2026_1-2_Vadoetorno
Impressione di guida Iveco S-Way Lng STY 2026 Tractor: vince l'IVECO S-Way Lng e-Truck: Mercedes eActros600 Van: Man Tge Next Level Mercato - 365 giorni di cattivi pensieri da dimenticare Anteprime - Renault Trucks si veste di nuovo F-Max, buona la seconda Prova consumo - Man Tge Next Level E tanto altro ancora
Impressione di guida Iveco S-Way Lng
STY 2026
Tractor: vince l'IVECO S-Way Lng
e-Truck: Mercedes eActros600
Van: Man Tge Next Level
Mercato - 365 giorni di cattivi pensieri da dimenticare
Anteprime - Renault Trucks si veste di nuovo
F-Max, buona la seconda
Prova consumo - Man Tge Next Level
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IVECO
S-WAY LNG
MAN TGE
NEXT LEVEL
gennaio-febbraio
RIAPRE IL TRAFORO DEL BIANCO
Ha riaperto al traffico stradale
lo scorso 12 dicembre il tunnel
del Monte Bianco, chiuso per
tre mesi circa per interventi di
manutenzione programmata.
vado e torno n°1/2 - 2026 - anno 65° - www.vadoetornoweb.com
Periscopio
Ancora disagi al Brennero 5
I lavori lungo la A24 5
La geografia del camion 5
Usa, la dura legge di Trump 6
Grande fratello sulle strade di Francia 6
Autisti sugli scudi 6
Il sondaggio del mese 6
Addio autostrade viaggianti 7
Camion Ue più giganteschi 7
A chi si affida la Difesa 7
Brilla una Stella nel board Acea 7
Bulgaria, camion in cura dimagrante 8
Scatta il piano neve in Italia 8
Sosta sicura nel Nordest 8
Brevi: trafori, sostenibilità, Cina 8
Ceva acquisisce Fagioli 9
Guai a chi ha il piede pesante 9
Logistica Ikea a zero emissioni 9
Sciopero scongiurato a fine anno 9
20
22
Green deal
Daf continua a parlare elettrico 10
Brevi: Windrose, Hyundai, Dhl 10
L’eActros 400 in produzione 11
Tesla Semi, super ricarica 11
Iveco sulla guida autonoma 11
Batterie, le prime celle europee? 11
Elettrici, l’upgrade di Volvo 11
36
30
INTERNATIONAL
2026
VAN OF THE YEAR
Politica
Ok i fondi, ma la coperta è corta 12
Fi-Pi-Li: pagano solo i camion? 13
Tutto elettrico, anche no 14
Sondaggio shock sulla A14 15
Sty 2026
All’insegna della pluralità 16
Tractor: vince l’Iveco S-Way Lng 18
Il tour europeo è bio 18
Ford e Mercedes in finale 19
e-Truck: Mercedes eActros 600 20
Perché fa breccia sul mercato 20
Daf e Renault Trucks gli sfidanti 21
Van: Man Tge Next level 22
Il van che sa quello che vuole 22
Battuti Mercedes e Nissan 23
Solutrans 2025
In attesa di Godot 24
Poche tracce di Cina a Lione 27
Lo strano caso di Kögel in Francia 29
Anteprime
Renault Trucks si veste di nuovo 30
Il Master a trazione posteriore 33
Il punto sull’Italia 34
F-Max, buona la seconda 36
Il debutto del nuovo Ad 38
Mercato
Il 2025, segmento per segmento 40
La marcia indietro dell’Europa 43
Prodotti
Petronas rinnova gli oli Urania 48
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gennaio-febbraio
L’eccellenza a Santena 49
Impressione di guida
Iveco S-Way Lng 50
Prova consumo
Man Tge Next level 56
Service&logistics
Daf, la New gen fa centro 62
Volvo consegna a Gti 63
Man fa un passo nel futuro 64
Martinez: la nostra visione 65
Cento Scania per Gavio 65
A tutto carico
Multitrax celebra il suo 2025 66
Le ultime soluzioni Thermo King 67
Kässbohrer, questione di strategia 68
Investire nell’intermodale 69
La conversione secondo Carrier 69
64
Van&pick-up
Il Trafic definito dal software 70
Unrae prova a immaginare il 2026 71
Ford Transit: molto più di un van 72
Euro Ncap premia Kia 73
Toyota Hilux, sinfonia elettrica 74
Mercedes fa 130 (anni) 75
Nuovo Opel Combo Tech 76
Il pick-up Torres Evt elettrico 77
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ALIS E ANITA, AVANTI INSIEME
Due delle principali associazioni di
settore, Alis e Anita, hanno avviato
un percorso comune per sostenere
lo sviluppo dell’autotrasporto.
Fiat Doblò Special edition 78
Ford e Renault, futuro insieme 79
Correva l’anno
2000: L’anno del Doblò 81
Ultim’ora
Roma Città 30, adesso è realtà 82
periscopio
La buona notizia era arrivata
alla fine di novembre,
allorché la Commissione
europea ha annunciato formalmente
di voler sostenere
l’Italia nel ricorso contro il
governo di Vienna presso la
Corte di giustizia europea
per i divieti di circolazione
ai veicoli pesanti imposti
lungo il versante austriaco
del Brennero.
Scelta coerente con il parere
motivato della stessa Commissione,
nel maggio 2024,
che riconosceva le ragioni
dell’Italia: i divieti imposti ai
veicoli pesanti «costituiscono
degli ostacoli alla libera
circolazione delle merci in
quanto restrizioni all’importazione
e all’esportazione di
prodotti fra stati membri»; in
particolare il divieto di circolazione
notturna, le limitazioni
settoriali per alcune
tipologie di merci, il blocco
invernale nelle giornate di
sabato e il sistema di dosaggio
applicato a Kufstein ai
camion diretti verso Bolzano
e Verona.
Passano poche settimane
e l’Austria cala l’asso nella
manica: il ministero dei Trasporti
del Tirolo pubblica il
calendario del traffico attraverso
il cantiere del viadotto
Lueg e, sorpresa, saranno
solo 180 le giornate in cui
il ponte sarà transitabile con
due corsie per senso di marcia.
Una decisione apparentemente
tecnica, ma che rappresenta
un ulteriore intralcio
per il Brennero e rispetto al
2025 prevede 14 giorni extra
di divieto di circolazione ai
mezzi commerciali con peso
superiore a 7,5 ton.
Certo, un calendario prestabilito
è meglio che affidarsi
alle previsioni online
di Asfinag, la concessionaria
dell’autostrada del Brennero
sul versante austriaco. Il cantiere,
frutto di un decennio di
rinvii, sembra fatto apposta
diktat, controlli smart, multe, fine di un'epoca
ANCORA DISAGI AL BRENNERO
Un altro ostacolo
Saranno solo 180 le giornate di transito con
due corsie per senso di marcia al ponte Lueg,
interessato da un cantiere pressoché infinito
I LAVORI che interessano il ponte Lueg
non si concluderanno prima del 2030.
per ostacolare i mezzi pesanti.
Ecco perché, a microfoni
spenti, c’è chi fa due conti:
la Svizzera sull’asse del Gottardo
incassa 1,2 miliardi di
euro all’anno su meno di
LA GEOGRAFIA DEL CAMION
Sud e isole
28%
Centro
16,2%
Gennaio-dicembre 2025
.
Nord-ovest
29%
Nord-est
26,7%
Immatricolazioni di nuovi autocarri con Ptt da 3,5 ton a 44 ton: suddivisione
per macro-regione. Fonte: Anfia.
I LAVORI LUNGO LA A24
Il Mit sta monitorando lo stato
di avanzamento dei lavori che
interessano attualmente l'autostrada
A24 che collega Roma a L'Aquila.
L'obiettivo è accorciare i tempi.
700 mila camion in transito;
l’Austria con il Brennero si
stima abbia gli stessi ricavi
su un flusso da 2,4 milioni
di mezzi pesanti.
Logico quindi che a Innsbruck
e a Vienna si faccia
di tutto per poter arrivare ad
aprire con Bruxelles una trattativa
sulla revisione al rialzo
dei pedaggi.
Matilde Casagrande
6
La dura legge
di Trump
7 Autostrade
viaggianti
8
9 In
Tecnologia in
Bulgaria
Francia non
si corre
5
digital control, patenti, introvabili
strategie, cambiamento, appalti, associazioni
IN FRANCIA
Il Grande
fratello
Via libera dal
Senato al sistema di
lettura automatica
delle targhe
È
in dirittura d’arrivo
in Francia la legge
che, di fatto, dà semaforo
verde al Grande fratello
che legge le targhe dei
veicoli e segnala alle
autorità tutti i mezzi
in posizione irregolare.
Denominato Lapi (Lecture
automatisée des plaques
d’immatruculation), in
realtà il sistema era già
parzialmente in uso da
qualche anno, ma come
strumento eccezionale.
Il nuovo provvedimento,
che ha già avuto il via
libera dal senato francese,
prevede che le immagini
Lapi, georeferenziate e
senza che sia coperta
l’identità degli occupanti
del mezzo, restino a
disposizione di polizia
e magistratura per 12
mesi (prima erano 30
giorni) e su mandato di
un giudice possano essere
usate per verifiche su
diversi database, dalle
dogane al registro dei
veicoli rubati o privi di
assicurazione o ancora
con revisione irregolare.
In più, la raccolta delle
immagini non avverrà
più soltanto attraverso
i portali fissi sulle
autostrade o le telecamere
di bordo delle auto
della polizia, ma tramite
apposite convenzioni il
ministero degli Interni
potrà accedere anche ai
dati delle telecamere di
sorveglianza installate
dai singoli comuni per
controllare il traffico.
Oscar Sandri
IL SONDAGGIO DEL MESE
Si sblocca il fondo da 590
milioni per il rinnovo del
parco. È sufficiente?
Rispondi su
www.vadoetornoweb.com
Il sondaggio non ha valore statistico. Le rilevazioni non sono basate su un campione scientifico
L'AUTISTA PARLI INGLESE
Così la dura legge
di Trump
Il presidente spegne le
proteste sull'esame di lingua
per la patente
PIEGATI I CAMIONISTI Trump ha
cancellato migliaia di licenze a chi
non conosce bene la lingua.
Inizialmente c’è stata un’onda
di proteste nei piazzali
dei trucker negli Stati Uniti
in seguito all’ordine esecutivo
di Trump che irrigidiva
i controlli sul livello di conoscenza
dell’inglese per il
rilascio della patente di guida
commerciale per camion
(Cdl), accompagnato dalla
cancellazione di diverse migliaia
di licenze di guida rilasciate
a detta del Presidente
da «autoscuole compiacenti
con gli immigrati».
Ma anche i camionisti americani,
all'ennesino diktat
proveniente dalla Casa bianca,
hanno dovuto chinare la
testa e adeguarsi senza nenache
combattere.
Con un lungo e felpato
comunicato, David Heller,
vicepresidente per gli affari
governativi della potentissima
Truckload carriers association
ha sottolineato «l’importanza
di una formazione
adeguata e della conoscenza
dell’inglese per i driver», ribadendo
che la «rimozione
delle scuole di Cdl di scarsa
qualità alza gli standard di
sicurezza dei conducenti».
Pace fatta con The Donald.
Franco Salvena
LE RISPOSTE
DEL MESE SCORSO
Esiste, in Italia, un problema
di rappresentanza del
mondo dell'autotrasporto?
65%
sì
35%
no
AUTISTI
SUGLI SCUDI
Come emerge dallo
studio promosso
da Unioncamere, il
settore dei trasporti e
della logistica si conferma
quanto meno
vivace dal punto di
vista occupazionale,
con un ricorso alla
manodopera proveniente
dall'estero
maggior rispetto alla
media nazionale.
CAMIONISTI
sempre più ricercati.
Tra le professioni che
afferiscono al mondo
della logistica, quella
dell'autista rimane la
più ricercata da parte
delle aziende, con
un'elevata percentuale
che attiene alla difficoltà
di reperimento
dei professionisti. Un
grosso problema.
Matteo Borghi
CAMION UE PIÙ
GIGANTESCHI
I
ministri dei Trasporti
dell’Unione europea
hanno adottato la posizione
del Consiglio sulla
revisione della direttiva
che regolamenta
pesi e dimensioni dei
camion.
VERSO LA REVISIONE
della normativa Ue.
L’obiettivo è garantire
una circolazione delle
merci più efficiente e
uniforme nel mercato
unico, sostenendo al
contempo gli investimenti
nelle tecnologie
a zero emissioni e rafforzando
i controlli sulle
norme esistenti.
Milena Sgroi
Lo scorso dicembre, dopo
quasi 25 anni di attività,
è calato il sipario sull’autostrada
viaggiante Novara-
Friburgo, uno tra i più importanti
collegamenti europei
per camion con autisti al
NUOVI ACCORDI STATALI PER IL TRASPORTO
TRAGITTI LOGISTICI
A chi si affida la Difesa
Chiuse le gare Commiservizi, il ministero
dà fiducia a Dsv per il trasporto stradale
Il ministero della
Difesa ha concluso le
procedure di gara gestite da
Commiservizi, la centrale
di committenza della
Difesa, per l’affidamento
dei servizi di trasporto in
vista del 2026. Secondo
quanto riportato nelle
comunicazioni ufficiali, le
aggiudicazioni risultano
fortemente concentrate.
Il gruppo internazionale
Dsv, che ha da poco
completato l'integrazione
Addio autostrade
viaggianti
Chiusa a dicembre la
Novara-Friburgo, ormai
ritenuta antieconomica
L'EVOLUZIONE va in direzione
dei carichi non accompagnati.
della neo-acquisita Db
Schenker, si occuperà della
gran parte delle attività
marittime e stradali,
mentre il polo logistico
del gruppo Ferrovie dello
Stato manterrà il controllo
esclusivo del trasporto
ferroviario a valenza
strategica. L’esito della
procedura rafforzerebbe
la posizione di Dsv come
interlocutore di riferimento
della Difesa italiana.
Andrea Cento
seguito, voluto dalla Svizzera
per spostare sulla ferrovia il
traffico merci destinato a
percorrere l’asse autostradale
del Gottardo.
Così, mentre la riattivazione
della navetta Orbassano-
Aiton tra Italia-Francia resta
appesa a un filo, con tre anni
di anticipo è stato chiuso un
servizio frequentato ma ormai
antieconomico.
A peggiorare le cose, almeno
per il collegamento Italia-
Germania, sono arrivati il
forte aumento dei pedaggi
ferroviari lungo la linea del
Reno, i continui ritardi causati
dalla ormai caotica gestione
del traffico in Germania
e il moltiplicarsi dei cantieri
lungo le linee d’Oltralpe, che
la scorsa estate ha portato a
ripetute soppressioni delle
corse o a lunghe deviazioni
dei convogli, tra le proteste
di autisti e aziende.
E che l’evoluzione della
logistica strizzi l’occhio ai
carichi non accompagnati
lo documenta il fatto che, a
poche settimane dal requiem
per la Novara-Friburgo, Hupac
abbia tenuto a battesimo
la navetta quotidiana per
container e trailer che collega
sempre Novara con Duisburg
gateway terminal, assicurando
sei roundrip a settimana
lungo lo stesso corridoio
Reno-Alpi, ma proseguendo
poi per altri 450 chilometri
verso la Ruhr e i porti della
Germania settentrionale.
Teo Vitali
NEL BOARD ACEA BRILLA UNA STELLA
Karin Rådström, da
non molto tempo Ceo
di Daimler Truck dopo
aver guidato Mercedes-
Benz Trucks, è stata nominata
nuova presidente
del Board dei veicoli
commerciali di Acea per
il 2026.
Rådström, svedese, succede
al Ceo di Scania e
anche del gruppo Traton,
Christian Levin, eletto un
anno fa. Intervenendo in
occasione della sua nomina,
Karin Rådström ha
sottolineato come il prossimo
pacchetto automotive
rappresenti un’opportunità
cruciale per
l’Europa per adottare un
approccio più coerente e
pragmatico alla trasformazione
del settore dei
veicoli industriali pesanti.
Sara Peona
LA CEO DI DAIMLER Karin
Rådström guida Acea.
6
bilancia, inverno, pause
Si comincia con 10 stazioni
di rilevamento, ma
entro due anni saranno più di
cento i punti della rete stradale
e autostradale in Bulgaria
equipaggiati con l'innovativo
sistema di pesa dinamica
dei camion in transito.
Deciso a stroncare il sovraccarico,
e le sue devastanti
conseguenze su strade
e ponti, il governo di Sofia
ha scelto non di costruire
faraonici piazzali dove condurre
alla pesa i camion, ma
di affidarsi alle possibilità offerte
già oggi dall'evoluzione
dell'alta tecnologia.
8
SCATTA IL
PIANO NEVE
L
'emergenza neve di
inizio anno ha colpito
soprattutto l’Italia
del Centro-nord e ha
mostrato subito dove
l’autotrasporto è più
vulnerabile.
Così, lo scorso 6 gennaio,
Autostrade per
l’Italia ha attivato il proprio
piano neve, impiegando
circa 400 mezzi
e più di 600 addetti,
con interventi concentrati
sui segmenti stradali
più esposti.
Franco Dei
HI-TECH IN BULGARIA
Camion in cura
dimagrante
È lotta al sovraccarico. Sofia
ricorre a sistemi di pesa
dinamica integrati nell'asfalto
L’innovativo sistema Wims
(Weigh-in-motion-system)
scelto dalla Bulgaria prevede
infatti l’inserimento di ap-
NON PIÙ PIAZZALI dedicati ma
sistemi integrati nell'asfalto, dotati
di sensori all'avanguardia.
Dallo scorso 10
novembre 2025 lungo
la A4, sul Passante di
Mestre, sono operative due
nuove aree di sosta sicure
positi sensori sotto l’asfalto
della corsia: senza che il camion
debba decelerare, l’impianto
provvede a calcolare
sia il peso totale del mezzo
sia i singoli carichi assiali,
associandoli quindi tramite
telecamera alla foto del veicolo
corredata di data e ora.
Se si registra un eccesso di
peso, il sistema provvede a
inviare direttamente il report
all’azienda che ha registrato
la targa (anche in Bulgaria si
paga un pedaggio chilometrico
tramite unità di bordo) e
che può pagare la multa oppure
ricorrere con opportuna
documentazione contro la
sanzione, che può giungere
la cifra limite di 2.100 euro
circa, a seconda del peso in
eccesso registrato.
Rocco Antinori
ATTIVE DUE NUOVE AREE PER CAMION SULLA A4
Sosta sicura nel Nordest
I due Secure park si trovano in posizione
strategica lungo il passante di Mestre
DORMIRE in autostrada
senza pensieri.
dedicate ai mezzi pesanti,
realizzate da Concessioni
autostradali venete (Cav)
e denominate Secure park
Spinea e Secure park
Preganziol. L’iniziativa
punta a migliorare le
condizioni di pausa
degli autotrasportatori
e a rafforzare la
sicurezza stradale su
uno dei principali
corridoi logistici del
Nord Italia.
Giovanni Dagnino
LE BREVI
IL COSTO DEI TRAFORI
Dall'inizio di gennaio
sono entrate in vigore le
nuove tariffe di pedaggio
per l'utilizzo dei trafori
del Monte Bianco e
del Fréjus, applicabili
naturalmente anche ai
veicoli pesanti in transito.
L’adeguamento tariffario
è pari al più 1,19 per
cento e corrisponde al
tasso medio di inflazione
maturato in Italia e
Francia. Un aumento
più o meno in linea con
quello registrato sulla
rete autostradale in Italia
all'inizio di quest'anno.
SOSTENIBILITÀ OK
Rhenus, gruppo
internazionale attivo nelle
soluzioni logistiche, ha
ottenuto la medaglia
di platino Ecovadis
nell’ultima valutazione del
provider indipendente di
rating sulla sostenibilità.
Il risultato, comunicato
dall’azienda, colloca
Rhenus tra l’uno per
cento delle realtà valutate
a livello mondiale negli
ultimi 12 mesi. Quattro
le aree considerate:
ambiente, lavoro e
diritti umani, etica e
approvvigionamento
sostenibile
CINA ANTI GHIACCIO
Nella remota provincia
del Sichuan, la Cina sta
sperimentando un sistema
di disgelo attivo che ha
l'obiettivo di mantenere
la continuità di transito,
durante la stagione
invernale, anche in aree
fortemente interessate
da neve e temperature
molto basse. Il sistema
si basa sulla presenza di
tubi termici e sul controllo
automatico della loro
azione e può essere
applicato in modo selettivo
su alcuni tratti stradali
particolarmente esposti
a problematiche legate a
ghiaccio e neve.
tolleranza zero, vendite, proteste, progetti green
LA LOGISTICA ECCEZIONALE PARLA FRANCESE
Fagioli entra in Ceva
Prevista l'acquisizione del totale delle
quote da parte del gruppo d'Oltralpe
Ceva Logistics, operatore
globale della logistica
per conto terzi, ha
annunciato nel mese di
dicembre la firma di un
accordo per acquisire
il cento per cento della
storica azienda di logistica
italiana Fagioli group.
L’azienda, che nel 2024
ha registrato ricavi pari
a 216 milioni di euro, è
conosciuta per attività
specialistiche di trasporto
eccezionale, sollevamento e
SCIOPERO
SCONGIURATO
C
'è voluto un confronto,
anche piuttosto
serrato, tra il Mit
e alcune associazioni
di settore (nello specifico,
Faib, Fegica e
Anisa, che riuniscono i
gestori degli impianti di
STAZIONI DI SERVIZIO
in agitazione.
rifornimento carburanti
nelle aree di servizio
autostradali) per scongiurare
lo sciopero delle
stazioni di servizio
negli ultimi giorni dello
scorso anno. Giorni di
grande esodo.
Nico Giorgini
movimentazione in quota,
a supporto di progetti
complessi. Secondo Ceva,
le competenze di Fagioli
completerebbero l’offerta
nella project logistics; con
l’acquisizione entrerebbero
nel perimetro circa 450
dipendenti di Fagioli,
inclusi oltre 40 ingegneri
specializzati. L'obiettivo è
coprire l’intera catena del
valore, dalla progettazione
all'installazione.
Andrea Giusti
SE SI SUPERA IL LIMITE
IN FRANCIA È LOTTA al 'très gran
excès de vitesse'.
LOGISTICA IKEA A ZERO EMISSIONI
Guai a chi ha il
piede pesante
Inasprite da quest'anno le
sanzioni per chi supera di
molto i limiti di velocità
Per chi guida un bilico con
il limitatore a 90 all'ora
non è facile superare il limite
di velocità di oltre 50 km/h.
Ma già può essere più facile
agli autisti dei mezzi leggeri.
Sia quel che sia, per chi entra
in Francia e ha il piede
pesante i rischi si sono alzati
di molto e le sanzioni sono
divenute draconiane. Se fino
allo scorso 31 dicembre in
Francia lo sfondamento del
limite di velocità era un’infrazione
e diveniva reato solo
in caso di recidiva, dallo
scorso 1° gennaio questa violazione
è sempre reato. Scel-
La storica azienda trevigiana
di trasporti Codognotto
ha preso un Volvo
Fh Aero Electric che consentirà
di trasportare, per
conto di Inter Ikea group,
mobili e complementi
d’arredo sulle tratte Portobuffolé
(Treviso)–Piacenza,
Piacenza–Corsico
e Piacenza–Padova, con
un’operatività stimata di
252 giorni all’anno.
Il progetto mira a integrare
in modo efficiente
la logistica inbound e
outbound, collegando i
fornitori Ikea ai centri di
distribuzione e successivamente
ai negozi di
Corsico e Padova.
Ikea, infatti, a livello
globale ha l'obiettivo di
raggiungere il cento per
cento di consegne a zero
emissioni entro la fine del
decennio. Omar Tironi
ta voluta da Parigi per punire
i ricchi che sfrecciano al
volante di supercar, ma che
può costare molto cara anche
a chi non rispetta i limiti imposti
dai cantieri stradali.
Quello che è definito 'trés
gran excès de vitesse' (grande
eccesso di velocità) porta
in primo luogo al fermo del
veicolo, cui segue sempre
e comunque l’udienza dal
giudice che può decidere
condanne fino a tre mesi di
carcere e 3.750 euro di sanzione.
Ma non è tutto, perché
è in ogni caso previsto il
ritiro e l’annullamento della
patente con l’interdizione a
conseguirla nuovamente prima
di tre anni, con misure
rigide anche per gli stranieri.
Cesare Martinelli
9
green deal
gamme, AI, guida autonoma, batterie
TESLA SEMI, RICARICA BATTERIE A 1,2 MEGAWATT
Nei giorni scorsi è circolato il video relativo a una
sessione di ricarica del camion elettrico Tesla Semi
con picco di potenza erogata di 1,2 Megawatt. Il
valore consentirebbe di passare dal 10 all’80 per
cento di ricarica delle batterie in meno di 45 minuti
ECCO I NUOVI XG E XG+ ELECTRIC
Daf continua a parlare
elettrico
Oltre ai modelli Xf, Xd e Xb,
cambiano anche gli Xg e Xg+
Electric a zero emissioni allo
scarico e alimentati dal motore
Paccar Ex D2 più potente
LE BREVI
ALLARD PASSA A WINDROSE
Dopo aver concluso la sua avventura
in Scania, l’ex responsabile
elettromobilità del Grifone, Fredrik
Allard, entra a far parte del board
dell’azienda fondata e guidata dal
rampante Wen Han. «Dobbiamo
imparare dai migliori operatori
affermati del settore. Solo insieme
possiamo accelerare l’elettrificazione
dei camion a lungo raggio in tutto il
mondo», ha dichiarato Han.
Alla rivisitazione della
gamma elettrica Daf, si
aggiunge un pezzo. Oltre ai
modelli Xf, Xd e Xb presentati
lo scorso ottobre a
Eindhoven, ecco anche gli
Xg e Xg+ a zero emissioni
allo scarico. Completamento
di gamma importante per
Daf, che si presenta dunque
ai clienti con l’intera gamma
rivista sia in versione termica,
sia in versione elettrica.
Dal punto di vista della catena
cinematica, vera novità
per quanto riguarda i veicoli
elettrici Daf, i modelli Xg e
Xg+ Electric sono alimentati
dal motore elettrico Paccar
Ex D2, con potenze da 370
a 480 cavalli e coppia di
2.400 Newtonmetri. Il compatto
gruppo motopropulsore
è costituito da due motori
elettrici separati combinati
con la trasmissione integrata
a 3 marce che garantisce
I NUOVI XG E
XG+ DI DAF
In foto, i due
nuovi modelli a
zero emissioni
allo scarico
lanciati dalla
casa costruttrice
olandese. Un
completamento
di gamma
importante,
successivo alla
presentazione dei
modelli Xf, Xd
e Xb andata in
scena lo scorso
ottobre
cambi fluidi e comfort di guida.
