Brescia Stadio 7ª partita girone di ritorno, febbraio 2026
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23° anno
Brescia Stadio
2025 - 2026
PERIODICO SPORTIVO ANNO 2025 / 2026 - COPIA OMAGGIO I. P
FOTOGRAFIA UNION BRESCIA MEDIA HOUSE
7
a
GIORNATA
GIRONE DI RITORNO
GIRONE DI RITORNO
UNION BRESCIA - VIRTUS VERONA
11/02/2026
ALL’INTERNO FOTOGRAFIE
DI OMAR BELLANDI
SEGUICI SU
23 ANNI DI
Brescia Stadio
INDICE
04 LA ROSA DELL’UNION BRESCIA
05 L’AVVERSARIO
06 UN MERCATO DI QUALITÀ
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11 I 50 ANNI DI DAVIDE POSSANZINI
19 IL CAMMINO DELL’UNION BRESCIA
22 ADDIO A PAOLONE “CIAPINA” FERRARIO
31 LA MAGLIA DEL GIORNO
• DIRETTORE RESPONSABILE
Ciro Corradini
• BRESCIA STADIO SUPPLEMENTO DI BRESCIAUP since 2007
Periodico mensile di informazione locale. Iscrizione presso il
tribunale di Brescia N. 37/2007 dell’8 Settembre 2007
• PROGETTO GRAFICO & IMPAGINAZIONE
ESSEZETA ADV
• FOTOGRAFIE Omar Bellandi
• INSERZIONI
Cell. 389 907 3039 Massimiliano Lanzani
BRESCIA STADIO
È UN SUPPLEMENTO DI
• REDAZIONE MARKETING Massimiliano Lanzani,
Emmanuel Spedicato ed Elia Martinez
LA ROSA
DELL’UNION BRESCIA
ALLENATORE : EUGENIO CORINI
PORTIERI
LUCA LIVERANI
1
DIFENSORI
3
ALBERTO RIZZO
MATTIA DAMIOLI
22
4
FREDERIK SØRENSEN
STEFANO GORI
66
5
NICOLA PASINI
CENTROCAMPISTI
DAVIDE BALESTRERO 8
ANDREA CISCO 11
28
82
42
LUIGI SILVESTRI
LORIS ARMATI
LORENZO MORETTI
ALBERTO DE FRANCESCO
VINCENT DE MARIA
MATTIA ZENNARO
RICCARDO FOGLIATA
BRYAN BOCI
15
18
20
21
24
ATTACCANTI
7
DAVIDE DI MOLFETTA
DAVIDE GUGLIELMOTTI
44
9
LUCA VIDO
ALESSANDRO MERCATI
6
17
TOMMY MAISTRELLO
SIMONE CANTAMESSA
30
97
DENIS CAZZADORI
MANUEL MARRAS
93
32
ALBERTO SPAGNOLI
ALESSANDRO LAMESTA
27
45
MATTIA VALENTE
ALESSANDRO MALLAMO
14
99
VALERIO CRESPI
SEGUI LE PARTITE DELL’UNION BRESCIA
IN DIRETTA SU VIDEO BRESCIA
CANALE 118 DEL DIGITALE TERRESTRE
CON FRANCO BERTOLANI E I SUOI OSPITI !
