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PiùMe Magazine Marzo 2026

Scopri il Magazine di PiùMe di Marzo 2026: in copertina Margot Robbie!

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M A G A Z I N E

NUMERO 3 - MARZO 2026

COPIA OMAGGIO

LO SPORT RALLENTA

L’INVECCHIAMENTO E FA BENE

ALLA SALUTE

L’INVECCHIAMENTO NON È SOLO UNA

QUESTIONE DI ETÀ ANAGRAFICA.

DIPENDE DA MOLTI FATTORI E L’ATTIVITÀ

FISICA PUÒ RALLENTARLO.

VALENTINO

AL SUO NOME SUBITO SI ABBINA

L’IDEA DI ELEGANZA E BELLEZZA,

STILE E MADE IN ITALY.

ADDIO SONNO

L’INSONNIA HA TANTI VOLTI E DISTURBA

IL RIPOSO DI OLTRE 13 MILIONI DI

PERSONE ADULTE IN ITALIA, PER LA

MAGGIOR PARTE DONNE.

MARGOT

ROBBIE

Trentacinque anni, mamma da poco più

di un anno, attrice, produttrice e definita

la donna più bella del mondo.

KIMI ANTONELLI

È STATO RIBATTEZZATO COME L’ASTRO

NASCENTE DELLA FORMULA 1.


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4

M A G A Z I N E


EDITORIALE

di MAURIZIO BONUGLI

“La poesia non cerca seguaci,

cerca amanti”.

-Federico García Lorca-

POETICAMENTE

IL 21 MARZO NON SEGNA SOLTANTO L’ARRIVO DELLA PRIMAVERA. IN QUESTO GIORNO CI CELEBRA

ANCHE LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA POESIA CHE POI, A BEN VEDERE, GUARDANDO

ALLA MAGIA DEI COLORI E DEI PROFUMI DELLA NUOVA STAGIONE È COME SE IN QUEL GIORNO LA

POESIA SI GUARDASSE ALLO SPECCHIO. DEL RESTO SE LA POESIA ALTRO NON È CHE L’ANIMA E IL

CUORE CHE PRENDONO PAROLA… COSA C’È ALLORA DI PIÙ MAGICO?

Non si tratta di possedere la memoria

di antichi studi liceali o di quando il

“parafrasar” non ci era dolce perché

il confronto più che con l’Infinito a cui

anelava Leopardi era col prof di turno

pronto a rifilarci un bel tre sul registro

così da renderci l’immenso recanatese

noioso ed antipatico. Eppure, non tutti i

prof sono uguali. Anch’io ne ho conosciuti

di “preziosi” che mi hanno dapprima

appassionato alla curiosità, poi alla

bellezza ed infine al piacere della poesia.

Addirittura a scriverne. Eh sì perché da

qualche parte, in fondo a un cassetto o

dentro uno scatolone polveroso in soffitta

una tua poesia che ha raccontato di

un amore, di un sorriso, di un incontro

piuttosto che di un addio, di sicuro l’hai

scritta pure tu. E davvero non occorre

essere grandi poeti, critici letterari o

insigni accademici per dire, scrivere

o per “insegnar” poesia, basta vivere

intensamente.

Qualche tempo fa ho rivisto, con la stessa

emozione della prima volta, L’attimo

fuggente, un film che quando uscì nel 1989

con la regia di Peter Weir e la splendida

interpretazione di Robin Williams, mi

vedeva appena ventenne ed alle prese con

tutte le tribolazioni esistenziali di quell’età.

Esattamente le stesse traversie dei

protagonisti del film, gli studenti del

collegio maschile Welton il cui secolare,

immobile ed immutabile “tran-tran”

sarebbe stato sconvolto dall’arrivo del

nuovo insegnate di letteratura John

Keating. Un insegnante che offrirà una

inedita via d’uscita al conflitto che incendia

ogni ragazzo nel passaggio tra l’abbandono

del suo essere bambino innocente e più o

meno ignaro del mondo che lo circonda e

il giovane uomo o la giovane donna che si

affacciano su quel mondo col desiderio di

tuffarcisi dentro alla scoperta della vita che

verrà.

E allora come dimenticare quel frammento

del film in cui il professor Keating invita

l’alunno Perry a leggere l’introduzione del

saggio “Comprendere la poesia”?

Perry: “Comprendere la poesia di

Johnathan Evans Prichard, Professore

emerito. Per comprendere appieno la

poesia, dobbiamo, innanzitutto, conoscere

la metrica, la rima e le figure retoriche e,

poi porci due domande: uno con quanta

efficacia sia stato il fine poetico e due,

quanto sia importante tale fine. La prima

domanda valuta la forma di una poesia, la

seconda ne valuta l’importanza. Una volta

risposto a queste domande, determinare

la grandezza di una poesia, diventa una

questione relativamente semplice. Se

segniamo la perfezione di una poesia

sull’asse orizzontale di un grafico e la

sua importanza su quello verticale, sarà

sufficiente calcolare l’area totale della

poesia per misurarne la grandezza. Un

sonetto di Byron può avere valori alti in

verticale, ma soltanto medi in orizzontale,

un sonetto di Shakespeare avrà, d’altro

canto, valori molto alti in orizzontale e in

verticale con un’imponente area totale,

che, di conseguenza, ne rivela l’autentica

grandezza. Procedendo nella lettura

di questo libro, esercitatevi in tale

metodo di valutazione, crescendo così

la vostra capacità di valutare la poesia,

aumenterà il vostro godimento e la

comprensione della poesia”.

Professor Keating: “Escrementi! Ecco cosa

penso delle teorie di J. Evans Prichard. Non

stiamo parlando di tubi, stiamo parlando

di poesia, ma si può giudicare la poesia

facendo la hit parade. Gagliardo Byron, è

solo al quinto posto, ma è poco ballabile”.

“Adesso voglio che strappiate quella

pagina” … “coraggio strappate l’intera

pagina”… “coraggio strappatela…”!

Abbattere il conformismo, non accettare le

convinzioni o le teorie trionfanti solo perché

considerate “vere” dalla maggioranza. Nel

prosieguo del film, di lezione in lezione,

i ragazzi proprio grazie alla forza della

poesia riusciranno a far uscire la loro

essenza più profonda cominciando a

comprendere, per ognuno di loro, la vera

strada da seguire per conquistare non già

un titolo di studio ma la tanto sospirata

felicità.

Beh che dire? Quella lezione resta

attualissima. Perchè la poesia con la

sua magia del far parlare anima e cuore

continuerà ad accompagnarci ad ogni

età. Non dimentichiamolo e il prossimo

21 marzo prendiamo un libro di un poeta

che amiamo, apriamolo a caso e leggiamo

la prima poesia che ci appare davanti

agli occhi pensando ad una persona

importante. Io l’ho fatto anche adesso,

di Nazim Hikmet: “Il più bello dei mari è

quello che non navigammo. Il più bello

dei nostri figli non è ancora cresciuto.

I più belli dei nostri giorni non li abbiamo

ancora vissuti. E quello che vorrei dirti di

più bello non te l’ho ancora detto”. Che la

poesia sia con voi!

5

M A G A Z I N E


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M A G A Z I N E


LA MONETA INVISIBILE

di MATTEO FORLI

LA BIKE ECONOMY

CORRE VELOCE

LA PASSIONE CRESCENTE PER LE ATTIVITÀ ALL’ARIA APERTA E LA VOGLIA DI

RITAGLIARSI MOMENTI DI SPORT DA CONDIVIDERE IN LUOGHI POCO CONTAMINATI,

SONO ALLA BASE DEL GRADUALE AUMENTO DEL CICLOTURISMO E DI CONSEGUENZA

DELL’ECONOMIA CHE VI GRAVITA ATTORNO.

Secondo Insart-Unioncamere,

in Italia nel 2024, il numero di

cicloturisti è cresciuto del 54%

rispetto al 2023, confermando

il cicloturismo come uno dei

settori più dinamici del turismo

e rappresentando una risposta

concreta alle sfide del turismo

moderno, sostenibile, inclusivo

e rigenerativo. Nel paese si sono

registrate 89 milioni di presenze

cicloturistiche, con un impatto

economico stimato di 9,8 miliardi

di euro sull’economia nazionale

Il cicloturismo rappresenta, ad

oggi, oltre il 10% del totale delle

presenze turistiche nel Paese.

Nel 2023, si contavano oltre 56

milioni di cicloturisti, con un valore

economico superiore a 5,5 miliardi

di euro, in crescita costante.

Numeri che dimostrano quanto

l’interesse nei confronti della bici

sia aumentato e questo a fronte di

un mercato delle biciclette poco

dinamico non solo in Italia, ma

in gran parte dei paesi europei.

Ovunque, infatti, si registra

una flessione nelle vendite: si

comprano meno bici ma si usano

di più, come dimostra il fatto che

l’uso della bicicletta nel paese

è aumentato del 27% in un solo

anno.

Ma il mercato del cicloturismo è

florido. E questo è dovuto anche

al fatto che il cicloturista spende

mediamente più della media

turistica italiana per beni e servizi,

rafforzando l’economia locale e le

filiere del turismo sostenibile. Il

suo valore economico, dunque, non

risiede più tanto nella produzione

della bicicletta, ma nel suo uso e

nella capacità di generare turismo,

servizi e indotto locale.

7

M A G A Z I N E


IKIGAI

8

M A G A Z I N E


LA VIGNETTA

di LUCA BALDI

9

M A G A Z I N E


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M A G A Z I N E


MONDO GREEN

di LARA VENÈ

GLI ANIMALI COMUNICANO

CON I COLORI

PELLI CHE CAMBIANO TONALITÀ, PIUME IRIDESCENTI, RIFLESSI ULTRAVIOLETTI

INVISIBILI ALL’UOMO: NEL MONDO ANIMALE MILIONI DI ESEMPLARI COMUNICANO

ATTRAVERSO I COLORI, A CUI VENGONO AFFIDATI MESSAGGI FONDAMENTALI PER LA

SOPRAVVIVENZA, LA RIPRODUZIONE E L’INTERAZIONE SOCIALE.

Un tipo di comunicazione studiata

dagli esperti del settore, che

affascina per la perfezione e la

chiarezza con cui si manifesta. Il

colore è usato per dire molte cose.

Il caso più emblematico è quello del

camaleonte che, contrariamente a

quanto si pensi, non cambia colore

solo per mimetizzarsi: le variazioni

cromatiche possono comunicare

anche aggressività, stress,

disponibilità all’accoppiamento o

sottomissione.

Un maschio dai colori accesi, ad

esempio, segnala dominanza,

mentre i colori scuri indicano

paura o sconfitta. Quando invece il

pavone maschio fa la ruota e apre

la sua coda composta da oltre 150

piume con ocelli multicolori, vuole

dimostrare la sua buona salute.

Diversi studi, infatti, hanno mostrato

che le femmine preferiscono maschi

con ocelli più numerosi, simmetrici

e luminosi, caratteristiche associate

a un sistema immunitario più

efficiente e a migliori condizioni

fisiche.

“Sono tossica” comunicano alcune

specie velenose di rana, come le

rane dendrobate o serpenti tropicali,

quando mostrano colori brillanti. Un

fenomeno noto come aposomatismo,

che avverte “non mangiarmi” e si

pensa possa spingere specie innocue

a imitare queste colorazioni per

trarne vantaggio.

Mentre in mare molti pesci tropicali

intensificano i colori durante la

stagione riproduttiva, e nei cieli

tropicali, ci sono uccelli come i

paradiseidi che sfoggiano piumaggi

accesi in vere e proprie esibizioni

visive per attrarre le femmine.

11

M A G A Z I N E


MARZO 2026

RUBRICHE

14 Mondo Donna

16 AltezzeREALI

18 News Italia Mondo

20 Salute & Benessere

22 Good Mind

24 Correva l’anno

30 Self-made stories

REPORTAGE

26 LO SPORT

FA BENE ALLA SALUTE

32 ADDIO SONNO

26

LO SPORT

FA BENE

ALLA SALUTE

L’INVECCHIAMENTO NON È SOLO UNA

QUESTIONE DI ETÀ ANAGRAFICA.

DIPENDE DA MOLTI FATTORI E

L’ATTIVITÀ FISICA PUÒ RALLENTARLO.

PERSONAGGIO DEL MESE

36 VALENTINO

RUBRICHE

44 Zona Beauty

46 Tutto intorno all’arte

48 Speciale Moda

50 Zona Fitness

52 Red carpet

54 Consigli per la casa

56 Io viaggio da sola

58 Le ricette di PiùMe

62 Garden Place

64 Matrix

66 The Winner:

KIMI ANTONELLI

82

MARGOT

ROBBIE

Trentacinque anni, mamma da poco più

di un anno, attrice, produttrice e definita

la donna più bella del mondo.

66

KIMI

ANTONELLI

È STATO RIBATTEZZATO COME L’ASTRO

NASCENTE DELLA FORMULA 1.

12

PIÙME MAGAZINE

è una rivista di GENERAL PROVIDER Srl registrata

presso il

Tribunale Ordinario di Lucca. Num. R.G.1009/2015

Numero Reg. Stampa: 9in data 01/09/2015

EDITORE: Pietro Paolo Tognetti

DIRETTORE RESPONSABILE: Luigi Grasso

DIRETTORE EDITORIALE: Maurizio Bonugli

ART DIRECTOR: Luca Baldi

HANNO COLLABORATO:

Irene Castelli - Massimo Forli - Tiziano Baldi Galleni

- Giuditta Grasso - Lara Venè - Chiara Zaccarelli -

Virginia Torriani - Giulia Biagioni - Fabrizio Diolaiuti

- Stefano Guidoni - Katia Brondi - Silvio Ghidini -

Redazione “I Consigli di Barbanera” - Camilla Zucchi

- Sofia Pieraccini - Giulia Patroncino - Leonardo

Pinzuti / Selenia Erye

Direzione, redazione e amministrazione:

Via delle Ciocche, 1157/A

55047 Querceta - Seravezza (LU)

Tel. 0584/752891 - 0584/752892 Fax 0584/752893

maurizio.bonugli@generalgruppo.com

Fotolito e stampa:

Rotolito S.p.A. Via Sondrio 3 (angolo Via Achille

Grandi)

20096 Seggiano di Pioltello (MI) Italy n° ROC 25471

M A G A Z I N E


32

ADDIO

SONNO

L’INSONNIA HA TANTI VOLTI E

DISTURBA IL RIPOSO DI OLTRE 13

MILIONI DI PERSONE ADULTE IN

ITALIA, PER LA MAGGIOR PARTE

DONNE.

72 Le avventure di PrìMo: Ti racconto un libro

74 Sulla strada

76 La 25°ora

78 My book

80 Teatro & Musica

82 On stage: MARGOT ROBBIE

86 Un anno di felicità con Barbanera

88 L’altro sport

90 Home sweet home

92 I giochi di PiùMe

94 I Care

96 Qua la zampa!

98 L’Oroscopo di PiùMe

36

VALENTINO

AL SUO NOME SUBITO SI

ABBINA L’IDEA DI ELEGANZA

E BELLEZZA, STILE E

MADE IN ITALY.

48

PRIMAVERA,

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Tutti i dirittti riservati. Testi, fotografie e disegni contenuti

inquesto numero non possono essere riprodotti, neppure

parzialmente, senza l’Autorizzazione dell’Editore.

Pubblicazione mensile in attesa di registrazione presso il

tribunale di Lucca.

Le immagini utilizzate, dove non diversamente indicato,

sono di proprietà dell’archivio fotografico ADOBE STOCK.

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M A G A Z I N E


MONDO DONNA

di LARA VENÈ

PACE PIÙ DURATURA SE A

RAGGIUNGERLA SONO LE DONNE

ONO ORMAI DIVERSI GLI STUDI CHE DIMOSTRANO COME LA PRESENZA DELLE

DONNE AI NEGOZIATI DI PACE SIA FONDAMENTALE PER RENDERELI PIÙ

FRUTTUOSI E DURATURI.

Le ricerche hanno analizzato

gli accordi a cui ha partecipato

personale diplomatico in

rosa, mettendo in luce che le

donne spesso portano nelle

negoziazioni una prospettiva più

inclusiva, focalizzata su strutture

sociali e comunitarie, oltre che

sulla cessazione della violenza,

contribuendo a una pace più

stabile e duratura.

In particolare, secondo

l’analisi di UN Women, l’entità

delle Nazioni Unite dedicata

all’uguaglianza di genere e

all’emancipazione femminile, la

presenza femminile nei processi

di pace incrementa del 20%

la probabilità che un accordo

duri almeno due anni. Questa

probabilità sale al 35% per

accordi che durano almeno 15

anni. La presenza delle donne

nei processi di pace, dunque,

non è solo una questione di

equità, ma anche di efficacia. Per

questo, già nel 2000 il Consiglio

di Sicurezza delle Nazioni Unite,

con la Risoluzione 1325, ha

istituito l’agenda Donne, Pace e

Sicurezza (WPS), che riconosce il

ruolo fondamentale delle donne

nella prevenzione dei conflitti,

nella negoziazione, nella

costruzione e nel mantenimento

della pace, chiedendo la loro

piena partecipazione nei processi

decisionali relativi alla sicurezza.

Atti vani però: nonostante

i progressi istituzionali, la

presenza femminile negli accordi

di pace rimane fortemente

limitata. Nel 2024, in media solo

il 7% dei negoziatori e il 14% dei

mediatori nei processi di pace

formali era composto da donne.

14

M A G A Z I N E


15

M A G A Z I N E


AltezzeREALI

di KATIA BRONDI

CATERINA DI RUSSIA

IL CORAGGIO DI ROMPERE LE REGOLE

Sofia Federica Augusta, Caterina di

Russia (1729 – 1796) proviene dalla nobiltà

di un piccolo principato tedesco. Di

famiglia religiosa, tedesca, protestante

luterana, si converte al cristianesimo

ortodosso. A 33 anni diventa zarina

di tutte le Russie. Governa da sola

l’impero russo per 34 anni, fino alla sua

morte. Sovrana assoluta di un grande

impero e amata dai grandi filosofi tanto

che Voltaire sarà il primo a chiamarla

“Caterina la Grande”. Al tempo la corte

russa era nelle mani dell’Imperatrice

Elisabetta, zia di Pietro III, erede al

trono e futuro marito di Caterina. Nel

1762 Elisabetta muore e il granduca

diventa lo zar di Russia ma è totalmente

incapace di dirigere un impero. Governò

solo da gennaio a luglio del 1762

quando Caterina mise in atto un colpo

di stato per sottrargli il potere.

Il matrimonio non consumato

Dopo nove mesi di matrimonio l’erede

tarda ad arrivare. Caterina definisce il

marito un “bambino in un corpo d’uomo”.

Il primo ministro si presenta da

Caterina e le spiega che “deve imparare

a prestarsi più docilmente ai gusti

del marito, a dimostrarsi compiacente,

gradevole, amorosa, ardente e se occorre

a impiegare tutti i mezzi in suo potere

per ottenere la tenerezza di suo marito

e assolvere il suo compito”. Caterina

scrive e confessa che lei stessa era ben

disposta ad assolvere ai suoi doveri ma

avrebbe avuto bisogno di un marito che

fosse “normale”. Nella corrispondenza

diplomatica di corte si parla di un problema

fisico di Pietro che gli impedisce

di avere rapporti soddisfacenti e avere

figli, benché le donne gli piacciano.

Dopo 9 anni di matrimonio Caterina

partorisce un figlio maschio. Gli storici

concordano che il figlio sia dell’amante

di Caterina.

Una sovrana fuori dal suo tempo

La zarina studia enciclopedie, interi

dizionari, legge Montesquieu, Voltaire,

scrive poesie, commedie, opere buffe,

articoli di giornali, libri di storia, romanzi,

scritti pedagogici e annota le sue

memorie. Ci fu una grande corrispondenza

con i filosofi del tempo. Quando

Voltaire muore, Caterina compra la sua

biblioteca, con tutte le sue annotazioni,

ancora oggi presente a Pietroburgo. È

una sovrana colta, spiritosa divertente,

anomala per il tempo.

