Costruzioni n. 797 gennaio-febbraio 2026
CON IL KIT RETROFIT KUBOTA IL KX019 DIVENTA 100% ELETTRICO. LO PROPONE ORICOM A NOLEGGIO MENO CEMENTO GRAZIE AL GRAFENE Startup o spin-out accademico della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Manchester, Concretene presenta un calcestruzzo più sostenibile ZAMPEDRI LORENZO SCEGLIE L’EC400 HR La demolizione entra in sala operatoria: sicurezza, controllo e innovazione Volvo CE per lavorare allo sviluppo dell’ospedale di Arco (TN) WALKAROUND DEL NUOVO YANMAR SV100-7 2PB
CON IL KIT RETROFIT KUBOTA IL KX019 DIVENTA 100% ELETTRICO. LO PROPONE ORICOM A NOLEGGIO
MENO CEMENTO GRAZIE AL GRAFENE
Startup o spin-out accademico della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Manchester, Concretene presenta un calcestruzzo più sostenibile
ZAMPEDRI LORENZO SCEGLIE L’EC400 HR
La demolizione entra in sala operatoria: sicurezza, controllo e innovazione Volvo CE per lavorare allo sviluppo dell’ospedale di Arco (TN)
WALKAROUND DEL NUOVO YANMAR SV100-7 2PB
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ostruzioni
Casa editrice la fiaccola srl
Febbraio 2026
dal 1952 in cantiere
CON IL KIT RETROFIT KUBOTA
IL KX019 DIVENTA 100% ELETTRICO.
LO PROPONE ORICOM A NOLEGGIO
MENO CEMENTO
GRAZIE AL GRAFENE
Startup o spin-out accademico
della Facoltà di Ingegneria
dell’Università di Manchester,
Concretene presenta
un calcestruzzo più sostenibile
ZAMPEDRI LORENZO
SCEGLIE L’EC400 HR
La demolizione entra in sala
operatoria: sicurezza, controllo
e innovazione Volvo CE
per lavorare allo sviluppo
dell’ospedale di Arco (TN)
WALKAROUND DEL NUOVO YANMAR SV100-7 2PB
9
ISSN 0010-9665
770010 966504
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ISSN: 0010 - 9665
costruzioni
rivistacostruzioni
ATTUALITÀ&PRODOTTI
6 Cambio di timone
Arriva il nuovo AD di KCME
7 Stabilimento cambogiano
Triangle Tyre e il nuovo stabilimento
8 Una cabina tutta nuova
Novità per gli ADT di Develon
10 Verona al centro
Al via la 32° edizione di Samoter col
meglio del construction equipment
14 Una traccia per la vita
BKT e l’impegno della Fondazione
15 Anche per le elettriche
Riscaldamento top per Eberspacher
16 Mission possible
Per soddisfare l’esigenza
di applicazioni zero emission Kubota
propone un kit che trasforma
il KX019-4 in mini 100% elettrico
10
26
[2] febbraio 2026 Costruzioni
44
WALKAROUND
Compatto e forte
di una nuova idraulica
potente e veloce,
il nuovo SV100-7 2PB
è un riferimento
per la categoria.
Il braccio triplice
ne esalta precisione
operativa e versatilità
22 L’intelligenza è artificiale
Al CES di Las Vegas le tecnologie
applicate alle costruzioni
MACCHINE&COMPONENTI
44 Realtà aumentata
Bobcat reinventa il cantiere con AI.
Con macchine più intuitive e sicure
48 L’acciaio incontra il silicio
Cat riscrive le regole del consruction
con l’AI. Tante le novità
presentate al CES di Las vegas
52 Più attenzione all’acqua
I fanghi di depurazione come risorsa.
E’ possibile coi riciclatori Vermeer
56 Hydrogen Engine Alliance
Il cantiere del futuro è a idrogeno
58 Soil regeneration
Bonificare il terreno con le nuove
vagliatrici VSE Tornado di Simex
16
62 L’attesissimo Dash 12
Per il PC 220LC/LCi-12 di Komatsu
si parla di un salto d’innovazione
quantistico. Come fu per i Dash 8
DECOSTRUZIONI&RICICLAGGIO
65 Potenza senza cavo
Attrezzi a batteria per Hilti
66 Dateci un taglio
L’MB200 Bolt Cutter di Darda
per il taglio a freddo di acciaio
68 Il chirurgo svedese
Il Volvo demolition EC400 HR opera
con estrema precisione per demolire
il blocco A dell’ospedale di Arco (TN)
CAVE&CALCESTRUZZO
74 Calcestruzzo al grafene
La ricetta di Concretene con grafene
per calcestruzzo decarbonizzato
78 Due stelle...Michelin
Prestazioni al top per il nuovo XTRA
Power L5
80 Con i piedi per terra
Arpa e Anepla aggiornano il Piano
di Monitoraggio Ambientale
per l’estrazione in Lombardia
ostruzioni
Fondato nel 1952
da Giuseppe Saronni
797 1-2 FEBBRAIO 2026
Stampato su carta FSC
DIRETTORE RESPONSABILE
Lucia Edvige Saronni
lsaronni@fiaccola.it
DIRETTORE EDITORIALE
Matthieu Colombo
mcolombo@fiaccola.it
COORDINAMENTO EDITORIALE
Federica Lugaresi
flugaresi@fiaccola.it
COLLABORATORI
Paolo Cosseddu, Gianpaolo Del Bosco,
Antonio Fargas, Andrea Ghiaroni,
Fabrizio Parati, Eliana Puccio,
Isabella Visentin
SEGRETERIA
Jole Campolucci
jcampolucci@fiaccola.it
segreteria@fiaccola.it
AMMINISTRAZIONE
Margherita Russo
amministrazione@fiaccola.it
Marzia Salandini
msalondini@fiaccola.it
ABBONAMENTI
Mariana Serci
abbonamenti@fiaccola.it
TRAFFICO E PUBBLICITÀ
Giovanna Thorausch
gthorausch@fiaccola.it
SOLLEVAMENTO&NOLEGGIO
86 IPAF anch’io 2026
A maggio la quarta edizione
62
88 L’eccellenza sicura
Loxam punta su sicurezza
e sostenibilità. Investe in formazione
per arrivare a zero infortuni
92 Servizio di continuità
L’intervista al responsabile Water
Solutions and Services di Xylem
92
AGENTI
Giorgio Casotto
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Mensile
LO-NO/00516/02.2021CONV
Reg. Trib. Milano N. 2562 del 22/1/1952
STAMPA
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ISCRIZIONE AL REGISTRO NAZIONALE
STAMPA N.01740/Vol. 18/Foglio 313
21/11/1985 Roc 32150
PREZZI DI VENDITA
abb. annuo Italia Euro 150,00
abb. annuo Estero Euro 300,00
una copia Euro 15,00
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94 L’esperienza insegna
Le TRCS 240 e TRCS 210E
di CTE semplificano l’utilizzo
ed elevano la sicurezza
È vietata e perseguibile per legge la
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pubblicità ed immagini pubblicate su questa
ri vi sta sia in forma scritta sia su supporti
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di Macchine per Cantieri Edili,
Stradali, Minerari e Affini
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numero di iscrizione 14440
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la fiaccola srl
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REDAZIONE
Mauro Armelloni, Edvige Viazzoli,
MARKETING E PUBBLICITÀ
Emilia Longoni
Sabrina Levada RESPONSABILE ESTERO
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Tel. +39 02 89421350
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98
98 Fiore all’occhiello
Precisione e sicurezza per la nuova
Multitel di Pagliero MJE710
101 Nel ventre di Melbourne
Sennebogen nel tunnel australiano
102 Guardando al futuro
Comai punta al noleggio potenziato
ed arricchisce la flotta
105 Una cabina differente
Debutta il nuovo Magni
a cabina inclinabile
106 Indici WalkAround
Le nostre analisi tecniche
di macchine movimento terra
pubblicate dal 1997 ad oggi
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ostruzioni
Casa editrice la fiaccola srl
MENO CEMENTO
GRAZIE AL GRAFENE
Startup o spin-out accademico
de la Facoltà di Ingegneria
de l’Università di Manchester,
Concretene presenta
un calcestruzzo più sostenibile
dal 1952 in cantiere
CON IL KIT RETROFIT KUBOTA
IL KX019 DIVENTA 100% ELETTRICO.
LO PROPONE ORICOM A NOLEGGIO
WALKAROUND DEL NUOVO YANMAR SV100-7 2PB
Febbraio 2026
ZAMPEDRI LORENZO
SCEGLIE L’EC400 HR
La demolizione entra in sala
operatoria: sicurezza, contro lo
e innovazione Volvo CE
per lavorare a lo sviluppo
de l’ospedale di Arco (TN)
SCAI SpA . . . . . . . .IV Cop.
scaispa.com
URBAN TECH 2026 . . . .87
urbantech.show
n Dalla prima di copertina arriva
un segnale forte: Kubota accelera
sull’elettrico senza rottamare
il passato. Con il kit retrofit, i mini
KX019-4 e U27-4 diventano 100%
elettrici e reversibili, aprendo una
nuova via alla decarbonizzazione
nei cantieri. Meno emissioni,
meno rumore, stessa operatività:
una rivoluzione silenziosa che
parla al noleggio e alla sostenibilità
concreta. A pagina 16 l’articolo
con protagonista il primo KX019-4e “italiano” proposto
a noleggio da Oricom. A far girare le pompe del mini
giapponese non è più il bicilindrico diesel, ma un motore
elettrico ricco di coppia, alimentato da una batteria agli ioni
di litio da 18,6 kWh di capacità con sistema di gestione BMS
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Aziende citate
A.N.E.P.L.A . . . . . . . . . . . . . . . . .80
ARPA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .80
BKT . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .14
Bobcat . . . . . . . . . . . . . . . . .44,103
Cat . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .48
Comai . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .102
Concretene . . . . . . . . . . . . . . . . .74
CTE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .94
Daimler Truck . . . . . . . . . . . . . . .56
Darda . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .66
Develon . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .8
Eberspacher . . . . . . . . . . . . . . . .15
Hilti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .65
Kobelco . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .6
Komatsu . . . . . . . . . . . . . . . . . . .62
Kubota . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .16
Liebherr . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .56
Loxam . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .88
Magni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .105
Man . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .56
Mecalac . . . . . . . . . . . . . . . . . .103
Michelin . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .78
Multitel Pagliero . . . . . . . . . . . . .98
Sennebogen . . . . . . . . . . . . . . .101
Simex . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .58
Triangle Tyre . . . . . . . . . . . . . . . . .7
Vermeer . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .52
Volvo . . . . . . . . . . . . . . . . . .68,103
Xylem . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .92
Yanmar . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .26
Zampedri Lorenzo . . . . . . . . . . .68
[4] febbraio 2026 Costruzioni
Attualità&Prodotti
Nomine
Il nuovo amministratore delegato di KCME
si chiama Takemichi Hirakawa
e punta a consolidare il successo in Europa
Dopo tredici anni di
guida continuativa,
Kobelco
Construction Machinery
Europe apre un nuovo
capitolo della propria
storia europea. Dal primo
gennaio 2026, infatti,
Takemichi Hirakawa (in
foto) ha assunto la carica
di amministratore
delegato di KOBELCO
Construction Machinery
Europe BV (KCME),
raccogliendo il testimone
da Makoto Kato, figura
chiave nello sviluppo e nel
consolidamento del
marchio giapponese nel
Vecchio Continente. Il
passaggio di consegne
segna una fase di
naturale evoluzione per la
filiale europea del gruppo
Kobelco, oggi con sede a
Lelystad, nei Paesi Bassi.
Cambio di timone
per il Vecchio Continente
Proprio qui, sotto la
direzione di Kato, KCME
ha compiuto uno dei
passi simbolicamente più
importanti della sua
recente storia: il
trasferimento nella nuova
sede centrale e nel centro
tecnologico di ultima
generazione, pensati per
sostenere la crescita
futura e rafforzare il
presidio del mercato
europeo. Makoto Kato
lascia un’eredità solida.
Considerato il fondatore
operativo di KCME in
Europa, ha costruito
praticamente da zero la
presenza del brand,
sviluppando una rete di
concessionari strutturata
e una reputazione basata
su affidabilità,
innovazione tecnologica e
attenzione al cliente.
Un percorso che ha
permesso a Kobelco di
ritagliarsi un ruolo di
primo piano nel
segmento degli
escavatori e delle
macchine specialistiche,
incluse demolizione e
sollevamento. “Abbiamo
gettato fondamenta
robuste per una crescita
sostenibile nel lungo
periodo”, ha sottolineato
Kato nel suo messaggio
di commiato, ricordando il
lavoro svolto insieme ai
team europei e ai partner
locali. Un lavoro che oggi
consente all’azienda di
guardare avanti con
fiducia. A raccogliere
questa eredità è
Takemichi Hirakawa,
manager con un profilo
fortemente
internazionale. Prima di
approdare in Europa, ha
guidato Kobelco
Construction Equipment
India come managing
director e CEO,
maturando un’esperienza
significativa in mercati
complessi e ad alto
potenziale. La sua
nomina conferma la
volontà del gruppo di
puntare su una leadership
globale, capace di
coniugare visione
strategica e conoscenza
operativa dei diversi
contesti regionali. Nel suo
primo intervento da
amministratore delegato
europeo, Hirakawa ha
espresso gratitudine per il
lavoro svolto dal
predecessore e ha
ribadito l’intenzione di
proseguire nel solco
tracciato: valorizzazione
delle persone,
rafforzamento del brand e
sviluppo di soluzioni
tecnologiche coerenti con
la filosofia giapponese del
miglioramento continuo.
KCME opera oggi in tutta
Europa, oltre che nei
Paesi della CSI, in Israele
e nel Nord Africa, con un
portafoglio che spazia
dagli escavatori cingolati
da 1 a 140 tonnellate alle
gru cingolate fino a 550
tonnellate. Una proposta
che, sotto il claim “Built
for Perfectionists”,
continua a puntare su
precisione ingegneristica,
efficienza e sostenibilità.
Il cambio al vertice non
rappresenta quindi una
discontinuità, ma
piuttosto un passaggio di
fase: dalle fondamenta
alla maturità, con lo
sguardo rivolto alle nuove
sfide del mercato
europeo delle costruzioni.
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Un nuovo stabilimento
in Cambogia
Triangle Tyre fa
un maxi investimento
per incrementare
la produzione.
Il nuovo sito
di produzione sarà
pronto entro il 2027
Triangle Tyre accelera
la propria strategia
di espansione
internazionale con un
importante investimento
industriale in Cambogia,
rafforzando ulteriormente
la propria presenza
manifatturiera globale e la
resilienza della supply
chain. La capogruppo
Triangle Tyre Co., Ltd. ha
approvato un investimento
di 3,219 miliardi di RMB,
pari a circa 425 milioni di
euro, per la costruzione di
un nuovo stabilimento
produttivo nella provincia
di Svay Rieng, in
Cambogia. Il sito avrà una
capacità annua di 6 milioni
di pneumatici PCR
e 1 milione di
pneumatici TBR, a
supporto di un
portafoglio prodotti
sempre più bilanciato e
diversificato. I lavori di
costruzione inizieranno a
marzo 2026, con una
durata prevista di circa 17
mesi. Il progetto rientra
pienamente nella strategia
di sviluppo globale di
Triangle Tyre, con
l’obiettivo di aumentare la
flessibilità produttiva,
ottimizzare le catene di
fornitura e sostenere una
crescita sostenibile nei
principali mercati
internazionali. Il nuovo
impianto è progettato per
servire Europa, Nord
America, Medio Oriente &
Africa e Sud-Est Asiatico,
aree in cui Triangle Tyre
vanta una solida presenza
commerciale e
partnership di lungo
periodo. Grazie a una base
produttiva più
diversificata, il Gruppo
punta a migliorare
efficienza operativa,
logistica e continuità di
fornitura. La scelta della
Cambogia è supportata
dall’appartenenza del
Paese ai principali accordi
regionali e internazionali,
tra cui ASEAN, RCEP, Belt
and Road Initiative e
cooperazione Lancang-
Mekong, oltre a condizioni
industriali competitive e
alla vicinanza a importanti
fonti di materie prime.
“Questo investimento
rappresenta un passaggio
chiave nella strategia
industriale globale di
Triangle Tyre e invia un
messaggio molto chiaro al
mercato europeo», ha
commentato Corrado
Moglia, General Manager
di Triangle Tyre Europe.
«Rafforzare la nostra
capacità produttiva al di
fuori della Cina ci
consente di aumentare
stabilità della supply chain,
flessibilità operativa e
competitività nel lungo
periodo. Per partner e
clienti europei, è la
conferma dell’impegno di
Triangle Tyre come
produttore affidabile,
orientato al futuro e con
una visione realmente
globale”.
Triangle Tyre Europe
considera questo progetto
un abilitatore strategico
per la crescita futura in
Europa, a supporto di
clienti e partner attraverso
una piattaforma produttiva
solida, diversificata e
pronta ad affrontare le
sfide dei mercati
internazionali.
triangletyre.it
[6] febbraio 2026 Costruzioni Costruzioni febbraio 2026 [7]
Dumper articolati
Una cabina tutta nuova
per gli articolati arancioni
Develon rinfresca la
sua gamma di
dumper articolati
riprogettando la cabina e
l’architettura elettronica
della collaudata gamma.
Il nuovo ambiente di
lavoro offre un comfort
maggiore, funzionalità
semplificate, favorendo
quindi un aumento della
produttività e migliorando
la sicurezza in cantiere
grazie alla superficie
vetrata maggiore e al
rivisto percorso di
accesso. Ora, infatti, per
salire in cabina l’operatore
ha una scaletta nella
parte frontale della
macchina, disegnata per
facilitare il sali e scendi.
Internamente, tra le novità
principali spicca il
monitor touch screen da
12 pollici ad alta
risoluzione, che da
accesso immediato a
Sempre costruiti in Norvegia, nell’ex
stabilimento Moxy a Molde, i dumper Develon
puntano su sicurezza e comfort
informazioni sulla
macchina, impostazioni
operative e immagini
dalle telecamere,
migliorando rapidità e
consapevolezza
decisionale dell’operatore.
I comandi sono ora
raggruppati sulla consolle
destra, disposti in modo
intuitivo, mentre la
maggiore visibilità
assicurata all’operatore
favorisce operazioni più
sicure in cava, come in
cantiere. Per supportare
SCALETTA FRONTALE Oltre alla cabina cambia
anche la via d’accesso a bordo, ora più sicura.
la sicurezza e
semplificare le operazioni,
i dumper articolati
Develon aggiornati
includono la funzione
“Auto hold”, che attiva in
automatico i freni durante
le fasi di scarico del
materiale, riducendo lo
sforzo dell’operatore e
migliorando il controllo.
L’ambiente interno è ora
più silenzioso, dotato di
un climatizzatore
automatico dall’efficienza
ottimizzata per elevare il
comfort e permettere
all’operatore di mantenere
alta l’attenzione anche
nelle giornate
climaticamente più
impegnative.
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[8] febbraio 2026 Costruzioni Volvo Construction Equipment
Attualità&Prodotti
SaMoTer 2026
SEGUI LA TUA ICONA Dalla planimetria
dell’edizione 2026 e dal suo orientamento
si evince che l’impostazione sarà simile
alla scorsa edizione, con l’entrata principale
da viale Re Teodorico.
VERONA
hub strategico per l’intero settore: dal movimento terra al
sollevamento, dalla demolizione alla perforazione passando
per la frantumazione, dai veicoli per cava a quelli per cantiere,
dal calcestruzzo al settore stradale, fino alle attrezzature
e ai componenti motori e ricambi, logistica, servizi
e ICT. L’obiettivo di Veronafiere è quello di rendere l’edizione
di quest’anno ancora più interattiva, dinamica e orientesti
di Andrea Ghiaroni
tata all’innovazione, offrendo ai professionisti del settore
un’esperienza immersiva e concreta.
Parallelamente si punterà a consolidare i risultati dell’edizione
2023, che aveva registrato visitatori provenienti da
90 Paesi (con Germania, Spagna e Francia ai primi posti e
una significativa presenza anche da Asia, Africa, Nord e
Sud America).
Il futuro dei cantieri in fiera
Il Salone punterà i riflettori sulla rivoluzione dell’industria
4.0 che ha investito il settore delle costruzioni e delle macchine
movimento terra con argomenti strategici legati alla
transizione ecologica e alla sostenibilità delle macchine,
alla digitalizzazione e all’intelligenza artificiale, all’automazione
dei cantieri, alle nuove soluzioni per le infrastrutture
stradali, senza tralasciare temi chiave come sicurezza, formazione
e noleggio.
Proprio per questo motivo, l’edizione 2026 di SaMoTer si
preannuncia imperdibile, non solo per il programma di convegni
e workshop presso la SaMoTer Arena, fornendo preziose
anticipazioni del comparto, ma anche piattaforma
B2B di livello internazionale con numerosi influenti top buyer,
AL CENTRO
Dal 6 al 9 maggio 2026 la città scaligera tornerà
ad essere la capitale del construction equipment
con la 32° edizione del Salone. Un’occasione unica
di confronto e per scoprire le ultime innovazioni
Èiniziato il conto alla rovescia. La 32° edizione di
SaMoTer è alle porte. Il Salone internazionale triennale
delle Macchine per Costruzioni tornerà, infatti,
a Verona dal 6 al 9 maggio 2026. Unico appuntamento fieristico
in Italia interamente dedicato all’intera filiera del construction
equipment, SaMoTer (organizzato da Veronafiere
in partnership con UNACEA e CECE) si conferma come
[10] febbraio 2026 Costruzioni
Costruzioni febbraio 2026 [11]
Attualità&Prodotti
SaMoTer 2026
invitati e ospitati, grazie alla collaborazione internazionale
tramite l’ICE-Agenzia.
Nel 2026 tornerà il “Cantiere Digitale” visto nel 2023, un vero
e proprio cantiere automatizzato che prenderà forma nell’area
demo del SaMoTer Lab, dove verranno evidenziati i
vantaggi dell’innovazione tecnologica legata alla connettività
e all’utilizzo dei dati in termini di efficienza, grazie all’ottimizzazione
dei cicli di lavoro e alla riduzione dei consumi,
di produttività, attraverso i sistemi di monitoraggio
in tempo reale, e di sicurezza, con il controllo da remoto
per interventi in ambienti pericolosi e il rilevamento predittivo
dei guasti.
Movimento terra al centro
Con 6 padiglioni e 3 aree esterne, il Salone, che è inserito
nel ciclo delle fiere internazionali partner di CECE (la
Federazione europea che raggruppa le associazioni dei costruttori
di macchine movimento terra e per costruzioni),
porta a Verona i principali brand internazionali.
Il settore “Movimento Terra” è l’anima della rassegna da ol-
CANTIERE DIGITALE L’idea di organizzazione
ed espositori è quella far toccare con mano le innovazioni
in azione e dimostrare ai visitatori il loro valore aggiunto.
tre sessant’anni e registra, oltre al ritorno in grande stile di
Volvo CE che ha scelto SaMoTer 2026 per il lancio della
sua nuova gamma di macchine e servizi, la presenza di
marchi simbolo di potenza e innovazione come CGT, parte
del gruppo TESYA e dealer Caterpillar, poi Doosan Bobcat,
Develon, Dieci, Hidromek A.S., Hitachi, HD Hyundai, Kemroc,
Kobelco, Komatsu, Leica Geosystems e ancora LiuGong
Italia, Mantovanibenne, Massucco T., Merlo, Messersì,
Takeuchi Italia, Oilquick, Officine Malaguti, Sany, SDLG,
Spektra, Sunward Europe Heavy Industry, Simex ,Topcon,
Cangini Benne, VF Venieri, Wacker Neuson e XCMG.
Accanto a loro, i protagonisti del mondo del “calcestruzzo”
come Cifa, ma anche Faresin Formwork e Simem, i quali
portano all’attenzione del mercato le ultime soluzioni per
la produzione, il trasporto e la messa in opera, con un’attenzione
crescente a sostenibilità, digitalizzazione, tracciabilità
e automazione dei processi.
Il segmento della “frantumazione e demolizione” vede in
prima linea Indeco, MB Crusher, Trevi Benne, Keestrack,
Sandvik e VTN Europe e in generale di marchi di riferimento
che stanno ridisegnando le dinamiche dell’efficienza nei
cantieri urbani e infrastrutturali. Completano il panorama
espositori come Usco, italiana di peso nel settore componenti
e ricambi e nel comparto “stradale” realtà come
Ammann Italy, Sumitomo e Hanta per la posa e la manutenzione
di pavimentazioni e infrastrutture stradali.
SaMoTer Academy
Tra le novità del 2026 c’è l’Academy, un nuovo progetto
sviluppato in collaborazione con Engim Veneto per accompagnare
la trasformazione del settore delle macchine
per costruzioni attraverso una formazione tecnico-professionale
di qualità e altamente qualificata.
L’iniziativa mira a dare risposte concrete ad una sfida cruciale
del settore delle macchine per costruzioni: il divario
tra domanda e offerta di operatori qualificati. SaMoTer
Academy si configura come un ecosistema formativo stabile,
attivo durante tutto l’anno, per sostenere imprese, tecnici
e giovani professionisti in un percorso di aggiornamento
continuo.
Il programma prevede vere e proprie lezioni di formazione
teorica, sessioni pratiche e immersive, grazie a collaborazioni
strategiche con Engim Veneto e con le scuole
di formazione professionale del Veneto, istituti tecnici,
agenzie di formazione, enti di ricerca e aziende leader del
settore, con l’obiettivo di costruire un ponte tra mondo scolastico
e sistema produttivo.
L’offerta formativa è pensata per facilitare la scelta degli
studenti, dopo la “terza media”, nel settore delle macchine
per costruzioni e per dare la possibilità alle aziende produttrici
di co-formare i futuri operatori sui propri macchinari
e attrezzature. Gli studenti potranno accedere a
programmi specifici unendo teoria e pratica e tirocini aziendali,
anche in modalità di apprendistato, sviluppati in sinergia
con i principali player e partner tecnologici del settore.
Al termine del percorso gli studenti conseguiranno
la qualifica o il diploma professionale.
ESPOSITORI
TRADIZIONALI
La parte
coperta
di SaMoTer
resta
dominante
in termini
di superficie
e densità
di espositori.
A sinistra
alcuni momenti
dell’edizione
2023.
[12] febbraio 2026 Costruzioni
Costruzioni febbraio 2026 [13]
Attualità&Prodotti
Pneumatici OTR
Una traccia per la vita
La fondazione di BKT sul "Wall of Giving"
al Tata Memorial Hospital di Mumbai
per l’impegno nella cura del cancro
BKT Foundation,
braccio filantropico
del produttore
indiano di pneumatici BKT,
è stata inserita nel Wall of
Giving del Tata Memorial
Hospital di Mumbai, uno
dei principali centri
oncologici dell’India, in
riconoscimento del suo
anni, la BKT Foundation ha
infatti sostenuto il Tata
Memorial Hospital
attraverso una serie di
investimenti mirati, tra cui
progetti di cure palliative
pediatriche e la donazione
di apparecchiature
avanzate per la diagnosi e
il trattamento, come
istituzionali,
consentendo
iniziative
trasformative
e migliorando
l’accesso alle
cure per i
pazienti più
bisognosi», ha
dichiarato Sunita Rao,
Direttore generale della
raccolta fondi del Tata
Memorial Hospital,
sottolineando la gratitudine
dell’istituto per il contributo
affermato Vijaylaxmi
Poddar, Presidente e
Amministratore Delegato
della BKT Foundation. La
BKT Foundation opera in
Componenti
Anche per le elettriche
n Tra le novità più recenti
della tedesca Eberspächer,
specialista in sistemi di
riscaldamento e
raffreddamento per mezzi, si
annoverano soluzioni
appositamente progettate
per macchine movimento
terra con trazione elettrica,
ibrida e tradizionale.
