18.02.2026 Visualizzazioni

Costruzioni n. 797 gennaio-febbraio 2026

CON IL KIT RETROFIT KUBOTA IL KX019 DIVENTA 100% ELETTRICO. LO PROPONE ORICOM A NOLEGGIO MENO CEMENTO GRAZIE AL GRAFENE Startup o spin-out accademico della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Manchester, Concretene presenta un calcestruzzo più sostenibile ZAMPEDRI LORENZO SCEGLIE L’EC400 HR La demolizione entra in sala operatoria: sicurezza, controllo e innovazione Volvo CE per lavorare allo sviluppo dell’ospedale di Arco (TN) WALKAROUND DEL NUOVO YANMAR SV100-7 2PB

CON IL KIT RETROFIT KUBOTA IL KX019 DIVENTA 100% ELETTRICO. LO PROPONE ORICOM A NOLEGGIO

MENO CEMENTO GRAZIE AL GRAFENE
Startup o spin-out accademico della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Manchester, Concretene presenta un calcestruzzo più sostenibile

ZAMPEDRI LORENZO SCEGLIE L’EC400 HR
La demolizione entra in sala operatoria: sicurezza, controllo e innovazione Volvo CE per lavorare allo sviluppo dell’ospedale di Arco (TN)

WALKAROUND DEL NUOVO YANMAR SV100-7 2PB

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ostruzioni

Casa editrice la fiaccola srl

Febbraio 2026

dal 1952 in cantiere

CON IL KIT RETROFIT KUBOTA

IL KX019 DIVENTA 100% ELETTRICO.

LO PROPONE ORICOM A NOLEGGIO

MENO CEMENTO

GRAZIE AL GRAFENE

Startup o spin-out accademico

della Facoltà di Ingegneria

dell’Università di Manchester,

Concretene presenta

un calcestruzzo più sostenibile

ZAMPEDRI LORENZO

SCEGLIE L’EC400 HR

La demolizione entra in sala

operatoria: sicurezza, controllo

e innovazione Volvo CE

per lavorare allo sviluppo

dell’ospedale di Arco (TN)

WALKAROUND DEL NUOVO YANMAR SV100-7 2PB

9

ISSN 0010-9665

770010 966504

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ISSN: 0010 - 9665

costruzioni

rivistacostruzioni

ATTUALITÀ&PRODOTTI

6 Cambio di timone

Arriva il nuovo AD di KCME

7 Stabilimento cambogiano

Triangle Tyre e il nuovo stabilimento

8 Una cabina tutta nuova

Novità per gli ADT di Develon

10 Verona al centro

Al via la 32° edizione di Samoter col

meglio del construction equipment

14 Una traccia per la vita

BKT e l’impegno della Fondazione

15 Anche per le elettriche

Riscaldamento top per Eberspacher

16 Mission possible

Per soddisfare l’esigenza

di applicazioni zero emission Kubota

propone un kit che trasforma

il KX019-4 in mini 100% elettrico

10

26

[2] febbraio 2026 Costruzioni

44

WALKAROUND

Compatto e forte

di una nuova idraulica

potente e veloce,

il nuovo SV100-7 2PB

è un riferimento

per la categoria.

Il braccio triplice

ne esalta precisione

operativa e versatilità

22 L’intelligenza è artificiale

Al CES di Las Vegas le tecnologie

applicate alle costruzioni

MACCHINE&COMPONENTI

44 Realtà aumentata

Bobcat reinventa il cantiere con AI.

Con macchine più intuitive e sicure

48 L’acciaio incontra il silicio

Cat riscrive le regole del consruction

con l’AI. Tante le novità

presentate al CES di Las vegas

52 Più attenzione all’acqua

I fanghi di depurazione come risorsa.

E’ possibile coi riciclatori Vermeer

56 Hydrogen Engine Alliance

Il cantiere del futuro è a idrogeno

58 Soil regeneration

Bonificare il terreno con le nuove

vagliatrici VSE Tornado di Simex

16

62 L’attesissimo Dash 12

Per il PC 220LC/LCi-12 di Komatsu

si parla di un salto d’innovazione

quantistico. Come fu per i Dash 8

DECOSTRUZIONI&RICICLAGGIO

65 Potenza senza cavo

Attrezzi a batteria per Hilti

66 Dateci un taglio

L’MB200 Bolt Cutter di Darda

per il taglio a freddo di acciaio

68 Il chirurgo svedese

Il Volvo demolition EC400 HR opera

con estrema precisione per demolire

il blocco A dell’ospedale di Arco (TN)

CAVE&CALCESTRUZZO

74 Calcestruzzo al grafene

La ricetta di Concretene con grafene

per calcestruzzo decarbonizzato

78 Due stelle...Michelin

Prestazioni al top per il nuovo XTRA

Power L5

80 Con i piedi per terra

Arpa e Anepla aggiornano il Piano

di Monitoraggio Ambientale

per l’estrazione in Lombardia

ostruzioni

Fondato nel 1952

da Giuseppe Saronni

797 1-2 FEBBRAIO 2026

Stampato su carta FSC

DIRETTORE RESPONSABILE

Lucia Edvige Saronni

lsaronni@fiaccola.it

DIRETTORE EDITORIALE

Matthieu Colombo

mcolombo@fiaccola.it

COORDINAMENTO EDITORIALE

Federica Lugaresi

flugaresi@fiaccola.it

COLLABORATORI

Paolo Cosseddu, Gianpaolo Del Bosco,

Antonio Fargas, Andrea Ghiaroni,

Fabrizio Parati, Eliana Puccio,

Isabella Visentin

SEGRETERIA

Jole Campolucci

jcampolucci@fiaccola.it

segreteria@fiaccola.it

AMMINISTRAZIONE

Margherita Russo

amministrazione@fiaccola.it

Marzia Salandini

msalondini@fiaccola.it

ABBONAMENTI

Mariana Serci

abbonamenti@fiaccola.it

TRAFFICO E PUBBLICITÀ

Giovanna Thorausch

gthorausch@fiaccola.it

SOLLEVAMENTO&NOLEGGIO

86 IPAF anch’io 2026

A maggio la quarta edizione

62

88 L’eccellenza sicura

Loxam punta su sicurezza

e sostenibilità. Investe in formazione

per arrivare a zero infortuni

92 Servizio di continuità

L’intervista al responsabile Water

Solutions and Services di Xylem

92

AGENTI

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Adige, Veneto, Emilia Romagna (escluse

Parma e Piacenza)

Mensile

LO-NO/00516/02.2021CONV

Reg. Trib. Milano N. 2562 del 22/1/1952

STAMPA

INGRAPH Srl - Via Bologna, 106 - 20831

Seregno (MB)

ISCRIZIONE AL REGISTRO NAZIONALE

STAMPA N.01740/Vol. 18/Foglio 313

21/11/1985 Roc 32150

PREZZI DI VENDITA

abb. annuo Italia Euro 150,00

abb. annuo Estero Euro 300,00

una copia Euro 15,00

una copia Estero Euro 30,00

94 L’esperienza insegna

Le TRCS 240 e TRCS 210E

di CTE semplificano l’utilizzo

ed elevano la sicurezza

È vietata e perseguibile per legge la

riproduzione totale o parziale di testi, articoli,

pubblicità ed immagini pubblicate su questa

ri vi sta sia in forma scritta sia su supporti

magnetici, digitali, ecc.

La responsabilità di quanto espresso negli articoli

firmati rimane esclusivamente agli Autori.

Il suo nominativo è inserito nella nostra mailing list

esclusivamente per l'invio delle nostre comunicazioni

e non sarà ceduto ad altri, in virtù del nuovo regolamento

UE sulla Privacy N.2016/679. Qualora non desideri ricevere

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Organo di informazione e documentazione

Unione Costruttori Italiani

di Macchine per Cantieri Edili,

Stradali, Minerari e Affini

Questo periodico è

associato all’Unione

Stampa Periodica Italiana:

numero di iscrizione 14440

Casa Editrice

la fiaccola srl

COSTRUZIONIWEB.COM

REDAZIONE

Mauro Armelloni, Edvige Viazzoli,

MARKETING E PUBBLICITÀ

Emilia Longoni

Sabrina Levada RESPONSABILE ESTERO

costruzioni@fiaccola.it

slevada@fiaccola.it

20123 Milano

Via Conca del Naviglio, 37

Tel. +39 02 89421350

casaeditricelafiaccola@legalmail.it

98

98 Fiore all’occhiello

Precisione e sicurezza per la nuova

Multitel di Pagliero MJE710

101 Nel ventre di Melbourne

Sennebogen nel tunnel australiano

102 Guardando al futuro

Comai punta al noleggio potenziato

ed arricchisce la flotta

105 Una cabina differente

Debutta il nuovo Magni

a cabina inclinabile

106 Indici WalkAround

Le nostre analisi tecniche

di macchine movimento terra

pubblicate dal 1997 ad oggi



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SAMOTER 2026 . . .III Cop.

samoter.it . . . . . . . . . . . . . . .

ostruzioni

Casa editrice la fiaccola srl

MENO CEMENTO

GRAZIE AL GRAFENE

Startup o spin-out accademico

de la Facoltà di Ingegneria

de l’Università di Manchester,

Concretene presenta

un calcestruzzo più sostenibile

dal 1952 in cantiere

CON IL KIT RETROFIT KUBOTA

IL KX019 DIVENTA 100% ELETTRICO.

LO PROPONE ORICOM A NOLEGGIO

WALKAROUND DEL NUOVO YANMAR SV100-7 2PB

Febbraio 2026

ZAMPEDRI LORENZO

SCEGLIE L’EC400 HR

La demolizione entra in sala

operatoria: sicurezza, contro lo

e innovazione Volvo CE

per lavorare a lo sviluppo

de l’ospedale di Arco (TN)

SCAI SpA . . . . . . . .IV Cop.

scaispa.com

URBAN TECH 2026 . . . .87

urbantech.show

n Dalla prima di copertina arriva

un segnale forte: Kubota accelera

sull’elettrico senza rottamare

il passato. Con il kit retrofit, i mini

KX019-4 e U27-4 diventano 100%

elettrici e reversibili, aprendo una

nuova via alla decarbonizzazione

nei cantieri. Meno emissioni,

meno rumore, stessa operatività:

una rivoluzione silenziosa che

parla al noleggio e alla sostenibilità

concreta. A pagina 16 l’articolo

con protagonista il primo KX019-4e “italiano” proposto

a noleggio da Oricom. A far girare le pompe del mini

giapponese non è più il bicilindrico diesel, ma un motore

elettrico ricco di coppia, alimentato da una batteria agli ioni

di litio da 18,6 kWh di capacità con sistema di gestione BMS

e raffreddamento dedicato.

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SP Nuova Rivoltana 2/A - 20090 Segrate (MI)

T. +39 02 51 65 03 77 - ke.kubota-eu.com

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IN COPERTINA

Aziende citate

A.N.E.P.L.A . . . . . . . . . . . . . . . . .80

ARPA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .80

BKT . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .14

Bobcat . . . . . . . . . . . . . . . . .44,103

Cat . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .48

Comai . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .102

Concretene . . . . . . . . . . . . . . . . .74

CTE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .94

Daimler Truck . . . . . . . . . . . . . . .56

Darda . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .66

Develon . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .8

Eberspacher . . . . . . . . . . . . . . . .15

Hilti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .65

Kobelco . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .6

Komatsu . . . . . . . . . . . . . . . . . . .62

Kubota . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .16

Liebherr . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .56

Loxam . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .88

Magni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .105

Man . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .56

Mecalac . . . . . . . . . . . . . . . . . .103

Michelin . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .78

Multitel Pagliero . . . . . . . . . . . . .98

Sennebogen . . . . . . . . . . . . . . .101

Simex . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .58

Triangle Tyre . . . . . . . . . . . . . . . . .7

Vermeer . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .52

Volvo . . . . . . . . . . . . . . . . . .68,103

Xylem . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .92

Yanmar . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .26

Zampedri Lorenzo . . . . . . . . . . .68

[4] febbraio 2026 Costruzioni



Attualità&Prodotti

Nomine

Il nuovo amministratore delegato di KCME

si chiama Takemichi Hirakawa

e punta a consolidare il successo in Europa

Dopo tredici anni di

guida continuativa,

Kobelco

Construction Machinery

Europe apre un nuovo

capitolo della propria

storia europea. Dal primo

gennaio 2026, infatti,

Takemichi Hirakawa (in

foto) ha assunto la carica

di amministratore

delegato di KOBELCO

Construction Machinery

Europe BV (KCME),

raccogliendo il testimone

da Makoto Kato, figura

chiave nello sviluppo e nel

consolidamento del

marchio giapponese nel

Vecchio Continente. Il

passaggio di consegne

segna una fase di

naturale evoluzione per la

filiale europea del gruppo

Kobelco, oggi con sede a

Lelystad, nei Paesi Bassi.

Cambio di timone

per il Vecchio Continente

Proprio qui, sotto la

direzione di Kato, KCME

ha compiuto uno dei

passi simbolicamente più

importanti della sua

recente storia: il

trasferimento nella nuova

sede centrale e nel centro

tecnologico di ultima

generazione, pensati per

sostenere la crescita

futura e rafforzare il

presidio del mercato

europeo. Makoto Kato

lascia un’eredità solida.

Considerato il fondatore

operativo di KCME in

Europa, ha costruito

praticamente da zero la

presenza del brand,

sviluppando una rete di

concessionari strutturata

e una reputazione basata

su affidabilità,

innovazione tecnologica e

attenzione al cliente.

Un percorso che ha

permesso a Kobelco di

ritagliarsi un ruolo di

primo piano nel

segmento degli

escavatori e delle

macchine specialistiche,

incluse demolizione e

sollevamento. “Abbiamo

gettato fondamenta

robuste per una crescita

sostenibile nel lungo

periodo”, ha sottolineato

Kato nel suo messaggio

di commiato, ricordando il

lavoro svolto insieme ai

team europei e ai partner

locali. Un lavoro che oggi

consente all’azienda di

guardare avanti con

fiducia. A raccogliere

questa eredità è

Takemichi Hirakawa,

manager con un profilo

fortemente

internazionale. Prima di

approdare in Europa, ha

guidato Kobelco

Construction Equipment

India come managing

director e CEO,

maturando un’esperienza

significativa in mercati

complessi e ad alto

potenziale. La sua

nomina conferma la

volontà del gruppo di

puntare su una leadership

globale, capace di

coniugare visione

strategica e conoscenza

operativa dei diversi

contesti regionali. Nel suo

primo intervento da

amministratore delegato

europeo, Hirakawa ha

espresso gratitudine per il

lavoro svolto dal

predecessore e ha

ribadito l’intenzione di

proseguire nel solco

tracciato: valorizzazione

delle persone,

rafforzamento del brand e

sviluppo di soluzioni

tecnologiche coerenti con

la filosofia giapponese del

miglioramento continuo.

KCME opera oggi in tutta

Europa, oltre che nei

Paesi della CSI, in Israele

e nel Nord Africa, con un

portafoglio che spazia

dagli escavatori cingolati

da 1 a 140 tonnellate alle

gru cingolate fino a 550

tonnellate. Una proposta

che, sotto il claim “Built

for Perfectionists”,

continua a puntare su

precisione ingegneristica,

efficienza e sostenibilità.

Il cambio al vertice non

rappresenta quindi una

discontinuità, ma

piuttosto un passaggio di

fase: dalle fondamenta

alla maturità, con lo

sguardo rivolto alle nuove

sfide del mercato

europeo delle costruzioni.

kobelco-europe.com

Pneumatici OTR

Un nuovo stabilimento

in Cambogia

Triangle Tyre fa

un maxi investimento

per incrementare

la produzione.

Il nuovo sito

di produzione sarà

pronto entro il 2027

Triangle Tyre accelera

la propria strategia

di espansione

internazionale con un

importante investimento

industriale in Cambogia,

rafforzando ulteriormente

la propria presenza

manifatturiera globale e la

resilienza della supply

chain. La capogruppo

Triangle Tyre Co., Ltd. ha

approvato un investimento

di 3,219 miliardi di RMB,

pari a circa 425 milioni di

euro, per la costruzione di

un nuovo stabilimento

produttivo nella provincia

di Svay Rieng, in

Cambogia. Il sito avrà una

capacità annua di 6 milioni

di pneumatici PCR

e 1 milione di

pneumatici TBR, a

supporto di un

portafoglio prodotti

sempre più bilanciato e

diversificato. I lavori di

costruzione inizieranno a

marzo 2026, con una

durata prevista di circa 17

mesi. Il progetto rientra

pienamente nella strategia

di sviluppo globale di

Triangle Tyre, con

l’obiettivo di aumentare la

flessibilità produttiva,

ottimizzare le catene di

fornitura e sostenere una

crescita sostenibile nei

principali mercati

internazionali. Il nuovo

impianto è progettato per

servire Europa, Nord

America, Medio Oriente &

Africa e Sud-Est Asiatico,

aree in cui Triangle Tyre

vanta una solida presenza

commerciale e

partnership di lungo

periodo. Grazie a una base

produttiva più

diversificata, il Gruppo

punta a migliorare

efficienza operativa,

logistica e continuità di

fornitura. La scelta della

Cambogia è supportata

dall’appartenenza del

Paese ai principali accordi

regionali e internazionali,

tra cui ASEAN, RCEP, Belt

and Road Initiative e

cooperazione Lancang-

Mekong, oltre a condizioni

industriali competitive e

alla vicinanza a importanti

fonti di materie prime.

“Questo investimento

rappresenta un passaggio

chiave nella strategia

industriale globale di

Triangle Tyre e invia un

messaggio molto chiaro al

mercato europeo», ha

commentato Corrado

Moglia, General Manager

di Triangle Tyre Europe.

«Rafforzare la nostra

capacità produttiva al di

fuori della Cina ci

consente di aumentare

stabilità della supply chain,

flessibilità operativa e

competitività nel lungo

periodo. Per partner e

clienti europei, è la

conferma dell’impegno di

Triangle Tyre come

produttore affidabile,

orientato al futuro e con

una visione realmente

globale”.

Triangle Tyre Europe

considera questo progetto

un abilitatore strategico

per la crescita futura in

Europa, a supporto di

clienti e partner attraverso

una piattaforma produttiva

solida, diversificata e

pronta ad affrontare le

sfide dei mercati

internazionali.

triangletyre.it

[6] febbraio 2026 Costruzioni Costruzioni febbraio 2026 [7]



Dumper articolati

Una cabina tutta nuova

per gli articolati arancioni

Develon rinfresca la

sua gamma di

dumper articolati

riprogettando la cabina e

l’architettura elettronica

della collaudata gamma.

Il nuovo ambiente di

lavoro offre un comfort

maggiore, funzionalità

semplificate, favorendo

quindi un aumento della

produttività e migliorando

la sicurezza in cantiere

grazie alla superficie

vetrata maggiore e al

rivisto percorso di

accesso. Ora, infatti, per

salire in cabina l’operatore

ha una scaletta nella

parte frontale della

macchina, disegnata per

facilitare il sali e scendi.

Internamente, tra le novità

principali spicca il

monitor touch screen da

12 pollici ad alta

risoluzione, che da

accesso immediato a

Sempre costruiti in Norvegia, nell’ex

stabilimento Moxy a Molde, i dumper Develon

puntano su sicurezza e comfort

informazioni sulla

macchina, impostazioni

operative e immagini

dalle telecamere,

migliorando rapidità e

consapevolezza

decisionale dell’operatore.

I comandi sono ora

raggruppati sulla consolle

destra, disposti in modo

intuitivo, mentre la

maggiore visibilità

assicurata all’operatore

favorisce operazioni più

sicure in cava, come in

cantiere. Per supportare

SCALETTA FRONTALE Oltre alla cabina cambia

anche la via d’accesso a bordo, ora più sicura.

la sicurezza e

semplificare le operazioni,

i dumper articolati

Develon aggiornati

includono la funzione

“Auto hold”, che attiva in

automatico i freni durante

le fasi di scarico del

materiale, riducendo lo

sforzo dell’operatore e

migliorando il controllo.

L’ambiente interno è ora

più silenzioso, dotato di

un climatizzatore

automatico dall’efficienza

ottimizzata per elevare il

comfort e permettere

all’operatore di mantenere

alta l’attenzione anche

nelle giornate

climaticamente più

impegnative.

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[8] febbraio 2026 Costruzioni Volvo Construction Equipment



Attualità&Prodotti

SaMoTer 2026

SEGUI LA TUA ICONA Dalla planimetria

dell’edizione 2026 e dal suo orientamento

si evince che l’impostazione sarà simile

alla scorsa edizione, con l’entrata principale

da viale Re Teodorico.

VERONA

hub strategico per l’intero settore: dal movimento terra al

sollevamento, dalla demolizione alla perforazione passando

per la frantumazione, dai veicoli per cava a quelli per cantiere,

dal calcestruzzo al settore stradale, fino alle attrezzature

e ai componenti motori e ricambi, logistica, servizi

e ICT. L’obiettivo di Veronafiere è quello di rendere l’edizione

di quest’anno ancora più interattiva, dinamica e orientesti

di Andrea Ghiaroni

tata all’innovazione, offrendo ai professionisti del settore

un’esperienza immersiva e concreta.

Parallelamente si punterà a consolidare i risultati dell’edizione

2023, che aveva registrato visitatori provenienti da

90 Paesi (con Germania, Spagna e Francia ai primi posti e

una significativa presenza anche da Asia, Africa, Nord e

Sud America).

Il futuro dei cantieri in fiera

Il Salone punterà i riflettori sulla rivoluzione dell’industria

4.0 che ha investito il settore delle costruzioni e delle macchine

movimento terra con argomenti strategici legati alla

transizione ecologica e alla sostenibilità delle macchine,

alla digitalizzazione e all’intelligenza artificiale, all’automazione

dei cantieri, alle nuove soluzioni per le infrastrutture

stradali, senza tralasciare temi chiave come sicurezza, formazione

e noleggio.

Proprio per questo motivo, l’edizione 2026 di SaMoTer si

preannuncia imperdibile, non solo per il programma di convegni

e workshop presso la SaMoTer Arena, fornendo preziose

anticipazioni del comparto, ma anche piattaforma

B2B di livello internazionale con numerosi influenti top buyer,

AL CENTRO

Dal 6 al 9 maggio 2026 la città scaligera tornerà

ad essere la capitale del construction equipment

con la 32° edizione del Salone. Un’occasione unica

di confronto e per scoprire le ultime innovazioni

Èiniziato il conto alla rovescia. La 32° edizione di

SaMoTer è alle porte. Il Salone internazionale triennale

delle Macchine per Costruzioni tornerà, infatti,

a Verona dal 6 al 9 maggio 2026. Unico appuntamento fieristico

in Italia interamente dedicato all’intera filiera del construction

equipment, SaMoTer (organizzato da Veronafiere

in partnership con UNACEA e CECE) si conferma come

[10] febbraio 2026 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2026 [11]



Attualità&Prodotti

SaMoTer 2026

invitati e ospitati, grazie alla collaborazione internazionale

tramite l’ICE-Agenzia.

Nel 2026 tornerà il “Cantiere Digitale” visto nel 2023, un vero

e proprio cantiere automatizzato che prenderà forma nell’area

demo del SaMoTer Lab, dove verranno evidenziati i

vantaggi dell’innovazione tecnologica legata alla connettività

e all’utilizzo dei dati in termini di efficienza, grazie all’ottimizzazione

dei cicli di lavoro e alla riduzione dei consumi,

di produttività, attraverso i sistemi di monitoraggio

in tempo reale, e di sicurezza, con il controllo da remoto

per interventi in ambienti pericolosi e il rilevamento predittivo

dei guasti.

Movimento terra al centro

Con 6 padiglioni e 3 aree esterne, il Salone, che è inserito

nel ciclo delle fiere internazionali partner di CECE (la

Federazione europea che raggruppa le associazioni dei costruttori

di macchine movimento terra e per costruzioni),

porta a Verona i principali brand internazionali.

Il settore “Movimento Terra” è l’anima della rassegna da ol-

CANTIERE DIGITALE L’idea di organizzazione

ed espositori è quella far toccare con mano le innovazioni

in azione e dimostrare ai visitatori il loro valore aggiunto.

tre sessant’anni e registra, oltre al ritorno in grande stile di

Volvo CE che ha scelto SaMoTer 2026 per il lancio della

sua nuova gamma di macchine e servizi, la presenza di

marchi simbolo di potenza e innovazione come CGT, parte

del gruppo TESYA e dealer Caterpillar, poi Doosan Bobcat,

Develon, Dieci, Hidromek A.S., Hitachi, HD Hyundai, Kemroc,

Kobelco, Komatsu, Leica Geosystems e ancora LiuGong

Italia, Mantovanibenne, Massucco T., Merlo, Messersì,

Takeuchi Italia, Oilquick, Officine Malaguti, Sany, SDLG,

Spektra, Sunward Europe Heavy Industry, Simex ,Topcon,

Cangini Benne, VF Venieri, Wacker Neuson e XCMG.

Accanto a loro, i protagonisti del mondo del “calcestruzzo”

come Cifa, ma anche Faresin Formwork e Simem, i quali

portano all’attenzione del mercato le ultime soluzioni per

la produzione, il trasporto e la messa in opera, con un’attenzione

crescente a sostenibilità, digitalizzazione, tracciabilità

e automazione dei processi.

Il segmento della “frantumazione e demolizione” vede in

prima linea Indeco, MB Crusher, Trevi Benne, Keestrack,

Sandvik e VTN Europe e in generale di marchi di riferimento

che stanno ridisegnando le dinamiche dell’efficienza nei

cantieri urbani e infrastrutturali. Completano il panorama

espositori come Usco, italiana di peso nel settore componenti

e ricambi e nel comparto “stradale” realtà come

Ammann Italy, Sumitomo e Hanta per la posa e la manutenzione

di pavimentazioni e infrastrutture stradali.

SaMoTer Academy

Tra le novità del 2026 c’è l’Academy, un nuovo progetto

sviluppato in collaborazione con Engim Veneto per accompagnare

la trasformazione del settore delle macchine

per costruzioni attraverso una formazione tecnico-professionale

di qualità e altamente qualificata.

L’iniziativa mira a dare risposte concrete ad una sfida cruciale

del settore delle macchine per costruzioni: il divario

tra domanda e offerta di operatori qualificati. SaMoTer

Academy si configura come un ecosistema formativo stabile,

attivo durante tutto l’anno, per sostenere imprese, tecnici

e giovani professionisti in un percorso di aggiornamento

continuo.

Il programma prevede vere e proprie lezioni di formazione

teorica, sessioni pratiche e immersive, grazie a collaborazioni

strategiche con Engim Veneto e con le scuole

di formazione professionale del Veneto, istituti tecnici,

agenzie di formazione, enti di ricerca e aziende leader del

settore, con l’obiettivo di costruire un ponte tra mondo scolastico

e sistema produttivo.

L’offerta formativa è pensata per facilitare la scelta degli

studenti, dopo la “terza media”, nel settore delle macchine

per costruzioni e per dare la possibilità alle aziende produttrici

di co-formare i futuri operatori sui propri macchinari

e attrezzature. Gli studenti potranno accedere a

programmi specifici unendo teoria e pratica e tirocini aziendali,

anche in modalità di apprendistato, sviluppati in sinergia

con i principali player e partner tecnologici del settore.

