , la stagione 2026 fino al 15 maggio: 4 mesi in 4 teatri romani (Teatro Ambra Jovinelli, Palladium, Spazio Rossellini,

Teatro Biblioteca Quarticciolo), unica a Roma dedicata alla danza contemporanea.

Programma ricco di maestri e nuove creazioni, tra mutazione, tradizione e gioia trasformativa: "Ogni spettacolo richiama il

cambiamento, contro l'impotenza", dice Marini. Produzione con MIC, Regione Lazio, ATCL, partner teatrale.

Apertura esplosiva : 19 gennaio, Ambra Jovinelli, Sonate Bach – Di fronte al dolore degli altri di Virgilio Sieni (20 anni

dalla prima). 11 coreografie su conflitti (Sarajevo, Gaza...), su foto di guerra e Sonate di Bach.

Gennaio-Febbraio: 30/1 Rossellini, Nostalgia di Giovanni Insaudo (performance multimediale su memoria); 13/2

Quarticciolo, The Doozies di Silvia Gribaudi/Marta Dalla Via (omaggio femminista a Duse/Duncan);

20/2, Shifting the Silence di Charlie Prince (“Artisti in Orbita”).

Riallestimenti iconici: 24/2 Rossellini, Tu non mi perderai mai 2005-2025 di Raffaella Giordano/Stefania Tansini (finalista

UBU); 2/3 Ambra Jovinelli, Rapsodia in blu (Iratxe Ansa/Igor Bacovich) + Holy Shift (Mauro Astolfi).

Marzo-Aprile : 13/3 Rossellini, Cani Lunari di Francesco Marilungo (trance house e magia);

21/3 Quarticciolo, Pas de Cheval + Cosa è successo a Torino di Andrea Costanzo Martini; 4/10, Noi in una scatola (Joss

Turnbull/Everline Akinyi Odero);

20/4 Ambra Jovinelli, Apocalipsync di Luciano Rosso.

Chiusura potente :

10/5 Palladio, Asteroide di Marco D'Agostin (UBU 2025); 15/5 Quarticciolo, Icarus di Matteo Carvone ("Artisti in Orbita",

post-umano).

Una stagione che accende scintille di bellezza intrepida, tra corpi, storia e rivolta poetica.


STEFANO FRANCIA ENJOYART

presenta

COMPILATION e PODCAST

IN COLLABORAZIONE CON ALWAYS POMODORO STUDIO

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San Valentino è il momento perfetto per trasformare

l'ordinario in magico, regalando emozioni uniche al tuo

partner. Con un tocco di creatività e attenzione ai dettagli,

puoi creare ricordi indimenticabili senza spendere una

fortuna.

1 - La cassetta degli amorevoli ricordi

Raccogli in una scatola vintage: il biglietto del tuo primo

cinema, una foto polaroid sfocata, il tappo della birra della

prima estate insieme. Aggiungi 5 note scritte a mano con “Il

motivo per cui ti amo oggi”. Apritela davanti a un camino

acceso (o alle candele): più nostalgico di qualsiasi gioiello.

2 - Fuga inaspettata all'alba

Alle 5 del mattino, sveglia con caffè e cornetti, poi guida

verso il mare più vicino per vedere l'alba. Porta una coperta

termica, un thermos di cioccolata calda e una playlist di sigle

romantiche italiane (da “Il cielo in una stanza” a Battisti).

L'effetto sorpresa batte ogni prenotazione.

3 - Lettera d'amore su misura

Scrivi una lettera come ai tuoi tempi, ma moderna: descrivi 7

scene del tuo amore (primo bacio, lite risolta ridendo,

weekend piovoso). Piega in forma di cuore e nascondila

nella tasca del suo cappotto. La scoprirà proprio mentre

pensa a te.

4 - Caccia al tesoro sensoriale

Nascondi 6 indizi in casa: un profumo suo legato a un

ricordo, un assaggio di cioccolato fondente, un audio vocale

sexy. L'ultimo porta a te, con abbraccio pronto. Ideale per chi

ama il gioco e la suspense.

5 - Albero dei sogni condivisi

Comprare un piccolo bonsai o ramo secco, appendici 14

cuori di carta con sogni (viaggio a Santorini, imparare tango

insieme). Ogni mese ne realizzerete uno. Simbolo eterno, più

potente di un anello.

Extra Proiezione privata

Crea un mini-cinema: lente d'ingrandimento, videoproiettore

o tablet, montaggio di 10 minuti con i vostri video buffi, foto e

dedica finale. Popcorn fatti in casa con burro aromatizzato.

Ridi e piani insieme: connessione pura.

Questi gesti funzionano perché vengono dal cuore:

personalizzali con i gusti del partner e stupirai oltre ogni

aspettativa. Buona festa degli innamorati!


Oroscopo 2026

di Massimo Bomba

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Per voi, sarà un anno molto importante, uno che segnerà

come una nuova fondazione la vostra vita. La prima parte

del’ anno, ai nati nella prima decade, potrà sembrare che

si stiano mescolando le carte...e non sarà facile giocare,

ma ne uscirete vincenti, perchè dopo il primo luglio,

Giove entrando in leone ,vi farà vincere anche nelle

situazioni più complicate che si potrebbero essere

presentate. Affrontate le cose con fiducia...