4
Brescia Stadio
LA ROSA
AVVERSARIA
VIRTUS VERONA
ALLENATORE : LUIGI FRESCO
PORTIERI
ALFONSO ENRICO 2
PERONI RICCARDO 1
SCARDIGNO NICHOLAS /
SHEIKH SIBI 22
CENTROCAMPISTI
ARMADIO MARCO 7
BASSI MATTEO 75
BULEVARDI DANILO 80
CUEL EDOARDO 47
DEVOTI ANDREA 70
DI VIRGILIO MATTIA 14
FILIPPI NICOLÓ 25
FIORIN GIANMARIA 20
GATTI CHRISTIAN 30
INQUINTA FABIO 84
MASTOUR HACHIM 11
MUHAMETI ENDRI 21
PATANÉ NICOLA 28
ZARPELLON LEONARDO 10
DIFENSORI
3 CIELO TOMMASO
6 DAFFARA MANUEL
38 INGOSSO GIANMARCO
4 LODOVICI RICCARDO
95 MUNARETTI LUCA
27 PASSIGATO RICCARDO
29 SAIANI FILIPPO
23 TOFFANIN FRANCESCO
ATTACCANTI
8 CAIA FEDERICO
18 CERNIGOI IACOPO
9 DE MARCHI MICHAEL
99 FABBRO MICHAEL
5 FANINI FEDERICO
74 LERCO SAMUELE
39 MANCINI TOMMASO
24 MLAKAR LORENZO
97 OJEH PAUL
44 PAGLIUCA MATTIA
40 PUCE RAFFAELE
77 VIVIANI GIACOMO
VIDEO
BRESCIA
canale 118
tutti i lunedì alle 20:30
scriveva serafico ed inaffondabile: “Come da noi ampiamente
anticipato nelle edizioni precedenti del giornale,
il Brescia ha definito l’acquisto di Caio Tizio...”. Era ovvio
e scontato che, sparando almeno venti nomi al giorno
prima o poi ci azzeccava!
L’union Brescia s’è mossa con le comprensibili difficoltà.
L’obiettivo principale era l’attaccante Lascano che
sembrava vicinissimo ad accasarsi all’ombra del Cidneo.
Invece con mossa furtiva ed esborso notevole, la punta
argentina è finita alla Salernitana.
Che Lescano sia in grado di fare la differenza, a legger
statistiche ed almanacchi, appare quasi certo.
UN MERCATO DI QUALITÀ
Finalmente: perché diciamo la verità di questo “mercato”
aperto per cento giorni all’anno siamo tutti francamente
stanchi.
Dopo una estate rovente, con l’Union Brescia costretta
a vendere e comprare giocatori nel giro di pochissimo
tempo visto quel che era accaduto, il Circo del compro-vendo
si è riaperto a gennaio grazie al cosi detto
“mercato di riparazione”.
Un mercato difficile perché chi ha buoni giocatori se li
tiene, perché ciò che fai o non fai a gennaio sconfessa o
conferma ciò che ha fatto o non fatto in estate, perché
il rischio del bidone ceduto all’insegna del “venghino
signori venghino” è sempre dietro l’angolo, perché tra
nani, ballerine e clown (leggi procuratori o presunti tali,
mediatori da strapazzo e consulenti ad un tanto al chilo)
il Circo Barnum della pedata è sempre alla ricerca
del campione da dare in pasto al tifoso prigioniero dei
propri sogni e della propria inalterabile fede calcistica.
Avevo un collega, anni fa quando ancora non esistevano
le trasmissioni dedicate al calcio-mercato, che prendeva
carta e penna, perché allora i computer ancora non
esistevano, e scriveva il pezzo citando di volta in volta almeno
una dozzina di giocatori sui quali il Brescia a suo
dire, aveva messo gli occhi.
Ogni santo giorno la stessa procedura che trovava conforto
nella sfrenata fantasia del collega.
Che però l’operazione fosse a dir poco dispendiosa, tra
una carabattola e l’altra (ingaggio e prezzo del cartellino
più varie ed eventuali si parlava di un esborso vicino
ai 3 milioni di euro in tre anni), è facile a dirsi.
Personalmente non sono mai stato convinto che il gioco
valesse la candela.
Lescano resta nella stessa squadra per una stagione e
poi, nonostante i gol segnati a raffica, saluta la compagnia
e si cerca una nuova squadra.
Una ragione se ciò accade ci deve pur essere! In più non
è quel che si definisce un attaccante di manovra, ma un
puntero d’area.
Il Brescia perso l’ex avellinese ha puntato su quel Crespi
che Pasini e Ferretti conoscevano già.
È un centravanti che nel fisico ricorda, e mi scuso fin da
ora se il paragone è blasfemo, Andrea Caracciolo.
Crespi ha dieci anni meno di Lescano.
È quindi un investimento che da molti punti di vista ha
senso. Oltre a Crespi sono arrivati Marras, Moretti e Mallamo,
che hanno accettato di scendere di categoria, e
Lamesta che la Lega pro la conosce.
