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Vie&trasporti n. 897 marzo 2026

UN SOGNO NEL CASSETTO L’idrogeno, impiegato nelle fuel cell o come carburante di motori termici, è la soluzione per affrontare la transizione green senza ansie sul fronte dell’autonomia? Gli esperimenti non mancano ma sulle strade si vede poco

UN SOGNO NEL CASSETTO
L’idrogeno, impiegato nelle fuel cell o come carburante di motori termici, è la soluzione per affrontare la transizione green senza ansie sul fronte
dell’autonomia? Gli esperimenti non mancano ma sulle strade si vede poco

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Mensile - Anno XCVII 897 MARZO 2026

UN SOGNO

NEL CASSETTO

L’idrogeno, impiegato nelle fuel cell o come carburante di motori termici,

è la soluzione per affrontare la transizione green senza ansie sul fronte

dell’autonomia? Gli esperimenti non mancano ma sulle strade si vede poco

ISSN 0393-8077

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Editoriale

Il dato è tratto

Avete sentito parlare di Guidance on Vehicle Data?

La norma di condivisione dei dati di bordo

cambia le regole del gioco. Ecco perché

Le polemiche riguardo le scatole nere di bordo che, si diceva,

fossero lesive della privacy sono ormai un lontano ricordo.

La questione si è spostata man mano che il tachigrafo diventava

onnisciente e la telemetria bidirezionale consentiva un maggior

controllo per i fleet manager per quanto riguarda la condotta

(tempi, consumi, usura) e per i costruttori del veicolo (sensori,

motore, lubricanti, pneumatici...).

La questione è sempre stata semplice nella sua formulazione

e complicata nella sua articolazione: a chi appartengono questi

dati? Al proprietario del veicolo? Al service-gestore della flotta?

All'installatore-lettore della scatola nera? Al costruttore?

Paradossalmente, a nessuno?

La Commissione Europea decide, taglia corto con il Digital Act dello

scorso dicembre. Adesso è il proprietario del veicolo a disporre

in primis dei dati, che può cedere a vario titolo a un ente di ricerca,

a una compagnia di assicurazione, a un consorzio di gestione,

persino a una associazione di autotrasporto (nel caso dei truck

e degli LCV, ovviamente, per l’auto la questione è più semplice).

Da un lato, certamente questa è una decisione positiva, perché

leva al costruttore la chance di essere l’unico beneciario di dati

sensibili e strategici (pensate ad esempio ai veicoli elettrici plug

in e all’effettivo uso in BEV, oppure alle statistiche relative alla

percorrenza media, al buon uso del veicolo, all’effettiva

dimensione del circolante), da un lato apre la porta a nuovi

operatori (come quelli non attinenti all’automotive ma già esperti

nella acquisizione/gestione delle stringhe personali).

Il punto d’incontro

per chi muove il mondo

La fiera di riferimento per i trasporti,

la logistica, i servizi alle imprese e la sostenibilità

Si tratta di dati preziosissimi, che corriamo il rischio di cedere

tout-court a operatori leader nella monetizzazione di dati,

informazioni, comportamenti, abitudini, in grado quindi di tradurli

in algoritmi o contatti molto ben deniti. Google docet,

soprattutto considerando che sia a livello globale che locale

(nazionale) gli investimenti per acquisire, leggere, interpretare,

analizzare e sintetizzare questi miliardi di dati sono enormi.

Saremo quindi proprietari dei nostri dati, auto o truck che sia,

bello. Ma cosa ce ne faremo?

03 2026 - 1



Sommario

ISSN: 0393 - 8077

www.vietrasportiweb.it

18

24

10 14

22

26

n

Cover

14 L’idrogeno nelle fuel cell o come

carburante di motori termici.

A che punto siamo

n

Anteprime

22 Man Lion’s Off-Road.

Una carovana per conoscere

gli specialisti 4x4

36 Noleggio a lungo termine.

Chi lo offre e perché sceglierlo

42 Ciak... si gira! L’universo dei

trasporti è su Truck Time

n

Rubriche

4 Diamo i numeri

8 Hit parade

62 Motori spenti

63 In vetrina

64 Promozioni

Aggiornamenti continui su

www.fuoriditest.com

@rivista_vt

n

Prova

26 Volkswagen Transporter T7 2.0 TDI

4Motion E6e. Ci siamo già visti

n

Voci

10 Giovanni Dattoli, Presidente Sezione

Veicoli Industriali Unrae.

In un mondo che cambia

40 Matteo Loffi, Direttore Commerciale

V-Rent. Al vostro fianco, sempre

24 Kia PV5. Il ritorno del marchio

coreano nel mondo dei veicoli

commerciali

n

Attualità

18 Barometro Euro-Camion 2025.

Usato, quello che gli italiani

cercano (e trovano)

34 De Girolami sceglie Daf.

Arriviamo in ogni parte del mondo

35 Aftermarket Truck Anfia.

Come stanno le famiglie

50 Rimorchi e semirimorchi in Italia nel

2025. Un mercato in salute

54 Merc-Bte e Busi Group.

Una nuova casa

56 Vehicle-to-vehicle energy transfer.

L’energia è in circolo

58 Si dice che...

58 Persone&poltrone

45 Leggi, aziende, lavoro.

Finisce qui

46 La voce di Fai.

Tempi difficili

47 La voce di Fiap.

Diamogli valore

48 Il parere legale.

Pallets al centro

66 Tutte le prove

n Il Bollettino n°95

43

Osservatorio Interdisciplinare

Trasporto Alimenti e Farmaci

youtube.com/@Vietrasporti

rivistavietrasporti

@rivistavietrasporti

@VieTrasporti Magazine

36

56 62

40 48

50

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Direttore editoriale

Giuseppe Guzzardi gguzzardi@fiaccola.it

Vicedirettore

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Reg. Tribunale di Milano n. 6479 del 6/2/1964

Impaginazione Michela Chindamo - La Spezia

Tipografia

Ingraph Srl

Via Bologna 106 - 20831 Seregno (MB)

Iscrizione al Registro Nazionale

della Stampa n.1740 - vol.18 - foglio 313

21/11/1985 - ROC 32150

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www.fiaccola.com

2 - 03 2026

www.vietrasportiweb.it

www.vietrasportiweb.it 03 2026 - 3



a cura di

Tiziana Altieri

Diamo i NUMERI

14.290 LCV e 2.680 truck

Avvio d’anno con il segno negativo per i veicoli

commerciali con peso totale a terra fino a 3.500 kg. A

gennaio le immatricolazioni si sono fermate a quota

14.290, -5,2 per cento rispetto allo stesso mese 2025.

Perde oltre cinque punti il diesel che chiude,

comunque, al 79,1 per cento. In retromarcia anche gli

elettrici che passano dal 4,5 al 2,4 per cento.

Guadagnano quota, di contro, gli ibridi, ora al 9,1 per

cento, e gli ibridi plug-in al 2,3. «Come abbiamo

ribadito in più occasioni, oltre agli incentivi servono altre

azioni prioritarie per far decollare i BEV, - ha dichiarato

Roberto Pietrantonio, Presidente Unrae - in particolare,

occorre sviluppare le infrastrutture di ricarica anche per i

Light Commercial Vehicles, come già previsto per i veicoli

pesanti, introdurre un credito d’imposta al 50 per cento per

gli investimenti privati in ricariche fast (oltre 70 kW) per il

triennio 2026 -2028 e intervenire sugli elevati costi delle

ricariche». La struttura del mercato del mese di

gennaio conferma il ruolo preponderante di società ed

enti con oltre il 41,0 per cento, il noleggio cuba un

ulteriore 31,0 per cento circa (25,6 il lungo termine e il

4,8 il breve), calano i privati al 16,1 e aumentano le

autoimmatricolazioni con l’11,9 per cento di quota. La

CO2 media ponderata a gennaio 2026 è scesa dell’1,8

per cento a 187,5 g/km, rispetto ai 190,9 g/Km del

primo mese 2025.

Meglio è andata ai veicoli industriali con peso totale a

terra superiore ai 3.500 kg: 2.680 immatricolazioni

indicano un +4,0 per cento rispetto a gennaio dell’anno

precedente. E se gli over 16 replicano sostanzialmente il

risultato 2025, le fasce 3,51 -6,0 e 6,01- 15,99 tons

fanno registrare incrementi addirittura dell’80,4 e del

30,0 per cento. «Valutiamo positivamente - ha

commentato il Presidente della Sezione Veicoli

Industriali di Unrae, Giovanni Dattoli - l’istituzione del

Fondo pluriennale promosso dal MIT quale segnale concreto

a sostegno della modernizzazione del settore. Restano,

tuttavia, da chiarire le modalità di utilizzo degli ulteriori 19

milioni di euro già stanziati per la decarbonizzazione del

parco circolante , ad oggi non ancora allocati».

C’è grande attesa anche per la revisione normativa

attualmente in corso a Bruxelles nell’ambito del

‘Pacchetto Automotive’, destinata a incidere anche

sugli standard emissivi e sugli strumenti di supporto

alla transizione tecnologica dei veicoli pesanti.

20 milioni di chilometri

I 165 Hyundai XCIENT Fuel Cell che circolano in Europa, tra Svizzera,

Germania, Francia, Paesi Bassi e Austria, hanno raggiunto i 20

milioni di chilometri percorsi. Un risultato che secondo il costruttore

sudcoreano dimostra come i veicoli elettrici a celle a combustibile

(FCEV) possano rappresentare una reale alternativa al diesel aprendo

la strada a una transizione energetica sostenibile e su larga scala. I

mezzi oggi sono impiegati nella logistica alimentare e delle bevande,

nella distribuzione, nei cantieri e per la raccolta rifiuti. «Hyundai - ha dichiarato Chul Youn Park, Head of Global

Commercial Vehicle and Light Commercial Vehicle Business Division- sta contribuendo a ridurre le emissioni di CO2

collaborando con partner globali per implementare camion a celle a combustibile a idrogeno in vari settori. A partire dalle

nostre operazioni iniziali in Svizzera, abbiamo ampliato la nostra presenza in più regioni d’Europa e in Nord America. I nostri

veicoli commerciali a idrogeno continuano a dimostrare il loro valore come soluzioni di mobilità per un futuro più avanzato,

contribuendo a costruire l'ecosistema dell'idrogeno ed espandendo il loro impatto globale».

4 - 03 2026

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DIAMO I NUMERI

797 euro

L'ultima provocazione che arriva dalla Cina? Il quadriciclo pesante elettrico per il trasporto

delle merci a meno di 1.000 euro, 797 per l’esattezza, trasporto escluso. Si chiama Rogong

ed è prodotto dalla Shandong Dabang. Si può acquistare su un sito cinese di e-

commerce, anche in un solo esemplare. Il mezzo è piuttosto spartano ma sembra

pronto a fare il suo lavoro. Devono tremare i costruttori del Vecchio

Continente? No stando ai numeri. I new brand asiatici faticano ad affermarsi

nel mondo dei veicoli da lavoro.

Secondo i dati Anfia, considerando il solo segmento dei furgoni di ogni

dimensione nell’intero 2025 i new brand con circa 1.800 unità hanno

contribuito con solo l’1,5 per cento all’immatricolato complessivo con

Byd che pesa per oltre il 90 per cento.

Proprio nel segmento dove spesso è il prezzo che comanda, imporsi

con nuovi prodotti appare, piuttosto difficile per diversi i motivi. Gli

acquirenti professionali danno, infatti, grande peso all’affidabilità,

all’assistenza e alla disponibilità di ricambi.

Non bisogna, però, abbassare la guardia perché come dimostra il mondo

auto le cose stanno cambiando e alcuni costruttori sono pronti a scommetterci.

Soluzioni

complementari

per un controllo

totale del freddo

104 ultra fast

E.ON Drive Infrastructure Italy è stata selezionata per realizzare

una rete di ricarica ultra fast lungo i principali corridoi autostradali

italiani. Il progetto prevede l’installazione di 104 punti in 18 aree di

servizio situate lungo i più trafficati corridoi Est Ovest e Nord Sud

del Paese, tra cui le autostrade A4 (Torino-Trieste) e A14 (Bologna-

Taranto). La realizzazione dei siti è prevista entro la fine del 2026.

120 anni

Presso lo stabilimento Michelin

di Cuneo, dove è appena stata

inaugurata una linea robotizzata

unica in Europa, sono iniziati i

festeggiamenti per i 120 anni di

Michelin in Italia. Correva,

infatti, l’anno 1906 quando il

Bibendum sbarcò nella Penisola

uscendo per la prima volta dalla

Francia. L’azienda, in Italia, non è

solo la più importante in termini

di capacità produttiva installata -

con un potenziale di 14 milioni di

pneumatici l’anno - ma è anche il

principale datore di lavoro nel

comparto, contando oltre 3.800

dipendenti distribuiti nei tre

stabilimenti piemontesi di Torino

- dove sono presenti anche la sede

legale e il magazzino logistico -

Alessandria, Cuneo

e la sede commerciale di Milano.

Secondo Assogomma, nel 2024

Michelin ha confermato la prima

posizione nazionale per

tonnellaggio prodotto,

rappresentando il 63 per cento

della produzione totale di

pneumatici in Italia. Una quota che

testimonia non solo la solidità

dell’azienda ma

anche la sua

capacità di

rispondere

efficacemente alle

esigenze di un

mercato in

costante

evoluzione,

caratterizzato da

una crescente domanda di prodotti

ad alte prestazioni, innovativi e

realizzati con un approccio

sostenibile.

Negli ultimi cinque anni, Michelin

ha investito 432 milioni di euro

nelle fabbriche italiane,

rafforzando competitività e

digitalizzazione e migliorando la

propria impronta ambientale.

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Petit Forestier si adatta a tutte le vostre esigenze

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6 - 03 2026

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Simply the best

Noi i veicoli, commerciali e industriali, li proviamo veramente,

su un percorso appositamente studiato per valutarne

le performance a 360 gradi. Ecco chi occupa il podio oggi tra i veicoli

commerciali diesel ed elettrici di peso totale pari a 3.500 kg

LCV diesel 3.500 kg ptt

C

Fiat Ducato 35

2,2 Multijet 3 Euro 6E

Index performance 470,5

Ford Transit 350 2.0

TDci EcoBlue Hybrid

Euro 6-D Temp

Index performance 493,6

Volkswagen Crafter 35

2.0 BiTdi Euro 6B

Index performance 459,6

M

Y

CM

MY

CY

CMY

K

LCV elettrici 3.500 kg ptt

Renault Master E-Tech

T35 87 kWh

Index performance 339,5

Maxus eDeliver 9

72,0 kW/h

Index performance 342,3 Fiat E-Ducato 35

L4H2 110 kwh

Index performance 320,2

Per realizzare i podi si è tenuto conto dell’index performance, un indice creato da Vie&trasporti

che tiene conto del consumo di combustibile (o di energia nel caso degli elettrici), dell’urea

e della media oraria durante i nostri test su strada. A indice maggiore corrisponde una migliore prestazione.

Si sono tenuti in considerazione solo i veicoli Euro 6 o superiore.

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E STRAORDINARIA

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8 - 03 2026

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Intervista

Intervista

.GIOVANNI DATTOLI.

Addio alla noia

Il trasporto pesante visto dal neo Presidente della Sezione Veicoli Industriali

di Unrae. Tante le sde da affrontare tra incertezza tecnologica, mancanza

di personale ed ETS2, ma questo mondo non è mai stato così interessante

di Tiziana Altieri

Attraversiamo una fase di transizione cruciale,

caratterizzata da sfide che sono

al tempo stesso stimolanti e complesse.

Ritengo che Unrae possa e debba avere un ruolo

chiave nel guidare questa evoluzione considerando

che gli strumenti di sostegno per

affrontare con successo il cambiamento non

sono ancora ai livelli auspicati». Queste le parole

pronunciate da Giovanni Dattoli,

Amministratore Delegato di Volvo Truck Italia,

lo scorso 27 novembre quando è stato

eletto all’unanimità Presidente della

Sezione Veicoli Industriali di Unrae,

Unione Nazionale Rappresentanti

Autoveicoli Esteri, succedendo a

Paolo A. Starace. Dattoli è entrato

anche nel Consiglio Direttivo per

la durata del mandato triennale

2025-28. Un ruolo di rappresentanza

che non lo ha, però, allontanato

dalla quotidianità del

mercato. Ingegnere gestionale

con oltre vent’anni di esperienza nel comparto

dei veicoli industriali, Dattoli è un manager abituato

a vivere il business sul campo, a contatto

diretto con clienti, concessionari e ofcine.

Ed è proprio in una delle strutture di vendita e

assistenza che Volvo gestisce in maniera diretta

in Italia che lo raggiungiamo telefonicamente

per questa intervista. «La presenza sul

campo è indispensabile - ci dice - per avere il

polso della situazione, per comprendere le esigenze

delle persone che lavorano per Volvo e

delle aziende che hanno deciso di afdarsi a noi

per il loro business».

Una concretezza che si riflette nella sua agenda.

«Nei miei cinque giorni lavorativi, forse solo

due li passo in ufcio. Gli altri sono divisi tra visite

ai clienti, concessionari e ofcine. Questo aiuta

moltissimo a rimanere aderenti alla realtà e a

prendere decisioni il più possibile concrete».

Un commento al mercato 2025?

«Non possiamo certo dire sia stato un anno di-

Ingegnere gestionale, Giovanni Dattoli è entrato in Volvo Group nel 2002 assumendo

ruoli in crescendo no alla nomina a Managing Director di Volvo Trucks Italia

nel 2018. In Unrae ha rivestito per oltre tre anni la carica di Presidente del Collegio

dei Revisori. Lo scorso 27 novembre è stato eletto all’unanimità 8° Presidente

della Sezione Veicoli Industriali, costituita nel 1989. Ha ricevuto il testimone

da Paolo A. Starace, che ha occupato la posizione per cinque anni.

sastroso, anzi… C'è stata una flessione delle immatricolazioni,

è vero, ma contenuta, meno del

2,7 per cento nel segmento ‘principe’, quello sopra

le 16 tonnellate. Da segnalare, piuttosto, il

meno 6 per cento sui trattori. In Italia c'è un’esigenza

di sostituzione, il circolante è molto vecchio,

siamo sopra i 13 anni di media. Le grandi

flotte, però, hanno temporeggiato un po' a causa

della situazione economica non proprio frizzante.

Ricordiamoci che veniamo da anni in cui il

punto di pareggio era di circa 20 mila unità, oggi

siamo intorno alle 24mila. Per trovare volumi

superiori dobbiamo tornare al 2008, quindi a

quasi vent’anni fa.

Quello che dispiace è non vedere una crescita

continua, perché se è vero che vogliamo diminuire

le emissioni e aumentare la sicurezza sulle

strade è necessario immatricolare mezzi di nuova

generazione».

Stime per il 2026?

«Ritengo che i primi 6-9 mesi del 2026 saranno

migliori rispetto allo stesso periodo 2025, mentre

mi aspetto un ultimo trimestre con volumi inferiori,

perché potrebbe iniziare a farsi sentire l’influsso

del Fondo 2027-2031. In sintesi mi aspetto

un 2026 in linea con il 2025, un 2027 in

crescita e un 2028 con un punto interrogativo.

Il 1° gennaio di quell’anno, infatti, entrerà in vigore

l’ETS2 che introdurrà un costo sulle emissioni

di CO2 anche per il trasporto stradale alzando,

si teme in modo signicativo, i costi per le aziende.

Dovremo capire se questo porterà a un anticipo

degli acquisti nel 2027 oppure a un’accettazione

di un TCO del veicolo diesel diverso, più

vicino a quello di un camion elettrico o a LNG».

Il Governo, lo ha accennato, ha stanziato

590 milioni di euro per l’autotrasporto

per il triennio 2027-2031.

Che impatto avrà e chi ne dovrebbe

giovare?

«Il fondo influirà sicuramente sui risultati 2027 anche

perché, come accennato, non avremo ancora

l’ETS2. Nel 2028, nella migliore delle ipotesi, andrà

a controbilanciare parte degli aumenti legati appunto

a questo nuovo sistema di tassazione. La

vera domanda è se questi incentivi - oggetto di discussione

col Governo in questo momento perché

dovrebbero essere modulati in funzione delle diverse

tipologie di alimentazione - permetteranno

un ringiovanimento del parco effettivo e se renderanno

il veicolo a gasolio più confrontabile con

un veicolo che sfrutta un vettore energetico differente,

LNG piuttosto che elettricità.

Certo è che il periodo è molto interessante. Il 2028

potrà rappresentare un punto di rottura: noi e i nostri

clienti avremo più chiara quale sarà la strada

da percorrere. Oggi c’è molta incertezza perché

le variabili in gioco sono veramente tante e molte

sono fuori dal nostro controllo, l'infrastruttura è

una delle principali. È anche uno dei motivi per cui

ho accettato questo ruolo in Unrae, che richiede

impegno, tempo e passione. Siamo costruttori,

facciamo camion da oltre un secolo e per 95 anni

abbiamo parlato sempre e solo di gasolio. Oggi

la situazione è cambiata: più che a un bivio siamo

a una rotonda, dove ogni strada può essere valida

in funzione del lavoro da svolgere».

Incentivi sì o incentivi no? Qual è il suo

pensiero a riguardo?

«Sì non agli incentivi one shot, ma a una strategia

Non perdere

la puntata

di Truck Time

con l’intervista

a Giovanni Dattoli

10

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03 2026 - 11



pianicata come il fondo da 590 milioni. Durerà

diversi anni e andrà su diverse tipologie di alimentazione

con il chiaro obiettivo di ringiovanire

il parco e ridurre le emissioni. Finalmente abbiamo

un orizzonte di medio periodo e non più di

breve, è qualcosa che chiedevamo da molti anni.

Le aziende avranno la possibilità di pianicare

investimenti e di fare scelte in modo più strutturato

rispetto a quanto è avvenuto no a questo

momento».

Quali sono le principali criticità che il settore

deve affrontare nel breve e medio termine?

«Sicuramente la situazione economica complessa

è la prima. Poi c’è l’incertezza sulle tecnologie

da adottare, la carenza di autisti - una

criticità enorme - la mancanza di tecnici per la

manutenzione e l’assistenza dei veicoli. Queste

sono le quattro criticità principali, a cui si aggiunge

il timore per l’aumento dei costi legato

all’ETS2. Tutto questo genera preoccupazioni

importanti tra i trasportatori».

Lei ha assunto questa carica in un momento

complesso anche dal punto di

vista normativo. Quali gli obiettivi che

si è posto per il Suo mandato?

«Il primo obiettivo è compattare il più possibile

tutti gli attori del settore per portare avanti le medesime

richieste. Dobbiamo collaborare tra Case

e con tutte le altre associazioni per cercare di

avere, di fronte al Governo, una visione unitaria.

Sul fondo da 590 milioni, per esempio, stiamo

lavorando di concerto.

Il secondo obiettivo riguarda l’utilizzo dei fondi:

dobbiamo ottenere strumenti di supporto duraturi

nel tempo.

Un altro punto fondamentale è avvicinare i giovani

al nostro settore. Abbiamo bisogno di autisti,

tecnici e anche venditori. L’età media di queste

gure è ormai ben sopra i 50 anni.

Dobbiamo rendere il nostro mondo più attrattivo

per i giovani comunicando in modo più diretto

e semplice, con una presenza più importante

sui social e raccontando la realtà del nostro lavoro.

Lavoro che, lo sottolineo, è cambiato tantissimo.

La logistica, per esempio, è sempre più

parcellizzata. Gli autisti oggi lavorano in modo

diverso rispetto al passato: i mezzi sono tecnologicamente

avanzati e spesso il lavoro permette

di rientrare a casa la sera. Movimentiamo più

merci e frammentiamo i viaggi per rendere il mestiere

dell’autista più sostenibile.

Insomma, ci sono tantissime cose da fare. Il nostro

settore, un tempo quasi ‘noioso’, è diventato

molto interessante, stimolante e sdante.».

Siamo nel 2035. Come saranno i truck

sulle nostre strade?

«Sulle strade non mi aspetto di vedere veicoli

senza autisti: sulla guida autonoma, al di là delle

enunciazioni, c ‘è ancora molto da fare. Mi aspetto,

invece, un grande mix tecnologico. Nelle città

vedremo soprattutto veicoli elettrici, sulle tratte

più lunghe mezzi a biogas - può ridurre le emissioni

di CO2 no al 100 per cento ed è quindi

una soluzione molto interessante - e a idrogeno,

anche se oggi i costi sono molto elevati. Certo

è che sarà fondamentale adeguare la normativa

per permettere ai costruttori di valorizzare i beneci

ambientali nel ciclo well-to-wheel.

Non immagino camion volanti. Credo però che,

le merci utilizzeranno sempre di più il cielo e, in

Italia, sfrutteremo meglio i corridoi marittimi per

ridurre il trafco.

Mi aspetto una logistica ancora più parcellizzata.

Non penso che il camion elettrico arriverà a fare

mille chilometri, ma non saranno necessari: con

autonomie da 500-600 km si coprirebbe già il

50-60 per cento delle esigenze di trasporto.

Per quanto riguarda i nostri clienti continueranno

nel processo di aggregazione: le realtà più piccole

faranno sempre più fatica a rimanere sul

mercato, mentre i grandi operatori cresceranno

ulteriormente. In questo senso l’Italia diventerà

sempre più simile al resto d’Europa».

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CANALE 19: MOLISE, ABRUZZO, CALABRIA

CANALE 18: PIEMONTE, LIGURIA

CANALE 17: TRENTO, FRIULI VENEZIA GIULIA

CANALE 16: SARDEGNA

CANALE 14: MARCHE, UMBRIA

CANALE 13: BOLZANO

CANALE 12: VENETO

CANALE 11: VALLE D'AOSTA

12 - 03 2026 www.vietrasportiweb.it



Tecnica

Tecnica

L’idea che non decolla

Idrogeno freddo

Soluzione alternativa alle batterie, quella dell’H 2 usato

nelle fuel cell o come carburante di motori termici,

appare in fase di stallo. Cerchiamo di capire il perché

Siglato H4276, questo

è il motore a idrogeno

dell’hTgx in apertura.

La Man lo ricava dalla

famiglia dei diesel

D38 rialesando i

cilindri a 142 mm e

portando la cubatura

a 16,2 litri. In basso,

invece, vista in

trasparenza del

Mercedes-Benz

Actros GenH2,

con le due celle

in tandem,

rmate Cellcentric

(in joint-venture con

Volvo Trucks).

Sembrava l’uovo di Colombo l’utilizzo dell’idrogeno

per movimentare i camion (e

gli autobus) a emissioni zero. Prometteva

in un sol colpo di risolvere quasi tutti i problemi

degli elettrici a batterie, a cominciare dal tempo

di rifornimento, innitamente più rapido di qualunque

ricarica. Senza contare il risparmio di

peso dovuto alla quasi totale assenza degli accumulatori.

Quasi, però, perché almeno una

batteria che faccia da polmone di energia ci

vuole comunque a valle delle fuel cell. Poi si

tratta di bilanciare quanti kWh prelevare da essa

e quanti, invece, farne produrre alle celle.

Insomma i camion Fc sono a tutti gli effetti degli

ibridi elettrici, perché nessuno di loro ormai alimenta

direttamente il motore con l’energia pro-

di Danilo Senna

14 - 03 2026

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03 2026 - 15



Tecnica

Tecnica

Terzisti e battitori liberi

Se i saloni sono lo specchio delle tendenze di qualunque settore, al

Solutrans di Lione si è capito che l’idrogeno fuel cell per i camion è

un po’ in stand-by, incalzato persino dall’alternativa Ice, più economica

e fattibile a breve termine (anche perché si accontenta di gas meno

puro del 99,9 per cento necessario alle Fc). Comunque, di idrogeno

per la movimentazione delle merci si continua a parlare, in ogni forma,

persino al di fuori dei costruttori istituzionali. Prendiamo il caso della

Hyliko, startup francese che ha inlato sotto il pavimento di un Renault

T (qui sotto) un paio di celle Toyota al posto del 6 cilindri, quasi all’insaputa

della Casa madre, tant’è che sparisce pure la Losanga

dalla mascherina. Invece di venderli, questi camion vengono offerti

a noleggio, al pari di veicoli corrispettivi a batterie, comunque a emissioni

zero. E sollevare l’utenza dal peso dell’acquisto potrebbe essere

un’idea per rilanciare le fuel cell.

