PiùMe Magazine Marzo 2026
Scopri il Magazine di PiùMe di Marzo 2026: in copertina Margot Robbie!
Scopri il Magazine di PiùMe di Marzo 2026: in copertina Margot Robbie!
- Nessun tag trovato…
Trasformi i suoi PDF in rivista online e aumenti il suo fatturato!
Ottimizzi le sue riviste online per SEO, utilizza backlink potenti e contenuti multimediali per aumentare la sua visibilità e il suo fatturato.
2hbbGF
M A G A Z I N E
NUMERO 3 - MARZO 2026
COPIA OMAGGIO
LO SPORT RALLENTA
L’INVECCHIAMENTO E FA BENE
ALLA SALUTE
L’INVECCHIAMENTO NON È SOLO UNA
QUESTIONE DI ETÀ ANAGRAFICA.
DIPENDE DA MOLTI FATTORI E L’ATTIVITÀ
FISICA PUÒ RALLENTARLO.
VALENTINO
AL SUO NOME SUBITO SI ABBINA
L’IDEA DI ELEGANZA E BELLEZZA,
STILE E MADE IN ITALY.
ADDIO SONNO
L’INSONNIA HA TANTI VOLTI E DISTURBA
IL RIPOSO DI OLTRE 13 MILIONI DI
PERSONE ADULTE IN ITALIA, PER LA
MAGGIOR PARTE DONNE.
MARGOT
ROBBIE
Trentacinque anni, mamma da poco più
di un anno, attrice, produttrice e definita
la donna più bella del mondo.
KIMI ANTONELLI
È STATO RIBATTEZZATO COME L’ASTRO
NASCENTE DELLA FORMULA 1.
TRATTAMENTO COLORANTE
ISTANTANEO
TONO SU TONO CHE IN UNICO
GESTO INTENSIFICA,
NUTRE E RAVVIVA IL COLORE
IN SOLI 5 MINUTI
1
Applicare sui capelli
dopo lo shampo
2
Lasciare agire per 5 minuti
3
Risciacquare accuratamente.
Si attenua dopo 4/5 lavaggi
Natura e tradizione per la tua pelle
Bagnodoccia Shampoo Detergente Intimo Sapone Mani
4
M A G A Z I N E
EDITORIALE
di MAURIZIO BONUGLI
“La poesia non cerca seguaci,
cerca amanti”.
-Federico García Lorca-
POETICAMENTE
IL 21 MARZO NON SEGNA SOLTANTO L’ARRIVO DELLA PRIMAVERA. IN QUESTO GIORNO CI CELEBRA
ANCHE LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA POESIA CHE POI, A BEN VEDERE, GUARDANDO
ALLA MAGIA DEI COLORI E DEI PROFUMI DELLA NUOVA STAGIONE È COME SE IN QUEL GIORNO LA
POESIA SI GUARDASSE ALLO SPECCHIO. DEL RESTO SE LA POESIA ALTRO NON È CHE L’ANIMA E IL
CUORE CHE PRENDONO PAROLA… COSA C’È ALLORA DI PIÙ MAGICO?
Non si tratta di possedere la memoria
di antichi studi liceali o di quando il
“parafrasar” non ci era dolce perché
il confronto più che con l’Infinito a cui
anelava Leopardi era col prof di turno
pronto a rifilarci un bel tre sul registro
così da renderci l’immenso recanatese
noioso ed antipatico. Eppure, non tutti i
prof sono uguali. Anch’io ne ho conosciuti
di “preziosi” che mi hanno dapprima
appassionato alla curiosità, poi alla
bellezza ed infine al piacere della poesia.
Addirittura a scriverne. Eh sì perché da
qualche parte, in fondo a un cassetto o
dentro uno scatolone polveroso in soffitta
una tua poesia che ha raccontato di
un amore, di un sorriso, di un incontro
piuttosto che di un addio, di sicuro l’hai
scritta pure tu. E davvero non occorre
essere grandi poeti, critici letterari o
insigni accademici per dire, scrivere
o per “insegnar” poesia, basta vivere
intensamente.
Qualche tempo fa ho rivisto, con la stessa
emozione della prima volta, L’attimo
fuggente, un film che quando uscì nel 1989
con la regia di Peter Weir e la splendida
interpretazione di Robin Williams, mi
vedeva appena ventenne ed alle prese con
tutte le tribolazioni esistenziali di quell’età.
Esattamente le stesse traversie dei
protagonisti del film, gli studenti del
collegio maschile Welton il cui secolare,
immobile ed immutabile “tran-tran”
sarebbe stato sconvolto dall’arrivo del
nuovo insegnate di letteratura John
Keating. Un insegnante che offrirà una
inedita via d’uscita al conflitto che incendia
ogni ragazzo nel passaggio tra l’abbandono
del suo essere bambino innocente e più o
meno ignaro del mondo che lo circonda e
il giovane uomo o la giovane donna che si
affacciano su quel mondo col desiderio di
tuffarcisi dentro alla scoperta della vita che
verrà.
E allora come dimenticare quel frammento
del film in cui il professor Keating invita
l’alunno Perry a leggere l’introduzione del
saggio “Comprendere la poesia”?
Perry: “Comprendere la poesia di
Johnathan Evans Prichard, Professore
emerito. Per comprendere appieno la
poesia, dobbiamo, innanzitutto, conoscere
la metrica, la rima e le figure retoriche e,
poi porci due domande: uno con quanta
efficacia sia stato il fine poetico e due,
quanto sia importante tale fine. La prima
domanda valuta la forma di una poesia, la
seconda ne valuta l’importanza. Una volta
risposto a queste domande, determinare
la grandezza di una poesia, diventa una
questione relativamente semplice. Se
segniamo la perfezione di una poesia
sull’asse orizzontale di un grafico e la
sua importanza su quello verticale, sarà
sufficiente calcolare l’area totale della
poesia per misurarne la grandezza. Un
sonetto di Byron può avere valori alti in
verticale, ma soltanto medi in orizzontale,
un sonetto di Shakespeare avrà, d’altro
canto, valori molto alti in orizzontale e in
verticale con un’imponente area totale,
che, di conseguenza, ne rivela l’autentica
grandezza. Procedendo nella lettura
di questo libro, esercitatevi in tale
metodo di valutazione, crescendo così
la vostra capacità di valutare la poesia,
aumenterà il vostro godimento e la
comprensione della poesia”.
Professor Keating: “Escrementi! Ecco cosa
penso delle teorie di J. Evans Prichard. Non
stiamo parlando di tubi, stiamo parlando
di poesia, ma si può giudicare la poesia
facendo la hit parade. Gagliardo Byron, è
solo al quinto posto, ma è poco ballabile”.
“Adesso voglio che strappiate quella
pagina” … “coraggio strappate l’intera
pagina”… “coraggio strappatela…”!
Abbattere il conformismo, non accettare le
convinzioni o le teorie trionfanti solo perché
considerate “vere” dalla maggioranza. Nel
prosieguo del film, di lezione in lezione,
i ragazzi proprio grazie alla forza della
poesia riusciranno a far uscire la loro
essenza più profonda cominciando a
comprendere, per ognuno di loro, la vera
strada da seguire per conquistare non già
un titolo di studio ma la tanto sospirata
felicità.
Beh che dire? Quella lezione resta
attualissima. Perchè la poesia con la
sua magia del far parlare anima e cuore
continuerà ad accompagnarci ad ogni
età. Non dimentichiamolo e il prossimo
21 marzo prendiamo un libro di un poeta
che amiamo, apriamolo a caso e leggiamo
la prima poesia che ci appare davanti
agli occhi pensando ad una persona
importante. Io l’ho fatto anche adesso,
di Nazim Hikmet: “Il più bello dei mari è
quello che non navigammo. Il più bello
dei nostri figli non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni non li abbiamo
ancora vissuti. E quello che vorrei dirti di
più bello non te l’ho ancora detto”. Che la
poesia sia con voi!
5
M A G A Z I N E
PER UNA CASA PIÙ PULITA,
PIÙ A LUNGO!
Quasar da oggi è ancora più efficace: la sua formula,
potenziata con la nuova tecnologia, crea uno scudo
che rallenta l’accumulo di sporco e polvere su tutte le superfici.
Scopri le novità su
6
M A G A Z I N E
LA MONETA INVISIBILE
di MATTEO FORLI
LA BIKE ECONOMY
CORRE VELOCE
LA PASSIONE CRESCENTE PER LE ATTIVITÀ ALL’ARIA APERTA E LA VOGLIA DI
RITAGLIARSI MOMENTI DI SPORT DA CONDIVIDERE IN LUOGHI POCO CONTAMINATI,
SONO ALLA BASE DEL GRADUALE AUMENTO DEL CICLOTURISMO E DI CONSEGUENZA
DELL’ECONOMIA CHE VI GRAVITA ATTORNO.
Secondo Insart-Unioncamere,
in Italia nel 2024, il numero di
cicloturisti è cresciuto del 54%
rispetto al 2023, confermando
il cicloturismo come uno dei
settori più dinamici del turismo
e rappresentando una risposta
concreta alle sfide del turismo
moderno, sostenibile, inclusivo
e rigenerativo. Nel paese si sono
registrate 89 milioni di presenze
cicloturistiche, con un impatto
economico stimato di 9,8 miliardi
di euro sull’economia nazionale
Il cicloturismo rappresenta, ad
oggi, oltre il 10% del totale delle
presenze turistiche nel Paese.
Nel 2023, si contavano oltre 56
milioni di cicloturisti, con un valore
economico superiore a 5,5 miliardi
di euro, in crescita costante.
Numeri che dimostrano quanto
l’interesse nei confronti della bici
sia aumentato e questo a fronte di
un mercato delle biciclette poco
dinamico non solo in Italia, ma
in gran parte dei paesi europei.
Ovunque, infatti, si registra
una flessione nelle vendite: si
comprano meno bici ma si usano
di più, come dimostra il fatto che
l’uso della bicicletta nel paese
è aumentato del 27% in un solo
anno.
Ma il mercato del cicloturismo è
florido. E questo è dovuto anche
al fatto che il cicloturista spende
mediamente più della media
turistica italiana per beni e servizi,
rafforzando l’economia locale e le
filiere del turismo sostenibile. Il
suo valore economico, dunque, non
risiede più tanto nella produzione
della bicicletta, ma nel suo uso e
nella capacità di generare turismo,
servizi e indotto locale.
7
M A G A Z I N E
IKIGAI
8
M A G A Z I N E
LA VIGNETTA
di LUCA BALDI
9
M A G A Z I N E
SORRISI NATURALI.
10
Selezioniamo con cura i nostri ingredienti dalla natura
per combinare il meglio delle erbe e della tecnologia.
M A G A Z I N E
MONDO GREEN
di LARA VENÈ
GLI ANIMALI COMUNICANO
CON I COLORI
PELLI CHE CAMBIANO TONALITÀ, PIUME IRIDESCENTI, RIFLESSI ULTRAVIOLETTI
INVISIBILI ALL’UOMO: NEL MONDO ANIMALE MILIONI DI ESEMPLARI COMUNICANO
ATTRAVERSO I COLORI, A CUI VENGONO AFFIDATI MESSAGGI FONDAMENTALI PER LA
SOPRAVVIVENZA, LA RIPRODUZIONE E L’INTERAZIONE SOCIALE.
Un tipo di comunicazione studiata
dagli esperti del settore, che
affascina per la perfezione e la
chiarezza con cui si manifesta. Il
colore è usato per dire molte cose.
Il caso più emblematico è quello del
camaleonte che, contrariamente a
quanto si pensi, non cambia colore
solo per mimetizzarsi: le variazioni
cromatiche possono comunicare
anche aggressività, stress,
disponibilità all’accoppiamento o
sottomissione.
Un maschio dai colori accesi, ad
esempio, segnala dominanza,
mentre i colori scuri indicano
paura o sconfitta. Quando invece il
pavone maschio fa la ruota e apre
la sua coda composta da oltre 150
piume con ocelli multicolori, vuole
dimostrare la sua buona salute.
Diversi studi, infatti, hanno mostrato
che le femmine preferiscono maschi
con ocelli più numerosi, simmetrici
e luminosi, caratteristiche associate
a un sistema immunitario più
efficiente e a migliori condizioni
fisiche.
“Sono tossica” comunicano alcune
specie velenose di rana, come le
rane dendrobate o serpenti tropicali,
quando mostrano colori brillanti. Un
fenomeno noto come aposomatismo,
che avverte “non mangiarmi” e si
pensa possa spingere specie innocue
a imitare queste colorazioni per
trarne vantaggio.
Mentre in mare molti pesci tropicali
intensificano i colori durante la
stagione riproduttiva, e nei cieli
tropicali, ci sono uccelli come i
paradiseidi che sfoggiano piumaggi
accesi in vere e proprie esibizioni
visive per attrarre le femmine.
11
M A G A Z I N E
MARZO 2026
RUBRICHE
14 Mondo Donna
16 AltezzeREALI
18 News Italia Mondo
20 Salute & Benessere
22 Good Mind
24 Correva l’anno
30 Self-made stories
REPORTAGE
26 LO SPORT
FA BENE ALLA SALUTE
32 ADDIO SONNO
26
LO SPORT
FA BENE
ALLA SALUTE
L’INVECCHIAMENTO NON È SOLO UNA
QUESTIONE DI ETÀ ANAGRAFICA.
DIPENDE DA MOLTI FATTORI E
L’ATTIVITÀ FISICA PUÒ RALLENTARLO.
PERSONAGGIO DEL MESE
36 VALENTINO
RUBRICHE
44 Zona Beauty
46 Tutto intorno all’arte
48 Speciale Moda
50 Zona Fitness
52 Red carpet
54 Consigli per la casa
56 Io viaggio da sola
58 Le ricette di PiùMe
62 Garden Place
64 Matrix
66 The Winner:
KIMI ANTONELLI
82
MARGOT
ROBBIE
Trentacinque anni, mamma da poco più
di un anno, attrice, produttrice e definita
la donna più bella del mondo.
66
KIMI
ANTONELLI
È STATO RIBATTEZZATO COME L’ASTRO
NASCENTE DELLA FORMULA 1.
12
PIÙME MAGAZINE
è una rivista di GENERAL PROVIDER Srl registrata
presso il
Tribunale Ordinario di Lucca. Num. R.G.1009/2015
Numero Reg. Stampa: 9in data 01/09/2015
EDITORE: Pietro Paolo Tognetti
DIRETTORE RESPONSABILE: Luigi Grasso
DIRETTORE EDITORIALE: Maurizio Bonugli
ART DIRECTOR: Luca Baldi
HANNO COLLABORATO:
Irene Castelli - Massimo Forli - Tiziano Baldi Galleni
- Giuditta Grasso - Lara Venè - Chiara Zaccarelli -
Virginia Torriani - Giulia Biagioni - Fabrizio Diolaiuti
- Stefano Guidoni - Katia Brondi - Silvio Ghidini -
Redazione “I Consigli di Barbanera” - Camilla Zucchi
- Sofia Pieraccini - Giulia Patroncino - Leonardo
Pinzuti / Selenia Erye
Direzione, redazione e amministrazione:
Via delle Ciocche, 1157/A
55047 Querceta - Seravezza (LU)
Tel. 0584/752891 - 0584/752892 Fax 0584/752893
maurizio.bonugli@generalgruppo.com
Fotolito e stampa:
Rotolito S.p.A. Via Sondrio 3 (angolo Via Achille
Grandi)
20096 Seggiano di Pioltello (MI) Italy n° ROC 25471
M A G A Z I N E
32
ADDIO
SONNO
L’INSONNIA HA TANTI VOLTI E
DISTURBA IL RIPOSO DI OLTRE 13
MILIONI DI PERSONE ADULTE IN
ITALIA, PER LA MAGGIOR PARTE
DONNE.
72 Le avventure di PrìMo: Ti racconto un libro
74 Sulla strada
76 La 25°ora
78 My book
80 Teatro & Musica
82 On stage: MARGOT ROBBIE
86 Un anno di felicità con Barbanera
88 L’altro sport
90 Home sweet home
92 I giochi di PiùMe
94 I Care
96 Qua la zampa!
98 L’Oroscopo di PiùMe
36
VALENTINO
AL SUO NOME SUBITO SI
ABBINA L’IDEA DI ELEGANZA
E BELLEZZA, STILE E
MADE IN ITALY.
48
PRIMAVERA,
CON LE RIGHE
GIUSTE
NATE COME MOTIVO FUNZIONALE
ENTRANO NEL GUARDAROBA DELLE
DONNE CHIC CON COCO CHANEL,
CHE LE TRASFORMA IN SIMBOLO DI
LIBERTÀ BALNEARE.
Il mondo PiùMe
sempre con te!
LA NUOVA APP PIÙME:
LA TUA PIÙCARD SEMPRE CON TE E TUTTO
IL BELLO DELLE OFFERTE E DEGLI SCONTI
DA OGGI ANCHE SUL TUO SMARTPHONE!
Scarica gratuitamente
la nuova app PiùMe!
PIUME.IT
Copyright 2025 GENERAL PROVIDER Srl
Tutti i dirittti riservati. Testi, fotografie e disegni contenuti
inquesto numero non possono essere riprodotti, neppure
parzialmente, senza l’Autorizzazione dell’Editore.
Pubblicazione mensile in attesa di registrazione presso il
tribunale di Lucca.
Le immagini utilizzate, dove non diversamente indicato,
sono di proprietà dell’archivio fotografico ADOBE STOCK.
13
LAVORA
CON NOI
JOB.IPERSOAP.COM
M A G A Z I N E
MONDO DONNA
di LARA VENÈ
PACE PIÙ DURATURA SE A
RAGGIUNGERLA SONO LE DONNE
ONO ORMAI DIVERSI GLI STUDI CHE DIMOSTRANO COME LA PRESENZA DELLE
DONNE AI NEGOZIATI DI PACE SIA FONDAMENTALE PER RENDERELI PIÙ
FRUTTUOSI E DURATURI.
Le ricerche hanno analizzato
gli accordi a cui ha partecipato
personale diplomatico in
rosa, mettendo in luce che le
donne spesso portano nelle
negoziazioni una prospettiva più
inclusiva, focalizzata su strutture
sociali e comunitarie, oltre che
sulla cessazione della violenza,
contribuendo a una pace più
stabile e duratura.
In particolare, secondo
l’analisi di UN Women, l’entità
delle Nazioni Unite dedicata
all’uguaglianza di genere e
all’emancipazione femminile, la
presenza femminile nei processi
di pace incrementa del 20%
la probabilità che un accordo
duri almeno due anni. Questa
probabilità sale al 35% per
accordi che durano almeno 15
anni. La presenza delle donne
nei processi di pace, dunque,
non è solo una questione di
equità, ma anche di efficacia. Per
questo, già nel 2000 il Consiglio
di Sicurezza delle Nazioni Unite,
con la Risoluzione 1325, ha
istituito l’agenda Donne, Pace e
Sicurezza (WPS), che riconosce il
ruolo fondamentale delle donne
nella prevenzione dei conflitti,
nella negoziazione, nella
costruzione e nel mantenimento
della pace, chiedendo la loro
piena partecipazione nei processi
decisionali relativi alla sicurezza.
Atti vani però: nonostante
i progressi istituzionali, la
presenza femminile negli accordi
di pace rimane fortemente
limitata. Nel 2024, in media solo
il 7% dei negoziatori e il 14% dei
mediatori nei processi di pace
formali era composto da donne.
14
M A G A Z I N E
15
M A G A Z I N E
AltezzeREALI
di KATIA BRONDI
CATERINA DI RUSSIA
IL CORAGGIO DI ROMPERE LE REGOLE
Sofia Federica Augusta, Caterina di
Russia (1729 – 1796) proviene dalla nobiltà
di un piccolo principato tedesco. Di
famiglia religiosa, tedesca, protestante
luterana, si converte al cristianesimo
ortodosso. A 33 anni diventa zarina
di tutte le Russie. Governa da sola
l’impero russo per 34 anni, fino alla sua
morte. Sovrana assoluta di un grande
impero e amata dai grandi filosofi tanto
che Voltaire sarà il primo a chiamarla
“Caterina la Grande”. Al tempo la corte
russa era nelle mani dell’Imperatrice
Elisabetta, zia di Pietro III, erede al
trono e futuro marito di Caterina. Nel
1762 Elisabetta muore e il granduca
diventa lo zar di Russia ma è totalmente
incapace di dirigere un impero. Governò
solo da gennaio a luglio del 1762
quando Caterina mise in atto un colpo
di stato per sottrargli il potere.
