leStrade n. 1616 aprile 2026
INFRASTRUTTURE Uno dei cantieri più attesi di Roma: il Ponte dei Congressi MACCHINE Il cantiere stradale come sistema guidato dai dati
INFRASTRUTTURE
Uno dei cantieri più attesi di Roma: il Ponte dei Congressi
MACCHINE
Il cantiere stradale come sistema guidato dai dati
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N. 1616/4 APRILE 2026
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ISSN 0373-2916
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ISSN 0373-2916
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INFRASTRUTTURE
Uno dei cantieri più attesi
di Roma: il Ponte dei Congressi
MACCHINE
Il cantiere stradale come
sistema guidato dai dati
DRENOVAL
RUBBER
IL SILENZIO SI FA STRADA
Bitume Modificato PmB 25-55/70 per conglomerati
bituminosi a bassa emissione sonora.
DRENOVAL RUBBER è uno speciale bitume modificato per
conglomerati bituminosi contenenti polverino di gomma (PFU).
DRENOVAL RUBBER consente di realizzare pavimentazioni stradali a
bassa emissione sonora (sensibile riduzione del rumore da rotolamento
degli pneumatici dei veicoli in transito). DRENOVAL RUBBER è amico
dell’ambiente in quanto consente il recupero degli pneumatici fuori
uso nel conglomerato bituminoso, in assenza di emissioni odorigene
all’impianto di produzione, durante il trasporto e alla stesa. Le alte
prestazioni delle pavimentazioni costruite con DRENOVAL RUBBER
richiedono interventi di manutenzione limitati, con conseguente
significativa riduzione dei costi di gestione.
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N. 1616 Aprile 2026 anno CXXVII
ISSN: 0373-2916
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COME ERAVAMO
7 I TEMI DEL NUMERO DI APRILE DEL 1926
di Fabrizio Parati
L’OPINIONE LEGALE
8 L’EQUIVALENZA TRA CONTRATTI COLLETTIVI
NAZIONALI DI LAVORO
di Claudio Guccione
NOTIZIE DALL’ANAS
10 LAZIO, S.S. 4 “SALARIA”
11 TOSCANA, IL NUOVO VIADOTTO “LA COSCIA”
12 EMILIA-ROMAGNA, GALLERIA “APPENNINO”
13 EMILIA-ROMAGNA, IL PONTE SUL NURE
NEWS
14 ATTUALITÀ
28 CONVEGNI
30 AGENDA: CONVEGNI, CORSI, EVENTI
INFRASTRUTTURE & MOBILITÀ
32 L’AUTOSTRADA A4 PRODUCE ENERGIA
di Damiano Diotti
34 VARIANTE DI MONDOVÌ
di Monica Banti
36 LA SVOLTA DIGITALE DELLE INFRASTRUTTURE ITALIANE
di Fabrizio Parati
38 «SIAMO TUTTI PEDONI»
di Damiano Diotti
40 ANAS VALIDA I SISTEMI EVAC CON DSP
di Monica Banti
42 AEGIS (GRUPPO RYZE) CON UN RUOLO DI PROTAGONISTA
NEL PROGETTO TELT
di Edvige Viazzoli
44 LIGURIA, LABORATORIO NAZIONALE PER LA RESILIENZA
INFRASTRUTTURALE
di Damiano Diotti
46 VERONA-BIVIO VICENZA: OPERE CIVILI E ARMAMENTO
COMPLETATI SUL PRIMO LOTTO
di Gabriele Villa
48 ESPANSIONE IN BRASILE
di Mauro Armelloni
50 VISTA: IL DRONE CHE SALVA VITE
di Guido Biagi
52 SOPRAELEVATA ALDO MORO: FUTURO DELL’OPERA
RINVIATO AI CITTADINI
di Mauro Armelloni
54 ASTM RAFFORZA LA PRESENZA IN BRASILE
di Gabriele Villa
55 BIENNALE DELLO STRETTO 2026
56 RI-REVERSE: LE FERROVIE DISMESSE DIVENTANO
CICLOVIE REVERSIBILI
di Damiano Diotti
58 CHI COSTRUISCE IL PONTE DEI CONGRESSO
di Carlo Dossi
60 TORINO-LIONE, CONSEGNATA LA PRIMA TBM
PER IL VERSANTE ITALIANO
di Damiano Diotti
62 A58-TEEM, APERTE LE AREE DI SERVIZIO
«MUZZA EST» E «MUZZA OVEST»
di Gabriele Villa
64 PONTI STRADALI PROVVISORI SMONTABILI IN ACCIAIO
di Damiano Diotti
68 IL PIARC IN CANTIERE SULLA A6
MATERIALI & TECNOLOGIE
70 CALCESTRUZZI FIBRORINFORZATI: PANORAMICA
E SCENARI (PARTE 2)
di Massimo Fumagalli
72 LA SFIDA ITALIANA DEL CALCESTRUZZO AD ALTA
RESISTENZA
di Fabrizio Parati
78 LA SVIZZERA E DMAT
di Mauro Armelloni
80 DECARBONIZZARE IL CEMENTO
di Edvige Viazzoli
82 GENOVA, IL WATERFRONT CHE PURIFICA L’ARIA
di Mauro Armelloni
84 DALLA STRADA AL LABORATORIO
di Damiano Diotti
86 OFFERTA DI UN PORTAFOGLIO COMPLETO
DI PRODOTTI CONFORMI AI CAM
di Carlo Dossi
MACCHINE & ATTREZZATURE
90 IL CANTIERE STRADALE COME SISTEMA INTEGRATO
GUIDATO DAI DATI
di Fabrizio Parati
96 UN 2025 IN CRESCITA
Carlo Dossi
100 I 120 ANNI DELLO STABILIMENTO DI VADO LIGURE
Monica Banti
102 ALTA COMPLESSITÁ TECNICA
di Daniela Stasi
107 ORTECO A INTERTRAFFIC
di Gabriele Villa
108 TB22-9, IL COLTELLINO SVIZZERO DELLE PIATTAFORME AEREE
di Fabrizio Parati
117 DOKA E IL PONTE DI STORSTRØM
di Monica Banti
118 LA “CURA” DELLE BUCHE
di Daniela Stasi
120 ECCELLENZA INGEGNERISTICA PER AFFRONTARE
LE SFIDE MARITTIME
di Edvige Viazzoli
ASSOCIAZIONI
124 IL 9° REPORT OICE SU DIGITALIZZAZIONE E BIM
125 AL VIA LA DOCTORAL LECTURE SERIES DELLA S.I.I.V.
di Stefano Coropulis
126 ASSEMBLEA SITEB
di Nicola Ravaioli
127 LA SFIDA DELLA SICUREZZA INFORMATICA
di Morena Pivetti
Associazione Italiana
per l’Ingegneria Traffico
e dei Trasporti
Associazione Mondiale
della Strada
Associazione Italiana
dei Professionisti
per la Sicurezza Stradale
Associazione Italiana
Segnaletica e Sicurezza
Associazione Laboratori
di Ingegneria e Geotecnica
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Industrie
Ferroviarie
Associazione Italiana
Segnaletica Stradale
European Union
Road Federation
Formazione Addestramento
Scienza Tecnologia Ingegneria
Gallerie e Infrastrutture
Federazione delle Associazioni
della filiera del cemento,
del calcestruzzo e dei materiali di
base per le costruzioni nonché
delle applicazioni e delle
tecnologie ad esse connesse
Federazione Industrie
Prodotti Impianti Servizi
ed Opere Specialistiche
per le Costruzioni
International Road
Federation
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di architettura e di consulenza
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Ambientale
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Mauro Armelloni
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Nicola Ravaioli
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Responsabile Scientifico CERTeT,
Centro di Economia Regionale, Trasporti
e Turismo dell’Università Bocconi di Milano
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Segretario Generale PIARC Italia
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MIT, Presidente WP1 UNECE
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la Navigazione e i Sistemi informativi e statistici
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DG Sicurezza Stradale
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DG Sicurezza Stradale
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Già Presidente CAL
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Dirigente MIT, Direttore Generale
Dighe e Infrasrutture Idriche ed Elettriche a r.
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DMAT 78
Doka 117
A35 Brebemi Aleatica 26 Dynapac 90
Fagioli SpA AEGIS (Gruppo RYZE) 42 Tekna Ecopneus Chem SpA
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fagioli.comAerialPlatformSpecial by Oxley 69 108 teknachem.it Elia Peroni & C 118 96
Alayan 96 Epiroc 120
Alstom 100 Essebi 59
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Geofluid 2023 Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova 32 Valli Zabban GTER SpA
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BeNewtral 80 Gruppo FS
100 C
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RAL
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3005 C
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Gruppo Sarni 62
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CGTE 96 Gruppo SAVE 17
Iterchimica Cimolai SpA
59 Gruppo Tesya 96
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II Cop.
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Deep Blue 57
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Fagioli
CHEM SpA
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FS Security 43
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Hamm 120
VALLI Hardt ZABBAN SpA
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Holcim Aggregati Calcestruzzi II Cop. 98
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Ingegneria del Territorio 41
Italferr 42
Mammoet 22
Milano Serravalle Milano Tangenziali 18,44
Nevomo 20
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IMM Proger 78 41
La Matassina Rete Ferroviaria Italiana 70 41
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Sandrini Tecne Metalli 82 30
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Come eravamo
I TEMI DEL NUMERO
DI APRILE 1926
• Congresso e Mostra Internazionale della Strada,
Ing. Paolo Bignami
• I perfezionamenti nelle macchine e negli attrezzi
per la costruzione e la manutenzione delle strade
al Congresso Internazionale della Strada di Milano,
Ing. Emilio Gola
• La viabilità alla Mostra Internazionale di Edilizia
moderna, Torino, maggio-giugno 1926, Massimo
Tedeschi
• IV° Convegno Nazionale Stradale, Perugia, giugno
1925, Ing. Massimo Settimi, Ing. Vittorio Tognetti
• Le prove dell’Apparecchio Deval per i materiali da
massicciata, Ing. Cesare Biffi
• Applicazioni del prodotto Catramoleum su strade
del Comune di Milano durante l’anno 1925, Ing.
Luigi Ferrari
• Impiego di sali contro la polvere lungo le strade
americane, I. Vandone
• Norme americane pel calcestruzzo semplice ed
armato (continua)
• Commissione miglioramento strade del T. C. I.
• A proposito di distributori di benzina, I. Vandone
Inserzione pubblicitaria del numero
di aprile 1926.
Copertina del numero di aprile 1926.
leStrade 4/2026 7
Normativa e infrastrutture
L’equivalenza tra Contratti Collettivi
Nazionali di Lavoro
Il TAR Emilia - Romagna si è espresso sugli elementi che possono essere
considerati nella valutazione di equivalenza tra CCNL
Avv. Prof. Claudio Guccione
L’avvocato Claudio Guccione, fondatore di P&I - Studio Legale Guccione & Associati,
è Professore a contratto di Diritto dei Contratti di Partenariato Pubblico
Privato all’Università degli Studi di Teramo (claudio.guccione@peilex.com).
Il TAR Bologna, con la sentenza n. 325,
pubblicata il 20 febbraio 2026, ha chiarito
che se il concorrente, quando presenta
la propria offerta in sede di gara
pubblica, decide di applicare un contratto
collettivo nazionale (CCNL) diverso rispetto
a quello scelto dalla stazione appaltante
nel bando, è imprescindibile, ai
sensi dell’art. 11 del Codice dei contratti
pubblici, che il contratto scelto dall’impresa
garantisca ai propri lavoratori tutele
equivalenti a quelle previste nel contratto
indicato dalla stazione appaltante.
Inquadramento normativo
e giurisprudenziale
In base al primo comma dell’art. 11 C.c.p.
ai lavoratori che operano in qualunque
appalto pubblico o concessione si applica
il CCNL in vigore stipulato dalle associazioni
sindacali di lavoratori e datori di
lavoro maggiormente rappresentativi sul
territorio nazionale e che sia collegato al
lavoro, servizio o fornitura che riguardano
l’appalto o la concessione.
Il comma successivo stabilisce che le stazioni
appaltanti e gli enti concedenti devono
indicare nei documenti di gara il CCNL
applicabile all’appalto o concessione oggetto
di gara pubblica. Con il terzo comma
dell’art. 11 C.c.p., il privato, in sede di
presentazione dell’offerta, può dichiarare
l’adozione di un CCNL diverso rispetto
a quello indicato dalla stazione appaltante,
a condizione che garantisca ai lavoratori
le stesse tutele di quello indicato dalla
stazione appaltante.
Nel caso in cui l’operatore economico voglia
avvalersi di tale facoltà, il comma
quarto prevede che le stazioni appaltanti,
prima di aggiudicare la gara, debbano
acquisire la dichiarazione di equivalenza
del CCNL dell’operatore, e valutarla con
le stesse modalità discrezionali previste in
caso di offerta anomala ai sensi dell’art.
110 C.c.p.
I fatti di causa
L’Università degli Studi di Bologna “Alma
Mater” indiceva una gara d’appalto per
l’acquisto dei servizi di manutenzione con
il patrimonio immobiliare di proprietà e/o
in uso della stessa Università.
L’”Alma Mater” indicava negli atti di gara il
CCNL edilizia; invece, l’aggiudicataria dichiarava
di applicare il CCNL metalmeccanici,
producendo quindi la relativa dichiarazione
di equivalenza.
La stazione appaltante, dopo aver esaminato
l’offerta dell’aggiudicataria con il
procedimento dell’offerta anomala chiedendole
chiarimenti, la riteneva congrua,
in quanto la società si era impegnata a
garantire ai lavoratori il “superminimo
non assorbibile” per tutta la durata del
contratto di appalto per garantire la medesima
RAL rispetto a quella del CCNL
edilizia.
Il Superminimo non assorbibile è un’ulteriore
indennità retributiva rispetto alle
voci minime fissate nel CCNL che consente
al lavoratore un trattamento economico
più favorevole: difatti, il superminimo
viene pattuito individualmente tra il datore
di lavoro e il singolo lavoratore.
La stazione appaltante, ritenendo che
l’applicazione del superminimo rispettasse
la normativa richiamata, aggiudicava
la gara al concorrente risultato primo
in graduatoria.
La Ricorrente, posizionatasi al secondo
posto, impugnava la determina di aggiudicazione
della gara, lamentando che il
CCNL metalmeccanici della società aggiudicataria
non garantisse tutele economiche
equivalenti a quelle previsti nel CCNL
edilizia dal momento che:
• La Retribuzione annuale lorda (RAL)
del CCNL metalmeccanici dichiarata
dall’aggiudicataria era decisamente
più bassa rispetto a quella prevista nel
CCNL edilizia;
• L’Aggiudicataria non poteva ricorrere al
“superminimo non assorbibile” per dimostrare
l’equivalenza tra il CCNL pro-
posto e quello richiesto dalla stazione
appaltante, in quanto si tratterebbe di
una parte di retribuzione individuale e
quindi estranea rispetto alla RAL prevista
nei CCNL.
La pronuncia del TAR Emilia -
Romagna, Bologna.
Il giudice emiliano ha accolto il ricorso sulla
scorta del fatto che, pur riconoscendo
l’applicazione flessibile del giudizio
di equivalenza tra le tutele retributive e
normative dei CCNL ai sensi dell’art. 11
C.c.p. e della Relazione Illustrativa dell’A-
NAC, il confronto che la stazione appaltante
è tenuta a svolgere debba riguardare
le componenti retributive fisse previste
dagli stessi CCNL di riferimento (dello
stesso avviso, T.A.R. Lazio Roma, Sez. IV,
Sent., 23/03/2026, n. 5364) e non quelle
variabili.
Il superminimo è una voce retributiva
che fa riferimento al singolo lavoratore,
e, quindi non è presente negli elementi
del contratto collettivo: il superminimo,
infatti, è concesso dal datore di lavoro al
lavoratore per riconoscergli meriti, oneri
e/o particolari responsabilità che si assume
quest’ultimo.
Il giudice emiliano prende spunto da pronunce
della Cassazione che definiscono il
superminimo proprio come un elemento
in aggiunta allo stipendio base fissato dal
CCNL e che è, appunto, pattuito singolarmente
dal datore di lavoro con il lavoratore
(sul punto, Cass. civ., sez. lavoro,
sent. 05/06/2020, n. 10779 e Cass. civ.,
sez. lavoro, sent. 27/10/2025, n. 28368).
Il superminimo altro non è se non un trattamento
di maggior favore nei confronti
del singolo lavoratore, essendo quindi
privo di effetti nei confronti della generalità
dei lavoratori.
Ne discende che il sopracitato giudizio di
equivalenza non può fondarsi sul superminimo,
in quanto la parità delle tutele
retributive deve riguardare solamente il
confronto tra quelle previste nel CCNL indicato
dalla stazione appaltante e in quello
dichiarato dal concorrente: si tratta di
previsioni certe, conoscibili, che valgono
per tutti i lavoratori e che vincolano il datore
proprio in forza di apposita CCNL che
garantisce i dipendenti sul piano contrattuale
e di tutela sindacale.
Pertanto, il giudizio di equivalenza si basa
sul paragone e confronto tra sistemi retributivi
collettivi, non su trattamenti economici
“ad personam” come il superminimo:
tale giudizio mira a verificare che
il CCNL indicato dal concorrente assicuri
in sé livelli di tutela economica “almeno
pari” - come riporta l’art. 4, c.4 dell’allegato
I.01al Codice - rispetto a quelli indicati
nel CCNL indicato dalla stazione appaltante.
Ed ancora, il superminimo non
esprime una tutela minima, bensì un riconoscimento
discrezionale di maggior favore,
che varia nel tempo e da impresa a
impresa, senza dunque le garanzie proprie
della contrattazione collettiva.
Secondo il giudice amministrativo, non è
possibile giungere ad una conclusione differente,
dal momento che un’interpretazione
flessibile del principio di equivalenza
e della Relazione ANAC non può estendersi
sino ad accettare trattamenti retributivi
peggiorativi nei confronti dei lavoratori:
il giudizio di verifica dell’equivalenza delle
tutele dei lavoratori riguarda l’accertamento
tecnico che consiste nella comparazione
tra la RAL del CCNL indicato dalla
stazione appaltante e la RAL dichiarata
dall’operatore economico.
Osservatorio normativo
Decreto Ministeriale del Ministero
dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
11/03/2026 in materia di “Adozione
dei criteri ambientali minimi per l’affidamento
del servizio di noleggio operativo
e la fornitura di computer, monitor, tablet
e smartphone nuovi e ricondizionati (CAM
ICT)” (Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
25/03/2026, n. 70);
Legge 11/03/2026, n. 34 recante “Legge
annuale sulle piccole e medie imprese”
(Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
23/03/2026, n. 68) il cui art. 5 “Ulteriori
disposizioni in materia di consorzi”
modifica l’art. 67, co. 5, del d.lgs. n.
36/2023. nn
L’Opinione legale
8 4/2026 leStrade
leStrade 4/2026 9
Notizie da Anas
Notizie da Anas
Lazio, S.S. 4 “Salaria”
Lavori per l’adeguamento a quattro
corsie della S.S. 4 “Salaria” tra
Ponte Buita e San Giovanni Reatino
L’Amministratore
Delegato di Anas,
Claudio Andrea
Gemme.
Sono stati avviati i lavori per l’adeguamento
a quattro corsie della
S.S. 4 “Salaria” nel tratto compreso
tra il km 56,000 e il km 64,000,
tra le località Ponte Buita e San
Giovanni Reatino, in provincia di
Rieti. L’intervento rappresenta un
passaggio fondamentale nell’attuazione
del Piano di potenziamento
della Salaria e segna l’avvio concreto
dell’intera opera nel Lotto 1.
È stato inaugurato il cantiere
dell’opera alla presenza, tra gli altri,
del Sindaco del Comune di Torricella
in Sabina, Floriana Broccoletti,
del Sindaco del Comune di
Rieti, Daniele Sinibaldi, del Commissario
Straordinario per gli interventi
infrastrutturali sulla SS4
“Salaria”, Fulvio Maria Soccodato,
dell’Amministratore Delegato
di Anas, Claudio Andrea Gemme,
dell’assessore ai Lavori pubblici,
Politiche di Ricostruzione, Viabilità
e Infrastrutture della Regione Lazio,
Manuela Rinaldi, del Presidente
della Provincia di Rieti, Roberta
Cuneo, della Vicepresidente e Assessore
allo Sviluppo economico,
Commercio, Artigianato, Industria,
Internazionalizzazione della Regione
Lazio, Roberta Angelilli, e del Vicepresidente
del Consiglio dei Ministri
e Ministro delle Infrastrutture
e dei Trasporti, Matteo Salvini.
«Anas conferma l’impegno nel
tradurre in opere concrete la programmazione
infrastrutturale del
Paese - ha dichiarato l’Amministratore
Delegato di Anas, Claudio
Andrea Gemme - l’adeguamento
a quattro corsie della strada statale
Salaria, un’arteria storica della
nostra rete che collega più regioni,
costituisce un intervento di
grande rilevanza tecnica e strategica,
un tassello fondamentale
per rafforzare il collegamento tra
Roma e le aree interne, ridurre i
tempi di percorrenza e sostenere
lo sviluppo economico con la massima
attenzione alla sicurezza, alla
Il Commissario Straordinario per gli
interventi infrastrutturali sulla SS4
“Salaria”, Fulvio Maria Soccodato.
sostenibilità e alla continuità della
circolazione. Per Anas questa è
una delle numerose opere ormai
nella fase esecutiva nel Lazio e su
tutto il territorio nazionale: interventi
di pubblica utilità che testimoniano
la capacità dell’azienda di
essere al servizio delle comunità
per migliorare la qualità della rete
viaria e contribuire allo sviluppo
economico e sociale dei territori».
«L’avvio dei lavori degli Stralci 1 e
3 del Lotto 1 - ha dichiarato il Commissario
Straordinario di Governo,
Fulvio Maria Soccodato - rappresenta
un passaggio decisivo per il
Lazio e, in particolare, per il territorio
reatino. La scelta del Governo
di commissariare l’intero asse
della S.S. 4 “Salaria” ha consentito
di affrontare in modo unitario
e organico un’infrastruttura strategica
superando frammentazioni
e accelerando l’attuazione degli
interventi. Per Rieti e per i comuni
attraversati dalla Salaria questo
intervento segna un cambio di
passo: interveniamo su un’arteria
che incide direttamente sulla qualità
della vita delle persone, l’accesso
ai servizi essenziali, la sicurezza
degli spostamenti quotidiani e
la capacità del territorio di attrarre
investimenti e opportunità. L’obiettivo
è elevare in modo strutturale
il livello di servizio dell’infrastruttura
mettendo al centro l’uomo, la
sicurezza e il dialogo tra strada e
contesto ambientale. Il primo passo
operativo di un programma già
finanziato e pianificato che proseguirà
con determinazione verso
i successivi interventi rafforzando
in modo stabile la connessione
del reatino con il resto del Lazio e
consolidando le condizioni per uno
sviluppo più equilibrato e duraturo
delle aree interne».
L’avvio dei lavori riguarda due
stralci funzionali del Lotto 1
Il primo è lo Stralcio 3 relativo al
tratto compreso tra il km 59,450
e il km 61,440 per una lunghezza
complessiva di circa due chilometri.
In questo segmento è previ-
sto l’adeguamento della piattaforma
stradale a strada extraurbana
principale di tipo B, con due corsie
per senso di marcia da 3,50 metri
e spartitraffico centrale, l’incremento
degli standard di sicurezza
e regolarità della circolazione e
la realizzazione della Galleria “San
Lorenzo” a doppio fornice, uno per
carreggiata, della lunghezza di circa
225 metri e 466 metri.
Contestualmente è stato consegnato
ed è in fase di cantierizzazione
anche lo Stralcio 1 del Lotto
1 (km 56,000 – 57,900), che costituisce
parte integrante dell’intervento
complessivo di adeguamento
a quattro corsie.
Il Lotto 1 (dal km 56,000 al km
64,000) dispone di un finanziamento
complessivo pari a 318,1
milioni di euro e rientra nel più
ampio Piano Commissariale Salaria:
prevede l’ammodernamento di
circa 14 chilometri di tracciato con
un investimento totale di 525 milioni
di euro suddiviso in due lotti
funzionali articolati in sette stralci
esecutivi con una durata media dei
lavori pari a circa due anni per ciascuno
stralcio.
Il Piano di potenziamento della Salaria
nel Lazio prevede interventi
per un’estesa complessiva di circa
40 chilometri e un investimento
pari a 1,5 miliardi di euro. L’obiettivo
è ridurre i tempi di percorrenza
tra Rieti e Roma, incrementare
la capacità e la fluidità del traffico
nei nodi più congestionati, migliorare
gli standard di sicurezza, favorire
la coesione territoriale e lo
sviluppo economico delle aree interne
e potenziare il collegamento
con le Marche.
L’adeguamento a quattro corsie
della S.S. 4 “Salaria” è progettato
secondo criteri di sostenibilità
ambientale e innovazione tecnologica
con l’utilizzo di materiali
innovativi, attenzione particolare
all’inserimento paesaggistico,
miglioramento delle connessioni
faunistiche e incremento della resilienza
ai cambiamenti climatici.
Con l’avvio coordinato dei lavori
degli Stralci 1 e 3 del Lotto 1 prende
forma in modo organico l’intera
opera di adeguamento nel tratto
reatino confermando l’impegno
di Anas nella modernizzazione di
un’infrastruttura strategica per il
Centro Italia e nel rafforzamento
del collegamento tra Roma e Rieti.
Con tempi certi di realizzazione,
massima attenzione alla sicurezza
dei cantieri e alla continuità della
circolazione durante le fasi di esecuzione.
Toscana, il nuovo viadotto “La Coscia”
Traffico regolato a doppio senso
sulla nuova carreggiata realizzata
per consentire l’ammodernamento
della carreggiata esistente
È stato al traffico il nuovo viadotto
“La Coscia”, realizzato nell’ambito
del lotto 4 dei lavori di raddoppio
a quattro corsie della strada statale
223 “di Paganico” (E78 Grosseto-Siena).
A partire dallo scorso 10 marzo, il
traffico è quindi deviato a doppio
senso di marcia sul nuovo viadotto,
per consentire i lavori di ammodernamento
della carreggiata esistente.
L’opera è costituita da otto campate,
per una lunghezza complessiva
di 475 metri ed è stata realizzata
con sistema misto acciaio-calcestruzzo.
La sezione stradale è costituita
da due corsie da 3,75 metri
ciascuna, oltre a una banchina
da 1,75 metri e una seconda banchina
variabile da 0,5 a 1,7 metri a
seconda del raggio di curvatura del
tracciato, per una larghezza complessiva
della piattaforma stradale
tra 9,75 e 10,95 metri.
Una volta completato l’ammodernamento
della carreggiata esistente,
il nuovo viadotto costituirà la
carreggiata in direzione Siena.
Il lotto 4 interessa un tratto di 2,8
chilometri e congiunge due tratti
già ammodernati tra gli svincoli
di Lampugnano e Civitella, in provincia
di Grosseto, per un investimento
complessivo di 106 milioni
di euro.
Gli interventi comprendono otto
viadotti (quattro in direzione Siena
e quattro in direzione Grosseto) per
una lunghezza complessiva di 1,8
chilometri, oltre a due gallerie, di
cui una da realizzare e una da adeguare,
per complessivi 550 metri.
Il completamento dei lavori è previsto
entro il primo semestre 2027.
In collaborazione con
10 4/2026 leStrade
leStrade 4/2026
11
Notizie da Anas
Emilia-Romagna, galleria “Appennino”
Abbattuto l’ultimo diaframma della galleria all’interno del 3° lotto
della tangenziale di Forlì, nel territorio provinciale di Forlì Cesena
Emilia-Romagna, il ponte sul Nure
Intervento da tre milioni di euro per il consolidamento
e l’adeguamento dell’infrastruttura di Pontenure
Riaperto al traffico il ponte sul fiume
Nure lungo la strada statale 9
“Via Emilia”, al km 254, nel territorio
di Pontenure, in provincia di
Piacenza.
Presenti alla riapertura, tra gli altri,
il Vicepresidente del Consiglio
e Ministro delle Infrastrutture e dei
Trasporti Matteo Salvini, il Ministro
per gli affari europei, Pnrr e le politiche
di coesione Tommaso Foti,
l’Assessora all’Ambiente, Programmazione
territoriale, Mobilità e Trasporti
della Regione Emilia-Romagna
Irene Priolo, il Commissario
prefettizio del Comune di Pontenure,
Attilio Ubaldi, e il Responsabile
Anas Emilia-Romagna Massimiliano
Campanella.
L’intervento di manutenzione, avviato
il 15 settembre scorso, ha
previsto un investimento complessivo
di circa tre milioni di euro e si
è concluso in sei mesi.
I lavori hanno innalzato gli standard
di sicurezza e funzionalità del
ponte ma ne hanno preservato il
valore storico e architettonico. L’intervento
ha previsto una soluzione
tecnica innovativa: la nuova struttura
portante, infatti, è all’interno
del ponte esistente.
L’impalcato originario è stato rimosso
e sostituito con una nuova
struttura mista in acciaio e calcestruzzo,
progettata per essere
inserita all’interno della sagoma
storica. Sono stati inoltre inseriti
nuovi elementi strutturali di sostegno
e consolidate le spalle del
ponte.
Il ponte originario, costruito nel
1838, è composto da quattro pile
in alveo e cinque arcate in muratura.
Negli anni Settanta la struttura
era stata integrata con un cordolo
in calcestruzzo armato a sbalzo
su entrambi i lati, oggi rimosso
dall’intervento.
La piattaforma stradale è stata
adeguata agli standard della categoria
extraurbana secondaria (C2)
con nuovi cordoli laterali, barriere
di sicurezza e il miglioramento del
sistema di smaltimento delle acque.
Proseguirà ora l’ultima fase dei lavori
per il restauro conservativo
della struttura storica, svolti senza
interferenze con la circolazione
stradale.
È stato completato lo scavo della
galleria Appennino sul cantiere
di realizzazione del 3° lotto della
Tangenziale di Forlì, nel territorio
provinciale di Forlì Cesena.
L’abbattimento è avvenuto alla
presenza, tra gli altri, dell’Assessora
all’Ambiente, Programmazione
Territoriale, Mobilità e Trasporti,
Infrastrutture della Regione
Emilia-Romagna, Irene Priolo,
dell’Onorevole della Camera dei
deputati Alice Buonguerrieri, delegata
dal Sottosegretario al Ministero
delle Infrastrutture e dei
Trasporti, del Sindaco di Forlì,
Gian Luca Zattini e del Responsabile
Anas Emilia-Romagna, Massimiliano
Campanella.
La galleria ‘Appennino’, con una
lunghezza di 384 metri, insieme
alla ‘Vecchiazzano’ con una estensione
di 454 metri, è la seconda
galleria che fa parte della nuova
bretella stradale in fase di realizzazione
che, con una estensione
totale di 3,6 chilometri, vede un
investimento totale già finanziato
di oltre 170 milioni di euro.
I lavori, avviati da Anas a fine giugno
del 2023, procedono nel rispetto
del cronoprogramma con
un avanzamento, ad oggi del 57%.
È stato ultimato il varo degli impalcati
metallici del viadotto “Partigiano”
della lunghezza di 302
metri, del viadotto “Placucci” dello
sviluppo di 140 metri e di tre
ponti ad unica campata presenti
lungo il tracciato. È in fase di
montaggio l’impalcato metallico
del ponte Rabbi.
Inoltre, sono in corso i lavori di finitura
dei muri di sostegno e di
realizzazione dei rilevati dell’asta
principale.
Tra le molte attività fino ad ora
realizzate ad oggi, è da segnalare
l’apertura al traffico della viabilità
“Deviazione Via del Guado”
che collega Via del Partigiano
all’Ospedale Morgagni-Pierantoni,
oltre all’attivazione della viabilità
urbana sovrappassante le gallerie
artificiali Vecchiazzano e Appennino
in corrispondenza di Via Caboto,
Via Ca’ Dolce, Viale dell’Appennino
e Via Cangini.
Attualmente è in corso di ultimazione
il getto delle solette degli
impalcati metallici ad oggi varati
ed è stato dato avvio alle prime
attività di realizzazione della pavimentazione
stradale ed installazione
delle barriere di sicurezza.
Prende quindi sempre più forma la
nuova bretella stradale del 3° lotto
della Tangenziale di Forlì, che
una volta conclusa collegherà il Sistema
Tangenziale di Forlì con l’Ospedale
Pierantoni e con la SS 67
“Tosco Romagnola”.
In collaborazione con
12 4/2026 leStrade
leStrade 4/2026
13
otiziario
SOLUZIONI AUDIO IN IP
Soluzione smart per
colonnine e armadi SOS
per strade e gallerie
Colonnine SOS in itinere e
armadi SOS di galleria che si
interfacciano con i sistemi SIV di
MOVYON e RMT di ANAS.
Cisterna-Valmontone, pubblicato
il maxi-bando da 1,1 miliardi
È ufficialmente partita la corsa
per aggiudicarsi uno dei cantieri
più attesi del Lazio. Il Ministro
delle Infrastrutture e dei Trasporti,
Matteo Salvini, ha annunciato
la pubblicazione nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica Italiana
- 5ª Serie Speciale, Contratti
Pubblici n. 37 - del bando di gara
per la realizzazione del collegamento
stradale Cisterna-Valmontone,
aprendo concretamente la
fase di affidamento dei lavori.
Opera strategica per
il centro-sud
L’infrastruttura nasce per colmare
la storica carenza di collegamenti
trasversali tra il litorale e
l’entroterra del sud del Lazio. Il
tracciato, lungo circa 33 chilometri,
attraverserà i territori di Aprilia,
Cisterna, Cori, Artena e Valmontone,
collegando la Pontina
all’autostrada A1, con 18 viadotti
e quattro gallerie. L’opera sarà
completamente gratuita, priva di
pedaggio, e l’investimento complessivo
- quasi interamente a carico
del MIT - ammonta a 1,3 miliardi
di euro.
I dettagli del bando
L’appalto, dal valore stimato
di 1.118.250.000 euro al netto
dell’IVA, è suddiviso in 14 lotti
funzionali, così da consentire l’apertura
simultanea di più cantieri
con operatori distinti. Tra i lotti di
maggiore entità figurano il Lotto 6
(152,5 milioni), il Lotto 9 (149,8
milioni) e il Lotto 13, comprensivo
di rotatoria e svincolo A1 (111,2
milioni). L’aggiudicazione seguirà
il criterio dell’offerta economicamente
più vantaggiosa: 80% alla
qualità tecnica, 20% alla componente
economica. Le offerte dovranno
pervenire in modalità telematica
entro le ore 12:00 del 1°
luglio 2026, con apertura delle buste
fissata per il 2 luglio.
Venticinque anni di attesa
Il progetto era già presente nel
Programma Infrastrutture Strategiche
da oltre un decennio,
bloccato da ricorsi, revisioni tecniche
e ripetuti rinvii. A marzo
2026, durante il convegno “Cisterna-Valmontone:
dalla progettazione
all’avvio dei cantieri”
tenutosi al teatro D’Annunzio di
Latina, il Ministro Salvini aveva
formalmente annunciato l’avvio
della fase operativa, alla presenza
del Commissario straordinario
Antonio Mallamo e del Presidente
della Regione Lazio Francesco
Rocca.
Impatto economico e sociale
L’area pontina è uno dei principali
poli produttivi nazionali: oltre
100 aziende chimico-farmaceutiche,
circa 11.000 addetti e un
export superiore ai 12 miliardi di
euro, cui si affianca un vasto sistema
agricolo. Ogni giorno oltre
80.000 pendolari percorrono la
SS148 Pontina, tra le arterie più
trafficate e pericolose d’Italia. Il
nuovo collegamento con l’A1 faciliterà
il trasporto merci, rafforzerà
la competitività delle imprese
locali e stringerà le relazioni
economiche tra la provincia di Latina
e il quadrante sud di Roma.
Le dichiarazioni
«Con questo bando entriamo
nella fase operativa di un’opera
fondamentale per la mobilità
del Lazio - ha dichiarato Salvini
- L’investimento rappresenta
un impegno concreto per dotare
il territorio di un’infrastruttura
moderna e sicura». Il governatore
Francesco Rocca ha parlato
di “recupero di oltre dieci anni di
ritardi”, sottolineando la sinergia
tra Regione e Governo come fattore
decisivo per sbloccare una
vicenda rimasta troppo a lungo
in stallo.
Con le offerte attese per l’estate,
i cantieri potrebbero avviarsi
entro fine 2026, ridisegnando
la mobilità dell’intero Lazio meridionale.
Attualità
Ermes Elettronica – Via Treviso 36, San Vendemiano (TV)
ermes@ermes-cctv.com - 0438-308470 - www.ermes-cctv.com
14 4/2026 leStrade
otiziario
SITEB ha partecipato al
Congresso Mondiale PIARC
Un confronto tecnico di alto livello con resilienza e
decarbonizzazione al centro del futuro delle strade
SITEB - l’Associazione Strade Italiane
e Bitumi - ha preso parte al
17° Congresso Mondiale PIARC
sul servizio invernale stradale, la
resilienza e la decarbonizzazione,
svoltosi a Chambéry (Francia)
dal 10 al 13 marzo 2026. L’evento,
organizzato da PIARC-AIPCR,
Associazione Mondiale della Strada,
ha affrontato per la prima volta
in modo integrato tre temi oggi
centrali per la comunità tecnica e
istituzionale: il servizio invernale,
la resilienza delle infrastrutture e
la decarbonizzazione - ambiti che
costituiscono le priorità strategiche
dell’attuale Piano Strategico
dell’AIPCR.
All’interno dello Stand Italia, accanto
a PIARC, alla sua Presidente
Mondiale, Emanuela Stocchi,
e al Presidente del Comitato Nazionale
Italiano, Claudio Andrea
Gemme (AD di ANAS), erano presenti
il Ministero delle Infrastrutture
e dei Trasporti, il Politecnico
di Milano, il Politecnico di Torino
e le principali associazioni del
comparto, tra cui ANAS, AISCAT
e SITEB. Una presenza coordinata,
volta a rappresentare nel contesto
internazionale le competenze,
l’innovazione tecnologica e la
capacità industriale del sistema
Paese.
Il Congresso ha offerto un confronto
tecnico di alto livello sui
temi della sostenibilità operativa,
della sicurezza e della transizione
energetica, con particolare
attenzione alla riduzione dell’impatto
ambientale nelle attività di
manutenzione e nelle tecnologie
impiegate nel servizio invernale.
La voce di SITEB
«I temi del servizio invernale,
della resilienza delle infrastrutture
e della decarbonizzazione
non sono più ambiti distinti,
ma parti integrate di una stessa
visione industriale e tecnica
del futuro della strada», ha dichiarato
il Presidente Alessandro
Pesaresi (n.d.r. al momento
delle dichiarazioni ancora in carica),
intervenuto al Congresso.
«Come filiera italiana delle pavimentazioni
e delle infrastrutture
stradali, siamo pienamente
consapevoli della responsabilità
che ci attende: garantire sicurezza
e continuità del servizio anche
in condizioni climatiche sempre
più complesse, riducendo al
contempo l’impronta ambientale
delle nostre attività. Questo significa
investire in ricerca, innovazione
tecnologica, materiali a
minore impatto, digitalizzazione
dei processi e nuove competenze
professionali.»
«Il confronto internazionale promosso
da PIARC», ha concluso
Pesaresi, «ci ha consentito di valorizzare
le eccellenze italiane e
di rafforzare la collaborazione tra
istituzioni, gestori e imprese. La
transizione verso infrastrutture
più resilienti e decarbonizzate è
una sfida collettiva che richiede
visione, coordinamento e capacità
industriale. SITEB continuerà
a svolgere un ruolo attivo di indirizzo
tecnico e culturale, accompagnando
il settore in questo
percorso di trasformazione».