Al termine del percorso gli studenti conseguiranno

la qualifica o il diploma professionale.

ESPOSITORI

TRADIZIONALI

La parte

coperta

di SaMoTer

resta

dominante

in termini

di superficie

e densità

di espositori.

A sinistra

alcuni momenti

dell’edizione

2023.

[12] febbraio 2026 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2026 [13]



Attualità&Prodotti

Pneumatici OTR

Una traccia per la vita

La fondazione di BKT sul "Wall of Giving"

al Tata Memorial Hospital di Mumbai

per l’impegno nella cura del cancro

BKT Foundation,

braccio filantropico

del produttore

indiano di pneumatici BKT,

è stata inserita nel Wall of

Giving del Tata Memorial

Hospital di Mumbai, uno

dei principali centri

oncologici dell’India, in

riconoscimento del suo

anni, la BKT Foundation ha

infatti sostenuto il Tata

Memorial Hospital

attraverso una serie di

investimenti mirati, tra cui

progetti di cure palliative

pediatriche e la donazione

di apparecchiature

avanzate per la diagnosi e

il trattamento, come

istituzionali,

consentendo

iniziative

trasformative

e migliorando

l’accesso alle

cure per i

pazienti più

bisognosi», ha

dichiarato Sunita Rao,

Direttore generale della

raccolta fondi del Tata

Memorial Hospital,

sottolineando la gratitudine

dell’istituto per il contributo

affermato Vijaylaxmi

Poddar, Presidente e

Amministratore Delegato

della BKT Foundation. La

BKT Foundation opera in

Componenti

Anche per le elettriche

n Tra le novità più recenti

della tedesca Eberspächer,

specialista in sistemi di

riscaldamento e

raffreddamento per mezzi, si

annoverano soluzioni

appositamente progettate

per macchine movimento

terra con trazione elettrica,

ibrida e tradizionale.

Allo scorso Bauma l’azienda

ha puntato i riflettori

sui nuovi sistemi di

termomanagement integrati,

in grado di gestire in modo

coordinato la temperatura di

cabina, batteria e motore,

migliorando efficienza

energetica, prestazioni

complessive e autonomia

dei veicoli. Tra le novità

spicca la pompa di calore

Dualtronic, soluzione

brevettata per la

climatizzazione della cabina

nei veicoli elettrici, che

consente un significativo

risparmio energetico. Il

sistema, presentato nella

versione Falkon

Dualtronic, offre fino

a 6 kW di potenza

di riscaldamento

e 7 kW di

raffreddamento, con

supporto di una

resistenza elettrica

PTC alle basse

temperature. Grazie a un

design e a dimensioni

uniformi per tutte le varianti

(HVAC, EHVAC, EHHVAC e

pompa di calore), le

soluzioni Eberspächer

garantiscono massima

flessibilità di integrazione,

accompagnando in modo

fluido la transizione verso

l’e-mobility nel settore delle

macchine operatrici.

eberspaecher.com

contributo pluriennale al

miglioramento dei servizi

clinici e dell’assistenza ai

pazienti. Il Wall of Giving è

una parete

commemorativa che rende

omaggio ai donatori che,

con un impegno

continuativo, hanno

contribuito in modo

significativo alla missione

dell’ospedale, con un

impatto diretto sulla qualità

delle cure e sulla vita dei

pazienti e delle loro

famiglie. Nel corso degli

sistemi per ecografia e

anestesia, processori per

videobroncoscopia con

monitor e scanner TC a

doppia energia. Tali

interventi hanno rafforzato

le capacità diagnostiche e

terapeutiche dell’istituto,

ampliando l’accesso a cure

oncologiche di alta qualità

basate su evidenze

scientifiche. «Il sostegno

costante di BKT ha svolto

un ruolo fondamentale

nell’espansione dei nostri

servizi e delle capacità

tecnologico e

infrastrutturale fornito

dall’azienda. Il

riconoscimento riflette

anche l’impegno strategico

della fondazione nel

campo della responsabilità

sociale d’impresa. «Questo

traguardo rafforza il valore

delle partnership durature

nel promuovere

l’assistenza sanitaria per

chi ne ha più bisogno e

testimonia un impegno

condiviso verso cura,

dignità e guarigione», ha

India e a livello

internazionale in ambiti

quali istruzione, sanità e

accesso ai servizi

essenziali, seguendo la

filosofia “We Care” e

puntando a generare un

impatto sociale misurabile

e duraturo. Il

riconoscimento del Tata

Memorial Hospital

rappresenta un ulteriore

passo nel percorso di

impegno sociale del

gruppo.

bkt-tires.com

[14] febbraio 2026 Costruzioni



Attualità&Prodotti

Mini elettrici

Full electric

CON UN KIT

La soluzione retrofit

100% elettrica

originale Kubota

per il KX019-4

apre le porte

ad applicazioni

speciali. Abbiamo

visto al lavoro

il primo esemplare

italiano, proposto

a noleggio

da Oricom

testi e foto di Matthieu Colombo

Peso operativo

1.840 kg

Autonomia operativa 3-5 h

Tempo ricarica a 400V 3 h

Potenza/coppia almeno pari al diesel

POTENZA E CONTROLLABILITÀ

Allestito con il Kit Retrofit originale Kubota, il mini

KX019-4e arriva ad un peso operativo di 1.840 kg.

Grazie alle tre modelità di lavoro, l’operatore può

gestire al meglio prestazioni e autonomia.

[16] febbraio 2026 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2026 [17]



Attualità&Prodotti

Mini elettrici

DOPPIO

ALIMENTATORE

ON BOARD

Il kit include due

caricabatterie da 3kW

ciascuno per ricaricare

da reti a 400V/32A.

Nel percorso verso la decarbonizzazione, Kubota ha

scelto una strategia che guarda non solo al futuro,

ma anche al presente del parco macchine.

Accanto allo sviluppo di nuovi modelli e soluzioni full electric,

il costruttore giapponese ha introdotto il concetto di

“Kit Retrofit” per trasformare il mini escavatore diesel KX019-

4 e il più grande U27-4 in macchine completamente elettriche,

senza interventi irreversibili sulla struttura dei mini,

che in un momento successivo possono tornare diesel.

In Italia, il primo esemplare convertito con kit originale

Kubota è stato realizzato dalla concessionaria Oricom di

Dalmine (BG), che ha deciso di inserire un KX019-4 100%

elettrico nella propria flotta a noleggio.

La macchina, ribattezzata KX019-4e, è stata impiegata da

DSG Demolizioni Speciali nel recupero dell’area industriale

Fragliaccio di Bergamo, un ex sito produttivo per tubazioni

in gres oggi riconvertito in parco urbano e polo cul-

L’IDRAULICA

NON CAMBIA

A far girare le pompe

non è più il bicilindrico

diesel, ma un motore

elettrico ricco di coppia,

alimentato da una

batteria agli ioni di litio

da 18,6 kWh di capacità

con sistema di gestione

BMS e raffreddamento

dedicato (foto a destra).

turale per eventi e mostre. Noi di Costruzioni siamo andati

a vedere il nuovo mini 100% elettrico al lavoro.

Zero emissioni e rumore ridotto

Nel corpo storico del complesso, caratterizzato da architettura

industriale in mattoni a vista con potenziale valore

monumentale, il mini elettrico KX019-4e è stato utilizzato

per la demolizione delle pavimentazioni e delle compartimentazioni

interne accumulate nel corso dei decenni, in

preparazione alla trasformazione degli spazi in area convegni

ed esposizioni. Il contesto del Fragliaccio rappresenta

un caso emblematico delle applicazioni target del KX019-

4e. L’assenza del motore a combustione interna consente

di operare in ambienti chiusi senza emissioni allo scarico,

migliorando la qualità dell’aria per operatori e addetti ai

lavori. Parallelamente, la drastica riduzione delle emissioni

acustiche rende possibile lavorare in prossimità di atti-

vità espositive o pubbliche senza interferenze sonore significative.

Si tratta di un cambiamento operativo rilevante

per cantieri indoor, ma anche per lavori prossimi a strutture

sanitarie, stabilimenti alimentari, infrastrutture

sotterranee e ristrutturazioni residenziali, dove le limitazioni

ambientali e acustiche determinano la sclta della committenza

lavori.

Retrofit reversibile

Il Kit Retrofit sviluppato da Kubota è pensato come soluzione

industriale e non come esercizio dimostrativo.

L’aspetto più interessante è la reversibilità della conversione:

la macchina può essere riportata alla configurazione

diesel originale senza modifiche strutturali permanenti.

Per il mondo del noleggio, questa caratteristica rappresenta

un elemento strategico, perché consente di preservare

il valore residuo del mezzo tradizionale e di adattarlo

[18] febbraio 2026 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2026 [19]



Attualità&Prodotti

Mini elettrici

Con il Kit Retrofit il KX019-4 diventa

100% elettrico. Le prestazioni sono

identiche se non superiori al modello

diesel e l’operatore deve abituarsi e ragionare

per modalità operative in modo

da massimizzare l’autonomia. In Eco il

motore elettrico gira a 1.100 giri/min,

in Normal il regime varia da 1.500 a

2.300 giri in base al carico richiesto,

mentre in Power gira sempre al regime

selezionato dall’operatore (tra 1.500 e

2.300). A joystick fermi, dopo 5 secondi

il regime cala a 300 giri/min per mantenere

in pressione l’impianto idraulico

e dopo 60 secondi il motore va a zero

giri, come quando si alza il bracciolo.

Vincenzo

Lijoi

Italia sales

manager

Construction

Kubota

Cristian

Secomandi

capo cantiere

DSG Demolizioni

Speciali

Mattia

Stefani

commerciale

Oricom

SECONDO MONITOR

Il Kit Retrofit Kubota

comprende

un secondo monitor

per monitorare

la carica della

batteria, scegliere

la modalità operativa

e il regime

del motore elettrico.

Quando questo mini elettrico è arrivato

in cantiere, devo essere sincero, ero un

poco perplesso. Poi l’ho osservato lavorare

e piano piano mi sono incuriosito

fino a volerlo provare. Mi ha stupito. È una

macchina potente, veloce e reattiva senza

essere nervosa. Anzi, la controllabilità

è persino migliore del modello tradizionale.

Per lavorare in applicazioni

speciali, come demolizioni in ambienti

chiusi, è sicuramente una soluzione interessante

sia per l’assenza di gas di scarico

che per il rumore contenuto. Bisogna

però imparare a programmare i lavori in

base ad autonomia e tempi di ricarica.

Si può dire che mettendo questo

mini elettrico in flotta noleggio

abbiamo fatto una scommessa.

D’altronde osare è di

sicuro parte del Dna Oricom e

offrire servizi che i concorrenti

non hanno è certamente una

carta vincente. La strategia di

Kubota di offrire l’elettrico come

kit opzionale è interessante per

noi noleggiatori, come per i clienti

finali che in caso di appalti speciali

possono trasformare il loro

KX019-4 in elettrico.

a mercati con normative e livelli di maturità tecnologica differenti.

In chiave di sostenibilità, il retrofit permette inoltre

di prolungare la vita utile delle macchine esistenti, riducendo

l’impatto ambientale legato alla produzione di nuovi

mezzi e all’anticipazione della rottamazione.

Gestione intelligente dell’energia

La conversione del KX019-4 mantiene invariata la struttura

meccanica e l’architettura idraulica open-center della

versione diesel, preservando la cinematica del braccio e la

familiarità operativa per gli operatori.

Il cuore del sistema è una batteria agli ioni di litio da 18,6

kWh di capacità, abbinata a un motore elettrico da che offre

prestazioni almeno pari al bicilindrico Kubota diesel con

un vantaggio in termini di fruibilità della coppia ai bassissimi

regimi. Il KX019-4 diventa “e” grazie a 7 principali elementi

tra i quali spiccano il sistema BMS per la gestione

della batteria e il monitor supplementare “HMI” dedicato.

A questi si aggiungono la batteria aglio ioni di litio, il doppio

alimentatore per la ricarica della macchine, i due elementi

refrigeranti per batteria e alimentatore, il cavo di ricarica

e una serie di supporti e adattatori per eseguire la

conversione. Montando il kit retrofit, lavoro da poco più

di 10 ore d’officina, il peso operativo di questo mini aumenta

di circa 90 kg rispetto all’originale macchina diesel, attestandosi

intorno a 1.840 kg per la versione canopy.

La risposta alla coppia è immediata, con gestione elettronica

avanzata della potenza e tre modalità operative –

Eco, Normal e Boost – per ottimizzare autonomia e prestazioni

in funzione dell’applicazione. La ricarica è affidata

a due caricabatterie di bordo da 3 kW ciascuno, con tempi

di ricarica di circa tre ore su rete trifase 400 V/32A, una

configurazione compatibile con le infrastrutture tipiche dei

cantieri. L’autonomia KX019-4e del varia in funzione dei cicli

di lavoro, della tipologia di lavoro, in un range che va dalle

3 alle 5 ore di lavoro continuo.

Una formula flessibile

Il KX019-4e retrofit si colloca come soluzione di transizione

tra il parco macchine diesel installato e la futura generazione

di escavatori completamente elettrici. Piuttosto

che imporre una sostituzione radicale, Kubota propone una

riconversione industriale scalabile, che combina riduzione

delle emissioni, flessibilità commerciale e sostenibilità economica.

In un settore tradizionalmente conservativo, la

possibilità di trasformare una macchina diesel in elettrica

e, se necessario, riportarla alla configurazione originale

rappresenta un cambio di paradigma, con implicazioni

rilevanti per costruttori, noleggiatori e utilizzatori finali.

Oltre al KX019-4, Kubota rende disponibile un kit retrofit

100% elettrico anche per il mini escavatore U27-4, estendendo

il concetto di conversione elettrica a una fascia

più ampia del proprio parco macchine.

Costruzioni febbraio 2026 [21]



2026

L’intelligenza è

ARTIFICIALE

testi di Antonio Fargas

Cosa ci attende per il 2026 in termini di innovazione

e tecnologia applicata alle costruzioni? Le macchine

aiuteranno gli operatori, come accade nel mining

Al recente CES di Las Vegas ha confermato che la traiettoria

non è più soltanto sperimentale ma sta rapidamente

passando alla fase di implementazione

su scala reale. Protagonisti come Caterpillar hanno

presentato soluzioni basate su intelligenza artificiale e autonomia

integrate direttamente nei macchinari da cantiere,

con interfacce vocali per operatori e funzionalità di gestione

smart delle operazioni, mentre Oshkosh (JLG,

Hinowa…) ha mostrato piattaforme robotiche elettriche e

sistemi autonomi per eseguire lavori complessi senza l’intervento

diretto dell’operatore, evidenziando al contempo

l’accelerazione verso ecosistemi di macchine connesse,

intelligenti e a basso impatto ambientale. Volgendo indietro

lo sguardo al 2025, l’intero settore ha visto consolidarsi

innovazioni che stanno davvero trasformando il modo

in cui si concepiscono i cantieri, le operazioni di manutenzione

e le attività estrattive in cave e miniere.

Le tecnologie che avevano iniziato a germogliare negli anni

precedenti sono ora applicate su scala progettuale, con effetti

tangibili sull’efficienza operativa e sui costi complessivi

delle commesse. Uno degli sviluppi più rilevanti del

2025 è stato l’arrivo di macchine movimento terra auto-

nome e semi autonome. Escavatori, dozer, dumper e altre

mmt sono state dotate di sensori avanzati, LiDAR, radar

e sistemi di controllo AI che permettono loro di eseguire

cicli operativi in autonomia o sotto controllo remoto.

Nel contesto operativo questa evoluzione ha consentito di

ridurre la dipendenza dall’operatore in cabina, di aumentare

la continuità del lavoro e di migliorare la precisione nelle

fasi ripetitive come scavi o carichi su camion. Dal punto

di vista dei costi, il beneficio si è manifestato

principalmente con minori costi di manodopera e una riduzione

dei fermi macchina causati da errori umani o condizioni

di rischio, aspetti particolarmente evidenti nei grandi

cantieri infrastrutturali e negli scenari ad alta intensità

produttiva presenti nelle cave e nelle miniere.

La digitalizzazione e l’adozione dell’intelligenza artificiale

sono diventate elementi cardine della gestione del ciclo di

IL CENTRO DEL MONDO (OCCIDENTALE) Sotto,

in sequenza, alcuni momenti del Consumer Electronics

Show 2026 di Las Vegas che attrae 180 mila visitatori.

Solo il China International Hi‐Tech Fair (CHTF)

a Shenzhen, Cina, fa meglio con 500 mila visitatori.



Attualità&Prodotti

2026

A BOCCA APERTA Tecnologie all’avanguardia e prototipi

futuristici catturano l’attenzione dei visitatori immersi

tra robotica, AI e dispositivi smart al CES di Las Vegas.

Automazione al comando

l CES 2026, il settore delle macchine per costruzione e movimento

terra ha mostrato un’ondata di innovazioni che

hanno evidenziato un chiaro spostamento dell’industria

verso autonomia, elettrificazione e tecnologia industriale

integrata. Caterpillar ha tenuto un keynote intitolato “Heavy

Innovation”, sottolineando l’integrazione della tecnologia

industriale e dell’innovazione nelle macchine pesanti all’interno

del programma CES e presentando nuovi mezzi

minerari a batteria elettrica, a dimostrazione dell’impegno

dell’azienda verso soluzioni a zero emissioni e l’elettrificazione

di macchinari pesanti tradizionalmente diesel.

Oshkosh Corporation ha presentato il suo JLG Boom Lift,

ora trasformato in un robot autonomo in grado di svolgere

compiti complessi in quota come saldature e ispezioni,

integrando AI e percezione multi-sensore per operare in sicurezza

in ambienti industriali, mostrando inoltre il McNeilus

Volterra Electric Refuse and Recycling Vehicle, che evidenzia

le crescenti applicazioni della trazione elettrica in

operazioni municipali e industriali pesanti.

Entrambe le innovazioni hanno ricevuto riconoscimenti ai

CES 2026 Innovation Awards, con il JLG Boom Lift con

Robotic End Effector premiato come Best of Innovation in

Robotics, mentre il JLG Boom Lift per costruzione e il veicolo

Volterra sono stati riconosciuti nella categoria

Construction & Industrial Tech. Doosan Bobcat ha presentato

un’innovazione mondiale volta a un futuro a zero

emissioni, concentrandosi sulla tecnologia completamente

elettrica per macchine compatte da costruzione e movimento

terra, rafforzando la spinta verso la sostenibilità a

livello industriale, mentre Develon ha introdotto nuove invita

del cantiere. Nel 2025 sono state adottate soluzioni AI

per la manutenzione predittiva delle flotte macchine, che

attraverso analisi dei dati operativi hanno permesso di anticipare

guasti e ottimizzare la disponibilità dei mezzi, riducendo

costi legati a riparazioni d’emergenza e fermi non

programmati. I “digital twins” dei cantieri e delle infrastrutture

hanno reso possibile simulare scenari, prevedere criticità

e ottimizzare sequenze costruttive prima dell’effettiva

esecuzione fisica, con un impatto diretto sulla riduzione

di ritardi e sprechi di materiali. La diffusione di droni

e sensori IoT ha migliorato radicalmente la capacità

di monitoraggio dei cantieri, consentendo

rilievi topografici più frequenti e accurati e un controllo

continuo delle condizioni di sicurezza. Questi

strumenti, integrati nei sistemi di site intelligence,

hanno alterato le modalità operative

con ispezioni veloci e meno invasive,che

si traducono in minori costi di supervisione

e maggiore affidabilità dei

dati da interpretare.

NOTE DI COLORE Sulle pagine Istagram e Youtube

della manifestazione potete vedere alcune delle novità

che più hanno attirato l’attenzione al CES.

novazioni nei propri macchinari, proseguendo la tendenza

alla modernizzazione e all’elettrificazione delle soluzioni

per il movimento terra. Il C3DT EVO di Creative 3D

Technologies è stato riconosciuto nella categoria Supply

& Logistics, Construction & Industrial Tech, evidenziando

il ruolo crescente della produzione avanzata e delle tecnologie

3D nei cantieri, e le presentazioni di Kubota al CES

2025, tra cui il veicolo all-terrain KATR e l’Escavatore Mini

Elettrico KX038-4e, hanno ulteriormente sottolineato l’attenzione

continua all’elettrificazione e alle macchine a zero

emissioni nel settore.

Oltre agli espositori principali, aziende come Moog

Construction e Gravis Robotics, sebbene non presenti formalmente

al CES 2026, restano altamente rilevanti nel contesto

dell’innovazione industriale, con Moog che sviluppa

sistemi di elettrificazione e controllo per macchinari pesanti

attraverso le piattaforme TerraTech e Adaptive

Electrification Management, abilitando veicoli da costruzione

elettrici e a zero emissioni con avanzato controllo di

potenza e movimento, e Gravis Robotics che sviluppa piattaforme

autonome guidate da AI per escavatori e pale, tecnologie

ampiamente dimostrate in altri grandi eventi di settore

e perfettamente in linea con le tendenze di robotica

e automazione evidenziate al CES 2026.

Complessivamente, questi sviluppi riflettono la convergenza

tra elettrificazione, robotica, AI e sistemi industriali

intelligenti, segnando un passaggio decisivo verso operazioni

di costruzione e movimento terra più sostenibili, autonome

e tecnologicamente avanzate, che stanno trasformando

il modo in cui i progetti vengono eseguiti.

Case stampate 3D

Sul fronte del contenimento delle emissioni locali, il 2025

ha visto una ulteriore crescita della domanda di macchine

movimento terra elettriche o ibride, specialmente in contesti

dove le normative ambientali e le condizioni del sito

lo richiedono, come in aree urbane o in gallerie sotterranee

di miniere. Un’altra frontiera che ha preso piede nel 2025 è

stata la stampa 3D di strutture in calcestruzzo per applicazioni

industriali e residenziali. Questo processo ha permesso

di realizzare componenti strutturali o addirittura

edifici modulari con tempi di costruzione notevolmente

ridotti rispetto ai metodi tradizionali e con minori

sprechi di materiale.

Operativamente, la stampa 3D ha introdotto la possibilità

di spostare parte della produzione fuori sito o

di realizzare elementi su misura direttamente in cantiere,

migliorando la flessibilità progettuale e diminuendo

i costi di manodopera, soprattutto in progetti

ripetitivi o di grandi dimensioni. Infine, strumenti di

realtà aumentata (AR) per la formazione e la manutenzione

hanno migliorato l’efficacia degli operatori sul

campo, riducendo i tempi di apprendimento e gli errori

nelle operazioni complesse. Queste tecnologie, pur

richiedendo un investimento nella formazione e nelle

piattaforme AR, hanno contribuito a diminuire le interruzioni

operative dovute a errori umani ed a ridurre i

costi associati alla sicurezza sul lavoro.

[24] febbraio 2026 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2026 [25]



ostruzioni

ostruzioni

Peso operativo 2PB 10.335 kg

Potenza netta 51,0 kW

Forza di strappo 6.840 daN

WALKAROUND

testi e foto di Matthieu Colombo



Yanmar SV100-7 2PB

ostruzioni

1

Modello completamente nuovo,

caratterizzato da una nuova

idraulica che assicura prestazioni

elevate, velocità e controllabilità

di movimenti combinati

2

Macchina con braccio triplice

caratterizzato dal singolo cilindro

del posizionatore sopra al primo

elemento. Massima compattezza

e visibilità pari al monobraccio

WALKAROUND di ostruzioni

Compatto e forte di una nuova idraulica potente e veloce,

il nuovo SV100-7 è un riferimento nella sua categoria.

Il braccio triplice 2PB ne esalta versatilità e precisione operativa

3 4

Modello già molto compatto

in versione con braccio mono,

con il triplice offre prestazioni

ancora superiori in un cono

di rotazione di soli 3.440 mm

Nuova idraulica ViPPS2i, ora

con due distinte pompe in serie

KPM da 137,8 litri/min

e distributore LS flow sharing

KYB montato lateralmente

5 6

Motore Yanmar turbo Stage V

che offre una coppia massima

di 308 Nm già a 1.365 giri/min.

Le modalità operative regolano

regime e angolo dei piatti pompe

Nuova cabina pressurizzata, con

più spazio per le gambe,

clima automatico, parabrezza

che si apre a pacchetto con il vetro

inferiore, sedile pneumatico

7

Interfaccia operatore intuitiva,

basata su monitor a colori da 7

pollici. Permette una fine

regolazione delle linee ausiliarie

e la personalizzazione comandi

8

Esclusivo sottocarro Victas con

cingoli asimmetrici per elevare

la stabilità laterale. Lama

flottante che accumula molto

e non penalizza la luce a terra

9

Più sicuro con due telecamere

di serie (terza, 270° disponibile)

integrate al monitor principale,

fari a led, kit sollevamento,

allarme di traslazione disattivabile

10

Sistema di connessione Gprs

e trasmissione dati SmartAssist

Remote di serie che permette

di monitorare l’SV100-7 2PB

da App o portale web Yanmar

[28] febbraio 2026 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2026 [29]



Raggio di rotazione

frontale min 1.890 mm

Cono di rotazione totale

3.445 mm

Singolo cilindro

posizionatore

Yanmar SV100-7 2PB

SCARICA A 6.240 MM

Grazie alla cinematica triplice,

l’SV100-7 2PB arriva ad una

altezza di taglio di ben 8.220 mm.

L’avambraccio ha due asole

di spinatura cilindro.

Quarta linea per l’attacco

rapido. Quinta

per il tilt disponibile

Altezza trasporto

inferiore di 170 mm

Cilindro brandeggio a sinistra

Base braccio in fusione

VALVOLE

ANTICADUTA

L’SV100-7 2PB

ha di serie per

l’Italia le valvole

di sicurezza

sui cilindri

di sollevamento,

posizionatore

e avambraccio.

Inoltre, la biella

di richiamo benna

ha il classico

anello chiuso.

Cilindro sollevamento protetto

Sbalzo oltre

i cingoli

di 305 mm

Carreggiata d’appoggio rulli 2.010 mm

Larghezza massima 2.320 mm

I cingoli asimmetrici

Victas aumentano

la carreggiata dell’8%

quindi la stabilità

laterale

Il nuovo SV100-7 2PB mantiene la larghezza massima di 2.320 mm del modello precedente

Compatto e versatile

L’SV100-7 alza l’asticella

in termini di prestazioni.

Con il braccio 2PB offre

un rapporto tra ingombri

e prestazioni da primato

TRIPLICE SNELLO È il solo della

categoria con cilindro

del posizionatore posizionato

nella parte superiore del

primo elemento e non con

i due cilindri laterali che noi

deniamo «alla tedesca».

Cinematica interessante.

[30] febbraio 2026 Costruzioni

Zavorra extra removibile

Foglio di zavorra supplementare da 400 kg standard sul triplice

YANMAR SV100-7 TWO PIECE BOOM

• FORZA DI STRAPPO

• FORZA DI PENETRAZIONE*

6.840 daN

4.590 daN

• CAPACITÀ SOLLEVAMENTO LATERALE

A 4 M CON LAMA ABBASSATA * 2.041 KG

*Nota: 2PB, altezza al suolo, h 0 m.

