16.04.2026 Visualizzazioni

PiùMe Magazine Maggio 2026

Scopri il Magazine di PiùMe di Aprile 2026: in copertina Tiziano Ferro!

Scopri il Magazine di PiùMe di Aprile 2026: in copertina Tiziano Ferro!

SHOW MORE
SHOW LESS
  • Nessun tag trovato…

Trasformi i suoi PDF in rivista online e aumenti il suo fatturato!

Ottimizzi le sue riviste online per SEO, utilizza backlink potenti e contenuti multimediali per aumentare la sua visibilità e il suo fatturato.

2hbbGF

M A G A Z I N E

NUMERO 5 - MAGGIO 2026

COPIA OMAGGIO

TROPPI BAMBINI OBESI

DALLO SCORSO ANNO

L’OBESITÀ HA SUPERATO

IL SOTTOPESO COME

FORMA PIÙ DIFFUSA

DI MALNUTRIZIONE

IL GIRO D’ITALIA

È UNO DEGLI EVENTI

SPORTIVI PIÙ ATTESI E

APPREZZATI A LIVELLO

GLOBALE, TRASMESSO IN

OLTRE 200 PAESI

foto> Andrea Bianchera

TIZIANO

FERRO

ITALIA PAESE

LEADER DELL’

INCOMING TURISTICO

ANCHE QUEST’ANNO L’ITALIA

SI CONFERMA UNA DELLE

DESTINAZIONI TURISTICHE

PIÙ DESIDERATE AL MONDO

GINO PAOLI

LA MUSICA E LE SUE

CANZONI HANNO SAPUTO

ATTRAVERSARE IL TEMPO

SENZA MAI PASSARE DI MODA

Un rito collettivo, dove le emozioni, le lacrime, i sorrisi, le cadute e

le rinascite si fondono in un solo coro, quello del popolo di Tiziano

Ferro, uno degli artisti più attesi in questa estate di musica.




4

M A G A Z I N E


EDITORIALE

di MAURIZIO BONUGLI

La Creazione di Adamo, Michelangelo Buonarroti, 1511 (Cappella Sistina) Musei Vaticani - Roma

LA BELLA ITALIA

“A Parigi, nel momento in cui

si decide di andare a Roma,

bisognerebbe stabilire di

andare al museo un giorno sì e

uno no: si abituerebbe l’anima

a sentire la bellezza”.

-Stendhal-

DA NORD A SUD, DA EST A OVEST! DA QUALUNQUE PARTE LO SI VEDA, IL NOSTRO AMATO

“STIVALE” È DAVVERO UNA MERAVIGLIA. RAGION PER CUI, IL PROSSIMO 18 MAGGIO, IN

OCCASIONE DELLA GIORNATA INTERNAZIONALE DEI MUSEI, IL CONSIGLIO È QUELLO

DI GODERE APPIENO DELLA “BELLEZZA” DI CUI IL NOSTRO PAESE È LETTERALMENTE

CIRCONDATO. POTREMO CIOÈ “SFRUTTARE” UNA DELLE MIGLIAIA DI INIZIATIVE E DI EVENTI

CHE LO CELEBRANO PERCHÉ L’ANDAR PER MUSEI SIGNIFICA SCOPRIRE LA BELLEZZA DI

TANTE NAZIONI, CITTÀ E PAESI, INCONTRANDO PERSONE, COLORI, PROFUMI, PAESAGGI,

MONUMENTI, SAPORI E TANTO TANTO DI PIÙ.

Considerando che l’Italia è un

meraviglioso museo a cielo aperto,

dobbiamo ammirarla “là fuori” nelle

sue strade e nelle sue piazze. Anche

come piccolo “individualissimo”

contributo alla ripresa della nostra

economia che pure, è molto legata

al comparto del turismo. Come ben

sappiamo, le bellezze italiane sono

davvero tante e, soprattutto, uniche al

mondo. Dai mille comuni ai paesaggi

mozzafiato, dal mare alla montagna,

dalle testimonianze archeologiche ai

centri storici delle arti e dei mestieri,

sono ben 60 i siti italiani considerati

dall’Unesco “Patrimonio dell’Umanità”.

Il nostro Paese è tornato ad essere

una tra le mete preferite al mondo per

le vacanze di milioni di persone e tutti

noi, nessuno escluso, ne possiamo

diventare dei formidabili Testimonial.

Intanto riattivando il turismo interno ed

impegnandoci a fare incoming magari

utilizzando, perché no, i nostri profili

social per promuovere le nostre città, i

nostri borghi e i nostri luoghi del cuore

con tutta la “lentezza” necessaria

dando valore al tempo che scorre

senza più le ansie e le “rincorse” della

vita quotidiana.

E questa, è anche la maniera ideale

per modificare il nostro modo di “fare”

turismo. Non più un turismo del “tutto

e subito” in un frenetico “take away”

da vacanziere della domenica ma un

turismo “slow”, lento, nel rispetto

dell’ambiente, della cultura e del

benessere delle persone. Bisogna

contrastare il cosiddetto “overtourism”

il turismo “sovraffollato” con le

sue mille ripercussioni negative.

Occorrono politiche innovative di

valorizzazione dei territori in grado

di destagionalizzare e diversificare

sempre di più l’offerta turistica e i

servizi ad essa collegati.

Proprio come ci suggerisce

“tuttogreen.it” in tema di turismo

sostenibile ovvero: “utilizzando in

modo ottimale le risorse ambientali

del paese che ci ospita e contribuendo

alla conservazione delle risorse

naturali e della biodiversità

di quei luoghi; rispettandone

l’autenticità e il patrimonio sociale,

quello culturale e delle tradizioni

all’insegna della reciprocità e della

tolleranza; garantendo attività

economiche sostenibili a lungo

termine; consentendoci di vivere a

pieno l’esperienza della vacanza ma

sensibilizzandoci sull’impatto che il

nostro viaggio avrà nei confronti dei

luoghi visitati”.

A ben vedere, tutto torna perché,

l’obiettivo della Giornata Internazionale

dei Musei è avere consapevolezza

del fatto che: “…i Musei sono un

importante mezzo di scambio

culturale, arricchimento delle culture

e sviluppo di comprensione reciproca,

cooperazione e pace fra i popoli”. La

pace appunto! ...che altro aggiungere?

5

M A G A Z I N E


6 www.softdetersivi.it

M A G A Z I N E


LA MONETA INVISIBILE

di MATTEO FORLI

L’IMPORTANZA DELL’EDUCAZIONE

FINANZIARIA PER LA CRESCITA

IL TEMA DELL’EDUCAZIONE FINANZIARIA STA DIVENTANDO SEMPRE PIÙ

CENTRALE NEL DIBATTITO PUBBLICO. CONSIDERATA IMPORTANTE PER LA

CRESCITA INDIVIDUALE E COLLETTIVA, SI È AVANZATA ADDIRITURA L’IPOTESI

DI INSERIRLA TRA LE MATIERE SCOLASTICHE. EPPURE, IN ITALIA E IN

EUROPA, È MOLTO BASSA LA PERCENTUALE DI COLORO CHE SANNO COSA SIA.

L’OCSE definisce l’educazione

finanziaria come quel “processo

attraverso il quale i consumatori,

i risparmiatori e gli investitori

migliorano le loro capacità di

comprensione dei prodotti finanziari,

dei concetti che ne sono alla base

e dei rischi e, attraverso istruzioni,

informazioni, ed una consulenza

oggettiva, sviluppano capacità e

confidenza atte a farli divenire

più consapevoli dei rischi e delle

opportunità finanziarie, a fare scelte

consapevoli, a comprendere a chi

rivolgersi per aiuto, e a intraprendere

altre importanti azioni per aumentare

il proprio benessere finanziario”.

Questa competenza riguarda molti

aspetti della vita quotidiana, più di

quanto si possa immaginare quali

la gestione del budget familiare,

il risparmio e gli investimenti,

l’uso responsabile del credito,

la pianificazione pensionistica

e la comprensione di strumenti

bancari e assicurativi, solo per

citarne alcuni. L’educazione

finanziaria, dunque, non interessa

solo la finanza in senso stretto.

L’importanza dell’educazione

finanziaria deriva poi dal fatto

che le decisioni economiche

individuali non hanno un impatto

diretto solo sul benessere delle

persone, ma anche sulla stabilità

del sistema economico nazionale

ed europeo. Per questo, negli

ultimi anni l’Unione europea ha

inserito l’educazione finanziaria

tra le competenze fondamentali

per la cittadinanza economica

con l’obiettivo di migliorare la

conoscenza e le competenze

finanziarie dei cittadini europei e

rendere più accessibili risparmio

e investimenti, soprattutto per

i piccoli risparmiatori, anche

integrando l’educazione finanziaria

nei sistemi educativi nazionali,

con programmi rivolti a studenti e

giovani lavoratori.

7

M A G A Z I N E


PROVA I PRODOTTI DALLE

TEXTURE RICCHE E CREMOSE

PER IDRATARE E DETERGERE LA TUA PELLE

8

M A G A Z I N E


LA VIGNETTA

di LUCA BALDI

9

M A G A Z I N E


10

M A G A Z I N E


MONDO GREEN

di LARA VENÈ

RIDURRE LA BUSINESS CLASS PUÒ

RENDERE I VOLI PIÙ SOSTENIBILI

I VOLI AEREI IN PRIMA E BUSINESS CLASS EMETTONO FINO A 5

VOLTE PIÙ GAS SERRA DEGLI ECONOMY.

Ad affermarlo è Greenpeace

Europa Centro-orientale dopo aver

analizzato i voli a lungo raggio in

partenza da 44 Paesi e operati da

24 compagnie aeree europee nel

2024, inclusi quelli di ITA Airways

partiti da Roma. In particolare,

sono stati confrontati i livelli di

emissioni di gas serra (CO₂) per

passeggero nei diversi settori della

cabina: Economy class, Premium

economy, Business class e First

class. I sedili di business e first

class emettono 4-5 volte più CO₂

per chilometro pro-passeggero

rispetto a quelli in economy class.

Ciò è dovuto allo spazio maggiore

occupato, al peso incrementale

dovuto ai sedili più grandi e agli

spazi extra riservati ai passeggeri

premium.

Anche la premium economy ha un

impatto più elevato rispetto alla

classica economy, emettendo circa

1,5 volte più CO₂ per passeggero.

Così, nonostante rappresentino

solo circa il 14 % dei passeggeri

volanti, i viaggiatori in prima e

business class sono responsabili

del 36 % delle emissioni totali

dei voli a lungo raggio. E questo

è dovuto alla distribuzione fisica

degli spazi in cabina che risulta

avere un’influenza rilevante sulle

emissioni medie di un volo: le

cabine di lusso occupano più

spazio a bordo e trasportano meno

passeggeri per unità di carburante

consumato.

In termini pratici, nei settori

business/first, lo stesso

carburante trasporta molto meno

“massa passeggeri” rispetto

all’economy, aumentando

aumentando così le emissioni

di CO₂ attribuite a ogni singolo

viaggiatore.

Per questo motivo, Greenpeace

propone come prima strategia la

riduzione o l’eliminazione delle

classi premium, soprattutto sui

voli a lungo raggio: un aereo con

più posti economy permetterebbe

di trasportare più persone con

lo stesso volo, abbassando le

emissioni medie per passeggero

senza aumentare il numero di

decolli e atterraggi.

Tra le altre strategie avanzate,

anche interventi sulla fiscalità

ambientale come quella di

introdurre tasse più alte sui

biglietti business, first e premium

economy, utilizzando i ricavi

per finanziare alternative di

trasporto più sostenibili, come

il potenziamento della rete

ferroviaria e dei trasporti pubblici.

11

M A G A Z I N E


82

MAGGIO 2026

RUBRICHE

14 Mondo Donna

16 AltezzeREALI

18 News Italia Mondo

20 Salute & Benessere

22 Good Mind

24 Correva l’anno

30 Self-made stories

REPORTAGE

26 ITALIA PAESE

LEADER DELL’

INCOMING TURISTICO

32 TROPPI BAMBINI OBESI

26

ITALIA PAESE

LEADER DELL’

INCOMING

TURISTICO

ANCHE QUEST’ANNO L’ITALIA

SI CONFERMA UNA DELLE

DESTINAZIONI TURISTICHE PIÙ

DESIDERATE AL MONDO

PERSONAGGIO DEL MESE

36 GINO PAOLI

RUBRICHE

42 Zona Beauty

44 Tutto intorno all’arte

46 Speciale Moda

50 Zona Fitness

52 Red carpet

54 Consigli per la casa

56 Io viaggio da sola

58 Le ricette di PiùMe

62 Garden Place

64 Matrix

66 The Winner:

IL GIRO D’ITALIA

TIZIANO

FERRO

Un rito collettivo, dove le emozioni, le lacrime, i

sorrisi, le cadute e le rinascite si fondono in un solo

coro, quello del popolo di Tiziano Ferro, uno degli

artisti più attesi in questa estate di musica.

66

IL GIRO

D’ITALIA

È UNO DEGLI EVENTI SPORTIVI

PIÙ ATTESI E APPREZZATI A

LIVELLO GLOBALE, TRASMESSO

IN OLTRE 200 PAESI.

12

PIÙME MAGAZINE

è una rivista di GENERAL PROVIDER Srl registrata

presso il

Tribunale Ordinario di Lucca. Num. R.G.1009/2015

Numero Reg. Stampa: 9in data 01/09/2015

EDITORE: Pietro Paolo Tognetti

DIRETTORE RESPONSABILE: Luigi Grasso

DIRETTORE EDITORIALE: Maurizio Bonugli

ART DIRECTOR: Luca Baldi

HANNO COLLABORATO:

Irene Castelli - Massimo Forli - Tiziano Baldi Galleni

- Giuditta Grasso - Lara Venè - Chiara Zaccarelli -

Virginia Torriani - Giulia Biagioni - Fabrizio Diolaiuti

- Stefano Guidoni - Katia Brondi - Silvio Ghidini -

Redazione “I Consigli di Barbanera” - Camilla Zucchi

- Sofia Pieraccini - Giulia Patroncino - Leonardo

Pinzuti / Selenia Erye

Direzione, redazione e amministrazione:

Via delle Ciocche, 1157/A

55047 Querceta - Seravezza (LU)

Tel. 0584/752891 - 0584/752892 Fax 0584/752893

maurizio.bonugli@generalgruppo.com

Fotolito e stampa:

Rotolito S.p.A. Via Sondrio 3 (angolo Via Achille

Grandi)

20096 Seggiano di Pioltello (MI) Italy n° ROC 25471

M A G A Z I N E


32

TROPPI

BAMBINI

OBESI

DALLO SCORSO ANNO L’OBESITÀ

HA SUPERATO IL SOTTOPESO

COME FORMA PIÙ DIFFUSA DI

MALNUTRIZIONE

36

GINO PAOLI

LA MUSICA E LE SUE

CANZONI HANNO SAPUTO

ATTRAVERSARE IL TEMPO

SENZA MAI PASSARE DI MODA.

72 Le avventure di PrìMo: Ti racconto un libro

74 Sulla strada

76 La 25°ora

78 My book

80 Teatro & Musica

82 On stage: TIZIANO FERRO

86 Un anno di felicità con Barbanera

88 L’altro sport

90 Home sweet home

92 I giochi di PiùMe

94 I Care

96 Qua la zampa!

98 L’Oroscopo di PiùMe

46

ASPETTANDO

L’ESTATE…

IN ROSA

ROMANTICO E MODERNO, IL ROSA

PESCA TORNA A CONQUISTARE LA

MODA CON LA SUA LUCE DELICATA

Il mondo PiùMe

sempre con te!

LA NUOVA APP PIÙME:

LA TUA PIÙCARD SEMPRE CON TE E TUTTO

IL BELLO DELLE OFFERTE E DEGLI SCONTI

DA OGGI ANCHE SUL TUO SMARTPHONE!

Scarica gratuitamente

la nuova app PiùMe!

PIUME.IT

Copyright 2026 GENERAL PROVIDER Srl

Tutti i dirittti riservati. Testi, fotografie e disegni contenuti

inquesto numero non possono essere riprodotti, neppure

parzialmente, senza l’Autorizzazione dell’Editore.

Pubblicazione mensile in attesa di registrazione presso il

tribunale di Lucca.

Le immagini utilizzate, dove non diversamente indicato,

sono di proprietà dell’archivio fotografico ADOBE STOCK.

13

LAVORA

CON NOI

JOB.IPERSOAP.COM

M A G A Z I N E


MONDO DONNA

di LARA VENÈ

IL DIVARIO TRA DONNE E UOMINI IN

ITALIA È TRA I PEGGIORI D’EUROPA

C’È DA CORRERE E RIDEFINIRE LE PRIORITÀ SE SI VUOLE RIDURRE IL

DIVARIO DI GENERE IN ITALIA. PERCHÉ DI QUESTO PASSO CI VORRÀ UN

C

SECOLO PER RAGGIUNGERE LA PARITÀ.

M

Y

A ribadirlo è il Rapporto Italia

e parità di genere: ridefinire

le priorità e accelerare il

cambiamento di UN Woman

Italia e a rafforzarlo è il Global

Gender Gap Report 2025 del World

Economic Forum, che colloca il

nostro paese all’85esimo posto

su 148 Paesi, evidenziando un

ritmo di avanzamento tanto lento

da proiettare al 2148 il pieno

raggiungimento della parità.

Occupazione femminile al 53%,

nidi al 30%, divario salariale nel

privato al 17% e digital gender

gap sono gli ostacoli principali.

L’occupazione femminile, rivela lo

studio, è ferma al 53,7% a fronte del

71,2% maschile, con divari ancora

più marcati nel Mezzogiorno,

dove la partecipazione lavorativa

delle donne è poco più della

metà rispetto al Nord. E anche

se le donne rappresentano oltre

la metà dei laureati, rimangono

fortemente sottorappresentate

nelle discipline Stem, dove si

attestano al 16,8% rispetto al 37%

degli uomini. Il Rapporto sottolinea

come le infrastrutture sociali per

la vita familiare costituiscano un

ostacolo determinante alla parità.

La copertura degli asili nido si

ferma al 30% su base nazionale,

con picchi al ribasso del 17,4% nel

Mezzogiorno, lontana dall’obiettivo

europeo del 45% al 2030. Questo

deficit si traduce in carriere

interrotte, riduzione delle ore

lavorative e rinunce professionali,

che alimentano una child penalty

superiore al 30%.

Il Rapporto avanza dieci proposte

prioritarie che riguardano

empowerment economico, politiche

di conciliazione, sviluppo di

CM

competenze, contrasto alla violenza

MY

di genere e riforme abilitanti per

CY

una maggiore partecipazione

CMY

femminile. “Nessuna misura

K

settoriale - conclude lo studio - può

colmare da sola il divario di genere.

Servono politiche strutturali,

servizi universali, incentivi alla

partecipazione femminile e un

nuovo patto culturale che coinvolga

attivamente anche gli uomini”.

14

M A G A Z I N E


15

M A G A Z I N E


AltezzeREALI

di KATIA BRONDI

ISABELLA D’ESTE

“La prima donna del mondo”

(Niccolò Correggio)

Figura chiave del Rinascimento italiano

ed europeo, Isabella d’Este (1474 –

1539) fu grande mecenate, collezionista

d’arte, statista e innovatrice della moda.

Il suo stile venne imitato da numerose

nobildonne dell’epoca. Attenta studiosa

dei classici, eccelleva nel canto e nella

musica. Riuscì a coniugare cultura e

politica con sorprendente maestria.

Figlia di Eleonora d’Aragona e di Ercole I

d’Este, coltissimo duca di Ferrara.

Promessa sposa a sei anni e futura

marchesa di Mantova

Alla giovane età di 16 anni entrò nella

vicina città di Mantova come marchesa

con una dote di 25mila ducati. Convolò a

nozze con Francesco II di Gonzaga e alle

celebrazioni parteciparono 17mila ospiti.

Ma l’Italia rinascimentale era lacerata

dalle fitte guerre e Isabella veniva spesso

lasciata sola dal marito, capitano di

ventura. Le 30mila missive conservate

nell’archivio di Mantova testimoniano

l’amicizia tra Isabella e l’amata cognata

Elisabetta Gonzaga, moglie del duca di

Urbino durante il periodo di assenza del

marito e ci forniscono dettagli sulla vita

della marchesa.

La vita a corte e l’abilità politica.

