Vie&trasporti n. 899 maggio 2026
580 E SENTIRLI Per la prima volta al volante dell’IVECO S-Way equipaggiato con il motore XCursor 13 nella versione più potente. Prestazioni al top in ogni situazione
580 E SENTIRLI
Per la prima volta al volante dell’IVECO S-Way equipaggiato con il motore XCursor 13 nella versione più potente. Prestazioni al top in ogni situazione
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Mensile - Anno XCVII 899 MAGGIO 2026
Per la prima volta al volante dell’IVECO S-Way equipaggiato con il motore
XCursor 13 nella versione più potente. Prestazioni al top in ogni situazione
ISSN 0393-8077
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Editoriale
Cercasi camionista
Ormai è una litania, un refrain. Tutti cercano autisti, tutti parlano di corsi
di formazione, o di invogliare i giovani eccetera. A noi sembra invece
chiaro che il driver professionista, come ormai tanti lavori considerati non
graticanti, è destinato ad essere appannaggio di extracomunitari meno
fortunati. E sono tanti quelli che verrebbero volentieri in Europa per
guidare camion, macchine movimento terra, trattori agricoli. Come tanti
farebbero il meccanico o il meccatronico. Accogliamoli, sperando che non
facciano la ne di corrieri, braccianti runner, praticamente schiavi
Lo abbiamo scritto non in tutte le lingue, ma in tante sì, usando
espressioni comuni in luoghi remoti nei quali pensiamo
possano esserci tanti giovani che vorrebbero fare il camionista,
una volta protagonista di un
lavoro entusiasmante e appassionante.
Oggi, in Europa, non è più
così, e anche i 4.000 euro di base
promessi in Olanda a chi accetta il
lungo raggio non bastano a scuotere
tanti giovani dalla ‘divanite’, ‘palmanite’
e ‘computerite’. Continuare
con le campagne ministeriali e paraministeriali
non ha per noi molto
senso. Sono pochi coloro che ambiscono
al lavoro in cabina, non ci
sono banane. E ogni sei mesi il
buco, la domanda, si allarga, adesso
siamo a oltre 200.000 operatori mancanti. Per non parlare
degli addetti alla logistica, dei manutentori e dei meccanici.
Rassegniamoci, come abbiamo fatto per altri lavori come
infermiere, barista, pizzaiolo, corriere, runner, bracciante, gestore
di lavanderie e tabaccherie eccetera. I camionisti li
dobbiamo importare o formare nel terzo mondo, poi vengano
patenti e corsi di formazione.
Se non si comprende la natura di
questa forbice tra domanda e offerta
si continuerà (anche) a incrementare
il gap tra ricchi e poveri, e
si impoverirà la classe media europea,
ormai sempre più labile.
Formiamo, accogliamo e motiviamo
tanti giovani che non hanno
avuto la fortuna di nascere in un
Paese nel quale ti puoi permettere
di snobbare un lavoro perché ti tiene
lontano da casa per 5 giorni. Le
aziende, le associazioni, i sindacati,
i centri di formazione si facciano sentire con il Governo italiano
ed europeo.
Tutto il resto è ipocrisia.
05 2026 - 3
Sommario
ISSN: 0393 - 8077
www.vietrasportiweb.it
24
32
12 16
28
36
n
Cover
16 Iveco S-Way 580. Il trattore
Iveco sotto la lente d’ingrandimento
in attesa della prova su strada
n
Anteprime
22 Ford Ranger PHEV.
Anche con motorizzazione
plug-in il pick-up sorprende
24 Ford Transit City.
Il quinto fratello (nativo elettrico)
della famiglia con l’Ovale blu
26 Fiat Ducato. Ice o elettrico?
Fate la vostra scelta
54 Trailix & One Trailer. La partnership
che funziona
n
Libro Bianco ATP
12 La nuova edizione del report OITAF che
analizza il parco italiano destinato
al trasporto a temperatura controllata
n
Attualità
28 Il Convegno Federauto a Milano.
L’allarme dei concessionari
e la risposta di Case e istituzioni
34 All’inaugurazione di Scania Milano Est.
Nuovo presidio al Nord
36 Aspettando Transpotec Logitec
2026. All’ombra della Madonnina
38 La parola all’esperto VDO.
Integrazione e tutto è sotto controllo
44 L’alcolock tra le dotazioni di bordo.
Operazione tolleranza zero
56 Man Italia festeggia i suoi primi
40 anni
58 TN Service: al servizio delle aziende
di autotrasporto. Sempre e ovunque
60 Ciak si gira... Truck Time!
L’appuntamento da non perdere
62 Si dice che...
62 Persone&poltrone
n
Voci
32 Fredrik Swartling, direttore Service
Sales & Operations di Scania Italia.
Parola d’ordine: semplificare
52 Mauro Dellacasa, delegato sezione
Allestimenti su veicoli industriali di
Anfia. Il nostro ruolo
n
Rubriche
6 Diamo i numeri
10 Hit parade
46 La voce di Fai.
Sotto pressione
47 La voce di Fiap.
A tutela dell’autotrasporto
46 Il parere legale.
Chiarimenti sul Decreto Infrastrutture
43 Leggi, aziende, lavoro.
Non esagerare
68 Motori spenti
78 In vetrina
70 Promozioni
72 Tutte le prove
78 In vetrina
n Il Bollettino n°98
40
Aggiornamenti continui su
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4 - 05 2026
www.vietrasportiweb.it
www.vietrasportiweb.it 05 2026 - 5
a cura di
Tiziana Altieri
Diamo i NUMERI
47.110 LCV, 2.541 truck, 3.689 trainati
Tornano a crescere a marzo, dopo tre
mesi con il segno negativo, le
immatricolazioni di veicoli
commerciali trainate dal noleggio a
breve termine: 17.568 unità indicano
un +0,7 per cento rispetto allo stesso
mese 2025. Numeri che, però, non
bastano a portare in terreno positivo il
consuntivo del primo trimestre: con
47.110 unità il calo è dell’1,5 per cento.