Analogamente ai modelli
Xf e Xd, i top di gamma possono
essere equipaggiati con
3, 4 o 5 pacchi batteria, con
posizionamento modulare sul
telaio, a seconda dell’applicazione.
Per quanto riguarda le batterie,
proprio come gli altri
veicoli full electric recente-
LA NUOVA HYUNDAI STARIA ELECTRIC
Al Brussels Motor show, Hyundai ha
presentato la versione aggiornata
della Staria Electric nella declinazione
dedicata ai passeggeri che potrebbe
diventare un van merci. Due le
configurazioni: la 7 posti, pensata
per l’uso privato, e la 9 posti rivolta a
nuclei più numerosi, viaggi di gruppo
o impieghi come navetta. Il veicolo
dispone di batteria da 84 kilowattora e
motore elettrico da 160 kilowatt.
mente introdotti, Daf equipaggia
i modelli Xg e Xg+
Electric con batterie Lfp
(litio-ferro-fosfato) di ultima
generazione, coperte dalla
garanzia di otto anni. Batterie
prive di cobalto e nichel
che, secondo il costruttore
olandese, hanno elevata stabilità
termica e possono essere
ricaricate quotidianamente
fino al cento per cento senza
comprometterne la durata.
Con la configurazione a tre
pacchi batterie, per esempio,
si può ricaricarle dal 10
all’80 per cento in poco più
di 45 minuti.
Secondo quanto comunicato
da Daf, e in attesa di conoscere
ulteriori dettagli, come
quello dell’ordinabilità dei
model year 2026, i Daf Xg
e Xg+ Electric
saranno disponibili
come trattori
4×2 e telai rigidi
6×2 con asse
posteriore sterzante.
Le cabine Xg
sono più lunghe
di 33 centimetri
rispetto al già
spazioso Xf.
Con l’area notte
che raggiunge il
volume totale di
12,5 metri cubi
mentre l’altezza
massima è di 2,2
metri.
DHL TESTA I SUPERPANTHER
Dhl Freight ha individuato il
percorso: da Wels fino ad arrivare
alla capitale austriaca, Vienna, e
ritorno. L’eTopas 600, primo camion
elettrico di Superpanther sviluppato
per il mercato europeo, ha coperto
complessivamente la distanza di 400
chilometri, trasportando un carico di
15 tonnellate. Le due aziende, così
facendo, stanno dando seguito alle
precedenti dichiarazioni d’intenti.
L'EACTROS 400 DI MERCEDES
Avviata la produzione a Wörth
Trattasi dell'ultimo modello di camion elettrico
lanciato dalla Stella, alla fine di settembre
I
l
Mercedes eActros
400 è entrato nella
fase di produzione di
serie presso lo storico
PRIME CELLE BATTERIA EUROPEE
Powerco Se ha
annunciato l’avvio
della gigafactory
di Salzgitter con la
produzione delle prime
celle batteria sviluppate
e realizzate interamente
in Europa. Le celle
saranno consegnate ai
brand del gruppo per
i test finali su strada;
l’introduzione in serie
è prevista per l'anno in
stabilimento di Wörth
am Rhein. Sia l’eActros
400, sia l’eActros 600
verranno realizzati sulle
linee di assemblaggio
esistenti per la serie A
di Wörth. Qui, i camion
elettrici saranno prodotti
in parallelo ai modelli
diesel. Ciò consente,
secondo Mercedes,
allo stabilimento di
rispondere in maniera
più rapida alla domanda
del mercato secondo
gli standard di qualità
voluti fortemente da
Mercedes-Benz.
corso. La prima versione
prodotta a Salzgitter è
basata su tecnologia
Nmc e, a detta di
Powerco Se, offre circa
il 10 per cento in più
di densità energetica
rispetto alle precedenti.
«Un vero e proprio
salto tecnologico»,
dice Thomas Schmall,
responsabile Tecnologia
nel board Volkswagen.
GUIDA AUTONOMA
Iveco accelera
con PlusAi
I veicoli avranno
capacità di guida
autonoma di Livello 4
Insieme al partner Plusai, la
software house statunitense
specializzata in sistemi di
ausilio alla guida autonoma,
Iveco Group ha annunciato
l’avvio del nuovo programma
di test che si svolgeranno
da quest’anno in Spagna.
Con il contributo dell’operatore
logistico locale
Sesé, e con la partecipazione
del governo di Aragona
(Spagna), Iveco e Plusai
svilupperanno due veicoli
pesanti dotati di capacità di
guida autonoma di livello 4,
alimentati da Plusai Superdrive.
Quest’ultimo è il cosiddetto
conducente virtuale
sviluppato proprio da Plusai.
Durante i test, l'operatore
sarà comunque a bordo del
veicolo, come prescrivono le
normative vigenti.
VOLVO FA L'UPGRADE
Migliora
l'autonomia
Intervento sulla
gamma mediopesante
elettrica
Importanti novità per quel
che riguarda i camion e-
lettrici di Volvo Trucks: i
veicoli della gamma mediopesante,
Fl ed Fe, beneficiano,
infatti, di alcuni aggiornamenti
che hanno l’effetto
di incrementare l’autonomia
e ridurre il tempo necessario
per la ricarica dei veicoli.
L’Fl sarà in grado, promette
il costruttore svedese,
Gli Iveco S-Way coinvolti
nel progetto opereranno
autonomamente su tratte di
trasporto merci per Sesé,
percorrendo il corridoio logistico
tra Madrid e Saragozza,
capitale della regione
di Aragona, per una distanza
di circa 300 chilometri.
«L’automazione dei veicoli
è un pilastro della strategia
tecnologica di Iveco Group.
Siamo entusiasti di rafforzare
la nostra partnership con Plusai
per innovare ulteriormente
le nostre tecnologie Adas
e Ads a bordo dei veicoli
Iveco. Questo progetto ci
farà avanzare nel percorso
per offrire ai clienti tecnologie
di qualità», ha commentato
Marco Liccardo, chief
technology&digital officer
di Iveco Group..
di percorrere fino a 450 chilometri
con una sola ricarica.
Inoltre, d'ora in avanti sarà
possibile ricaricare i camion
fino a una potenza di 43 kilowatt
in corrente alternata,
a fronte dei 22 kilowatt ammessi
nella generazione precedente:
si riduce così del 50
per cento circa il tempo necessario
per completare una
ricarica.
10
11
12 DICEMBRE
In Gazzetta Ufficiale
il decreto interministeriale
Mit/Mef che
stanzia 590 milioni di
euro per il rinnovo del
parco circolante.
13 DICEMBRE
Il presidente di Anita,
Riccardo Morelli,
ringrazia Salvini per
l’attenzione mostrata
al settore.
17 DICEMBRE
«L’obiettivo è la sostituzione
dei diesel di
vecchia generazione
e il rinnovo dei trainati».
Così il segretario
generale di Fiap,
Alessandro Peron,
dopo l’incontro al Mit.
29 DICEMBRE
«L’aumento dei pedaggi
e quello delle
accise sul gasolio
certifica il totale fallimento
delle politiche
del Governo e
del ministro Salvini
nei confronti dell’autotrasporto»:
così la
presidente nazionale
di Ruotelibere, Cinzia
Franchini.
30 DICEMBRE
«Il Governo aveva
promesso un blocco
temporaneo dei rincari,
ma ora deve chinarsi
a chi provoca
danni con la gestione
ottusa delle concessioni»:
così il segretario
generale di Trasportounito,
Maurizio
Longo.
I CAMION PAGANO
PER TUTTI?
Denuncia
Alessandro
Giannasi
(nella foto)
vicepresidente
nazionale di
Ruotelibere. A
proposito della
boutade del
presidente della
Regione Toscana,
Eugenio Giani, sul
pedaggio per i
soli camion sulla
Fi-Pi-Li.
La Fi-Pi-Li non è un’infrastruttura
nata ieri, ma una
strada che percorro da oltre
quarant’anni. È stata realizzata
per fasi, con estrema lentezza,
e completata quando
era già inadeguata alle esigenze
di mobilità di un territorio
in fortissima espansione
industriale, dall’Empolese alla
Valdelsa», afferma Alessandro
Giannasi, vicepresidente
nazionale di Ruotelibere, che
boccia senza mezzi termini
Il Governo: dare e avere
LA COPERTA
È TROPPO
CORTA
Da un lato c’è la soddisfazione per
il fondo da 590 milioni fino al 2031
per il rinnovo del parco circolante.
Dall’altro la preoccupazione per
i rincari delle accise sul gasolio e
delle tariffe autostradali
Un passo avanti e uno
indietro. La pubblicazione
in Gazzetta
ufficiale del decreto interministeriale
Mit/Mef che
stanzia 590
milioni di euro
per il rinnovo
del parco
truck, a metà
dicembre, dà
ossigeno alle
imprese. Ma,
allo stesso tempo, il rincaro
delle accise sul gasolio e
quello dei pedaggi autostra-
l’ipotesi avanzata dal presidente
della Regione Toscana
Eugenio Giani di introdurvi il
pedaggio per i mezzi pesanti.
«Per anni si è intervenuti con
semplici rattoppi, prassi che
ha reso la strada sempre più
fragile e pericolosa. Nel 2023,
Giani annuncia il pedaggio
sulla Fi-Pi-Li e poi, dopo le
proteste, la retromarcia: pagamento
solo per i camion.
Scelta che ha giustamente
provocato l’opposizione
È la prima volta
che vengono
assegnate alla
categoria risorse
così importanti
Riccardo Morelli
dali pesano sui i costi, già al
limite, specie per le piccole
aziende. Un tempo si parlava
di padroncini, ma si tratta di
un’espressione
in disuso, non
a caso.
Ma cominciamo
con le
buone notizie.
La data da cerchiare
è quella
del 12 dicembre,
quando il
tanto sospirato fondo per il
rinnovo dell’obsoleto parco
circolante è divenuto realtà.
SULLA FI-PI-LI PERCHÈ DEVONO PAGARE SOLO I CAMION?
compatta delle associazioni
dell’autotrasporto. La nascita
di Toscana strade Spa, società
voluta dalla Regione dopo
il trasferimento delle competenze
da Anas, è un’operazione
grottesca, che crea una
nuova struttura pubblica senza
chiarire quale sia il reale
valore aggiunto, aumentando
spesa e confusione amministrativa.
Per cittadini e imprese
il senso di questo meccanismo
resta incomprensibile».
12
13
SULLA STRADA
DECARBON
Danni da
riparare
Conftrasporto
boccia la
scelta Ue del
tutto elettrico
L
e
modifiche proposte
dalla Commissione
europea per
l’automotive sono
una giusta risposta
alle criticità che il
mercato e gli operatori
ribadivano da
tempo. È necessario
che ora l’intero impianto
delle politiche
di decarbonizzazione
sia rivisto». Lo ha
affermato il presidente
di Conftrasporto
e vicepresidente di
Confcommercio, Pasquale
Russo.
«L’equazione decarbonizzazione
uguale
elettrificazione è stata
per anni il mantra
dell’Europa, portando
a danni all’automotive
che speriamo possano
essere riparati, a
una perdita di competitività
dell’Europa
e degli operatori del
trasporto e della logistica»,
continua Russo,
«Sostieniamo da
sempre le politiche
per la decarbonizzazione,
in un’ottica
di competitività del
sistema logistico italiano
ed europeo,
che valorizzi l’intermodalità,
il settore
marittimo-portuale e
agevoli il rinnovo del
ricambio parco veicolare.
E ci aspettiamoche
una strategia che
valorizzi le soluzioni
alternative al fossile
oggi disponibili, senza
approcci ideologici
ma partendo dal
principio che la sostenibilità
è soltanto
economica, sociale e
ambientale».
Oscar Sandri
Fondo che prevede cento
milioni di euro per ciascuno
degli anni 2027 e 2028, 50
milioni per il 2029, 150 milioni
per il 2030 e 190 milioni
per il 2031.
Applausi da tutte
le associazioni
«Esprimiamo vivo apprezzamento
per il decreto interministeriale
che stanzia 590
milioni di euro per il rinnovo
del parco del trasporto delle
merci», hanno commentato
all’unisono le diverse sigle,
da Unatras a Anfia, da Federauto
a Anita fino a Unrae.
«Lo stanziamento è un segnale
concreto a seguito alla
‘road map per la decarbonizzazione
del trasporto merci
su strada’, presentata dalle
associazioni al ministero dei
Trasporti durante Ecomondo
2023. Tale percorso, fondato
sull’analisi di fabbisogni
e necessità delle imprese
su un orizzonte temporale
di medio periodo per poter
programmare gli investimenti,
ha evidenziato l’urgenza
di strumenti
strutturali per
la transizione
verso tecnologie
più
efficienti e
sostenibili»,
prosegue la
dichiarazione
congiunta delle
associazioni, che si dicono
anche pronte a collaborare
fattivamente col ministro
Salvini.
«È la prima volta che vengono
destinate alla categoria
Confermata al
momento la
struttura del click
day con contributi
a importo fisso
Riccardo Peron
risorse così importanti per lo
svecchiamento del parco circolante»,
afferma il presidente
di Anita, Riccardo Morelli,
dandone atto a Salvini e al
Governo, e definendo il fondo
un «passaggio cruciale».
A distanza di una settimana
si è poi
svolto un incontro
al Mit
che il segretario
generale di
Fiap, Alessandro
Peron, ha
valutato positivamente
«anche
alla luce
di una richiesta avanzata da
tempo: la necessità di un fondo
strutturale e dedicato al ricambio
dei mezzi, elemento
centrale per accompagnare in
modo concreto e sostenibile
la transizione ecologica del
settore dell’autotrasporto».
Incontro in cui, oltre al
Ministro, erano presenti i
dirigenti di riferimento del
Mit «con i quali si è avviato
un confronto operativo sulla
strutturazione del decreto attuativo»,
specifica Peron. E
in cui, riprendendo «molti
elementi già sperimentati nei
precedenti decreti sugli investimenti»,
si è anche confermata
«al momento, anche la
struttura del ‘click day’, con
contributi a importo fisso differenziati
in base alla tipologia
di veicolo».
La batosta scatta
dal primo gennaio
Il primo gennaio, però sono
scattati gli aumenti dei pedaggi
autostradali: adeguamento
tariffario all’inflazione
pari all’1,5 per cento. Che
non è piaciuto al segretario
generale di Trasportounito
Maurizio Longo: «Gli autotrasportatori
ormai da anni
subiscono le conseguenze dei
cantieri in autostrada, frutto
di un ritardo di vent’anni nella
manutenzione.
Applicare
aumenti generalizzati
dei
pedaggi suona
come un vero
e proprio
schiaffo e infrange
il limite
di guardia».
«È grottesco parlare di
aumenti dei pedaggi per procedere
all’aggiornamento dei
piani economici-finanziari
delle ricche società conces-
SONDAGGIO SHOCK SULLA A14
È grottesco parlare
di aumenti dei
pedaggi per poter
aggiornare i piani
delle concessionarie
Maurizio Longo
Il 79 per cento subisce
almeno 6 episodi
di blocco al mese;
il 42 supera addirittura
gli 11 (praticamente
ogni 2-3 giorni).
È il risultato del sondaggio
effettuato da
Cna-Fita di Abruzzo
e Marche, insieme a
Usarci, tra autotrasportatori
e agenti e
rappresentanti di commercio
che percorrono
l’autostrada Adriatica
A14 nel tratto tra
Abruzzo e Marche.
Tratto che, a causa
dei tanti cantieri aperti,
fa registrare file chilometriche,
cambi di
corsia, rallentamenti.
Quanto alla stima dei
tempi medi di ritardo
accumulato, per il
21,5 per cento si attesta
su un’ora o più,
per il 45,9 tra i 30 e i
60 minuti, per il 30,7
tra i 15 e i 30, mentre
solo per un’esigua
minoranza (1,9 per
cento) si attesta entro
la soglia dei 15 minuti.
In termini di distribuzione
nei vari orari, i
disagi si dividono in
modo pressoché uniforme
su tutto l’arco
della giornata, con
QUEL MANTRA UE
SBAGLIATO
Decarbon uguale
elettrico è
sbagliato secondo
il presidente di
Conftrasporto,
Pasquale Russo
(nella foto).
Che auspica una
strategia con
diverse alternative
al fossile oggi
disponibili.
sionarie. Il Governo che aveva
promesso un blocco temporaneo
dei rincari ora deve
chinarsi a chi non sa neppure
cosa sia il mercato», tuona
Longo, denunciando la politica
ottusa di gestione delle
concessioni e della manutenzione
della rete, oltre che i
danni all’autotrasporto.
A rincarare
la dose ci
pensa la presidente
nazionale
di Ruotelibere,
Cinzia
Franchini, che
ricorda come
l’aumento dei pedaggi si
sia aggiunto a quello delle
accise sul gasolio: «Questo
certifica, una volta per tutte,
il totale fallimento delle
picchi nelle ore tra
pomeriggio e sera
(15-19).
Facilmente intuibili
le conseguenze che
questi tempi di percorrenza
hanno sugli
operatori professionali:
l’84 per cento del
campione subisce un
effetto forte o molto
forte sui tempi di viaggio
e pausa, con conseguenze
sui riposi
obbligati, la programmazione
dei turni, gli
orari di consegna, la
gestione delle finestre
temporali di carico e
scarico con i clienti.
politiche del Governo e del
ministro Salvini nei confronti
dell’autotrasporto».
Il contrario di quanto
detto agli elettori
«Dopo mesi di propaganda,
promesse e dichiarazioni
pubbliche contro le accise
e contro l’aumento dei costi
per chi lavora, la realtà è sotto
gli occhi di tutti: pedaggi più
cari, gasolio più caro, costi in
aumento. È l’esatto contrario
di quanto annunciato in campagna
elettorale e ribadito
più volte dal Governo. Non
siamo di fronte a un errore
o a una fatalità tecnica ma
a una scelta politica precisa,
che scarica sulle spalle delle
piccole imprese dell’autotrasporto
il peso dell’incapacità
di governare. Prima le accise,
ora i pedaggi: il messaggio è
chiaro, chi lavora su strada
deve pagare sempre di più. È
semplicemente inaccettabile
che il ministero delle Infrastrutture
e dei Trasporti oggi
si nasconda dietro decisioni
di Autorità e Corte costituzionale,
sostenendo di non
avere margini di intervento. I
margini c’erano prima, quando
si facevano promesse. Ora
restano solo scuse», chiude
Franchini.
Riccardo Venturi
14
15
I premiati dello STY 2026
ALL’INSEGNA
DELLA
PLURALITÀ
Tre veicoli premiati, tre
alimentazioni differenti.
Le scelte della giuria
seguono la filosofia
che si sta affermando
in questi mesi a livello
europeo e le richieste
che arrivano dal
mercato. Senza tabù
DA GIOVEDÌ 29 GENNAIO
GUARDA SUL CANALE YOUTUBE
DI VADO E TORNO
IL VIDEO DELLA CERIMONIA
DI PREMIAZIONE
Il Sustainable Truck of the
Year torna quest’anno alle
convenzionali tre categorie,
ma con un cambiamento significativo:
abbandonata la categoria
Distribution, arriva la conferma
per gli e-Truck, in omaggio alla
tecnologia a cui tutti continuano
a guardare, specialmente per
il futuro a medio-lungo termine.
La partita della decarbonizzazione
tuttavia, ormai è chiaro, si
gioca su più fronti: in attesa delle
decisioni europee sulle prospettive
del trasporto pesante occorre
avere la mente libera e percorrere
davvero tutte le strade.
16
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WINNER
tractor 2026
IVECO
S-WAY LNG
È il vincitore
dello Sty 2026
nella categoria
Tractor. Grazie
all’aggiornamento
arrivato con
l’avvento del model
year 2024, anche
nella sua versione
a gas naturale
liquefatto l’Iveco
S-Way tocca i 500
cavalli di potenza,
con un’autonomia
calcolata intorno ai
1.800 chilometri. Due
i serbatoi di Lng,
ognuno da 540 litri.
IL TOUR EUROPEO È BIO
Italia, Francia, Germania, Belgio: più di 5
mila chilometri non soltanto per metterne alla
prova la resistenza, ma anche per mostrare
a livello continentale le sue potenzialità.
L’Iveco S-Way 500 alimentato a gas naturale
liquefatto è stato protagonista tra la primavera
e l’estate del cosiddetto Tour d’Europe, con
partenza da Torino e arrivo a Bruxelles.
Nel mezzo, eventi e fermate nelle stazioni
di rifornimento di gas naturale. Durante
l’intero viaggio, infatti, l’Iveco S-Way è stato
alimentato a biometano.
Le spine della transizione
energetica nel trasporto
pesante, lo sappiamo,
sono tante. Aumentano
le tecnologie (pensiamo
all’elettrico o, più in là nel
tempo, all’idrogeno), ma aumentano
allo stesso tempo i
punti interrogativi legati alla
loro diffusione e applicazione
concreta. D’altronde, non
è semplice rimpiazzare quei
motori a combustione interna,
alimentati con gasolio o
gas naturale, che tanto hanno
fatto per il trasporto in senso
lato negli ultimi decenni.
L’industria, ancor prima
che le istituzioni europee, si
sta interrogando sull’impatto
di questa importantissima
trasformazione in chiave sostenibile
di una filiera fondamentale
per l’economia
continentale. Al momento,
dunque, salvo sviluppi futuri
difficili da prevedere e
immaginare, tutte le tecnologie
a disposizione vanno
considerate, specialmente
se parliamo di veicoli che
devono spesso coprire lunghe
distanze, come i trattori
stradali. Così, la vittoria del
Sustainable Truck of the Year
2026 nella categoria Tractor
conseguita dall’Iveco S-Way
Lng è un premio dato a una
soluzione che dimostra come
la transizione energetica
possa essere immediatamente
fruibile, senza compromessi
operativi.
Ora disponibile anche
con 500 cavalli
Equipaggiato con il motore
XCursor 13 da 6 cilindri in linea,
recentemente aggiornato
da Fpt anche per raggiungere
la potenza di 500 cavalli, il
trattore stradale alimentato a
gas naturale liquefatto (trovate
su questo numero la nostra
impressione di guida) è perfettamente
compatibile con il
biometano. Inoltre, Iveco ha
lavorato per colmare il gap
prestazionale con le versioni
diesel del pesante S-Way,
assicurando al contempo un
minore impatto ambientale.
L’ultimo aggiornamento
ha inoltre innalzato sensibilmente
i livelli di sicurezza,
comfort ed ergonomia,
confermando l’Iveco S-Way
Lng come una proposta matura,
affidabile, sostenibile e
pienamente utilizzabile nel
trasporto pesante a lungo
raggio. Specialmente in Italia,
dove esiste una rete di rifornimento
attrezzata, diffusa
capillarmente e sempre più
sostenibile grazie all’aumento
percentuale del carburante
ottenuto da fonti rinnovabili,
come i reflui zootecnici. A
tutto vantaggio della circolarità
dell’economia.
IL FORD F-MAX E L’ACTROS L DI MERCEDES GLI ALTRI DUE FINALISTI
L
’ammiraglia di Ford Trucks è ormai
una realtà solida sul mercato europeo,
in attesa che inizi a prendere piede la
seconda generazione del veicolo, appena
presentata in Italia. Lo sforzo va soprattutto
nella direzione di una maggiore efficienza,
grazie all’aggiornamento del motore Ecotorq,
ma anche ad alcuni ritocchi estetici e,
soprattutto, aerodinamici che hanno l’effetto
di limitare il consumo di carburante sulle
lunghe distanze.
Si guarda all’incremento dell’efficienza
anche per quanto riguarda il pesante termico
di Mercedes, con la Procabin (la cabina
rinnovata che vedete nella foto) che segna
un taglio piuttosto netto rispetto al passato
e si estende anche alla versione elettrica
dell’Actros, premiata con lo Sty 2026 nella
categoria e-Truck. A questo si unisce
l’introduzione della terza generazione del
motore Om 6 cilindri da 12,8 litri turbodiesel
firmato dalla Stella. Costruttore che,
nonostante punti forte sull’elettrico, per ora
non abbandona affatto la tradizione.
18
19
WINNER
e-truck 2026
MERCEDES
eACTROS 600
Fa suo lo Sty 2026
nella nuova categoria
e-Truck introdotta
lo scorso anno.
Upgrade, l’e-Truck,
che vuole premiare
non soltanto le
prestazioni dei
camion elettrici, ma la
loro adattabilità alle
missioni tipiche delle
aziende di trasporto.
Il Mercedes eActros
è in produzione di
serie in Germania a
Wörth-am-Rhein.
FA BRECCIA SUL MERCATO IN ITALIA
Da Lc3 ad Arcese (foto); da Gls a Brigo, fino
all’abruzzese Aev, già diverse aziende di
trasporto in Italia hanno inserito (o lo faranno
presto) un camion elettrico Mercedes in flotta.
Tra le tante motivazioni, non ultima la voglia di
testare direttamente e raccogliere dati concreti
su una tecnologia ancora acerba e sicuramente
tutta da scoprire, c’è la curiosità intorno
all’autonomia garantita dal veicolo. Ebbene, lo
abbiamo provato sul nostro percorso dedicato
agli elettrici, da Bagnolo San Vito a Berceto e
ritorno: il racconto del test è su Vado e Torno
11/2025.
Secondo veicolo premiato
nella ‘semi-nuova’
categoria e-Truck (l’anno
scorso era stato il Volvo
Fh Aero Electric ad aggiudicarsi
il riconoscimento),
il Mercedes eActros 600 ha
fatto breccia anche nelle valutazioni
della giuria grazie
alla sua combinazione di tecnologia,
efficienza e visione
industriale che lo pone come
punto di riferimento nel
segmento dei pesanti stradali
full electric.
Presentato per la prima
volta da Mercedes-Benz
Trucks in occasione della
Iaa Transportation 2022, il
camion elettrico aveva la
denominazione di Long-haul,
proprio perché progettato per
compiti parecchio impegnativi
a livello chilometrico.
Mentre l’attuale denominazione,
invece, indica la capacità
utilizzabile dei pacchi
batterie al litio-ferro-fosfato
(a questo proposito, Mercedes
è stata tra le primissime
case ad avventurarsi nel terreno
dell’Lfp).
Dall’assale elettrificato
alla Procabin
Cuore dell’eActros 600, ormai
lo sappiamo, è l’e-axle,
l’assale elettrificato ingegnerizzato
e sviluppato internamente
dalla stessa Mercedes,
che integra due motori elettrici
e il cambio a 4 marce,
massimizzando rendimento
ed efficienza energetica. Altro
elemento distintivo del
pesante stradale tedesco è
la Procabin, elegante cabina
dal design futuristico, le cui
linee riducono la resistenza
all’avanzamento del veicolo,
determinando ampi benefici
aerodinamici.
