BresciaUp_febbraio-marzo 2026
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19° ANNO
FEBBRAIO - MARZO 2026
N° 209 € 8,00 SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N°46) ART. 1 COMMA 1. DCB BRESCIA - LE COPIE DISTRIBUITE PRESSO I LOCALI PUBBLICI E AGLI SPONSOR SONO COPIE OMAGGIO
FIACCOLA OLIMPICA A
BRESCIA
FERALPI E IL TERRITORIO:
UN LEGAME DI VALORE
TRA MEMORIA, FUTURO E
CULTURA
LA PARTITA DELLA LOGGIA
REMEMBER VINTAGE VILLA
FENAROLI 14 - 15 MARZO
2026
bresciaup.it
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”
Porta con te solo ciò
che ti fa crescere,
il resto lascialo andare.
”
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EDITORIALE
A CURA DI | CIRO CORRADINI
LA PARTITA DELLA LOGGIA
A DUE ANNI DALLE ELEZIONI SULLA SCACCHIERA SI
MUOVONO I PRIMI PEZZI
L’accusa è infamante e gravissima: violenza sessuale a
distanza online su minori, nel quadro di una inchiesta
promossa dalla Procura di Milano su di un presunto
traffico di materiale pedopornografico. A finire nei guai
il consigliere comunale Iyas Ashkar, 47enne di origini
palestinesi, imprenditore nel campo della ristorazione,
eletto nelle fila della lista civica di maggioranza «Laura
Castelletti Sindaco» e presidente della commissione
Commercio del Comune.
Quattro giorni prima che l’inchiesta diventasse pubblica
Ashkar si era dimesso da consigliere comunale affermando
che la sua era una scelta dettata da “motivi personali”.
In realtà Ashkar due giorni prima aveva ricevuto
a casa la visita degli agenti della Polizia Postale che avevano
perquisito l’abitazione del politico di origini mediorientali.
Nei device di Ashkar gli investigatori avrebbero
trovato circa duecento file di natura pedopornografica,
tra foto e video. Materiale che gli inquirenti hanno spiegato
«sarà sottoposto alle analisi per ricostruire i fatti di
indagine e per appurare il coinvolgimento di ulteriori
persone e l’identificazione dei minorenni coinvolti, in
collaborazione con le agenzie internazionali».
Il garantismo è un concetto fondamentale del nostro vivere
civile. E vale sempre e per chiunque. Un uomo è innocente
fino a prova contraria e, purtroppo, la Giustizia
spesso ha dimostrato la sua fallacità. Di fatto però Ashkar
è finito in prima pagina su tutti i giornali non solo locali.
Perchè un politico inquisito fa sempre notizia soprattutto
se i reati che gli vengono contestati sono tra i peggiori
che il genere umano possa immaginare. Quindi Ashkar,
vale la pena ricordarlo di nuovo, è innocente fino a prova
contraria. Di certo c’è l’imbarazzo da una parte e la ferma
condanna dall’altra, di Laura Castelletti. La Sindaca, nella
cui lista Ashkar era stato eletto, ha diffuso un comunicato
attraverso il quale ha stigmatizzato con forza i reati
oggetto dell’inchiesta e in qualche modo, pur in attesa
dell’evolversi dell’inchiesta della Magistratura, ha preso
le distanze dall’ex compagno di lista. Di certo è l’enne-
4 /
simo inciampo con cui la Giunta e la Sindaca debbono
fare i conti e i malumori, all’interno della maggioranza
che la sostiene, sono come un venticello fastidioso che
soffia sempre più forte. Il Partito Democratico, che probabilmente
non ha mai amato fino in fondo la Sindaca,
sembra dibattersi tra il “vorrei ma non posso” infastidito
da un certo tipo di gestione della Loggia e da quel presunto
“cerchio magico”, entro il quale vi sarebbero solo i
fedelissimi della tenace Laura poco disposta a compromessi
di Palazzo ed intenzionata, a quel che lei stessa ha
dichiarato, a ricandidarsi per la poltrona più importante
della città. Nel “cerchio magico” della Sindaca avrebbe
una certa influenza anche il vecchio amico Fabrizio Benzoni,
deputato di Azione, da sempre legato alla Sindaca
da profonda stima ed amicizia.
Intanto però all’orizzonte potrebbero ergersi fantasmi
che in realtà sono tutt’altro che ectoplasmi. L’ex Sindaco
Emilio Del Bono, attualmente in Regione Lombardia e
forte di un gradimento altissimo, potrebbe decidere di
tornare in quel Palazzo che gli è rimasto nel cuore e che
ha dovuto forzatamente lasciare. Senza contare i “Giovani
Leoni” come Manzoni o i “vecchi” combattenti come
Muchetti.
Le elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale sono
ancora lontane, primavera del 2028, ma sulla scacchiera
politica cominciano a sistemarsi i pezzi di una partita
tutt’altro che scontata.
Se a sinistra ci si interroga, a destra ci si arrovella. Per
provare a conquistare la Loggia serve un nome forte, conosciuto
e che sia in grado di attrarre i voti dei moderati.
Per anni il centrodestra ha corteggiato il compianto ex
Rettore dell’Università Augusto Preti, uomo integerrimo
e di alto profilo culturale ed umano, senza però riuscire
a convincerlo. Fratelli d’Italia rivendica la scelta del candidato
che per accordi con gli alleati le spetterebbe, ed
il nome più gettonato in questo periodo è quello di Debora
Massari, fresca della nomina ad Assessore Regionale
al Turismo nella Giunta guidata da Attilio Fontana.
Debora Massari, figlia del “mitico” Igino Massari, è per la
politica un volto nuovo. Laureata in Scienze e Tecnologie
Alimentari ha una carriera imprenditoriale da vincente
nell’alta pasticceria che le ha consentito di diventare
un simbolo del “Made in Italy”. Il “fuoco amico”, che in
politica non manca mai, le rimprovera il fatto di non esser
partita dal basso e di aver bruciato le tappe forte di
amicizie romane di alto profilo politico. A due anni dalle
elezioni i giochi sono aperti e l’impressione è che ne vedremo
delle belle.
Ciro Corradini
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COVER STORY
Pro Palazzolo: la nostra identità, la nostra missione, il
nostro futuro
TERRITORIO
Chi decita la città 4
TERRITORIO
Confindustria Brescia: il benvenuto alle 83 aziende
neoassociate del 2025 e a 45 nuovi giovani imprenditori
TERRITORIO
Concorso i preziosi mieli della Lombardia
TERRITORIO
Prima classificata per la gara “MURO DI GOMMA”
VIVI BRESCIA
SOLENNITA’ DI SANT’ANGELA
EVENTO
Fiaccola Olimpica a Brescia
EVENTO
Redazione - Mariangela Vanalli brilla alla Prima della
Scala 2025
EVENTO
La Mille Miglia incontra il Ministro Giuli
EVENTO
Quarta Adizione del Grande Concerto di Capodanno
“Armonie senza tempo”
EVENTO
Feralpi e il territorio: un legame di valore tra memoria,
futuro e cultura
EVENTO
Remember Vintage Villa Fenaroli 14 - 15 marzo 2026
SPORT
Un 2026 di grandi speranze per lo sport bresciano
SPORT
Brillano le Stelle dello Sport del 2025
SPORT
Campionati Italiani Assoluti di tennis in carrozzina
SOCIAL DINNER
Incontri e amore a portata di swipe: più possibilità,
meno connessioni?
MODA
Brown is the new black
ECONOMIA
Manovra 2026: le principali novità in materia
pensionistica
MARKETING
Il marketing non è pubblicità: perché essere visibili
non significa guadagnare.
LETTERATURA
“Una madre senza”: il tabù dell’abbandono e il conflitto
tra ambizione e maternità nell’I-talia del dopoguerra
nell’esordio di Stefania Micheli
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8
PERIODICO MENSILE DI INFORMAZIONE LOCALE.
ISCRIZIONE PRESSO IL TRIBUNALE DI BRESCIA
N° 37/2007 DELL’8 SETTEMBRE 2007
COLOPHON
EDITORE ESSEZETAADV SRL
info@essezetaadv.it
DIRETTORE RESPONSABILE
Ciro Corradini
DIRETTORE CROSSMEDIALE
Massimo Lucidi
RESPONSABILE COMMERCIALE
Massimiliano Lanzani
18
GRAPHIC DESIGNER
ufficiografico@bresciaup.it
WEB & SOCIAL
social@essezetaadv.it
REDAZIONE E UFFICIO STAMPA
ufficiostampa@bresciaup.it
redazione@bresciaup.it
FOTO
Omar Bellandi
Christian Penocchio
(Uff. Stampa Comune di Brescia)
Uff. Stampa Union Brescia
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INSERZIONI
per informazioni telefonare al +39 3899073039
o mandare un e-mail a: commerciale@essezetaadv.it
HANNO SCRITTO PER NOI
IN QUESTO NUMERO:
Norberto Mastrocola, Roberta Morelli, Alberto Molinari,
Kyran, Nadia Gerstgrasser , Andrea Ziletti, Bresciasilegge
Chiara Massini, Ricky Barone, Manuel Lanzani, Alessia
Gozio, Francesco Gusmeri
ABBONAMENTI
46
60
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rielaborazione, diffusione o distribuzione dei contenuti stessi mediante
qualunque piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica (inclusi social
networks - es.facebook, twitter, ecc.) senza un esplicito permesso scritto da parte
dell’editore.
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COVER STORY
A CURA DELLA | REDAZIONE
PRO PALAZZOLO: LA NOSTRA
IDENTITÀ, LA NOSTRA MISSIONE,
IL NOSTRO FUTURO
Siamo la Pro Palazzolo, una società calcistica con radici
profonde e lo sguardo rivolto al futuro. Siamo orgogliosi
di rappresentare una comunità che crede nei valori dello
sport e nella crescita delle nuove generazioni.
La nostra missione
Crediamo in un calcio che educa, che forma, che include.
Il nostro obiettivo è offrire un ambiente stimolante e inclusivo
dove ogni giovane atleta possa sviluppare le proprie
abilità calcistiche, coltivare valori positivi e crescere
come persona. Lavoriamo ogni giorno per trasmettere
rispetto, spirito di squadra, disciplina e passione, attraverso
allenamenti di qualità e unʼattenzione costante alla dimensione
educativa e scolastica.
Siamo convinti che il calcio debba essere accessibile a
tutti, indipendentemente dal contesto sociale, dal livello
o dalle abilità. Ecco perché promuoviamo politiche di
inclusione, progetti di formazione psicologica e percorsi
individualizzati di crescita.
Il nostro settore giovanile
Il settore giovanile non è semplicemente una parte del
nostro club: è il cuore pulsante della Pro Palazzolo. Anno
dopo anno, stagione dopo stagione, cresciamo con numeri,
entusiasmo e risultati che confermano un percorso
solido, basato su programmazione, passione e presenza
costante.