Il matrimonio non fu sempre sereno. Le

assenze di Francesco e le sue innumerevoli

amanti mettevano un freno alla

quiete della vita coniugale. A turbare

ulteriormente la marchesa ci fu anche il

fatto di non riuscire a garantire a Mantova

un erede fino a quando nel 1500 nacque

Federico, il tanto desiderato figlio

maschio. Ad aumentare le tensioni con il

marito si aggiunsero anche vicende politiche.

Durante la campagna contro la

repubblica di Venezia, Francesco fu fatto

prigioniero per quasi un anno. Isabella

rimase sola come reggente del piccolo

stato dimostrando tutta la sua straordinaria

abilità politica. Doveva non solo

fronteggiare la Serenissima ma anche

salvaguardare il territorio dagli alleati

di Mantova, Milano e Francia che, con la

scusa di mandarle degli aiuti, avrebbero

potuto occupare il marchesato. Nel

1510 Isabella riuscì a liberare il marito.

Francesco convinto che Isabella avesse

temporeggiato volontariamente per

tenere il potere durante la sua assenza,

al suo ritorno, la allontanò dalla politica.

Alla morte di Francesco Gonzaga, il

figlio Federico era ancora minorenne

e tra il 1519 e il 1521 Isabella ebbe la

sua seconda reggenza. All’età di 45

anni si rimise a studiare concentrando

i suoi studi su architettura, agricoltura

e industria. Di grande interesse furono

gli insegnamenti de Il principe di Niccolò

Machiavelli. Raggiunta la maggiore età

il figlio Federico temeva la rivalità della

madre e per la seconda volta Isabella fu

estromessa dalla gestione politica.

L’arte con Isabella

Fu così che Isabella dedicò il suo tempo

alle sue più grandi passioni: il mecenatismo

e il collezionismo. Raffaello Sanzio,

il pittore di corte Andrea Mantegna,

Ludovico Ariosto e Baldassarre Castiglione

furono ospitati sin dai primi anni

a Mantova dalla marchesa. Ma il vero

gioiello di Isabella fu il proprio “studiolo”

privato le cui decorazioni, ideate

dalla stessa Isabella, furono affidate a

illustri artisti del tempo, tra cui Mantegna.

Lo studiolo, senza precedenti, che

raccoglieva dipinti, gioielli, libri, orologi

e pietre preziose divenne un’attrazione

per uomini di cultura di tutta Italia e

imitato in altre corti. Queste figure di

rilievo potevano avere influenza politica

soprattutto per un piccolo stato come

quello di Mantova. Poco prima del Sacco

Imperiale nel 1527 Isabella si trovava a

Roma in cerca di nuove opere e in quel

frangente aprì le porte di palazzo Colonna

dando rifugio a duemila nobili romani

contro l’ira dei lanzichenecchi. Nel 1531

l’imperatore Carlo V, grazie all’influenza

di Isabella, nominò il figlio Federico

primo duca di Mantova che passò da

marchesato e ducato. Fu l’ultimo successo

politico di Isabella.

Negli ultimi anni della sua vita Isabella

si dedicò sempre ad arricchire la sua

collezione d’arte, “la prima donna

del mondo” proseguì i suoi viaggi ed

esercitò la politica nella sua tenuta di

Solarolo, in Romagna. La “Liberale e

magnanima Isabella” (Ludovico Ariosto)

seppe coniugare arte, cultura e politica

con estrema abilità contribuendo in

gran parte ad arricchire il patrimonio

rinascimentale italiano.

16

M A G A Z I N E


17

M A G A Z I N E


NEWS ITALIA MONDO

di GIUDITTA GRASSO

UNA BELLA SENSAZIONE

Siete amanti della natura e con l’arrivo della primavera, durante le prime settimane di

caldo, decidete di andare a fare una bella camminata nel bosco alla ricerca di asparagi.

Tutto tranquillo fino a che sul bordo di un ruscello intravedete una sagoma rettangolare, un

qualcosa di piuttosto anomalo da trovare nel mezzo del nulla. Subito la vostra attenzione

si sposta, abbandonate la ricerca delle piante per concertarvi su quel che poi scoprirete

essere una lapide romana del II sec.d.C circa. Ecco l’incredibile ma vero ritrovamento di

un ex vigile del fuoco livornese appassionato di archeologia che, nelle più fortunate delle

ipotesi, immaginava di tornare a casa con un grosso mazzo asparagi, sempre che qualcuno

non fosse stato più veloce di lui. L’uomo racconta: “questa scoperta alla mia età sicuramente

è una bella sensazione”. Si pensa che il luogo del ritrovamento possa indicare un antico

laboratorio di lapicida. Una scoperta importante in quanto raramente si rivengono lapidi di

quel periodo così ben conservate.

LUPIN, LUPIN

Napoli, tardo pomeriggio, due individui rubano una Fiat 500X parcheggiata, bucano un

alt di un posto di blocco, la pattuglia inizia l’inseguimento, tentano la fuga abbandonando

l’auto. Scendono e iniziano a correre, una recinzione davanti a loro, scavalcano. Una volta

al di la, si sentono al sicuro, prendono finalmente fiato, fino a che, in circa tre millesimi di

secondo, si ritrovano per terra e in manette. Ma come è possibile! Cosa hanno sbagliato?

Semplicemente l’ingresso, scavalcando proprio nella stazione dei carabinieri forestali di

San Sebastiano e cadendo di fatto nelle loro braccia, dato che molti dei militari si trovavano

fuori in cortile. I ladri poi individuati come due ragazzi poco più che ventenni sono entrambi

recidivi, per furto e piccoli reati. Solo otto giorni prima erano stati arrestati per aver cercato

di rubare, sempre una Fiat 500X, anche questo tentativo andato “sfortunatamente” male.

Dopo quest’ultima, ci auguriamo, vicenda, si spera che i due ladruncoli capiscano che forse

è arrivata l’ora per loro di cambiare mestiere.

SOS BARBIE

Solo pronunciarlo ci spaventa, pensare che possa essere stato così vicino a dei bambini ci terrorizza.

Parliamo del Fentanyl, un oppioide sintetico potentissimo (circa 50 – 100 volte più forte

della morfina) e con degli effetti devastanti e molto rapidi. Spopolato negli ultimi anni, soprattutto

nelle città statunitensi, chiunque, anche se involontariamente, può sviluppare una dipendenza

e nelle peggiori delle ipotesi morire, basta una sola dose. L’emergenza è senza precedenza

diventando ormai una delle principali morti tra gli americani dai diciotto ai cinquant’anni. La

crisi è così palpabile che in Missouri una donna, ha trovato dentro la confezione di una Barbie,

appena comprata per sua figlia, una bustina contenente una polvere, proprio quella. La sostanza

era fissata con dello scotch sul packaging, un uomo è già stato arrestato in anonimato. La polizia

ha già provveduto a dare l’allarme e all’apertura di un’indagine. Per il momento almeno altre

quattro bambole sarebbero state compromesse e purtroppo già vendute. Argomento questo, dati

gli avvenimenti odierni, che è giusto conoscere a fondo.

IL BAR DELLE SCIMMIE

E chi l’ha detto che solo agli uomini piace bere alcolici? Lo studio Di Aleksey Maro ci mostra

un aspetto sul mondo animale che nasconde delle verità e delle risposte utili per la nostra

comprensione dell’uomo. Lo studio dimostra che tra i venti campioni di urine di scimpanzè

prelevati nelle foreste dell’Uganda, diciassette contengono tracce di alcol. Per l’esattezza

quattordici grammi di etanolo naturale, derivato dalla fermentazione della frutta caduta

dagli alberi e utilizzata nella dieta dei nostri primati. Quattordici grammi di alcol corrispondono

per gli esseri umani a due drink standard. Questo ci evidenzia come la passione degli

scimpanzè per la frutta fermentata ci avvicini ancora di più a questi antropomorfi molto pelosi

e saltellanti, e allo stesso tempo come sia alla base della nostra capacità di metabolizzare

l’alcol grazie a dieci milioni di anni di storia. Altri studi mostrano come non ci sia solo

mera consumazione ma anche uno scambio reciproco tra i membri dello stesso gruppo,

ricordando un po’ gli antichi simposi dove il “bere insieme” diventava veicolo di società.

18

M A G A Z I N E


19

M A G A Z I N E


NEWS BENESSERE

di VIRGINIA RICCI

Acqua di rose, tonico naturale

Utilizzata da secoli nella cosmetica botanica, l’acqua di rose è apprezzata per le sue

proprietà lenitive e riequilibranti. Ottenuta per distillazione dei petali di rosa, contiene

polifenoli e composti antiossidanti che aiutano a ridurre rossori e irritazioni. Grazie al

suo pH leggermente acido contribuisce inoltre a mantenere l’equilibrio della barriera

cutanea. Applicata come tonico o spray viso, dona idratazione leggera e una sensazione

immediata di freschezza, particolarmente utile nei mesi primaverili.

Quando la mente si disconnette

Capita a tutti di “perdere il filo” per qualche minuto. Gli psicologi definiscono questo

fenomeno una forma lieve di dissociazione, temporanea disconnessione tra il presente

e pensieri, emozioni o ricordi. Può essere causato da stanchezza e mancanza di

sonno, ma anche stress, sovraccarico emotivo o semplice distrazione legata all’attività

della rete cerebrale responsabile del dialogo interiore. Episodi più frequenti possono

comparire anche in presenza di ansia, depressione, cali di glicemia o emicrania. Nella

maggior parte dei casi non è un problema, ma dormire a sufficienza, ridurre lo stress e

limitare le distrazioni aiuta a mantenere l’attenzione più stabile nel quotidiano.

Avocado, grassi buoni e digestione

Ricco di grassi monoinsaturi, fibre e potassio, l’avocado è considerato uno degli alimenti

più completi per il benessere cardiovascolare e metabolico. I suoi lipidi “buoni”

aiutano l’assorbimento di vitamine liposolubili come A, D, E e K presenti anche in altri

alimenti del pasto. Per facilitarne la digestione e valorizzarne i nutrienti, spesso viene

abbinato a succo di limone o spezie leggere come pepe nero o zenzero: ingredienti che

stimolano i succhi digestivi e rendono il frutto più equilibrato e facilmente assimilabile.

Correre non rovina (sempre) le ginocchia

Nonostante la diffusa convinzione che la corsa danneggi le ginocchia, diversi studi

suggeriscono il contrario. Durante la corsa le articolazioni sopportano forze pari a 3-5

volte il peso corporeo, ma questo carico può stimolare l’adattamento di muscoli, ossa

e cartilagine, contribuendo alla salute articolare. Anche l’allenamento di forza è utile:

esercizi di resistenza come squat, affondi o plank, rafforzano muscoli, tendini e legamenti

e aiutano a stabilizzare il ginocchio. Per ridurre il rischio di infortuni è comunque

importante aumentare gradualmente i carichi e usare scarpe adeguate.

Cibi che aiutano a ridurre lo stress

Alcuni alimenti possono contribuire a ridurre stress e ansia grazie al loro contenuto

di vitamine, minerali e antiossidanti. Frutti come mirtilli e arance apportano composti

che proteggono le cellule dallo stress ossidativo, mentre uova e salmone forniscono

nutrienti utili al sistema nervoso, come vitamina D e omega-3. Tra le bevande, tisane

come la camomilla (con flavonoidi e antiossidanti che possono avere effetti ansiolitici)

e il tè verde (forte in teanina, amminoacido che aiuta ad alleviare lo stress, induce il

rilassamento e contrasta l’ansia)

20

M A G A Z I N E


21

M A G A Z I N E


GOOD MIND

di GIULIA BIAGIONI

LA BUSSOLA DENTRO

I VALORI PERSONALI: NON OBIETTIVI DA SPUNTARE, MA DIREZIONI DA VIVERE.

Viviamo spesso come se la

felicità dipendesse da una lista di

traguardi: trovare il lavoro giusto,

essere più sicuri, smettere di

stare male. Nell’Acceptance and

Commitment Therapy (ACT),

però, il punto di partenza è un

altro: i valori personali. Non sono

obiettivi da raggiungere una volta

per tutte, ma qualità di vita che

desideriamo incarnare nel tempo,

come cura, autenticità, coraggio,

gentilezza, presenza. Sono la

direzione, non il traguardo.

Questa distinzione cambia tutto.

Un obiettivo può essere “correre

tre volte a settimana”; il valore

sottostante potrebbe essere

“prendermi cura di me”. Un

obiettivo può saltare, cambiare,

essere rimandato. Il valore,

invece, resta una bussola. Ed

è proprio qui che l’ACT invita

a guardare: non tanto a ciò

che dobbiamo fare per sentirci

finalmente a posto, ma a come

vogliamo stare al mondo, anche

mentre attraversiamo fatica,

ansia o incertezza.

Secondo questo approccio,

molta sofferenza nasce quando

perdiamo il contatto con ciò

che conta davvero per noi. Ci

sentiamo confusi, vuoti, bloccati,

o inseguiamo mete che sembrano

importanti solo perché “si

dovrebbero” volere. Per questo

il lavoro sui valori non è teorico

né motivazionale in senso

superficiale: serve a ritrovare

significato e a scegliere azioni

più coerenti con la persona che

vogliamo essere. Le aree possono

essere molte: relazioni, famiglia,

lavoro, salute, crescita personale.

Ma i valori, da soli, non bastano:

nell’ACT contano anche le azioni

impegnate, dei piccoli passi

concreti, fattibili e ripetuti, in

quella direzione. Non serve

aspettare di sentirsi pronti

o liberi dal disagio. A volte il

cambiamento inizia proprio

mentre l’ansia c’è ancora, ma

non decide più tutto lei. E forse è

questo il messaggio più potente

dell’ACT: una vita significativa

non nasce dall’assenza di dolore,

ma dalla scelta quotidiana di

muoversi verso ciò che per noi ha

davvero valore.

Giulia Biagioni

Psicologa abilitata, laureata in Psicologia Clinica e

della Salute. Esperta in Psicologia dell’età evolutiva, in

particolare disturbi del comportamento e ADHD.

Specializzanda in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale.

22

Instagram: giuliabiagioni.psicologa

Email: giuliabiagioni.psicologa@gmail.com

Studio: Via Cairoli 36, Massa 54100

M A G A Z I N E


23

M A G A Z I N E


CORREVA L’ANNO

di SILVIO GHIDINI

24 MAGGIO 1956

EUROVISION,

SETTANT’ANNI DI CANZONI

Oggi è uno degli eventi più seguiti in tutto il mondo, ma parte da lontano e con origini molto

più umili. Stiamo parlando dell’Eurovision, il “Sanremo europeo” che negli ultimi anni è

riuscito a diventare un appuntamento imperdibile per milioni di fan. Tutto nasce a Lugano

una sera di maggio del 1956. Sul palco ci sono sette Paesi – Belgio, Francia, Germania

Ovest, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi e Svizzera – e l’idea è semplice: far viaggiare le

canzoni in tv oltre i confini. All’epoca ogni nazione presentava due brani e, alla fine, si

annunciava solo il vincitore (che per la prima edizione è la svizzera Lys Assia con “Refrain”).

Oggi non è più una gara “solo europea”: i concorrenti sono oltre 30 e partecipano anche

Stati fuori dal continente, da Israele all’Australia. In mezzo ci sono settanta edizioni di

abiti improbabili, ritornelli appiccicosi e sorprese: da quel palco escono anche tormentoni

planetari, come “Nel blu dipinto di blu (Volare)” di Domenico Modugno e “Waterloo” degli

ABBA. Nel 2026 l’Eurovision fa tappa a Vienna (12 e 14 maggio le semifinali, 16 maggio la

finale), e per l’Italia è in gara Sal Da Vinci con “Per sempre sì”.

24

M A G A Z I N E


25

M A G A Z I N E


ITALIA PAESE LEADER DELL’

INCOMING

TURISTICO

ORMAI IL DATO È CONSOLIDATO NEL TEMPO E ANCHE

QUEST’ANNO L’ITALIA SI CONFERMA UNA DELLE DESTINAZIONI

TURISTICHE PIÙ DESIDERATE AL MONDO, CONTINUANDO A

OCCUPARE UNA POSIZIONE DI PRIMO PIANO NEL SETTORE

DELL’INCOMING TURISTICO, CHE È L’INSIEME DEI FLUSSI DI

VIAGGIATORI STRANIERI CHE VISITANO UN PAESE.

Numero elevato di siti Unesco,

piccoli borghi, musei tra i più ricchi

di bellezze e opere prestigiose. E

ancora, mare, montagne e laghi fino

a bontà gastronomiche e, su tutto,

l’italian style, fanno dell’Italia una

meraviglia complessiva da catturare

gli stranieri di tutto il mondo.

Secondo i dati dell’Istituto Nazionale

di Statistica (ISTAT), nel 2023 l’Italia

ha registrato circa 133,6 milioni di

turisti complessivi e 447 milioni

di presenze, marcando la propria

reputazione fra le destinazioni più

attrattive (8,4% delle intenzioni di

viaggio) davanti a Spagna, Francia e

Grecia.

Delle presenze registrate 67,9

milioni sono provenienti dall’estero,

pari a oltre il 50% del totale. E le

previsioni sono ancora più rosee,

ipotizzando un ulteriore +12%

degli arrivi internazionali, sia dal

lungo raggio (Usa in testa con

+14% rispetto al 2023) sia dai

mercati di prossimità (a crescere

maggiormente i visitatori da

Spagna, Danimarca e Austria).

La bellezza e l’eterogeneità: la

forza del Paese

Uno dei principali fattori che

rendono l’Italia una potenza del

turismo incoming è la straordinaria

concentrazione di beni culturali.

Una storia millenaria fatta di

più civiltà (etrusche, greche e

romane), un patrimonio artistico

straordinario, sviluppato

soprattutto durante il Medioevo e

il Rinascimento, paesaggi naturali

unici, fanno del Paese quello che

possiede il maggior numero di siti

patrimonio mondiale riconosciuti

dall’UNESCO, con 61 siti iscritti: più

di qualsiasi altra realtà al mondo.

Città d’arte ma non solo

Città d’arte come Roma, Venezia,

Firenze, Napoli, rappresentano

26

M A G A Z I N E


REPORTAGE

di LARA VENÈ

alcune delle mete più visitate

dai turisti internazionali. Musei e

monumenti iconici attirano milioni

di visitatori ogni anno. Secondo

i dati più recenti del Ministero

della Cultura, nel 2024, a fare la

parte del leone nel settore delle

presenze turistiche, con quasi 15

milioni di visitatori, è stato il Parco

archeologico del Colosseo seguito

al secondo posto, dalle Gallerie

degli Uffizi che nel 2024 hanno

accolto oltre 5 milioni di visitatori

(5.294.968) e da Pompei il cui parco

archeologico ha attratto oltre 4

milioni di visitatori.

Piccoli centri e borghi storici

Il patrimonio italiano non è limitato

alle grandi città, ma si estende

a borghi storici, paesaggi e siti

archeologici distribuiti su tutto

il territorio. Poi c’è la grande

diversità geografica che tra spiagge

mediterranee, catene montuose

come le Alpi e le Dolomiti e colline

di rara bellezza (si pensi alla Val

d’Orcia solo per fare un esempio di

un’area intera decretata Patrimonio

Unesco), sono un punto di forza

unico del Paese. Così, accanto alle

città d’arte tradizionali non meno

attrattivi e sono molte destinazioni

naturali che gli stranieri dimostrano

di apprezzare molto come il Lago

di Garda o intere Regioni quali

27

M A G A Z I N E


REPORTAGE

Toscana, Sicilia e Sardegna,

particolarmente generose di rare

bellezze, storia, mare, natura e

cibo. La diversità territoriale da

nord a sud permette di sviluppare

varie forme di turismo: culturale,

urbano, balneare, montano,

sportivo, enogastronomico, rurale

e naturalistico, addirittura, spesso,

tutti combinati in un unico viaggio.

Buon cibo e buon vino

La tipica cucina italiana è un altro

elemento decisivo dell’attrattività

turistica italiana. Non solo

perché la dieta mediterranea,

riconosciuta patrimonio immateriale

dell’UNESCO, rappresenta uno dei

simboli dell’identità italiana, ma

per la miriade di piccole grandi

specialità legate ai luoghi che

si lasciano scoprire attraverso

il palato. Prodotti tipici, vini di

qualità e tradizioni gastronomiche

regionali attirano ogni anno milioni

di visitatori interessati al cosiddetto

turismo enogastronomico. Perchè

certi piatti non si possono riprodurre

ovunque e possono essere gustati

solo grazie al sapere tramandato

di generazione in generazione con

ingredienti che risentono del clima e

della terra che li genera.

