Vie&trasporti n. 896 gennaio/febbraio 2026
INCERTEZZA PER FAVORE VAI VIA Contesto geopolitico, evoluzione dell’e-commerce, cambiamento di rotta sull’elettrico, tutti fattori che impattano sulle decisioni di acquisto. Per il 2026 nessuno sa bene cosa aspettarsi. Soluzione? Pensare positivo
INCERTEZZA PER FAVORE VAI VIA
Contesto geopolitico, evoluzione dell’e-commerce, cambiamento di rotta sull’elettrico, tutti fattori che impattano sulle decisioni di acquisto.
Per il 2026 nessuno sa bene cosa aspettarsi. Soluzione? Pensare positivo
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Mensile - Anno XCVII 896 GENNAIO/FEBBRAIO 2026
INCERTEZZA
PER FAVORE VAI VIA
Contesto geopolitico, evoluzione dell’e-commerce, cambiamento di rotta
sull’elettrico, tutti fattori che impattano sulle decisioni di acquisto.
Per il 2026 nessuno sa bene cosa aspettarsi. Soluzione? Pensare positivo
ISSN 0393-8077
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L’anno
Editoriale
dell’aquilone
Il nuovo anno, come quello
che lo ha preceduto, sembra già
sospeso nell’incertezza.
Eppure tanto si potrebbe fare, fare, fare
Il 2025 è stato un anno di transizione, pur essendo successo di tutto.
Odio parafrasare il Gattopardo «cambiare tutto perché non cambi
niente», mi sembra una frase buttata lì dal buon Tomasi e abusata
dai posteri. Ma in questo caso appare congrua a descrivere un
anno, un periodo, nel quale tutto cambia e ricambia e alla ne
come nel Monopoli ci ritroviamo nella prima casella: incentivi solo
annunciati dal 2027 (del quale si conosce l’abnorme entità, 560
milioni, ma non il destino e il metodo), il valzer dell’elettrico,
l’enigma dei dazi, e la situazione internazionale precaria e
folgorante nella sua tempestosità.
Chi ci capisce e bravo. Per questo sto leggendo un libro, che
vi consiglio, che si intitola ‘Breve Storia del Futuro’.
Interessante, molto. Ma la cosa più curiosa è stata leggere la
prima edizione, vergata a ne millennio, e poi l’edizione
aggiornata, al 2015 mi pare, o giù di lì. ll povero autore,
stimatissimo esperto di geopolitica, si è arrabattato a
modicare in corsa le sue previsioni - e quindi il testo - che si
concludono intorno al 2060, dopo cioè la f…
No, ni dico niente, se siete curiosi leggetelo, ne vale la
pena. E sapete perché? Perché anche se non si parla mai
esplicitamente di trasporti è evidente che tutta la storia
passata e futura, che l’autore articola in periodi successivi
di città capitali mercantili (almeno no al 2035), ruota intorno al
trasporto. Al trasporto di beni. Una lezione scientica, a mio
avviso, che dovrebbe indurre i nostri amministratori, specie quelli
europei, a comprendere come quello del trasferimento di valore
sotto forma di prodotto sia la spina dorsale di qualsiasi sistema,
di qualsiasi collettività. Mi sembra invece di poter affermare che
soprattutto negli ultimi 10 anni si sia considerato il trasporto,
pur con il severo insegnamento del Covid, come una qualsiasi
attività produttiva, come un ‘settore’: importante sì, ma alla
pari di tanti altri.
Salute, istruzione, trasporto, sono gli assi portanti della Civiltà, ancor
più dell’informazione, della difesa, dello sviluppo tecnologico.
Forse in questo 2026, stante i passi indietro di una UE sempre
meno convinta della propria autorevolezza e alla ricerca di una
identità che non nisca per farci fare da cotoletta tra Usa e Cina,
comprenda che è necessario cambiare Visione, ritornare alla
Filosoa dei Padri Fondatori. Ritrovare una personalità scevra
dall’ipocrisia e da legacci perbenisti.
Ne gioverebbe non soltanto il settore dei trasporti, ma anche
quello dell’alimentazione e, sicuramente, la sostenibilità.
Nel frattempo, viva l’autotrasporto, sempre e comunque
01/02 2026 - 1
Sommario
ISSN: 0393 - 8077
www.vietrasportiweb.it
18
22
10 12
20
25
n
Cover
12 Tutti i numeri relativi al mercato
italiano 2025 dei veicoli trasporto
merci. Immatricolazioni in flessione
ma se si guarda agli ultimi 10 anni...
n
Prova
26 Test della strada per Fiat Scudo 2.0
Mjet3 145 Cv E6e. L’ultima volta con
il 2,0 litri BlueHdi è un successo
n
Voci
10 Olga Landolfi, Segretario Generale di
TTS Italia. Tecnologia, mai più senza
40 Lisa Calearo e Tore Harritshøj di Spirii.
Il mondo cambia (e noi anche)
n
Anteprime
18 F-Max di Ford Trucks. Nuovo stile
e più contenuti per il truck che
stringe l’occhio alle flotte
22 Piaggio Porter NPE. Il compatto di
Pontedera ora anche elettrico
50 Le proposte Lamberet all’insegna di
qualità ed efficienza
52 Kässbohrer per un futuro più
ecologico. Proviamo a parlarne
n
Attualità
20 Maxus pronta al rilancio nella
Penisola. Presa diretta
24 Sicurezza sulle strade europee.
Noi di Daimler Truck facciamo così
25 L'impatto macroeconomico dall'intero
ecosistema degli Lcv nella ricerca
commissionata da Ford a SDA Bocconi
34 Dieci Daf XG 480 per Gavio.
Nel segno del comfort
36 Due Man eTgx in servizio per
S. Pellegrino. Quando l’acqua
viaggia a zero emissioni
38 Flotte a basso impatto. Ikea
e Codognotto scelgono Volvo
39 Iveco. avanti tutta verso
la guida autonoma
42 Truck Time, l’appuntamento
con il mondo del trasporto
è su Canale Italia
54 Confcommercio Mobilità.
I nostri primi 10 anni
55 Arval. I campioni (nell’assistenza)
sono loro
56 Si dice che...
56 Persone&poltrone
n
Rubriche
6 Diamo i numeri
8 Hit parade
45 Leggi, aziende, lavoro.
A proposito del periodo di prova
46 La voce di Fai.
L’impatto del Greening Corporate
Fleet
47 La voce di Fiap.
C’è molto da imparare
48 Il parere legale.
Cartello Autocarri, questione
di tempo
62 Motori spenti
63 In vetrina
64 Promozioni
66 Tutte le prove
n Il Bollettino n°95
43
Osservatorio Interdisciplinare
Trasporto Alimenti e Farmaci
Aggiornamenti continui su
www.fuoriditest.com
@rivista_vt
youtube.com/@Vietrasporti
rivistavietrasporti
@rivistavietrasporti
@VieTrasporti Magazine
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45 50
PERIODO
DI PROVA
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2 - 01/02 2026
www.vietrasportiweb.it
www.vietrasportiweb.it 01/02 2026 - 3
a cura di
Tiziana Altieri
Diamo i NUMERI
10 richieste per ridurre le morti stradali
Sono 10 le richieste che l’ETSC (European Transport
Safety Council: Consiglio Europeo per la Sicurezza dei
Trasporti Aci è membro) ha rivolto alle Istituzioni
Europee e ai governi nazionali per ridurre il fenomeno
delle morti stradali connesse al lavoro. Secondo Eurostat
tra il 2020 e il 2022, ogni anno, nell'Unione Europea,
questa particolare tipologia di incidenti è costata la vita
a più di 2.900 persone (il 43 per cento occupato nel
settore dei trasporti) ma a causa della mancanza di una
definizione comune e di dati incompleti e incoerenti, il
numero effettivo è probabilmente più elevato. «Le morti
sulle strade correlate al lavoro - ha affermato Antonio
Avenoso, direttore esecutivo dell'ETSC - rappresentano
un fallimento sistemico che l'Europa continua a ignorare.
Autisti professionisti, motociclisti, pendolari e cittadini
muoiono perché i datori di lavoro, i Governi nazionali e la UE
trattano il rischio stradale sul lavoro come un problema
altrui. È tempo di una leadership politica».
Di seguito le 10 richieste.
1. Adottare una definizione comune di incidenti
stradali correlati al lavoro.
2. Estendere il CADaS (Common Accident Data Set: Set
comune di dati sugli incidenti) dell'UE per includere
lo scopo del viaggio di tutti gli utenti della strada.
3. Attuare programmi di gestione della sicurezza
stradale sul lavoro e dotare le proprie flotte solo di
veicoli con 5 stelle EuroNCAP.
4. Vietare l'uso dei telefoni cellulari alla guida.
5. Includere, esplicitamente, i ‘lavoratori sicuri’ nella
clausola sociale della legislazione UE sugli appalti
pubblici (in modo che la riduzione del rischio
stradale diventi un requisito riconosciuto negli
appalti pubblici nella revisione del 2026).
6. Rafforzare la comunicazione dei dati alla banca dati
CARE dell'UE e ad Eurostat per consentire un
monitoraggio sistematico.
7. Introdurre una definizione nazionale e raccogliere
dati annuali sui decessi e gli infortuni gravi sulle
strade correlati al lavoro.
8. Collegare i sistemi della polizia, con quelli della
sicurezza e salute sul lavoro e dei medici legali per
creare un quadro completo e affidabile.
9. Richiedere ai datori di lavoro di condurre valutazioni
dei rischi stradali correlati al lavoro.
10. Garantire che tutte le autorità pubbliche adottino
programmi di gestione di tali rischi e siano leader
nell'acquisto di flotte ad alta sicurezza.
LA PRIMA TRASMISSIONE TV
DEDICATA AL TRASPORTO
SELEZIONA IL CANALE DELLA TUA REGIONE
4,05 centesimi
La legge di Bilancio entrata in vigore il primo gennaio 2026 prevede
una riduzione dell'accisa sulle benzine di 4,05 centesimi di euro per
litro e un aumento, nella medesima misura, di quella applicata al
gasolio impiegato come carburante. In pratica, salgono le imposte sul
diesel (672,90 euro ogni mille litri, circa 2,5 euro su un rifornimento
di 50 litri) mentre scendono quelle sulla benzina. L’operazione,
secondo le stime del Governo, dovrebbe comportare un incremento
delle entrate per le casse dello Stato di circa 500 milioni di euro nel primo anno. Per le aziende di autotrasporto
merci con mezzi pesanti oltre 7,5 tonnellate, l’effetto economico si mantiene sotto controllo grazie alla conferma
del rimborso trimestrale delle accise. Non si può escludere, però, un rischio di tensioni di liquidità visto che
dovranno anticipare importi maggiori in fase di rifornimento. Maggiori problemi peri veicoli leggeri (sotto 7,5 t) e
per l’ultimo miglio che non rientrano nella platea del rimborso: il rialzo delle accise si traduce in costi immediati e
difficili da assorbire in un mercato già fortemente competitivo.
DIGITALE TERRESTRE
CANALE 71: LOMBARDIA, EMILIA ROMAGNA, PUGLIA,
SICILIA, LAZIO, CAMPANIA, TOSCANA
CANALE 19: MOLISE, ABRUZZO, CALABRIA
CANALE 18: PIEMONTE, LIGURIA
CANALE 17: TRENTO, FRIULI VENEZIA GIULIA
CANALE 16: SARDEGNA
CANALE 14: MARCHE, UMBRIA
CANALE 13: BOLZANO
CANALE 12: VENETO
CANALE 11: VALLE D'AOSTA
4 - 01/02 2026
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DIAMO I NUMERI
2,0 euro
La legge di bilancio 2026 ha istituito un contributo pari
a 2 euro, per le spese amministrative doganali a carico
delle spedizioni di valore dichiarato inferiore ai 150
euro che provengono da Paesi terzi extra-UE.
Il tributo è riscosso dall’Agenzia delle dogane e
monopoli all’atto dell’importazione definitiva delle
suddette merci. La misura entrerà in vigore a partire
dal 15 marzo prossimo. La Circolare n 37/2025 di ADM
evidenzia che in base alla formulazione della norma, il
contributo è dovuto a prescindere dalla tipologia di
transazione commerciale sottostante la spedizione e, in
particolare si applica alle spedizioni destinate a
consumatori finali (cosiddette transazioni business to
consumer del commercio elettronico); ad operatori
commerciali (siano essere riferite ad acquisti effettuati
su piattaforme di commercio elettronico business to
business ovvero riferite ad acquisti da fornitori esteri);
da un privato a un altro privato anche se contenenti
merci prive di carattere commerciale.
Sono escluse dall’ambito di applicazione della norma in
questione, le operazioni di sdoganamento per merci e
beni a seguito passeggero immesse in libera pratica su
dichiarazione verbale.
Secondo l'associazione di difesa dei diritti dei
consumatori questa tassa violerebbe le norme europee in
materia doganale facendo riferimento all’articolo 3 del
Trattato sul Funzionamento Ue, secondo cui ‘uno Stato
membro non può introdurre unilateralmente dazi, limiti
o ostacoli commerciali verso altri Paesi, perché per legge
le norme doganali devono essere omogenee su tutto il
territorio europeo. Questo significa che il governo, se
vuole applicare una tassa da 2 euro sui pacchi, deve
estendere la sua validità a tutte le spedizioni’.
Anche Fiap si è espressa negativamente sottolineando
che la misura generarà effetti indesiderati sull’intera
filiera logistica italiana.
Il settore, infatti, gestisce oggi tra 600 e 700 milioni di
spedizioni e-commerce all’anno complessive (quindi tra
Paesi Ue ed extra Ue), di cui oltre l’80 per cento con
valore inferiore ai 150 euro. La tassa rischia di
aumentare i costi operativi delle imprese e di accentuare
la pressione economica sulle aziende di autotrasporto
che già affrontano incrementi significativi legati
all’aumento delle accise sul carburante, al costo del
personale e ai nuovi obblighi normativi.
590.000.000 di euro
Le principali associazioni dell’autotrasporto e le
organizzazioni rappresentative della filiera industriale e
commerciale dell’automotive italiana (Anfia, Anita,
Federauto, Unatras e Unrae), attraverso un comunicato
congiunto, hanno espresso vivo apprezzamento per la
pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto
interministeriale MIT/MEF che destina 590 milioni di
euro, nel periodo 2027-2031, al rinnovo del parco
veicolare delle imprese di autotrasporto iscritte al
Registro elettronico nazionale (REN) e all’Albo nazionale
degli autotrasportatori.
Si tratta di una misura senza precedenti per entità delle
risorse. Lo stanziamento, di carattere straordinario e pluriennale, costituisce un segnale concreto che fa seguito
alla ‘road map per la decarbonizzazione del trasporto merci su strada’, presentata dalle associazioni al Ministero
dei Trasporti in occasione di Ecomondo 2023.
Illustrando la misura, il Governo ha spiegato che l’obiettivo è sostenere la transizione verso mezzi più moderni ed
efficienti - elettrici, ibridi o endotermici di ultima generazione - garantendo un approccio concreto e non
ideologico, a beneficio dell’intera filiera. Nei prossimi mesi saranno definite le modalità operative per consentire
alle imprese di presentare i programmi di rinnovo della flotta e accedere agli incentivi. Le associazioni hanno
confermato al Ministro Salvini e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti la massima disponibilità a
collaborare per la definizione di proposte attuative che garantiscano una ripartizione efficiente e in linea con le
traiettorie tecnologiche e di sostenibilità ambientale.
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Mercedes-Benz
eVito Long 60 kWh
Index performance 355,2
Volkswagen ID.Buzz
Cargo 82 kWh
Index performance 336,0
LCV elettrici 3.500 kg ptt
Renault Master E-Tech
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Index performance 339,5
Maxus eDeliver 9
72,0 kW/h
Index performance 342,3 Fiat E-Ducato 35
L4H2 110 kwh
Index performance 320,2
Per realizzare i podi si è tenuto conto dell’index performance, un indice creato da Vie&trasporti
che tiene conto del consumo di combustibile (o di energia nel caso degli elettrici), dell’urea
e della media oraria durante i nostri test su strada. A indice maggiore corrisponde una migliore prestazione.
Si sono tenuti in considerazione solo i veicoli Euro 6 o superiore.
Il punto d’incontro
per chi muove il mondo
La fiera di riferimento per i trasporti,
la logistica, i servizi alle imprese e la sostenibilità
8 - 01/02 2026
www.vietrasportiweb.it
Intervista
.OLGA LANDOLFI.
Questione di visione
La grande sda, il piano nazionale dell’ITS, e molto altro ancora.
Il pensiero del Segretario Generale del TTS Italia è volto alla creazione
di sistemi di condivisione, di linguaggi univoci e di obiettivi comuni
Il think tank dei trasporti italiani
TTS Italia è l'Associazione nazionale dei
Sistemi Intelligenti di Trasporto (ITS) che riunisce
i principali stakeholder attivi nel settore,
tra aziende private, agenzie della mobilità,
aziende di trasporto pubblico, operatori autostradali,
enti locali, enti di ricerca e dipartimenti
universitari.
La missione di TTS Italia è supportare la massima diffusione delle
tecnologie intelligenti per il trasporto in ottica smart mobility, svolgendo
un'azione di rappresentanza, informazione e comunicazione
nei confronti delle Istituzioni, supportandole nella denizione delle
politiche e delle strategie per il settore degli ITS.
TTS Italia, attraverso l'incontro e il networking, vuole stimolare la discussione
sulle tematiche d’interesse strategico allo scopo di lavorare
verso architetture comuni; favorire la collaborazione e la formazione
del consenso su soluzioni tecniche, organizzative e istituzionali; diffondere
la conoscenza e l’esperienza sulle best practice e le applicazioni
ITS in Italia.
Nel 2014 TTS Italia ha lanciato una Piattaforma degli Enti Locali costituita
attualmente da Comuni, Città Metropolitane e Regioni il cui
obiettivo è sensibilizzare l'Ente pubblico sulle tematiche relative agli
ITS, nonché favorire il dialogo domanda/offerta.
di Giuseppe Guzzardi
Olga Landol è un punto di riferimento
nell’universo trasporti in Italia. E non soltanto
per il ruolo che occupa (Segretario
Generale di TTS Italia), di concerto alla presidente
Rossella Panero, ovvero costituire l’asse
portante e motivante delle aziende ad alto valore
aggiunto in termini di ricerca e tecnologia
applicata ai trasporti, ma anche perché ha maturato
negli anni una spessa conoscenza di tutti
gli argomenti connessi: connettività, sicurezza,
logistica, controllo, sensoristica... l’elenco sarebbe
innito, e lei stessa, professionista dal
piglio deciso e con una grande capacità di comunicare
energia ed entusiasmo, non saprebbe
denire un perimetro preciso. L’abbiamo
incontrata in un delicatissimo momento di
transizione del sistema trasporti del Paese,
che sempre più deve considerare la tecnologia
come valore imprescindibile.
Oggi più che mai TTS Italia è protagonista
del cambiamento, o meglio
dell’innovazione. È corretto?
Come?
«Di vero c’è tanto, le nostre tematiche
sono sempre all’avanguardia.
Un esempio recentissimo? Il gruppo
di lavoro sulla cyber security in
funzione di opportunità e rischi
dell’IA.
Il nostro orizzonte temporale è
sempre più ravvicinato, a causa dei
continui cambiamenti di prospettiva,
e oggi programmare con 2-3 anni di
anticipo rispetto alla ‘messa a terra’
è realistico. Tra universo informatico
è meccanico la differenza è sostanzialmente
questa, e il nostro settore, quello dei trasporti, è
colpito in pieno da queste dinamiche».
I settori rappresentati dai vostri associati
coprono una parte signicativa
della domanda di tecnologia (infrastruttura,
connettività, digitalizzazione,
info/controllo del trafco…)?
«Assolutamente sì. Le aziende associate per rimanere
sul mercato devono proprio fare questo,
e devono essere in grado di reinventarsi, convertirsi,
alla massima velocità. Invenzioni e prodotti
tecnologici vanno incontro a obsolescenze
repentine, a volte apparentemente imprevedibili.
Il nostro, poi, è un settore molto competitivo. Lo
stimolo è continuo, l’evoluzione un obbligo, e
oggi l’orizzonte progettuale è rappresentato dalle
possibilità offerte dall’IA».
Come associazione può indicarci le iniziative
a breve e medio termine che ritiene
signicative?
«Ho appena detto del gruppo di lavoro per realizzare
un documento sulla cyber security in funzione
dell’esistenza dell’AI. Ma non posso non
citare l’attività di concerto con il MIT sul recepimento
della direttiva ITS 23.
Buona parte della nostra attività del 2026 sarà
infatti focalizzata sul contributo al piano ITS,
chiamato a sostituire quello del 2014, nel quale
già la partecipazione di TTS Italia fu strategica.
Un piano programmatico, previsto dalla Ue, che
sarà dirimente riguardo agli obiettivi tecnologici
dei prossimi cinque anni. Ci siamo candidati per
essere capola nella redazione di questo docu-
mento fondamentale al quale parteciperanno
le massime espressioni in termini di enti, associazioni,
istituzioni».
Parimenti, può indicarci prodotti e ricerche
particolarmente efcaci di
qualcuno dei vostri associati?
«L’opera di TTS Italia si svolge prevalentemente
in ambito istituzionale, e la nostra voce deve essere
autorevole, referenziale nella determinazione
di regole, norme, regolamenti, un supporto
indispensabile sia per gli organi istituzionali, sia
per i progettisti delle aziende associate.
Suggeriamo regole, protocolli, sistemi. Un esempio
può essere quanto fatto con MAAS for Italy.
Regole, ma anche soluzioni chiavi in mano per
gli enti pubblici, comuni, regioni, aree metropolitane
e via dicendo.
Se non c’è un linguaggio comune, condiviso, non
si va da nessuna parte. Senza dimenticare ovviamente
che stabilire parimenti condivisi è fondamentale
in ambito internazionale».
Un suo giudizio tecnico: su cosa oggi
le istituzioni dovrebbero investire per
favorire lo sviluppo tecnologico nel nostro
settore?
«Domanda da un milione di dollari. Però voglio
ricordare che gli investimenti in infrastrutture
tecnologiche, digitali, hanno costi molto più
bassi di quelli necessari, ad esempio per costruire
una strada. Ciò nonostante una regia
comune è indispensabile per evitare sprechi,
duplicazioni, sperperi. In pratica, uno degli
obiettivi del futuro Piano ITS. Vorremmo che
si ripetesse la logica dei Piani Urbani di
Mobilità Sostenibile, ovvero una regia comune
supportata da adeguati finanziamenti.
Vogliamo veramente modernizzare il Paese?
Dobbiamo investire, ma con raziocinio, con
una progettualità. Non amo i ‘piani’, ma di questo
si tratta».
Una eccellenza e un ritardo del nostro
sistema trasporti?
«Una eccellenza... direi il MAAS for Italy, ad
esempio la sperimentazione di Torino. Il ritardo
proprio l’applicazione della direttiva europea di
cui abbiamo appena detto».
TTS Italia protagonista: dove e quando?
«Occupiamo posti di primissimo piano a livello
mondiale, come l’IRF del quale sono l’unica europea
nel board esecutivo. Abbiamo eccellenti
rapporti con le principali associazioni mondiali».
Lei è un punto di riferimento nel settore:
ci conda un suo sogno e un obiettivo
reale?
«Il mio dream, per dirla con Martin Luther King,
coincide con gli obiettivi di TTS Italia, ovvero
partecipare allo steering del Piano Nazionale
dei sistemi intelligenti di trasporto. Sarebbe il
coronamento degli impegni e dei sacrifici fatti
a livello associativo e personale per dare un
contributo significativo allo sviluppo delle
aziende ad alto valore aggiunto nel nostro
Paese. Mi sembra evidente che questo è un
momento di grande transizione, con sfide importanti.
Riuscire a redigere un documento efficace
e con una visione realistica del prossimo
quinquennio è un valore».
Olga Landol
è Segretario Generale
di TTS Italia,
l’Associazione Italiana
per la Telematica
per i Trasporti
e la Sicurezza.
Laureata in
Ingegneria Meccanica
presso l’Università
‘La Sapienza’
di Roma, ha
conseguito
il Dottorato di Ricerca
in Energetica
con specializzazione
in veicoli ibridi.
Ha lavorato come
ricercatore presso
il Consiglio Nazionale
delle Ricerche,
dove ha iniziato
ad affrontare
le tematiche relative
alla Telematica
applicata ai Trasporti.
Dopo un’esperienza
nell’Agenzia
per la Mobilità
di Roma, dove
ha lavorato anche
al Sistema Integrato
di Controllo del
Trafco di Roma,
è diventata Segretario
Generale di TTS Italia,
responsabile della
gestione e delle
attività svolte
dall’associazione.
10 - 01/02 2026
www.vietrasportiweb.it
www.vietrasportiweb.it
01/02 2026 - 11
Mercato
Tutti i numeri Italia 2025
Frena, frena
I veicoli da lavoro chiudono il 2025 in territorio negativo.
Le misure del Governo non sono riuscite a far decollare
la domanda e per il 2026 non ci si aspetta grandi novità
di Tiziana Altieri
Immatricolazioni LCV per area geografica
Area 2025 2024 Var%
Nord-Ovest 67.682 59.953 12,9
Nord-Est 45.446 65.199 -30,3
Centro 50.256 46.721 7,6
Sud e Isole 24.954 26.322 -5,2
N.D. 35 24 45,8
Totale 188.373 198.219 -5,0
Immatricolazioni LCV per utilizzatore
Modalità d’Acquisto 2025 2024 Var%
Società 100.344 105.781 -5,1
Noleggio S/C 66.517 67.964 -2,1
Privati 21.512 24.474 -12,1
Totale 188.373 198.219 -5,0
Il Nord anche nel 2025 conferma la vivacità della
sua economia assorbendo il 60 per cento
dell’immatricolato LCV. Furgoni medi e grandi
fanno la parte del leone in questo segmento che
vede avanzare ulteriormente il noleggio, canale
che assorbe oltre un veicolo su tre.
Nonostante un incremento delle immatricolazioni
nell’ultima parte dell’anno i
veicoli da lavoro hanno chiuso il 2025
in Italia con il segno negativo. Gli LCV, stando
ai dati resi disponibili da Ana, si sono fermati
a 188.373 unità, -5 per cento sul 2024. Gli over
3,5 tonnellate hanno totalizzato 27.709 unità, -
2,8 per cento. Inefcaci, evidentemente, le risorse
messe sul tavolo dal Governo per il settore
no a questo momento. Un’inversione di
rotta potrà arrivare con il Fondo straordinario
pluriennale da 590 milioni di euro destinato a
incentivare i veicoli più avanzati sul piano tecnologico
e ambientale, disponibile però solo a
partire dal 2027. Nell’anno in corso ci si dovrà
accontentare dei rinanziamenti di strumenti
come la Nuova Sabatini e l’Iperammortamento,
previsti dalla nuova Legge di Bilancio.
Potrebbero anche tornare sul tavolo i 19 milioni
già stanziati dal MIT per la decarbonizzazione
del parco. Per una vera ripartenza del mercato,
hanno fatto sapere i costruttori, è però necessario
che le misure incentivanti siano accompagnate
da agevolazioni all’utilizzo dei mezzi,
già previste dalle norme europee e applicate in
diversi Stati membri, così da permettere una riduzione
del costo totale di possesso dei veicoli
di nuova generazione. Solo con condizioni abilitanti
tangibili sarà possibile accelerare la transizione
verso un trasporto più sostenibile.
Quali, intanto, le stime per il 2026? Per i veicoli
commerciali si attende una stagnazione della
domanda con circa 190.000 immatricolazioni
complessive, un livello comunque superiore
alla media degli ultimi 10 anni, pari a 180.000
unità. L’età media degli LCV oggi è di 15 anni e
per un ciclo di sostituzione completa a questi
ritmi servirebbero 24 anni. Per i veicoli industriali
per l’anno in corso si teme una leggera flessione,
intorno al 2,5 per cento, con circa 27.000
unità complessive. Anche in questo caso si rag-
Immatricolazioni LCV per segmento
Segmento 2025 2024 Var%
Furgoni medi e grandi 72.169 79.713 -9,5
Derivata da autovetture 32.132 28.236 13,8
Furgoni piccoli 29.378 27.630 6,3
Van 25.758 26.812 -3,9
Furgonette/Minicargo 18.181 24.280 -25,1
Pick-Up 10.649 11.507 -7,5
N.D. 106 41 158,5
Totale 188.373 198.219 -5,0
Furgonette/
Minicargo
9,7%
Van
13,7%
Furgoni
piccoli
15,6%
Pick-Up
5,7%
ND 0,1%
Furgoni medi
e grandi 38,3%
Immatricolazioni
LCV per
categoria
(Italia, 2025)
Derivata da
autovetture
17,1%
Immatricolazioni LCV per alimentazione
Alimentazione 2025 2024 Var%
Diesel 149.681 164.048 -8,8
HEV (B) 9.569 9.008 6,2
BEV 8.310 3.832 116,9
Benzina 7.511 7.579 -0,9
GPL 5.022 5.432 -7,5
HEV (D) 4.763 5.851 -18,6
PHEV 1.997 464 330,4
Biodiesel 1.452 1.873 -22,5
Metano 49 120 -59,2
HEV (B-GPL) 4 - 100,0
Non disponibile 15 12 25,0
Totale 188.373 198.219 -5,0
Immatricolazioni LCV per brand
Marca 2025 2024 Var%
Fiat 49.189 46.110 6,7
Ford 32.775 33.274 -1,5
Renault 14.104 18.638 -24,3
Iveco 13.396 16.060 -16,6
Peugeot 10.301 11.597 -11,2
Citroen 8.844 11.528 -23,3
Toyota 8.764 6.248 40,3
Volkswagen 7.958 7.788 2,2
Mercedes-Benz 7.304 7.815 -6,5
Opel 5.378 6.905 -22,1
Land Rover 3.518 3.121 12,7
Isuzu 3.402 4.186 -18,7
Nissan 3.317 3.915 -15,3
Piaggio 3.201 3.048 5,0
Dacia 1.903 2.106 -9,6
Volvo 1.824 2.312 -21,1
Byd 1.611 101 1495,0
Man 1.606 1.239 29,6
Maxus 1.594 1.467 8,7
Foton 1.124 464 142,2
Altri 7.260 10.297 -29,5
Totale 188.373 198.219 -5,0
VOLKSWAGEN
4,2%
CITROEN
4,7%
TOYOTA
4,7%
PEUGEOT
5,5%
IVECO
7,1%
RENAULT
7,5%
MERCEDES-BENZ
3,9%
Immatricolazioni
LCV per brand
(Italia, 2025)
FORD
17,4%
OPEL
2,9%
LAND
ROVER
1,9%
ALTRI
9,1%
ISUZU
1,8%
NISSAN
1,8%
PIAGGIO
1,7%
FIAT
26,1%
BIODIESEL
0,8%
HEV (D)
2,5%
PHEV
1,1%
Immatricolazioni
LCV per
alimentazione
(Italia, 2025)
DIESEL
79,5%
Avanti così
BEV
4,4% HEV (B)
5,1%
BENZINA
4,0%
GPL
2,7%
Mercato
Raddoppiano le
vendite di veicoli
commerciali elettrici
che chiudono l’anno
a quota 4,4 per cento.
In forte crescita,
seppure ancora una
nicchia, anche i plugin.
Guardando ai
singoli brand Fiat
conferma anche
nell’ultimo anno la sua
leadership
immatricolando oltre
un veicolo su 4.
LEGENDA
HEV B: veicolo ibrido benzina
HEV D: veicolo ibrido diesel
PHEV: veicolo Ibrido e lettrico Plug-in
HEV (B-GPL): veicolo ibrido benzina-Gpl
Nel 2025 Mercedes-Benz Van ha consolidato i numeri dello scorso
anno. A sostenere le vendite è stato principalmente il segmento dei
mid-size Van, cresciuto del 25 per cento sul 2024. Lo Sprinter, che proprio
quest’anno ha spento le 30 candeline, si conferma ancora una
volta il bestseller della famiglia, con circa 4.300 unità immatricolate.