Oggi contiamo oltre 500 ragazzi iscritti tra attività di base
e agonistica, seguiti da uno staff altamente qualificato,
non solo dal punto di vista tecnico ma anche educativo.
8 /
I nostri allenatori, continuamente aggiornati, sono scelti
per la loro capacità di trasmettere valori, oltre che competenze.
Siamo fieri di essere stati riconosciuti come Club Giovanile
di 3° Livello, una certificazione che premia la qualità
dell’intero percorso formativo e che valorizza la coerenza
e la continuità del nostro progetto educativo.
Il nostro investimento è chiaro: puntiamo sui giovani e
sulle persone. Crediamo nella formazione dellʼatleta e
dellʼindividuo, offrendo ogni giorno spazi, opportunità e
contesti sani in cui i ragazzi possano crescere dentro e
fuori dal campo.
Le immagini delle nostre squadre raccontano meglio di
ogni parola ciò che stiamo costruendo: una comunità
viva, partecipata, fatta di volti, storie e passione. Questo è
il nostro modo di interpretare il calcio: come strumento di
crescita, con uno sguardo rivolto al futuro.
Centro di Formazione Union Brescia
La Pro Palazzolo è diventata ufficialmente Centro di Formazione
dellʼUnion Brescia grazie a un accordo triennale
che rafforza la nostra progettualità tecnica ed educativa.
Questa collaborazione non solo potenzia la qualità dellʼallenamento
e della metodologia applicata al settore
giovanile, ma rappresenta anche un percorso strutturato
di medio‐lungo periodo per valorizzare i talenti del nostro
territorio.
ProMotion — sport e inclusione
Siamo orgogliosi di aver realizzato il progetto ProMotion,
dedicato ad atleti con disabilità. Questa squadra partecipa
attualmente al Campionato DCPS Fun and Play, la
formula base dei tornei FIGC dedicati allʼinclusione, giocando
in 5 contro 5.
È unʼesperienza che va oltre il risultato sportivo, facendo
del campo un luogo di scoperta, fiducia e crescita personale
per tutti i partecipanti.
Prima squadra Femminile in Serie C
La nostra formazione femminile ha scritto una pagina
storica vincendo il Campionato dʼEccellenza e conquistando
così la promozione in Serie C femminile per la stagione
2025-2026.
È un traguardo che parla di passione, dedizione e crescita
collettiva, e che ci proietta verso sfide sempre più ambi-
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COVER STORY
A CURA DELLA | REDAZIONE
ziose nel calcio femminile nazionale.
Prima squadra maschile in Serie D
Anche la nostra prima squadra maschile rappresenta un
punto di riferimento per il club. Attualmente impegnata
nel campionato di Serie D, la squadra continua ad essere
espressione dei valori fondanti del nostro progetto sportivo:
competizione sana, crescita tecnica dei giocatori e attaccamento
ai colori sociali, lavorando giorno dopo giorno
per ambire a posizioni di classifica sempre più rilevanti
e per offrire spettacolo e soddisfazioni ai nostri tifosi.
Questi risultati ci motivano a proseguire con energia verso
nuovi obiettivi, mantenendo un equilibrio tra eccellenza
sportiva, sviluppo giovanile e inclusione sociale —
perché il calcio è per noi uno strumento di formazione, di
aggregazione e di opportunità per tutti i nostri atleti.
Forza Pro!
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PRO PALAZZOLO
LA NOSTRA MISSIONE È OFFRIRE UN AMBIENTE INCLUSIVO, EDUCATIVO E ALTAMENTE
FORMATIVO, IN CUI I GIOVANI ATLETI POSSANO SVILUPPARE LE PROPRIE ABILITÀ TECNICHE,
MATURARE COME PERSONE E RAGGIUNGERE IL MASSIMO POTENZIALE,
SIA SUL CAMPO CHE NELLA VITA.
SIAMO MOLTO PIÙ DI UNA SQUADRA DI CALCIO:
SIAMO UNA REALTÀ FATTA DI PERSONE, PASSIONE E PROGETTI CONCRETI.
CON OLTRE 500 ISCRITTI NEL SETTORE GIOVANILE, INVESTIAMO OGNI GIORNO NELLA CRESCITA TECNICA
ED EDUCATIVA DEI NOSTRI RAGAZZI.
CONTIAMO SU DUE PRIME SQUADRE, UNA MASCHILE E UNA FEMMINILE, ENTRAMBE PROTAGONISTE E IN
CONTINUA CRESCITA. IL PROGETTO CHE PIÙ CI RAPPRESENTA, E CHE PORTIAMO AVANTI CON ORGOGLIO,
È LA PRO MOTION, LA NOSTRA SQUADRA DEDICATA AD ATLETI CON DISABILITÀ: UN SIMBOLO AUTENTICO
DI INCLUSIONE, SPIRITO DI SQUADRA E AMORE PER IL CALCIO.
ALLA PRO OGNI TALENTO HA SPAZIO PER ESPRIMERSI. PERCHÉ QUI, DAVVERO, IL CALCIO È PER TUTTI.
#WEAREPRO
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INDICE
VIV
ERE
BRE
SCIA
Territorio - Arc. Alberto Molinari - Chi decita la città 4
Territorio - Redazione - Confindustria Brescia: il benvenuto alle 83 aziende
neoassociate del 2025 e a 45 nuovi giovani imprenditori
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Territorio - Roberta Morelli - Concorso i preziosi mieli della Lombardia 20
Territorio - Roberta Morelli - Prima classificata per la gara “MURO DI GOMMA” 22
Vivi Brescia - Roberta Morelli - Solennità di Sant’Angela 24
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CITTÀ PROVINCIA PAESAGGI COLORI
TERRITORIO
A CURA DI | ALBERTO MOLINARI
CHI DECIDE LA CITTÀ 4
DA CITTÀ DELL’ALTO 2.01 , A CITTÀ DEL 1° IMPIANTO IN ITALIA
INTITOLATO AD UNA DONNA GABRE GABRIC .
La rigenerazione urbana passa anche dallo sport e non
solo
Uno dei fattori negativi delle città resta il degrado in cui
versano le periferie
Mancanza di servizi ,di infrastrutture ,di negozi di vicinato
, situazione oggi peggiorata dall’effetto “dunot/
ciambella” che ha riversato questi servizi in aree diverse
e periferiche addirittura alla stessa periferia della città, e
nella corona dei comuni limitrofi .
Negli anni 50 ,venne fatta una delle prime ,che potremmo
oggi definire, rigenerazioni urbane ,la costruzione
dello stadio di calcio a Mompiano , che sostituiva lo “Stadium”
di viale Piave della capacità di circa 30.000 posti
a sedere. L’amm.ne che fu capofila era quella del Sindaco
Bruno Boni , grande appassionato di calcio , forse
rimane sconosciuta ai più che dietro alla operazione vi
furono due uomini . il Prof.Sandro Calvesi , tecnico della
Nazionale di Atletica Leggera e membro Fidal a Roma
ed il presidente del Coni di Brescia ,Francesco Carpani
Glisenti , provenienti dall’Atl:Brescia 1950 , poichè l’opera
veniva costruita con l’intervento dello stesso Coni di
Roma. Il prof.Calvesi ,aveva come progetto di rendere la
atletica come sport spettacolo , come era negli Usa , per
attrarre gente che la praticasse ,seguendo l’esempio.
Ma , vi è sempre un ma, in questo paese, incontrarono
sulla loro strada il comm.rio poi presidente del Coni ,Giulio
Onesti, uomo forte che non permise ad una città non
capoluogo di avere una pista di 8 corsie che l’avrebbe
spinta ad essere all’apice della categoria avendo poi
10.000 posti nella tribuna principale. Pertanto dopo un
14 /
lungo peregrinare verso Roma e molte forzature , si optò
per avere una pista a sei corsie che era migliorativa rispetto
al Campo Scuole di via Morosini . La cosa fo non
presa bene dal Sindaco Boni, che non invitò Giulio Onesti
alla inaugurazione dell’opera ma venne in v.presidente,Mario
Pesce, su mediazione del Prof.Calvesi.
Ritornando al tema, gli impianti sportivi possono essere
la chiave di questa rigenerazione urbana e Brescia si
sta muovendo in questo senso con il completamento di
un impianto che riguarda l’atletica , costruendo l’indoor
accanto al 1’ campo di atletica intestato ad una Donna
,Gabre Gabric ed il nuovo per la Ginnastica Artistica . Ricordando
che la ginnastica ha portato un palmares di
medaglie, olimpiche e mondiali straordinarie.
Il nuovo Palaindoor dell’atletica diventerà il 1° impianto
indoor dell’alta Italia,ma non solo , sino ad Ancona che si
trova nel bel mezzo del paese, dove oggi vengono svolti
i campionati nazionali.
Non troviamo nessun altro impianto sull’asse ,da Torino,a
Milano a Venezia , sino a Padova che risulta di dimensioni
limitate , con la dismissione di quello di Genova,
e le altre città non offrono altre soluzioni essendo
prive di strutture indoor..
All’interno di una superficie di circa 4200 mq troviamo
una pista con un rettiineo di 8 corsie che ,grazie alla proposta
di una Ass.ne e di una pagina su FB , Go Atletica
,ha preso il colore della nostra Città , il blu/azzurro ,contro
il parere di alcuni noti dirigenti, che la volevano di
nuovo colore terra battuta , come l’estrerno che crea ed
ha creato gravi problemi di tenuta della superficie e di
elasticità della stessa.
Avremo una capacità di circa 1000 posti a sedere , por-
15 /
tati a 1200/1300, con una struttura in ferro, che la possono
far competere con l’impianto storico di Ancona , dove
si svolgono da anni i campionati italiani indoor.
Alla presenza del Presidente della Federazione, Stefano
Mei, e del componente del Consiglio, Maurizio Affò fu
strappata ,da parte di Go Atletica , la promessa di portare
qui il campionato , fatte salvo tutte le certificazioni
inerenti i collaudi delle oper stesse.
Questa propulsione di impianti sportivi, in una area nuova
,S.Polino ,che non ha una precisa identita ma che la
potrebbe costrire su questi importanti interventi, collegati
con servizi diretti, vedi la metropolitana, lo snodo
stradale con l’autostrada è un importante biglietto di
rappresentazione di come si può rigenerare un territorio
,valorizzandolo .
Lo scopo resta comunque quello di avvicinare il più possibile
i giovani e quella parte femminile che ha difficoltà
a praticare lo sport, anche per un gap ideologico , alla
pratica dello stesso ,restando convinti che lo snodo sia
la scuola , ma anche gli altri soggetti ,come la famiglia
ed le istituzioni ,che ancora oggi faticano ad introdurre il
concetto dello sport come “mobilità” necessaria al corpo
per vivere in modo sano .