Caterina la Grande

Diventò russa, si convertì al cristianesimo

ortodosso e imbevuta dell’idea di

grandezza dell’impero, ambì all’espansione

della Russia verso l’Europa e verso

il Mediterraneo. La Russia si estese

su tutti i fronti prendendo spazio nel

Baltico, ottenendo uno sbocco sul mar

Nero. L’impero russo divenne la potenza

egemonica dell’Europa orientale.

Conosceva le idee illuministe ed iniziò

ad ammodernare il Paese, dichiarando

che la tolleranza è la prima delle virtù

e di essere un’amica dell’umanità.

Parlava di uguaglianza e di libertà.

Affermò che il sovrano è colpevole se

i sudditi sono scontenti di lui. Creò

scuole, accademie e università. Ridusse

l’applicazione della tortura e della pena

di morte. Avrebbe voluto abolire la

servitù della gleba ma poi si convinse

che sarebbe stato uno sbaglio.

Abolire l’assolutismo non sarebbe

stata una buona idea perché il popolo

va comandato. La rivolta popolare

di Pugaciov che vide l’insorgere dei

contadini per il malcontento generale

finì con la cattura del loro leader, che si

finse Pietro III, e con la sua uccisione.

L’insorgenza dei contadini rese Caterina

ancora più acida e restia nei confronti

del popolo. Lo scoppio della Rivoluzione

francese, poi, le fece cambiare opinione

sull’idea di libertà, uguaglianza

e fraternità per paura che la situazione

potesse ripetersi sotto i suoi occhi.

Caterina, “degustatrice di amanti”

A corte il nome di Caterina era legato

alla libertà che la zarina ebbe nella su

vita privata. Lo stesso figlio Paolo, erede

al trono, era sicuramente frutto della

relazione con il favorito Sergéi Saltikov.

Seguirono Grigori Orlov, nel periodo

durante il quale il marito Pietro venne

misteriosamente assassinato. Ma il

grande amore di Caterina fu Grigori

Potemkin. Seguirono molti altri amanti

tra nobili e militari. Ma la passione e

l’amore non distolse Caterina dal suo

potere assoluto al quale nessun uomo

poteva avvicinarsi. Caterina fu molto

generosa con i suoi amanti che, una

volta allontanati, venivano ricompensati

con titoli, incarichi e denaro.

Morì all’età di 67 anni inasprita e

sconvolta dalle rivoluzioni lasciando la

Russia sulla soglia di una modernizzazione

che non era riuscita a portare a

termine.

16

M A G A Z I N E


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M A G A Z I N E


NEWS ITALIA MONDO

di GIUDITTA GRASSO

IL PELUCHE TRISTE

A volte un errore di fabbrica può dire molto più di quello che sembra. È il caso del “cavallo che

piange”, un peluche rosso prodotto dalla Happy Sister per festeggiare l’imminente Capodanno

cinese. Doveva essere un gadget simpatico e divertente, ma qualcosa nella catena di montaggio è

andato storto: le narici sono state cucite al contrario e il sorriso è finito a testa in giù. Il risultato è

un musetto malinconico quasi in lacrime. Incredibilmente, il giocattolo è andato a ruba, diventando

il manifesto di una generazione sfinita dal burnout. In Cina, dove i turni infiniti del sistema

“996” (dalle nove alle nove, sei giorni su sette) restano una realtà durissima nonostante i divieti,

quel peluche difettoso è diventato uno specchio. Sui social i lavoratori scrivono: “Sono io dopo

l’ufficio”. Nato per celebrare, ha finito per dare voce a chi non ce la fa più, ricordandoci che dietro

un prodotto sbagliato spesso c’è la mano stanca di chi lavora troppo.

LA NOTTE IN AUSTRALIA

Una donna a Brisbane era convinta che quel peso sullo stomaco fosse il solito vizio del suo

cucciolo, deciso a schiacciare un pisolino proprio sopra di lei. Invece, nel buio della sua stanza,

la mano ha sfiorato qualcosa di molto più freddo e viscido. Non era il cane, ma un pitone tappeto

lungo due metri e mezzo che, in cerca di un po’ di calore, aveva scelto il torace della donna come

letto. Una scoperta da brividi che avrebbe fatto perdere i sensi a chiunque. Mentre Rachel restava

immobile, paralizzata dal terrore, suo marito è intervenuto in modo tempestivo. Prima mettendo

al sicuro gli animali domestici per evitare che aggredissero il rettile, poi ha avvolto il serpente

in una coperta e lo ha letteralmente gettato fuori dalla finestra. Il serpente era talmente grande

che, mentre era avvolto al corpo della dona, la coda spuntava ancora oltre il davanzale. Per

fortuna si trattava di una specie non velenosa, ma la lezione è chiara: in Australia, anche un gesto

d’affetto nel sonno può nascondere squame e sorprese terrificanti.

DUST - LA VIA DELLA SABBIA

Lorenzo Barone non ha ancora ripreso l’equilibrio sulla terraferma, ma sta già pianificando il

prossimo passo. Il ventottenne umbro è appena sbarcato nella Guyana Francese dopo aver solcato

l’Atlantico a remi, senza vela né motore: trentasette giorni di lotta contro l’oceano partendo

dal deserto del Sahara. Una traversata di 4.500 chilometri che è solo una parte del progetto “Dust

– La via della Sabbia”, un viaggio simbolico che collega le polveri sahariane alla foresta amazzonica.

“Ora cerco una bici usata per raggiungere il Brasile”, ha raccontato, spiegando che poi

si sposterà in canoa lungo il Rio Negro per infilarsi nel cuore dell’Amazzonia fino alle Ande. Con

oltre centomila chilometri già percorsi tra i ghiacci della Siberia e le sabbie africane, Barone si

conferma un instancabile viaggiatore dei confini: per lui, l’Oceano Atlantico è stato solo un ponte

verso la prossima avventura.

TOSSE METALLICA

Tossiva da giorni e sentiva uno strano dolore al petto, ma mai avrebbe immaginato che la causa

fosse un attrezzo metallico “dimenticato” nel suo corpo. Una donna di Reggio Calabria ha scoperto

così, dopo una TAC, di avere un cacciavite odontoiatrico incastrato nel polmone destro. Lo

strumento, usato solitamente per fissare gli impianti dentali, era stato inalato per sbaglio durante

una seduta dal dentista senza che nessuno se ne accorgesse. La situazione era critica: oltre

all’oggetto metallico nel bronco, i medici del Gom hanno trovato dell’aria dove non doveva esserci.

L’équipe di chirurgia toracica ha dovuto agire in fretta con un’estrazione d’urgenza per liberare il

polmone prima di complicazioni peggiori. Tutto è andato per il meglio e la donna è tornata a casa

in salute, mentre l’ospedale ha pubblicato le foto dell’incredibile “reperto”. Resta il mistero su

come un cacciavite possa finire inalato durante un lavoro ai denti senza lanciare un immediato

allarme.

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M A G A Z I N E


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M A G A Z I N E


NEWS BENESSERE

di VIRGINIA RICCI

Allergie primaverili:

piccoli rimedi naturali che aiutano davvero

Con l’arrivo della primavera aumentano pollini e allergeni, ma alcuni accorgimenti

naturali possono alleviare i sintomi. Lavaggi nasali con soluzione salina aiutano a liberare

le vie respiratorie, mentre l’utilizzo di miele (rigorosamente del nostro territorio

e biologico) ma anche alimenti ricchi di vitamina C possono sostenere le difese. Utile

anche arieggiare la casa nelle ore meno critiche e lavare spesso tessuti e capelli, su

cui il polline si deposita facilmente.

Aria più pulita in casa:

perché la primavera è il momento giusto

Con la primavera i pollini e gli allergeni aumentano anche dentro casa: un purificatore

d’aria con filtro HEPA intrappola almeno il 99,97 % delle particelle fino a 0,3 micron

(pollini, polvere, acari, peli di animali), migliorando la qualità dell’aria e favorendo

respiro e sonno migliori. Questi filtri meccanici non generano ozono né sottoprodotti

nocivi e vanno sostituiti regolarmente per mantenere l’efficacia. Posiziona il purificatore

nelle zone dove passi più tempo, come la camera da letto o il soggiorno, per ridurre

allergeni e irritazioni respiratorie durante tutto il giorno.

Pulizie di primavera pet-friendly:

attenzione ai prodotti

Quando si fanno le grandi pulizie, chi vive con animali dovrebbe evitare detergenti aggressivi.

Aceto, bicarbonato e sapone neutro sono alternative efficaci e più sicure per

cani e gatti. È bene sapere che non tutti i detergenti sono pet-friendly, con agenti chimici

che possono danneggiare la cute o infastidirli con la loro profumazione. Controllare

quindi l’assenza di ammoniaca, candeggina, cloro, formaldeide e alcol isopropilico.

Due mele al giorno: ecco perché funziona

Secondo un medico interpellato dal magazine francese “Top Santé”, mangiare una

o due mele al giorno può contribuire in modo concreto alla riduzione del colesterolo

LDL. Il merito è soprattutto della pectina, una fibra solubile che rallenta l’assorbimento

dei grassi e favorisce la loro eliminazione. I polifenoli, concentrati nella buccia,

svolgono invece un’azione antiossidante utile per la salute cardiovascolare.

Meglio consumarle intere, crude e non sbucciate, inserite in una dieta equilibrata.

Sei stressato? Un esercizio rilassa in 5 minuti

Quando il ritmo quotidiano ti travolge, la tecnica semplice della “coerenza cardiaca”

può calmare corpo e mente in appena 5 minuti, suggeriscono alcuni psicologi: inspira

lentamente per 5 secondi, poi espira per 5, ripetendo fino alla fine del tempo. Questo

tipo di respirazione aiuta a riequilibrare il sistema nervoso, ridurre la frequenza

cardiaca e favorire una sensazione di calma duratura. Metti il timer, chiudi gli occhi e

prova subito: è una soluzione rapida per gestire stress ed emozioni intense anche nella

frenesia della giornata.

20

M A G A Z I N E


Inizia dallo spazio interdentale

per un’igiene orale totale

Aggiungere la pulizia interdentale alla tua igiene orale

quotidiana è SEMPLICE COME CONTARE FINO A 3

1. Pulisci tra i denti

2. Spazzola i denti con spazzolino e dentifricio

3. Risciacqua

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M A G A Z I N E


GOOD MIND

di GIULIA BIAGIONI

“CHE SONNO!”

IPERSONNIA: QUANDO DORMIRE TANTO NON BASTA PER SENTIRSI MEGLIO

Capita a tutti di attraversare

periodi di grande stanchezza,

in cui si desidera solo dormire.

Ma cosa succede quando

la sonnolenza diventa una

compagna fissa, anche dopo notti

lunghissime? In questo caso non

parliamo più di “essere stanchi”,

ma di ipersonnia: un disturbo del

sonno in cui il bisogno di dormire

è eccessivo e, soprattutto, non

davvero ristoratore.

Chi soffre di ipersonnia può

dormire molte ore per notte, fare

sonnellini durante il giorno e

tuttavia sentirsi costantemente

intontito, rallentato, mentalmente

“annebbiato”. Restare svegli a

lezione, al lavoro o persino mentre

si parla con qualcuno diventa una

sfida. La concentrazione cala,

l’umore ne risente, le relazioni

possono soffrire di questa

perenne “modalità risparmio

energia”.

È importante distinguere

l’ipersonnia dalla normale

stanchezza dovuta a periodi

intensi o notti in bianco: in quei

casi, un po’ di riposo extra di

solito basta. Nell’ipersonnia

no. Anche dopo tanto sonno, il

corpo e il cervello sembrano non

“riavviarsi” davvero.

Le cause possono essere diverse:

disturbi del sonno come le

apnee, condizioni neurologiche,

depressione, effetti di farmaci,

fino alle forme cosiddette

idiopatiche, in cui l’eccessiva

sonnolenza è un disturbo in sé.

La buona notizia è che non si è

condannati a vivere perennemente

esausti. Il primo passo è non

normalizzare una stanchezza che

dura da mesi e che interferisce

con la vita quotidiana: parlarne

con il medico o con uno psicologo

esperto del sonno può portare a

esami specifici e a un percorso

mirato. Interventi su abitudini

di vita, gestione dello stress,

psicoterapia e, in alcuni casi,

trattamenti medici possono

migliorare significativamente la

qualità della veglia e del sonno.

Perché sì, dormire è

fondamentale, ma quando il sonno

diventa una prigione più che un

rifugio, può essere il momento di

chiedere aiuto.

Giulia Biagioni

Psicologa abilitata, laureata in Psicologia Clinica e

della Salute. Esperta in Psicologia dell’età evolutiva, in

particolare disturbi del comportamento e ADHD.

Specializzanda in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale.

22

Instagram: giuliabiagioni.psicologa

Email: giuliabiagioni.psicologa@gmail.com

Studio: Via Cairoli 36, Massa 54100

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CORREVA L’ANNO

di SILVIO GHIDINI

18 MARZO 1981

45 ANNI DI “QUARK”

Quasi mezzo secolo fa, con poche note dell’Aria sulla quarta corda di Bach

nell’arrangiamento dei The Swingle Singers, Rai 1 apre la strada alla divulgazione pop

in televisione. Si tratta della prima puntata di Quark – Viaggio nel mondo della scienza,

lo storico programma condotto da Piero Angela che ha cambiato il modo di raccontare la

conoscenza sul piccolo schermo. Angela prometteva un viaggio “chiaro e comprensibile”

dentro le cose: spazio, natura, tecnologia, ma anche il quotidiano visto con gli occhi della

scienza. La formula è vincente perché semplice: grandi documentari (anche dalla BBC),

interviste e i cartoni animati di Bruno Bozzetto, perfetti per rendere “visibile” ciò che non

si può toccare. Quark va in onda alle 21:35, che all’epoca era già seconda serata, eppure fa

numeri da evento: oltre nove milioni di spettatori alla prima puntata. Da lì nasce un’intera

“famiglia”: speciali, spin-off, pillole, fino all’erede Superquark nel 1995. Sulle orme del

padre, quarantacinque anni dopo Alberto Angela continua a spiegare la realtà.

24

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M A G A Z I N E


LO SPORT RALLENTA

L’INVECCHIAMENTO E

FA BENE ALLA SALUTE

L’INVECCHIAMENTO NON È SOLO UNA QUESTIONE

DI ETÀ ANAGRAFICA. DIPENDE DA MOLTI FATTORI E

L’ATTIVITÀ FISICA PUÒ RALLENTARLO.

Al di là del benessere generale

facilmente percepibile, ci sono

veri e propri studi scientifici che

dimostrano come il movimento

praticato con regolarità rallenti

o addirittura inverta i processi

biologici. Non è un caso che si parli

di età biologica che rifletterebbe

meglio lo stato di salute degli organi

e dei tessuti rispetto alla semplice

data di nascita. Negli ultimi anni in

particolare si sono moltiplicate le

indagini di epigenetica, la scienza

che studia come l’ambiente, lo stile

di vita e i fattori esterni come dieta,

stress e appunto attività fisica,

possano modificare l’espressione

dei geni senza alterare la sequenza

del DNA.

Esercizio costante

Una ricerca nuova pubblicata

dalla casa editrice americana

Impact Journals LLCU ha

rivelato che l’esercizio fisico

potrebbe effettivamente non solo

rallentare ma perfino invertire

l’orologio molecolare del corpo.

Osservando i marcatori del DNA

dell’invecchiamento, gli scienziati

hanno scoperto che l’esercizio fisico

strutturato, come l’allenamento

aerobico e di forza, ha effetti antiinvecchiamento

più forti rispetto

all’attività occasionale. Le prove

ottenute sia sui topi che sugli

esseri umani mostrano riduzioni

misurabili dell’età biologica, con

benefici che vanno oltre i muscoli

e raggiungono il cuore, il fegato, il

tessuto adiposo e l’intestino.

Ma i benefici dello sport

riguardano anche la mente, le

funzioni cognitive, la memoria.

Basta pensare alle sensazioni

di leggerezza che si prova dopo

una camminata, una corsa o una

qualsiasi attività, in particolare se

praticate all’aperto. Sensazioni

suffragate, anche in questo caso,

da evidenze scientifiche che

riportano benefici cognitivi legati

all’attenzione e alla memoria,

maggiore resilienza cognitiva e

riduzione del rischio di declino

mentale in particolare negli anziani.

Qual’è l’attività giusta in base

all’età

A dirlo è direttamente l’OMS che

nel 2020 ha pubblicato le “WHO

guidelines on physical activity

and sedentary behaviour” (Linee

guida dell’OMS sull’attività fisica

e il comportamento sedentario),

accompagnate dallo slogan Every

move counts (Ogni movimento

conta) in cui sono stati revisionati

e aggiornati i livelli di attività fisica

26

M A G A Z I N E


REPORTAGE

di LARA VENÈ

27

M A G A Z I N E


REPORTAGE

raccomandati per ottenere benefici

per la salute, distinguendoli sia

per fasce di età sia per specifici

gruppi di popolazione. Attraverso

queste Linee guida, ogni persona

viene esortata a limitare la

quantità di tempo trascorso in

situazioni sedentarie, in particolare

legate al tempo libero (tv, pc,

smartphone) a favore di uno stile

di vita fisicamente più attivo. Ci

sono soglie minime, ma chi riesce

a superare i livelli di attività fisica

raccomandati può ottenere ulteriori

benefici per la propria salute. I

livelli raccomandati sono definiti

per raggruppamenti generali,

poi ci sono indicazioni particolari

destinate a casi specifici come

le donne in gravidanza o nella

situazione di post-partum o le

persone con diabilità.

Bambini e adolescenti (5-17 anni)

L’OMS ci dice che bambini e

adolescenti (5-17 anni), durante la

settimana, dovrebbero praticare

almeno in media 60 minuti

al giorno di attività fisica di

intensità da moderata a vigorosa,

prevalentemente di tipo aerobico

e, almeno 3 volte alla settimana,

dovrebbe essere integrata attività

di tipo aerobico di intensità

vigorosa, così come attività

per il potenziamento muscoloscheletrico.

“Per i ragazzi – sottolonea L’Istituto

superiore di Sanità - oltre agli

effetti benefici generali sulla

salute fisica, l’attività fisica aiuta

l’apprendimento, rappresenta

una valvola di sfogo alla vivacità

tipica della giovane età, stimola

la socializzazione e abitua alla

gestione dei diversi impegni

quotidiani”.

Adulti (18-64 anni)

Gli adulti, invece, dovrebbero

praticare almeno 150-300 minuti

settimanali di attività fisica

aerobica di moderata intensità

(dalle 2 ore e mezza alle 5 ore) o

75-150 minuti settimanali di attività

fisica aerobica vigorosa (1 ora e

mezza-2 ore e mezza) , oppure

combinazioni equivalenti delle due

modalità per ottenere ulteriori

benefici. Poi dovrebbero eseguire

attività di rafforzamento muscolare

a intensità moderata o superiore

che coinvolga tutti i principali

gruppi muscolari, almeno due

giorni a settimana.

Anziani (dai 65 anni in poi)

Le indicazioni per gli anziani

sono le stesse degli adulti (18-

64 anni), ma in più gli over 65

dovrebbero eseguire, almeno tre

giorni a settimana, attività fisica

“multicomponente differenziata”

per migliorare l’equilibrio e attività

di rafforzamento a intensità

moderata o superiore, per

aumentare la capacità funzionale e

prevenire le cadute accidentali.