Il matrimonio non consumato
Dopo nove mesi di matrimonio l’erede
tarda ad arrivare. Caterina definisce il
marito un “bambino in un corpo d’uomo”.
Il primo ministro si presenta da
Caterina e le spiega che “deve imparare
a prestarsi più docilmente ai gusti
del marito, a dimostrarsi compiacente,
gradevole, amorosa, ardente e se occorre
a impiegare tutti i mezzi in suo potere
per ottenere la tenerezza di suo marito
e assolvere il suo compito”. Caterina
scrive e confessa che lei stessa era ben
disposta ad assolvere ai suoi doveri ma
avrebbe avuto bisogno di un marito che
fosse “normale”. Nella corrispondenza
diplomatica di corte si parla di un problema
fisico di Pietro che gli impedisce
di avere rapporti soddisfacenti e avere
figli, benché le donne gli piacciano.
Dopo 9 anni di matrimonio Caterina
partorisce un figlio maschio. Gli storici
concordano che il figlio sia dell’amante
di Caterina.
Una sovrana fuori dal suo tempo
La zarina studia enciclopedie, interi
dizionari, legge Montesquieu, Voltaire,
scrive poesie, commedie, opere buffe,
articoli di giornali, libri di storia, romanzi,
scritti pedagogici e annota le sue
memorie. Ci fu una grande corrispondenza
con i filosofi del tempo. Quando
Voltaire muore, Caterina compra la sua
biblioteca, con tutte le sue annotazioni,
ancora oggi presente a Pietroburgo. È
una sovrana colta, spiritosa divertente,
anomala per il tempo.
Caterina la Grande
Diventò russa, si convertì al cristianesimo
ortodosso e imbevuta dell’idea di
grandezza dell’impero, ambì all’espansione
della Russia verso l’Europa e verso
il Mediterraneo. La Russia si estese
su tutti i fronti prendendo spazio nel
Baltico, ottenendo uno sbocco sul mar
Nero. L’impero russo divenne la potenza
egemonica dell’Europa orientale.
Conosceva le idee illuministe ed iniziò
ad ammodernare il Paese, dichiarando
che la tolleranza è la prima delle virtù
e di essere un’amica dell’umanità.
Parlava di uguaglianza e di libertà.
Affermò che il sovrano è colpevole se
i sudditi sono scontenti di lui. Creò
scuole, accademie e università. Ridusse
l’applicazione della tortura e della pena
di morte. Avrebbe voluto abolire la
servitù della gleba ma poi si convinse
che sarebbe stato uno sbaglio.
Abolire l’assolutismo non sarebbe
stata una buona idea perché il popolo
va comandato. La rivolta popolare
di Pugaciov che vide l’insorgere dei
contadini per il malcontento generale
finì con la cattura del loro leader, che si
finse Pietro III, e con la sua uccisione.
L’insorgenza dei contadini rese Caterina
ancora più acida e restia nei confronti
del popolo. Lo scoppio della Rivoluzione
francese, poi, le fece cambiare opinione
sull’idea di libertà, uguaglianza
e fraternità per paura che la situazione
potesse ripetersi sotto i suoi occhi.
Caterina, “degustatrice di amanti”
A corte il nome di Caterina era legato
alla libertà che la zarina ebbe nella su
vita privata. Lo stesso figlio Paolo, erede
al trono, era sicuramente frutto della
relazione con il favorito Sergéi Saltikov.
Seguirono Grigori Orlov, nel periodo
durante il quale il marito Pietro venne
misteriosamente assassinato. Ma il
grande amore di Caterina fu Grigori
Potemkin. Seguirono molti altri amanti
tra nobili e militari. Ma la passione e
l’amore non distolse Caterina dal suo
potere assoluto al quale nessun uomo
poteva avvicinarsi. Caterina fu molto
generosa con i suoi amanti che, una
volta allontanati, venivano ricompensati
con titoli, incarichi e denaro.
Morì all’età di 67 anni inasprita e
sconvolta dalle rivoluzioni lasciando la
Russia sulla soglia di una modernizzazione
che non era riuscita a portare a
termine.
16
M A G A Z I N E
17
M A G A Z I N E
NEWS ITALIA MONDO
di GIUDITTA GRASSO
IL PELUCHE TRISTE
A volte un errore di fabbrica può dire molto più di quello che sembra. È il caso del “cavallo che
piange”, un peluche rosso prodotto dalla Happy Sister per festeggiare l’imminente Capodanno
cinese. Doveva essere un gadget simpatico e divertente, ma qualcosa nella catena di montaggio è
andato storto: le narici sono state cucite al contrario e il sorriso è finito a testa in giù. Il risultato è
un musetto malinconico quasi in lacrime. Incredibilmente, il giocattolo è andato a ruba, diventando
il manifesto di una generazione sfinita dal burnout. In Cina, dove i turni infiniti del sistema
“996” (dalle nove alle nove, sei giorni su sette) restano una realtà durissima nonostante i divieti,
quel peluche difettoso è diventato uno specchio. Sui social i lavoratori scrivono: “Sono io dopo
l’ufficio”. Nato per celebrare, ha finito per dare voce a chi non ce la fa più, ricordandoci che dietro
un prodotto sbagliato spesso c’è la mano stanca di chi lavora troppo.
LA NOTTE IN AUSTRALIA
Una donna a Brisbane era convinta che quel peso sullo stomaco fosse il solito vizio del suo
cucciolo, deciso a schiacciare un pisolino proprio sopra di lei. Invece, nel buio della sua stanza,
la mano ha sfiorato qualcosa di molto più freddo e viscido. Non era il cane, ma un pitone tappeto
lungo due metri e mezzo che, in cerca di un po’ di calore, aveva scelto il torace della donna come
letto. Una scoperta da brividi che avrebbe fatto perdere i sensi a chiunque. Mentre Rachel restava
immobile, paralizzata dal terrore, suo marito è intervenuto in modo tempestivo. Prima mettendo
al sicuro gli animali domestici per evitare che aggredissero il rettile, poi ha avvolto il serpente
in una coperta e lo ha letteralmente gettato fuori dalla finestra. Il serpente era talmente grande
che, mentre era avvolto al corpo della dona, la coda spuntava ancora oltre il davanzale. Per
fortuna si trattava di una specie non velenosa, ma la lezione è chiara: in Australia, anche un gesto
d’affetto nel sonno può nascondere squame e sorprese terrificanti.
DUST - LA VIA DELLA SABBIA
Lorenzo Barone non ha ancora ripreso l’equilibrio sulla terraferma, ma sta già pianificando il
prossimo passo. Il ventottenne umbro è appena sbarcato nella Guyana Francese dopo aver solcato
l’Atlantico a remi, senza vela né motore: trentasette giorni di lotta contro l’oceano partendo
dal deserto del Sahara. Una traversata di 4.500 chilometri che è solo una parte del progetto “Dust
– La via della Sabbia”, un viaggio simbolico che collega le polveri sahariane alla foresta amazzonica.
“Ora cerco una bici usata per raggiungere il Brasile”, ha raccontato, spiegando che poi
si sposterà in canoa lungo il Rio Negro per infilarsi nel cuore dell’Amazzonia fino alle Ande. Con
oltre centomila chilometri già percorsi tra i ghiacci della Siberia e le sabbie africane, Barone si
conferma un instancabile viaggiatore dei confini: per lui, l’Oceano Atlantico è stato solo un ponte
verso la prossima avventura.
TOSSE METALLICA
Tossiva da giorni e sentiva uno strano dolore al petto, ma mai avrebbe immaginato che la causa
fosse un attrezzo metallico “dimenticato” nel suo corpo. Una donna di Reggio Calabria ha scoperto
così, dopo una TAC, di avere un cacciavite odontoiatrico incastrato nel polmone destro. Lo
strumento, usato solitamente per fissare gli impianti dentali, era stato inalato per sbaglio durante
una seduta dal dentista senza che nessuno se ne accorgesse. La situazione era critica: oltre
all’oggetto metallico nel bronco, i medici del Gom hanno trovato dell’aria dove non doveva esserci.
L’équipe di chirurgia toracica ha dovuto agire in fretta con un’estrazione d’urgenza per liberare il
polmone prima di complicazioni peggiori. Tutto è andato per il meglio e la donna è tornata a casa
in salute, mentre l’ospedale ha pubblicato le foto dell’incredibile “reperto”. Resta il mistero su
come un cacciavite possa finire inalato durante un lavoro ai denti senza lanciare un immediato
allarme.
18
M A G A Z I N E
19
M A G A Z I N E
NEWS BENESSERE
di VIRGINIA RICCI
Allergie primaverili:
piccoli rimedi naturali che aiutano davvero
Con l’arrivo della primavera aumentano pollini e allergeni, ma alcuni accorgimenti
naturali possono alleviare i sintomi. Lavaggi nasali con soluzione salina aiutano a liberare
le vie respiratorie, mentre l’utilizzo di miele (rigorosamente del nostro territorio
e biologico) ma anche alimenti ricchi di vitamina C possono sostenere le difese. Utile
anche arieggiare la casa nelle ore meno critiche e lavare spesso tessuti e capelli, su
cui il polline si deposita facilmente.
Aria più pulita in casa:
perché la primavera è il momento giusto
Con la primavera i pollini e gli allergeni aumentano anche dentro casa: un purificatore
d’aria con filtro HEPA intrappola almeno il 99,97 % delle particelle fino a 0,3 micron
(pollini, polvere, acari, peli di animali), migliorando la qualità dell’aria e favorendo
respiro e sonno migliori. Questi filtri meccanici non generano ozono né sottoprodotti
nocivi e vanno sostituiti regolarmente per mantenere l’efficacia. Posiziona il purificatore
nelle zone dove passi più tempo, come la camera da letto o il soggiorno, per ridurre
allergeni e irritazioni respiratorie durante tutto il giorno.
Pulizie di primavera pet-friendly:
attenzione ai prodotti
Quando si fanno le grandi pulizie, chi vive con animali dovrebbe evitare detergenti aggressivi.
Aceto, bicarbonato e sapone neutro sono alternative efficaci e più sicure per
cani e gatti. È bene sapere che non tutti i detergenti sono pet-friendly, con agenti chimici
che possono danneggiare la cute o infastidirli con la loro profumazione. Controllare
quindi l’assenza di ammoniaca, candeggina, cloro, formaldeide e alcol isopropilico.
Due mele al giorno: ecco perché funziona
Secondo un medico interpellato dal magazine francese “Top Santé”, mangiare una
o due mele al giorno può contribuire in modo concreto alla riduzione del colesterolo
LDL. Il merito è soprattutto della pectina, una fibra solubile che rallenta l’assorbimento
dei grassi e favorisce la loro eliminazione. I polifenoli, concentrati nella buccia,
svolgono invece un’azione antiossidante utile per la salute cardiovascolare.
Meglio consumarle intere, crude e non sbucciate, inserite in una dieta equilibrata.
Sei stressato? Un esercizio rilassa in 5 minuti
Quando il ritmo quotidiano ti travolge, la tecnica semplice della “coerenza cardiaca”
può calmare corpo e mente in appena 5 minuti, suggeriscono alcuni psicologi: inspira
lentamente per 5 secondi, poi espira per 5, ripetendo fino alla fine del tempo. Questo
tipo di respirazione aiuta a riequilibrare il sistema nervoso, ridurre la frequenza
cardiaca e favorire una sensazione di calma duratura. Metti il timer, chiudi gli occhi e
prova subito: è una soluzione rapida per gestire stress ed emozioni intense anche nella
frenesia della giornata.
20
M A G A Z I N E
Inizia dallo spazio interdentale
per un’igiene orale totale
Aggiungere la pulizia interdentale alla tua igiene orale
quotidiana è SEMPLICE COME CONTARE FINO A 3
1. Pulisci tra i denti
2. Spazzola i denti con spazzolino e dentifricio
3. Risciacqua
GUM SOFT PICKS® PRO
Inquadra il QR code
e scopri di più
21
M A G A Z I N E
GOOD MIND
di GIULIA BIAGIONI
“CHE SONNO!”
IPERSONNIA: QUANDO DORMIRE TANTO NON BASTA PER SENTIRSI MEGLIO
Capita a tutti di attraversare
periodi di grande stanchezza,
in cui si desidera solo dormire.
Ma cosa succede quando
la sonnolenza diventa una
compagna fissa, anche dopo notti
lunghissime? In questo caso non
parliamo più di “essere stanchi”,
ma di ipersonnia: un disturbo del
sonno in cui il bisogno di dormire
è eccessivo e, soprattutto, non
davvero ristoratore.
Chi soffre di ipersonnia può
dormire molte ore per notte, fare
sonnellini durante il giorno e
tuttavia sentirsi costantemente
intontito, rallentato, mentalmente
“annebbiato”. Restare svegli a
lezione, al lavoro o persino mentre
si parla con qualcuno diventa una
sfida. La concentrazione cala,
l’umore ne risente, le relazioni
possono soffrire di questa
perenne “modalità risparmio
energia”.
È importante distinguere
l’ipersonnia dalla normale
stanchezza dovuta a periodi
intensi o notti in bianco: in quei
casi, un po’ di riposo extra di
solito basta. Nell’ipersonnia
no. Anche dopo tanto sonno, il
corpo e il cervello sembrano non
“riavviarsi” davvero.
Le cause possono essere diverse:
disturbi del sonno come le
apnee, condizioni neurologiche,
depressione, effetti di farmaci,
fino alle forme cosiddette
idiopatiche, in cui l’eccessiva
sonnolenza è un disturbo in sé.
La buona notizia è che non si è
condannati a vivere perennemente
esausti. Il primo passo è non
normalizzare una stanchezza che
dura da mesi e che interferisce
con la vita quotidiana: parlarne
con il medico o con uno psicologo
esperto del sonno può portare a
esami specifici e a un percorso
mirato. Interventi su abitudini
di vita, gestione dello stress,
psicoterapia e, in alcuni casi,
trattamenti medici possono
migliorare significativamente la
qualità della veglia e del sonno.
Perché sì, dormire è
fondamentale, ma quando il sonno
diventa una prigione più che un
rifugio, può essere il momento di
chiedere aiuto.
Giulia Biagioni
Psicologa abilitata, laureata in Psicologia Clinica e
della Salute. Esperta in Psicologia dell’età evolutiva, in
particolare disturbi del comportamento e ADHD.
Specializzanda in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale.
22
Instagram: giuliabiagioni.psicologa
Email: giuliabiagioni.psicologa@gmail.com
Studio: Via Cairoli 36, Massa 54100
M A G A Z I N E
Casa
Piatti
Bucato
Ammorbidente
23
Scala è Marchio Storico riconosciuto dal Ministero dello Sviluppo Economico. E continuiamo la nostra
storia proponendo prodotti ancora più efficaci, convenienti, sostenibili, che creano posti di lavoro.
Scala. Persone, Ambiente, Lavoro. www.detersiviscala.it
M A G A Z I N E
CORREVA L’ANNO
di SILVIO GHIDINI
18 MARZO 1981
45 ANNI DI “QUARK”
Quasi mezzo secolo fa, con poche note dell’Aria sulla quarta corda di Bach
nell’arrangiamento dei The Swingle Singers, Rai 1 apre la strada alla divulgazione pop
in televisione. Si tratta della prima puntata di Quark – Viaggio nel mondo della scienza,
lo storico programma condotto da Piero Angela che ha cambiato il modo di raccontare la
conoscenza sul piccolo schermo. Angela prometteva un viaggio “chiaro e comprensibile”
dentro le cose: spazio, natura, tecnologia, ma anche il quotidiano visto con gli occhi della
scienza. La formula è vincente perché semplice: grandi documentari (anche dalla BBC),
interviste e i cartoni animati di Bruno Bozzetto, perfetti per rendere “visibile” ciò che non
si può toccare. Quark va in onda alle 21:35, che all’epoca era già seconda serata, eppure fa
numeri da evento: oltre nove milioni di spettatori alla prima puntata. Da lì nasce un’intera
“famiglia”: speciali, spin-off, pillole, fino all’erede Superquark nel 1995. Sulle orme del
padre, quarantacinque anni dopo Alberto Angela continua a spiegare la realtà.
24
M A G A Z I N E
Scotch-Brite LR1
Spazzola adesiva
levapelucchi
Everyday Clean
30 fogli
+ 15 in omaggio
Ricarica
da 56 fogli
per spazzola
adesiva levapelucchi
Scotch-Brite
Scotch-Brite®
Solofibra Classic
2 pezzi
+ 1 in omaggio
QUALITÀ E
CONVENIENZA
Scotch-Brite ®
Scotch-Brite®
Spugna abrasiva
delicata antigraffio
2 pezzi
+ 1 in omaggio
Scotch-Brite®
Spugna abrasiva
Classic
25
M A G A Z I N E
LO SPORT RALLENTA
L’INVECCHIAMENTO E
FA BENE ALLA SALUTE
L’INVECCHIAMENTO NON È SOLO UNA QUESTIONE
DI ETÀ ANAGRAFICA. DIPENDE DA MOLTI FATTORI E
L’ATTIVITÀ FISICA PUÒ RALLENTARLO.
Al di là del benessere generale
facilmente percepibile, ci sono
veri e propri studi scientifici che
dimostrano come il movimento
praticato con regolarità rallenti
o addirittura inverta i processi
biologici. Non è un caso che si parli
di età biologica che rifletterebbe
meglio lo stato di salute degli organi
e dei tessuti rispetto alla semplice
data di nascita. Negli ultimi anni in
particolare si sono moltiplicate le
indagini di epigenetica, la scienza
che studia come l’ambiente, lo stile
di vita e i fattori esterni come dieta,
stress e appunto attività fisica,
possano modificare l’espressione
dei geni senza alterare la sequenza
del DNA.
Esercizio costante
Una ricerca nuova pubblicata
dalla casa editrice americana
Impact Journals LLCU ha
rivelato che l’esercizio fisico
potrebbe effettivamente non solo
rallentare ma perfino invertire
l’orologio molecolare del corpo.
Osservando i marcatori del DNA
dell’invecchiamento, gli scienziati
hanno scoperto che l’esercizio fisico
strutturato, come l’allenamento
aerobico e di forza, ha effetti antiinvecchiamento
più forti rispetto
all’attività occasionale. Le prove
ottenute sia sui topi che sugli
esseri umani mostrano riduzioni
misurabili dell’età biologica, con
benefici che vanno oltre i muscoli
e raggiungono il cuore, il fegato, il
tessuto adiposo e l’intestino.
Ma i benefici dello sport
riguardano anche la mente, le
funzioni cognitive, la memoria.
Basta pensare alle sensazioni
di leggerezza che si prova dopo
una camminata, una corsa o una
qualsiasi attività, in particolare se
praticate all’aperto. Sensazioni
suffragate, anche in questo caso,
da evidenze scientifiche che
riportano benefici cognitivi legati
all’attenzione e alla memoria,
maggiore resilienza cognitiva e
riduzione del rischio di declino
mentale in particolare negli anziani.
Qual’è l’attività giusta in base
all’età
A dirlo è direttamente l’OMS che
nel 2020 ha pubblicato le “WHO
guidelines on physical activity
and sedentary behaviour” (Linee
guida dell’OMS sull’attività fisica
e il comportamento sedentario),
accompagnate dallo slogan Every
move counts (Ogni movimento
conta) in cui sono stati revisionati
e aggiornati i livelli di attività fisica
26
M A G A Z I N E
REPORTAGE
di LARA VENÈ
27
M A G A Z I N E
REPORTAGE
raccomandati per ottenere benefici
per la salute, distinguendoli sia
per fasce di età sia per specifici
gruppi di popolazione. Attraverso
queste Linee guida, ogni persona
viene esortata a limitare la
quantità di tempo trascorso in
situazioni sedentarie, in particolare
legate al tempo libero (tv, pc,
smartphone) a favore di uno stile
di vita fisicamente più attivo. Ci
sono soglie minime, ma chi riesce
a superare i livelli di attività fisica
raccomandati può ottenere ulteriori
benefici per la propria salute. I
livelli raccomandati sono definiti
per raggruppamenti generali,
poi ci sono indicazioni particolari
destinate a casi specifici come
le donne in gravidanza o nella
situazione di post-partum o le
persone con diabilità.
Bambini e adolescenti (5-17 anni)
L’OMS ci dice che bambini e
adolescenti (5-17 anni), durante la
settimana, dovrebbero praticare
almeno in media 60 minuti
al giorno di attività fisica di
intensità da moderata a vigorosa,
prevalentemente di tipo aerobico
e, almeno 3 volte alla settimana,
dovrebbe essere integrata attività
di tipo aerobico di intensità
vigorosa, così come attività
per il potenziamento muscoloscheletrico.