«Il 2025 - ha commentato alla conferenza stampa di ne anno Dario
Albano, Managing Director di Mercedes-Benz Vans Italia - è stato un
anno all’insegna del consolidamento degli ottimi numeri registrati nel
2024. Un risultato che ci proietta con entusiasmo verso il 2026, con
nuove, importanti opportunità che si prolano all’orizzonte. Entriamo
in una nuova era del mondo Van e già dal prossimo anno vedremo il
debutto della nuova piattaforma VAN.EA, realizzata per i veicoli elettrici
di ultima generazione. Un pianale su cui nasceranno la VLE e la VLS,
un affascinante ‘luxury van’ con cui inauguriamo un segmento assolutamente
inedito, nella fascia più elevata del mercato. Ma non ci dimentichiamo
certo la nostra naturale vocazione e per questo, un po’
più avanti, ci aspettano tante novità anche per quanto riguarda il segmento
dei Large Van, di cui abbiamo già avuto delle piccole anticipazioni.
Insomma, continueremo a ‘tenere il mondo in movimento’, cercando
sempre di assecondare, e spesso ad anticipare, le più diverse
esigenze di mobilità, di merci e persone».
Segnali di crescita arrivano anche dalla gamma full electric della
Stella, che conta oggi ben quattro modelli. Stando ai dati a disposizione
di Vie&trasporti la Stella ha immatricolato oltre 850 veicoli commerciali
completamente elettrici nel 2025, il 216 per cento in più rispetto
allo scorso anno. Principale protagonista di questo risultato
è l’eSprinter. In piazza d’onore eVito.
Altissimo livello di soddisfazione anche per le attività di customer
services con, da parte dei clienti, un punteggio medio pari a 4,6 su
una scala da 1 a 5,0, e oltre 58.000 telai serviti alla ne di ottobre
(+5,6 sul 2024). Anche nel mondo dei Van, inne, cresce l’attenzione
verso i servizi digitali con una percentuale di attivazioni sul nuovo
che nel 2025 è intorno al 90 per cento.
12 - 01/02 2026 www.vietrasportiweb.it
www.vietrasportiweb.it
Mercato
Immatricolazioni truck over 3,51 tonnellate
per area geografica
Area 2025 2024 Var%
Nord-Ovest 8.043 8.052 -0,1
Nord-Est 7.395 8.200 -9,8
Centro 4.489 4.508 -0,4
Sud e Isole 7.764 7.752 0,2
N.D. 18 4 350,0
Totale 27.709 28.516 -2,8
Immatricolazioni truck over 3,51 tonnellate
per fascia di peso
Ptt 2025 2024 Var%
3501 - 5000 kg 676 353 91,5
5001 - 8000 kg 1.957 2.301 -15,0
8001 - 12500 kg 1.119 1.263 -11,4
12501 - 16000 kg 960 973 -1,3
> 16000 kg 22.989 23.619 -2,7
N.D. 8 7 14,3
Totale 27.709 28.516 -2,8
Le tabelle e i graci di queste pagine ben
sintetizzano il mercato dei veicoli tra le 3,51
e le 16 tonnellate nel 2025. Guadagnano quota
gli elettrici, ora oltre l’11 per cento, e crescono
in maniera importante i furgoni. Iveco è leader.
Immatricolazioni truck 3,51-16,0
tonnellate per allestimento
Allestimento 2025 2024 Var%
Furgone 1.070 644 66,1
Furgone isotermico 710 722 -1,7
Attrezzatura specifica 510 529 -3,6
Cassone 421 417 1,0
Cassone ribaltabile 381 389 -2,1
Trasp rifiuti solidi urbani 238 495 -51,9
Cassone telonato / centinato 176 270 -34,8
Campeggio/abitazione 172 141 22,0
Scarrabile 164 214 -23,4
Cassone ribaltabile con gru 163 230 -29,1
Cassone con gru 134 144 -6,9
Cisterna 125 106 17,9
Soccorso stradale 105 89 18,0
Vari allestimenti 90 111 -18,9
Cisterna rifiuti speciali 74 67 10,4
Piattaforme / gru / autoscala 41 46 -10,9
Cisterna trasp merci comm 31 59 -47,5
Pianale 21 53 -60,4
Pulizia stradale 18 68 -73,5
trasporto veicoli 18 27 -33,3
Uso antincendio 14 4 250,0
Ribaltabili 10 40 -75,0
Attrezzato negozio 8 4 100,0
Trasp animali vivi 7 4 75,0
Furgone telonato / centinato 5 9 -44,4
Ambulatorio 2 2 0,0
Cisterna coibentata bitume 2 1 100,0
Betoniere/pompe 1 - 100,0
Pianale Con Gru 1 3 -66,7
Cabinato con ralla - 2 -100,0
Totale 4.712 4.890 -3,6
Immatricolazioni truck 3,51-16,0
tonnellate per alimentazione
Alimentazione 2025 2023 Var%
Diesel 4.603 4.367 +5,5
BEV 190 69 +175,4
Metano 138 154 -10,4
HEV (D) 19 128 -85,2
Benzina 3 - +100,0
Totale 4.953 4.718 +5,0
METANO 1,0% HEV (D) 0,1%
Cassone
telonato /
centinato
3,7%
Trasp riuti
solidi urbani
5,1%
Cassone
ribaltabile
8,1%
Cassone
8,9%
BEV
11,1%
Immatricolazioni
truck 3,51-16,0
tonnellate
per alimentazione
(Italia, 2025)
Campeggio/
abitazione
3,7%
Attrezzatura
specica
10,8%
DIESEL
87,8%
Scarrabile
3,5%
Cassone
ribaltabile
con gru
3,5%
Immatricolazioni
truck 3,51-16
tonnellate
per allestimento
(Italia, 2025)
Furgone
isotermico
15,1%
Cassone
con gru
2,8%
Cisterna
2,7%
Soccorso
stradale
2,2%
Altri
7,2%
Furgone
22,7%
giungerebbero comunque volumi superiori a
quelli medi del decennio, 25mila unità. Il parco
over 3,5 tonnellate ha un’età media di 14,5 anni,
un ciclo di sostituzione completa a questo ritmo
richiederebbe 27 anni.
Fiat, Ford e Renault le top tre
Il Nord si conferma l’area più vivace per i veicoli
Immatricolazioni truck 3,51-16,0
tonnellate per brand
Marca 2025 2024 Var%
Iveco 2.138 2.543 -15,9
Isuzu 528 911 -42,0
Fiat 361 143 152,4
Daf 329 287 14,6
Man 303 151 100,7
Mercedes-Benz 274 283 -3,2
Renault 203 141 44,0
Fuso Mitsubishi 189 166 13,9
Volvo 184 163 12,9
Ford 76 27 181,5
Foton 32 9 255,6
Ravo 16 7 128,6
Volkswagen 12 9 33,3
Toyota 8 0 100,0
Maxus 7 0 100,0
Altro 52 50 4,0
Totale 4.712 4.890 -3,6
DAF
7,0%
FIAT
7,7%
ISUZU
11,2%
MAN
6,4%
MERCEDES
BENZ 5,8%
Immatricolazioni
truck 3,51-16,0
tonnellate
per brand
(Italia, 2025)
IVECO
45,4%
RENAULT
4,3% FUSO
MITSUBISHI
4,3%
ALTRI
4,3%
VOLVO
3,9%
Vicinissimi al cliente
La sda di Scania? Continuare a soddisfare le esigenze di clienti che
non accettano compromessi. Come? Con prodotti all’avanguardia
e un servizio 10 e lode. Anche di questo si è parlato all’evento organizzato
a ne anno da Scania Italia nel quartier generale di Trento.
«Il 2025 - ha sottolineato Enrique Enrich, presidente e amministratore
delegato - è stato un anno migliore del previsto. Abbiamo conquistato
nuove flotte grazie non solo ai nostri veicoli, ma anche alle persone
che lavorano per il Grifone, e sviluppato la rete service. Ultima a essere
inaugurata è stata l’ofcina Sacar di Roma Nord».
Daniel Dusatti, pronto ad assumere una posizione internazionale all'interno
dell'organizzazione commerciale del Gruppo e Michele
Marchetti a cui va il suo testimone di direttore vendite Veicoli
Industriali il compito di dettagliare i numeri. «Tra il 2023 e il 2024, a
fronte di un calo degli ordini, Scania ha completato le consegne arretrate,
superando una fase di forte disallineamento tra ordini e tempi
di consegna. Dal 2025 il sistema produttivo è tornato a pieno regime,
con volumi di consegna in linea con gli ordini e una ritrovata efcienza
della catena. L’anno si è chiuso con una quota di mercato del 15 per
cento. Occupiamo la piazza d’onore in Italia, una posizione che vogliamo
consolidare». Rispetto al 2024, quando Scania deteneva uno
share del 16,6 per cento, c’è stata una flessione ma da Trento fanno
sapere che più che sui volumi si punta sulla qualità degli stessi.
E a proposto di futuro buone notizie arrivano dalla Cina. Qui è stato
inaugurato un nuovo polo industriale che realizzerà veicoli su misura
per la domando locale liberando di fatto risorse per i mercati europei.
Fredrik Swartling, direttore Service Sales & Operations, e Andrea Carolli,
CFO, direttore rete e presidente Scania Italia Retail, si sono soffermati
su servizi e rete che permettono di essere partner dei clienti. «Oggi -
ha evidenziato il primo - abbiamo 15.883 veicoli sotto contratto, il 50
per cento di quelli venduti negli ultimi anni e il 90 per cento sui veicoli
nuovi. Questo ci permette di essere sempre più proattivi». La rete Scania
conta 18 concessionari (4 captive) ai quali si aggiungono i 6 concessionari
Autobus Touring i 2 di motori marini, 118 ofcine (3 captive) e
11 Scania On-Site. «La rete sta crescendo in maniera strategica - ha
aggiunto Carolli - e continuerà a espandersi nei prossimi anni nell’ottica
di essere sempre più vicini al cliente. Ad aprile 2026 sarà inaugurato,
tra l’altro, il distretto Scania Milano Est, a Brugherio con un focus sull’ofcina.
Il potenziale di questa struttura è enorme”.
commerciali: ne ha assorbiti circa uno su tre
con l’Ovest che guadagna quota pesando per
un 35,9 per cento. Il Nord Est è, invece, l’area
d’Italia che deve fare i conti con la contrazione
più pesante, pari al 30,3 per cento. Furgoni medi
e grandi giocano la parte del Leone: pur con
una flessione delle immatricolazioni intorno al
10 per cento raggiungono una quota di poco
inferiore al 40. Alla piazza d’onore le derivate
da autovetture al 17,10 per cento con volumi in
crescita del 13,8. Ma il confronto è con un anno
particolarmente negativo per il comparto causa
strette sui controlli. Da segnalare il pesante calo
delle furgonette, -25,10 per cento.
Stabile con oltre il 53 per cento il peso delle società
sul totale acquisti, cresce ancora il noleggio
(oltre un veicolo su tre) e perdono poco
meno di un punto i privati.
Aumenta, nalmente, la quota dei veicoli elettrici:
8.310 unità, +116,9 per cento sull’anno precedente,
rappresentano il 4,4 per cento dell’immatricolato.
Incremento importante, +330 per cento,
anche per gli elettrici plug-in grazie a un’offerta
più ricca: sorano le 2mila unità. In flessione il
diesel: meno di 150.000 unità indicano un -8,8
per cento e il loro share scende sotto l’80.
A detenere la leadership in Italia negli LCV è
Fiat con oltre un veicolo su 4. Ducato (20.232
14 - 01/02 11 2024 2026 www.vietrasportiweb.it
www.vietrasportiweb.it
01/02 2026 - 15
Mercato
Fonte grafici e tabelle:
elaborazione Vie&trasporti
su dati Anfia
Immatricolazioni truck over 16 tonnellate
per alimentazione
Alimentazione 2025 2024 Var%
Diesel 22.534 23.222 -3,0
GNL 261 301 -13,3
Metano 103 60 71,7
BEV 79 24 229,2
HEV (D) 12 12 0,0
Totale 22.989 23.619 -2,7
Immatricolazioni veicoli over 16 tonnellate
per allestimento
Allestimento 2025 2024 Var%
Cabinato con ralla 13.272 14.182 -6,4
Cassone ribaltabile 1.713 1.635 4,8
Scarrabile 1.493 1.566 -4,7
Betoniere/pompe 749 645 16,1
Furgone isotermico 650 652 -0,3
Trasp. rifiuti solidi urbani 646 523 23,5
Cassone 567 575 -1,4
Attrezzatura specifica 546 430 27,0
Cassone ribaltabile con gru 419 429 -2,3
Cassone telonato/centinato 398 418 -4,8
Cassone con gru 383 355 7,9
Cisterna 376 407 -7,6
Trasporto veicoli 316 255 23,9
Vari allestimenti 280 177 58,2
Furgone 239 316 -24,4
Pianale 226 248 -8,9
Veicoli eccezionali 139 154 -9,7
Piattaforme/gru/autoscala 118 139 -15,1
Portacontainers/
pallets aereo/casse mobili 95 131 -27,5
Cisterna rifiuti speciali 85 91 -6,6
Ribaltabili 85 99 -14,1
Cisterna trasp. merci comm. 76 86 -11,6
Furgone telonato/centinato 35 33 6,1
Cisterna coibentata bitume 21 10 110,0
Pulizia stradale 17 8 112,5
Trasp. animali vivi 17 17 0,0
Pianale con gru 9 21 -57,1
Soccorso stradale 6 7 -14,3
Uso antincendio 6 6 0,0
Cisterna trasp. latte alim. 3 3 0,0
Campeggio/abitazione 2 1 100,0
Furgone coibentato 1 - 100,0
Soccorso stradale con gru 1 - 100,0
Totale 22.989 23.619 -2,7
unità) e Doblò (19.712) rimangono i più acquistati
dagli italiani. Alla piazza d’onore si conferma
Ford che accresce ulteriormente la sua quota
toccando il 17,4 per cento grazie al successo
di Transit (10.955), Transit Custom (8.727) e
Transit Courier (5.006, +37,9 per cento) e terzo,
gradino del podio per Renault che, però fa un
salto indietro di quasi due punti percentuali
chiudendo al 7,5 con un -24,3 per cento di immatricolazioni.
Soffrono i bestseller Master
(4.352 unità, -26,9 per cento) e Trac (3.297, -
Furgone
Isotermico
2,8%
Betoniere
Pompe 3,3%
Scarrabile
6,5%
Cassone
ribaltabile
7,5%
GNL
1,1%
METANO
0,4%
Immatricolazioni
truck over 16,0
tonnellate
per alimentazione
(Italia, 2025)
Trasp riuti
solidi urbani
2,8%
DIESEL
98,0%
Cassone
2,5%
BEV
0,3%
HEV (D)
0,1%
Attrezzatura
specica
2,4%
Immatricolazioni
truck over 16
tonnellate
per allestimento
(Italia, 2025)
Cabinato con ralla
57,7%
Cassone
ribaltabile
con gru
1,8%
Cassone
telonato /
centinato
1,7%
Altri
9,4%
Cassone
con gru
1,7%
13,7 per cento) mentre cresce Kangoo (3.548,
+18,3 per cento). Chiudono la top ve costruttori
Iveco con Daily all’inseguimento della Losanga
con un 7,1 per cento e Peugeot al 5,5.
Iveco in pole
La distribuzione territoriale delle immatricolazioni
di veicoli industriali ricalca quella dei commerciali
con il Nord Ovest al comando con poco
meno del 30 per cento seguito dal Nord Est che
segna, però, una flessione del 9,8.
Solo la fascia 3,51-5,0 tonnellate ha archiviato l’anno
con il segno positivo. Contengono la perdita
al 2,7 per cento gli over 16,0 mentre soffrono parecchio
i veicoli dalle 5,1 alle 12,5 tonnellate.
Entriamo nel dettaglio dei medi, no a 16 tonnellate.
Salta all’occhio l’importante incremento dei
Bev: 521 unità indicano una quota dell’11,1 per
cento, a scapito del diesel, passato dal 92,8 all’87,8
Immatricolazioni truck over 16 tonnellate
per brand
Marca 2025 2024 Var%
Iveco 6.203 6.678 -7,1
Scania 3.403 3.970 -14,3
Volvo 3.030 3.090 -1,9
Mercedes-Benz 2.966 2.451 21,0
Daf 2.508 2.578 -2,7
Man 2.451 2.477 -1,0
Renault 1.648 1.403 17,5
Ford 488 557 -12,4
Astra 173 324 -46,6
Liebherr 37 36 2,8
Manitowoc Crane 30 26 15,4
Altri 52 29 79,3
Totale 22.989 23.619 -2,7
e del metano, dal 2,8 all’1,0. A giocare un ruolo importante
le versioni pesanti dei commerciali come
eDucato (292 unità), eDaily (64) ed E-Transit (60).
È sempre Iveco a detenere la leadership nel
segmento con una quota superiore al 45 per
cento: Eurocargo ha inciso con un 25,3 per cento,
Daily con un ulteriore 19,4. Con l’N2R Isuzu
si conferma alla piazza d’onore con un 11,2 per
cento pur perdendo un 42,8 per cento di immatricolazioni.
Al terzo posto Fiat con un 7,7 per
cento e un balzo in avanti del 152,4 per cento.
Guardando agli allestimenti sono i furgoni i più
richiesti sul mercato italiano con un +66,1 per
cento e un 22,7 di quota. Gli cedono il posto i
furgoni isotermici, al 15,1 per cento con volumi
simili a quelli dell’anno precedente. A seguire,
attrezzature speciche, cassoni e cassoni ribaltabili.
Questi cinque insiemi rappresentano
oltre il 65 per cento del mercato.
Passiamo agli over 16 che rappresentano, per
volumi, il segmento più importante (83,0 per
cento dell’immatricolato pesante). Qui il diesel
è assoluto protagonista con il 98 per cento di
share. Solo 79 i veicoli elettrici immatricolati
con Mercedes-Benz eActros che pesa per oltre
la metà (36 unità).
Anche qui Iveco, grazie soprattutto a S-Way e
T-Way, è leader con una quota del 27,0 per cento,
in leggera flessione sull’anno precedente.
Scania pur perdendo un 14,3 per cento di volumi
conferma il secondo gradino del podio giocando
le carte delle Serie R e S.
All’inseguimento Volvo, marchio che insieme
a Mercedes-Benz e Man, perde meno del mercato
nel suo complesso. Con Fh e Fm archivia
il 2025 con il 13,2 per cento. Quote a doppia cifra
anche per Mercedes-Benz che, in controtendenza,
mette a rete un ben +21,0 per cento.
I trattori rappresentano il 57,7 per cento delle
vendite. Per quanto riguarda gli autocarri cassoni
ribaltabili, scarrabili e betoniere sono gli
allestimenti più richiesti con quote del 7,5, 6,5
e 3,3 per cento.
MAN
10,7%
DAF
10,9%
MERCEDES
BENZ 12,9%
FORD
2,1%
RENAULT
7,2%
ALTRI
1,3%
Immatricolazioni
truck over 16,0
tonnellate
per brand
(Italia, 2025)
VOLVO
13,2%
IVECO
27,0%
SCANIA
14,8%
Renault Trucks punta al 10
Mercato
I veicoli sopra
le 16 tonnellate
rappresentano l’83
per cento
dell’immatricolato
pesante. In questo
segmento il diesel
è assoluto
protagonista.
Per quanto riguarda
i marchi Iveco
è al comando con una
quota del 27,0 per
cento. Alla piazza
d’onore si conferma
Scania con un 14,8
e terzo gradino del
podio per Volvo.
Mercedes-Benz,
invece, è il marchio
che cresce di più
nel 2025.
«Uno dei nostri obiettivi per il 2026? Consentire a un numero sempre
più elevato di driver di testare i truck con la Losanga sulla calandra
perché chi sale a bordo ne rimane conquistato». Parola di Edouard
Savelli, amministratore delegato di Renault Trucks Italia che a Milano,
in occasione della tradizionale cena di ne anno insieme a Marco
Bonaveglio, responsabile commerciale, ha fatto il punto sull’anno appena
conclusosi e ha dato qualche anticipazione su quello che verrà.
Renault Trucks oggi in Italia detiene una quota del 7 per cento nel
segmento dei trattori (1,2 punti in più rispetto allo scorso anno), del
6,9 in quello delle motrici over 16 (+1,4) e del 4,1 nel costruction (+0,1).
In crescita anche lo share nel segmento 6,0-11,5 tonnellate, dallo 0,4
all’1 per cento, e in quello 11,51-15,9 tonnellate, dal 6,0 al 10,0 per
cento. «Vogliamo avvicinarci al 10 per cento di quota di mercato - ha
sottolineato l’ad - è un obiettivo sdante ma sappiamo di potercela
fare. Possiamo contare su una gamma performante, in grado di soddisfare
ogni esigenza e su una rete che conta 100 punti di servizio e
1.000 tecnici costantemente formati». Gamma che risponde anche
alle esigenze di chi vuole viaggiare a zero emissioni. L’offerta elettrica
si sta ampliando con l’arrivo delle nuove congurazioni del pesante
T E-Tech (T540, T585 e T780 che può raggiungere i 600 chilometri di
autonomia) e le nuove opzioni della gamma D E-Tech per la distribuzione
urbana. Ormai pronto al debutto sul mercato Master, anche E-
Tech, a trazione posteriore. Una versione che potrà contribuire in maniera
importante ad accrescere la quota nel segmento dei medi leggeri.
Novità in arrivo anche sul fronte nanziario con il lancio di Vertellus,
il brand captive del noleggio. «Un universo in crescita, - ha sottolineato
Bonaveglio - incide per il 30 per cento circa nelle motorizzazioni tradizionali,
con punte dell’80 per cento su quelle elettriche».
16 - 01/02 03 2025 2026
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Attualità
Attualità
Ford rinnova il suo pesante
F-Max alla seconda
F-Max normale e lungo L 1
Dimensioni e pesi
Passo
3.600 o 3.750 mm
Lunghezza
5.877 o 6.162 mm
Altezza
3.962 o 3.919 mm
Tara
8.412 2 o 8.734 3 kg
Motore
Ecotorq Gen2
Cilindrata 12.740 cm 3
Potenza 375 kW-510 CV a 1.800 giri/min
Coppia 2.600 Nm da 1.000 a 1.300 giri/min
Sovralimentazione monoturbo Fgt
Omologazione Euro 6E con Egr+Scr
Freno motore
320 kW
Cambio
Ecotorq 16S 2600 OD
Tipo
automatizzato 16 marce
Note: 1 c’è anche un ribassato LL con gomme 295/60 R22.5;
2
serbatoi gasolio o Hvo da 450+600 litri; 3 da 600+750 litri.
Nuovo camion ma immutate ambizioni per l’ultima arrivata fra le Case
costruttrici in Europa. Identica anche la politica d’assalto, basata su una
sola cabina e un unico motore da 510 Cv per il trattore di linea
di Danilo Senna
Sono passati sei anni da che alle ‘sette sorelle’
europee del camion s’è aggiunta la
Ford Trucks con il suo F-Max, erede del
Transcontinental che negli anni Ottanta aveva
calcato le autostrade del Vecchio Continente.
Oggi si ripresenta, aggiornato nello stile e migliorato
nei contenuti. Ma fedele alla politica del prezzo
d’attacco. Non è quindi una cabina del tutto
inedita: per quella bisognerà attendere il 2028,
quando apparirà l’abitacolo studiato e condiviso
con il successore dell’S-Way di casa Iveco.
Tuttavia i turchi - perché tale è la nazionalità dell’F-
Max, al di là dell’Ovale blu sulla calandra che rimanda
al marchio americano - non sono rimasti
a guardare mentre il loro pesante via-via conquistava
quote di mercato in Europa, specie in Italia
dove ne circolano ormai quasi tremila: non è quel
5 per cento a cui ancora puntano, eppure qualche
fastidio ai grandi lo stanno dando. Hanno lavorato
sull’estetica, dove adesso spicca l’assenza
dei retrovisori sici, sostituiti dalle telecamere
posizionate alla base dei nestrini e non sopra
ai medesimi, il che consente di prendere meglio
la ‘mira’ nei passaggi stretti come i caselli autostradali.
Digitale anche il grandangolo sul tetto,
che sorveglia tutto attorno al muso.
L’aerodinamica ringrazia
Al Cx giova pure la presa d’aria sul radiatore ad
aperture variabili (stile MB Actros), il cui compito
è anche quello di tenere a regime la temperatura
del motore per massimizzarne il rendimento.
Un parametro che Ford Trucks dichiara vicino
a quel fatidico 50 per cento, a cui puntano
tutti i diesel moderni. Peraltro il sei cilindri 12.7
Ecotorque Gen 2 ha guadagnato 10 cavalli arrivando
a 510, con la coppia massima quasi
tutta disponibile da 900 a 1.350 giri al minuto.
Il cambio autoprodotto da tempo ha sostituito
l’originario Zf Traxon, ha sempre 16 marce, ma
ora è in overdrive; il che, abbinato a un ponte
sempre made in Ford da 2,31 e a gomme /70,
fa trottare il motore ad appena 900 rpm al limitatore.
I consumi dichiarati si abbassano così
di oltre l’11 mper cento, merito anche del generale
alleggerimento del veicolo: una cinquantina
di chili li ha persi il solo motore, altri interventi
qua e là hanno fatto il resto. Tuttavia l’F-Max
non è strutturalmente un peso piuma, essendo
concepito anche per i mercati a est della
Turchia; prova ne sia che i longheroni possono
arrivare a spessori di 10 millimetri: roba da mezzi
d’opera, qui da noi!
All’interno spicca il nuovo cockpit con strumentazione
digitale da 12 pollici, che fa il paio
con il display da 12,4 dell’infotainment. Il volante
ben regolabile non ne pregiudica mai la
visione e ora c’è in più l’assistenza elettroidraulica
regolabile in tre diverse modalità, che
porta in dote pure l’assistenza attiva al mantenimento
della traiettoria come della corsia
di marcia. È solo uno degli Adas disponibili
sull’F-Max che si mette così alla pari dei migliori
competitor. Resta la piccola protuberanza
del tunnel motore, ma non è quasi percettibile.
Invece, i monitor delle retrocamere
(quello destro più dimensionato) non sporgono
quasi dai massicci montanti.
In alto, l’F-Max
com’era prima: le
differenze con il nuovo
sono minime, a parte
gli specchi. La catena
cinematica, sopra,
è 100 per cento Ford
Trucks. Sotto,
il cockpit diventa
digitale, come
i retrovisori a lo degli
spessi montanti.
Qui in basso, il ponte
posteriore a 4 sofetti
del modello ribassato.
18 - 01/02 2026
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01/02 2026 - 19
Brand&Rreti
Brand&Reti
LCV
Dalla Cina con furore
Saic, gigante automotive cinese, rilancia Maxus in Italia
con una gamma di commerciali di grande attrattiva, pick up compreso,
ma soprattutto con una rete dedicata di vendita e assistenza
Il Deliver 9, ammiraglia
della flotta Maxus
in Italia anche
nella gamma
riconfermata.
In alto, i due veicoli
elettrici, eDeliver 3 e 5,
con a anco il posto
guida di quest’ultimo.
Nella pagina accanto
due immagini relative
all’aggressivo pick up,
il T60, con anche
l’accogliente
posto guida.
Sotto il box il veicolo
intermedio ma
d’accesso alla parte
anche endotermica
dell’offerta, il Deliver 7,
mentre l’apertura
posteriore è quella del
piccolo eDeliver 3.
Un’impresa non facile
Il Gruppo SAIC Motor è presente in pratica in
tutto il mondo, sono 170 i Paesi nei quali commercializza
i propri prodotti. Nel 2024 ha venduto
4,67 milioni di veicoli (di cui 1,64 milioni
NEV (New Energy Vehicle). Il Gruppo dispone
di 23 stabilimenti e investe nella ricerca e sviluppo
e negli oltre 170 progetti per la protezione
dell’ambiente. Edoardo Gamberini, responsabile
Maxus per l’Italia, avrà il compito di inserire
il marchio tra gli agguerriti competitore
del settore LCV, oggi abbastanza consolidato
intorno a 3-4 brand di riferimento: «Sono orgoglioso
e grato all’azienda di avermi dato l’opportunità
di lanciare questo nuovo progetto
italiano. Sono entrato a far parte di SAIC Motor
Italy nel 2021 quando iniziava l’avventura MG in Italia, sono stati cinque
anni estremamente appaganti e dinamici e oggi la nostra storia continua
con un capitolo nuovo. SAIC Motor opera con un portafoglio globale
diversicato. Nel segmento dei veicoli commerciali, MAXUS è il
brand del Gruppo dedicato ai veicoli commerciali leggeri, ai pick-up e
ai van, e rappresenta il fulcro della strategia LCV per il Mercato Italia.
Il settore dei veicoli commerciali ci consente di entrare nel cuore del
business al anco di chi ogni giorno percorre tanti chilometri e cerca
delle soluzioni afdabili, competitive e innovative. Noi siamo qui per
soddisfare queste necessità».
Parliamo di Maxus ma non per segnalare
novità di prodotto, la gamma continua a
essere quella composta da quattro LCV
(due diesel e due elettrici) e un pick-up.
Piuttosto c’è da segnalare, interessante novità
per un marchio che ha esercitato da subito una
forte attrattività sul mercato italiano, l’inaugurazione
di una nuova era. Il brand del gigante
cinese Saic (Shanghai Automotive Industry
Corporation) ha scelto l’Italia come primo mercato
europeo di importazione diretta.
La strada aperta dalla MG
Impresa non facile, soprattutto se si parla di
veicoli commerciali. Bisogna infatti ricordare
che Saic è presente nella Penisola con un marchio
di successo MG, ormai noto ai più per
l’equilibrio tra prezzo e dotazioni. Ma il ‘commerciale’
è un’altra roba. Assistenza, ricambi,
flessibilità, adattabilità e allestibilità interna ed
esterna sono requisiti imprescindibili, pretesi
da chi utilizza il mezzo per lavoro.
Una lezione questa che non da tutti è stata intesa.
Invece Gamberini (vedi box) sembra possa
fare afdamento sia su una rete di dealer/assistenza
in espansione orientata ai 35-40 punti
canonici (attualmente sono 17), sia su un supporto
logistico per la distribuzione dei ricambi
congruo non tanto alle quote e al circolante,
oggi risibile, ma alle ambizioni del più grande
costruttore di automezzi del mondo, in grado
di targare 2 milioni/anno di veicoli (100k sono
i Maxus). Esiste già un polo logistico, a Tortona,
in grado di coprire il 93 per cento di componentistica.
Giusto un breve cenno alla gamma, in
attesa di proporvi adeguate prove su entrambi
le alimentazioni, già note ai corrieri italiani.
Come detto due i ‘solo’ elettrici, ovvero i modelli
più piccoli eDeliver 3 e 5, altrettanti i diesel ma
più capienti, il 7 e il 9 Deliver, già sperimentati
da alcuni clienti italiani ed entrambi disponibili
con un diesel 2.0 o elettrici. Di sicuro interesse
anche il pick up, molto trendy nell’aspetto esterno
e lussuoso negli arredi interni, oltre che nell’infoitment
e nella telematica di bordo.
20 - 01/02 2026
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01/02 2026 - 21
Anteprima
Piaggio Porter NPE
L’elettrico c’è
Il commerciale compatto della Casa di Pontedera si dota di Electric
Drive Unit per continuare a offrire una buona portata viaggiando
a emissioni zero. Fino a 250 chilometri di autonomia nei centri urbani
di Tiziana Altieri
è nita. Arriva sul mercato Piaggio
Porter NPE a trazione 100 per cento elettrica.
Disponibile sia come chassis, pronto L’attesa
per essere allestito per soddisfare svariate esigenze,
sia nelle versioni pianale e pianale ribaltabile,
anche con sovra sponde da 600 mm apribili
e amovibili, mantiene i suoi punti di forza di
sempre - dimensioni compatte e grande robustezza
con telaio a longheroni in acciaio altoresistenziale
- sposando le emissioni zero, che
ben si addicono a un veicolo votato soprattutto
alla città. Il cuore del nuovo Porter NPE è rap-
presentato dall’Electric Drive Unit (EDU), un sistema
‘tre in uno’ che integra il propulsore elettrico
- con una potenza di picco di 150 kW e una
coppia massima di 342 Nm -, inverter e organi
della trasmissione.