Cresce nel mese l’immatricolato BEV
(+10,6 per cento con 625 veicoli, il 3,2
per cento del totale) ma nel trimestre
la loro quota non va oltre il 2,9 per
cento. C’è grande attesa per gli
incentivi annunciati dal MIMIT, il cui schema attuativo
non è però ancora stato ufficializzato. «Per sostenere la
transizione del trasporto merci - ha affermato il Presidente
di Unrae, Roberto Pietrantonio - gli incentivi da soli non
bastano: occorrono ulteriori fattori abilitanti, a partire dallo
sviluppo delle infrastrutture di ricarica anche per i veicoli
commerciali leggeri, oltre che per quelli pesanti. È necessario
inoltre un credito d’imposta del 50 per cento per gli
investimenti privati in infrastrutture fast - superiori a 70 kW -
per il triennio 2026 -2028, unitamente a interventi mirati per
ridurre gli elevati costi delle ricariche». Unrae ha anche
ribadito la propria preoccupazione per il rialzo dei prezzi
dei carburanti, finora fronteggiato attraverso misure
transitorie di riduzione delle accise, ma che richiederebbe
riforme strutturali di lungo periodo volte a stabilizzare il
mercato, visto il significativo impatto anche sui costi del
trasporto merci su gomma.
Crescita più importante, nel mese di marzo, per i
veicoli industriali sopra le 3,5
tonnellate: 2.541 immatricolazioni
fanno segnare un +12,8 per cento.
Dall’inizio dell’anno sono stati
registrati 7.534 truck, il 6,0 in più
rispetto al primo trimestre 2025.
«Il primo trimestre dell’anno - ha
dichiarato Giovanni Dattoli,
presidente della Sezione Veicoli
Industriali - chiude con un risultato
positivo. Si tratta di un segnale
incoraggiante che deve ora essere
consolidato attraverso una rapida
attuazione del Fondo straordinario per il
rinnovo del parco, che potrà finalmente
offrire un quadro di riferimento più strutturato e stabile anche
in una prospettiva di medio-lungo periodo, accompagnando
in modo continuativo gli investimenti delle imprese».
Infine, i trainati, ossia rimorchi e semirimorchi. Anche
per loro performance positiva a marzo con 1.290 unità,
+12,2 per cento. Il consuntivo del primo trimestre
conferma l’andamento favorevole, con un totale di
3.689 unità immatricolate, +8,2 per cento
riconducibile, però, in larga misura, alla progressiva
evasione del portafoglio ordini 2025. Michele Mastagni,
Coordinatore del Gruppo Rimorchi, Semirimorchi e
Allestimenti di Unrae commentando i dati ha ricordato:
«Il parco veicoli trainati italiano si colloca tra i più vetusti
nel contesto europeo, con un'età media di 17,5 anni.
Mantenendo gli attuali ritmi di rinnovo, sarebbero necessari
quasi 35 anni per completarne la sostituzione: un dato che
rende evidente la necessità di inter venti strutturali e
tempestivi».
3 rischi da evitare
La sicurezza sul lavoro non è un optional ma un dovere: lo sottolinea Anfia accendendo i riflettori sugli ultimi incidenti
con esiti mortali provocati dal cedimento di piattaforme aeree. L’associazione, da sempre impegnata nella
professionalizzazione del comparto, ricorda l’importanza di una manutenzione regolare su macchinario
tecnologicamente sofisticati e soggetti a sollecitazioni continue, il rischio legato al fai da te e ai mezzi obsoleti e,
infine, la necessità di formare adeguatamente chi opera con queste attrezzature che deve essere anche consapevole dei
DPI (l’uso corretto delle imbracature e dei cordini di trattenuta può fare la differenza tra un incidente e una strage)...
«I noleggiatori - si legge nella nota di Anfia - o i proprietari del bene utilizzato devono mettere in campo tutti i
controlli previsti dalla normativa. Le imprese devono adoperarsi affinché tutti gli adempimenti siano attivati e i
committenti devono optare per i fornitori che propongono macchine controllate e non vetuste e operatori in regola».
6 - 05 2026
www.vietrasportiweb.it
Il lavoro non aspetta.
ISUZU nemmeno.
*Nuova gamma ISUZU Trucks disponibile nei segmenti (MTT): 3,5 t, 6 t, 7,5 t, 10 t, 11 t, 11,9 t, 14 t.
www.isuzu.it
DIAMO I NUMERI
44% è stressato
La maggior parte dei professionisti europei utilizza quotidianamente
la tecnologia mobile fornita dal proprio datore di lavoro. Il 62 per
cento usa lo smartphone aziendale ogni giorno e il 16 alcune volte a
settimana. I problemi tecnologici e i conseguenti tempi di inattività
di questi dispositivi possono, però, non solo compromettere la
puntualità delle consegne e l’efficienza operativa, ma anche avere
conseguenze sulla salute e la sicurezza dei lavoratori del settore. Lo
evidenzia il report di SOTI sul comparto T&L, ‘The Road Ahead:
Driving Digital Transformation in T&L’. L’indagine è stata condotta in 10 Paesi su 1.700 persone che lavorano
come autisti o magazzinieri.
