Flotte&finanza n. 78 marzo 2026
Il fleet manager atteso a una prova muscolare. La semplice gestione della car list gli va stretta, è tempo che si ritagli un ruolo di figura chiave della mobilità
Il fleet manager atteso a una prova muscolare. La semplice gestione della car list gli va stretta, è tempo che si ritagli un ruolo di figura chiave della mobilità
- Nessun tag trovato…
Trasformi i suoi PDF in rivista online e aumenti il suo fatturato!
Ottimizzi le sue riviste online per SEO, utilizza backlink potenti e contenuti multimediali per aumentare la sua visibilità e il suo fatturato.
772037 571907
Casa Editrice la fiaccola srl Numero 78
marzo 2026
Scegliere, Gestire, Ottimizzare
Il fleet manager atteso a una prova muscolare. La semplice gestione della car list
gli va stretta, è tempo che si ritagli un ruolo di figura chiave della mobilità
ISSN 2037-5719
0 0 0 7 8 >
9
TANTO PER
COMINCIARE
Piattaforma Software Avanzata per la Mobilità, Gestione,
Controllo, Telematica, Sicurezza Mezzi Aziendali e Asset
Disponibile su
Accesso via
Web e App
Laurea in flotte
Aumentano pertinenze e incombenze del fleet
manager, giacché includono mobilità e viaggi
(e non solo). Urge un concreto progetto formativo
Dispositivo compatibile con transizione da 2G a 4G
Interfaccia Software
con server Terze Parti
del fleet manager funzionario/impiegato destinato alla
Cajenna, al sottoscala aziendale, è alla fine, buon per lui. Come
L’epoca
illustra bene la nostra cover story, al fleet manager, meglio
mobility manager (quando fu coniato il termine si riferiva specificamente
a un dipendente pubblico, oggi il senso è cambiato) e travel manager, si
chiede molto di più, compresa la capacità di aggregare le “soft sktil”, che
si tratti di auto, LCV o truck.
Sensoristica
e Telematica
di Bordo
UNA SOLA SOLUZIONE PER:
Riduzione dei Costi
Consumi Carburante
Certificazione Percorsi
Report Avanzati
Sicurezza Mezzi e Persone
Piani di Viaggio
App Driver e Fleet Manager
Manutenzioni Predittive e Notifiche Anomalie
Stile di Guida
Servizi Cronotachigrafo Digitale
Il problema è che pochi parlano, a quanto ci risulta, di formazione non
mordi e fuggi. AIAGA già dispone di una Academy per corsi sulla materia,
ma è una disciplina che avrebbe statura almeno di master universitario.
Riteniamo sia necessario mettere in moto un meccanismo che consenta
la formazione “spinta" di queste figure professionali, un po’ come le
università del Piemonte Orientale e di Bergamo fanno con i service
manager (anche in questo caso auto e truck).
Gli stessi dirigenti di grandi società, accreditati come maestri di pensiero
del settore e spesso invocati nei rarefatti convegni, avrebbero bisogno di
una visione più ampia di quello che sta diventando il mobility manager,
figura che sforerà nel campo delle risorse umane, dell’ESG (sostenibilità),
della gestione delle risorse, addirittura nella strategia di contatto con
l’universo clienti, per non parlare della politica sui viaggi, sulle call,
sull’home working. E in tutto questo stiamo tralasciando l’aspetto tecnico
del veicolo e quello fiscale, sui quali c’è certamente più letteratura.
Inomma, noi la buttiamo lì: un corso di laurea? Un master? Quelli che
abbiamo trovato in rete, seppur meritevoli, ci sembra abbiano una visione
limitata, antiquata, circoscritta alla car policy e alla fiscalità e non
proiettata nel futuro. Possiamo sbagliarci, non ne abbiamo conoscenza
diretta e chiediamo scusa in anticipo se li abbiamo sottovalutati. Se poi
qualcuno ancora pensa che non servano i corsi, meglio la trincea, bene,
che rimanga nel sottoscala.
www.gtfleet365.it
Sicurezza Garantita per la Mobilità
www.flottefinanzaweb.it marzo 2026 - Flotte&finanza - 3
16
34
Flotte&finanza
sommario
marzo 2026 - numero 78 anno 20
10 Il gestore della flotta? Un mobility ‘superhero’
16 Italo Folonari in Aniasa: continuità e innovazione
19 AIAGA riaccende i motori: Fleet o non Fleet?
20 Ricaricabili: gli utilizzatori NLT le vogliono cosi
22 Con hlpy l’assistenza su strada è digitalizzata
23 Più paghi, meno sei protetto: l’RC divide l’Italia
24 Arval in convention con i suoi Premium Center
26 CES di Las Vegas, l’automotive si fa spazio
28 15 giorni da HEV: in viaggio con MG HS Hybrid+
30 Mitsubishi, è iniziata l’era post Koelliker
32 Compass: terza generazione, stesso spirito off-road
34 100 per cento italiana la nuova Fiat 500 hybrid
36 Dacia Bigster Hybrid 155 Journey alla prova consumi
42 B10, da Leapmotor il primo crossover compatto
44 Volvo EX-60, elettrificazione totale
36
www.flottefinanzaweb.it
RUBRICHE
6 Il Pensatore
8 Quote Rosa
41 5 perché di F&F
46 VIP alla guida
SEGUICI SU
https://www.facebook.com/rivistaflottefinanza
Scegliere, Gestire, Ottimizzare
Direttore responsabile
Lucia Edvige Saronni
Direttore editoriale
Giuseppe Guzzardi
gguzzardi@fiaccola.it
flottefinanza@fiaccola.it
Coordinamento editoriale
Roberta Carati - rcarati@fiaccola.it
Redazione
Tiziana Altieri - taltieri@fiaccola.it
Matthieu Colombo - mcolombo@fiaccola.it
Gianluca Ventura - gventura@fiaccola.it
Foto
Archivio Vie&Trasporti, Archivio delle Case, John Next
Collaboratori
Mauro Armelloni, Roberta Cannone, Giacinta Moraschi,
Enzo Rizzo, Giorgia Rocca, Monica Schiller, Danilo Senna
Amministrazione
Margherita Russo - amministrazione@fiaccola.it
Marzia Salandini - msalandini@fiaccola.it
Abbonamenti
Mariana Serci - abbonamenti@fiaccola.it
Marketing e pubblicità (responsabile estero)
Sabrina Levada - slevada@fiaccola.it
Traffico e pubblicità
Giovanna Thorausch - gthorausch@fiaccola.it
Direzione, amministrazione, pubblicità
Casa Editrice La Fiaccola s.r.l.
20123 Milano - Via Conca del Naviglio, 37
Tel. 02/89421350
casaeditricelafiaccola@legalmail.it
www.fiaccola.com
Agenti
Friuli Venezia Giulia - Trentino Alto Adige - Veneto
Emilia Romagna (Parma e Piacenza escluse) Giorgio Casotto
Tel. 0425/34045 - Cell. 348 5121572
info@ottoadv.it
Trimestrale - LO-NO/00516/02.2021CONV
Reg. Tribunale di Milano n. 786
del 22/12/2006 - ROC 32150
Prezzi di vendita Italia Estero
Copia singola ............................€20,00 ........€40,00
Abbonamento annuo ..................€80,00 ......€150,00
Grafica
Michela Chindamo - La Spezia
Tipografia
Ingraph
Via Bologna 106 - 20831 Seregno (MB)
La responsabilità di quanto espresso negli articoli
firmati rimane esclusivamente agli Autori. È vietata e
perseguibile per legge la riproduzione totale o parziale
di testi, articoli, pubblicità ed immagini pubblicate su
questa rivista sia in forma scritta che su supporti
magnetici, digitali, ecc.
Foro competente Milano
Il suo nominativo è inserito nella nostra mailing list
esclusivamente per l'invio delle nostre comunicazioni e
non sarà ceduto ad altri, in virtù del nuovo regolamento
UE sulla Privacy N.2016/679. Qualora non desideri
ricevere in futuro altre informazioni, può far richiesta alla
Casa Editrice la fiaccola srl scrivendo a: info@fiaccola.it
ISSN 2039 - 571X
Questo periodico è associato
all’Unio ne stampa periodica italiana.
Numero di iscrizione 15132
IL PENSATORE
IL PENSATORE
PIANIFICARE, SEMPRE
Giuseppe Antonio D’Errico
a cura di Roberta Carati
Oltre vent’anni di esperienza nel
settore automotive, Giuseppe
Antonio D’Errico è Direttore
Generale di SV Noleggio, azienda del
Gruppo Petit Forestier specializzata nel
trasporto a temperatura controllata in
cui è entrato nel novembre 2023 come
Technical & Operations Director.
La logistica del freddo, insomma, è il
suo pane quotidiano.
F&F Il noleggio registra un appeal
crescente in tutti gli ambiti del
trasporto, persone e merci. Anche
nel settore dei veicoli refrigerati?
In Italia il trend è stabile, ma questo è
Nel settore dei veicoli refrigerati nulla può essere lasciato
al caso. Ecco come ci si riesce, o almeno ci si prova, nella
testimonianza di uno specialista della ‘catena del freddo’
dovuto al fatto che il comparto del
trasporto a temperatura controllata sta
attraversando una fase di profonda
trasformazione. Le aziende hanno la
necessità di riorganizzarsi, di
digitalizzare i processi, di compiere
scelte più sostenibili. Inoltre, parliamo di
un settore dove la componente tecnica
del veicolo (gruppo frigo, allestimento,
sistemi di monitoraggio...) è molto
importante: possono esserci maggiori
remore iniziali a passare dal mezzo di
proprietà al noleggio, dal momento che
non si parla di un veicolo adibito al
trasporto persone ma di un mezzo che
deve produrre fatturato per chi lo
noleggia. Ecco perché, dal nostro lato,
cerchiamo di mettere in campo tutte le
energie e la nostra conoscenza per
vincere queste esitazioni fornendo una
vera e propria consulenza.
F&F Lei è uno specialista della
‘catena del freddo’, filiera che non
concede nulla all’improvvisazione.
Qual è l’aspetto più complesso del
suo lavoro quotidiano?
Pianificare tutto il pianificabile, incluse
quelle variabili esogene che non
dipendono dall’organizzazione interna
ma da elementi esterni imponderabili.
Per essere concreti: il fermo di un
mezzo nuovo dovuto a un difetto di
produzione del veicolo non è un
elemento pianificabile, ma come
intervenire nel caso in cui quell’evento,
pur remoto, si verifichi, per quanto
complesso, sì, lo è.
F&F Qual è la vostra politica
rispetto al veicolo sostitutivo?
Cambia se il veicolo è allestito?
La fornitura del veicolo sostitutivo è
un plus importante incluso nel canone
di servizio dei contratti di noleggio a
lungo termine, quindi ci sono processi
e persone che lavorano per mantenere
la promessa. È chiaro che le
tempistiche di consegna hanno molte
variabili che includono luogo del fermo
e orario. Mi spiego meglio con un
esempio: 20 chilometri possono
essere percorsi in pochi minuti, ma se
ci troviamo in una grande città,
nell’orario di maggior circolazione, nel
giorno di maggior circolazione, si
possono impiegare ore.
L’obiettivo è consegnare il veicolo il
prima possibile. Ovviamente si cerca
di fornire una scorta consona alla
necessità primaria, cioè non
interrompere la catena del freddo:
questo non significa il medesimo
allestimento, per quanto si cerchi di
avvicinarsi, ma un allestimento che
permetta di mantenere le medesime
temperature.
F&F Se l’assistenza in un contratto
di noleggio è una voce importante,
nel noleggio di mezzi refrigerati è
imprescindibile?
È assolutamente imprescindibile,
poiché il fermo tecnico comporta il
rischio di interrompere la catena del
freddo, che sappiamo poter avere
anche conseguenze importanti, come
purtroppo ci raccontano i fatti
recentemente accaduti.
È per questo motivo che, da sempre,
noi invitiamo i nostri clienti a
sensibilizzare i loro driver (che poi
sono coloro che utilizzano i mezzi
tutti i giorni): oltre a insistere su un
uso opportuno del mezzo bisogna
lavorare a quattro mani. Moltissimi
problemi si sarebbero potuti risolvere
più velocemente se ci fosse stata una
segnalazione tempestiva da parte di
chi guida il veicolo: questo avrebbe
comportato una riduzione dei tempi di
fermo, se non addirittura un
intervento preventivo in grado di
evitarlo del tutto.
F&F Telematica, controllo remoto
della temperatura, tracciabilità:
per i veicoli refrigerati la
tecnologia è un must…
È il motivo per cui stiamo lavorando
per arrivare a satellizzare il 100 per
cento della nostra flotta nei prossimi
anni. La telematica aiuterà a fare
prevenzione e quindi, ritornando a
quanto dicevamo prima, a realizzare
una manutenzione preventiva, oltre
che a monitorare in tempo reale,
attraverso un tracciamento continuo e
oggettivo, l’intera filiera del freddo.
Inoltre, permetterà di avere sempre i
dati a disposizione in piena
conformità alle normative vigenti, che
richiedono sempre più spesso sistemi
di controllo e tracciabilità affidabili e
documentabili.
F&F Il neopresidente di Aniasa, di
cui Petit Forestier e quindi SV
Noleggio è socia, non nasconde le
difficoltà di interloquire con
Roma. Crede che il noleggio di
veicoli refrigerati meriterebbe più
attenzione dal legislatore? Oppure
è un tema da trattare localmente
(si pensi all’accesso alle ZTL)?
No, credo che bisognerebbe fare
sistema tra i produttori di beni che
necessitano di trasporto a
temperatura controllata, le società che
trasportano questi mezzi e il Gruppo
Petit Forestier, di cui SV fa parte, che è
uno specialista del freddo.
Insieme potremmo sviluppare progetti
concreti che aiutino a contenere i
costi della filiera, garantendo allo
stesso tempo qualità e servizio al
cliente. Purtroppo, spesso accade che
ogni attore vada per la propria strada,
portando avanti le proprie istanze
senza inserirle in una visione
sistemica. È proprio questa visione
d’insieme che, invece, permetterebbe
di trovare soluzioni più efficaci e
sostenibili per tutti.
F&F Elettrico sì, no, nì. Con
l’Europa che tentenna, come
può SV Noleggio essere un
valido consulente per i suoi
clienti?
Il nostro ruolo è quello di essere un
interlocutore affidabile, capace di
accompagnare le parti sociali in
una riflessione seria e
approfondita su questi temi.
Parliamo di questioni strategiche
che non possono essere affrontate
in modo teorico o ideologico:
servono competenze
tecniche, esperienza
operativa e una
conoscenza concreta
delle esigenze del
trasporto a
temperatura controllata.
F&F Un problema
comune nelle aziende di
trasporto è la difficoltà di
trovare personale, sia
qualificato sia da formare. Come
pensa si possa risolvere, in
riferimento ai manutentori frigo?
Noi lo abbiamo risolto puntando sulla
formazione interna, ogni anno
ampliamo il numero di persone
coinvolte in percorsi formativi
certificati. È un investimento
importante ma è anche un segnale, sia
verso il nostro personale, sia verso i
nostri clienti: dimostra quanto
crediamo nella capacità di fornire un
servizio tempestivo ed eccellente.
Non possiamo permetterci di non fare
manutenzione sugli impianti frigo per
mancanza di personale, né di affidarci
a tecnici non preparati. Naturalmente
tutto questo ha un costo, che il
mercato spesso non percepisce,
ritenendo che chiunque possa fare
manutenzione agli impianti frigo. In
realtà si tratta di un’attività altamente
specialistica, che richiede
professionalità, esperienza e
un costante investimento in
formazione.
6 - Flotte&finanza - marzo 2026
www.flottefinanzaweb.it
www.flottefinanzaweb.it
marzo 2026 - Flotte&finanza - 7
QUOTE
ROSA
Il Festival di Sanremo dall’auto
Hip parade
Sono gli automobilisti a decidere il destino di una canzone,
tra una rotonda e un casello. Perché è nell’abitacolo
che i festival addicted si misurano con strofe e ritornelli
di Tiziana Altieri
Lo si ama o lo si odia. Lo si
commenta, lo si critica, si
promette di non guardarlo… e poi
lo si guarda. È il Festival di Sanremo,
andato in scena, come da liturgia
nazionale, a fine febbraio. L’ultima
edizione, condotta da Carlo Conti e
Laura Pausini, probabilmente non
entrerà negli annali come la più
esplosiva di sempre. Eppure, anche la
noia fa ascolti: oltre 13,4 milioni di
telespettatori nella serata finale e uno
share del 73,1 per cento.
Ma perché parlarne in una rubrica
dedicata alle donne al volante? Perché
è lì, nell’abitacolo, che si decide il vero
destino delle canzoni. Altro che sala
stampa o televoto: la giuria più severa
siede al volante, giudica ai semafori,
sentenzia in tangenziale e non fa
sconti. Se un ritornello sopravvive a due
rotonde, a un parcheggio in doppia fila
e al traffico del lunedì mattina, allora sì,
può dirsi un successo.
Secondo una survey realizzata da
AutoScout24, il 60 per cento dei
‘Festival addicted’ sceglie proprio l’auto
come luogo preferito per ascoltare e
cantare a squarciagola i brani in gara.
Del resto, chi non ha mai trasformato
l’abitacolo in un palco dell’Ariston,
impugnando il cambio come fosse un
microfono? In auto ci si concede tutto:
acuti improbabili, stonature e
interpretazioni da X Factor senza
giudici. Perché
l’auto, non
dimentichiamolo,
è uno dei luoghi
più intimi. Cucina
(14 per cento) e
doccia (11 per
cento) inseguono.
L’auto è un luogo
molto intimo.