Sport contro il declino cognitivo

Per gli adulti più avanzati e per

gli anziani grandi benefici si sono

riscontrati a livello cognitivo. A

rivelarlo è in particolareo l’Harvard

Aging Brain Study che ha indagato

l’attività fisica in relazione al

rallentamento del declino cognitivo

negli anziani. Si tratta di un

ampio studio osservazionale che

ha seguito per circa 14 anni un

gruppo di circa 296 adulti di età

compresa tra 50 e 90 anni, tutti

cognitivamente sani all’inizio

delle osservazioni. Monitorati

annualmente con valutazioni

cognitive standardizzate, sottoposti

a immagini cerebrali PET per

misurare l’accumulo delle proteine

associate all’Alzheimer (come

beta-amiloide e tau) e seguiti

con contapassi e monitoraggio

dell’attività fisica quotidiana, gli

anziani che hanno praticato anche

livelli moderati di attività fisica —

come camminare quotidianamente

— hanno presentato un

rallentamento significativo del

declino cognitivo al contrario degli

individui più sedentari.

28

M A G A Z I N E


29

M A G A Z I N E


Self made: stories

L’INTERVISTA

di KATIA BRONDI

GIANNI VATTERONI

IL FOTOGRAFO DEI VIP

La fotografia è un’espressione

d’arte, il ritratto di

un tempo fermo che documenta

l’epoca di appartenenza.

Nella fotografia

non c’è inganno ma piena

trasparenza. Il tuo io che

dichiara la sua vulnerabilità

di fronte ad un obiettivo e

il fotografo coglie l’istante

della tua fragilità. La realtà

ha una velocità che nessuno

può seguire, non si torna

indietro. E lo scatto è fatto.

Gianni Vatteroni, fotografo

dal 1977, cattura immagini

e documenta eventi artistici

e privati attraverso i suoi

scatti con sensibilità estetica

e competenza tecnica.

Nasce come Paparazzo,

termine di cui conserviamo

l’immagine felliniana ne La

Dolce Vita che ci suggerisce

un fotografo fastidioso

e assillante. Ma Vatteroni

sceglie la fotografia autorizzata,

predilige una educazione

sentimentale che lo porta

ad essere il fotografo dei

Vip per eccellenza. Vatteroni

racconta che “Gli effetti che

ora si fanno con Photoshop,

un tempo, avvenivano in

camera oscura, con cartoncini

frastagliati attraverso i quali

si creava la sfumatura. Mia

sorella Alida Vatteroni, con

precisione chirurgica, dipingeva

sul cartaceo per migliorare

la foto”. Un lavoro puramente

artigianale. Continua

“Sviluppando e stampando

noi potevamo fare tutti gli

effetti desiderati. L’analogico

coglieva l’attimo desiderato,

il digitale è in leggero ritardo.

Nonostante la tecnologia

avanzata la foto di un tempo

conserva dettagli che oggi

sono sfumati, ma comunque

validi”. La vita di un fotografo

è impegnativa e ne abbiamo

la conferma da Vatteroni che

ricorda i tempi d’oro della Versilia. “Tutti passavano

le serate a Forte dei Marmi. Ho conosciuto

tutto il mondo dello showbiz, da Ella Fitzgerald, Ray

Charles, Paul Anka…- l’elenco è davvero infinito - e

tanti personaggi italiani avevano la casa in Versilia.

C’era vita fino alle 6 del mattino”. Negli anni d’oro il

cellulare non esisteva e Vatteroni ricorda, nostalgicamente,

che alle due del mattino il telefono di

casa squillava per informarlo della Paparazzata.

Grandi locali come Bussola Domani, Bussola,

Oliviero riunivano il glamour mondano consacrando

la Versilia come luogo il cui charme è,

ancora oggi, senza tempo. Per l’ultimo concerto di

Mina - tenutosi alla Bussola Domani, 1978 - Vatteroni

era presente per un servizio fotografico.

“C’erano veramente tutti, un parterre incredibile.

Alberto Sordi, Marcello Mastronianni, Gaber, Celentano

ed un allora sconosciuto Mattarella”. Vatteroni

ha lavorato per svariate testate giornalistiche e

ha vissuto quegli attimi con gioia. “Il rapporto con i

Vip era diretto e immediato. Ora i contatti avvengono

solo attraverso i manager e l’ufficio stampa”. - Lo

sguardo si fa più mesto - Ma le cene con Kevin

Costner, Franco Franchi, Bud Spencer e Terence

Hill, Gianni Morandi con il quale ha mantenuto

un rapporto di amicizia che dura da anni, sono la

conferma che “I grandi sono rimasti grandi, sem-

30

M A G A Z I N E


plici negli atteggiamenti più

quotidiani”. Proprio Gianni

Morandi, durante una telefonata

con Vatteroni, dichiara

“Stavo pensando ad una cosa.

Noi abbiamo vissuto il periodo

più bello della musica e del cinema”.

Ed è vero perché Vatteroni

ricorda con affetto gli

scatti a Monica Vitti, Claudia

Cardinale, Gregory Peck…

un ventaglio di personaggi

inesauribile. Vatteroni ha

ripreso gli ottant’anni di Sofia

Loren e i sessant’anni di

Stefania Sandrelli. Proprio

al compleanno della Loren

era presente Lionel Richie

che si avvicina a Vatteroni e

gli dice “Oh, my dear Friend!

E mi abbraccia chiedendomi

una foto”. Vatteroni ha sempre

fatto il suo lavoro nel

rispetto del mestiere e delle

persone. Avrebbe potuto

speculare con i famosi scoop

fotografici ma l’intento

non è mai stato profittevole

bensì pacifico e di amore per

la fotografia. Durante uno

spettacolo di Amanda Lear,

Vatteroni immortala ingenuamente

uno scatto che

ritrae Amanda sotto il palco

mentre allunga il braccio

nudo tra il costato verso le

gambe. Visto da una certa

angolazione la foto appare

ambigua, proprio quella

ambiguità sulla quale

Amanda Lear ha costruito

la sua immagine artistica.

Vatteroni viene chiamato

dalla guardia del corpo “Chi

ha fatto questa foto?!” Vatteroni,

intimidito, professa

la paternità dello scatto.

Amanda vuole parlare con

lui. Ma è per offrirgli un

whisky e complimentarsi

per “il capolavoro e la foto

straordinaria”. Vatteroni si

rilassa. Conosce e frequenta

Gianni Morandi da quando

aveva quattro anni. Tanti

sono gli incontri, le cene e

l’indimenticabile evento in

cui Morandi si improvvisa

fotografo dietro il bancone

nel negozio di Vatteroni in

Piazza Gino Menconi a Marina

di Carrara. Le cene con

la Nazionale Cantanti, la

partecipazione ai Telegatti, Sanremo, la Mostra del

Cinema di Venezia, sono tanti i momenti da raccontare

e le fotografie da condividere. Un’allegra

brigata di cui Vatteroni è testimone. Diversi sono i

premi vinti. “La fotografia è una memoria storica, ti

riporta ad uno stato d’animo. La mia vita è la fotografia

e la musica”. Non si è arreso neppure durante

l’alluvione del 5 novembre 2014 quando Vatteroni

perse tutto il materiale presente in negozio, 38

anni di vita. Perché non puoi togliere la macchina

fotografica a Gianni Vatteroni. “Io vedo attraverso

l’obiettivo”. La macchina è la sua mano e la foto è la

sua creazione. Noi siamo spettatori che sanno cogliere

la vita in uno scatto e abbiamo il privilegio di

osservarle e conservarle. Il pittore Dimitri Yordanov

ha definito gli scatti di Vatteroni tele artistiche, e lo

sono davvero, basta guardarle.

31

M A G A Z I N E


ADDIO SONNO PER UN

ITALIANO SU QUATTRO MA POCHI

AFFRONTANO IL PROBLEMA

DIFFICOLTÀ AD ADDORMENTARSI, RISVEGLI NOTTURNI,

SONNO DISTURBATO E OCCHI SBARRATI ALLE PRIMISSIME

LUCI DELL’ALBA. L’INSONNIA HA TANTI VOLTI E DISTURBA IL

RIPOSO DI OLTRE 13 MILIONI DI PERSONE ADULTE IN ITALIA,

PER LA MAGGIOR PARTE DONNE.

Ma è un problema sottovalutato

dai più e sono pochi coloro che

chiedono aiuto. Eppure il sonno è

fondamentale nella vita di ognuno

di noi. E la sua assenza genera

diversi disturbi, stanchezza cronica,

difficoltà di concentrazione,

tendenza a procrastinare gli

impegni, irascibilità e perfino

depressione.

Cos’è l’insonnia

In un documento pratico per

gestire il problema, SIMG (Società

Italiana dei Medici di Medicina

Generale e delle Cure Primarie) e

AIMS (Associazione Italiana per la

Medicina del Sonno) definiscono

l’insonnia come “l’esperienza

soggettiva del paziente di un sonno

insufficiente o di scarsa qualità”.

L’insonnia si caratterizza per uno

o più di diversi indicatori notturni:

difficoltà ad iniziare a dormire;

difficoltà a mantenere la continuità

del sonno; risveglio precoce al

mattino; sonno non ristoratore.

Tutte difficoltà che si manifestano

nonostante vi siano opportunità

e circostanze favorevoli per poter

dormire. Oltre agli indicatori

notturni, da non sottovalutare anche

sintomi diurni, quali sensazione

generica di fatica o malessere,

cefalea, sintomi gastrointestinali

non attribuibili ad altre cause, se

non alla “perdita di sonno”; ridotte

energie e motivazione per svolgere

i compiti abituali; difficoltà di

attenzione, concentrazione o deficit

di memoria; facilità a compiere

errori sul lavoro o incidenti stradali;

alterazioni delle “funzioni” sociali;

disturbi del tono dell’umore ed

irritabilità; sonnolenza diurna.

Quando e come diagnosticare

l’insonnia

L’insonnia non è tutta uguale: può

essere classificata in base a tipo,

durata, gravità.

Il tipo di insonnia è riferita al periodo

temporale di comparsa nel corso

della notte. In base a questo, si

distingue l’insonnia iniziale, quando

si ha difficoltà di addormentamento,

l’insonnia centrale, quando il

sonno è frammentato, l’insonnia

terminale, quando si ha il risveglio

precoce verso mattina. In base

alla durata, invece, l’insonnia può

essere acuta o cronica. Tra le forme

acute, ci possono essere insonnie

occasionali, legate a situazioni

32

M A G A Z I N E


REPORTAGE

di LARA VENÈ

33

M A G A Z I N E


REPORTAGE

contingenti specifiche (performance

scolastica, colloquio di lavoro,

trasloco, ecc.) e insonnie transitorie

come quelle stagionali. Tra le

forme croniche si distinguono le

insonnie persistenti e le insonnie

recidivanti. La gravità dell’insonnia

dipende dal numero di notti

insonni per settimana. “Fermo

restando – scrivono i medici nel

Manuale - che ogni paziente ha

un proprio fabbisogno di sonno,

stabilito dall’ipnotipo (breve o lungo

dormitore).

Quando intervenire

L’insonnia è grave quando è

presente per almeno tre notti alla

settimana e per almeno un mese.

Una persona su due non cerca

soluzioni

Secondo i dati diffusi

dall’Associazione Italiana di

Medicina del Sonno e rilanciati da

diverse indagini nazionali, circa

il 46% degli italiani con disturbi

del sonno non intraprende alcuna

azione concreta, né dal punto di

vista medico né comportamentale.

In pratica, quasi una persona su

due convive con l’insonnia senza

cercare soluzioni, ignorando che un

cattivo sonno è spesso un segnale

d’allarme.

Automedicazione e scarsa

consapevolezza

I motivi per cui non si interviene

per affrontare il problema sono

diversi. L’insonnia viene spesso

sottovalutata e considerata quasi

una conseguenza inevitabile dello

stress o dei ritmi di vita qutidiani.

Per questo molti ricorrono ad

integratori, tisane, soluzioni

fai da te che, pur attenuando i

sintomi, non affrontano le cause

del problema. Alla base della

sottovalutazione dell’insonnia c’è

una scarsa consapevolezza delle

conseguenze dell’assenza di un

buon sonno.

I rischi dell’assenza di sonno

Oltre alla riduzione del rendimento

lavorativo o delle performance

scolastiche, si registrano

disturbi cognitivi, della memoria

e dell’attenzione. Le evidenze

scientifiche dimostrano che la

mancanza di riposo aumenta il

rischio di disturbi psichiatrici,

metabolici e cardiovascolari.

Le cause della perdita di un

sonno adeguato possono

essere molteplici: ansia, stress,

alterazioni del ritmo circadiano,

disturbi respiratori notturni o

condizioni depressive. Non dormire

compromette anche le relazioni

e la coesione sociale, causando

una ridotta disponibilità nei

rapporti interpersonali, irritabilità,

riduzione delle capacita adattative.

In generale, l’assenza di un buon

sonno provoca una riduzione della

qualità di vita.

“Se vuoi essere sveglio, dormi”

La campagna on-line per non

sottovalutare i rischi per la salute

Promossa da Neopharmed Gentili

si chiama “Se vuoi essere sveglio,

dormi”, per informare sui rischi

dell’insonnia. L’iniziativa raccoglie

testimonianze reali di persone

che convivono con difficoltà di

addormentamento o risvegli

frequenti, insieme ai consigli

degli specialisti per capire quando

chiedere aiuto.

Prima si interviene meglio è

Talvolta è necessaria l’educazione a

una corretta igiene del sonno, cioè

quell’insieme di abitudini quotidiane

che aiutano ad avere un riposo di

qualità, tutte contenute nel Manuale

di SIMG e AIMS. Ma se queste

non fossero sufficienti - mettono

in guardia gli esperti – è bene

ricorrere al medico: una diagnosi

precoce evita cronicizzazioni

e consente di impostare un

percorso terapeutico efficace e

personalizzato.

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M A G A Z I N E


35

M A G A Z I N E


VALENTINO

ALL’ANAGRAFE È VALENTINO

CLEMENTE LUDOVICO GARAVANI,

MA TUTTO IL MONDO LO CONOSCE,

SEMPLICEMENTE, COME VALENTINO.

E A QUEL NOME SUBITO SI ABBINA

L’IDEA DI ELEGANZA E BELLEZZA,

STILE E MADE IN ITALY.

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M A G A Z I N E


PERSONAGGIO DEL MESE

di LARA VENÈ

Nato a Voghera nel 1932 scopre presto la

sua passione per gli abiti, le stoffe e le dive

del cinema. Ne è attratto fin da piccolo e,

quasi adolescente, agli hobbies più comuni

per i ragazzi di quell’età, preferisce un

corso da figurinista a Milano. Nel frattempo

impara il francese e a 17 anni si trasferisce

a Parigi per studiare all’École des Beaux-

Arts e alla Chambre Syndicale de la Couture

Parisienne. Lì incontrerà altri due “ragazzini”

che rispondono ai nomi di Yves Saint-

Laurent e Karl Lagerfeld. Le loro strade si

dividono terminata la scuola, quando i due

vengono inviati a fare gli apprendisti l’uno da

Dior e l’altro da Balmain, mentre il giovane

Valentino andrà ad imparare alla casa di

alta moda Jacques Dessès, dove rimane per

cinque anni. Sono gli anni Cinquanta e Parigi

è il tempio della haute couture, delle stoffe

preziose, delle innovative cifre stilistiche che

dettano la linea della moda. Alla casa Dessès

Garavani lavora accanto all’illustratore Guy

Laroche che, quando nel 1957 apre il suo

atelier, se lo porta con sé. Nel 1959 torna a

Roma e, grazie all’aiuto del padre, apre il suo

atelier al numero 11 di Via Condotti. Lancia

la sua prima collezione, “La Fiesta”, che già

contiene l’articolo che diventerà la sua cifra

distintiva: l’abito rosso. Quello di La Fiesta è

in tulle, senza spalline e di media lunghezza.

L’anno dopo, al Café de Paris di Via Veneto,

centro della vita mondana della capitale,

conosce Giancarlo Giammetti, uno studente

di architettura che diventa suo partner

sentimentale e poi amico e imprenditore.

37

M A G A Z I N E


PERSONAGGIO DEL MESE

Quell’incontro è fatale e

sarà la svolta della carriera

di Garavini. Da via Condotti

l’atelier si sposta al primo piano

di un edificio in via Gregoriana,

Giammetti si dedica alla parte

amministrativa e commerciale

e Garavini può dare sfogo alla

sua immensa creatività. Nella

Roma degli anni Sessanta la

vita artistica e culturale è in

gran fermento e qui passano

e si incontrano le stelle

internazionali.

Gli esordi a Pitti

Intanto, a tre anni dalla

fondazione del marchio,

nel 1962 Valentino sfila in

passerella a Pitti, a Firenze.

Un evento importante, che lo

lancia nel mondo dell’haute

couture. La sua linea riscuote

subito un grande successo

e attira l’interesse di reali

e celebrities, ma anche

dei media internazionali di

settore. Nel 1968 lancia la

Collezione Bianca: dodici

vestiti total white per la

Primavera/Estate 1968. La

scelta del monocromo nelle

tonalità del bianco, avorio,

beige, appare completamente

innovativa e molto raffinata.

Oltre per il colore la Creazione

si distingue per quel logo

metallico a forma di “V” su

tessuti e accessori che diventa

il sigillo iconico del marchio.

White Collection è un trionfo. A

rimanerne affascinata è anche

Jacqueline Kennedy che già

aveva chiesto allo stilista

italiano di disegnare per lei

un set di abiti da mettere

in occasione della morte

del marito John Fitzgerald,

35esimo presidente degli

Stati Uniti assassinato a

Dallas. Adesso Jackie, la

donna del momento al centro

delle cronache anche per il

suo stile, si rivolge ancora a

Valentino per un modello della

White Collection, da indossare

nel giorno delle sue seconde

nozze con l’armatore greco

Aristotele Onassis. Corto,

con maniche lunghe chiuse

da un lungo polsino, collo

alto e raffinatissimi inserti

di pizzo, anche quell’abito

attira i riflettori internazionali

accesi sul matrimonio evento

del secolo. È molto lontano

dal classico vestito da sposa,

è leggero, stiloso e di un’

eleganza che interpreta una

femminilità nuova e dinamica.

Da quel momento, Jacqueline

diventata Onassis, non è solo

una cliente, ma anche un’amica

personale di Valentino cui la

legherà un legame destinato a

durare nel tempo.

La crescita dello stilista ora si

consolida e si amplifica nella

haute couture internazionale,

introducendo linee prêt-àporter

e ampliando mercati

con boutique in città chiave

come Londra, Parigi, New York

e Tokyo. Poi con lo sviluppo di

linee ready-to-wear che, pur mantenendo gli standard

sartoriali di lusso, hanno l’obiettivo di raggiungere un

pubblico più ampio e ci riesce.

Attrici e dive: tutte le donne di Valentino

A Valentino si rivolgono tutte le star internazionali che

nel corso della storia scelgono di affidarsi al suo stile

per celebrare occasioni speciali. La prima è Elizabeth

Taylor che, incantata dalle sue creazioni, nel 1961

sceglie l’iconico abito bianco, lungo con bordo di

piume per la prima di Spartacus di Stanley Kubrick.

Verde menta a maniche lunghe completamente

ricamato di paillettes, invece, è l’abito che indossa

Jessica Lange nel 1983 quando viene premiata per

Tootsie. Sophia Loren è legata allo stilista da un’antica

amicizia e a lui si rivolge in tutte le occasioni speciali,

come quando deve ritirare l’Oscar alla carriera nel

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40 Distribuito da Forma Italiana S.p.A.

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PERSONAGGIO DEL MESE

1991: tempestato di lustrini neri e

ricamato in modo prezioso, l’abito

abbraccia le sue curve con elegante

sobrietà. Color oro ricoperto di

perline è quello indossato da

Sharon Stone a Cannes nel ‘95.