SITEB.IT
Aeroporto di Venezia per la
Giornata Mondiale dell’Acqua
Per il quarto anno consecutivo,
in occasione della Giornata Mondiale
dell’Acqua che ricorre il 22
marzo, l’Aeroporto Marco Polo di
Venezia ha aperto le porte a studenti
e insegnanti del territorio
per una visita immersiva nel contesto
ambientale in cui opera lo
scalo lagunare.
Un appuntamento che rientra
nell’attività continuativa svolta
dal Gruppo SAVE nel corso
dell’anno per sensibilizzare le
scuole sul tema dell’utilizzo e della
tutela della risorsa idrica, attraverso
incontri mirati, laboratori
didattici, momenti di confronto
e approfondimento.
56 studenti e sei insegnanti
La visita ha coinvolto 56 studenti
e sei insegnanti delle classi quinte
delle scuole primarie “Leonardo
Da Vinci” di Quarto d’Altino e
“Amerigo Vespucci” di Portegrandi
ed è stata preparata da un incontro
in aula in cui sono state
illustrate attività e buone pratiche
dell’aeroporto, mirate a ridurre
gli sprechi idrici e a valorizzare
al meglio questa risorsa
fondamentale.
Il percorso individuato per l’esperienza
diretta di quanto anticipato
in classe si è sviluppato
attraverso il terminal passeggeri,
il piazzale aeromobili e lungo
la strada perimetrale alla pista di
volo sul bordo della laguna dove,
da una prospettiva privilegiata, i
giovani ospiti hanno assistito ad
atterraggi e decolli e all’affascinante
attività realizzata con i falchi
per la sicurezza dei voli.
L’impianto di depurazione
dell’aeroporto
La seconda parte della visita ha
riguardato l’impianto di depurazione
dell’aeroporto, un’infrastruttura
centrale per il trattamento
dell’acqua anche in
un’ottica di economia circolare,
nella quale convogliano, tramite
una rete fognaria dedicata, le acque
reflue derivanti dalle diverse
attività aeroportuali, che vengono
qui trattate e trasformate in
acqua non potabile, a sua volta
riutilizzata per tutti gli scopi non
potabili quali, ad esempio, l’acqua
usata nelle toilette del terminal
passeggeri, il funzionamento
degli impianti, l’irrigazione del
verde aeroportuale, la pulizia
delle strade.
Depurazione di oltre un
milione di litri di acque reflue
L’impianto è stato progettato per
la depurazione di oltre un milione
di litri di acque reflue al giorno
(420 milioni di litri in un anno).
Nel 2025, ha depurato tutte le
acque reflue aeroportuali per un
totale di 250 milioni di litri, di cui
55 milioni di litri (il 22%) sono
stati riutilizzati per gli scopi sopra
descritti, risparmiando questa
quantità di acqua potabile, a
conferma del fondamentale contributo
del depuratore al raggiungimento
degli obiettivi di riduzione
dei consumi idropotabili.
La gestione dell’acqua al Marco
Polo è oggi un esempio di come
infrastrutture complesse possano
convivere con un ambiente prezioso
come, in questo caso, la laguna
di Venezia.
Tra gli interventi più importanti
rientra il Bacino di Laminazione
Cattal, un’area di 12 ettari esterna
all’aeroporto dalla capienza di
oltre 100.000 metri cubi, realizzata
da SAVE nel 2022 per raccogliere
l’acqua in caso di forti
piogge e ridurre così il rischio di
allagamenti nello scalo.
Nel mentre, il Bacino è al servizio
del territorio circostante, in
quanto può accogliere, tramite
i canali esistenti, l’acqua piovana
in eccesso. Negli anni, questo
spazio, oltre a svolgere la sua
funzione di sostegno alla sicurezza
idraulica, ha assunto anche
una sorprendente connotazione
di area umida naturale, classificata
ufficialmente dalla Regione
Veneto come zona protetta, a tutela
dell’habitat vegetale e faunistico
autoctono.
GRUPPOSAVE.IT
Attualità
16 4/2026 leStrade
leStrade 4/2026 17
otiziario
Primo Green paper sulla povertà
dei trasporti in Italia
In Italia oltre sette milioni di persone
vivono in condizioni di “povertà
dei trasporti”, una forma di
vulnerabilità sociale ancora poco
conosciuta che si declina nell’incapacità
di sostenere i costi del trasporto
pubblico o privato e nella
mancanza o l’accesso limitato ai
trasporti necessari per accedere ai
servizi essenziali, al lavoro e alle
opportunità economiche e sociali.
Il dato emerge dal primo Green
Paper sulla povertà dei trasporti in
Italia, presentato dal Transport Poverty
Lab promosso dalla Fondazione
per lo Sviluppo Sostenibile,
con il supporto di Tper e Nordcom,
il patrocinio della Commissione
Europea, del Ministero dell’Ambiente
e della Sicurezza Energetica
e del Ministero delle Infrastrutture
e dei Trasporti, e la collaborazione
tecnica dell’Osservatorio Sharing
Mobility e della Fondazione Transform
Transport ETS
Secondo lo studio, circa 1,2 milioni
di famiglie si trovano contemporaneamente
in una condizione di
rischio povertà e sostengono costi
di mobilità particolarmente elevati.
Al tempo stesso, 7,3 milioni
di cittadini risiedono in aree caratterizzate
da un’offerta di trasporto
pubblico insufficiente. Il divario
territoriale è marcato: nel Sud la
disponibilità di trasporto pubblico
locale scende sotto i 200 posti-km
per abitante in alcune aree di Sardegna
e Sicilia, contro una media
nazionale di 4.623 e oltre 16.000
posti-km registrati a Milano. A livello
regionale, la quota più elevata
di famiglie vulnerabili si registra
in Calabria, dove supera il 10%,
mentre il dato scende sotto il 2%
in Trentino-Alto Adige.
Le quattro tipologie
di cittadini vulnerabili
Il Green Paper ha elaborato una
prima matrice della povertà dei trasporti
che identifica 4 macro-tipologie
di cittadini, come chiave interpretativa
del fenomeno, che vede
spesso sovrapporsi le due componenti
principali - la difficoltà di sostenere
i costi della mobilità e la
difficoltà di accedere ai trasporti
necessari per raggiungere opportunità
e servizi essenziali:
• i cittadini soggetti alla forma più
acuta di esclusione, dove il basso
reddito si somma all’assenza
di opzioni disponibili di trasporto
nel territorio(vulnerabilità assoluta);
• i cittadini con risorse personali
adeguate, ma penalizzati da un
contesto territoriale povero di
servizi di mobilità. Spesso compensano
questi limiti facendo ricorso
massiccio all’auto privata
(vulnerabilità territoriale);
• i cittadini inseriti in un territorio
ben servito, ma con capacità personali
limitate. Barriere economiche,
fisiche o sociali riducono la
fruibilità dei servizi (vulnerabilità
personale);
• i cittadini che dispongono di capacità
personali adeguate, in un
territorio che offre molteplici opzioni
di mobilità efficienti (disponibilità
e accessibilità).
Il Regolamento Europeo che istituisce
il Fondo Sociale per il Clima
aggiunge a questa vulnerabilità
“strutturale”, una “vulnerabilità
indotta”.che si verifica quando
una misura europea ideata per
promuovere la mobilità sostenibile
impatta economicamente su
cittadini e microimprese. Per contrastarla,
il Fondo mobilizza circa
85 Miliardi di euro, da utilizzare
nel periodo 2026-2032, destinandone
9 all’Italia.
Come contrastare
la povertà dei trasporti:
un decalogo
In Europa più di 25 milioni di residenti
non sono in grado di acquistare
un’automobile, più di dieci
milioni non possono permettersi il
trasporto pubblico e quasi 90 milioni
non dispongono di un’offerta
di trasporto pubblico accessibile.
Il Regolamento Europeo identifica
due macro-categorie di misure su
cui gli stati membri possono investire
per mitigare l’impatto sociale
ed economico su utenti vulnerabili
e microimprese:
1. facilitare l’accesso a veicoli a
zero e a basse emissioni;
2. facilitare l’accesso alla mobilità
condivisa e sostenibile.
In particolare, proponendo una prima
tassonomia operativa, la Guidance
on the Social Climate Plans
offre un insieme chiaro e strutturato
di misure, un vero e proprio
Decalogo di misure per il contrasto
alla povertà dei trasporti:
• sostegno finanziario e incentivi
fiscali per l’acquisto diretto di
veicoli a basse e zero emissioni;
• schemi per il noleggio o leasing
di veicoli a zero emissioni per i
gruppi vulnerabili in base a fattori
come il reddito, l’accessibilità
dei trasporti pubblici, e i
tempi e le distanze tra casa e
luogo di lavoro per evitare effetti
regressivi;
• investimenti in infrastrutture di
ricarica pubbliche intelligenti e
bidirezionali a prezzi competitivi,
in aree con utenti vulnerabili
e in povertà da trasporto;
• sussidi per l’acquisto o il leasing
di veicoli a zero emissioni
destinati alle microimprese
(ad esempio taxi, furgoni, camion,
veicoli a uso speciale o
cargo-bike);
• bonus aggiuntivi per la rottamazione
di veicoli diesel e benzina,
con la garanzia che non
vengano acquistati veicoli sostitutivi
inquinanti;
• promozione dell’uso di biciclette,
e-bike, cargo-bike e soluzioni
di micromobilità, favorendo
sia la creazione di infrastrutture
ciclabili sicure che colleghino
aree a basso reddito con destinazioni
chiave, oltre a sussidi
per acquisto, noleggio a lungo
termine o leasing di biciclette,
e-bike o cargo-bike;
• incentivi all’uso di trasporti
pubblici economici e accessibili,
supportando enti pubblici e
C
privati, comprese le cooperative,
nello sviluppo di mobilità
M
Y
sostenibile su richiesta, mobilità
condivisa e opzioni di mobi-
CM
lità attiva;
MY
• sostegno pubblico a servizi
on-demand, “mobilità come
CY
CMY
servizio (MaaS)” e sharing mobility,
per coprire l’intera cate-
K
na di percorsi, inclusi il primo
e ultimo miglio, tenendo conto
delle esigenze dei gruppi vulnerabili
nelle aree remote e svantaggiate,
anche attraverso voucher
sovvenzionati;
• estensione dell’offerta di trasporto
pubblico e di infrastrutture
correlate, soprattutto in
aree rurali e urbane poco servite,
beneficiando gli utenti vulnerabili
dei trasporti;
• investimenti in hub di mobilità,
per facilitare lo scambio e le
connessioni tra trasporto pubblico,
mobilità condivisa, ciclismo
e camminata nelle aree
suburbane, periurbane e rurali.
Strumenti di intervento
A livello internazionale si sono recentemente
diffusi strumenti di
intervento di vario genere all’interno
di queste macro-categorie,
in alcuni casi in attuazione anche
in Italia. Ecco alcuni esempi:
• Mobility Wallet: portafogli digitali
legati al reddito offerti dallo
Stato per pagare trasporto
pubblico, sharing mobility, taxi,
etc. (es. Los Angeles, Bruxelles,
Francia);
• bonus per acquisto auto e bici
elettriche destinati a famiglie a
basso ISEE (Italia, California,
EP104X126mm_2018.pdf 1 28/09/18 18:30
Sigillatrici
stradali
Sealant melters / Fondoirs a mastic
Germania);
• leasing sociale per veicoli a zero
emissioni, destinati a famiglie e
alle microimprese in base a fattori
come il reddito, l’accessibilità
dei trasporti pubblici, e i tempi
e le distanze tra casa e luogo
di lavoro;
• tariffe agevolate su taxi e ridehailing:
sconti per donne, anziani,
disoccupati (es. Roma,
Trento);
• trasporto pubblico sussidiato:
abbonamenti gratuiti o a prezzo
ridotto (es. Bonus Trasporti Italia,
modello “Solidarity Pricing” in
Francia);
• trasporto a chiamata (Demand
Responsive Transit): servizi con
tariffe sociali o gratuiti per aree
rurali o periferiche;
• carpooling incentivato: premi o
tariffe agevolate per pendolari
con redditi bassi (es. Francia,
progetto Karos).
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Attualità
18 4/2026 leStrade
leStrade 4/2026 19
otiziario
CONPAVIVER, il nuovo
Consiglio Generale
In un clima di grande partecipazione,
si è svolta all’Auditorium
Loris Malaguzzi di Reggio Emilia
l’Assemblea Ordinaria dei Soci di
CONPAVIPER - Associazione Italiana
Sottofondi, Massetti e Pavimentazioni
e Rivestimenti Continui.
L’incontro non solo ha sancito
il rinnovo degli organi associativi,
con l’elezione del nuovo Consiglio
Generale, ma ha rappresentato
un momento centrale di confronto
sui risultati raggiunti nel primo
anno di presidenza di Mariangela
Marconi, caratterizzato da un
rafforzamento del ruolo di CON-
PAVIPER sul piano istituzionale,
tecnico e rappresentativo.
«Sono molto orgogliosa dei risultati
raggiunti - ha dichiarato la
Presidente Mariangela Marconi -
perché sono frutto di un percorso
di consolidamento che sta rendendo
CONPAVIPER sempre più
autorevole e riconosciuta all’interno
della filiera delle costruzioni.
Il nostro obiettivo, infatti, è
essere un riferimento competente,
credibile e concreto, in grado
di rappresentare con forza ed efficacia
le istanze del comparto nei
contesti in cui si definiscono norme,
orientamenti e scenari futuri
per il settore».
Tra i traguardi più significativi del
2025 figura l’ingresso di CONPA-
VIPER come socio di rappresentanza
UNI: un riconoscimento di
particolare valore strategico che
consente all’Associazione di presidiare
in modo ancora più strutturato
e qualificato i tavoli della
normazione tecnica, contribuendo
attivamente alla definizione
degli standard di riferimento per
il comparto.
Nel corso dell’Assemblea è stata
inoltre conferita la nomina a Socio
Onorario a Luigi Coppola, ingegnere
civile, Presidente dell’American
Concrete Institute Italy
Chapter e docente dei corsi di
“Materiali per l’edilizia” e “Materiali
per il restauro delle strutture”
presso l’Università degli Studi di
Bergamo. La nomina non solo riconosce
il suo rilevante contributo
scientifico e professionale alla diffusione
di una cultura tecnica nel
campo del calcestruzzo, ma rafforza
ulteriormente il legame tra
CONPAVIPER e il mondo della ricerca,
della formazione e dell’innovazione
tecnologica applicata al
settore.
Crescita associativa e valore
dei servizi
A conferma della crescente attrattività,
CONPAVIPER ha chiuso
il 2025 con una base associativa
in aumento, passata da 159 a 172
soci. Un dato che testimonia sia la
fiducia da parte di imprese e operatori
del settore, sia la capacità
dell’Associazione di offrire servizi
concreti, aggiornamento tecnico,
rappresentanza istituzionale e
supporto qualificato.
«La crescita del numero dei soci
- prosegue Marconi - è un indicatore
estremamente significativo:
dimostra che il settore riconosce
in CONPAVIPER un interlocutore
affidabile, preparato e vicino alle
esigenze reali di imprese e professionisti.
È un risultato che ci incoraggia
a fare ancora di più, ampliando
ulteriormente la nostra
capacità di ascolto, di proposta e
di servizio».
Nel corso dell’ultimo anno si è intensificata
anche l’attività tecnica
sviluppata nei tre comparti rappresentati
dall’Associazione. CON-
PAVIPER ha lavorato all’aggiornamento
del Codice di Buona Pratica
dei massetti, alla redazione delle
Linee Guida per i sistemi resinosi
decorativi e all’approfondimento
dei temi legati ai pavimenti industriali.
Parallelamente, sono stati
avviati gruppi di lavoro congiunti
con altre associazioni su temi di
forte attualità, come la logistica, i
nuovi cementi a minor contenuto
di clinker e l’evoluzione del quadro
normativo.
Sul fronte della formazione, ambito
sempre più strategico per qualificare
le professionalità e diffondere
competenze tecniche affidabili,
nel 2025 l’Associazione ha promosso
corsi rivolti agli applicatori
e ha avviato il primo percorso dedicato
ai formatori, che ha già portato
all’accreditamento di nove figure
qualificate.
Le priorità per il 2026
Guardando al secondo anno di
mandato, la Presidente Mariangela
Marconi ha indicato tra le
principali direttrici di sviluppo il
rafforzamento delle sinergie con
altre realtà associative, il consolidamento
del presidio normativo,
l’incremento delle giornate di studio
e il potenziamento delle attività
formative e informative su scala
territoriale.
«Vogliamo che CONPAVIPER -
conclude Marconi - sia sempre
più forte, rappresentativa e utile
per i propri soci, ma anche sempre
più presente nel dibattito tecnico
e normativo che interessa il
nostro settore. Per questo continueremo
a investire su competenze,
relazioni e contenuti,
convinti che la qualità della rappresentanza
passi prima di tutto
dalla qualità del lavoro che ogni
giorno mettiamo a disposizione
della filiera».
Mariangela Marconi, Presidente
CONPAVIPER.
Nuova composizione del
Consiglio Regionale
Mariangela Marconi - Presidente;
Enzo Parietti - Past President;
Fabrizio Penati - Presidente Onorario;
Costantino Vinella - Presidente
Onorario; Luciano Massazzi
- Presidente Onorario;
Luigi Schiavo - Presidente Onorario;
Edmondo Vavassori - Vicepresidente
sezione Resine;
Ivo Salvini - Vicepresidente sezione
Marketing; Giovanni Saba
- Vicepresidente sezione Pavimentazioni;
Antonio Badalucco -
Vicepresidente sezione Massetti;
Ciro Scialò - Vicepresidente Sezione
formazione; Camillo Signani -
Vicepresidente Centro Studi.
Consiglieri
Luca Andreoli, Giorgio Avenali,
Angelo Belli, Fausto Brandi, Andrea
Epi, Massimo Fumagalli, Gian
Luca Gabelli, Davide Gabrielli, Andrea
Gaetani, Gianluca Ghirardini,
Gerardo Luongo, Paola Orsi, Fabio
Orsini, Andrea Penati, Giovanni
Piretti, Piercarlo Rocca, Riccardo
Romanini, Vincenzo Rotunno.
Probiviri
Giorgio Borghesi, Riccardo Chinosi,
Gabriele Gazzaniga, Ivan Mora,
Mirko Ricci.
CONPAVIPER.ORG
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maggiore intervallo di elastoplasticità
migliore comportamento
alle alte e basse temperature
maggiore resistenza al carico
e alla fatica
aumento della coesione
e adesione agli inerti
miglioramento della resistenza
all’invecchiamento
Attualità
20 4/2026 leStrade
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otiziario
Gter vince l’ESA Grand Challenge
promossa da ANAS ed ESA
L’azienda GTER ha vinto l’ESA
Grand Challenge “Enhanced Positioning
4 Smart Road” nata dalla
collaborazione tra ANAS (Gruppo
Fs) e Agenzia Spaziale Europea
(ESA) per promuovere l’adozione
di tecnologie satellitari avanzate
a supporto della digitalizzazione
delle infrastrutture stradali.
ANAS ed ESA lo hanno annunciato
nel corso del Celebration Day
nella sede dello Smart Road Center
di ANAS.
GTER è un’impresa con sede a Genova
che opera nel settore del posizionamento
satellitare e dei servizi
avanzati di navigazione in una
combinazione di competenze di ricerca,
sviluppo software e applicazioni
operative in contesti complessi.
La ESA Grand Challenge si è svolta
attraverso un percorso strutturato
mirato a intercettare, sviluppare
e sperimentare soluzioni
tecnologiche innovative in grado
di rispondere ai fabbisogni
di Anas nella realizzazione delle
“strade intelligenti”. L’obiettivo
di ANAS è aumentare la precisione
del posizionamento GNSS
(Global Navigation Satellite System)
sullo smartphone per migliorarne
l’accuratezza submetrica
e abilitare nuovi casi d’uso per
i servizi C-ITS (Cooperative Intelligent
Transport Systems) basati
sullo scambio dati tra veicoli
e tra questi e le infrastrutture
stradali. Il percorso ha previsto
fasi di sviluppo, test e validazione,
con il coinvolgimento diretto
degli esperti tecnici di ANAS
ed ESA.
Nel contesto della Challenge
GTER ha sviluppato una soluzione
tecnologica innovativa basata
sull’elaborazione avanzata dei
dati GNSS integrati con sensori
e sull’utilizzo di algoritmi di ultima
generazione. Il prototipo sviluppato
prevede una soluzione in
grado di raccogliere dati e creare
nuovi servizi digitali per la sicurezza
stradale, il monitoraggio
degli eventi e il supporto alla guida
connessa. All’impresa è stato
assegnato un premio di 100mila
euro messo in palio da ANAS.
Stantec,
nuovo
Direttore
Tecnico
Stantec - tra i leader mondiali
nella progettazione sostenibile
in ambito ingegneristico,
architettonico e ambientale
- ha annunciato la nomina di
Emanuele De Mattia come Direttore
Tecnico, in un percorso
di evoluzione della leadership
tecnica orientato a rafforzare
collaborazione, qualità e valore
condiviso.
La nuova visione per la Direzione
Tecnica di Stantec è
quella di uno spazio di connessione
e armonizzazione delle
competenze, che supera l’approccio
gerarchico tradizionale.
Un modello in cui la qualità
tecnica non nasce dal controllo
centralizzato, ma dal lavoro
collettivo e dalla collaborazione
tra discipline. La leadership
tecnica assume così un ruolo
di coordinamento capace di
dare direzione ai progetti creando
le condizioni perché il valore
emerga.
Emanuele De Mattia opererà
in sinergia con Giuseppe Prosperi,
già Direttore Tecnico dal
2018, contribuendo allo sviluppo
di una direzione sempre
più connettiva e orientata
all’innovazione.
Ingegnere idraulico e di processo,
laureato in Ingegneria
Civile Idraulica al Politecnico
di Torino, Emanuele
De Mattia ha maturato, negli
anni, una solida esperienza
nel trattamento delle acque
in contesti complessi e internazionali,
lavorando su grandi
impianti civili e industriali, inclusi
impianti di dissalazione e
potabilizzazione, con ruoli di responsabilità
nella progettazione
e nella gestione dei processi.
STANTEC.COM
Gruppo FS, al via la sperimentazione della
rete 5G sulla linea AV/AC Torino-Milano
Il Gruppo FS Italiane ha avviato
la sperimentazione della propria
rete 5G lungo la linea AV/AC Torino
- Milano, su una tratta di circa
60 chilometri tra Torino e Greggio.
L’iniziativa rappresenta una prima
fase di test nell’ambito del progetto
di connettività proprietaria del
Gruppo, sviluppato per supportare
l’innovazione tecnologica del sistema
ferroviario e dei servizi ai
passeggeri.
Completata a inizio ottobre l’infrastruttura
del progetto pilota,
sono attualmente in corso le attività
di verifica delle performance
della rete in contesto operativo
reale. La sperimentazione è finalizzata
a valutare qualità e continuità
della connessione, anche in
galleria e alle alte velocità, oltre a
definire l’architettura tecnologica
per eventuali sviluppi futuri.
Stefano Antonio Donnarumma,
Amministratore Delegato e Direttore
Generale del Gruppo FS
Italiane, ha dichiarato: «Stiamo
testando soluzioni avanzate
di connettività lungo le linee Alta
Velocità, con l’obiettivo di valutare
nuove opportunità tecnologiche
per migliorare l’esperienza di
viaggio e l’efficienza delle infrastrutture».
L’iniziativa si inserisce nel Programma
TLC previsto dal Piano
Strategico 2025-2029 del Gruppo
FS, che punta alla realizzazione
di un’infrastruttura di telecomunicazioni
ad alta capacità e affidabilità,
in grado di supportare servizi
sempre più evoluti.
La sperimentazione consentirà
inoltre di analizzare il contributo
della tecnologia 5G al miglioramento
del servizio Wi-Fi di bordo,
con particolare attenzione alla
stabilità della connessione in condizioni
operative complesse.
Il progetto è stato realizzato valorizzando
infrastrutture esistenti
di RFI e TIM, con l’integrazione
di cinque nuovi siti dedicati. La
tratta pilota costituisce un banco
di prova per testare sul campo
le soluzioni tecnologiche e raccogliere
dati utili a orientare le scelte
future.
Con questa sperimentazione, il
Gruppo FS Italiane prosegue il
proprio percorso di innovazione
tecnologica, esplorando soluzioni
in grado di supportare l’evoluzione
dei servizi ferroviari e digitali.
Attualità
22 4/2026 leStrade
leStrade 4/2026 23
otiziario
dal 6 al 9
maggio 2026
Venite a trovarci al
alla Fiera Macchine per Costruzioni
Aerea esterna › F
Stand › A
A
Apertura su
un solo lato
Sicurezza stradale, di notte
il maggior numero di incidenti
Il 30% degli incidenti che si verifica
nelle ore notturne avviene
a velocità pari o superiori a 40
km/h, una quota nettamente più
elevata rispetto alle ore diurne, e
nel nord Italia c’è una percentuale
maggiore di incidenti a velocità
elevate.
È quanto emerge dal nuovo Report
sulla Sicurezza Stradale realizzato
dal Consiglio Nazionale
delle Ricerche - Istituto di Scienza
e Tecnologie dell’Informazione
“Alessandro Faedo” (CNR-ISTI) in
collaborazione con OCTO, che fornisce
un resoconto sui fattori di
rischio che hanno maggiore incidenza
nei sinistri che avvengono
lungo le strade del nostro Paese.
Milioni di dati telematici
I dati provengono da un’analisi
basata sui comportamenti di
guida reali, realizzata su milioni
di dati telematici, con oltre 2,17
milioni di eventi di crash presi in
esame e circa 97.000 sinistri selezionati
con possibile danno al
veicolo, in un campione che comprende
238 milioni di viaggi. Dallo
studio emerge che circa il 30%
degli incidenti che si verifica nelle
ore notturne, tra la mezzanotte
e le cinque del mattino, a velocità
pari o superiori a 40 km/h:
una quota nettamente più elevata
rispetto alle ore diurne, dove
si passa da una percentuale del
10,1% dalle 6 alle 11 del mattino,
fino ad una del 12,9% dalle
18 alle 23. Sempre prendendo
in considerazione la velocità,
con tre fasce di riferimento che
vanno da oltre 15 km/h, da 15
a 39 km/h e da 40 km/h in su, si
scopre che nel nord Italia c’è una
percentuale maggiore di incidenti
nella fascia di velocità più elevata,
precisamente del 15,4%, rispetto
al 13,3% del centro e del
9,7% del sud.
Provincia di Bologna, maggior
numero di incidenti a velocità
uguali o superiori ai 40 km/h
Tra le province, prendendo in considerazione
quelle con almeno
1.000 sinistri registrati, Bologna
è risultata quella dove avviene la
maggior percentuale di incidenti
a velocità uguali o superiori ai
40 km/h, con un dato del 16,9%,
mentre Messina è quella detiene
la percentuale più bassa per questo
parametro, il 6,8%.
Inoltre, in base ai dati emersi dal
rapporto tra il numero di incidenti
e il numero di veicoli in circolazione
per ogni ora del giorno, le
ore notturne si confermano quelle
in cui si corrono i rischi maggiori:
avvengono incidenti autostradali
a una velocità uguale o superiore
ai 110 km/h, il 5,7%, o ad andature
uguali o superiori ai 130
km/h, l’1,9%.
I più giovani hanno più incidenti
ad alta velocità: nella fascia di età
compresa tra i 18 ed i 25 anni si
riscontrano la maggior parte degli
scontri a velocità uguali o superiori
ai 40 km/h, precisamente il
20,1%. Mentre le differenze di genere
nei comportamenti di guida
risultano marginali, con uno scarto
massimo osservato inferiore a
2,1 punti percentuali.
Apertura su
entrambi lati
B
disponibile a
NOLEGGIO
Attualità
24 4/2026 leStrade
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otiziario
Giornate dei Castelli, Palazzi e Borghi medievali
Visite in 23 località, nelle provincie di Brescia, Bergamo, Cremona e Milano
Anche nel 2025 Autostrade per
l’Italia è nella A List di CDP, posizione
che aveva raggiunto già nel
2024. Un traguardo che la pone nel
top 4% tra le oltre 22mila aziende
partecipanti, e che riconosce la
strategia ambiziosa sviluppata da
ASPI sulla mitigazione e sull’adattamento
climatico. CDP è una non
È stata avviata, con l’appuntamento
dello scorso 1° marzo, l’iniziativa
“Giornate dei Castelli, Palazzi
e Borghi medievali”: una rete
di 23 località della media pianura
lombarda, con aperture congiunte,
visite guidate ed eventi aperti
a tutti. Rocche, manieri e dimore
storiche - spesso non visitabili
- si animano con rievocazioni in
costume, laboratori per bambini,
visite guidate, mercatini d’antiquariato
e prodotti tipici.
Le 23 località coinvolte si trovano
nelle province di Bergamo, Brescia,
Cremona e Milano. L’iniziativa
gode del patrocinio di Regione
Lombardia ed è sostenuta da
A35 Brebemi Aleatica (main sponsor)
e Fondazione Comunità Bergamasca.
Ogni prima domenica del mese e
nelle principali festività - per un
totale di 11 giornate - è possibile
visitare 23 realtà pubbliche e
private distribuite su quattro province.
Ogni visitatore può costruire
liberamente il proprio itinerario
sulla base delle aperture previste
per ciascuna data. Tutte le informazioni
sono disponibili su www.
pianuradascoprire.it, che nel 2025
ha registrato un milione e 300
mila visualizzazioni, e sui canali
social dell’Associazione.
In ogni località sarà possibile acquistare
il “Passaporto”, un libretto
illustrato su cui apporre un timbro
a ogni tappa. Da quest’anno
saranno inoltre disponibili le nuove
shopper in tela dedicate alla
manifestazione.
Si conferma anche per il 2026 la
collaborazione con il circuito “Ville
Aperte in Brianza”, che in due periodi
dell’anno - fine aprile e metà
settembre - consente di visitare
residenze normalmente chiuse al
pubblico, ampliando ulteriormente
l’offerta culturale e turistica regionale.
Calendario aperture 2026: 1° marzo
- 6 aprile (Pasquetta) - 25 aprile
- 1° maggio - 3 maggio - 2 giugno
- 7 giugno - 4 luglio (serale) - 6 settembre
- 4 ottobre - 1° novembre.
ASPI, top nella rendicontazione climatica nel 2025
profit internazionale che fornisce
a imprese, autorità locali, governi
e investitori un sistema globale
di misurazione e rendicontazione
ambientale. Per il Gruppo alcune
delle principali tappe di questo percorso,
riconosciuto negli anni da
CDP, includono la certificazione da
parte dell’ente SBTi (Science Based
Targets) degli obiettivi di decarbonizzazione
volti al raggiungimento
dello status Net Zero al
2050, e la pubblicazione nel 2024
del Climate Transition Plan: ovvero
di un documento strategico che
delinea la strategia del gruppo sul
tema della gestione del rischio climatico,
definendo strategie, obiettivi
e azioni concrete per ridurre le
emissioni climalteranti e adattare le
infrastrutture ai fenomeni climatici
estremi. Nell’ambito delle celebrazioni
per il 25esimo anniversario
dell’organizzazione si è tenuta
a Parigi la cerimonia per i CDP Europe
Awards, uno degli eventi di
riferimento in Europa sulla disclosure
ambientale, che ha riunito
circa 300 rappresentanti di aziende,
città e decisori pubblici dsul
palco a ritirare il premio di CDP.
AUTOSTRADE.IT
Sangalli
S.p.A., Piano
Sociale
L’azienda di Mapello, realtà
consolidata nel settore
delle costruzioni stradali
con un fatturato 2025 di
45 milioni di euro e oltre
130 dipendenti, ha messo
a punto un “Piano Sociale”
per il 2026 che si traduce
in un investimento
concreto di 100mila euro
a favore di enti, associazioni
e realtà del territorio
bergamasco.
Un impegno che riflette
una visione precisa di
impresa: sostenibile non
solo nei processi produttivi,
ma anche nel rapporto
con la comunità in cui
opera.
I progetti sostenuti coprono
ambiti diversi ma
complementari. Sul fronte
sportivo e aggregativo,
Sangalli affianca la
Rugby Black Eagles Ambivere
ASD e la Parrocchia
S. Michele di Mapello
per il progetto “Tutti a
Casa”, volto a rigenerare
il tessuto sociale locale.
Sul versante salute e inclusione,
l’azienda sostiene
una giornata di prevenzione
oncologica gratuita
e la realizzazione di una
stanza multisensoriale
per bambini con disturbo
dello spettro autistico. In
collaborazione con “Aiuto
Donna” e “CUAV - La Svolta”,
promuove inoltre nelle
scuole medie di Mapello
un percorso contro gli
stereotipi e la violenza di
genere.
Completa il quadro il sostegno
alla Fondazione “Costruiamo
il Futuro ETS”.
SANGALLISPA.IT
Attualità
26 4/2026 leStrade
otiziario
SaMoTer, dal 6 al 9 maggio 2026, tutti a Verona
La 32° edizione di SaMoTer, il Salone
internazionale triennale delle
Macchine per Costruzioni tornerà,
è l’unico appuntamento fieristico
in Italia dedicato all’intera gamma
del construction equipment.
Organizzato da Veronafiere in
partnership con UNACEA e CECE,
SaMoTer si conferma come hub
strategico per l’intera filiera: dal
movimento terra al sollevamento,
dalla demolizione alla perforazione
passando per la frantumazione,
dai veicoli per cava a quelli per
cantiere, dal calcestruzzo al settore
stradale, fino alle attrezzature
e ai componenti motori e ricambi,
logistica, servizi e ICT.
Il futuro dei cantieri in fiera
Il Salone punterà i riflettori sulla
rivoluzione dell’industria 4.0
che sta investendo il settore delle
costruzioni e delle macchine
movimento terra con argomenti
strategici legati alla transizione
ecologica e alla sostenibilità delle
macchine, alla digitalizzazione
e all’intelligenza artificiale, all’automazione
dei cantieri, alle nuove
soluzioni per le infrastrutture stradali,
senza tralasciare temi chiave
come sicurezza, formazione e noleggio.
Proprio per questo motivo,
l’appuntamento fieristico si preannuncia
imperdibile, non solo per
il programma di convegni e workshop
presso la SaMoTer Arena,
fornendo preziose anticipazioni
del comparto, ma anche piattaforma
B2B di livello internazionale
con numerosi top buyer esteri
selezionati, invitati e ospitati, grazie
alla collaborazione con ICE-Agenzia.
Tornerà anche il “Cantiere
Digitale”, un vero e proprio cantiere
automatizzato che prenderà
forma nell’area demo del SaMo-
Ter Lab, dove verranno evidenziati
i vantaggi dell’innovazione tecnologica
legata alla connettività e
all’utilizzo dei dati in termini di efficienza,
grazie all’ottimizzazione
dei cicli di lavoro e alla riduzione
dei consumi, di produttività, attraverso
i sistemi di monitoraggio in
tempo reale, e di sicurezza, con il
controllo da remoto per interventi
in ambienti pericolosi e il rilevamento
predittivo dei guasti.
La presenza dei protagonisti
internazionali
Con sei padiglioni e tre aree
esterne, il Salone, che è inserito
nel ciclo delle fiere internazionali
partner di CECE (la Federazione
europea che raggruppa
le associazioni dei costruttori
di macchine movimento terra
e per costruzioni), porta a Verona
i principali brand internazionali.
Il settore “Movimento Terra”
è l’anima della rassegna da
oltre sessant’anni e registra, oltre
al ritorno in grande stile di Volvo
CE che ha scelto SaMoTer 2026
per il lancio della sua nuova gamma
di macchine e servizi, la presenza
di marchi simbolo di potenza
e innovazione come CGT,
parte del gruppo TESYA e dealer
Caterpillar, Doosan Bobcat, Develon,
Dieci, Hidromek A.S., Hitachi,
Hyundai, Kemroc, Kobelco,
Komatsu, Leica Geosystems,
LiuGong Italia, Mantovanibenne,
Massucco T., Merlo, Messersì,
Takeuchi Italia, Oilquick, Officine
Malaguti, Sany, SDLG,
Spektra, Sunward Europe Heavy
Industry, SIMEX ,Topcon, Cangini
Benne, VF Venieri, Wacker
Neuson e XCMG. Accanto a loro,
i protagonisti del mondo del “Calcestruzzo”
come CIFA, ma anche
Faresin Formwork Spa e Simem
Spa, i quali portano all’attenzione
del mercato le ultime soluzioni
per la produzione, il trasporto
e la posa, con un’attenzione
crescente a sostenibilità, digitalizzazione
e automazione dei processi.
Il segmento della “Frantumazione
e Demolizione” vede in
prima linea Indeco, MB Crusher
S.p.A., Trevi Benne, Keestract,
Gasparin, Sandvik e VTN Europe
S.p.A., marchi di riferimento
che stanno ridisegnando le dinamiche
dell’efficienza nei cantieri
urbani e infrastrutturali. Completano
il panorama espositori come
Usco Spa nei componenti motori
e ricambi e nel comparto “Stradale”,
rappresentato da Ammann
Italy, Sumitomo e Hanta, punti di
riferimento per la pavimentazione
e la manutenzione delle infrastrutture
stradali.
Convegni
28 4/2026 leStrade
Agenda
APRILE 2026
GIC
16-18 aprile
Piacenza
www.gic-expo.it
MAGGIO 2026
IBTTA Annual Technology
Summit
2 - 5 maggio
Orlando (Stati Uniti)
ibtta.org
SaMoTer
6 - 9 maggio
Verona
samoter.it
The Ita World Tunnel
Congress 2026
15 - 21 maggio
Montréal (Canada)
wtc2026.ca
Asecap Days 2026
27 - 29 maggio
Bratislava (Slovacchia)
asecapdays.org
SETTEMBRE 2026
Paving Expo 2026
22 – 24 settembre
San Paolo (Brasile)
paving.com.br
OTTOBRE 2026
Highways AU 2026
14 – 15 ottobre
Sydney (Australia)
terrapinn.com
Asphaltica 2026
7 – 10 ottobre
Bologna
asphaltica.it
ASPHALTICA 2026
asphaltica.it
Dal 7 al 10 ottobre 2026, il Quartiere
Fieristico di Bologna ospita Asphaltica,
il Salone Internazionale delle
Tecnologie e Soluzioni per Pavimentazioni
Stradali, Sicurezza, Servizi e
Infrastrutture Viarie. Organizzato da
BolognaFiere in collaborazione con
SITEB - Strade italiane e bitumi -
Asphaltica è la manifestazione di riferimento
per il settore stradale in
Italia e in Europa, un appuntamento
altamente specializzato che coinvolge
l'intera filiera.
L'edizione 2026 si svolgerà nel nuovo
Padiglione 37, caratterizzato da
un design moderno e funzionale e
dalla totale assenza di appoggi intermedi,
e si terrà in contemporanea
con un'altra importante manifestazione
fieristica del comparto. Oltre al
consolidamento dei settori di punta
- asfalto in prima linea - la fiera si
propone come vetrina dell'innovazione
tecnologica del settore, piazza
ideale per il business e sede di un
programma convegnistico di alto
profilo.
«leStrade» è media partner dell'evento
leStrade
Aeroporti Autostrade Ferrovie
INFRASTRUTTURE&MOBILITÀ
n Autostrada Brescia Verona Vicenza
Padova S.p.A. ha dato avvio ai lavori
del proprio Parco Fotovoltaico Diffuso.
n ANAS, campagna sperimentale
in ambiente reale, per testare
un sistema EVAC con elaborazione
digitale del segnale.
n Torino-Lione, consegnata la prima
TBM per il versante italiano.
n Roma sblocca uno dei cantieri più
attesi del quadrante sud-ovest:
il Ponte di Congressi.