E qui basta ricordare alcuni esempi negativi legati al
periodo del “covid” ,dove siamo stati relegati negli spazi
abitativi , senza possibilità di movimento e di relazioni e
qui potrebbe valere il motto latino “ Anima vigens in corpore
forti “ dove “anima” ha il significato di mente e la
frase può essere tradotta in “essere in salute” ...con una
buona dose di sport per tutti .
Arch.Alberto Molinari
Pre.te Nazionale AssO Ing. e Arch.
16 /
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TERRITORIO
A CURA DELLA | REDAZIONE
CONFINDUSTRIA BRESCIA: IL
BENVENUTO ALLE 83 AZIENDE
NEOASSOCIATE DEL 2025
E A 45 NUOVI GIOVANI IMPRENDITORI
Si è tenuto nella Sala Beretta di Confindustria Brescia,
il Welcome Day per le aziende neoassociate del 2025
all’Associazione di via Cefalonia e per i nuovi membri dei
Giovani Imprenditori.
All’incontro – moderato dal direttore generale di Confindustria
Brescia, Filippo Schittone, sono intervenuti tra
gli altri Paolo Streparava, presidente Confindustria Brescia
e Francesco Veneziani, presidente Giovani Imprenditori
Confindustria Brescia e una serie di imprenditori
neoassociati e giovani imprenditori che hanno portato
la loro testimonianza.
Nell’anno da poco concluso, sono 83 le realtà che hanno
scelto di associarsi a Confindustria Brescia, per un
totale di 2.502 dipendenti; a loro si aggiungono i 45
nuovi membri del gruppo dei Giovani Imprenditori (176
in totale). Al 31 dicembre 2025 sono complessivamente
1.311 le imprese associate (erano 1.291 al 31/12/2024), con
68.931 dipendenti (erano 67.571 nel 2024).
prio tempo per migliorare le cose e, dall’altra parte, un
gruppo di professionisti della struttura al servizio delle
aziende per aiutarli a risolvere i loro problemi. Brescia è
una provincia che ha saputo portare un contributo straordinario
al tessuto economico nazionale: se vogliamo
preservare questo stato, dobbiamo unirci in un mondo
che sta evolvendo tecnologicamente a ritmi altissimi. A
tutte le 83 neoassociate e ai 45 giovani imprenditori va il
mio più sincero benvenuto in via Cefalonia.”
“I Giovani Imprenditori sono accomunati da un obiettivo:
diventare i migliori imprenditori possibili per la propria
azienda – aggiunge Francesco Veneziani, presidente dei
Giovani Imprenditori di Confindustria Brescia –. All’interno
del gruppo possiamo condividere tutto questo,
confrontandoci con i senior e le grandi imprese. Essere
giovani imprenditori significa crescere a livello personale,
in un percorso all’insegna della condivisione e della
contaminazione.”
“L’associazionismo è un valore, fa parte del mettersi
a servizio degli altri e del territorio – commenta Paolo
Streparava, presidente di Confindustria Brescia –. Dalle
nuove associate e dai nuovi Giovani ci aspettiamo
numerosi stimoli, con la possibilità di prestare il pro-
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Siamo in:
Via della Chiesa n’22, Padenghe sul Garda
030 9907212
Aperti dal martedì al sabato dalle 9 alle 18
Via anelli 16/c Desenzano del Garda
030 9990377
Aperti lunedì, mercoledì, giovedì,
venerdì e sabato dalle 9 alle 19 / 18
TERRITORIO
A CURA DI | ROBERTA MORELLI
CONCORSO I PREZIOSI MIELI
DELLA LOMBARDIA
Da più di 50 anni CLAUDIO VERTUAN si occupa delle
api, curando le proprie e sostenendo gli apicoltori di cui
è Presidente sia provinciale che della Regione Lombardia.
Ha provveduto anche alla stampa di opuscoli che rendono
più semplice la conoscenza del magico mondo
delle api, per preservarle e trasmettere l’importanza
Organizza il Concorso Apedoro che è giunto nel 2025
alla 13.ma edizione e, mai come quest’anno, ha riscosso
una grande partecipazione con un significativo numero
di campioni di mieli presentati: ben 453 con un aumento
di 179 campioni rispetto ai 274 del 2024.
Inoltre, dopo i percorsi informativi nelle scuole, organizza
con le sue associazioni di apicoltori bresciani e
lombardi, un concorso giunto alla 34.ma edizione e che
quest’anno ha visto ben 20 classi premiate in rappresentanza
di 15 scuole più una cooperativa sociale e 50
classi partecipanti al progetto “1000fiori per 1000 api”.
Un lavoro continuo e appassionato con cui CLAUDIO
VERTUAN è impegnato a promuovere, attraverso progetti
scolastici mirati, la scoperta del mondo delle api.
20 /
della biodiversità.
Con i mieli del territorio lombardo a concorso,si scoprono
nuove varietà che sono un po’ anche il segno del
cambiamento climatico, come il miele di ailanto e di
lampone, talvolta mescolato al rododendro.
Rododendro, miele tipico delle nostre alpi lombarde è in
calo anche rispetto allo scorso anno; la stessa cosa può
dirsi del tarassaco, una delle prime fioriture al ripartire
della stagione produttiva. Un tempo era il primo miele
raccolto soprattutto nelle zone di pianura. Ora lo si ritrova
più spesso e frequentemente anche nelle zone di
collina e di media montagna. Segno di un clima diverso
e cambiato.
di miele.
Alla fine premi per gli apicoltori vincitori del Concorso e
per le Scuole.
Il Presidente provinciale e lombardo, Claudio VERTUAN,
ha ricevuto il PREMIO FAIR PLAY FOR API “ per rispetto,
correttezza,responsabilità nei confronti delle api.
Un PREMIO con cui il Comitato Nazionale FAIR PLAY
- Associazione benemerita del Coni presieduta da Ruggero
Alcanterini - ha voluto riconoscere a VERTUAN lo
straordinario lavoro realizzato in oltre 50 anni di lavoro
nel mondo delle API.
E poi miele di lavanda, di ciliegio - quest’anno poco rappresentato
al concorso - di rododendro-lampone, di tiglio-lampone
e il più tradizionale ,e ormai presente da
anni, castagno-tiglio detto anche castiglio.
Alcuni mieli, presenti al Concorso, stanno sparendo,
perchè le colture su cui le api vanno a bottinare, come
la colza e l’erba medica, non sono più tanto presenti in
Lombardia.
Il miele di castagno ha mantenuto i numeri dello scorso
anno,con 49 campioni, a riprova che la montagna è
sempre generosa.
Esigui i mieli di timo e di gelsomino, mentre il miele di
robinia si è presentato al Concorso con ben 92 campioni,
che indicano una buona produzione sia in pianura che
in collina ed è stato motivo di soddisfazione per gli apicoltori,
dopo anni di scarsa presenza di questa tipologia
21 /
TERRITORIO
A CURA DI | ROBERTA MORELLI
PRIMA CLASSIFICATA PER LA
GARA “MURO DI GOMMA”
C’è una situazione davvero insopportabile- una delle
tante - in questa città e cioè “ IL MURO DI GOMMA,
“ovvero la capacità di non dare risposte ai cittadini, se
non frasi stizzite, da parte non solo dei politici, ma anche
degli amministrativi.
Ricordiamo a costoro che sono pagati con i nostri soldi e
che a noi devono rendere conto in termini di educazione,
professionalità e gentilezza.
Lo so, lo so: qualcuno dirà che aver a che fare con il pubblico
che “ rompe “ sistematicamente è faticoso.
Giusto, ma quale lavoro non è, per un verso o per l’altro,
faticoso? Ecchè vogliamo il lavoro divertente, allegro e
anche ben retribuito? Non vi pare di chiedere troppo?
E torniamo al “ MURO DI GOMMA”. E’ normale che non
si ottenga uno straccio di risposta se non una presa per
i fondelli dilatoria o di commiserazione?
E’ normale scrivere quattro volte a un assessore e non
ricevere una riga di risposta anche del tipo “ La ringrazio
di avermi contattato e, a breve, le fisserò un appuntamento?
No, non è normale. E’ tipico dei parvenu della politica.
Quelli che catapultati lì, dopo aver fatto lavoretti vari o
altri mestierucci, grazie ai parenti, , pensano di essere i
regnanti d’Inghilterra. Ma ripigliatevi politici ridicoli che
nulla sapete e che fareste una pessima figura anche
come amministratori di condominio!
E con queste premesse siete, immeritatamente, ad occuparvi
di una città.
Ma ho capito. Non riusciamo a interloquire con voi perchè
non avete risposte decenti da dare ai cittadini, perchè
nulla sapete e quindi è meglio fare grandi sorrisi,
grande e scomposta gestualità, per confondere i sudditi
che, disgraziatamente, devono subire.
Ricordatevi che alla fine arriverà il conto, sarà salato e lo
pagherete voi.
Aspetto, in attesa che cambi l’aria e il ridicolo e falso “ Si,
grazie, “ sparisca nella montagna di palle che raccontate,
dato che di gentilezza, in questa disgraziata città,
non ce n’è nemmeno l’ombra.
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VIVI BRESCIA
A CURA DI | ROBERTA MORELLI
SOLENNITÀ DI SANT’ANGELA
COMPATRONA, CON I SANTI FAUSTINO E GIOVITA, DELLA
CITTÀ DI BRESCIA.
Sant’ Angela MERICI è stata una figura importantissima
nella vita bresciana e non solo.
Nacque a Desenzano intorno al 1474 e trascorse gli anni
della giovinezza tra Desenzano e Salò. A Salò divenne
Terziaria Francescana. Trasferitasi a Brescia si impegnò
completamente per tutti.
Era donna di intensa vita ascetica e di azione e fu donna
concreta nella sua vita privata e nei suoi rapporti sociali.
La vollero incontrare predicatori e teologi per essere illuminati
sulla Sacra Scrittura e a lei la gente ricorreva per
aiuto e consiglio.
La sua fu una vita dedicata alle opere di carità, alla vita
evangelica e alla condizione femminile che in quel periodo
storico non godeva certo di attenzioni, rivendicando
la figura della donna e la sua emancipazione attraverso
l’educazione, l’istruzione e il rispetto, divenendo
così madre, consigliera, pedagogista, operatrice sociale,
ma soprattutto sposa di Cristo.
Il 25 novembre 1535, a Brescia, Angela Merici diede avvio
ufficiale alla Compagnia di Sant’Orsola che fu fondamentale
per promuovere la dignità della donna, con
la consacrazione vissuta non più nei chiostri, ma nel
mondo, all’interno delle famiglie. I testimoni, sentiti dal
notaio Giovanni Battista Nazari nel 1568, raccontarono
che da lei andava la gente a chiedere consiglio per un
testamento, a chiedere un parere sui figli da maritare, o
un aiuto per mettere pace in famiglia.