Poi c’è l’iconico black and white e

un elegante scollo halter che Julia

Roberts sfoggia nel 2001 quando

ritira l’Oscar per l’interpretazione

di Erin Brockovich. E ancora, Cate

Blanchett sceglie un Valentino per

ritirare l’Oscar come attrice non

protagonista per The Aviator nel 2005,

Jennifer Lopez invece per il suo

matrimonio con Chris Judd, Halle

Berry per la vittoria agli Emmy del

2000 e soprattutto Anne Hathaway,

tra le più affezionate: memorabile il

suo abito rosso Valentino agli Oscar

2011.

Il rosso Valentino

È il suo segno distintivo. Risale agli

inizi della sua carriera. Lui stesso ha

raccontato di essere rimasto molto

colpito, da giovane, dalla visione

di donne vestite di rosso durante

un viaggio a Barcellona. Trova il

rosso un colore vibrante, capace di

illuminare il volto e di trasmettere

forza ed eleganza allo stesso tempo:

“penso che una donna vestita di rosso

sia sempre meravigliosa, è la perfetta

immagine dell’eroina”. Il rosso così

diventerà fin da subito la sua cifra.

Una tonalità che perfeziona nel

corso degli anni fino a renderla

unica: il rosso Valentino appunto.

Che non è un semplice rosso, ma

un mix ben calibrato tra il carminio,

il porpora e il rosso di cadmio,

tende all’arancione. Il risultato

finale sono sfumature calde in

grado di trasmettere sensualità

e raffinatezza, sicurezza ma non

aggressività.

L’addio alle passerelle

Dopo 45 anni in prima fila, il 4

settembre 2007, Valentino: The Last

Emperor (L’ultimo imperatore) per

citare il titolo del film documentario

diretto da Matt Tyrnauer (pellicola

biografica che racconta gli ultimi

due anni di attività dello stilista),

annuncia il ritiro dalle passerelle.

L’ultima sfilata, al Musée Rodin

di Parigi, è un omaggio alla sua

carriera.

A Roma intanto, nel cuore di

Palazzo Mignanelli, nel 2016,

nasce la Fondazione Valentino

Garavani e Giancarlo Giammetti,

che raccoglie l’archivio storico, le

sue creazioni iconiche, la visione

artistica, ma anche diversi progetti

culturali con la mission di “creare

un futuro sostenibile in cui la bellezza

venga celebrata non solo per il suo

intrinseco valore estetico, ma anche

per la sua capacità di generare

crescita, arricchimento culturale e

progresso sociale”.

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ZONA BEAUTY

di CHIARA ZACCARELLI

FRAGRANZE A FIOR DI PELLE

UNA NUOVA IDEA DI PROFUMAZIONE, PIÙ INTIMA E DISCRETA, CHE ENTRA

NELLA ROUTINE GRAZIE A LATTI, OLI E ACQUE

Non sono profumi nel senso

classico e non sono nemmeno

semplici prodotti per il corpo:

idratano, detergono o nutrono

la pelle e, mentre lo fanno,

lasciano una profumazione

leggera, continua, molto vicina al

corpo. Latti, oli, creme e acque

profumate non costruiscono una

scia decisa, ma accompagnano

i gesti quotidiani, restando sulla

pelle, a distanza ravvicinata. È

un modo di profumarsi molto

contemporaneo, che nasce da un

bisogno di semplicità e misura:

dopo anni di fragranze importanti

e riconoscibili, cresce il desiderio

di qualcosa di più intimo, pensato

per chi lo indossa più che per

chi lo percepisce. Una presenza

quotidiana, che fa sentire la pelle

curata, pulita, a posto: del resto le

fragranze per il corpo non servono

a farsi notare, ma a stare bene con

sé stessi. Le note più utilizzate

vanno in questa direzione: accordi

puliti, lattiginosi, vegetali, come

latte, riso, mandorla, muschi

morbidi, fiori trasparenti, sentori

verdi o acquatici. Profumazioni

riconoscibili ma mai invadenti,

che ricordano la pelle appena

lavata o un prodotto corpo

di buona qualità. Il profumo

entra nella routine attraverso il

contatto: durante la doccia, con

un latte detergente leggermente

profumato e dopo, con una crema

o un olio che idratano e lasciano

una traccia morbida. Le acque

profumate rappresentano bene

questo approccio: più leggere di

un profumo tradizionale e meno

neutre di una crema, si usano

senza ritualità sulle braccia, sul

collo, dopo la doccia o prima

di uscire. Non durano tutto il

giorno, ma questo non è un limite:

si riapplicano quando serve,

seguendo il ritmo della giornata.

Anche il comportamento sulla

pelle cambia: queste profumazioni

reagiscono alla temperatura, si

scaldano con il corpo, si attenuano

con il freddo, si modificano con

il movimento, non restano mai

uguali e vivono nello spazio

immediato di chi le indossa.

Sono prodotti adatti a molti

momenti diversi: lavoro, scuola,

palestra, viaggi, giornate lunghe

e dinamiche, situazioni in cui un

profumo intenso risulterebbe

eccessivo, mentre una presenza

leggera accompagna senza

stancare. Contrariamente a quanto

fanno i profumi veri e propri,

acque, oli e creme profumate non

raccontano qualcosa agli altri,

ma accompagnano chi le indossa,

in modo discreto e continuo: un

sentore che non precede e non

resta sospesa nell’aria, ma resta lì

dove serve: sulla pelle.

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TUTTO INTORNO ALL’ARTE

di IRENE CASTELLI

All over, Glamour, 2014

Belle si diventa, Glamour, 2016

Vacanze a Forte, Amica, 1996

FOTOGRAFARE

L’ANIMA

A MILANO, UN VIAGGIO

NEL MONDO DI GASTEL

Molto più di una mostra: a

Palazzo Citterio di Milano

“Giovanni Gastel. Rewind”

è un’esperienza emotiva

che cattura lo sguardo e il

cuore. Fino al 26 luglio, oltre

250 immagini raccontano la

carriera unica di Giovanni

Gastel, dalle prime copertine

di moda agli still life più

sperimentali, fino ai ritratti che

hanno segnato la storia della

fotografia contemporanea. La

rassegna non segue l’ordine

cronologico, ma organizza le

opere per temi, svelando la

sua visione viscerale e poetica.

Tra scatti iconici, fotografie

inedite, oggetti personali

e strumenti di lavoro, lo

spettatore entra nella mente

creativa di un artista che ha

trasformato ogni immagine

in racconto. Per la prima

volta, sono esposti anche i

suoi scritti e le sue poesie,

elementi fondamentali del

suo immaginario visivo. La

mostra è un viaggio sensoriale

dove luce, forma e memoria

si intrecciano in un dialogo

continuo. Un invito a rivedere

con occhi nuovi il mondo

attraverso la sua lente.

Le tropical ties, Mondo Uomo, 1988

Giovanni Gastel ©Giovanni Battista Righetti.

Ettore Sottsass, 2007

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SPECIALE MODA

di IRENE CASTELLI

ASPETTANDO LA

PRIMAVERA, CON

LE RIGHE GIUSTE

Sapevate che le

righe, nei secoli passati,

connotavano gli abiti

di criminali e persone

più emarginate? Nate

come motivo funzionale

(riconoscibile in mare e

regolamentato per legge)

entrano nel guardaroba

delle donne chic con

Coco Chanel, che le

trasforma in simbolo

di libertà balneare.

Negli anni ’60 diventano

grafiche, pop, quasi

optical, mentre negli

’80 e ’90 oscillano tra

minimalismo e ironia.

Oggi le righe tornano

come pattern estivo per

eccellenza, leggere ma

identitarie, capaci di

dialogare con silhouette

sportive e rilassate, o per

sdrammatizzare tessuti e

accessori elegantissimi:

i più amati di questa

stagione? Borse a righe

in pelle o tessuto, che

puntano su contrasti

cromatici netti, evocando

un’eleganza vacanziera

ma strutturata, proprio

come giacche e maglie

da indossare anche con

i completi più formali.

Diventando così non

solo decorazione, ma

linguaggio, con un segno

grafico forte e subito

riconoscibile.

Borsa in rettile bicolor

smaliziata,

Biagini.

Blusa in tessuto lucente,

Dries van Noten.

T-shirt con colletto a

contrasto,

La Martina.

Giacca linea kimono,

Forte_Forte.

Maglia dai contrasti

effetto sogno,

Compagnia Fantastica.

Maxi bag in tessuto

sportivo,

Gabs.

Borsa tricot

elegantissima,

Loewe.

Polo classica

con coulisse,

Prada.

Abito con frange dalla sfilata di

Ulla Johnson.

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Un’icona street,

un oggetto del

desiderio

Dopo il successo del primo

capitolo, torna la collaborazione

tra Valentino Garavani e Vans con

una nuova interpretazione della

sneaker “Slip-On”: sei modelli

unisex che uniscono lo spirito

ribelle della scarpa nata nel 1977

con l’estetica colta immaginata

dal direttore creativo Alessandro

Michele. Scacchi bicolore, pois,

foglie tropicali e motivi giocosi

diventano divertenti superfici

narrative. Il risultato è un dialogo

tra moda e cultura skate che

supera le tendenze: il tocco in

più? Un packaging speciale, che

reinterpreta il classico pattern

Vans con il VLogo della maison.

Una borsa

modulare dal

design unico

L’unione fa la forza… ma anche

lo stile: così Rosantica (marchio

di gioielli, borse e accessori

realizzati a mano con materiali

preziosi) amplia la propria

proposta di accessori con

Koala, una borsa pensata per

la femminilità contemporanea.

Disponibile nelle versioni Large,

Medium e Baby, si distingue

per un design sofisticato e

altamente versatile. Il modello

è composto infatti da due borse

unite ma separabili, da indossare

insieme o singolarmente. Se

la borsa grande si porta a

spalla, la più piccola diventa

un’elegante tracollina. Realizzata

a mano in pelle o denim, con

cristalli e dettagli in ottone,

unisce forza ed eleganza,

Koala esprime l’estetica senza

tempo e la cura sartoriale del

brand e, per questo, è, prodotta

artigianalmente a Milano.

Bijoux eleganti, in

ogni momento

Perle e catene, un legame

irresistibile. Una combinazione

audace e inaspettata: la morbida

raffinatezza delle perle incontra

l’energia urbana delle catene

moderne e di lavorazioni in

metallo color oro e argento:

merito della creatività di Marlù,

con cui ogni gioiello racconta

un dialogo tra tradizione e

innovazione, tra eleganza senza

tempo e stile attualissimo.

Dalle finiture acciaio alla calda

raffinatezza dell’acciaio con PVD

oro, questi gioielli si adattano a

ogni occasione e ad ogni stile,

dal look più casual a quello più

sofisticato, fino agli orecchini

“Reverse Hoop”: ben 54 modelli

da modelli a lobo, disponibili in

12 varianti, tra forme bombate e

perle multiformi.

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ZONA FITNESS

di LARA VENÈ

TOTAL TONE SYSTEM

L’ALLENAMENTO CHE TONIFICA E RAFFORZA

Se la sala pesi non fa al caso

nostro ma si desidera rafforzare

tutti i muscoli, forse il Total Tone

System è l’allenamento giusto. Si

tratta di un’attività completa che

tonifica tutto il corpo, migliora

la forza e aumenta la resistenza,

attraverso la giusta combinazione di

esercizi di tonificazione muscolare

con elementi di cardio fitness.

Ogni lezione prevede una serie

di esercizi mirati per scolpire i

muscoli di braccia, addome, gambe

e glutei, utilizzando una varietà di

attrezzi come pesi leggeri, elastici,

step e body bar. L’allenamento

si articola in tre fasi precise:

cardiovascolare, di tonificazione

e, infine, fase di stretching. Quella

cardiovascolare comprende esercizi

di tipo aerobico che vengono

alternati tra step ed altri esercizi a

corpo libero, eseguiti in velocità. Poi

si procede alla seconda fase, quella

di tonificazione, con un allenamento

mirato a pochi muscoli, concentrato

sul rafforzamento grazie all’uso

di appositi strumenti come pesi,

elastici, cavigliere etc. A seguire,

la terza ed ultima sessione,

quella di stretching che prevede

il defaticamento dei muscoli

attraverso esercizi di allungamento.

Il Total Tone System restituisce un

corpo più tonico, forte e definito.

Gli esercizi di tonificazione

incrementano la resistenza

muscolare, aiutando a migliorare le

performance fisiche anche nei vari

sport. Infine, combinando ripetizioni

di tonificazione con movimenti

cardio, il Total Tone è un ottimo

modo per bruciare calorie e favorire

la perdita di peso.

L’allenamento è molto versatile

e adatto a tutti: l’intensità degli

esercizi può essere modulata in

base alle capacità individuali e al

livello di allenamento.

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M A G A Z I N E


FINO A

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RASATURE

PER LAMETTA

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RED CARPET

di CAMILLA ZUCCHI

Miley Cyrus: dalla ribellione alla consacrazione

L’ascesa di Miley Cyrus è un caso raro e sorprendente di metamorfosi

pop riuscita. Dopo l’addio turbolento a Hannah Montana e la fase

provocatoria di Bangerz, l’artista ha finalmente trovato il suo

equilibrio. Il 2024 ha segnato il punto di non ritorno: con il successo

globale di “Flowers”, dopo il doloroso addio all’ex marito Liam

Hemsworth, Miley non ha solo scalato le classifiche, ma ha ottenuto

il suo primo Grammy, trasformandosi da “enfant terrible” a icona

autorevole della musica internazionale. Oggi Miley non ha più bisogno

di scioccare per attirare l’attenzione. La sua rinascita passa per una

maturità vocale graffiante e una consapevolezza emotiva che celebra

l’indipendenza e la sobrietà. Con i nuovi progetti musicali e una

ritrovata serenità emotiva, la Cyrus conferma che la sua vera forza

risiede nella capacità di rinascere dalle proprie ceneri, dimostrando

che si può sopravvivere al successo precoce diventando, finalmente,

padroni della propria voce e del proprio destino.

Dal palco al set: le icone del doppio successo

Il confine tra musica e recitazione è sempre più labile. Se un tempo il

passaggio dal microfono alla cinepresa era guardato con scetticismo,

oggi molti artisti dimostrano un talento poliedrico particolarmente

apprezzato capace di conquistare sia i Grammy che gli Oscar.

Tra le donne, Lady Gaga è l’esempio moderno più noto: da regina

del pop a diva da premio Oscar con A Star Is Born. Prima di lei,

icone come Cher e Barbra Streisand avevano già tracciato la via,

dimostrando che una voce potente può accompagnarsi a una

presenza scenica magnetica.

Sul fronte maschile, Jared Leto ha costruito una doppia carriera

credibile, alternando i tour con i 30 Seconds to Mars a ruoli complessi

che gli sono valsi l’Academy Award. Non si possono dimenticare Harry

Styles, ormai volto richiestissimo dai registi internazionali, Justin

Timberlake o l’intramontabile Frank Sinatra, che ha segnato la storia

di entrambi i mondi. Questi artisti confermano che il talento non ama

le etichette: quando l’arte chiama, il palcoscenico non ha confini.

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Red Carpet 2.0: il glamour oltre l’obiettivo

Il red carpet non è più solo una passerella statica riservata ai flash dei

fotografi, ma un ecosistema digitale che inizia molto prima del grande

evento. Con l’ascesa dei social, il tappeto rosso ha abbattuto la “quarta

parete”: grazie ai video Get Ready With Me con cui le star mostrano ai

fan su TikTok come si truccano e come si vestono e ai video o foto dietro

le quinte su Instagram, i divi invitano milioni di fan nelle loro stanze

d’albergo, tra sessioni di trucco e l’ansia dell’ultimo ritocco. Questa

narrazione ha trasformato l’esclusività in un’esperienza partecipativa,

secondo una tendenza inaugurata dagli influencer. Pensiamo alle sorelle

Kardashian, che trasformano ogni preparazione in un evento virale, o a

Florence Pugh che condivide con ironia i momenti meno “glamour” dei

grandi gala, come il viaggio in auto schiacciata in abiti scultura. Il Red

Carpet 2.0 non è più una sfilata, ma un racconto dinamico fatto di video

e commenti in tempo reale. Le dive non sono mai state così umane e

accessibili, eppure, tra un filtro e un backstage, il mito della perfezione

continua a brillare, rendendo il pubblico non più semplice spettatore, ma

parte integrante del sogno.

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CONSIGLI PER LA CASA

di ANNA GRECO

LO STILE SHOU SUGI BAN

PER INTERNI ELEGANTI E RICERCATI

TRADIZIONE E MODERNITÀ SI INCONTRANO NELLO SHOU SUGI BAN, LO STILE DI

ARREDAMENTO CHE AFFONDA LE SUE RADICI NEGLI USI ABITATIVI GIAPPONESI E

CHE OGGI SI AFFERMA NEGLI INTERNI CONTEMPORANEI PIÙ RICERCATI.

Lo Shou Sugi Ban (o Yakisugi) nasce

nel Sol Levante come tecnica di

trattamento del legno, utilizzata

per preservarlo nel tempo. La

superficie del legno viene bruciata,

poi spazzolata e infine trattata

con oli naturali. Il risultato è un

materiale più resistente a fuoco,

umidità, insetti e muffe. Per questo,

in origine la tecnica era usata

soprattutto in architettura rurale

e nell’arredamento di esterni. Poi,

piano piano lo Shou Sugi Ban entra

nel design d’interni, in particolare

lo si trova nel luxury minimal e

nel settore dell’hospitality (hotel,

ristoranti, boutique). E diventa una

vera tendenza internazionale. Con

la crescente attenzione ai materiali

naturali che negli anni ha preso

campo anche nelle scelte di arredo,

la tecnica inizia a comparire in

soluzioni di nicchia, principalmente

legate all’architettura sostenibile.

Il legno bruciato risulta imperfetto

e, quindi, vero. E questo lo rende

ricercato e originale, garantendo

eleganza e personalità. Lo Shou

Sugi Ban può essere utilizzato

in molti elementi dell’arredo,

dai mobili come tavoli, librerie o

testiere del letto, ma anche in pareti

decorative, porte o pannelli divisori.

Più raro ma di sicuro impatto il suo

utilizzo in pavimenti o in cucine. In

tutti i casi l’abbinamento giusto per

una piena valorizzazione, è quello

che lo vede insieme a materiali

chiari come cemento, pietre naturali

o lino in caso di tessuti.

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VIAGGIANDO VIAGGIANDO

di SELENIA ERYE

SINTRA

A marzo, Sintra profuma di

zagara e di pioggia lieve.

Le colline che circondano

Lisbona si risvegliano dal

torpore invernale e l’aria si

riempie di luce nuova. Chi

arriva qui ha l’impressione

di entrare in un racconto,

dove il tempo scorre più

lento e la realtà si tinge di

sogno. Sintra non è solo

una città: è un sentimento

sospeso tra storia e

leggenda. Il cuore del borgo

è un intreccio di viuzze

ripide e case color pastello,

dominato dai camini conici

del Palácio Nacional. Ma

è salendo verso l’alto che

si svela la sua vera magia:

il Palácio da Pena, con le

torri gialle e rosse immerse

nella nebbia, sembra uscito

da una fiaba moresca.

Poco più in là, la Quinta

da Regaleira nasconde un

mondo simbolico di cunicoli,

giardini e scalinate che

scendono verso il misterioso

Pozzo Iniziatico, dove ogni

gradino rappresenta un

UNA META CHE MI RENDE FELICE E CHE MI FA

VIVERE IL TEMPO DI ATTESA ALLA PARTENZA,

CON TREPIDAZIONE, È SICURAMENTE IL

PORTOGALLO. QUANTA VITALITÀ SI RESPIRA IN

OGNI PAESE DI QUESTA NAZIONE.