Scendendo di taglia verso i pesi medi e i pick-up, la Punch di Torino

- fu GM Powertrain, ora gruppo Dumarey - ha convertito a idrogeno

il V8 da 6,6 litri Duramax, nato diesel presso una sussidiaria della

General Motors (foto in basso, di fronte e alla prova al banco). Ne ricavano

250 kW-340 Cv pur cambiando solo il 20 per cento dei componenti,

incluse le candele necessarie al passaggio a ciclo Otto.

Il futuro dei pullman da turismo, secondo

Setra, passa dalle stesse fuel cell dell’Actros

GenH2, con un’autonomia di almeno 800 km.

dotta dall’idrogeno. Succedeva solamente sui

primi prototipi di vent’anni fa, quando le fuel cell

erano connate a pochi bus urbani; oggi, invece,

al trasporto passeggeri ci tornano, per esempio,

su un Setra da turismo, dopo essersi fatte le

ossa sul cugino di famiglia (Daimler) Actros

GenH2.

Si capisce subito che questa soluzione ha delle

complessità tecniche non trascurabili, benché

la base dell’elettrico classico rimanga tutta, si

risparmia solo sul numero e sul costo delle batterie.

Però, in più ci sono le bombole di idrogeno

a 350 o 700 bar, senza scomodare la soluzione

del gas liquefatto che introduce ulteriori rogne,

come l’abbassamento della temperatura a -250

gradi Celsius dell’idrogeno per tenerlo in fase

liquida. Meno male, che le celle hanno ormai

raggiunto una discreta afdabilità e durata nel

tempo, seppure a un costo che è ancora distante

da quello di un classico motore termico.

Ecco, appunto, il termico: quell’invenzione su

cui abbiamo fondato la nostra mobilità per un

secolo e mezzo, inclusa tutta l’industria che ci

si è sviluppata attorno, che ne farà? Per non

buttare alle ortiche un’intera economia - nella

fattispecie quella dell’Europa occidentale - qualcuno

ha pensato che l’idrogeno potrebbe essere

digerito attraverso i classici cilindri e pistoni,

I cosiddetti motori H 2

Ice (Internal

combustion engine). Così salviamo il nostro

know-how e trasformiamo i diesel in modo che

possano bruciare un carburante gassoso - alla

stregua del metano, ma senza carbonio: così

non emetterà quella CO2 che sta riscaldando

il pianeta. Man è pronta (lo dimostra il hTgx nel-

la pagina di apertura), Cummins, Daf, Ford e

Iveco ci stanno lavorando.

Pensarci prima?

In effetti, è da tempo che ci si pensa: già a metà

anni Novanta sono scesi in strada autobus

(Man NL222) e automobili (Bmw serie 7) in teoria

pronti per essere venduti. Peccato che nessuno

li abbia mai davvero acquistati: colpa dei

costi e soprattutto dell’assenza di distributori

di idrogeno. Che, poi, è la situazione odierna, a

distanza di tre decenni. Ora, sui costi, se paragonati

a quelli dei veicoli elettrici a batterie, l’idrogeno

Ice potrebbe pure giocarsela. Accettando

però un’efcienza che non è quella delle fuel

cell, ma neppure quella di un diesel moderno:

Man, di nuovo lei, ha dovuto prendere un motore

da oltre 16 litri per fargli erogare 520 Cv e 2.500

Nm, cioè le prestazioni di un 13 litri a gasolio

nemmeno troppo tirato.

Oltretutto, la presenza sul hTgx di un serbatoio

dell’AdBlue indica che qualche problemino continua

a esserci con le emissioni degli NOx (ossidi

di azoto che si formano in combustione

alle altissime temperature). Il che signica portarsi

dietro, anche con l’idrogeno, una delle peggiori

rogne del diesel.

Quindi, da qualunque parte la si guardi, la questione

dell’idrogeno fa… acqua. È proprio il caso

di dirlo, visto che l’acqua è esattamente il prodotto

di scarto delle fuel cell (emessa sotto forma

di vapore). Eppure l’ostacolo maggiore che

ancora non è riuscito a superare l’idrogeno è

quello del prezzo, come la chiusura dell’esperienza

Hyundai Xcient in Svizzera ha dimostrato.

Motore

elettrico

Batterie

tampone

Nei pochissimi distributori che lo vendono, i 4/5

euro al chilo che per anni ci hanno promesso

restano lontani dalla realtà: alla pompa il costo

è almeno il quadruplo. Ammesso di trovarla

una pompa H 2

perché se la rete di ricarica delle

batterie per i camion è ancora del tutto insufciente,

per l’idrogeno il voto è assolutamente

inclassicabile! E se una wallbox in garage per

il ‘rifornimento’ del camion elettrico è relativamente

facile da installare, mettersi in casa un

idrolizzatore per produrre un gas altamente in-

ammabile e per di più a 700 bar è tutta un’altra

sda. A questo aggiungiamo lo sviluppo degli

accumulatori che stanno migliorando densità

energetica e prestazioni di ricarica, ed ecco

spiegate le ragioni dello stallo.

Bombole

di idrogeno

Doppia

fuel cell

Lo Hyundai Xcient

alimentato a fuel cell

ha sdoganato, circa

cinque anni fa, questo

tipo di alimentazione.

Un progetto pilota

in Svizzera ne ha visti

all’opera cinquanta,

ma non ha avuto

seguito per

insostenibilità

economica.

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03 2026 - 17



Usato

VEICOLI COMMERCIALI

Prezzo medio 19.886€

Chilometraggio medio 101.949

Età media 6,7 anni

Barometro Euro-Camion 2025

Chi cerca trova

MARCHE PIÙ RICERCATE

Mercedes Sprinter 11,8%

Fiat Ducato 6,7%

Renault Master 4,4%

Mercedes-Benz Vito 3%

Volkswagen Transporter 2,5%

Fiat Doblò 2,3%

Altri 17,5%

Soccorso

stradale 3,2%

Cassone 3,2%

Ambulanza 2,2%

Iveco Daily 51,8%

Altri 6,8%

2023-2025

2020-2022

2017-2019

ANNI PIÙ

RICERCATI

Qual è l’identikit degli acquirenti di veicoli da lavoro usati in Italia, quali

mezzi cercano e quanto sono disposti a spendere. Nel documento tutti

i dettagli per comprendere come si evolve il ‘second hand’ professionale

di Tiziana Altieri

PROFILO DEGLI ACQUIRENTI

RETE PRIVILEGIATA DA CHI ACQUISTA

1 Siti Internet

3 Commercianti

5 Ofcine indipendenti

DISPOSITIVI USATI

76% Smartphone

Una nestra sul mondo ‘second hand’: è il

Barometro pubblicato, come ogni anno,

da Europa-Camion.it, portale web specializzato

nella compravendita di veicoli industriali

e commerciali, nuovi e usati. Un’analisi che

consente di tracciare l’identikit degli acquirenti

2 Concessionario

4 Trasportatori

23% pc 1% Tablet

83% Uomini

17% Donne

35-44 anni Età media

di veicoli da lavoro di seconda mano sul mercato

Italiano, di comprendere quali sono i loro canali

preferiti e i criteri che guidano le scelte.

Partiamo proprio dal prolo: l’utenza di Europa-

Camion.it è per l’83 per cento maschile e ha

un’età media tra i 35 e i 44 anni. Si approvvigio-

CRITERI DI ACQUISTO

C

1 Prezzo

3 Attrezzature

5 Assi

2 Chilometraggio

7 Data prima immatricolazione

8 Marca costruttore

4 Normativa Euro

6 Potenza

na soprattutto attraverso siti internet che visita

utilizzando, in oltre tre casi su quattro, lo smartphone.

Il prezzo è il fattore che maggiormente

influenza la decisione di acquisto. Segue il chilometraggio

del veicolo che batte, e di molto.

l’anno di immatricolazione. Praticamente irrilevante

la marca, solo all’ottavo posto.

Nel 2025 i veicoli più ricercati su Europa-

Camion.it sono stati i camion con cassone sso

(46,7 per cento). i commerciali (16,9), i trattori

stradali (16,6), i semirimorchi (8,9) e, quindi, i

mezzi per il trasporto di persone (3,9 per cento).

Una classica che ricalca, sostanzialmente,

quella degli ultimi due anni.

I desiderata degli italiani

Quando si tratta di commerciali, ossia mezzi

con peso totale a terra no a 3.500 chilogrammi,

l’interesse dei potenziali acquirenti italiani

si concentra soprattutto sui veicoli più giovani,

immatricolati a partire dal 2023, con un chilometraggio

compreso tra i 150mila e i 200mila

chilometri e un prezzo tra i 10mila e i 15 mila

euro. Nella top three delle carrozzerie ci sono

il furgone (47,8 per cento delle ricerche), i ribaltabili

(12,6) e i camper (9,6). In questo segmento

Iveco Daily è al comando con il 43,7 per

cento delle ricerche. Seguono, con percentuali

decisamente inferiori, Mercedes-Benz Sprinter

(11,8 per cento) e Fiat Ducato (6,7). L’offerta

PREZZI

PIÙ RICERCATI

10-15 K€

5-10 K€

15-20 K€

Frigorifero

6,5%

Pick up

8,1%

Camper

9,6%

Ribaltabile

12,6%

CARROZZERIE

PIÙ RICERCATE

Furgone

47,8%

CHILOMETRAGGI PIÙ RICERCATI

1 150.000-200.000 KM

2 100.000-150.000 KM

3 200.000-250.000 KM

Gli utenti italiani di Europa-Camion alla

ricerca di un veicolo commerciale sono

interessati soprattutto ai furgoni ‘freschi’,

immatricolati a partire dal 2023, che hanno

percorso non oltre 200mila chilometri. I più

sono disposti a sborsare tra i 10mila e i

15mila euro. Iveco Daily è il modello più

ricercato nella Penisola.

18 - 03 2026

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03 2026 - 19



Autocarri Ribaltabili

Numero assi più ricercato 8X4

Marche più richieste

Meiller 59,1%

Forez-Bennes 10,0%

Marrel 7,3%

Prezzi più richiesti

1 30-35 K€ 2 35-40 K€ 3 20-25 K€

MARCHE PIÙ RICERCATE

Autocarri scarrabili

Numero assi più ricercato 8X4

Marche più richieste

Palnger 21,1%

Guima 17,8%

Marrel 13,1%

Prezzi più richiesti

1 30-35 K€ 2 35-40 K€ 3 20-25 K€

MARCHE PIÙ RICERCATE

Autocarri frigoriferi

Numero assi più ricercato 6X2

Prezzi più richiesti

1 30-35 K€ 2 35-40 K€ 3 20-25 K€

MARCHE PIÙ RICERCATE

Iveco Trakker 9,9%

Iveco Stralis 8,9%

Mercedes-Actros 6,2%

Iveco Eurotrakker 3,9%

Iveco Stralis 13,8%

Iveco Daily 4,9%

Mercedes-Benz Atego 4,6%

Mercedes-Benz Actros 3,4%

Altro 19,9%

Iveco Eurocargo 48,4%

Altro 22,7%

Iveco Eurocargo 37,8%

Iveco Stralis 26,0%

Iveco Trakker 10,2%

Iveco Daily 6,0%

Mercedes-Benz Actros 2,9%

Altro 17,1%

Iveco Eurocargo 53,4%

AUTOCARRI

MARCHE PIÙ RICERCATE

Calcestruzzo 3,5%

Soccorso

stradale 3,7%

Militare 3,8%

Cassone 4,5%

Cisterna 4,8%

Teloni scorrevoli 5,5%

2023-2025

2020-2022

2017-2019

Altri 18,1%

ANNI PIÙ

RICERCATI

In questa pagina

e nella successiva

in alto, focus sui

veicoli industriali,

sopra le 3,5 tonnellate.

Tra gli autocarri

i ribaltabili, 8x4, sono

i più ricercati. Iveco

Eurocargo è al top

delle preferenze. Della

Casa italiana anche

il trattore più cliccato,

Stralis, con un 19,6

per cento. A seguire

Scania R.

Mercedes 11,4%

Scania 9,9%

Man 7,2%

Volvo 7,0%

Renault 4,9%

Daf 4,2%

Prezzo medio 27.215€

Chilometraggio medio 413.869 km

Età media 14,3 anni

Altri 6,2%

CARROZZERIE

PIÙ RICERCATE

Telaio

6,7%

Frigo

9,6%

Iveco 49,2%

Ribaltabile 27,2%

Scarrabile 12,5%

CHILOMETRAGGI PIÙ RICERCATI

1 500.000-600.000 KM

2 300-000-400.000 KM

3 400.000-500.000 KM

non è perfettamente allineata alla domanda.

Gli Lcv pubblicati hanno un’età media di 6,7

anni, hanno percorso circa 100mila chilometri

e sono proposti a un prezzo medio di poco inferiore

ai 20mila euro.

Per quanto riguarda gli autocarri Iveco è il

brand più ricercato con il 50 per cento delle

preferenze. Seguono Mercedes-Benz e

Scania. Gli utenti mostrano un forte interesse

per i veicoli ribaltabili, 8x4 e preferibilmente

con cassone Meiller. Seguono gli scarrabili,

sempre 8x4, e i frigoriferi, in configurazione

6x2. Si prediligono mezzi recenti, fino a tre

MARCHE PIÙ RICERCATE

Iveco Stralis 19,6%

Scania S 17,4%

Iveco S-Way 12,3%

Scania R 11,5%

Mercedes-Benz Actros 6,1%

Volvo FH 3,4%

Volvo FH16 3,2%

Man TgX 3,0%

Daf Xf 2,6%

Renault T 2,4%

Numero assi

più ricercarto

4X2

2023-2025

2020-2022

2017-2019

anni, mentre non spaventano i chilometri visto

che i più ricercati sono gli autocarri che ne

hanno già percorsi tra i 500mila e i 600mila.

Il budget dichiarato si colloca tra i 30mila e i

35mila euro, per tutti i tre principali allestimenti.

Una cifra superiore al prezzo medio degli

autocarri presenti online, che si attesta poco

sopra i 27.000 euro.

Altro capitolo, quello dei trattori stradali. Nel

2025, gli acquirenti hanno ricercato principalmente

Iveco Stralis (19,6 per cento) e Scania S

(17,4). Come in passato, i 4x2 recenti, ossia immatricolati

tra il 2023 e il 2025, restano i più desiderati.

Gli acquirenti privilegiano trattori con

500mila-600mila chilometri, con prezzi in lieve

aumento rispetto all’anno precedente, tra i

SEMIRIMORCHI

MARCHE PIÙ RICERCATE

Schmitz Cargobull 14,0%

Menci 10,6%

Lamberet 9,3%

Krone 7,6%

Cherau 7,0%

Altri 51,5%

Altri 18,5%

ANNI PIÙ

RICERCATI

20mila e i 25mila euro, ma inferiori rispetto al

prezzo medio dei trattori pubblicati, che si aggira

intorno ai 30.000 euro.

Inne, i semirimorchi. Anche nell’ultimo anno,

Schmitz Cargobull è il brand più ricercato, seguito

da Menci e Lamberet, che supera Krone

e Chereau. La top three delle carrozzerie rimane

invariata rispetto al passato: al primo posto i

semirimorchi ribaltabili (26,8 per cento), al secondo

i frigoriferi (16,5) e al terzo i trailer per il

trasporto macchine operatrici (12,2).

Gli acquirenti puntano su veicoli d’occasione

recenti. Il budget medio si colloca tra i 15mila

e i 20mila euro per i ribaltabili, tra i 20mila e i

25mila per i frigoriferi e tra i 30mila e i 35mila

euro per i trasporto macchine.

Cassone 6,0%

Portacontainer

6,1%

Furgone 4,8%

Cisterna 8,5%

Teloni scorrevoli

8,8%

TRATTORI STRADALI

Altri 10,3%

Prezzo medio 30.604€

Chilometraggio medio 602.708 km

Età media 7,7 anni

CHILOMETRAGGI PIÙ RICERCATI

1 500.000-600.000 KM

2 600.000-700.000 KM

3 700.000-800.000 KM

PREZZI PIÙ RICERCATI

20-15 K€ 30-35 K€ 15-20 K€

ALLESTIMENTI

PIÙ RICERCATI

Ribaltabile

26,8%

Porta macchinari 12,2%

In basso un quadro

di quelle che sono

le scelte degli italiani

quando si tratta

di semirimorchi usati.

I ribaltabili sono i più

ricercati, seguiti dai

frigoriferi. Per quanto

riguarda le marche

la tedesca Schmitz

Cargobull batte tutti

con il 14,0 per cento

delle preferenze.

Piazza d’onore per

Menci inseguita

da Lamberet.

Frigoriferi 16,5%

Prezzo

medio

12.571€

Età media

14,3 anni

20 - 03 2026

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03 2026 - 21



Attualità

Attualità

Man Lion’s Off-Road

Quattroxquattro

Un poker di ribaltabili su Tgs girerà

l’Italia per ribadire la solidità dei camion

del Leone anche fra i mezzi d’opera

di Danilo Senna

Man festeggia quest’anno i quarant’anni

di presenza in Italia e lo fa con una

quota di mercato, nel segmento sopra

le 6 tonnellate pari al 10,2 per cento: grande risultato!

Che si traduce in circa 2.700 camion

venduti. Ma se si stringe la visuale al solo settore

del cava-cantiere, la percentuale dei leoni

messi in circolazione quest’anno sale al 16,3;

vero che si tratta di un’oasi di appena 3.600

esemplari, ma questa è la dimensione struttu-

rale da qualche anno (e dopo anni d’inconsistenza

assoluta) e il fatto che a parità di numeri

Man sia cresciuta, vuol dire che qualche altro

costruttore sta piangendo.

D’altro canto l’età media di 15,6 anni del parco

‘impolverato’ italiano, la dice lunga su quanto

ci sia da fare per rinfrescare i veicoli e adeguarli

nalmente a standard ecologici e di sicurezza

ormai indispensabili.

Il grosso della nicchia

Fra i mezzi d’opera, tre quarti sono rappresentati

dai ribaltabili, per lo più a quattro assi. Ecco perché

Man ha deciso di allestirne quattro da impiegare

nel Lion’s Off-Road Experience, uno

show itinerante lungo tutto la Penisola per far

provare con mano (come abbiamo fatto noi)

le doti dei suoi camion. Sei le tappe per ora previste,

fra cui Milano, Firenze, Roma oltre al

Triveneto e alla Calabria; non sono ancora

escluse ulteriori soste nelle Isole.

Gli allestitori sono Cantoni, Comes, Emilcamion

e Pastore che hanno vestito i Tgs 8x4 BB CH

con vasche da 18 a 20 metri cubi. Però non -

nisce qui: sono ben 65 i veicoli demo sparsi per

i vari concessionari Man italiani e fra i partner

ci sono anche Andreoli, Becchetti, Drago,

Gervasi, ecc. Mezzi chiavi in mano che possono

essere consegnati al volo a chi avesse necessità

di metterli immediatamente a ‘faticare’.

La base è il ben noto pesante a cabina attillata

della Casa di Monaco, costituzione particolarmente

apprezzata da chi frequenta cave e cantieri

molto stretti o invasi da ostacoli naturali e

articiali. Qui non cede alla modernità degli

specchi elettronici, non perché la Man non li abbia

a disposizione, ma perché ben conosce l’attaccamento

alla tradizione di chi lavora in questi

ambienti. Non è un caso che pure i passi da

2.505 millimetri (fra secondo e terzo asse) siano

i più compatti fra quelli disponibili, altra specialità

italica degli 8x4.

Non rinnega nulla

Più in generale, i Tgs mantengono alcune delle

peculiarità che li hanno resi famosi e apprezzati,

come il retarder primario Pritarder (in testa al

motore), oppure la trazione idraulica Idrodrive

sui mozzi delle ruote anteriori, ma queste più

che chicche da mezzo d’opera sono opzioni

utili ai veicoli d’appoggio al cantiere. Lo standard

vede un freno motore a decompressione

Evb, al più rinforzato dalla presenza di un

Intarder in coda al cambio, rigorosamente automatizzato,

TipMatic che è di fatto un’interpretazione

softwarestica Man del solito Zf Traxon.

Quanto al sei cilindri che ci sta davanti, invece,

si conferma il D26 da 12,4 litri in tarature no a

540 Cv; non è previsto, infatti, no al 2028 l’impiego

dell’ultimo D30 PowerLion che, invece,

ha già debuttato sugli stradali di linea.

TGS 41.520 8X4 BB

Pastore vasca quadra da 18 m 3

TGS 41.480 8X4 BB

Cantoni&C v. tonda FV Mark da 18 m 3

TGS 41.540 8X4 BB

Emilcamion S5 v. tonda da 20 m 3

TGS 41.480 8X4 BB

Comes Kingstone 3.1 v. tonda 20 m3

Sbucano dalla nebbia i quattro Tgs. Uguali per

telaio e sospensioni, si differenziano per

le tarature del sei cilindri D26, con quello da 540

Cv equipaggiato anche con l’Intarder idraulico.

Tutti diversi gli allestimenti ribaltabili.

La carovana festeggerà i 40 anni di Man Italia

girando almeno sei cave lungo la Penisola

ùe consentendo ai clienti di testarli sul campo.

22 - 03 2026

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03 2026 - 23



Anteprima

Kia PV5

Sono futuro

È arrivato nelle concessionarie italiane il veicolo con il quale il marchio

coreano torna nel segmento dei commerciali. Nativo elettrico, ha piani

piuttosto ambiziosi grazie alla sua versatlità e a un’autonomia al top

di Tiziana Altieri

Itrent’anni di Kia in Italia coincidono con il suo

ritorno nel mondo dei veicoli da lavoro. Un

segmento che il brand coreano aveva presidiato

dal 2004 al 2009 con K2500 e Pregio con

un certo successo visto che, a 17 anni dalla loro

uscita di scena, sulle strade della Penisola se

ne contano ancora 5mila. Il loro erede si chiama

PV5 ed è il primo modello Platform Beyond

Vehicle (PBV). Nativo elettrico, si distingue per

l'architettura flessibile basata sulla piattaforma

E-GMP.S che utilizza una struttura a skateboard,

consentendo di integrare diversi design della

parte superiore della carrozzeria in una base

piatta. A questo si unisce il Flexible Body

System, tecnologia per l'assemblaggio modulare

dei componenti della carrozzeria, qualcosa

che ricorda da molto vicino un puzzle.

PV5 è proposto, quindi, non solo come Cargo,

ma anche come Passenger (per il momento 5

posti, dal 2027 anche no a 7) e Chassis Cab.

«Con PV5 – ha sottolineato Giuseppe Bitti, presidente

e Ceo di Kia Italia, in occasione del lancio

ufciale italiano, a Courmayeur – Kia sottolinea

la sua volontà di spingersi oltre il mercato delle

autovetture, affermandosi come provider di soluzioni

di mobilità sostenibile». PV5, già disponibile

presso le concessionarie, il 70 per cento delle

quali appositamente formate per trattare il prodotto

professionale, è, quindi solo il primo della

serie. La gamma si evolverà con diverse versioni

e nuovi modelli, indispensabili per raggiungere

una fascia più ampia di clientela.

Ed è già Guiness Record

Lungo 4.695 con un passo di 2.995 mm e largo

1.895 mm, PV5 nella versione Cargo offre un

volume di carico no a 4,4 metri cubi.

Il telaio sull’anteriore monta sospensioni a doppio

quadrilatero, al posteriore un ponte torcente

per una buona rigidità anche a vano scarico.

La linea di cintura bassa offre grande visibilità.

Il paraurti in tinta in tre pezzi e le modanature

posteriori modulari che possono essere sostituite

in modo indipendente, semplicano le riparazioni,

riducendo i costi e i tempi di fermo.

Il motore elettrico, montato anteriormente, eroga

no a 120 kW di potenza e 250 Nm di coppia.

Si può scegliere tra due opzioni batteria,

51,5 kWh – unica soluzione per lo chassis - o

71,2 kWh, alle quali in un prossimo futuro si aggiungerà

la 43,3 kWh. Con la più potente si possono

percorrere no a 416 chilometri. In realtà,

il PV5 Cargo con una singola ricarica, lo scorso

30 settembre in Germania ne ha macinati

693,38 entrando ufcialmente nel Guiness

World Records.

La new entry supporta la ricarica rapida in corrente

continua no a 150 kW e, in futuro, si potrà

avere quella in corrente alternata a 22 kW. Lo

sportellino si trova nella parte anteriore per non

ostruire l'accesso al vano merci. Al momento,

gli utenti Kia possono contare su circa 1.000.000

di stazioni di ricarica in tutta Europa grazie alle

partnership con i principali operatori.

PV5 è dotato di una suite completa di sistemi

avanzati di assistenza alla guida. Tra questi

Forward Collision-Avoidance Assist 1.5, Smart

Cruise Control con navigazione e Lane

Following Assist 2 con Hands-On Detection.

L’infotainment del commerciale Kia, dotato di

quadro strumenti da 7 pollici e schermo di navigazione

da 12,9 pollici, è basato su sistema

operativo Android-OS e il marketplace delle app

consentono l'uso di applicazioni speciche per

ogni business. L'AI voice di Kia rende possibile

controllare il veicolo a mani libere. Gli aggiornamenti

avvengono over-the-air. La funzionalità

Vehicle-to-Load (V2L) amplia ulteriormente le

possibilità di utilizzo del veicolo.

Per le flotte c’è Kia Pleos Fleet che offre visibilità

in tempo reale su ogni aspetto operativo, inclusi

stato energetico, pressione pneumatici, avvisi

di manutenzione predittiva e comportamento

del conducente. Il Fleet Management System

(FMS) può integrare questo sistema, consentendo

di gestire anche parchi multibrand.

Particolarmente apprezzata dalle aziende, in-

ne, la Digital Key: in sostanza lo smartphone

sostituisce le chiavi del veicolo.

«PV5 - ha dichiarato Giuseppe Mazzara, direttore

Marketing Kia Italia - può puntare a un bacino

di 1,36 milioni di clienti, il 75 per cento dei

quali tra i 35 e I 64 anni, che vivono soprattutto

nel nord della Penisola. Si tratta di persone ambiziose,

attente al prezzo e open mind».

Come le raggiungeranno? Se per le auto Kia

punta sul tennis, per il veicolo commerciale del

ritorno si guarda al calcio della serie A.

Il retro della new entry

Kia. Due gli

allestimenti: Business

e Pro, entrambi con

le due opzioni batteria.

Si parte da 31.850

euro, Iva e messa su

strada escluse.

Accattivante la

proposta K-Lease per

il lancio: anticipo di

9mila euro e 60 mesi a

199 euro. Lo chassis

parte invece da 31.200

euro. Per PV5

garanzia di sette anni

o 150.000 chilometri.

Un anno in più per la

batteria. È disponibile

anche un'estensione

di copertura no

a 260.000 chilometri.

In basso, da sinistra

la plancia lineare,

il display centrale

widescreen da 12,9

pollici in formato 16:9,

i due sedili, unica

congurazione oggi

disponibile, e il tunnel

centrale. Tanti i vani

portaoggetti nella

cabina dal design

geometrico, alcuni –

come quello sotto

il pavimento –

piuttosto inediti

in un commerciale.

A seguire, il vano

di carico e l’apertura

posteriore. PV5 ha

una portata utile no

a 790 chilogrammi che

si riducono a 690 con

batteria long range.

Tra i punti di forza

l'altezza di carico

a soli 419 millimetri

e il raggio di sterzata

di 5,5 metri.

24 - 03 2026



Prova su strada

Assago

km 28,6

116 m

141 m

Fulvio Testi

km 52,7

Monza

km 60

km 0,0

C.A.M.M.

km 6,7

Cascina Gobba

126 m

km 102,8

Carugate

km 62,5

REGOLARE

INTENSO

CRITICO

26°/32°

min/max

Gasolio consumato = 10,3 litri.

