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Cassas - Quaderno 41 - aprile 2026

Artista, architetto e instancabile viaggiatore, Louis François Cassas (1756-1827) è una delle figure più rappresentative della cultura figurativa europea del tardo Settecento. La sua opera, sospesa tra rigore documentario e sensibilità pittorica, testimonia un’intensa stagione di scoperte e di viaggi nel Mediterraneo. Durante il primo soggiorno in Italia, nel 1779, Cassas raggiunse Paestum, attratto dall’austera bellezza dei templi dorici, che studiò con straordinaria attenzione e restituì in una serie di vedute oggi conservate a Ickworth House. I disegni, di sorprendente equilibrio tra misura architettonica e sentimento del paesaggio, fissano con attenzione la grandiosità delle rovine e l’atmosfera sospesa del luogo, popolato da pastori, greggi e capanne. Le sue vedute anticipano la sensibilità romantica che, pochi decenni più tardi, avrebbe fatto di Paestum un’icona del sublime classico. La presenza di un modello in sughero del Grande Tempio, realizzato da Antonio Chichi per la celebre Collection des chefs-d’œuvre de l’architecture des différens peuples, suggella il profondo interesse di Cassas per la conoscenza e la divulgazione dell’antico.

Artista, architetto e instancabile viaggiatore, Louis François Cassas (1756-1827) è una delle figure più rappresentative della cultura figurativa europea del tardo Settecento. La sua opera, sospesa tra rigore documentario e sensibilità pittorica, testimonia un’intensa stagione di scoperte e di viaggi nel Mediterraneo. Durante il primo soggiorno in Italia, nel 1779, Cassas raggiunse Paestum, attratto dall’austera bellezza dei templi dorici, che studiò con straordinaria attenzione e restituì in una serie di vedute oggi conservate a Ickworth House.
I disegni, di sorprendente equilibrio tra misura architettonica e sentimento del paesaggio, fissano con attenzione la grandiosità delle rovine e l’atmosfera sospesa del luogo, popolato da pastori, greggi e capanne. Le sue vedute anticipano la sensibilità romantica che, pochi decenni più tardi, avrebbe fatto di Paestum un’icona del sublime classico.
La presenza di un modello in sughero del Grande Tempio, realizzato da Antonio Chichi per la celebre Collection des chefs-d’œuvre de l’architecture des différens peuples, suggella il profondo interesse di Cassas per la conoscenza e la divulgazione dell’antico.

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Louis François

Cassas

Voyage à Paestum

I Quaderni


Louis François Cassas. Voyage à Paestum

Costabile Cerone

Louis François Cassas (1756-1827), considerato uno

dei grandi artisti viaggiatori del XVIII secolo, nacque

nel castello di Azay-le-Ferron, nel Centro-Valle della

Loira, oggi di proprietà della città di Tours. Fu qui che

ebbe la possibilità di farsi conoscere dal Duca di Chabot,

suo primo mecenate, fondatore di un'accademia

privata di disegno a Parigi. In questa scuola il giovane

artista iniziò la propria formazione, ricevendo i primi

insegnamenti da grandi maestri, tra cui il noto pittore

paesaggista Hubert Robert.

Furono anni intensi e formativi, durante i quali Cassas

iniziò a viaggiare nel Nord Europa, fino a intraprendere

un primo viaggio in Italia tra il 1778 e il 1783,

accompagnando il suo mecenate Louis-Antoine de

Chabot. Grazie al suo appoggio poté ottenere un soggiorno

come studente esterno presso l'Académie de

France a Roma. In questo periodo completò la sua formazione

realizzando centinaia di disegni e vedute di

luoghi, paesaggi e antichità (Fig. 1). Il viaggio si concluse

con una tappa in Sicilia, dove Cassas accompagnò

il diplomatico e storico dell'arte Dominique

Vivant, barone Denon, collaborando all'illustrazione

del Voyage pittoresque ou description des Royaumes

de Naples et de Sicile, a cura dell'abate di Saint-Non

(Fig. 2). Fu in questa occasione che Denon realizzò un

ritratto di Cassas mentre disegnava con il Golfo di

Napoli e il Vesuvio sullo sfondo, oggi conservato al

Museo del Louvre (Fig. 3).

Ritornato a Parigi, su richiesta del diplomatico Choiseul-Gouffier,

ambasciatore francese a Costantinopoli,

Cassas intraprese nel 1784 un lungo viaggio che lo

condusse nei principali siti dell'Impero ottomano -

Smirne, Efeso, Aleppo, Palmira e Baalbek - attraversando

l'Egitto, la Palestina e la Siria (Fig. 4). Al ritorno,

prima di rientrare definitivamente a Parigi per

dedicarsi alla pubblicazione del vasto materiale grafico

raccolto durante i suoi viaggi, soggiornò ancora a

Roma per alcuni anni, fino al 1791.