Convegni, Corsi, Eventi 2026
30 4/2026 leStrade
Iniziative
L’autostrada A4 produce energia
Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova S.p.A. ha dato avvio ai lavori
del proprio Parco Fotovoltaico Diffuso, un’infrastruttura energetica lineare
concepita per correre lungo l’intera tratta di competenza della concessionaria
Il progetto segna un passaggio qualitativo nella
gestione dell’autostradale: dalla semplice riduzione
dei consumi alla produzione attiva di
energia da fonte rinnovabile, con l’obiettivo di
evolvere la rete verso un modello di piattaforma
energetica distribuita.
Dimensioni e articolazione del progetto
L’intervento, del valore complessivo di oltre 40
milioni di euro, è stato strutturato in tre lotti aggiudicati
tra la fine del 2025 e i primi mesi del
2026. Complessivamente verranno realizzati 26
impianti fotovoltaici, per un totale di 17.443 moduli
e una potenza installata di 11,87 MW di picco.
Le superfici interessate superano i 54.000
metri quadrati, distribuite su coperture di gallerie,
piattaforme di svincolo e aree di pertinenza
autostradale: una scelta progettuale che consente
di sfruttare superfici già antropizzate, escludendo
qualsiasi nuovo consumo di suolo.
I sistemi di accumulo: elemento
tecnico qualificante
Una quota rilevante delle risorse - oltre 7,3 milioni
di euro - è destinata ai sistemi di storage elettrochimico,
che costituiscono il nucleo tecnologico
più significativo dell’intera operazione. Le
batterie, con una capacità complessiva di 12,95
MWh, garantiranno la continuità dell’erogazione
energetica nelle fasce serali e notturne, ali-
Damiano Diotti
mentando le utenze più critiche dell’infrastruttura:
impianti di ventilazione e illuminazione delle
gallerie, svincoli e stazioni di esazione. L’integrazione
tra generazione fotovoltaica e accumulo
stazionario è concepita per massimizzare l’autoconsumo
e ridurre la dipendenza dalla rete elettrica
esterna nelle ore di picco della domanda interna.
Impatto ambientale atteso
Sul piano delle emissioni, il Parco Fotovoltaico
Diffuso consentirà di evitare la produzione di oltre
5.000 tonnellate di CO 2
equivalente su base
annua, contribuendo al percorso di decarbonizzazione
dell’infrastruttura in linea con gli obiettivi
del quadro normativo europeo in materia di sostenibilità
delle infrastrutture di trasporto.
Il quadro strategico: quattro direttrici di sviluppo
Il progetto si inserisce in una visione sistemica
più ampia, articolata dalla concessionaria
lungo quattro linee di sviluppo complementari.
Le prime due sono già operative: la generazione
distribuita, con l’installazione degli impianti
fotovoltaici su aree disponibili lungo il corridoio
autostradale; e l’efficienza energetica, che comprende
la riqualificazione impiantistica degli edifici
- tra cui la sostituzione di centrali termiche con
pompe di calore - e la progressiva conversione
dei sistemi di illuminazione in tecnologia LED, sia
nelle gallerie sia nelle aree di servizio.
Le due direttrici successive sono in fase di studio
e sviluppo prospettico. La terza riguarda la mobilità
elettrica, con l’analisi di fattibilità per charging
hub in corrispondenza di nodi strategici e
lo sviluppo di modelli di servizio dedicati sia alle
flotte aziendali - attualmente composte da veicoli
ibridi o alimentati a diesel HVO - sia all’utenza
autostradale e ai territori limitrofi. La quarta
direttrice esplora l’adozione di tecnologie emergenti:
dalla valorizzazione della filiera del verde
per la produzione di biomassa, alle soluzioni di
idrogeno verde, fino alle applicazioni di retrofitting
fotovoltaico basate su tecnologie di nuova
generazione, tra cui pellicole e moduli integrati
in superfici non convenzionali.
La dichiarazione del management
«Il Parco Fotovoltaico Diffuso rappresenta un
passaggio significativo nel percorso che negli
anni abbiamo portato avanti per rendere la rete
autostradale di nostra competenza sempre più
efficiente sotto il profilo ambientale e progressivamente
autonoma dal punto di vista energetico»,
ha dichiarato Bruno Chiari, Amministratore
Delegato di A4 Holding e Autostrada Brescia
Verona Vicenza Padova. «Fin dal 2012 abbiamo
scelto di integrare in modo strutturale i criteri
ESG nella gestione della rete, che oggi evolve
verso un modello di piattaforma energetica, capace
di coniugare produzione da fonti rinnovabili,
sistemi di accumulo ed efficientamento dei
consumi». nn
Infrastrutture&Mobilità
32 4/2026 leStrade
leStrade 4/2026 33
Opere
Variante di Mondovì
Webuild e Cossi Costruzioni si aggiudicano il contratto ANAS
da 117 milioni: la nuova Tangenziale della SS28 alleggerisce
gli abitati e potenzia il collegamento con la A6 Torino-Savona
ANAS ha affidato al consorzio formato da Cossi
Costruzioni (Gruppo Webuild, quota 80%) e Webuild
(20%) il contratto da 117 milioni di euro
per la realizzazione della Variante di Mondovì sulla
SS28 “del Colle di Nava”, in Piemonte. L’opera,
di lunghezza complessiva di circa tre chilometri,
punta a fluidificare il traffico urbano nel
Rione Borgato e a ridurre i tempi di percorrenza
verso l’autostrada A6 Torino-Savona, migliorando
al contempo l’accessibilità delle valli cuneesi.
Le tre opere principali
Il progetto si articola su tre strutture principali.
La galleria naturale San Lorenzo, con uno sviluppo
di 1,4 chilometri, costituisce l’elemento più significativo
dal punto di vista geometrico e geologico.
A essa si affianca una galleria artificiale e
il viadotto Ellero, di 240 metri di lunghezza, che
attraversa il torrente omonimo. La configurazione
planimetrica complessiva è stata studiata per
bypassare i centri abitati, riducendo il transito
dei veicoli pesanti nelle aree residenziali e commerciali.
Il sistema di monitoraggio strutturale
del viadotto Ellero
Il nucleo tecnologico più qualificante dell’intervento
è il viadotto Ellero. Sulla struttura verrà
installata una rete di sensori IoT per il monitoraggio
strutturale in continuo, con acquisizione
di dati in tempo reale sulla stabilità dell’impalcato
e sulle condizioni idrogeologiche del torrente
sottostante. Il sistema trasforma di fatto il viadotto
in un’infrastruttura sensorizzata, capace di
trasmettere informazioni utili sia alla gestione ordinaria
sia all’attivazione di procedure di allerta
in scenari critici.
Cantiere a bassa impronta ambientale
L’approccio alla sostenibilità del cantiere - che
impiegherà circa 150 addetti tra personale diretto
e di terzi - è strutturato su più livelli. Sul fronte
idrico, il progetto adotta un sistema di economia
circolare con recupero e riuso integrale delle
acque di lavorazione. Una rete di sensori digitali
ottimizzerà in tempo reale i consumi idrici ed
energetici, mentre barriere mobili limiteranno la
dispersione delle polveri nelle aree limitrofe. Particolare
attenzione è stata dedicata alla fauna
locale: il progetto prevede l’installazione di dissuasori
acustici e visivi nelle zone di lavoro e la
realizzazione di attraversamenti mobili per garantire
la continuità dei corridoi faunistici durante
tutte le fasi costruttive.
Il modello industriale Webuild-Cossi
L’aggiudicazione consolida il modello di integrazione
verticale tra Webuild e le proprie controllate.
Cossi Costruzioni, entrata nel Gruppo nel
2022 e specializzata in opere complesse in contesti
geologici e morfologici impegnativi - gallerie,
viadotti, infrastrutture stradali - porta in
campo un patrimonio tecnico maturato in quasi
cinquant’anni di attività. Tra le opere di riferimento:
il ripristino del Traforo del Monte Bianco,
il tunnel ferroviario di base del Monte Ceneri e la
partecipazione alla ricostruzione del Ponte Genova
San Giorgio. L’esperienza accumulata nei
grandi cantieri del Gruppo - Terzo Valico dei Giovi,
AV/AC Verona-Vicenza, Salerno-Reggio Calabria
- alimenta oggi una filiera tecnica integrata
che Webuild mette a sistema per elevare gli
standard costruttivi e accelerare i processi esecutivi.
nn
Monica Banti
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34 4/2026 leStrade
Infrastrutture e innovazione
La svolta digitale delle
infrastrutture italiane
Via libera della Commissione Senato a una piattaforma federata
di dati pubblici e privati per modernizzare la gestione delle infrastrutture
di trasporto. Ora tocca al Governo tradurre la mappa in azione
Il Parlamento italiano segna un punto fermo sul
futuro digitale delle infrastrutture. Il 17 febbraio
2026 l’8ª Commissione permanente del Senato
- Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori
pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica
- ha approvato il documento conclusivo dell’indagine
conoscitiva sull’utilizzo delle tecnologie
digitali e dell’intelligenza artificiale nella pianificazione,
costruzione e monitoraggio delle infrastrutture
stradali, autostradali, ferroviarie, portuali,
aeroportuali e logistiche.
Il documento non è un atto normativo, ma una
mappa di indirizzo politico che orienta l’azione del
Governo su uno dei nodi più critici per la competitività
del Paese: la capacità di trasformare in
asset digitali l’enorme patrimonio infrastrutturale
nazionale, ancora in larga parte gestito con logiche
tradizionali.
Infrastrutture&Mobilità
Un’infrastruttura che invecchia,
dati che non parlano tra loro
Il punto di partenza dell’analisi parlamentare è
impietoso: il patrimonio infrastrutturale italiano
- strade, viadotti, gallerie, ponti - è per una parte
rilevante il prodotto delle grandi stagioni costruttive
degli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento.
Strutture in calcestruzzo armato che si avvicinano
o superano la vita nominale di progetto,
spesso ancora monitorate con metodi discontinui
e reattivi anziché con sistemi continui e predittivi.
A questa fragilità materiale si sovrappone una
fragilità informativa: i dati sullo stato delle infrastrutture
- quando esistono - sono frammentati
tra soggetti diversi, in formati incompatibili,
non condivisi. Il risultato è che decisioni critiche
vengono prese in assenza di un quadro informativo
integrato.
Fabrizio Parati
Le quattro direttive operative
A conclusione dell’indagine, la Commissione ha
formulato quattro direttive operative che delineano
un programma d’azione concreto.
La prima riguarda un piano straordinario di rigenerazione
e digitalizzazione delle opere d’arte infrastrutturali
- definite “il cuore fragile delle infrastrutture
nazionali” - con l’obiettivo di superare
l’attuale logica reattiva e passare a una manutenzione
predittiva basata su criteri oggettivi e
tecnologie avanzate. Il riferimento è a sistemi di
monitoraggio dinamico continuo per ponti e viadotti,
integrati con gemelli digitali (digital twins)
alimentati in tempo reale da sensori IoT.
La seconda direttiva chiama alla costruzione di un
ecosistema nazionale per la logistica aumentata,
che faccia leva su automazione, smart road, connettività
e nuove competenze, con l’ambizione di
trasformare la logistica da settore dipendente in
leva attiva di politica economica.
La terza - e più innovativa sotto il profilo istituzionale
- è la proposta di un Mobility, Infrastructures
& Logistics Data Space: una piattaforma federata
di dati pubblici e privati, pensata come “condizione
abilitante per qualsiasi forma di pianificazione
efficace, innovazione dei servizi, interoperabilità
e trasparenza”. Il modello si ispira all’architettura
dei data space europei (in linea con il regolamento
EFTI sull’informazione elettronica per il
trasporto merci) e punta a superare la frammentazione
informativa che oggi penalizza la governance
delle reti.
La quarta direttiva è dedicata allo sviluppo di un
ecosistema digitale per il trasporto intermodale,
con particolare attenzione alle infrastrutture
portuali.
Le tecnologie abilitanti
Il documento parlamentare individua nelle seguenti
tecnologie i pilastri strutturanti della trasformazione:
BIM (Building Information Modelling)
come linguaggio comune per la gestione del
ciclo di vita delle opere; gemelli digitali per la simulazione
e il monitoraggio in continuo; Internet
of Things per la sensoristica distribuita; 5G
ed edge computing per la trasmissione e l’elaborazione
dei dati in prossimità delle infrastrutture;
intelligenza artificiale per l’analisi predittiva
e il supporto alle decisioni.
Il punto qualificante è il superamento esplicito
della dicotomia tra infrastruttura fisica e digitale:
le due dimensioni sono ormai inseparabili nella
concezione, nella gestione e nella valutazione
del patrimonio infrastrutturale.
La posizione di ANCE
L’Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE)
ha accolto il documento con favore, giudicandolo
un passo avanti nel processo di innovazione del
settore infrastrutturale italiano. La logica sottostante
al Data Space - sottolinea ANCE - si inscrive
nella prospettiva, condivisa dall’associazione,
di un quadro più ampio di digitalizzazione dell’intera
filiera delle costruzioni.
L’osservazione critica riguarda però il perimetro
attuale dell’iniziativa: il documento parlamentare
concentra la sua attenzione sulle infrastrutture
di trasporto e logistica, mentre ANCE auspica
che l’approccio venga progressivamente esteso
a modelli di piattaforme digitali integrate orientate
alla gestione del dato lungo l’intero ciclo di
vita delle opere costruite, comprese quelle residenziali,
produttive e di edilizia pubblica.
Dalla mappa all’azione
Il documento approvato dalla Commissione non
produce effetti giuridici diretti, ma costituisce un
riferimento autorevole per i provvedimenti normativi
e i programmi di investimento che il Governo
è chiamato ad adottare. La sfida ora è
quella della traduzione operativa: definire standard
tecnici condivisi per il Data Space, individuare
la governance della piattaforma, stabilire
le regole di accesso ai dati pubblici e le modalità
di coinvolgimento dei soggetti privati.
Per il settore delle infrastrutture stradali, in particolare,
le implicazioni sono concrete e urgenti:
il monitoraggio digitale continuo dei ponti non è
solo un obiettivo di modernizzazione, ma una risposta
diretta alle lezioni apprese dai cedimenti
strutturali che hanno segnato la storia recente
del Paese. Costruire il Data Space significa anche
costruire la memoria digitale delle nostre infrastrutture
- e le condizioni per non perderne il
controllo. nn
36 4/2026 leStrade
leStrade 4/2026 37
Sicurezza stradale
«Siamo Tutti Pedoni»
La quattordicesima edizione della campagna nazionale promossa da SPI Cgil,
FNP Cisl, UILP Uil e Centro Antartide allarga lo sguardo oltre le barriere
architettoniche, per affrontare il tema della vivibilità urbana nella sua complessità
I numeri parlano chiaro e fanno male. Dall’inizio
del 2026 sono già 108 i pedoni morti in Italia - dato
ASAPS aggiornato a marzo - in aumento rispetto
allo stesso periodo del 2025. Una drammatica
tendenza che si inserisce in un quadro strutturale
preoccupante: circa 6.000 morti e oltre 210.000
feriti negli ultimi dieci anni sono i dati dell’incidentalità
che coinvolge i pedoni, con circa il 20% che
perde la vita mentre attraversa sulle strisce, e oltre
il 50% delle vittime con più di 65 anni. E ancora:
in Italia è in città che si registra il 43% delle
vittime della strada, contro una media europea
del 34%, e il 50% dei morti in città è un pedone o
un ciclista. È in questo fosco scenario che torna,
per il quattordicesimo anno consecutivo, la campagna
nazionale «Siamo Tutti Pedoni», promossa
dai sindacati pensionati SPI Cgil, FNP Cisl e UILP
Uil insieme al Centro Antartide di Bologna. L’edizione
2026 si intitola “Oltre le barriere” e sceglie di
alzare l’asticella del dibattito: non più solo sicurezza
stradale in senso stretto, ma accessibilità nella
sua accezione più ampia - fisica, sensoriale, cognitiva,
digitale, culturale e sociale.
Città percepita come ostile
La scelta del titolo non è, ovviamente, casuale. Le
barriere che impediscono la piena fruizione della
città non sono soltanto quelle architettoniche
- il gradino, il marciapiede dissestato, l’attraversamento
privo di segnaletica tattile. Sono anche
quelle invisibili: la difficoltà di orientarsi in un ambiente
urbano caotico, l’esclusione dai servizi digitali,
la mancanza di spazi di socialità accessibili,
la paura stessa di uscire di casa. Quest’ultimo
punto tocca una questione sociale di grande rilevanza.
Da un’indagine del 2020, nelle regioni settentrionali
il 36% degli over 74 dichiara di aver necessità
di aiuto per uscire di casa, un dato che sale
al quasi 55% per il meridione. E c’è di più: anche
chi si dichiara autonomo negli spostamenti spesso
cela un adattamento progressivo, silenzioso, alla
riduzione della propria vita sociale. Un ritiro che
non è libera scelta, ma risposta a una città percepita
come ostile.
La campagna mette a fuoco proprio questo meccanismo:
le città, così com’è strutturate, rischia-
no di essere respingenti - per tutti, ma per alcuni
più che per altri. «Siamo Tutti Pedoni» lavora con
l’obiettivo di ampliare lo sguardo nell’affrontare i
temi della sicurezza dei pedoni e degli altri utenti
vulnerabili della strada: per garantire un sano sviluppo
delle nostre comunità è necessario modificare
le città, oggi progettate e strutturate sull’uso
prevalente dell’auto privata, rigenerandole con
nuove visioni e infrastrutture che incentivino gli
spostamenti a piedi o in bicicletta.
Dalle città sicure alle città vivibili
La visione di lungo periodo della campagna è quella
di passare dalle “città sicure” alle “città vivibili e
del benessere”: un salto qualitativo che implica ripensare
gli spazi pubblici non solo come luoghi di
transito, ma come ambienti di relazione, inclusio-
Damiano Diotti
Per saperne di più,
scansionare il QR code.
Una rete nazionale
in movimento
Sul piano organizzativo, la campagna può contare su
una rete capillare e consolidata. Centinaia di amministrazioni
locali, Aziende sanitarie e associazioni di tutta
Italia hanno aderito all’iniziativa, che si svolge con
il patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera
dei deputati, della Conferenza delle Regioni e delle
Province Autonome e dell’ANCI.
La campagna si sviluppa attraverso azioni di sensibilizzazione
ed eventi diffusi su tutto il territorio nazionale,
anche in collaborazione con le delegazioni locali
dei sindacati, e si concluderà con una giornata nazionale
a fine maggio 2026
ne e comunità. In questa direzione, la campagna
accompagna l’impegno a migliorare le infrastrutture
con quello a educare, formare, informare e sperimentare
nuove pratiche, ad esempio attraverso
l’urbanismo tattico, che mettano al centro la mobilità
dolce, la riappropriazione degli spazi urbani
in ottica di socialità e vivibilità, la camminabilità,
il benessere e la convivenza tra i diversi utenti
della strada.
Il riferimento culturale scelto per questa edizione è
quanto mai evocativo: le Città Invisibili di Italo Calvino,
richiamate nell’illustrazione di Carlo Stanga
che accompagna tutti i materiali della campagna.
L’invito calviniano a immaginare la città come un
luogo plurale, capace di essere tante cose insieme
per tante persone diverse, diventa la bussola concettuale
dell’iniziativa. Una città accessibile, nella
visione di «Siamo Tutti Pedoni», è una città che sa
essere inclusiva su tutti i piani: non solo quello fisico,
ma anche quello sensoriale, digitale, culturale
e relazionale.
Piccoli gesti, grandi trasformazioni
Un elemento che caratterizza il messaggio di
quest’anno è la convinzione che l’accessibilità non
richieda sempre e soltanto grandi opere. Accanto
agli interventi strutturali - riprogettazione delle
intersezioni, adeguamento dei percorsi pedonali,
installazione di sistemi sensoriali - esistono piccoli
accorgimenti che possono fare la differenza: una
segnaletica più leggibile, una panchina nel posto
giusto, un servizio digitale progettato per essere
usato anche da chi non è nativo tecnologico.
È un messaggio che si rivolge agli amministratori
locali, ai progettisti, agli urbanisti, ma anche ai
singoli cittadini. Perché l’accessibilità è, prima di
tutto, una questione culturale: riguarda il modo
in cui concepiamo lo spazio condiviso e il diritto di
ciascuno a viverlo pienamente. nn
Infrastrutture&Mobilità
38 4/2026 leStrade
leStrade 4/2026 39
Sicurezza in galleria
ANAS valida i sistemi EVAC con DSP
La nuova norma CEI 64-20 ha requisiti precisi sulla diffusione di messaggi vocali
d’emergenza nelle gallerie. ANAS ha risposto con una campagna sperimentale
in ambiente reale, testando un sistema EVAC con elaborazione digitale del segnale
La nuova edizione della norma CEI 64-20 (Impianti
Elettrici per Gallerie Stradali), entrata in
vigore nell’aprile 2023, ha riservato particolare
attenzione alla diffusione di messaggi vocali d’emergenza
all’interno delle gallerie. Le caratteristiche
acustiche di questi ambienti - notevole rumore
di fondo ed elevata riverberazione dovuta
a pareti riflettenti lisce e curve e a grandi volumi,
specialmente alle basse frequenze - li rendono
particolarmente ostili dal punto di vista acustico,
soprattutto in termini di intellegibilità del parlato.
Ciò richiede l’adozione di componenti e sistemi
appositamente progettati, che offrano precise
garanzie sulla comprensibilità dei messaggi vocali
da diffondere.
In questo contesto, ANAS ha condotto un’intensa
campagna di validazione in ambiente reale di
un sistema di diffusione sonora sperimentale, appositamente
studiato per ambienti critici come le
gallerie stradali.
Il sistema testato: EVAC con DSP
La sperimentazione ha riguardato un sistema di
sicurezza EVAC (Emergency Voice Alarm Communication)
per la trasmissione di messaggi e l’evacuazione
vocale d’emergenza in galleria, basato
sull’elaborazione digitale del segnale - DSP
(Digital Signal Processing).
I sistemi DSP agiscono in modo attivo e in tempo
reale sull’equalizzazione delle frequenze critiche
che risuonano nei tunnel, sulla cancellazione
dei ritorni acustici e sul controllo dinamico dei
picchi di segnale per evitare distorsioni. Operano
inoltre sulla gestione dell’allineamento temporale
- ovvero il ritardo calcolato tra una sorgente
audio e la successiva - tra le varie zone di
altoparlanti, per evitare la percezione di eco tra
un diffusore e l’altro.
Gli obiettivi della campagna di test comprendevano
la verifica, in modo obiettivo e ripetibile, della
funzionalità, dell’efficienza e dell’efficacia del sistema
nella diffusione di messaggi vocali ad elevata
intelligibilità, sia preregistrati che prodotti
in tempo reale. È stata inoltre valutata la capacità
del sistema di effettuare il monitoraggio continuo
del corretto funzionamento di ogni sua par-
te, con segnalazione di eventuali guasti in tempo
reale, e la capacità di attivazione automatica dei
diffusori acustici in sequenza logica in funzione
della localizzazione dell’evento emergenziale -
incidente, guasto al veicolo - al fine di minimizzare
i tempi di reazione e agevolare le operazioni
di soccorso.
Monica Banti
Il setup sperimentale e il metodo
di misura
Conformemente alla norma CEI EN 60268-16, è
stata dapprima caratterizzata l’impronta di riverberazione
della galleria. Successivamente, implementando
il metodo STIPA (Speech Transmission
Index for Public Address), sono state condotte le
misure dell’indice di intelligibilità del parlato STI
(Speech Transmission Index) su un tratto di galleria
di 300 metri complessivi. Lo STI viene valutato
per via strumentale mediante analisi della modulazione
subita dall’onda sonora trasmessa per
effetto del rumore di fondo e della riverberazione.
Per la diffusione dei messaggi sonori è stato utilizzato
un sistema composto da quattro coppie di
diffusori acustici a tromba, con relativi amplificatori
di potenza, installati centralmente in sommità
alla galleria e posizionati all’inizio di quattro settori
di 75 metri ciascuno. Oltre alla centrale EVAC, è
stato impiegato un elaboratore DSP responsabile
della sincronizzazione dei segnali riprodotti dagli
altoparlanti e della relativa equalizzazione in funzione
della distanza rispetto alla prima unità.
Le misure STI sono state condotte in due condizioni:
in assenza di rumore di fondo e con impianto
di ventilazione a pieno regime - tutti i ventilatori
funzionanti - corrispondente a un rumore
di fondo dell’ordine dei 95 dBA. I dati di intelligibilità
e di pressione sonora misurati sono stati
poi confrontati con quelli derivati da modelli di
simulazione ottenuti mediante software previsionali
di uso consolidato per applicazioni analoghe.
I risultati
Si è evidenziata una buona corrispondenza tra le
misure sperimentali e i modelli numerici. In normali
condizioni di funzionamento, il sistema ha
mostrato valori dell’indice STI ampiamente conformi
ai requisiti della norma CEI 64-20 - che fissa
un valore medio di 0,46 e un minimo di 0,44
- e nettamente superiori a quelli tipici dei tradizionali
sistemi EVAC.
In condizioni limite, con ventilazione a pieno regime
e rumore ambientale dell’ordine dei 95
dBA, si è registrato un prevedibile peggioramento
dell’intelligibilità, con valori STI pari a 0,42. I
dati raccolti indicano tuttavia che una più puntuale
regolazione del DSP e ottimizzazioni nella
configurazione dell’impianto EVAC, calibrate sulla
specifica galleria, consentirebbero di ricondurre
i valori entro i limiti normativi.
Le prospettive
La sperimentazione condotta da ANAS ha dimostrato
l’efficacia dei sistemi EVAC basati su DSP,
evidenziandone il potenziale ruolo nel favorire
la riduzione dei tempi di reazione e di evacuazione
in contesti critici, rispetto ai tradizionali
sistemi di diffusione sonora. Il passo successivo
prevede il test di tali sistemi in modo sinergico
con tutti gli altri dispositivi e impianti di sicurezza
presenti in galleria, con l’obiettivo di
sviluppare logiche e misure gestionali integrate
per un significativo incremento dei livelli di
sicurezza complessivi. nn
Infrastrutture&Mobilità
40 4/2026 leStrade
leStrade 4/2026 41
Filiera sostenibile
AEGIS (Gruppo RYZE) con un ruolo
di protagonista nel progetto TELT
La Società è impegnata nella gestione sostenibile dei materiali
di scavo nel cantiere CO10, integrando logistica, impianti
e ambiente e riuscendo a trasformare lo smarino in risorsa
AEGIS, società di ingegneria e architettura con
sede a Brescia, parte del Gruppo RYZE e specializzata
nella progettazione integrata e nella gestione
di opere infrastrutturali complesse, è impegnata
in prima linea nel progetto TELT - Nuova
Linea Ferroviaria Torino-Lione.
AEGIS sta seguendo, in particolare, il Cantiere
Operativo CO10 (polo industriale di Salbertrand
e l’Area di Susa), dedicato alla valorizzazione e
gestione sostenibile dei materiali di scavo sul versante
italiano della tratta internazionale. Il CO10
rappresenta un elemento strategico dell’intero
sistema cantieristico: è qui che si concentra la
gestione integrata delle terre e rocce da scavo
(smarino) provenienti dalle gallerie del Tunnel
di Base, del Tunnel di Interconnessione di Bussoleno
e dal cantiere della Maddalena. Un’infrastruttura
di sistema, indispensabile per garantire
continuità operativa, sicurezza e sostenibilità
lungo tutta la filiera di costruzione dell’opera. In
questo quadro, AEGIS svolge un ruolo centrale
di progettazione e coordinamento, contribuendo
alla definizione di un modello capace di integrare
impianti industriali, logistica, infrastrutture civili
e aspetti ambientali in un unico processo coerente
e controllato.
Edvige Viazzoli
Il cuore del sistema: Salbertrand e Susa
Il Cantiere Operativo CO10 è articolato su più
aree funzionali, progettate per lavorare in modo
sinergico:
• il polo industriale di Salbertrand, fulcro della
valorizzazione dello smarino, ospita l’impianto
principale per la produzione di aggregati destinati
al calcestruzzo (CL1), oltre ai sistemi di
frantumazione, stoccaggio e caricamento ferroviario
del materiale non riutilizzabile;
• l’area di Susa, che comprende l’area tecnica
dell’Autoporto e la zona di Traduerivi, funge da
hub logistico e di stoccaggio temporaneo, oltre
ad accogliere l’impianto per la lavorazione del
materiale di scavo selezionato e trattato per la
realizzazione di terrapieni e infrastrutture a cielo
aperto. Completano il sistema le aree tecniche
di Caprie e Torrazza Piemonte, destinate al
conferimento finale del materiale in esubero e
ai successivi interventi di rimodellamento e riqualificazione
ambientale.
Il contributo di AEGIS
All’interno del CO10, AEGIS interviene lungo l’intero
ciclo industriale dei materiali di scavo, con
attività che includono:
• la progettazione delle infrastrutture industriali
e degli impianti connessi alla trasformazione
dello smarino;
• l’ottimizzazione dei layout funzionali, per garantire
sicurezza, efficienza operativa e continuità
dei flussi;
• l’analisi e la pianificazione dei flussi logistici,
bilanciando tempi di produzione, stoccaggio e
movimentazione;
• la progettazione delle aree di deposito temporaneo;
• il coordinamento delle opere civili che connettono
i diversi siti del sistema cantieristico.
Il risultato è una filiera industriale complessa, che
trasforma i materiali di scavo da elemento critico
a risorsa strategica, riducendo l’impatto ambientale
e massimizzando il riutilizzo all’interno del
progetto. I lavori procedono secondo uno schema
ben strutturato della filiera industriale: i materiali
proveniente dalle gallerie del tunnel sono
prelavati, successivamente trasportati su gomma
verso i siti di lavorazione e distribuiti ai cantieri
per la loro valorizzazione (e trasformazione
in risorse riutilizzabili per nuove opere) a Salbertrand
e a Susa; infine, il materiale in esubero
viene portato - con trasporto ferroviario - verso
i siti autorizzati.
Un modello di ingegneria integrata
per le grandi opere
La presenza di AEGIS nel progetto TELT conferma
il posizionamento della società come player di riferimento
nell’ingegneria integrata applicata alle
grandi infrastrutture, capace di governare commesse
ad alta complessità tecnica e ambientale.
Il lavoro sviluppato nel CO10 rappresenta un
esempio concreto di come progettazione, sostenibilità
e logistica industriale possano convergere
in un’unica visione, contribuendo in modo determinante
alla realizzazione di un’opera strategica
per la mobilità europea. nn
Infrastrutture&Mobilità
42 4/2026 leStrade
leStrade 4/2026 43
Sicurezza
Liguria, laboratorio nazionale
per la resilienza infrastrutturale
Libro Bianco sul dissesto idrogeologico di ANSFISA, a Savona:
prevenzione strutturale, condivisione dei dati e cultura della sicurezza
al centro del confronto tra istituzioni, gestori e professionisti
Investing to Make Road
Infrastructure Resilient for Europe's
Future Mobility Needs
rd
The 53 ASECAP Days will take place on 27–29 May 2026 in Bratislava, Slovakia. The annual event
brings together the entire European toll road community — CEOs, experts and policy leaders —
where the presentations and discussions focus on how to make road networks more resilient,
sustainable and future-proof.
Prevenire invece di rincorrere l’emergenza. È il
principio che ha guidato il seminario “Sicurezza e
tutela delle infrastrutture sul territorio”, promosso
da ANSFISA il 27 marzo scorso a Savona, nella
cornice della Fortezza del Priamar. Un appuntamento
organizzato con RemTech Expo, l’Ordine
dei Geologi della Liguria e l’Ordine degli Ingegneri
della Provincia di Savona, che ha riunito istituzioni,
gestori, professionisti e operatori attorno a un
tema sempre più urgente: la vulnerabilità delle reti
infrastrutturali di fronte al rischio idrogeologico.
Il Libro Bianco
Al centro della giornata il Libro Bianco sul dissesto
idrogeologico e le infrastrutture di trasporto,
strumento tecnico e operativo con cui ANSFISA
intende consolidare un approccio orientato alla
prevenzione strutturale, alla programmazione di
lungo periodo e all’integrazione delle competenze.
«Con il Libro Bianco abbiamo voluto costruire
una piattaforma di confronto solida, su cui far
crescere non solo la condivisione delle analisi ma
anche un modello di intervento sempre più fondato
sulla prevenzione e sulla capacità di fare sistema»,
ha dichiarato il Direttore di ANSFISA,
Domenico Capomolla.
La specificità ligure
In Liguria il tema assume contorni particolarmente
concreti. Versanti acclivi, bacini di ridotte dimensioni
e reti di collegamento esposte fanno sì
che l’interruzione di un singolo tratto possa isolare
porzioni ampie del territorio. Una fragilità
strutturale che la regione ha imparato ad affrontare
con metodo. «Non ricostruiamo più com’era
prima, ma meglio e più sicuro, integrando prevenzione,
progettazione e protezione civile», ha
sottolineato l’assessore regionale a Infrastrutture
e Difesa del suolo, Giacomo Raul Giampedrone,
che ha indicato la Liguria come uno dei territori
più avanzati a livello nazionale nella gestione
del rischio infrastrutturale.
Sessione mattutina e tavolo tecnico
La mattinata ha messo a confronto istituzioni regionali,
Autorità di bacino, ordini professionali e
gestori, con focus sulla rete ferroviaria regionale
e sulle buone pratiche di monitoraggio. Tra i partecipanti,
i rappresentanti di ANAS, Autostrade
per l’Italia, del Comune di Savona e del Comune
di Vado Ligure. Il sindaco di Savona, Marco Russo,
ha ricordato come il territorio stia puntando
sulla prevenzione anche attraverso la futura sede
della Fondazione CIMA alla Fortezza del Priamar,
destinata a diventare una cittadella dedicata ai
mutamenti climatici.
L’impegno istituzionale
A chiudere la sessione del mattino, l’intervento
del Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti,
Edoardo Rixi: «Il lavoro portato avanti in
Liguria dimostra che investire su prevenzione,
monitoraggio e sicurezza delle infrastrutture è la
strada giusta. Oggi quell’esperienza rappresenta
un modello concreto a livello nazionale». nn
Damiano Diotti
The first plenary session will focus on “Investing to Make Road Infrastructure Resilient For Europe’s
Future Mobility Needs.”
In a context of climate objectives, digital transformation, military mobility, and evolving trade
patterns, the session will explore how resilient and sustainable investment strategies can create
long-term value. Discussions will address key investment priorities, risk mitigation, toll abolition,
and financing mechanisms, highlighting both the role of effective capital allocation and the risks
posed by short-sighted political decisions to sustainable financing schemes.
The second plenary session will focus on “Measures to Ensure Effective Toll Collection
Enforcement”.
This session will examine the main drivers undermining toll revenue, including non-detection,
misclassification, vehicle identification and matching issues, and cross-border enforcement frictions
particularly as multi-lane free-flow systems expand. It will also address vulnerabilities across the
interoperability chain, such as data quality, system handovers, evidence management, and dispute
resolution.
The ASECAP Days 2026 will also focus on key challenges and developments shaping the future of
toll road infrastructure and motorway operations, in the expert sessions including :
Innovation and digitalisation of road infrastructure
Innovative toll collection
C-ITS
CCAM
Sustainability, decarbonisation and environmental performance
Road safety and traffic management
Resilience, maintenance and asset management
…
Infrastrutture&Mobilità
44 4/2026 leStrade
Discover the full programme, register and explore sponsorship
opportunities: www.asecapdays.com
Alta Velocità
Verona-Bivio Vicenza: opere civili
e armamento completati sul primo lotto
IRICAV Due ha ultimato piattaforma e armamento del Primo
Lotto Funzionale della Verona-Padova. Avanza ora la fase
impiantistica: alimentazione, segnalamento e barriere acustiche
Il Consorzio IRICAV Due, guidato dal Gruppo Webuild
per conto di RFI, ha completato le opere civili
della piattaforma ferroviaria e l’armamento del Primo
Lotto Funzionale della nuova linea AV/AC Verona-Padova,
tratta Verona-Bivio Vicenza, per uno
sviluppo complessivo di 44,25 chilometri. L’intervento
si inserisce nel Corridoio Mediterraneo della
rete TEN-T e costituisce il segmento mancante per
il completamento della direttrice AV Milano-Venezia,
uno degli assi portanti della mobilità ferroviaria
ad alta prestazione del Paese.
Infrastrutture&Mobilità
Geometria del tracciato e opere d’arte
Il tracciato attraversa tredici comuni nelle province
di Verona e Vicenza in un contesto territoriale ad
elevata densità insediativa e infrastrutturale, dove la
progettazione ha dovuto gestire interferenze multiple
con la viabilità esistente, il reticolo idrografico e i
tessuti urbani consolidati. La piattaforma si articola
in oltre 38 chilometri in rilevato, 12 viadotti per uno
sviluppo longitudinale complessivo superiore a sei
chilometri, tre gallerie artificiali e tratti in trincea. La
distribuzione delle diverse tipologie costruttive riflet-
Gabriele Villa
te le esigenze geotecniche e idrogeologiche locali,
con soluzioni differenziate in funzione della portanza
dei terreni, della soggiacenza della falda e della
presenza di corsi d’acqua interferiti.
Sul fronte della continuità viaria, il progetto ha previsto
la realizzazione di 25 opere di scavalco e sottopasso
- tra cui percorsi ciclopedonali dedicati - a
garanzia della permeabilità trasversale del territorio
intercettato dall’asse ferroviario. Un aspetto progettuale
che nelle grandi infrastrutture lineari in ambito
periurbano assume rilevanza sia funzionale sia sotto
il profilo dell’accettabilità sociale dell’opera.
Armamento
La campagna di armamento ha portato alla posa
di oltre 50 chilometri di doppio binario in ballast,
con impiego di 476.000 tonnellate di pietrisco,
168.000 traverse e 206 chilometri di rotaie. La
scelta del binario in ballast - in luogo della tecnologia
a slab track adottata su alcune tratte AV
di più recente realizzazione - comporta in esercizio
una maggiore flessibilità manutentiva, a fronte
però di tolleranze geometriche particolarmente
stringenti in fase di posa: il rispetto dei parametri
di livelletta, sopraelevazione e scartamento è condizione
necessaria per garantire le prestazioni dinamiche
attese a regime, con velocità di progetto
fino a 300 km/h. Le operazioni di stabilizzazione
del ballast e di regolazione geometrica del binario
rappresentano pertanto fasi critiche del processo
costruttivo, da completare prima dell’avvio delle
prove di circolazione.
Fase impiantistica
Conclusa la fase di armamento, il cantiere è entrato
nella fase di completamento tecnologico. Sono
in corso le installazioni delle barriere fonoassorbenti
lungo i ricettori sensibili individuati in sede
di VIA - elemento vincolante per l’ottenimento del
nulla osta all’esercizio - e il montaggio dei sottosistemi
di alimentazione in trazione elettrica, telecomunicazioni
e controllo della circolazione. Quest’ultimo
comprende i sistemi ERTMS/ETCS di livello 2,
standard europeo di segnalamento previsto sull’intera
rete AV/AC nazionale, che sostituisce i tradizionali
segnali fisici con una gestione via radio del
movimento dei treni, trasmettendo le autorizzazioni
di movimento direttamente in cabina di guida.
La messa in servizio di questi sistemi richiede
una estesa campagna di test di integrazione tra
sottosistemi - trazione, segnalamento, telecomunicazioni
e materiale rotabile - prima dell’omologazione
finale da parte dell’Agenzia Nazionale per
la Sicurezza delle Ferrovie.
