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Brescia stadio 9ª partita girone di ritorno, febbraio 2026

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23° anno

Brescia Stadio

2025 - 2026

PERIODICO SPORTIVO ANNO 2025 / 2026 - COPIA OMAGGIO I. P

9

a

GIORNATA

GIRONE DI RITORNO

GIRONE DI RITORNO

UNION BRESCIA - PRO PATRIA

22/02/2026

FOTOGRAFIE

DI OMAR BELLANDI

SEGUICI SU



23 ANNI DI

Brescia Stadio

INDICE

04 LA ROSA DELL’UNION BRESCIA

05 L’AVVERSARIO

06 TRA CAMPO E TRIBUNALI

11 BORTOLO “LINO” MUTTI

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17 IL CAMMINO DELL’UNION BRESCIA

22 UNION BRESCIA E PRO PALAZZOLO

28 AUGURI A ROBERTO BAGGIO

31 LA MAGLIA DEL GIORNO

• DIRETTORE RESPONSABILE

Ciro Corradini

• BRESCIA STADIO SUPPLEMENTO DI BRESCIAUP since 2007

Periodico mensile di informazione locale. Iscrizione presso il

tribunale di Brescia N. 37/2007 dell’8 Settembre 2007

• PROGETTO GRAFICO & IMPAGINAZIONE

ESSEZETA ADV

• FOTOGRAFIE Omar Bellandi

• INSERZIONI

Cell. 389 907 3039 Massimiliano Lanzani

BRESCIA STADIO

È UN SUPPLEMENTO DI

• REDAZIONE MARKETING Massimiliano Lanzani,

Emmanuel Spedicato ed Elia Martinez


LA ROSA

DELL’UNION BRESCIA

ALLENATORE : EUGENIO CORINI

PORTIERI

LUCA LIVERANI

1

DIFENSORI

3

ALBERTO RIZZO

MATTIA DAMIOLI

22

4

FREDERIK SØRENSEN

STEFANO GORI

66

5

NICOLA PASINI

CENTROCAMPISTI

DAVIDE BALESTRERO 8

ANDREA CISCO 11

28

82

42

LUIGI SILVESTRI

LORIS ARMATI

LORENZO MORETTI

ALBERTO DE FRANCESCO

VINCENT DE MARIA

MATTIA ZENNARO

RICCARDO FOGLIATA

BRYAN BOCI

15

18

20

21

24

ATTACCANTI

7

DAVIDE DI MOLFETTA

DAVIDE GUGLIELMOTTI

44

9

LUCA VIDO

ALESSANDRO MERCATI

6

17

TOMMY MAISTRELLO

SIMONE CANTAMESSA

30

97

DENIS CAZZADORI

MANUEL MARRAS

93

32

ALBERTO SPAGNOLI

ALESSANDRO LAMESTA

27

45

MATTIA VALENTE

ALESSANDRO MALLAMO

14

99

VALERIO CRESPI

SEGUI LE PARTITE DELL’UNION BRESCIA

IN DIRETTA SU VIDEO BRESCIA

CANALE 118 DEL DIGITALE TERRESTRE

CON FRANCO BERTOLANI E I SUOI OSPITI !