Una soluzione progettata per ottenere eccellenti
prestazioni e massima efcienza minimizzando
pesi e ingombri. All’alimentazione ci pensa
una batteria LFP (Litio – Ferro – Fosfato) da 42
kWh e 350 Volt, garantita per 8 anni o 160.00
km. Si tratta di un’unità performante, dal lungo
ciclo di vita, molto efciente rispetto alle varia-
zioni di temperatura e sicura, grazie sia alla elevata
stabilità della chimica alle variazioni di
temperatura, siaall’alloggiamento protetto tra
i longheroni del telaio. Si può ricaricare sia a
corrente alternata AC mono no a 7,4kW o trifase
no a 11 kW , sia in modalità rapida a corrente
continua DC a 50 kW. Porter NPE può raggiungere
una velocità massima di 90 km/h.
L’autonomia arriva a 250 km nel ciclo urbano
(WLTP). Il sistema di controllo elettronico dell’acceleratore,
la funzione creeping (modalità
di marcia lenta, senza l’utilizzo dell’acceleratore)
e il freno di stazionamento elettrico minimizzano
la fatica e lo stress del conducente nel
trafco cittadino.
Le misure di Porter NPE pianale
ALLESTIMENTO Pianale Pianale Pianale
fisso ribaltabile ribaltabile con
Svrasponde
Passo (mm) 2.650 3.070 2.650 3.070 2.650 3.070
Portata utile (kg) 880 843 790 750 730 635
Lung. veicolo (mm) 4.220 4.820 4.220 4.820 4.220 4.820
Larg. cassone (mm) 1.680 1.680 1.680
Lung. cassone (mm) 2.200 2.800 2.200 2.800 2.200 2.800
Un concentrato di sicurezza
Piaggio Porter NPE è proposto con due passi:
2.650 mm e 3.070 mm. Nel primo caso si arriva
a una lunghezza minima di 4.085 mm, nel secondo
si raggiungono i 4.505 mm. La cabina
è, invece, sempre larga 1.640 mm, un dato inferiore
di almeno 500 mm rispetto alla media
dei veicoli commerciali leggeri. L’altezza è di
1.840 mm. Come tutta la famiglia Porter NP6,
ha un’impronta a terra di soli 6,9 metri quadrati,
per una portata a telaio no a 1.050 kg (il peso
totale a terra è di 2.400 kg).
La trazione posteriore e le sospensioni a balestre
paraboliche bi-lama offrono stabilità a pieno carico.
Il commerciale Piaggio, in linea con la regolamentazione
Europea GSR 661/2009/EC,
propone un pacchetto completo di dispositivi di
sicurezza. Sempre di serie frenata automatica
di emergenza, assistente al mantenimento della
corsia, sistema di rilevamento intelligente della
velocità, assistenza al parcheggio, monitoraggio
della pressione dei pneumatici, sistema acustico
di avviso pedone, immobilizzatore meccanico,
freno di stazionamento elettronico, controllo
elettronico della stabilità, sistema di controllo
sbandamento, frenata assistita, controllo di trazione,
prevenzione del ribaltamento ed E-Call.
Porter NPE risponde, inoltre, alle recenti e stringenti
normative relative alla cyber security e agli
attacchi informatici.
Si parte da 37.300 Euro, Iva esclusa.
Porter continua a essere offerto anche con motorizzazioni
termiche a propulsione combinata
(benzina + GPL/Metano).
In apertura e in alto,
Porter NPE nella
versione pianale
ribaltabile.
In basso, a sinistra,
una vista della plancia
con il volante con
comandi, il quadro
strumenti digitale con
computer di bordo
e, al centro, i comandi
del condizionatore
elettrico manuale
con raffreddamento/
riscaldamento
attivabili anche
a motore spento.
Sotto, il selettore
di marcia e la leva
del freno
di stazionamento
elettronico.
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01/02 2026 - 23
Attualità
Attualità
Ford Transit
Nella foto grande,
in piedi da sinistra,
Achim Puchert Ceo di
Mercedes-Benz
Trucks, Till
Oberwörder Ceo di
Daimler Buses,
Hildegard Müller di
Vda, Patrick
Schnieder ministro
dei trasporti e - col
cappello - Dirk
Handler, presidente
dell’associazione.
Sotto, ancora da
sinistra, il nuovo
Safety Truck, ora un
eActros 600 elettrico
e lo stesso insieme al
Safety Coach sulle
strade di Berlino.
Iniziative
A tutta sicurezza
Le divisioni truck & bus di Daimler a supporto
dell’associazione Blicki e.V. nella campagna 2026
Deutschland blickt's, per azzerare gli incidenti stradali
Zero incidenti. L’obiettivo a cui tutti mirano
ma che sembra sempre lontano, se è
vero che solo in Germania nel 2024 sono
decedute otto persone al giorno per incidente
stradale e ogni diciannove minuti un bambino
è rimasto ferito o ucciso nel trafco, per un totale
di 27.260 minori di età inferiore ai 15 anni
coinvolti. Parte della responsabilità va ricercata
anche nei veicoli di grosse dimensioni, i cui limiti
non sono tenuti in debito conto dagli altri occupanti
della strada, in primis quello della scarsa
visibilità dal posto di guida.
Ma siccome è da piccoli che s’imparano i fondamentali,
l’associazione Blicki e.V. capitanata
da Dirk Hendler, nata dopo l’ennesimo incidente
mortale ai danni d’un bambino in età scolare,
ha deciso d’impegnarsi per portare l’educazione
alla sicurezza stradale nelle scuole materne e
primarie. L'associazione si avvale di una rete di
esperti specializzati nell'educazione alla mobilità
a misura di bambino e ha già formato oltre
90mila minori in tutta la Germania. Ora arriva
la nuova iniziativa nazionale ‘Deutschland blickt's’,
cioè ‘La Germania ce la fa’, sostenuta anche
da Daimler Truck che si concentra sulle nuove
sde per la sicurezza stradale derivanti dalla
crescente elettricazione del trafco stradale,
dove ci saranno sempre più veicoli silenziosi.
Tre parole riassumono il progetto
"I camion mantengono in movimento l'economia
e la nostra vita quotidiana e sono quindi parte integrante
del trafco. In qualità di produttore leader
per quota di mercato in Germania, siamo pienamente
consapevoli della nostra particolare responsabilità
e miriamo a garantire un elevato livello
di sicurezza per gli autisti e per gli altri utenti
della strada con i nostri veicoli", il pensiero di
Achim Puchert, Ceo di Mercedes-Benz Trucks.
Tre le parole d’ordine dell’iniziativa: Rücksicht,
Vorsicht e Weitsicht, ossia ‘considerazione’, ‘cautela’
e ‘prevenzione’, che ben riassumono in che
direzione debba andare l’approccio con il traf-
co stradale odierno, sempre più critico.
60 e non sentirli
Il compleanno del Transit è l’occasione per snocciolare i
dati emersi dalla ricerca Ford-Sda Bocconi che ha
fotografato l’economia su ruote del nostro Paese
Ha compiuto sessant’anni tondi tondi alla
ne del 2025 il Ford Transit, un veicolo
commerciale sulla cresta dell’onda dal
1965, quando fece il proprio debutto come summa
di due altri van fabbricati dall’Ovale Blu, rispettivamente
in Germania e Regno Unito, ossia
l’Fk 1000 e il Thames 400e. Originariamente assemblato
a Langley (Inghilterra) in un stabilimento
che durante la Seconda Guerra Mondiale fabbricò
gli aerei da combattimento Hurricane, fu
subito un successo, grazie alla notevole portata,
alla robustezza e al quattro cilindri a V benzina
da 1,7 litri della famiglia Essex. Pensato e fabbricato
a Dagenham, nel Regno Unito, questo
propulsore ultra compatto venne proposto originariamente
nella taratura da 73 cavalli, che salirono
a 85 quando la cilindrata divenne di 1.996
centimetri cubi. Di lì a poco arrivò il diesel, in principio
un 1.760 quattro in linea Perkins da appena
43 cavalli, che per le sue dimensioni generose
costrinse i designer a modicare il muso del veicolo,
introducendo così la versione ‘pig nose’,
(ossia ‘naso a porcellino’), con la calandra sporgente
che da rettangolare diventò quadrata.
I furgoni ‘muovono’ l’Italia
Per celebrare questo importante genetliaco, Ford
Italia ha pensato di commissionare all’Università
Bocconi di Milano una ricerca che analizzasse
l'impatto macroeconomico generato dall'intero
ecosistema degli Lcv attraverso l’universo di piccole
imprese, artigiani e professionisti. Un impatto
che nel 2024 è valso qualcosa come 108 miliardi
di euro di valore aggiunto e che s’è tradotto nel
4,9 per cento del Pil italiano e in 1,53 milioni di
occupati supportati dai settori ‘van-intensive’. Se
le imprese europee ‘alimentate dai furgoni’ formassero
uno Stato dell’Unione, questo rappresenterebbe
la sesta economia per Pil, subito dopo
Germania, Francia, Italia, Spagna e Paesi Bassi,
con circa 860 miliardi di valore aggiunto lordo.
«Non si tratta d’un comparto di nicchia, ma di una
delle colonne portanti del nostro sistema produttivo»,
ha spiegato Carlo Alberto Carnevale Maffè,
professore di Strategia presso Sda Bocconi e curatore
della ricerca, «l’evoluzione di questi veicoli
è un sismografo preciso dei cambiamenti economici
e sociali in atto». Per Marco Buraglio, neo
amministratore delegato di Ford Italia ,«celebrare
i 60 anni del Transit signica celebrare questo
mondo. E la prova della ducia che i professionisti
italiani ci accordano arriva proprio dalla Lombardia,
dove un veicolo commerciale su tre è Ford».
Anche da corsa
Nella foto grande, ai due
estremi, Sabina Grixoni e
Marco Buraglio di Ford
Italia; al centro, Carlo
Alberto Carnevale Maffè
della Bocconi. Dall’alto,
immagini del Transit Mk I
a benzina, che montava la
porta autista scorrevole.
Alla festa per il sessantesimo compleanno
del Transit ha fatto bella mostra di
sé uno dei SuperVan realizzati dagli specialisti
di Ford Performance su base del
popolare veicolo commerciale dell’Ovale
blu, per l’occasione il 3, realizzato nel 1994
come evoluzione di quello concepito dieci
anni prima. Originariamente equipaggiato con un motore di Formula
1, venne poi modicato montando un tre litri V6 Ford Cosworth Pro
Sports con 295 cavalli di potenza e 384 newtonmetro di coppia, abbinato
a una scatola manuale Hewland pentarapporto derivata dalle corse.
Capace di toccare i 240 orari, venne realizzato in tre esemplari di cui
quello della foto è l’unico superstite e ultimo con propulsore termico.
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Prova su strada
Assago
km 28,6
116 m
141 m
Fulvio Testi
km 52,7
Monza
km 60
km 0,0
C.A.M.M.
km 6,7
Cascina Gobba
126 m
km 102,8
Carugate
km 62,5
REGOLARE
INTENSO
CRITICO
3°/9°
min/max
Hvo 100 consumato = 9,04 litri.
Urea consumata = 0,5 litri, pari al
5,531% del combustibile rabboccato
Peso durante la prova = 3.100
chilogrammi. Fabbricato nel Regno Unito
Prezzo al netto di optional e Iva,
della versione standard
da 145 Cv Euro 6e: € 32.600
Medie orarie & consumi
Prova su strada
km hh:mm km/l
km/h (l/100km)
Milano Gobba (126m) 34’
Milano Assago (116m) 28,6 50,5
Milano Assago (116m) 1h00’
Milano V.le Fulvio Testi (141 m) 24,1 24,1
Milano V.le Fulvio Testi (141 m) 54’
Milano Gobba (126 m) 50,1 55,7
TOTALI: 102,8 2h28’ 11,37
41,7 (8,79)
Statale
Città
Autostrada
Telemetria
Tara veicolo (kg)
1.860
1.600 1.800 2.000 2.200 2.400 2.600
San Giuliano
km 17,0
Giri @ 80 km/h
1.700
1.400 1.600 1.800 2.000 2.200 2.400
Giri @ 130 km/h
2.500
2.000 2.200 2.400 2.600 2.800 3.000
Accelerazione 0-130 km/h (secondi)
30”,92
veloce
20’’ 30’’ 40’’ 50’’
lento
Consumo carburante (km/l)
11,37
basso
14 13 12 11
alto
Consumo AdBlue (%)
5,531
2% 4% 6% 8% 10% 12% 14% 16% 18% 20%
Media oraria (km/h)
41,7
70 60 50 40 30 20
.FIAT SCUDO 2.0 MJET3 145 CV E6E
L’ultima volta insiemee
Emissioni
CO 2
193,0 g/km
Con questo Scudo (e i suoi
fratelli transalpini) nisce
l’era del motore diesel 2,0
litri Peugeot BlueHdi, che
verrà rimpiazzato da una
nuova unità 2,2 litri già
ordinabile. Per capire se
il cambio sarà favorevole,
abbiamo voluto provare
quello in phase-out
di Gianluca Ventura foto di John Next
26 - 01/02 2026
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www.vietrasportiweb.it 01/02 2026 - 27
Prova su strada
Prova su strada
Interni
La versione a gasolio
riprende esattamente
tutti gli stilemi
di quella elettrica.
A partire dalla
plancia, con vano
portaoggetti ricavato
nella palpebra
superiore dotato
di coperchio più due
scavi buoni per
bottigliette
e smartphone, ben
visibili nella foto della
prima riga all’estrema
destra. Sulla stessa
riga, a sinistra,
il cruscotto digitale
da 10 pollici.
Sulla riga centrale,
da sinistra, i sedili col
centrale dotato
di scrittoio che sbuca
dallo schienale,
il vano passante del
sistema Magic Cargo
e il gavone ricavato
sotto la seduta
centrale.
In basso, sempre
da sinistra,
i portaoggetti fronte
accompagnatori,
il sistema d’apertura
porte più avviamento
keyless e il cielo della
cabina con parasole
senza specchietti.
Arriviamo nalmente a mettere le mani su
una versione a gasolio dello Scudo di Fiat
in pratica alla ne del ciclo di vita del prodotto,
quando l’unità di maggior cilindrata n
qui sotto il cofano, il due litri BlueHdi rmato
Peugeot, si prepara a uscire di scena, in favore
della stessa unità 2,2 utilizzata da Stellantis per
il Fiat Ducato o alcune vetture del Gruppo, ad
esempio la Jeep Cherokee.
Provare una motorizzazione in phase-out non
è però del tutto negativo, visto che tra qualche
settimana avremo tra le mani quello con la nuova
driveline e fare confronti attraverso dati empirici
in nostro possesso diventerà ancora più
facile. E poi di questa versione ce ne sono ancora
a stock presso i concessionari, per cui puntare
su questo modello - comunque a norma
Euro 6e - beneciando d’un bello sconto e della
pronta consegna, potrebbe essere più conveniente
che non aspettare la nuova versione, le
cui prestazioni reali sono ancora un’incognita.
Da qui la scelta di provare comunque questo
veicolo, nella taratura più gettonata, quella da
144 Cv con cambio manuale a sei marce, il best
seller del listino Fiat Professional per questa
classe di peso.
Alla guida
Peccato pensionare questo propulsore, perché
i risultati della prova su strada sono da primato.
A pieno carico, nella congurazione da 3,1 tonnellate,
lo Scudo ferma gli strumenti su un ottimo
11,37 chilometri/litro, che lo pone in vetta
nella classica dei veicoli omologhi n qui provati
da Vie&Trasporti e questo con dispendi di
urea di fascia centrale, nel caso del 5,531 per
cento, che signica un terzo posto. Solo la media
oraria delude leggermente e nisce così per
appannare un po’ l’ottima prestazione. Non
aspettatevi quindi neanche guizzi in fase di partenza,
ma ormai sono i modelli con cambio automatico
o robotizzato ad avere la meglio nel
‘pronti, via!’ da fermo. Ciononostante i 30“,92
lo piazzano subito a ridosso dei veicoli con
cambi assistiti, testimoniando ancora una volta
sia la bontà del propulsore sia quella delle rapportature
del cambio, nel caso il Psa Mi6C, una
vecchia conoscenza della Casa francese.
Su strada è molto confortevole anche se c’è da
segnalare un discreto rollio laterale a pieno carico.
Ottimi gli assemblaggi delle plastiche e
della paratia metallica bombata divisoria, che
non emettono scricchiolii di sorta. Già al debutto
nel 2016 del modello originario di ultima generazione,
da cui l’odierno Scudo deriva, il
Peugeot Expert aveva dimostrato di essere
d’una classe a parte sotto tutti i punti di vista,
con soluzioni di carico e di comfort cabina decisamente
all’avanguardia per quei tempi. Tanto
che, dopo la pausa di riflessione costituita dal
Metro & bilancia
Cabina rilevati (mm)
Lunghezza (utile/max) 800/1.660
Larghezza (utile/max) 1.465/1.700
Altezza interna (utile/max) 1.340/1.340
Larghezza porta (utile/max) 730/920
Altezza porta (utile/max) 1.210/1.310
Diametro volante 370
Varco tra sedile e plancia 100
Vano di carico rilevati (mm)
Lunghezza (utile/max) 2.210/2.470
Larghezza (utile/max) 1.380/1.770
Altezza (utile/max) 1.350/1.380
Larghezza tra passaruota 1.260
Altezza soglia carico posteriore 600
Larghezza porta posteriore 1.260
Altezza porta posteriore (utile/max) 1.220/1.280
Angolo apertura porta posteriore 90°/180°
Larghezza porta laterale (utile/max) 930/1.040
Altezza porta laterale (utile/max) 1.240/1.300
Altezza soglia carico laterale (gradino/pianale) 470/530
Ingombri dichiarati (mm)
Lunghezza 4.979
Larghezza 1.920
Altezza massima da terra 1.890
Altezza minima da terra 150
Passo 3.275
Sbalzo anteriore 901
Sbalzo posteriore 803
Carreggiata anteriore 1.627
Carreggiata posteriore 1.600
Diametro di volta 12.900
Lunghezza utile vano di carico 2.512
Larghezza vano di carico 1.628
Larghezza tra passaruota 1.258
Altezza vano di carico 1.397
Altezza soglia carico posteriore 544
Altezza soglia carico laterale 545
Angolo di sbalzo anteriore (gradi)
n.d.
Angolo di sbalzo posteriore (gradi)
n.d.
Volume vano di carico m3 5,3
Masse (kg)
Tara (senza conducente) 1.860
Massa tecnica ammissibile 1° asse 1.500
Massa tecnica ammissibile 2° asse 1.800
Portata utile 1.165
Peso totale a terra 3.100
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Prova su strada
Esterni
Apertura massima
a 180 gradi per le
porte posteriori
del Fiat Scudo,
ennesima
rietichettatura del
progetto
Expert/Jumpy di Psa.
Sulla prima riga,
le due ancate con
tutti gli sportelli
aperti.
Su quella centrale,
da sinistra, il vano di
carico dalle forme
regolari
e i passaruota
compatti, la paratia
separatrice metallica
provvista di botola
passante (larga 330
millimetri nella
porzione superiore,
420 nell’inferiore e
alta 340) e il
posteriore chiuso.
In basso, sempre da
sinistra,
la retrocamera
annegata nella
modanatura che
sovrasta la targa
posteriore, il cielo del
vano di carico
illuminato da due
plafoniere e uno dei
sei anelli
d’ancoraggio.
Talento su base Renault Trac, Stellantis ha deciso
di riesumare lo Scudo basandosi proprio
sul nuovo Expert.
In cabina
Dentro s’è messo mano di recente agli arredi,
ridisegnando in buona parte la plancia - goffrata
ma non imbottita -, che ora ospita un cruscotto
completamente digitale da 10 pollici. Premendo
un tasto in plancia alla sinistra del conducente
è possibile navigare tra le quattro schermate
previste: tachimetro più contagiri tondi da soli,
navigatore e medie, una terza con inclusi vari
termometri, l’ultima che le riassume un po’ tutte.
Al centro un tablet tattile della medesima grandezza,
che offre il navigatore più i sistemi Apple
CarPlay e Android Auto senza li, oltre alla possibilità
di passare il tempo con qualche videogioco.
La palpebra superiore offre un pratico e
ampio vano chiuso entro cui riporre anche un
notebook da 13 pollici. Sulla destra, fronte accompagnatori,
una coppia di altri grossi portaoggetti,
il superiore climatizzato e illuminato,
l’inferiore dotato di presa accendisigari a 12 volt.
Di serie vengono offerti i tre posti, rivestiti con
nuovi tessuti e nello schienale centrale si ricava
un utile leggìo a scomparsa dotato di elastico
fermacarte. Sotto le sedute c’è spazio per una
vasca portaoggetti e, nel caso si acquisti l’opzione
Magic Cargo (come in questo caso), c’è
il varco passante tra vano di carico e abitacolo.
Assente l’imperiale, ma volendo si può richiedere
il retrovisore interno elettronico, collegato a una
telecamera posteriore. Ricca la dotazione degli
Adas, che comprende di serie tutti quelli divenuti
obbligatori con la Gsr2. Alla sinistra di chi guida
l’interruttore del freno a mano elettrico. Non
mancano due prese Usb-C in console centrale,
dove c’è pure un pad induttivo. A illuminare
la cabina ci pensano una plafoniera
e due spot a incandescenza.
Linea esterna
Davanti resta anche sulla versione termica
la calandra senza griglie d’aerazione, che
PRESTAZIONI A CONFRONTO
Sotto & sopra
Prova su strada
Trasmissione
Il veicolo monta il cambio manuale Psa Ml6C sei rapporti con comando in plancia. La
trazione è anteriore
Marcia
Rapporto
1a 3,727
2a 1,952
3a 1,193
4a 0,841
5a 0,673
6a 0,553
Retro 2,091
Sospensioni
Schema a ruote indipendenti di tipo McPherson rinforzato con barra antirollio davanti
e bracci oscillanti obliqui wishbone più molle elicoidali per il retrotreno, con ammortizzatori
variabili asserviti al carico.
Freni
Impianto con dischi su tutte le ruote, autoventilati e da 304 millimetri di diametro
quelli anteriori, da 290 millimetri dietro. Di serie Abs con Ebd e Brake Assist, Esp,
Assistenza alle ripartenze in salita.
Pneumatici
Il veicolo del test monta dei cerchi in acciaio da 17 pollici con gomme Goodyear Efficient
Grip Cargo 215/60 R17C. L’indice di carico è 109/107 e il codice di velocità H.
Design
Basato sul progetto Expert/Jumpy di Psa, il Doblò è il risultato della personalizzazione
operata dal Centro stile Fiat Professional capitanato da Nico Alexander Schminke.
Van HIT
Modello Potenza Coppia Marce Consumo AdBlue Velocità Acceler. Peso Index Pubbl.
kW/Cv Nm tipo/n° km/l % km/h 0-130 km/h kg performance n°
Fiat 92/125 320 M/6 7,54 2,199 41,7 34’’,69 2.900 418,0 825
Talento 125 EcoJet E6b
Fiat 106/144 340 M/6 11,37 5,531 41,7 30’’,92 3.100 460,9 896
Scudo 2.0 Multijet3 E6e
Ford 125/170 390 A/8 10,58 6,173 46,4 28’’,25 3.225 463,7 882
Transit Custom 320 2.0 EcoBlue E6d
Renault 125/170 380 R/6 10,32 5,020 49,7 27’’,40 2.985 470,0 844
Trafic Energy Dci 170 Edc E6d-Temp
Renault 110/150 360 M/6 9,89 13,474 47,5 35’’,97 3.300 448,6 887
Master T33 L2H2 Blue dCi 150 E6e
L’index performance tiene conto di consumo combustibile, urea e media oraria. A indice maggiore corrisponde una migliore prestazione. A = automatico; R = robotizzato; M = manuale
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Prova su strada
Prova su strada
Sottopelle
Nella foto grande,
l’unità quadricilindro
sottoquadro 2 litri con
più a destra batteria
e la scatola dei fusibili.
Sulla prima riga,
da sinistra,
il retrotreno a bracci
oscillanti con molle
elicoidali
e il serbatoio del
combustibile
nell’interasse veicolo.
La riga centrale
mostra, sempre
da sinistra,
le sospensioni
anteriori a ruote
indipendenti,
la scatola dei fusibili
aperta ubicata nel
vano motore,
il selettore ‘drive
mode’ (tra normale,
sabbia, fango, neve)
alla sinistra del
conducente e la leva
del cambio manuale
a sei marce.
In basso, ancora
da sinistra,
la telecamera dietro
il parabrezza (priva di
sbrinatore) utilizzata
dagli Adas
e il bocchettone
dell’urea, localizzato
nell’interno porta
conducente.
32 - 01/02 2026
migrano però nel fascione paraurti inferiore.
Qui full led i gruppi ottici anteriori (un optional
da 750 euro circa), classici quelli posteriori.
Vano di carico
Tutto come sulla versione elettrica. Con sei
anelli fermacarico a pavimento e due plafoniere
di stampo classico a softto incaricate dell’illuminazione.
L’opzione Magic Cargo aggiunge
un metro di profondità e un ulteriore occhione
d’ancoraggio a pavimento in cabina. Nel montante
C in coda al lato conducente s’incastona
una presa accendisigari, mentre pagando intorno
agli 800 euro in più si può avere anche la
porta sul lato sinistro, come nel veicolo in test.
La meccanica
Inizia nel 2017 la storia di questo motore sottoquadro
da due litri scarsi battezzato BlueHdi,
perché vedeva l’introduzione del post-trattamento
nello scarico degli ossidi d’azoto attraverso
la nebulizzazione di AdBlue, mentre si af-
dava l’abbattimento delle polveri al ltro anti
particolato con cerina. Monta una sosticata
distribuzione bialbero a camme in testa che comanda
quattro valvole per cilindro e sfrutta
un’iniezione common rail di ultima generazione,
che gli consente di restare dentro i limiti ssati
dalla normativa Euro 6e. Offerto abbinato sia
a un cambio meccanico sia a un automatico,
sfrutta un sistema auto stop/start che s’attiva
già dai 20 orari quando si mette il cambio in folle.
Riducendo così ulteriormente i consumi.
N.B.: tutte le prove di Vie&Trasporti sono eseguite nel pieno rispetto
del Codice della Strada. Essendo test d’uso, che simulano una normale
giornata di lavoro, sono anch’essi soggetti a fattori contingenti, quali
le condizioni meteorologiche e la situazione del traffico. Ovviamente
imprevedibili. Per consentire al lettore di conoscere meglio le condizioni
in cui è stata eseguita la prova su strada, Vie&Trasporti pubblica le
informazioni relative al meteo e alla situazione stradale incontrate durante
il test. Si ringrazia per la gentile collaborazione il Gruppo Centro Edile di
Agrate Brianza (Mb).
Nella foto sopra
a destra, l’unità due
litri di origine Peugeot
della famiglia
BlueHdi, lanciata nel
2017 come
evoluzione d’un
progetto precedente.
A lato, le curve
caratteristiche della
taratura in prova.
Da qui in avanti, sotto
il cofano ci sarà
un 2,2 litri.
www.vietrasportiweb.it
Potenza
kW
Sala macchine
Speciche motore
Marca e modello
Peugeot 2.0 BlueHdi
Architettura
4 cilindri in linea
Alesaggio x corsa (mm)
85x88
Cilindrata (cc) 1.997
Rapporto di compressione 16,7:1
Distribuzione
bialbero a camme in testa
Valvole per cilindro 4
Aspirazione
BorgWarner a geometria
(turbo/intercooler)
variabile/sì
Sistema d’iniezione
common rail
Pressione d’iniezione (bar) 2.000
Peso a secco (kg) 172
Capacità coppa dell’olio (l) 6,1
Potenza (kW(Cv)/giri) 106(144)/3.750
Potenza specifica (kW(Cv)/l) 53,01(72,09)
Coppia (Nm/giri) 340/2.000
Coppia specifica (Nm/l) 170,42
Riserva di coppia (%) 26,2
Consumo specifico (g/kW-h @ giri)
n.d.
Inquinanti (omologazione/sistema)
Euro 6e/Egr+Doc+Fap+Scr
rpm
Coppia
Nm
rpm
01/02 2026 - 33
Attualità
Consegna Daf ad Autosped G
Coperta termica
Gli olandesi tornano ad essere protagonisti nel parco veicolare
del gruppo Gavio. Merito di dieci XG 480, rigorosamente diesel,
che andranno in servizio nell’Alessandrino e in centro Italia
di Danilo Senna
In apertura, metà della
recente fornitura Daf
davanti al distributore,
interno alla Autosped,
di Hvo (bio-diesel):
è, secondo loro,
la scelta sostenibile
più praticabile a oggi;
altri cinque andranno
a un’altra azienda del
gruppo Gavio.
Nel riquadro a destra,
Stefano Crippa, sales
manager di Daf Italia,
consegna una targa di
riconoscenza a Luca
Giorgi, amministratore
della Autosped. In
chiusura, i veicoli,
sono tutti XG 480.
Ok, il camion elettrico va di moda e se ne
parla tanto. Ma, almeno per ora, il grosso
del mercato lo fa ancora il buon vecchio
diesel, e alla Autosped G, azienda della galassia
Gavio (che spazia dalle autostrade all’industria
conserviera, passando per le cisterne Omt e
tanto altro ancora), hanno le idee chiare. I pesanti
a batterie per loro non sono un’opzione, e
nemmeno le fuel cell; semmai l’idrogeno bruciato
nelle camere di combustione degli attuali
motori, ovviamente riadattati. Quindi avanti con
il termico, possibilmente alimentato a Hvo. E,
adesso, ritorno ai Daf.
La casa di Eindhoven non è esattamente una
novità da queste parti, c’era già stata una decina
d’anni fa con i multiruolo CF. Ora ci torna con un
prodotto decisamente più solido e completo,
quell’XG che ha dimostrato di non aver alcun timore
reverenziale nei confronti dei più blasonati
marchi premium. Insomma, un salto di categoria.
Non potrà che far piacere agli autisti, dal momento
che quella dei Daf è la sola cabina progettata
sfruttando la deroga alle misure standard
degli articolati: una spanna in più in lunghezza
che fa bene all’aerodinamica e alla sicurezza in
caso di urto frontale, ma soprattutto giova a chi
sul camion ci deve vivere buona parte della sua
giornata (e della vita lavorativa). Peraltro i Daf,
già dalla serie precedente, sono gli unici camion
con un sistema di biellette che permette all’abitacolo
di arretrare una ventina di centimetri negli
impatti frontali più violenti, senza staccarsi dal
telaio: il peggior incubo dell’autista.
Grande sì, ma senza esagerare
Alla Autosped (e consociate) hanno capito che
le cabine strette non piacciono, soprattutto
Ma il futuro sarà elettrico
di Tiziana Altieri
quando bisogna rivenderle come usate; tuttavia
non vogliono eccedere con le sagome per
il tipo di lavoro che fanno. È la ragione per cui
i dieci Daf acquistati non sono degli XG+, quelli
che hanno pure il tetto super rialzato. Gli eccessi
non sono graditi neppure in sala macchine,
dove lavora un sei cilindri MX-13 da 480 Cv
(di targa, in realtà sono 483); valore appena al
di sotto di quei 500 che sono il minimo normalmente
richiesto dai trasportatori italiani, però
è anche un classico degli olandesi che con
quella specica taratura hanno saputo conquistare
tutta l’Europa, al punto da risultare i trattori
più venduti in assoluto, già dai tempi della serie
precedente degli XF.
Gli eventi di ne anno sono sempre un’occasione
preziosa per tirare le somme su
quanto fatto e fornire qualche stima su
quel che sarà. A parlare per Daf Italia è
Massimo Dodoni, amministratore delegato,
che ha incontrato la stampa nella
cornice della centrale idroelettrica di
Trezzo sull’Adda, davanti a un Xf Electric.