Per primo, e lo raccontiamo
nel dettaglio nella prova
che trovate su Vado e Torno
11/2025, l’eActros 600 è stato
messo sotto stress nel nuovo
percorso ideato da Vado
e Torno proprio pensando ai
camion elettrici. Un percorso
interamente autostradale da
308 chilometri che prevede
tratti in pianura, salita e discesa.
Ebbene, sono stati 362
i kilowattora consumati dalle
batterie del veicolo in una
giornata, lo precisiamo perché
è un elemento importante
per i consumi, caratterizzata
da pioggia, vento e basse
temperature.
Con questo riconoscimento,
quindi, lo Sty 2026 premia
un veicolo che dimostra
come, anche in questa classe
di peso, la tecnologia full
electric consente di rispondere
alle esigenze del trasporto
e della distribuzione delle
merci anche su distanze impegnative.
IN FINALE IL NUOVO DAF XF E IL T E-TECH DI RENAULT TRUCKS
L
e implementazioni, parlando di camion
elettrici, sono praticamente all’ordine
del giorno. Quasi tutti i costruttori stanno
ampliando l’offerta per venire incontro alle
esigenze dei clienti in settori anche molto
diversi tra loro, con la speranza di dare un
boost deciso alla domanda di camion ‘alla
spina’. In finale con Mercedes c’erano Daf,
con l’Xf presentato alla fine dello scorso
anno in Olanda e Renault Trucks con il T E-
Tech. E proprio Daf, da qualche settimana,
ha completato la gamma con i ‘giganti’ Xg e
Xg+, sempre con zero emissioni allo scarico
ma da tenere d’occhio per l’autonomia
promessa dagli olandesi. Sono attesi alla
prova sul percorso di Vado e Torno. Sempre
in tema di autonomia, ecco che il 2026
sarà anno importante anche per Renault
Trucks, che nell’ambito del gruppo Volvo
ha lavorato per cambiare radicalmente il
progetto elettrico. L’inserimento nella catena
cinematica dell’assale elettrificato consente
infatti di massimizzare proprio l’autonomia
grazie al maggior numero di pacchi batterie.
20
21
WINNER
van 2026
MAN
TGE NEXT LEVEL
Ecco il veicolo
vincitore dello
Sty 2025 nella
categoria Van. Un
riconoscimento che
arriva per Man in una
categoria inedita (più
di una volta, infatti, il
Tgx ha vinto il premio
come Tractor), ma
sulla quale il Leone
dimostra di voler
continuare a puntare.
Forte, anche, di una
rete di assistenza
all’avanguardia.
IL VAN CHE SA QUELLO CHE VUOLE
Sin dalla presentazione ufficiale, avvenuta a
livello internazionale nella scorsa edizione di
Transpotec, nel 2024, Man ha posto l’accento
sulla sicurezza. In altri termini, sulla dotazione
di Adas in grado di anticipare i dettami della
Gsr II, andando naturalmente anche oltre in
termini di opzioni a disposizione di chi guida.
Noi abbiamo potuto provare i sistemi di ausilio
alla guida durante una sessione di prove, sia
su strada, sia su un circuito in pista, all’inizio di
luglio in Germania. L’assaggio del futuro per un
van davvero all’avanguardia.
Premiare un van termico
in competizione
con due van elettrici
rappresenta una scelta controcorrente,
ce ne rendiamo
conto, ma sono davvero tanti
gli elementi presi in considerazione
per assegnare il
Sustainable Truck of the Year,
e il Man Tge Next level,
vincitore dello Sty Van 2026,
ha dimostrato pienamente il
suo valore.
Il Tge elettrico, come ci
ha confermato il managing
director di Man Truck&Bus
Italia, Marc Martinez (Vado
e Torno 10/2025), arriverà. O,
meglio, tornerà con un progetto
completamente nuovo
e il veicolo sarà sviluppato a
partire dal software, coerentemente
con la tendenza imperante
nel settore guardando
al futuro prossimo. Intanto,
il Tge Next level, presentato
poco meno di due anni fa al
Transpotec di Milano, ridefinisce
il concetto di veicolo
commerciale leggero attraverso
l’approccio sistemico
alla sostenibilità.
Dunque, il livello di
comfort, ergonomia, funzionalità
e sicurezza è stato
portato da Man davvero al
top. Tutti questi elementi,
naturalmente, incidono direttamente
sull’efficienza
operativa, sul rendimento del
veicolo e sulla qualità del lavoro
dei professionisti che lo
utilizzano.
Occhio di riguardo per
la dotazione di sicurezza
Sin dalla sua presentazione
(ne parliamo più diffusamente
nel box sulla sinistra), il
Ma Tge Next level ha subito
fatto parlare di sé per la dotazione
di sistemi di sicurezza
e ausilio alla guida di ultima
generazione. Tutto questo si
traduce concretamente nella
riduzione del rischio di incidenti,
oltre che nella massimizzazione
di comfort e benessere
del conducente, così
come del passeggero.
Per quanto attiene, invece,
all’ottimizzazione delle
prestazioni e del rendimento
del furgone, rimandiamo alla
prova su strada a cui abbiamo
sottoposto il Tge proprio
su questo numero di Vado e
Torno. Gli 88,5 chilometri del
nostro percorso sono infatti
stati coperti con un consumo
di soli 6,7 litri di gasoli (10,2
chilometri con un litro).
Con questa scelta, lo Sty
2026 sottolinea come la sostenibilità
negli Lcv non sia
solo una questione di tipologia
di alimentazione, ma
anche di protezione delle
persone, ottimizzazione dei
processi e impatto positivo
sul contesto urbano.
GLI SFIDANTI ELETTRICI: MERCEDES SPRINTER E NISSAN INTERSTAR
N
el terzetto dei van finalisti, questa volta,
l’ha spuntata il veicolo con sì motore
termico, ma con una dotazione che sposta
in avanti il termine di paragone per la
categoria. Sia il Mercedes eSprinter, sia il
rinnovato Nissan Interstar-E, tuttavia, hanno
dimostrato di valere tanto nelle prove a
cui si sono sottoposti sul nostro percorso
urbano. Nel suo ultimo aggiornamento,
lo Sprinter ha ulteriormente incrementato
l’autonomia grazie alla possibilità di
installare pacchi batterie con capacità fino
a 113 kilowattora per alimentare i due livelli
di potenza proposti dal motore elettrico, che
ha la possibilità di superare i 200 cavalli.
Anche l’Interstar-E di Nissan punta forte
sull’autonomia, che può superare i 400
chilometri nella versione con pacchi batterie
da 87 kilowattora. Il vano di carico è ben
organizzato, come abbiamo avuto modo di
vedere nel corso del test, con la portata
che supera abbondantemente la tonnellata,
nonostante il peso delle batterie di trazione.
E su strada è, tutto sommato, confortevole.
22
23
Tutti i camion
visti a Solutrans:
il video sul canale
YouTube di VeT
Furgoni, trailer
e componenti: il
video sul canale
YouTube di VeT
Report da Solutrans 2025
IN ATTESA
DI
GODOT
La tradizionale rassegna
lionese non ha tradito le
attese e ha fatto registrare
numeri importanti. Poche,
però, le novità, specialmente
tra i pesanti, con i costruttori
frenati dal mercato stentato
e appesi alle regole Ue
La domanda che sorge spontanea dopo
ogni edizione di una fiera, specialmente
se si tratta di una fiera importante,
è sempre la stessa: è stata un’edizione di
successo? La risposta non sempre è semplice
da fornire perché i fattori in gioco
sono tanti e i parametri per il giudizio,
forse, ancor di più. Nel caso di Solutrans
2025, se possibile, la risposta è ancor più
complessa. Da un lato, infatti, l’appuntamento
lionese rappresenta un ‘must’ per il
settore del trasporto commerciale europeo.
RIFERIMENTO NEGLI ANNI DISPARI
Come aveva anticipato il Managing
director di Solutrans, Guillaume
Schaeffer, quella del 2025 è stata
un’edizione dai numeri importanti:
oltre 1.100 espositori e più di 64 mila
visitatori, con una platea internazionale.
24
25
A sorpresa, poche tracce di Cina a Lione
Secondo le
previsioni della
vigilia, l’edizione 2025
di Solutrans avrebbe
dovuto parlare (anche)
cinese. A parziale
compensazione di
un paio di forfeit
importanti tra i
costruttori di camion,
in Francia ci saremmo
aspettati una
maggiore presenza
di player provenienti
dal paese che è a tutti
gli effetti in rampa di
lancio, anche nella
mobilità commerciale.
Un po’ come era
accaduto poco più di
un anno fa alla Iaa di
Hannover. Invece, da
questo punto di vista,
siamo stati delusi.
Piuttosto scarna
la partecipazione
di aziende del
paese asiatico, con
Windrose (progetto
tra i più interessanti
e controversi nel
trasporto pesante,
al momento)
scomparsa dai radar
nonostante fosse
stata annunciata. E
non abbiamo visto
nemmeno i camion
di Sany, pronti a
sbarcare sul mercato
europeo grazie alla
rete creata nel settore
del construction e
alla collaborazione
con Putzmeister
e il network
Alltrucks per
l’assistenza.
Assenti anche i
pesanti elettrici
Super Panther,
pronti alla
produzione
europea grazie
all’accordo
con Steyr.
Fuori dai radar
anche Byd, la
cui spinta in ambito
camion pare essersi
affievolita. C’era,
invece, e con una
lineup tutta elettrica,
Jac Motors (nella
foto), distribuita da
un nome importante
come Tekauto in
Francia e attiva nel
segmento dei light
truck alla spina, dotati
di pacchi batterie
fornite da un colosso
del settore come la
connazionale Catl.
Dall’altro, torniamo dalla nostra
consueta trasferta nella
città francese con la consapevolezza
che il settore dei
camion e dei van si trova in
un momento di evidente impasse
tecnico-legislativa.
Dove sono le ‘farfalle
nello stomaco’?
In fiera, infatti, si dovrebbe
puntare soprattutto a presentare
le novità di prodotto,
quelle che attirano l’attenzione
di appassionati e addetti
ai lavori. Ma quelle ‘farfalle
nello stomaco’ (professionali)
sono mancate.
Senza nulla togliere alla
turca Bmc, di cui parleremo
in seguito, fa un po’ specie
che l’unico tangibile svelamento
di camion nuovi sia
arrivato da quelle latitudini.
Piuttosto, pare il segnale evidente
di un mondo in attesa
che il mercato, da una parte,
e le istituzioni europee,
dall’altra, mostrino l’immagine
di come potrebbe essere
il trasporto del futuro.
Difficile attribuire ai costruttori
mancanza di coraggio
(le risorse investite finora
sono veramente notevoli, a
fronte di ritorni dell’investimento
ancora piuttosto nebulosi).
E impossibile addossare
colpe agli organizzatori di
Solutrans, che hanno messo
in piedi un’edizione comunque
molto partecipata sulla
falsariga di quanto visto già
due anni fa. Nella migliore
tradizione delle fiere B2B
(business-to-business), dove
domanda e offerta s’incontrano.
Le cifre fornite a manifestazione
conclusa confermano
sostanzialmente le premesse:
oltre 1.100 espositori,
il 30 per cento provenienti
dall’estero; un’area espositiva
che ha superato per la
prima volta i centomila metri
quadrati, con la promessa
di un ulteriore padiglione da
aggiungere tra due anni; più
di 30 costruttori presenti tra
CE N’È PER TUTTE
LE TECNOLOGIE
L’approccio multi
tecnologico a cui
fanno riferimento
praticamente tutti
i costruttori di
camion si è visto
plasticamente
a Lione: veicoli
diesel, elettrici, a
gas e a idrogeno
erano in mostra
negli stand della
fiera, sebbene
i numeri dicano
che alcune di
queste tecnologie,
l’idrogeno su
tutti, siano
ancora di difficile
applicazione.
camion e veicoli commerciali
leggeri; infine, la ragguardevole
cifra di oltre 64 mila
visitatori durante i cinque
giorni della manifestazione,
il 25 per cento provenienti da
circa cento paesi esteri. E in
questo senso, il legame con
l’Italia si è ancora una volta
confermato forte.
A proposito di ‘cugini’,
l’assenza di
Iveco tra i
costruttori
di camion
non è passata
inosservata,
ed è lo
specchio del
momento
particolare
L’assenza di Iveco
e Volvo è stata
compensata solo
parzialmente dalla
partecipazione di
nomi nuovi
che attraversa
il gruppo di Torino,
solitamente presente con la
filiale d’Oltralpe.
Assente, ma non è una novità,
anche Volvo, causa la
consueta alternanza di gruppo
con Renault Trucks, che
a Lione non può proprio
mancare, e che a Solutrans
ha presentato una serie di
interessanti novità a cui dedichiamo
l’articolo a seguire.
Restando nell’ambito dei
costruttori tradizionali, nulla
di particolare da segnalare
da Scania e da Daimler
Truck, rappresentate dalle
filiali francesi e focalizzate
sull’andamento del mercato
transalpino.
Discorso abbastanza
simile
per Daf, che ha
messo in mostra
la gamma
full-electric
presentata
di recente in
Olanda e alla
quale abbiamo
dedicato la copertina (e non
solo) di Vado e Torno n.10.
Elettrificazione che ha
fatto, ma non è più una novità,
da filo conduttore tra i
diversi stand a Lione. E che
ha visto quello che potrebbe
essere l’esordio di Ford
Trucks negli e-truck, con la
gamma F-Line E, promessa
per il 2026.
Emrah Duman, vice-presidente
di Ford Trucks international,
ha infatti detto che
non ci si limiterà a mettere
in mostra un concept, come
fatto qualche anno fa alla Iaa,
ma che stavolta l’elettrico è
destinato ad arrivare sul mercato
già quest’anno.
Quelle mirror cam
a mezza altezza
A Lione si è vista pure la
seconda generazione dell’F-
Max, con motore Ecotorq aggiornato
e reso più efficiente,
mentre design e aerodinamica
sono stati ritoccati. In più,
ci sono le mirror cam, però
posizionate più in basso rispetto
ad altri competitor.
Presenza importante anche
per Man, con gli elettrici
sempre più al centro
della strategia di decarbonizzazione,
anche se il Tgx
18.520 con motore D30, Su-
26
27
IL NUOVO
CHE AVANZA
Non molte le
novità viste al
Solutrans di
Lione. Tra le più
significative, a
destra, il Pv5 di Kia
in versione chassis
cab e, in senso
orario, i light truck
Isuzu, l’elettrico
F-Line E e l’F-Max
Ecotorq di Ford
Trucks e il pesante
con motore diesel
da 13 litri della
turca Bmc.
Lo strano caso di Kögel in Francia
Non sempre fare
marcia indietro,
sul mercato, deve
essere considerato
un segnale di
debolezza. Anzi,
molto spesso saper
correggere, anche con
mosse sorprendenti,
situazioni negative
è un plus in ambito
industriale. Ne sono
convinti in Kögel,
dove per risollevare
le vendite, visto che
la filiale diretta non
ha portato i risultati
sperati in un mercato
complesso come
quello dei trainati, si
è deciso di affidarsi
a un nome forte
tra i distributori del
settore. Così, proprio
al Solutrans è stata
annunciata la neonata
partnership con Delta
Trailers, frutto «di
un anno e mezzo
di colloqui», come
spiegato dallo stato
maggiore francese del
costruttore tedesco.
«La Francia resta
un mercato molto
importante per noi
e pensiamo di avere
un grande potenziale
di crescita. Vogliamo
farlo con un partner
che conosce al
meglio le dinamiche
del mercato e del
territorio», è stato
detto in fiera. Kögel
manterrà
in Francia
un doppio
canale di
vendita, con
l’obiettivo di
raddoppiare
i volumi
attuali.
Tutt’altra
storia,
invece, dalle
nostre parti.
In Italia, infatti, Kögel,
guidata dal manager
di lungo corso
Michele Mastagni, sta
ottenendo risultati
brillanti, con una
crescita di poco
inferiore al 40 per
cento nel 2025 e
il raggiungimento
della prima posizione
tra i costruttori nel
segmento over 3,5
ton, a scapito dei
connazionali di
Schmitz Cargobull.
stainable Truck of the Year
2025, faceva bella mostra
allo stand. Novità principale
da Monaco, l’ampliamento
delle versioni del ‘piccolo’
eTgl, equipaggiato con box
frigo per il trasporto refrigerato
a zero emissioni. Due i
pacchi batterie installati, 160
kilowattora di capacità e autonomia
di poco superiore a
300 chilometri.
Bmc ha tolto il velo al trattore
stradale Pro L1852 a due
assi, il più potente mai realizzato
dal costruttore turco.
Spazio in cabina a volontà e
tutta da vedere l’accoglienza
che può avere un veicolo del
genere in Europa, e in Italia
in particolare.
L’idrogeno non è
ancora così pronto
Per concludere la panoramica
sui camion, Hyundai ha
provato a tenere alta la bandiera
dell’idrogeno con il suo
28
Xcient a celle a combustibile.
Veicolo già visto da qualche
anno in Svizzera e Germania
che deve affrontare questioni
tutt’altro che secondarie,
come i costi dell’idrogeno e
del veicolo stesso e la mancanza
totale di infrastrutture
per il rifornimento.
L’edizione
2025 di
Flexis e Kia hanno
rubato la scena
tra i commerciali
leggeri: in città
vedremo sempre
più van elettrici
Solutrans
ha, poi, contribuito
ad
accendere i
riflettori sulle
prospettive
future
del trasporto
leggero. Da
questo punto di vista, abbiamo
registrato una discreta vivacità,
forse agevolata anche
dal fatto che la Francia è la
nazione guida (insieme alla
Gran Bretagna) per quel che
riguarda i veicoli elettrici.
Nel segmento di mercato più
pronto ad accogliere le sfide
dell’elettrificazione, la mossa
più significativa a Lione l’ha
fatta Renault, con il Trafic
E-Tech, basato su un’architettura
tutta nuova, a cui dedichiamo
un intero servizio.
Sempre Renault, però con
Flexis, joint venture condivisa
con Volvo
e con il gruppo
logistico Cma-
Cgm, ha colto
l’occasione per
aggiornarci sul
percorso che
condurrà, il
prossimo anno,
all’immissione
dei primi van
elettrici sul mercato. Tre i
modelli in rampa di lancio,
tra cui il nuovo Trafic in
versione furgone e cabinato
e l’intrigante step-in van di
matrice nordamericana, con
accesso diretto dalla cabina
al vano di carico. Vedremo.
Intanto sono state annunciate
due partnership importanti
con Ampeco, per la ricarica,
e con Geotab, campione della
telematica.
Per il cabinato servono
gli allestitori
Il 2026 sarà un anno importante
per i veicoli commerciali
leggeri anche perché
faranno il loro esordio su
strada i furgoni elettrici di
Kia, con il Pv5 ad aprire la
strada, seguiranno poi altri
modelli più pesanti, che sono
stati già annunciati per i
prossimi anni.
Al Solutrans, la casa coreana
ha mostrato per la prima
volta la versione cabinata del
Pv5, dotata di una capacità
di carico superiore alla tonnellata.
Ma cruciali saranno
gli accordi che Kia sta stringendo
con gli allestitori in
diversi paesi europei.
Fabrizio Dalle Nogare
29
Renault Trucks: elettrici e non
QUELLA
GAMMA
CHE FA LA
DIFFERENZA
La Losanga approfitta
della fiera ‘di casa’ per
presentare la gamma
2026. Spazio ai pesanti
e ai distribuzione
elettrici, Ma si sono
viste anche due inedite
versioni del Master
L’anno che è appena iniziato si
prospetta molto interessante
per Renault Trucks che, come
d’abitudine, ha sfruttato il Solutrans,
per comunicare al mondo
del trasporto le sue intenzioni.
Che sono bellicose, specialmente
sul versante dell’elettrificazione,
grazie anche al lavoro ‘di gruppo’
svolto in questi anni con i cugini
di Volvo Trucks. Il costruttore
transalpino, infatti, è secondo in
Europa per vendite di veicoli e-
lettrici, nonché l’unico marchio a
poter vantare una gamma a zero
emissioni allo scarico completa,
che va dalle 2,8 ton del Trafic fino
alle 44 ton della serie T.
QUELLA CONFIGURAZIONE È
TUTTA NUOVA
Sviluppato in sinergia con
il gruppo Volvo, l’assale
elettrificato permette di
ampliare l’autonomia dei pesanti
elettrici Renault Trucks fino a
600 chilometri, consentendo di
pensare ad applicazioni finora
inesplorate come il trasporto
sul medio-lungo raggio. In alto,
i nuovi Master Red edition
Propulsion.
30
31
NUOVA OPZIONE
PER LA CITTÀ
Non solo trasporto
pesante: Renault
Trucks ha deciso
di investire
nell’ampliamento
del segmento
medio. Il nuovo
camion elettrico
D14, sempre
appartenente alla
linea E-Tech, con
massa totale a terra
di 14 ton aggiunge
un tassello nella
fascia bassa della
gamma media. Si
va ad affiancare,
infatti, anche
opzioni con massa
di 16, 19 e 26
tonnellate.
Parlando invece di gamma
media, quella per i percorsi
cittadini o extra-urbani,
la Losanga schiera la linea
di prodotto D che in versione
elettrica prende la nuova
denominazione E-Tech (ex
Z.E). Insomma, un’ampiezza
di gamma alla spina da fare
invidia, come rivendicato
dal management di Renault
Trucks Italia in occasione di
Ecomondo, lo scorso novembre
a Rimini, .
Più opzioni, autonomia
maggiorata
Nella parte alta della gamma,
la Losanga ha fatto un notevole
passo avanti in termini
di autonomia, per venire incontro
alle esigenze di chi è
chiamato a percorrere tanti
chilometri nell’attività quotidiana.
Dunque, a partire
dalla seconda metà del 2026,
saranno disponibili anche in
Italia le versioni Extended
dei T E-Tech. Nello specifico,
il T 585 e il T 780, con i
numeri a indicare la capacità
dei pacchi batterie installati
sul veicolo. Nel primo caso,
i 585 kilowattora consentono
un’autonomia calcolata dal
costruttore di 460 chilometri,
con la possibilità di arrivare
a 600 per la versione da 780
kilowattora. Entrambi i pesanti
elettrici sono dotati di
terzo asse leggero, sterzante
e sollevabile per i viaggi
a basso carico, in modo da
consentire maggior carico
utile sulla ralla.
Le estensioni della gamma
attuale, costituita dal trattore
stradale a due assi T E-Tech
540 che rimane destinato alla
distribuzione regionale, sono
state rese possibili dall’introduzione
dell’assale elettrificato
sviluppato in cooperazione
con Volvo Trucks.
Il nuovo assale permette
di integrare sia i motori elettrici,
sia la trasmissione nella
parte posteriore del veicolo,
liberando di conseguenza
spazio per l’alloggiamento
di più pacchi batterie. E a
questo proposito, la chimica
scelta da Renault Trucks è
quella agli ioni di litio Nca
(Nichel, cobalto, alluminio):
diversa rispetto alla maggior
parte dei concorrenti che
garantisce, tuttavia, elevata
densità energetica.
Cambia anche la forma
dei pacchi batterie
Da sottolineare è la forma a
‘L’ dei pacchi batterie, con i
moduli organizzati in maniera
diversa rispetto al passato,
così da poterli incastrare al
meglio nello spazio interasse.
Le sospensioni pneumatiche
integrate completano il
quadro della dotazione tecnica
di base dei nuovi modelli
elettrici Renault Trucks
per il trasporto pesante, con
il costruttore transalpino che
assicura «manovrabilità e
comfort di guida paragonabili
al trattore a due assi».
In attesa di vedere all’opera
i nuovi modelli, già
Il Master ora anche a trazione posteriore
Renault Trucks rafforza la propria
presenza anche nel segmento
dei veicoli commerciali leggeri
introducendo due nuovi modelli
della gamma Master, presentati
alla stampa per illustrarne
le caratteristiche tecniche e
per consentire la verifica del
comportamento in condizioni reali
attraverso test drive dedicati.
Abbiamo avuto l’opportunità di
provare il Master Red edition
Propulsion (versione telaio
cabinato), proposto solo con
motore diesel e cambio manuale
e venduto sia da Renault Trucks
che da Renault Group. Veicolo
che punta su stabilità, capacità di
carico e versatilità d’impiego.
In prova a Madrid
La trazione posteriore consente
di raggiungere un peso totale
ammesso fino a 4,5 tonnellate,
mentre il raggio di sterzata
contenuto semplifica le manovre
anche negli spazi ristretti. Nella
versione furgone,
il volume utile
arriva a 17 metri
cubi, mentre il
telaio cabinato,
disponibile soltanto
con ruote gemellate,
si adatta a numerosi
allestimenti:
dal ribaltabile
alla furgonatura
refrigerata.
Il percorso di prova
che Renault Trucks
ci ha proposto a
Madrid presentava
tratti asfaltati e
sterrati, permettendo
di valutare l’efficacia
del veicolo anche
in condizioni
più gravose. Da
sottolineare, la
funzione Extended
grip, attivabile
tramite un pulsante sul cruscotto
e soltanto se si viaggia sotto ai 50
all’ora, che opera elettronicamente
per evitare che le ruote perdano
trazione su terreni dissestati. In
sostanza, il sistema, nel caso in
cui una ruota inizi a slittare, blocca
la trasmissione finale per evitare
che giri a vuoto, permettendo al
veicolo di non restare impantanato.
Il miglioramento è percepibile:
il Master procede in modo più
regolare e sicuro, anche grazie
al bloccaggio del differenziale
posteriore, pensato per migliorare
la trazione nelle condizioni più
impegnative. Nel pacchetto degli
optional anche la presa di forza,
utile per collegare attrezzature
ausiliarie. Con il pacchetto
Construction+ si aggiungono
ulteriori elementi di protezione,
interni rinforzati e dotazioni
orientate all’uso professionale
intensivo.
Master Red edition Offroad
Accanto al Propulsion, ha debuttato
anche il Master Red edition
Offroad, disponibile con motore
diesel, abbinato al cambio manuale,
oppure in versione cento per cento
elettrica con cambio automatico
a 9 rapporti per un maggiore
comfort di guida. Questo modello a
trazione anteriore, commercializzato
esclusivamente da Renault Trucks,
è stato progettato per i lavori edili
leggeri e per tutti quegli impieghi
che richiedono robustezza,
agilità e capacità di affrontare
terreni irregolari. Sospensioni
posteriori rinforzate, altezza da
terra maggiorata di 50 millimetri
e protezioni specifiche, incluse
piastra in acciaio, paraspruzzi e
scudi dei passaruota, garantiscono
un comportamento sicuro nei
contesti operativi più difficili.