Allo scorso Bauma l’azienda
ha puntato i riflettori
sui nuovi sistemi di
termomanagement integrati,
in grado di gestire in modo
coordinato la temperatura di
cabina, batteria e motore,
migliorando efficienza
energetica, prestazioni
complessive e autonomia
dei veicoli. Tra le novità
spicca la pompa di calore
Dualtronic, soluzione
brevettata per la
climatizzazione della cabina
nei veicoli elettrici, che
consente un significativo
risparmio energetico. Il
sistema, presentato nella
versione Falkon
Dualtronic, offre fino
a 6 kW di potenza
di riscaldamento
e 7 kW di
raffreddamento, con
supporto di una
resistenza elettrica
PTC alle basse
temperature. Grazie a un
design e a dimensioni
uniformi per tutte le varianti
(HVAC, EHVAC, EHHVAC e
pompa di calore), le
soluzioni Eberspächer
garantiscono massima
flessibilità di integrazione,
accompagnando in modo
fluido la transizione verso
l’e-mobility nel settore delle
macchine operatrici.
eberspaecher.com
contributo pluriennale al
miglioramento dei servizi
clinici e dell’assistenza ai
pazienti. Il Wall of Giving è
una parete
commemorativa che rende
omaggio ai donatori che,
con un impegno
continuativo, hanno
contribuito in modo
significativo alla missione
dell’ospedale, con un
impatto diretto sulla qualità
delle cure e sulla vita dei
pazienti e delle loro
famiglie. Nel corso degli
sistemi per ecografia e
anestesia, processori per
videobroncoscopia con
monitor e scanner TC a
doppia energia. Tali
interventi hanno rafforzato
le capacità diagnostiche e
terapeutiche dell’istituto,
ampliando l’accesso a cure
oncologiche di alta qualità
basate su evidenze
scientifiche. «Il sostegno
costante di BKT ha svolto
un ruolo fondamentale
nell’espansione dei nostri
servizi e delle capacità
tecnologico e
infrastrutturale fornito
dall’azienda. Il
riconoscimento riflette
anche l’impegno strategico
della fondazione nel
campo della responsabilità
sociale d’impresa. «Questo
traguardo rafforza il valore
delle partnership durature
nel promuovere
l’assistenza sanitaria per
chi ne ha più bisogno e
testimonia un impegno
condiviso verso cura,
dignità e guarigione», ha
India e a livello
internazionale in ambiti
quali istruzione, sanità e
accesso ai servizi
essenziali, seguendo la
filosofia “We Care” e
puntando a generare un
impatto sociale misurabile
e duraturo. Il
riconoscimento del Tata
Memorial Hospital
rappresenta un ulteriore
passo nel percorso di
impegno sociale del
gruppo.
bkt-tires.com
[14] febbraio 2026 Costruzioni
Attualità&Prodotti
Mini elettrici
Full electric
CON UN KIT
La soluzione retrofit
100% elettrica
originale Kubota
per il KX019-4
apre le porte
ad applicazioni
speciali. Abbiamo
visto al lavoro
il primo esemplare
italiano, proposto
a noleggio
da Oricom
testi e foto di Matthieu Colombo
Peso operativo
1.840 kg
Autonomia operativa 3-5 h
Tempo ricarica a 400V 3 h
Potenza/coppia almeno pari al diesel
POTENZA E CONTROLLABILITÀ
Allestito con il Kit Retrofit originale Kubota, il mini
KX019-4e arriva ad un peso operativo di 1.840 kg.
Grazie alle tre modelità di lavoro, l’operatore può
gestire al meglio prestazioni e autonomia.
[16] febbraio 2026 Costruzioni
Costruzioni febbraio 2026 [17]
Attualità&Prodotti
Mini elettrici
DOPPIO
ALIMENTATORE
ON BOARD
Il kit include due
caricabatterie da 3kW
ciascuno per ricaricare
da reti a 400V/32A.
Nel percorso verso la decarbonizzazione, Kubota ha
scelto una strategia che guarda non solo al futuro,
ma anche al presente del parco macchine.
Accanto allo sviluppo di nuovi modelli e soluzioni full electric,
il costruttore giapponese ha introdotto il concetto di
“Kit Retrofit” per trasformare il mini escavatore diesel KX019-
4 e il più grande U27-4 in macchine completamente elettriche,
senza interventi irreversibili sulla struttura dei mini,
che in un momento successivo possono tornare diesel.
In Italia, il primo esemplare convertito con kit originale
Kubota è stato realizzato dalla concessionaria Oricom di
Dalmine (BG), che ha deciso di inserire un KX019-4 100%
elettrico nella propria flotta a noleggio.
La macchina, ribattezzata KX019-4e, è stata impiegata da
DSG Demolizioni Speciali nel recupero dell’area industriale
Fragliaccio di Bergamo, un ex sito produttivo per tubazioni
in gres oggi riconvertito in parco urbano e polo cul-
L’IDRAULICA
NON CAMBIA
A far girare le pompe
non è più il bicilindrico
diesel, ma un motore
elettrico ricco di coppia,
alimentato da una
batteria agli ioni di litio
da 18,6 kWh di capacità
con sistema di gestione
BMS e raffreddamento
dedicato (foto a destra).
turale per eventi e mostre. Noi di Costruzioni siamo andati
a vedere il nuovo mini 100% elettrico al lavoro.
Zero emissioni e rumore ridotto
Nel corpo storico del complesso, caratterizzato da architettura
industriale in mattoni a vista con potenziale valore
monumentale, il mini elettrico KX019-4e è stato utilizzato
per la demolizione delle pavimentazioni e delle compartimentazioni
interne accumulate nel corso dei decenni, in
preparazione alla trasformazione degli spazi in area convegni
ed esposizioni. Il contesto del Fragliaccio rappresenta
un caso emblematico delle applicazioni target del KX019-
4e. L’assenza del motore a combustione interna consente
di operare in ambienti chiusi senza emissioni allo scarico,
migliorando la qualità dell’aria per operatori e addetti ai
lavori. Parallelamente, la drastica riduzione delle emissioni
acustiche rende possibile lavorare in prossimità di atti-
vità espositive o pubbliche senza interferenze sonore significative.
Si tratta di un cambiamento operativo rilevante
per cantieri indoor, ma anche per lavori prossimi a strutture
sanitarie, stabilimenti alimentari, infrastrutture
sotterranee e ristrutturazioni residenziali, dove le limitazioni
ambientali e acustiche determinano la sclta della committenza
lavori.
Retrofit reversibile
Il Kit Retrofit sviluppato da Kubota è pensato come soluzione
industriale e non come esercizio dimostrativo.
L’aspetto più interessante è la reversibilità della conversione:
la macchina può essere riportata alla configurazione
diesel originale senza modifiche strutturali permanenti.
Per il mondo del noleggio, questa caratteristica rappresenta
un elemento strategico, perché consente di preservare
il valore residuo del mezzo tradizionale e di adattarlo
[18] febbraio 2026 Costruzioni
Costruzioni febbraio 2026 [19]
Attualità&Prodotti
Mini elettrici
Con il Kit Retrofit il KX019-4 diventa
100% elettrico. Le prestazioni sono
identiche se non superiori al modello
diesel e l’operatore deve abituarsi e ragionare
per modalità operative in modo
da massimizzare l’autonomia. In Eco il
motore elettrico gira a 1.100 giri/min,
in Normal il regime varia da 1.500 a
2.300 giri in base al carico richiesto,
mentre in Power gira sempre al regime
selezionato dall’operatore (tra 1.500 e
2.300). A joystick fermi, dopo 5 secondi
il regime cala a 300 giri/min per mantenere
in pressione l’impianto idraulico
e dopo 60 secondi il motore va a zero
giri, come quando si alza il bracciolo.
Vincenzo
Lijoi
Italia sales
manager
Construction
Kubota
Cristian
Secomandi
capo cantiere
DSG Demolizioni
Speciali
Mattia
Stefani
commerciale
Oricom
SECONDO MONITOR
Il Kit Retrofit Kubota
comprende
un secondo monitor
per monitorare
la carica della
batteria, scegliere
la modalità operativa
e il regime
del motore elettrico.
Quando questo mini elettrico è arrivato
in cantiere, devo essere sincero, ero un
poco perplesso. Poi l’ho osservato lavorare
e piano piano mi sono incuriosito
fino a volerlo provare. Mi ha stupito. È una
macchina potente, veloce e reattiva senza
essere nervosa. Anzi, la controllabilità
è persino migliore del modello tradizionale.
Per lavorare in applicazioni
speciali, come demolizioni in ambienti
chiusi, è sicuramente una soluzione interessante
sia per l’assenza di gas di scarico
che per il rumore contenuto. Bisogna
però imparare a programmare i lavori in
base ad autonomia e tempi di ricarica.
Si può dire che mettendo questo
mini elettrico in flotta noleggio
abbiamo fatto una scommessa.
D’altronde osare è di
sicuro parte del Dna Oricom e
offrire servizi che i concorrenti
non hanno è certamente una
carta vincente. La strategia di
Kubota di offrire l’elettrico come
kit opzionale è interessante per
noi noleggiatori, come per i clienti
finali che in caso di appalti speciali
possono trasformare il loro
KX019-4 in elettrico.
a mercati con normative e livelli di maturità tecnologica differenti.
In chiave di sostenibilità, il retrofit permette inoltre
di prolungare la vita utile delle macchine esistenti, riducendo
l’impatto ambientale legato alla produzione di nuovi
mezzi e all’anticipazione della rottamazione.
Gestione intelligente dell’energia
La conversione del KX019-4 mantiene invariata la struttura
meccanica e l’architettura idraulica open-center della
versione diesel, preservando la cinematica del braccio e la
familiarità operativa per gli operatori.
Il cuore del sistema è una batteria agli ioni di litio da 18,6
kWh di capacità, abbinata a un motore elettrico da che offre
prestazioni almeno pari al bicilindrico Kubota diesel con
un vantaggio in termini di fruibilità della coppia ai bassissimi
regimi. Il KX019-4 diventa “e” grazie a 7 principali elementi
tra i quali spiccano il sistema BMS per la gestione
della batteria e il monitor supplementare “HMI” dedicato.
A questi si aggiungono la batteria aglio ioni di litio, il doppio
alimentatore per la ricarica della macchine, i due elementi
refrigeranti per batteria e alimentatore, il cavo di ricarica
e una serie di supporti e adattatori per eseguire la
conversione. Montando il kit retrofit, lavoro da poco più
di 10 ore d’officina, il peso operativo di questo mini aumenta
di circa 90 kg rispetto all’originale macchina diesel, attestandosi
intorno a 1.840 kg per la versione canopy.
La risposta alla coppia è immediata, con gestione elettronica
avanzata della potenza e tre modalità operative –
Eco, Normal e Boost – per ottimizzare autonomia e prestazioni
in funzione dell’applicazione. La ricarica è affidata
a due caricabatterie di bordo da 3 kW ciascuno, con tempi
di ricarica di circa tre ore su rete trifase 400 V/32A, una
configurazione compatibile con le infrastrutture tipiche dei
cantieri. L’autonomia KX019-4e del varia in funzione dei cicli
di lavoro, della tipologia di lavoro, in un range che va dalle
3 alle 5 ore di lavoro continuo.
Una formula flessibile
Il KX019-4e retrofit si colloca come soluzione di transizione
tra il parco macchine diesel installato e la futura generazione
di escavatori completamente elettrici. Piuttosto
che imporre una sostituzione radicale, Kubota propone una
riconversione industriale scalabile, che combina riduzione
delle emissioni, flessibilità commerciale e sostenibilità economica.
In un settore tradizionalmente conservativo, la
possibilità di trasformare una macchina diesel in elettrica
e, se necessario, riportarla alla configurazione originale
rappresenta un cambio di paradigma, con implicazioni
rilevanti per costruttori, noleggiatori e utilizzatori finali.
Oltre al KX019-4, Kubota rende disponibile un kit retrofit
100% elettrico anche per il mini escavatore U27-4, estendendo
il concetto di conversione elettrica a una fascia
più ampia del proprio parco macchine.
Costruzioni febbraio 2026 [21]
2026
L’intelligenza è
ARTIFICIALE
testi di Antonio Fargas
Cosa ci attende per il 2026 in termini di innovazione
e tecnologia applicata alle costruzioni? Le macchine
aiuteranno gli operatori, come accade nel mining
Al recente CES di Las Vegas ha confermato che la traiettoria
non è più soltanto sperimentale ma sta rapidamente
passando alla fase di implementazione
su scala reale. Protagonisti come Caterpillar hanno
presentato soluzioni basate su intelligenza artificiale e autonomia
integrate direttamente nei macchinari da cantiere,
con interfacce vocali per operatori e funzionalità di gestione
smart delle operazioni, mentre Oshkosh (JLG,
Hinowa…) ha mostrato piattaforme robotiche elettriche e
sistemi autonomi per eseguire lavori complessi senza l’intervento
diretto dell’operatore, evidenziando al contempo
l’accelerazione verso ecosistemi di macchine connesse,
intelligenti e a basso impatto ambientale. Volgendo indietro
lo sguardo al 2025, l’intero settore ha visto consolidarsi
innovazioni che stanno davvero trasformando il modo
in cui si concepiscono i cantieri, le operazioni di manutenzione
e le attività estrattive in cave e miniere.
Le tecnologie che avevano iniziato a germogliare negli anni
precedenti sono ora applicate su scala progettuale, con effetti
tangibili sull’efficienza operativa e sui costi complessivi
delle commesse. Uno degli sviluppi più rilevanti del
2025 è stato l’arrivo di macchine movimento terra auto-
nome e semi autonome. Escavatori, dozer, dumper e altre
mmt sono state dotate di sensori avanzati, LiDAR, radar
e sistemi di controllo AI che permettono loro di eseguire
cicli operativi in autonomia o sotto controllo remoto.
Nel contesto operativo questa evoluzione ha consentito di
ridurre la dipendenza dall’operatore in cabina, di aumentare
la continuità del lavoro e di migliorare la precisione nelle
fasi ripetitive come scavi o carichi su camion. Dal punto
di vista dei costi, il beneficio si è manifestato
principalmente con minori costi di manodopera e una riduzione
dei fermi macchina causati da errori umani o condizioni
di rischio, aspetti particolarmente evidenti nei grandi
cantieri infrastrutturali e negli scenari ad alta intensità
produttiva presenti nelle cave e nelle miniere.
La digitalizzazione e l’adozione dell’intelligenza artificiale
sono diventate elementi cardine della gestione del ciclo di
IL CENTRO DEL MONDO (OCCIDENTALE) Sotto,
in sequenza, alcuni momenti del Consumer Electronics
Show 2026 di Las Vegas che attrae 180 mila visitatori.
Solo il China International Hi‐Tech Fair (CHTF)
a Shenzhen, Cina, fa meglio con 500 mila visitatori.
Attualità&Prodotti
2026
A BOCCA APERTA Tecnologie all’avanguardia e prototipi
futuristici catturano l’attenzione dei visitatori immersi
tra robotica, AI e dispositivi smart al CES di Las Vegas.
Automazione al comando
l CES 2026, il settore delle macchine per costruzione e movimento
terra ha mostrato un’ondata di innovazioni che
hanno evidenziato un chiaro spostamento dell’industria
verso autonomia, elettrificazione e tecnologia industriale
integrata. Caterpillar ha tenuto un keynote intitolato “Heavy
Innovation”, sottolineando l’integrazione della tecnologia
industriale e dell’innovazione nelle macchine pesanti all’interno
del programma CES e presentando nuovi mezzi
minerari a batteria elettrica, a dimostrazione dell’impegno
dell’azienda verso soluzioni a zero emissioni e l’elettrificazione
di macchinari pesanti tradizionalmente diesel.
Oshkosh Corporation ha presentato il suo JLG Boom Lift,
ora trasformato in un robot autonomo in grado di svolgere
compiti complessi in quota come saldature e ispezioni,
integrando AI e percezione multi-sensore per operare in sicurezza
in ambienti industriali, mostrando inoltre il McNeilus
Volterra Electric Refuse and Recycling Vehicle, che evidenzia
le crescenti applicazioni della trazione elettrica in
operazioni municipali e industriali pesanti.
Entrambe le innovazioni hanno ricevuto riconoscimenti ai
CES 2026 Innovation Awards, con il JLG Boom Lift con
Robotic End Effector premiato come Best of Innovation in
Robotics, mentre il JLG Boom Lift per costruzione e il veicolo
Volterra sono stati riconosciuti nella categoria
Construction & Industrial Tech. Doosan Bobcat ha presentato
un’innovazione mondiale volta a un futuro a zero
emissioni, concentrandosi sulla tecnologia completamente
elettrica per macchine compatte da costruzione e movimento
terra, rafforzando la spinta verso la sostenibilità a
livello industriale, mentre Develon ha introdotto nuove invita
del cantiere. Nel 2025 sono state adottate soluzioni AI
per la manutenzione predittiva delle flotte macchine, che
attraverso analisi dei dati operativi hanno permesso di anticipare
guasti e ottimizzare la disponibilità dei mezzi, riducendo
costi legati a riparazioni d’emergenza e fermi non
programmati. I “digital twins” dei cantieri e delle infrastrutture
hanno reso possibile simulare scenari, prevedere criticità
e ottimizzare sequenze costruttive prima dell’effettiva
esecuzione fisica, con un impatto diretto sulla riduzione
di ritardi e sprechi di materiali. La diffusione di droni
e sensori IoT ha migliorato radicalmente la capacità
di monitoraggio dei cantieri, consentendo
rilievi topografici più frequenti e accurati e un controllo
continuo delle condizioni di sicurezza. Questi
strumenti, integrati nei sistemi di site intelligence,
hanno alterato le modalità operative
con ispezioni veloci e meno invasive,che
si traducono in minori costi di supervisione
e maggiore affidabilità dei
dati da interpretare.
NOTE DI COLORE Sulle pagine Istagram e Youtube
della manifestazione potete vedere alcune delle novità
che più hanno attirato l’attenzione al CES.
novazioni nei propri macchinari, proseguendo la tendenza
alla modernizzazione e all’elettrificazione delle soluzioni
per il movimento terra. Il C3DT EVO di Creative 3D
Technologies è stato riconosciuto nella categoria Supply
& Logistics, Construction & Industrial Tech, evidenziando
il ruolo crescente della produzione avanzata e delle tecnologie
3D nei cantieri, e le presentazioni di Kubota al CES
2025, tra cui il veicolo all-terrain KATR e l’Escavatore Mini
Elettrico KX038-4e, hanno ulteriormente sottolineato l’attenzione
continua all’elettrificazione e alle macchine a zero
emissioni nel settore.
Oltre agli espositori principali, aziende come Moog
Construction e Gravis Robotics, sebbene non presenti formalmente
al CES 2026, restano altamente rilevanti nel contesto
dell’innovazione industriale, con Moog che sviluppa
sistemi di elettrificazione e controllo per macchinari pesanti
attraverso le piattaforme TerraTech e Adaptive
Electrification Management, abilitando veicoli da costruzione
elettrici e a zero emissioni con avanzato controllo di
potenza e movimento, e Gravis Robotics che sviluppa piattaforme
autonome guidate da AI per escavatori e pale, tecnologie
ampiamente dimostrate in altri grandi eventi di settore
e perfettamente in linea con le tendenze di robotica
e automazione evidenziate al CES 2026.
Complessivamente, questi sviluppi riflettono la convergenza
tra elettrificazione, robotica, AI e sistemi industriali
intelligenti, segnando un passaggio decisivo verso operazioni
di costruzione e movimento terra più sostenibili, autonome
e tecnologicamente avanzate, che stanno trasformando
il modo in cui i progetti vengono eseguiti.
Case stampate 3D
Sul fronte del contenimento delle emissioni locali, il 2025
ha visto una ulteriore crescita della domanda di macchine
movimento terra elettriche o ibride, specialmente in contesti
dove le normative ambientali e le condizioni del sito
lo richiedono, come in aree urbane o in gallerie sotterranee
di miniere. Un’altra frontiera che ha preso piede nel 2025 è
stata la stampa 3D di strutture in calcestruzzo per applicazioni
industriali e residenziali. Questo processo ha permesso
di realizzare componenti strutturali o addirittura
edifici modulari con tempi di costruzione notevolmente
ridotti rispetto ai metodi tradizionali e con minori
sprechi di materiale.
Operativamente, la stampa 3D ha introdotto la possibilità
di spostare parte della produzione fuori sito o
di realizzare elementi su misura direttamente in cantiere,
migliorando la flessibilità progettuale e diminuendo
i costi di manodopera, soprattutto in progetti
ripetitivi o di grandi dimensioni. Infine, strumenti di
realtà aumentata (AR) per la formazione e la manutenzione
hanno migliorato l’efficacia degli operatori sul
campo, riducendo i tempi di apprendimento e gli errori
nelle operazioni complesse. Queste tecnologie, pur
richiedendo un investimento nella formazione e nelle
piattaforme AR, hanno contribuito a diminuire le interruzioni
operative dovute a errori umani ed a ridurre i
costi associati alla sicurezza sul lavoro.
[24] febbraio 2026 Costruzioni
Costruzioni febbraio 2026 [25]
ostruzioni
ostruzioni
Peso operativo 2PB 10.335 kg
Potenza netta 51,0 kW
Forza di strappo 6.840 daN
WALKAROUND
testi e foto di Matthieu Colombo
Yanmar SV100-7 2PB
ostruzioni
1
Modello completamente nuovo,
caratterizzato da una nuova
idraulica che assicura prestazioni
elevate, velocità e controllabilità
di movimenti combinati
2
Macchina con braccio triplice
caratterizzato dal singolo cilindro
del posizionatore sopra al primo
elemento. Massima compattezza
e visibilità pari al monobraccio
WALKAROUND di ostruzioni
Compatto e forte di una nuova idraulica potente e veloce,
il nuovo SV100-7 è un riferimento nella sua categoria.
Il braccio triplice 2PB ne esalta versatilità e precisione operativa
3 4
Modello già molto compatto
in versione con braccio mono,
con il triplice offre prestazioni
ancora superiori in un cono
di rotazione di soli 3.440 mm
Nuova idraulica ViPPS2i, ora
con due distinte pompe in serie
KPM da 137,8 litri/min
e distributore LS flow sharing
KYB montato lateralmente
5 6
Motore Yanmar turbo Stage V
che offre una coppia massima
di 308 Nm già a 1.365 giri/min.
Le modalità operative regolano
regime e angolo dei piatti pompe
Nuova cabina pressurizzata, con
più spazio per le gambe,
clima automatico, parabrezza
che si apre a pacchetto con il vetro
inferiore, sedile pneumatico
7
Interfaccia operatore intuitiva,
basata su monitor a colori da 7
pollici. Permette una fine
regolazione delle linee ausiliarie
e la personalizzazione comandi
8
Esclusivo sottocarro Victas con
cingoli asimmetrici per elevare
la stabilità laterale. Lama
flottante che accumula molto
e non penalizza la luce a terra
9
Più sicuro con due telecamere
di serie (terza, 270° disponibile)
integrate al monitor principale,
fari a led, kit sollevamento,
allarme di traslazione disattivabile
10
Sistema di connessione Gprs
e trasmissione dati SmartAssist
Remote di serie che permette
di monitorare l’SV100-7 2PB
da App o portale web Yanmar
[28] febbraio 2026 Costruzioni
Costruzioni febbraio 2026 [29]
Raggio di rotazione
frontale min 1.890 mm
Cono di rotazione totale
3.445 mm
Singolo cilindro
posizionatore
Yanmar SV100-7 2PB
SCARICA A 6.240 MM
Grazie alla cinematica triplice,
l’SV100-7 2PB arriva ad una
altezza di taglio di ben 8.220 mm.
L’avambraccio ha due asole
di spinatura cilindro.
Quarta linea per l’attacco
rapido. Quinta
per il tilt disponibile
Altezza trasporto
inferiore di 170 mm
Cilindro brandeggio a sinistra
Base braccio in fusione
VALVOLE
ANTICADUTA
L’SV100-7 2PB
ha di serie per
l’Italia le valvole
di sicurezza
sui cilindri
di sollevamento,
posizionatore
e avambraccio.
Inoltre, la biella
di richiamo benna
ha il classico
anello chiuso.
Cilindro sollevamento protetto
Sbalzo oltre
i cingoli
di 305 mm
Carreggiata d’appoggio rulli 2.010 mm
Larghezza massima 2.320 mm
I cingoli asimmetrici
Victas aumentano
la carreggiata dell’8%
quindi la stabilità
laterale
Il nuovo SV100-7 2PB mantiene la larghezza massima di 2.320 mm del modello precedente
Compatto e versatile
L’SV100-7 alza l’asticella
in termini di prestazioni.
Con il braccio 2PB offre
un rapporto tra ingombri
e prestazioni da primato
TRIPLICE SNELLO È il solo della
categoria con cilindro
del posizionatore posizionato
nella parte superiore del
primo elemento e non con
i due cilindri laterali che noi
deniamo «alla tedesca».
Cinematica interessante.
[30] febbraio 2026 Costruzioni
Zavorra extra removibile
Foglio di zavorra supplementare da 400 kg standard sul triplice
YANMAR SV100-7 TWO PIECE BOOM
• FORZA DI STRAPPO
• FORZA DI PENETRAZIONE*
6.840 daN
4.590 daN
• CAPACITÀ SOLLEVAMENTO LATERALE
A 4 M CON LAMA ABBASSATA * 2.041 KG
*Nota: 2PB, altezza al suolo, h 0 m.
FILOMURO PERFETTO SU ENTRAMBI I LATI
IL CONO DI ROTAZIONE È MINIMO
Per essere un midiescavatore
l’SV100-7 2PB ruota
su se stesso in un cono
di rotazione minimo che
fa arrossire molti mini, solo
3.445 mm. Con braccio
dritto, non al massimo
brandeggio, si ruota
in 4.620 mm. Tutto questo
contando la zavorra
supplementare da 400 kg,
standard per il 2PB, che
incrementa lo sbalzo
posteriore torretta di 105 mm.
Costruzioni febbraio 2026 [31]
Yanmar SV100-7 2PB
FINO A 100 LITRI/MIN
Le Aux arrivano fino a 245 bar
di pressione. Per Aux 1
i hanno da 71 a 100 litri
al minuto di portata. Per Aux 2
da 50 a 70 litri al minuto
e per l’opzionale Aux 3
da 50 a 60 litri al minuto.
ostruzioni
Veloce e molto uido
L’idraulica ViPPS2i con distributore load sensing a centro chiuso, logica flow sharing
e due pompe indipendenti a portata variabile garantisce una gestione ottimale dei movimenti
simultanei. Cresce la produttività e calano i consumi del 13%
NESSUNO SPRECO La P1 Kawasaki a portata variabile
alimenta la traslazione sinistra, la lama, la benna,
il sollevamento braccio e la linea Aux 1.