Ma gli acquisti migliori il Brescia li ha in casa.
Sono quei giocatori che, bloccati da infortuni di vario
genere, non hanno dato l’apporto che si sperava.
Recuperare pienamente Maistrello o Vido, Di Molfetta o
Boci, Mercati o Spagnoli sarebbe l’acquisto più importante!
Poi, quando il Brescia finalmente piazzava il colpo, lui
Ciro Corradini
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NEW
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GIORNATA ODIERNA
11 FEBBRAIO 2026
ORE 20:30
STADIO MARIO RIGAMONTI
PROSSIMO TURNO
16 FEBBRAIO 2026
ORE 20:30
STADIO GIUSEPPE VOLTINI
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Aperti lunedì, mercoledì, giovedì,
venerdì e sabato dalle 9 alle 18
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I 50 ANNI DI DAVIDE POSSANZINI
Ha compiuto 50 anni essendo nato il 9 febbraio del 1976:
Davide Possanzini è tra i giocatori del Brescia più apprezzati
di sempre.
Il suo carattere, il suo modo di giocare, il suo attaccamento
alla maglia sono sempre stati indiscutibili così
come le sue qualità calcistiche ed umane.
Di gol ne ha realizzati molti. Il più importante lo siglò il
13 giugno 2010.
Iachini sta in panchina come un animale in gabbia.
Poco più in là c’è il presidente Gino Corioni che ha deciso
di seguire la finale playoff con il Torino a fianco del
suo allenatore.
Al Rigamonti si respira aria di festa ma, per conquistare
la promozione e riacciuffare la serie A perduta c’è da
battere il Torino. Il 13 giugno del 2010 il colpo d’occhio
che offre il Rigamonti è quello delle grandi occasioni. La
tensione è alle stelle anche perché la vigilia è stata caratterizzata
da polemiche accese ad art e da chi, il Toro,
ormai ha poco da perdere.
La finale playoff si è aperta a Torino con un pareggio
denso di veleni. Mareco accusato d’essere un picchiatore
per come ha fermato il bomber granata Bianchi,
quest’ultimo prima squalificato per una bestemmia e
poi perdonato.
Ma lo zero a zero pone il Brescia, meglio classificato nel
corso della stagione regolare, in vantaggio rispetto ai
granata. La squadra di Iachini non può fallire. Troppe
le delusioni cocenti del recente passato con quella etichetta
di “perdenti” che sta appesa al gruppo storico
come una bandiera lacerata.
Davide Possanzini è il capitano. È arrivato a Brescia all’inizio
della stagione 2005-2006 dall’Albinoleffe ed ha fin
da subito conquistato la fiducia e l’affetto del pubblico
anche grazie agli 11 gol segnati. L’anno dopo di reti ne
ha messe a segno 13.
Fa meglio nel campionato 2007-2008 quando colleziona
16 reti ma deve rinunciare alle finali playoff per la serie
A a causa di un infortunio rimediato contro il Modena.
Poi gli arriva addosso come un macigno la vicenda
del ritardo con cui si presenta al controllo antidoping
del 1° dicembre 2007, al termine di Brescia-Chievo. All’inizio
sembra cosa da poco, 15 giorni di squalifica, ma
la WADA, l’ente mondiale che sovraintende alla lotta
antidoping, impugna la sentenza degli organi calcistici
italiani. A Losanna, davanti al TAS, Possanzini viene
“processato” insieme a Mannini. Sembrerebbe solo un
atto formale, ma il risultato finale è pesantissimo: 1 anno
di squalifica!
La carriera di Davide si ferma. Inizia una battaglia legale
che si concluderà solo il 27 luglio 2009 quando la squalifica
verrà definitivamente cancellata.
Possanzini ha dentro la rabbia dei giusti.
Vuole lasciare un segno, vuole cancellare tutte le amarezze
degli ultimi anni, vuole prendersi la rivincita anche
su chi ha pensato che dopo la squalifica non potesse
tornare protagonista.