Aspetto sottolineato con forza
dal costruttore transalpino, la
gestione diretta dei veicoli da
parte di Renault Trucks: in caso
di guasto, l’azienda si impegna a
intervenire con la rapidità riservata
ai camion, riducendo al minimo i
tempi di fermo, elemento essenziale
per chi utilizza il veicolo come
indispensabile strumento di lavoro.
32
33
Savelli fa il punto sul mercato Italia
Non poteva esserci momento
migliore della tradizionale,
e attesa, cena di Natale con la
stampa italiana per fare il punto sul
2025 di Renault Trucks Italia, ma
anche per dare qualche succosa
anticipazione dell’anno che verrà.
A Milano, l’amministratore delegato,
Edouard Savelli, insieme al
responsabile commerciale, Marco
Bonaveglio, ha, insomma, fatto
il punto sullo stato di salute del
marchio che, numeri alla mano,
sta vivendo un momento positivo
sul mercato dopo un paio d’anni
relativamente complessi.
Portare i clienti sui veicoli
Assestamento, insomma, che per
i vertici di Renault Trucks Italia
vuole essere soltanto il punto di
partenza in vista del prossimo
futuro. «Stiamo operando bene sul
mercato, e siamo convinti della
bontà dei nostri veicoli», ha detto
l’Ad, Savelli, da due anni e mezzo
alla guida della filiale italiana. «La
sfida principale in
vista del prossimo
anno sarà quella di
portare sempre più
clienti a provare i
veicoli commerciali
e i camion Renault
Trucks: chi l’ha
fatto ne ha subito
riconosciuto
la qualità». Il
prossimo anno,
poi, la Losanga
ha in serbo novità
importanti, quelle
che riassumiamo
in queste pagine.
«L’obiettivo di
medio-lungo termine
è avvicinarci alla
quota del 10 per
cento di quota
di mercato nel
segmento dei
camion, anche
se non sarà semplice», ha detto
Savelli.
Molto prossimi al 7 per cento
Più realisticamente, Renault Trucks
ha sfiorato quest’anno, fino a
questo momento, la quota del 7
per cento considerando i camion
medi e pesanti, che rappresenta un
passo avanti importante rispetto
ai numeri registrati negli ultimi
anni. Per intenderci, la Losanga
aveva chiuso il 2024 con la quota
del 5,4 per cento (over 3,5 ton) e
del 5,9 per cento (over 16 ton),
in entrambi i casi in calo rispetto
al 2023. Ma, come evidenziato
da Marco Bonaveglio, Renault
Trucks guadagna finora 1,2 punti
percentuali nel segmento delle
motrici, toccando quota 6,9 per
cento. E il marchio avanza, anche
se di poco, nel construction, dal 4
al 4,1 per cento. «Abbiamo molto
investito quest’anno, anche a
livello di eventi, per far conoscere
le nostre soluzioni per il cantiere.
Possiamo fare di più e siamo
ottimisti in vista del 2026», ha detto
il direttore commerciale di Renault
Trucks Italia.
Arriva il brand Vertellus
E l’anno prossimo, attenzione alle
novità sul fronte del supporto
finanziario al cliente, con l’approdo
del marchio ‘captive’ Vertellus
attorno al quale ruoterà l’offerta
di veicoli a noleggio, «che incide
per il 30 per cento circa nelle
motorizzazioni tradizionali, con
punte dell’80 per cento sui veicoli
elettrici», secondo Bonaveglio.
Ne sapremo di più in occasione
di Transpotec, a maggio. E come
già detto a Ecomondo, Renault
Trucks non molla la presa proprio
sugli elettrici, forte del 14 per
cento circa di quota di mercato
sulla gamma di veicoli industriali
E-Tech che pone la Losanga sul
podio nel segmento ‘alla spina’. I
buoni propositi per l’anno che verrà
sono stati naturalmente affidati
all’Ad, Savelli: «Sui truck mediopesanti
vogliamo avvicinare i nostri
competitor più prossimi, lavorando
su consapevolezza e conoscenza
dei nostri prodotti».
ordinabili ma in arrivo nella
seconda parte dell’anno, è
evidente come la Losanga
voglia ulteriormente ampliare
le opzioni di scelta a
disposizione dei clienti, contando
sul rodato approccio di
consulenza, per guidarli sulla
migliore soluzione a seconda
dei compiti richiesti al veicolo.
In questo quadro, non
stupisce che Renault Trucks
abbia deciso di intervenire
anche nel segmento medio
della gamma, quello destinato
alla distribuzione.
Ecco, allora, il nuovo D14
E-Tech, veicolo da 14 ton
che si pone nella parte inferiore
della gamma truck (le
altre soluzioni nel segmento
dei medi sono i veicoli da 16,
19 e 26 ton) e si propone come
soluzione per consegne in
città e in spazi ristretti.
Per il D14 E-Tech da 14
ton, carico utile di 6,7 tonnellate,
passo di 3.800 millimetri
e larghezza del telaio di
2,39 metri, sono i parsmetri
base. In più, ecco le sospensioni
pneumatiche anteriori
e posteriori per il migliore
comfort di guida.
Un’altra opzione per la
chimica delle batterie
Diversa, rispetto ai ‘fratelli
maggiori’ per il lungo raggio,
la scelta della chimica delle
batterie: in questo caso si è
infatti preferita la più diffusa
soluzione Lfp (Litio-ferro-fosfato).
Il D14 è equipaggiato
con pacchi batterie dalla
capacità di 176 kilowattora
per un’autonomia calcolata
in 220 chilometri. E il caricabatterie
imbarcato da 43 kilowatt
di potenza in corrente
alternata permette di ricarica-
L’OFFENSIVA
ELETTRICA
Parallelamente
allo sviluppo dei
camion elettrici
e all’ampliamento
di gamma che
raccontiamo in
queste pagine,
Renault Trucks
sta collaborando
con i principali
costruttori di
sistemi di ricarica.
A Ecomondo, per
esempio, allo stand
Renault Trucks
Italia era presente
una colonnina
ad alta potenza
della polacca
Ekoenergetyka.
re il veicolo anche sfruttando
la tecnologia maggiormente
diffusa e tuttora popolare in
questo segmento.
Dove saranno prodotti
i nuovi truck
Il nuovo camion elettrico D14
verrà realizzato, a partire da
quest’anno, nello stabilimento
di Blainville-sur-Orne, in
Normandia, avamposto produttivo
che abbiamo avuto
modo di visitare pochi anni
fa e che già allora appariva
all’avanguardia per quanto
riguarda la mobilità elettrica.
Per la gamma pesante, invece,
la Losanga ha scelto lo
storico stabilimento di Bourg-en-Bresse,
non lontano
da Lione, dove già vengono
realizzati gli attuali modelli
a batterie delle serie T e C
E-Tech. La linea, comunque,
è chiara: anche i camion
elettrici vengono costruiti e
assemblati rigorosamente in
Francia.
Fabrizio Dalle Nogare
34
35
Ford Trucks rinnova l’F-Max
BUONA
LA
QUEI DETTAGLI DIVERSI
Cambia il look grazie
alla griglia in tinta con la
carrozzeria e al bordo nero
dei fari a Led. Aerodinamica
migliorata per aumentare
l’efficienza e le telecamere,
di serie e pieghevoli, sono
in posizione diversa dal
solito, più in basso.
SECONDA
Dentro, fuori, sotto. A
sei anni di distanza dal
lancio in Italia, Ford
Trucks rimette mano
alla sua ammiraglia
per renderla più
moderna, efficiente e
personalizzabile. Tra le
(tante) novità spiccano
le telecamere di serie e
la seconda generazione
del motore Ecotorq da
510 cavalli di potenza
Per l’atteso lancio italiano
della seconda generazione
dell’F-Max, Ford Trucks
ritorna sul ‘luogo del delitto’, il
Superstudio Più di via Tortona
a Milano. Proprio lì, infatti, nel
2019 era stato presentato il primo
F-Max. L’evento dello scorso 16
dicembre ha segnato un passaggio
importante nell’avventura di Ford
Trucks in Italia per più di un motivo.
Il prodotto, certo, , ma anche
il debutto del nuovo Ad, Nicola
Russo.
36
37
Nominato non più tardi della
fine di settembre, Russo
ha infatti preso il posto del
dimissionario Paolo Starace.
Tornando all’F-Max, sono
tanti gli elementi di novità
che la seconda generazione
porta con sé. A partire dalla
potenza del motore Ecotorq
Gen2, ora di 510 cavalli, con
coppia di 2.600 Nm. Ma il 6
cilindri ha anche il basamento
alleggerito di una cinquantina
di chili e gli elementi
chiave della catena cinematica,
a partire dal cambio
automatizzato a 16 rapporti,
curati e sviluppati in-house.
Consumi ridotti fino
all’11 per cento
Ford Trucks promette una riduzione
dei consumi superiore
all’11 per cento, possibili
anche grazie a diversi interventi
sull’aerodinamica del
veicolo. Via, per esempio,
gli specchi a vantaggio del
digital camera system, con le
telecamere (pieghevoli) piaz-
zate in corrispondenza della
parte inferiore del finestrino,
dunque più controllabili da
parte dell’autista.
Sul nuovo F-Max dovrebbero
essere di serie, con la
possibilità di avere nel pacchetto
Premium anche la telecamera
sul montante lato
passeggero per il monitoraggio
dell’angolo cieco. Sempre
in ottica aerodinamica,
diversi dettagli della carrozzeria
sono stati migliorati,
come il deflettore sui montanti
per ridurre l’impatto dei
vortici d’aria.
Miglioramenti a misura
d’autista
Sugli interni Ford Trucks ha
lavorato per offrire più possibilità
di customizzazione,
oltre a migliorare il comfort.
Come spiegato dal product
manager, Mauro Schiratti,
il volante è stato ridisegnato,
con l’aggiunta di inserti
cromati. Arriva il freno di
stazionamento elettronico
GIÀ ORDINABILE
IN ITALIA
Esterni, interni
e catena
cinematica. Il
Ford F-Max,
dunque, cambia
davvero ed è
già ordinabile
in Italia.
Non cambia
la strategia
di puntare
su una sola
motorizzazione
(tre le opzioni di
passo) e su una
sola tipologia di
cabina. Servirà,
insomma, anche
il contributo
dei truck della
F-Line per fare
gli attesi passi
avanti a livello
di quota di
mercato.
«Con il nuovo
F-Max non
dobbiamo
temere
nessuno», ha
detto il neo Ad
di Ford Trucks
Italia, Nicola
Russo.
A Milano il debutto del nuovo Ad Russo
38
Ad affiancare l’Ad,
Nicola Russo, sul
palco di Milano c’era
anche il managing
director di Ford Otosan,
Caner Sinanoglu, a
riprova del supporto
del costruttore turco
all’avamposto italiano.
«Uptime, comfort
ed efficienza dei
veicoli sono i pilastri
della nostra azione»,
ha detto proprio
Sinanoglu. «Il servizio,
in questo senso, è
fondamentale, e come
Ford Trucks vogliamo
rinforzare la presenza
in tutte le regioni in
cui operiamo». Quella
italiana, evidentemente,
continua a essere
importante, e gli
obiettivi ambiziosi.
«Le novità di prodotto,
come il nuovo F-Max,
ma anche la versione
elettrica delle motrici
F-Line, in arrivo nel
2026, ci aiuteranno a
raggiungere i nostri
obiettivi», ci ha detto
Nicola Russo, a cui
abbiamo chiesto se il
target del 5 per cento
di quota di mercato,
più volte annunciato
negli anni scorsi (e
con altri management)
sia effettivamente
ancora attuale. «Lo
è sicuramente», ha
risposto, «anche se
non mi piace fare
proclami: credo che
la nostra crescita
debba essere graduale,
specialmente in un
contesto geopolitico
e di mercato così
complesso». Il nuovo
Ad ha poi sottolineato
come una delle prime
necessità per l’azienda
che guida sia quella
di «creare e rinforzare
la squadra, ma anche
lavorare sulla rete di
assistenza in Italia».
di serie, insieme all’opzione
keyless per l’avviamento
a pulsante. E poi c’è l’auto
hold, che mantiene il veicolo
fermo anche senza premere il
freno e basta premere l’acceleratore
per ripartire.
Entrando in cabina, spicca
il display da 12 pollici,
L’F-MAX SI FA IN TRE
F-Max F-Max L F-Max LL
Passo mm 3.600 3.750 3.600
Lunghezza/altezza mm 5.877/ 3.962 6.162/ 3.919 5.877/ 3.962
Larghezza esclusi specchietti mm 2.540 2.540 2.540
Raggio sterzata mm 7.590 7.810 7.590
Motore Ecotorq Gen2 Euro 6
Cilindrata cm 3 12.740
Potenza motore cv
510 a 1.800 giri
Coppia Nm
2.600 a 1.000/1.300 giri
Trasmissione
Automatizzata Ecotorq a 16 rapporti + 4 retro
Rapporto al ponte 2,31 2,31 2,17
Serbatoi gasolio 450+600 600+750 410+510
Assale anteriore kg 8.00 8.00 7.500
La ralla della versione LL è da 128x980 mm anziché 150x1.100.
«altamente personalizzabile
per avere a disposizione solo
le informazioni desiderate»,
come spiega Schiratti.
L’infotainment è affidato
allo schermo touch da 12,4
pollici sopra i comandi per
il controllo del climatizzatore
(che si può gestire anche
dallo schermo). Altro schermo,
touch da 7 pollici, nella
zona letto per gestire direttamente
alcune delle principali
funzionalità del veicolo in fase
di riposo. Infine, l’illuminazione
ambientale sotto la
plancia è disponibile in sette
diversi colori.
39
Il 2025 è stato l’anno dal segno
meno. Del resto i segnali apparivano
chiari già a inizio anno,
quando gli esperti (vedi Vado e
Torno n.1/2025) concordavano nel
prevedere un’annata complicata
per il trasporto. Non a caso, al nostro
approfondimento sui volumi
delle immatricolazioni nel 2024
abbiamo dato il titolo ‘La quiete
prima della tempesta?’.
L’evoluzione del mercato nel
corso dei mesi, tuttavia, ha parzialmente
sconfessato le previsioni.
In ambito truck l’ultima parte
dell’anno è stata caratterizzata
dalla netta ripresa delle immatricolazioni.
Risultato: il decremento
rispetto al 2024 è stato molto
contenuto, il 2,8 per cento, ovvero
800 immatricolazioni in meno. E
ancora più contenuto il calo negli
over 16 ton. Da metterci la firma.
Mercato truck e van 2025
LA SENSAZIONE
DELLO
SCAMPATO
PERICOLO
L’atteso crollo non
c’è stato, nonostante
camion e furgoni
abbiano chiuso l’anno
in negativo. Ma il
futuro si gioca sempre
più sulla transizione
energetica. Ecco come
sono andate le cose nel
2025 con i dati Anfia
40
41
QUEL PODIO
CHE CAMBIA
Perde terreno
Iveco, reduce
da un anno sì
celebrativo, ma
anche pregno di
importanti novità.
Registra un segno
meno anche Scania
dopo un 2024
molto positivo,
ma la notizia è
il sorpasso di
Mercedes ai danni
di Volvo, anche se
di poche unità. Più
dietro, recupera
terreno Renault
Trucks, mentre
Man conferma il
momento positivo
dopo le difficoltà
dell’immediato
post-Covid. Stabile
Daf al quinto
posto.
MERCATO ITALIA 2025 SOPRA 3,5 TON
Immatricolazioni Immatricolazioni Trend % Quota % Quota %
2025 2024 2025/2024 mercato 2025 mercato 2024
Iveco 8.345 9.223 -9,5 30,1 32,3
Scania 3.403 3.970 -14,3 12,3 13,9
Mercedes-Benz 3.240 2.734 18,5 11,7 9,6
Volvo 3.214 3.253 -1,2 11,6 11,4
Daf 2.837 2.865 -1 10,2 10
Man 2.754 2.628 4,8 9,9 9,2
Renault Trucks 1.851 1.544 19,9 6,7 5,4
Ford Trucks 564 585 -3,6 2 2,1
Isuzu 528 911 -42 1,9 3,2
Fiat 366 147 149 1,3 0,5
Altri 625 646 -3,3 2,3 2,3
Totale 27.709 28.516 -2,8 100 100
Fonte: Anfia
MERCATO ITALIA 2025 PER SEGMENTI (3,5-44 TON)
Immatricolazioni Immatricolazioni Trend % Quota % Quota %
2025 2024 2025/2024 mercato 2025 mercato 2024
Over 16 ton 22.989 23.619 -2,7 83 82,8
12,501-16 ton 960 973 -1,3 3,5 3,4
8,001-12,5 ton 1.119 1.263 -11,4 4 4,4
5,001-8 ton 1.957 2.301 -15 7,1 8,1
3,501-5 ton 676 353 91,5 2,4 1,2
Totale 27.709 28.516 -2,8 100 100
Fonte: Anfia
CABINATI IN
GRANDE SPOLVERO
Spinti anche dal
momento positivo
del settore
construction, i
cabinati sono stati
la tipologia di
veicoli industriali
più richiesta in
Italia, distanziando
i trattori di
circa mille unità.
Il mercato,
tuttavia, rimane
sostanzialmente
diviso in due col
trattore a fare la
linea.
Una retromarcia dalle mille sfaccettature
metà dicembre, la Commissione
A europea ha parzialmente
sconfessato l’ormai celeberrimo
ban alla vendita di auto e van con
motore termico dopo il 2035, con
un intervento dall’impatto forse più
formale che sostanziale.
Infatti, se il 10 per cento di relativa
autonomia per i costruttori non è
affatto il ‘liberi tutti’ che qualcuno
chiedeva, è a tutti gli effetti caduto
un totem nella comunicazione che
la Commissione aveva imbastito in
questi ultimi anni. In molti, non a
caso, hanno parlato di retromarcia
da parte dell’organo guidato
da Ursula von der Leyen (nella
foto), sulla scorta delle sempre
più esplicite richieste da parte
dei costruttori. Con la Germania,
locomotiva d’Europa, specialmente
nell’automotive, in testa al corteo
data la crescente preoccupazione
per le sorti della sua industria.
Di certo, e i dati che leggete in
queste pagine lo testimoniano,
il passaggio all’elettrico è un
fenomeno molto
complesso,
impossibile da
esaurirsi in un arco
temporale ormai
inferiore a 10 anni.
E se questo vale per la mobilità
leggera, a maggior ragione vale
per quella pesante, per cui, è
bene ricordarlo, al momento non
sono stati presi provvedimenti
rispetto alla roadmap disegnata
ormai qualche anno fa. Restiamo
in attesa di notizie anche in questo
senso, mentre registriamo (e le
immatricolazioni lo confermano)
resistenze sempre più evidenti, man
mano che sale il tonnellaggio dei
veicoli da sostituire.
Venendo alla questioni di casa
nostra, lo stanziamento da parte del
Governo del fondo da 590 milioni
per il rinnovo del parco circolante
in Italia è stato accolto come una
notizia molto positiva in chiusura
d’anno. Un fondo pensato per
«sostenere la transizione verso
mezzi più moderni ed efficienti,
elettrici, ibridi o endotermici di
ultima generazione, garantendo
un approccio concreto e non
ideologico», come spiegato dal
ministero dei Trasporti.
Soffre un po’ di più il segmento
dei commerciali. Il
calo rispetto al 2024 è stato
del 5 per cento, con circa
10 mila immatricolazioni in
meno (188.373). Se l’anno
scorso quota 200 mila veicoli
era vicina (198.219 il dato
definitivo), ora è tornata una
chimera.
Prima di addentrarci
nell’analisi dei numeri relativi
al mercato 2025, una
nota metodologica. I dati
che vedete nelle tabelle sono
elaborati da Anfia sulla base
delle rilevazioni del ministero
dei Trasporti. Sono dati
affidabili e di riferimento,
sebbene soggetti a piccoli
aggiustamenti nel corso
dell’anno. Ma offrono una
fotografia attendibile dello
stato di salute del trasporto
commerciale in Italia. Anfia,
non a caso, contribuisce alle
rilevazioni di Acea su scala
europea: approfondiremo, in
questo senso, sul prossimo
numero di Vado e Torno.
Tra i camion spicca
il balzo di Mercedes
Ma andiamo a vedere come
i costruttori si spartiscono la
torta in Italia. Considerando
l’intero spettro camionistico,
dalle 3,5 ton in su, Iveco
conserva lo scettro pur
perdendo circa due punti
di quota mercato (30,1 per
cento), con un trend in calo
del 9,5 per cento. Consolida
la seconda posizione, la prima
tra i marchi esteri attivi
in Italia, Scania. Sebbene il
Grifone lasci per strada circa
500 immatricolazioni rispetto
a un 2024 davvero da record.
Cala leggermente anche
il numero di veicoli immatricolati
dai connazionali di
Volvo che, seppure in crescita
in termini di quota di mer-
cato, cede la terza posizione
del podio 2025. A vantaggio
di Mercedes. Reduce da un
mezzo disastro nel 2024 (meno
9,1 per cento), che le era
valso il quinto posto in griglia,
la Stella mette a segno
un più 18,5 per cento, che la
porta all’11,7 di share.
Stabile Daf e
in progressione Man
Il quinto posto della classifica
è di Daf, sostanzialmente
stabile rispetto al 2024 con
una quota appena superiore
al 10 per cento. Mentre Man
continua il suo percorso di
MERCATO ITALIA 2025 PER CATEGORIA DI VEICOLO (3,5-44 TON)
Immatricolazioni Immatricolazioni Trend % Quota % Quota %
2025 2024 2025/2024 mercato 2025 mercato 2024
Cabinati 14.361 14.228 0,9 51,8 49,9
stradali 11.271 11.327 -0,5 40,7 39,7
cantiere 3.090 2.901 6,5 11,2 10,2
Trattori 13.348 14.288 -6,6 48,2 50,1
stradali 13.135 14.084 -6,7 47,4 49,4
cantiere 213 204 4,4 0,8 0,57
Totale 27.709 28.516 -2,8 100 100
Fonte: Anfia
42
43
MERCATO ITALIA 2025 SOPRA 16 TON
Immatricolazioni Immatricolazioni Trend % Quota % Quota %
2025 2024 2025/2024 mercato 2025 mercato 2024
Iveco 6.203 6.678 -7,1 27 28,3
Scania 3.403 3.970 -14,3 14,8 16,8
Volvo Trucks 3.030 3.090 -1,9 13,2 13,1
Mercedes-Benz 2.966 2.451 21 12,9 10,4
Daf 2.508 2.578 -2,7 10,9 10,9
Man 2.451 2.477 -1 10,7 10,5
Renault Trucks 1.648 1.403 17,5 7,2 5,9
Ford Trucks 488 557 -12,4 2,1 2,4
Astra 173 324 -48,6 0,8 1,4
Liebherr 37 36 2,8 0,2 0,2
Altri 58 57 0 0,2 0,1
Totale 22.989 23.619 -2,7 100 100
Fonte: Anfia
MERCATO ITALIA 2025 CAMION DA CANTIERE (SOPRA 3,5 TON)
Immatricolazioni Immatricolazioni Trend % Quota % Quota %
2025 2024 2025/2024 mercato 2025 mercato 2024
Iveco 1.160 1.166 -0,5 35,1 37,6
Mercedes-Benz 613 536 14,4 18,6 17,3
Man 607 411 47,7 18,4 13,2
Volvo Trucks 232 224 3,6 7 7,2
Scania 184 160 15 5,6 5,2
Astra 173 324 -46,6 5,2 10,4
Renault Trucks 135 124 8,9 4,1 4
Daf 79 66 19,7 2,4 2,1
Fuso Mitsubishi 36 14 157,1 1,1 0,5
Manitowoc 30 26 15,4 0,9 0,8
Altri 54 54 0 0,6 1,7
Totale 3.303 3.105 6,4 100 100
Fonte: Anfia
L’ELETTRICO CRESCE.
MA QUANTO?
Cifra tonda:
sono 600 i
camion elettrici
immatricolati in
Italia nel 2025,
ma solo 79 hanno
massa complessiva
superiore a
16 tonnellate.
Continua il
momento non
proprio positivo
del Gnl nonostante
il riallineamento
dei prezzi alla
pompa dopo anni
molto difficili per
gli operatori.
MERCATO ITALIA 2025 PER ALIMENTAZIONI (3,5-44 TON)
Immatricolazioni Immatricolazioni Trend % Quota % Quota %
2025 2024 2025/2024 mercato 2025 mercato 2024
Diesel 26.679 27.769 -3,9 96,3 97,4
Elettrico Bev 600 214 180,4 2,2 0,8
Gnl 263 301 -12,6 0,9 1,1
Metano 149 198 -24,7 0,5 0,7
Ibrido (diesel) 17 34 -50 0,1 0,1
Benzina 1 0 100 0 -
Totale 27.709 28.516 -2,8 100 100
Fonte: Anfia
TUTTI VOGLIONO
IL CANTIERE
Si conferma
anche nel 2025
il buon momento
dei veicoli per
il cantiere, in
controtendenza
rispetto
all’andamento del
mercato generale.
Cala di poco Iveco,
mentre paga dazio
Astra che non va
oltre il sesto posto
in classifica. Delle
sette sorelle, chi
cresce di più è
Man, sempre più da
podio.
Confidiamo che il 2026 segni un cambio
di rotta, grazie all’impiego di risorse
strutturali mirate al rinnovo del parco
veicolare, finalmente previste con il fondo
straordinario pluriennale da 590 milioni di
euro per i veicoli più avanzati
Giovanni Dattoli, pres. sez. veicoli industriali Unrae
crescita, delineato recentemente
dal managing director,
Marc Martinez, col più
4,8 per cento che la porta a
sfiorare quel 10 per cento che
rimane l’obiettivo.
Bene Renault Trucks,
così così Ford Trucks
Bene, contrariamente a 12
mesi fa, i francesi di Renault
Trucks, che fanno più 20 per
cento e raggiungono il 6,7 di
share in Italia, mentre stenta
Ford Trucks nel suo percorso
di avanzamento: siamo
ancora parecchio lontani
dall’obiettivo del 5 per cento,
ma i recenti aggiornamenti
dell’ammiraglia F-Max, nonché
le prime immatricolazioni
dei veicoli
F-Line sono
più che semplici
speranze
per l’Ovale
blu.
Negli over
16 ton, invece,
il podio
Mercedes
guadagna ben
due posizioni nel
mercato over 3,5
ton in Italia e due
tra gli over 18 ton
è invariato
rispetto
al 2024, nonostante il calo
quasi generalizzato. Tra chi
perde di più, ci sono proprio
Ford Trucks (meno 12,4 per
cento) e Scania (meno 14,3),
mentre Astra, che copre però
solo il segmento off-road,
precipita letteralmente,
quasi
dimezzando
le immatricolazioni,
e viene
scavalcata
nel settore
specifico da
Scania e Volvo.