Qui si può
cantare senza
essere giudicati
e confessare
i propri segreti
Chi ha vinto e chi vincerà
Secondo un quarto degli automobilisti
intervistati, la vittoria sarebbe dovuta
andare ad Arisa con ‘Magica Favola’. La
cantante lucana, invece, si è fermata al
quarto posto, superata da Sal Da Vinci
con ‘Per sempre sì’, Sayf con ‘Tu mi
piaci tanto’ e Ditonellapiaga con ‘Che
fastidio!’ (titolo perfetto nell’ora di
punta). Ma la vera classifica, lo
sappiamo, la scriveranno i mesi a venire
e le playlist salvate in auto.
Dove non ci si limita a cantare, si
spettegola. Quando alla radio arrivano
indiscrezioni dal dietro le quinte del
Festival, l’attenzione resta altissima in
due terzi degli automobilisti. L’auto, in
fondo, è anche questo: un
confessionale su quattro ruote. Si
raccontano segreti, si commentano
outfit improbabili, si assegnano voti che
neanche la giuria
demoscopica. E tutto
resta lì, tra quattro
portiere. Nessuna
distrazione. Solo la
strada e i compagni di
viaggio. E, a questo
proposito, gli italiani
intervistati sognano un lungo viaggio
cantando insieme ad Arisa (16 per
cento), seguita da Dargen D’Amico e
Achille Lauro (entrambi al 10 per
cento). Ammetto che la mia playlist
ideale sarebbe diversa. Infine,
AutoScout24 ha provato ad abbinare un
genere musicale a ogni segmento.
L’utilitaria va a ritmo pop. La station
wagon vibra di folk. Cabriolet e Suv
risuonano di note rock. Sonorità
classiche per berline e auto d’epoca. Le
ibride e le elettriche richiamano
atmosfere elettroniche, mentre alle auto
dei new brand si associa la techno.
8 - Flotte&finanza - marzo 2026 www.flottefinanzaweb.it
COVER
COVER
di Giuseppe Guzzardi
AUTOMOTIVE COUNTRY TRENDS
Nessuna auto
è un’isola
Analisi logica dell’ACT26, libro bianco dell’Arval Mobility Observatory.
Sempre meno ferro, sempre più condivisione, i veicoli del futuro sono qui,
e sono sostenibili, in grado di connettersi e interfacciarsi tra loro
e con l’esterno. L’aspetto proprietà/possesso è destinato a diventare
secondario? Sembra proprio di sì, mentre il fleet manager si trasforma
in “mobility superhero”. Ecco la nostra analisi del documento
Ad ogni pubblicazione dell’Osservatorio sulla
Mobilità di Arval (AMO, Arval Mobility
Observatory) corre obbligo di scorrere velocemente
le ricche pagine per poi ricominciare, leggendo
con l’aplomb che si ha nel bere un brodo caldo in una
sera d’inverno. Tanti gli spunti e le notizie, quasi sempre
conferme, a volte veloci virate di 180°, ma il succo è che
comunque siamo di fronte a un ritratto
eseguito con cura e dovizia. Poi, sempre
statistiche sono, e vale il pollo di Trilussa,
con l’aggravante di una terminologia
che vuole essere linguisticamente unica,
visto che è una ricerca, un white paper
(libro bianco) realizzato in molti Paesi.
In questa pubblicazione, diversamente
dall’abituale Barometro, la parte analitica, propria
dei libri bianchi, lascia spazio ai commenti del board
di esperti che lo ha redatto. Flotte&finanza prende
spunto dai temi trattati, coinvolgendo talvolta liberi
pensatori a chiosa dei risultati.
Il teatro automotive
Certo, l’evento pandemia, con il suo pesante strascico,
non era prevedibile, ma l’AMO ritiene che ormai la fase di
normalizzazione si sia completata, sottolineando come
sia caratteristica dei settori maturi essere
“prevedibile”. In ciò possiamo essere
parzialmente d’accordo, in quanto la velocità
o meglio l’accelerazione impressa
dalle nuove tecnologie, sommate a un
quadro normativo scarsamente predittivo
e non realistico, rendono il termine
“prevedibile” quanto meno opinabile.
Sul fatto, indicato nel sommario, che il baricentro produttivo
si sia spostato a Oriente crediamo che in pochi possano
eccepire, anche in considerazione della prontezza e lucidità
con la quale il Sistema Cina ha saputo approfittare della
domanda di elettrificazione, riuscendo nel contempo a
offrire veicoli tecnologicamente all’avanguardia e affidabili.
«I costruttori cinesi hanno compiuto un vero e proprio salto
di scala: nel 2025 hanno venduto circa 27 milioni di veicoli
(+17%), superando per la prima volta i gruppi giapponesi.
La loro presenza si è rafforzata nel Sud-Est asiatico (ASEAN,
+49%), ma anche in Europa (+7%), grazie soprattutto a
un’offerta elettrica e ibrida competitiva sul fronte dei prezzi»
(cfr ACT26 pag. 14).
Persino l’Osservatorio, ovvero persino stakeholder del
calibro dei noleggiatori, insieme ai produttori, convengono
alla buon’ora che la politica degli incentivi e dei
top down comunitari è forse stata grossolana, limitata,
poco congrua. Finalmente il settore, attraverso questa
autorevole fonte, ammette che la garibaldina corsa all’elettrico
«non è più solo tecnologica o ambientale, ma
anche economica, fiscale, organizzativa, con impatti diretti
sul TCO, sulla gestione del rischio e sulla continuità
operativa» (ib pag. 3).
E ora?
Il concetto di flotta aziendale sta cambiando, nonostante
la politica fiscale italiana sia ancora succube di un populismo
predatorio che preferisce vessare il noleggio anziché
favorire il ricambio veicolare. Ma l’AMO pensa positivo: «(il
NLT) non è più soltanto uno strumento operativo ma una
leva strategica che incrocia temi di efficienza economica,
sostenibilità, welfare e attrattività per i dipendenti» (ib).
Ecco, l’aspetto economico. La contrazione dei consumi
gioca un ruolo fondamentale in quella che è stata una
società a lungo autocentrica. Che si parli di scenari macroeconomici
(a nostro avviso bellamente ignorati in
chiave comunitaria) o di industria italiana, il mutamento
è irreversibile, anche se la proporzione mobilità individuale/mobilità
collettiva e condivisa non è un trend confermato.
La ricerca si sofferma sul breve termine, sui
segnali positivi di PIL e spread e su una maggiore considerazione
del sistema Italia all’interno dell’OCSE.
Riflessione opportuna, perché relativizza il peso dei tassi
di interesse e quindi il costo delle rate, che siano d’acquisto
o che siano un canone. Ma il Paese deve fare i
conti con una flessione dei consumi del 24% 2025/24,
con la mobilità che vale oltre la metà dei consumi. Ecco
perché lo scellerato piano europeo di emissioni zero ha
colpito al cuore (anche) la nostra economia.
Questo è un concetto che anche se non esplicitato
nell’ACT26 (Automotive Country Trends) è una diretta
conseguenza dei numeri riportati, e varrà anche per gli
anni a venire. Una lenta deriva iniziata nel post Covid del
quale si sono ignorati gli effetti di sistema. Nel capitolo
3 (ib pag. 10) la ricerca compie una doverosa, oggettiva
opera di report riguardo al pacchetto-cerotto della Ue
(16 dicembre 2025), sul quale non ci soffermiamo se
non per sottolineare il desiderio (tardivo) di ridare vita al
segmento A, quello delle auto più piccole, di fatto uccise
dai listini dei costruttori.
Al riguardo, ecco il pensiero del nuovo presidente
Aniasa Italo Folonari (pag. 16): «(…) crediamo
che questo orientamento sia negativo, lo dimostrano
già le immatricolazioni e gli esiti del pacchetto
Ue. Si dovrebbe imparare dagli errori, prendere
atto che l’imposizione top down di cambiare
tecnologia ha avuto il risultato opposto (…). Molte
aziende ricorrono al downsizing, i privati potrebbero
tornare all’auto di proprietà, con conseguente
ulteriore allungamento del ciclo di vita (…)».
Il noleggio? Stanno tutti bene
In questo panorama confuso e indefinito, con una pioggia
di milioni di incentivi in arrivo (sia sull’auto, 600 milioni
nel 2025, che sul truck, 570 a partire dal 2027) non si sa
bene come allocati, il noleggio continua a crescere, insensibile
alle deficienze di un settore che, come se non
bastasse, anche dal punto di vista distributivo ha rischiato
inutili rivoluzioni di modelli consolidati. I trend però sono
chiari. Si è passati da 375mila immatricolazioni nel 2024
a 410mila nel 2025, un terzo mal contato del totale, per
un giro d’affari che sfiora ormai i 16 miliardi di euro. A
fronte di una crescita del mercato complessivo, stimato
in 1.600.000 veicoli (+5%), si prefigura un ritorno del privato
alla proprietà, con un incremento di quota del 7%.
All’interno del libro bianco AMO troviamo le previsioni di
DATAFORCE, delle quali pubblichiamo questa tabella.
Interessante, come dichiara la società di ricerca, la previsione
relativa al mercato LCV, in contrazione lo scorso anno a
fronte di una fase espansiva determinata dalla
crescita esponenziale dell’e-commerce. Il possesso
cresce più della proprietà, dato indicativo
in favore della diminuzione dell’anzianità del circolante
e della componente BEV, fors’anche calcolando,
ma solleviamo dubbi, l’aumento delle
accise sul diesel, che colpirà i veicoli destinati
a produrre reddito, influenzando il TCO.
La considerazione quantitativamente più im-
Mercato Prev 2026 %
Auto 1.623k +4,9
LCV 188,7k +5,4
Di cui auto
Privati 890k +7
Noleggio* 438k +12,5
Di cui LCV
Privati 24k +11
Noleggio* 71,7k +14,5
*Lungo termine e breve termine
10 - Flotte&finanza - marzo 2026
www.flottefinanzaweb.it
www.flottefinanzaweb.it
marzo 2026 - Flotte&finanza - 11
COVER
COVER
portante riguarda comunque la futura penetrazione dell’elettrico
e dell’ibrido sulle nuove immatricolazioni, e anche in
questo caso ci viene in aiuto DATAFORCE.
Auto e veicoli commerciali, le previsioni 2026
Alimentazione Prev 2026 % Share
Auto
Diesel 233k -1,3 14,5
Benzina 792k +3,2 49,1
Full Hybrid 215k +6,7 13,3
Plug-in Hybrid 108k 10,2 6,7
BEV 125k +31,6 7,8
Privati 890k +7
LCV
Diesel 15k +2,4 80
Benzina 13,7k +9,2 7,3
Full Hybrid 3,7k -3,2 2
Plug-in Hybrid 2,2k +10,1 1,2
BEV 13,3k +61,1 7
Usato, peso o valore?
L’analisi olistica dell’ACT26 investe in pieno l’usato, ormai
da tempo non più considerato un mercato secondario
anche se per convenzione, spesso in ambito noleggio,
lo si ascrive all’attività di remarketing. Gli analisti ritengono,
e non intendiamo andare controcorrente, che l’anno in
corso rispetterà il trend 2025, ovvero un incremento single
digit (+2%). Si tratta di un universo per il momento abitato
da creature endotermiche, scarsamente elettriche o ibride,
che valgono il 10% dei passaggi di libretto. Il mercato,
stando ai prezzi, rimane frizzante, e non soltanto per un
mero discorso di prezzo. Risaliamo come i salmoni la
parte iniziale del trattato per ricordarci come la componente
tassi d’interesse rimanga una barriera sostanziale,
spessa, nelle opportunità di acquisto. Il mercato dell’usato
assorbe parte dei consumatori con “poca capienza”.
Nel contesto si segnala inoltre la contrazione delle rottamazioni
(-7,6%), e di conseguenza l’età media del circolante
teorico aumenta ancora, fino a 13 anni, con un quarto di
targhe intorno ai 19 anni. Secondo i calcoli, quindi, il circolante
teorico si attesta a 41,3 milioni di autoveicoli.
La partita si gioca qui
Fin qui il libro bianco ci appare come una sorniona rassegna
di dati e riflessioni sciorinate con ordine. Si è
venduto tanto di più o di meno di questo colore piuttosto
che di un altro, più presenti i ventenni diplomati
piuttosto che le donne del Sud eccetera. Ma quando
si parla di proprietà dei dati il discorso diventa sensibile,
è il ventre molle, la caverna di Alì Babà, il tesoro della
regina. Il Data Act, ovvero il pronunciamento Ue (altro
regalo di Natale) sulla proprietà materiale e intellettuale
dei dati e dei macrodata.
Sentiamo a questo proposito un
vero esperto, Stefano Brivio, AD
di MGH-Systems e inventore di
Wheeliot: «Accolgo con favore
questa novità. Da anni ripeto lo
stesso concetto: la vera rivoluzione
nell’utilizzo dei dati automotive non
sarebbe mai partita senza un contesto
normativo comune. Il Data
Act è esattamente quel fischio d’inizio
che aspettavamo.
Spostare il controllo del dato dal costruttore all’utente
è la chiave di volta che obbliga la filiera a collaborare
su standard comuni, abbattendo i silos che hanno frenato
l’innovazione. Per Wheeliot questo non è un vincolo,
ma l’infrastruttura necessaria per scalare servizi
di manutenzione predittiva e gestione flotte su un terreno
di gioco equo e a più alto valore aggiunto. Ottima
la regola, dunque, ora la sfida si sposta dal piano legislativo
a quello pratico: stiamo a vedere se i tempi di
adozione saranno veloci quanto le nostre ambizioni».
La “Guidance on Vehicle Data” della Commissione europea
dirime una annosa questione, scavalcando la proprietà del
dato per concentrarsi sulla sua disponibilità. In sostanza,
tutte le informazioni sul veicolo, compresa la condotta, i record
dei sensori, i consumi, le usure, non saranno più appannaggio
del costruttore ma del titolare dell’auto, che potrà
girarli per scelta o in automatico a vari fruitori e analizzatori,
in primis le assicurazioni ma non solo. Pensiamo ad esempio
a veritiere statistiche sull’uso congruo delle auto plug-in, oppure
la lunghezza dei percorsi, le reali usure di pneumatici
e batterie, le attitudini di guida, l’intermodalità con altri strumenti
di mobilità, una nuova generazione di matrici sul traffico
attraverso il metadata dei GPS.
L’elenco è infinito, ottenibile senza turbamento della privacy
(sempre in teoria), abbattendo il costo della stringa, oggi
venduta a peso d’oro da chi può fare business sui dati della
vettura, come il costruttore o il gestore di black box.
Persino il privato cittadino, sempre in teoria, potrà saperne
di più sulla socialità dell’auto e della mobilità. Il problema si
sposta di una casella del Monopoli: chi investirà per raccogliere
e analizzare miliardi di informazioni? Chi dispone di
una tale capacità di elaborazione, pur con l’impiego
dell’Intelligenza Artificiale? Chi si occuperà di collezionare
un numero statisticamente valido di stringhe, a livello locale
e globale? È qui che i sogni si dissolvono, lo specchio si rompe
e si ritorna alla realtà fatta di pochi golem in grado di mettere
in moto una adeguata macchina da guerra, magari attingendo
dalle università affamate di contributi attraverso
il fiorire di spin-off. I soliti noti, insomma.
E poi, la guida autonoma
L’aspetto digitalizzazione e impiego dei dati porta carico,
ovvero la visione dell’auto come centrale mobile
per l’avvento non più fantascientifico di dispositivi
ADAS di vario livello, ormai un business acclarato,
come denuncia il documento: il 79% di possessori di
auto connesse utilizza regolarmente queste funzioni,
a fronte di un circolante in Italia di 17,7 milioni di vetture
connesse, mentre 4 flotte su 10 dispongono di un sistema
di telematica di bordo.
Gli ADAS diventano un supporto fondamentale nello
sviluppo di una mobilità connessa e condivisa, specie
in ottica bidirezionale (e questo supporterebbe anche
le azioni relative all’uso dei dati) e sotto il cappello AI,
anche in ottica sicurezza stradale: «Questo cambio di
paradigma consente aggiornamenti continui, funzioni
evolutive basate sull’Intelligenza Artificiale e una più
efficace integrazione dei sistemi di sicurezza avanzati,
contribuendo a creare un ecosistema di mobilità in cui
la prevenzione degli incidenti non dipende solo dai dispositivi
di bordo, ma dall’interconnessione dinamica
tra veicolo, infrastruttura e servizi digitali» (ib pag. 19).
Al riguardo, ecco il pensiero di Toni Purcaro, presidente
Dekra Italia: «La diffusione degli ADAS e della
tecnologia in generale sui veicoli di nuova immatricolazione
indubbiamente contribuisce a ridurre il rischio
di incidenti. Si stima che un incidente su due possa
essere evitato grazie all’adozione dei sistemi avanzati
di assistenza alla guida.
Nei prossimi anni, e senza andare troppo in là, l’evoluzione
tecnologica comporterà l’adozione di tecnologia
AI a bordo supportando il driver nell’esecuzione
di manovre in caso di pericolo ma anche prevenendone il verificarsi: telecamere
che riconoscono in anticipo colpi di sonno, stanchezza eccessiva,
situazioni di rischio per manovre di emergenza… sono solo alcuni dei nuovi
sistemi già a bordo dei veicoli di nuova costruzione.
Questo percorso è entusiasmante ma va governato attraverso sistemi che
garantiscono il funzionamento corretto degli algoritmi, l’integrità dei dati
elaborati e la gestione efficace del rischio di eventuali errori.
Il sistema di gestione di un veicolo non deve sostituire le scelte dell’umano
bensì aiutare a perdonare l’errore e facilitare il driver nella guida impedendo
distrazioni (per esempio monitor troppi grandi e comandi introvabili) e attivando
i sistemi di sicurezza in tempo utile migliorandone l’efficacia.