Urea consumata = 0,7 litri, pari al

6,796% del combustibile rabboccato

Peso durante la prova = 2.800

chilogrammi. Fabbricato in Turchia

Prezzo al netto di optional e Iva,

della versione passo corto tetto

standard da 150 Cv Euro 6e: € 45.140

Medie orarie & consumi

Prova su strada

km hh:mm km/l

km/h (l/100km)

Milano Gobba (126m) 23’

Milano Assago (116m) 28,6 74,6

Milano Assago (116m) 50’

Milano V.le Fulvio Testi (141 m) 24,1 28,9

Milano V.le Fulvio Testi (141 m) 58’

Milano Gobba (126 m) 50,1 51,8

TOTALI: 102,8 2h11’ 9,98

47,1 (10,02)

Statale

Telemetria

Città

Autostrada

Tara veicolo (kg)

2.080

1.600 1.800 2.000 2.200 2.400 2.600

Giri @ 80 km/h

1.500

San Giuliano

km 17,0

1.200 1.400 1.600 1.800 2.000 2.200

Giri @ 130 km/h

2.300

2.000 2.200 2.400 2.600 2.800 3.000

Accelerazione 0-130 km/h (secondi)

27”,40

veloce

20’’ 30’’ 40’’ 50’’

lento

Consumo carburante (km/l)

9,98

basso

12 11 10 9

alto

Consumo AdBlue (%)

6,796

2% 4% 6% 8% 10% 12% 14% 16% 18% 20%

Media oraria (km/h)

47,1

70 60 50 40 30 20

.VOLKSWAGEN TRANSPORTER T7 2.0 TDI 4MOTION E6E.

A quattro mani

Emissioni

CO 2

220,0 g/km

Una faccia già vista quella

del Transporter di settima

generazione, che per

la prima volta non

è prodotto dalla Casa

di Wolfsburg, bensì dagli

americani di Ford, essendo

il gemello del Transit

Custom. Oggi è fabbricato

in Turchia dal gruppo Koç

di Gianluca Ventura foto di John Next

26 - 03 2026

www.vietrasportiweb.it

www.vietrasportiweb.it 03 2026 - 27



Prova su strada

Prova su strada

Interni

Una delle modiche

più corpose insieme

a quella del muso

è sicuramente quella

che interessa

la plancia (foto

sopra). C’è una

palpebra superiore

leggermente diversa

alle due estremità

(spariscono i porta

bottigliette), ma

soprattutto un

cruscotto qui

completamente

digitale, davanti

al quale ci va un

volante dedicato,

il tutto ben visibile

sulla prima riga.

Su quella centrale,

da sinistra, i sedili

con quello di guida

pluriregolabile munito

di braccioli,

lo scavo pedaliera più

la regolazione del

volante, il cielo della

cabina d guida e il

gavone ricavato sotto

il biposto degli

accompagnatori.

In basso, sempre da

sinistra, i comandi vetri

più specchi sulla porta

autista e quello del

freno a mano elettrico.

Ormai si vive di collaborazioni. I costruttori

che fanno tutto da sé sono cose d’altri

tempi e il rebranding di uno stesso prodotto

è da tempo una prassi consolidata, per

molte case. L’ultima in ordine di tempo è quella

tra Ford e Volkswagen, che annunciarono l’intenzione

di collaborare già nel 2020, sia nel settore

auto sia in quello dei veicoli commerciali.

Con molti Lcv Ford trasformati in Volkswagen

e un paio di Volkswagen mascherati da Ford.

L’operazione più emblematica è però senza dubbio

quella del Transporter, non fosse perché si

tratta di un veicolo iconico per i tedeschi (e non

solo), visto che è il diretto erede del Bulli: qualcosa

di mitologico in Germania. Il cui posto nei

cuori dei clienti d’oggi avrebbe dovuto però - almeno

secondo Wolfsburg - essere rimpiazzato

dall’Id. Buzz Cargo elettrico, ma che così invece

non è stato.

Ora a rappresentare la settima generazione di

questo mille chili, che - ironia della sorte - verrà

offerto anche in elettrico, c’è questo derivato

dal Ford Transit Custom. Anzi, un po’ più che

derivato, visto che quello è, solo con un muso

differente, il volante dedicato e un cruscotto diverso,

sia nell’aspetto sia nella graca, qui decisamente

più azzeccata.

Alla guida

Lo portiamo in prova nella congurazione a

passo corto con l’unico tetto disponibile, quello

standard, ma soprattutto con la trazione integrale

4Motion, che sul Transporter ha sempre

avuto un discreto appeal, in particolare tra chi

opera nelle comunità montane. Un’opzione che

si paga sia al momento dell’acquisto (ci vogliono

più di 45k al netto delle tasse) ma anche sul

fronte dei consumi, anche se per la verità pensavamo

molto di più, perché il T7 manca d’un

sofo i 10 con un litro, piazzandosi a centro

classica nella hit dei van omologhi 4x2 tra le

2,8 e le 3,2 tonnellate provati da Vie&Trasporti.

Da centro classica anche i dispendi di urea,

mentre grazie a una media di 47,1 orari, il T7

acciuffa il bronzo quanto a velocità.

Sei le modalità di guida selezionabili premendo

un tasto sico in console centrale (anche se

poi serve la conferma via infotainment), che

adattano la risposta dell'acceleratore, lo sterzo

e i cambi di marcia alle condizioni della strada

e del carico: normale, eco, sport, fondo scivoloso,

carico/rimorchio e strada non asfaltata.

Noi scegliamo quella normale per la nostra prova,

che si svolge su un tracciato con parti urbane,

suburbane e autostradali. Nulla di che.

I 150 Cv sono più che sufcienti per le sue missioni

e l’accoppiamento col cambio automatico

otto marce è perfetto, consentendo di viaggiare

in souplesse sui tratti autostradali grazie ai due

ultimi rapporti in overdrive.

Metro & bilancia

Cabina rilevati (mm)

Lunghezza (utile/max) 730/1.640

Larghezza (utile/max) 1.570/1.770

Altezza interna (utile/max) 1.360/1.360

Larghezza porta (utile/max) 760/960

Altezza porta (utile/max) 1.210/1.410

Diametro volante 370

Varco tra sedile e leva del cambio 280

Vano di carico rilevati (mm)

Lunghezza (utile/max) 2.480/2.600

Larghezza (utile/max) 1.600/1.740

Altezza (utile/max) 1.370/1.400

Larghezza tra passaruota 1.370

Altezza soglia carico posteriore 600

Larghezza porta posteriore 1.390

Altezza porta posteriore (utile/max) 1.300/1.300

Angolo apertura porta posteriore 90°/180°

Larghezza porta laterale (utile/max) 1.020/1.090

Altezza porta laterale (utile/max) 1.020/1.090

Altezza soglia carico laterale/piano di carico 430/530

Varco passante (larghezza/altezza) 600/250

Gavone sottopanca (larghezza/lunghezza/altezza) 620/480/300

Ingombri dichiarati (mm)

Lunghezza 5.050

Larghezza (senza/con retrovisori) 2.032/2.275

Altezza massima da terra 1.976

Passo 3.100

Sbalzo anteriore 958

Sbalzo posteriore 992

Carreggiata anteriore 1.738

Carreggiata posteriore 1.742

Diametro di volta 11.900

Lunghezza utile vano di carico 2.602

Larghezza vano di carico 1.777

Larghezza tra passaruota 1.392

Altezza vano di carico 1.433

Altezza soglia carico posteriore 579

Volume vano di carico m3 5,8

Masse (kg)

Tara (senza conducente) 2.080

Massa tecnica ammissibile 1° asse 1.600

Massa tecnica ammissibile 2° asse 1.550

Portata utile 645

Peso totale a terra 2.800

28 - 03 2026

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Prova su strada

Esterni

Nella foto sopra,

apertura no a 180

gradi per le due porte

posteriori,

sostanzialmente

quelle del Custom.

A lato, le due ancate

completamente

aperte.

Sulla riga centrale,

da sinistra, il retro,

dove cambia il

disegno delle lenti dei

gruppi ottici e viene

introdotta una

modanatura

in plastica scura

a mezza altezza in cui

s’incastona anche

la retrocamera,

il varco passante con

sportello ricavato

nella parete

retrocabina e uno

degli otto anelli

d’ancoraggio previsti.

Sulla riga in basso,

ancora da sinistra,

il vano di carico,

la parete divisoria

metallica completa

di oblò e il cielo della

stiva, illuminata da

una coppia di potenti

plafoniere a sei led.

Opzionale il

rivestimento interno.

Pronta la frenata e buona la tenuta di strada,

che già era migliorata parecchio sull’omologo

veicolo targato Ford nel passaggio dalla precedente

all’attuale generazione.

In cabina

C’è una vasca aperta ricavata nella palpebra

superiore della plancia e una coppia di generosi

portaoggetti non climatizzati fronte passeggeri.

Altro spazio si ricava nelle porte e poi c’è il gavone

sotto la panchetta, largo 620 millimetri,

lungo 480 e alto 300, che funziona anche da

varco passante attraverso la botola (larga 600

e alta 250 millimetri) ricavata nella parete divisoria

metallica con oblò cabina/vano merci.

A differenza del Ford Transit Custom, qui non

c’è la pratica illuminazione led dei gradini d’accesso

alla cabina ed è un vero peccato.

Linea esterna

Delle diversità estetiche abbiamo già detto e

sono soprattutto a carico del muso, dove fanno

capolino dei bei gruppi ottici completamente

a led specici per Volkswagen, come lo sono

le lenti di quelli posteriori. A mezza altezza delle

porte posteriori s’introduce una modanatura in

plastica scura per inserirci anche la retrocamera

e ripararla così da eventuali colpi. Le linee sono

molto pulite, senza tanti fronzoli, con tutti i rifornimenti

concentrati nei pressi della porta

conducente. I retrovisori esterni riscaldabili e

ripiegabili elettricamente come sull’esemplare

in prova si pagano 140 euro, mentre ce ne vogliono

altri 24 per i copricerchi integrali in plastica

che vedete nelle foto.

Vano di carico

Regolare nella forma, può contare su sei occhioni

d’ancoraggio perimetrali da 500

decaNewton l’uno più due da 150 ai piedi della

parete divisoria. La botola passante opzionale

consente di recuperare circa un metro di profondità

dalla cabina di guida. Si può avere anche

PRESTAZIONI A CONFRONTO

Sotto & sopra

Prova su strada

Trasmissione

Il veicolo monta il cambio automatico Ford 8F40 a otto rapporti con convertitore e comando

sul piantone del volante. La trazione è integrale.

Marcia

Rapporto

1a 4,484

2a 3,146

3a 2,872

4a 1,842

5a 1,414

6a 1,000

7a 0,742

8a 0,616

Retro 2,882

Sospensioni

A ruote indipendenti. Davanti di tipo McPherson, dietro con bracci semitrascinati e

molle elicoidali per contribuire anche ad abbassare l'altezza del pianale e migliorare

la precisione dello sterzo, la manovrabilità e la trazione.

Freni

L’impianto frenante prevede dischi su tutte le ruote, da 308 millimetri di diametro

davanti e da 304 dietro. Di serie Abs, Esp, Roll stability control e Traction control.

Pneumatici

Il veicolo del test monta cerchi in acciaio da 16 pollici con gomme Goodyear Efficient

Grip 215/65 R16C. L’indice di carico è 105/107 e il codice di velocità T. Il Tpms è di

serie.

Design

Disegnato originariamente da Ford presso il centro stile di Colonia, viene poi adattato

agli stilemi Volkswagen dal settore design ora capitanato da Martin Pohanka.

Van HIT

Modello Potenza Coppia Marce Consumo AdBlue Velocità Acceler. Peso Index Pubbl.

kW/Cv Nm tipo/n° km/l % km/h 0-130 km/h kg performance n°

Fiat 92/125 320 M/6 7,54 2,199 41,7 34’’,69 2.900 418,0 825

Talento 125 EcoJet E6b

Fiat 106/144 340 M/6 11,37 5,531 41,7 30’’,92 3.100 460,9 896

Scudo 2.0 Multijet3 E6e

Ford 125/170 390 A/8 10,58 6,173 46,4 28’’,25 3.225 463,7 882

Transit Custom 320 2.0 EcoBlue E6d

Renault 125/170 380 R/6 10,32 5,020 49,7 27’’,40 2.985 470,0 844

Trafic Energy Dci 170 Edc E6d-Temp

Renault 110/150 360 M/6 9,89 13,474 47,5 35’’,97 3.300 448,6 887

Master T33 L2H2 Blue dCi 150 E6e

Volkswagen 110/150 360 A/8 9,98 6,796 47,1 27’’,40 2.800 457,5 897

Transporter T7 2.0 Tdi 4Motion 150 Cv corto standard E6e

L’index performance tiene conto di consumo combustibile, urea e media oraria. A indice maggiore corrisponde una migliore prestazione. A = automatico; R = robotizzato; M = manuale

30 - 03 2026

www.vietrasportiweb.it

03 2026 - 31



Prova su strada

Prova su strada

Sottopelle

Sopra, l’unità diesel

due litri di derivazione

Ford. Sulla prima riga,

da sinistra, l’ingresso

nel differenziale

posteriore dell’albero

cardanico flangiato

sul ripartitore

di coppia anteriore

e un particolare delle

sospensioni anteriori

a ruote indipendenti.

Sulla riga centrale,

sempre da sinistra,

i sensori degli Adas

dietro il parabrezza

riscaldabile, il

comando del cambio

automatico alla destra

del piantone di sterzo

col tasto M per il

passaggio all’utilizzo

manuale e lo sportello

con i rifornimenti

di gasolio (c’è il

bocchettone EasyFuel

tipico di Ford)

e AdBlue nei pressi

della porta autista.

Qui a lato, i comandi

del disappannamento

paraprezza, del cerca

parcheggio, degli

Adas e dei drive

mode. Più a destra,

il retrotreno con molle

elicoidali e il

differenziale in vista.

32 - 03 2026

la scorrevole sul anco sinistro ed eventualmente

il movimento elettrico per entrambe le

scorrevoli. Il rivestimento del vano di carico presente

sul T7 in test vale 910 euro.

La meccanica

Una prerogativa del veicolo provato è proprio

la presenza della trazione integrale 4Motion,

un sistema intelligente di distribuzione della

coppia motrice: i sensori monitorano la velocità

delle ruote e, in caso di perdita di grip, indirizzano

automaticamente meno potenza e coppia

alla ruota che slitta. Offerta esclusivamente col

cambio automatico e solo da Volkswagen nella

taratura da 150 Cv (non c’è nel listino Ford),

sfrutta una frizione a lamelle - piazzata tra il differenziale

e il semiasse -, che distribuisce la forza

motrice ogni 20 millisecondi in modo flessibile

tra l’asse anteriore e quello posteriore:

ma solo quando è necessario, riducendo così

il consumo di carburante rispetto ai sistemi con

trazione integrale sempre in presa.

Grazie al 4Motion e all’altezza lievemente maggiorata

da terra, il T7 affronta senza problemi

angoli d’attacco pari a 16,4 gradi, d’uscita pari

a 16,5 e di rampa pari a 13,1. Motore e cambio

sono prodotti da Ford al Livonia Transmission

Plant in Michigan (Usa). Al momento del nostro

test, mancava ancora l’omologazione Xtl per rifornire

biocarburanti - come l’olio vegetale idrotrattato

(Hvo) o anche solo il gasolio B10 - nel

serbatoio da 55 litri di capienza, a cui se afanca

uno da 20 per l’AdBlue.

N.B.: tutte le prove di Vie&Trasporti sono eseguite nel pieno rispetto

del Codice della Strada. Essendo test d’uso, che simulano una normale

giornata di lavoro, sono anch’essi soggetti a fattori contingenti, quali

le condizioni meteorologiche e la situazione del traffico. Ovviamente

imprevedibili. Per consentire al lettore di conoscere meglio le condizioni

in cui è stata eseguita la prova su strada, Vie&Trasporti pubblica le

informazioni relative al meteo e alla situazione stradale incontrate durante

il test. Si ringrazia per la gentile collaborazione il Gruppo Centro Edile di

Agrate Brianza (Mb).

Sopra, battezzata

internamente Panther,

questa unità diesel

due litri è in realtà

l’EcoBlue di Ford,

un quattro in linea qui

offerto nella taratura

da 150 Cv,

di cui vi mostriamo

a lato le curve

caratteristiche

di potenza e coppia.

www.vietrasportiweb.it

Potenza

kW

Sala macchine

Speciche motore

Marca e modello

Vw 2.0 Panther Tdi

Architettura

4 cilindri in linea

Alesaggio x corsa (mm)

84x90

Cilindrata (cc) 1.996

Rapporto di compressione 16,5:1

Distribuzione

bialbero a camme in testa

Valvole per cilindro 4

Aspirazione (turbo/intercooler)

turbo a geometria variabile/sì

Sistema iniezione

common rail piezo

Pressione d’iniezione (bar) 2.200

Peso a secco (kg) 180

Capacità coppa dell’olio (l) 8,3

Potenza (kW(Cv)/giri) 110(150)/3.500

Potenza specifica (kW(Cv)/l) 55,25(75,14)

Coppia (Nm/giri) 360/1.500

Coppia specifica (Nm/l) 180,36

Riserva di coppia (%) 19,6

Consumo specifico (g/kW-h @ giri)

n.d.

Inquinanti (omologazione/sistema)

Euro 6e/Egr+Doc+Dpf+Scr

rpm

Coppia

Nm

rpm

03 2026 - 33



Anteprima

Service

Barometro Ana

Monitoriamolo

Nel 2025 le aziende del settore aftermarket truck di Ana

hanno superato le performance degli anni precedenti.

Dinamiche differenziate, però, tra le macro-famiglie

Dopo i 20 dello

scorso anno, ecco

una seconda identica

fornitura di XF 430

FAN. A riceverli è

Enrico De Girolami,

direttamente dalle

mani dell’Ad di Daf

Italia, Massimo

Dedoni, con il tramite

della concessionaria

trevigiana Gazzola.

Daf a De Girolami

Gli specialisti

Il marchio olandese torna nel trevigiano con una doppia

infornata di XF 430 FAN. Tutti autocarri, coi relativi rimorchi,

destinati a trasportare mobili in ogni angolo del mondo

Sessant’anni fa Flavio e Renzo De Girolami

da Motta di Livenza (Treviso) intuivano

che gli artigiani dell’arredamento, numerosi

in quel territorio, stavano diventando industrie

più strutturate e necessitavano di canali

d’uscita più organizzati. Si sono così messi a

disposizione dell’intero distretto dell’arredamento

e del design che sarebbe diventato famoso

nel mondo. Oggi alla guida dell’azienda

c’è la seconda generazione, i fratelli Enrico,

Laura e Leonardo. Non solo trasporto, ma soprattutto

logistica, con una sede anche in

Romagna. In quella trevigiana si raccolgono i

carichi che vengono raggruppati per l’Inghilterra,

la Francia e la Germania; ma si va anche molto

oltre, no in Russia, in Cina e a Dubai, come negli

Stati Uniti. Certo i Daf là non ci arrivano, ma

sul Vecchio Continente sì, eccome. Alla De

Girolami i pesanti di Eindhoven c’erano già stati

una ventina di anni fa, poi il parco che conta circa

230 unità fra motrici e rimorchi, è diventato

via-via monomarca (di un altro brand).

A volte ritornano

Però i tempi cambiano, e anche i camion si

evolvono in maniera a volte inaspettata. Ecco

perché nel 2025 si opta per una prima infornata

di nuovi XF: 20 autocarri a tre assi spinti da un

Mx-13 tarato a 430 Cv. Scelte ponderate e dettate

dal tipo di trasporto che richiede grandi

volumi piuttosto che portata in peso: la potenza

non è quindi determinante, però i consumi e

l’afdabilità sì. Quindi, motori di grossa cilindrata,

ma relativamente tranquilli. E furgonature

per almeno 110 metri cubi complessivi dell’autocarro.

Dove i Daf hanno fatto la differenza è

tuttavia nel design dell’abitacolo: lo trasportano

e lo esibiscono. Uno dei plus è la visibilità diretta,

che per città difcili come Londra ha signicato,

oltre a un fattore di sicurezza, un notevole

risparmio di tempo per accedervi senza

intoppi legislativi. Senza contare l’apprezzamento

degli autisti che, dopo un trial con quattro

XF a noleggio, hanno iniziato ad apprezzarli

anche per le doti di abitabilità della nuova cabina:

indispensabile quando ci si sta a bordo

nanche quattro settimane di la. E così eccoci

al bis: altri 20 autocarri olandesi sono già in

fase di consegna per il 2026, sempre tramite

la concessionaria locale Gazzola.

Cresce, anche nel 2025 il fatturato delle

aziende italiane dell’aftermarket truck:

+3 per cento rispetto al 2024 con 70,57

milioni. Dopo un primo trimestre particolarmente

performante, però, la domanda ha rallentato

per arrivare a una chiusura del quarto trimestre

sostanzialmente in linea con il precedente. Lo

rivela il Barometro di Ana, realizzato in collaborazione

con la sezione Automotive di ASAP

Service Management Forum. Tre le macro-famiglie

individuate: Motore&Trasmissione

(Trasmissione e Componenti motore), Sopratelaio

(Componenti di carrozzeria e abitacolo,

Componenti elettrici ed elettronici, Materiali di

consumo) e Sotto-telaio (Componenti undercar,

Impianto frenante, Sterzo e sospensioni).

Nel complesso, il 2025 ha confermato un aftermarket

truck caratterizzato da dinamiche

differenziate: Motore&Trasmissione si consolida

come un pilastro di stabilità, Sopra-telaio

mostra segnali di forte rallentamento nel nale

d’anno, mentre Sotto-telaio, pur in territorio negativo,

evidenzia una capacità di tenuta che attenua

il divario rispetto agli anni precedenti.

Entriamo, quindi, nel dettaglio. La macro-famiglia

Motore&Trasmissione si è confermata stabilmente

come quella con i volumi di fatturato

più elevati. Mantiene un ruolo di traino per il settore

e archivia l’ultimo anno con + 6 per cento

sul 2024. Sotto-telaio ha presentato, nel complesso,

un andamento irregolare ma dinamico,

caratterizzato da frequenti alternanze tra fasi

di crescita e flessione. Chiude il 2025 con un

+13 per cento. Più critico, inne, l’andamento

della macro-famiglia Sopra-telaio, che ha mostrato

segnali di debolezza più strutturali e deve

fare i conti con un -10 per cento.

Un mondo che cambia

«I dati rilevati dal Barometro su base annua a

chiusura del 2025 confermano, purtroppo, i segnali

di contrazione già riscontrati a metà anno,

- sottolinea Alessio Sitran, Responsabile Area

Truck & Bus di Ana Aftermarket - sebbene il

valore cumulato rimanga in territorio positivo

per la prima volta dall’avvio della rilevazione non

tutte e tre le macro-famiglie chiudono in rialzo

rispetto all’anno precedente. L’andamento del

2025 induce, pertanto, a considerare alcuni risk

flag che, pur in un contesto complessivamente

positivo, meritano un monitoraggio puntuale nei

prossimi mesi».

Niente panico, però... «Non siamo in presenza

di una fase di crisi - aggiunge Sitran - ma i risk

flag emersi rappresentano un segnale anticipatore

utile per interpretare l’evoluzione dell’aftermarket

truck nel breve e medio periodo, in un

quadro di incertezza congiunturale globale caratterizzato

da una resilienza ancora fragile, prospettive

di crescita contenute, un rientro dell’inflazione

non uniforme tra le diverse aree

geograche e politiche monetarie e commerciali

che continuano a influenzare le decisioni di investimento

delle imprese. In questo scenario

macroeconomico, il settore truck sta attraversando

una fase di profonda trasformazione. Al

rallentamento delle immatricolazioni si accompagna

un’accelerazione del processo di transizione

tecnologica, guidata da obiettivi di decarbonizzazione

sempre più stringenti. L’andamento

dell’aftermarket truck nel 2025 riflette in modo

coerente queste tensioni di contesto: alla tenuta

complessiva del fatturato, sostenuta dalle componenti

più strutturali della domanda, si afancano

segnali di rallentamento e maggiore volatilità

in alcuni segmenti e fasi dell’anno».

Il graco in basso

mostra l’andamento

del fatturato cumulato

delle aziende

dell’aftermarket truck

di Ana che

partecipano alla

realizzazione del

Barometro. Anche nel

2025 c’è stata uan

crescita seppure più

limitata rispetto ai tre

anni precedenti.

Andamento del fatturato cumulato del mercato totale su base

mensile (2022 - 2025)

n 2022

n 2023

n 2024

n 2025

gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic

n 4,38 8,53 13,21 17,85 22,19 27,25 31,11 34,17 38,69 43,05 48,11 51,78

n 4,67 9,63 15,20 19,30 24,14 29,45 34,12 39,37 43,98 49,17 55,99 59,63

n 5,20 10,43 16,29 21,41 26,51 32,45 39,19 44,40 50,40 58,12 64,75 68,71

n 2,38 12,27 19,01 25,17 31,06 36,73 42,88 47,50 53,73 60,20 66,98 70,57

34 - 03 2026

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03 2026 - 35



Finance

Finance

Noleggio a lungo termine

NOLEGGIA

che ti passa

Flessibilità, controllo dei costi

e aggiornamento continuo della flotta.

Questa potrebbe essere la nuova frontiera

per far quadrare i conti e minimizzare

l’attività gestionale e l’organizzazione

dei servizi di assistenza e manutenzione

di Roberta Cannone

Nel panorama europeo dell’autotrasporto,

il noleggio a lungo termine (NLT) di camion

e mezzi pesanti è ormai una componente

strutturale della mobilità professionale

delle imprese, non più connato a formule marginali,

ma profondo oggetto di innovazione tecnica

e gestionale.

La disciplina comunitaria, attraverso la Direttiva

(UE) 2022/738, ha aggiornato la precedente

normativa del 2006, consentendo agli Stati

membri di rendere pienamente compatibili con

il diritto europeo le modalità di locazione di veicoli

industriali per uso professionale, a prescindere

dalla proprietà diretta.

Questa evoluzione è stata recepita in Italia con

modiche all’articolo 84 del Codice della Strada,

che ha ampliato il quadro giuridico entro cui si

registrano oggi contratti di noleggio, anche oltre

conne, per imprese iscritte al REN - Registro

Elettronico Nazionale e abilitate all’autotrasporto

per conto terzi. La nalità è duplice: garantire

uniformità nella circolazione dei veicoli noleggiati

e favorire la diffusione di formule di utilizzo del

mezzo più efcienti rispetto alla tradizionale proprietà.

Ed è proprio in questo contesto che il noleggio

a lungo termine di pesanti si colloca.

Un modello operativo che consente alle imprese

di disporre di veicoli per periodi estesi, tipicamente

oltre 12 mesi, per una media di 36, in

cambio di un canone mensile che include una

serie di servizi integrati.

Lungi dall’essere una semplice alternativa all’acquisto,

questa formula rappresenta per molte

società di trasporto una vera e propria leva

strategica: permette di ridurre l’immobilizzo di

capitale, di pianicare con precisione i costi di

gestione e di alleggerire l’organizzazione interna

da compiti amministrativi e di manutenzione.

I vantaggi del long rent si riflettono su più livelli

dell’operatività aziendale. Innanzitutto, la prevedibilità

economica: contratti con canoni ssi

liberano capitale per altri investimenti produttivi

e riducono l’esposizione al rischio di svalutazione

dei mezzi. La continuità operativa è garantita

(o meglio, dovrebbe esserlo) da servizi

di assistenza e veicoli sostitutivi che minimizzano

i tempi di fermo.

Il ruolo consulenziale

Cosa accomuna le società di renting? Un canone

consolidato che incorpora manutenzione

ordinaria e straordinaria, coperture assicurative

(RCA, Furto/Incendio, Kasko), assistenza tecnica

24/7, gestione burocratica, spesso veicoli

sostitutivi.