TRA TUTTI I LUOGHI DA VISITARE, UNO DEI PIÙ

CARATTERISTICI È SICURAMENTE SINTRA.

passaggio spirituale.

Marzo è il mese perfetto

per visitare Sintra: il clima è

mite, la natura fiorisce e la

folla estiva è ancora lontana.

In questo periodo si svolge il

Festival de Música e Dança de Sintra, che anima

palazzi e teatri con concerti di musica classica

e spettacoli di danza. Le strade si riempiono di

artisti e il profumo dei fiori d’arancio accompagna

le note di un pianoforte che si perde tra i vicoli. Un

aneddoto curioso lega Sintra al mese di marzo del

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1808: proprio allora, durante

le guerre napoleoniche,

le truppe francesi guidate

dal generale Junot

entrarono in città, ma

rimasero così colpite

dalla bellezza del luogo

da risparmiarne i palazzi

reali. Si dice che lo stesso

Junot scrisse una lettera

a Napoleone definendo

Sintra “un giardino dove

gli Dei si sarebbero voluti

nascondere”.

È forse da quella meraviglia

che nasce l’aura intatta che

ancora oggi la circonda.

Chi ama camminare può

percorrere i sentieri che dal

centro portano al Castelo

dos Mouros, una fortezza

del IX secolo immersa nel

verde. Da lassù si domina

tutta la costa atlantica,

fino a Cabo da Roca, “il

punto dove finisce la terra e

comincia il mare”. Quando

il vento soffia forte e il cielo

si apre, è facile credere che

qui davvero il mondo finisca,

e che ogni viaggio debba

passare da questo confine.

La visita a Sintra non può

che concludersi a tavola.

Nei caffè storici si gustano

i dolci tipici: i travesseiros,

sfoglie di pasta ripiene

di mandorle e crema,

e i queijadas, piccoli

pasticcini di formaggio

fresco e cannella che si

dice fossero già amati

dai monaci nel Medioevo.

Nei ristoranti, il pesce

dell’oceano regna: bacalhau

à brás, polvo à lagareiro

e zuppe di crostacei che

profumano di porto e sale.

Da accompagnare con un

bicchiere di Colares, uno dei

vini più rari del Portogallo,

coltivato sulla sabbia vicino

all’oceano. Al tramonto,

quando le luci si accendono tra i palazzi color

miele e il suono lontano del fado sale dalle case,

Sintra sembra respirare con chi la visita. È un luogo

che invita a perdersi, a lasciare che la mente si

confonda tra reale e immaginario.

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IL CAVOLO A MERENDA

di FABRIZIO DIOLA

PARLANDO DI CIBO

ALBERTO GRANDI - IL BASTIAN CONTRARIO

Buoni questi spagetti allo scoglio...

sì hai ragione, ma sentissi che

zuppa di pesce fanno da Mario...

dove? Vicino a Viareggio... io però

avrei voglia di carne... hai ragione la

prossimma volta che usciamo, tutta

carne e vino rosso... certo... e il lesso

che faceva la mia nonna Elvira...

lascia stare, mi ricordo ancora le

polpette del giorno dopo...

E si potrebbe andare avanti per

tutto l’articolo. Noi Italiani siamo

l’unico popolo al mondo che a

tavola parla di quello che mangia,

di quello che ha mangiato e

si organizza per la futura uscita

culinaria. Il dibattito sul cibo,

le ricette, i miti e i ricordi che

evocano questi temi è sempre

aperto; e se a tavola la discussione

diventa noiosa o prende la

piega della politica una domanda

come: ma il vino rosso si può bere

anche con il pesce? o peggio:

nella carbonara ci va la pancetta

o il guanciale? può far nascere

una discussione che dura per ore.

Il dibattito è bello specialmente

quando c’è qualcuno che provoca.

Indubbiamente Alberto Grandi

con i sui libri come Denominazione

di Origine Inventata o La Cucina

Italiana Non Esiste, tanto per citarne

due, è un grande provocatore.

Ma chi è Alberto Grandi? E’ nato

a Mantova nel 1967. E’ uno storico

dell’alimentazione, scrittore e

professore universitario italiano.

È docente e dirige il corso di studi

in Economia e management all’Università

di Parma, dove insegna

anche Storia dell’alimentazione e

Storia dell’integrazione europea.

Grandi è autore di oltre cinquanta

lavori tra articoli scientifici e monografie.

I suoi studi si concentrano

soprattutto su storia economica,

storia del lavoro, mercati

urbani e in particolar modo sulla

storia dell’alimentazione e della

cultura del cibo. Insieme a Daniele

Soffiati conduce il podcast

“DOI – Denominazione di origine

inventata”, pensato per esplorare

e demistificare molte narrazioni

comunemente accettate sulla

cucina e l’identità gastronomica

italiana. Il lavoro di Grandi è spesso

provocatorio e stimola dibattiti

accesi, soprattutto perché mette

in discussione idee diffuse sulla

“autenticità” e sulla tradizione

della cucina italiana.

Prendiamo la Dieta Mediterranea

riconosciuta come Patrimonio

Culturale Immateriale dell’Umanità

dall’UNESCO nel 2003

presentata da Italia, Grecia,

Spagna e Marocco. Ne siamo tutti

orgogliosi. Non è solo un modello

alimentare, ma un vero e proprio

stile di vita. Alimentazione equilibrata:

consumo prevalente di

frutta, verdura, legumi, cereali

integrali, olio d’oliva e moderato

consumo di pesce e carne. Tradizioni

culinarie locali: ricette

e metodi di preparazione che si

tramandano di generazione in

generazione. Aspetti sociali e

culturali: il pasto è un momento

di condivisione, convivialità e rispetto

per la natura e il territorio.

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M A G A Z I N E


L’UNESCO ha sottolineato che la

Dieta Mediterranea rappresenta

un patrimonio vivente, poiché le

pratiche, i saperi e le tradizioni

legate al cibo vengono trasmessi

di generazione in generazione.

C’è però chi la pensa in modo

diverso. Indovinate chi? Alberto

Grandi, che non nega necessariamente

i benefici di salute o il

valore culturale attribuito alla

Dieta Mediterranea come patrimonio

dell’UNESCO, ma contesta

l’immagine idealizzata, unitaria e

storicamente continua che spesso

viene proposta. La sua teoria

sulla dieta mediterranea è molto

accattivante. Ecco i punti principali

delle sue critiche. L’idea di

una “tradizione antichissima” è

in parte costruita. Grandi sostiene

che l’immagine comune della

Dieta Mediterranea come stile

alimentare antico e immutato nel

tempo sia in realtà in gran parte

un costrutto moderno. Secondo

lui, quello che oggi chiamiamo

“Dieta Mediterranea” non è una

pratica identica a quella delle

popolazioni del passato, ma un

modello che nasce e si consolida

soprattutto attraverso la costruzione

mediatica e scientifica del

XX secolo — in particolare attraverso

gli studi di Ancel e Margaret

Keys. La Dieta Mediterranea

è stata “inventata”, non scoperta.

Grandi sottolinea che il concetto

non deriva da una tradizione

alimentare omogenea o puramente

storica, ma è piuttosto una

costruzione teorica e culturale (in

parte con finalità promozionali e

normative nutrizionali). Ad esempio,

secondo il suo punto di vista,

Keys non scoprì un ideale di dieta

già esistente nella popolazione

del Mediterraneo, ma formulò

un modello utile per promuovere

abitudini alimentari più sane altrove.

La retorica della tradizione

può essere fuorviante. Grandi ha

criticato l’uso della narrazione

tradizionale come se fosse quasi

immutabile e “pura”. Secondo lui,

questa retorica può idealizzare un

passato che, nella realtà, spesso

includeva fame, povertà e varianti

locali molto diverse. Presentare

la Dieta Mediterranea come un

patrimonio culturale immateriale

“sin dall’antichità” può nascondere

o semplificare troppo la

complessità storica delle pratiche

alimentari mediterranee reali.

Critica alla narrazione univoca.

Grandi osserva che considerare

la Dieta Mediterranea come un

unico, coerente modello alimentare

italiano (o mediterraneo) è

storicamente impreciso: il bacino

mediterraneo è vasto, con molte

culture e pratiche diverse, e non

esiste un’unica “dieta mediterranea.”.

E allora alla prossima cena con gli

amici se volete lanciare una vera

e argomentata provocazione provate

a dire: La dieta mediterranea

non è mai esistita. Non esisteva

nel passato, c’era troppa povertà

per applicare la dieta mediterranea.

Non esiste oggi perché

le persone tendono a mangiare

in abbondanza, a consumare in

eccesso anche i cibi che fanno

male. Oppure provate a dire che

La grande tradizione dell’antica

cucina italiana non esiste. E’ tutta

roba degli ultimi sessant’anni. .. e

poi preparatevi ad assere assaliti.

E allora potete continuare a provocare

dicendo che il parmigiano

reggiano è un prodotto reccente

e codificato dal marketing, che

tante storie sono inventante. Provocate,

ma ridendo, scherzando

e poi alla fine un bel brindisi con

un grande spumante italiano di

qualità metterà tutti d’accordo.

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Gabrio Dei. Dopo la scuola alberghiera a Montecatini Terme collabora con ristoranti in Toscana, Piemonte e Liguria.

Semifinalista italiano nel concorso San Pellegrino Young Chef per Professionisti under 30. Amante dei viaggi e delle

culture gastronomiche internazionali. Dal 2016 è ambasciatore italiano a Okinawa durante la Settimana Internazionale

della Cucina Italiana nel Mondo.

Dentice al Vapore, Cime di

Rapa, Limone e Peperoncino

Ingredienti per 4 persone:

1 dentice da 1-1,2 kg fresco

500 g sale fino

500 g zucchero semolato

La scorza di 2 limoni

2 mazzi cime di rapa fresche

n*6 Acciughe sott’olio

1 spicchio d’aglio

Peperoncino secco frantumato q.b.

Olio evo

Desquamare ed eviscerare il dentice, quindi

sfilettarlo, spinarlo ed asciugarlo bene: utilizzare

la carcassa e gli scarti per altre preparazioni

come brodi, farce per ravioli, crocchette ecc..

Miscelare il sale, lo zucchero e la scorza dei

limoni e ricoprirvi i filetti di dentice per 30

minuti.

Pulire le cime di rapa, suddividendo le foglie

dalle cimette intere: cuocere le foglie in

abbondante acqua bollente salata per 5-10

minuti finché saranno tenere, scolare e

raffreddare immediatamente in acqua e ghiaccio.

Con un frullatore ad immersione emulsionare le

foglie cotte con poca acqua di cottura, l’aglio, il

peperoncino a piacimento e le acciughe, filtrando

attraverso un colino a maglie fini e aggiustando

di sale e pepe se necessario.

Sbianchire le cimette intere per 1 minuto appena

in acqua bollente salata, raffreddare e tenere da

parte.

Montaggio e presentazione:

•Fior di sale

•Olio evo di qualità

•1 limone

Sciacquare i filetti di dentice eliminando

completamente il sale della marinata, asciugarli

accuratamente con carta da cucina, tagliare

a fettine di 1 cm circa e cuocere per qualche

minuto in vaporiera.

Sul fondo di un piatto adagiare la salsa piccante

di cime di rapa ben calda, quindi le fette di

dentice cotte a vapore, ultimando con le cimette

sbianchite, un ultima grattugiata fresca di

scorza di limone, Fior di Sale ed un filo di Olio

extravergine d’oliva di qualità.

Servire subito.

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GARDEN PLACE

di TIZIANO BALDI GALLENI

I PRIMI GESTI CHE ACCOMPAGNANO

IL RISVEGLIO DEL GIARDINO

MARZO È IL MESE IN CUI LA VEGETAZIONE TORNA PROTAGONISTA. TRA POTATURE

LEGGERE, PULIZIA DELLE AIUOLE E PRIME CONCIMAZIONI, QUESTO È IL

MOMENTO IDEALE PER GUIDARE PIANTE E TERRENO VERSO LA NUOVA STAGIONE,

PREPARANDO CON CURA LA RIPRESA VEGETATIVA SENZA LASCIARSI INGANNARE

DALL’ENTUSIASMO DELLA PRIMAVERA.

Ebbene, nel mese in cui fa

ingresso la primavera, piante e

fiori entrano in una fase delicata e

decisiva. Le giornate si allungano,

la luce cambia e la natura inizia

lentamente a rimettersi in moto.

È il mese in cui la voglia di fare

si fa sentire, ma è importante

intervenire con attenzione,

rispettando i tempi delle piante e le

incertezze del clima. Il primo gesto

utile è la pulizia: eliminare foglie

secche, rami danneggiati e residui

invernali permette di arieggiare

il terreno e prevenire malattie

fungine, oltre a restituire ordine e

leggibilità agli spazi verdi.

Marzo è anche il periodo giusto

per le potature leggere. Rose,

arbusti ornamentali e siepi possono

essere sistemati eliminando rami

secchi o mal orientati, favorendo

una crescita più equilibrata. È

fondamentale usare attrezzi ben

affilati e puliti, per evitare ferite

inutili alle piante. Le potature

troppo drastiche, invece, è meglio

rimandarle o limitarle, perché la

ripresa vegetativa è appena iniziata

e un intervento eccessivo potrebbe

indebolire la pianta.

Il terreno merita un’attenzione

particolare. Dopo i mesi freddi

risulta spesso compatto e povero di

ossigeno: una leggera lavorazione

superficiale aiuta a migliorare la

struttura del suolo e a prepararlo

alle nuove coltivazioni. Questo è

anche il momento ideale per la

concimazione di base, utilizzando

prodotti organici o a lenta cessione,

capaci di sostenere la crescita

senza forzature. In vaso, un parziale

rinnovo del terriccio restituisce

nutrienti fondamentali alle piante.

Non bisogna però dimenticare che

marzo è un mese imprevedibile.

Le temperature possono scendere

improvvisamente e le gelate tardive

sono sempre in agguato. Per questo

è consigliabile proteggere le piante

più sensibili e non avere fretta di

spostare all’esterno quelle che

hanno passato l’inverno al riparo.

Il giardinaggio di marzo richiede

equilibrio: osservare, intervenire

con misura e accompagnare la

natura nel suo risveglio, senza

anticiparla. È così che si pongono

le basi per una stagione sana e

generosa.

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MATRIX

di SILVIO GHIDINI

Se le auto sono più sicure senza guidatore

Secondo il World healt organization, l’organo dell’Onu

che si occupa di salute, ogni anno in tutto il mondo

1,2 milioni di persone sono vittime di incidenti

stradali mortali. La stessa organizzazione stima che

gli incidenti automobilistici bruciano circa il 3% del

Pil della maggior parte dei Paesi. Il principale fattore

di rischio è quello umano, motivo per cui le aziende

che si occupano di guida autonoma stanno spingendo

per dimostrare la sicurezza dei loro prodotti.

Waymo, la società della casa di Google che produce

vetture senza guidatore e che offre servizi di taxi, ha

recentemente diffuso i dati relativi ai 160 milioni di

chilometri percorsi dalla sua flotta di 2500 macchine.

Il quadro che emerge è sfavorevole ai piloti umani. Le

auto di Waymo sono state coinvolte nel 91% in meno

di incidenti mortali e nell’80% in meno di incidenti

con feriti (il 96% in meno per i casi gravi). Ad essere

più al sicuro non sono solamente le persone a bordo:

i pedoni sono stati vittime del 92% in meno degli

incidenti, così come le biciclette nel 78% in meno.

Marte e Terra, più simili che mai

La ricerca di tracce di vita su Marte continua ad

affascinare gli appassionati e far lavorare gli

scienziati. Gli ultimi passi avanti sono stati fatti da

un gruppo di ricercatori dell’Università di Berna e

dell’Istituto nazionale di astrofisica italiano. Lo studio

del team, pubblicato sulla rivista scientifica Npj

Space Exploration, suggerisce la presenza di un vero

e proprio oceano con dimensioni e caratteristiche

paragonabili a quelle del Mar glaciale artico. Lo

specchio d’acqua, risalente a 3 miliardi di anni fa,

è stato scoperto grazie a strutture morfologiche

paragonabili ai delta dei fiumi terrestri. La presenza

di questo oceano suggerisce l’esistenza di una

linea costiera sul pianeta rosso, sintomo che in

un’epoca passata il livello dell’acqua ha raggiunto

un’altezza stabile. Non è il primo studio a ipotizzare

la presenza di acqua sul pianeta rosso, ma è il primo

ad avere dati così precisi e ad avallare ipotesi di vita

primordiale in tempi andate.

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KIMI

ANTONELLI

È STATO RIBATTEZZATO COME L’ASTRO NASCENTE DELLA FORMULA

1. CON I RISULTATI MESSI IN FILA NELLA STAGIONE 2025, LA SUA

PRIMA IN ASSOLUTO, ANDREA KIMI ANTONELLI HA RISPETTATO

APPIENO QUESTA DEFINIZIONE: A GIUGNO HA RAGGIUNTO IL PRIMO

PODIO, CON IL TERZO POSTO NEL GRAN PREMIO DEL CANADA,

QUANDO ANCORA DOVEVA COMPIERE 19 ANNI.

Era dal 2009 che un italiano non si classificava tra

i primi tre: a riuscirci, in quel caso, era stato Jarno

Trulli, secondo in Giappone. Antonelli ha vissuto uno

dei migliori weekend stagionali in Brasile, piazzandosi

secondo nella Sprint Race. Ha centrato il podio anche

nella gara successiva, quella di Las Vegas, arrivando

ancora terzo, per un totale di tre podi stagionali. A

questi si aggiunge la pole position conquistata nel

Gran Premio di Miami di maggio, che lo ha reso il più

giovane pilota della storia a ottenere una pole position

in qualsiasi format. Un altro record di precocità lo ha

stabilito ad aprile in Giappone, quando è stato in testa

alla corsa per dieci giri consecutivi a soli 18 anni, 7

mesi e 11 giorni, superando persino il precedente

primato di Max Verstappen. E pensare che Antonelli,

nato a Bologna nell’agosto 2006, ha preso la patente

di guida nel gennaio 2025, neppure due mesi prima

dell’inizio del campionato. “È stato un anno con alti e

bassi, ma sono felice perché sono uscito da momenti

tosti, come il calo di metà stagione: una lezione che

mi ha permesso di fare un salto mentale utile per

il futuro”, ha raccontato Antonelli, che nel corso

dell’anno ha dimostrato di saper reggere il confronto

con alcuni dei nomi più pesanti della griglia, da

Hamilton e Leclerc fino a Norris, Alonso e Verstappen.

Il percorso che lo ha portato fino alla Formula 1 non è

stato lineare, ma estremamente concentrato. Dopo gli

inizi nel karting, chiusi con il titolo europeo CIK-FIA,

il passaggio alle monoposto è stato rapido e senza

tappe interlocutorie: Formula 4, dominata sia in Italia

sia nel campionato ADAC, quindi il titolo nella Formula

Regional Europea. Un’ascesa che lo ha portato a

saltare la Formula 3 e ad approdare direttamente

in Formula 2, sempre sotto la supervisione del

programma giovani Mercedes, di cui fa parte dal 2019.

Il primo contatto ufficiale con la Formula 1 risale al

2024, quando ha disputato le prove libere del Gran

Premio d’Italia a Monza al volante della Mercedes, un

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THE WINNER

di GABRIELE NOLI

passaggio che ha anticipato il debutto a tempo pieno

nella stagione successiva. In ogni categoria Antonelli

ha mostrato una capacità di adattamento immediata,

riducendo al minimo i tempi di apprendimento e

rendendosi competitivo fin dalle prime uscite. Il suo

ingresso in Formula 1 nel 2025 è stato inevitabilmente

legato anche al contesto: la promozione in Mercedes

è giunta in coincidenza con l’addio di Lewis Hamilton,

che ha lasciato il team dopo oltre un decennio per

proseguire la carriera in Ferrari. Un accostamento che

Antonelli ha sempre ridimensionato con chiarezza:

“Non penso sia giusto dire che sto rimpiazzando Lewis.