Circa un terzo dei dipendenti non è in grado di risolvere i problemi qualora si presentino. La stessa percentuale (28
per cento) afferma di non avere accesso immediato al supporto IT o alle app di formazione che li aiuti a gestirli
mentre sono in viaggio. Ancora, più di un quarto dei lavoratori europei inizia il turno con un dispositivo scarico,
perso o non lasciato nel posto previsto. Tutto ciò provoca sensazioni di stress e irrequietezza (denunciate dal 44 per
cento degli intervistati) che spinge ad assumere una guida pericolosa per recuperare il ritardo (lo dichiara il 22 per
cento). Mentre il settore celebra la Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro, i risultati evidenziano
come l’affidabilità tecnologica sia diventata una questione di sicurezza, non più soltanto un tema IT.
250 tonnellate
Man Truck & Bus
lancia il nuovo
trattore TGX 41.640
8x4/4, omologato
per un peso totale a
terra di 250
tonnellate. Il veicolo
a quattro assi da
640 Cv è in grado di
movimentare
carichi eccezionali
come turbine
eoliche da centinaia di tonnellate, trasformatori ad
alta tensione o persino sottomarini. Tra le sue
caratteristiche principali, una frizione con
convertitore di coppia, un cambio specificamente
progettato per gestire carichi estremi e potenti
sistemi idraulici e pneumatici che consentono di
sterzare e livellare con precisione i 30 (o più) assi dei
rimorchi per trasporti eccezionali in qualsiasi
situazione di guida. La nuova gamma heavy-duty
rappresenta una soluzione completa realizzata
direttamente in fabbrica da Man Individual: il veicolo
base a quattro assi viene prodotto nello stabilimento
di Monaco e successivamente equipaggiato con ralle e
attacchi rinforzati, un sistema di raffreddamento
potenziato e serbatoi aggiuntivi per diesel e olio
idraulico presso il Man Truck Modification Center di
Wittlich. Il nuovo truck viene fornito con gli stessi
servizi completi di assistenza post-vendita, garanzia
e finanziamento previsti per tutti i mezzi di serie.
Il primo TGX da 250 tonnellate è stato consegnato
allo specialista tedesco del noleggio BFS.
5.000 locker
La divisione italiana di InPost, gruppo logistico
leader nelle consegne Out Of Home (OOH), ha
raggiunto quota 10.000 punti di ritiro fuori casa,
rafforzando la propria presenza sul territorio
nazionale. Un successo coronato dall'installazione
del locker numero 5.000, a Cremona.
L’Italia rappresenta uno dei mercati a più alto
potenziale di sviluppo per il gruppo. Il
raggiungimento dei 10.000 punti OOH - oltre ai
locker ci sono gli InPost Point - segna una tappa
significativa nel percorso di crescita della rete
nazionale. «La performance del gruppo nel 2025 - ha
dichiarato Nicola D’Elia, Managing Director InPost
Italia - dimostra la solidità del nostro modello e la
capacità di scalare in modo efficiente a livello europeo. In
Italia stiamo replicando questo percorso con un ritmo di
crescita sostenuto, puntando su capillarità, prossimità e
integrazione con il tessuto commerciale locale. Il
traguardo dei 10.000 punti OOH rappresenta non solo un
risultato quantitativo, ma anche la conferma del valore
delle partnership con i retailer con cui stiamo costruendo
un ecosistema realmente omnicanale. Un percorso che
evidenzia un cambiamento strutturale nelle abitudini di
consegna degli italiani, sempre più orientati verso
soluzioni flessibili e sostenibili».
8 - 05 2026
Simply the best
Noi i veicoli, commerciali e industriali, li proviamo veramente,
su un percorso appositamente studiato per valutarne
le performance a 360 gradi. Ecco chi occupa il podio oggi tra i veicoli
commerciali diesel ed elettrici di peso totale pari a 3.500 kg
LCV diesel 3.500 kg ptt
Fiat Ducato 35
2,2 Multijet 3 Euro 6E
Index performance 470,5
Ford Transit 350 2.0
TDci EcoBlue Hybrid
Euro 6-D Temp
Index performance 493,6
Volkswagen Crafter 35
2.0 BiTdi Euro 6B
Index performance 459,6
LCV elettrici 3.500 kg ptt
Renault Master E-Tech
T35 87 kWh
Index performance 339,5
Maxus eDeliver 9
72,0 kW/h
Index performance 342,3
Fiat E-Ducato 35
L4H2 110 kwh
Index performance 320,2
Per realizzare i podi si è tenuto conto dell’index performance, un indice creato da Vie&trasporti
che tiene conto del consumo di combustibile (o di energia nel caso degli elettrici), dell’urea
e della media oraria durante i nostri test su strada. A indice maggiore corrisponde una migliore prestazione.
Si sono tenuti in considerazione solo i veicoli Euro 6 o superiore.
10 - 05 2026
www.vietrasportiweb.it
Pubblicazioni
Pubblicazioni
di Tiziana Altieri
Nel 2024 (ultimo dato disponibile) il settore
agroalimentare ha rafforzato il proprio
peso nell’economia italiana, passando
dal 4,0 al 4,2 per cento del Prodotto
Interno lordo. Se si amplia lo sguardo alla distribuzione,
alla ristorazione e ai servizi collegati
- logistica e trasporto in primis - l’incidenza sale
no al 15,0 per cento, per un valore complessivo
che sora i 700 miliardi di euro.