FILOMURO PERFETTO SU ENTRAMBI I LATI

IL CONO DI ROTAZIONE È MINIMO

Per essere un midiescavatore

l’SV100-7 2PB ruota

su se stesso in un cono

di rotazione minimo che

fa arrossire molti mini, solo

3.445 mm. Con braccio

dritto, non al massimo

brandeggio, si ruota

in 4.620 mm. Tutto questo

contando la zavorra

supplementare da 400 kg,

standard per il 2PB, che

incrementa lo sbalzo

posteriore torretta di 105 mm.

Costruzioni febbraio 2026 [31]



Yanmar SV100-7 2PB

FINO A 100 LITRI/MIN

Le Aux arrivano fino a 245 bar

di pressione. Per Aux 1

i hanno da 71 a 100 litri

al minuto di portata. Per Aux 2

da 50 a 70 litri al minuto

e per l’opzionale Aux 3

da 50 a 60 litri al minuto.

ostruzioni

Veloce e molto uido

L’idraulica ViPPS2i con distributore load sensing a centro chiuso, logica flow sharing

e due pompe indipendenti a portata variabile garantisce una gestione ottimale dei movimenti

simultanei. Cresce la produttività e calano i consumi del 13%

NESSUNO SPRECO La P1 Kawasaki a portata variabile

alimenta la traslazione sinistra, la lama, la benna,

il sollevamento braccio e la linea Aux 1.

La pompa gemella P2 alimenta la traslazione destra

l’avambraccio, la rotazione, il brandeggio, il posizionatore

e le linee Aux 2 e Aux 3. L’elettronica legge l’angolo

dei piatti di P1 e P2 per adattare il regime motore in base

alla richiesta dell’operatore.

MADE IN JAPAN L’innovativa idraulica

ViPPS2i brevettata da Yanmar l’avevamo

già vista sul ViO82, ma qui è esaltata

dall’elevata curva di coppia garantita dal

motore turbo a cui sono calettate due

pompe Kawasaki K7V da 137,8 litri/min

di portata. L’impianto assicura una pressione

massima di ben 275 bar. La P3 è solo

per i pilotaggi. Alle modalità Eco, standard

e Power corrisponde un’inclinazione

massima dei piatti pompa specica.

FILTRO PILOTAGGI ACCESSIBILE

AL

top

della

categoria

SUPER ACCESSIBILE

Il distributore Kayaba

laterale, verticale e solidale

al serbatoio dell’olio idraulico

in metallo semplica

le manutenzioni. Sotto

ai piedi dell’operatore c’è ora

un vano porta attrezzi

e uno switch Hydac per

rotazione/attacco rapido.

La nuova disposizione

permette inoltre di ridurre

l’altezza di trasporto di ben

170 mm rispetto al

precedente SV100, che con

la griglia OPG Level II di serie

(removibile) sono 130 mm

effettivi. Si contano 2.670

mm d’altezza con griglia.

COFANO BIPARTITO Le immagini

evidenziano come il nuovo cofano

laterale si apre integralmente o solo

nella parte superiore per semplificare

i controlli e manutenzione.

La qualità è curata nei dettagli.

AUTO IDLE

MIGLIORATO

A sinistra, uno

dei nuovi sensori

elettronici

che elevano

l’efficienza

complessiva.

Se l’auto idle

è attivo e si avvia

la rotazione,

il segnale

trasmesso riporta

il regime motore

al livello

impostato

dall’operatore.

MANUALE Il passaggio da singolo

a doppio effetto e viceversa si opera

manualmente, alzando la sola parte

superiore del cofano laterale, apribile

comunque integralmente.

PROGRESSIVO Il nuovo motore

idrostatico Nabtesco 172B70

migliora in termini

di efficienza, coppia erogata

e reattività idraulica rispetto

ai 172B69 del precedente

SV100. Il controllo

è più uido nei movimenti

simultanei e migliora

la gestione del carico.

[32] febbraio 2026 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2026 [33]



Yanmar SV100-7 2PB

AL

top

della

categoria

ECU lontana da fonti di calore

Arresto motore d’emergenza in cabina

PARATIA ISOLANTE In precedenza il profilo posteriore

della cabina era parte del vano motore e supportava l’Ecu

motore lontana dal calore. Oggi vano e cabina sono separati

da un pannello in composito che migliora l’isolamento termico

e attenua le vibrazioni trasmesse.

AIR BOX DOPPIA

L’aria calda

del vano motore

è estratta grazie

ad un condotto

insonorizzato

a centro torretta

e da una griglia

superiore

posizionata dove

un tempo c’era il

condensatore del

clima con ventola

elettrica.

RICHIESTA DI RIGENERAZIONE

In seguito al rinvio di una rigenerazione

o in caso di ripetuto utilizzo senza

l’entrata in temperatura del Dpf,

l’elettronica chiede all’operatore

di eseguire la rigenerazione manuale.

PREVENIRE... è meglio che rifare.

La vasca di compensazione del

refrigerante è più alta di testa motore

e radiatori. Questo permette ai sensori

di rilevare la temperatura elevata del

refrigerante prima che sia troppo tardi.

L’affidabilità

è di casa

1

2

3

MADE BY YANMAR Il 4TNV98CT

è un motore perfetto per

applicazioni movimento terra e

ben collaudato anche nella

variante con ltro antiparticolato,

applicato da oltre dieci anni.

Si dormono sonni tranquilli.

COL TURBO LA COPPIA NON MANCA

La potenza netta è di 51 kW a soli

1.800 giri/min ed è uno Stage V

senza urea. La coppia massima

netta di di ben 308 Nm erogati

a soli 1.365 giri/min fa arrossire

molti motori concorrenti.

MOTORE AUTOPROTETTO Dei sensori

rilevano la scarsa pressione

dell’olio motore o la temperatura

alta del refrigerante

e, se necessario, la centralina

motore va in protezione riducendo

sia regime sia potenza no allo

sparire dell’anomalia.

Valvola wastegate - evita sovrapressioni turbo

Iniettori piezoelettrici

EGR ELETTRONICO Il ricircolo

dei gas di scarico di questo

quattro cilindri è esterno

e raffreddato. Grazie

al controllo elettronico della

valvola attuatrice via Ecu.

Il ricircolo non è continuo,

ma avviene solo quando

necessario, ottimizzando

la combustione,

quindi l’efficienza.

Il ltro aria è un Donaldson

di dimensioni generose.

Valvola Egr

RIGENERAZIONE DPF Quando l’Ecu lo ritiene necessario,

il sistema avvia un processo di rigenerazione automatica:

una valvola parzializza l’uscita dei gas di scarico per

elevare la temperatura del ltro antiparticolato e bruciare

le particelle trattenute dal Dpf. In questa fase, l’operatore

può continuare a lavorare con la macchina come se nulla

fosse. Nel caso si stia lavorando in un ambiente in cui sono

sconsigliabili temperature elevate, l’operatore può

interrompere e rinviare la procedura di rigenerazione.

LA VENTOLA È ORA ASPIRANTE

Gli scambiatori di refrigerante

e olio idraulico sono tra loro

affiancati, mentre in serie

c’è ora il condensatore del

climatizzatore automatico

(apribile a libro) e lo

scambiatore di calore del

gasolio. La ventola plastica

è azionata da cinghia.

Costruzioni febbraio 2026 [35]



Parabrezza apribile con porzione

inferiore a pacchetto

WALKAROUND di

ostruzioni

Yanmar SV100-7 2PB

71 dB(A)

IN CABINA

Sedile riscaldato

con sospensione

pneumatica

CHIAVE

UNIFICATA

Con una sola

chiave si apre

ogni vano

e si avvia

la macchina.

CONSOLLE E SEDILE REGOLABILI SU SLITTE INDIPENDENTI

GRIGLIA SUPERIORE DI SERIE

L’allestimento Italia dell’SV100-7 2PB include

la griglia OPG Level 2. La macchina che vedete

in foto è di un cliente che l’ha

momentaneamente smontata.

Qui a sinistra, si notano

le traverse della griglia

inclinate per non sottrarre

visibilità verso l’alto.

PRATICO

Gli appoggia

braccia

(sotto in foto)

si regolano

in altezza senza

attrezzi, in pochi

secondi.

RETRO CABINA RIFINITO CON CURA

VERO CLIMATIZZATORE

La cabina è pressurizzata

e il climatizzatore

automatico, che regola

quindi la velocità per

mantenere costante la

temperatura all’interno della

cabina, è di serie. Non manca

il ricircolo dell’aria

e si contano sette

bocchette orientabili.

Spazio al comfort

Brandeggio braccio a pedale

La cabina Rops Fops e Tops I ha una grande superficie

vetrata per favorire la visibilità e clima automatico.

Crescono finiture ed ergonomia. Cala la pressione acustica

SALTO DI QUALITÀ Salendo a bordo, complici i nuovi materiali

interni e il nuovo monitor, si ha una percezione di qualità

superiore. Il sedile Grammer ha ora la sospensione

pneumatica e le consolle sono sospese con il sedile stesso,

ma montate su slitte indipendenti, mentre i poggiapolsi

sono regolabili in altezza in pochi secondi.

Molto spazio per i piedi e pedali grandi (controllabilità)

[36] febbraio 2026 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2026 [37]



ostruzioni

Yanmar SV100-7 2PB

HOME La schermata principale riporta

temperatura olio, refrigerante

e olio motore e livello carburante.

IMPOSTAZIONI Qui sopra il menu

da cui regolare le impostazioni di base

dell’interfaccia in modo rapido.

CRONOLOGIA Il sistema Smart Assist

Remote memorizza tutto. La macchine

tiene in memoria il lavoro di 90 giorni.

DAY BY DAY Come in passato,

la macchina memorizza le ore lavorate

ogni giorno, di mattina e pomeriggio.

PARAMETRI VITALI Dalla pagina

monitoraggio si visualizzano

i dati tecnici principali in tempo reale.

RISPARMIO La modalità Eco limita i giri

motore e ottimizza la gestione idraulica

per contenere i consumi di gasolio.

AVANTI TUTTA La modalità power

richiama il massimo della potenza

disponibile. L’armonia è da riferimento.

IMPOSTAZIONI MACCHINA Da questa

schermata si ha un riassunto dello

stato delle impostazioni attive e non.

Mondo a colori

L’interfaccia operatore è ora un monitor lcd

a colori da 7 che rivoluziona la cabina.

La portata delle linee aux si regola a schermo

TUTTO IN UN UNO Il nuovo monitor operatore

degli Yanmar è stato per anni un riferimento,

particolarmente apprezzato dai noleggiatori

per la memorizzazione delle ore operative

giorno per giorno. Oggi l’SV100-7 ha un

monitor a colori da sette pollici, non touch,

controllabile sia tramite selettore rotativo

tipo automotive, sia tramite sei tasti sotto

schermo. I menu permettono tra l’altro

di visualizzare le manutenzioni, regolare

le impostazioni delle linee idrauliche,

memorizzarle e visualizzare le immagini

riprese dalle telecamere. Non è prevista una

parte multimedia, ma l’impianto radio.

LATERALE

DI SERIE

Nonostante il cofano

laterale dell’SV100-7

2PB sia rastremato

e spiovente, per

favorire la visibilità

Yanmar

ha scelto di installare

una telecamera

laterale destra sinistra

per ottemperare senza

dubbi le normative

sulla sicurezza.

BENE COSÌ Troppe

regolazioni

a monitor sono

un ostacolo.

Noi apprezziamo

sempre i pulsanti

per richiamare i

comandi principali.

E qui ci sono.

ALLA GIAPPONESE Attivando

le telecamere la macchina riunisce tutto

in una schermata densa di info.

ZOOM Premendo una seconda volta

il tasto telecamere le inquadrature sono

più grandi e si possono invertire tra loro.

POSTERIORE

DI SERIE E 270°...

Anche la visibilità

posteriore

è garantita da una

telecamera ad alta

risoluzione.

È anche disponibile

una terza

telecamera

opzionale per avere

la visione birdview

a 270°, sempre nel

monitor di serie.

MAXI ICONE Quando si modifica una

impostazione, la macchina conferma

tramite una icona pop up bella grande.

DIVERSE ATTREZZATURE Si possono

memorizzare fino a cinque tipologie

di attrezzature idrauliche differenti.

AUTO IDLE E STOP Lo spegnimento

automatico del motore si può inibire

o regolare da 5 fino a 60 minuti.

REGOLAZIONE ASIMMETRICA I flussi

delle linee Aux 1, Aux 2 e Aux 3

si possono regolare destra/sinistra.

TERZA AUX, QUARTA E QUINTA LINEE DISPONIBILI L’SV100-7 2PB

offre di serie le linee proporzionali Aux 1 e Aux 2. L’allestimento

Advanced ha in più la Aux 3 (foto nel tondo), più una «mezza» linea

per l’attacco rapido. Una quinta linea per il tilt è disponibile.

INTASAMENTO DPF La rigenerazione

del Dpf è automatica, ma è possibile

vedere i parametri di intasamento.

INVERSIONE COMANDI È possibile

invertire i joystick di controllo delle

linee Aux1 e Aux 2. Molto pratico.

[38] febbraio 2026 Costruzioni



Yanmar SV100-7 2PB

PER IL MONO DUE AVAMBRACCI

La versione con braccio mono

dell’SV100-7 ha lo stesso avambraccio

da 1.950 mm del 2PB,

ma può anche montarne

uno lungo da 2.300 mm.

WALKAROUND

FUSIBILI IN

CABINA

La batteria

d’avviamento

è accessibile

da terra e ha

un nuovo

stacca

batteria con

leva

removibile.

In cabina

trovano

posto due

quadri

fusibili

con schema

a legenda.

L’alternatore

ha diritto

a una

protezione

in gomma.

Stabilità

a 360 gradi

IL GASOLIO È SERVITO Il pratico serbatoio

plastico si alimenta dall’alto oppure tramite

una pompa di rifornimento automatica che

si arresta in automatico al raggiungimento

del troppo pieno per troppo pieno.

Sotto il decantatore del gasolio trasparente

(indica presenza di acqua a monitor)

e il segnale di livello tradizionale.

AL

top

della

categoria

435 mm di luce a terra

Interno cingolo -cingoli asimmetrici- esterno cingolo

295 mm

155 mm

Con la nuova disposizione del distributore,

il baricentro è più basso rispetto all’SV100

precedente. Yanmar conferma poi il carro con

cingoli Victas che aumentano la carreggiata

d’appoggio dell’8%. La lama è di sostanza

CABINA PIÙ IN BASSO Oltre a favorire

il trasporto, la nuova spaziosa cabina

è montata più bassa di 170 mm e di fatto

abbassa il baricentro della macchina.

Il sottocarro conferma il passo di 2.350 mm

e lo sbalzo lama è di 2.040 mm.

Larga 2.320 e alta 520 mm, la lama è spinta

da due longheroni uniti tra loro da una

granitica traversa cilindrica in fusione che

scongiura torsioni. Il cilindro d’azionamento

è protetto e le tubazioni che lo alimentano

sono protette da spirali metalliche.

L’SV100-7 2PB - POSIZIONATORE VS L’SV100-7 MONOLITICO + AV. 1.950 MM

• FORZA DI PENETRAZIONE

• FORZA DI STRAPPO

• PROFONDITÀ MAX SCAVO

• MAX PROFONDITÀ SCAVO VERT.

• MAX DIST. SCAVO A TERRA

• MAX ALTEZZA SCARICO

4.590 daN

6.840 daN

4.330 mm

3.960 mm

7.420 mm

6.240 mm

• FORZA DI PENETRAZIONE

• FORZA DI STRAPPO

• PROFONDITÀ MAX SCAVO

• MAX PROFONDITÀ SCAVO VERT.

• MAX DIST. SCAVO A TERRA

• MAX ALTEZZA SCARICO

4.590 daN

6.840 daN

4.290 MM

3.870 MM

7.010 MM

5.140 MM

LA LAMA ACCUMULA MOLTO MATERIALE

ALTA QUALITÀ

Da sinistra a

destra, la traversa

cilindrica in

fusione, i tubi

idraulici a raccordo

modulare,

la protezione

del cilindro,

i longheroni di

notevole spessore,

lo scatolato

posteriore.

[40] ottobre febbraio 2024 2026

Costruzioni

LONGHERONI

RINFORZATI

Il carro

dell’SV100-7

ha un disegno

lineare, studiato

per non

trattenere

materiale.

I rinforzi della

struttura sono

quindi poco

evidenti

ma ci sono

eccome.



Europa-Movimento-Terra.it

Annunci al 100% Movimento Terra I Costruzione

Yanmar SV100-7 2PB

GARANTITO UN ANNO O PIÙ L’SV100-7 2PB

ha una garanzia integrale di un anno

e di due sul powertrain. Si può aggiungere

la formula “Garanzia Plus” per estendere

la copertura completa a 2 anni e 2.000 ore

operative, oppure optare per garanzie

complete o della sola catena cinematica

da 3 anni e 4.000 ore, 4 anni e 5.000 ore,

5 anni e 6.000 ore. A voi la scelta.

Controllo da remoto

SMARTASSIST REMOTE Tra le novità introdotte

sui midi Serie 7 c’è anche il sistema

di connessione 4G Gprs e trasmissione dati

SmartAssist Remote. Offerto di serie, questo

permette di visualizzare

in tempo reale, da App

o portale web, i dati operativi

della macchina e serve per

monitorare la cronologia

di lavoro,

le ore operative

(quindi i tempi

di manutenzione)

e la posizione.

È anche una sicurezza

in più in caso di furto.

INTERVALLI DI MANUTENZIONE

• OLIO MOTORE E FILTRO 500 ore

• FILTRO GASOLIO 500 ore

• FILTRO OLIO IDRAULICO 500 ore

• FILTRO RITORNO OLIO IDRAULICO 500 ore

• OLIO IDRAULICO 1.000 ore

• LIQUIDO REFRIGERANTE 2.000 ore

• MANUTENZIONE DPF 3.000 ore

• CAMBIO DPF da 9.000 ore

Lo Yanmar SV100-7 2PB in numeri

Peso operativo 2PB (mono)

Potenza netta

Motore Yanmar

Cilindrata

Cilindri

Alesaggio x corsa

Regime di taratura

Velocità del pistone

Valvole per cilindro

Distribuzione

Iniezione

Fasi d'iniezione

Egr

Trattamento gas di scarico

Alimentazione aria

Pompe

Portata (aux)

Regolazione pompa

Distributore a cassetti

Pressione massima

Profondità di scavo

Profondità plinto

Dist. scavo a terra

Altezza di carico

Forza strappo

Forza penetrazione

Velocità traslazione

Velocità rotazione torretta

Passo/lunghezza carro

Rulli d’appoggio

Larghezza sottocarro

Larghezza dei cingoli

Sbalzo posteriore del 2PB

Scavo disassato (sx-dx)

Lungh. trasporto

Altezza trasporto

Lama (W-H)

Sollevamento-abb. lama

Sbalzo lama

Batteria

Alternatore

Serbatoio gasolio

Sistema/serbatoio idraulico

*braccio 2PB e avambraccio da 1.950 mm.

10.335

51

4TNV98CT-VBV2

3,318

4

98 x 110

2.000

6,66

4

convenzionale

common rail

multi

est. raffreddato

DOC + DPF

turbo

2 var + 1 var

2 x 137,8 + 21

LS ow sharing

Centro chiuso

27,5

4.330

3.960

7.420

6.240

6.840

4.590

2,1 - 4,3

9

2.320/2.350

5 a doppia angia

2.320

450

1.465 (con zav. xtr)

60°/60°

7.180

2.670

2.320 x 450

480-525

2.040

100

80

115

118/60

ton

kW

Stage V

l

mm

giri/min

m/s

l/min

MPa

mm

mm

mm

mm

daN

daN

km/h

giri/min

mm

mm

mm

mm

mm

mm

mm

mm

mm

Ah

kW

l

l

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Ringraziamo per la collaborazione Yanmar CEE

e la concessionaria Yanmar

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Macchine&Componenti

2026

REALTÀ

Il concept RogueX3 unisce

elettrificazione, autonomia

e modularità, con un design

futuristico che sembra uscito

da un film di Batman.

aumentata

Bobcat reinventa il cantiere con intelligenza

artificiale, display avanzati, sistemi di sicurezza

attiva e le batterie modulari che renderanno

le macchine più intuitive, sicure ed efficienti

Guarda

il RogueX3

in video

bobcat.com

La nostra memoria collega il CES all’elettronica di consumo

più innovativa e, da qualche tempo, all’intelligenza

artificiale applicata ai grandi ecosistemi digitali, anche

alla robotica. Eppure, anche nel 2026, uno dei segnali più interessanti

è arrivato dal mondo delle macchine movimento

terra compatte, dove Bobcat ha scelto di nuovo il palcoscenico

di Las Vegas per mostrare come il “suo” cantiere

stia diventando un ambiente sempre più intelligente, connesso

e accessibile.

Come un collega di lavoro

Al CES 2026 il messaggio di Bobcat è stato chiaro: l’innovazione

non deve complicare il lavoro, ma renderlo più intuitivo.

Da questa visione nasce Bobcat Jobsite Companion,

una funzione basata su intelligenza artificiale che rappresenta,

di fatto, una nuova interfaccia uomo-macchina.

Il sistema consente all’operatore di dialogare con la macchina

attraverso comandi vocali e feedback visivi, auto matizzando

decine di funzioni operative senza distogliere l’attenzione

dal lavoro. Il cuore tecnologico è un Large Language

Model proprietario che opera interamente a bordo macchina,

una scelta tutt’altro che banale in un settore dove la connettività

non è sempre garantita. Il risultato è una risposta immediata,

affidabile anche nei cantieri più remoti, e un

abbattimento concreto della barriera di ingresso per i nuovi

operatori.

testi di a cura della redazione

L’assistenza tecnica è interattiva

Accanto al supporto in cabina, Bobcat ha portato al CES una

visione altrettanto evoluta dell’assistenza post-vendita con

[44] febbraio 2026 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2026 [45]



Macchine&Componenti

2026

FATTE A MODULI Le batterie modulari BSUP offrono

autonomia flessibile e ricarica rapida garantendo

operatività elevata anche nei cantieri più impegnativi.

Service.AI. In un contesto di crescente carenza di tecnici

specializzati, la possibilità di accedere in tempo reale a manuali,

procedure diagnostiche e casi storici rappresenta un

vantaggio competitivo rilevante. Service.AI si propone come

una sorta di tecnico virtuale esperto, capace di guidare passo

dopo passo le operazioni di manutenzione e riparazione,

riducendo i tempi di fermo macchina e migliorando l’efficienza

complessiva della rete di assistenza.

Il valore della sicurezza

Il tema della sicurezza è stato affrontato con un approccio

altrettanto pragmatico. Il Collision Warning and Avoidance

System, attualmente in fase di sviluppo, introduce una logica

attiva di prevenzione degli incidenti nel segmento delle

macchine compatte.

Grazie a un radar di imaging avanzato, la macchina non si

limita ad avvisare l’operatore, ma può intervenire rallentando

o arrestando il mezzo prima che avvenga una collisione.

È un passaggio culturale prima ancora che tecnologico,

perché sposta la sicurezza da funzione passiva a

comportamento automatico integrato. Sul fronte della visibilità,

Bobcat ha mostrato un concept di Advanced Display

Technology che rompe gli schemi tradizionali. Il display

MicroLED trasparente, integrato nel vetro della cabina, sovrappone

le informazioni operative direttamente al campo

visivo dell’operatore. Telecamere a 360 gradi, avvisi di

sicurezza, dati di performance e tracciamento degli asset

diventano parte di una visione unica del cantiere, riducendo

il carico cognitivo e migliorando la consapevolezza

situazionale.

Elettrico modulare e autonomo

Il punto più avanzato della visione Bobcat resta però

RogueX3, un concept che sintetizza elettrificazione, autonomia

e modularità. Completamente elettrica e progettata

per operare anche senza cabina, la macchina è pen-

Watch video

sata come una piattaforma riconfigurabile, capace di adattarsi

a ruote o cingoli, diverse geometrie di braccio e, in prospettiva,

a differenti sistemi di alimentazione. RogueX3 non

è solo un esercizio di stile, ma un laboratorio tecnologico

che ha già generato brevetti destinati a influenzare la futura

gamma di prodotti.

A supportare questa evoluzione c’è il Bobcat Standard Unit

Pack, un sistema di batterie modulari progettato per resistere

alle condizioni gravose del cantiere e per essere utilizzato trasversalmente

su più macchine, e potenzialmente anche da

altri OEM. L’idea di fondo è chiara: l’elettrificazione non deve

essere un vincolo, ma un’opzione flessibile, scalabile e condivisibile.

GRANDE

PUBBLICO

Al CES 2026

Bobcat ha

mostrato

tecnologie

avanzate:

il sistema

Service.AI

semplifica

manutenzione

e assistenza,

mentre

gli innovativi

display offrono

visibilità totale

del cantiere.

A supporto degli operatori

Nel loro insieme, le tecnologie presentate al CES 2026 raccontano

una Bobcat che guarda al futuro del cantiere come

a un ecosistema intelligente, dove intelligenza artificiale,

sicurezza attiva, interfacce avanzate ed elettrificazione lavorano

in modo integrato. Più che immaginare scenari lontani,

la Lince sembra concentrarsi su come trasformare

l’innovazione in uno strumento quotidiano, capace di rendere

il lavoro più semplice, sicuro ed efficiente.

Lo si evince anche dalle parole del CEO e Vice Chairman

di Doosan Bobcat Scott Park: "Da quasi 70 anni Bobcat è

leader nel settore delle macchine compatte, risolvendo problemi

reali per persone reali. Oggi, all'esigenza di cambiamento

della forza lavoro e alla maggiore complessità dei

cantieri rispondiamo con sistemi intelligenti che consentono

alle persone di ottenere più risultati, in modo più rapido

e intelligente. Queste innovazioni non sono concetti

per un futuro lontano ma sono progressi che stanno già

plasmando il modo in cui il lavoro viene svolto oggi".

[46] febbraio 2026 Costruzioni Costruzioni febbraio 2026 [47]



Macchine&Componenti

2026

L’acciaio incontra

IL SILICIO

Cat punta a riscrivere le regole del construction

con l’intelligenza artificiale. Ecco le principali novità

che il costruttore ha presentato al CES di Las Vegas

testi a cura della redazione

Quando si pensa al CES di Las Vegas, l’immaginario

corre subito a smartphone pieghevoli, chip ultra-veloci

e schermi trasparenti. Da qualche anno però i costruttori

di macchine construction si sono fatti avanti e tra

questi, lo scorso gennaio, c’era anche Cat.

Ma cosa ci fanno i big del movimento terra tra i pesi massimi

della tecnologia? Agli occhi di Cat la tecnologia moderna

ha un “Invisible Layer” (strato invisibile, ndr) composto

da quell’insieme di tecnologie digitali, software e

sistemi di integrazione che non sono immediatamente visibili

sull’hardware della macchina, ma che ne aumentano

in modo decisivo prestazioni, efficienza, sicurezza e

sostenibilità. Va poi detto che la presenza del construction

al CES serve anche a ricordare che ogni dispositivo

digitale, ogni centro dati che alimenta l’intelligenza artificiale

e ogni rete elettrica dipende da infrastrutture costruite

da zero, sistemi di energia affidabili e da materie prime minerali

estratti dal suolo. Proprio al CES, il CEO di Cat Joe

Creed ha spiegato come l’intelligenza artificiale, l’autonomia

e il computing edge stiano trasformando il settore

delle macchine construction.