I primi acquerelli raffiguranti i luoghi di quest'ultimo

viaggio (Fig. 5) furono esposti nel suo studio di Piazza

di Spagna, suscitando non solo l'ammirazione di un

vasto pubblico, ma anche l'entusiastico apprezzamento

di Goethe che, affascinato dalla bellezza e dalla

vivacità delle opere, li definì “estremamente belli”.

Nel corso dei suoi soggiorni in Italia, Cassas si spinse

fino in Campania, visitando Paestum (l'antica Posei-

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Fig. 1. Louis François Cassas (1756-1827)

Arco di Druso, Roma, 1778

Inchiostro, acquerello e gessetto su carta (34,8 x 24 cm)

The Morgen Library & Museum

Il cosiddetto Arco di Druso appartiene a uno dei segmenti residui

dell'acquedotto Antoniniano che attraversava la Via Appia

per alimentare le Terme di Caracalla. Risalente al III secolo

d.C., l'arco è formato da due colonne che inquadrano la facciata

e da un architrave al di sopra della quale è posto un timpano

triangolare.

Fig. 2. Louis François Cassas (1756-1827)

Veduta del porto di Messina, 1783

Acquerello e inchiostro (97 x 61 cm)

The MET, Metropolitan Museum of Art, New York

Fig. 3. Dominique Vivant Denon (1747-1825)

Ritratto di Louis-François Cassas, 1786

Gesso e acquerello su carta (26 x 28,2 cm)

Collezione del Museo del Louvre, Parigi

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donia), tappa obbligata per ogni viaggiatore che da

Napoli desiderasse comprendere l'architettura greca.

La visita al sito avvenne durante il suo primo viaggio,

databile al 1779, unica occasione in cui ebbe modo di

studiare e disegnare i templi. L'occhio di Cassas, celebre

per la sua forza espressiva e precisione, catturò

l'imponente architettura dorica che, pur ritenuta meno

pura ed elegante di quella ateniese, manifestava un

“carattere molto forte”, come scrisse l'architetto

Legrand nel catalogo della collezione di modelli

dell'artista.

I disegni realizzati a Paestum, ultimati presumibilmente

a Roma l'anno successivo, fanno parte di una

vasta collezione venduta nel 1822 al marchese di Bristol,

oggi conservata a Ickworth House, nel Suffolk, e

acquistata dalla National Trust nel 1956. In queste rappresentazioni

del sito, Cassas seppe cogliere non solo

la grandiosità architettonica dei templi, ma anche gli

aspetti più romantici e pittoreschi del paesaggio,

come le capanne dei pastori che si ergevano ai loro piedi.

I disegni numerati e incorniciati su di un cartoncino

alternano vedute d'insieme e ravvicinate, alcune delle

quali riprendono le composizioni di Hubert Robert

del 1760, certamente note a Cassas.

La prima (n. 59) è una veduta esterna del tempio di

Cerere (tempio di Atena) da sud-est (Fig. 6), animata

in primo piano da un gregge di pecore in prossimità di

una tipica capanna per i pastori a forma conica realizzata

con paglia e altre frasche ( pàgghiara / pàgliara).

La seconda (n. 73) è una veduta da nord del tempio di

Nettuno e della Basilica, con in primo piano una mandria

di bufale e sullo sfondo il mare con piccole barche

e due velieri (Fig. 7). La successiva (n. 79) è una veduta

esterna della Basilica (tempio di Hera) ripresa

dall'angolo sud-ovest, con in primo piano resti di

colonne e, su di un lato, un pastore che segue un gregge

che anima la scena (Fig. 8). La quarta (n. 84) è una

veduta interna del tempio di Nettuno con blocchi e rocchi

sparsi sul pavimento (Fig. 9), e l'ultima (n. 109) è

una vista panoramica dei tre templi ripresa a meridione

con in primo piano i resti a terra di rocchi e un capitello

dorico (Fig. 10,12).

Un'altra suggestiva vista prospettica dell'interno del

tempio di Cerere, realizzata anch'essa a matita, è oggi

conservata al Musée des Beaux-Arts di Parigi (Fig.

11). Come molti vedutisti del XVIII secolo, Cassas

utilizzò i disegni e gli schizzi eseguiti durante i viaggi

per elaborare dipinti in studio, spesso pensati più per

offrire una gradevole immagine d'insieme che per

documentare fedelmente lo stato dei luoghi. Tra questi

figura una veduta ad acquerello dei tre templi,

appartenente a una collezione privata e battuta all'asta

nel 2004 presso la casa londinese Sotheby's (Fig. 13).