La pompa gemella P2 alimenta la traslazione destra
l’avambraccio, la rotazione, il brandeggio, il posizionatore
e le linee Aux 2 e Aux 3. L’elettronica legge l’angolo
dei piatti di P1 e P2 per adattare il regime motore in base
alla richiesta dell’operatore.
MADE IN JAPAN L’innovativa idraulica
ViPPS2i brevettata da Yanmar l’avevamo
già vista sul ViO82, ma qui è esaltata
dall’elevata curva di coppia garantita dal
motore turbo a cui sono calettate due
pompe Kawasaki K7V da 137,8 litri/min
di portata. L’impianto assicura una pressione
massima di ben 275 bar. La P3 è solo
per i pilotaggi. Alle modalità Eco, standard
e Power corrisponde un’inclinazione
massima dei piatti pompa specica.
FILTRO PILOTAGGI ACCESSIBILE
AL
top
della
categoria
SUPER ACCESSIBILE
Il distributore Kayaba
laterale, verticale e solidale
al serbatoio dell’olio idraulico
in metallo semplica
le manutenzioni. Sotto
ai piedi dell’operatore c’è ora
un vano porta attrezzi
e uno switch Hydac per
rotazione/attacco rapido.
La nuova disposizione
permette inoltre di ridurre
l’altezza di trasporto di ben
170 mm rispetto al
precedente SV100, che con
la griglia OPG Level II di serie
(removibile) sono 130 mm
effettivi. Si contano 2.670
mm d’altezza con griglia.
COFANO BIPARTITO Le immagini
evidenziano come il nuovo cofano
laterale si apre integralmente o solo
nella parte superiore per semplificare
i controlli e manutenzione.
La qualità è curata nei dettagli.
AUTO IDLE
MIGLIORATO
A sinistra, uno
dei nuovi sensori
elettronici
che elevano
l’efficienza
complessiva.
Se l’auto idle
è attivo e si avvia
la rotazione,
il segnale
trasmesso riporta
il regime motore
al livello
impostato
dall’operatore.
MANUALE Il passaggio da singolo
a doppio effetto e viceversa si opera
manualmente, alzando la sola parte
superiore del cofano laterale, apribile
comunque integralmente.
PROGRESSIVO Il nuovo motore
idrostatico Nabtesco 172B70
migliora in termini
di efficienza, coppia erogata
e reattività idraulica rispetto
ai 172B69 del precedente
SV100. Il controllo
è più uido nei movimenti
simultanei e migliora
la gestione del carico.
[32] febbraio 2026 Costruzioni
Costruzioni febbraio 2026 [33]
Yanmar SV100-7 2PB
AL
top
della
categoria
ECU lontana da fonti di calore
Arresto motore d’emergenza in cabina
PARATIA ISOLANTE In precedenza il profilo posteriore
della cabina era parte del vano motore e supportava l’Ecu
motore lontana dal calore. Oggi vano e cabina sono separati
da un pannello in composito che migliora l’isolamento termico
e attenua le vibrazioni trasmesse.
AIR BOX DOPPIA
L’aria calda
del vano motore
è estratta grazie
ad un condotto
insonorizzato
a centro torretta
e da una griglia
superiore
posizionata dove
un tempo c’era il
condensatore del
clima con ventola
elettrica.
RICHIESTA DI RIGENERAZIONE
In seguito al rinvio di una rigenerazione
o in caso di ripetuto utilizzo senza
l’entrata in temperatura del Dpf,
l’elettronica chiede all’operatore
di eseguire la rigenerazione manuale.
PREVENIRE... è meglio che rifare.
La vasca di compensazione del
refrigerante è più alta di testa motore
e radiatori. Questo permette ai sensori
di rilevare la temperatura elevata del
refrigerante prima che sia troppo tardi.
L’affidabilità
è di casa
1
2
3
MADE BY YANMAR Il 4TNV98CT
è un motore perfetto per
applicazioni movimento terra e
ben collaudato anche nella
variante con ltro antiparticolato,
applicato da oltre dieci anni.
Si dormono sonni tranquilli.
COL TURBO LA COPPIA NON MANCA
La potenza netta è di 51 kW a soli
1.800 giri/min ed è uno Stage V
senza urea. La coppia massima
netta di di ben 308 Nm erogati
a soli 1.365 giri/min fa arrossire
molti motori concorrenti.
MOTORE AUTOPROTETTO Dei sensori
rilevano la scarsa pressione
dell’olio motore o la temperatura
alta del refrigerante
e, se necessario, la centralina
motore va in protezione riducendo
sia regime sia potenza no allo
sparire dell’anomalia.
Valvola wastegate - evita sovrapressioni turbo
Iniettori piezoelettrici
EGR ELETTRONICO Il ricircolo
dei gas di scarico di questo
quattro cilindri è esterno
e raffreddato. Grazie
al controllo elettronico della
valvola attuatrice via Ecu.
Il ricircolo non è continuo,
ma avviene solo quando
necessario, ottimizzando
la combustione,
quindi l’efficienza.
Il ltro aria è un Donaldson
di dimensioni generose.
Valvola Egr
RIGENERAZIONE DPF Quando l’Ecu lo ritiene necessario,
il sistema avvia un processo di rigenerazione automatica:
una valvola parzializza l’uscita dei gas di scarico per
elevare la temperatura del ltro antiparticolato e bruciare
le particelle trattenute dal Dpf. In questa fase, l’operatore
può continuare a lavorare con la macchina come se nulla
fosse. Nel caso si stia lavorando in un ambiente in cui sono
sconsigliabili temperature elevate, l’operatore può
interrompere e rinviare la procedura di rigenerazione.
LA VENTOLA È ORA ASPIRANTE
Gli scambiatori di refrigerante
e olio idraulico sono tra loro
affiancati, mentre in serie
c’è ora il condensatore del
climatizzatore automatico
(apribile a libro) e lo
scambiatore di calore del
gasolio. La ventola plastica
è azionata da cinghia.
Costruzioni febbraio 2026 [35]
Parabrezza apribile con porzione
inferiore a pacchetto
WALKAROUND di
ostruzioni
Yanmar SV100-7 2PB
71 dB(A)
IN CABINA
Sedile riscaldato
con sospensione
pneumatica
CHIAVE
UNIFICATA
Con una sola
chiave si apre
ogni vano
e si avvia
la macchina.
CONSOLLE E SEDILE REGOLABILI SU SLITTE INDIPENDENTI
GRIGLIA SUPERIORE DI SERIE
L’allestimento Italia dell’SV100-7 2PB include
la griglia OPG Level 2. La macchina che vedete
in foto è di un cliente che l’ha
momentaneamente smontata.
Qui a sinistra, si notano
le traverse della griglia
inclinate per non sottrarre
visibilità verso l’alto.
PRATICO
Gli appoggia
braccia
(sotto in foto)
si regolano
in altezza senza
attrezzi, in pochi
secondi.
RETRO CABINA RIFINITO CON CURA
VERO CLIMATIZZATORE
La cabina è pressurizzata
e il climatizzatore
automatico, che regola
quindi la velocità per
mantenere costante la
temperatura all’interno della
cabina, è di serie. Non manca
il ricircolo dell’aria
e si contano sette
bocchette orientabili.
Spazio al comfort
Brandeggio braccio a pedale
La cabina Rops Fops e Tops I ha una grande superficie
vetrata per favorire la visibilità e clima automatico.
Crescono finiture ed ergonomia. Cala la pressione acustica
SALTO DI QUALITÀ Salendo a bordo, complici i nuovi materiali
interni e il nuovo monitor, si ha una percezione di qualità
superiore. Il sedile Grammer ha ora la sospensione
pneumatica e le consolle sono sospese con il sedile stesso,
ma montate su slitte indipendenti, mentre i poggiapolsi
sono regolabili in altezza in pochi secondi.
Molto spazio per i piedi e pedali grandi (controllabilità)
[36] febbraio 2026 Costruzioni
Costruzioni febbraio 2026 [37]
ostruzioni
Yanmar SV100-7 2PB
HOME La schermata principale riporta
temperatura olio, refrigerante
e olio motore e livello carburante.
IMPOSTAZIONI Qui sopra il menu
da cui regolare le impostazioni di base
dell’interfaccia in modo rapido.
CRONOLOGIA Il sistema Smart Assist
Remote memorizza tutto. La macchine
tiene in memoria il lavoro di 90 giorni.
DAY BY DAY Come in passato,
la macchina memorizza le ore lavorate
ogni giorno, di mattina e pomeriggio.
PARAMETRI VITALI Dalla pagina
monitoraggio si visualizzano
i dati tecnici principali in tempo reale.
RISPARMIO La modalità Eco limita i giri
motore e ottimizza la gestione idraulica
per contenere i consumi di gasolio.
AVANTI TUTTA La modalità power
richiama il massimo della potenza
disponibile. L’armonia è da riferimento.
IMPOSTAZIONI MACCHINA Da questa
schermata si ha un riassunto dello
stato delle impostazioni attive e non.
Mondo a colori
L’interfaccia operatore è ora un monitor lcd
a colori da 7 che rivoluziona la cabina.
La portata delle linee aux si regola a schermo
TUTTO IN UN UNO Il nuovo monitor operatore
degli Yanmar è stato per anni un riferimento,
particolarmente apprezzato dai noleggiatori
per la memorizzazione delle ore operative
giorno per giorno. Oggi l’SV100-7 ha un
monitor a colori da sette pollici, non touch,
controllabile sia tramite selettore rotativo
tipo automotive, sia tramite sei tasti sotto
schermo. I menu permettono tra l’altro
di visualizzare le manutenzioni, regolare
le impostazioni delle linee idrauliche,
memorizzarle e visualizzare le immagini
riprese dalle telecamere. Non è prevista una
parte multimedia, ma l’impianto radio.
LATERALE
DI SERIE
Nonostante il cofano
laterale dell’SV100-7
2PB sia rastremato
e spiovente, per
favorire la visibilità
Yanmar
ha scelto di installare
una telecamera
laterale destra sinistra
per ottemperare senza
dubbi le normative
sulla sicurezza.
BENE COSÌ Troppe
regolazioni
a monitor sono
un ostacolo.
Noi apprezziamo
sempre i pulsanti
per richiamare i
comandi principali.
E qui ci sono.
ALLA GIAPPONESE Attivando
le telecamere la macchina riunisce tutto
in una schermata densa di info.
ZOOM Premendo una seconda volta
il tasto telecamere le inquadrature sono
più grandi e si possono invertire tra loro.
POSTERIORE
DI SERIE E 270°...
Anche la visibilità
posteriore
è garantita da una
telecamera ad alta
risoluzione.
È anche disponibile
una terza
telecamera
opzionale per avere
la visione birdview
a 270°, sempre nel
monitor di serie.
MAXI ICONE Quando si modifica una
impostazione, la macchina conferma
tramite una icona pop up bella grande.
DIVERSE ATTREZZATURE Si possono
memorizzare fino a cinque tipologie
di attrezzature idrauliche differenti.
AUTO IDLE E STOP Lo spegnimento
automatico del motore si può inibire
o regolare da 5 fino a 60 minuti.
REGOLAZIONE ASIMMETRICA I flussi
delle linee Aux 1, Aux 2 e Aux 3
si possono regolare destra/sinistra.
TERZA AUX, QUARTA E QUINTA LINEE DISPONIBILI L’SV100-7 2PB
offre di serie le linee proporzionali Aux 1 e Aux 2. L’allestimento
Advanced ha in più la Aux 3 (foto nel tondo), più una «mezza» linea
per l’attacco rapido. Una quinta linea per il tilt è disponibile.
INTASAMENTO DPF La rigenerazione
del Dpf è automatica, ma è possibile
vedere i parametri di intasamento.
INVERSIONE COMANDI È possibile
invertire i joystick di controllo delle
linee Aux1 e Aux 2. Molto pratico.
[38] febbraio 2026 Costruzioni
Yanmar SV100-7 2PB
PER IL MONO DUE AVAMBRACCI
La versione con braccio mono
dell’SV100-7 ha lo stesso avambraccio
da 1.950 mm del 2PB,
ma può anche montarne
uno lungo da 2.300 mm.
WALKAROUND
FUSIBILI IN
CABINA
La batteria
d’avviamento
è accessibile
da terra e ha
un nuovo
stacca
batteria con
leva
removibile.
In cabina
trovano
posto due
quadri
fusibili
con schema
a legenda.
L’alternatore
ha diritto
a una
protezione
in gomma.
Stabilità
a 360 gradi
IL GASOLIO È SERVITO Il pratico serbatoio
plastico si alimenta dall’alto oppure tramite
una pompa di rifornimento automatica che
si arresta in automatico al raggiungimento
del troppo pieno per troppo pieno.
Sotto il decantatore del gasolio trasparente
(indica presenza di acqua a monitor)
e il segnale di livello tradizionale.
AL
top
della
categoria
435 mm di luce a terra
Interno cingolo -cingoli asimmetrici- esterno cingolo
295 mm
155 mm
Con la nuova disposizione del distributore,
il baricentro è più basso rispetto all’SV100
precedente. Yanmar conferma poi il carro con
cingoli Victas che aumentano la carreggiata
d’appoggio dell’8%. La lama è di sostanza
CABINA PIÙ IN BASSO Oltre a favorire
il trasporto, la nuova spaziosa cabina
è montata più bassa di 170 mm e di fatto
abbassa il baricentro della macchina.
Il sottocarro conferma il passo di 2.350 mm
e lo sbalzo lama è di 2.040 mm.
Larga 2.320 e alta 520 mm, la lama è spinta
da due longheroni uniti tra loro da una
granitica traversa cilindrica in fusione che
scongiura torsioni. Il cilindro d’azionamento
è protetto e le tubazioni che lo alimentano
sono protette da spirali metalliche.
L’SV100-7 2PB - POSIZIONATORE VS L’SV100-7 MONOLITICO + AV. 1.950 MM
• FORZA DI PENETRAZIONE
• FORZA DI STRAPPO
• PROFONDITÀ MAX SCAVO
• MAX PROFONDITÀ SCAVO VERT.
• MAX DIST. SCAVO A TERRA
• MAX ALTEZZA SCARICO
4.590 daN
6.840 daN
4.330 mm
3.960 mm
7.420 mm
6.240 mm
• FORZA DI PENETRAZIONE
• FORZA DI STRAPPO
• PROFONDITÀ MAX SCAVO
• MAX PROFONDITÀ SCAVO VERT.
• MAX DIST. SCAVO A TERRA
• MAX ALTEZZA SCARICO
4.590 daN
6.840 daN
4.290 MM
3.870 MM
7.010 MM
5.140 MM
LA LAMA ACCUMULA MOLTO MATERIALE
ALTA QUALITÀ
Da sinistra a
destra, la traversa
cilindrica in
fusione, i tubi
idraulici a raccordo
modulare,
la protezione
del cilindro,
i longheroni di
notevole spessore,
lo scatolato
posteriore.
[40] ottobre febbraio 2024 2026
Costruzioni
LONGHERONI
RINFORZATI
Il carro
dell’SV100-7
ha un disegno
lineare, studiato
per non
trattenere
materiale.
I rinforzi della
struttura sono
quindi poco
evidenti
ma ci sono
eccome.
Europa-Movimento-Terra.it
Annunci al 100% Movimento Terra I Costruzione
Yanmar SV100-7 2PB
GARANTITO UN ANNO O PIÙ L’SV100-7 2PB
ha una garanzia integrale di un anno
e di due sul powertrain. Si può aggiungere
la formula “Garanzia Plus” per estendere
la copertura completa a 2 anni e 2.000 ore
operative, oppure optare per garanzie
complete o della sola catena cinematica
da 3 anni e 4.000 ore, 4 anni e 5.000 ore,
5 anni e 6.000 ore. A voi la scelta.
Controllo da remoto
SMARTASSIST REMOTE Tra le novità introdotte
sui midi Serie 7 c’è anche il sistema
di connessione 4G Gprs e trasmissione dati
SmartAssist Remote. Offerto di serie, questo
permette di visualizzare
in tempo reale, da App
o portale web, i dati operativi
della macchina e serve per
monitorare la cronologia
di lavoro,
le ore operative
(quindi i tempi
di manutenzione)
e la posizione.
È anche una sicurezza
in più in caso di furto.
INTERVALLI DI MANUTENZIONE
• OLIO MOTORE E FILTRO 500 ore
• FILTRO GASOLIO 500 ore
• FILTRO OLIO IDRAULICO 500 ore
• FILTRO RITORNO OLIO IDRAULICO 500 ore
• OLIO IDRAULICO 1.000 ore
• LIQUIDO REFRIGERANTE 2.000 ore
• MANUTENZIONE DPF 3.000 ore
• CAMBIO DPF da 9.000 ore
Lo Yanmar SV100-7 2PB in numeri
Peso operativo 2PB (mono)
Potenza netta
Motore Yanmar
Cilindrata
Cilindri
Alesaggio x corsa
Regime di taratura
Velocità del pistone
Valvole per cilindro
Distribuzione
Iniezione
Fasi d'iniezione
Egr
Trattamento gas di scarico
Alimentazione aria
Pompe
Portata (aux)
Regolazione pompa
Distributore a cassetti
Pressione massima
Profondità di scavo
Profondità plinto
Dist. scavo a terra
Altezza di carico
Forza strappo
Forza penetrazione
Velocità traslazione
Velocità rotazione torretta
Passo/lunghezza carro
Rulli d’appoggio
Larghezza sottocarro
Larghezza dei cingoli
Sbalzo posteriore del 2PB
Scavo disassato (sx-dx)
Lungh. trasporto
Altezza trasporto
Lama (W-H)
Sollevamento-abb. lama
Sbalzo lama
Batteria
Alternatore
Serbatoio gasolio
Sistema/serbatoio idraulico
*braccio 2PB e avambraccio da 1.950 mm.
10.335
51
4TNV98CT-VBV2
3,318
4
98 x 110
2.000
6,66
4
convenzionale
common rail
multi
est. raffreddato
DOC + DPF
turbo
2 var + 1 var
2 x 137,8 + 21
LS ow sharing
Centro chiuso
27,5
4.330
3.960
7.420
6.240
6.840
4.590
2,1 - 4,3
9
2.320/2.350
5 a doppia angia
2.320
450
1.465 (con zav. xtr)
60°/60°
7.180
2.670
2.320 x 450
480-525
2.040
100
80
115
118/60
ton
kW
Stage V
l
mm
giri/min
m/s
l/min
MPa
mm
mm
mm
mm
daN
daN
km/h
giri/min
mm
mm
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Macchine&Componenti
2026
REALTÀ
Il concept RogueX3 unisce
elettrificazione, autonomia
e modularità, con un design
futuristico che sembra uscito
da un film di Batman.
aumentata
Bobcat reinventa il cantiere con intelligenza
artificiale, display avanzati, sistemi di sicurezza
attiva e le batterie modulari che renderanno
le macchine più intuitive, sicure ed efficienti
Guarda
il RogueX3
in video
bobcat.com
La nostra memoria collega il CES all’elettronica di consumo
più innovativa e, da qualche tempo, all’intelligenza
artificiale applicata ai grandi ecosistemi digitali, anche
alla robotica. Eppure, anche nel 2026, uno dei segnali più interessanti
è arrivato dal mondo delle macchine movimento
terra compatte, dove Bobcat ha scelto di nuovo il palcoscenico
di Las Vegas per mostrare come il “suo” cantiere
stia diventando un ambiente sempre più intelligente, connesso
e accessibile.
Come un collega di lavoro
Al CES 2026 il messaggio di Bobcat è stato chiaro: l’innovazione
non deve complicare il lavoro, ma renderlo più intuitivo.
Da questa visione nasce Bobcat Jobsite Companion,
una funzione basata su intelligenza artificiale che rappresenta,
di fatto, una nuova interfaccia uomo-macchina.
Il sistema consente all’operatore di dialogare con la macchina
attraverso comandi vocali e feedback visivi, auto matizzando
decine di funzioni operative senza distogliere l’attenzione
dal lavoro. Il cuore tecnologico è un Large Language
Model proprietario che opera interamente a bordo macchina,
una scelta tutt’altro che banale in un settore dove la connettività
non è sempre garantita. Il risultato è una risposta immediata,
affidabile anche nei cantieri più remoti, e un
abbattimento concreto della barriera di ingresso per i nuovi
operatori.
testi di a cura della redazione
L’assistenza tecnica è interattiva
Accanto al supporto in cabina, Bobcat ha portato al CES una
visione altrettanto evoluta dell’assistenza post-vendita con
[44] febbraio 2026 Costruzioni
Costruzioni febbraio 2026 [45]
Macchine&Componenti
2026
FATTE A MODULI Le batterie modulari BSUP offrono
autonomia flessibile e ricarica rapida garantendo
operatività elevata anche nei cantieri più impegnativi.
Service.AI. In un contesto di crescente carenza di tecnici
specializzati, la possibilità di accedere in tempo reale a manuali,
procedure diagnostiche e casi storici rappresenta un
vantaggio competitivo rilevante. Service.AI si propone come
una sorta di tecnico virtuale esperto, capace di guidare passo
dopo passo le operazioni di manutenzione e riparazione,
riducendo i tempi di fermo macchina e migliorando l’efficienza
complessiva della rete di assistenza.
Il valore della sicurezza
Il tema della sicurezza è stato affrontato con un approccio
altrettanto pragmatico. Il Collision Warning and Avoidance
System, attualmente in fase di sviluppo, introduce una logica
attiva di prevenzione degli incidenti nel segmento delle
macchine compatte.
Grazie a un radar di imaging avanzato, la macchina non si
limita ad avvisare l’operatore, ma può intervenire rallentando
o arrestando il mezzo prima che avvenga una collisione.
È un passaggio culturale prima ancora che tecnologico,
perché sposta la sicurezza da funzione passiva a
comportamento automatico integrato. Sul fronte della visibilità,
Bobcat ha mostrato un concept di Advanced Display
Technology che rompe gli schemi tradizionali. Il display
MicroLED trasparente, integrato nel vetro della cabina, sovrappone
le informazioni operative direttamente al campo
visivo dell’operatore. Telecamere a 360 gradi, avvisi di
sicurezza, dati di performance e tracciamento degli asset
diventano parte di una visione unica del cantiere, riducendo
il carico cognitivo e migliorando la consapevolezza
situazionale.
Elettrico modulare e autonomo
Il punto più avanzato della visione Bobcat resta però
RogueX3, un concept che sintetizza elettrificazione, autonomia
e modularità. Completamente elettrica e progettata
per operare anche senza cabina, la macchina è pen-
Watch video
sata come una piattaforma riconfigurabile, capace di adattarsi
a ruote o cingoli, diverse geometrie di braccio e, in prospettiva,
a differenti sistemi di alimentazione. RogueX3 non
è solo un esercizio di stile, ma un laboratorio tecnologico
che ha già generato brevetti destinati a influenzare la futura
gamma di prodotti.
A supportare questa evoluzione c’è il Bobcat Standard Unit
Pack, un sistema di batterie modulari progettato per resistere
alle condizioni gravose del cantiere e per essere utilizzato trasversalmente
su più macchine, e potenzialmente anche da
altri OEM. L’idea di fondo è chiara: l’elettrificazione non deve
essere un vincolo, ma un’opzione flessibile, scalabile e condivisibile.
GRANDE
PUBBLICO
Al CES 2026
Bobcat ha
mostrato
tecnologie
avanzate:
il sistema
Service.AI
semplifica
manutenzione
e assistenza,
mentre
gli innovativi
display offrono
visibilità totale
del cantiere.
A supporto degli operatori
Nel loro insieme, le tecnologie presentate al CES 2026 raccontano
una Bobcat che guarda al futuro del cantiere come
a un ecosistema intelligente, dove intelligenza artificiale,
sicurezza attiva, interfacce avanzate ed elettrificazione lavorano
in modo integrato. Più che immaginare scenari lontani,
la Lince sembra concentrarsi su come trasformare
l’innovazione in uno strumento quotidiano, capace di rendere
il lavoro più semplice, sicuro ed efficiente.
Lo si evince anche dalle parole del CEO e Vice Chairman
di Doosan Bobcat Scott Park: "Da quasi 70 anni Bobcat è
leader nel settore delle macchine compatte, risolvendo problemi
reali per persone reali. Oggi, all'esigenza di cambiamento
della forza lavoro e alla maggiore complessità dei
cantieri rispondiamo con sistemi intelligenti che consentono
alle persone di ottenere più risultati, in modo più rapido
e intelligente. Queste innovazioni non sono concetti
per un futuro lontano ma sono progressi che stanno già
plasmando il modo in cui il lavoro viene svolto oggi".
[46] febbraio 2026 Costruzioni Costruzioni febbraio 2026 [47]
Macchine&Componenti
2026
L’acciaio incontra
IL SILICIO
Cat punta a riscrivere le regole del construction
con l’intelligenza artificiale. Ecco le principali novità
che il costruttore ha presentato al CES di Las Vegas
testi a cura della redazione
Quando si pensa al CES di Las Vegas, l’immaginario
corre subito a smartphone pieghevoli, chip ultra-veloci
e schermi trasparenti. Da qualche anno però i costruttori
di macchine construction si sono fatti avanti e tra
questi, lo scorso gennaio, c’era anche Cat.
Ma cosa ci fanno i big del movimento terra tra i pesi massimi
della tecnologia? Agli occhi di Cat la tecnologia moderna
ha un “Invisible Layer” (strato invisibile, ndr) composto
da quell’insieme di tecnologie digitali, software e
sistemi di integrazione che non sono immediatamente visibili
sull’hardware della macchina, ma che ne aumentano
in modo decisivo prestazioni, efficienza, sicurezza e
sostenibilità. Va poi detto che la presenza del construction
al CES serve anche a ricordare che ogni dispositivo
digitale, ogni centro dati che alimenta l’intelligenza artificiale
e ogni rete elettrica dipende da infrastrutture costruite
da zero, sistemi di energia affidabili e da materie prime minerali
estratti dal suolo. Proprio al CES, il CEO di Cat Joe
Creed ha spiegato come l’intelligenza artificiale, l’autonomia
e il computing edge stiano trasformando il settore
delle macchine construction.
Dal 1930 al valore aggiunto dei droni
Durante la presentazione, Joe Creed ha mostrato un reperto
d'archivio sorprendente: un fumetto del 1930 disegnato
da un dipendente. In piena Depressione, qualcuno all'interno
dell'azienda immaginava già un futuro fatto di
videochiamate per l’assistenza tecnica, magazzini automatizzati
e consegne di pezzi di ricambio tramite droni.
Sembra quasi una favola, dato che quello che allora sembrava
fantascienza oggi è la realtà operativa di un’azienda
che, da cento anni, evolve dalla costruzione alle miniere, fino
ai sistemi di generazione di energia che mantengono attivi
ospedali e data center.
Guarda l’intervento
di Joe Creed
al CES di Las Vegas
Watch video
Joe Creed
CEO
Caterpillar
[48] febbraio 2026 Costruzioni Costruzioni febbraio 2026 [49]
Macchine&Componenti
2026
MOVIMENTO
TERRA
IN VETRINA
Il fatto che i big
del construction
partecipino
ad eventi come
il CES mette
in luce
l’importanza
che la nostra
filiera ha avuto,
ha e continuerà
ad avere
in un mondo
sempre
più smart
e connesso.