“Per i ragazzi – sottolonea L’Istituto
superiore di Sanità - oltre agli
effetti benefici generali sulla
salute fisica, l’attività fisica aiuta
l’apprendimento, rappresenta
una valvola di sfogo alla vivacità
tipica della giovane età, stimola
la socializzazione e abitua alla
gestione dei diversi impegni
quotidiani”.
Adulti (18-64 anni)
Gli adulti, invece, dovrebbero
praticare almeno 150-300 minuti
settimanali di attività fisica
aerobica di moderata intensità
(dalle 2 ore e mezza alle 5 ore) o
75-150 minuti settimanali di attività
fisica aerobica vigorosa (1 ora e
mezza-2 ore e mezza) , oppure
combinazioni equivalenti delle due
modalità per ottenere ulteriori
benefici. Poi dovrebbero eseguire
attività di rafforzamento muscolare
a intensità moderata o superiore
che coinvolga tutti i principali
gruppi muscolari, almeno due
giorni a settimana.
Anziani (dai 65 anni in poi)
Le indicazioni per gli anziani
sono le stesse degli adulti (18-
64 anni), ma in più gli over 65
dovrebbero eseguire, almeno tre
giorni a settimana, attività fisica
“multicomponente differenziata”
per migliorare l’equilibrio e attività
di rafforzamento a intensità
moderata o superiore, per
aumentare la capacità funzionale e
prevenire le cadute accidentali.
Sport contro il declino cognitivo
Per gli adulti più avanzati e per
gli anziani grandi benefici si sono
riscontrati a livello cognitivo. A
rivelarlo è in particolareo l’Harvard
Aging Brain Study che ha indagato
l’attività fisica in relazione al
rallentamento del declino cognitivo
negli anziani. Si tratta di un
ampio studio osservazionale che
ha seguito per circa 14 anni un
gruppo di circa 296 adulti di età
compresa tra 50 e 90 anni, tutti
cognitivamente sani all’inizio
delle osservazioni. Monitorati
annualmente con valutazioni
cognitive standardizzate, sottoposti
a immagini cerebrali PET per
misurare l’accumulo delle proteine
associate all’Alzheimer (come
beta-amiloide e tau) e seguiti
con contapassi e monitoraggio
dell’attività fisica quotidiana, gli
anziani che hanno praticato anche
livelli moderati di attività fisica —
come camminare quotidianamente
— hanno presentato un
rallentamento significativo del
declino cognitivo al contrario degli
individui più sedentari.
28
M A G A Z I N E
29
M A G A Z I N E
Self made: stories
L’INTERVISTA
di KATIA BRONDI
GIANNI VATTERONI
IL FOTOGRAFO DEI VIP
La fotografia è un’espressione
d’arte, il ritratto di
un tempo fermo che documenta
l’epoca di appartenenza.
Nella fotografia
non c’è inganno ma piena
trasparenza. Il tuo io che
dichiara la sua vulnerabilità
di fronte ad un obiettivo e
il fotografo coglie l’istante
della tua fragilità. La realtà
ha una velocità che nessuno
può seguire, non si torna
indietro. E lo scatto è fatto.
Gianni Vatteroni, fotografo
dal 1977, cattura immagini
e documenta eventi artistici
e privati attraverso i suoi
scatti con sensibilità estetica
e competenza tecnica.
Nasce come Paparazzo,
termine di cui conserviamo
l’immagine felliniana ne La
Dolce Vita che ci suggerisce
un fotografo fastidioso
e assillante. Ma Vatteroni
sceglie la fotografia autorizzata,
predilige una educazione
sentimentale che lo porta
ad essere il fotografo dei
Vip per eccellenza. Vatteroni
racconta che “Gli effetti che
ora si fanno con Photoshop,
un tempo, avvenivano in
camera oscura, con cartoncini
frastagliati attraverso i quali
si creava la sfumatura. Mia
sorella Alida Vatteroni, con
precisione chirurgica, dipingeva
sul cartaceo per migliorare
la foto”. Un lavoro puramente
artigianale. Continua
“Sviluppando e stampando
noi potevamo fare tutti gli
effetti desiderati. L’analogico
coglieva l’attimo desiderato,
il digitale è in leggero ritardo.
Nonostante la tecnologia
avanzata la foto di un tempo
conserva dettagli che oggi
sono sfumati, ma comunque
validi”. La vita di un fotografo
è impegnativa e ne abbiamo
la conferma da Vatteroni che
ricorda i tempi d’oro della Versilia. “Tutti passavano
le serate a Forte dei Marmi. Ho conosciuto
tutto il mondo dello showbiz, da Ella Fitzgerald, Ray
Charles, Paul Anka…- l’elenco è davvero infinito - e
tanti personaggi italiani avevano la casa in Versilia.
C’era vita fino alle 6 del mattino”. Negli anni d’oro il
cellulare non esisteva e Vatteroni ricorda, nostalgicamente,
che alle due del mattino il telefono di
casa squillava per informarlo della Paparazzata.
Grandi locali come Bussola Domani, Bussola,
Oliviero riunivano il glamour mondano consacrando
la Versilia come luogo il cui charme è,
ancora oggi, senza tempo. Per l’ultimo concerto di
Mina - tenutosi alla Bussola Domani, 1978 - Vatteroni
era presente per un servizio fotografico.
“C’erano veramente tutti, un parterre incredibile.
Alberto Sordi, Marcello Mastronianni, Gaber, Celentano
ed un allora sconosciuto Mattarella”. Vatteroni
ha lavorato per svariate testate giornalistiche e
ha vissuto quegli attimi con gioia. “Il rapporto con i
Vip era diretto e immediato. Ora i contatti avvengono
solo attraverso i manager e l’ufficio stampa”. - Lo
sguardo si fa più mesto - Ma le cene con Kevin
Costner, Franco Franchi, Bud Spencer e Terence
Hill, Gianni Morandi con il quale ha mantenuto
un rapporto di amicizia che dura da anni, sono la
conferma che “I grandi sono rimasti grandi, sem-
30
M A G A Z I N E
plici negli atteggiamenti più
quotidiani”. Proprio Gianni
Morandi, durante una telefonata
con Vatteroni, dichiara
“Stavo pensando ad una cosa.
Noi abbiamo vissuto il periodo
più bello della musica e del cinema”.
Ed è vero perché Vatteroni
ricorda con affetto gli
scatti a Monica Vitti, Claudia
Cardinale, Gregory Peck…
un ventaglio di personaggi
inesauribile. Vatteroni ha
ripreso gli ottant’anni di Sofia
Loren e i sessant’anni di
Stefania Sandrelli. Proprio
al compleanno della Loren
era presente Lionel Richie
che si avvicina a Vatteroni e
gli dice “Oh, my dear Friend!
E mi abbraccia chiedendomi
una foto”. Vatteroni ha sempre
fatto il suo lavoro nel
rispetto del mestiere e delle
persone. Avrebbe potuto
speculare con i famosi scoop
fotografici ma l’intento
non è mai stato profittevole
bensì pacifico e di amore per
la fotografia. Durante uno
spettacolo di Amanda Lear,
Vatteroni immortala ingenuamente
uno scatto che
ritrae Amanda sotto il palco
mentre allunga il braccio
nudo tra il costato verso le
gambe. Visto da una certa
angolazione la foto appare
ambigua, proprio quella
ambiguità sulla quale
Amanda Lear ha costruito
la sua immagine artistica.
Vatteroni viene chiamato
dalla guardia del corpo “Chi
ha fatto questa foto?!” Vatteroni,
intimidito, professa
la paternità dello scatto.
Amanda vuole parlare con
lui. Ma è per offrirgli un
whisky e complimentarsi
per “il capolavoro e la foto
straordinaria”. Vatteroni si
rilassa. Conosce e frequenta
Gianni Morandi da quando
aveva quattro anni. Tanti
sono gli incontri, le cene e
l’indimenticabile evento in
cui Morandi si improvvisa
fotografo dietro il bancone
nel negozio di Vatteroni in
Piazza Gino Menconi a Marina
di Carrara. Le cene con
la Nazionale Cantanti, la
partecipazione ai Telegatti, Sanremo, la Mostra del
Cinema di Venezia, sono tanti i momenti da raccontare
e le fotografie da condividere. Un’allegra
brigata di cui Vatteroni è testimone. Diversi sono i
premi vinti. “La fotografia è una memoria storica, ti
riporta ad uno stato d’animo. La mia vita è la fotografia
e la musica”. Non si è arreso neppure durante
l’alluvione del 5 novembre 2014 quando Vatteroni
perse tutto il materiale presente in negozio, 38
anni di vita. Perché non puoi togliere la macchina
fotografica a Gianni Vatteroni. “Io vedo attraverso
l’obiettivo”. La macchina è la sua mano e la foto è la
sua creazione. Noi siamo spettatori che sanno cogliere
la vita in uno scatto e abbiamo il privilegio di
osservarle e conservarle. Il pittore Dimitri Yordanov
ha definito gli scatti di Vatteroni tele artistiche, e lo
sono davvero, basta guardarle.
31
M A G A Z I N E
ADDIO SONNO PER UN
ITALIANO SU QUATTRO MA POCHI
AFFRONTANO IL PROBLEMA
DIFFICOLTÀ AD ADDORMENTARSI, RISVEGLI NOTTURNI,
SONNO DISTURBATO E OCCHI SBARRATI ALLE PRIMISSIME
LUCI DELL’ALBA. L’INSONNIA HA TANTI VOLTI E DISTURBA IL
RIPOSO DI OLTRE 13 MILIONI DI PERSONE ADULTE IN ITALIA,
PER LA MAGGIOR PARTE DONNE.
Ma è un problema sottovalutato
dai più e sono pochi coloro che
chiedono aiuto. Eppure il sonno è
fondamentale nella vita di ognuno
di noi. E la sua assenza genera
diversi disturbi, stanchezza cronica,
difficoltà di concentrazione,
tendenza a procrastinare gli
impegni, irascibilità e perfino
depressione.
Cos’è l’insonnia
In un documento pratico per
gestire il problema, SIMG (Società
Italiana dei Medici di Medicina
Generale e delle Cure Primarie) e
AIMS (Associazione Italiana per la
Medicina del Sonno) definiscono
l’insonnia come “l’esperienza
soggettiva del paziente di un sonno
insufficiente o di scarsa qualità”.
L’insonnia si caratterizza per uno
o più di diversi indicatori notturni:
difficoltà ad iniziare a dormire;
difficoltà a mantenere la continuità
del sonno; risveglio precoce al
mattino; sonno non ristoratore.
Tutte difficoltà che si manifestano
nonostante vi siano opportunità
e circostanze favorevoli per poter
dormire. Oltre agli indicatori
notturni, da non sottovalutare anche
sintomi diurni, quali sensazione
generica di fatica o malessere,
cefalea, sintomi gastrointestinali
non attribuibili ad altre cause, se
non alla “perdita di sonno”; ridotte
energie e motivazione per svolgere
i compiti abituali; difficoltà di
attenzione, concentrazione o deficit
di memoria; facilità a compiere
errori sul lavoro o incidenti stradali;
alterazioni delle “funzioni” sociali;
disturbi del tono dell’umore ed
irritabilità; sonnolenza diurna.
Quando e come diagnosticare
l’insonnia
L’insonnia non è tutta uguale: può
essere classificata in base a tipo,
durata, gravità.
Il tipo di insonnia è riferita al periodo
temporale di comparsa nel corso
della notte. In base a questo, si
distingue l’insonnia iniziale, quando
si ha difficoltà di addormentamento,
l’insonnia centrale, quando il
sonno è frammentato, l’insonnia
terminale, quando si ha il risveglio
precoce verso mattina. In base
alla durata, invece, l’insonnia può
essere acuta o cronica. Tra le forme
acute, ci possono essere insonnie
occasionali, legate a situazioni
32
M A G A Z I N E
REPORTAGE
di LARA VENÈ
33
M A G A Z I N E
REPORTAGE
contingenti specifiche (performance
scolastica, colloquio di lavoro,
trasloco, ecc.) e insonnie transitorie
come quelle stagionali. Tra le
forme croniche si distinguono le
insonnie persistenti e le insonnie
recidivanti. La gravità dell’insonnia
dipende dal numero di notti
insonni per settimana. “Fermo
restando – scrivono i medici nel
Manuale - che ogni paziente ha
un proprio fabbisogno di sonno,
stabilito dall’ipnotipo (breve o lungo
dormitore).
Quando intervenire
L’insonnia è grave quando è
presente per almeno tre notti alla
settimana e per almeno un mese.
Una persona su due non cerca
soluzioni
Secondo i dati diffusi
dall’Associazione Italiana di
Medicina del Sonno e rilanciati da
diverse indagini nazionali, circa
il 46% degli italiani con disturbi
del sonno non intraprende alcuna
azione concreta, né dal punto di
vista medico né comportamentale.
In pratica, quasi una persona su
due convive con l’insonnia senza
cercare soluzioni, ignorando che un
cattivo sonno è spesso un segnale
d’allarme.
Automedicazione e scarsa
consapevolezza
I motivi per cui non si interviene
per affrontare il problema sono
diversi. L’insonnia viene spesso
sottovalutata e considerata quasi
una conseguenza inevitabile dello
stress o dei ritmi di vita qutidiani.
Per questo molti ricorrono ad
integratori, tisane, soluzioni
fai da te che, pur attenuando i
sintomi, non affrontano le cause
del problema. Alla base della
sottovalutazione dell’insonnia c’è
una scarsa consapevolezza delle
conseguenze dell’assenza di un
buon sonno.
I rischi dell’assenza di sonno
Oltre alla riduzione del rendimento
lavorativo o delle performance
scolastiche, si registrano
disturbi cognitivi, della memoria
e dell’attenzione. Le evidenze
scientifiche dimostrano che la
mancanza di riposo aumenta il
rischio di disturbi psichiatrici,
metabolici e cardiovascolari.
Le cause della perdita di un
sonno adeguato possono
essere molteplici: ansia, stress,
alterazioni del ritmo circadiano,
disturbi respiratori notturni o
condizioni depressive. Non dormire
compromette anche le relazioni
e la coesione sociale, causando
una ridotta disponibilità nei
rapporti interpersonali, irritabilità,
riduzione delle capacita adattative.
In generale, l’assenza di un buon
sonno provoca una riduzione della
qualità di vita.
“Se vuoi essere sveglio, dormi”
La campagna on-line per non
sottovalutare i rischi per la salute
Promossa da Neopharmed Gentili
si chiama “Se vuoi essere sveglio,
dormi”, per informare sui rischi
dell’insonnia. L’iniziativa raccoglie
testimonianze reali di persone
che convivono con difficoltà di
addormentamento o risvegli
frequenti, insieme ai consigli
degli specialisti per capire quando
chiedere aiuto.
Prima si interviene meglio è
Talvolta è necessaria l’educazione a
una corretta igiene del sonno, cioè
quell’insieme di abitudini quotidiane
che aiutano ad avere un riposo di
qualità, tutte contenute nel Manuale
di SIMG e AIMS. Ma se queste
non fossero sufficienti - mettono
in guardia gli esperti – è bene
ricorrere al medico: una diagnosi
precoce evita cronicizzazioni
e consente di impostare un
percorso terapeutico efficace e
personalizzato.
34
M A G A Z I N E
35
M A G A Z I N E
VALENTINO
ALL’ANAGRAFE È VALENTINO
CLEMENTE LUDOVICO GARAVANI,
MA TUTTO IL MONDO LO CONOSCE,
SEMPLICEMENTE, COME VALENTINO.
E A QUEL NOME SUBITO SI ABBINA
L’IDEA DI ELEGANZA E BELLEZZA,
STILE E MADE IN ITALY.
36
M A G A Z I N E
PERSONAGGIO DEL MESE
di LARA VENÈ
Nato a Voghera nel 1932 scopre presto la
sua passione per gli abiti, le stoffe e le dive
del cinema. Ne è attratto fin da piccolo e,
quasi adolescente, agli hobbies più comuni
per i ragazzi di quell’età, preferisce un
corso da figurinista a Milano. Nel frattempo
impara il francese e a 17 anni si trasferisce
a Parigi per studiare all’École des Beaux-
Arts e alla Chambre Syndicale de la Couture
Parisienne. Lì incontrerà altri due “ragazzini”
che rispondono ai nomi di Yves Saint-
Laurent e Karl Lagerfeld. Le loro strade si
dividono terminata la scuola, quando i due
vengono inviati a fare gli apprendisti l’uno da
Dior e l’altro da Balmain, mentre il giovane
Valentino andrà ad imparare alla casa di
alta moda Jacques Dessès, dove rimane per
cinque anni. Sono gli anni Cinquanta e Parigi
è il tempio della haute couture, delle stoffe
preziose, delle innovative cifre stilistiche che
dettano la linea della moda. Alla casa Dessès
Garavani lavora accanto all’illustratore Guy
Laroche che, quando nel 1957 apre il suo
atelier, se lo porta con sé. Nel 1959 torna a
Roma e, grazie all’aiuto del padre, apre il suo
atelier al numero 11 di Via Condotti. Lancia
la sua prima collezione, “La Fiesta”, che già
contiene l’articolo che diventerà la sua cifra
distintiva: l’abito rosso. Quello di La Fiesta è
in tulle, senza spalline e di media lunghezza.
L’anno dopo, al Café de Paris di Via Veneto,
centro della vita mondana della capitale,
conosce Giancarlo Giammetti, uno studente
di architettura che diventa suo partner
sentimentale e poi amico e imprenditore.
37
M A G A Z I N E
PERSONAGGIO DEL MESE
Quell’incontro è fatale e
sarà la svolta della carriera
di Garavini. Da via Condotti
l’atelier si sposta al primo piano
di un edificio in via Gregoriana,
Giammetti si dedica alla parte
amministrativa e commerciale
e Garavini può dare sfogo alla
sua immensa creatività. Nella
Roma degli anni Sessanta la
vita artistica e culturale è in
gran fermento e qui passano
e si incontrano le stelle
internazionali.
Gli esordi a Pitti
Intanto, a tre anni dalla
fondazione del marchio,
nel 1962 Valentino sfila in
passerella a Pitti, a Firenze.
Un evento importante, che lo
lancia nel mondo dell’haute
couture. La sua linea riscuote
subito un grande successo
e attira l’interesse di reali
e celebrities, ma anche
dei media internazionali di
settore. Nel 1968 lancia la
Collezione Bianca: dodici
vestiti total white per la
Primavera/Estate 1968. La
scelta del monocromo nelle
tonalità del bianco, avorio,
beige, appare completamente
innovativa e molto raffinata.
Oltre per il colore la Creazione
si distingue per quel logo
metallico a forma di “V” su
tessuti e accessori che diventa
il sigillo iconico del marchio.
White Collection è un trionfo. A
rimanerne affascinata è anche
Jacqueline Kennedy che già
aveva chiesto allo stilista
italiano di disegnare per lei
un set di abiti da mettere
in occasione della morte
del marito John Fitzgerald,
35esimo presidente degli
Stati Uniti assassinato a
Dallas. Adesso Jackie, la
donna del momento al centro
delle cronache anche per il
suo stile, si rivolge ancora a
Valentino per un modello della
White Collection, da indossare
nel giorno delle sue seconde
nozze con l’armatore greco
Aristotele Onassis. Corto,
con maniche lunghe chiuse
da un lungo polsino, collo
alto e raffinatissimi inserti
di pizzo, anche quell’abito
attira i riflettori internazionali
accesi sul matrimonio evento
del secolo. È molto lontano
dal classico vestito da sposa,
è leggero, stiloso e di un’
eleganza che interpreta una
femminilità nuova e dinamica.
Da quel momento, Jacqueline
diventata Onassis, non è solo
una cliente, ma anche un’amica
personale di Valentino cui la
legherà un legame destinato a
durare nel tempo.
La crescita dello stilista ora si
consolida e si amplifica nella
haute couture internazionale,
introducendo linee prêt-àporter
e ampliando mercati
con boutique in città chiave
come Londra, Parigi, New York
e Tokyo. Poi con lo sviluppo di
linee ready-to-wear che, pur mantenendo gli standard
sartoriali di lusso, hanno l’obiettivo di raggiungere un
pubblico più ampio e ci riesce.
Attrici e dive: tutte le donne di Valentino
A Valentino si rivolgono tutte le star internazionali che
nel corso della storia scelgono di affidarsi al suo stile
per celebrare occasioni speciali. La prima è Elizabeth
Taylor che, incantata dalle sue creazioni, nel 1961
sceglie l’iconico abito bianco, lungo con bordo di
piume per la prima di Spartacus di Stanley Kubrick.