E poi c’è l’italian Lifestyle

Poi c’è quel quid in più che rende

l’Italia così attraente agli occhi

stranieri. Ed è riassumibile in

quello che è diventato un vero

brand: l’italian Lifestyle. Non si

tratta solo di vedere monumenti

o musei, visitare una città

d’arte o farsi un bagno in un

mare cristallino, ma visitare

l’Italia significa per molti vivere

un’esperienza: mangiare in una

trattoria tipica, visitare mercati

locali, partecipare a feste

tradizionali o fare shopping nelle

strade più famose di marchi italiani,

simbolo di stile ed eleganza.

Quanto vale il turismo incoming?

Il turismo incoming ha

un’importanza economica

strategica. Secondo i dati più

recenti della Banca d’Italia,

nel 2025 la spesa dei turisti

stranieri in Italia ha raggiunto 60

miliardi di euro. Se si considera

tutto il turismo (domestico

+ internazionale), il settore

contribuisce a oltre il 10-13% del

PIL italiano secondo le principali

stime economiche, risultando

una componente fondamentale

dell’economia nazionale. Per altro,

gli stranieri spendono molto in

vacanza in Italia, molto di più di

quanto facciano gli italiani quando

vanno all’estero. Gli statunitensi

sono tra i turisti che spendono di

più, contribuendo con oltre 3,8

miliardi di euro alla spesa totale

nel paese. Seguono i tedeschi che

rappresentano uno dei flussi più

importanti e costanti, soprattutto

nelle regioni del Nord Italia e nelle

località balneari e gli abitanti del

Regno Unito, molto presenti nelle

città d’arte e nelle destinazioni

culturali. Negli ultimi anni è poi

cresciuto il turismo proveniente

da paesi asiatici come la Cina e la

Corea del Sud, particolarmente

interessato allo shopping e ai beni

di lusso come articoli di moda,

pelletteria e gioielli.

28

M A G A Z I N E


Ogni giorno, un gesto

d’amore per la tua pelle

Ogni giorno, un gesto semplice diventa una carezza per la tua pelle. La nuova formula Spuma di Sciampagna è pensata

per prendersi cura di te con delicatezza e rispetto. Testata su pelli sensibili, e formulata senza microplastiche, è ideale

per tutta la famiglia. La sua morbida schiuma avvolge la pelle come una carezza delicata.

100%

Prodotto Italiano

29

REAL CHIMICA S.r.l. • Via Monte Santo, 37 • 20831 Seregno (MB) • www.spumadisciampagna.it

M A G A Z I N E


Self made: stories

L’INTERVISTA

di KATIA BRONDI

NICOLETTA DATI

L’ANTIQUARIA CHE CELEBRA LA SOSTENIBILITÀ.

1

2

3

4

PASSIONE PER

L’ANTIQUARIATO E

FORMAZIONE

Nicoletta studia lettere con

indirizzo storia dell’arte con

l’intento di fare la restauratrice

di quadri e affreschi. Figlia di

un architetto, studia a Firenze

a Palazzo Spinelli, l’Istituto

per il restauro. Con la madre

apre un negozio di antiquariato

in un fondo, che prima fu

un cinema, di proprietà del

nonno, uno spazio il cui sapore

storico e artistico si avverte

nell’immediato. Siamo nel 1981.

Nel frattempo, lavora come

restauratrice in un negozio

di quadri e in un laboratorio

di ceramica. La laurea non è

immediata perché gli imprevisti

della vita la portano a rimandare

il titolo accademico. Nel

2022 Nicoletta si laurea e il

suo percorso universitario si

conclude con una tesi che parla

della tecnica del vetro pressato.

Negli anni ’80 si guadagna

il mercato dell’antiquariato,

studiando e stazionando in

Inghilterra per diversi mesi.

Fondamentali gli incontri con

un antiquario di Manchester

che importava strumenti

musicali antichi; un grossista

di diamanti che lavorò per i

reali d’Inghilterra e un bancario

in pensione appassionato e

collezionista di vetri pressati. (da

qui la sua passione e la tesi di

laurea). Nel nord dell’Inghilterra

frequenta le aste e i mercatini ed

importa in Italia i mobili antichi.

ANTIQUARIATO COME FORMA

D’ARTE NELL’INCONTRO TRA

ANTICO E MODERNO.

DUE STILI CHE POSSONO

DIALOGARE TRA DI LORO.

“Il mobile antico mediamente è

bello perché ha avuto il filtro del

tempo. Se bello e di qualità lo

conservi. Mescolare i diversi stili

è assolutamente plausibile ma

oggetti e mobili devono essere

originali d’epoca. Gli oggetti di

antiquariato possono rivivere

in una casa contemporanea.

Importante è mantenere il

giusto abbinamento tra legni,

colori, materiali e finiture. Se

abbinati con continuità di colori o

contrasti audaci (tavoli antichi con

sedie contemporanee) possono

coesistere perfettamente. Prima

di tutto scegli lo stile (antico,

moderno, contemporaneo); i colori dominanti in una stanza

sono da uno a tre; fondamentali la proporzione degli spazi

e la struttura della casa. Con queste caratteristiche stili

diversi ma originali d’epoca possono coesistere. Il giusto

equilibrio nell’arredamento è fondamentale. Esempio

pratico: camera con soffitto a volta. La testata del letto è

anche libreria. Disegnata dal mio babbo è stata progettata

su misura per quello scopo: sia testata che libreria, comò

Sheraton del ‘700 e un armadio del ‘ 700 francese. Uno

di mogano e uno di noce. Due legni diversi con la testata

del letto moderna dalla linea pulita. Tre stili diversi che si

abbinano perfettamente”.

ALCUNI MOBILI POSSONO CAMBIARE

DESTINAZIONE D’USO?

“Assolutamente sì. La brocca può essere usata come

fioriera. Il porta sedano (vedi foto) come vaso. I tavolini

antichi possono essere usati come porta lampada ma anche

come comodini. Il fascino dell’antico trova la funzionalità del

contemporaneo”.

L’ANTIQUARIATO COME TREND CHE CELEBRA

LA SOSTENIBILITÀ

“Sono anni che spingiamo verso l’acquisto dell’antiquariato

come recupero. Ricomprare e riutilizzare oggetti e mobili

antichi è un modo per portare avanti tradizioni nel rispetto

dell’ambiente”.

La raffinatezza dello stile classico raccontata dai suoi

oggetti convive con l’audacia del contemporaneo dalle

linee pulite e attuali.

“Nel XIX secolo la borghesia si afferma come classe

dominante e per consolidare il proprio status arricchisce

30

M A G A Z I N E


9

5

le proprie abitazioni con beni

di consumo che riflettono il

loro successo economico. La

Rivoluzione Industriale spinge gli

imprenditori a investire su nuovi

oggetti, inventando nuovi bisogni

per soddisfare la domanda

sempre più crescente.”

CONVEX MIRROR (1)

Posizionato nella parete

della sala da pranzo serviva

alla servitù per controllare

l’andamento dei pasti a tavola;

oppure posizionato all’ingresso

come scaccia guai (da qui

specchio della strega).

La strega appena si rifletteva

nello specchio, si vedeva

brutta e scappava; inoltre

allarga la stanza e ti riporta la

luce. Esempio RITRATTO DEI

CONIUGI ARNOLFINI – 1434,

Jan Van Eyck.

TAZZA PROTEGGI BAFFI (2)

(Moustache Cup) Inghilterra

seconda metà ‘800. La tazza

con un’apertura a mezzaluna

che permette il passaggio della

bevanda. Protegge i baffi grazie

a un risalto interno chiamato

para-baffi.

LAVATRICE (3)

fine ‘800 e inizi ‘900. I piedi

sottostanti la struttura in legno

permettevano di miscelare i

panni all’interno di una tinozza.

CONTENITORE PER

FORMAGGIO STILTON (4)

Inghilterra 1870/80. Il formaggio

si copriva per preservarlo da

insetti ma si faceva respirare

6 8

attraverso il foro nel pomello

di presa.

PORTA SEDANO (5)

Inghilterra, 1867 in vetro

pressato e satinato. Siamo in

piena rivoluzione industriale.

Portato a fine pasto, servito con

acqua fredda e sedano pulito.

Serviva per pulirsi la bocca

prima di servire il dolce.

PARAVENTO (6)

(Fire screen) Epoca vittoriana.

Struttura in legno che riparava

dal calore diretto del camino.

Alcune volte erano scorrevoli

e dotati di una maniglia per la

presa.

Riparava dalla luce troppo

diretta e forte del fuoco.

TAZZA DA BARBA (7)

Inghilterra, inizio ‘900.

Progettate per contenere il

sapone da barba e un vano per

intingere il pennello.

Storia, costume e buon gusto

si fondono per dar vita ad

un complemento arredo che

preserva la bellezza autentica.

7

BOCCALE DI BIRRA CON BASE IN VETRO (8)

Inghilterra inizi ’900. I reclutatori navali erano soliti

ingannare i bevitori di birra per far sì che si arruolassero

nella marina. Inserivano, quindi, uno scellino sul fondo

del boccale. Quando sei in possesso di uno scellino del

re (King’s Shilling), entri automaticamente nella marina.

Questo ha portato i padroni delle taverne a usare boccali

con il fondo di vetro per sfuggire all’arruolamento.

BARCHETTA COMMEMORATIVA GRACE DARLING (9)

Fine ’800. Grace partecipó al salvataggio dei

sopravvissuti nel naufragio del Forfarshire nel 1838.

10

CUCCHIAIO PER LA SALSA

ALLA MENTA (10)

Inghilterra periodo Vittoriano e Edoardiano. Utilizzato per

separare le foglioline di menta dalla salsa tramite il filtro

centrale.

La patina del tempo ritrova nuova luce, un gesto prezioso

di cura che custodisce memoria e protegge dagli

intervalli della vita ciò che altrimenti volerebbe via. Voci

e silenzi per un tempo che trascorre in modo diverso, un

tempo ritrovato e recuperato.

Nicoletta è guardiana del passato.

La sua passione e i suoi studi la portano a individuare e

decifrare pezzi di uso quotidiano, offre loro una seconda

vita pur rispettandone la storia.

Anzi, tramandandola. Un viaggio nel tempo, la

rievocazione di usi e costumi nell’Inghilterra remota

mentre sorseggi una miscela di autentico tè.

31

M A G A Z I N E


TROPPI

BAMBINI OBESI

NEL MONDO E IN ITALIA

NEL MONDO 1 BAMBINO SU 10 È OBESO. E PER LA PRIMA VOLTA

NELLA STORIA, DALLO SCORSO ANNO L’OBESITÀ HA SUPERATO

IL SOTTOPESO COME FORMA PIÙ DIFFUSA DI MALNUTRIZIONE

IN TUTTE LE REGIONI DEL MONDO, AD ECCEZIONE DELL’AFRICA

SUBSAHARIANA E DELL’ASIA MERIDIONALE.

Sono dati che raccontano di

stili di vita cambiati, maggiore

sedentarietà, modalità di gioco

diversi e rispetto al passato, più

smartphone e video giochi che vita

all’aria aperta. E alimentazione

ricca di zuccheri con gravi rischi

per la salute di oggi e di domani.

Per questo gli esperti parlano

di “allarme silenzioso” mentre

l’Unicef ha stilato una serie di

buone pratiche su un corretto

stile di vita e consigli di sana

alimentazione per correre ai ripari

e invertire la rotta.

I numeri

I dati sono contenuti nell’ultimo

rapporto dell’Unicef Feeding

Profit: How Food Environments are

Failing Children, che conferma

però una tendenza consolidata

ormai da qualche anno a questa

parte. L’indagine, che si basa

su dati provenienti da oltre 190

paesi e rileva che la diffusione

del sottopeso tra i bambini e le

bambine di età compresa tra i 5

e i 19 anni, riferisce che l’obesità

tra i bambini e le bambine in

questa fascia d’età, dal 2000 è

aumentata dal 3% al 9,4%, mentre

la diffusione del sottopeso è

diminuita, passando da quasi il

13% al 9,2%. Scendendo nello

specifico, 1 bambino e adolescente

su 5 di età compresa tra i 5 e i

19 anni a livello globale, ovvero

391 milioni, vive in condizione di

sovrappeso, di cui una percentuale

significativa (188 milioni) ora è

classificata come persone che

vivono con obesità.

Venendo all’Italia, la percentuale

di bambini e bambine di età

compresa tra i 5 e i 19 anni che

vivono con sovrappeso, sebbene

sia diminuita dal 32% nel 2000

al 27% nel 2022, è sempre

significativa. E soprattutto,

la percentuale di bambini

appartenenti alla stessa fascia

d’età che vivono con obesità

è rimasta stabile, con il 10%

nel 2022, mentre il numero di

bambini che vivono in condizioni di

sottopeso (magrezza) è aumentato

dall’1% nel 2000 al 2% nel 2022.

Cos’è l’obesità e come si calcola

I bambini sono considerati in

condizione di sovrappeso quando

pesano significativamente di più di

quanto sia salutare per la loro età,

32

M A G A Z I N E


REPORTAGE

di LARA VENÈ

33

M A G A Z I N E


REPORTAGE

sesso e altezza. L’obesità infantile,

a differenza di quella degli

adulti, si calcola attraverso tre

passaggi: misurazione del peso

e dell’altezza, calcolo dell’IMC

(Indice di Massa Corporea) e

consultazione delle tabelle di

crescita per età e sesso fornite

dall’Organizzazione Mondiale della

Sanità (OMS).

Le cause

L’obesità infantile deriva

da diversi fattori che vanno

dall’interazione di fattori biologici

a comportamentali e ambientali.

Il rapporto dell’Unicef avverte

che i cibi ultra-processati e i

fast food – ricchi di zuccheri,

amidi raffinati, sale, grassi

non salutari e additivi – stanno

influenzando l’alimentazione

dei bambini attraverso contesti

alimentari malsani, piuttosto che

attraverso scelte personali. Questi

prodotti, denuncia il rapporto,

dominano i negozi e le scuole,

mentre il marketing digitale offre

all’industria alimentare e delle

bevande un potente accesso al

pubblico giovane. Ad esempio, in

un sondaggio globale condotto

lo scorso anno su 64.000 giovani

di età compresa tra i 13 e i 24

anni provenienti da oltre 170

paesi attraverso la piattaforma

U-Report dell’UNICEF, il 75%

degli intervistati ha ricordato di

aver visto pubblicità di bevande

zuccherate, snack o fast food nella

settimana precedente e il 60% ha

affermato che le pubblicità hanno

aumentato il loro desiderio di

consumare tali alimenti.

Quali sono i rischi

L’obesità è una forma grave di

sovrappeso, che comporta rischi

importanti per la salute quali lo

sviluppo precoce di diabete di

tipo 2, ipertensione, colesterolo

alto, oltre a problemi ortopedici

per il carico eccessivo e malattie

potenzialmente letali in età

avanzata. Poi ci sono gli aspetti

psicologici perché l’obesità causa

spesso bassa autostima, ansia e

isolamento.

I sei consigli di Unicef Italia su

come educare i propri figli ad una

sana alimentazione

Promuovere abitudini

positive facendo della cucina

un’opportunità di apprendimento

divertente e positiva coinvolgendo

i figli nella spesa e nella

preparazione dei pasti: “i bambini

amano sentirsi parte della

creazione di qualcosa di buono per

la famiglia”.

Trasmettere un approccio positivo

sull’alimentazione aiutando i figli

a comprendere quando hanno

veramente fame: “questo li

aiuterà a entrare in sintonia con le

esigenze del proprio corpo”.

No al cibo come ricompensa e no

a divieti e imposizioni

Se ti comporti male non mangi il

dolce, se ti comporti bene sì. In

questo modo, mette in guardia

l’Unicef, il cibo diventa una

ricompensa o una punizione e si

potrebbe instaurare una relazione

malsana con esso; E ancora: non

proibire cibi specifici: “rendere

alcuni alimenti (ad esempio lo

zucchero) off limits, può far sì che

il tuo bambino li desideri ancora di

più”. Piuttosto che dire di no a cibi

e bevande poco sani, si dovrebbe

limitare le porzioni e dare delle

indicazioni chiare sulla frequenza

con cui è possibile consumarle:

non ogni giorno, ad esempio.

Quante volte ci siamo sentiti

dire “pulisci il tuo piatto”? Ecco,

dovremmo evitarlo: “questo

comportamento può portare ad

un rifiuto per il cibo e a creare

un’associazione negativa con il

momento dei pasti”.

Controllare le porzioni: le dosi

eccessive possono portare

a prendere peso, per cui è

importante insegnare ai figli

quanto cibo dovrebbero avere nel

piatto.

L’importanza della colazione e

dell’attività fisica

Iniziare la giornata con un pasto

equilibrato può aiutare bambini e

adolescenti ad assumere nutrienti

importanti, come il calcio e le

fibre, di cui hanno bisogno per

crescere. Ma meglio provare a

preparare colazioni con ingredienti

molto sostanziosi, come yogurt e

frutta fresca.

Infine, l’attività fisica: i bambini

dovrebbero trascorrere almeno

60 minuti in movimento durante

il giorno. “È molto importante –

sottolinea l’Unicef - incoraggiare

i figli a limitare le attività

sedentarie davanti a uno schermo

(l’Oms raccomanda non più di 60

minuti al giorno per bambini tra

i 2 e i 4 anni) preferendo giochi

attivi in movimento”.

34

M A G A Z I N E


35

M A G A Z I N E


GINO

PAOLI

LA MUSICA E LE SUE

CANZONI HANNO

SAPUTO ATTRAVERSARE

IL TEMPO SENZA MAI

PASSARE DI MODA.

36

M A G A Z I N E


PERSONAGGIO DEL MESE

di LARA VENÈ

Perché le canzoni di Gino Paoli raccontano

con delicatezza sentimenti umani che

arrivano al cuore di ognuno di noi, in ogni

era: l’amore, la solitudine, la memoria, la

nostalgia sono emozioni universali, ma non

è facile evocarle senza mai cadere nella

banalità. E non è facile farlo con levità toccando

però le corde più profonde. Sta tutta

qui la cifra di Gino Paoli, cantautore tra i

più grandi della scuola genovese.

Nato a Monfalcone nel 1934 e poi cresciuto

nel quartiere genovese di Pegli. E proprio

nel fermento culturale della città ligure

prende forma la sua sensibilità artistica. A

Genova frequenta un gruppo di amici che

condividono con lui la sua stessa passione

per la musica e che costituiranno il primo

nucleo della cosiddetta scuola genovese:

Luigi Tenco (con il quale forma il gruppo

“I Diavoli del Rock”), Bruno Lauzi, Fabrizio

De André, Umberto Bindi, Joe Sentieri,

Giorgio Calabrese ed i fratelli Gian Franco

e Gian Piero Reverberi.

La scuola genovese

Tra la fine degli anni Cinquanta e i primi

anni Settanta, Genova è un crocevia

creativo in cui un gruppo di giovani artisti

rivoluziona la canzone italiana, allontanan-

37

M A G A Z I N E


PERSONAGGIO DEL MESE

dola dalla leggerezza del

varietà e avvicinandola alla

letteratura, alla poesia e

alla vita reale. È una stagione

straordinaria che verrà

poi definita “scuola genovese”,

un incontro irripetibile

di personalità e sensibilità.

Per la prima volta la musica

leggera italiana comincia

ad occuparsi di solitudine,

emarginazione, disagio

esistenziale e amore,

ma non quello patinato

e romantico. Fabrizio De

André dà voce agli ultimi e ai

dimenticati, Luigi Tenco alle

emozioni più dolorose, Gino

Paoli, invece, si concentra

sull’interiorità e scavando

dentro sé stesso, trasforma

emozioni personali in

canzoni universali. Come

avviene con il suo capolavoro

più celebre, Il cielo in una

stanza. Scritta alla fine degli

anni ’50 e pubblicata nel

1960, diventa famosa anche

grazie all’interpretazione

di Mina e continua ancora

oggi a essere reinterpretata

e ascoltata. Nello stesso

anno pubblica La gatta,

canzone autobiografica che

racconta la vita in una casa

modesta affacciata sul mare

nell’antico borgo marinaro

di Boccadasse e Sassi.