4

Brescia Stadio


LA ROSA

AVVERSARIA

PRO PATRIA

ALLENATORE : FRANCESCO BOLZONI

PORTIERI

ROVIDA WILLIAM 1

SALA ANDREA 28

ZAMARIAN MATTEO 22

RYAN GNONTO 12

CENTROCAMPISTI

ALESSANDRO DI MUNNO 5

ALESSANDRO ORFEI 7

ANDREA SCHIAVONE 8

ANDREA AUCI 15

GEORGI TUNJOV 17

CHRISTIAN GALANTIUCCI 18

CHRISTIAN MORA 20

TOMMASO RICORDI 21

JACOPO FROSALI 23

ANDREA MARRA 24

DAVIDE FERRI 25

LUCA GIUDICI 27

FEDERICO GENTILE 29

THOMAS SCHIRO’ 40

JACOPO DESOGUS 70

DIFENSORI

4 PIETRO REGGIORI

6 ALESSANDRO SASSARO

13 TOMMASO ALIATA

19 CHRISTIAN TRAVAGLINI

26 ALBERTO MASI

33 CESARE POGLIANO

31 GIAN FILIPPO FELICIOLI

39 MATTIA MOTOLESE

ATTACCANTI

9 KING UDOH

10 FERDINANDO MASTROIANNI

11 BERTONY RENELUS

14 GIORGIO CITTERIO

16 ABDELRAHMAN FRATTINI

30 LEONARDO FERRARIO

VIDEO

BRESCIA

canale 118

tutti i lunedì alle 20:30


Brescia ha dalla sua, oltre all’attuale vantaggio, il fatto

d’aver vinto lo scontro diretto del girone d’andata in

casa dei lecchesi.

Il Trento è a sei punti e l’Alcione Milano, che ha tolto

l’imbattibilità al Vicenza, è a sette punti. Per il momento

il vantaggio è rassicurante ma non garantisce nulla. I

conti si fanno sempre alla fine.

TRA CAMPO E TRIBUNALI

La sconfitta contro la Pergolettese ha interrotto una imbattibilità

esterna che durava dall’inizio della stagione.

É un Brescia che sembra aver esaurito la carica positiva

figlia dell’arrivo in panchina di Eugenio Corini.

La squadra sembrava aver trovato una sua dimensione

seppur rassegnata a correre per il secondo posto vista

la marcia quasi inarrestabile del Vicenza che solo nel

precedente turno di campionato ha perso l’imbattibilità

stagionale ma, complice il passo falso di Balestrero

e compagni, ha mantenuto inalterato il vantaggio in

classifica.

Un Brescia che sembra continuamente alla ricerca di se

stesso e di una dimensione che faccia della costanza di

rendimento la sua arma migliore.

La squadra sembra ancora prigioniera dei tanti infortuni

che ne hanno intralciato il cammino. Sono ancora

molti i giocatori non a disposizione di Corini che continua

a fare i conti con una rosa dai petali contati.

A questo punto però che si guardi ai playoff e che Corini

punti a ritrovare condizione, uomini e gioco per la

fase finale del campionato appare comprensibile, al di

là delle frasi fatte e delle dichiarazioni di rito.

Corini difende il gruppo e la squadra a prescindere ed è

cosa buona e giusta. Resta però qualche perplessità sul

reale valore del Brescia.

Ma il tecnico di Bagnolo ha a disposizione quasi tre mesi

per trovare i giusti equilibri, recuperare i lungodegenti e

dare una fisionomia definitiva al gioco della squadra. Il

secondo posto da difendere con le unghie e con i denti

è l’obiettivo più o meno dichiarato con cui confrontarsi.

Il Brescia dovrà fare attenzione agli inseguitori che a

quanto pare non sembrano voler mollare la presa.

Il Lecco è sempre l’avversario più temibile anche se il

A tener banco poi in questo periodo sono le vicende legate

al “vecchio” Brescia. Cellino sta cercando di evitare

il fallimento.

Il “suo” Brescia ha un debito complessivo vicino ai 19

milioni di euro. Il piano presentato dall’imprenditore

sardo prevede accordi con l’Agenzia delle Entrate (alla

quale Cellino vorrebbe dare solo 600mila euro a fronte

di un debito di oltre 6 milioni di euro) e debiti con

un centinaio di fornitori oltre ovviamente a quelli con il

personale, ovvero impiegati ma anche gli ex giocatori

biancoazzurri.

I legali dell’Union Brescia e quelli di Cellino hanno trattato.

Pasini punta a riavere la “V”, i trofei e la storia.

