Brescia stadio 9ª partita girone di ritorno, febbraio 2026
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23° anno
Brescia Stadio
2025 - 2026
PERIODICO SPORTIVO ANNO 2025 / 2026 - COPIA OMAGGIO I. P
9
a
GIORNATA
GIRONE DI RITORNO
GIRONE DI RITORNO
UNION BRESCIA - PRO PATRIA
22/02/2026
FOTOGRAFIE
DI OMAR BELLANDI
SEGUICI SU
23 ANNI DI
Brescia Stadio
INDICE
04 LA ROSA DELL’UNION BRESCIA
05 L’AVVERSARIO
06 TRA CAMPO E TRIBUNALI
11 BORTOLO “LINO” MUTTI
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17 IL CAMMINO DELL’UNION BRESCIA
22 UNION BRESCIA E PRO PALAZZOLO
28 AUGURI A ROBERTO BAGGIO
31 LA MAGLIA DEL GIORNO
• DIRETTORE RESPONSABILE
Ciro Corradini
• BRESCIA STADIO SUPPLEMENTO DI BRESCIAUP since 2007
Periodico mensile di informazione locale. Iscrizione presso il
tribunale di Brescia N. 37/2007 dell’8 Settembre 2007
• PROGETTO GRAFICO & IMPAGINAZIONE
ESSEZETA ADV
• FOTOGRAFIE Omar Bellandi
• INSERZIONI
Cell. 389 907 3039 Massimiliano Lanzani
BRESCIA STADIO
È UN SUPPLEMENTO DI
• REDAZIONE MARKETING Massimiliano Lanzani,
Emmanuel Spedicato ed Elia Martinez
LA ROSA
DELL’UNION BRESCIA
ALLENATORE : EUGENIO CORINI
PORTIERI
LUCA LIVERANI
1
DIFENSORI
3
ALBERTO RIZZO
MATTIA DAMIOLI
22
4
FREDERIK SØRENSEN
STEFANO GORI
66
5
NICOLA PASINI
CENTROCAMPISTI
DAVIDE BALESTRERO 8
ANDREA CISCO 11
28
82
42
LUIGI SILVESTRI
LORIS ARMATI
LORENZO MORETTI
ALBERTO DE FRANCESCO
VINCENT DE MARIA
MATTIA ZENNARO
RICCARDO FOGLIATA
BRYAN BOCI
15
18
20
21
24
ATTACCANTI
7
DAVIDE DI MOLFETTA
DAVIDE GUGLIELMOTTI
44
9
LUCA VIDO
ALESSANDRO MERCATI
6
17
TOMMY MAISTRELLO
SIMONE CANTAMESSA
30
97
DENIS CAZZADORI
MANUEL MARRAS
93
32
ALBERTO SPAGNOLI
ALESSANDRO LAMESTA
27
45
MATTIA VALENTE
ALESSANDRO MALLAMO
14
99
VALERIO CRESPI
SEGUI LE PARTITE DELL’UNION BRESCIA
IN DIRETTA SU VIDEO BRESCIA
CANALE 118 DEL DIGITALE TERRESTRE
CON FRANCO BERTOLANI E I SUOI OSPITI !
4
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LA ROSA
AVVERSARIA
PRO PATRIA
ALLENATORE : FRANCESCO BOLZONI
PORTIERI
ROVIDA WILLIAM 1
SALA ANDREA 28
ZAMARIAN MATTEO 22
RYAN GNONTO 12
CENTROCAMPISTI
ALESSANDRO DI MUNNO 5
ALESSANDRO ORFEI 7
ANDREA SCHIAVONE 8
ANDREA AUCI 15
GEORGI TUNJOV 17
CHRISTIAN GALANTIUCCI 18
CHRISTIAN MORA 20
TOMMASO RICORDI 21
JACOPO FROSALI 23
ANDREA MARRA 24
DAVIDE FERRI 25
LUCA GIUDICI 27
FEDERICO GENTILE 29
THOMAS SCHIRO’ 40
JACOPO DESOGUS 70
DIFENSORI
4 PIETRO REGGIORI
6 ALESSANDRO SASSARO
13 TOMMASO ALIATA
19 CHRISTIAN TRAVAGLINI
26 ALBERTO MASI
33 CESARE POGLIANO
31 GIAN FILIPPO FELICIOLI
39 MATTIA MOTOLESE
ATTACCANTI
9 KING UDOH
10 FERDINANDO MASTROIANNI
11 BERTONY RENELUS
14 GIORGIO CITTERIO
16 ABDELRAHMAN FRATTINI
30 LEONARDO FERRARIO
VIDEO
BRESCIA
canale 118
tutti i lunedì alle 20:30
Brescia ha dalla sua, oltre all’attuale vantaggio, il fatto
d’aver vinto lo scontro diretto del girone d’andata in
casa dei lecchesi.