Verde menta a maniche lunghe completamente
ricamato di paillettes, invece, è l’abito che indossa
Jessica Lange nel 1983 quando viene premiata per
Tootsie. Sophia Loren è legata allo stilista da un’antica
amicizia e a lui si rivolge in tutte le occasioni speciali,
come quando deve ritirare l’Oscar alla carriera nel
38
M A G A Z I N E
39
M A G A Z I N E
40 Distribuito da Forma Italiana S.p.A.
M A G A Z I N E
PERSONAGGIO DEL MESE
1991: tempestato di lustrini neri e
ricamato in modo prezioso, l’abito
abbraccia le sue curve con elegante
sobrietà. Color oro ricoperto di
perline è quello indossato da
Sharon Stone a Cannes nel ‘95.
Poi c’è l’iconico black and white e
un elegante scollo halter che Julia
Roberts sfoggia nel 2001 quando
ritira l’Oscar per l’interpretazione
di Erin Brockovich. E ancora, Cate
Blanchett sceglie un Valentino per
ritirare l’Oscar come attrice non
protagonista per The Aviator nel 2005,
Jennifer Lopez invece per il suo
matrimonio con Chris Judd, Halle
Berry per la vittoria agli Emmy del
2000 e soprattutto Anne Hathaway,
tra le più affezionate: memorabile il
suo abito rosso Valentino agli Oscar
2011.
Il rosso Valentino
È il suo segno distintivo. Risale agli
inizi della sua carriera. Lui stesso ha
raccontato di essere rimasto molto
colpito, da giovane, dalla visione
di donne vestite di rosso durante
un viaggio a Barcellona. Trova il
rosso un colore vibrante, capace di
illuminare il volto e di trasmettere
forza ed eleganza allo stesso tempo:
“penso che una donna vestita di rosso
sia sempre meravigliosa, è la perfetta
immagine dell’eroina”. Il rosso così
diventerà fin da subito la sua cifra.
Una tonalità che perfeziona nel
corso degli anni fino a renderla
unica: il rosso Valentino appunto.
Che non è un semplice rosso, ma
un mix ben calibrato tra il carminio,
il porpora e il rosso di cadmio,
tende all’arancione. Il risultato
finale sono sfumature calde in
grado di trasmettere sensualità
e raffinatezza, sicurezza ma non
aggressività.
L’addio alle passerelle
Dopo 45 anni in prima fila, il 4
settembre 2007, Valentino: The Last
Emperor (L’ultimo imperatore) per
citare il titolo del film documentario
diretto da Matt Tyrnauer (pellicola
biografica che racconta gli ultimi
due anni di attività dello stilista),
annuncia il ritiro dalle passerelle.
L’ultima sfilata, al Musée Rodin
di Parigi, è un omaggio alla sua
carriera.
A Roma intanto, nel cuore di
Palazzo Mignanelli, nel 2016,
nasce la Fondazione Valentino
Garavani e Giancarlo Giammetti,
che raccoglie l’archivio storico, le
sue creazioni iconiche, la visione
artistica, ma anche diversi progetti
culturali con la mission di “creare
un futuro sostenibile in cui la bellezza
venga celebrata non solo per il suo
intrinseco valore estetico, ma anche
per la sua capacità di generare
crescita, arricchimento culturale e
progresso sociale”.
41
M A G A Z I N E
ZONA BEAUTY
di CHIARA ZACCARELLI
FRAGRANZE A FIOR DI PELLE
UNA NUOVA IDEA DI PROFUMAZIONE, PIÙ INTIMA E DISCRETA, CHE ENTRA
NELLA ROUTINE GRAZIE A LATTI, OLI E ACQUE
Non sono profumi nel senso
classico e non sono nemmeno
semplici prodotti per il corpo:
idratano, detergono o nutrono
la pelle e, mentre lo fanno,
lasciano una profumazione
leggera, continua, molto vicina al
corpo. Latti, oli, creme e acque
profumate non costruiscono una
scia decisa, ma accompagnano
i gesti quotidiani, restando sulla
pelle, a distanza ravvicinata. È
un modo di profumarsi molto
contemporaneo, che nasce da un
bisogno di semplicità e misura:
dopo anni di fragranze importanti
e riconoscibili, cresce il desiderio
di qualcosa di più intimo, pensato
per chi lo indossa più che per
chi lo percepisce. Una presenza
quotidiana, che fa sentire la pelle
curata, pulita, a posto: del resto le
fragranze per il corpo non servono
a farsi notare, ma a stare bene con
sé stessi. Le note più utilizzate
vanno in questa direzione: accordi
puliti, lattiginosi, vegetali, come
latte, riso, mandorla, muschi
morbidi, fiori trasparenti, sentori
verdi o acquatici. Profumazioni
riconoscibili ma mai invadenti,
che ricordano la pelle appena
lavata o un prodotto corpo
di buona qualità. Il profumo
entra nella routine attraverso il
contatto: durante la doccia, con
un latte detergente leggermente
profumato e dopo, con una crema
o un olio che idratano e lasciano
una traccia morbida. Le acque
profumate rappresentano bene
questo approccio: più leggere di
un profumo tradizionale e meno
neutre di una crema, si usano
senza ritualità sulle braccia, sul
collo, dopo la doccia o prima
di uscire. Non durano tutto il
giorno, ma questo non è un limite:
si riapplicano quando serve,
seguendo il ritmo della giornata.
Anche il comportamento sulla
pelle cambia: queste profumazioni
reagiscono alla temperatura, si
scaldano con il corpo, si attenuano
con il freddo, si modificano con
il movimento, non restano mai
uguali e vivono nello spazio
immediato di chi le indossa.
Sono prodotti adatti a molti
momenti diversi: lavoro, scuola,
palestra, viaggi, giornate lunghe
e dinamiche, situazioni in cui un
profumo intenso risulterebbe
eccessivo, mentre una presenza
leggera accompagna senza
stancare. Contrariamente a quanto
fanno i profumi veri e propri,
acque, oli e creme profumate non
raccontano qualcosa agli altri,
ma accompagnano chi le indossa,
in modo discreto e continuo: un
sentore che non precede e non
resta sospesa nell’aria, ma resta lì
dove serve: sulla pelle.
42
M A G A Z I N E
43
M A G A Z I N E
TUTTO INTORNO ALL’ARTE
di IRENE CASTELLI
All over, Glamour, 2014
Belle si diventa, Glamour, 2016
Vacanze a Forte, Amica, 1996
FOTOGRAFARE
L’ANIMA
A MILANO, UN VIAGGIO
NEL MONDO DI GASTEL
Molto più di una mostra: a
Palazzo Citterio di Milano
“Giovanni Gastel. Rewind”
è un’esperienza emotiva
che cattura lo sguardo e il
cuore. Fino al 26 luglio, oltre
250 immagini raccontano la
carriera unica di Giovanni
Gastel, dalle prime copertine
di moda agli still life più
sperimentali, fino ai ritratti che
hanno segnato la storia della
fotografia contemporanea. La
rassegna non segue l’ordine
cronologico, ma organizza le
opere per temi, svelando la
sua visione viscerale e poetica.
Tra scatti iconici, fotografie
inedite, oggetti personali
e strumenti di lavoro, lo
spettatore entra nella mente
creativa di un artista che ha
trasformato ogni immagine
in racconto. Per la prima
volta, sono esposti anche i
suoi scritti e le sue poesie,
elementi fondamentali del
suo immaginario visivo. La
mostra è un viaggio sensoriale
dove luce, forma e memoria
si intrecciano in un dialogo
continuo. Un invito a rivedere
con occhi nuovi il mondo
attraverso la sua lente.
Le tropical ties, Mondo Uomo, 1988
Giovanni Gastel ©Giovanni Battista Righetti.
Ettore Sottsass, 2007
44
M A G A Z I N E
45
M A G A Z I N E
SPECIALE MODA
di IRENE CASTELLI
ASPETTANDO LA
PRIMAVERA, CON
LE RIGHE GIUSTE
Sapevate che le
righe, nei secoli passati,
connotavano gli abiti
di criminali e persone
più emarginate? Nate
come motivo funzionale
(riconoscibile in mare e
regolamentato per legge)
entrano nel guardaroba
delle donne chic con
Coco Chanel, che le
trasforma in simbolo
di libertà balneare.
Negli anni ’60 diventano
grafiche, pop, quasi
optical, mentre negli
’80 e ’90 oscillano tra
minimalismo e ironia.
Oggi le righe tornano
come pattern estivo per
eccellenza, leggere ma
identitarie, capaci di
dialogare con silhouette
sportive e rilassate, o per
sdrammatizzare tessuti e
accessori elegantissimi:
i più amati di questa
stagione? Borse a righe
in pelle o tessuto, che
puntano su contrasti
cromatici netti, evocando
un’eleganza vacanziera
ma strutturata, proprio
come giacche e maglie
da indossare anche con
i completi più formali.
Diventando così non
solo decorazione, ma
linguaggio, con un segno
grafico forte e subito
riconoscibile.
Borsa in rettile bicolor
smaliziata,
Biagini.
Blusa in tessuto lucente,
Dries van Noten.
T-shirt con colletto a
contrasto,
La Martina.
Giacca linea kimono,
Forte_Forte.
Maglia dai contrasti
effetto sogno,
Compagnia Fantastica.
Maxi bag in tessuto
sportivo,
Gabs.
Borsa tricot
elegantissima,
Loewe.
Polo classica
con coulisse,
Prada.
Abito con frange dalla sfilata di
Ulla Johnson.
46
M A G A Z I N E
Un’icona street,
un oggetto del
desiderio
Dopo il successo del primo
capitolo, torna la collaborazione
tra Valentino Garavani e Vans con
una nuova interpretazione della
sneaker “Slip-On”: sei modelli
unisex che uniscono lo spirito
ribelle della scarpa nata nel 1977
con l’estetica colta immaginata
dal direttore creativo Alessandro
Michele. Scacchi bicolore, pois,
foglie tropicali e motivi giocosi
diventano divertenti superfici
narrative. Il risultato è un dialogo
tra moda e cultura skate che
supera le tendenze: il tocco in
più? Un packaging speciale, che
reinterpreta il classico pattern
Vans con il VLogo della maison.
Una borsa
modulare dal
design unico
L’unione fa la forza… ma anche
lo stile: così Rosantica (marchio
di gioielli, borse e accessori
realizzati a mano con materiali
preziosi) amplia la propria
proposta di accessori con
Koala, una borsa pensata per
la femminilità contemporanea.
Disponibile nelle versioni Large,
Medium e Baby, si distingue
per un design sofisticato e
altamente versatile. Il modello
è composto infatti da due borse
unite ma separabili, da indossare
insieme o singolarmente. Se
la borsa grande si porta a
spalla, la più piccola diventa
un’elegante tracollina. Realizzata
a mano in pelle o denim, con
cristalli e dettagli in ottone,
unisce forza ed eleganza,
Koala esprime l’estetica senza
tempo e la cura sartoriale del
brand e, per questo, è, prodotta
artigianalmente a Milano.
Bijoux eleganti, in
ogni momento
Perle e catene, un legame
irresistibile. Una combinazione
audace e inaspettata: la morbida
raffinatezza delle perle incontra
l’energia urbana delle catene
moderne e di lavorazioni in
metallo color oro e argento:
merito della creatività di Marlù,
con cui ogni gioiello racconta
un dialogo tra tradizione e
innovazione, tra eleganza senza
tempo e stile attualissimo.
Dalle finiture acciaio alla calda
raffinatezza dell’acciaio con PVD
oro, questi gioielli si adattano a
ogni occasione e ad ogni stile,
dal look più casual a quello più
sofisticato, fino agli orecchini
“Reverse Hoop”: ben 54 modelli
da modelli a lobo, disponibili in
12 varianti, tra forme bombate e
perle multiformi.
47
M A G A Z I N E
48
M A G A Z I N E
49
M A G A Z I N E
ZONA FITNESS
di LARA VENÈ
TOTAL TONE SYSTEM
L’ALLENAMENTO CHE TONIFICA E RAFFORZA
Se la sala pesi non fa al caso
nostro ma si desidera rafforzare
tutti i muscoli, forse il Total Tone
System è l’allenamento giusto. Si
tratta di un’attività completa che
tonifica tutto il corpo, migliora
la forza e aumenta la resistenza,
attraverso la giusta combinazione di
esercizi di tonificazione muscolare
con elementi di cardio fitness.
Ogni lezione prevede una serie
di esercizi mirati per scolpire i
muscoli di braccia, addome, gambe
e glutei, utilizzando una varietà di
attrezzi come pesi leggeri, elastici,
step e body bar. L’allenamento
si articola in tre fasi precise:
cardiovascolare, di tonificazione
e, infine, fase di stretching. Quella
cardiovascolare comprende esercizi
di tipo aerobico che vengono
alternati tra step ed altri esercizi a
corpo libero, eseguiti in velocità. Poi
si procede alla seconda fase, quella
di tonificazione, con un allenamento
mirato a pochi muscoli, concentrato
sul rafforzamento grazie all’uso
di appositi strumenti come pesi,
elastici, cavigliere etc. A seguire,
la terza ed ultima sessione,
quella di stretching che prevede
il defaticamento dei muscoli
attraverso esercizi di allungamento.
Il Total Tone System restituisce un
corpo più tonico, forte e definito.
Gli esercizi di tonificazione
incrementano la resistenza
muscolare, aiutando a migliorare le
performance fisiche anche nei vari
sport. Infine, combinando ripetizioni
di tonificazione con movimenti
cardio, il Total Tone è un ottimo
modo per bruciare calorie e favorire
la perdita di peso.
L’allenamento è molto versatile
e adatto a tutti: l’intensità degli
esercizi può essere modulata in
base alle capacità individuali e al
livello di allenamento.
50
M A G A Z I N E
FINO A
30
RASATURE
PER LAMETTA
51
M A G A Z I N E
RED CARPET
di CAMILLA ZUCCHI
Miley Cyrus: dalla ribellione alla consacrazione
L’ascesa di Miley Cyrus è un caso raro e sorprendente di metamorfosi
pop riuscita. Dopo l’addio turbolento a Hannah Montana e la fase
provocatoria di Bangerz, l’artista ha finalmente trovato il suo
equilibrio. Il 2024 ha segnato il punto di non ritorno: con il successo
globale di “Flowers”, dopo il doloroso addio all’ex marito Liam
Hemsworth, Miley non ha solo scalato le classifiche, ma ha ottenuto
il suo primo Grammy, trasformandosi da “enfant terrible” a icona
autorevole della musica internazionale. Oggi Miley non ha più bisogno
di scioccare per attirare l’attenzione. La sua rinascita passa per una
maturità vocale graffiante e una consapevolezza emotiva che celebra
l’indipendenza e la sobrietà. Con i nuovi progetti musicali e una
ritrovata serenità emotiva, la Cyrus conferma che la sua vera forza
risiede nella capacità di rinascere dalle proprie ceneri, dimostrando
che si può sopravvivere al successo precoce diventando, finalmente,
padroni della propria voce e del proprio destino.
Dal palco al set: le icone del doppio successo
Il confine tra musica e recitazione è sempre più labile. Se un tempo il
passaggio dal microfono alla cinepresa era guardato con scetticismo,
oggi molti artisti dimostrano un talento poliedrico particolarmente
apprezzato capace di conquistare sia i Grammy che gli Oscar.
Tra le donne, Lady Gaga è l’esempio moderno più noto: da regina
del pop a diva da premio Oscar con A Star Is Born. Prima di lei,
icone come Cher e Barbra Streisand avevano già tracciato la via,
dimostrando che una voce potente può accompagnarsi a una
presenza scenica magnetica.
Sul fronte maschile, Jared Leto ha costruito una doppia carriera
credibile, alternando i tour con i 30 Seconds to Mars a ruoli complessi
che gli sono valsi l’Academy Award. Non si possono dimenticare Harry
Styles, ormai volto richiestissimo dai registi internazionali, Justin
Timberlake o l’intramontabile Frank Sinatra, che ha segnato la storia
di entrambi i mondi. Questi artisti confermano che il talento non ama
le etichette: quando l’arte chiama, il palcoscenico non ha confini.
52
Red Carpet 2.0: il glamour oltre l’obiettivo
Il red carpet non è più solo una passerella statica riservata ai flash dei
fotografi, ma un ecosistema digitale che inizia molto prima del grande
evento. Con l’ascesa dei social, il tappeto rosso ha abbattuto la “quarta
parete”: grazie ai video Get Ready With Me con cui le star mostrano ai
fan su TikTok come si truccano e come si vestono e ai video o foto dietro
le quinte su Instagram, i divi invitano milioni di fan nelle loro stanze
d’albergo, tra sessioni di trucco e l’ansia dell’ultimo ritocco. Questa
narrazione ha trasformato l’esclusività in un’esperienza partecipativa,
secondo una tendenza inaugurata dagli influencer. Pensiamo alle sorelle
Kardashian, che trasformano ogni preparazione in un evento virale, o a
Florence Pugh che condivide con ironia i momenti meno “glamour” dei
grandi gala, come il viaggio in auto schiacciata in abiti scultura. Il Red
Carpet 2.0 non è più una sfilata, ma un racconto dinamico fatto di video
e commenti in tempo reale. Le dive non sono mai state così umane e
accessibili, eppure, tra un filtro e un backstage, il mito della perfezione
continua a brillare, rendendo il pubblico non più semplice spettatore, ma
parte integrante del sogno.
M A G A Z I N E
53
M A G A Z I N E
CONSIGLI PER LA CASA
di ANNA GRECO
LO STILE SHOU SUGI BAN
PER INTERNI ELEGANTI E RICERCATI
TRADIZIONE E MODERNITÀ SI INCONTRANO NELLO SHOU SUGI BAN, LO STILE DI
ARREDAMENTO CHE AFFONDA LE SUE RADICI NEGLI USI ABITATIVI GIAPPONESI E
CHE OGGI SI AFFERMA NEGLI INTERNI CONTEMPORANEI PIÙ RICERCATI.
Lo Shou Sugi Ban (o Yakisugi) nasce
nel Sol Levante come tecnica di
trattamento del legno, utilizzata
per preservarlo nel tempo. La
superficie del legno viene bruciata,
poi spazzolata e infine trattata
con oli naturali. Il risultato è un
materiale più resistente a fuoco,
umidità, insetti e muffe. Per questo,
in origine la tecnica era usata
soprattutto in architettura rurale
e nell’arredamento di esterni. Poi,
piano piano lo Shou Sugi Ban entra
nel design d’interni, in particolare
lo si trova nel luxury minimal e
nel settore dell’hospitality (hotel,
ristoranti, boutique). E diventa una
vera tendenza internazionale. Con
la crescente attenzione ai materiali
naturali che negli anni ha preso
campo anche nelle scelte di arredo,
la tecnica inizia a comparire in
soluzioni di nicchia, principalmente
legate all’architettura sostenibile.
Il legno bruciato risulta imperfetto
e, quindi, vero. E questo lo rende
ricercato e originale, garantendo
eleganza e personalità. Lo Shou
Sugi Ban può essere utilizzato
in molti elementi dell’arredo,
dai mobili come tavoli, librerie o
testiere del letto, ma anche in pareti
decorative, porte o pannelli divisori.
Più raro ma di sicuro impatto il suo
utilizzo in pavimenti o in cucine. In
tutti i casi l’abbinamento giusto per
una piena valorizzazione, è quello
che lo vede insieme a materiali
chiari come cemento, pietre naturali
o lino in caso di tessuti.
54
M A G A Z I N E
55
M A G A Z I N E
VIAGGIANDO VIAGGIANDO
di SELENIA ERYE
SINTRA
A marzo, Sintra profuma di
zagara e di pioggia lieve.
Le colline che circondano
Lisbona si risvegliano dal
torpore invernale e l’aria si
riempie di luce nuova. Chi
arriva qui ha l’impressione
di entrare in un racconto,
dove il tempo scorre più
lento e la realtà si tinge di
sogno. Sintra non è solo
una città: è un sentimento
sospeso tra storia e
leggenda. Il cuore del borgo
è un intreccio di viuzze
ripide e case color pastello,
dominato dai camini conici
del Palácio Nacional. Ma
è salendo verso l’alto che
si svela la sua vera magia:
il Palácio da Pena, con le
torri gialle e rosse immerse
nella nebbia, sembra uscito
da una fiaba moresca.