Un patrimonio economico e culturale viaggia,
quindi, ogni giorno sulle strade del Paese e oltre
i conni nazionali. I prodotti deperibili devono
farlo a bordo di veicoli dotati di certicato ATP
(Accord Transport Perissable) nel rispetto, quindi,
della normativa internazionale che impone
rigidi standard per garantire il mantenimento
delle temperature previste per l’intera durata
del trasporto. Una tutela che riguarda la sicurezza
alimentare, la qualità organolettica dei
prodotti e la reputazione del ‘made in
Italy’. A tre anni di distanza dall’ultimo
volume dedicato alla rassegna del circolante
ATP, OITAF ha redatto un nuovo
Libro Bianco per riaccendere i riflettori
su questo universo offrendo
una fotograa aggiornata di un ’esercito’
su ruote impegnato nella catena
del freddo. Una fotograa che è stato
possibile scattare grazie alla collaborazione
con il Ministero delle Infrastrutture e dei
Trasporti che ha fornito i dati e che è molto più
di un semplice elenco: descrive l’organizzazione
logistica del Paese, le differenze territoriali, il livello
di professionalizzazione degli operatori e,
soprattutto, lo stato di salute di un comparto
strategico per il sistema paese.
Una premessa prima di passare ai numeri. Il
confronto con altre fonti e la nostra conoscenza
della realtà del settore ci fanno ritenere che all’appello
manchino migliaia di unità. C’è più di
una ragione: cambiamento nei sistemi di registrazione
dei dati della Motorizzazione, avvio di
un processo di digitalizzazione e smaterializzazione
documentale tuttora in corso, difcoltà
nel procedere al rilascio e ai rinnovi dei certicati
ATP a causa della mancanza di personale all’interno
delle strutture deputate. Le discrepanze
non impediscono, comunque, di considerare signicativo
il quadro presentato nel volume. In
questa prospettiva, suggeriamo di interpretare
i dati privilegiando le variazioni percentuali rispetto
ai valori assoluti e ponendo maggiore attenzione
alle dinamiche territoriali piuttosto che
alla consistenza complessiva del parco.
A ciascuno il suo ruolo
A ne 2025 in Italia circolano quasi 108 mila
veicoli certicati ATP. La parte più consistente
è rappresentata dai commerciali leggeri (no
a 3,5 tonnellate), oltre 68mila unità, protagonisti
sia nella raccolta delle materie prime presso le
piccole realtà produttive, sia nella distribuzione
del prodotto nito nell’ultimo miglio urbano. Ci
sono poi più di 27mila veicoli medi e pesanti
(oltre le 3,5 tonnellate), impiegati nei collegamenti
tra siti produttivi, hub logistici e centri di
trasformazione su scala regionale e nazionale.
Quando le distanze si allungano entrano in scena
rimorchi e semirimorchi frigoriferi, poco più
di 12 mila unità che presidiano il medio e lungo
raggio e i collegamenti intermodali.
La distribuzione geograca di questo patrimonio
logistico non è casuale. Le regioni con la
maggiore concentrazione di veicoli ATP sono
Lombardia, Campania e Lazio, che insieme riflettono
la densità della popolazione, la presenza
di grandi aree metropolitane, la diffusione
di imprese agroalimentari. All’estremo opposto
si trovano Molise, Basilicata e Valle d’Aosta.
Gli anni passano
L’età del parco è un indicatore chiave perché ha
conseguenze sulla sicurezza e l’impatto ambientale.
I veicoli ATP risultano mediamente più
giovani rispetto al resto del circolante italiano,
ma mostrano comunque segni evidenti di invecchiamento.
I leggeri sorano i dieci anni di
età media, i medi e pesanti superano i dodici, i
trainati arrivano quasi a quattordici. Ancora una
volta il divario territoriale è marcato: al Nord l’età
media è sensibilmente più bassa mentre al Sud
si concentrano i mezzi più datati. Il Trentino-Alto
Adige si distingue per avere il parco più giovane
della Penisola sia tra i leggeri sia tra i medi-pesanti,
mentre Basilicata, Calabria e Campania
registrano le età medie più elevate.
Questo si riflette direttamente nella distribuzio-
Nella tabella
in basso in verde
le regioni con
il parco ATP più
consistente,
in rosso quella con
il più esiguo.
Libro Bianco Veicoli ATP
Destinati al freddo
OITAF, in collaborazione con il Ministero, torna a censire il circolante
italiano dotato di certicato per il trasporto a temperatura controllata.