L’ evangelismo di Angela Merici,maturò anche attraverso
i pellegrinaggi in un periodo storico tra il Quattrocento
e la prima parte del Cinquecento , ricco di fermenti
intellettuali, artistici e religiosi.
24 /
Il suo era un modello femminile che altro non era se non
la declinazione di quello praticato da Caterina da Siena
ed era ancor più efficace perchè si incarnava, e tuttora
si incarna, nelle laiche e nelle terziarie.
Angela Merici fu interprete delle richieste non solo delle
richieste dei bisognosi, uomini e donne che si rivolgevano
a lei per ottenere una grazia, ma anche con richieste
di clemenza politica, doti per ragazze povere e anche
favori politici.
Morì a Brescia il 27 gennaio 1540 ed è sepolta a Brescia,
nel Santuario a lei dedicato- ex Chiesa di S.Afra in via
Crispi.
Fu canonizzata nel 1807 da Papa Pio VII:
Il 27 gennaio di ogni anno nel Santuario di Sant’Angela
Merici e nella sottostante Cripta in via Crispi a Brescia,
così come nella Chiese a lei dedicate a Brescia e provincia,
la Compagnia di S.Orsola, le Figlie di Sant’Angela e
il Centro Mericiano, organizzano una serie di importanti
appuntamenti per far conoscere i luoghi a lei dedicati,
la sua vita e le sue opere.
E’ stata proclamata compatrona della città e della Diocesi
di Brescia, i cui patroni sono i Santi Faustino e Giovita,
il 24 gennaio 2010.
Inoltre,come per le celebrazioni dei Santi Faustino e Giovita,
viene allestita una fiera proprio in via Crispi: la Fiera
di Sant’Angela in modo che, anche in questa occasio-
25 /
ne,il sacro e il profano si fondono, creando occasioni di
incontro.
Oltre ai momenti di preghiera come le Sante Messe, i
Vespri solenni, il Santo Rosario e la Santa Messa animata
dagli studenti delle Orsoline, particolarmente apprezzate
sono state le visite guidate al Santuario e alla
Cripta, condotte dalle guide dell’Associazione Arnaldo
da Brescia.
Quest’anno le celebrazioni e tutto il calendario degli appuntamenti
sono stati curati da: Mons. Giovanni Palamini,
Rettore di Sant’Angela, dalla Superiora Giuseppina
Pelucchi, dal parroco Mons. Giovanni Manenti e dalle
Figlie di Sant’Angela e dal Centro Mericiano.
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La Poesia del mese
INDISSOLUBILI
La luna illumina,
di traverso,
una foto
tagliandoci in due
tu luce, io buio
ma ancora insieme
e in altro modo
indissolubili
Mauro Caliendo
29 /
INDICE
EV
EN
TI
Evento - Redazione - Fiaccola Olimpica a Brescia 32
Evento - Redazione - Mariangela Vanalli brilla alla Prima della Scala 2025 36
Evento - Redazione - La Mille Miglia incontra il Ministro Giuli 40
Evento - Roberta Morelli - Quarta Adizione del Grande Concerto di Capodanno
“Armonie senza tempo”
Evento - Redazione - Feralpi e il territorio: un legame di valore tra memoria,
futuro e cultura
Evento - Redazione - Remember Vintage Villa Fenaroli 14 - 15 marzo 2026 50
42
46
32
36
40
46
42
INVITI SPONSOR NETWORKING
50
ALLESTIMENTO
ORGANIZZAZIONE PARTECIPAZIONE PROGRAMMA LOCATION
EVENTO
A CURA DELLA | REDAZIONE
FIACCOLA OLIMPICA A BRESCIA
32 /
33 /
34 /
35 /
EVENTO
A CURA DELLA | REDAZIONE
MARIANGELA VANALLI BRILLA ALLA
PRIMA DELLA SCALA 2025
La prestigiosa Prima della Scala 2025 a Milano non è
stata solo una celebrazione dell’opera “Lady Macbeth
del distretto di Mcensk”, ma anche un abbagliante
omaggio alla moda e alla cultura. Tra gli ospiti illustri, la
top model internazionale Mariangela Vanalli ha catturato
l’attenzione con un’apparizione indimenticabile che ha
unito eleganza, arte e simbolismo.
Un Sogno Tiffany
Vanalli è arrivata indossando un abito color tiffany,
impreziosito da cristalli Swarovski, una creazione
del rinomato Atelier Milagros Ancheita. L’ensemble
era completato da una delicata rosa rosa in isolon
realizzata dall’artista di LaPetalaia, Marzia Fappani, che
aggiungeva un tocco poetico al suo look.
Bellezza e Stile
La sua presenza radiosa è stata ulteriormente valorizzata
dalla make-up artist Marina Santos, che ha creato un
look raffinato e luminoso, e dalla hairstylist Emilia De
Filippis, che ha acconciato i capelli con eleganza per
armonizzarsi perfettamente con l’abito e gli accessori.
Gioielli del Mare e del Cielo
Gli accessori hanno elevato l’outfit a un vero capolavoro:
una parure chiamata “Blue Eyes, La Felina”, con
gemme bianche, blu e rosa, perle marine e fluviali,
acquamarina, tormalina rosa e dettagli in oro filled 14 kt.
La combinazione evocava purezza marina e brillantezza
celeste, sottolineando la reputazione di Vanalli per il suo
gusto raffinato.
Riconoscimento Internazionale
L’ensemble non è passato inosservato. L’apparizione di
36 /
Vanalli è stata fotografata e pubblicata su importanti
riviste internazionali come Vanity Fair ed El Mundo, oltre
che su testate nazionali italiane tra cui La Repubblica, Il
Sole 24 Ore e Corriere della Sera. La copertura si è estesa
anche alla televisione, con servizi su Uno Mattina News
di RAI 1 e Studio Aperto su Mediaset.
Una Celebrazione
Oltre la Moda La presenza di Vanalli alla Scala ha
simboleggiato qualcosa di più della moda: è stata
un’affermazione di risonanza culturale, dove bellezza,
arte e intelletto si sono incontrati sotto la grande
tradizione del teatro d’opera più celebre di Milano.
Una Notte di Incontri
La serata è stata impreziosita dalla presenza di figure di
spicco come Milly Carlucci, Giorgia Cardinaletti e l’attore
Pierfrancesco Favino, che Vanalli ha avuto l’onore di
incontrare. Era accompagnata dalla sua cara amica
Francesca Frateantonio, scrittrice ed esperta editoriale
che attualmente collabora come autrice con Bompiani
& Giunti. Frateantonio ha offerto una riflessione culturale
sul ruolo delle donne in un contesto storico “senza
confini”, aggiungendo profondità intellettuale alla notte
di glamour.
Prima della Scala, Milano – 07 dicembre 2025
di Mariangela Vanalli, modella e giornalista di moda
Fotografia: Mauro Piatti
Abito: Atelier Milagros
Ancheita Gioielli: La Felina
Accessorio rosa in isolon: LaPetalaia,
artista Marzia Fappani
Hair Stylist: Emilia De Filippis
Make-up: Marina Santos
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EVENTO
A CURA DELLA | REDAZIONE
LA MILLE MIGLIA
INCONTRA IL MINISTRO GIULI
Mentre prende forma l’edizione 2026 della 1000 Miglia, si
sono ufficialmente chiuse le iscrizioni alla gara di giugno.
L’alto numero di richieste renderà particolarmente
impegnativo il lavoro della commissione selezionatrice
incaricata di definire l’elenco delle vetture ammesse.
Nel frattempo, proseguono con ritmo serrato tutte le
attività organizzative nel segno della Freccia Rossa.
Accanto agli appuntamenti sportivi previsti in Italia
e all’estero – tra cui la Coppa delle Alpi (12–15 marzo),
la 1000 Miglia Experience Italy (9–12 aprile) e gli eventi
internazionali in Florida, Svizzera, Austria, Grecia, Cina ed
Emirati Arabi – Automobile Club Brescia e 1000 Miglia
Srl stanno lavorando su diversi obiettivi strategici in vista
del 2027, anno del Centenario della prima edizione.
È recente l’avanzamento del processo di candidatura
della 1000 Miglia a Patrimonio Immateriale Culturale
UNESCO. In un incontro presso il Ministero della Cultura,
il Presidente di AC Brescia, Cav. Aldo Bonomi, e il
parlamentare bresciano Giangiacomo Calovini hanno
illustrato al Ministro Alessandro Giuli e al suo staff la
necessità di sostenere con decisione la candidatura
della corsa. Un confronto ritenuto essenziale per il
prosieguo del progetto, che punta al riconoscimento
internazionale del valore storico e culturale della Freccia
Rossa.
Secondo Aldo Bonomi: “La possibilità di condividere
con il Ministro l’importanza della candidatura UNESCO
rappresenta un momento significativo. Grazie
all’impegno dell’on. Calovini, deputato bresciano che ha
a cuore la propria città, il territorio e le sue espressioni
nel mondo e per le quali si spende in prima persona,
abbiamo trovato il supporto necessario per procedere
con rapidità. Stiamo lavorando - ha spiegato Bonomi -
affinché l’iter si concluda nel minor tempo possibile.”
Sempre secondo Aldo Bonomi: “Questo passaggio
40 /
segna una tappa cruciale per il futuro della 1000
Miglia, poiché il riconoscimento come Patrimonio
Immateriale Culturale UNESCO non solo valorizzerebbe
ulteriormente la storica corsa, ma rafforzerebbe anche
il legame tra il territorio bresciano, la sua tradizione
automobilistica e il panorama culturale internazionale.
Il coinvolgimento diretto delle istituzioni e il confronto
con il Ministero della Cultura testimoniano la volontà di
dare alla “Freccia Rossa” un ruolo di ambasciatrice del
patrimonio italiano.”
Il Presidente dell’ACI Brescia ha poi sottolineato come:
“In un contesto dove la tutela e la promozione delle
eccellenze nazionali sono fondamentali per il rilancio e
la visibilità globale, lavorare alacremente sull’iter della
candidatura significa cogliere al volo un’opportunità
unica, che potrebbe portare benefici concreti sia dal
punto di vista turistico sia per la crescita dell’intero
comparto legato alla manifestazione. L’auspicio - ha
concluso Bonomi - è che la sinergia con le istituzioni di
riferimento possa tradursi presto in un risultato concreto,
offrendo alla 1000 Miglia il riconoscimento che merita e
celebrando il suo valore storico e culturale in vista delle
importanti ricorrenze future.”