Poco più in là, la Quinta
da Regaleira nasconde un
mondo simbolico di cunicoli,
giardini e scalinate che
scendono verso il misterioso
Pozzo Iniziatico, dove ogni
gradino rappresenta un
UNA META CHE MI RENDE FELICE E CHE MI FA
VIVERE IL TEMPO DI ATTESA ALLA PARTENZA,
CON TREPIDAZIONE, È SICURAMENTE IL
PORTOGALLO. QUANTA VITALITÀ SI RESPIRA IN
OGNI PAESE DI QUESTA NAZIONE.
TRA TUTTI I LUOGHI DA VISITARE, UNO DEI PIÙ
CARATTERISTICI È SICURAMENTE SINTRA.
passaggio spirituale.
Marzo è il mese perfetto
per visitare Sintra: il clima è
mite, la natura fiorisce e la
folla estiva è ancora lontana.
In questo periodo si svolge il
Festival de Música e Dança de Sintra, che anima
palazzi e teatri con concerti di musica classica
e spettacoli di danza. Le strade si riempiono di
artisti e il profumo dei fiori d’arancio accompagna
le note di un pianoforte che si perde tra i vicoli. Un
aneddoto curioso lega Sintra al mese di marzo del
56
M A G A Z I N E
1808: proprio allora, durante
le guerre napoleoniche,
le truppe francesi guidate
dal generale Junot
entrarono in città, ma
rimasero così colpite
dalla bellezza del luogo
da risparmiarne i palazzi
reali. Si dice che lo stesso
Junot scrisse una lettera
a Napoleone definendo
Sintra “un giardino dove
gli Dei si sarebbero voluti
nascondere”.
È forse da quella meraviglia
che nasce l’aura intatta che
ancora oggi la circonda.
Chi ama camminare può
percorrere i sentieri che dal
centro portano al Castelo
dos Mouros, una fortezza
del IX secolo immersa nel
verde. Da lassù si domina
tutta la costa atlantica,
fino a Cabo da Roca, “il
punto dove finisce la terra e
comincia il mare”. Quando
il vento soffia forte e il cielo
si apre, è facile credere che
qui davvero il mondo finisca,
e che ogni viaggio debba
passare da questo confine.
La visita a Sintra non può
che concludersi a tavola.
Nei caffè storici si gustano
i dolci tipici: i travesseiros,
sfoglie di pasta ripiene
di mandorle e crema,
e i queijadas, piccoli
pasticcini di formaggio
fresco e cannella che si
dice fossero già amati
dai monaci nel Medioevo.
Nei ristoranti, il pesce
dell’oceano regna: bacalhau
à brás, polvo à lagareiro
e zuppe di crostacei che
profumano di porto e sale.
Da accompagnare con un
bicchiere di Colares, uno dei
vini più rari del Portogallo,
coltivato sulla sabbia vicino
all’oceano. Al tramonto,
quando le luci si accendono tra i palazzi color
miele e il suono lontano del fado sale dalle case,
Sintra sembra respirare con chi la visita. È un luogo
che invita a perdersi, a lasciare che la mente si
confonda tra reale e immaginario.
57
M A G A Z I N E
IL CAVOLO A MERENDA
di FABRIZIO DIOLA
PARLANDO DI CIBO
ALBERTO GRANDI - IL BASTIAN CONTRARIO
Buoni questi spagetti allo scoglio...
sì hai ragione, ma sentissi che
zuppa di pesce fanno da Mario...
dove? Vicino a Viareggio... io però
avrei voglia di carne... hai ragione la
prossimma volta che usciamo, tutta
carne e vino rosso... certo... e il lesso
che faceva la mia nonna Elvira...
lascia stare, mi ricordo ancora le
polpette del giorno dopo...
E si potrebbe andare avanti per
tutto l’articolo. Noi Italiani siamo
l’unico popolo al mondo che a
tavola parla di quello che mangia,
di quello che ha mangiato e
si organizza per la futura uscita
culinaria. Il dibattito sul cibo,
le ricette, i miti e i ricordi che
evocano questi temi è sempre
aperto; e se a tavola la discussione
diventa noiosa o prende la
piega della politica una domanda
come: ma il vino rosso si può bere
anche con il pesce? o peggio:
nella carbonara ci va la pancetta
o il guanciale? può far nascere
una discussione che dura per ore.
Il dibattito è bello specialmente
quando c’è qualcuno che provoca.
Indubbiamente Alberto Grandi
con i sui libri come Denominazione
di Origine Inventata o La Cucina
Italiana Non Esiste, tanto per citarne
due, è un grande provocatore.
Ma chi è Alberto Grandi? E’ nato
a Mantova nel 1967. E’ uno storico
dell’alimentazione, scrittore e
professore universitario italiano.
È docente e dirige il corso di studi
in Economia e management all’Università
di Parma, dove insegna
anche Storia dell’alimentazione e
Storia dell’integrazione europea.
Grandi è autore di oltre cinquanta
lavori tra articoli scientifici e monografie.
I suoi studi si concentrano
soprattutto su storia economica,
storia del lavoro, mercati
urbani e in particolar modo sulla
storia dell’alimentazione e della
cultura del cibo. Insieme a Daniele
Soffiati conduce il podcast
“DOI – Denominazione di origine
inventata”, pensato per esplorare
e demistificare molte narrazioni
comunemente accettate sulla
cucina e l’identità gastronomica
italiana. Il lavoro di Grandi è spesso
provocatorio e stimola dibattiti
accesi, soprattutto perché mette
in discussione idee diffuse sulla
“autenticità” e sulla tradizione
della cucina italiana.
Prendiamo la Dieta Mediterranea
riconosciuta come Patrimonio
Culturale Immateriale dell’Umanità
dall’UNESCO nel 2003
presentata da Italia, Grecia,
Spagna e Marocco. Ne siamo tutti
orgogliosi. Non è solo un modello
alimentare, ma un vero e proprio
stile di vita. Alimentazione equilibrata:
consumo prevalente di
frutta, verdura, legumi, cereali
integrali, olio d’oliva e moderato
consumo di pesce e carne. Tradizioni
culinarie locali: ricette
e metodi di preparazione che si
tramandano di generazione in
generazione. Aspetti sociali e
culturali: il pasto è un momento
di condivisione, convivialità e rispetto
per la natura e il territorio.
58
M A G A Z I N E
L’UNESCO ha sottolineato che la
Dieta Mediterranea rappresenta
un patrimonio vivente, poiché le
pratiche, i saperi e le tradizioni
legate al cibo vengono trasmessi
di generazione in generazione.
C’è però chi la pensa in modo
diverso. Indovinate chi? Alberto
Grandi, che non nega necessariamente
i benefici di salute o il
valore culturale attribuito alla
Dieta Mediterranea come patrimonio
dell’UNESCO, ma contesta
l’immagine idealizzata, unitaria e
storicamente continua che spesso
viene proposta. La sua teoria
sulla dieta mediterranea è molto
accattivante. Ecco i punti principali
delle sue critiche. L’idea di
una “tradizione antichissima” è
in parte costruita. Grandi sostiene
che l’immagine comune della
Dieta Mediterranea come stile
alimentare antico e immutato nel
tempo sia in realtà in gran parte
un costrutto moderno. Secondo
lui, quello che oggi chiamiamo
“Dieta Mediterranea” non è una
pratica identica a quella delle
popolazioni del passato, ma un
modello che nasce e si consolida
soprattutto attraverso la costruzione
mediatica e scientifica del
XX secolo — in particolare attraverso
gli studi di Ancel e Margaret
Keys. La Dieta Mediterranea
è stata “inventata”, non scoperta.
Grandi sottolinea che il concetto
non deriva da una tradizione
alimentare omogenea o puramente
storica, ma è piuttosto una
costruzione teorica e culturale (in
parte con finalità promozionali e
normative nutrizionali). Ad esempio,
secondo il suo punto di vista,
Keys non scoprì un ideale di dieta
già esistente nella popolazione
del Mediterraneo, ma formulò
un modello utile per promuovere
abitudini alimentari più sane altrove.
La retorica della tradizione
può essere fuorviante. Grandi ha
criticato l’uso della narrazione
tradizionale come se fosse quasi
immutabile e “pura”. Secondo lui,
questa retorica può idealizzare un
passato che, nella realtà, spesso
includeva fame, povertà e varianti
locali molto diverse. Presentare
la Dieta Mediterranea come un
patrimonio culturale immateriale
“sin dall’antichità” può nascondere
o semplificare troppo la
complessità storica delle pratiche
alimentari mediterranee reali.
Critica alla narrazione univoca.
Grandi osserva che considerare
la Dieta Mediterranea come un
unico, coerente modello alimentare
italiano (o mediterraneo) è
storicamente impreciso: il bacino
mediterraneo è vasto, con molte
culture e pratiche diverse, e non
esiste un’unica “dieta mediterranea.”.
E allora alla prossima cena con gli
amici se volete lanciare una vera
e argomentata provocazione provate
a dire: La dieta mediterranea
non è mai esistita. Non esisteva
nel passato, c’era troppa povertà
per applicare la dieta mediterranea.
Non esiste oggi perché
le persone tendono a mangiare
in abbondanza, a consumare in
eccesso anche i cibi che fanno
male. Oppure provate a dire che
La grande tradizione dell’antica
cucina italiana non esiste. E’ tutta
roba degli ultimi sessant’anni. .. e
poi preparatevi ad assere assaliti.
E allora potete continuare a provocare
dicendo che il parmigiano
reggiano è un prodotto reccente
e codificato dal marketing, che
tante storie sono inventante. Provocate,
ma ridendo, scherzando
e poi alla fine un bel brindisi con
un grande spumante italiano di
qualità metterà tutti d’accordo.
59
M A G A Z I N E
60
M A G A Z I N E
Gabrio Dei. Dopo la scuola alberghiera a Montecatini Terme collabora con ristoranti in Toscana, Piemonte e Liguria.
Semifinalista italiano nel concorso San Pellegrino Young Chef per Professionisti under 30. Amante dei viaggi e delle
culture gastronomiche internazionali. Dal 2016 è ambasciatore italiano a Okinawa durante la Settimana Internazionale
della Cucina Italiana nel Mondo.
Dentice al Vapore, Cime di
Rapa, Limone e Peperoncino
Ingredienti per 4 persone:
1 dentice da 1-1,2 kg fresco
500 g sale fino
500 g zucchero semolato
La scorza di 2 limoni
2 mazzi cime di rapa fresche
n*6 Acciughe sott’olio
1 spicchio d’aglio
Peperoncino secco frantumato q.b.
Olio evo
Desquamare ed eviscerare il dentice, quindi
sfilettarlo, spinarlo ed asciugarlo bene: utilizzare
la carcassa e gli scarti per altre preparazioni
come brodi, farce per ravioli, crocchette ecc..
Miscelare il sale, lo zucchero e la scorza dei
limoni e ricoprirvi i filetti di dentice per 30
minuti.
Pulire le cime di rapa, suddividendo le foglie
dalle cimette intere: cuocere le foglie in
abbondante acqua bollente salata per 5-10
minuti finché saranno tenere, scolare e
raffreddare immediatamente in acqua e ghiaccio.
Con un frullatore ad immersione emulsionare le
foglie cotte con poca acqua di cottura, l’aglio, il
peperoncino a piacimento e le acciughe, filtrando
attraverso un colino a maglie fini e aggiustando
di sale e pepe se necessario.
Sbianchire le cimette intere per 1 minuto appena
in acqua bollente salata, raffreddare e tenere da
parte.
Montaggio e presentazione:
•Fior di sale
•Olio evo di qualità
•1 limone
Sciacquare i filetti di dentice eliminando
completamente il sale della marinata, asciugarli
accuratamente con carta da cucina, tagliare
a fettine di 1 cm circa e cuocere per qualche
minuto in vaporiera.
Sul fondo di un piatto adagiare la salsa piccante
di cime di rapa ben calda, quindi le fette di
dentice cotte a vapore, ultimando con le cimette
sbianchite, un ultima grattugiata fresca di
scorza di limone, Fior di Sale ed un filo di Olio
extravergine d’oliva di qualità.
Servire subito.
61
M A G A Z I N E
GARDEN PLACE
di TIZIANO BALDI GALLENI
I PRIMI GESTI CHE ACCOMPAGNANO
IL RISVEGLIO DEL GIARDINO
MARZO È IL MESE IN CUI LA VEGETAZIONE TORNA PROTAGONISTA. TRA POTATURE
LEGGERE, PULIZIA DELLE AIUOLE E PRIME CONCIMAZIONI, QUESTO È IL
MOMENTO IDEALE PER GUIDARE PIANTE E TERRENO VERSO LA NUOVA STAGIONE,
PREPARANDO CON CURA LA RIPRESA VEGETATIVA SENZA LASCIARSI INGANNARE
DALL’ENTUSIASMO DELLA PRIMAVERA.
Ebbene, nel mese in cui fa
ingresso la primavera, piante e
fiori entrano in una fase delicata e
decisiva. Le giornate si allungano,
la luce cambia e la natura inizia
lentamente a rimettersi in moto.
È il mese in cui la voglia di fare
si fa sentire, ma è importante
intervenire con attenzione,
rispettando i tempi delle piante e le
incertezze del clima. Il primo gesto
utile è la pulizia: eliminare foglie
secche, rami danneggiati e residui
invernali permette di arieggiare
il terreno e prevenire malattie
fungine, oltre a restituire ordine e
leggibilità agli spazi verdi.
Marzo è anche il periodo giusto
per le potature leggere. Rose,
arbusti ornamentali e siepi possono
essere sistemati eliminando rami
secchi o mal orientati, favorendo
una crescita più equilibrata. È
fondamentale usare attrezzi ben
affilati e puliti, per evitare ferite
inutili alle piante. Le potature
troppo drastiche, invece, è meglio
rimandarle o limitarle, perché la
ripresa vegetativa è appena iniziata
e un intervento eccessivo potrebbe
indebolire la pianta.
Il terreno merita un’attenzione
particolare. Dopo i mesi freddi
risulta spesso compatto e povero di
ossigeno: una leggera lavorazione
superficiale aiuta a migliorare la
struttura del suolo e a prepararlo
alle nuove coltivazioni. Questo è
anche il momento ideale per la
concimazione di base, utilizzando
prodotti organici o a lenta cessione,
capaci di sostenere la crescita
senza forzature. In vaso, un parziale
rinnovo del terriccio restituisce
nutrienti fondamentali alle piante.
Non bisogna però dimenticare che
marzo è un mese imprevedibile.
Le temperature possono scendere
improvvisamente e le gelate tardive
sono sempre in agguato. Per questo
è consigliabile proteggere le piante
più sensibili e non avere fretta di
spostare all’esterno quelle che
hanno passato l’inverno al riparo.
Il giardinaggio di marzo richiede
equilibrio: osservare, intervenire
con misura e accompagnare la
natura nel suo risveglio, senza
anticiparla. È così che si pongono
le basi per una stagione sana e
generosa.
62
M A G A Z I N E
63
M A G A Z I N E
MATRIX
di SILVIO GHIDINI
Se le auto sono più sicure senza guidatore
Secondo il World healt organization, l’organo dell’Onu
che si occupa di salute, ogni anno in tutto il mondo
1,2 milioni di persone sono vittime di incidenti
stradali mortali. La stessa organizzazione stima che
gli incidenti automobilistici bruciano circa il 3% del
Pil della maggior parte dei Paesi. Il principale fattore
di rischio è quello umano, motivo per cui le aziende
che si occupano di guida autonoma stanno spingendo
per dimostrare la sicurezza dei loro prodotti.
Waymo, la società della casa di Google che produce
vetture senza guidatore e che offre servizi di taxi, ha
recentemente diffuso i dati relativi ai 160 milioni di
chilometri percorsi dalla sua flotta di 2500 macchine.
Il quadro che emerge è sfavorevole ai piloti umani. Le
auto di Waymo sono state coinvolte nel 91% in meno
di incidenti mortali e nell’80% in meno di incidenti
con feriti (il 96% in meno per i casi gravi). Ad essere
più al sicuro non sono solamente le persone a bordo:
i pedoni sono stati vittime del 92% in meno degli
incidenti, così come le biciclette nel 78% in meno.
Marte e Terra, più simili che mai
La ricerca di tracce di vita su Marte continua ad
affascinare gli appassionati e far lavorare gli
scienziati. Gli ultimi passi avanti sono stati fatti da
un gruppo di ricercatori dell’Università di Berna e
dell’Istituto nazionale di astrofisica italiano. Lo studio
del team, pubblicato sulla rivista scientifica Npj
Space Exploration, suggerisce la presenza di un vero
e proprio oceano con dimensioni e caratteristiche
paragonabili a quelle del Mar glaciale artico. Lo
specchio d’acqua, risalente a 3 miliardi di anni fa,
è stato scoperto grazie a strutture morfologiche
paragonabili ai delta dei fiumi terrestri. La presenza
di questo oceano suggerisce l’esistenza di una
linea costiera sul pianeta rosso, sintomo che in
un’epoca passata il livello dell’acqua ha raggiunto
un’altezza stabile. Non è il primo studio a ipotizzare
la presenza di acqua sul pianeta rosso, ma è il primo
ad avere dati così precisi e ad avallare ipotesi di vita
primordiale in tempi andate.
64
M A G A Z I N E
65
M A G A Z I N E
KIMI
ANTONELLI
È STATO RIBATTEZZATO COME L’ASTRO NASCENTE DELLA FORMULA
1. CON I RISULTATI MESSI IN FILA NELLA STAGIONE 2025, LA SUA
PRIMA IN ASSOLUTO, ANDREA KIMI ANTONELLI HA RISPETTATO
APPIENO QUESTA DEFINIZIONE: A GIUGNO HA RAGGIUNTO IL PRIMO
PODIO, CON IL TERZO POSTO NEL GRAN PREMIO DEL CANADA,
QUANDO ANCORA DOVEVA COMPIERE 19 ANNI.
Era dal 2009 che un italiano non si classificava tra
i primi tre: a riuscirci, in quel caso, era stato Jarno
Trulli, secondo in Giappone. Antonelli ha vissuto uno
dei migliori weekend stagionali in Brasile, piazzandosi
secondo nella Sprint Race. Ha centrato il podio anche
nella gara successiva, quella di Las Vegas, arrivando
ancora terzo, per un totale di tre podi stagionali. A
questi si aggiunge la pole position conquistata nel
Gran Premio di Miami di maggio, che lo ha reso il più
giovane pilota della storia a ottenere una pole position
in qualsiasi format. Un altro record di precocità lo ha
stabilito ad aprile in Giappone, quando è stato in testa
alla corsa per dieci giri consecutivi a soli 18 anni, 7
mesi e 11 giorni, superando persino il precedente
primato di Max Verstappen. E pensare che Antonelli,
nato a Bologna nell’agosto 2006, ha preso la patente
di guida nel gennaio 2025, neppure due mesi prima
dell’inizio del campionato. “È stato un anno con alti e
bassi, ma sono felice perché sono uscito da momenti
tosti, come il calo di metà stagione: una lezione che
mi ha permesso di fare un salto mentale utile per
il futuro”, ha raccontato Antonelli, che nel corso
dell’anno ha dimostrato di saper reggere il confronto
con alcuni dei nomi più pesanti della griglia, da
Hamilton e Leclerc fino a Norris, Alonso e Verstappen.
Il percorso che lo ha portato fino alla Formula 1 non è
stato lineare, ma estremamente concentrato. Dopo gli
inizi nel karting, chiusi con il titolo europeo CIK-FIA,
il passaggio alle monoposto è stato rapido e senza
tappe interlocutorie: Formula 4, dominata sia in Italia
sia nel campionato ADAC, quindi il titolo nella Formula
Regional Europea. Un’ascesa che lo ha portato a
saltare la Formula 3 e ad approdare direttamente
in Formula 2, sempre sotto la supervisione del
programma giovani Mercedes, di cui fa parte dal 2019.
Il primo contatto ufficiale con la Formula 1 risale al
2024, quando ha disputato le prove libere del Gran
Premio d’Italia a Monza al volante della Mercedes, un
66
M A G A Z I N E
THE WINNER
di GABRIELE NOLI
passaggio che ha anticipato il debutto a tempo pieno
nella stagione successiva. In ogni categoria Antonelli
ha mostrato una capacità di adattamento immediata,
riducendo al minimo i tempi di apprendimento e
rendendosi competitivo fin dalle prime uscite. Il suo
ingresso in Formula 1 nel 2025 è stato inevitabilmente
legato anche al contesto: la promozione in Mercedes
è giunta in coincidenza con l’addio di Lewis Hamilton,
che ha lasciato il team dopo oltre un decennio per
proseguire la carriera in Ferrari. Un accostamento che
Antonelli ha sempre ridimensionato con chiarezza:
“Non penso sia giusto dire che sto rimpiazzando Lewis.