La fotogara di un comparto strategico per l’agroalimentare italiano
MEZZI CON CERTIFICATO ATP CIRCOLANTI IN ITALIA (ANNO 2025)
REGIONE LCV % su totale M-HCV % su totale SEMIR %su totale RIMORCHI % su totale
nazionale nazionale nazionale nazionale
ABRUZZO 2.174 3,2% 943 3,5% 224 2,0% 68 5,5%
BASILICATA 857 1,3% 174 0,6% 55 0,5% 16 1,3%
CALABRIA 2.433 3,6% 1.339 4,9% 412 3,7% 27 2,2%
CAMPANIA 7.674 11,3% 2.296 8,4% 1.370 12,2% 194 15,8%
EMILIA ROMAGNA 5.060 7,4% 2.230 8,2% 957 8,5% 93 7,6%
FRIULI-VENEZIA-GIULIA 1.399 2,1% 355 1,3% 43 0,4% 6 0,5%
LAZIO 6.854 10,1% 2.657 9,8% 710 6,3% 68 5,5%
LIGURIA 1.032 1,5% 503 1,8% 78 0,7% 46 3,7%
LOMBARDIA 8.445 12,4% 3.820 14,0% 1.510 13,5% 98 8,0%
MARCHE 1.574 2,3% 516 1,9% 157 1,4% 49 4,0%
MOLISE 798 1,2% 317 1,2% 90 0,8% 7 0,6%
PIEMONTE 4.321 6,3% 1.519 5,6% 285 2,5% 35 2,8%
PUGLIA 5.614 8,2% 1.750 6,4% 747 6,7% 170 13,8%
SARDEGNA 2.128 3,1% 808 3,0% 269 2,4% 14 1,1%
SICILIA 5.144 7,5% 1.940 7,1% 1.637 14,6% 117 9,5%
TOSCANA 3.977 5,8% 1.138 4,2% 517 4,6% 23 1,9%
TRENTINO ALTO-ADIGE 2.765 4,1% 1.162 4,3% 496 4,4% 53 4,3%
UMBRIA 1.191 1,7% 635 2,3% 332 3,0% 8 0,6%
VALLE D’AOSTA 372 0,5% 43 0,2% 1 0,0% 0 0,0%
VENETO 4.350 6,4% 3.086 11,3% 1.323 11,8% 139 11,3%
Totale 68.162 100,0% 27.231 100,0% 11.213 100,0% 1.231 100,0%
12 - 05 2026 www.vietrasportiweb.it
www.vietrasportiweb.it 05 2026 - 13
Pubblicazioni
Pubblicazioni
Nella tabella
a destra in rosso
le regioni che
detengono
la maglia nera per
anzianità del
circolante. In verde
quelle dall’altra
parte della
classica, ossia
con l’età media
più bassa.
Nella taballe della
pagina a anco
sono state
evidenziate
le regioni dove
prevale il conto
proprio per ogni
segmento di veicoli.
Oltre il 55 per cento
degli LCV con
certicato ATP
risponde alla
normativa
ambientale Euro 6.
La percentuale
si abbassa, e di
parecchio, per gli
M-HCV con un 44,0
per cento che
rientra nella Classe
emissiva più
stringente.
I commerciali,
del resto, sono
mediamente più
giovani dei
medio/pesanti: pari
a 9,8 anni l’età
media contro 12,8.
ETÀ MEDIA DEI VEICOLI ATP CIRCOLANTI IN ITALIA PER REGIONE (ANNO 2025)
Regione Anni LCV Anni M-HCV Anni SEMIRIMORCHI Anni RIMORCHI
ABRUZZO 9,4 10,4 13,2 18,3
BASILICATA 13,4 16,3 15,4 18,8
CALABRIA 12,6 15,9 15,5 22,7
CAMPANIA 12,1 16,2 15,1 20,2
EMILIA ROMAGNA 8,7 12,3 12,0 15,0
FRIULI-VENEZIA-GIULIA 8,4 13,0 16,2 13,5
LAZIO 8,7 12,9 14,3 16,6
LIGURIA 9,8 10,4 14,9 9,9
LOMBARDIA 8,4 10,4 12,1 15,9
MARCHE 10,8 14,8 14,6 17,8
MOLISE 11,6 13,6 13,0 18,9
PIEMONTE 8,5 11,7 12,2 13,3
PUGLIA 11,6 15,4 14,3 19,7
SARDEGNA 11,8 14,5 16,0 19,7
SICILIA 11,7 14,5 15,5 15,9
TOSCANA 8,3 11,5 8,7 17,8
TRENTINO ALTO-ADIGE 4,9 9,1 10,6 12,2
UMBRIA 9,2 11,3 9,8 18,8
VALLE D’AOSTA 6,3 10,0 16,0 0,0
VENETO 10,4 12,6 12,4 13,5
Totale 9,8 12,8 13,33 16,38
ne delle classi Euro, disponibili ovviamente solo
per LCV e M-HCV. Oltre la metà degli LCV ATP
è Euro 6, ma esiste una quota ancora signicativa
di veicoli immatricolati prima del 2012. Nei
medi e pesanti la situazione è più critica: meno
della metà è Euro 6 e una parte non trascurabile
risale addirittura a standard emissivi del secolo
scorso, con una concentrazione maggiore nelle
regioni meridionali. Un’istantanea che evidenzia
due Italie anche nella catena del freddo: una
più moderna, efciente e sostenibile, l’altra decisamente
più datata.
Italiani al comando
Il Libro Bianco contiene anche un’attenta analisi
dei brand. Nei veicoli leggeri dominano Iveco,
Fiat Professional e Mercedes-Benz, costruttori
Euro 6
55,3%
che possono contare su proposte ad hoc - dunque
veicoli già allestiti - e su una rete di assistenza
capillare. I marchi emergenti asiatici rimangono
marginali. Nei medi e pesanti la
leadership è ancora più netta, con Iveco che supera
la metà del mercato, seguito da Mercedes-
Benz, Scania, Volvo e Daf. Per i trainati, il mercato
è estremamente frammentato, ma al
vertice si colloca la tedesca Schmitz Cargobull.