Dal 1930 al valore aggiunto dei droni

Durante la presentazione, Joe Creed ha mostrato un reperto

d'archivio sorprendente: un fumetto del 1930 disegnato

da un dipendente. In piena Depressione, qualcuno all'interno

dell'azienda immaginava già un futuro fatto di

videochiamate per l’assistenza tecnica, magazzini automatizzati

e consegne di pezzi di ricambio tramite droni.

Sembra quasi una favola, dato che quello che allora sembrava

fantascienza oggi è la realtà operativa di un’azienda

che, da cento anni, evolve dalla costruzione alle miniere, fino

ai sistemi di generazione di energia che mantengono attivi

ospedali e data center.

Guarda l’intervento

di Joe Creed

al CES di Las Vegas

Watch video

Joe Creed

CEO

Caterpillar

[48] febbraio 2026 Costruzioni Costruzioni febbraio 2026 [49]



Macchine&Componenti

2026

MOVIMENTO

TERRA

IN VETRINA

Il fatto che i big

del construction

partecipino

ad eventi come

il CES mette

in luce

l’importanza

che la nostra

filiera ha avuto,

ha e continuerà

ad avere

in un mondo

sempre

più smart

e connesso.

La partnership con NVIDIA

Uno dei momenti salienti dell'evento è stata la celebrazione

del sodalizio tra Caterpillar e NVIDIA. Se NVIDIA rappresenta

il cervello dell’intelligenza artificiale digitale, Caterpillar

ne incarna il corpo nel mondo fisico. Grazie all'integrazione

delle piattaforme NVIDIA Isaac e Jetson, e all’utilizzo del nuovo

chip Thor, le macchine Caterpillar sono ora in grado di elaborare

dati "at the edge", ovvero direttamente sul campo,

senza dipendere costantemente dal cloud. Questo garantisce

una latenza minima e una sicurezza massima in ambienti

dove un millisecondo può fare la differenza tra un lavoro

ben fatto e un incidente sul lavoro.

CAT AI Assistant, un co-pilota in cabina

Il cuore digitale di questa trasformazione si chiama Helios,

una piattaforma che gestisce oltre 1,5 milioni di asset connessi

in tutto il mondo, accumulando più di 16 petabyte di

dati. Su questa mastodontica base di conoscenza è nato il

CAT AI Assistant. Non si tratta di un semplice chatbot, ma

di un assistente multimodale capace di interagire tramite

voce, testo e video. Per un tecnico, l’assistente è una biblioteca

vivente di migliaia di manuali; per un operatore in cabina,

è un co-pilota esperto. Durante una dimostrazione pratica,

è stato mostrato come un operatore possa impostare

un "soffitto elettronico" (E-ceiling) semplicemente parlando

alla macchina: "Hey Cat, imposta un limite di altezza a 13

piedi". Da quel momento, il sistema impedisce meccanicamente

alla pala dell’escavatore di salire oltre quel limite,

eliminando il rischio di colpire linee elettriche sovrastanti.

Guida autonoma: dalle miniere ai cantieri

Caterpillar è pioniera dell’autonomia, basti pensare che in

ambito minerario i sui dumper rigidi hanno già movimentato

oltre 11 miliardi di tonnellate di materiale senza un sin-

golo infortunio registrato, arrivando a registrare una percorrenza

chilometrica in guida autonoma che Cat dichiara come

doppia rispetto a quella della filiera automotive. Ma la vera

sfida presentata al CES, è il passaggio delle massime tecnologia

dal mining al construction. L’azienda ha anticipato

quella che è la sua visione, ovvero un contesto in cui escavatori,

dozer e compattatori operano in armonia nei cantieri

urbani, ambienti molto più complessi e imprevedibili di una

miniera. Grazie a sensori LiDAR, radar e visione artificiale,

queste macchine non solo "vedono" l’ambiente, ma lo comprendono,

prendendo decisioni in frazioni di secondo tra il

traffico e i sottoservizi interrati.

Il fattore umano resta al centro

Nonostante l’imponente dispiegamento di tecnologia, il messaggio

finale di Caterpillar è stato chiaro: le persone restano

al centro. L'evoluzione tecnologica non mira a sostituire

l’operatore, ma a trasformarne il ruolo in quello di un "orchestratore"

di sistemi intelligenti. Per sostenere questa transizione,

Caterpillar ha annunciato un investimento di 25 milioni

di dollari destinato alla formazione e all’istruzione della

forza lavoro. L’obiettivo è preparare la prossima generazione

di operatori, tecnici e data scientist, garantendo che nessuno

venga lasciato indietro mentre l’Invisible Layer del mondo

diventa sempre più intelligente, sicuro e sostenibile.

Pensare diversamente

La sensazione, al di là di quanto prtesentato al CES, è che la

sfida tecnologica del construction stia entrando in una fase

diversa, meno legata all’annuncio di singole innovazioni e

più alla capacità di governare sistemi complessi nel tempo.

Non si tratta più di chiedersi se l’intelligenza artificiale, l’autonomia

o l’elettrificazione diventeranno parte del cantiere,

ma di capire chi saprà orchestrare al meglio le tecnologie

creando un sistema affidabile, scalabile e realmente utile nel

lavoro quotidiano. Nei prossimi anni il confronto non sarà

solo tra macchine più potenti o software più sofisticati, ma

tra modelli industriali capaci di integrare tecnologia, competenze

umane e responsabilità operative in un contesto

sempre più interconnesso. È lì che si giocherà il nuovo corso

dell’innovazione: non tanto nella promessa del futuro,

quanto nella sua capacità di diventare normalità.

[50] febbraio 2026 Costruzioni Costruzioni febbraio 2026 [51]



Macchine&Componenti

Riciclaggio

Più attenzione

ALL’ACQUA

I fanghi da perforazione, da rifiuto a risorsa.

È possibile con i riciclatori firmati Vermeer,

che ricondizionano i fluidi e riducono la quantità

di acqua e le materie utilizzate

Non esiste una cultura al mondo in cui il termine “fango”

abbia un’accezione positiva. Anche quando è citato

in frasi motivazionali, ha sempre una connotazione

negativa, assumendo il significato di dolore, ostilità,

male, da cui liberarsi. Un esempio è il celebre aforisma No

mud, no lotus attribuito al monaco buddista Thích Nhất

Hạnh: tradotto con “Non c’è fango, non c’è loto”, indica che

la sofferenza e le avversità (il fango) sono necessarie per

permettere la crescita, la bellezza e la consapevolezza (il

loto). Simile percezione anche nel nostro ambito professionale:

nei cantieri, i fanghi di perforazione sono classificati

come “rifiuti” e la loro corretta gestione (raccolta, trasporto,

recupero o smaltimento) è disciplinata dal D.Lgs. 152/06

testi di Daniela Stasi

(Testo Unico Ambientale). E qui entra in gioco Vermeer: proprio

col fine di ottimizzare la gestione dei fanghi, l’azienda

ha di recente introdotto in gamma i riciclatori, macchine che

recuperano i fluidi e riducono la quantità di acqua e materie

utilizzate. Il concetto di fondo è la separazione del fluido dalla

componente solida che si sta scavando (terra e roccia da

scavo per l’appunto): si ottiene così materiale di scarto asciutto,

dalla pezzatura già lavorata.

Usati in abbinamento alle perforatrici TOC/HDD (perforazione

orizzontale controllata), i riciclatori rendono quindi più

efficiente e sostenibile il cantiere. Ne abbiamo parlato con

Alessandro Cestaro, HDD Specialist di Vermeer Italia, che ci

ha illustrato caratteristiche e vantaggi.

I tre riciclatori in numeri

L’R500 pesa 2.500 kg, è lungo 260 cm, largo 216

cm e alto 252 cm. La sua capacità di trattamento

è di 500 l/min e il suo serbatoio può contenere 2,3

mc. L’MR1000, in grado di processare 1.000 l/min,

è dotato di un serbatoio da 23 mc. Il suo peso di trasporto

completo a vuoto è di 11.700 kg, il peso con

modulo vibrovaglio sale di 2.900 kg, la lunghezza

con gancio e rulli è di 6,5 m, la larghezza di 2,5 m e

l’altezza di 2,7 m, mentre le sue dimensioni operative

sono: lunghezza 6,8 m, larghezza 4 m, altezza

4,9 m. Infine, il top di gamma, l’MR2000, che vanta

una capacità di processo di 2.000 l/min e un serbatoio

da 26 mc. Pesa a vuoto, in configurazione di

trasporto, 17.300 kg, è lungo 7,4 m inclusi gancio e

rulli, largo 2,5 m e alto 2,75 m. Le sue dimensioni

operative: 8,2 m di lunghezza, 4,2 m di larghezza e

4,9 m d’altezza. Per il loro funzionamento, l’azienda

consiglia generatori da 40 kVA per il primo modello,

150 kVA per il secondo e 200 kVA per il terzo.

Tutte le specifiche sono online. vermeer.com

Più recupero, meno costi di smaltimento

La premessa: perché utilizzare i riciclatori? L’utilizzo di acqua

è sempre più consapevole (finalmente, aggiungiamo), e i costi

di trasporto per averla in cantiere e di smaltimento dei fanghi

sono sempre più ingenti e regolamentati. In sintesi, le spese

di gestione dei fluidi di perforazione sono in crescita, ma

allo stesso tempo il loro utilizzo in cantiere è fondamentale

per assicurare la riuscita della perforazione stessa. Ecco perché

aggiungere un riciclatore alla flotta: per “riciclare” i fluidi -

da cui il nome stesso della macchina - e ridurre la quantità di

acqua impiegata. Non solo: la rimozione di sabbia e di altri

elementi abrasivi contribuisce a prevenire l’usura prematura

delle pompe ad alta pressione delle macchine da perforazione

e degli altri accessori fondo foro.

«Ridurre il volume di fango significa ridurre l’impatto ambientale

di una lavorazione TOC/HDD perché si limita l’uso di

acqua, bentonite e degli altri prodotti utilizzati, ma significa

anche ridimensionare il costo degli smaltimenti finali. Pertanto,

l’utilizzo dei riciclatori consente di avere sia maggiore marginalità,

sia benefici a livello ambientale, andando a ridurre

l’uso di risorse naturali, soprattutto in zone in cui sono scarse

- spiega Alessandro Cestaro - Accoppiati a diverse taglie

di perforatrici, a seconda del modello scelto, integrano in

Il riciclatore MR2000 è in grado di processare fino

a 2.000 l/min di fluidi da perforazione. In una sola

macchina, due funzionalità: miscelazione e riciclo.

modo ottimale le operazioni di perforazione. In sostanza, si

va a realizzare un circuito chiuso: una sorta di treno che fa

da mezzo di trasporto, si carica di passeggeri, ovvero i solidi;

poi i solidi fuoriescono, e il treno viene utilizzato nuovamente».

Cosa contraddistingue i vostri riciclatori da quelli dei

competitor? «Progettati e costruiti integralmente da Vermeer,

i nostri riciclatori sono elettrici, molto compatti per ridurre gli

ingombri in cantiere e dotati di sensori automatici che ne

semplificano l’operatività. Sono anche rapidi, per un maggiore

controllo della macchina stessa».

Prima di addentrarci negli aspetti tecnici, poniamo a Cestaro

altre due domande: quali sono le principali applicazioni e

come sta rispondendo il mercato a questa tipologia di macchine?

Qui le risposte: «I riciclatori vengono utilizzati in cantieri

per l’installazione di sottoservizi che prevedono perforazioni

per lo più di medio-grande diametro, dove il quantitativo

AL TOP DELLA

GAMMA

L’MR2000 può

essere caricato

da mezzi con

allestimento

scarrabile

in pochi minuti.

MEDIO Il miscelatore riciclatore MR1000 è stato creato con le stesse misure

di un container ISO da 20 piedi, pertanto ha dimensioni di trasporto ridotte.

[52] febbraio 2026 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2026 [53]



Macchine&Componenti

Riciclaggio

di fango è elevato. Per quanto riguarda il mercato, la risposta

è positiva. Queste macchine stanno riscuotendo successo,

e la ragione è semplice: permettono di ridurre quello che

per la normativa è considerato un rifiuto, a tutto vantaggio

degli scarti di lavorazione, notevolmente inferiori». I clienti

sono soddisfatti? «Sì, i clienti sono decisamente soddisfatti

dell’utilità di questa tipologia di macchine».

L’Oltre al prodotto e al classico post vendita (assistenza

tecnica, intervento in cantiere, ricambi, etc.), Vermeer

Italia organizza periodicamente training formativi per

gli operatori dei propri clienti, sulle tecnologie di perforazione

TOC/HDD, quindi anche sui riciclatori, il cui

uso è strettamente connesso alla perforazione stessa.

«Da sempre ci teniamo a dare supporto ai nostri clienti

con sessioni periodiche di aggiornamento e approfondimento

teorico-pratico. È un’attività che consideriamo

parte integrante del nostro servizio post

vendita, perché siamo consapevoli che sia fondamentale

per tutti gli specialisti di settore avere un supporto

completo, che comprende anche la possibilità

di formazione periodica - racconta Giorgia Compagni,

marketing manager di Vermeer Italia - Dall’inizio dell’anno

abbiamo organizzato più di dieci sessioni per

IL PIÙ PICCOLO Il riciclatore R500 lavora

in autonomia in base ai sensori di livello,

senza la necessità di un operatore dedicato.

Tre modelli, un unico obiettivo

La gamma di riciclatori Vermeer si compone di tre modelli,

R500, MR1000 e MR2000 (gli ultimi due abbinano alle funzioni

di riciclaggio anche quelle di miscelazione). «Per ottimizzare

al meglio il riciclo, tutti e tre i modelli sfruttano

l’equilibrio tra il flusso del fango in entrata e

quello in uscita - chiosa Alessandro Cestaro - I nostri

nuovi sistemi integrano in modo ottimale la separazione

meccanica eseguita dai vagli, per ottenere

materiale grossolano, con quella effettuata

dagli idrocicloni, per materiale più fine. In questo

modo i riciclatori si adattano alla granulometria richiesta

per il singolo lavoro».

Iniziamo l’approfondimento tecnico con il riciclatore

R500, le cui operazioni sono automatizzate:

non occorre controllare manualmente le valvole,

i sensori di livello nella vasca del riciclatore e il sensore

di livello da remoto nella vasca di miscelazione

aiutano a prevenire la tracimazione al di fuori

del sistema di gestione dei fluidi. I vagli primari

sono mantenuti in posizione da un sistema di ancoraggio

ad aria, per un accesso semplificato e la

sostituzione rapida dei vagli stessi. La separazione

dei solidi è particolarmente efficace grazie al sistema

di idrocicloni in abbinamento a un’area di vagliatura

piuttosto ampia. Il robusto vibrovaglio garantisce performance

stabili anche con volumi di processo variabili, mentre

una pompa a elevata capacità di processo assicura una

circolazione ottimale. Si ricorda che l’R500 è su slitta, per il

sollevamento con muletto.

«L’R500 è una macchina compatta che lavora in autonomia

in base ai sensori di livello, senza una persona dedicata.

Sta dando parecchie soddisfazioni ai nostri clienti,

basta collegarla, e gestisce in modo indipendente il carico

e lo scarico del fango - commenta Cestaro - Questo modello

si può accoppiare alle nostre perforatrici TOC/HDD

Conoscere le macchine per usarle al meglio

nuovi operatori e questo contribuisce a potenziare il

nostro lavoro. Uno dei nostri obiettivi infatti è quello

di offrire un’assistenza completa e capillare a tutti i

clienti del territorio.

Questo è possibile non solo grazie alla sede centrale

di Verona, ma anche a tutti i nostri centri di assistenza

(Vermeer Adriatico nei pressi di Ascoli Piceno,

Vermeer Tirreno vicino a Roma, Trencher Service a

Bari e Vermeer Sicilia a Caltanisetta). L’aggiornamento

tecnico è parte sostanziale del supporto Vermeer.

Siamo inoltre associati alla IATT, Italian Association for

Trenchless Technology, che sosteniamo nei vari progetti.

Tra questi, ospitiamo il corso da loro organizzato

insieme alle scuole edili del territorio di riferimento, per

conseguire il patentino di operatori per macchine complesse

nella trivellazione orizzontale controllata».

Perforazione orizzontale controllata: di cosa si tratta

Vermeer ha una gamma prodotti decisamente estesa.

Il suo nome nel mondo, però, è indissolubilmente legato

alle macchine per la perforazione orizzontale controllata,

nota anche come TOC (trivellazione orizzontale

controllata) o HDD (horizontal directional drilling),

sistema che permette di installare cavi e condotte senza

scavare a cielo aperto. In che modo? Una serie di

aste teleguidate da una testa di perforazione vengono

introdotte nel terreno e creano il percorso del sottoservizio/tubazione

da posare.

Tre le fasi principali: perforazione pilota guidata per la

creazione del percorso, passaggi di alesatura per adattare

il percorso al diametro del sottoservizio/tubazione,

tiro del sottoservizio/tubazione in posizione. Tra i

vantaggi: possibilità di lavorare in aree difficili come

passaggi sotto strade, autostrade e corsi d’acqua, senza

dover bloccare il movimento di mezzi e persone;

posa di condotte di ampio diametro e per tratte molto

lunghe, anche oltre un chilometro; possibilità di effettuare

la posa in aree dove è già presente una fitta rete

di utenze, senza interferenze o blocchi dell’erogazione

dei servizi; nessuna necessità di spazi ampi per operare,

quindi possibilità di effettuare la posa senza interrompere

il traffico veicolare e in presenza di pavimentazioni

pregiate senza danneggiarle. Infine,

riduzione dell’impatto ambientale e dei costi sociali.

per la posa di sottoservizi, modelli D40X55 S3, D40X55DR

S3 e D60X90 S3».

Passiamo ora al miscelatore e riciclatore MR1000, in grado

di facilitare il lavoro all’operatore grazie al sistema di ancoraggio

innovativo dei vagli, alle valvole pneumatiche, al pannello

di controllo intuitivo e al sistema di interruzione automatica

dell’immissione acqua e della pompa di pozzetto.

In questo caso nella separazione dei solidi concorrono 12

idrocicloni a corpo lungo da quattro pollici, sempre in abbinamento

a un’ampia area di vagliatura. Il sistema di miscelazione

è ottimizzato con un agitatore ed equipaggiato con

un potente tubo di aspirazione della bentonite, in grado di processare

in modo rapido anche le big bag. Creato sulle misure

di un container ISO da 20 piedi, le dimensioni di trasporto

dell’MR1000 sono ridotte (dettagli nel box “I numeri della gamma”):

è disponibile con sistema di sollevamento a gancio regolabile

con rulli per rientrare nei limiti di trasporto locali. Il

modulo con vibrovaglio è alloggiato all’interno della vasca attiva

e, durante il montaggio, può essere sollevato all’esterno

e installato semplicemente ruotandolo di un quarto di giro.

Ed eccoci all’MR2000, macchina compatta in grado di processare

fino a 2.000 l/min di fluidi di perforazione. In un solo

trasporto due funzioni: miscelazione e riciclo, prioritari in ogni

cantiere di perforazione orizzontale controllata. Anche in questo

modello è l’ancoraggio ad aria a mantenere in posizione

i vagli primari, sistema che ne permette la sostituzione rapida.

Le elevate prestazioni nella separazione dei solidi sono

date dai due idrocicloni desander da dieci pollici, più 12 idrocicloni

a corpo lungo da quattro pollici in abbinamento a

un’ampia area di vagliatura. Come nel modello MR1000 anche

nell’MR2000 il sistema di miscelazione è dotato di un

tubo di aspirazione della bentonite che processa velocemente

anche le big bag. Il venturi e un agitatore garantiscono una

miscelazione ottimale. Per ridurre le dimensioni di trasporto,

il modulo di separazione con vibrovaglio viene alloggiato nella

vasca attiva. Grazie a un sistema di sollevamento idraulico

automatico, il modulo può essere montato facilmente,

sopra al container, pronto per entrare in azione. L’architettura

lineare di questo sistema, con una parete cieca, lo rende ideale

per cantieri a bordo strada. Per tutti e tre i i modelli, l’utilizzo

di componenti di alta qualità e ad alta resistenza all’usura

ne massimizzano la durabilità.

«Le macchine combinate MR1000 e MR2000 possono essere

abbinate a tutti e sei i modelli della nostra gamma di

perforatrici TOC/HDD per la posa di pipeline, in base alle

esigenze di cantiere - conclude l’HDD Specialist di Vermeer

Italia - I riciclatori sono macchine indipendenti dalle perforatrici

Vermeer, quindi possono essere accoppiati anche

con modelli di altri marchi e persino con perforatrici verticali.

A prescindere dalla macchina a cui sono abbinati, il

loro scopo è sempre quello di ricondizionare un fluido e andare

a ridurre le materie prime».

[54] febbraio 2026 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2026 [55]



Idrogeno

Hydrogen Engine

Alliance

In Germania il cantiere del futuro avrà motori

termici a combustione interna di idrogeno.

Oggi non può dire se sarà così... ma funziona

Una cava di inerti

alluvionali vicino a

Monaco di Baviera è

il palcoscenico dove

Liebherr, MAN, Daimler

Truck, testano in condizioni

reali la loro visione di

cantiere del futuro, ossia

con truck e macchie

movimento terra azionate

da motori a combustione

interna di idrogeno. Uno

degli esemplari di pala

gommata Liebherr L 566 H

che abbiamo già visto in

azione un anno fa, opera

oggi al fianco di un quattro

assi MAN ed di un

secondo Mercedes,

svolgendo normali attività

di carico e

movimentazione materiali.

La particolarità

dell’operazione non è

visibile a prima vista, ma è

sostanziale: tutti i mezzi

sono alimentati da motori

a idrogeno, funzionando in

modo largamente CO 2

-free

e dimostrando che una

logistica di cantiere a

basse emissioni è già

tecnicamente realizzabile.

Il test rappresenta una

tappa significativa nello

sviluppo delle tecnologie

sostenibili per il settore

delle costruzioni ed è frutto

della collaborazione tra

Liebherr, MAN, Daimler

Truck e la Hydrogen

Engine Alliance, un gruppo

di interesse intersettoriale

con sede a Karlsruhe che

promuove l’uso

dell’idrogeno nei sistemi di

trazione per applicazioni

heavy-duty. L’iniziativa

evidenzia come la

cooperazione tra

costruttori europei e la

condivisione delle

competenze possano

accelerare l’introduzione di

soluzioni climaticamente

responsabili nel mondo

delle macchine operatrici e

dei veicoli industriali. Il test

presso l’impianto di ghiaia

dimostra che i cantieri a

basse emissioni non sono

più una visione lontana, ma

una possibilità concreta.

Affinché l’idrogeno possa

esprimere appieno il

proprio potenziale, è però

necessario sviluppare una

rete infrastrutturale

dedicata e garantire un

prezzo dell’energia

competitivo. La

collaborazione tra Liebherr,

MAN, Daimler Truck e la

Hydrogen Engine Alliance

ha questo obiettivo.

liebherr.com

INSIEME

COSTRUIAMO

PROGRESSO

CityLife, Milano

[56] febbraio 2026 Costruzioni



Macchine&Componenti

Riciclaggio

testi di Daniela Stasi

NICOLA SISTI, project engineer R&D Simex

e responsabile della linea di vagliatrici.

SOIL

regeneration

Con la nuova linea di vagliatrici VSE Tornado

di Simex, per mini e midiescavatori, basta una sola

bennata per bonificare il terreno, liberandolo

da sassi, radici, detriti e smaltire la sola parte inerte

Cominciare un articolo con una citazione, spesso, invita

il lettore a entrare nel tema trattato con maggiore

attenzione. In questo caso, lo ammettiamo,

siamo in difficoltà. Ci sono talmente tante citazioni interessanti

sulla terra - quella con la t minuscola, intesa come

terreno non come pianeta - che sceglierne soltanto una

ci sembra minimizzante. Eccone quindi due, distanti anni

luce una dall’altra, ma legate da un filo sottile nemmeno

troppo invisibile: la prima è pronunciata da Thomas Mitchell

nelle vesti di Geraldo O’Hara in Via col vento, “La terra è la

sola cosa per cui valga la pena di lavorare, di lottare, di morire,

perché è la sola cosa che duri”; la seconda è un antico

proverbio attribuito al popolo nativo americano dei Navajo,

«La terra non ci è stata data in eredità dai nostri padri, ma

in prestito dai nostri figli». Entrambe esprimono al meglio

l’importanza di attribuire al terreno il giusto valore e di tutelarlo

al massimo. Ed è proprio quello che fa l’attrezzatura

di cui vogliamo parlarvi: VSE Tornado, la nuova linea di

vagliatrici di Simex che, specifica per pulizia e areazione

del terreno anche bagnato, lo recupera in situ, senza doverne

usare di nuovo. Senza sprecarlo, quindi.

Dagli inerti pesanti al terreno

«Simex punta sulle benne vagliatrici da anni ormai, ma il

focus era sempre stato più spostato sul recupero di inerti

pesanti, derivanti da demolizioni e frantumazioni» - commenta

Nicola Sisti, project engineer R&D Simex e responsabile

della linea di vagliatrici dell’azienda. «Negli ultimi anni,

tuttavia, dal mercato è emersa sempre più frequentemente

la necessità della pulizia e del recupero del terreno in sito.

Mi riferisco al settore del verde urbano, dell’areazione del

compost, della cura del verde e dei piccoli cantieri privati».

Ecco quindi che, con la nuova linea di benne vagliatrici,

l’azienda emiliana sonda i nuovi orizzonti della separazione

dei materiali in cantiere, ampliando il proprio raggio di

azione dal già consolidato settore heavy duty, ossia la vagliatura

di inerti di risulta da demolizioni, al segmento landscaping

e soil regeneration, ovvero la bonifica del terreno

vegetale da detriti per finalità di florovivaismo e per il ripristino

delle aree verdi».

In entrambi i casi, l’obiettivo è il medesimo: salvaguardare i

materiali che possono essere recuperati e riutilizzati direttamente

in situ, oppure trasportati più agevolmente all’esterno.

Nel caso degli inerti da demolizione, la riqualificazione

del materiale presente in cantiere permette di abbattere

le spese di smaltimento e di tagliare i costi legati all’acquisto

e al trasporto di nuova materia prima. Nel secondo

caso, invece, quello del recupero del terreno vegetale, è

bene sottolineare come in molti cantieri edili, con un’adeguata

opera di vagliatura, si possa bonificare il terreno presente

liberandolo da sassi, radici e detriti, andando a smaltire

effettivamente solo la parte inerte. Il terreno bonificato

e pulito dai detriti con le benne vagliatrici Simex è immediatamente

spendibile, areato e di una pezzatura consona

alla successiva piantumazione. La nuova linea VSE

Tornado, pertanto, rappresenta l’approccio «mirato all’abbattimento

dei costi di smaltimento e al risparmio nell’acquisto

di terreno vergine», prosegue Sisti.

