Costruzioni n. 798 marzo 2026
EVOLVE LA GAMMA DEI ROTO MERLO. LA PORTATA CRESCE FINO AL 25% E SI LAVORA COME SULLE AUTOGRU IL MERCATO C’È L’INCENTIVO È INCERTO Secondo i dati 2025 diffusi da CECE l’Europa mostra segni di ripresa. Per l’Italia il problema è il protrarsi dell’incertezza sugli incentivi più «golosi» YANMAR SV100-7 2PB GIALLO NOSTALGIA L’impresa Piacentini ha scelto il nuovo 10 t giapponese con braccio posizionatore, ma ha chiesto a Commercial System il colore di sempre WALKAROUND DELLA NUOVA PALA VOLVO L150
EVOLVE LA GAMMA DEI ROTO MERLO. LA PORTATA CRESCE FINO AL 25% E SI LAVORA COME SULLE AUTOGRU
IL MERCATO C’È L’INCENTIVO È INCERTO Secondo i dati 2025 diffusi da CECE l’Europa mostra segni di ripresa. Per l’Italia il problema è il protrarsi dell’incertezza sugli incentivi più «golosi»
YANMAR SV100-7 2PB GIALLO NOSTALGIA L’impresa Piacentini ha scelto il nuovo 10 t giapponese con braccio posizionatore, ma ha chiesto a Commercial System il colore di sempre
WALKAROUND DELLA NUOVA PALA VOLVO L150
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ostruzioni
Casa editrice la fiaccola srl
Marzo 2026
dal 1952 in cantiere
EVOLVE LA GAMMA DEI ROTO MERLO.
LA PORTATA CRESCE FINO AL 25%
E SI LAVORA COME SULLE AUTOGRU
IL MERCATO C’È
L’INCENTIVO È INCERTO
Secondo i dati 2025 diffusi
da CECE l’Europa mostra segni
di ripresa. Per l’Italia il problema
è il protrarsi dell’incertezza sugli
incentivi più «golosi»
YANMAR SV100-7 2PB
GIALLO NOSTALGIA
L’impresa Piacentini ha scelto
il nuovo 10 t giapponese
con braccio posizionatore,
ma ha chiesto a Commercial
System il colore di sempre
WALKAROUND DELLA NUOVA PALA VOLVO L150
9
ISSN 0010-9665
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ISSN: 0010 - 9665
costruzioni
rivistacostruzioni
ATTUALITÀ&PRODOTTI
6 Cover story
Più portata e libertà di movimento.
Merlo presenta i ROTO my2026
10 Spazio a nuovi orizzonti
Raimondi acquista la Terex
di Crespellano e apre in North America
12 Tutto pronto per IFAT
Sennebogen e le soluzioni elettriche
14 Dronitaly, l’evento
L’11ma edizione è stata bolognese
15 Cantieri sicuri con l’AI
Oltre la videosorveglianza
16 Sviluppare a lungo termine
Tadano celebra il topping-out del
nuovo centro ricambi europeo a Leaf
18 Tornato al suo splendore
Restaurato un Liebherr R901 del 1968
40
[2] marzo 2026 Costruzioni
12
22
WALKAROUND
La nuova pala gommata
Volvo L150 della Serie K
cambia sottopelle.
L’elettronica integrata
di motore, trasmissione
e idraulica semplifica
il lavoro e massimizza
la produttività.
Cicli operativi più veloci
19 Screening & crushing
Allu annuncia nuove benne
20 La Next Generation cresce
Hyundai prosegue il rinnovo di gamma
22 Una corsia per sempre
Visita al cantiere di Airolo, in Canton
Ticino, dove si consolida
un’infrastruttura permanente
28 La rete a confronto
Il Dealer Meeting di MIDI Equipment
è stato ricco di contenuti
32 Edizione 2026
Al via il CSPI-EXPO più ricco
di sempre. E’ il mondo construction
visto dal Giappone
36 Riqualificazione
Il nuovo format parigino che riunisce
materiali, progettazione e costruzione
76
MACCHINE&COMPONENTI
58 Giallo nostalgia
A Sirmione per vedere al lavoro uno
Yanmar SV 100-7 2PB dell’impresa
Piacentini per lo scavo di una piscina
64 Rinnovo totale
A ConExpo Volvo CEE affina la sua
gamma rinnovata al 40%
68 Più range e versatilità
John Deere annuncia l’arrivo di due
nuovi mid-range a ConExpo
70 L’Europa riprende quota
Il mercato europeo del construction
riparte ma in Italia arranca ancora
76 L’astuzia è di fondo
Il Morooka MST1100CR a Livigno
per movimentazione neve
DECOSTRUZIONI&RICICLAGGIO
80 Riciclaggio e stradale
Anteprima mondiale
per il frantumatore mobile di Cams
al ConExpo di Las Vegas
CAVE&CALCESTRUZZO
82 Una grande sfida
Il terzo ponte danese più lungo unisce
la Scandinavia all’Europa
ostruzioni
Fondato nel 1952
da Giuseppe Saronni
798 3 MARZO 2026
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TRAFFICO E PUBBLICITÀ
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SOLLEVAMENTO&NOLEGGIO
84 Una gru da Kolossal
In Val d’Aosta, la maxi Potain MDT
268 J12 domina il rifacimento
della centrale idroelettrica di Hone
90 Perfetta per l’Italia
La Liebherr LTL 1090-4.3
si presenta come la 4 assi
più avanzata oggi disponibile
grazie alle tecnologie Vario
90
82
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94
94 Fatta per chi noleggia
La Haulotte HS21 E con batterie
agli ioni di litio, vince per autonomia
affidabile e zero manutenzione
TRUCK&ALLESTIMENTI
98 A quattro mani
Il Transporter di settima generazione
è prodotto per la prima volta dalla Ford
e oggi è fabbricato in Turchia
106 Indici WalkAround
Le nostre analisi tecniche
di macchine movimento terra
pubblicate dal 1997 ad oggi
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EVOLVE LA GAMMA DEI ROTO MERLO.
LA PORTATA CRESCE FINO AL 25%
E SI LAVORA COME SULLE AUTOGRU
IL MERCATO C’È
L’INCENTIVO È INCERTO
Secondo i dati 2025 diffusi
da CECE l’Europa mostra segni
di ripresa. Per l’Italia il problema
è il protrarsi de l’incertezza sugli
incentivi più «golosi»
dal 1952 in cantiere
WALKAROUND DELLA NUOVA PALA VOLVO L150
Marzo 2026
YANMAR SV100-7 2PB
GIALLO NOSTALGIA
L’impresa Piacentini ha scelto
il nuovo 10 t giapponese
con braccio posizionatore,
ma ha chiesto a Commercial
System il colore di sempre
n Con i nuovi ROTO50.16 e
ROTO50.18, Merlo ridefinisce i limiti
dei sollevatori telescopici rotativi
nella fascia 16-18 metri. Più
portata, più stabilità, più intelligenza
operativa: numeri e soluzioni
che trasformano produttività
e sicurezza in vantaggi concreti.
Dalla struttura rivista alle funzioni
“da autogru”, fino al controllo remoto
evoluto, tutto parla di efficienza
reale. Una copertina che
racconta una macchina pensata per fare di più, meglio, ogni
giorno. Non è solo un’evoluzione: è un cambio di passo.
Leggetene di più a pagina 6.
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Merlo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .6
Morooka . . . . . . . . . . . . . . . . . . .76
Potain . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .84
Raimondi . . . . . . . . . . . . . . . . . . .10
Sennebogen . . . . . . . . . . . . . . . .12
Tadano . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .16
Volvo . . . . . . . . . . . . . . . . . . .40,64
Yanmar . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .58
[4] marzo 2026 Costruzioni
9
I SN 0010-9665
7 7 0 0 1 0 9 6 6 5 0 4
0 0 7 9 8 >
Cover Story
Cover story
MERLO ROTO50.16 - ROTO 50.18
Altezza max alle forche 15,7 - 17,6 m
Capacità max di carico 4.950 kg
Capacità carico max alt. 2,75 - 3,5 t
Rotazione 415°
Un’ottima
ANNATA
filo conduttore che attraversa tutta la storia
di Merlo: non accontentarsi. L'azienda di San
C’è un
Defendente di Cervasca, nel Cuneese, ha costruito
la propria reputazione internazionale sull'idea che un sollevatore
telescopico debba fare sempre di più, con più precisione,
più sicurezza, più semplicità. Ed è con questo spirito
che arriva l'evoluzione della gamma ROTO nella fascia 16-
18 metri, incarnata in due macchine in grado di fare la differenza:
i nuovi modelli ROTO50.16 e ROTO50.18.
Rispetto ai modelli ROTO40.16 e ROTO40.18 di precedente
generazione, il salto in termini di prestazioni e facilità d’utilizzo
è netto e misurabile. Le portate nominali crescono del
25%, passando dai 4.000 kg della gamma uscente ai 4.950
kg dei nuovi modelli. È un dato importante che riposiziona
completamente i due modelli d’accesso alla gamma portandoli
ai vertici della categoria. I cicli di lavoro sono più rapidi,
la produttività è superiore, l'operatore si stanca meno
e accede con maggiore sicurezza alla cabina. Tutte caratteristiche
che fanno la differenza per le imprese di oggi.
L'altezza di lavoro rimane rispettivamente 15,7 metri per il
modello ROTO50.16 e 17,6 metri per il ROTO50.18, ma i
diagrammi di carico raccontano una storia completamente
diversa rispetto al passato: a braccio esteso, i guadagni in
termini di capacità di sollevamento raggiungono il 50% sul
modello a 16 metri e fino al 75% in alcune configurazioni
sul modello a 18 metri. Numeri che spostano concretamente
i confini di ciò che queste macchine possono fare.
I ROTO50.16 e ROTO50.18 sono disponibili nelle versioni
Entry e S-Classic per rispondere a profili di utilizzo e dotazioni
diverse. Semplificando potremmo dire che le Entry è
pensata per il mondo del noleggio e la S-Classic per i professionisti
del sollevamento.
Stabilità superiore
Per sostenere le nuove prestazioni, Merlo ha prima di tutto
rivisto in modo organico la struttura delle macchine,
3 marzo 2026
ostruzioni
Casa editrice la fiaccola srl
Marzo 2026
dal 1952 in cantiere
n. 798 | anno LXXIV
EVOLVE LA GAMMA DEI ROTO MERLO.
LA PORTATA CRESCE FINO AL 25%
E SI LAVORA COME SULLE AUTOGRU
IL MERCATO C’È
L’INCENTIVO È INCERTO
Secondo i dati 2025 diffusi
da CECE l’Europa mostra segni
YANMAR SV100-7 2PB
GIALLO NOSTALGIA
di ripresa. Per l’Italia il problema
è il protrarsi de l’incertezza sugli
incentivi più «golosi»
Più portata, più intelligenza, più libertà
di movimento. Così Merlo presenta i ROTO my2026.
Vi mostriamo i nuovi ROTO50.16 e ROTO50.18
con portate superiori del 25%, nove funzionalità
che semplificano il lavoro e un nuovo radiocomando
WALKAROUND DELLA NUOVA PALA VOLVO L150
L’impresa Piacentini ha scelto
il nuovo 10 t giapponese
con braccio posizionatore,
ma ha chiesto a Commercial
System il colore di sempre
[6] marzo 2026 Costruzioni
Costruzioni marzo 2026 [7]
Cover Story
Cover story
inclusa la parte del sottocarro. La pianta di stabilizzazione
è stata allargata di 20 centimetri per lato, mentre l'angolo
di attacco degli stabilizzatori è stato modificato per aumentarne
la corsa disponibile e garantire una migliore luce
a terra. Il risultato è una base di appoggio più ampia che,
grazie alla nuova gestione elettronica avanzata della stabilità,
eleva le portate in ogni posizione del diagramma di
carico mantenendo standard di sicurezza elevati. Tutto
questo senza perdere di vista le dimensioni complessive
delle macchine che sono cresciute in misura contenuta.
Parliamo di pochi centimetri in termini di lunghezza di trasporto
o trasferimento e della stessa larghezza a stabilizzatori
chiusi. In altre parole, i progettisti Merlo hanno lavorato
per incrementare le prestazioni ma senza perdere
di vista la manovrabilità e la funzionalità, anche nei contesti
operativi più difficili.
Sempre più autogru
Le prestazioni strutturali sarebbero già sufficienti per giustificare
l'attenzione del mercato, ma l'evoluzione ROTO va ben
oltre la meccanica. Con le macchine di nuova generazione,
Merlo ha di fatto introdotto nuove funzionalità operative che
trasformano il modo in cui l'operatore interagisce con la macchina,
rendendola più reattiva, più prevedibile e, in ultima analisi,
più sicura. In tutto so contano nove funzionalità di lavoro
supplementari che permettono di ottenere prestazioni elevate
in modo più semplice e sicuro; anche da parte di operatori
non esperti, per intenderci.
La possibilità di memorizzare dei punti e richiedere alla macchina
movimenti verticali e orizzontali del braccio permette
di seguire con precisione pareti o piani, semplificando enormemente
le operazioni di carico e scarico in prossimità di
strutture. La funzione Set Point permette di memorizzare una
posizione del braccio e richiamarla automaticamente, riducendo
i tempi ciclo nelle operazioni ripetitive.
La velocità di rotazione della torretta è ora regolabile dall'operatore,
così come è stata ridotta la limitazione di velocità
durante la discesa del braccio esteso, con guadagni concreti
nei tempi di ciclo. Viene poi introdotto il simulatore del
diagramma di carico. Si tratta della novità più originale sul
piano concettuale – spiega il costruttore – in quanto questo
sistema consente di visualizzare in anticipo i movimenti che
si devono eseguire in modo da poter vedere a monitor la capacità
della macchina al variare dell'attrezzatura montata,
della configurazione (pneumatici o stabilizzatori), della posizione
del braccio e del carico. Uno strumento di pianificazione
lavoro, simile a quelli delle autogru, che porta la consapevolezza
operativa a un livello superiore, prima ancora
che il braccio si muova.
Il sistema di gestione degli RPM è stato completamente rivisto:
una nuova logica di pre-accelerazione entra in azione
nel momento in cui l'operatore seleziona la direzione di mo-
ATTREZZATURE NO PROBLEM
La nuova generazione di ROTO
permette di utilizzare anche
attrezzature non originali Merlo:
basta accedere al sistema
di controllo tramite password
e impostare i parametri.
vimento, garantendo che il motore sia già al regime ottimale
quando il comando viene eseguito. Particolarmente utile
nelle fasi di stabilizzazione, questo accorgimento elimina quei
piccoli ritardi di risposta che in passato, specie a olio freddo,
avevano fatto notare gli operatori più esperti.
Altra freccia all’arco dei ROTO di nuova generazione è sicuramente
la funzione "attrezzature non riconosciute" che permette
l’utilizzo di attrezzature non originali Merlo in modo da
sfruttare quelle già in possesso. Tramite inserimento manuale
protetto da password dei parametri chiave — peso, capacità
di carico, centro di gravità — l'operatore può configurare
fino a nove profili personalizzati, con il sistema ASCS che
adatta di conseguenza i limiti operativi della macchina. Una
flessibilità che allarga significativamente il parco di utilizzatori
potenziali.
Mondo Merlo
Come anticipato, anche l'accesso alla cabina dei ROTO50.16
e ROTO50.18 è stato migliorato. Ora sono presenti scalette
d’accesso alla torretta su tutti e quattro i lati del telaio, con soluzioni
ergonomiche che facilitano la salita e la discesa in sicurezza.
La portiera della cabina si apre in due parti separate
a 180 gradi e quella superiore può anche essere bloccata
aperta. Questo accorgimento va incontro alle cattive abitudini
degli operatori, ma visti gli attuali impianti di climatizzazione
è sempre consigliabile lavorare a porta chiusa.
Valore aggiunto
Se l'evoluzione meccanica ed elettronica dei modelli
ROTO50.16 e ROTO50.18 porta gli operatori a lavorare in
modo differente e semplificato, la grande differenza in termini
di versatilità operativa la fa probabilmente il radiocomando
completamente nuovo che permette sia la guida
da remoto, sia le movimentazioni da cesta. Certificato IP65
per la resistenza a polvere e acqua, il dispositivo opera sulla
frequenza globale a 2,4 GHz con una portata fino a 100
metri. Le batterie sono estraibili e ricaricabili tramite connettore
USB-C, con un'autonomia dichiarata di 10 ore. Il display
a colori ad alta leggibilità è il cuore dell'interfaccia: a
seconda della modalità operativa selezionata (braccio, guida,
livellamento, stabilizzatori), mostra esclusivamente le
informazioni e i comandi pertinenti a quella funzione. Più
semplice, più intuitivo, più sicuro.
Con la funzione guida da remoto si raggiungono. massimo
5 km/h di velocità, con il completo controllo di sterzo, marcia
avanti e indietro, oltre alla gestione di stabilizzatori, inclinazione
del telaio e movimenti del braccio. Gli operatori
possono poi memorizzare sei configurazioni utente personalizzate,
con la possibilità di adattare la risposta dei joystick
del comando remoto. In fase di tiro, se la macchina si
avvicina al limite di stabilità, lo sfondo del display vira al rosso,
mostrando all’operatore i movimenti che consentono di
rientrare in sicurezza.
Piattaforma Space
Tra le novità proposte dai ROTO50.16 e ROTO50.18 merita
attenzione la piattaforma aerea Space, disponibile anche con
un braccio telescopico che aumenta l'altezza operativa massima
di ben 11 metri rispetto al piano forche massimo e che
consente anche lavorazioni in negativo fino a –7/–8 metri,
aprendo lo scenario degli interventi sottoponte.
[8] marzo 2026 Costruzioni
Costruzioni marzo 2026 [9]
Attualità&Prodotti
Sollevamento
Acquisizioni
Spazio a nuovi orizzonti
n Il sito produttivo di
Crespellano, storicamente
legato alla realizzazione di
autogru fuoristrada, entra in
una nuova fase industriale
con l’integrazione di Terex
Rough Terrain all’interno di
Raimondi Cranes.
L’operazione rafforza la
presenza del gruppo nel
segmento delle gru mobili
“rough terrain”, ampliando il
portafoglio prodotti e
consolidando competenze
ingegneristiche sviluppate in
Italia. L’iniziativa segna anche
il debutto operativo di
Raimondi North America, nuova
piattaforma del gruppo per
rafforzare la presenza negli Stati
Uniti. Per Raimondi Cranes,
l’ingresso nel segmento delle
rough terrain rappresenta un
passaggio strategico dopo
l’acquisizione di asset chiave di
Terex, con l’obiettivo di proporsi
come player globale integrato nel
sollevamento pesante. La
valorizzazione del know-how
italiano, a partire dal polo di
Crespellano, si inserisce così in
una strategia industriale più
ampia che punta su innovazione
tecnologica, espansione
internazionale e integrazione di
gamma. Il primo risultato
tangibile è la nuova TRT 55US,
modello da 55 tonnellate
progettato specificamente per il
mercato nordamericano.
Sviluppata dal team Terex Rough
Terrain, con un forte contributo
progettuale italiano, la 55US
combina l’esperienza maturata a
Crespellano con le esigenze
operative e normative degli Stati
Uniti e introduce una serie di
innovazioni tecniche mirate a
migliorare prestazioni e
versatilità: design compatto per
facilitare il trasporto,
configurazioni di jib aggiuntive e
un ambiente operatore
completamente riprogettato. Dal
punto di vista operativo, la gru
offre tre modalità di sfilo del
braccio telescopico, inclusa la
funzione proporzionale che
semplifica le manovre e aumenta
la precisione in cantiere.
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Movimentatori
Tutto pronto per l’IFAT a Monaco
Nuove soluzioni 100% elettriche e un accordo
ulteriormente rafforzato con Linde. Soluzioni
dedicate rendono il telescopico più versatile
AIFAT 2026, in
calendario i primi di
maggio,
Sennebogen mette in
mostra le proprie
soluzioni per il riciclo e la
movimentazione materiali
con un focus su
sostenibilità,
elettrificazione e
innovazione. Tra le novità
principali debutta la benna
a polipo MG4.1,
sviluppata internamente,
con cinque gusci e
capacità da 600 a 1.200
litri, progettata per
ottimizzare il carico e
integrarsi perfettamente
con le macchine
Sennebogen, rafforzando
il portafoglio nel settore
del trattamento rottami.
Un’altra protagonista è la
gamma di movimentatori
elettrici e a batteria, come
la 824 G Electro Battery,
capace di operare a zero
emissioni. Il sistema
modulare di batterie
consente di adattare la
macchina a diversi profili
di lavoro, con la possibilità
di ricarica sia in modalità
collegata alla rete sia
tramite batterie
aggiuntive, garantendo
efficienza e continuità
operativa anche nei
cantieri più intensi. A IFAT
2026 viene inoltre
valorizzata la partnership
con Linde: il sollevatore
telescopico YH60,
prodotto da Sennebogen,
sarà distribuito attraverso
la rete Linde in Germania
e Austria, ampliando la
penetrazione
commerciale e offrendo
macchine versatili per
applicazioni municipali e
industriali. Oltre alle nuove
caratteristiche già
presenti sull’apprezzata
versione verde, questo
modello è dotato di un
braccio Dücker UNA 450.
Questo consente di
utilizzare una vasta
gamma di attrezzature,
dai tagliaerba da argine e
tosasiepi alle spazzatrici,
rendendo possibile
l’impiego della macchina
durante tutto l’anno, una
versatilità pensata
soprattutto per il settore
delle municipalizzate.
Con queste innovazioni,
Sennebogen conferma la
propria strategia di
combinare tecnologie
avanzate, elettrificazione
e collaborazioni industriali,
proponendo soluzioni
integrate per un riciclo più
efficiente, sostenibile e
performante.
sennebogen.com
NUOVO ESCAVATORE CINGOLATO 145XR
MINIMO INGOMBRO.
MASSIMO COMFORT
Abbiamo progettato il nuovo escavatore 145XR per ottenere il minimo ingombro frontale
e posteriore, e il massimo comfort grazie alla cabina utilizzata sui mezzi di classe superiore.
Grazie al design compatto e ai consumi ridotti, il 145XR è in grado di offrire prestazioni
eccezionali in termini di potenza ed efficienza durante i lavori in spazi ristretti.
[12] marzo 2026 Costruzioni
www.jcb.com
Attualità&Prodotti
Convegni
Dronitaly, l’evento dedicato
ai droni professionali
L’undicesima edizione si è tenuta dall’11
al 13 marzo 2026, all’EX-GAM del Bologna
Congress Center. Presente anche ENAC
2026 di
Dronitaly 2026
L’edizione
conferma il ruolo
centrale della
manifestazione nel
panorama nazionale dei
sistemi a pilotaggio
remoto, superando quota
2.300 visitatori e
consolidandosi come
unico appuntamento
internazionale in Italia
interamente dedicato ai
droni civili a uso
professionale. L’evento,
svoltosi il 25 marzo, ha
riunito operatori, aziende e
istituzioni in uno spazio
espositivo di 1.200 metri
quadrati, con la presenza
di 62 marchi del settore.
La crescita dell’interesse
attorno alla
manifestazione riflette
l’andamento positivo del
mercato italiano dei droni
professionali, che ha
raggiunto un valore di 168
milioni di euro, registrando
un incremento del 5%
rispetto all’anno
precedente. Un dato che
evidenzia come le
tecnologie unmanned
stiano assumendo un
ruolo sempre più
strategico in ambiti
applicativi quali
monitoraggio ambientale,
sicurezza, agricoltura di
precisione, infrastrutture e
logistica. Elemento
distintivo dell’edizione
2026 è stato il ricco
programma congressuale:
24 tra convegni ed eventi
tematici hanno animato la
manifestazione,
coinvolgendo 166 relatori
tra esperti del settore,
rappresentanti istituzionali,
accademici e operatori
industriali. I contenuti
hanno spaziato
dall’evoluzione normativa
europea alle nuove
applicazioni basate su
intelligenza artificiale e
sensoristica avanzata,
offrendo un quadro
aggiornato delle
opportunità e delle criticità
del comparto. Tra le
presenze rilevanti si
segnala anche EMAc, a
testimonianza
dell’attenzione crescente
alla standardizzazione, la
sicurezza operativa e
l’integrazione dei droni
nello spazio aereo civile.
Il confronto tra stakeholder
ha evidenziato la necessità
di rafforzare sinergie tra
pubblico e privato per
sostenere l’innovazione e
favorire la scalabilità delle
soluzioni. Nel complesso,
Dronitaly 2026 si
conferma piattaforma di
riferimento per networking,
aggiornamento
professionale e sviluppo
commerciale,
contribuendo a delineare
le traiettorie future
di un settore in
espansione.
La
manifestazione si
posiziona così
come hub
strategico per
accompagnare la
maturazione del mercato
italiano dei droni, sempre
più orientato a servizi ad
alto valore aggiunto e a
una crescente
integrazione
tecnologica.del
monitoraggio ambientale”,
due sessioni dedicate
all’impiego degli UAS nel
Sistema Nazionale per la
Protezione Ambientale e
alle sinergie istituzionali
per il monitoraggio e il
controllo del territorio, la
ricerca e il supporto alle
emergenze.
L’Ordine degli Ingegneri ha
collaborato
all’organizzazione del
convegno “Droni nei
Cantieri: Sicurezza,
Monitoraggio, Ingegneria”.
Il convegno è occasione di
formazione per i
professionisti
dell’ingegneria e gli
operatori specializzati,
chiamati a comprendere
come l’impiego degli UAV
per raggiungere aree
Sorveglianza dei cantieri
Cantieri sicuri con l’AI
n L’integrazione
dell’intelligenza artificiale nei
sistemi di sicurezza dei
cantieri sta rivoluzionando il
settore edile, migliorando la
videosorveglianza e
riducendo i falsi allarmi. In
Italia, l’adozione dell’IA nelle
imprese è raddoppiata in un
anno, raggiungendo il 16,4%
nel 2025, e il 66% degli
appaltatori considera oggi la
sorveglianza avanzata un
investimento prioritario.