Si parte dai risultati raggiunti nel 2025 da
Paccar, il gruppo di cui Daf fa parte: vendite
e ricavi consolidati per 21,62 miliardi
di dollari e un utile netto di 2,08 miliardi. Da qui si passa
all’Europa, che nell’ultimo anno ha immatricolato tra i
270 e i 300 mila camion sopra le 16 tonnellate, superando
Stati Uniti e Canada (tra 230 e 260 mila) e Sud
America (tra 90 e 100 mila), per poi arrivare al dettaglio
del mercato italiano.
«Le stime preliminari parlano di 21 mila veicoli over 16
tonnellate immatricolati nel 2025. Per il 2026 ci attendiamo
una lieve crescita, nonostante un incremento del PIL
contenuto allo 0,6 per cento».
Che anno è stato il 2025 per Daf? «Un anno estremamente
positivo, - sottolinea Dodoni - abbiamo prodotto il
125.000º veicolo della nuova generazione e raggiunto
quota 300.000 con i contratti Multi Support. È stato anche
l’anno del debutto dell’XB con carrozzatura da fabbrica
nell’ambito del progetto Ready to Go, dell’introduzione
dello chassis specico per il trasporto vetture e della messa
su strada di 40 Daf elettrici nella città di Amsterdam».
È proprio sulle proposte elettriche che Dodoni si sofferma:
«Oggi la gamma è composta da XF Electric, XD
Electric e XB Electric, ma non basta. Per far crescere il
mercato elettrico servono infrastrutture adeguate - che
Daf può fornire insieme a Paccar - e una forte componente
di connettività».
L’elettromobilità, per il numero uno di Daf Italia non è affatto
un orizzonte lontano. «Il mercato dei BEV sopra le
6 tonnellate sta crescendo, pur restando una nicchia: siamo
intorno al 2 per cento in Europa. Guardando agli over
16 tonnellate, le previsioni per l’Europa allargata parlano
di circa 22.500 unità entro il 2027, pari al 7 per cento, rispetto
alle meno di 50 mila di oggi. In Italia
si prevede di sorare quota 500 nello stesso
anno, circa il 2 per cento. Lo sviluppo
dell’elettrico nel nostro Paese è afdato ai
costruttori. L’Europa comunque traina, e
noi verremo trainati».
Numeri che si inseriscono nella roadmap
europea per arrivare a emissioni zero entro
il 2050, come previsto dagli accordi di
Parigi. Tra le tappe previste: l’introduzione
dell’Euro VII nel 2029, la chiusura ai veicoli
diesel di gran parte delle città europee entro
il 2030 e l’addio ai carburanti fossili
entro il 2040. Nel 2030, secondo i piani attuali, l’Europa
dovrebbe disporre di colonnine da 350 kW ogni 60 chilometri
e di stazioni di rifornimento per l’idrogeno - tecnologia
che dovrebbe raggiungere la maturità proprio
entro quell’anno - ogni 150 chilometri.
«Noi, come Daf, vogliamo arrivare ad avere una gamma
Bev completamente sovrapponibile a quella a combustione
interna, per contribuire alla riduzione delle emissioni.
Stiamo lavorando molto su questo fronte anche
con la rete. Tutti i dealer e le ofcine hanno già effettuato
il ‘Site Assessment ‘e sono stati dotati di impianto elettrico
adeguato, buca dedicata, ricambi e attrezzi specici.
Abbiamo svolto formazione commerciale e tecnica e
tutti i dealer Daf installeranno una colonnina da 180 kW
entro il 2026. Sono inoltre partiti i corsi di EcoDrive e le
sessioni di istruzione alla guida per i Bev».
Per la diffusione dei veicoli elettrici, però, è fondamentale
anche accompagnare il cliente: «Serve denire con lui
una strategia di utilizzo per ottenere il massimo dal veicolo.
L’esperienza deve essere subito positiva. Non bisogna
ragionare per assoluti, ma ricordare la teoria del cambiamento.
Non si può pretendere che il mercato diventi
elettrico da un giorno all’altro, prima servono infrastrutture,
incentivi, competenze, veicoli maturi e ducia, ogni passo
crea le condizioni per quello successivo».
A contribuire alla diffusione dell’elettrico ci sono anche
le soluzioni nanziarie: «Siamo pronti con proposte più
lunghe, da 6-7 anni, e condizioni competitive che includono
anche l’infrastruttura di ricarica. Per quanto riguarda il noleggio
verrà erogato attraverso partner specializzati”.
Un valore aggiunto, sempre frutto del progetto
cabina, è la visibilità, sia diretta che attraverso
le telecamere che sugli XG di Autosped sostituiscono
totalmente i retrovisori sici. L’azienda
alessandrina peraltro, aveva già dotato i suoi
mezzi di sistemi di sicurezza per eliminare l’angolo
morto, persino prima che diventassero obbligatori.
Una dashcam andrà anche a sorvegliare
la strada, non per controllare l’autista,
semmai per tutelarlo. Fa parte della ‘visione’ e
dei progetti sulla formazione del personale che
non possono mancare in un gruppo che conta
oltre 4.600 mezzi, di cui oltre 2mila sono camion
con un’età media intorno ai tre anni. A prescindere
dal tipo di alimentazione.
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Attualità
Attualità
Consegna Man a Koiné
Idro-elettrico
La roadmap ‘‘orobica’’ verso la decarbonizzazione
Fase 1 Fase 2 Fase 3 in funzione
2026 2027 energia disponibile
eTruck 2 20 50
Energia solare 0,7 MW 3,2 MW stimati 7-8 MW possibili
Magazzino 11mila m 2 40mila m 2 60mila m 2 + binario privato
Sotto una buona stella, Paolo Toccafondi posa orgogliosamente sul suo
ultimo acquisto. Che, tuttavia, è solo il primo passo, come dimostra la
tabella qui sopra. L’obiettivo sono una cinquantina di camion entro il
decennio corrente e la riattivazione della ferrovia interna per l’intermodale.
Ecco i primi due esemplari di eTgx che andranno in serivizio per la
S. Pellegrino. Un progetto ambizioso e proiettato al futuro, sostenibile
non solo per l’ambiente, ma pure per le aziende che ci investono
In apertura, i due eTgx e la colonnina di ricarica Moon (inclusa nel
pacchetto d’acquisto) fanno da sfondo agli stakeholder di questa
operazione: al centro, con la chiave, Paolo Toccafondi, alla sua sinistra
i rappresentanti Man, alla destra quelli della S. Pellegrino/Nestlè.
Qui sopra, a sinistra, il motore elettrico da 400 kW al centro del telaio e del
passo; alle quattro batterie all’esterno dei longheroni se ne sommano altre
due al posto di motore e cambio dei Tgx termici: 89 kWh (80 netti)
di capacità, per un’autonomia dichiarata no a 500 km. A destra, invece,
le sospensioni anteriori pneumatiche.
di Danilo Senna
Dovunque c’è acqua in movimento, c’è
energia. Lo sapevano i nostri antenati
che hanno inventato i mulini, lo dimostrano
ancora oggi le centrali idroelettriche. E lo sa
Paolo Toccafondi, patron (sarebbe amministratore,
ma dato il suo passato calcistico al Prato
e al Livorno…) della Koinè, quella dei camion
tutti rossi, che è uno dei principali vettori italiani
della S. Pellegrino, gruppo Nestlé.
L’acqua, naturalmente ma anche e soprattutto
‘frizzantemente’, è quella da trasportare dallo
stabilimento dell’omonimo paese della val
Brembana giù verso gli hub appena fuori
Bergamo, uno della Koinè e l’altro della Nestlé.
L’energia è quella che serve per alimentare i camion
elettrici che proprio oggi la Man Italia consegna
in pompa magna all’azienda della famiglia
Toccafondi. I primi due, almeno. Perché il
Paolino, come lo chiamavano quando al Prato
ci giocava da semiprofessionista, ci vede lungo.
Nel suo magazzino, che sarà operativo già dall’anno
prossimo, ha installato un impianto fotovoltaico
da 700 kW che servirà proprio ad alimentare
i due eTgx, tramite colonnine Moon.
Un progetto pilota che si prevede di espandere
entro il prossimo biennio no oltre i tre megawatt
(quadruplicando la supercie utile), sufcienti
ad alimentare 20 camion a batterie nell’arco
delle 24 ore. E non nisce qui, perché è
già stata opzionata un’area adiacente per un’ulteriore
crescita dell’energia autoprodotta e delle
‘utenze’ su ruote, cioè 50 camion elettrici!
Coraggio o follia?
La risposta la darà il prossimo anno di esercizio.
Certo che se vogliamo davvero svoltare la mobilità
in modo sostenibile, da qualche parte si
dovrà cominciare, e la Koiné non solo lo sta fa-
cendo in modo molto pragmatico. Non da oggi,
ma n dal 2019, quando ha sposato la causa
dell’Lng (metano liquido) e poi ha proseguito
con l’Hvo (bio-diesel), per una flotta di quasi duecento
trattori stradali riconoscibili da sempre
per la livrea ‘rosso integrale’ a cui stavolta non
s’è sottratto neppure il marchio Man, tant’è che
il Leone di Monaco campeggia sulla mascherina
con uno sfondo… rosso (l’originale è nero).
L’investimento su mezzi che costano oltre il doppio
di quelli tradizionali è stato totalmente auto-
nanziato, la S. Pellegrino ci ha messo un contratto
di trasporto ‘rinforzato’ per tenere fede alle
proprie linee guida, che vedono in Italia due terzi
della produzione viaggiare sì su gomma, però
con oltre la metà dei camion alimentati con Lng
e bio-Lng, il resto della movimentazione se lo
suddividono navi e treni. A proposito di intermodalità,
nel deposito bergamasco della Koiné sarà
riattivato il binario interno che sposterà direttamente
su rotaia le merci in uscita. Quando si realizzerà
l’intero progetto: camion elettrici, più energia
totalmente rinnovabile, più treno si realizzerà
davvero un trasporto a emissioni zero.
Traguardo ragionevole se si considera che i camion
salgono a San Pellegrino (358 metri sul livello
del mare) a vuoto e scendono verso
Bergamo a pieno carico: 44 tonnellate e 150 metri
di dislivello che valgono quasi uno sbarramento
idroelettrico, solo che qui l’acqua è imbottigliata.
Il turbogeneratore è lo stesso motore
elettrico dei Man, che in discesa va a ricaricare
parzialmente i 480 chilowattora (netti) delle sei
batterie di trazione di ciascun eTgx, alleggerendo
così il prelievo dall’impianto del deposito. Geniale
e, sulla carta, fattibile. Poi, fra il dire e il fare c’è
di mezzo tanta altra acqua, ma Toccafondi lo
sa. E intanto ci scommette del suo.
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Consegne
Consegne
Flotte sostenibili
Nomi ‘pesanti’
per l’elettrico Volvo
Consegne di rilievo a Codognotto e Ikea,
due brand che puntano decisamente
sull’alimentazione elettrica strutturata
Recentemente Ikea ha ricevuto un trattore FH
Aero electric, da utilizzare nei lunghi percorsi.
La batteria da 540 kWh promette la percorrenza
di una tratta intorno ai 500 km, e infatti il veicolo
verrà utilizzato per trasporti logistici di mobili
e componenti d’arredo tra Portobuffolé (in provincia
di Treviso) e Piacenza, tra Piacenza e
Corsico (hinterland milanese) e Piacenza-
Padova, confermando il ruolo strategico della
cittadina emiliana. L’operatività attesa è di 252
giorni/anno.
Negli obiettivi della multinazionale svedese il
progetto integra la logistica inbound e outbound,
collegando i fornitori Ikea ai centri di distribuzione
e successivamente ai negozi di
Corsico e Padova.
Le tratte sono state studiate e ottimizzate dai
planner Codognotto per massimizzare le performance
dei veicoli elettrici, riducendo le soste
e minimizzando i chilometri a vuoto.
Codognotto, partner operativo della triangolazione,
ormai da tempo sperimenta a tutto campo
iniziative volte a incrementare la sostenibilità
del Gruppo, ben noto nel settore dell’autotrasporto.
Perfettamente logico quindi adottare
veicoli elettrici pesanti per incrementare la quota
zero emissioni della flotta.
A parte il parere di Matteo Codognotto (vedi il
box nella pagina a anco, la strategia del
Gruppo viene ben evidenziata dal Key Account
Manager, Szymon Pyzik: «Adottare l’elettrico
non è solo una questione di sostenibilità, ma
una vera e propria rivoluzione operativa.
L’autonomia più limitata rispetto ai veicoli tradizionali
richiede una pianicazione delle tratte
molto più accurata, così da ridurre i chilometri
a vuoto e ottimizzare le soste. I tempi di ricarica,
ben più lunghi rispetto al rifornimento diesel, impongono
una revisione del planning operativo;
e la disponibilità ancora limitata di infrastrutture
ci spinge a integrare partner strategici come
Fleet220 per garantire continuità di servizio. È
una trasformazione che richiede intelligenza logistica
e flessibilità organizzativa, ma che rappresenta
un passo necessario per rendere l’elettrico
competitivo e afdabile nel lungo periodo».
Svezia chiama Svezia
Questa iniziativa rientra nell’impegno globale
di Ikea per la riduzione dell’impatto ambientale
della propria catena di fornitura. Il colosso svedese
dell’arredamento ha ssato l’obiettivo di
raggiungere il 100 per cento di consegne a zero
emissioni entro il 2030, investendo in soluzioni
logistiche innovative e collaborando con partner
strategici.
«Si tratta di un passo importante nel percorso
di decarbonizzazione dei trasporti, - ha affermato
Ewelina Taylor, Global Transport
Manager di Inter Ikea Group - Ikea,
con un miglioramento dell’efcienza
allo stesso tempo. Grazie a questa
nuova partnership triangolare siamo
in grado di denire insieme il modello
operativo ottimale e sviluppare una
soluzione che riduce i costi complessivi,
tagliando le ore di inattività e ottimizzando
l’utilizzo delle rotte.
L’intelligenza articiale ha dato certamente un
grande impulso alla ricerca e allo sviluppo di
dispositivi in grado di generare guida autonoma
di quinto livello, che equivale alla capacità di
andare dal punto A al punto B senza alcun intervento
umano.
Restano certo molti dubbi e problematiche, ma
la strada intrapresa, quella di lavorare sul veicolo
piuttosto che sull’infrastruttura, è condivisa
dai costruttori anche nel settore dei veicoli pesanti
nel quale la guida autonoma presenterebbe
innumerevoli vantaggi.
Anche Iveco guarda alla ricerca in questa direzione
con attenzione, da cui l’intesa con Plus
AI, leader californiano nel settore della ricerca
di guida autonoma per veicoli pesanti. Tanto
che in Spagna, per la precisione nel corridoio
logistico tra Madrid e Saragozza, sono già in
giro S-Way provvisti di Superdrive, in grado di
gestire la condotta no al quarto livello, che prevede
comunque la presenza a bordo del driver.
Codognotto: elettrico
soluzione concreta
«La transizione verso il trasporto elettrico richiede scelte
pragmatiche e collaborazione reale lungo tutta la supply
chain, - ha dichiarato Matteo Codognotto, Supply Chain
Director del gruppo Codognotto - con questo progetto
puntiamo a dimostrare che l’elettrico, se pianicato sulle
tratte giuste e supportato dall’infrastruttura adeguata, è
già una soluzione concreta: riduce le emissioni, stabilizza
i costi operativi nel tempo e migliora la qualità del servizio.
Certo, l’autonomia dei mezzi è ancora un limite, ma
grazie alla collaborazione con partner e clienti
lungo tutta la liera riusciamo a gestire e superare
queste criticità.
Il nostro ruolo è costruire, insieme ai clienti,
modelli operativi replicabili che accelerino
la decarbonizzazione senza compromettere
l’efcienza».
Siamo certi che questo nuovo sistema
di trasporto genererà un valore signicativo,
contribuendo in particolare
a migliorare la qualità dell’aria e
a ridurre l’inquinamento acustico sulle
strade italiane’.
Iveco, quarto livello
Quasi al top la sperimentazione di guida autonoma
in Spagna. Il partner è Plus AI, leader di settore
Marco Liccardo, Chief Technology & Digital
Ofcer, Iveco Group, afferma: «L’automazione
dei veicoli è un pilastro fondamentale della strategia
tecnologica di Iveco Group. Siamo entusiasti
di rafforzare la nostra solida partnership
con PlusAI per innovare ulteriormente le nostre
tecnologie ADAS (Advanced Driver Assistance
Systems) e ADS a bordo dei veicoli Iveco».
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Intervista
.LISA CALEARO.
Missione possibile
Dalla Danimarca al resto del mondo, Spirii investe tutto sulla mobilità
del futuro offrendo soluzioni di ricarica per veicoli pesanti. Una realtà
in forte crescita che ci raccontano Lisa Calearo e Tore Harritshøj
di Roberta Cannone
Lisa Calearo,
Senior R&D Engineer
del Future Tech
Department
di Spirii.
La transizione verso la mobilità elettrica sta
rivoluzionando il settore dei trasporti, imponendo
sde sempre più complesse nella
gestione delle flotte e nella ricarica dei veicoli,
soprattutto per i mezzi pesanti. In questo contesto,
Spirii, azienda danese con una solida esperienza
nello sviluppo di soluzioni di eMobility, si
distingue per un approccio innovativo che integra
software, infrastrutture e servizi energetici in un
unico ecosistema modulabile e scalabile. Grazie
alle piattaforme Spirii, le aziende possono gestire
in modo efciente punti di ricarica multipli, ottimizzare
i costi energetici e offrire un’esperienza
di ricarica semplice e trasparente ai driver,
sia su colonnine proprie sia su quelle dei
partner attraverso il roaming.
Spirii opera oggi in 22 mercati internazionali
e continua a espandersi, con particolare attenzione
verso Paesi come l’Italia, la Francia
e la Germania, dove la domanda di veicoli
elettrici e di soluzioni di ricarica intelligente
cresce rapidamente.
Abbiamo intervistato la Senior R&D
Engineer Lisa Caleari per conoscere
gli strumenti dell’azienda dedicati ai
camion elettrici.
Quali sono oggi le principali attività
e linee di ricerca del Future
Tech Department di Spirii?
«Nel nostro dipartimento Future Tech ci
occupiamo specialmente di ricerca e sviluppo
a medio-lungo termine. Oggi, il focus
principale è lo smart charging dei veicoli elettrici:
ad esempio, ricaricare in base al prezzo dell’energia,
alla disponibilità di fonti rinnovabili o ai
segnali della rete elettrica. A tal proposito, stiamo
lavorando con servizi di rete in modalità unidirezionale,
in cui i veicoli riducono la potenza di ricarica
per contribuire alla stabilità della rete. È
così che supportiamo la commercializzazione di
soluzioni innovative applicabili, mentre ci orientiamo
verso quelle a lungo termine, come nel caso
del Vehicle-to-Grid».
Quali tecnologie innovative state sviluppando
per la ricarica dei mezzi pesanti?
«La ricarica dei mezzi pesanti richiede un approccio
che trae insegnamento dalle auto, ma viene
adattato ad esigenze differenti. Le batterie sono
più grandi, i tempi operativi rigidi e le potenze necessarie
molto elevate. Per questo, la nostra piattaforma
è in grado di gestire soluzioni in corrente
continua ad alta e altissima potenza, destinate a
crescere ulteriormente con l'arrivo della ricarica
in megawatt. Nei depositi privati, dove operano
flotte di camion o autobus, lavoriamo su sistemi
che permettono di gestire e distribuire in modo
intelligente la potenza, così da ricaricare più veicoli
senza sovraccaricare la rete.
Un tema importante è anche l’apertura delle stazioni
private al pubblico: molte infrastrutture, specialmente
quelle degli autobus, restano inutilizzate
per diverse ore e possono diventare punti di ricarica
aperti ad altri utenti, accelerando il rientro del-
l’investimento. In aree dove la rete non è ancora
pronta a fornire potenze elevate, stiamo integrando
batterie stazionarie, che permettono agli operatori
di avviare le attività senza attendere potenziamenti
della connessione elettrica.
Parallelamente, lavoriamo molto sull’afdabilità,
un fattore decisivo nel mondo dei mezzi pesanti:
un camion fermo signica un’intera operazione
logistica bloccata. Per questo collaboriamo con
partner e produttori locali per garantire tempi di
intervento molto rapidi».
Puoi spiegarci meglio come lavora la
tecnologia Vehicle-to-Grid, Vehicle-to-
Home e Vehicle-to-X?
«In Spirii, partecipiamo a diversi progetti di ricerca
con l'obiettivo di trasformare gli studi accademici
in applicazioni pronte per il mercato. Attraverso
la nostra partecipazione ai progetti FLOW e AHE-
AD, conanziati dall'Ue, riconosciamo l'importanza
crescente della flessibilità della rete e dell'integrazione
Vehicle-to-X.
Inoltre, lavoriamo per affrontare gli ostacoli di
mercato, supportando altri operatori della mobilità
elettrica nel fornire soluzioni scalabili e facilmente
accessibili al mercato. Il concetto di Vehicle-to-
X quindi, comprende tutte quelle tecnologie che
permettono di utilizzare l’energia contenuta nella
batteria di un veicolo elettrico per alimentare qualcos’altro.
Esiste anche il Vehicle-to-Load per i piccoli
utilizzi, per esempio, alimentare strumenti durante
un’attività all’aperto. Il Vehicle-to-Home
estende questo principio alla casa, permettendo
al veicolo di supportare i consumi domestici nei
momenti più costosi o durante un blackout. Il
Vehicle-to-Building applica lo stesso concetto alle
strutture aziendali e si rivela molto interessante
per le flotte.
La forma più avanzata è il Vehicle-to-Grid, che
consente ai veicoli di restituire energia alla rete e
contribuire alla sua stabilità. La tecnologia è disponibile
ma non ancora largamente diffusa: servono
auto compatibili, caricatori certicati, modelli
di business maturi e norme chiare e armonizzate
tra paesi Europei. Il potenziale è enorme: una flotta
anche piccola può mettere a disposizione quantità
di energia tali da supportare concretamente
la rete nei momenti di maggiore richiesta».
Dove tutto è iniziato
Visione strategica, innovazione e leadership: il CEO di
Spirii, Tore Harritshøj ci racconta le sde del mercato, le
scelte che guidano la crescita dell’azienda e le prospettive
future di un contesto in continua evoluzione.
Com’è nata Spirii e qual è l’idea che vi ha spinto a
puntare sulla ricarica dei veicoli elettrici?
«Prima di essere co-fondare di Spirii ho trascorso circa
dieci anni nel settore della mobilità elettrica con E.ON, dove ho partecipato
allo sviluppo delle prime reti di ricarica nei Paesi nordici.
Quell’esperienza mi ha mostrato quanto fosse frammentato e chiuso
il settore del ‘charging’: le soluzioni erano legate ad hardware difcili da
integrare, con limiti verso servizi fruibili a livello internazionale.
Da qui è nata l’idea di Spirii, ovvero sviluppare una piattaforma libera,
afnché le aziende potessero gestire, espandere e monetizzare il proprio
business di ricarica senza vincoli tecnici. Allo stesso tempo, volevamo
offrire ai driver un’esperienza semplice e afdabile, con un’app che permettesse
di ricaricare ovunque, anche tramite infrastrutture di partner
esterni. Come? Grazie al roaming. Questo approccio ha portato allo sviluppo
di Spirii Connect e Spirii Go, un sistema di gestione dei punti di ricarica
(CPMS) di nuova generazione e un’app che rende il servizio più
smart e user-friendly».
Quali mercati europei considerate più strategici e quali partnership
sono fondamentali per un’infrastruttura realmente interoperabile?
«Oggi Spirii opera in 22 mercati internazionali e continua a crescere rapidamente,
soprattutto in Europa e America Latina. L’Italia si sta dimostrando
uno dei Paesi a più rapida espansione, la richiesta di veicoli
elettrici è crescente, sia da parte delle flotte aziendali sia degli operatori
pubblici. Anche Francia e Germania rappresentano punti strategici per
l’elettricazione delle flotte.
L’interoperabilità è uno dei principali ostacoli per la crescita del settore:
la nostra strategia si basa sullo sviluppo di piattaforme aperte, compatibili
con standard globali come OCPP, OCPI e ISO 15118, e su partnership
solide con operatori di punti di ricarica, aziende energetiche, fornitori di
servizi di mobilità e stakeholder pubblici. In questo modo eliminiamo
barriere per gli utenti e per i partner, consentendo anche l’adozione su
larga scala di tecnologie avanzate come il Vehicle-to-Grid».
Come immagina l’evoluzione della mobilità elettrica nel trasporto
pesante nei prossimi cinque-dieci anni e quale ruolo
avrà Spirii?
«La transizione del trasporto pesante verso l’elettrico sarà profonda e
strutturata. Con batterie più performanti, infrastrutture in crescita e norme
sulle emissioni più severe, i camion e i bus elettrici diventeranno centrali
per la logistica e il trasporto pubblico. Vedremo nascere ecosistemi che
interagiranno in modo intelligente.
Spirii può supportare questa transizione attraverso piattaforme di ricarica
modulabili e flessibili adattate alle esigenze delle flotte commerciali. Ciò
include la ricarica programmata, operazioni più rapide grazie all’automazione,
accesso condiviso a depositi o utilizzi misti, e integrazione
diretta con reti e servizi energetici. Per superare le barriere più rilevanti,
come costi iniziali elevati, complessità operativa e carenza di infrastrutture,
collaboriamo con partner come ZE Ports. Questa partnership offre un
servizio ‘all-in-one’, ovvero noleggio di veicoli elettrici, colonnine di ricarica
e una fornitura di energia rinnovabile ottimizzata. Il tutto viene erogato
con un canone mensile basato sui chilometri percorsi, riducendo signi-
cativamente il costo totale di gestione e accelerando la transizione
verso un trasporto pesante sostenibile».
40 - 01/02 2026
www.vietrasportiweb.it
01/02 2026 - 41
Anniversario
10 anni
OSSERVATORIO INTERDISCIPLINARE TRASPORTO ALIMENTI E FARMACI
Truck Time
Siamo
in onda
Da non perdere su Canale 71 del Digitale
Terrestre le nuove puntate del format
dedicato al mondo del trasporto merci
Truck Time continua la sua corsa. Il 2026 è iniziato con la marcia
giusta: il format televisivo dedicato al mondo dei camion e dei veicoli
commerciali, nato dalla collaborazione tra Il Giornale del
Meccanico e Vie&Trasporti, è tornato con nuovi approfondimenti.
La quinta e la sesta puntata, andate in onda il 21 gennaio e il 4 febbraio
alle 20:00 su Canale Italia, il 71 del Digitale Terrestre, hanno confermato
il successo di un progetto capace di unire informazione tecnica, visione
strategica e storie concrete di imprese.
Alla guida del programma abbiamo ritrovato Laura Berti, afancata dal
vicedirettore di Vie&Trasporti Tiziana Altieri, con il contributo costante di
Giuseppe Guzzardi, Giuseppe Polari e della redazione di questo magazine
per numeri e notizie.
Un pool di professionisti che ha accompagnato lo spettatore dentro l’innovazione,
i servizi e le trasformazioni tecnologiche del settore.
Sotto i riflettori
Il cuore della puntata andata in onda mercoledì 21 gennaio, è rappresentato
dall’intervista realizzata dal direttore Giuseppe Guzzardi al presidente di
Lombardia Truck Massimo Tentori. Un confronto articolato, proposto in
due momenti, che ha restituito uno sguardo privilegiato sulle prospettive
dell’autotrasporto e sull’evoluzione del brand Iveco, tra strategie di prodotto,
ruolo della rete e nuove esigenze degli operatori.
Immancabile la rubrica ‘On Track Talks’, curata da Maurizio Bramezza di
Euromaster, torna con l’esperienza imprenditoriale di Francesco Allini, socio e amministratore
del centro Allini Srl di Aversa. Luci sull’approfondimento dedicato al Mercedes Actros
ProCabin, e sul debutto di Truck Lab, il laboratorio di idee e tecnologia rmato da Danilo
Senna. Nella sesta puntata il focus si è spostato sul mondo dei ricambi con un approfondimento
dedicato al Consorzio PDA. Giuseppe Polari ha intervistato gli ospiti Sabino
Restaino, amministratore unico di Dierre Dimensione Ricambi, e Savino Dibenedetto,
CEO della Michele Dibenedetto & C. SAS, protagonisti di una narrazione sull’evoluzione del
settore dal punto di vista di chi supporta ogni giorno ofcine e flotte. L’intervista affronta temi
centrali come l’organizzazione aziendale, la gestione del magazzino e il cambiamento tecnologico
dei mezzi pesanti negli ultimi anni. Al centro della scena, l’Iveco S-Way che celebra
i 50 anni del brand Iveco, raccontato, descritto e provato da Danilo Senna.
L’appuntamento con Truck Time resta sso: ogni mercoledì alle 20:00 su Canale Italia.
E per volesse seguire on demand la diretta, il programma è disponibile anche online su
www.trucktime.it, sul canale YouTube Truck Time e sui principali social.
Osservatorio dal 2016
Dieci anni: l’idea di OITA più viva che mai
Il presidente dell’Osservatorio ricorda il giubileo di una iniziativa nata
da una intuizione, un obiettivo, un desiderio: valorizzare il diritto
del consumatore a un trasporto alimentare e farmaceutico di qualità
Festeggiare un anniversario, in questo caso i dieci
anni dalla costituzione, può sembrare un eccessivo
«parlarsi addosso». Non è questo il nostro
obiettivo, piuttosto è il ricordare insieme a partner
e stakeholder cosa ci ha spinto, all’indomani della
chiusura dell’Expo milanese dedicato all’alimentazione,
a coniugare uno dei più grandi valori del
nostro Paese, la qualità alimentare, con un trasporto
professionale e rispettoso delle regole.
I marchi qui riprodotti raccontano l’evoluzione
Bollettino n.95
gennaio/febbraio 2026
dell’Osservatorio, nato per monitorare ricerca, sviluppo e pratiche nel
trasporto alimenti ma presto trasformatosi in qualcosa di più inclusivo e responsabile, ovvero
la distribuzione di farmaci: da OITA a OITAF. Il resto è cronaca. Una cronaca vissuta sul dialogo,
a volte difcile con l’autotrasporto, con le istituzioni, presto consapevoli e partecipative, con
il network che gira intorno a questo gigantesco business.
Siamo una piccola squadra, ma continueremo a puntare a una informazione e comunicazione
di qualità, promuovendo un ATP che sia anche attuale ed equilibrato. La riedizione del Libro
Bianco, che presenteremo al Transpotec, insieme a molte altre iniziative, non di rado scomode,
saranno testimonianza di una vitalità mai doma dell’Osservatorio. Clara Ricozzi, presidente OITAF.
L’olio di oliva contraffatto nella morsa tedesca
Alla era Analytica di Monaco, a ne marzo, la Fraunhofer Gesellschaft
presenterà un nuovo sistema altamente automatizzato per l’analisi sul
campo dell’olio d’oliva. Il sistema, delle dimensioni di una borsa, utilizza un
gascromatografo miniaturizzato ed è in grado, a partire da un campione, non
solo di fornire un prolo chimico completo in pochi
secondi, ma anche di evidenziare criticità sulla base
“impronte chimiche” che variano a seconda dell’origine
geograca, della freschezza e della composizione del
prodotto. Attraverso il confronto tra il prolo rilevato e i
campioni di riferimento, il dispositivo è in grado di
identicare eventuali diluizioni, false indicazioni di
provenienza o segni di invecchiamento precoce.