A sprintare
sono invece
Mercedes (più 21 per cento),
che si fa sotto a Volvo per
la terza piazza, e Renault
Trucks (17,5).
Analizzando poi il segmento
construction, si scopre che
va in controtendenza rispetto
all’andamento del mercato in
generale, facendo registrare
un aumento del 6,4 per cento
rispetto a un anno già positivo
(più 18 per cento) come
il 2024.
Se il construction
va oltre quota tremila
In valore assoluto, siamo saldamente
sopra le tremilaunità
immatricolate in Italia nel
2025. Detto del crollo di
Astra, rispetto a un anno fa
non cambia la suddivisione
del mercato per marca: Mercedes
mantiene il secondo
posto e conferma l’ottimo
stato di salute; e cresce alla
grande Man, ora sopra il 18
per cento di quota di mercato.
Passi avanti anche da
parte di Scania e Daf, sebbene
con numeri più risicati.
Infine, Fuso si conferma
un brand di riferimento tra
i veicoli di asservimento al
settore del construction.
Nelle tabelle delle pagine
precedenti, riportiamo anche
la suddivisione del mercato
per classi di peso e categoria
dei veicoli. In quest’ultima
suddivisione, c’è da registrare
il sorpasso, in termini assoluti,
dei cabinati (14.361)
sui trattori (13.348), chiaramente
prodotto dalle immatricolazioni
nel settore construction
dove i trattori sono
in netta minoranza. Si rimane,
tuttavia, in una situazione
di sostanziale equilibrio tra le
due tipologie di camion.
Così il camion elettrico
superò quello a gas
Quindi c’è il consueto sguardo
puntato sulla tipologia di
alimentazione dei truck, con
il diesel che passa dal 97,4
al 96,3 e il sorpasso del full
electric sul gas naturale: 600
immatricolazioni contro poco
più di 300 a metano liquido
e non.
Di questi 600 camion
elettrici, tuttavia, soltanto
79 hanno massa superiore a
16 ton: in crescita rispetto ai
24 dell’anno precedente, ma
ancora in percentuali risibili,
rappresentano lo 0,3 per cento
di un mercato letteralmente
dominato al 98 per cento
dal diesel.
Da un estremo all’altro
del tonnellaggio. Passando
al ramo dei commerciali,
si scopre che hanno chiuso
l’anno con un meno 5 per
cento che, in termini di volume,
vuol dire però quasi
diecimila veicoli in meno.
Pochi movimenti tra
i costruttori di van
Poco più di un furgone su
quattro tra quelli immatricolati
nel 2025 in Italia è un
veicolo Fiat Professional,
marchio in crescita del 6,7
per cento e di gran lunga
leader di mercato nel nostro
Paese. Resta anche invariata
la classifica per costruttori
rispetto al 2024, almeno per
44
45
MERCATO ITALIA 2025 FINO A 3,5 TON
Immatricolazioni Immatricolazioni Trend % Quota % Quota %
2025 2024 2025/2024 mercato 2025 mercato 2024
Fiat 49.189 46.110 6,7 26,1 23,3
Ford 32.775 33.274 -1,5 17,4 18,8
Renault 14.104 18.638 -24,3 7,5 9,4
Iveco 13.396 16.060 -16,6 7,1 8,1
Peugeot 10.301 11.597 -11,2 5,5 5,9
Citroën 8.844 11.528 -23,9 4,7 5,8
Toyota 8.764 6.248 40,3 4,7 3,2
Volkswagen 7.958 7.788 2,2 4,2 3,9
Mercedes-Benz 7.304 7.815 -6,5 3,9 4,9
Opel 5.378 6.905 -22,1 2,9 3,5
Land Rover 3.518 3.121 12,7 1,9 1,6
Isuzu 3.402 4.186 -18,7 1,8 2,1
Altri 23.440 24.949 -6,4 12,3 9,5
Totale 188.373 198.219 -5 100 100
Fonte: Anfia
MERCATO ITALIA 2025: VAN ELETTRICI PER MARCA (FINO A 3,5 TON)
Immatricolazioni Immatricolazioni Trend % Quota % Quota %
2025 2024 2025/2024 mercato 2025 mercato 2024
Byd 1.611 101 1495 19,4 2,6
Toyota 1.169 369 216,8 14,1 9,6
Ford 1.101 404 172,5 13,2 10,5
Mercedes-Benz 842 266 216,5 10,1 6,9
Fiat 598 630 -5,1 7,2 16,4
Renault 325 226 43,8 3,9 5,9
Nissan 320 261 22,6 3,9 6,8
Maxus 319 383 -16,7 3,8 10
Citroën 296 153 93,5 3,6 4
Peugeot 280 257 8,9 3,4 6,7
Altri 1.149 782 31,9 17,4 20,6
Totale 8.310 3.832 116,9 100 100
Fonte: Anfia
le prime sei posizioni. Ford
si tiene stretta quota 17,4
per cento con una variazione
minima di immatricolazioni.
Segue
Renault, che
accusa il calo
più pesante
insieme a Citroën.
Tra le
due, Iveco e
Peugeot, pure
loro a leccarsi
le ferite.
Brindano
a champagne invece in casa
Toyota che segna uno strepitoso
più 40,3 per cento
equivalente a 2.516 veicoli in
46
Ci auguriamo che le misure di sostegno al
rinnovo del parco garantiscano il pieno
rispetto del principio della neutralità
tecnologica, riconoscendo il ruolo dei
veicoli di ultima generazione alimentati con
carburanti rinnovabili come bio-Lng o Hvo
Luca Sra, delegato Anfia per il trasporto merci
Ruggisce l’estremo
oriente tra i van
elettrici, con Byd
e Toyota ai primi
due posti della
classifica
più rispetto al 2024, lasciandosi
alle spalle Volkswagen,
Mercedes-Benz e Opel (altro
tonfo, meno 22 per cento).
Guardando
LA SPINTA
DELLA SPINA
La contrazione,
per certi versi
anomala, del 2024
non si è ripetuta
quest’anno. I van
elettrici sono
cresciuti di oltre il
cento per cento,
anche grazie agli
incentivi disponibili
alla fine dell’anno.
L’ibrido benzina
continua a essere
un’opzione valida,
mentre c’è sempre
più interesse verso
soluzioni ibride
plug-in, promosse
soprattutto
da alcuni dei
costruttori presenti
sul mercato.
alle alimentazioni,
tra i van
si fa concreto
l’arretramento
del diesel, ora
sotto l’80 per
cento di quota
mercato, dopo
un anno di
sorprendente
recupero come il 2024. Al
di là degli scostamenti delle
altre fonti di alimentazione,
l’attenzione è inevitabilmente
puntata sull’elettrico, che
grazie al balzo in avanti di
circa 4.500 unità immatricolate
si porta al terzo posto
dopo l’ibrido benzina e assorbe
ora la quota di mercato
del 4,4 per cento a fronte
dell’1,9 di un anno fa, peraltro
caratterizzato dalla pesante
contrazione delle immatricolazioni
di furgoni elettrici.
Gli incentivi all’acquisto
di veicoli commerciali elettrici,
attivi nell’ultima parte
del 2025, hanno certamente
dato impulso alla diffusione
dei van a zero emissioni allo
scarico.
Prezzi ancora alti e
ricarica solo in deposito
Ma serve altro (riduzione del
prezzo dei veicoli e disponibilità
dell’infrastruttura di
ricarica) per incrementarne
ulteriormente la diffusione.
MERCATO ITALIA 2025 PER ALIMENTAZIONI (FINO A 3,5 TON)
Immatricolazioni Immatricolazioni Trend % Quota % Quota %
2025 2024 2025/2024 mercato 2025 mercato 2024
Diesel 149.681 164.048 -8,8 79,5 82,8
Ibrido (benzina) 9.569 9.008 6,2 5,1 4,5
Elettrici (Bev) 8.310 3.832 116,9 4,4 1,9
Benzina 7.511 7.579 -0,9 4 3,8
Gpl 5.022 6.432 -7,5 2,7 2,7
Ibrido (diesel) 4.763 5.851 -18,6 2,5 3
Ibrido plug-in 1.997 464 330,4 1,1 0,2
Biodiesel 1.452 1.873 -22,5 0,8 0,9
Metano 49 120 -59,2 0 0,1
Totale 188.373 198.219 -5 100 100
Fonte: Anfia
Marchio leader in Italia
nei furgoni elettrici è
di gran lunga Byd, che ha
letteralmente aggredito il
mercato passando da 101 a
1.611 immatricolazioni nel
2025, prendendosi quasi un
quinto della torta e mostrando
davvero i muscoli anche
nel segmento commerciale,
oltre che in quello delle auto.
Dietro, molto bene Toyota,
Ford e Mercedes, con
aumenti percentuali a tripla
cifra e quote di mercato a
doppia. Brusco stop, invece,
per Fiat, che da leader tra gli
elettrici 2024 scala al quinto
posto con perdite.
Quali sono i modelli più
venduti in Italia
Proseguono, intanto, le difficoltà
di Maxus, che perde
quota in attesa della promessa
riorganizzazione del
canale distributivo in Italia,
annunciata proprio a gennaio
di quest’anno.
Ultimo sguardo, infine, ai
modelli di van più venduti in
Italia nel 2025. Con oltre 20
mila immatricolazioni, il Fiat
Ducato si conferma in testa
alla classifica, davanti al
più piccolo Doblò (19.712),
all’Iveco Daily (13.394) e
alla coppia Ford formata da
Transit e Transit Custom.
L’ORIENTE BUSSA
ALLE PORTE
Sarà anche (ma
non soltanto)
una questione di
prezzo, ma ai primi
posti dei marchi
più diffusi in Italia
tra i van elettrici
troviamo una Casa
cinese (Byd) e
una giapponese
(Toyota).
In attesa
dell’avvento dei
furgoni elettrici
Kia, proprio
quest’anno. In
un segmento dai
numeri così risicati,
è facile immaginare
altre possibili
sorprese tra un
anno.
Considerando solo i van
elettrici, fa l’en plein l’Etp3
di Byd (1.611 immatricolazioni),
davanti al Toyota Proace
e allo Sprinter elettrico
di Mercedes. Quindi, Proace
City e Transit Custom. Piccola
nota di colore: nella top-
10 italiana entra l’Id. Buzz
di Volkswagen, sofisticato e
stiloso erede del Bulli, che
piazza 244 vendite.
Fabrizio Dalle Nogare
47
Petronas rinnova la gamma Urania
A CIASCUNO
IL SUO
OLIO
SPECIFICO
Dalla formulazione dei fluidi,
fino al packaging e agli sforzi sul
versante della sostenibilità, sono
tante le novità presentate nel
centro ricerca di Santena. Non
solo, i commerciali avranno per
la prima volta una linea dedicata
COMUNICARE L’INNOVAZIONE
Petronas ha rinnovato anche la
confezione dei lubrificanti Urania. In
basso, Ciro Lupo, a capo del business
di Italia e Africa, e Kimi Antonelli
con la sua Mercedes F1.
A Santena l’eccellenza tecnologica
La presentazione
ufficiale è stata
celebrata in estate, con
l’evento organizzato
a Istanbul. Petronas,
però, anche per
ribadire la centralità
del mercato italiano, ha
bissato presso l’R&D
center globale che si
trova a Santena, in
provincia di Torino, per
comunicare a clienti,
partner e stampa
le caratteristiche
della nuova linea di
lubrificanti motore per
veicoli commerciali. Ed
è sempre un piacere,
per quanto ci riguarda,
tornare in un luogo
che trasuda ricerca,
industria, tecnologia. Il
gruppo malese, infatti,
ha scelto il sito a
cavallo tra i comuni di
Santena e Villastellone
(sì, il confine del
territorio comunale
attraversa, per così
dire, l’area occupata
dallo stabilimento e dal
centro di ricerca) per il
suo quartier generale
globale per lo sviluppo
tecnologico. Un modo
per valorizzare l’eredità
dello storico marchio
Fiat Lubrificanti,
inglobato proprio
da Petronas dopo le
varie acquisizioni. E
ribadire la centralità
dell’industria
automotive italiana,
a dire il vero messa
a dura prova dagli
avvenimenti più o
meno recenti delle
galassie che facevano
capo all’universo Fiat.
Forte del riconoscimento
di qualità, che è difficile
non attribuire a un
gruppo sì molto attivo anche
sul versante del marketing (il
richiamo al team Mercedes
di Formula 1 è evidente fin
dai primi passi nel Centro di
ricerca globale di Santena),
ma che non trascura la sostanza,
Petronas ha celebrato
di fronte all’ampia platea di
partner e clienti l’aggiornamento
della gamma Urania
di lubrificanti motore.
I driver dell’aggiornamento
di gamma sono stati elencati
da Ciro Lupo, business
head Italy and Africa, che ha
aperto i lavori.
A cominciare
dall’innovazione
delle
formulazioni
sintetiche
con tecnologia
brevettata
Strong tech, il
sistema additivo
di Petronas in grado di
prolungare la durata dell’olio,
proteggere il motore e
mantenerne la pulizia, come
La formulazione a
bassa viscosità mira
a minimizzare gli
attriti e ottimizzare
ulteriormente
l’efficienza
spiegato durante l’evento.
Ma il gruppo malese, con
radici forti anche in Italia, ha
lavorato anche sul versante
della denominazione dei
prodotti e sul loro packaging,
per rendere più facilmente
identificabili i lubrificanti.
Compatibilità
anche con l’Euro 7
In più, si è puntato sul valore
garantito al cliente e sulla
compatibilità futura dei prodotti
con i motori a combustione
interna che verranno:
dall’Euro 6 attuale alla futura
Euro 7.
Soprattutto, però, Petronas
ha fatto un
passo per certi
versi inedito
inserendo in
gamma prodotti
specifici
per i veicoli
commerciali
leggeri, con
due formulazioni
caratterizzate da livelli
diversi di viscosità e compatibili
con veicoli di molti
costruttori.
Da dove nasce questa esigenza?
Lo abbiamo chiesto
proprio al management di Pli
(Petronas lubricants international)
a Santena.
Le caratteristiche del
trasporto leggero
«I veicoli commerciali leggeri
hanno esigenze diverse
perché hanno utilizzi diversi
rispetto alle auto, ma anche
rispetto ai pesanti. Il loro
uso è prettamente cittadino,
sono sottoposti a frequentissimi
start/stop e a condizioni
di traffico spesso stressanti
sia per il veicolo, sia per il
motore. Per questo c’è bisogno
di prodotti diversi, con
specifiche che rispecchino
le esigenze reali dei veicoli
stessi», ci ha detto Fulvio
Savio, marketing manager
Italy& Africa. E guardando
ai prossimi anni: «A differenza
del settore truck, ci aspettiamo
che gli Lcv si muoveranno
più velocemente verso
l’elettrico, per questo stiamo
lavorando e continueremo a
lavorare anche sul versante
dell’elettrificazione», ha aggiunto.
Dalle auto ai van
il passo è...
A Fausto Lupone, technical
support manager Italy and
automotive expert Emea, abbiamo
chiesto cosa ha comportato
l’innovazione della
gamma Urban dal punto di
vista degli sforzi di ricerca.
«Siamo partiti da una base
che in questo caso è quella
del passenger car e l’abbiamo
affinata con le specifiche
della tipologia del veicolo, in
questo caso dei van. Gli investimenti
ci sono, ma sono
facilitati dall’avere un centro
R&D attrezzato come questo
di Santena (ne parliamo nel
box in alto)».
Lo sviluppo della rinnovata
gamma di lubrificanti
Urania è stato portato avanti
pensando alle tre principali
categorie di clienti Petronas.
I fleet manager, ai quali si
vogliono garantire maggiore
durata, risparmio di carburante,
migliore protezione
del motore e massimizzazione
dei tempi di attività.
Gli autisti indipendenti, che
guardano evidentemente
all’affidabilità del veicolo
e, infine, i meccanici, per i
quali Petronas ha pensato a
un packaging rinnovato e più
sostenibile, ma anche a una
formulazione all’avanguardia
con viscosità 0W-20, che riduce
gli attriti e ottimizza
ulteriormente l’efficienza.
Anche i lubrificanti
al servizio del Tco
Infine, un’annotazione importante
che abbiamo potuto
sviscerare con il management
di Petronas lubricants
international.
Considerando il Tco di un
truck, quindi il costo totale
operativo del veicolo, elemento
sempre più importante
per le aziende di trasporto di
qualsiasi dimensione e segmento,
il costo del lubrificante
incide per circa l’1 per
cento sul totale, a fronte di
voci più pesanti come carburante
o manutenzione che
insieme superano più del 50
per cento.
La gestione scorretta o poco
efficiente della lubrificazione,
però, può incidere negativamente
sulle altre voci,
provocando aumenti di costo
ben più significativi.
Insomma, ha riassunto
Fausto Lupone, adottare lacorretta
lubrificazione, non
solo del motore, ma anche
degli altri componenti chiave
della catena cinematica,
dalla trasmissione agli assali,
permette di aumentare la vita
utile del veicolo stesso, ma
anche di raggiungere quella
fuel efficiency così cruciale
per il business degli operatori
logistici.
Fabrizio Dalle Nogare
48
49
© Vado e Torno 2026
IVECO
S-WAY LNG
4X2
TRATTORE 2 ASSI
LNG 12,9 LITRI - 500 CV
min 6°
max 12°
LA CARTA D’IDENTITÀ
DOTAZIONE del veicolo con passo
di 3.800 mm, motore Euro 6e step 2,
cabina Active space long dotata di sospensioni
pneumatiche posteriori; fari
anteriori e luci posteriori a Led, fari
antinebbia con funzionalità cornering,
spoiler superiore e laterale, sedile
conducente riscaldato con sospensione
pneumatica, sedile passeggero
pneumatico in tessuto girevole, lettino
superiore comfort, frigo estraibile con
freezer, mirror cam con cover superiore
color cabina, ribaltamento cabina
elettrico, cerchi in lega, alternatore intelligente
da 210 Ah.
DOTAZIONE MR TRUCK cambio
automatizzato Hi-Tronix a 12 marce,
Adaptive cruise control (Acc), videocamera
sul retro, predisposizione per dispositivo
alcolock, infotainment system
con display touch da 10 pollici, identificazione
oggetti nell'angolo cieco e in
fase di partenza, sistema di valutazione
dell'attenzione di guida Ddaw, frenata
di emergenza per potenziale collisione
frontale con frenatura completa
a 80 km/h, rilevatore di corsia.
Costruito nello stabilimento di Madrid
Barajas, Spagna.
A tutto (bio)gas con l'S-Way
SE ANCHE
IL PIENO
È GREEN
Abbiamo provato
l'ultima versione del
pesante Iveco a gas
naturale con motore
da 500 cavalli in
autostrada tra Torino e
la Valle d'Aosta. Nel
serbatoio solo biogas
proveniente da fonti
rinnovabili, ad alto tasso
di sostenibilità
Se, da un lato, il mercato dei
veicoli pesanti alimentati a
gas naturale liquefatto non
vive certo il suo momento migliore
(sono ancora aperte le ferite legate
al boom del prezzo alla pompa), le
aperture sul fronte dei biocarburanti
in Europa rendono quanto mai
attuale il tema del biogas. Non è
un mistero che l'Lng, specialmente
nella sua
declinazione
‘bio’, quindi
proveniente,
del tutto o in
percentuale, da
fonti rinnovabili
sia centrale
nella strategia
di Iveco per le
lunghe percorrenze.
SUSTAINABILITY INDEX
DRIVELINE %
a a a b e 62,8
COMFORT E SICUREZZA
a a a c e 70,9
CARATTERISTICHE DEL VEICOLO
a a a b e 63,7
MOBILITY REVOLUTION TRUCK
a a a b e 65,1
IMPRESSIONE
DI GUIDA
Sul canale YouTube
di VeT il video racconto
della nostra giornata
con l'Iveco S-Way Lng
50
51
CV!
540!
500!
460!
420!
380!
340!
300!
260!
220!
MOTORE
C13 G - 500
KGM!
346!
316!
286!
256!
226!
196!
166!
136!
106!
180!
76!
600! 1.000! 1.400! 1.800!
giri / minuto !
POTENZA CV! COPPIA KGM!
Il grafico elaborato da Vado e Torno è disegnato
in modo che le curve di potenza
e coppia si incontrino al regime di rotazione
in cui si rileva il minor consumo
specifico: 140 grammi per cavallo ora a
1.100 giri.
Tipo
XC13
Cilindrata cc 12.882
Disposizione 6 in linea
Alesaggio/corsa mm 135 x 150
Potenza cv/giri 500/1.700
Potenza spec. cv/litro 38,8
Coppia kgm 224
Coppia kgm-giri 224-1.000
Compressione 17:1
Alimentazione mpi sequenz.
Aspirazione
turbo
Peso a secco kg 1.050
Capacità coppa olio litri 32
Rendimento termod. % 39,6
Inquinanti Euro 6e-Scr-Egr
INDICE DIESEL VET 6,9
SOSPENSIONI
PNEUMATICHE
Due dettagli
dell'Iveco S-Way
Lng che abbiamo
provato: gli
pneumatici 315/70
R 22,5, disponibili
come standard,
e i monitor
che rimandano
all'interno della
cabina le immagini
delle telecamere
del sistema
che sostituisce
i tradizionali
specchi. Le
immagini sono
nitide anche al
calar della sera.
IL CERTIFICATO VERDE NON MENTE
L
'impressione di guida che ha visto
protagonista l'Iveco S-Way Lng lo
scorso novembre aveva un risvolto
particolare in tema di sostenibilità.
Punto di partenza, infatti, è stata la
stazione Vulcan per il rifornimento di
gas naturale di strada Cascinette, a
Torino, la prima a erogare bio-Lng
nel Nordovest. Lì, il key account di
Vulcan, Andrea Bosi, ha annullato a
favore di Iveco le garanzie di origine
di molecola bio. Per cui, l'impressione
di guida dell'Iveco S-Way Lng è
stata effettuata con carburante
ottenuto interamente da fonti
rinnovabili. «Per noi, il bio-Lng è una
tecnologia che combina la capacità di
decarbonizzare, addirittura fino almeno
al 121 per cento, nel caso in cui la
bioenergia sia prodotta da riciclo,
come certificato dallo studio del Cnr»,
ci ha detto il responsabile Trazioni
alternative Iveco Mercato Italia, Siro
Fabbri. «Quindi, decarbonizzazione
sì, ma combinata pragmaticamente a
capacità di performare nella mission
senza compromessi, con un Tco
ad oggi assolutamente competitivo
rispetto alle altre trazioni disponibili
su un trasporto che deve percorrere
anche lunghe distanze».
Siro Fabbri (Iveco, a sinistra) e Andrea Bosi
(Vulcan, a destra) consegnano l'attestato a
Vado e Torno per la prova.
Un concetto, questo, emerso
con forza già alla fine del
2023, quando il famoso miliardo
di euro di investimento
portò al rinnovamento pressoché
totale della gamma.
Fuori, ma soprattutto dentro
i veicoli, con Fpt chiamata ad
aggiornare in modo molto significativo
il suo XCursor 13
anche nella versione a gas.
Così, proprio sulla spinta
di un motore adesso in grado
di toccare la soglia fatidica
dei 500 cavalli, abbiamo
provato l’Iveco S-Way model
year 2024 nella sua versione
a gas naturale lungo
l’autostrada che da Torino si
inerpica fino in Valle d’Aosta,
in una fredda ma limpida
giornata invernale.
Quella sensazione
di modernità
All’interno, il feeling che si
avverte è differente rispetto
alle versioni precedenti, con
la combinazione tra display
e sistema di infotainment
che regala una sensazione
di modernità, accentuata
TOM TOM TRUCK
MAI PIÙ SENZA
Il navigatore
integrato
consente di
trovare il percorso
migliore tenuto
conto delle
dimensioni e del
peso del veicolo.
Con il model
year 2024, Iveco
ha aggiornato
sia il display a
beneficio del
conducente,
sia il sistema di
infotainment da
10 pollici.
dalla presenza del sistema
di telecamere al posto degli
specchi. Pronti via, abbiamo
inserito la modalità Normal
impostando una velocità di
85 chilometri all’ora.
Si viaggia in modo
scorrevole
Il cruise control adattivo, pur
in una giornata per nulla interessata
dal traffico (la chiusura
programmata del traforo
del Monte Bianco ha reso più
scorrevole la nostra marcia)
ci ha permesso di viaggiare
ancora più rilassati. Il sistema
di guida predittiva ha
una mappa 3D che ottimizza
la guida sulla base dell’orografia
del percorso programmato.
A questo proposito,
il sistema di navigazione
Tom-Tom truck consente di
impostare pesi e dimensioni
del veicolo per individuare
il percorso adatto. E poi (ne
parliamo nel box sopra) c’è
il fattore 'S', come sostenibilità,
certificato da Vulcan per
un viaggio davvero denso di
significati.
52
53
km / h!
147!
126!
105!
84!
63!
42!
21!
0!
-21!
TRASMISSIONE
12TX2250TD
504! 12ª!
10ª!
462!
8ª!
420!
6ª!
378! 4ª!
336! 2ª!
294!
252!
-42!
210!
600! 1.000! 1.400! 1.800!
giri / minuto!
DIMENSIONI
LA CARTA D’IDENTITÀ
Passo mm 3.800
Lunghezza totale mm 6.252
Larghezza mm 2.550
Sbalzo anteriore mm 1.410
Sbalzo posteriore mm 1.048
Altezza telaio da terra mm 964
Diametro di sterzo filo marc. mm 15.440
Diametro di sterzo filo muro mm 17.000
Nel grafico elaborato da Vado e Torno
la fascia verde evidenzia l’arco di miglior
utilizzo del motore (da 1.100 a
1.400 giri). A 1.100 giri il motore fornisce
già il 70 per cento della potenza
massima. A 1.400 giri si realizza il
miglior compromesso tra prestazioni
e consumo specifico.
Il cambio è l’automatizzato a 12
marce (più due retro) 12Tx 2250 Td.
È flangiato al motore, con scatola
in alluminio e pesa 253 chili senza
retarder. Nella tabella, i rapporti e le
velocità raggiungibili:
Marce Rapporti Velocità
1 a 16,69 8,2
2 a 12,92 10,6
3 a 9,93 13,7
4 a 7,67 17,8
5 a 5,9 23,1
6 a 4,57 29,9
7 a 3,66 37,3
8 a 2,83 48,2
9 a 2,17 62,9
10 a 1,68 81,2
11 a 1,29 105,8
12 a 1 136,4
RM1 a 15,54 8,8
RM2 a 12,03 11,3
Velocità calcolate a 1.700 giri
con pneumatici 315/70 R 22.5,
sviluppo di 3.090 millimetri, e
rapporto al ponte di 2,31.
a 60 all’ora 748 giri
a 70 all’ora 872 giri
a 80 all’ora 997 giri
a 90 all’ora 1.121 giri
1.800 CHILOMETRI
CON UN PIENO
Autonomia
aumentata per
l'Iveco S-Way Lng
model year 2024.