Il presidente ha poi manifestato il suo interesse per il

Centro di Torbole ma in questo caso la partita si gioca

su di un altro tavolo visto che l’impianto non è nell’asset

societario del Brescia ma sarebbe di proprietà dell’Immobiliare

Eleonora che fa comunque riferimento alla

famiglia Cellino.

C’è poi la questione legata al vecchio marchio che però

sarebbe di proprietà della Brescia Service, una società

che era stata creata da Gino Corioni e che poi Cellino

ha messo in liquidazione ed ora dovrebbe essere nella

mani di un curatore fallimentare.

Cellino però deve fare in fretta, qualunque sia la sua decisione,

per evitare un fallimento che lo coinvolgerebbe

ovviamente a livello personale e che coinvolgerebbe

anche la sua famiglia.

Cosa abbia in mente l’imprenditore sardo è però difficile

da capire.

Abituato a giocare su più tavoli e capace di bluff improvvisi

e di improvvisi colpi di scena, l’uomo che ha cancellato

una storia iniziata nel 1911 sembra però alle corde.

Ma qualcuno è disposto a scommettere che non abbia

un qualche asso nella manica o che sia pronto a dare un

calcio al tavolo di gioco ?

Ciro Corradini

6

Brescia Stadio


NEW

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Brescia Stadio


GIORNATA ODIERNA

22 FEBBRAIO 2026

ORE 17:30

STADIO MARIO RIGAMONTI

PROSSIMO TURNO

28 FEBBRAIO 2026

ORE 14:30

STADIO MARIO RIGAMONTI

8

Brescia Stadio


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Via della Chiesa n’22, Padenghe sul Garda

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Aperti dal martedì al sabato dalle 9 alle 18

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030 9990377

Aperti lunedì, mercoledì, giovedì,

venerdì e sabato dalle 9 alle 18

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Brescia Stadio


BORTOLO “LINO” MUTTI:

IL CENTRAVANTI GALANTUOMO

Festa che tocca corto per Bertuzzo che con un preciso

rasoterra infila Malgioglio e riporta il risultato in parità.

Il Brescia schiuma rabbia e attacca a testa bassa. Mancano

quattro minuti al fischio finale quando Zigoni

mette in azione Salvioni. Il centrocampista alza la testa

e serve in area Bortolo “Lino” Mutti.

L’ex attaccante biancoazzurro è stato ospite del Rigamonti

nel precedente incontro casalingo del Brescia.

Per l’ex attaccante di Trescore Balneario tre le stagioni

col Brescia alla quale aggiungere due annate nel Palazzolo

dove chiuse la carriera.

La stagione 79-80 vede il Brescia iniziare il campionato

con l’ambizione di poter essere protagonista. In panchina

c’è Gigi Simoni. In attacco la squadra si affida al

confermato Mutti e a Penzo, acquistato dal ds Nardino

Previdi dal Bari.

A disposizione c’è anche Zigoni. L’inizio della stagione è

tutt’altro che esaltante. Dopo otto partite la squadra è

sul fondo della classifica con soli 4 punti. La nona giornata

propone il derby con l’Atalanta allenata da Titta

Rota.

I bergamaschi sono appena retrocessi e puntano ad

una pronta risalita in serie A. Il Brescia attacca fin dalle

battute iniziali. La squadra di Simoni vuole i due punti

per allontanarsi dal fondo della classifica e riavvicinarsi

ai tifosi delusi da un inizio di campionato ben al di sotto

delle attese.

L’Atalanta si difende e riesce a chiudere il primo tempo

sullo 0 a 0. Nella ripresa il tema del match non cambia:

è il Brescia a fare la partita. Zigoni, più che da punta,

giostra da rifinitore cercando di dare il là a tutte le manovre

offensive del Brescia. Al 58esimo però è Mutti a

trasformarsi in uomo-assist.

È il centravanti di Trescore Balneario, provincia di Bergamo,

a mettere in azione Podavini.