Lui ha fatto tantissimo nello sport, e io mi considero
semplicemente il prossimo pilota Mercedes”. Figlio
del pilota e team principal Marco Antonelli, impegnato
nella gestione di una squadra attiva in diverse
categorie Gran Turismo, Andrea Kimi è cresciuto in
un ambiente in cui il motorsport faceva parte della
normalità. La passione nasce presto e porta con sé
anche episodi singolari, come il primo ingresso in un
paddock di Formula 1: “Ero troppo piccolo e per le
regole della FIA non potevo entrare. Mio padre decise
67
M A G A Z I N E
THE WINNER
di nascondermi dentro una pila di
pneumatici e di farmi passare su un
carrello”. Pure il suo nome è spesso
oggetto di curiosità. Contrariamente
a quanto si potrebbe pensare,
Kimi non è un omaggio diretto a
Raikkonen: a suggerirlo fu un amico
del padre, convinto che suonasse
bene tra Andrea e Antonelli. Il
numero scelto per la Formula 1, il
12, è invece un riferimento dichiarato
al suo idolo di sempre, Ayrton Senna:
“Sono troppo giovane per averlo
visto correre, ma mi sono recuperato
tutti i suoi video. Mi ha ispirato come
pilota e soprattutto come uomo”. Tra
le caratteristiche che più colpiscono
chi lavora con lui c’è una memoria
fuori dal comune: Antonelli ricorda
con grande precisione i tempi fatti
segnare nelle sessioni in pista, sui
circuiti in cui ha corso, e spesso
anche quelli dei suoi avversari.
Un’abilità che si riflette nel lavoro al
simulatore e nell’analisi dei dati.
Fuori dalla pista conduce una vita
scandita da ritmi regolari. Vive tra
l’Italia e l’Inghilterra, utilizza i social
in modo misurato e ha portato
avanti il percorso scolastico fino al
diploma, conseguito nonostante gli
impegni internazionali, organizzando
lo studio tra lezioni a distanza
e periodi lontano dalle gare. La
preparazione atletica occupa una
parte centrale delle sue giornate,
così come l’attenzione al recupero
e all’alimentazione. Tra le passioni
extra-pista ci sono il basket NBA,
il sim racing e i videogiochi. Non
mancano i piccoli rituali: Antonelli
non si separa mai da un ciondolo
regalatogli dal padre, che a sua
volta lo aveva ricevuto dal proprio,
e porta spesso con sé un casco
in miniatura di Senna. Anche la
patente è diventata un aneddoto:
la sera prima dell’esame ha
dovuto esercitarsi in fretta con
l’auto della zia per imparare il
parcheggio in retromarcia con il
cambio manuale. L’esame è andato
bene, con un’unica dimenticanza:
la freccia durante un sorpasso.
Tra i suoi sostenitori c’è Valentino
Rossi. I due si sono conosciuti
online, giocando al simulatore con
i ragazzi dell’Academy VR46, e si
sono poi allenati insieme al Ranch
e sui kart. Nel passato di Antonelli
c’è persino una breve apparizione
cinematografica: nel 2016, a dieci
anni, è stato comparsa nel film
“Veloce come il vento” di Matteo
Rovere. “Ho sempre dovuto convivere
con la pressione, soprattutto quando
sono entrato nell’Academy Mercedes
e tutti hanno puntato gli occhi su
di me. – ha affermato Antonelli in
merito alla sua scalata ai vertici
della F1 – Crescendo ho imparato
a conviverci. Sento pressione, ma
con il sostegno della mia famiglia
scendo in pista con serenità. Non
mi aspettavo di arrivare qui così in
fretta, ma questo significa che il
lavoro ha dato i suoi frutti. Ora sta
a me sfruttare l’occasione”. Con un
sogno per la stagione 2026: vincere
un Gran Premio.
68
M A G A Z I N E
RIFINITORE MULTIUSO
GRAPHITE SERIES G12 PG2120
• Rivestimento in grafite che garantisce
comfort e scorrevolezza
• Include:
› Lama principale per rifinire capelli e barba
› Rifinitore lineare per naso e orecchie
› Rifinitore di precisione TST
› Pettine doppio regolabile
per barba e capelli (2-20mm)
› Pettini fissi da 1.5 & 3mm
• Ricaricabile USB
• Fino a 40 minuti di autonomia
• Indicatore di carica LED
• Lame e accessori lavabili
• Astuccio
69
M A G A Z I N E
LE AVVENTURE DI
di KATIA BRONDI
PrìMo
TI RACCONTO
UN LIBRO
PICCOLE
DONNE
Autore:
Louisa May Alcott
Luogo e anno
di pubblicazione:
Stati Uniti, 1868
Louisa May Alcott (Germantown 1832 – Boston 1888) è stata una scrittrice
molto prolifica di opere per ragazzi ma è con PICCOLE DONNE che viene
maggiormente apprezzata e riconosciuta. Cresce come un’abolizionista e
convinta femminista tanto da essere sostenitrice del suffragio universale
esteso alle donne. Piccole Donne esprime il pensiero di idea rivoluzionaria
dell’indipendenza femminile.
TRAMA
Il romanzo narra la storia delle quattro
sorelle March: Meg, la maggiore, Joe,
la scrittrice, la cara e dolce Beth ed
infine l’artista Amy. Ambientato nel
New England – Stati Uniti - durante il
periodo della Guerra di Secessione
americana intorno al 1861. Il periodo
storico influenza le vicende delle
sorelle March. L’assenza del padre
impegnato al fronte e la presenza
della madre Marmee, attivista sociale,
saggia e simbolo di indipendenza
femminile rappresentano i capisaldi
della narrazione. La scena che apre il
libro è di una delicatezza disarmante e
narra di come le ragazze festeggino la
mattina di Natale e ascoltino Marmee
leggere l’ultima lettera del loro padre.
70
M A G A Z I N E
La storia è sicuramente semiautobiografica
e i personaggi
sono simili a quelli che hanno
popolato la vita della scrittrice
Louisa May Alcott. Attraverso Jo
March abbiamo il punto di vista
da cui si leggono le vicende, gli
amori, i dolori della narrazione. Il
libro delizia chiunque incontri le
sorelle March per la prima volta
e riaccende bei ricordi tra coloro
che le conobbero diversi anni fa.
Beatrix
Potter
Te lo racconto la
prossima volta.
Dal libro PICCOLE DONNE:
“Ci sono momenti assai belli da vivere
ma difficili da raccontare”.
“Per realizzare un sogno, una persona deve superare
tante prove”.
“Non affaticatevi come schiave. Destinate le ore per il lavoro
e quelle per lo svago, fate in modo che le vostre giornate
siano utili e piacevoli e datemi la prova che capite il valore
del tempo, impiegandolo bene.
Allora la giovinezza sarà bella, la vecchiaia porterà pochi
rimpianti e la vita sarà un successo, nonostante la povertà”.
(Marmee)
71
M A G A Z I N E
Ausili assorbenti per incontinenza
72
M A G A Z I N E
73
M A G A Z I N E
SULLA STRADA
di TIZIANO BALDI GALLENI
MITSUBISHI TORNA NEL BELPAESE:
4 SUV PER RILANCIARE IL MARCHIO GIAPPONESE
DOPO ANNI DI ASSENZA DAL MERCATO ITALIANO DELLE AUTO NUOVE,
MITSUBISHI RIPARTE CON UNA GAMMA RINNOVATA DI QUATTRO MODELLI,
DALLA COMPATTA ASX ALL’ELETTRICA ECLIPSE CROSS, GRAZIE AL NUOVO
IMPORTATORE BASSADONE AUTOMOTIVE GROUP.
Un’offensiva che punta su ibridazione,
tecnologia e servizi con garanzie
estese.
Il marchio giapponese Mitsubishi
torna ufficialmente nel mercato
italiano delle auto nuove (era il 2020
quando annunciò il ritiro dall’Europa
di nuovi veicoli), segnando un
nuovo inizio dopo alcuni anni di
assenza. Il rientro avviene grazie
alla collaborazione con Bassadone
Automotive Group, che curerà
importazione, rete commerciale e
assistenza, puntando su un’offerta
moderna, elettrificata e su garanzie
estese fino a 8 anni o 160.000 km.
La nuova fase di Mitsubishi in Italia
prende il via con quattro modelli,
tutti Suv, pensati per coprire i
segmenti oggi più richiesti. Il primo a
debuttare è la Asx, Suv compatto che
rappresenta il cuore della gamma.
Basata su una piattaforma condivisa
all’interno dell’alleanza Renault-
Nissan-Mitsubishi, la ASX propone
uno stile personale e una gamma di
motorizzazioni orientata all’efficienza:
benzina turbo, mild hybrid e
soprattutto full hybrid, soluzione
che permette di ridurre consumi ed
emissioni mantenendo una buona
fluidità di guida nel traffico urbano e
nei percorsi extraurbani.
Salendo di categoria si trova la
Outlander, modello simbolo della
tecnologia Mitsubishi. Disponibile
esclusivamente con powertrain plugin
hybrid, abbina due motori elettrici
a un’unità benzina per una potenza
complessiva superiore ai 300 cv e la
trazione integrale. L’autonomia in
modalità elettrica consente di coprire
la maggior parte degli spostamenti
quotidiani senza ricorrere al motore
termico, mentre comfort e dotazioni
tecnologiche la posizionano nel
segmento dei Suv familiari di fascia
medio-alta.
Nel corso del 2026 la gamma sarà
completata da due ulteriori novità.
La Grandis tornerà come Suv di
medie dimensioni, con motorizzazioni
ibride e un abitacolo pensato per
la massima versatilità. La Eclipse
Cross farà invece un passo deciso
verso l’elettrificazione, arrivando sul
mercato in versione 100% elettrica,
con particolare attenzione ad
autonomia, connettività e design.
Con questa strategia Mitsubishi punta
a riconquistare spazio nel mercato
italiano, offrendo una gamma
coerente con le nuove esigenze di
mobilità e rafforzando la propria
identità attraverso tecnologia,
affidabilità e soluzioni ibride ed
elettriche sempre più centrali.
74
M A G A Z I N E
75
M A G A Z I N E
LA 25° ORA
di LEONARDO PINZUTI
Project Hail Mary – L’ultima missione
USA | Fantascienza | marzo 2026
Con Ryan Gosling
Con Project Hail Mary il cinema di fantascienza torna a interrogarsi sul rapporto tra conoscenza
scientifica e responsabilità collettiva. Ryland Grace è un uomo comune — insegnante, ricercatore
riluttante — che si ritrova proiettato in una missione cosmica senza precedenti: individuare una
soluzione a un fenomeno astrofisico che sta portando alla progressiva estinzione del Sole.
Il film, tratto dal romanzo di Andy Weir, sceglie un impianto narrativo che alterna isolamento
estremo e ricostruzione della memoria, trasformando lo spazio profondo in un luogo mentale prima
ancora che fisico. La regia di Phil Lord e Christopher Miller bilancia rigore scientifico e accessibilità,
mentre Ryan Gosling offre un’interpretazione misurata, lontana dall’eroismo tradizionale.
Più che un racconto di salvezza planetaria, Project Hail Mary riflette sulla cooperazione come
unica risposta possibile a una crisi globale, umana o cosmica che sia.
The Bride!
USA | Dramma, horror | marzo 2026
Con Jessy Buckley
Con The Bride! Maggie Gyllenhaal prosegue il suo percorso di riscrittura dei miti classici in
chiave contemporanea. Partendo dall’universo di Frankenstein, il film sposta l’asse narrativo
dalla creatura al gesto della creazione, interrogandosi sul significato di dare vita — e sul diritto di
controllarla.
Ambientato negli Stati Uniti degli anni Trenta, il racconto assume una dimensione quasi politica:
la “sposa” interpretata da Jessie Buckley non è soltanto un corpo rianimato, ma un soggetto che
rifiuta l’identità che le è stata imposta. La regista utilizza l’immaginario gotico per affrontare temi
di autonomia, desiderio e marginalità, evitando l’horror convenzionale a favore di un’atmosfera
inquieta e stratificata.
Un film che dialoga più con il cinema d’autore che con il genere, e che conferma l’interesse della
Gyllenhaal per personaggi femminili complessi e irriducibili a ruoli predefiniti.
Un bel giorno
Italia | Commedia | marzo 2026
Con Fabio De Luigi
Nel panorama della commedia italiana contemporanea, Un bel giorno si colloca come un racconto
gentile sul tempo adulto e sulle seconde possibilità. Fabio De Luigi interpreta un padre che ha
costruito la propria identità esclusivamente intorno al ruolo genitoriale, fino a smarrire ogni altra
dimensione personale.
L’incontro con una donna altrettanto segnata dalle responsabilità familiari apre uno spazio fatto
di esitazioni, piccoli slittamenti emotivi e tentativi di equilibrio tra desiderio e dovere. Il film evita
le scorciatoie della comicità facile, preferendo un tono sommesso e quotidiano, che guarda alle
trasformazioni della famiglia con uno sguardo empatico.
Un bel giorno non ambisce a reinventare il genere, ma restituisce con onestà una fotografia
dell’età adulta contemporanea, dove l’amore è spesso una scelta tardiva, ma non per questo
meno necessaria.
La lezione
Italia | Thriller psicologico | marzo 2026
Con Matilda De Angelis e Stefano Accorsi
Stefano Mordini affronta con La lezione uno dei territori più complessi del cinema contemporaneo:
quello in cui diritto, percezione pubblica e verità individuale si sovrappongono senza mai
coincidere del tutto. Tratto dal romanzo di Marco Franzoso, il film ruota attorno a un’accusa di
violenza sessuale e alle sue conseguenze, anche dopo l’esito giudiziario.
Il racconto si sviluppa lontano dal sensazionalismo, concentrandosi sulle dinamiche psicologiche
e sui rapporti di potere che attraversano l’università, il sistema legale e le relazioni personali.
Matilda De Angelis e Stefano Accorsi incarnano personaggi ambigui, mai completamente assolti
o condannati dallo sguardo del film.
La lezione pone domande più che offrire risposte, e invita lo spettatore a confrontarsi con l’instabilità
del concetto di verità in un’epoca dominata dalla narrazione e dal giudizio immediato.
76
M A G A Z I N E
La nuova gamma di catturapolvere Vileda è pensata per semplificare la tua
routine di pulizia, grazie a una tecnologia unica e brevettata * . La rivoluzione
è la testina flessibile che, grazie al suo design, si adatta ad ogni superficie
e ti permette di raggiungere anche gli angoli più difficili e nascosti senza sforzo.
La gamma si compone di:
• Kit a manico corto + 2 ricambi: perfetto per le superfici visibili, ti offre
massimo controllo e precisione.
• Kit a manico lungo + 1 ricambio: estensibile fino a 93cm e con testina rotante
in 6 posizioni, ideale per raggiungere anche i punti più alti.
• Ricambi disponibili in confezioni da 5 pezzi.
Con Flex & Catch, spolverare non è mai stato così semplice.
3X
*
Brevetto in corso . ** Rispetto ai piumini tradizionali.
77
www.vileda.it
M A G A Z I N E
MY BOOK
di SOFIA PIERACCINI
Andarsene
Autore: Roxana Robinson
Casa editrice: Fazi Editore
«Un’avvincente esplorazione delle promesse che ci facciamo, dei rapporti di tensione tra genitori
e figli, e di ciò che dobbiamo agli altri e a noi stessi. Andarsene è un tour de force incredibilmente
lucido, e il suo impatto finale è sconvolgente». «The Washington Post»
L’amore tra Sarah e Warren si interrompe durante gli anni del college, lasciando una ferita mai davvero
rimarginata. Molti anni dopo, ormai sessantenni, si ritrovano casualmente in un teatro di New
York e quel sentimento riemerge con una forza inattesa, capace di mettere in discussione le vite che
nel frattempo hanno costruito. Entrambi si sono sposati, hanno avuto figli e intrapreso percorsi professionali
solidi. Oggi Sarah è divorziata e vive lontano dalla città, mentre Warren è ancora legato al
suo matrimonio a Boston. Il loro incontro risveglia in Sarah emozioni sopite, ma anche paure legate
al passato e alle responsabilità che hanno segnato la sua esistenza. Warren, invece, appare pronto a
cambiare tutto, pur consapevole delle conseguenze familiari delle sue scelte. Con Andarsene, Roxana
Robinson firma un romanzo intenso e raffinato che indaga con sensibilità il desiderio di felicità, il
peso delle abitudini e le responsabilità verso chi ci sta accanto. Una storia che riflette sul coraggio
di ricominciare e sulle domande, mai semplici, che accompagnano ogni grande scelta sentimentale.
Le divoratrici
Autore: Lara Williams
Casa editrice: Blackie edizioni
C
M
Le divoratrici di Lara Williams è un romanzo intenso e spiazzante che parla di desiderio, identità e
libertà, raccontando cosa significa essere donna in un mondo che spesso invita a occupare meno
spazio possibile. La protagonista, Roberta, è una quasi trentenne bloccata in un lavoro che non
ama e in una vita guidata più dalle aspettative altrui che dai propri desideri. Tutto cambia quando
incontra Stevie, magnetica e fuori dagli schemi: insieme danno vita al Supper Club, un collettivo segreto
dove le donne trasformano l’eccesso in una forma di ribellione e autoaffermazione. Tra feste
notturne, regole ribaltate e momenti di condivisione estrema, il Supper Club diventa per Roberta
un’occasione per riscoprirsi e fare i conti con paure e fragilità che ha sempre cercato di ignorare.
Con uno stile diretto e coinvolgente, Williams racconta le contraddizioni di una generazione che prova
a liberarsi da modelli imposti, mostrando quanto sia difficile distinguere tra ciò che desideriamo
davvero e ciò che crediamo di dover volere. Un romanzo provocatorio e attuale, che invita a riflettere
su quanto sia complesso e necessario imparare a essere se stesse.
Y
CM
MY
CY
CMY
K
Il Giovane Holden
Autore: J.D. Salinger
Casa editrice: Einaudi
Tra i romanzi che hanno saputo raccontare con maggiore autenticità le inquietudini e le contraddizioni
dell’adolescenza, Il giovane Holden di J.D. Salinger occupa un posto speciale. Pubblicato nel
1951 e diventato rapidamente un pilastro della narrativa americana contemporanea, il libro conserva
ancora oggi una sorprendente capacità di parlare ai lettori di ogni generazione. Il protagonista,
Holden Caulfield, ha sedici anni e, dopo essere stato espulso per l’ennesima volta dal college, decide
di fuggire a New York, prendendo le distanze dalla famiglia e da un mondo adulto che percepisce
come falso e distante. La narrazione segue il suo vagabondare nella città, tra incontri occasionali,
pensieri disordinati e riflessioni che mettono in luce tutta la sua vulnerabilità e il senso profondo di
disorientamento che lo accompagna. Ribelle, disilluso e inquieto, Holden oscilla continuamente tra
il rifiuto delle convenzioni sociali e la ricerca, spesso confusa e istintiva, di un significato più autentico
da dare alla propria vita, mentre affronta il passaggio fragile e complesso dall’infanzia all’età
adulta. Il suo conflitto interiore restituisce un’esperienza universale, fatta di emozioni contrastanti,
paure e domande che accompagnano inevitabilmente il percorso di crescita.
78
M A G A Z I N E
79
M A G A Z I N E
TEATRO & MUSICA
di SOFIA PIERACCINI
Bergamo Jazz Festival
Dal 19 al 22 marzo Bergamo si trasforma nella capitale italiana del jazz con la 47ª edizione di
Bergamo Jazz, diretta per la terza volta da Joe Lovano. Il festival, intitolato “Setting the Pace:
Miles & Trane 100th Celebration”, celebra i centenari di Miles Davis e John Coltrane, esplorando
le mille sfumature del jazz tra tradizione e innovazione. Concerti nei teatri, nei musei
e nei locali della città insieme a lezioni - concerto dedicate alle scuole animeranno quattro
giornate ricchissime, con una particolare attenzione ai giovani talenti e al jazz al femminile.