Lui ha fatto tantissimo nello sport, e io mi considero

semplicemente il prossimo pilota Mercedes”. Figlio

del pilota e team principal Marco Antonelli, impegnato

nella gestione di una squadra attiva in diverse

categorie Gran Turismo, Andrea Kimi è cresciuto in

un ambiente in cui il motorsport faceva parte della

normalità. La passione nasce presto e porta con sé

anche episodi singolari, come il primo ingresso in un

paddock di Formula 1: “Ero troppo piccolo e per le

regole della FIA non potevo entrare. Mio padre decise

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M A G A Z I N E


THE WINNER

di nascondermi dentro una pila di

pneumatici e di farmi passare su un

carrello”. Pure il suo nome è spesso

oggetto di curiosità. Contrariamente

a quanto si potrebbe pensare,

Kimi non è un omaggio diretto a

Raikkonen: a suggerirlo fu un amico

del padre, convinto che suonasse

bene tra Andrea e Antonelli. Il

numero scelto per la Formula 1, il

12, è invece un riferimento dichiarato

al suo idolo di sempre, Ayrton Senna:

“Sono troppo giovane per averlo

visto correre, ma mi sono recuperato

tutti i suoi video. Mi ha ispirato come

pilota e soprattutto come uomo”. Tra

le caratteristiche che più colpiscono

chi lavora con lui c’è una memoria

fuori dal comune: Antonelli ricorda

con grande precisione i tempi fatti

segnare nelle sessioni in pista, sui

circuiti in cui ha corso, e spesso

anche quelli dei suoi avversari.

Un’abilità che si riflette nel lavoro al

simulatore e nell’analisi dei dati.

Fuori dalla pista conduce una vita

scandita da ritmi regolari. Vive tra

l’Italia e l’Inghilterra, utilizza i social

in modo misurato e ha portato

avanti il percorso scolastico fino al

diploma, conseguito nonostante gli

impegni internazionali, organizzando

lo studio tra lezioni a distanza

e periodi lontano dalle gare. La

preparazione atletica occupa una

parte centrale delle sue giornate,

così come l’attenzione al recupero

e all’alimentazione. Tra le passioni

extra-pista ci sono il basket NBA,

il sim racing e i videogiochi. Non

mancano i piccoli rituali: Antonelli

non si separa mai da un ciondolo

regalatogli dal padre, che a sua

volta lo aveva ricevuto dal proprio,

e porta spesso con sé un casco

in miniatura di Senna. Anche la

patente è diventata un aneddoto:

la sera prima dell’esame ha

dovuto esercitarsi in fretta con

l’auto della zia per imparare il

parcheggio in retromarcia con il

cambio manuale. L’esame è andato

bene, con un’unica dimenticanza:

la freccia durante un sorpasso.

Tra i suoi sostenitori c’è Valentino

Rossi. I due si sono conosciuti

online, giocando al simulatore con

i ragazzi dell’Academy VR46, e si

sono poi allenati insieme al Ranch

e sui kart. Nel passato di Antonelli

c’è persino una breve apparizione

cinematografica: nel 2016, a dieci

anni, è stato comparsa nel film

“Veloce come il vento” di Matteo

Rovere. “Ho sempre dovuto convivere

con la pressione, soprattutto quando

sono entrato nell’Academy Mercedes

e tutti hanno puntato gli occhi su

di me. – ha affermato Antonelli in

merito alla sua scalata ai vertici

della F1 – Crescendo ho imparato

a conviverci. Sento pressione, ma

con il sostegno della mia famiglia

scendo in pista con serenità. Non

mi aspettavo di arrivare qui così in

fretta, ma questo significa che il

lavoro ha dato i suoi frutti. Ora sta

a me sfruttare l’occasione”. Con un

sogno per la stagione 2026: vincere

un Gran Premio.

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M A G A Z I N E


RIFINITORE MULTIUSO

GRAPHITE SERIES G12 PG2120

• Rivestimento in grafite che garantisce

comfort e scorrevolezza

• Include:

› Lama principale per rifinire capelli e barba

› Rifinitore lineare per naso e orecchie

› Rifinitore di precisione TST

› Pettine doppio regolabile

per barba e capelli (2-20mm)

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• Ricaricabile USB

• Fino a 40 minuti di autonomia

• Indicatore di carica LED

• Lame e accessori lavabili

• Astuccio

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M A G A Z I N E


LE AVVENTURE DI

di KATIA BRONDI

PrìMo

TI RACCONTO

UN LIBRO

PICCOLE

DONNE

Autore:

Louisa May Alcott

Luogo e anno

di pubblicazione:

Stati Uniti, 1868

Louisa May Alcott (Germantown 1832 – Boston 1888) è stata una scrittrice

molto prolifica di opere per ragazzi ma è con PICCOLE DONNE che viene

maggiormente apprezzata e riconosciuta. Cresce come un’abolizionista e

convinta femminista tanto da essere sostenitrice del suffragio universale

esteso alle donne. Piccole Donne esprime il pensiero di idea rivoluzionaria

dell’indipendenza femminile.

TRAMA

Il romanzo narra la storia delle quattro

sorelle March: Meg, la maggiore, Joe,

la scrittrice, la cara e dolce Beth ed

infine l’artista Amy. Ambientato nel

New England – Stati Uniti - durante il

periodo della Guerra di Secessione

americana intorno al 1861. Il periodo

storico influenza le vicende delle

sorelle March. L’assenza del padre

impegnato al fronte e la presenza

della madre Marmee, attivista sociale,

saggia e simbolo di indipendenza

femminile rappresentano i capisaldi

della narrazione. La scena che apre il

libro è di una delicatezza disarmante e

narra di come le ragazze festeggino la

mattina di Natale e ascoltino Marmee

leggere l’ultima lettera del loro padre.

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M A G A Z I N E


La storia è sicuramente semiautobiografica

e i personaggi

sono simili a quelli che hanno

popolato la vita della scrittrice

Louisa May Alcott. Attraverso Jo

March abbiamo il punto di vista

da cui si leggono le vicende, gli

amori, i dolori della narrazione. Il

libro delizia chiunque incontri le

sorelle March per la prima volta

e riaccende bei ricordi tra coloro

che le conobbero diversi anni fa.

Beatrix

Potter

Te lo racconto la

prossima volta.

Dal libro PICCOLE DONNE:

“Ci sono momenti assai belli da vivere

ma difficili da raccontare”.

“Per realizzare un sogno, una persona deve superare

tante prove”.

“Non affaticatevi come schiave. Destinate le ore per il lavoro

e quelle per lo svago, fate in modo che le vostre giornate

siano utili e piacevoli e datemi la prova che capite il valore

del tempo, impiegandolo bene.

Allora la giovinezza sarà bella, la vecchiaia porterà pochi

rimpianti e la vita sarà un successo, nonostante la povertà”.

(Marmee)

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Ausili assorbenti per incontinenza

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SULLA STRADA

di TIZIANO BALDI GALLENI

MITSUBISHI TORNA NEL BELPAESE:

4 SUV PER RILANCIARE IL MARCHIO GIAPPONESE

DOPO ANNI DI ASSENZA DAL MERCATO ITALIANO DELLE AUTO NUOVE,

MITSUBISHI RIPARTE CON UNA GAMMA RINNOVATA DI QUATTRO MODELLI,

DALLA COMPATTA ASX ALL’ELETTRICA ECLIPSE CROSS, GRAZIE AL NUOVO

IMPORTATORE BASSADONE AUTOMOTIVE GROUP.

Un’offensiva che punta su ibridazione,

tecnologia e servizi con garanzie

estese.

Il marchio giapponese Mitsubishi

torna ufficialmente nel mercato

italiano delle auto nuove (era il 2020

quando annunciò il ritiro dall’Europa

di nuovi veicoli), segnando un

nuovo inizio dopo alcuni anni di

assenza. Il rientro avviene grazie

alla collaborazione con Bassadone

Automotive Group, che curerà

importazione, rete commerciale e

assistenza, puntando su un’offerta

moderna, elettrificata e su garanzie

estese fino a 8 anni o 160.000 km.

La nuova fase di Mitsubishi in Italia

prende il via con quattro modelli,

tutti Suv, pensati per coprire i

segmenti oggi più richiesti. Il primo a

debuttare è la Asx, Suv compatto che

rappresenta il cuore della gamma.

Basata su una piattaforma condivisa

all’interno dell’alleanza Renault-

Nissan-Mitsubishi, la ASX propone

uno stile personale e una gamma di

motorizzazioni orientata all’efficienza:

benzina turbo, mild hybrid e

soprattutto full hybrid, soluzione

che permette di ridurre consumi ed

emissioni mantenendo una buona

fluidità di guida nel traffico urbano e

nei percorsi extraurbani.

Salendo di categoria si trova la

Outlander, modello simbolo della

tecnologia Mitsubishi. Disponibile

esclusivamente con powertrain plugin

hybrid, abbina due motori elettrici

a un’unità benzina per una potenza

complessiva superiore ai 300 cv e la

trazione integrale. L’autonomia in

modalità elettrica consente di coprire

la maggior parte degli spostamenti

quotidiani senza ricorrere al motore

termico, mentre comfort e dotazioni

tecnologiche la posizionano nel

segmento dei Suv familiari di fascia

medio-alta.

Nel corso del 2026 la gamma sarà

completata da due ulteriori novità.

La Grandis tornerà come Suv di

medie dimensioni, con motorizzazioni

ibride e un abitacolo pensato per

la massima versatilità. La Eclipse

Cross farà invece un passo deciso

verso l’elettrificazione, arrivando sul

mercato in versione 100% elettrica,

con particolare attenzione ad

autonomia, connettività e design.

Con questa strategia Mitsubishi punta

a riconquistare spazio nel mercato

italiano, offrendo una gamma

coerente con le nuove esigenze di

mobilità e rafforzando la propria

identità attraverso tecnologia,

affidabilità e soluzioni ibride ed

elettriche sempre più centrali.

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LA 25° ORA

di LEONARDO PINZUTI

Project Hail Mary – L’ultima missione

USA | Fantascienza | marzo 2026

Con Ryan Gosling

Con Project Hail Mary il cinema di fantascienza torna a interrogarsi sul rapporto tra conoscenza

scientifica e responsabilità collettiva. Ryland Grace è un uomo comune — insegnante, ricercatore

riluttante — che si ritrova proiettato in una missione cosmica senza precedenti: individuare una

soluzione a un fenomeno astrofisico che sta portando alla progressiva estinzione del Sole.

Il film, tratto dal romanzo di Andy Weir, sceglie un impianto narrativo che alterna isolamento

estremo e ricostruzione della memoria, trasformando lo spazio profondo in un luogo mentale prima

ancora che fisico. La regia di Phil Lord e Christopher Miller bilancia rigore scientifico e accessibilità,

mentre Ryan Gosling offre un’interpretazione misurata, lontana dall’eroismo tradizionale.

Più che un racconto di salvezza planetaria, Project Hail Mary riflette sulla cooperazione come

unica risposta possibile a una crisi globale, umana o cosmica che sia.

The Bride!

USA | Dramma, horror | marzo 2026

Con Jessy Buckley

Con The Bride! Maggie Gyllenhaal prosegue il suo percorso di riscrittura dei miti classici in

chiave contemporanea. Partendo dall’universo di Frankenstein, il film sposta l’asse narrativo

dalla creatura al gesto della creazione, interrogandosi sul significato di dare vita — e sul diritto di

controllarla.

Ambientato negli Stati Uniti degli anni Trenta, il racconto assume una dimensione quasi politica:

la “sposa” interpretata da Jessie Buckley non è soltanto un corpo rianimato, ma un soggetto che

rifiuta l’identità che le è stata imposta. La regista utilizza l’immaginario gotico per affrontare temi

di autonomia, desiderio e marginalità, evitando l’horror convenzionale a favore di un’atmosfera

inquieta e stratificata.

Un film che dialoga più con il cinema d’autore che con il genere, e che conferma l’interesse della

Gyllenhaal per personaggi femminili complessi e irriducibili a ruoli predefiniti.

Un bel giorno

Italia | Commedia | marzo 2026

Con Fabio De Luigi

Nel panorama della commedia italiana contemporanea, Un bel giorno si colloca come un racconto

gentile sul tempo adulto e sulle seconde possibilità. Fabio De Luigi interpreta un padre che ha

costruito la propria identità esclusivamente intorno al ruolo genitoriale, fino a smarrire ogni altra

dimensione personale.

L’incontro con una donna altrettanto segnata dalle responsabilità familiari apre uno spazio fatto

di esitazioni, piccoli slittamenti emotivi e tentativi di equilibrio tra desiderio e dovere. Il film evita

le scorciatoie della comicità facile, preferendo un tono sommesso e quotidiano, che guarda alle

trasformazioni della famiglia con uno sguardo empatico.

Un bel giorno non ambisce a reinventare il genere, ma restituisce con onestà una fotografia

dell’età adulta contemporanea, dove l’amore è spesso una scelta tardiva, ma non per questo

meno necessaria.

La lezione

Italia | Thriller psicologico | marzo 2026

Con Matilda De Angelis e Stefano Accorsi

Stefano Mordini affronta con La lezione uno dei territori più complessi del cinema contemporaneo:

quello in cui diritto, percezione pubblica e verità individuale si sovrappongono senza mai

coincidere del tutto. Tratto dal romanzo di Marco Franzoso, il film ruota attorno a un’accusa di

violenza sessuale e alle sue conseguenze, anche dopo l’esito giudiziario.

Il racconto si sviluppa lontano dal sensazionalismo, concentrandosi sulle dinamiche psicologiche

e sui rapporti di potere che attraversano l’università, il sistema legale e le relazioni personali.

Matilda De Angelis e Stefano Accorsi incarnano personaggi ambigui, mai completamente assolti

o condannati dallo sguardo del film.

La lezione pone domande più che offrire risposte, e invita lo spettatore a confrontarsi con l’instabilità

del concetto di verità in un’epoca dominata dalla narrazione e dal giudizio immediato.

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La nuova gamma di catturapolvere Vileda è pensata per semplificare la tua

routine di pulizia, grazie a una tecnologia unica e brevettata * . La rivoluzione

è la testina flessibile che, grazie al suo design, si adatta ad ogni superficie

e ti permette di raggiungere anche gli angoli più difficili e nascosti senza sforzo.

La gamma si compone di:

• Kit a manico corto + 2 ricambi: perfetto per le superfici visibili, ti offre

massimo controllo e precisione.

• Kit a manico lungo + 1 ricambio: estensibile fino a 93cm e con testina rotante

in 6 posizioni, ideale per raggiungere anche i punti più alti.

• Ricambi disponibili in confezioni da 5 pezzi.

Con Flex & Catch, spolverare non è mai stato così semplice.

3X

*

Brevetto in corso . ** Rispetto ai piumini tradizionali.

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www.vileda.it

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MY BOOK

di SOFIA PIERACCINI

Andarsene

Autore: Roxana Robinson

Casa editrice: Fazi Editore

«Un’avvincente esplorazione delle promesse che ci facciamo, dei rapporti di tensione tra genitori

e figli, e di ciò che dobbiamo agli altri e a noi stessi. Andarsene è un tour de force incredibilmente

lucido, e il suo impatto finale è sconvolgente». «The Washington Post»

L’amore tra Sarah e Warren si interrompe durante gli anni del college, lasciando una ferita mai davvero

rimarginata. Molti anni dopo, ormai sessantenni, si ritrovano casualmente in un teatro di New

York e quel sentimento riemerge con una forza inattesa, capace di mettere in discussione le vite che

nel frattempo hanno costruito. Entrambi si sono sposati, hanno avuto figli e intrapreso percorsi professionali

solidi. Oggi Sarah è divorziata e vive lontano dalla città, mentre Warren è ancora legato al

suo matrimonio a Boston. Il loro incontro risveglia in Sarah emozioni sopite, ma anche paure legate

al passato e alle responsabilità che hanno segnato la sua esistenza. Warren, invece, appare pronto a

cambiare tutto, pur consapevole delle conseguenze familiari delle sue scelte. Con Andarsene, Roxana

Robinson firma un romanzo intenso e raffinato che indaga con sensibilità il desiderio di felicità, il

peso delle abitudini e le responsabilità verso chi ci sta accanto. Una storia che riflette sul coraggio

di ricominciare e sulle domande, mai semplici, che accompagnano ogni grande scelta sentimentale.

Le divoratrici

Autore: Lara Williams

Casa editrice: Blackie edizioni

C

M

Le divoratrici di Lara Williams è un romanzo intenso e spiazzante che parla di desiderio, identità e

libertà, raccontando cosa significa essere donna in un mondo che spesso invita a occupare meno

spazio possibile. La protagonista, Roberta, è una quasi trentenne bloccata in un lavoro che non

ama e in una vita guidata più dalle aspettative altrui che dai propri desideri. Tutto cambia quando

incontra Stevie, magnetica e fuori dagli schemi: insieme danno vita al Supper Club, un collettivo segreto

dove le donne trasformano l’eccesso in una forma di ribellione e autoaffermazione. Tra feste

notturne, regole ribaltate e momenti di condivisione estrema, il Supper Club diventa per Roberta

un’occasione per riscoprirsi e fare i conti con paure e fragilità che ha sempre cercato di ignorare.

Con uno stile diretto e coinvolgente, Williams racconta le contraddizioni di una generazione che prova

a liberarsi da modelli imposti, mostrando quanto sia difficile distinguere tra ciò che desideriamo

davvero e ciò che crediamo di dover volere. Un romanzo provocatorio e attuale, che invita a riflettere

su quanto sia complesso e necessario imparare a essere se stesse.

Y

CM

MY

CY

CMY

K

Il Giovane Holden

Autore: J.D. Salinger

Casa editrice: Einaudi

Tra i romanzi che hanno saputo raccontare con maggiore autenticità le inquietudini e le contraddizioni

dell’adolescenza, Il giovane Holden di J.D. Salinger occupa un posto speciale. Pubblicato nel

1951 e diventato rapidamente un pilastro della narrativa americana contemporanea, il libro conserva

ancora oggi una sorprendente capacità di parlare ai lettori di ogni generazione. Il protagonista,

Holden Caulfield, ha sedici anni e, dopo essere stato espulso per l’ennesima volta dal college, decide

di fuggire a New York, prendendo le distanze dalla famiglia e da un mondo adulto che percepisce

come falso e distante. La narrazione segue il suo vagabondare nella città, tra incontri occasionali,

pensieri disordinati e riflessioni che mettono in luce tutta la sua vulnerabilità e il senso profondo di

disorientamento che lo accompagna. Ribelle, disilluso e inquieto, Holden oscilla continuamente tra

il rifiuto delle convenzioni sociali e la ricerca, spesso confusa e istintiva, di un significato più autentico

da dare alla propria vita, mentre affronta il passaggio fragile e complesso dall’infanzia all’età

adulta. Il suo conflitto interiore restituisce un’esperienza universale, fatta di emozioni contrastanti,

paure e domande che accompagnano inevitabilmente il percorso di crescita.

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TEATRO & MUSICA

di SOFIA PIERACCINI

Bergamo Jazz Festival

Dal 19 al 22 marzo Bergamo si trasforma nella capitale italiana del jazz con la 47ª edizione di

Bergamo Jazz, diretta per la terza volta da Joe Lovano. Il festival, intitolato “Setting the Pace:

Miles & Trane 100th Celebration”, celebra i centenari di Miles Davis e John Coltrane, esplorando

le mille sfumature del jazz tra tradizione e innovazione. Concerti nei teatri, nei musei

e nei locali della città insieme a lezioni - concerto dedicate alle scuole animeranno quattro

giornate ricchissime, con una particolare attenzione ai giovani talenti e al jazz al femminile.