Il terzino si presenta davanti al portiere avversario

Memo e lo batte: Brescia-Atalanta 1-0! Ma la gioia dei

tifosi della Leonessa dura poco. Sette minuti più tardi

infatti l’Atalanta si vede assegnare dall’arbitro Reggiani

di Bologna un calcio di punizione. Sulla palla si porta

Il centravanti è alla sua terza stagione con la maglia del

Brescia e ormai ha saputo conquistare i tifosi. Cresciuto

nelle giovanili dell’Inter, Mutti è arrivato a Brescia via

Catania per prendere il posto di Alessandro Altobelli.

Alla sua prima stagione ha saputo conquistare i tifosi

nonostante le origini bergamasche, con dieci reti in 37

partite.

Forte fisicamente, è alto un metro e 82 centimetri, Mutti

si conferma buon realizzatore anche nella stagione

successiva quando mette a segno 9 reti e fa coppia in

attacco con Grop o Zigoni.

Quando all’86esimo di Brescia-Atalanta, Salvioni mette

palla in mezzo, il suo stacco di testa è perentorio. Il

pallone si infila in rete alle spalle del portiere avversario

Memo: è il gol del 2 a 1, il gol che consegna al Brescia il

successo nel derby con l’Atalanta.

E in quella stagione 79-80, il Brescia saprà imporsi sui

cugini atalantini anche nel girone di ritorno. Toccherà

a Maselli segnare la rete dell’1 a 0 che consentirà alla

squadra di Gigi Simoni di aggiudicarsi anche la gara del

girone di ritorno. A fine campionato il Brescia otterrà la

promozione in serie A.

A fine campionato Mutti porterà a nove il suo bottino

personale di reti. Non basteranno però a far sì che venga

confermato. Verrà ceduto infatti al Taranto. La sua

carriera di attaccante si chiuderà nel bresciano, a Palazzolo.

Quando decide si smettere con il calcio giocato

Mutti vorrebbe proseguire il lavoro di allevatore nell’azienda

di famiglia.

A fargli cambiare idea fu Titta Rota che lo convinse fargli

da vice. Per Mutti si trattò di una scelta sofferta. Si prese

un paio di giorni di tempo per riflettere prima di accettare

l’offerta di Rota.

Da lì inizio per l’ex attaccante di Trescore una nuova carriera

che lo portò finalmente in serie A, categoria che da

giocatore non ebbe mai il modo di frequentare.

Ciro Corradini

11

Brescia Stadio


UNION BRESCIA - VIRTUS VERONA 1-2

11 febbraio 2026 - Settimana Giornata di ritorno di Campionato di Serie C

12

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SERIE C GIRONE A

2025 - 2026

IL CAMMINO DELL’UNION BRESCIA

ANDATA

RITORNO

23 Ago 2025

1-2

UNION BRESCIA

1

ARZIGNANO V.

1-2

4 Gen 2026

31 Ago 2025

0-2

TRENTO

2

UNION BRESCIA

2-1

10 Gen 2026

6 Set 2025

5-0

UNION BRESCIA

3

PRO VERCELLI

0-0

18 Gen 2026

13 Set 2025

1-3

RENATE

4

UNION BRESCIA

1-2

24 Gen 2026

21 Set 2025

2-0

UNION BRESCIA

5

GIANA ERMINIO

0-2

2 Feb 2026

25 Set 2025

1-1

UNION BRESCIA

6

NOVARA

0-0

7 Feb 2026

28 Set 2025

1-1

VIRTUS VERONA

7

UNION BRESCIA

3-1

11 Feb 2026

4 Ott 2025

0-0

UNION BRESCIA

8

PERGOLETTESE

2-1

16 Feb 2026

12 Ott 2025

0-2

PRO PATRIA

9

UNION BRESCIA

22 Feb 2026

19 Ott 2025

0-1

LECCO

10

UNION BRESCIA

28 Feb 2026

25 Ott 2025

2-1

UNION BRESCIA

11

ALBINOLEFFE

3 Mar 2026

2 Nov 2025

0-1

TRIESTINA

12

UNION BRESCIA

7 Mar 2026

9 Nov 2025

0-1

UNION BRESCIA

13

ALCIONE MILANO

15 Mar 2026

16 Nov 2025

0-0

OSPITALETTO F.

