PiùMe Magazine Maggio 2026
Scopri il Magazine di PiùMe di Aprile 2026: in copertina Tiziano Ferro!
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M A G A Z I N E
NUMERO 5 - MAGGIO 2026
COPIA OMAGGIO
TROPPI BAMBINI OBESI
DALLO SCORSO ANNO
L’OBESITÀ HA SUPERATO
IL SOTTOPESO COME
FORMA PIÙ DIFFUSA
DI MALNUTRIZIONE
IL GIRO D’ITALIA
È UNO DEGLI EVENTI
SPORTIVI PIÙ ATTESI E
APPREZZATI A LIVELLO
GLOBALE, TRASMESSO IN
OLTRE 200 PAESI
foto> Andrea Bianchera
TIZIANO
FERRO
ITALIA PAESE
LEADER DELL’
INCOMING TURISTICO
ANCHE QUEST’ANNO L’ITALIA
SI CONFERMA UNA DELLE
DESTINAZIONI TURISTICHE
PIÙ DESIDERATE AL MONDO
GINO PAOLI
LA MUSICA E LE SUE
CANZONI HANNO SAPUTO
ATTRAVERSARE IL TEMPO
SENZA MAI PASSARE DI MODA
Un rito collettivo, dove le emozioni, le lacrime, i sorrisi, le cadute e
le rinascite si fondono in un solo coro, quello del popolo di Tiziano
Ferro, uno degli artisti più attesi in questa estate di musica.
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M A G A Z I N E
EDITORIALE
di MAURIZIO BONUGLI
La Creazione di Adamo, Michelangelo Buonarroti, 1511 (Cappella Sistina) Musei Vaticani - Roma
LA BELLA ITALIA
“A Parigi, nel momento in cui
si decide di andare a Roma,
bisognerebbe stabilire di
andare al museo un giorno sì e
uno no: si abituerebbe l’anima
a sentire la bellezza”.
-Stendhal-
DA NORD A SUD, DA EST A OVEST! DA QUALUNQUE PARTE LO SI VEDA, IL NOSTRO AMATO
“STIVALE” È DAVVERO UNA MERAVIGLIA. RAGION PER CUI, IL PROSSIMO 18 MAGGIO, IN
OCCASIONE DELLA GIORNATA INTERNAZIONALE DEI MUSEI, IL CONSIGLIO È QUELLO
DI GODERE APPIENO DELLA “BELLEZZA” DI CUI IL NOSTRO PAESE È LETTERALMENTE
CIRCONDATO. POTREMO CIOÈ “SFRUTTARE” UNA DELLE MIGLIAIA DI INIZIATIVE E DI EVENTI
CHE LO CELEBRANO PERCHÉ L’ANDAR PER MUSEI SIGNIFICA SCOPRIRE LA BELLEZZA DI
TANTE NAZIONI, CITTÀ E PAESI, INCONTRANDO PERSONE, COLORI, PROFUMI, PAESAGGI,
MONUMENTI, SAPORI E TANTO TANTO DI PIÙ.
Considerando che l’Italia è un
meraviglioso museo a cielo aperto,
dobbiamo ammirarla “là fuori” nelle
sue strade e nelle sue piazze. Anche
come piccolo “individualissimo”
contributo alla ripresa della nostra
economia che pure, è molto legata
al comparto del turismo. Come ben
sappiamo, le bellezze italiane sono
davvero tante e, soprattutto, uniche al
mondo. Dai mille comuni ai paesaggi
mozzafiato, dal mare alla montagna,
dalle testimonianze archeologiche ai
centri storici delle arti e dei mestieri,
sono ben 60 i siti italiani considerati
dall’Unesco “Patrimonio dell’Umanità”.
Il nostro Paese è tornato ad essere
una tra le mete preferite al mondo per
le vacanze di milioni di persone e tutti
noi, nessuno escluso, ne possiamo
diventare dei formidabili Testimonial.
Intanto riattivando il turismo interno ed
impegnandoci a fare incoming magari
utilizzando, perché no, i nostri profili
social per promuovere le nostre città, i
nostri borghi e i nostri luoghi del cuore
con tutta la “lentezza” necessaria
dando valore al tempo che scorre
senza più le ansie e le “rincorse” della
vita quotidiana.
E questa, è anche la maniera ideale
per modificare il nostro modo di “fare”
turismo. Non più un turismo del “tutto
e subito” in un frenetico “take away”
da vacanziere della domenica ma un
turismo “slow”, lento, nel rispetto
dell’ambiente, della cultura e del
benessere delle persone. Bisogna
contrastare il cosiddetto “overtourism”
il turismo “sovraffollato” con le
sue mille ripercussioni negative.
Occorrono politiche innovative di
valorizzazione dei territori in grado
di destagionalizzare e diversificare
sempre di più l’offerta turistica e i
servizi ad essa collegati.
Proprio come ci suggerisce
“tuttogreen.it” in tema di turismo
sostenibile ovvero: “utilizzando in
modo ottimale le risorse ambientali
del paese che ci ospita e contribuendo
alla conservazione delle risorse
naturali e della biodiversità
di quei luoghi; rispettandone
l’autenticità e il patrimonio sociale,
quello culturale e delle tradizioni
all’insegna della reciprocità e della
tolleranza; garantendo attività
economiche sostenibili a lungo
termine; consentendoci di vivere a
pieno l’esperienza della vacanza ma
sensibilizzandoci sull’impatto che il
nostro viaggio avrà nei confronti dei
luoghi visitati”.
A ben vedere, tutto torna perché,
l’obiettivo della Giornata Internazionale
dei Musei è avere consapevolezza
del fatto che: “…i Musei sono un
importante mezzo di scambio
culturale, arricchimento delle culture
e sviluppo di comprensione reciproca,
cooperazione e pace fra i popoli”. La
pace appunto! ...che altro aggiungere?
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M A G A Z I N E
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M A G A Z I N E
LA MONETA INVISIBILE
di MATTEO FORLI
L’IMPORTANZA DELL’EDUCAZIONE
FINANZIARIA PER LA CRESCITA
IL TEMA DELL’EDUCAZIONE FINANZIARIA STA DIVENTANDO SEMPRE PIÙ
CENTRALE NEL DIBATTITO PUBBLICO. CONSIDERATA IMPORTANTE PER LA
CRESCITA INDIVIDUALE E COLLETTIVA, SI È AVANZATA ADDIRITURA L’IPOTESI
DI INSERIRLA TRA LE MATIERE SCOLASTICHE. EPPURE, IN ITALIA E IN
EUROPA, È MOLTO BASSA LA PERCENTUALE DI COLORO CHE SANNO COSA SIA.
L’OCSE definisce l’educazione
finanziaria come quel “processo
attraverso il quale i consumatori,
i risparmiatori e gli investitori
migliorano le loro capacità di
comprensione dei prodotti finanziari,
dei concetti che ne sono alla base
e dei rischi e, attraverso istruzioni,
informazioni, ed una consulenza
oggettiva, sviluppano capacità e
confidenza atte a farli divenire
più consapevoli dei rischi e delle
opportunità finanziarie, a fare scelte
consapevoli, a comprendere a chi
rivolgersi per aiuto, e a intraprendere
altre importanti azioni per aumentare
il proprio benessere finanziario”.
Questa competenza riguarda molti
aspetti della vita quotidiana, più di
quanto si possa immaginare quali
la gestione del budget familiare,
il risparmio e gli investimenti,
l’uso responsabile del credito,
la pianificazione pensionistica
e la comprensione di strumenti
bancari e assicurativi, solo per
citarne alcuni. L’educazione
finanziaria, dunque, non interessa
solo la finanza in senso stretto.
L’importanza dell’educazione
finanziaria deriva poi dal fatto
che le decisioni economiche
individuali non hanno un impatto
diretto solo sul benessere delle
persone, ma anche sulla stabilità
del sistema economico nazionale
ed europeo. Per questo, negli
ultimi anni l’Unione europea ha
inserito l’educazione finanziaria
tra le competenze fondamentali
per la cittadinanza economica
con l’obiettivo di migliorare la
conoscenza e le competenze
finanziarie dei cittadini europei e
rendere più accessibili risparmio
e investimenti, soprattutto per
i piccoli risparmiatori, anche
integrando l’educazione finanziaria
nei sistemi educativi nazionali,
con programmi rivolti a studenti e
giovani lavoratori.
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M A G A Z I N E
LA VIGNETTA
di LUCA BALDI
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M A G A Z I N E
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M A G A Z I N E
MONDO GREEN
di LARA VENÈ
RIDURRE LA BUSINESS CLASS PUÒ
RENDERE I VOLI PIÙ SOSTENIBILI
I VOLI AEREI IN PRIMA E BUSINESS CLASS EMETTONO FINO A 5
VOLTE PIÙ GAS SERRA DEGLI ECONOMY.
Ad affermarlo è Greenpeace
Europa Centro-orientale dopo aver
analizzato i voli a lungo raggio in
partenza da 44 Paesi e operati da
24 compagnie aeree europee nel
2024, inclusi quelli di ITA Airways
partiti da Roma. In particolare,
sono stati confrontati i livelli di
emissioni di gas serra (CO₂) per
passeggero nei diversi settori della
cabina: Economy class, Premium
economy, Business class e First
class. I sedili di business e first
class emettono 4-5 volte più CO₂
per chilometro pro-passeggero
rispetto a quelli in economy class.
Ciò è dovuto allo spazio maggiore
occupato, al peso incrementale
dovuto ai sedili più grandi e agli
spazi extra riservati ai passeggeri
premium.
Anche la premium economy ha un
impatto più elevato rispetto alla
classica economy, emettendo circa
1,5 volte più CO₂ per passeggero.
Così, nonostante rappresentino
solo circa il 14 % dei passeggeri
volanti, i viaggiatori in prima e
business class sono responsabili
del 36 % delle emissioni totali
dei voli a lungo raggio. E questo
è dovuto alla distribuzione fisica
degli spazi in cabina che risulta
avere un’influenza rilevante sulle
emissioni medie di un volo: le
cabine di lusso occupano più
spazio a bordo e trasportano meno
passeggeri per unità di carburante
consumato.
In termini pratici, nei settori
business/first, lo stesso
carburante trasporta molto meno
“massa passeggeri” rispetto
all’economy, aumentando
aumentando così le emissioni
di CO₂ attribuite a ogni singolo
viaggiatore.
Per questo motivo, Greenpeace
propone come prima strategia la
riduzione o l’eliminazione delle
classi premium, soprattutto sui
voli a lungo raggio: un aereo con
più posti economy permetterebbe
di trasportare più persone con
lo stesso volo, abbassando le
emissioni medie per passeggero
senza aumentare il numero di
decolli e atterraggi.
Tra le altre strategie avanzate,
anche interventi sulla fiscalità
ambientale come quella di
introdurre tasse più alte sui
biglietti business, first e premium
economy, utilizzando i ricavi
per finanziare alternative di
trasporto più sostenibili, come
il potenziamento della rete
ferroviaria e dei trasporti pubblici.
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M A G A Z I N E
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MAGGIO 2026
RUBRICHE
14 Mondo Donna
16 AltezzeREALI
18 News Italia Mondo
20 Salute & Benessere
22 Good Mind
24 Correva l’anno
30 Self-made stories
REPORTAGE
26 ITALIA PAESE
LEADER DELL’
INCOMING TURISTICO
32 TROPPI BAMBINI OBESI
26
ITALIA PAESE
LEADER DELL’
INCOMING
TURISTICO
ANCHE QUEST’ANNO L’ITALIA
SI CONFERMA UNA DELLE
DESTINAZIONI TURISTICHE PIÙ
DESIDERATE AL MONDO
PERSONAGGIO DEL MESE
36 GINO PAOLI
RUBRICHE
42 Zona Beauty
44 Tutto intorno all’arte
46 Speciale Moda
50 Zona Fitness
52 Red carpet
54 Consigli per la casa
56 Io viaggio da sola
58 Le ricette di PiùMe
62 Garden Place
64 Matrix
66 The Winner:
IL GIRO D’ITALIA
TIZIANO
FERRO
Un rito collettivo, dove le emozioni, le lacrime, i
sorrisi, le cadute e le rinascite si fondono in un solo
coro, quello del popolo di Tiziano Ferro, uno degli
artisti più attesi in questa estate di musica.
66
IL GIRO
D’ITALIA
È UNO DEGLI EVENTI SPORTIVI
PIÙ ATTESI E APPREZZATI A
LIVELLO GLOBALE, TRASMESSO
IN OLTRE 200 PAESI.
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PIÙME MAGAZINE
è una rivista di GENERAL PROVIDER Srl registrata
presso il
Tribunale Ordinario di Lucca. Num. R.G.1009/2015
Numero Reg. Stampa: 9in data 01/09/2015
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Grandi)
20096 Seggiano di Pioltello (MI) Italy n° ROC 25471
M A G A Z I N E
32
TROPPI
BAMBINI
OBESI
DALLO SCORSO ANNO L’OBESITÀ
HA SUPERATO IL SOTTOPESO
COME FORMA PIÙ DIFFUSA DI
MALNUTRIZIONE
36
GINO PAOLI
LA MUSICA E LE SUE
CANZONI HANNO SAPUTO
ATTRAVERSARE IL TEMPO
SENZA MAI PASSARE DI MODA.
72 Le avventure di PrìMo: Ti racconto un libro
74 Sulla strada
76 La 25°ora
78 My book
80 Teatro & Musica
82 On stage: TIZIANO FERRO
86 Un anno di felicità con Barbanera
88 L’altro sport
90 Home sweet home
92 I giochi di PiùMe
94 I Care
96 Qua la zampa!
98 L’Oroscopo di PiùMe
46
ASPETTANDO
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Pubblicazione mensile in attesa di registrazione presso il
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sono di proprietà dell’archivio fotografico ADOBE STOCK.
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M A G A Z I N E
MONDO DONNA
di LARA VENÈ
IL DIVARIO TRA DONNE E UOMINI IN
ITALIA È TRA I PEGGIORI D’EUROPA
C’È DA CORRERE E RIDEFINIRE LE PRIORITÀ SE SI VUOLE RIDURRE IL
DIVARIO DI GENERE IN ITALIA. PERCHÉ DI QUESTO PASSO CI VORRÀ UN
C
SECOLO PER RAGGIUNGERE LA PARITÀ.
M
Y
A ribadirlo è il Rapporto Italia
e parità di genere: ridefinire
le priorità e accelerare il
cambiamento di UN Woman
Italia e a rafforzarlo è il Global
Gender Gap Report 2025 del World
Economic Forum, che colloca il
nostro paese all’85esimo posto
su 148 Paesi, evidenziando un
ritmo di avanzamento tanto lento
da proiettare al 2148 il pieno
raggiungimento della parità.
Occupazione femminile al 53%,
nidi al 30%, divario salariale nel
privato al 17% e digital gender
gap sono gli ostacoli principali.
L’occupazione femminile, rivela lo
studio, è ferma al 53,7% a fronte del
71,2% maschile, con divari ancora
più marcati nel Mezzogiorno,
dove la partecipazione lavorativa
delle donne è poco più della
metà rispetto al Nord. E anche
se le donne rappresentano oltre
la metà dei laureati, rimangono
fortemente sottorappresentate
nelle discipline Stem, dove si
attestano al 16,8% rispetto al 37%
degli uomini. Il Rapporto sottolinea
come le infrastrutture sociali per
la vita familiare costituiscano un
ostacolo determinante alla parità.
La copertura degli asili nido si
ferma al 30% su base nazionale,
con picchi al ribasso del 17,4% nel
Mezzogiorno, lontana dall’obiettivo
europeo del 45% al 2030. Questo
deficit si traduce in carriere
interrotte, riduzione delle ore
lavorative e rinunce professionali,
che alimentano una child penalty
superiore al 30%.
Il Rapporto avanza dieci proposte
prioritarie che riguardano
empowerment economico, politiche
di conciliazione, sviluppo di
CM
competenze, contrasto alla violenza
MY
di genere e riforme abilitanti per
CY
una maggiore partecipazione
CMY
femminile. “Nessuna misura
K
settoriale - conclude lo studio - può
colmare da sola il divario di genere.
Servono politiche strutturali,
servizi universali, incentivi alla
partecipazione femminile e un
nuovo patto culturale che coinvolga
attivamente anche gli uomini”.
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M A G A Z I N E
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M A G A Z I N E
AltezzeREALI
di KATIA BRONDI
ISABELLA D’ESTE
“La prima donna del mondo”
(Niccolò Correggio)
Figura chiave del Rinascimento italiano
ed europeo, Isabella d’Este (1474 –
1539) fu grande mecenate, collezionista
d’arte, statista e innovatrice della moda.
Il suo stile venne imitato da numerose
nobildonne dell’epoca. Attenta studiosa
dei classici, eccelleva nel canto e nella
musica. Riuscì a coniugare cultura e
politica con sorprendente maestria.
Figlia di Eleonora d’Aragona e di Ercole I
d’Este, coltissimo duca di Ferrara.
Promessa sposa a sei anni e futura
marchesa di Mantova
Alla giovane età di 16 anni entrò nella
vicina città di Mantova come marchesa
con una dote di 25mila ducati. Convolò a
nozze con Francesco II di Gonzaga e alle
celebrazioni parteciparono 17mila ospiti.
Ma l’Italia rinascimentale era lacerata
dalle fitte guerre e Isabella veniva spesso
lasciata sola dal marito, capitano di
ventura. Le 30mila missive conservate
nell’archivio di Mantova testimoniano
l’amicizia tra Isabella e l’amata cognata
Elisabetta Gonzaga, moglie del duca di
Urbino durante il periodo di assenza del
marito e ci forniscono dettagli sulla vita
della marchesa.
La vita a corte e l’abilità politica.
Il matrimonio non fu sempre sereno. Le
assenze di Francesco e le sue innumerevoli
amanti mettevano un freno alla
quiete della vita coniugale. A turbare
ulteriormente la marchesa ci fu anche il
fatto di non riuscire a garantire a Mantova
un erede fino a quando nel 1500 nacque
Federico, il tanto desiderato figlio
maschio. Ad aumentare le tensioni con il
marito si aggiunsero anche vicende politiche.
Durante la campagna contro la
repubblica di Venezia, Francesco fu fatto
prigioniero per quasi un anno. Isabella
rimase sola come reggente del piccolo
stato dimostrando tutta la sua straordinaria
abilità politica. Doveva non solo
fronteggiare la Serenissima ma anche
salvaguardare il territorio dagli alleati
di Mantova, Milano e Francia che, con la
scusa di mandarle degli aiuti, avrebbero
potuto occupare il marchesato. Nel
1510 Isabella riuscì a liberare il marito.
Francesco convinto che Isabella avesse
temporeggiato volontariamente per
tenere il potere durante la sua assenza,
al suo ritorno, la allontanò dalla politica.
Alla morte di Francesco Gonzaga, il
figlio Federico era ancora minorenne
e tra il 1519 e il 1521 Isabella ebbe la
sua seconda reggenza. All’età di 45
anni si rimise a studiare concentrando
i suoi studi su architettura, agricoltura
e industria. Di grande interesse furono
gli insegnamenti de Il principe di Niccolò
Machiavelli. Raggiunta la maggiore età
il figlio Federico temeva la rivalità della
madre e per la seconda volta Isabella fu
estromessa dalla gestione politica.
L’arte con Isabella
Fu così che Isabella dedicò il suo tempo
alle sue più grandi passioni: il mecenatismo
e il collezionismo. Raffaello Sanzio,
il pittore di corte Andrea Mantegna,
Ludovico Ariosto e Baldassarre Castiglione
furono ospitati sin dai primi anni
a Mantova dalla marchesa. Ma il vero
gioiello di Isabella fu il proprio “studiolo”
privato le cui decorazioni, ideate
dalla stessa Isabella, furono affidate a
illustri artisti del tempo, tra cui Mantegna.