BauWatch ha sviluppato
soluzioni basate su IA
PASSARE ALLA VERSATILITÀ
HA20 E & HA20 E PRO
capaci di distinguere il
movimento reale dalle
interferenze ambientali,
come pioggia, riflessi o
animali, classificando in
tempo reale minacce umane,
animali o veicolari.
Questo approccio riduce del
99% le segnalazioni
improprie, evitando la “fatica
da falso allarme” e
concentrando l’attenzione
degli operatori solo su eventi
critici. Il sistema è stato
addestrato in condizioni
climatiche e ambientali
diverse, dalla Sicilia alla
Polonia, garantendo una
sorveglianza affidabile 24
ore su 24 e adattabile alle
specificità di ogni cantiere.
L’IA permette così di
superare i limiti della
videosorveglianza
tradizionale, aumentando
sicurezza ed efficienza nelle
costruzioni.
bauwatch.com
PIATTAFORMA AEREA ARTICOLATA
ELETTRICA PER TERRENI
ACCIDENTATI
critiche, raccogliere dati in
tempo reale ed effettuare
controlli possano essere
un prezioso supporto per
ridurre gli incidenti sul
lavoro e ottimizzare tempi
e costi per il presidio delle
aree a rischio (grandi
infrastrutture e cantieri).
dronitaly.it
Questo documento non è contrattuale. Ci riserviamo il diritto di modificare le specifiche tecniche
del presente documento senza preavviso. Crediti fotografici: ©Lionel Souci ©Haulotte. 0625
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diesel
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rimovibile e intercambiabile
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Haulotte Extra Reach
Attualità&Prodotti
Sollevamento
SVILUPPARE
a lungo termine
UNA GRANDE CERIMONIA Sopra Frank Schröder,
Managing Director & Executive Vice President Customer
Support di Tadano, mentre spiega che l’obiettivo
del progetto è rendere la fornitura dei ricambi
per i clienti europei più rapida, affidabile ed efficiente.
ISTITUZIONI LOCALI Da sinistra, Ralph Edelhäußer
ministro federale, Frank Schröder managing director
Tadano, Noriaki Yashiro CEO Tadano Europe e Norbert
Dünkel ministro dello Stato, alla cerimonia.
to su sicurezza, qualità ed efficienza, in linea con la filosofia
aziendale “Creation, Contribution, and Cooperation”.
Grazie alla nuova struttura, Tadano potrà offrire un supporto
ancora più rapido ed efficace ai clienti in Europa e
nel mondo, consolidando la propria posizione di leader
nei settori delle costruzioni, dell’energia e delle applicazioni
industriali. Il progetto del nuovo centro ricambi evidenzia
come innovazione, logistica avanzata e partnership
strategiche possano contribuire a ridurre i costi
operativi, aumentare la competitività e assicurare un servizio
di eccellenza su scala globale.
Tadano celebra il topping-out del nuovo centro
ricambi europeo in Germania, a Lauf. Una base
solida per migliorare ulteriormente il service
Con la cerimonia del topping-out del 9 febbraio 2026,
Tadano ha celebrato un traguardo fondamentale
nella costruzione del nuovo centro ricambi europeo
a Lauf an der Pegnitz, confermando il proprio impegno verso
la Germania come sede strategica e verso una crescita
sostenibile in Europa. La nuova struttura rappresenta un
passo decisivo nella riorganizzazione delle operazioni europee
di Tadano, centralizzando l’approvvigionamento dei
ricambi per tutte le gru e le macchine del gruppo, con l’obiettivo
di migliorare significativamente i tempi di consegna,
l’efficienza logistica e la disponibilità dei componenti.
Il centro, che entrerà pienamente in funzione nella secongià
da metà 2026, sarà gestito in collaborazione con Gruber,
partner storico di Tadano specializzato nella logistica di
componenti, che garantisce competenza settoriale approfondita
e conoscenza delle esigenze dei clienti Tadano.
La centralizzazione consentirà di consolidare le spedizioni,
riducendo i costi e semplificando le procedure per gli
utenti finali. Inoltre, il magazzino avrà una capacità maggiore
di circa il 30% rispetto agli standard attuali, assicurando
una disponibilità superiore di ricambi critici e la pos-
sibilità, in molti casi, di spedire gli ordini lo stesso giorno.
La centralizzazione delle spedizioni comporterà un miglioramento
dei tempi di consegna anche grazie alla riduzione
dei transiti intermedi: i ricambi provenienti soprattutto
dai fornitori tedeschi saranno ora recapitati di ret tamente
a Lauf, anziché passare prima dai centri logistici nei Paesi
Bassi. Questo garantirà una disponibilità più rapida dei componenti
per tutti i clienti e, in caso di interventi urgenti, permetterà
ai tecnici Tadano di operare sul campo con maggiore
tempestività, riducendo in modo significativo i tempi
di fermo delle macchine. L’introduzione di una fascia oraria
più estesa per gli ordini, insieme alla possibilità di spedizioni
espresso e overnight più efficienti, contribuisce ulteriormente
a migliorare il servizio.
Non solo i clienti europei trarranno vantaggio da questa
riorganizzazione: grazie alla vicinanza all’aeroporto di Lipsia,
uno dei principali hub per il trasporto aereo europeo, i partner
internazionali, in particolare in Nord e Sud America,
potranno ricevere spedizioni aeree più rapide, migliorando
la capacità di servizio globale del gruppo.
L’iniziativa testimonia l’approccio globale di Tadano basa-
[16] marzo 2026 Costruzioni
Attualità&Prodotti
Escavatori
Tornato al suo
spendore
Un Liebherr R 901 del 1968 è stato
completamente restaurato. Ricostruire
alcuni componenti la sfida più grande
Attrezzature idrauliche
Screening and Crushing
n Allu annuncia l’arrivo della benna Concrete
Screening and Crushing Bucket, pensata per
la gestione diretta di macerie da demolizione
contaminate da barre d’acciaio. Progettata
per escavatori da 25 a 45 tonnellate, la nuova
attrezzatura è progettata per frantumare
calcestruzzo, mattoni e asfalto direttamente
sul cantiere, anche in spazi ristretti o come
pre-frantumatore per alimentare frantoi
mobili. Il design innovativo consente di gestire
materiali con ferro senza danneggiare la
macchina, evitando i tempi morti causati da
blocchi o interventi manuali. Grazie al sistema
di lame intercambiabili, è possibile scegliere la
dimensione finale del materiale tra 0–50 mm
o 0–100 mm, adattando la produzione alle
esigenze specifiche del cantiere. La capacità
di trattamento arriva fino a 100 t/h, con
pezzatura massima del materiale di 300 mm,
garantendo elevate performance anche con
flussi di macerie ricchi di fini.
La struttura heavy-duty include bordi taglienti
da 40e tag laterali da 30 mm, mentre i
tamburi di frantumazione utilizzano
configurazioni innovative con due direzioni di
rotazione per assicurare un’operazione
continua ed efficace. L’alimentazione idraulica
richiesta va dai 190 ai 315 l/min a 300 bar,
mentre il consumo stimato su escavatore da
40 t è di circa 30 l/h. La nuova Concrete
Bucket del ‘’dinaosauro’’ arriverà sul mercato
europeo entro il 2026.
allu.net
MOBIL FAST 2 + 2 MIX - MC PRO
ASFALTO A FREDDO
CON RICICLAGGIO
FRESATI ED EMULSIONI
MISTI CEMENTATI
CON MATERIE
PRIME SECONDE
CALCESTRUZZO
PREMISCELATO
PAVIMENTAZIONI
INDUSTRIALI AD
ALTO DOSAGGIO
DI CEMENTO
C’è qualcosa di
profondamente
umano nel non
riuscire a lasciar andare
una macchina. Non
importa se ha quattro
ruote o cingoli, se
profuma di cuoio o di
gasolio vecchio. Quando
una macchina ha storia,
ha anima e c’è sempre
qualcuno disposto a
salvarla. Vi presentiamo la
storia di un Liebherr R 901
che ha lavorato per anni in
un sito di riciclaggio di
materiali ferrosi. Quando il
motore aveva smesso di
girare bene, il suo destino
sembrava segnato: la
pressa. Poi è arrivato un
meccanico industriale che
ha deciso, assieme al
fratello e al figlio, di
salvare il destino di
questo escavatore.
I comandi sono stati
convertiti agli standard
Euro moderni, le perdite
idrauliche riparate una per
una, la carrozzeria
ripristinata con pazienza
certosina. La sfida più
grande? La meccanica
robusta e semplice di
quell’epoca ha reso tutto
possibile, anche se alcuni
componenti consumati e
introvabili hanno reso
l’impresa una sfida. Oggi
l’R 901 è ufficialmente in
pensione, ma continua a
lavorare sul terreno di
proprietà: pulisce trincee,
scava terra, cura i progetti
dello stagno. “Se ti fermi,
arrugginisci”, dice il
proprietario con una
risata. E lo dice di un
escavatore che ha più di
cinquant’anni.
liebherr.com
DOPPIA BILANCIA PER IL
DOSAGGIO DI POLVERI
PESATURA CERTIFICABILE
SU CELLE DI CARICO
5
MESCOLATORE IN
CONTINUO DA 150 m3/h
FINO A CINQUE VASCHE DI
STOCCAGGIO INDIPENDENTI
[18] marzo 2026 Costruzioni
Escavatori cingolati
La Next Generation cresce bene
Dopo il lancio degli HX400L e HX500L
di nuova generazione, Hyundai prosegue
il rinnovo della gamma con l’HX300L,
disponibile anche in versione NLC
A LONG WAY
TOGETHER
Hyundai annuncia
l’HX300L, il nuovo
cingolato da 30
tonnellate della gamma
Next Generation, che
unisce potenza,
precisione e comfort.
Alimentato dal motore
diesel DX08 Stage V da
207 kW (277 CV), rispetto
al precedente 30 t di Casa
il motore offre un
incremento del 9% della
potenza e una poderosa
coppia di 1.230.
La gestione del nuovo
motore e della nuova
idraulica assicurano
consumi ridotti fino al 7%.
I comandi FEH (Full
Electrohydraulic) con
joystick elettrici
garantiscono manovre
precise e personalizzabili,
memorizzabili per ciascun
operatore. Come i modelli
più grandi, il nuovo
HX300L supporta
tecnologie avanzate come
sistemi di guida 2D/3D,
pesatura automatica e
assistenza per benna,
rotazione e livellamento.
La sicurezza è potenziata
dai sistemi Lift Assist e
Advanced Lift Assist,
E-Boundary, radar di
rilevamento oggetti e
telecamere SAVM con
intelligenza artificiale per
il riconoscimento delle
persone. Funzioni come
l’arresto automatico e le
luci di segnalazione ai
quattro angoli della
cabina contribuiscono a
prevenire incidenti in
cantiere. Tra le versioni
disponibili c’è anche la
NLC a cingoli stretti, oltre
alla configurazione a
braccio lungo, per
adattarsi a diverse
esigenze operative.
EFFETTI SPECIALI Sopra una foto da studio della
cabina Next Generation dell’HX300L con sedile
premium, monitor touchscreen Full HD e sistemi
avanzati di sicurezza e assistenza. La pressione
acustica interna dichiarata è di soli 68 dB(A).
Il costruttore specifica
che con il contrappeso più
pesante e il carro lungo il
nuovo HX300L ha una
capacità di sollevamento
e una stabilità da leader
nella categoria.
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[20] marzo 2026 Costruzioni
Attualità&Prodotti
Infrastrutture
UNA CORSIA
per sempre
testi di Fabrizio Parati
Visita al cantiere di Airolo, nel punto in cui una corsia
nata come misura temporanea si consolida
in infrastruttura permanente, per governare
uno dei passaggi più delicati della mobilità alpina
Nel fondovalle leventinese, in corrispondenza di Airolo,
nel Canton Ticino, chi lavora alla definizione delle
infrastrutture non si limita a occupare lo spazio: lo
interpreta. Qui la progettazione è esercizio di misura, chiamata
a trovare felici soluzioni tecniche all’interno di vincoli
operativi stringenti, come vedremo di seguito.
Il cantiere della nuova Corsia di uscita preferenziale per
Airolo / Passi (acronimo CUPRA) si sviluppa lungo l’autostrada
A2 tra Varenzo e Airolo, interessa l’area di Stalvedro
e gli innesti verso lo svincolo di Airolo, in un’area fortemente
condizionata dalla presenza dell’autostrada, da un’area di
servizio, dalle infrastrutture di supporto e dal grande cantiere
del secondo tubo del San Gottardo.
Lungo l’asse dell’A2 che risale verso il San Gottardo il traffico,
ovviamente, scorre incessantemente, mentre il cantiere
lavora in sottrazione e in aggiunta, tra rilevati che si
formano con il materiale proveniente dallo scavo della seconda
canna della Galleria del San Gottardo, sottopassi
che si allungano sotto carreggiate in esercizio e interferenze
che raccontano la densità di uno dei nodi più complessi
della rete stradale svizzera. È noi siamo stati lì, per
visitare il cantiere della CUPRA, acronimo di Corsia di Uscita
Preferenziale Raccordo Airolo: infrastruttura che sta vivendo
una fase decisiva, vale a dire il passaggio dalla gestione
provvisoria alla configurazione definitiva, pensata
- quest’ultima - per affrontare in modo strutturale le congestioni
stagionali al portale sud della galleria del San
Gottardo e meglio diluire il travaso di traffico sulla viabilità
cantonale.
Le complessità del cantiere
Il contesto operativo è - come abbiamo visto - tutt’altro che
semplice. In quel tratto si sovrappongono il traffico auto-
[22] marzo 2026 Costruzioni
Costruzioni marzo 2026 [23]
Attualità&Prodotti
Infrastrutture
stradale, l’area di servizio di Stalvedro e i lavori per il secondo
tubo del Gottardo, con nastri trasportatori del materiale
di scavo, impianti provvisori e numerose infrastrutture
sensibili che attraversano il sedime. È in questo
scenario, pertanto, che prende forma la CUPRA, che è stata
pensata per trasformare, in modo dinamico e controllato,
la corsia di emergenza in corsia di scorrimento, attivabile
solo quando le condizioni di traffico lo richiedono.
La Direzione Lavori e il coordinamento tecnico del cantiere
CUPRA sono svolti da AFRY e Tarchini Cantieri e Contratti
(Consorzio DDL Stalvedro). Accompagnati dall’ing. Nathalia
Maggetti, sostituto capo direzione lavori per AFRY, e dall’ing.
Matteo Arnera, responsabile del team Direzione lavori
per AFRY, abbiamo potuto seguire da vicino le fasi costruttive
e comprendere le logiche che stanno guidando
l’evoluzione dell’opera.
Le ragioni del progetto
«Il progetto CUPRA nasce dalla necessità di bypassare le
colonne che si formano al portale sud della galleria del
Gottardo nei periodi estivi», spiega l’ing. Maggetti. «L’obiettivo
era evitare il travaso di traffico sulla strada cantonale, che
crea disagi sia ai residenti sia a chi frequenta la regione per
svago. La corsia dinamica permette a chi è diretto verso
Airolo o i passi alpini di rimanere in autostrada, evitando
ore di coda e senza sovraccaricare la viabilità locale». Nei
periodi di punta, i flussi possono infatti raggiungere anche
17mila veicoli al giorno, generando lunghe colonne tra
Quinto e Airolo».
La CUPRA è già una realtà operativa
Seppur in forma provvisoria, la CUPRA c’è. Dopo una prima
fase sperimentale avviata nel 2022, la corsia è stata
SOTTOFONDO E SERVIZI A sinistra, in grande,
il sottofondo della nuova corsia definitiva nella tratta
a nord della stazione di servizio. Sopra la realizzazione
degli impianti per garantire l’evacuazione di acque
piovane e da disgelo. Sotto, la realizzazione
di un sottopasso per la viabilità locale e di servizio.
progressivamente attivata a partire dal 2023, con una gestione
inizialmente manuale e una segnaletica variabile via
via più strutturata. «Si tratta di una richiesta sentita da tempo
dalla popolazione», racconta l’ing.Matteo Arnera. «Per
questo si è scelto di anticipare una messa in esercizio provvisoria,
che ha permesso di raccogliere dati, testare i flussi
e introdurre gradualmente la segnaletica variabile. Nel
2026 è prevista la completa automatizzazione del sistema».
Nel 2025 la corsia è stata attiva stagionalmente, in
genere tra aprile e ottobre, con utilizzo intensivo nei fine
settimana e nei periodi di maggiore affluenza estiva, per
poi essere chiusa anticipatamente in autunno con l’arrivo
delle condizioni invernali.
Uno dei punti più delicati dell’intero sistema resta l’area di
servizio di Stalvedro, dove i flussi della CUPRA si incrociano
con quelli dei veicoli diretti alla sosta. «Qui si concentrano
diverse criticità», precisa l’ing. Maggetti. «Da un
lato c’è chi percorre la corsia preferenziale per bypassare
la colonna, dall’altro chi entra ed esce dall’area di servizio.
In questa fase provvisoria abbiamo gestito l’incrocio con
barriere e un sistema di ticket gratuito per chi sosta a
Stalvedro, che consente poi di rientrare in autostrada allo
svincolo di Airolo». Una soluzione resa necessaria anche
dai limiti geometrici della galleria di Stalvedro, con sezioni
ridotte ulteriormente condizionate dalla presenza dei nastri
trasportatori del materiale del secondo tubo del
Gottardo.
La CUPRA diventa definitiva
Per superare definitivamente questo nodo è stata progettata
la CUPRA definitiva, oggi in costruzione. Il cuore
dell’intervento è la realizzazione di una bretella (di circa 700
[24] marzo 2026 Costruzioni Costruzioni marzo 2026 [25]
Infrastrutture
Matteo Arnera
responsabile del team
Direzione lavori per AFRY
Fasi d’esercizio CUPRA
- 2022: fase di test sperimentale
- 2023–2025: esercizio provvisorio stagionale (gestione
manuale/semi-automatica)
- 2026: messa in esercizio della CUPRA definitiva
con automazione completa
metri di lunghezza e quattro metri di larghezza) di aggiramento
dell’area di servizio, che permetterà alla corsia preferenziale
di bypassare completamente Stalvedro, separando
in modo netto i flussi di traffico. I lavori principali sono
iniziati nella primavera del 2025 e comprendono la costruzione
di un nuovo rilevato stradale, il prolungamento
Nathalia
Maggetti
sostituto capo direzione
lavori per AFRY
del sottopasso esistente, un nuovo sottopasso dedicato
agli accessi di servizio, oltre a muri di sostegno, scarpate
e opere di stabilizzazione per superare un dislivello di circa
tre metri. Le lavorazioni si sviluppano in gran parte all’esterno
dell’autostrada, limitando le interferenze con il traffico
e migliorando la sicurezza per le maestranze.
«Una parte significativa del lavoro è stata dedicata alla gestione
delle interferenze», spiega l’ing. Arnera. «In quest’area
passano infrastrutture nazionali e internazionali: telecomunicazioni,
media tensione, acqua potabile, oltre ai servizi
provvisori legati al cantiere del secondo tubo. Anticipare
questi interventi a gennaio 2025, quindi in inverno, ci ha
permesso di limitare l’impatto sul traffico, che nei mesi estivi
può raggiungere anche picchi molto elevati».
In alcuni tratti, la presenza dei nastri trasportatori ha imposto
adattamenti progettuali in corso d’opera, come l’impiego
di gru di maggiori dimensioni o il ricorso a pareti chio-
CANTIERE
CUPRA
A sinistra
dell’immagine,
l’A2 in direzione
nord (verso
il Tunnel del San
Goattrdo).
La struttura con
il tetto rosso
è l’area
di servizio
di Airolo (Socar).
Alla sua destra
la nuova corsia
in fase
di realizzazione
del sottofondo.
Corsia di uscita preferenziale raccordo Airolo (A2)
• Committente: USTRA – Ufficio federale
delle strade.
• Localizzazione: Autostrada A2,
tratto Quinto / Varenzo – Airolo
(Canton Ticino).
• Lunghezza complessiva: circa sette
chilometri.
• Tipologia: corsia dinamica a percorrenza
variabile.
• Funzione: utilizzo temporaneo della
corsia di emergenza come corsia
di scorrimento dedicata.
• Attivazione: solo in presenza di
congestioni (code Sud–Nord).
• Utenti: veicoli diretti verso Airolo
e i passi alpini (San Gottardo e
Novena)
• Investimento complessivo: circa
28 milioni di CHF.
• Finanziamento: Confederazione
Svizzera
date per garantire la stabilità delle fondazioni. «È un cantiere
che richiede molta flessibilità», osserva l’ing. Magetti.
«Le interferenze sono numerose e spesso le soluzioni vanno
adattate in corso d’opera».
Dal punto di vista tecnologico, la CUPRA definitiva sarà dotata
di un sistema completamente automatizzato, con segnaletica
LED dinamica, pannelli a messaggio variabile, sistemi
di videosorveglianza e gestione centralizzata. La
corsia, lunga complessivamente circa sette chilometri, potrà
essere attivata solo in presenza di congestioni, mantenendo
in ogni momento i requisiti di sicurezza per l’esercizio
autostradale.
«La gestione manuale appartiene ormai alla fase transitoria»,
sottolinea Magetti. «Con l’automazione prevista, l’attivazione
e la disattivazione della CUPRA saranno più rapide,
precise e coerenti con le condizioni reali del traffico».
Pronta entro il 2026
L’obiettivo è completare le opere entro aprile-maggio 2026,
così da rendere pienamente operativa la CUPRA nella
sua configurazione definitiva già con la riapertura del
Passo del San Gottardo. Con un investimento complessivo
di circa 28 milioni di franchi, interamente finanziato
dalla Confederazione, l’intervento rappresenta un tassello
strategico per la gestione dei flussi nord-sud.
Un’opera indispensabile in risposta alla pratica quotidiana
del traffico e che si inserisce in uno dei contesti infrastrutturali
più complessi della rete stradale svizzera.
[26] marzo 2026 Costruzioni
Costruzioni marzo 2026 [27]
Attualità&Prodotti
Dealer meeting
Il 20 e 21 febbraio 2026
MIDI Equipment
ha riunito la propria rete
di concessionari italiani
per un evento ricco
di contenuti, numeri
e condivione strategica
Un 2025 da celebrare
Ad aprire i lavori è stato il presidente di MIDI Equipment
Federico Falsirollo, che ha voluto innanzitutto ringraziare
la rete per i risultati raggiunti nel corso del 2025 e per l'impegno
profuso sul territorio. Un riconoscimento sincero,
sentito, che ha contribuito a creare subito un clima positivo
nella sala: quello di una squadra che si riconosce
nel lavoro svolto e guarda avanti con fiducia.
Dopo Falsirollo è seguito un intervento di Roberto
Brendaglia, parte del Cda del Gruppo Mirandola, che ha
inquadrato la posizione del Giappone nell’attuale contesto
geopolitico e trasmesso ai concessionari un invito a
lavorare sul medio e lungo termine con obiettivi strategici
condivisi.
Le novità Takeuchi a venire sono state introdotte da Clay
Eubanks e Hitoshi Arai, entrambi del Cda di Takeuchi
Global. Tra queste anticipiamo l’arrivo degli escavatori
TB3150 e TB3150R, più lo skid TL11R-3. Eubanks ha poi
anticipato che Takeuchi ha avviato il progetto per la costruzione
del suo terzo stabilimento in Giappone per intesti
di Matthieu Colombo
LA RETE
a confronto
MIDI Equipment ha scelto di battezzare il proprio
Dealer Meeting 2026 con il claim "Inciso nella storia,
scolpito nella terra" per sottolineare come il
lungo percorso di collaborazione sviluppato negli anni con
Takeuchi abbia portato molti frutti, ma anche la volontà di
continuare a investire in un percorso di crescita basato
sulla qualità di macchine, servizi sul territorio e ricambi originali.
L’evento che ogni anno chiama a riunirsi l’intera rete
di concessionari Takeuchi d’Italia, si è tenuto come consuetudine
a Villa Bartolomea, in provincia di Verona, gli
scorsi 20 e il 21 febbraio.
Costruzioni ha partecipato alla prima delle due giornate,
quella più densa di contenuti. Come potete immaginare,
in anni di redazione non si è trattato del primo dealer meeting
a cui abbiamo partecipato e possiamo dirvi di essere
rimasti colpiti dalla qualità del programma e dalla coesione
della rete di concessionari che ben si conosce.
Ricordiamo che MIDI Equipment, con sede a Cerea (VR),
è l'importatore esclusivo per l'Italia di Takeuchi da ormai
15 anni e da oltre un anno lo è anche per gli inarrestabili
dumper cingolati Morooka.
La scelta di entrambi i brand, racconta un posizionamento
precisoda parte di MIDI: macchine 100% Made in Japan,
sinonimo di qualità costruttiva, affidabilità e precisione ingegneristica.
Una proposta di valore che, in un mercato
sempre più competitivo, richiede una rete distributiva altrettanto
solida e motivata.
VILLA BARTOLOMEA Come consuetudine il dealer
meeting della rete MIDI Equipment si è svolto non
lontano dalla sede di Cerea (VR).
crementare la produzione mantenendo la qualità ai massimi
livelli. Tra i dati di mercato Takeuchi nel mondo ci
ha sorpreso la ripartizione delle vendite: 56 macchine su
100 sono vendute negli Usa e 46 su 100 in Europa.