Inquadramento di rete
La linea AV/AC Verona-Padova, 76,5 chilometri di
sviluppo totale, chiuderà l’ultimo gap della direttrice
AV Torino-Milano-Venezia, completando un
asse che costituisce il segmento italiano centrale
del Corridoio Mediterraneo TEN-T - dalla penisola
iberica al confine ungherese-ucraino. Il completamento
dell’intera linea consentirà di ridurre sensibilmente
i tempi di percorrenza sulla relazione Milano-Venezia,
oggi ancora condizionata dal transito
sulla rete convenzionale nel tratto veneto, e di liberare
tracce sulla linea storica parallela, con ricadute
significative sia sul traffico passeggeri a lunga
percorrenza sia sulla componente merci ad alta
capacità. In un corridoio dove la domanda di trasporto
merci su ferro è strutturalmente in crescita,
la disponibilità di capacità aggiuntiva rappresenta
un fattore abilitante per lo shift modale dalla
gomma alla rotaia. nn
46 4/2026 leStrade
leStrade 4/2026 47
Aziende
Espansione in Brasile
Franchetti acquisisce la maggioranza di ECR per rafforzare il proprio presidio
nel mercato infrastrutturale brasiliano, estendendo al settore pubblico la propria
piattaforma tecnologica di manutenzione e gestione avanzata degli asset
Il mercato brasiliano delle infrastrutture sta attraversando
una fase di trasformazione strutturale.
Il progressivo invecchiamento degli asset
esistenti e l’incremento costante dei volumi di
traffico su reti e snodi strategici hanno amplificato
nel tempo il fabbisogno di interventi manutentivi,
spingendo al contempo verso l’adozione
di strumenti sempre più avanzati per la pianificazione
e la gestione operativa.
Sul piano quantitativo, il settore delle costruzioni
infrastrutturali brasiliane si prevede in crescita
(da circa 41 miliardi di dollari nel 2025 a oltre
53 miliardi nel 2030), sostenuto dall’espansione
delle concessioni e da programmi pubblici. In
parallelo, il sistema sta evolvendo verso modelli
sempre più sofisticati di gestione degli asset:
da un lato, si tratta di un mercato già articolato
e di grandi dimensioni, con operatori qualificati
Mauro Armelloni
e crescente attenzione alla modernizzazione dei
processi; dall’altro, presenta ancora ampi margini
di sviluppo nell’applicazione su larga scala di
tecnologie avanzate per la manutenzione, il monitoraggio
e l’analisi O&M. È in questo contesto
che si inserisce il rafforzamento del Gruppo Franchetti
in Brasile attraverso il signing per l’acquisizione
della maggioranza del Gruppo ECR. L’operazione
non rappresenta un ingresso ex novo,
ma si colloca in continuità con un percorso di sviluppo
già avviato dal Gruppo nel Paese, consolidandone
il posizionamento in un segmento della
catena del valore sempre più centrale: quello
della manutenzione avanzata, del monitoraggio
e della gestione evoluta degli asset infrastrutturali.
Attraverso l’acquisizione di ECR, Franchetti
estende inoltre il proprio presidio dal comparto
privato - dove è già presente con una piattaforma
tecnologica e consulenziale consolidata - al
settore pubblico, aprendo un fronte di opportunità
di rilevanza strategica.
Contesto di mercato
Sul versante stradale, il Ministério dos Transportes
ha ufficializzato 35 nuovi progetti di concessione
per un valore complessivo di 396 miliardi
di reais nei prossimi quattro anni. Sul fronte ferroviario,
la carteira 2026 prevede otto aste, oltre
9.000 chilometri di nuova estensione e circa
140 miliardi di reais di investimenti complessivi.
Il Ministério de Portos e Aeroportos ha a sua volta
indicato per il 2026 un’agenda di 40 aste nei settori
portuale, aeroportuale e idroviario, affiancata
da un piano pubblico 2026-2027 da circa 1,8
miliardi di reais destinato a 31 aeroporti distribuiti
in 16 stati.
A fare da cornice a questo scenario è il Programma
di Accelerazione della Crescita (PAC), che
prevede investimenti complessivi per oltre 1.700
miliardi di reais, con una quota rilevante destinata
al settore dei trasporti.
Una componente sempre più rilevante riguarda
le attività di manutenzione, riqualificazione e monitoraggio
delle infrastrutture lungo il loro intero
ciclo di vita, supportate da strumenti digitali
e sistemi avanzati di analisi. Si tratta di una tendenza
che riflette una maturazione del mercato:
man mano che il patrimonio infrastrutturale si
consolida e invecchia, la gestione efficiente degli
asset esistenti diventa non meno importante
della loro costruzione.
Posizionamento strategico del Gruppo Franchetti
In questo scenario, il Gruppo Franchetti rafforza
il proprio posizionamento nel mercato brasiliano
con una visione precisa: presidiare il segmento
della manutenzione avanzata e della gestione
evoluta degli asset, affiancando concessionari e
istituzioni nella lettura tecnica delle infrastruttu-
re, nella definizione delle priorità di intervento e
nella costruzione di programmi operativi più efficienti,
misurabili e sostenibili nel tempo.
A fronte di un fabbisogno di dimensioni straordinarie,
anche i piani di investimento più ambiziosi
rischiano di risultare insufficienti rispetto alla scala
del problema, se non sono supportati da strumenti
adeguati per orientare le risorse verso gli
interventi a maggiore impatto. È qui che Franchetti
può esprimere un valore distintivo: l’integrazione
tra ingegneria specialistica, diagnostica
avanzata, analisi dei dati e strumenti digitali
consente di migliorare il rapporto tra spesa, sicurezza,
continuità operativa e creazione di valore,
trasformando la gestione degli asset da attività
reattiva a processo strutturato e predittivo.
Il Gruppo dispone di una piattaforma tecnologica
end-to-end solida e avanzata, applicabile su
larga scala nel mercato brasiliano, con caratteristiche
di scalabilità che ne rafforzano la rilevanza
sia per grandi concessionari che per la committenza
pubblica. Tale piattaforma trova concreta
applicazione nei diversi mercati attraverso società
locali, che consentono di adattare strumenti,
competenze e modalità operative alle specificità
di ciascun contesto regolatorio e operativo.
Questo aspetto assume particolare rilievo nei
rapporti con la committenza pubblica e con i
grandi gestori di infrastrutture, per i quali la qualità
tecnica della soluzione proposta deve necessariamente
accompagnarsi a una presenza territoriale
effettiva, alla conoscenza approfondita
del quadro normativo e amministrativo e alla capacità
di interagire in modo continuativo con le
strutture del cliente. In tali ambiti, il servizio richiede
un presidio di prossimità tanto sul piano
operativo quanto su quello relazionale, e la capacità
di costruire rapporti fiduciari nel tempo è
spesso determinante quanto la qualità della proposta
tecnica.
Il modello Franchetti unisce pertanto una base
tecnologica e ingegneristica comune - sviluppata
e affinata su mercati maturi - a una capacità di
esecuzione locale che permette di servire i clienti
direttamente nei singoli Paesi, secondo modalità
coerenti con le esigenze istituzionali, procedurali
e tecniche proprie di ciascun contesto. In
questa logica si inserisce anche l’attenzione verso
realtà con forte radicamento nel territorio di
riferimento, in grado di garantire affinità culturale
e operativa e di facilitare l’applicazione efficace
del modello nelle diverse geografie. L’acquisizione
di ECR risponde esattamente a questo criterio,
combinando complementarità tecnica e integrazione
locale in un mercato che, per dimensioni,
dinamismo e traiettoria di sviluppo, rappresenta
una delle opportunità più significative nel panorama
infrastrutturale internazionale. nn
Infrastrutture&Mobilità
48 4/2026 leStrade
leStrade 4/2026 49
Sicurezza
VISTA: il drone che salva vite
Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Università
di Bari: sperimentazione del sistema integrato basato
su drone e IA per il supporto ai soccorsi nella golden hour
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti segna
un punto di svolta nella sicurezza stradale. Si
è conclusa con esito positivo la fase di sperimentazione
e validazione sul campo di VISTA - Assistenza
visiva da drone al soccorso stradale, progetto
sviluppato dal MIT in collaborazione con il
Dipartimento di Informatica dell’Università degli
Studi di Bari “Aldo Moro”, nell’ambito del Piano
nazionale della sicurezza stradale 2030.
Il primo test operativo si è svolto il 18 marzo
2026, a Bari, durante una simulazione di incidente
stradale che ha permesso di verificare l’efficacia
di un sistema integrato fondato su tre pilastri:
drone; trasmissione video in tempo reale e
algoritmi di intelligenza artificiale a supporto delle
attività di soccorso.
Durante la prova, il drone ha sorvolato l’area
dell’incidente simulato trasmettendo immagini
in diretta ai centri operativi. I sistemi di IA hanno
analizzato automaticamente la scena, identificando
i veicoli coinvolti, rilevando la presenza
di persone e segnalando le criticità. Un supporto
che consente di ricostruire, già nei minuti immediatamente
successivi all’impatto, un quadro
preciso e dettagliato dell’evento: un vantaggio
decisivo nella cosiddetta golden hour, la prima
ora dopo l’incidente, cruciale per la sopravvivenza
delle vittime e per l’efficacia degli interventi.
Alla simulazione hanno partecipato i responsabili
del progetto per il MIT e per l’Università di Bari,
insieme ai rappresentanti del Servizio 118, dell’A-
SL della Provincia di Bari, del Corpo di Polizia Locale
del Comune di Bari e delle associazioni Uniti
per i Risvegli e Vivi la Strada.
Il progetto trae origine dall’accordo interistituzionale
sottoscritto il 28 ottobre 2024 tra il MIT
e l’Ateneo barese.
Tra gli elementi più innovativi emersi dalla sperimentazione
spicca la definizione di un protocollo
di interazione drone-persona, pensato per consentire
una comunicazione contestualizzata con
le vittime e per garantire una documentazione
certificata degli esiti dell’incidente – con potenziali
applicazioni che guardano già oltre l’ambito
del soccorso stradale. nn
Carta d’identità
VISTA si inserisce nel Pilastro 5 del Piano Nazionale Sicurezza Stradale 2030, dedicato
alla gestione della fase post-incidente. I numeri del fenomeno rendono urgente l’innovazione:
secondo i parametri MIT, il costo medio per un decesso è di circa 1.800.000
euro, per un ferito di 45.000 euro. Il costo sociale annuo per l’Italia supera i 18 miliardi
di euro; per la Puglia si stima oltre un miliardo l’anno.
Un drone può raggiungere rapidamente il luogo dell’incidente bypassando traffico e
ostacoli, sorvolare l’area e trasmettere immagini in tempo reale ai centri operativi,
consentendo quella lettura immediata della scena che oggi manca nelle fasi cruciali
del soccorso.
I risultati della sperimentazione alimenteranno il raffinamento del prototipo. La Regione
Puglia punta a trasformare VISTA in una politica pubblica strutturata, con l’ambizione
di esportare il modello in tutta Europa
Guido Biagi
7-9
OCTOBER 2026
Bologna Exhibition
Centre - Italy
www.urbantech.show
The Urban Technology Show
IN CONJUNCTION WITH
Infrastrutture&Mobilità
IN COLLABORATION WITH
ORGANIZED BY
50 4/2026 leStrade
PARAMETRO
Costo originale accordo 2021
Costo aggiornato (agosto 2025)
Costo/km tratta in galleria
VALORE
700 milioni di euro
1.129 milioni di euro
(+61%)
~262 milioni di euro/km
Tab. 2: Cronologia eventi
chiave marzo 2026.
DATA
5 mar. 2026
5–9 mar.
EVENTO
Commissione consiliare: il subcommissario De Simone e il direttore ASPI Selleri comunicano che il bando
già pubblicato NON prevede l'uscita di Madre di Dio. Lo svincolo non rientra nel quadro economico
finanziato.
Polemiche politiche. Il Pd: «Non è un dettaglio tecnico, è una scelta politica». Emerge anche il tema
UNESCO: l'area è zona di bufferizzazione dei Palazzi dei Rolli. La sindaca Salis chiede un tavolo urgente
con il commissario Bucci.
Avanzamento complessivo
(spesa)
12% - >130 milioni di
euro erogati
23 mar. 2026
Vertice in Regione (Salis, Terrile, Ferrante, Bucci, AD ASPI Arrigo Giana). Il Comune conferma: vuole lo
svincolo come variante al progetto. I costi aggiuntivi restano senza copertura.
Durata lavori Lotto B
75 mesi
dall’aggiudicazione
23 mar. 2026
Comunicato Comune: «Il destino della Sopraelevata sarà deciso attraverso un percorso partecipato con la
cittadinanza, avviato solo dopo l'entrata in esercizio del Tunnel». Nessuna demolizione preventiva.
Riduzione traffico di superficie
Riduzione tempi
attraversamento
>30.000 veicoli/giorno
30–40%
Tab. 1: Dati tecnicoeconomici
del Tunnel
Subportuale (fonti: MIT, ASPI,
Struttura Commissariale,
gennaio-marzo 2026).
Tab. 3: Scenari per tratto
aggiornati al 23 marzo 2026.
A lato, lnaugurazione della
Sopaelevata nel 1965.
TRATTO SCENARIO AL 23 MARZO 2026
San Benigno – Madre di Dio
Tratto centrale (Madre di Dio – P.za Cavour)
Moncone di levante (Foce – Waterfront)
Bartolomeo, nuova galleria ferroviaria artificiale a
San Benigno, viadotto Etiopia–San Benigno. Apertura
al traffico stimata: fine 2028 – inizio 2029.
Mantenuto in ogni caso (nodo S. Benigno da 65 milioni di euro già investiti).
Uso futuro da definire.
Dipende dalla variante: senza finanziamento → coesistenza col tunnel; con
variante approvata Zapf Dingbats demolizione rampe dopo apertura tunnel.
Non interferisce col tunnel. Aperto: demolizione o riconversione
ciclopedonale. Subordinato al percorso partecipato post-2029.
Scenari
Sopraelevata Aldo Moro: futuro
dell’opera rinviato ai cittadini
Il bando per il Lotto B del tunnel è pubblicato, ma lo svincolo di Via Madre
di Dio - da cui dipende il destino della Sopraelevata - non è finanziato.
Il Comune di Genova chiede una variante costosa e ancora senza copertura
Inaugurata nel 1965 su progetto CMF-Costruzioni
Metalliche Finsider, la sopraelevata Aldo Moro
si sviluppa per circa sei chilometri collegando la
Foce al casello di Genova Ovest. Struttura metallica
(15.000 tonnellate di acciaio, 73.000 tonnellate
di calcestruzzo), 120 fondazioni su pali, 18 chilometri
di guard-rail. Traffico attuale: circa 80.000
veicoli/giorno nei due sensi. La limitazione di carico
introdotta successivamente alla costruzione -
dovuta a un errore sugli apparecchi di appoggio -
ha paradossalmente preservato la struttura, che
non è classificabile come opera a fine vita tecnica.
Tunnel Subportuale: iter e cantiere
Con il D.M. n. 1/2026 (2 gennaio 2026) il MIT ha
approvato il progetto esecutivo. Il 23 gennaio ASPI
ha pubblicato il bando per il Lotto B - le due canne
principali San Benigno–Foce (3,4 chilometri in galleria,
4,2 chilometri totali con raccordi) - con durata
lavori fissata in 75 mesi. Fine assegnazione prevista:
19 novembre 2026.
Avanzamento attuale: Lotto A0 (opere preliminari)
completato; Lotto A (imbocchi ovest ed est) al
60% circa, con spesa superiore a 130 milioni di
euro. Tra le opere in corso: scolmatore Rio San
Mauro Armelloni
Il nodo irrisolto: la cronologia
di marzo 2026
L’approvazione del progetto esecutivo aveva fatto
credere il quadro definito. Marzo 2026 ha smentito
questa lettura.
Il punto critico: lo svincolo di Via Madre di Dio è
una variante richiesta dal Comune, ma non finanziata
nel bando in gara. Geometricamente incompatibile
con le rampe dell’Aldo Moro, la sua realizzazione
implicherebbe la demolizione parziale
della sopraelevata (~11.030 metri quadrati) in
quel nodo - ma richiede risorse aggiuntive rispetto
al miliardo già coperto da ASPI come compensazione
per il crollo del Ponte Morandi.
Scenari per tratto
Rimane aperto anche l’iter Heritage Impact Assessment
(HIA) che ASPI deve condurre per la compatibilità
dello svincolo con il sito UNESCO, ulteriore
variabile sul cronoprogramma.
Conclusioni
A tre mesi dall’approvazione del progetto esecutivo,
il quadro è meno lineare del previsto. Il tunnel
è in cantiere e il bando per il Lotto B è pubblicato,
ma la sua configurazione dipende ancora da una
variante costosa e senza copertura. Il Comune ha
chiarito la propria posizione: nessuna demolizione
preventiva della Sopraelevata, decisione finale
affidata a un processo partecipato con dati reali in
mano, non prima del 2029.
«leStrade» seguirà l’assegnazione del Lotto B (prevista
entro il 19 novembre 2026), l’esito dell’HIA
UNESCO, l’identificazione delle risorse per la variante
Madre di Dio e l’avvio del processo partecipato
sul futuro dell’Aldo Moro. nn
Infrastrutture&Mobilità
52 4/2026 leStrade
leStrade 4/2026 53
Aziende
ASTM rafforza la presenza in Brasile
Attraverso la controllata EcoRodovias, il Gruppo si aggiudica la gestione trentennale
di 735 chilometri di autostrade nel Minas Gerais, e consolida il proprio ruolo di principale
operatore autostradale brasiliano e secondo al mondo per rete in concessione
Iniziative
Biennale dello Stretto 2026
Alla terza edizione, la manifestazione ideata da Alfonso Femia
affronta i grandi cambiamenti di città, infrastrutture e paesaggio.
Dal 18 settembre al 13 dicembre a Campo Calabro e Messina
Il Gruppo ASTM si è aggiudicato, attraverso la società
controllata EcoRodovias Infraestrutura e Logistica
S.A., la gara promossa dal governo federale
brasiliano e dall’Agenzia Nazionale dei Trasporti
Terrestri (ANTT) per la gestione trentennale del sistema
autostradale “Rota das Gerais”, nello Stato
di Minas Gerais.
L’Amministratore Delegato di ASTM, Umberto Tosoni,
ha commentato il risultato sottolineando la
soddisfazione per un successo che premia la capacità
del Gruppo di competere in gare internazionali.
Secondo Tosoni, l’aggiudicazione rafforza
in modo significativo il posizionamento di ASTM in
uno dei mercati più dinamici al mondo, consentendo
di consolidare ulteriormente la propria presenza
come principale operatore autostradale del paese.
L’obiettivo dichiarato è quello di costruire in
Brasile un sistema di asset infrastrutturali ad alto
potenziale, attraverso cui esportare know-how,
competenze tecniche e capacità di creare valore
per i territori e le comunità serviti.
EcoRodovias ha superato importanti competitor
grazie a una proposta fondata su criteri di selettività
e disciplina finanziaria, in linea con una crescita
sostenibile dell’azienda.
Un corridoio strategico nel cuore
del Brasile
Il sistema autostradale “Rota das Gerais” si sviluppa
per circa 735 chilometri, servendo un bacino
di 26 comuni nel nord dello Stato di Minas Gerais.
Si tratta di un collegamento strategico tra il sudest
e il nord-est del paese, inserito in un corridoio
logistico che connette le principali aree produttive
di San Paolo, Rio de Janeiro e Minas Gerais con
gli stati nordestini. La nuova concessione presen-
ta significative sinergie con le attività già esistenti
di EcoRodovias nella regione, dove il Gruppo è già
presente attraverso due concessionarie autostradali
direttamente interconnesse al nuovo asset.
Il traffico è composto prevalentemente da veicoli
pesanti a lunga percorrenza, a conferma della
spiccata vocazione logistica dell’infrastruttura.
La “Rota das Gerais” avrà inoltre un ruolo rilevante
per lo sviluppo industriale dei prossimi decenni: il
tracciato attraversa un emergente hub estrattivo
di rilevanza globale, caratterizzato dalla presenza
di importanti giacimenti di litio, risorsa chiave
per la transizione energetica.
Tecnologia Free Flow e ricadute
sul territorio
Il pedaggio sarà gestito in modalità Free Flow, tecnologia
in rapida diffusione nel mercato autostradale
brasiliano. A supporto di questa scelta contribuiranno
due società del Gruppo: Sinelec, per
la fornitura di impianti e soluzioni tecnologiche, e
PedagioDigital, la piattaforma sviluppata da Eco-
Rodovias per la gestione e il pagamento online
dei pedaggi.
Sul piano infrastrutturale, il piano di sviluppo prevede
187 chilometri di raddoppi di carreggiata,
160 chilometri di nuove corsie e la costruzione
di una variante di 17 chilometri. Questi interventi
mirano a decongestionare la rete, migliorare la
fluidità dei trasporti e ridurre il rischio di incidenti,
condizioni essenziali per sostenere l’espansione
economica lungo l’intero corridoio autostradale.
L’operazione avrà anche un impatto socio-economico
significativo sul territorio, con la creazione
di nuovi posti di lavoro e un generale incremento
della sicurezza stradale. nn
Gabriele Villa
L’Amministratore Delegato
di ASTM, Umberto Tosoni.
Dal 18 settembre al 13 dicembre 2026, Forte Batteria
Siacci a Campo Calabro torna ad essere il cuore
pulsante della Biennale dello Stretto, giunta alla
sua terza edizione. Un progetto culturale atipico,
nato dall’iniziativa dell’architetto Alfonso Femia e
promosso dalla Fondazione Le Città del Futuro, che
da tre anni sfida lo stigma geografico che relega il
Sud ai margini del dibattito culturale internazionale,
rivendicando l’identità dello Stretto come luogo
di osservazione privilegiato sul Mediterraneo e sul
mondo che verrà.
Il tema scelto è “Mutazioni”
Una parola presa a prestito dalla biologia per esprimere
l’irrevocabilità dei cambiamenti in corso.
Come spiega la direttrice Annalisa Metta, le trasformazioni
del tempo attuale non seguono più una
progressione lineare: alla successione evolutiva si
sostituisce una sequenza di espansioni e contrazioni
in cui i mutamenti sono discreti, frammentati o
interrotti, la memoria fatica a trovare una dimensione
fruibile e condizioni un tempo vantaggiose
diventano ostacoli. La direzione scientifica è affidata
a tre personalità complementari: Alfonso Femia,
ideatore della Biennale; Annalisa Metta, paesaggista
e professoressa all’Università Roma Tre;
e Salima Naji, antropologa e architetta di Agadir.
Lo sguardo verso il Mediterraneo e l’Africa non è casuale:
entro il 2030 oltre il 40% della popolazione
giovanile mondiale sarà africana, e entro il 2050 l’Africa
esprimerà più del 25% della popolazione globale.
Dal punto di vista economico è già il secondo
continente per tasso di crescita dopo l’Asia. Sono
dati che spiegano perché la Biennale dello Stretto
ritenga di avere qualcosa di specifico e insostituibile
da dire.
Settore costruzioni e infrastrutture
Otto curatori scientifici lavoreranno su ricerche paradigmatiche
delle mutazioni in corso. Tra i temi più
rilevanti per il settore delle costruzioni e delle infrastrutture:
Filippo Pagliani, Michele Rossi e Michele
Versaci affronteranno la resilienza idrica come passaggio
da approccio emergenziale a progettualità
continua; Federico Parolotto e Delia Valastro indagheranno
le logiche mutanti della mobilità alla luce
dei cambiamenti globali; Alessandra Ferrari esplorerà
gli spazi di risulta urbana - sottopassaggi, basamenti,
soglie - nella ricerca “Underground”. Completano
il quadro Clément Blanchet sul confine tra
naturale e artificiale, Daniele Durante sui modelli
di aggregazione spontanea nelle città europee, Ico
Migliore sulla mutazione come atto di sovrascrittura
progettuale, Paolo Verri sui luoghi della cultura in
un tempo di disallineamento tra passato e futuro.
Un focus specifico sarà dedicato alla rigenerazione
urbana, in collaborazione con ANCE Reggio Calabria
e OAPPC Reggio Calabria, con il supporto di
TEHA Group. Numerose anche le università coinvolte:
dal Politecnico di Bari a quello di Torino e Milano,
dall’IUAV di Venezia alla Federico II di Napoli,
fino al Royal College of Art di Londra e alla Chinese
University of Hong Kong. nn
I luoghi della Biennale
Forte Batteria Siacci sarà ancora la sede principale: architettura militare costruita tra
il 1894 e il 1898, con oltre diecimila metri quadri di superficie coperta, più di cento ambienti
e centinaia di metri di gallerie sotterranee. I dibattiti si svolgeranno anche al Museo
Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, a Villa Genoese Zerbi e, sulla sponda
siciliana, all’Università degli Studi di Messina e alla Fondazione Messina
Infrastrutture&Mobilità
54 4/2026 leStrade
leStrade 4/2026 55
Recupero
Ri-REVERSE: le ferrovie dismesse
diventano ciclovie reversibili
Un progetto, sostenuto da Ecopneus, trasforma i binari abbandonati in ciclovie
modulari e reversibili, realizzate con plastica e gomma riciclate, senza alterare
l’armamento ferroviario. In Italia sono circa 2.000 i chilometri riqualificabili
I numeri del progetto
Circa 1.937 chilometri di ferrovie dismesse in Italia
sono riqualificabili con il sistema Ri-REVERSE, di cui
96 in Piemonte. La soluzione ha raggiunto il Technology
Readiness Level 6 (TRL 6), ovvero la validazione
in ambiente industriale. Lo studio LCA (Life Cycle
Assessment) certifica un impatto climatico inferiore
del 15% rispetto alle ciclovie tradizionali. La domanda
di brevetto è stata depositata congiuntamente
da Idea Plast, Politecnico di Torino e Nino Ventura.
Prima applicazione prevista su una tratta pilota in
Piemonte, con prospettiva di estensione nazionale
Il riutilizzo delle infrastrutture dismesse è diventato
uno dei temi centrali nelle politiche di rigenerazione
territoriale e di mobilità sostenibile. In
questo contesto si inserisce Ri-REVERSE, progetto
che punta a valorizzare le linee ferroviarie non
più operative - un patrimonio infrastrutturale di
grande valore spesso lasciato inutilizzato - attraverso
soluzioni temporanee, reversibili e a basso
impatto ambientale.
L’idea nasce dall’artista Nino Ventura, che oltre
quindici anni fa, attraversando quotidianamente
una ferrovia dismessa, cominciò a immaginare
una pista ciclabile costruita sopra i binari, senza
eliminarli. “Erano già molte le linee ferroviarie
smantellate e trasformate in ciclovie, ma non volevo
eliminare le rotaie: le volevo usare come
supporto di una pista ciclabile costruita con mo-
duli realizzati con materiali di riciclo e in grado di
essere smontati qualora fosse necessario ripristinare
il passaggio dei treni”, racconta Ventura.
L’idea è stata poi proposta al Politecnico di Torino,
che l’ha raccolta e sviluppata coinvolgendo i
Dipartimenti di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio
e delle Infrastrutture (DIATI), di Architettura
e Design (DAD) e di Ingegneria Strutturale,
Edile e Geotecnica (DISEG), insieme ad Idea
Plast, azienda specializzata in prodotti in plastica
riciclata. Il progetto è sostenuto da Ecopneus,
società consortile che gestisce la raccolta e il recupero
degli pneumatici fuori uso a livello nazionale,
e dalla FIAB, Federazione Italiana Ambiente
e Bicicletta. Il finanziamento arriva dal Bando
SWIch 2023 della Regione Piemonte, nella categoria
“Small-Mid Challenges”.
Damiano Diotti
Il cuore del sistema
Una sovrastruttura ciclabile modulare che si appoggia
direttamente sull’armamento ferroviario
esistente senza modificarlo in modo permanente
è il cuore del sistema. La struttura è ancorata
in modo sicuro e non invasivo ai binari, preserva
l’integrità dell’infrastruttura e può essere rimossa
rapidamente in caso di riattivazione della
linea, per essere riutilizzata altrove. I materiali
impiegati sono coerenti con i principi dell’economia
circolare: l’impalcato, le lastre e le balaustre
di protezione sono realizzati in plastica riciclata,
mentre la superficie di rotolamento e i cordoli laterali
utilizzano gomma riciclata da Pneumatici
Fuori Uso. Questo approccio riduce i rifiuti destinati
alle discariche, limita il consumo di nuove
materie prime e abbatte i costi e l’impatto ambientale
tipici degli interventi di riqualificazione
del terreno necessari per la realizzazione di ciclovie
tradizionali.
Potenziale applicativo rilevante
Da un’indagine condotta nell’ambito del progetto
emerge che circa 2.000 chilometri di linee ferroviarie
dismesse sul territorio italiano risultano potenzialmente
riqualificabili con il sistema Ri-RE-
VERSE, di cui circa 100 chilometri in Piemonte.
Un dimostratore a grandezza reale della sovrastruttura
ciclabile è già stato realizzato nell’area
Mirafiori del Politecnico di Torino, consentendo la
validazione della soluzione in ambito industriale
a partire dal livello di proof of concept sperimentale.
La soluzione ha portato al deposito di una
domanda di brevetto congiunta tra Idea Plast, il
Politecnico di Torino e Nino Ventura.
Le considerazioni e il supporto
di Ecopneus
«Come capofila del progetto, siamo orgogliosi di
aver contribuito allo sviluppo di una soluzione che
interpreta concretamente i principi dell’economia
circolare», spiega Alessandro Trentini, Founder di
Idea Plast. «La riqualificazione delle linee ferroviarie
dismesse rappresenta oggi un’opportunità
significativa per il territorio, soprattutto in contesti
ad alto valore paesaggistico e turistico». Il
supporto di Ecopneus è stato determinante fin
dalle fasi iniziali: «Ci impegniamo a valorizzare
la gomma riciclata da PFU, capace di tornare a
nuova vita in molteplici applicazioni, e a sostenere
la ricerca per il consolidamento di una filiera
solida e di qualità», dichiara Giuseppina Carnimeo,
Direttore Generale di Ecopneus.
Progetto di durata biennale
Avviato a settembre 2024, si concluderà a settembre
2026, completando le fasi di progettazione,
sperimentazione e validazione della ciclovia.
Il contributo della Regione Piemonte ha permesso
di raggiungere un livello di sviluppo validato
sotto il profilo strutturale, tecnologico, architettonico
e della sostenibilità ambientale ed economica.
«Trasformare linee ferroviarie dismesse
in opportunità per il territorio significa unire
innovazione, sostenibilità e visione strategica»,
sottolinea Marco Gabusi, assessore regionale ai
trasporti e alle infrastrutture. «Infrastrutture più
efficienti, sostenibili e al servizio delle persone, in
grado di generare sviluppo senza rinunciare alla
tutela del paesaggio: è questa la direzione che
vogliamo continuare a perseguire». nn
Infrastrutture&Mobilità
56 4/2026 leStrade
leStrade 4/2026 57
Opere
Chi costruisce il Ponte dei Congressi
299 milioni di euro, 259 metri di nuovo ponte, una scadenza
al 2031: Roma sblocca uno dei cantieri più attesi
del quadrante sud-ovest e affida i lavori al Consorzio Eteria
Entra nella fase operativa uno dei cantieri infrastrutturali
più attesi della Capitale. Con la consegna
formale dei lavori al Consorzio Eteria, avvenuta
in Campidoglio alla presenza del Sindaco,
Roberto Gualtieri, del Responsabile della Struttura
Territoriale Lazio di ANAS, Marco Moladori, e
dell’Amministratore delegato del Consorzio Eteria,
Vincenzo Onorato, il nuovo Ponte dei Congressi
compie un passo decisivo verso la sua realizzazione.
L’intervento, gestito da ANAS, interessa il quadrante
sud-ovest di Roma e punta a risolvere una delle
criticità più radicate della viabilità locale: la dipen-
denza dal Ponte della Magliana come unico collegamento
tra il Grande Raccordo Anulare e l’Eur. Il
nuovo manufatto, con uno sviluppo longitudinale
di 259 metri, andrà ad alleggerire i flussi di traffico
sull’asse Gra-Eur, con ricadute positive anche su
via Cristoforo Colombo, via del Mare, via Ostiense
e via Laurentina.
Il quadro finanziario e normativo
L’opera è stata inserita tra gli interventi del secondo
Dpcm Giubileo, strumento che ne ha sbloccato
l’iter dopo una lunga fase di stallo. Il costo complessivo
ammonta a 299 milioni di euro, ripartiti
Carlo Dossi
Il Consorzio Eteria
Ha inizio, con l’avvio della progettazione esecutiva, l’appalto integrato, indetto e diretto
da ANAS, di lavori e servizi inerente all’intervento “Ponte dei Congressi, viabilità
accessoria e sistemazione banchine del Tevere e adeguamento Ponte della
Magliana”, per un importo complessivo a base d’appalto di 218.598.000 (lavori
e progettazione, bonifica ordigni bellici e monitoraggi strutturali). I lavori sono affidati
al Consorzio Eteria (capogruppo) e Cimolai S.p.A. (mandante) e la progettazione
esecutiva è affidata al gruppo coordinato da VIA Ingegneria (capogruppo, la
stessa società che ha progettato Piazza Pia a Roma), SINA S.p.A. e M Ingegneria
S.r.l. (mandanti). Prestatori indicati per i servizi di piano di monitoraggio strutturale:
SINA, Essebi e BM Service. Il raggruppamento vincitore ha conseguito il miglior
punteggio tecnico di gara
tra Roma Capitale (145 milioni), il Ministero delle
Infrastrutture e dei Trasporti (circa 144 milioni)
e fondi giubilari (oltre 8,6 milioni). La conclusione
dei lavori è fissata al 2031.
Un progetto integrato
Il progetto non si limita alla sola struttura viaria.
Il piano prevede la realizzazione di nuovi percorsi
ciclopedonali, aree verdi e interventi di riquali-
ficazione della viabilità locale. Di particolare rilievo
è la creazione del Parco fluviale del Tevere tra il
Ponte della Magliana e il nuovo Ponte dei Congressi,
in continuità con il più ampio programma di valorizzazione
del fiume promosso dall’Amministrazione
capitolina.
Le dichiarazioni
«Abbiamo sbloccato un intervento fermo da tempo,
inserendolo tra le opere giubilari e garantendo
noi stessi una quota significativa - 145 milioni di
euro su circa 300 - per portarlo a termine», ha dichiarato
il Sindaco Gualtieri, sottolineando l’impatto
atteso sulla mobilità del quadrante e sulla qualità
della vita dei residenti.
Sul fronte tecnico, Marco Moladori ha evidenziato
l’impegno di ANAS nel garantire «tempi certi,
qualità dell’opera e piena integrazione con il contesto
urbano», con l’obiettivo di consegnare alla
città «un’infrastruttura moderna, sostenibile e al
servizio dei cittadini».
Alla cerimonia erano presenti anche l’Assessora ai
Lavori Pubblici e alle Infrastrutture di Roma Capitale,
Ornella Segnalini, e il Presidente del Municipio
XI, Gianluca Lanzi. nn
Infrastrutture&Mobilità
58 4/2026 leStrade
leStrade 4/2026 59
Opere
Torino-Lione, consegnata la prima
TBM per il versante italiano
Herrenknecht ha consegnato a Schwanau la dual mode TBM
destinata al cantiere di Chiomonte: 10,16 metri di diametro,
4.550 kW alla testa fresante, slurry system e camera iperbarica
L’avvio dello scavo sotterraneo è previsto per il
2027; a regime sette TBM lavoreranno simultaneamente
sui due versanti. E intanto, l’11 marzo
scorso, nello stabilimento Herrenknecht di Schwanau,
la prima delle due tunnel boring machine destinate
al versante italiano del tunnel di base del
Moncenisio ha completato la propria fase di costruzione
e collaudo in fabbrica. La cerimonia di
consegna - sancita dalla rotazione della testa fresante
- ha riunito il presidente Daniel Bursaux e il
direttore generale Maurizio Bufalini di TELT, i rappresentanti
del raggruppamento di imprese UXT
- Itinera (mandataria), Ghella e Spie Batignolles
Génie Civil - e della direzione lavori IS2P (FS Engineering,
ARX, Systra, Setec), insieme alle delegazioni
istituzionali italiane e francesi.
Damiano Diotti
Perché una dual mode
La scelta della configurazione bimodale non è
stata convenzionale e merita una lettura tecnica.
Il tracciato del tunnel di base sotto il Moncenisio
presenta una variabilità geologica significativa:
alterna rocce dure e compatte a tratti
di terreno sciolto in pressione idrostatica, con
coperture che raggiungono i 2.000 metri e gradienti
termici elevati già documentati attraverso
il cunicolo esplorativo della Maddalena a Chiomonte.
A questi si aggiungono vincoli geometrici
stringenti, con raggi di curvatura ridotti sia
in planimetria sia in altimetria. Una fresa monoventilazione
convenzionale non avrebbe potuto
garantire la continuità operativa in tutto
il tratto.
La TBM opera in modalità “open mode” nelle
formazioni rocciose compatte, con evacuazione
dello smarino tramite nastri trasportatori. Al
passaggio in terreni sciolti sottofalda, si attiva
la modalità “closed mode”: la camera di scavo
viene pressurizzata per bilanciare la spinta del
terreno e dell’acqua sul fronte, e l’evacuazione
avviene attraverso uno slurry system a circuito
chiuso. Un frantoio interno riduce la pezzatura
del materiale scavato, che viene quindi fluidificato
con acqua e bentonite e pompato all’esterno
tramite tubazione. Il controllo della pressione
di confinamento è continuo e adattivo alle
condizioni incontrate.
Per gli interventi di manutenzione o ispezione
della testa fresante in ambiente iperbarico, la
macchina è dotata di camera di compressione e
decompressione e di una navetta pressurizzata
che consente la rotazione del personale senza
interruzione dell’avanzamento.
La TBM
La macchina ha una lunghezza complessiva di
235 metri e un diametro della testa fresante di
10,16 metri. La motorizzazione è composta da
13 motori elettrici per una potenza alla testa di
4.550 kW e una potenza totale installata di 8.707
kW. Il sistema di spinta è basato su cilindri idraulici
che reagiscono sui conci del rivestimento già
posati dall’erector, in una sequenza ciclica di scavo
e posa. L’avanzamento medio previsto è di circa
dieci metri al giorno.
Il cantiere CO3/4 e la sequenza
operativa
Ultimata la fase di factory acceptance, la TBM
verrà smontata, trasportata a Chiomonte e riassemblata
in superficie. Il cantiere operativo
CO3/4 - sito di interesse strategico nazionale dal
2012 - è il principale punto di accesso italiano ai
lavori della sezione transfrontaliera. Le attività
preparatorie sono già in corso: a gennaio si sono
conclusi i lavori del nuovo svincolo sull’A32 per
la movimentazione di mezzi e materiali pesanti,
realizzato in committenza delegata da Sitaf, e
sono partite le lavorazioni della paratia berlinese
propedeutica all’abbassamento del piazzale.
Seguirà lo scavo in tradizionale di circa 160 metri
della galleria Maddalena 2, dalla quale la fresa
inizierà la propria discesa. L’avvio dello scavo
con TBM è previsto per il 2027, per un fronte di
circa dieci chilometri fino a Susa.
Il programma complessivo del CO3/4 prevede
circa 30 chilometri di gallerie: le due canne del
tunnel di base, la discenderia Maddalena 2, i rami
di collegamento intercanna, il sito di sicurezza
sotterraneo di Clarea e la galleria artificiale all’imbocco
Est di Susa. Al picco delle attività il cantiere
impiegherà circa 700 addetti.
Stato di avanzamento della sezione
transfrontaliera
Al 28 febbraio 2026, sulla sezione transfrontaliera
della Torino-Lione - 65 chilometri tra Susa
e Saint-Jean-de-Maurienne, articolati in due
tunnel ferroviari paralleli, quattro discenderie
e 204 by-pass di sicurezza - risultavano scavati
complessivamente oltre 47 chilometri di gallerie,
di cui oltre 20 chilometri di tunnel di base:
circa il 29% dei 164 chilometri totali previsti.