La partnership con NVIDIA
Uno dei momenti salienti dell'evento è stata la celebrazione
del sodalizio tra Caterpillar e NVIDIA. Se NVIDIA rappresenta
il cervello dell’intelligenza artificiale digitale, Caterpillar
ne incarna il corpo nel mondo fisico. Grazie all'integrazione
delle piattaforme NVIDIA Isaac e Jetson, e all’utilizzo del nuovo
chip Thor, le macchine Caterpillar sono ora in grado di elaborare
dati "at the edge", ovvero direttamente sul campo,
senza dipendere costantemente dal cloud. Questo garantisce
una latenza minima e una sicurezza massima in ambienti
dove un millisecondo può fare la differenza tra un lavoro
ben fatto e un incidente sul lavoro.
CAT AI Assistant, un co-pilota in cabina
Il cuore digitale di questa trasformazione si chiama Helios,
una piattaforma che gestisce oltre 1,5 milioni di asset connessi
in tutto il mondo, accumulando più di 16 petabyte di
dati. Su questa mastodontica base di conoscenza è nato il
CAT AI Assistant. Non si tratta di un semplice chatbot, ma
di un assistente multimodale capace di interagire tramite
voce, testo e video. Per un tecnico, l’assistente è una biblioteca
vivente di migliaia di manuali; per un operatore in cabina,
è un co-pilota esperto. Durante una dimostrazione pratica,
è stato mostrato come un operatore possa impostare
un "soffitto elettronico" (E-ceiling) semplicemente parlando
alla macchina: "Hey Cat, imposta un limite di altezza a 13
piedi". Da quel momento, il sistema impedisce meccanicamente
alla pala dell’escavatore di salire oltre quel limite,
eliminando il rischio di colpire linee elettriche sovrastanti.
Guida autonoma: dalle miniere ai cantieri
Caterpillar è pioniera dell’autonomia, basti pensare che in
ambito minerario i sui dumper rigidi hanno già movimentato
oltre 11 miliardi di tonnellate di materiale senza un sin-
golo infortunio registrato, arrivando a registrare una percorrenza
chilometrica in guida autonoma che Cat dichiara come
doppia rispetto a quella della filiera automotive. Ma la vera
sfida presentata al CES, è il passaggio delle massime tecnologia
dal mining al construction. L’azienda ha anticipato
quella che è la sua visione, ovvero un contesto in cui escavatori,
dozer e compattatori operano in armonia nei cantieri
urbani, ambienti molto più complessi e imprevedibili di una
miniera. Grazie a sensori LiDAR, radar e visione artificiale,
queste macchine non solo "vedono" l’ambiente, ma lo comprendono,
prendendo decisioni in frazioni di secondo tra il
traffico e i sottoservizi interrati.
Il fattore umano resta al centro
Nonostante l’imponente dispiegamento di tecnologia, il messaggio
finale di Caterpillar è stato chiaro: le persone restano
al centro. L'evoluzione tecnologica non mira a sostituire
l’operatore, ma a trasformarne il ruolo in quello di un "orchestratore"
di sistemi intelligenti. Per sostenere questa transizione,
Caterpillar ha annunciato un investimento di 25 milioni
di dollari destinato alla formazione e all’istruzione della
forza lavoro. L’obiettivo è preparare la prossima generazione
di operatori, tecnici e data scientist, garantendo che nessuno
venga lasciato indietro mentre l’Invisible Layer del mondo
diventa sempre più intelligente, sicuro e sostenibile.
Pensare diversamente
La sensazione, al di là di quanto prtesentato al CES, è che la
sfida tecnologica del construction stia entrando in una fase
diversa, meno legata all’annuncio di singole innovazioni e
più alla capacità di governare sistemi complessi nel tempo.
Non si tratta più di chiedersi se l’intelligenza artificiale, l’autonomia
o l’elettrificazione diventeranno parte del cantiere,
ma di capire chi saprà orchestrare al meglio le tecnologie
creando un sistema affidabile, scalabile e realmente utile nel
lavoro quotidiano. Nei prossimi anni il confronto non sarà
solo tra macchine più potenti o software più sofisticati, ma
tra modelli industriali capaci di integrare tecnologia, competenze
umane e responsabilità operative in un contesto
sempre più interconnesso. È lì che si giocherà il nuovo corso
dell’innovazione: non tanto nella promessa del futuro,
quanto nella sua capacità di diventare normalità.
[50] febbraio 2026 Costruzioni Costruzioni febbraio 2026 [51]
Macchine&Componenti
Riciclaggio
Più attenzione
ALL’ACQUA
I fanghi da perforazione, da rifiuto a risorsa.
È possibile con i riciclatori firmati Vermeer,
che ricondizionano i fluidi e riducono la quantità
di acqua e le materie utilizzate
Non esiste una cultura al mondo in cui il termine “fango”
abbia un’accezione positiva. Anche quando è citato
in frasi motivazionali, ha sempre una connotazione
negativa, assumendo il significato di dolore, ostilità,
male, da cui liberarsi. Un esempio è il celebre aforisma No
mud, no lotus attribuito al monaco buddista Thích Nhất
Hạnh: tradotto con “Non c’è fango, non c’è loto”, indica che
la sofferenza e le avversità (il fango) sono necessarie per
permettere la crescita, la bellezza e la consapevolezza (il
loto). Simile percezione anche nel nostro ambito professionale:
nei cantieri, i fanghi di perforazione sono classificati
come “rifiuti” e la loro corretta gestione (raccolta, trasporto,
recupero o smaltimento) è disciplinata dal D.Lgs. 152/06
testi di Daniela Stasi
(Testo Unico Ambientale). E qui entra in gioco Vermeer: proprio
col fine di ottimizzare la gestione dei fanghi, l’azienda
ha di recente introdotto in gamma i riciclatori, macchine che
recuperano i fluidi e riducono la quantità di acqua e materie
utilizzate. Il concetto di fondo è la separazione del fluido dalla
componente solida che si sta scavando (terra e roccia da
scavo per l’appunto): si ottiene così materiale di scarto asciutto,
dalla pezzatura già lavorata.
Usati in abbinamento alle perforatrici TOC/HDD (perforazione
orizzontale controllata), i riciclatori rendono quindi più
efficiente e sostenibile il cantiere. Ne abbiamo parlato con
Alessandro Cestaro, HDD Specialist di Vermeer Italia, che ci
ha illustrato caratteristiche e vantaggi.
I tre riciclatori in numeri
L’R500 pesa 2.500 kg, è lungo 260 cm, largo 216
cm e alto 252 cm. La sua capacità di trattamento
è di 500 l/min e il suo serbatoio può contenere 2,3
mc. L’MR1000, in grado di processare 1.000 l/min,
è dotato di un serbatoio da 23 mc. Il suo peso di trasporto
completo a vuoto è di 11.700 kg, il peso con
modulo vibrovaglio sale di 2.900 kg, la lunghezza
con gancio e rulli è di 6,5 m, la larghezza di 2,5 m e
l’altezza di 2,7 m, mentre le sue dimensioni operative
sono: lunghezza 6,8 m, larghezza 4 m, altezza
4,9 m. Infine, il top di gamma, l’MR2000, che vanta
una capacità di processo di 2.000 l/min e un serbatoio
da 26 mc. Pesa a vuoto, in configurazione di
trasporto, 17.300 kg, è lungo 7,4 m inclusi gancio e
rulli, largo 2,5 m e alto 2,75 m. Le sue dimensioni
operative: 8,2 m di lunghezza, 4,2 m di larghezza e
4,9 m d’altezza. Per il loro funzionamento, l’azienda
consiglia generatori da 40 kVA per il primo modello,
150 kVA per il secondo e 200 kVA per il terzo.
Tutte le specifiche sono online. vermeer.com
Più recupero, meno costi di smaltimento
La premessa: perché utilizzare i riciclatori? L’utilizzo di acqua
è sempre più consapevole (finalmente, aggiungiamo), e i costi
di trasporto per averla in cantiere e di smaltimento dei fanghi
sono sempre più ingenti e regolamentati. In sintesi, le spese
di gestione dei fluidi di perforazione sono in crescita, ma
allo stesso tempo il loro utilizzo in cantiere è fondamentale
per assicurare la riuscita della perforazione stessa. Ecco perché
aggiungere un riciclatore alla flotta: per “riciclare” i fluidi -
da cui il nome stesso della macchina - e ridurre la quantità di
acqua impiegata. Non solo: la rimozione di sabbia e di altri
elementi abrasivi contribuisce a prevenire l’usura prematura
delle pompe ad alta pressione delle macchine da perforazione
e degli altri accessori fondo foro.
«Ridurre il volume di fango significa ridurre l’impatto ambientale
di una lavorazione TOC/HDD perché si limita l’uso di
acqua, bentonite e degli altri prodotti utilizzati, ma significa
anche ridimensionare il costo degli smaltimenti finali. Pertanto,
l’utilizzo dei riciclatori consente di avere sia maggiore marginalità,
sia benefici a livello ambientale, andando a ridurre
l’uso di risorse naturali, soprattutto in zone in cui sono scarse
- spiega Alessandro Cestaro - Accoppiati a diverse taglie
di perforatrici, a seconda del modello scelto, integrano in
Il riciclatore MR2000 è in grado di processare fino
a 2.000 l/min di fluidi da perforazione. In una sola
macchina, due funzionalità: miscelazione e riciclo.
modo ottimale le operazioni di perforazione. In sostanza, si
va a realizzare un circuito chiuso: una sorta di treno che fa
da mezzo di trasporto, si carica di passeggeri, ovvero i solidi;
poi i solidi fuoriescono, e il treno viene utilizzato nuovamente».
Cosa contraddistingue i vostri riciclatori da quelli dei
competitor? «Progettati e costruiti integralmente da Vermeer,
i nostri riciclatori sono elettrici, molto compatti per ridurre gli
ingombri in cantiere e dotati di sensori automatici che ne
semplificano l’operatività. Sono anche rapidi, per un maggiore
controllo della macchina stessa».
Prima di addentrarci negli aspetti tecnici, poniamo a Cestaro
altre due domande: quali sono le principali applicazioni e
come sta rispondendo il mercato a questa tipologia di macchine?
Qui le risposte: «I riciclatori vengono utilizzati in cantieri
per l’installazione di sottoservizi che prevedono perforazioni
per lo più di medio-grande diametro, dove il quantitativo
AL TOP DELLA
GAMMA
L’MR2000 può
essere caricato
da mezzi con
allestimento
scarrabile
in pochi minuti.
MEDIO Il miscelatore riciclatore MR1000 è stato creato con le stesse misure
di un container ISO da 20 piedi, pertanto ha dimensioni di trasporto ridotte.
[52] febbraio 2026 Costruzioni
Costruzioni febbraio 2026 [53]
Macchine&Componenti
Riciclaggio
di fango è elevato. Per quanto riguarda il mercato, la risposta
è positiva. Queste macchine stanno riscuotendo successo,
e la ragione è semplice: permettono di ridurre quello che
per la normativa è considerato un rifiuto, a tutto vantaggio
degli scarti di lavorazione, notevolmente inferiori». I clienti
sono soddisfatti? «Sì, i clienti sono decisamente soddisfatti
dell’utilità di questa tipologia di macchine».
L’Oltre al prodotto e al classico post vendita (assistenza
tecnica, intervento in cantiere, ricambi, etc.), Vermeer
Italia organizza periodicamente training formativi per
gli operatori dei propri clienti, sulle tecnologie di perforazione
TOC/HDD, quindi anche sui riciclatori, il cui
uso è strettamente connesso alla perforazione stessa.
«Da sempre ci teniamo a dare supporto ai nostri clienti
con sessioni periodiche di aggiornamento e approfondimento
teorico-pratico. È un’attività che consideriamo
parte integrante del nostro servizio post
vendita, perché siamo consapevoli che sia fondamentale
per tutti gli specialisti di settore avere un supporto
completo, che comprende anche la possibilità
di formazione periodica - racconta Giorgia Compagni,
marketing manager di Vermeer Italia - Dall’inizio dell’anno
abbiamo organizzato più di dieci sessioni per
IL PIÙ PICCOLO Il riciclatore R500 lavora
in autonomia in base ai sensori di livello,
senza la necessità di un operatore dedicato.
Tre modelli, un unico obiettivo
La gamma di riciclatori Vermeer si compone di tre modelli,
R500, MR1000 e MR2000 (gli ultimi due abbinano alle funzioni
di riciclaggio anche quelle di miscelazione). «Per ottimizzare
al meglio il riciclo, tutti e tre i modelli sfruttano
l’equilibrio tra il flusso del fango in entrata e
quello in uscita - chiosa Alessandro Cestaro - I nostri
nuovi sistemi integrano in modo ottimale la separazione
meccanica eseguita dai vagli, per ottenere
materiale grossolano, con quella effettuata
dagli idrocicloni, per materiale più fine. In questo
modo i riciclatori si adattano alla granulometria richiesta
per il singolo lavoro».
Iniziamo l’approfondimento tecnico con il riciclatore
R500, le cui operazioni sono automatizzate:
non occorre controllare manualmente le valvole,
i sensori di livello nella vasca del riciclatore e il sensore
di livello da remoto nella vasca di miscelazione
aiutano a prevenire la tracimazione al di fuori
del sistema di gestione dei fluidi. I vagli primari
sono mantenuti in posizione da un sistema di ancoraggio
ad aria, per un accesso semplificato e la
sostituzione rapida dei vagli stessi. La separazione
dei solidi è particolarmente efficace grazie al sistema
di idrocicloni in abbinamento a un’area di vagliatura
piuttosto ampia. Il robusto vibrovaglio garantisce performance
stabili anche con volumi di processo variabili, mentre
una pompa a elevata capacità di processo assicura una
circolazione ottimale. Si ricorda che l’R500 è su slitta, per il
sollevamento con muletto.
«L’R500 è una macchina compatta che lavora in autonomia
in base ai sensori di livello, senza una persona dedicata.
Sta dando parecchie soddisfazioni ai nostri clienti,
basta collegarla, e gestisce in modo indipendente il carico
e lo scarico del fango - commenta Cestaro - Questo modello
si può accoppiare alle nostre perforatrici TOC/HDD
Conoscere le macchine per usarle al meglio
nuovi operatori e questo contribuisce a potenziare il
nostro lavoro. Uno dei nostri obiettivi infatti è quello
di offrire un’assistenza completa e capillare a tutti i
clienti del territorio.
Questo è possibile non solo grazie alla sede centrale
di Verona, ma anche a tutti i nostri centri di assistenza
(Vermeer Adriatico nei pressi di Ascoli Piceno,
Vermeer Tirreno vicino a Roma, Trencher Service a
Bari e Vermeer Sicilia a Caltanisetta). L’aggiornamento
tecnico è parte sostanziale del supporto Vermeer.
Siamo inoltre associati alla IATT, Italian Association for
Trenchless Technology, che sosteniamo nei vari progetti.
Tra questi, ospitiamo il corso da loro organizzato
insieme alle scuole edili del territorio di riferimento, per
conseguire il patentino di operatori per macchine complesse
nella trivellazione orizzontale controllata».
Perforazione orizzontale controllata: di cosa si tratta
Vermeer ha una gamma prodotti decisamente estesa.
Il suo nome nel mondo, però, è indissolubilmente legato
alle macchine per la perforazione orizzontale controllata,
nota anche come TOC (trivellazione orizzontale
controllata) o HDD (horizontal directional drilling),
sistema che permette di installare cavi e condotte senza
scavare a cielo aperto. In che modo? Una serie di
aste teleguidate da una testa di perforazione vengono
introdotte nel terreno e creano il percorso del sottoservizio/tubazione
da posare.
Tre le fasi principali: perforazione pilota guidata per la
creazione del percorso, passaggi di alesatura per adattare
il percorso al diametro del sottoservizio/tubazione,
tiro del sottoservizio/tubazione in posizione. Tra i
vantaggi: possibilità di lavorare in aree difficili come
passaggi sotto strade, autostrade e corsi d’acqua, senza
dover bloccare il movimento di mezzi e persone;
posa di condotte di ampio diametro e per tratte molto
lunghe, anche oltre un chilometro; possibilità di effettuare
la posa in aree dove è già presente una fitta rete
di utenze, senza interferenze o blocchi dell’erogazione
dei servizi; nessuna necessità di spazi ampi per operare,
quindi possibilità di effettuare la posa senza interrompere
il traffico veicolare e in presenza di pavimentazioni
pregiate senza danneggiarle. Infine,
riduzione dell’impatto ambientale e dei costi sociali.
per la posa di sottoservizi, modelli D40X55 S3, D40X55DR
S3 e D60X90 S3».
Passiamo ora al miscelatore e riciclatore MR1000, in grado
di facilitare il lavoro all’operatore grazie al sistema di ancoraggio
innovativo dei vagli, alle valvole pneumatiche, al pannello
di controllo intuitivo e al sistema di interruzione automatica
dell’immissione acqua e della pompa di pozzetto.
In questo caso nella separazione dei solidi concorrono 12
idrocicloni a corpo lungo da quattro pollici, sempre in abbinamento
a un’ampia area di vagliatura. Il sistema di miscelazione
è ottimizzato con un agitatore ed equipaggiato con
un potente tubo di aspirazione della bentonite, in grado di processare
in modo rapido anche le big bag. Creato sulle misure
di un container ISO da 20 piedi, le dimensioni di trasporto
dell’MR1000 sono ridotte (dettagli nel box “I numeri della gamma”):
è disponibile con sistema di sollevamento a gancio regolabile
con rulli per rientrare nei limiti di trasporto locali. Il
modulo con vibrovaglio è alloggiato all’interno della vasca attiva
e, durante il montaggio, può essere sollevato all’esterno
e installato semplicemente ruotandolo di un quarto di giro.
Ed eccoci all’MR2000, macchina compatta in grado di processare
fino a 2.000 l/min di fluidi di perforazione. In un solo
trasporto due funzioni: miscelazione e riciclo, prioritari in ogni
cantiere di perforazione orizzontale controllata. Anche in questo
modello è l’ancoraggio ad aria a mantenere in posizione
i vagli primari, sistema che ne permette la sostituzione rapida.
Le elevate prestazioni nella separazione dei solidi sono
date dai due idrocicloni desander da dieci pollici, più 12 idrocicloni
a corpo lungo da quattro pollici in abbinamento a
un’ampia area di vagliatura. Come nel modello MR1000 anche
nell’MR2000 il sistema di miscelazione è dotato di un
tubo di aspirazione della bentonite che processa velocemente
anche le big bag. Il venturi e un agitatore garantiscono una
miscelazione ottimale. Per ridurre le dimensioni di trasporto,
il modulo di separazione con vibrovaglio viene alloggiato nella
vasca attiva. Grazie a un sistema di sollevamento idraulico
automatico, il modulo può essere montato facilmente,
sopra al container, pronto per entrare in azione. L’architettura
lineare di questo sistema, con una parete cieca, lo rende ideale
per cantieri a bordo strada. Per tutti e tre i i modelli, l’utilizzo
di componenti di alta qualità e ad alta resistenza all’usura
ne massimizzano la durabilità.
«Le macchine combinate MR1000 e MR2000 possono essere
abbinate a tutti e sei i modelli della nostra gamma di
perforatrici TOC/HDD per la posa di pipeline, in base alle
esigenze di cantiere - conclude l’HDD Specialist di Vermeer
Italia - I riciclatori sono macchine indipendenti dalle perforatrici
Vermeer, quindi possono essere accoppiati anche
con modelli di altri marchi e persino con perforatrici verticali.
A prescindere dalla macchina a cui sono abbinati, il
loro scopo è sempre quello di ricondizionare un fluido e andare
a ridurre le materie prime».
[54] febbraio 2026 Costruzioni
Costruzioni febbraio 2026 [55]
Idrogeno
Hydrogen Engine
Alliance
In Germania il cantiere del futuro avrà motori
termici a combustione interna di idrogeno.
Oggi non può dire se sarà così... ma funziona
Una cava di inerti
alluvionali vicino a
Monaco di Baviera è
il palcoscenico dove
Liebherr, MAN, Daimler
Truck, testano in condizioni
reali la loro visione di
cantiere del futuro, ossia
con truck e macchie
movimento terra azionate
da motori a combustione
interna di idrogeno. Uno
degli esemplari di pala
gommata Liebherr L 566 H
che abbiamo già visto in
azione un anno fa, opera
oggi al fianco di un quattro
assi MAN ed di un
secondo Mercedes,
svolgendo normali attività
di carico e
movimentazione materiali.
La particolarità
dell’operazione non è
visibile a prima vista, ma è
sostanziale: tutti i mezzi
sono alimentati da motori
a idrogeno, funzionando in
modo largamente CO 2
-free
e dimostrando che una
logistica di cantiere a
basse emissioni è già
tecnicamente realizzabile.
Il test rappresenta una
tappa significativa nello
sviluppo delle tecnologie
sostenibili per il settore
delle costruzioni ed è frutto
della collaborazione tra
Liebherr, MAN, Daimler
Truck e la Hydrogen
Engine Alliance, un gruppo
di interesse intersettoriale
con sede a Karlsruhe che
promuove l’uso
dell’idrogeno nei sistemi di
trazione per applicazioni
heavy-duty. L’iniziativa
evidenzia come la
cooperazione tra
costruttori europei e la
condivisione delle
competenze possano
accelerare l’introduzione di
soluzioni climaticamente
responsabili nel mondo
delle macchine operatrici e
dei veicoli industriali. Il test
presso l’impianto di ghiaia
dimostra che i cantieri a
basse emissioni non sono
più una visione lontana, ma
una possibilità concreta.
Affinché l’idrogeno possa
esprimere appieno il
proprio potenziale, è però
necessario sviluppare una
rete infrastrutturale
dedicata e garantire un
prezzo dell’energia
competitivo. La
collaborazione tra Liebherr,
MAN, Daimler Truck e la
Hydrogen Engine Alliance
ha questo obiettivo.
liebherr.com
INSIEME
COSTRUIAMO
PROGRESSO
CityLife, Milano
[56] febbraio 2026 Costruzioni
Macchine&Componenti
Riciclaggio
testi di Daniela Stasi
NICOLA SISTI, project engineer R&D Simex
e responsabile della linea di vagliatrici.
SOIL
regeneration
Con la nuova linea di vagliatrici VSE Tornado
di Simex, per mini e midiescavatori, basta una sola
bennata per bonificare il terreno, liberandolo
da sassi, radici, detriti e smaltire la sola parte inerte
Cominciare un articolo con una citazione, spesso, invita
il lettore a entrare nel tema trattato con maggiore
attenzione. In questo caso, lo ammettiamo,
siamo in difficoltà. Ci sono talmente tante citazioni interessanti
sulla terra - quella con la t minuscola, intesa come
terreno non come pianeta - che sceglierne soltanto una
ci sembra minimizzante. Eccone quindi due, distanti anni
luce una dall’altra, ma legate da un filo sottile nemmeno
troppo invisibile: la prima è pronunciata da Thomas Mitchell
nelle vesti di Geraldo O’Hara in Via col vento, “La terra è la
sola cosa per cui valga la pena di lavorare, di lottare, di morire,
perché è la sola cosa che duri”; la seconda è un antico
proverbio attribuito al popolo nativo americano dei Navajo,
«La terra non ci è stata data in eredità dai nostri padri, ma
in prestito dai nostri figli». Entrambe esprimono al meglio
l’importanza di attribuire al terreno il giusto valore e di tutelarlo
al massimo. Ed è proprio quello che fa l’attrezzatura
di cui vogliamo parlarvi: VSE Tornado, la nuova linea di
vagliatrici di Simex che, specifica per pulizia e areazione
del terreno anche bagnato, lo recupera in situ, senza doverne
usare di nuovo. Senza sprecarlo, quindi.
Dagli inerti pesanti al terreno
«Simex punta sulle benne vagliatrici da anni ormai, ma il
focus era sempre stato più spostato sul recupero di inerti
pesanti, derivanti da demolizioni e frantumazioni» - commenta
Nicola Sisti, project engineer R&D Simex e responsabile
della linea di vagliatrici dell’azienda. «Negli ultimi anni,
tuttavia, dal mercato è emersa sempre più frequentemente
la necessità della pulizia e del recupero del terreno in sito.
Mi riferisco al settore del verde urbano, dell’areazione del
compost, della cura del verde e dei piccoli cantieri privati».
Ecco quindi che, con la nuova linea di benne vagliatrici,
l’azienda emiliana sonda i nuovi orizzonti della separazione
dei materiali in cantiere, ampliando il proprio raggio di
azione dal già consolidato settore heavy duty, ossia la vagliatura
di inerti di risulta da demolizioni, al segmento landscaping
e soil regeneration, ovvero la bonifica del terreno
vegetale da detriti per finalità di florovivaismo e per il ripristino
delle aree verdi».
In entrambi i casi, l’obiettivo è il medesimo: salvaguardare i
materiali che possono essere recuperati e riutilizzati direttamente
in situ, oppure trasportati più agevolmente all’esterno.
Nel caso degli inerti da demolizione, la riqualificazione
del materiale presente in cantiere permette di abbattere
le spese di smaltimento e di tagliare i costi legati all’acquisto
e al trasporto di nuova materia prima. Nel secondo
caso, invece, quello del recupero del terreno vegetale, è
bene sottolineare come in molti cantieri edili, con un’adeguata
opera di vagliatura, si possa bonificare il terreno presente
liberandolo da sassi, radici e detriti, andando a smaltire
effettivamente solo la parte inerte. Il terreno bonificato
e pulito dai detriti con le benne vagliatrici Simex è immediatamente
spendibile, areato e di una pezzatura consona
alla successiva piantumazione. La nuova linea VSE
Tornado, pertanto, rappresenta l’approccio «mirato all’abbattimento
dei costi di smaltimento e al risparmio nell’acquisto
di terreno vergine», prosegue Sisti.
Ottimizzata la vorticosità del materiale
Progettate per miniescavatori e midiescavatori da 1,5 a 10
tonnellate, le nuove benne vagliatrici da escavatore VSE
Tornado, come già anticipato, sono pensate per applicazioni
leggere, come la pulizia del terreno da detriti, sassi e
ghiaia, per la creazione del letto di posa e per la copertura
di sottoservizi e canalizzazioni interrate. In generale, per
piccoli cantieri urbani, dove, per limiti di spazio di manovra,
gli igombri devono essere ridotti al minimo.
Sotto il profilo tecnico, sono dotate di un innovativo siste-
[58] febbraio 2026 Costruzioni
Costruzioni febbraio 2026 [59]
Macchine&Componenti
Riciclaggio
ma di sostituzione rapida dell’intero albero o dei singoli elementi
vaglianti, coperto da brevetto Simex. Una soluzione
che permette una manutenzione semplice e veloce direttamente
in cantiere, senza fermi macchina, garantendo
continuità operativa e maggiore efficienza. E la pezzatura
del materiale in uscita? Quella standard è di 0-20 millimetri,
ma, agendo sui distanziatori, è possibile ridurla a 0-
10 millimetri o aumentarla a 0-30 millimetri, in base ai
contesti applicativi e alle esigenze di cantiere. Inoltre, a seconda
del tipo di materiale da trattare, la benna può essere
equipaggiata con utensili in poliuretano, ideali per terreni
umidi o sabbiosi e per preservare l’integrità del materiale
vagliato, oppure con utensili in acciaio, consigliati per impieghi
più gravosi e materiali abrasivi.