Al 34esimo del primo tempo Francesco Bega prende
palla e avanza verso la metà campo del Torino quindi
vede il movimento di Possanzini e gli serve palla. Davide
stoppa, dribbla il suo avversario, il granata Loria, e poi
dipinge un destro perfetto con una traiettoria a giro sul
quale Morello, il portiere del Torino, non può fare nulla.
Lo stadio esplode, Possanzini è incontenibile nella sua
esultanza e bacia la fascia di capitano dedicata alla figlioletta
Chiara. Il Toro prova a reagire, ma è ancora Possanzini
a spegnerne le velleità di rimonta. È lui infatti
che si procura al 21’ del secondo tempo, il calcio di rigore
che poi Caracciolo trasforma mettendo in cassaforte
il risultato. Finisce 2 a 1 perché il Toro nel finale accorcia
le distanze con Arma.
Il Brescia, dopo cinque anni di amarezze e delusioni,
torna in serie A. Al fischio finale a Brescia esplode la festa.
Davide Possanzini però ha ancora una incombenza
prima di potersi unire ai compagni e ad una intera città:
il controllo antidoping, quasi a chiudere una ferita mai
del tutto rimarginata.
Possanzini rimarrà a Brescia fino al termine del campionato
2010-2011. In totale 190 le sue presenze in campionato
arricchite da 58 gol Il suo sarà un addio non privo
di polemiche dopo una annata, l’ultima in biancazzurro,
che lo vedrà ai margini della squadra titolare.
Ciro Corradini
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24 gennaio 2026 - Quarta Giornata di ritorno di Campionato di Serie C
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SERIE C GIRONE A
2025 - 2026
IL CAMMINO DELL’UNION BRESCIA
ANDATA
RITORNO
23 Ago 2025
1-2
UNION BRESCIA
1
ARZIGNANO V.
1-2
4 Gen 2026
31 Ago 2025
0-2
TRENTO
2
UNION BRESCIA
2-1
10 Gen 2026
6 Set 2025
5-0
UNION BRESCIA
3
PRO VERCELLI
0-0
18 Gen 2026
13 Set 2025
1-3
RENATE
4
UNION BRESCIA
1-2
24 Gen 2026
21 Set 2025
2-0
UNION BRESCIA
5
GIANA ERMINIO
0-2
2 Feb 2026
25 Set 2025
1-1
UNION BRESCIA
6
NOVARA
7 Feb 2026
28 Set 2025
1-1
VIRTUS VERONA
7
UNION BRESCIA
11 Feb 2026
4 Ott 2025
0-0
UNION BRESCIA
8
PERGOLETTESE
16 Feb 2026
12 Ott 2025
0-2
PRO PATRIA
9
UNION BRESCIA
22 Feb 2026
19 Ott 2025
0-1
LECCO
10
UNION BRESCIA
28 Feb 2026
25 Ott 2025
2-1
UNION BRESCIA
11
ALBINOLEFFE
3 Mar 2026
2 Nov 2025
0-1
TRIESTINA
12
UNION BRESCIA
7 Mar 2026
9 Nov 2025
0-1
UNION BRESCIA
13
ALCIONE MILANO
15 Mar 2026
16 Nov 2025
0-0
OSPITALETTO F.
14
UNION BRESCIA
22 Mar 2026
23 Nov 2025
1-1
UNION BRESCIA
15
L.R. VICENZA
29 Mar 2026
1 Dic 2025
1-3
CITTADELLA
16
UNION BRESCIA
4 Apr 2026
7 Dic 2025
0-1
UNION BRESCIA
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LUMEZZANE
12 Apr 2026
14 Dic 2025
0-1
DOLOMITI B.