Lo studiolo, senza precedenti, che
raccoglieva dipinti, gioielli, libri, orologi
e pietre preziose divenne un’attrazione
per uomini di cultura di tutta Italia e
imitato in altre corti. Queste figure di
rilievo potevano avere influenza politica
soprattutto per un piccolo stato come
quello di Mantova. Poco prima del Sacco
Imperiale nel 1527 Isabella si trovava a
Roma in cerca di nuove opere e in quel
frangente aprì le porte di palazzo Colonna
dando rifugio a duemila nobili romani
contro l’ira dei lanzichenecchi. Nel 1531
l’imperatore Carlo V, grazie all’influenza
di Isabella, nominò il figlio Federico
primo duca di Mantova che passò da
marchesato e ducato. Fu l’ultimo successo
politico di Isabella.
Negli ultimi anni della sua vita Isabella
si dedicò sempre ad arricchire la sua
collezione d’arte, “la prima donna
del mondo” proseguì i suoi viaggi ed
esercitò la politica nella sua tenuta di
Solarolo, in Romagna. La “Liberale e
magnanima Isabella” (Ludovico Ariosto)
seppe coniugare arte, cultura e politica
con estrema abilità contribuendo in
gran parte ad arricchire il patrimonio
rinascimentale italiano.
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M A G A Z I N E
NEWS ITALIA MONDO
di GIUDITTA GRASSO
UNA BELLA SENSAZIONE
Siete amanti della natura e con l’arrivo della primavera, durante le prime settimane di
caldo, decidete di andare a fare una bella camminata nel bosco alla ricerca di asparagi.
Tutto tranquillo fino a che sul bordo di un ruscello intravedete una sagoma rettangolare, un
qualcosa di piuttosto anomalo da trovare nel mezzo del nulla. Subito la vostra attenzione
si sposta, abbandonate la ricerca delle piante per concertarvi su quel che poi scoprirete
essere una lapide romana del II sec.d.C circa. Ecco l’incredibile ma vero ritrovamento di
un ex vigile del fuoco livornese appassionato di archeologia che, nelle più fortunate delle
ipotesi, immaginava di tornare a casa con un grosso mazzo asparagi, sempre che qualcuno
non fosse stato più veloce di lui. L’uomo racconta: “questa scoperta alla mia età sicuramente
è una bella sensazione”. Si pensa che il luogo del ritrovamento possa indicare un antico
laboratorio di lapicida. Una scoperta importante in quanto raramente si rivengono lapidi di
quel periodo così ben conservate.
LUPIN, LUPIN
Napoli, tardo pomeriggio, due individui rubano una Fiat 500X parcheggiata, bucano un
alt di un posto di blocco, la pattuglia inizia l’inseguimento, tentano la fuga abbandonando
l’auto. Scendono e iniziano a correre, una recinzione davanti a loro, scavalcano. Una volta
al di la, si sentono al sicuro, prendono finalmente fiato, fino a che, in circa tre millesimi di
secondo, si ritrovano per terra e in manette. Ma come è possibile! Cosa hanno sbagliato?
Semplicemente l’ingresso, scavalcando proprio nella stazione dei carabinieri forestali di
San Sebastiano e cadendo di fatto nelle loro braccia, dato che molti dei militari si trovavano
fuori in cortile. I ladri poi individuati come due ragazzi poco più che ventenni sono entrambi
recidivi, per furto e piccoli reati. Solo otto giorni prima erano stati arrestati per aver cercato
di rubare, sempre una Fiat 500X, anche questo tentativo andato “sfortunatamente” male.
Dopo quest’ultima, ci auguriamo, vicenda, si spera che i due ladruncoli capiscano che forse
è arrivata l’ora per loro di cambiare mestiere.
SOS BARBIE
Solo pronunciarlo ci spaventa, pensare che possa essere stato così vicino a dei bambini ci terrorizza.
Parliamo del Fentanyl, un oppioide sintetico potentissimo (circa 50 – 100 volte più forte
della morfina) e con degli effetti devastanti e molto rapidi. Spopolato negli ultimi anni, soprattutto
nelle città statunitensi, chiunque, anche se involontariamente, può sviluppare una dipendenza
e nelle peggiori delle ipotesi morire, basta una sola dose. L’emergenza è senza precedenza
diventando ormai una delle principali morti tra gli americani dai diciotto ai cinquant’anni. La
crisi è così palpabile che in Missouri una donna, ha trovato dentro la confezione di una Barbie,
appena comprata per sua figlia, una bustina contenente una polvere, proprio quella. La sostanza
era fissata con dello scotch sul packaging, un uomo è già stato arrestato in anonimato. La polizia
ha già provveduto a dare l’allarme e all’apertura di un’indagine. Per il momento almeno altre
quattro bambole sarebbero state compromesse e purtroppo già vendute. Argomento questo, dati
gli avvenimenti odierni, che è giusto conoscere a fondo.
IL BAR DELLE SCIMMIE
E chi l’ha detto che solo agli uomini piace bere alcolici? Lo studio Di Aleksey Maro ci mostra
un aspetto sul mondo animale che nasconde delle verità e delle risposte utili per la nostra
comprensione dell’uomo. Lo studio dimostra che tra i venti campioni di urine di scimpanzè
prelevati nelle foreste dell’Uganda, diciassette contengono tracce di alcol. Per l’esattezza
quattordici grammi di etanolo naturale, derivato dalla fermentazione della frutta caduta
dagli alberi e utilizzata nella dieta dei nostri primati. Quattordici grammi di alcol corrispondono
per gli esseri umani a due drink standard. Questo ci evidenzia come la passione degli
scimpanzè per la frutta fermentata ci avvicini ancora di più a questi antropomorfi molto pelosi
e saltellanti, e allo stesso tempo come sia alla base della nostra capacità di metabolizzare
l’alcol grazie a dieci milioni di anni di storia. Altri studi mostrano come non ci sia solo
mera consumazione ma anche uno scambio reciproco tra i membri dello stesso gruppo,
ricordando un po’ gli antichi simposi dove il “bere insieme” diventava veicolo di società.
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M A G A Z I N E
NEWS BENESSERE
di VIRGINIA RICCI
Acqua di rose, tonico naturale
Utilizzata da secoli nella cosmetica botanica, l’acqua di rose è apprezzata per le sue
proprietà lenitive e riequilibranti. Ottenuta per distillazione dei petali di rosa, contiene
polifenoli e composti antiossidanti che aiutano a ridurre rossori e irritazioni. Grazie al
suo pH leggermente acido contribuisce inoltre a mantenere l’equilibrio della barriera
cutanea. Applicata come tonico o spray viso, dona idratazione leggera e una sensazione
immediata di freschezza, particolarmente utile nei mesi primaverili.
Quando la mente si disconnette
Capita a tutti di “perdere il filo” per qualche minuto. Gli psicologi definiscono questo
fenomeno una forma lieve di dissociazione, temporanea disconnessione tra il presente
e pensieri, emozioni o ricordi. Può essere causato da stanchezza e mancanza di
sonno, ma anche stress, sovraccarico emotivo o semplice distrazione legata all’attività
della rete cerebrale responsabile del dialogo interiore. Episodi più frequenti possono
comparire anche in presenza di ansia, depressione, cali di glicemia o emicrania. Nella
maggior parte dei casi non è un problema, ma dormire a sufficienza, ridurre lo stress e
limitare le distrazioni aiuta a mantenere l’attenzione più stabile nel quotidiano.
Avocado, grassi buoni e digestione
Ricco di grassi monoinsaturi, fibre e potassio, l’avocado è considerato uno degli alimenti
più completi per il benessere cardiovascolare e metabolico. I suoi lipidi “buoni”
aiutano l’assorbimento di vitamine liposolubili come A, D, E e K presenti anche in altri
alimenti del pasto. Per facilitarne la digestione e valorizzarne i nutrienti, spesso viene
abbinato a succo di limone o spezie leggere come pepe nero o zenzero: ingredienti che
stimolano i succhi digestivi e rendono il frutto più equilibrato e facilmente assimilabile.
Correre non rovina (sempre) le ginocchia
Nonostante la diffusa convinzione che la corsa danneggi le ginocchia, diversi studi
suggeriscono il contrario. Durante la corsa le articolazioni sopportano forze pari a 3-5
volte il peso corporeo, ma questo carico può stimolare l’adattamento di muscoli, ossa
e cartilagine, contribuendo alla salute articolare. Anche l’allenamento di forza è utile:
esercizi di resistenza come squat, affondi o plank, rafforzano muscoli, tendini e legamenti
e aiutano a stabilizzare il ginocchio. Per ridurre il rischio di infortuni è comunque
importante aumentare gradualmente i carichi e usare scarpe adeguate.
Cibi che aiutano a ridurre lo stress
Alcuni alimenti possono contribuire a ridurre stress e ansia grazie al loro contenuto
di vitamine, minerali e antiossidanti. Frutti come mirtilli e arance apportano composti
che proteggono le cellule dallo stress ossidativo, mentre uova e salmone forniscono
nutrienti utili al sistema nervoso, come vitamina D e omega-3. Tra le bevande, tisane
come la camomilla (con flavonoidi e antiossidanti che possono avere effetti ansiolitici)
e il tè verde (forte in teanina, amminoacido che aiuta ad alleviare lo stress, induce il
rilassamento e contrasta l’ansia)
20
M A G A Z I N E
21
M A G A Z I N E
GOOD MIND
di GIULIA BIAGIONI
LA BUSSOLA DENTRO
I VALORI PERSONALI: NON OBIETTIVI DA SPUNTARE, MA DIREZIONI DA VIVERE.
Viviamo spesso come se la
felicità dipendesse da una lista di
traguardi: trovare il lavoro giusto,
essere più sicuri, smettere di
stare male. Nell’Acceptance and
Commitment Therapy (ACT),
però, il punto di partenza è un
altro: i valori personali. Non sono
obiettivi da raggiungere una volta
per tutte, ma qualità di vita che
desideriamo incarnare nel tempo,
come cura, autenticità, coraggio,
gentilezza, presenza. Sono la
direzione, non il traguardo.
Questa distinzione cambia tutto.
Un obiettivo può essere “correre
tre volte a settimana”; il valore
sottostante potrebbe essere
“prendermi cura di me”. Un
obiettivo può saltare, cambiare,
essere rimandato. Il valore,
invece, resta una bussola. Ed
è proprio qui che l’ACT invita
a guardare: non tanto a ciò
che dobbiamo fare per sentirci
finalmente a posto, ma a come
vogliamo stare al mondo, anche
mentre attraversiamo fatica,
ansia o incertezza.
Secondo questo approccio,
molta sofferenza nasce quando
perdiamo il contatto con ciò
che conta davvero per noi. Ci
sentiamo confusi, vuoti, bloccati,
o inseguiamo mete che sembrano
importanti solo perché “si
dovrebbero” volere. Per questo
il lavoro sui valori non è teorico
né motivazionale in senso
superficiale: serve a ritrovare
significato e a scegliere azioni
più coerenti con la persona che
vogliamo essere. Le aree possono
essere molte: relazioni, famiglia,
lavoro, salute, crescita personale.
Ma i valori, da soli, non bastano:
nell’ACT contano anche le azioni
impegnate, dei piccoli passi
concreti, fattibili e ripetuti, in
quella direzione. Non serve
aspettare di sentirsi pronti
o liberi dal disagio. A volte il
cambiamento inizia proprio
mentre l’ansia c’è ancora, ma
non decide più tutto lei. E forse è
questo il messaggio più potente
dell’ACT: una vita significativa
non nasce dall’assenza di dolore,
ma dalla scelta quotidiana di
muoversi verso ciò che per noi ha
davvero valore.
Giulia Biagioni
Psicologa abilitata, laureata in Psicologia Clinica e
della Salute. Esperta in Psicologia dell’età evolutiva, in
particolare disturbi del comportamento e ADHD.
Specializzanda in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale.
22
Instagram: giuliabiagioni.psicologa
Email: giuliabiagioni.psicologa@gmail.com
Studio: Via Cairoli 36, Massa 54100
M A G A Z I N E
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M A G A Z I N E
CORREVA L’ANNO
di SILVIO GHIDINI
24 MAGGIO 1956
EUROVISION,
SETTANT’ANNI DI CANZONI
Oggi è uno degli eventi più seguiti in tutto il mondo, ma parte da lontano e con origini molto
più umili. Stiamo parlando dell’Eurovision, il “Sanremo europeo” che negli ultimi anni è
riuscito a diventare un appuntamento imperdibile per milioni di fan. Tutto nasce a Lugano
una sera di maggio del 1956. Sul palco ci sono sette Paesi – Belgio, Francia, Germania
Ovest, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi e Svizzera – e l’idea è semplice: far viaggiare le
canzoni in tv oltre i confini. All’epoca ogni nazione presentava due brani e, alla fine, si
annunciava solo il vincitore (che per la prima edizione è la svizzera Lys Assia con “Refrain”).
Oggi non è più una gara “solo europea”: i concorrenti sono oltre 30 e partecipano anche
Stati fuori dal continente, da Israele all’Australia. In mezzo ci sono settanta edizioni di
abiti improbabili, ritornelli appiccicosi e sorprese: da quel palco escono anche tormentoni
planetari, come “Nel blu dipinto di blu (Volare)” di Domenico Modugno e “Waterloo” degli
ABBA. Nel 2026 l’Eurovision fa tappa a Vienna (12 e 14 maggio le semifinali, 16 maggio la
finale), e per l’Italia è in gara Sal Da Vinci con “Per sempre sì”.
24
M A G A Z I N E
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M A G A Z I N E
ITALIA PAESE LEADER DELL’
INCOMING
TURISTICO
ORMAI IL DATO È CONSOLIDATO NEL TEMPO E ANCHE
QUEST’ANNO L’ITALIA SI CONFERMA UNA DELLE DESTINAZIONI
TURISTICHE PIÙ DESIDERATE AL MONDO, CONTINUANDO A
OCCUPARE UNA POSIZIONE DI PRIMO PIANO NEL SETTORE
DELL’INCOMING TURISTICO, CHE È L’INSIEME DEI FLUSSI DI
VIAGGIATORI STRANIERI CHE VISITANO UN PAESE.
Numero elevato di siti Unesco,
piccoli borghi, musei tra i più ricchi
di bellezze e opere prestigiose. E
ancora, mare, montagne e laghi fino
a bontà gastronomiche e, su tutto,
l’italian style, fanno dell’Italia una
meraviglia complessiva da catturare
gli stranieri di tutto il mondo.
Secondo i dati dell’Istituto Nazionale
di Statistica (ISTAT), nel 2023 l’Italia
ha registrato circa 133,6 milioni di
turisti complessivi e 447 milioni
di presenze, marcando la propria
reputazione fra le destinazioni più
attrattive (8,4% delle intenzioni di
viaggio) davanti a Spagna, Francia e
Grecia.
Delle presenze registrate 67,9
milioni sono provenienti dall’estero,
pari a oltre il 50% del totale. E le
previsioni sono ancora più rosee,
ipotizzando un ulteriore +12%
degli arrivi internazionali, sia dal
lungo raggio (Usa in testa con
+14% rispetto al 2023) sia dai
mercati di prossimità (a crescere
maggiormente i visitatori da
Spagna, Danimarca e Austria).
La bellezza e l’eterogeneità: la
forza del Paese
Uno dei principali fattori che
rendono l’Italia una potenza del
turismo incoming è la straordinaria
concentrazione di beni culturali.
Una storia millenaria fatta di
più civiltà (etrusche, greche e
romane), un patrimonio artistico
straordinario, sviluppato
soprattutto durante il Medioevo e
il Rinascimento, paesaggi naturali
unici, fanno del Paese quello che
possiede il maggior numero di siti
patrimonio mondiale riconosciuti
dall’UNESCO, con 61 siti iscritti: più
di qualsiasi altra realtà al mondo.
Città d’arte ma non solo
Città d’arte come Roma, Venezia,
Firenze, Napoli, rappresentano
26
M A G A Z I N E
REPORTAGE
di LARA VENÈ
alcune delle mete più visitate
dai turisti internazionali. Musei e
monumenti iconici attirano milioni
di visitatori ogni anno. Secondo
i dati più recenti del Ministero
della Cultura, nel 2024, a fare la
parte del leone nel settore delle
presenze turistiche, con quasi 15
milioni di visitatori, è stato il Parco
archeologico del Colosseo seguito
al secondo posto, dalle Gallerie
degli Uffizi che nel 2024 hanno
accolto oltre 5 milioni di visitatori
(5.294.968) e da Pompei il cui parco
archeologico ha attratto oltre 4
milioni di visitatori.
Piccoli centri e borghi storici
Il patrimonio italiano non è limitato
alle grandi città, ma si estende
a borghi storici, paesaggi e siti
archeologici distribuiti su tutto
il territorio. Poi c’è la grande
diversità geografica che tra spiagge
mediterranee, catene montuose
come le Alpi e le Dolomiti e colline
di rara bellezza (si pensi alla Val
d’Orcia solo per fare un esempio di
un’area intera decretata Patrimonio
Unesco), sono un punto di forza
unico del Paese. Così, accanto alle
città d’arte tradizionali non meno
attrattivi e sono molte destinazioni
naturali che gli stranieri dimostrano
di apprezzare molto come il Lago
di Garda o intere Regioni quali
27
M A G A Z I N E
REPORTAGE
Toscana, Sicilia e Sardegna,
particolarmente generose di rare
bellezze, storia, mare, natura e
cibo. La diversità territoriale da
nord a sud permette di sviluppare
varie forme di turismo: culturale,
urbano, balneare, montano,
sportivo, enogastronomico, rurale
e naturalistico, addirittura, spesso,
tutti combinati in un unico viaggio.
Buon cibo e buon vino
La tipica cucina italiana è un altro
elemento decisivo dell’attrattività
turistica italiana. Non solo
perché la dieta mediterranea,
riconosciuta patrimonio immateriale
dell’UNESCO, rappresenta uno dei
simboli dell’identità italiana, ma
per la miriade di piccole grandi
specialità legate ai luoghi che
si lasciano scoprire attraverso
il palato. Prodotti tipici, vini di
qualità e tradizioni gastronomiche
regionali attirano ogni anno milioni
di visitatori interessati al cosiddetto
turismo enogastronomico. Perchè
certi piatti non si possono riprodurre
ovunque e possono essere gustati
solo grazie al sapere tramandato
di generazione in generazione con
ingredienti che risentono del clima e
della terra che li genera.
E poi c’è l’italian Lifestyle
Poi c’è quel quid in più che rende
l’Italia così attraente agli occhi
stranieri. Ed è riassumibile in
quello che è diventato un vero
brand: l’italian Lifestyle. Non si
tratta solo di vedere monumenti
o musei, visitare una città
d’arte o farsi un bagno in un
mare cristallino, ma visitare
l’Italia significa per molti vivere
un’esperienza: mangiare in una
trattoria tipica, visitare mercati
locali, partecipare a feste
tradizionali o fare shopping nelle
strade più famose di marchi italiani,
simbolo di stile ed eleganza.
Quanto vale il turismo incoming?