© Fraunhofer IVV
Osservatorio Interdisciplinare
Trasporto Alimenti e Farmaci
Partner
Media partner
d Vie&Trasporti d
d CiBi d
d Transportonline d
d Technoretail d
d food&tec_ d
d Logistica Management d
Comitato Tecnico Scientico dell’Osservatorio Riccardo Accorsi - Università Alma Mater Studiorum di Bologna; Stefano Brivio - MGH Systems Italia; Gerardo Cardone - Futura
Servizi Logistici; Giuliano Caselli - Tecnea Italia; Gérald Cavalier - Groupe Tecnea Cemafroid; Bruno Cortecci - Commissione Onu Unece European Committee for Standardization;
Pasquale D’Anzi - ACI; Giuseppe Antonio D’Errico - SV Noleggio - Petit Forestier; Jean François Daher - Assologistica; Giuseppina della Pepa - Anita; Franco Fenoglio - CdA Italferr;
Antonio Fiandino - Rolfo Plastic Gall; Enrico Finocchi - Albo Autotrasportatori; Olga Landol - TTS Italia; Antonio Malvestio - Freight Leaders Council; Sandro Mantella - Lamberet;
Riccardo Manzini - Università Alma Mater Studiorum di Bologna; Massimo Marciani - Fit Consulting - Freight Leaders Council; Fabrizio Ossani - Federtrasporti; Massimo Panagia -
Francia Latticini; Massimiliano Perri - Iveco Mercato Italia; Giuseppe Perrotta - Consulente ed esperto in formazione; Cristina Qirjaku - MIMS; Umberto Torello - DIF (Distribuzione
Italiana Food), Transfrigoroute Italia e TN Torello; Paolo Uggè - Conftrasporto; Fabrizia Vigo - ANFIA.
Del CTS fanno parte anche i componenti del board esecutivo di OITAF Clara Ricozzi Presidente; Lucia Saronni Presidente onorario; Giuseppe Guzzardi Direttore generale;
Marco Comelli Responsabile scientifico
42 - 01/02 2026 www.vietrasportiweb.it
Patrocini
GRUPPO FEDERTRASPORTI
Anniversario
10 anni
OSSERVATORIO INTERDISCIPLINARE TRASPORTO ALIMENTI E FARMACI
Leggi, aziende, lavoro
Il trasporto refrigerato indispensabile per alcuni riuti
Massimo Vannucchi, Waste Manager Software di Wolters Kluwer, spiega la connessione
tra trasporto ATP, compliance e RENTRI (Registro elettronico per la tracciabilità dei riuti)
Nel trasporto di alimenti refrigerati e farmaci, comprendendo
anche i prodotti scaduti, spesso si trascura la gestione di riuti.
L’introduzione del RENTRI rivoluziona questo aspetto, imponendo
obblighi digitali anche alle aziende che operano in ATP,
impattando direttamente la logistica del freddo, aggiungendo un
livello di compliance da non ignorare.
Massimo Vannucchi, Waste Manager Software di Wolters Kluwer,
ci aiuta a capirne di più.
«Il RENTRI è il sistema digitale obbligatorio per la tracciabilità dei
riuti, introdotto dal DM 59/2023. Con scadenze chiaramente denite, tutte le aziende
e gli enti che producono anche un solo riuto pericoloso, sono obbligate ad iscriversi al RENTRI, a digitalizzare
i registri di carico e scarico e, dal 13 febbraio 2026 ad utilizzare unicamente i Formulari digitali.
Una vera rivoluzione che impatta anche sulle aziende ATP che generano riuti come imballaggi contaminati,
ghiaccio sintetico, pallet, SOA e spesso li trasportano in conto proprio.
Il consiglio è quello di pensare che non siamo di fronte solo ad un obbligo, ma piuttosto ad un’opportunità per
digitalizzare i processi garantendo trasparenza, ottimizzazione, maggiore controllo, e compliance aziendale.
In questo scenario anche le aziende del trasporto refrigerato devono agire subito per adeguarsi, evitando sanzioni
e cogliendo i beneci di una gestione più efciente».
Wolters Kluwer dispone di un software dedicato, Atlantide (www.atlantide-web.it) in grado di assolvere ogni fase
della gestione dei riuti: dal trattamento al trasporto, dall’ottimizzazione dei percorsi, la geolocalizzazione, no
alla gestione di impianti in ottica Industria 4.0.
La piattaforma si basa sulla normativa italiana, ma risponde anche alle esigenze di aziende multisede che
operano a livello globale. In questi casi, implementiamo moduli dedicati alla gestione degli insediamenti esteri.
Operare in ambito europeo è possibile grazie a un sistema ingegnerizzato e alla capacità di affrontare le
tematiche ambientali partendo dalle direttive dell’Unione Europea. Non si tratta solo di sviluppo tecnologico, ma
di formazione e assistenza ai clienti, grazie a una squadra di ingegneri e tecnici qualicati.
Transpotec: OITAF c’è e si sente
A maggio torna in Fiera Milano il più importante evento
italiano dedicato al trasporto, ovvero Transpotec. Come
nella passata edizione, anche nella prossima OITAF sarà
presente con due importanti appuntamenti, uno il giorno di
apertura con un convegno a cavallo tra agroalimentare e
refrigerato, un altro il
giorno dopo con la
presentazione ufficiale
della seconda edizione del
Libro Bianco del trasporto
ATP, questa volta un unico volume che racchiude sia veicoli
che trainati. Molte e qualificate le presenze, ma sarà attesa
soprattutto la relazione illustrativa dei contenuti e dei
numeri chiave, illustrati dall’autrice del volume, Tiziana
Altieri.
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Cell. 347 8365191
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Giovanna Thorausch
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AquaFarm 2026, viaggio
al termine dell’acquacoltura
Quando leggerete queste righe si
starà svolgendo la nona edizione
di AquaFarm, la fiera
internazionale sull’acquacoltura e la
pesca su piccola scala alla Fiera di
Pordenone (18 e 19 febbraio). L’edizione che
segna il decennale della manifestazione
apre una finestra sul futuro del settore, che
sta attraversando cambiamenti profondi nel
bene e nel male. L’allevamento di alcune
specie di molluschi, a partire dalla vongola
verace, è in profonda crisi, a causa del
famoso granchio blu ma anche di altre
specie invasive e del mutato
comportamento di quelle autoctone. Si
affacciano intanto sul mercato nuovi
produttori, che utilizzando nuovi sistemi di
allevamento mettono a rischio la posizione
italiana in diversi settori.
Ne parleremo nel reportage a fine evento.
Ufcio Stampa e PR Easycom
Celeste Di Sabato
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Cominciamo così
Come funziona il periodo di prova e cosa spetta al lavoratore in questo
lasso di tempo. Da non dimenticare che la clausola deve risultare
da atto scritto che precede o è contestuale all’instaurazione del rapporto
Anorma dell’art. 2096 c.c. l’assunzione di un lavoratore
per un periodo di prova deve risultare da atto
scritto che, secondo l’orientamento prevalente, deve
necessariamente precedere o essere contestuale all’instaurazione
del rapporto.
Se, quindi, l’azienda acconsente a che il lavoratore inizi la
propria attività, rimandando, anche di poco tempo, la formalizzazione
di un accordo verbale già raggiunto, viene
a trovarsi nelle condizioni di non potere legittimamente
più apporre al contratto di lavoro la clausola della prova.
L’azienda e il lavoratore sono tenuti a consentire e a fare
l’esperimento che forma oggetto del patto di prova, mentre,
durante detto periodo, ciascuna delle parti può recedere
dal contratto di lavoro senza obbligo di preavviso. Occorre,
comunque, tenere presente che, nell’ipotesi in cui il datore
di lavoro non consente lo svolgimento della prova, o vi consente
in maniera inadeguata, il licenziamento può essere
oggetto di sindacato da parte del giudice, che potrebbe,
quindi, dichiararne anche l’illegittimità.
Allo scadere del periodo di prova l’assunzione diviene de-
nitiva, e il periodo di attività già prestato va computato
nell’anzianità di servizio del dirigente.
Sei mesi al massimo
La durata massima del periodo di prova è stabilita in sei
mesi, così come del resto dispone l’art. 4 del r.d.l.
1825/1924, convertito con legge 562/1926 [Disposizioni
relative al contratto di impiego privato], nonché, da ultimo,
l’art. 7, d.lgs. 104/2022, comma 1. Dal computo rimangono,
peraltro, esclusi eventuali periodi di sospensione del rapporto
(art. 7, comma 3). In particolare, se il periodo è stabilito
in mesi, occorre considerare l’attività effettivamente
svolta, senza tener conto dei periodi di sospensione dell’attività
per determinati eventi (malattia, infortunio, gravidanza
e puerperio, permessi, sciopero, ferie, con la sola
esclusione dei riposi settimanali e delle festività, che devono
essere conteggiati).
Non è consentito far svolgere la prova al lavoratore, quadro
o impiegato, già dipendente dell’azienda, che viene promosso.
Tale previsione è da estendere anche ai lavoratori
già occupati in passato presso lo stesso datore di lavoro.
In caso di risoluzione del rapporto durante la prova spettano
al dirigente:
- i ratei di tredicesima e quattordicesima mensilità;
- l’indennità sostitutiva delle ferie maturate;
- il trattamento di ne rapporto.
Al termine del periodo di prova entrambe le parti sono libere
di recedere dal contratto, oppure di continuarne l’esecuzione.
In questo caso, afnché il rapporto diventi denitivo,
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PERIODO
DI PROVA
non è necessario che il datore di lavoro renda formalmente
esplicita la sua volontà di confermare il lavoratore assunto
in prova, ma è sufciente che l’attività lavorativa prosegua,
anche per breve tempo, dopo la scadenza.
Alcuni problemi possono porsi nel caso di assunzione di
dirigenti a tempo parziale, laddove si tratti di individuare
un parametro di riproporzionamento per la durata del periodo
di prova.
Per quanto riguarda i part-time orizzontali (ossia quelli che
prevedono un orario ridotto nel corso della giornata lavorativa)
non sembra che alla prova possano applicarsi termini
massimi diversi rispetto a quelli previsti dal contratto collettivo.
Assumendo un lavoratore a tempo parziale l’azienda
è infatti perfettamente consapevole del ridotto apporto lavorativo
che lo stesso può, comunque, garantire dopo il superamento
della prova, ed è proprio su queste basi che
deve, quindi, valutare la riuscita o meno dell’esperimento.
La naturale sospensione dal lavoro nei casi di part-time
verticale, ciclico o misto (alcuni giorni/settimane/mesi su
base annua) può essere invece ricondotta a quei ‘periodi
di sospensione del rapporto’ di cui alla normativa vigente,
con la conseguenza che, in tal caso, il periodo di prova
deve essere riferito soltanto ai periodi di effettiva attività.
In ogni caso, resta consigliabile, onde evitare successive
contestazioni, che al momento della stipula del contratto
le parti raggiungano un accordo specico sul punto della
durata della prova, motivando espressamente l’adozione
di un periodo più lungo - o meglio, riproporzionato - con la
particolarità di un rapporto di lavoro a tempo parziale.
La rubrica è curata da Pasquale Dui,
avvocato, professore a contratto
di diritto del lavoro, revisore legale
e giornalista pubblicista.
Associazioni&Dintorni
Associazioni&Dintorni
A suo tempo
Il mondo dell’autotrasporto non dice no alla decarbonizzazione,
ma chiede che si tengano in considerazione le condizioni abilitanti.
Il Greening Corporate Fleets rischia di mettere in ginocchio le imprese
Impariamo da loro
Elettricisti e idraulici conoscono bene il valore del loro lavoro, gli
autotrasportatori no: per questo molte imprese faticano a sopravvivere.
Le cause sono diverse, ma una cosa è certa: il cambiamento è necessario.
a cura di Carlotta Caponi, Segretario Generale Fai
Il futuro dell’autotrasporto europeo passa inevitabilmente
dalla transizione ecologica. La
proposta legislativa Greening Corporate Fleets,
presentata il 10 dicembre dalla Commissione,
rappresenta un momento decisivo per il settore,
con potenziali impatti diretti sulla competitività
delle imprese e sull’organizzazione dei servizi di
trasporto.
L’iniziativa mira a incentivare l’adozione di veicoli
a zero emissioni all’interno delle flotte aziendali,
ma le prime anticipazioni avevano già sollevato
dubbi sull’introduzione di obblighi che, in assenza
di condizioni infrastrutturali, operative ed economiche adeguate,
potrebbero risultare difcilmente sostenibili per
molti operatori.
In questo contesto, la Fai ha mobilitato la propria rete e
scritto ai Ministri dei Trasporti e dell’Ambiente, portando
all’attenzione la campagna europea ‘Yes to greening, No
to mandates’, promossa da IRU e sostenuta da oltre 5.300
imprese in tutta Europa, di cui 190 italiane. Un ringraziamento
particolare va alle aziende associate ala nostra federazione
che hanno aderito prontamente alla petizione,
dimostrando la forza del rapporto di ducia con l’associazione
e la capacità del nostro settore di reagire rapidamente
per tutelare il proprio domani.
Il principio ribadito con forza è chiaro: il settore dell’autotrasporto
non si oppone alla decarbonizzazione, anzi ne
sostiene convintamente gli obiettivi; ciò che viene contestato
sono obblighi imposti in assenza di condizioni abilitanti,
che rischierebbero di compromettere la competitività
delle imprese, alterare la concorrenza e
mettere a rischio la continuità dei servizi essenziali.
Laddove queste siano già presenti, il mercato
si orienta naturalmente verso soluzioni più ecologiche,
rendendo superflue imposizioni vincolanti.
Due fronti
All’interno del dibattito europeo, alcuni Stati membri
si sono già espressi a favore di vincoli per le
grandi flotte: Francia, Spagna, Paesi Bassi, Svezia,
Irlanda e Lussemburgo hanno inviato comunicazioni
alla Commissione, sostenendo la proposta.
In particolare, la Francia ha trasmesso una nota in vista
del Consiglio TTE, dichiarando il proprio appoggio all’introduzione
di vincoli all’acquisto di veicoli elettrici.
Ora che la proposta è stata ufcialmente presentata, si
apre una fase cruciale di analisi e confronto: sarà necessario
valutare attentamente il testo, individuarne eventuali
criticità e promuovere soluzioni pragmatiche, basate sulla
creazione di presupposti operativi e infrastrutturali che rendano
la transizione realmente sostenibile, equilibrata e
coerente con le ambizioni climatiche europee.
La vicenda del Greening Corporate Fleets dimostra quanto
il futuro del trasporto stradale europeo sia strettamente
legato alle scelte legislative: l’autotrasporto italiano dovrà
continuare a vigilare, partecipare attivamente al dibattito
e promuovere approcci realistici, che tutelino la competitività
delle imprese e garantiscano la continuità dei servizi,
senza rinunciare agli obiettivi di sostenibilità ambientale.
di Alessandro Peron, Segretario Generale FIAP
Chiunque abbia fatto ricorso a un elettricista
o un idraulico negli ultimi anni avrà notato
come diritto di chiamata, costi orari e modalità
di intervento siano sorprendentemente simili.
Non si tratta di un cartello, né di tariffe imposte.
È il risultato di un lavoro lungo decenni
svolto dalle loro associazioni di categoria, che
hanno investito sulla formazione economica degli
imprenditori, insegnando loro a conoscere il proprio
costo reale di impresa.
Attraverso corsi, simulazioni e attività di assistenza,
questi artigiani hanno compreso come distinguere
tra ore lavorate e ore realmente fatturabili, come considerare
i tempi improduttivi, i costi ssi e la marginalità minima necessaria
alla sopravvivenza della loro impresa. Non è mai
stato detto ‘quanto bisogna farsi pagare’, né è stato chiesto
allo Stato di ssare costi minimi, ma è stato chiarito un principio
fondamentale: sotto certi livelli non si è competitivi,
si è destinati a uscire dal mercato. Questa consapevolezza
diffusa ha progressivamente creato un mercato più equilibrato,
dove il prezzo non nasce da accordi, ma dalla necessità
di essere economicamente sostenibili.
Se spostiamo lo sguardo sull’autotrasporto e sulla logistica,
il confronto diventa inevitabile. Il paragone non riguarda il
modello tariffario - profondamente diverso tra un servizio
a ‘chiamata’ e un servizio a ‘rete’ - ma il lavoro culturale
svolto dalle rispettive associazioni. In un caso si è costruita
consapevolezza economica; nell’altro questo passaggio
non è mai stato affrontato no in fondo. Le ragioni non
sono casuali, ma strutturali e, in molti casi, consapevoli.
sociali, ha risposto con provvedimenti a pioggia
che hanno consentito la sopravvivenza di molte imprese,
senza però affrontare il nodo centrale.
Il risultato è stato un mercato drogato, nel quale
sono stati mantenuti in vita modelli imprenditoriali
fragili, incapaci di reggersi senza aiuti esterni. Non
si è creata cultura, si è gestita l’emergenza. E l’emergenza,
nel trasporto, è diventata strutturale.
A questo si è aggiunta una cultura diffusa del «meglio
lavorare che fermarsi», che ha normalizzato
il dumping e reso socialmente accettabile lavorare
sotto costo. Una logica che ha impoverito le imprese,
abbassato la qualità media del servizio e
aumentato il rischio per l’intera liera.
Oggi, però, lo scenario sta cambiando. ETS, aumento dei
costi energetici, carenza di autisti, requisiti ESG e anche le
indagini avviate da alcune procure stanno rendendo evidente
una verità semplice: un fornitore che lavora sotto costo
non è conveniente, è un rischio. Per la prima volta, forse,
anche la committenza ha interesse a un mercato sano.
La lezione delle associazioni di elettricisti e idraulici è, quindi,
più attuale che mai. Non si tratta di ssare prezzi, ma
di ricostruire una cultura del costo. Senza questo passaggio
continueremo a sostenere imprese solo sulla carta. È per
questo che, come Fiap, stiamo lavorando sulla cultura d’impresa,
cercando di curare non solo i sintomi, ma le cause
profonde dei problemi dell’autotrasporto.
Problemi di rappresentanza
Nel tempo, molte associazioni di categoria sono state condizionate,
o direttamente controllate, da confederazioni
più ampie che rappresentavano – e rappresentano tuttora
– anche la committenza, piccola o grande. Committenza
il cui obiettivo principale è sempre stato uno solo: la compressione
dei costi. In questo contesto, educare l’impresa
di autotrasporto a conoscere e difendere il proprio costo
reale avrebbe signicato entrare in conflitto con interessi
interni allo stesso sistema di rappresentanza.
Invece di costruire una cultura economica solida, si è scelta
un’altra strada: spostare il problema sullo Stato. Ogni volta
che il sistema entrava in crisi, non si spigava che taluni trasporti
non dovevano essere accettati a quelle condizioni, ma
si chiedevano contributi, ristori, bonus o sconti scali. Lo
Stato, spesso per timore di blocchi o di forti contrapposizioni
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Legale
Legale
Questione di tempo
Si torna a parlare di violazione delle norme in materia di antitrust, con
riferimento al Cartello degli autocarri. Cosa c’è da sapere sul termine
di prescrizione per la proposizione dei ricorsi per risarcimento danni
a cura di Maria Cristina Bruni e Chiara Caponegro
Si sono riaccesi i riflettori sulla violazione delle norme
in materia di antitrust, con riferimento al cd. Cartello
degli autocarri, un’intesa illegale messa in atto tra
il 1997 e il 2011, su cui la Commissione Europea è intervenuta
a partire da luglio 2016 per sanzionare un gruppo
di produttori di autocarri per avervi partecipato.
Il 1° febbraio 2024, la Corte di giustizia dell'Unione europea
(CGUE) ha respinto l’appello di Scania che, a differenza di
altri costruttori non aveva preso parte all’accordo raggiunto
tramite una composizione consensuale delle controversie
(cosiddetto ‘Settlement’). Essa era stata pertanto, prima
condannata dal Tribunale dell’UE e successivamente, risultava
soccombente in appello.
La questione che ci si trova ora ad affrontare riguarda l’ambito
di applicazione ratione temporis, ossia in termini temporali
delle norme che disciplinano il termine di prescrizione
per la proposizione dei ricorsi per risarcimento danni in
luogo di violazioni del diritto della concorrenza. Infatti, a
seguito dell’adozione della direttiva 2014/104/UE, relativa
al risarcimento del danno ai sensi del diritto nazionale per
violazioni delle disposizioni del diritto della concorrenza,
diventa rilevante indagare il rapporto tra la precedente disciplina
nazionale e quella introdotta con la nuova direttiva.
Ciò ha importanti ripercussioni anche sulla possibilità di
nuove azioni e procedure. In particolare, al riguardo rileva
l’art. 10 della richiamata direttiva prevede che:
«1. Gli Stati membri stabiliscono, conformemente al presente
articolo, norme riguardanti i termini di prescrizione per intentare
azioni per il risarcimento del danno. Tali norme determinano
quando inizia a decorrere il termine di prescrizione,
la durata del termine e le circostanze nelle quali il termine è
interrotto o sospeso. 2. Il termine di prescrizione non inizia
a decorrere prima che la violazione del diritto della concorrenza
sia cessata e prima che l'attore sia a conoscenza o si
possa ragionevolmente presumere che sia a conoscenza:
a) della condotta e del fatto che tale condotta costituisce
una violazione del diritto della concorrenza; b) del fatto che
la violazione del diritto della concorrenza gli ha causato un
danno; c) dell'identità dell'autore della violazione. 3. Gli Stati
membri provvedono afnché il termine di prescrizione applicabile
alle azioni per il risarcimento del danno sia almeno
di cinque anni. 4. Gli Stati membri provvedono afnché il termine
di prescrizione sia sospeso o, a seconda del diritto nazionale,
interrotto se un'autorità garante della concorrenza
interviene a ni di indagine o di istruttoria avviata in relazione
alla violazione del diritto della concorrenza cui si riferisce
l'azione per il risarcimento del danno. La sospensione non
può protrarsi oltre un anno dal momento in cui la decisione
relativa a una violazione è diventata denitiva o dopo che il
procedimento si è chiuso in altro modo».
Partiamo da alcune sentenze
Per addentrarci in questo ambito, sarà utile richiamare
due sentenze. La prima riguarda un’azione esercitata presso
il Tribunale di commercio di León in Spagna volta ad
ottenere il risarcimento per il danno causato dal cartello
degli autocarri. In particolare, le due società convenute
contestavano l’applicazione della direttiva in quanto il cartello
era cessato prima dell’entrata in vigore della medesima.
Successivamente, la questione era stata sottoposta
su rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’Unione
Europea.
La CGUE, sottolinea che occorre guardare la data di scadenza
del termine di recepimento della direttiva: in particolare
occorre constatare se «alla data di scadenza del termine
di recepimento della direttiva 2014/104, ossia il 27
dicembre 2016, il termine di prescrizione applicabile alla situazione
di cui al procedimento principale fosse scaduto».
Laddove il termine della normativa nazionale non sia scaduto
prima del 27 dicembre 2016, allora la fattispecie può
essere disciplinata dall’art. 10 della direttiva.
Nel caso sottoposto alla Corte, è stato ritenuto che il termine
di prescrizione della normativa spagnola non fosse
scaduto prima del 27 dicembre 2026 e pertanto si è ritenuto
applicabile l’art. 10.
Tale giurisprudenza è stata richiamata anche da parte dei
giudici italiani. La Corte di Cassazione (civile sez. I –
28/02/2024, n. 5232), conferma il principio di diritto di cui
sopra, sottolineando l’importanza della data di scadenza
del termine di recepimento della direttiva: laddove il termine
prescrizionale previsto dalla disciplina italiana fosse spirato
prima del 27 dicembre 2026, troverebbe applicazione la
disciplina previgente; in caso contrario, troverebbe applicazione
l’art. 10 della direttiva 2014/104/UE.
La Cassazione inoltre, affronta anche la tematica dell’individuazione
del dies a quo da cui far decorrere il termine
prescrizionale. Infatti, essa richiama il comma 2 dell’art.
10 e poi specica quanto previsto dal comma 4. La Corte,
dando seguito anche in tal caso ad una consolidata giurisprudenza
europea, precisa che nel caso di intese restrittive
della concorrenza, solitamente il termine decorra dal momento
in cui l’autorità competente accerti l’illecito sebbene
essa aggiunga che per una corretta individuazione del dies
a quo e quindi dell’effettiva conoscibilità del danneggiato,
occorre valutare caso per caso quando il soggetto abbia
avuto sufciente ed adeguata informazione sull’illecito,
tenuto conto del suo grado di competenza.
Tuttavia, occorre sottolineare che l’art. 10 comma 4 prevede
la sospensione/interruzione laddove sia in atto un’indagine
o un’istruttoria. Tale effetto interruttivo o sospensivo, determinando
il differimento del dies quo da cui far decorrere
il termine a partire dal momento in cui la decisione sia divenuta
denitiva ovvero sia passata in giudicato, è determinante
nel caso delle azioni risarcitorie legate al Cartello
degli autocarri. In questo scenario, infatti, il momento da
cui inizierebbe a decorrere la prescrizione sarebbe la data
della sentenza CGUE/Scania del 1° febbraio 2024.
Pertanto, poiché tra le varie case costruttrici coinvolte nel
Cartello degli autocarri sussiste una responsabilità solidale
in relazione a tutti danni procurati dallo stesso, secondo
tale normativa la relativa azione risarcitoria potrà essere
ancora rivolta, nei confronti di Scania, da chiunque risulti
in qualsiasi modo danneggiato in ogni caso dal Cartello
ovvero abbia acquistato un autocarro di un qualsiasi marchio
coinvolto.
Ciò come anticipato riveste particolare importanza anche
con riferimento a eventuali e potenziali nuove istanze e iniziative
risarcitorie come non va sottovalutato anche l’aspetto
delicatissimo legato alla prova del danno. Un esempio
a tale ultimo riguardo, ci è offerto dalla sentenza del
Tribunale di Milano sez. XIV n. 3914 del 2023, nella quale
sono state ritenuti utili quali prove i contratti. In particolare,
è stata rivolta attenzione nei confronti della previsione o
meno nei suddetti contratti di clausole di indicizzazione
e/o di revisione dei prezzi e c’è stato stato il confronto tra
i valori dei contratti e i valori delle fatture a saldo.
La rubrica è curata da Maria Cristina
Bruni e Chiara Caponegro, avvocati dello
Studio legale associato EurAmbrosiano
di Milano.
Maria Cristina Bruni, Senior Partner e
giornalista pubblicista, ha un’esperienza consolidata in diritto dei trasporti
interno e internazionale e pluriennale nel settore del diritto del lavoro.
Chiara Caponegro, Senior Lawyer e data protection ofcer, ha un’esperienza
pluriennale nel diritto del lavoro, previdenziale e sindacale. Opera inoltre
nel settore del diritto dei trasporti.
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Allestimenti
Allestimenti
Innovazione secondo Lamberet
Freddo bollente
L’azienda francese si conferma fra i leader dei refrigerati per ogni
esigenza, dal lungo raggio alla distribuzione porta-a-porta.
Alla ricerca di prestazioni migliori, con l’afdabilità di sempre
L’offerta Lamberet
copre ogni dimensione
veicolare. Qui sopra, a
sinistra, l’aflato concept
Dolphin. A seguire, uno dei
primissimi telai cabinati Kia
PV5, con cella da 7 metri
cubi. Qui a lato, il
sollevatore automatico per
colli appesi: un sollievo per
chi trasporta carni. In
basso, un allestimento su
Ford Transit chassi.
di Danilo Senna
Se all’ultimo Solutrans c’è stata una stella
più splendente di altre, almeno fra gli allestimenti,
questa è sicuramente quella
della Lamberet (il suo stemma ci somiglia, ma
è un occo di neve). Lo specialista francese del
freddo si è cimentato su molti fronti, tutti col lo
conduttore della sostenibilità. E in collaborazione
con i grandi costruttori, a loro volta in fase di
lancio di modelli inediti o quasi: per esempio il
Kia PV5 in variante telaio cabinato, che non c’era
nemmeno sullo stand ufciale dei coreani benché
al suo debutto mondiale.
Su questo commerciale elettrico Lamberet ha
montato una cella da 7 metri cubi (ma c’è pure
da 5 a tetto più basso) con tecnologia Frigoline
Hpi (coefciente d’isolamento k paria a 0,30
W/m2K), gruppo frigo Kerstner eCoolJet 206
con un assorbimento di appena 55 ampere.
L’assenza di un controtelaio ha consentito di abbassare
la soglia di carico (peraltro punto forte
del PV5) e di sfruttare la massimo gli spazi interni,
senza compromettere gli ingombri esterni.
A caccia di spazio
Soluzione identica per il il Ford Transiti cabinato
che è proposto con una cella da 12 metri cubi
in un ingombro intorno ai 6 metri di lunghezza.
Volumetria che sull’Iveco Daily Cng da 7,2 tonnellate
arriva anche a 18,5 metri cubi di vano,
suddivisibile con parete mobile e a temperatura
sdoppiata con gruppo Thermo King V-800 Max
Spectrum. Il concetto della compattezza è portato
al limite sui multispazio, dove persino il
vano sottoscocca della ruota di scorta viene
sfruttato per inlarci il condensatore solitamente
sporgente sul tetto.
L’integrazione dei componenti arriva a portare
le informazioni relative al vano refrigerato direttamente
nel display originale della strumentazione
del veicolo: è la dimostrazione di quanto
i tecnici Lamberet sappiano lavorare a braccetto
coi costruttori, non limitandosi ad avvitare il
loro ‘cubo freddo’ sui longheroni degli altri. Nel
caso dei furgoni lamierati, la modellazione in
3D del vano permette di sfruttare ogni anfratto
della carrozzeria, per poi creare il guscio interno
da calzarci dentro con la massima precisione
e senza ponti termici. Sono gli allestimenti
Easyt, che sul Toyota Proace Max, per esempio,
arrivano a cubature di 8 o 10 metri.
Passando ai rimorchiati, Lamberet è un leader
indiscusso nel freddo e lo dimostra con l’aerodinamico
Dolphin, semirimorchio refrigerato
ibrido agganciato a un trattore elettrico Renault
T. Nato dal progetto France 2030, intende abbattere
le emissioni di CO 2
entro la ne del decennio
e ha trovato la sponda negli istituti di
ricerca e nelle università transalpine.
Accademia e industria così si coalizzano per
realizzare un autoarticolato davvero ‘green’ che
non spreca nulla, nemmeno
l’inerzia del trainato
grazie all’eAxle,
che recupera energia
e la immagazzina
nelle batterie da 35
kWh inlate nel portapallet
che poi vanno
ad alimentare il
gruppo frigo senza
sottrarre autonomia
al camion.
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Allestimenti
di Danilo Senna
Prima di dire addio al diesel bisogna che
l’alternativa ai trasporti si dimostri davvero
all’altezza di ciò che ci ha mosso -
nora. La Kässbohrer, specialista tedesca nella
costruzione di semirimorchi (cisterne, portacontainer,
casse mobili, etc), partecipa al progetto
Zefes - Zero emission freight eco system
- che vede coinvolti tutti i possibili attori della
movimentazione sostenibile delle merci in
Europa. L’obiettivo è la neutralità delle emissioni
di carbonio entro il 2050 e questo studio, partito
a gennaio di due anni fa e della durata di 42
mesi, mira a dimostrare che non è utopia se si
coinvolgono tutti gli attori del trasporto e si coordinano.
Imprescindibile l’utilizzo di camion a
batterie o fuel cell, con tutte le loro criticità.
È ciò che intende fare la Kässbhorer che, da parte
sua, all’ultimo Solutrans di Lione ha organizzato
un K-Expert Talk, cioè una tavola rotonda, apparecchiata
afnché ognuno degli stakeholder
esponesse le proprie esperienze, proposte e necessità
in merito. Oggi siamo alla fase di raccolta
L’approccio di Kässbohrer
Parliamone
insieme
ed elaborazione dei dati raccolti dai 15-18 veicoli
che hanno viaggiato ininterrottamente lungo i
principali corridoi europei del trasporto pesante
a lungo raggio, con tratte giornaliere no a 750
chilometri in reali condizioni di lavoro con varie
tipologie di merci. Da questa esperienza on the
road i programmatori dell’università belga di Vrije
e Uniresearch potranno capire cosa davvero serve
e mettere a punto rotte simulate per convincere
le aziende che il passaggio ‘oltre il diesel’,
benché stretto, non è un totale salto nel buio. A
proposito di buio, i provider di energia dovranno
scongiurare i blackout, strutturandosi per i bisogni
di flotte (si spera) sempre più numerose.