Ottimizzata la vorticosità del materiale

Progettate per miniescavatori e midiescavatori da 1,5 a 10

tonnellate, le nuove benne vagliatrici da escavatore VSE

Tornado, come già anticipato, sono pensate per applicazioni

leggere, come la pulizia del terreno da detriti, sassi e

ghiaia, per la creazione del letto di posa e per la copertura

di sottoservizi e canalizzazioni interrate. In generale, per

piccoli cantieri urbani, dove, per limiti di spazio di manovra,

gli igombri devono essere ridotti al minimo.

Sotto il profilo tecnico, sono dotate di un innovativo siste-

[58] febbraio 2026 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2026 [59]



Macchine&Componenti

Riciclaggio

ma di sostituzione rapida dell’intero albero o dei singoli elementi

vaglianti, coperto da brevetto Simex. Una soluzione

che permette una manutenzione semplice e veloce direttamente

in cantiere, senza fermi macchina, garantendo

continuità operativa e maggiore efficienza. E la pezzatura

del materiale in uscita? Quella standard è di 0-20 millimetri,

ma, agendo sui distanziatori, è possibile ridurla a 0-

10 millimetri o aumentarla a 0-30 millimetri, in base ai

contesti applicativi e alle esigenze di cantiere. Inoltre, a seconda

del tipo di materiale da trattare, la benna può essere

equipaggiata con utensili in poliuretano, ideali per terreni

umidi o sabbiosi e per preservare l’integrità del materiale

vagliato, oppure con utensili in acciaio, consigliati per impieghi

più gravosi e materiali abrasivi.

Le vagliatrici VSE Tornado, infine, sono in grado di separare

materiali di diversa pezzatura anche se umidi o bagnati.

La nuova configurazione a due e tre alberi con elementi

a stella, infatti, ottimizza la vorticosità del materiale trattato,

migliorando le performance e aumentando la redditività

delle operazioni sul campo. È così possibile vagliare, ridurre,

bonificare e areare con una sola bennata scarti vegetali e

La linea di vagliatrici VSE Tornado per la pulizia

e l’areazione del terreno, anche bagnato, permette

di trattare la terra direttamente in cantiere, senza

doverne acquistare di vergine. Un bel risparmio.

terriccio, per accelerare la fase di compostaggio e produrre

un vagliato di una pezzatura ideale per il ripristino delle

aree verdi. Il materiale di scarto, ridotto al minimo, permette

di abbattere i costi di conferimento e smaltimento nei centri

specializzati.

Meno usura negli scavi di trincee a sezione ridotta

Andando a riguardare le novità presentate da Simex

nel 2025 non possiamo non menzionare i nuovi utensili

per dischi da taglio, pensati per le applicazioni nelle

mini e microtrincee, da abbinare all’ampia gamma di

escavatrici a ruota dell’azienda (ben 18 modelli in tre

gamme di prodotto, RW e T per pale e minipale, e la linea

RWE per escavatori di diverse taglie): utensili speciali

in cui il carburo di tungsteno è esternamente rivestito

da un deposito di diamante policristallino

sinterizzato (PCD). Obiettivo per cui sono stati sviluppati:

maggiore produttività, migliore precisione e per

superare i limiti degli utensili rotanti a punta conica in

carburo di tungsteno, la soluzione largamente più diffusa

per le applicazioni di taglio in microtrincea.

«Questo tipo di utensile, largamente ed efficacemente

utilizzato nelle testate fresanti e da scavo, inizia a mostrare

i suoi limiti nelle applicazioni di microscavo o taglio,

dove la miniaturizzazione della soluzione tradizionale

ha di per sé l’enorme svantaggio di creare una

grande sollecitazione sulla superficie dell’utensile stesso,

dovuta all’enorme forza di contatto localizzata» -

spiega il team tecnico di Simex. «Questo comporta che

gli utensili conici in carburo di tungsteno, seppur relativamente

economici, soffrano di elevata usura e durata

limitata, tanto che l’operatore è spesso costretto

alla loro sostituzione, quasi giornaliera».

Simex ha deciso così di equipaggiare la propria gamma

di escavatrici a ruota per lo scavo di trincee a sezione

ridotta con un utensile in cui il carburo di tungsteno

è rivestito da PCD.

«La durezza apportata dalla superficie diamantata

estende di diversi ordini di grandezza la durata temporale

dell’utensile durante le applicazioni di scavo, permettendo

di lavorare distanze più estese senza necessità

di particolari manutenzioni» - continua il team

Simex. «Le stesse proprietà del diamante sinterizzato

Variante a settori con utensili in PCD per i modelli

di escavatrice a ruota RW 350 e RWE 35,

per sostituire i singoli segmenti e non l’intero disco.

permettono l’adozione di velocità periferiche più alte

del disco di taglio, quindi una rotazione più veloce che

si traduce in maggiore produttività giornaliera per l’operatore.

Allo stesso modo lo spigolo vivo del profilo dell’utensile,

ora passato da conico a cilindrico, date le migliori

caratteristiche di tagliente, permette di ottenere

una migliore pulizia dello scavo e un profilo di taglio più

netto e pulito». Non è tutto: oltre alla versione con disco

monolitico, per i modelli di escavatrice a ruota RW

350 e RWE 35, è disponibile anche la variante a settori

con utensili in PCD, una soluzione che consente una

maggiore facilità di manutenzione, permettendo di sostituire

i singoli segmenti e non l’intero disco. I settori,

ciascuno dei quali incorpora tre utensili, sono facilmente

sostituibili in cantiere in caso di danneggiamento (urti

contro elementi in ferro, ecc.) e successivamente riparabili

e riutilizzabili.

[60] febbraio 2026 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2026 [61]



Macchine&Componenti

Escavatori cingolati

testi di Antonio Fargas

L’attesissimo

DASH 12

Il primo di 12 a generazione è il PC220LC/LCi-12.

Komatsu parla di un salto d’innovazione quantico,

paragonabile al debutto dei Serie 8. Si freme

per sapere quando arriverà l’NLC e il braccio triplice

Komatsu Europe alza ulteriormente l’asticella dell’innovazione

nel settore delle costruzioni con il lancio

dei nuovi escavatori PC220LC-12 e PC220LCi-12. Da

subito, gli operatori e i proprietari attendono di sapere quando

saranno disponibili alla vendita la versione a carro stretto

NLC e il braccio triplice posizionatore, accessori che promettono

di estendere ulteriormente versatilità e produttività

della macchina. Questi modelli rappresentano il culmine di

anni di esperienza Komatsu nell’integrazione di tecnologie

avanzate di automazione allo scavo, già vanto consolidato

del marchio. Il PC220LCi-12, in particolare, porta la piattaforma

di intelligent Machine Control 3.0 (iMC 3.0) a nuovi livelli,

con funzionalità di sterzo automatico in trincea, controllo

dei confini 3D, rotazione automatica per il carico

semiautomatico dei camion e possibilità di collegamento

remoto tramite Smart Construction Remote.

Parliamo di funzioni uniche che permettono di aumentare

produttività e precisione in ogni operazione di scavo.

Potenza e efficienza senza compromessi

Entrambe le versioni montano il motore Komatsudi nuova

generazione SAA4D107E‐5 tarato a 129 kW. Si tratta di un

’quattro cilindri in linea, raffreddato ad acqua, turbocompresso

e con post‐raffreddamento «aftercooled» e iniezione diretta

common rail. Il propulsore supporta un impianto idraulico ad

alta efficienza comandato elettronicamente, che riduce del

18% il consumo medio di carburante rispetto alla Serie 11,

con un risparmio stimato di circa 2,1 litri all’ora.

L’aumento del 7% della forza del braccio e della benna, insieme

a una nuova modalità P+ che migliora produttività e rendimento

del carburante rispettivamente del 18% e del 20%,

si traduce in costi operativi sensibilmente ridotti.

Controllo digitale

La cabina completamente ridisegnata offre più spazio per le

gambe (+30%), una visibilità migliorata del 50% e un nuovissimo

sedile premium opzionale. Le leve di comando elettroniche

ultra versatili e programmabili, il sistema di riconoscimento

operatori e i monitor touch da 8 a 10 pollici permettono

di personalizzare ogni aspetto della macchina, rendendo le

operazioni intuitive anche per operatori meno esperti. Le funzionalità

iMC 3.0, integrate di fabbrica, includono anche un

sistema di pesatura avanzato, geofence e possibilità di collegamento

al sistema Smart Construction Fleet, che ottimizza

il carico dei camion senza input manuale, aumentando

efficienza e sicurezza.

[62] febbraio 2026 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2026 [63]



Escavatori cingolati

Tutta la potenza senza il cavo

Hilti lancia sessanta nuovi attrezzi a batteria

Nuron per lavori pesanti: più potenza,

sicurezza e produttività per i professionisti

DOPPIO MONITOR L’iMC 3.0 integra da stabilimento,

il sistema di pesatura avanzato, la funzione geofence

e connessione Smart Construction Fleet.

Sicurezza, affidabilità e semplicità

Komatsu conferma la propria tradizione di macchine robuste

e durevoli, con braccio e avambraccio monolitici rinforzati,

sottocarro rinnovato e torretta progettata per impieghi

gravosi. La manutenzione è stata ulteriormente semplificata.

Il cambio olio motore passa a ben 1.000 ore operative, il

filtro idraulico ogni 3.000 ore, mentre la pulizia Dpf è da prendere

in considerazione dopo le prime 8.000 ore ma dipende

dal tipo di utilizzo fatto. Tutto questo va a vantaggio dei

tempi di fermo macchina e riduce il Tco. Il sistema KomVision

a 360°, l’indicatore antiribaltamento e il rilevamento della presenza

di persone garantiscono massima sicurezza in cantiere,

completando un pacchetto che unisce produttività, comfort

e tutela dell’operatore.

Ed è solo l’inizio...

Se l’anteprima mondiale dei nuovi PC220LC/LCi-12 è stata

al Bauma 2025, con dimostrazioni dinamiche e accesso diretto

alla cabina. Per il pubblico internazionale, è stata la prima

occasione per toccare con mano il livello di innovazione

Komatsu, frutto di oltre dieci anni di sviluppo e feedback

dai cantieri di tutto il mondo. Con l’attesa per la disponibilità

della versione NLC a carro stretto e del braccio triplice posizionatore,

Komatsu conferma la propria leadership nella digitalizzazione,

nell’automazione e nella personalizzazione

dell’escavazione, offrendo macchine in grado di combinare

potenza, precisione e risparmio operativo, senza compromessi

sul comfort e sulla sicurezza.

Hilti ha ampliato la

piattaforma

cordless Nuron

introducendo oltre 60

nuovi attrezzi a batteria

per applicazioni pesanti,

unendo tecnologia

all’avanguardia,

affidabilità in cantiere,

servizi di noleggio e

assistenza dedicata e un

elevato valore residuo dei

prodotti. La nuova

gamma consente ai

professionisti di

affrontare lavori

tradizionalmente riservati

agli attrezzi a cavo o a

gas, migliorando

produttività e sicurezza. I

nuovi elettroutensili,

disponibili dal quarto

trimestre 2025, mirano a

incrementare l’efficienza

dei professionisti

dell’edilizia, garantendo al

contempo comfort e

sicurezza sul posto di

lavoro. La gamma

comprende strumenti per

demolizione, taglio del

calcestruzzo, lavorazioni

su legno e altre

applicazioni gravose,

supportati da batterie di

nuova generazione con

maggiore potenza,

capacità superiore e

tempi di ricarica più

rapidi, per un incremento

dell’efficienza fino al 25%

in cantiere. Funzioni

consolidate come

riduzione delle vibrazioni,

protezione anticontraccolpo

e controllo

integrato della polvere

rendono il lavoro più

sicuro e meno faticoso,

tutelando la salute degli

operatori. La piattaforma

Nuron, lanciata nel 2022,

unisce oggi oltre 180

prodotti tra elettroutensili,

batterie e caricabatterie in

un unico ecosistema

connesso al cloud,

semplificando la gestione

del parco attrezzi e

incrementando la

produttività complessiva.

L’integrazione con il

software ON!Track

permette di monitorare in

tempo reale lo stato delle

attrezzature e delle

batterie, riducendo i fermi

non pianificati fino al 20%,

velocizzando i cicli di

lavoro e contenendo i

costi di manodopera.

Oltre alla tecnologia e alle

prestazioni, Hilti offre ai

clienti servizi completi di

noleggio e assistenza,

assicurando che ogni

attrezzo sia sempre

pronto all’uso e

mantenendo alto il valore

residuo dei prodotti.

Questo approccio

consente ai professionisti

di scegliere lo strumento

più adatto a ogni attività,

con la flessibilità di

passare agevolmente tra

strumenti a batteria, a

cavo o a gas,

semplificando

manutenzione e

approvvigionamento.

hilti.it

[64] febbraio 2026 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2026 [65]



De

&Riciclaggio

Cesoie

L’MB200 Bolt Cutter,

è una cesoia

idraulica compatta

per il taglio a freddo

di acciaio di rinforzo

con spessore

massimo di 32 mm

testi di Matthieu Colombo

TAGLIENTI

A CAMBIO

RAPIDO

La cesoia

MB200

di Darda, taglia

barre di acciaio

fino a 32 mm

con precisione

e senza

scintille, ideale

per cantieri

con spazi

ristretti

e vincoli

operativi.

DATECI

un taglio

Guarda

la presentazione

videl dell’MB200

https://dardaitalia.it/

La combinazione di forza, compattezza e taglio a freddo

rende l’MB200 ideale per demolizione parziale, riparazioni

strutturali e modifiche locali su calcestruzzo armato,

soprattutto dove vincoli di accesso o carico

impediscono l’uso di macchinari più grandi. Grazie a queste

caratteristiche, il nuovo modello di Darda si conferma

uno strumento di riferimento per aziende specializzate

in demolizione industriale, lavori civili e rifacimenti

in contesti sensibili.

Darda GmbH, è un’azienda tedesca con sede a Blumberg,

specializzata in tecnologia per la demolizione. Fondata

nel 1958 come costruttrice di macchine per lavorazione

della pietra, è oggi arte del Brokk Group, una realtà industriale

internazionale che unisce diverse aziende leader

nella demolizione avanzata.

Darda ha presentato il nuovo MB200 Bolt Cutter,

una cesoia idraulica compatta progettata per il taglio

di acciaio di rinforzo ad alta resistenza in lavori

di demolizione, riparazione e ristrutturazione. Questo

attacco è in grado di affrontare barre fino a 32 mm di diametro

grazie a un processo di taglio a freddo che elimina

scintille, fiamme e vibrazioni eccessive, caratteristiche fondamentali

per interventi in edifici abitati, infra strutture operative

o cantieri con restrizioni su rumore e hot works. La

macchina sviluppa una forza di taglio massima di 2.059

kN, superiore agli standard delle attrezzature della stessa

classe, e permette di operare con precisione anche in

contesti complessi.

L’MB200 è stato studiato per carrier leggeri con peso operativo

tra 1,2 e 2,8 tonnellate e si caratterizza per un’apertura

delle ganasce di 110 mm e una profondità di taglio

di circa 70 mm, garantendo accesso a ferri molto congestionati

tipici di pareti e solette in calcestruzzo armato.

Il peso di 165 kg senza piastra di montaggio rende il

dispositivo facilmente integrabile su escavatori compatti,

robot da demolizione e altri piccoli carrier, combinando

manovrabilità e potenza in ambienti ristretti.

L’adozione di inserti di taglio sostituibili rapidamente riduce

i tempi di fermo macchina e ottimizza la produttività,

un vantaggio significativo per interventi con programmazioni

serrate.

[66] febbraio 2026 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2026 [67]



De

&Riciclaggio

Escavatori demolition

Quale altro titolo per unire

la demolizione del blocco A

dell’ospedale di Arco

e la precisione operativa

del nuovo Volvo

demolition EC400 HR

della Zampedri Lorenzo

Il chirurgo

SVEDESE

Siamo stati ad Arco, in provincia di Trento, per osservare

in azione uno dei primi escavatori Volvo

EC400 HR da demolizione consegnati in Italia.

Questo modello di nuova generazione era già stato da

noi analizzato nel novembre 2024 in Svezia e presentatovi

sul numero di dicembre 2024 di Costruzioni, insieme

al nuovo EC500 HR. Abbiamo scelto di vedere la macchina

al lavoro nel cantiere trentino per raccogliere e

portarvi la testimonianza diretta di un cliente come l’impresa

Zampedri Lorenzo di Pergine Valsugana (TN).

Ad Arco, l’azienda ha avviato la demolizione meccanica

top-down del blocco “A” dell’ospedale locale, inattivo

dai primi anni 2000, ma di fatto collegato al nuovo grup-

po ospedaliero. Ad accoglierci in cantiere, il geometra

Francesco Simoni, responsabile della sicurezza e coordinatore

delle operazioni per la Zampedri Lorenzo. Come

il contesto può lasciare immaginare, l’intervento è particolarmente

delicato in quanto l’attività ospedaliera è attiva.

Questo richiede la massima attenzione e professionalità

da parte di tutti i soggetti presenti in cantiere

e ha premiato l’impresa Zampedri Lorenzo che grazie al

piano di demolizione studiato nel dettaglio si è aggiudicata

la gara d’applato. La struttura blocco “A” oggetto della

demolizione, è in calcestruzzo armato e mattoni, risale

agli anni Cinquanta-Sessanta.

Prima della demolizione meccanica, l’impresa ha comtesti

e foto di Matthieu Colombo

STANDARD O CON PROLUNGA

Per lavorare all’ospedale di Arco l’EC400 HR

è in configurazione standard da demolizione.

È inoltre possibile aggiungere una nuova

prolunga da 3.000 mm di lunghezza.

[68] febbraio 2026 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2026 [69]



De

&Riciclaggio

Escavatori demolition

Link alla storia

aziendale della

Zampedri Lorenzo

zampedrilorenzo.it

A TESTA ALTA La cabina è inclinabile

fino a 30° ed ha una struttura diversa

dalla standard. Il tergicristallo

è incernierato in basso per

non ostacolare la visibilità

in altezza dell’operatore,

mentre il vetro anteriore

di sicurezza è un elemento unico.

pletato uno scrupoloso lavoro di strip-out e bonifica dei

materiali pericolosi, tra cui lana di roccia nelle intercapedini

e amianto rinvenuto nelle vecchie centrali termiche

e nelle colonne di sfiato delle stesse. Al termine dei

lavori, l’area ospiterà un nuovo edificio più basso destinato

a magazzini, camere mortuarie e parcheggi per il

personale.

Il nuovo Volvo EC400 High Reach

Il protagonista del cantiere è il nuovo Volvo EC400 HR,

modello di ultimissima generazione con motorizzazione

Stage V, che sostituisce in gamma il precedente

In un mercato competitivo, l’affidabilità e la serietà nel portare

a termine i lavori senza problemi sono ciò che viene

riconosciuto alla Zampedri Lorenzo. Crediamo molto nelle

nostre radici, tanto da aver mantenuto la sede qui a Pergine

nonostante la crescita, e continuiamo a investire sui giovani

locali e sulla loro formazione, perché la passione per

questo mestiere è il vero motore della nostra crescita.

Scegliamo Volvo per l'efficienza dei consumi e l'idraulica

che piace agli operatori. Inoltre, per questo demolition,

Zanon&Marchi è stata l'unica a garantirci per iscritto la consegna

della macchina nei tempi necessari al cantiere di Arco.

Stefano

Zampedri

socio

impresa

Zampedri Lorenzo

ZAVORRA IDRAULICA

I nuovi Volvo High Reach

poggiano a terra

la zavorra

idraulicamente, senza

l’ausilio di autogru.

EC380E HR. In questa configurazione voluta dalla Zam -

pedri Lorenzo, l’escavatore monta un braccio High Reach

(HR) da 24 metri operativi, progettato per operare con

precisione e perfetto per intervenire sulle altezze del blocco

ospedaliero. Lo stesso modello può inoltre montare

una nuova prolunga da 3.000 mm opzionale che, posta

tra tronchetto di base e braccio HR porta l’altezza operativa

a oltre 26 m. Dal punto di vista tecnico, l’EC400 HR

introduce innovazioni che aumentano efficienza e sicurezza.

Il carro allargabile idraulicamente garantisce stabilità

durante gli sbracci laterali, mentre il sistema di rimozione

della zavorra posteriore consente di posare il

contrappeso a terra in autonomia, senza gru d’appoggio

per facilitare i trasferimenti da un cantiere ad un altro.

L’operatore Alessio Perina ha evidenziato l’estrema precisione

dei nuovi joystick elettronici e del sistema idraulico

ottimizzato, che rendono i movimenti più fluidi rispetto

alle generazioni precedenti. La cabina inclinabile

fino a 30° integra un vetro monoblocco P5A e il sistema

Demolition Assist, che fornisce dati in tempo reale sulla

stabilità in base al braccio montato.

La sicurezza è ulteriormente rafforzata dal sistema Volvo

Smart View che può essere integrato dalla tecnologia

Obstacle Detection, che sfrutta l’intelligenza artificiale

[70] febbraio 2026 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2026 [71]



De

&Riciclaggio

Escavatori demolition

Il nuovo Volvo EC400 HR rappresenta un salto generazionale

notevole rispetto alle macchine che ho utilizzato in precedenza.

La prima sensazione che si avverte è quella di una

precisione estrema: l'idraulica è davvero "tanta roba". Grazie

al distributore con spole controllate elettronicamente: il feeling

è completamente diverso rispetto ai sistemi elettroidraulici

del passato e, una volta fatta l'abitudine, i vantaggi

in termini di operatività sono enormi. In sostanza, la

risposta dei comandi e la fluidità della macchina è talmente

progressiva e gestibile che il lavoro in quota

è per me molto più intuitivo e sicuro.

Alessio

Perina

operatore

EC400 HR

Zampedri Lorenzo

Francesco

Simoni

resp. sicurezza

e coordinatore

Zampedri Lorenzo

Gianluigi

Palmieri

commerciale

Zanon&Marchi

Il blocco A dell'ospedale di Arco è una struttura degli anni '50-

'60 che è stata costruita in più fasi per poi essere dismessa

circa vent'anni fa. Questo porta ad avere strutture unite e non

uniformi, da valutare attentamente. Prima di iniziare la demolizione

meccanica abbiamo eseguito una fase delicata di

strip-out e bonifica rimuovendo lana di roccia utilizzata come

isolante nelle intercapedini e bonificando l'amianto di camini

e sfiati della vecchia centrale termica dell'ospedale.

Longheroni HD rinforzati Cilindri protetti Carro allargabile da 2.990 a 3.980 mm

per rilevare pedoni e oggetti nelle vicinanze della torretta.

Sul campo, ci ha accolto anche Gianluigi Palmieri della

concessionaria Zanon&Marchi, rappresentante ufficiale

Volvo CE Italia per Trento e Bolzano dal 2021, e

riferimento dell’impresa per la provincia di Trento per la

vendita del nuovo, dell’usato, il noleggio e l’assistenza

tecnica garantita sul territorio con tecnici specializzati e

ofcine mobili attrezzate per l’assistenza in cantiere.

Un riferimento sul territorio

Fondata nel 1981 da Lorenzo Zampedri, l’azienda celebra

ben 45 anni di attività. Partita come piccola realtà familiare

con un solo camion e un escavatore per scavi,

l’impresa si è trasformata sotto la guida di Lorenzo e dei

figli Stefano e Nicola, affiancati dai cugini Denis e Ivan.

Oggi Zampedri Lorenzo è una delle realtà più strutturate

del Trentino, con circa 40 dipendenti, più 10 collaboratori,

e un parco macchine all’avanguardia, prevalentemente

Volvo ed ha realizzato la sua nuova sede nel paese

d’origine, ossia a Pergine Valsugana (TN).

Oltre alla specializzazione in lavori di movimentazione

terra, sbancamenti, regimazione delle acque, realizzazione

di sottoservizi, bonifiche, demolizioni e lavori stradali,

l’impresa è supportata dalla consociata Sativa, specializzata

nella selezione e nel riciclaggio dei rifiuti da

costruzione e demolizione. In altre parole la Zampedri

Lorenzo offre un servizio a tutto tondo che permette di

ottimizzare le tempistiche .

OTTIMIZZATO Connessioni unificate (qui sotto i Faster

sopra braccio) e nuovo layout delle tubazioni idrauliche

rendono l’allestimento ancora più facile e veloce.

[72] febbraio 2026 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2026 [73]



Cave&Calcestruzzo

Emissioni

Calcestruzzo

AL GRAFENE

Per decarbonizzare

il calcestruzzo,

riducendo il contenuto

di cemento o di clinker,

l’inglese Concretene

ha elaborato una ricetta

esclusiva con grafene

testi di Antonio Fargas

Èil materiale da costruzione più utilizzato al mondo.

Stiamo parlando del calcestruzzo che, proprio per i

volumi enormi in cui è prodotto è etichettato come

uno dei principali responsabili delle emissioni globali di anidride

carbonica. In realtà, dal punto di vista tecnico e industriale,

l’impatto climatico del calcestruzzo non deriva

tanto dal materiale nel suo insieme quanto da uno dei suoi

componenti fondamentali: il cemento, e in particolare il clinker

necessario per produrlo. È nella cottura del calcare nei

forni, a temperature prossime ai 1.450 gradi, che si concentra

la maggior parte delle emissioni di CO 2 , sia per effetto

della reazione chimica di decarbonatazione sia per

l’elevato fabbisogno energetico del processo.

Di conseguenza, quando si parla di decarbonizzare il calcestruzzo,

si parla in realtà di ridurre il contenuto di cemento

o di clinker, oppure di sostituirli parzialmente con materiali

a minore impronta carbonica.

Una strada alternativa

È in questo contesto che si inserisce l’interesse crescente

per il grafene e per i materiali bidimensionali affini. Il tema

è stato oggetto del seminario “Graphene in Concrete”, organizzato

dall’Institute of Concrete Technology il 9 febbraio

2026 presso il Graphene Engineering Innovation Centre di

Manchester, luogo simbolo della ricerca sul grafene fin dalla

sua scoperta all’Università di Manchester. L’evento ha

permesso di valutare in modo realistico se e come il grafene

stia passando dalla ricerca di laboratorio a un impiego

concreto nei processi produttivi dell’industria del calcestruzzo.

Dal punto di vista scientifico, l’interesse per il

grafene nasce dalle sue proprietà eccezionali e dalla sua

capacità di interagire con la microstruttura della pasta

cementizia. Numerosi studi accademici pubblicati negli ultimi

anni mostrano che l’aggiunta di quantità molto ridotte

di grafene o ossido di grafene può portare a una microstruttura

più densa e compatta, con un miglioramento delle

resistenze meccaniche e una riduzione della permeabilità.

Questi effetti, osservati soprattutto in condizioni di laboratorio,

suggeriscono che sia possibile ottenere le stesse prestazioni

meccaniche e di durabilità utilizzando meno cemento,

intervenendo quindi proprio sulla componente più

emissiva del calcestruzzo.

IN UK È GIÀ

REALTÀ

Concretene

è una società

tecnologica

britannica

con sede

a Manchester

(Regno Unito)

che sviluppa

un additivo

innovativo per

calcestruzzo

a base

di grafene.

© credit Alan Beck NERD

Esperti a confronto

Il passaggio dalla teoria alla pratica è tutt’altro che scontato.