In sintesi, la tecnologia al servizio della persona e non come ‘scusa’ per
delegare una responsabilità».
Il destino del fleet mobility management
Nel capitolo 4 il libro bianco tentenna, esita, quasi arretra
davanti alla complessità di ruolo e di funzione
del fleet manager, proprio a causa, crediamo
di interpretare, di uno scenario davvero mutevole.
Rischi e opportunità si mescolano, e
non è da escludere che il ruolo del FM si accrediti,
finalmente, come determinante all’interno
dell’azienda.
AMO chiede e riceve il supporto di AIAGA, associazione
di fleet manager, grazie alla quale
emerge una riflessione su tutte: «Integrare la
mobilità nella strategia significa allineare obiettivi
economici, ESG e organizzativi, trasformando
un ambito tradizionalmente difensivo
in una leva di creazione di valore» (ib pag. 20),
a condizione certo che il responsabile delle
flotte sia in grado di cambiar pelle, forte di
una funzione aziendale ancora più trasversale
di quanto non lo sia già oggi.
La relazione taglia corto, basta con il fleet
manager, sì al mobility manager, con quel
che ne consegue.
12 - Flotte&finanza - marzo 2026
www.flottefinanzaweb.it
www.flottefinanzaweb.it marzo 2026 - Flotte&finanza - 13
COVER
COVER
Chiamata in causa, la presidente di AIAGA,
Laura Echino, sottolinea l’importanza della
focalizzazione dei ruoli: «AIAGA è orgogliosa
di aver contribuito a uno studio che evidenzia
la profonda trasformazione in atto. I dati confermano
che la mobilità aziendale è oggi una
leva strategica per sostenibilità, competitività
e attrattività delle imprese.
La convergenza tra fleet e mobility management
rappresenta una grande opportunità di crescita
professionale, ma richiede governance strutturata e riconoscimento
del ruolo. Come Associazione, AIAGA
continuerà a promuovere competenze, visione sistemica
e dialogo istituzionale, supportando l’evoluzione
delle professioni della mobilità attraverso iniziative di
formazione e informazione mirate».
Altro dente dolente è la strategia, il processo di cambiamento,
e qui si insiste sulla necessità di crearsi (parliamo dei fleet
manager) una matrice che comprenda non solo i possessori
di veicolo, anche fringe, ma tutta l’azienda. Esplicitiamo la
nostra perplessità, mettendo a terra concetti ancora lontani
dalla realtà angusta dei fleet manager.
Un rischio, saggiamente esposto dai relatori, è che ad oggi
manchi un profilo, un ambito di potere decisionale, un identikit
di questo manager trasversale (vedi il sondaggio GR
Advisory con AIAGA, cover story dello scorso numero di
F&F, n.d.A.). Manca quasi sempre una strategia di mobilità
all’interno delle aziende, la capacità di sommare algebricamente
sostenibilità ambientale ed economica, welfare, dati.
Ma l’ACT non ci dà tregua, insiste con la necessità di integrare
l’organizzazione dei viaggi, non come avviene oggi
per affinità elettiva ma come elemento strutturato. Non sarà
un po’ troppo? Beh, sembra si ignori il tessuto connettivo
italiano, quello delle PMI, che a certi obiettivi non solo non
si avvicinerà mai, ma nemmeno li ipotizzerà.
Rimaniamo, al riguardo, con i piedi per terra e aggiungiamo,
come spunto per i relatori, a futura memoria, che oggi esistono
veramente poche strutture in grado di formare questi
manager, forti di una conoscenza che nasca dallo studio e
dell’esperienza sul campo. Una setta, non una professione.
L’esalogo di AIAGA
- Riconoscere il ruolo del fleet e mobility manager, chiarendone
perimetro, responsabilità e posizionamento
- Integrare la mobilità nella strategia, collegandola agli obiettivi
di business, ESG e people strategy
- Assemblare modelli di governance interfunzionali, con
ruoli, processi e KPI definiti.
- Sviluppare mobility policy evolute, flessibili e data-driven,
capaci di adattarsi e rispondere ai fabbisogni.
- Investire su competenze, dati e strumenti, per misurare
in modo trasparente risultati e impatti.
- Favorire il cambiamento, attraverso comunicazione, formazione
e coinvolgimento continuo.
Al riguardo, ecco proprio Davide
Gibellini di GR Advisory: «La mobilità
è stata a lungo letta come
costo operativo, non come leva
strategica. Il fleet manager è percepito
come indispensabile perché
gestisce asset tangibili e spesa,
mentre il mobility manager
presidia comportamenti, cultura
e sostenibilità, ambiti meno immediatamente
misurabili. Finché KPI e incentivi resteranno
centrati sull’auto aziendale e non sull’impatto complessivo
degli spostamenti, il ruolo continuerà a essere sottovalutato.
Per rimediare serve un’azione su più livelli.
1. Quadro normativo e incentivi: La normativa può
accelerare il cambiamento ma non basta: incentivi fiscali
legati ai piani di mobilità casa-lavoro e alla multimodalità
sarebbero più efficaci.
2. Coinvolgimento della Direzione: Finché la mobilità
non sarà priorità, il mobility manager resterà marginale.
3. Misurazione e dati: Ciò che non si misura non conta.
Strumenti di analisi su emissioni, costi complessivi,
produttività e impatto sociale rendono il ruolo concreto
e misurabile, al pari del fleet management.
4. Formazione e cultura: Formare HR, procurement e
finance sulla mobilità sostenibile come leva organizzativa,
non solo ambientale. Il mobility manager deve
evolvere verso competenze digitali, change management
e people engagement.
In sintesi: meno adempimenti, più strategia».
Dimmi come viaggi...
L’ultima parte del libro bianco si concentra proprio sulla
fusione definitiva tra travel manager e fleet/mobility manager.
Noi non ci sentiamo di seguirlo su questa strada,
gli eventi ci hanno insegnato che prefigurare il futuro
prossimo venturo sula scorta di abitudini consolidate è
pericoloso. Come si inserisce in tutto ciò la flessione
degli spostamenti casa-lavoro e l’home working? O ancora
la fisiologica diminuzione degli spostamenti grazie
a moderne tecnologie di comunicazione e interazione?
ACT26 la prende larga (ib pagg. 24-25), citando dati di
ricerche effettuate da società di Travel Management
che non si esprimono in valori assoluti ma in tendenze
e cambiamenti verso una “fluidità” dell’interazione tra
individui remoti.
Si parla addirittura di benessere del viaggiatore, mentre
chi ci legge sa bene come le politiche aziendali schiaccino
verso il basso i costi degli spostamenti, dalle classi
di aereo e treno ai limiti per la ristorazione, alla scelta
degli alberghi, addirittura alla possibilità di prendere un
taxi. Eppure, leggiamo che dalla ricerca Gattinoni emerge
che “la mobilità non viene più vista soltanto come costo,
ma come componente del welfare aziendale e della capacità
di attrarre e trattenere competenze” (ib pag. 25).
Una scoperta.
In conclusione
Ancora una volta lo studio di Arval e del suo
Osservatorio si rivela fonte preziosa di dati, spunti di
riflessione, analisi, confronto. Il suo merito, anzi quello
dei contributori (BNL Economich Research, AITMM,
Osservatorio Findomestic Banca, AIAGA), è di mettere
a terra problematiche che caratterizzano un settore
in piena evoluzione, che dal sottoscala aziendale è già
emerso a quota periscopio e vuole volare in alto.
Un plauso, il nostro, non avulso dalle critiche, in particolare
una, ovvero la necessità di costruire modelli
non per le aziende meglio e più strutturate, ma di creare
un viatico, un percorso formativo per quelle che non
solo non dispongono delle risorse per una vision ma
che anche faticano a creare la casella “Fleet/Mobility/
Travel Manager”.
Dal 2005 una bussola
L’Arval Mobility Observatory nasce in Francia nel 2005
e presto si diffonde nei Paesi nei quali il Gruppo BNP
è attivo. Il suo compito è sviluppare e diffondere ricerca,
studi, analisi sulla mobilità. Pubblica l’Osservatorio
sulla Mobilità e il Barometro delle Flotte Aziendali,
analisi delle tendenze in tema di flotte. Realizza studi
di mercato e documenti sui temi della mobilità.
14 - Flotte&finanza - marzo 2026
www.flottefinanzaweb.it
www.flottefinanzaweb.it
marzo 2026 - Flotte&finanza - 15
INTERVISTA
INTERVISTA
di Giuseppe Guzzardi
PERSONAGGI
SOBRIA TENACIA
Italo Folonari, neopresidente Aniasa. Il suo orientamento?
Continuità e capacità di affermare i principi dell’Associazione,
il confronto con il legislatore, l’innovazione
Uomo solido e di continuità, il nuovo presidente
Aniasa. Incontrandolo, scopriamo anche un mix di
pragmatismo e passione, temperature diverse che
generano energia creativa. Risposte chiare, anche di fronte
a palesi provocazioni che non lesiniamo mai ai nostri interlocutori.
Folonari ci presenta una Aniasa con le idee
chiare, in crescita, proiettata verso il futuro, nuovi
comparti, realismo socio-economico-industriale,
capacità di tenere la barra dritta.
Possiamo dargli credito? D’istinto la risposta
è sì, fino a prova contraria.
F&F Complimenti per la nomina. In
arrivo novità o rivoluzioni?
››‰ Rivoluzioni sicuramente no, come
ho dichiarato nel mio discorso di insediamento,
visto che ho partecipato ai due
Consigli precedenti, prima con delega allo
sviluppo e poi alla fiscalità. Novità sicuramente,
legate a un mondo
che cambia e all’evoluzione
del quadro normativo. Per
diversi anni abbiamo seguito
un percorso di crescita
in termini di visibilità e credibilità
a 360 gradi, oggi vorremmo
spendere questi crediti
perseguendo obiettivi
tangibili per il nostro settore.
F&F Quali sono le prime
sfide, e i primi obiettivi, che
attendono il nuovo board?
››‰ Ce ne sono alcune in continuità
con il passato, perché
non ancora risolte. Mi riferisco
alla fiscalità, e quando dico fiscalità
penso a quella applicata ai clienti del noleggio,
siano essi del lungo termine, quindi la detrazione dell’iva
e della deducibilità dei costi assai inferiori per le aziende
italiane rispetto a quelle europee, sia del breve termine,
che rappresenta ormai un vero motore e una leva per il
turismo, utile al raggiungimento degli obiettivi perseguiti
dal Governo, come ad esempio lo sviluppo del turismo
sul territorio e non solo nelle grandi città d’arte. Stesso
discorso per il car sharing. Tematiche che portiamo avanti
da molti anni, prioritarie finché non verranno accolte.
Un altro tema già impostato da tempo è il raggiungimento
di un quadro normativo specifico e unitario per un settore
che ha ormai un milione e mezzo di utenti. Negli
anni Novanta c’era una totale identità tra proprietà e utilizzo
del bene, il breve termine non superava le 10 milioni
di giornate/anno. Oggi le cose sono cambiate, un nuovo
quadro normativo è necessario e cautelerebbe tutti.
Poi il pacchetto Ue sull’automotive in discussione a
Bruxelles, che abbiamo affrontato con il Ministro Urso.
Infine un argomento che mi sta molto a cuore, la chiarezza
sulla proprietà e uso dei dati generati dall’automobile,
il Digital Act.
Quattro priorità sulle quali ci concentreremo.
F&F La battaglia sulla (de)fiscalizzazione dei fringe
(art. 51 TUIR) è persa?
››‰ Una ferita aperta… come le dicevo avevo la delega
alla fiscalità nel Consiglio precedente e quindi considero
un parziale fallimento l’attività al riguardo. Però quando
si parla di fiscalità e di rapporti col Governo nessuna battaglia
è persa definitivamente, bisogna sempre tenere
aperto un dialogo se si è convinti delle proprie idee e si
hanno numeri convincenti. Una battaglia difficilissima,
perché non è figlia di scelte politiche, sia in termini di cuneo
fiscale sia di neutralità tecnologica, ma è frutto dell’obiettivo
di drenare gettito a vantaggio dei conti pubblici
e di aumentare le immatricolazioni a privati di veicoli
con minori emissioni di CO 2 . Crediamo che questo orientamento
sia negativo, lo dimostrano già le immatricolazioni
e gli esiti del pacchetto Ue.
Si dovrebbe imparare dagli errori, prendere atto che l’imposizione
‘top down’ di cambio tecnologia ha avuto il risultato
opposto: l’età media del parco circolante è passata
in vent’anni da 8 a 12 anni, perché le persone non trovando
alternative economicamente congrue hanno preferito tenere
la propria auto più a lungo. Questa imposizione costringe
molte aziende al downsizing, mentre i privati tendono
a preferire l’auto di proprietà, con conseguente
ulteriore allungamento del ciclo di vita, minor sicurezza,
maggior inquinamento. Ci adopereremo perché questi
elementi di valutazione vengano ascoltati dal Governo.
F&F Qual è la sua opinione verso la politica degli
incentivi e degli ammortamenti?
››‰ Non riesco a esprimermi in maniera tranchant sulla
preferenza di uno o dell’ altro, hanno sfumature differenti
a seconda degli obiettivi. Dove invece mi sento di spendermi
energicamente è nell’affermare che comunque
ci vuole chiarezza, tempestività e costanza. Gli effettiannunci
sono disastrosi, creano un effetto attesa che
poi a volte viene deluso.
Chiarezza: emblematico quanto accaduto per gli incentivi
del 2022, con il noleggio escluso e poi inserito al 50 per
cento, o la loro improvvisa cancellazione nel settembre
2024 (piano Automotive 2021-30).
Tempestività e durata nel tempo: contare su un arco di
tempo ampio per ammortamento e incentivi, soprattutto
per le aziende, consente risultati migliori, più efficaci.
F&F Parliamo di sharing, a nostro avviso anello debole
dell’Associazione. Cosa prevede?
››‰ Lo sharing è un anello debole, per usare le sue parole,
in sofferenza a causa di un insieme di circostanze, a cominciare
dal lockdown del 2020. La conseguente diminuzione
della domanda ha reso critico il settore, e a questo
si aggiungono due fattori determinanti. Il primo sono gli
atti di vandalismo e i furti parziali, soprattutto in alcune
città, che rendono spesso inutilizzabile il 50 per cento della
flotta. Quando hai soltanto la metà dei mezzi disponibili
già parti con un peso sulle spalle non indifferente. Inoltre,
le amministrazioni locali non interpretano lo sharing come
una delle leve per decongestionare il traffico urbano, oserei
dire che non lo considerano uno strumento di trasporto
pubblico locale ma un mezzo per incrementare il gettito.
Ciò costringe le aziende di settore a offrire altri servizi, che
possono snaturare la natura dello sharing. Anche come
In Aniasa per convinzione
Italo Folonari è nato a Brescia nel 1972 da una storica famiglia imprenditrice
nel settore vitivinicolo. Terminati gli studi, Folonari segue
le orme del padre banchiere (Alberto Folonari, già presidente del CAB,
Banca Lombarda e UBI Banca) e lavora nella City nelle principali banche
americane. Rientrato in Italia nel 2003 acquista Mercury, società di
Noleggio a Lungo Termine, e ne guida la crescita da oltre un ventennio.
Sposato con tre figli, Folonari vive a Milano dal 2012. Oltre agli impegni
imprenditoriali, si dedica alle attività culturali (è presidente di Fondazione
CAB e Brescia Musei), al terzo settore (è consigliere della Fondazione
Guido e Angela Folonari e di Fondazione ITACA) e all’Editoria (è vice
presidente del Giornale di Brescia). Nel precedente Consiglio Generale
dell’Associazione Italo Folonari è stato vice presidente con delega
sulle tematiche relative alla fiscalità.
utilizzatore, sono dispiaciuto di questa situazione. Ho difficoltà
a fare previsioni, ma credo che prima o poi questo
servizio tornerà in auge. Spero prima che poi, perché le
aziende non possono resistere all’infinito.
F&F Sharing o meno, la micromobilità può essere
un capitolo importante nella storia della libertà di
movimento garantita dalla Costituzione e dalla
Carta dei Diritti Ue. Aniasa dirà la sua?
››‰ Quanto detto sullo sharing come strumento di semplificazione
del TPL è applicabile a tutto il tema della micromobilità.
Il vero nodo è disporre di dati sui flussi di
mobilità, sui comportamenti, sulle esigenze. Chi indovinerà
la formula giusta e assemblerà prodotti e servizi
su misura, avrà vinto. Andiamo oltre, pensiamo alla guida
autonoma… parleremo ancora di NCC, sharing, quadricicli?
No, l’universo pay per use sarà il vero grande tema.
Se poi osserva le nuove generazioni, noterà che per loro
è naturale valutare quali mezzi di trasporto prendere,
purché economici, semplici e veloci.
F&F La digitalizzazione è un ambito nel quale
l’Associazione può fare molto in termini di analisi,
ricerca e consulenza. La sua opinione?
››‰ Ritorno su quanto abbiamo accennato riguardo al
Digital Act. Materia delicatissima e da affrontare con
una vision internazionale, perché impatta l’attività di tutti
i giorni dei privati e le strategie industriali.
Nel nostro settore, e peso le parole, è giusto avere una normativa
purché abbia una visione estesa nel tempo, che
preveda l’evoluzione tecnologica dell’automotive, e che
16 - Flotte&finanza - marzo 2026
www.flottefinanzaweb.it
www.flottefinanzaweb.it
marzo 2026 - Flotte&finanza - 17
10_ _
COVER
soluzioni
descrive
COVER
INTERVISTA
Il nuovo board
Conferme per Dario Casiraghi e Philippe Valigny (long term),
Massimiliano Archiapatti e Stefano Gargiulo (rent-a-car), Enrico
Colombo (servizi automobilistici). New entry Raffaella Tavazza e Rita
Rossi (NBT), Marco Girelli (NLT), Giovanni Maggiore (Digital).
non sia soffocante, accusa spesso rivolta ai normatori Ue.