Al Teatro Donizetti si parte venerdì 20 con il duo Dave Holland e Lionel Loueke, seguito
da Steve Coleman e i suoi Five Elements. Sabato 21, i Bad Plus si uniscono a Chris Potter e
Craig Taborn per un omaggio a Keith Jarrett, mentre torna Lakecia Benjamin con il suo nuovo
album. La serata conclusiva celebra Miles e Coltrane con il progetto speciale di Lovano, tra
Avishai Cohen, George Garzone, Shabaka Hutchings, Jakob Bro e Leo Genovese. Al Teatro
Sociale, giovedì 19 il trio di Franco D’Andrea e il quartetto di Melissa Aldana, domenica 22
Simona Molinari con “La Donna è Mobile”. Tra musei e location suggestive, dall’Aula Picta del
Palazzo Vescovile all’Accademia Carrara, spazio a Wayne Horvitz, Leo Genovese, Anaïs Drago,
Norma Winstone e Kit Downes. Non mancheranno poi Scintille di Jazz, la rassegna dedicata
ai nuovi talenti, le lezioni-concerto per le scuole realizzate in collaborazione con il Centro Didattico
Produzione Musica fino alla celebrazione dell’International Jazz Day giovedì 30 aprile
con la chitarrista Eleonora Strino accompagnata da Giulio Corini (contrabbasso) e Zeno De
Rossi (batteria). Bergamo Jazz 2026 promette un dialogo tra generazioni e culture, portando
la musica a contatto con il tessuto urbano e il suo pubblico più appassionato.
Nina canta nei teatri
A partire dal 2 marzo 2026, Angelina Mango porterà la sua musica nei teatri italiani con
Nina Canta Nei Teatri, un tour che toccherà dieci città da nord a sud del Paese. Un progetto
pensato per vivere la musica in modo intimo e diretto, in uno spazio raccolto dove le canzoni
diventano racconto e condivisione. Dopo la pubblicazione a sorpresa dell’album caramé lo
scorso ottobre, la cantautrice continua il suo percorso creativo con un tour che mette al centro
l’autenticità: un live suonato, senza filtri, che ricrea l’atmosfera dello studio di registrazione
e invita il pubblico a immergersi nel processo creativo dietro i suoi brani. Sul palco, le
canzoni dell’ultimo lavoro convivono con i momenti più significativi della carriera di Angelina,
in un dialogo diretto e sincero con chi ascolta. Il tour sarà anche un’occasione per riscoprire
il rapporto con il pubblico dopo la pausa dovuta all’annullamento del tour nei club nell’ottobre
2024. Ogni serata sarà costruita attorno ad arrangiamenti curati e momenti speciali pensati
per creare vicinanza e intimità, tra brani suonati con la band e piccoli dettagli che raccontano
la storia di caramé e del percorso artistico di Angelina. Le dieci tappe toccheranno alcuni
dei teatri più importanti del nostro paese: si parte dal Teatro Augusteo di Napoli, poi Roma
(Auditorium Conciliazione), Catania (Teatro Metropolitan), Palermo (Teatro Golden), Bari
(Teatro Team), Torino (Teatro Colosseo), Bologna (Teatro Europa Auditorium), Fermo (Teatro
dell’Aquila), Firenze (Teatro Verdi), per chiudere al Teatro Lirico Giorgio Gaber di Milano. Con
Nina Canta Nei Teatri, Angelina Mango trasforma ogni concerto in un incontro autentico con il
suo pubblico: la musica diventa confessione, racconto e presenza reale, in un’esperienza che
celebra la sincerità, la vicinanza e l’arte dal vivo.
Ariadne auf Naxos
Dopo 35 anni torna sul palco del Teatro dell’Opera di Roma Ariadne auf Naxos, capolavoro di
Richard Strauss su libretto di Hugo von Hofmannsthal, in un nuovo allestimento frutto della
collaborazione con la Semperoper Dresden. Sul podio Maxime Pascal, specialista del repertorio
novecentesco e contemporaneo, per la prima volta al Costanzi con un’opera lirica. La regia
di David Hermann, le scene di Jo Schramm e i costumi di Michaela Bart accompagnano un
cast internazionale con Axelle Fanyo (Ariadne), Tuomas Katajala (Bacco), Ziyi Dai (Zerbinetta)
e Angela Brower (Compositore). Un’opera metateatrale dove tragedia e commedia convivono:
Arianna, sola sull’isola di Nasso, affronta il dolore dell’abbandono, mentre Zerbinetta e i
comici inseriscono leggerezza fino all’arrivo di Bacco, trasformando la vicenda in un sorprendente
gioco tra mito, musica e teatro. In scena dal 1° al 10 marzo 2026.
80
M A G A Z I N E
Linea Igiene Intima
pH SPECIALIST
Lo specialista
del tuo benessere intimo
Infasil pH Specialist:
alta qualità e tollerabilità
per il tuo detergente intimo.
Rispetto e delicatezza
Per tutta la famiglia
Rispetta l’idratazione
Con attivo naturale
La sua formula deterge senza alterare
la naturale fisiologia delle parti intime,
offrendo rispetto e delicatezza.
Deterge delicatamente e aiuta
ad alleviare la sensazione di fastidio
dovuta alla secchezza intima.
81
M A G A Z I N E
MARGOT
ROBBIE
Trentacinque anni, mamma da
poco più di un anno, attrice,
produttrice e definita la donna
più bella del mondo.
82
M A G A Z I N E
ON STAGE
di CLOE D. BETTI
Signori, la strada di Margot
Robbie, continua a essere
lastricata di successo e
anche di un po’ di sano gossip
hollywoodiano, dopo che il film
“Cime tempestose” di Emerald
Fennell, l’ha affiancata a Jacob
Elordi, nei panni di Catherine e
Heatcliffe, paladini di un amore
travolgente, raccontato nel suo
libro da Emily Brontë. Un amore,
che, a detta di molti di coloro
che erano sul set, è diventato fin
troppo realistico. Voci, ma che
hanno comunque contribuito
a sostenere l’uscita del film
a ridosso di San Valentino,
cavalcate da entrambi gli attori
che più volte hanno sottolineato
quanto la loro interpretazione
fosse diventata una questione di
chimica al limite dell’ingestibile.
«Abbiamo davvero catturato
piccoli frammenti del loro
amore. - ha spiegato Elordi al
“Daily Mail” - Non era scritto
sul copione. Non era per le
telecamere. Ma è successo per
davvero. Durante una corsa
mano nella mano, ho guardato
lei e lei ha guardato me.
83
M A G A Z I N E
In quell’istante ho capito:
non stavo guardando
Margot, stavo guardando
Catherine. E lei non
vedeva Jacob, vedeva
Heathcliff». Sposata dal
2016 con il produttore
cinematografico
britannico Tom Ackerley,
l’attrice che ha definito
Elordi il Daniel-Day Lewis
della nostra generazione,
nel suo ruolo di
produttrice ha sempre
amato raccontare storie
al femminile e il successo
planetario di “Barbie” ha
dimostrato la forza della
sua scelta. Ha voluto
riportare sullo schermo
“Cime tempestose”
perché si era accorta che
in troppi non avevano
mai letto il libro. «Sono
rimasta sorpresa dal fatto
che così poche persone
avessero effettivamente
letto il libro, molti ne
avevano sentito parlare,
ma moltissimi no. -
ha raccontato - Con
la regista abbiamo
immaginato di realizzare
il “Titanic” di questa
generazione, o “Romeo
+ Giulietta”. Vorrei
che le fan andassero
a vederlo con dieci
delle loro amiche».
Bellissima nell’abito
disegnato e pensato per
lei da Schiaparelli, alla
premiere del film, la
Robbie si è presentata
con al collo la famosa
collana di diamanti
con ciondolo a forma
di cuore di Cartier
soprannominata Taj
Mahal, appartenuta a
Liz Taylor: si dice che il suo valore sia di
otto milioni di dollari. Fu regalata all’attrice
dal suo quinto marito Richard Burton
54 anni fa, in occasione del suo 40esimo
compleanno, la loro relazione iniziò sul set
romano di “Cleopatra” nel 1962, quando
entrambi erano sposati e il loro amore finì
su tutti i giornali. «Il cinema contemporaneo
è un po’ a corto di storie sfacciatamente
romantiche», ha dichiarato Margot. E proprio
l’amore, declinato in maniera decisamente
diversa è stato il piatto servito agli spettatori
dalla soap-opera con cui da giovanissima
84
M A G A Z I N E
cominciò a muovere i primi passi
nel mondo della recitazione. Si
chiamava “Neighbours” e Margot
aveva appena quindici anni, ancora
non sapeva che a lanciarla nel
firmamento di Hollywood sarebbe
arrivato Martin Scorsese, che la
volle in “The Wolf of Wall Street”
accanto a un altro volto amatissimo
come Leonardo Di Caprio. Tre
le nomination ai premi Oscar,
contesa da registi come Quentin
Tarantino e Wes Anderson, Damien
Chazelle, David O. Russell e Craig
Gillespie, nuova ambasciatrice di
Chanel N°5, Margot incarna il girl
power in un mondo dominato da
maschi alfa: produttori, registi,
sceneggiatori, difficilmente a
Hollywood hanno conosciuto una
declinazione al femminile. E a
quanti l’hanno criticata perché
troppo bionda e troppo vecchia
per interpretare Catherine, lei
ha risposto sfoderando il suo
magnifico sorriso, che forse solo
Julia Roberts è in grado di battere.
Ma nonostante la lunga esperienza,
per l’attrice il set resta sempre
una palestra dove continuare a
imparare. «”Cime Tempestose” è
una rivisitazione erotica e gotica
del romanzo che mi ha permesso
di spingermi oltre i miei limiti. - ha
ammesso - Sono tornata al lavoro
appena tre mesi dopo il parto e
quindi ero in uno stato mentale
molto diverso, non ho seguito la
mia solita routine di preparazione:
tutto è stato più casuale. La regista
mi ha incoraggiato a dimenticare la
pressione e a vivere il momento, un
modo adorabile per alleviare la mia
ansia».
85
M A G A Z I N E
a cura della Redazione di Barbanera
MARZO 2026
IL MESE PIÙ CORTO DELL’ANNO ARRIVA SENZA FARSI
NOTARE, MA NON PRIVO DI ALLEGRIA E CALORE.
Dal 20 marzo, con l’Equinozio, tutto
intorno a noi sembra rinascere,
annunciando un cambiamento non
soltanto nel paesaggio ma anche nelle
abitudini. I prati iniziano a colorarsi, le
giornate si allungano e la luce diventa
più intensa.
Anche il vento è diverso: porta con
sé una sensazione di movimento e di
ripresa. Il giallo delle mimose esplode
per l’8 marzo, riempiendo le strade
di un profumo che sa di gratitudine e
festa; poco dopo, con San Giuseppe, si
rinnova il calore della famiglia e delle
frittelle dolci della tradizione.
Torniamo con entusiasmo a curare
orti e giardini, ma anche balconi e
davanzali. È il momento giusto per
effettuare i travasi, dando più spazio
alle piante che hanno trascorso
l’inverno al riparo.
La finestra sul tempo
Sarà la Primavera, deliziosa Stagione,
affatto diversa dalla precedente perché
nella maggior parte asciutta; ciò non
ostante qualche pioggia ci regalerà utile
alla Campagna per cui godremo dei di
lei prodotti.
Barbanera per l’anno 1817
La raccolta del mese
C’è ancora da aspettare prima di
poter raccogliere zucchine, patate e
pomodori.
È il momento di svariate lattughe sia
in cespo che da taglio. Fra le verdure
a foglia, avremo a disposizione le più
resistenti: spinaci e bietole.
Il cestino del mese
GLI ORTAGGI: aglio fresco, agretti,
asparagi, carciofi, carote, cavolfiori,
cavoli broccolo, cavoli cappuccio,
cavolini di Bruxelles, cavoli verza,
cicorie, cicorini da taglio, cime di rapa,
cipolle, finocchi, indivie, lattughe, patate
novelle, porri, radicchio di Verona, rape,
ravanelli, sedani, spinaci, valeriana e
valerianella.
LA FRUTTA: arance, bergamotti, limoni,
mandarini, mele, pere Conference e
pompelmi.
GLI AROMI: cipollotti, rosmarino e
salvia.
Buone pratiche in casa
Colore guida
Dei semplici cuscini possono modificare
la fisionomia di un ambiente e renderlo
confortevole anche con poca spesa. Per
dare movimento, accostiamo materiali
e fantasie diverse, mescolando
grafiche geometriche a motivi floreali,
e giochiamo con formati e dimensioni.
Scegliamo però un colore guida che
armonizzi il tutto. Una idea può essere
richiamare la tinta delle pareti, quella
di un tappeto o di un mobile che si fa
notare.
E se avanza…
Economici e gustosi
Se abbiamo della fricassea da
utilizzare, data la presenza dell’uovo, la
proposta “riciclo” è prepararci un primo
piatto tipo carbonara. Spezzettiamo
la polpa d’agnello, la ripassiamo per
alcuni secondi in padella con poco
olio e condiamo gnocchi, paccheri o il
classico spaghetto. Invece possiamo far
tornare come appena sfornato il pane
al radicchio bagnandolo leggermente
in superficie e rimettendolo in forno.
Accompagniamolo con un pinzimonio di
sedano o di altre verdure, o con un uovo
strapazzato.
Benessere con la natura
Basilico contro lo stress
Prepariamo un infuso con 5 g di foglie
di basilico e 250 g di acqua. Versiamo
le foglie di basilico nell’acqua bollente.
Lasciamo in infusione per 10 minuti,
quindi filtriamo. Una tazza d’infuso,
bevuta dopo i pasti principali, farà sì
che le proprietà stimolanti della pianta
giungano a tonificare tutto il nostro
organismo quando siamo indeboliti
dall’ansia o dallo stress da superlavoro
di tipo intellettuale.
86
M A G A Z I N E
87
M A G A Z I N E
L’ALTRO SPORT
di STEFANO GUIDONI
BASEBALL E SOFTBALL
UNO SPORT DI SQUADRA E INDIVIDUALE AL TEMPO STESSO, COME VIENE CONSIDERATO,
PERCHÉ QUANDO SEI IN DIFESA SEI INSIEME A OTTO COMPAGNI, MENTRE QUANDO SEI
IN BATTUTA SEI SOLO CONTRO NOVE AVVERSARI.
Baseball e softball, il primo giocato
dagli uomini e l’altro dalle donne. Tra
di loro non ci sono grandi differenze,
se non per le dimensioni del terreno
di gioco, leggermente più piccolo
nel softball, della palla, più piccola
nel baseball e delle mazze, che nel
softball sono più leggere di quelle del
baseball. Entrambi praticati generalmente
all’aperto in un un campo a forma
di quarto di cerchio, suddiviso in
campo interno con fondo in terra rossa
e campo esterno con fondo in erba.
Nella parte interna sono posizionate
le basi, i cuscini di prima, seconda e
terza base e un pentagono di gomma
detto casa base, o piatto. Infine, c’è
la pedana del lanciatore. Le squadre
sono composte da nove giocatori che
si sfidano per un certo numero di riprese,
gli “inning”, sei per le categorie
giovanili, sette per il softball e nove
per il baseball. Ciascun inning è composto
da due fasi in cui le squadre si
alternano in attacco e in difesa. Il punto,
chiamato “run”, si ottiene quando
un attaccante riesce a percorrere tutte
le basi, fare il giro del campo e tornare
alla casa base. Necessari per praticare
questi sport sono l’apprendimento
motorio, capacità di equilibrio e di reazione,
elasticità muscolare, forza e velocità.
Importante è possedere anche
altre abilità mentali, come attenzione
selettiva, concentrazione, presa di decisione,
assunzione di responsabilità,
disciplina e gestione della frustrazione.
A livello amatoriale si comincia
imparando le azioni principali quali il
tiro, la presa con il guanto, la battuta,
la corsa sulle basi e la distinzione
tra tiro e lancio, e si prosegue a livello
agonistico imparando l’unione di tiro e
presa, il miglioramento della tecnica
di battuta, la comprensione di come
stare sulle basi, come diventare un
vero lanciatore o lanciatrice e l’approfondimento
dei ruoli della difesa. Uno
sport per chi non ama il contatto fisico,
contrasti, spinte e sgambetti. Una
rivoluzione nel mondo del baseball
e softball è rappresentata dal baseball5,
la cosiddetta “versione urbana”
della disciplina, veloce e accessibile,
pensato per abbattere le barriere e
rendere il gioco praticabile ovunque e
da chiunque. Cinque le caratteristiche
che lo contraddistinguono: è giocato
senza un’attrezzatura specifica, in
un campo ridotto e versatile, misto e
inclusivo con maschi e femmine contemporaneamente
in campo, dinamico
e veloce, stimola lo spirito amatoriale
e partecipativo. A regolamentare
le discipline è la Federazione italiana
baseball softball, affiliata al Coni. Entrambi
faranno ritorno alle olimpiadi
a stelle e strisce di Los Angeles 2028,
dopo aver già fatto parte del programma
di diverse edizioni dei giochi olimpici
del passato.
88
M A G A Z I N E
89
M A G A Z I N E
HOME SWEET HOME
a cura di MAURIZIO BONUGLI
RIVOLI
DIMENTICATE LE SOLITE GUIDE POLVEROSE! SE CERCATE
UN MIX ESPLOSIVO DI NOBILTÀ SABAUDA, DESIGN
D’AVANGUARDIA E PANORAMI CHE VI FARANNO CONSUMARE
LA MEMORIA DELLO SMARTPHONE, RIVOLI È LA VOSTRA
PROSSIMA TAPPA OBBLIGATORIA. A UN TIRO DI SCHIOPPO
DA TORINO, QUESTA RIDENTE CITTADINA VI ACCOGLIE
CON UN’ENERGIA VIBRANTE CHE UNISCE IL FASCINO DEL
QUATTROCENTO ALLA “COOLNESS” DEL FUTURO. A RIVOLI IL
NEGOZIO PIÙME È IN CORSO FRANCIA 4 DOVE VI ASPETTANO
PRODIGHE DI SORRISI E CONSIGLI DI LUCIANA LAVELLA, ALINA
MAZZILLI E LA CAPO AREA ESTER MANCA!
Immaginate di lasciarvi alle spalle il
trambusto della metropoli per imboccare
una linea retta che sembra puntare
dritta verso le nuvole: è Corso Francia, il
leggendario viale tracciato nel Settecento
da Michelangelo Garove che, con la sua
estensione da record, vi conduce ai piedi
di una cittadina dove la nobiltà sabauda
incontra il fascino selvaggio della natura.
Arrivare a Rivoli significa immergersi
in un paesaggio unico, dominato dalla
maestosa collina morenica, un rilievo
modellato dai ghiacciai millenari che
oggi si offre come un balcone naturale
affacciato sulla Val di Susa e sulle Alpi
Graie. Qui, lo sguardo può spaziare dalle
vette innevate che incorniciano l’orizzonte
fino al profilo inconfondibile della Sacra
di San Michele in lontananza, creando un
contrasto poetico tra l’architettura umana
e la forza della terra.
Passeggiando lungo la Via Maestra,
ovvero via Fratelli Piol, vi sentirete parte
di un’epoca senza tempo, camminando
su ciottoli che hanno visto passare
carrozze e cortigiani. Questa via è il
cuore pulsante del borgo, un susseguirsi
di facciate color pastello, botteghe
d’artigianato e caffetterie dove il rito del
caffè è ancora una cosa seria. In cima
alla salita, l’imponente Castello di Rivoli
vi accoglie con la sua mole fiera: questa
Residenza Reale Patrimonio Unesco è un
paradosso architettonico affascinante,
rimasto incompiuto a causa delle
peripezie storiche e finanziarie dell’epoca.
Proprio questa sua natura “spezzata”
ha permesso la nascita di un dialogo
incredibile con la modernità, ospitando
oggi uno dei musei d’arte contemporanea
più celebrati al mondo. Un aneddoto che
fa sempre sorridere i visitatori riguarda
proprio la “non-finitura” del castello: si
racconta che i nobili torinesi dell’epoca,
guardando verso la collina, scherzassero
sul fatto che i proprietari avessero speso
tutto in feste e banchetti, dimenticandosi
di comprare il tetto per l’ala mancante!
Ma Rivoli non è solo palazzi reali. Il
tessuto urbano nasconde tesori come
la Casa del Conte Verde, un magnifico
esempio di architettura piemontese del
Quattrocento che, con le sue decorazioni
in cotto e l’atmosfera medievale, trasporta
immediatamente in un passato di cavalieri
e tornei. Poco distante, l’ex mattatoio
comunale, un piccolo gioiello Liberty
firmato da Eugenio Mollino, dimostra
come la bellezza possa rigenerarsi: oggi,
grazie al Circolo della Musica gestito
dalla Fondazione Circolo dei Lettori,
quelle mura ottocentesche vibrano di
note jazz e pop, trasformando il passato
industriale in un presente vibrante di
cultura. Se visitate la città nel mese di
marzo, la natura intorno a Rivoli dà il
meglio di sé. I sentieri che si snodano
sulla collina morenica si tingono del
verde tenero dei primi germogli e del
bianco delle fioriture spontanee, rendendo
le escursioni nei parchi circostanti
un’esperienza rigenerante per l’anima
e per la vista. È il periodo perfetto per
godersi l’aria frizzante che scende dalle
montagne, prima di rifugiarsi in una
delle caratteristiche piole del centro
storico. E a proposito di rifugi, l’aspetto
enogastronomico è la ciliegina sulla
torta di questa gita fuori porta. Dopo
aver assaggiato i leggendari Baci di
Rivoli, piccoli capolavori di pasticceria
locale che racchiudono un cuore di
cioccolato, è d’obbligo dedicarsi ai
sapori decisi della tradizione. La cucina
rivolese, influenzata dalla vicina Val di
Susa, chiama a gran voce l’abbinamento
con i grandi vini rossi del territorio.