41 /
EVENTO
A CURA DI | ROBERTA MORELLI
QUARTA EDIZIONE DEL GRANDE
CONCERTO DI CAPODANNO “ARMONIE
SENZA TEMPO”
L’Associazione Arnaldo da Brescia ha organizzato anche
quest’anno, a San Barnaba, il Concerto di Capodanno
per augurare Buon 2026 alla cittadinanza. Un concerto
sempre molto atteso che il 1 gennaio 2026 ha registrato
il tutto esaurito per la professionalità degli artisti e per il
programma molto vario e piacevole che ha spaziato dai
brani classici, all’opera, all’operetta, alla musica da film
e al pop.
Dopo la presentazione di Sergio Isonni, insostituibile
compagno di viaggio sin dalla prima edizione e i saluti
istituzionali del Consigliere comunale Roberto Omodei,
della Consigliera Regionale Claudia Carzeri, di Simone
Agnetti per l’ABE, di Mons. Giovanni Manenti per le
parrocchie del Centro storico, ha preso la parola Roberta
Morelli che ha presentato le finalità del concerto, la
devoluzione del ricavato alla Chiesa di Sant’Angela
Merici e alla parrocchia di S.Afra e ha ringraziato gli
sponsor che ogni anno sostengono il Concerto: la Banca
Valsabbina, Libraccio, Bricchetti apparecchi acustici,
ABE che ha regalato un panettone a ogni spettatore, Il
Covo Agenzia Viaggi di Lonato e Voglia di Pane che con
il brand Arnaldo da Brescia produce il Pane, i Biscotti di
Nocciole e le Palle, tutto di Arnaldo da Brescia.
Bellissimo, come si è già detto, il programma che ha
alternato brani strumentali ad arie d’opera e operetta,
celebri colonne sonore per chiudere con il gospel Oh
happy day cantato in coro dal pubblico.
Giuliano Papa, al violoncello e Alessandro Biasi alla
chitarra, hanno affascinato il pubblico con La vita è bella,
What a wonderful world di Louis Armstrong, My Way il
brano reso celebre da Frank Sinatra, e Nuovo Cinema
Paradiso.
Il trio Voyagers Ensemble, con Damiano Maria Carissoni
al pianoforte, Yuko Boverio, soprano e Stefano Boverio
saxofoni hanno coinvolto il pubblico con i brani: Tu che
m’hai preso il cuor, Giù la testa, Czardas, Con te partirò.
Quindi ecco le note della Marcia Trionfale di Aida, Caruso
e l’intermezzo di Carmen al pianoforte.
Il baritono Michael Zeni, il tenore Nicolas Resinelli, il
soprano zosoprano Iryna Shteiner hanno incantato con
Un amore così grande, Duetto buffo di due gatti,
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Habanera, Tace il labbro, Là ci darem la mano, Nessun
dorma e due brani in inglese resi celebri da Bing Crosby.
Infine, tutti insieme, guidati dal Maestro Silvio Baracco
del Conservatorio di Brescia, hanno cantato Alleluja di
Leonard Cohen, Libiamo nei lieti calici e Oh happy day
in cui anche il pubblico ha cantato a squarciagola.
Un concerto molto applaudito, ricco di emozioni, di
ottima musica e di giovani artisti molto talentuosi ai quali
auguriamo una meravigliosa carriera professionale.
L’appuntamento è per il 1 gennaio 2027
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EVENTO
A CURA DELLA | REDAZIONE
FERALPI E IL TERRITORIO: UN LEGAME
DI VALORE TRA MEMORIA, FUTURO E
CULTURA
Il rapporto tra una grande industria e il territorio che
la ospita non si misura solo in termini di fatturato o
di occupazione, ma nella capacità di generare un
ecosistema di crescita reciproca. Per Feralpi Group,
questa relazione non è mai stata un accessorio del
business, bensì una missione fondativa. Coerenza,
continuità, impatto positivo e condivisione di valore
sono alcune parole chiave che legano anche una
delle più recenti iniziative che hanno legato il
gruppo siderurgico con il territorio: tra queste rientra
l’intitolazione del laboratorio di macchine utensili dell’IIS
“Luigi Cerebotani” di Lonato del Garda alla memoria di
Camilla e Carlo Pasini, che 58 anni fa insieme ad altri soci
hanno dato inizio a questa storia industriale.
La scuola come officina del futuro
L’intitolazione al Cerebotani non è un semplice tributo
formale, ma il riconoscimento di una “osmosi” costante.
In un’epoca in cui il mismatch tra domanda e offerta
di lavoro rappresenta una delle sfide principali per
l’economia nazionale, Feralpi ha scelto la strada della
presenza attiva. Il legame tra l’azienda e i giovani del
territorio si esplicita in una collaborazione che trasforma
la didattica in opportunità professionale concreta.
All’interno di quel laboratorio, dove gli studenti
apprendono l’arte della meccanica e della
trasformazione della materia, si respira la visione
del Gruppo: investire nel capitale intellettuale per
restare competitivi in un mercato globale sempre più
dominato dall’automazione e dall’intelligenza artificiale.
Per Feralpi, sostenere la formazione tecnica significa
garantire che il talento locale non debba emigrare per
realizzarsi, restando invece il volano dello sviluppo per
l’intera provincia di Brescia.
Questa partnership si declina in percorsi di alternanza
scuola-lavoro (PCTO), stage e corsi professionalizzanti coprogettati.
È un esempio di come l’industria possa farsi
“scuola” e la scuola possa farsi “impresa”, condividendo
lo stesso obiettivo: formare individui pronti a governare
46 /
le macchine, e non a esserne governati.
Dalla fabbrica alla città: la cultura come responsabilità
sociale
Se l’investimento sui giovani e sulla formazione
rappresenta uno dei pilastri su cui alimentare crescita
economica e valore sociale, il legame con la comunità si
estende ben oltre i confini del comparto manifatturiero.
Feralpi ha compreso, con decenni di anticipo sulle
moderne teorie della Responsabilità Sociale d’Impresa,
che una comunità prospera se beneficia di spunti
culturali e artistici. Applicando termini tecnologici si
potrebbe dire che la cultura è il “software” necessario
per far funzionare l’”hardware” della società civile.
In questo senso, il ruolo del Gruppo durante l’anno di
Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023 è
stato emblematico. Non si è trattato di una semplice
sponsorizzazione, ma di una partecipazione attiva
alla costruzione di una nuova identità territoriale.
Feralpi è stata tra i principali sostenitori di questa
iniziativa, credendo nel ruolo e nel patrimonio della
città di Brescia: un luogo caratterizzato non solo da un
orgoglio manifatturiero, ma anche da una volontà di
esprimersi come luogo di riscoperta bellezza, riflessione
e innovazione sociale.
Oltre alle eccellenze già presenti, un esempio tangibile
di questo impegno è stata la donazione dell’opera
monumentale “Mondo d’Acciaio” di Emilio Isgrò,
oggi parte integrante del Parco delle Sculture del
Viridarium nel Museo di Santa Giulia a Brescia. L’opera
è caratterizzata dalla “cancellatura” (segno distintivo
dell’artista) dei nomi delle nazioni, ad eccezione di
“Brixia”. Una scelta che non solo pone l’accento sulle
origini romane di Brescia, ma sottolinea quanto le
sue radici latine siano state di vitale importanza negli
sviluppi della sua storia e continuino a essere un punto
di riferimento e di forte valenza culturale e civile per
l’intero territorio.
Coerenza e impatto positivo: un modello di cittadinanza
d’impresa
Dietro queste progettualità c’è una volontà più alta,
quella che potrebbero chiamare condivisione di
valore. Un concetto che rende l’azienda promotrice di
un’azione, di restituzione al territorio del valore generato.
Questo approccio garantisce un impatto positivo che è
misurabile non solo in termini economici, ma anche in
termini di coesione sociale e qualità della vita.
L’impegno di Feralpi nella cultura si è manifestato negli
anni anche attraverso il sostegno al restauro di beni
47 /
architettonici, la promozione di eventi musicali e la
collaborazione con istituzioni museali fra cui Fondazione
Brescia Musei. Ogni iniziativa è legata da una profonda
coerenza: l’idea che l’acciaio e la cultura condividano
la stessa nobiltà se posti al servizio dell’uomo. Come
l’acciaio viene forgiato per costruire infrastrutture solide,
così la cultura viene promossa per costruire cittadini
consapevoli e preparati.
Un orizzonte di sviluppo sostenibile
Il racconto di Feralpi Group è dunque il racconto di
un’azienda che ha saputo evolvere mantenendo fede
alle proprie radici. In questo cammino, l’industria
siderurgica - spesso percepita come un settore pesante
e distante - può essere in realtà un centro pulsante di
umanità e progresso.
In questo, la visione di Camilla e Carlo Pasini viene
portata avanti dalla successiva generazione. La capacità
di guardare al domani con visione strategica, investendo
simultaneamente nella tecnologia più avanzata e
nell’anima della comunità, fa di Feralpi un modello di
riferimento. La sfida del futuro, tra transizione ecologica
e digitale, non spaventa chi sa di poter contare su un
legame così solido con il proprio territorio. Perché
quando un’azienda e una comunità crescono insieme,
il valore generato non è solo un profitto di bilancio, ma
un’eredità collettiva che resta nel tempo.
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EVENTO
A CURA DELLA | REDAZIONE
REMEMBER VINTAGE VILLA FENAROLI 14
- 15 MARZO 2026
Dopo il successo delle scorse edizioni a Villa Fenaroli di
Rezzato (Bs) Sabato 14 e Domenica 15 Marzo 2026 dalle
10.00 alle 20.00 si respirerà ancora aria di altri tempi
nei saloni e nelle gallerie di Villa Fenaroli Rezzato (BS)
con la nuova XXVI edizione primaverile di REMEMBER
VINTAGE ,la mostra mercato dedicata al Vintage che
permetterà di fare un tuffo nel passato a migliaia di
bresciani .
Vintage , Handmade , Design e Modernariato , ma
anche remake, riciclo creativo e collezionismo saranno
protagonisti assoluti in questa splendida Villa del ‘700
con 70 espositori da tutta italia!
Si potranno ammirare gli abiti dei piu’ grandi stilisti che
ancora oggi ispirano lo stile e il modo di vestirsi ,perche’
i corsi e ricorsi della moda ,tornano sempre.
Sottogonne di tulle , pieghe morbide di gonne a ruota, i
golf “ bon ton “ da portare sopra le spalle nude e coprire
le scollature vertiginose di abiti fascianti, le micro
borse con i manici oppure i guanti lunghi che ispirano
sensualita’.
LA MOSTRA MERCATO VINTAGE nelle sale di
questa prestigiosa dimora del ‘700 con il meglio di
abbigliamento e accessori vintage , modernariato
,oggettistica , arredamento d’epoca ,autoproduzioni e
remake con espositori provenienti da tutto il territorio
Nazionale, ma anche musica e spettacolo in questa due
giorni fantastica.