Subito dopo Eubanks ha preso la parola Hiroshi Mimura,
direttore generale di Morooka Europe con sede a
Francoforte. La sua presentazione è stata incentrata su
case history video con protagonisti gli inarrestabili dumper
in condizioni estreme. Tra le novità annunciate dal
product manager Morooka Jürgen Bergmann, c’è il modello
più compatto di sempre, battezzato MST30CT, e
l’arrivo del modello con torretta girevole MST160-CR.
Formazione e informazione
Nel corso della giornata i relatori hanno analizzato e prospettato
ai concessionari le opportunità da cogliere con
il noleggio, l’attuale situazione di incentivi all’acquisto di
macchine movimento terra decisamente delicata, le formule
di finanziamento esclusive sviluppate con il partner
BNP Paribas, l’importante investimento in strutture e software
che MIDI Equipment sta facendo per spingere i ricambi
originali, un rapido aggiornamento sui futuri incontri
di formazione service e sul tema delle garanzie.
A proposito di formazione sono intervenuti anche i docenti
Nicola Cobelli e Francesca Bazzani, docenti di economia
e gestione delle imprese presso l'Università di
Verona, che dal 2023 curano periodicamente la formazione
della rete vendita di MIDI Equipment.
Durante tutta la giornata, a tenere le redini dei diversi in-
Federico
Falsirollo
presidente
MIDI Equipment
Nel 2025 siamo cresciuti oltre il mercato grazie a
prodotti di qualità, investimenti importanti da parte
di MIDI Equipment, dei nostri partner giapponesi
e al vostro impegno quotidiano. La loro presenza
del top management di Takeuchi e Morooka al nostro
dealer meeting sancisce un legame basato su
fiducia, condivisione degli obiettivi e obiettivi di sviluppo.
Per il 2026, nonostante le incertezze tutte italiane
legate agli incentivi, puntiamo sulla perseveranza.
I primi mesi confermano volumi in linea col
2025, dimostrando la solidità della nostra organizzazione.
Non ci adagiamo sui risultati; la nostra forza
è saper reagire in ogni caso e mantenere standard
elevati. Insieme continueremo a crescere. Buon
lavoro a tutti.
terventi è stato il direttore commerciale di MIDI Equipment
Michele Guzzo, vero e proprio collante e motivatore della
rete. Più che moderatore dell’evento Guzzo ha saputo
toccare i giusti tasti per mantenere viva l’attenzione in
sala, spiegando l’importanza strategica di ciascun intervento.
Questo a far capire ai concessionari che nulla della
giornata di aggiornamento è stato lasciato al caso.
Sopra a tutti, l’intervento del ricercatore Federico Della
Puppa, noto al settore per anni di collaborazione con il
Cresme, che ha fatto un intervento per inquadrale a livello
economico l’andamento del nostro settore per poi sfociare
sul motivazionale rivolto ai concessionari che dal
[28] marzo 2026 Costruzioni
Costruzioni marzo 2026 [29]
Attualità&Prodotti
Dealer meeting
Midi sta svolgendo un lavoro eccellente, investendo
costantemente in macchine, ricambi e assistenza per
garantire il successo di concessionari e clienti. La loro
dedizione alla formazione è evidente: quest'anno ben
due team si sono già recati in Giappone per aggiornarsi,
oltre a partecipare a ogni sessione formativa
organizzata in Europa. La filosofia dell'azienda si basa
sulla profonda consapevolezza che, se vendere la prima
macchina può risultare semplice, è solo un supporto
post-vendita di qualità a permettere di vendere
tutte le macchine successive. Per un produttore come
Takeuchi, questo impegno è vitale, poiché Midi
Equipment rappresenta il marchio e i suoi valori sul
mercato, assicurando un servizio eccellente che tutela
il nome del brand nel tempo.
Hitoshi Arai
Cda
Takeuchi Global
Clay Eubanks
Cda
Takeuchi Global
ANTONELLO DA RECORD Da destra, Antonello Folino,
venditore di Riamot Gruppo Astorino mentre viene
premiato come venditore che ha venduto più macchine
Takeuchi in Italia nel 2025. Al suo fianco Clay Eubanks
del Cda Takeuchi Global e più a sinistra Michele Guzzo,
direttore commeciale di MIDI Equipment.
suo punto di vista si lamentano spesso e volentieri. In realtà
l’erba del vicino non è sempre più verde.
Della Puppa ha ricordato come si era iniziato il 2025 temendo
un calo di mercato che di fatto non c’è stato e di
come il livello delle vendite dello scorso anno sia stato
estremamente positivo, così come quello del 2024. Il suo
suggerimento è stato quello di investire in qualità e servizi
per fare la differenza e in particolare di come il settore
del noleggio di macchine movimento terra abbia ancora
ampi margini di crescita sul mercato italiano.
Ricambio originale strategico
Tra gli interventi indicatori di un nuovo corso, quello sul
tema della ricambistica, introdotto con decisione da
Michele Guzzo. A seguire l’intervento tecnico sugli investimenti
per lo sviluppo della vedita di ricambi originali,
La vendita di dumper Morooka in Europa, sta vivendo
una fase di crescita senza precedenti. La Germania
guida la crescita grazie a progetti colossali, come la
posa di 700 km di cavi sotterranei per trasportare
energia da fonti rinnovabili dal Nord al Sud del Paese:
è un'opera che proseguirà fino al 2035 e questo per
noi crea una base costante di richieste. Parallelamente,
le vendite in Europa sono quasi raddoppiate dal 2021.
Nel 2026 pensiamo di chiudere vendendo tra le 130
e le 170. Per noi l'Italia, da quando abbiamo avviato
la collaborazione con Midi, è un mercato prioritario e
ad alto potenziale. Le nostre macchine vanno comprese
e il loro utilizzo spiegato. Midi Equipment lo ha
compreso e sta realizzando numeri importanti. Il nostro
obiettivo a medio termine in Europa è trovare partner
validi come Midi per consolidare la nostra presenza
anche in Francia, Benelux e Scandinavia.
Guzzo ha annunciato un sistema incentivante di obiettivi
sulla vendita di ricambi originali. Un messaggio inequivocabile,
che rafforza la visione di MIDI Equipment: costruire
una rete che non si limiti a vendere macchine, ma
che accompagni il cliente nel tempo, educandolo al valore
del ricambio originale rispetto alla componentistica non
certificata. Un approccio che, al di là della logica commerciale,
racconta anche di una cultura aziendale orientata
alla qualità del servizio post-vendita e alla tutela del
cliente finale.
Rete di nome e di fatto
Portarsi a casa una sensazione positiva da un dealer meeting
non cosa scontata, almeno per noi. Questi eventi oscillano
spesso tra l'autocelebrazione e il manuale procedurale,
lasciando poco spazio all'emozione o alla sostanza .
Hiroshi
Mimura
direttore generale
Morooka Europe
Jürgen
Bergmann
product manager
Morooka Europe
Dal nostro punto di vista, il Dealer Meeting Takeuchi 2026
è stato qualcosa di diverso dal comune. Quello che personalmente
abbiamo percepito — e che è difficile costruire
a tavolino — è la coesione dei presenti.
Detto in altre parole abbiamo passato una giornata assieme
a una rete che non si sente ingranaggio di un sistema,
ma parte di un progetto condiviso. Concessionari
che parlano la stessa lingua di chi li coordina, che comprendono
le priorità e le abbracciano con convinzione.
Affidabilità, durabilità, accuratezza: il claim che campeggia
sull'invito dell'evento potrebbe essere, a tutti gli effetti,
una descrizione della cultura che lo ha animato. In un settore
complesso e in rapida evoluzione come il nostro, avere
una rete commerciale che crede in ciò che vende è un
vantaggio che vale più di qualsiasi incentivo. MIDI
Equipment sembra saperlo bene.
[30] marzo 2026 Costruzioni
Costruzioni marzo 2026 [31]
Attualità&Prodotti
Eventi
TAGLIO DEL NASTRO A sinistra, la cerimonia
ufficiale d’apertura dell’edizione 2025.
Sotto una prospettiva dell’area esterna
e più in basso le presentazioni tecniche
presso gli stand Komatsu e Hitachi.
CSPI-EXPO
edizione 2026
Dal 17 al 20 giugno va in onda l’edizione più ricca
di sempre del CSPI-EXPO, presso la Makuhari
Messe, vicino a Tokyo. Vi racconteremo il futuro
del settore construction visto dal Giappone
Visto il momento geopolitico, non diamo nulla per
certo. È una premessa che ci sentiamo di fare prima
di rendervi partecipi della nostra incessante
curiosità nel seguire da vicino le evoluzioni del settore
construction nei differenti mercati, anche di quello giapponese.
Con questo obiettivo, il prossimo giugno la rivista
Costruzioni visiterà per la prima volta a Makuhari
Messe, a pochi chilometri da Tokyo, per seguire dal vivo
la CSPI-EXPO 2026, l’ottava edizione dell'International
Construction & Survey Productivity Improvement Expo,
in programma dal 17 al 20 giugno 2026. L’appuntamento
che raggruppa i principali attori della filiera giapponese
ha un successo crescente in termini di espositori e di visitatori
e lo scorso anno ha confermato di essere un palcoscenico
che mette in luce le future tecnologie del settore
movimento terra: ha attirato la nostra attenzione.
Un mercato a noi vicino
Il Giappone è uno dei mercati delle costruzioni più grandi
del mondo, e sta vivendo una stagione di trasformazione
profonda. La carenza di manodopera è un fenomeno ancora
più sentito che da noi, dato il problema strutturale aggravato
dall'invecchiamento della popolazione, e questo
ha spinto il governo e l’industria a scommettere con decisione
sulla digitalizzazione, sull'automazione e sulla robotica
applicata ai cantieri.
Il programma governativo i-Construction è il motore di questa
rivoluzione: un'iniziativa che punta a integrare tecnologie
ICT, macchine autonome, rilievi con droni e modelli 3D
in ogni fase del processo costruttivo. La CSPI-EXPO è il luogo
dove questa trasformazione si vede, si tocca e si misura.
Alla passata edizione — la settima, svoltasi nel giugno
2025 — hanno partecipato 405 aziende con 2.765
stand su 47.000 mq di superficie espositiva. I visitatori professionali
hanno superato le 50.000 unità in quattro giorni,
provenienti da 45 Paesi, tra cui Italia, Germania, Spagna,
Francia e numerosi mercati asiatici ed emergenti.
I BIG che aprono la strada
Per la prossima edizione, la fiera punta a un’ulteriore espansione,
con uno spazio espositivo previsto di 60.000 metri
quadrati e circa 500 aziende espositrici. Tra i protagonisti
già annunciati figurano Komatsu, che presenterà la
[32] marzo 2026 Costruzioni
Costruzioni marzo 2026 [33]
Attualità&Prodotti
Eventi
CSPI-EXPO 2026
8° EDIZIONE
Date 17–20 giugno 2026
Sede
Makuhari Messe, Chiba (Tokyo)
Supercie espositiva
60.000 mq
Espositori
500 aziende
Stand 3.600
Visitatori B2B
55.000 attesi
Visitatori totali 2025 57.362
Paesi rappresentati 2025 45
Visitatori internazionali 2025 1.411
Visitatori con potere d'acquisto 2025 62% del totale B2B
Online: cspi-expo.com
piattaforma Smart Construction insieme a macchine ICTready
e autonome; Hitachi Construction Machinery “Land -
cross”, con gli escavatori della serie ZX e soluzioni per la
gestione digitale del cantiere, inclusa la teleoperazione;
Yanmar, specializzata in macchine compatte per cantie-
ri urbani e infrastrutturali; Topcon, con tecnologie di controllo
macchina 3D e sistemi GNSS per rilievi e costruzioni
ICT; e Amuse Oneself, che porterà droni industriali
made in Japan pensati per migliorare sicurezza e visibilità
nei cantieri. Accanto ai grandi gruppi giapponesi, la
fiera ospita regolarmente anche aziende europee e internazionali
e ha consolidato accordi di cooperazione con le
principali associazioni di categoria a livello globale, tra cui
UNACEA (Italia), CECE (Unione Europea), ANMOPYC
(Spagna) e AEM (USA).
Vetrina per il made in Italy
Il legame con l'Italia non è nuovo: all'edizione 2025 erano
presenti espositori e visitatori italiani, e tra le manifestazioni
collegate figura SaMoTer, l’imminente salone tricolore
delle macchine movimento terra e del settore costruzioni
in genere. In merito la partnership istituzionale tra le
due fiere apre le porte alle aziende italiane che volessero
valutare una presenza espositiva. Il profilo del visitatore di
EVOLUZIONE VELOCE Il governo giapponese
e l’industria hanno scommesso con decisione sulla
digitalizzazione, sull'automazione e sulla robotica
applicata ai cantieri. La fiera CSPI-EXPO è un momento
di aggiornamento importante per il mercato interno.
CSPI-EXPO è quello ideale per chi vuole fare business in
Asia: oltre il 60% dei visitatori B2B è direttamente coinvolto
in decisioni d'acquisto, e quasi il 40% è presente specificamente
per raccogliere informazioni su prodotti da acquistare.
Tra gli operatori presenti dominano le imprese di
ingegneria civile, i produttori, le società di noleggio e i distributori.
Detto in altre parole attori in target per le aziende
italiane che realizzano componenti di elevata qualità,
macchine movimento terra compatte con soluzioni innovative
ed esclusive, attrezzature idrauliche per escavatori,
tecnologie automotive che si diffondono a vista d’occhio
nelle gamme di nuova generazione e più in generale soluzioni
digitali per il cantiere.
[34] marzo 2026 Costruzioni
Costruzioni marzo 2026 [35]
Attualità&Prodotti
Fiere
Riqualificazione
AL CENTRO
Dopo il ritorno a Porte de Versailles, il Mondial
du Bâtiment di Parigi diventa Paris Builders Show.
Il nuovo format riunisce la progettazione, i materiali,
il costruire e il riqualificare
testi di Matthieu Colombo
Dal 28 settembre al primo ottobre 2026, Parigi torna
capitale globale delle costruzioni con il Paris Builders
Show (PBS), il grande evento che da questa edizione
riunisce sotto un unico cappello Interclima, Idéobain,
Batimat e Renodays. Si tratta di un nuovo format che integra
in un’unica piattaforma l’intera filiera del costruire,
dalla progettazione alla tecnologia, dai materiali alla riqualificazione.
Un unicum in Europa. L’evento che per noi
vien naturale chiamare “Batimat 2026” si svilupperà in cinque
padiglioni dello spazio fieristico a Porte de Versailles
e prevede un programma di oltre 500 conferenze bilingue
(francese-inglese), forum tematici e masterclass. Ci
sarà poi il concorso Innovation Awards, articolato in undici
categorie, che premierà le soluzioni più innovative della
filiera. La sostenibilità non sarà una categoria a sé, ma un
criterio trasversale di valutazione, segno di una maturità
crescente del settore.
A presentare il nuovo format alla stampa tecnica italiana
è stato il direttore del PBS Jean-Philippe Guillon durante un
incontro presso la sede ANCE di Milano. L’Italia è d’altronde
la seconda nazione con più espositori del nuovo format,
dopo la Francia si intende, e se i visitatori esteri arrivano
prima di tutto da Marocco e Tunisia, gli italiani sono i più
numerosi tra quelli europei. Come a dire che per imprese,
costruttori, studi di progettazione e architetti italiani, il nuovo
PBS vuole rappresentare un osservatorio privilegiato
sulle tendenze che ridisegneranno il settore nei prossimi
anni in Europa a suon di industrializzazione, riqualificazio-
ne, digitalizzazione e decarbonizzazione. Ovviamente tra
le quattro anime di PBS, Batimat resta il cuore pulsante dell’edilizia
multispecialistica, con una presenza espositiva
che intercetta direttamente imprese, costruttori, progettisti
e operatori della filiera tecnica, rendendolo un appuntamento
imprescindibile per il mercato italiano.
Una delle novità strategiche dell’edizione 2026 è l’evoluzione
del forum Renodays, che diventa annuale. Una decisione
che riflette una realtà ormai evidente: la riqualificazione
del costruito è il mercato dominante del prossimo
decennio. Renodays affronta la ristrutturazione in una dimensione
“globale”: energetica, sociale, digitale, immobiliare
e urbana. Il forum ospiterà oltre 120 eventi tra
Renotalks, workshop e masterclass, posizionandosi come
hub europeo della trasformazione del patrimonio edilizio
esistente.
Transversal
Il format del PBS nasce dall’esigenza
di offrire una visione
più trasversale e sistemica
del settore, oggi sempre più interdipendente
tra materiali, impianti, tecnologie digitali e modelli
di gestione del costruito. L’obiettivo è creare un hub
europeo in cui imprese, progettisti e stakeholder
possano confrontarsi su temi chiave come decarbonizzazione,
innovazione tecnologica e trasformazione
del patrimonio edilizio, favorendo sinergie
lungo tutta la filiera. paris-builders-show.com
Porte de Versailles, la fiera come hub urbano
Dopo l’esperienza a Villepinte, dal 2024 Batimat è tornato
nel quartiere fieristico di Paris Expo Porte de Versailles, occupando
l’intera area espositiva. Una scelta strategica che
ha ridefinito il posizionamento dell’evento: la fiera non è più
solo un luogo di esposizione, ma un ecosistema urbano
per il networking, la relazione commerciale e l’esperienza
di brand. La centralità della location consente agli espositori
di organizzare eventi satelliti ad alto valore relazionale
– aperitivi, cene, presentazioni prodotto guidate – trasformando
la presenza fieristica in un vero e proprio
programma di business development. Il Paris Builders
Show è stato completamente ripensato secondo logiche
di efficienza, standardizzazione e fruibilità. Gli spazi espo-
[36] marzo 2026 Costruzioni
Costruzioni marzo 2026 [37]
Fiere
NUOVO CORSO Sopra il direttore del PBS Jean-Philippe
Guillon mentre presenta le caratteristiche dell’evento,
finalmente ritornato negli spazi del Paris Expo a Porte
de Versailles. A destra le foto di Batimat 2024.
sitivi sono modulari e contingentati (con stand di dimensioni
standard), pensati per favorire dimostrazioni live, storytelling
tecnico e coinvolgimento del pubblico professionale.
Sotto la guida del direttore Jean-Philippe Guillon
vedremo molte novità che hanno per obiettivo avvicinare
sia decision makers sia una fascia di visitatori di età compresa
tra i 30 e 40 anni d’età. Il format introduce, ad esempio,
percorsi Premium per i visitatori, visite guidate tematiche
per architetti e artigiani, e un sistema di pass VIP con
servizi dedicati e accesso al Builders Club, rafforzando il
posizionamento del salone come piattaforma relazionale
internazionale.
Industrializzare la sostenibilità
Accanto alla riqualificazione, Batimat 2026 sarà il palcoscenico
del nuovo paradigma della costruzione industrializzata.
Il settore si muove verso un modello off-site e modulare,
basato su processi standardizzati e replicabili, capaci
di garantire qualità elevata, tempi certi e riduzione dei costi.
Questa industrializzazione implica anche la necessità
di procedure unificate a livello europeo, indispensabili per
rendere equa e premiante la distribuzione dei fondi comunitari
per la decarbonizzazione del settore edilizio.
Un segnale forte dell’edizione 2026 è il ritorno degli attori
della filiera cemento-calcestruzzo, storicamente sotto accusa
per l’impatto ambientale in termini di emissioni CO 2
riconducibili ai processi di produzione, ma oggi protagonisti
di una profonda trasformazione tecnologica. A Batimat,
queste aziende presenteranno soluzioni a basse emissioni,
materiali innovativi e processi produttivi decarbonizzati,
a conferma che la transizione del settore passa anche
da una riconversione industriale della filiera tradizionale.
piattaforma di convergenza tra industria, progettazione,
finanza e policy, contribuendo alla definizione di standard,
metriche ESG, certificazioni ambientali e roadmap per la
decarbonizzazione del patrimonio immobiliare.
In un contesto europeo in cui la transizione del costruito è
sempre più regolata da normative, fondi comunitari e tassonomie
finanziarie, il contributo del GBC Italia diventa un
fattore abilitante per strategie industriali e immobiliari datadriven.
La presentazione del PBS è stata una nuova occasione
per evidenziare l’urgenza di armonizzare approcci,
KPI e strumenti operativi a livello europeo, per rendere comparabili
le performance ambientali degli edifici e orientare
in modo efficace gli investimenti pubblici e privati. Per i leader
del settore, gli eventi come Batimat non sono solo una
vetrina tecnologica, ma un laboratorio politico-industriale
dove si definiscono le regole del mercato dell’edilizia.
Partnership internazionali
L’edizione 2026 allarga ulteriormente le ambizioni internazionali
del salone, con partnership attivate in mercati strategici
come Canada, Medio Oriente e Corea del Sud, oltre
alla storica presenza dei paesi del Mediterraneo e del Nord
Africa. Non è un caso: questi mercati rappresentano oggi
uno dei principali driver di sviluppo per l’industria delle costruzioni
e trovano in Batimat un d’incontro con la filiera
europea. Nel 2024 sono stati registrati 134.000 visitatori
con una forte componente inter nazionale.
Green Building Council Italia
La partecipazione del Green Building Council Italia (GBC
Italia) alla presentazione del Paris Builders Show 2026 presso
ANCE Milano ha confermato il ruolo a cui l’organizzazione
ambisce e non solo, ossia di interlocutore strategico
per i decision makers del settore. GBC Italia opera come
[38] marzo 2026 Costruzioni
ostruzioni
Peso operativo
25.490 kg
Potenza netta
223 kW
Capacità benna riferimento 4,4 m 3
Carico rib. alla max artic. 17.830 kg
VOLVO L150
WALKAROUND
testi e foto dettagli di Matthieu Colombo
WALKAROUND di
ostruzioni
Volvo L150
1
2
Volvo cambia il DNA elettronico
alla collaudata base meccanica
della L150 e riesce a migliorare
la ricetta sotto tutti i punti di vista.
dalle prestazioni alla sicurezza
Sei cilindri turbo con cilindrata
ai vertici della categoria per dare
tanta potenza e coppia a giri
molto bassi. La funzione Smart
Control ottimizza il regime motore
7
8
Con la nuova funzione Auto
Bucket Fill a intensità regolabile
la L150 imbenna da sola. Si lavora
più rilassati e anche un operatore
meno esperto lavora alla grande
Collision Mitigation System
che avverte l’operatore se rileva
pedoni e ostacoli al posteriore
e frena automaticamente. Sistema
Smart View 360° disponibile
ostruzioni
Una nuova dorsale elettronica porta al L150 Serie K
a un livello l’efficienza superiore. Più semplice da sfruttare
e più produttiva, è la pala gommata Volvo per eccellenza
+120 MM D’ALTEZZA AL PERNO
RISPETTO ALLA L150H
AL
top
della
categoria
3
Trasmissione a convertitore
di coppia con OptiShift e RBB
della L150H ma ottimizzata
con un lock-up diretto, più rapido
e veloce nell’innesto
4
Idraulica integrata alla gestione
elettronica, dotata di una nuova
P1 da 252 l/min (+28%), come
la L220H. Altezza al perno benna
maggiore. Cicli di lavoro migliori
5
Con l’Integrated Co-Pilot
l’operatore sfrutta il nuovo
potenziale dato dall’integrazione
elettronica di motore, idraulica
e trasmissione. Easy to use
9
La telemetria CareTrack in 5G,
consente il monitoraggio
in tempo reale e assicura una
trasmissione dati ancora
più rapida, stabile e continua
6
La telemetria Operator Coaching
Start aiuta il singolo operatore
a migliorare l’utilizzo della pala.
Con il livello Advanced l’analisi
si estende al ciclo produttivo
10
Programma di assistenza
proattiva ActiveCare
che massimizza l'affidabilità
e l'efficienza tramite la gestione
del service con logica predittiva
NUOVA IDRAULICA LS
+28% DI PORTATA RISPETTO
ALLA L150H
[42] marzo 2026 Costruzioni
Costruzioni marzo 2026 [43]
Volvo L150
Cambia nel DNA
La L150K non è un restyling della H. Ai collaudati telai e powertrain si integrano
ora una nuova architettura elettronica centralizzata, sistemi d’interfaccia
uomo-macchina evoluti e tecnologie che supportano attivamente l'operatore
CABINA GRIGIA E BRAND IDENTITY Si dice che
l’apparenza inganni. È il caso di questa
Volvo L150 Serie K che esteticamente non
si discosta molto da quella di generazione
H, ma di fatto è ricca di novità sottopelle.
Il punto di partenza è l’apprezzata qualità
meccanica e affidabilità della L150H.
Rispetto a questo diffuso modello non
cambiano il motore sei cilindri D13J Stage
V, qui ritarato ad hoc, la trasmissione
powershift, gli assali. Non subiscono
modiche nemmeno il telaio anteriore e
quello posteriore; tantomeno la cinematica
LO SPECCHIO
DELLE SUE
BRAME
Il monitor
Co-Pilot da 12
pollici sostituisce
fisicamente
buona parte dei
tasti fisici del
precedente
Contronic,
ma non quelli
sul montante.
L’operatore non
è disorientato,
ma entra in una
nuova
dimensione
di lavoro in cui
l’automazione
porta efficienze
e insegna.
dell’articolazione con i cilindri di sterzo alti
e con camera al posteriore per
massimizzare la stabilità in movimento.
Cambiano, e profondamente, la gestione
elettronica di questi componenti,
la sensoristica installata a bordo,
l'architettura idraulica, la cinematica dei
bracci, l'interfaccia in cabina e l'ecosistema
digitale di produttività. La L150K eredita
quindi la robustezza meccanica collaudata
della H, ma la inserisce in una piattaforma
riprogettata e predisposta per evolvere nel
tempo con aggiornamenti e nuove funzioni.
SICUREZZA
INNANZITUTTO
A sinistra,
la nuova
piattaforma
anteriore, posta
alla base del
parabrezza.
Questo nuovo
supporto
permette
all’operatore
di pulire
in sicurezza
il parabrezza.