Questi dati, che devono essere a disposizione dell’utente
e non soltanto del costruttore, forniscono informazioni
preziosissime dal punto di vista statistico, ad esempio
sugli stili di guida e le abitudini degli automobilisti, e saranno
l’energia, il motore per crescere in evoluzione di
prodotto, di processo, di innovazione, di servizi.
In Aniasa abbiamo ben 17 società digital che hanno installato
in totale più di 10 milioni di supporti di recording
di bordo (1,5 milioni sui veicoli a noleggio). Sono società
della new economy che investono in innovazione, processo,
tecnologia, devono essere inserite in un quadro
in cui possono vedere in quale direzione svilupparsi.
Dobbiamo fare in modo che ci sia sempre un ‘brodo primordiale’
nel quale possano nutrirsi. Il rischio è ritrovarsi
tra un ventennio senza società creative made in Italy.
F&F Le associate hanno sostenuto con decisione
la strategia ‘tutto BEV’. Il cambiamento di rotta
della Ue, che potrebbe ulteriormente ammorbidirsi,
come verrà affrontato dai soci Aniasa? Varrà la realpolitik
o la fedeltà al modello 0 emissioni?
››‰ Ovviamente, anche se limitato, è un cambiamento
di cui dobbiamo tenere conto. Ho dei dubbi sulla sua efficacia,
certo, e penso che la sua valenza sia prevalentemente
politica. L’industria dell’automobile ha dei tempi
di sviluppo molto lunghi e quindi questo processo non
è detto che influenzerà sensibilmente la traiettoria verso
la quale si erano orientate.
Non abbiamo una posizione ideologica, immatricoliamo
quello che ci chiedono i clienti, i quali a loro volta chiedono
quello che producono le Case. Però noi siamo uno scudo:
le nuove tecnologie sono sempre un rischio, ma in questo
caso il canone fisso protegge l’utente, noi ci facciamo
carico della volatilità dei costi di manutenzione, anche
riguardo al valore residuo. Ecco perché quando ci affacciamo
a nuovi prodotti lo facciamo con prudenza.
Non siamo pro e contro, diciamo al legislatore che è di
maggior utilità che ciascuno si limiti a parlare degli argomenti
di cui ha conoscenza e pertinenza. Non mi
voglio certo sbilanciare sull’efficienza o meno dei motori
endotermici piuttosto che elettrici o ibridi, sono aspetti
tecnologici di altra competenza.
Quello che invece rivendico è che noi conosciamo molto,
molto bene le esigenze degli utenti, perché non vendiamo
un bene ma un servizio, li accompagniamo sin da quando
scelgono il veicolo, che sia un fleet manager o una singola
persona, fino al fine rapporto. Siamo consapevoli
che ci sono delle classi di utenza non soddisfatte nelle
loro esigenze di trasporto. Non è ideologia, la nostra, ma
conoscenza del mercato, peraltro differente da nazione
a nazione. Con questo spirito ci presentiamo al legislatore,
affermando che su questo argomento abbiamo
una certa esperienza che vogliamo condividere.
F&F Scarsa attenzione di Aniasa verso il NLT oltre
le 6 tons, ma gli operatori, i brooker, i captive sono
in crescita. Quale sarà il suo atteggiamento?
››‰ Dal punto di vista associativo Aniasa vuole ampliare
il più possibile il parterre di potenziali utenti. Occorrono
però anni di interlocuzioni con il legislatore per perseguire
questi obiettivi. Nel 2017 siamo riusciti a ottenere il via
libera al noleggio degli autobus, nel 2020 taxi e NCC, nel
2023 i ‘pesanti’. Apprezziamo lo spiraglio di novità, ma ci
aspettavamo una norma Ue un po’ più incisiva, e lavoriamo
per migliorarla. A riprova dell’attenzione al crescere della
domanda abbiamo appena costituito un gruppo di lavoro
sui veicoli da lavoro a cui partecipano 40 associate. Questa
attività era già una priorità nel precedente board.
Tutti i past president
Renato Calligaro 1965-90, Silvano Cassano 1991,
Vittorio Maggiore 1992-96, Fausto Federici 1997-
2000, Alessandro De Martino 2001-02, Vittorio
Campanale 2003-04, Gianluca Soma 2005-07,
Roberto Lucchini 2008-10, Paolo Ghinolfi 2011-13,
Fabrizio Ruggiero 2013-16, Andrea Cardinali 2017,
Massimiliano Archiapatti 2018-21, Alberto Viano
2022-25.
18 - Flotte&finanza - marzo 2026 www.flottefinanzaweb.it
AIAGA
Fleet o non Fleet?
È stata la provocatoria domanda che
ha interrogato il mondo delle flotte,
in primis fleet e mobility manager
Un dilemma solo apparente quel ‘Fleet o non Fleet?’
con cui Aiaga ha acceso i motori per la terza volta.
Come ha detto chiudendo il convegno la presidente
dell’Associazione Italiana Acquirenti e Gestori Flotte
Aziendali, Laura Echino, «mobilità e fleet management
emergono sempre più come pilastri strategici: influenzano
costi, sostenibilità, sicurezza, organizzazione e competitività.
Le voci che abbiamo ascoltato oggi hanno confermato
che la trasformazione in atto richiede visione, competenze
e una community solida».
Come già nelle edizioni precedenti, l’inizio dei lavori è una
finestra sul mondo. Di ritorno dalla COP 30 di Belém, nella
foresta amazzonica, ecco dunque il presidente di Earth
Day Italia, Pierluigi Sassi, sottolineare «il cambiamento radicale
del ruolo del fleet manager, da operativo a strategico,
per una efficace politica della sostenibilità». Mentre Tiziana
Maiezzo, ‘ministra degli esteri’ Aiaga, porta «le attese della
Francia alle prese con l’Éco-score» e «le voci e i malumori
dal Belgio, dove il budget mobilità è diventato obbligatorio
per tutte le imprese che offrono un’auto aziendale».
Il resto della giornata è tutto per l’Italia e per gli interventi
di imprenditori e di rappresentanti del mondo politico e
dell’associazionismo. Segnaliamo, tra le altre, le parole del
direttore CUPRA, Pierantonio Vianello, che ricorda
come «nelle flotte aziendali all’inizio eravamo un po’
un disturbo, ma gli utilizzatori chiedevano di inserire
CUPRA in car policy. Ha aiutato il pricing competitivo
per il mercato del noleggio». E quelle di Paolo Barbato,
Ceo di Wiseair, sul «progetto di mobility management
applicato con successo nel Distretto Bellochi di Fano:
www.flottefinanzaweb.it
TRANSIZIONE ELETTRICA
I
5 aziende per 800 dipendenti coinvolti». Poi il dialogo tra
il commercialista Stefano Sirocchi secondo cui «la fiscalità
deve essere semplice e stabile per almeno tre anni», e il
direttore Area Fisco Aniasa, Pietro Teofilatto, che confida
nei «segnali di apertura sulla deducibilità».
Al tavolo Aiaga anche Michele Molinelli (Arval), Barbara
Brambilla (Fleet Support), Giancarlo Veronesi (Federpneus),
Esther Marchetti (T&E Italia), Iacopo Chelazzi (Amina)...
Un suggerimento, recuperate le relazioni: www.aiaga.it.
AVANTI!
(ma che fatica)
Come cambiano le car policy
EVENTI
Terza edizione
dell’evento
‘Accendiamo
i motori’ che si
è svolto a Milano
a novembre.
Tra i relatori,
imprenditori e
rappresentanti
delle istituzioni
e delle
associazioni.
La transizione elettrica non è più un Progetto, nelle flotte italiane è già realtà,
tra scelte coraggiose e nuove regole fiscali che ribaltano gli equilibri: BEV in crescita,
PHEV come ponte, HEV penalizzate. La survey condotta da GR ADVISORY
che ha coinvolto 352 fleet manager racconta un cambiamento che accelera.
E i driver? Divisi tra entusiasmo e resistenze, nel pieno di una rivoluzione inevitabile
di Davide Gibe lini,
CEO GR ADVISORY
10 - Flo te&finanza - novembre 2025
l punto di partenza è un numero che pesa e che, da
solo, preme te la le tura di tu to ciò che seguirà: 352
fleet manager hanno partecipato a la survey
‘Ele triche e Plug-in: cosa sta cambiando ne le car policy’,
erogata tra il 27 o tobre e il 7 novembre 2025. Una iniziativa
che ha visto la co laborazione di AIAGA, Flo te&finanza
e GR ADVISORY. Non si tratta di un campione
residuale, né di una rilevazione occasionale: è una fotografia
corposa, ampia, che include aziende grandi e
piccole e se tori differenti. È quindi un termometro affidabile,
capace di restituire non solo numeri, ma umori,
dubbi, convinzioni, tensioni che stanno accompagnan-
do la transizione ele trica ne le aziende italiane.
La prima sensazione che si ricava leggendo i dati è che
la transizione non sia più un racconto teorico o una promessa
da convegno: è qualcosa che accade quotidianamente,
ne le scelte dei driver, ne le decisioni de le direzioni
HR, ne la definizione dei budget e ne la valutazione
www.flo tefinanzaweb.it
www.flo tefinanzaweb.it
Grafico 1 - Strategie per favorire la transizione ecologica
de la flotta
84,91%
Introduzione Infrastru ture Formazione Nessuna O timizzazione Altro
graduale di ricarica dei driver: strategia dei percorsi (specificare)
BEV/PHEV aziendali guida sostenibile pe ridu re
le emissioni
Grafico 2 - Le difficoltà attuali ne la transizione verso una
mobilità più sostenibile
70% 68%
62,50%
47% 38%
10% 10% 9%
Costi elevati Infrastru ture Utenti Normative Difficile Adeguatezza Altro
di acquisto di ricarica resistenti al poco monitoraggio de la (specificare)
insufficienti/ cambiamento chiare emissioni sostenibilità
non capi lari e consumi diverse
finale del TCO. È un cambiamento che non procede in
modo re tilineo, ma che avanza per cicli: accelerazioni,
momenti di pausa, ripartenze, ada tamenti. Eppure - ed
è questo l’elemento più importante - avanza. Non trova
aziende immobili, né fleet manager rassegnati: trova professionisti
che osservano a tentamente i propri dat interni,
che ascoltano i driver, che valutano i percorsi e che,
prima di tu to, cercano soluzioni praticabili.
La survey evidenzia tre sfide decisive per il futuro: aumento
dei costi energetici (65,1%), evoluzione tecnologica
più rapida de la capacità aziendale di adeguamento
(49,6%) e incertezza normativa (48,3%). Per il
33,2 per cento l’arrivo di normative più stringenti crea
ulteriore pressione. La potenza elettrica disponibile
nei siti e le resistenze culturali dei driver completano
il quadro.
Una strategia sorprendentemente pragmatica
Quando ai fleet manager viene chiesto quali strategie
abbiano ado tato per favorire la transizione ecologica
16,38% 9,91% 9,48% 8,19%
Il grafico 1,
come tu ti gli altri
a risposta multipla,
l’a teggiamento
prudente dei fleet
manager di fronte
a la transizione:
8 su 10 procedono
in modo graduale.
Li frenano,
in praticolare (cfr.
grafico 2), i costi
di acquisto (70%)
e l’inadeguatezza
de la rete di
ricarica (68%).
novembre 2025 - Flo te&finanza - 11
Nella lunga giornata Aiaga, spazio alla survey ‘Elettriche e Plug-in: cosa
sta cambiando nelle car policy’ di cui vi abbiamo anticipato i risultati sullo
scorso numero di Flotte&finanza (partner dell’iniziativa insieme a GR AD-
VISORY e alla stessa Aiaga). Nel commentarli, Davide Gibellini, Ceo di
GR ADVISORY, e il direttore del nostro giornale, Giuseppe Guzzardi, hanno
sottolineato come la transizione elettrica
nelle flotte italiane sia già una
realtà, per quanto non consolidata.
Il cambiamento procede tra accelerazioni,
momenti di pausa, ripartenze,
adattamenti ma, ed è questo
l’elemento più importante, avanza.
marzo 2026 - Flotte&finanza - 19
UNRAE
OSSERVATORIO NLT
Mai così tante
Balzo delle auto ricaricabili nella consueta analisi
Unrae sull’utilizzatore del NLT. Nel 2025, gradimento
in crescita per le ibride, soprattutto tra i privati
Privati
14,2%
Contratti NLT per alimentazione
Privati
25,3%
22,0%
1,4% 1,3%
Dealer e Costruttori
28,7%
16,0%
6,0% NLT 1,6% 6,1%
10,6%
23,4%
33,4%
23,1%
38,9%
28,5%
0,5%
1,3%
Aziende non automotive
4,3%
21,9%
10,9%
11,9%
8,6%
37,0% 33,8%
NBT
48,6%
LEGENDA
n Benzina
n Diesel
n Gpl
1,2% 0,9%
UNRAE
24,5%
24,6%
n Metano
n Ibride (HEV)
n Plug-in (PHEV)
n Elettriche (BEV)
In fatto di motorizzazione, le
torte evidenziano preferenze
diverse tra le tipologie di
utilizzatori: il diesel è prima
opzione per le Aziende non
automotive e di NLT, ma
l’ibrido cresce in tutti i cluster.
La tabella, invece, racconta le
scelte di carrozzeria di chi
guida: i Suv non temono
concorrenza, preferiti dal 58,9%
del totale (il 64,2 tra i Privati).
0,1%
0,1%
di Roberta Carati
NBT
11,6%
*
NLT 2,4%
Dealer e
Costruttori 4,7%
L’utilizzatore
del NLT
Aziende non
automotive
67,1%
* piccole società
NLT che prendono
vetture da Aziende
Top o Captive
dei contratti di noleggio a lungo termine
è, insieme a quello delle auto plug-in ed elettriche
L’aumento
nelle preferenze degli utilizzatori, l’elemento più
significativo dell’analisi elaborata da Unrae sulla base
dei dati forniti dal MIT. Nel 2025 il NLT ha registrato
1.101.630 contratti, il 16,1 per cento in più sull’anno precedente
nonché il numero più alto degli ultimi quattro
anni. E sono ovviamente le Aziende non automotive, nel
cluster delle Società, a ritagliarsi la fetta maggiore: 67,1
per cento del totale; seguono i Noleggiatori a Breve
Termine (con una quota che sale dal 7,7% del 2024
all’11,6%), Dealer e Costruttori con il 4,7 per cento (era
il 4,5 nel 2024), e le altre società di NLT con il restante
2,4 per cento (comunque in aumento dall’1,5 di un anno
fa). Quanto ai Privati, hanno stipulato 156.685 contratti
di durata superiore a 30 giorni: 14,2 per cento di share
per una crescita del 19,1 per cento rispetto al 2024.
In flessione, a 21 mesi, la durata media: 24 mesi per le
Aziende non automotive, 23 per i Privati, 15 per Dealer
e Costruttori, 14 per NLT e 9 mesi per NBT.
Sul fronte delle alimentazioni, il 2025 è l’anno delle auto
alla spina: PHEV e BEV segnano rispettivamente un aumento
del 51,8 e del 51,6 per cento sul 2024. In particolare,
le auto full electric detengono il primato tra Dealer
e Costruttori (21,9%), mentre le ibride plug-in incontrano
il favore delle Aziende non automotive (10,9) e dei Privati
(staccati di soli tre decimi al 10,6%).
Il diesel resta la prima scelta delle Aziende di NLT (38,9%)
e non automotive (37,0), il motore a benzina quella dei
Noleggiatori a Breve Termine (48,6) e, in misura minore
ma comunque prevalente, dei Dealer e Costruttori (28,7),
l’ibrido dei Privati (33,4%). Quote marginali, tra 0,5 e 1,4
per cento, per le motorizzazioni a metano e GPL indipendentemente
dalla tipologia di fruitori.
Ora e sempre Suv
Il Suv la fa da padrone: 58,9 per cento del totale contratti
2025, con i Privati che lo scelgono 64 volte su cento e il
segmento C che vale da solo il 26,7 per cento delle preferenze;
poi le berline con il 28,8 per cento (10,8 per quelle
del segmento B) e, staccate di varie lunghezze, le station
wagon al 10,2 per cento.
Nella top ten delle regioni, con il 30,7 per cento dei contratti
siglati, la Lombardia si conferma al primo posto. Seguono
Lazio (14,3%), Trentino-Alto Adige (9,7), Emilia-Romagna
(8,1), Piemonte (7,3), Veneto (6,3), Campania (6,0),
Toscana (4,2), Puglia (2,5), Sicilia (2,2), Marche e Liguria
(1,4), Sardegna (1,8), Friuli-Venezia Giulia (1,1), Abruzzo
(1,0), Umbria e Calabria (0,6), Basilicata (0,2). Fanalino di
coda, allo 0,1 per cento, Valle D’Aosta e Molise.
Ancora, Lombardia e Valle D’Aosta presentano la quota
più alta di contratti stipulati da Aziende non automotive
(84,6 e 84,4%), Calabria (32,9), Molise (32,7) e Puglia
0,9% 0,5%
1,3% 0,8%
Contratti NLT per segmento e per utilizzatore
(29,3) quella di contratti stipulati da Privati. Il Trentino-
Alto Adige si distingue per i contratti di noleggio a breve
termine (77,3%), l’Emilia-Romagna per quelli a lungo termine
(19,2%), Marche e Umbria per il più alto numero di
contratti di Dealer e Costruttori (14,8 e 14,0%).