18
UNION BRESCIA
19 Apr 2026
22 Dic 2025
2-0
UNION BRESCIA
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INTER U23
26 Apr 2026
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Brescia Stadio
STAFF TECNICO
Eugenio Corini
Allenatore
Salvatore Lanna
Vice allenatore
Edoardo Piovani
Club Manager
Francesco Agostinelli
Team Manager
Salvatore Sciuto
Preparatore Atletico - Performance
Marco Bresciani
Preparatore Atletico - Recovery
Alessandro Vitrani
Preparatore Portieri
Matteo Camoni
Match Analyst
Dottoressa Elisa Inselvini
Responsabile Sanitario
Dottor Diego Insalaco
Medico Sociale
Dott. Giovanni Baccanelli
Medico sociale
Dott. Alessandro Visini
Psicologo dello sport
Alessandro Musolino
Fisioterapista
Gabriele Crescini
Fisioterapista
Davide Gelmi
Fisioterapista
Spartaco Belleri
Magazziniere
Angelo Fontana
Magazziniere
Roberto Scarpellini
Magazziniere
Stefano Olivieri
Assistente tecnico
Vincenzo Leonardi
Osservatore
PROFESSIONALITÀ
ESPERIENZA
PASSIONE
M MOTORS SRL
Viale Sant’eufemia 31 - 25135 Brescia
m 030 6182310 k info@mmotors.it K mmotors.it
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Brescia Stadio
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Brescia Stadio
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ADDIO A PAOLONE “CIAPINA” FERRARIO
si mette le mani nei capelli e scoppia a piangere. Pensa
che il suo Paolone abbia fatto una rapina come quella
avvenuta in via Osoppo, sotto casa sua, un anno prima.
Un annuncio funebre: quelli che stanno appesi al muro
di ogni città. Quelli che le persone di una certa età osservano
da vicino, che la vista non è più quella di una
volta, con un misto di curiosità e timore, annusando l’odore
della colla, frugando nelle pieghe della memoria
per ritrovare un volto e un ricordo.
“Martedì 20 gennaio è mancato all’affetto dei suoi cari
Paolo Ferrario “Ciapina”. A tumulazione avvenuta ne
danno il triste annuncio i figli Raffaele, Niki e Renzo, la
nuora Greta, unitamente ai parenti tutti. Il caro Paolo
riposa nel cimitero di Cesenatico”.
Dopoguerra: non ci sono segnali della Milano da bere
che verrà, non ci sono cinesi che comprano bar pagando
in contanti che solo Mao Tse-Tung sa dove prendon
quei soldi, non ci sono sfilate di moda. Nelle fabbriche
arrivano i primi “terroni”.
La periferia sono campi e gru, giganti che stanno per
cambiare per sempre la “skyline” di una città che non è
ancora metropoli. San Siro è un urlo lontano: Schiaffino,
Nordhal, Liedholm, Gren i suoi profeti.
Accanto allo stadio c’è l’ippodromo. Paolo inizia a frequentarlo.
Di nascosto entra nelle scuderie, osserva i cavalli
e se ne innamora. Di casa sta in via Osoppo e la sua
è una famiglia normale: mamma casalinga che il pane
a casa lo porta l’uomo.
Paolo non ha un gran rapporto con la scuola.
I libri li usa solo per segnare i limiti della porta dove scaraventare
un pallone di cuoio.
È forte: segna a ripetizione. Entra nelle giovanili del Milan
e fa il suo esordio in serie A a 17 anni, nel 1959. Gipo
Viani, che sta al calcio come Von Karajan sta alla direzione
d’orchestra, dice che sa accarezzare la palla di destro
e di sinistro come nessuno.
Dice che un giorno lo ringrazieranno per aver portato al
Milan quello che per lui è un fenomeno. Paolone porta a
casa il suo primo stipendio: sono soldi veri e sua madre
Anche per questo, e perché segnava gol di rapina, Paolone
Ferrario diventa per tutti “Ciapina” in omaggio, si fa
per dire, a Ugo Ciappina, un ex studente di filosofia ed
ex partigiano di origini calabresi che fu uno dei pilastri
della “Banda Dovunque” specializzata in rapine in tutto
il nord Italia., dovunque appunto...
Ferrario al Milan in due stagioni segna 16 reti in 33 partite
giocate.
Nel campionato 1964-65 il centravanti titolare, Josè Altafini,
va in rotta con la società e torna in Brasile. “Ciapina”
ne prende il posto e a suon di gol trascina il Milan in
testa alla classifica. In venti gare segna 12 reti.
Altafini però torna e si riprende il posto da titolare, ma
il Milan si fa rimontare i nove punti di vantaggio conquistati
grazie ai gol di Ferrario e lo scudetto va all’Inter.