Il turismo incoming ha
un’importanza economica
strategica. Secondo i dati più
recenti della Banca d’Italia,
nel 2025 la spesa dei turisti
stranieri in Italia ha raggiunto 60
miliardi di euro. Se si considera
tutto il turismo (domestico
+ internazionale), il settore
contribuisce a oltre il 10-13% del
PIL italiano secondo le principali
stime economiche, risultando
una componente fondamentale
dell’economia nazionale. Per altro,
gli stranieri spendono molto in
vacanza in Italia, molto di più di
quanto facciano gli italiani quando
vanno all’estero. Gli statunitensi
sono tra i turisti che spendono di
più, contribuendo con oltre 3,8
miliardi di euro alla spesa totale
nel paese. Seguono i tedeschi che
rappresentano uno dei flussi più
importanti e costanti, soprattutto
nelle regioni del Nord Italia e nelle
località balneari e gli abitanti del
Regno Unito, molto presenti nelle
città d’arte e nelle destinazioni
culturali. Negli ultimi anni è poi
cresciuto il turismo proveniente
da paesi asiatici come la Cina e la
Corea del Sud, particolarmente
interessato allo shopping e ai beni
di lusso come articoli di moda,
pelletteria e gioielli.
28
M A G A Z I N E
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M A G A Z I N E
Self made: stories
L’INTERVISTA
di KATIA BRONDI
NICOLETTA DATI
L’ANTIQUARIA CHE CELEBRA LA SOSTENIBILITÀ.
1
2
3
4
PASSIONE PER
L’ANTIQUARIATO E
FORMAZIONE
Nicoletta studia lettere con
indirizzo storia dell’arte con
l’intento di fare la restauratrice
di quadri e affreschi. Figlia di
un architetto, studia a Firenze
a Palazzo Spinelli, l’Istituto
per il restauro. Con la madre
apre un negozio di antiquariato
in un fondo, che prima fu
un cinema, di proprietà del
nonno, uno spazio il cui sapore
storico e artistico si avverte
nell’immediato. Siamo nel 1981.
Nel frattempo, lavora come
restauratrice in un negozio
di quadri e in un laboratorio
di ceramica. La laurea non è
immediata perché gli imprevisti
della vita la portano a rimandare
il titolo accademico. Nel
2022 Nicoletta si laurea e il
suo percorso universitario si
conclude con una tesi che parla
della tecnica del vetro pressato.
Negli anni ’80 si guadagna
il mercato dell’antiquariato,
studiando e stazionando in
Inghilterra per diversi mesi.
Fondamentali gli incontri con
un antiquario di Manchester
che importava strumenti
musicali antichi; un grossista
di diamanti che lavorò per i
reali d’Inghilterra e un bancario
in pensione appassionato e
collezionista di vetri pressati. (da
qui la sua passione e la tesi di
laurea). Nel nord dell’Inghilterra
frequenta le aste e i mercatini ed
importa in Italia i mobili antichi.
ANTIQUARIATO COME FORMA
D’ARTE NELL’INCONTRO TRA
ANTICO E MODERNO.
DUE STILI CHE POSSONO
DIALOGARE TRA DI LORO.
“Il mobile antico mediamente è
bello perché ha avuto il filtro del
tempo. Se bello e di qualità lo
conservi. Mescolare i diversi stili
è assolutamente plausibile ma
oggetti e mobili devono essere
originali d’epoca. Gli oggetti di
antiquariato possono rivivere
in una casa contemporanea.
Importante è mantenere il
giusto abbinamento tra legni,
colori, materiali e finiture. Se
abbinati con continuità di colori o
contrasti audaci (tavoli antichi con
sedie contemporanee) possono
coesistere perfettamente. Prima
di tutto scegli lo stile (antico,
moderno, contemporaneo); i colori dominanti in una stanza
sono da uno a tre; fondamentali la proporzione degli spazi
e la struttura della casa. Con queste caratteristiche stili
diversi ma originali d’epoca possono coesistere. Il giusto
equilibrio nell’arredamento è fondamentale. Esempio
pratico: camera con soffitto a volta. La testata del letto è
anche libreria. Disegnata dal mio babbo è stata progettata
su misura per quello scopo: sia testata che libreria, comò
Sheraton del ‘700 e un armadio del ‘ 700 francese. Uno
di mogano e uno di noce. Due legni diversi con la testata
del letto moderna dalla linea pulita. Tre stili diversi che si
abbinano perfettamente”.
ALCUNI MOBILI POSSONO CAMBIARE
DESTINAZIONE D’USO?
“Assolutamente sì. La brocca può essere usata come
fioriera. Il porta sedano (vedi foto) come vaso. I tavolini
antichi possono essere usati come porta lampada ma anche
come comodini. Il fascino dell’antico trova la funzionalità del
contemporaneo”.
L’ANTIQUARIATO COME TREND CHE CELEBRA
LA SOSTENIBILITÀ
“Sono anni che spingiamo verso l’acquisto dell’antiquariato
come recupero. Ricomprare e riutilizzare oggetti e mobili
antichi è un modo per portare avanti tradizioni nel rispetto
dell’ambiente”.
La raffinatezza dello stile classico raccontata dai suoi
oggetti convive con l’audacia del contemporaneo dalle
linee pulite e attuali.
“Nel XIX secolo la borghesia si afferma come classe
dominante e per consolidare il proprio status arricchisce
30
M A G A Z I N E
9
5
le proprie abitazioni con beni
di consumo che riflettono il
loro successo economico. La
Rivoluzione Industriale spinge gli
imprenditori a investire su nuovi
oggetti, inventando nuovi bisogni
per soddisfare la domanda
sempre più crescente.”
CONVEX MIRROR (1)
Posizionato nella parete
della sala da pranzo serviva
alla servitù per controllare
l’andamento dei pasti a tavola;
oppure posizionato all’ingresso
come scaccia guai (da qui
specchio della strega).
La strega appena si rifletteva
nello specchio, si vedeva
brutta e scappava; inoltre
allarga la stanza e ti riporta la
luce. Esempio RITRATTO DEI
CONIUGI ARNOLFINI – 1434,
Jan Van Eyck.
TAZZA PROTEGGI BAFFI (2)
(Moustache Cup) Inghilterra
seconda metà ‘800. La tazza
con un’apertura a mezzaluna
che permette il passaggio della
bevanda. Protegge i baffi grazie
a un risalto interno chiamato
para-baffi.
LAVATRICE (3)
fine ‘800 e inizi ‘900. I piedi
sottostanti la struttura in legno
permettevano di miscelare i
panni all’interno di una tinozza.
CONTENITORE PER
FORMAGGIO STILTON (4)
Inghilterra 1870/80. Il formaggio
si copriva per preservarlo da
insetti ma si faceva respirare
6 8
attraverso il foro nel pomello
di presa.
PORTA SEDANO (5)
Inghilterra, 1867 in vetro
pressato e satinato. Siamo in
piena rivoluzione industriale.
Portato a fine pasto, servito con
acqua fredda e sedano pulito.
Serviva per pulirsi la bocca
prima di servire il dolce.
PARAVENTO (6)
(Fire screen) Epoca vittoriana.
Struttura in legno che riparava
dal calore diretto del camino.
Alcune volte erano scorrevoli
e dotati di una maniglia per la
presa.
Riparava dalla luce troppo
diretta e forte del fuoco.
TAZZA DA BARBA (7)
Inghilterra, inizio ‘900.
Progettate per contenere il
sapone da barba e un vano per
intingere il pennello.
Storia, costume e buon gusto
si fondono per dar vita ad
un complemento arredo che
preserva la bellezza autentica.
7
BOCCALE DI BIRRA CON BASE IN VETRO (8)
Inghilterra inizi ’900. I reclutatori navali erano soliti
ingannare i bevitori di birra per far sì che si arruolassero
nella marina. Inserivano, quindi, uno scellino sul fondo
del boccale. Quando sei in possesso di uno scellino del
re (King’s Shilling), entri automaticamente nella marina.
Questo ha portato i padroni delle taverne a usare boccali
con il fondo di vetro per sfuggire all’arruolamento.
BARCHETTA COMMEMORATIVA GRACE DARLING (9)
Fine ’800. Grace partecipó al salvataggio dei
sopravvissuti nel naufragio del Forfarshire nel 1838.
10
CUCCHIAIO PER LA SALSA
ALLA MENTA (10)
Inghilterra periodo Vittoriano e Edoardiano. Utilizzato per
separare le foglioline di menta dalla salsa tramite il filtro
centrale.
La patina del tempo ritrova nuova luce, un gesto prezioso
di cura che custodisce memoria e protegge dagli
intervalli della vita ciò che altrimenti volerebbe via. Voci
e silenzi per un tempo che trascorre in modo diverso, un
tempo ritrovato e recuperato.
Nicoletta è guardiana del passato.
La sua passione e i suoi studi la portano a individuare e
decifrare pezzi di uso quotidiano, offre loro una seconda
vita pur rispettandone la storia.
Anzi, tramandandola. Un viaggio nel tempo, la
rievocazione di usi e costumi nell’Inghilterra remota
mentre sorseggi una miscela di autentico tè.
31
M A G A Z I N E
TROPPI
BAMBINI OBESI
NEL MONDO E IN ITALIA
NEL MONDO 1 BAMBINO SU 10 È OBESO. E PER LA PRIMA VOLTA
NELLA STORIA, DALLO SCORSO ANNO L’OBESITÀ HA SUPERATO
IL SOTTOPESO COME FORMA PIÙ DIFFUSA DI MALNUTRIZIONE
IN TUTTE LE REGIONI DEL MONDO, AD ECCEZIONE DELL’AFRICA
SUBSAHARIANA E DELL’ASIA MERIDIONALE.
Sono dati che raccontano di
stili di vita cambiati, maggiore
sedentarietà, modalità di gioco
diversi e rispetto al passato, più
smartphone e video giochi che vita
all’aria aperta. E alimentazione
ricca di zuccheri con gravi rischi
per la salute di oggi e di domani.
Per questo gli esperti parlano
di “allarme silenzioso” mentre
l’Unicef ha stilato una serie di
buone pratiche su un corretto
stile di vita e consigli di sana
alimentazione per correre ai ripari
e invertire la rotta.
I numeri
I dati sono contenuti nell’ultimo
rapporto dell’Unicef Feeding
Profit: How Food Environments are
Failing Children, che conferma
però una tendenza consolidata
ormai da qualche anno a questa
parte. L’indagine, che si basa
su dati provenienti da oltre 190
paesi e rileva che la diffusione
del sottopeso tra i bambini e le
bambine di età compresa tra i 5
e i 19 anni, riferisce che l’obesità
tra i bambini e le bambine in
questa fascia d’età, dal 2000 è
aumentata dal 3% al 9,4%, mentre
la diffusione del sottopeso è
diminuita, passando da quasi il
13% al 9,2%. Scendendo nello
specifico, 1 bambino e adolescente
su 5 di età compresa tra i 5 e i
19 anni a livello globale, ovvero
391 milioni, vive in condizione di
sovrappeso, di cui una percentuale
significativa (188 milioni) ora è
classificata come persone che
vivono con obesità.
Venendo all’Italia, la percentuale
di bambini e bambine di età
compresa tra i 5 e i 19 anni che
vivono con sovrappeso, sebbene
sia diminuita dal 32% nel 2000
al 27% nel 2022, è sempre
significativa. E soprattutto,
la percentuale di bambini
appartenenti alla stessa fascia
d’età che vivono con obesità
è rimasta stabile, con il 10%
nel 2022, mentre il numero di
bambini che vivono in condizioni di
sottopeso (magrezza) è aumentato
dall’1% nel 2000 al 2% nel 2022.
Cos’è l’obesità e come si calcola
I bambini sono considerati in
condizione di sovrappeso quando
pesano significativamente di più di
quanto sia salutare per la loro età,
32
M A G A Z I N E
REPORTAGE
di LARA VENÈ
33
M A G A Z I N E
REPORTAGE
sesso e altezza. L’obesità infantile,
a differenza di quella degli
adulti, si calcola attraverso tre
passaggi: misurazione del peso
e dell’altezza, calcolo dell’IMC
(Indice di Massa Corporea) e
consultazione delle tabelle di
crescita per età e sesso fornite
dall’Organizzazione Mondiale della
Sanità (OMS).
Le cause
L’obesità infantile deriva
da diversi fattori che vanno
dall’interazione di fattori biologici
a comportamentali e ambientali.
Il rapporto dell’Unicef avverte
che i cibi ultra-processati e i
fast food – ricchi di zuccheri,
amidi raffinati, sale, grassi
non salutari e additivi – stanno
influenzando l’alimentazione
dei bambini attraverso contesti
alimentari malsani, piuttosto che
attraverso scelte personali. Questi
prodotti, denuncia il rapporto,
dominano i negozi e le scuole,
mentre il marketing digitale offre
all’industria alimentare e delle
bevande un potente accesso al
pubblico giovane. Ad esempio, in
un sondaggio globale condotto
lo scorso anno su 64.000 giovani
di età compresa tra i 13 e i 24
anni provenienti da oltre 170
paesi attraverso la piattaforma
U-Report dell’UNICEF, il 75%
degli intervistati ha ricordato di
aver visto pubblicità di bevande
zuccherate, snack o fast food nella
settimana precedente e il 60% ha
affermato che le pubblicità hanno
aumentato il loro desiderio di
consumare tali alimenti.
Quali sono i rischi
L’obesità è una forma grave di
sovrappeso, che comporta rischi
importanti per la salute quali lo
sviluppo precoce di diabete di
tipo 2, ipertensione, colesterolo
alto, oltre a problemi ortopedici
per il carico eccessivo e malattie
potenzialmente letali in età
avanzata. Poi ci sono gli aspetti
psicologici perché l’obesità causa
spesso bassa autostima, ansia e
isolamento.
I sei consigli di Unicef Italia su
come educare i propri figli ad una
sana alimentazione
Promuovere abitudini
positive facendo della cucina
un’opportunità di apprendimento
divertente e positiva coinvolgendo
i figli nella spesa e nella
preparazione dei pasti: “i bambini
amano sentirsi parte della
creazione di qualcosa di buono per
la famiglia”.
Trasmettere un approccio positivo
sull’alimentazione aiutando i figli
a comprendere quando hanno
veramente fame: “questo li
aiuterà a entrare in sintonia con le
esigenze del proprio corpo”.
No al cibo come ricompensa e no
a divieti e imposizioni
Se ti comporti male non mangi il
dolce, se ti comporti bene sì. In
questo modo, mette in guardia
l’Unicef, il cibo diventa una
ricompensa o una punizione e si
potrebbe instaurare una relazione
malsana con esso; E ancora: non
proibire cibi specifici: “rendere
alcuni alimenti (ad esempio lo
zucchero) off limits, può far sì che
il tuo bambino li desideri ancora di
più”. Piuttosto che dire di no a cibi
e bevande poco sani, si dovrebbe
limitare le porzioni e dare delle
indicazioni chiare sulla frequenza
con cui è possibile consumarle:
non ogni giorno, ad esempio.
Quante volte ci siamo sentiti
dire “pulisci il tuo piatto”? Ecco,
dovremmo evitarlo: “questo
comportamento può portare ad
un rifiuto per il cibo e a creare
un’associazione negativa con il
momento dei pasti”.
Controllare le porzioni: le dosi
eccessive possono portare
a prendere peso, per cui è
importante insegnare ai figli
quanto cibo dovrebbero avere nel
piatto.
L’importanza della colazione e
dell’attività fisica
Iniziare la giornata con un pasto
equilibrato può aiutare bambini e
adolescenti ad assumere nutrienti
importanti, come il calcio e le
fibre, di cui hanno bisogno per
crescere. Ma meglio provare a
preparare colazioni con ingredienti
molto sostanziosi, come yogurt e
frutta fresca.
Infine, l’attività fisica: i bambini
dovrebbero trascorrere almeno
60 minuti in movimento durante
il giorno. “È molto importante –
sottolinea l’Unicef - incoraggiare
i figli a limitare le attività
sedentarie davanti a uno schermo
(l’Oms raccomanda non più di 60
minuti al giorno per bambini tra
i 2 e i 4 anni) preferendo giochi
attivi in movimento”.
34
M A G A Z I N E
35
M A G A Z I N E
GINO
PAOLI
LA MUSICA E LE SUE
CANZONI HANNO
SAPUTO ATTRAVERSARE
IL TEMPO SENZA MAI
PASSARE DI MODA.
36
M A G A Z I N E
PERSONAGGIO DEL MESE
di LARA VENÈ
Perché le canzoni di Gino Paoli raccontano
con delicatezza sentimenti umani che
arrivano al cuore di ognuno di noi, in ogni
era: l’amore, la solitudine, la memoria, la
nostalgia sono emozioni universali, ma non
è facile evocarle senza mai cadere nella
banalità. E non è facile farlo con levità toccando
però le corde più profonde. Sta tutta
qui la cifra di Gino Paoli, cantautore tra i
più grandi della scuola genovese.
Nato a Monfalcone nel 1934 e poi cresciuto
nel quartiere genovese di Pegli. E proprio
nel fermento culturale della città ligure
prende forma la sua sensibilità artistica. A
Genova frequenta un gruppo di amici che
condividono con lui la sua stessa passione
per la musica e che costituiranno il primo
nucleo della cosiddetta scuola genovese:
Luigi Tenco (con il quale forma il gruppo
“I Diavoli del Rock”), Bruno Lauzi, Fabrizio
De André, Umberto Bindi, Joe Sentieri,
Giorgio Calabrese ed i fratelli Gian Franco
e Gian Piero Reverberi.
La scuola genovese
Tra la fine degli anni Cinquanta e i primi
anni Settanta, Genova è un crocevia
creativo in cui un gruppo di giovani artisti
rivoluziona la canzone italiana, allontanan-
37
M A G A Z I N E
PERSONAGGIO DEL MESE
dola dalla leggerezza del
varietà e avvicinandola alla
letteratura, alla poesia e
alla vita reale. È una stagione
straordinaria che verrà
poi definita “scuola genovese”,
un incontro irripetibile
di personalità e sensibilità.
Per la prima volta la musica
leggera italiana comincia
ad occuparsi di solitudine,
emarginazione, disagio
esistenziale e amore,
ma non quello patinato
e romantico. Fabrizio De
André dà voce agli ultimi e ai
dimenticati, Luigi Tenco alle
emozioni più dolorose, Gino
Paoli, invece, si concentra
sull’interiorità e scavando
dentro sé stesso, trasforma
emozioni personali in
canzoni universali. Come
avviene con il suo capolavoro
più celebre, Il cielo in una
stanza. Scritta alla fine degli
anni ’50 e pubblicata nel
1960, diventa famosa anche
grazie all’interpretazione
di Mina e continua ancora
oggi a essere reinterpretata
e ascoltata. Nello stesso
anno pubblica La gatta,
canzone autobiografica che
racconta la vita in una casa
modesta affacciata sul mare
nell’antico borgo marinaro
di Boccadasse e Sassi.
L’incontro con Ornella
Vanoni
Nel 1961 Paoli conosce Ornella
Vanoni e intreccia con
lei una relazione sentimentale,
che ispira alcune delle
sue canzoni d’amore più
famose: Senza fine, Anche
se, Me in tutto il mondo. I due
si conoscono all’inizio degli
anni ’60, a Milano. Vanoni
è già una giovane artista
in ascesa, legata al teatro
e alla canzone d’autore,
mentre Paoli è nel pieno del
successo dopo aver scritto
alcuni dei suoi brani più importanti.
L’incontro tra loro
è immediato, nasce una relazione
passionale e poi una
grande amicizia e un forte
sodalizio artistico che piace
e dura negli anni. Vent’anni
dopo essersi conosciuti e
aver collaborato insieme, nel
1985, organizzano la tournée
di successo Vanoni-Paoli
Insieme, che segnerà una
serie di esauriti in tutti gli
appuntamenti e dalla quale
viene registrato il doppio
disco live Insieme. In coppia
tornano sul palco in occasione
della finale di Sanremo
2023. Un incontro celebrativo,
carico di ricordi e nostalgia.