14

UNION BRESCIA

22 Mar 2026

23 Nov 2025

1-1

UNION BRESCIA

15

L.R. VICENZA

29 Mar 2026

1 Dic 2025

1-3

CITTADELLA

16

UNION BRESCIA

4 Apr 2026

7 Dic 2025

0-1

UNION BRESCIA

17

LUMEZZANE

12 Apr 2026

14 Dic 2025

0-1

DOLOMITI B.

18

UNION BRESCIA

19 Apr 2026

22 Dic 2025

2-0

UNION BRESCIA

19

INTER U23

26 Apr 2026

17

Brescia Stadio


STAFF TECNICO

Eugenio Corini

Allenatore

Salvatore Lanna

Vice allenatore

Edoardo Piovani

Club Manager

Francesco Agostinelli

Team Manager

Salvatore Sciuto

Preparatore Atletico - Performance

Marco Bresciani

Preparatore Atletico - Recovery

Alessandro Vitrani

Preparatore Portieri

Matteo Camoni

Match Analyst

Dottoressa Elisa Inselvini

Responsabile Sanitario

Dottor Diego Insalaco

Medico Sociale

Dott. Giovanni Baccanelli

Medico sociale

Dott. Alessandro Visini

Psicologo dello sport

Alessandro Musolino

Fisioterapista

Gabriele Crescini

Fisioterapista

Davide Gelmi

Fisioterapista

Spartaco Belleri

Magazziniere

Angelo Fontana

Magazziniere

Roberto Scarpellini

Magazziniere

Stefano Olivieri

Assistente tecnico

Vincenzo Leonardi

Osservatore


PROFESSIONALITÀ

ESPERIENZA

PASSIONE

M MOTORS SRL

Viale Sant’eufemia 31 - 25135 Brescia

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19

Brescia Stadio


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Brescia Stadio


21

Brescia Stadio


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Avviano una collaborazione per lo sviluppo educativo dei giovani

Fotografia Conferenza Stampa

Union Brescia Media House - Pro Palazzolo - Settore Giovanile

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Brescia Stadio


SETTORE GIOVANILE MASCHILE

PRO PALAZZOLO

RISULTATI DEI PRIMI DUE WEEKEND DI FEBBRAIO

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Brescia Stadio


Ag.FOTOLIVE

D I M. L A N Z A N I

S A S

GRUPPO EDITORIALE

MASSIMILIANO LANZANI

COMUNICATI STAMPA - GESTIONE SOCIAL

SITI INTERNET - FOTOGRAFIE - GRAFICHE

DIRETTE FACEBOOK - RICERCHE DI MERCATO

E FILMATI PROFESSIONALI PER SPOT PUBBLICITARI

Fotolive Sas di Massimiliano Lanzani ed Elia Martinez Corso Mameli 21 Brescia

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AUGURI A ROBERTO BAGGIO

IL 18 FEBBRAIO HA FESTEGGIATO IL SUO 59ESIMO COMPLEANNO

IL 24 FEBBRAIO SEGNÒ I SUOI PRIMI GOL CON LA MAGLIA DEL BRESCIA

Ha compiuto 59 anni il 18 febbraio. Roberto Baggio resta

nel cuore di tutti i bresciani. Per la classe, i gol, la

fantasia, la poesia che seppe regalare al pubblico biancoazzurro

indossando la maglia delle rondinelle.

I primi gol di Baggio con la maglia del Brescia? A Firenze,

contro la “sua” Fiorentina!