Il Trento è a sei punti e l’Alcione Milano, che ha tolto
l’imbattibilità al Vicenza, è a sette punti. Per il momento
il vantaggio è rassicurante ma non garantisce nulla. I
conti si fanno sempre alla fine.
TRA CAMPO E TRIBUNALI
La sconfitta contro la Pergolettese ha interrotto una imbattibilità
esterna che durava dall’inizio della stagione.
É un Brescia che sembra aver esaurito la carica positiva
figlia dell’arrivo in panchina di Eugenio Corini.
La squadra sembrava aver trovato una sua dimensione
seppur rassegnata a correre per il secondo posto vista
la marcia quasi inarrestabile del Vicenza che solo nel
precedente turno di campionato ha perso l’imbattibilità
stagionale ma, complice il passo falso di Balestrero
e compagni, ha mantenuto inalterato il vantaggio in
classifica.
Un Brescia che sembra continuamente alla ricerca di se
stesso e di una dimensione che faccia della costanza di
rendimento la sua arma migliore.
La squadra sembra ancora prigioniera dei tanti infortuni
che ne hanno intralciato il cammino. Sono ancora
molti i giocatori non a disposizione di Corini che continua
a fare i conti con una rosa dai petali contati.
A questo punto però che si guardi ai playoff e che Corini
punti a ritrovare condizione, uomini e gioco per la
fase finale del campionato appare comprensibile, al di
là delle frasi fatte e delle dichiarazioni di rito.
Corini difende il gruppo e la squadra a prescindere ed è
cosa buona e giusta. Resta però qualche perplessità sul
reale valore del Brescia.
Ma il tecnico di Bagnolo ha a disposizione quasi tre mesi
per trovare i giusti equilibri, recuperare i lungodegenti e
dare una fisionomia definitiva al gioco della squadra. Il
secondo posto da difendere con le unghie e con i denti
è l’obiettivo più o meno dichiarato con cui confrontarsi.
Il Brescia dovrà fare attenzione agli inseguitori che a
quanto pare non sembrano voler mollare la presa.
Il Lecco è sempre l’avversario più temibile anche se il
A tener banco poi in questo periodo sono le vicende legate
al “vecchio” Brescia. Cellino sta cercando di evitare
il fallimento.
Il “suo” Brescia ha un debito complessivo vicino ai 19
milioni di euro. Il piano presentato dall’imprenditore
sardo prevede accordi con l’Agenzia delle Entrate (alla
quale Cellino vorrebbe dare solo 600mila euro a fronte
di un debito di oltre 6 milioni di euro) e debiti con
un centinaio di fornitori oltre ovviamente a quelli con il
personale, ovvero impiegati ma anche gli ex giocatori
biancoazzurri.
I legali dell’Union Brescia e quelli di Cellino hanno trattato.
Pasini punta a riavere la “V”, i trofei e la storia.
Il presidente ha poi manifestato il suo interesse per il
Centro di Torbole ma in questo caso la partita si gioca
su di un altro tavolo visto che l’impianto non è nell’asset
societario del Brescia ma sarebbe di proprietà dell’Immobiliare
Eleonora che fa comunque riferimento alla
famiglia Cellino.
C’è poi la questione legata al vecchio marchio che però
sarebbe di proprietà della Brescia Service, una società
che era stata creata da Gino Corioni e che poi Cellino
ha messo in liquidazione ed ora dovrebbe essere nella
mani di un curatore fallimentare.
Cellino però deve fare in fretta, qualunque sia la sua decisione,
per evitare un fallimento che lo coinvolgerebbe
ovviamente a livello personale e che coinvolgerebbe
anche la sua famiglia.
Cosa abbia in mente l’imprenditore sardo è però difficile
da capire.
Abituato a giocare su più tavoli e capace di bluff improvvisi
e di improvvisi colpi di scena, l’uomo che ha cancellato
una storia iniziata nel 1911 sembra però alle corde.
Ma qualcuno è disposto a scommettere che non abbia
un qualche asso nella manica o che sia pronto a dare un
calcio al tavolo di gioco ?