E, ancora vent’anni
dopo, il 23 settembre 2024,
in occasione del loro novantesimo
compleanno, di nuovo
insieme nel concerto-evento
all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Il giorno
dopo esce il disco Ti ricordi? No, non mi ricordo:
dodici nuove canzoni, sei interpretate in coppia, le
altre sei interpretate singolarmente, tre ciascuno.
Il disco riscuote un ottimo successo commerciale,
raggiunge il terzo posto della classifica degli
album più venduti e si aggiudica il disco di platino
per le 100 000 copie vendute.
Il 1961 è anche l’anno in cui Gino Paoli arriva per
M
la prima volta sul palco di Sanremo con un Uomo
Y
vivo, in coppia con Tony Dallara. Nel 1963 esce
CM
Sapore di sale, forse la canzone estiva per eccellenza
della musica italiana in cui, dietro la leg-
MY
CY
gerezza del tema balneare si nasconde una vena
CMY
nostalgica, tipica dello stile di Paoli. Arrangiato
K
da Ennio Morricone e con il sax di Gato Barbieri,
Sapore di sale è una dei brani iconici dei mitici
anni Sessanta. In un attimo ti appare il mare della
Versilia e quel clima di serenità e leggerezza fatto
di feste sulla spiaggia e amori fuggenti e proibiti.
L’anno dopo è la volta di Che cosa c’è (1964),
una delle sue composizioni più intense sul piano
C
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M A G A Z I N E
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M A G A Z I N E
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M A G A Z I N E
PERSONAGGIO DEL MESE
emotivo, costruita su un senso di
inquietudine e desiderio.
Tra il 1964 e il 1984 Gino Paoli
attraversa una fase di trasformazione
personale e artistica, in cui
alterna momenti di ispirazione a
periodi più appartati. Non smette
mai però di scrivere, e anzi amplia
il proprio repertorio con brani
meno noti al grande pubblico.
Con Una lunga storia d’amore,
nel 1984, Gino Paoli torna al
grande pubblico. Un brano che
rappresenta una sorta di rinascita
artistica e diventa molto popolare
anche grazie alla televisione. Poi
arriva l’album come Cosa farò da
grande (fine anni ’80), nel 1991
esce il brano Quattro amici e nel
1996 l’album Appropriazione
indebita, in cui rielabora alcuni
classici di Charles Aznavour, James
Taylor, John Lennon e di altri
grandi musicisti internazionali.
Negli anni Duemila c’è il ritorno al
jazz, una passione che Paoli aveva
fin dagli inizi ma che trova nuova
espressione raccolta Milestones
- Un incontro in jazz, che testimonia
l’inizio della sua collaborazione
con alcuni dei maggiori jazzisti
italiani, quali Enrico Rava e Danilo
Rea. Con quest’ultimo in particolare
realizza l’album Due come
noi che… (2012), una raccolta di
brani di Paoli più alcune cover,
progetto che si rivelerà un vero
successo di critica e di concerti
sold out. L’anno dopo Paoli-Rea
replicano con un ennesimo riuscito
disco dedicato alla tradizione
napoletana Napoli con amore.
E nel 2017, ancora con 3, album
dedicato alla chanson francese
che ha influenzato il giovane
Paoli ad inizio carriera.
Gli anni Sessanta rimangono i
suoi più prolifici come cantautore,
capace di generare brani cult.
Eppure, nell’intervista uscita
nel numero cartaceo di Rolling
Stone dedicato a Genova e uscito
a febbraio 2026 (l’ultima rilasciata
da Paoli), Gino ha dichiarato
che delle canzoni di produzione
propria ne salva solo due a pieni
voti: Sassi e Il cielo in una stanza.
E le altre? - chiede il giornalista -
“Le altre le cambierei tutte. Non
so se le migliorerei, attenzione,
sono due concetti diversi. Ma le
cambierei tutte”. Per fortuna che
non l’ha fatto!
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M A G A Z I N E
ZONA BEAUTY
di CHIARA ZACCARELLI
CORPO: LA GIUSTA ROUTINE
PER PREPARARSI ALL’ESTATE
TEXTURE LEGGERE, ATTIVI PIÙ MIRATI E TANTA COSTANZA:
COSÌ SI ADATTA LA BODYCARE
Con l’arrivo della bella stagione
cambia anche il modo di
prendersi cura della pelle del
corpo: si scopre di più, le texture
si alleggeriscono e la routine
diventa più mirata, con l’idea di
lavorare non solo sull’idratazione
ma sulla qualità della pelle, sul
tono e sull’uniformità. Sempre
più spesso anche il corpo segue
la logica della skincare viso,
con formule che integrano attivi
come retinolo, acido ialuronico,
peptidi e vitamina C, pensati
per migliorare la struttura della
pelle e non solo la superficie.
La base resta la preparazione,
spesso sottovalutata, perché una
leggera esfoliazione settimanale
aiuta a rimuovere le cellule morte
e rende la pelle più ricettiva,
migliorando l’assorbimento di
tutto quello che viene applicato
dopo: un passaggio semplice ma
decisivo, soprattutto nel cambio
stagione. Da qui in poi ha senso
scegliere con criterio, evitando di
sovrapporre prodotti senza una
logica: se l’obiettivo è mantenere
la pelle morbida e in equilibrio,
l’idratazione resta il punto di
partenza, con creme e lozioni
a base di ceramidi, oli vegetali
e attivi umettanti che aiutano a
preservare la barriera cutanea e
a prevenire secchezza e perdita
di elasticità: un gesto quotidiano
che nel tempo fa davvero la
differenza.
Se invece si vuole lavorare sul
tono entrano in gioco le creme
rassodanti, che, ovviamente,
non agiscono sui muscoli,
ma possono migliorare la
compattezza della pelle e la
sua elasticità, soprattutto se
utilizzate con costanza e abbinate
a un massaggio con movimenti
dal basso verso l’alto e più
attenzione alle zone che tendono
a cedere, come braccia e interno
coscia. In questo caso retinolo,
peptidi e complessi rigeneranti
aiutano a levigare e a sostenere
la struttura cutanea, nel tempo.
Diverso è il discorso dei prodotti
drenanti o snellenti, pensati per
agire su gonfiore e ritenzione,
con attivi come caffeina, escina e
centella asiatica che lavorano sul
microcircolo e contribuiscono a
dare una sensazione di leggerezza
e una pelle più levigata, senza
promettere risultati drastici
ma funzionando come supporto
concreto se inseriti in una routine
coerente.
La direzione è chiara: meno
prodotti, ma scelti meglio, con
una funzione precisa, perché
anche la bodycare segue ormai
la logica della skincare viso, con
risultati che si costruiscono nel
tempo, attraverso gesti semplici
ma costanti.
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M A G A Z I N E
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M A G A Z I N E
TUTTO INTORNO ALL’ARTE
di IRENE CASTELLI
Evening coat, designed by Elsa Schiaparelli and Jean Cocteau,
1937, London, England © 2025 ADAGP DACS Comite Cocteau,
Paris. Photograph © Emil Larsson
Tears dress with veil, designed by Elsa Schiaparelli and Salvador
Dalí. Summer 1938. Photograph © Emil Larsson
Vogue 1936; Two models wearing dresses by Schiaparelli (Photo by Cecil BeatonCondé
Nast via Getty Images)
MODA SURREALISTA,
A LONDRA
ELSA SCHIAPARELLI
TRA PASSATO E FUTURO
A Londra, la moda torna a
essere spettacolo e visione con
la grande mostra “Schiaparelli:
Fashion Becomes Art”.
Al Victoria and Albert Museum,
fino all’8 novembre, la prima
esposizione nel Regno Unito
interamente consacrata alla
designer Elsa Schiaparell
ripercorre quasi un secolo di
storia, dagli anni Venti fino alle
più recenti riletture della maison.
Dopo la chiusura dell’atelier
nel 1954, la maison Schiaparelli
rimane per lungo tempo una
presenza quasi leggendaria,
custodita negli archivi e nella
memoria della moda.
È solo nel 2006 che il marchio
torna a nuova vita, quando
viene acquisito dal gruppo Tod’s
guidato da Diego Della Valle.
A segnare davvero il cambio di
passo è però l’arrivo di Daniel
Roseberry, che rilegge l’estetica
di Elsa Schiaparelli con uno
sguardo contemporaneo, ben
espresso in mostra.
Il percorso mette in luce
Schiaparelli come figura
centrale di un sistema creativo
che intrecciava moda, arte e
performance tra Parigi, Londra e
New York. L’obiettivo?
Restituire il ritratto di
un’imprenditrice visionaria,
capace di rivoluzionare
il linguaggio dell’abito e
di costruire una rete di
collaborazioni senza precedenti.
Oltre 200 oggetti tra capi,
accessori, gioielli, fotografie e
materiali d’archivio raccontano
un immaginario difficile da
spiegare a parole: tra i pezzi più
iconici, gli abiti nati dal dialogo
con Salvador Dalí, come il celebre
“Skeleton dress” e il “Tears
dress”, insieme a opere di Pablo
Picasso, Jean Cocteau e Man Ray.
Mae West wearing Elsa Schiaparelli in Every Day’s A Holiday (1937),
A Edward Sutherland (Director). Moviestore Collection Ltd - Alamy
Choker by Schiaparelli, Pagan collection, Fall 1938. Photograph © Emil Larsson
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M A G A Z I N E
Kuba Dabrowski Awar Odhiang, Paris, 2025 Schiaparelli by Daniel Roseberry Schiaparelli haute couture fall winter
2024 © Kuba Dabrowski. Photo courtesy Patrimoine Schiaparelli, Paris
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M A G A Z I N E
SPECIALE MODA
di IRENE CASTELLI
ASPETTANDO
L’ESTATE… IN ROSA
Romantico e moderno,
il rosa pesca torna a
conquistare la moda con
la sua luce delicata. Un
colore che ha una lunga
storia: già negli anni Venti
evocava l’eleganza eterea
delle star del cinema
muto, mentre negli anni
Cinquanta fu simbolo di
femminilità sofisticata nei
salotti dell’alta società.
Qualche esempio? Negli
anni ’50 Grace Kelly amava
i toni pesca perché, per i
costumisti di Hollywood,
riflettevano al meglio la luce
sulla sua pelle chiarissima.
In quegli anni, fra gli scatti
più noti di Audrey Hepburn
spicca quello con abito da
cocktail rosa di Givenchy,
durante una pausa dalle
riprese di “Guerra e Pace”.
Negli anni ’80 la Principessa
Diana indossò più volte
abiti pesca disegnati da
Catherine Walker in visite
ufficiali: fotogenico, ma
meno formale del bianco
o del beige. Oggi riappare
con leggerezza chic tra
cappotti floreali, cerchietti
gioiello e ballerine ricamate
da boudoir moderno.
Illuminandoci con orecchini
a fiore con perle e piccole
borse scintillanti.
Soprabito con fiori a
contrasto,
Persona.
Sneaker romantiche,
Barracuda.
Borsa gioiello con strass
e perle,
Rosantica.
Sandalo con fiore in tulle,
Aquazzura.
Ballerine con rose in
tessuto,
Fabi.
Lungo abito con disegni a
contrasto,
Forte_Forte.
Orecchini primaverili,
Bijoux Brigitte.
Cerchietto con decori
preziosi,
Genny.
Trench e abito ricamato,
Ermanno Scervino.
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M A G A Z I N E
Una yoga
ultra soft
Know-how italiano, qualità
della maglieria e ricerca sulle
materie prime. Con oltre 25
anni di esperienza, Falconeri
amplia il proprio universo con
la prima capsule dedicata al
wellness. Nasce Cashmere Yoga,
una collezione che interpreta
il movimento con eleganza
essenziale e i materiali pregiati.
Protagonista è il cashmere
ultrafine a coste grigio, declinato
in leggings e top elasticizzati
che seguono il corpo con
leggerezza. A completare il total
look, gilet morbidi e scaldacuore
accompagnano ogni gesto con
comfort e stile. Una proposta che
trasforma l’abbigliamento yoga
in un’esperienza di vero lusso
personale (nei negozi e sul sito
del brand).
Lunga vita
al gioiello
trasformabile
Un solo gioiello, molte vite.
Nasce MYPULSE, progetto
che reinterpreta in chiave
contemporanea l’accessorio
magnetico dei primi anni
Duemila. Grazie a un sistema
di aggancio magnetico, ogni
creazione può trasformarsi con
facilità in bracciale, girocollo,
collana, cintura o cavigliera,
accompagnando chi la indossa
dalla mattina alla sera. Realizzati
artigianalmente in tiratura
limitata, i pezzi combinano
acciaio inox, vetro, magneti e
cristalli Preciosa. Geometrie
luminose e minimal definiscono
una collezione di 36 modelli,
personalizzabili online per colori,
materiali e lunghezze, a prova di
fantasia.
L’eleganza di un
tocco sportivo
Un marchio noto per le sue
celebri collezioni sposa e, oggi,
per il mondo “Occasionwear”
perfetto anche in cerimonie e
grandi occasioni. Non un caso
che, proprio in questa collezione,
Emé abbia lanciato anche la
sua prima sneaker, pensata per
accompagnare con eleganza i
momenti della vita quotidiana.
Un modello che si distingue
per la silhouette affusolata
ed essenziale e per il mix di
materiali: la luminosità del
raso incontra la morbidezza del
camoscio, creando un equilibrio
materico dalle palette pastello
(malva, azzurro polvere, verde
oliva e beige) che interpreta la
freschezza della stagione, ideale
anche con gli abiti più eleganti.
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M A G A Z I N E
la tua cucina
in mani sicure
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M A G A Z I N E
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M A G A Z I N E
ZONA FITNESS
di LARA VENÈ
LA GINNASTICA TAI CHI PER
MIGLIORARE POSTURA ED EQUILIBRIO
NATO COME TECNICA DI COMBATTIMENTO ALL’INTERNO DELLE
ARTI MARZIALI, IL TAI CHI CH’ÜAN HA RIVELATO BENEFICI
PER MIGLIORARE L’EQUILIBRIO E GARANTIRE IL BENESSERE,
SOPRATTUTTO NELLA TERZA ETÀ
Le origini del Tai Chi sono
antichissime, tra leggenda secondo
cui sarebbe stato creato dal
monaco taoista Zhang Sanfeng e
storia che lo collega allo stile della
famiglia Chen.
Nel corso dei secoli si è sviluppato
in vari stili, tra cui il popolare stile
Yang nato nell’800 e noto per la
sua morbidezza e fluidità. Dalla
metà del Novecento il Tai Chi si è
trasformato poi in una disciplina
motoria dolce e pratica orientata al
benessere. Oggi è praticato in tutto
il mondo, sia nel campo delle arti
marziali, sia come attività pratica
a sé finalizzata alla meditazione
e al benessere psico fisico. In
particolare, sono stati riscontrati
effetti benefici sul controllo
dell’equilibrio e sulla postura. Il
Tai Chi si basa su movimenti lenti,
coordinati, associati a spostamenti
del peso corporeo, rotazioni del
tronco e controllo mentale dei
gesti. E questa combinazione
stimola il sistema neuromuscolare
e rafforza la consapevolezza
corporea, a beneficio del
controllo posturale. Il controllo
del movimento e la lentezza
di esecuzione aumentano la
percezione del corpo e sviluppano
la capacità propriocettiva,
elementi fondamentali per
l’equilibrio, la coordinazione e
la stabilità, soprattutto negli
anziani. La pratica del Tai Chi
migliora anche l’agilità, la
flessibilità e la mobilità articolare.
E la funzione cardiorespiratoria
grazie alla sincronizzazione tra
respirazione e movimento. Infine,
la concentrazione richiesta per fare
i movimenti, libera la mente da
pensieri e preoccupazioni e questo
rende il Tai Chi molto utile contro lo
stress.
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M A G A Z I N E
Lycia è al tuo fianco con deodoranti
che ti proteggono a lungo
per farti sentire sempre sicura di te.
51 Packaging 100% riciclato.
Amica del tuo benessere
M A G A Z I N E
RED CARPET
di CAMILLA ZUCCHI
Fu definita troppo brutta per fare l’attrice: oggi è la più grande
attrice vivente.
Correva l’anno 1976 quando un giovane produttore, vedendo Meryl
Streep ai provini per King Kong, si rivolse al figlio in italiano dicendo:
«È brutta, perché mi hai portato questa cosa?». Meryl, che l’italiano lo
capiva bene, rispose con eleganza e se ne andò. Quello che per molti
sarebbe stato un trauma insuperabile, per lei fu solo il trampolino
di lancio verso la leggenda, se si considera che già nel 1979 Streep
avrebbe recitato in uno dei film più iconici dello scorso secolo,
Manhattan di Woody Allen. Oggi, con il record di 21 nomination agli
Oscar e tre statuette vinte, Streep è il metro di paragone assoluto per
chiunque reciti. Da La scelta di Sophie a Il diavolo veste Prada, ha
dimostrato una capacità mimetica senza pari, scomparendo dentro
ogni personaggio, accento o sfumatura emotiva. Non è solo tecnica:
è un’umanità profonda che travalica i canoni estetici di Hollywood,
rendendola, semplicemente, la più grande attrice vivente.
Dalle coreografie per Beyoncé all’Oscar: Teyana Taylor è la nuova
regina di Hollywood.
Per anni il mondo ha conosciuto Teyana Taylor come una forza della
natura della musica e della danza: prodigio a 15 anni per Beyoncé,
musa magnetica nel video Fade di Kanye West e icona R&B. Ma nel
2020, frustrata da un’industria discografica che sentiva stretta, ha
preso una decisione che molti definirono folle: il ritiro dalla musica
per inseguire il cinema. “Mi dicevano che era una scelta stupida”, ha
raccontato, ma il tempo le ha dato ragione.
La svolta arriva con A Thousand and One, dove la sua interpretazione
viscerale di una madre a Harlem incanta la critica. Da lì, l’ascesa
è inarrestabile: nel 2026 conquista il Golden Globe e la sua prima
nomination all’Oscar per One Battle After Another del regista
pluripremiato Paul Thomas Anderson. Oggi Teyana non è più solo
una performer, ma una delle attrici più potenti e versatili della sua
generazione, capace di trasformare ogni sfida in un trionfo d’oro.
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Il nuovo volto di Hollywood: tra “ritocchini” invisibili e il ritorno alla
naturalezza.
Se un tempo il red carpet era il regno della chirurgia invasiva e dei
lineamenti stravolti, oggi Hollywood sta riscrivendo il proprio rapporto
con lo specchio. La medicina estetica contemporanea ha abbandonato
l’eccesso per abbracciare la filosofia della naturalezza: piccoli interventi
mirati, come biorivitalizzazioni e laser, volti a preservare la freschezza
senza cancellare l’espressività. Star come Jennifer Aniston o Gwyneth
Paltrow hanno sdoganato un approccio olistico, dove la tecnologia serve
a esaltare, non a sostituire. Tuttavia, il dibattito resta acceso. Mentre
alcune icone celebrano l’invecchiamento naturale, altre ammettono il
peso di standard estetici impossibili, alimentati dai filtri dei social. Il vero
lusso nel 2026 non è più dimostrare vent’anni in meno, pur con alcune
eccezione, ma esibire una pelle radiosa che non nasconda la storia di
un volto. La medicina estetica non è più un tabù da nascondere, ma uno
strumento di “self-care” che, se usato con misura, accompagna il talento
senza offuscarlo.