Abituato a giocare con il destino, spesso anche a sfidarlo,

il campione di Caldogno il 24 febbraio 2001 non fece

eccezione contro la squadra che lo lanciò giovanissimo

nel grande calcio dopo gli esordi di Vicenza e che nell’estate

1990, alla vigilia dei Mondiali italiani, minacciò la

rivoluzione, tanto da costringere la polizia a scendere in

piazza, quando i Pontello decisero di cederlo alla Juventus,

la nemica di sempre.

“Uno dei paradossi della mia carriera è che sono passato

per uno che ama cambiare squadra una volta all’anno,

quando il mio desiderio è sempre stato, nel calcio

come nella vita privata, credere nel grande amore.

E la Fiorentina era il grande amore - ha confessato Roberto

Baggio nell’autobiografia intitolata “Una porta

nel cielo” -.

Chi non ha vissuto quello che ho vissuto io, chi non conosce

Firenze, faticherà a capirmi.

Quando arrivai a Firenze ero un campione virtuale. Avevo

19 anni, un curriculum da fenomeno e un ginocchio

da storpio. Ero messo molto male. Eppure Firenze mi

ha amato subito. Fidandosi di me, adottandomi come

una seconda famiglia. Dovevo sentirmi solo, ma Firenze

non mi fece sentire solo mai. Dovevo sentirmi distrutto,

ma Firenze, al contrario di certi medici, non smise mai

di incitarmi, di dirmi che sì, ce l’avrei fatta. Contro tutti,

contro tutto”.

Cinque anni, 94 partite di campionato e 39 gol dopo

(più 28 gare e 15 reti in Coppa Italia, 13 presenze e una

rete nelle coppe europee), Baggio passò dalla Fiorentina

alla Juventus e diventò il grande traditore.

“In realtà, me ne dovetti andare perché qualcuno lo

volle. Un qualcuno così potente che neppure io potevo

contrastare - ha scritto Baggio nel suo libro -.

Ci provai, ma ero solo un ragazzo. Avevano già deciso

tutto”. Impossibile opporsi.

Fu un “addio doloroso”, che lasciò” ferite non rimarginabili”,

riaperte ad ogni ritorno da avversario, non soltanto

la celebre prima volta, il 6 aprile 1991, quando Baggio

tornò al “Franchi” in maglia bianconera, rinunciò a battere

un rigore, ma non a raccogliere la sciarpa viola lanciatagli

dagli ex tifosi.

Così, che in un solo colpo fece infuriare entrambe le tifoserie:

per gli ultras viola era un traditore, per quelli della

Juve rimaneva un “bastardo fiorentino”.

Esasperazioni da fanatici del tifo.

Anche il 24 febbraio 2001, quando tornò a Firenze da capitano

del Brescia, Baggio fu fischiato dagli innamorati

28

Brescia Stadio


di un tempo. Ma ormai ci aveva fatto il callo, quei fischi

non li sentiva più.

Al rientro dopo due mesi di stop per l’infortunio subìto

alla vigilia di Natale contro il Lecce, con due reti risollevò

il Brescia che era stato battuto in casa per 3-0 dal Parma

la domenica precedente.

Per rompere il ghiaccio gli bastarono quattro minuti, il

tempo di ritrovare le misure dello stadio che era stato

suo e di beffare Toldo con la punta del piede, dopo un

colpo di testa respinto alla disperata e un maldestro rinvio

di Vanoli. Un gol alla Inzaghi, non proprio “alla Baggio”.

Per siglare quello Roby aspettò il minuto 67: percussione

in dribbling alla sua maniera, fallo di Rossitto

al limite dell’area, punizione a scavalcare la barriera, palla

imparabile all’incrocio dei pali.

piegherà da registra arrestato Pirlo, nel frattempo passato

al Milan. E cinque anni più tardi in quello stesso

ruolo l’ex fantasista del Brescia diventerà campione del

mondo, a Berlino, con l’Italia di Marcello Lippi. Grazie

alla sua classe immensa.