Attori protagonisti
I costruttori - Ford Otosan, Scania, Renault e Volvo
Trucks - puntano alla giusta congurazione del
veicolo in termini di ‘serbatoi’, sulle infrastrutture
di ricarica e rifornimento per batterie e idrogeno,
ma pure sui costi d’esercizio che passano per il
prezzo dell’energia. Gli operatori partecipanti al
progetto, fra cui Gruber Logistic, hanno impiegato
no a sette mezzi, con la promessa di salire nel
breve periodo a una cinquantina di camion a zero
emissioni, per loro il 7/8 per cento della flotta. Il
che signica che oltre il novanta per cento sarà
sempre a carico del buon vecchio diesel; tuttavia
hanno sottolineato la soddisfazione degli autisti
coinvolti in questa sorta di banco prova.
Gli operatori intermodali hanno fatto notare
come l’utilizzo di sistemi alternativi alla gomma
sia cruciale nella corsa all’azzeramento della
CO2, ovvero dell’impronta carbonica sul pianeta
terra. Facendo in modo che lo swap dal
camion al treno, per esempio, sia il più rapido
ed efficiente possibile. E qui entra in scena
Kässbhorer con i suoi prodotti specici, che
siano i telai o le casse che ci stanno sopra,
a dimostrare che oltre alle parole ci
vogliono solidi (manu)fatti,
come la cassa mobile
centinata K.Swau
che vedete qui.
Kässbohrer lancia la cassa
mobile centinata K.Swau C+
con i requisiti emersi alla
tavola rotonda K.Talk:
leggerezza e robustezza,
perché a poco serve
risparmiare sul peso delle
batterie del camion, se poi la
zavorra è nel rimorchiato.
Costruita in acciaio S700 MC e
verniciata in cataforesi, offre
garanzia di durata a fronte di
cicli di lavoro intensivi, oltre
alla possibilità di essere
impilata in più unità. Tutto ciò
senza penalizzare le capacità
di trasporto che, resta
di 34 europallet in un’altezza
interna di 2.660 mm e con una
tara di 4.600 kg.
La mobilità ecologica delle merci ha un futuro
solo se tutte le gure coinvolte dialogano
e condividono le proprie
esigenze ed esperienze
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Attualità
Convention
Confcommercio Mobilità
Il viaggio continua
Arval Premium Center
L’associazione ha festeggiato i primi dieci
anni con un evento molto partecipato
dalla politica. Quale futuro per il settore
In alto, Simonpaolo
Buongiardino,
presidente di
Confcommercio
Mobilità e gli
europarlamentari
Isabella Tovaglieri
e Carlo Fidanza.
Non una semplice celebrazione, ma un momento
strutturato di analisi e confronto.
L’evento ‘Ritorno al Futuro: 10 anni di
Confcommercio Mobilità’, tenutosi il 10 novembre
scorso al Palazzo Bovara di Milano, ha segnato il
decennale della federazione ponendo al centro
del dibattito il futuro della mobilità, dell’automotive
e delle infrastrutture, nella loro dimensione economica,
industriale, tecnologica e sociale.
Ad aprire i lavori è stato Simonpaolo Buongiardino,
presidente di Confcommercio Mobilità, che ha ripercorso
la nascita della federazione e la sua evoluzione
in una struttura articolata oggi in cinque
federazioni, rappresentativa di un’intera liera.
La fondazione, secondo Buongiardino, coincide
simbolicamente con un punto di svolta per il settore:
il Dieselgate. «Da quell’episodio - ha affermato
- è nata una vera e propria crociata contro il diesel,
che ha spinto la transizione verso un’impostazione
più ideologica che tecnica».
Il presidente ha quindi richiamato la necessità di
un approccio scientico alla sostenibilità: «Ridurre
l’impronta carbonica è un obiettivo condivisibile,
ma valutare le emissioni solo allo scarico, ignorando
l’intero ciclo di vita del veicolo, ha prodotto scelte
miopi». A supporto della sua analisi, ha citato i
dati sul parco circolante europeo: su 255 milioni
di veicoli, solo l’1,7 per cento è elettrico, un numero
che evidenzia, a suo giudizio, l’irrealismo di una
transizione imposta dall’alto e il rischio concreto
di marginalizzare l’industria automobilistica europea,
favorendo quella cinese. Nel corso della
giornata sono intervenuti Ester Bordino, presidente
di Assocamp, che ha richiamato l’importanza di
inclusione e sicurezza nel comparto dei camper,
sottolineando il ruolo del turismo itinerante,
Andrea Borio, presidente di Federacma, che ha
acceso i riflettori sulla sicurezza nel settore agricolo:
«L’agricoltura detiene ancora il primato delle
morti bianche. Il 70 per cento dei trattori che circolano
nei nostri campi ha tra i 25 e i 50 anni e non è
mai stato revisionato». Un dato che, secondo Borio,
impone un intervento urgente su rinnovo e controlli
del parco macchine.
La voce delle istituzioni
Il dibattito è entrato nel vivo con la tavola rotonda
introdotta da Alessandro Finicelli, consigliere
Motorizzazione, che ha dato spazio agli interventi
degli europarlamentari.
Isabella Tovaglieri, membro della Commissione
ITRE, ha sottolineato il nesso tra innovazione e
mercato: «L’innovazione nasce dalla competitività,
non dall’imposizione». Tovaglieri ha ribadito il
ruolo dei biocarburanti come soluzione ponte, in
grado di ridurre l’impatto ambientale senza compromettere
l’equilibrio industriale e occupazionale.
Sulla stessa linea Carlo Fidanza, della
Commissione TRAN, che ha evidenziato i recenti
sviluppi in ambito europeo: dalla revisione dei
target climatici al riconoscimento dei crediti internazionali
e dei biocarburanti. «È fondamentale
- ha spiegato - proteggere la liera europea e investire
in ricerca, guida autonoma e intelligenza
articiale, se vogliamo rimanere competitivi».
A seguire il collegamento con il Vicepresidente
del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei
Trasporti Matteo Salvini, che ha denito l’attuale
Green Deal «un suicidio industriale». Ha, quindi,
invocato un cambio di paradigma, fondato sul
potenziamento di infrastrutture intelligenti, mettendo
in luce il rischio di politiche che trasformano
le città in spazi accessibili solo a pochi. In chiusura,
il collegamento da Bruxelles con Raffaele
Fitto, Vicepresidente della Commissione Europea,
ha riportato il dibattito sul quadro comunitario,
ricordando gli ingenti investimenti europei destinati
all’industria dei trasporti.
Hai detto tutto
La connotazione del network - Premium - è indicativa
delle caratteristiche delle aziende di riparazione che
garantiscono assistenza ai veicoli commerciali in NLT
Sono tutti in crescita gli indicatori - numero
di riparazioni, quota di investimenti, servizi
offerti (tra questi gli alert predittivi) -
che raccontano lo stato di salute del network
di assistenza Arval. Non è un caso che l’annuale
convention dei Premium Center, lo scorso dicembre
a Lazise (Vr), fosse incentrata su
‘Consapevolezza è futuro’. «Nel 2022, al mio arrivo»,
ha detto il Direttore Aftermarket Networks,
Efrem Bresolin, «questa consapevolezza non
c’era. Già l’anno scorso, però, avevamo scelto
come titolo ‘Preparati al futuro’».
La rete, che conta 194 Arval Premium Center
(multiservice) e 1.608 Arval Center (specialisti
nei singoli servizi di riparazione) all’interno del
più ampio network di 6.357 tra ofcine e carrozzerie,
nel 2025 ha effettuato 1.200.000 interventi
di assistenza tra vetture e veicoli commerciali
(+9% sul 2024). «La nostra strategia», ha sintetizzato
Manuela Palmieri, Global Operations
Director, «è migliorare la customer journey investendo
nei sistemi di IA, nella digitalizzazione, nell’integrazione
delle piattaforme per aumentare
l’efcienza operativa». Un dato signicativo: il
50% dei driver possiede un account MyArval.
Servizio e delizzazione
La riduzione dei tempi di fermo, in media di un
giorno, un giorno e mezzo, è uno degli elementi
maggiormente delizzanti. «La qualità riconosciuta
al nostro network è salita al 94,3%», ha
sottolineato Bresolin. «Merito, anche, dell’attenzione
alla formazione, una fondamentale leva
di aggiornamento e crescita per tutti i centri di
assistenza». Con l’aiuto della learning machine
è più facile individuare la struttura cui indirizzare
il veicolo per un intervento di manutenzione, revisione,
riparazione o cambio pneumatici.
Incidono sulla scelta l’offerta territoriale, la disponibilità
di mezzi sostitutivi, la capacità di
trattare l’elettrico. Va da sé che tutti i centri della
rete preferenziale Arval hanno raggiunto il 100
per cento del target di certicazione.
Tra i relatori che si sono avvicendati sul palco
Luca Montagner, Senior Advisor Automotive,
ha fornito la bussola per gli addetti del postvendita,
«settore che vale 35 miliardi di euro
(+13% rispetto al 2019) e conta 42.000 operatori
del comparto auto e veicoli commerciali (dato
in flessione di 8 punti): da qui al 2030 è attesa
una crescita della domanda in termini di passaggi
e di fatturato. L’indicazione è a investire in
attrezzature e formazione, incentivare i collaboratori,
offrire servizi su misura ampliando la gamma
di attività, sfruttare il digitale per migliorare
la customer experience, misurare la performance
per aumentare la prottabilità».
Istantanee dalla convention del 4-5 dicembre
a Lazise (Vr). Sul palco, dall’alto: Manuela
Palmieri, Efrem Bresolin, Valeria Evangelista,
ancora il Direttore Aftermarket Networks tra
Gianluca di Loreto (a sinistra) e Luca Montagner.
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Si dice che
Si dice che
n GATE, la joint venture tra l’olandese DLL
e Iveco Group, ha annunciato
l’ampliamento della propria gamma zero
emissioni. È ora possibile ordinare presso la
rete di concessionari Iveco in Italia, Francia
e Germania i nuovi veicoli elettrici leggeri e
pesanti della gamma Iveco: eSuperJolly e
S-eWay. L’offerta si completerà poi con il
furgone compatto eJolly, disponibile dalla
seconda metà 2026. «L’ampliamento della
gamma - ha dichiarato Elio Fonti, Ceo di
GATE - segna una nuova fase nel percorso
di crescita di GATE. Oggi proponiamo ai
nostri clienti soluzioni 100 per cento
elettriche che coprono ogni esigenza
professionale, dal leggero al pesante. Il
nostro obiettivo resta lo stesso:
accompagnare le imprese nella
transizione verso una mobilità sostenibile,
semplice e senza pensieri».
n Nissan e Monolith hanno annunciato un
prolungamento di tre anni della loro
partnership strategica, che prevede l'uso
dell'intelligenza artificiale per rendere più
efficiente e rapido il processo di sviluppo
dei veicoli e ridurre l'uso dei test fisici.
L’accordo supporta il piano di ripresa
Re:Nissan, che prevede la riduzione del
time-to-market dei nuovi modelli Nissan e
la collaborazione con i partner per
promuovere l'innovazione e l'efficienza
operativa. La decisione fa seguito alla
proficua collaborazione fra le due aziende
per le prove sui giunti bullonati dei telai.
Grazie all’intelligenza artificiale, sulla
nuova Leaf è stato possibile identificare la
coppia di serraggio ideale per i bulloni e
stabilire le priorità delle verifiche
aggiuntive che gli ingegneri dovevano
eseguire. Si sono così ridotti del 17 per cento
i test fisici rispetto al processo senza IA.
A quattro mani
Accordo strategico tra Renault Group e Ford.
Obiettivo: maggiore competitività in Europa
Renault Group e Ford hanno siglato un accordo di partnership
strategica. L’annuncio è arrivato lo scorso 9 dicembre. Con
questa operazione le due aziende puntano a rafforzare la loro
competitività in un panorama automobilistico europeo
particolarmente sfidante.
Tra gli elementi chiave della collaborazione c'è lo sviluppo di
due veicoli elettrici a marchio Ford basati sulla piattaforma
Ampere, il primo dei quali sarà pronto al debutto nel 2028.
Saranno prodotti da Renault Group nel nord della Francia e
rappresenteranno la prima fase di una nuova offensiva prodotto
dell’Ovale Blu in Europa.
Renault Group e Ford hanno siglato anche una lettera di intenti
relativa alla collaborazione sui veicoli commerciali leggeri nel
Vecchio Continente. «Questa partnership - ha dichiarato
François Provost, CEO di Renault Group - dimostra la forza del
nostro know-how nonché la nostra competitività in Europa. A lungo
termine, unire le forze con Ford ci renderà più innovativi e più reattivi
su un mercato automotive europeo in rapida evoluzione».
«L’accordo - ha aggiunto Jim Farley, Presidente e CEO di Ford
Motor Company - rappresenta un passo avanti importante per Ford
e sostiene la nostra strategia volta a costruire un'attività ad alta
efficienza e in linea con le sfide future in Europa. Uniremo i processi
industriali e i punti di forza di Renault Group nei veicoli elettrici con il
design iconico e le prestazioni su strada che caratterizzano Ford per
creare veicoli piacevoli e performanti che incarnano lo spirito Ford».
Diventare grandissimi
Arval pronta ad acquisire il 100 per cento di
Athlon. Circa 2,3 milioni di veicoli a noleggio
Arval ha avviato negoziazioni esclusive con Mercedes-Benz
Group per l'acquisizione del 100 per cento di Athlon, società di
noleggio del Gruppo che conta una flotta multi-marca di oltre
400.000 veicoli, di cui 56.000 in fleet management, in 10 Paesi
dell’Europa. Con un parco di 1,9 milioni di veicoli e una crescita
media annua di oltre 100.000 unità negli ultimi tre anni, Arval,
insieme ad Athlon, raggiungerebbe una flotta combinata vicina ai
2,3 milioni di mezzi, dando vita al co-leader europeo nel
noleggio a lungo termine. La potenziale operazione riflette
l'ambizione di Arval di perseguire due obiettivi strategici:
rafforzare la presenza di Arval nei Paesi Bassi, in Francia e in
Germania e rafforzare l’attuale partnership con la Stella.
L’operazione rimane soggetta al processo di informazione e
consultazione con le rappresentanze dei dipendenti delle entità
interessate. La conclusione
è prevista per il 2026, dopo
la necessaria approvazione
da parte delle autorità
competenti.. Arval Italia
intanto a dicembre ha
raggiunto quota 300.000
veicoli noleggiati, +6 per
cento rispetto a un anno fa.
Un risultato al quale ha
contribuito la crescita di tutti i segmenti commerciali, dalle
grandi aziende al mondo Retail, composto da piccole e medie
imprese, liberi professionisti e privati. Segno positivo per tutte le
linee di prodotto, dal noleggio a lungo termine tradizionale da 36
a 60 mesi, al noleggio mensile e flessibile grazie al prodotto
Arval Flex così come il rinoleggio dei veicoli usati Arval Re-
Lease. La strategia di business rimane orientata alla sostenibilità,
come attestato dalle cinque certificazioni ottenute in tema di
qualità (ISO 9001: 2015), ambiente (ISO 14001: 2015), salute e
sicurezza sul lavoro (ISO 45001: 2018), sicurezza stradale (ISO
390001: 2012) e prevenzione della corruzione (ISO 37001: 2016).
n Dhl Group ha annuncia un investimento
di circa 1 miliardo di euro per tutte le sue
business unit in India entro il 2030.
Un’operazione che riflette la fiducia del
leader mondiale nel settore della logistica nel
mercato indiano ed è in linea con la Strategia
2030 volta ad accelerare la crescita
sostenibile. Il programma, pluriennale, copre
settori chiave quali life sciences & healthcare,
nuove energie, e-commerce e
digitalizzazione. Tra i principali sviluppi
infrastrutturali figurano: il primo hub Dhl
Health Logistics per Dhl Supply Chain India a
Bhiwandi; il più grande impianto operativo
integrato Blue Dart a basse emissioni a
Bijwasan; il primo centro di smistamento
automatico per Dhl Express India a Delhi; il
centro di eccellenza per la logistica dei veicoli
elettrici e delle batterie a Chennai e Mumbai,
nonchè il più grande hub terrestre integrato
Blue Dart a basse emissioni nell’Haryana.
«La strategia di diversificazione del Paese -
ha commentato Tobias Meyer, Ceo di Dhl
Group - e le politiche favorevoli alle imprese
costituiscono una solida base per gli
investimenti a lungo termine».
n Fercam ha inaugurato la nuova filiale di
Campobasso a pochi mesi di distanza
dall’apertura della sede di Bari. L’operatore
altoatesino consolida così la propria rete
lungo l’asse adriatico. «Entrambe le filiali si
concentreranno sulle attività di trasporto
completo e parziale, con un focus sui servizi
Transport Italy e Freight Management - ha
spiegato Davide Aonso, direttore della
Divisione Transport Italy & Special Services
di Fercam. «A supporto dell’operatività è
disponibile una flotta di 220 unità di carico
di proprietà, a conferma del nostro impegno
nel fornire soluzioni affidabili e su misura
per ogni esigenza di trasporto».
PERSONE&POLTRONE - PERSONE&POLTRONE - PERSONE&POLTRONE E - PERSONE&POLTRONE P
- PERSONE&POLTRONE - PERSONE&POLTRONE
n Giovanni Dattoli, Amministratore
Delegato di Volvo Trucks Italia, è
stato nominato all’unanimità
Presidente della Sezione Veicoli
Industriali di Unrae, ed entra quindi a
far parte del Consiglio Direttivo per
la durata del mandato triennale
2025-28.
Dattoli succede a Paolo A. Starace
ed è l’8° Presidente della Sezione
Veicoli
Industriali, costituita nel 1989.
Ingegnere gestionale con oltre
vent’anni di esperienza nel
comparto dei veicoli industriali,
Dattoli ha ricoperto ruoli di
crescente responsabilità all’interno
di Volvo Group, no alla nomina a
Managing Director di Volvo Trucks
Italia nel 2018.
n Claudio Riva è stato eletto
all’unanimità nuovo Presidente
nazionale di Confartigianato
Trasporti dall’Assemblea nazionale
dei delegati riunitasi a dicembre a
Roma. Riva - già Vicepresidente
nazionale uscente - è alla guida
della Riva Logistic & Service Srl.
n Carlos Lopes è il nuovo Direttore
Commerciale di Arval Italia, società
specializzata nel settore del
noleggio auto a lungo termine e in
servizi di mobilità del Gruppo BNP
Paribas. Avrà il compito di guidare la
strategia commerciale dell'azienda
e rafforzare ulteriormente il suo
posizionamento nel mercato della
Penisola.
n Leasys, joint venture tra Stellantis
e Crédit Agricole Personal Finance &
Mobility, ha annunciato la nomina di
Andrea Bandinelli a Chief Executive
Ofcer, con effetto immediato.
Bandinelli ha iniziato la sua carriera
presso il Groupe PSA 25 anni fa nel
settore dei servizi nanziari, dove ha
ricoperto incarichi di crescente
responsabilità, no ad approdare a
posizioni di vertice nel settore
nanziario e nelle relazioni con gli
investitori.
n Italo Folonari, AD di Mercury, è il
nuovo Presidente di Aniasa,
l’Associazione Nazionale Industria
dell'Autonoleggio, Sharing mobility e
Automotive digital che rappresenta
in Conndustria il settore dei servizi
di mobilità: noleggio veicoli a lungo
termine, rent-a-car, car sharing,
telematica applicata all’auto e
servizi di assistenza per le quattro
ruote. Folonari è stato eletto
all’unanimità dall’Assemblea
Generale dell’Associazione con un
incarico quadriennale (dal 1°
gennaio 2026 al 31 dicembre 2029)
e succede ad Alberto Viano, cui è
andato il ringraziamento di tutte le
aziende associate per l’intensa
attività svolta e i signicativi obiettivi
raggiunti in un momento di forte
evoluzione per il settore dell’auto e
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Si dice che
Si dice che
Tutto sotto controllo
Arriva sul mercato Dkv TMS, la soluzione
digitale di facile utilizzo che riduce i costi
Dkv Mobility, piattaforma B2B leader per i pagamenti e le
soluzioni on-the-road, ha lanciato un nuovo software di
gestione dei trasporti. Si chiama Dkv TMS (Transport
Management Software) e consente alle aziende di gestire
centralmente gli ordini di trasporto, tracciare i percorsi in
tempo reale e ottimizzare l'uso di risorse come veicoli,
autisti e rimorchi. Completamente integrato nel Dkv Cockpit
e nell'app Dkv Mobility, il software offre un controllo
continuo su tutti i processi logistici chiave senza necessità
di alcuna infrastruttura o installazione IT aggiuntiva. È già
disponibile per come aggiornamento opzionale e può essere
utilizzato indipendentemente dalla Dkv Card. «Con Dkv TMS
- ha dichiarato Markus Präßl, Managing Director di Dkv
Mobility responsabile Sales & Customer Success - facciamo
un passo avanti mirato nella trasformazione digitale dei nostri
servizi. Il nostro obiettivo è aiutare i clienti a rendere le loro
operazioni di trasporto e logistica più efficienti e orientate al
futuro, il tutto senza la necessità di un'infrastruttura IT
aggiuntiva». Con il lancio di Dkv TMS, Dkv Mobility
continua la sua strategia di espansione di un portafoglio
prodotti digitali data-driven. L'obiettivo è supportare e
guidare le aziende con soluzioni digitali di facile utilizzo
alla luce dell'aumento dei costi operativi e dei requisiti
normativi sempre più complessi.
Il freddo elettrico
Poco meno di 300 eDaily per Petit
Forestier. Lo sviluppo è sostenibile
Petit Forestier Group, principale fornitore
europeo di soluzioni di noleggio refrigerato,
ha aggiunto alla sua flotta ben 275 eDaily. La
fornitura deriva dal Memorandum d'Intesa
firmato tra il colosso francese e Iveco nel
settembre 2022, che include un ordine per
2.000 telai da equipaggiare con box refrigerati
Lecapitaine. «Il nostro obiettivo - ha
sottolineato Yann Leriche, Direttore Asset &
Supply presso Petit Forestier Group - è fornire
ai nostri clienti i mezzi per gestire asset a basse
emissioni. Ecco perché li sosteniamo attivamente
nella decarbonizzazione delle loro flotte. L'arrivo
dell’eDaily segna una
tappa importante nella
lunga partnership tra
Petit Forestier Group e
Iveco, con cui
condividiamo un
profondo impegno per
lo sviluppo sostenibile
e la transizione
energetica. La nostra
flotta di veicoli elettrici
consente ai nostri
clienti di ridurre il loro
impatto ambientale integrandosi senza soluzione
di continuità negli ambienti urbani dove anche il
silenzio è un valore».
Gli eDaily selezionati da Petit Forestier Group
offrono un’autonomia reale fino a 150
km, anche a pieno carico e tenendo conto
della domanda di energia refrigerata. Sono,
quindi, perfettamente adatti alle consegne
urbane.
Casa nella Capitale
Scania rafforza la presenza in Lazio con l’apertura
di Roma Nord. Un’officina vicina ai clienti
Il Grifone rafforza la sua
presenza in Lazio con
l’apertura di Scania
Roma Nord. La
concessionaria Sacar
consolida così la propria
leadership sul territorio,
confermando una
strategia di crescita
orientata alla prossimità
con il cliente e
all’eccellenza del servizio.
La nuova sede si estende su oltre 14.000 metri quadri e mira a
rispondere alle esigenze di trasporto della zona, in forte
espansione. La struttura comprende un’officina di ultima
generazione, un magazzino ricambi, ampi parcheggi e aree
comuni. Tra i servizi distintivi spicca una sala dedicata agli
autisti, pensata per soste brevi in un ambiente accogliente e
sicuro che gode di una vista sull’officina.
«Scania Roma Nord - ha sottolineato Paolo Emilio Sardellitti,
presidente della Concessionaria Sacar - unisce innovazione ed
efficienza. Questa apertura rappresenta la forza e la determinazione
della nostra squadra che puntualmente aspira a offrire un servizio
completo, sia dal punto di vista tecnico che umano».
«Questa struttura - ha aggiunto Enrique Enrich, presidente e
amministratore delegato Scania Italia - è pensata per garantire
un livello di servizio all’avanguardia, con soluzioni e spazi dedicati
agli autisti e a chi vive la concessionaria. Il nostro obiettivo è rendere
All’inaugurazione ufficiale ha partecipato anche Christian
Levin, presidente e amministratore delegato di Scania Group e
di Traton Group. Una presenza che testimonia il ruolo centrale
che il mercato italiano riveste nella strategia globale del Gruppo
e ribadisce l’impegno di Scania nel dotarsi di strutture
innovative per guidare la transizione verso un trasporto sempre
più sostenibile..
n Gruppo Gavio ha scelto Scania. Il Grifone
ha fornito oltre cento trattori Super integrati
con servizi per la gestione della flotta.
Il Gruppo con un parco di circa 1.800
camion e 3.000 semirimorchi, oltre a 2.600
collaboratori, è attivo principalmente sul
territorio nazionale ma ha società anche in
Romania, Bulgaria, Ungheria, Germania e
Belgio. La collaborazione con Scania
affonda le radici nel passato.
Gli attuali Super sono stati scelti per la loro
efficienza nei consumi e per il contributo
agli obiettivi di sostenibilità del Gruppo.
«La nostra storia con Scania - ha spiegato
Luca Giorgi, amministratore delegato
Autosped G - è lunga e basata sulla fiducia.
Oggi, la sostenibilità è uno dei nostri valori
principali e Scania ci offre le prestazioni
necessarie per raggiungere gli obiettivi che
ci siamo prefissati.
Con i nuovi Super e i servizi dedicati,
puntiamo a una gestione più efficiente e
responsabile della nostra flotta».
n Cinquantuno trattori Iveco S-Way
AS440S50T/P per Rizzato Trasporti,
azienda con sedi a Cisterna, Roma e
Pomezia, tra i leader in Italia nella logistica
del freddo e dei rifiuti. La consegna è stata
curata da Romana Diesel. I veicoli saranno
impiegati nel trasporto refrigerato di
prodotti alimentari. «Per noi - ha spiegato
Italo Rizzato, fondatore della Rizzato
Trasporti - è fondamentale poter contare
su veicoli performanti e all'avanguardia. La
scelta dell’S-Way non è stata casuale: le
sue caratteristiche tecniche avanzate, unite
a una tecnologia di bordo di primissimo
livello, assicurano un trasporto sicuro e
controllato, un aspetto imprescindibile per i
settori in cui la precisione e la puntualità
fanno la differenza».
PERSONE&POLTRONE - PERSONE&POLTRONE - PERSONE&POLTRONE E - PERSONE&POLTRONE P
- PERSONE&POLTRONE - PERSONE&POLTRONE
per la mobilità in generale.
n Nissan ha annunciato una serie di
cambiamenti ai vertici della regione
AMIEO (Africa, Medio Oriente, India,
Europa, Oceania). Jordi Vila
assume il ruolo di Divisional Vice
President (DVP) Nissan Europa e
Africa, AMIEO Aftersales e Brand,
ampliando le sue responsabilità per
includere Marketing e Sales per
l’Europa, e Aftersales e Brand per la
regione AMIEO.
Gli altri mercati della regione AMIEO
sono gestiti da Thierry Sabbagh,
che diventa DVP Medio Oriente e
President Nissan INFINITI, KSA e
India. A livello regionale, Nissan
integra la Pianicazione Prodotti e il
Marketing in un'unica
organizzazione per snellire i
processi dall'ideazione al lancio.
Clíodhna Lyons guida questa nuova
organizzazione in qualità di
Regional Vice President (RVP)
Product, Services & Marketing
Strategy, supervisionando la
pianicazione avanzata, la
competitività, la gestione e il ciclo di
vita dei prodotti.
Guillaume Barbet, RVP Sales
Planning e Operations, amplia il suo
mandato per coprire tutte le attività
di pianicazione, i prezzi, la
competitività e l'efcienza operativa.
Questi cambiamenti rafforzano
l'impegno di Nissan a fornire
prodotti e servizi innovativi con
maggiore rapidità, garantendo il loro
allineamento alle varie e mutevoli
esigenze dei clienti nei diversi
mercati della regione AMIEO.
n Roberto Di Nardo è il nuovo Head
of Sales di Hyundai Italia. Avrà il
compito di dirigere le attività
commerciali della liale della
Penisola, con l’obiettivo di sostenere
la crescita del Brand.
Contestualmente, Marone Vallesi,
gura chiave della crescita di
Hyundai in Italia che dal 2015 ne ha
gestito l’area vendite, assume la
responsabilità della Direzione
Sviluppo Rete.
n Crédit Agricole Auto Bank, banca
della mobilità controllata da CA
Personal Finance & Mobility, ha
annunciato una doppia nomina ai
vertici delle liali italiana e svizzera.
Dal 1° gennaio 2026, Federico Berra
ha assunto il ruolo di nuovo Country
Manager di CA Auto Bank Italia,
succedendo a Marcella Merli, la
quale ricoprirà contestualmente
l’incarico di Country Manager di CA
Auto Bank Switzerland (CA Auto
Finance Suisse SA).
n Remo Grossa è il nuovo Direttore
Commerciale di Drivalia Italia,
società di noleggio e mobilità di
Crédit Agricole Auto Bank. Riporterà
direttamente al Country manager
Pasquale Piccolino.
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Si dice che
Si dice che
Ciao ciao Italia!
Gioia Tauro in pole
Rifiuti, una cosa seria
Stop definitivo per il progetto droni ‘Prime Air’
di Amazon in Abruzzo. Il corriere va all’estero
Lo scalo di calabrese ancora primo
per il traffico container
Svolta nella gestione dei rifiuti pericolosi con il Rentri. Tracciabilità
digitale lungo tutta la filiera logistica, dal produttore al trasportatore
Amazon sospende in Italia il
progetto Prime Air e rinuncia
alla certificazione come
operatore Luc presso la
piattaforma logistica di San
Salvo, in Abruzzo.
La decisione, comunicata
all’Enac a fine dicembre 2025,
arriva a sorpresa dopo il primo
volo di prova del drone Mk-30
di dicembre 2024, proprio mentre il servizio si preparava a
un avvio commerciale previsto per la primavera del 2026.
L’azienda ha fatto sapere che la sospensione è legata a una
‘revisione strategica’ e a un contesto operativo italiano che
non offrirebbe le condizioni ideali per gli obiettivi di lungo
periodo. Amazon ha confermato la collaborazione positiva
con Enac ed Enav e ha annunciato che il lancio commerciale
sarà spostato in un altro Paese dell’Unione Europea,
mantenendo attivi i programmi negli Stati Uniti e nel Regno
Unito. La sospensione coincide temporalmente con un
accordo fiscale da 723 milioni di euro con l’Agenzia delle
Entrate, fatto che evidenzia come la stabilità normativa e
tributaria italiana influisca sulle scelte di investimento di
operatori globali.
Tunnel salati
L’inflazione incide sui pedaggi: costi
in aumento per Monte Bianco e Frejus
Il 1° gennaio 2026 sono scattati gli aumenti sui pedaggi per il
traforo del Monte Bianco e per quello del Frejus, con un +1,19
per cento applicato a tutte le categorie di veicoli.
L’adeguamento tariffario è stato calcolato sulla base della
media dei tassi di inflazione registrati nei due Paesi tra
settembre 2023 e agosto 2024. Non certo una buona notizia
per il settore dell’autotrasporto, per il quale anche
incrementi limitati incidono su un quadro di costi già in
crescita. Oggi un veicolo pesante a due assi con altezza
superiore ai tre metri paga oltre 200 euro per singolo
transito, e si va oltre i 400 euro per i mezzi con tre o più assi.
I trasporti eccezionali devono esborsare oltre i 1.100 euro a
passaggio.
Restano in vigore abbonamenti e sistemi di post-pagamento
per le imprese, con riduzioni legate ai volumi. Dal 2021 a
oggi, i pedaggi sono cresciuti complessivamente di poco
meno del 20 per cento, con una concentrazione degli
aumenti nell’arco temporale tra il 2022 e il 2024.
Il porto di Gioia Tauro chiude il 2025 sfiorando
quota 4,5 milioni di teu movimentati e
confermandosi, ancora una volta, primo scalo
italiano per il traffico container.