I pacchetti prevedono generalmente la gestione

completa dei sinistri, con perizia e risoluzione

delle pratiche in rappresentanza del cliente;

la gestione delle multe e dei relativi

adempimenti; la consulenza professionale per

la scelta delle congurazioni e degli allestimenti

più adatti alle speciche missioni di trasporto;

la localizzazione satellitare dei mezzi per monitoraggio

remoto delle flotte e delle prestazioni;

l’immatricolazione dei veicoli, la taratura

e il controllo del tachigrafo digitale, nonché il

coordinamento delle revisioni periodiche programmate.

Esperienza, capacità e promesse

La conformità normativa e tecnologica è assicurata

da mezzi nuovi, efficienti, conformi

agli standard di emissione più recenti, che contribuiscono

anche all’abbattimento dei consumi

alla sostenibilità ambientale, mentre la

semplificazione gestionale solleva le imprese

da incombenze amministrative, fiscali e tecniche,

permettendo loro di concentrarsi sulla

competitività e qualità del servizio.

In questa prospettiva normativoeconomica,

alcune imprese italiane di varia origine sviluppano

offerte ‘su misura’, con servizi che cercano

di rispondere a specifiche esigenze operative.

Chi eroga NLT deve esprimere grandi

capacità finanziarie, competenza tecnica, padronanza

della geografia logistica, operatività

nel remarketing, agevole presa su una rete di

assistenza dedicata, meglio se declinata ‘on

the road’. Ma l’aspetto più importante, per

quanto possa sembrare paradossale, è la capacità

di mantenere le promesse e gli impegni,

a cominciare dal veicolo sostitutivo, anche allestito.

Accanto a player di respiro internazionale e a

operatori storicamente legati a specifici segmenti

del trasporto, si stanno affermando società

capaci di intercettare esigenze sempre

più diversificate, dalla gestione delle flotte tradizionali

fino agli allestimenti complessi e ai

semirimorchi.

Alcuni tra i principali player

- CGT Trucks, parte del Gruppo Tesya e concessionario

ufciale Daf con sedi operative

in Trentino Alto-Adige e Lombardia, rappresenta

un modello di integrazione verticale tra

fornitura di veicoli industriali e servizi di gestione

di flotte pesanti.

La flotta conta circa 1.000 veicoli e comprende

trattori stradali, motrici e autocarri tutti

conformi agli standard di emissione Euro

V/VI e caratterizzati da sistemi tecnologici

avanzati. Terminato il noleggio, l’azienda offre

anche soluzioni di remarketing, la possibilità

di noleggiare veicoli usati e certicati. CGT

punta anche alla competenza nella personalizzazione

degli allestimenti, dall’ATP al cava

cantiere, dall’intermodale al portacontainer.

- ESG Rent vanta una flotta di circa 3.000 veicoli

tra commerciali, trattori stradali, motrici,

semirimorchi e rimorchi multibrand, tutti conformi

alle normative Euro VI, dotati di tecnologie

e alimentazioni alternative come LNG

e predisposizioni per biocarburanti, supportando

così il percorso verso la decarbonizzazione

delle flotte.

- ToRental, con oltre 20 anni di esperienza nel

settore e una presenza capillare con diverse

sedi operative in tutta Italia, si rivolge a imprese

e professionisti che necessitano di

camion, trattori stradali, semirimorchi e veicoli

commerciali per esigenze di trasporto,

Alcuni tra glli attori

emergenti

nel crescente mercato

del NLT-Truck.

36 - 03 2026 www.vietrasportiweb.it

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03 2026 - 37



Finance

Elettrico, c’è chi ci prova: Daimler, Gate e Scania

La transizione verso veicoli a zero emissioni produce

accordi concreti nel mercato europeo che mostrano

come il noleggio può diventare una leva per diffondere

la tecnologia elettrica anche nel trasporto pesante. Uno

dei casi più signicativi è quello della partnership tra

DHL, Daimler Truck e Hylane GmbH: il gruppo logistico

tedesco ha siglato un contratto per noleggiare 30 camion

Mercedes‐Benz eActros 600, pensati per il trasporto

a medio e lunga distanza, con una formula che prevede

il pagamento basato sui chilometri percorsi anziché

sull’acquisto diretto dei mezzi.

Questo modello, atteso entro la seconda metà del 2026,

è un esempio di noleggio a lungo termine evoluto, nel

quale il cliente paga in funzione dell’utilizzo effettivo, alleggerendo

l’impegno di capitale e trasferendo parte del

rischio operativo al noleggiatore e al costruttore.

Un’altra iniziativa è quella di GATE (Green & Advanced

Transport Eco-system), concepita da Iveco con il player

assicurativo Wefox. GATE offre soluzioni ‘all‐inclusive’

per la fornitura di camion elettrici e servizi: manutenzione,

assicurazione, telematica in un unico pacchetto. In

questa formula il costo è ammortizzato a un modello

di utilizzo evoluto, che include servizi digitali di supporto

alla gestione operativa e alla ricarica delle batterie, rendendo

meno traumatico il passaggio all’elettrico.

Juna, la joint venture nata nel 2023 da una partnership

tra Scania e Sennder, attraverso una piattaforma collega

committenti e vettori attraverso algoritmi di ottimizzazione

e dati in tempo reale, rendendo più efcienti rotte

e carichi.

Juna offre un servizio di truck as-a-service con camion

elettrici senza sostenere l’investimento iniziale, con soluzioni

che includono ricarica, manutenzione, pianicazione

e gestione operativa.

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offrendo, anche in questo caso, soluzioni flessibili

e personalizzate. La flotta è composta

da una gamma diversicata di mezzi, e l’offerta

comprende anche i furgoni adibiti al medio

raggio o alla distribuzione.

- T-Way emerge oggi nel noleggio di trattori

stradali, oltre a camion e semirimorchi. Anche

in questo caso è forte la specializzazione declinata

in pacchetti flessibili e customizzati.

La flotta conta oggi oltre 2.500 veicoli.

- VRent è leader nell’ambito della pulizia stradale

e della raccolta riuti. Con un parco di

oltre 2.500 mezzi, si distingue per il noleggio

di veicoli complessi, tra cui autocompattatori,

minicompattatori, mezzi satelliti e spazzatrici.

Con Marelli e Storti ha sviluppato VGroove,

una flotta dedicata all’hospitality e al supporto

logistico di produzioni cinematograche.

Partner e broker, l’esempio Petrarolo

In questo ecosistema ecco i broker, che svolgono

una funzione da attenzionare, un ruolo

strategico di intermediazione qualicata tra le

aziende di trasporto e le società di noleggio.

L’intermediario agisce, spesso, come interlocutore

unico verso più noleggiatori, confrontando

offerte, condizioni contrattuali, livelli di servizio,

franchigie assicurative e politiche di ne noleggio

con le esigenze del cliente. In questo modo

consente all’impresa di trasporto di accedere

a soluzioni diversicate senza dover negoziare

separatamente con ogni operatore. Altro aspetto

centrale è la prevalutazione del merito creditizio.

Grazie alla conoscenza dei criteri adottati

dalle società di noleggio, il broker ltra le richieste,

riducendo il rischio di operazioni non nanziabili

e velocizzando le decisioni. Ciò tutela

cliente, evitando iter infruttuosi, e noleggiatore,

che riceve proposte strutturate e realistiche.

Durante la vita del contratto, rimarrà poi attiva

la gestione della relazione, supportando le modiche

operative, i rinnovi, le sostituzioni del

veicolo o le criticità contrattuali.

Petrarolo & Co. è un esempio perfetto: specialista

in servizi di noleggio e fleet management a 360

gradi, opera come partner nella scelta delle soluzioni

più adatte alle speciche esigenze di mobilità

delle aziende. Il partner si congura allora

come ‘facilitatore’, selezionando e proponendo

offerte chiavi in mano in collaborazione con player

del settore puntando al contenimento dei costi

e alla personalizzazione del servizio.

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Intervista

Intervista

.MATTEO LOFFI.

Una marcia in più

Un modello operativo evoluto, capace di integrare mezzi specializzati,

partnership con allestitori e un’organizzazione tecnica del noleggio

strutturata su scala nazionale. Questi i pilastri fondamentali di VRent

di Roberta Cannone

Matteo Lof, dal 2020

direttore commerciale

di VRent SpA.

momento in cui un’azienda, se guidata

da una forte visione, diventa un pro-

C’è un

getto solido e capace di interpretare un

settore. È ciò che è accaduto a VRent, realtà italiana

nata diciassette anni fa da un’intuizione imprenditoriale

di Fabio Telese e oggi punto di riferimento

nel noleggio di veicoli industriali e

mezzi per l’igiene urbana.

Da appena due veicoli iniziali l’azienda oggi gestisce

una flotta di 2.700 mezzi, con un ciclo

di rinnovo di oltre 350 nuovi veicoli/anno, af-

ancato da un sistema di rivendita dell’usato

ripristinato e garantito.

VRent opera sull’ecologia, il trasporto pesante

e il last mile secco e refrigerato, afancando

imprese e operatori specializzati che necessitano

di soluzioni flessibili e servizi integrati. Una

presenza costruita anche grazie a una rete territoriale

diffusa, con sedi operative ad Assago,

in provincia di Milano, Parma, Noventa di Piave,

Rimini e Napoli.

Il comparto ecologico rappresenta il cuore storico

dell’azienda e l’esperienza maturata negli

appalti pubblici per il noleggio di veicoli ad operatori

di servizi di nettezza urbana ha permesso

di sviluppare un modello operativo evoluto, in

grado di integrare mezzi specializzati, partnership

industriali e una gestione strutturata su

scala nazionale, dagli LCV no ai veicoli più

complessi.

Negli ultimi anni, il Gruppo si è sviluppato in una

galassia industriale orientata alla mobilità sostenibile

e ai servizi per il trasporto: dall’importazione

in Italia di Ford Trucks e i bus elettrici

Karsan, alle ofcine nate in sinergia con Gruppi

come Maurelli e Farid, no all’ingresso di nuove

società. Ne abbiamo parlato con Matteo Lof,

direttore commerciale, per approfondire scenari

futuri, strategie e trasformazioni nel trasporto.

Guardando ai prossimi 5 anni, quali scenari

vede per il mercato italiano del noleggio di

mezzi pesanti?

«Vedo un mercato in forte crescita. Il settore del

trasporto oggi è caratterizzato da grande instabilità:

i contratti cambiano rapidamente, i grandi

committenti modicano condizioni e volumi e le

aziende non hanno più la sicurezza di un orizzonte

di cinque o sei anni. In questo contesto fare investimenti

importanti attraverso l’acquisto tradizionale

può diventare rischioso.

Il noleggio invece offre flessibilità e controllo dei

costi. Sempre più imprese stanno maturando una

cultura gestionale differente, con maggiore attenzione

ai numeri e alla pianicazione. Ciò porterà

a uno sviluppo esponenziale del noleggio anche

in Italia, come avviene da anni in altri Paesi.

Per quanto riguarda VRent, la nostra priorità è crescere

in modo sostenibile. Potremmo aumentare

più rapidamente i volumi, ma preferiamo uno svi-

luppo equilibrato, fondato sulla qualità del servizio

e su una visione di lungo periodo. Il noleggio per

noi non è solo una rata mensile, ma parte di un

ecosistema più ampio di servizi».

Quali sono i punti di forza del noleggio a lungo

termine rispetto all’acquisto?

«Il primo punto di forza è la flessibilità contrattuale.

Oggi un’azienda può scegliere durate coerenti

con il proprio ciclo lavorstivo: formule di 12 o 24

mesi prorogabili, oppure 36, 48 o 60 mesi, modellando

il contratto sulle reali esigenze operative.

Il secondo elemento è la certezza dei costi. Con

il noleggio il cliente conosce in anticipo la propria

rata che comprende manutenzione ordinaria e

straordinaria, assicurazione, bollo, revisione e gestione

dei guasti. Questo permette di evitare sorprese

e di pianicare in modo preciso il budget.

Inne, c’è il tema dell’esposizione nanziaria. Oggi

un trattore stradale supera facilmente i 100mila

euro, esporsi su cifre di questo livello senza la garanzia

di una continuità lavorativa può mettere in

difcoltà anche aziende strutturate. Il noleggio

riduce questo rischio e tutela la continuità operativa».

Parliamo della vostra gamma veicoli pesanti,

dei servizi più richiesti e del vostro cliente

tipo.

«Nell’ecologia siamo leader di mercato, cuore storico

della nostra attività. Gestiamo mezzi per la

raccolta e l’igiene urbana, dal piccolo veicolo no

alle congurazioni più complesse per grandi centri

urbani.

Nel settore del trasporto pesante lavoriamo con

trattori stradali e veicoli pesanti allestiti, mentre

nella distribuzione e nell’ultimo miglio ci occupiamo

di soluzioni per la logistica, con una crescente

attenzione agli allestimenti, come refrigerati, furgonature

e veicoli con sponda idraulica.

In questi ultimi segmenti Il nostro target principale

è la piccola e media impresa, con flotte mediamente

comprese tra 10 e 50 veicoli, oltre ai padroncini

con uno o più mezzi. È una scelta ben

precisa, mantenere un rapporto diretto con il cliente

per garantire qualità elevata del servizio».

Come personalizzate le soluzioni in base alle

esigenze del cliente?

«La personalizzazione parte sempre dall’analisi

del lavoro che il cliente deve svolgere.

Ci confrontiamo con loro per denire le esigenze

in termini di obiettivi di servizio e produttività, per

scegliere i veicoli ed allestimenti più opportuni

per le nalità da loro descritte. Poi, costruiamo

contratti su misura, prevedendo n dall’inizio formule

flessibili, proroghe e opzioni di rinnovo, veicoli

sostitutivi, interventi sui loro piazzali e quanto

altro possa permettere al cliente il massimo della

produttività riducendo il downtime»

In un’era sempre più digitale, come rispondete

alle esigenze di connettività?

«Abbiamo sviluppato un portale interno che consente

al cliente di gestire segnalazioni, manutenzioni

e interventi in modo tracciabile. Tutto avviene

attraverso un flusso strutturato che coinvolge customer

service, ofcine e cliente. Mettiamo inoltre

a disposizione strumenti di geolocalizzazione e

gestione della flotta, fondamentali per chi opera

su più cantieri o tratte. La digitalizzazione non è

un accessorio, ma uno strumento concreto per

migliorare l’efcienza e la qualità del servizio».

É previsto il veicolo sostitutivo?

«Sì, ma dipende da diversi fattori, ad esempio nei

casi di danno grave o come servizio specicamente

contrattualizzato. Non crediamo nelle promesse

generiche: con una flotta di migliaia di

mezzi è necessario pianicare con serietà la disponibilità

dei sostitutivi. In alcuni casi possiamo

predisporre mezzi dedicati per speciche flotte.

La chiave è la trasparenza: ogni servizio va progettato

ed eseguito in modo coerente, nel rispetto

degli accordi con il cliente».

Come si è chiuso il 2025 per VRent?

«Il 2025 è stato un anno positivo. Abbiamo registrato

una crescita soddisfacente sia in termini

di fatturato sia di consolidamento strategico.

Abbiamo vinto gare importanti, avviato nuove collaborazioni

e intrapreso un riposizionamento nel

segmento della distribuzione e ultimo miglio,

orientandoci verso i veicoli allestiti. La nostra flotta

resta intorno ai 2.700 veicoli, con un turnover costante

tra nuovi inserimenti e usato garantito».

Qualche anticipazione sul futuro?

«Dopo un attento studio durato un anno, abbiamo

cambiato strategia nel settore della distribuzione.

Stiamo progressivamente uscendo dal segmento

dei van dedicati alle consegne, per riposizionarci

sui veicoli allestiti con congurazioni speciche:

furgoni con sponda idraulica, isotermici e mezzi

di portata superiore. Si tratta di un segmento in

cui la domanda è molto forte e il mercato offre

maggiori opportunità. Nel 2025 abbiamo completato

concretamente questa transizione».

Il Volvo FE 350

a tre assi, allestito

con compattatore

posteriore Farid

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riuti urbani,

è dotato di vasca

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efcienza.

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Anniversario

10 anni

OSSERVATORIO INTERDISCIPLINARE TRASPORTO ALIMENTI E FARMACI

Truck Time

State

con noi!

L’appuntamento con il format dedicato al

trasporto merci è sul Canale 71 del Digitale

Terrestre. Gli argomenti sotto i riflettori

Motori rombanti, ascolti in crescita e una community sempre

più entusiasta: Truck Time prosegue a tutto gas sul piccolo

schermo con Laura Berti, Tiziana Altieri e Giuseppe Guzzardi

al volante. Il format, frutto della collaborazione tra Il Giornale del

Meccanico e Vie&Trasporti, vede protagonisti truck, veicoli commerciali

prodotti e servizi per il mondo del trasporto e della logistica, ma anche

le persone che animano le aziende del settore.

Ecco quali sono stati i temi caldi delle ultime due puntate, andate in

onda il 18 febbraio e il 4 marzo alle 20:00 su Canale Italia, il 71 del

Digitale Terrestre. E se avete perso la diretta... niente paura! Tutte le

puntate sono disponibili online all’indirizzi ww.trucktime.it, su You

Tube Truck Time e sui social ufciali.

Protagonisti in scena

Nella puntata andata in onda lo scorso 18 febbraio, riflettori puntati

sul futuro dei truck, tra mercato in evoluzione e sde decisive.

Protagonista dell’intervista centrale è stato Giovanni Dattoli,

Amministratore Delegato di Volvo Trucks Italia e Presidente della

Sezione Veicoli Industriali di UNRAE, che, intervistato da Giuseppe

Guzzardi, ha offerto una visione chiara sulle trasformazioni in atto e

sulle strategie necessarie per affrontare la transizione elettrica. Spazio

anche alla sicurezza con un focus rmato Volvo. Non potevano mancare

Truck Lab, la rubrica curata da Danilo Senna questa volta dedicata

alle calibrazioni degli ADAS, i sistemi elettronici avanzati di assistenza

alla guida, i ‘Numeri, numeri’ e tante news.

L’idrogeno è stato, invece, al centro della puntata del 4 marzo. Sarà davvero la vera

alternativa sostenibile all’endotermico? A discuterne in studio Roberto Sterza,

Giuseppe Guzzardi e Danilo Senna, che hanno analizzato opportunità e scenari

futuri di questa tecnologia. Altro protagonista: PV5, il veicolo con il quale Kia è tornata

a presidiare il mondo dei veicoli da lavoro. In un’intervista esclusiva

Giuseppe Mazzara, direttore Marketing di Kia Italia, ha svelato i

segreti di questo veicolo nativo elettrico. ‘Prima’, inne, per Hit parade,

la nuova rubrica dedicata ai veicoli, leggeri e pesanti, che

meglio hanno performato sul circuito di Vie&trasporti.

Osservatorio dal 2016

AquaFarm illustra le sde delle certicazioni

Si è da pochissimo chiusa la nona edizione

(decima se si considera la versione solo online

del 2021) di AquaFarm e alcune riflessioni

sono opportune. Sebbene priva per quest’anno

della manifestazione gemella NovelFarm,

che tornerà l’anno prossimo, la era ha confermato

sostanzialmente la partecipazione

di pubblico del 2025.

Ha debuttato AquaFishery, la sezione dedicata

alla pesca artigianale e di piccole dimensioni,

che completa l’attenzione trasversale

della era verso il prodotto ittico.

Sebbene quest’anno la logistica non abbia

avuto un focus specico, l’argomento ha avuto

spazio in diverse sessioni della conferenza

e nell’area espositiva. In quest’ultima sono

stati diversi gli stand che esponevano attrezzature

specializzate, sia per il trasporto degli

animali vivi (soprattutto avanotti) che per la

conservazione.

Nelle conferenze la questione apparsa più

“calda” dal punto di vista dell’Osservatorio è

Decima edizione di SMI a Milano

Bollettino n.96

marzo 2026

stata quella del mis-labeling, ossia dell’etichettatura

inesistente o fuorviante (e in molti

casi falsa) dei prodotti. Il problema è particolarmente

sentito nel mondo HoReCa, dove gli

obblighi di dichiarazione dell’origine dei prodotti

sono molto più laschi, e si limitano alla

differenziazione tra congelato e fresco.

Il tema è stato trattato approfonditamente nel

Bilaterale Italia-Spagna, appuntamento ormai

consolidato del programma.

Quando leggerete queste righe sarà appena terminata la

decima edizione di Shipping, Forwarding & Logistics

meet Industry, in gergo SMI, dedicata all’interazione tra

settori produttivi, commerciali e logistica. L’edizione X è

di particolare peso, affrontando il

nuovo assetto in via di denizione dell’economia mondiale

e dei suoi riflessi in Europa ed Italia. L’agenda è ttissima

e la trovate qui https://www.shippingmeetsindustry.it/.

Segnaliamo due sessioni che ci interessano da vicino

entrambe il giorno 4 marzo: un confronto sullo stato, i

problemi e le soluzioni possibili dell’autotrasporto, e

quella sulla logistica della GDO.

Partner

Media partner

d Vie&Trasporti d

d CiBi d

d Transportonline d

d Technoretail d

d food&tec_ d

d Logistica Management d

Comitato Tecnico Scientico dell’Osservatorio Riccardo Accorsi - Università Alma Mater Studiorum di Bologna; Stefano Brivio - MGH Systems Italia; Gerardo Cardone - Futura

Servizi Logistici; Giuliano Caselli - Tecnea Italia; Gérald Cavalier - Groupe Tecnea Cemafroid; Bruno Cortecci - Commissione Onu Unece European Committee for Standardization;

Pasquale D’Anzi - ACI; Giuseppe Antonio D’Errico - SV Noleggio - Petit Forestier; Jean François Daher - Assologistica; Luca Destro - Rolfo ICE; Giuseppina della Pepa - Anita; Franco

Fenoglio - CdA Ferrovie dello Stato Italiane Holding; Enrico Finocchi - Albo Autotrasportatori; Olga Landol - TTS Italia; Antonio Malvestio - Freight Leaders Council; Riccardo Manzini

- Università Alma Mater Studiorum di Bologna; Massimo Marciani - Fit Consulting - Freight Leaders Council; Fabrizio Ossani - Federtrasporti; Massimo Panagia - Francia Latticini;

Massimiliano Perri - Iveco Mercato Italia; Giuseppe Perrotta - Consulente ed esperto in formazione; Cristina Qirjaku - MIMS; Umberto Torello - DIF (Distribuzione Italiana Food),

Transfrigoroute Italia e TN Torello; Paolo Uggè - Conftrasporto; Fabrizia Vigo - ANFIA.

Del CTS fanno parte anche i componenti del board esecutivo di OITAF Clara Ricozzi Presidente; Lucia Saronni Presidente onorario; Giuseppe Guzzardi Direttore generale;

Marco Comelli Responsabile scientifico

42 - 03 2026 www.vietrasportiweb.it

Patrocini

GRUPPO FEDERTRASPORTI



Anniversario

10 anni

OSSERVATORIO INTERDISCIPLINARE TRASPORTO ALIMENTI E FARMACI

Leggi, aziende, lavoro

©www.ttsitalia.it

Con TTS Italia per la Cybersecurity

Nel quadro della consolidata collaborazione con TTS Italia, OITAF,

con il suo responsabile scientico Marco Comelli, partecipa al

Gruppo di lavoro “AI e Cybersecurity per il trasporto di passeggeri e

merci”, che si è insediato il 29 gennaio scorso, e vede la presenza

di qualicati esperti delle organizzazioni associative del trasporto e

della logistica, oltre che degli organismi associati alla stessa TTS

Italia. Gli obiettivi del GdL si inseriscono pienamente in quelli di

OITAF, considerato il contributo che le applicazioni di Intelligenza

articiale e la Cybersecurity possono dare al settore della logistica

alimentare e farmaceutica, anche nell’ambito dell’attuazione della

nuova Direttiva europea ITS 2661/2023. Da notare che i Settori

prioritari della Direttiva comprendono, fra l’altro, i servizi di

informazione e prenotazione di aree di parcheggio sicure per i

veicoli pesanti, e l’implementazione dei collegamenti ITS veicoloveicolo

e veicolo-infrastruttura.

Nel corso dei lavori del Gruppo, OITAF potrà

fornire dati, suggerimenti e proposte afnché il

trasporto di merci sensibili quali gli

alimenti e i farmaci, con un focus

particolare su quelli in regime ATP, sia

eseguito in sicurezza, con qualità e

professionalità.

Il documento conclusivo del GdL sarà

presentato alle istituzioni e agli

stakeholder nel prossimo mese di

giugno.

Un’eccellenza da podio nel 2026

Torello brilla tra i "Campioni della Crescita 2026", prestigioso

studio condotto dall’Istituto Tedesco Qualità e Finanza in

collaborazione con Affari & Finanza di Repubblica. La ricerca

premia le 800 eccellenze italiane che, nel triennio 2021-2024,

hanno battuto la media nazionale nonostante l'inflazione e le

sde geopolitiche.

Per il Gruppo, questo sigillo ufciale arriva durante il 50º

anniversario di attività, validando una strategia basata su

sostenibilità e innovazione. Oltre alla

capola Torello (619ª), si distinguono le

società del network: DIF conquista la

474ª posizione e TN Service la 519ª.

Come sottolineato da Concetta Torello, il

risultato premia la solidità di

un'organizzazione capace di diversicare

e creare valore. Essere parte di questa

elite certica la trasparenza e la

resilienza del sistema Torello nel

panorama economico attuale.

Una favola moderna

raccontata da Alessandro Peron

Recentemente la casa

editrice la accola, la

stessa di Vie&Trasporti,

ha pubblicato un

simpatico manualetto,

ovvero le storie di

Trasportonia, le stesse

già pubblicate

singolarmente nella

rivista.

L’autore, Alessandro

Peron, segretario

generale di FIAP, ha

adottato un metodo di

racconto e comunicazione leggero e

originale, ma che in seconda lettura,

neanche tanto seconda, affronta i

principali temi dell’autotrasporto, gli

stessi che si ripropongono nella liera

logistica del refrigerato.

Le avventure dei «carrettieri» di

Trasportonia hanno, come in tutte le

favole che si rispettino, un lieto ne, sono

piacevoli da leggere e comprendere

grazie anche ai disegni originali nei quali

si è cimentato lo stesso Peron.

Il volumetto è gratuito e può essere

scaricato direttamente dal sito di

Vie&Trasporti, oppure richiesto a FIAP.

Cibo avariato in viaggio:

mozzarelle 'al caldo'

Trasportonia

quattro storie di un cambiamento

Alessandro Peron

Blocco stradale e sequestro

di alimenti nel Cuneese: una

pattuglia della Polizia

Stradale di Mondovì ha

intercettato un autocarro che

trasportava merci in

condizioni igieniche

totalmente inadeguate.

Il carico comprendeva prodotti come

pane, carne, pesce, frutta secca

e formaggi freschi, tutti stipati su un

veicolo non a norma.

Gli agenti hanno riscontrato l'assenza

della certicazione obbligatoria per

il trasporto a temperatura controllata.

Il cibo emanava già un odore sgradevole

a causa del calore eccessivo.

L'intervento del personale dell'Asl Cn1 ha

confermato le violazioni: le mozzarelle di

bufala viaggiavano tra i 16°C e i 20°C,

ben oltre il limite massimo consentito

di 8°C. Dure sanzioni amministrative per

il conducente e sequestro immediato

della merce deteriorata, che includeva 98

kg di stoccasso e 25 kg di mozzarelle

Dop, sottraendo così prodotti pericolosi

dal mercato.

Finisce qui

La ducia è un elemento centrale nel rapporto di lavoro ecco perché

quando viene meno anche il licenziamento può risultare legittimo.

Qui entriamo nel merito della questione partendo da una vicenda reale

La rubrica è curata da Pasquale Dui,

avvocato, professore a contratto di diritto del lavoro,

revisore legale e giornalista pubblicista.

La vicenda esaminata dalla Corte di cassazione

con l’ordinanza n. 172/2025 racconta

una storia esemplare di come, nel rapporto

di lavoro, la ducia rappresenti un elemento centrale,

soprattutto quando vengono in rilievo comportamenti

che incidono sull’afdabilità personale

del lavoratore.