L’incontro con Ornella

Vanoni

Nel 1961 Paoli conosce Ornella

Vanoni e intreccia con

lei una relazione sentimentale,

che ispira alcune delle

sue canzoni d’amore più

famose: Senza fine, Anche

se, Me in tutto il mondo. I due

si conoscono all’inizio degli

anni ’60, a Milano. Vanoni

è già una giovane artista

in ascesa, legata al teatro

e alla canzone d’autore,

mentre Paoli è nel pieno del

successo dopo aver scritto

alcuni dei suoi brani più importanti.

L’incontro tra loro

è immediato, nasce una relazione

passionale e poi una

grande amicizia e un forte

sodalizio artistico che piace

e dura negli anni. Vent’anni

dopo essersi conosciuti e

aver collaborato insieme, nel

1985, organizzano la tournée

di successo Vanoni-Paoli

Insieme, che segnerà una

serie di esauriti in tutti gli

appuntamenti e dalla quale

viene registrato il doppio

disco live Insieme. In coppia

tornano sul palco in occasione

della finale di Sanremo

2023. Un incontro celebrativo,

carico di ricordi e nostalgia.

E, ancora vent’anni

dopo, il 23 settembre 2024,

in occasione del loro novantesimo

compleanno, di nuovo

insieme nel concerto-evento

all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Il giorno

dopo esce il disco Ti ricordi? No, non mi ricordo:

dodici nuove canzoni, sei interpretate in coppia, le

altre sei interpretate singolarmente, tre ciascuno.

Il disco riscuote un ottimo successo commerciale,

raggiunge il terzo posto della classifica degli

album più venduti e si aggiudica il disco di platino

per le 100 000 copie vendute.

Il 1961 è anche l’anno in cui Gino Paoli arriva per

M

la prima volta sul palco di Sanremo con un Uomo

Y

vivo, in coppia con Tony Dallara. Nel 1963 esce

CM

Sapore di sale, forse la canzone estiva per eccellenza

della musica italiana in cui, dietro la leg-

MY

CY

gerezza del tema balneare si nasconde una vena

CMY

nostalgica, tipica dello stile di Paoli. Arrangiato

K

da Ennio Morricone e con il sax di Gato Barbieri,

Sapore di sale è una dei brani iconici dei mitici

anni Sessanta. In un attimo ti appare il mare della

Versilia e quel clima di serenità e leggerezza fatto

di feste sulla spiaggia e amori fuggenti e proibiti.

L’anno dopo è la volta di Che cosa c’è (1964),

una delle sue composizioni più intense sul piano

C

38

M A G A Z I N E


39

M A G A Z I N E


40

M A G A Z I N E


PERSONAGGIO DEL MESE

emotivo, costruita su un senso di

inquietudine e desiderio.

Tra il 1964 e il 1984 Gino Paoli

attraversa una fase di trasformazione

personale e artistica, in cui

alterna momenti di ispirazione a

periodi più appartati. Non smette

mai però di scrivere, e anzi amplia

il proprio repertorio con brani

meno noti al grande pubblico.

Con Una lunga storia d’amore,

nel 1984, Gino Paoli torna al

grande pubblico. Un brano che

rappresenta una sorta di rinascita

artistica e diventa molto popolare

anche grazie alla televisione. Poi

arriva l’album come Cosa farò da

grande (fine anni ’80), nel 1991

esce il brano Quattro amici e nel

1996 l’album Appropriazione

indebita, in cui rielabora alcuni

classici di Charles Aznavour, James

Taylor, John Lennon e di altri

grandi musicisti internazionali.

Negli anni Duemila c’è il ritorno al

jazz, una passione che Paoli aveva

fin dagli inizi ma che trova nuova

espressione raccolta Milestones

- Un incontro in jazz, che testimonia

l’inizio della sua collaborazione

con alcuni dei maggiori jazzisti

italiani, quali Enrico Rava e Danilo

Rea. Con quest’ultimo in particolare

realizza l’album Due come

noi che… (2012), una raccolta di

brani di Paoli più alcune cover,

progetto che si rivelerà un vero

successo di critica e di concerti

sold out. L’anno dopo Paoli-Rea

replicano con un ennesimo riuscito

disco dedicato alla tradizione

napoletana Napoli con amore.

E nel 2017, ancora con 3, album

dedicato alla chanson francese

che ha influenzato il giovane

Paoli ad inizio carriera.

Gli anni Sessanta rimangono i

suoi più prolifici come cantautore,

capace di generare brani cult.

Eppure, nell’intervista uscita

nel numero cartaceo di Rolling

Stone dedicato a Genova e uscito

a febbraio 2026 (l’ultima rilasciata

da Paoli), Gino ha dichiarato

che delle canzoni di produzione

propria ne salva solo due a pieni

voti: Sassi e Il cielo in una stanza.

E le altre? - chiede il giornalista -

“Le altre le cambierei tutte. Non

so se le migliorerei, attenzione,

sono due concetti diversi. Ma le

cambierei tutte”. Per fortuna che

non l’ha fatto!

41

M A G A Z I N E


ZONA BEAUTY

di CHIARA ZACCARELLI

CORPO: LA GIUSTA ROUTINE

PER PREPARARSI ALL’ESTATE

TEXTURE LEGGERE, ATTIVI PIÙ MIRATI E TANTA COSTANZA:

COSÌ SI ADATTA LA BODYCARE

Con l’arrivo della bella stagione

cambia anche il modo di

prendersi cura della pelle del

corpo: si scopre di più, le texture

si alleggeriscono e la routine

diventa più mirata, con l’idea di

lavorare non solo sull’idratazione

ma sulla qualità della pelle, sul

tono e sull’uniformità. Sempre

più spesso anche il corpo segue

la logica della skincare viso,

con formule che integrano attivi

come retinolo, acido ialuronico,

peptidi e vitamina C, pensati

per migliorare la struttura della

pelle e non solo la superficie.

La base resta la preparazione,

spesso sottovalutata, perché una

leggera esfoliazione settimanale

aiuta a rimuovere le cellule morte

e rende la pelle più ricettiva,

migliorando l’assorbimento di

tutto quello che viene applicato

dopo: un passaggio semplice ma

decisivo, soprattutto nel cambio

stagione. Da qui in poi ha senso

scegliere con criterio, evitando di

sovrapporre prodotti senza una

logica: se l’obiettivo è mantenere

la pelle morbida e in equilibrio,

l’idratazione resta il punto di

partenza, con creme e lozioni

a base di ceramidi, oli vegetali

e attivi umettanti che aiutano a

preservare la barriera cutanea e

a prevenire secchezza e perdita

di elasticità: un gesto quotidiano

che nel tempo fa davvero la

differenza.

Se invece si vuole lavorare sul

tono entrano in gioco le creme

rassodanti, che, ovviamente,

non agiscono sui muscoli,

ma possono migliorare la

compattezza della pelle e la

sua elasticità, soprattutto se

utilizzate con costanza e abbinate

a un massaggio con movimenti

dal basso verso l’alto e più

attenzione alle zone che tendono

a cedere, come braccia e interno

coscia. In questo caso retinolo,

peptidi e complessi rigeneranti

aiutano a levigare e a sostenere

la struttura cutanea, nel tempo.

Diverso è il discorso dei prodotti

drenanti o snellenti, pensati per

agire su gonfiore e ritenzione,

con attivi come caffeina, escina e

centella asiatica che lavorano sul

microcircolo e contribuiscono a

dare una sensazione di leggerezza

e una pelle più levigata, senza

promettere risultati drastici

ma funzionando come supporto

concreto se inseriti in una routine

coerente.

La direzione è chiara: meno

prodotti, ma scelti meglio, con

una funzione precisa, perché

anche la bodycare segue ormai

la logica della skincare viso, con

risultati che si costruiscono nel

tempo, attraverso gesti semplici

ma costanti.

42

M A G A Z I N E


43

M A G A Z I N E


TUTTO INTORNO ALL’ARTE

di IRENE CASTELLI

Evening coat, designed by Elsa Schiaparelli and Jean Cocteau,

1937, London, England © 2025 ADAGP DACS Comite Cocteau,

Paris. Photograph © Emil Larsson

Tears dress with veil, designed by Elsa Schiaparelli and Salvador

Dalí. Summer 1938. Photograph © Emil Larsson

Vogue 1936; Two models wearing dresses by Schiaparelli (Photo by Cecil BeatonCondé

Nast via Getty Images)

MODA SURREALISTA,

A LONDRA

ELSA SCHIAPARELLI

TRA PASSATO E FUTURO

A Londra, la moda torna a

essere spettacolo e visione con

la grande mostra “Schiaparelli:

Fashion Becomes Art”.

Al Victoria and Albert Museum,

fino all’8 novembre, la prima

esposizione nel Regno Unito

interamente consacrata alla

designer Elsa Schiaparell

ripercorre quasi un secolo di

storia, dagli anni Venti fino alle

più recenti riletture della maison.

Dopo la chiusura dell’atelier

nel 1954, la maison Schiaparelli

rimane per lungo tempo una

presenza quasi leggendaria,

custodita negli archivi e nella

memoria della moda.

È solo nel 2006 che il marchio

torna a nuova vita, quando

viene acquisito dal gruppo Tod’s

guidato da Diego Della Valle.

A segnare davvero il cambio di

passo è però l’arrivo di Daniel

Roseberry, che rilegge l’estetica

di Elsa Schiaparelli con uno

sguardo contemporaneo, ben

espresso in mostra.

Il percorso mette in luce

Schiaparelli come figura

centrale di un sistema creativo

che intrecciava moda, arte e

performance tra Parigi, Londra e

New York. L’obiettivo?

Restituire il ritratto di

un’imprenditrice visionaria,

capace di rivoluzionare

il linguaggio dell’abito e

di costruire una rete di

collaborazioni senza precedenti.

Oltre 200 oggetti tra capi,

accessori, gioielli, fotografie e

materiali d’archivio raccontano

un immaginario difficile da

spiegare a parole: tra i pezzi più

iconici, gli abiti nati dal dialogo

con Salvador Dalí, come il celebre

“Skeleton dress” e il “Tears

dress”, insieme a opere di Pablo

Picasso, Jean Cocteau e Man Ray.

Mae West wearing Elsa Schiaparelli in Every Day’s A Holiday (1937),

A Edward Sutherland (Director). Moviestore Collection Ltd - Alamy

Choker by Schiaparelli, Pagan collection, Fall 1938. Photograph © Emil Larsson

44

M A G A Z I N E


Kuba Dabrowski Awar Odhiang, Paris, 2025 Schiaparelli by Daniel Roseberry Schiaparelli haute couture fall winter

2024 © Kuba Dabrowski. Photo courtesy Patrimoine Schiaparelli, Paris

45

M A G A Z I N E


SPECIALE MODA

di IRENE CASTELLI

ASPETTANDO

L’ESTATE… IN ROSA

Romantico e moderno,

il rosa pesca torna a

conquistare la moda con

la sua luce delicata. Un

colore che ha una lunga

storia: già negli anni Venti

evocava l’eleganza eterea

delle star del cinema

muto, mentre negli anni

Cinquanta fu simbolo di

femminilità sofisticata nei

salotti dell’alta società.

Qualche esempio? Negli

anni ’50 Grace Kelly amava

i toni pesca perché, per i

costumisti di Hollywood,

riflettevano al meglio la luce

sulla sua pelle chiarissima.

In quegli anni, fra gli scatti

più noti di Audrey Hepburn

spicca quello con abito da

cocktail rosa di Givenchy,

durante una pausa dalle

riprese di “Guerra e Pace”.

Negli anni ’80 la Principessa

Diana indossò più volte

abiti pesca disegnati da

Catherine Walker in visite

ufficiali: fotogenico, ma

meno formale del bianco

o del beige. Oggi riappare

con leggerezza chic tra

cappotti floreali, cerchietti

gioiello e ballerine ricamate

da boudoir moderno.

Illuminandoci con orecchini

a fiore con perle e piccole

borse scintillanti.

Soprabito con fiori a

contrasto,

Persona.

Sneaker romantiche,

Barracuda.

Borsa gioiello con strass

e perle,

Rosantica.

Sandalo con fiore in tulle,

Aquazzura.

Ballerine con rose in

tessuto,

Fabi.

Lungo abito con disegni a

contrasto,

Forte_Forte.

Orecchini primaverili,

Bijoux Brigitte.

Cerchietto con decori

preziosi,

Genny.

Trench e abito ricamato,

Ermanno Scervino.

46

M A G A Z I N E


Una yoga

ultra soft

Know-how italiano, qualità

della maglieria e ricerca sulle

materie prime. Con oltre 25

anni di esperienza, Falconeri

amplia il proprio universo con

la prima capsule dedicata al

wellness. Nasce Cashmere Yoga,

una collezione che interpreta

il movimento con eleganza

essenziale e i materiali pregiati.

Protagonista è il cashmere

ultrafine a coste grigio, declinato

in leggings e top elasticizzati

che seguono il corpo con

leggerezza. A completare il total

look, gilet morbidi e scaldacuore

accompagnano ogni gesto con

comfort e stile. Una proposta che

trasforma l’abbigliamento yoga

in un’esperienza di vero lusso

personale (nei negozi e sul sito

del brand).

Lunga vita

al gioiello

trasformabile

Un solo gioiello, molte vite.

Nasce MYPULSE, progetto

che reinterpreta in chiave

contemporanea l’accessorio

magnetico dei primi anni

Duemila. Grazie a un sistema

di aggancio magnetico, ogni

creazione può trasformarsi con

facilità in bracciale, girocollo,

collana, cintura o cavigliera,

accompagnando chi la indossa

dalla mattina alla sera. Realizzati

artigianalmente in tiratura

limitata, i pezzi combinano

acciaio inox, vetro, magneti e

cristalli Preciosa. Geometrie

luminose e minimal definiscono

una collezione di 36 modelli,

personalizzabili online per colori,

materiali e lunghezze, a prova di

fantasia.

L’eleganza di un

tocco sportivo

Un marchio noto per le sue

celebri collezioni sposa e, oggi,

per il mondo “Occasionwear”

perfetto anche in cerimonie e

grandi occasioni. Non un caso

che, proprio in questa collezione,

Emé abbia lanciato anche la

sua prima sneaker, pensata per

accompagnare con eleganza i

momenti della vita quotidiana.

Un modello che si distingue

per la silhouette affusolata

ed essenziale e per il mix di

materiali: la luminosità del

raso incontra la morbidezza del

camoscio, creando un equilibrio

materico dalle palette pastello

(malva, azzurro polvere, verde

oliva e beige) che interpreta la

freschezza della stagione, ideale

anche con gli abiti più eleganti.

47

M A G A Z I N E


la tua cucina

in mani sicure

48

M A G A Z I N E


49

M A G A Z I N E


ZONA FITNESS

di LARA VENÈ

LA GINNASTICA TAI CHI PER

MIGLIORARE POSTURA ED EQUILIBRIO

NATO COME TECNICA DI COMBATTIMENTO ALL’INTERNO DELLE

ARTI MARZIALI, IL TAI CHI CH’ÜAN HA RIVELATO BENEFICI

PER MIGLIORARE L’EQUILIBRIO E GARANTIRE IL BENESSERE,

SOPRATTUTTO NELLA TERZA ETÀ

Le origini del Tai Chi sono

antichissime, tra leggenda secondo

cui sarebbe stato creato dal

monaco taoista Zhang Sanfeng e

storia che lo collega allo stile della

famiglia Chen.

Nel corso dei secoli si è sviluppato

in vari stili, tra cui il popolare stile

Yang nato nell’800 e noto per la

sua morbidezza e fluidità. Dalla

metà del Novecento il Tai Chi si è

trasformato poi in una disciplina

motoria dolce e pratica orientata al

benessere. Oggi è praticato in tutto

il mondo, sia nel campo delle arti

marziali, sia come attività pratica

a sé finalizzata alla meditazione

e al benessere psico fisico. In

particolare, sono stati riscontrati

effetti benefici sul controllo

dell’equilibrio e sulla postura. Il

Tai Chi si basa su movimenti lenti,

coordinati, associati a spostamenti

del peso corporeo, rotazioni del

tronco e controllo mentale dei

gesti. E questa combinazione

stimola il sistema neuromuscolare

e rafforza la consapevolezza

corporea, a beneficio del

controllo posturale. Il controllo

del movimento e la lentezza

di esecuzione aumentano la

percezione del corpo e sviluppano

la capacità propriocettiva,

elementi fondamentali per

l’equilibrio, la coordinazione e

la stabilità, soprattutto negli

anziani. La pratica del Tai Chi

migliora anche l’agilità, la

flessibilità e la mobilità articolare.

E la funzione cardiorespiratoria

grazie alla sincronizzazione tra

respirazione e movimento. Infine,

la concentrazione richiesta per fare

i movimenti, libera la mente da

pensieri e preoccupazioni e questo

rende il Tai Chi molto utile contro lo

stress.

50

M A G A Z I N E


Lycia è al tuo fianco con deodoranti

che ti proteggono a lungo

per farti sentire sempre sicura di te.

51 Packaging 100% riciclato.

Amica del tuo benessere

M A G A Z I N E


RED CARPET

di CAMILLA ZUCCHI

Fu definita troppo brutta per fare l’attrice: oggi è la più grande

attrice vivente.

Correva l’anno 1976 quando un giovane produttore, vedendo Meryl

Streep ai provini per King Kong, si rivolse al figlio in italiano dicendo:

«È brutta, perché mi hai portato questa cosa?». Meryl, che l’italiano lo

capiva bene, rispose con eleganza e se ne andò. Quello che per molti

sarebbe stato un trauma insuperabile, per lei fu solo il trampolino

di lancio verso la leggenda, se si considera che già nel 1979 Streep

avrebbe recitato in uno dei film più iconici dello scorso secolo,

Manhattan di Woody Allen. Oggi, con il record di 21 nomination agli

Oscar e tre statuette vinte, Streep è il metro di paragone assoluto per

chiunque reciti. Da La scelta di Sophie a Il diavolo veste Prada, ha

dimostrato una capacità mimetica senza pari, scomparendo dentro

ogni personaggio, accento o sfumatura emotiva. Non è solo tecnica:

è un’umanità profonda che travalica i canoni estetici di Hollywood,

rendendola, semplicemente, la più grande attrice vivente.

Dalle coreografie per Beyoncé all’Oscar: Teyana Taylor è la nuova

regina di Hollywood.

Per anni il mondo ha conosciuto Teyana Taylor come una forza della

natura della musica e della danza: prodigio a 15 anni per Beyoncé,

musa magnetica nel video Fade di Kanye West e icona R&B. Ma nel

2020, frustrata da un’industria discografica che sentiva stretta, ha

preso una decisione che molti definirono folle: il ritiro dalla musica

per inseguire il cinema. “Mi dicevano che era una scelta stupida”, ha

raccontato, ma il tempo le ha dato ragione.

La svolta arriva con A Thousand and One, dove la sua interpretazione

viscerale di una madre a Harlem incanta la critica. Da lì, l’ascesa

è inarrestabile: nel 2026 conquista il Golden Globe e la sua prima

nomination all’Oscar per One Battle After Another del regista

pluripremiato Paul Thomas Anderson. Oggi Teyana non è più solo

una performer, ma una delle attrici più potenti e versatili della sua

generazione, capace di trasformare ogni sfida in un trionfo d’oro.

52

Il nuovo volto di Hollywood: tra “ritocchini” invisibili e il ritorno alla

naturalezza.

Se un tempo il red carpet era il regno della chirurgia invasiva e dei

lineamenti stravolti, oggi Hollywood sta riscrivendo il proprio rapporto

con lo specchio. La medicina estetica contemporanea ha abbandonato

l’eccesso per abbracciare la filosofia della naturalezza: piccoli interventi

mirati, come biorivitalizzazioni e laser, volti a preservare la freschezza

senza cancellare l’espressività. Star come Jennifer Aniston o Gwyneth

Paltrow hanno sdoganato un approccio olistico, dove la tecnologia serve

a esaltare, non a sostituire. Tuttavia, il dibattito resta acceso. Mentre

alcune icone celebrano l’invecchiamento naturale, altre ammettono il

peso di standard estetici impossibili, alimentati dai filtri dei social. Il vero

lusso nel 2026 non è più dimostrare vent’anni in meno, pur con alcune

eccezione, ma esibire una pelle radiosa che non nasconda la storia di

un volto. La medicina estetica non è più un tabù da nascondere, ma uno

strumento di “self-care” che, se usato con misura, accompagna il talento

senza offuscarlo.