L'attenzione di Cassas per l'accuratezza e la divulgazione

dei monumenti antichi si concretizzò nella sua

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celebre Collection des chefs-d'œuvre de l'architecture

des différens peuples, una mostra pubblica di modelli

destinata all'istruzione degli amatori, poiché consentiva

di superare i limiti dei disegni e delle incisioni,

mostrando le forme dell'architettura antica in tre

dimensioni. In questa raccolta, diretta da Cassas, spiccava

il modello n° 24: il "grand Temple de Pæstum ou

Posidonia dans la grande Grèce”.

Questo modello in sughero ( liège), materiale partico-

larmente adatto a riprodurre la patina del tempo e la

ruvida tessitura della pietra, fu realizzato

dall'architetto Antonio Chichi (1743-1816), modeleur

romano di grande talento, noto per la sua abilità nel

misurare personalmente i monumenti e ridurli in scala

con esattezza. Il modello, di grandi dimensioni (135 x

67,5 x 47 cm) con basamento in legno, riproduce il

tempio com'era prima degli scavi dell'inizio

dell'Ottocento, con numerosi blocchi sparsi sul pavimento

della cella. Originariamente parte della collezione

privata di Cassas, fu acquistato dallo Stato francese

ed è oggi conservato presso il Musée

d'Archéologie nationale di Saint-Germain-en-Laye,

dove fu depositato nel 1902-1903.

I modelli in sughero, noti come manufatti phelloplastici

(dal greco phellos, “sughero”), conobbero grande

fortuna tra Sette e Ottocento grazie alla loro capacità

di restituire con sorprendente realismo l'aspetto

Fig. 4. Louis François Cassas (1756-1827)

Tempio della Concordia, Agrigento, 1801-1804

Acquaforte acquerellata con lumeggiature a penna e

guazzo (78 x 55 cm)

Incisore Fratelli Piranesi (Parigi)

Bibliothèque Nationale de France

Fig. 5. Louis François Cassas (1756-1827)

Le tombe del Kidron, Gerusalemme, 1790 ca.

Acquerello e inchiostro (37 x 25 cm)

Collezione privata, Parigi (Galerie Terrades)

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della pietra antica. Leggeri, resistenti e dal colore caldo,

si rivelarono ideali per ricreare le rovine classiche

e furono impiegati sia per scopi didattici sia come

raffinati oggetti da collezione. Il modello di Paestum

realizzato da Chichi rientra a pieno titolo in questa tradizione,

diventando uno degli esempi più riusciti di

quella cultura del rilievo e della riproduzione che

animò la museografia e l'archeologia del tardo Settecento.

Il successo dell'impresa e l'acquisizione statale

dell'intera collezione furono tali che la rivista Athenaeum

dedicò un articolo illustrato da un'incisione di

Louis-Pierre Baltard (Fig. 14) tratta da un disegno di

Martin Bence, documentando l'innovativa “Galerie

d'Architecture” di Cassas (Fig. 15).

Fin dagli anni Settanta del Settecento, l'artista aveva

iniziato a raccogliere modelli architettonici da diversi

maestri europei per documentare le principali architetture

antiche, esponendo al pubblico settantaquattro

modelli in una galleria inaugurata nel 1806: un vero e

proprio museo di architettura comparata, composto

da maquettes, incisioni e disegni che proponevano

una storia visiva dell'arte del costruire nell'antichità.

L'intera collezione fu descritta in quello stesso anno

dall'architetto Jacques-Guillaume Legrand nella pubblicazione

Collection des chefs-d'œuvre de

l'architecture des différens peuples (Fig. 16).

Fig. 6. Louis François Cassas (1756-1827)

Il tempio di Cerere, Paestum, 1780

Matita su carta (31,3 x 20,6 cm)

Ickworth, Suffolk, Inghilterra

The Bristol Collection

Fig. 7. Louis François Cassas (1756-1827)

I templi di Nettuno e di Era, Paestum, 1780

Matita su carta (30,8 x 20,7 cm)

Ickworth, Suffolk, Inghilterra

The Bristol Collection

Fig. 8. Louis François Cassas (1756-1827)

Il Tempio di Hera, Paestum, 1780

Matita su carta (31,5 x 21,8 cm)

Ickworth, Suffolk, Inghilterra

The Bristol Collection

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Fig. 9. Louis François Cassas (1756-1827)

Interno del Tempio di Nettuno, Paestum, 1780

Matita su carta (31,3 x 21,7 cm)

Ickworth, Suffolk, Inghilterra

The Bristol Collection

Fig. 10. Louis François Cassas (1756-1827)

I tre templi di Paestum, 1780

Matita su carta (31,3 x 21,5 cm)

Ickworth, Suffolk, Inghilterra

The Bristol Collection

Fig. 11. Louis François Cassas (1756-1827)

Vista interna del tempio di Cerere, Paestum, 1780

Matita su carta (29,6 x 19,6 cm)

Petit Palais, Musée des Beaux-arts, Parigi

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Fig. 12. Louis François Cassas (1756-1827)

I tre templi di Paestum, 1780

Matita su carta (31,3 x 21,5 cm)

Ickworth, Suffolk, Inghilterra

The Bristol Collection

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Fig. 13. Louis François Cassas (1756-1827)

I templi di Paestum, 1800 ca.