MOSTRA DI AUTO D’EPOCA in entrambe le giormate
a cura di Associazione Cenni storici, Concessionaria
Gozzini, Autovaletti e dai nostri amici collezionisti amanti
dei motori vintage nel cortile della villa e Shooting con
set fotografico questa volta in stile anni `60
FOREVER DANCE Sabato pomeriggio dalle ore 16.00 nel
Teatro Scalabrini, torna a grande richiesta la rassegna di
danza e spettacolo curato da Raffy Angel show con la
partecipazione di tante scuole di ballo . Special guests
Dj Dany e Franco Mussari con i vincitori di Miss e Mrs
Model Italia
SFILATA DI MODA VINTAGE Domenica dalle ore
16.00 nel Teatro Scalabrini da un’idea di Lucia Grumi
una straordinaria “Sfilata di moda anni ‘60” dedicata
interamente agli abiti da sposa e da cerimonia del
50 /
51 /
periodo , il fascino dello stile senza tempo di quel
decennio straordinario . Presentano Michele Ravani e
Nicol Pellegrini.
MOSTRA FOTOGRAFICA in entrambe le giornate
curata da Life Video Foto di Brescia dal titolo“Fotografia
pittorica“ con12 opere ispirate alla Pasqua e al realismo
tramandato.
VINTAGE SHOOT 60s Shooting fotografico nel giardino
della villa in tema Sixty a cura di Ferdy loZione Ferrazzi
I MITICI ANNI ’60 I Tre Quarti acoustic trio si esibiranno
dal vivo nel cortile della Villa con repertorio dei “Fab Four”
e altri grandi classici di quell’epoca con un dresscode
rigorosamente anni ’60 dalle 15.00 alle 16.00 allieteranno
lo shooting fotografico e tutto il pubblico presente.
BEATLES MEMORABILIA SHOW
Mostra di memorabilia e rarità dei Beatles a cura dei
Beatlesiani Associati d’Italia.
Una manifestazione di successo ,che ancora una volta
dimostra quel legame inscindibile con il passato che
arriva intatto ai giorni nostri e che permette a chi non
li ha vissuti di assaporare le atmosfere di quegli anni
indimenticabili
Un magico week-end sul sottile filo della nostalgia per
trascorrere delle giornate diverse in questo meraviglioso
contesto vintage!
ORARIO dalle 10.00 alle 20.00 in entrambe le giornate;
Ingresso al pubblico 9 euro per gli adulti con biglietto
valido per una singola giornata e possibilità di reingresso
all’evento nella giornata stessa , ingresso ridotto a 6 euro
per i ragazzi under 18 , ingresso gratis per i bambini
sotto i 12 anni.
DOG FRIENDLY quindi anche i nostri amici cani sono i
benvenuti se tenuti al guinzaglio .
Progetto e organizzazione Associazione Vinile Vintage
Brescia
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Tel / Whatsapp 338 2001012
52 /
53 /
INDICE
SP
OR
T
Sport - Redazione - Un 2026 di grandi speranze per lo sport bresciano 56
Sport - Redazione - Brillano le Stelle dello Sport del 2025
60
Sport - Redazione - Campionati Italiani Assoluti di tennis in carrozzina 66
60
56
66
SOLIDARIETÀ ENERGIA TECNICA
FORZA
ATLETA COMPETIZIONE ALLENAMENTO SQUADRA
SPORT
A CURA DELLA | REDAZIONE
UN 2026 DI GRANDI SPERANZE
PER LO SPORT BRESCIANO
Un ottovolante che potrebbe portarci vicini al sole della
gloria sportiva. Perchè il 2026 che si è appena aperto sulla
carta s’annuncia come un anno denso di aspettative
per i colori bresciani.
Già a febbraio potrebbero arrivare notizie straordinarie
dallo sci e dalle Olimpiadi di Milano Cortina grazie a Giovanni
Franzoni. L’atleta azzurro ha dimostrato nelle gare
che hanno preceduto le prove a cinque cerchi di poter
essere protagonista. Originario di Manerba, Franzoni
sogna di salire sul podio e con lui tutti gli appassionati
bresciani.
Occhi puntati anche sul calcio e sul campionato dell’Union
Brescia di Giuseppe Pasini e Eugenio Corini. La
squadra biancazzurra cercherà di ridurre le distanze in
classifica generale da un Vicenza che pare lanciatissimo
verso la serie B. L’obiettivo dichiarato a questo punto
della stagione è di riuscire a centrare un secondo posto
che in chiave playoff significherebbe saltare tutti i turni
preliminari per poi giocarsela in uno sprint finale al cadiopalmo.
Se l’obiettivo del Brescia è quello di tornare nel calcio
d’elite, Lumezzane ed Ospitaletto puntano al un 2026
56 /
che le confermi protagoniste in Lega Pro. Il Lumezzane
è partito male ma con l’avvento di Troise la squadra valgobbina
ha inalletato una serie di risultati positivi che
l’hanno trascinata ai margini della zona playoff e a questo
punto sognare è lecito. Ad Ospitaletto, dopo un 2025
da incorniciare, il sogno è mantenere la categoria e la
squadra dei due presidenti, Musso e Taini, sotto la guida
in panchina del bravo Quaresmini e con Paolo Musso
nelle vesti di giovanissimo ma capace direttore sportivo
naviga su posizioni di classifica attualmente tranquille e
vede il traguardo salvezza (senza passare dai playout) a
portata di mano.
Sogni di gloria anche nel basket. La Germani guida la
reagolar season dall’alto di un gioco spumeggiante e
capace di mettere in difficoltà tutte le avversarie. Coach
Matteo Cotelli si sta confermando come uno degli allenatori
più interessanti e capaci del panorama cestistico
nazionale. La scommessa che fece patron Mauro Ferrari
quando dovette dire addio a Poeta si sta rivelando più
che azzeccata. La Germani ha un traguardo ravvicinato
da raggiungere: la Coppa Italia con la Final 8 che la
vede tra le attese protagoniste in vista del rush finale in
campionato.
Nel volley la Consoli Sferc Brescia ha dimostrato di poter
essere protagonista ed i playoff sono l’obiettivo minimo
dalla formazione bresciana. Campionato tranquillo nelle
attese per il Tiesse Robot Rugby Calvisano.
Nel volley femminile la Valsabbinamillenium Brescia
57 /
ha confermato nella prima fase della stagione di poter
competere ad altissimo livello e di poter puntare alla
promozione in serie A1 grazie ad un eccellente parco
giocatrici, ad un buon staff tecnico e ad una organizzazione
societaria di primo livello.
Nella pallanuoto maschile l’eterna lotta tra Recco e Brescia
terrà banco anche quest’anno. Sulla carta i liguri
sembrano avere qualcosa in più ma negli scontri diretti
tutto può accadere.
VIDEO
BRESCIA
canale 118
tutti i lunedì alle 20:30
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MASSIMILIANO LANZANI
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SPORT
A CURA DELLA | REDAZIONE
BRILLANO LE STELLE DELLO SPORT
DEL 2025
E’ ormai diventato un appuntamento imperdibile per
lo sport bresciano. Al palazzetto dello sport del Centro
Sportivo San Filippo si è svolta la premiazione conclusiva
dell’edizione 2025 di “Stelle dello Sport” il riconoscimento
delle sportive e degli sportivi
che si sono distinti per gli elevati risultati agonistici ottenuti
nel 2025. Ventuno le squadre e 42 gli atleti e le
atlete premiati.
Testimonial dell’iniziativa la Pallacanestro Germani Brescia
con il capo allenatore Matteo Cotelli, il player development
coach David Moss e il cestista Joseph Mobio.
Nel corso dell’evento si sono esibiti Gunther Celli, giocoliere
bresciano di freestyle football, e Cristina Bresciani,
calciatrice bresciana protagonista di imprese memorabili:
27.440 palleggi consecutivi sul posto in cinque ore e
dieci chilometri percorsi palleggiando.
Nel corso della serata è stato poi assegnato il premio alla
carriera a Simone Tiberti, ex palleggiatore e ora vice allenatore
dell’Atlantide pallavolo - Gruppo Consoli Sferc
Brescia. Alla cerimonia hanno partecipato la sindaca di
Brescia Laura Castelletti e l’assessore alle Politiche in
materia di Sport Alessandro Cantoni.
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Tel. 030 3534168
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SPORT
A CURA DELLA | REDAZIONE
CAMPIONATI ITALIANI ASSOLUTI DI
TENNIS IN CARROZZINA
Nei Campionati Italiani Assoluti di tennis in carrozzina,
categoria Quad (atleti con lesioni anche agli arti superiori),
vince sempre Alberto Saja. Dopo il primo successo
in carriera, nel 2021 a Garbagnate, e i successivi a Torino
(2022) e Palermo (2023), il tennista bresciano di Active
Sport ha firmato il poker nello scorso fine settimana,
trionfando sui campi indoor dello Sporting Club Sassuolo.
Si tratta dell’ennesima vittoria consecutiva (nel 2024
la competizione per i Quad non si è disputata), conquistata
con un percorso fatto di tre successi in altrettante
sfide. Prima, il 51enne di Villanuova sul Clisi ha superato
per 6-1 6-3 la compagna d’allenamenti Maria Grazia Lumini,
poi ha lasciato tre game a Vincenzo Troilo (6-1 6-2)
e quindi si è imposto per 6-2 6-4 nel duello decisivo contro
il torinese Hegor Di Gioia, confermando il suo dominio
tricolore nella categoria. “Sono molto soddisfatto per
il nuovo scudetto – dice Saja –, arrivato a coronamento
di una buona stagione. A Sassuolo ho vinto due ottime
partite contro Lumini e Troilo, mentre la finale con Di
Gioia è stata più complicata, specialmente nel secondo
set”. Il bresciano è sempre stato in svantaggio, ma dal
3-4 ha trovato la forza per cambiare marcia, vincendo
gli ultimi tre giochi del duello e quindi il titolo. “Non è
stata la mia miglior prova – spiega –, perché ho faticato
a spingere, accusando anche un po’ di tensione. Ma è
bastato comunque. L’essere riuscito a vincere, pur senza
giocare al top, è una buona notizia: significa che posso
avere ancora un po’ di margine”.
Per Saja, l’ennesimo scudetto mette la ciliegina sulla
torta alla stagione della rinascita, dopo un 2024 al di
sotto delle aspettative causa infortunio. Quest’anno, il
bresciano è tornato in nazionale per la World Team Cup
disputata a marzo in Turchia, ha superato quota 30 titoli
internazionali nel circuito ITF (vincendo sia in singolare
sia in doppio negli eventi di Cuneo e Torino) e chiude da
66 /
n.36 della classifica mondiale. Il best ranking di numero
21, datato 2023, è ancora distante, ma c’è voglia di raggiungerlo
di nuovo e anche migliorarlo. “Nel complesso
– dice ancora – la mia è stata una buona stagione. Non
ho giocato molto a livello internazionale, ma quando
l’ho fatto è quasi sempre andata bene. Mi sono allenato
tanto e il prossimo anno vorrei tornare a competere
con più continuità nel circuito Itf, per risalire in classifica.