Più a sinistra
i nuovi gradini
posizionati per
accedere
in sicurezza alla
suddetta
piattaforma.
AL
top
della
categoria
Nuovo brand in stile automotive
BARICENTRO BASSO, COME DA TRADIZIONE L’interasse
è di 3.550 mm, appena superiore alla media di categoria
per dare massima stabilità a fronte di un angolo di sterzo
massimo di 37°. Caratteristica Volvo è l’assale posteriore
incernierato al telaio in modo assiale, ossia senza una culla
intermedia. Questa soluzione permette di avere un baricentro
della macchina più basso. L’inclinazione dell’assale
posteriore è di più o meno 15°, mentre la luce a terra
è di 480 mm. La cinematica TP (torque parallel) del braccio
offre una altezza al perno benna ai vertici della categoria
e un incernieramento ai duomi del telaio «bassi» anteriore
che favoriscono la visibilità. Un progetto che ha fatto scuola.
Cilindri di sterzo alti e per una maggiore stabilità
WALKAROUND
Le Serie K si riconoscono
da lontano per la cabina
grigia opaca con il grande
Ironmark all’anteriore
e le scritte wordmark
su porte e cofano
motore.
CARICO
DI RIBALTAMENTO
È favorito dai punti
di incernieramento dei
telai tra loro distanti
e dai cilindri di sterzo
posizionati il più alto
possibile (vedi
dettaglio a sinistra).
ostruzioni
1.000 KG
DI ZAVORRA
AGGIUNTIVA
A sbalzo dell’asse
posteriore, fissata
ai longheroni del
telaio, è possibile
montare una
zavorra per
abbassare
il baricentro
e movimentare
carichi maggiori.
STRETTI O LARGHI?
L’attenzione costruttiva
è massima. Qui a sinistra,
ad esempio, il meccanismo
che permette di estendere
verso l’esterno i paraspruzzi
posteriori che sono solidali
al telaio. I parafanghi sono
uniti al cofano apribile.
Costruzioni marzo 2026 [45]
Volvo L150
Lo stesso motore 6 cilindri
Stage V da 12,8 litri della
L150H, ma con una mappa
nuova e modalità Smart
Control che adegua il regime
motore in base al lavoro
effettivo della pala
WALKAROUND
DOC+DPF+SCR+ASC ll sistema
di post trattamento Volvo è completo
di Ammonia Slip Catalyst finale
e la gestione dell’Urea è affidata
all’ultra collaudato Denoxtronic
di Bosch, a nostro parere uno dei più
affidabili in applicazioni macchine
movimento terra.
Coppia
esagerata
CONSUMA 4% MENO Il sei cilindri Volvo turbo
da 12,8 litri di cilindrata non ha bisogno
di presentazioni. Sulla L150 Stage V è nella
versione construction con coppa dell’olio
irrigidita da nervature e sagomata per
copiare l’asse posteriore ed estendersi verso
il basso per pescare olio alle inclinazioni più
forti. La taratura della Serie K è a 223 kW
netti di potenza massima a 1.600 giri/min,
ben 1.996 Nm di coppia a soli 1.000 giri/min
ed è pienamente compatibile con HVO.
La grande novità è la gestione elettronica
ulteriormente a trasmissione e idraulica
grazie alla modalità Smart Control
che gestisce anche il regime motore dalla
seconda alla quarta marcia.
VANO MOTORE
INCAPSULATO
Reparto cooling
e motore sono
separati da una
paratia. Aprendo
le griglia laterali
si accede ai punti
predisposti
per estinguere
eventuali
fiamme.
Turbo VGT con attuatore
elettromeccanico
per massimizzare
la coppia ai bassi
Alternatore da 130A - 62% più capace
Coppa olio dedicata al construction - scarico olio remoto
Scarico su telaio removibile
COMPRESSORE
PER LO STAGE V
Il sistema di post
trattamento
Stage V sviluppato
da Volvo per le pale
gommate ha un
compressore dedicato che
preleva l’aria in aspirazione già
filtrata (foto a sinistra) e la
utilizza per atomizzare l’urea a
valle della girante calda della
turbina per favorire la catalisi
selettiva. In alto, dietro la scala
d’accesso alla cabina, il filtro
del compressore.
Ventola aspirante, anche reversibile
Condensatore clima
Olio idraulico
VENTOLA
IDROSTATICA
A richiesta sono
disponibili sia
l’inversione della
ventola
termosensibile
per pulire
i radiatori
(manuale o timer
programmabile),
sia elementi
radianti per
raffreddare
l’olio di entrambi
gli assali.
E-egr con scambiatore di calore molto efficiente
Filtri con eco cartuccia raggruppati sul lato destro
Vaso espansione alto - affidabilità
MAGGIORE EFFICIENZA Il usso d'aria
è aspirato dal retro (non dai lati)
ed espulso lateralmente e verso
l'alto, per un efficiente ingresso
laminare dell'aria sui radiatori e
quello vorticoso tipico dei ventilatori
soffianti. L’apertura a libro di
scambiatore olio e condensatore
clima agevola la pulizia, ma si può
anche avere la ventola reversibile.
Intercooler aria-aria
Refrigerante
WALKAROUND di
ostruzioni
Volvo L150
Nuovo lock-up diretto
La trasmissione con convertitore di coppia e sistema OptiShift HTL223 gestisce
in modo migliore il lock-up che entra in funzione più rapidamente e a regimi inferiori.
L’azionamento è molto più dolce e l’efficienza ancora superiore
NUOVA DORSALE ELETTRONICA
Le Serie K inaugurano una
la nuova elettronica centralizzata
CEA2+. Hardware e software
nuovi ridisegnano il modo in cui
i componenti della macchina
comunicano tra loro e con
l'esterno. Tutte le centraline
lavorano ora in sincrono per
gestire motore, trasmissione,
idraulica, interfaccia operatore
e telematica. Ogni pala Serie K
esce di fabbrica già connessa
e predisposta per l'attivazione
di servizi digitali grazie all’unità
telematica standard TGW3,
la nuova generazione
del modulo CareTrack, rispetto
a cui incrementa tra l’altro
la velocità di connessione.
Ora la P1 ha la portata della L220H
PIÙ FLUIDITÀ ED EFFICIENZA La trasmissione
automatica Volvo HTL223 (4 marce avanti,
4 marce retromarcia) con convertitore di
coppia e sistema OptiShift HTL223 si evolve.
La novità introdotta dalla Serie K riguarda
la calibrazione e i regimi di intervento del lockup:
sulle L150K e L180K il lock-up diretto
entra in funzione più rapidamente e a regimi
inferiori rispetto alla Serie H precedente, con
un impatto diretto sull'efficienza nei cicli brevi
e nella fase di accelerazione. Il sistema
brevettato Reverse By Braking, che aziona
i freni dimensionati allo scopo al momento
del cambio di direzione invece di sollecitare
il convertitore di coppia, viene aggiornato alla
sua ultima release sulla Serie K.
Il differenziale anteriore bloccabile al 100%
di serie, con comando a pedale, che
garantisce la massima trazione in condizioni
di aderenza ridotta.
SMART CONTROL
Il sistema lanciato sulle
serie K integra
la gestione elettronica
intelligente di motore,
trasmissione
e idraulica. Gestisce
automaticamente marce,
regime motore e portata
idraulica per garantire
cambi morbidi, trazione
ottimale e consumi ridotti.
+28% DI PORTATA IDRAULICA
PER BRACCI E BENNA L’impianto
idraulico è formato da due
pompe LS a portata variabile.
La P1 dedicata a bracci
e benna passa da 180 l/min
a 252 l/min (come la L220H),
mentre la P2 da 202 l/min
è prioritaria sullo sterzo e
freni, in raddoppio sui bracci:
sono calettate sulla parte
frontale della trasmissione.
La P3 per ventola di
raffreddamento e impianto
frenante. Il distributore
è a centro chiuso con spole
compensate a controllo
elettroproporzionale.
I comandi in cabina sono
totalmente elettrici.
Il serbatoio olio alto scongiura
cavitazioni alle pompe
Sensore temp. assali Assale anteriore AWB40B (AWB40C al posteriore) Posteriore a incernieramento assiale
Supporti elastici trasmissione telaio Coppa trasmissione Trasmissione HTL223
[48] marzo 2026 Costruzioni
Costruzioni marzo 2026 [49]
WALKAROUND di
ostruzioni
Volvo L150
COLLISION MITIGATION SYSTEM È il sistema di frenatura automatica che
impedisce alla macchina di avviare la retromarcia in presenza di un ostacolo
nel raggio d'azione del radar posteriore. Sulle Serie K l’algoritmo di
rilevamento è ottimizzato per annullare i falsi allarmi. Ora un’icona verde
segnala all’operatore quando viene rilevato un ostacolo e indica nella vista
della telecamera posteriore il punto in cui inizierà a frenare automaticamente.
Imbenna da sola e dà lezioni di efficienza
RIVOLUZIONE L'Integrated Co-Pilot
non è un semplice monitor
da 12 pollici ma di una nuova
interfaccia per la gestione
di tutte le funzioni della
macchina. È il cambiamento
più grande percepito dagli
operatori sulle Serie K. La prima
parte che vi presentiamo è
quella dedicata al portfolio
Load Assist composto
da sistema pesatura di bordo
OBW e Task Mode, Operator
Coaching Start e Advanced,
monitoraggio pressione
pneumatici e Productivity
Services con Site Solutions.
Sistema Smart View 360° disponibile
Guarda il video
ufficiale dedicato
all’Operator Coaching
@GlobalVolvoCE
OPERATOR COACHING
Questo strumento insegna a meglio
utilizzare le pale Volvo. Collaudato su
migliaia di Serie H, sulla L150K è di serie
in versione Start, implementabile
ad Advanced. Lo Start analizza la guida
dell’operastore e rileva le inefficienze più
comuni (regime motore non ottimale,
sterzate ad angoli troppo acuti, frenate
brusche) e le comunica tramite report
di autovalutazione. Il livello Advanced
estende l'analisi a parametri di produttività
come i cicli per ora, peso medio per ciclo,
tempo di attesa al mezzo ricevente,
percentuale di utilizzo dell'Auto Bucket Fill.
AL
top
della
categoria
AUTO BUCKET FILL In termini di automazione, questa è la novità
più signicativa dalla Serie K. Quando si attiva l’ABF, la macchina
automatizza l'acceleratore, il sollevamento e l'inclinazione della
benna no al suo riempimento ottimale, liberando l'operatore dalla
necessità di coordinare manualmente questi tre parametri durante
la penetrazione nel cumulo. L'operatore mantiene il controllo del
posizionamento e della direzione, e può effettuare piccole correzioni
in qualsiasi momento. Non è un pilota automatico, ma un assistente
che esegue la parte più ripetitiva e sicamente impegnativa del ciclo.
Il sistema permette di regolare su due intensità la reattività di leve
di comando, acceleratore e velocità del movimento braccio e benna.
TIRE PRESSURE MONITORING SYSTEM
Il TPMS monitora in continuo la pressione
degli pneumatici e segnala in cabina
qualsiasi anomalia. Il sistema è opzionale.
Dato che gli pneumatici sono uno dei costi di
esercizio più rilevanti su una pala gommata,
possiamo dire che contribuisce a ridurre
TCO, consumo carburante e fermi macchina.
ON-BOARD WEIGHING
L’hardware del sistema di pesatura
a bordo è di serie.Tramite sensori
di pressione sull'impianto idraulico
dei bracci, la macchina calcola
in tempo reale il peso del materiale
caricato nella benna durante
il sollevamento. L'operatore
visualizza il peso sul Co-Pilot e può
monitorare il progressivo
riempimento del mezzo ricevente
e lo storico di lavorazione.
WORK MODE E LOAD TICKET
Si configurano i parametri operativi
per una determinata applicazione
e la L150 imposta automaticamente
lock-up, sospensione bracci in funzione
del lavoro. Load Ticket digitalizza
il processo di registrazione dei carichi:
ogni ciclo completato viene registrato
automaticamente con peso, ora
e operatore, generando una
documentazione integrabile ai sistemi
gestionali di cave e cantieri.
Sospensione bracci BSS
AL
top
della
categoria
[50] marzo 2026 Costruzioni
Volvo L150
SU 4 LIVELLI È possibile
regolare la forza da
applicare al pedale del freno
per il disinnesto trasmissione.
COPPIA ALLE RUOTE
L’operatore può aumentare o
ridurre la coppia trasmessa
alle ruote in base al terreno.
TIRA LE ORECCHIE Sopra la
schermata dell’Operator
Coaching Start. Qui il
punteggio è 83/100, non top.
MONITORA I FRENI
L’Operator Coaching
permette agli operatori di
capire gli errori e correggersi.
UN UNICO
CERVELLO
Sulle Serie H
i dati vitali della
pala non erano
integrati alle
funzionalità
gestibili dal
monitor Co-Pilot.
Ora la gestione
è un tutt'uno
ANALOGICO ADDIO Oltre al volante debutta
il Cluster Display da 8 pollici, un quadro
strumenti con menu che fornisce in modo
chiaro i dati essenziali del veicolo: velocità,
regime motore, consumo istantaneo,
modalità trasmissione attiva, temperature
d’esercizio e diagnostica di base.
Integrated Co-Pilot
SEMPRE CONNESSA Per gli operatori che
salgono sulla nuova L150, il Co-Pilot da 12
pollici con Work Modes e l'Auto Bucket Fill
parametrabile per tipo di materiale
rappresentano la novità più rilevante.
Dal nostro punto di vista tutte queste
tecnologie permettono di lavorare in modo
efficiente anche ad operatori meno esperti e
questo, al giorno d’oggi, è un valore aggiunto.
L’interfaccia tra operatore e nuova elettronica
e permette di impostare le funzioni operative,
le impostazioni di lavoro, il monitoraggio
delle scadenze service, al controllo del
climatizzatore, la connessione smartphone
di media e vivavoce, la radio e sono presenti
anche le previsioni meteo.
MODALITÀ LAVORO Tra le
modalità ci sono ‘marcia’,
ciclo breve, carico e
trasporto, livellamento...
CARICO E TRASPORTO
Attivando una modalità si
richiamano le impostazioni
memorizzate dall’operatore.
DETTAGLIO La pagina delle
singole modalità riassume
le impostazioni attive e non:
nessun dubbio, si lavora.
PESA A BORDO Permette
di non sovraccaricare
i truck. I Load Ticket sono
leggibili da diversi gestionali.
HOME A PIACERE
L’operatore sceglie quali
widget vedere nella
schermata principale.
IMPOSTAZIONI I menu
sono paralleli ma al piede ci
sono scorciatoie fisse, in
alto sono personalizzabili.
GENERALE Si parte da
questa pagina per
impostare trasmissione,
braccio, Smart Control....
VEDI TUTTO In un colpo
d’occhio si vedono stato,
livelli e pressioni dei
parametri vitali della pala.
AIUTO Il sistema include
una guida alle differenti
funzionalità e indica come
attivarle e disattivarle.
INSEGNA Lo sapevate che
la sospensione dei bracci
riduce l’usura? La L150
ve lo spiega in due parole
METEO La macchina è
sempre connessa. Tramite
Volvo Connect si attivano
servizi e abbonamenti.
VIVAVOCE E AUDIO
La connessione smartphone
è bluetooth: chiamate, SMS,
contatti, musica, podcast...
[52] marzo 2026 Costruzioni
Costruzioni marzo 2026 [53]
CABINA PRESSURIZZATA L’impianto
di aerazione e climatizzazione della
L150K ha una classe di efficienza F8
che trattiene il 90-95% di particelle fino
a 4 micron. Con l’opzione “filtro polveri
fini” si arriva alla classe H13 che
trattiene 99,95% delle particelle.
La salute dell’operatore è preservata
anche negli ambienti più difficili.
Cover tetto termicamente isolante
Volvo L150
Specchi bipartiti convessi
Comfort
proverbiale
SOLO
69 dB(A)
A BORDO
EVOLUZIONE, NON RIVOLUZIONE Chi conosce le pale
Volvo si sente a casa e lavora subito ad occhi chiusi.
La struttura sica della cabina mantiene la stessa
impostazione ergonomica della Serie H: larghezza
interna generosa, colonna sterzo telescopica
e inclinabile, sedile pneumatico ISRI, supporto
braccio regolabile in altezza, profondità, inclinazione
e lateralmente, cintura di sicurezza con
pretensionatore. Lo sterzo joystick è disponibile
come opzione Comfort Drive Control. La pressione
acustica interna e la visibilità rimangono un riferimento
per la categoria. Sistema Smart View 360° disponibile.
VISIBILITÀ TOTALE
L’allestimento Italia prevede i fari
per la circolazione più sei fari di
lavoro a Led. Sopo poi disponibili
tre ulteriori pacchetti di soluzioni
Led (Feature, Power, Intense)
che permettono di illuminare
a giorno l’area di lavoro.
All’anteriore si possono
avere una o due
telecamere scegliendo
soluzioni Smart View.
SALI E SCENDI Per gli operatori l’infortunio sul
lavoro più ricorrente avviene salendo o scendendo
dalla macchina. Gli accessi Volvo sono fatti a regola
d’arte: si sale a occhi chiusi. Anche per pulire i vetri.
Nuova consolle destra
Scale ben inclinate
Sterzo Comfort Drive Control disponibile (volante con priorità)
Sedile raffreddato e riscaldato
Fondo piano, pulizia veloce
Comando joystick disponibile
Cabina ribaltabile
Quadro con avviamento d’emergenza
NESSUN TAGLIO DEI COSTI
Analizzando le nuove pale Serie K
abbiamo trovato solo migliorie
e nessun passo indietro sulla qualità.
Sembra ovvio, ma di questi tempi non
è detto che sia sempre così. Bravi.
Costruzioni marzo 2026 [55]
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Annunci al 100% Movimento Terra I Costruzione
Volvo L150
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i vostri veicoli pesanti usati!
Service proattivo
TCO SOTTO CONTROLLO Per allungare gli
intervalli di fermo macchina, Volvo offre
come standard il nuovo ambiente
connesso per monitorare lo stato della
macchina da remoto con il sistema
telematico CareTrack che permette di
pianicare le manutenzioni. C’è poi Il Volvo
ActiveCare, un programma di assistenza
proattiva che permette di massimizzare
l'efficienza operativa delle macchine,
tramite una manutenzione predittiva e una
gestione intelligente dei dati.
INTERVALLI DI MANUTENZIONE
• CAMBIO OLIO MOTORE 500 ORE
• FILTRO OLIO MOTORE 500 ORE
• CAMBIO OLIO IDRAULICO 4.000 ORE
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Capacità benna std
Carico rib. max articolaz.
Peso
Potenza max netta
Motore Volvo
Cilindrata
Cilindri
Alesaggio x corsa
Regime di taratura
Velocità del pistone
Valvole per cilindro
Distribuzione
Iniezione
Fasi d'iniezione
Ricircolo gas di scarico
Trattamento allo scarico
Alimentazione aria
Pompe
Portata massima
Pompa
Distributore a cassetti
Pressione
Trasmissione
Marce
Velocità massima
Differenziali
Freni
Pneumatici
Passo
Carreggiata
Articolazione
R. sterzo alla benna
Cinematismo benna
Max alt. perno std. (lungo)
Forza di strappo max
Larghezza benna
Lunghezza max
Altezza trasporto
Batteria
Alternatore
Serbatoio gasolio (urea)
Serbatoio idraulico
4,4
17.830
25.490
223
D13J Stage V
12,8
6
131 x 158
1300
6,85
4
camme in testa
CR piezo
multi
electr ext
Doc, Dpf, Scr, Asc
turbo VG after
2 x var
252+202+83
LS
c c pr comp elettr
29/31/25
P.Shift (OptiShift)
4 + 4
38
front 100%
4 disc oil
26.5x25
3.550
2.280
37
6.790
TPL Parall
4.460 (5.020)
20.100
3.200
8.660 (benna 4,4 m 3 )
3.580
2 x 170
130
366 (31)
156
m 3
kg
kg
kW
litri
mm
giri/min
m/s
l/min
MPa
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mm
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RIGENERAZIONE D’EFFICIENZA
L’impresa Piacentini è stata
chiamata per mettere la ciliegina
sulla torta ad una importante
ristrutturazione a pochi metri
dal Lago di Garda: una piscina.
testi e foto di Matthieu Colombo
A Sirmione per vedere al lavoro lo Yanmar
SV100-7 2PB dell’impresa Piacentini
impegnato nello scavo di una piscina
Oggi gli escavatori Yanmar sono rossi, ma per chi li usa
da anni il loro dna resta giallo. È così per l'impresa
Piacentini che ha una flotta di Yanmar tra cui un
SV100 2PB della serie precedente. Si tratta di un dettaglio
non da poco che dal nostro punto di vista da molto valore
alla testimonianza del team Piacentini in merito alle qualità
del nuovo Serie 7. Come dicevamo, abbiamo seguito il
nuovo SV100-7 2PB giallo impegnato in un cantiere angusto
per lo scavo di una piscina.
Un'opera quest’ultima che era l'ultimo tassello di una ristrutturazione
ambiziosa: un edificio riportato a nuova vita,
frazionato in più unità abitative e portato a classi di efficientamento
energetico superiori. Il tipo di cantiere urbano, limitato
tra la costruzione rigenerata e la sede stradale, ha
messo in evidenza ai nostri occhi in cui il braccio triplice dà
il meglio di sé.
Piacentini sinonimo di qualità
Con un nome che evoca la pianura padana più profonda, l'impresa
Piacentini ha sede a Castiglione delle Stiviere, nel mantovano.
È un'azienda a conduzione familiare nel senso più
pieno del termine. Al timone c'è Claudio Piacentini, fondatore
e anima dell'impresa, affiancato dalla moglie Monica
Bignotti che segue l’amministrazione e il figlio Manuele che
si occupa dei preventivi. In cantiere affiancano l’esperienza
di Claudio i figli Manuele e Stefano — ed è sicuramente lui il
più entusiasta dello Yanmar — insieme all'unico dipendente
esterno, Nicola Stefani, anch’esso appassionato di mec-
[58] marzo 2026 Costruzioni
Costruzioni marzo 2026 [59]
Midiescavatori
canica ed escavatori. Un team piccolo ma coeso, noto sul
territorio per la qualità dei lavori eseguiti. Non a caso si permettono
di montare sull'SV100-7 benne normalmente destinate
a macchine di categoria superiore, sfruttando al massimo
la forza di strappo di 6.840 daN che la nuova idraulica
mette a disposizione. Claudio e Stefano sono lapidari nel giudizio
sul nuovo modello: «Il nuovo 100 è stabile, veloce, più
fluido nei movimento combinati e offre una visibilità sul lato
destro della macchina nettamente migliore. Il rapporto tra
prestazioni e ingombri è ulteriormente migliorato.» In merito
alla stabilità vi ricordiamo che questo modello è dotato del
caratteristico sottocarro Victas con cingoli asimmetrici, che
aumenta la carreggiata d'appoggio dell'8% rispetto a una configurazione
tradizionale equivalente.
Vent'anni di fiducia
L'impresa Piacentini acquista Yanmar da oltre vent'anni. In
tutto questo tempo il riferimento è sempre stato Claudio Raza
della concessionaria Commercial System di Montichiari (BS).
Con lui i Piacentini hanno costruito nel tempo un rapporto di
fiducia e stima reciproca, che va ben oltre la semplice transazione
commerciale. Alla base della lunga collaborazione
c'è certamente l'affidabilità del prodotto giapponese — collaudata
in anni di cantieri — ma anche e soprattutto la qualità
dell'assistenza garantita dal concessionario e la capacità
di supportare il cliente con soluzioni tecniche su misura
e formule di noleggio quando necessario. Un modello di relazione
che nel settore delle macchine movimento terra è
certamente il migliore, ma di fatto merce sempre più rara.
Serie sette, idraulica tutta nuova
L'SV100-7 è un modello completamente nuovo, non una semplice
revisione del precedente. Il punto di rottura più evidente
è l'idraulica ViPPS2i brevettata da Yanmar, già vista sul
ViO82 ma qui valorizzata dall'alta curva di coppia del motore
turbo Stage V. Il cuore del sistema sono due pompe a pistoni
assiali Kawasaki K7V in serie, ciascuna da 137,8 litri/min
di portata, 275 bar di pressione massima, cui si aggiunge una
terza pompa dedicata ai pilotaggi. L'elettronica legge in tempo
reale l'angolo dei piatti di entrambe le pompe e adatta il regime
del motore alla richiesta dell'operatore. Nelle modalità
Eco, Standard e Power cambia l'inclinazione massima dei
piatti — non solo i giri. Il distributore è un KYB a centro chiuso
con logica LS flow sharing, montato lateralmente in posi-
[60] marzo 2026 Costruzioni
Midiescavatori
Manuele
Piacentini
socio
impresa Piacentini
Claudio
Piacentini
fondatore
impresa Piacentini
zione solidale al serbatoio dell'olio idraulico. Questo nuovo
layout abbassa il baricentro della macchina e riduce l'altezza
di trasporto di 170 mm rispetto al modello precedente —
130 mm effettivi con la griglia OPG Level II di serie. Il risultato
pratico è una gestione ottimale dei movimenti simultanei,
una fluidità e una reattività che si percepiscono immediatamente.
I consumi scendono del 13% rispetto alla generazione
precedente.
Triplice snello con cilindro alto
La configurazione 2PB è la caratteristica che distingue l'esemplare
Piacentini. Con il braccio triplice l'SV100-7 arriva a pesare
10.335 kg ed è l'unico della categoria con il cilindro del
posizionatore posizionato nella parte superiore del primo elemento,
anziché con i due cilindri laterali (soluzione più diffu-
[62] marzo 2026 Costruzioni
Monica
Bignotti
amministrazione
impresa Piacentini
Nicola
Stefani
operatore impresa
Piacentini
Claudio
Raza
socio
Commercial
System
Stefano
Piacentini
socio
impresa Piacentini
sa che noi di Costruzioni definiamo «alla tedesca»). Si tratta
di una cinematica più pulita, visivamente più snella, che
conserva al braccio triplice una visibilità verso lo scavo profondo
e il cantiere paragonabile a quella di un braccio monolitico.