Segmento Privati NBT NLT Dealer Aziende Totale
e costruttori non automotive
A-Berline 8,7% 5,9% 12,7% 5,3% 8,5% 8,2%
A-Suv 0,6% 0,6% 0,1% 2,6% 0,3% 0,5%
B-Berline 11,1% 18,1% 16,6% 10,8% 9,3% 10,8%
B-Suv 22,1% 36,6% 19,2% 29,5% 15,0% 19,3%
C-Berline 10,5% 9,7% 4,7% 10,0% 7,9% 8,5%
C-Suv 29,9% 16,4% 22,6% 16,9% 28,6% 26,7%
D-Berline 0,8% 0,6% 0,7% 1,5% 1,1% 1,0%
D-Suv 10,2% 3,0% 6,7% 12,8% 12,1% 10,7%
E, F-Berline 0,2% 0,2% 0,1% 0,4% 0,3% 0,3%
E, F-Suv 1,4% 1,0% 1,6% 1,5% 1,9% 1,7%
Station wagon 3,4% 6,4% 12,5% 6,3% 12,5% 10,2%
MPV 0,7% 1,0% 2,3% 2,0% 2,1% 1,8%
Sportive 0,4% 0,5% 0,2% 0,3% 0,3% 0,4%
Totale 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0%
Osservatorio Utilizzatori NLT, 12 mesi 2025, Centro Studi e Statistiche UNRAE
20 - Flotte&finanza - marzo 2026
www.flottefinanzaweb.it
www.flottefinanzaweb.it
marzo 2026 - Flotte&finanza - 21
ASSISTENZA
DIGITALE
TREND
HLPY
Pronto intervento
Intelligenza artificiale, analisi avanzata dei dati
e una rete di oltre 4.000 partner sul territorio sono
alla base di un nuovo modo di fare assistenza
Portare nel mondo dell’assistenza automotive la
stessa trasformazione digitale che fintech e insurtech
hanno introdotto nei servizi finanziari.
Con questo obiettivo nasce a Milano la tech company
‘hlpy’, start-up nel 2020, scale-up nel 2025 (con un tasso
di crescita annuale composto pari a +247%).
Il modello di hlpy si basa su un ecosistema digitale unico
paneuropeo, che integra intelligenza artificiale, analisi
avanzata dei dati e una rete di oltre 4.000 partner sul territorio,
tutti elementi che consentono a hlpy di posizionarsi
come orchestratore di servizi automotive
integrati. La piattaforma permette infatti di gestire
in modalità completamente digitale l’intero
ciclo dell’assistenza: dal primo intervento
su strada alla riparazione, manutenzione,
logistica e continuità del viaggio.
Al 31 dicembre 2025 hlpy ha registrato
ricavi ricorrenti per circa 60 milioni di
euro, ha erogato oltre 300mila servizi di
assistenza, ha consolidato la propria presenza
operativa in 5 Paesi europei.
Risultati che riflettono l’efficacia di un modello
nativo digitale, capace di gestire tutte le richieste
di servizio in modalità full digital, riducendo drasticamente
tempi di intervento e costi operativi
per i partner B2B, migliorando la trasparenza
dei processi e innalzando la qualità dell’esperienza per
driver e business partner. Con oltre 25 milioni di euro raccolti
dalla fondazione a oggi, hlpy si posiziona tra le realtà
italiane più capitalizzate nel panorama delle scale-up attive
nei servizi digitali per la mobilità.
Obiettivo 100 milioni
«Il 2025», ha commentato Valerio Chiaronzi, CEO e founder
di hlpy insieme a Graziano Cavallo, Stefano Sarti ed Enrico
Noseda, «è stato un anno di svolta, segnato dal consolidamento
di partnership strategiche di primo piano nel settore
automotive. Tra queste l’accordo con Volkswagen
Group France, che ha confermato la solidità del nostro
modello industriale e tecnologico. L’obiettivo per il 2027
è di superare i 100 milioni di euro di ricavi ricorrenti, ampliare
i servizi offerti e il perimetro di attività anche attraverso
acquisizioni mirate, rafforzando il nostro ruolo lungo
l’intera filiera dell’assistenza automotive e della mobilità».
I numeri di hlpy
Uno dei furgoni utilizzati
per l’assistenza su
strada. Attraverso una
piattaforma full digital
e AI driven, hlpy fornisce
ai propri business
partner informazioni
operative in real-time
e feedback continui.
• +25 milioni di euro i finanziamenti raccolti dalla tech
company
• 60 milioni di euro i ricavi ricorrenti (+107% 2025 vs
2024)
• 5 i Paesi europei in cui hlpy è operativa: Italia, Francia,
Spagna, Germania e Austria
• +300.000 assistenze erogate annue (2025) in Europa
• 4,7/5 il giudizio medio della customer satisfaction
• Oltre 4.000 trusted partner in tutta Europa
CARO-POLIZZA
TAGLIATA
IN DUE
In molte aree del Sud si paga di più per essere
meno coperti. Risulta dall’analisi delle polizze
RC dell’Osservatorio assicurativo di Segugio.it
Ammonta a 558,42 euro il premio medio dell’assicurazione
auto in Italia, con l’RC obbligatoria
che resta la voce principale di spesa, pari a 469,86
euro; per le garanzie opzionali, l’anno scorso gli automobilisti
del Belpaese hanno speso in media 88,56 euro, il
15,9 per cento del totale. Bel Paese sì, ma profondamente
diviso, anzi, tagliato in due, come risulta dall’analisi
dell’Osservatorio assicurativo di Segugio.it sulla base
dei preventivi raccolti dal portale nel corso del 2025.
Quasi un italiano su due ha aggiunto come garanzie accessorie
l’Assistenza stradale (46,6%); in misura minore,
Infortuni del conducente (30,3%), Tutela legale (25,8),
Furto e incendio (20,5), Cristalli (13,3), Eventi naturali
(6,1%). La loro incidenza sul premio complessivo, però,
dipende in larga misura dall’andamento del premio medio
RC: più elevato è il costo della sola RC, minore è la capacità
del consumatore di aggiungere ulteriori coperture;
chi vive nelle aree storicamente penalizzate da tariffe RC
più alte è quindi spesso costretto a limitarsi alla copertura
minima di legge. Non stupisce allora che la Lombardia,
dove l’RC media supera di poco i 405 euro, registri l’incidenza
più alta, pari al 23,4 per cento; ma il Nord in generale
si attesta complessivamente sopra la media Italia, con
il Piemonte al 20,1 e il Veneto al 18,0 per cento. Per contro
in Campania, che paga un premio RC medio di 737,62
euro, le garanzie opzionali si fermano al 7,1 per cento, in
Sicilia al 9,2 e in Puglia al 10,2 per cento.
«Quando il prezzo della polizza obbligatoria cresce», osserva
Emanuele Anzaghi, amministratore delegato di Segugio.it,
«la protezione reale diminuisce. I dati del 2025 confermano
una tendenza che preoccupa: il forte aumento delle tariffe
RC tra il 2023 e il 2025 ha ridotto la capacità degli italiani
di acquistare garanzie aggiuntive, lasciando molti automobilisti
esposti a rischi con potenziali conseguenze economiche
significative. Il fenomeno è particolarmente critico
nel Sud Italia, dove il costo dell’RC è strutturalmente più
elevato e la capacità di spesa è già sotto pressione. Oggi,
confrontare le offerte disponibili è fondamentale:
risparmiare anche solo 50-
100 euro sull’RC obbligatoria può fare
la differenza tra una copertura minima e
una polizza realmente completa».
Premio medio RC e incidenza garanzie per regione nel 2025
Regione Premio medio RC Incidenza garanzie su
premio medio totale
Abruzzo 409,79€ 14,2%
Basilicata 397,33€ 14,5%
Calabria 496,39€
11,7%
Campania 737,62€
7,1%
Emilia-Romagna 419,86€
17,4%
Friuli-Venezia Giulia 331,30€
17,7%
Lazio 544,32€ 14,5%
Liguria 465,14€ 13,9%
Lombardia 405,49€
23,4%
Marche 440,01€
13,1%
Molise 405,85€
16,6%
Piemonte 454,37€
20,1%
Puglia 515,78€
10,2%
Sardegna 420,27€
12,4%
Sicilia 500,95€
9,2%
Toscana 508,10€
11,1%
Trentino-Alto Adige 374,78€
17,2%
Umbria 459,05€
12,1%
Valle D’Aosta 384,53€
15,6%
Veneto 396,02€
18,0%
Fonte: Osservatorio Segugio
Premio medio RC e incidenza garanzie per città nel 2025
Città Premio medio RC Incidenza garanzie su
premio medio totale
Milano 421,10€ 26,4%
Napoli 790,03€ 6,7%
Roma 552,62€ 15,0%
Fonte: Osservatorio Segugio
La tabella a fianco
mostra come la
diversa incidenza
delle garanzie
opzionali sul
premio medio
dipenda dal costo
dell’RC Auto: agli
estremi Lombardia
e Campania.
In quella in basso,
i dati relativi a tre
città campione
rivelano che
le scelte degli
automobilisti non
sempre coincidono
con la media
della regione
di appartenenza.
22 - Flotte&finanza - marzo 2026
www.flottefinanzaweb.it
www.flottefinanzaweb.it marzo 2026 - Flotte&finanza - 23
CONVENTION
ARVAL
PREMIUM CENTER
Lo hai detto
La connotazione del network è indicativa delle
caratteristiche delle aziende di riparazione che
garantiscono assistenza ai veicoli in NLT
Istantanee dalla
convention del
4-5 dicembre
a Lazise (Vr).
Dall’alto, in senso
orario da sinistra:
Manuela Palmieri,
Efrem Bresolin,
ancora il Direttore
Aftermarket
Networks tra
Gianluca di Loreto
e Luca Montagner
(a destra), Valeria
Evangelista.
24 - Flotte&finanza - marzo 2026
Sono tutti in crescita gli indicatori - numero di riparazioni,
quota di investimenti, servizi offerti (tra questi
gli alert predittivi) - che raccontano lo stato di
salute del network di assistenza Arval. Non è un caso che
l’annuale convention dei Premium Center, lo scorso dicembre
a Lazise (Vr), fosse incentrata su ‘Consapevolezza
è futuro’. «Nel 2022, al mio arrivo», ha esordito il Direttore
Aftermarket Networks, Efrem Bresolin, «questa consapevolezza
non c’era. Già l’anno scorso, però, avevamo scelto
come titolo ‘Preparati al futuro’».
La rete, che conta 194 Arval Premium Center (multiservice)
e 1.608 Arval Center (specialisti nei singoli servizi di riparazione)
all’interno di quella più ampia di 6.357 tra officine
e carrozzerie, nel 2025 ha effettuato 1.200.000 interventi
di assistenza tra vetture e veicoli commerciali (+9% sul
2024). «La nostra strategia», ha sintetizzato Manuela
Palmieri, Global Operations Director, «è migliorare la customer
journey investendo nei sistemi di IA, nella digitalizzazione,
nell’integrazione delle piattaforme per aumentare
l’efficienza operativa». Un dato significativo: il 50 per
cento dei driver possiede un account MyArval.
Servizio e delizzazione
La riduzione dei tempi di fermo, di un giorno, un giorno
e mezzo, è uno degli elementi maggiormente fidelizzanti.
«La qualità riconosciuta al nostro network è salita al 94,3
per cento», ha sottolineato Bresolin. «Merito, anche, dell’attenzione
alla formazione, una fondamentale leva di
aggiornamento e crescita per tutti i centri di assistenza
che si trovano alle prese con una flotta mediamente giovane
nel confronto con il circolante italiano e che, soprattutto,
presenta le ultime tecnologie e un mix energetico
più evoluto».
Con l’aiuto della learning machine è più facile individuare
la struttura cui indirizzare il veicolo per un intervento di
manutenzione, revisione, riparazione o cambio pneumatici.
Incidono sulla scelta l’offerta territoriale, la disponibilità
di mezzi sostitutivi, la capacità di trattare l’elettrico. Va
da sé che tutti i centri della rete preferenziale Arval hanno
raggiunto il 100 per cento del target di certificazione.
Tra i relatori che si sono avvicendati sul palco Luca
Montagner, Senior Advisor Automotive, ha fornito la bussola
per gli addetti del post-vendita, «settore che vale 35
miliardi di euro (+13% rispetto al 2019) e conta 42.000
operatori del comparto auto e veicoli commerciali (dato
in flessione di 8 punti): da qui al 2030 è attesa una crescita
della domanda in termini di passaggi e di fatturato.
L’indicazione è a investire in attrezzature e formazione,
incentivare i collaboratori, offrire servizi su misura ampliando
la gamma di attività, sfruttare il digitale per migliorare
la customer experience, misurare la performance
per aumentare la profittabilità».
www.flottefinanzaweb.it
SALONI
SALONI
di Gianluca Ventura
CONSUMER ELECTRONICS SHOW
Più auto al Ces
Abbiamo fatto un salto a Las Vegas, a quella che una volta era l’edizione
invernale di una kermesse dedicata all’elettronica di consumo e da qualche
anno dà largo spazio al settore automotive. Ecco che cosa abbiamo visto
Si scrive Ces e si legge Consumer Electronics Show,
ossia l’annuale salone dell’elettronica di consumo
andato in scena a Las Vegas dal 6 al 9 gennaio, nei
pressi della ‘strip’ più famosa al mondo.
Un evento che da diverse edizioni non
mostra più solo telefonini, televisori o
computer, ma che ha aperto le porte
al settore automotive nel tentativo di
assurgere a nuovo expo globale americana dell’auto al
posto di Detroit, ormai l’ombra di quello che era.
Ma dopo alcune edizioni scoppiettanti con parecchie novità,
eccolo tornare sui propri passi, a una presenza automotive
alquanto timida. Dal 59esimo Ces emerge che
l’auto non è più solo un semplice mezzo di trasporto,
bensì una piattaforma digitale connessa, capace di dialogare
con il cloud, casa propria e l’ambiente in cui transita.
Insomma, sono sempre meno importanti le prestazioni
e sempre più i servizi, meglio se basati sull’intelligenza
artificiale. I veicoli diventano dei device semoventi che
ricevono aggiornamenti over-the-air,
riducono le visite in officina grazie alla
manutenzione predittiva e promettono
maggiori livelli di sicurezza e comfort.
Qualche ‘prima’ c’è
Tuttavia qualche prima visione di puro prodotto c’è, come
il Bmw iX3, un Suv elettrico con una plancia digitale dove
svetta il sistema Panoramic Vision, un display che si
estende orizzontalmente alla base del parabrezza più
uno schermo tattile centrale da17,8 pollici con Alexa
Plus, un assistente vocale evoluto, capace di capire il
linguaggio naturale e gestire navigazione, climatizzazione
e infotainment. Lungo poco meno di 4,8 metri, ha una
batteria da 108,7 chilowattora ricaricabile a 400 chilowatt,
due motori elettrici che garantiscono la trazione integrale
e 469 cavalli di potenza totale. L’autonomia? La promessa
è di ben 650 chilometri.
Afeela è il prodotto di Sony Honda Mobility, una joint venture
tra i due giganti giapponesi creata per costruire veicoli
elettrici. Questo Suv arriverà prestissimo in Giappone
e nel 2028 negli Stati Uniti d’America, spinto da una coppia
di motori elettrici per 490 cavalli complessivi, alimentati
via accumulatore da 91 chilowattora.
La software house multinazionale Ptc lavora invece insieme
a Lamborghini su un ciclo di vita digitale del prodotto,
dall’engineering alla manutenzione passando per i dati
raccolti durante la guida. Un ecosistema in cui l’auto continua
a migliorare anche dopo essere uscita dalla fabbrica.
Mercedes-Benz punta sul Glc elettrico insieme ad alcuni
partner tecnologici: Dolby per l’audio immersivo, Xperi
per la gestione dei contenuti e Nvidia sia per la potenza
di calcolo necessaria a far funzionare Adas sempre più
avanzati, sia per l’analisi dei dati.
Dreame Auto è il braccio automotive dell’omonima fabbrica
cinese di robot lavapavimenti. I due prototipi presentati
non possono che essere elettrici e sono la berlina
Kosmera con faccia da Bugatti più range extender e la
coupé Bev pura Nebula Next 01 da 1.900 cavalli sprigionati
da un motore per ogni ruota, per passare da 0 a 100
in 1,8 secondi. L’idea è di produrle in Germania.
Mercedes-Benz
Il Suv Glc a batteria (nelle due foto in basso) zeppo di meraviglie elettroniche,
come il sistema Dolby per l’audio immersivo, il servizio Xperi
per gestire i contenuti multimediali e i chip di Nvidia per far funzionare
gli Adas avanzati di cui è dotata anche la nuova Cla (foto sotto).
Dreame
Bmw
Il Consumer Electronics Show è la ribalta per il nuovo Suv elettrico
della Casa bavarese, l’iX3, con una plancia digitale dove
svetta il sistema Panoramic Vision, un display che si estende
orizzontalmente alla base del parabrezza più uno schermo
tattile centrale da17,8 pollici con Alexa Plus.
Ptc Lamborghini
La software house multinazionale Ptc lavora insieme
a Lamborghini su un ciclo di vita digitale del prodotto,
dall’engineering alla manutenzione passando
per i dati raccolti durante la guida. Un ecosistema
che consente di continuare a migliorare il veicolo.
Dai lavapavimenti alle auto elettriche è un attimo se di mezzo ci sono
i cinesi. Assurti agli onori della cronaca solo qualche mese fa per i loro
robottini colf cloni di quelli di iRobot, arrivano già con dei prototipi di
auto. Sotto, la berlina Kosmera e, in basso, la coupé Nebula Next 01.