Ciro Corradini
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GIORNATA ODIERNA
22 FEBBRAIO 2026
ORE 17:30
STADIO MARIO RIGAMONTI
PROSSIMO TURNO
28 FEBBRAIO 2026
ORE 14:30
STADIO MARIO RIGAMONTI
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venerdì e sabato dalle 9 alle 18
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BORTOLO “LINO” MUTTI:
IL CENTRAVANTI GALANTUOMO
Festa che tocca corto per Bertuzzo che con un preciso
rasoterra infila Malgioglio e riporta il risultato in parità.
Il Brescia schiuma rabbia e attacca a testa bassa. Mancano
quattro minuti al fischio finale quando Zigoni
mette in azione Salvioni. Il centrocampista alza la testa
e serve in area Bortolo “Lino” Mutti.
L’ex attaccante biancoazzurro è stato ospite del Rigamonti
nel precedente incontro casalingo del Brescia.
Per l’ex attaccante di Trescore Balneario tre le stagioni
col Brescia alla quale aggiungere due annate nel Palazzolo
dove chiuse la carriera.
La stagione 79-80 vede il Brescia iniziare il campionato
con l’ambizione di poter essere protagonista. In panchina
c’è Gigi Simoni. In attacco la squadra si affida al
confermato Mutti e a Penzo, acquistato dal ds Nardino
Previdi dal Bari.
A disposizione c’è anche Zigoni. L’inizio della stagione è
tutt’altro che esaltante. Dopo otto partite la squadra è
sul fondo della classifica con soli 4 punti. La nona giornata
propone il derby con l’Atalanta allenata da Titta
Rota.
I bergamaschi sono appena retrocessi e puntano ad
una pronta risalita in serie A. Il Brescia attacca fin dalle
battute iniziali. La squadra di Simoni vuole i due punti
per allontanarsi dal fondo della classifica e riavvicinarsi
ai tifosi delusi da un inizio di campionato ben al di sotto
delle attese.
L’Atalanta si difende e riesce a chiudere il primo tempo
sullo 0 a 0. Nella ripresa il tema del match non cambia:
è il Brescia a fare la partita. Zigoni, più che da punta,
giostra da rifinitore cercando di dare il là a tutte le manovre
offensive del Brescia. Al 58esimo però è Mutti a
trasformarsi in uomo-assist.
È il centravanti di Trescore Balneario, provincia di Bergamo,
a mettere in azione Podavini.
Il terzino si presenta davanti al portiere avversario
Memo e lo batte: Brescia-Atalanta 1-0! Ma la gioia dei
tifosi della Leonessa dura poco. Sette minuti più tardi
infatti l’Atalanta si vede assegnare dall’arbitro Reggiani
di Bologna un calcio di punizione. Sulla palla si porta
Il centravanti è alla sua terza stagione con la maglia del
Brescia e ormai ha saputo conquistare i tifosi. Cresciuto
nelle giovanili dell’Inter, Mutti è arrivato a Brescia via
Catania per prendere il posto di Alessandro Altobelli.
Alla sua prima stagione ha saputo conquistare i tifosi
nonostante le origini bergamasche, con dieci reti in 37
partite.
Forte fisicamente, è alto un metro e 82 centimetri, Mutti
si conferma buon realizzatore anche nella stagione
successiva quando mette a segno 9 reti e fa coppia in
attacco con Grop o Zigoni.
Quando all’86esimo di Brescia-Atalanta, Salvioni mette
palla in mezzo, il suo stacco di testa è perentorio. Il
pallone si infila in rete alle spalle del portiere avversario
Memo: è il gol del 2 a 1, il gol che consegna al Brescia il
successo nel derby con l’Atalanta.
E in quella stagione 79-80, il Brescia saprà imporsi sui
cugini atalantini anche nel girone di ritorno. Toccherà
a Maselli segnare la rete dell’1 a 0 che consentirà alla
squadra di Gigi Simoni di aggiudicarsi anche la gara del
girone di ritorno. A fine campionato il Brescia otterrà la
promozione in serie A.
A fine campionato Mutti porterà a nove il suo bottino
personale di reti. Non basteranno però a far sì che venga
confermato. Verrà ceduto infatti al Taranto. La sua
carriera di attaccante si chiuderà nel bresciano, a Palazzolo.
Quando decide si smettere con il calcio giocato
Mutti vorrebbe proseguire il lavoro di allevatore nell’azienda
di famiglia.
A fargli cambiare idea fu Titta Rota che lo convinse fargli
da vice. Per Mutti si trattò di una scelta sofferta. Si prese
un paio di giorni di tempo per riflettere prima di accettare
l’offerta di Rota.