Le vagliatrici VSE Tornado, infine, sono in grado di separare
materiali di diversa pezzatura anche se umidi o bagnati.
La nuova configurazione a due e tre alberi con elementi
a stella, infatti, ottimizza la vorticosità del materiale trattato,
migliorando le performance e aumentando la redditività
delle operazioni sul campo. È così possibile vagliare, ridurre,
bonificare e areare con una sola bennata scarti vegetali e
La linea di vagliatrici VSE Tornado per la pulizia
e l’areazione del terreno, anche bagnato, permette
di trattare la terra direttamente in cantiere, senza
doverne acquistare di vergine. Un bel risparmio.
terriccio, per accelerare la fase di compostaggio e produrre
un vagliato di una pezzatura ideale per il ripristino delle
aree verdi. Il materiale di scarto, ridotto al minimo, permette
di abbattere i costi di conferimento e smaltimento nei centri
specializzati.
Meno usura negli scavi di trincee a sezione ridotta
Andando a riguardare le novità presentate da Simex
nel 2025 non possiamo non menzionare i nuovi utensili
per dischi da taglio, pensati per le applicazioni nelle
mini e microtrincee, da abbinare all’ampia gamma di
escavatrici a ruota dell’azienda (ben 18 modelli in tre
gamme di prodotto, RW e T per pale e minipale, e la linea
RWE per escavatori di diverse taglie): utensili speciali
in cui il carburo di tungsteno è esternamente rivestito
da un deposito di diamante policristallino
sinterizzato (PCD). Obiettivo per cui sono stati sviluppati:
maggiore produttività, migliore precisione e per
superare i limiti degli utensili rotanti a punta conica in
carburo di tungsteno, la soluzione largamente più diffusa
per le applicazioni di taglio in microtrincea.
«Questo tipo di utensile, largamente ed efficacemente
utilizzato nelle testate fresanti e da scavo, inizia a mostrare
i suoi limiti nelle applicazioni di microscavo o taglio,
dove la miniaturizzazione della soluzione tradizionale
ha di per sé l’enorme svantaggio di creare una
grande sollecitazione sulla superficie dell’utensile stesso,
dovuta all’enorme forza di contatto localizzata» -
spiega il team tecnico di Simex. «Questo comporta che
gli utensili conici in carburo di tungsteno, seppur relativamente
economici, soffrano di elevata usura e durata
limitata, tanto che l’operatore è spesso costretto
alla loro sostituzione, quasi giornaliera».
Simex ha deciso così di equipaggiare la propria gamma
di escavatrici a ruota per lo scavo di trincee a sezione
ridotta con un utensile in cui il carburo di tungsteno
è rivestito da PCD.
«La durezza apportata dalla superficie diamantata
estende di diversi ordini di grandezza la durata temporale
dell’utensile durante le applicazioni di scavo, permettendo
di lavorare distanze più estese senza necessità
di particolari manutenzioni» - continua il team
Simex. «Le stesse proprietà del diamante sinterizzato
Variante a settori con utensili in PCD per i modelli
di escavatrice a ruota RW 350 e RWE 35,
per sostituire i singoli segmenti e non l’intero disco.
permettono l’adozione di velocità periferiche più alte
del disco di taglio, quindi una rotazione più veloce che
si traduce in maggiore produttività giornaliera per l’operatore.
Allo stesso modo lo spigolo vivo del profilo dell’utensile,
ora passato da conico a cilindrico, date le migliori
caratteristiche di tagliente, permette di ottenere
una migliore pulizia dello scavo e un profilo di taglio più
netto e pulito». Non è tutto: oltre alla versione con disco
monolitico, per i modelli di escavatrice a ruota RW
350 e RWE 35, è disponibile anche la variante a settori
con utensili in PCD, una soluzione che consente una
maggiore facilità di manutenzione, permettendo di sostituire
i singoli segmenti e non l’intero disco. I settori,
ciascuno dei quali incorpora tre utensili, sono facilmente
sostituibili in cantiere in caso di danneggiamento (urti
contro elementi in ferro, ecc.) e successivamente riparabili
e riutilizzabili.
[60] febbraio 2026 Costruzioni
Costruzioni febbraio 2026 [61]
Macchine&Componenti
Escavatori cingolati
testi di Antonio Fargas
L’attesissimo
DASH 12
Il primo di 12 a generazione è il PC220LC/LCi-12.
Komatsu parla di un salto d’innovazione quantico,
paragonabile al debutto dei Serie 8. Si freme
per sapere quando arriverà l’NLC e il braccio triplice
Komatsu Europe alza ulteriormente l’asticella dell’innovazione
nel settore delle costruzioni con il lancio
dei nuovi escavatori PC220LC-12 e PC220LCi-12. Da
subito, gli operatori e i proprietari attendono di sapere quando
saranno disponibili alla vendita la versione a carro stretto
NLC e il braccio triplice posizionatore, accessori che promettono
di estendere ulteriormente versatilità e produttività
della macchina. Questi modelli rappresentano il culmine di
anni di esperienza Komatsu nell’integrazione di tecnologie
avanzate di automazione allo scavo, già vanto consolidato
del marchio. Il PC220LCi-12, in particolare, porta la piattaforma
di intelligent Machine Control 3.0 (iMC 3.0) a nuovi livelli,
con funzionalità di sterzo automatico in trincea, controllo
dei confini 3D, rotazione automatica per il carico
semiautomatico dei camion e possibilità di collegamento
remoto tramite Smart Construction Remote.
Parliamo di funzioni uniche che permettono di aumentare
produttività e precisione in ogni operazione di scavo.
Potenza e efficienza senza compromessi
Entrambe le versioni montano il motore Komatsudi nuova
generazione SAA4D107E‐5 tarato a 129 kW. Si tratta di un
’quattro cilindri in linea, raffreddato ad acqua, turbocompresso
e con post‐raffreddamento «aftercooled» e iniezione diretta
common rail. Il propulsore supporta un impianto idraulico ad
alta efficienza comandato elettronicamente, che riduce del
18% il consumo medio di carburante rispetto alla Serie 11,
con un risparmio stimato di circa 2,1 litri all’ora.
L’aumento del 7% della forza del braccio e della benna, insieme
a una nuova modalità P+ che migliora produttività e rendimento
del carburante rispettivamente del 18% e del 20%,
si traduce in costi operativi sensibilmente ridotti.
Controllo digitale
La cabina completamente ridisegnata offre più spazio per le
gambe (+30%), una visibilità migliorata del 50% e un nuovissimo
sedile premium opzionale. Le leve di comando elettroniche
ultra versatili e programmabili, il sistema di riconoscimento
operatori e i monitor touch da 8 a 10 pollici permettono
di personalizzare ogni aspetto della macchina, rendendo le
operazioni intuitive anche per operatori meno esperti. Le funzionalità
iMC 3.0, integrate di fabbrica, includono anche un
sistema di pesatura avanzato, geofence e possibilità di collegamento
al sistema Smart Construction Fleet, che ottimizza
il carico dei camion senza input manuale, aumentando
efficienza e sicurezza.
[62] febbraio 2026 Costruzioni
Costruzioni febbraio 2026 [63]
Escavatori cingolati
Tutta la potenza senza il cavo
Hilti lancia sessanta nuovi attrezzi a batteria
Nuron per lavori pesanti: più potenza,
sicurezza e produttività per i professionisti
DOPPIO MONITOR L’iMC 3.0 integra da stabilimento,
il sistema di pesatura avanzato, la funzione geofence
e connessione Smart Construction Fleet.
Sicurezza, affidabilità e semplicità
Komatsu conferma la propria tradizione di macchine robuste
e durevoli, con braccio e avambraccio monolitici rinforzati,
sottocarro rinnovato e torretta progettata per impieghi
gravosi. La manutenzione è stata ulteriormente semplificata.
Il cambio olio motore passa a ben 1.000 ore operative, il
filtro idraulico ogni 3.000 ore, mentre la pulizia Dpf è da prendere
in considerazione dopo le prime 8.000 ore ma dipende
dal tipo di utilizzo fatto. Tutto questo va a vantaggio dei
tempi di fermo macchina e riduce il Tco. Il sistema KomVision
a 360°, l’indicatore antiribaltamento e il rilevamento della presenza
di persone garantiscono massima sicurezza in cantiere,
completando un pacchetto che unisce produttività, comfort
e tutela dell’operatore.
Ed è solo l’inizio...
Se l’anteprima mondiale dei nuovi PC220LC/LCi-12 è stata
al Bauma 2025, con dimostrazioni dinamiche e accesso diretto
alla cabina. Per il pubblico internazionale, è stata la prima
occasione per toccare con mano il livello di innovazione
Komatsu, frutto di oltre dieci anni di sviluppo e feedback
dai cantieri di tutto il mondo. Con l’attesa per la disponibilità
della versione NLC a carro stretto e del braccio triplice posizionatore,
Komatsu conferma la propria leadership nella digitalizzazione,
nell’automazione e nella personalizzazione
dell’escavazione, offrendo macchine in grado di combinare
potenza, precisione e risparmio operativo, senza compromessi
sul comfort e sulla sicurezza.
Hilti ha ampliato la
piattaforma
cordless Nuron
introducendo oltre 60
nuovi attrezzi a batteria
per applicazioni pesanti,
unendo tecnologia
all’avanguardia,
affidabilità in cantiere,
servizi di noleggio e
assistenza dedicata e un
elevato valore residuo dei
prodotti. La nuova
gamma consente ai
professionisti di
affrontare lavori
tradizionalmente riservati
agli attrezzi a cavo o a
gas, migliorando
produttività e sicurezza. I
nuovi elettroutensili,
disponibili dal quarto
trimestre 2025, mirano a
incrementare l’efficienza
dei professionisti
dell’edilizia, garantendo al
contempo comfort e
sicurezza sul posto di
lavoro. La gamma
comprende strumenti per
demolizione, taglio del
calcestruzzo, lavorazioni
su legno e altre
applicazioni gravose,
supportati da batterie di
nuova generazione con
maggiore potenza,
capacità superiore e
tempi di ricarica più
rapidi, per un incremento
dell’efficienza fino al 25%
in cantiere. Funzioni
consolidate come
riduzione delle vibrazioni,
protezione anticontraccolpo
e controllo
integrato della polvere
rendono il lavoro più
sicuro e meno faticoso,
tutelando la salute degli
operatori. La piattaforma
Nuron, lanciata nel 2022,
unisce oggi oltre 180
prodotti tra elettroutensili,
batterie e caricabatterie in
un unico ecosistema
connesso al cloud,
semplificando la gestione
del parco attrezzi e
incrementando la
produttività complessiva.
L’integrazione con il
software ON!Track
permette di monitorare in
tempo reale lo stato delle
attrezzature e delle
batterie, riducendo i fermi
non pianificati fino al 20%,
velocizzando i cicli di
lavoro e contenendo i
costi di manodopera.
Oltre alla tecnologia e alle
prestazioni, Hilti offre ai
clienti servizi completi di
noleggio e assistenza,
assicurando che ogni
attrezzo sia sempre
pronto all’uso e
mantenendo alto il valore
residuo dei prodotti.
Questo approccio
consente ai professionisti
di scegliere lo strumento
più adatto a ogni attività,
con la flessibilità di
passare agevolmente tra
strumenti a batteria, a
cavo o a gas,
semplificando
manutenzione e
approvvigionamento.
hilti.it
[64] febbraio 2026 Costruzioni
Costruzioni febbraio 2026 [65]
De
&Riciclaggio
Cesoie
L’MB200 Bolt Cutter,
è una cesoia
idraulica compatta
per il taglio a freddo
di acciaio di rinforzo
con spessore
massimo di 32 mm
testi di Matthieu Colombo
TAGLIENTI
A CAMBIO
RAPIDO
La cesoia
MB200
di Darda, taglia
barre di acciaio
fino a 32 mm
con precisione
e senza
scintille, ideale
per cantieri
con spazi
ristretti
e vincoli
operativi.
DATECI
un taglio
Guarda
la presentazione
videl dell’MB200
https://dardaitalia.it/
La combinazione di forza, compattezza e taglio a freddo
rende l’MB200 ideale per demolizione parziale, riparazioni
strutturali e modifiche locali su calcestruzzo armato,
soprattutto dove vincoli di accesso o carico
impediscono l’uso di macchinari più grandi. Grazie a queste
caratteristiche, il nuovo modello di Darda si conferma
uno strumento di riferimento per aziende specializzate
in demolizione industriale, lavori civili e rifacimenti
in contesti sensibili.
Darda GmbH, è un’azienda tedesca con sede a Blumberg,
specializzata in tecnologia per la demolizione. Fondata
nel 1958 come costruttrice di macchine per lavorazione
della pietra, è oggi arte del Brokk Group, una realtà industriale
internazionale che unisce diverse aziende leader
nella demolizione avanzata.
Darda ha presentato il nuovo MB200 Bolt Cutter,
una cesoia idraulica compatta progettata per il taglio
di acciaio di rinforzo ad alta resistenza in lavori
di demolizione, riparazione e ristrutturazione. Questo
attacco è in grado di affrontare barre fino a 32 mm di diametro
grazie a un processo di taglio a freddo che elimina
scintille, fiamme e vibrazioni eccessive, caratteristiche fondamentali
per interventi in edifici abitati, infra strutture operative
o cantieri con restrizioni su rumore e hot works. La
macchina sviluppa una forza di taglio massima di 2.059
kN, superiore agli standard delle attrezzature della stessa
classe, e permette di operare con precisione anche in
contesti complessi.
L’MB200 è stato studiato per carrier leggeri con peso operativo
tra 1,2 e 2,8 tonnellate e si caratterizza per un’apertura
delle ganasce di 110 mm e una profondità di taglio
di circa 70 mm, garantendo accesso a ferri molto congestionati
tipici di pareti e solette in calcestruzzo armato.
Il peso di 165 kg senza piastra di montaggio rende il
dispositivo facilmente integrabile su escavatori compatti,
robot da demolizione e altri piccoli carrier, combinando
manovrabilità e potenza in ambienti ristretti.
L’adozione di inserti di taglio sostituibili rapidamente riduce
i tempi di fermo macchina e ottimizza la produttività,
un vantaggio significativo per interventi con programmazioni
serrate.
[66] febbraio 2026 Costruzioni
Costruzioni febbraio 2026 [67]
De
&Riciclaggio
Escavatori demolition
Quale altro titolo per unire
la demolizione del blocco A
dell’ospedale di Arco
e la precisione operativa
del nuovo Volvo
demolition EC400 HR
della Zampedri Lorenzo
Il chirurgo
SVEDESE
Siamo stati ad Arco, in provincia di Trento, per osservare
in azione uno dei primi escavatori Volvo
EC400 HR da demolizione consegnati in Italia.
Questo modello di nuova generazione era già stato da
noi analizzato nel novembre 2024 in Svezia e presentatovi
sul numero di dicembre 2024 di Costruzioni, insieme
al nuovo EC500 HR. Abbiamo scelto di vedere la macchina
al lavoro nel cantiere trentino per raccogliere e
portarvi la testimonianza diretta di un cliente come l’impresa
Zampedri Lorenzo di Pergine Valsugana (TN).
Ad Arco, l’azienda ha avviato la demolizione meccanica
top-down del blocco “A” dell’ospedale locale, inattivo
dai primi anni 2000, ma di fatto collegato al nuovo grup-
po ospedaliero. Ad accoglierci in cantiere, il geometra
Francesco Simoni, responsabile della sicurezza e coordinatore
delle operazioni per la Zampedri Lorenzo. Come
il contesto può lasciare immaginare, l’intervento è particolarmente
delicato in quanto l’attività ospedaliera è attiva.
Questo richiede la massima attenzione e professionalità
da parte di tutti i soggetti presenti in cantiere
e ha premiato l’impresa Zampedri Lorenzo che grazie al
piano di demolizione studiato nel dettaglio si è aggiudicata
la gara d’applato. La struttura blocco “A” oggetto della
demolizione, è in calcestruzzo armato e mattoni, risale
agli anni Cinquanta-Sessanta.
Prima della demolizione meccanica, l’impresa ha comtesti
e foto di Matthieu Colombo
STANDARD O CON PROLUNGA
Per lavorare all’ospedale di Arco l’EC400 HR
è in configurazione standard da demolizione.
È inoltre possibile aggiungere una nuova
prolunga da 3.000 mm di lunghezza.
[68] febbraio 2026 Costruzioni
Costruzioni febbraio 2026 [69]
De
&Riciclaggio
Escavatori demolition
Link alla storia
aziendale della
Zampedri Lorenzo
zampedrilorenzo.it
A TESTA ALTA La cabina è inclinabile
fino a 30° ed ha una struttura diversa
dalla standard. Il tergicristallo
è incernierato in basso per
non ostacolare la visibilità
in altezza dell’operatore,
mentre il vetro anteriore
di sicurezza è un elemento unico.
pletato uno scrupoloso lavoro di strip-out e bonifica dei
materiali pericolosi, tra cui lana di roccia nelle intercapedini
e amianto rinvenuto nelle vecchie centrali termiche
e nelle colonne di sfiato delle stesse. Al termine dei
lavori, l’area ospiterà un nuovo edificio più basso destinato
a magazzini, camere mortuarie e parcheggi per il
personale.
Il nuovo Volvo EC400 High Reach
Il protagonista del cantiere è il nuovo Volvo EC400 HR,
modello di ultimissima generazione con motorizzazione
Stage V, che sostituisce in gamma il precedente
In un mercato competitivo, l’affidabilità e la serietà nel portare
a termine i lavori senza problemi sono ciò che viene
riconosciuto alla Zampedri Lorenzo. Crediamo molto nelle
nostre radici, tanto da aver mantenuto la sede qui a Pergine
nonostante la crescita, e continuiamo a investire sui giovani
locali e sulla loro formazione, perché la passione per
questo mestiere è il vero motore della nostra crescita.
Scegliamo Volvo per l'efficienza dei consumi e l'idraulica
che piace agli operatori. Inoltre, per questo demolition,
Zanon&Marchi è stata l'unica a garantirci per iscritto la consegna
della macchina nei tempi necessari al cantiere di Arco.
Stefano
Zampedri
socio
impresa
Zampedri Lorenzo
ZAVORRA IDRAULICA
I nuovi Volvo High Reach
poggiano a terra
la zavorra
idraulicamente, senza
l’ausilio di autogru.
EC380E HR. In questa configurazione voluta dalla Zam -
pedri Lorenzo, l’escavatore monta un braccio High Reach
(HR) da 24 metri operativi, progettato per operare con
precisione e perfetto per intervenire sulle altezze del blocco
ospedaliero. Lo stesso modello può inoltre montare
una nuova prolunga da 3.000 mm opzionale che, posta
tra tronchetto di base e braccio HR porta l’altezza operativa
a oltre 26 m. Dal punto di vista tecnico, l’EC400 HR
introduce innovazioni che aumentano efficienza e sicurezza.
Il carro allargabile idraulicamente garantisce stabilità
durante gli sbracci laterali, mentre il sistema di rimozione
della zavorra posteriore consente di posare il
contrappeso a terra in autonomia, senza gru d’appoggio
per facilitare i trasferimenti da un cantiere ad un altro.
L’operatore Alessio Perina ha evidenziato l’estrema precisione
dei nuovi joystick elettronici e del sistema idraulico
ottimizzato, che rendono i movimenti più fluidi rispetto
alle generazioni precedenti. La cabina inclinabile
fino a 30° integra un vetro monoblocco P5A e il sistema
Demolition Assist, che fornisce dati in tempo reale sulla
stabilità in base al braccio montato.
La sicurezza è ulteriormente rafforzata dal sistema Volvo
Smart View che può essere integrato dalla tecnologia
Obstacle Detection, che sfrutta l’intelligenza artificiale
[70] febbraio 2026 Costruzioni
Costruzioni febbraio 2026 [71]
De
&Riciclaggio
Escavatori demolition
Il nuovo Volvo EC400 HR rappresenta un salto generazionale
notevole rispetto alle macchine che ho utilizzato in precedenza.
La prima sensazione che si avverte è quella di una
precisione estrema: l'idraulica è davvero "tanta roba". Grazie
al distributore con spole controllate elettronicamente: il feeling
è completamente diverso rispetto ai sistemi elettroidraulici
del passato e, una volta fatta l'abitudine, i vantaggi
in termini di operatività sono enormi. In sostanza, la
risposta dei comandi e la fluidità della macchina è talmente
progressiva e gestibile che il lavoro in quota
è per me molto più intuitivo e sicuro.
Alessio
Perina
operatore
EC400 HR
Zampedri Lorenzo
Francesco
Simoni
resp. sicurezza
e coordinatore
Zampedri Lorenzo
Gianluigi
Palmieri
commerciale
Zanon&Marchi
Il blocco A dell'ospedale di Arco è una struttura degli anni '50-
'60 che è stata costruita in più fasi per poi essere dismessa
circa vent'anni fa. Questo porta ad avere strutture unite e non
uniformi, da valutare attentamente. Prima di iniziare la demolizione
meccanica abbiamo eseguito una fase delicata di
strip-out e bonifica rimuovendo lana di roccia utilizzata come
isolante nelle intercapedini e bonificando l'amianto di camini
e sfiati della vecchia centrale termica dell'ospedale.
Longheroni HD rinforzati Cilindri protetti Carro allargabile da 2.990 a 3.980 mm
per rilevare pedoni e oggetti nelle vicinanze della torretta.
Sul campo, ci ha accolto anche Gianluigi Palmieri della
concessionaria Zanon&Marchi, rappresentante ufficiale
Volvo CE Italia per Trento e Bolzano dal 2021, e
riferimento dell’impresa per la provincia di Trento per la
vendita del nuovo, dell’usato, il noleggio e l’assistenza
tecnica garantita sul territorio con tecnici specializzati e
ofcine mobili attrezzate per l’assistenza in cantiere.
Un riferimento sul territorio
Fondata nel 1981 da Lorenzo Zampedri, l’azienda celebra
ben 45 anni di attività. Partita come piccola realtà familiare
con un solo camion e un escavatore per scavi,
l’impresa si è trasformata sotto la guida di Lorenzo e dei
figli Stefano e Nicola, affiancati dai cugini Denis e Ivan.
Oggi Zampedri Lorenzo è una delle realtà più strutturate
del Trentino, con circa 40 dipendenti, più 10 collaboratori,
e un parco macchine all’avanguardia, prevalentemente
Volvo ed ha realizzato la sua nuova sede nel paese
d’origine, ossia a Pergine Valsugana (TN).
Oltre alla specializzazione in lavori di movimentazione
terra, sbancamenti, regimazione delle acque, realizzazione
di sottoservizi, bonifiche, demolizioni e lavori stradali,
l’impresa è supportata dalla consociata Sativa, specializzata
nella selezione e nel riciclaggio dei rifiuti da
costruzione e demolizione. In altre parole la Zampedri
Lorenzo offre un servizio a tutto tondo che permette di
ottimizzare le tempistiche .
OTTIMIZZATO Connessioni unificate (qui sotto i Faster
sopra braccio) e nuovo layout delle tubazioni idrauliche
rendono l’allestimento ancora più facile e veloce.
[72] febbraio 2026 Costruzioni
Costruzioni febbraio 2026 [73]
Cave&Calcestruzzo
Emissioni
Calcestruzzo
AL GRAFENE
Per decarbonizzare
il calcestruzzo,
riducendo il contenuto
di cemento o di clinker,
l’inglese Concretene
ha elaborato una ricetta
esclusiva con grafene
testi di Antonio Fargas
Èil materiale da costruzione più utilizzato al mondo.
Stiamo parlando del calcestruzzo che, proprio per i
volumi enormi in cui è prodotto è etichettato come
uno dei principali responsabili delle emissioni globali di anidride
carbonica. In realtà, dal punto di vista tecnico e industriale,
l’impatto climatico del calcestruzzo non deriva
tanto dal materiale nel suo insieme quanto da uno dei suoi
componenti fondamentali: il cemento, e in particolare il clinker
necessario per produrlo. È nella cottura del calcare nei
forni, a temperature prossime ai 1.450 gradi, che si concentra
la maggior parte delle emissioni di CO 2 , sia per effetto
della reazione chimica di decarbonatazione sia per
l’elevato fabbisogno energetico del processo.
Di conseguenza, quando si parla di decarbonizzare il calcestruzzo,
si parla in realtà di ridurre il contenuto di cemento
o di clinker, oppure di sostituirli parzialmente con materiali
a minore impronta carbonica.
Una strada alternativa
È in questo contesto che si inserisce l’interesse crescente
per il grafene e per i materiali bidimensionali affini. Il tema
è stato oggetto del seminario “Graphene in Concrete”, organizzato
dall’Institute of Concrete Technology il 9 febbraio
2026 presso il Graphene Engineering Innovation Centre di
Manchester, luogo simbolo della ricerca sul grafene fin dalla
sua scoperta all’Università di Manchester. L’evento ha
permesso di valutare in modo realistico se e come il grafene
stia passando dalla ricerca di laboratorio a un impiego
concreto nei processi produttivi dell’industria del calcestruzzo.
Dal punto di vista scientifico, l’interesse per il
grafene nasce dalle sue proprietà eccezionali e dalla sua
capacità di interagire con la microstruttura della pasta
cementizia. Numerosi studi accademici pubblicati negli ultimi
anni mostrano che l’aggiunta di quantità molto ridotte
di grafene o ossido di grafene può portare a una microstruttura
più densa e compatta, con un miglioramento delle
resistenze meccaniche e una riduzione della permeabilità.
Questi effetti, osservati soprattutto in condizioni di laboratorio,
suggeriscono che sia possibile ottenere le stesse prestazioni
meccaniche e di durabilità utilizzando meno cemento,
intervenendo quindi proprio sulla componente più
emissiva del calcestruzzo.
IN UK È GIÀ
REALTÀ
Concretene
è una società
tecnologica
britannica
con sede
a Manchester
(Regno Unito)
che sviluppa
un additivo
innovativo per
calcestruzzo
a base
di grafene.
© credit Alan Beck NERD
Esperti a confronto
Il passaggio dalla teoria alla pratica è tutt’altro che scontato.
Per questo motivo il seminario ICT ha messo a confronto
ricercatori universitari e operatori industriali coinvolti
in sperimentazioni su scala reale. Nel Regno Unito sono
già stati avviati alcuni progetti pilota significativi. Tra questi,
un calcestruzzo a basse emissioni contenente grafene
è stato utilizzato nel 2025 per un’infrastruttura idrica in collaborazione
con grandi attori del settore dei materiali e delle
costruzioni. Secondo i promotori, la miscela ha consen-
© credit Alan Beck NERD
[74] febbraio 2026 Costruzioni
Costruzioni febbraio 2026 [75]
Emissioni
ADDITIVO La ricetta di Concretene migliora
la resistenza meccanica, la durabilità e la microstruttura
del calcestruzzo, permettendo di ridurre la quantità
di cemento necessaria e quindi l’impronta di carbonio del
calcestruzzo stesso. Siamo ben oltre la sperimentazione.
tito una riduzione rilevante delle emissioni di CO 2 per metro
cubo, grazie alla diminuzione del contenuto di cemento,
mantenendo al contempo prestazioni meccaniche adeguate
per l’applicazione prevista. Altri sviluppi arrivano da
aziende che stanno lavorando su additivi liquidi a base di
grafene, progettati per essere integrati negli impianti di betonaggio
esistenti senza modifiche sostanziali ai processi
produttivi. In questi casi, i benefici dichiarati non derivano
da una “magia” del grafene, ma dalla possibilità di
migliorare l’efficienza del cemento all’interno della miscela.