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La prima e unica collezione seamless in cotone.
Eleganza e comfort, giorno e notte.
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M A G A Z I N E
CONSIGLI PER LA CASA
di ANNA GRECO
ARREDAMENTO DIGITALE
LA TECNOLOGIA E L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE CAMBIANO IL MODO DI
PROGETTARE GLI AMBIENTI E NEL SETTORE DELL’INTERIOR DESIGN NASCE
LA NUOVA FRONTIERA DELL’ARREDAMENTO DIGITALE, UN APPROCCIO
CHE UTILIZZA STRUMENTI NUOVI PER PROGETTARE, VISUALIZZARE E
PERSONALIZZARE GLI SPAZI PRIMA ANCORA CHE VENGANO REALIZZATI.
Una trasformazione che coinvolge
architetti e interior designer e
facilita la vita a tutti coloro che
vogliono arredare nuovi spazi o
rinfrescare la disposizione di quelli
esistenti. Se fino ad oggi infatti
il risultato finale era ben chiaro
solo nella testa di chi progettava,
con l’arredamento digitale anche
un profano può vedere prima
come diventerà un ambiente da
riempire, decidendo fin da subito
cosa cambiare, cosa inserire o cosa
eliminare.
Come si realizza l’arredamento
digitale? Si realizza attraverso
software di progettazione,
applicazioni e modelli
tridimensionali, che permettono di
progettare e visualizzare i luoghi in
modo virtuale. Questi consentono
di creare una rappresentazione
realistica di una stanza e
sperimentare diverse soluzioni di
arredamento, dalla disposizione
dei mobili ai colori delle pareti,
dai materiali all’illuminazione.
Tra gli strumenti più utilizzati ci
sono programmi di progettazione
come SketchUp, AutoCAD e IKEA
Home Planner con cui è possibile
creare modelli tridimensionali degli
ambienti domestici. Generalmente
si parte dalla creazione della pianta
della stanza da arredare, inserendo
le dimensioni e la posizione di porte,
finestre e pareti. Poi si inseriscono
e si posizionano i mobili. È possibile
modificare i colori delle pareti e
disporre punti luce a piacimento.
Alla fine, grazie alla grafica 3D, si
può vedere il risultato definitivo
e valutare se questo sia di nostro
gradimento oppure no. Per la
facilità e la praticità, l’arredamento
digitale rende molto più semplice
la progettazione di un interno,
rappresentando ormai il prossimo
futuro dell’arredo.
54
M A G A Z I N E
55
M A G A Z I N E
VIAGGIANDO VIAGGIANDO
di SELENIA ERYE
HALLSTATT
In questo piccolo borgo
dell’Alta Austria, ogni passo
è un viaggio dentro la quiete:
qui il tempo non corre,
scivola come una barca tra
le onde.
MAGGIO ARRIVA SILENZIOSO
AD HALLSTATT, PORTANDO CON SÉ IL
PROFUMO DELL’ACQUA E DELLA PIETRA.
Hallstatt è un luogo che
incanta chi ama la bellezza
discreta. Le sue stradine
strette, le case in legno
affacciate sull’acqua, le
scalette che salgono verso
le miniere di sale raccontano
una storia antica di fatica
e splendore. Il Museo di
Hallstatt custodisce reperti
risalenti all’età del ferro,
quando questo villaggio
era il cuore di una delle
più antiche civiltà europee.
Ma è passeggiando sul
lungolago, tra i balconi fioriti
e le barche dei pescatori,
che si comprende davvero
il suo fascino: quello di un
luogo dove il paesaggio si fa
anima.
A maggio, Hallstatt si
risveglia con la primavera.
Le montagne si spogliano
della neve e i prati si coprono
di fiori gialli e violetti. In
questo mese si celebra
la Festa di San Floriano,
patrono dei pompieri e
protettore del villaggio,
con una processione sul lago e una benedizione
delle acque. Le barche decorate a fiori solcano
l’acqua come piccole lanterne galleggianti, mentre
la musica delle fanfare accompagna i canti in
dialetto.
Un aneddoto affascinante risale al maggio del
56
M A G A Z I N E
1822, quando un violento
temporale fece franare
parte della montagna sopra
il paese. Si racconta che
gli abitanti, temendo di
essere travolti, suonarono
le campane del duomo di
San Michele in segno di
preghiera. All’improvviso, la
frana si fermò, bloccata da
un grande masso. Da allora,
ogni anno nel giorno di San
Michele, gli hallstatters
suonano quelle stesse
campane “per ricordare la
notte in cui la montagna
ebbe pietà”.
Le miniere di sale, ancora
oggi visitabili, sono un
tesoro nascosto. Entrarvi
significa scendere nelle
viscere della storia: gallerie
illuminate, cristalli lucenti
e il racconto di un’attività
millenaria che diede nome
al villaggio (“Hall” significa
“sale” in celtico). Da non
perdere la piattaforma
panoramica “Skywalk”,
sospesa nel vuoto, che offre
una vista spettacolare sul
lago e sui tetti del borgo:
sembra di volare sopra una
cartolina.
E poi c’è la tavola, dove la
semplicità diventa arte. Nei
piccoli ristoranti affacciati
sull’acqua si servono piatti
che profumano di montagna
e lago: trota affumicata con
burro alle erbe, canederli
di spinaci, zuppa di funghi
dei boschi. A maggio
compaiono i primi asparagi
bianchi di Gmunden, serviti
con salsa olandese e uova
sode: un rito gastronomico
locale. E per chi ama i dolci,
l’immancabile Apfelstrudel,
caldo e profumato di
cannella, accompagnato da
un bicchiere di vino bianco
Grüner Veltliner o da un tè
alle erbe alpine.
Quando la sera scende sul lago, le luci di Hallstatt
si riflettono sull’acqua come stelle capovolte. Tutto
tace, tranne il fruscio del vento tra le montagne.
È allora che si comprende perché i viaggiatori, da
secoli, arrivano qui in cerca di silenzio: non per
vedere, ma per sentire. Hallstatt non si visita, si
ascolta. E a maggio, il suo respiro è quello della
primavera che rinasce.
57
M A G A Z I N E
IL CAVOLO A MERENDA
di FABRIZIO DIOLA
LA RIVOLUZIONE
FRANCESE DI
CATERINA DEI MEDICI
SONO BRAVI A VENDERSI. SONO AIUTATI DAL SUONO DELLA
LORO LINGUA. NEL MONDO RAPPRESENTANO L’ALTA CUCINA.
SONO I FRANCESI CON LA LORO NAUSEANTE GRANDEUR.
Ma chi li ha civilizzati?
Chi ha insegnato a usare le posate?
Chi ha fatto conoscere loro il sorbetto?
Chi ha trasformato la loro
cucina medioevale nella raffinata
cucina moderna? Una grande donna.
Caterina dei Medici. Prima di lei
i francesi in cucina erano poco più
che dei barbari.
Accadde che nel 1533, in seguito
al suo matrimonio con Enrico II
di Francia, Caterina si trasferì in
Francia. Tra le doti della nobildonna
c’era una smodata passione per
la buona cucina e gli ottimi ingredienti.
Ma teneva molto anche alla
forma. Per i suoi banchetti toscani
venivano ingaggiati i più bravi cerimonieri
e scenografi. Così Caterina
portò a Parigi cuochi fiorentini,
pasticceri, maestri di tavola e artigiani
della cucina. Grandi personaggi
che contribuirono al radicale
cambiamento del modo di cucinare
e di presentare i banchetti. Caterina
introdusse l’uso della forchetta a
tavola, grande momento di civilizzazione
della rozza cucina francese. I
piatti da semplici contenitori di cibo
diventarono esteticamente gradevoli
ed importanti.
Il cibo veniva sporzionato e presentato
bene. Risultato? I banchetti
nel loro complesso divennero più
raffinati.
Caterina, qualche secolo prima di
Robespierre, mise in atto una rivoluzione
in Francia. Certo nel campo
della gastronomia ma sempre di
rivoluzione si tratta. Le sue innovazioni,
le sue intuizioni, sono la base
della grande cucina francese. Loro
l’hanno saputa evolvere e vendere,
ma tutto è nato in Toscana. Alcuni
esempi.
La Béchamel, la base di tante salse
dei cugini d’oltralpe, non è stata
inventata dai francesi.
La besciamella: burro, farina, latte
e noce moscata ha origini toscane.
Si chiamava Salsa Colla, un nome
giusto perchè serve per legare gli
ingredienti e fissarli insieme come
avviene nelle lasagne, ma non certo
un nome gradevole e accattivante.
E qui viene in aiuto dei francesi il
titolo della salsa e il suono onomatopeico
della lingua. Vogliamo
mettere Salsa Colla con Béchamel,
vince quest’ultima 10 a zero. La
storia della salsa è semplice e vale
per molti piatti francesi. Un cuoco
italiano l’ha inventata chiamandola
salsa colla, i francesi l’hanno
copiata rendendola più liscia e
fluida e poi nel XVII secolo François
Pierre de La Varenne l’ha codificata
e così per tutti la Béchamel è nata
in Francia.
Il Sorbetto, le sorbet, è spesso
associato alla tradizione francese.
Niente di più sbagliato. Tra i pasticceri
che Caterina portò con sé
a Parigi c’era un pasticcere fiorentino
chiamato Ruggeri famoso
per aver preparato “ghiaccio
all’acqua zuccherata e profumata”,
un dessert freddo simile a quello
che oggi chiameremmo sorbetto.
Questo dessert venne servito a
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M A G A Z I N E
banchetti di corte in Francia e rese
popolare in Europa le preparazioni
di acqua ghiacciata aromatizzata ai
frutti. Il sorbetto è stato l’antenato
del gelato che guarda caso è stato
inventato da un italiano. Il sorbetto
era leggero, aromatico e agrodolce,
ma non era l’odierno gelato. I primi
esperimenti di gelato cremoso, così
come lo mangiamo adesso, vennero
effettuati alla fine del XVI secolo da
fiorentino Bernardo Buontalenti.
Il gelato veniva servito alle corti
nobiliari italiane come un dolce
speciale. Nel 1686, a Parigi, Francesco
Procopio dei Coltelli, siciliano
trapiantato in Francia, apre il Café
Procope. Serve gelato cremoso al
pubblico, segnando la nascita della
gelateria pubblica francese usando
tecniche italiane per miscelare
latte, zucchero e aromi; introducendo
contenitori ghiacciati per la
refrigerazione. Insomma, il siciliano
Francesco Procopio dei Coltelli, nel
1600 in Francia ha gettato le basi
del gelato moderno.
Formaggi. La Francia non ha il
primato mondiale dei formaggi, noi
ne abbiamo almeno quanto loro se
non di più. L’Omelette, altro non è
che la nostra frittata medioevale.
Loro l’hanno soltanto girata. E potremmo
continuare con tante altre
ricette. L’esempio più clamoroso è
quello dell’Anatra all’Arancia. Tutti
pensano che sia un piatto dell’alta
cucina francese e invece non è altro
che il Papero al Melarancio portato
in Francia nel 1533 da Caterina dei
medici. Se volete divertirvi a cucinarlo
ecco la ricetta del 1500.
PAPERO AL MELARANCIO
Versione Medicea del 1500
Ingredienti (per 4 persone)
1 papero (circa 1,5–2 kg) tagliato a
pezzi
2 arance amare (oppure arance
dolci + un cucchiaino di aceto per
simulare l’amaro)
1 cucchiaio di miele o zucchero
1 bicchiere di vino bianco secco
1 cipolla piccola tritata
1 pezzetto di burro o olio extravergine
d’oliva
Spezie aromatiche: pepe nero,
cannella, chiodi di garofano (quanto
basta)
Sale q.b.
Brodo di carne (opzionale, per bagnare
durante la cottura)
Preparazione
Rosolatura del papero
In una casseruola larga, fai dorare i
pezzi di papero con burro o olio.
La pelle deve diventare leggermente
croccante, la carne sigillata.
Aromi di base
Aggiungi la cipolla tritata e lascia
soffriggere delicatamente.
Sfuma con il vino bianco.
Cottura lenta
Aggiungi un po’ di brodo se necessario.
Copri e lascia cuocere lentamente
per 50–60 minuti, mescolando
di tanto in tanto.
Preparazione della salsa di melarancio
Spremi le arance amare e grattugia
un po’ di scorza.
Mescola il succo con miele o zucchero
e le spezie.
Versa questa salsa sul papero negli
ultimi 10–15 minuti di cottura, facendo
restringere leggermente.
Finitura rinascimentale
Alcune versioni medicee aggiungevano
uvetta, pinoli o un goccio di
aceto per intensificare il contrasto
dolce-acido, tipico della cucina
rinascimentale.
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M A G A Z I N E
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M A G A Z I N E
Gabrio Dei. Dopo la scuola alberghiera a Montecatini Terme collabora con ristoranti in Toscana, Piemonte e Liguria.
Semifinalista italiano nel concorso San Pellegrino Young Chef per Professionisti under 30. Amante dei viaggi e delle
culture gastronomiche internazionali. Dal 2016 è ambasciatore italiano a Okinawa durante la Settimana Internazionale
della Cucina Italiana nel Mondo.
Pappardelle in zuppa di pesci
e olive taggiasche
Ingredienti per 4 persone
Per le pappardelle all’uovo
•125 g farina 00
•125 g semola rimacinata di grano duro
•4 tuorli
•1 uovo intero
Per la Zuppa di Pesci
•1 kg di pesci da zuppa come piccoli scorfani,
gallinelle, naselli, triglie di scoglio e tracine
•1a cipolla bianca
•12 spicchi d’aglio
•qualche foglia di prezzemolo fresco
•1 rametto di rosmarino, 1 di timo ed 1 di
maggiorana
•1/2 bicchiere vino bianco secco
•1 cucchiaio di triplo concentrato di pomodoro
•Olio evo, sale e pepe q.b.
Preparazione
Per le pappardelle
Iniziare amalgamando i tuorli con l’uovo e le
farine setacciate, ottenendo una pasta fresca
all’uovo liscia ed elastica (aggiungere se
necessario poca acqua tiepida per amalgamare
bene il tutto): far riposare quindi l’impasto in
frigo, ricoperto da pellicola trasparente per
alimenti, per 30 minuti. Stendere la sfoglia sottile
e con l’aiuto di una rotella tagliapasta zigrinata
ottenere delle pappardelle larghe almeno 3 cm:
spolverare con semola rimacinata e tenere al
fresco coperto con un tovagliolo traspirante ben
pulito.
dolce con 3 cucchiai di olio: aggiungere i pesci
e rosolare a fiamma vivace per qualche minuto,
sfumare con il vino bianco e coprire con del
ghiaccio tritato o acqua molto fredda. Aggiungere
il concentrato di pomodoro e cuocere per circa
25-30 minuti fin quando i pesci saranno teneri:
tenere da parte i filetti e la polpa che saranno
rimasti interi e sodi, e passare al passaverdure
tutto il resto. Setacciare la salsa con un colino
a maglie fini e unire le polpe ed i filetti tenuti da
parte. Aggiustare di sale e pepe e tenere al caldo.
Montaggio e presentazione
•Olive taggiasche denocciolate sott’olio
•Scorza di limone
•Pepe di mulinello
•Olio extravergine d’oliva di qualità
Asciugare bene le olive, tamponando
energicamente con carta da cucina, e passare in
microonde alla massima potenza fino ad ottenere
delle briciole aromatiche essiccate.
Cuocere le pappardelle per 1-2 minuti in acqua
bollente salata, mantecarle con il sugo di zuppa di
pesci e disporle in delle fondine: ultimare con le
briciole di Olive Taggiasche essiccate, della scorza
di limone grattugiata, una macinata di pepe ed un
filo di olio extravergine. Servire subito.
subito.
Per la zuppa di pesci
Pulire accuratamente i pesci dalle branchie
e dalle interiora, risciacquando più volte e
tamponando con carta assorbente da cucina.
Tritare finemente la cipolla con l’aglio e le erbe
aromatiche, quindi imbiondire il trito a fuoco
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M A G A Z I N E
GARDEN PLACE
di TIZIANO BALDI GALLENI
MAGGIO IN GIARDINO: I LAVORI
ESSENZIALI PER LE PIANTE SANE
QUESTO È IL PERIODO PIÙ INTENSO PER CHI AMA IL VERDE: LA VITA VEGETATIVA
ACCELERA, I FIORI CRESCONO RAPIDAMENTE E RICHIEDONO CURE COSTANTI. TRA
CONCIMAZIONI, IRRIGAZIONI E PICCOLI INTERVENTI MIRATI, L’INIZIO DELLA PRIMAVERA È
DECISIVA PER COSTRUIRE UNO SPAZIO RIGOGLIOSO E PREPARARLO AL CALDO ESTIVO.
Un mese generoso e impegnativo
allo stesso tempo. il giardino
entra nel suo momento più
vitale, le giornate si allungano, le
temperature si stabilizzano e ogni
pianta sembra crescere sotto i
nostri occhi. È proprio ora che si
costruiscono le basi per un’estate
sana e ricca di fioriture, con
interventi semplici ma costanti.
La prima attenzione va all’acqua.
Le piogge primaverili si diradano e
il terreno tende ad asciugarsi più
rapidamente. È importante irrigare
con regolarità, preferendo le ore del
mattino presto o della sera, quando
l’evaporazione è ridotta. L’acqua
deve penetrare in profondità,
evitando bagnature superficiali che
rendono le radici più deboli. Nei
vasi, invece, il controllo deve essere
frequente: il terriccio si scalda e si
asciuga velocemente.
Accanto all’acqua, la nutrizione
diventa fondamentale. Le piante
sono in piena attività vegetativa
e consumano molte energie.
Utilizzare un buon concime,
specifico per piante fiorite o ortaggi,
aiuta a sostenere la crescita e a
favorire fioriture più abbondanti. È
meglio concimare con regolarità
ma senza eccessi, osservando
sempre la risposta delle piante.
Maggio è anche il momento
giusto per piccole potature di
mantenimento. Eliminare rami
secchi, foglie danneggiate e fiori
appassiti non è solo una questione
estetica: permette alla pianta di
concentrare le energie nelle parti
più sane.
Le rose, in particolare, beneficiano
della rimozione dei fiori invecchiati,
che stimola nuove fioriture.
Non bisogna poi trascurare il
controllo dei parassiti. Con il caldo
in aumento, afidi e altri insetti
proliferano facilmente. Osservare
con attenzione le foglie consente
di intervenire in tempo, utilizzando
anche rimedi naturali nelle prime
fasi.
Infine, una leggera pacciamatura
aiuta a mantenere l’umidità
del terreno e a limitare le erbe
infestanti, semplificando la gestione
nelle settimane successive. Con
cure attente ma semplici, il giardino
si prepara ad affrontare l’estate in
equilibrio, regalando ogni giorno
bellezza e vitalità.
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M A G A Z I N E
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M A G A Z I N E
MATRIX
di SILVIO GHIDINI
La copia della copia della copia… di un topo
Fino a quante copie di un animale è possibile
realizzare? Tradotto: quanto può durare una dinastia
nata da un clone? È la domanda che si è posto un
gruppo di scienziati dell’università giapponese di
Yamanashi. L’esperimento, guidato da Teruhiko
Wakayama, aveva come obiettivo capire se sia
possibile salvare una specie a rischio attraverso
la clonazione. Per farlo, il team ha cominciato a
clonare un topo da laboratorio e a fare lo stesso
con le copie nate da esso. Un po’ come quando si
copia una fotocopia, col passare delle generazioni di
topi “riclonati” sono iniziate le mutazioni genetiche
che indeboliscono gli esemplari. Come annunciato
sulle pagine della rivista scientifica Nature
Communications, gli studiosi giapponesi sono arrivati
a ben cinquantotto generazioni e circa milleduecento
cloni nati dal topo-matrice originale. Un importante
risultato, ma ancora lontano dal permettere di salvare
specie di mammiferi dall’estinzione.