M A G A Z I N E


La prima e unica collezione seamless in cotone.

Eleganza e comfort, giorno e notte.

pompea.com

53

M A G A Z I N E


CONSIGLI PER LA CASA

di ANNA GRECO

ARREDAMENTO DIGITALE

LA TECNOLOGIA E L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE CAMBIANO IL MODO DI

PROGETTARE GLI AMBIENTI E NEL SETTORE DELL’INTERIOR DESIGN NASCE

LA NUOVA FRONTIERA DELL’ARREDAMENTO DIGITALE, UN APPROCCIO

CHE UTILIZZA STRUMENTI NUOVI PER PROGETTARE, VISUALIZZARE E

PERSONALIZZARE GLI SPAZI PRIMA ANCORA CHE VENGANO REALIZZATI.

Una trasformazione che coinvolge

architetti e interior designer e

facilita la vita a tutti coloro che

vogliono arredare nuovi spazi o

rinfrescare la disposizione di quelli

esistenti. Se fino ad oggi infatti

il risultato finale era ben chiaro

solo nella testa di chi progettava,

con l’arredamento digitale anche

un profano può vedere prima

come diventerà un ambiente da

riempire, decidendo fin da subito

cosa cambiare, cosa inserire o cosa

eliminare.

Come si realizza l’arredamento

digitale? Si realizza attraverso

software di progettazione,

applicazioni e modelli

tridimensionali, che permettono di

progettare e visualizzare i luoghi in

modo virtuale. Questi consentono

di creare una rappresentazione

realistica di una stanza e

sperimentare diverse soluzioni di

arredamento, dalla disposizione

dei mobili ai colori delle pareti,

dai materiali all’illuminazione.

Tra gli strumenti più utilizzati ci

sono programmi di progettazione

come SketchUp, AutoCAD e IKEA

Home Planner con cui è possibile

creare modelli tridimensionali degli

ambienti domestici. Generalmente

si parte dalla creazione della pianta

della stanza da arredare, inserendo

le dimensioni e la posizione di porte,

finestre e pareti. Poi si inseriscono

e si posizionano i mobili. È possibile

modificare i colori delle pareti e

disporre punti luce a piacimento.

Alla fine, grazie alla grafica 3D, si

può vedere il risultato definitivo

e valutare se questo sia di nostro

gradimento oppure no. Per la

facilità e la praticità, l’arredamento

digitale rende molto più semplice

la progettazione di un interno,

rappresentando ormai il prossimo

futuro dell’arredo.

54

M A G A Z I N E


55

M A G A Z I N E


VIAGGIANDO VIAGGIANDO

di SELENIA ERYE

HALLSTATT

In questo piccolo borgo

dell’Alta Austria, ogni passo

è un viaggio dentro la quiete:

qui il tempo non corre,

scivola come una barca tra

le onde.

MAGGIO ARRIVA SILENZIOSO

AD HALLSTATT, PORTANDO CON SÉ IL

PROFUMO DELL’ACQUA E DELLA PIETRA.

Hallstatt è un luogo che

incanta chi ama la bellezza

discreta. Le sue stradine

strette, le case in legno

affacciate sull’acqua, le

scalette che salgono verso

le miniere di sale raccontano

una storia antica di fatica

e splendore. Il Museo di

Hallstatt custodisce reperti

risalenti all’età del ferro,

quando questo villaggio

era il cuore di una delle

più antiche civiltà europee.

Ma è passeggiando sul

lungolago, tra i balconi fioriti

e le barche dei pescatori,

che si comprende davvero

il suo fascino: quello di un

luogo dove il paesaggio si fa

anima.

A maggio, Hallstatt si

risveglia con la primavera.

Le montagne si spogliano

della neve e i prati si coprono

di fiori gialli e violetti. In

questo mese si celebra

la Festa di San Floriano,

patrono dei pompieri e

protettore del villaggio,

con una processione sul lago e una benedizione

delle acque. Le barche decorate a fiori solcano

l’acqua come piccole lanterne galleggianti, mentre

la musica delle fanfare accompagna i canti in

dialetto.

Un aneddoto affascinante risale al maggio del

56

M A G A Z I N E


1822, quando un violento

temporale fece franare

parte della montagna sopra

il paese. Si racconta che

gli abitanti, temendo di

essere travolti, suonarono

le campane del duomo di

San Michele in segno di

preghiera. All’improvviso, la

frana si fermò, bloccata da

un grande masso. Da allora,

ogni anno nel giorno di San

Michele, gli hallstatters

suonano quelle stesse

campane “per ricordare la

notte in cui la montagna

ebbe pietà”.

Le miniere di sale, ancora

oggi visitabili, sono un

tesoro nascosto. Entrarvi

significa scendere nelle

viscere della storia: gallerie

illuminate, cristalli lucenti

e il racconto di un’attività

millenaria che diede nome

al villaggio (“Hall” significa

“sale” in celtico). Da non

perdere la piattaforma

panoramica “Skywalk”,

sospesa nel vuoto, che offre

una vista spettacolare sul

lago e sui tetti del borgo:

sembra di volare sopra una

cartolina.

E poi c’è la tavola, dove la

semplicità diventa arte. Nei

piccoli ristoranti affacciati

sull’acqua si servono piatti

che profumano di montagna

e lago: trota affumicata con

burro alle erbe, canederli

di spinaci, zuppa di funghi

dei boschi. A maggio

compaiono i primi asparagi

bianchi di Gmunden, serviti

con salsa olandese e uova

sode: un rito gastronomico

locale. E per chi ama i dolci,

l’immancabile Apfelstrudel,

caldo e profumato di

cannella, accompagnato da

un bicchiere di vino bianco

Grüner Veltliner o da un tè

alle erbe alpine.

Quando la sera scende sul lago, le luci di Hallstatt

si riflettono sull’acqua come stelle capovolte. Tutto

tace, tranne il fruscio del vento tra le montagne.

È allora che si comprende perché i viaggiatori, da

secoli, arrivano qui in cerca di silenzio: non per

vedere, ma per sentire. Hallstatt non si visita, si

ascolta. E a maggio, il suo respiro è quello della

primavera che rinasce.

57

M A G A Z I N E


IL CAVOLO A MERENDA

di FABRIZIO DIOLA

LA RIVOLUZIONE

FRANCESE DI

CATERINA DEI MEDICI

SONO BRAVI A VENDERSI. SONO AIUTATI DAL SUONO DELLA

LORO LINGUA. NEL MONDO RAPPRESENTANO L’ALTA CUCINA.

SONO I FRANCESI CON LA LORO NAUSEANTE GRANDEUR.

Ma chi li ha civilizzati?

Chi ha insegnato a usare le posate?

Chi ha fatto conoscere loro il sorbetto?

Chi ha trasformato la loro

cucina medioevale nella raffinata

cucina moderna? Una grande donna.

Caterina dei Medici. Prima di lei

i francesi in cucina erano poco più

che dei barbari.

Accadde che nel 1533, in seguito

al suo matrimonio con Enrico II

di Francia, Caterina si trasferì in

Francia. Tra le doti della nobildonna

c’era una smodata passione per

la buona cucina e gli ottimi ingredienti.

Ma teneva molto anche alla

forma. Per i suoi banchetti toscani

venivano ingaggiati i più bravi cerimonieri

e scenografi. Così Caterina

portò a Parigi cuochi fiorentini,

pasticceri, maestri di tavola e artigiani

della cucina. Grandi personaggi

che contribuirono al radicale

cambiamento del modo di cucinare

e di presentare i banchetti. Caterina

introdusse l’uso della forchetta a

tavola, grande momento di civilizzazione

della rozza cucina francese. I

piatti da semplici contenitori di cibo

diventarono esteticamente gradevoli

ed importanti.

Il cibo veniva sporzionato e presentato

bene. Risultato? I banchetti

nel loro complesso divennero più

raffinati.

Caterina, qualche secolo prima di

Robespierre, mise in atto una rivoluzione

in Francia. Certo nel campo

della gastronomia ma sempre di

rivoluzione si tratta. Le sue innovazioni,

le sue intuizioni, sono la base

della grande cucina francese. Loro

l’hanno saputa evolvere e vendere,

ma tutto è nato in Toscana. Alcuni

esempi.

La Béchamel, la base di tante salse

dei cugini d’oltralpe, non è stata

inventata dai francesi.

La besciamella: burro, farina, latte

e noce moscata ha origini toscane.

Si chiamava Salsa Colla, un nome

giusto perchè serve per legare gli

ingredienti e fissarli insieme come

avviene nelle lasagne, ma non certo

un nome gradevole e accattivante.

E qui viene in aiuto dei francesi il

titolo della salsa e il suono onomatopeico

della lingua. Vogliamo

mettere Salsa Colla con Béchamel,

vince quest’ultima 10 a zero. La

storia della salsa è semplice e vale

per molti piatti francesi. Un cuoco

italiano l’ha inventata chiamandola

salsa colla, i francesi l’hanno

copiata rendendola più liscia e

fluida e poi nel XVII secolo François

Pierre de La Varenne l’ha codificata

e così per tutti la Béchamel è nata

in Francia.

Il Sorbetto, le sorbet, è spesso

associato alla tradizione francese.

Niente di più sbagliato. Tra i pasticceri

che Caterina portò con sé

a Parigi c’era un pasticcere fiorentino

chiamato Ruggeri famoso

per aver preparato “ghiaccio

all’acqua zuccherata e profumata”,

un dessert freddo simile a quello

che oggi chiameremmo sorbetto.

Questo dessert venne servito a

58

M A G A Z I N E


banchetti di corte in Francia e rese

popolare in Europa le preparazioni

di acqua ghiacciata aromatizzata ai

frutti. Il sorbetto è stato l’antenato

del gelato che guarda caso è stato

inventato da un italiano. Il sorbetto

era leggero, aromatico e agrodolce,

ma non era l’odierno gelato. I primi

esperimenti di gelato cremoso, così

come lo mangiamo adesso, vennero

effettuati alla fine del XVI secolo da

fiorentino Bernardo Buontalenti.

Il gelato veniva servito alle corti

nobiliari italiane come un dolce

speciale. Nel 1686, a Parigi, Francesco

Procopio dei Coltelli, siciliano

trapiantato in Francia, apre il Café

Procope. Serve gelato cremoso al

pubblico, segnando la nascita della

gelateria pubblica francese usando

tecniche italiane per miscelare

latte, zucchero e aromi; introducendo

contenitori ghiacciati per la

refrigerazione. Insomma, il siciliano

Francesco Procopio dei Coltelli, nel

1600 in Francia ha gettato le basi

del gelato moderno.

Formaggi. La Francia non ha il

primato mondiale dei formaggi, noi

ne abbiamo almeno quanto loro se

non di più. L’Omelette, altro non è

che la nostra frittata medioevale.

Loro l’hanno soltanto girata. E potremmo

continuare con tante altre

ricette. L’esempio più clamoroso è

quello dell’Anatra all’Arancia. Tutti

pensano che sia un piatto dell’alta

cucina francese e invece non è altro

che il Papero al Melarancio portato

in Francia nel 1533 da Caterina dei

medici. Se volete divertirvi a cucinarlo

ecco la ricetta del 1500.

PAPERO AL MELARANCIO

Versione Medicea del 1500

Ingredienti (per 4 persone)

1 papero (circa 1,5–2 kg) tagliato a

pezzi

2 arance amare (oppure arance

dolci + un cucchiaino di aceto per

simulare l’amaro)

1 cucchiaio di miele o zucchero

1 bicchiere di vino bianco secco

1 cipolla piccola tritata

1 pezzetto di burro o olio extravergine

d’oliva

Spezie aromatiche: pepe nero,

cannella, chiodi di garofano (quanto

basta)

Sale q.b.

Brodo di carne (opzionale, per bagnare

durante la cottura)

Preparazione

Rosolatura del papero

In una casseruola larga, fai dorare i

pezzi di papero con burro o olio.

La pelle deve diventare leggermente

croccante, la carne sigillata.

Aromi di base

Aggiungi la cipolla tritata e lascia

soffriggere delicatamente.

Sfuma con il vino bianco.

Cottura lenta

Aggiungi un po’ di brodo se necessario.

Copri e lascia cuocere lentamente

per 50–60 minuti, mescolando

di tanto in tanto.

Preparazione della salsa di melarancio

Spremi le arance amare e grattugia

un po’ di scorza.

Mescola il succo con miele o zucchero

e le spezie.

Versa questa salsa sul papero negli

ultimi 10–15 minuti di cottura, facendo

restringere leggermente.

Finitura rinascimentale

Alcune versioni medicee aggiungevano

uvetta, pinoli o un goccio di

aceto per intensificare il contrasto

dolce-acido, tipico della cucina

rinascimentale.

59

M A G A Z I N E


COLLUTORI E DENTIFRICI QUOTIDIANI PER L’IGIENE ORALE

AIUTA A RINFORZARE IL SIGILLO TRA

BORDO GENGIVALE E DENTE

PROTEGGENDO DALL’ACCUMULO DI PLACCA BATTERICA

60 Marchi di Haleon o sue licenzianti. ©2026 Haleon o sue licenzianti. PM-IT-PAD-26-00028

M A G A Z I N E


Gabrio Dei. Dopo la scuola alberghiera a Montecatini Terme collabora con ristoranti in Toscana, Piemonte e Liguria.

Semifinalista italiano nel concorso San Pellegrino Young Chef per Professionisti under 30. Amante dei viaggi e delle

culture gastronomiche internazionali. Dal 2016 è ambasciatore italiano a Okinawa durante la Settimana Internazionale

della Cucina Italiana nel Mondo.

Pappardelle in zuppa di pesci

e olive taggiasche

Ingredienti per 4 persone

Per le pappardelle all’uovo

•125 g farina 00

•125 g semola rimacinata di grano duro

•4 tuorli

•1 uovo intero

Per la Zuppa di Pesci

•1 kg di pesci da zuppa come piccoli scorfani,

gallinelle, naselli, triglie di scoglio e tracine

•1a cipolla bianca

•12 spicchi d’aglio

•qualche foglia di prezzemolo fresco

•1 rametto di rosmarino, 1 di timo ed 1 di

maggiorana

•1/2 bicchiere vino bianco secco

•1 cucchiaio di triplo concentrato di pomodoro

•Olio evo, sale e pepe q.b.

Preparazione

Per le pappardelle

Iniziare amalgamando i tuorli con l’uovo e le

farine setacciate, ottenendo una pasta fresca

all’uovo liscia ed elastica (aggiungere se

necessario poca acqua tiepida per amalgamare

bene il tutto): far riposare quindi l’impasto in

frigo, ricoperto da pellicola trasparente per

alimenti, per 30 minuti. Stendere la sfoglia sottile

e con l’aiuto di una rotella tagliapasta zigrinata

ottenere delle pappardelle larghe almeno 3 cm:

spolverare con semola rimacinata e tenere al

fresco coperto con un tovagliolo traspirante ben

pulito.

dolce con 3 cucchiai di olio: aggiungere i pesci

e rosolare a fiamma vivace per qualche minuto,

sfumare con il vino bianco e coprire con del

ghiaccio tritato o acqua molto fredda. Aggiungere

il concentrato di pomodoro e cuocere per circa

25-30 minuti fin quando i pesci saranno teneri:

tenere da parte i filetti e la polpa che saranno

rimasti interi e sodi, e passare al passaverdure

tutto il resto. Setacciare la salsa con un colino

a maglie fini e unire le polpe ed i filetti tenuti da

parte. Aggiustare di sale e pepe e tenere al caldo.

Montaggio e presentazione

•Olive taggiasche denocciolate sott’olio

•Scorza di limone

•Pepe di mulinello

•Olio extravergine d’oliva di qualità

Asciugare bene le olive, tamponando

energicamente con carta da cucina, e passare in

microonde alla massima potenza fino ad ottenere

delle briciole aromatiche essiccate.

Cuocere le pappardelle per 1-2 minuti in acqua

bollente salata, mantecarle con il sugo di zuppa di

pesci e disporle in delle fondine: ultimare con le

briciole di Olive Taggiasche essiccate, della scorza

di limone grattugiata, una macinata di pepe ed un

filo di olio extravergine. Servire subito.

subito.

Per la zuppa di pesci

Pulire accuratamente i pesci dalle branchie

e dalle interiora, risciacquando più volte e

tamponando con carta assorbente da cucina.

Tritare finemente la cipolla con l’aglio e le erbe

aromatiche, quindi imbiondire il trito a fuoco

61

M A G A Z I N E


GARDEN PLACE

di TIZIANO BALDI GALLENI

MAGGIO IN GIARDINO: I LAVORI

ESSENZIALI PER LE PIANTE SANE

QUESTO È IL PERIODO PIÙ INTENSO PER CHI AMA IL VERDE: LA VITA VEGETATIVA

ACCELERA, I FIORI CRESCONO RAPIDAMENTE E RICHIEDONO CURE COSTANTI. TRA

CONCIMAZIONI, IRRIGAZIONI E PICCOLI INTERVENTI MIRATI, L’INIZIO DELLA PRIMAVERA È

DECISIVA PER COSTRUIRE UNO SPAZIO RIGOGLIOSO E PREPARARLO AL CALDO ESTIVO.

Un mese generoso e impegnativo

allo stesso tempo. il giardino

entra nel suo momento più

vitale, le giornate si allungano, le

temperature si stabilizzano e ogni

pianta sembra crescere sotto i

nostri occhi. È proprio ora che si

costruiscono le basi per un’estate

sana e ricca di fioriture, con

interventi semplici ma costanti.

La prima attenzione va all’acqua.

Le piogge primaverili si diradano e

il terreno tende ad asciugarsi più

rapidamente. È importante irrigare

con regolarità, preferendo le ore del

mattino presto o della sera, quando

l’evaporazione è ridotta. L’acqua

deve penetrare in profondità,

evitando bagnature superficiali che

rendono le radici più deboli. Nei

vasi, invece, il controllo deve essere

frequente: il terriccio si scalda e si

asciuga velocemente.

Accanto all’acqua, la nutrizione

diventa fondamentale. Le piante

sono in piena attività vegetativa

e consumano molte energie.

Utilizzare un buon concime,

specifico per piante fiorite o ortaggi,

aiuta a sostenere la crescita e a

favorire fioriture più abbondanti. È

meglio concimare con regolarità

ma senza eccessi, osservando

sempre la risposta delle piante.

Maggio è anche il momento

giusto per piccole potature di

mantenimento. Eliminare rami

secchi, foglie danneggiate e fiori

appassiti non è solo una questione

estetica: permette alla pianta di

concentrare le energie nelle parti

più sane.

Le rose, in particolare, beneficiano

della rimozione dei fiori invecchiati,

che stimola nuove fioriture.

Non bisogna poi trascurare il

controllo dei parassiti. Con il caldo

in aumento, afidi e altri insetti

proliferano facilmente. Osservare

con attenzione le foglie consente

di intervenire in tempo, utilizzando

anche rimedi naturali nelle prime

fasi.

Infine, una leggera pacciamatura

aiuta a mantenere l’umidità

del terreno e a limitare le erbe

infestanti, semplificando la gestione

nelle settimane successive. Con

cure attente ma semplici, il giardino

si prepara ad affrontare l’estate in

equilibrio, regalando ogni giorno

bellezza e vitalità.

62

M A G A Z I N E


63

M A G A Z I N E


MATRIX

di SILVIO GHIDINI

La copia della copia della copia… di un topo

Fino a quante copie di un animale è possibile

realizzare? Tradotto: quanto può durare una dinastia

nata da un clone? È la domanda che si è posto un

gruppo di scienziati dell’università giapponese di

Yamanashi. L’esperimento, guidato da Teruhiko

Wakayama, aveva come obiettivo capire se sia

possibile salvare una specie a rischio attraverso

la clonazione. Per farlo, il team ha cominciato a

clonare un topo da laboratorio e a fare lo stesso

con le copie nate da esso. Un po’ come quando si

copia una fotocopia, col passare delle generazioni di

topi “riclonati” sono iniziate le mutazioni genetiche

che indeboliscono gli esemplari. Come annunciato

sulle pagine della rivista scientifica Nature

Communications, gli studiosi giapponesi sono arrivati

a ben cinquantotto generazioni e circa milleduecento

cloni nati dal topo-matrice originale. Un importante

risultato, ma ancora lontano dal permettere di salvare

specie di mammiferi dall’estinzione.