Il costruttore ha
calcolato che con
un pieno non si
va lontano dai 2
mila chilometri.
Due i serbatoi
per lo stoccaggio
del gas naturale
liquefatto,
ognuno con
capacità di 540
litri: 1.080 in
totale.
TECNOLOGIA
Avvicinarsi
al diesel
Potenza e impianto
frenante al top per
le prestazioni
Il trattore stradale a due assi,
con sospensioni pneumatiche
posteriori, che ab-
biamo provato tra Torino e la
Valle d’Aosta ha il passo di
3.800 millimetri, un classico.
Ma al di là di pesi e dimensioni,
che riassumiamo nella
tabella in alto a destra, il
gruppo Iveco ha lavorato sul
motore XCursor 13, colmando
finanche il gap di potenza
con il diesel.
Adesso sono 500 i cavalli
disponibili a 1.700 giri, con
coppia massima di 2.200
Newtonmetri (224 chilo-
grammetri) erogata già a mille
giri. Ultimo gioiello targato
Fpt, per quanto riguarda i
motori pesanti, è dotato di
turbina a geometria variabile
e condivide basamento e sottobasamento
per entrambe le
alimentazioni (diesel e gas).
Ottimizzazione grazie
al cambio
Ciò che cambia, naturalmente,
è la testata, dedicata e sviluppata
appositamente per i
PESO E PORTATA
Tara kg 7.698
Tara su asse ant./post. kg 5,313/ 2.358
Portata kg 10.165
Peso max su 1° asse kg 7.500
Peso max su 2° asse kg 11.500
Peso totale combinazione kg 44.000
camion a gas naturale, quindi
con ciclo Otto.
Il cambio automatico Hi-
Tronix a 12 velocità, più due
di retro, che svisceriamo in
queste pagine, è progettato
per lavorare in perfetta sintonia
con il motore e contribuisce,
grazie alle ottimizzazioni
e al dialogo con il sistema di
guida predittiva, alla riduzione
dei consumi (11 per cento,
secondo Iveco, rispetto alla
precedente generazione) e
al raggiungimento dei 1.800
chilometri di autonomia con
un pieno. A questo proposito,
i due serbatoi criogenici per
l’alloggiamento del metano
liquefatto hanno, ognuno,
capacità di 540 litri.
A valle della catena cinematica,
Iveco ha lavorato per
avere, ed è la prima volta su
un motore a ciclo Otto, il freno
motore, assicurando una
potenza frenante equivalente
a quella di un camion diesel.
54
55
MAN
TGE 3.140
NEXT LEVEL
MOTORE 2 LITRI
140 CV - EURO 6E
TEMPI E CONSUMI
CITTÀ A VUOTO
KM 15,5 KM/L 13,7 KMH 30
CITTÀ A CARICO
KM 9,5 KM/L 11,3 KMH 27,1
TANGENZIALE A CARICO
KM 32 KM/L 17,2 KMH 58,2
CIRCONVALLAZIONE A CARICO
KM 31,5 KM/L 11 KMH 22,8
TOTALE
KM 88,5 KM/L 10,2 KMH 24,5
Totale gasolio consumato: 6,7 litri.
Condizioni di svolgimento della
prova: traffico sostenuto sia nel
tratto in città, sia in tangenziale.
Meteo: sole lungo tutta la tratta
con temperatura tra 19 e 24 gradi.
PROVA CONSUMO
IN CITTÀ
SUSTAINABILITY INDEX
DRIVELINE %
a a e e e 45,5
COMFORT E SICUREZZA
a a a d e 84,8
CARATTERISTICHE DEL VEICOLO
a a a e e 55,9
MOBILITY REVOLUTION TRUCK
a a a e e 57,9
LA CARTA D’IDENTITÀ
© Vado e Torno 2026
DOTAZIONE furgone passo standard
(3.640 mm), tetto alto (2.590 mm): chiusura
centralizzata delle porte, Keyless start,
luci ingombro laterali, porta scorrevole sul
lato destro, porta posteriore doppio battente,
specchi esterni regolabili e riscaldabili
elettricamente, divano due posti per
passeggeri, maniglia di accesso su parete
divisoria e montanti posteriori, occhielli fissaggio
del carico, alette parasole orientabili
lateralmente, fari a Led, luce di marcia
diurna a Led, prese elettriche (2) a 12V
in cabina, sedile autista Comfort plus, vano
portaoggetti con sportello, prese Usb,
tergicristalli con sensore di luminosità e
pioggia, cerchi in lega, ruota di scorta
DOTAZIONE MR TRUCK: motore Euro
6e, cambio manuale, volante con comandi
integrati, retrocamera, assistente di svolta,
airbag conducente e passeggero, assistenza
alla frenata d’emergenza, Hill-start,
Tpms, wind assist, start-stop, sistema
ausilio parcheggio anteriore-posteriore,
adattamento intelligente velocità
Costruito nello stabilimento di Wrzesnia,
in Polonia.
Al volante del Man Tge
SICURI CHE SIA
SOLTANTO
UN VAN?
Sul rinnovato circuito cittadino
di Vado e Torno abbiamo messo
alla frusta il light van del Leone
di Monaco, fresco vincitore
dello Sty 2026. Veicolo che ha
decisamente alzato l’asticella in
termini di sicurezza e comfort,
toccando vertici che sono ora di
riferimento per la categoria
Quando all’Iaa di Hannover 2016 Man
ha alzato il sipario sul Tge che avrebbe
poi commercializzato dall’anno successivo,
le perplessità sulla scelta del costruttore di
Monaco non sono mancate. Certo, lì per lì non
si poteva bollare la decisione come un autogol.
Ma in tutta evidenza, avventurarsi in un segmento
di mercato sconosciuto, affiancando tra i brand
full-range Iveco, Mercedes e Renault Trucks,
comportava eccome qualche rischio. E quel T-
ge clone dichiarato del Volkswagen Crafter non
migliorava le cose.
56
57
Non è certo più una
novità, scorrendo tra
gli equipaggiamenti
di un veicolo, leggere
questo o quel nome
di sistemi deputati alla sicurezza
e all’assistenza alla guida. È la
normalità, e ormai non ci facciamo
nemmeno più caso. Qui, però, Man
ha voluto andare oltre. A bordo
del Tge Next level ha portato tutto,
davvero tutto, dall’innovativo Eba 2
per prevenire o mitigare eventuali
collisioni, al sistema di adattamento
intelligente della velocità, dalla
retrocamera all’assistente di svolta.
E molto altro ancora. Per la serie,
la sicurezza e il comfort di autista e
passeggeri vengono prima di tutto.
Il pollice all’ingiù chiede
di indicare un ‘difetto’,
qualcosa che, per così
dire, convince poco,
o addirittura per nulla.
Esercizio difficile col Tge Next level,
non a caso nominato Sty 2026. Ma
non vogliamo sottrarci. E allora, se
proprio, per un veicolo che mette
in scena una qualità, organizzazione
ed eleganza difficilmente
riscontrabile nei light van, beh quel
colore scuro dei cerchi in lega,
l’avremmo anche evitato.
ACCESSO AL
VANO AGEVOLE
Grazie anche
alla presenza di
maniglie sia sulla
parete divisoria
in corrispondenza
della porta
laterale (sopra)
sia sui montanti
posteriori. E sul
retro c’è anche il
gradino a tutta
larghezza.
10,2
km/litro
11,3 m 3
UNO SPAZIO
FUNZIONALE
Sulla versione
standard del Tge
Next level, quella
della nostra
prova, la cubatura
del vano di carico
è di 11,3 m 3 , che
nello specifico
corrispondono
alla portata utile
di 1.153 chili. Ma
sul Tge L3H3 si
arriva a 18,4 m 3 .
1.153
chili
Ebbene, a dieci anni di distanza,
non solo il Leone ha
fatto un sol boccone di dubbi
e perplessità che aleggiavano,
bensì, anche facendo
leva sull’ottima accoglienza
riservata dalla clientela al
cucciolo della famiglia, siede
con pieno merito al tavolo
dei grandi nel frequentatissimo
e competitivo segmento
dei light vehicle.
Di più, il Tge, nel frattempo
diventato Next level (nome
che già spiega molto), può
essere oggi considerato un
autentico riferimento.
Sicurezza e comfort
vengono prima di tutto
Con l’ultimo upgrade, capace
non a caso di aggiudicarsi lo
Sty 2026 assegnato dalla giuria
di Vado e Torno, il Tge
Next level porta il futuro già
oggi sulle nostre strade. E lo
C’È LA PORTA
SCORREVOLE
Che è di
generosissime
dimensioni:
oltre 1,8 metri
di altezza per
1,3 metri di
larghezza. Valori
che consentono
di sistemare
comodamente
gli europallet nel
vano di carico.
fa confermando impostazione
e architettura del veicolo,
giustamente senza rinunciare
a una cinematica ampiamente
collaudata.
Nella versione a trazione
anteriore del nostro test, col
turbodiesel da 140 cavalli, in
dialogo con il cambio manuale
a 6 marce. Arricchendo il
tutto con una serie di contenuti
di primissimo ordine in
termini di sicurezza e ausilio
alla guida. E qui l’elenco è
lunghissimo, al punto che si
farebbe prima a dire ciò che
sul veicolo manca: praticamente
nulla.
Insomma, del Man Tge
Nex level si potrebbe parlare
non tanto come di un
moderno van convenzionale,
quanto piuttosto come
di un’elegante berlina riccamente
equipaggiata, vestita
con l’abito del furgone.
58
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MOTORE
LA CARTA D’IDENTITÀ
CV!
165!
150!
135!
120!
105!
90!
75!
60!
45!
VW 2.0 - 140
KGM!
50!
47!
44!
41!
38!
35!
32!
29!
26!
30!
23!
300! 1.300! 2.300! 3.300!
giri / minuto !
POTENZA CV! COPPIA KGM!
Il grafico elaborato da Vado e Torno è disegnato
in modo che le curve di potenza e
coppia si incontrino al regime di rotazione
in cui si rileva il minor consumo specifico:
140 grammi per cavallo ora a 1.900 giri.
Tipo Vw 2.0 - 140
Cilindrata cc 1.968
Disposizione 4 in linea
Valvole per cilindro 4
Alesaggio/corsa mm 81 x 95,5
Potenza cv/giri 140/3.000
Potenza spec. cv/litro 71,1
Coppia kgm/giri 36,6/1.500-2.500
Compressione 17:1
Alimentazione common rail
Aspirazione turbo intercooler
Peso a secco kg 250
Capacità coppa olio litri 8
Cambio olio km 40.000
Rendimento termod. % 31,7
Inquinanti Euro 6e-Scr
INDICE DIESEL VET 8,1
SCHEDA TECNICA
TRAZIONE - Sulla versione della nostra
prova è anteriore. Man comunque propone
anche quella posteriore (con ruote
singole o gemellate) e 4x4.
SOSPENSIONI - Indipendenti con schema
MacPherson e barra antirollio sull’asse
anteriore. A balestre, sempre con
barra antirollio, sul posteriore ad assale
rigido.
FRENI- A disco ventilati su tutte le ruote.
Sistema di assistenza alla frenata d’emergenza
e alla ripartenza in salita.
PNEUMATICI - Sui cerchi in lega sono
montati pneumatici di misura 235/60 R
17C. In dotazione la ruota di scorta.
ERGONOMICO MA
NON SOLTANTO
Il riferimento
è all’abitacolo.
Più che una
normale cabina,
quella del Tge
ha le sembianze
dell’ambiente che
si ritrova su una
comoda berlina.
La dotazione, di
cui fa parte lo
schermo touch
da 10,4 pollici
(a destra), è
completa e il
comfort palpabile.
COM’È FATTO
Qui c’è tutto
e anche più
Un vero e proprio
festival di sistemi e
funzioni di assistenza
Preso posto nell’abitacolo,
non ci vuole
molto a trasformare in
certezza la prima impressione
di un ambiente di livello
superiore per ergonomia e
organizzazione. E non solo
per la presenza del sistema
infotainment Man Media
van, dello schermo touch
da 10,4 pollici, del quadro
strumenti digitale. Oppure,
per la linearità della plancia,
sobria e funzionale al tempo
stesso, e la praticità di vani e
scomparti. È tutto l’insieme a
mettere a proprio agio fin da
subito. Insomma, un abitacolo
tailor made, più simile per
organizzazione e contenuti a
quello di un’auto.
A proposito di contenuti.
A bordo del Tge Next level,
la Man ha portato tutto e
di più per la sicurezza e il
comfort. Insomma, per ridurre
lo stress e aumentare il
piacere di guida. È una lista
perfino difficile da mettere
insieme senza dimenticare
nulla. Limitiamoci ai siste-
DIMENSIONI
Passo mm 3.640
Lunghezza mm 5.986
Larghezza con/senza specchi mm 2.427/2.040
Altezza a scarico mm 2.590
Sbalzo ant/post mm 1.000/1.346
Diametro di sterzo mm 13.900
VANO DI CARICO
Lunghezza mm 3.450
Larghezza/tra passaruota mm 1.832/1.380
Altezza mm 1.961
Largh./alt .porta laterale mm 1.311/1.822
Soglia di carico post mm 670
Largh./alt. porta posteriore mm 1.552/1.840
Volume m 3 11,3
PESO E PORTATA
Tara kg 2.347
Portata utile kg 1.153
Peso totale kg 3.500
mi più importanti. Come
l’Eba 2.0, innovativo sistema
di assistenza alla frenata
d’emergenza, il cruise e
le funzioni di ripartenza in
salita e di compensazione
delle raffiche di vento laterali,
ma anche l’assistenza
attiva al mantenimento della
corsia di marcia, l’assistente
alla svolta, l’attention assist,
il pratico Keyless go per il
avviamento rapido (la chiave
è solo un ricordo), e non
manca il sistema di monitoraggio
della pressione degli
pneumatici.
Poi, tanto altro ancora,
dal sistema di adattamento
della velocità all’ausilio per
il parcheggio allo start-stop
con recupero dell’energia in
frenata. E poi l’illuminazione
a Led (anche per il vano di
carico), il climatizzatore e per
la visibilità postriore ottimale
c’è la retrocamera. Dunque,
cosa volere di più.
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61
service&logistics
ritorni, espansioni
BEN 26 VOLVO FH AERO WONDERFUEL PER GTI
Il gruppo Gti, operatore che ha in flotta un centinaio di veicoli,
prosegue il suo percorso di espansione nel trasporto container e
nella logistica portuale con l’ingresso di 26 Volvo Fh Aero Wonderfuel.
Con i Vollvo Fh, dotati di cabina Aero, motore I-Save da 460 cavalli e
certificazione Adr, si punta a ridurre consumi ed emissioni.
CONSEGNA D’ECCEZIONE
La New gen
fa ancora centro
La piemontese Autosped G
(gruppo Gavio) dà fiducia a
Daf e acquisisce ben 10 Xg
da 480 cavalli. Il management
racconta i perché della scelta
Daf ha ufficialmente consegnato
dieci trattori
stradali Xg da 480 cavalli ad
Autosped G, gruppo logistico
tra i più grandi e attrezzati
in Italia che fa base a Castelnuovo
Scrivia, in provincia
di Alessandria e a pochi
chilometri da Tortona.
Evento, quello celebrato
lo scorso 10 dicembre, che
segna il ritorno dei camion
Daf nella flotta multi-marca
di Autosped G. A curare la
consegna, nello specifico,
sono state le concessionarie
Ovip di Piacenza e Gb
Trucks di Frosinone. Infatti,
dei dieci complessivi, cinque
veicoli saranno al lavoro nel
Nord Italia, mentre altri cinque
orbiteranno intorno all’avamposto
del gruppo che si
trova ad Alatri, in provincia
di Frosinone.
A contatto con una
realtà importante
Se ci limitassimo alla notizia
in senso stretto, il nostro articolo
potrebbe anche chiudersi
qui. E invece, la possibilità
di trascorrere un’intera mattinata
nella sede del gruppo
logistico piemontese ci ha
schiuso le porte su una storia
industriale che vale davvero
la pena raccontare.
A partire dalle dimensioni
del gruppo a cui appartiene,
Gavio, che opera in svariati
settori del trasporto con una
compagine industriale eterogenea,
e che è diventato nome
di riferimento, in Italia e
non solo, nelle concessioni
autostradali e nelle costruzioni
e nell’ingegneria.
Tornando al ramo logistico,
Autosped G comprende
più di 15 marchi attivi nel
trasporto su gomma, oltre
ad altre realtà che operano
in rami diversi, tra cui la
produzione di pomodori, di
semirimorchi o lo sviluppo
di soluzioni software.
La parola d’ordine
è diversificare
Un mondo, insomma, davvero
variegato, così come
molteplici sono i settori del
trasporto in cui è attiva Autosped
G, con quello del trasporto
di prodotti petroliferi
a fare, numeri alla mano, la
parte del leone.
«Ma crescono la chimica
e, in generale, il trasporto
alimentare. Così come la gestione
dei rifiuti, ambito nel
quale siamo sempre più in
prima linea», ci ha raccontato
Ascanio Borchi, a capo
dell’ufficio acquisti, gare e
contratti del gruppo.
Insomma, diversificazione
pare essere la parola d’ordine,
come da mantra della
famiglia Gavio che controlla
Autosped G. E come appare
LA CONSEGNA
DELLA TARGA
Sopra, i cinque Daf
Xg480, dei dieci
totali consegnati,
che lavoreranno
nel Nord Italia.
Nella foto a lato,
da sinistra, Stefano
Crippa di Daf
Veicoli industriali
con l’Ad di
Autosped G, Luca
Giorgi. Durante
l’evento, che ha
visto il ritorno del
marchio olandese
nella scuderia
Autosped G, è
stata consegnata
una targa ricordo.
chiaro gettando l’occhio sul
piazzale di Castelnuovo Scrivia,
dove stazionano veicoli
pesanti praticamente di tutti
i marchi.
Con numeri che, arrotondati
per difetto, parlano
di una flotta di circa 4.500
veicoli e di circa 2.500 dipendenti
nel complesso, per
ricavi annuali che si avvicinano
al miliardo di euro.
Numeri, questi, che descrivono
un gruppo strutturato
e in grado di collaborare
con alcuni dei nomi
più importanti dell’industria
italiana, da Msc a Ferrero a
Eni, con una vocazione al
territorio che fa degli avamposti
piemontesi di Autosped
G l’anello ideale tra le merci
in transito nei porti liguri di
Genova, Voltri, Vado e La
Spezia, in quello toscano di
Livorno e poi nel Sud d’Europa
e dell’Italia.
Al centro di questo scacchiere
c’è «la nostra piattaforma
logistica intermodale,
un’area enorme di circa 1,2
milioni di metri quadrati che
mette in comunicazione strada
e ferrovia grazie alla presenza
di 5 binari di circa 800
metri ciascuno», ha spiegato
il direttore tecnico, Mauro
Colombo.
Coniugare efficienza
e benessere dell’autista
In uno scenario del genere, la
ritrovata presenza di Daf riempie
un vuoto. E testimonia
ancora una volta il cambio di
passo che il marchio olandese
ha compiuto con il lancio
della New gen nel 2021.
«Per noi l’attenzione ai
consumi e all’efficienza è importante,
ma per quest’ordine
abbiamo valutato anche altri
aspetti», ha aggiunto Ascanio
Borchi, «Per esempio,
specialmente quando si tratta
di camion che viaggiano
su lunghe percorrenze, come
i nuovi Daf Xg, il benessere
degli autisti è fondamentale,
e noi siamo molto attenti a
tutto ciò». E a questo proposito,
«i nostri autisti sono
molto curiosi di provarli», ha
sintetizzato l’amministratore
delegato di Autosped G, Luca
Giorgi.
«Questa non è un’azienda
di trasporti come tutte le
altre», ha aggiunto Stefano
Crippa, Sales manager di Daf
Veicoli industriali, a margine
della consegna della targa, ricordo
sottolineando un aspetto
in particolare che ha fatto
da contorno all’accordo:«la
volontà di Autosped G di
sottoscrivere il pacchetto
full service per ottenere il
massimo dall’assistenza sul
territorio di Daf».
Trovare insieme la
soluzione migliore
«Insieme, abbiamo fatto diverse
valutazioni in merito
all’utilizzo e al chilometraggio
previsto per i camion,
così da ottimizzare il Tco e
trovare la migliore rata possibile.
Un valore aggiunto,
questo, che crediamo di poter
garantire come costruttore».
L’attenzione di Autosped
G alla ‘salute’ del parco veicolare
è provata anche dall’età
media, che si aggira sui 3
anni, con un ricambio importante
e investimenti continui.
Mentre la scelta di produrre
un bilancio di sostenibilità,
in linea con gli obiettivi
del gruppo, si inserisce nel
percorso di riduzione delle
emissioni che Autosped G
sta portando avanti con convinzione.
Ma più che ai camion
elettrici, per il momento, si
guarda ai carburanti alternativi
come l’Hvo, utilizzato da
tempo «con ottimi riscontri
sul campo, in termini di prestazioni,
consumi, manutenzione
dei veicoli», confermano
Borchi e l’Ad Giorgi.
Fabrizio Dalle Nogare
62
63
service&logistics
CON I MAN eTGX PER KOINÈ
Un altro passo
nel futuro
Destinati ai trasporti del gruppo
Sanpellegrino, i due Man eTgx
consegnati all’azienda della
famiglia Toccafondi sono parte
dell’accordo pluriennale che
prevede di inserirne fino a
50 unità nella flotta Koinè. È
un passo decisivo verso la
decarbonizzazione
IL GRUPPO GAVIO SI PRENDE OLTRE CENTO SCANIA SUPER
Attivo in Italia e in Europa con una flotta di circa 1.800 truck e 3 mila semirimorchi, il gruppo Gavio
consolida la collaborazione con Scania inserendo nella propria flotta un centinaio di trattori Super,
integrati con servizi per la gestione del parco veicoli e accompagnata da un contratto Full di assistenza.
Martinez: ecco la nostra visione
Presente alla consegna
degli eTgx a Koinè,
Marc Martinez, managing
director di Man Italia si
è detto «orgoglioso di
accompagnare Koinè
in questo percorso. La
consegna dei primi due
eTgx conferma la fiducia
nel nostro brand e nella
nostra visione per un
trasporto a zero emissioni.
Questo è un segnale
importante per il settore: la
transizione verso la mobilità
sostenibile è possibile
e sta già accadendo in
Italia. Per accelerare
questo cambiamento
servono politiche chiare,
una consulenza efficace e
imprenditori lungimiranti
che ambiscono a costruire
il domani attraverso un
lavoro corale che renda
la logistica un business
sempre più verde e
competitivo».
Man porta acqua al mulino
della transizione
verso la mobilità delle
merci a zero emissioni. In
maniera concreta. All’inizio
di dicembre, presso la sede
di Man Truck&Bus a Verona,
sono stati infatti consegnati
due trattori stradali eTgx a
Koinè, destinati alla logistica
del gruppo Sanpellegrino.
Fondata nel 1998 da Andrea
Toccafondi, una sede
a Levate, nella bergamasca,
e una piattaforma logistica
a Madone (siamo sempre
in provincia di Bergamo),
Koinè, che dopo la scomparsa
del suo fondatore avvenuta
a gennaio dello scorso
anno, è guidata dal figlio
Paolo, è oggi una dinamica
realtà leader nell’ambito del
trasporto e della logistica,
che ha saputo evolversi nel
tempo e innovare senza mai
venire meno al rispetto per
l’ambiente.
Con l’eTgx si scrive
un nuovo capitolo
Con la sua rete di basi operative
in Italia e nei principali
hub aeroportuali europei,
Koinè assicura continuità e
qualità delle spedizioni garantendo
sicurezza e integrità
delle merci.
«Dopo aver investito per
anni nelle migliori tecnologie
offerte dai veicoli a combustione
come l’Hvo», spiega
Paolo Toccafondi, presidente
di Koinè Transport, «è giunto
il momento di aprire un nuovo
capitolo nella transizione
energetica. Oggi, la maggior
parte dei committenti punta
a elettrificare una o due rotte,
senza pianificazione di
medio-lungo termine. Le ragioni
sono diverse: i limitati
incentivi statali, l’infrastruttura
di ricarica pubblica carente,
i dubbi sull’autonomia
dei veicoli».
«Koinè ha deciso di percorrere
una strada autonoma:
investire nello sviluppo di un
sistema di auto-produzione
energetica a impatto zero
grazie alla costruzione del
nuovo centro di Levate che
sarà in grado di produrre fino
a 5 megawatt, e solo in seguito
coinvolgere la nostra committenza.
Nei prossimi tre
anni puntiamo a elettrificare
fino a un terzo della nostra
flotta (attualmente circa 300
truck). Per noi la sostenibilità
non è soltanto un obiettivo,
CABINA GX E
TANTO COMFORT
xxxAbito total
red per i Man
eTgx 20.544
con la cabina
Gx consegnati a
Koinè, presso la
sede italiana di
Man, a Verona,
alla presenza
(foto a destra)
di Marc Martinez,
managing director
di Man Truck&Bus
Italia, Paolo
Toccafondi,
consigliere
delegato e
azionista di Koinè,
Michael Kobriger,
membro del board
di Man Truck&Bus.
ma un impegno quotidiano»,
chiude Toccafondi.
Dotati di cabina Gx garanzia
di massimo comfort,
funzionalità ed ergonomia, e
spinti dal motore elettrico accreditato
di 400 kW (544 cv)
alimentato da 6 pacchi batteria
con una capacità di 534
kWh, i due eTgx per Koinè
sono parte dell’accordo che
punta a inserire nella flotta
dell’azienda bergamasca fino
a 50 unità.
250 mila chilometri
e un taglio alla CO 2
I veicoli, che beneficiano di
un contratto di manutenzione
ed estensione della garanzia
a cinque anni e del pacchet-
to completo dei Man Digital
services, verranno inizialmente
utilizzati per coprire
le tratte tra gli stabilimenti
Sanpellegrino e i depositi di
Levate e Madone. Ciò sta a
significare, su una percorrenza
di circa 250 mila chilometri/anno,
che grazie ai
Man eTgx ci sarà anche un
importante taglio della CO 2
.
Da sottolineare che il progetto
Man per Koinè è stato
sviluppato col supporto di
Moon power Italia, il brand
di Vw Group Italia dedicato
alle soluzioni di ricarica
B2B, e che insieme a Man
Transport solutions ha curato
la consulenza energetica.