Sono attualmente impegnate oltre 3.300 persone
tra i due versanti. A regime, sette TBM lavoreranno
simultaneamente in Francia e in Italia,
realizzando il 75% del volume di scavo complessivo
del tunnel. nn
Infrastrutture&Mobilità
60 4/2026 leStrade
leStrade 4/2026 61
Opere
A58-TEEM, aperte le aree di servizio
«Muzza Est» e «Muzza Ovest»
Nel Comune di Paullo le prime stazioni di sosta della Tangenziale Est Esterna
di Milano: 25.000 metri quadrati ciascuna, ricarica elettrica fino a 100 kW, pannelli
fotovoltaici e piena accessibilità PMR. La gestione è affidata al Gruppo Sarni
Carta d’identità
Concessioni Autostradali Lombarde (CAL) è partecipata
al 50% da ANAS e al 50% da ARIA S.p.A. (Regione
Lombardia) ed è soggetto concedente di A36 Pedemontana
Lombarda, A35 BreBeMi e A58-TEEM, per
un totale di 136 chilometri di autostrade in esercizio
te progettate per garantire la piena fruibilità da
parte delle Persone a Mobilità Ridotta, attraverso
stalli riservati e percorsi privi di barriere architettoniche.
Riduzione dei consumi
e mobilità elettrica
In coerenza con l’impostazione progettuale dell’intera
A58-TEEM, le nuove aree di servizio integrano
soluzioni orientate alla riduzione dei consumi e
all’autoproduzione energetica. I pannelli fotovoltaici
installati sulle coperture contribuiscono all’alimentazione
degli impianti, mentre l’illuminazione
interna ed esterna è interamente a tecnologia
LED. Per la mobilità elettrica, ciascuna stazione è
dotata di una colonnina di ricarica con due connettori
e una potenza erogabile fino a 100 kW.
Il quadro istituzionale
e le dichiarazioni
L’apertura delle due aree di servizio completa
un’infrastruttura entrata in esercizio nel 2015
e da allora priva di stazioni di sosta strutturate
lungo il tracciato. «L’apertura delle nuove aree
di servizio rappresenta un importante completamento
della A58-TEEM, infrastruttura sempre
più strategica e utilizzata», ha dichiarato Gianantonio
Arnoldi, Amministratore Delegato di CAL.
Paolo Pierantoni, AD di Tangenziale Esterna, ha
sottolineato come l’intervento confermi «l’impegno
della Concessionaria e del Gruppo ASTM verso
l’erogazione di servizi di qualità, sostenibili e
accessibili in modo universale». nn
La A58-TEEM si dota delle proprie aree di servizio.
Il 24 marzo scorso sono state inaugurate
le stazioni «Muzza Est» e «Muzza Ovest»,
nel territorio del Comune di Paullo (MI), una
per ciascun senso di marcia, lungo i 32 chilometri
della Tangenziale Est Esterna di Milano
che connette l’A4 Agrate Brianza-Caponago con
l’A1 Melegnano-Cerro al Lambro. La gestione è
stata affidata al Gruppo Sarni. All’inaugurazione
erano presenti, tra gli altri, i rappresentanti
di Concessioni Autostradali Lombarde (CAL), in
qualità di concedente, e di Tangenziale Esterna
S.p.A. (Gruppo ASTM), concessionaria dell’infrastruttura.
Caratteristiche funzionali e layout
Ciascuna area si estende su una superficie di
25.000 metri quadrati e dispone di oltre 80 posti
auto per veicoli leggeri, pesanti e bus. L’offerta
di servizi: bar, pizzeria e market, oltre a punti
di erogazione carburanti e additivi - benzina, gasolio,
GPL e AdBlue - sia in modalità self-service
sia assistita. Sono presenti, inoltre, docce, baby
room e camper service. Le due stazioni sono accessibili
anche dall’omonimo svincolo autostradale,
con collegamento diretto alla viabilità provinciale,
tra cui la SP ex SS415 «Paullese».
Particolare attenzione è stata dedicata all’accessibilità
universale: entrambe le aree sono sta-
Gabriele Villa
Infrastrutture&Mobilità
62 4/2026 leStrade
leStrade 4/2026 63
Novità
Ponti stradali provvisori
smontabili in acciaio
Il nuovo quadro tecnico tra NTC e regolazione europea: colmato
un vuoto regolatorio con la fornitura di un quadro organico
per le stazioni appaltanti, i progettisti e gli operatori economici
Damiano Diotti
Nel sistema infrastrutturale italiano, i ponti stradali
provvisori smontabili in acciaio rappresentano
una soluzione operativa sempre più utilizzata
per garantire la continuità della circolazione
durante interventi di manutenzione, sostituzione
di impalcati, adeguamenti strutturali o in situazioni
emergenziali. Non si tratta di semplici opere
di cantiere, ma di strutture destinate al traffico
veicolare, chiamate a soddisfare requisiti di
sicurezza strutturale pienamente coerenti con il
quadro normativo vigente.
Con l’approvazione, il 19 dicembre 2025, delle Linee
guida sulla sicurezza, qualificazione, progettazione
e realizzazione di ponti provvisori smontabili
e/o riutilizzabili e degli elementi strutturali
che li costituiscono, il Consiglio Superiore dei Lavori
Pubblici ha introdotto un riferimento tecnico
specifico per questa tipologia di opere, colmando
un vuoto regolatorio e fornendo un quadro organico
per stazioni appaltanti, progettisti e operatori
economici.
Inquadramento normativo:
coerenza con le NTC
Le nuove Linee Guida si collocano in continuità
con le Norme Tecniche per le Costruzioni (D.M.
17 gennaio 2018), che restano il riferimento cogente
per la progettazione strutturale.
Infrastrutture&Mobilità
64 4/2026 leStrade
leStrade 4/2026 65
La temporaneità dell’opera non comporta deroghe
ai principi di sicurezza strutturale: i ponti
provvisori devono essere progettati e verificati
nel rispetto delle NTC, con riferimento a:
• definizione delle azioni di progetto (carichi permanenti,
variabili, traffico, vento, neve e, ove
previsto, sisma);
• combinazioni di carico agli stati limite ultimi ed
esercizio;
• verifiche di stabilità globale e locale;
• controllo delle deformazioni e della funzionalità
in esercizio.
La vita nominale dell’opera, definita in relazione
alla durata prevista dell’utilizzo, incide sui parametri
di progetto secondo quanto stabilito dalle
NTC, ma non modifica l’impostazione metodologica
delle verifiche.
Anche l’azione sismica deve essere considerata
in conformità alle NTC, in funzione della localizzazione
dell’opera, della vita nominale e della
classe d’uso attribuita.
Sistemi modulari e responsabilità
progettuale
I ponti provvisori smontabili sono generalmente
costituiti da sistemi modulari prefabbricati in
acciaio, assemblati mediante collegamenti bullonati
o sistemi equivalenti.
Le Linee Guida chiariscono un principio fondamentale:
la disponibilità di un sistema modulare
qualificato non sostituisce la progettazione dell’opera.
Il sistema costruttivo può essere oggetto di qualificazione
preventiva - con documentazione delle
prestazioni meccaniche degli elementi e delle
connessioni - ma ogni installazione deve essere
oggetto di specifico progetto strutturale, calibrato
su:
• luce effettiva;
• schema statico adottato;
• condizioni di vincolo e appoggio;
• caratteristiche geotecniche del sito;
• classe di traffico prevista.
Particolare attenzione è richiesta per i collegamenti
ripetutamente montati e smontati, per i
quali devono essere valutate eventuali riduzioni
di prestazione dovute a usura, danneggiamento
o ciclicità delle sollecitazioni.
Riutilizzo e controlli sugli elementi
strutturali
Uno degli aspetti più qualificanti delle Linee Guida
riguarda la disciplina del riutilizzo.
Gli elementi strutturali smontabili possono essere
reimpiegati, a condizione che siano sottoposti a:
• controlli visivi sistematici;
• eventuali indagini non distruttive, ove necessario;
• verifica dell’assenza di deformazioni permanenti,
fessurazioni o fenomeni di instabilità locale;
• aggiornamento della documentazione tecnica
del sistema.
La gestione del riutilizzo deve essere tracciata,
in modo da garantire la conoscenza della storia
d’impiego degli elementi e delle relative verifiche
effettuate.
Si introduce così una logica di gestione del ciclo di
vita che supera l’idea del ponte provvisorio come
struttura meramente temporanea e lo configura
come sistema ingegneristico riutilizzabile, soggetto
a controllo tecnico continuo.
Il raccordo con il Regolamento
(UE) 2024/3110
Le Linee Guida si muovono inoltre in coerenza
con il Regolamento (UE) 2024/3110, che disciplina
l’immissione sul mercato dei prodotti da costruzione
nell’Unione europea.
Nel caso dei ponti provvisori modulari, i singoli
componenti prefabbricati - qualora rientrino
nell’ambito di applicazione del Regolamento - devono
rispettarne i requisiti in termini di dichiarazione
delle prestazioni, tracciabilità e responsabilità
degli operatori economici.
La progettazione e la verifica dell’opera nel suo
complesso restano invece disciplinate dal quadro
nazionale, in particolare dalle NTC e dalle stesse
Linee Guida.
Questa distinzione è fondamentale per evitare
sovrapposizioni interpretative tra disciplina del
prodotto e disciplina dell’opera strutturale.
Sicurezza in fase di montaggio
ed esercizio
Le Linee Guida richiamano anche l’attenzione sulle
fasi di montaggio e smontaggio, che devono
essere pianificate mediante procedure operative
specifiche, coerenti con la normativa sulla sicurezza
nei cantieri.
Durante l’esercizio, l’opera deve essere oggetto
di controlli periodici commisurati alla durata
e alle condizioni di utilizzo, al fine di garantire il
mantenimento delle prestazioni strutturali previste
in progetto.
Anche in contesti emergenziali, pur nel rispetto
delle esigenze di rapidità operativa, non vengono
meno i requisiti minimi di sicurezza strutturale.
Un passaggio di maturazione
per il settore stradale
L’introduzione di un quadro tecnico dedicato ai
ponti stradali provvisori smontabili in acciaio
rappresenta un passaggio di maturazione per
il settore.
Per le stazioni appaltanti significa poter definire
con maggiore precisione requisiti prestazionali
e documentali nei capitolati. Per i produttori
di sistemi modulari implica investimenti in
qualificazione, controllo qualità e tracciabilità.
Per i progettisti conferma la centralità della responsabilità
strutturale, anche in presenza di
sistemi industrializzati.
In un contesto in cui la manutenzione e l’adeguamento
della rete infrastrutturale assumono
carattere strutturale e non più episodico, i ponti
provvisori smontabili si configurano come strumenti
tecnici evoluti, capaci di coniugare continuità
del servizio, sicurezza e razionalizzazione
delle risorse.
Le Linee Guida del Consiglio Superiore dei Lavori
Pubblici forniscono ora un riferimento chiaro
e coerente, inserito nel sistema normativo
nazionale ed europeo, entro cui queste opere
possono essere progettate e gestite con criteri
pienamente strutturali e normativamente
fondati. nn
Infrastrutture&Mobilità
66 4/2026 leStrade
leStrade 4/2026 67
leStrade
Aeroporti Autostrade Ferrovie
MATERIALI&TECNOLOGIE
Iniziative
Il PIARC in cantiere sulla A6
Il cantiere del viadotto Sopranda sulla A6: laboratorio a cielo aperto
per il PIARC: adeguamento sismico, resilienza climatica e modello integrato
One Company di ASTM sotto la lente di trenta tecnici da tutto il mondo
Il cantiere del viadotto Sopranda, sulla A6 Torino–Savona
tra gli svincoli di Altare e Savona
in direzione sud, ha ospitato una delegazione
tecnica del PIARC - World Road Association
- nell’ambito di un workshop formativo di due
giorni organizzato in collaborazione con il centro
interdipartimentale SISCON (Safety for InfraStructures
and Constructions) del Politecnico
di Torino, focalizzato sulla sicurezza delle infrastrutture
civili, nuove ed esistenti.
Trentacinque esperti - tra docenti universitari e
tecnici di concessionarie autostradali di tutto il
mondo - hanno assistito in situ alle operazioni di
sollevamento di una porzione di impalcato, condotte
attraverso uno dei cosiddetti “portali” installati
sull’opera. Si tratta di strutture temporanee
di supporto alla demolizione che consentono
il mantenimento del transito veicolare sulla carreggiata
non interessata dai lavori, riducendo al
minimo le interferenze con la viabilità durante le
fasi più critiche dell’intervento.
Il contesto tecnico: Lotto 4, dieci
viadotti in adeguamento
Il viadotto Sopranda rientra nel Lotto 4 del programma
di adeguamento sismico avviato da Autostrada
dei Fiori sulla propria rete, che interessa
complessivamente dieci viadotti della A6. L’intervento
- che sarà completato entro la fine del
2026 - punta al miglioramento della resilienza
strutturale ai carichi da traffico, agli eventi sismici
e agli effetti dei cambiamenti climatici, in
linea con i più recenti standard normativi e le indicazioni
delle Linee Guida per i ponti esistenti.
Il progetto è sviluppato interamente all’interno
del Gruppo ASTM secondo il modello integrato
One Company: Autostrada dei Fiori nella veste di
concessionaria, SINA per la progettazione strutturale
e Itinera come EPC contractor. Questo approccio
consente di presidiare l’intera catena del
valore - dalla pianificazione alla progettazione
avanzata, dall’esecuzione dei lavori alla gestione
operativa - garantendo coerenza tecnica e continuità
decisionale nelle diverse fasi del ciclo di vita
dell’infrastruttura.
La visita come momento
di trasferimento tecnologico
La scelta del PIARC di inserire il cantiere Sopranda
nel programma del workshop non è casuale:
l’intervento in corso sulla A6 rappresenta un caso
di studio significativo per le soluzioni progettuali
adottate, sia sul piano della tecnica costruttiva
sia su quello della gestione del cantiere in esercizio.
La visita ha offerto ai partecipanti l’opportunità
di confrontarsi direttamente con le problematiche
operative legate alla manutenzione
straordinaria di viadotti in contesti di traffico attivo,
tema di crescente rilevanza per le reti autostradali
europee e internazionali. nn
Filippo Addis
n Una malta strutturale autocicatrizzante
e a basso impatto ambientale, sviluppata
da DMAT e IMM SA,
impiegata sull’autostrada N13 in Svizzera.
n Genova, il waterfront che purifica l’aria.
struttura, architettura e impianti.
n Test in laboratorio sui campioni
bituminosi di San Cesareo, per validare
le miscele del progetto LIFE SILENT.
n L’Italian High-Strength
Concrete Challenge: la sfida italiana
del calcestruzzo ad alta resistenza.
Infrastrutture&Mobilità
68 4/2026 leStrade
FRC tra innovazione e normativa
Calcestruzzi fibrorinforzati:
panoramica e scenari
(parte 2)
Abbiamo iniziato con “Ricostruire i giunti stradali”, di Lorenzo De Carli, Direttore
Tecnico di materialistBridge. È ora la volta de La Matassina, tra i partner tecnici
del portale dedicato alla verifica delle compliance tecnologiche e normative
Il Calcestruzzo Fibrorinforzato (FRC):
tecnologia evolutiva per il settore
delle costruzioni
Il calcestruzzo fibrorinforzato, noto anche con
l’acronimo FRC (Fiber Reinforced Concrete), è
un materiale composito costituito da una matrice
di calcestruzzo nella quale vengono distribuite
fibre discontinue realizzate in acciaio (Rif. UNI
EN 14889-1) o materiali polimerici (Rif. UNI EN
14889-2). L’aggiunta di queste fibre migliora significativamente
alcune proprietà meccaniche del
calcestruzzo, in particolare la resistenza post-fessurativa
e la tenacità, permettendo un comportamento
duttile rispetto al calcestruzzo tradizionale.
Il comportamento meccanico del FRC viene normalmente
caratterizzato tramite prove di flessione
conformi alla norma UNI EN 14651, che
misura la resistenza residua a trazione dopo la
fessurazione.
Normativa e legislazione:
il quadro nazionale per gli FRC
Fino all’introduzione delle Norme Tecniche per le
Costruzioni 2018 (NTC 2018), l’utilizzo strutturale
del calcestruzzo fibrorinforzato in Italia era
limitato dalla mancanza di una disciplina legislativa
specifica. Con il recepimento delle NTC 2018,
però, l’FRC ha ricevuto una collocazione normativa
chiara e vincolante:
1. Inserimento nell’ambito delle NTC 2018
Le Norme Tecniche per le Costruzioni riconoscono
il calcestruzzo fibrorinforzato come materiale
utilizzabile per elementi strutturali e definiscono
i requisiti prestazionali minimi e le condizioni
di impiego.
2. Linee Guida del Consiglio Superiore dei
Lavori Pubblici
Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (CSL-
LPP) ha emanato due importanti documenti che
completano il quadro normativo:
a) Linee guida (D.Cons.Sup. LL.PP. n. 208 del
09/04/2019)
Queste linee guida disciplinano:
• l’identificazione e la qualificazione dei calcestruzzi
fibrorinforzati;
• la certificazione di valutazione tecnica (CVT)
per i materiali da impiegare in strutture strutturali;
• il controllo di accettazione in cantiere delle forniture
FRC.
Per essere considerato idoneo all’uso strutturale
un FRC deve rispettare criteri prestazionali e
un contenuto minimo di fibre in volume (es., almeno
0,3%).
b) Linee guida per progettazione, esecuzione,
controllo e collaudo (Decreto n. 258/2022)
Queste linee guida completano la disciplina specificando:
• le procedure di progettazione degli elementi in
FRC;
• le modalità di messa in opera e di verifica in
cantiere;
• il collaudo degli elementi strutturali realizzati
con FRC, sia nuovi che per consolidamenti.
• Certificazione di Valutazione Tecnica (CVT)
Per l’impiego strutturale di un FRC, la produzione
e immissione sul mercato richiedono un Certificato
di Valutazione Tecnica rilasciato dal Servizio
Tecnico Centrale del CSLLPP. Il certificato ha validità
quinquennale, subordinata alla verifica an-
Ing. Massimo
Fumagalli,
La Matassina, Chief
Commercial Officer (CCO)
and Technical Manager
(TM)
Alcuni dei partner
di materialistBridge ©
nuale della costanza prestazionale del materiale.
A livello, Europeo, l’Eurocodice 2 (UNI EN 1992),
norma di riferimento europea per la progettazione
delle strutture in calcestruzzo, è in fase di revisione
con l’aggiunta dell’Annex L, una sezione
armonizzata dedicata al calcestruzzo fibrorinforzato.
Questo allegato, sviluppato sulla base del
fib Model Code 2010, fornirà regole strutturali
chiare a livello UE per la progettazione con FRC,
inclusi gli stati limite ultimi e di esercizio.
Conclusioni
Il calcestruzzo fibrorinforzato rappresenta oggi
un materiale innovativo con innumerevoli vantaggi
ingegneristici, prestazionali e di sostenibilità
ambientale, rispetto all’impiego tradizionale
del calcestruzzo. Il quadro normativo italiano,
grazie alle NTC 2018 e alle Linee Guida del Consiglio
Superiore dei Lavori Pubblici, fornisce un
percorso chiaro e vincolante per qualificare, progettare
e impiegare FRC in molteplici settori costruttivi.
Tuttavia, è opportuno riflettere sulla
necessità di intervenire sul quadro legislativo nazionale
affinché si possa utilizzare, oltre a quelli
in precedenza utilizzati, anche l’aggettivo incentivante,
all’uso del composito fibrorinforzato.
Oggi, purtroppo, l’applicazione del FRC è oggettivamente
ostacolata da rigorosi dettami legislativi,
rappresentati dall’acronimo CVT, in precedenza
descritto, che, soprattutto nel campo del
calcestruzzo preconfezionato, ne limitano drammaticamente
l’impiego rispetto invece ad altri
settori come quello delle malte e della prefabbricazione.
La legislazione di riferimento ha l’obbligo
di aggiornare le dinamiche applicative e di focalizzarsi
sulla flessibilità gestionale, fermo restando
l’indiscutibile tutela delle prestazioni minime
necessarie e richieste al composito FRC per applicazioni
strutturali. Ci auguriamo che le Istituzioni
dedicate, portino a termine, in tempi brevi,
le auspicate novità che tutta la filiera attende
con grande fermento. nn
Materiali&Tecnologie
70 4/2026 leStrade
leStrade 4/2026
71
Concorsi&Formazione
La sfida italiana del calcestruzzo
ad alta resistenza
Resistenza massima, impronta carbonica minima: è la doppia sfida al centro
dell’Italian High-Strength Concrete Challenge, il concorso nazionale promosso
da AICAP e CTE per le nuove generazioni di ingegneri e architetti italiani
C’è una domanda indifferibile nel mondo delle
infrastrutture: è possibile ottenere calcestruzzi
straordinariamente performanti riducendo al
tempo stesso le emissioni climalteranti incorporate
nel materiale? L’Italian High-Strength Concrete
Challenge (IHSCC) 2026 nasce esattamente
per rispondere a questa sfida, portandola nelle
aule universitarie e nei laboratori degli atenei italiani.
Il concorso è promosso dall’AICAP (Associazione
Italiana Calcestruzzo Armato e Precompresso) e
dal CTE (Collegio dei Tecnici della Industrializzazione
Edilizia), con il supporto industriale di ATE-
CAP (Associazione Tecnico Economica del Calcestruzzo
Preconfezionato). La competizione si
avvale del Laboratorio Prove Materiali, diretto dal
Prof. Ing. Mauro Sassu. Il Laboratorio Prove Materiali
di Cagliari è il laboratorio ufficiale per la caratterizzazione
e certificazione delle proprietà dei
materiali da costruzione (L.05.11.1971 n.1086).
Si compone del Padiglione Grandi Modelli, zona
dedicata a test su elementi strutturali in scala
reale, e dall’ala dedicata ai test sui materiali da
costruzione.
Il Dipartimento di Ingneria Civile, Ambientale ed
Architettura (DICAAR) è particolarmente dedito
al coinvolgimento attivo di Allieve ed Allievi dei
propri Corsi di Laurea in attività tecnico pratiche
e professionalizzanti.
In particolare, grazie al talent scouting fatto nel
tempo dai Docenti Flavio Stochino e Mario Lucio
Puppio, che inseriscono nei loro insegnamenti
Fabrizio Parati
della Laurea Triennale e Magistrale in Ingegneria
Civile numerose attività di learning by doing, partecipano
alla competizione cinque squadre sotto
la bandiera dei Quattro Mori.
1. “Betunica”, coordinata da Isaac Zara. Allievi:
Luca Porceddu, Marco Contu, Matteo Secci e
Matteo Michael Stochino (magistrale).
2. “ECOClinker”, coordinata da Arnas Majumder.
Allieve/i: Francesco Pinna e Marta Saccone
(dottorato) e Gabriele Mereu (magistrale).
3. “Slump Team”, coordinata da Silvio Cocco. Allievi:
Marco Crobu, Marco Frongia, Marco Zucca,
Alessandro Frau (triennale).
4. “Solidum”, coordinata da Paola Meloni. Allieve/i:
Beatrice Sanna, Carla Spiga, Francesco
Colombini (magistrale in Archiettura), Michele
Polo e Simone Nepitella (triennale).
5. “Stato Limite all’Ultimo”, coordinata da Valeria
Campioni. Allievi: Giorgio Serra e Muhammad
Ziad bacha (dottorato), Francesco Muscas
e Giovanni Camboni.
L’Istituto Italiano per il Calcestruzzo
Realtà di riferimento nel panorama nazionale per
la ricerca, la formazione e le prove sui materiali da
costruzione, l’Istituto Italiano per il Calcestruzzo è
stato scelto dagli Allievi dell’Università di Cagliari,
facoltà di Ingegneria Civile ed Architettura, per
consulenza e supervisione. I supervisor dell’Istituto
Italiano per il Calcestruzzo saranno Silvio Cocco,
Valeria Campioni e Angelo Comendulli.
Cos’è e come funziona
L’IHSCC è aperto a squadre composte da due a
cinque studenti regolarmente iscritti a corsi di
laurea triennale, magistrale o dottorato in Ingegneria
o Architettura, ciascuna seguita da un supervisor
accademico o tecnico. Ogni team deve
progettare e realizzare autonomamente una miscela
di calcestruzzo ad alta resistenza (HSC),
documentare il processo di getto con un video
continuo e spedire i propri provini al laboratorio
di Cagliari per le prove ufficiali.
Il regolamento è rigoroso nei materiali ammessi -
cementi, aggiunte, aggregati e additivi conformi
alle norme europee - e categoricamente esclude
fibre discrete, armature di qualsiasi tipo e qualsiasi
soluzione che possa alterare artificialmente
la risposta a compressione. La partecipazione è
completamente gratuita.
La doppia metrica: resistenza
e carbonio
Il cuore della sfida è il suo criterio di classifi-
Materiali&Tecnologie
72 4/2026 leStrade
leStrade 4/2026
73
sa in diretta su Microsoft Teams, con calendario
pubblico accessibile dal sito ufficiale del concorso.
Una scelta che riflette la vocazione didattica
e divulgativa dell’iniziativa: non solo competere,
ma imparare, osservare, confrontarsi.
Il calendario
Il percorso della IHSCC 2026 segue tappe ben
definite:
• 1° febbraio 2026 - apertura delle iscrizioni
• 15 aprile 2026 - chiusura iscrizioni, invio schede
mix e allegati EPD
• 1° maggio 2026 - scadenza getto dei provini e
upload del video
• 15 maggio 2026 - termine per l’arrivo dei provini
al laboratorio di Cagliari (tramite corriere)
• 20 maggio 2026 - giornata delle prove con diretta
Microsoft Teams
• 24-26 giugno 2026 - cerimonia di premiazione
all’Italian Concrete Conference 2026, Bergamo.
Bergamo 2026: la sesta edizione
La premiazione si inserisce nel programma della
sesta edizione dell’Italian Concrete Conference,
evento biennale co-organizzato da CTE
e AICAP - con il patrocinio della fib (International
Federation for Structural Concrete) - che
si terrà presso il Polo Sant’Agostino dell’Università
di Bergamo. Un appuntamento che riunisce
ogni due anni ricercatori, progettisti,
imprese e istituzioni attorno al calcestruzzo
strutturale, con sessioni scientifiche, relazio-
ca, che integra due dimensioni spesso trattate
separatamente. Le prove si svolgono su tre
cilindri Ø100×200 mm per ciascuna squadra,
secondo la norma UNI EN 12390-3. Dalla media
e dal minimo dei tre risultati di compressione
viene calcolata una resistenza “derivata
NTC-A” (ispirata al controllo di accettazione
di tipo A delle NTC 2018), ulteriormente corretta
da un fattore che penalizza la variabilità
interna al set:
f c,val = f c,NTC · (1 - CV)
dove CV è il coefficiente di variazione dei tre valori.
Per essere ammessa alla classifica ufficiale,
ogni miscela deve ottenere una resistenza validata
fc,val ≥ 80 MPa.
Sul fronte ambientale, ogni squadra deve calcolare
l’impronta carbonica del mix espressa in kg
CO 2
e/m³, sommando il contributo GWP (Global
Warming Potential) di ciascun componente ponderato
per il relativo dosaggio, con obbligo di documentazione
tramite EPD (Environmental Product
Declaration) conformi a ISO 14025 e EN
15804. L’indice ufficiale di classifica è il Performance
Index:
PI = fc,val (MPa) / CO 2
,mix (kg CO 2
e/m³)
Un parametro sintetico e potente che premia chi
ottiene la massima resistenza con la minore impronta
climatica: esattamente la frontiera verso
cui si muove il progetto strutturale delle grandi
infrastrutture contemporanee.
I premi in palio
La struttura dei riconoscimenti è articolata su più
categorie:
• Overall Champion (miglior PI): 1° classificato
1.000 euro, 2° e 3° classificato 500 euro ciascuno;
• Best Compressive Performance (miglior fc,mean
tra le squadre ammesse): 500 euro;
• Best Low-Carbon Mix (minimo CO 2
, mix tra le
squadre ammesse): 500 euro;
• Honorary Mentions assegnate discrezionalmente
dal Comitato Scientifico.
Un comitato scientifico che è un
atlante universitario italiano
Uno degli elementi che distingue l’IHSCC è l’ampiezza
e la qualità del suo Comitato Scientifico,
che raduna 33 docenti provenienti da atenei di
tutta la penisola: dal Politecnico di Milano e di Torino
alle università di Palermo, Napoli, Bari, Cagliari,
Trieste, Bologna, Firenze, Genova, Parma,
Padova, Pisa, Perugia, L’Aquila, Salerno, Messina,
Reggio Calabria, Sassari, Trento, Brescia, Cassino,
Bergamo e altri ancora. Il coordinamento
organizzativo è affidato al Prof. Cristoforo Demartino
(Roma Tre), alla Prof.ssa Flora Faleschini
(Padova) e al Prof. Flavio Stochino (Cagliari), che
guida anche il comitato locale responsabile delle
prove.
Trasparenza in diretta: le prove
Il 20 maggio 2026 il Laboratorio Prove Materiali
dell’Università degli Studi di Cagliari diventerà
il palcoscenico di una giornata di prove trasmes-
Informazioni
e iscrizioni:
ihscc2026.weebly.com -
ihscc2026@gmail.com
Italian Concrete
Conference 2026:
italian-concreteconference.com
Materiali&Tecnologie
74 4/2026 leStrade
leStrade 4/2026
75
Casa Editrice
la fiaccola srl
SCOPRI
LA NUOVA
EDIZIONE
ni invitate, tavole rotonde normative e crediti
formativi professionali (CFP) per gli ingegneri
iscritti agli Ordini.
Conta per chi progetta infrastrutture
Il Performance Index introdotto dall’IHSCC non
è un esercizio accademico fine a sé stesso. È
una metrica che anticipa le direzioni del mercato:
i capitolati delle grandi opere infrastrutturali
richiedono sempre più spesso la dichiarazione
dell’impronta carbonica dei materiali impiegati,
e le normative europee in materia di sostenibilità
delle costruzioni stanno evolvendo in questa
direzione.
I calcestruzzi ad alta resistenza - in pile di ponti,
impalcati, prefabbricati per gallerie e pavimentazioni
speciali - consentono di ridurre le sezioni
strutturali e i volumi di materiale, con ricadute
positive sul costo del ciclo di vita dell’opera e sulle
emissioni complessive di un progetto.
Formare ingegneri capaci di ragionare simultaneamente
in termini di prestazione meccanica e
impatto ambientale significa, in buona sostanza,
riuscire ad anticipare la risposta in termini di
competenze che il settore delle costruzioni chiederà
nei prossimi anni.
È questa, in fondo, la non semplice, ma affascinante
e ambiziosa scommessa proposta dallla lodevole
iniziativa dell’Italian High-Strength Concrete
Challenge. nn
Materiali&Tecnologie
Comitato scientifico responsabile
dell’organizzazione
Prof. Maria Antonietta Aiello – Università del Salento.
Prof. Chiara Bedon – Università degli Studi di Trieste.
Prof. Beatrice Belletti – Università degli Studi di Parma.
Prof. Bruno Briseghella – Università di Modena.
Prof. Pietro Croce – Università degli Studi di Pisa.
Prof. Cristoforo Demartino – Università di Roma Tre.
Prof. Fabio di Carlo – Università di Roma Tor Vergata.
Prof. Antonella D’Alessandro – Università degli Studi di Perugia.
Prof. Giovanni Fabbrocino – Università degli Studi del Molise.
Prof. Flora Faleschini – Università di Padova.
Prof. Liberato Ferrara – Politecnico di Milano.
Prof. Alessandra Fiore – Politecnico di Bari.
Prof. Fabrizio Gara – Università Politecnica delle Marche.
Prof. Gianfelice Giaccu – Università di Sassari.
Prof. Amedeo Gregori – Università degli Studi dell’Aquila.
Prof. Lidia La Mendola – Università degli Studi di Palermo.
Prof. Sergio Lagomarsino – Università degli Studi di Genova.
Prof. Enzo Martinelli – Università di Salerno.
Prof. Angelo Masi – Università degli Studi della Basilicata.
Prof. Claudio Mazzotti – Università di Bologna.
Prof. Costantino Menna – Università di Napoli Federico II.
Prof. Camillo Nuti – Università di Roma Tre.
Prof. Maurizio Orlando – Università degli Studi di Firenze.
Prof. Giovanni Plizzari – Università di Brescia.
Prof. Raffaele Pucinotti – Università Mediterranea di Reggio Calabria.
Prof. Giuseppe Quaranta – Università di Roma La Sapienza.
Prof. Alessandro Rasulo – Università di Cassino.
Prof. Antonino Recupero – Università di Messina.
Prof. Luciana Restuccia – Politecnico di Torino.
Prof. Paolo Riva – Università di Bergamo.
Prof. Valentino Sangiorgio – Università degli Studi “G. d’Annunzio” Chieti – Pescara.
Prof. Flavio Stochino – Università di Cagliari.
Prof. Nicola Tondini – Università degli Studi di Trento.
Comitato locale responsabile delle prove UNICA
Giovanna Concu, Luigi Fenu, Daniel Meloni, Fausto Mistretta, Mario Lucio Puppio,
James Rombi, Mauro Sassu, Flavio Stochino, Monica Valdes, Marco Zucca.
Comitato organizzativo responsabile del concorso
Prof. Cristoforo Demartino – Università di Roma Tre.
Prof. Flora Faleschini – Università di Padova.
Prof. Flavio Stochino – Università di Cagliari.
Per informazioni: guide@fiaccola.it
www.guidanoleggioedile.it
76 4/2026 leStrade
Risanamento
La Svizzera e DMAT
Una malta strutturale innovativa, autocicatrizzante e a basso impatto
ambientale, sviluppata da DMAT e IMM SA, impiegata per un muro
di contenimento di 40 metri lungo l’autostrada N13 in Svizzera
In Svizzera è stata applicata una malta autoriparante
per il risanamento di un muro di contenimento
lungo la carreggiata autostradale Sud-
Nord dell’autostrada N13 per San Bernardino,
nel Canton Grigioni. Questa innovativa soluzione,
che si discosta dal tradizionale approccio di
demolizione e ricostruzione, è stata promossa
dall’Ufficio federale delle strade svizzero
(“USTRA”), e sviluppata da DMAT S.r.l., realtà
italo-americana, in collaborazione con l’Istituto
Meccanica dei Materiali (“IMM SA”) di Lugano. Il
progetto si posiziona come alternativa sostenibile
ed economica per la ristrutturazione di importanti
opere infrastrutturali, aprendo a nuove
possibilità nel settore edile.
La richiesta
Costruito negli anni Settanta e lungo circa 40 metri,
il muro a gravità in calcestruzzo dell’autostrada
svizzera N13 svolge un’importante funzione
di protezione della carreggiata.
Il muro, non strutturale, si trovava in stato di degrado
a causa della reazione alcali-silice (“ASR”):
aveva la necessità di essere rinforzato ed impermeabilizzato
dall’esterno.
Davanti a queste criticità, USTRA aveva tre specifiche
esigenze: evitare la demolizione del Muro;
limitare i disagi del traffico per via del cantiere;
ridurre in modo significativo l’impatto ambientale
associato all’intervento di risanamento. Grazie
al coinvolgimento di DMAT è stato possibile applicare
tecniche più sostenibili (capaci di rispondere
alle tre esigenze riportate sopra), attraverso
un intervento non invasivo, realizzato in fasi
compatibili con il traffico veicolare e con una riduzione
delle emissioni di CO 2
legate ai materiali
impiegati.
Le tre fasi del progetto
La fase iniziale di ricerca e sviluppo, nella quale
è stata studiata e qualificata la malta cementizia
ad hoc, ottenuta a seguito di uno screening
di oltre 20 ricette diverse. La ricetta finale, denominata
DMAT A-16-S, presenta proprietà autorigeneranti
ed impermeabilizzanti grazie alla presenza
del filler proprietario DMAT 2.3-1 al suo
interno, e comprende:
• l’uso di un basso quantitativo di cemento con
contenuto ridotto di clinker, a favore di componenti
pozzolanici e fillerizzati;
• l’impiego di materiali locali per ridurre il trasporto
per la produzione direttamente in sito;
• l’integrazione del filler DMAT, che riduce la necessità
di clinker a parità di prestazioni e contribuisce
alla durabilità dell’intervento.
La seconda fase ha visto l’affiancamento operativo
dell’impresa durante la posa in opera della
malta, collocata tra la roccia e una rete temporanea
in acciaio inossidabile, fissata per favorire
l’aggrappo della malta. L’applicazione della malta
DMAT A-16-S, avvenuta tra luglio e agosto 2024,
non ha evidenziato difetti, restituendo superfici
compatte e omogenee.
La fase finale, tuttora in corso, è caratterizzata
dal monitoraggio periodico del muro, dal quale si
è notato che alcune fessure in superficie (quelle
con maggiore accesso ad acqua/umidità) hanno
già mostrato self-healing, risultando visivamente
Mauro Armelloni
Carta d’identità
completamente cicatrizzate. L’innovativa soluzione,
basata su malte performanti producibili direttamente
in cantiere, ha permesso, da un lato, di
ridurre i costi per la società di gestione autostradale,
e, dall’altro, di contenere i disagi legati al
traffico che si sarebbe generato per via dei cantieri,
oltre a diminuire l’impatto ambientale, evitando
un processo di demolizione e ricostruzione.
«Tra gli anni Sessante e Ottanta si è utilizzato
un enorme quantitativo di calcestruzzo per dare
spinta alle opere architettoniche che hanno in sostanza
costruito l’infrastruttura europea, soprattutto
stradale», commenta Paolo Sabatini, CEO &
DMAT è una realtà deep-tech specializzata nel settore del calcestruzzo e delle malte
attraverso l’utilizzo di tecnologie innovative e proprietarie. Con sede in Italia e
negli Stati Uniti, la società ha sviluppato e portato sul mercato una tecnologia rivoluzionaria
per l’industria delle costruzioni grazie alla realizzazione di calcestruzzi
con capacità autoriparanti, durabilità sostenute ed emissioni di CO 2
ridotte fino al
60%, sia in fase di produzione che di utilizzo
co-founder di DMAT S.r.l. E prosegue: «Rappresenta
quindi oggi un patrimonio importante, ma
dalle evidenti criticità dovute all’età e all’esposizione
agli agenti atmosferici. La nostra tecnologia
permette di ripararlo senza bisogno di interventi
invasivi e limitando così anche le emissioni
di CO 2
.
Un progetto dalle enormi potenzialità e applicazioni
in ambiti diversi, che non si limita a far immaginare
nuove prospettive di sviluppo: ci invita
a realizzarle».
Benefici e replicabilità
La durabilità estesa della malta DMAT A-16-S, e
in particolare la sua capacità autoriparante, permetteranno
di ridurre interventi manutentivi futuri,
con ulteriori vantaggi in termini di consumo
di risorse, costi e impatto ambientale lungo tutto
il ciclo di vita. Non solo: grazie ai dati raccolti da
questo progetto, il modello potrà essere replicato
in altri cantieri con problematiche simili, presentandosi
come alternativa sostenibile ed economica
a metodologie più invasive, costose ed
impattanti. nn
Materiali&Tecnologie
78 4/2026 leStrade
leStrade 4/2026
79
Aziende
Decarbonizzare il cemento
BeNewtral, startup nel settore del Clean Tech, con focus sulla produzione
di materiali innovativi per l’edilizia del futuro, chiude un’importante
operazione di aumento di capitale del valore di sette milioni di euro
L’operazione è stata finalizzata a soli tre mesi
dalla presentazione ufficiale al mercato di Re-
Bind: un materiale completamente diverso dal
cemento, ma in grado di sostituirlo integralmente
nella produzione del calcestruzzo, garantendo
le medesime prestazioni. Con un basso
impatto ambientale e sviluppato sulla base
della tecnologia proprietaria di BeNewtral, Re-
Bind rappresenta una soluzione di nuova generazione
per il settore delle costruzioni, grazie a
processi chimici e fisici a basso consumo energetico
che riducono le emissioni fino al 90% rispetto
al cemento Portland, senza rinunciare a
durabilità e resistenza.