Sony Honda Mobility
Il colosso dell’elettronica giapponese Sony ci aveva già provato
da solo. Oggi ritenta insieme ai connazionali di Honda con il prototipo
Afeela, un Suv elettrico che dovrebbe entrare in produzione
tra il 2027 e il 2028, con motore da quasi
500 cavalli e batteria da 91 chilowattora.
26 - Flotte&finanza - marzo 2026
www.flottefinanzaweb.it
www.flottefinanzaweb.it marzo 2026
15 GIORNI
DA HEV
15 GIORNI
DA HEV
MG HS HYBRID+
In medio stat virtus
In alto, da sinistra, i sedili in semilpelle e l’ampio spazio a
disposizione, anche per i passeggeri posteriori, dell’abitacolo,
portano l’HS a strizzare l’occhio ai modelli premium. A
completare la buona atmosfera i display di bordo da 12,3 pollici
ciascuno poggiati su una console in similpelle con cuciture a
vista che aumentano la qualità percepita. Sotto lo schermo
centrale albergano cinque tasti fisici di grandi dimensioni
(home, climatizzazione, hazard, sbrinamento rapido di lunotto
e parabrezza). Qui a lato, proiettori anteriori con luci a led.
15 giorni dopo
Km percorsi
1.286
Consumo medio
6,6 l/100 km
Ha una linea europea, una dotazione completa
e un sistema ibrido di ultima generazione.
È curata nell’allestimento e vanta un buon rapporto
qualità/prezzo. Ecco MG HS Hybrid+, Suv di buon
senso che in manovra ti prende le misure
di Enzo Rizzo
Aquello di Marco Polo, certamente il più famoso
e antico, si aggiunge ora il Milione di MG, ossia
il numero di unità vendute in Europa. In fondo si
tratta sempre di un viaggio, verso Oriente nel caso del
viaggiatore veneziano, dall’Oriente se il riferimento è alla
HS, il Suv più alto in gamma del marchio del gruppo Saic,
che rappresenta uno degli esponenti di spicco della nuova
generazione di modelli cinesi presenti nel Vecchio
continente. L’Italia ha chiuso lo scorso anno con oltre
50mila MG vendute, un bel traguardo e un bell’attestato
di fiducia da parte degli automobilisti nazionali che riconoscono
la bontà del progetto e, fatto assolutamente
non trascurabile, possono contare su una rete MG che
vede 70 concessionari, circa 150 punti vendita e 140
punti di assistenza. Senza dimenticare il magazzino ricambi
a Tortona (Alessandria). Insomma, una presenza
fisica articolata e dinamica (in Italia, è ritornata nel marzo
2021) che supporta una gamma di modelli che sono di
buon senso, frutto di un compromesso che mette insieme
tecnologie moderne e dotazioni complete all’insegna
di un ottimo rapporto prezzo/qualità.
225 cavalli elegantemente morbidi
Con tutte queste considerazioni e riflessioni mi metto al
volante per la prova quindicinale dell’HS hybrid+: salgo a
bordo dopo aver apprezzato la linea europea di questo
Suv ‘coupeggiante’ lungo 4 metri e 66 (se è troppo c’è la
compatta ZS, più corta di 23 cm, vedi box) e la ricercatezza
dei materiali degli interni, trovo la corretta posizione di
guida grazie alle regolazioni elettriche dei sedili in similpelle
Scheda tecnica MG Hybrid+ Luxury
Motore benzina 1.5 turbo da 105 kW a ciclo Miller ed elettrico
da 146 kW più generatore di bordo e batteria da 1,8kWh
Potenza massima
225 Cv
Coppia massima
340 Nm
Velocità
190 km/h
Acc. 0-100 km/h 7,9 secondi
Emissioni CO 2
132-148 g/km
Consumo ciclo combinato
5,5 l/100 km
Emissioni CO 2 g/km 126
Serbatoio
55 litri
Dimensioni
4,66 x 1,89 x 1,66 m
Bagagliaio
441/1.291 litri
Peso
1.690 kg
Prezzo
34.490 euro
a cinque, e a quella meccanica del volante, riscaldabile
come i sedili. Tutte dotazioni di serie per l’allestimento
Luxury al pari di altre comodità come, per esempio, il caricatore
wireless, o di sicurezze come i 14 sistemi Adas.
Davanti ai miei occhi di driver ho uno dei due display da
12,3 pollici per un sistema pronto a fornire qualsiasi informazione
di cui necessiti, dal locale che si vuole raggiungere
alla regolazione della frenata rigenerativa. Sì,
avete letto bene, come i full hybrid di nuova generazione
anche l’HS ha comportamenti da elettrica pura potendo
regolare l’intensità del recupero di energia. Il passaggio
da EV a HEV quasi non si avverte, merito del gruppo propulsore
costituito da un motore a benzina 1.5 turbo da
105 kW a ciclo Miller e da uno elettrico da 146 kW più un
generatore di bordo e la batteria da 1,8kWh. La potenza
combinata è di 165 kW (225 Cv) così da accelerare da
0 a 100 km/h in soli 7,9 secondi, grazie a un cambio
automatico a 2 rapporti. L’assetto è morbido, in città
pavé e asfalti sconnessi non impensieriscono la schiena
o le terga degli occupanti. L’HS tende a coricarsi in curva
ma non ne risentono tenuta e stabilità. Ottimo il lavoro
di insonorizzazione: per isolare dai rumori esterni in MG
hanno previsto 42 materiali fonoassorbenti disposti in
tutto il veicolo. Eccellente, infine, un dettaglio che si coglie
appena si inserisce la retromarcia: la visibilità e le diverse
viste delle telecamere sul display sono ok, ma la vera
chicca è l’indicazione in centimetri della distanza che separa
la vettura dal muro del box o dell’auto parcheggiata
dietro. Si può proprio dire che l’HS ti guarda le spalle.
Per chi preferisce compatto
È stato il primo modello MG ad arrivare in Italia al suo ritorno nel marzo 2021
e oggi si presenta benzina o ibrida con potenze da 115 e 197 Cv. Con quest’ultima
abbiamo percorso 550 km: curata nell’allestimento come l’HS, le dimensioni
compatte - è lunga 4,43 metri - non devono far pensare che lo spazio
a bordo sia risicato, tutt’altro, bagagli compresi (si parte da 443 litri). In strada,
è agile e dinamica: in città, viaggia in modalità EV per lunghi tratti e chiama
in causa il propulsore termico sopra i 60 km/h. I consumi sono contenuti: il
valore dichiarato è 5 l/100 km, il computer di bordo dopo la nostra prova
intensa ha segnato 6,1 l/100 km. Da 23.490 euro.
28 - Flotte&finanza - marzo 2026
www.flottefinanzaweb.it
www.flottefinanzaweb.it
marzo 2026 - Flotte&finanza - 29
ATTUALITÀ
MITSUBISHI MOTORS ITALIA
Europa-Veicoli-Commerciali.it
Piccoli annunci di veicoli utilitari
Ricominciare
Scopri l’unico portale Italiano
specializzato in veicoli commerciali
Addio a Koelliker, la Casa dei tre diamanti si
affida ora a Bassadone Automotive Group per
distribuire le proprie vetture sul nostro territorio
NUOVO
PORTALE
GIÀ PIÙ DI 15K VEICOLI
COMMERCIALI ONLINE
In basso,
da sinistra,
le rinnovate
Asx, Eclipse
Cross e Grandis.
Più sotto,
sempre da
sinistra,
Frank Kroll
presidente e Ad
di Mitsubishi
Motors Europa,
Federico Goretti
Ad della filiale
italiana e
l’Outlander.
una volta Bepi Koelliker e il gruppo da lui
fondato, ora in amministrazione controllata. E
C’era
con lui c’erano i prodotti nipponici di Mitsubishi
Motors, del quale era il distributore ufficiale per l’Italia.
L’imperfetto è d’obbligo, perché dal 1° gennaio di quest’anno
l’era Koelliker è ufficialmente terminata e ne è
cominciata un’altra, che vede sì alcune figure migrare
dalla vecchia organizzazione alla nuova, ma soprattutto
una proprietà ex novo della filiale italiana della Casa dei
tre diamanti. Si tratta di Bassadone Automotive Group,
uno dei principali distributori indipendenti di automobili
in Europa, con un giro d’affari annuo pari 1,6 miliardi di
euro e base a Gibilterra (l’enclave britannica in territorio
spagnolo). Per gestire le operazioni sul territorio nazionale,
e rilanciare il brand giapponese sul mercato italiano,
è stata costituita Bassadone Auto Italia, la cui guida è
stata affidata a Federico Goretti, dirigente con importanti
esperienze nel settore automotive.
Quattro modelli per ripartire
Fondato nel 1904 e con numerose prestigiose collaborazioni
all’attivo, come la fornitura di veicoli alle Nazioni
Unite, Bassadone Group punterà inizialmente su quattro
modelli, tutti Suv, per raggiungere l’obiettivo dei 5.000
pezzi immatricolati fissato per il 2026 e dei cinquanta
concessionari (attualmente sono quarantadue).
Pronti via, ad aprire le danze sarà l’Outlander, un Suv del
segmento D proposto a benzina ibrido plug-in, l’unico
tra le quattro novità annunciate 100 per cento Mitsubishi
e made in Japan. Nel corso del primo trimestre arriverà
anche il piccolo Asx, basato sul Renault Captur, un segmento
B proposto a benzina o Gpl e ibrido (full e mild).
il secondo trimestre vedrà invece il lancio di Grandis, C-
Suv ibrido (full e mild), rebadging di Renault Symbioz.
Infine toccherà a Eclipse Cross, altro C-Suv - nel caso
solo elettrico - in collaborazione con la Régie, che mette
a disposizione del costruttore asiatico il proprio Scenic.
Sul fronte servizi, ecco invece una garanzia 5+3, con i
tre aggiuntivi concessi in caso di tagliando annuo in concessionaria,
e l’accordo con Santander per il financing.
L’obiettivo a lungo termine è però di tornare in Italia con
altri modelli e il rinnovato pick-up L200, che dovrebbe
arrivare entro l’anno o a inizio 2027.
Gruppo
+ 4 000
clienti professionisti
In Italia
e in oltre 40 paesi
SEDE IN ITALIA
UN PUBBLICO MIRATO DI
ACQUIRENTI
30 - Flotte&finanza - marzo 2026
www.flottefinanzaweb.it
CONTATTATECI! 0578022114 info@via-mobilis.com
LE AUTO
DI F&F
LE AUTO
DI F&F
di Roberta Cannone
JEEP COMPASS
Made in Italy
La terza generazione alza l’asticella: linee più scolpite e tecnologia evoluta,
ma lo spirito off-road è lo stesso. Ecco il nuovo Suv compatto che parla
il linguaggio dell’avventura moderna, tra elettrificazione e libertà di movimento
Coniugare l’identità avventurosa che ha reso celebre
il marchio americano con le moderne esigenze
di efficienza, tecnologia e sostenibilità: sono questi
gli elementi chiave del restyling della Jeep Compass.
Dopo il debutto della terza generazione, presentata a
metà del 2025 e prodotta nello stabilimento di Melfi, in
Basilicata, il Suv compatto ha subito catturato l’attenzione
del mercato europeo grazie a un design rinnovato, a un’architettura
meccanica all’avanguardia e a un’offerta di
motorizzazioni completamente nuove, lasciando definitivamente
alle spalle le tradizionali unità diesel.
La nuova Compass si presenta, infatti, con una gamma
di motori ibridi e 100 per cento elettrici. Al lancio si distingue
la versione e-Hybrid, che combina un motore benzina
turbocompresso da 1,2 litri con un’unità elettrica integrata
nel cambio automatico a doppia frizione, per una potenza
complessiva di circa 145 Cv. Questa soluzione mild hybrid
non solo migliora l’efficienza nei consumi, con valori medi
dichiarati contenuti, ma assicura anche partenze fluide
e una guida reattiva nei contesti urbani ed extraurbani.
Accanto all’e-Hybrid, Jeep propone la versione full electric
con un motore elettrico da 213 Cv alimentato da un pacco
batterie da 74 kWh che consente un’autonomia di circa
500 chilometri nel ciclo WLTP, puntando così a posizionarsi
tra le più competitive nel segmento dei Suv compatti
elettrici. Nel corso del 2026 verranno introdotte ulteriori
varianti, tra cui versioni elettriche con potenze superiori
e autonomia estesa, nonché un modello per chi desidera
percorrenze, a zero emissioni ancora più elevate.
A tutto volume
La nuova Compass è stata progettata sulla piattaforma
tecnologica STLA Medium del gruppo Stellantis ed è
stata sviluppata dal team internazionale di Jeep, con un
ruolo chiave del Centro Stile di Torino sotto la guida di
Daniele Calonaci che ha curato il design per coniugare
l’eredità del marchio americano con le esigenze del mercato
europeo e globale. All’esterno, la nuova Compass
conserva infatti i tratti familiari che l’hanno resa celebre:
la classica griglia a sette feritoie, un profilo robusto e un
passo più lungo che contribuisce a un aspetto complessivo
più maturo e muscoloso. Rispetto al modello precedente,
le proporzioni sono state leggermente riviste,
con una lunghezza di circa 4,55 metri che ottimizza lo
spazio interno senza rinunciare all’eleganza. Il frontale
appare più moderno grazie ai fari a LED di serie e alle
linee di cintura laterale tese, mentre la silhouette generale,
pur richiamando la tradizione Jeep, si integra con richiami
aerodinamici che migliorano l’efficienza dei consumi e
l’esperienza di guida su strada. Il design posteriore è altrettanto
curato, con gruppi ottici rifiniti e un paraurti rivisto
per enfatizzare la presenza su strada del Suv.
Salendo a bordo si notano materiali di qualità superiore
rispetto al passato, con finiture pensate per resistere all’uso
quotidiano e, al tempo stesso, offrire una sensazione
di robustezza e comfort.
L’offerta di tecnologia comprende numerosi sistemi di
assistenza alla guida di livello 2, tra i quali cruise control
adattivo, monitoraggio dell’angolo cieco, frenata automatica
d’emergenza e assistenza al mantenimento della
corsia, per un’esperienza di guida più sicura e rilassata
anche nei percorsi off-road. Per il mercato italiano il
listino prezzi del Suv si colloca in una fascia di mercato
mediamente alta: la e-Hybrid da 145 Cv parte da circa
40.900 euro nell’allestimento Altitude e raggiunge i
42.900 euro nella più ricca configurazione First Edition.
La variante full electric con il motore da 213 Cv è offerta
a partire da circa 47.900 euro nell’allestimento Altitude
e può sfiorare i 49.900 euro nella versione First Edition.
LA SCELTA DI Flotte&finanza
Cognome e nome Jeep Compass
Luogo di nascita
Italia
Alimentazione benzina ibrida plug-in
Versione 4xe
Potenza tot. kW(Cv)/giri 177(240)/-
Coppia tot Nm/giri 520/-
Omologazione
Euro 6e
Cambio/n° marce automatico 6 rapporti
Consumo comb. l/100km (Wltp) 2,1 - 2,4
Lunghezza mm 4.404
Passo mm 2.636
Larghezza mm 1.874
Altezza mm 1.649
Capacità bagagliaio dm 3 420
Massa vettura kg 1.935
Prezzo (chiavi in mano) € 39.900
On line
www.jeep.it
INTERNI A sinistra, la nuova plancia impreziosita da una fascia decorativa che corre
lungo tutto il cruscotto. La console appare robusta e funzionale, con selettore del
cambio, comandi per le modalità di guida e vani portaoggetti ben rifiniti.
Protagonista lo schermo dell’infotainment da 16’’. I sedili mostrano un design
ergonomico con cuciture a vista e una combinazione di rivestimenti che alterna
superfici lisce e inserti con una lavorazione trapuntata dal motivo geometrico a ‘V’.
32 - Flotte&finanza - marzo 2026
www.flottefinanzaweb.it 33
LE AUTO
DI F&F
di Danilo Senna
Nativa elettrica, la nuova Fiat 500 intende ora allargare
la platea dei pretendenti puntando sull’ibrido
(minimo). Un ritorno, in realtà, dal momento
che la serie precedente lo prevedeva già, ma allora
era tutta un’altra cosa, dalla scocca al motore.
Quello che si conserva è lo schema di parziale elettrificazione.
Molto parziale, perché la macchina a motore
termico spento non si muove mai; né lo potrebbe fare,
dato che il sistema a 12 volt si basa su un moto-alternatore
mosso dalla stessa cinghia dei servizi, che qui
lavora in entrambi i sensi: in rilascio, infatti, recupera
quell’energia che poi restituisce nelle successive fasi di
accelerazione. Giusto per dare un po’ di brio al tre cilindri
che, di suo, mette in gioco appena 65 cavalli. Non una
scuderia affollatissima in assoluto, tuttavia i miti destrieri
devono spingere una massa a vuoto di appena 1.055
chili, quindi potrebbero bastare. Almeno finché non ci
sono salite da affrontare, magari a pieno carico, perché
in quel caso il ricorso alle marce basse è obbligatorio.
Da notare che l’operazione di innesto va fatta rigorosamente
con le proprie mani, poiché un cambio automatico
non è previsto. Peraltro, al salire dei giri, il frullio del mille
tricilindro si fa fin troppo presente nell’abitacolo.
Nato per la samba, convertito al liscio
Un motore che è made in Italy - viene infatti da Pratola
Serra (Av) - sulla base però di unità studiate per i mercati
sudamericani: tre o quattro cilindri per un litro o 1,3 rispettivamente
di cilindrata, anche turbo. Gli aspirati
inizialmente non dovevano neppure approdare da questa
parte dell’Atlantico, però nell’ottica del risparmio
(e della salvaguardia delle fabbriche nostrane) sono
tornati buoni. Stessa politica per la trasmissione, come
detto esclusivamente manuale e a sei marce, fatta anch’essa
a Torino. La scocca mantiene l’inconfondibile
sagoma della prima ‘nuova 500’ (quella del 1957, erede
della Topolino), ma rispetto alla serie che sostituisce
ha un passo appena più lungo, qualche centimetro
extra che porta la lunghezza complessiva a 3,63 metri.