Paolone inizia il suo girovagare su e giù per l’Italia. I maligni
dicono scegliesse le squadre in base al fatto che in
città ci fosse un ippodromo.
Cavalli, donne e calcio sono stati - non necessariamente
in quest’ordine - i suoi grandi amori.
Sposò la figlia di Dino Manuzzi, il presidente del Cesena,
e in Romagna iniziò la sua carriera di allenatore. Di
calcio capiva e se ne accorse anche Don Fabio Capello
che lo mandava a vedere i giocatori che voleva far acquistare.
I suoi erano giudizi secchi, inappellabili: era la
Cassazione. Il politicamente corretto era per lui una bestemmia.
In dialetto milanese mi diceva: “Chel l’è ? L’è
mia bu..!”
Fece bene ad Ospitaletto a fianco di Gino Corioni che
poi lo volle al Brescia. Nel frattempo “Ciapina” aveva lasciato
la figlia di Manuzzi. La nuova compagna che aveva
scelto, se un uomo in queste situazioni sceglie davvero,
era per lui un faro, era la recinzione entro la quale
stavano le sue intemperanze etiche, sportive e di vita.
Lo lasciò troppo presto e lui, quando lei morì, non sapeva
neppure come si facesse a pagare la bolletta della
luce, tutto preso tra centravanti in erba e cavalli che non
arrivavano mai.
Nella stagione 1997-98 Corioni, dopo aver litigato con
Edy Reja ed ingaggiato lo spento e confuso Materazzi,
dopo 11 giornate esonera il tecnico sardo e affida la
squadra a “Ciapina”. Ferrario prova a risalire la corrente.
Ma la squadra fatica.
22
Brescia Stadio
I risultati sono altalenanti. “Ciapina” mi racconterà a
distanza di qualche anno, che forse qualcuno giocava
sporco, che forse qualcuno faceva scommesse, ma non
sui cavalli. Alla vigilia della decisiva sfida esterna con la
Fiorentina viene esonerato. Venne da me in televisione
con le lacrime agli occhi: non ci credeva. Gino Corioni
gli aveva fatto una proposta: “Tu vai in panchina, ma decide
tutto Adriano Bacconi, il nostro preparatore atletico...”
Ferrario aveva mandato a quel paese il Presidente
battendo un pugno sul tavolo.
Se n’era andato in fuga da solo, un cavallo di razza imbizzarrito.
Mi raccontò tutto con quella sua cadenza così
milanese da emozionare.
Cercai di calmarlo, di farlo ragionare. C’era il bene supremo
della salvezza da conquistare. Lo convinsi a rientrare
nei ranghi, lo convinsi a inviare un comunicato
stampa dove spiegare ciò che era accaduto. Lo scrissi
io quel comunicato arrampicandomi sugli specchi che
l’uomo ragno al confronto era un dilettante. Cercando
di “spegnere” il caso che intanto era deflagrato su tutti i
mezzi di informazione.
Il Brescia era in ritiro a Coverciano. Chiamai Corioni:
“Glielo sto rimandando: mi raccomando cercate di trovare
un compromesso che il Brescia è più importante
di tutto il resto.”
Il Gino mi ringraziò e mi disse che lo aspettavano. Ma
accadde qualcosa. Come quando un cavallo al trotto
rompe a dieci metri dal palo, come quando un fulmine
spacca il buio e accende la notte.
C’era lui e c’erano tutti i giornalisti bresciani. Si sfogò,
picchio i pugni sul tavolo, raccontò la sua versione dei
fatti. Lontani i gol di rapina segnati a fianco di Gianni
Rivera, lontani i cavalli che usciti dalle gabbie cercavano
la gloria e la biada sotto la frusta del fantino, lontane le
donne che gli ronzavano attorno.
C’era solo la rabbia e lo sconcerto e quel vago sentore
di tragedia che spesso può accompagnare la vigilia di
un grande evento. Sentivo dentro di me che non ce l’avremmo
fatta. Quel pomeriggio, al fischio d’inizio, Rui
Costa alzò la testa, guardò il campo e disegnò una parabola
perfetta mentre la difesa delle rondinelle si aprì
come neppure il Mar Rosso di fronte a Mosè, e Batistuta
mise a segno, dopo neppure un minuto, il gol dell’1-
0 per i viola che poi avrebbero chiuso il match con un
sonante 5 a 1... Inutili le due gare successive: il Brescia
tornò in serie B mentre Ferrario ruppe col Brescia, protagonista
di una tragedia che si chiuse in farsa.