Edvige Viazzoli
Nicolò Verardi
e Riccardo Frezzato,
co-founder
di BeNewtral.
Lead investor del round è CDP Venture Capital,
attraverso il comparto Infratech del proprio
fondo Corporate Partners I. Ad affiancarlo
ci sono i soci storici che sostengono BeNewtral
sin dall’inizio - NovaCapital, Eureka! Venture
SGR e Tech4Planet, il Polo Nazionale di Trasferimento
Tecnologico per la Sostenibilità Ambientale
promosso da CDP Venture Capital - insieme
a un gruppo selezionato di investitori privati,
tra cui Edoardo Vernazza, imprenditore titolare
di San Colombano Costruzioni e Presidente
di ANCE Giovani, e altri nuovi angel investors
provenienti dal mondo industriale, della consulenza
e manageriale, a testimonianza dell’interesse
crescente verso la tecnologia sviluppata
dalla società.
I nuovi capitali saranno destinati al potenziamento
delle attività di ricerca, oltre che all’incremento
della capacità produttiva e allo sviluppo delle
attività commerciali.
Sul fronte della produzione, BeNewtral, contestualmente
alla raccolta fondi, ha acquisito un
impianto a Pavia, che costituirà il primo impianto
pilota sulla base del quale costruire i successivi
e che porterà la capacità produttiva ad oltre
25k ton annue, permettendo alla società di
diventare il primo produttore di leganti alternativi
in Italia.
Sul fronte R&D, BeNewtral investirà nella creazione
di un laboratorio di nuova generazione per
lo sviluppo dei leganti alternativi, con l’obiettivo
di diventare un punto di riferimento scientifico
e industriale, grazie a partnership strategiche
con università italiane e centri di ricerca esteri, e
a un team dedicato di circa 20 ricercatori, ingegneri
e tecnologi.
Sul fronte commerciale, BeNewtral investirà nello
sviluppo di una rete strutturata di partnership
con importanti produttori di calcestruzzo, che
rappresentano il primo mercato naturale per l’adozione
dei leganti alternativi. L’obiettivo è integrare
progressivamente ReBind nelle filiere
produttive esistenti, facilitandone l’utilizzo nei
processi industriali già in essere e accelerando
la diffusione del materiale attraverso operatori
consolidati del settore.
Il prodotto
La tecnologia di BeNewtral introduce un legante
innovativo ottenuto dalla trasformazione di
sottoprodotti industriali non pericolosi, provenienti
da filiere tracciate e selezionate. Materiali
che oggi costituiscono un costo ambientale
e gestionale vengono recuperati e reintegrati
in un nuovo ciclo produttivo, contribuendo alla
creazione di un modello circolare.
Non solo sostenibilità ambientale, ma anche performance
tecniche e sostenibilità economica: Be-
Newtral, infatti, non propone una semplice ottimizzazione
del cemento tradizionale, ma un
modello produttivo completamente diverso, che:
● ha le stesse proprietà meccaniche e resistenza
del cemento;
● ha maggior durabilità del cemento anche in
ambienti ostili sottoposti all’attacco di cloruri
o acidi;
● riduce drasticamente il consumo di energia
grazie a un processo interamente a freddo
(-98%);
● riutilizza sottoprodotti industriali dandogli nuova
vita in ottica di economia circolare;
● consente una produzione decentralizzata, basata
su micro-impianti locali, flessibili e a basso
investimento iniziale.
Le considerazioni
Nicolò Verardi e Riccardo Frezzato, co-founder
di BeNewtral, dichiarano: «Questa operazione
rappresenta un nuovo passo per BeNewtral
nel percorso che sta tracciando per portare un
beneficio a tutti. Il cemento è ovunque e il suo
impatto ambientale è una sfida collettiva: per
questo la chiusura del round non è un successo
solo per noi, ma la conferma che investitori,
istituzioni e il settore dell’edilizia percepiscono
la necessità di un cambiamento. Ora che
abbiamo completato lo sviluppo del prodotto e
creato un modello di crescita scalabile, con la
fiducia dei nostri investitori, nuovi e storici, potremo
accelerare il piano di crescita e ampliare
gli ambiti di applicazione. Potremo così consolidare
la nostra leadership tecnologica, mantenendo
centrale la minimizzazione dell’impatto
ambientale e la sostenibilità del settore dei
materiali da costruzione. Lavoriamo per offrire
un nuovo paradigma produttivo, un modello
che mette al centro convenienza economica
per i clienti e positivo impatto ambientale
e sociale. Stiamo introducendo in un settore
di materie prime sempre più scarse, dominato
da processi energivori ed emissivi, oggi basati
principalmente su estrazione da cava e produzioni
ad altissima temperatura, prodotti equivalenti
derivanti da materiali di scarto ampiamente
disponibili, usando processi produttivi
a bassissime emissioni e minimizzando il consumo
di nuove risorse preziose, come minerali
ed acqua». nn
Materiali&Tecnologie
80 4/2026 leStrade
leStrade 4/2026
81
Fotocatalisi
Genova, il waterfront
che purifica l’aria
Waterfront di Levante, 13.000 metri quadrati di copertura in alluminio
del Palasport trattata con la tecnologia fotocatalitica PURETi: la superficie
dell’edificio come un purificatore d’aria, a consumo energetico zero
Il Waterfront di Levante di Genova è uno dei progetti
di rigenerazione urbana più rilevanti del panorama
europeo. L’ex area fieristica sul fronte
mare, ridisegnata dal Renzo Piano Building Workshop
(RPBW), ha ceduto il passo a un sistema
integrato di funzioni pubbliche, spazi aperti
e nuove infrastrutture sportive e culturali. Tra gli
elementi di maggior interesse tecnico spicca la
copertura del nuovo Palasport: una superficie di
13.000 metri quadrati in lamiere di alluminio che
non si limita a proteggere l’edificio dagli agenti
atmosferici, ma interviene attivamente sulla qualità
dell’aria circostante.
La soluzione impiegata è SANDactive ® , sviluppata
dalla collaborazione tra PURETi - azienda
leader nella fotocatalisi applicata all’edilizia - e
Sandrini Metalli, specialista nella lavorazione di
lamiere metalliche. In Italia, la tecnologia PURETi
è distribuita in esclusiva da Cav. Vittorio Scipioni,
azienda milanese con quasi ottant’anni di storia
nel settore dei rivestimenti e dei materiali tecnici.
Mauro Armelloni
I dati del progetto
I numeri del cantiere genovese forniscono una misura
concreta dell’impatto potenziale della tecnologia:
• 13.000 metri quadrati di superficie trattata con il
sistema fotocatalitico SANDactive®.
• Consumo energetico aggiuntivo per la purificazione:
zero.
• Riduzione continuativa delle concentrazioni di inquinanti
atmosferici locali, con effetti misurabili
sull’intera area del waterfront
La fotocatalisi su superfici
metalliche
Il principio alla base di SANDactive ® è quello della
fotocatalisi eterogenea: il biossido di titanio
(TiO 2
) depositato sulla superficie metallica, quando
esposto alla radiazione solare, attiva una reazione
ossidativa capace di abbattere le principali
categorie di inquinanti atmosferici. Il processo
non richiede energia aggiuntiva né reagenti chimici:
è la luce naturale a innescare e sostenere
il ciclo depurativo in modo continuo.
Le principali prestazioni garantite dal sistema sono:
Carta d’identita
Dal 1946, Cav. Vittorio Scipioni scrive la storia dell’allestimento e dei materiali in
Italia. Fondata a Milano da Vittorio Scipioni, l’azienda è oggi alla sua terza generazione,
evolvendo il proprio DNA dai rivestimenti per carrozze e autobus fino alle
nanotecnologie di frontiera.
Con la distribuzione di PURETi, Cav. Vittorio Scipioni trasforma l’eredità tecnica di
famiglia in visione ambientale: non più semplici superfici, ma ecosistemi attivi che
sfruttano la fotocatalisi per purificare l’aria e proteggere le città. Tradizione milanese
e innovazione globale, al servizio di un’architettura che respira
• abbattimento degli inquinanti gassosi: la reazione
ossidativa degrada composti organici volatili
(VOC) e ossidi di azoto (NOx), tra le principali
cause del degrado della qualità dell’aria
urbana;
• azione antibatterica: il processo distrugge batteri
e agenti biologici che si depositano sulla
superficie, con particolare efficacia in contesti
esposti come quello marino;
• autopulizia della superficie: la proprietà idrofila
del rivestimento riduce l’adesione di sporco,
salsedine e biofilm, abbattendo la frequenza e
il costo degli interventi di manutenzione;
• zero consumo energetico aggiuntivo: l’intero
processo è sostenuto dalla radiazione solare disponibile,
senza alcun apporto di energia elettrica
o termica.
La sfida tecnica: il contesto
marino
Applicare una tecnologia fotocatalitica su una
struttura affacciata sul mare introduce variabili
progettuali che vanno ben oltre il normale cantiere
urbano. La salsedine, i cicli continui di bagnatura
e asciugatura, la presenza di biofilm algale
e la corrosività dell’ambiente costiero rappresentano
condizioni di stress particolarmente severe
per qualsiasi sistema di rivestimento.
SANDactive ® è stato sviluppato e testato proprio
per rispondere a queste sollecitazioni. L’applicazione
su lamiera di alluminio - un materiale
già noto per la leggerezza e la durabilità in ambienti
aggressivi - consente di ottenere una sinergia
tra le proprietà meccaniche del supporto
e le prestazioni funzionali del rivestimento fotocatalitico.
Il risultato è una superficie che non
si limita a resistere all’ambiente, ma lo migliora
attivamente.
«Portare la tecnologia PURETi in un cantiere iconico
come quello di Renzo Piano a Genova è la prova
di quanto l’edilizia moderna debba puntare su
soluzioni che coniughino estetica e salute pubblica,”
dichiarano da Cav. Vittorio Scipioni. “Come distributori
per l’Italia, il nostro obiettivo è fornire ai
progettisti strumenti reali per trasformare le superfici
urbane in alleati dell’ambiente». nn
Materiali&Tecnologie
82 4/2026 leStrade
leStrade 4/2026
83
Iniziative
Dalla strada al laboratorio
Si sono eseguiti test in laboratorio sui campioni bituminosi di San Cesareo,
per validare le miscele del progetto LIFE SILENT. Ruolo chiave del Laboratorio
Pavimentazioni del Centro di Ricerca e Sperimentazione Stradale di Cesano
Il 13 febbraio 2026, nell’area industriale di
San Cesareo, si è svolta una stesa di prova di
grande rilevanza per il progetto LIFE SILENT.
L’obiettivo era verificare sul campo il comportamento
reale delle miscele bituminose sviluppate
nel progetto, che non si limitano a ridurre
l’inquinamento acustico da traffico, ma
puntano anche a garantire prestazioni elevate
in termini di durata e sostenibilità ambientale.
La sperimentazione ha previsto la realizzazione
di due strati di usura - uno dense-graded e
uno open-graded - nei quali, accanto ai componenti
tradizionali del conglomerato bituminoso,
sono stati incorporati fibre di cellulosa
funzionalizzate, polverino di gomma e additivi
specifici. Questi ultimi migliorano l’interazione
tra fibre e aggregati e abbassano le tempera-
ture di produzione e stesa, contribuendo così
a ridurre le emissioni durante la lavorazione.
Un ruolo chiave nell’intera attività è stato svolto
dal Laboratorio Pavimentazioni del Centro di
Ricerca e Sperimentazione Stradale (CRSS) di
Cesano, struttura della Direzione Servizi alla
Produzione di ANAS - Gruppo FS. Il personale
del laboratorio era presente direttamente
in cantiere il giorno della stesa, per effettuare
il prelievo dei campioni di entrambe le miscele,
assicurando che il materiale analizzato
corrisponda esattamente a quanto posato in
opera e che la sua integrità fosse preservata
in vista della successiva campagna di prove.
Dalla miscela chiusa sono stati ricavati sette
provini: quattro destinati alla prova di trazione
indiretta - per misurare la coesione interna
Damiano Diotti
Carta d’identità
LIFE SILENT è l’acronimo di Sustainable Innovations for Long-life
Environmental Noise Technologies - ovvero “Innovazioni sostenibili
per tecnologie acustiche ambientali di lunga durata”. Si tratta
di un progetto di ricerca quinquennale (avviato il 1° settembre
2023) volto allo sviluppo di soluzioni sostenibili ed eco-compatibili
per mitigare le immissioni sonore prodotte dal traffico stradale e ferroviario in ambienti
urbani complessi, con un budget totale di 2,65 milioni di euro e un cofinanziamento
europeo fino al 60% dei costi ammissibili.
Chi lo coordina? Il capofila è ANAS, e il partenariato comprende nove organizzazioni
italiane: RFI, ITALFERR, CNR, ARPAT, Università di Bologna, Università Mediterranea
di Reggio Calabria, MOPI e il Consorzio TEBAID
del materiale - e tre per la determinazione del
modulo di rigidezza. Dallo strato drenante, invece,
sono stati preparati quattro provini per
la trazione indiretta e altri tre per il modulo.
Particolarmente significativa è la campagna di
prove termiche: il modulo di rigidezza, già testato
alla temperatura standard di 20°C, verrà
misurato anche a 40°C. Un passaggio essenziale
per prevedere come si comporterà
il manto stradale durante le ondate di calore
estive, scongiurando il rischio di ormaiamento
e deformazioni plastiche sotto il peso del
traffico. nn
Materiali&Tecnologie
84 4/2026 leStrade
leStrade 4/2026
85
Aziende
Offerta di un portafoglio completo
di prodotti conformi ai CAM
Con il continuo ampliamento della propria offerta CAM, Laterlite attesta
il proprio impegno dell’azienda nel promuovere una cultura del costruire
sostenibile, capace di coniugare innovazione, qualità e rispetto per l’ambiente
Laterlite conferma il proprio ruolo di riferimento
nell’edilizia sostenibile ampliando la gamma di
prodotti certificati conformi ai Criteri Ambientali
Minimi (CAM), i requisiti stabiliti dal Ministero
dell’Ambiente per promuovere una costruzione responsabile
e a basso impatto ambientale. L’obiettivo
dei CAM è orientare progettisti, imprese e stazioni
appaltanti verso soluzioni che garantiscano
qualità tecnica e rispetto dell’ambiente lungo tutto
il ciclo di vita dell’opera, dal processo produttivo
fino allo smaltimento.
I Criteri Ambientali Minimi rappresentano oggi
uno strumento fondamentale per indirizzare il
settore delle costruzioni verso una maggiore efficienza
ambientale, favorendo materiali e processi
produttivi che limitano il consumo di risorse
naturali, riducono le emissioni e assicurano
prestazioni sostenibili lungo tutto il ciclo di vita
dell’opera. In questo contesto, Laterlite ha sviluppato
un’ampia gamma di prodotti in grado di
rispondere a tali requisiti, in conformità al Decreto
22 giugno 2022 n. 256 relativo ai CAM per
Carlo Dossi
l’edilizia. Tutti i prodotti Laterlite certificati presentano
un contenuto totale di materiale riciclato,
recuperato o derivante da sottoprodotti superiore
al 5%.
La gamma si distingue per la capacità di coniugare
elevate prestazioni meccaniche, durabilità
e sostenibilità, riducendo al contempo le emissioni
di CO 2
e favorendo un uso efficiente delle
risorse naturali.
I prodotti
Al centro dell’offerta si collocano i calcestruzzi
leggeri strutturali Leca CLS 1400 CAM, Leca
CLS 1600 CAM e Leca CLS 1800 CAM, tre formulazioni
premiscelate in sacco a base di cemento
con alta percentuale di materiale riciclato
e basse emissioni di CO 2
. Questi prodotti
offrono eccellenti prestazioni meccaniche e resistenze
caratteristiche variabili da 25 a 45 N/
mm², risultando ideali per la realizzazione di
getti strutturali, rinforzi, solette collaboranti e
manufatti prefabbricati. Se Leca CLS 1400 CAM
risulta adatto alla realizzazione di getti di rinforzo
e solette collaboranti, Leca CLS 1600 CAM
alla realizzazione di getti strutturali o elementi
prefabbricati, la versione Leca CLS 1800 CAM,
fibrato, con maggiore resistenza risulta adatto
per la realizzazione di getti su solai in lamiera
grecata, o metallici in genere, getti strutturali
o elementi prefabbricati.
La proposta Laterlite si arricchisce inoltre con due
soluzioni della linea Gras Calce: BetonPiù, calcestruzzo
predosato ecosostenibile conforme ai
CAM per impiego strutturale, e Ultrabeton 45 Fibrato,
calcestruzzo predosato pozzolanico a massima
durabilità, conforme ai CAM e specifico per
impieghi strutturali ad alte prestazioni.
Dalla linea Ruregold, è conforme ai CAM il prodotto
Microcalcestruzzo HPC, microcalcestruzzo
fibrorinforzato con fibre metalliche per il rinforzo
strutturale e il miglioramento sismico.
Soluzioni per i sottofondi
e i sistemi radianti
Laterlite propone PaRis 2.0 CAM, un massetto
ecosostenibile fibrorinforzato, antiritiro e ad elevata
conducibilità termica, pensato per impianti
di riscaldamento e raffrescamento a pavimento.
Sono conformi CAM anche tutti gli altri prodotti
per massetti radianti autolivellanti e sottili - Pa-
Ris SLIM, PaRis FLUID e UltraSLIM - così come i
massetti tradizionali predosati di GrasCalce Super
Sabbia Cemento e Super SabbiaPiù.
Soluzioni CAM anche per i massetti, a partire dal
premiscelato Lecamix Forte che si distingue per
la leggerezza (massa volumica di circa 1050 kg/
m³), la stabilità dimensionale e l’idoneità alla realizzazione
di massetti alleggeriti e isolanti a ritiro
controllato, con un vantaggio in termini di riduzione
dei carichi sulle strutture e miglioramento
dell’isolamento termico. Sempre CAM in questa
linea sonoanche Lecamix Fast, Lecamix Facile, e
infine Massetto CentroStorico.
Malte e rasanti
Anche in questo caso le soluzioni conformi CAM
sono numerose, come la malta da muratura alleggerita
Malta Leca M5, e le malte da muratura
e intonaci Gras Calce MaltaPiù e Malta3.
Leca Inject è la gamma di malte premiscelate
leggere ad elevata fluidità e resistenza specifiche
sia per applicazioni nelle infrastrutture (in
particolare per la saturazione di cavità in gallerie)
che in edilizia (per riempimenti e iniezioni di
intercapedini murarie e strati di compensazione
di sottofondi). Per questa categoria di prodotto
non è richiesto un valore minimo di contenuto di
riciclato, recuperato sottoprodotto in accordo al
decreto CAM Edilizia.
La gamma per il rinforzo strutturale si compone
diverse soluzioni, in funzione della tecnologia
impiegata. Di seguito si riporta il contenuto
di riciclato percentuale per le malte tecniche per
sistemi di rinforzo FRCM per muratura e calce-
Materiali&Tecnologie
86 4/2026 leStrade
leStrade 4/2026
87
leStrade
Aeroporti Autostrade Ferrovie
MACCHINE&ATTREZZATURE
struzzo, per le malte da intonaco strutturale per
sistema CRM, malte da iniezione e ripristino del
calcestruzzo, per malta fibrorinforzata FRC. Anche
per questa categoria di prodotti non è previsto
un valore minimo di soglia in accordo al Decreto
CAM
Sistemi costruttivi
LecaBlocco, con l’ampia gamma di murature tecniche
ad alte prestazioni, sono conformi ai requisiti
CAM relativo agli elementi prefabbricati
in calcestruzzo. Lecablocco Bioclima, Lecablocco
BioclimaZero, Lecablocco Fonoisolante Sismico,
Lecablocco Tagliafuoco, Lecablocco Architettonico,
Lecablocco Tramezza Lecalite, la malta e
il calcestruzzo strutturale per Lecablocco.
Infine, l’argilla espansa Leca sfusa per riempimenti,
isolamenti e alleggerimenti: utilizzata
come strato di compensazione con proprietà termiche
soddisfa i requisiti decreto CAM, senza obblighi
di contenuto di materiale riciclato, come invece
previsto per altri materiali isolanti in lastre,
in rotoli e similari. Analogamente, non è previsto
un valore minimo di soglia in accordo al Decreto
CAM - ma viene comunque dichiarato da Laterlite
nella sua documentazione - per prodotti quali
la gamma Leca Inject di malte premiscelate leggere
ad elevata fluidità e resistenza specifiche sia
per applicazioni nelle infrastrutture ed edilizia, e
la gamma di soluzioni per il rinforzo strutturale
(FRCM, CRM e FRC). nn
Per una panoramica completa, di rapida consultazione,
ricca di tutte le informazioni necessarie,
è scaricabile gratuitamente la guida Laterlite ai
prodotti CAM consultando il QR code
n Abbiamo partecipato a una giornata
dimostrativa che ha messo in scena
l’integrazione tra macchine Dynapac
e sistemi di controllo 3D Topcon.
n Euromecc: la rivoluzione verde
che parte dalla Sicilia.
n TB22-9, il coltellino svizzero
delle piattaforme aeree. L’abbiamo vista
al lavoro in diversi cantieri.
n Tre soluzioni firmate Elia Peroni
per la riparazione e il ripristino
delle pavimentazioni.
Materiali&Tecnologie
88 4/2026 leStrade
Digitalizzazione e controllo 3D
Il cantiere stradale come
sistema integrato guidato dai dati
Abbiamo partecipato a una giornata dimostrativa che ha messo in scena l'integrazione
tra macchine Dynapac e sistemi di controllo 3D Topcon, e il debutto del sistema RD-MC
Max sulla finitrice Dynapac SD25 gommata: prima installazione su questa macchina
C’è un luogo primario del sociale, anche nel settore
delle costruzioni: la giornata “porte aperte”.
Non sempre, però, questi appuntamenti centrano
compiutamente l’obiettivo. A volte, pur risultando
anche impeccabili sul piano della comunicazione
del dato, sono meno efficaci nell’inquadramento
pratico. Il 12 febbraio scorso, negli spazi
del Topcon Training Center di Concordia, in provincia
di Modena, Dynapac, WR57 e Topcon hanno
saputo, invece, andare a segno, rispondendo
alle aspettative dei molti visitatori presenti. E
presenti nonostante un clima inclemente: segno
che l’iniziativa rispondeva a un'esigenza sentita,
e non a una curiosità di circostanza. Si è trattato
di una giornata intesa come una vetrina di prodotto,
certo, ma anche come una opportunità di
Macchine&Attrezzature
reale relazione tra produttori e utilizzatori, in cui
il sistema si è raccontato mettendosi a confronto
diretto con il proprio ecosistema operativo.
Si sono potute osservare in funzione le macchine
Dynapac integrate con i sistemi di controllo
e posizionamento Topcon, con un’attenzione
precisa agli effetti sul processo esecutivo: precisione
geometrica, qualità superficiale e controllo
dei volumi.
Accanto alla dimostrazione tecnica, la giornata ha
registrato anche un passaggio strategico: l’avvio
ufficiale della collaborazione tra WR57 e Dynapac.
Vale a dire che WR57 ha assunto il ruolo di concessionario
ufficiale Dynapac per Toscana, Marche,
Emilia-Romagna e Umbria. «Una partnership
che mette insieme prodotto, tecnologia e capacità
Fabrizio Parati
Finitrice Dynapac SD25 equipaggiata con sistema
di controllo 3D Topcon RD-MC Max in configurazione
integrata: la regolazione automatica di quota e pendenza
del banco avviene in tempo reale sulla base del modello
digitale condiviso, trasformando la stesa in un processo
guidato dal dato e non più dal piano esistente.
operativa sul territorio», ha sottolineato Alessandra
Gualtieri, Sales Marketing Manager di Dynapac
Italia, «con l’obiettivo di incidere concretamente
sull’organizzazione del cantiere stradale».
Sulla stessa linea Cristiano Voltz, Distributor
Sales Manager di Topcon Positioning Italy, con
noi durante la visita al Topocon Training Center:
«Si è deciso di coniugare la presenza territoriale
di WR57 con il marchio Dynapac e la tecnologia
Topcon». Il senso dell’iniziativa sta proprio
nell’integrazione operativa.
Dal file statico al modello operativo
Il punto di partenza è un limite noto: anche nei
cantieri digitalizzati, il modello di progetto arriva
alla macchina come file statico. Viene esportato
dall’ufficio tecnico, convertito nel formato
della centralina e trasferito via USB o rete locale.
In questo passaggio si possono generare, talvolta,
disallineamenti: versioni diverse, aggiornamenti
non sincronizzati, modelli non allineati
tra macchine.
Sitelink3D, la piattaforma cloud di Topcon, elimina
questo passaggio intermedio: il progetto
viene caricato una sola volta, suddiviso in attività
e distribuito in tempo reale a tutte le macchine
connesse tramite modem SL-25 su rete 4G.
Il modello diventa unico e condiviso.
Il workflow SmoothRide parte dal rilievo: la superficie
esistente viene acquisita come nuvola di punti
ad alta densità, trasformata in modello 3D e utilizzata
come base progettuale. Il parametro che
governa l’esecuzione è il delta quote, cioè la differenza
tra superficie rilevata e superficie di progetto,
calcolata in continuo punto per punto. Non
è un’impostazione operatore-dipendente, ma un
dato geometrico deterministico. La modellazione
resta competenza dell’ufficio tecnico; la differenza
è nella distribuzione e nell’esecuzione automatizzata.
Due vincoli restano determinanti. Il primo è
il machine setup: posizione di antenne GNSS, sensori
e riferimenti geometrici deve essere replicabile
e misurata con precisione millimetrica. Errori
in questa fase generano offset sistematici sull’intera
lavorazione. Il secondo riguarda il controllo
della pendenza: in modalità inclinometrica (senza
doppio GNSS), la velocità operativa deve restare
entro i 12–15 m/min, limite oltre il quale la
risposta del sensore non garantisce la precisione
richiesta sulla pendenza trasversale. In ambiente
urbano, la modalità 3D slope consente di mantenere
la pendenza di progetto indipendentemente
dal riferimento fisico della bandella.
È prevista, inoltre, la gestione della compattazione
differenziale: lo spessore dello strato successivo
viene modulato per compensare le irregolarità
del piano di posa e garantire il raggiungimento
della geometria finale dopo compattazione.
90
4/2026 leStrade
leStrade 4/2026
91
Finitrice cingolata Dynapac SD2500CS Protac:
macchina in grado di stendere simultaneamente
conglomerato ed emulsione, inserita in un workflow
digitale in cui il modello 3D governa in tempo reale
spessori, quote e pendenze del tappeto.
Dettaglio del banco di stesa
durante la ripavimentazione:
il sistema 3D regola
in continuo quota
e pendenza trasversale,
correggendo le irregolarità
del piano esistente
e garantendo la continuità
geometrica del tappeto
anche in condizioni
operative critiche.
RD-MC Max su Dynapac SD25:
la prima volta che conta
Il passaggio tecnicamente più significativo della
giornata è stato l’impiego del sistema RD-MC
Max sulla finitrice Dynapac SD25 gommata. Non
si è trattato solo di una dimostrazione: è, come ha
evidenziato Cristiano Voltz, la prima installazione
di questo sistema su questa macchina. Un fatto
tecnico, non un annuncio. La differenza rispetto
alla fresatrice è strutturale. In questo caso non è
presente un controller esterno: il sistema è integrato
direttamente nella centralina della macchina
tramite CAN bus. Topcon fornisce la posizione
e il modello digitale; la logica di controllo è interamente
gestita dalla macchina Dynapac. La centralina
regola automaticamente il banco in funzione
dello spessore determinato dal delta tra rilievo e
progetto, controllando in continuo due gradi di libertà:
quota e pendenza trasversale.
La frequenza di aggiornamento è di 10 Hz, pari a
dieci correzioni al secondo, sufficiente per mantenere
la coerenza geometrica anche in presenza
di discontinuità ravvicinate.
Dal punto di vista operativo, il cambiamento è
netto: la stesa non segue il piano esistente, ma
lo corregge. Il sistema, anche in presenza di superfici
irregolari, consente di eseguire una ripavimentazione
che rispetta la geometria progettata.
Il risultato finale è funzione del modello digitale,
non delle condizioni del sottofondo.
Per l’operatore, il sistema è completamente integrato:
non è richiesto l’utilizzo di un’interfac-
Macchine&Attrezzature
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Rullo Dynapac CA3500D
equipaggiato con sistema
Seismic: la misura
in continuo della rigidezza
dello strato compattato
costituisce la base dati
per il controllo qualità,
integrata con i sistemi
RMS per la gestione
georeferenziata
del processo.
cia aggiuntiva né l’impostazione manuale continua
dei parametri del banco. I dati vengono
visualizzati direttamente sui display originali della
macchina.
Sulle finitrici cingolate, il sistema supporta anche
l’autoguida sull’asse stradale e l’allargamento
automatico del banco, in presenza dei sensori
dedicati.
In questo contesto, la “prima volta” non è un elemento
descrittivo, ma il momento in cui l’integrazione
tra controllo 3D e macchina diventa effettivamente
operativa. Il risultato è visibile anche
nella qualità della stesa, con bordi regolari e continuità
del tappeto, supportata da riferimenti locali
installati sulla macchina.
Sui rulli è emersa con chiarezza la distinzione
tra misura e gestione del dato. Il sistema Seismic
di Dynapac, basato su accelerometri integrati
nel tamburo, stima la rigidezza dello strato
compattato. Il Roller Management System (RMS)
di Topcon aggiunge la componente di georeferenziazione
e gestione.
Il sistema combina antenna GNSS, sensore accelerometrico
triassiale e sensori a infrarossi per
la temperatura superficiale, generando mappe in
tempo reale: numero di passaggi (pass count),
temperatura e rigidezza, espressa in MN/m² o
come indice adimensionale. I parametri di riferimento
- numero minimo di passate, finestra termica,
valore target di rigidezza - vengono definiti
a monte dall’ufficio tecnico. L’operatore lavora
su dati oggettivi, individuando in tempo reale le
zone sotto-compattate o a rischio sovra-compat-
tazione. I dati vengono automaticamente sincronizzati
con Sitelink3D e resi disponibili per la reportistica.
Resta un elemento che il sistema non può compensare:
la qualità del rilievo iniziale. Il delta
quote è calcolato su un modello costruito in precedenza.
Se la geometria della strada cambia
- per fenomeni di subsidenza o deformazione -
l’errore si trasferisce sull’esecuzione. Per questo
il rilievo deve essere effettuato il più possibile a
Sistema Topcon RD-MC
Max integrato sulla finitrice
Dynapac SD25 gommata.
Al Topcon Training Center
di Concordia (MO),
la giornata dimostrativa
organizzata da Dynapac,
WR57 e Topcon ha segnato
la prima installazione
di questo sistema
di controllo 3D
su questa macchina.
Il controller è integrato
direttamente nella
centralina via CAN bus,
con aggiornamenti
a 10 Hz per il controllo
continuo di quota
e pendenza trasversale.
Immagine sopra, a sinistra:
fasi della dimostrazione
negli spazi del Topcon
Training Center di Concordia.
Immagine sopra, in centro:
Cristiano Volz, Distributor
Sales Manager di Topcon
Positioning Italy.
Immagine sopra, a destra:
Alessandra Gualtieri, Sales
Marketing Manager
di Dynapac Italia (prima
a sinistra), Vidmer Ricci,
Titolare di WR57 (al centro),
Francesco Tarenzi, Senior
Advisor e Area Manager
di Dynapac Italia (a destra).
ridosso dell’intervento. Un ulteriore limite è rappresentato
dalla copertura GNSS: in galleria o
in ambienti urbani complessi si ricorre a stazioni
totali robotiche, con una diversa configurazione
operativa. La dimostrazione nel centro Topcon
ha interessato i rulli Dynapac con sistemi Seismic
e RMS (CA3500D, CX9, CC1400 VI, CC900S), le
finitrici SD25, SD2500WS e SD2500CS Protac
- quest’ultima in grado di stendere simultaneamente
conglomerato ed emulsione - e la fresatrice
Wirtgen W 200Fi. Parte delle macchine è stata
fornita da Coveri, consociata di WR57 e concessionario
Dynapac per la Lombardia.
Conclusioni
A Concordia si è visto un sistema già operativo,
non una dimostrazione teorica. L’integrazione del
RD-MC Max sulla SD25 rappresenta un passaggio
concreto verso un controllo macchina nativo
basato su modello digitale. L’applicazione dello
stesso workflow su macchine esistenti dimostra
la scalabilità del sistema. La distinzione tra mi-
WR57, la rete Dynapac nel Centro Italia
Nata a Rimini nel 2011, WR57 opera su Emilia-Romagna, Marche, Umbria e Toscana
con sedi fisse, officine mobili e assistenza diretta in cantiere, supportata da una
flotta di oltre 50 macchine stradali di ultima generazione. La partnership con Dynapac
le assegna distribuzione e presidio territoriale su Toscana, Marche, Emilia-Romagna
e Umbria. L'integrazione con le tecnologie Topcon estende il ruolo di WR57
dalla fornitura di macchine alla gestione operativa del dato in cantiere
sura (Seismic) e gestione del dato (RMS) chiarisce
un punto centrale: la digitalizzazione non si
esaurisce nell’acquisizione dei dati, ma nella loro
organizzazione e utilizzo operativo. Resta una responsabilità
in capo all’impresa - qualità del rilievo,
corretto machine setup, controllo del processo
- che non rappresenta un limite del sistema,
ma la condizione necessaria perché produca risultati
coerenti. Per chi ha già intrapreso percorsi
di digitalizzazione, questo rappresenta un’evoluzione
naturale. Per gli altri, un punto di partenza
concreto. In questo quadro cambia anche il ruolo
dell’operatore, sempre più orientato alla supervisione
del processo. nn
Il Topcon Training Center
Inaugurato nel 2023, il Topcon Training Center di
Concordia sulla Secchia si sviluppa su 500.000 metri
quadrati: è uno dei centri di formazione e test per
tecnologie di posizionamento più grandi d'Europa.
Affianca le strutture analoghe di Topcon in California
e in Giappone, distinguendosi come la più completa
per ampiezza di applicazioni.
Le attività: formazione tecnica con sessioni teoriche
e prove operative su macchine reali, dimostrazioni
di prodotto, eventi con clienti e partner, seminari
specialistici, ricerca e sviluppo interna.
Il centro ospita regolarmente giornate dimostrative
in collaborazione con costruttori di macchine
e distributori regionali
Macchine&Attrezzature
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Aziende
Un 2025 in crescita
Programmato per i prossimi mesi nel Sud Europa l’ampliamento delle flotte noleggio
con l’ingresso di nuovi macchinari, l’apertura di nuove filiali e nuove assunzioni
Alayan - società del Gruppo TESYA specializzata
nei servizi di noleggio di attrezzature e macchinari
per aziende di ogni dimensione operanti
nell’Industria e nella realizzazione di Infrastrutture
ed eventi - chiude l’esercizio 2025 con un
fatturato di 221 milioni di euro (+22% rispetto al
2024). Nel 2025 Alayan ha consolidato il proprio
posizionamento come realtà di riferimento nel
noleggio professionale nel Sud Europa, completando
con successo il piano di crescita e sviluppo
da cento milioni di euro annunciato a inizio anno.
Forte dell’integrazione delle società della Divisione
Rental Service di TESYA - in Italia con CGTE,
Strutture (oggi Alayan Modular), AMS (oggi
Macchine&Attrezzature
Alayan Events) e, più recentemente, GL Noleggi
e Servizi, nonché di Emerent e Finanzauto Rental
in Spagna e di Alayan Emerent Máquinas e Equipamentos
in Portogallo - l’organizzazione ha rafforzato
il proprio presidio multispecialistico nei
servizi di noleggio per Industria, Infrastrutture
ed Eventi. Parallelamente, Alayan ha ampliato la
propria presenza territoriale con l’apertura di sei
nuove filiali, tre in Italia e tre nella Penisola Iberica
(due in Spagna e una in Portogallo), rendendo
ancora più capillare il servizio, mentre sul fronte
delle risorse umane nel 2025 Alayan ha assunto
183 persone (portando l'organico complessivo a
430 unità), di cui 97 in Italia.
Carlo Dossi
Nuovo piano industriale triennale
In continuità con i risultati raggiunti e con l’obiettivo
di accelerare ulteriormente la diffusione
nel Sud Europa del noleggio professionale – modello
di sharing economy che in Europa prevede
un CAGR 2026-2031 del 4,25% - Alayan intende
proseguire nel proprio percorso di crescita
attraverso nuovi investimenti. In questo scenario,
Alayan ha già definito un nuovo piano industriale
triennale - “Alayan 2026-2028” - che stima
investimenti organici complessivi pari a circa
300 milioni euro. Nel dettaglio, circa 280 milioni
di euro sono destinati al rinnovamento e alla
crescita della flotta di attrezzature - sia in ter-
mini di volumi sia di gamma prodotto - al fine di
fornire al mercato macchinari di ultima generazione,
caratterizzati da un’età media inferiore ai
tre anni e da livelli di emissioni di CO 2 significativamente
ridotti. Circa venti milioni, invece, sono
indirizzati allo sviluppo e all’ammodernamento
delle facilities aziendali e delle infrastrutture IT,
per favorire l’ulteriore evoluzione e l’innovazione
continua dei servizi offerti. La società vorrebbe
inoltre procedere con l’apertura di altre sei filiali
nel 2026 (tre in Italia e tre nella Penisola Iberica),
arrivando a un totale di oltre 65 centri operativi,
e con ulteriori cento assunzioni tra Italia,
Spagna e Portogallo: in prevalenza figure specializzate
che includono profili commerciali, tecnici
e un solido presidio di central support.
Il noleggio professionale si conferma uno dei
comparti più dinamici della filiera dell’edilizia,
delle costruzioni e delle infrastrutture. A livello
europeo, Regno Unito, Germania e Francia concentrano
circa il 60% del mercato continentale
. In Italia, secondo ERA, il mercato ha superato
i due miliardi di euro nel 2024, ma nel confronto
con gli altri Paesi dell’Europa meridionale evidenzia
un ritmo di crescita inferiore rispetto alla
Penisola Iberica (+4,2% e +4,7% in Italia nel
2025-2026, contro +5,5% in Spagna e +6,5%
in Portogallo nel 2025), segnalando un potenziale
di sviluppo ancora inespresso.
Un unico partner con soluzioni
integrate lungo tutta la filiera
Le soluzioni integrate di noleggio di Alayan sono
studiate per diversi mercati: Edilizia e Costruzioni,
Infrastrutture (strade, ponti e gallerie), Industria,
Grandi Eventi, Ferrovie, Porti e Servizi
Pubblici. La flotta di attrezzature comprende una
vasta gamma di macchine e mezzi - oltre 25.000
- destinati a diverse applicazioni professionali:
macchine movimento terra (fino a 20 tonnellate)
per il noleggio a breve termine; attrezzature
ausiliarie per eventi e applicazioni industriali;
costruzioni modulari per numerose applicazioni
(uffici temporanei, spogliatoi, aule scolastiche,
aree abitative, strutture per eventi e manifestazioni);
macchinari per il controllo della temperatura;
gruppi elettrogeni e torri faro; macchine e
attrezzature per la manutenzione del verde; movimentatori
telescopici; macchine per la movimentazione
di materiali; piattaforme aeree e di
sollevamento; attrezzature per le ristrutturazioni
e le manutenzioni; nonché veicoli per lo spostamento
tra cantieri di persone e materiale.