Da lì inizio per l’ex attaccante di Trescore una nuova carriera
che lo portò finalmente in serie A, categoria che da
giocatore non ebbe mai il modo di frequentare.
Ciro Corradini
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11 febbraio 2026 - Settimana Giornata di ritorno di Campionato di Serie C
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SERIE C GIRONE A
2025 - 2026
IL CAMMINO DELL’UNION BRESCIA
ANDATA
RITORNO
23 Ago 2025
1-2
UNION BRESCIA
1
ARZIGNANO V.
1-2
4 Gen 2026
31 Ago 2025
0-2
TRENTO
2
UNION BRESCIA
2-1
10 Gen 2026
6 Set 2025
5-0
UNION BRESCIA
3
PRO VERCELLI
0-0
18 Gen 2026
13 Set 2025
1-3
RENATE
4
UNION BRESCIA
1-2
24 Gen 2026
21 Set 2025
2-0
UNION BRESCIA
5
GIANA ERMINIO
0-2
2 Feb 2026
25 Set 2025
1-1
UNION BRESCIA
6
NOVARA
0-0
7 Feb 2026
28 Set 2025
1-1
VIRTUS VERONA
7
UNION BRESCIA
3-1
11 Feb 2026
4 Ott 2025
0-0
UNION BRESCIA
8
PERGOLETTESE
2-1
16 Feb 2026
12 Ott 2025
0-2
PRO PATRIA
9
UNION BRESCIA
22 Feb 2026
19 Ott 2025
0-1
LECCO
10
UNION BRESCIA
28 Feb 2026
25 Ott 2025
2-1
UNION BRESCIA
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ALBINOLEFFE
3 Mar 2026
2 Nov 2025
0-1
TRIESTINA
12
UNION BRESCIA
7 Mar 2026
9 Nov 2025
0-1
UNION BRESCIA
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ALCIONE MILANO
15 Mar 2026
16 Nov 2025
0-0
OSPITALETTO F.
14
UNION BRESCIA
22 Mar 2026
23 Nov 2025
1-1
UNION BRESCIA
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L.R. VICENZA
29 Mar 2026
1 Dic 2025
1-3
CITTADELLA
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UNION BRESCIA
4 Apr 2026
7 Dic 2025
0-1
UNION BRESCIA
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LUMEZZANE
12 Apr 2026
14 Dic 2025
0-1
DOLOMITI B.
18
UNION BRESCIA
19 Apr 2026
22 Dic 2025
2-0
UNION BRESCIA
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INTER U23
26 Apr 2026
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STAFF TECNICO
Eugenio Corini
Allenatore
Salvatore Lanna
Vice allenatore
Edoardo Piovani
Club Manager
Francesco Agostinelli
Team Manager
Salvatore Sciuto
Preparatore Atletico - Performance
Marco Bresciani
Preparatore Atletico - Recovery
Alessandro Vitrani
Preparatore Portieri
Matteo Camoni
Match Analyst
Dottoressa Elisa Inselvini
Responsabile Sanitario
Dottor Diego Insalaco
Medico Sociale
Dott. Giovanni Baccanelli
Medico sociale
Dott. Alessandro Visini
Psicologo dello sport
Alessandro Musolino
Fisioterapista
Gabriele Crescini
Fisioterapista
Davide Gelmi
Fisioterapista
Spartaco Belleri
Magazziniere
Angelo Fontana
Magazziniere
Roberto Scarpellini
Magazziniere
Stefano Olivieri
Assistente tecnico
Vincenzo Leonardi
Osservatore
PROFESSIONALITÀ
ESPERIENZA
PASSIONE
M MOTORS SRL
Viale Sant’eufemia 31 - 25135 Brescia
m 030 6182310 k info@mmotors.it K mmotors.it
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CENTRO DI FORMAZIONE : NASCE UNA NUOVA SINERGIA SUL TERRITORIO
Union Brescia e Pro Palazzolo
Avviano una collaborazione per lo sviluppo educativo dei giovani
Fotografia Conferenza Stampa
Union Brescia Media House - Pro Palazzolo - Settore Giovanile
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SETTORE GIOVANILE MASCHILE
PRO PALAZZOLO
RISULTATI DEI PRIMI DUE WEEKEND DI FEBBRAIO
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Ag.FOTOLIVE
D I M. L A N Z A N I
S A S
GRUPPO EDITORIALE
MASSIMILIANO LANZANI
COMUNICATI STAMPA - GESTIONE SOCIAL
SITI INTERNET - FOTOGRAFIE - GRAFICHE
DIRETTE FACEBOOK - RICERCHE DI MERCATO
E FILMATI PROFESSIONALI PER SPOT PUBBLICITARI
Fotolive Sas di Massimiliano Lanzani ed Elia Martinez Corso Mameli 21 Brescia
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AUGURI A ROBERTO BAGGIO
IL 18 FEBBRAIO HA FESTEGGIATO IL SUO 59ESIMO COMPLEANNO
IL 24 FEBBRAIO SEGNÒ I SUOI PRIMI GOL CON LA MAGLIA DEL BRESCIA
Ha compiuto 59 anni il 18 febbraio. Roberto Baggio resta
nel cuore di tutti i bresciani. Per la classe, i gol, la
fantasia, la poesia che seppe regalare al pubblico biancoazzurro
indossando la maglia delle rondinelle.