Il caso riguarda un dipendente licenziato per giusta

causa dopo una sequenza di condotte particolarmente

gravi: assenze ingiusticate protratte per

più giorni, l’abbandono del posto di lavoro e, soprattutto, la

richiesta al medico curante di un certicato di malattia falso,

nalizzato a giusticare retroattivamente l’assenza. A ciò

si aggiungevano episodi di offesa verbale nei confronti di

un collega e la recidiva per precedenti sanzioni disciplinari.

La Corte d’appello aveva ritenuto legittimo il licenziamento,

valutando l’insieme dei comportamenti come sintomatici

di una rottura irreversibile del vincolo duciario. Il lavoratore

aveva quindi proposto ricorso in Cassazione, sostenendo,

tra l’altro, che la falsità del certicato medico non fosse

stata adeguatamente provata e che il giudice di merito avesse

illegittimamente negato l’ammissione della prova testimoniale

richiesta sul punto.

Ricorso inammissibile

La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile,

ribadendo alcuni principi di grande rilievo pratico. In primo

luogo, la Cassazione chiarisce che il mancato accoglimento

di una richiesta istruttoria non integra automaticamente

un vizio della sentenza. La mancata ammissione della prova

può essere censurata in sede di legittimità solo quando

sia tale da determinare l’omessa motivazione su un fatto

decisivo, ossia quando, con ragionevole certezza, l’assunzione

di quella prova avrebbe condotto a un esito diverso

della controversia. Non è sufciente, quindi, una semplice

possibilità astratta: serve dimostrare che quella prova era

davvero ‘determinante’ e non solo utile.

Nel caso concreto, la Corte osserva che la decisione

di merito era fondata su un quadro probatorio

ampio e coerente, nel quale la falsità del certicato

emergeva non come elemento isolato, ma

come parte di una condotta complessiva incompatibile

con la prosecuzione del rapporto. Anche

a voler ipotizzare un diverso contributo causale

del medico, la responsabilità del lavoratore restava

comunque centrale, poiché era stato lui a sollecitare

il rilascio del documento falso, tentando di

‘coprire’ l’assenza a posteriori.

Un ulteriore aspetto signicativo riguarda la valutazione

della gravità delle condotte. La

Cassazione conferma che il giudizio sulla proporzionalità

del licenziamento deve tener conto non solo dei singoli

episodi, ma anche della loro lettura complessiva. In questa

prospettiva, la recidiva assume un peso rilevante, perché

segnala che il lavoratore, già destinatario di sanzioni, non

ha modicato la propria condotta e rende meno plausibile

una prosecuzione ordinata del rapporto.

La decisione parla in modo diretto anche al mondo delle

imprese della logistica e dei trasporti, dove l’organizzazione

del lavoro si fonda su presenze, turnazioni e afdabilità individuale.

Un’assenza ‘coperta’ da un documento falso non

è una semplice irregolarità: produce disservizi, carichi redistribuiti

sui colleghi, costi imprevisti e, soprattutto, mina

la ducia che consente di programmare il lavoro quotidiano.

Per questo la giurisprudenza tende a considerare tali condotte

come incompatibili con la permanenza in azienda,

specie se accompagnate da ulteriori violazioni e da precedenti

disciplinari.

In denitiva, la Cassazione ribadisce che il processo non è

il luogo per rimettere in discussione valutazioni di merito

sorrette da una motivazione logica e completa. Quando il

quadro dei fatti è chiaro e le condotte risultano gravi e plurime,

il licenziamento per giusta causa rappresenta una risposta

coerente e giuridicamente sostenibile, oltre che un

segnale di tutela dell’organizzazione e della correttezza nei

rapporti di lavoro.

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Associazioni&Dintorni

Associazioni&Dintorni

Tempi difficili

L’entrata in vigore nel 2028 dell’ETS2, il sistema per lo scambio di quote

delle emissioni che coinvolge anche il trasporto stradale, avrà un forte

impatto sulle aziende. E non ci sono ancora le condizioni abilitanti

Diamogli valore

Quanto vale davvero un’impresa di autotrasporto e logistica italiana?

Stando al margine operativo lordo medio piuttosto poco. Per svoltare

pagina serve un nuovo approccio economico, culturale e manageriale

a cura di Carlotta Caponi, Segretario Generale Fai

Posticipare al 2028 l’avvio dell’ETS2, un passaggio

rilevante per il settore dell’autotrasporto

e della logistica. Una scelta che introduce

un elemento di maggiore equilibrio,

prendendo atto della complessità di coniugare

obiettivi ambientali ambiziosi con la sostenibilità

economica e sociale delle imprese che operano

in un contesto concorrenziale europeo e con margini

operativi sempre più ridotti.

Da tempo gli operatori del trasporto italiani stanno

investendo in processi di efcientamento e di contenimento

delle emissioni, attraverso il rinnovo

dei mezzi e l’adozione di soluzioni organizzative e tecnologiche

evolute. Tuttavia, tali sforzi devono potersi sviluppare

all’interno di un quadro che non comprometta la competitività.

Nel caso italiano, dove il costo dei carburanti è

già fortemente influenzato da livelli di tassazione tra i più

elevati in Europa, l’introduzione anticipata dell’ETS2 avrebbe

potuto accentuare le asimmetrie concorrenziali.

A sostegno del settore

Sotto il prolo operativo, un ulteriore rinvio appare difcilmente

evitabile se si considera l’attuale disponibilità delle

tecnologie alternative. Elettricazione, GNL e biocarburanti

sono opzioni che il settore sta sperimentando ma oggi i

veicoli pesanti sono ancora, in larga maggioranza, a gasolio.

A ciò si sommano limiti infrastrutturali, volumi produttivi

insufcienti e costi elevati: difcile immaginare

una riconversione rapida del parco veicolare.

Secondo le stime del Politecnico di Milano, sarebbero

necessari circa 1,7 miliardi di euro per avviare

l’elettricazione di una porzione limitata dei mezzi

nel periodo 2025-2030, a fronte di strumenti nanziari

che, allo stato attuale, non risultano adeguati.

Gli interventi previsti dal nuovo decreto per il quinquennio

2027-2031 rappresentano un primo segnale,

ma non appaiono ancora in grado di sostenere

pienamente l’impatto della transizione.

Di particolare rilievo sono anche le misure introdotte

per mitigare la volatilità del mercato ETS2,

in particolare attraverso meccanismi di controllo

del prezzo delle quote. Un aspetto fondamentale per un

settore caratterizzato da una domanda poco elastica e da

una limitata capacità di ribaltare i costi lungo la liera.

Rimane tuttavia aperta la questione dell’utilizzo del gettito

generato: è essenziale che le risorse provenienti dal trasporto

stradale siano destinate al sostegno del settore

stesso, coerentemente con la nalità dell’ETS come strumento

vincolato a obiettivi specici.

La transizione verso modelli di trasporto a minore impatto

ambientale è un percorso necessario, ma richiede tempi

congrui, un approccio tecnologicamente neutro e politiche

industriali coordinate. Solo in questo modo sarà possibile

evitare che il processo di decarbonizzazione si traduca in

un indebolimento strutturale della competitività del sistema

logistico nazionale.

di Alessandro Peron, Segretario Generale FIAP

Quando si parla di valore di un’impresa di

autotrasporto e logistica, è necessario

uscire da alcuni luoghi comuni ancora

molto diffusi nel settore. Il valore non coincide

con il numero di veicoli, con il fatturato o la quantità

di immobili ma con la capacità dell’azienda

di generare margine operativo lordo in modo stabile,

di produrre risultati economici dalla gestione

caratteristica, al netto di imposte, interessi e ammortamenti.

L’indicatore da osservare è l’EBITDA

(acronimo di Earning Before Interest Tax

Depreciation Amortization).

Emerge subito un primo dato: i margini delle imprese di

trasporto sono mediamente molto bassi. Nella maggior

parte dei casi l’EBITDA si colloca tra il 3 e il 6 per cento del

fatturato, con situazioni più critiche nelle attività maggiormente

esposte alla concorrenza di prezzo. Questo rende

la valutazione complessa, soprattutto quando si applicano

schemi pensati per settori con strutture di costo e modelli

di business differenti.

Nel mercato attuale, in sintesi, il valore d’impresa non deriva

da una semplice formula, ma da una valutazione complessiva

della sostenibilità economica e del rischio. Non conta

solo quanto margine si genera, ma anche quanto quel margine

è difendibile nel tempo. Ed è proprio sul rischio che

si concentrano oggi le principali criticità del settore. Il ricorso

sistematico al massimo ribasso, spesso per un

periodo prolungato, senza volumi minimi garantiti e con

ampia facoltà di disdetta da parte dei clienti, riduce drasticamente

la visibilità dei ricavi e comprime ulteriormente

i margini. A questo si aggiunge una forte dipendenza dall’imprenditore,

che in molte realtà rimane l’unico riferimento

commerciale, operativo e decisionale. In questi casi, il mercato

non percepisce un’azienda strutturata e scalabile, ma

una realtà fortemente personalizzata. La carenza

cronica di autisti e personale qualicato completa

il quadro, aumentando il rischio operativo e rendendo

fragile la continuità del servizio.

Sotto gli occhi di tutti

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: imprese che lavorano

molto, fatturano anche somme importanti,

ma faticano a creare valore. Non per mancanza

di impegno, bensì per un modello che non sempre

consente di trasformare il lavoro quotidiano in solidità

e prospettiva. La vera sda, quindi, non è solo

economica, ma culturale e manageriale. Creare

valore signica imparare a conoscere i propri numeri,

governare i costi, difendere i margini, strutturare processi

e persone. Signica ridurre la dipendenza dal titolare,

introdurre deleghe operative, controllo di gestione e visione

strategica. Non per snaturare l’impresa, ma per renderla

più resiliente, credibile e valutabile: è su questo terreno che

si gioca il futuro del settore. Fiap sta lavorando investendo

nella crescita culturale degli imprenditori del trasporto e

della logistica. Formazione, confronto, strumenti di analisi

e percorsi di consapevolezza non sono un elemento accessorio,

ma una condizione necessaria per affrontare un

mercato sempre più complesso e competitivo.

Il mercato non premia più solo chi fattura. Premia chi è in

grado di reggere la complessità, difendere i margini e costruire

continuità nel tempo. Dare valore alle imprese signica

partire da qui.

In questo quadro, il trasporto e la logistica non possono

più essere considerati un semplice centro di costo. Sono

un asset strategico del Paese, che richiede politiche industriali

coerenti e regole di mercato equilibrate, capaci di

valorizzare qualità, continuità e responsabilità lungo tutta

la liera. Senza queste condizioni, il valore delle imprese

resta fragile e il sistema perde competitività.

46 - 03 2026

03 2026 - 47



Legale

Legale

Pallets al centro

La nuova disciplina sulla gestione di questi supporti ha lo scopo di

semplicarne l’interscambio ma accresce il rischio di contenzioso

tra gli operatori. Entriamo nel dettaglio per comprendere come muoversi

a cura di Maria Cristina Bruni e Chiara Caponegro

Le nuove regole sulle misure di semplicazione in materia

di interscambio pallets entrate in vigore a metà

dicembre 2025 (Legge 2 dicembre 2025 n. 182) creano

il rischio di incrementare incoerenze e contenzioso tra

gli operatori. Le modiche al decreto 21032022 n 21, dopo

il 73/2025 del maggio 2025 in materia di autotrasporto, di

motorizzazione civile e di circolazione dei veicoli, hanno

spinto, quindi, alcune associazioni di settore a richiedere

un chiarimento ufciale del MIT.

La riforma degli articoli 17-bis e 17-ter del DL 21/2022 (si

ricorderà cosiddetto decreto Ucraina) in vigore dal 18 dicembre

scorso introduce, di fatto, un sistema più strutturato

per la gestione dei pallet e punta a rendere più trasparente

l’interscambio. Tuttavia, alcuni suoi aspetti rischiano di determinare

differenze interpretative e discrasie applicative

verso i vettori assegnando responsabilità e compiti sulla

loro gestione che in verità questi ultimi non sono in grado

di controllare poiché non rientranti nelle loro sfere di competenza.

Sappiamo che la gestione dei pallet non rientra nel contenuto

naturale del contratto di trasporto. Esso potrebbe diventare

un onere in capo al vettore solo con un accordo

specico e remunerato.

Già tre anni fa, al primo apparire della normativa pallets,

se ne era evidenziata la singolarità perché non faceva cenno

al Decr. Lgs. n. 286/2005 e non emergeva apparentemente

alcun coordinamento tra le due discipline. E il

Decreto Legge - 21/05/2025, n.73, al Capo II, intitolato:

Disposizioni in materia di autotrasporto, di motorizzazione

civile e di circolazione dei veicoli, all’articolo 4, ha stabilito

le cd “Norme per garantire la continuità del servizio di autotrasporto”

con cui sembrava forse esservi un maggior

coordinamento tra le due.

Il Decreto73/2025 ha fra l’altro modicato l’art. 11-bis del

D. Lgs. n. 286 del 2005 con l’espresso richiamo ai ‘servizi

ancillari’ al trasporto, tra cui sono inclusi quelli di imballaggio.

In questo modo il vettore resterebbe irresponsabile rispetto

alla gestione dei predetti supporti ai sensi dell’art.

11-bis nuove versione, nella misura in cui, non avendo provveduto

direttamente ad approntare la merce si limiti a trasportarla

a destinazione

Ricordiamo come secondo la Scheda Camera Lavori

Preparatori, L’articolo 4, comma 2-bis, introdotto dalla

Camera, modica l’articolo 11-bis, comma 1, del decreto

legislativo n. 286 del 2005, che prevede, nei casi in cui la

merce da trasportare sia imballata, oppure stivata su apposite

unità per la sua movimentazione, l’esonero del vettore,

al termine dell’operazione di trasporto, da ogni obbligo

di gestione e restituzione degli imballaggi o delle unità di

movimentazione utilizzate. In particolare, il comma 2-bis

è intervenuto come commentato sull’ambito di applicazione

del citato comma 1, circoscrivendolo al caso in cui

la merce da trasportare sia imballata, oppure stivata su

apposite unità per la sua movimentazione, per mezzo di

servizi ancillari resi da soggetti che, nell'esecuzione del trasporto,

abbiano agito nell'esercizio delle loro funzioni a favore

del vettore.

Detenzione o possesso?

Già si era commentato con le precedenti discipline 11 bis

e 17 ter che una interpretazione coerente delle disposizioni

del decreto 21 marzo 22 n. 21 avrebbe potuto poggiarsi

sul diverso concetto tra ‘detenzione’ e ‘possesso’ desumibile,

anche sulla base di alcune disposizioni internazionali

in capo al vettore: quest’ultimo, caricando la merce da trasportare,

ne prende naturalmente il possesso, ma non per

quanto riguarda i pallet su cui è posizionata, che sarebbero

da esso solo materialmente detenuti al ne di eseguire la

consegna commissionata: solo in quella sede, infatti, si

vericherebbe il ricevimento, da parte del destinatario, anche

dei pallets sui quali è imballata la merce a lui inviata,

approntata dal loro proprietario ovvero dal committente

del trasporto. Pertanto, solo il destinatario della consegna

sarebbe da considerarsi, ai sensi e per gli effetti dell’art.

17-ter, effettivo ‘ricevitore’ dei pallet dove è posizionata la

merce trasportata. Invero, ben potrebbe immediatamente

procedere allo sbancalamento della stessa, ovvero alla riconsegna

di un egual numero di pallet rispetto a quelli ritirati,

usando quelli giacenti presso il proprio magazzino.

Pertanto, il vettore resterebbe irresponsabile rispetto alla

gestione dei predetti supporti ai sensi dell’art. 11-bis, nella

misura in cui, non avendo provveduto direttamente ad approntare

la merce (si pensi infatti alla diversa ipotesi c.d.

di rottura del carico, che si verica allorquando il vettore,

ricevuta la merce da distribuire, abbia provveduto esso

stesso a ricomporla in differenti spedizioni) si limiti a trasportarli

a destinazione.

Peraltro la nuova normativa (art 17 ter) che si applica

espressamente solo ai trafci nazionali esordisce ora con

la locuzione ‘ferme restando le disposizioni dell’art 11 bis

dlgs 286/05’ mentre prima non aveva alcun collegamento

e apparentemente ignorava l’art 11 bis e le sue disposizioni!

Il contratto è tutto

Ebbene in base al nuovo 11 bis di cui al recente decreto

73/25:

- nell’ipotesi in cui la merce da trasportare sia imballata,

oppure stivata su apposite unità per la sua movimentazione

per mezzo di servizi ancillari resi da soggetti che,

nell’esecuzione del trasporto, abbiano agito nell’esercizio

delle loro funzioni in favore del vettore, il vettore medesimo,

al termine dell’operazione di trasporto, non ha alcun

obbligo di gestione e non è tenuto alla restituzione degli

imballaggi o delle unità di movimentazione utilizzate;

- qualora il committente e il destinatario della merce si

siano accordati per la riconsegna degli imballaggi o delle

unità di movimentazione, il vettore non è responsabile

per il riuto di restituzione da parte del destinatario di

unità di movimentazione di numero o di qualità inferiore

rispetto a quelle con cui è stato effettuato il trasporto,

ed ha comunque diritto ad un compenso per ogni prestazione

accessoria eseguita.

E, dunque, se in tali ipotesi i vettori sono irresponsabili per

la gestione e restituzione dei pallets e le operazioni sono

svolte da terzi, come si può poi ritenerli automaticamente

responsabili?

In questo frangente, lo rimarchiamo, il contratto di autotrasporto

diventa ancor più fondamentale e chiare e attente

dovranno essere le sue previsioni in modo da evitare qualsiasi

ambiguità e attribuzione di compiti in capo ad operatori

che siano estranei a determinate sfere di azione e quindi

salvo diversi accordi remunerati, dispensati dalle stesse.

Circa l’emissione di voucher sempre più digitalizzati nel

tempo e la loro gestione in capo al vettore ove previsto,

non vediamo delle incompatibilità assolute con la vigente

normativa, nella misura in cui le attività accessorie cui il

vettore è tenuto in assenza di piena disponibilità vengano

adeguatamente remunerate.

In conclusione, a prescindere dalla criticità insite nella sua

redazione, la nuova normativa potrebbe consentire un’ottimizzazione

dei servizi di magazzino e di distribuzione,

se adeguatamente supportata da una competente contrattualistica

che tenga conto dei rispettivi ruoli, responsabilità,

competenze, oneri e corrispettivi.

La rubrica è curata da Maria Cristina

Bruni e Chiara Caponegro, avvocati dello

Studio legale associato EurAmbrosiano

di Milano.

Maria Cristina Bruni, Senior Partner e

giornalista pubblicista, ha un’esperienza consolidata in diritto dei trasporti

interno e internazionale e pluriennale nel settore del diritto del lavoro.

Chiara Caponegro, Senior Lawyer e data protection ofcer, ha un’esperienza

pluriennale nel diritto del lavoro, previdenziale e sindacale. Opera inoltre

nel settore del diritto dei trasporti.

48 - 03 2026

www.vietrasportiweb.it

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03 2026 - 49



Mercato

Mercato

I numeri Italia 2025

Trainiamo noi

I semirimorchi archiviano un anno positivo, superando

le 15.200 immatricolazioni con Kögel che conquista

la leadership. Il 2026 potrebbe riservare altre sorprese

Sud e Isole

32,8%

Centro

13,7%

Immatricolazioni

trainati per area

geografica

(Italia, 2025)

Nord-Ovest

26,5%

Nord-Est

26,9%

Immatricolazioni trainati per area

Area 2025 2024 Var%

Nord-Ovest 4.044 3.331 21,4

Nord-Est 4.110 3.556 15,6

Centro 2.091 1.990 5,1

Sud e Isole 5.004 4.476 11,8

N.D. 7 7 0,0

Totale 15.256 13.360 14,2

Allestimenti Trainati 2025

Allestimento 2025 2024 Var%

Centinati 3.928 3.000 30,9

Ribaltabili 2.091 1.886 10,9

Isotermici 2.031 2.093 -3,0

Furgoni 1.517 1.321 14,8

Portacontainers 1.510 1.235 22,3

Vari allestimenti 1.084 860 26,0

Cisterna 709 625 13,4

Pianali 560 605 -7,4

Cassoni 538 535 0,6

Eccezionali 441 439 0,5

Trasporto Autoveicoli 417 279 49,5

Cisterne isotermiche 159 132 20,5

Scarrabile 151 197 -23,4

Pianali mobili 86 116 -25,9

Trasporto animali 30 25 20,0

Trasporto persone 2 - 100,0

Caravan 1 - 100,0

Trasporto lastre 1 12 -91,7

Totale 15.256 13.360 14,2

Isotermici

13,3%

Ribaltabili

13,7%

Furgoni

9,9%

Immatricolazioni

trainati

per allestimenti

(Italia, 2025)

Centinati

25,7%

Portacontainers

9,9%

Vari allestimenti 7,1%

I semirimorchi/

rimorchi con centina,

grazie alla loro

versatilità, sono i più

richiesti dalle aziende

italiane.

Rappresentano un

veicolo su due

immatricolato nel

corso del 2025.

Al secondo posto ci

sono i ribaltabili che

hanno potuto

beneciare dell’avvio

di numerosi cantieri

legato alle grandi

opere nella Penisola.

Cisterna 4,6%

Pianali 3,7%

Cassoni 3,5%

Eccezionali 2,9%

Trasporto Autoveicoli 2,7%

Altri 2,8%

Immatricolazioni trainati in Italia

Mercato 2025 2024 Var%

Rimorchi 1.362 1.363 -0,1

Semirimochi 13.894 11.997 15,8

Totale 15.256 13.360 14,2

Rimorchi

pesanti

8,9%

Immatricolazioni

trainati

(Italia, 2025)

Un’ottima annata, il 2025, per il mercato

dei veicoli trainati in Italia. Le immatricolazioni

hanno superato quota 15.200

segnando un +14,2 per cento rispetto al 2024

quando ci si era fermati a 13.360. A fare la parte

del leone sono stati i semirimorchi che, con

oltre il 91 per cento dei volumi complessivi, hanno

archiviato una crescita del 15,8 per cento,

mentre i rimorchi hanno sostanzialmente replicato

il risultato dell’anno precedente.

«Il 2025 - ha commentato Massimo Menci, presidente

della Sezione Rimorchi di Ana - si chiude

complessivamente con un bilancio positivo per

il mercato dei rimorchi e semirimorchi, sostenuto

in particolare dalla crescita dei semirimorchi, che

nel cumulato annuo registrano un incremento del

15,8 per cento. In attesa della pubblicazione del

prossimo decreto con i restanti 6 milioni di euro,

che si aggiungeranno ai 13 milioni già stanziati

lo scorso anno, Ana sta lavorando afnché, nell’ambito

del fondo da 590 milioni di euro per l'autotrasporto,

circa il 20 per cento delle risorse sia

destinato a rimorchi e semirimorchi. L’obiettivo è

ampliare le categorie incentivabili e introdurre una

premialità per la rottamazione dei mezzi più vetusti

– particolar- mente diffusi in questo segmento

- favorendo l’immissione sul mercato di

veicoli nuovi e più performanti anche sotto il pro-

lo della sicurezza e dell’efcienza. Ricordiamo

che il fondo, con un orizzonte temporale quinquennale,

consentirà alle imprese di pianicare

con maggiore certezza e continuità gli investimenti

nel rinnovo del parco circolante».

Al Sud e nelle Isole uno su tre

L’area geograca più dinamica per il settore dei

trailer nel 2025 è stata il Sud con le Isole: qui è

stato immatricolato un mezzo su tre, oltre 5mila

in totale. Il Nord Ovest con più di 4mila tra rimorchi

e semirimorchi, invece, è l’area che ha

messo a segno la crescita maggiore, + 21,4 per

cento. Al contrario, nel Centro Italia si è registrato

l’incremento più contenuto, intorno al 5

per cento.

Cosa hanno acquistato le aziende italiane nell’ultimo

anno? I centinati rappresentano la fetta

più importante del mercato con un veicolo su

quattro e una crescita del 30 per cento sull’anno

precedente. Si tratta, del resto, di un allestimento

particolarmente versatile, il più utilizzato per

il trasporto su strada di merci varie e pallets,

spesso adatto anche all’intermodale. In seconda

posizione, con un 13,7 per cento di quota, si

collocano i ribaltabili (+10 per cento). Un seg-

di Monica Schiller

Semirimorchi

91,1%

50 - 03 2026 www.vietrasportiweb.it

www.vietrasportiweb.it

03 2026 - 51



Mercato

Wielton 1,3%

Kässbohrer 1,3%

Omar 1,3%

Bertoja 1,4%

Fruehauf 1,6%

Serin Treyler 2,0%

C.C.F.C. 2,2%

Lamberet 2,8%

Viberti rimorchi 4,6%

Altri

25,4%

Kögel

13,3%

Immatricolazioni

trainati per

marca

(Italia, 2025)

Lecitrailer

4,7%

TecnoKar

Trailer

8,0%

Krone

8,4%

Schmitz

12,0%

Menci

9,6%

Trainati per marca

Marca 2025 2024 Var %

Kögel 2.030 1.517 33,8

Schmitz 1.824 1.802 1,2

Menci 1.471 1.434 2,6

Krone 1.278 845 51,2

TecnoKar Trailer 1.220 1.066 14,4

Lecitrailer 717 746 -3,9

Viberti rimorchi 709 797 -11,0

Lamberet 431 524 -17,7

C.C.F.C. 340 228 49,1

Serin Treyler 306 176 73,9

Fruehauf 246 213 15,5

Bertoja 219 222 -1,4

Omar 194 271 -28,4

Kässbohrer 193 205 -5,9

Wielton 193 - 100,0

Off. De Angelis 187 138 35,5

Rolfo 183 112 63,4

Chereau 178 145 22,8

Tabarrini ribaltabili 170 104 63,5

TMT 165 155 6,5

Lohr 108 68 58,8

Mec 100 130 -23,1

Knapen 97 87 11,5

Cbs Srl 94 81 16,0

Mantella - Redim 93 66 40,9

Paganinicar 89 83 7,2

Omt - Off. Macc. Tortonesi 87 79 10,1

General Service 86 82 4,9

Kraker 84 86 -2,3

Schwarzmüller 82 78 5,1

Altri 2.082 1.820 14,4

Totale 15.256 13.360 14,2

mento che ha beneciato della nascita di numerosi

cantieri legati prima al PNRR e, successivamente,

alle Olimpiadi Milano-Cortina. In terza

posizione, vicinissimi con un 13,3 per cento

di share, gli isotermici che però in controtendenza

rispetto all’andamento generale devono fare

i conti con una leggera flessione (-3,0 per cento).

Chiudono la top ve i furgoni e i portacontainer,

entrambi con poco più di 1.500 unità che si traducono

in un 10 per cento di quota.

La leadership è di Kögel

Le marche estere totalizzano 8.807 libretti di

circolazione (+20,2 per cento), quelle nazionali

6.447 (+6,8 per cento). La leadership è della tedesca

Kögel che nel 2025 con oltre 2mila trainati

ha messo in rete un +33,8 per cento e sofa

il primo gradino del podio a Schmitz che si deve

accontentare della piazza d’onore con poco più

di 1.800 veicoli, un volume simile a quello del

2024. La prima italiana in classica è Menci, in

terza posizione con poco meno di 1.500 unità.

Complessivamente questi tre costruttori detengono

circa il 35 per cento del mercato italiano.

Uno sguardo al 2026. Sono attesi, tra gli altri, i

Decreti legislativi attuativi della revisione del

Codice della Strada che consentirebbero l’aggiornamento

del Regolamento di esecuzione e

la piena applicazione della normativa che estende

la lunghezza massima degli autoarticolati da

16,50 a 18,75 metri, permettendo all’Italia di allinearsi

agli standard già adottati da numerosi

Paesi europei. Una mossa che potrebbe dare

boost al mercato permettendo alle aziende di

trasporto di efcientare i viaggi e migliorare la

sostenibilità economica delle operazioni.

52 - 03 11 2026 2024

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Allestimenti

Allestimenti

Mec-Bte/Busi Group

Una nuova casa

Inaugurato a Mondovì il secondo stabilimento per l’assemblaggio di

scarrabili, rimorchi e gru. Tutto nel catalogo del gruppo bresciano che opera

a 360 gradi nel mondo della raccolta riuti, dal cassonetti ai compattatori

di Danilo Senna

Partiti dal bresciano nei primi anni

Novanta, i fratelli Busi si sono ormai allargati

a tutto il Norditalia, da est a ovest.