In questo percorso di sviluppo, la crescita di
Alayan coinvolge anche il business tradizionale,
che si evolve attraverso l’introduzione di soluzioni
a elevato contenuto tecnologico. Tra queste
rientrano i battipalo guidati da sistemi GPS per
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l’installazione dei pali nei parchi fotovoltaici, accompagnati
da un servizio di supporto al cliente
nelle attività di setup del GPS e di topografia. Nel
2025, Alayan ha ottenuto il prestigioso riconoscimento
“Large Rental Company of the Year” agli
European Rental Awards, uno dei premi più autorevoli
nel settore europeo del noleggio di macchine
e attrezzature, assegnato dalla European
Rental Association (ERA). Il riconoscimento premia
il percorso di crescita dell’azienda, la visione
strategica e la capacità di sviluppare un modello
di noleggio innovativo, sostenibile e orientato
al futuro, confermando il ruolo di Alayan come
operatore di riferimento nel mercato europeo del
rental.
Le considerazioni
«Il valore del noleggio per l'economia italiana sta
entrando in una fase più matura, dove diventa
cruciale estrarre valore dagli asset tecnologici digitali,
migliorare la produttività delle imprese e
adottare una visione strategica di sostenibilità
ambientale. Il noleggio professionale consente
infatti, da un lato, di ridurre l’impronta carbonica
grazie a una gestione più razionale delle risorse
e, dall’’altro, offre alle imprese un accesso privilegiato
a tecnologie all’avanguardia, senza i vincoli
e i costi legati all’acquisto. Crediamo che la strategia
vincente per crescere non sia solo rispondere
alle sfide operative, ma anche anticiparle,
offrendo alle imprese soluzioni end-to-end, dalla
manutenzione predittiva all’innovazione tecnologica.
Un approccio che va oltre il semplice noleggio
di macchinari e favorisce un modello dove
l’analisi dei dati e l'intelligenza artificiale ottimizzano
i processi, garantendo un servizio completo
e altamente efficiente. Il nostro obiettivo è
puntare all’eccellenza nella customer experience
per favorire sempre più l’adozione del noleggio
professionale nel contesto del Sud Europa»,
dichiara Vincent Albasini, Amministratore Delegato
di Alayan.
Al centro della trasformazione
della metropolitana C di Madrid
Nel corso del 2025, Alayan si è distinta come fornitore
chiave nel progetto di modernizzazione e
sviluppo di infrastrutture ferroviarie strategiche
a Madrid, confermando il proprio ruolo di partner
per opere di ingegneria complesse.
In particolare, oltre 50 macchine ferroviarie
Alayan hanno preso parte agli interventi di miglioramento
della Linea 6 della Metro, contribuendo
al rinnovo della sovrastruttura del binario,
al supporto nelle attività di smontaggio
e montaggio delle apparecchiature e all’adattamento
delle banchine in vista della futura installazione
di sistemi automatici. Gli interventi, promossi
dalla Comunità di Madrid e da Metro de
Madrid, consentiranno di trasformare la Linea 6
nella prima linea completamente automatizzata
dell’intera rete metropolitana spagnola, grazie
anche alla modernizzazione dei sistemi di segnalamento
e all’integrazione di nuove tecnologie di
controllo e comunicazione. Nel corso dell’anno,
Alayan ha inoltre supportato i lavori sulle linee 3
e 7 della Metro di Madrid, attraverso il noleggio
di macchinari specificamente adattati per i binari,
contribuendo sia all’estensione della Linea 3 fino
a El Casar (Getafe) sia alla riapertura della Linea
7B fino a Hospital de Henares, chiusa dal 2022.
Un impegno che conferma la capacità dell’azienda
di offrire soluzioni ad alto valore aggiunto, riducendo
i tempi di esecuzione e massimizzando
qualità, efficienza e sicurezza operativa.
Linea 6. Il progetto in sintesi
Si tratta della linea più frequentata della rete, con
oltre 116 milioni di utenti nel 2024 e una media di
400.000 passeggeri al giorno. Nel rinnovamento
della metropolitana, il sistema adottato è il CBTC
Lavori sulla Linea 6 della
metropolitana di Madrid
Nel 2025, Alayan ha ottenuto
il prestigioso riconoscimento
“Large Rental Company
of the Year” agli European
Rental Awards, uno dei
premi più autorevoli nel
settore europeo del noleggio
di macchine e attrezzature,
assegnato dalla European
Rental Association (ERA).
(Communications-Based Train Control), che utilizza
comunicazione radio per determinare la posizione
esatta di ogni treno, calcola la velocità e
la distanza di sicurezza ottimali eliminando la necessità
di circuiti di via. Aumenta la capacità e la
sicurezza riducendo il consumo energetico grazie
a una conduzione più efficiente.
I lavori si sono svolti in due fasi durante il 2025:
la prima, ha interessato il tratto sud-occidentale
della linea; la seconda, ha riguardato il tratto
nord-orientale da Moncloa a Legazpi, con inizio
il 13 settembre e termine il 31 dicembre 2025.
La riapertura completa è avvenuta il 20 dicem-
Dall’Italia al mondo:
la forza del Gruppo
TESYA è un Gruppo internazionale, composto da
28 società con forte radicamento locale dislocate
in 15 Paesi, leader nella fornitura di servizi sofisticati
e soluzioni integrate B2B altamente personalizzate
per le costruzioni, il settore estrattivo, la
gestione di cantieri, magazzini e logistica, noleggio
a breve termine, generazione di potenza elettrica
e meccanica, e per la transizione energetica.
Nata e presente in Italia, TESYA offre la forza di più
di 90 anni di esperienza e un portafoglio di prodotti
e di servizi leader a livello mondiale, forniti da circa
4.000 persone in 130 sedi, che lavorano tutte con
un unico scopo: sostenere la crescita di persone,
imprese e comunità
bre 2025, con undici giorni di anticipo rispetto
alle previsioni, ripristinando le 28 stazioni lungo
quasi 23,5 chilometri di percorso. La conclusione
dell'intero processo di automatizzazione è
prevista per il 2027.
La Comunità di Madrid ha investito 17,6 milioni
di euro per la modernizzazione dei sistemi di
comunicazione della Linea 6 e l'aggiornamento
dell'illuminazione LED delle 303 stazioni della
rete. Sono previsti inoltre l'installazione di porte
di banchina (una novità assoluta per la metro
madrilena) e la completa sostituzione del segnalamento.
nn
Macchine&Attrezzature
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Aziende
I 120 anni dello stabilimento
di Vado Ligure
Alstom ha celebrato i 120 anni dello storico stabilimento di Vado Ligure, pilastro
dell’industria ferroviaria italiana fin dal 1906. Omaggio a una storia industriale straordinaria
e alle persone che hanno reso il Sito un punto di riferimento del settore ferroviario
L’anniversario cade in una fase particolarmente
significativa per il Sito, protagonista negli ultimi
anni di un percorso di rilancio e consolidamento
industriale in continuità con gli impegni
assunti dall’azienda dopo l’acquisizione di Bombardier
Transportation nel 2021. Tra il 2021 e il
2026 sono stati investiti complessivamente circa
venti milioni di euro, destinati alla riorganizzazione
e al rafforzamento della produzione, al
miglioramento della qualità dei prodotti, al potenziamento
commerciale e alla diversificazione
delle attività. Inoltre, l’integrazione industriale
con le altre sedi italiane di Alstom, in particolare
con Savigliano (CN) ha favorito l’allineamento di
competenze, processi e metodologie, accelerando
lo sviluppo e valorizzando le complementarità
sul territorio nazionale.
Gli investimenti sul sito di Vado Ligure rientrano
anche nel piano industriale di 63,3 milioni di euro
annunciati per il periodo 2024-2026 e che interessa
tutti i siti di Alstom in Italia.
Macchine&Attrezzature
Uno stabilimento strategico
per l’Italia e il territorio
Fin dall’acquisizione del 2021, Alstom ha investito
risorse, competenze e tecnologie per rafforzare
la competitività del Sito e dare piena attuazione
al piano industriale, con l’obiettivo di garantire la
continuità produttiva, preservare il know-how, tutelare
l’occupazione e sostenere una crescita duratura.
Il Sito di Vado Ligure impiega oggi circa 300
professioniste rappresenta un polo strategico per
Alstom, per il territorio e per l’intero sistema industriale
nazionale. Grazie agli investimenti degli ultimi
anni, lo stabilimento si è trasformato in un centro
altamente specializzato, inserito in un processo
produttivo moderno che unisce competenze tecniche
avanzate e tecnologie all’avanguardia.
Potenziare il Sito di Vado Ligure
lungo tre direttrici
Rafforzamento della produzione delle locomotive
Traxx Universal, principale asset industriale del
Monica Banti
Sito. Le oltre 250 unità vendute in Italia confermano
la solidità di una piattaforma d’eccellenza,
in continua evoluzione grazie a sviluppi tecnologici
mirati: dalle versioni Last Mile, capaci di
operare anche su linee non elettrificate, alle varianti
multisistema per i principali corridoi internazionali,
fino ai modelli in grado di raggiungere
i 200 km/h. Un percorso che punta ad accrescere
interoperabilità, versatilità e competitività su
scala europea.
Diversificazione del proprio perimetro industriale,
ampliando le competenze oltre la produzione
di locomotive. Tra le nuove attività rientrano
l’allestimento della Power Car del primo treno a
idrogeno d’Italia — progetto simbolo della transizione
energetica nel trasporto ferroviario — e
il rafforzamento del ruolo nella manutenzione
e nelle grandi revisioni, comprese lavorazioni
complesse su treni ad alta velocità in servizio
internazionale. Il nuovo stabile in costruzione
consentirà di incrementare ulteriormente capacità
e tipologie di intervento, aprendo la strada
a lavorazioni complete su convogli regionali e
ad alta velocità.
Investimenti in tecnologia, che stanno consolidando
la trasformazione del Sito in un polo altamente
specializzato. Tra le infrastrutture già
operative figurano gli impianti per incollaggi
strutturali, la Prova Pioggia per testare i veicoli
in condizioni estreme, il Test Track per le verifiche
dinamiche e la Control Room, che monitora
in tempo reale centinaia di locomotive in esercizio.
L’integrazione di queste soluzioni con nuovi
strumenti digitali e processi aggiornati consente
di migliorare qualità, affidabilità ed efficienza
delle attività industriali.
“Binari d’innovazione”: un’esposizione
permanente per il territorio e la comunità
Fondato nel 1906 dalla Westinghouse, lo stabilimento
di Vado Ligure diventa rapidamente uno dei principali
poli produttivi del ferroviario italiano. Qui nasce
la E.550, prima locomotiva elettrica trifase del
Paese, seguita da modelli storici come E.636, E.444,
E.633, E.652 ed E.464. Negli anni più recenti. il Sito
ha contribuito allo sviluppo dei treni ad alta velocità
e consolidato il proprio core business con la piattaforma
di locomotive Traxx. Oltre 2000 locomotive
realizzate in più di 120 anni testimoniano un legame
profondo tra competenze, innovazione e territorio.
Per valorizzare oltre un secolo di storia industriale,
è stata presentata in anteprima “Binari d’innovazione”,
un’esposizione permanente all’interno dello
stabilimento. Uno spazio pensato come punto di incontro
tra memoria e innovazione, dove la cultura
industriale si preserva e allo stesso tempo si rinnova.
Il percorso ripercorre l’evoluzione delle locomotive
prodotte a Vado Ligure attraverso oggetti originali,
modelli, fotografie e contributi multimediali, dando
spazio sia ai progressi tecnologici, sia alle persone e
alle competenze che li hanno resi possibili.
Lo spazio, all’interno di una delle palazzine storiche
di inizio secolo, è progettato come un ambiente dinamico,
composto da dimostrazioni pratiche, attività
didattico-scientifiche e installazioni interattive
che permettono di conoscere in modo accessibile i
principi dell’ingegneria ferroviaria e dell’innovazione.
Un’opportunità concreta per avvicinare giovani
e studenti alle discipline STEM e al mondo meccatronico,
stimolando curiosità e nuove competenze.
Realizzato grazie alla collaborazione di organizzazioni
e volontari del territorio tra cui Unione Industriali
della Provincia di Savona, Treno Club Savona,
A.C.M.E. srl, “Binari d’innovazione” nasce con l’ambizione
di diventare un punto di riferimento culturale
aperto alla comunità, a studenti, famiglie e appassionati.
L’esposizione sarà aperta al pubblico su
prenotazione a partire da maggio 2026.
Le presenze
All’evento celebrativo hanno preso parte, Marco
Bucci, Presidente della Regione Liguria, Enrico Maria
Puija, Capo del Dipartimento per le infrastrutture
e le reti di trasporto del Ministero delle infrastrutture
e dei trasporti, Silvano Simone Bettini, Presidente di
Federmeccanica , Fabio Gilardi, Sindaco di Vado Ligure,
oltre al Presidente Europa di Alstom Andrew
DeLeone, al management di Alstom e a circa 300 dipendenti.
La cerimonia ha visto la partecipazione di
importanti clienti e stakeholder. Una speciale performance
della Fondazione Luzzati - Teatro della Tosse,
dedicata alle maestranze e alla forza del lavoro
come motore di sviluppo e crescita sociale, ha reso
omaggio a coloro che hanno contribuito al passato
e al futuro del sito. nn
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Autogrù
Alta complessità tecnica
Per il Waterfront di Levante Vernazza Autogru si è occupata
dello smontaggio della tensostruttura. Contesto strutturale delicato
per la geometria degli elementi e le ridotte tolleranze operative
"I materiali dell’urbanistica sono il sole, gli alberi,
il cielo, l’acciaio, il cemento, in questo ordine
gerarchico e indissolubile". Questa frase, attribuita
al celebre architetto e pianificatore territoriale
francese-elvetico Le Corbusier, si presta
per descrivere il Waterfront di Levante a Genova,
l’opera di rigenerazione urbana che sta trasformando
in modo radicale il litorale orientale
della città. Il progetto, firmato Renzo Piano, dovrebbe
concludersi tra la fine del 2026 e l'inizio
del 2027 ed è finalizzato a valorizzare aree fieristiche
e portuali tramite la realizzazione di un
nuovo polo urbano con residenze, uffici, spazi
commerciali, aree verdi pubbliche, una marina
con canali navigabili, un parco urbano, oltre
alla riqualificazione del Palasport, all'integrazione
di alcune delle strutture della Fiera e a percorsi
pedonali e ciclabili sul fronte mare. Tra le
fasi cruciali dell’intervento, lo smontaggio e la
demolizione delle Vele, la tensostruttura disegnata
a suo tempo dall’architetto Vittorio Grattarola,
lavoro ad alta complessità operativa a
cui ha contribuito Vernazza Autogru. L’azienda,
che, ironia della sorte, nel 2001 aveva eseguito
il montaggio della struttura, proprio quest’anno
celebra l’ottantesimo anniversario dalla fondazione
(approfondimento nel box “80 anni di progetti
sollevati”): oggi è una realtà leader nei settori
del sollevamento, dei trasporti eccezionali,
dei lavori aerei con piattaforme e nella logistica
con il Polo Logistico di Vado Ligure, in provincia
di Savona. Quella al Waterfront di Levante è
stata un’operazione che ha richiesto un elevato
livello di coordinamento tecnico e l’impiego di
mezzi di sollevamento di grande portata. Qui di
seguito tutti dettagli.
Daniela Stasi
Macchine&Attrezzature
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80 anni di progetti sollevati
Nel 2026 Vernazza Autogru celebra ottant’anni di attività. Non solo una ricorrenza,
ma un’importante testimonianza di continuità imprenditoriale. Quella di un’azienda
capace di attraversare epoche, trasformazioni industriali e cambiamenti
tecnologici restando saldamente ancorata ai propri valori fondativi. È il responsabile
marketing e comunicazione, Enri Brahimaj, a ripercorrere insieme a noi le
tappe salienti di questa lunga storia: «Nel 1946 Luigina Patrone e il marito Ermete
Vernazza danno vita a un’impresa che nasce come scelta concreta: ricostruire,
sollevare, rimettere in piedi ciò che era caduto. Con mezzi essenziali, ma con un
principio chiaro: fare le cose bene, assumendosi la piena responsabilità di ogni decisione,
di ogni progetto, di ogni sollevamento. Ermete guida l’azienda con competenza
tecnica e visione operativa; Luigina ne garantisce ordine e solidità nel quotidiano».
Da questo equilibrio si plasma con forza una cultura aziendale fondata
su serietà, rispetto e attenzione per le persone.
«Con il passare degli anni, Vernazza Autogru entra in una fase di sviluppo strutturato
- racconta Brahimaj - La seconda generazione raccoglie il testimone, ampliando
mezzi, servizi e capacità operative. In questa fase, l’impresa estende il
proprio raggio d’azione anche su commesse e cantieri a livello internazionale,
portando all’estero competenze, affidabilità e metodo maturati in Italia. Una
crescita misurata e consapevole, che rafforza l’azienda senza mai interrompere
il legame con le proprie origini. Oggi la terza generazione è parte integrante
dell’azienda, con uno sguardo orientato al futuro e una piena consapevolezza
del percorso che l’ha preceduta. Innovazione, competenze tecniche e visione
industriale si innestano su valori che non sono mai cambiati. Cambiano le condizioni
al contorno dei cantieri, si implementano le tecnologie, ma resta intatto
il senso di responsabilità verso il territorio, verso i propri partner e verso chi lavora
ogni giorno sotto il nome Vernazza».
Ottant’anni dopo, Vernazza Autogru è una realtà che, con un organico di oltre 200
dipendenti e una flotta di più di 250 mezzi, è attiva in diversi settori: oil&gas, energia
e rinnovabili, porti e cantieri navali, civile e infrastrutture, industria trasporti e
logistica. «Una realtà abituata a operare in contesti delicati come quello di Iter (International
Thermonuclear Experimental Reactor) a Cadarache, nel sud della Francia,
il più grande esperimento scientifico internazionale per dimostrare la fattibilità
della fusione nucleare come fonte di energia pulita e illimitata. Viene utilizzato
un reattore di tipo tokamak per replicare il processo del sole, scaldando il plasma
a oltre 150 milioni di gradi Celsius - conclude il responsabile marketing e comunicazione
- All’interno di questa centrale noi ci occupiamo di movimentazione e
abbiamo anche un team tecnico di ingegneri che, come per ogni progetto, studia
ogni movimentazione in anticipo».
Precisione sinergica
Come detto, si è trattato di un intervento particolarmente
complesso soprattutto per la capacità
di coordinamento. La rimozione è stata progressiva,
dalle travi ai pennoni, e ogni operazione ha
coinvolto più figure professionali: operatori delle
gru, personale in quota e squadre a terra. Il successo
di un’attività di questo tipo dipende dalla
capacità di lavorare in sinergia, con una comunicazione
costante e una pianificazione precisa
di ogni fase. A rendere ogni fase delicata e fortemente
dipendente dalla gestione dei carichi e
baricentri, la particolarità della tensostruttura,
caratterizzata da elementi inclinati e connessioni
estremamente rigide. Prima di addentrarci nei
singoli step operativi, ecco una panoramica delle
principali macchine utilizzate nella demolizione
della tensostruttura: un’autogrù multistrada Grove
GMK7450 con capacità massima di 450 tonnellate
e braccio telescopico da 60 metri; un’autogrù
Demag AC 800 con capacità massima di
800 tonnellate; un’autogrù a otto assi Demag TC
2800 con braccio tralicciato e una capacità massima
di sollevamento di 600 tonnellate e un carico
del momento di circa 8.000 tonnellate metro;
una Liebherr LTM 1500.8.1 da 500 ton. Da
segnalare inoltre la piattaforma aerea Wumag
WT1000, che può raggiungere l'altezza di 103
metri, con sbraccio laterale di 36 metri e portata
di 600 chilogrammi.
Operazioni puntuali e controllate
La prima fase dei lavori, avviata lo scorso dicembre,
ha riguardato la rimozione delle travi principali.
«Ogni trave è stata imbragata mediante l’utilizzo
combinato di due autogrù, rispettivamente
da 450 e 800 tonnellate - spiega Simone Barattini,
capocantiere di Vernazza Autogru - Questa
configurazione ha consentito di gestire in modo
controllato la distribuzione dei pesi durante tutte
le fasi di distacco. Una volta completata l’imbracatura,
si è proceduto con la rimozione di alcuni
arcarecci, elementi secondari che collegavano le
travi tra loro e la restante struttura».
Tra le operazioni più complesse, la rimozione
dei pennoni, elementi inclinati che caratterizzavano
la struttura e ne garantivano la stabilità.
«Il pennone superiore è stato sollevato e
accompagnato fino a terra con l’ausilio di una
gru - continua Barattini - Una volta raggiunta
la posizione finale, è stato poi gestito da un secondo
mezzo che ne ha consentito la rotazione
controllata, portandolo gradualmente dalla
posizione verticale a quella orizzontale. Questa
fase ha richiesto particolare attenzione, poiché
la forma e l’inclinazione del pennone, rendevano
la distribuzione del peso non uniforme. Ogni
movimento doveva quindi essere eseguito in
modo preciso e coordinato. Ancora più delicata
è stata la rimozione del pennone inferiore, che
risultava incastrato tra la trave e il pilastro in
Macchine&Attrezzature
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Aziende
Orteco a Intertraffic
Orteco ha partecipato alla recente edizione di Intertraffic portando
in esposizione alcune delle proprie soluzioni di maggior successo
nel settore dell'installazione e manutenzione delle barriere stradali
Dalla storia al futuro
Non è solo la storia di Vernazza Autogru a lasciare il
segno. È anche ciò che scriverà in futuro grazie al costante
ampliamento del proprio parco mezzi con macchine
capaci di consolidare ulteriormente la sua posizione
nei sollevamenti eccezionali. Un esempio è
la nuova gru Liebherr LTM 1650-8.1 da 700 tonnellate,
progettata per cantieri complessi. Vernazza la utilizza
per interventi strategici come la movimentazione
di impalcati ferroviari o decostruzioni speciali: tra i
più recenti, l’esecuzione del varo del nuovo ponte ferroviario
a Montebello Vicentino nell’ambito dei lavori
della linea AV/AC Verona-Padova, con il sollevamento
di un impalcato da più 150 tonnellate a 11 metri di
sbraccio, ben visibile nella foto qui sotto.
Entrambe le macchine condividono alcune dotazioni
di serie particolarmente apprezzate dal
mercato: il sistema di verticalità automatica, che
ripristina la perpendicolarità della colonna con la
semplice pressione di un tasto - migliorando produttività
e precisione - e il kit estrattore, per la
rimozione in sicurezza dei pali danneggiati in seguito
a incidente o per la sostituzione di barriere
non più conformi.
Come tutti i modelli cingolati Orteco, anche SMART
950 e HD 1200 sono operabili da un unico operatore,
che può gestire sia l'infissione sia lo spostamento
della macchina. Entrambe, inoltre, possono
essere smontate dal carro cingolato e rimontate
su autocarro, semplificando i lavori di manutenzione
stradale. Su richiesta, è disponibile l'Orteco
GPS Machine Control System, il sistema sviluppato
internamente che automatizza l'intero flusso di
lavoro con precisione centimetrica.
cemento con uno spazio estremamente ridotto.
La sua estrazione è avvenuta attraverso operazioni
puntuali e controllate, per evitare sollecitazioni
indesiderate alla struttura».
Una parte rilevante delle attività si è svolta in
quota. Per consentire agli operatori di lavorare in
sicurezza e con la massima precisione, sono state
utilizzate piattaforme aeree di diversa tipologia.
La Wumag WT1000, che come già anticipato
è contraddistinta da un’elevata capacità di estensione,
ha permesso di raggiungere i punti più alti
della struttura, mentre i mezzi più compatti sono
stati impiegati nelle aree inferiori.
Una volta completate la rimozione e portati a terra
i vari elementi, si è proceduto con la fase di
demolizione vera e propria. I componenti sono
stati tagliati e suddivisi, in modo fa facilitarne la
gestione nelle fasi successive. nn
Gabriele Villa
Tra le macchine in mostra, il battipalo cingolato
SMART 950 si è distinto per la sua versatilità:
in grado di infiggere pali fino a quattro metri
di lunghezza, è equipaggiato con un martello
da 950 J e si caratterizza per l'elevata stabilità
operativa. Con un peso di soli tre tonnellate, garantisce
consumi ridotti e un impatto ambientale
contenuto, anche sul fronte della rumorosità.
Il modello esposto era dotato di cilindro idraulico
per il sollevamento dell'estensione superiore
della colonna e di due customizzazioni di particolare
interesse: la possibilità di infissione fino
al livello del suolo e una guida inferiore specifica
per pali in legno.
Accanto a esso, era in esposizione l'HD 1200, tra
i best-seller dell'azienda: una macchina progettata
per lavori continuativi ad alta intensità, con
carpenterie robuste, potenze elevate e grande
maneggevolezza. Il modello presentato a Intertraffic
era equipaggiato con l'esclusivo sistema di
sollevamento delle barriere, che amplia il campo
d'azione della macchina, facilita il montaggio
e garantisce il posizionamento preciso del guardrail
nel punto esatto di infissione e bullonatura.
Una gamma completa
La gamma Orteco per l'installazione di guardrail e
il rinforzo delle barriere esistenti è tra le più complete
del settore: comprende battipali da autocarro,
da escavatore e da gru, oltre a macchine
altamente automatizzate come posabarriere e
carotatrici con una, due o quattro teste. Tra le novità
più recenti, brevettate dall'azienda, spiccano
la macchina "Pick and Ram" - battipalo automatico
all-in-one per la raccolta, il sollevamento
e l'infissione dei pali, dotato di cabina climatizzata
- e una nuova macchina per la posa e distribuzione
automatica dei pali, capace di muoversi
autonomamente nell'area di lavoro.
Prodotti interamente in Italia con materiali e
componentistica di alta qualità, i macchinari Orteco
sono sinonimo di affidabilità e innovazione
tecnologica. Ne è esempio il martello "libero",
che lavorando appoggiato sul palo senza essere
fisso alla colonna non trasmette vibrazioni alla
macchina, preservandone tutti i componenti nel
tempo. La durata è garantita anche dall'uso di
lamiere piegate - e non saldate - per la struttura
portante, da parti di usura sostituibili e da un
servizio di assistenza puntuale, disponibile anche
da remoto. nn
Macchine&Attrezzature
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Novità
TB22-9, il coltellino svizzero
delle piattaforme aeree
Nata da una precisa richiesta del mercato autostradale, la TB22-9 di AerialPlatformSpecial
è la prima piattaforma aerea su patente B capace di lavorare sia in altezza sia in negativo,
scavalcando barriere fino a otto metri. Un prodotto italiano d'eccellenza che punta ai
mercati internazionali. Abbiamo avuto l'opportunità di vederla al lavoro in diversi cantieri
La piattaforma TB 22-9
al lavoro sul Viadotto Soleri, a Cuneo.
Costruito tra il 1913 e il 1937, il Viadotto,
simbolo di Cuneo, è lungo circa 800
metri, è composto da 34 archi di 25
metri ciascuno e alto oltre 40 metri.
Dichiarato bene di interesse nazionale
nel 2007, è considerato una delle opere
ingegneristiche più significative d'Italia.
Ci sono macchine che nascono da visioni ingegneristiche
astratte, e altre - le preferibili - che
fioriscono dall'ascolto diretto dei clienti. La piattaforma
aerea “Up & Down” TB22-9 appartiene
fermamente alla seconda categoria. A raccontarci
la genesi di questo mezzo - che sta già riscuotendo
consensi tanto tra gli operatori autostradali
quanto nelle realtà urbane - è Fabrizio Bono,
fondatore e titolare, insieme alla sorella Patrizia,
di Oxley, azienda cuneese con venticinque anni
di storia nel settore delle piattaforme aeree: «Alcuni
clienti che lavorano sulle autostrade ci avevano
segnalato l'esigenza di avere una macchina
compatta, semplice, pensata per le ispezioni.
Quella richiesta è il seme da cui è germogliata la
TB22-9».
L'idea prende forma nel 2022. Oxley costituisce
un ufficio tecnico interno, e il prodotto viene interamente
disegnato e progettato in casa. L'innovativa
piattaforma viene realizzata con il brand,
appositamente creato, AerialPlatformSpecial by
Oxley, che ben rappresenta un modello industriale
che unisce specializzazione produttiva e presidio
commerciale.
Due sono le versioni disponibili: la «Up & Down»
TB22-9 installata su veicolo con patente B, presentata
ufficialmente al GIS del 2023, e la variante
su patente C - dotata di ruote pneumatiche
più adatte all'ambiente autostradale - esposta al
GIS 2025. Le due versioni sono sostanzialmente
identiche nella cinematica e nelle prestazioni:
cambia il mezzo vettore e, di conseguenza, alcune
caratteristiche operative.
«UP & Down» non è solo un nome, ma è una definizione
che sintetizza con precisione la principale
peculiarità della TB22-9: la capacità di
operare sia in quota - come una piattaforma
aerea tradizionale, fino a 22 metri di altezza
di lavoro - sia in negativo, spingendosi fino a
nove metri sotto il piano del ponte. Una doppia
modalità che sul mercato era fino ad oggi appannaggio
quasi esclusivo delle macchine tralicciate,
le quali però presentavano un limite rilevante:
potevano lavorare in negativo, ma non
in quota. «Sul mercato ciò che si trova nel settore
del tralicciato lavora unicamente in negativo.
Noi, invece, abbiamo una macchina che
fa entrambe le cose», precisa Bono. Il segreto
risiede in una cinematica originale. La TB22-9
Fabrizio Parati
Macchine&Attrezzature
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monta due jib: un primo braccio articolato e un
secondo jib che ruota di 200°. Una ralla posizionata
in modo strategico consente al secondo
jib di lavorare in entrambi i sensi - positivo e
negativo - mentre la rotazione della navicella a
360° assicura la massima flessibilità operativa.
Come spiega l'ing. Rémy Tardieu, responsabile
della divisione progettazione di Oxley: «La macchina
copre 13 metri di parapetto in lunghezza,
dieci metri in negativo e sette metri all'interno.
È il coltellino svizzero delle piattaforme aeree».
La vera innovazione ingegneristica, tuttavia,
sta in un dettaglio, a prima vista, semplice, ma
di centrale importanza applicativa: a riposo, la
macchina è girata all'indietro. Al momento del
varo, invece, si apre in avanti. Tutte le macchine
"concorrenti" che si trovano nella stessa configurazione
di partenza lavorano esclusivamente
sul lato posteriore della torretta. La TB22-9,
al contrario, si affianca alla torretta e apre in
avanti, consentendo al braccio di scendere a
testa in giù sotto la carreggiata. Il cestello passa
di fianco alla torretta: questo meccanismo è
oggetto di brevetto.
Scavalcare le barriere: un vantaggio
tangibile
Uno degli aspetti che ha maggiormente convinto
gli operatori del settore che già si servono
della TB22-9 è la capacità di scavalcamento.
In precedenza, quanto offriva il mercato era
limitato a macchine in grado di superare barriere
di circa due metri di altezza. Ora, invece,
la TB22-9 porta questo limite a otto metri, e
apre così scenari operativi completamente nuovi:
non solo ispezione e manutenzione dei viadotti,
ma anche potatura delle alberature e pulizia
delle barriere antirumore lungo le tratte
autostradali.
Analoga libertà operativa riguarda i viadotti inclinati:
la macchina è in grado di lavorare su
piani con pendenza fino al 10% (condizione non
infrequente nelle infrastrutture alpine e appenniniche
del territorio italiano).
Elettronica avanzata: 35 sensori
e logiche aeronautiche
Ciò che distingue la TB22-9 dalle piattaforme
convenzionali non è solo la cinematica, ma anche
l'approccio all'elettronica di controllo. La macchina
monta 35 sensori sul braccio, la maggior parte
dei quali ridondanti - vale a dire a doppio canale
verificato - con un grado di sicurezza che l'ingegner
Tardieu definisce «aeronautico».
Nelle piattaforme aeree tradizionali, la logica di
controllo conosce la posizione del primo braccio
e il suo sfilo, e da lì ricava tutte le limitazioni
operative. Nella TB22-9, invece, il sistema rav-
La piattaforma aerea
TB22-9 "Up & Down"
di AerialPlatformSpecial -
distribuita da Oxley di Cuneo
- al lavoro sul viadotto
sulla Stura di Demonte,
in provincia di Cuneo.
Montata su un Iveco Daily
con patente B, la macchina
raggiunge 21,80 metri
di altezza e scende
sino a nove metri sotto
l'impalcato, scavalcando
barriere fino a otto metri.
Il sistema "Up & Down"
è il primo al mondo capace
di lavorare sia in quota
sia in negativo su un mezzo
compatto a patente B.
visa in tempo reale la posizione di ciascun elemento
del braccio. Questo consente di compiere
movimenti completamente robotizzati. «L'apertura
da riposo si esegue premendo un pulsante:
la macchina si apre, il cestello passa di fianco
alla torretta, si gira e scende a terra senza che
l'operatore debba preoccuparsi delle combinazioni
di movimenti. Se in negativo l'operatore è
in difficoltà, preme un tasto e la macchina percorre
al contrario l'intera traiettoria registrata,
riportandolo a terra in sicurezza (evitando, ovviamente,
gli ostacoli già schivati in andata).
E anche il livellamento della navicella è gestito
tramite algoritmo, in alternativa al classico sistema
a bolla. Chi ha avuto l'opportunità di provare
la macchina ha elogiato in particolare la
stabilità percepita durante le operazioni. Un ulteriore
vantaggio del sistema sensoristico avanzato
è la semplificazione della calibrazione: allineati
i sensori, la macchina è operativa senza
necessità di ulteriori tarature per il calcolo del
momento ribaltante o della stabilità. Lo stesso
principio vale per le velocità dei movimenti.
La stabilizzazione e il varo a sinistra:
un inconfutabile punto di forza
Gianni Cagnasso, socio di Bono in Oxley, sottolinea
un aspetto operativo che, in contesto
autostradale, sancisce una vera differenza: la
gestione della stabilizzazione e del varo: «La
macchina si stabilizza in automatico: l'operatore
posiziona le zolle, mantiene premuto un
pulsante e il sistema fa il resto. Quando poi il
cestello si apre, non esce mai dalla sagoma degli
stabilizzatori - elemento cruciale quando si
opera su strada. E, aspetto che i nostri clienti
apprezzano molto, la TB22-9 esegue il varo
anche a sinistra».
Quest'ultima caratteristica risolve un problema
reale e ricorrente: le piattaforme bybridge tradizionali
possono eseguire il varo soltanto a destra,
il che costringe l'operatore a posizionare il
veicolo in contromano quando si deve intervenire
sul lato della corsia di sorpasso. La TB22-9
si posiziona nel senso di marcia, apre gli stabilizzatori
a sinistra e vara senza deroghe al codice
della strada.
Macchine&Attrezzature
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Il doppio jib della TB 22-9
(brevettato) scavalca
la barriera stradale
e porta il cestello
sotto l'impalcato,
consentendo,
in tal modo, al tecnico
di ispezionare intradosso,
pile e giunti.
La TB 22-9, in dotazione
a Berti Piattaforme Aeree,
al lavoro in un cantiere
notturno, e in un cantiere
diurno (pagina accanto).
Architettura costruttiva: leggerezza,
simmetria, torretta disassata
Dal punto di vista costruttivo, la TB22-9 è il risultato
di scelte progettuali non convenzionali. L'ingegner
Tardieu illustra alcune delle soluzioni che rendono la
macchina un oggetto raro nel panorama delle piattaforme
aeree.
Il braccio ha una sagoma simmetrica: la sezione
compressa può trovarsi sia sopra che sotto, perché,
quando la macchina lavora sotto ponte, lavora
in un senso, mentre quando lavora in quota, nell'altro.
Questa simmetria semplifica apprezzabilmente
il sistema dei pattini di scorrimento.
La torretta è disassata rispetto all'asse longitudinale
del veicolo: scelta inusuale e rarissima tra le piattaforme
aeree, motivata dalla necessità di mantenere
il baricentro della macchina centrato sul veicolo e di
garantire una distribuzione simmetrica dei carichi a
destra e a sinistra. Disassare una torretta con i carichi
che essa deve sopportare è, nelle parole dell'ingegnere,
«un esercizio di stile non indifferente».
Il telaio è a monotrave ultraleggero, progettato con
decine di ore di simulazione FEM: a finire pesa meno
di 200 chilogrammi, in acciaio alto resistenziale. Torce
la metà rispetto a un telaio convenzionale per patente
B, ed è così rigido da poter essere applicato
direttamente anche al patente C da 5,2 tonnellate
senza irrobustimenti. All'interno del braccio telescopico
trovano posto cilindri con articolazioni a 200° di
ampiezza: «Articolazioni di questo tipo ne troverà
pochissime in giro», commenta Tardieu.
Tutta la parte di cablaggio è progettata con precablati:
chi assembla la macchina da un punto di vista
meccanico è nelle condizioni di tirare i cavi, collegarli,
accendere la macchina e debuggarla autonomamente.
L'assemblaggio avviene interamente nella
sede di produzione; la verniciatura a pochi chilometri
di distanza.
Visibilità e sostenibilità
La dotazione di serie comprende tre telecamere collegate
a un sistema Wi-Fi con 128 nodi disponibili:
una sulla torretta; una sulla prima articolazione
del jib e una sul cestello. Le telecamere sono spostabili
nel punto di maggiore interesse operativo e
le immagini sono visualizzabili su display da sette
pollici sia a terra sia in navicella, in rotazione o in picture-in-picture.
Il sistema consente inoltre il broadcasting
Wi-Fi del display verso monitor aggiuntivi
di qualsiasi dimensione.
Sul versante della sostenibilità ambientale, la TB22-
9 è classificata come prodotto ecosostenibile: monitora
in tempo reale l'assorbimento di potenza necessario,
adatta il regime motore di conseguenza e
lo spegne automaticamente se l'operatore non aziona
i comandi per dieci secondi. Un sistema di start
& stop che ottimizza i consumi di gasolio e riduce le
emissioni di CO 2
.
Macchine&Attrezzature
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La TB 22-9 (in versione
arancione) al lavoro
sul ponte del Diavolo
di Dronero, in provincia
di Cuneo. Il ponte
fu costruito nel 1428
sul torrente Maira, opera
del capomastro noto come
Magister Antonius. È un
capolavoro dell'ingegneria
civile medievale: presenta
tre campate ad archi di luce
diversa e non è rettilineo,
ma leggermente incurvato.
L'arcata maggiore ha un
diametro di circa 27 metri
e una larghezza di circa sei
metri, e si trova a circa 18
metri dal livello delle acque.
Carta d’identità
Oxley Piattaforme S.r.l. ha 25 anni di storia. Fondata da Fabrizio Bono nei primi anni
2000, la società rappresenta marchi italiani - tra cui Cela - ed esteri, come Ruthmann.
Opera sia sul nuovo sia sull'usato, con 23 dipendenti, un'officina di manutenzione e
assistenza multimarca. «Sono cresciuto nel mondo delle piattaforme aeree - dice Fabrizio
Bono - e nei primi anni Duemila ho deciso di costruire Oxley. Siamo molto bravi
sulle macchine alte: stiamo importando in questi giorni dalla Germania una piattaforma
da 100 metri.» Il gruppo, con le proprie sedi operative in Piemonte, propone alla
clientela un ampio parco macchine: autogrù, piattaforme aeree, semoventi, autocarri,
rimorchi e altri veicoli. La sede principale si trova nella provincia di Cuneo, dove
convergono le attività commerciali, di assistenza e di noleggio, con presenza su tutto
il territorio nazionale. I servizi offerti coprono l'intera filiera: vendita (nuovo e usato),
noleggio con consegna flessibile in cantiere, assistenza ordinaria e straordinaria
tramite officine mobili, consulenza fiscale per l'individuazione di agevolazioni, e
formazione degli operatori. La vocazione alla personalizzazione è nel DNA di Oxley.