Per tutta la prima metà dell’anno ,Giove sarà ancora

in cancro e vi sosterrà per il lavoro e la carriera. Dal

primo luglio passando in leone, potrebbe confondere

le cose, promettendo e non mantenendo, o creandovi

aspettative che potrebbero portarvi delle delusioni.

Voi puntate solo su voi stessi e sarete comunque

vincenti...

Per voi un anno dove potrete prendere decisioni

importanti...addirittura avrete i due pianeti più importanti

dello zodiaco, Giove e Saturno, alleati nel sostenervi...un

momento molto importante sarà la fine dell'estate e la

seconda parte dell anno, quando occasioni particolari vi

permetteranno di cambiare a vostro piacimento le situazioni

personali. Grandi incontri...


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Giove lascia il segno a inizio estate...e resta Saturno

che può creare molte incertezze sul da farsi. Voi non

prendete iniziative se non siete sicuri, perché con

questo aspetto di Saturno ,bisogna valutare bene e

muoversi sul sicuro! Accettare i cambiamenti o eventuali

tagli di rami secchi...tra gli amici o gli affetti, può essere

doloroso, ma ne uscirete più forti.

Il pianeta della fortuna, arriverà da voi per l’inizio

dell’estate. Sarà un compleanno che ricorderete, grazie a

Giove...e anche Saturno è ben messo e riuscirete a

vincere tutti gli ostacoli. Sarà l’anno della svolta, finalmente

realizzerete i vostri progetti fino in fondo e senza ostacoli.

Finalmente Saturno è uscito definitivamente dal segno dei

pesci e non è più "contro"... in questo ultimo periodo si era

accanito verso i nati della terza decade, che si sentono

come in convalescenza! La prima metà del 2026, Giove

sarà in cancro e sarà positivo per voi, ma passando in

leone, sarà ancora più vicino! Un ottimo anno di

preparazione a più grandi successi.


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Saturno entrando in ariete, si mette in

opposizione. Per ottenere quello che desiderate,

dovrete lottare da soli e senza aiuti su cui

contare. Ma se avrete successo, sarà impossibile

non darvene il merito, e sarà di lunga durata!

Attenti a chi vi circonda, alcuni potrebbero essere

delle comparse di poco conto...resteranno gli

amici veri e di lunga data.

Se avete affari da sbrigare, sarà meglio muoversi nella

prima metà del 2026, quando Giove in cancro vi sosterrà

con il suo benefico influsso. Il suo passaggio in Leone, dopo

il primo luglio, potrebbe creare delle illusioni o procurare

delusioni e fraintendimenti, e in campo finanziario sarà bene

stare molto attenti ai facili guadagni.

Per voi, un netto miglioramento lo avrete da

febbraio, appena Saturno lascerà il segno dei

pesci ,dove era dissonante, per passare in ariete,

dove vi sosterrà positivamente. Al passaggio di

Giove in leone, le energie e le possibilità

aumenteranno e avrete un autunno molto

importante, per la carriera e per la vita privata.


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Saturno passa in ariete e non è più favorevole con il vostro

segno, quindi per raggiungere gli scopi prefissi, dovrete

lavorare sodo. Nessuno vi aiuterà, ma voi, siete soliti fare

tutto da soli...in compenso, da luglio, Giove toglierà l’aspetto

di opposizione al vostro segno, e sarete più sereni nella

gestione del denaro.

La prima metà del 2026, sarete ben sostenuti da Saturno in

ariete, e lavorerete con profitto... da luglio, con Giove in Leone

che vi fa opposizione, dovrete fare attenzione agli accordi e alle

manovre economiche...Urano in Gemelli vi renderà insofferenti

alle regole e alla routine... per i nati nei primi giorni, grandi

trasformazioni emotive...

Per voi, meglio muoversi nella prima metà dell’anno,

quando Giove è ancora a favore in cancro, segno affine

al vostro. I nati nella prima decade, con Urano in gemelli,

potrebbero voler cambiare vita, senza un motivo

apparente...è frutto del pianeta che spinge a cambiare

sempre...per i nati nella terza decade, esausti dal transito

di Saturno, che approfittino del compleanno per

"rinascere" e lasciarsi il passato alle spalle!


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Pensiero del mese

DI FRANCESCA MEUCCI - DIRETTRICE DI SOLOMENTE

https://www.solomente.it

Non so quante volte nel pensiero del mese ho

espresso lo stesso concetto.

Forse poche.

Forse troppe.

Il concetto è questo:

"Non smettete di sognare perché, a volte, i sogni

diventano realtà".

Io avevo un sogno.

Un libro (piccolo) pubblicato.

Il sogno si è avverato.

Lo posso toccare.

È reale.

È passato un po' di tempo dalla scrittura dell'ultima

frase.

Ci vuole pazienza.

Nell'odierna concezione del tutto e subito il sogno

non ha modo di esprimersi.

Bisogna avere la forza di aspettare.

Bisogna non perdere il coraggio di crederci.

Bisogna sapere che succederà quando è previsto

che succeda.

Ma prima o poi si avvera.

Continuate a sognare.

I sogni davvero si trasformano in realtà.


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Attualità, Arte, Cinema, Danza, Musica e Teatro

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