Con il 2PB, la macchina mantiene la larghezza massima
di 2.320 mm del modello precedente e ruota su se
stessa in un cono di rotazione di soli 3.445 mm — cifra che
farebbe arrossire più di un miniescavatore. Il raggio di rotazione
frontale minimo è di 1.890 mm, il filomuro è garantito
su entrambi i lati.
La vesrtione 2PB dell’SV100-7 monta di serie una zavorra
supplementare da 400 kg (removibile), che incrementa lo
sbalzo posteriore torretta di 105 mm. Le valvole anticaduta
sono di serie in Italia sui cilindri di sollevamento, posizionatore
e avambraccio. I Piacentinio hanno poi scelto la l’allestimento
Advanced con tre linee idrauliche ausiliarie.
Sotto al cofano gira il vigoroso quattro cilindri 4TNV98CT-
VBV2 di Yanmar, tarato per rispettare lo Stage V senza necessità
di sistema Scr e urea.
Abitabilità superiore
La cabina è prima di tutto più ampia. Aumenta infatti lo spazio
per le gambe, soprattutto sulla sinistra. Certificata certificazione
Rops/Fops/Tops I, la nuova cabina è ovviamente
pressurizzata e dotata di serie di climatizzatore automatico,
parabrezza apribile a pacchetto con la porzione inferiore e
sedile Grammer con sospensione pneumatica. Le consolle
sono sospese con il sedile e solidali a slitte indipendenti.
Il livello di rumore interno è da escavatore da 20 t: 71 dB(A).
Nuovo anche il monitor a colori da 7 pollici che si naviga
tramite selettore rotativo e sei tasti fissi. Da schermo si regolano
le portate delle linee ausiliarie, si memorizzano fino a
cinque configurazioni di attrezzatura e si visualizzano le immagini
delle due telecamere di serie (posteriore e destra) a
cui si può aggiungere l’opzionale birdview 270°.
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Macchine&Componenti
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TOTALE
testi di Matthieu Colombo
L’EREDE
DELL’ECR88D
Sostituire l’88
non è semplice.
Per farlo Volvo
è ripartita
da foglio bianco.
A ConExpo 2026 Volvo CE affina la sua gamma
rinnovata al 40% in tre anni, con modelli che fanno
il 70% del venduto. C’è anche un HR solo per gli USA
La punta di diamante annunciata della gamma di ADT
Volvo di nuova generazione dumper A60 6x6.
Progettato per i grandi sbancamenti, cave e supporto
alla realizzazione di maxi infrastrutture, il più grande degli articolati
Volvo introduce un powertrain aggiornato, un sistema
idraulico ottimizzato e una gestione elettronica avanzata
di trazione e sterzo che si traduce in maggiore
produttività e consumi ridotti rispetto alla generazione precedente.
La nuova generazione introduce un sistema idraulico
ottimizzato e una gestione elettronica avanzata della
trazione e dello sterzo, che si traduce in maggiore produttività
e minori consumi rispetto alla generazione precedente.
In particolare, come visto sui modelli presentati a gennaio
2025, la cabina è stata completamente riprogettata
secondo la filosofia "operator-first" di Volvo CE: posto
guida ergonomico con sospensione pneumatica, nuova
interfaccia uomo-macchina (HMI) con display ad alta risoluzione,
controlli joystick intuitivi e visibilità panoramica
migliorata. I livelli di rumorosità e vibrazione sono
stati ridotti grazie a nuovi supporti antivibrazione e all'isolamento
acustico rinforzato.
L'A60 integra di serie la telematica CareTrack e supporta
il sistema ActiveCare® Direct per il monitoraggio avanzato
della flotta in tempo reale. Grazie alla piattaforma
di connettività di nuova generazione, il dumper è pronto
per l'integrazione con i futuri servizi digitali di Volvo
CE, inclusi Load Ticket e Connected Map per la gestione
intelligente dei carichi e dei percorsi di cantiere.
ECR90 made in Corea
Volvo CE ha lanciato tre nuovi escavatori compatti: l’atteso
ECR90 short-radius che sostituisce l’ECR88D, l’EC65 cingolato
da 6,5 t ed l’EW65 gommato che è soprattutto dedicato
al mercato coreano in sostituzione dell’EW60E. Un dato
industriale rilevante: ECR90 ed EC65 sono ora prodotti in
Corea del Sud, nell'ambito della razionalizzazione del foot-
[64] marzo 2026 Costruzioni
Costruzioni marzo 2026 [65]
anteprima
MMT
49 M D’ALTEZZA
AL PERNO
A destra una delle
prime immagini
diffuse del nuovo
EC950 HR da oltre
180 t di peso
in configurazione top.
L’EC950 HR per gli USA
La grande novità riservata per ora al solo mercato nordamericano
è l'EC950 High Reach. Con un peso operativo
superiore a 181.000 kg e un'altezza di lavoro massima
di 49 metri con attrezzo da 3.400 kg, l'EC950 punta
al vertice del mercato mondiale degli escavatori da demolizione.
Per facilitare il trasporto si hanno la zavorra
idraulica smontabile (17.280 kg), i cingoli laterali staccabili,
le sezioni dei differenti bracci modulari con perni
a spinatura idraulica. Sul fronte sicurezza sono presenti
l’indicatore di momento in tempo reale (TMI), le telecamere
Smart View con rilevamento ostacoli e la cabina
inclinabile fino a 30° e con vetri in policarbonato P5A.
TRADIZIONALE O GOMMATO
L’EC65 è un midi a torretta tradizionale, non
short radius che si presta a lavorare con
attrezzature idrauliche pesanti. La versione
gommata si chiama EW65.
print manifatturiero globale per i compatti. Il 9-tonnellate
ECR90 guadagna rispetto al predecessore il 28% di potenza
motore, il 13% di forza di scavo della benna, l'11% di forza del
braccio e una cabina del 30% più grande. L'EC65 da 7 tonnellate
porta il 4% di potenza in più e un flusso idraulico ausiliario
raddoppiato (+100%), che amplia notevolmente la
compatibilità con attrezzature speciali.
Entrambi i modelli sono predisposti per il tiltrotator allestibile
dalla rete ufficiale. La nuova cabina condivisa dai tre modelli
include display touchscreen HD, preset attrezzi, telecamere
posteriori e laterali e connettività Bluetooth®. Gli intervalli
di servizio estesi (8.000 ore per la pulizia DPF, 1.500 ore per
i filtri idraulici) e l'accesso a livello del suolo ai
punti di manutenzione riducono fermi macchina
e costi di gestione.
EC560 ed EC255
L'EC560, fa il suo debutto assoluto a
Conexpo 2026 e non sono ancora disponibili
foto. L’EC560 rappresenta uno dei debutti
più rilevanti di Conexpo 2026 per Volvo CE.
Si tratta di un escavatore cingolato da 56 tonnellate
completamente nuovo, progettato per
operare nei contesti più gravosi come cantieri infrastrutturali,
cave, settore degli aggregati ed edilizia su larga
scala. Il modello è stato presentato a Las Vegas in anteprima
mondiale, in vista della sua commercializzazione prevista
per l’inizio del 2027. Il progetto si inserisce nella nuova generazione
di macchine Volvo CE e integra una cabina
completamente riprogettata, dotata di interfaccia HMI di
ultima generazione, con una struttura progettata per garantire
resistenza e prestazioni elevate nello scavo di massa e
nella movimentazione dei materiali. L’EC560 si propone come
riferimento nella propria classe grazie a una benna da 4,6 m³,
la più grande nella categoria, a una forza di scavo superiore
del 3% rispetto ai concorrenti, a una coppia di rotazione in-
crementata del 10%, a un contrappeso maggiorato che migliora
la stabilità e a un sistema elettroidraulico ottimizzato
che consente tempi di ciclo tra i migliori sul mercato. Le specifiche
tecniche complete verranno rese note in prossimità
del lancio commerciale che potrebbe avvenire a inizio 2027.
A Conexpo 2026 Volvo presenta poi il successore
dell’ECR235E, ossia il nuovo ECR255 con carro largo 2.990
mm ai cingoli. Progettato per offrire grandi prestazioni in
PRESTAZIONI COMPATTE L’erede
dell’ECR235E fa un salto tecnologico
in avanti. Si chiama ECR255
e con lama e triplice peserà circa 25 t.
spazi ristretti tipici dei lavori infrastrutturali,
il nuovo ECR255 introduce miglioramenti
concreti sia in termini di
produttività sia di consumi. La capacità
di sollevamento cresce fino al
7%, mentre il consumo di carburante
si riduce fino al 10%,
grazie a un sistema elettroidraulico
di nuova generazione e a una
gestione ottimizzata del regime motore che
consente di ottenere più coppia a regimi inferiori.
Dal punto di vista applicativo, il nuovo ECR255 si conferma
una macchina estremamente versatile, adatta a lavori complessi
in contesti con spazio limitato, dove la riduzione del
raggio di rotazione consente di operare in sicurezza senza
compromettere le prestazioni. L’integrazione di sistemi come
il controllo automatico dei movimenti e le modalità di lavoro
configurabili contribuisce inoltre a rendere più rapidi e precisi
gli interventi di scavo e movimentazione.
[66] marzo 2026 Costruzioni
Costruzioni marzo 2026 [67]
anteprima
Macchine&Componenti
Motori
testi di Matthieu Colombo
Più range e più
VERSATILITÀ
A ConExpo John Deere annuncia l’arrivo di due
nuovi mid-range per ampliare le opzioni di potenza
VERSIONE IHR
DEL JD9X
A sinistra,
la piattaforma
diesel da 9 litri
progettata
per architetture
ibride in serie
o in parallelo
con EVT
integrato.
Al Conexpo di Las Vegas John Deere Power Systems
coglie l'occasione per presentare una nuova fase evolutiva
nella propria strategia di motorizzazione industriale.
Il costruttore americano, con un importante stabilimento
produttivo nel nord-ovest della Francia, a Saran (Loiret),
attivo dagli anni Sessanta, ha scelto la fiera nordamericana
più importante del settore delle costruzioni per lanciare due
nuovi motori diesel che vanno a rafforzare l'offerta mid-range
della famiglia Next Generation Engine (NGE) ed esporre
la versione del 6 cilindri da 9 litri dedicato a soluzioni con powertrain
ibrido.
Waiting JD5 and JD8
La famiglia Next Generation Engine di John Deere era già articolata
su una serie di cilindrate, dal compatto JD4 fino ai
grandi JD14 e JD18. Tuttavia il segmento intermedio, quello
STAGE V
COMPATTO
Questo sei
cilindri 9 litri
John Deere
è disponibile
in tarature fino
a 343 kW
e 1883 Nm.
Un livello di
potenza elevato
se si pensa alle
sue dimensioni.
Scheda tecnica motore JD9X IHR
Numero di cilindri 6
Cilindrata
9 l
Tipo di motore - In linea, 4 tempi
Aspirazione - Con turbocompressore,
postraffreddatore aria-aria
Turbo
Serie
Opzioni sistema di post-trattamento -
Catalizzatore di ossidazione/filtro antiparticolato/SCR
Certificazioni delle emissioni EPA Final Tier 4/Stage V UE
Potenza nominale minima
280 kW
Potenza nominale massima
343 kW
Regime nominale
2000 giri/min
Coppia di picco
1883 Nm
Lunghezza
1315 mm
Larghezza
763 mm
Altezza
1194 mm
Peso, a secco
1055 kg
tra i motori leggeri e le unità pesanti da construction, presentava
ancora margini di sviluppo. È proprio qui che si inseriscono
i due nuovi arrivi.
Il JD5 è un motore da circa 5 litri di cilindrata, concepito per
applicazioni che richiedono un buon equilibrio tra compattezza
e prestazioni. Grazie alle sue dimensioni contenute, si
presta a una flessibilità di installazione particolarmente apprezzata
in configurazioni macchina dove lo spazio disponibile
per il gruppo motore è ridotto.
Il JD8 si posiziona attorno ai 7,5 litri e si rivolge a macchine
di classe intermedia che richiedono densità di potenza elevata.
Questa unità rappresenta un ponte naturale verso il JD9
da 9 litri già in commercio, permettendo ai costruttori OEM
di coprire in modo più granulare le esigenze applicative.
Entrambi i motori sono stati sviluppati per soddisfare i requisiti
tecnici degli OEM in termini di accessibilità al motore,
punti di attacco, compatibilità con le trasmissioni e gestione
elettronica. La strategia JDPS è chiara: offrire il giusto
motore per ogni applicazione, senza costringere il costruttore
a sovradimensionare o sottodimensionare la propria
motorizzazione.
"Una Nuova Era nella Potenza riguarda il fornire la soluzione
giusta per l'applicazione giusta, e questo inizia dall'ascolto
dei nostri clienti” – ha dichiarato Julien Le Vély, Direttore
Marketing e Vendite Globale JDPS. “A Conexpo siamo orgogliosi
di mettere in mostra non solo la nostra tecnologia,
ma il successo concreto degli OEM che si affidano a John
Deere per alimentare i propri macchinari."
Il JD9 è ibrido nativo
Nelle foto vedete il JD9X IHR. Il suffisso significa Integrated
Hybrid Ready ed è la chiave di questo nuovo propulsore.
Questo non è un semplice motore diesel da 9 litri, è la variante
del JD9 progettata per integrarsi con sistemi di trasmissione
elettrica come l’EVT (Electric Variable Transmission) che
hai visto applicata sul wheel loader 824 X-Tier presentato al
ConExpo. In pratica, è il cuore della strategia ibrida di John
Deere per le macchine pesanti. La fascia 280-343 kW copre
un segmento molto denso di applicazioni: wheel loader
grandi, escavatori da 40-50 tonnellate, dumper articolati, gru
su cingoli.
Poter disporre di un motore certificato sia EPA Tier 4 Final
(mercato USA) che Stage V (Europa) nella stessa unità semplifica
enormemente la vita ai costruttori OEM che vendono
globalmente. La coppia di 1883 Nm è notevole per 9 litri
e suggerisce un’ottimizzazione specifica per applicazioni a
basso regime, coerente con l’uso ibrido dove il motore termico
lavora spesso in un range di giri contenuto.
[68] marzo 2026 Costruzioni
Costruzioni marzo 2026 [69]
Macchine&Componenti
Mercato
L’EUROPA
riprende
quota
Il mercato europeo delle macchine construction
ha chiuso il 2025 con un +4,6%. Un segnale
concreto di ripresa dopo il crollo dell'anno prima.
E in Italia la partenza del 2026 è ancora frenata
dall'incertezza sugli incentivi. È marzo. Assurdo
testi di Antonio Fargas
Proprio nel momento in cui per il settore construction
e il Paese sarebbe fondamentale
accelerare, siamo fermi.
La non conoscenza specifica del nostro settore
da parte di chi ha lavorato alla scorsa finanziaria
ha creato un dannoso clima di incertezza e
tutti sono in attesa del via libera sulla parte più “golosa”
degli incentivi.
Una premessa doverosa prima di presentarvi
il punto di vista del CECE che fotografa
il 2025 europeo come un anno di svolta.
Dopo un primo trimestre ancora debole,
la seconda metà dell'anno ha accelerato con
decisione, complice il cauto ma reale ottimismo
che si è respirato al Bauma: crescite a
doppia cifra nel terzo trimestre e consolidamento
nel quarto. “Non è un rimbalzo tecnico passeggero,
ma il segnale di una domanda che si sta ricomponendo
lungo tutta la filiera”. Queste le parole
di CECE. In particolare, le macchine stradali
hanno guidato la ripresa con performance a doppia
cifra, trainate dagli investimenti pubblici in manutenzione
e sviluppo delle infrastrutture viarie. Le macchine movimento
terra hanno chiuso sostanzialmente in pareggio:
meglio le heavy, ancora sotto pressione le compatte, che
scontano l'eccesso di offerta accumulato nel triennio del
boom 2021-2023. Il calcestruzzo ha vissuto un avvio difficile
ma ha recuperato nel quarto trimestre, mentre le gru
a torre hanno messo a segno un rimbalzo significativo
dopo il tracollo del 2024, pur restando lontane dai picchi
Il futuro secondo CECE
-Gross Domestic Product growth in %
2024 2025 2026 2027
Germany -0.5% +0.2% +1.2% +1.2%
France +1.2% +0.7% +0.9% +1.1%
UK +1.1% +1.4% +1.2% +1.4%
Spain +3.5% +2.9% +2.3% +2.0%
Italy +0.7% +0.4% +0.8% +0.8%
EU +1.1% +1.4% +1.4% +1.5%
-Gross Investment in Equipment %
2024 2025 2026 2027
Germany -0.5% +0.2% +1.2% +1.2%
France +1.2% +0.7% +0.9% +1.1%
UK +1.1% +1.4% +1.2% +1.4%
Spain +3.5% +2.9% +2.3% +2.0%
Italy +0.7% +0.4% +0.8% +0.8%
EU +1.1% +1.4% +1.4% +1.5%
del 2022. Il contesto macro resta selettivo:
la crescita dell'Eurozona si è fermata intorno
all'1,4%, il settore manifatturiero fatica, i tassi
continuano a pesare sull'edilizia residenziale.
Ma le infrastrutture e l'ingegneria civile hanno
svolto un ruolo anticiclico, con una crescita di circa il 3%,
sostenendo la domanda di macchine pesanti. È su questa
base che il CECE stima per il 2026 una crescita a una cifra
per il mercato europeo.
Aspettando il semaforo verde
Dopo gli anni eccezionali del Super -
bonus, l'Italia del 2025 ha mostrato
un ritorno a volumi più fisiologici. La
lieve flessione nel movimento terra
[70] marzo 2026 Costruzioni
Costruzioni marzo 2026 [71]
Macchine&Componenti
Mercato
e la crescita nel comparto stradale non segnalano una crisi
strutturale, ma una normalizzazione attesa e comprensibile.
Il Paese resta tra i principali mercati europei per calcestruzzo
e gru a torre, con un peso strategico che nessun
operatore del settore dovrebbe sottovalutare. Sul lato della
domanda, i driver restano concreti: il PNRR continua a
generare cantieri, le Zone Economiche Speciali nel
Mezzogiorno aprono opportunità specifiche, e gli strumenti
fiscali a supporto degli investimenti in beni innovativi —
quando lineari, trasparenti e operativi — creano spazio per
rinnovo del parco macchine e upgrade tecnologico. Il pro-
MERCATO 2025 PER PAESE
La Germania si conferma il primo
mercato europeo per unità vendute
nonostante tutto, con un volume simile
alla somma di quelli di UK e Francia.
Rispetto a questi ultimi il mercato Italia
fa grandi numeri ma con il compatto.
blema, però, è proprio lì: "quando operativi".
L'incertezza che avvolge i criteri applicativi
e i decreti attuativi degli incentivi 2026
sta già producendo danni concreti nei primi
mesi dell'anno. Imprese e operatori che
normalmente definiscono budget, ordini
e piani di rinnovo tra gennaio e marzo si trovano a rimandare
decisioni in attesa di regole che non arrivano. In un
settore ad alta intensità di capitale, ogni settimana di attesa
ha un costo reale.
La frustrazione è diffusa lungo tutta la filiera: importatori,
distributori e concessionari percepiscono chiaramente che
il comparto construction viene trattato come secondario
rispetto ad altri segmenti della meccanica; in primis quello
agricolo. Una percezione che non è solo una questione
di orgoglio, ma di rappresentanza e di efficacia delle politiche
industriali. Il rischio concreto è che l'Italia rimanga
2025 A DUE VELOCITÀ A sinistra
l’andamento trimestrale 2025
per i principali mercati in Europa.
Germania a Francia segnano la svolta
più netta nel secondo semestre con
un Q4 in forte recupero. L’Italia chiude
sostenzialmente un anno pari al 2024.
in stand-by proprio mentre l'Europa consolida
la ripresa.
Non guardare solo al volume
Che si operi nella vendita di macchine movimento
terra, nella gestione di una flotta
di piattaforme aeree, nell'autogrù o nel noleggio
a breve termine, il messaggio che viene dal mercato
è uniforme: il cliente è cambiato. È più selettivo, più attento
al costo totale di possesso (TCO), più orientato alla
produttività e alla disponibilità operativa della macchina.
La trattativa sul prezzo di listino è sempre meno centrale
rispetto alla conversazione sui costi reali nel tempo.
Tutto questo cambia le leve competitive. Il noleggio, in particolare,
ha smesso di essere una soluzione tattica per diventare
finalmente uno strumento strutturale come in altri
mercati europei: le aziende di costruzione lo utilizzano
per ottimizzare il capitale, gestire il rischio operativo e mantenere
flessibilità su commesse con orizzonti temporali incerti.
I dati europei confermano un miglioramento deciso
della fiducia nel mercato rental, con aspettative positive
a dodici mesi e ripresa delle intenzioni di investimento. Sul
[72] marzo 2026 Costruzioni
Costruzioni marzo 2026 [73]
Macchine&Componenti
Mercato
DATI CECE 2025 Tutti i dati in pagina sono frutto
dell’elaborazione che il CECE di Bruxelles esegue in base
alla raccolta dati sui diversi mercati europei delle
macchine construction (sopra le cinque categorie).
si normalizzano. Non è il ciclo post-pandemia, ma è una
base più solida e più sostenibile. Per chi opera in Italia, la
variabile critica resta quella normativa. Se le regole sugli
incentivi arrivano in tempi utili e con sufficiente chiarezza
il mercato ha i fondamentali per rispondere positivamente.
Se l'attesa si prolunga oltre la primavera, il rischio è di
perdere una finestra preziosa di domanda compressa.
La filiera ha dimostrato negli ultimi anni una capacità di
adattamento notevole. Ora chiede, giustamente, di poter
lavorare con regole certe. La sfida del 2026 non è inseguire
volumi straordinari: è costruire relazioni durature, integrare
prodotto e servizio, trasformare ogni vendita in
un progetto di lungo periodo. Chi lo farà — concessionari,
noleggiatori, operatori finanziari — sarà nella posizione migliore
quando il mercato tornerà a esprimere il suo pieno
potenziale.
fronte dell'assistenza tecnica, la capacità di garantire uptime
si è trasformata in un fattore competitivo di primo piano.
Per i gestori di cave e per le multinazionali dell'estrattivo,
un fermo macchina non è un inconveniente: è un costo
diretto misurabile. Chi offre contratti di manutenzione efficaci,
tempi di intervento certi e disponibilità di ricambi
strutturata non vende solo un servizio post-vendita: vende
continuità operativa. Ed è su questo che si costruisce la fidelizzazione
vera.
MONDI DIVERSI A sinistra, si vedono i
mercati nordici segnare una crescita più
costante e programmata, il Benelux fare
un picco nel Q3, la Turchia molto
discontinua e una Spagna che parte con
il freno per poi fare molto bene.
Succederà così in Italia nel 2026?
Soluzioni sempre più mature
In un contesto di liquidità selettiva, il ruolo degli operatori
finanziari specializzati, tra cui citiamo BNP Paribas in quanto
presente con massa critica significativa su tutta la filiera
italiana, diventa centrale non solo nel chiudere le operazioni,
ma nel costruire la struttura commerciale intorno
alla macchina. Le formule tradizionali di leasing e finanziamento
lasciano spazio a soluzioni più articolate: strutture
legate all'utilizzo effettivo, pagamenti allineati ai flus-
si di cantiere, prodotti che coprono insieme macchina e
servizi accessori. Per un concessionario o un noleggiatore,
avere un partner finanziario che ragiona in questi termini
significa poter proporre al cliente finale non una macchina
con un prezzo, ma un progetto con una rata
sostenibile e prevedibile. Questa integrazione tra prodotto,
servizio e finanza è il modello che i mercati più maturi stanno
già adottando. Non è sofisticazione fine a sé stessa: è
il modo più efficace per difendere i margini in una fase in
cui la pressione competitiva (anche da nuovi player globali)
è in aumento.
Consolidare per crescere
Il CECE è chiaro: il 2026 non sarà l'anno dei record. Sarà
l'anno del consolidamento. Una crescita a una cifra, sostenuta
da infrastrutture, transizione energetica e graduale
recupero dell'edilizia residenziale man mano che i tassi
[74] marzo 2026 Costruzioni
Costruzioni marzo 2026 [75]
Macchine&Componenti
Dumper cingolati
L’ASTUZIA
è di fondo
testi di Matthieu Colombo
GUERRINI NOLEGGIO
Stefano Guerrini
ha fornito il Morooka
MST110CR
per realizzare le note
piste e l’anello di fondo
a Livigno (SO).
La Guerrini Noleggio ha fornito un inarrestabile
Morooka MST1100CR da 11 t di portata
per movimentare la neve naturale accumulata
per realizzare le piste di fondo a Livigno
Un vero problem solver. Questo è il Morooka MST110CR,
un trasportatore cingolato da 11 tonnellate di portata
con torretta a rotazione continua di 360°, progettato
per operare dove i mezzi gommati tradizionali non riescono
ad arrivare. Distribuito in Italia da Midi Equipment di Cerea
(VR), questo dumper inarrestabile è arrivato sulle piste grazie
alla Guerrini Noleggio di Brescia, che ha una seconda
sede a Cermenate (CO). Le spettacolari foto in cui vediamo
l’MST1100CR della flotta noleggio in azione sono state scattate
a Livigno (SO) durante alle fasi di distribuzione della neve
naturale che nei mesi più caldi viene accumulata e coperta
per conservarla al meglio.