Al Teatro Donizetti si parte venerdì 20 con il duo Dave Holland e Lionel Loueke, seguito

da Steve Coleman e i suoi Five Elements. Sabato 21, i Bad Plus si uniscono a Chris Potter e

Craig Taborn per un omaggio a Keith Jarrett, mentre torna Lakecia Benjamin con il suo nuovo

album. La serata conclusiva celebra Miles e Coltrane con il progetto speciale di Lovano, tra

Avishai Cohen, George Garzone, Shabaka Hutchings, Jakob Bro e Leo Genovese. Al Teatro

Sociale, giovedì 19 il trio di Franco D’Andrea e il quartetto di Melissa Aldana, domenica 22

Simona Molinari con “La Donna è Mobile”. Tra musei e location suggestive, dall’Aula Picta del

Palazzo Vescovile all’Accademia Carrara, spazio a Wayne Horvitz, Leo Genovese, Anaïs Drago,

Norma Winstone e Kit Downes. Non mancheranno poi Scintille di Jazz, la rassegna dedicata

ai nuovi talenti, le lezioni-concerto per le scuole realizzate in collaborazione con il Centro Didattico

Produzione Musica fino alla celebrazione dell’International Jazz Day giovedì 30 aprile

con la chitarrista Eleonora Strino accompagnata da Giulio Corini (contrabbasso) e Zeno De

Rossi (batteria). Bergamo Jazz 2026 promette un dialogo tra generazioni e culture, portando

la musica a contatto con il tessuto urbano e il suo pubblico più appassionato.

Nina canta nei teatri

A partire dal 2 marzo 2026, Angelina Mango porterà la sua musica nei teatri italiani con

Nina Canta Nei Teatri, un tour che toccherà dieci città da nord a sud del Paese. Un progetto

pensato per vivere la musica in modo intimo e diretto, in uno spazio raccolto dove le canzoni

diventano racconto e condivisione. Dopo la pubblicazione a sorpresa dell’album caramé lo

scorso ottobre, la cantautrice continua il suo percorso creativo con un tour che mette al centro

l’autenticità: un live suonato, senza filtri, che ricrea l’atmosfera dello studio di registrazione

e invita il pubblico a immergersi nel processo creativo dietro i suoi brani. Sul palco, le

canzoni dell’ultimo lavoro convivono con i momenti più significativi della carriera di Angelina,

in un dialogo diretto e sincero con chi ascolta. Il tour sarà anche un’occasione per riscoprire

il rapporto con il pubblico dopo la pausa dovuta all’annullamento del tour nei club nell’ottobre

2024. Ogni serata sarà costruita attorno ad arrangiamenti curati e momenti speciali pensati

per creare vicinanza e intimità, tra brani suonati con la band e piccoli dettagli che raccontano

la storia di caramé e del percorso artistico di Angelina. Le dieci tappe toccheranno alcuni

dei teatri più importanti del nostro paese: si parte dal Teatro Augusteo di Napoli, poi Roma

(Auditorium Conciliazione), Catania (Teatro Metropolitan), Palermo (Teatro Golden), Bari

(Teatro Team), Torino (Teatro Colosseo), Bologna (Teatro Europa Auditorium), Fermo (Teatro

dell’Aquila), Firenze (Teatro Verdi), per chiudere al Teatro Lirico Giorgio Gaber di Milano. Con

Nina Canta Nei Teatri, Angelina Mango trasforma ogni concerto in un incontro autentico con il

suo pubblico: la musica diventa confessione, racconto e presenza reale, in un’esperienza che

celebra la sincerità, la vicinanza e l’arte dal vivo.

Ariadne auf Naxos

Dopo 35 anni torna sul palco del Teatro dell’Opera di Roma Ariadne auf Naxos, capolavoro di

Richard Strauss su libretto di Hugo von Hofmannsthal, in un nuovo allestimento frutto della

collaborazione con la Semperoper Dresden. Sul podio Maxime Pascal, specialista del repertorio

novecentesco e contemporaneo, per la prima volta al Costanzi con un’opera lirica. La regia

di David Hermann, le scene di Jo Schramm e i costumi di Michaela Bart accompagnano un

cast internazionale con Axelle Fanyo (Ariadne), Tuomas Katajala (Bacco), Ziyi Dai (Zerbinetta)

e Angela Brower (Compositore). Un’opera metateatrale dove tragedia e commedia convivono:

Arianna, sola sull’isola di Nasso, affronta il dolore dell’abbandono, mentre Zerbinetta e i

comici inseriscono leggerezza fino all’arrivo di Bacco, trasformando la vicenda in un sorprendente

gioco tra mito, musica e teatro. In scena dal 1° al 10 marzo 2026.

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ad alleviare la sensazione di fastidio

dovuta alla secchezza intima.

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MARGOT

ROBBIE

Trentacinque anni, mamma da

poco più di un anno, attrice,

produttrice e definita la donna

più bella del mondo.

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ON STAGE

di CLOE D. BETTI

Signori, la strada di Margot

Robbie, continua a essere

lastricata di successo e

anche di un po’ di sano gossip

hollywoodiano, dopo che il film

“Cime tempestose” di Emerald

Fennell, l’ha affiancata a Jacob

Elordi, nei panni di Catherine e

Heatcliffe, paladini di un amore

travolgente, raccontato nel suo

libro da Emily Brontë. Un amore,

che, a detta di molti di coloro

che erano sul set, è diventato fin

troppo realistico. Voci, ma che

hanno comunque contribuito

a sostenere l’uscita del film

a ridosso di San Valentino,

cavalcate da entrambi gli attori

che più volte hanno sottolineato

quanto la loro interpretazione

fosse diventata una questione di

chimica al limite dell’ingestibile.

«Abbiamo davvero catturato

piccoli frammenti del loro

amore. - ha spiegato Elordi al

“Daily Mail” - Non era scritto

sul copione. Non era per le

telecamere. Ma è successo per

davvero. Durante una corsa

mano nella mano, ho guardato

lei e lei ha guardato me.

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M A G A Z I N E


In quell’istante ho capito:

non stavo guardando

Margot, stavo guardando

Catherine. E lei non

vedeva Jacob, vedeva

Heathcliff». Sposata dal

2016 con il produttore

cinematografico

britannico Tom Ackerley,

l’attrice che ha definito

Elordi il Daniel-Day Lewis

della nostra generazione,

nel suo ruolo di

produttrice ha sempre

amato raccontare storie

al femminile e il successo

planetario di “Barbie” ha

dimostrato la forza della

sua scelta. Ha voluto

riportare sullo schermo

“Cime tempestose”

perché si era accorta che

in troppi non avevano

mai letto il libro. «Sono

rimasta sorpresa dal fatto

che così poche persone

avessero effettivamente

letto il libro, molti ne

avevano sentito parlare,

ma moltissimi no. -

ha raccontato - Con

la regista abbiamo

immaginato di realizzare

il “Titanic” di questa

generazione, o “Romeo

+ Giulietta”. Vorrei

che le fan andassero

a vederlo con dieci

delle loro amiche».

Bellissima nell’abito

disegnato e pensato per

lei da Schiaparelli, alla

premiere del film, la

Robbie si è presentata

con al collo la famosa

collana di diamanti

con ciondolo a forma

di cuore di Cartier

soprannominata Taj

Mahal, appartenuta a

Liz Taylor: si dice che il suo valore sia di

otto milioni di dollari. Fu regalata all’attrice

dal suo quinto marito Richard Burton

54 anni fa, in occasione del suo 40esimo

compleanno, la loro relazione iniziò sul set

romano di “Cleopatra” nel 1962, quando

entrambi erano sposati e il loro amore finì

su tutti i giornali. «Il cinema contemporaneo

è un po’ a corto di storie sfacciatamente

romantiche», ha dichiarato Margot. E proprio

l’amore, declinato in maniera decisamente

diversa è stato il piatto servito agli spettatori

dalla soap-opera con cui da giovanissima

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cominciò a muovere i primi passi

nel mondo della recitazione. Si

chiamava “Neighbours” e Margot

aveva appena quindici anni, ancora

non sapeva che a lanciarla nel

firmamento di Hollywood sarebbe

arrivato Martin Scorsese, che la

volle in “The Wolf of Wall Street”

accanto a un altro volto amatissimo

come Leonardo Di Caprio. Tre

le nomination ai premi Oscar,

contesa da registi come Quentin

Tarantino e Wes Anderson, Damien

Chazelle, David O. Russell e Craig

Gillespie, nuova ambasciatrice di

Chanel N°5, Margot incarna il girl

power in un mondo dominato da

maschi alfa: produttori, registi,

sceneggiatori, difficilmente a

Hollywood hanno conosciuto una

declinazione al femminile. E a

quanti l’hanno criticata perché

troppo bionda e troppo vecchia

per interpretare Catherine, lei

ha risposto sfoderando il suo

magnifico sorriso, che forse solo

Julia Roberts è in grado di battere.

Ma nonostante la lunga esperienza,

per l’attrice il set resta sempre

una palestra dove continuare a

imparare. «”Cime Tempestose” è

una rivisitazione erotica e gotica

del romanzo che mi ha permesso

di spingermi oltre i miei limiti. - ha

ammesso - Sono tornata al lavoro

appena tre mesi dopo il parto e

quindi ero in uno stato mentale

molto diverso, non ho seguito la

mia solita routine di preparazione:

tutto è stato più casuale. La regista

mi ha incoraggiato a dimenticare la

pressione e a vivere il momento, un

modo adorabile per alleviare la mia

ansia».

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a cura della Redazione di Barbanera

MARZO 2026

IL MESE PIÙ CORTO DELL’ANNO ARRIVA SENZA FARSI

NOTARE, MA NON PRIVO DI ALLEGRIA E CALORE.

Dal 20 marzo, con l’Equinozio, tutto

intorno a noi sembra rinascere,

annunciando un cambiamento non

soltanto nel paesaggio ma anche nelle

abitudini. I prati iniziano a colorarsi, le

giornate si allungano e la luce diventa

più intensa.

Anche il vento è diverso: porta con

sé una sensazione di movimento e di

ripresa. Il giallo delle mimose esplode

per l’8 marzo, riempiendo le strade

di un profumo che sa di gratitudine e

festa; poco dopo, con San Giuseppe, si

rinnova il calore della famiglia e delle

frittelle dolci della tradizione.

Torniamo con entusiasmo a curare

orti e giardini, ma anche balconi e

davanzali. È il momento giusto per

effettuare i travasi, dando più spazio

alle piante che hanno trascorso

l’inverno al riparo.

La finestra sul tempo

Sarà la Primavera, deliziosa Stagione,

affatto diversa dalla precedente perché

nella maggior parte asciutta; ciò non

ostante qualche pioggia ci regalerà utile

alla Campagna per cui godremo dei di

lei prodotti.

Barbanera per l’anno 1817

La raccolta del mese

C’è ancora da aspettare prima di

poter raccogliere zucchine, patate e

pomodori.

È il momento di svariate lattughe sia

in cespo che da taglio. Fra le verdure

a foglia, avremo a disposizione le più

resistenti: spinaci e bietole.

Il cestino del mese

GLI ORTAGGI: aglio fresco, agretti,

asparagi, carciofi, carote, cavolfiori,

cavoli broccolo, cavoli cappuccio,

cavolini di Bruxelles, cavoli verza,

cicorie, cicorini da taglio, cime di rapa,

cipolle, finocchi, indivie, lattughe, patate

novelle, porri, radicchio di Verona, rape,

ravanelli, sedani, spinaci, valeriana e

valerianella.

LA FRUTTA: arance, bergamotti, limoni,

mandarini, mele, pere Conference e

pompelmi.

GLI AROMI: cipollotti, rosmarino e

salvia.

Buone pratiche in casa

Colore guida

Dei semplici cuscini possono modificare

la fisionomia di un ambiente e renderlo

confortevole anche con poca spesa. Per

dare movimento, accostiamo materiali

e fantasie diverse, mescolando

grafiche geometriche a motivi floreali,

e giochiamo con formati e dimensioni.

Scegliamo però un colore guida che

armonizzi il tutto. Una idea può essere

richiamare la tinta delle pareti, quella

di un tappeto o di un mobile che si fa

notare.

E se avanza…

Economici e gustosi

Se abbiamo della fricassea da

utilizzare, data la presenza dell’uovo, la

proposta “riciclo” è prepararci un primo

piatto tipo carbonara. Spezzettiamo

la polpa d’agnello, la ripassiamo per

alcuni secondi in padella con poco

olio e condiamo gnocchi, paccheri o il

classico spaghetto. Invece possiamo far

tornare come appena sfornato il pane

al radicchio bagnandolo leggermente

in superficie e rimettendolo in forno.

Accompagniamolo con un pinzimonio di

sedano o di altre verdure, o con un uovo

strapazzato.

Benessere con la natura

Basilico contro lo stress

Prepariamo un infuso con 5 g di foglie

di basilico e 250 g di acqua. Versiamo

le foglie di basilico nell’acqua bollente.

Lasciamo in infusione per 10 minuti,

quindi filtriamo. Una tazza d’infuso,

bevuta dopo i pasti principali, farà sì

che le proprietà stimolanti della pianta

giungano a tonificare tutto il nostro

organismo quando siamo indeboliti

dall’ansia o dallo stress da superlavoro

di tipo intellettuale.

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L’ALTRO SPORT

di STEFANO GUIDONI

BASEBALL E SOFTBALL

UNO SPORT DI SQUADRA E INDIVIDUALE AL TEMPO STESSO, COME VIENE CONSIDERATO,

PERCHÉ QUANDO SEI IN DIFESA SEI INSIEME A OTTO COMPAGNI, MENTRE QUANDO SEI

IN BATTUTA SEI SOLO CONTRO NOVE AVVERSARI.

Baseball e softball, il primo giocato

dagli uomini e l’altro dalle donne. Tra

di loro non ci sono grandi differenze,

se non per le dimensioni del terreno

di gioco, leggermente più piccolo

nel softball, della palla, più piccola

nel baseball e delle mazze, che nel

softball sono più leggere di quelle del

baseball. Entrambi praticati generalmente

all’aperto in un un campo a forma

di quarto di cerchio, suddiviso in

campo interno con fondo in terra rossa

e campo esterno con fondo in erba.

Nella parte interna sono posizionate

le basi, i cuscini di prima, seconda e

terza base e un pentagono di gomma

detto casa base, o piatto. Infine, c’è

la pedana del lanciatore. Le squadre

sono composte da nove giocatori che

si sfidano per un certo numero di riprese,

gli “inning”, sei per le categorie

giovanili, sette per il softball e nove

per il baseball. Ciascun inning è composto

da due fasi in cui le squadre si

alternano in attacco e in difesa. Il punto,

chiamato “run”, si ottiene quando

un attaccante riesce a percorrere tutte

le basi, fare il giro del campo e tornare

alla casa base. Necessari per praticare

questi sport sono l’apprendimento

motorio, capacità di equilibrio e di reazione,

elasticità muscolare, forza e velocità.

Importante è possedere anche

altre abilità mentali, come attenzione

selettiva, concentrazione, presa di decisione,

assunzione di responsabilità,

disciplina e gestione della frustrazione.

A livello amatoriale si comincia

imparando le azioni principali quali il

tiro, la presa con il guanto, la battuta,

la corsa sulle basi e la distinzione

tra tiro e lancio, e si prosegue a livello

agonistico imparando l’unione di tiro e

presa, il miglioramento della tecnica

di battuta, la comprensione di come

stare sulle basi, come diventare un

vero lanciatore o lanciatrice e l’approfondimento

dei ruoli della difesa. Uno

sport per chi non ama il contatto fisico,

contrasti, spinte e sgambetti. Una

rivoluzione nel mondo del baseball

e softball è rappresentata dal baseball5,

la cosiddetta “versione urbana”

della disciplina, veloce e accessibile,

pensato per abbattere le barriere e

rendere il gioco praticabile ovunque e

da chiunque. Cinque le caratteristiche

che lo contraddistinguono: è giocato

senza un’attrezzatura specifica, in

un campo ridotto e versatile, misto e

inclusivo con maschi e femmine contemporaneamente

in campo, dinamico

e veloce, stimola lo spirito amatoriale

e partecipativo. A regolamentare

le discipline è la Federazione italiana

baseball softball, affiliata al Coni. Entrambi

faranno ritorno alle olimpiadi

a stelle e strisce di Los Angeles 2028,

dopo aver già fatto parte del programma

di diverse edizioni dei giochi olimpici

del passato.

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HOME SWEET HOME

a cura di MAURIZIO BONUGLI

RIVOLI

DIMENTICATE LE SOLITE GUIDE POLVEROSE! SE CERCATE

UN MIX ESPLOSIVO DI NOBILTÀ SABAUDA, DESIGN

D’AVANGUARDIA E PANORAMI CHE VI FARANNO CONSUMARE

LA MEMORIA DELLO SMARTPHONE, RIVOLI È LA VOSTRA

PROSSIMA TAPPA OBBLIGATORIA. A UN TIRO DI SCHIOPPO

DA TORINO, QUESTA RIDENTE CITTADINA VI ACCOGLIE

CON UN’ENERGIA VIBRANTE CHE UNISCE IL FASCINO DEL

QUATTROCENTO ALLA “COOLNESS” DEL FUTURO. A RIVOLI IL

NEGOZIO PIÙME È IN CORSO FRANCIA 4 DOVE VI ASPETTANO

PRODIGHE DI SORRISI E CONSIGLI DI LUCIANA LAVELLA, ALINA

MAZZILLI E LA CAPO AREA ESTER MANCA!

Immaginate di lasciarvi alle spalle il

trambusto della metropoli per imboccare

una linea retta che sembra puntare

dritta verso le nuvole: è Corso Francia, il

leggendario viale tracciato nel Settecento

da Michelangelo Garove che, con la sua

estensione da record, vi conduce ai piedi

di una cittadina dove la nobiltà sabauda

incontra il fascino selvaggio della natura.

Arrivare a Rivoli significa immergersi

in un paesaggio unico, dominato dalla

maestosa collina morenica, un rilievo

modellato dai ghiacciai millenari che

oggi si offre come un balcone naturale

affacciato sulla Val di Susa e sulle Alpi

Graie. Qui, lo sguardo può spaziare dalle

vette innevate che incorniciano l’orizzonte

fino al profilo inconfondibile della Sacra

di San Michele in lontananza, creando un

contrasto poetico tra l’architettura umana

e la forza della terra.

Passeggiando lungo la Via Maestra,

ovvero via Fratelli Piol, vi sentirete parte

di un’epoca senza tempo, camminando

su ciottoli che hanno visto passare

carrozze e cortigiani. Questa via è il

cuore pulsante del borgo, un susseguirsi

di facciate color pastello, botteghe

d’artigianato e caffetterie dove il rito del

caffè è ancora una cosa seria. In cima

alla salita, l’imponente Castello di Rivoli

vi accoglie con la sua mole fiera: questa

Residenza Reale Patrimonio Unesco è un

paradosso architettonico affascinante,

rimasto incompiuto a causa delle

peripezie storiche e finanziarie dell’epoca.

Proprio questa sua natura “spezzata”

ha permesso la nascita di un dialogo

incredibile con la modernità, ospitando

oggi uno dei musei d’arte contemporanea

più celebrati al mondo. Un aneddoto che

fa sempre sorridere i visitatori riguarda

proprio la “non-finitura” del castello: si

racconta che i nobili torinesi dell’epoca,

guardando verso la collina, scherzassero

sul fatto che i proprietari avessero speso

tutto in feste e banchetti, dimenticandosi

di comprare il tetto per l’ala mancante!