L’intenzione è di iniziare la stagione già a metà febbraio,
con i due tornei in programma a Bolton, in Inghilterra”.
Sempre agli Assoluti di Sassuolo, ottimo terzo posto
fra i Quad per Maria Grazia Lumini, altra atleta di Active
Sport. La 52enne di Travagliato, battuta da Saja e Di Gioia
nelle prime due giornate, ha vinto il duello decisivo
per il podio contro Vincenzo Troilo (6-3 3-6 6-1).
67 /
INDICE
RU
BRI
CHE
Social Dinner - Nadia Gerstgrasser - Incontri e amore a portata di swipe:
più possibilità, meno connessioni?
Moda - Alessia Gozio - Brown is the new black
Economia - Avv. Andrea Ziletti - Manovra 2026:
le principali novità in materia pensionistica
Marketing - Francesco Gusmeri- Il marketing non è pubblicità: perché essere
visibili non significa guadagnare.
Letteratura - Francesca Butti - Brescia si legge - “Una madre senza”:
il tabù dell’abbandono e il conflitto tra ambizione e maternità nell’Italia
del dopoguerra nell’esordio di Stefania Micheli
70
72
74
76
78
70
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78
76
NUTRIZIONE PREVENZIONE EQUILIBRIO RESILIENZA
RELAX ENERGIA VITALITÀ ALIMENTAZIONE
SOCIAL DINNER
A CURA DI | NADIA GERSTGRASSER
INCONTRI E AMORE A PORTATA DI
SWIPE: PIÙ POSSIBILITÀ,
MENO CONNESSIONI?
Dall’incontro casuale allo swipe quotidiano
In meno di dieci anni il mondo degli incontri è cambiato
radicalmente. Un tempo ci si conosceva per caso, tramite
amici, al lavoro, in un bar. Gli incontri avevano qualcosa
di imprevedibile, a volte goffo, spesso emozionante.
Oggi, invece, basta uno schermo, un dito e uno swipe.
Le app di dating hanno promesso di semplificare tutto:
più possibilità, più scelta, più controllo. Ma a quale prezzo?
Secondo diversi studi, non siamo mai stati così connessi
e, allo stesso tempo, così soli. Le piattaforme digitali hanno
trasformato le persone in profili, le emozioni in notifiche,
l’interesse in un match. Ogni incontro sembra potenzialmente
sostituibile, ogni conversazione fragile. Se
qualcosa non funziona, si passa oltre. Senza spiegazioni,
senza responsabilità. Il famoso ghosting è diventato una
pratica quasi normale, accettata come parte del gioco.
L’abbondanza di scelta, invece di rassicurare, spesso
paralizza. Davanti a centinaia di profili, diventa difficile
fermarsi davvero su qualcuno. Si confronta, si giudica, si
scarta. L’idea che “ci sia sempre di meglio” a portata di
swipe rende più complicato investire tempo ed energia
in una conoscenza reale. Così le relazioni diventano più
rapide, ma anche più superficiali. Più facili da iniziare,
più facili da abbandonare.
Quello che le app non possono restituire
C’è poi un altro aspetto, spesso sottovalutato: nelle app
manca tutto ciò che rende un incontro umano. La voce,
gli sguardi, la postura, i silenzi, la famosa chimica che
non si può spiegare a parole. Dal vivo percepiamo dettagli
che nessuna foto può raccontare e che nessuna chat
può sostituire. È lì che nasce l’intesa vera, quella che non
si può programmare né prevedere.
Negli ultimi anni, non a caso, sempre più persone dichiarano
una certa stanchezza da dating app. Una fatica
emotiva fatta di chat infinite, appuntamenti deludenti,
aspettative disattese. Cresce il desiderio di tornare a incontri
più autentici, più lenti, più spontanei. Di guardarsi
negli occhi, parlare senza distrazioni, condividere un
momento reale, senza dover performare o dimostrare
qualcosa.
70 /
Il ritorno agli incontri dal vivo
Ed è proprio da questo bisogno che nascono le Social
Dinner. Non come l’ennesima alternativa digitale, ma
come un ritorno all’essenziale: una tavola, una cena, persone
vere. Nessun algoritmo, nessuno swipe, nessuna
pressione. Solo il piacere di stare insieme e conoscersi
dal vivo, come una volta.
A differenza delle classiche cene per single, però, le
Social Dinner non sono pensate per chi cerca l’amore.
Sono aperte a chiunque desidera semplicemente conoscere
persone nuove, allargare la propria cerchia, creare
amicizie, condividere una serata diversa dal solito. Ed è
proprio questo mix a fare la differenza. Quando l’obiettivo
non è “trovare qualcuno a tutti i costi”, la pressione si
abbassa, le aspettative si alleggeriscono e tutto diventa
più naturale.
Ci si siede a tavola senza ruoli prestabiliti, senza etichette
(tranne quella del proprio nome!), senza obblighi. Si
chiacchiera, si ride, si ascolta. Se nasce un’amicizia, è già
un successo. Se scatta qualcosa di più, tanto meglio. Ma
nulla è forzato. Ed è in questa leggerezza che spesso nascono
le connessioni più vere.
Perché, alla fine, le relazioni — di qualsiasi tipo — non
nascono da uno schermo, ma da un incontro reale. E a
volte basta una cena per riscoprirlo.
E se anche tu sei un amante degli incontri veri, come
una volta, e ti rispecchi nella filosofia del piacere di fare
nuove conoscenze, c’è una tavolata di nuovi amici che
non vede l’ora di conoscerti alla prossima Social Dinner.
Nadia Gerstgrasser
Organizzatrice della Social Dinner e amante dell’offline
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MODA
A CURA DI | ALESSIA GOZIO
BROWN IS THE NEW BLACK
Il marrone non è mai stato così trendy.
Dall’abbigliamento agli accessori, il marrone ti permette
di creare un look contemporaneo e chic.
Spesso sottovalutato, questo colore caldo e naturale è in
realtà uno dei più versatili della moda, capace di adattarsi
a ogni stagione e a ogni occasione.
Dalle tonalità cioccolato intenso al beige più delicato, il
marrone si presta a creare outfit eleganti, casual o audaci.
Un’accoppiata vincente è senza dubbio marrone e nero.
Abbinare un cappotto marrone a un paio di pantaloni
neri o a una borsa nera crea un contrasto raffinato e
contemporaneo. Questo mix funziona sia per il giorno
che per la sera: elegante ma mai monotono, conferisce
al look una sensazione di modernità e raffinatezza.
Per chi preferisce uno stile più casual, il marrone dei
maglioni o degli stivali si abbina perfettamente ai jeans
neri, dando vita a un outfit equilibrato, caldo e facile da
indossare.
Inoltre, il marrone si abbina facilmente ad altri colori, dal
bianco ai toni più accesi come il verde oliva, il bordeaux o
l’arancione bruciato. Quindi, non abbiate paura di osare!
In sintesi, il marrone è il colore che non passa mai di
moda: versatile, elegante e incredibilmente facile da abbinare.
Potremmo quasi dire che “BROWN IS THE NEW BLACK”.
Vieni a scoprire tutta la collezione di Ego Shop in via X
Giornate 40, in centro a Brescia.
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ECONOMIA
A CURA DI | ANDREA ZILETTI
MANOVRA 2026: LE PRINCIPALI NOVITÀ
IN MATERIA PENSIONISTICA
La Legge Finanziaria per il 2026 introduce cambiamenti
importanti sul fronte delle pensioni, in particolare per
chi vuole andare in pensione prima dell’età di vecchiaia,
cioè 67 anni.
L’intento del Governo è rendere il sistema pensionistico
più sostenibile nel tempo, ma le nuove norme inevitabilmente
rendono l’uscita anticipata dal mondo del lavoro
molto più difficoltosa.
La novità più importante riguarda la possibilità di richiedere
il pensionamento anticipato. Attualmente infatti,
per poter andare in pensione prima dell’età di vecchiaia
bisogna avere 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini
e 41 anni e 10 mesi per le donne, indipendentemente
dall’età anagrafica. Una volta raggiunti questi requisiti,
la pensione può partire dopo una finestra temporale
di circa tre mesi. Con la manovra, resteranno gli stessi
requisiti, ma verrà introdotto un allungamento progressivo
della finestra di attesa: dal 2032 questa si estenderà
a 4 mesi, poi a 5 mesi nel 2034 e infine a 6 mesi dal 2035
in poi. Conseguenza di questo allungamento della finestra
temporale sarà che il lavoratore, anche dopo aver
74 /
maturato i contributi necessari, dovrà attendere più
tempo prima di ricevere l’assegno pensionistico. Inoltre,
per i lavoratori con una carriera interamente contributiva,
resterà la possibilità di un pensionamento anticipato
solamente se l’assegno mensile maturato sarà pari ad
almeno 3,2 volte l’assegno sociale (fissato in € 538,69).
Inevitabilmente con l’approvazione di questa finanziaria,
l’accesso al pensionamento anticipato sarà limitato
a coloro che durante la loro carriera lavorativa avranno
percepito redditi medio – alti.
Inizialmente la legge di bilancio avrebbe dovuto prevedere
anche una novità dirompente ed estremamente
controversa in materia di riscatto delle lauree ai fini
pensionistici. Con la legislazione attualmente in vigore
gli anni di studio universitario riscattati vengono considerati
a tutti gli effetti come anni di lavoro ai fini contributivi
e possono aiutare a raggiungere prima il requisito
contributivo dei 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41
anni e 10 mesi per le donne per la pensione anticipata.
Inizialmente la legge di bilancio per il 2026 prevedeva
che gli anni di studio riscattati sarebbero ancora stati
utilizzati per il calcolo dell’importo della pensione, ma
dal 2032 in poi una parte degli anni riscattati sarebbe
stata progressivamente esclusa dal computo dei contributi
utili alla pensione anticipata: nel 2032 non sarebbero
stati conteggiati 12 mesi, 18 mesi nel 2033, 24 mesi nel
2034, fino ad arrivare a 30 mesi dal 2035 in poi. Questo
avrebbe comportato una maggiore difficoltà nell’utilizzo
degli anni di studio per il raggiungimento del requisito
contributivo ai fini del pensionamento anticipato.
L’emendamento che prevedeva questa riforma è stato
tuttavia stralciato, data la contrarietà di gran parte delle
forze politiche presenti in Parlamento.