Inchiostro nero e acquerello (52 x 74 cm)

Collezione privata, New York (Sotheby's)

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Fig. 14. Louis-Pierre Baltard (1764-1846)

Veduta della Galleria di Architettura di Cassas

Incisione dal disegno di Bence

Pubblicata sulla rivista Athenaeum, 1806

16

Fig. 16. Jacques-Guillaume Legrand (1753-1807)

Collection des chefs-d'oeuvre de l'architecture des

différens peuples, exécutés en modèles, sous la

direction de L.-F. Cassas

De l'Imprimerie De Leblanc, Paris, 1806

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Fig. 15. Jacques Martin Silvestre Bence (1770-?)

Vue de la galerie des chefs-d'oeuvre de l'architecture

des différents peuples, Cette galerie formée sur les

dessins de Mr. Cassas et composée de 74 modèles [...]

Incisione all'acquaforte (60 x 42,5 cm)

Musée Carnavalet, Histoire de Paris

Veduta della galleria dei capolavori dell'architettura di

diversi popoli. Questa galleria è stata realizzata sui disegni

del signor Cassas ed è composta da 74 modelli [...]

Riferimenti bibliografici:

Jacques-Guillaume Legrand, Collection des chefs-d'oeuvre de

l'architecture des différens peuples, exécutés en modèles, sous la

direction de L.-F. Cassas... décrite et analysée, par J.-G.

Legrand,.... De l'Imprimerie De Leblanc, 1806

L'Italia vista dai pittori francesi del XVIII e XIX Secolo, catalogo

della mostra, Istituto grafico tiberino, Roma, 1961

Szambien, Werner, Le Musee d'architecture (1776 - 1836), Un

projet inacheve, I.E.R.A.U. - S.R.A., 1984

Gérard-Georges Lemaire, The Orient in Western Art, Könemann,

2005

Voyages en Italie de Louis-François Cassas, catalogo della

mostra (21 novembre 2015 - 22 febbraio 2016), Musée des

Beaux-Arts de Tours, Francia, 2015

Sophie Join-Lambert (a cura di), Voyages en Italie de Louis-

François Cassas 1756-1827, Silvana Editoriale, 2015

Emilie Beck Saiello, Les itinéraires campaniens de Louis-

François Cassas, in Voyages en Italie de Louis-François Cassas,

1756-1827, cat. exp. (Tours, Musée des Beaux-Arts, 2015-2016),

Silvana Editoriale, 2015

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Artista, architetto e instancabile viaggiatore, Louis

François Cassas (1756-1827) è una delle figure più

rappresentative della cultura figurativa europea del

tardo Settecento. La sua opera, sospesa tra rigore

documentario e sensibilità pittorica, testimonia

un'intensa stagione di scoperte e di viaggi nel Mediterraneo.

Durante il primo soggiorno in Italia, nel

1779, Cassas raggiunse Paestum, attratto

dall'austera bellezza dei templi dorici, che studiò

con straordinaria attenzione e restituì in una serie di

vedute oggi conservate a Ickworth House.

I disegni, di sorprendente equilibrio tra misura

architettonica e sentimento del paesaggio, fissano

con attenzione la grandiosità delle rovine e

l'atmosfera sospesa del luogo, popolato da pastori,

greggi e capanne. Le sue vedute anticipano la sensibilità

romantica che, pochi decenni più tardi, avrebbe

fatto di Paestum un'icona del sublime classico.

La presenza di un modello in sughero del Grande

Tempio, realizzato da Antonio Chichi per la celebre

Collection des chefs-d'œuvre de l'architecture des

différens peuples, suggella il profondo interesse di

Cassas per la conoscenza e la divulgazione

dell'antico.

Immagine di copertina

Louis François Cassas (1756-1827)

I templi di Paestum, 1800 ca.

Collezione privata

Particolare

collana

I Quaderni dell’Arte

a cura di Costabile Cerone

Quaderno 41 - aprile 2026

Louis François Cassas

Voyage à Paestum

Copyright: © 2026 PAESTUMinARTE

Questo è un articolo ad accesso aperto distribuito secondo i termini della Creative Commons

Licenza 3.0 Italia (CC BY-NC-ND 3.0 IT)

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