La timeline dei traguardi aziendali ne testimonia la profondità:
• 2008 - Progettazione e realizzazione di una piattaforma aerea elettrica a batterie "PRM"
per i passeggeri a ridotta mobilità negli aeroporti, con alimentazione elettrica per ridurre
l'impatto ambientale.
• 2010 - Vendute in Italia le prime due macchine da 103 metri, impiegate al porto di Genova,
al porto di Venezia e nei campi eolici degli Appennini.
• 2011 - Vinta la gara d'appalto per TERNA e consegnata la prima piattaforma aerea iso-
Il mercato: dalla nicchia
alla vocazione internazionale
Il portafoglio clienti della TB22-9 conta già referenze
significative in diverse regioni italiane:
Berti Piattaforme Aeree, Nolo by Bridge; Edil-
Lamce; CLS.
Il mercato italiano ha registrato con interesse le
potenzialità della piattaforma di AerialPlatformSpecial.
«L'obiettivo è coprire ogni città metropolitana
con una TB22-9. È sicuramente una
macchina di nicchia, ma in una flotta importante
ci sta eccome: offre prestazioni che mezzi di
dimensioni ordinarie non possono asssicurare»,
sottolinea Fabrizio Bono.
Bono è esplicito anche sul posizionamento competitivo:
«Un braccio con questo tipo di movimentazione
lo trovo su macchine da 50 metri,
a quattro assi. Non abbiamo un concorrente diretto».
L'ingegner Tardieu aggiunge che tutta
l'elettronica e l'idraulica sviluppate per la TB22-
9 sono replicabili senza modifiche su piattaforme
da 40, 50 o 60 metri - indicazione della
solidità e della scalabilità dell'architettura progettuale.
La TB22-9 si sta ora affacciando anche ai merlata
a 470.000 volt, testata dall'Università di Dresda e impiegata nelle centrali elettriche
per lavorare in alta tensione inserita.
• 2013 - Fornita una piattaforma cingolata ragno di produzione tedesca che, grazie alla
leggerezza derivante dall'utilizzo di acciaio e alluminio, è stata trasportata in quota con
un elicottero per costruire il nuovo belvedere sopra il Rifugio Torino sul Monte Bianco.
• 2015 - Realizzata su progetto Oxley la prima piattaforma aerea autocarrata con patente
B da 35 quintali per lavori in galleria, oggi impiegata sull'Autostrada dei Parchi tra Roma
e L'Aquila.
• 2019 - Portata in Italia la prima piattaforma aerea trasformabile prodotta dalla tedesca
Böcker, convertibile in pochi minuti in gru per il sollevamento di materiali.
• 2020 - Restyling della piattaforma PRM per l'aeroporto di Düsseldorf.
• 2021 - Commissionata a Cela la prima piattaforma aerea verticale con traslazione laterale
(18 tonnellate, portata 1.000 chilogrammi) per lavori in galleria - il modello Cela
SC720.
• 2022 - Sviluppata con Cela una nuova piattaforma con patente B, traslazione su ruote
e cestello da tre metri, per impiego in gallerie e aeroporti.
• 2023 - Nata la TB22-9 "Up & Down", piattaforma progettata e costruita su veicolo con
patente B, che occupa una sola corsia a lato della carreggiata per consentire lavorazioni
e ispezioni sottoponte.
• 2024 - Oxley Piattaforme S.r.l. si aggiudica il Premio Visionari d'Impresa.
• La TB22-9 è il più recente e ambizioso capitolo di questa storia di successo
Macchine&Attrezzature
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Soluzioni
Doka e il ponte di Storstrøm
Un sistema integrato di casserature e centine ha permesso
di gestire geometrie complesse e carichi eolici elevati nella costruzione
dell'infrastruttura che collegherà Scandinavia ed Europa centrale
necessarie per mantenere una sequenza costruttiva
affidabile in condizioni geometriche in continua
evoluzione, in particolare nell'ambiente a terra».
Con noi in cantiere: da sinistra, Diego Barisone, Tecnico
specializzato, Fabrizio Bono, CEO di Oxley, Gianni Cagnasso,
Commerciale, Federica Cavallo, Backoffice, Federico Bombelli,
Tecnico Specializzato, Rémy Tardieu, Ing. Progettista.
Nella sede di AerialPlatformSpecial, un Iveco Daily attende il montaggio della TB22-9: in primo
piano il braccio telescopico, mentre sul pianale del veicolo è già posizionata la struttura della
torretta disassata. Un assemblaggio interamente italiano, dalla progettazione alla verniciatura.
LA TB22-9
Altezza max di lavoro
Profondità max in negativo
Portata cestello
Dimensioni cestello
Rotazione navicella 360°
cati esteri, esportando la filosofia che ha guidato
la nascita del prodotto: un'attenzione meticolosa
alle esigenze reali degli operatori, e la
determinazione a risolverle con soluzioni originali.
nn
21,80 metri (con stabilizzatori) / 10,00 metri
(semovente)
- 9,00 metri
250 chilogrammi
1,8 × 0,7 metri
Rotazione braccio principale 620° (stabilizzata) / 135° (semovente)
Rotazione 2° jib 200°
Larghezza in trasporto
Lunghezza veicolo
Massa (patente B)
Scavalcamento barriere
2.122 millimetri
6.350 millimetri
3,5 / 5,2 tonnellate
Fino a 8 metri
Pendenza viadotto Fino al 10%
Elettronica
CANOpen + CANSafety, ridondante, 35 sensori
Monica Banti
Il nuovo ponte di Storstrøm, con i suoi circa 3,8
chilometri di lunghezza, diventerà il terzo ponte
più lungo della Danimarca. Ma la sua importanza
va ben oltre le dimensioni: l'infrastruttura svolge
un ruolo strategico nell'ambito del corridoio di
trasporto nord-sud ad alta capacità che collega la
Scandinavia all'Europa centrale. Insieme al collegamento
fisso del Fehmarnbelt, il ponte costituisce
parte di una connessione continua per il trasporto
passeggeri e merci su strada e rotaia tra i
due continenti.
Per garantire l'avanzamento sicuro e stabile dei lavori
in condizioni geometriche e ambientali complesse,
Doka ha affiancato il progetto con un concept
integrato di casserature e centine, progettato
per assicurare flussi di lavoro prevedibili in tutte le
fasi esecutive critiche. Il coinvolgimento dell'azienda
risale al 2019 e ha riguardato ambiti diversi: le
travi di approccio di circa 80 metri su entrambe
le sponde, le teste di pila prefabbricate a terra, le
strutture a sbalzo che collegano i conci prefabbricati
al pilone, la cassaforma per il pilone stesso e,
nella fase conclusiva, una piattaforma di lavoro su
misura per le operazioni strutturali finali.
«Il progetto ha richiesto un concept capace di adattarsi
con precisione alle geometrie variabili resistendo
al contempo agli elevati carichi del vento»,
spiega Aurelia Penza, Technical Manager di Itinera,
contraente dell'opera. «L'approccio ingegneristico
di Doka ha fornito la stabilità e la flessibilità
Il nodo tecnico più complesso
Si tratta del pilone alto 102 metri, elemento portante
centrale del ponte strallato. Non solo trasferisce
tutte le forze alla fondazione, ma presenta una
geometria variabile particolarmente articolata, con
rientranze integrate, casseri prefabbricati e tubi di
alloggiamento per i cavi strallati. Per far fronte a
queste esigenze, Doka ha combinato piattaforme
SKE100 plus - adatte a carichi elevati e aree di lavoro
su più livelli - con piattaforme SKE50 plus sui
lati con spazio ridotto, realizzando un sistema efficiente
e al tempo stesso economico.
Nella fase di chiusura del ponte strallato, una piattaforma
di lavoro realizzata su misura ha consentito
le operazioni strutturali finali. Eretta livello per livello
utilizzando la torre portante Staxo 100, la piattaforma
poggiava su quattro staffe fisse SKE100
plus e SKE50 plus, riutilizzando i punti di ancoraggio
già impiegati nella costruzione del pilone. Due
torri scala integrate hanno garantito accesso sicuro
durante tutte le operazioni. Saldamente connessa
al pilone, la piattaforma ha assicurato condizioni di
lavoro stabili anche in presenza di vento sostenuto
e carichi significativi, portando a compimento i lavori
al pilone e segnando una tappa fondamentale
nell'intera sequenza costruttiva.
Il ponte è atteso all'apertura al traffico stradale nel
2026, con l'avvio dei servizi ferroviari programmato
a seguire. I sistemi Doka impiegati nel progetto
comprendono il sistema di arrampicaggio automatico
SKE100 plus e SKE50 plus, la torre portante
Staxo 100, la cassaforma a grande superficie Top
50 e la cassaforma a telaio Framax Xlife.
«Per la Danimarca, il ponte di Storstrøm rappresenta
un passo importante nel potenziamento della
rete di trasporto nazionale e della sua connettività
transfrontaliera», sottolinea Martin Overgaard
Skovsege, Managing Director di Doka Danimarca.
«Il nostro coinvolgimento dal 2019 riflette la stretta
collaborazione con il cliente e la nostra capacità
di supportare progetti di costruzione di ponti tecnicamente
impegnativi». nn
Macchine&Attrezzature
116
4/2026 leStrade
leStrade 4/2026
117
(conglomerato bituminoso colato). Abbiamo chiesto
di spiegarci come funzionano: «Questo materiale,
disponibile premiscelato e solo da riscaldare
in appositi mescolatori, è ad alta duttilità e impermeabilità,
e viene applicato fluido a oltre 220°C,
senza necessità di compattazione meccanica. Le
nostre macchine per Mastic One e Gussasphalt EP,
come i mescolatori patcher di Crafco oppure EPMC,
consentono pertanto di preparare il prodotto premiscelato
e trasportarlo mantenendolo in temperatura
e applicarlo in vari spessori per ottenere riparazioni
estremamente resistenti. In sostanza,
permettono di realizzare interventi duraturi con
tempi rapidi di riapertura al traffico». Si tratta quindi
di soluzioni adatte alle amministrazioni pubbliche
nella loro costante “lotta alle buche”.
Sigillatrici
La “cura” delle buche
Soluzioni firmate Elia Peroni per la riparazione e il ripristino
delle pavimentazioni, tra interventi a caldo e a freddo,
per una manutenzione efficiente e duratura, oltre che molto rapida
Andare oltre il rapporto fornitore-cliente proponendosi
come partner tecnico di amministrazioni
e imprese stradali. Perché è la conoscenza
tecnica che può realmente fare la differenza nel
mondo infrastrutturale. Questo è il modus operandi
di Elia Peroni da oltre 60 anni, realtà artigianale
specializzata nella produzione, commercializzazione
e noleggio di attrezzature, ricambi
e macchine per le manutenzioni stradali. Persegue
l’obiettivo di offrire soluzioni operative semplici
supportate però da tecnologie avanzate. Un
esempio concreto è rappresentato dai prodotti
proposti per la manutenzione preventiva di sigillatura
per risolvere l’annoso problema delle
buche. «Per il trattamento di prevenzione delle
buche e delle pavimentazioni, proponiamo la
gamma di sigillatrici manuali e automatiche, oltre
al servizio Full Service Operativo di Sigillatura
- spiega Elia Peroni, titolare dell’azienda - Tra
queste, i Thermocontainer EPTC per lavorare con
l’asfalto a caldo tradizionale e i nostri mescolatori
per prodotti premiscelati da colare a caldo,
come Mastic One di Crafco e Gussasphalt, per riparazioni
durature di crepe ampie, buche e altri
danni alla pavimentazione. E ancora, lo SprayPatcher
Roadmaster dell’azienda Archway Products,
adatto al trattamento bituminoso a freddo del
manto stradale. Tutte le attrezzature sono disponibili
anche a noleggio, a freddo o a caldo».
Tre soluzioni differenti, un unico fine. Vediamole
nel dettaglio.
Per la chiusura delle buche a caldo
Iniziamo la panoramica dal Thermocontainer
EPTC di Elia Peroni, disponibile in diversi modelli
da 2,5 a 12 tonnellate . «La procedura è semplice
- racconta lo stesso Peroni - Il materiale caldo
viene caricato nell’impianto e mantenuto in
temperatura per tutta la giornata (fino a 175°C),
preservandone le proprietà chimico-fisiche come
SprayPatcher Roadmaster
dell’azienda britannica
Archway Products per
il trattamento bituminoso
a freddo del manto stradale.
Daniela Stasi
Per fondere, mescolare
e applicare mastici
bituminosi a caldo come
Mastic One, l’azienda
Elia Peroni oltre ai propri
mescolatori propone
anche la macchina Crafco
Patcher, adatta anche per la
preparazione delle miscele
per giunti viscoelastici
a tampone.
Thermocontainer EPTC
di Elia Peroni per lavorare
con l’asfalto a caldo
tradizionale.
appena prodotto anche in inverno, grazie alla coibentazione
speciale e al riscaldamento a gas a
controllo elettronico».
La coclea idraulica in Hardox consente di scaricare
il materiale con precisione e senza sprechi,
evitando ribaltamenti pericolosi e dosando il materiale
"al grammo" direttamente nella buca. Optional
come la spruzzatrice di emulsione a caldo
CHR completano l’attrezzatura. «Il lavoro finisce
con compattazione e spargimento di sabbia
asciutta. Il Thermocontainer EPTC, tra l’altro, è
autopulente e permette la riapertura immediata
della strada al traffico».
La soluzione descritta è pensata per le imprese
nel lavoro quotidiano di manutenzione della strada,
mentre per interventi su buche o pavimentazioni
soggette a carichi eccezionali, Elia Peroni propone
macchine per Mastic One e Gussasphalt EP
Uno dei mescolatori EPMC prodotto da Elia Peroni per gli
speciali materiali premiscelati da colare a caldo, come Mastic
One di Crafco e Gussasphalt EP, per riparazioni durature
di crepe ampie, buche e altri danni alla pavimentazione.
Per la chiusura di buche a freddo
Eccoci allo SprayPatcher Roadmaster, che automatizza
il processo. «Dalla cabina del camion,
l’operatore pulisce la buca con aria compressa,
spruzza un’emulsione modificata come "collante",
a bassa temperatura, e successivamente
inietta graniglia emulsionata di diversa pezzatura.
Infine, si completa con sabbia asciutta e compattazione,
le uniche operazioni manuali».
Questa tecnologia, perfezionata in 20 anni di lavoro
da Archway Products e in collaborazione con
Elia Peroni, offre diversi vantaggi. In primis:
• nessun operatore sulla strada;
• bassi consumi e minimo impatto ambientale;
• connettività di cantiere, manutenzione programmata,
report con geolocalizzazione e foto.
Le riparazioni effettuate con SprayPatcher Roadmaster
sono rapide e durature, finalizzate a
prolungare la vita del manto e a ritardarne il rifacimento,
uno strumento ottimale per le amministrazioni
locali, che possono effettuare gli interventi
anche nei weekend con poco personale. Da
segnalare, infine, che, grazie alla collaborazione
con Elia Peroni, Archway Products produce modelli
specifici per il mercato italiano, anche di piccole
dimensioni. nn
Macchine&Attrezzature
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4/2026 leStrade
leStrade 4/2026
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Cantieri
Eccellenza ingegneristica
per affrontare le sfide marittime
Epiroc guida la demolizione di precisione in condizioni idriche estreme
al Terminal Europa di Anversa. Per affrontare questa sfida, una soluzione unica:
un pontone autolivellante dotato di una gru da demolizione da 320 tonnellate
Macchine&Attrezzature
Edvige Viazzoli
Al Terminal Europa di Anversa è in corso uno dei
progetti di ingegneria marittima più ambiziosi
d’Europa: la costruzione di una nuova banchina.
Altrettanto complesso è lo smantellamento della
struttura esistente, un compito affidato a Adex
Groep, con sede a Harderwijk nei Paesi Bassi. Per
affrontare questa sfida, Adex Groep ha progettato
una soluzione unica: un pontone autolivellante
con una gru da demolizione da 320 tonnellate,
chiamata, non a caso, Genius.
Condizioni estreme che richiedono
soluzioni estreme
La vecchia banchina si estende per 1.200 metri
e poggia su 49 massivi cassoni in calcestruzzo,
ciascuno con un diametro e un’altezza di 30 metri,
in gran parte sommersi.
«Questi cassoni, riempiti di sabbia e rinforzati
con boiacca, devono essere completamente rimossi
perché ostacolano la nuova struttura»,
spiega Davy Kies, responsabile dei servizi tecnici
presso Adex Groep.
L’operazione si svolge nell’estuario dell’Escaut
Occidentale, dove le escursioni di marea raggiungono
i sei metri, aumentando ulteriormente la
complessità. Per far fronte a ciò, Adex Groep ha
adattato quasi tutta l’attrezzatura: bracci allungati,
pali di appoggio estesi e un pontone com-
120
4/2026 leStrade
leStrade 4/2026
121
Ingegneria di precisione sott’acqua
La demolizione raggiunge i 30 metri sotto il
TAW (il livello di riferimento del Belgio), richiedendo
una tecnologia avanzata di posizionamento.
Il sistema GPS e laser di CT Systems fornisce
dati in tempo reale e parametri corretti per
ogni accessorio, garantendo precisione anche
a grandi profondità.
leStrade
Aeroporti Autostrade Ferrovie
ASSOCIAZIONI
pletamente modernizzato, dotato di un sistema
di autolivellamento che monitora e regola continuamente
la distribuzione del carico tramite sensori
di pressione.
Tecnologia Epiroc in profondità
Al centro di questa operazione c’è il martello
idraulico Epiroc HB 7000, fornito da SAES International
B.V., partner Epiroc per Paesi Bassi
e Belgio. Configurato specificamente per lavori
subacquei, l’HB 7000 può operare fino a 24 metri
di profondità - una capacità rara nel settore.
A completare l’attrezzatura, una cesoia per calcestruzzo
montata sulla gru personalizzata Genius
in grado di rimuovere blocchi di calcestruzzo
armato fino a un metro cubo.
Prestazioni su larga scala
La gru Genius rappresenta un esempio di costruzione
circolare, realizzata in gran parte con materiali
riutilizzati.
«Con due joystick tagliamo o facciamo vibrare
fino a 1.000 tonnellate di calcestruzzo al giorno
dalla vecchia banchina», afferma Willem van
de Nagel, operatore e co sviluppatore della gru.
«Dopo aver rimosso circa sei metri di altezza da
ciascun cassone, una seconda gru montata su
pontone si occupa della rimozione del materiale.
Tre ore di demolizione corrispondono a un’intera
giornata di pulizia».
Partnership affidabili
SAES svolge un ruolo fondamentale come partner
per martelli, ricambi e assistenza tecnica.
«I martelli idraulici sono potenti, ma il lavoro
subacqueo è particolarmente delicato», sottolinea
Kies. «SAES comprende la complessità
dei nostri progetti e interviene immediatamente
quando necessario.
Se un martello si guasta, hanno sempre un’unità
di ricambio pronta». Van de Nagel aggiunge:
«Lavorare a 24 metri di profondità con attrezzature
di demolizione pesanti è possibile
solo grazie all’ingegneria di precisione e a partnership
affidabili».
Un progetto che stabilisce nuovi
standard
Dall’inizio, nell’agosto 2023, Adex Groep ha
registrato progressi notevoli nel porto di Anversa,
superando una fase iniziale impegnativa
e mobilitando attrezzature specializzate
su larga scala. Il risultato è un’operazione che
definisce nuovi standard di eccellenza tecnica,
logistica e organizzativa nella costruzione
marittima. nn
Carta d’identità
Epiroc è partner globale per la produttività dei clienti nei settori minerario
e delle costruzioni. L’azienda sviluppa e fornisce attrezzature:
perforatrici, attrezzature per scavi in roccia e costruzioni, e
utensili per applicazioni di superficie e sotterranee. L'azienda offre
anche un servizio di alto livello, altri supporti aftermarket e soluzioni
per l'automazione, la digitalizzazione e l'elettrificazione.
Epiroc ha sede a Stoccolma, in Svezia. Ha registrato ricavi superiori a 64 miliardi
di corone svedesi nel 2024 e ha circa 19.000 dipendenti che supportano e collaborano
con clienti in circa 150 paesi
La divisione Attachments di Epiroc
Sviluppa, produce e commercializza accessori per escavatori, utensili per il contatto
con il terreno e strumenti idraulici portatili. I prodotti sono utilizzati nei settori delle
costruzioni, infrastrutture, demolizioni, riciclaggio e minerario. La divisione fornisce
anche servizi correlati e dispone di stabilimenti produttivi in quattro continenti
n Il 9° Report OICE
su digitalizzazione e BIM: in aumento
dell’80,7% in numero e del 151,1%
in valore sul 2024.
n La Doctoral Lecture Series
della S.I.I.V.
n Assemblea SITEB: oltre 140
aziende e un nuovo vertice per
una filiera in trasformazione.
n La sfida della sicurezza informatica.
Emanuela Stocchi, Direttrice Generale ad
interim AISCAT e Presidente PIARC.
Macchine&Attrezzature
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4/2026 leStrade
Il 9° Report OICE su digitalizzazione e BIM
In aumento dell’80,7% in numero e del 151,1% in valore sul 2024
Al via la Doctoral Lecture Series della S.I.I.V.
Un’iniziativa che segna un punto di svolta nella concezione stessa delle associazioni
OICE
Associazione delle organizzazioni
di ingegneria, di architettura e
di consulenza tecnico-economica
Via G. B. Martini, 13
00198 Roma
Tel. 06.80687248
E-mail info@oice.it
www.oice.it
I “bandi BIM” sono stati 638, il
27 % del totale, il 91% dei casi
negli affidamenti sopra soglia
UE ma ancora soltanto il 35%
delle gare contiene un capitolato
informativo (era il 24% nel 2024).
Agenzia del Demanio, Ministero
della difesa e ANAS pubblicano il
40% del valore totale.
Sono questi alcuni dei dati
emersi durante la presentazione
del 9° Rapporto OICE sulla
digitalizzazione, diffusi dall’OICE,
l’Associazione delle società di
ingegneria e di architettura
aderente a Confindustria,
nel corso di un seguitissimo
webinar al quale ha portato i suoi
saluti il Presidente dell’ANAC,
Giuseppe Busia. Quest’ultimo,
nel proprio intervento, cogliendo
lo spirito delle attività OICE,
ha sottolineato che «occorre
innovare senza rinunciare alle
garanzie, sperimentare senza
indebolire i diritti e utilizzare
l’IA senzadivenirne prigionieri e
perderne il controllo».
Il rapporto, oltre all’usuale
analisi delle gare BIM (gare
con richiesta di modellazione
elettronica, il c.d. BIM, Building
Information Modelling)
intende tracciare - grazie agli
autorevoli contributi pervenuti
da associazioni, operatori
economici e rappresentanti del
mondo accademico - un bilancio
complessivo dell’evoluzione
digitale e dell’applicazione dell’IA
nel settore delle costruzioni e
della professione, dando conto
anche delle linee guida MIT sulla
gestione informativa digitale
per le stazioni appaltanti e
delle recentissime linee guida
AGiD sull’applicazione dell’IA.
Per Giorgio Lupoi, Presidente
dell’Associazione: «L’ineluttabilità
del percorso di digitalizzazione dei
processi in ogni settore è ormai
data per scontata e l’applicazione
dell’IA è una realtà con la quale
si confronta ognuno di noi
quotidianamente».
Per quanto attiene alle “gare
BIM” del 2025 i risultati del
Report sono stati illustrati dal
Vice Presidente OICE con delega
per la digitalizzazione, Alfredo
Ingletti, che ha fra le altre cose
sottolineato come «è ormai un
dato di fatto che le più importanti
gare italiane indette dai principali
committenti presuppongano
la modellazione elettronica
del progetto e il 2025 rende
palese la crescita significativa,
prevalentemente nelle gare sopra
soglia UE, delle procedure di gara
con richiesta di redazione in BIM
dei progetti».
Nel report si evidenzia infatti che
rispetto al 2024 le “gare BIM”
crescono sia in numero che in
valore: le procedure rilevate sono
state 638, in aumento dell’80,7%
rispetto all’anno precedente,
mentre il valore complessivo ha
raggiunto i 1.496 milioni di euro,
con un incremento del 151,1%
sul 2024.
Cresce anche il peso del BIM
sul totale delle gare per servizi
di ingegneria e architettura: la
quota dei bandi che ne prevedono
l’utilizzo sale al 27,0%, dal
13,2% del 2024,rappresentando
il 56,5% del valore complessivo
delle procedure, rispetto al 35,3%
dell’anno precedente.
Il Rapporto evidenzia inoltre
una crescente attenzione alla
strutturazione documentale delle
gare. In particolare, l’adozione
dei capitolati informativi BIM
tra i documenti di gara è salita
dal 25,2% del 2024 al 34,3%
nel 2025, segnalando un
consolidamento - insufficiente in
termini assoluti - delle pratiche di
gestione informativa negli appalti
pubblici.
La quasi totalità delle gare si
colloca sopra la soglia comunitaria
dei 221.000 euro: sono 584 bandi
dal valore complessivo di 1.488
milioni, pari rispettivamente al
91,5% e al 99,4% del totale. La
maggior parte delle procedure
riguarda attività di progettazione
(71,9%).
In crescita il ruolo delle
Amministrazioni dello Stato, che
rappresentano il 27,9% dei bandi
(21,0% nel 2024). Tra i principali
enti appaltanti sono Agenzia del
Demanio, Ministero della Difesa e
ANAS, che pubblicano bandi pari
a circa il 40% del valore totale
delle gare e in numero, pari al
17,4%.
Il Report OICE è disponibile
consultando il QR code. nn
Società Italiana
Infrastrutture Viarie
SIIV
www.siiv.it
Stefano Coropulis
La ciclicità delle stagioni
che, nel loro incessante
eterno ritorno, costringe
a fare i conti con il
cambiamento e, al tempo
stesso, con la transitorietà
degli eventi, rintocca
inesorabile. Le giornate
tendono a riequilibrare luce
e buio, la natura si prepara
al risveglio. In questo
clima, in cui la vita sembra
prendere il sopravvento
sulla stasi, la S.I.I.V. ha dato
vita a un’iniziativa di grande
impatto, segnando un punto
di svolta nella concezione
stessa delle associazioni
scientifiche.
Il 24 marzo 2026 è stata
inaugurata la Doctoral
Lecture Series, ciclo di
seminari organizzato dal
GdL S.I.I.V. Futura, tenuto
da soci under 40 e rivolto
agli studenti di dottorato. La
novità risiede nella natura
dell’iniziativa: un vero e
proprio corso di dottorato
interuniversitario diffuso,
esteso su scala nazionale,
che consente a relatori e
partecipanti di confrontarsi
con colleghi di altri atenei e
vivere le lezioni in modalità
blended, approfittando
dell’opportunità di contesti
accademici diversi. Il
ciclo ha inoltre ottenuto il
riconoscimento di numerosi
Collegi di Dottorato delle
sedi S.I.I.V., permettendo
il riconoscimento di CFU ai
frequentanti.
Gli oltre 70 iscritti
testimoniano il forte
interesse suscitato
dall’iniziativa, confermando
la S.I.I.V. come realtà
capace di promuovere
eccellenza nella didattica e
nella ricerca. Le tematiche
della prima edizione
riflettono la varietà e la
capillarità degli interessi
del settore scientifico
disciplinare: Road Safety;
Monitoring and Remote
Sensing; Machine Learning/
AI/Big Data/FCD; BIM/
GIS; Innovative Materials;
Green Materials; LCA/
Sustainability; Smart
Infrastructures; Railways;
Airports.
Il ciclo si articola in 15
lezioni, dal 24 marzo al 22
ottobre 2026. La risposta
degli studenti è stata
ampia, quasi inattesa per
un’iniziativa pilota, così
come significativa è stata la
partecipazione dei docenti.
In questo contesto, un
particolare riconoscimento
va al GdL S.I.I.V. Futura
(responsabile: prof. Paolo
Intini, referente del gruppo
Ricerca: Ing. PhD Giulia
Del Serrone), che ha
accompagnato il progetto
dalla fase ideativa alla
realizzazione, affrontando
complessità organizzative
e burocratiche senza mai
scoraggiarsi.
Le prime due lezioni,
dedicate alla Road Safety
e tenute rispettivamente
dal Prof. Paolo Intini
(Università del Salento) e
dall’Ing. PhD Margherita
Pazzini (Università di
Bologna), hanno registrato
grande partecipazione ed
entusiasmo, anche grazie
a un approccio didattico
dinamico e coinvolgente.
Parallelamente a questa
iniziativa di spicco, che
ha rubato la scena,
l’Associazione ha comunque
proseguito le proprie attività
attraverso i Gruppi di Lavoro,
costantemente impegnati
nello sviluppo di
nuove iniziative.
In tale cornice
si inserisce
la firma di
un protocollo
d’intesa con
l’Associazione
MASTER –
Materials and
Structures,
Testing and
Research, volto
a promuovere la
collaborazione
nella
formazione,
nella ricerca e nella diffusione
delle conoscenze nel settore
delle infrastrutture stradali.
L’accordo si affianca alle
collaborazioni già attive con
Fondazione ENAV ETS, IFSC
e CIFI.
Si ricorda infine il calendario
degli eventi principali del
2026:
• XXII S.I.I.V. Summer
School, dal 7 all’11
settembre, organizzata
a Novedrate dalla sede
eCampus
• XXI Convegno Nazionale
“Strade, Ferrovie e
Aeroporti” e XI S.I.I.V.
Arena, dal 26 al 27
novembre, organizzato
presso l’Autodromo “Enzo
e Dino Ferrari” di Imola
dalla sede di Bologna
• V International S.I.I.V.
Winter School, dal 13 al
18 dicembre, organizzata
dalla sede di Ancona.
La S.I.I.V., Socio Onorario
dell’Italian Flight Safety
Committee IFSC, ospiterà
il 1° dicembre a Roma
la 129^Assemblea IFSC
presso la Facoltà di
Ingegneria della Sapienza.
nn
Associazione OICE
Associazione SIIV
124
4/2026 leStrade
leStrade 4/2026
125
Assemblea SITEB
Oltre 140 aziende e un nuovo vertice per una filiera in trasformazione
La sfida della sicurezza informatica
Emanuela Stocchi, Direttrice Generale ad interim AISCAT e Presidente PIARC
Associazione Strade Italiane
e Bitumi (Siteb)
Piazza della Costituzione 5/C,
40128 Bologna
Tel. 051 282977
siteb@siteb.it
www.siteb.it
Nicola Ravaioli
Responsabile della Comunicazione
e Sviluppo
Roma, 26 marzo 2026 – Oltre
140 aziende associate hanno
preso parte all’Assemblea
SITEB, in una fase
particolarmente delicata per
il settore delle infrastrutture
stradali, tra rincari delle materie
prime, transizione verso i CAM
e sfide legate agli investimenti
in corso.
Un’assemblea che ha registrato
una partecipazione ampia e
qualificata, con un numero
significativo di candidature al
rinnovo del Consiglio Direttivo:
un segnale chiaro del crescente
coinvolgimento della filiera e
del rafforzamento del ruolo
dell’Associazione all’interno del
comparto.
Al centro della giornata, il
rinnovo degli organi associativi
con la nomina di Raffaella
Donghi alla Presidenza di
SITEB. Chief Financial Officer di
Sangalli SpA, Donghi guiderà
l’Associazione per i prossimi
tre anni, succedendo ad
Alessandro Pesaresi, al quale
l’Assemblea ha riconosciuto il
contributo dato alla crescita
dell’Associazione.
L’elezione segna anche un
passaggio simbolico: Donghi
è la prima donna alla guida
di SITEB, in un momento in
cui il settore è chiamato ad
affrontare una trasformazione
profonda, che intreccia
sostenibilità, innovazione e
nuove esigenze normative.
Ad affiancarla saranno il
Direttore Generale Stefano
Ravaioli e il nuovo Consiglio
Direttivo, espressione delle
diverse componenti della
filiera: Raffaella Arrigoni
(Tecno Piemonte), Davide
Bertini (Ecoasfalti), Marzio
Ferrini (AMMANN Italy),
Riccardo Gambarino
(Tubosider), Piero Iacuzzo
(ISAP), Andrea Lazzarotto
(Valli Zabban), Clemente
Lucangeli (Gruppo IP),
Luciano Lunardi (Sintexal),
Marco Mariscotti (SINA),
Fabrizio Monti (Iterchimica),
Matteo Ottocento (Soprema),
Katia Rossi (Bitem), Giusy
Ture (Add Hocc) e Roberto
Vitali (TRA.MA.).
L’Assemblea ha messo in
evidenza un elemento chiave:
il settore delle infrastrutture
stradali non è più solo chiamato
a realizzare opere, ma a farlo
in un contesto sempre più
complesso, in cui sostenibilità
ambientale, efficienza
economica e innovazione
tecnologica stanno ridefinendo
modelli e processi.
In questo scenario, SITEB si
consolida come interlocutore
sempre più rilevante nel
dialogo con istituzioni e stazioni
appaltanti, contribuendo
alla definizione di indirizzi e
strumenti per accompagnare
l’evoluzione della filiera.
La forte partecipazione
registrata e il livello di
coinvolgimento emerso
durante i lavori confermano
una dinamica in crescita: quella
di un’Associazione che sta
progressivamente ampliando
la propria rappresentatività e il
proprio peso nel settore. nn
TTS Italia
Associazione Italiana della Telematica
per i Trasporti e la Sicurezza
Via Flaminia, 388
00196 Roma
E-mail ttsitalia@ttsitalia.it
www.ttsitalia.it
Morena Pivetti
Associazione Italiana
della Telematica
per i Trasporti e la Sicurezza
In AISCAT, l’Associazione
italiana delle società
concessionarie autostrade
e trafori, non hanno
aspettato il recepimento
della Direttiva UE del 2022
sulla cybersecurity, la
NIS2, del settembre 2024,
e soprattutto l’entrata in
vigore il 1° gennaio dei
nuovi obblighi per agire: si
sono mossi prima. Sia in
Italia che a livello europeo.
Dal 2023 hanno creato
un gruppo di lavoro sulla
sicurezza informatica, che
ha subito preso contatto
con l’ACN, l’Agenzia per la
Cybersicurezza Nazionale.
In quest’intervista alla
newsletter di TTS Italia,
Emanuela Stocchi,
Direttrice Generale ad
interim di AISCAT e
attualmente Presidente
mondiale in carica del
PIARC, l’Associazione
mondiale delle Strade,
racconta l’esperienza
delle concessionarie
autostradali nazionali, del
tutto particolare e unica nel
panorama europeo.
Nel secondo semestre
del 2025, l’Agenzia per la
Cybersicurezza Nazionale,
ACN, ha registrato 1.253
eventi cyber, con un
incremento del 30% rispetto
allo stesso periodo del
2024, ma gli incidenti con
impatto confermato sono
scesi a 304 casi, -25%, “il
segnale di una maggiore
efficacia delle misure di
prevenzione e risposta
adottate dal sistema
Paese”, scrive la stessa
Agenzia nel report che ha
pubblicato di recente. Il
settore dei trasporti rimane
uno dei bersagli preferiti
degli attacchi alla sicurezza
informatica.
Le autostrade sono tra le
infrastrutture strategiche
per la mobilità del Paese.
La prima domanda a
Emanuela Stocchi è
d’obbligo: gli associati
AISCAT sono già
compliant rispetto ai
nuovi obblighi? Vi eravate
preparati alla loro entrata
in vigore?
Da tempo ci eravamo dati
l’obiettivo di affrontare in
maniera condivisa a livello
di settore il tema della
difesa delle autostrade
italiane dagli attacchi cyber,
anche perché gran parte
della rete è funzionalmente
e gestionalmente
interconnessa. È una delle
peculiarità del nostro
comparto, rispetto ad altri
Paesi europei dove ogni
concessionario ha una
sua gestione autonoma.
Abbiamo superato la
frammentazione tra tratte
di competenza diversa
già negli anni ’90, con un
accordo tra Società che ha
portato ad una convenzione
per la gestione condivisa e
omogenea dell’operatività,
dai pedaggi, alle informazioni
sul traffico, alla gestione dei
trasporti eccezionali, alle
emergenze. Questo implica
che nel momento in cui una
Società, soprattutto se parte
del sistema interconnesso,
subisce un certo tipo di
attacco diventa un problema
di tutti, non più del singolo
concessionario.
In quali anni vi siete
mossi?
Gruppi di lavoro tra tecnici
ed esperti che seguono i vari
aspetti dell’interconnessione
ci sono praticamente da
quando il sistema è nato.
È ovvio che si tratta di
un mondo che ha subito
trasformazioni profonde
dagli anni ’90 in linea con
l’evoluzione tecnologica
e che, quindi, i gruppi
tecnici hanno lavorato - e
lavorano - per garantire
gli opportuni sviluppi del
sistema stesso. Poi, negli
ultimi anni, anche a seguito
di alcuni eventi registrati
sulla rete nonché degli
adempimenti previsti dalla
direttiva europea, si è fatta
più forte l’esigenza di creare
una struttura ad hoc che si
occupasse specificatamente
di cybersicurezza e siamo
praticamente all’inizio del
2023. Da quel momento,
grazie anche al lavoro
già svolto da alcune
Concessionarie nell’ambito
della prima direttiva NIS,
è stato naturale avviare il
confronto con l’ACN.
Come è proseguito il
lavoro di preparazione?
Potremmo dire che è stato
uno sviluppo naturale a
partire dalla prima riunione
con l’Agenzia che, da subito,
ha fortemente appoggiato
un’azione generale di settore
in coerenza, tra l’altro,
con la Strategia Nazionale
di Cybersicurezza 2022-
2026. In questo quadro si è
pertanto inserito il progetto
di creare, in sede AISCAT
non come singole società
autostradali, un ISAC
(Information Sharing and
Analysis Centre) del settore
del trasporto stradale,
mutuando esperienze simili
avviate per altre modalità
di trasporto, come aereo e
treno.
Per il nostro gruppo di
lavoro vuol dire riunirsi in
plenaria almeno una volta
l’anno, tra novembre e
dicembre, e regolarmente
durante tutto l’anno: si
analizza la situazione
generale, si condividono
esperienze e progetti
avviati territorialmente,
si monitorano eventuali
attacchi e la loro tipologia,
e si discute su come
fronteggiarli sotto il profilo
tecnico. nn
Per l’intervista
in versione
integrale
consultare
il QR code
Associazione SITEB
Associazione TTS
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4/2026 leStrade
leStrade 4/2026
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DRENOVAL
RUBBER
LA RIVISTA SULLE INFRASTRUTTURE
AEROPORTI, AUTOSTRADE E FERROVIE
IL SILENZIO SI FA STRADA
Bitume Modificato PmB 25-55/70 per conglomerati
bituminosi a bassa emissione sonora.
INSERTO: PONTI
E GALLERIE
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DRENOVAL RUBBER è uno speciale bitume modificato per
conglomerati bituminosi contenenti polverino di gomma (PFU).
DRENOVAL RUBBER consente di realizzare pavimentazioni stradali a
bassa emissione sonora (sensibile riduzione del rumore da rotolamento
degli pneumatici dei veicoli in transito). DRENOVAL RUBBER è amico
dell’ambiente in quanto consente il recupero degli pneumatici fuori
uso nel conglomerato bituminoso, in assenza di emissioni odorigene
all’impianto di produzione, durante il trasporto e alla stesa. Le alte
prestazioni delle pavimentazioni costruite con DRENOVAL RUBBER
richiedono interventi di manutenzione limitati, con conseguente
significativa riduzione dei costi di gestione.
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