Per questo motivo il seminario ICT ha messo a confronto

ricercatori universitari e operatori industriali coinvolti

in sperimentazioni su scala reale. Nel Regno Unito sono

già stati avviati alcuni progetti pilota significativi. Tra questi,

un calcestruzzo a basse emissioni contenente grafene

è stato utilizzato nel 2025 per un’infrastruttura idrica in collaborazione

con grandi attori del settore dei materiali e delle

costruzioni. Secondo i promotori, la miscela ha consen-

© credit Alan Beck NERD

[74] febbraio 2026 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2026 [75]



Emissioni

ADDITIVO La ricetta di Concretene migliora

la resistenza meccanica, la durabilità e la microstruttura

del calcestruzzo, permettendo di ridurre la quantità

di cemento necessaria e quindi l’impronta di carbonio del

calcestruzzo stesso. Siamo ben oltre la sperimentazione.

tito una riduzione rilevante delle emissioni di CO 2 per metro

cubo, grazie alla diminuzione del contenuto di cemento,

mantenendo al contempo prestazioni meccaniche adeguate

per l’applicazione prevista. Altri sviluppi arrivano da

aziende che stanno lavorando su additivi liquidi a base di

grafene, progettati per essere integrati negli impianti di betonaggio

esistenti senza modifiche sostanziali ai processi

produttivi. In questi casi, i benefici dichiarati non derivano

da una “magia” del grafene, ma dalla possibilità di

migliorare l’efficienza del cemento all’interno della miscela.

In pratica, se il calcestruzzo raggiunge resistenze più

elevate o una maggiore durabilità, il progettista può valutare

una riduzione del dosaggio di cemento o una diversa

ottimizzazione della ricetta, con un effetto indiretto

ma concreto sulla carbon footprint del materiale.

Se son rose fioriranno

Resta però un ampio divario tra le prestazioni misurate in

laboratorio e quelle ottenibili in produzione industriale. Uno

dei principali ostacoli è la dispersione del grafene all’interno

della miscela cementizia, poiché il materiale tende ad

agglomerarsi, rendendo difficile garantire uniformità e ripetibilità

su grandi volumi. A questo si aggiungono questioni

legate ai costi, alla disponibilità di materiali di qualità

costante e all’assenza di norme tecniche consolidate

© credit Alan Beck NERD

che ne regolino l’impiego nel calcestruzzo strutturale.

Proprio per questo l’ICT sottolinea la necessità di valutare

il grafene con un approccio pragmatico, affiancandolo

e non contrapponendolo alle strategie di decarbonizzazione

già consolidate, come la riduzione del clinker, l’uso

di leganti alternativi, i materiali cementizi supplementari

e l’ottimizzazione delle miscele.

Per i produttori e i progettisti britannici, il seminario di

Manchester è stata quindi un’occasione per capire dove

il grafene possa offrire benefici misurabili e verificabili e

dove, invece, le aspettative superino ancora le evidenze disponibili.

È emerso un messaggio di cauto realismo. Il grafene

non elimina l’impatto ambientale del calcestruzzo, ma

può contribuire a ridurlo se e quando consente di utilizzare

meno cemento a parità di prestazioni.

In sostanza, la sua diffusione dipenderà non solo dalle promesse

scientifiche, ma dalla capacità dell’industria di dimostrarne

l’efficacia su larga scala, in modo ripetibile, economicamente

sostenibile e supportato da dati solidi.

[76] febbraio 2026 Costruzioni



Cave&Calcestruzzo

Pneumatici OTR

FINO A 18,5 T

DI CAPACITÀ

DI CARICO La

riprogettazione

della struttura

interna, con

blocchi

di gomma

curvilinei

e distanziati del

nuovo

pneumatico

OTR riducono

lo stress sulla

superficie

di contatto

e massimizzano

la protezione

della carcassa.

testi di Matthieu Colombo

Due stelle...

MICHELIN

Negli ultimi anni il mercato dei pneumatici Off The

Road (OTR), in particolare quelli destinati a grandi

macchine movimento terra attive in cave e miniere,

ha visto crescere la domanda di prodotto e in paticolare

di soluzioni tecnologicamente all’altezza di equipaggiare

la continua evoluzione delle macchine in termini di

prestazioni per meglio far fronte ad applicazioni gravose

come quelle di cave e miniere.

In questo contesto di domanda crescente, Michelin ha annunciato

il lancio del nuovo XTRA Power L5 26.5 R25, un

OTR progettato specificamente per caricatori di grandi dimensioni

impiegati in condizioni estreme come su fronte

cava, in movimentazione di blocchi, trasporti forestali o superfici

abrasive tipiche delle estrazioni minerarie. Questo

prodotto è un’evoluzione dell’attuale offerta che Michelin

ha voluto per rispondere alle esigenze di macchine sem-

Come se fosse uno dei

migliori ristoranti della

mitica guida rossa

del Bibendum, il nuovo

XTRA Power L5**

promette prestazioni

al top in termini

di capacità di carico

pre più potenti e ad alta produttività, integrando robustezza

strutturale, affidabilità nel tempo e comfort operatore in

un unico pacchetto performante.

Più 23% di capacità

Dal punto di vista tecnico, l’XTRA Power L5** 26.5 R25

spicca per una capacità di carico aumentata fino a 18,5 t,

ovvero circa il 23% in più rispetto allo stesso pneumatico

di generazione precedente! Questo salto in termini di portata

è stato possibile grazie alla riprogettazione della struttura

interna, con blocchi di gomma curvilinei e distanziati

che riducono lo stress sulla superficie di contatto e massimizzano

la protezione della carcassa. I rinforzi nella banda

di rotolamento e nelle spalle migliorano la trasmissione

del momento torcente dal veicolo alla superficie,

consentendo cicli di lavoro più efficaci e riducendo le sollecitazioni

termiche e meccaniche che possono causare

danni precoci. Un altro elemento di rilievo è la mescola di

gomma ottimizzata abbinata a un disegno del battistrada

progettato per affrontare terreni particolarmente abrasivi

e irregolari: pietre, detriti, sabbia e superfici dure rappresentano

condizioni tipiche in cave e miniere, dove i pneumatici

devono combinare aderenza, resistenza all’usura

e capacità di auto pulizia.

Queste caratteristiche favoriscono una maggiore produttività

e riducono anche il rischio di slittamenti al tallone, uno

dei fattori che può portare a usura prematura. Sul fronte

della gestione dei costi operativi, Michelin ha confermato

che il nuovo XTRA Power L5** è progettato per essere ricostruibile,

un aspetto non trascurabile per i fleet manager:

poter ricostruire un pneumatico di questa dimensione prolunga

la vita utile dell’investimento e contribuisce a ridurre

i costi complessivi legati alla sostituzione e allo smaltimento

del materiale fuori uso. Allo stesso tempo la possibilità

di operare con pressioni fino a 7,5 bar aumenta la

stabilità delle macchine del 20%, migliorando il comfort

dell’operatore e la precisione nei cicli di carico intensivi, fattori

sempre più considerati nelle specifiche di acquisto moderne.

Nella prospettiva competitiva del mercato OTR, l’iniziativa

di Michelin con XTRA POWER L5** si inserisce in

uno scenario dominato dai costruttori leader di OTR, ma

anche presidiato da produttori specializzati ed emergenti.

Oggi tutti investono in R&S per sviluppare pneumatici che

offrano sicurezza, durata e performance superiori su macchine

sempre più grandi, sofisticate, e non è scontato riuscire

a fare la differenza per mantenere quote di mercato

in un segmento sempre più competitivo, dove anche aspetti

come la sostenibilità, la telematica integrata e l’ottimizzazione

dell’intero ciclo di vita del pneumatico stanno diventando

differenziatori strategici. Con il nuovo l’XTRA

Power L5** 26.5 R25, Michelin ha senza dubbio lanciato

un guanto di sfida alla concorrenza.

[78] febbraio 2026 Costruzioni



Cave&Calcestruzzo

Normativa

Con i piedi

IN TERRA

FRANCESCO

CASTAGNA

Il presidente

dell’Associazione

Nazionale

Estrattori

e Produttori

Lapidei ed Affini,

ha introdotto

i lavori del

seminario

dedicato al PMA,

presso la sede

ANCE di Milano.

Il Piano di Monitoraggio

Ambientale delle attività

estrattive in Regione

Lombardia è frutto

del dialogo tra Arpa

e Anepla e di buonsenso

testi di Matthieu Colombo

Con la Delibera della Giunta Regionale 5442/2025

la Lombardia introduce un Piano di Monitoraggio

Ambientale aggiornato, che supera la logica del mero

controllo e punta a una gestione ragionata delle cave.

Anepla ha contribuito, con la voce delle imprese estrattive,

ad una lettura dell’atto che ha permesso di rendere il quadro

normativo a tutela dell’ambiente più aderente alle realtà

produttive di oggi.

Quando si parla di attività estrattive, il monitoraggio ambientale

è da anni uno dei terreni più delicati di confronto

tra imprese, istituzioni e territori. Polveri, rumore, acque,

biodiversità non sono più solo temi tecnici, ma elementi

centrali nella percezione pubblica della cava e nella sua accettabilità

sociale. In questo scenario si colloca la D.g.r.

5442/2025 di Regione Lombardia, che definisce in modo

organico i contenuti del Piano di Monitoraggio Ambientale

delle attività estrattive e segna un passaggio significativo

nel rapporto tra industria e ambiente. Non si tratta di un

semplice atto amministrativo, ma dell’esito di un percorso

lungo e complesso, nel quale il ruolo di ANEPLA è stato decisivo

per trasformare un impianto inizialmente rigido in

uno strumento più equilibrato e coerente con la realtà operativa

delle cave.

Da controllo a gestione

Il Piano di Monitoraggio Ambientale delineato dalla delibera,

evoluzione di una prima bozza destabilizzante, ha

come obiettivo quello di accompagnare con sinergia e coerenza

l’intero ciclo di vita delle cave lombarde: dalle fasi preliminari

del loro esercizio, fino al recupero, all’eventuale

post-ripristino se in presenza di criticità residue. L’obiettivo

non è quindi verificare solo il rispetto dei limiti normativi,

[80] febbraio 2026 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2026 [81]



Cave&Calcestruzzo

Normativa

AREE GIÀ ESAURITE L’operatore ha la possibilità

di proporre un piano di monitoraggio calibrato

sull’effettiva area d’azione della cava, escludendo terreni

già riconsegnati. Per fare questo è possibile sfruttare

certificati già in essere e documenti che attestano

lo stato attuale del sito estrattivo.

ma di costruire un presidio ambientale continuo, capace

di leggere l’evoluzione degli impatti nel tempo e di supportare

decisioni tempestive.

È un cambio di paradigma rilevante, perché sposta il baricentro

dal controllo ex post alla gestione preventiva. In questo

senso il monitoraggio diventa parte integrante del processo

industriale e non un adempimento accessorio. Le

matrici ambientali considerate sono quelle più direttamente

interessate dall’attività estrattiva: aria, acque sotterranee e

superficiali, rumore, vibrazioni, biodiversità, con l’aggiunta

delle radiazioni ionizzanti per le cave di monte. La richiesta

di utilizzare laboratori accreditati e metodologie

condivise ha come obiettivo quello di uniformare l’affidabilità

dei dati e la loro confrontabilità su scala territoriale.

La modularità come conquista

Uno degli elementi più qualificanti della D.g.r. 5442/2025

è l’introduzione di un approccio proporzionato e modulare

al monitoraggio. La prima impostazione tecnica, elaborata

da ARPA, prevedeva set di analisi sostanzialmente uni-

Normative

attività estrattive

regione.lombardia.it

formi per tutte le cave, indipendentemente dal contesto

ambientale, dalla distanza dai ricettori o dalle modalità

estrattive. È su questo punto che l’azione di Anepla, insieme

ad Ance e Confindustria Lombardia, ha inciso in modo

concreto. Nei tavoli di confronto è stato ribadito che un monitoraggio

efficace non è quello più esteso in assoluto, ma

quello calibrato sugli impatti reali. Il testo finale recepisce

questa impostazione: la durata, la frequenza e l’estensione

delle misure possono essere adeguate in funzione delle

valutazioni emerse in sede di VIA o di verifica di assoggettabilità,

e possono essere modificate nel tempo sulla

base dei risultati.

Anche il riconoscimento dei dati storici e dei monitoraggi

pregressi rappresenta un passaggio fondamentale, perché

evita duplicazioni inutili e valorizza il patrimonio conoscitivo

già prodotto dalle imprese.

Digitale e filiera tecnologica

Un altro elemento di discontinuità è rappresentato dalla digitalizzazione

del monitoraggio. I dati ambientali dovranno

essere caricati su un portale dedicato gestito da ARPA

Lombardia, consentendo alle autorità competenti un accesso

diretto e strutturato alle informazioni. Questo passaggio

ha ricadute che vanno oltre la singola cava e coinvolgono

l’intera filiera tecnologica. Sensori per il controllo

delle polveri, sistemi di misura del rumore e delle vibrazioni,

piattaforme di gestione dei dati diventano strumenti

centrali per garantire la conformità normativa e, allo stesso

tempo, per migliorare l’organizzazione del cantiere. Il

monitoraggio ambientale entra così nel flusso operativo

quotidiano, trasformando il dato in un supporto alle decisioni

industriali. Per i costruttori di macchine e per i fornitori

di tecnologie ambientali si apre uno spazio di innova-

Voce e visione alla filiera

Anepla svolge un ruolo di cerniera tra istituzioni e

imprese estrattrici. L’associazione, che rappresenta

i produttori di materiali lapidei e aggregati naturali,

è da tempo impegnata nel promuovere una cultura

tecnica del monitoraggio ambientale che vada oltre

il semplice rispetto formale delle prescrizioni.

Anepla ha partecipato al confronto con Regione

Lombardia nella fase di definizione degli indirizzi

operativi del Piano di Monitoraggio Ambientale, portando

il punto di vista delle aziende e contribuendo

a costruire un impianto normativo tecnicamente solido

ma applicabile nella pratica quotidiana delle

cave. L’impegno dell’associazione si traduce anche

in attività di informazione e formazione rivolte agli

operatori, con l’obiettivo di chiarire obblighi, metodologie

e responsabilità, ma soprattutto di valorizzare

il monitoraggio come strumento di gestione industriale

e ambientale.

La visione che Anepla propone alle imprese è chiara:

trasformare il Piano di Monitoraggio Ambientale

da costo inevitabile a investimento strategico, capace

di accompagnare il settore estrattivo verso modelli

sempre più stabili, sostenibili e trasparenti.

anepla.it

[82] febbraio 2026 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2026 [83]



Cave&Calcestruzzo

Normativa

SOLIDI SOSPESI TOTALI Al di là della metodologia

di analisi delle acque (vedi QR code) manca chiarezza

e coerenza sulla quantità dei solidi sospesi totali.

zione importante, perché la norma richiede soluzioni affidabili,

integrate e capaci di dialogare con sistemi digitali

condivisi.

Attività connesse e acque chiare

Tra i temi più sensibili affrontati nel confronto tecnico c’è

stato quello della presenza in cava di impianti gestiti da

terzi, come centrali di betonaggio o impianti di asfalto. Il

chiarimento introdotto nella versione finale della delibera,

secondo cui il titolare della cava non è responsabile del monitoraggio

ambientale di attività dotate di autorizzazioni

autonome, rappresenta un elemento di certezza giuridica

fondamentale per le imprese.

Allo stesso tempo, resta l’attenzione sugli effetti cumulativi,

che dovranno essere valutati in modo coerente con il

contesto. Altro nodo rilevante del Piano di Monitoraggio

Ambientale riguarda la gestione delle acque di cava e, in

particolare, il tema dei solidi sospesi totali, uno degli aspetti

più delicati e caratterizzanti dell’attività estrattiva. Il confronto

su questo punto è stato centrale nel dialogo tra

Regione, Arpa e associazioni di categoria, perché le acque

di cava presentano caratteristiche che non possono essere

automaticamente assimilate a quelle degli scarichi

industriali tradizionali.

Il Piano di Arpa dedica una sezione specifica ai laghi di

cava, chiarendo che il monitoraggio delle acque è finaliz-

zato soprattutto alla comprensione dei processi fisici e

biologici che possono svilupparsi nel tempo, come l’eutrofizzazione,

la stratificazione termica o l’insorgenza di

condizioni anossiche negli strati profondi. Le campagne

di misura sono impostate lungo la colonna d’acqua

e prevedono parametri chimico-fisici e campioni integrati,

con l’obiettivo di restituire un quadro evolutivo del corpo

idrico e non una verifica meramente puntuale. In questo

contesto si inserisce il tema dei solidi sospesi totali, che

nelle acque di cava derivano prevalentemente dalla natura

dei materiali estratti e dalle operazioni di movimentazione

e lavaggio degli inerti.

Anepla ha portato un contributo tecnico rilevante, richiamando

la necessità di distinguere tra solidi sospesi di origine

naturale e contaminanti veri e propri e sottolineando

come le acque di cava non possano essere trattate alla

stregua di scarichi industriali. La normativa nazionale, in

particolare il D.Lgs. 152/2006, riconosce infatti specifiche

deroghe per l’attività estrattiva, proprio in ragione della non

pericolosità intrinseca dei fanghi di cava. La versione iniziale

delle indicazioni tecniche ipotizzava riferimenti rigidi

a valori soglia tipici degli scarichi industriali, come il limite

di 25 mg/l per i solidi sospesi totali. Il confronto promosso

da Anepla ha consentito di ricondurre il tema a un approccio

più coerente con la realtà operativa delle cave. Nel

testo finale del Piano, la valutazione dei solidi sospesi e della

torbidità è ricondotta al contesto complessivo del sito,

demandando alla fase autorizzativa la definizione di eventuali

limiti, sulla base delle caratteristiche ambientali e delle

pressioni effettive esercitate. Ne deriva un impianto di

monitoraggio più equilibrato, nel quale i solidi sospesi non

sono trattati come un parametro sanzionatorio automatico,

ma come un indicatore di supporto alla lettura dei processi

ambientali in atto. Il contributo di Anepla ha permesso

di riaffermare un principio chiave: la sostenibilità dell’attività

estrattiva passa anche da regole tecnicamente fondate,

capaci di distinguere tra impatti reali e caratteristiche

intrinseche dei sistemi di cava, evitando assimilazioni improprie

che rischierebbero di trasformare il monitoraggio

in un ostacolo anziché in uno strumento di gestione consapevole.

Scarica le linee guida

di Ispra per le acque

superficiali interne

che illustrano le modalità

di campionamento acque.

isprambiente.gov.it

[84] febbraio 2026 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2026 [85]



Formazione

IPAF ANCH’IO 2026 7-9

L’evento biennale di IPAF Italia è un vero

e proprio contenitore di idee,

che porta a riflessioni e condivisioni di intenti

dei diversi attori della filiera PLE

La quarta edizione di

IPAF ANCH’IO, in

programma a

Monticelli Brusati (BS) il

21 e 22 maggio 2026, si

conferma come

l’appuntamento di

riferimento per sviluppare

e consolidare l’utilizzo in

sicurezza delle PLE in

Italia. L’evento riunisce i

principali attori della filiera

e delle piattaforme di

lavoro mobili elevabili e

sarà come di consueto

incentrato sulle tematiche

che interessano

costruttori, noleggiatori,

concessionari e operatori

professionali. Nato con

l’intento di essere più di

una semplice conferenza,

IPAF ANCH’IO è concepito

come un vero e proprio

contenitore di idee,

riflessioni e condivisioni di

intenti. Qui il settore si

ritrova per affrontare

insieme le sfide più attuali,

condividere esperienze e

anticipare le tendenze che

stanno trasformando il

modo di operare in quota.

Un tema centrale attorno

al quale IPAF continuerà a

concentrare l’attenzione

anche nel 2026 è la

sicurezza operativa delle

PLE, con particolare

riferimento alle cause

principali di incidenti

come i ribaltamenti e alle

strategie per prevenirli.

Questa attenzione alla

sicurezza è coerente con

le recenti campagne

globali dell’organizzazione

volte a sensibilizzare

operatori e datori di lavoro

sulla riduzione degli

infortuni gravi,

promuovendo

comportamenti

consapevoli e buone

pratiche operative.

L’evento vuole inoltre

favorire il dialogo tra i

diversi attori della filiera,

con un focus

sull’innovazione

tecnologica, l’ergonomia,

la digitalizzazione

applicata alla sicurezza e

le opportunità di sviluppo

per chi produce,

distribuisce o noleggia

macchine. Il percorso

“Road to IPAF ANCH’IO

SEGNARE

IN AGENDA

Oltre che

per i ricchi

contenuti,

l’evento

merita

attenzione

anche per

il contesto

in cui

è stato

organizzato.

2026”, che ha previsto una

serie di webinar

specialistici su temi come

tecnologia e sicurezza in

quota, riflette l’impegno

dell’organizzazione nel

preparare il terreno per un

confronto approfondito e

aggiornato tra

professionisti. In un

mondo in continua

evoluzione, dove la qualità

operativa, la

responsabilità condivisa e

l’adozione di tecnologie

avanzate sono sempre più

determinanti, IPAF

ANCH’IO 2026 si propone

come uno spazio di

apprendimento, confronto

e networking

professionale, capace di

unire visione strategica e

concretezza operativa per

accompagnare il settore

verso nuove frontiere di

efficienza e sicurezza.

ipaf.org

OCTOBER 2026

Bologna Exhibition

Centre - Italy

www.urbantech.show

The Urban Technology Show

IN CONJUNCTION WITH

IN COLLABORATION WITH ORGANIZED BY

[86] febbraio 2026 Costruzioni



Sollevamento&Noleggio

Piattaforme aeree

L’eccellenza

Link alla pagina

Italia del sito web

del noleggiatore

SICURA

Loxam punta su sicurezza e sostenibilità

come cardini del proprio sviluppo in Europa.

Investe in formazione, tecnologie di protezione

e procedure rigorose. Obiettivo zero infortuni

loxam.it

La missione di Loxam è chiara: “Rendere il noleggio

una scelta naturale offrendo soluzioni sostenibili e

sempre più sicure”. In un mercato in cui l’affidabilità

e la responsabilità d'’impresa sono sempre più cruciali, lo

specialista del noleggio in Italia, parte di un gruppo leader

in Europa e nel mondo, ha elevato la sicurezza e la sostenibilità

a pilastri fondamentali della propria strategia.

Questo impegno si traduce in un sistema rigoroso di certificazioni

internazionali e in iniziative concrete che plasmano

una vera e propria “cultura della sicurezza”, con

l’obiettivo ultimo di raggiungere assieme alla clientela lo

“Zero Infortuni”.

Per l’azienda, la sicurezza è la massima priorità, sintetizzata

nella filosofia "Sicurezza sempre e ovunque”. Questo

CONOSCERE

I RISCHI

Il primo passo

per elevare

la sicurezza

è conoscere

le macchine,

le loro

funzionalità

ed i rischi a cui

si va incontro.

La formazione

è quindi

fondamentale.

testi di Paolo Cosseddu

principio non è solo una dichiarazione, ma un piano d'azione

che coinvolge ogni collaboratore, rendendo tutti responsabili

della propria incolumità e di quella dei colleghi.

L'efficacia di questo approccio è dimostrata dalla netta

riduzione del tasso di frequenza degli infortuni, sceso da

12,8 negli anni precedenti a 3,20 nel 2024.

Un ventaglio di strumenti e soluzioni

Le iniziative interne per rafforzare la cultura della sicurezza

sono molteplici e mirate. Ogni settimana, in tutte le sedi,

si tiene il Safety Café, un incontro di almeno 15 minuti dedicato

interamente alla discussione sulla sicurezza con i

rispettivi manager. Questo tipo di incontri, estesi anche ai

trasportatori esterni dal 2025, affrontano temi specifici,

casi di cronaca o "near-miss" interni, incoraggiando la di-

scussione aperta. La Stop Card è lo strumento con il quale

tutti i dipendenti, indipendentemente dal loro ruolo, possono

interrompere immediatamente qualsiasi attività considerata

rischiosa o non sicura.

È un gesto di empowerment che mira a dare sempre la

priorità assoluta alla sicurezza per prevenire incidenti. Prima

di accedere a qualsiasi cantiere, i tecnici manutentori Loxam

sono obbligati a compilare un modulo di valutazione dei rischi,

una procedura fondamentale per informare il personale

sui pericoli presenti e salvaguardare la loro salute e sicurezza

durante le operazioni esterne.

Loxam investe significativamente nella formazione continua

dei suoi talent, riconoscendola come la chiave più importante

per operare in modo sicuro: nel solo 2024, sono

state formate più di 3mila persone, per un totale di oltre 9.400

Costruzioni febbraio 2026 [89]



Piattaforme aeree

[90] febbraio 2026 Costruzioni

ore di formazione. Inoltre, è messo a disposizione un servizio

e-learning (IPAF) per la parte teorica dei corsi.

Molta attenzione è posta anche sulla dotazione di dispositivi

di sicurezza all'avanguardia disponibile sui propri

mezzi. Harness ON è un punto di ancoraggio intelligente

che, grazie a un segnale elettronico, comunica alla

Piattaforma di Lavoro Elevabile (PLE) che il funzionamento

è sicuro solo quando l'operatore ha agganciato il

moschettone dell'imbracatura. Questo impedisce l'uso

del mezzo in assenza di un ancoraggio sicuro, mentre

il “Dispositivo Uomo a Terra” (Man-Down Device) è ideato

per proteggere gli operatori che lavorano da soli, e permette

di segnalare e gestire rapidamente un'emergenza

in caso di malori, svenimenti o incidenti.

È tutto nero su bianco

A chiudere il cerchio, un solido sistema di gestione controllato

da auditor indipendenti di terze parti, come dimostrano

le numerose certificazioni ottenute. ISO 45001

(Salute e sicurezza sul lavoro), attesta l'implementazione

di rigorosi standard di sicurezza per rendere il posto

di lavoro sicuro e salubre, prevenendo infortuni e riducendo

i rischi, mentre ISO 9001 (Qualità, soddisfazione

clienti), misura l'efficacia del sistema di gestione della

qualità per garantire la massima soddisfazione del cliente.

E tra l’altro, Loxam è la prima azienda del settore ad

essere certificata per l'intero Gruppo.

ISO 14001 (Ambiente), misura invece le implementazioni

relative alla gestione ambientale, confermando l'impegno

per il controllo dell'impatto ambientale e la continua

ricerca di un miglioramento coerente e sostenibile.

La ISO 27001 (Sicurezza informatica) è la certificazione

più conosciuta nel settore della cybersecurity, assicura

che i requisiti per i sistemi di gestione della sicurezza delle

informazioni siano rispettati. Il suo ottenimento dimostra

che i dati sensibili, inclusi i dati finanziari e personali,

sono trattati in modo sicuro. EcoVadis Gold

Standard testimonia il riconoscimento per la sostenibilità

ambientale e sociale, con il gruppo Loxam che si posiziona

nel top 5% dei fornitori riconosciuti da EcoVadis

come i più avanzati e impegnati nella gestione aziendale

sostenibile.

Infine, Science Based Targets Initiative (SBTI), che convalida

gli obiettivi dell’azienda per la riduzione delle emissioni

di gas serra, promuovendo le migliori pratiche per

contrastare il riscaldamento globale.