La trazione inarrestabile, la bassa pressione al suolo e la torretta
girevole hanno permesso di trasportare la neve artificiale
in condizioni che sarebbero state a dir poco proibitive
per mezzi tradizionali. La missione del Morooka MST110CR
è stata il trasferimento dei carichi di neve in una sequenza
di tragitti sali-scendi, mantenendo una pressione al suolo di
soli 59,7 kPa a pieno carico e, grazie alla torretta rotante 360°,
senza eseguire controrotazioni. Il sottocarro del Morooka è
caratterizzato da cingoli in gomma da 800 mm di larghezza
supportati da 16 coppie di rulli in fusione — otto per lato
— montati su quattro triangoli oscillanti indipendenti.
Ogni rullo ruota autonomamente, il che facilita la precisione
di sterzata e riduce l'usura degli elementi. I motori di trazione
sono posizionati all'anteriore per ottimizzare la distribuzione
dei pesi a pieno carico; al posteriore opera una ruota
folle a tensione attiva. Le prestazioni in pendenza sono significative:
a pieno carico il mezzo supera il 35-50% di inclinazione
(19-27°), mentre a vuoto arriva al 60-70% (30-35°).
La luce a terra è di 570 mm.
Ha un tiro inesauribile
Sotto al cofano dell’ MST110CR, gira il sei cilindri da sette litri
CAT C7.1 Stage V con taratura 186 kW a 2.200 giri/min e
picco di coppia di ben 1.214 Nm a 1.400 giri/min. La turbina
a geometria variabile (VGT) e la valvola parzializzatrice
allo scarico gestiscono la rigenerazione del Dpf.
Il sistema di lubrificazione è concepito per lavorare a inclinazioni
longitudinali superiori a 30°, condizione ordinaria per
questo tipo di mezzo. Il fiore all’occhiello è la trasmissione
idrostatica a circuito chiuso HST alimentata da una pompa
tandem Danfoss H1B160 a pistoni assiali e cilindrata variabile,
con doppia mandata da 115 l/min dedicata alla traslazione.
Il controllo elettronico avanzato dell’idraulica dialoga
con l'ECU del motore in modo da adattare in tempo reale la
[76] marzo 2026 Costruzioni
Costruzioni marzo 2026 [77]
Macchine&Componenti
Dumper cingolati
CONSERVARE
LA NEVE
Viste le
stagioni,
sempre più
calde, la
comunità
sportiva di
Livigno ha
scelto da
qualche anno di
accumulare la
neve naturale in
modo che
faccia massa
fredda e di
coprirla per
proteggerla dal
calore del sole.
Il Morooka
viene utilizzato
due volte l’anno
per il trasporto
della neve.
risposta alle condizioni di lavoro e prevenire l’eventuale stallo
in controrotazioni su terreni molto impegnativi.
Il valore aggiunto dei 360°
La sigla CR indica Carrier Rotating: cabina e cassone sono
montati su telai separati uniti da una ralla e giunto rotante,
esattamente come un escavatore cingolato. L'operatore guida
sempre fronte marcia indipendentemente dall'orientamento
del cassone, eliminando le inversioni di marcia nelle
operazioni di carico e scarico. In spazi ristretti o su terreni instabili
questo si traduce in una riduzione significativa dei tempi
di manovra, riducendo la necessità di riposizionamenti e
permette di avere un minore impatto sul suolo.
Anche se per il trasporto neve non è caratteristica premiante,
ricordiamo che il cassone è in acciaio Hardox, mentre la
sua geometria assicura una capacità di 6,17 m³ a colmo (4,36
m³ SAE 2:1) con larghezza massima di 2.750 mm e lunghezza
di 3.050 mm.
Confortevole e sicuro
La cabina pressurizzata e climatizzata del dumper giapponese
assicura un livello sonoro interno di 79 dB(A) ed è certificata
Rops Fops II. Il fatto che sia montata su una torretta
girevole scongiura i limiti dei modelli con postazione a sedile
reversibile che richiedono doppi comandi o soluzioni più
complesse. Dal punto di vista ergonomico, la guida avviene
tramite due joystick: il sinistro gestisce la traslazione, il destro
la rotazione e il cassone. Il monitor di bordo visualizza i
parametri vitali della macchina e le scadenze di manutenzione.
A bordo sono presenti retrocamera HD con monitor
dedicato, tre specchietti convessi, climatizzazione automatica
e sedile con sospensione meccanica.
[78] marzo 2026 Costruzioni
Costruzioni marzo 2026 [79]
anteprima
De
&Riciclaggio
Impianti mobili
FRANTUMATORE MOBILE UTM 1500G
Produzione massima: no a 200 t/h
Peso: 19.500 kg
Trituratore: FTR 1500
Bocca di carico: 1.500 x 1.000 mm
Tramoggia ribaltabile: 3 m³
Nastro di scarico: 800 mm
Alimentazione: ibrida (operatività full electric)
Motore gruppo elettrogeno (opz.): CAT C7.1 Stage V – 200 kW
Alternatore: MeccAlte 350 kVA
Serbatoio carburante: 200 l
Dimensioni (L x W x H): 11.100 x 2.320 x 3.100 mm
Materiali trattabili: inerti, asfalto, macerie, legno, materiali misti
Plus operativi: basse emissioni acustiche e polveri, programmi
automatici di triturazione, lavorazione materiali bagnati, optional
sistema pesatura e abbattimento polveri
Online: eu.camsrecycling.com
testi di Fabrizio Parati
RICICLAGGIO
e stradale
CAMS a Conexpo 2026 attraverso la propria rete
distributiva statunitense, con due soluzioni dedicate
al riciclaggio e alla pavimentazione compatta.
Anteprima mondiale il nuovo frantumatore mobile
UTM 1500G imbarcato per gli Stati Uniti
Efficienza energetica, compattezza operativa e versatilità
applicativa sono i temi centrali della presenza
di CAMS Recycling a Conexpo 2026, a Las Vegas,
tra i principali appuntamenti mondiali per il settore construction.
L’azienda italiana, specializzata in impianti mobili per la frantumazione
e il trattamento di materiali inerti e asfalto, è stata
rappresentata in fiera da due dealer statunitensi:
GrinderCrusherScreen Inc., nel cui stand campeggia in anteprima
mondiale il nuovo frantumatore mobile ibrido UTM
1500G, e Hitek Equipment Inc. con la vibrofinitrice stradale
MG7 Super-e di Malavasi, storico marchio italiano,
oggi parte del gruppo CAMS.
Impianto mobile ibrido ad alta produttività
Nello stand di GrinderCrusherScreen Inc. è stato esposto
l’UTM 1500G, impianto mobile per la frantumazione e il riciclaggio
di inerti, asfalto, macerie, legno e altri materiali.
La macchina integra un trituratore FTR 1500 con bocca
da 1.500 x 1.000 millimetri, tramoggia ribaltabile da 3 metri
cubi e nastro di scarico da 800 millimetri. La produzione
può raggiungere le 200 t/h, con dimensioni compatte
(11.100 millimetri di lunghezza, 2.320 millimetri di larghezza,
3.100 millimetri di altezza) e peso operativo di 19.500 chilogrammi,
ottimizzati per il trasporto. Elemento distintivo
della serie UTM è l’alimentazione ibrida: l’impianto può infatti
operare in modalità diesel-elettrica grazie al gruppo
elettrogeno integrato, oppure completamente elettrica, eliminando
l’impiego del motore diesel e abbattendo le emissioni.
La lenta rotazione degli alberi del trituratore contribuisce
inoltre alla riduzione dell’inquinamento acustico e
delle polveri, rendendo la macchina idonea anche a contesti
operativi sensibili.
Tra le dotazioni: programmi automatici per materiali differenti,
capacità di lavorare materiali bagnati, consumi contenuti
e alta resistenza all’usura. Disponibile gruppo elettrogeno
CAT C7.1 Stage V da 200 kW con alternatore
MeccAlte da 350 kVA (serbatoio 200 l), oltre a optional quali
sistema di pesatura, pompa abbattimento polveri, ingrassaggio
automatico, GPS e spintori idraulici.
Compattezza versatile per la pavimentazione
Nello spazio espositivo di Hitek Equipment Inc. è stata presentata
la MG7 Super-e di Malavasi, soluzione compatta
per interventi di manutenzione stradale e pavimentazioni
di piccola scala. La macchina è dotata di piastra riscaldata
elettricamente per il controllo ottimale della temperatura
e per una stesa uniforme del conglomerato.
Il vibrante elettrico integrato migliora la compattazione e
la qualità superficiale del tappeto. Il banco è regolabile in
larghezza da 30 centimetri a 200 centimetri e in altezza di
stesa da -5 centimetri a 25 centimetri, con inclinazione negativa
fino a -10°, garantendo elevata adattabilità operativa.
Tra i plus: riduzione significativa della manodopera, tempi
di intervento più rapidi rispetto ai metodi tradizionali,
velocità fino a 18 m/min e costi operativi contenuti. La MG7
Super-e di Malavasi è disponibile serbatoio emulsione da
200 litri con sistema di spruzzatura integrato.
[80] marzo 2026 Costruzioni
Costruzioni marzo 2026 [81]
Cave&Calcestruzzo
Casseforme
Una grande
SFIDA
Lo Storstrøm Bridge
è il terzo ponte più lungo
della Danimarca.
Rafforza l’asse viario tra
Scandinavia ed Europa
Tre chilometri e 800 metri di lunghezza, una campata
principale da 320 metri e un pilone alto 102 metri.
Sono questi i numeri chiave del nuovo ponte
Storstrøm, destinato a diventare il terzo più lungo della
Danimarca. L’infrastruttura, commissionata dal Danish
Road Directorate e realizzata da Itinera, è parte strategica
del corridoio Nord–Sud tra Scandinavia ed Europa centrale
e rientra nel più ampio sistema di collegamenti che include
il Fehmarnbelt Fixed Link, rafforzando la mobilità transfrontaliera
sia stradale, sia ferroviaria. L’apertura al traffico
stradale è prevista entro il 2026, mentre i servizi ferroviari
seguiranno in un secondo tempo.
testi di Antonio Fargas
Tutto dipende da lui
Dal 2019 Doka supporta la costruzione di questa infrastruttura
con un approccio integrato di casseforme e puntellazione.
Molteplici soluzioni sono state ideate per garantire
la continuità operativa, anche in presenza di
condizioni ambientali complesse. Le soluzioni adottate
hanno coperto tutte le principali fasi esecutive: dai viadotti
di accesso lunghi 80 metri, alle pile prefabbricate a
terra, fino alle strutture a sbalzo e al pilone centrale.
Proprio il pilone da ben 102 metri d’altezza, elemento portante
del ponte strallato, ha rappresentato una delle sfide
tecniche più grandi dell’opera. Caratterizzato da un profilo
a geometria variabile e integrante alloggiamenti e predisposizioni
per mantenere i cavi di strallo, il pilone ha richiesto
l’utilizzo di sistemi di arrampicata ad alte prestazioni.
L’impiego combinato delle piattaforme SKE100 plus e
SKE50 plus ha consentito di gestire carichi elevati e spazi
ristretti, mantenendo efficienza e sicurezza. Nella fase finale,
una piattaforma di lavoro su misura, realizzata con
torre di carico Staxo 100, ha supportato le operazioni di
chiusura dell’impalcato. Ancorata al pilone e dotata di torri
scala integrate, ha garantito condizioni operative stabili
anche in presenza di vento e carichi significativi.
SUA ALTEZZA
I sistemi
di arrampicata
SKE100 Plus
e SKE50 Plus
hanno
consentito
la costruzione
sicura
ed efficiente del
pilone alto
102 metri.
[82] marzo 2026 Costruzioni
Costruzioni marzo 2026 [83]
Sollevamento&Noleggio
Gru a torre
A Hone, in Val d’Aosta,
la maxi gru Potain
MDT 269 J12 domina
l’imponente rifacimento
di una storica centrale
idroelettrica by Cogeis
UNA
GRUda kolossal
testi di Paolo Cosseddu
Con l’avanzata della Cgi e dell’IA nella realizzazione
dei grandi kolossal cinematografici, oggi vedere un
set imponente è sempre più difficile. Da addetti ai
lavori, potete però farlo visitando un cantiere in Val d’Aosta.
A Hone, dove a due passi dall’incanto di Bard e Issogne è
attiva da ben un secolo l’omonima centrale idroelettrica,
è in corso il radicale rinnovamento della stessa e la macchina
protagonista assoluta è una gru a torre Potain MDT
269 J12 che opererà in sito fino alla fine del 2028.
Come spiega l’ing. Gabriele Bertino, che segue i lavori per
conto di Cogeis, società appaltatrice, «l'intervento è iniziato
a luglio 2025 e si concluderà, secondo i programmi,
il 31 dicembre 2028. Prevede il rifacimento della centrale
e dell’opera di presa situata nel Comune di
Champorcher. Sostituiremo le due vecchie condotte for-
[84] marzo 2026 Costruzioni
Costruzioni marzo 2026 [85]
Sollevamento&Noleggio
zate con un unico nuovo tubo dimensionato per una portata
di cinque metri cubi e mezzo al secondo. Inoltre, realizzeremo
una galleria di otto chilometri che sostituirà
l'attuale canale a mezza costa lungo la montagna, costruito
anch'esso un secolo fa. Questo ammodernamento
ridurrà le perdite d’acqua fisiologiche dovute allo stato
del vecchio canale e, grazie a una presa ausiliaria tramite
un pozzo verticale, ci permetterà di raddoppiare la
portata d’acqua gestita dall’impianto. Cogeis fa parte
di un raggruppamento temporaneo di imprese valdostane
che si è aggiudicato questo appalto indetto da CVA,
l'attuale proprietaria e gestrice dell'impianto. Si tratta di
un progetto di rifacimento totale e potenziamento di una
centrale storica inaugurata all'inizio degli anni Venti del
secolo scorso.
Parliamo di un impianto che ha più di cento anni, dove le
macchine e le condotte sono ancora quelle originali.
L’obiettivo è passare da una produzione attuale di circa
12 megawatt all’anno a un obiettivo finale di 28 megawatt.
È un intervento di revamping estremamente im-
portante, superiore ai 100 milioni di euro, qualcosa che
non capita di vedere tutti i giorni nel nostro settore».
Dieci in “condotta”
Protagonista assoluta del colpo d’occhio, ammirabile anche
dalle immagini che corredano questo articolo, è la gru
MDT 269 J12 2C di Potain (gruppo Manitowoc), con portata
massima di 12t , configurata con altezza 50m, braccio
65m, sistema CCS, cabina ultra view. «Non è una macchina
che si usa tutti i giorni - prosegue Bertino -, ma per
questo progetto è fondamentale per la sua versatilità e per
l'ottimizzazione della logistica. La gru è posizionata in modo
da poter movimentare i tubi della condotta forzata direttamente
dal magazzino di stoccaggio fino alla teleferica
che abbiamo appena finito di montare e attivato a metà
marzo. Questo ci risparmia diversi passaggi nelle movimentazioni
e ci permette di gestire agilmente tutta la logistica
del cantiere civile della centrale. È un mezzo imponente:
il solo montaggio ha richiesto tre giorni e il
trasporto ha necessitato di una decina di bilici».
Monitoraggio digitale
Il suo cuore è il sistema Crane Control System, integrato
nativamente: un ecosistema digitale che trasforma la
gru da semplice macchina meccanica a strumento di
precisione avanzato, ottimizzando la produttività e garantendo
un ritorno sull'investimento superiore sia per le
imprese di costruzione che per le società di noleggio.
L’innovazione del sistema CCS risiede nella centralizzazione
di ogni parametro vitale, permettendo all'operatore
o ai tecnici di cantiere di gestire tutte le regolazioni dei
limitatori e dei complessi sistemi di fine corsa direttamente
attraverso il display integrato nella cabina di pilotaggio.
Questa digitalizzazione dei processi elimina la necessità
di interventi manuali rischiosi e prolungati sulle parti
meccaniche esterne, portando la sicurezza a un livello
superiore. Il design topless, tipico della gamma MDT, è
un altro pilastro fondamentale di questo modello; l'assenza
della classica cuspide superiore non è solo una
scelta estetica, ma una soluzione ingegneristica volta
[86] marzo 2026 Costruzioni
Costruzioni marzo 2026 [87]
Sollevamento&Noleggio
Gru a torre
a facilitare le installazioni in contesti multi-gru dove lo
spazio aereo è limitato e le interferenze tra bracci devono
essere ridotte al minimo. Tale architettura semplifica
drasticamente ogni fase del ciclo di vita del prodotto in
cantiere, rendendo le procedure di montaggio, smontaggio,
trasporto e manutenzione ordinaria notevolmente
più snelle e meno onerose in termini di tempo e risorse
umane. Il dato più impressionante riguarda i tempi di
messa in servizio.
Calibrazione smart
Mentre le gru di vecchia generazione o prive di sistemi
digitali centralizzati possono richiedere sessioni di lavoro
estenuanti che superano le tre ore per una corretta calibrazione
dei sensori e la regolazione dei meccanismi di
sicurezza, la MDT 269 J12 riduce questa finestra temporale
a soli quindici minuti. In questo breve lasso di tempo,
il sistema guida l'utente nella configurazione completa
della macchina, includendo la taratura dei sensori
di fine corsa, la definizione dei parametri di traslazione e
l’esatta impostazione della lunghezza del braccio. Non
si tratta solo di velocità, ma di una precisione che rasenta
la perfezione, riducendo drasticamente il margine di errore
umano durante le fasi critiche di avvio.
Più comfort e prestazioni
Una necessaria menzione anche per la cabina Ultra View:
una postazione di comando che è stata concepita per
minimizzare lo stress psicofisico, grazie a una visibilità
panoramica totale che permette di avere sempre sotto
controllo l'area di scarico e di carico senza dover compiere
movimenti innaturali con il busto o il collo.
La funzione di limitazione della velocità, regolabile con
incrementi precisi del 25%, permette di affrontare le fasi
di posizionamento più complesse con una sicurezza assoluta,
garantendo un controllo millimetrico che sarebbe
impossibile ottenere con sistemi tradizionali. Infine,
un aspetto tecnologico particolarmente utile nei can-
tieri moderni riguarda la gestione dei comandi a distanza;
il passaggio tra il controllo fisico dalla poltrona in cabina
e l'utilizzo del radiocomando remoto avviene in modo
totalmente automatico e software-assistito.
Questo elimina completamente la necessità di collegare
o scollegare cavi fisici, semplificando la transizione
operativa e permettendo all'operatore di spostarsi rapidamente
dalla cabina al piano di lavoro qualora la situazione
di cantiere richiedesse una visione più ravvicinata
del carico, mantenendo sempre la massima integrità
del segnale e del controllo.
Su misura, guarda al futuro
Matteo Fissolo, che ne ha curato la vendita per Fissolo
Gru, aggiunge che nel caso di macchine come questa
non di solo vendita si tratta: «Sono talmente specializzate
che ogni cliente vuole la sua, e per noi è come comporre
un puzzle. Anzi, direi una camicia su misura. In questo
caso, il cliente era molto preparato e preciso rispetto
a ciò che voleva, con un’attenzione particolare al fatto di
poter usare una torre intercambiabile con un modello già
in loro possesso, oltre che a una tecnologia unica al mondo
e al fatto che la MDT 269 J12 rispetta già la normativa
del 2027, cosa che garantisce la longevità dell’investimento.
Comunque, per rendere l’idea del tipo di impegno richiesto,
basti dire che dal momento della richiesta alla consegna
sono stati necessari quattro mesi di lavoro». Infine,
a proposito di longevità, come spiega ancora Bertino, «la
vita di questa macchina non finirà con questo cantiere;
l’obiettivo è tenerla impegnata a tempo pieno per i prossimi
tre o quattro anni.
Una volta ultimata la parte della condotta che può servire
da questa posizione, la sposteremo in alta montagna.
Il prossimo progetto previsto è a Cervinia per la realizzazione
del nuovo impianto a fune 3S, un'altra opera
avveniristica che collegherà direttamente Cervinia a
Plateau Rosa».
[88] marzo 2026 Costruzioni Costruzioni marzo 2026 [89]
anteprima
Sollevamento&Noleggio
Autogru
PERFETTA
per l’Italia
LIEBHERR LTM 1090-4.3
Portata massima
90 t
Numero di assi 4
Braccio telescopico
60 m
Carichi per asse disponibili
10 t / 12 t / 16 t
Contrappeso trasportabile a 12 t/asse
8,8 t
Sistema di controllo
LICCON3
Trasmissione
ZF TraXon con DynamicPerform
Allestimento di serie
VarioBallast®, VarioBase®, ECOdrive
Predisposta
RemoteDrive, telemetria, eet management
Online
liebherr.com
testi di Matthieu Colombo
testi di Matthieu Colombo
La recente presentazione della LTM 1100-5.3 ha
confermato come Liebherr stia spingendo con decisione
verso una nuova generazione di autogrù
multistrada, capaci di coniugare mobilità stradale, economicità
di esercizio e prestazioni di sollevamento a un
livello finora inedito. Eppure, per chi opera nel noleggio
a caldo in Italia, l'autogrù che merita più attenzione
non è la cinque assi, bensì la sua evoluzione a quattro
assi: la LTM 1090-4.3, presentata al Conexpo di Las
Vegas nel marzo 2026.
La ragione è semplice e concreta. Il mercato italiano è
caratterizzato da centri storici con viabilità complessa,
cantieri urbani con accessi difficili, ponti soggetti a limitazioni
di carico e iter autorizzativi che penalizzano i
La LTM 1090-4.3 si presenta come la quattro assi
più avanzata oggi disponibile grazie al sistema
di controllo Liebherr Liccon3 e alle tecnologie Vario
[90] marzo 2026 Costruzioni
Costruzioni marzo 2026 [91]
anteprima
Sollevamento&Noleggio
Autogru
UNA SIGNORA PROLUNGA Nella foto qui sopra si vede
la LTM1090-4.3 con la prolunga tralicciata più grande
che può trasportare su strada in termini d’ingombro.
FINO A 16 T PER ASSE
La nuova LTM 1090-4.3 può circolare
su strada a 10 t/asse, 12 t/asse
o configurata a 16 t per i lavori
più impegnativi.
mezzi di grandi dimensioni. In questo contesto, la compattezza
di una quattro assi vale spesso quanto — se
non più di — quei due assi aggiuntivi che portano portata
e braccio marginalmente superiori. La LTM 1090-
4.3 è oggi l'autogrù Liebherr più compatta disponibile
con il sistema di controllo LICCON3: un primato che la
rende di fatto unica nella sua categoria.
Controllo di nuova generazione
Il sistema LICCON di terza generazione rappresenta una
revisione profonda dell'architettura elettronica di bordo.
Non è un semplice aggiornamento software: il linguaggio
di programmazione è completamente nuovo, il
bus dati è più veloce, la memoria è sensibilmente aumentata
e la potenza di calcolo è cresciuta in modo significativo.
Il risultato è un sistema più reattivo, capace
di supportare funzioni avanzate che le generazioni precedenti
non potevano gestire. Per i gruisti già familiari
con il LICCON precedente, il passaggio è pensato per essere
immediato: il concetto operativo è stato preservato,
e i componenti hardware collaudati come l'unità BTT
sono stati mantenuti. Il grande display touchscreen in
cabina torretta semplifica ulteriormente le operazioni
quotidiane.
Tre carichi assiali
La vera forza operativa della LTM 1090-4.3 sta nella sua
flessibilità di configurazione stradale. La macchina può
essere impostata su tre diversi regimi di carico per asse:
10 tonnellate per la massima mobilità, 12 tonnellate come
configurazione standard ottimale e 16 tonnellate per i lavori
più impegnativi. Il passaggio tra le diverse modalità
avviene rapidamente tramite il sistema quick-change
ballast di serie. Il dato più rilevante per il noleggiatore è
che con un carico per asse di 12 t la macchina può trasportare
fino a 8,8 tonnellate di contrappeso, un valore
notevole per una quattro assi.
Rapporto dimensioni prestazioni al top
Con i suoi 60 metri di sviluppo, il braccio telescopico della
LTM 1090-4.3 è di soli due metri più corto di quello della
LTM 1100-5.3. Una differenza che nella pratica è ra-
ramente determinante, mentre le prestazioni in posizione
estesa e verticale sono state ulteriormente migliorate
rispetto al modello precedente: un vantaggio diretto
per chi si occupa di montaggio di gru a torre, che è tra
le applicazioni principali di questa macchina.
Di serie sono inclusi VarioBallast® e VarioBase®: il primo
consente di regolare il raggio del contrappeso in funzione
dello spazio disponibile, il secondo permette di
estendere gli stabilizzatori in modo asimmetrico, adattando
la macchina a piazzole irregolari o parzialmente
ostruite. La trasmissione ZF TraXon con modulo
DynamicPerform garantisce avviamenti e manovre pressoché
privi di usura grazie a un pacco di dischi raffreddati
a olio, riducendo i costi di manutenzione e aumentando
la disponibilità operativa della macchina.
Sicurezza e assistenza alla guida
Il rinnovo delle cabine accompagna l'introduzione del
LICCON3 come parte di un progetto di aggiornamento
complessivo. Il design moderno porta miglioramenti tangibili:
nuovo volante multifunzione, climatizzazione au-
tomatica con sensore solare, illuminazione full-LED su
tutto il veicolo e funzioni di comfort come la chiusura
centralizzata con chiave radio. Sul fronte della sicurezza
stradale, la LTM 1090-4.3 introduce il Blind Spot
Information System (BSIS), che monitora i punti ciechi
durante la marcia, e il Moving Off Information System
(MOIS), che verifica la presenza di persone o ostacoli nelle
vicinanze al momento dell'avvio. La macchina è inoltre
predisposta di serie per RemoteDrive, il sistema di
guida da radiocomando che consente di movimentare
l'autogrù dall'esterno della cabina: un vantaggio concreto
nelle manovre in spazi confinati.