Se nemmeno l’IA azzecca il meteo

Messi da parte i proverbi evergreen come “cielo a

pecorelle, pioggia a catinelle”, negli ultimi secoli

la scienza meteorologica ha fatto passi avanti da

gigante. Un incremento considerevole è dovuto

all’informatica e all’introduzione di computer capaci

di calcoli complessi che altrimenti richiederebbero

tempo. Nonostante ciò, come possiamo verificare

quotidianamente, non sempre gli istituti

meteorologici riescono a consegnare bollettini che

trovano conferma nella realtà. I fattori sono due e

complementari: il cambiamento climatico che rende

più difficile prevedere cambiamenti repentini e la

conseguente necessità di calcolatori ancora più

potenti. Anche oggi, nell’era dell’IA, siamo lontani

dalla previsione perfetta. Come ha spiegato a Wired

Martin Palkovic, direttore di Computing dell’European

centre for medium-range weather forecasts, “Quando

si fanno previsioni atmosferiche si ha a che fare con

un sistema caotico” e ciò confonde l’IA. L’esperto

sottolinea anche come bisogna accettare l’esistenza

di un limite “fisiologico” oltre il quale nemmeno la

tecnologia può spingersi. Le precisioni meteo hanno

ancora grande margine di miglioramento, ma forse

non potranno essere mai perfette. Almeno per ora.

64

M A G A Z I N E


65

M A G A Z I N E


IL GIRO

D’ITALIA

È UNO DEGLI EVENTI SPORTIVI PIÙ ATTESI E APPREZZATI A

LIVELLO GLOBALE, TRASMESSO IN OLTRE 200 PAESI.

Nel 2025 sono stati oltre 18 milioni gli spettatori

stranieri che hanno seguito la corsa rosa attraverso

oltre 100 media: numeri che riflettono lo straordinario

impatto della manifestazione, con la concreta possibilità

di migliorarli ancora nel 2026. L’edizione numero 109

si svolgerà dall’8 al 31 maggio: un romanzo popolare

lungo 3.459 chilometri distribuiti su 21 tappe (di cui 8

di pianura, 7 di media montagna, una sola cronometro

e 5 di alta montagna, con 7 arrivi in salita), con un

dislivello complessivo di 48.550 metri. Un romanzo

popolare di tre settimane dalla Bulgaria (prima volta in

assoluto) a Roma (quarto arrivo di fila, ottavo in totale),

in un continuo susseguirsi di sorprese ed emozioni,

cadute e risalite, gioie e dolori. Con un sogno per tutti

e un obiettivo per molti: la maglia rosa. Negli ultimi

anni il Giro – organizzato da RCS Sports & Events – ha

progressivamente ampliato la propria dimensione

globale, puntando sempre più spesso su partenze

fuori dai confini nazionali. Il 2026 conferma questa

tendenza e la rafforza, con una scelta che ha una chiara

valenza strategica: trasformare la corsa in un prodotto

sportivo capace di parlare a un pubblico internazionale,

senza perdere il legame con il territorio italiano.

Sarà la sedicesima partenza dall’estero, la seconda

consecutiva. Le prime tre tappe attraverseranno la

Bulgaria nella sua interezza, da est a ovest, toccando

i luoghi più affascinanti e le città principali. Si parte

da Nessebar, città sul Mar Nero, e si arriva a Sofia,

la capitale. La frazione inaugurale, pianeggiante, è

pensata per velocisti e per assegnare la prima maglia

rosa senza particolari difficoltà altimetriche. Le tappe

successive introducono un terreno più movimentato,

66

M A G A Z I N E


THE WINNER

di GABRIELE NOLI

attraversando aree interne e centri urbani, in un

percorso che alterna esigenze sportive e visibilità

territoriale. Una volta lasciata la Bulgaria, il Giro 2026

rientra in Italia a Catanzaro e riparte subito con tappe

adatte ai velocisti e alle fughe, attraversando prima

la Calabria e poi Basilicata e Campania, con traguardi

a Potenza e Napoli. La prima vera montagna arriva

con la settima tappa, da Formia al Blockhaus, la più

lunga dell’intero Giro (ben 244 chilometri): un arrivo

in salita duro e prolungato che separa i corridori che

puntano alla generale da chi cerca vittorie parziali.

Dopo una frazione pianeggiante con arrivo a Fermo e

un’altra adatta ai velocisti, la corsa entra nella fase

centrale con la cronometro individuale da Viareggio

a Massa (40,2 km), nota nel circuito come “Tappa

Bartali”. Questa prova contro il tempo è l’unica del Giro

e può creare distacchi significativi. Arrivi impegnativi

come Corno alle Scale e la salita verso Pila, insieme

al passaggio simbolico di Milano, offrono momenti

di spettacolo e visibilità, trasformando la corsa in un

continuo equilibrio tra selezione, tattica e strategia.

Negli ultimi giorni il Giro entra definitivamente nelle

67

M A G A Z I N E


THE WINNER

Alpi e nelle Dolomiti. La sedicesima

tappa, da Bellinzona a Carì, è uno

sconfinamento in Svizzera che

aggiunge chilometri selettivi e

dislivelli ripidi, preludio alle giornate

più dure. Seguono tappe iconiche

come Feltre-Piani di Pezzè, con la

Cima Coppi al Passo Giau (2.233 m), e

Gemona del Friuli–Piancavallo, dove

si decide la corsa. Il gran finale, il 31

maggio a Roma, prevede una tappa

più spettacolare che competitiva,

che celebra il vincitore. Un anno fa a

imporsi è stato Simon Yates, davanti

a Isaac Del Toro e Richard Carapaz,

con Damiano Caruso (primo degli

italiani) al quinto posto. Non poteva

esserci modo migliore per chiudere

la carriera: a gennaio, infatti, il

britannico ha annunciato il ritiro

dall’attività agonistica, salutando

con ben 36 vittorie all’attivo. Tra i

protagonisti annunciati di quest’anno

c’è senza dubbio Jonas Vingegaard.

Per lui sarà una prima volta alla

corsa rosa con l’intento, neppure

troppo velato, di conquistare l’unico

dei Grandi Giri che ancora gli manca,

avendo già vinto la Vuelta e il Tour

de France. “Ho scelto di prendere

parte al Giro d’Italia perché è una

delle corse più prestigiose del mondo

e perché non l’ho mai fatto prima.

Ho sempre detto che mi sarebbe

piaciuto e quel momento è arrivato.

Ovviamente punterò alla Maglia

Rosa. Pensare di poter vincere tutti

e tre i Grandi Giri è una grande

motivazione”, ha spiegato il campione

danese. Accanto a lui figura João

Almeida, corridore solido e capace di

buone performance sia a cronometro

sia in salita. Tra gli outsider di livello

ci sono nomi come Ben O’Connor ed

Enric Mas. Non mancheranno inoltre

talenti in ascesa come Felix Gall e

Derek Gee-West. Al di là dell’aspetto

prettamente sportivo, il Giro d’Italia

si è ormai consacrato come un

fenomeno che attraversa la società,

l’economia e la cultura dei territori

che tocca. Ogni anno la Corsa Rosa

genera anche un impatto economico

misurabile su scala nazionale:

studi organizzativi stimano che il

Giro 2025 abbia prodotto ricadute

complessive superiori ai 2 miliardi

di euro, considerando sia la spesa

immediata dei tifosi e delle squadre,

sia il ritorno turistico e commerciale

che si manifesta anche dopo la fine

della corsa. Questo valore nasce dal

flusso di visitatori nelle città e nei

borghi attraversati, dall’aumento

delle prenotazioni alberghiere e dei

consumi nei servizi locali, fino alla

promozione dell’Italia nel mondo.

L’evento ha anche un evidente

valore sociale: partecipare come

spettatore, anche per chi non è un

appassionato di ciclismo, permette

di creare occasioni di aggregazione

nelle comunità locali. In molte regioni

il Giro diventa un appuntamento

collettivo, un momento di festa che

unisce generazioni e territori diversi,

dando voce e visibilità a luoghi che

spesso restano ai margini dei grandi

circuiti turistici. Inoltre, la corsa

funziona come un ambasciatore

culturale, raccontando l’Italia

attraverso paesaggi, città d’arte,

tradizioni e produzioni locali e

contribuendo a rafforzare l’immagine

del Paese.

C

M

Y

CM

MY

CY

CMY

K

68

M A G A Z I N E


69

M A G A Z I N E


LE AVVENTURE DI

di KATIA BRONDI

PrìMo

TI RACCONTO

UN LIBRO

Alice nel paese

delle meraviglie

(Alice’s Adventures in Wonderland)

Autore:

Lewis Carroll

Illustratore:

Sir John Tenniel

Anno di pubblicazione:

Inghilterra,1865

Lewis Carroll (Daresbury 1832 – Guildford 1898) divenne in giovane età

diacono della Chiesa anglicana e fu professore di matematica al Christ

Church College di Oxford. Amava giocare con i numeri, la logica e le

parole, scrivere nonsense che sfidavano la logica e creavano situazioni

assurde nate dall’incontro tra il reale e l’immaginario. La figura di Alice è

ispirata ad Alice Liddell, figlia del decano del Christ Church.

TRAMA

Una annoiata Alice insegue un misterioso

Bianconiglio che corre frettolosamente fino a

cadere in una surreale tana. Alice si ritrova

in un regno popolato da creature fuori dal

comune e da regole che funzionano in modo

contrario rispetto alla realtà della bimba.

Partecipa al tè pazzo del cappellaio Matto e

incontra lo Stregatto che con la sua risata le

fa domande che la portano a ragionare e a

sovvertire le sue verità.

70

M A G A Z I N E


Alice nel Paese delle Meraviglie è

chiaramente uno specchio della

società inglese del tempo vista

con gli occhi di una bambina. È

la storia di un sogno, di situazioni

paradossali, un viaggio incantato

che ha affascinato decine di

generazioni. Nel mondo delle

meraviglie la logica viene

capovolta e l’impossibile diventa

reale. Attraverso il Bianconiglio,

la Regina di Cuori, Il Cappellaio

Matto, lo Stregatto possiamo

esplorare il mondo razionale

attraverso l’immaginazione.

Attenzione ai tranelli di Lewis

Carroll, sono sempre dietro

l’angolo!

PIPPI

CALZELUNGHE

Te lo racconto la

prossima volta.

FRASI CELEBRI

“Ogni cosa ha la sua morale, se si sa trovarla”.

“Ma se il mondo non ha alcun senso,

chi ci impedisce di inventarne uno”. (Alice)

“La gente vede la follia nella mia colorata vivacità

e non riesce a vedere la pazzia nella loro noiosa

normalità”. (Cappellaio Matto)

“Il segreto, cara Alice, è circondarsi di persone che ti

facciano sorridere il cuore. È allora, solo allora, che

troverai il Paese delle Meraviglie”. (Cappellaio Matto)

Alice: “È impossibile”.

Il Cappellaio Matto: “Solo se pensi che lo sia”.

71

M A G A Z I N E


La mia pelle, il mio orgoglio.

72

M A G A Z I N E


73

M A G A Z I N E


SULLA STRADA

di TIZIANO BALDI GALLENI

DACIA DUSTER HYBRID 2026:

PIÙ POTENZA, MENO CONSUMI, STESSA ANIMA

LA NUOVA DACIA DUSTER FULL HYBRID EVOLVE CON IL MOTORE 1.8 DA

158 CV, MIGLIORANDO PRESTAZIONI ED EFFICIENZA SENZA TRADIRE LA

FILOSOFIA LOW COST.

Tecnologia aggiornata, comfort

sorprendente e prezzi ancora

accessibili la rendono un riferimento

concreto tra i Suv ibridi.

Con l’arrivo del model year 2026,

la Dacia Duster compie un salto

importante, introducendo il nuovo

sistema full hybrid da 1.8 litri che

sostituisce il precedente 1.6. Il

risultato è un netto miglioramento

delle prestazioni, con una potenza

che sale a 158 cv, ma soprattutto una

maturità tecnica che si riflette nella

guida quotidiana. Il sistema ibrido

lavora in modo fluido, privilegiando

la marcia elettrica nei contesti urbani

e garantendo una transizione quasi

impercettibile tra le diverse modalità

di funzionamento.

Nel traffico cittadino, la Duster si

muove silenziosa, rilassata, con

consumi che possono sfiorare i 25

km/litro, un dato che fino a pochi anni

fa sarebbe stato impensabile per un

Suv di queste dimensioni. Anche fuori

città, il miglioramento è evidente,

con una media che si attesta intorno

ai 17,5 km/litro, rendendola una

compagna affidabile anche nei lunghi

viaggi.

La gamma si articola su 4

allestimenti, ma è la versione Journey

(poi c’è la Essential, la Expression e

la Extreme) a rappresentare il miglior

equilibrio tra prezzo e dotazione. Con

un listino che resta sotto i 30.000

euro (28.200), offre una dotazione

completa: infotainment aggiornato,

sistemi di assistenza alla guida e

finiture curate, pur mantenendo

quell’approccio pragmatico che

ha reso celebre il marchio Dacia.

L’abitacolo è accogliente, con

materiali semplici ma robusti, mentre

lo spazio resta uno dei punti di forza:

cinque passeggeri viaggiano comodi

e il bagagliaio si conferma tra i più

capienti della categoria.

Dal punto di vista estetico, la nuova

Duster mantiene il suo carattere

deciso e concreto. Le linee sono

muscolose, quasi scolpite, con

dettagli moderni come le firme

luminose a led e una maggiore cura

aerodinamica.

Su strada, la ciclistica privilegia il

comfort, assorbendo bene le asperità

e rendendo la guida piacevole anche

su fondi irregolari. Lo sterzo è

leggero ma preciso, mentre l’assetto

garantisce una buona stabilità anche

nelle manovre più impegnative.

Non nasce come sportiva, ma sa

essere sicura e prevedibile in ogni

situazione.

74

M A G A Z I N E


PER LA PULIZIA

DI TUTTA LA TUA CASA

Scegli l’efficacia Chanteclair per tutte le superfici di casa.

Formule speciali per un pulito profondo e brillante.

Scopri la nuova linea

75

M A G A Z I N E


LA 25° ORA

di SARA GASPARINI

Illusione

Italia, Belgio | Dramma | Maggio 2026

Con Jasmine Trinca

Un ritrovamento casuale apre il film con un’immagine destinata a restare: una ragazza giovanissima,

trovata in un fosso nella periferia di Perugia, elegantemente vestita e ancora viva per un

soffio. Si chiama Rosa Lazar, viene dall’Est Europa e porta con sé una storia che fatica a emergere.

L’indagine si rivela subito complessa: la ragazza non solo non collabora, ma sembra incapace

di riconoscere la violenza subita, mantenendo un atteggiamento sorprendentemente leggero.

Da questo nucleo prende forma un doppio percorso. Da una parte, un’inchiesta che si allarga

progressivamente rivelando scenari sempre più torbidi; dall’altra, una ricerca più intima, nel

tentativo di comprendere l’indecifrabile mente di Rosa. Il film si sviluppa così come un confronto

tra verità giudiziaria e verità psicologica, lasciando emergere una realtà più sfuggente di quanto

appaia.

Mother Mary

USA, Gran Bretagna, Germania, Finlandia | Dramma, musicale | Maggio 2026

Con Anne Hathaway e Hunter Schafer

Nel mondo della musica pop, l’identità è spesso il risultato di una costruzione artificiale. Mother

Mary narra il rapporto tra una cantante in procinto di tornare sulle scene e la stilista che per anni

ne ha definito l’immagine pubblica. Il loro riavvicinamento, apparentemente legato a esigenze

professionali, riapre una relazione complessa fatta di dipendenze e dinamiche di potere. Il film

si muove tra il fascino della celebrità e ciò che resta fuori campo, mostrando le tensioni che

attraversano i legami creativi quando diventano anche personali. Al centro non c’è tanto il ritorno

di una star, quanto il prezzo emotivo che questo comporta.

Con una colonna sonora che include brani originali di Charli XCX, il racconto indaga un equilibrio

instabile in cui arte e vita privata finiscono per sovrapporsi, lasciando emergere fragilità e conflitti

difficili da contenere.

Antartica - Quasi una fiaba

Italia | Dramma | Maggio 2026

Con Silvio Orlando e Barbara Ronchi

In una base scientifica isolata nel cuore dell’Antartide, un gruppo ristretto di ricercatori italiani

vive e lavora per mesi senza contatti con l’esterno. A guidarli è Fulvio Cadorna, figura autorevole e

carismatica, impegnata insieme al suo team in studi che interrogano il futuro stesso della specie

umana.

L’equilibrio della stazione viene messo in discussione dall’arrivo di Maria Medri, giovane scienziata

brillante e determinata, papabile erede del capomissione. Il suo modo diretto e poco conciliatorio

di affrontare il lavoro e le relazioni incrina progressivamente le certezze del gruppo, aprendo

fratture sia sul piano scientifico che su quello personale.

La base diventa uno spazio chiuso in cui la ricerca scientifica si sviluppa insieme ai rapporti tra

i membri del gruppo, facendo emergere quanto le dinamiche umane incidano sulle direzioni del

progetto.

Tuner - L’accordatore

USA | Dramma, thriller | Maggio 2026

Con Leo Woodall e Dustin Hoffman

Non tutti i talenti sono una benedizione. In Tuner – L’Accordatore il protagonista vive una condizione

che lo distingue radicalmente dagli altri: un udito assoluto fuori scala, capace di registrare

ogni dettaglio sonoro, anche il più impercettibile.

L’estrema sensibilità ha finito per allontanarlo dal percorso musicale che sembrava destinato

a seguire, spingendolo verso una vita più appartata. Lavorare sui pianoforti, lontano dal palco,

diventa una forma di controllo su un mondo che altrimenti risulterebbe eccessivo. Ma è proprio

questa capacità a riportarlo al centro di una dinamica che sfugge alla sua volontà.

Il film costruisce una tensione crescente, interrogandosi su quanto sia possibile sottrarsi a una

qualità che, proprio perché eccezionale, diventa anche un punto di vulnerabilità.

76

M A G A Z I N E


korean beauty

LA TUA SKIN

CARE ROUTINE

77

M A G A Z I N E


MY BOOK

di SOFIA PIERACCINI

La Nuova me

Autore: Halle Butler

Casa editrice: Neri Pozza

Ironico e cinico, “La nuova me” ci immerge nella mente di Millie, trentenne di Chicago alle prese

con una vita che sembra scorrere in bilico tra precarietà e alienazione. Non è solo il lavoro a opprimerla:

la protagonista vive in una città che non concede respiro, tra metropolitane affollate, appartamenti

angusti, amicizie tiepide e relazioni ormai finite. Con un tono tagliente, Butler racconta la

quotidianità di una generazione intrappolata in un sistema che trasforma giovani uomini e donne

in strumenti o ostacoli per il profitto, tra illusioni di cambiamento e la consapevolezza che nulla

sembra mai davvero sufficiente. Millie passa le giornate tra un lavoro precario, serie tv, aperitivi

con l’amica del cuore Sarah e ruminazioni sul futuro, oscillando tra frustrazione e il desiderio di

reinventarsi. La «nuova Millie», però, fatica a emergere: ogni spiraglio di possibilità sembra immediatamente

inghiottito dall’apatia e dal dubbio. Quando un’inattesa mail della propria responsabile

la mette faccia a faccia con un possibile futuro più roseo, la protagonista si ritrova sospesa tra

speranza e inquietudine, interrogandosi su quanto davvero possa cambiare la propria vita.

Con uno sguardo spietato ma incredibilmente divertente, Butler trasforma il quotidiano in satira sociale,

regalando un ritratto lucido e dolorosamente riconoscibile di chi cerca di navigare un mondo

in cui lavoro, desideri e identità si intrecciano in un caos senza soluzione di continuità.