Dato che non trova troppi riscontri fra le citycar concorrenti
e che può solo giovare alle ambizioni della Fiat,
che punta a una produzione di 100mila vetture all’anno
di cui l’80% per l’estero.
Il listino parte da 19.900 euro per il modello base Pop, poi
si sale a gradini di 1.500 agli allestimenti Icon e LaPrima,
in più c’è la versione di lancio Torino a 20.900 euro. Tre le
versioni: accanto alla tre porte, sempre aggiungendo 1.500
euro c’è la 3+1 con la porticina sul lato destro ad apertura
controvento, mentre per la sfiziosa Cabrio di euro
ce ne vogliono altri 3.000.
La culla della 500
C’è pressione sulle spalle della 500
hybrid: dal suo successo dipenderanno
le sorti dello stabilimento di
Mirafiori, sito arrivato a occupare
fin quasi 60mila persone per 5mila
auto al giorno, ma che oggi arranca
fra turni dimezzati e contratti di solidarietà. Nato nel 1939, il sito è
stato una delle maggiori fabbriche italiane, fatto per compensare
l’ormai insufficiente Lingotto (altro baluardo Fiat) ed esteso su un’area
di due milioni di metri quadrati solcati da una ventina di linee ferroviarie
e altrettanti chilometri di strade, anche sotterranee: in pratica un’altra
città a Sud della città di Torino. Questo, il passato. Al presente, le nuove
linee di montaggio della 500 ospitano indifferentemente le elettriche
e le ibride, in un rapporto che oggi vede largamente prevalere quelle
termiche (circa 8 a 1) per soddisfare le esigenze del lancio, ma
che a regime sarà splittato nel 25% a batterie e
il restante 75% a benzina. Si dice.
FIAT 500 HYBRID
Retromarcia
L’iconica vetturetta torinese mette il termico al posto dell’elettrico per
trovare tanti altri clienti e salvare così lo stabilimento di Mirafiori con
i suoi operai. Sotto al cofano un 3 cilindri non imparentato con i francesi
34 - Flotte&finanza - marzo 2026
www.flottefinanzaweb.com
Passano gli anni,
ma la 500 mantiene
inalterato il suo
fascino e una certa
ricercatezza delle
linee, sia fuori che
dentro. In tre metri
e 60 non può fare
miracoli, ma gli
occupanti di spazio
ne hanno; i bagagli
un po’ meno.
PROVA
CONSUMI
PROVA
CONSUMI
Scheda tecnica Dacia Bigster Hybrid 155 Journey
Propulsione sistema full-hybrid con motore benzina 4 cilindri
1.799 cc da 109 Cv, due motori elettrici (un motore da 50 Cv e
uno starter/generatore ad alta tensione), batteria da 1,4 kWh (230 V)
Potenza massima di sistema 155 Cv
Coppia massima 172/205 Nm a 3.000/1.630 giri/minuto
(motore a combustione)
Velocità 180 km/h
Acc. 0-100 km/h 9,7 secondi
Emissioni CO 2 ciclo combinato 104-107 g/km
Consumo medio WLTP 4,6-4,7 l/100 km
Autonomia oltre 1.000 km
Serbatoio 55 litri
Cambio automatico elettrificato, 4 rapporti per il motore termico,
2 per il motore elettrico
Trazione Anteriore
Dimensioni L x L x A 4,57 x 1,81 x 1,71 m
Bagagliaio 546/1.912 litri
Peso 1.487 kg
Prezzo € 31.700 euro
FULL-HYBRID 2.0
Un Big(ster) del settore
sibile grazie all’assenza della frizione. Rispetto alla mild
hybrid 140 in dote a Duster e Jogger, dispone di una
maggiore potenza (+15 Cv), coppia (+20 Nm, 170 Nm
per il solo motore a combustione) e superiore capacità
di traino (+ 250 kg, circa 1 tonnellata complessiva). Ottimi
ritorni anche sull’efficienza che hanno sortito emissioni
e consumi ridotti del 6%, soprattutto grazie alla gestione
ottimizzata del regime motore.
Il sistema full hybrid raccoglie consensi: la frenata rigenerativa,
abbinata alla forte capacità di recupero energetico
della batteria e al rendimento del cambio automatico, permette
di circolare in città fino all’80% del tempo in modalità
100% elettrica. Inoltre, il motore si avvia sempre in modalità
100% elettrica. Tutti questi comportamenti fanno sì che
i primi chilometri a bordo della Bigster sembra si percor-
In queste pagine,
la silhouette
laterale
(a sinistra)
e il posteriore
(sotto) della
Dacia Bigster.
Nel riquadro,
l’indicatore del
consumo che
segnala come
si stiano
percorrendo in
media oltre 20
km/litro e la spia
verde EV che
informa della
marcia in solo
elettrico.
Dalla posizione di guida rialzata alla frequente marcia in solo elettrico, al generoso
spazio a bordo, ai consumi ridotti: è Dacia Bigster, suv per tutte le occasioni che in
versione Hybrid 155 fa capire l’efficienza dell’elettrificazione
di Enzo Rizzo
Se fosse uno studente e i valori fossero le valutazioni
scolastiche, i suoi genitori sarebbero molto arrabbiati:
su tre materie, due insufficienze piene. In realtà,
e per fortuna dello scolaro immaginario, si tratta di
un’automobile ‘interrogata’ in materia di consumi: i valori
di cui sopra diventano lusinghieri, pubblico e critica acclamano.
Ecco il biglietto da visita della Dacia Bigster, da
leggere nelle pagine seguenti al box consumi: dai 20 ai
22 chilometri al litro tra città e strade extraurbane sono
valori assolutamente da lode, virtù che si associano ad
altre prime della Dacia più grande oggi in circolazione.
Sì, perché la casa automobilistica appartenente al Gruppo
Renault è reduce da un 2025 da ricordare: è salita sul secondo
gradino del podio europeo delle vendite a privati,
suo core business, con una quota di mercato del 7,9%.
E ancora, il modello al momento più grande, anzi, big,
della gamma arrivato sul mercato l’anno scorso, prevede
anche la versione Bigster Hybrid 155, una motorizzazione
introdotta per la prima volta dal Gruppo Renault formata
da un propulsore benzina 4 cilindri da 109 Cv, due motori
elettrici (uno da 50 Cv e uno starter/generatore ad alta
tensione), batteria da 1,4 kWh (230 V) e cambio automatico
elettrificato dotato di quattro rapporti per il motore
termico e altri due per il motore elettrico, tecnologia pos-
36 - Flotte&finanza - marzo 2026
www.flottefinanzaweb.com
www.flottefinanzaweb.com
marzo 2026 - Flotte&finanza - 37
PROVA
CONSUMI
PROVA
CONSUMI
INTERNI Il tetto apribile panoramico, a sinistra, opzionale a 1.000 euro, è disponibile
solo sull’allestimento Journey e conferisce all’abitacolo una piacevole luminosità
aumentando la sensazione di spaziosità. Sotto da sinistra, i comandi secondari su due
livelli, quelli di cristalli, specchietti e chiusura centralizzata sulla maniglia della
portiera guidatore, i sedili posteriori in tessuto e Tep MicroCloud con bracciolo e
portabicchieri, il vano bagagli con il divano abbattuto che porta la volumetria del
bagagliaio a 1.912 litri, notevole per una vettura lunga 4,57 metri. Nell’altra pagina, in
alto, da sinistra, il posto guida e il display centrale da 10,1” con supporto per lo
smartphone (in alto) e i comandi di tetto, chiamata d’emergenza e luci spot.
IL DETTAGLIO CHE FA LA DIFFERENZA
La climatizzazione è gestita dalla collaborazione
tra i tasti touch del display
centrale e quelli fisici sotto lo schermo:
l’impianto automatico bi-zona con bocchette
di ventilazione posteriori è di serie
sull’allestimento medio-alto Journey
e offre tutte le regolazioni consuete dei
flussi d’aria che, insieme alla possibilità
di riscaldamento del volante e dei sedili anteriori, consentono comfort
e clima adeguati. Degna di nota la funzione Auto che, tra gli altri, provvede
in autonomia ad attivare o disattivare l’aria condizionata.
rano al volante di una vettura elettrica: oltre all’avvio a batteria,
anche la frenata rigenerativa è importante e ‘rallentante’
quasi al livello di un one pedal. La percentuale di rilievo
di percorrenza a zero rumore e zero emissioni va
vista nella stessa ottica. Quando però entra in funzione
il propulsore termico per ricaricare la batteria e consentire
la percorrenza di nuovi tratti in EV, si avverte fin troppo
bene: il quattro cilindri gira alto per caricare il più velocemente
possibile e, mentre lo fa, scattano rumorosi ricordi
vintage con rimandi all’acceleratore a mano o agli starter
manuali. Idem quando ti siedi: la posizione di guida rialzata
che ti fa letteralmente salire a bordo - i passeggeri non
hanno a disposizione la maniglia sul padiglione - unita all’aspetto
massiccio e all’anteriore squadrato che non ti
fa percepire bene gli ingombri anteriori, ti riporta alle sen-
Uscita
Bovisio Masciago
sazioni che ti davano i vecchi fuoristrada con telaio a longheroni
e assale rigido, che trasmettevano dunque una
sensazione di robustezza, tipicamente in strada molleggiavano
e avevano quell’andamento spugnoso, con la
capacità di andare ovunque oltre l’asfalto, con il dominio
della strada grazie alla visuale dall’alto del posto guida.
E in quella direzione vanno le motorizzazioni della Bigster
mild hybrid e mild hybrid + gpl con trazione 4x4.
Noi invece abbiamo provato la più stradale Hybrid 155
con trazione anteriore nel completo allestimento Journey
che si caratterizza, tra gli altri, per i cerchi in lega da 18’’,
la tinta bi-tono, il portellone ad azionamento elettrico, la
chiave Keyless Entry, la console centrale rialzata con bracciolo,
il sedile del conducente regolabile elettricamente,
il quadro strumenti digitale da 10’’, il sistema Media Nav
Live con display centrale da 10,1’’ e navigazione connessa,
il sistema audio Arkamys 3D a 6 altoparlanti, il caricabatterie
wireless per smartphone, l’Adaptive cruise control.
Considerando che il listino recita 31.700 euro, siamo di
fronte a una vettura dal buon rapporto prezzo/qualità,
prezzo che giustifica alcuni minus come le plastiche,
molto presenti per esempio sui pannelli delle portiere,
oppure alcuni scricchiolii che arrivano dalle maniglie. Per
contro, i due display della plancia in pratica di uguale dimensione
(10 pollici e 10,1) son ben consultabili e aprono
a tutte le informazioni della vettura: lo schermo centrale
ha alla base i comandi climatici del riscaldamento sedili
e volante oltre allo sbrinamento veloce del parabrezza e
dell’attivazione del condizionatore; lungo la linea verticale
CONSUMI
Città: 4,9 l/100 km Oltre 20 chilometri al litro è un ottimo risultato considerando
che è un Suv di oltre quattro metri e mezzo di lunghezza e non è
nemmeno un city-suv. Consumi da city car, dunque, grazie ai molti chilometri
percorsi nel silenzio della propulsione elettrica.
Extraurbano: 4,5 l/100 km Tradotto in km al litro significa 22,222… e il
merito è da ascrivere alla parte elettrica di questo sistema full hybrid che
aiuta nelle prestazioni il quattro cilindri a benzina di 1,8 litri.
Autostrada: 7,2 l/100 km Qui l’elettrificazione è marginale, si sente soprattutto
in rilascio, in ogni caso i quasi 14 km/litro sono più che soddisfacenti
per la vettura che fila tranquilla ad andatura codice con qualche fruscio
aerodinamico di troppo degli specchietti.
38 - Flotte&finanza - marzo 2026
Stazione Cormano-
Cusano Trenord
PERCORSO
URBANO
25 KM
Piazzale
Loreto
www.flottefinanzaweb.com
PERCORSO
EXTRAURBANO
60 KM
Nodo di Pero A4
www.flottefinanzaweb.com
Tangenziale Nord Milano
A52 Uscita SP9 Vecchia
Valassina - Erba
Uscita SP9 Vecchia
Valassina - Erba
Svincolo Monza
Sant’Alessandro
Uscita Tangenziale
Nord Milano A52
Autostrada A4 Torino - Trieste ingresso da
Tangenziale Nord Milano A52 direzione Trieste
PERCORSO
AUTOSTRADALE
70 KM
Svincolo Bergamo
Rientro in A4
marzo 2026 - Flotte&finanza - 39
PROVA
CONSUMI
BMW SERIE 2 GRAN COUPÉ
5 PERCHÉ
DI F&F
Compatta
per sport
PIACE E NON PIACE
Pollice in alto
- Consumi ridotti
- Dotazione di accessori
- Rapporto qualità/prezzo
Pollice verso
- Assenza delle maniglie interne
- Rumorosità quando il motore carica la batteria e alle
alte velocità
ESTERNI L’aspetto squadrato e
massiccio della Dacia Bigster le
conferisce un design contemporaneo e
le trasmette una robusta personalità
richiamando i fuoristrada duri e puri.
Le luci anteriori e posteriori
anabbaglianti sono Eco-LED, mentre i
cerchi in lega Tagasan diamantati
hanno una dimensione di 18” e
riempiono bene i passaruota
maggiorati e da off road: di scorta,
solo per le versioni Hybrid, il ruotino,
le altre non elettrificate possono
invece beneficiare della normale ruota
di scorta. Opzionali i cerchi in lega
Rasan da 19” semi-diamantati neri,
così come la verniciatura della
carrozzeria bi-tono con tetto nero.
Gli specchietti retrovisori in nero
lucido sono regolabili elettricamente e
ripiegabili alla chiusura della vettura,
mentre le maniglie per accedere ai
posti posteriori sono mimetizzate
nella zona nera dei montanti, quelle
anteriori invece sono esposte e in
colore grigio.
Il portellone è a comando elettrico.
sinistra, i vari richiami alle impostazioni della vettura, alle
applicazioni, al telefono, alla musica per finire con il comando
home. Sotto, prima delle bocchette di aerazione,
i nove tasti fisici per le diverse opzioni della climatizzazione.
Andando verso la console centrale la carica wireless
dello smartphone è tanta roba, così come il levettino del
cambio con l’opzione D/B, quest’ultima artefice del massimo
recupero di energia. Lo spazio a bordo è importante
e la spaziosità è elevata, tenendo presente la lunghezza
della vettura che supera di sette centimetri i quattro metri
e mezzo: chi si accomoda al posteriore ha molti centimetri
a disposizione che compensano l’impiccio del pavimento
rialzato in centro e della parte della console centrale - che
però vanta un vano refrigerato - un po’ troppo sporgente.
Non risparmia in centimetri nemmeno il vano bagagli,
dove si parte da una volumetria di 546 litri: anche in questo
caso va ricordato che la Bigster è lunga 4,57 metri. In
strada il Suv Dacia è facile: in città risulta molto maneggevole,
la posizione di guida rialzata consente sempre
di capire che cosa succede parecchie macchine avanti
e la marcia molto spesso elettrica ti fa dimenticare che
sei a bordo di un’ibrida e del benzinaio; nei percorsi extraurbani
dà il meglio di sé in fatto di consumi, e a 90
all’ora il comfort e il relax di guida sono massimi; in autostrada
a velocità codice il propulsore termico è ovviamente
chiamato in causa e la sua voce, accompagnata
a qualche fruscio aerodinamico, si fa sentire.
Le 5 cose da sapere sull’ultima
generazione della prima delle berline/
coupé Bmw. Sempre più filante
Ha iniziato con un 6
L’epopea delle Gran Coupé risale al 2011, quando l’ammiraglia
coupé e cabrio Serie 6 guadagna due portiere
al posteriore, tutte con i finestrini senza cornice tipico
delle coupé diventando così una berlina sportiva con il
tetto spiovente. Dopodiché è stata la volta della Serie 8
e, a scendere sempre rispettando la numerazione pari,
della Serie 4 e della seconda generazione della Serie 2.
Quattro metri e mezzo filanti
La nuova generazione l’ha allungata di due centimetri arrivando
a 4,54 metri, mentre il passo misura 2,67, in larghezza
invece si attesta sul metro e 80, infine è più alta
2,5 centimetri toccando quota 1,44 metri. Il risultato finale
in termini di estetica e di apparizione in funzione delle
proporzioni è quello di un’auto filante, con il laterale definito
dal cofano lungo, dagli sbalzi corti e dalla linea del tetto
a spiovere come si deve a una coupé. Com’è d’uso ai
nuovi modelli Bmw, poi, nella parte posteriore della grafica
dei finestrini laterali, un numero 2 impresso evidenzia la
cosiddetta piega Hofmeister e identifica il modello. I gruppi
ottici anteriori e posteriori con fari a led a elementi verticali
sono graffianti e trasmettono sicura sportività.
Premium senza pelle
Il nuovo corso degli interni fa capolino anche sulla Serie
2 Gran Coupé e si concretizza nell’assenza della pelle
senza avvertirne la mancanza. Opzionale è disponibile
il rivestimento sostenibile in Veganza/Alcantara, abbinato
a cuciture a contrasto cucite a mano per il quadro strumenti;
restando in tema di opzioni, la prima delle Gran
Coupé prevede anche sedili Econeer (l’ambiente prima
di tutto) e sportivi M. Per tutti, disponibili il riscaldamento
e la regolazione elettrica. Si evolvono così i materiali, si
mantiene invece il comfort: anche nei lunghi viaggi i chilometri
scorrono comodi (e veloci).