I primi gol di Baggio con la maglia del Brescia? A Firenze,
contro la “sua” Fiorentina!
Abituato a giocare con il destino, spesso anche a sfidarlo,
il campione di Caldogno il 24 febbraio 2001 non fece
eccezione contro la squadra che lo lanciò giovanissimo
nel grande calcio dopo gli esordi di Vicenza e che nell’estate
1990, alla vigilia dei Mondiali italiani, minacciò la
rivoluzione, tanto da costringere la polizia a scendere in
piazza, quando i Pontello decisero di cederlo alla Juventus,
la nemica di sempre.
“Uno dei paradossi della mia carriera è che sono passato
per uno che ama cambiare squadra una volta all’anno,
quando il mio desiderio è sempre stato, nel calcio
come nella vita privata, credere nel grande amore.
E la Fiorentina era il grande amore - ha confessato Roberto
Baggio nell’autobiografia intitolata “Una porta
nel cielo” -.
Chi non ha vissuto quello che ho vissuto io, chi non conosce
Firenze, faticherà a capirmi.
Quando arrivai a Firenze ero un campione virtuale. Avevo
19 anni, un curriculum da fenomeno e un ginocchio
da storpio. Ero messo molto male. Eppure Firenze mi
ha amato subito. Fidandosi di me, adottandomi come
una seconda famiglia. Dovevo sentirmi solo, ma Firenze
non mi fece sentire solo mai. Dovevo sentirmi distrutto,
ma Firenze, al contrario di certi medici, non smise mai
di incitarmi, di dirmi che sì, ce l’avrei fatta. Contro tutti,
contro tutto”.
Cinque anni, 94 partite di campionato e 39 gol dopo
(più 28 gare e 15 reti in Coppa Italia, 13 presenze e una
rete nelle coppe europee), Baggio passò dalla Fiorentina
alla Juventus e diventò il grande traditore.
“In realtà, me ne dovetti andare perché qualcuno lo
volle. Un qualcuno così potente che neppure io potevo
contrastare - ha scritto Baggio nel suo libro -.
Ci provai, ma ero solo un ragazzo. Avevano già deciso
tutto”. Impossibile opporsi.
Fu un “addio doloroso”, che lasciò” ferite non rimarginabili”,
riaperte ad ogni ritorno da avversario, non soltanto
la celebre prima volta, il 6 aprile 1991, quando Baggio
tornò al “Franchi” in maglia bianconera, rinunciò a battere
un rigore, ma non a raccogliere la sciarpa viola lanciatagli
dagli ex tifosi.
Così, che in un solo colpo fece infuriare entrambe le tifoserie:
per gli ultras viola era un traditore, per quelli della
Juve rimaneva un “bastardo fiorentino”.
Esasperazioni da fanatici del tifo.
Anche il 24 febbraio 2001, quando tornò a Firenze da capitano
del Brescia, Baggio fu fischiato dagli innamorati
28
Brescia Stadio
di un tempo. Ma ormai ci aveva fatto il callo, quei fischi
non li sentiva più.
Al rientro dopo due mesi di stop per l’infortunio subìto
alla vigilia di Natale contro il Lecce, con due reti risollevò
il Brescia che era stato battuto in casa per 3-0 dal Parma
la domenica precedente.
Per rompere il ghiaccio gli bastarono quattro minuti, il
tempo di ritrovare le misure dello stadio che era stato
suo e di beffare Toldo con la punta del piede, dopo un
colpo di testa respinto alla disperata e un maldestro rinvio
di Vanoli. Un gol alla Inzaghi, non proprio “alla Baggio”.