La disobbediente

Autore: Mavie Da Ponte

Casa editrice: Marsili Romanzi

La disobbediente segue Monda, trentacinquenne decisa a non diventare madre biologica. La protagonista

rifiuta le pressioni sociali e le aspettative che vedono la maternità come destino inevitabile

delle donne, e cerca invece di costruire la propria vita secondo le proprie regole. Nonostante un

fidanzato che all’inizio sembrava accettare la sua scelta, la determinazione di Monda riaffiora quando

le aspettative altrui la spingono a cedere: il suo istinto ribelle e la sua voglia di esistere come

individuo la guidano verso scelte autonome. Il romanzo mette in luce come la maternità e la crescita

non siano solo biologiche: Monda scopre altri modi di amare, prendersi cura e costruire legami,

imparando a dire «noi» senza rinunciare al proprio «io». La sua storia è segnata da una formazione

accademica incompleta, amori complicati e vuoti affettivi, elementi che hanno temprato la sua

capacità di disobbedire e di affermare la propria identità. Con delicatezza e lucidità, il libro esplora il

desiderio di autonomia, il conflitto con le aspettative sociali e la forza di chi sceglie di vivere secondo

la propria verità. Monda incarna il coraggio di essere se stessi, la resistenza a modelli imposti e la

ricerca di un’esistenza autentica, in cui decidere, amare e crescere restano scelte personali e non

obblighi.

C

M

Y

CM

MY

CY

CMY

K

Hotel Silence

Autore: Adur Ava Olafsdottir

Casa editrice: Einaudi

Auður Ólafsdóttir firma il suo romanzo più essenziale e delicato, un libro che combina ironia,

tenerezza e riflessione sulla resilienza umana. Hotel Silence è un invito a riscoprire la capacità di

restare umani anche di fronte alle cose terribili che accadono nel mondo. Protagonista è Jónas,

quarantanovenne con il talento di riparare qualsiasi cosa, tranne la propria vita. Divorziato, con la

scoperta che la figlia amata non è sua e una madre persa nel torpore della demenza senile, si sente

smarrito. La sua intera esistenza appare un inganno, e il ritrovamento dei vecchi diari di gioventù,

pieni di annotazioni su nuvole, stelle e ragazze, non fa che accentuare il senso di estraneità verso

se stesso. Spinto verso il suicidio, Jónas decide di andarsene senza lasciare il peso della sua morte

alla figlia. La sua meta è un paese appena uscito da una guerra civile, disseminato di macerie e

mine antiuomo, dove affitta una stanza nell’isolato Hotel Silence con solo un cambio di vestiti e la

sua cassetta degli attrezzi. Qui, però, l’incontro con i sopravvissuti locali, tra cui due giovani gestori

e il loro silenzioso bambino, lo costringe a confrontarsi con nuove vite e nuove ferite, e il progetto di

scomparire lentamente perde priorità, sostituito dalla possibilità di ricominciare e di riconnettersi

con l’umanità. Hotel Silence è un romanzo che parla di ricostruzione interiore, empatia e capacità di

rialzarsi, raccontato con ironia, delicatezza e un’intensità emotiva che resta impressa.

78

M A G A Z I N E


79

M A G A Z I N E


TEATRO & MUSICA

di SOFIA PIERACCINI

Spring Attitude 2026:

a Roma la primavera è una questione di suono

C’è un momento a Roma in cui la primavera smette di essere solo una stagione e diventa

un’attitudine, una disposizione d’animo. Succede con lo Spring Attitude Festival, che il 29 e

il 30 maggio torna ad occupare per il secondo anno consecutivo gli spazi de La Nuvola. Due

giorni che mettono in dialogo musica contemporanea, elettronica e pop alternativo costruendo

un racconto fluido tra palco e consolle. Arrivato alla sua quindicesima edizione, il festival

romano continua a muoversi su un doppio binario: da una parte la scoperta, dall’altra la

conferma. Nuovi progetti e nomi già consolidati convivono in una line up che guarda oltre i

confini, mantenendo comunque un forte legame con la scena locale. Il risultato è un equilibrio

riuscito tra ricerca e accessibilità, tra scena indipendente e cultura club.

Anche nel 2026, Spring Attitude si conferma uno degli appuntamenti chiave per scoprire (o

riscoprire) il presente musicale. Più che un festival, è un osservatorio in tempo reale su ciò

che sta succedendo, e su quello che, molto probabilmente, succederà.

Tori Amos torna in Italia per un unico imperdibile appuntamento

Certe artiste non tornano semplicemente sul palco: riaprono un dialogo. È quello che succederà

il 5 maggio al Teatro degli Arcimboldi, quando Tori Amos farà tappa a Milano per l’unico

appuntamento italiano del suo nuovo tour europeo. Un ritorno attesissimo, che arriva insieme

a un nuovo capitolo discografico. Il diciottesimo album, In Times of Dragons (in uscita il primo

maggio 2026) si inserisce nel solco di una carriera costruita su una scrittura intensa e mai

accomodante. Fin dagli esordi con Little Earthquakes, Amos ha dato voce a narrazioni personali

e politiche, intrecciando fragilità e presa di posizione, intimità e visione. Il nuovo lavoro

non fa eccezione: un percorso che attraversa resistenza e consapevolezza, interrogandosi sul

rapporto tra libertà individuale e forze che cercano di limitarla. Dal vivo, tutto questo si traduce

in un’esperienza che va oltre il concerto tradizionale. Il pianoforte, da sempre estensione

naturale della sua voce, resta al centro, affiancato da una formazione consolidata: al suo

fianco tornano collaboratori storici come Jon Evans al basso e Ash Soan alla batteria, insieme

a tre coriste che ampliano la dimensione sonora e narrativa dello show. La scaletta promette

un equilibrio tra nuove tracce e brani che hanno attraversato decenni, costruendo un racconto

coerente e mai nostalgico. La sua forza, oggi come ieri, sta proprio qui, in una voce che non

ha smesso di evolversi, in una scrittura che continua a interrogare il presente e in quella

capacità di trasformare ogni concerto in un’esperienza vivissima.

In agenda…

Maggio si conferma un mese ricco di appuntamenti da segnare in agenda per chi ama teatro

e musica. Dal 21 al 23 maggio torna all’Idroscalo di Milano il MIAMI Festival, il Festival della

Musica Bella e dei Baci, che quest’anno celebra la ventesima edizione. Venerdì 22 spazio a

La Niña, Tutti Fenomeni, Dov’è Liana, Silent Bob & Sick Budd in live band, I Patagarri, Dutch

Nazari e Pacifica; sabato 23 sul palco Marco Castello, l’atteso ritorno dei Nu Genea, Motta

con il set speciale per festeggiare i dieci anni de La fine dei vent’anni, il debutto italiano di

Myd, e ancora Lamante, Zé Ibarra e MILLE. Il MIAMI resta così un osservatorio privilegiato

sulla musica che sfugge agli schemi convenzionali, mescolando debutti, ritorni e progetti

costruiti nel tempo. Tra le grandi produzioni dal vivo, in tutta Italia non mancano spettacoli

da non perdere. Il 2 e 3 maggio al Teatro Brancaccio di Roma va in scena B.L.U.E., il musical

completamente improvvisato, creato dal pubblico in tempo reale: ogni sera una storia diversa,

con canzoni nate sul momento. Dal 7 al 9 maggio a Reggio Calabria e dal 22 al 24 maggio a

Montichiari torna invece Notre Dame de Paris, il cult musicale che ha conquistato oltre 13

milioni di spettatori nel mondo. Per gli appassionati di musica pop e show immersivi, maggio

propone anche Dancing Dream, l’omaggio agli ABBA. Dopo 50 anni dalla loro vittoria all’Eurovision

con Waterloo, la band svedese continua a vivere nei successi riproposti con scenografie,

luci e coreografie d’epoca: il tour tocca La Spezia, Pordenone, Belluno, Casale Monferrato,

Parma, Roma, Vigevano e Varese, regalando un viaggio emozionale tra hit immortali come

Mamma Mia, Dancing Queen e Super Trouper. Che siate appassionati di nuovi suoni, musical

o revival iconici, maggio offre moltissimi imperdibili appuntamenti, non vi resta che scegliere

il palco giusto!

80

M A G A Z I N E


NON HAI TEMPO DI LAVARTI I CAPELLI?

RINFRESCALI CON

www.bellery.it

81

M A G A Z I N E


TIZIANO

82

M A G A Z I N E


ON STAGE

di CLOE D. BETTI

FERRO

83

Un rito collettivo, dove le emozioni,

le lacrime, i sorrisi, le cadute e le

rinascite si fondono in un solo coro,

quello del popolo di Tiziano Ferro,

uno degli artisti più attesi in questa

estate di musica.

foto> Andrea Bianchera

Il suo tour “Stadi 26”, prodotto

e organizzato da Live Nation,

parte da Lignano il 30 maggio,

dodici tappe per altrettanti

stadi, tra cui San Siro a Milano e

l’Olimpico a Roma, per tornare

a cantare con i suoi fan, a cui

l’artista, nato a Latina, regala

anche “Sono grande (Deluxe)”

l’album in uscita il 22 maggio

che oltre alle tracce originali

pubblicate lo scorso autunno,

conterrà sette nuove canzoni e

cinque inedite collaborazioni.

La prima è stata quella con

Giorgia, amica da una vita,

con cui ha duettato sulle note

di “Superstar”, uscita il mese

scorso. «Ci sono storie nuove

da raccontare. Sette brani,

cinque amici, tanta stima,

orgoglio, gioia, rabbia, cura»,

ha raccontato Ferro, che nello

scorso febbraio ha festeggiato i

25 anni di “Xdono”, che ottenne

il terzo posto nella classifica

dei singoli più venduti in Europa

nel 2002, sul palco del festival

di Sanremo. Un momento di

pura emozione, cominciato con

“Ti scatterò una foto”, cantato

M A G A Z I N E


a cappella, e proseguito

poi con le note di “La

differenza tra me e te”,

“Lo stadio”, “Xdono”

fino al gran finale di

“Sono un grande”.

Brani che il cantante

tornerà a intonare nei

suoi concerti, quando

finalmente incontrerà

quel pubblico che lo

attende dopo anni duri.

«Gli Stati Uniti sono un

posto nel quale mi sono

ritrovato quasi a mio

discapito e sicuramente

non sono l’America che

stavo cercando - ha

ammesso Tiziano- Non

sono mai neanche stato

innamorato dell’America

e la lontananza a un certo

punto è diventata un po’

troppa, ma in questo

momento non la posso

evitare perché sono

incastrato in una serie

di meccanismi che mi

mettono tanta nostalgia.

Se dovessi scegliere un

posto da chiamare casa,

sicuramente sarebbe

l’Italia, non importa

che sia Milano, Roma o

Latina, ma in America

a parte i miei figli, non

ho rapporti pari a quelli

che ho in Italia». Non ne

ha mai fatto un segreto,

Tiziano, diventato negli

anni un libro aperto

per i suoi fan, disposto

a condividere le sue

emozioni, belle o brutte,

comunque il motore della

sua stessa esistenza.

«Per me scrivere è come

andare dallo psicologo,

quando ho smesso mi

sono reso conto del

fatto che la qualità della

mia salute mentale era

diminuita - ha spiegato -

Sono sicuro che se fossi

stato uno un pochino

più freddo, indifferente,

meno vittima dei

sentimenti, magari avrei

maturato meglio dei

rapporti interpersonali e

li avrei anche migliorati,

invece sono molto di

pancia». A circa tre anni

dal precedente lavoro “Il

mondo è nostro”, tante

cose sono cambiate nella

vita dell’artista che ha

all’attivo nove album

e una raccolta “best

of” che lo hanno reso

uno dei più influenti e

innovativi cantautori con

più di venti milioni di

dischi venduti nel mondo.

Eppure il momento del

tour, dell’incontro a tu

per tu con il suo pubblico,

resta il più atteso,

perché è solo lì che

scatta un inspiegabile

incontro di anime. «E’

un’arte rimasta identica

dall’antica Grecia ad oggi - ha raccontato

l’artista - Durante il concerto c’è un artista di

fronte alla folla, in un teatro o in uno stadio,

che si esibisce con estrema trasparenza e

onestà, senza poter fingere.

È un rapporto uno ad uno, nel senso che se

voglio venire a vederti, oltre al biglietto devo

portare il mio corpo, c’è un appuntamento

reciproco che non lascia spazio a

interpretazioni. In questo momento storico

in cui non si capisce bene quanti streaming

possano valere veramente un disco venduto,

quanto un pezzo sia amato, quanto la

classifica sia oggettiva, il concerto continua

ad esistere come forma più antica, più vera,

più autentica e più emozionante. Per questo

penso che i concerti siano importanti per

ricordare a tutti che la musica nella vita delle

persone esiste, ed esiste in maniera solida,

potente, invalicabile».

84

M A G A Z I N E


85

M A G A Z I N E


a cura della Redazione di Barbanera

MAGGIO 2026

MAGGIO CI REGALA ENERGIA E UNA PIACEVOLE LEGGEREZZA, RENDENDO L’INVERNO

UN RICORDO LONTANO. NELL’ORTO INIZIANO AD ARRIVARE I PRIMI RACCOLTI

GENEROSI, MENTRE IL GIARDINO SI ANIMA DI NUOVE FIORITURE.

Maggio è uno dei mesi ideali per

camminare nei campi alla scoperta

delle erbe spontanee e per dare spazio

alle erbe aromatiche sui balconi,

che crescono rigogliose e pronte

ad arricchire i nostri piatti. Le rose

sbocciano in vista della festa della

mamma, come un omaggio gentile.

Anche le prime ciliegie portano

dolcezza a giornate sempre più

luminose, che annunciano l’estate

ormai vicina.

La finestra sul tempo

I fiori sogliono incominciare presso

il tempo del loro schiudimento

ad emanare i loro profumi, i quali

si aumentano finché il fiore sia

compiutamente aperto, dopo di che

vanno scemando. Alcuni fiori sono

odorosissimi la notte e pochissimo il

giorno.

Barbanera per l’anno 1869

La raccolta del mese

Ci sono novità nel cestino di maggio:

piselli, fagiolini e fave. L’orto continua

a produrre senza sosta le insalate da

taglio, la rucola, gli agretti, le lattughe

e le verdure a foglia come biete e

spinaci. Anche il frutteto ci concede la

gioia delle primizie, soprattutto fragole

e ciliegie.

Il cestino del mese

GLI ORTAGGI: aglio, agretti, asparagi,

bietole, carciofi, carote, catalogna,

cavolfiori, cavoli broccolo, cavoli

cappuccio, cavoli verza, cetrioli,

cicorie, cicorini da taglio, cipolle,

fagioli, fagiolini, fave, finocchi, indivie,

insalate, patate, peperoni, piselli,

pomodori, porti, rape, ravanelli,

rucola, sedani, spinaci, valerianella e

zucchine.

LA FRUTTA: albicocche, arance ovali o

Valencia, ciliegie primaticce, fragole e

nespole.

GLI AROMI: basilico, menta piperita,

mentuccia, prezzemolo, rosmarino e

salvia.

Buone pratiche in casa

Le buone erbe

Approfittiamo dell’aria di primavera

per camminare nel verde e raccogliere

piante da portare in tavola. Non

fermiamoci al pregiudizio. Molte delle

malerbe invise agli agricoltori perché

infestano l’orto sono in realtà buone da

mangiare. È il caso del farinello, pianta

annuale simile allo spinacio selvatico,

diffuso in tutti i campi incolti, oltre

che negli orti. Sbollentiamolo intero,

se piccolo e tenero, o utilizziamone

soltanto le foglie vellutate in zuppe e

risotti.

E se avanza…

Recupero da buongustai

Se non abbiamo utilizzato tutto il

pesce spada cotto per la zuppa, lo

conserviamo in frigorifero per il

giorno dopo. Possiamo prepararci una

profumata pizzaiola facendo cuocere

per 5 minuti in padella dei pomodorini

tipo pachino con olio extravergine

di oliva, aglio, origano, capperi e

peperoncino fresco. Aggiungiamo il

pesce spada e insaporiamo per altri 3

minuti. Se invece avanza la mattonella

di fragole, poiché non si può

ricongelare, la usiamo come base per

fare una zuppa inglese con l’aggiunta

di un po’ di cioccolato a scaglie.

Benessere con la natura

Spinaci per l’efficienza muscolare

Per restare in forma anche dopo i 60

anni è importante che camminiamo

regolarmente 30 minuti al giorno e

facciamo attività fisica dolce. E per

migliorare l’efficienza muscolare

possiamo aiutarci naturalmente

anche a tavola. Secondo i risultati

di una ricerca condotta in Svezia e

pubblicata sulla rivista specializzata

Cell Metabolism, le verdure ricche di

nitrati, come gli spinaci, ma anche

le barbabietole rosse, garantiscono

performance brillanti.

Tra le persone esaminate, chi

consumava 300 mg di nitrati al giorno

– l’equivalente di una porzione di

spinaci o due di barbabietole – dava

infatti risultati migliori sulla cyclette

rispetto a chi seguiva una dieta povera

di nitrati.

86

M A G A Z I N E


87

M A G A Z I N E


L’ALTRO SPORT

di STEFANO GUIDONI

E SPORTS

C’È SPORT E SPORT, E TRA GLI ALTRI

SPORT CI SONO ANCHE GLI ESPORTS.

Quelli che nel dibattito sull’opportunità

o meno di annoverarli tra le

attività sportive, anziché tra i giochi,

in ambito professionistico sono considerati

praticanti alla pari degli atleti.

Ovvero, quei giocatori che necessitano

di capacità fisiche e mentali come

quelle di uno sportivo tradizionale.

Letteralmente la traduzione dall’inglese

all’italiano della parola eSports,

è sport elettronici, dove la lettera “e”

del prefisso sta per electronic. Nello

specifico, per eSports si intende quei

videogame che comprendono sia

quelli sportivi che quelli strategici,

dove i più rappresentativi sono per i

primi Fifa e Pes, per i secondi Star-

Craft, Multiplayer Online Battle Arena,

Dota 2 e League of Legends, fino ai

simulatori di guida e ai cosiddetti

‘sparatutto’. Determinante per la diffusione

di quello che viene considerato

un moderno mix tra gioco e sport,

è stata la crescente espansione delle

piattaforme di streaming come Twitch

e YouTube, che hanno permesso agli

eSports di raggiungere un pubblico

globale attirando milioni di partecipanti,

di appassionati e anche di spettatori.

Mentre una delle ragioni, se

non quella principale del loro successo,

è riconducibile all’accessibilità, infatti,

chiunque possieda un computer

o una console dotati di connessione

internet può partecipare e competere.

Gli eSports richiedono una combinazione

di abilità tecniche, strategiche e

di gioco di squadra; i giocatori devono

possedere riflessi rapidi, quindi anche

una preparazione fisica, capacità di

‘problem solving’, risoluzione dei problemi

e saper agire sotto pressione.

In ambito professionistico le squadre

includono le figure del coach, i preparatori

atletici, analisti e specialisti di

salute mentale, il tutto per ottimizzare

le prestazioni dei giocatori, il che

fa capire l’impegno psicofisico e la

professionalità richiesti a certi livelli.

La pratica degli eSports ha anche un

aspetto economico non indifferente,

tant’è che sono sempre di più le competizioni

che mettono in palio premi in

denaro significativi, rendendo questo

campo di gioco non solo un divertimento

e una passione ma anche una

potenziale carriera per i giocatori di

talento. Gli sport elettronici stanno

ricevendo sempre più riconoscimenti

ufficiali e aumentano sia i paesi dove

i giocatori sono considerati atleti a

tutti gli effetti, che le università che

mettono in palio borse di studio come

quelle destinate agli sport tradizionali,

finendo così per legittimarli come

una vera e propria disciplina sportiva.

Gli eSports rappresentano un’originale

ed entusiasmante evoluzione nel

mondo del ‘gioco-sport’, combinando

la passione per i videogiochi con la

competizione professionale, offrendo

interessanti opportunità per giocatori

ma anche spettacolo e intrattenimento

per gli spettatori e il pubblico.

88

M A G A Z I N E


89

M A G A Z I N E


HOME SWEET HOME

a cura di MAURIZIO BONUGLI

LEVANTO

BENVENUTI A LEVANTO, IN PROVINCIA DI LA SPEZIA, IL POSTO

DOVE IL MEDIOEVO HA DECISO DI FARSI UN BAGNO AL MARE

SENZA TROPPI COMPLIMENTI! IMMAGINATE UNA CITTADINA

CHE HA TUTTO: MURA ANTICHE PER I NOSTALGICI DELLA

STORIA, UNA LOGGIA DEL ‘400 CHE SEMBRA USCITA DA UN SET

CINEMATOGRAFICO E ONDE COSÌ SPETTACOLARI CHE PURE

I SURFISTI CALIFORNIANI VERREBBERO QUI A PRENDERE

APPUNTI. QUA A LEVANTO IL VOSTRO NEGOZIO PIÙME È IN CORSO

ROMA 75 DOVE VI ASPETTANO GENTILI E PROFESSIONALI SONIA

ANSELMO, MONICA VARSI E DARIA BAGNASCO. NON MANCATE!