Un traguardo che consolida la leadership
nazionale del porto calabrese e ne rafforza il
ruolo strategico nello scenario mediterraneo e
internazionale, in un contesto globale segnato
da forti criticità geopolitiche ed economiche. Lo
scalo gestisce circa il 40 per cento della merce
internazionale movimentata in Italia, grazie
alla profondità dei fondali, all’elevato livello di
infrastrutturazione e alla sua posizione
strategica tra il canale di Suez e lo stretto di
Gibilterra. La crescita registrata nel corso
dell’anno è pari al 14 per cento rispetto al 2024,
un dato che certifica la capacità dello scalo di
affrontare e superare le sfide legate alla
direttiva europea Ets e alla crisi del Mar Rosso,
fattori che hanno inciso profondamente sui
traffici marittimi mondiali.
Collegato a 120 porti nel mondo, di cui 60 nel
Mediterraneo, Gioia Tauro è un punto di
riferimento per i principali armatori, in
particolare MSC e Grimaldi, che hanno
continuato a puntare su questo scalo per le
proprie strategie di transhipment. Un risultato
reso possibile dalla sinergia tra pubblico e
privato e da una politica di sviluppo
infrastrutturale portata avanti dall’Autorità di
Sistema Portuale guidata dal presidente Paolo
Piacenza. Tra gli interventi più rilevanti
figurano l’elettrificazione delle banchine, per
un investimento complessivo di 70 milioni di
euro, e il dragaggio dei fondali, che consentirà
di mantenere la profondità a 18 metri, un
unicum nel panorama portuale italiano. Nel
solo 2025, il Medcenter Container Terminal ha
movimentato 4.490.566 teu, con un
incremento di circa mezzo milione di unità.
Arriva l’obbligo di adozione del Rentri, il
registro elettronico nazionale per la
tracciabilità dei rifiuti, destinato a
trasformare in modo strutturale la gestione
dei flussi informativi legati ai rifiuti
pericolosi. Dal 13 febbraio 2026, è
obbligatorio l’utilizzo della xFir, il
formulario digitale che accompagnerà i
rifiuti lungo l’intero ciclo di
movimentazione, dalla presa in carico alla
destinazione finale. La disciplina prevede
requisiti particolarmente stringenti per il
trasporto. I mezzi impiegati dovranno
essere dotati di sistemi di
geolocalizzazione univocamente associati
alla targa e al numero di telaio, capaci di
registrare in modo continuo la posizione
Gps e di conservare i dati secondo criteri di
sicurezza e certificazione, con possibilità di
esportazione nei formati compatibili con il
registro. Un quadro normativo che rende
più complessa la gestione quotidiana per le
Le nuove frontiere dell’energia
Arriva sul mercato una nuova alternativa per il futuro della mobilità
elettrica: la Cina presenta le batterie agli ioni di sodio
Il costruttore cinese di batterie Catl ha
confermato che il 2026 sarà l’anno dell’avvio
su larga scala della produzione di batterie
agli ioni di sodio. Secondo l’azienda, le nuove
celle coesisteranno con le tradizionali
batterie al litio. La tecnologia sarà destinata
a veicoli economici e di fascia media, mezzi
commerciali, sistemi di battery swap e
accumulo di energia, segmenti in cui
sicurezza, costi e affidabilità sono
fondamentali. Le batterie dichiarano un
funzionamento da –40 a +70 gradi
centigradi, mantenendo oltre il 90 per cento
della capacità a –30 gradi, con ricariche
rapide dal 30 per cento all’80 per cento in
circa trenta minuti. Sono anche le prime a
superare il nuovo standard nazionale cinese
di sicurezza GB 38031-2025, che entrerà in
vigore a metà 2026. Le batterie agli ioni di
sodio utilizzano lo stesso principio di quelle
imprese di trasporto, soprattutto in
presenza di flotte numerose. La normativa
consente infatti a produttori e detentori di
rifiuti pericolosi di delegare al
trasportatore l’intera gestione della
tracciabilità, trasferendo su quest’ultimo
responsabilità operative significative.
al litio ma i materiali, più economici e
abbondanti, permettono riduzioni di costo
fino al 50 per cento, con maggiore sicurezza
e stabilità termica.
Limitazioni restano sull’energia specifica e
sulla maturità industriale, ma la tecnologia
si propone come soluzione complementare,
ideale per veicoli urbani, logistica e sistemi
di accumulo, in particolare per climi freddi o
ambienti complessi.
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01/02 2026 - 61
Si dice che
GENNAIO
I nostri primi 50 anni
Traguardo importante per il Gruppo Torello che da sempre punta su
efficienza, sicurezza e qualità. E guarda avanti insieme a Mercedes-Benz
Torello ha spento le 50 candeline insieme a
Daimler Truck Italia e al brand Mercedes-
Benz Trucks. Un traguardo che racconta
una storia di crescita, innovazione e
passione per il trasporto e la logistica. Un
percorso che, sin dalle origini, ha visto
l’azienda impegnata a garantire efficienza,
sicurezza e qualità, valori che anche oggi
guidano ogni scelta strategica.
Attualmente il Gruppo Torello conta oltre
2.700 collaboratori, una flotta che supera i
4.000 veicoli, 42 unità operative in Italia e
all’estero (Francia, Slovacchia, Romania e
Serbia) e un fatturato in costante crescita
che ha superato i 316 milioni di euro nel
2024. La collaborazione con Daimler Truck
Italia non è fatta solo di mezzi e
innovazione, ma soprattutto di persone.
MOTORI SPENTI - MOTORI SPENTI - MOTORI SPENTI - MOTORI SPENTI -
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
1 1 2 3 4 1
5 2 6 1 7 8 9 10 11 1
12 13 14 15 16 17 18 1
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26 27 28 29 30 31
1 dalle 9,00 alle ore 22,00 - 1 dalle 16,00 alle ore 22,00
FEBBRAIO
La limitazione interessa, fuori dai centri abitati, i veicoli e le combinazioni di veicoli adibiti
al trasporto di merci aventi massa complessiva massima autorizzata superiore alle 7,5 tonnellate
Professionisti che, grazie alla fiducia
reciproca e alla forza delle relazioni,
rendono possibile ogni giorno il
movimento delle merci e il progresso della
logistica.
«Il nostro cinquantesimo anniversario - ha
commentato Nicola Torello, Presidente del
Gruppo Torello. - è la celebrazione di un
percorso fatto di impegno, passione e persone. È
una tappa importante nel nostro percorso
evolutivo, in cui le partnership con Daimler
Truck Italia e con il brand Mercedes-Benz
Trucks rappresentano per noi un pilastro
strategico: insieme condividiamo valori come
innovazione, sicurezza ed efficienza, che ci
permettono di guardare al futuro con fiducia e
ambizione».
«Siamo orgogliosi di essere al fianco di Torello
in questo importante traguardo - ha aggiunto
Maurizio Pompei, CEO di Daimler Truck
Italia - cinquant’anni di storia sono il risultato
di una visione chiara e di una capacità di
innovare costantemente. Daimler Truck Italia e
Mercedes-Benz Trucks condividono con Torello
la stessa missione: muovere il mondo in modo
sicuro, sostenibile e semplice, mettendo sempre
le persone al centro».
Torello, azienda fondata nel 1975 da Nicola
Torello e oggi guidata dai figli Umberto,
Concetta e Antonio, opera in tutta Europa.
Il core business del brand è la
progettazione di strategie personalizzate
per la distribuzione primaria, secondaria e
la logistica di magazzino per qualsiasi
esigenza di carico, dai prodotti general
cargo a quelli a temperatura controllata.
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
1 1
2 3 4 5 6 7 8 1
9 10 11 12 13 14 15 1
16 17 18 19 20 21 22 1
23 24 25 26 27 28
In VETRINA
Una bella spazzolata
Pensata per la
manutenzione
professionale dei veicoli
industriali, ALbrush2 è una
spazzola per la pulizia delle ruote
che unisce efficacia e massima
protezione delle superfici. Il bordo in
gomma integrato riduce il rischio di
urti e danneggiamenti durante le operazioni di
lavaggio. La nuova impugnatura ergonomica
garantisce una presa salda e confortevole, anche in
presenza di acqua e detergenti. A fare la differenza è
l’elevata concentrazione di fibre selezionate
antigraffio: più lunghe, più numerose e più morbide
rispetto alle spazzole tradizionali, assicurano
un’azione pulente profonda senza compromettere
l’integrità dell’alluminio. L’ottimo assorbimento di
acqua e sapone consente, inoltre, di lavorare in
modo rapido ed efficace, ottenendo risultati
superiori alla media con meno passaggi.
Super accessoriati
In occasione dei trentesimo
compleanno del Mercedes-
Benz Sprinter, Diesel Technic,
azienda internazionale
specializzata nello sviluppo e
nella distribuzione di ricambi
per veicoli commerciali, entra
in scena con il marchio DT Spare
Parts. Il Gruppo, oggi uno dei principali
riferimenti aftermarket per furgoni e veicoli
industriali, affianca officine, flotte e operatori del
trasporto con un’offerta completa e strutturata. Per lo
Sprinter, il brand propone circa 1.900 ricambi dedicati a tutte
le generazioni e versioni.
La gamma comprende componenti soggetti a usura come
freni e sospensioni, parti di carrozzeria, elementi
elettronici, parti del motore e numerosi accessori. L’offerta
copre anche altri veicoli commerciali leggeri di grande
diffusione, tra cui il Fiat Ducato.
In totale, il catalogo conta oltre 7.500 articoli per furgoni e
più di 45.000 ricambi per diverse applicazioni, dai veicoli
industriali a quelli agricoli, fino ai settori marino e
industriale. L’acquisto è facilitato dal Partner Portal, una
piattaforma digitale che consente di individuare
rapidamente il ricambio corretto e verificarne la
disponibilità. Per maggiorni informazioni consultare il sito
web: www.dt-spareaparts.com
Illuminati dal vintage
Stile classico e tecnologia moderna
si incontrano nella IZE LED Black
Bullet, una luce di posizione pensata
per chi desidera un look old school
senza rinunciare a prestazioni
professionali. Dotata di luce di
posizione bianca e ambra, integra
una spia luminosa con ben 21
modalità, racchiusa dietro una lente scura che ne
valorizza l’estetica e ne garantisce la durata nel tempo.
La qualità costruttiva è confermata dalla garanzia
Strands di 3 anni. Realizzata in policarbonato
anticorrosione e con grado di protezione IP69K, è
progettata per resistere a pioggia intensa, sporco e
temperature estreme. Omologata E come luce di
posizione anteriore e laterale secondo R148 (ECE R7,
R91) e certificata EMC ECE R10, la Black Bullet unisce
robustezza e compattezza in soli 125×52×32 mm, con
interasse da 109 mm e cavo da 1000 mm.
Info su: https://www.universaltruck.it
UN LIBRO A BORDO
Titolo: L’ora esatta della
felicità
Autore: Dete Meserve
Editore: Libreria Pienogiorno
Anno: 2025
Prezzo: € 18,90
Cosa sceglieresti di rivivere se
potessi tornare indietro per
una sola ora? La felicità più
pura o il bivio che ha
cambiato il tuo destino? Per i quattro
protagonisti di questa storia, la risposta non
è solo un desiderio, ma una realtà resa
possibile dalla Aeon Expeditions, l’agenzia
che promette ai suoi clienti di poter viaggiare
nel passato. Elizabeth, Andy, Logan e Brooke
sono quattro sconosciuti legati da un unico
obiettivo: recuperare un frammento di vita
perduto. Ma quando il confine tra ieri e oggi
si spezza e restano bloccati in un altro spazio
temporale, scoprono che i loro destini sono
intrecciati da un segreto comune. Un
racconto avvincente che ci ricorda come, per
guardare al futuro, sia necessario prima fare
pace con le ombre del passato.
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01/02 2026 - 63
Promozioni
Promozioni
TA L2H2 T35 long range AC22/DC130, 389
euro al mese per 59 mesi, Taeg 7,12%, anticipo
di 12.452 euro, riscatto a 13.360.
Sono tutti prezzi al netto di iva, messa su strada,
IPT e contributo PFU.
di Roberta Carati
Gamma Daily
C’è ancora domani
DAF Ricambi
A partire da dicembre, centinaia di ricambi
TRP e DAF Genuine hanno subito una riduzione
permanente dei prezzi. Tra questi: ricambi
per freni, luci, dispositivi di abbassamento,
sensori NOx e unità EAS. I dettagli nel
DAF Webshop.
Continua inoltre la campagna di aggiornamenti
gratuiti per tutti i veicoli della gamma:
per verificare la disponibilità basta inserire
nell’apposito modulo online gli ultimi 8 caratteri
del numero di telaio.
Iveco Tasso 0
Fino al 28 febbraio tasso zero su tutta la gamma
Daily, cabinati e furgoni, e terzo anno di
garanzia estesa a 99 euro. Con la stessa scadenza,
Iveco offre un leasing di 60 mesi al tasso
del 4,59% con versamento della prima rata
dopo tre mesi: su una fornitura fino a 45.000
euro, anticipo di 4.500, prima rata a 90 giorni,
58 canoni mensili da 798 euro comprensivi di
Polizza UP PLUS Furto e Incendio, valore finale
di riscatto 10%.
Lato pesanti, anche Nuovo Eurocargo beneficia
del terzo anno di garanzia sulla catena
cinematica a 99 euro. Inoltre, su tutta la nuova
gamma Iveco Way Natural Gas, nelle versioni
CNG e LNG, e su serbatoi LNG, 5 anni o
500.000 km di garanzia driveline.
MAN Servizi digitali
I MAN DigitalServices sono proposti in abbonamento
gratuito per tre mesi a condizione
che non siano ancora stati attivati altri servizi
a pagamento. La gamma dei servizi disponibili
comprende la gestione del tachigrafo e della
tempistica, il tracciamento del veicolo, il supporto
del conducente, la gestione della ricarica
e delle batterie per i veicoli elettrici, l’ottimizzazione
delle prestazioni dei veicoli, la gestione
proattiva di manutenzione e riparazioni.
Inoltre, è stato rinnovato per tutto il 2026 il
programma Lion Plus, che per i veicoli immatricolati
da più di 5 anni assicura sconti
fino al 27% sugli ammortizzatori, fino al 30
su cristalli, filtri, parti frizione, parti motore,
soffietti, fino al 32 su parti impianto frenante
e fino al 40% sui fluidi.
Previsti 2 anni di garanzia sull’intervento eseguito
presso la Rete di assistenza MAN.
Piaggio Ecoincentivi
Grazie alle agevolazioni previste dal PNRR,
Porter NPE è in promozione a partire da
28.200 euro; potranno beneficiare del contributo,
fino ad esaurimento risorse con scadenza
al 30 giugno 2026, le imprese con meno di 10
dipendenti e un fatturato annuo non superiore
a 2 milioni di euro. L’acquisto di un veicolo
nuovo è subordinato alla rottamazione di un
veicolo N1 con motorizzazione fino a Euro 5.
Ancora più vantaggiosi gli incentivi della
Regione Lazio: fino al 31 marzo, le imprese attive
nei comuni di Roma Capitale, Fiumicino,
Guidonia Montecelio, Tivoli, Marino o
Monterotondo che contestualmente rottamino
un uguale numero di veicoli commerciali N1 o
N2 diesel (fino a Euro 4) o benzina (fino a Euro
2), beneficeranno di un contributo fino a 7.000
euro per acquistare Porter NPE 100 per cento
elettrico e fino a 3.500 euro per Porter NP6 ad
alimentazione elettrica plug-in, ibrida-elettrica,
GPL e metano anche bi-fuel.
Renault Leasing
Leasing a tasso fisso del 5,99% fino al 28 febbraio.
Kangoo Van FG L1 Blue dCi 95 è offerto
a 129 euro al mese per 59 mesi, Taeg 8,27%,
anticipo di 7.069 euro, riscatto a 7.590 (in alternativa,
finanziamento in 36 rate da 149 euro
con anticipo di 8.050 euro e rata finale da
9.519; Tan 6,49%, Taeg 7,92%); per Kangoo
Van E-Tech Electric FG L1 comfort range AC11,
189 euro al mese per 59 mesi, Taeg 8,01%, anticipo
di 6.600 euro, riscatto a 7.277.
Trafic Van FG L1 H1 T27 Blue dCi 110 è proposto
a 169 euro al mese per 59 mesi, Taeg 7,95%,
anticipo di 8.078 euro, riscatto a 8.396.
Master FG TA L2H2 T33 Blue dCi 105 E6 E-bis
è offerto a 179 euro al mese per 59 mesi, Taeg
7,86%, anticipo di 9.142 euro, riscatto a 9.101;
per Master allestito TCS CF TA L2 T35 RS Blue
dCi 130 E6 E-bis, 189 euro al mese per 59
mesi, Taeg 7,77%, anticipo di 8.858 euro, riscatto
a 9.216; infine, per Master elettrico FG
Scania Classic
La campagna ricambi 4 Stagioni Inverno, con
scadenza 31 marzo, garantisce fino a 200 euro
di risparmio sulla sostituzione del motorino
di avviamento, 200 euro sull’alternatore, 450
euro sul kit frizione. Il massimo risparmio è
riservato ai pacchetti di riparazione in promozione
se abbinati a SERVICES 360 CLASSIC,
il piano di manutenzione a misura di truck
con almeno 24 mesi di vita.
Per tutta la durata del contratto, CLASSIC dà
diritto a uno sconto del 20%, che sale al 30%
se i veicoli hanno più di 10 anni, sulle lavorazioni
previste dai Pacchetti Scania. Parliamo
di Core (che include manutenzione con piano
flessibile e 3 anni di garanzia sui componenti
meccanici della catena cinematica bagnati da
olio), Plus (che comprende manutenzione
flessibile, 2 anni di pacchetto controllo, riparazione
della catena cinematica e dei principali
organi a essa connessi), Full (che include manutenzione
flessibile, 2 anni di pacchetto controllo,
riparazione estesa della catena cinematica,
riparazione di cabina e autotelaio).
Volkswagen Service
Rinnovata al 30 giugno Promozione Service
25, che assicura il 25% di sconto sulle principali
tipologie di ricambi impiegate per la manutenzione
degli LCV immatricolati entro il 31
dicembre 2022 (veicoli a noleggio esclusi).
Rientrano nella promo: filtri, liquidi, pastiglie
e dischi freno, spazzole, cinghia, frizione, luci,
batteria, candele, parabrezza, ammortizzatori.
È invece in scadenza al 30 marzo la promozione
sui piani di manutenzione WeCare e
WeCare Plus con sconti del 25% per i veicoli
fino a 5 anni di anzianità dalla data di immatricolazione,
del 35% per i veicoli da 5 anni a
10 anni, e del 45% per i veicoli da 10 a 15 anni.
Il pagamento può essere frazionato in un numero
di mesi pari alla durata del piano di manutenzione
senza costi aggiuntivi.
Ed è sempre attiva ‘5 plus’, la promozione che
include nel prezzo di acquisto del veicolo (per
Nuovo Amarok a partire dall’anno modello
2023 e per il resto della gamma dall’anno modello
2024) la garanzia di serie fino a 5 anni
o 150.000 km (100.000 per gamma ID. Buzz).
Compresi in 5 plus sono anche il piano di manutenzione
ordinaria Service Plan di 5 anni o
150.000 km per l’intera gamma (100.000 km
per gamma ID. Buzz) e il Servizio Mobilità in
caso di panne o incidente.
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Archivio
Tutte le prove V&T - Camion&LCV
Citroën Berlingo BlueHDi 100 S&S E6
km/l 12,81 (l/100km 7,80) - adblue% 18,96
km/h 48,6 - kg 1.970 - index 484,3 V&T 795
Citroën Jumpy 2.0 HDi 136 Fap E4
km/l 8,79 (l/100km 11,38) - km/h 51,0
kg 2.930 - index 460,1 V&T 714
Dacia Dokker Focaccia pick-up 1.5 dCi 90 Cv E6b
km/l 14,18 (l/100km 7,05) - adblue% --
km/h 47,4 - kg 1.950 - index 509,2 V&T 828
Dacia Dokker Van 1.5 dCi 90 Cv E5
km/l 15,43 (l/100km 6,47) - km/h 52,3
kg 1.960 - index 533,1 V&T 766
Fiat Doblò Cargo 95 EcoJet E6b
km/l 15,30 (l/100km 6,54) - adblue% --
km/h 49,7 kg 2.070 - index 525,1 V&T 810
Fiat Doblò Cargo 1.3 Multijet II 66 kW Euro 5+
km/l 14,47 (l/100km 6,90) - km/h 48,9
kg 2.070 - index 516,1 V&T 794
Fiat Doblò Cargo 1.6 Multijet E5
km/l 12,06 (l/100km 8,29) - km/h 50,56
kg 2.375 - index 496,9 V&T 756
Fiat Doblò Cargo 1.4 T-Jet Cng E5
km/kg 15,8 (kg/100km 6,33) - km/h 38,8
kg 2.400 - index 497,5 V&T 757
Fiat Doblò Cargo XL 2.0 Mjet Power E5
km/l 12,52 (l/100km 7,99) - km/h 49,7
kg 2.500 - index 499,4 V&T 775
Fiat Fiorino Cargo 1.3 Mjet 16v E4
km/l 17,22 (l/100km 5,81) - km/h 49,3
kg 1.870 - index 539,8 V&T 716
Fiat Fiorino Adventure 1.3 Mjet 16v E5
km/l 15,62 (l/100km 6,40) - km/h 51,8
kg 1.780 - index 533,1 V&T 749
Ford Scudo 2-0 Multijet 145 Cv E6e
km/l 11,37 (l/100km 8,49) - adblue% 5,531
km/h - 41,7 - kg 3.100 - index 460,9 V&T 896
Fiat Talento 125 EcoJet E6
km/l 7,54 (l/100km 13,27) - adblue% 2,199
km/h 41,7 - kg 2.900 - index 418,0 V&T 825
Ford Transit M 280 2.2 TDCi E4
km/l 10,56 (l/100km 9,47) - km/h 35,9
kg 2.880 - index 441,2 V&T 709
Ford Transit Connect 1.6 Tdci 115 E5
km/l 12,85 (l/100km 7,78) - km/h 51,4
kg 2.350 - index 507,0 V&T 779
Ford Transit Connect 1.5 Tdci E6d-Temp
km/l 12,18 (l/100km 8,21) - adblue% 10,071
km/h 51,8 - kg 2.240 - index 490,5 V&T 838
Ford Transit Courier 1.5 EcoBlue Active E6d
km/l 14,44 (l/100km 6,93) - adblue% 22,472
km/h 43,1 - kg 1.965 - index 478,8 V&T 879
Ford Transit Courier 1.5 Tdci E5
km/l 14,28 (l/100km 7,00) - km/h 49,7
kg 1.790 - index 516,1 V&T 788
Ford Transit Courier 1.5 Tdci 100 Cv E6d-Temp
km/l 14,60 (l/100km 6,85) - adblue% -
km/h 48,9 - kg 1.800 - index 517,2 V&T 841
Ford Transit Custom 300 2.0 Tdci E6
km/l 10,92 (l/100km 9,15) - adblue% 7,970
km/h 50,6 - kg 3.000 - index 475,7 V&T 823
Ford Transit Custom 310 2.2 TDCi E5
km/l 10,17 (l/100km 9,83) - km/h 48,6
kg 3.100 - index 471,5 V&T 770
Ford Transit Custom 320 2.0 EcoBlue E6d
km/l 10,58 (l/100km 9,45) - adblue% 6,173
km/h 46,4 - kg 3.225 - index 463,7 V&T 882
Ford Transit Custom 2.0 TDCi 130 Cv E6
km/l 10,84 (l/100km 9,22) - km/h 50,5
kg 2.860 - index 475,5 V&T 802
Ford Transit Custom Trail 340 L1H1 E6D-Temp
km/l 10,51 (l/100km 9,51) - adblue% 7,157
km/h 48,2 - kg 3.400 - index 466,1 V&T 855
Hyundai H-1 2.5 CRDi Vgt E4
km/l 9,92 (l/100km 10,08) - km/h 48,9
kg 3.210 - index 469,3 V&T 720
Mercedes-Benz Citan 109 Cdi E5
km/l 14,98 (l/100km 6,67) - km/h 51,4
kg 1.960 - index 526,9 V&T 769
Mercedes-Benz Citan 111 Cdi E6
km/l 13,70 (l/100km 7,29) - km/h 51,8
kg 1.950 - index 516,2 V&T 806
Mercedes-Benz Citan 112 Cdi Long E6D
km/l 12,85 (l/100km 7,78) - adblue% 10
km/h 47,1 - kg 2.020 - index 486,1 V&T 856
Mercedes-Benz Vito 111 Cdi E5b+
km/l 10,76 (l/100km 9,29) - km/h 48,57
kg 2.800 - index 478,2 V&T 790
Mercedes-Benz Vito 113 Cdi E5
km/l 9,52 (l/100km 10,50) - km/h 48,9
kg 2.800 - index 464,5 V&T 763
Mercedes-Benz Vito 114 Cdi Long E6
km/l 10,92 (l/100km 9,15) - adblue% 3,188
km/h 48,9 kg 2.800 - index 477,4 V&T 809
Mercedes-Benz Vito 114 Cdi Long E6d-Temp
km/l 10,44 (l/100km 9,58) - adblue% 12,183
km/h 46,4 kg 2.800 - index 454,8 V&T 846
Mercedes-Benz Vito 114 Cdi Long E6e
km/l 13,82 (l/100km 7,24) - adblue% 21,371
km/h 46,7 kg 2.800 - index 483,3 V&T 885
Mercedes-Benz Vito 115 Cdi City E4
km/l 9,34 (l/100km 10,71) - km/h 29,6
kg 2.800 - index 407,8 V&T 724
Mercedes-Benz Vito 116 Cdi Long E6d-temp
km/l 10,76 (l/100km 9,29) - adblue% 16,230
km/h 52,3 - kg 2.800 - index 467,5 V&T 853
Nissan Interstar dCi 120 E4
km/l 8,37 (l/100km 11,95) - km/h 47,4
kg 3.290 - index 446,3 V&T 717
Nissan Nv 200 1.5 dCi E4
km/l 12,55 (l/100km 7,94) - km/h 49,7
kg 2.015 - index 500,2 V&T 735
Nissan Nv 250 L1 95 Cv E6d-Temp
km/l 15,14 (l/100km 6,60) - adblue% 6,627
km/h 47,8 – kg 1.980 – index 512,9 V&T 845
Nissan Nv 300 dCi 120 E6b
km/l 10,60 (l/100km 9,44) - adblue% 5,155
km/h 47,4 – kg 2.800 – index 467,6 V&T 811
Nissan Primastar 115 Dci E4
km/l 12,00 (l/100km 8,33) - km/h 49,3
kg 2.720 - index 493,2 V&T 711
Opel Vivaro 2.0 Cdti 120 E4
km/l 10,28 (l/100km 9,73) - km/h 50,5
kg 2.770 - index 477,4 V&T 725
Peugeot Bipper 1.4 Hdi 70 Cv E4
km/l 16,63 (l/100km 6,01) - km/h 49,7
kg 1.830 - index 536,3 V&T 727
Peugeot Boxer 333 2.2 HDi 130 E5
km/l 9,76 (l/100km 10,24) - km/h 47,45
kg 3.250 - index 463,8 V&T 787
Peugeot Expert Standard 2.0 BlueHdi 150 Cv E6b
km/l 10,19 (l/100km 9,81) - adblue% 6,937
km/h 51,4 kg 2.730 - index 470,0 V&T 807
Peugeot Partner 1.6 Hdi 90 Cv E4
km/l 12,35 (l/100km 8,09) - km/h 54,1
kg 2.270 - index 508,4 V&T 731
Peugeot Partner 1.6 E-Hdi 90 Cv E5
km/l 12,85 (l/100km 7,78) - km/h 45,7
kg 2.170 - index 492,3 V&T 772
Piaggio Porter EcoPower 1.3 16V Bi-Fuel E4
km/l 7,92 (l/100km 12,62) - km/h 35,7
kg 1.580 - index 409,8 V&T 730
Piaggio Porter Maxxi D120 E5
km/l 11,46 (l/100km 8,73) - km/h 48,6
kg 2.200 - index 485,8 V&T 748
Piaggio Porter NP6 LR HD Top Gpl E6D
km/l 6,94 (l/100km 14,41) - km/h 40,3
kg 2.800 - index 408,9 V&T 862
Renault Express Van 1,5 Blue dCi 95 E6d-Temp
km/l 14,90 (l/100km 6,71) - adblue% 5,797
km/h 44,4 - kg 2.000 - index 502,2 V&T 858
Renault Kangoo Express 1.5 dCi 90 Cv E5
km/l 13,38 (l/100km 7,47) - km/h 50,1
kg 2.260 - index 508,9 V&T 756
Renault Kangoo Express 1.5 dCi 105 Cv E4
km/l 13,71 (l/100km 7,29) - km/h 50,1
kg 2.010 - index 511,9 V&T 726
Renault Kangoo Exp Compact 1.5 dCi 86 E4
km/l 13,60 (l/100km 7,35) - km/h 50,6
kg 1.770 - index 512,2 V&T 736
Renault Kangoo Express New 1.5 dCi 90 Cv E5
km/l 15,46 (l/100km 6,47) - km/h 54,65
kg 1.940 - index 527,5 V&T 774
Renault Kangoo Van 1.5 Blue dCi 95 Cv
km/l 14,06 (l/100km 7,11) - adblue% 9,576
km/h 45 - kg 2.027 - index 492,8 V&T 865
Renault Master T33 Blue dCi 150 E6e
km/l 9,89 (l/100km 10,11) - adblue% 13,474
km/h 47,5 kg 3.300 - index 448,6 V&T 887
Renault Trafic 1.6 dCi 120 Energy E5
km/l 11,83 (l/100km 8,45) - km/h 48,6
kg 2.750 - index 489,7 V&T 782
Renault Trafic Energy dCi 170 Edc E6D-Temp
km/l 10,32 (l/100km 9,69) - adblue% 5,020
km/h 49,7 - kg 2.900 - index 470,0 V&T 844
Toyota Proace 1.6D 115 Cv S&S E6
km/l 10,40 (l/100km 9,61) - adblue% 13,158
km/h 49,3 - kg 2.600 - index 460,0 V&T 803
Volkswagen Caddy 2.0 Tdi BlueMotion E6
km/l 16,88 (l/100km 5,92) - adblue% 6,57
km/h 50,1 - kg 1.970 - index 533,9 V&T 792
Volkswagen Caddy Cargo 2.0 Tdi Scr Dsg E6d
km/l 14,85 (l/100km 6,73) - adblue% 7,225
km/h 57,1 - kg 2.250 - index 533,0 V&T 850
Volkswagen Caddy Maxi 1.6 Tdi E5
km/l 11,59 (l/100km 8,63) - km/h 49,7
kg 2.260 - index 489,9 V&T 750
Volkswagen Transporter T6 2.0 Tdi 4Motion E6
km/l 10,72 (l/100km 9,33) - adblue% 5,214
km/h 50,1 - kg 2.780 - index 475,4 V&T 804
Volkswagen Transporter 6.1 2.0 Tdi E6d-Temp
km/l 13,32 (l/100km 7,51) - adblue% 5,181
km/h 47,8 - kg 2.800 - index 497,4 V&T 835
Fiat Ducato 35 2.2 Multijet 3 140 E6e
km/l 12,05 (l/100km 8,30) - adblue%9,379
km/h 44,1 - kg 3.500 - index 470,5 V&T 886
Fiat Ducato 35 2.2 Multijet 3 180 E6d
km/l 9,86 (l/100km 10,14) - adblue% 8,629
km/h 39,54 - kg 3.500 - index 434,2 V&T 861
Fiat Ducato 35 2.3 Multijet 2 140 At9 E6d-temp
km/l 10,40 (l/100km 9,61) - adblue% 8,097
km/h 44,7 - kg 3.500 - index 455,0 V&T 852
Fiat Ducato Multijet 115 E5
km/l 10,80 (l/100km 9,26) - km/h 46,4
kg 3.430 - index 473,1 V&T 753
Fiat Ducato Maxi Multijet2 150 E5
km/l 9,83 (l/100km 10,17) - km/h 48,6
kg 3.460 - index 467,5 V&T 761
Fiat Ducato Multijet 160 E4
km/l 8,81 (l/100km 11,35) - km/h 45,7
kg 3.410 - index 447,9 V&T 722
Fiat Ducato Multijet 180 E5+
km/l 8,97 (l/100km 11,15) - km/h 47,8
kg 3.500 - index 455,0 V&T 789
Fiat Ducato 140 Natural Power E6
km/kg 8,70 (kg/100km 11,49) - km/h 48,57
kg 3.450 - index 453,5 V&T 797
Ford Transit 140 T350 Awd E4
km/l 7,53 (l/100km 13,28) - km/h 54,2
kg 3.480 - index 449,5 V&T 744
Ford Transit 155 Cv 350 E5+
km/l 8,71 (l/100km 11,47) - km/h 46,0
kg 3.420 - index 447,4 V&T 784
Ford Transit 350 2.0 Tdci EcoBlue Hybrid L3H3 E6d-temp
km/l 12,88 (l/100km 7,76) - adblue% 9,398
km/h 49,7 - kg 3.500 - index 493,6 V&T 842
Ford Transit 350 trail 2.0 Tdci Awd E6d-temp
km/l 7,78 (l/100km 12,86) - adblue% 5,673
km/h 52,72 - kg 3.500 - index 441,5 V&T 849
Iveco Daily 35S21 E5
km/l 8,94 (l/100km 11,19) - km/h 31,31
kg 3.485 - index 409,0 V&T 755
Iveco Daily 35S15 E5
km/l 11,08 (l/100km 9,01) - km/h 41,68
kg 3.510 - index 463,7 V&T 767
Man TgE 3.140 E6b
km/l 9,34 (l/100km 10,70) - adblue% 11,818
km/h 47,8 - kg 3.500 - index 444,5 V&T 839
n Lcv < 3,5 t
n Lcv > 3,5 t
n Distribuzione
n Elettrici
n Pick up
n All terrain
n Cantiere
n Pesanti
L’index performance
tiene conto di
consumo gasolio,
eventuale AdBlue e
media oraria. A indice
maggiore corrisponde
una migliore
prestazione.