In pratica, se il calcestruzzo raggiunge resistenze più
elevate o una maggiore durabilità, il progettista può valutare
una riduzione del dosaggio di cemento o una diversa
ottimizzazione della ricetta, con un effetto indiretto
ma concreto sulla carbon footprint del materiale.
Se son rose fioriranno
Resta però un ampio divario tra le prestazioni misurate in
laboratorio e quelle ottenibili in produzione industriale. Uno
dei principali ostacoli è la dispersione del grafene all’interno
della miscela cementizia, poiché il materiale tende ad
agglomerarsi, rendendo difficile garantire uniformità e ripetibilità
su grandi volumi. A questo si aggiungono questioni
legate ai costi, alla disponibilità di materiali di qualità
costante e all’assenza di norme tecniche consolidate
© credit Alan Beck NERD
che ne regolino l’impiego nel calcestruzzo strutturale.
Proprio per questo l’ICT sottolinea la necessità di valutare
il grafene con un approccio pragmatico, affiancandolo
e non contrapponendolo alle strategie di decarbonizzazione
già consolidate, come la riduzione del clinker, l’uso
di leganti alternativi, i materiali cementizi supplementari
e l’ottimizzazione delle miscele.
Per i produttori e i progettisti britannici, il seminario di
Manchester è stata quindi un’occasione per capire dove
il grafene possa offrire benefici misurabili e verificabili e
dove, invece, le aspettative superino ancora le evidenze disponibili.
È emerso un messaggio di cauto realismo. Il grafene
non elimina l’impatto ambientale del calcestruzzo, ma
può contribuire a ridurlo se e quando consente di utilizzare
meno cemento a parità di prestazioni.
In sostanza, la sua diffusione dipenderà non solo dalle promesse
scientifiche, ma dalla capacità dell’industria di dimostrarne
l’efficacia su larga scala, in modo ripetibile, economicamente
sostenibile e supportato da dati solidi.
[76] febbraio 2026 Costruzioni
Cave&Calcestruzzo
Pneumatici OTR
FINO A 18,5 T
DI CAPACITÀ
DI CARICO La
riprogettazione
della struttura
interna, con
blocchi
di gomma
curvilinei
e distanziati del
nuovo
pneumatico
OTR riducono
lo stress sulla
superficie
di contatto
e massimizzano
la protezione
della carcassa.
testi di Matthieu Colombo
Due stelle...
MICHELIN
Negli ultimi anni il mercato dei pneumatici Off The
Road (OTR), in particolare quelli destinati a grandi
macchine movimento terra attive in cave e miniere,
ha visto crescere la domanda di prodotto e in paticolare
di soluzioni tecnologicamente all’altezza di equipaggiare
la continua evoluzione delle macchine in termini di
prestazioni per meglio far fronte ad applicazioni gravose
come quelle di cave e miniere.
In questo contesto di domanda crescente, Michelin ha annunciato
il lancio del nuovo XTRA Power L5 26.5 R25, un
OTR progettato specificamente per caricatori di grandi dimensioni
impiegati in condizioni estreme come su fronte
cava, in movimentazione di blocchi, trasporti forestali o superfici
abrasive tipiche delle estrazioni minerarie. Questo
prodotto è un’evoluzione dell’attuale offerta che Michelin
ha voluto per rispondere alle esigenze di macchine sem-
Come se fosse uno dei
migliori ristoranti della
mitica guida rossa
del Bibendum, il nuovo
XTRA Power L5**
promette prestazioni
al top in termini
di capacità di carico
pre più potenti e ad alta produttività, integrando robustezza
strutturale, affidabilità nel tempo e comfort operatore in
un unico pacchetto performante.
Più 23% di capacità
Dal punto di vista tecnico, l’XTRA Power L5** 26.5 R25
spicca per una capacità di carico aumentata fino a 18,5 t,
ovvero circa il 23% in più rispetto allo stesso pneumatico
di generazione precedente! Questo salto in termini di portata
è stato possibile grazie alla riprogettazione della struttura
interna, con blocchi di gomma curvilinei e distanziati
che riducono lo stress sulla superficie di contatto e massimizzano
la protezione della carcassa. I rinforzi nella banda
di rotolamento e nelle spalle migliorano la trasmissione
del momento torcente dal veicolo alla superficie,
consentendo cicli di lavoro più efficaci e riducendo le sollecitazioni
termiche e meccaniche che possono causare
danni precoci. Un altro elemento di rilievo è la mescola di
gomma ottimizzata abbinata a un disegno del battistrada
progettato per affrontare terreni particolarmente abrasivi
e irregolari: pietre, detriti, sabbia e superfici dure rappresentano
condizioni tipiche in cave e miniere, dove i pneumatici
devono combinare aderenza, resistenza all’usura
e capacità di auto pulizia.
Queste caratteristiche favoriscono una maggiore produttività
e riducono anche il rischio di slittamenti al tallone, uno
dei fattori che può portare a usura prematura. Sul fronte
della gestione dei costi operativi, Michelin ha confermato
che il nuovo XTRA Power L5** è progettato per essere ricostruibile,
un aspetto non trascurabile per i fleet manager:
poter ricostruire un pneumatico di questa dimensione prolunga
la vita utile dell’investimento e contribuisce a ridurre
i costi complessivi legati alla sostituzione e allo smaltimento
del materiale fuori uso. Allo stesso tempo la possibilità
di operare con pressioni fino a 7,5 bar aumenta la
stabilità delle macchine del 20%, migliorando il comfort
dell’operatore e la precisione nei cicli di carico intensivi, fattori
sempre più considerati nelle specifiche di acquisto moderne.
Nella prospettiva competitiva del mercato OTR, l’iniziativa
di Michelin con XTRA POWER L5** si inserisce in
uno scenario dominato dai costruttori leader di OTR, ma
anche presidiato da produttori specializzati ed emergenti.
Oggi tutti investono in R&S per sviluppare pneumatici che
offrano sicurezza, durata e performance superiori su macchine
sempre più grandi, sofisticate, e non è scontato riuscire
a fare la differenza per mantenere quote di mercato
in un segmento sempre più competitivo, dove anche aspetti
come la sostenibilità, la telematica integrata e l’ottimizzazione
dell’intero ciclo di vita del pneumatico stanno diventando
differenziatori strategici. Con il nuovo l’XTRA
Power L5** 26.5 R25, Michelin ha senza dubbio lanciato
un guanto di sfida alla concorrenza.
[78] febbraio 2026 Costruzioni
Cave&Calcestruzzo
Normativa
Con i piedi
IN TERRA
FRANCESCO
CASTAGNA
Il presidente
dell’Associazione
Nazionale
Estrattori
e Produttori
Lapidei ed Affini,
ha introdotto
i lavori del
seminario
dedicato al PMA,
presso la sede
ANCE di Milano.
Il Piano di Monitoraggio
Ambientale delle attività
estrattive in Regione
Lombardia è frutto
del dialogo tra Arpa
e Anepla e di buonsenso
testi di Matthieu Colombo
Con la Delibera della Giunta Regionale 5442/2025
la Lombardia introduce un Piano di Monitoraggio
Ambientale aggiornato, che supera la logica del mero
controllo e punta a una gestione ragionata delle cave.
Anepla ha contribuito, con la voce delle imprese estrattive,
ad una lettura dell’atto che ha permesso di rendere il quadro
normativo a tutela dell’ambiente più aderente alle realtà
produttive di oggi.
Quando si parla di attività estrattive, il monitoraggio ambientale
è da anni uno dei terreni più delicati di confronto
tra imprese, istituzioni e territori. Polveri, rumore, acque,
biodiversità non sono più solo temi tecnici, ma elementi
centrali nella percezione pubblica della cava e nella sua accettabilità
sociale. In questo scenario si colloca la D.g.r.
5442/2025 di Regione Lombardia, che definisce in modo
organico i contenuti del Piano di Monitoraggio Ambientale
delle attività estrattive e segna un passaggio significativo
nel rapporto tra industria e ambiente. Non si tratta di un
semplice atto amministrativo, ma dell’esito di un percorso
lungo e complesso, nel quale il ruolo di ANEPLA è stato decisivo
per trasformare un impianto inizialmente rigido in
uno strumento più equilibrato e coerente con la realtà operativa
delle cave.
Da controllo a gestione
Il Piano di Monitoraggio Ambientale delineato dalla delibera,
evoluzione di una prima bozza destabilizzante, ha
come obiettivo quello di accompagnare con sinergia e coerenza
l’intero ciclo di vita delle cave lombarde: dalle fasi preliminari
del loro esercizio, fino al recupero, all’eventuale
post-ripristino se in presenza di criticità residue. L’obiettivo
non è quindi verificare solo il rispetto dei limiti normativi,
[80] febbraio 2026 Costruzioni
Costruzioni febbraio 2026 [81]
Cave&Calcestruzzo
Normativa
AREE GIÀ ESAURITE L’operatore ha la possibilità
di proporre un piano di monitoraggio calibrato
sull’effettiva area d’azione della cava, escludendo terreni
già riconsegnati. Per fare questo è possibile sfruttare
certificati già in essere e documenti che attestano
lo stato attuale del sito estrattivo.
ma di costruire un presidio ambientale continuo, capace
di leggere l’evoluzione degli impatti nel tempo e di supportare
decisioni tempestive.
È un cambio di paradigma rilevante, perché sposta il baricentro
dal controllo ex post alla gestione preventiva. In questo
senso il monitoraggio diventa parte integrante del processo
industriale e non un adempimento accessorio. Le
matrici ambientali considerate sono quelle più direttamente
interessate dall’attività estrattiva: aria, acque sotterranee e
superficiali, rumore, vibrazioni, biodiversità, con l’aggiunta
delle radiazioni ionizzanti per le cave di monte. La richiesta
di utilizzare laboratori accreditati e metodologie
condivise ha come obiettivo quello di uniformare l’affidabilità
dei dati e la loro confrontabilità su scala territoriale.
La modularità come conquista
Uno degli elementi più qualificanti della D.g.r. 5442/2025
è l’introduzione di un approccio proporzionato e modulare
al monitoraggio. La prima impostazione tecnica, elaborata
da ARPA, prevedeva set di analisi sostanzialmente uni-
Normative
attività estrattive
regione.lombardia.it
formi per tutte le cave, indipendentemente dal contesto
ambientale, dalla distanza dai ricettori o dalle modalità
estrattive. È su questo punto che l’azione di Anepla, insieme
ad Ance e Confindustria Lombardia, ha inciso in modo
concreto. Nei tavoli di confronto è stato ribadito che un monitoraggio
efficace non è quello più esteso in assoluto, ma
quello calibrato sugli impatti reali. Il testo finale recepisce
questa impostazione: la durata, la frequenza e l’estensione
delle misure possono essere adeguate in funzione delle
valutazioni emerse in sede di VIA o di verifica di assoggettabilità,
e possono essere modificate nel tempo sulla
base dei risultati.
Anche il riconoscimento dei dati storici e dei monitoraggi
pregressi rappresenta un passaggio fondamentale, perché
evita duplicazioni inutili e valorizza il patrimonio conoscitivo
già prodotto dalle imprese.
Digitale e filiera tecnologica
Un altro elemento di discontinuità è rappresentato dalla digitalizzazione
del monitoraggio. I dati ambientali dovranno
essere caricati su un portale dedicato gestito da ARPA
Lombardia, consentendo alle autorità competenti un accesso
diretto e strutturato alle informazioni. Questo passaggio
ha ricadute che vanno oltre la singola cava e coinvolgono
l’intera filiera tecnologica. Sensori per il controllo
delle polveri, sistemi di misura del rumore e delle vibrazioni,
piattaforme di gestione dei dati diventano strumenti
centrali per garantire la conformità normativa e, allo stesso
tempo, per migliorare l’organizzazione del cantiere. Il
monitoraggio ambientale entra così nel flusso operativo
quotidiano, trasformando il dato in un supporto alle decisioni
industriali. Per i costruttori di macchine e per i fornitori
di tecnologie ambientali si apre uno spazio di innova-
Voce e visione alla filiera
Anepla svolge un ruolo di cerniera tra istituzioni e
imprese estrattrici. L’associazione, che rappresenta
i produttori di materiali lapidei e aggregati naturali,
è da tempo impegnata nel promuovere una cultura
tecnica del monitoraggio ambientale che vada oltre
il semplice rispetto formale delle prescrizioni.
Anepla ha partecipato al confronto con Regione
Lombardia nella fase di definizione degli indirizzi
operativi del Piano di Monitoraggio Ambientale, portando
il punto di vista delle aziende e contribuendo
a costruire un impianto normativo tecnicamente solido
ma applicabile nella pratica quotidiana delle
cave. L’impegno dell’associazione si traduce anche
in attività di informazione e formazione rivolte agli
operatori, con l’obiettivo di chiarire obblighi, metodologie
e responsabilità, ma soprattutto di valorizzare
il monitoraggio come strumento di gestione industriale
e ambientale.
La visione che Anepla propone alle imprese è chiara:
trasformare il Piano di Monitoraggio Ambientale
da costo inevitabile a investimento strategico, capace
di accompagnare il settore estrattivo verso modelli
sempre più stabili, sostenibili e trasparenti.
anepla.it
[82] febbraio 2026 Costruzioni
Costruzioni febbraio 2026 [83]
Cave&Calcestruzzo
Normativa
SOLIDI SOSPESI TOTALI Al di là della metodologia
di analisi delle acque (vedi QR code) manca chiarezza
e coerenza sulla quantità dei solidi sospesi totali.
zione importante, perché la norma richiede soluzioni affidabili,
integrate e capaci di dialogare con sistemi digitali
condivisi.
Attività connesse e acque chiare
Tra i temi più sensibili affrontati nel confronto tecnico c’è
stato quello della presenza in cava di impianti gestiti da
terzi, come centrali di betonaggio o impianti di asfalto. Il
chiarimento introdotto nella versione finale della delibera,
secondo cui il titolare della cava non è responsabile del monitoraggio
ambientale di attività dotate di autorizzazioni
autonome, rappresenta un elemento di certezza giuridica
fondamentale per le imprese.
Allo stesso tempo, resta l’attenzione sugli effetti cumulativi,
che dovranno essere valutati in modo coerente con il
contesto. Altro nodo rilevante del Piano di Monitoraggio
Ambientale riguarda la gestione delle acque di cava e, in
particolare, il tema dei solidi sospesi totali, uno degli aspetti
più delicati e caratterizzanti dell’attività estrattiva. Il confronto
su questo punto è stato centrale nel dialogo tra
Regione, Arpa e associazioni di categoria, perché le acque
di cava presentano caratteristiche che non possono essere
automaticamente assimilate a quelle degli scarichi
industriali tradizionali.
Il Piano di Arpa dedica una sezione specifica ai laghi di
cava, chiarendo che il monitoraggio delle acque è finaliz-
zato soprattutto alla comprensione dei processi fisici e
biologici che possono svilupparsi nel tempo, come l’eutrofizzazione,
la stratificazione termica o l’insorgenza di
condizioni anossiche negli strati profondi. Le campagne
di misura sono impostate lungo la colonna d’acqua
e prevedono parametri chimico-fisici e campioni integrati,
con l’obiettivo di restituire un quadro evolutivo del corpo
idrico e non una verifica meramente puntuale. In questo
contesto si inserisce il tema dei solidi sospesi totali, che
nelle acque di cava derivano prevalentemente dalla natura
dei materiali estratti e dalle operazioni di movimentazione
e lavaggio degli inerti.
Anepla ha portato un contributo tecnico rilevante, richiamando
la necessità di distinguere tra solidi sospesi di origine
naturale e contaminanti veri e propri e sottolineando
come le acque di cava non possano essere trattate alla
stregua di scarichi industriali. La normativa nazionale, in
particolare il D.Lgs. 152/2006, riconosce infatti specifiche
deroghe per l’attività estrattiva, proprio in ragione della non
pericolosità intrinseca dei fanghi di cava. La versione iniziale
delle indicazioni tecniche ipotizzava riferimenti rigidi
a valori soglia tipici degli scarichi industriali, come il limite
di 25 mg/l per i solidi sospesi totali. Il confronto promosso
da Anepla ha consentito di ricondurre il tema a un approccio
più coerente con la realtà operativa delle cave. Nel
testo finale del Piano, la valutazione dei solidi sospesi e della
torbidità è ricondotta al contesto complessivo del sito,
demandando alla fase autorizzativa la definizione di eventuali
limiti, sulla base delle caratteristiche ambientali e delle
pressioni effettive esercitate. Ne deriva un impianto di
monitoraggio più equilibrato, nel quale i solidi sospesi non
sono trattati come un parametro sanzionatorio automatico,
ma come un indicatore di supporto alla lettura dei processi
ambientali in atto. Il contributo di Anepla ha permesso
di riaffermare un principio chiave: la sostenibilità dell’attività
estrattiva passa anche da regole tecnicamente fondate,
capaci di distinguere tra impatti reali e caratteristiche
intrinseche dei sistemi di cava, evitando assimilazioni improprie
che rischierebbero di trasformare il monitoraggio
in un ostacolo anziché in uno strumento di gestione consapevole.
Scarica le linee guida
di Ispra per le acque
superficiali interne
che illustrano le modalità
di campionamento acque.
isprambiente.gov.it
[84] febbraio 2026 Costruzioni
Costruzioni febbraio 2026 [85]
Formazione
IPAF ANCH’IO 2026 7-9
L’evento biennale di IPAF Italia è un vero
e proprio contenitore di idee,
che porta a riflessioni e condivisioni di intenti
dei diversi attori della filiera PLE
La quarta edizione di
IPAF ANCH’IO, in
programma a
Monticelli Brusati (BS) il
21 e 22 maggio 2026, si
conferma come
l’appuntamento di
riferimento per sviluppare
e consolidare l’utilizzo in
sicurezza delle PLE in
Italia. L’evento riunisce i
principali attori della filiera
e delle piattaforme di
lavoro mobili elevabili e
sarà come di consueto
incentrato sulle tematiche
che interessano
costruttori, noleggiatori,
concessionari e operatori
professionali. Nato con
l’intento di essere più di
una semplice conferenza,
IPAF ANCH’IO è concepito
come un vero e proprio
contenitore di idee,
riflessioni e condivisioni di
intenti. Qui il settore si
ritrova per affrontare
insieme le sfide più attuali,
condividere esperienze e
anticipare le tendenze che
stanno trasformando il
modo di operare in quota.
Un tema centrale attorno
al quale IPAF continuerà a
concentrare l’attenzione
anche nel 2026 è la
sicurezza operativa delle
PLE, con particolare
riferimento alle cause
principali di incidenti
come i ribaltamenti e alle
strategie per prevenirli.
Questa attenzione alla
sicurezza è coerente con
le recenti campagne
globali dell’organizzazione
volte a sensibilizzare
operatori e datori di lavoro
sulla riduzione degli
infortuni gravi,
promuovendo
comportamenti
consapevoli e buone
pratiche operative.
L’evento vuole inoltre
favorire il dialogo tra i
diversi attori della filiera,
con un focus
sull’innovazione
tecnologica, l’ergonomia,
la digitalizzazione
applicata alla sicurezza e
le opportunità di sviluppo
per chi produce,
distribuisce o noleggia
macchine. Il percorso
“Road to IPAF ANCH’IO
SEGNARE
IN AGENDA
Oltre che
per i ricchi
contenuti,
l’evento
merita
attenzione
anche per
il contesto
in cui
è stato
organizzato.
2026”, che ha previsto una
serie di webinar
specialistici su temi come
tecnologia e sicurezza in
quota, riflette l’impegno
dell’organizzazione nel
preparare il terreno per un
confronto approfondito e
aggiornato tra
professionisti. In un
mondo in continua
evoluzione, dove la qualità
operativa, la
responsabilità condivisa e
l’adozione di tecnologie
avanzate sono sempre più
determinanti, IPAF
ANCH’IO 2026 si propone
come uno spazio di
apprendimento, confronto
e networking
professionale, capace di
unire visione strategica e
concretezza operativa per
accompagnare il settore
verso nuove frontiere di
efficienza e sicurezza.
ipaf.org
OCTOBER 2026
Bologna Exhibition
Centre - Italy
www.urbantech.show
The Urban Technology Show
IN CONJUNCTION WITH
IN COLLABORATION WITH ORGANIZED BY
[86] febbraio 2026 Costruzioni
Sollevamento&Noleggio
Piattaforme aeree
L’eccellenza
Link alla pagina
Italia del sito web
del noleggiatore
SICURA
Loxam punta su sicurezza e sostenibilità
come cardini del proprio sviluppo in Europa.
Investe in formazione, tecnologie di protezione
e procedure rigorose. Obiettivo zero infortuni
loxam.it
La missione di Loxam è chiara: “Rendere il noleggio
una scelta naturale offrendo soluzioni sostenibili e
sempre più sicure”. In un mercato in cui l’affidabilità
e la responsabilità d'’impresa sono sempre più cruciali, lo
specialista del noleggio in Italia, parte di un gruppo leader
in Europa e nel mondo, ha elevato la sicurezza e la sostenibilità
a pilastri fondamentali della propria strategia.
Questo impegno si traduce in un sistema rigoroso di certificazioni
internazionali e in iniziative concrete che plasmano
una vera e propria “cultura della sicurezza”, con
l’obiettivo ultimo di raggiungere assieme alla clientela lo
“Zero Infortuni”.
Per l’azienda, la sicurezza è la massima priorità, sintetizzata
nella filosofia "Sicurezza sempre e ovunque”. Questo
CONOSCERE
I RISCHI
Il primo passo
per elevare
la sicurezza
è conoscere
le macchine,
le loro
funzionalità
ed i rischi a cui
si va incontro.
La formazione
è quindi
fondamentale.
testi di Paolo Cosseddu
principio non è solo una dichiarazione, ma un piano d'azione
che coinvolge ogni collaboratore, rendendo tutti responsabili
della propria incolumità e di quella dei colleghi.
L'efficacia di questo approccio è dimostrata dalla netta
riduzione del tasso di frequenza degli infortuni, sceso da
12,8 negli anni precedenti a 3,20 nel 2024.
Un ventaglio di strumenti e soluzioni
Le iniziative interne per rafforzare la cultura della sicurezza
sono molteplici e mirate. Ogni settimana, in tutte le sedi,
si tiene il Safety Café, un incontro di almeno 15 minuti dedicato
interamente alla discussione sulla sicurezza con i
rispettivi manager. Questo tipo di incontri, estesi anche ai
trasportatori esterni dal 2025, affrontano temi specifici,
casi di cronaca o "near-miss" interni, incoraggiando la di-
scussione aperta. La Stop Card è lo strumento con il quale
tutti i dipendenti, indipendentemente dal loro ruolo, possono
interrompere immediatamente qualsiasi attività considerata
rischiosa o non sicura.
È un gesto di empowerment che mira a dare sempre la
priorità assoluta alla sicurezza per prevenire incidenti. Prima
di accedere a qualsiasi cantiere, i tecnici manutentori Loxam
sono obbligati a compilare un modulo di valutazione dei rischi,
una procedura fondamentale per informare il personale
sui pericoli presenti e salvaguardare la loro salute e sicurezza
durante le operazioni esterne.
Loxam investe significativamente nella formazione continua
dei suoi talent, riconoscendola come la chiave più importante
per operare in modo sicuro: nel solo 2024, sono
state formate più di 3mila persone, per un totale di oltre 9.400
Costruzioni febbraio 2026 [89]
Piattaforme aeree
[90] febbraio 2026 Costruzioni
ore di formazione. Inoltre, è messo a disposizione un servizio
e-learning (IPAF) per la parte teorica dei corsi.
Molta attenzione è posta anche sulla dotazione di dispositivi
di sicurezza all'avanguardia disponibile sui propri
mezzi. Harness ON è un punto di ancoraggio intelligente
che, grazie a un segnale elettronico, comunica alla
Piattaforma di Lavoro Elevabile (PLE) che il funzionamento
è sicuro solo quando l'operatore ha agganciato il
moschettone dell'imbracatura. Questo impedisce l'uso
del mezzo in assenza di un ancoraggio sicuro, mentre
il “Dispositivo Uomo a Terra” (Man-Down Device) è ideato
per proteggere gli operatori che lavorano da soli, e permette
di segnalare e gestire rapidamente un'emergenza
in caso di malori, svenimenti o incidenti.
È tutto nero su bianco
A chiudere il cerchio, un solido sistema di gestione controllato
da auditor indipendenti di terze parti, come dimostrano
le numerose certificazioni ottenute. ISO 45001
(Salute e sicurezza sul lavoro), attesta l'implementazione
di rigorosi standard di sicurezza per rendere il posto
di lavoro sicuro e salubre, prevenendo infortuni e riducendo
i rischi, mentre ISO 9001 (Qualità, soddisfazione
clienti), misura l'efficacia del sistema di gestione della
qualità per garantire la massima soddisfazione del cliente.
E tra l’altro, Loxam è la prima azienda del settore ad
essere certificata per l'intero Gruppo.
ISO 14001 (Ambiente), misura invece le implementazioni
relative alla gestione ambientale, confermando l'impegno
per il controllo dell'impatto ambientale e la continua
ricerca di un miglioramento coerente e sostenibile.
La ISO 27001 (Sicurezza informatica) è la certificazione
più conosciuta nel settore della cybersecurity, assicura
che i requisiti per i sistemi di gestione della sicurezza delle
informazioni siano rispettati. Il suo ottenimento dimostra
che i dati sensibili, inclusi i dati finanziari e personali,
sono trattati in modo sicuro. EcoVadis Gold
Standard testimonia il riconoscimento per la sostenibilità
ambientale e sociale, con il gruppo Loxam che si posiziona
nel top 5% dei fornitori riconosciuti da EcoVadis
come i più avanzati e impegnati nella gestione aziendale
sostenibile.
Infine, Science Based Targets Initiative (SBTI), che convalida
gli obiettivi dell’azienda per la riduzione delle emissioni
di gas serra, promuovendo le migliori pratiche per
contrastare il riscaldamento globale.
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Sollevamento&Noleggio
Noleggio
SERVIZIO
di continuità
testi di Paolo Cosseddu
Cresce la consapevolezza dei clienti lo strumento
del noleggio di soluzioni su misura. A spiegarlo
è Vincenzo Arrichiello responsabile della divisione
Water Solutions and Services di Xylem per l’Italia
medio non sa e nemmeno gli interessa particolarmente
di sapere come funziona l’impianto idrico
che ha in casa, a meno che ovviamente non smet-
L’utente
ta di funzionare: è una di quelle cose che il vivere civile ha
reso normali, ma non per questo sono semplici.