Se da un lato, infatti, c’è la veneta Bsa che produce

spazzatrici, all’estremo opposto si trova

la Mec-Bte di Mondovì (in provincia di Cuneo),

specializzata in scarrabili, rimorchi e gru. Ecco,

proprio qui è appena stato inaugurato un secondo

stabilimento dedicato esclusivamente

all’assemblaggio di ciò che nel sito preesistente

viene invece preparato, saldato e verniciato.

La nuova casa è un capannone di

6mila metri quadrati, su

un’area di 17mila che ospita anche la palazzina

uffici. La parte produttiva, climatizzata estate/inverno

e con un impianto fotovoltaico da

800 chilowatt sul tetto, è organizzata su tre linee

parallele. Rifornite dal retro, vedono i componenti

via-via assemblati prendere forma in

stazioni successive; in ognuna si effettuano

più o meno sempre le stesse operazioni, a ga-

ranzia della costanza di qualità. Alla fine di ciascuna,

i manufatti completi si ritrovano sul

lato opposto, pronti per la consegna. C’è una

linea per i rimorchi, affiancata da quella delle

attrezzature per le vasche scarrabili, quindi

quella delle gru; queste ultime sono anche soggette

a severi cicli di collaudo, per i quali sono

previste due solide postazioni di staffaggio a

fine linea.

C’è spazio per crescere

Lavorando su un solo turno, da qui possono

uscire fino a 1.000 scarrabili, 200 rimorchi e

300 gru. Almeno per adesso, perché i margini

e le possibilità di crescita non mancano. Già

così la Mec-Bte contribuisce per circa il 15

per cento al fatturato complessivo del gruppo

Busi. Il resto viene dall’altro sito Bte che fornisce

sistemi di compattazione da montare

sui veicoli o anche stazionari a terra, oltre a

vasche e multibenne varie.

Poi c’è la Omd con i suoi compattatori, container,

vasche ribaltabili e cassonetti. E le già

citate spazzatrici venete Bsa. Insomma, tutto

quello che serve alla cura dell’ambiente, dal

punto di vista della raccolta e del trasporto

dei materiali. Ovviamente le ripartizioni produttive

non sono rigidamente allocate per tipologia

merceologica, dipende anche dal livello

di saturazione di ciascuno stabilimento.

Il fatto che nel gruppo ci siano tutte aziende

con un nome di tre lettere, forse, è casuale,

come tre sono i titolari fratelli Busi. Mentre è

certamente voluta la politica del management,

che ha il preciso intento di mantenere

le produzioni laddove sono nate e si sono sviluppate,

con tutto il loro capitale umano. Non

a caso, proprio durante l’inaugurazione del

nuovo stabilimento di Mondovì sono stati festeggiati

diversi operai che hanno ormai superato

i trent’anni di anzianità aziendale. Roba

d’altri tempi, in tutti i sensi.

Dall’alto, da sinistra,

una gru quasi a ne

linea, prima della

stazione di collaudo,

e il gancio dello

scarrbile con la sua

struttura che viaggia in

parallelo a un

rimorchio. Nella la

centrale, gli sli

di una gru in attesa

di... ricongiungimento.

Nell’ultima la, uno

scarrabile nito.

54 - 03 2026

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03 2026 - 55



Tecnologia

Tecnologia

Vehicle-to-Vehicle Energy Transfer

L’energia circola

L’infrastruttura di ricarica non adeguata rappresenta uno dei principali

ostacoli alla diffusione di truck elettrici. La tecnologia V2V potrebbe

rappresentare la svolta. Ecco di che cosa si tratta

di Roberta Cannone

Nel trasporto pesante elettrico emerge un

nuovo scenario che no a pochi anni fa

sembrava impossibile: non solo ricariche

da infrastrutture sse, ma mezzi capaci di trasferire

energia direttamente ad altri veicoli. In un settore

dove ogni fermo macchina si traduce in ritardi,

penali e perdita di efcienza lungo l’intera

supply chain, l’idea che un camion possa diventare

una ‘riserva energetica mobile’ non è più soltanto

una visione futuristica, ma una potenziale

soluzione industriale. È qui che entra in gioco il

concetto di Vehicle-to-Vehicle Energy Transfer,

ovvero il trasferimento di energia elettrica tra veicoli,

teorizzato per la prima volta nel 1997 da

Willet Kemtpon insieme a Steve Letandre.

Una tecnologia ancora oggi in fase sperimentale,

ma già al centro dell’interesse dei principali costruttori

e dei consorzi europei che stanno costruendo

le basi della nuova mobilità pesante.

Nel linguaggio automotive, il termine V2V, ovvero

‘Vehicle-to-Vehicle’, viene normalmente asso-

ciato alla comunicazione digitale tra mezzi, utilizzata

per la sicurezza stradale e la guida cooperativa.

Nel caso dell’energia, però, il signicato

cambia radicalmente: qui non si parla di informazioni,

ma di elettricità reale che fluisce da una

batteria all’altra. Il Vehicle-to-Vehicle energy transfer

può essere denito come una forma avanzata

di ricarica bidirezionale, nella quale un camion

elettrico non è soltanto un utilizzatore di

energia, ma può diventare anche un erogatore.

In altre parole, un veicolo si trasforma in una colonnina

mobile, capace di fornire potenza a un

altro mezzo in difcoltà o in condizioni operative

particolari. Perché proprio nel mondo truck questa

tecnologia potrebbe esere strategica?

Il trasporto pesante è il contesto ideale per comprendere

il valore di questa innovazione. A differenza

delle auto private, i camion elettrici operano

con pacchi batteria enormi, spesso

superiori alle centinaia di kilowattora, e percorrono

tratte dove l’autonomia è una variabile cri-

tica. In logistica, un camion fermo non è un inconveniente,

ma un’interruzione della catena. Il

V2V nasce come risposta a questa fragilità. Se

una flotta dispone di energia complessiva suf-

ciente, ma distribuita in modo disomogeneo

tra i mezzi, allora la possibilità di riequilibrare la

carica tra camion potrebbe diventare una leva

operativa decisiva. Non si tratta di sostituire le

infrastrutture di ricarica, ma di introdurre una forma

di resilienza energetica, utile soprattutto in

una fase storica in cui la rete di ricarica ad altissima

potenza non si può certo denire capillare.

I presupposti industriali

Sebbene oggi non esistano ancora camion

commerciali venduti esplicitamente come

‘truck-to-truck charger’, le principali case costruttrici

stanno lavorando su piattaforme sperimentali

che includono ricarica bidirezionale e

gestione avanzata dell’energia.

Mercedes-Benz Trucks rappresenta oggi uno dei

laboratori più avanzati per l’integrazione tra elettricazione

e sistemi energetici evoluti. Il progetto

sperimentale ELF, concepito come piattaforma

mobile per testare ricarica ad altissima potenza

e flussi bidirezionali in AC e DC, indica che l’architettura

dei futuri e-truck potrebbe gestire energia

in modo dinamico, e non solo passivo. ELF,

Experimental-Lade-Fahrzeug, in tedesco ‘veicolo

di ricarica sperimentale’, riflette la visione della

Stella di guardare oltre l’autonomia e le emissioni

zero, ponendo l’accento anche sull’efcienza e

l’integrazione energetica. A bordo del progetto

ELF si trovano apparati e sistemi in grado di gestire

simultaneamente molteplici modalità di ricarica,

inclusi gli standard CCS (Combined

Charging System) e MCS (Megawatt Charging

System). Il primo è lo standard corrente per la ricarica

rapida delle auto elettriche, qui portato a

potenze eccezionali no a 900 kW, così da testare

l’afdabilità di componenti, cavi e controlli a livelli

superiori rispetto alla norma. Il secondo, nato per

i veicoli pesanti, permette di raggiungere livelli di

potenza nell’ordine del megawatt, utili per valutare

la resistenza termica della batteria e dell’elettronica

di bordo in condizioni estreme. I risultati rac-

Si può fare

Un esempio che mostra come il trasferimento energetico bidirezionale

sia possibile su scala industriale è rappresentato dallo standard

CHAdeMO, da anni associato a implementazioni Vehicle-to-Grid e bidirezionalità

certicata. CHAdeMO è una tecnologia di ricarica rapida in

corrente continua (DC) nata e utilizzata in Giappone per la ricarica di veicoli

elettrici. In Europa e in Italia, tuttavia, lo scenario è evoluto diversamente:

il sistema CCS (Combined Charging System), sviluppato da un

consorzio di costruttori , è diventato lo standard dominante per la ricarica

DC ad alta potenza. CCS integra all’interno dello stesso connettore sia

la ricarica in corrente alternata (AC), sia quella in corrente continua (DC)

e supporta potenze di ricarica più elevate, rendendolo particolarmente

adatto alle esigenze delle infrastrutture di ricarica pubbliche.

Per questa ragione, il regolamento europeo sulle infrastrutture per combustibili

alternativi (AFIR) e norme correlate richiedono che i punti di ricarica

rapida accessibili al pubblico siano dotati almeno di connettori

CCS Combo 2, favorendo così la diffusione di questo standard nei Paesi

dell’Unione.

colti sono destinati a influenzare lo sviluppo di

tecnologie di ricarica ad alta potenza per veicoli

futuri e per soluzioni di mobilità a lungo raggio.

Uno degli aspetti più innovativi del progetto riguarda

la ricarica bidirezionale in corrente alternata

e continua. In questo contesto, l’ELF non si

limita a prelevare energia dalla rete, ma può anche

restituirla alla rete elettrica (Vehicle-to-Greed), a

un’abitazione (Vehicle-to-Home) o ad altri carichi

(Vehicle-to-Load), trasformando il veicolo in una

sorta di accumulatore mobile di energia. Questo

permette di esplorare scenari in cui il veicolo diventerebbe

parte attiva dell’infrastruttura energetica,

contribuendo alla stabilità della rete e all’autosufcienza

energetica dell’utente.

Anche Volvo Trucks, con il Volvo FH Electric, punta

su piattaforme modulari che integrano controllo

energetico avanzato e connettività. L’azienda svedese

è coinvolta nello sviluppo delle infrastrutture

MCS e nella creazione di corridoi di ricarica ad

alta potenza in Europa. Questa integrazione verticale

tra veicolo e infrastruttura rappresenta il

passaggio per rendere realistiche, in futuro, applicazioni

di scambio energetico tra mezzi.

Camion elettrici

di ultima generazione.

Da sinistra Volvo Fh

Electric, Mercedes-

Benz eActros 600

e 400.

56 - 03 2026 www.vietrasportiweb.it

57



Si dice che

Si dice che

n Allianz Trade, leader mondiale

dell’assicurazione crediti e specialista delle

cauzioni, recuperi, credito commerciale

strutturato e rischio politico, ha pubblicato il

Country Risk Atlas 2026. Nonostante forti

tensioni commerciali e molteplici livelli di

rischio, Allianz Trade ha effettuato

l’upgrade del ‘risk rating’ di 36 Paesi, a

fronte di soli 14 downgrade. L’Italia ha

beneficiato di un upgrade a fine 2025

raggiungendo il rating A1 pur avendo

prospettive di crescita economica moderate

quest’anno e il prossimo, e insolvenze

aziendali su un livello stabile. La percezione

del rischio da parte degli investitori è in

miglioramento, con gli spread scesi ai

minimi da molti anni. «La resilienza si

amplia - ha spiegato Aylin Somersan Coqui,

CEO di Allianz Trade - ma cluster di rischio

persistono in economie rilevanti. Tra i Paesi

in deterioramento figurano Belgio, Brasile,

Francia e Stati Uniti, che insieme

rappresentano circa un terzo del Pil globale,

ovvero dieci volte il peso delle economie che

hanno visto un miglioramento. L’economia

globale attraversa uno dei periodi più

turbolenti degli ultimi decenni, con una

convergenza di shock e trasformazioni

strutturali quali AI, demografia, climate

change, commercio e regolamentazione.

L’incertezza rimane elevata e le imprese

devono adottare un approccio selettivo,

country-by-country, per espandere il

business salvaguardando le proprie risorse.

Ciò sottolinea la necessità di un risk

management granulare e forward-looking

che vada oltre il rating principale. Il

monitoraggio continuo delle condizioni di

trasferimento e convertibilità, delle

traiettorie fiscali e delle esposizioni

commerciali sarà essenziale per anticipare i

punti di rottura».

Occhio alla paletta

A maggio e a novembre le nuove campagne

Roadpol per rafforzare la sicurezza su strada

Proseguono nel

2026 le campagne

‘Truck&Bus’ di

sicurezza stradale

dedicate ai veicoli

pesanti promosse

da Roadpol, la rete

di cooperazione

tra le polizie

europee.

I prossimi

appuntamenti con

i check sulle

strade sono fissati dal 4 al 10 maggio e dal 16 al 22 novembre.

Il programma, coordinato a livello comunitario, ha l’obiettivo

di ridurre gli incidenti che coinvolgono mezzi pesanti e bus e

contrastare le violazioni più frequenti nel trasporto

professionale.

Durante queste settimane le pattuglie concentrano, quindi,

l’attività su questi aspetti fondamentali: il rispetto dei tempi di

guida e di riposo, la corretta distribuzione dei carichi e

l’eventuale sovraccarico, lo stato tecnico dei veicoli. Particolare

attenzione è dedicata al controllo del tachigrafo, all’efficienza

dell’impianto frenante, alle condizioni degli pneumatici e al

funzionamento dei sistemi di sicurezza di bordo.

Non mancano verifiche nemmeno sulla documentazione di

trasporto, soprattutto nei servizi internazionali, e controlli

mirati a individuare eventuali manomissioni degli apparati

elettronici.

L’approccio di Roadpol punta a una vigilanza strutturata e

continuativa, capace di prevenire i principali fattori di rischio

legati al traffico pesante. I dati dell’ultimo anno confermano

l’importanza di queste iniziative: la Polizia Stradale ha

controllato oltre 334 mila veicoli pesanti, accertando quasi

mezzo milione di infrazioni.

Mai più senza

Per controllare i costi è necessario utilizzare

soluzioni tecnologiche. Come quelle di Webfleet

Tre le principali sfide che dovranno essere affrontate dai gestori

di flotte nel corso del 2026: aumento dei costi, pressione

crescente sui margini di guadagno ed evoluzione dei requisiti

normativi, sempre più esigenti e restrittivi. A sostenerlo è

Webfleet, la soluzione Bridgestone per la gestione del parco

veicoli. I trend per il 2026 mostrano chiaramente che il controllo

dei costi sta diventando il criterio decisionale centrale nella

gestione delle flotte. La trasparenza operativa permessa

dall’analisi dei dati digitali, la manutenzione predittiva e i

processi automatizzati stanno acquisendo sempre più

importanza perché hanno un impatto diretto sui costi operativi e

sull'efficienza delle operazioni aziendali e sui trasporti.

Il valore economico aggiunto delle soluzioni digitali sta

aumentando significativamente. «Si possono ottenere risparmi -

ha spiegato Maurizio Di Blasio, Senior Sales Engineer di

Webfleet - dall'8 al 10% agendo, per esempio, sul comportamento

alla guida. Allo stesso tempo, operatori e conducenti beneficiano di

procedure più chiare e di un carico di lavoro ridotto. Quando le attività

routinarie vengono eliminate e la pianificazione diventa più affidabile,

la soddisfazione aumenta». Per molte aziende, nel corso del 2026,

la digitalizzazione diventerà, quindi, un fattore cruciale per

accrescere l’efficienza, controllare i costi e aumentare la

competitività sul mercato del lavoro e nella gestione delle flotte.

n Koiné, azienda specializzata in soluzioni

logistiche avanzate e trasporto di merci a

temperatura controllata, ha ampliato la sua

flotta con 30 semirimorchi refrigerati

Evolution Air Cargo e 30 telai refrigerati, per

rafforzare le operazioni nazionali e

internazionali. Gli Evolution Air Cargo si

distinguono per la loro concezione

polivalente, progettata per il trasporto di

carichi pallettizzati convenzionali e pallet

aerei di grande formato, integrando

soluzioni tecniche che ottimizzano la

movimentazione, la sicurezza e l'efficienza

operativa. Queste unità sono omologate per

il trasporto di merci surgelate in conformità

con la normativa ATP classe FRC (-20 ºC) e

certificate Pharma. «Abbiamo scelto

Lecitrailer - ha detto Paolo Toccafondi,

presidente di Koine Spain -perchè riesce

ancora a sviluppare progetti dedicati a

soddisfare le esigenze del cliente. La nostra

richiesta è stata esaudita rapidamente e con

cura. Per i futuri sviluppi della nostra

azienda il marchio Lecitrailer sarà per noi

sicuramente un importante interlocutore».

n È Davide Mazzetti, 34 anni, da

Casalecchio di Reno (BO) il miglior tecnico

italiano del Gruppo Belron, leader globale

nella sostituzione di cristalli per tutti i tipi

di autoveicoli, presente in Italia con il

marchio Carglass. La 13° edizione del Best of

Belron 2026, la gara ufficiale indetta dal

Gruppo Belron, svoltasi nella cornice del

Museo Alfa Romeo di Arese (MI), lo ha visto

primeggiare e superare tutte le prove

previste. Secondo gradino del podio per

Luciano Vello (32 anni, da Pordenone) e

terzo per Riccardo Cimmino (40 anni, da

Bologna). Davide Mazzetti parteciperà alla

competizione globale, che si terrà a Lisbona

il 24 e 25 giugno 2026.

PERSONE&POLTRONE - PERSONE&POLTRONE - PERSONE&POLTRONE E - PERSONE&POLTRONE P

- PERSONE&POLTRONE - PERSONE&POLTRONE

n Giuseppe Bonollo, Senior Vice

President Business Unit Mobility di

Pininfarina, è stato nominato

Presidente del Gruppo Car Design &

Engineering di Ana. Succede a

Silvio Angori.

n Marco Puricelli è nominato Head

of Communication e assume la

responsabilità della Comunicazione

di Nissan Italia. Marco è ora

responsabile dell’implementazione

della strategia di comunicazione, sia

a livello di prodotto che corporate e

interna, con l’obiettivo di sostenere

l’evoluzione del brand, rafforzandone

la visibilità. Contemporaneamente,

Luisa Di Vita diventa Head of

Planning, Project & Performance,

nell’ambito della nuova

organizzazione di International

Communications Nissan.

n Fabio Buccigrossi è stato

nominato Vice President of South

West Europe Sales di ESET, leader

europeo globale nel mercato della

cybersecurity. Anche nel nuovo ruolo,

ricoprirà l’incarico di Country

Manager Italia per assumere

progressivamente la responsabilità

delle attività in Francia, Spagna e

Portogallo. La nomina rappresenta

un passaggio strategico per lo

sviluppo progressivo di ESET nei

mercati dell’Europa sud-occidentale.

n Geodis, leader globale nel settore

dei Trasporti e della Logistica, ha

annunciato il completamento del suo

leadership team in Italia con la

nomina di Sandro Cappiello nel ruolo

di amministratore delegato

per l’attività Contract Logistics.

n Crédit Agricole Auto Bank ha

annunciato una riorganizzazione

strategica della divisione Finance

HQ & Italy. A partire dal 1° febbraio

2026, Bruno Langella è nominato

Deputy Group CFO, CFO di CA Auto

Bank Italia e Head of Controlling HQ

& Drivalia. In questo ruolo, Langella

svolgerà una funzione fondamentale

nella supervisione della

performance nanziaria del Gruppo

e nella guida delle attività di

controllo sia per l'headquarter che

per Drivalia, la società di mobilità e

noleggio del Gruppo.

n Si completa la squadra del

Consiglio Generale di ANIASA che

guiderà l’Associazione Nazionale

Industria dell'Autonoleggio, Sharing

mobility e Automotive digital per il

prossimo quadriennio. Il Presidente

Italo Folonari (AD di Mercury) potrà

contare su nuovi ingressi: Raffaella

Tavazza (CEO del Gruppo Locauto) e

Rita Rossi (General Manager Italy di

Avis Budget Group) per la sezione

breve termine, di Marco Girelli (CEO

e AD di Alphabet Italia) per il lungo

termine e di Giovanni Maggiore (CEO

di Fair Connect) per il comparto della

Digital Automotive.

58 - 03 2026

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03 2026 - 59



Si dice che

A zero emissioni

Dividiamoli così

Volvo Trucks supera quota 10.000 camion

a gas venduti nel mondo. Spinta sul bio-LNG

Autotrasporto, 590 milioni per

il rinnovo flotte. Priorità al diesel

Volvo Trucks taglia un traguardo

significativo: dal 2018, anno di

lancio della nuova tecnologia, ha

consegnato oltre 10.000 camion

a gas a livello globale. Un

risultato che riflette la crescente

domanda di soluzioni a minore

impatto ambientale e che ha

fatto del 2025 l’anno migliore di

sempre per questo segmento.

Il principale mercato è il Regno Unito, seguito da Germania,

Svezia, Paesi Bassi, Norvegia e Francia e l’interesse sta

crescendo rapidamente anche in India e in diversi Paesi

dell’America Latina.

I motori a gas sono disponibili sulle gamme pesanti Volvo

FH, FM e FH Aero e possono funzionare sia con LNG sia con

bio-LNG, carburante rinnovabile ottenuto da rifiuti organici.

Uno dei punti di forza è l’autonomia: fino a 1.000 km con un

pieno, che rendono questi mezzi adatti al lungo raggio e alla

distribuzione regionale. Nei Paesi con infrastrutture di

rifornimento sviluppate, l’impiego di bio-LNG può portare a

riduzioni di CO2 fino al 100 per cento nel ciclo ‘well-towheel0.

Le prestazioni sono garantite dalla tecnologia HPDI,

che assicura potenza e coppia paragonabili ai diesel.

Candidati cercasi

La domanda di lavoro nella logistica resta

alta, come la carenza di aspiranti autisti

Nel mercato del lavoro 2026, i settori trasporto,

magazzinaggio e logistica si confermano tra i principali

motori della domanda occupazionale. Secondo il Sistema

informativo Excelsior, le imprese programmano 50.250

entrate nel secondo mese dell’anno, pari al 12 per cento del

totale nazionale. La previsione per il periodo febbraio-aprile

sale a più di 160.000 unità, segno di una richiesta costante

lungo l’intera filiera distributiva. La quota maggiore

riguarda trasporto e distribuzione, con oltre 35mila ingressi

previsti, mentre la movimentazione interna e le attività di

magazzino superano le 14mila unità. Gli autisti di camion

restano la figura più ricercata, seguiti dai magazzinieri

addetti alla movimentazione merci, a conferma di una

domanda concentrata sulle mansioni operative. Il nodo

principale resta, però, il reperimento di personale. La

difficoltà di trovare candidati raggiunge il 45 per cento

nell’area trasporti e distribuzione e sale al 58 per cento per i

conducenti di veicoli industriali.

È alle battute finali il decreto interministeriale

Mit-Mef che definirà criteri e modalità di

accesso ai 590 milioni di euro destinati al

rinnovo del parco veicolare dell’autotrasporto

nel periodo 2027-2031. Il fondo prevede una

ripartizione rigida delle risorse, tetti per

impresa, importi differenziati per tipologia di

mezzo e vincoli di mantenimento, con

gestione delle domande affidata a Ram

secondo l’ordine cronologico di presentazione.

La distribuzione finanziaria è ‘a scalini’: 100

milioni nel 2027 e nel 2028, 50 nel 2029, poi

un’accelerazione con 150 milioni nel 2030 e

190 nel 2031. Due terzi delle risorse saranno

dunque erogate dopo il 2028, in una fase

politica successiva all’attuale legislatura.

Il 60 per cento dei fondi, pari a 354 milioni, è

destinato alla rottamazione e all’acquisto di

camion diesel Euro VI Step E, che si

confermano il vero asse portante del

provvedimento. Il 18 per cento andrà al

rinnovamento di rimorchi e semirimorchi, il

10 per cento ai veicoli elettrici e a idrogeno, un

altro 10 per cento a quelli a metano e LNG e un

2 per cento alle cisterne GPL. Gli incentivi

variano: fino a 70mila euro per un elettrico

pesante, 140mila per l’idrogeno oltre le 16

tons, 25mila per un diesel con rottamazione.

Con le risorse disponibili si potrebbero

incentivare circa 14mila camion diesel contro

un massimo di 800 elettrici in cinque anni, se

l’intera quota fosse assorbita da questa

tecnologia.

Il decreto appare quindi strutturato e

finanziariamente rilevante, ma orientato

soprattutto a sostenere il rinnovo tradizionale

più che a imprimere una svolta radicale alla

transizione energetica del settore.

7-9

OCTOBER 2026

Bologna Exhibition

Centre - Italy

www.urbantech.show

The Urban Technology Show

IN CONJUNCTION WITH

IN COLLABORATION WITH ORGANIZED BY

60 - 03 2026

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Si dice che

Scommettere sulla logistica

Lo fanno le aziende del Nord Ovest che da sole producono il 33 per

cento del Pil nazionale. Prossimi passi: IA e transizione green

In VETRINA

Sicurezza a portata di mano

Stringiamoci forte

MARZO

Il Nord Ovest italiano

concentra il 33 per

cento del Pil

nazionale, il 38 per

cento delle

esportazioni, il 35 per

cento degli occupati e

il 29 per cento delle

imprese. E si

conferma l’area a

maggiore rilevanza

per la Logistica conto

terzi, generando il 44 per cento del fatturato

nazionale del settore con circa 50 miliardi di

euro. Lo rivela una ricerca dell’Osservatorio

Contract Logistics del Politecnico di Milano.

La percezione della Logistica da parte delle

imprese del Nord Ovest è profondamente

cambiata negli ultimi anni. Il 61 per cento

delle aziende committenti la considera oggi

un’attività strategica con forte impatto sulle

prestazioni aziendali, mentre il 32 la ritiene

rilevante ma con un impatto più contenuto.

Solo il 7 per cento delle imprese la valuta

come attività a basso valore aggiunto. «In

una fase caratterizzata da forte incertezza e da

un contesto competitivo sempre più complesso -

ha dichiarato Paolo Giacobbe, ricercatore

dell’Osservatorio Contract Logistics -la

Logistica assume un ruolo centrale nel garantire

continuità operativa, flessibilità e capacità di

adattamento delle imprese e questo è

particolarmente evidente nel Nord Ovest, dove il

settore ha un ruolo strategico per il tessuto

economico. Oggi la Logistica non è più soltanto

una funzione di supporto, ma una leva strategica

MOTORI SPENTI - MOTORI SPENTI - MOTORI SPENTI - MOTORI SPENTI -

Lu Ma Me Gi Ve Sa Do

1 1

2 3 4 5 6 7 8 1

9 10 11 12 13 14 15 1

16 17 18 19 20 21 22 1

23 24 25 26 27 28 29 1

30 31

APRILE

1 dalle 9,00 alle ore 22,00 - 2 dalle 14,00 alle ore 22,00 - 3 dalle 9,00 alle ore 16,00 -

4 dalle 9,00 alle ore 14,00

La limitazione interessa, fuori dai centri abitati, i veicoli e le combinazioni di veicoli adibiti

al trasporto di merci aventi massa complessiva massima autorizzata superiore alle 7,5 tonnellate

che contribuisce in modo

diretto alla resilienza

delle filiere e alla

creazione di valore per il

sistema produttivo».

L’adozione

dell’Intelligenza

Artificiale rappresenta

uno dei principali

driver di

trasformazione della

Logistica. Oggi il 30

per cento delle aziende committenti ha già

adottato soluzioni di AI in attività di

Logistica e Supply Chain e l’81 per cento di

queste dichiara di aver riscontrato benefici

concreti. L’adozione riguarda sia processi

specifici sia attività trasversali, con il 13 per

cento delle aziende che utilizza l’AI su

entrambe le dimensioni, il 25 focalizzato su

singoli processi e il 15 su attività trasversali.