Ma Rivoli non è solo palazzi reali. Il

tessuto urbano nasconde tesori come

la Casa del Conte Verde, un magnifico

esempio di architettura piemontese del

Quattrocento che, con le sue decorazioni

in cotto e l’atmosfera medievale, trasporta

immediatamente in un passato di cavalieri

e tornei. Poco distante, l’ex mattatoio

comunale, un piccolo gioiello Liberty

firmato da Eugenio Mollino, dimostra

come la bellezza possa rigenerarsi: oggi,

grazie al Circolo della Musica gestito

dalla Fondazione Circolo dei Lettori,

quelle mura ottocentesche vibrano di

note jazz e pop, trasformando il passato

industriale in un presente vibrante di

cultura. Se visitate la città nel mese di

marzo, la natura intorno a Rivoli dà il

meglio di sé. I sentieri che si snodano

sulla collina morenica si tingono del

verde tenero dei primi germogli e del

bianco delle fioriture spontanee, rendendo

le escursioni nei parchi circostanti

un’esperienza rigenerante per l’anima

e per la vista. È il periodo perfetto per

godersi l’aria frizzante che scende dalle

montagne, prima di rifugiarsi in una

delle caratteristiche piole del centro

storico. E a proposito di rifugi, l’aspetto

enogastronomico è la ciliegina sulla

torta di questa gita fuori porta. Dopo

aver assaggiato i leggendari Baci di

Rivoli, piccoli capolavori di pasticceria

locale che racchiudono un cuore di

cioccolato, è d’obbligo dedicarsi ai

sapori decisi della tradizione. La cucina

rivolese, influenzata dalla vicina Val di

Susa, chiama a gran voce l’abbinamento

con i grandi vini rossi del territorio.

Non potete dire di aver vissuto appieno

l’esperienza senza sorseggiare un calice

di Valsusa DOC, magari nelle varietà

Avanà o Becquét, vitigni rari e antichi

che portano nel bicchiere i profumi del

sottobosco e la mineralità della roccia

alpina. Tra un brindisi e uno sguardo

verso le cime delle montagne, Rivoli vi

saluterà con la promessa di un ritorno,

perché è impossibile non innamorarsi di

un luogo dove la storia ha una vista così

spettacolare. Vi aspettiamo!

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I GIOCHI DI...

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SUDOKU DIFFICILE

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Trovi tutte le soluzioni a pagina 98 della rivista.

Treno 112

VIAGGIO IN ITALIA

VIAGGIO IN ITALIA Aiutandovi con gli con incroci. gli incroci. Inserite Inserite tutte le tutte città elencate.

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O

E

V

4 lettere ASTI BARI COMO LODI PISA ROMA

4 lettere

5 lettere

ASTI BARI

AOSTA

COMO

CUNEO

LODI PISA

LECCO

ROMA

LUCCA NUORO PAVIA PRATO RIETI

5 lettere AOSTA CUNEO LECCO LUCCA NUORO PAVIA PRATO RIETI SIENA UDINE

6 lettere ANCONA

SIENA

NAPOLI

UDINE

RIMINI

7 lettere 6 lettere BOLOGNA ANCONA BRESCIA NAPOLI COSENZA RIMINI LIVORNO RAVENNA SONDRIO TARANTO

8 lettere 7 lettere CAGLIARI BOLOGNA LASPEZIA BRESCIA ORISTANO COSENZA VERCELLI LIVORNO RAVENNA

9 lettere BENEVENTO SONDRIO CATANZARO TARANTO FROSINONE

10 lettere CAMBOBASSO

8 lettere CAGLIARI LASPEZIA ORISTANO VERCELLI

12 lettere ASCOLIPICENO

9 lettere BENEVENTO CATANZARO FROSINONE

10 lettere CAMBOBASSO

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B A R I F

E C R

L U C C A N A N C O N A

A E G S

M V V L O D I

B R E S L E A S T I N

M A G A Z I N E


I CARE

a cura di ENRICO GAETANO BORRELLO

ACTIONAID È UN’ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE INDIPENDENTE CHE LAVORA IN ITALIA DAL

1989, CON PROGRAMMI DI SOSTEGNO A DISTANZA A SUPPORTO DEI BAMBINI E DELLE LOCALITÀ

CHE LI OSPITANO. GRAZIE ALLA TUA DONAZIONE POSSIAMO AVVIARE INTERVENTI A LUNGO

TERMINE CHE INTENDONO ELIMINARE LE CAUSE DELLA POVERTÀ, CON IL FINE ULTIMO DI

RENDERE LE COMUNITÀ, UN GIORNO, AUTOSUFFICIENTI E INDIPENDENTI.

Sono oltre 130.000 donatori

che hanno scelto ActionAid per

adottare a distanza un bambino,

migliorando le condizioni della

sua vita e della comunità in

cui vive. Le nostre attività

sono sostenute da donazioni

provenienti da famiglie, privati

cittadini e aziende che vogliono

migliorare il mondo attraverso

l’adozione a distanza.

DOVE LAVORIAMO

Con l’adozione a distanza

raggiungiamo oltre170.000

bambini. A beneficiare del

nostro intervento però non sono

solo i bambini, ma anche le

loro famiglie e le comunità in

cui vivono. Complessivamente,

con il contributo dei nostri

sostenitori, aiutiamo circa 5

milioni di persone. Interveniamo

in Italia e in circa 40 paesi del

INFORMAZIONI&CONTATTI

ActionAid International Italia E.T.S.

Via Carlo Tenca, 14 – 20124 Milano

tel.: 02 742001

e-mail: sostenitori@actionaid.org

www.actionaid.it

Sud del mondo: in Africa in cui

siamo al fianco delle comunità

più povere; in Asia in cui

aiutiamo le donne vittime della

tratta di esseri umani, gli orfani

e i bambini di strada; in America

Latina dove lottiamo, insieme

a partner locali e ai piccoli

agricoltori, per ottenere riforme

sul diritto alla terra. Il nostro

Segretariato Internazionale

ha sede in Sud Africa, a

Johannesburg.

COME LAVORIAMO

La nostra missione è la lotta

alla povertà. Il nostro obiettivo

è migliorare concretamente le

condizioni di vita delle comunità

più povere e garantirne i diritti,

producendo cambiamenti

che durino nel tempo e che

tengano in considerazione

le esigenze delle comunità

locali. Per raggiungere questo

obiettivo non ci limitiamo a

intervenire nei paesi del Sud

del mondo ma cerchiamo anche

di sensibilizzare e coinvolgere

i cittadini, le imprese e le

istituzioni dei paesi ricchi.

Interveniamo per garantire

a tutti il diritto al cibo, per

difendere i diritti delle donne e

promuovere la parità di genere,

per assicurare l’istruzione a

tutti i bambini e per dare una

risposta tempestiva in caso di

emergenze e calamità naturali.

ADOZIONI A DISTANZA SICURE.

Con ActionAid le adozioni a

distanza sono sicure. Quando

ci si affida ad associazioni e

onlus serie che operano a livello

internazionale da anni, come

ActionAid che dal 1989 promuove il sostegno a distanza

nei principali paesi del sud del mondo.

ACTIONAID PER DIRITTI DEI BAMBINI

Si chiamano diritti perché spettano a tutti i bambini del

mondo. A tutti, nessuno escluso. ActionAid si impegna

ogni giorno affinchè in tutto il mondo vengano rispettati

i 54 articoli della Convenzione dei diritti dell’infanzia e

adolescenza dell’ONU.

Per contrastare la povertà. Nel mondo ci sono 385

milioni di giovani e bambini che vivono con massimo

1,90 dollari al giorno. Per il diritto al cibo. La mancanza

di cibo è la principale causa di mortalità nei paesi più

poveri del mondo, ma possiamo fermarla. Per il diritto

all’istruzione. Senza il diritto all’istruzione milioni di

bambini sono condannati a una vita senza futuro né

alternative. Per il diritto alla salute. 6 milioni di bambini

ogni anno non superano il quinto anno di vita; noi

possiamo prevenirne le cause. Per il diritto al futuro.

È il vero, grande e fondamentale diritto che dovrebbe

essere garantito a tutti i bambini del mondo. Per la

crescita e lo sviluppo.

La crescita fisica e mentale deve essere garantita

attraverso cibo, salute e istruzione. Per il diritto

all’infanzia. Affinchè tutti i bambini possano giocare,

vivere, studiare e crescere. Contro gli abusi e le

violenze. Un quarto di adulti nel mondo dichiara di

aver subito violenze quando era bambino. Contro il

lavoro minorile. I bambini non devono lavorare: contro

lo sfruttamento dei minori per il diritto all’infanzia.

Contro la piaga dei matrimoni precoci. Un problema che

affonda le sue radici nella povertà e in antichi retaggi

culturali purtroppo accettati. Contro le mutilazioni

genitali. Un orrore che milioni di donne e bambine sono

costrette a subire. Una violenza che va fermata. Subito!

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M A G A Z I N E


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M A G A Z I N E


QUA LA ZAMPA

di SOFIA PIERACCINI

LAGOTTO ROMAGNOLO

IL LAGOTTO ROMAGNOLO È UNO DI QUEI CANI CHE RACCONTA UNA

STORIA LUNGA SECOLI, RADICATA NELLE PALUDI E NELLE VALLI DEL

DELTA DEL PO, TRA RAVENNA E COMACCHIO.

Nato come cane da riporto d’acqua,

era il fedele compagno dei cosiddetti

“vallaroli”, gli uomini che si muovevano

tra canneti e specchi d’acqua per

recuperare la selvaggina. Il suo pelo

riccio e fitto, resistente al freddo,

all’umidità e all’acqua, lo rendeva

perfetto per queste missioni, quasi

come se avesse una muta naturale. Con

il tempo e le grandi bonifiche che hanno

trasformato il territorio, il Lagotto

ha dovuto reinventare se stesso,

diventando nientemeno che il maestro

indiscusso nella caccia al tartufo,

grazie a un olfatto straordinario,

un’intelligenza vivace e una capacità

di concentrazione fuori dal comune.

Ancora oggi, in tutto il mondo, è l’unico

cane specializzato in questa attività.

Dal punto di vista estetico, il Lagotto

unisce rusticità e simpatia: di taglia

media, compatto e ben proporzionato,

con occhi rotondi e profondi e un

mantello lanoso che può spaziare

dal bianco sporco al marrone,

dall’arancione a combinazioni sfumate

di queste tinte. Non muta e richiede una

toelettatura regolare, che ne mantiene

la caratteristica foltezza senza

trasformarlo in un cane “salottiero”.

La sua conformazione robusta e

armoniosa riflette la funzione originaria

di cane da lavoro, mentre la coda

allegra e gli occhi espressivi rivelano un

temperamento socievole e affettuoso.

Il Lagotto non è solo un lavoratore

instancabile: è un cane profondamente

empatico, legatissimo alla famiglia

e capace di relazioni intense con i

bambini e con altri animali. Intelligente

e addestrabile, impara rapidamente

e ama compiacere il suo proprietario,

ma ha bisogno di essere stimolato

sia fisicamente che mentalmente.

Passeggiate, giochi di fiuto, attività

sportive come agility o detection games

lo mantengono felice e equilibrato. È

territoriale e abbaia per comunicare,

non per disturbare, e il suo carattere

equilibrato lo rende un compagno

ideale per la vita in famiglia, anche

in appartamento, a patto che possa

muoversi e giocare quotidianamente.

Non lasciatevi ingannare dal suo

aspetto da orsacchiotto: sotto quel

manto lanoso si nasconde un cane

attivo, curioso, vivace e dal cuore d’oro,

che ama scavare e nuotare, e che non

conosce la parola no quando si tratta di

esplorare o di cercare qualcosa con il

suo fiuto infallibile. Il Lagotto è un vero

piccolo detective del tartufo, capace di

trasformare qualsiasi passeggiata in

un’avventura olfattiva, e se gli date lo

spazio giusto per le sue passioni, saprà

ricambiare con fedeltà, affetto e una

gioia di vivere contagiosa.

E infine, qualche curiosità per chi

stesse pensando di adottare proprio

un Lagotto: ama scavare (preparate

un angolo tutto suo se non volete il

giardino a brandelli), è un nuotatore

nato, resiste al freddo grazie al

mantello impermeabile, e sebbene

ricordi il barboncino nell’aspetto, il suo

carattere è decisamente più rustico

e votato al lavoro. Insomma, un cane

che sa essere instancabile lavoratore,

fedele compagno di giochi e irresistibile

orsacchiotto di famiglia.

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M A G A Z I N E


L’OROSCOPO DI

M A G A Z I N E

ARIETE

Marzo ti invita a riflettere prima di

agire. Le occasioni non mancano,

ma sarà fondamentale scegliere

con attenzione dove investire

energie e tempo. Un confronto

sincero può aiutarti a rimettere a

fuoco priorità e obiettivi, evitando

decisioni impulsive. “Chi vuole

muovere il mondo, muova prima

se stesso”

(Socrate).

TORO

Il mese chiede prudenza e

stabilità. Potresti avvertire il

bisogno di proteggere ciò che hai

costruito, evitando tensioni inutili.

Meglio procedere con calma,

concentrandoti sul benessere

personale e sulle relazioni che

ti fanno sentire al sicuro. “La

pazienza è la più eroica delle

virtù, perché non ha nessuna

apparenza eroica”

(Giacomo Leopardi).

GEMELLI

Un mese che porta movimento,

idee nuove e voglia di cambiare

prospettiva. La mente corre

veloce, forse più del necessario:

prova a selezionare ciò che

conta davvero. Un po’ di ordine

interiore renderà tutto più fluido

e produttivo. “Il vero viaggio di

scoperta non consiste nel cercare

nuove terre, ma nell’avere nuovi

occhi”

(Marcel Proust).

CANCRO

Le emozioni saranno intense e

talvolta contrastanti. Potresti

sentire il bisogno di rivedere il

tuo modo di vivere i rapporti,

mettendo confini più chiari. Non

farti ipnotizzare dal passato,

come sempre: ascoltare ciò che

provi sarà essenziale per non

perdere equilibrio. “Nulla è più

forte di un cuore che sa essere

fragile”.

(Etty Hillesum).

LEONE

VERGINE

L’oggi ti chiede consapevolezza È il momento giusto per fare

Aiutandovi e ascolto. con Non gli incroci. tutto Inserite si risolve tutte le ordine, città elencate. chiarire situazioni rimaste

con la forza o con l’orgoglio:

alcune risposte arrivano solo

rallentando. Un periodo utile per

in sospeso e rimettere a fuoco

i tuoi obiettivi. La cautela sarà

un’alleata preziosa, soprattutto

osservare, capire e prepararti nelle decisioni pratiche e

a una scelta più matura. “Non professionali. Finalmente

O

le

tutto ciò che è affrontato può soddisfazioni di carriera che

essere cambiato, ma nulla può hai aspettato arriveranno.

essere cambiato finché non viene “La chiarezza è la cortesia

affrontato”.

(James Baldwin).

dell’intelligenza”.

(José Ortega y Gasset).

BILANCIA

Sara un periodo che ti regalerà

leggerezza e desiderio di

condivisione. Avrai voglia di stare

con gli altri, di progettare e di

ritrovare piacere nelle piccole

cose. Solo a tratti potresti dover

gestire qualche imprevisto

emotivo: ci sono state chiusure

che porteranno a nuovi inizi

bellissimi. “La felicità è reale solo

quando è condivisa”.

(Lev Tolstoj).

SCORPIONE

Il mese favorisce iniziative

concrete, soprattutto sul piano

lavorativo ed economico. La tua

determinazione sarà forte, ma

cerca di non irrigidirti troppo. Un

pizzico di flessibilità renderà tutto

più efficace: e con una buona

attività, la forma fisica sarà al

top! “La forza non deriva dalla

capacità fisica, ma da una volontà

indomabile”.

(Mahatma Gandhi).

SAGITTARIO

CAPRICORNO

Ci sono momenti che richiedono Il mese Eti sostiene nelle

solo realismo. L’entusiasmo non

ti manca, ma sarà importante

relazioni e nella gestione delle

responsabilità. Ti sentirai più

fare i conti con ciò che è davvero centrato, capace di essere un

possibile. Un periodo

V

utile punto di riferimento. Attenzione

per rivedere scelte affettive solo a non caricarti di tutto: anche

o professionali con maggiore

maturità. La tua indipendenza

farà di tutto per farti dimenticare

ciò che è meglio per te… “La

tu hai bisogno di pause. Sii più

paziente con te stesso e troverai

la tua serenità. “Non è la forza,

ma la costanza degli sforzi che

libertà non è fare ciò che si vuole, porta al successo”.

OMO LODI PISA ROMA

ma voler ciò che si fa”.

(Samuel Johnson).

EO LECCO (Jean-Paul LUCCA Sartre). NUORO PAVIA PRATO RIETI SIENA UDINE

POLI RIMINI

RESCIA COSENZA LIVORNO RAVENNA SONDRIO TARANTO

ASPEZIA LE ORISTANO SOLUZIONI VERCELLI

CATANZARO FROSINONE

SSO

DEI GIOCHI

ENO

ACQUARIO

Dopo una partenza un po’ nervosa,

aspettando la primavera, la tua

frequenza apre spazi di libertà

e rinnovamento. Le tensioni si

sciolgono e l’amore può tornare

protagonista, a patto di restare

fedele a te stesso. Staccati da ciò

che ti appesantisce, rinnovati e

vedrai la differenza! “La libertà è

il diritto di dire alla gente ciò che

non vuol sentirsi dire”.

(George Orwell).

PESCI

Ed ecco un mese dinamico, fatto

di cambiamenti e piccoli scossoni

emotivi. Alcune situazioni ti

spingeranno a uscire dalla zona

di comfort. Accogli il nuovo con

consapevolezza, senza perdere il

tuo centro. Vedrai che le tue paure

più forti verranno alleggerite.

“Fare un nuovo passo, dire una

nuova parola, è ciò che la gente

teme di più”.

(Fëdor Dostoevskij).

B A R I F

E C R

L U C C A N A N C O N A

A E G S

M V V L O D I

B R E S L E A S T I N

O O I R O E N A O

R B R E S C I A N C A T A N Z A R O N

I A T E D C O A I E

S S I L I V O R N O P A S P

T S L I C O M O O I R

A S C O L I P I C E N O O L A S P E Z I A

N U A U S I T N T

B O L O G N A V O E T A R A N T O

E U D I N E R A V E N N A O

O A O Z R I M I N I

P I S A A

7 6 9 4 3 1 5 2 8

5 8 3 2 9 6 4 7 1

2 1 4 5 7 8 3 6 9

6 7 1 3 5 9 2 8 4

9 2 5 8 1 4 7 3 6

3 4 8 6 2 7 1 9 5

8 9 7 1 4 2 6 5 3

4 5 6 7 8 3 9 1 2

1 3 2 9 6 5 8 4 7

5 2 3 1 7 4 9 8 6

7 9 4 8 2 6 5 3 1

1 8 6 9 5 3 4 2 7

9 3 5 4 6 2 1 7 8

8 4 2 7 1 5 6 9 3

6 7 1 3 9 8 2 5 4

4 6 7 2 8 9 3 1 5

2 5 8 6 3 1 7 4 9

3 1 9 5 4 7 8 6 2

8 1 4 9 7 6 3 5 2

9 2 5 3 1 8 6 4 7

3 7 6 4 2 5 1 9 8

7 6 2 1 4 9 8 3 5

4 8 3 5 6 2 7 1 9

1 5 9 7 8 3 2 6 4

5 3 8 2 9 1 4 7 6

6 9 7 8 3 4 5 2 1

2 4 1 6 5 7 9 8 3

1 9 7 6 3 8 4 2 5

3 2 6 1 4 5 9 7 8

8 5 4 2 7 9 6 1 3

5 7 1 4 9 3 2 8 6

4 3 2 5 8 6 7 9 1

9 6 8 7 1 2 3 5 4

7 8 3 9 5 4 1 6 2

6 1 5 3 2 7 8 4 9

2 4 9 8 6 1 5 3 7

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