Se cercate pace e relax, perdetevi tra

i carruggi pastello o pedalate lungo

la ciclopedonale Maremonti, dove tra

una galleria e l’altra la vista sul blu vi

farà dimenticare anche come si scrive

la parola “stress”. Ma non finisce qui,

perché Levanto è come un buffet dove

ogni angolo nasconde una sorpresa,

dalle facciate dipinte a trompe-l’œil

che ingannano l’occhio fino ai sentieri

che si arrampicano tra ulivi millenari

e vigne eroiche. Se vi sentite in vena

di esplorazione, puntate dritti verso il

promontorio del Mesco: la fatica della

salita sarà ampiamente ripagata da

una vista sulle Cinque Terre che vi

farà sentire dei piccoli re del mondo.

Lo sapevate? C’è un aneddoto

curioso! Levanto era così ambita

che i pirati la puntavano sempre. Si

dice che le arcate della Loggia siano

state costruite così spaziose non

per estetica, ma per permettere ai

mercanti di scaricare le merci alla

velocità della luce e scappare prima

che qualche corsaro decidesse di fare

“shopping creativo” senza pagare il

conto! A maggio, poi, la città esplode

di vita: se siete dei buongustai

sportivi, non potete mancare alla

Mangialonga, una passeggiata tra

i borghi collinari dove l’unico vero

sforzo è decidere quanta focaccia

mandare giù tra una tappa e l’altra.

Tra il profumo di ginestre, i concerti

in piazza e il mare che invita ai primi

tuffi, l’atmosfera è pura elettricità.

E a proposito di pancia… qui si gioca

pesante. Dovete assolutamente

provare la Gattafin, un super-raviolo

fritto ripieno di erbe selvatiche

che crea dipendenza immediata,

rigorosamente innaffiato con un

bicchiere di Vermentino locale o di

Sciacchetrà, dolce e prezioso come

l’oro. Insomma, Levanto non è una

tappa, è quel posto dove arrivi per

un giorno e finisci per sognare di

aprire un chiosco di focaccia a due

passi dal bagnasciuga! La bellezza

qui è ovunque, dalla chiesa a strisce

bianche e nere di Sant’Andrea, che

sembra un pigiama di lusso, fino

ai giardini delle ville liberty che

profumano di un’epoca lontana.

Maggio è il mese perfetto perché

le temperature sono gentili, le

sagre iniziano a scaldare i motori e

la natura è così verde che sembra

passata sotto un filtro Instagram

permanente. Non dimenticate

di fare un salto alla Mostra della

Rosa se siete amanti del bello, o

semplicemente di sedervi sul molo

a guardare i gozzi che dondolano.

Levanto vi aspetta con il suo spirito

ribelle, i suoi sapori forti e quel mix

di salsedine e storia che vi rimarrà

addosso come il miglior ricordo

della vostra estate. Che siate tipi

da trekking estremo o da aperitivo

contemplativo, qui troverete pane (e

focaccia) per i vostri denti!

info (TRATTE DA) fonti varie

90

M A G A Z I N E


91

M A G A Z I N E


I GIOCHI DI...

SUDOKU

M A G A Z I N E

7 6 9 3 2

8 1

6 5

1 3

3 7 5

5 9 2 8

1 7 4

5 2

9 8

4 9 3 7 1

6 9

1 9 5 8 2

1 3 8 4 2

7 6 5

4 3 6

6 9 5 7 4

3 8 5 6

6 8 2

4 3

9

3 5 2 7

2 6 4

5 8

9 3 7 8 6 2

7

1 3

1 7 2

4 8 9 7

8 5 3 1 2

8 2 6 5

5 2 3 4 7

9 5 7

2

2 8 3 5 9 4

5 6 8

Trovi tutte le soluzioni a pagina 98 della rivista.

92

M A G A Z I N E


Treno 114

VIAGGIO IN ITALIA

Aiutandovi con gli incroci, inserite tutte le città italiane.

VIAGGIO IN ITALIA Aiutandovi con gli incroci, inserite tutte le località elencate.

B

V

4 4 lettere lettere ASTI COMO ASTI COMO

5 lettere FORLÌ LECCE MASSA RIETI SIENA

6 5 lettere lettere CHIETI FOGGIA FORLÌ LECCE LATINA MASSA MATERA RIETI SIENA MILANO MODENA NAPOLI NOVARA

6 lettere PESARO RAGUSA CHIETI FOGGIA RIMINI LATINA ROVIGO MATERA TERAMO MILANO VARESE MODENA

7 lettere BERGAMO GORIZIA SASSARI TARANTO TRAPANI

8 lettere CAGLIARI

NAPOLI

VERCELLI

NOVARA PESARO RAGUSA RIMINI ROVIGO

9 lettere FROSINONE TERAMO VARESE

11 lettere ALESSANDRIA

7 lettere BERGAMO GORIZIA SASSARI TARANTO TRAPANI

12 lettere REGGIO EMILIA

138 lettere CALTANISSETTA CAGLIARI VERCELLI

93

9 lettere FROSINONE

11 lettere ALESSANDRIA

12 lettere REGGIO EMILIA

13 lettere CALTANISSETTA

C A G L I A R I

P E S A R O O E

A M G

S O G G

S L I O

A E V O R

R M C A L T A N I S S E T T A E I

C H I E T I C L R A M Z

M A G A Z I N E


I CARE

a cura di ENRICO GAETANO BORRELLO

INTERSOS È L’ORGANIZZAZIONE UMANITARIA ITALIANA, INDIPENDENTE E NEUTRALE,

CHE OPERA IN PRIMA LINEA PER ASSISTERE LE POPOLAZIONI COLPITE DA CONFLITTI,

CALAMITÀ NATURALI ED ESCLUSIONE ESTREMA. FONDATA SUL PRINCIPIO DELLA

SOLIDARIETÀ E DEL RISPETTO DELLA DIGNITÀ UMANA, L’ONG INTERVIENE DOVE IL

BISOGNO È PIÙ ACUTO, GARANTENDO RISPOSTE TEMPESTIVE ED EFFICACI IN CONTESTI

DI CRISI DOVE I DIRITTI FONDAMENTALI SONO SPESSO CALPESTATI.

Il mandato di INTERSOS si

declina attraverso settori

d’intervento integrati che

mirano alla sopravvivenza

immediata e alla resilienza

delle comunità. La tutela dei più

vulnerabili è il cuore pulsante

dell’azione: team specializzati

offrono protezione fisica e

psicologica a bambini e donne

sopravvissute a violenze di

genere. In ambito sanitario,

l’organizzazione garantisce

l’accesso a cure mediche vitali e

combatte la malnutrizione con

terapie nutrizionali specifiche,

INFORMAZIONI&CONTATTI

Via di Santa Maria Maggiore 157 -

00185 Roma

Tel.: +39 06 99345042

E-mail: intersos@intersos.org

www.intersos.org

info (tratte da) intersos.org

supportando al contempo i

sistemi sanitari locali spesso al

collasso.

L’impegno si estende alla

fornitura di acqua pulita e

servizi igienici, essenziali per

prevenire epidemie, e alla

sicurezza alimentare tramite la

distribuzione di cibo, sementi

e attrezzi agricoli per favorire

l’autosostentamento. In fase di

emergenza acuta, INTERSOS

assicura la distribuzione di

beni di prima necessità e

ripari d’emergenza. Infine,

promuove il diritto all’istruzione

ricostruendo scuole e formando

insegnanti, convinta che la

scuola sia il primo passo per

ridare un futuro a chi ha perso

tutto.

In Italia, l’azione di INTERSOS

risponde alle sfide della

marginalità urbana e delle

migrazioni. Attraverso progetti

come il centro “INTERSOS24”

a Roma, l’organizzazione

offre accoglienza e assistenza

socio-sanitaria a chi è escluso

dai circuiti istituzionali, con

un’attenzione particolare

ai Minori Stranieri Non

Accompagnati (MSNA). Le unità

mobili operano nelle zone di

frontiera e negli insediamenti

informali per monitorare il rispetto dei diritti umani,

fornire orientamento legale e garantire cure primarie

a chi vive in condizioni di estremo degrado, portando la

missione umanitaria fin dentro i nostri confini nazionali.

94

M A G A Z I N E


95

M A G A Z I N E


QUA LA ZAMPA

di SOFIA PIERACCINI

IL CATALBURUN

IL CANE DAL NASO… “DOPPIO”

C’è chi conquista per lo sguardo,

chi per il portamento. E poi c’è il

Catalburun, che si fa notare per

un dettaglio unico: il naso “diviso

in due”. Il nome, non a caso, nasce

proprio da questa particolarità, un

mix di parole turche che rimandano

a una forma biforcuta. Basta

incrociarlo per la prima volta per

restarne colpiti, e difficilmente si

dimentica. Originario della zona di

Tarso, nel sud della Turchia, è una

razza davvero rarissima: anche

nel Paese d’origine si contano

poche centinaia di esemplari. Un

outsider a tutti gli effetti, poco

conosciuto e ancora non riconosciuto

ufficialmente dalle principali

organizzazioni cinofile, ma con una

storia affascinante che intreccia

influenze mediterranee e tradizioni

di caccia.

Il tratto distintivo è quel tartufo

separato da una profonda fessura

verticale, che dà l’impressione di

due nasi affiancati. Non è solo una

curiosità estetica, poiché questa

conformazione è associata a capacità

olfattive straordinarie. Il Catalburun

è infatti considerato un eccellente

cane da ricerca, uno dei migliori. È

in grado di seguire tracce sia a terra

sia nell’aria, spesso alternando e

combinando entrambe le modalità

con sorprendente efficacia.

Fisicamente è atletico, con torace

ampio, orecchie pendenti, pelo corto

e un mantello che varia soprattutto

nelle tonalità del marrone. Sul

campo che dà il meglio di sè:

silenzioso, concentrato, con una

ferma precisa e stabile, qualità che

lo rendono molto apprezzato nella

caccia, soprattutto alla pernice. Negli

ultimi anni, però, ha iniziato a farsi

strada anche in ambiti più “moderni”,

e oggi viene impiegato con successo

anche in attività di ricerca e soccorso

e nel rilevamento di sostanze.

Tra le mura domestiche, invece,

cambia completamente registro.

Tranquillo, discreto e affettuoso con

il suo umano di riferimento, è un

cane tranquillo che ama la calma

e rifigge il caos. Riesce a costruire

legami forti, ma sempre mantenendo

una certa indipendenza. Con gli

estranei può mantenere una certa

distanza iniziale, mentre con la

famiglia rivela un lato affettuoso e

sorprendentemente dolce.

Non è il cane giusto per tutti. Ha

bisogno di spazio, movimento

e stimoli costanti: la vita in

appartamento non è esattamente

il suo habitat ideale e il suo forte

istinto venatorio va gestito con

consapevolezza, soprattutto in caso

di convivenza con altri animali. Ma

per chi è disposto ad assecondarne le

esigenze, il Catalburun sa restituire

un rapporto solido e sincero.

96

M A G A Z I N E


GIORNATA

MOVIMENTATA?

La vita è fatta di piccoli momenti da vivere insieme.

Ogni giorno un’avventura e una sorpresa. E se il tuo cane

combina un piccolo disastro? Fermati un momento e regalagli

una coccola che renda anche quest'attimo unico e speciale.

Snack Vitakraft realizzati con ingredienti di alta qualità, tante

vitamine, senza zuccheri ed esaltatori di sapidità.

Spuntini sani e irresistibili in tante varianti.

Coccole golose che rendono felici cani e padroni.

97

VITAKRAFT. CON AMORE.

VITAKRAFT.IT

M A G A Z I N E


L’OROSCOPO DI

M A G A Z I N E

Ariete

Un periodo che porta chiarezza sulle

ambizioni e invita a muoversi con

decisione: cogli l’attimo. Le relazioni

chiedono più ascolto reciproco, mentre nel

lavoro alcune intuizioni trovano finalmente

spazio. Le energie sono buone se sai

dosarle senza fretta. Piccoli gesti concreti

aprono prospettive inattese. “Il futuro

appartiene a chi crede nella bellezza dei

propri sogni”

(Eleanor Roosevelt).

Toro

Tempo di consolidare ciò che conta

davvero. Le questioni pratiche si

chiariscono e alcune scelte diventano più

semplici del previsto. Nei rapporti emerge

il bisogno di stabilità e di gesti sinceri:

l’incertezza non fa davvero per te, così la

quotidianità ritrova un ritmo armonioso.

Ascolta il corpo e concediti pause

autentiche. “La semplicità è la massima

sofisticazione”

(Leonardo da Vinci).

Gemelli

Maggio apre uno spazio mentale nuovo:

idee veloci, contatti utili e una curiosità

che torna a muoversi con leggerezza. Il

lavoro richiede prontezza, ma offre anche

possibilità di crescita. Nelle relazioni

scegli conversazioni che ti nutrono: una

notizia o un incontro riaccende entusiasmo

e prospettive. “La mente non è un vaso

da riempire ma un fuoco da accendere”

(Plutarco).

Cancro

Il periodo illumina i legami più profondi

e invita a dire ciò che senti davvero:

abbandona percorso che non fanno più

per te. Nel lavoro cresce la fiducia nelle tue

capacità e una responsabilità si trasforma

in occasione. Emozioni e intuizione

diventano guida preziosa. “Il cuore ha le

sue ragioni che la ragione non conosce”

(Blaise Pascal).

Treno 114

VIAGGIO IN ITALIA Aiutandovi con gli incroci, inserite tutte le località elencat

Leone

Riprendi il centro della scena con

naturalezza. Alcuni progetti avanzano

con più ordine e le relazioni mostrano

il loro lato più caloroso. Cambiare una

piccola abitudine quotidiana porta benefici

sorprendenti. Un invito o una proposta

inattesa apre un nuovo orizzonte, che

porterà magari viaggi inaspettati e qualche

momentaneo disagio passeggero.

“La fortuna aiuta gli audaci”

(Virgilio).

Vergine

Maggio invita a mettere a punto ciò che hai

iniziato. Il lavoro diventa più scorrevole e

alcune collaborazioni si rivelano preziose.

Nei rapporti cerchi leggerezza senza

perdere profondità. La casa o l’ambiente

intorno a te diventa spazio di equilibrio e

ispirazione. “La perfezione si ottiene non

quando non c’è più nulla da aggiungere,

ma quando non c’è più nulla da togliere”

(Antoine de Saint-Exupéry).

Bilancia

Nuove prospettive prendono forma

lentamente ma con sicurezza. Ritrovi

equilibrio nelle scelte e maggiore fiducia

nel futuro. Un dialogo chiarisce una

tensione recente. Le piccole decisioni

quotidiane diventano fondamenta per

qualcosa di più grande, e chi ti ha voluto

male capirà che la ragione è dalla tua parte.

“L’armonia rende piccole le cose grandi”

(Victor Hugo).

Scorpione

Periodo intenso ma fertile: capisci cosa

lasciare andare e cosa rafforzare. Il lavoro

offre occasioni da cogliere con lucidità,

mentre nei rapporti cerchi autenticità. Una

nuova consapevolezza interiore ti rende

più pragmatico e libero. Fidati della tua

capacità di trasformazione e chiedi aiuto

alle persone giuste, che ti supporteranno.

“Chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro

si sveglia” (Carl Gustav Jung).

Sagittario

Maggio aiuta a mettere ordine tra desideri

e progetti concreti. Viaggi, letture o

nuove idee alimentano l’entusiasmo. Nei

rapporti scegli spontaneità e verità. Una

scelta pratica, forse economica, si rivela

particolarmente felice. Torna il piacere di

progettare il futuro. “La vita o è un’audace

avventura o non è nulla”

(Helen Keller).

Capricorno

È tempo di decisioni silenziose ma

importanti. Nel lavoro cresce la tua

autorevolezza e qualcuno riconosce il tuo

impegno. Le relazioni migliorano quando

mostri più calore. Una revisione delle

priorità porta maggiore serenità anche

nella quotidianità, anche con figli e parenti.

“La pazienza e la perseveranza hanno un

effetto magico”

(John Quincy Adams).

B

Acquario

Le idee diventano più concrete e trovano

il terreno giusto per svilupparsi. Le

relazioni chiedono presenza reale, non

solo 4 intuizioni lettere ASTI brillanti. COMO Cambiare qualcosa

nell’ambiente domestico o nella routine

ti restituisce energia. Lascia spazio alla

creatività senza timore di uscire dagli

schemi. “L’immaginazione è più importante

della 8 conoscenza” lettere CAGLIARI VERCELLI

(Albert 9 lettere Einstein). FROSINONE

11 lettere ALESSANDRIA

12 lettere REGGIO EMILIA

13 lettere CALTANISSETTA

Pesci

Maggio porta risposte attese e una nuova

sensazione di direzione. Nel lavoro arrivano

appoggi utili, mentre negli affetti cresce

complicità: cerca di volerti davvero bene!

Ci riuscirai, risolvendo problemi antichi.

Sensibilità e lucidità cammineranno così

finalmente insieme e un progetto personale

5 lettere FORLÌ LECCE MASSA RIETI SIENA

6 lettere CHIETI FOGGIA LATINA MATERA MILANO MODENA NAPOLI

PESARO RAGUSA RIMINI ROVIGO TERAMO VARESE

7 lettere BERGAMO GORIZIA SASSARI tornerà nei TARANTO radar. “Bisogna TRAPANI portare in sé un

caos per generare una stella danzante”

(Friedrich Nietzsche).

V

LE SOLUZIONI

DEI GIOCHI

4 8 2 9 6 3 7 1 5

7 6 3 1 5 4 9 2 8

1 9 5 7 8 2 4 6 3

9 5 1 3 7 8 6 4 2

8 3 4 6 2 1 5 9 7

2 7 6 5 4 9 8 3 1

5 4 7 2 3 6 1 8 9

6 2 9 8 1 5 3 7 4

3 1 8 4 9 7 2 5 6

7 1 6 9 4 5 3 8 2

9 5 4 8 3 2 7 1 6

8 2 3 6 1 7 4 9 5

4 8 7 2 6 1 5 3 9

6 3 1 7 5 9 2 4 8

5 9 2 4 8 3 1 6 7

2 6 8 1 7 4 9 5 3

1 7 5 3 9 8 6 2 4

3 4 9 5 2 6 8 7 1

5 1 3 7 9 2 8 4 6

2 4 6 1 8 3 9 5 7

9 7 8 6 5 4 3 1 2

4 8 7 2 6 9 1 3 5

6 5 2 3 1 8 4 7 9

1 3 9 5 4 7 2 6 8

8 6 4 9 7 1 5 2 3

7 2 1 8 3 5 6 9 4

3 9 5 4 2 6 7 8 1

7 6 9 3 5 8 1 2 4

2 1 5 9 6 4 3 7 8

4 8 3 2 1 7 6 9 5

3 4 6 5 2 9 7 8 1

1 2 7 6 8 3 4 5 9

5 9 8 7 4 1 2 3 6

9 3 1 4 7 5 8 6 2

6 5 4 8 3 2 9 1 7

8 7 2 1 9 6 5 4 3

C A G L I A R I

P E S A R O O E

A M G

S O G G

S L I O

A E V O R

R M C A L T A N I S S E T T A E I

C H I E T I C L R A M Z

L E E C R I M I N I

M A T E R A F R O S I N O N E A L A

O E N O S L N I R

D R R O V I G O A L A T I N A I

S I E N A A G N A P O L I O O E

N M F O R L I D V T

B E R G A M O E A R A G U S A T R A P A N I

M A S S A I R

E A S T I A

98

M A G A Z I N E


LA TUA PELLE È UNICA.

LA SUA CURA ANCHE.

OLIO DI MANDORLA

MINERALI MARINI

ALOE VERA

CON ACIDO IALURONICO 100% PURO

PER UN’IDRATAZIONE CHE DURA A LUNGO

99

M A G A Z I N E


100

M A G A Z I N E

Hooray! Your file is uploaded and ready to be published.

Saved successfully!

Ooh no, something went wrong!