17 versioni da 122 a 300 cavalli
Ce n’è per tutti i gusti sotto il cofano articolate sugli
allestimenti M Sport Design, M Sport, M Sport Pro e
M Technology II per la M235 xDrive (listini da 38.500
a 64.750 euro): si parte dalla 216 con propulsore benzina
1.5 e 122 cavalli che diventano 170 a parità di cilindrata
ma con tecnologia mild hybrid a 48 volt per
la versione 220. Si sale al duemila sempre a miscela
nobile per la 223 xDrive da 218 cv e per la potentissima
M235 xDrive che vanta ben 300 cv (accelerazione 0-
100 km/h in 4,9 secondi), mentre il comparto a gasolio
annovera la 218d e la 220d, entrambe con un duemila
turbodiesel da 150 cv per la prima e 163 cv mild hybrid
a 48 volt per la seconda.
Si adatta e si abbassa
Disponibili a richiesta sulla più potente e performante
M235 xDrive le sospensioni adattive M che migliorano
l’agilità e il comfort sulle lunghe distanze grazie ad ammortizzatori
variabili a controllo meccanico e a selezione
di frequenza. I picchi di pressione all’interno degli ammortizzatori
vengono attenuati grazie a valvole aggiuntive
che agiscono sul lato della trazione. Con queste
sospensioni la più ‘cattiva’ delle 2 Gran Coupé è più bassa
delle altre versioni abbassata fino a 8 millimetri. A
corredo lo sterzo sportivo.
La gamma della
Bmw Serie 2
Gran Coupé, che
nell’ultima
generazione
guadagna tra gli
altri due centimetri
in lunghezza così
da risultare ancora
più slanciata,
prevede tra unità
termiche e ibride,
sia benzina sia
diesel,
motorizzazioni per
tutte le esigenze,
compresa la top
performance,
M235 xDrive con
trazione integrale
e 300 cavalli.
40 - Flotte&finanza - marzo 2026
www.flottefinanzaweb.com
www.flottefinanzaweb.it
marzo 2026 - Flotte&finanza - 41
LE AUTO
DI F&F
LE AUTO
DI F&F
LEAPMOTOR B10
Sul tetto del mondo
Passi in avanti verso l’accessibilità elettrica:
debutto ambizioso nel mercato italiano per
il primo crossover compatto della Casa cinese
di Roberta Cannone
Ha catalizzato l’attenzione di chi cerca un Suv elettrico
accessibile ma dotato di prestazioni solide
e dotazioni moderne: Leapmotor B10, la cui commercializzazione
nel Vecchio Continente è curata da
Stellantis, si propone come una delle auto elettriche più
interessanti della nuova ondata di veicoli a zero emissioni
in arrivo sul mercato europeo. È il primo crossover compatto
della serie ‘B’ che punta sulla formula vincente di
tecnologia avanzata, estetica contemporanea e un rapporto
qualità-prezzo molto competitivo.
Costruita sulla piattaforma elettrica dedicata LEAP 3.5,
viene proposta principalmente con un motore elettrico
da circa 160 kW, equivalenti a 218 Cv, capace di sviluppare
una coppia massima di 240 Nm. Il propulsore è
montato sull’asse posteriore, conferendo alla B10 una
guida a trazione posteriore e una spinta vivace che le
permette di accelerare da 0 a 100 km/h in circa 8 secondi,
con una velocità massima di 170 km/h.
La vettura è disponibile con due pacchi batteria, uno da
56,2 kWh e uno più capiente da 67,1 kWh. La prima configurazione
assicura un’autonomia fino a 361 km secondo
il ciclo WLTP, mentre la versione con batteria da
LA SCELTA DI Flotte&finanza
Cognome e nome Leapmotor B10
Luogo di nascita
Cina
Alimentazione
elettrica
Versione Single Motor RWD
Pot. kW(Cv)/giri 160(218)/-
Coppia Nm/giri 240/-
Omologazione
Euro 6E
Cambio/n° marce automatico/1
Consumo comb. kWh/100km (Wltp) 15,8
Lunghezza mm 4.515
Passo mm 2.735
Larghezza mm 1.885
Altezza mm 1.655
Capacità bagagliaio dm 3 420
Massa vettura kg 1.670
Prezzo (chiavi in mano) € 29.900
On line
www.leapmotor.net
67,1 kWh può arrivare a 434 km con una singola carica,
rendendola adatta sia all’uso quotidiano in città sia ai
viaggi fuori porta.
Sotto i riflettori
L’impatto visivo della B10 è estremamente minimalista.
Colpo d’occhio per le maniglie a scomparsa, che contribuiscono
a migliorare l’aerodinamica e danno al profilo
laterale una linea più raffinata. L’abitacolo è spazioso e
luminoso, merito anche del grande tetto panoramico che
INTERNI L’abitacolo è spazioso e luminoso, ma rispetta la scelta stilistica essenziale.
Al centro della plancia spicca il grande touchscreen da 14,6”, accompagnato da un
altro schermo digitale da 8,8” per il quadro strumenti. Grande capacità di carico per il
bagagliaio che tocca i 1.415 litri con i sedili posteriori abbattuti.
aumenta la sensazione di apertura verso l’esterno, vero
punto di forza del modello. Lo stile interno punta su materiali
funzionali e finiture piacevoli, con ampi vani portaoggetti
e soluzioni pensate per il comfort dei passeggeri.
La dotazione tecnologica include, oltre al maxi touchscreen
e al quadro strumenti digitale dietro al volante, numerosi
sistemi di assistenza alla guida e connettività avanzata
con aggiornamenti over-the-air che mantengono il
software sempre aggiornato senza richiedere soste in
officina. Questo ecosistema digitale rende la B10 un Suv
non solo efficiente dal punto di vista energetico, ma anche
intelligente.
Il listino prezzi italiano parte da 29.900 euro per la versione
Life equipaggiata con batteria da 56,2 kWh, che rappresenta
il primo livello di accesso alla gamma della Casa
cinese. Salendo di capacità energetica, la stessa variante
Life con accumulatore da 67,1 kWh è proposta da 31.900
euro a salire, offrendo un’autonomia superiore a fronte
di un incremento di prezzo contenuto. Al vertice dell’offerta
si colloca la versione da 67,1 kWh in allestimento Design,
caratterizzata da una dotazione più ricca sotto il profilo
tecnologico e del comfort, a partire da 33.400 euro.
ESTERNI
Stile basic che
privilegia superfici
ampie e dettagli
minimalisti.
I gruppi ottici
anteriori sono
sottili e ben
integrati nella
carrozzeria,
mentre il fascione
a LED che unisce i
fari posteriori crea
un effetto visivo
contemporaneo.
42 - Flotte&finanza - marzo 2026
www.flottefinanzaweb.com
www.flottefinanzaweb.com marzo 2026 - Flotte&finanza - 43
LE AUTO
DI F&F
VOLVO EX-60
Un passo in più
LE AUTO
DI F&F
Da sinistra: le linee minimal
e il display centrale da 15’’,
e la firma luminosa e
verticale con segmenti LED
continui che risalgono verso
il tetto creando un motivo
distintivo su entrambi i lati
del portellone. Il design
garantisce elevata visibilità.
Un nuovo capitolo elettrico per la Casa svedese: arriva il Suv
dal design scandinavo dotato di ricarica ultrarapida. Tre
motorizzazioni differenti per conquistare la vetta dei premium
LA SCELTA DI Flotte&finanza
Cognome e nome
Volvo EX-60
Luogo di nascita
Svezia
Alimentazione
elettrica
Versione P6
Pot. kW(Cv)/giri 275(374)/-
Coppia Nm/giri 480/-
Omologazione
WLTP
Cambio/n° marce automatico/1
Consumo comb. kWh/100km (Wltp) 12,9
Lunghezza mm 4.803
Passo mm 2.970
Larghezza mm 1.908
Altezza mm 1.635
Capacità bagagliaio dm 3 490
Massa vettura kg 2.190
Prezzo (chiavi in mano) € 65.350
On line
www.volvocars.com
di Roberta Cannone
Con l’ultimo arrivato della Casa svedese, Volvo
Cars compie un ulteriore passo avanti nella strategia
di elettrificazione totale della gamma.
Posizionato nel segmento dei Suv definiti ‘premium’,
l’EX-60 nasce su una piattaforma di ultima generazione
dedicata esclusivamente alla propulsione elettrica e promette
di coniugare autonomia elevata, prestazioni brillanti
e il tradizionale approccio alla sicurezza che da sempre
caratterizza il marchio scandinavo.
Sul fronte della motorizzazione, il nuovo EX-60 viene proposto
con diverse configurazioni elettriche, tutte accomunate
da un’architettura ad alta efficienza e da batterie
di grande capacità. La versione d’ingresso adotta un singolo
motore elettrico montato sull’asse posteriore, in grado
di sviluppare circa 370 cavalli, con una coppia generosa
che garantisce riprese pronte e uno scatto da 0 a 100
km/h in meno di sei secondi. L’autonomia dichiarata supera
i 600 chilometri nel ciclo WLTP, un dato che rende
il Suv adatto non solo all’utilizzo urbano ma anche ai
lunghi viaggi. Salendo di livello si passa alle varianti a
doppio motore con trazione integrale, nelle quali la potenza
complessiva può superare i 500 cavalli, assicurando
un’accelerazione ancora più incisiva e una motricità ottimale
anche su fondi a bassa aderenza. La versione più
performante, dotata di batteria maggiorata, arriva a sfiorare
gli 800 chilometri di autonomia dichiarata, collocandosi
ai vertici della categoria. Tutte le versioni supportano
la ricarica rapida in corrente continua ad alta potenza,
che consente di ripristinare gran parte dell’energia in
meno di mezz’ora nelle condizioni ideali.
Impatto visivo
Dal punto di vista estetico, l’EX-60 esprime il linguaggio
stilistico Volvo con linee pulite, superfici scolpite e proporzioni
equilibrate. Il frontale è dominato dalla firma luminosa
a LED con il caratteristico “martello di Thor”, reinterpretato
in chiave più sottile e tecnologica, mentre la
calandra chiusa sottolinea la natura elettrica del modello.
Il profilo laterale mette in evidenza un passo lungo e
sbalzi contenuti, a beneficio dell’abitabilità interna, mentre
al posteriore spiccano gruppi ottici verticali dal disegno
moderno che richiamano la tradizione del marchio.
L’aerodinamica è stata curata nei dettagli, con cerchi
specifici e soluzioni studiate per ridurre la resistenza all’aria
e migliorare l’efficienza complessiva.
All’interno, l’abitacolo riflette l’approccio minimalista
tipico della produzione più recente. La plancia è dominata
da un ampio display centrale verticale che integra la
maggior parte delle funzioni del veicolo, dal sistema di
infotainment alla gestione della climatizzazione. La strumentazione
digitale davanti al conducente è chiara e
personalizzabile, mentre i materiali privilegiano soluzioni
sostenibili senza rinunciare a qualità percepita e comfort.
I sedili ergonomici, da sempre punto di forza del marchio,
offrono regolazioni elettriche, funzione riscaldamento
e, nelle versioni più ricche, ventilazione e massaggio.
Lo spazio a bordo è generoso per cinque passeggeri e
il bagagliaio garantisce una capacità adeguata alle esigenze
familiari, con in più un vano anteriore utile per riporre
i cavi di ricarica.
Tra le caratteristiche fondamentali spicca l’avanzato pacchetto
di assistenza alla guida, che include sistemi di
mantenimento attivo della corsia, frenata automatica
d’emergenza con riconoscimento di pedoni e ciclisti, monitoraggio
dell’angolo cieco e telecamere a 360 gradi.
La struttura della scocca è stata progettata per proteggere
al meglio il pacco batterie e gli occupanti in caso di urto,
confermando la vocazione di Volvo per la sicurezza.
In alto, il dettaglio
della carrozzeria
esterna scolpita
con linee tese
e proporzioni
armoniose.
Sotto pelle, una
struttura leggera
e rigida in acciaio
ad alta resistenza
che unisce design,
sicurezza
e precisione
dinamica.
44 - Flotte&finanza - marzo 2026
www.flottefinanzaweb.com
www.flottefinanzaweb.com marzo 2026 - Flotte&finanza - 45
VIP
ALLA GUIDA
Spettacolo bellissimo
È la Formula 1 di Riccardo Patrese, degli anni
in cui correva, e vinceva, e di oggi che la vive
da spettatore: «L’adrenalina c’è sempre»
Qui sopra,
un incredulo
Patrese vincente
nel GP del 1982 a
Monaco, e con gli
avversari del
tempo: Lauda,
Alboreto, Berger,
Nannini, Senna
e Schumacher.
Sotto, accanto
all’amico
e compagno di
squadra Thierry
Boutsen, con
Bernie Ecclestone,
a sei anni sul
go-kart costruito
dal fratello,
insieme a Leclerc.
Un duello? «Con Senna, con Prost... ma tutti ti davano
lo da torcere. Sono contento di aver vissuto
quella Formula 1 perché piloti iconici ce n’erano
tanti, almeno una ventina veramente tosti».
Tra questi, l’italiano più vincente nella storia dell’automobilismo
moderno, il padovano Riccardo Patrese.
F&F La Formula 1 di oggi le piace?
››‰ È uno spettacolo bellissimo. L’adrenalina c’è sempre
perché le macchine sono estremamenti veloci, ancora
di più di quelle dei miei tempi. È vero che i piloti corrono
con regole diverse, a volte prendono decisioni che forse
noi non avremmo adottato, difficili da capire, ma in tutti
gli sport c’è stata molta evoluzione, non puoi pretendere
di restare nel passato.
F&F Qual è il tracciato più bello?
››‰ Amo quelli classici, se ne devo scegliere uno scelgo
Imola, che ho sempre considerato il circuito di casa: è
dove ho fatto la mia prima gara in automobile, dove ho
avuto una delle più grandi delusioni nel 1983 quando ho
sbattuto alla curva delle Acque Minerali mentre ero in
testa, dove sono tornato alla vittoria nel ‘90 dopo tanti
anni. Ma potrei dire anche Montecarlo, che a tanti piloti
può non piacere e invece per me, a parte che lì ho vinto
il mio primo Gran Premio, è intrigante proprio perché è
un tipo di circuito complicato da interpretare.
F&F Con quale pilota farebbe un viaggio di piacere?
››‰ Thierry Boutsen, che è stato anche mio compagno
di squadra alla Williams nell’89-90. I piloti della nuova
generazione, Kimi Antonelli per esempio, me li porterei
in giro come figli. Io e Boutsen ragioniamo con la stessa
testa, quelli che corrono adesso sono ragazzini, parliamo
due lingue un po’ diverse.
F&F Darebbe consigli?
Non mi permetterei, ognuno ha il proprio stile. Io non mi
sono mai ispirato a nessuno, in genere i piloti amano essere
sé stessi, cercano di crearsi una loro identità.
F&F Mi tolga una curiosità: che cosa guida nella
vita di tutti i giorni?
››‰ Un Mercedes GLE e una Sportequipe del Gruppo
DR che in famiglia in questo momento va per la maggiore.
Io la trovo eccezionale: funziona bene, è comoda,
ha consumi limitati.
THE ELECTRIC MOBILITY TECH EXHIBITION
7-9 OCTOBER 2026
BOLOGNA EXHIBITION CENTRE - ITALY
International Exhibition and
Conference on Advanced Batteries
and Innovative Technologies
for Production & Recycling
of Automotive, Transportation,
Industrial Electric and Hybrid Vehicles
PART OF URBAN TECH 2026
IN CONJUNCTION WITH
5 TH EDITION
46 - Flotte&finanza - marzo 2026
F&F Veloce in pista e in strada?
››‰ Il pilota sa che bisogna mettersi alla guida lucidi e
concentrati. Rispetto le norme ma cerco di arrivare a destinazione
il più velocemente possibile. Non amo fare tante
soste, giusto il caffè. E guido sempre io: parto e arrivo.
www.flottefinanzaweb.it
IN COLLABORATION WITH ORGANIZED BY
www.e-tech.show
Porta lontano il tuo business
con il noleggio Alphabet
Dai una marcia in più al tuo business grazie a soluzioni uniche ed innovative.
Alphabet contribuisce al successo della tua azienda con soluzioni di mobilità per lunghi
e brevi periodi, flessibili, sostenibili e pensate su misura, in grado di rispondere alle tue
esigenze ed ottimizzare il tuo budget. Ti supportiamo nell’elettrificazione della flotta e
nell’adozione di strumenti che facilitano la gestione della mobilità dei tuoi collaboratori.
Alphabet, società di noleggio del Gruppo BMW, guida la tua azienda nel futuro della mobilità.
Contattaci e scopri tutti i vantaggi.
Your mobility. Made easy.
BMW X1 xDrive30e: consumo di carburante, ciclo misto WLTP in l/100 km 3,2-2,4; emissioni di CO2, ciclo misto WLTP in g/km: 72-55;
consumo elettrico, in ciclo misto WLTP in kWh/100 km: 14,2-13,3; autonomia elettrica, WLTP in km: 70-83.
I dati ufficiali indicati relativi al consumo di carburante, alle emissioni di CO2, al consumo di elettricità e all’autonomia sono stati rilevati in conformità alla
procedura di misurazione prescritta dal Regolamento dell’Unione Europea (UE) 715/2007 e successive modifiche. Tali valori sono stati determinati sulla
base del nuovo Regolamento WLTP (Worldwide Harmonized Light Vehicles Test Procedure - Regolamento UE 2017/1151) e possono variare a seconda
dell’equipaggiamento selezionato. Eventuali equipaggiamenti ed accessori aggiuntivi possono modificare i predetti valori.
Per maggiori informazioni:
www.alphabet.com/it