Non potete dire di aver vissuto appieno
l’esperienza senza sorseggiare un calice
di Valsusa DOC, magari nelle varietà
Avanà o Becquét, vitigni rari e antichi
che portano nel bicchiere i profumi del
sottobosco e la mineralità della roccia
alpina. Tra un brindisi e uno sguardo
verso le cime delle montagne, Rivoli vi
saluterà con la promessa di un ritorno,
perché è impossibile non innamorarsi di
un luogo dove la storia ha una vista così
spettacolare. Vi aspettiamo!
90
M A G A Z I N E
91
M A G A Z I N E
I GIOCHI DI...
M A G A Z I N E
SUDOKU DIFFICILE
7 5 8
3 2 9
1 7
6 5 8
4 7 6
3 2 5
8 3
9 1
2 5 4
5 2 3 1 9
7 4 5
1 9
9 6 2 1
7
3 9
2 1 5
8 3
3 1 7 2
9 6 3
5 7
7 1 9
4
6 2
1 3 2 6
3 2 1 4
6 4 2
1 5
4 2 5
2 4
3
1 9 3 8
4 6 7
7 3
7 6
1 5 2 9
8 6
92
M A G A Z I N E
Trovi tutte le soluzioni a pagina 98 della rivista.
Treno 112
VIAGGIO IN ITALIA
VIAGGIO IN ITALIA Aiutandovi con gli con incroci. gli incroci. Inserite Inserite tutte le tutte città elencate.
città elencate.
O
E
V
4 lettere ASTI BARI COMO LODI PISA ROMA
4 lettere
5 lettere
ASTI BARI
AOSTA
COMO
CUNEO
LODI PISA
LECCO
ROMA
LUCCA NUORO PAVIA PRATO RIETI
5 lettere AOSTA CUNEO LECCO LUCCA NUORO PAVIA PRATO RIETI SIENA UDINE
6 lettere ANCONA
SIENA
NAPOLI
UDINE
RIMINI
7 lettere 6 lettere BOLOGNA ANCONA BRESCIA NAPOLI COSENZA RIMINI LIVORNO RAVENNA SONDRIO TARANTO
8 lettere 7 lettere CAGLIARI BOLOGNA LASPEZIA BRESCIA ORISTANO COSENZA VERCELLI LIVORNO RAVENNA
9 lettere BENEVENTO SONDRIO CATANZARO TARANTO FROSINONE
10 lettere CAMBOBASSO
8 lettere CAGLIARI LASPEZIA ORISTANO VERCELLI
12 lettere ASCOLIPICENO
9 lettere BENEVENTO CATANZARO FROSINONE
10 lettere CAMBOBASSO
93
B A R I F
E C R
L U C C A N A N C O N A
A E G S
M V V L O D I
B R E S L E A S T I N
M A G A Z I N E
I CARE
a cura di ENRICO GAETANO BORRELLO
ACTIONAID È UN’ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE INDIPENDENTE CHE LAVORA IN ITALIA DAL
1989, CON PROGRAMMI DI SOSTEGNO A DISTANZA A SUPPORTO DEI BAMBINI E DELLE LOCALITÀ
CHE LI OSPITANO. GRAZIE ALLA TUA DONAZIONE POSSIAMO AVVIARE INTERVENTI A LUNGO
TERMINE CHE INTENDONO ELIMINARE LE CAUSE DELLA POVERTÀ, CON IL FINE ULTIMO DI
RENDERE LE COMUNITÀ, UN GIORNO, AUTOSUFFICIENTI E INDIPENDENTI.
Sono oltre 130.000 donatori
che hanno scelto ActionAid per
adottare a distanza un bambino,
migliorando le condizioni della
sua vita e della comunità in
cui vive. Le nostre attività
sono sostenute da donazioni
provenienti da famiglie, privati
cittadini e aziende che vogliono
migliorare il mondo attraverso
l’adozione a distanza.
DOVE LAVORIAMO
Con l’adozione a distanza
raggiungiamo oltre170.000
bambini. A beneficiare del
nostro intervento però non sono
solo i bambini, ma anche le
loro famiglie e le comunità in
cui vivono. Complessivamente,
con il contributo dei nostri
sostenitori, aiutiamo circa 5
milioni di persone. Interveniamo
in Italia e in circa 40 paesi del
INFORMAZIONI&CONTATTI
ActionAid International Italia E.T.S.
Via Carlo Tenca, 14 – 20124 Milano
tel.: 02 742001
e-mail: sostenitori@actionaid.org
www.actionaid.it
Sud del mondo: in Africa in cui
siamo al fianco delle comunità
più povere; in Asia in cui
aiutiamo le donne vittime della
tratta di esseri umani, gli orfani
e i bambini di strada; in America
Latina dove lottiamo, insieme
a partner locali e ai piccoli
agricoltori, per ottenere riforme
sul diritto alla terra. Il nostro
Segretariato Internazionale
ha sede in Sud Africa, a
Johannesburg.
COME LAVORIAMO
La nostra missione è la lotta
alla povertà. Il nostro obiettivo
è migliorare concretamente le
condizioni di vita delle comunità
più povere e garantirne i diritti,
producendo cambiamenti
che durino nel tempo e che
tengano in considerazione
le esigenze delle comunità
locali. Per raggiungere questo
obiettivo non ci limitiamo a
intervenire nei paesi del Sud
del mondo ma cerchiamo anche
di sensibilizzare e coinvolgere
i cittadini, le imprese e le
istituzioni dei paesi ricchi.
Interveniamo per garantire
a tutti il diritto al cibo, per
difendere i diritti delle donne e
promuovere la parità di genere,
per assicurare l’istruzione a
tutti i bambini e per dare una
risposta tempestiva in caso di
emergenze e calamità naturali.
ADOZIONI A DISTANZA SICURE.
Con ActionAid le adozioni a
distanza sono sicure. Quando
ci si affida ad associazioni e
onlus serie che operano a livello
internazionale da anni, come
ActionAid che dal 1989 promuove il sostegno a distanza
nei principali paesi del sud del mondo.
ACTIONAID PER DIRITTI DEI BAMBINI
Si chiamano diritti perché spettano a tutti i bambini del
mondo. A tutti, nessuno escluso. ActionAid si impegna
ogni giorno affinchè in tutto il mondo vengano rispettati
i 54 articoli della Convenzione dei diritti dell’infanzia e
adolescenza dell’ONU.
Per contrastare la povertà. Nel mondo ci sono 385
milioni di giovani e bambini che vivono con massimo
1,90 dollari al giorno. Per il diritto al cibo. La mancanza
di cibo è la principale causa di mortalità nei paesi più
poveri del mondo, ma possiamo fermarla. Per il diritto
all’istruzione. Senza il diritto all’istruzione milioni di
bambini sono condannati a una vita senza futuro né
alternative. Per il diritto alla salute. 6 milioni di bambini
ogni anno non superano il quinto anno di vita; noi
possiamo prevenirne le cause. Per il diritto al futuro.
È il vero, grande e fondamentale diritto che dovrebbe
essere garantito a tutti i bambini del mondo. Per la
crescita e lo sviluppo.
La crescita fisica e mentale deve essere garantita
attraverso cibo, salute e istruzione. Per il diritto
all’infanzia. Affinchè tutti i bambini possano giocare,
vivere, studiare e crescere. Contro gli abusi e le
violenze. Un quarto di adulti nel mondo dichiara di
aver subito violenze quando era bambino. Contro il
lavoro minorile. I bambini non devono lavorare: contro
lo sfruttamento dei minori per il diritto all’infanzia.
Contro la piaga dei matrimoni precoci. Un problema che
affonda le sue radici nella povertà e in antichi retaggi
culturali purtroppo accettati. Contro le mutilazioni
genitali. Un orrore che milioni di donne e bambine sono
costrette a subire. Una violenza che va fermata. Subito!
94
M A G A Z I N E
95
M A G A Z I N E
QUA LA ZAMPA
di SOFIA PIERACCINI
LAGOTTO ROMAGNOLO
IL LAGOTTO ROMAGNOLO È UNO DI QUEI CANI CHE RACCONTA UNA
STORIA LUNGA SECOLI, RADICATA NELLE PALUDI E NELLE VALLI DEL
DELTA DEL PO, TRA RAVENNA E COMACCHIO.
Nato come cane da riporto d’acqua,
era il fedele compagno dei cosiddetti
“vallaroli”, gli uomini che si muovevano
tra canneti e specchi d’acqua per
recuperare la selvaggina. Il suo pelo
riccio e fitto, resistente al freddo,
all’umidità e all’acqua, lo rendeva
perfetto per queste missioni, quasi
come se avesse una muta naturale. Con
il tempo e le grandi bonifiche che hanno
trasformato il territorio, il Lagotto
ha dovuto reinventare se stesso,
diventando nientemeno che il maestro
indiscusso nella caccia al tartufo,
grazie a un olfatto straordinario,
un’intelligenza vivace e una capacità
di concentrazione fuori dal comune.
Ancora oggi, in tutto il mondo, è l’unico
cane specializzato in questa attività.
Dal punto di vista estetico, il Lagotto
unisce rusticità e simpatia: di taglia
media, compatto e ben proporzionato,
con occhi rotondi e profondi e un
mantello lanoso che può spaziare
dal bianco sporco al marrone,
dall’arancione a combinazioni sfumate
di queste tinte. Non muta e richiede una
toelettatura regolare, che ne mantiene
la caratteristica foltezza senza
trasformarlo in un cane “salottiero”.
La sua conformazione robusta e
armoniosa riflette la funzione originaria
di cane da lavoro, mentre la coda
allegra e gli occhi espressivi rivelano un
temperamento socievole e affettuoso.
Il Lagotto non è solo un lavoratore
instancabile: è un cane profondamente
empatico, legatissimo alla famiglia
e capace di relazioni intense con i
bambini e con altri animali. Intelligente
e addestrabile, impara rapidamente
e ama compiacere il suo proprietario,
ma ha bisogno di essere stimolato
sia fisicamente che mentalmente.
Passeggiate, giochi di fiuto, attività
sportive come agility o detection games
lo mantengono felice e equilibrato. È
territoriale e abbaia per comunicare,
non per disturbare, e il suo carattere
equilibrato lo rende un compagno
ideale per la vita in famiglia, anche
in appartamento, a patto che possa
muoversi e giocare quotidianamente.
Non lasciatevi ingannare dal suo
aspetto da orsacchiotto: sotto quel
manto lanoso si nasconde un cane
attivo, curioso, vivace e dal cuore d’oro,
che ama scavare e nuotare, e che non
conosce la parola no quando si tratta di
esplorare o di cercare qualcosa con il
suo fiuto infallibile. Il Lagotto è un vero
piccolo detective del tartufo, capace di
trasformare qualsiasi passeggiata in
un’avventura olfattiva, e se gli date lo
spazio giusto per le sue passioni, saprà
ricambiare con fedeltà, affetto e una
gioia di vivere contagiosa.
E infine, qualche curiosità per chi
stesse pensando di adottare proprio
un Lagotto: ama scavare (preparate
un angolo tutto suo se non volete il
giardino a brandelli), è un nuotatore
nato, resiste al freddo grazie al
mantello impermeabile, e sebbene
ricordi il barboncino nell’aspetto, il suo
carattere è decisamente più rustico
e votato al lavoro. Insomma, un cane
che sa essere instancabile lavoratore,
fedele compagno di giochi e irresistibile
orsacchiotto di famiglia.
96
M A G A Z I N E
ORPHEA ® È IL SISTEMA COMPLETO
CHE PROFUMA E PROTEGGE I TUOI CAPI E LA TUA CASA DAGLI INSETTI
FOGLIETTI
PROTEZIONE
DI GUARDAROBA
E CASSETTI
GRANDI ARMADI
PROTEZIONE
ANTI-ACARO
SACCHETTI
SPRAY
97
SCOPRI DI PIÙ SU WWW.ORPHEA.IT
M A G A Z I N E
L’OROSCOPO DI
M A G A Z I N E
ARIETE
Marzo ti invita a riflettere prima di
agire. Le occasioni non mancano,
ma sarà fondamentale scegliere
con attenzione dove investire
energie e tempo. Un confronto
sincero può aiutarti a rimettere a
fuoco priorità e obiettivi, evitando
decisioni impulsive. “Chi vuole
muovere il mondo, muova prima
se stesso”
(Socrate).
TORO
Il mese chiede prudenza e
stabilità. Potresti avvertire il
bisogno di proteggere ciò che hai
costruito, evitando tensioni inutili.
Meglio procedere con calma,
concentrandoti sul benessere
personale e sulle relazioni che
ti fanno sentire al sicuro. “La
pazienza è la più eroica delle
virtù, perché non ha nessuna
apparenza eroica”
(Giacomo Leopardi).
GEMELLI
Un mese che porta movimento,
idee nuove e voglia di cambiare
prospettiva. La mente corre
veloce, forse più del necessario:
prova a selezionare ciò che
conta davvero. Un po’ di ordine
interiore renderà tutto più fluido
e produttivo. “Il vero viaggio di
scoperta non consiste nel cercare
nuove terre, ma nell’avere nuovi
occhi”
(Marcel Proust).
CANCRO
Le emozioni saranno intense e
talvolta contrastanti. Potresti
sentire il bisogno di rivedere il
tuo modo di vivere i rapporti,
mettendo confini più chiari. Non
farti ipnotizzare dal passato,
come sempre: ascoltare ciò che
provi sarà essenziale per non
perdere equilibrio. “Nulla è più
forte di un cuore che sa essere
fragile”.
(Etty Hillesum).
LEONE
VERGINE
L’oggi ti chiede consapevolezza È il momento giusto per fare
Aiutandovi e ascolto. con Non gli incroci. tutto Inserite si risolve tutte le ordine, città elencate. chiarire situazioni rimaste
con la forza o con l’orgoglio:
alcune risposte arrivano solo
rallentando. Un periodo utile per
in sospeso e rimettere a fuoco
i tuoi obiettivi. La cautela sarà
un’alleata preziosa, soprattutto
osservare, capire e prepararti nelle decisioni pratiche e
a una scelta più matura. “Non professionali. Finalmente
O
le
tutto ciò che è affrontato può soddisfazioni di carriera che
essere cambiato, ma nulla può hai aspettato arriveranno.
essere cambiato finché non viene “La chiarezza è la cortesia
affrontato”.
(James Baldwin).
dell’intelligenza”.
(José Ortega y Gasset).
BILANCIA
Sara un periodo che ti regalerà
leggerezza e desiderio di
condivisione. Avrai voglia di stare
con gli altri, di progettare e di
ritrovare piacere nelle piccole
cose. Solo a tratti potresti dover
gestire qualche imprevisto
emotivo: ci sono state chiusure
che porteranno a nuovi inizi
bellissimi. “La felicità è reale solo
quando è condivisa”.
(Lev Tolstoj).
SCORPIONE
Il mese favorisce iniziative
concrete, soprattutto sul piano
lavorativo ed economico. La tua
determinazione sarà forte, ma
cerca di non irrigidirti troppo. Un
pizzico di flessibilità renderà tutto
più efficace: e con una buona
attività, la forma fisica sarà al
top! “La forza non deriva dalla
capacità fisica, ma da una volontà
indomabile”.
(Mahatma Gandhi).
SAGITTARIO
CAPRICORNO
Ci sono momenti che richiedono Il mese Eti sostiene nelle
solo realismo. L’entusiasmo non
ti manca, ma sarà importante
relazioni e nella gestione delle
responsabilità. Ti sentirai più
fare i conti con ciò che è davvero centrato, capace di essere un
possibile. Un periodo
V
utile punto di riferimento. Attenzione
per rivedere scelte affettive solo a non caricarti di tutto: anche
o professionali con maggiore
maturità. La tua indipendenza
farà di tutto per farti dimenticare
ciò che è meglio per te… “La
tu hai bisogno di pause. Sii più
paziente con te stesso e troverai
la tua serenità. “Non è la forza,
ma la costanza degli sforzi che
libertà non è fare ciò che si vuole, porta al successo”.
OMO LODI PISA ROMA
ma voler ciò che si fa”.
(Samuel Johnson).
EO LECCO (Jean-Paul LUCCA Sartre). NUORO PAVIA PRATO RIETI SIENA UDINE
POLI RIMINI
RESCIA COSENZA LIVORNO RAVENNA SONDRIO TARANTO
ASPEZIA LE ORISTANO SOLUZIONI VERCELLI
CATANZARO FROSINONE
SSO
DEI GIOCHI
ENO
ACQUARIO
Dopo una partenza un po’ nervosa,
aspettando la primavera, la tua
frequenza apre spazi di libertà
e rinnovamento. Le tensioni si
sciolgono e l’amore può tornare
protagonista, a patto di restare
fedele a te stesso. Staccati da ciò
che ti appesantisce, rinnovati e
vedrai la differenza! “La libertà è
il diritto di dire alla gente ciò che
non vuol sentirsi dire”.
(George Orwell).
PESCI
Ed ecco un mese dinamico, fatto
di cambiamenti e piccoli scossoni
emotivi. Alcune situazioni ti
spingeranno a uscire dalla zona
di comfort. Accogli il nuovo con
consapevolezza, senza perdere il
tuo centro. Vedrai che le tue paure
più forti verranno alleggerite.
“Fare un nuovo passo, dire una
nuova parola, è ciò che la gente
teme di più”.
(Fëdor Dostoevskij).
B A R I F
E C R
L U C C A N A N C O N A
A E G S
M V V L O D I
B R E S L E A S T I N
O O I R O E N A O
R B R E S C I A N C A T A N Z A R O N
I A T E D C O A I E
S S I L I V O R N O P A S P
T S L I C O M O O I R
A S C O L I P I C E N O O L A S P E Z I A
N U A U S I T N T
B O L O G N A V O E T A R A N T O
E U D I N E R A V E N N A O
O A O Z R I M I N I
P I S A A
7 6 9 4 3 1 5 2 8
5 8 3 2 9 6 4 7 1
2 1 4 5 7 8 3 6 9
6 7 1 3 5 9 2 8 4
9 2 5 8 1 4 7 3 6
3 4 8 6 2 7 1 9 5
8 9 7 1 4 2 6 5 3
4 5 6 7 8 3 9 1 2
1 3 2 9 6 5 8 4 7
5 2 3 1 7 4 9 8 6
7 9 4 8 2 6 5 3 1
1 8 6 9 5 3 4 2 7
9 3 5 4 6 2 1 7 8
8 4 2 7 1 5 6 9 3
6 7 1 3 9 8 2 5 4
4 6 7 2 8 9 3 1 5
2 5 8 6 3 1 7 4 9
3 1 9 5 4 7 8 6 2
8 1 4 9 7 6 3 5 2
9 2 5 3 1 8 6 4 7
3 7 6 4 2 5 1 9 8
7 6 2 1 4 9 8 3 5
4 8 3 5 6 2 7 1 9
1 5 9 7 8 3 2 6 4
5 3 8 2 9 1 4 7 6
6 9 7 8 3 4 5 2 1
2 4 1 6 5 7 9 8 3
1 9 7 6 3 8 4 2 5
3 2 6 1 4 5 9 7 8
8 5 4 2 7 9 6 1 3
5 7 1 4 9 3 2 8 6
4 3 2 5 8 6 7 9 1
9 6 8 7 1 2 3 5 4
7 8 3 9 5 4 1 6 2
6 1 5 3 2 7 8 4 9
2 4 9 8 6 1 5 3 7
98
M A G A Z I N E
CREMA COLORANTE + TRATTAMENTO RIGENERANTE
PER TUTTI I TIPI DI CAPELLI
Con Proteine Idrolizzate di Riso e Soia e Oli Biologici
SENZA: AMMONIACA, PPD e RESORCINOLO
99
M A G A Z I N E
LIMITED
EDITION
ESALTA IL TUO LOOK
CON UN EFFETTO
BACIATO DAL SOLE
100
M A G A Z I N E