Se nemmeno l’IA azzecca il meteo
Messi da parte i proverbi evergreen come “cielo a
pecorelle, pioggia a catinelle”, negli ultimi secoli
la scienza meteorologica ha fatto passi avanti da
gigante. Un incremento considerevole è dovuto
all’informatica e all’introduzione di computer capaci
di calcoli complessi che altrimenti richiederebbero
tempo. Nonostante ciò, come possiamo verificare
quotidianamente, non sempre gli istituti
meteorologici riescono a consegnare bollettini che
trovano conferma nella realtà. I fattori sono due e
complementari: il cambiamento climatico che rende
più difficile prevedere cambiamenti repentini e la
conseguente necessità di calcolatori ancora più
potenti. Anche oggi, nell’era dell’IA, siamo lontani
dalla previsione perfetta. Come ha spiegato a Wired
Martin Palkovic, direttore di Computing dell’European
centre for medium-range weather forecasts, “Quando
si fanno previsioni atmosferiche si ha a che fare con
un sistema caotico” e ciò confonde l’IA. L’esperto
sottolinea anche come bisogna accettare l’esistenza
di un limite “fisiologico” oltre il quale nemmeno la
tecnologia può spingersi. Le precisioni meteo hanno
ancora grande margine di miglioramento, ma forse
non potranno essere mai perfette. Almeno per ora.
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M A G A Z I N E
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M A G A Z I N E
IL GIRO
D’ITALIA
È UNO DEGLI EVENTI SPORTIVI PIÙ ATTESI E APPREZZATI A
LIVELLO GLOBALE, TRASMESSO IN OLTRE 200 PAESI.
Nel 2025 sono stati oltre 18 milioni gli spettatori
stranieri che hanno seguito la corsa rosa attraverso
oltre 100 media: numeri che riflettono lo straordinario
impatto della manifestazione, con la concreta possibilità
di migliorarli ancora nel 2026. L’edizione numero 109
si svolgerà dall’8 al 31 maggio: un romanzo popolare
lungo 3.459 chilometri distribuiti su 21 tappe (di cui 8
di pianura, 7 di media montagna, una sola cronometro
e 5 di alta montagna, con 7 arrivi in salita), con un
dislivello complessivo di 48.550 metri. Un romanzo
popolare di tre settimane dalla Bulgaria (prima volta in
assoluto) a Roma (quarto arrivo di fila, ottavo in totale),
in un continuo susseguirsi di sorprese ed emozioni,
cadute e risalite, gioie e dolori. Con un sogno per tutti
e un obiettivo per molti: la maglia rosa. Negli ultimi
anni il Giro – organizzato da RCS Sports & Events – ha
progressivamente ampliato la propria dimensione
globale, puntando sempre più spesso su partenze
fuori dai confini nazionali. Il 2026 conferma questa
tendenza e la rafforza, con una scelta che ha una chiara
valenza strategica: trasformare la corsa in un prodotto
sportivo capace di parlare a un pubblico internazionale,
senza perdere il legame con il territorio italiano.
Sarà la sedicesima partenza dall’estero, la seconda
consecutiva. Le prime tre tappe attraverseranno la
Bulgaria nella sua interezza, da est a ovest, toccando
i luoghi più affascinanti e le città principali. Si parte
da Nessebar, città sul Mar Nero, e si arriva a Sofia,
la capitale. La frazione inaugurale, pianeggiante, è
pensata per velocisti e per assegnare la prima maglia
rosa senza particolari difficoltà altimetriche. Le tappe
successive introducono un terreno più movimentato,
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M A G A Z I N E
THE WINNER
di GABRIELE NOLI
attraversando aree interne e centri urbani, in un
percorso che alterna esigenze sportive e visibilità
territoriale. Una volta lasciata la Bulgaria, il Giro 2026
rientra in Italia a Catanzaro e riparte subito con tappe
adatte ai velocisti e alle fughe, attraversando prima
la Calabria e poi Basilicata e Campania, con traguardi
a Potenza e Napoli. La prima vera montagna arriva
con la settima tappa, da Formia al Blockhaus, la più
lunga dell’intero Giro (ben 244 chilometri): un arrivo
in salita duro e prolungato che separa i corridori che
puntano alla generale da chi cerca vittorie parziali.
Dopo una frazione pianeggiante con arrivo a Fermo e
un’altra adatta ai velocisti, la corsa entra nella fase
centrale con la cronometro individuale da Viareggio
a Massa (40,2 km), nota nel circuito come “Tappa
Bartali”. Questa prova contro il tempo è l’unica del Giro
e può creare distacchi significativi. Arrivi impegnativi
come Corno alle Scale e la salita verso Pila, insieme
al passaggio simbolico di Milano, offrono momenti
di spettacolo e visibilità, trasformando la corsa in un
continuo equilibrio tra selezione, tattica e strategia.
Negli ultimi giorni il Giro entra definitivamente nelle
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M A G A Z I N E
THE WINNER
Alpi e nelle Dolomiti. La sedicesima
tappa, da Bellinzona a Carì, è uno
sconfinamento in Svizzera che
aggiunge chilometri selettivi e
dislivelli ripidi, preludio alle giornate
più dure. Seguono tappe iconiche
come Feltre-Piani di Pezzè, con la
Cima Coppi al Passo Giau (2.233 m), e
Gemona del Friuli–Piancavallo, dove
si decide la corsa. Il gran finale, il 31
maggio a Roma, prevede una tappa
più spettacolare che competitiva,
che celebra il vincitore. Un anno fa a
imporsi è stato Simon Yates, davanti
a Isaac Del Toro e Richard Carapaz,
con Damiano Caruso (primo degli
italiani) al quinto posto. Non poteva
esserci modo migliore per chiudere
la carriera: a gennaio, infatti, il
britannico ha annunciato il ritiro
dall’attività agonistica, salutando
con ben 36 vittorie all’attivo. Tra i
protagonisti annunciati di quest’anno
c’è senza dubbio Jonas Vingegaard.
Per lui sarà una prima volta alla
corsa rosa con l’intento, neppure
troppo velato, di conquistare l’unico
dei Grandi Giri che ancora gli manca,
avendo già vinto la Vuelta e il Tour
de France. “Ho scelto di prendere
parte al Giro d’Italia perché è una
delle corse più prestigiose del mondo
e perché non l’ho mai fatto prima.
Ho sempre detto che mi sarebbe
piaciuto e quel momento è arrivato.
Ovviamente punterò alla Maglia
Rosa. Pensare di poter vincere tutti
e tre i Grandi Giri è una grande
motivazione”, ha spiegato il campione
danese. Accanto a lui figura João
Almeida, corridore solido e capace di
buone performance sia a cronometro
sia in salita. Tra gli outsider di livello
ci sono nomi come Ben O’Connor ed
Enric Mas. Non mancheranno inoltre
talenti in ascesa come Felix Gall e
Derek Gee-West. Al di là dell’aspetto
prettamente sportivo, il Giro d’Italia
si è ormai consacrato come un
fenomeno che attraversa la società,
l’economia e la cultura dei territori
che tocca. Ogni anno la Corsa Rosa
genera anche un impatto economico
misurabile su scala nazionale:
studi organizzativi stimano che il
Giro 2025 abbia prodotto ricadute
complessive superiori ai 2 miliardi
di euro, considerando sia la spesa
immediata dei tifosi e delle squadre,
sia il ritorno turistico e commerciale
che si manifesta anche dopo la fine
della corsa. Questo valore nasce dal
flusso di visitatori nelle città e nei
borghi attraversati, dall’aumento
delle prenotazioni alberghiere e dei
consumi nei servizi locali, fino alla
promozione dell’Italia nel mondo.
L’evento ha anche un evidente
valore sociale: partecipare come
spettatore, anche per chi non è un
appassionato di ciclismo, permette
di creare occasioni di aggregazione
nelle comunità locali. In molte regioni
il Giro diventa un appuntamento
collettivo, un momento di festa che
unisce generazioni e territori diversi,
dando voce e visibilità a luoghi che
spesso restano ai margini dei grandi
circuiti turistici. Inoltre, la corsa
funziona come un ambasciatore
culturale, raccontando l’Italia
attraverso paesaggi, città d’arte,
tradizioni e produzioni locali e
contribuendo a rafforzare l’immagine
del Paese.
C
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M A G A Z I N E
LE AVVENTURE DI
di KATIA BRONDI
PrìMo
TI RACCONTO
UN LIBRO
Alice nel paese
delle meraviglie
(Alice’s Adventures in Wonderland)
Autore:
Lewis Carroll
Illustratore:
Sir John Tenniel
Anno di pubblicazione:
Inghilterra,1865
Lewis Carroll (Daresbury 1832 – Guildford 1898) divenne in giovane età
diacono della Chiesa anglicana e fu professore di matematica al Christ
Church College di Oxford. Amava giocare con i numeri, la logica e le
parole, scrivere nonsense che sfidavano la logica e creavano situazioni
assurde nate dall’incontro tra il reale e l’immaginario. La figura di Alice è
ispirata ad Alice Liddell, figlia del decano del Christ Church.
TRAMA
Una annoiata Alice insegue un misterioso
Bianconiglio che corre frettolosamente fino a
cadere in una surreale tana. Alice si ritrova
in un regno popolato da creature fuori dal
comune e da regole che funzionano in modo
contrario rispetto alla realtà della bimba.
Partecipa al tè pazzo del cappellaio Matto e
incontra lo Stregatto che con la sua risata le
fa domande che la portano a ragionare e a
sovvertire le sue verità.
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M A G A Z I N E
Alice nel Paese delle Meraviglie è
chiaramente uno specchio della
società inglese del tempo vista
con gli occhi di una bambina. È
la storia di un sogno, di situazioni
paradossali, un viaggio incantato
che ha affascinato decine di
generazioni. Nel mondo delle
meraviglie la logica viene
capovolta e l’impossibile diventa
reale. Attraverso il Bianconiglio,
la Regina di Cuori, Il Cappellaio
Matto, lo Stregatto possiamo
esplorare il mondo razionale
attraverso l’immaginazione.
Attenzione ai tranelli di Lewis
Carroll, sono sempre dietro
l’angolo!
PIPPI
CALZELUNGHE
Te lo racconto la
prossima volta.
FRASI CELEBRI
“Ogni cosa ha la sua morale, se si sa trovarla”.
“Ma se il mondo non ha alcun senso,
chi ci impedisce di inventarne uno”. (Alice)
“La gente vede la follia nella mia colorata vivacità
e non riesce a vedere la pazzia nella loro noiosa
normalità”. (Cappellaio Matto)
“Il segreto, cara Alice, è circondarsi di persone che ti
facciano sorridere il cuore. È allora, solo allora, che
troverai il Paese delle Meraviglie”. (Cappellaio Matto)
Alice: “È impossibile”.
Il Cappellaio Matto: “Solo se pensi che lo sia”.
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M A G A Z I N E
La mia pelle, il mio orgoglio.
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SULLA STRADA
di TIZIANO BALDI GALLENI
DACIA DUSTER HYBRID 2026:
PIÙ POTENZA, MENO CONSUMI, STESSA ANIMA
LA NUOVA DACIA DUSTER FULL HYBRID EVOLVE CON IL MOTORE 1.8 DA
158 CV, MIGLIORANDO PRESTAZIONI ED EFFICIENZA SENZA TRADIRE LA
FILOSOFIA LOW COST.
Tecnologia aggiornata, comfort
sorprendente e prezzi ancora
accessibili la rendono un riferimento
concreto tra i Suv ibridi.
Con l’arrivo del model year 2026,
la Dacia Duster compie un salto
importante, introducendo il nuovo
sistema full hybrid da 1.8 litri che
sostituisce il precedente 1.6. Il
risultato è un netto miglioramento
delle prestazioni, con una potenza
che sale a 158 cv, ma soprattutto una
maturità tecnica che si riflette nella
guida quotidiana. Il sistema ibrido
lavora in modo fluido, privilegiando
la marcia elettrica nei contesti urbani
e garantendo una transizione quasi
impercettibile tra le diverse modalità
di funzionamento.
Nel traffico cittadino, la Duster si
muove silenziosa, rilassata, con
consumi che possono sfiorare i 25
km/litro, un dato che fino a pochi anni
fa sarebbe stato impensabile per un
Suv di queste dimensioni. Anche fuori
città, il miglioramento è evidente,
con una media che si attesta intorno
ai 17,5 km/litro, rendendola una
compagna affidabile anche nei lunghi
viaggi.
La gamma si articola su 4
allestimenti, ma è la versione Journey
(poi c’è la Essential, la Expression e
la Extreme) a rappresentare il miglior
equilibrio tra prezzo e dotazione. Con
un listino che resta sotto i 30.000
euro (28.200), offre una dotazione
completa: infotainment aggiornato,
sistemi di assistenza alla guida e
finiture curate, pur mantenendo
quell’approccio pragmatico che
ha reso celebre il marchio Dacia.
L’abitacolo è accogliente, con
materiali semplici ma robusti, mentre
lo spazio resta uno dei punti di forza:
cinque passeggeri viaggiano comodi
e il bagagliaio si conferma tra i più
capienti della categoria.
Dal punto di vista estetico, la nuova
Duster mantiene il suo carattere
deciso e concreto. Le linee sono
muscolose, quasi scolpite, con
dettagli moderni come le firme
luminose a led e una maggiore cura
aerodinamica.
Su strada, la ciclistica privilegia il
comfort, assorbendo bene le asperità
e rendendo la guida piacevole anche
su fondi irregolari. Lo sterzo è
leggero ma preciso, mentre l’assetto
garantisce una buona stabilità anche
nelle manovre più impegnative.
Non nasce come sportiva, ma sa
essere sicura e prevedibile in ogni
situazione.
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M A G A Z I N E
LA 25° ORA
di SARA GASPARINI
Illusione
Italia, Belgio | Dramma | Maggio 2026
Con Jasmine Trinca
Un ritrovamento casuale apre il film con un’immagine destinata a restare: una ragazza giovanissima,
trovata in un fosso nella periferia di Perugia, elegantemente vestita e ancora viva per un
soffio. Si chiama Rosa Lazar, viene dall’Est Europa e porta con sé una storia che fatica a emergere.
L’indagine si rivela subito complessa: la ragazza non solo non collabora, ma sembra incapace
di riconoscere la violenza subita, mantenendo un atteggiamento sorprendentemente leggero.
Da questo nucleo prende forma un doppio percorso. Da una parte, un’inchiesta che si allarga
progressivamente rivelando scenari sempre più torbidi; dall’altra, una ricerca più intima, nel
tentativo di comprendere l’indecifrabile mente di Rosa. Il film si sviluppa così come un confronto
tra verità giudiziaria e verità psicologica, lasciando emergere una realtà più sfuggente di quanto
appaia.
Mother Mary
USA, Gran Bretagna, Germania, Finlandia | Dramma, musicale | Maggio 2026
Con Anne Hathaway e Hunter Schafer
Nel mondo della musica pop, l’identità è spesso il risultato di una costruzione artificiale. Mother
Mary narra il rapporto tra una cantante in procinto di tornare sulle scene e la stilista che per anni
ne ha definito l’immagine pubblica. Il loro riavvicinamento, apparentemente legato a esigenze
professionali, riapre una relazione complessa fatta di dipendenze e dinamiche di potere. Il film
si muove tra il fascino della celebrità e ciò che resta fuori campo, mostrando le tensioni che
attraversano i legami creativi quando diventano anche personali. Al centro non c’è tanto il ritorno
di una star, quanto il prezzo emotivo che questo comporta.
Con una colonna sonora che include brani originali di Charli XCX, il racconto indaga un equilibrio
instabile in cui arte e vita privata finiscono per sovrapporsi, lasciando emergere fragilità e conflitti
difficili da contenere.
Antartica - Quasi una fiaba
Italia | Dramma | Maggio 2026
Con Silvio Orlando e Barbara Ronchi
In una base scientifica isolata nel cuore dell’Antartide, un gruppo ristretto di ricercatori italiani
vive e lavora per mesi senza contatti con l’esterno. A guidarli è Fulvio Cadorna, figura autorevole e
carismatica, impegnata insieme al suo team in studi che interrogano il futuro stesso della specie
umana.
L’equilibrio della stazione viene messo in discussione dall’arrivo di Maria Medri, giovane scienziata
brillante e determinata, papabile erede del capomissione. Il suo modo diretto e poco conciliatorio
di affrontare il lavoro e le relazioni incrina progressivamente le certezze del gruppo, aprendo
fratture sia sul piano scientifico che su quello personale.
La base diventa uno spazio chiuso in cui la ricerca scientifica si sviluppa insieme ai rapporti tra
i membri del gruppo, facendo emergere quanto le dinamiche umane incidano sulle direzioni del
progetto.
Tuner - L’accordatore
USA | Dramma, thriller | Maggio 2026
Con Leo Woodall e Dustin Hoffman
Non tutti i talenti sono una benedizione. In Tuner – L’Accordatore il protagonista vive una condizione
che lo distingue radicalmente dagli altri: un udito assoluto fuori scala, capace di registrare
ogni dettaglio sonoro, anche il più impercettibile.
L’estrema sensibilità ha finito per allontanarlo dal percorso musicale che sembrava destinato
a seguire, spingendolo verso una vita più appartata. Lavorare sui pianoforti, lontano dal palco,
diventa una forma di controllo su un mondo che altrimenti risulterebbe eccessivo. Ma è proprio
questa capacità a riportarlo al centro di una dinamica che sfugge alla sua volontà.
Il film costruisce una tensione crescente, interrogandosi su quanto sia possibile sottrarsi a una
qualità che, proprio perché eccezionale, diventa anche un punto di vulnerabilità.
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korean beauty
LA TUA SKIN
CARE ROUTINE
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MY BOOK
di SOFIA PIERACCINI
La Nuova me
Autore: Halle Butler
Casa editrice: Neri Pozza
Ironico e cinico, “La nuova me” ci immerge nella mente di Millie, trentenne di Chicago alle prese
con una vita che sembra scorrere in bilico tra precarietà e alienazione. Non è solo il lavoro a opprimerla:
la protagonista vive in una città che non concede respiro, tra metropolitane affollate, appartamenti
angusti, amicizie tiepide e relazioni ormai finite. Con un tono tagliente, Butler racconta la
quotidianità di una generazione intrappolata in un sistema che trasforma giovani uomini e donne
in strumenti o ostacoli per il profitto, tra illusioni di cambiamento e la consapevolezza che nulla
sembra mai davvero sufficiente. Millie passa le giornate tra un lavoro precario, serie tv, aperitivi
con l’amica del cuore Sarah e ruminazioni sul futuro, oscillando tra frustrazione e il desiderio di
reinventarsi. La «nuova Millie», però, fatica a emergere: ogni spiraglio di possibilità sembra immediatamente
inghiottito dall’apatia e dal dubbio. Quando un’inattesa mail della propria responsabile
la mette faccia a faccia con un possibile futuro più roseo, la protagonista si ritrova sospesa tra
speranza e inquietudine, interrogandosi su quanto davvero possa cambiare la propria vita.
Con uno sguardo spietato ma incredibilmente divertente, Butler trasforma il quotidiano in satira sociale,
regalando un ritratto lucido e dolorosamente riconoscibile di chi cerca di navigare un mondo
in cui lavoro, desideri e identità si intrecciano in un caos senza soluzione di continuità.