Ferrario continuò a fare l’allenatore. Tornò nella “sua”
Romagna rimbalzando tra i suoi vecchi amori: il calcio, i
cavalli e le donne.
Ebbe qualche vicissitudine giudiziaria, una donna sullo
sfondo, che viaggiò di pari passo con gli acciacchi
dell’età. Lo vidi a Cesena l’ultima volta che giocammo
in Romagna. Il solito modo di fare, la solita cadenza da
“o mia bela Madunina”, il bavero del cappotto sollevato
come sempre.
Lucido nei giudizi, sempre incline a dire ciò che pensava
costasse quel che costasse. Sempre pronto ad una
nuova scommessa con in tasca il programma delle corse
ed in mente i cavalli su cui puntare.
L’ultimo contatto appena prima che Gianni Guindani,
che era stato al suo fianco al Brescia e che gli era amico
per davvero, se ne andasse.
Gli telefonammo e decidemmo che in estate ci saremmo
rivisti per parlare di nuvole, di calcio, di donne e di
cavalli. Per parlare di niente e di tutto davanti ad un
piatto di tortellini. Ma Gianni se ne andò troppo presto.
Quando Ferrario suonò il campanello a Coverciano non
gli aprirono. Il giorno dopo pensavo fosse tutto risolto
e stavo per partire per Firenze. Ferrario mi chiamò per
raccontarmi quella che lui considerò una ulteriore offesa.
Ci incontrammo a Barberino del Mugello da “Marisa”
che se non ci siete mai entrati non sapete che cosa vi
siete persi.
Paolone Ferrario mi ha insegnato calcio.
Gli ho voluto bene anche se i cavalli che mi suggeriva
arrivavano sempre secondi...
Ciro Corradini
23
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Pro Palazzolo: la nostra identità, la nostra missione, il
nostro futuro
Siamo la Pro Palazzolo, una società calcistica con radici
profonde e lo sguardo rivolto al futuro. Siamo orgogliosi
di rappresentare una comunità che crede nei valori dello
sport e nella crescita delle nuove generazioni.
La nostra missione
Crediamo in un calcio che educa, che forma, che include.
Il nostro obiettivo è offrire un ambiente stimolante e inclusivo
dove ogni giovane atleta possa sviluppare le proprie
abilità calcistiche, coltivare valori positivi e crescere
come persona. Lavoriamo ogni giorno per trasmettere
rispetto, spirito di squadra, disciplina e passione, attraverso
allenamenti di qualità e un’attenzione costante
alla dimensione educativa e scolastica.
Siamo convinti che il calcio debba essere accessibile a
tutti, indipendentemente dal contesto sociale, dal livello
o dalle abilità. Ecco perché promuoviamo politiche di
inclusione, progetti di formazione psicologica e percorsi
individualizzati di crescita.
con numeri, entusiasmo e risultati che confermano un
percorso solido, basato su programmazione, passione e
presenza costante.
Oggi contiamo oltre 500 ragazzi iscritti tra attività di
base e agonistica, seguiti da uno staff altamente qualificato,
non solo dal punto di vista tecnico ma anche
educativo. I nostri allenatori, continuamente aggiornati,
sono scelti per la loro capacità di trasmettere valori, oltre
che competenze.
Siamo fieri di essere stati riconosciuti come Club Giovanile
di 3° Livello, una certificazione che premia la qualità
dell’intero percorso formativo e che valorizza la coerenza
e la continuità del nostro progetto educativo.
Il nostro investimento è chiaro: puntiamo sui giovani e
sulle persone. Crediamo nella formazione dell’atleta e
dell’individuo, offrendo ogni giorno spazi, opportunità
e contesti sani in cui i ragazzi possano crescere dentro
e fuori dal campo.