66 - 01/02 2026
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Archivio
Tutte le prove V&T - Camion&LCV
Mercedes-Benz Sprinter 314 Cdi E6c
km/l 9,32 (l/100km 10,73) - adblue% 4,080
km/h 47,8 - kg 3.500 - index 454,3 V&T 832
Mercedes-Benz Sprinter 314 Cdi 4x4
km/l 8,41 (l/100km 11,89) - adblue% 6,956
km/h 45,3 - kg 3.500 - index 432,6 V&T 812
Mercedes-Benz Sprinter 316 Cdi Long Ta Tp E6c
km/l 8,57 (l/100km 11,66) - adblue% 3,336
km/h 46,7 - kg 3.500 - index 442,9 V&T 821
Mercedes-Benz Sprinter 315 Cdi E4
km/l 8,19 (l/100km 12,21) - km/h 45,7
kg 3.520 - index 439,7 V&T 710
Mercedes-Benz Sprinter 316 Cdi E5
km/l 8,70 (l/100km 11,49) - km/h 47,8
kg 3.520 - index 451,5 V&T 743
Mercedes-Benz Sprinter 316 Ngt E4
km/kg 10,85 (kg/100km 9,22) - km/h 35,9
kg 3.480 - index 444,2 V&T 732
Mercedes-Benz Sprinter 319 Cdi E6
km/l 8,38 (l/100km 11,93) - adblue% 2,852
km/h 47,1 - kg 3.500 - index 441,9 V&T 776
Nissan Cabstar 35.11 E4
km/l 8,65 (l/100km 11,56) - km/h 38,3
kg 3.620 - index 426,6 V&T 721
Nissan Nv 400 F35.13 E5
km/l 8,71 (l/100km 11,48) - km/h 50,15
kg 3.450 - index 457,1 V&T 758
Renault Mascott 150.35 DXi E4
km/l 6,61 (l/100km 15,13) - km/h 48,9
kg 3.470 - index 424,0 V&T 719
Renault Master dCi 165 Energy E5b+
km/l 8,40 (l/100km 11,89) - km/h 47,81
kg 3.470 - index 447,8 V&T 791
Renault Master dCi 180 Energy L3H2 E6d-Temp
km/l 9,90 (l/100km 10,10) - adblue% 4,817
km/h 47,1 - kg 3.500 - index 458,9 V&T 840
Renault Master R3500 150 dCi E5
km/l 7,68 (l/100km 13,01) - km/h 45,7
kg 3.500 - index 432,9 V&T 740
Renault Maxity 130.35/5 DXi E4
km/l 7,67 (l/100km 13,04) - km/h 41,7
kg 3.690 - index 422,9 V&T 712
Volkswagen Crafter 35 2.0 BiTdi L3 H3 E6
km/l 9,65 (l/100km 10,36) - adblue% 10,329
km/h 51,8 kg 3.500 - index 459,6 V&T 813
Volkswagen Crafter 35 2.0 BiTdi 4Motion E6
km/l 6,94 (l/100km 14,40) - adblue% 9,459
km/h 48,2 kg 3.500 - index 412,5 V&T 822
Volkswagen Crafter 35 2.0 Tdi L3 H3 140 E6e
km/l 9,80 (l/100km 10,20) - adblue% 11,439
km/h 45,7 kg 3.500 - index 446,0 V&T 891
Daf Lf 45.210 E5
km/l 6,35 (l/100km 15,75) - adblue% 4,341
km/h 63,4 - kg 12.055 - index 440,1 V&T 738
Man TgL 8.180 C E6
km/l 6,38 (l/100km 15,68) - adblue% 1,305
km/h 65,7 - kg 7.470 - index 450,1 V&T 776
Man TgL 12.220 Eev
km/l 5,59 (l/100km 17,90) - adblue% 0,000
km/h 64,4 kg 12.020 - index 435,6 V&T 740
Man TgM 18.290 BL Lx Eev
km/l 5,00 (l/100km 20,00) - adblue% 0,000
km/h 61,6 kg 18.035 - index 418,9 V&T 745
Mitsubishi Fuso Canter 7C18 E4
km/l 6,72 (l/100km 14,88) - adblue% 0,000
km/h 60,9 - kg 7.740 - index 449,8 V&T 718
Renault Midlum 220.11,5 Dxi EL E5
km/l 5,45 (l/100km 16,92) - adblue% 4,997
km/h 63,6 - kg 11.920 - index 421,2 V&T 722
Renault Midlum 220.12 Dxi Optitronic E5
km/l 5,33 (l/100km 18,76) - adblue% 2,337
km/h 61,9 - kg 12.155 - index 421,4 V&T 744
Scania P 230 Cp 16 L E5
km/l 4,69 (l/100km 21,33) - adblue% 0,000
km/h 61,6 - kg 17.700 - index 413,8 V&T 747
Volvo FE 320 L3H1 E5
km/l 3,99 (l/100km 25,05) - adblue% 4,496
km/h 59,9 - kg 26.690 - index 381,6 V&T 725
Volvo FL 210
km/l 5,62 (l/100km 17,79) - adblue% 5,285
km/h 68,4 - kg 11.940 - index 432,0 V&T 786
Volvo FL 240 L E4
km/l 5,45 (l/100km 18,35) - adblue% 4,997
km/h 63,6 - kg 11.920 - index 421,2 V&T 719
Fiat E-Doblò Maxi
km/kwh 4,06 (kwh/100 24,63) - km/h 42,8
kg 2.300 - index 363,1 V&T 868
Fiat E-Ducato L4H2 110 kWh
km/kwh 2,67 (kwh/100 37,37) - km/h 37,4
kg 3.500 - index 320,2 V&T 890
Fiat eDucato Mh2 79 kWh
km/kwh 2,37 (kwh/100 42,10) - km/h 38,0
kg 3.500 - index 308,4 V&T 859
Fiat E-Scudo 75 kWh
km/kwh 3,39 (kwh/100 29,48) - km/h 38,3
kg 3.015 - index 337,8 V&T 871
Fiat E-Scudo 75 kWH LFP
km/kwh 3,04 (kwh/100 32,90) - km/h 32,3
kg 3.020 - index 314,8 V&T 881
Ford E-Transit Custom 320 L1H1 64 kwh
km/kwh 3,83 (kwh/100 26,10) - km/h 40,9
kg 3.225 - index 353,8 V&T 894
Ford E-Transit 350 L3H2 68 kWh
km/kwh 2,96 (kwh/100 33,73) - km/h 35,1
kg 3.500 - index 319,5 V&T 864
Mercedes-Benz eCitan Long
km/kwh 4,30 (kwh/100 23,26) - km/h 35,8
kg 2.230 - index 352,2 V&T 875
Mercedes-Benz eSprinter 312 Ta 47 kWh
km/kwh 2,31 (kwh/100 43,34) - km/h 40,4
kg 3.500 - index 310,8 V&T 860
Mercedes-Benz eSprinter 420 Pro Tp 113 kWh
km/kwh 2,61 (kwh/100 38,35) - km/h 38,3
kg 4.250 - index 316,4 V&T 889
Mercedes-Benz eVito Long
km/kwh 2,53 (kwh/100 39,47) - km/h 32,6
kg 3.200 - index 301,4 V&T 848
Mercedes-Benz eVito Long 60 kWh
km/kwh 3,72 (kwh/100 26,85) - km/h 42,8
kg 3.200 - index 355,2 V&T 870
Nissan e-Nv200
km/kwh 3,62 (kwh/100 27,63) - km/h 38,9
kg 2.200 - index 344,5 V&T 786
Nissan Townstar Ev L1 Tekna
km/kwh 4,93 (kwh/100 20,29) - km/h 39,6
kg 2.200 - index 373,8 V&T 872
Peugeot Partner Full Electric
km/kwh 4,52 (kwh/100 22,09) - km/h 48,6
kg 2.160 - index 385,2 V&T 785
Renault Kangoo Express Z.E. Zev
km/kwh 4,41 (kwh/100 22,68) - km/h 42,9
kg 2.100 - index 370,9 V&T 760
Renault Kangoo Express Z.E. 33
km/kwh 4,58 (kwh/100 21,81) - km/h 39,6
kg 2.130 - index 367,2 V&T 847
Renault Kangoo Van E-Tech Electric L1 45 kWh
km/kwh 3,40 (kwh/100 29,40) - km/h 37,2
kg 2.230 - index 335,4 V&T 869
Renault Master Z.E. 33 L2H2
km/kwh 3,37 (kwh/100 29,63) - km/h 43,8
kg 3.100 - index 348,8 V&T 834
Renault Master E-Tech T35 87 kwh
km/kwh 3,32 (kwh/100 30,08) - km/h 62,0
kg 3.500 - index 339,5 V&T 893
Saic Motor Maxus eDeliver 3
km/kwh 3,23 (kwh/100 30,95) - km/h 40,9
kg 2.460 - index 339,0 V&T 857
Saic Motor Maxus eDeliver 9 L3H2
km/kwh 3,65 (kwh/100 27,39) - km/h 37,6
kg 3.500 - index 342,3 V&T 873
Volkswagen e-Crafter 35 L3H3
km/kwh 3,06 (kwh/100 32,71) - km/h 41,3
kg 3.500 - index 335,3 V&T 830
Volkswagen ID.Buzz Cargo
km/kwh 3,25 (kwh/100 30,76) - km/h 39,2
kg 3.000 - index 336,0 V&T 867
Fiat Fullback 2.4d 4Wd E5b
km/l 6,74 (l/100 14,84) - km/h 49,5
kg 2.910 - index 427,4 V&T 805
Ford Ranger 2.0 Tdci 170 Cv Wolftrak doppia cabina E6d
km/l 7,24 (l/100 13,80) - adblue% 17,347
km/h 56,0 kg 3.270 - index 419,2 V&T 866
Ford Ranger 3.0 V6 EcoBlue Platinum doppia cabina E6d
km/l 7,47 (l/100 13,38) - adblue% 17,895
km/h 53,2 kg 3.300 - index 417,1 V&T 877
Ford Ranger Phev Stormtrak doppia cabina E6e
km/l 11,62 (l/100 8,60) - km/kWh 3,1
km/h 51,9 kg 3.500 - index 495,8 V&T 895
Ford Ranger Raptor E6C
km/l 6,42 (l/100 15,57) - adblue% 13,575
km/h 45,8 kg 3.150 - index 390,4 V&T 837
Ford Ranger Super Cab 2.2 TDCi E5B
km/l 7,57 (l/100 13,20) - km/h 51,3
kg 3.300 - index 443,9 V&T 801
Isuzu D-Max 1.9d Solar Supernova E6b
km/l 7,33 (l/100 13,63) - adblue% -
km/h 51,3 kg 3.000 - index 440,4 V&T 818
Mercedes-Benz X 250d 4Matic E6b
km/l 7,35 (l/100 13,60) - adblue% 3,623
km/h 58,3 kg 3.250 - index 449,5 V&T 817
Mercedes-Benz X 350d 4Matic E6b
km/l 6,48 (l/100 15,42) - adblue% 10,046
km/h 60,8 kg 3.250 - index 427,3 V&T 829
Nissan Navara Np300 2.3 dCi 4WD E5
km/l 7,93 (l/100 12,60) - km/h 45,3
kg 2.960 - index 435,4 V&T 798
Renault Alaskan 2.3 dCi 160 E6b
km/l 7,67 (l/100 13,04) - adblue% 4,320
km/h 60,0 - kg 3.050 - index 456,5 V&T 827
Tata Xenon 2.2 Vtt Dicor Dle 4x4 E5
km/l 9,53 (l/100 10,49) - km/h 58,3
kg 2.950 - index 485,7 V&T 768
Volkswagen Amarok V6
km/l 7,68 (l/100 13,01) - adblue% 18,40
km/h 55,3 kg 2.920 - index 454,0 V&T 808
Bremach T-Rex 60 E4
km/l 6,42 (l/100 km 15,56) - adblue% 0,000
km/h 41,2 - kg 6.000 - index 403,3 V&T 734
Mercedes-Benz Unimog U 20 E5
km/l 3,79 (l/100 km 26,37) - adblue% 6,521
km/h 36,2 - kg 9.160 - index 326,5 V&T 756
Renault Midlum 300.16 Dxi Offroad E5
km/l 3,72 (l/100 km 26,84) - adblue% 5,577
km/h 40,3 - kg 15.800 - index 336,3 V&T 757
Astra Hd8 84.44 E5
km/l 1,88 (l/100 km 53,12) - adblue% 4,654
km/h 38,3 - kg 39.840 - index 271,3 V&T 729
Mercedes-Benz Actros 4148 K E5
km/l 1,69 (l/100 km 59,17) - adblue% 4,148
km/h 38,8 - kg 40.540 - index 265,2 V&T 717
Renault Trucks Kerax 500.40 E5
km/l 2,03 (l/100 km 49,26) - adblue% 3,931
km/h 43,2 - kg 40.200 - index 290,0 V&T 727e
Renault Trucks Kerax 500.40 Optidriver E5
km/l 2,11 (l/100 km 47,39) - adblue% 3,083
km/h 38,3 - kg 40.240 - index 288,2 V&T 727e
Renault Trucks Kerax 520.40 E5
km/l 2,11 (l/100 km 47,39) - adblue% 4,223
km/h 40,3 - kg 40.020 - index 287,6 V&T 749
Renault Trucks Premium Lander 410 Dxi E5
km/l 2,18 (l/100 km 45,87) - adblue% 4,833
km/h 41,9 - kg 27.430 - index 290,4 V&T 728
Scania P420 Cb 8x4 Ehz E5
km/l 2,65 (l/100 km 37,77) - adblue% 7,453
km/h 37,0 - kg 39.790 - index 289,7 V&T 735
n Lcv < 3,5 t
n Lcv > 3,5 t
n Distribuzione
n Elettrici
n Pick up
n All terrain
n Cantiere
n Pesanti
L’index performance
tiene conto di
consumo gasolio,
eventuale AdBlue e
media oraria. A indice
maggiore corrisponde
una migliore
prestazione.
68 - 01/02 2026
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www.vietrasportiweb.it 01/02 2026 - 69
Archivio
Tutte le prove V&T - Camion&LCV
Daf Cf 440 Space Cab Pcc E6
km/l 3,57 (l/100km 28,00) - adblue% 2,974
km/h 70,7 - kg 43.860 - index 390,0 V&T 794
Daf Cf 85.460 E5
km/l 3,00 (l/100km 33,33) - adblue% 4,166
km/h 68,2 - kg 43.740 - index 364,3 V&T 716
Daf Xf 440 Space Cab Pcc E6
km/l 3,53 (l/100km 28,32) - adblue% 4,589
km/h 70,7 - kg 43.810 - index 383,9 V&T 803
Daf Xf 480 Space Cab Pcc E6
km/l 3,80 (l/100km 26,32) - adblue% 5,019
km/h 69,4 - kg 43.800 - index 389 V&T 826
Daf Xf 105.460 Space Cab E5
km/l 3,19 (l/100km 31,55) - adblue% 3,250
km/h 64,9 - kg 43.800 - index 369,2 V&T 704
Daf Xf 105.460 Space Cab E6
km/l 3,37 (l/100km 29,71) - adblue% 2,938
km/h 71,4 - kg 43.830 - index 385,0 V&T 780
Daf Xf 105.460 Ate Space Cab Eev
km/l 3,30 (l/100km 30,29) - adblue% 5,178
km/h 69,4 - kg 44.060 - index 372,8 V&T 764
Daf XG+ 480 FT E6
km/l 4,30 (l/100km 23,25) - adblue% 2,554
km/h 69,1 - kg 43.750 - index 409,0 V&T 861
Iveco EcoStralis As 440S46T/P E5 Eev
km/l 3,49 (l/100km 28,65) - adblue% 4,494
km/h 69,2 - kg 43.500 - index 380,9 V&T 752
Iveco Stralis As 440S56T/P E5
km/l 3,00 (l/100km 33,38) - adblue% 4,490
km/h 69,9 - kg 43.940 - index 365,4 V&T 723
Iveco Stralis Hi-Way As 440S48T/P E6
km/l 3,58 (l/100km 27,94) - adblue% 8,633
km/h 68,5 - kg 43.800 - index 369,3 V&T 770
Iveco Stralis Hi-Way As 440S48T/P Fep E6
km/l 3,59 (l/100km 27,87) - adblue% 7,371
km/h 72,6- kg 43.800- index 379,4 V&T 788
Iveco Stralis Np Hi-Way As440S46 T/P Lng E6
km/kg 4,21 (kg/100 23,76) - adblue% 0,000
km/h 69,1 - kg 43.800 - index 413,1 V&T 821
Iveco Stralis Xp Hi-Way As 440S48T/P E6
km/l 3,85 (l/100km 25,94) - adblue% 7,073
km/h 70,5 - kg 43.750- index 385,8 V&T 813
Iveco S-Way AS440S48 T/P E6 D
km/l 4,06 (l/100km 24,61) - adblue% 7,123
km/h 69,6 - kg 43.700- index 390,7 V&T 843
Iveco S-Way AS440S46 T/P Lng E6 D
km/kg 4,43 (kg/100km 22,57) - adblue% 0,0
km/h 70,3 - kg 43.580 - index 420,3 V&T 845
Man TgX 18.440 XLX Eev
km/l 3,03 (l/100km 33,01) - adblue% 3,773
km/h 67,9 - kg 43.660 - index 366,3 V&T 758
Man TgX 18.480 XXL Eev
km/l 3,34 (l/100km 29,85) - adblue% 4,922
km/h 69,4 - kg 43.520 - index 375,3 V&T 748
Man TgX 18.480 XXL E6
km/l 3,34 (l/100km 29,87) - adblue% 3,217
km/h 73,2 - kg 43.400 - index 385,9 V&T 778
Man TgX 18.500 XXL E6c
km/l 4,02 (l/100km 24,82) - adblue% 4,901
km/h 70,5 - kg 43.870 - index 397,5 V&T 827
Man TgX 18.500 XLX EL 3 E6c
km/l 3,66 (l/100km 27,33) - adblue% 4,017
km/h 71,2 - kg 43.800 - index 390,3 V&T 811
Man TgX 18.510 GM E6d
km/l 4,42 (l/100km 22,68) - adblue% 5,978
km/h 73,6 - kg 43.470 - index 409,3 V&T 857
Man TgX 18.520 GX E6e
km/l 4,17 (l/100km 23,99) - adblue% 6,945
km/h 56,8 - kg 43.600 - index 374,8 V&T 876
Man TgX 18.680 XXL E5
km/l 2,93 (l/100km 34,13) - adblue% 3,042
km/h 72,7 - kg 43.775 - index 371,7 V&T 721
Man TGX 520 Powerline E6e
km/l 4,28 (l/100km 23,35) - adblue% 10,2
km/h 69,6 - kg 43.700 - index 387,9 V&T 891
Mercedes-Benz Actros 1845 Ls StreamSp E6
km/l 3,86 (l/100km 25,90) - adblue% 3,130
km/h 69,0 - kg 44.360 - index 395,5 V&T 775
Mercedes-Benz Nuovo Actros 1845 LS PPC E6d
km/l 3,98 (l/100km25,10) - adblue% 4,561
km/h 71,7 - kg 43.000 - index 398,7 V&T 836
Mercedes Actros 1848 Ls Ms E5
km/l 3,28 (l/100km 30,49) - adblue% 5,537
km/h 67,6 - kg 44.000 - index 368,5 V&T 709
Mercedes Actros 1848 Ls Ms Mp3 E5
km/l 3,18 (l/100km 31,46) - adblue% 5,278
Km/h 72,0 - kg 43.800 - index 371,7 V&T 730
Mercedes Actros 1851 Ls Ms E5
km/l 3,16 (l/100km 31,65) - adblue% 4,533
km/h 68,8 - kg 43.700 - index 369,4 V&T 707
Mercedes Actros 1851 Ls GigaSpace E6
km/l 3,39 (l/100km 29,52) - adblue% 2,400
km/h 70,2 - kg 43.700 - index 386,6 V&T 771
Mercedes Actros 1853 Ls Ppc GigaSpace E6
km/l 3,48 (l/100km 28,73) - adblue% 4,273
km/h 72,8 - kg 43.700 - index 386,2 V&T 800
Mercedes Actros 1855 Ls Ms Mp3 E5
km/l 3,31 (l/100km 30,17) - adblue% 5,229
km/h 73,0 - kg 43.760 - index 377,7 V&T 736
Renault Magnum 460 Dxi E5
km/l 3,06 (l/100km 32,68) - adblue% 2,000
km/h 66,1 - kg 43.780 - index 370,8 V&T 706
Renault Magnum 500 Dxi E5
km/l 2,95 (l/100km 33,90) - adblue% 3,566
km/h 72,5 - kg 44.260 - index 370,3 V&T 718
Renault Magnum 500 Dxi Ex New E5
km/l 2,94 (l/100km 34,01) - adblue% 3,814
km/h 71,3 - kg 44.680 - index 367,5 V&T 724
Renault Magnum 520 Dxi Ex New E5
km/l 3,00 (l/100km 33,35) - adblue% 5,029
km/h 68,3 - kg 43.680 - index 361,5 V&T 737
Renault Magnum 520.18T Dxi Optiroll Eev
km/l 3,20 (l/100km 31,15) - adblue% 5,142
km/h 68,5 - kg 43.820 - index 368,8 V&T 759
Renault Premium Route 450 Dxi E5
km/l 3,29 (l/100km 30,40) - adblue% 4,941
km/h 66,9 - kg 43.960 - index 369,8 V&T 708
Renault Premium Strada 460.19 T Dxi Opt E5
km/l 3,24 (l/100km 30,86) - adblue% 4,184
km/h 69,9 - kg 43.320 - index 374,8 V&T 739
Renault Premium Strada 460.18 T Dxi Optiroll E5
km/l 3,39 (l/100km 29,48) - adblue% 4,567
km/h 68,6 - kg 43.660 - index 376,6 V&T 751
Renault T 440 Sleeper Cab E6
km/l 3,65 (l/100km 27,39) - adblue% 6,499
km/h 72,6 - kg 43.490 - index 384,2 V&T 795
Renault T 440 Sleeper Cab E6
km/l 3,61 (l/100km 27,67) - adblue% 6,165
km/h 67,6 - kg 43.850 - index 377,2 V&T 820
Renault T 460 Sleeper Cab E6
km/l 3,65 (l/100km 27,36) - adblue% 8,182
km/h 74,5 - kg 43.920 - index 381,4 V&T 783
Renault Trucks T 480 High Sleeper Cab E6
km/l 3,89 (l/100km 25,70) - adblue% 8,152
km/h 70,3 - kg 43.800 - index 383,4 V&T 847
Renault T 480 High Sleeper Cab E6
km/l 3,80 (l/100km 26,31) - adblue% 7,431
km/h 70,9 - kg 43.900 - index 383,8 V&T 835
Renault T 480 Turbocompound E6
km/l 4,25 (l/100km 23,51) - adblue% 4,853
km/h 70,0 - kg 43.850 - index 402,9 V&T 867
Renault T 520 High Maxispace E6
km/l 3,56 (l/100km 28,08) - adblue% 9,233
km/h 70,5 - kg 43.850 - index 369,2 V&T 815
Renault T 520 High Sleeper Cab E6
km/l 3,76 (l/100km 26,53) - adblue% 8,593
km/h 76,2 - kg 43.680 - index 385,9 V&T 790
Scania 540 S Active Prediction E6 D
km/l 3,72 (l/100km 26,88) - adblue% 8,315
km/h 70,73 - kg 43.900 - index 378,0 V&T 852
Scania G410 Active Prediction E6
km/l 3,49 (l/100km 28,59) - adblue% 5,280
km/h 71,0 - kg 43.800 - index 381,1 V&T 777
Scania G410 Cg20n Ap E6
km/l 3,84 (l/100km 26,01) - adblue% 9,400
km/h 71,9 - kg 43.800 - index 380,0 V&T 825
Scania G480 Highline Ecolution E5
km/l 3,58 (l/100km 27,91) - adblue% 4,889
km/h 67,3 - kg 43.660 - index 379,8 V&T 767
Scania R440 La Mna Cr 19 Topline E5
km/l 3,24 (l/100km 30,88) - adblue% 0,000
km/h 69,3 - kg 44.040 - index 387,1 V&T 732
Scania R450 Active Prediction E6
km/l 4,03 (l/100km 24,75) - adblue% 8,469
km/h 69,6 - kg 43.700 - index 386,1 V&T 812
Scania R450 Topline Active Prediction E6
km/l 3,48 (l/100km 28,74) - adblue% 7,843
km/h 73,9 - kg 43.850 - index 375,7 V&T 792
Scania R480 La Mna Highline E4
km/l 2,87 (l/100km 34,84) - adblue% 0,000
km/h 65,3 - kg 44.160 - index 370,0 V&T 705
Scania R480 La Mna Highline E5
km/l 3,05 (l/100km 32,81) - adblue% 0,000
km/h 69,0 - kg 44.120 - index 380,9 V&T 726
Scania R480 La Mna Topline Ap E6
km/l 3,31 (l/100km 30,22) - adblue% 3,042
km/h 67,7 - kg 43.900 - index 377,7 V&T 765
Scania R490 La Mna Topline Ap E6
km/l 3,39 (l/100km 29,52) - adblue% 4,986
km/h 72,6 - kg 43.580 - index 380,6 V&T 781
Scania R500 Active Prediction E6
km/l 3,89 (l/100km 25,69) - adblue% 9,285
km/h 69,6 - kg 43.750 - index 378,9 V&T 819
Scania R500 La Mna Highline E5
km/l 3,21 (l/100km 31,15) - adblue% 4,937
km/h 66,7 - kg 43.760 - index 366,9 V&T 710
Scania R520 Topline Active Prediction E6
km/l 3,14 (l/100km 31,83) - adblue% 3,040
km/h 73,9 - kg 44.080 - index 380,5 V&T 787
Scania R560 La Mna Topline E5
km/l 3,21 (l/100km 31,15) - adblue% 6,142
km/h 67,1 - kg 44.420 - index 363,3 V&T 720
Scania R560 La Mna Highline Ap E5
km/l 3,36 (l/100km 29,76) - adblue% 5,075
km/h 69,7 - kg 43.380 - index 375,5 V&T 763
Scania R580 Topline Active Prediction E6
km/l 3,14 (l/100km 31,86) - adblue% 3,881
km/h 71,6 - kg 43.750 - index 374,7 V&T 779
Scania R590 Active Prediction E6
km/l 3,66 (l/100km 27,31) - adblue% 8,671
km/h 70,96 - kg 43.800 - index 375,3 V&T 858
Scania R730 La Mna Highline E5
km/l 2,94 (l/100km 34,06) - adblue% 5,261
km/h 69,0 - kg 43.360 - index 359,2 V&T 741
Scania R730 Topline Active Prediction E6
km/l 3,25 (l/100km 30,80) - adblue% 4,554
km/h 73,9 - kg 43.680 - index 379,1 V&T 785
Scania S 500 Active prediction E6
km/l 3,88 (l/100km 25,77) - adblue% 6,907
km/h 69,4 - kg 43.800 - index 385,7 V&T 817
Scania S 650 Active prediction E6
km/l 3,48 (l/100km 28,73) - adblue% 8,512
km/h 74,6 - kg 43.700 - index 374,2 V&T 839
Scania S 730 Active Prediction E6
km/l 3,44 (l/100km 29,10) - adblue% 6,213
km/h 68,7 - kg 43.500 - index 373,0 V&T 808
Scania S 770 Active Prediction Euro VI E
km/l 3,16 (l/100km 31,64) - adblue% 12,174
km/h 72,6 - kg 43.900 - index 344,6 V&T 856
Scania Super 500 S Active Prediction Euro VI D
km/l 3,95 (l/100km 25,34) - adblue% 9,038
km/h 72,1 - kg 43.800 - index 385,0 V&T 863
Volvo Fh 460 Globetrotter I-See E6
km/l 3,39 (l/100km 29,52) - adblue% 7,709
km/h 70,0 - kg 43.420 - index 368,9 V&T 806
Volvo Fh 460 Aero I-Save Globetrotter
km/l 4,16 (l/100km 24,04) - adblue% 4,8
km/h 66,61 - kg 43.580 - index 393,6 V&T 888
Volvo Fh 500 Globetrotter XL E5
km/l 3,31 (l/100km 30,18) - adblue% 4,745
km/h 66,3 - kg 43.780 - index 370,3 V&T 754
Volvo Fh 540 Globetrotter XL Dual Clutch E6
km/l 3,23 (l/100km 30,94) - adblue% 8,601
km/h 74,62 - kg 43.440 - index 364,6 V&T 791
Volvo Fh 16-660 Globetrotter XL E4
km/l 2,85 (l/100km 35,09) - adblue% 3,079
km/h 68,8 - kg 44.060 - index 363,6 V&T 712
Volvo Fh 16-700 Globetrotter XL E5
km/l 2,93 (l/100km 34,14) - adblue% 5,521
km/h 67,7 - kg 43.580 - index 356,2 V&T 742
n Lcv < 3,5 t
n Lcv > 3,5 t
n Distribuzione
n Elettrici
n Pick up
n All terrain
n Cantiere
n Pesanti
L’index performance
tiene conto di
consumo gasolio,
eventuale AdBlue e
media oraria. A indice
maggiore corrisponde
una migliore
prestazione.
70 - 01/02 2026
www.vietrasportiweb.it
www.vietrasportiweb.it
01/02 2026 - 71
13-16 MAGGIO 2026
fieramilano
transpotec.com
www.isuzu.it
ISUZU
Il lavoro non aspetta.
ISUZU nemmeno.
Nuova gamma ISUZU Trucks
Disponibile da 3,5 a 14 tonnellate.*
Pronta a superare ogni sfida
*Nuova gamma ISUZU Trucks disponibile nei segmenti (MTT): 3,5 t, 6 t, 7,5 t, 10 t, 11 t, 11,9 t, 14 t