La disobbediente
Autore: Mavie Da Ponte
Casa editrice: Marsili Romanzi
La disobbediente segue Monda, trentacinquenne decisa a non diventare madre biologica. La protagonista
rifiuta le pressioni sociali e le aspettative che vedono la maternità come destino inevitabile
delle donne, e cerca invece di costruire la propria vita secondo le proprie regole. Nonostante un
fidanzato che all’inizio sembrava accettare la sua scelta, la determinazione di Monda riaffiora quando
le aspettative altrui la spingono a cedere: il suo istinto ribelle e la sua voglia di esistere come
individuo la guidano verso scelte autonome. Il romanzo mette in luce come la maternità e la crescita
non siano solo biologiche: Monda scopre altri modi di amare, prendersi cura e costruire legami,
imparando a dire «noi» senza rinunciare al proprio «io». La sua storia è segnata da una formazione
accademica incompleta, amori complicati e vuoti affettivi, elementi che hanno temprato la sua
capacità di disobbedire e di affermare la propria identità. Con delicatezza e lucidità, il libro esplora il
desiderio di autonomia, il conflitto con le aspettative sociali e la forza di chi sceglie di vivere secondo
la propria verità. Monda incarna il coraggio di essere se stessi, la resistenza a modelli imposti e la
ricerca di un’esistenza autentica, in cui decidere, amare e crescere restano scelte personali e non
obblighi.
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Hotel Silence
Autore: Adur Ava Olafsdottir
Casa editrice: Einaudi
Auður Ólafsdóttir firma il suo romanzo più essenziale e delicato, un libro che combina ironia,
tenerezza e riflessione sulla resilienza umana. Hotel Silence è un invito a riscoprire la capacità di
restare umani anche di fronte alle cose terribili che accadono nel mondo. Protagonista è Jónas,
quarantanovenne con il talento di riparare qualsiasi cosa, tranne la propria vita. Divorziato, con la
scoperta che la figlia amata non è sua e una madre persa nel torpore della demenza senile, si sente
smarrito. La sua intera esistenza appare un inganno, e il ritrovamento dei vecchi diari di gioventù,
pieni di annotazioni su nuvole, stelle e ragazze, non fa che accentuare il senso di estraneità verso
se stesso. Spinto verso il suicidio, Jónas decide di andarsene senza lasciare il peso della sua morte
alla figlia. La sua meta è un paese appena uscito da una guerra civile, disseminato di macerie e
mine antiuomo, dove affitta una stanza nell’isolato Hotel Silence con solo un cambio di vestiti e la
sua cassetta degli attrezzi. Qui, però, l’incontro con i sopravvissuti locali, tra cui due giovani gestori
e il loro silenzioso bambino, lo costringe a confrontarsi con nuove vite e nuove ferite, e il progetto di
scomparire lentamente perde priorità, sostituito dalla possibilità di ricominciare e di riconnettersi
con l’umanità. Hotel Silence è un romanzo che parla di ricostruzione interiore, empatia e capacità di
rialzarsi, raccontato con ironia, delicatezza e un’intensità emotiva che resta impressa.
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TEATRO & MUSICA
di SOFIA PIERACCINI
Spring Attitude 2026:
a Roma la primavera è una questione di suono
C’è un momento a Roma in cui la primavera smette di essere solo una stagione e diventa
un’attitudine, una disposizione d’animo. Succede con lo Spring Attitude Festival, che il 29 e
il 30 maggio torna ad occupare per il secondo anno consecutivo gli spazi de La Nuvola. Due
giorni che mettono in dialogo musica contemporanea, elettronica e pop alternativo costruendo
un racconto fluido tra palco e consolle. Arrivato alla sua quindicesima edizione, il festival
romano continua a muoversi su un doppio binario: da una parte la scoperta, dall’altra la
conferma. Nuovi progetti e nomi già consolidati convivono in una line up che guarda oltre i
confini, mantenendo comunque un forte legame con la scena locale. Il risultato è un equilibrio
riuscito tra ricerca e accessibilità, tra scena indipendente e cultura club.
Anche nel 2026, Spring Attitude si conferma uno degli appuntamenti chiave per scoprire (o
riscoprire) il presente musicale. Più che un festival, è un osservatorio in tempo reale su ciò
che sta succedendo, e su quello che, molto probabilmente, succederà.
Tori Amos torna in Italia per un unico imperdibile appuntamento
Certe artiste non tornano semplicemente sul palco: riaprono un dialogo. È quello che succederà
il 5 maggio al Teatro degli Arcimboldi, quando Tori Amos farà tappa a Milano per l’unico
appuntamento italiano del suo nuovo tour europeo. Un ritorno attesissimo, che arriva insieme
a un nuovo capitolo discografico. Il diciottesimo album, In Times of Dragons (in uscita il primo
maggio 2026) si inserisce nel solco di una carriera costruita su una scrittura intensa e mai
accomodante. Fin dagli esordi con Little Earthquakes, Amos ha dato voce a narrazioni personali
e politiche, intrecciando fragilità e presa di posizione, intimità e visione. Il nuovo lavoro
non fa eccezione: un percorso che attraversa resistenza e consapevolezza, interrogandosi sul
rapporto tra libertà individuale e forze che cercano di limitarla. Dal vivo, tutto questo si traduce
in un’esperienza che va oltre il concerto tradizionale. Il pianoforte, da sempre estensione
naturale della sua voce, resta al centro, affiancato da una formazione consolidata: al suo
fianco tornano collaboratori storici come Jon Evans al basso e Ash Soan alla batteria, insieme
a tre coriste che ampliano la dimensione sonora e narrativa dello show. La scaletta promette
un equilibrio tra nuove tracce e brani che hanno attraversato decenni, costruendo un racconto
coerente e mai nostalgico. La sua forza, oggi come ieri, sta proprio qui, in una voce che non
ha smesso di evolversi, in una scrittura che continua a interrogare il presente e in quella
capacità di trasformare ogni concerto in un’esperienza vivissima.
In agenda…
Maggio si conferma un mese ricco di appuntamenti da segnare in agenda per chi ama teatro
e musica. Dal 21 al 23 maggio torna all’Idroscalo di Milano il MIAMI Festival, il Festival della
Musica Bella e dei Baci, che quest’anno celebra la ventesima edizione. Venerdì 22 spazio a
La Niña, Tutti Fenomeni, Dov’è Liana, Silent Bob & Sick Budd in live band, I Patagarri, Dutch
Nazari e Pacifica; sabato 23 sul palco Marco Castello, l’atteso ritorno dei Nu Genea, Motta
con il set speciale per festeggiare i dieci anni de La fine dei vent’anni, il debutto italiano di
Myd, e ancora Lamante, Zé Ibarra e MILLE. Il MIAMI resta così un osservatorio privilegiato
sulla musica che sfugge agli schemi convenzionali, mescolando debutti, ritorni e progetti
costruiti nel tempo. Tra le grandi produzioni dal vivo, in tutta Italia non mancano spettacoli
da non perdere. Il 2 e 3 maggio al Teatro Brancaccio di Roma va in scena B.L.U.E., il musical
completamente improvvisato, creato dal pubblico in tempo reale: ogni sera una storia diversa,
con canzoni nate sul momento. Dal 7 al 9 maggio a Reggio Calabria e dal 22 al 24 maggio a
Montichiari torna invece Notre Dame de Paris, il cult musicale che ha conquistato oltre 13
milioni di spettatori nel mondo. Per gli appassionati di musica pop e show immersivi, maggio
propone anche Dancing Dream, l’omaggio agli ABBA. Dopo 50 anni dalla loro vittoria all’Eurovision
con Waterloo, la band svedese continua a vivere nei successi riproposti con scenografie,
luci e coreografie d’epoca: il tour tocca La Spezia, Pordenone, Belluno, Casale Monferrato,
Parma, Roma, Vigevano e Varese, regalando un viaggio emozionale tra hit immortali come
Mamma Mia, Dancing Queen e Super Trouper. Che siate appassionati di nuovi suoni, musical
o revival iconici, maggio offre moltissimi imperdibili appuntamenti, non vi resta che scegliere
il palco giusto!
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NON HAI TEMPO DI LAVARTI I CAPELLI?
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TIZIANO
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ON STAGE
di CLOE D. BETTI
FERRO
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Un rito collettivo, dove le emozioni,
le lacrime, i sorrisi, le cadute e le
rinascite si fondono in un solo coro,
quello del popolo di Tiziano Ferro,
uno degli artisti più attesi in questa
estate di musica.
foto> Andrea Bianchera
Il suo tour “Stadi 26”, prodotto
e organizzato da Live Nation,
parte da Lignano il 30 maggio,
dodici tappe per altrettanti
stadi, tra cui San Siro a Milano e
l’Olimpico a Roma, per tornare
a cantare con i suoi fan, a cui
l’artista, nato a Latina, regala
anche “Sono grande (Deluxe)”
l’album in uscita il 22 maggio
che oltre alle tracce originali
pubblicate lo scorso autunno,
conterrà sette nuove canzoni e
cinque inedite collaborazioni.
La prima è stata quella con
Giorgia, amica da una vita,
con cui ha duettato sulle note
di “Superstar”, uscita il mese
scorso. «Ci sono storie nuove
da raccontare. Sette brani,
cinque amici, tanta stima,
orgoglio, gioia, rabbia, cura»,
ha raccontato Ferro, che nello
scorso febbraio ha festeggiato i
25 anni di “Xdono”, che ottenne
il terzo posto nella classifica
dei singoli più venduti in Europa
nel 2002, sul palco del festival
di Sanremo. Un momento di
pura emozione, cominciato con
“Ti scatterò una foto”, cantato
M A G A Z I N E
a cappella, e proseguito
poi con le note di “La
differenza tra me e te”,
“Lo stadio”, “Xdono”
fino al gran finale di
“Sono un grande”.
Brani che il cantante
tornerà a intonare nei
suoi concerti, quando
finalmente incontrerà
quel pubblico che lo
attende dopo anni duri.
«Gli Stati Uniti sono un
posto nel quale mi sono
ritrovato quasi a mio
discapito e sicuramente
non sono l’America che
stavo cercando - ha
ammesso Tiziano- Non
sono mai neanche stato
innamorato dell’America
e la lontananza a un certo
punto è diventata un po’
troppa, ma in questo
momento non la posso
evitare perché sono
incastrato in una serie
di meccanismi che mi
mettono tanta nostalgia.
Se dovessi scegliere un
posto da chiamare casa,
sicuramente sarebbe
l’Italia, non importa
che sia Milano, Roma o
Latina, ma in America
a parte i miei figli, non
ho rapporti pari a quelli
che ho in Italia». Non ne
ha mai fatto un segreto,
Tiziano, diventato negli
anni un libro aperto
per i suoi fan, disposto
a condividere le sue
emozioni, belle o brutte,
comunque il motore della
sua stessa esistenza.
«Per me scrivere è come
andare dallo psicologo,
quando ho smesso mi
sono reso conto del
fatto che la qualità della
mia salute mentale era
diminuita - ha spiegato -
Sono sicuro che se fossi
stato uno un pochino
più freddo, indifferente,
meno vittima dei
sentimenti, magari avrei
maturato meglio dei
rapporti interpersonali e
li avrei anche migliorati,
invece sono molto di
pancia». A circa tre anni
dal precedente lavoro “Il
mondo è nostro”, tante
cose sono cambiate nella
vita dell’artista che ha
all’attivo nove album
e una raccolta “best
of” che lo hanno reso
uno dei più influenti e
innovativi cantautori con
più di venti milioni di
dischi venduti nel mondo.
Eppure il momento del
tour, dell’incontro a tu
per tu con il suo pubblico,
resta il più atteso,
perché è solo lì che
scatta un inspiegabile
incontro di anime. «E’
un’arte rimasta identica
dall’antica Grecia ad oggi - ha raccontato
l’artista - Durante il concerto c’è un artista di
fronte alla folla, in un teatro o in uno stadio,
che si esibisce con estrema trasparenza e
onestà, senza poter fingere.
È un rapporto uno ad uno, nel senso che se
voglio venire a vederti, oltre al biglietto devo
portare il mio corpo, c’è un appuntamento
reciproco che non lascia spazio a
interpretazioni. In questo momento storico
in cui non si capisce bene quanti streaming
possano valere veramente un disco venduto,
quanto un pezzo sia amato, quanto la
classifica sia oggettiva, il concerto continua
ad esistere come forma più antica, più vera,
più autentica e più emozionante. Per questo
penso che i concerti siano importanti per
ricordare a tutti che la musica nella vita delle
persone esiste, ed esiste in maniera solida,
potente, invalicabile».
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a cura della Redazione di Barbanera
MAGGIO 2026
MAGGIO CI REGALA ENERGIA E UNA PIACEVOLE LEGGEREZZA, RENDENDO L’INVERNO
UN RICORDO LONTANO. NELL’ORTO INIZIANO AD ARRIVARE I PRIMI RACCOLTI
GENEROSI, MENTRE IL GIARDINO SI ANIMA DI NUOVE FIORITURE.
Maggio è uno dei mesi ideali per
camminare nei campi alla scoperta
delle erbe spontanee e per dare spazio
alle erbe aromatiche sui balconi,
che crescono rigogliose e pronte
ad arricchire i nostri piatti. Le rose
sbocciano in vista della festa della
mamma, come un omaggio gentile.
Anche le prime ciliegie portano
dolcezza a giornate sempre più
luminose, che annunciano l’estate
ormai vicina.
La finestra sul tempo
I fiori sogliono incominciare presso
il tempo del loro schiudimento
ad emanare i loro profumi, i quali
si aumentano finché il fiore sia
compiutamente aperto, dopo di che
vanno scemando. Alcuni fiori sono
odorosissimi la notte e pochissimo il
giorno.
Barbanera per l’anno 1869
La raccolta del mese
Ci sono novità nel cestino di maggio:
piselli, fagiolini e fave. L’orto continua
a produrre senza sosta le insalate da
taglio, la rucola, gli agretti, le lattughe
e le verdure a foglia come biete e
spinaci. Anche il frutteto ci concede la
gioia delle primizie, soprattutto fragole
e ciliegie.
Il cestino del mese
GLI ORTAGGI: aglio, agretti, asparagi,
bietole, carciofi, carote, catalogna,
cavolfiori, cavoli broccolo, cavoli
cappuccio, cavoli verza, cetrioli,
cicorie, cicorini da taglio, cipolle,
fagioli, fagiolini, fave, finocchi, indivie,
insalate, patate, peperoni, piselli,
pomodori, porti, rape, ravanelli,
rucola, sedani, spinaci, valerianella e
zucchine.
LA FRUTTA: albicocche, arance ovali o
Valencia, ciliegie primaticce, fragole e
nespole.
GLI AROMI: basilico, menta piperita,
mentuccia, prezzemolo, rosmarino e
salvia.
Buone pratiche in casa
Le buone erbe
Approfittiamo dell’aria di primavera
per camminare nel verde e raccogliere
piante da portare in tavola. Non
fermiamoci al pregiudizio. Molte delle
malerbe invise agli agricoltori perché
infestano l’orto sono in realtà buone da
mangiare. È il caso del farinello, pianta
annuale simile allo spinacio selvatico,
diffuso in tutti i campi incolti, oltre
che negli orti. Sbollentiamolo intero,
se piccolo e tenero, o utilizziamone
soltanto le foglie vellutate in zuppe e
risotti.
E se avanza…
Recupero da buongustai
Se non abbiamo utilizzato tutto il
pesce spada cotto per la zuppa, lo
conserviamo in frigorifero per il
giorno dopo. Possiamo prepararci una
profumata pizzaiola facendo cuocere
per 5 minuti in padella dei pomodorini
tipo pachino con olio extravergine
di oliva, aglio, origano, capperi e
peperoncino fresco. Aggiungiamo il
pesce spada e insaporiamo per altri 3
minuti. Se invece avanza la mattonella
di fragole, poiché non si può
ricongelare, la usiamo come base per
fare una zuppa inglese con l’aggiunta
di un po’ di cioccolato a scaglie.
Benessere con la natura
Spinaci per l’efficienza muscolare
Per restare in forma anche dopo i 60
anni è importante che camminiamo
regolarmente 30 minuti al giorno e
facciamo attività fisica dolce. E per
migliorare l’efficienza muscolare
possiamo aiutarci naturalmente
anche a tavola. Secondo i risultati
di una ricerca condotta in Svezia e
pubblicata sulla rivista specializzata
Cell Metabolism, le verdure ricche di
nitrati, come gli spinaci, ma anche
le barbabietole rosse, garantiscono
performance brillanti.
Tra le persone esaminate, chi
consumava 300 mg di nitrati al giorno
– l’equivalente di una porzione di
spinaci o due di barbabietole – dava
infatti risultati migliori sulla cyclette
rispetto a chi seguiva una dieta povera
di nitrati.
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L’ALTRO SPORT
di STEFANO GUIDONI
E SPORTS
C’È SPORT E SPORT, E TRA GLI ALTRI
SPORT CI SONO ANCHE GLI ESPORTS.
Quelli che nel dibattito sull’opportunità
o meno di annoverarli tra le
attività sportive, anziché tra i giochi,
in ambito professionistico sono considerati
praticanti alla pari degli atleti.
Ovvero, quei giocatori che necessitano
di capacità fisiche e mentali come
quelle di uno sportivo tradizionale.
Letteralmente la traduzione dall’inglese
all’italiano della parola eSports,
è sport elettronici, dove la lettera “e”
del prefisso sta per electronic. Nello
specifico, per eSports si intende quei
videogame che comprendono sia
quelli sportivi che quelli strategici,
dove i più rappresentativi sono per i
primi Fifa e Pes, per i secondi Star-
Craft, Multiplayer Online Battle Arena,
Dota 2 e League of Legends, fino ai
simulatori di guida e ai cosiddetti
‘sparatutto’. Determinante per la diffusione
di quello che viene considerato
un moderno mix tra gioco e sport,
è stata la crescente espansione delle
piattaforme di streaming come Twitch
e YouTube, che hanno permesso agli
eSports di raggiungere un pubblico
globale attirando milioni di partecipanti,
di appassionati e anche di spettatori.
Mentre una delle ragioni, se
non quella principale del loro successo,
è riconducibile all’accessibilità, infatti,
chiunque possieda un computer
o una console dotati di connessione
internet può partecipare e competere.
Gli eSports richiedono una combinazione
di abilità tecniche, strategiche e
di gioco di squadra; i giocatori devono
possedere riflessi rapidi, quindi anche
una preparazione fisica, capacità di
‘problem solving’, risoluzione dei problemi
e saper agire sotto pressione.
In ambito professionistico le squadre
includono le figure del coach, i preparatori
atletici, analisti e specialisti di
salute mentale, il tutto per ottimizzare
le prestazioni dei giocatori, il che
fa capire l’impegno psicofisico e la
professionalità richiesti a certi livelli.
La pratica degli eSports ha anche un
aspetto economico non indifferente,
tant’è che sono sempre di più le competizioni
che mettono in palio premi in
denaro significativi, rendendo questo
campo di gioco non solo un divertimento
e una passione ma anche una
potenziale carriera per i giocatori di
talento. Gli sport elettronici stanno
ricevendo sempre più riconoscimenti
ufficiali e aumentano sia i paesi dove
i giocatori sono considerati atleti a
tutti gli effetti, che le università che
mettono in palio borse di studio come
quelle destinate agli sport tradizionali,
finendo così per legittimarli come
una vera e propria disciplina sportiva.