Quest’anno un’azienda sarda, a Macchiareddu in provincia
di Cagliari, ha dovuto effettuare un intervento di manutenzione
straordinaria al collettore di un impianto fognario
con un’esigenza fondamentale, riguardante proprio
l’utente di cui sopra: non interrompere il servizio.
A sinistra, Vincenzo
Arrichiello responsabile
della divisione Water
Solutions and Services
di Xylem per l’Italia.
A sinistra, il cantiere
per la stazione
di depurazione delle
acque reflue Ginestous
Garonne, Francia.
A destra, un importante
cantiere a Roma.
Come procedere? Ce lo spiega Vincenzo Arrichiello, responsabile
Water Solutions and Services Italia per Xylem:
spoiler, ovviamente col noleggio.
«Si trattava di installare un bypass - racconta Arrichiello -
con un collettore di diametro DN600, quindi stiamo parlando
di una quantità importante di acque da gestire, 800
litri al secondo. In questi casi servono attrezzature specifiche,
noi abbiamo optato per un sistema modulare autoadescante
modello NZ3315, con una pompa girante
LT810: fornitura, posa e gestione provviste direttamente
da noi, con gestione sia in loco che da remoto, per tutta
la durata dell’installazione, che è durata 60 giorni, fino alla
fine dell’intervento, rispettando i tempi previsti e, soprattutto,
garantendo appunto la continuità di servizio che era
fondamentale per il cliente e per la sua utenza. Tra l’altro,
di solito in questo genere di interventi si utilizzano motopompe
autoadescanti che hanno problemi di emissioni e
di forte rumorosità, mentre la soluzione scelta con il cliente
prevede l’isolamento dell’attrezzatura».
Ma perché proprio il noleggio? «È una scelta che permette
all’azienda committente di affrontare un intervento senza
doversi impegnare nell’acquisto di costosi macchinari
che poi magari non servirebbero più dopo la fine dei lavori,
e stiamo parlando di tre o quattro TIR carichi di materiale.
A noi è richiesto di farci trovare pronti e operativi - col
nostro personale - nel momento in cui viene deciso di interrompere
il flusso, e di assistere per tutta la durata della
lavorazione, durante la quale il cliente può quasi dimenticarsi
del problema. Inoltre, si può contare su vantaggi fiscali
accessibili con la formula del noleggio, e su un impianto
che viene realizzato ad hoc per quell’esigenza
specifica: è la modularità di cui parlavo prima, con i vari
macchinari che vengono assemblati e messi insieme come
fossero mattoncini di un Lego».
Sulle opportunità date dalla formula del renting, secondo
Arrichiello, la clientela italiana è ormai “in bolla” - «c’è una
consapevolezza diffusa», spiega - ma per soddisfare la domanda
l’offerta deve essere all’altezza: «Xylem è presente
in Italia con due importanti hub a Pomezia e Saonara, dove
sono concentrati i macchinari di piccola e media taglia. La
sede legale dell’azienda si trova invece a Lainate (MI). Ma
il nostro raggio d’azione è ben più ampio, e di livello continentale.
Una sinergia allargata all’Europa
L’hub europeo più rilevante è quello di Brema, in Germania,
dove si trovano anche le macchine più grandi: essendo
configurati come network, quando arriva dal cliente una
richiesta che non è soddisfabile con la flotta presente sul
nostro territorio, possiamo farla arrivare da un altro punto
della nostra rete, e metterci all’opera in tempi estremamente
ristretti».
In Francia, per citare un esempio recente di una certa importanza,
Xylem ha evitato l’arresto di un impianto di depurazione
che serve 950 mila abitanti grazie a un sistema
temporaneo, anche in questo caso senza alcuna
interruzione. Si tratta dell’EDAR di Ginestous-Garonne,
che serve l’area metropolitana di Tolosa, e che si trovava
ad affrontare un intervento critico per via della ristrutturazione
completa di una delle sue vasche di aerazione
biologica. Xylem è stata scelta per progettare e implementare
un sistema completo di bypass, interamente basato
su apparecchiature a noleggio. In sole sei settimane
sono state dispiegate due linee parallele: una per il
flusso in entrata e una per la ricircolazione interna dei fanghi.
Il sistema comprendeva dieci pompe Flygt ad alta capacità,
180 metri di condotte superficiali (fino a DN800),
controllo automatico tramite sensori e integrazione elettrica
con l’infrastruttura esistente.
Durante i quattro mesi di intervento, il sistema ha operato
senza interruzione, garantendo il trattamento biologico
completo delle acque reflue. Inoltre, grazie all’utilizzo
della linea elettrica dei vecchi soffianti, si è evitato l’uso
di generatori diesel, riducendo significativamente le emissioni.
Il progetto è stato completato nel rispetto del budget
e senza compromettere in alcun momento la qualità
dell’effluente. È così che il noleggio intelligente dei sistemi
di trattamento consente agli operatori di impianti di
depurazione e ai responsabili industriali di accedere a tecnologie
avanzate senza dover sostenere grandi investimenti
di capitale, trasformando l’infrastruttura in un servizio
flessibile, scalabile e adattato a ogni esigenza.
Costruzioni febbraio 2026 [93]
Sollevamento&Noleggio
Piattaforme aeree
TRCS 240
Il nuovo ragno
arriva a 23,8 m
di altezza
di lavoro, 11 m
di sbraccio
e vanta una
struttura rigida
e stabile anche
alle massime
estensioni.
Le TRCS 240 e TRCS 210E
di CTE interpretano
l’accesso in quota con
soluzioni tecniche evolute
che semplificano l’utilizzo
elevando la sicurezza
L’esperienza
INSEGNA
Mobilità, stabilità e sicurezza operativa
Il principio del design-to-use ha guidato l’intero sviluppo della
serie TRCS, assicurando che l’operatore possa concentrarsi
sul lavoro da svolgere piuttosto che sulla complessità
dei comandi o delle procedure operative. Il carro cingolato
rappresenta uno degli aspetti tecnici più rilevanti di entrambe
le piattaforme.
Questa configurazione consente una distribuzione uniforme
del peso al suolo, riducendo la pressione specifica e migliorando
la capacità di avanzamento su superfici sconnesse,
terreni a bassa portanza o aree caratterizzate da
pendenze significative. Nei cantieri edili, spesso soggetti a
condizioni di appoggio non ottimali, il nuovo carro cingolato
permette di mantenere un’elevata stabilità già nelle fasi di
avvicinamento al punto di lavoro, riducendo il rischio di slittamenti
o cedimenti e aumentando il livello di sicurezza complessivo.
A questo si affianca un sistema di stabilizzazione
automatica che semplifica e velocizza le operazioni di potesti
di Andrea Ghiaroni
Nel contesto attuale dell’edilizia la crescente complessità
dei cantieri impone l’utilizzo di macchine
sempre più specializzate, capaci di garantire
sicurezza, precisione operativa e continuità di lavoro anche
in condizioni non standard. Spazi ristretti, terreni irregolari,
vincoli ambientali e la necessità di raggiungere
punti di lavoro difficilmente accessibili rendono spesso
inadeguate le soluzioni tradizionali. È in questo scenario
che le piattaforme aeree cingolate telescopiche di CTE
trovano una collocazione sempre più strategica, rappresentando
una risposta concreta alle esigenze di flessibilità
e affidabilità richieste dal mercato.
Le TRCS 240 e TRCS 210E fanno parte della serie TRCS,
denominazione che richiama l’esperienza maturata da
CTE nella storica gamma Traccess, reinterpretandone i
contenuti in una veste rinnovata e ulteriormente semplificata.
L’acronimo TRCS mantiene il legame con quella
tradizione progettuale, ma sottolinea al tempo stesso
un’evoluzione concettuale orientata ad una maggiore immediatezza
d’uso. Sono soluzioni pensate per i cantieri
contemporanei, dove la tecnologia deve essere un supporto
concreto al lavoro dell’operatore e non un elemento
di complessità aggiuntiva.
[94] febbraio 2026 Costruzioni
Costruzioni febbraio 2026 [95]
Sollevamento&Noleggio
Piattaforme aeree
PERFETTA PER
IL NOLEGGIO
La combinazione
tra carro allargabile,
stabilizzazione
automatica
e dotazioni
di sicurezza avanzate
assicura precisione
nei movimenti, ma
anche rapidità
di posizionamento.
mensioni, interventi impiantistici e applicazioni industriali.
La rigidità strutturale del braccio e la precisione
dei movimenti assicurano stabilità anche
alle massime estensioni, offrendo all’operatore una
piattaforma di lavoro affidabile e controllata. Questo
modello può raggiungere un’altezza di lavoro di
23,8 metri e uno sbraccio massimo di 11 metri,
supportando una portata di 230 kg. Il peso totale
della piattaforma è di 2.650 kg, mentre la navicella
ha dimensioni di 1.400x700x1.100 mm, offrendo
all’operatore comfort e sicurezza anche nelle
operazioni più estese. La TRCS 240 dispone di un
carro allargabile idraulicamente, montato su cingoli
antitraccia bianchi, che garantisce stabilità su
sizionamento della macchina. Entrambi i modelli condividono
un’elevata attenzione alla sicurezza attiva, grazie all’integrazione
di sistemi di controllo del carico, monitoraggio
continuo della stabilità e gestione intelligente delle
condizioni operative. L’automatizzazione delle fasi di stabilizzazione
non solo riduce i tempi morti in cantiere, ma consente
anche di limitare il margine di errore umano, garantendo
che la piattaforma operi sempre all’interno dei
parametri di sicurezza previsti.
TRCS 240 con motore termico...
La TRCS 240 è una piattaforma cingolata telescopica progettata
per garantire alte prestazioni in cantieri complessi, lavori
di costruzione e manutenzione di edifici di grandi di-
diversi tipi di terreno e una distribuzione uniforme
del peso al suolo. La macchina è equipaggiata con
contaore elettrico, pompa di emergenza manuale,
presa elettrica da 230 V nel cesto, radiocomando
multifunzione, elettropompa ausiliaria 230V-50Hz e valvole
di blocco flangiate, assicurando controllo completo e sicurezza
durante ogni fase operativa. L’alimentazione è affidata
a un motore diesel performante, mentre la stabilità è ulteriormente
aumentata grazie a prolunghe per stabilizzatori e
al sistema di stabilizzazione automatica, completato dalla
chiusura automatica della parte aerea.
La piattaforma include anche un supporto per gancio di sollevamento
e un cesto smontabile, rendendo la TRCS 240 versatile
e adatta a interventi su facciate, coperture, strutture industriali
o edilizie riducendo la necessità di continui
riposizionamenti, con evidenti benefici in termini di tempi e
costi operativi.
...e l’elettrica TRCS 210E
La TRCS 210E è una piattaforma cingolata telescopica progettata
per offrire prestazioni elevate in contesti urbani,
cantieri complessi e ambienti interni, dove le dimensioni
compatte, la silenziosità e l’assenza di emissioni dirette
sono fondamentali. Questo modello interpreta la filosofia
della serie TRCS orientandola alla sostenibilità e all’efficienza
energetica, grazie ad un’alimentazione completamente
elettrica con pacco batterie al litio da 44V, 10,12 kWh
e 228 Ah, che garantisce potenza costante e autonomia
prolungata durante le operazioni.
La macchina è dotata di un carro allargabile idraulicamente,
montato su cingoli antitraccia bianchi, che permette di adattarsi
a diversi tipi di terreno senza lasciare segni, mentre
il contaore elettrico consente di monitorare con precisione
le ore di utilizzo. Per interventi di emergenza è presente
una pompa manuale, mentre nel cesto è disponibile una
presa elettrica da 230 V, utile per alimentare utensili o dispositivi
direttamente a bordo
La gestione dei movimenti è semplificata grazie al radiocomando
multifunzione, supportato dall’elettropompa ausiliaria
230V-50Hz, mentre le valvole di blocco flangiate assicurano
massima sicurezza idraulica. La TRCS 210E
integra un sistema di stabilizzazione automatica e la chiusura
automatica della parte aerea, garantendo posizionamenti
rapidi e sicuri anche in spazi ristretti. Il gancio di
sollevamento con portata di 230 kg e il cesto smontabile
completano la dotazione, aumentando versatilità e facilità
di utilizzo. Compatta e maneggevole, questa macchina
consente di accedere facilmente a spazi limitati e garantisce
un’esperienza operativa fluida, precisa e confortevole.
La piattaforma si distingue per la sicurezza attiva, grazie a
sistemi di controllo del carico e monitoraggio continuo della
stabilità, e per l’interfaccia uomo-macchina intuitiva, coerente
con il principio design-to-use della serie TRCS. Grazie
a queste caratteristiche, la TRCS 210E rappresenta una soluzione
ideale per cantieri urbani, interventi su edifici esistenti,
manutenzione impiantistica e tutte le applicazioni
professionali dove è richiesta una piattaforma elettrica
compatta, sicura e altamente performante.
[96] febbraio 2026 Costruzioni
Costruzioni febbraio 2026 [97]
Sollevamento&Noleggio
Piattaforme autocarrate
FIORE
all’occhiello
La nuova Multitel Pagliero MJE710 integra
grandi sbracci a idraulica ed elettronica
all’avanguardia. Precisione operativa, stabilità
e sicurezza i suoi assi nella manica
testi di Andrea Ghiaroni
Rappresenta l’eccellenza tecnologica di Multitel
Pagliero in termini di altezza e prestazioni. Grazie
alla sinergia tra idraulica ed elettronica, alla gestione
intelligente dei movimenti e all’affidabilità strutturale,
l’azienda piemontese propone una macchina che ridefinisce
gli standard del settore, offrendo ai professionisti
strumenti in grado di affrontare qualsiasi sfida in quota con
efficienza e sicurezza. Si tratta della piattaforma autocarrata
di nuova generazione MJE 710. Allestita su Volvo FMX
8x4 Tridem da 32 t, porta l’altezza massima di lavoro a 70,6
m, mentre lo sbraccio massimo orizzontale raggiunge i
28,5 m con 600 kg di portata, 33,7 m con 280 kg e ben 37
m con 100 kg in cesta.
Progettata e costruita negli stabilimenti dell’azienda a Manta
(Cuneo), la MJE710 è frutto dell’esperienza pluriennale di
Multitel Pagliero nel settore delle macchine per lavori in
quota, combinando robustezza e precisione con un design
pensato per ottimizzare le operazioni sul campo. Il modello
è concepito per garantire massima operatività in totale sicurezza,
grazie a movimenti rapidi, comandi intuitivi e sistemi
di controllo avanzati.
Nata a Saluzzo (Cuneo) nel 1911 per iniziativa dei fratelli
Pagliero, da piccola carrozzeria l’azienda si è trasformata
in una delle più importanti realtà internazionali nella produzione
di piattaforme aeree autocarrate e cingolate, progettando
e realizzando nei suoi stabilimenti di Manta e
Saluzzo oltre il 95% dei componenti delle sue macchine.
Tre bracci e stabilizzazione modulare
Il sistema di quattro stabilizzatori con doppia estensione copre
una larghezza fino a 8,10 metri, assicurando massima
stabilità anche durante le operazioni più impegnative. Tre
sono i bracci che compongono la parte aerea: il primo braccio
a 5 sezioni, di cui 4 sfilabili con sistema di estensione a
MJE 710 La nuova ammiraglia della
Multitel Pagliero è stata presentata
al GIS con un esemplare acquistato
dal noleggiatore Ciemme, allestito
su Volvo FMX 8x4 Tridem, porta
l’altezza di lavoro oltre i 70 metri.
funi; l’articolazione a leva a 3 punti, completamente integrata
nel braccio principale, ne garantisce l’orientamento con il secondo
braccio, dando eleganza nei movimenti con un escursione
di 180 gradi. Il secondo braccio a 3 sezioni permette
lo sfilo di 2 delle sezioni in alluminio contenute nella cassa
in acciaio, mentre il terzo braccio è una sezione unica, così
da offrire un ripiegamento efficiente della macchina sull’autocarro
e da consentire al contempo una geometria più
ampia grazie alle due articolazioni.
Nuovo anche il sistema di livellamento della cesta che viene
eseguito tramite un’articolazione di 180 gradi integrata
all’interno del terzo braccio. La rotazione della cesta estensibile
di 180°+180° permette all’operatore di aggirare eventuali
ostacoli e di posizionarsi con precisione sull’area di lavoro.
La MJE 710 offre, inoltre, la possibilità di intercambiare
la cesta con un verricello da 250 kg, oppure di trasformarsi
in una gru con portata fino a 1.500 kg grazie ad un sistema
modulare avanzato, ampliando notevolmente le
possibilità operative nei cantieri industriali o nei progetti di
manutenzione complessi. Tutti i cablaggi e le tubazioni
scorrono internamente al braccio, garantendo robustezza,
durabilità e sicurezza anche in spazi stretti o impegnativi.
I comandi elettro-idraulici proporzionali assicurano pre-
[98] febbraio 2026 Costruzioni
Costruzioni febbraio 2026 [99]
Sollevamento&Noleggio
Piattaforme autocarrate
cisione e comfort operativi, caratteristiche fondamentali
per una macchina ad alte prestazioni.
Gravity lowering e Danfoss in CANbus
Dal punto di vista tecnologico, la MJE 710 integra anche
il sistema innovativo gravity lowering system, sviluppato
in collaborazione con Flodraulic Motion Systems, che regola
la discesa della prima sezione del braccio sfruttando
il peso del carico e una valvola proporzionale dedicata.
Questo garantisce una movimentazione fluida, omogenea
e prevedibile, riducendo al minimo i rischi di scatti improvvisi
o movimenti indesiderati, migliorando la sicurezza e la
precisione di posizionamento in ogni operazione.
La piattaforma adotta, inoltre, un’architettura elettronica basata
su tecnologia Danfoss con comunicazione CANbus,
che gestisce in anello chiuso tutte le funzioni di controllo e
diagnostica, permettendo anche l’integrazione di sistemi di
telemetria e monitoraggio remoto. Ciò rende la gestione della
macchina più efficiente e sicura, soprattutto per le flotte
delle società di noleggio o per i cantieri complessi, dove la
precisione e la ripetibilità dei movimenti sono essenziali.
La combinazione tra il controllo proporzionale
del gravity lowering e la gestione elettronica Danfoss
consente, infine, una sinergia tra componenti idraulici
ed elettronici che garantisce la massima fluidità
dei movimenti e affidabilità nel tempo.
La MJE 710 si configura come una piattaforma autocarrata
di fascia alta concepita come sistema integrato,
in cui architettura strutturale, impianto oleodinamico
ed elettronica di controllo operano in
sinergia per garantire elevate prestazioni operative,
sicurezza attiva e passiva e affidabilità nel ciclo di
vita della macchina, rispondendo alle esigenze dei
cantieri ad alta complessità applicativa.
Cingolate telescopiche
Nel ventre di Melbourne
Nel quadro del
progetto Metro
Tunnel di
Melbourne da 11 miliardi
di dollari, che ha come
obiettivo migliorare la
mobilità per circa mezzo
milione di pendolari
settimanali, l’impresa
Associated Rigging
Australia ha utilizzato due
gru cingolate telescopiche
della tedesca
Sennebogen. La
cronologia lavori
prevedeva, la realizzazione
di una nuova linea su
rotaia da Sunbury a
Cranbourne/Pakenham, la
Le Sennebogen 653 E e 643 E sono stati
scelti per il cantiere della metro di Melbourne
grazie alla loro compattezza e versatilità
costruzione di cinque
stazioni sotterranee e
l’entrata in servizio di treni
modernizzati dotati di
sistemi di trasmissione
dati di ultima generazione.
In questo contesto le gru
653 E e 643 E hanno dato
prova di affidabilità e
versatilità lavorando in
spazi ristretti in assoluto e
con passaggi ridotti anche
in termini di altezza.
Grazie ai bracci Full Power
da 30,4 e 43,4 metri,
queste gru hanno
permesso di sollevare e
posizionare carichi molto
pesanti in ambienti ridotti,
garantendo massima
flessibilità e sicurezza,
grazie anche ai sistemi di
telecamere integrati.
Inoltre, il loro sottocarro a
larghezza variabile che
permette di passare da
2.990 mm di larghezza di
trasporto a ben 4.500 mm
di larghezza massima per
elevare al massimo la
stabilità. “Queste gru sono
molto versatili e compatte,
perfette per cantieri
sotterranei dove spazio e
altezza sono limitati,
senza compromettere la
capacità di sollevamento”,
ha spiegato Kieran Hoare,
amministratore delegato
di Associated Rigging
Australia. “La facilità di
utilizzo e di manutenzione
sono un altro punto di
forza di queste macchine.
Il sistema di controllo e
diagnostica Sencon offre
un’interfaccia intuitiva che
consente di programmare
parametri operativi e
gestire eventuali guasti
rapidamente e i punti di
lubrificazione sono
centralizzati.
sennebogen.com
FINO A 70 METRI La MJE 710 combina braccio
a quattro sfili, stabilizzazione modulare
e elettronica avanzata CANbus by Danfoss.
[100] febbraio 2026 Costruzioni
Costruzioni febbraio 2026 [101]
Sollevamento&Noleggio
MMT
ORA ANCHE
BOBCAT
Con le nuove
gamme
di prodotto,
negli ultimi anni
Comai ha
ampliato
la clientela
potenziale.
In particolare,
l’offerta
di sollevatori
telescopici,
anche rotativi,
apre le porte
alle grandi
imprese.
LARGO
AI GIOVANI
Sotto Livio
Panero, che
assieme alla
sorella Nadia
sono oggi
il braccio lungo
del fondatore
Giuseppe.
Guardando
testi di Paolo Cosseddu
AL FUTURO
Scopri la gamma
di macchine
a noleggio
comaispa.it
Comai punta sulla strategia del noleggio
«potenziato». Per farlo avvia collaborazioni
con nuovi brand, arricchisce la flotta
con macchine sempre più versatili e amplia
la gamma di servizi complementari
Nonostante la solida tradizione nella vendita, l'attenzione
di Comai si è recentemente focalizzata
sul servizio di noleggio, elevandolo a vero e proprio
pilastro strategico per il futuro. L'azienda propone il
noleggio di mezzi specifici con la stessa affidabilità con
la quale da oltre sessant'anni si è affermata come una
delle organizzazioni commerciali più solide e autorevoli
nel settore delle macchine industriali. Concessionaria di
marchi di primaria importanza globale, quali Volvo
Construction, Bobcat e Mecalac, estende la sua operatività
su un territorio chiave che comprende Piemonte,
Liguria e Valle d'Aosta.
La sua sede principale, situata strategicamente nel comune
di Bra (in proviancia di Cuneo), è il cuore di un'organizzazione
commerciale che da decenni propone una
vasta gamma di mezzi nuovi e usati.
In particolare, negli ultimi tre anni il settore del noleggio
ha ricevuto una spinta decisiva e misurabile: forti sono
stati infatti gli investimenti volti all'ampliamento e alla
modernizzazione della flotta, una mossa strategica cruciale
per intercettare le crescenti richieste del mercato,
e acquisire maggiore competitività.
Un elemento fondamentale di questo potenziamento è
stata la partnership siglata con il marchio Bobcat., di cui
già avevamo reso conto su queste pagine, un marchio
che ha permesso un’integrazione significativa nella gamma
di mezzi disponibili, arricchendo così la flotta di mezzi
particolarmente versatili e ad alta specializzazione.
Nello specifico, la flotta a noleggio è stata integrata con
un vasto assortimento che include finalmente i sollevatori
telescopici, gli skid gommati e cingolati di ultima generazione,
innovativi miniescavatori elettrici, rulli e attrezzature
da compattazione leggera.
[102] febbraio 2026 Costruzioni
Costruzioni febbraio 2026 [103]
Sollevamento&Noleggio
MMT
Sollevatori telescopici
Una cabina che fa
la differenza
I nuovi sollevatori telescopici premium
RTH 8.35 TC e RTH 8.39 TC debuttano
nella versione con cabina inclinabile
per il massimo comfort dell’operatore
Dai mini elettrici ai dozer
L’introduzione di attrezzature per la compattazione leggera
e di mezzi ad alimentazione alternativa, come i miniescavatori
elettrici, va incontro alla clientela con spiccata
sensibilità verso l'efficienza energetica e la riduzione
dell'impatto ambientale, esigenza questa sempre più sentita.
Rientrano in questo profilo l’ECR25 Electric, il primo
di una nuova serie di escavatori compatti elettrici che unisce
l'affidabilità di una base collaudata con un motore a
batteria per zero emissioni, e la Volvo L25 Electric, una
pala gommata compatta che garantisce prestazioni elevate
con rumore ridotto. Altra importante presenza nella
gamma a noleggio, ma sul fronte della connettività, è la
piccola ma potente minipala Bobcat con un sistema di radiocomando
ideato e realizzato internamente, che ne consente
l'utilizzo a distanza per una maggiore sicurezza e
precisione in cantiere.
Gli investimenti hanno reso la flotta a noleggio di Comai
tra le più complete e articolate del Nord Ovest. Le categorie
coperte di macchine e attrezzature per il movimento
terra, l'edilizia, il sollevamento e l'energia assicurano che
il cliente trovi sempre il mezzo perfetto per ogni specifica
lavorazione. Tra questi, gli escavatori, dai miniescavatori
(fino a 15 q) ai midiescavatori (fino a 130 q) e agli escavatori
cingolati e gommati di grande tonnellaggio (fino a
540 q); le pale e minipale, caricatrici (fino a 250 kW), le
cingolate e le gommate; dozers, diverse tipologie di dumper
(mini, articolati e rigidi), e i già citati sollevatori telescopici
(a braccio fisso e rotativo) per il movimento terra,
l'edilizia, il sollevamento e l'energia; rulli (ferro-ferro e
ferro-gomma) e attrezzature specifiche come fresatrici
stradali e piastre vibranti per compattazione e lavori stradali;
accessori speciali per demolizione e lavorazione, inclusi
martelli demolitori, benne frantoio e benne vagliatrici,
pinze idrauliche e trince; infine, piattaforme aeree autocarrate,
generatori, torri faro e tutto ciò che concerne
il supporto in cantiere.
L'ampliamento della gamma di noleggio non è solo una
crescita quantitativa, ma un potenziamento strategico,
un posizionamento cruciale in settori vitali per l’economia
locale quali l'industria, l'agricoltura e i lavori pubblici,
che si affiancano al tradizionale e fondamentale segmento
del movimento terra. A cui si aggiunge una gamma di servizi
che include la vendita di macchine nuove e usate, l'assistenza
e la ricambistica, compreso il post-vendita, Comai
mette a disposizione una consulenza tecnica gratuita, e
garantisce un rapido servizio di assistenza tecnica direttamente
in cantiere, gestita anche tramite la sede ligure
di Albenga (SV), minimizzando i tempi di fermo macchina
e massimizzando la produttività.
Magni amplia la
gamma dei
sollevatori
telescopici rotativi da 8
tonnellate con i nuovi
modelli RTH 8.35 TC e
RTH 8.39 TC, ossia nella
nuova versione con
cabina inclinabile. Questa
caratteristica eleva in
modo significativo il
comfort operativo
dell’operatore quando
lavora a grandi altezze,
esattamente come
avviene con le autogru.
Con la cabina TC
BAUMA
2025
Nelle foto
il primo
RTH con
cabina TC
che
abbiamo
visto allo
scorso
Bauma,
l’RTH6.31.