In generale, la finalità prevalente rimane il

potenziamento delle capacità umane (24 per

cento). Tale tendenza si confermerà nei

prossimi tre anni: si prevede che la quota di

aziende orientate al potenziamento

raggiungerà il 34 per cento, mentre quelle

focalizzate sull’automazione e sostituzione

dell’uomo raggiungeranno il 15.

La transizione green è l’altro grande driver

di sviluppo della Logistica e sta assumendo

un ruolo centrale nelle strategie aziendali. Il

20 per cento delle aziende la considera una

priorità strategica, con interventi che

riguardano l’intero processo logistico, dal

trasporto al magazzino fino al packaging.

Lu Ma Me Gi Ve Sa Do

1 2 3 2 4 3 5 1

6 1 7 4 8 9 10 11 12 1

13 14 15 16 17 18 19 1

20 21 22 23 24 25 1 26 1

27 28 29 30

Il porta estintore slim da 6 kg in termoplastica ad

iniezione, distribuito da Truck srl, azienda leader

nella produzione di accessori per camion e veicoli

industriali, è un accessorio professionale realizzato

con polimeri tecnici e pensato per garantire

robustezza meccanica e resistenza ad urti, vibrazioni

e agenti chimici come oli e carburanti. Grazie alla

piastra in acciaio zincato e alla

cinghia a cricchetto, si adatta a

estintori di vari diametri,

assicurando stabilità anche in

condizioni gravose.

Il design leggero riduce le masse del

veicolo, mentre il materiale

riciclabile risponde a criteri di

sostenibilità. Idoneo per ogni clima,

si fissa rapidamente a telaio o cabina,

offrendo massima affidabilità. Per

maggiori info visitare l’e-commerce

https://www.trucksrl.it.

Scivola, scivola, scivola

I tappetini per camion Lampa

rappresentano una soluzione affidabile

e versatile per la protezione degli

interni delle cabine di guida di mezzi

pesanti e veicoli commerciali.

Progettati per resistere alle

sollecitazioni tipiche dell’uso

professionale, combinano materiali

tecnici per soddisfare le esigenze degli

autisti professionisti.

La gamma è realizzata per specifici

modelli di camion, compatibile con case costruttrici come

Scania, Daf e Man, pensata per offrire una protezione

completa del pavimento cabina contro fango, acqua e detriti.

I tappetini sono caratterizzati da superficie antiscivolo e

bordi rialzati, elementi che aiutano a trattenere sporco e

liquidi in condizioni di guida difficili, migliorando

sicurezza e pulizia quotidiana. In particolare, i modelli in

PVC o gomma sintetica sono lavabili, resistenti all’usura e

facili da installare senza attrezzi speciali, rendendoli una

scelta pratica per flotte o camionisti che necessitano di

soluzioni rapide.

Le versioni su misura sono modellate per aderire

perfettamente ai piani cabina, evitando spostamenti

indesiderati durante la guida e assicurando protezione

ottimale nei punti maggiormente sollecitati.

Più info sul sito web www.lampa.it.

Le cinghie fermacarico

TruckStyle sono soluzioni

essenziali per garantire la

stabilità delle merci nel

trasporto professionale su

camion e rimorchi. Realizzate

in poliestere ad alta tenacità, queste cinghie combinano

un'elevata resistenza alla trazione con una protezione

superiore contro abrasioni e agenti atmosferici. Il

sistema di fissaggio si avvale di un meccanismo ‘a

cricchetto’ che permette una tensione precisa e

regolabile, superando in sicurezza i comuni sistemi

passivi. La robustezza è garantita anche da componenti

metallici, come ganci e fibbie, sottoposti a zincatura per

prevenire la corrosione da utilizzi outdoor prolungati.

Con lunghezze variabili tra i 3 e gli 8 metri e larghezze

fino a 50 mm, i prodotti assicurano versatilità su ogni

punto di ancoraggio, operando in totale conformità alle

normative europee EN.

Qui la gamma completa: www.truckstyle.it.

UN LIBRO A BORDO

Titolo: Non è mai troppo

tardi. La salute è una scelta

quotidiana.

Autore: Silvio Garattini

Editore: Piemme

Anno: 2026

Prezzo: € 19,90

In questo volume Silvio

Garattini passa in rassegna i

comportamenti che

influenzano di più la qualità e la durata

della vita, dimostrando come anche

cambiamenti introdotti tardivamente possano

produrre benefici concreti e misurabili.

L’alimentazione, l’attività fisica, l’importanza

del sonno, i farmaci, il nostro rapporto con le

dipendenze e il valore dell'informazione: tutti

pezzi di un mosaico che forma le persone che

siamo, gli anziani che diventeremo e su cui

ognuno di noi è chiamato a intervenire.

Pagina dopo pagina, l’autore ci invita alla

consapevolezza e alla responsabilità

individuale, nella convinzione che il

benessere non sia solo un fatto personale,

ma una scelta quotidiana.

62 - 03 2026

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03 2026 - 63



Promozioni

Promozioni

Guidonia Montecelio, Tivoli, Monterotondo e

Marino che contestualmente rottamino un

uguale numero di veicoli commerciali N1 o N2

diesel (fino a Euro 4) o benzina (fino a Euro

2), beneficeranno di un contributo fino a 7.000

euro per acquistare Porter NPE 100 per cento

elettrico e fino a 3.500 euro per Porter NP6 ad

alimentazione elettrica plug-in, ibrida-elettrica,

GPL e metano anche bi-fuel.

di Roberta Carati

Leasing

Pass per la Stella

DAF Ricambi

Non un’offerta ma il nuovo standard. Dallo

scorso dicembre, centinaia di ricambi TRP e

DAF Genuine hanno subito una riduzione permanente

dei prezzi. Tra questi: ricambi per freni,

luci, dispositivi di abbassamento, sensori

NOx e unità EAS. I dettagli nel DAF Webshop.

Ed è sempre valida la campagna di aggiornamenti

gratuiti per tutti i veicoli della gamma:

per verificare la disponibilità basta inserire

nell’apposito modulo online gli ultimi 8 caratteri

del numero di telaio.

Iveco Tasso 0

Fino al 31 marzo, tasso 0 su tutta la gamma

Daily, cabinati e furgoni, e terzo anno di garanzia

estesa a 99 euro. Con la stessa scadenza,

Iveco offre un leasing di 60 mesi al tasso del

4,59% con prima rata dopo 3 mesi: su una fornitura

fino a 45.000 euro, anticipo di 4.500,

prima rata a 90 giorni, 58 canoni mensili da

798 euro comprensivi di Polizza UP PLUS

Furto e Incendio, valore finale di riscatto 10%.

Lato pesanti, anche Nuovo Eurocargo beneficia

del terzo anno di garanzia sulla catena

cinematica a 99 euro. Inoltre, su tutta la nuova

gamma Iveco Way Natural Gas, nelle versioni

CNG e LNG, e su serbatoi LNG, 5 anni o

500.000 km di garanzia driveline.

MAN Ricambi

Ricambi in promozione fino al 31 marzo: il filtro

olio motore è proposto a partire da 47 euro,

il filtro abitacolo da 56, il feltro di filtraggio

da 72, il filtro carburante da 76, il filtro aria

da 80, la cartuccia essiccatore da 72, il serbatoio

aria da 241 euro. Anche alcuni accessori

sono offerti a prezzi ribassati: cinture di serraggio

a partire da 26 euro, supporto tablet da

47, portaoggetti per cruscotto da 232, visiera

parasole da 878, sistema di climatizzazione

Cooltronic sul tetto da 2.080, sistema telecamere

MAN birdview 360° da 2.278 euro.

Inoltre, MAN DigitalServices è in abbonamento

gratuito per 3 mesi a condizione che non

siano ancora stati attivati altri servizi a pagamento.

La gamma dei servizi disponibili comprende

la gestione del tachigrafo e della tempistica,

il tracciamento del veicolo, il supporto

del conducente, la gestione della ricarica e

delle batterie per i veicoli elettrici, l’ottimizzazione

delle prestazioni dei veicoli, la gestione

proattiva di manutenzione e riparazioni.

Infine, è in vigore per tutto il 2026 il programma

Lion Plus, che per i veicoli immatricolati

da più di 5 anni assicura sconti fino al 27% sugli

ammortizzatori, fino al 30 su cristalli, filtri,

parti frizione, parti motore, soffietti, fino al 32

su parti impianto frenante e fino al 40% sui

fluidi. Previsti 2 anni di garanzia sull’intervento

eseguito presso la Rete di assistenza MAN.

Mercedes-Benz Leasing

Con Leasing myDrivePass, eVito Furgone Long

è proposto con anticipo di 8.200 euro e 47 canoni

mensili da 200 euro per 100.000 km; Tan

2,90%, Taeg 3,75%, riscatto a 15.725 euro.

Per Sprinter 315 CDI 37/35 PRO, anticipo di

9.800 euro e 47 rate da 250 euro per 100.000

km; Tan 2,90%, Taeg 3,57%, riscatto a 20.386

euro. Per eSprinter Furgone 314 37/35 PRO,

anticipo di 14.300 euro e 47 rate da 570 euro

per 100.000 km; Tan 1,90%, Taeg 2,42%, riscatto

a 18.116 euro.

Citan 110 CDI Furgone Long (96 cv) è offerto

con anticipo di 9.350 euro e 47 canoni da 390

euro per 80.000 km; Tan 2,90%, Taeg 4,14%,

riscatto a 11.276 euro. Per eCitan Furgone

Long, anticipo di 9.350 euro e 47 rate da 390

euro per 80.000 km; Tan 1,90%, Taeg 2,45%,

riscatto a 11.276 euro.

Fino al 31 marzo. Iva sempre esclusa.

Piaggio Ecoincentivi

Grazie alle agevolazioni previste dal PNRR,

Porter NPE è in promozione a partire da 28.200

euro; potranno beneficiare del contributo, fino

a esaurimento risorse con scadenza 30 giugno,

le imprese con meno di 10 dipendenti e un fatturato

annuo non superiore a 2 milioni di euro.

L’acquisto di un veicolo nuovo è subordinato

alla rottamazione di un N1 fino a Euro 5.

Ancora più vantaggiosi gli incentivi della

Regione Lazio: fino al 31 marzo, le imprese attive

nei comuni di Roma Capitale, Fiumicino,

Scania Ricambi

La campagna ricambi 4 Stagioni Inverno, con

scadenza 31 marzo, garantisce fino a 200 euro

di risparmio sulla sostituzione del motorino

di avviamento, 200 euro sull’alternatore, 450

euro sul kit frizione. Il massimo risparmio è

riservato ai pacchetti di riparazione in promozione

se abbinati a SERVICES 360 CLASSIC,

il piano di manutenzione a misura di truck

con almeno 24 mesi di vita.

Per tutta la durata del contratto, CLASSIC dà

diritto a uno sconto del 20%, che sale al 30%

se i veicoli hanno più di 10 anni, sulle lavorazioni

previste dai Pacchetti Scania. Parliamo

di Core (che include manutenzione con piano

flessibile e 3 anni di garanzia sui componenti

meccanici della catena cinematica bagnati da

olio), Plus (che comprende manutenzione

flessibile, 2 anni di pacchetto controllo, riparazione

della catena cinematica e dei principali

organi a essa connessi), Full (che include manutenzione

flessibile, 2 anni di pacchetto controllo,

riparazione estesa della catena cinematica,

riparazione di cabina e autotelaio).

Volkswagen Service

È valida fino al 30 giugno Promozione Service

25, che assicura il 25% di sconto sulle principali

tipologie di ricambi impiegate per la manutenzione

degli LCV immatricolati entro il 31

dicembre 2022 (veicoli a noleggio esclusi).

Rientrano nella promo: filtri, liquidi, pastiglie

e dischi freno, spazzole, cinghia, frizione, luci,

batteria, candele, parabrezza, ammortizzatori.

È invece in scadenza al 31 marzo la promozione

sui piani di manutenzione WeCare e

WeCare Plus con sconti del 25% per i veicoli

fino a 5 anni di età, del 35% per i veicoli da 5

a 10 anni, e del 45% per i veicoli da 10 a 15 anni.

Ed è sempre attiva ‘5 plus’, la promozione che

include nel prezzo di acquisto del veicolo (per

Nuovo Amarok a partire dall’anno modello

2023 e per il resto della gamma dall’anno modello

2024) la garanzia di serie fino a 5 anni o

150.000 km (100.000 per gamma ID. Buzz).

Compresi in 5 plus sono anche il piano di manutenzione

ordinaria Service Plan di 5 anni o

150.000 km per l’intera gamma (100.000 km

per gamma ID. Buzz) e il Servizio Mobilità in

caso di panne o incidente.

64 - 03 2026

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03 2026 - 65



Archivio

Tutte le prove V&T - Camion&LCV

Citroën Berlingo BlueHDi 100 S&S E6

km/l 12,81 (l/100km 7,80) - adblue% 18,96

km/h 48,6 - kg 1.970 - index 484,3 V&T 795

Citroën Jumpy 2.0 HDi 136 Fap E4

km/l 8,79 (l/100km 11,38) - km/h 51,0

kg 2.930 - index 460,1 V&T 714

Dacia Dokker Focaccia pick-up 1.5 dCi 90 Cv E6b

km/l 14,18 (l/100km 7,05) - adblue% --

km/h 47,4 - kg 1.950 - index 509,2 V&T 828

Dacia Dokker Van 1.5 dCi 90 Cv E5

km/l 15,43 (l/100km 6,47) - km/h 52,3

kg 1.960 - index 533,1 V&T 766

Fiat Doblò Cargo 95 EcoJet E6b

km/l 15,30 (l/100km 6,54) - adblue% --

km/h 49,7 kg 2.070 - index 525,1 V&T 810

Fiat Doblò Cargo 1.3 Multijet II 66 kW Euro 5+

km/l 14,47 (l/100km 6,90) - km/h 48,9

kg 2.070 - index 516,1 V&T 794

Fiat Doblò Cargo 1.6 Multijet E5

km/l 12,06 (l/100km 8,29) - km/h 50,56

kg 2.375 - index 496,9 V&T 756

Fiat Doblò Cargo 1.4 T-Jet Cng E5

km/kg 15,8 (kg/100km 6,33) - km/h 38,8

kg 2.400 - index 497,5 V&T 757

Fiat Doblò Cargo XL 2.0 Mjet Power E5

km/l 12,52 (l/100km 7,99) - km/h 49,7

kg 2.500 - index 499,4 V&T 775

Fiat Fiorino Cargo 1.3 Mjet 16v E4

km/l 17,22 (l/100km 5,81) - km/h 49,3

kg 1.870 - index 539,8 V&T 716

Fiat Fiorino Adventure 1.3 Mjet 16v E5

km/l 15,62 (l/100km 6,40) - km/h 51,8

kg 1.780 - index 533,1 V&T 749

Ford Scudo 2-0 Multijet 145 Cv E6e

km/l 11,37 (l/100km 8,49) - adblue% 5,531

km/h - 41,7 - kg 3.100 - index 460,9 V&T 896

Fiat Talento 125 EcoJet E6

km/l 7,54 (l/100km 13,27) - adblue% 2,199

km/h 41,7 - kg 2.900 - index 418,0 V&T 825

Ford Transit M 280 2.2 TDCi E4

km/l 10,56 (l/100km 9,47) - km/h 35,9

kg 2.880 - index 441,2 V&T 709

Ford Transit Connect 1.6 Tdci 115 E5

km/l 12,85 (l/100km 7,78) - km/h 51,4

kg 2.350 - index 507,0 V&T 779

Ford Transit Connect 1.5 Tdci E6d-Temp

km/l 12,18 (l/100km 8,21) - adblue% 10,071

km/h 51,8 - kg 2.240 - index 490,5 V&T 838

Ford Transit Courier 1.5 EcoBlue Active E6d

km/l 14,44 (l/100km 6,93) - adblue% 22,472

km/h 43,1 - kg 1.965 - index 478,8 V&T 879

Ford Transit Courier 1.5 Tdci E5

km/l 14,28 (l/100km 7,00) - km/h 49,7

kg 1.790 - index 516,1 V&T 788

Ford Transit Courier 1.5 Tdci 100 Cv E6d-Temp

km/l 14,60 (l/100km 6,85) - adblue% -

km/h 48,9 - kg 1.800 - index 517,2 V&T 841

Ford Transit Custom 300 2.0 Tdci E6

km/l 10,92 (l/100km 9,15) - adblue% 7,970

km/h 50,6 - kg 3.000 - index 475,7 V&T 823

Ford Transit Custom 310 2.2 TDCi E5

km/l 10,17 (l/100km 9,83) - km/h 48,6

kg 3.100 - index 471,5 V&T 770

Ford Transit Custom 320 2.0 EcoBlue E6d

km/l 10,58 (l/100km 9,45) - adblue% 6,173

km/h 46,4 - kg 3.225 - index 463,7 V&T 882

Ford Transit Custom 2.0 TDCi 130 Cv E6

km/l 10,84 (l/100km 9,22) - km/h 50,5

kg 2.860 - index 475,5 V&T 802

Ford Transit Custom Trail 340 L1H1 E6D-Temp

km/l 10,51 (l/100km 9,51) - adblue% 7,157

km/h 48,2 - kg 3.400 - index 466,1 V&T 855

Hyundai H-1 2.5 CRDi Vgt E4

km/l 9,92 (l/100km 10,08) - km/h 48,9

kg 3.210 - index 469,3 V&T 720

Mercedes-Benz Citan 109 Cdi E5

km/l 14,98 (l/100km 6,67) - km/h 51,4

kg 1.960 - index 526,9 V&T 769

Mercedes-Benz Citan 111 Cdi E6

km/l 13,70 (l/100km 7,29) - km/h 51,8

kg 1.950 - index 516,2 V&T 806

Mercedes-Benz Citan 112 Cdi Long E6D

km/l 12,85 (l/100km 7,78) - adblue% 10

km/h 47,1 - kg 2.020 - index 486,1 V&T 856

Mercedes-Benz Vito 111 Cdi E5b+

km/l 10,76 (l/100km 9,29) - km/h 48,57

kg 2.800 - index 478,2 V&T 790

Mercedes-Benz Vito 113 Cdi E5

km/l 9,52 (l/100km 10,50) - km/h 48,9

kg 2.800 - index 464,5 V&T 763

Mercedes-Benz Vito 114 Cdi Long E6

km/l 10,92 (l/100km 9,15) - adblue% 3,188

km/h 48,9 kg 2.800 - index 477,4 V&T 809

Mercedes-Benz Vito 114 Cdi Long E6d-Temp

km/l 10,44 (l/100km 9,58) - adblue% 12,183

km/h 46,4 kg 2.800 - index 454,8 V&T 846

Mercedes-Benz Vito 114 Cdi Long E6e

km/l 13,82 (l/100km 7,24) - adblue% 21,371

km/h 46,7 kg 2.800 - index 483,3 V&T 885

Mercedes-Benz Vito 115 Cdi City E4

km/l 9,34 (l/100km 10,71) - km/h 29,6

kg 2.800 - index 407,8 V&T 724

Mercedes-Benz Vito 116 Cdi Long E6d-temp

km/l 10,76 (l/100km 9,29) - adblue% 16,230

km/h 52,3 - kg 2.800 - index 467,5 V&T 853

Nissan Interstar dCi 120 E4

km/l 8,37 (l/100km 11,95) - km/h 47,4

kg 3.290 - index 446,3 V&T 717

Nissan Nv 200 1.5 dCi E4

km/l 12,55 (l/100km 7,94) - km/h 49,7

kg 2.015 - index 500,2 V&T 735

Nissan Nv 250 L1 95 Cv E6d-Temp

km/l 15,14 (l/100km 6,60) - adblue% 6,627

km/h 47,8 – kg 1.980 – index 512,9 V&T 845

Nissan Nv 300 dCi 120 E6b

km/l 10,60 (l/100km 9,44) - adblue% 5,155

km/h 47,4 – kg 2.800 – index 467,6 V&T 811

Nissan Primastar 115 Dci E4

km/l 12,00 (l/100km 8,33) - km/h 49,3

kg 2.720 - index 493,2 V&T 711

Opel Vivaro 2.0 Cdti 120 E4

km/l 10,28 (l/100km 9,73) - km/h 50,5

kg 2.770 - index 477,4 V&T 725

Peugeot Bipper 1.4 Hdi 70 Cv E4

km/l 16,63 (l/100km 6,01) - km/h 49,7

kg 1.830 - index 536,3 V&T 727

Peugeot Boxer 333 2.2 HDi 130 E5

km/l 9,76 (l/100km 10,24) - km/h 47,45

kg 3.250 - index 463,8 V&T 787

Peugeot Expert Standard 2.0 BlueHdi 150 Cv E6b

km/l 10,19 (l/100km 9,81) - adblue% 6,937

km/h 51,4 kg 2.730 - index 470,0 V&T 807

Peugeot Partner 1.6 Hdi 90 Cv E4

km/l 12,35 (l/100km 8,09) - km/h 54,1

kg 2.270 - index 508,4 V&T 731

Peugeot Partner 1.6 E-Hdi 90 Cv E5

km/l 12,85 (l/100km 7,78) - km/h 45,7

kg 2.170 - index 492,3 V&T 772

Piaggio Porter EcoPower 1.3 16V Bi-Fuel E4

km/l 7,92 (l/100km 12,62) - km/h 35,7

kg 1.580 - index 409,8 V&T 730

Piaggio Porter Maxxi D120 E5

km/l 11,46 (l/100km 8,73) - km/h 48,6

kg 2.200 - index 485,8 V&T 748

Piaggio Porter NP6 LR HD Top Gpl E6D

km/l 6,94 (l/100km 14,41) - km/h 40,3

kg 2.800 - index 408,9 V&T 862

Renault Express Van 1,5 Blue dCi 95 E6d-Temp

km/l 14,90 (l/100km 6,71) - adblue% 5,797

km/h 44,4 - kg 2.000 - index 502,2 V&T 858

Renault Kangoo Express 1.5 dCi 90 Cv E5

km/l 13,38 (l/100km 7,47) - km/h 50,1

kg 2.260 - index 508,9 V&T 756

Renault Kangoo Express 1.5 dCi 105 Cv E4

km/l 13,71 (l/100km 7,29) - km/h 50,1

kg 2.010 - index 511,9 V&T 726

Renault Kangoo Exp Compact 1.5 dCi 86 E4

km/l 13,60 (l/100km 7,35) - km/h 50,6

kg 1.770 - index 512,2 V&T 736

Renault Kangoo Express New 1.5 dCi 90 Cv E5

km/l 15,46 (l/100km 6,47) - km/h 54,65

kg 1.940 - index 527,5 V&T 774

Renault Kangoo Van 1.5 Blue dCi 95 Cv

km/l 14,06 (l/100km 7,11) - adblue% 9,576

km/h 45 - kg 2.027 - index 492,8 V&T 865

Renault Master T33 Blue dCi 150 E6e

km/l 9,89 (l/100km 10,11) - adblue% 13,474

km/h 47,5 kg 3.300 - index 448,6 V&T 887

Renault Trafic 1.6 dCi 120 Energy E5

km/l 11,83 (l/100km 8,45) - km/h 48,6

kg 2.750 - index 489,7 V&T 782

Renault Trafic Energy dCi 170 Edc E6D-Temp

km/l 10,32 (l/100km 9,69) - adblue% 5,020

km/h 49,7 - kg 2.900 - index 470,0 V&T 844

Toyota Proace 1.6D 115 Cv S&S E6

km/l 10,40 (l/100km 9,61) - adblue% 13,158

km/h 49,3 - kg 2.600 - index 460,0 V&T 803

Volkswagen Caddy 2.0 Tdi BlueMotion E6

km/l 16,88 (l/100km 5,92) - adblue% 6,57

km/h 50,1 - kg 1.970 - index 533,9 V&T 792

Volkswagen Caddy Cargo 2.0 Tdi Scr Dsg E6d

km/l 14,85 (l/100km 6,73) - adblue% 7,225

km/h 57,1 - kg 2.250 - index 533,0 V&T 850

Volkswagen Caddy Maxi 1.6 Tdi E5

km/l 11,59 (l/100km 8,63) - km/h 49,7

kg 2.260 - index 489,9 V&T 750

Volkswagen Transporter T6 2.0 Tdi 4Motion E6

km/l 10,72 (l/100km 9,33) - adblue% 5,214

km/h 50,1 - kg 2.780 - index 475,4 V&T 804

Volkswagen Transporter T7 2.0 Tdi 4motion E6E

km/l 9,98 (l/100km 10,02) - adblue% 6,796

km/h 47,1 - kg 2.800 - index 457,5 V&T 897

Volkswagen Transporter 6.1 2.0 Tdi E6d-Temp

km/l 13,32 (l/100km 7,51) - adblue% 5,181

km/h 47,8 - kg 2.800 - index 497,4 V&T 835

Fiat Ducato 35 2.2 Multijet 3 140 E6e

km/l 12,05 (l/100km 8,30) - adblue%9,379

km/h 44,1 - kg 3.500 - index 470,5 V&T 886

Fiat Ducato 35 2.2 Multijet 3 180 E6d

km/l 9,86 (l/100km 10,14) - adblue% 8,629

km/h 39,54 - kg 3.500 - index 434,2 V&T 861

Fiat Ducato 35 2.3 Multijet 2 140 At9 E6d-temp

km/l 10,40 (l/100km 9,61) - adblue% 8,097

km/h 44,7 - kg 3.500 - index 455,0 V&T 852

Fiat Ducato Multijet 115 E5

km/l 10,80 (l/100km 9,26) - km/h 46,4

kg 3.430 - index 473,1 V&T 753

Fiat Ducato Maxi Multijet2 150 E5

km/l 9,83 (l/100km 10,17) - km/h 48,6

kg 3.460 - index 467,5 V&T 761

Fiat Ducato Multijet 180 E5+

km/l 8,97 (l/100km 11,15) - km/h 47,8

kg 3.500 - index 455,0 V&T 789

Fiat Ducato 140 Natural Power E6

km/kg 8,70 (kg/100km 11,49) - km/h 48,57

kg 3.450 - index 453,5 V&T 797

Ford Transit 140 T350 Awd E4

km/l 7,53 (l/100km 13,28) - km/h 54,2

kg 3.480 - index 449,5 V&T 744

Ford Transit 155 Cv 350 E5+

km/l 8,71 (l/100km 11,47) - km/h 46,0

kg 3.420 - index 447,4 V&T 784

Ford Transit 350 2.0 Tdci EcoBlue Hybrid L3H3 E6d-temp

km/l 12,88 (l/100km 7,76) - adblue% 9,398

km/h 49,7 - kg 3.500 - index 493,6 V&T 842

Ford Transit 350 trail 2.0 Tdci Awd E6d-temp

km/l 7,78 (l/100km 12,86) - adblue% 5,673

km/h 52,72 - kg 3.500 - index 441,5 V&T 849

Iveco Daily 35S21 E5

km/l 8,94 (l/100km 11,19) - km/h 31,31

kg 3.485 - index 409,0 V&T 755

Iveco Daily 35S15 E5

km/l 11,08 (l/100km 9,01) - km/h 41,68

kg 3.510 - index 463,7 V&T 767

Man TgE 3.140 E6b

km/l 9,34 (l/100km 10,70) - adblue% 11,818

km/h 47,8 - kg 3.500 - index 444,5 V&T 839

n Lcv < 3,5 t

n Lcv > 3,5 t

n Distribuzione

n Elettrici

n Pick up

n All terrain

n Cantiere

n Pesanti

L’index performance

tiene conto di

consumo gasolio,

eventuale AdBlue e

media oraria. A indice

maggiore corrisponde

una migliore

prestazione.