Più grandi, più conto terzi
Tre LCV ATP su quattro sono utilizzati in conto
proprio, cioè appartengono ad aziende industriali
o commerciali che gestiscono internamente
la logistica dei propri prodotti. Al contrario,
nei medi-pesanti e nei trainati prevale
nettamente il conto terzi, segno di una maggio-
Euro 0
Euro 1
Euro 0
0,2%
0,2% 1,0% Euro I 1,2%
ND 0,5%
Euro 2 1,8%
ND 0,1% Euro II
Euro 3 5,7%
6,2%
Il parco
LCV ATP
per classe Euro
(anno 2025)
Euro 4
16,7%
Euro 5
19,6%
Euro VI
44,7%
Il parco
M-HCV ATP
per classe Euro
(anno 2025)
Euro V
23,3%
Euro III
16,7%
Euro IV
6,8%
SUDDIVISIONE CONTO PROPRIO/CONTO TERZI DEL PARCO CIRCOLANTE ATP PER REGIONE (ANNO 2025)
REGIONE % LCV % LCV % M-HCV % M-HCV % TRAINATI %TRAINATI
conto proprio conto terzi conto proprio conto terzi conto proprio conto terzi
ABRUZZO 66,9% 33,1% 25,2% 74,8% 11,3% 88,7%
BASILICATA 94,7% 5,3% 42,5% 57,5% 7,0% 93,0%
CALABRIA 92,4% 7,6% 29,8% 70,2% 6,4% 93,6%
CAMPANIA 84,8% 15,2% 37,4% 62,6% 4,8% 95,2%
EMILIA ROMAGNA 63,4% 36,6% 34,6% 65,4% 6,5% 93,5%
FRIULI-VENEZIA-GIULIA 82,4% 17,6% 32,7% 67,3% 8,2% 91,8%
LAZIO 63,5% 36,5% 25,3% 74,7% 5,1% 94,9%
LIGURIA 86,1% 13,9% 29,2% 70,8% 8,1% 91,9%
LOMBARDIA 65,5% 34,5% 34,1% 65,9% 9,2% 90,8%
MARCHE 88,2% 11,8% 42,6% 57,4% 8,7% 91,3%
MOLISE 68,9% 31,1% 18,0% 82,0% 5,2% 94,8%
PIEMONTE 61,4% 38,6% 42,1% 57,9% 7,5% 92,5%
PUGLIA 88,2% 11,8% 41,0% 59,0% 10,8% 89,2%
SARDEGNA 90,2% 9,8% 39,9% 60,1% 4,6% 95,4%
SICILIA 82,9% 17,1% 29,4% 70,6% 2,9% 97,1%
TOSCANA 68,4% 31,6% 36,8% 63,2% 4,6% 95,4%
TRENTINO ALTO-ADIGE 25,2% 74,8% 32,1% 67,9% 7,1% 92,9%
UMBRIA 70,0% 30,0% 33,9% 66,1% 1,2% 98,8%
VALLE D’AOSTA 30,9% 69,1% 44,2% 55,8% 0,0% 100,0%
VENETO 81,2% 18,8% 39,1% 60,9% 15,2% 84,8%
TOTALE 73,0% 27,0% 34,3% 65,7% 7,3 92,7%
tra 2 e 5 veicoli
20,2%
Composizione
flotte con
LCV ATP
(Italia, 2025)
Monoveicolo
76,8%
Tra 2 e 5 veicoli
28,1%
Composizione
flotte con
M-HCV ATP
(Italia, 2025)
Monoveicolo
63,6%
Tra 6 e 15
veicoli 2,5%
Tra 16 e 30
veicoli 0,3%
Tra 31 e 50 veicoli 0,1%
Tra 51 e 100 veicoli 0,1%
Sopra i 100
veicoli 0,1%
Tra 6 e 15
veicoli 6,5%
Tra 16 e 30
veicoli 1,2%
Tra 31 e 50
veicoli 0,5%
Tra 51
e 100 veicoli
0,2%
Monoveicolo
56%
Composizione
flotte con
trainati ATP
(Italia, 2025)
Tra 2 e 5 veicoli 34%
Tra 6 e 15
veicoli 8%
Tra 31
e 50
veicoli
1%
Tra 16
e 30
veicoli
2%
re professionalizzazione del trasporto al crescere
delle dimensioni del mezzo. Questa prevalenza
del conto proprio tra i leggeri spiega,
in parte, la frammentazione estrema del parco
e la difcoltà di rinnovamento: la maggioranza
degli operatori dispone di un solo veicolo certicato
ATP e fatica a sostenere investimenti
regolari in mezzi di ultima generazione.
In Italia sono quasi 52 mila le aziende che possiedono
almeno un veicolo ATP, ma quelle con
flotte realmente consistenti sono pochissime.
Le imprese con oltre 100 mezzi si contano
sulle dita di due mani. Una polverizzazione
che incide direttamente sull’età
media del parco, sull’efcienza operativa
e sull’impatto ambientale.
Il parco ATP, pur risultando mediamente
più moderno rispetto al resto del circolante,
mostra ancora ampi margini di miglioramento.
Rinnovarlo signica rafforzare
la sicurezza alimentare, ridurre le emissioni,
incrementare la sicurezza stradale
e sostenere la competitività internazionale
dell’agroalimentare italiano.
Il Libro Bianco 2026 può essere richiesto
a abbonamenti@accola.it.
I dati della tabella
in alto evidenziano
come il conto proprio
prevalga nel segmento
degli LCV mentre negli
M-HCV e nei veicoli
trainati è il conto terzi
a dominare.
All’aumentare delle
dimensioni e della
complessità del
mezzo, cresce, quindi,
il livello di
professionalizzazione
dell’attività
di trasporto.