Watch video
migliorano visibilità,
sicurezza e precisione
nelle operazioni in quota. Il
RTH 8.35 TC conserva la
capacità di sollevamento
di 8.000 kg e un’altezza
massima di 34,9 m,
confermandosi una
macchina versatile anche
nelle applicazioni più
impegnative. Il motore da
175 kW garantisce
prestazioni costanti in
ogni condizione di lavoro,
mentre la cabina
inclinabile da 0° a +21°
permette all’operatore di
avere sempre una visione
ottimale del carico e
dell’area circostante,
riducendo fatica e
migliorando la sicurezza
durante le manovre
delicate. Il nuovo modello
integra inoltre un display
touch da 12”, il
riconoscimento
automatico degli
accessori via RFID e la
diagnostica di bordo,
strumenti che
semplificano l’operatività
quotidiana. Il comfort
dell’operatore è
ulteriormente valorizzato
da sedile premium e aria
condizionata di serie,
elementi chiave per chi
lavora molte ore in cantieri
complessi. Il RTH 8.39 TC
si distingue per un’altezza
di lavoro ancora maggiore,
fino a 38,8 m, con la
stessa capacità di carico
e potenza motore. Anche
in questo caso, la cabina
inclinabile rappresenta un
vantaggio decisivo,
assicurando visibilità
ottimale e comfort
superiore per le operazioni
ad alta quota. Entrambi i
modelli TC condividono
sistemi avanzati di
sicurezza, rendendo ogni
lavoro più efficiente e
sicuro. I nuovi RTH 8.35
TC e 8.39 TC mantengono
tutte le caratteristiche
distintive della gamma
RTH: rotazione continua a
360°, sistemi avanzati di
controllo del carico e
predisposizione per
piattaforme di lavoro.
Queste qualità assicurano
manovrabilità, precisione
e versatilità, rendendo i
nuovi RTH la soluzione
per cantieri complessi.
magnith.com
[104] febbraio 2026 Costruzioni Costruzioni febbraio 2026 [105]
Archivio WalkAround
Tutti i WalkAround dal 1997 ad oggi
di proporre ai lettori l’analisi tecnica di macchine
movimento terra è nata agli inizi degli anni Novanta in
L’idea
un’epoca in cui la documentazione tecnica rilasciata
dalle case costruttrici, dagli importatori o dai distributori era
ARJES | COMPAKTOR 300
Trituratore mobile
WalkAround
maggio 2025
ASTRA | ADT30
Dumper articolati
WalkAround
aprile 2010
poca e non riportava dati uniformi. Da allora, grazie al lavoro
sinergico di ex progettisti del settore e giornalisti, sono state
analizzate più di 250 macchine. Di seguito le trovate elencate
per ordine alfabetico, con anno e mese di pubblicazione.
CASE CE | CX36Bzts
Escavatore cingolato
WalkAround
settembre 2005
CASE CE | CX230
Escavatore cingolato
WalkAround
aprile 2006
CASE CE | 1021G
Pala gommata
WalkAround
luglio 2017
CASE CE | CX145D SR
Escavatore cingolato
WalkAround
luglio 2018
CATERPILLAR | 938G II
Pala gommata
WalkAround
maggio 2004
CATERPILLAR | 432E
Sollevatore telescopico
WalkAround
dicembre 2006
CATERPILLAR | 972G
Pala gommata
WalkAround
novembre 1999
CATERPILLAR | 226
Pala gommata
WalkAround
dicembre 2000
CATERPILLAR | TH360B
Sollevatore telescopico
WalkAround
dicembre 2004
CATERPILLAR | 930G
Pala gommata
WalkAround
giugno 2005
CATERPILLAR | 904B
Pala gommata
WalkAround
luglio 2005
CATERPILLAR | 301.8 C
Miniescavatore
WalkAround
dicembre 2005
CATERPILLAR | 329E
Escavatore cingolato
WalkAround
settembre 2012
CATERPILLAR | 323E
Escavatore cingolato
WalkAround
maggio 2013
DEVELON | DD130
Dozer
WalkAround
novembre 2023
DEVELON | DX17z-7
Mini girosagoma
WalkAround
luglio 2024
BOBCAT | 763H, 773H
Pala gommata compatta
WalkAround
giugno 1998
CASE CE | 721E
Pala gommata
WalkAround
aprile 2007
CASE CE | 921G Evolution
Pala gommata
WalkAround
febbraio 2022
CATERPILLAR | 432D
Terna
WalkAround
ottobre 2001
CATERPILLAR | 325D LN
Escavatore cingolato
WalkAround
gennaio 2006
DEVELON DX165WR-7K
Escavatore gommato
WalkAround
luglio 2025
BOBCAT | E17Z
Midiescavatore
WalkAround
febbraio 2017
CASE CE | CX210B NHD
Escavatore cingolato
WalkAround
novembre 2007
CASE CE | CX17D
Miniescavatore
WalkAround
marzo 2023
CATERPILLAR | 325 B
Escavatore cingolato
WalkAround
febbraio 2002
CATERPILLAR | 305C CR
Miniescavatore
WalkAround
giugno 2006
DOOSAN | DX225NLC
Escavatore cingolato
WalkAround
luglio 2007
BOBCAT | E35Z
Miniescavatore
WalkAround
marzo 2019
CASE CE | CX75
Miniescavatore
WalkAround
febbraio 2008
CASE CE | CX12D
Miniescavatore
WalkAround
maggio 2023
CATERPILLAR | 972G Serie II
Pala gommata
WalkAround
aprile 2002
CATERPILLAR | 966H
Pala gommata
WalkAround
luglio 2006
DOOSAN | DX235-5 NLC
Escavatore cingolato
WalkAround
aprile 2016
BOBCAT | E55Z
Miniescavatore
WalkAround
aprile 2021
CASE CE | 921E
Pala gommata
WalkAround
settembre 2008
CASE CE | 1121F
Pala gommata
WalkAround
luglio 2014
CATERPILLAR | 305CR
Miniescavatore
WalkAround
febbraio 2003
CATERPILLAR | 953D
Pale cingolate
WalkAround
dicembre 2007
EUROCOMACH | ES850 zt
Escavatore cingolato
WalkAround
ottobre 2011
BOBCAT | T86
Skid cingolato
WalkAround
dicembre 2023
CASE CE | CX470B
Escavatore cingolato
WalkAround
febbraio 2009
CASE CE | CX230C triplice
Escavatore cingolato
WalkAround
ottobre 2014
CATERPILLAR | 906
Pala gommata
WalkAround
aprile 2003
CATERPILLAR | 323D NL
Escavatore cingolato
WalkAround
marzo 2008
FH FH90W | FH90W
Escavatore gommato
WalkAround
ottobre 1999
BOBCAT | TL25.60
Sollevatore telescopico
WalkAround
settembre 2024
CASE CE | CX80C MSR
Escavatore cingolato
WalkAround
febbraio 2015
CASE CE | CX100E
Midiescavatore
WalkAround
maggio 2025
CATERPILLAR | 247
Escavatore cingolato
WalkAround
settembre 2003
CATERPILLAR | 297C
Pala gommata
WalkAround
luglio 2008
FIAT HITACHI | FB100.2
Terna
WalkAround
ottobre 2000
BOBCAT | E17z R2
Miniescavatore
WalkAround
aprile 2025
CASE CE | 721G
Pala gommata
WalkAround
dicembre 2015
CATERPILLAR | 345BL
Escavatore cingolato
WalkAround
gennaio 1998
CATERPILLAR | TH 330B
Sollevatore telescopico
WalkAround
dicembre 2003
CATERPILLAR | 12M
Grader
WalkAround
dicembre 2008
FIAT HITACHI | FH17.2
Miniescavatore
WalkAround
gennaio 1999
CASE | TV450B
Skid cingolato
WalkAround
febbraio 2020
CASE CE | CX210D NLC
Escavatore cingolato
WalkAround
giugno 2016
CATERPILLAR | 924G
Pala gommata
WalkAround
luglio 2000
CATERPILLAR | 226B HF
Pala gommata
WalkAround
giugno 2004
CATERPILLAR | 730C
Dumper articolati
WalkAround
luglio 2010
FIAT HITACHI | FB200 4WS
Terna
WalkAround
giugno 1999
CASE | CX130
Escavatori cingolati
WalkAround
gennaio 2001
CASE | 621D
Pala gommata
WalkAround
settembre 2002
[106] febbraio 2026 Costruzioni
SEDICI ANNI FA
A destra alcune
delle copertine dei
WalkAround delle
novità di punta nel
2008. Se trovate
un bell’usato
e cercate una
documentazione
tecnica da
consultare...
CATERPILLAR | 262
Pala gommata
WalkAround
dicembre 2002
CATERPILLAR | M316C
Escavatore gommato
WalkAround
luglio 2003
CATERPILLAR | D7E
Dozer cingolato
WalkAround
dicembre 2010
CATERPILLAR | 966K
Pala gommata
WalkAround
dicembre 2011
FIAT HITACHI | D180
Dozer cingolati
WalkAround
aprile 2000
FIAT KOBELCO | E215
Escavatore cingolato
WalkAround
marzo 2003
Costruzioni febbraio 2026 [107]
Archivio WalkAround
FIAT KOBELCO | E135 Evo
Escavatore cingolato
WalkAround
aprile 2004
FIAT KOBELCO | W170EV
Pala gommata
WalkAround
settembre 2004
HANIX | H50B
Miniescavatore
WalkAround
marzo 2001
HITACHI | 210N
Escavatore cingolato
WalkAround
maggio 2003
HITACHI | ZX240-3
Escavatore cingolato
WalkAround
maggio 2007
HITACHI | ZW180
Pala gommata
WalkAround
ottobre 2007
HITACHI | ZX110-3
Escavatore cingolato
WalkAround
giugno 2008
HITACHI | ZW140
Pala gommata
WalkAround
ottobre 2008
HYUNDAI | HX300/A NL
Escavatore cingolato
WalkAround
settembre 2019
IHI | 30NX
Miniescavatore
WalkAround
maggio 1999
IHIMER | AS34
Minipala gommata
WalkAround
luglio 2013
IHIMER | 85V4
Escavatore cingolato
WalkAround
maggio 2016
JCB | 155 Eco
Pala gommata
WalkAround
marzo 2013
JCB | 86 C-1
Escavatore cingolato
WalkAround
settembre 2014
JCB | 100C-1
Escavatori cingolati
WalkAround
settembre 2015
JCB | 55Z-1
Escavatore cingolato
WalkAround
settembre 2016
JCB | 8080
Escavatore cingolato
WalkAround
luglio 2004
JCB | JS160 NLC
Escavatore cingolato
WalkAround
gennaio 2005
JCB | 8018
Miniescavatore
WalkAround
maggio 2005
JCB | 535-125/140 HiViz
Movimentatore telescopico
WalkAround
gennaio 2010
KOMATSU | PC 170LC-10
Escavatore cingolato
WalkAround
dicembre 2014
KOMATSU | PC88MR-11
Midiescavatore
WalkAround
febbraio 2021
KOMATSU | SK715-8
Pala compatta
WalkAround
aprile 2023
KOMATSU | WB97R-2
Terna
WalkAround
dicembre 1998
HITACHI | LX290E
Pala gommata
WalkAround
ottobre 2003
HITACHI | ZX85USB-6
Midiescavatore
WalkAround
maggio 2019
IHIMER | 55VX
Miniescavatore
WalkAround
settembre 2007
JCB | Hydradig 110W
Escavatore gommato
WalkAround
novembre 2017
JCB | 370X NLC
Escavatore cingolato
WalkAround
novembre 2024
KOMATSU | PC110R-1
Escavatore cingolato
WalkAround
dicembre 1999
HITACHI | ZX350 LCN
Escavatore cingolato
WalkAround
febbraio 2004
HITACHI | ZW220-7
Pala gommata
WalkAround
giugno 2021
IHIMER | M2076
Pala gommata
WalkAround
gennaio 2008
JCB | 437
Pala gommata
WalkAround
maggio 2018
JCB | 145XR
Escavatore cingolato
WalkAround
dicembre 2025
KOMATSU | WA380-3 Active+
Pala gommata
WalkAround
settembre 2000
HITACHI | ZX130
Escavatore cingolato
WalkAround
ottobre 2004
HITACHI | ZX135W-7
Escavatore gommato
WalkAround
marzo 2022
IHIMER | Carry 110
Dumper cingolato
WalkAround
giugno 2009
JCB | 140X LC
Escavatore cingolato
WalkAround
giugno 2019
KATOIMER | HD35V4
Miniescavatore
WalkAround
giugno 2018
KOMATSU | SK714
Pale compatte
WalkAround
settembre 2001
HITACHI | ZX30U-2
Miniescavatore
WalkAround
febbraio 2005
HITACHI | ZX155W-7
Escavatore gommato
WalkAround
febbraio 2023
IHIMER | 12VXE
Miniescavatore
WalkAround
maggio 2010
JCB | 19C-1E
Midiescavatore
WalkAround
settembre 2020
KATOIMER | HD20N5
Miniescavatore
WalkAround
giugno 2024
KOMATSU | WA470-5
Pala gommata
WalkAround
maggio 2002
HITACHI | ZX50U-2
Miniescavatore
WalkAround
ottobre 2005
HITACHI | ZW310-6
Pala gommata
WalkAround
marzo 2017
IHIMER | AS12
Skid gommato
WalkAround
novembre 2010
JCB | 35-Z1
Miniescavatore
WalkAround
ottobre 2021
KOBELCO | SK240
Escavatore cingolato
WalkAround
dicembre 2023
KOMATSU | WH 714H
Sollevatore telescopico
WalkAround
novembre 2003
HITACHI | EH750-2
Escavatori gommati
WalkAround
novembre 2005
HYUNDAI | HL955
Pala gommata
WalkAround
maggio 2017
IHIMER | CL45
Minipala cingolata
WalkAround
gennaio 2011
JCB | 525-60E
Sollevatore telescopico
WalkAround
luglio 2022
KOBELCO | ED160BR
Escavatore cingolato
WalkAround
ottobre 2024
KOMATSU | WA320-5
Pala gommata
WalkAround
marzo 2004
HITACHI | ZX250-3 LCN
Escavatore cingolato
WalkAround
marzo 2006
HYUNDAI | HX220 NLC
Escavatore cingolato
WalkAround
maggio 2017
IHIMER | 27V4
Miniescavatore
WalkAround
aprile 2015
JCB | 456B
Pala gommata
WalkAround
dicembre 1997
KOBELCO | SK85MSR-7
Midiescavatore cingolato
WalkAround
febbraio 2025
KOMATSU | PC78MR-6
Escavatore cingolato
WalkAround
marzo 2005
HITACHI | ZW250
Pala gommata
WalkAround
ottobre 2006
HYUNDAI | HX145L CR
Escavatore cingolato
WalkAround
ottobre 2018
JCB | JS330NL
Escavatore cingolato
WalkAround
marzo 1999
JCB | JS220NC
Escavatore cingolato
WalkAround
gennaio 2004
KOBELCO SK210LC-11E LR
Escavatore long Reach
WalkAround
luglio 2025
KOMATSU | PC75R-2
Escavatore cingolato
WalkAround
aprile 2005
DOVE C’È TERRA...
Il nuovo D65EX-16
lo abbiamo passato alla
lente presso lo stabilimento
di Este (PD), mentre il ViO38
presso la concessionaria
Canziani Macchine.
JCB | 3CX
Terna
WalkAround
ottobre 2002
JCB | JS360 NLC
Escavatore cingolato
WalkAround
marzo 2009
KOMATSU | PW75
Escavatore gommato
WalkAround
febbario 1998
KOBELCO | SK 270SR NLC-7
Escavatore cingolato
WalkAround
novembre 2025
KOMATSU | PC138US-8
Escavatore cingolato
WalkAround
giugno 2005
KOMATSU | PC210-8
Escavatore cingolato
WalkAround
maggio 2006
[108] febbraio 2026 Costruzioni
Costruzioni febbraio 2026 [109]
Archivio WalkAround
KOMATSU | WA380-6
Pala gommata
WalkAround
gennaio 2007
KOMATSU | PC88MR-6
Escavatori cingolati
WalkAround
febbraio 2007
KOMATSU | PW98MR-6
Escavatore gommato
WalkAround
giugno 2007
KOMATSU | WA250PZ-6
Pala gommata
WalkAround
aprile 2008
KUBOTA | U56-5
Midiescavatore
WalkAround
ottobre 2020
KUBOTA | U10-5 StageV
Miniescavatore
WalkAround
novembre 2021
KUBOTA | U27-4
Miniescavatore
WalkAround
ottobre 2022
KUBOTA | KX085 -5
Midiescavatore
WalkAround
ottobre 2023
LIEBHERR | R926 Advanced
Escavatore cingolato
WalkAround
settembre 2010
LIEBHERR | A918 Compact
Escavatore gommato
WalkAround
marzo 2012
LIEBHERR | L566 IIIB
Pala gommata
WalkAround
gennaio 2013
LIEBHERR | R922
Escavatore cingolato
WalkAround
maggio 2014
MECALAC | 9MWR
Escavatore gommato
WalkAround
febbraio 2018
MERLO P 50.18 CS TOP
Sollevatore telescopico
WalkAround
luglio 2024
MERLO | ROTO 40.18
Sollevatore telescopico 360°
WalkAround
aprile 1998
MERLO | Roto 50.26S PLUS
Sollevatore telescopico
WalkAround
dicembre 2020
NEW HOLLAND | W300C
Pala gommata
WalkAround
ottobre 2012
OM TRACK | ULISSE
Dumper
WalkAround
maggio 1998
PELJOB | E300
Escavatore cingolato
WalkAround
settembre 1999
TAKEUCHI | TB335R
Miniescavatore
WalkAround
febbraio 2023
TAKEUCHI | TB20e Elett
Miniescavatore
WalkAround
marzo 2024
TAKEUCHI | TB320
Miniescavatore
WalkAround
maggio 2024
TAKEUCHI | TB370W
Escavatore gommato
WalkAround
marzo 2025
TAKEUCHI | TCR50-3
Dumper cingolato
WalkAround
dicembre 2025
KOMATSU | PC80MR-3
Escavatore cingolato
WalkAround
maggio 2008
KUBOTA | U-45
Miniescavatore
WalkAround
febbraio 2000
LIEBHERR | R924 NLC G8
Escavatore cingolato
WalkAround
luglio 2019
MERLO | e-Worker
Sollevatore telescopico
WalkAround
novembre 2021
TAKEUCHI | TB350R
Miniescavatore
WalkAround
giugno 2023
TEREX | 4017
Sollevatore telescopico
WalkAround
settembre 2006
KOMATSU | HM300-2
Dumper articolati
WalkAround
maggio 2009
KUBOTA | KX101-3
Miniescavatore
WalkAround
gennaio 2002
LIEBHERR | TA230
Dumper articolato
WalkAround
ottobre 2025
MERLO | ROTO 50.35 PLUS
Sollevatore telescopico
WalkAround
novembre 2022
TAKEUCHI | TB395W
Escavatore gommato
WalkAround
ottobre 2023
TEREX | PT80
Pala cingolata
WalkAround
gennaio 2009
KOMATSU | PC88MR8
Escavatore cingolato
WalkAround
ottobre 2009
KUBOTA | KX161-3
Miniescavatore
WalkAround
gennaio 2003
MAGNI | TH 3.6
Sollevatore telescopico
WalkAround
aprile 2025
MERLO | TF30.7PLUS
Sollevatore telescopico
WalkAround
settembre 2023
TAKEUCHI | TL126
Caricatore cingolato
WalkAround
marzo 2000
THOMAS | T103S
Pala gommata compatta
WalkAround
febbario 1999
KOMATSU | CK35-1
Pala cingolata
WalkAround
ottobre 2010
KUBOTA | KX057-4
Miniescavatore
WalkAround
febbraio 2010
MECALAC | 714 Mwe
Escavatori gommati
WalkAround
dicembre 2012
MERLO DM-9
Dumper fuoristrada
WalkAround
settembre 2025
TAKEUCHI | TL 12V2
Skid cingolato
WalkAround
novembre 2019
VOLVO CE | L220D
Pala gommata
WalkAround
maggio 2000
KOMATSU | D65EX-16
Dozer
WalkAround
settembre 2011
KUBOTA | KX019-4
Miniescavatore
WalkAround
marzo 2011
MECALAC | 10MCR
Escavatore cingolato
WalkAround
febbraio 2013
MESSERSI | M60U
Miniescavatore
WalkAround
settembre 2009
TAKEUCHI | TB217R
Miniecavatore
WalkAround
maggio 2020
VOLVO CE | L35B
Pala gommata
WalkAround
aprile 2001
KUBOTA | U-15
Miniescavatore
WalkAround
febbraio 2001
LIEBHERR | L554
Pala gommata
WalkAround
ottobre 1998
MECALAC | 12MTX
Escavatori gommati
WalkAround
ottobre 2015
MOROOKA | MST110CR
Dumper cingolato
WalkAround
giugno 2025
TAKEUCHI | TB370
Midiescavatore
WalkAround
luglio 2020
VOLVO CE | ECR38
Miniescavatore
WalkAround
marzo 2005
KUBOTA | KX71-3
Miniescavatore
WalkAround
novembre 2004
LIEBHERR | HS835HD
Gru cingolata
WalkAround
ottobre 2006
MECALAC | 6MWR
Escavatore gommato
WalkAround
febbraio 2018
NEW HOLLAND | MH3.6
Escavatori gommati
WalkAround
aprile 2005
TAKEUCHI | TB257FR
Midiescavatore
WalkAround
novembre 2020
VOLVO CE | EC235NLC
Escavatore cingolato
WalkAround
novembre 2008
KUBOTA | R085
Pala gommata
WalkAround
luglio 2015
LIEBHERR | LR634
Pala cingolata
WalkAround
novembre 2006
MECALAC | TLB 890
Terna
WalkAround
giugno 2017
NEW HOLLAND | E145
Escavatore cingolato
WalkAround
febbraio 2006
TAKEUCHI | TB325R
Miniescavatore
WalkAround
luglio 2021
VOLVO CE | A30E Strada
Dumper
WalkAround
aprile 2009
KUBOTA | U36-4
Miniescavatore
WalkAround
novembre 2018
MECALAC 714MWE A destra,
un escavatore gommato che ha
rivoluzionato il settore. Era il 2012 quando
siamo andati in Mecalac ad Annecy
(Francia) per scoprire questa macchina.
MECALAC | TA9SP
Dumper articolato
WalkAround
ottobre 2017
MECALAC | 15MWR
Escavatore gommato
WalkAround
dicembre 2017
NEW HOLLAND | W190B
Pala gommata
WalkAround
marzo 2007
NEW HOLLAND | E245C
Escavatore cingolato
WalkAround
giugno 2012
TAKEUCHI | TB2150R
Escavatore cingolato
WalkAround
giugno 2022
TAKEUCHI | TB290-2
Midiescavatore
WalkAround
settembre 2022
I Walk più
recenti sono
sfogliabili
nell’archivio
digitale
[110] febbraio 2026 Costruzioni
Costruzioni febbraio 2026 [111]
Archivio WalkAround
ù
VOLVO CE | EC360C NL
VOLVO CE | EC230 NL
Escavatore cingolato
Escavatore cingolato
A
WalkAround
LONG
WalkAround
WAY
marzo 2010
marzo 2025
VOLVO CE | L180G
YANMAR | B50V
TOGETHER
Pala gommata
Midiescavatore
WalkAround
WalkAround
giugno 2011
marzo 1998
VOLVO CE | EC300D
YANMAR | VIO70
Escavatore cingolato
Escavatore cingolato
WalkAround
WalkAround
aprile 2012
gennaio 2000
VOLVO CE | EC220D
Escavatore cingolato
WalkAround
aprile 2013
YANMAR | SV20z
Miniescavatore
WalkAround
luglio 2009
YANMAR | ViO27-6
Miniescavatore
WalkAround
settembre 2017
YANMAR | SV60
Midiescavatore
WalkAround
marzo 2018
YANMAR | B110W
Escavatore gommato
WalkAround
settembre 2018
YANMAR | ViO82
Midiescavatore
WalkAround
febbraio 2019
VOLVO CE | ECR50D
Escavatore cingolato
WalkAround
aprile 2014
VOLVO CE | L120H
Pala gommata
WalkAround
marzo 2015
VOLVO CE | ECR88D triplice
Escavatore cingolato
WalkAround
marzo 2016
VOLVO CE | EWR150E
Escavatore gommato
WalkAround
aprile 2017
VOLVO CE | ECR35D
Miniescavatore
WalkAround
aprile 2018
VOLVO CE | ECR18E
Miniescavatore
WalkAround
aprile 2019
YANMAR | ViO50 Universal
Miniescavatore
WalkAround
novembre 2009
YANMAR | SV100-1
Escavatore cingolato
WalkAround
giugno 2010
YANMAR | ViO80U
Miniescavatore
WalkAround
febbraio 2011
YANMAR | ViO33
Miniescavatore
WalkAround
luglio 2011
YANMAR | ViO38U
Miniescavatore
WalkAround
novembre 2011
YANMAR | SV26
Miniescavatore
WalkAround
giugno 2013
YANMAR | V100 Stage V
Pala gommata
WalkAround
ottobre 2019
YANMAR | ViO23-6
Miniescavatore
WalkAround
giugno 2020
YANMAR | C50R StageV
Carrier cingolato
WalkAround
marzo 2021
YANMAR | B75W StageV
Escavatore gommato
WalkAround
dicembre 2021
YANMAR | ViO17-1
Miniescavatore
WalkAround
aprile 2022
YANMAR | C30R-3TV
Dumper cingolato
WalkAround
luglio 2023
VOLVO CE | EC200E NL
Escavatore cingolato
WalkAround
marzo 2020
YANMAR | VIO-1
Miniescavatore
WalkAround
settembre 2013
YANMAR | B7 Sigma
Miniescavatore
WalkAround
luglio 2016
BKT, INSIEME A VOI OVUNQUE VOI SIATE
Indipendentemente da VOLVO quanto CE | EW200E siano MH difficili le tue esigenze, YANMAR BKT | ViO è sempre 100-2 con te e ti offre una YANMAR gamma | ViO 50/57 di
pneumatici OTR pensati Escavatore su misura gommato per i contesti più impegnativi: Escavatore cingolato dall’attività estrattiva a quella Escavatore di cantiere. cingolato
WalkAround
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Robusti e resistenti, affidabili e sicuri, capaci di abbinare comfort e prestazioni elevate.
maggio 2021
giugno 2014
novembre 2016
BKT è insieme a voi, anche quando il lavoro si fa duro.
VOLVO CE | ECR25 Elect.
Escavatore cingolato
WalkAround
maggio 2022
YANMAR | SV16-SV18
Miniescavatore
WalkAround
novembre 2014
YANMAR | SV87-7 triplice
Midiescavatore cingolato
WalkAround
dicembre 2024
Scopri la
gamma BKT
VOLVO CE | ECR40
Miniescavatore
WalkAround
aprile 2024
YANMAR | SV1002PB
Miniescavatore
WalkAround
novembre 2015
YANMAR | ViO 38-7
Miniescavatore
WalkAround Per info:
giugno 2025
europe@bkt-tires.com
[112] febbraio 2026 Costruzioni