66 - 03 2026

www.vietrasportiweb.it

www.vietrasportiweb.it 03 2026 - 67



Archivio

Tutte le prove V&T - Camion&LCV

Mercedes-Benz Sprinter 314 Cdi E6c

km/l 9,32 (l/100km 10,73) - adblue% 4,080

km/h 47,8 - kg 3.500 - index 454,3 V&T 832

Mercedes-Benz Sprinter 314 Cdi 4x4

km/l 8,41 (l/100km 11,89) - adblue% 6,956

km/h 45,3 - kg 3.500 - index 432,6 V&T 812

Mercedes-Benz Sprinter 316 Cdi Long Ta Tp E6c

km/l 8,57 (l/100km 11,66) - adblue% 3,336

km/h 46,7 - kg 3.500 - index 442,9 V&T 821

Mercedes-Benz Sprinter 315 Cdi E4

km/l 8,19 (l/100km 12,21) - km/h 45,7

kg 3.520 - index 439,7 V&T 710

Mercedes-Benz Sprinter 316 Cdi E5

km/l 8,70 (l/100km 11,49) - km/h 47,8

kg 3.520 - index 451,5 V&T 743

Mercedes-Benz Sprinter 316 Ngt E4

km/kg 10,85 (kg/100km 9,22) - km/h 35,9

kg 3.480 - index 444,2 V&T 732

Mercedes-Benz Sprinter 319 Cdi E6

km/l 8,38 (l/100km 11,93) - adblue% 2,852

km/h 47,1 - kg 3.500 - index 441,9 V&T 776

Nissan Cabstar 35.11 E4

km/l 8,65 (l/100km 11,56) - km/h 38,3

kg 3.620 - index 426,6 V&T 721

Nissan Nv 400 F35.13 E5

km/l 8,71 (l/100km 11,48) - km/h 50,15

kg 3.450 - index 457,1 V&T 758

Renault Mascott 150.35 DXi E4

km/l 6,61 (l/100km 15,13) - km/h 48,9

kg 3.470 - index 424,0 V&T 719

Renault Master dCi 165 Energy E5b+

km/l 8,40 (l/100km 11,89) - km/h 47,81

kg 3.470 - index 447,8 V&T 791

Renault Master dCi 180 Energy L3H2 E6d-Temp

km/l 9,90 (l/100km 10,10) - adblue% 4,817

km/h 47,1 - kg 3.500 - index 458,9 V&T 840

Renault Master R3500 150 dCi E5

km/l 7,68 (l/100km 13,01) - km/h 45,7

kg 3.500 - index 432,9 V&T 740

Renault Maxity 130.35/5 DXi E4

km/l 7,67 (l/100km 13,04) - km/h 41,7

kg 3.690 - index 422,9 V&T 712

Volkswagen Crafter 35 2.0 BiTdi L3 H3 E6

km/l 9,65 (l/100km 10,36) - adblue% 10,329

km/h 51,8 kg 3.500 - index 459,6 V&T 813

Volkswagen Crafter 35 2.0 BiTdi 4Motion E6

km/l 6,94 (l/100km 14,40) - adblue% 9,459

km/h 48,2 kg 3.500 - index 412,5 V&T 822

Volkswagen Crafter 35 2.0 Tdi L3 H3 140 E6e

km/l 9,80 (l/100km 10,20) - adblue% 11,439

km/h 45,7 kg 3.500 - index 446,0 V&T 891

Daf Lf 45.210 E5

km/l 6,35 (l/100km 15,75) - adblue% 4,341

km/h 63,4 - kg 12.055 - index 440,1 V&T 738

Man TgL 8.180 C E6

km/l 6,38 (l/100km 15,68) - adblue% 1,305

km/h 65,7 - kg 7.470 - index 450,1 V&T 776

Man TgL 12.220 Eev

km/l 5,59 (l/100km 17,90) - adblue% 0,000

km/h 64,4 kg 12.020 - index 435,6 V&T 740

Man TgM 18.290 BL Lx Eev

km/l 5,00 (l/100km 20,00) - adblue% 0,000

km/h 61,6 kg 18.035 - index 418,9 V&T 745

Mitsubishi Fuso Canter 7C18 E4

km/l 6,72 (l/100km 14,88) - adblue% 0,000

km/h 60,9 - kg 7.740 - index 449,8 V&T 718

Renault Midlum 220.11,5 Dxi EL E5

km/l 5,45 (l/100km 16,92) - adblue% 4,997

km/h 63,6 - kg 11.920 - index 421,2 V&T 722

Renault Midlum 220.12 Dxi Optitronic E5

km/l 5,33 (l/100km 18,76) - adblue% 2,337

km/h 61,9 - kg 12.155 - index 421,4 V&T 744

Scania P 230 Cp 16 L E5

km/l 4,69 (l/100km 21,33) - adblue% 0,000

km/h 61,6 - kg 17.700 - index 413,8 V&T 747

Volvo FE 320 L3H1 E5

km/l 3,99 (l/100km 25,05) - adblue% 4,496

km/h 59,9 - kg 26.690 - index 381,6 V&T 725

Volvo FL 210

km/l 5,62 (l/100km 17,79) - adblue% 5,285

km/h 68,4 - kg 11.940 - index 432,0 V&T 786

Volvo FL 240 L E4

km/l 5,45 (l/100km 18,35) - adblue% 4,997

km/h 63,6 - kg 11.920 - index 421,2 V&T 719

Fiat E-Doblò Maxi

km/kwh 4,06 (kwh/100 24,63) - km/h 42,8

kg 2.300 - index 363,1 V&T 868

Fiat E-Ducato L4H2 110 kWh

km/kwh 2,67 (kwh/100 37,37) - km/h 37,4

kg 3.500 - index 320,2 V&T 890

Fiat eDucato Mh2 79 kWh

km/kwh 2,37 (kwh/100 42,10) - km/h 38,0

kg 3.500 - index 308,4 V&T 859

Fiat E-Scudo 75 kWh

km/kwh 3,39 (kwh/100 29,48) - km/h 38,3

kg 3.015 - index 337,8 V&T 871

Fiat E-Scudo 75 kWH LFP

km/kwh 3,04 (kwh/100 32,90) - km/h 32,3

kg 3.020 - index 314,8 V&T 881

Ford E-Transit Custom 320 L1H1 64 kwh

km/kwh 3,83 (kwh/100 26,10) - km/h 40,9

kg 3.225 - index 353,8 V&T 894

Ford E-Transit 350 L3H2 68 kWh

km/kwh 2,96 (kwh/100 33,73) - km/h 35,1

kg 3.500 - index 319,5 V&T 864

Mercedes-Benz eCitan Long

km/kwh 4,30 (kwh/100 23,26) - km/h 35,8

kg 2.230 - index 352,2 V&T 875

Mercedes-Benz eSprinter 312 Ta 47 kWh

km/kwh 2,31 (kwh/100 43,34) - km/h 40,4

kg 3.500 - index 310,8 V&T 860

Mercedes-Benz eSprinter 420 Pro Tp 113 kWh

km/kwh 2,61 (kwh/100 38,35) - km/h 38,3

kg 4.250 - index 316,4 V&T 889

Mercedes-Benz eVito Long

km/kwh 2,53 (kwh/100 39,47) - km/h 32,6

kg 3.200 - index 301,4 V&T 848

Mercedes-Benz eVito Long 60 kWh

km/kwh 3,72 (kwh/100 26,85) - km/h 42,8

kg 3.200 - index 355,2 V&T 870

Nissan e-Nv200

km/kwh 3,62 (kwh/100 27,63) - km/h 38,9

kg 2.200 - index 344,5 V&T 786

Nissan Townstar Ev L1 Tekna

km/kwh 4,93 (kwh/100 20,29) - km/h 39,6

kg 2.200 - index 373,8 V&T 872

Peugeot Partner Full Electric

km/kwh 4,52 (kwh/100 22,09) - km/h 48,6

kg 2.160 - index 385,2 V&T 785

Renault Kangoo Express Z.E. Zev

km/kwh 4,41 (kwh/100 22,68) - km/h 42,9

kg 2.100 - index 370,9 V&T 760

Renault Kangoo Express Z.E. 33

km/kwh 4,58 (kwh/100 21,81) - km/h 39,6

kg 2.130 - index 367,2 V&T 847

Renault Kangoo Van E-Tech Electric L1 45 kWh

km/kwh 3,40 (kwh/100 29,40) - km/h 37,2

kg 2.230 - index 335,4 V&T 869

Renault Master Z.E. 33 L2H2

km/kwh 3,37 (kwh/100 29,63) - km/h 43,8

kg 3.100 - index 348,8 V&T 834

Renault Master E-Tech T35 87 kwh

km/kwh 3,32 (kwh/100 30,08) - km/h 62,0

kg 3.500 - index 339,5 V&T 893

Saic Motor Maxus eDeliver 3

km/kwh 3,23 (kwh/100 30,95) - km/h 40,9

kg 2.460 - index 339,0 V&T 857

Saic Motor Maxus eDeliver 9 L3H2

km/kwh 3,65 (kwh/100 27,39) - km/h 37,6

kg 3.500 - index 342,3 V&T 873

Volkswagen e-Crafter 35 L3H3

km/kwh 3,06 (kwh/100 32,71) - km/h 41,3

kg 3.500 - index 335,3 V&T 830

Volkswagen ID.Buzz Cargo

km/kwh 3,25 (kwh/100 30,76) - km/h 39,2

kg 3.000 - index 336,0 V&T 867

Fiat Fullback 2.4d 4Wd E5b

km/l 6,74 (l/100 14,84) - km/h 49,5

kg 2.910 - index 427,4 V&T 805

Ford Ranger 2.0 Tdci 170 Cv Wolftrak doppia cabina E6d

km/l 7,24 (l/100 13,80) - adblue% 17,347

km/h 56,0 kg 3.270 - index 419,2 V&T 866

Ford Ranger 3.0 V6 EcoBlue Platinum doppia cabina E6d

km/l 7,47 (l/100 13,38) - adblue% 17,895

km/h 53,2 kg 3.300 - index 417,1 V&T 877

Ford Ranger Phev Stormtrak doppia cabina E6e

km/l 11,62 (l/100 8,60) - km/kWh 3,1

km/h 51,9 kg 3.500 - index 495,8 V&T 895

Ford Ranger Raptor E6C

km/l 6,42 (l/100 15,57) - adblue% 13,575

km/h 45,8 kg 3.150 - index 390,4 V&T 837

Ford Ranger Super Cab 2.2 TDCi E5B

km/l 7,57 (l/100 13,20) - km/h 51,3

kg 3.300 - index 443,9 V&T 801

Isuzu D-Max 1.9d Solar Supernova E6b

km/l 7,33 (l/100 13,63) - adblue% -

km/h 51,3 kg 3.000 - index 440,4 V&T 818

Mercedes-Benz X 250d 4Matic E6b

km/l 7,35 (l/100 13,60) - adblue% 3,623

km/h 58,3 kg 3.250 - index 449,5 V&T 817

Mercedes-Benz X 350d 4Matic E6b

km/l 6,48 (l/100 15,42) - adblue% 10,046

km/h 60,8 kg 3.250 - index 427,3 V&T 829

Nissan Navara Np300 2.3 dCi 4WD E5

km/l 7,93 (l/100 12,60) - km/h 45,3

kg 2.960 - index 435,4 V&T 798

Renault Alaskan 2.3 dCi 160 E6b

km/l 7,67 (l/100 13,04) - adblue% 4,320

km/h 60,0 - kg 3.050 - index 456,5 V&T 827

Tata Xenon 2.2 Vtt Dicor Dle 4x4 E5

km/l 9,53 (l/100 10,49) - km/h 58,3

kg 2.950 - index 485,7 V&T 768

Volkswagen Amarok V6

km/l 7,68 (l/100 13,01) - adblue% 18,40

km/h 55,3 kg 2.920 - index 454,0 V&T 808

Bremach T-Rex 60 E4

km/l 6,42 (l/100 km 15,56) - adblue% 0,000

km/h 41,2 - kg 6.000 - index 403,3 V&T 734

Mercedes-Benz Unimog U 20 E5

km/l 3,79 (l/100 km 26,37) - adblue% 6,521

km/h 36,2 - kg 9.160 - index 326,5 V&T 756

Renault Midlum 300.16 Dxi Offroad E5

km/l 3,72 (l/100 km 26,84) - adblue% 5,577

km/h 40,3 - kg 15.800 - index 336,3 V&T 757

Astra Hd8 84.44 E5

km/l 1,88 (l/100 km 53,12) - adblue% 4,654

km/h 38,3 - kg 39.840 - index 271,3 V&T 729

Mercedes-Benz Actros 4148 K E5

km/l 1,69 (l/100 km 59,17) - adblue% 4,148

km/h 38,8 - kg 40.540 - index 265,2 V&T 717

Renault Trucks Kerax 500.40 E5

km/l 2,03 (l/100 km 49,26) - adblue% 3,931

km/h 43,2 - kg 40.200 - index 290,0 V&T 727e

Renault Trucks Kerax 500.40 Optidriver E5

km/l 2,11 (l/100 km 47,39) - adblue% 3,083

km/h 38,3 - kg 40.240 - index 288,2 V&T 727e

Renault Trucks Kerax 520.40 E5

km/l 2,11 (l/100 km 47,39) - adblue% 4,223

km/h 40,3 - kg 40.020 - index 287,6 V&T 749

Renault Trucks Premium Lander 410 Dxi E5

km/l 2,18 (l/100 km 45,87) - adblue% 4,833

km/h 41,9 - kg 27.430 - index 290,4 V&T 728

Scania P420 Cb 8x4 Ehz E5

km/l 2,65 (l/100 km 37,77) - adblue% 7,453

km/h 37,0 - kg 39.790 - index 289,7 V&T 735

n Lcv < 3,5 t

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n Distribuzione

n Elettrici

n Pick up

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Daf Cf 440 Space Cab Pcc E6

km/l 3,57 (l/100km 28,00) - adblue% 2,974

km/h 70,7 - kg 43.860 - index 390,0 V&T 794

Daf Cf 85.460 E5

km/l 3,00 (l/100km 33,33) - adblue% 4,166

km/h 68,2 - kg 43.740 - index 364,3 V&T 716

Daf Xf 440 Space Cab Pcc E6

km/l 3,53 (l/100km 28,32) - adblue% 4,589

km/h 70,7 - kg 43.810 - index 383,9 V&T 803

Daf Xf 480 Space Cab Pcc E6

km/l 3,80 (l/100km 26,32) - adblue% 5,019

km/h 69,4 - kg 43.800 - index 389 V&T 826

Daf Xf 105.460 Space Cab E5

km/l 3,19 (l/100km 31,55) - adblue% 3,250

km/h 64,9 - kg 43.800 - index 369,2 V&T 704

Daf Xf 105.460 Space Cab E6

km/l 3,37 (l/100km 29,71) - adblue% 2,938

km/h 71,4 - kg 43.830 - index 385,0 V&T 780

Daf Xf 105.460 Ate Space Cab Eev

km/l 3,30 (l/100km 30,29) - adblue% 5,178

km/h 69,4 - kg 44.060 - index 372,8 V&T 764

Daf XG+ 480 FT E6

km/l 4,30 (l/100km 23,25) - adblue% 2,554

km/h 69,1 - kg 43.750 - index 409,0 V&T 861

Iveco EcoStralis As 440S46T/P E5 Eev

km/l 3,49 (l/100km 28,65) - adblue% 4,494

km/h 69,2 - kg 43.500 - index 380,9 V&T 752

Iveco Stralis As 440S56T/P E5

km/l 3,00 (l/100km 33,38) - adblue% 4,490

km/h 69,9 - kg 43.940 - index 365,4 V&T 723

Iveco Stralis Hi-Way As 440S48T/P E6

km/l 3,58 (l/100km 27,94) - adblue% 8,633

km/h 68,5 - kg 43.800 - index 369,3 V&T 770

Iveco Stralis Hi-Way As 440S48T/P Fep E6

km/l 3,59 (l/100km 27,87) - adblue% 7,371

km/h 72,6- kg 43.800- index 379,4 V&T 788

Iveco Stralis Np Hi-Way As440S46 T/P Lng E6

km/kg 4,21 (kg/100 23,76) - adblue% 0,000

km/h 69,1 - kg 43.800 - index 413,1 V&T 821

Iveco Stralis Xp Hi-Way As 440S48T/P E6

km/l 3,85 (l/100km 25,94) - adblue% 7,073

km/h 70,5 - kg 43.750- index 385,8 V&T 813

Iveco S-Way AS440S48 T/P E6 D

km/l 4,06 (l/100km 24,61) - adblue% 7,123

km/h 69,6 - kg 43.700- index 390,7 V&T 843

Iveco S-Way AS440S46 T/P Lng E6 D

km/kg 4,43 (kg/100km 22,57) - adblue% 0,0

km/h 70,3 - kg 43.580 - index 420,3 V&T 845

Man TgX 18.440 XLX Eev

km/l 3,03 (l/100km 33,01) - adblue% 3,773

km/h 67,9 - kg 43.660 - index 366,3 V&T 758

Man TgX 18.480 XXL Eev

km/l 3,34 (l/100km 29,85) - adblue% 4,922

km/h 69,4 - kg 43.520 - index 375,3 V&T 748

Man TgX 18.480 XXL E6

km/l 3,34 (l/100km 29,87) - adblue% 3,217

km/h 73,2 - kg 43.400 - index 385,9 V&T 778

Man TgX 18.500 XXL E6c

km/l 4,02 (l/100km 24,82) - adblue% 4,901

km/h 70,5 - kg 43.870 - index 397,5 V&T 827

Man TgX 18.500 XLX EL 3 E6c

km/l 3,66 (l/100km 27,33) - adblue% 4,017

km/h 71,2 - kg 43.800 - index 390,3 V&T 811

Man TgX 18.510 GM E6d

km/l 4,42 (l/100km 22,68) - adblue% 5,978

km/h 73,6 - kg 43.470 - index 409,3 V&T 857

Man TgX 18.520 GX E6e

km/l 4,17 (l/100km 23,99) - adblue% 6,945

km/h 56,8 - kg 43.600 - index 374,8 V&T 876

Man TgX 18.680 XXL E5

km/l 2,93 (l/100km 34,13) - adblue% 3,042

km/h 72,7 - kg 43.775 - index 371,7 V&T 721

Man TGX 520 Powerline E6e

km/l 4,28 (l/100km 23,35) - adblue% 10,2

km/h 69,6 - kg 43.700 - index 387,9 V&T 891

Mercedes-Benz Actros 1845 Ls StreamSp E6

km/l 3,86 (l/100km 25,90) - adblue% 3,130

km/h 69,0 - kg 44.360 - index 395,5 V&T 775

Mercedes-Benz Nuovo Actros 1845 LS PPC E6d

km/l 3,98 (l/100km25,10) - adblue% 4,561

km/h 71,7 - kg 43.000 - index 398,7 V&T 836

Mercedes Actros 1848 Ls Ms E5

km/l 3,28 (l/100km 30,49) - adblue% 5,537

km/h 67,6 - kg 44.000 - index 368,5 V&T 709

Mercedes Actros 1848 Ls Ms Mp3 E5

km/l 3,18 (l/100km 31,46) - adblue% 5,278

Km/h 72,0 - kg 43.800 - index 371,7 V&T 730

Mercedes Actros 1851 Ls Ms E5

km/l 3,16 (l/100km 31,65) - adblue% 4,533

km/h 68,8 - kg 43.700 - index 369,4 V&T 707

Mercedes Actros 1851 Ls GigaSpace E6

km/l 3,39 (l/100km 29,52) - adblue% 2,400

km/h 70,2 - kg 43.700 - index 386,6 V&T 771

Mercedes Actros 1853 Ls Ppc GigaSpace E6

km/l 3,48 (l/100km 28,73) - adblue% 4,273

km/h 72,8 - kg 43.700 - index 386,2 V&T 800

Mercedes Actros 1855 Ls Ms Mp3 E5

km/l 3,31 (l/100km 30,17) - adblue% 5,229

km/h 73,0 - kg 43.760 - index 377,7 V&T 736

Renault Magnum 460 Dxi E5

km/l 3,06 (l/100km 32,68) - adblue% 2,000

km/h 66,1 - kg 43.780 - index 370,8 V&T 706

Renault Magnum 500 Dxi E5

km/l 2,95 (l/100km 33,90) - adblue% 3,566

km/h 72,5 - kg 44.260 - index 370,3 V&T 718

Renault Magnum 500 Dxi Ex New E5

km/l 2,94 (l/100km 34,01) - adblue% 3,814

km/h 71,3 - kg 44.680 - index 367,5 V&T 724

Renault Magnum 520 Dxi Ex New E5

km/l 3,00 (l/100km 33,35) - adblue% 5,029

km/h 68,3 - kg 43.680 - index 361,5 V&T 737

Renault Magnum 520.18T Dxi Optiroll Eev

km/l 3,20 (l/100km 31,15) - adblue% 5,142

km/h 68,5 - kg 43.820 - index 368,8 V&T 759

Renault Premium Route 450 Dxi E5

km/l 3,29 (l/100km 30,40) - adblue% 4,941

km/h 66,9 - kg 43.960 - index 369,8 V&T 708

Renault Premium Strada 460.19 T Dxi Opt E5

km/l 3,24 (l/100km 30,86) - adblue% 4,184

km/h 69,9 - kg 43.320 - index 374,8 V&T 739

Renault Premium Strada 460.18 T Dxi Optiroll E5

km/l 3,39 (l/100km 29,48) - adblue% 4,567

km/h 68,6 - kg 43.660 - index 376,6 V&T 751

Renault T 440 Sleeper Cab E6

km/l 3,65 (l/100km 27,39) - adblue% 6,499

km/h 72,6 - kg 43.490 - index 384,2 V&T 795

Renault T 440 Sleeper Cab E6

km/l 3,61 (l/100km 27,67) - adblue% 6,165

km/h 67,6 - kg 43.850 - index 377,2 V&T 820

Renault T 460 Sleeper Cab E6

km/l 3,65 (l/100km 27,36) - adblue% 8,182

km/h 74,5 - kg 43.920 - index 381,4 V&T 783

Renault Trucks T 480 High Sleeper Cab E6

km/l 3,89 (l/100km 25,70) - adblue% 8,152

km/h 70,3 - kg 43.800 - index 383,4 V&T 847

Renault T 480 High Sleeper Cab E6

km/l 3,80 (l/100km 26,31) - adblue% 7,431

km/h 70,9 - kg 43.900 - index 383,8 V&T 835

Renault T 480 Turbocompound E6

km/l 4,25 (l/100km 23,51) - adblue% 4,853

km/h 70,0 - kg 43.850 - index 402,9 V&T 867

Renault T 520 High Maxispace E6

km/l 3,56 (l/100km 28,08) - adblue% 9,233

km/h 70,5 - kg 43.850 - index 369,2 V&T 815

Renault T 520 High Sleeper Cab E6

km/l 3,76 (l/100km 26,53) - adblue% 8,593

km/h 76,2 - kg 43.680 - index 385,9 V&T 790

Scania 540 S Active Prediction E6 D

km/l 3,72 (l/100km 26,88) - adblue% 8,315

km/h 70,73 - kg 43.900 - index 378,0 V&T 852

Scania G410 Active Prediction E6

km/l 3,49 (l/100km 28,59) - adblue% 5,280

km/h 71,0 - kg 43.800 - index 381,1 V&T 777

Scania G410 Cg20n Ap E6

km/l 3,84 (l/100km 26,01) - adblue% 9,400

km/h 71,9 - kg 43.800 - index 380,0 V&T 825

Scania G480 Highline Ecolution E5

km/l 3,58 (l/100km 27,91) - adblue% 4,889

km/h 67,3 - kg 43.660 - index 379,8 V&T 767

Scania R440 La Mna Cr 19 Topline E5

km/l 3,24 (l/100km 30,88) - adblue% 0,000

km/h 69,3 - kg 44.040 - index 387,1 V&T 732

Scania R450 Active Prediction E6

km/l 4,03 (l/100km 24,75) - adblue% 8,469

km/h 69,6 - kg 43.700 - index 386,1 V&T 812

Scania R450 Topline Active Prediction E6

km/l 3,48 (l/100km 28,74) - adblue% 7,843

km/h 73,9 - kg 43.850 - index 375,7 V&T 792

Scania R480 La Mna Highline E4

km/l 2,87 (l/100km 34,84) - adblue% 0,000

km/h 65,3 - kg 44.160 - index 370,0 V&T 705

Scania R480 La Mna Highline E5

km/l 3,05 (l/100km 32,81) - adblue% 0,000

km/h 69,0 - kg 44.120 - index 380,9 V&T 726

Scania R480 La Mna Topline Ap E6

km/l 3,31 (l/100km 30,22) - adblue% 3,042

km/h 67,7 - kg 43.900 - index 377,7 V&T 765

Scania R490 La Mna Topline Ap E6

km/l 3,39 (l/100km 29,52) - adblue% 4,986

km/h 72,6 - kg 43.580 - index 380,6 V&T 781

Scania R500 Active Prediction E6

km/l 3,89 (l/100km 25,69) - adblue% 9,285

km/h 69,6 - kg 43.750 - index 378,9 V&T 819

Scania R500 La Mna Highline E5

km/l 3,21 (l/100km 31,15) - adblue% 4,937

km/h 66,7 - kg 43.760 - index 366,9 V&T 710

Scania R520 Topline Active Prediction E6

km/l 3,14 (l/100km 31,83) - adblue% 3,040

km/h 73,9 - kg 44.080 - index 380,5 V&T 787

Scania R560 La Mna Topline E5

km/l 3,21 (l/100km 31,15) - adblue% 6,142

km/h 67,1 - kg 44.420 - index 363,3 V&T 720

Scania R560 La Mna Highline Ap E5

km/l 3,36 (l/100km 29,76) - adblue% 5,075

km/h 69,7 - kg 43.380 - index 375,5 V&T 763

Scania R580 Topline Active Prediction E6

km/l 3,14 (l/100km 31,86) - adblue% 3,881

km/h 71,6 - kg 43.750 - index 374,7 V&T 779

Scania R590 Active Prediction E6

km/l 3,66 (l/100km 27,31) - adblue% 8,671

km/h 70,96 - kg 43.800 - index 375,3 V&T 858

Scania R730 La Mna Highline E5

km/l 2,94 (l/100km 34,06) - adblue% 5,261

km/h 69,0 - kg 43.360 - index 359,2 V&T 741

Scania R730 Topline Active Prediction E6

km/l 3,25 (l/100km 30,80) - adblue% 4,554

km/h 73,9 - kg 43.680 - index 379,1 V&T 785

Scania S 500 Active prediction E6

km/l 3,88 (l/100km 25,77) - adblue% 6,907

km/h 69,4 - kg 43.800 - index 385,7 V&T 817

Scania S 650 Active prediction E6

km/l 3,48 (l/100km 28,73) - adblue% 8,512

km/h 74,6 - kg 43.700 - index 374,2 V&T 839

Scania S 730 Active Prediction E6

km/l 3,44 (l/100km 29,10) - adblue% 6,213

km/h 68,7 - kg 43.500 - index 373,0 V&T 808

Scania S 770 Active Prediction Euro VI E

km/l 3,16 (l/100km 31,64) - adblue% 12,174

km/h 72,6 - kg 43.900 - index 344,6 V&T 856

Scania Super 500 S Active Prediction Euro VI D

km/l 3,95 (l/100km 25,34) - adblue% 9,038

km/h 72,1 - kg 43.800 - index 385,0 V&T 863

Volvo Fh 460 Globetrotter I-See E6

km/l 3,39 (l/100km 29,52) - adblue% 7,709

km/h 70,0 - kg 43.420 - index 368,9 V&T 806

Volvo Fh 460 Aero I-Save Globetrotter

km/l 4,16 (l/100km 24,04) - adblue% 4,8

km/h 66,61 - kg 43.580 - index 393,6 V&T 888

Volvo Fh 500 Globetrotter XL E5

km/l 3,31 (l/100km 30,18) - adblue% 4,745

km/h 66,3 - kg 43.780 - index 370,3 V&T 754

Volvo Fh 540 Globetrotter XL Dual Clutch E6

km/l 3,23 (l/100km 30,94) - adblue% 8,601

km/h 74,62 - kg 43.440 - index 364,6 V&T 791

Volvo Fh 16-660 Globetrotter XL E4

km/l 2,85 (l/100km 35,09) - adblue% 3,079

km/h 68,8 - kg 44.060 - index 363,6 V&T 712

Volvo Fh 16-700 Globetrotter XL E5

km/l 2,93 (l/100km 34,14) - adblue% 5,521

km/h 67,7 - kg 43.580 - index 356,2 V&T 742

n Lcv < 3,5 t

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