Giusta per il mercato italiano
Mettere a confronto la LTM 1090-4.3 con la LTM 1100-
5.3 non significa cercare una vincitrice assoluta: sono
macchine pensate per contesti parzialmente diversi. Da
una parte si ha la cinque assi che eccelle per chi deve
operare in modo intercontinentale con carichi assiali
estremi, o per chi gestisce un parco macchine orientato
a lavori di grande entità. Dall’altra la quattro assi come
risposta più razionale per chi lavora quotidianamente nel
tessuto produttivo e urbano italiano, dove la capacità
di accedere a un cantiere, manovrare con precisione e
tornare in strada senza autorizzazioni straordinarie vale
quanto qualsiasi parametro di portata massima.
La LTM 1090-4.3 porta tutto questo, aggiungendo la tecnologia
di controllo più avanzata oggi disponibile sulla
gamma Liebherr. Per i noleggiatori che vogliono investire
in una macchina moderna, la 1090 è oggi uno degli
acquisti più equilibrati del mercato.
[92] marzo 2026 Costruzioni
Costruzioni marzo 2026 [93]
Sollevamento&Noleggio
Piattaforme aeree
Fatta per chi
NOLEGGIA
Zero manutenzione ordinaria, autonomia affidabile,
clienti soddisfatti. Ecco cosa porta in flotta la nuova
Haulotte HS21 E con batterie agli ioni di litio
La piattaforma scissor fuoristrada da 21 metri HS21
E con batterie agli ioni di litio riassume in un prodotto
il pensiero di Haulotte su come una piattaforma
aerea dovrebbe comportarsi in cantiere e nelle
flotte di noleggio. È questa l’idea che ci siamo fatti a tavolino,
tra schede tecniche e comunicati stampa.
Studiata bene
Partiamo cl dire che il dimensionamento della batteria della
HS21E non nasce da un foglio di specifiche, ma dall'analisi
dei cantieri reali. L'obiettivo era coprire il 95% dei
testi di Antonio Fargas
casi di utilizzo quotidiano con la sola batteria. Il risultato
è che in condizioni di utilizzo medio, un operatore su due
può lavorare un'intera settimana con una singola carica.
Non è marketing: è la soglia su cui è stato tarato il progetto.
Resta quel 5% di cantieri ad alta intensità, dove la richiesta
energetica supera la norma. È qui che entra in gioco
il Range Extender. Si posiziona sulle forche del muletto
(nessuna modifica alla macchina è necessaria) e si connette
in pochi minuti. Ma la caratteristica che cambia la logica
di gestione della flotta è un'altra: è intercambiabile
su tutta la gamma PULSEO.
Lo stesso Range Extender funziona sulla HS21 E a forbice
e sull'HA20 E a braccio articolato. Un solo accessorio
condiviso tra modelli diversi, senza duplicare scorte, senza
moltiplicare codici ricambio. Il risultato pratico è che il
cantiere riceve sempre una macchina 100% elettrica zero
emissioni, zero rumore, accesso garantito anche dove i
STANDARD O PRO?
La HS21 E esiste in due allestimenti:
la versione base, ideale per
operazioni standard sia interne,
sia esterne e la versione PRO che
aggiunge equipaggiamenti avanzati
come lo sterzo 4WS con
l’autoallineamento delle ruote.
motori termici non sono ammessi. Se
il lavoro richiede più energia del previsto,
il Range Extender è già disponibile,
già conosciuto, già nel sistema.
Nessuna decisione da prendere sotto
pressione.
TCO basso
Anche in termini di costi di possesso
la HS21 E cambia i termini del problema.
La batteria agli ioni di litio integrata
tollera le abitudini reali degli
operatori: ricariche parziali, pause brevi,
cicli irregolari. Basta un quarto d'ora
attaccata alla presa per recuperare
autonomia utile, senza che questo comprometta la vita
della batteria. In pratica, ogni momento di inattività diventa
un'opportunità per ricaricare. Il concetto di «batteria scarica
per colpa di qualcuno» smette di esistere. E la manutenzione?
Non c'è. I motori asincroni montati sulla HS21 E
non richiedono interventi ordinari. La batteria non chiede
[94] marzo 2026 Costruzioni
Costruzioni marzo 2026 [95]
Piattaforme aeree
IONI DI LITIO L’insieme di moduli batteria agli ioni di litio della HS21E
lavorano ad una tensione di 72V con capacità nominale di circa 280Ah.
La capacità d’accumulo totale dichiarata è di circa 21,5 kWh.
La tecnologia agli ioni di litio non richiede manutenzione, a
differenza delle tradizionali batterie al piombo. Un altro vantaggio
è che la ricarica diventa molto più flessibile. Grazie
alla tolleranza delle batterie agli ioni di litio alla carica parziale,
ogni pausa, anche solo di 15-30 minuti, diventa un'opportunità
per recuperare autonomia senza compromettere
la durata della batteria. Il BMS controlla tensione,
temperatura e stato di carica in modo da prevenire sovraccarichi,
scariche profonde o surriscaldamenti.
rabbocco dell'acqua, né verifica dell'elettrolita, né pulizia
delle corrosioni. Il sistema elettronico di gestione della batteria
BMS monitora in continuo tensione, temperatura e
stato di carica, e interviene in autonomia se qualcosa si discosta
dalla norma.
Per il noleggiatore questo significa meno operazioni in
agenda, meno personale tecnico impegnato su attività a
basso valore e, soprattutto, meno ragioni per cui una macchina
può restare ferma in magazzino.
Olivier
Guillermin
Haulotte Energy
Systems Engineer
Pensata da chi lavora
Il nuovo quadro comandi alto, dotato di schermo integrato,
mostra in tempo reale il livello di carica, il tempo di ricarica
residuo e le ore di lavoro disponibili. Non è un indicatore
generico a tacche: sono dati leggibili e precisi, utili
per prendere decisioni prima che sia troppo tardi.
Le batterie ioni di sodio Haulotte
• Durata fino a 10 anni
• Ricarica più rapida rispetto alle batterie al piombo-acido
• Ricarica in qualsiasi momento, senza vincoli
di ciclo o perdita di prestazioni
• Prestazioni costanti, anche a basso livello di carica
• Nessuna manutenzione: niente acqua,
niente corrosione, niente vincoli
• Maggiore sicurezza: nessuna esposizione a sostanze corrosive
• Robustezza comprovata in condizioni estreme
e utilizzo intensivo
• Garanzia di 5 anni per la massima tranquillità
I comandi proporzionali facilitano le manovre anche nelle
situazioni più delicate. Sulle macchine di questa taglia,
l'orientamento delle ruote posteriori non è sempre visibile
dall'alto. La HS21 E risolve il problema con il sistema di
allineamento automatico delle ruote posteriori e le quattro
ruote sterzanti, che rendono le manovre in cantiere più sicure
e precise, sia durante le operazioni che nelle fasi di ca-
RANGE EXTENDER Qui sopra, in grigio, il generatore diesel asportabile che,
quando la batteria principale si avvicina al limite, entra in funzione,
producendo elettricità per alimentare la piattaforma e completare il lavoro.
rico sul mezzo di trasporto. A bordo è integrato anche l'Activ'
Lighting System, il sistema di illuminazione sviluppato da
Haulotte per le fasi di carico e scarico: posiziona la luce
in modo da evitare l'abbagliamento del conducente. Un
dettaglio che chi lavora di mattina presto o in ambienti poco
illuminati apprezza immediatamente.
Sempre connessa
Tre strumenti lavorano in parallelo per dare al noleggiatore
visibilità completa sulla HS21E. L’Activ'Screen è integrato
direttamente a bordo e consente all'operatore di accedere
a cronologia degli interventi, avvisi attivi e diagnostica
avanzata per identificare autonomamente eventuali guasti.
Meno dipendenza dall'assistenza esterna, meno attese.
L’Haulotte Diag completa il quadro dal lato tecnico, mentre
la piattaforma telematica Sherpal permette il monitoraggio
remoto in tempo reale dello stato di salute, dell'utilizzo e
delle esigenze di manutenzione di ogni singola macchina
in flotta.
[96] marzo 2026 Costruzioni
Costruzioni marzo 2026 [97]
Transporter T7 2.0 Tdi 4M
Assago
km 28,6
116 m
141 m
Fulvio Testi
km 52,7
Monza
km 60
km 0,0
C.A.M.M.
km 6,7
Cascina Gobba
126 m
km 102,8
Carugate
km 62,5
REGOLARE
INTENSO
CRITICO
26°/32°
min/max
Gasolio consumato = 10,3 litri.
Urea consumata = 0,7 litri, pari al 6,796%
del combustibile rabboccato
Peso durante la prova = 2.800 kg
Fabbricato in Turchia
Prezzo al netto di optional e Iva,
della versione passo corto tetto
standard da 150 Cv Euro 6e
€ 45.140
Medie orarie & consumi
km hh:mm km/l
km/h (l/100km)
Milano Gobba (126m) 23’
Milano Assago (116m) 28,6 74,6
Milano Assago (116m) 50’
Milano V.le Fulvio Testi (141 m) 24,1 28,9
Milano V.le Fulvio Testi (141 m) 58’
Milano Gobba (126 m) 50,1 51,8
TOTALI: 102,8 2h11’ 9,98
47,1 (10,02)
Statale
Città
TELEMETRIA
Tara veicolo (kg)
Autostrada
2.080
1.600 1.800 2.000 2.200 2.400 2.600
Giri @ 80 km/h
1.500
San Giuliano
km 17,0
1.200 1.400 1.600 1.800 2.000 2.200
Giri @ 130 km/h
2.300
2.000 2.200 2.400 2.600 2.800 3.000
Accelerazione 0-130 km/h (secondi)
27”,40
veloce
20’’ 30’’ 40’’ 50’’
lento
Consumo carburante (km/l)
9,98
basso
12 11 10 9
alto
Consumo AdBlue (%)
6,796
2% 4% 6% 8% 10% 12% 14% 16% 18% 20%
Media oraria (km/h)
47,1
70 60 50 40 30 20
in collaborazione con
di Gianluca Ventura foto di John Next
A quattro mani
[98] marzo 2026 Costruzioni
Emissioni
CO 2
220,0 g/km
Una faccia già vista quella
del Transporter di settima
generazione, che per
la prima volta non
è prodotto dalla Casa
di Wolfsburg, bensì dagli
americani di Ford, essendo
il gemello del Transit
Custom. Oggi è fabbricato
in Turchia dal gruppo Koç
Costruzioni marzo 2026 [99]
Truck&Allestimenti
Transporter T7 2.0 Tdi 4M
Interni
Una delle modifiche più
corpose insieme a quella
del muso è sicuramente
quella che interessa
la plancia (foto sopra).
C’è una palpebra superiore
leggermente diversa alle
due estremità (spariscono
i porta bottigliette),
mentre il cruscotto è qui
completamente digitale.
Non manca un volante
dedicato. Qui a lato,
da sinistra, i sedili con
quello di guida
pluriregolabile munito
di braccioli, lo scavo
pedaliera più la
regolazione del volante,
il cielo della cabina
di guida e il gavone
ricavato sotto il biposto
degli accompagnatori.
Sotto, sempre da sinistra,
i comandi vetri più specchi
sulla porta autista e quello
del freno a mano elettrico.
Ormai si vive di collaborazioni. I costruttori che fanno
tutto da sé sono cose d’altri tempi e il rebranding
di uno stesso prodotto è da tempo una prassi
consolidata, per molte case. L’ultima in ordine di tempo
è quella tra Ford e Volkswagen, che annunciarono l’intenzione
di collaborare già nel 2020, sia nel settore auto
sia in quello dei veicoli commerciali. Con molti Lcv Ford
trasformati in Volkswagen e un paio di Volkswagen mascherati
da Ford. L’operazione più emblematica è però
senza dubbio quella del Transporter, non fosse perché si
tratta di un veicolo iconico per i tedeschi (e non solo), visto
che è il diretto erede del Bulli: qualcosa di mitologico
in Germania. Il cui posto nei cuori dei clienti d’oggi avrebbe
dovuto però - almeno secondo Wolfsburg - essere rimpiazzato
dall’Id. Buzz Cargo elettrico, ma che così invece
non è stato.
Ora a rappresentare la settima generazione di questo mille
chili, che - ironia della sorte - verrà offerto anche in elettrico,
c’è questo derivato dal Ford Transit Custom. Anzi,
un po’ più che derivato, visto che quello è, solo con un
muso differente, il volante dedicato e un cruscotto diverso,
sia nell’aspetto sia nella grafica, qui decisamente
più azzeccata.
Alla guida
Lo portiamo in prova nella configurazione a passo corto
con l’unico tetto disponibile, quello standard, ma soprattutto
con la trazione integrale 4Motion, che sul
Transporter ha sempre avuto un discreto appeal, in particolare
tra chi opera nelle comunità montane. Un’opzione
che si paga sia al momento dell’acquisto (ci vogliono più
di 45k al netto delle tasse) ma anche sul fronte dei consumi,
anche se per la verità pensavamo molto di più, perché
il T7 manca d’un soffio i 10 con un litro, piazzandosi
a centro classifica nella hit dei van omologhi 4x2 tra le 2,8
e le 3,2 tonnellate provati da Vie&Trasporti. Da centro classifica
anche i dispendi di urea, mentre grazie a una media
di 47,1 orari, il T7 acciuffa il bronzo quanto a velocità.
Sei le modalità di guida selezionabili premendo un tasto
fisico in console centrale (anche se poi serve la conferma
via infotainment), che adattano la risposta dell'acceleratore,
lo sterzo e i cambi di marcia alle condizioni
della strada e del carico: normale, eco, sport, fondo scivoloso,
carico/rimorchio e strada non asfaltata. Noi scegliamo
quella normale per la nostra prova, che si svolge
su un tracciato con parti urbane, suburbane e autostradali.
Nulla di che.
I 150 Cv sono più che sufficienti per le sue missioni e l’accoppiamento
col cambio automatico otto marce è perfetto,
consentendo di viaggiare in souplesse sui tratti autostradali
grazie ai due ultimi rapporti in overdrive.
Pronta la frenata e buona la tenuta di strada, che già era
migliorata parecchio sull’omologo veicolo targato Ford
nel passaggio dalla precedente all’attuale generazione.
Metro & bilancia
Cabina rilevati
Lunghezza (utile/max)
Larghezza (utile/max)
Altezza interna (utile/max)
Larghezza porta (utile/max)
Altezza porta (utile/max)
Diametro volante
Varco tra sedile e leva del cambio
Vano di carico rilevati
730/1.640 mm
1.570/1.770 mm
1.360/1.360 mm
760/960 mm
1.210/1.410 mm
370 mm
280 mm
Lunghezza (utile/max)
2.480/2.600 mm
Larghezza (utile/max)
1.600/1.740 mm
Altezza (utile/max)
1.370/1.400 mm
Larghezza tra passaruota
1.370 mm
Altezza soglia carico posteriore
600 mm
Larghezza porta posteriore
1.390 mm
Altezza porta posteriore (utile/max) 1.300/1.300 mm
Angolo apertura porta posteriore 90°/180°
Larghezza porta laterale (utile/max) 1.020/1.090 mm
Altezza porta laterale (utile/max)
1.020/1.090 mm
Altezza soglia carico laterale/piano di carico 430/530 mm
Varco passante (larghezza/altezza)
600/250 mm
Gavone sottopanca
(larghezza/lunghezza/altezza)
620/480/300 mm
Ingombri dichiarati
Lunghezza
Larghezza (senza/con retrovisori)
Altezza massima da terra
Passo
Sbalzo anteriore
Sbalzo posteriore
Carreggiata anteriore
Carreggiata posteriore
Diametro di volta
Lunghezza utile vano di carico
Larghezza vano di carico
Larghezza tra passaruota
Altezza vano di carico
Altezza soglia carico posteriore
Volume vano di carico m3
Masse
Tara (senza conducente)
Massa tecnica ammissibile 1° asse
Massa tecnica ammissibile 2° asse
Portata utile
Peso totale a terra
5.050 mm
2.032/2.275 mm
1.976 mm
3.100 mm
958 mm
992 mm
1.738 mm
1.742 mm
11.900 mm
2.602 mm
1.777 mm
1.392 mm
1.433 mm
579 mm
5,8 mm
2.080 kg
1.600 kg
1.550 kg
645 kg
2.800 kg
In cabina
C’è una vasca aperta ricavata nella palpebra superiore
della plancia e una coppia di generosi portaoggetti non
[100] Costruzioni
Costruzioni marzo 2026 [101]
Truck&Allestimenti
Transporter T7 2.0 Tdi 4M
Esterni
climatizzati fronte passeggeri. Altro spazio è ricavato nelle
porte e poi c’è il gavone sotto la panchetta, largo 620
millimetri, lungo 480 e profondo 300, che funziona anche
da varco passante attraverso la botola (larga 600 e
alta 250 millimetri) ricavata nella parete divisoria metallica
con oblò cabina/vano merci.
A differenza del Ford Transit Custom, qui non c’è la pratica
illuminazione led dei gradini d’accesso alla cabina
ed è un vero peccato.
Linea esterna
Delle diversità estetiche abbiamo già detto e sono soprattutto
a carico del muso, dove fanno capolino dei bei
gruppi ottici completamente a led specifici per Volk -
swagen, come lo sono le lenti di quelli posteriori. A mezza
altezza delle porte posteriori s’introduce una modanatura
in plastica scura per inserirci anche la retrocamera
e ripararla così da eventuali colpi. Le linee sono molto
pulite, senza tanti fronzoli, con tutti i rifornimenti concentrati
nei pressi della porta conducente. I retrovisori
esterni riscaldabili e ripiegabili elettricamente come sull’esemplare
in prova si pagano 140 euro, mentre ce ne
vogliono altri 24 per i copricerchi integrali in plastica che
vedete nelle foto.
Sotto & sopra
Trasmissione
Il veicolo monta il cambio automatico Ford 8F40 a otto rapporti
con convertitore e comando sul piantone del volante. La trazione
è integrale.
Marcia
Rapporto
1a 4,484
2a 3,146
3a 2,872
4a 1,842
5a 1,414
6a 1,000
7a 0,742
8a 0,616
Retro 2,882
Sospensioni
A ruote indipendenti. Davanti di tipo McPherson, dietro con bracci semitrascinati
e molle elicoidali per contribuire anche ad abbassare l'altezza
del pianale e migliorare la precisione dello sterzo, la manovrabilità
e la trazione.
Nella foto sopra,
l’apertura fino a 180 gradi
per le due porte posteriori,
sostanzialmente quelle
del Custom.
A lato, le due fiancate
completamente aperte.
Sulla riga centrale,
da sinistra, il retro, dove
cambia il disegno delle lenti
dei gruppi ottici e viene
introdotta una modanatura
in plastica scura a mezza
altezza in cui s’incastona
anche la retrocamera,
il varco passante con
sportello ricavato nella
parete retrocabina e uno
degli otto anelli
d’ancoraggio previsti.
Sulla riga in basso, ancora
da sinistra, il vano di carico,
la parete divisoria metallica
completa di oblò e il cielo
della stiva, illuminata
da una coppia di potenti
plafoniere a sei led.
Opzionale il rivestimento
interno del piano di carico.
Vano di carico
Regolare nella forma, può contare su sei occhioni d’ancoraggio
perimetrali da 500 decaNewton l’uno più due
da 150 ai piedi della parete divisoria. La botola passan-
Freni
L’impianto frenante prevede dischi su tutte le ruote, da 308 millimetri
di diametro davanti e da 304 dietro. Di serie Abs, Esp, Roll
stability control e Traction control.
Pneumatici
Il veicolo del test monta cerchi in acciaio da 16 pollici con
gomme Goodyear Efficient Grip 215/65 R16C. L’indice
di carico è 105/107 e il codice di velocità T. Il Tpms è di
serie.
Design
Disegnato originariamente da Ford presso il centro stile
di Colonia, viene poi adattato agli stilemi Volkswagen
dal settore design ora capitanato da Martin Pohanka.
PRESTAZIONI A CONFRONTO
Modello Potenza Coppia Marce Consumo AdBlue Velocità Acceler. Peso Index Pubbl.
kW/Cv Nm tipo/n° km/l % km/h 0-130 km/h kg performance n°
Fiat 92/125 320 M/6 7,54 2,199 41,7 34’’,69 2.900 418,0 825
Talento 125 EcoJet E6b
Fiat 106/144 340 M/6 11,37 5,531 41,7 30’’,92 3.100 460,9 896
Scudo 2.0 Multijet3 E6e
Ford 125/170 390 A/8 10,58 6,173 46,4 28’’,25 3.225 463,7 882
Transit Custom 320 2.0 EcoBlue E6d
Renault 125/170 380 R/6 10,32 5,020 49,7 27’’,40 2.985 470,0 844
Trafic Energy Dci 170 Edc E6d-Temp
Renault 110/150 360 M/6 9,89 13,474 47,5 35’’,97 3.300 448,6 887
Master T33 L2H2 Blue dCi 150 E6e
Volkswagen 110/150 360 A/8 9,98 6,796 47,1 27’’,40 2.800 457,5 897
Transporter T7 2.0 Tdi 4Motion 150 Cv corto standard E6e
L’index performance tiene conto di consumo combustibile, urea e media oraria. A indice maggiore corrisponde una migliore prestazione. A = automatico; R = robotizzato; M = manuale
[102] Costruzioni
Costruzioni marzo 2026 [103]
Truck&Allestimenti
Transporter T7 2.0 Tdi 4M
Sottopelle
te opzionale consente di recuperare circa un metro di
profondità dalla cabina di guida. Si può avere anche la
scorrevole sul fianco sinistro ed eventualmente il movimento
elettrico per entrambe le scorrevoli. Il rivestimento
del vano di carico presente sul T7 in test vale 910 euro.
La meccanica
Una prerogativa del veicolo provato è proprio la presenza
della trazione integrale 4Motion, un sistema intelligente
di distribuzione della coppia motrice: i sensori monitorano
la velocità delle ruote e, in caso di perdita di grip,
indirizzano automaticamente meno potenza e coppia
alla ruota che slitta. Offerta esclusivamente col cambio
automatico e solo da Volkswagen nella taratura da 150
Cv (non c’è nel listino Ford), sfrutta una frizione a lamelle
- piazzata tra il differenziale e il semiasse -, che distribuisce
la forza motrice ogni 20 millisecondi in modo flessibile
tra l’asse anteriore e quello posteriore: ma solo
quando è necessario, riducendo così il consumo di carburante
rispetto ai sistemi con trazione integrale sempre
in presa.
Grazie al 4Motion e all’altezza lievemente maggiorata da
terra, il T7 affronta senza problemi angoli d’attacco pari
a 16,4 gradi, d’uscita pari a 16,5 e di rampa pari a 13,1.
Sala macchine
Speciche motore
Marca e modello
Vw 2.0 Panther Tdi
Architettura
4 cilindri in linea
Alesaggio x corsa
84x90 mm
Cilindrata
1.996 cc
Rapporto di compressione 16,5:1
Distribuzione bialbero a camme in testa
Valvole per cilindro 4
Aspirazione
turbo a geometria variabile
Intercooler
sì
Sistema iniezione
common rail piezo
Pressione d’iniezione
2.200 bar
Peso a secco
180 kg
Capacità coppa dell’olio
8,3 l
Potenza
110(150)/3.500 kW(Cv)/giri
Potenza specifica
55,25(75,14) kW(Cv)/l
Coppia
360/1.500 Nm/giri
Coppia specifica
180,36 Nm/l
Riserva di coppia 19,6 %
Consumo specifico
n.d. g/kW-h @ giri
Inquinanti
(omologazione/sistema) Euro 6e/Egr+Doc+Dpf+Scr
Sopra, l’unità diesel due litri
di derivazione Ford.
Sulla prima riga, da sinistra,
l’ingresso nel differenziale
posteriore dell’albero
cardanico flangiato sul
ripartitore di coppia
anteriore e un particolare
delle sospensioni anteriori
a ruote indipendenti.
Sulla riga centrale, sempre
da sinistra, i sensori degli
Adas dietro il parabrezza
riscaldabile, il comando del
cambio automatico alla
destra del piantone di sterzo
col tasto M per il passaggio
all’utilizzo manuale e lo
sportello con i rifornimenti
di gasolio (c’è il bocchettone
EasyFuel tipico di Ford)
e AdBlue nei pressi della
porta autista.
Qui a lato, i comandi del
disappannamento
parabrezza, del cerca
parcheggio, degli Adas
e dei drive mode.
Più a destra, il retrotreno
con molle elicoidali
e il differenziale in vista.
Motore e cambio
Sono prodotti da Ford al Livonia Transmission Plant in
Michigan (Usa). Al momento del nostro test, mancava
ancora l’omologazione Xtl per rifornire biocarburanti -
come l’olio vegetale idrotrattato (Hvo) o anche solo il gasolio
B10 - nel serbatoio da 55 litri di capienza, a cui se
affianca uno da 20 per l’AdBlue.
N.B.: tutte le prove di Vie&Trasporti sono eseguite nel pieno rispetto del Codice della
Strada. Essendo test d’uso, che simulano una normale giornata di lavoro, sono anch’essi
soggetti a fattori contingenti, quali le condizioni meteorologiche e la situazione
del traffico. Ovviamente imprevedibili. Per consentire al lettore di conoscere meglio
le condizioni in cui è stata eseguita la prova su strada, Vie&Trasporti pubblica le informazioni
relative al meteo e alla situazione stradale incontrate durante il test. Si ringrazia
per la gentile collaborazione il Gruppo Centro Edile di Agrate Brianza (Mb).
Il motore,
battezzato
internamente
Panther,
è un diesel due
litri gemello
dell’EcoBlue di
Ford: un quattro
in linea qui
offerto nella
taratura 150 Cv,
di cui vi
mostriamo
a lato le curve
caratteristiche
di potenza
e coppia.