Le immagini delle nostre squadre raccontano meglio di
ogni parola ciò che stiamo costruendo: una comunità
viva, partecipata, fatta di volti, storie e passione. Questo
è il nostro modo di interpretare il calcio: come strumento
di crescita, con uno sguardo rivolto al futuro.
Il nostro settore giovanile
Il settore giovanile non è semplicemente una parte
del nostro club: è il cuore pulsante della Pro Palazzolo.
Anno dopo anno, stagione dopo stagione, cresciamo
Centro di Formazione Union Brescia
La Pro Palazzolo è diventata ufficialmente Centro di
Formazione dell’Union Brescia grazie a un accordo
triennale che rafforza la nostra progettualità tecnica ed
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educativa.
Questa collaborazione non solo potenzia la qualità
dell’allenamento e della metodologia applicata al settore
giovanile, ma rappresenta anche un percorso strutturato
di medio‐lungo periodo per valorizzare i talenti
del nostro territorio.
ProMotion — sport e inclusione
Siamo orgogliosi di aver realizzato il progetto ProMotion,
dedicato ad atleti con disabilità. Questa squadra
partecipa attualmente al Campionato DCPS Fun and
Play, la formula base dei tornei FIGC dedicati all’inclusione,
giocando in 5 contro 5.
È un’esperienza che va oltre il risultato sportivo, facendo
del campo un luogo di scoperta, fiducia e crescita personale
per tutti i partecipanti.
Prima squadra Femminile in Serie C
La nostra formazione femminile ha scritto una pagina
storica vincendo il Campionato d’Eccellenza e conqustando
così la promozione in Serie C femminile per la
stagione 2025–2026.
È un traguardo che parla di passione, dedizione e crescita
collettiva, e che ci proietta verso sfide sempre più
ambiziose nel calcio femminile nazionale.
Prima squadra maschile in Serie D
Anche la nostra prima squadra maschile rappresenta
un punto di riferimento per il club. Attualmente impegnata
nel campionato di Serie D, la squadra continua
ad essere espressione dei valori fondanti del nostro
progetto sportivo: competizione sana, crescita tecnica
dei giocatori e attaccamento ai colori sociali, lavorando
giorno dopo giorno per ambire a posizioni di classifica
sempre più rilevanti e per offrire spettacolo e soddisfazioni
ai nostri tifosi.
Questi risultati ci motivano a proseguire con energia
verso nuovi obiettivi, mantenendo un equilibrio tra eccellenza
sportiva, sviluppo giovanile e inclusione sociale
— perché il calcio è per noi uno strumento di formazione,
di aggregazione e di opportunità per tutti i nostri
atleti.
Forza Pro!
Fotografie Conferenza Stampa
Union Brescia Media House - Pro Palazzolo - Settore Giovanile
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LA MAGLIA DEL GIORNO
stagione 2004/05
Eccomi! Buona partita a tutti dal vostro amico Mattia!
Oggi vorrei per la prima volta presentarvi una seconda maglia dell’epoca che fu.
Una maglia che aveva la sua particolarità, ovvero di essere “identificata”. Sto parlando della seconda maglia della stagione
2004/05!
Questa maglia ha come particolarità di essere stata preparata per una partita (Milan-Brescia a San Siro) che si sarebbe
dovuta giocare il due aprile 2005 ma che si giocò in un’altra data.
Questo perché proprio il due aprile venne a mancare Papà Giovanni Paolo ll, per cui la Lega Calcio rinviò tutti i match
di Serie A e di Serie B.
La maglia è la numero 9 di Giuseppe Sculli.
Lo sponsor tecnico è KAPPA mentre sul petto troviamo BANCA LOMBARDA. In quella stagione purtroppo retrocedemmo
nonostante una squadra tutto sommato buona. Andrea Caracciolo, Luigi di Biagio, Daniele Adani, Luca Castellazzi,
Marco Zambelli…
Insomma. Ci auguriamo presto di ritornare ad un calcio che ci dovrebbe appartenere!!
Mi raccomando di prendere sempre il Giornalino Stadio!! Un po’ di compagnia non fa mai male!!!
Forza Union Brescia!!!
Fotografie di Simone Preti
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