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Sollevamento&Noleggio

Noleggio

SERVIZIO

di continuità

testi di Paolo Cosseddu

Cresce la consapevolezza dei clienti lo strumento

del noleggio di soluzioni su misura. A spiegarlo

è Vincenzo Arrichiello responsabile della divisione

Water Solutions and Services di Xylem per l’Italia

medio non sa e nemmeno gli interessa particolarmente

di sapere come funziona l’impianto idrico

che ha in casa, a meno che ovviamente non smet-

L’utente

ta di funzionare: è una di quelle cose che il vivere civile ha

reso normali, ma non per questo sono semplici.

Quest’anno un’azienda sarda, a Macchiareddu in provincia

di Cagliari, ha dovuto effettuare un intervento di manutenzione

straordinaria al collettore di un impianto fognario

con un’esigenza fondamentale, riguardante proprio

l’utente di cui sopra: non interrompere il servizio.

A sinistra, Vincenzo

Arrichiello responsabile

della divisione Water

Solutions and Services

di Xylem per l’Italia.

A sinistra, il cantiere

per la stazione

di depurazione delle

acque reflue Ginestous

Garonne, Francia.

A destra, un importante

cantiere a Roma.

Come procedere? Ce lo spiega Vincenzo Arrichiello, responsabile

Water Solutions and Services Italia per Xylem:

spoiler, ovviamente col noleggio.

«Si trattava di installare un bypass - racconta Arrichiello -

con un collettore di diametro DN600, quindi stiamo parlando

di una quantità importante di acque da gestire, 800

litri al secondo. In questi casi servono attrezzature specifiche,

noi abbiamo optato per un sistema modulare autoadescante

modello NZ3315, con una pompa girante

LT810: fornitura, posa e gestione provviste direttamente

da noi, con gestione sia in loco che da remoto, per tutta

la durata dell’installazione, che è durata 60 giorni, fino alla

fine dell’intervento, rispettando i tempi previsti e, soprattutto,

garantendo appunto la continuità di servizio che era

fondamentale per il cliente e per la sua utenza. Tra l’altro,

di solito in questo genere di interventi si utilizzano motopompe

autoadescanti che hanno problemi di emissioni e

di forte rumorosità, mentre la soluzione scelta con il cliente

prevede l’isolamento dell’attrezzatura».

Ma perché proprio il noleggio? «È una scelta che permette

all’azienda committente di affrontare un intervento senza

doversi impegnare nell’acquisto di costosi macchinari

che poi magari non servirebbero più dopo la fine dei lavori,

e stiamo parlando di tre o quattro TIR carichi di materiale.

A noi è richiesto di farci trovare pronti e operativi - col

nostro personale - nel momento in cui viene deciso di interrompere

il flusso, e di assistere per tutta la durata della

lavorazione, durante la quale il cliente può quasi dimenticarsi

del problema. Inoltre, si può contare su vantaggi fiscali

accessibili con la formula del noleggio, e su un impianto

che viene realizzato ad hoc per quell’esigenza

specifica: è la modularità di cui parlavo prima, con i vari

macchinari che vengono assemblati e messi insieme come

fossero mattoncini di un Lego».

Sulle opportunità date dalla formula del renting, secondo

Arrichiello, la clientela italiana è ormai “in bolla” - «c’è una

consapevolezza diffusa», spiega - ma per soddisfare la domanda

l’offerta deve essere all’altezza: «Xylem è presente

in Italia con due importanti hub a Pomezia e Saonara, dove

sono concentrati i macchinari di piccola e media taglia. La

sede legale dell’azienda si trova invece a Lainate (MI). Ma

il nostro raggio d’azione è ben più ampio, e di livello continentale.

Una sinergia allargata all’Europa

L’hub europeo più rilevante è quello di Brema, in Germania,

dove si trovano anche le macchine più grandi: essendo

configurati come network, quando arriva dal cliente una

richiesta che non è soddisfabile con la flotta presente sul

nostro territorio, possiamo farla arrivare da un altro punto

della nostra rete, e metterci all’opera in tempi estremamente

ristretti».

In Francia, per citare un esempio recente di una certa importanza,

Xylem ha evitato l’arresto di un impianto di depurazione

che serve 950 mila abitanti grazie a un sistema

temporaneo, anche in questo caso senza alcuna

interruzione. Si tratta dell’EDAR di Ginestous-Garonne,

che serve l’area metropolitana di Tolosa, e che si trovava

ad affrontare un intervento critico per via della ristrutturazione

completa di una delle sue vasche di aerazione

biologica. Xylem è stata scelta per progettare e implementare

un sistema completo di bypass, interamente basato

su apparecchiature a noleggio. In sole sei settimane

sono state dispiegate due linee parallele: una per il

flusso in entrata e una per la ricircolazione interna dei fanghi.

Il sistema comprendeva dieci pompe Flygt ad alta capacità,

180 metri di condotte superficiali (fino a DN800),

controllo automatico tramite sensori e integrazione elettrica

con l’infrastruttura esistente.

Durante i quattro mesi di intervento, il sistema ha operato

senza interruzione, garantendo il trattamento biologico

completo delle acque reflue. Inoltre, grazie all’utilizzo

della linea elettrica dei vecchi soffianti, si è evitato l’uso

di generatori diesel, riducendo significativamente le emissioni.

Il progetto è stato completato nel rispetto del budget

e senza compromettere in alcun momento la qualità

dell’effluente. È così che il noleggio intelligente dei sistemi

di trattamento consente agli operatori di impianti di

depurazione e ai responsabili industriali di accedere a tecnologie

avanzate senza dover sostenere grandi investimenti

di capitale, trasformando l’infrastruttura in un servizio

flessibile, scalabile e adattato a ogni esigenza.

Costruzioni febbraio 2026 [93]



Sollevamento&Noleggio

Piattaforme aeree

TRCS 240

Il nuovo ragno

arriva a 23,8 m

di altezza

di lavoro, 11 m

di sbraccio

e vanta una

struttura rigida

e stabile anche

alle massime

estensioni.

Le TRCS 240 e TRCS 210E

di CTE interpretano

l’accesso in quota con

soluzioni tecniche evolute

che semplificano l’utilizzo

elevando la sicurezza

L’esperienza

INSEGNA

Mobilità, stabilità e sicurezza operativa

Il principio del design-to-use ha guidato l’intero sviluppo della

serie TRCS, assicurando che l’operatore possa concentrarsi

sul lavoro da svolgere piuttosto che sulla complessità

dei comandi o delle procedure operative. Il carro cingolato

rappresenta uno degli aspetti tecnici più rilevanti di entrambe

le piattaforme.

Questa configurazione consente una distribuzione uniforme

del peso al suolo, riducendo la pressione specifica e migliorando

la capacità di avanzamento su superfici sconnesse,

terreni a bassa portanza o aree caratterizzate da

pendenze significative. Nei cantieri edili, spesso soggetti a

condizioni di appoggio non ottimali, il nuovo carro cingolato

permette di mantenere un’elevata stabilità già nelle fasi di

avvicinamento al punto di lavoro, riducendo il rischio di slittamenti

o cedimenti e aumentando il livello di sicurezza complessivo.

A questo si affianca un sistema di stabilizzazione

automatica che semplifica e velocizza le operazioni di potesti

di Andrea Ghiaroni

Nel contesto attuale dell’edilizia la crescente complessità

dei cantieri impone l’utilizzo di macchine

sempre più specializzate, capaci di garantire

sicurezza, precisione operativa e continuità di lavoro anche

in condizioni non standard. Spazi ristretti, terreni irregolari,

vincoli ambientali e la necessità di raggiungere

punti di lavoro difficilmente accessibili rendono spesso

inadeguate le soluzioni tradizionali. È in questo scenario

che le piattaforme aeree cingolate telescopiche di CTE

trovano una collocazione sempre più strategica, rappresentando

una risposta concreta alle esigenze di flessibilità

e affidabilità richieste dal mercato.

Le TRCS 240 e TRCS 210E fanno parte della serie TRCS,

denominazione che richiama l’esperienza maturata da

CTE nella storica gamma Traccess, reinterpretandone i

contenuti in una veste rinnovata e ulteriormente semplificata.

L’acronimo TRCS mantiene il legame con quella

tradizione progettuale, ma sottolinea al tempo stesso

un’evoluzione concettuale orientata ad una maggiore immediatezza

d’uso. Sono soluzioni pensate per i cantieri

contemporanei, dove la tecnologia deve essere un supporto

concreto al lavoro dell’operatore e non un elemento

di complessità aggiuntiva.

[94] febbraio 2026 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2026 [95]



Sollevamento&Noleggio

Piattaforme aeree

PERFETTA PER

IL NOLEGGIO

La combinazione

tra carro allargabile,

stabilizzazione

automatica

e dotazioni

di sicurezza avanzate

assicura precisione

nei movimenti, ma

anche rapidità

di posizionamento.

mensioni, interventi impiantistici e applicazioni industriali.

La rigidità strutturale del braccio e la precisione

dei movimenti assicurano stabilità anche

alle massime estensioni, offrendo all’operatore una

piattaforma di lavoro affidabile e controllata. Questo

modello può raggiungere un’altezza di lavoro di

23,8 metri e uno sbraccio massimo di 11 metri,

supportando una portata di 230 kg. Il peso totale

della piattaforma è di 2.650 kg, mentre la navicella

ha dimensioni di 1.400x700x1.100 mm, offrendo

all’operatore comfort e sicurezza anche nelle

operazioni più estese. La TRCS 240 dispone di un

carro allargabile idraulicamente, montato su cingoli

antitraccia bianchi, che garantisce stabilità su

sizionamento della macchina. Entrambi i modelli condividono

un’elevata attenzione alla sicurezza attiva, grazie all’integrazione

di sistemi di controllo del carico, monitoraggio

continuo della stabilità e gestione intelligente delle

condizioni operative. L’automatizzazione delle fasi di stabilizzazione

non solo riduce i tempi morti in cantiere, ma consente

anche di limitare il margine di errore umano, garantendo

che la piattaforma operi sempre all’interno dei

parametri di sicurezza previsti.

TRCS 240 con motore termico...

La TRCS 240 è una piattaforma cingolata telescopica progettata

per garantire alte prestazioni in cantieri complessi, lavori

di costruzione e manutenzione di edifici di grandi di-

diversi tipi di terreno e una distribuzione uniforme

del peso al suolo. La macchina è equipaggiata con

contaore elettrico, pompa di emergenza manuale,

presa elettrica da 230 V nel cesto, radiocomando

multifunzione, elettropompa ausiliaria 230V-50Hz e valvole

di blocco flangiate, assicurando controllo completo e sicurezza

durante ogni fase operativa. L’alimentazione è affidata

a un motore diesel performante, mentre la stabilità è ulteriormente

aumentata grazie a prolunghe per stabilizzatori e

al sistema di stabilizzazione automatica, completato dalla

chiusura automatica della parte aerea.

La piattaforma include anche un supporto per gancio di sollevamento

e un cesto smontabile, rendendo la TRCS 240 versatile

e adatta a interventi su facciate, coperture, strutture industriali

o edilizie riducendo la necessità di continui

riposizionamenti, con evidenti benefici in termini di tempi e

costi operativi.

...e l’elettrica TRCS 210E

La TRCS 210E è una piattaforma cingolata telescopica progettata

per offrire prestazioni elevate in contesti urbani,

cantieri complessi e ambienti interni, dove le dimensioni

compatte, la silenziosità e l’assenza di emissioni dirette

sono fondamentali. Questo modello interpreta la filosofia

della serie TRCS orientandola alla sostenibilità e all’efficienza

energetica, grazie ad un’alimentazione completamente

elettrica con pacco batterie al litio da 44V, 10,12 kWh

e 228 Ah, che garantisce potenza costante e autonomia

prolungata durante le operazioni.

La macchina è dotata di un carro allargabile idraulicamente,

montato su cingoli antitraccia bianchi, che permette di adattarsi

a diversi tipi di terreno senza lasciare segni, mentre

il contaore elettrico consente di monitorare con precisione

le ore di utilizzo. Per interventi di emergenza è presente

una pompa manuale, mentre nel cesto è disponibile una

presa elettrica da 230 V, utile per alimentare utensili o dispositivi

direttamente a bordo

La gestione dei movimenti è semplificata grazie al radiocomando

multifunzione, supportato dall’elettropompa ausiliaria

230V-50Hz, mentre le valvole di blocco flangiate assicurano

massima sicurezza idraulica. La TRCS 210E

integra un sistema di stabilizzazione automatica e la chiusura

automatica della parte aerea, garantendo posizionamenti

rapidi e sicuri anche in spazi ristretti. Il gancio di

sollevamento con portata di 230 kg e il cesto smontabile

completano la dotazione, aumentando versatilità e facilità

di utilizzo. Compatta e maneggevole, questa macchina

consente di accedere facilmente a spazi limitati e garantisce

un’esperienza operativa fluida, precisa e confortevole.

La piattaforma si distingue per la sicurezza attiva, grazie a

sistemi di controllo del carico e monitoraggio continuo della

stabilità, e per l’interfaccia uomo-macchina intuitiva, coerente

con il principio design-to-use della serie TRCS. Grazie

a queste caratteristiche, la TRCS 210E rappresenta una soluzione

ideale per cantieri urbani, interventi su edifici esistenti,

manutenzione impiantistica e tutte le applicazioni

professionali dove è richiesta una piattaforma elettrica

compatta, sicura e altamente performante.

[96] febbraio 2026 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2026 [97]



Sollevamento&Noleggio

Piattaforme autocarrate

FIORE

all’occhiello

La nuova Multitel Pagliero MJE710 integra

grandi sbracci a idraulica ed elettronica

all’avanguardia. Precisione operativa, stabilità

e sicurezza i suoi assi nella manica

testi di Andrea Ghiaroni

Rappresenta l’eccellenza tecnologica di Multitel

Pagliero in termini di altezza e prestazioni. Grazie

alla sinergia tra idraulica ed elettronica, alla gestione

intelligente dei movimenti e all’affidabilità strutturale,

l’azienda piemontese propone una macchina che ridefinisce

gli standard del settore, offrendo ai professionisti

strumenti in grado di affrontare qualsiasi sfida in quota con

efficienza e sicurezza. Si tratta della piattaforma autocarrata

di nuova generazione MJE 710. Allestita su Volvo FMX

8x4 Tridem da 32 t, porta l’altezza massima di lavoro a 70,6

m, mentre lo sbraccio massimo orizzontale raggiunge i

28,5 m con 600 kg di portata, 33,7 m con 280 kg e ben 37

m con 100 kg in cesta.

Progettata e costruita negli stabilimenti dell’azienda a Manta

(Cuneo), la MJE710 è frutto dell’esperienza pluriennale di

Multitel Pagliero nel settore delle macchine per lavori in

quota, combinando robustezza e precisione con un design

pensato per ottimizzare le operazioni sul campo. Il modello

è concepito per garantire massima operatività in totale sicurezza,

grazie a movimenti rapidi, comandi intuitivi e sistemi

di controllo avanzati.

Nata a Saluzzo (Cuneo) nel 1911 per iniziativa dei fratelli

Pagliero, da piccola carrozzeria l’azienda si è trasformata

in una delle più importanti realtà internazionali nella produzione

di piattaforme aeree autocarrate e cingolate, progettando

e realizzando nei suoi stabilimenti di Manta e

Saluzzo oltre il 95% dei componenti delle sue macchine.

Tre bracci e stabilizzazione modulare

Il sistema di quattro stabilizzatori con doppia estensione copre

una larghezza fino a 8,10 metri, assicurando massima

stabilità anche durante le operazioni più impegnative. Tre

sono i bracci che compongono la parte aerea: il primo braccio

a 5 sezioni, di cui 4 sfilabili con sistema di estensione a

MJE 710 La nuova ammiraglia della

Multitel Pagliero è stata presentata

al GIS con un esemplare acquistato

dal noleggiatore Ciemme, allestito

su Volvo FMX 8x4 Tridem, porta

l’altezza di lavoro oltre i 70 metri.

funi; l’articolazione a leva a 3 punti, completamente integrata

nel braccio principale, ne garantisce l’orientamento con il secondo

braccio, dando eleganza nei movimenti con un escursione

di 180 gradi. Il secondo braccio a 3 sezioni permette

lo sfilo di 2 delle sezioni in alluminio contenute nella cassa

in acciaio, mentre il terzo braccio è una sezione unica, così

da offrire un ripiegamento efficiente della macchina sull’autocarro

e da consentire al contempo una geometria più

ampia grazie alle due articolazioni.

Nuovo anche il sistema di livellamento della cesta che viene

eseguito tramite un’articolazione di 180 gradi integrata

all’interno del terzo braccio. La rotazione della cesta estensibile

di 180°+180° permette all’operatore di aggirare eventuali

ostacoli e di posizionarsi con precisione sull’area di lavoro.

La MJE 710 offre, inoltre, la possibilità di intercambiare

la cesta con un verricello da 250 kg, oppure di trasformarsi

in una gru con portata fino a 1.500 kg grazie ad un sistema

modulare avanzato, ampliando notevolmente le

possibilità operative nei cantieri industriali o nei progetti di

manutenzione complessi. Tutti i cablaggi e le tubazioni

scorrono internamente al braccio, garantendo robustezza,

durabilità e sicurezza anche in spazi stretti o impegnativi.

I comandi elettro-idraulici proporzionali assicurano pre-

[98] febbraio 2026 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2026 [99]



Sollevamento&Noleggio

Piattaforme autocarrate

cisione e comfort operativi, caratteristiche fondamentali

per una macchina ad alte prestazioni.

Gravity lowering e Danfoss in CANbus

Dal punto di vista tecnologico, la MJE 710 integra anche

il sistema innovativo gravity lowering system, sviluppato

in collaborazione con Flodraulic Motion Systems, che regola

la discesa della prima sezione del braccio sfruttando

il peso del carico e una valvola proporzionale dedicata.

Questo garantisce una movimentazione fluida, omogenea

e prevedibile, riducendo al minimo i rischi di scatti improvvisi

o movimenti indesiderati, migliorando la sicurezza e la

precisione di posizionamento in ogni operazione.

La piattaforma adotta, inoltre, un’architettura elettronica basata

su tecnologia Danfoss con comunicazione CANbus,

che gestisce in anello chiuso tutte le funzioni di controllo e

diagnostica, permettendo anche l’integrazione di sistemi di

telemetria e monitoraggio remoto. Ciò rende la gestione della

macchina più efficiente e sicura, soprattutto per le flotte

delle società di noleggio o per i cantieri complessi, dove la

precisione e la ripetibilità dei movimenti sono essenziali.

La combinazione tra il controllo proporzionale

del gravity lowering e la gestione elettronica Danfoss

consente, infine, una sinergia tra componenti idraulici

ed elettronici che garantisce la massima fluidità

dei movimenti e affidabilità nel tempo.

La MJE 710 si configura come una piattaforma autocarrata

di fascia alta concepita come sistema integrato,

in cui architettura strutturale, impianto oleodinamico

ed elettronica di controllo operano in

sinergia per garantire elevate prestazioni operative,

sicurezza attiva e passiva e affidabilità nel ciclo di

vita della macchina, rispondendo alle esigenze dei

cantieri ad alta complessità applicativa.

Cingolate telescopiche

Nel ventre di Melbourne

Nel quadro del

progetto Metro

Tunnel di

Melbourne da 11 miliardi

di dollari, che ha come

obiettivo migliorare la

mobilità per circa mezzo

milione di pendolari

settimanali, l’impresa

Associated Rigging

Australia ha utilizzato due

gru cingolate telescopiche

della tedesca

Sennebogen. La

cronologia lavori

prevedeva, la realizzazione

di una nuova linea su

rotaia da Sunbury a

Cranbourne/Pakenham, la

Le Sennebogen 653 E e 643 E sono stati

scelti per il cantiere della metro di Melbourne

grazie alla loro compattezza e versatilità

costruzione di cinque

stazioni sotterranee e

l’entrata in servizio di treni

modernizzati dotati di

sistemi di trasmissione

dati di ultima generazione.

In questo contesto le gru

653 E e 643 E hanno dato

prova di affidabilità e

versatilità lavorando in

spazi ristretti in assoluto e

con passaggi ridotti anche

in termini di altezza.

Grazie ai bracci Full Power

da 30,4 e 43,4 metri,

queste gru hanno

permesso di sollevare e

posizionare carichi molto

pesanti in ambienti ridotti,

garantendo massima

flessibilità e sicurezza,

grazie anche ai sistemi di

telecamere integrati.

Inoltre, il loro sottocarro a

larghezza variabile che

permette di passare da

2.990 mm di larghezza di

trasporto a ben 4.500 mm

di larghezza massima per

elevare al massimo la

stabilità. “Queste gru sono

molto versatili e compatte,

perfette per cantieri

sotterranei dove spazio e

altezza sono limitati,

senza compromettere la

capacità di sollevamento”,

ha spiegato Kieran Hoare,

amministratore delegato

di Associated Rigging

Australia. “La facilità di

utilizzo e di manutenzione

sono un altro punto di

forza di queste macchine.

Il sistema di controllo e

diagnostica Sencon offre

un’interfaccia intuitiva che

consente di programmare

parametri operativi e

gestire eventuali guasti

rapidamente e i punti di

lubrificazione sono

centralizzati.

sennebogen.com

FINO A 70 METRI La MJE 710 combina braccio

a quattro sfili, stabilizzazione modulare

e elettronica avanzata CANbus by Danfoss.

[100] febbraio 2026 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2026 [101]



Sollevamento&Noleggio

MMT

ORA ANCHE

BOBCAT

Con le nuove

gamme

di prodotto,

negli ultimi anni

Comai ha

ampliato

la clientela

potenziale.

In particolare,

l’offerta

di sollevatori

telescopici,

anche rotativi,

apre le porte

alle grandi

imprese.

LARGO

AI GIOVANI

Sotto Livio

Panero, che

assieme alla

sorella Nadia

sono oggi

il braccio lungo

del fondatore

Giuseppe.

Guardando

testi di Paolo Cosseddu

AL FUTURO

Scopri la gamma

di macchine

a noleggio

comaispa.it

Comai punta sulla strategia del noleggio

«potenziato». Per farlo avvia collaborazioni

con nuovi brand, arricchisce la flotta

con macchine sempre più versatili e amplia

la gamma di servizi complementari

Nonostante la solida tradizione nella vendita, l'attenzione

di Comai si è recentemente focalizzata

sul servizio di noleggio, elevandolo a vero e proprio

pilastro strategico per il futuro. L'azienda propone il

noleggio di mezzi specifici con la stessa affidabilità con

la quale da oltre sessant'anni si è affermata come una

delle organizzazioni commerciali più solide e autorevoli

nel settore delle macchine industriali. Concessionaria di

marchi di primaria importanza globale, quali Volvo

Construction, Bobcat e Mecalac, estende la sua operatività

su un territorio chiave che comprende Piemonte,

Liguria e Valle d'Aosta.

La sua sede principale, situata strategicamente nel comune

di Bra (in proviancia di Cuneo), è il cuore di un'organizzazione

commerciale che da decenni propone una

vasta gamma di mezzi nuovi e usati.

In particolare, negli ultimi tre anni il settore del noleggio

ha ricevuto una spinta decisiva e misurabile: forti sono

stati infatti gli investimenti volti all'ampliamento e alla

modernizzazione della flotta, una mossa strategica cruciale

per intercettare le crescenti richieste del mercato,

e acquisire maggiore competitività.

Un elemento fondamentale di questo potenziamento è

stata la partnership siglata con il marchio Bobcat., di cui

già avevamo reso conto su queste pagine, un marchio

che ha permesso un’integrazione significativa nella gamma

di mezzi disponibili, arricchendo così la flotta di mezzi

particolarmente versatili e ad alta specializzazione.

Nello specifico, la flotta a noleggio è stata integrata con

un vasto assortimento che include finalmente i sollevatori

telescopici, gli skid gommati e cingolati di ultima generazione,

innovativi miniescavatori elettrici, rulli e attrezzature

da compattazione leggera.

[102] febbraio 2026 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2026 [103]



Sollevamento&Noleggio

MMT

Sollevatori telescopici

Una cabina che fa

la differenza

I nuovi sollevatori telescopici premium

RTH 8.35 TC e RTH 8.39 TC debuttano

nella versione con cabina inclinabile

per il massimo comfort dell’operatore

Dai mini elettrici ai dozer

L’introduzione di attrezzature per la compattazione leggera

e di mezzi ad alimentazione alternativa, come i miniescavatori

elettrici, va incontro alla clientela con spiccata

sensibilità verso l'efficienza energetica e la riduzione

dell'impatto ambientale, esigenza questa sempre più sentita.

Rientrano in questo profilo l’ECR25 Electric, il primo

di una nuova serie di escavatori compatti elettrici che unisce

l'affidabilità di una base collaudata con un motore a

batteria per zero emissioni, e la Volvo L25 Electric, una

pala gommata compatta che garantisce prestazioni elevate

con rumore ridotto. Altra importante presenza nella

gamma a noleggio, ma sul fronte della connettività, è la

piccola ma potente minipala Bobcat con un sistema di radiocomando

ideato e realizzato internamente, che ne consente

l'utilizzo a distanza per una maggiore sicurezza e

precisione in cantiere.

Gli investimenti hanno reso la flotta a noleggio di Comai

tra le più complete e articolate del Nord Ovest. Le categorie

coperte di macchine e attrezzature per il movimento

terra, l'edilizia, il sollevamento e l'energia assicurano che

il cliente trovi sempre il mezzo perfetto per ogni specifica

lavorazione. Tra questi, gli escavatori, dai miniescavatori

(fino a 15 q) ai midiescavatori (fino a 130 q) e agli escavatori

cingolati e gommati di grande tonnellaggio (fino a

540 q); le pale e minipale, caricatrici (fino a 250 kW), le

cingolate e le gommate; dozers, diverse tipologie di dumper

(mini, articolati e rigidi), e i già citati sollevatori telescopici

(a braccio fisso e rotativo) per il movimento terra,

l'edilizia, il sollevamento e l'energia; rulli (ferro-ferro e

ferro-gomma) e attrezzature specifiche come fresatrici

stradali e piastre vibranti per compattazione e lavori stradali;

accessori speciali per demolizione e lavorazione, inclusi

martelli demolitori, benne frantoio e benne vagliatrici,

pinze idrauliche e trince; infine, piattaforme aeree autocarrate,

generatori, torri faro e tutto ciò che concerne

il supporto in cantiere.

L'ampliamento della gamma di noleggio non è solo una

crescita quantitativa, ma un potenziamento strategico,

un posizionamento cruciale in settori vitali per l’economia

locale quali l'industria, l'agricoltura e i lavori pubblici,

che si affiancano al tradizionale e fondamentale segmento

del movimento terra. A cui si aggiunge una gamma di servizi

che include la vendita di macchine nuove e usate, l'assistenza

e la ricambistica, compreso il post-vendita, Comai

mette a disposizione una consulenza tecnica gratuita, e

garantisce un rapido servizio di assistenza tecnica direttamente

in cantiere, gestita anche tramite la sede ligure

di Albenga (SV), minimizzando i tempi di fermo macchina

e massimizzando la produttività.

Magni amplia la

gamma dei

sollevatori

telescopici rotativi da 8

tonnellate con i nuovi

modelli RTH 8.35 TC e

RTH 8.39 TC, ossia nella

nuova versione con

cabina inclinabile. Questa

caratteristica eleva in

modo significativo il

comfort operativo

dell’operatore quando

lavora a grandi altezze,

esattamente come

avviene con le autogru.