Nel complesso, anche senza la paventata riforma sulla
disciplina del riscatto degli anni della laurea, l’obiettivo
della Manovra 2026 è spingere i lavoratori verso pensionamenti
sempre più vicini all’età di vecchiaia.
Le modifiche introdotte dalla Finanziaria per il 2026 presentano
indubbiamente vantaggi sul piano della garanzia
di tenuta finanziaria del sistema pensionistico, in
quanto riducono le uscite anticipate e rafforzano il legame
tra contributi versati e prestazioni erogate.
Di contro, gli svantaggi ricadono soprattutto sui lavoratori:
l’allungamento delle finestre di attesa e la possibilità
di accedere al pensionamento anticipato solo una
volta maturato un certo importo di assegno pensionistico
limitano indubbiamente la flessibilità in uscita.
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MARKETING
A CURA DI | FRANCESCO GUSMERI
IL MARKETING NON È PUBBLICITÀ:
PERCHÉ ESSERE VISIBILI NON
SIGNIFICA GUADAGNARE.
NON TUTTO CIÒ CHE È CREATIVO FA VENDERE. NON TUTTO
CIÒ CHE È VISIBILE PRODUCE RISULTATI. UNA RIFLESSIONE
SUL MARKETING COME SISTEMA ECONOMICO E NON COME
ESERCIZIO DI IMMAGINE.
C’è una sensazione che accomuna molti imprenditori
quando si parla di marketing: confusione, spesso accompagnata
da una profonda frustrazione.
Si investono soldi, si cambiano agenzie, si fanno campagne,
contenuti, video, nuovi siti web. Eppure i risultati
restano incerti. Arriva visibilità, ma non fatturato. Arrivano
contatti, ma spesso sono solo curiosi, non clienti veri,
non persone disposte a spendere. Un mese sembra funzionare,
quello dopo si riparte da zero.
A quel punto nasce il dubbio più pericoloso: “Forse il
marketing è tutta fuffa”.
È comprensibile pensarlo, soprattutto dopo essere passati
dalle classiche agenzie “cool”: molto creative, molto
alla moda, spesso con sede a Milano, bravissime a vendere
status, percezione e immagine. Presentazioni perfette,
parole giuste, estetica impeccabile.
Ma quando si arriva al punto cruciale — vendite, margini,
numeri — il discorso si fa improvvisamente vago. Perché
quel tipo di marketing ha senso per multinazionali e
grandi brand, dove l’obiettivo è presidiare un’immagine.
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Per una PMI, per un imprenditore o un libero professionista
che deve far quadrare i conti, non basta “sembrare
più grandi”. Serve vendere prodotti e servizi.
Il vero problema è che oggi la parola marketing viene
usata per indicare qualsiasi cosa: social, pubblicità, branding,
creatività, storytelling. Ma se tutto è marketing, allora
niente lo è davvero. Così molte aziende partono dalle
azioni visibili — post sui social, reel, grafiche — senza
porsi una domanda fondamentale: quale risultato concreto
dovrebbe produrre tutto questo?
È una questione di economia di base.
Molte aziende spendono soldi inseguendo visibilità, viralità
e presenza: concetti vaghi, difficili da misurare, facili
da vendere ma complicati da collegare a un conto
economico. Si investe per “esserci”, per sentirsi attuali,
per dimostrare che l’azienda è moderna. Ma la modernità,
da sola, non paga le fatture.
Il punto è semplice: se un’attività investe 1 euro e non sa
quanto dovrebbe tornare indietro, non sta facendo marketing.
Sta facendo una scommessa. E nella maggior
parte dei casi, è una scommessa persa.
Il marketing non dovrebbe mai essere un costo fisso
giustificato dalla speranza o dal lancio di una moneta.
Da qui nasce la domanda inevitabile: cosa significa davvero
fare marketing? E quali risultati concreti ci si dovrebbe
attendere?
Fare marketing significa una cosa molto semplice —
e molto poco glamour: costruire un sistema che porti
clienti giusti, in modo prevedibile, a un costo sostenibile.
Non like, non visualizzazioni, non status percepito, ma
risultati.
Il marketing inizia quando un’azienda prende decisioni
precise.
Decidere chi è il cliente giusto, non in astratto, ma in
base a due fattori concreti: un bisogno specifico e una
reale capacità di spesa, tali da permettere all’azienda di
raggiungere gli obiettivi di incasso prefissati. Scelto il
cliente giusto, si decide quale problema risolvere. Non
tutti i problemi, ma uno solo, che sia chiaro e rilevante.
Da qui nasce l’offerta, non da intendersi come promozione
o sconto, ma come un servizio preciso, rivolto a un
cliente preciso, a un prezzo preciso e con un valore chiaramente
percepibile.
Solo dopo si lavora su come presentarla, comunicarla e
costruire un percorso che, utilizzando gli strumenti più
adatti — e non necessariamente i social media — porti
il cliente giusto ad avvicinarsi spontaneamente, fino ad
arrivare a chiederla. È l’esatto opposto di chi si rivolge indiscriminatamente
a chiunque, sperando che qualcuno
prima o poi compri.
Questo è marketing: un sistema che seleziona, orienta
e converte, riducendo il caso e aumentando il controllo
sui risultati.
Tutto il resto viene dopo, e funziona molto meglio.
Perché il marketing non è ciò che fa apparire un’azienda
più moderna.
È ciò che le permette di crescere senza affidarsi al caso,
di pianificare, investire e migliorare con criterio. In un
mercato sempre più affollato, il vero marketing non è
un accessorio:
è la differenza tra chi improvvisa e chi costruisce con
strategia e lungimiranza.
Francesco Gusmeri
Direttore di gusmarketing
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LETTERATURA
A CURA DI | FRANCESCA BUTTI / BRESCIA SI LEGGE
“UNA MADRE SENZA”: IL TABÙ
DELL’ABBANDONO E IL CONFLITTO TRA
AMBIZIONE E MATERNITÀ NELL’ITALIA
DEL DOPOGUERRA NELL’ESORDIO DI
STEFANIA MICHELI
“La parola madre vicino a Piera non si può mettere. È una
madre senza.”
Stefania Micheli, Una madre senza, pag. 181
Un passo a due fuori tempo, scomposto, doloroso. Piera
e Marinella, madre e figlia sulla carta, figure archetipiche
del non detto, del rancore carsico, si cercano, si attendono,
si ingarbugliano senza mai rivelarsi davvero. Sullo sfondo
di questo racconto a due voci, passano gli uomini, violenti,
insicuri, narcisi, accudenti ma mai risolutivi. Perché è la
femminilità la protagonista dell’opera prima di Stefania
Micheli, poliedrica attrice bresciana di nascita ma romana
da sempre.
Ed è sulla direttrice Brescia – Roma che si attorcigliano
anche le vite delle protagoniste di “Una madre senza”
(Edizioni Falsopiano), indissolubilmente unite da una distanza
siderale, non solo quella fra la cittadina provinciale
– che è poco più di un pettegolo paesone – e la suadente
capitale, nel pieno fermento del secondo dopoguerra. È
soprattutto la distanza tra desideri contrastanti, ambizioni
assecondate e negate, tra ideali di maternità che non
trovano incarnazione nel quotidiano.
Una madre senza, opera segnalata alla XXVI edizione del
premio Calvino, trascina il lettore in un gorgo di rapporti
irrisolti, primo fra tutti quello fra una madre e la sua sua
figlia primogenita.
L’elefante nella stanza: l’abbandono
“Non riconosce che mi ha fatto soffrire. Non vuole consolarmi.
Credo che mi basterebbe una parola, basterebbe
che mi dicesse “mi dispiace”. Ma non ce la farà mai. E io
non ce la farò mai a farle capire che adesso sono più forte
e che non subisco più le sue decisioni. Esce solo rabbia,
senza un perché”
78 /
Stefania Micheli, Una madre senza, pag. 126
C’è un abbandono che è l’elefante nella stanza. Marinella,
la figlia, dapprima lo rimuove, si carica sulle spalle il destino
di sua madre, negando il proprio, nella speranza di essere
finalmente “abbastanza” per essere vista ed amata.
E poi, quando realizza di essere stata inchiodata alla croce
di un padre anaffettivo e violento e di due fratelli rabbiosi
e indifferenti, lo evoca e lo giustifica: “No, lei non c’è, non
c’è mai stata. Perché non è capace” (pag. 145). E anche
Piera, la madre, lo nega per non incrinare l’immagine
vincente che ha di sé stessa. E lo fa fino alla fine dei suoi
giorni.
Brescia si legge (www.bresciasilegge.it) è un progetto
di promozione culturale dedicato ai libri che raccontano
Brescia e la sua provincia. Nato nel 2020, si pone l’obiettivo
di supportare la scena letteraria bresciana valoe
del senso del dovere.
“Non ho niente da farmi perdonare. Continuo a ripetermi
che non ho fatto niente. Non devono riuscire a farmi sentire
in colpa perché ho pensato prima a me che agli altri.
Avrò anche lasciato i figli, ma l’unico modo di essere una
buona madre è scarificare la propria vita per loro? Io non
ci credo”
Stefania Micheli, Una madre senza, pag. 124
Un quesito che resta sospeso tra i grumi di rabbia e la
nebbia delle paure. Quelle di Piera, di Marinella, quelle di
tutti noi.
“Se le nipoti domandano come ha fatto a lasciare i suoi
tre bambini così piccoli, lei risponde sgranando gli occhi:
Io non li ho mai abbandonati. Peccato che non ci sia più
la Marinella, lei ve lo potrebbe raccontare.”
Stefania Micheli, Una madre senza, pag. 199
L’abbandono è l’inciampo che non consente a nessuno
di condurre serenamente la propria esistenza. La bellezza
manipolatoria di Piera rende ancora più intricata la selva
di sentimenti contrastanti che si radica ad ogni giro
di pagina. Il racconto non è lineare, la temporalità è singhiozzante,
gli anni si intersecano, le amicizie si allentano,
i pensieri si fanno fitti e grevi. E cadono come maledizioni
sui più piccoli, sui neonati, sui bambini che assistono impotenti
ad una guerra non dichiarata e mai sopita.
Una scrittura chirurgica e frammentata
Stefania Micheli è asciutta e chirurgica nel presentare i
molteplici dialoghi interiori che non riescono a incanalarsi
in un’autentica comunicazione e quindi a modellare,
almeno in parte, la realtà.
La corsa alla ricchezza di Piera, nella Roma del boom, dei
pellegrinaggi e delle Olimpiadi, è l’eco di un’Italia in cerca
di benessere e di stabilità, in fuga dai lacci del patriarcato
rizzando il lavoro delle autrici e degli autori della nostra
provincia, creando occasioni di incontro e di formazione
e promuovendo la cultura e la letteratura a chilometro
zero.
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NEW
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I SARTI DELLA
COMUNICAZIONE
VERSO IL
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