Gli eSports rappresentano un’originale
ed entusiasmante evoluzione nel
mondo del ‘gioco-sport’, combinando
la passione per i videogiochi con la
competizione professionale, offrendo
interessanti opportunità per giocatori
ma anche spettacolo e intrattenimento
per gli spettatori e il pubblico.
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HOME SWEET HOME
a cura di MAURIZIO BONUGLI
LEVANTO
BENVENUTI A LEVANTO, IN PROVINCIA DI LA SPEZIA, IL POSTO
DOVE IL MEDIOEVO HA DECISO DI FARSI UN BAGNO AL MARE
SENZA TROPPI COMPLIMENTI! IMMAGINATE UNA CITTADINA
CHE HA TUTTO: MURA ANTICHE PER I NOSTALGICI DELLA
STORIA, UNA LOGGIA DEL ‘400 CHE SEMBRA USCITA DA UN SET
CINEMATOGRAFICO E ONDE COSÌ SPETTACOLARI CHE PURE
I SURFISTI CALIFORNIANI VERREBBERO QUI A PRENDERE
APPUNTI. QUA A LEVANTO IL VOSTRO NEGOZIO PIÙME È IN CORSO
ROMA 75 DOVE VI ASPETTANO GENTILI E PROFESSIONALI SONIA
ANSELMO, MONICA VARSI E DARIA BAGNASCO. NON MANCATE!
Se cercate pace e relax, perdetevi tra
i carruggi pastello o pedalate lungo
la ciclopedonale Maremonti, dove tra
una galleria e l’altra la vista sul blu vi
farà dimenticare anche come si scrive
la parola “stress”. Ma non finisce qui,
perché Levanto è come un buffet dove
ogni angolo nasconde una sorpresa,
dalle facciate dipinte a trompe-l’œil
che ingannano l’occhio fino ai sentieri
che si arrampicano tra ulivi millenari
e vigne eroiche. Se vi sentite in vena
di esplorazione, puntate dritti verso il
promontorio del Mesco: la fatica della
salita sarà ampiamente ripagata da
una vista sulle Cinque Terre che vi
farà sentire dei piccoli re del mondo.
Lo sapevate? C’è un aneddoto
curioso! Levanto era così ambita
che i pirati la puntavano sempre. Si
dice che le arcate della Loggia siano
state costruite così spaziose non
per estetica, ma per permettere ai
mercanti di scaricare le merci alla
velocità della luce e scappare prima
che qualche corsaro decidesse di fare
“shopping creativo” senza pagare il
conto! A maggio, poi, la città esplode
di vita: se siete dei buongustai
sportivi, non potete mancare alla
Mangialonga, una passeggiata tra
i borghi collinari dove l’unico vero
sforzo è decidere quanta focaccia
mandare giù tra una tappa e l’altra.
Tra il profumo di ginestre, i concerti
in piazza e il mare che invita ai primi
tuffi, l’atmosfera è pura elettricità.
E a proposito di pancia… qui si gioca
pesante. Dovete assolutamente
provare la Gattafin, un super-raviolo
fritto ripieno di erbe selvatiche
che crea dipendenza immediata,
rigorosamente innaffiato con un
bicchiere di Vermentino locale o di
Sciacchetrà, dolce e prezioso come
l’oro. Insomma, Levanto non è una
tappa, è quel posto dove arrivi per
un giorno e finisci per sognare di
aprire un chiosco di focaccia a due
passi dal bagnasciuga! La bellezza
qui è ovunque, dalla chiesa a strisce
bianche e nere di Sant’Andrea, che
sembra un pigiama di lusso, fino
ai giardini delle ville liberty che
profumano di un’epoca lontana.
Maggio è il mese perfetto perché
le temperature sono gentili, le
sagre iniziano a scaldare i motori e
la natura è così verde che sembra
passata sotto un filtro Instagram
permanente. Non dimenticate
di fare un salto alla Mostra della
Rosa se siete amanti del bello, o
semplicemente di sedervi sul molo
a guardare i gozzi che dondolano.
Levanto vi aspetta con il suo spirito
ribelle, i suoi sapori forti e quel mix
di salsedine e storia che vi rimarrà
addosso come il miglior ricordo
della vostra estate. Che siate tipi
da trekking estremo o da aperitivo
contemplativo, qui troverete pane (e
focaccia) per i vostri denti!
info (TRATTE DA) fonti varie
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I GIOCHI DI...
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Trovi tutte le soluzioni a pagina 98 della rivista.
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Treno 114
VIAGGIO IN ITALIA
Aiutandovi con gli incroci, inserite tutte le città italiane.
VIAGGIO IN ITALIA Aiutandovi con gli incroci, inserite tutte le località elencate.
B
V
4 4 lettere lettere ASTI COMO ASTI COMO
5 lettere FORLÌ LECCE MASSA RIETI SIENA
6 5 lettere lettere CHIETI FOGGIA FORLÌ LECCE LATINA MASSA MATERA RIETI SIENA MILANO MODENA NAPOLI NOVARA
6 lettere PESARO RAGUSA CHIETI FOGGIA RIMINI LATINA ROVIGO MATERA TERAMO MILANO VARESE MODENA
7 lettere BERGAMO GORIZIA SASSARI TARANTO TRAPANI
8 lettere CAGLIARI
NAPOLI
VERCELLI
NOVARA PESARO RAGUSA RIMINI ROVIGO
9 lettere FROSINONE TERAMO VARESE
11 lettere ALESSANDRIA
7 lettere BERGAMO GORIZIA SASSARI TARANTO TRAPANI
12 lettere REGGIO EMILIA
138 lettere CALTANISSETTA CAGLIARI VERCELLI
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9 lettere FROSINONE
11 lettere ALESSANDRIA
12 lettere REGGIO EMILIA
13 lettere CALTANISSETTA
C A G L I A R I
P E S A R O O E
A M G
S O G G
S L I O
A E V O R
R M C A L T A N I S S E T T A E I
C H I E T I C L R A M Z
M A G A Z I N E
I CARE
a cura di ENRICO GAETANO BORRELLO
INTERSOS È L’ORGANIZZAZIONE UMANITARIA ITALIANA, INDIPENDENTE E NEUTRALE,
CHE OPERA IN PRIMA LINEA PER ASSISTERE LE POPOLAZIONI COLPITE DA CONFLITTI,
CALAMITÀ NATURALI ED ESCLUSIONE ESTREMA. FONDATA SUL PRINCIPIO DELLA
SOLIDARIETÀ E DEL RISPETTO DELLA DIGNITÀ UMANA, L’ONG INTERVIENE DOVE IL
BISOGNO È PIÙ ACUTO, GARANTENDO RISPOSTE TEMPESTIVE ED EFFICACI IN CONTESTI
DI CRISI DOVE I DIRITTI FONDAMENTALI SONO SPESSO CALPESTATI.
Il mandato di INTERSOS si
declina attraverso settori
d’intervento integrati che
mirano alla sopravvivenza
immediata e alla resilienza
delle comunità. La tutela dei più
vulnerabili è il cuore pulsante
dell’azione: team specializzati
offrono protezione fisica e
psicologica a bambini e donne
sopravvissute a violenze di
genere. In ambito sanitario,
l’organizzazione garantisce
l’accesso a cure mediche vitali e
combatte la malnutrizione con
terapie nutrizionali specifiche,
INFORMAZIONI&CONTATTI
Via di Santa Maria Maggiore 157 -
00185 Roma
Tel.: +39 06 99345042
E-mail: intersos@intersos.org
www.intersos.org
info (tratte da) intersos.org
supportando al contempo i
sistemi sanitari locali spesso al
collasso.
L’impegno si estende alla
fornitura di acqua pulita e
servizi igienici, essenziali per
prevenire epidemie, e alla
sicurezza alimentare tramite la
distribuzione di cibo, sementi
e attrezzi agricoli per favorire
l’autosostentamento. In fase di
emergenza acuta, INTERSOS
assicura la distribuzione di
beni di prima necessità e
ripari d’emergenza. Infine,
promuove il diritto all’istruzione
ricostruendo scuole e formando
insegnanti, convinta che la
scuola sia il primo passo per
ridare un futuro a chi ha perso
tutto.
In Italia, l’azione di INTERSOS
risponde alle sfide della
marginalità urbana e delle
migrazioni. Attraverso progetti
come il centro “INTERSOS24”
a Roma, l’organizzazione
offre accoglienza e assistenza
socio-sanitaria a chi è escluso
dai circuiti istituzionali, con
un’attenzione particolare
ai Minori Stranieri Non
Accompagnati (MSNA). Le unità
mobili operano nelle zone di
frontiera e negli insediamenti
informali per monitorare il rispetto dei diritti umani,
fornire orientamento legale e garantire cure primarie
a chi vive in condizioni di estremo degrado, portando la
missione umanitaria fin dentro i nostri confini nazionali.
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QUA LA ZAMPA
di SOFIA PIERACCINI
IL CATALBURUN
IL CANE DAL NASO… “DOPPIO”
C’è chi conquista per lo sguardo,
chi per il portamento. E poi c’è il
Catalburun, che si fa notare per
un dettaglio unico: il naso “diviso
in due”. Il nome, non a caso, nasce
proprio da questa particolarità, un
mix di parole turche che rimandano
a una forma biforcuta. Basta
incrociarlo per la prima volta per
restarne colpiti, e difficilmente si
dimentica. Originario della zona di
Tarso, nel sud della Turchia, è una
razza davvero rarissima: anche
nel Paese d’origine si contano
poche centinaia di esemplari. Un
outsider a tutti gli effetti, poco
conosciuto e ancora non riconosciuto
ufficialmente dalle principali
organizzazioni cinofile, ma con una
storia affascinante che intreccia
influenze mediterranee e tradizioni
di caccia.
Il tratto distintivo è quel tartufo
separato da una profonda fessura
verticale, che dà l’impressione di
due nasi affiancati. Non è solo una
curiosità estetica, poiché questa
conformazione è associata a capacità
olfattive straordinarie. Il Catalburun
è infatti considerato un eccellente
cane da ricerca, uno dei migliori. È
in grado di seguire tracce sia a terra
sia nell’aria, spesso alternando e
combinando entrambe le modalità
con sorprendente efficacia.
Fisicamente è atletico, con torace
ampio, orecchie pendenti, pelo corto
e un mantello che varia soprattutto
nelle tonalità del marrone. Sul
campo che dà il meglio di sè:
silenzioso, concentrato, con una
ferma precisa e stabile, qualità che
lo rendono molto apprezzato nella
caccia, soprattutto alla pernice. Negli
ultimi anni, però, ha iniziato a farsi
strada anche in ambiti più “moderni”,
e oggi viene impiegato con successo
anche in attività di ricerca e soccorso
e nel rilevamento di sostanze.
Tra le mura domestiche, invece,
cambia completamente registro.
Tranquillo, discreto e affettuoso con
il suo umano di riferimento, è un
cane tranquillo che ama la calma
e rifigge il caos. Riesce a costruire
legami forti, ma sempre mantenendo
una certa indipendenza. Con gli
estranei può mantenere una certa
distanza iniziale, mentre con la
famiglia rivela un lato affettuoso e
sorprendentemente dolce.
Non è il cane giusto per tutti. Ha
bisogno di spazio, movimento
e stimoli costanti: la vita in
appartamento non è esattamente
il suo habitat ideale e il suo forte
istinto venatorio va gestito con
consapevolezza, soprattutto in caso
di convivenza con altri animali. Ma
per chi è disposto ad assecondarne le
esigenze, il Catalburun sa restituire
un rapporto solido e sincero.
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M A G A Z I N E
GIORNATA
MOVIMENTATA?
La vita è fatta di piccoli momenti da vivere insieme.
Ogni giorno un’avventura e una sorpresa. E se il tuo cane
combina un piccolo disastro? Fermati un momento e regalagli
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M A G A Z I N E
L’OROSCOPO DI
M A G A Z I N E
Ariete
Un periodo che porta chiarezza sulle
ambizioni e invita a muoversi con
decisione: cogli l’attimo. Le relazioni
chiedono più ascolto reciproco, mentre nel
lavoro alcune intuizioni trovano finalmente
spazio. Le energie sono buone se sai
dosarle senza fretta. Piccoli gesti concreti
aprono prospettive inattese. “Il futuro
appartiene a chi crede nella bellezza dei
propri sogni”
(Eleanor Roosevelt).
Toro
Tempo di consolidare ciò che conta
davvero. Le questioni pratiche si
chiariscono e alcune scelte diventano più
semplici del previsto. Nei rapporti emerge
il bisogno di stabilità e di gesti sinceri:
l’incertezza non fa davvero per te, così la
quotidianità ritrova un ritmo armonioso.
Ascolta il corpo e concediti pause
autentiche. “La semplicità è la massima
sofisticazione”
(Leonardo da Vinci).
Gemelli
Maggio apre uno spazio mentale nuovo:
idee veloci, contatti utili e una curiosità
che torna a muoversi con leggerezza. Il
lavoro richiede prontezza, ma offre anche
possibilità di crescita. Nelle relazioni
scegli conversazioni che ti nutrono: una
notizia o un incontro riaccende entusiasmo
e prospettive. “La mente non è un vaso
da riempire ma un fuoco da accendere”
(Plutarco).
Cancro
Il periodo illumina i legami più profondi
e invita a dire ciò che senti davvero:
abbandona percorso che non fanno più
per te. Nel lavoro cresce la fiducia nelle tue
capacità e una responsabilità si trasforma
in occasione. Emozioni e intuizione
diventano guida preziosa. “Il cuore ha le
sue ragioni che la ragione non conosce”
(Blaise Pascal).
Treno 114
VIAGGIO IN ITALIA Aiutandovi con gli incroci, inserite tutte le località elencat
Leone
Riprendi il centro della scena con
naturalezza. Alcuni progetti avanzano
con più ordine e le relazioni mostrano
il loro lato più caloroso. Cambiare una
piccola abitudine quotidiana porta benefici
sorprendenti. Un invito o una proposta
inattesa apre un nuovo orizzonte, che
porterà magari viaggi inaspettati e qualche
momentaneo disagio passeggero.
“La fortuna aiuta gli audaci”
(Virgilio).
Vergine
Maggio invita a mettere a punto ciò che hai
iniziato. Il lavoro diventa più scorrevole e
alcune collaborazioni si rivelano preziose.
Nei rapporti cerchi leggerezza senza
perdere profondità. La casa o l’ambiente
intorno a te diventa spazio di equilibrio e
ispirazione. “La perfezione si ottiene non
quando non c’è più nulla da aggiungere,
ma quando non c’è più nulla da togliere”
(Antoine de Saint-Exupéry).
Bilancia
Nuove prospettive prendono forma
lentamente ma con sicurezza. Ritrovi
equilibrio nelle scelte e maggiore fiducia
nel futuro. Un dialogo chiarisce una
tensione recente. Le piccole decisioni
quotidiane diventano fondamenta per
qualcosa di più grande, e chi ti ha voluto
male capirà che la ragione è dalla tua parte.
“L’armonia rende piccole le cose grandi”
(Victor Hugo).
Scorpione
Periodo intenso ma fertile: capisci cosa
lasciare andare e cosa rafforzare. Il lavoro
offre occasioni da cogliere con lucidità,
mentre nei rapporti cerchi autenticità. Una
nuova consapevolezza interiore ti rende
più pragmatico e libero. Fidati della tua
capacità di trasformazione e chiedi aiuto
alle persone giuste, che ti supporteranno.
“Chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro
si sveglia” (Carl Gustav Jung).
Sagittario
Maggio aiuta a mettere ordine tra desideri
e progetti concreti. Viaggi, letture o
nuove idee alimentano l’entusiasmo. Nei
rapporti scegli spontaneità e verità. Una
scelta pratica, forse economica, si rivela
particolarmente felice. Torna il piacere di
progettare il futuro. “La vita o è un’audace
avventura o non è nulla”
(Helen Keller).
Capricorno
È tempo di decisioni silenziose ma
importanti. Nel lavoro cresce la tua
autorevolezza e qualcuno riconosce il tuo
impegno. Le relazioni migliorano quando
mostri più calore. Una revisione delle
priorità porta maggiore serenità anche
nella quotidianità, anche con figli e parenti.
“La pazienza e la perseveranza hanno un
effetto magico”
(John Quincy Adams).
B
Acquario
Le idee diventano più concrete e trovano
il terreno giusto per svilupparsi. Le
relazioni chiedono presenza reale, non
solo 4 intuizioni lettere ASTI brillanti. COMO Cambiare qualcosa
nell’ambiente domestico o nella routine
ti restituisce energia. Lascia spazio alla
creatività senza timore di uscire dagli
schemi. “L’immaginazione è più importante
della 8 conoscenza” lettere CAGLIARI VERCELLI
(Albert 9 lettere Einstein). FROSINONE
11 lettere ALESSANDRIA
12 lettere REGGIO EMILIA
13 lettere CALTANISSETTA
Pesci
Maggio porta risposte attese e una nuova
sensazione di direzione. Nel lavoro arrivano
appoggi utili, mentre negli affetti cresce
complicità: cerca di volerti davvero bene!
Ci riuscirai, risolvendo problemi antichi.
Sensibilità e lucidità cammineranno così
finalmente insieme e un progetto personale
5 lettere FORLÌ LECCE MASSA RIETI SIENA
6 lettere CHIETI FOGGIA LATINA MATERA MILANO MODENA NAPOLI
PESARO RAGUSA RIMINI ROVIGO TERAMO VARESE
7 lettere BERGAMO GORIZIA SASSARI tornerà nei TARANTO radar. “Bisogna TRAPANI portare in sé un
caos per generare una stella danzante”
(Friedrich Nietzsche).
V
LE SOLUZIONI
DEI GIOCHI
4 8 2 9 6 3 7 1 5
7 6 3 1 5 4 9 2 8
1 9 5 7 8 2 4 6 3
9 5 1 3 7 8 6 4 2
8 3 4 6 2 1 5 9 7
2 7 6 5 4 9 8 3 1
5 4 7 2 3 6 1 8 9
6 2 9 8 1 5 3 7 4
3 1 8 4 9 7 2 5 6
7 1 6 9 4 5 3 8 2
9 5 4 8 3 2 7 1 6
8 2 3 6 1 7 4 9 5
4 8 7 2 6 1 5 3 9
6 3 1 7 5 9 2 4 8
5 9 2 4 8 3 1 6 7
2 6 8 1 7 4 9 5 3
1 7 5 3 9 8 6 2 4
3 4 9 5 2 6 8 7 1
5 1 3 7 9 2 8 4 6
2 4 6 1 8 3 9 5 7
9 7 8 6 5 4 3 1 2
4 8 7 2 6 9 1 3 5
6 5 2 3 1 8 4 7 9
1 3 9 5 4 7 2 6 8
8 6 4 9 7 1 5 2 3
7 2 1 8 3 5 6 9 4
3 9 5 4 2 6 7 8 1
7 6 9 3 5 8 1 2 4
2 1 5 9 6 4 3 7 8
4 8 3 2 1 7 6 9 5
3 4 6 5 2 9 7 8 1
1 2 7 6 8 3 4 5 9
5 9 8 7 4 1 2 3 6
9 3 1 4 7 5 8 6 2
6 5 4 8 3 2 9 1 7
8 7 2 1 9 6 5 4 3
C A G L I A R I
P E S A R O O E
A M G
S O G G
S L I O
A E V O R
R M C A L T A N I S S E T T A E I
C H I E T I C L R A M Z
L E E C R I M I N I
M A T E R A F R O S I N O N E A L A
O E N O S L N I R
D R R O V I G O A L A T I N A I
S I E N A A G N A P O L I O O E
N M F O R L I D V T
B E R G A M O E A R A G U S A T R A P A N I
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