Alberto Gimmelli
64
65
a tutto carico
trailer premium, l’Ai del freddo
THERMO KING PROTAGONISTA A SOLUTRANS 2025
L’azienda ha presentanto tecnologie per la transizione energetica del trasporto
refrigerato. Al centro Ask tracking, piattaforma digitale basata sull’intelligenza
artificiale per analisi dati, dashboard e manutenzione predittiva.
In mostra anche un concept elettrico per semirimorchi multi-energia,
AxlePower, e sviluppi su ibrido ed Eco mode per ridurre consumi ed emissioni.
MULTITRAX, FESTA DI FINE ANNO
Tra passato
presente e futuro
L’azienda cremonese nel 2026
compie 30 anni: affidabilità
e crescita le parole chiave,
rimarcate più volte anche
nella conferenza di fine anno
Il fine anno porta con sé,
molto spesso, la necessità
di tracciare bilanci. È così
anche in casa Multitrax.
L’azienda di Cremona, attiva
dall’ormai lontano 1996 nel
commercio di rimorchi e semirimorchi
in settori di nicchia
ad alto valore aggiunto
e nei servizi collegati.
Multitrax che ha organizzato
lo scorso 17 dicembre un
incontro al centro Cr² Sinapsi,
struttura inaugurata il 21 settembre
2024 dalla fondazione
Occhi azzurri e dedicata
ai bambini affetti da patologie
genetiche gravi.
La mattinata è iniziata
proprio dal racconto di un
padre che ha provato paura
e impotenza alla scoperta
della patologia complessa di
cui era affetto il figlio, mettendosi
però al servizio degli
altri e realizzando il sogno
suo e della moglie: un centro
ricreativo-riabilitativo in
grado di prendersi cura dei
bambini anche quando la
cura non c’è.
Dal 2022 è diventata
società benefit
E Multitrax, che dal 2022 è
diventata società benefit, ha
voluto organizzare la conferenza
stampa nel centro operativo
della fondazione, che
sostiene fin dalla nascita.
Protagonista della conferenza
stampa di fine anno, Alberto
Maggi, Ceo di Multitrax.
«Viviamo un momento di
svolta», ha dichiarato. E ha
citato, tra i passaggi più importanti
degli ultimi mesi,
il percorso di certificazione
Esg, avviato nel 2022 con
la trasformazione in società
benefit e culminato con l’adozione
del modello organizzativo
231.
«Il 2025 è stato l’anno in
cui abbiamo consolidato la
struttura aziendale e portato
a compimento i processi avviati
negli anni passati», ha
aggiunto, ribadendo l’obiettivo
di proporsi «come punto
di riferimento nel mondo
del trainato per innovazione
e sviluppo tecnologico».
Specializzata in
trailer premium
Fondata a Cremona nel 1996
da Rinaldo Maggi, Multitrax
è condotta oggi dai
figli Andrea e Alberto, nel
corso degli anni, si è progressivamente
specializzata
nella distribuzione di trailer
premium, stringendo accordi
di importazione esclusiva
con diversi marchi europei:
Feldbinder nel 1996, D-Tec
nel 2007, Kraker nel 2009 e
Burgers nel 2023.
Marchi che, come ha
sottolineato Alberto Maggi,
negli anni sono riusciti ad
I FRATELLI
MAGGI
Tutto in
famiglia: in
foto Andrea,
direttore
commerciale,
e Alberto,
amministratore
unico
dell’azienda
cremonese.
Sotto, insieme
a Filippo
Ruvioli,
fondatore di
Cr 2 Sinapsi.
imporsi «come leader di qualità»
nei rispettivi segmenti.
Accanto alla vendita di
trailer, Multitrax opera anche,
tramite tre divisioni,
nel noleggio, nei ricambi e
nell’agricoltura. La prima,
secondo i dati forniti dall’azienda,
conta oggi una flotta
di 150 semirimorchi in 30
tipologie. Quella ricambi gestisce
componenti originali
in pronta consegna attraverso
magazzini automatizzati e
software per ridurre i tempi
di fermo, mentre l’area agricoltura
è specializzata in semirimorchi
per il trasporto di
prodotti agricoli e impianti di
biogas e biometano.
Fatturato complessivo
di 13 milioni di euro
Sul fronte economico e organizzativo,
l’azienda ha un
organico di 17 collaboratori,
vendite attestate sulle 300
unità e un fatturato di 13
milioni di euro. Ma Alberto
Maggi ha tenuto anche a
sottolineare i numerosi riconoscimenti
tra cui quello del
Financial Times che mette
Multitrax tra le 300 aziende
europee a più alta crescita
nel periodo 2014-2024.
Il 2026, oltre a segnare i
30 anni dalla fondazione, sarà
anche l’anno del Multitrax
tour, con sei tappe in Italia
che includono la presenza
a Fieragricola (Verona, 4-7
febbraio), Letexpo (Verona,
10-13 marzo), Transpotec
Logitec (Milano, 13-16 maggio)
ed Ecomondo (Rimini,
3-6 novembre).
A questi appuntamenti si
aggiungeranno due tappe dei
Farming days del Consorzio
italiano biogas, ospitate presso
le aziende agricole.
L’anteprima delle
novità per il 2026
Lato prodotto, Multitrax ha
annunciato alcune anteprime:
a Letexpo ci sarà il Combitrailer
di D-Tec, soluzione
che consente il trasporto di
un container da 40 piedi o
due da 20 piedi, con la possibilità
di movimentare separata
mente i due da 20.
Nei primi mesi del 2026,
ci sarà l’ampliamento della
gamma di semirimorchi a
doppio piano Burgers, con
l’obiettivo di sostenerne la
diffusione sia attraverso formule
di noleggio-test sia tramite
acquisto.
Inoltre, dice Maggi, Multitrax
sarà attenta all’elettrificazione
perché «nel nostro
settore non diventerà la quota
di vendita più importante, ma
nessuno può pensare che non
esisterà tale quota».
Pierfrancesco Vecchiotti
66
67
a tutto carico
REFRIGERATO, IL RETROFIT INTELLIGENTE SECONDO CARRIER
Tra le novità presentate a Solutrans da Carrier Transicold spicca Recool, il sistema plug-in di retrofit della
batteria per i gruppi frigoriferi Vector. La tecnologia permette di convertire le unità diesel dei semirimorchi
in soluzioni ibride o completamente elettriche, riducendo così emissioni, consumi e anche rumore.
Da costruttore molto forte
in specifiche nicchie
di mercato a fornitore
di soluzioni ad ampio spettro
in tutto il settore dei trainati.
La tedesca Kässbohrer vuole
essere protagonista nel futuro
del trasporto. Concetto ribadito
nel corso di Solutrans
2025, appuntamento fieristico
che è diventato un vero e
proprio must per il costruttore,
presente anche quest’anno
col proprio stand e con diversi
veicoli.
Per un trasporto sempre
più efficiente
Del trailer forse più interessante,
il centinato ‘swap body’
K. Swau C+, parliamo
nel box. C’erano, poi, yta gli
altri, il telaio per pianali container
Octagon-on con collo
d’oca estensibile anteriore
e posteriore, il semirimorchio
refrigerato K.Sri caratterizzato
da design robusto
e isolamento dei pannelli
all’avanguardia per garantire
il mantenimento della temperatura
e la cisterna non ribaltabile
da 38 metri cubi K.Ssl
38, sviluppata per ridurre al
minimo il peso del veicolo e
trasportare in modo sicuro ed
efficiente, per esempio, materiali
in polvere o granulari
come zucchero, caffè, plastica
o cenere.
Insomma, ampia scelta per
68
KÄSSBOHRER
Trainati da una
strategia solida
Ampio portafoglio di
prodotti, intermodalità e
integrazione con gli altri attori
del trasporto nella ricerca.
Ecco la ricetta per il futuro
esigenze diverse. Tutto inquadrato
nel contesto di una
strategia che guarda al futuro.
Ce lo ha confermato Iffet
Türken, componente del
board di Kässbohrer, nonché
figura sempre più di riferimento
all’interno del gruppo.
«Con una strategia fondata
sulla disponibilità di
un’ampia gamma di prodotti,
ricerca e sviluppo sono fondamentali
per noi. Gli investimenti,
nei prossimi anni,
saranno destinati ai prodotti,
alla produzione, ai test e alle
partnership. Dovremo, insomma,
gestire la crescente
complessità», ha detto Iffet
Türken.
Che ha anche parlato dei
progetti internazionali di
ricerca e sviluppo in cui è
coinvolta Kässbohrer, come
quello di respiro europeo
Zefes (Zero emission freight
ecosystem): «Il consorzio
conta circa 25-30 membri,
tra cui istituti di ricerca, Oem
e utilizzatori. Si tratta di un
progetto finanziato dall’Ue,
avviato nel 2023 e che durerà
fino al 2026. Per noi è
importante esserci, perché
possiamo fornire casi d’uso
concreti e imparare da essi.
Il nostro motto in Kässbohrer
è ‘insieme verso i prossimi
125 anni’ (l’azienda ha di
recente celebrato il traguardo
dei primi 125 anni di storia).
Crediamo che il futuro debba
essere assolutamente modellato
insieme ai nostri partner
e ai nostri stakeholder».
Intermodalità come
parte della soluzione
Intermodalità è un termine
importante per Kässbohrer,
che ha in casa una gamma
di prodotti per il trasporto
intermodale «senza pari», secondo
Iffet Türken. «Abbiamo
ampliato costantemente
la nostra gamma di prodotti
per combinazioni più lunghe
e pesanti. Ad esempio, in
Spagna abbiamo un’opzione
da 32 metri cubi. Ma voi che
LUNGA
ESPERIENZA
Oltre 25 anni
di esperienza
internazionale
nel trasporto
commerciale, e
in particolare
nell’ambito dei
semirimorchi. Iffet
Türken (sotto)
è una voce
particolarmente
ascoltata non
soltanto in seno a
Kässbohrer, dove
si è occupata
di business
development
e di vendita e
marketing.
Investire nell’intermodale
Realizzato in acciaio
S700 Mc di alta qualità,
con rivestimento Ktl e
metallizzazione parziale
nei punti chiave di
contatto, il nuovo ‘mega’
centinato swap body
K.Swau C+ di Kässbohrer
ha fatto bella mostra di sé
a Solutrans 2025. Si tratta
di una cassa mobile con
altezza interna di 2.660
millimetri, peso a vuoto
di 4.600 chili e capacità
di carico di 34 europallet.
Il fissaggio sicuro della
merce è garantito dal
sistema brevettato di
sicurezza del carico K-Fix
di Kässbohrer, che
si basa su 98 punti
di ancoraggio,
ciascuno con una
capacità di 2,5
tonnellate. Pensato
per venire incontro
alle esigenze
del trasporto
intermodale, la
cassa centinata
K.Swau C+ è
quindi conforme al
codice di trasporto
vivete in Italia sapete quanto
sia importante operare bene
in questo ambito. Per questo
abbiamo tanti prodotti
in gamma, a partire dai telonati
P400, specifici per il
trasporto intermodale, per
continuare con gli swap body
ultra leggeri e i container
silo in alluminio da 20, 30 o
40 piedi. Infine, la linea box
e reefer con il miglior isolamento
possibile».
Non a caso, in Kässbohrer
sono convinti che anche i
costruttori di trailer debbano
giocare un ruolo importante
nell’abbattimento delle emissioni,
attraverso la ricerca di
C45. Nella progettazione
e realizzazione
dell’allestimento, gli
ingegneri di Kässbohrer
hanno puntato
principalmente sulla
robustezza, oltre che
sull’efficienza in fase di
carico grazie al design
ottimizzato. Non a caso, la
cassa mobile è progettata
per essere facilmente
impilabile, vero plus per
il trasporto combinato,
una delle strade più
immediate, secondo
Kässbohrer, per ridurre
le emissioni generate dal
trasporto.
soluzioni elettrificate, ma
anche con la promozione del
trasporto intermodale, spinta
che si sta un po’ perdendo a
livello continentale.
«Le sfide che abbiamo
davanti in Europa e su scala
globale richiedono una maggiore
collaborazione e integrazione
tra clienti, decisori
politici, Oem e fornitori di
soluzioni. Nel nostro campus
di Adapazari, il 92 per cento
dell’elettricità necessaria per
la produzione proviene da
pannelli elettrici. Così ci impegniamo
per un futuro più
green», chiude Iffet Türken.
Fabrizio Dalle Nogare
69
van&pick-up
innovazione, sfera di cristallo
MERCATO VAN 2026, LE PREVISIONI DI UNRAE
Per quanto riguarda scenari e stime future, Unrae (Unione rappresentanti autoveicoli
esteri) ha detto la sua in occasione della conferenza stampa di fine anno tenutasi a
Villa Blanc (Roma). L’associazione presieduta dal presidente Roberto Di Pietrantonio
ha fatto sapere che per i veicoli commerciali leggeri, dopo un 2025 in calo del 5 per
cento con circa 188 mila unità immatricolate, si prevede una stagnazione nel 2026.
RENAULT TRAFIC E-TECH ELECTRIC
Ora è definito dal
software
A Solutrans, alla fine di novembre,
abbiamo visto da vicino il nuovo
van elettrico di Renault, sviluppato
a partire da una piattaforma inedita
e ‘software-defined’. Architettura
elettrica da 800V e autonomia
calcolata fino a 450 chilometri
RENAULT GUARDA
DRITTO AL FUTURO
Ecco come sarà il
nuovo Renault Trafic
dopo il restyling a cui
è stato sottoposto,
in ossequio
all’innovazione e ai
vantaggi che potranno
offrire i veicoli
commerciali cosiddetti
definiti dal software.
Arrivo previsto, anche
in Italia, per la fine
dell’anno.
Renault ha scelto Solutrans
2025 per lanciare
il nuovo Trafic
Van E-Tech Electric. L’evento
lionese, che anche
quest’anno ha riscosso un
gran successo (ne parliamo
diffusamente a pag. 24), e-
ra l’occasione perfetta, con
tanti giornalisti e addetti
ai lavori accorsi all’evento
di presentazione. Il Trafic,
prodotto nel corso degli
anni in oltre 2,5 milioni di
unità si rinnova – dunque
– con la quarta generazione
totalmente elettrica. Il suo
arrivo su strada è previsto
per la fine del 2026.
Si punta sul raggio
di sterzata ridotto
Il nuovo Van della Losanga
si basa su una piattaforma
100 per cento elettrica di tipo
skateboard, progettata per
massimizzare lo spazio utile
e migliorare la manovrabilità.
Il motore è collocato al
posteriore e lo sbalzo anteriore
è ridotto al minimo:
una soluzione che consente
un raggio di sterzata di 10,3
metri.
Il furgone è disponibile
in due lunghezze: 4,87 metri
(L1) e 5,27 metri (L2). L’altezza
complessiva, di 1,90
metri, permette l’accesso ai
parcheggi sotterranei, mentre
le ampie aperture laterali e
posteriori facilitano il carico
degli europallet.
Il nuovo Trafic Van E-
Tech Electric punta su un’estetica
rinnovata: proporzioni
equilibrate, profilo aerodina-
le da 12, orientato verso il
conducente.
Notevole la quantità di
vani portaoggetti: tre portabevande,
un portadocumenti,
vani dietro il cruscotto,
ripiani nelle porte e un’ampia
zona alla base del parabrezza.
Da sottolineare anche
un tasso di materiali derivati
dall’economia circolare superiore
al 23 per cento. Anche
la plastica riciclata supera
il 15 per cento.
Per quanto riguarda l’au-
mico e frontale caratterizzato
dalla losanga retroilluminata.
Il parabrezza si estende
in continuità con i finestrini
laterali creando un inedito
effetto visiera. Al posteriore,
invece, una nuova firma
luminosa 3D con doppia linea
verticale introduce un
linguaggio visivo distintivo.
Gli interni mettono al centro
la praticità, con una plancia
dal design tubolare e due display:
quadro strumenti da
10 pollici e schermo centratonomia,
la versione Comfort
range – secondo i test Wltp
– arriva fino a 450 chilometri;
la Urban range, invece, si
ferma a 350 ed è pensata per
l’uso cittadino.
Architettura elettrica
da 800 volt
Entrambe le batterie sfruttano
l’innovativa architettura
800 volt, che permette ricariche
rapidissime: dal 15 all’80
per cento in 20 minuti per
recuperare 260 chilometri di
autonomia. Inoltre, il Trafic
E-Tech introduce anche funzionalità
Vehicle-to-load per
alimentare strumenti, laptop
e accessori, e Vehicle-to-Grid
per restituire energia alla rete
elettrica tramite caricatore
bidirezionale.
Anche il Trafic adotta l’architettura
Sdv con aggiornamenti
via cloud e software
centrale sempre aggiornabile.
Il sistema operativo Car os,
sviluppato da Ampere e basato
su Android automotive,
offre un’interfaccia moderna,
personalizzabile e aperta alle
app. Per ciò che concerne
sicurezza e gestione dele flotte,
il servizio Safety coach
analizza lo stile di guida e
assegna un Safety score con
consigli personalizzati. Il Safety
monitor, invece, mostra
lo score in tempo reale. Altra
novità riguarda la manutenzione
predittiva, che sarà più
precisa grazie all’intelligenza
artificiale: un vantaggio importante
per flotte e operatori
professionali.
Pierfrancesco Vecchiotti
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71
van&pick-up
EURO NCAP PREMIA LA SICUREZZA DEL NUOVO VAN ELETTRICO KIA
Kia Pv5 Cargo, il furgone elettrico della casa coreana, ottiene la massima valutazione di cinque stelle agli Euro Ncap
per la sicurezza nei veicoli commerciali, edizione 2025. Kia Pv5 Cargo che si appresta a solcare le strade europee.
FORD TRANSIT: MOLTO PIÙ DI UN VAN
C’è tutto
un mondo
Nell’anno del sessantesimo
compleanno, lo studio condotto
da Sda Bocconi per Ford Italia
fotografa il peso della ‘economia
su ruote’ alimentata dall’impiego
di veicoli come appunto il Transit.
Con risultati sorprendenti
Ha scelto un modo decisamente
inusuale Ford
Italia per celebrare i
sessant’anni del suo modello
icona tra i veicoli commerciali,
ovvero il Transit.
Contrariamente alla consuetudine
da tempo generalizzata
tra i costruttori, che
in tali occasioni vuole come
immancabile il lancio della
‘special edition’, meglio se
a tiratura limitata, Ford Italia
ha invece optato per un
incontro con la stampa italiana,
in cui è stato presentato
un interessante ‘case study’.
Condotto da Sda Bocconi
per la stessa Ford Italia,
è stato illustrato da Carlo
Alberto Carnevale Maffè,
professore di Strategia della
suddetta scuola di management
e commentato insieme
a Marco Buraglio, al debutto
come Ad di Ford Italia.
Lo studio ha in buona
sostanza scattato una fotografia
del mondo dei van e
dei furgoni, di ogni taglia
e tipologia, che quotidianamente
si muovono sulle nostre
strade. È l’Italia del fare,
quella dell’economia che si
muove su quattro ruote. Che
non frequenta i palazzi della
finanza, ma che ogni giorno
si incontra nelle nostre città,
piccole e grandi, e si incrocia
su autostrade e tangenziali.
Lcv, la sesta
economia per Pil
Ebbene, dalla ricerca emerge
come l’intero ecosistema
degli Lcv (Light commercial
vehicles), determinato
da piccole imprese, artigiani
e professionisti, produce un
impatto economico decisamente
importante.
A confermarlo sono i numeri:
questo universo che
conta 1,53 milioni di occu-
pati, e al quale il Ford Transit
porta un deciso contributo,
genera 108 miliardi di euro
di valore aggiunto (2024) che
si traduce nel 4,9 per cento
del Pil italiano.
Ma forse rende ancora
meglio l’idea un’altra considerazione
che scaturisce
dall’analisi dei dati. E cioè
che se le imprese europee
alimentate dai furgoni formassero
uno stato, quest’ultimo
sarebbe la sesta economia
per Pil, subito dopo
SEMPRE AL PASSO
CON I TEMPI
Proprio applicando
questa formula il
Transit si è costruito
un successo che dura
ininterrottamente da
sessant’anni riscuotendo,
come ha detto l’Ad di
Ford Italia, Marco Buraglio
(nella foto), la fiducia
di una sempre più vasta
platea di professionisti.
Germania, Francia, Italia,
Spagna e Paesi Bassi, con
circa 860 miliardi di valore
aggiunto lordo.
Una colonna
del sistema produttivo
Misurata in questi termini,
l’economia su quattro ruote
non è, come ha ben spiegato
Carlo Alberto Carnevale
Maffè, «un comparto di nicchia,
ma una delle colonne
portanti del nostro sistema
produttivo».
Si tratta allora di numeri che,
sottolinea Marco Buraglio,
Ad Ford Italia: «Confermano
la centralità di un settore
che è la vera spina dorsale
dell’economia, un mondo
che conosciamo da sempre.
Celebrare i sessant’anni del
Transit per noi significa celebrare
questo mondo. E la
prova più concreta della fiducia
che i professionisti
italiani ci accordano arriva
proprio dal cuore produttivo
del Paese, la Lombardia, dove
un veicolo commerciale
su tre è Ford».
E il Transit, aggiungiamo
noi, con la sua capacità di
essere sempre al passo con i
tempi, la fa da padrone.
Alberto Gimmelli
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van&pick-up
NEL 2026 MERCEDES FESTEGGIA 130 ANNI DI STORIA DEI TRASPORTI
Sul calendario del costruttore di Stoccarda, il 2026 appena cominciato è un anno ricco di date
importanti. Oltre ai 140 anni dal primo brevetto Benz nel 1886 e ai vent’anni del museo Mercedes,
si festeggiano infatti i 130 anni dalla presentazione, nel 1896, del primo van (e del primo truck).
TOYOTA HILUX BEV
Che sinfonia
con l’elettrico
La nona generazione dell’iconico
pick-up jap amplia il ventaglio di
opportunità proponendo, accanto
alla versione mild hybrid 48V,
l’altrettanto accattivante variante
cento per cento elettrica. E nel 2028
arriverà l’Hilux Fuel cell a idrogeno
Il costruttore giapponese
ha chiuso il 2025 col botto,
annunciando sul finire
dell’anno appena passato in
archivio una raffica di novità
previste a breve e medio
termine: tra la prossima primavera
e il 2028.
Ma andiamo con ordine,
partendo da quella che è
certamente la primizia più
ghiotta e sostanziosa. Con
il lancio della nona generazione
del suo leggendario
pick-up, Toyota arricchisce
la famiglia di questo modello
di successo, annunciando
per la metà dell’anno in corso
l’arrivo sul mercato della
versione Bev, ovvero cento
per cento elettrica.
un’autonomia di marcia di
240 chilometri (ciclo Wltp),
a fronte di un carico utile di
715 chili e una capacità di
traino di 1.600 chili.
Quel frontale l’ha
soltanto l’Hilux Bev
Design moderno che intende
trasmettere forza, dinamismo
e robutezza, Hilux Bev
si distingue, oltre che per i
cerchi in lega, per l’assenza
della tradizionale calandra,
sostituita dal frontale con linea
più armoniosa, mentre il
240 CHILOMETRI DI
AUTONOMIA
È il dato di
percorrenza (ciclo
Wltp) dichiarato da
Toyota per l’Hilux
Bev. Da sottolineare
che si tratta
comunque di un
valore provvisorio
risultante dalla fase
di pre-omologazione
del pick-up jap.
Trazione integrale e
solo con doppia cabina
Dotato di assali elettrici anteriori
e posteriori che assicurano
la trazione integrale
permanente, l’Hilux Bev
(disponibile, come tutta la
new generation, solo con
doppia cabina) si affida alla
batteria agli ioni di litio da
59,2 kWh. I valori di coppia
erogata dichiarati dal
costruttore sono di 205 Nm
all’anteriore e 268,6 Nm al
posteriore, mentre i dati di
pre-omologazione indicano
Servosterzo elettrico,
connettività e sicurezza
A proposito di precisione.
Per la prima volta sale a bordo
dell’Hilux il servosterzo
elettrico, garanzia di precisione
di guida e di maggiogradino
posteriore e la pedana
laterale ridisegnata, sono
novità che la versione Bev
condivide con tutte le altre
versioni della gamma.
Completamente rinnovato
l’abitacolo. Sulla consolle
centrale c’è il display personalizzabile
da 12,3 pollici. I
comandi per la guida Awd e
fuoristrada sono raggruppati
centralmente per una più facile
fruibilità e, da segnalare,
la presenza del selettore
di guida Shift-by-wire (offre
risposta immediata al tocco
e aumentata la precisione
di guida) e, soprattutto, del
Multi-terrain select, il sistema
che ottimizza le prestazioni
nell’impiego su diversi
terreni fuoristrada.
re comfort nell’utilizzo del
veicolo su terreni sconnessi.
È migliorata anche la connettività
di bordo, mentre sono
state ampliate le funzionalità
incluse nel pacchetto avanzato
di sicurezza e assistenza
alla guida T-mate.
A primavera di quest’anno
parte invece la produzione
del propulsore mild hybrid
da 48 volt, che, con l’arrivo
della nuova serie dell’Hilux,
sarà, secondo Toyota, la motorizzazione
più diffusa in
Europa.
A questo ricco menù, Toyota
aggiunge anche l’annuncio
di un Hilux elettrico
con sistema di Fuel cell a
idrogeno. Il lancio è previsto
per il 2028.
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van&pick-up
AL VIA LA COMMERCIALIZZAZIONE DEL PICK-UP TORRES EVT FULL ELECTRIC
Firmato dalla coreana Kgm è dotato di una batteria Lfp da 80,6 kWh che consente un’autonomia fino a 420
chilometri. Accreditato di una portata sul cassone di 530 chili, Torres Evt è disponibile in tre allestimenti: Black
Edge (trazione anteriore) a 42.100 euro, Style (integrale) a 39.000 euro, K-Line (integrale) a 43.750 euro.
OPEL COMBO TECH
È ancora più
attraente
Design stiloso, forte personalità,
riccamente equipaggiato, Opel
Combo Tech alza l’asticella in
termini di contenuti. La casa
del Blitz lo propone sia con
motore diesel da 100 e 130 cv
sia full electric da 100 kW
PARAURTI PASSENGER
E CERCHI IN LEGA
Bianco è il colore di serie, ma il
Combo Tech lo si può avere anche
con i metallizzati optional Kontrast
grey e Libeccio blu. Esternamente
si distingue per il paraurti
‘passenger’ dotato di skidplate,
il colore nero delle maniglie
porte, dei gusci specchi e delle
profilature laterali. I cerchi sono in
lega da 16 pollici.
40 ANNI DI OPEL COMBO
La prima volta
con la Kadett
Da derivato della
station wagon
alla piattaforma van
di Stellantis
In principio era la Kadett
Combo. Dunque, non
un van nativo, ma il
derivato dall’omonima
station wagon. Nasceva
così, nell’estate 1985, in
occasione del salone di
Francoforte, la favola del
popolare furgone Opel.