A sinistra,
la composizione delle
flotte. In tutti
i segmenti prevalgono
i monoveicolari.
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Test d’esordio
Test d’esordio
L’Iveco più potente
FUORI RODAGGIO
Abbiamo fatto sgambare un S-Way 580 in vista
delle prossime prove, controllandolo da cima a fondo,
prima di uscire per una verica su strada.
Superata brillantemente
I numeri dell’S-Way 580
Dimensioni e pesi
Passo
3.800 mm
Lunghezza
da 5.980 o 6.180 mm
Tara con serbatoio da 770 litri 8.200 kg
Motore XCursor 13
Cilindrata 12.882 cm 3
Potenza 426 kW-580 CV a 1.650 giri/min
Coppia 2.800 Nm da 900 a 1.400 giri/min
Sovralimentazione monoturbo Vgt
Omologazione
Euro 6E solo Scr
Freno motore tipo J Brake da 530 kW
Cambio
Hi Tronix
Tipo automatizzato 12 marce+2 rm
Rapporti 12a in DD, ponte 2,31:1
Quando proviamo un camion siamo concentrati
su tempi e consumi, trafco e
meteo, afnché il test sia il più neutro e
ripetibile possibile. Non ci rendiamo, però, quasi
mai conto del gran lavoro che sta dietro alla
preparazione di un mezzo da parte della Case
che lo mettono a disposizione: perché la voce
consumi vale oggi più che mai almeno un terzo
dei costi d’esercizio ed è uno dei principali argomenti
dirimenti nella scelta di un veicolo nuovo.
Siamo andati a Torino a scoprirlo, per raccontarvelo.
Naturalmente all’Iveco. E il protagonista è
la flagship, il portabandiera della tecnica motoristica
tradizionale applicata al trasporto pesante
di linea: S-Way 580.
Nel catalogo stradale del costruttore italiano -
in attesa della nalizzazione dell’acquisto da
parte degli indiani di Tata - non c’è niente di più
potente di questo, e tanto ci basta per risvegliare
il nostro entusiasmo sopito dalla pausa invernale.
Non è il modello più venduto, perché è il
fratello da 500 Cv a fare i numeri maggiori, aldi
Danilo Senna
Danilo Senna
alla guida
dell’Iveco S-Way
sulle strade
che da Torino portano
verso il vercellese.
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Test d’esordio
Test d’esordio
meno nella parte più settentrionale (e pianeggiante)
della Penisola; mentre il 460 incontra i
desiderata di gran parte dei clienti continentali.
Ma basta scavallare i nostri Appennini per cominciare
a trovare chi, di quegli 80 puledri in più,
non può proprio fare a meno, anche se spesso
per ragioni che nulla hanno a che fare con la forza
di gravità (leggi ‘salite’). Di più è meglio, punto.
Fossimo tutti uguali, sai che noia
Filosoa a parte, l’S-Way 580 porta in dote tutte
le migliorie che caratterizzano l’ultimo up-grade
del modello, a cominciare dal motore XCursor
13 che, qui, è naturalmente il piatto forte: più
leggero grazie ai materiali più resistenti delle
fusioni (ora a pareti più sottili), ha trovato il miglior
rendimento grazie al rapporto di compressione
più elevato e al nuovo turbocompressore,
un Garret a doppio ingresso Twin Scroll che gira
su cuscinetti a sfere per minimizzare il ritardo
di risposta. Rispetto ai 460 e 500 ottimizzati
per il contenimento dei consumi, il 580 è un po’
più… libero di ‘esprimersi’ con una fasatura della
distribuzione disegnata per chi ha bisogno un
camion reattivo anche a pieno carico e sulle
salite più impegnative. Non a caso, nelle opzioni
di riduzione al ponte, per lui la lunghissima
2,17:1 non è nemmeno prevista: come dire che,
se è la potenza che cerchi, poi non ha senso diluirla
su una rapportatura esagerata, che spegnerebbe
ogni velleità, se non sportiva, perlomeno
dotata di un certo brio.
Ben venga quindi questa coppia conica da
2,31:1 che, comunque a 85 chilometri orari, fa
trottare il sei cilindri appena sopra i 1.000 giri
al minuto, cioè in piena curva di coppia.
I dettagli contano, sempre
Però queste sono tutte cose che puntualmente
vericheremo in strada. Prima di uscire dai cancelli
Iveco ci tocca la lunga serie di controlli sul
veicolo che vedete in queste pagine. Al di là delle
operazioni di routine - verica ai livelli del liquido
refrigerante e dell’olio, come della pressione
gomme - qualcuno prima di noi ha
provveduto a rabboccare i fluidi più adatti a facilitare
la scorrevolezza fra le parti, ha vericato
il perfetto allineamento degli assali e la convergenza.
Il banco prova motori ha certicato la
corrispondenza fra i dati di targa e quelli rilevati
al freno: ché qui è vietato barare. Niente elaborazioni
elettroniche o tarature speciche per
fare bella gura sui giornali: questo S-Way 580
è un camion perfettamente di serie. Montato
a Madrid nella fabbrica ex Pegaso, con cabine
prima all’ex OM Brescia, ora a Valladolid, motori
Nessuno escluso, in questa giornata dedicata all’S-Way 580. Si comincia,
nell’altra pagina, con le veriche d’ofcina. Non prima di averlo sganciato
dall’eterno semirimorchio Rolfo. La cabina ha ribaltamento elettrico,
a prova di giornalista. Ezio Camusso è il ‘capomastro’ che sovrintende
a tutte le operazioni. Abbiamo fatto sporcare le mani persino alla PR
Alessia Galli Della Loggia e all’ingegner Fabrizio Bianco: niente sconti.
francesi dalla ex Unic ed expertise di Arbon e
Ulm, eredità dei centri R&D rispettivamente di
Saurer e Magirus; perché Iveco da più di cinquant’anni
(1975) vuol dire International Vehicle
Corporation, non dimenticatevelo.