Con la cabina TC

BAUMA

2025

Nelle foto

il primo

RTH con

cabina TC

che

abbiamo

visto allo

scorso

Bauma,

l’RTH6.31.

Watch video

migliorano visibilità,

sicurezza e precisione

nelle operazioni in quota. Il

RTH 8.35 TC conserva la

capacità di sollevamento

di 8.000 kg e un’altezza

massima di 34,9 m,

confermandosi una

macchina versatile anche

nelle applicazioni più

impegnative. Il motore da

175 kW garantisce

prestazioni costanti in

ogni condizione di lavoro,

mentre la cabina

inclinabile da 0° a +21°

permette all’operatore di

avere sempre una visione

ottimale del carico e

dell’area circostante,

riducendo fatica e

migliorando la sicurezza

durante le manovre

delicate. Il nuovo modello

integra inoltre un display

touch da 12”, il

riconoscimento

automatico degli

accessori via RFID e la

diagnostica di bordo,

strumenti che

semplificano l’operatività

quotidiana. Il comfort

dell’operatore è

ulteriormente valorizzato

da sedile premium e aria

condizionata di serie,

elementi chiave per chi

lavora molte ore in cantieri

complessi. Il RTH 8.39 TC

si distingue per un’altezza

di lavoro ancora maggiore,

fino a 38,8 m, con la

stessa capacità di carico

e potenza motore. Anche

in questo caso, la cabina

inclinabile rappresenta un

vantaggio decisivo,

assicurando visibilità

ottimale e comfort

superiore per le operazioni

ad alta quota. Entrambi i

modelli TC condividono

sistemi avanzati di

sicurezza, rendendo ogni

lavoro più efficiente e

sicuro. I nuovi RTH 8.35

TC e 8.39 TC mantengono

tutte le caratteristiche

distintive della gamma

RTH: rotazione continua a

360°, sistemi avanzati di

controllo del carico e

predisposizione per

piattaforme di lavoro.

Queste qualità assicurano

manovrabilità, precisione

e versatilità, rendendo i

nuovi RTH la soluzione

per cantieri complessi.

magnith.com

[104] febbraio 2026 Costruzioni Costruzioni febbraio 2026 [105]



Archivio WalkAround

Tutti i WalkAround dal 1997 ad oggi

di proporre ai lettori l’analisi tecnica di macchine

movimento terra è nata agli inizi degli anni Novanta in

L’idea

un’epoca in cui la documentazione tecnica rilasciata

dalle case costruttrici, dagli importatori o dai distributori era

ARJES | COMPAKTOR 300

Trituratore mobile

WalkAround

maggio 2025

ASTRA | ADT30

Dumper articolati

WalkAround

aprile 2010

poca e non riportava dati uniformi. Da allora, grazie al lavoro

sinergico di ex progettisti del settore e giornalisti, sono state

analizzate più di 250 macchine. Di seguito le trovate elencate

per ordine alfabetico, con anno e mese di pubblicazione.

CASE CE | CX36Bzts

Escavatore cingolato

WalkAround

settembre 2005

CASE CE | CX230

Escavatore cingolato

WalkAround

aprile 2006

CASE CE | 1021G

Pala gommata

WalkAround

luglio 2017

CASE CE | CX145D SR

Escavatore cingolato

WalkAround

luglio 2018

CATERPILLAR | 938G II

Pala gommata

WalkAround

maggio 2004

CATERPILLAR | 432E

Sollevatore telescopico

WalkAround

dicembre 2006

CATERPILLAR | 972G

Pala gommata

WalkAround

novembre 1999

CATERPILLAR | 226

Pala gommata

WalkAround

dicembre 2000

CATERPILLAR | TH360B

Sollevatore telescopico

WalkAround

dicembre 2004

CATERPILLAR | 930G

Pala gommata

WalkAround

giugno 2005

CATERPILLAR | 904B

Pala gommata

WalkAround

luglio 2005

CATERPILLAR | 301.8 C

Miniescavatore

WalkAround

dicembre 2005

CATERPILLAR | 329E

Escavatore cingolato

WalkAround

settembre 2012

CATERPILLAR | 323E

Escavatore cingolato

WalkAround

maggio 2013

DEVELON | DD130

Dozer

WalkAround

novembre 2023

DEVELON | DX17z-7

Mini girosagoma

WalkAround

luglio 2024

BOBCAT | 763H, 773H

Pala gommata compatta

WalkAround

giugno 1998

CASE CE | 721E

Pala gommata

WalkAround

aprile 2007

CASE CE | 921G Evolution

Pala gommata

WalkAround

febbraio 2022

CATERPILLAR | 432D

Terna

WalkAround

ottobre 2001

CATERPILLAR | 325D LN

Escavatore cingolato

WalkAround

gennaio 2006

DEVELON DX165WR-7K

Escavatore gommato

WalkAround

luglio 2025

BOBCAT | E17Z

Midiescavatore

WalkAround

febbraio 2017

CASE CE | CX210B NHD

Escavatore cingolato

WalkAround

novembre 2007

CASE CE | CX17D

Miniescavatore

WalkAround

marzo 2023

CATERPILLAR | 325 B

Escavatore cingolato

WalkAround

febbraio 2002

CATERPILLAR | 305C CR

Miniescavatore

WalkAround

giugno 2006

DOOSAN | DX225NLC

Escavatore cingolato

WalkAround

luglio 2007

BOBCAT | E35Z

Miniescavatore

WalkAround

marzo 2019

CASE CE | CX75

Miniescavatore

WalkAround

febbraio 2008

CASE CE | CX12D

Miniescavatore

WalkAround

maggio 2023

CATERPILLAR | 972G Serie II

Pala gommata

WalkAround

aprile 2002

CATERPILLAR | 966H

Pala gommata

WalkAround

luglio 2006

DOOSAN | DX235-5 NLC

Escavatore cingolato

WalkAround

aprile 2016

BOBCAT | E55Z

Miniescavatore

WalkAround

aprile 2021

CASE CE | 921E

Pala gommata

WalkAround

settembre 2008

CASE CE | 1121F

Pala gommata

WalkAround

luglio 2014

CATERPILLAR | 305CR

Miniescavatore

WalkAround

febbraio 2003

CATERPILLAR | 953D

Pale cingolate

WalkAround

dicembre 2007

EUROCOMACH | ES850 zt

Escavatore cingolato

WalkAround

ottobre 2011

BOBCAT | T86

Skid cingolato

WalkAround

dicembre 2023

CASE CE | CX470B

Escavatore cingolato

WalkAround

febbraio 2009

CASE CE | CX230C triplice

Escavatore cingolato

WalkAround

ottobre 2014

CATERPILLAR | 906

Pala gommata

WalkAround

aprile 2003

CATERPILLAR | 323D NL

Escavatore cingolato

WalkAround

marzo 2008

FH FH90W | FH90W

Escavatore gommato

WalkAround

ottobre 1999

BOBCAT | TL25.60

Sollevatore telescopico

WalkAround

settembre 2024

CASE CE | CX80C MSR

Escavatore cingolato

WalkAround

febbraio 2015

CASE CE | CX100E

Midiescavatore

WalkAround

maggio 2025

CATERPILLAR | 247

Escavatore cingolato

WalkAround

settembre 2003

CATERPILLAR | 297C

Pala gommata

WalkAround

luglio 2008

FIAT HITACHI | FB100.2

Terna

WalkAround

ottobre 2000

BOBCAT | E17z R2

Miniescavatore

WalkAround

aprile 2025

CASE CE | 721G

Pala gommata

WalkAround

dicembre 2015

CATERPILLAR | 345BL

Escavatore cingolato

WalkAround

gennaio 1998

CATERPILLAR | TH 330B

Sollevatore telescopico

WalkAround

dicembre 2003

CATERPILLAR | 12M

Grader

WalkAround

dicembre 2008

FIAT HITACHI | FH17.2

Miniescavatore

WalkAround

gennaio 1999

CASE | TV450B

Skid cingolato

WalkAround

febbraio 2020

CASE CE | CX210D NLC

Escavatore cingolato

WalkAround

giugno 2016

CATERPILLAR | 924G

Pala gommata

WalkAround

luglio 2000

CATERPILLAR | 226B HF

Pala gommata

WalkAround

giugno 2004

CATERPILLAR | 730C

Dumper articolati

WalkAround

luglio 2010

FIAT HITACHI | FB200 4WS

Terna

WalkAround

giugno 1999

CASE | CX130

Escavatori cingolati

WalkAround

gennaio 2001

CASE | 621D

Pala gommata

WalkAround

settembre 2002

[106] febbraio 2026 Costruzioni

SEDICI ANNI FA

A destra alcune

delle copertine dei

WalkAround delle

novità di punta nel

2008. Se trovate

un bell’usato

e cercate una

documentazione

tecnica da

consultare...

CATERPILLAR | 262

Pala gommata

WalkAround

dicembre 2002

CATERPILLAR | M316C

Escavatore gommato

WalkAround

luglio 2003

CATERPILLAR | D7E

Dozer cingolato

WalkAround

dicembre 2010

CATERPILLAR | 966K

Pala gommata

WalkAround

dicembre 2011

FIAT HITACHI | D180

Dozer cingolati

WalkAround

aprile 2000

FIAT KOBELCO | E215

Escavatore cingolato

WalkAround

marzo 2003

Costruzioni febbraio 2026 [107]



Archivio WalkAround

FIAT KOBELCO | E135 Evo

Escavatore cingolato

WalkAround

aprile 2004

FIAT KOBELCO | W170EV

Pala gommata

WalkAround

settembre 2004

HANIX | H50B

Miniescavatore

WalkAround

marzo 2001

HITACHI | 210N

Escavatore cingolato

WalkAround

maggio 2003

HITACHI | ZX240-3

Escavatore cingolato

WalkAround

maggio 2007

HITACHI | ZW180

Pala gommata

WalkAround

ottobre 2007

HITACHI | ZX110-3

Escavatore cingolato

WalkAround

giugno 2008

HITACHI | ZW140

Pala gommata

WalkAround

ottobre 2008

HYUNDAI | HX300/A NL

Escavatore cingolato

WalkAround

settembre 2019

IHI | 30NX

Miniescavatore

WalkAround

maggio 1999

IHIMER | AS34

Minipala gommata

WalkAround

luglio 2013

IHIMER | 85V4

Escavatore cingolato

WalkAround

maggio 2016

JCB | 155 Eco

Pala gommata

WalkAround

marzo 2013

JCB | 86 C-1

Escavatore cingolato

WalkAround

settembre 2014

JCB | 100C-1

Escavatori cingolati

WalkAround

settembre 2015

JCB | 55Z-1

Escavatore cingolato

WalkAround

settembre 2016

JCB | 8080

Escavatore cingolato

WalkAround

luglio 2004

JCB | JS160 NLC

Escavatore cingolato

WalkAround

gennaio 2005

JCB | 8018

Miniescavatore

WalkAround

maggio 2005

JCB | 535-125/140 HiViz

Movimentatore telescopico

WalkAround

gennaio 2010

KOMATSU | PC 170LC-10

Escavatore cingolato

WalkAround

dicembre 2014

KOMATSU | PC88MR-11

Midiescavatore

WalkAround

febbraio 2021

KOMATSU | SK715-8

Pala compatta

WalkAround

aprile 2023

KOMATSU | WB97R-2

Terna

WalkAround

dicembre 1998

HITACHI | LX290E

Pala gommata

WalkAround

ottobre 2003

HITACHI | ZX85USB-6

Midiescavatore

WalkAround

maggio 2019

IHIMER | 55VX

Miniescavatore

WalkAround

settembre 2007

JCB | Hydradig 110W

Escavatore gommato

WalkAround

novembre 2017

JCB | 370X NLC

Escavatore cingolato

WalkAround

novembre 2024

KOMATSU | PC110R-1

Escavatore cingolato

WalkAround

dicembre 1999

HITACHI | ZX350 LCN

Escavatore cingolato

WalkAround

febbraio 2004

HITACHI | ZW220-7

Pala gommata

WalkAround

giugno 2021

IHIMER | M2076

Pala gommata

WalkAround

gennaio 2008

JCB | 437

Pala gommata

WalkAround

maggio 2018

JCB | 145XR

Escavatore cingolato

WalkAround

dicembre 2025

KOMATSU | WA380-3 Active+

Pala gommata

WalkAround

settembre 2000

HITACHI | ZX130

Escavatore cingolato

WalkAround

ottobre 2004

HITACHI | ZX135W-7

Escavatore gommato

WalkAround

marzo 2022

IHIMER | Carry 110

Dumper cingolato

WalkAround

giugno 2009

JCB | 140X LC

Escavatore cingolato

WalkAround

giugno 2019

KATOIMER | HD35V4

Miniescavatore

WalkAround

giugno 2018

KOMATSU | SK714

Pale compatte

WalkAround

settembre 2001

HITACHI | ZX30U-2

Miniescavatore

WalkAround

febbraio 2005

HITACHI | ZX155W-7

Escavatore gommato

WalkAround

febbraio 2023

IHIMER | 12VXE

Miniescavatore

WalkAround

maggio 2010

JCB | 19C-1E

Midiescavatore

WalkAround

settembre 2020

KATOIMER | HD20N5

Miniescavatore

WalkAround

giugno 2024

KOMATSU | WA470-5

Pala gommata

WalkAround

maggio 2002

HITACHI | ZX50U-2

Miniescavatore

WalkAround

ottobre 2005

HITACHI | ZW310-6

Pala gommata

WalkAround

marzo 2017

IHIMER | AS12

Skid gommato

WalkAround

novembre 2010

JCB | 35-Z1

Miniescavatore

WalkAround

ottobre 2021

KOBELCO | SK240

Escavatore cingolato

WalkAround

dicembre 2023

KOMATSU | WH 714H

Sollevatore telescopico

WalkAround

novembre 2003

HITACHI | EH750-2

Escavatori gommati

WalkAround

novembre 2005

HYUNDAI | HL955

Pala gommata

WalkAround

maggio 2017

IHIMER | CL45

Minipala cingolata

WalkAround

gennaio 2011

JCB | 525-60E

Sollevatore telescopico

WalkAround

luglio 2022

KOBELCO | ED160BR

Escavatore cingolato

WalkAround

ottobre 2024

KOMATSU | WA320-5

Pala gommata

WalkAround

marzo 2004

HITACHI | ZX250-3 LCN

Escavatore cingolato

WalkAround

marzo 2006

HYUNDAI | HX220 NLC

Escavatore cingolato

WalkAround

maggio 2017

IHIMER | 27V4

Miniescavatore

WalkAround

aprile 2015

JCB | 456B

Pala gommata

WalkAround

dicembre 1997

KOBELCO | SK85MSR-7

Midiescavatore cingolato

WalkAround

febbraio 2025

KOMATSU | PC78MR-6

Escavatore cingolato

WalkAround

marzo 2005

HITACHI | ZW250

Pala gommata

WalkAround

ottobre 2006

HYUNDAI | HX145L CR

Escavatore cingolato

WalkAround

ottobre 2018

JCB | JS330NL

Escavatore cingolato

WalkAround

marzo 1999

JCB | JS220NC

Escavatore cingolato

WalkAround

gennaio 2004

KOBELCO SK210LC-11E LR

Escavatore long Reach

WalkAround

luglio 2025

KOMATSU | PC75R-2

Escavatore cingolato

WalkAround

aprile 2005

DOVE C’È TERRA...

Il nuovo D65EX-16

lo abbiamo passato alla

lente presso lo stabilimento

di Este (PD), mentre il ViO38

presso la concessionaria

Canziani Macchine.

JCB | 3CX

Terna

WalkAround

ottobre 2002

JCB | JS360 NLC

Escavatore cingolato

WalkAround

marzo 2009

KOMATSU | PW75

Escavatore gommato

WalkAround

febbario 1998

KOBELCO | SK 270SR NLC-7

Escavatore cingolato

WalkAround

novembre 2025

KOMATSU | PC138US-8

Escavatore cingolato

WalkAround

giugno 2005

KOMATSU | PC210-8

Escavatore cingolato

WalkAround

maggio 2006

[108] febbraio 2026 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2026 [109]



Archivio WalkAround

KOMATSU | WA380-6

Pala gommata

WalkAround

gennaio 2007

KOMATSU | PC88MR-6

Escavatori cingolati

WalkAround

febbraio 2007

KOMATSU | PW98MR-6

Escavatore gommato

WalkAround

giugno 2007

KOMATSU | WA250PZ-6

Pala gommata

WalkAround

aprile 2008

KUBOTA | U56-5

Midiescavatore

WalkAround

ottobre 2020

KUBOTA | U10-5 StageV

Miniescavatore

WalkAround

novembre 2021

KUBOTA | U27-4

Miniescavatore

WalkAround

ottobre 2022

KUBOTA | KX085 -5

Midiescavatore

WalkAround

ottobre 2023

LIEBHERR | R926 Advanced

Escavatore cingolato

WalkAround

settembre 2010

LIEBHERR | A918 Compact

Escavatore gommato

WalkAround

marzo 2012

LIEBHERR | L566 IIIB

Pala gommata

WalkAround

gennaio 2013

LIEBHERR | R922

Escavatore cingolato

WalkAround

maggio 2014

MECALAC | 9MWR

Escavatore gommato

WalkAround

febbraio 2018

MERLO P 50.18 CS TOP

Sollevatore telescopico

WalkAround

luglio 2024

MERLO | ROTO 40.18

Sollevatore telescopico 360°

WalkAround

aprile 1998

MERLO | Roto 50.26S PLUS

Sollevatore telescopico

WalkAround

dicembre 2020

NEW HOLLAND | W300C

Pala gommata

WalkAround

ottobre 2012

OM TRACK | ULISSE

Dumper

WalkAround

maggio 1998

PELJOB | E300

Escavatore cingolato

WalkAround

settembre 1999

TAKEUCHI | TB335R

Miniescavatore

WalkAround

febbraio 2023

TAKEUCHI | TB20e Elett

Miniescavatore

WalkAround

marzo 2024

TAKEUCHI | TB320

Miniescavatore

WalkAround

maggio 2024

TAKEUCHI | TB370W

Escavatore gommato

WalkAround

marzo 2025

TAKEUCHI | TCR50-3

Dumper cingolato

WalkAround

dicembre 2025

KOMATSU | PC80MR-3

Escavatore cingolato

WalkAround

maggio 2008

KUBOTA | U-45

Miniescavatore

WalkAround

febbraio 2000

LIEBHERR | R924 NLC G8

Escavatore cingolato

WalkAround

luglio 2019

MERLO | e-Worker

Sollevatore telescopico

WalkAround

novembre 2021

TAKEUCHI | TB350R

Miniescavatore

WalkAround

giugno 2023

TEREX | 4017

Sollevatore telescopico

WalkAround

settembre 2006

KOMATSU | HM300-2

Dumper articolati

WalkAround

maggio 2009

KUBOTA | KX101-3

Miniescavatore

WalkAround

gennaio 2002

LIEBHERR | TA230

Dumper articolato

WalkAround

ottobre 2025

MERLO | ROTO 50.35 PLUS

Sollevatore telescopico

WalkAround

novembre 2022

TAKEUCHI | TB395W

Escavatore gommato

WalkAround

ottobre 2023

TEREX | PT80

Pala cingolata

WalkAround

gennaio 2009

KOMATSU | PC88MR8

Escavatore cingolato

WalkAround

ottobre 2009

KUBOTA | KX161-3

Miniescavatore

WalkAround

gennaio 2003

MAGNI | TH 3.6

Sollevatore telescopico

WalkAround

aprile 2025

MERLO | TF30.7PLUS

Sollevatore telescopico

WalkAround

settembre 2023

TAKEUCHI | TL126

Caricatore cingolato

WalkAround

marzo 2000

THOMAS | T103S

Pala gommata compatta

WalkAround

febbario 1999

KOMATSU | CK35-1

Pala cingolata

WalkAround

ottobre 2010

KUBOTA | KX057-4

Miniescavatore

WalkAround

febbraio 2010

MECALAC | 714 Mwe

Escavatori gommati

WalkAround

dicembre 2012

MERLO DM-9

Dumper fuoristrada

WalkAround

settembre 2025

TAKEUCHI | TL 12V2

Skid cingolato

WalkAround

novembre 2019

VOLVO CE | L220D

Pala gommata

WalkAround

maggio 2000

KOMATSU | D65EX-16

Dozer

WalkAround

settembre 2011

KUBOTA | KX019-4

Miniescavatore

WalkAround

marzo 2011

MECALAC | 10MCR

Escavatore cingolato

WalkAround

febbraio 2013

MESSERSI | M60U

Miniescavatore

WalkAround

settembre 2009

TAKEUCHI | TB217R

Miniecavatore

WalkAround

maggio 2020

VOLVO CE | L35B

Pala gommata

WalkAround

aprile 2001

KUBOTA | U-15

Miniescavatore

WalkAround

febbraio 2001

LIEBHERR | L554

Pala gommata

WalkAround

ottobre 1998

MECALAC | 12MTX

Escavatori gommati

WalkAround

ottobre 2015

MOROOKA | MST110CR

Dumper cingolato

WalkAround

giugno 2025

TAKEUCHI | TB370

Midiescavatore

WalkAround

luglio 2020

VOLVO CE | ECR38

Miniescavatore

WalkAround

marzo 2005

KUBOTA | KX71-3

Miniescavatore

WalkAround

novembre 2004

LIEBHERR | HS835HD

Gru cingolata

WalkAround

ottobre 2006

MECALAC | 6MWR

Escavatore gommato

WalkAround

febbraio 2018

NEW HOLLAND | MH3.6

Escavatori gommati

WalkAround

aprile 2005

TAKEUCHI | TB257FR

Midiescavatore

WalkAround

novembre 2020

VOLVO CE | EC235NLC

Escavatore cingolato

WalkAround

novembre 2008

KUBOTA | R085

Pala gommata

WalkAround

luglio 2015

LIEBHERR | LR634

Pala cingolata

WalkAround

novembre 2006

MECALAC | TLB 890

Terna

WalkAround

giugno 2017

NEW HOLLAND | E145

Escavatore cingolato

WalkAround

febbraio 2006

TAKEUCHI | TB325R

Miniescavatore

WalkAround

luglio 2021

VOLVO CE | A30E Strada

Dumper

WalkAround

aprile 2009

KUBOTA | U36-4

Miniescavatore

WalkAround

novembre 2018

MECALAC 714MWE A destra,

un escavatore gommato che ha

rivoluzionato il settore. Era il 2012 quando

siamo andati in Mecalac ad Annecy

(Francia) per scoprire questa macchina.

MECALAC | TA9SP

Dumper articolato

WalkAround

ottobre 2017

MECALAC | 15MWR

Escavatore gommato

WalkAround

dicembre 2017

NEW HOLLAND | W190B

Pala gommata

WalkAround

marzo 2007

NEW HOLLAND | E245C

Escavatore cingolato

WalkAround

giugno 2012

TAKEUCHI | TB2150R

Escavatore cingolato

WalkAround

giugno 2022

TAKEUCHI | TB290-2

Midiescavatore

WalkAround

settembre 2022

I Walk più

recenti sono

sfogliabili

nell’archivio

digitale

[110] febbraio 2026 Costruzioni

Costruzioni febbraio 2026 [111]



Archivio WalkAround

ù

VOLVO CE | EC360C NL

VOLVO CE | EC230 NL

Escavatore cingolato

Escavatore cingolato

A

WalkAround

LONG

WalkAround

WAY

marzo 2010

marzo 2025

VOLVO CE | L180G

YANMAR | B50V

TOGETHER

Pala gommata

Midiescavatore

WalkAround

WalkAround

giugno 2011

marzo 1998

VOLVO CE | EC300D

YANMAR | VIO70

Escavatore cingolato

Escavatore cingolato

WalkAround

WalkAround

aprile 2012

gennaio 2000

VOLVO CE | EC220D

Escavatore cingolato

WalkAround

aprile 2013

YANMAR | SV20z

Miniescavatore

WalkAround

luglio 2009

YANMAR | ViO27-6

Miniescavatore

WalkAround

settembre 2017

YANMAR | SV60

Midiescavatore

WalkAround

marzo 2018

YANMAR | B110W

Escavatore gommato

WalkAround

settembre 2018

YANMAR | ViO82

Midiescavatore

WalkAround

febbraio 2019

VOLVO CE | ECR50D

Escavatore cingolato

WalkAround

aprile 2014

VOLVO CE | L120H

Pala gommata

WalkAround

marzo 2015

VOLVO CE | ECR88D triplice

Escavatore cingolato

WalkAround

marzo 2016

VOLVO CE | EWR150E

Escavatore gommato

WalkAround

aprile 2017

VOLVO CE | ECR35D

Miniescavatore

WalkAround

aprile 2018

VOLVO CE | ECR18E

Miniescavatore

WalkAround

aprile 2019

YANMAR | ViO50 Universal

Miniescavatore

WalkAround

novembre 2009

YANMAR | SV100-1

Escavatore cingolato

WalkAround

giugno 2010

YANMAR | ViO80U

Miniescavatore

WalkAround

febbraio 2011

YANMAR | ViO33

Miniescavatore

WalkAround

luglio 2011

YANMAR | ViO38U

Miniescavatore

WalkAround

novembre 2011

YANMAR | SV26

Miniescavatore

WalkAround

giugno 2013

YANMAR | V100 Stage V

Pala gommata

WalkAround

ottobre 2019

YANMAR | ViO23-6

Miniescavatore

WalkAround

giugno 2020

YANMAR | C50R StageV

Carrier cingolato

WalkAround

marzo 2021

YANMAR | B75W StageV

Escavatore gommato

WalkAround

dicembre 2021

YANMAR | ViO17-1

Miniescavatore

WalkAround

aprile 2022

YANMAR | C30R-3TV

Dumper cingolato

WalkAround

luglio 2023

VOLVO CE | EC200E NL

Escavatore cingolato

WalkAround

marzo 2020

YANMAR | VIO-1

Miniescavatore

WalkAround

settembre 2013

YANMAR | B7 Sigma

Miniescavatore

WalkAround

luglio 2016

BKT, INSIEME A VOI OVUNQUE VOI SIATE

Indipendentemente da VOLVO quanto CE | EW200E siano MH difficili le tue esigenze, YANMAR BKT | ViO è sempre 100-2 con te e ti offre una YANMAR gamma | ViO 50/57 di

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maggio 2021

giugno 2014

novembre 2016

BKT è insieme a voi, anche quando il lavoro si fa duro.

VOLVO CE | ECR25 Elect.

Escavatore cingolato

WalkAround

maggio 2022

YANMAR | SV16-SV18

Miniescavatore

WalkAround

novembre 2014

YANMAR | SV87-7 triplice

Midiescavatore cingolato

WalkAround

dicembre 2024

Scopri la

gamma BKT

VOLVO CE | ECR40

Miniescavatore

WalkAround

aprile 2024

YANMAR | SV1002PB

Miniescavatore

WalkAround

novembre 2015

YANMAR | ViO 38-7

Miniescavatore

WalkAround Per info:

giugno 2025

europe@bkt-tires.com

[112] febbraio 2026 Costruzioni



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