E a quell’intuizione di Mazzone in un radioso pomeriggio

fiorentino. Il pomeriggio dei primi gol bresciani di

Roberto Baggio.

Ciro Corradini

“Per segnare quel gol non ho dovuto calciare il pallone,

mi è bastato sfiorarlo, perché la Fiorentina ne usa di leggerissimi,

che volano da soli”, rivelò Roby a fine partita,

quasi a discolparsi.

“Nel calcio si gioca in undici, ma per spiegare tutto, a

volte, basta una parola. Anzi, un nome. Tre settimane fa,

contro l’Udinese, sei lettere da ripetere tre volte: Hubner,

Hubner, Hubner.

A Firenze sei lettere da scandire una ad una: B-a-g-gi-o”,

commentò Bresciaoggi. Ma quella partita entrò

nella storia anche per un’altra prima volta: quel giorno

Carletto Mazzone ebbe l’intuizione che fece la fortuna

del Brescia e segnò una svolta nella carriera di un altro

fuoriclasse, Andrea Pirlo.

Il fantasista di Flero non aveva trovato posto nell’Inter di

Marco Tardelli (un tecnico che pure stravedeva per lui,

quando allenava l’Under 21 azzurra) e, così, a gennaio

era tornato a Brescia in prestito. Fino ad allora era stato

sempre impiegato da trequartista, dietro le punte. Ma

in quel ruolo nel Brescia c’era già Baggio.

Allora Mazzone, da sempre convinto che” i campioni si

mandano in campo, non in panchina”, decise di impiegarli

contemporaneamente: il Codino trenta metri più

avanti, il Genietto trenta metri più indietro, da playmaker

basso, davanti alla difesa, per dare qualità all’impostazione

del gioco e per sfruttare i suoi lanci millimetrici,

con il contagiri.

La stagione successiva un altro Carletto, Ancelotti, im-

29

Brescia Stadio


30

Brescia Stadio


LA MAGLIA DEL GIORNO

stagione 2003/04

Ciao a tutti, tifosi delle rondinelle! Sono il vostro amico Mattia! Vi sono mancato? Beh eccomi di nuovo qui a raccontarvi

un’altra pagina di storia del nostro amato Brescia!

Oggi vi propongo una maglia che ci accompagno sul campo per un breve periodo di tempo, ovvero il primo modello

di prima maglia del 2003/04! Vi starete chiedendo come mai dico “primo modello di prima maglia”.

Beh eccovi la risposta: magari qualcuno che ha frequentato il Rigamonti in quel periodo conosce questa storia ma i

più giovani magari non la conoscono a fondo. Dovete sapere che nella stagione 2003/04 inizialmente il Brescia aveva

il contratto con UMBRO come sponsor tecnico ma per ragioni burocratiche si interruppe la collaborazione dopo poche

giornate dall’inizio del campionato di Serie A e, di conseguenza, la società biancoblu si trovò costretta a cambiare

sponsor nel bel mezzo della stagione, passando a ROBE DI KAPPA.

È l’unica volta in Italia che si verificò una cosa simile. Ma, parlando della maglia, questa è stata indossata ed autografata

da Filippo “Pippo” Maniero nella gara interna contro la Reggina terminata con uno stupendo 4-4. La maglia

raffigura la classica “V” bianca con appunto lo sponsor tecnico UMBRO e quello BANCA LOMBARDA stampato. Sul

retro della maglia si nota l’autografo del giocatore. In questa stagione il Brescia si salvò piazzandosi all’undicesimo

posto in classifica. Fù dunque l’ultima volta che il Brescia si salvò nella massima serie e l’ultimo anno di calcio giocato

di Roberto Baggio.

Dai, leggetelo il Giornalino Stadio…la buona compagnia fa sempre bene! Che dire…ci vediamo alla prossima maglia!

Fino alla fine forza Leonessa!!!

Fotografie di Simone Preti

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Brescia Stadio


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