Anche l’Opel Combo ha
la sua serie speciale.
Da tempo è consuetudine
per tutti i costruttori.
Alla quale la casa del Blitz
non si sottrae. A maggior ragione
nell’occasione in cui si
intende celebrare un traguardo
importante. Alla fine dello
scorso anno, parliamo del
2025, è stato il momento del
Combo. Modello che con i
suoi quarant’anni di servizio
(li abbiamo voluti ripercorrere
in sintesi nel box della pagina
accanto) all’interno del
comparto straordinariamente
affollato e molto competitivo
come quello dei light van, si
è costruito una solidissima
reputazione.
Un van ideale
per la città
Un tuttofare ideale per la città,
un lavoratore che si presta
perfettamente per le diverse
esigenze di artigiani e piccoli
professionisti. Un modello,
giusto per ricordarne la filosofia,
molto concreto e tutta
sostanza.
Quasi scontato, allora, che
allo spegnere della quaranta
candeline, l’Opel Combo fosse
omaggiato con la sua serie
speciale. Si chiama Tech. Ed
è il nome che già dice tutto,
lasciandone intuire il livello
e la qualità dei contenuti.
La sua linea, ad esempio.
Vero, è quella che conosciamo,
ma nel caso del Combo
Tech aggiunge un ulteriore
tocco di eleganza e si distingue
per il paraurti in stile
‘passenger’ dotato di skidplate,
le maniglie delle porte in
colore nero, così come lo
sono anche i gusci di contenimento
degli specchietti
esterni. E pure le profilature
laterali di protezione sono
nella stessa tonalità, mentre i
paraurti sono in tinta carrozzeria.
Infine, ma non ultimo,
touch of class non comune
per un veicolo commerciale
di questa categoria, è la presenza
dei cerchi in lega da
16 pollici.
All’interno, il sedile è del
tipo comfort, regolabile in
sei direzioni e integra supporto
lombare e bracciolo. Il
climatizzatore è automatico a
due zone, mentre l’ulteriore
plus è costituito dal volante
riscaldato in pelle. E giusto
per non farsi mancare nulla,
c’è anche il vano portaoggetti
sistemato sotto il sedile.
Ma c’è anche dell’altro, e
non si tratta di dettagli.
Per le manovre
c’è il sistema Visiopark
Non si possono infatti considerare
tali i fari a matrice
Led Intellilux, antiabbagliamento,
i fendinebbia e il
sistema Dynamic surround
view. Tutto è di serie così
come lo specchio retrovisore
interno digitale che, inserita
la retromarcia, mostra l’area
posteriore non visibile. Altrettanto
utile è il sistema Visiopark
di ausilio al parcheggio
con telecamera dinamica.
Anche la connettività del
Combo Tech è di livello.
C’è il sistema infotainment
Ivihigh, il quadro strumenti
è da 10 pollici con display a
colori, la consolle centrale è
presidiata dallo schermo Hd.
E non mancano il sistema
di riconoscimento vocale,
il navigatore integrato Tom
Tom, la ricarica induttiva
per smartphone e il sistema
Keyless Entry&go.
Per il Combo Tech la
scelta motori è tra i diesel
di 100 e 130 cavalli (cambio
manuale per il primo, automatizzato
a 8 marce nel secondo
caso) e il full electric
da 100 kW con pacco batteria
da 50 kWh. Per la serie
Tech si parte da un listino di
24.750 euro.
Alberto Gimmelli
Otto anni più tardi,
nel 1993, è sempre la
kermesse di Francoforte
a battezzare la seconda
generazione del Combo.
Si trattava di un veicolo
completamente diverso,
sviluppato su base Corsa.
Dall’agile berlinetta Opel
prende forma nel 2001 la
terza serie. Prodotta come
la precedente a Azambuja,
in Portogallo, è proposta
con motori diesel, benzina
e anche a metano. La
quarta generazione del
Combo porta la data del
2011 e si caratterizza,
almeno visivamente, per
la stretta parentela con
il Fiat Doblò. L’attuale
serie dell’Opel Combo, la
quinta, ha invece matrice
francese. Sviluppata
infatti sullo stesso
pianale dei van Citroën e
Peugeot, viene lanciata in
occasione del salone di
Hannover, nel 2018.
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van&pick-up
PARTNERSHIP FORD-RENAULT GROUP
Nell’ambito dell’accordo tra il costruttore francese e l’Ovale blu, finalizzato allo sviluppo di due modelli di
auto elettriche Ford realizzate in Francia su piattaforma Ampere di Renault Group, è stata siglata la lettera
d’intenti relativa alla possibilità di sviluppare e produrre insieme modelli di veicoli commerciali leggeri.
FIAT DOBLÒ SPECIAL EDITION
Per celebrare
la storia
Fin dal lancio, nel Duemila, il
Doblò ha reinterpretato il veicolo
multispazio divenendone
il riferimento. Era quindi
doveroso festeggiare i suoi primi
venticinque anni con un’edizione
speciale dai contenuti unici,
disponibile su ordinazione in
versione diesel e full electric
I
campioni di razza si riconoscono
al volo. C’è qualcosa
in loro che li rende
speciali. Unici. Trasmettono
fin da subito, fin dal loro apparire,
la sensazione di forza
che ne distingue e caratterizza
il carattere. È vero, non
sono in molti a potersi fregiare
di questo titolo, quello
di talenti di razza. E proprio
per questo rappresentano una
categoria a parte. Una ristretta
cerchia di numeri uno, che
tali sono e restano anche col
passare degli anni.
Ha spiazzato la
concorrenza francese
Il Fiat Doblò fa appunto parte
di questa elite. Da subito e
per meriti acquisiti sul campo.
Il suo arrivo sul mercato
ha spiazzato la concorrenza
(francese) e in un certo senso
cambiato, per sempre, il
modo di essere dei veicoli
multispazio. Lo ha fatto sia
nella versione per trasporto
merci, sia in quella passeggeri.
In entrambi i casi, si è
subito guadagnato il ruolo di
veicolo di riferimento.
Oggi, a venticinque anni
da quella prima volta, il Doblò
è sempre al suo posto.
Capace di guardare al futuro
e interpretare al meglio quel
concetto imprescindibile che
va sotto il nome di sostenibilità.
La tradizione
che si rinnova
Per il Doblò parlano i numeri,
ma soprattutto il fatto che
questo modello rappresenta
uno dei più longevi e di successo
di Fiat Professional.
Venticinque anni di carriera,
novità. Quello che invece
distingue il Doblò Special
anniversary edition, sono alcune
unicità proprie di questa
versione, che ne fanno
un oggetto (del desiderio)
unico. Ci riferiamo al nuovo
look, all’elegante livrea
verde, alla presenza della
piastra paracolpi anteriore.
Tutti elementi che spiccano
e lo distinguono sulla strada.
Ma non è soltanto questo.
Fiat Doblò Special anniversary
edition, combina anche
tecnologia, soluzioni intellitre
generazioni succedutesi
nel tempo: nel Duemila, appunto,
la prima generazione.
Che ha passato il testimone
al successore nel 2010, ed
oggi gioca le sue carte sul
vivace mercato di settore con
la terza, presentata nel 2022.
Quasi scontato, allora,
allo scoccare del venticinquesimo
compleanno, celebrare
questa autentica icona
dei light van con la versione
espressamente dedicata. E in
quanto tale, unica.
Si chiama Special anniversary
edition, e trattasi di
una vera e propria serie disponibile
su ordinazione.
Puoi sceglierla
come tu la vuoi
Al cliente la scelta. Questa
specialissima versione del
Fiat Doblò può essere infatti
richiesta sia equipaggiata con
la classica motorizzazione
termica sia anche, in ossequio
all’ormai imprescindibile
tendenza green, come
full electric.
E fin qui, in fondo, nessuna
L’EDIZIONE CELEBRATIVA DEI 25 ANNI
Del Fiat Doblò è disponibile su ordinazione
sia la versione con motorizzazione termica,
sia anche quella cento per cento elettrica.
In alto a sinistra, il primo Doblò.
genti per lo stivaggio delle
merci nel vano di carico (a
proposito: grazie al sistema
Magic cargo, Doblò offre fino
a 3.090 mm di lunghezza
utile di carico) e connettività
avanzata.
Non ultimo, a completare
il pacchetto dei contenuti
dedicati, va sottolineata la
presenza dell’Advanced grip
control e un ricco bouquet di
Adas dove spiccano il Lane
keep assist e la frenata automatica
d’emergenza.
Alberto Gimmelli
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Tecnologie diverse.
Stessa responsabilità.
I vincitori del Sustainable Truck of the Year 2026 rappresentano tre diversi
percorsi tecnologici, selezionati per la loro capacità di garantire una sostenibilità
reale nelle operazioni quotidiane di trasporto.
Ha rotto le uova nel paniere
ai costruttori francesi,
e precisamente a Citroën,
Peugeot e Renault, di un paio
dei quali, i primi due, sarebbe
molti anni dopo diventato
stretto parente all’interno
della galassia Stellantis.
Ma il Fiat Doblò, non si
è limitato soltanto a questo.
In un certo senso, infatti, ha
riscritto il concetto di funzionalità
del suo segmento,
quello dei multi purpose
vehicle, i veicoli multispazio.
Che fino all’anno Duemila
erano terreno di conquista
dei marchi francesi.
CORREVA L’ANNO
2000
I PRIMI 25 ANNI DEL FIAT DOBLÒ
Nato per
scrivere la storia
Raccoglie l’eredità del Fiorino e rompe la
concorrenza francese nei multi purpose
vehicle, ovvero nei multispazio
FIAT
DOBLÒ
CARGO XL
2.0 - 135
FURGONE
MOTORE 2 LITRI
135 CAVALLI
EURO 5
PROVA CONSUMO
IN CITTÀ
periodico di cultura,
economia e tecnica dell’autotrasporto
Fondato nel 1962
Autorizzazione del tribunale di Milano
n. 6041 del 20 settembre 1962
Poste Italiane s.p.a. - Sped. in a. p. - D.L.
353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1,
comma 1, LO/MI.
Registro nazionale della stampa
n. 4596 del 20/04/1994
n. iscrizione R.O.C. 2880 del 30-11-2001
Direttore responsabile
Maurizio Cervetto
Direzione tecnica e prove
Alberto Gimmelli
In redazione
Stefano Agnellini, Fabio Butturi,
Ornella Cavalli,
Fabrizio Dalle Nogare,
Stefano Eliseo, Fabio Franchini,
Riccardo Schiavo, Cristina Scuteri,
Luca Vitali
Impaginazione e grafica
Marco Zanusso
X MARCO
mettere
pagina indicata
© Vado e Torno 2014
TEMPI E CONSUMI
CITTÀ km km/lt km/h
1° giro 21,2 15,40 24,9
2° giro 21,2 15,50 24,0
3° giro 21,2 15,10 23,1
4° giro 21,2 14,90 23,6
5° giro 21,2 15,10 22,3
TOTALI 106 15,21 23,6
Totale gasolio consumato: 6,9 litri.
LA CARTA D’IDENTITÀ
DOTAZIONE DI SERIE del veicolo in
prova: alzacristalli elettrici, volante regolabile,
idroguida, specchi retrovisori
esterni regolabili e verniciati, contagiri,
correttore assetto fari, paratia divisoria
vano carico, bloccaporte elettrico, tappo
serbatoio carburante con chiave, dischi
freno anteriori maggiorati, airbag autista,
sedile passeggero con vano portaoggetti
nel cuscino, cassetto portaoggetti con
chiave, porta laterale destra scorrevole,
filtro gasolio riscaldato, presa di corrente
in plancia, fascia paracolpi di colore
nero - OPTIONAL montati: funzione antibloccaggio
delle ruote (Abs), controllo
elettronico della stabilità (Esp) con Asr e
Hill Holder integrato (450 €), retrovisori
esterni elettrici con sbrinamento (120 €),
fari fendinebbia (120 €), climatizzatore
automatico bi-zona (400 €), cruise control
(200 €), cerchi in lega (350 €), pneumatici
maggiorati, airbag lato passeggero
(210 €), airbag laterali (250 €), sensore di
parcheggio posteriore (190 €), plafoniera
posteriore asportabile (60 €), sensore
temperatura esterna (40 €), funzione
Start-stop, pack Blue&me (250 €), ruota
di scorta (140 €) - PREZZO base della
versione Maxi XL 2.0 Multijet 135 cv SX
20.300 EURO
Costruito nello stabilimento Tofas a
Bursa, in Turchia.
Fiat Doblò Cargo XL alla frusta in città
AVANTI A
TESTA ALTA
Nella combinazione passo lungo
e tetto alto, centra l’obiettivo di
un elevato carico utile in termini di
portata, e una volumetria ai vertici. E
quasi dimentica di fare rifornimento
N
on è un Doblò
da mezze misure.
Piuttosto,
da taglie forti. XL per
la precisione. Vale a
dire, passo lungo di
3.105 mm a fronte di
4.740 mm di ingombro,
e un’altezza di 2.125
mm che ne fa il pivot
della gamma. Tutto
questo si traduce, alle
Hanno collaborato
Sergio Bolis,
Renato Scialpi,
Pierfrancesco Vecchiotti,
Riccardo Venturi
Gestione editoriale
Fabio Zammaretti
PUBBLICITÀ
Direzione
via Brembo 27
20139 Milano
tel. 02 55230950
e-mail:
pubblicita@vadoetornoedizioni.it
Mercedes-Benz
sActros 600
Vincitore
Sustainable
Truck of the Year 2026
Categoria eTruck
.
IVECO
S-Way LNG
Vincitore
Sustainable
Truck of the Year 2026
Categoria Tractor
MAN
TGE Next Level
Vincitore
Sustainable
Truck of the Year 2026
Categoria Van
I premi Sustainable Truck of the Year sono assegnati da una giuria
indipendente composta da giornalisti professionisti del settore. La sostenibilità
viene valutata oltre il tema delle emissioni, considerando efficienza, sicurezza,
comfort e l’impatto complessivo sulle operazioni di trasporto e sulla società.
La sostenibilità non è una sola soluzione. È la scelta di quella giusta.
N°2 FEBBRAIO 2006
Poi, nell’ultimo anno del
secondo millennio, è comparso
sulla scena il Doblò,
erede designato del Fiorino
(che peraltro continuerà a
sua volta ad essere prodotto
per alcuni mercati). Ed è stata
immediata la sensazione,
poi fattasi certezza, che non
si sarebbe trattato soltanto
dell’ennesimo rappresentante
della categoria dei multispazio.
Bensì, in virtù delle
caratteristiche migliorative
rispetto a quanto proposto
dalla concorrenza, di un modello
con aspirazioni da leader:
la porta scorrevole più
larga, la maggiore cubatura
del vano di carico che rendeva
possibile caricare due
europallet e la portata al top.
Senza contare i contenuti in
materia di sicurezza, con Abs
e ripartitore di frenata Ebd
come biglietto da visita.
Forte di queste caratteristiche,
che le vendite lievi-
32
Sul n.5/2014 di Vado e Torno alla prova consumi in città ci
va il Doblò Xl 135, la versione della furgonetta Fiat con
passo lungo e tetto rialzato. Elevato volume di carico e
portata al top sono i principali segni distintivi.
tassero rapidamente era fin
logico. Praticamente in concomitanza
con il lancio della
seconda serie (anno 2010, la
terza seguirà nel 2022), ecco
infatti il traguardo del primo
milione di esemplari prodot-
commerciali
Il Doblò si rifà il trucco
AL PASSO
CON I
TEMPI
Ad Hannover Fiat ha svelato
le rinnovate forme della
furgonetta Doblò. Un modello
dal volto più giovane e
dinamico, sul mercato dall’inizio
del prossimo anno con sei
potenze turbodiesel da 75
a 135 cv, tre motori benzina
e un bifuel benzina-metano
S
RENAULT INVESTE A SANDOUVILLE
Sandouville atto secondo. Inaugurato nel 1964
e dunque giunto al suo 50mo anno di vita, lo
storico impianto di produzione di Renault si
rinnova (230 milioni di euro investiti in tre anni) per
ospitare le linee di produzione del Trafic, e dalla
primavera 2016 quella del nuovo commerciale Fiat
basato proprio sul leggero francese.
quadra che vince non
si cambia, ma qualche
ritocchino giusto per
mantenersi sempre in forma
e soprattutto al passo con i
tempi è da mettere in conto
anche per un leader quale è il
Doblò. Battezzata all’alba del
2000, dopo aver raggiunto e
superato il traguardo del milione
di esemplari prodotti e
venduti (in 80 Paesi del mondo,
nord America compreso,
dove è commercializzato
come Promaster City con il
marchio Ram), la furgonetta
Fiat si rinnova nello stile, arricchisce
i contenuti e alza ulteriormente
il livello prestazionale.
Nessuna rivoluzione:
il Doblò cambia per rimanere
se stesso e continuare una storia
di successo cominciata all’alba
del 2000.
Confermata l’impostazione
del modello, così come le configurazioni
di carrozzeria disponibili
oltre alla versione furgone
(ovvero combi, autocarro e
pianalato), il Doblò che sarà
disponibile nelle concessionarie
Fiat Professional a partire dai
primi mesi del prossimo anno,
mostra un volto completamente
ridisegnato.
Naturalmente è nel design che
i cambiamenti esterni appaiono
più evidenti. Rispetto al modello
attuale sono cambiati il paraurti
e la linea del cofano, quest’ultima
decisamente più affusolata,
la griglia anteriore è stata ampliata
al punto da distendersi
orizzontalmente per quasi tutta
la laghezza del veicolo, mentre
anche i gruppi ottici presentano
una nuova forma. Il tutto dona al
Doblò un’espressione più giovanile
e dinamica sotto il profilo
squisitamente estetico.
Tre posti
anteriori
Anche i gruppi ottici posteriori,
pur mantenendo l’apprezzata
verticalità del ‘vecchio’ Doblò,
sono stati ridisegnati.
L’eleganza delle linee esterne
si coniuga con un abitacolo
che alza ulteriormente l’asticella
della funzionalità. Anche in questo
caso l’impostazione rimane
sostanzialmente immutata pur
beneficiando di importanti modifiche
a livello di plancia, tessuti,
volante, grafiche del check
ti. Risultato grazie al quale la
furgonetta a trazione anteriore
di Fiat Professional, oggi
disponibile anche in versione
cento per cento elettrica, entra
definitivamente nella storia
del veicolo commerciale.
DUE PASSI E DUE LUNGHEZZE
Passo mm 3.435 3.670
Lunghezza mm 5.515 6.195
Larghezza senza retrov. mm 2.038
Altezza mm 2.685 2.690
Sbalzo anteriore mm 990
Sbalzo posteriore mm 1.090 1.535
Carreggiata ant mm 1.712
Carreggiata post mm 1.718
VANO DI CARICO
Lunghezza mm 3.100 3.780
Larghezza mm 1.795
Larghezza tra pass mm 1.380
Altezza mm 1.955
Altezza porta laterale mm 1.937
Larghezza porta later mm 1.279
Altezza porta post mm 1.810
Larghezza porta post. mm 1.538
Volume di carico mc 10,5 12,9
PESI E PORTATE
Peso totale kg 3.500
Tara kg 2.135 2.238
Portata kg 1.365 1.262
panel e dei pannelli porte.
In particolare il concetto di
funzionalità trova sponda negli
specchi esterni abbattibili a
comando elettrico, e più ancora
nella panchetta anteriore a tre
posti, sotto la quale è alloggiato
un pratico vano portaoggetti.
Non è tutto, perché il sedile
centrale è ripiegabile e dunque
può essere utilizzato come bracciolo
o portadocumenti, mentre
la seduta più esterna, anch’essa
di tipo ripiegabile, favorisce l’alloggiamento
di oggetti lunghi, il
cui ancoraggio è assicurato dalla
presenza di ganci di trattenimento
collocati nel retro schienale.
Con il nuovo Doblò, abbondante
è pur l’offerta in materia di
infotelematica con radio, bluetooth,
prese Usb/Aux, per non
parlare del sistema Uconnect
con touchscreen da 5 pollici a
colori e navigatore.
Restando in tema di dotazioni,
non meno ricca è quella
relativa alla sicurezza. Del pacchetto
di primo equipaggiamento
fanno parte le funzioni Abs
con correttore elettronico della
frenata Ebd, l’Esc completo
dei sistemi Asr (Anti slip regulation),
Hba (Hydraulic brake
assist), nonchè del sistema
antiarretramento Hill Holder di
ausilio per le partenze in salita.
A tutto questo si aggiungerà
in una seconda fase il Traction
plus (scritto con il segno più), il
sistema che garantisce trazione
sui terreni e nelle condizioni di
aderenza più problematiche.
Sei potenze turbodiesel
e c’è anche il bifuel
Anche con il nuovo modello, uno
dei vanti e dei punti di forza del
Doblò è certamente rappresentato
dall’ampiezza della gamma.
Combinando il combinabile,
Fiat dichiara un migliaio circa
di possibili versioni che ruotano
attorno a quattro configurazioni
di carrozzeria (per volumi di carico
max superiori a 5 mc e una
tonnellata di portata), due passi e
due altezze, altrettante lunghezza
e un’ampia offerta di motori.
Complessivamente si tratta
di sei potenze turbodiesel Euro
5 declinate sull’1.3 litri Multijet
(75 e 90 cv), sull’1.6 Multijet
2 (100 e 105 cv) cui si affianca
la versione di pari potenza
ma combinata con un cambio
robotizzato, e al vertice sul 2.0
Multijet 2 (135 cv).
Tre i propulsori benzina: 1.4
litri da 95 cv e 1.4 turbojet da
120 cv, quest’ultimo declinato
anche nella versione di uguale
potenza con doppia alimentazione
benzina-metano.
54 55
Sempre nel 2014, sul n.11 di Vado e Torno esce la
presentazione del nuovo Doblò, che si rinnova nello stile
e si arricchisce nei contenuti.
HYUNDAI
H 350,
l’era nuova
È il primo leggero
coreano progettato
in Europa
A
33
d Hannover il
costruttore coreano
ha tolto i veli al
commerciale leggero
che dal 2015 andrà a
confrontarsi nell’affollato
segmento dei leggeri da
35 quintali. Siglato H 350
(dove la lettera identifica
il costruttore, la cifra il
segmento di peso), il van
Hyundai, primo modello
progettato completamente
in Europa, si caratterizza
per le linee esterne semplici
che di fatto replicano
canoni tradizionali per il
settore. Griglia frontale
esagonale al centro della
quale campeggia il logo del
marchio coreano, gruppi
ottici orizzontali, luci
diurne a led integrate, gli
elementi distintivi. Anche
all’interno dell’abitacolo
la parola d’ordine è
semplicità coniugata con
la funzionalità e un buon
livello di dotazione (tra gli
altri elementi, spiccano il
volante multifunzione e i
vetri elettrici). Disponibile
in due varianti di passo
(3.435 e 3.670 mm) e
altrettante lunghezze (5.515
e 6.195 mm), l’H 350 è
spinto da un 4 cilindri
turbodiesel common rail di
2.497 cc declinato in due
potenze: 150 e 170 cv a
3.600 giri con 38 e 43 kgm
di coppia rispettivamente.
Agenti
Mario Albano
Maurizio Candia
Roberto Menchinelli
Emanuele Tramaglino
SITO INTERNET
www.vadoetorno.com
Casella postale Internet (E-Mail):
vadoetorno@vadoetornoedizioni.it
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Fotolito
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Italia 30 euro, estero 50 euro
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60 euro
Copie arretrate
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Comunicazione agli abbonati
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13 del GDPR 679/2016 i dati personali
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VADO E TORNO
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ULTIM’ORA
Tutti d’accordo o quasi
sui trenta all’ora
Il centro di Roma, dal 15 gennaio, è diventato una grande
‘Area 30’. Blande le proteste dell’opposizione
in Campidoglio, mentre l’autotrasporto incassa e tace
L’amministrazione comunale di Roma è intervenuta pesantemente sulle
regole della mobilità, specialmente nel centro storico. Oltre al limite di
velocità più severo, installati anche dei nuovi autovelox. Tutto nel nome
della sicurezza stradale, sulla scorta di analoghi esempi in Italia.
Il 15 gennaio 2026 resterà una data importante per la
viabilità romana. Da quel giorno, infatti, chi circola nel
centro storico di Roma (ma anche in alcune grandi arterie
cittadine che si trovano fuori dalla cerchia della zona a
traffico limitato) deve rispettare il limite dei 30 all’ora. Un
limite che riguarda, naturalmente, sia le auto sia i veicoli
commerciali e i truck ammessi a tali aree, con buona pace
della fretta che accompagna le giornate, per esempio,
dei corrieri. A motivare la misura ci ha pensato, con una
dichiarazione perentoria, il sindaco della capitale, Roberto
Gualtieri, dicendo che «i romani devono imparare ad andare
più piano» in nome della sicurezza. Di sicuro, ha pesato, e
non poco, l’esempio di altre città italiane, con Bologna a fare
da capofila, seguita poi da Milano e Torino tra i capoluoghi
di regione, per non parlare di Parigi, Madrid, Bruxelles
e Amsterdam. I primi dati emersi e analizzati mostrano
effettivamente come il limite più severo alla velocità
veicolare ammessa in città abbia portato alla riduzione degli
incidenti mortali. A Bologna, per esempio, dalla metà del
2023, con l’introduzione delle zone 30 all’ora, i decessi
a seguito di incidenti in città si sono quasi dimezzati e
si è registrata una riduzione del 16 per cento di pedoni
investiti. Tutti contenti, quindi? Non proprio, perché le prime
polemiche, per la verità piuttosto blande, le ha sollevate in
Campidoglio l’opposizione (maggioranza a livello nazionale)
parlando di provvedimenti ideologici. Polemiche, poi, anche
per l’installazione di alcuni nuovi autovelox in città (non
nelle zone 30), sempre a partire da gennaio di quest’anno.
E l’autotrasporto? Non pervenuto, praticamente, in questo
caso, al contrario di quanto avvenuto, per esempio, a
Bologna. L’impressione è che sia difficile invertire un trend
che, dati alla mano, sta portando dei risultati in termini di
una maggior sicurezza. Quindi, ci si adatta, forse anche
consapevoli del fatto che ridurre il rischio di eventi avversi
riduca effettivamente anche il rischio di dover affrontare
costi imprevisti. O, almeno, così ci piace pensare.
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Il lavoro non aspetta.
ISUZU nemmeno.
Il lavoro
non aspetta.
ISUZU nemmeno.
*Nuova gamma ISUZU Trucks disponibile nei segmenti (MTT): 3,5 t, 6 t, 7,5 t, 10 t, 11 t, 11,9 t, 14 t.
www.isuzu.it