Potenza
kW
rpm
Coppia
Nm
rpm
[104] Costruzioni
Costruzioni marzo 2026 [105]
Archivio WalkAround
Tutti i WalkAround dal 1997 ad oggi
di proporre ai lettori l’analisi tecnica di macchine
movimento terra è nata agli inizi degli anni Novanta in
L’idea
un’epoca in cui la documentazione tecnica rilasciata
dalle case costruttrici, dagli importatori o dai distributori era
ARJES | COMPAKTOR 300
Trituratore mobile
WalkAround
maggio 2025
ASTRA | ADT30
Dumper articolati
WalkAround
aprile 2010
poca e non riportava dati uniformi. Da allora, grazie al lavoro
sinergico di ex progettisti del settore e giornalisti, sono state
analizzate più di 250 macchine. Di seguito le trovate elencate
per ordine alfabetico, con anno e mese di pubblicazione.
CASE CE | CX36Bzts
Escavatore cingolato
WalkAround
settembre 2005
CASE CE | CX230
Escavatore cingolato
WalkAround
aprile 2006
CASE CE | 1021G
Pala gommata
WalkAround
luglio 2017
CASE CE | CX145D SR
Escavatore cingolato
WalkAround
luglio 2018
CATERPILLAR | 938G II
Pala gommata
WalkAround
maggio 2004
CATERPILLAR | 432E
Sollevatore telescopico
WalkAround
dicembre 2006
CATERPILLAR | 972G
Pala gommata
WalkAround
novembre 1999
CATERPILLAR | 226
Pala gommata
WalkAround
dicembre 2000
CATERPILLAR | TH360B
Sollevatore telescopico
WalkAround
dicembre 2004
CATERPILLAR | 930G
Pala gommata
WalkAround
giugno 2005
CATERPILLAR | 904B
Pala gommata
WalkAround
luglio 2005
CATERPILLAR | 301.8 C
Miniescavatore
WalkAround
dicembre 2005
CATERPILLAR | 329E
Escavatore cingolato
WalkAround
settembre 2012
CATERPILLAR | 323E
Escavatore cingolato
WalkAround
maggio 2013
DEVELON | DD130
Dozer
WalkAround
novembre 2023
DEVELON | DX17z-7
Mini girosagoma
WalkAround
luglio 2024
BOBCAT | 763H, 773H
Pala gommata compatta
WalkAround
giugno 1998
CASE CE | 721E
Pala gommata
WalkAround
aprile 2007
CASE CE | 921G Evolution
Pala gommata
WalkAround
febbraio 2022
CATERPILLAR | 432D
Terna
WalkAround
ottobre 2001
CATERPILLAR | 325D LN
Escavatore cingolato
WalkAround
gennaio 2006
DEVELON DX165WR-7K
Escavatore gommato
WalkAround
luglio 2025
BOBCAT | E17Z
Midiescavatore
WalkAround
febbraio 2017
CASE CE | CX210B NHD
Escavatore cingolato
WalkAround
novembre 2007
CASE CE | CX17D
Miniescavatore
WalkAround
marzo 2023
CATERPILLAR | 325 B
Escavatore cingolato
WalkAround
febbraio 2002
CATERPILLAR | 305C CR
Miniescavatore
WalkAround
giugno 2006
DOOSAN | DX225NLC
Escavatore cingolato
WalkAround
luglio 2007
BOBCAT | E35Z
Miniescavatore
WalkAround
marzo 2019
CASE CE | CX75
Miniescavatore
WalkAround
febbraio 2008
CASE CE | CX12D
Miniescavatore
WalkAround
maggio 2023
CATERPILLAR | 972G Serie II
Pala gommata
WalkAround
aprile 2002
CATERPILLAR | 966H
Pala gommata
WalkAround
luglio 2006
DOOSAN | DX235-5 NLC
Escavatore cingolato
WalkAround
aprile 2016
BOBCAT | E55Z
Miniescavatore
WalkAround
aprile 2021
CASE CE | 921E
Pala gommata
WalkAround
settembre 2008
CASE CE | 1121F
Pala gommata
WalkAround
luglio 2014
CATERPILLAR | 305CR
Miniescavatore
WalkAround
febbraio 2003
CATERPILLAR | 953D
Pale cingolate
WalkAround
dicembre 2007
EUROCOMACH | ES850 zt
Escavatore cingolato
WalkAround
ottobre 2011
BOBCAT | T86
Skid cingolato
WalkAround
dicembre 2023
CASE CE | CX470B
Escavatore cingolato
WalkAround
febbraio 2009
CASE CE | CX230C triplice
Escavatore cingolato
WalkAround
ottobre 2014
CATERPILLAR | 906
Pala gommata
WalkAround
aprile 2003
CATERPILLAR | 323D NL
Escavatore cingolato
WalkAround
marzo 2008
FH FH90W | FH90W
Escavatore gommato
WalkAround
ottobre 1999
BOBCAT | TL25.60
Sollevatore telescopico
WalkAround
settembre 2024
CASE CE | CX80C MSR
Escavatore cingolato
WalkAround
febbraio 2015
CASE CE | CX100E
Midiescavatore
WalkAround
maggio 2025
CATERPILLAR | 247
Escavatore cingolato
WalkAround
settembre 2003
CATERPILLAR | 297C
Pala gommata
WalkAround
luglio 2008
FIAT HITACHI | FB100.2
Terna
WalkAround
ottobre 2000
BOBCAT | E17z R2
Miniescavatore
WalkAround
aprile 2025
CASE CE | 721G
Pala gommata
WalkAround
dicembre 2015
CATERPILLAR | 345BL
Escavatore cingolato
WalkAround
gennaio 1998
CATERPILLAR | TH 330B
Sollevatore telescopico
WalkAround
dicembre 2003
CATERPILLAR | 12M
Grader
WalkAround
dicembre 2008
FIAT HITACHI | FH17.2
Miniescavatore
WalkAround
gennaio 1999
CASE | TV450B
Skid cingolato
WalkAround
febbraio 2020
CASE CE | CX210D NLC
Escavatore cingolato
WalkAround
giugno 2016
CATERPILLAR | 924G
Pala gommata
WalkAround
luglio 2000
CATERPILLAR | 226B HF
Pala gommata
WalkAround
giugno 2004
CATERPILLAR | 730C
Dumper articolati
WalkAround
luglio 2010
FIAT HITACHI | FB200 4WS
Terna
WalkAround
giugno 1999
CASE | CX130
Escavatori cingolati
WalkAround
gennaio 2001
CASE | 621D
Pala gommata
WalkAround
settembre 2002
[106] marzo 2026 Costruzioni
SEDICI ANNI FA
A destra alcune
delle copertine dei
WalkAround delle
novità di punta nel
2008. Se trovate
un bell’usato
e cercate una
documentazione
tecnica da
consultare...
CATERPILLAR | 262
Pala gommata
WalkAround
dicembre 2002
CATERPILLAR | M316C
Escavatore gommato
WalkAround
luglio 2003
CATERPILLAR | D7E
Dozer cingolato
WalkAround
dicembre 2010
CATERPILLAR | 966K
Pala gommata
WalkAround
dicembre 2011
FIAT HITACHI | D180
Dozer cingolati
WalkAround
aprile 2000
FIAT KOBELCO | E215
Escavatore cingolato
WalkAround
marzo 2003
Costruzioni marzo 2026 [107]
Archivio WalkAround
FIAT KOBELCO | E135 Evo
Escavatore cingolato
WalkAround
aprile 2004
FIAT KOBELCO | W170EV
Pala gommata
WalkAround
settembre 2004
HANIX | H50B
Miniescavatore
WalkAround
marzo 2001
HITACHI | 210N
Escavatore cingolato
WalkAround
maggio 2003
HITACHI | ZX240-3
Escavatore cingolato
WalkAround
maggio 2007
HITACHI | ZW180
Pala gommata
WalkAround
ottobre 2007
HITACHI | ZX110-3
Escavatore cingolato
WalkAround
giugno 2008
HITACHI | ZW140
Pala gommata
WalkAround
ottobre 2008
HYUNDAI | HX300/A NL
Escavatore cingolato
WalkAround
settembre 2019
IHI | 30NX
Miniescavatore
WalkAround
maggio 1999
IHIMER | AS34
Minipala gommata
WalkAround
luglio 2013
IHIMER | 85V4
Escavatore cingolato
WalkAround
maggio 2016
JCB | 155 Eco
Pala gommata
WalkAround
marzo 2013
JCB | 86 C-1
Escavatore cingolato
WalkAround
settembre 2014
JCB | 100C-1
Escavatori cingolati
WalkAround
settembre 2015
JCB | 55Z-1
Escavatore cingolato
WalkAround
settembre 2016
JCB | 8080
Escavatore cingolato
WalkAround
luglio 2004
JCB | JS160 NLC
Escavatore cingolato
WalkAround
gennaio 2005
JCB | 8018
Miniescavatore
WalkAround
maggio 2005
JCB | 535-125/140 HiViz
Movimentatore telescopico
WalkAround
gennaio 2010
KOMATSU | PC 170LC-10
Escavatore cingolato
WalkAround
dicembre 2014
KOMATSU | PC88MR-11
Midiescavatore
WalkAround
febbraio 2021
KOMATSU | SK715-8
Pala compatta
WalkAround
aprile 2023
KOMATSU | WB97R-2
Terna
WalkAround
dicembre 1998
HITACHI | LX290E
Pala gommata
WalkAround
ottobre 2003
HITACHI | ZX85USB-6
Midiescavatore
WalkAround
maggio 2019
IHIMER | 55VX
Miniescavatore
WalkAround
settembre 2007
JCB | Hydradig 110W
Escavatore gommato
WalkAround
novembre 2017
JCB | 370X NLC
Escavatore cingolato
WalkAround
novembre 2024
KOMATSU | PC110R-1
Escavatore cingolato
WalkAround
dicembre 1999
HITACHI | ZX350 LCN
Escavatore cingolato
WalkAround
febbraio 2004
HITACHI | ZW220-7
Pala gommata
WalkAround
giugno 2021
IHIMER | M2076
Pala gommata
WalkAround
gennaio 2008
JCB | 437
Pala gommata
WalkAround
maggio 2018
JCB | 145XR
Escavatore cingolato
WalkAround
dicembre 2025
KOMATSU | WA380-3 Active+
Pala gommata
WalkAround
settembre 2000
HITACHI | ZX130
Escavatore cingolato
WalkAround
ottobre 2004
HITACHI | ZX135W-7
Escavatore gommato
WalkAround
marzo 2022
IHIMER | Carry 110
Dumper cingolato
WalkAround
giugno 2009
JCB | 140X LC
Escavatore cingolato
WalkAround
giugno 2019
KATOIMER | HD35V4
Miniescavatore
WalkAround
giugno 2018
KOMATSU | SK714
Pale compatte
WalkAround
settembre 2001
HITACHI | ZX30U-2
Miniescavatore
WalkAround
febbraio 2005
HITACHI | ZX155W-7
Escavatore gommato
WalkAround
febbraio 2023
IHIMER | 12VXE
Miniescavatore
WalkAround
maggio 2010
JCB | 19C-1E
Midiescavatore
WalkAround
settembre 2020
KATOIMER | HD20N5
Miniescavatore
WalkAround
giugno 2024
KOMATSU | WA470-5
Pala gommata
WalkAround
maggio 2002
HITACHI | ZX50U-2
Miniescavatore
WalkAround
ottobre 2005
HITACHI | ZW310-6
Pala gommata
WalkAround
marzo 2017
IHIMER | AS12
Skid gommato
WalkAround
novembre 2010
JCB | 35-Z1
Miniescavatore
WalkAround
ottobre 2021
KOBELCO | SK240
Escavatore cingolato
WalkAround
dicembre 2023
KOMATSU | WH 714H
Sollevatore telescopico
WalkAround
novembre 2003
HITACHI | EH750-2
Escavatori gommati
WalkAround
novembre 2005
HYUNDAI | HL955
Pala gommata
WalkAround
maggio 2017
IHIMER | CL45
Minipala cingolata
WalkAround
gennaio 2011
JCB | 525-60E
Sollevatore telescopico
WalkAround
luglio 2022
KOBELCO | ED160BR
Escavatore cingolato
WalkAround
ottobre 2024
KOMATSU | WA320-5
Pala gommata
WalkAround
marzo 2004
HITACHI | ZX250-3 LCN
Escavatore cingolato
WalkAround
marzo 2006
HYUNDAI | HX220 NLC
Escavatore cingolato
WalkAround
maggio 2017
IHIMER | 27V4
Miniescavatore
WalkAround
aprile 2015
JCB | 456B
Pala gommata
WalkAround
dicembre 1997
KOBELCO | SK85MSR-7
Midiescavatore cingolato
WalkAround
febbraio 2025
KOMATSU | PC78MR-6
Escavatore cingolato
WalkAround
marzo 2005
HITACHI | ZW250
Pala gommata
WalkAround
ottobre 2006
HYUNDAI | HX145L CR
Escavatore cingolato
WalkAround
ottobre 2018
JCB | JS330NL
Escavatore cingolato
WalkAround
marzo 1999
JCB | JS220NC
Escavatore cingolato
WalkAround
gennaio 2004
KOBELCO SK210LC-11E LR
Escavatore long Reach
WalkAround
luglio 2025
KOMATSU | PC75R-2
Escavatore cingolato
WalkAround
aprile 2005
DOVE C’È TERRA...
Il nuovo D65EX-16
lo abbiamo passato alla
lente presso lo stabilimento
di Este (PD), mentre il ViO38
presso la concessionaria
Canziani Macchine.
JCB | 3CX
Terna
WalkAround
ottobre 2002
JCB | JS360 NLC
Escavatore cingolato
WalkAround
marzo 2009
KOMATSU | PW75
Escavatore gommato
WalkAround
febbario 1998
KOBELCO | SK 270SR NLC-7
Escavatore cingolato
WalkAround
novembre 2025
KOMATSU | PC138US-8
Escavatore cingolato
WalkAround
giugno 2005
KOMATSU | PC210-8
Escavatore cingolato
WalkAround
maggio 2006
[108] marzo 2026 Costruzioni
Costruzioni marzo 2026 [109]
Archivio WalkAround
KOMATSU | WA380-6
Pala gommata
WalkAround
gennaio 2007
KOMATSU | PC88MR-6
Escavatori cingolati
WalkAround
febbraio 2007
KOMATSU | PW98MR-6
Escavatore gommato
WalkAround
giugno 2007
KOMATSU | WA250PZ-6
Pala gommata
WalkAround
aprile 2008
KUBOTA | U10-5 StageV
Miniescavatore
WalkAround
novembre 2021
KUBOTA | U27-4
Miniescavatore
WalkAround
ottobre 2022
KUBOTA | KX085 -5
Midiescavatore
WalkAround
ottobre 2023
KUBOTA | U-45
Miniescavatore
WalkAround
febbraio 2000
LIEBHERR | R922
Escavatore cingolato
WalkAround
maggio 2014
LIEBHERR | R924 NLC G8
Escavatore cingolato
WalkAround
luglio 2019
LIEBHERR | TA230
Dumper articolato
WalkAround
ottobre 2025
MAGNI | TH 3.6
Sollevatore telescopico
WalkAround
aprile 2025
MERLO | Roto 50.26S PLUS
Sollevatore telescopico
WalkAround
dicembre 2020
MERLO | e-Worker
Sollevatore telescopico
WalkAround
novembre 2021
MERLO | ROTO 50.35 PLUS
Sollevatore telescopico
WalkAround
novembre 2022
MERLO | TF30.7PLUS
Sollevatore telescopico
WalkAround
settembre 2023
TAKEUCHI | TB335R
Miniescavatore
WalkAround
febbraio 2023
TAKEUCHI | TB350R
Miniescavatore
WalkAround
giugno 2023
TAKEUCHI | TB395W
Escavatore gommato
WalkAround
ottobre 2023
TAKEUCHI | TL126
Caricatore cingolato
WalkAround
marzo 2000
TAKEUCHI | TCR50-3
Dumper cingolato
WalkAround
dicembre 2025
TEREX | 4017
Sollevatore telescopico
WalkAround
settembre 2006
TEREX | PT80
Pala cingolata
WalkAround
gennaio 2009
THOMAS | T103S
Pala gommata compatta
WalkAround
febbario 1999
KOMATSU | PC80MR-3
Escavatore cingolato
WalkAround
maggio 2008
KUBOTA | KX101-3
Miniescavatore
WalkAround
gennaio 2002
MECALAC | 714 Mwe
Escavatori gommati
WalkAround
dicembre 2012
MERLO DM-9
Dumper fuoristrada
WalkAround
settembre 2025
TAKEUCHI | TL 12V2
Skid cingolato
WalkAround
novembre 2019
VOLVO CE | L220D
Pala gommata
WalkAround
maggio 2000
KOMATSU | HM300-2
Dumper articolati
WalkAround
maggio 2009
KUBOTA | KX161-3
Miniescavatore
WalkAround
gennaio 2003
MECALAC | 10MCR
Escavatore cingolato
WalkAround
febbraio 2013
MESSERSI | M60U
Miniescavatore
WalkAround
settembre 2009
TAKEUCHI | TB217R
Miniecavatore
WalkAround
maggio 2020
VOLVO CE | L35B
Pala gommata
WalkAround
aprile 2001
KOMATSU | PC88MR8
Escavatore cingolato
WalkAround
ottobre 2009
KUBOTA | KX057-4
Miniescavatore
WalkAround
febbraio 2010
MECALAC | 12MTX
Escavatori gommati
WalkAround
ottobre 2015
MOROOKA | MST110CR
Dumper cingolato
WalkAround
giugno 2025
TAKEUCHI | TB370
Midiescavatore
WalkAround
luglio 2020
VOLVO CE | ECR38
Miniescavatore
WalkAround
marzo 2005
KOMATSU | CK35-1
Pala cingolata
WalkAround
ottobre 2010
KUBOTA | KX019-4
Miniescavatore
WalkAround
marzo 2011
MECALAC | 6MWR
Escavatore gommato
WalkAround
febbraio 2018
NEW HOLLAND | MH3.6
Escavatori gommati
WalkAround
aprile 2005
TAKEUCHI | TB257FR
Midiescavatore
WalkAround
novembre 2020
VOLVO CE | EC235NLC
Escavatore cingolato
WalkAround
novembre 2008
KOMATSU | D65EX-16
Dozer
WalkAround
settembre 2011
LIEBHERR | L554
Pala gommata
WalkAround
ottobre 1998
MECALAC | TLB 890
Terna
WalkAround
giugno 2017
NEW HOLLAND | E145
Escavatore cingolato
WalkAround
febbraio 2006
TAKEUCHI | TB325R
Miniescavatore
WalkAround
luglio 2021
VOLVO CE | A30E Strada
Dumper
WalkAround
aprile 2009
KUBOTA | U-15
Miniescavatore
WalkAround
febbraio 2001
LIEBHERR | HS835HD
Gru cingolata
WalkAround
ottobre 2006
MECALAC | TA9SP
Dumper articolato
WalkAround
ottobre 2017
NEW HOLLAND | W190B
Pala gommata
WalkAround
marzo 2007
TAKEUCHI | TB2150R
Escavatore cingolato
WalkAround
giugno 2022
VOLVO CE | EC360C NL
Escavatore cingolato
WalkAround
marzo 2010
KUBOTA | KX71-3
Miniescavatore
WalkAround
novembre 2004
LIEBHERR | LR634
Pala cingolata
WalkAround
novembre 2006
MECALAC | 15MWR
Escavatore gommato
WalkAround
dicembre 2017
NEW HOLLAND | E245C
Escavatore cingolato
WalkAround
giugno 2012
TAKEUCHI | TB290-2
Midiescavatore
WalkAround
settembre 2022
ù
VOLVO CE | L180G
Pala gommata
WalkAround
giugno 2011
KUBOTA | R085
Pala gommata
WalkAround
luglio 2015
LIEBHERR | R926 Advanced
Escavatore cingolato
WalkAround
settembre 2010
MECALAC | 9MWR
Escavatore gommato
WalkAround
febbraio 2018
NEW HOLLAND | W300C
Pala gommata
WalkAround
ottobre 2012
TAKEUCHI | TB20e Elett
Miniescavatore
WalkAround
marzo 2024
VOLVO CE | EC300D
Escavatore cingolato
WalkAround
aprile 2012
KUBOTA | U36-4
Miniescavatore
WalkAround
novembre 2018
KUBOTA | U56-5
Midiescavatore
WalkAround
ottobre 2020
LIEBHERR | A918 Compact
Escavatore gommato
WalkAround
marzo 2012
LIEBHERR | L566 IIIB
Pala gommata
WalkAround
gennaio 2013
MERLO P 50.18 CS TOP
Sollevatore telescopico
WalkAround
luglio 2024
MERLO | ROTO 40.18
Sollevatore telescopico 360°
WalkAround
aprile 1998
OM TRACK | ULISSE
Dumper
WalkAround
maggio 1998
PELJOB | E300
Escavatore cingolato
WalkAround
settembre 1999
TAKEUCHI | TB320
Miniescavatore
WalkAround
maggio 2024
TAKEUCHI | TB370W
Escavatore gommato
WalkAround
marzo 2025
I Walk più
recenti sono
sfogliabili
nell’archivio
digitale
[110] marzo 2026 Costruzioni
Costruzioni marzo 2026 [111]
INNOVAZIONE, TECNOLOGIA, RICERCA
Archivio WalkAround
VOLVO CE | EC220D
YANMAR | SV20z
Escavatore
Escavatore cingolato
con
Miniescavatore
WalkAround
WalkAround
aprile 2013
luglio 2009
braccio
VOLVO CE | ECR50D
Ultra
YANMAR
High
| ViO50 Universal
Escavatore cingolato
Miniescavatore
WalkAround
WalkAround
aprile 2014
novembre 2009
Reach
VOLVO CE | L120H
Pala gommata
WalkAround
marzo 2015
SK1300DLC-11
VOLVO CE | ECR88D triplice
Escavatore cingolato
WalkAround
marzo 2016
YANMAR | SV100-1
Escavatore cingolato
WalkAround
giugno 2010
YANMAR | ViO80U
Miniescavatore
WalkAround
febbraio 2011
YANMAR | ViO82
Midiescavatore
WalkAround
febbraio 2019
YANMAR | V100 Stage V
Pala gommata
WalkAround
ottobre 2019
YANMAR | ViO23-6
Miniescavatore
WalkAround
giugno 2020
YANMAR | C50R StageV
Carrier cingolato
WalkAround
marzo 2021
VOLVO CE | EWR150E
Escavatore gommato
WalkAround
aprile 2017
YANMAR | ViO33
Miniescavatore
WalkAround
luglio 2011
YANMAR | B75W StageV
Escavatore gommato
WalkAround
dicembre 2021
VOLVO CE | ECR35D
Miniescavatore
WalkAround
aprile 2018
YANMAR | ViO38U
Miniescavatore
WalkAround
novembre 2011
YANMAR | ViO17-1
Miniescavatore
WalkAround
aprile 2022
VOLVO CE | ECR18E
Miniescavatore
WalkAround
PESO OPERATIVO: aprile 2019
127 300 – 137 700 KG
VOLVO CE | EC200E NL
Escavatore cingolato
POTENZA DEL MOTORE: WalkAround
382 KW
marzo 2020
YANMAR | SV26
Miniescavatore
WalkAround
giugno 2013
YANMAR | VIO-1
Miniescavatore
WalkAround
settembre 2013
YANMAR | C30R-3TV
Dumper cingolato
WalkAround
luglio 2023
YANMAR | B7 Sigma
Miniescavatore
WalkAround
luglio 2016
ALTEZZA MASSIMA DI VOLVO CE | EW200E MH
LAVORO: 40 M Escavatore gommato
WalkAround
maggio 2021
GARANZIA 3 ANNI O
3000 ORE IL PRIMO
TERMINE RAGGIUNTO*
VOLVO CE | ECR25 Elect.
Escavatore cingolato
* Ricambi, mano d’opera e spese WalkAround
di viaggio incluse.
maggio 2022
YANMAR | ViO 100-2
Escavatore cingolato
WalkAround
giugno 2014
YANMAR | SV16-SV18
Miniescavatore
WalkAround
novembre 2014
YANMAR | ViO 50/57
Escavatore cingolato
WalkAround
novembre 2016
YANMAR | SV87-7 triplice
Midiescavatore cingolato
WalkAround
dicembre 2024
VOLVO CE | ECR40
Miniescavatore
WalkAround
aprile 2024
VOLVO CE | EC230 NL
Escavatore cingolato
WalkAround
marzo 2025
YANMAR | B50V
Midiescavatore
WalkAround
marzo 1998
YANMAR | SV1002PB
Miniescavatore
WalkAround
novembre 2015
YANMAR | ViO27-6
Miniescavatore
WalkAround
settembre 2017
YANMAR | SV60
Midiescavatore
WalkAround
marzo 2018
YANMAR | ViO 38-7
Miniescavatore
WalkAround
giugno 2025
YANMAR | SV100-7
Midiescavatore
WalkAround
febbraio 2026
Centro Ricerche ENEA Brasimone
16 settembre 2025
Ex GAM BolognaFiere
11-13 marzo 2026
YANMAR | VIO70
Escavatore cingolato
WalkAround
gennaio 2000
KOBELCO CONSTRUCTION MACHINERY EUROPE B.V.
[112] marzo 2026 Costruzioni
YANMAR | B110W
Escavatore gommato
WalkAround
settembre 2018
WWW.KOBELCO-EUROPE.COM
SEGRETERIA ORGANIZZATIVA MAIN MEDIA PARTNER IN COLLABORAZIONE CON
Via Minturno, 14 - 20127 Milano
Tel. 02 4547 1111 - segreteria@mirumir.it
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La prossima è già iniziata.