Per siglare quello Roby aspettò il minuto 67: percussione
in dribbling alla sua maniera, fallo di Rossitto
al limite dell’area, punizione a scavalcare la barriera, palla
imparabile all’incrocio dei pali.
piegherà da registra arrestato Pirlo, nel frattempo passato
al Milan. E cinque anni più tardi in quello stesso
ruolo l’ex fantasista del Brescia diventerà campione del
mondo, a Berlino, con l’Italia di Marcello Lippi. Grazie
alla sua classe immensa.
E a quell’intuizione di Mazzone in un radioso pomeriggio
fiorentino. Il pomeriggio dei primi gol bresciani di
Roberto Baggio.
Ciro Corradini
“Per segnare quel gol non ho dovuto calciare il pallone,
mi è bastato sfiorarlo, perché la Fiorentina ne usa di leggerissimi,
che volano da soli”, rivelò Roby a fine partita,
quasi a discolparsi.
“Nel calcio si gioca in undici, ma per spiegare tutto, a
volte, basta una parola. Anzi, un nome. Tre settimane fa,
contro l’Udinese, sei lettere da ripetere tre volte: Hubner,
Hubner, Hubner.
A Firenze sei lettere da scandire una ad una: B-a-g-gi-o”,
commentò Bresciaoggi. Ma quella partita entrò
nella storia anche per un’altra prima volta: quel giorno
Carletto Mazzone ebbe l’intuizione che fece la fortuna
del Brescia e segnò una svolta nella carriera di un altro
fuoriclasse, Andrea Pirlo.
Il fantasista di Flero non aveva trovato posto nell’Inter di
Marco Tardelli (un tecnico che pure stravedeva per lui,
quando allenava l’Under 21 azzurra) e, così, a gennaio
era tornato a Brescia in prestito. Fino ad allora era stato
sempre impiegato da trequartista, dietro le punte. Ma
in quel ruolo nel Brescia c’era già Baggio.
Allora Mazzone, da sempre convinto che” i campioni si
mandano in campo, non in panchina”, decise di impiegarli
contemporaneamente: il Codino trenta metri più
avanti, il Genietto trenta metri più indietro, da playmaker
basso, davanti alla difesa, per dare qualità all’impostazione
del gioco e per sfruttare i suoi lanci millimetrici,
con il contagiri.
La stagione successiva un altro Carletto, Ancelotti, im-
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Brescia Stadio
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Brescia Stadio
LA MAGLIA DEL GIORNO
stagione 2003/04
Ciao a tutti, tifosi delle rondinelle! Sono il vostro amico Mattia! Vi sono mancato? Beh eccomi di nuovo qui a raccontarvi
un’altra pagina di storia del nostro amato Brescia!
Oggi vi propongo una maglia che ci accompagno sul campo per un breve periodo di tempo, ovvero il primo modello
di prima maglia del 2003/04! Vi starete chiedendo come mai dico “primo modello di prima maglia”.
Beh eccovi la risposta: magari qualcuno che ha frequentato il Rigamonti in quel periodo conosce questa storia ma i
più giovani magari non la conoscono a fondo. Dovete sapere che nella stagione 2003/04 inizialmente il Brescia aveva
il contratto con UMBRO come sponsor tecnico ma per ragioni burocratiche si interruppe la collaborazione dopo poche
giornate dall’inizio del campionato di Serie A e, di conseguenza, la società biancoblu si trovò costretta a cambiare
sponsor nel bel mezzo della stagione, passando a ROBE DI KAPPA.
È l’unica volta in Italia che si verificò una cosa simile. Ma, parlando della maglia, questa è stata indossata ed autografata
da Filippo “Pippo” Maniero nella gara interna contro la Reggina terminata con uno stupendo 4-4. La maglia
raffigura la classica “V” bianca con appunto lo sponsor tecnico UMBRO e quello BANCA LOMBARDA stampato. Sul
retro della maglia si nota l’autografo del giocatore. In questa stagione il Brescia si salvò piazzandosi all’undicesimo
posto in classifica. Fù dunque l’ultima volta che il Brescia si salvò nella massima serie e l’ultimo anno di calcio giocato
di Roberto Baggio.
Dai, leggetelo il Giornalino Stadio…la buona compagnia fa sempre bene! Che dire…ci vediamo alla prossima maglia!
Fino alla fine forza Leonessa!!!
Fotografie di Simone Preti
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Brescia Stadio
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