Quando le carte sono a posto, il camion è pronto
a girare, ma non ancora per fare i numeri che servono
a dimostrarne la bontà. Per quelli c’è da
mangiare chilometri, tanti: è il pane dei collaudatori,
ruolo che oggi usurpiamo noi. Sebbene
non più come una volta, i veicoli (tutti) per dare
il meglio hanno bisogno ancora di un rodaggio:
generalmente tanto più lungo quanto maggiore
è la cilindrata. Serve sempre ad adattare fra loro
le parti in movimento reciproco.
I camion che scendono in prova sul nostro percorso
non hanno mai meno di qualche decina
di migliaia di chilometri (a volte anche 60/70mila)
e nemmeno le loro gomme sono al 100 per cento:
per il perfetto rotolamento senza perdite devono
aver perso almeno un terzo del loro battistrada.
Per cui non resta che mettersi al volante
e… consumarlo! I ragazzi (una volta lo siamo
stati tutti) di Iveco hanno il loro itinerario di rife-
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Test d’esordio
Test d’esordio
Si può fare di più, ma non su strada
Sì, lo sappiamo che i nostalgici del V8 8220 del Turbostar vorrebbero
di più, ma per ora l’S-Way oltre i 580 Cv non va in congurazione di
serie. Un ritocchino alla cifra tonda sarebbe tuttavia possibile, se
non probabile sul prossimo model year, perché nel catalogo Fpt, il
motorista di Iveco, un XCursor 13 da 600 Cv e 2.850 Nm a norme
Euro 6E è già presente. Ma parliamo di spiccioli, rispetto all’attuale
top rated. Non pensiate che sia un limite strutturale, perché il 6 cilindri
grande ha saputo arrivare ai 1.050 Cv che hanno permesso al
Powerstar di aggiudicarsi l’ultima Dakar, che diventano n oltre 1.250
nella versione per i Truck Race che corrono in pista: senza restrizioni,
però, sulle emissioni (fumosità a parte).
Altra storia quella del Cursor 16, promesso ancora sullo Stralis, ma
poi ritenuto (giustamente) inutile. Qui lo vediamo nella sua migliore
espressione: 633 kW (861 Cv) e 3.717 Nm i suoi notevoli numeri, risultato
di una cilindrata di 15,9 litri e di una doppia sovralimentazione
con due turbine in cascata, inframezzate da un secondo intercooler.
Peccato che rispondano solamente alle normative Stage V - Tier 4,
cioè quelle delle macchine non stradali. E, poi, non ci starebbe mai
fra i longheroni del telaio S-Way, né sotto alla sua cabina a meno di
non fargli un tunnel monumentale. Purtroppo, o per fortuna.
Qui a lato, il Cursor 13
da oltre 1.000 Cv che
ha vinto l’ultima Dakar.
Sotto, invece, il fratello
maggiore da 16 litri,
accreditato di 861
Cv grazie anche
a una doppia
sovralimentazione,
ma non disponibile
per veicoli stradali.
Qui sopra, l’S-Way 580 all’attacco della salita
di Scarmagno: 81 km/h, in undicesima marcia
a 1.300 giri e ne ha ancora! A lato, la plancia
e una vista attraverso la vetrina di un autogrill.
Appena sotto, Ezio Camusso, formatore tecnico
in Iveco, e Danilo Senna.
Più in basso il nostro Iveco emerge fra i vigneti
del lago di Viverone, bevendosi la notevole
pendenza come nulla fosse.
rimento, che per ragioni geograche coincide
con l’autostrada Torino-Aosta, in questa tratta
il bench test è rappresentato dalla
salita di Scarmagno: è lì che si misura
la febbre ai pesanti come l’S-
Way. Solo che il nostro 580 della
variazione altimetrica quasi non
s’accorge, da che sale sul lo degli
80 orari; noi abbiamo selezionato
la modalità Power prima
dell’attacco, ma più per szio che
per necessità: siamo sull’Iveco più
potente in produzione, e li vogliamo
contare tutti i puledri in scuderia.
Il cambio Hi Tronix (al secolo Zf
Traxon) toglie, prima una, poi una seconda
marcia; l’XCursor, che no ad ora
aveva trottato in un silenzio quasi nordico,
improvvisamente lancia un latrato dallo scarico,
dando la netta sensazione che quella seconda
marcia, con un programma Normal o
Eco, non l’avrebbe nemmeno mai scalata: 2.800
Nm, bellezza. Un attimo prima dello scollinamento,
ci aspettiamo l’ingresso dell’Ecoroll che
metta in folle la trasmissione, peraltro già visto
all’opera a prescindere dall’inserimento del cruise
control. È solo che l’S-Way sa già che non potrebbe
trattenersi da solo entro i limiti di velocità
nella discesa successiva, nonostante il freno
motore a decompressione da 530 kW. Potenza
di rallentamento che c’è tutta, e basta a fermare
quasi completamente il camion carico, a patto
di imparare a usarlo con anticipo, perché rispetto
al rallentatore idraulico l’effetto frenante ci mette
un attimo a manifestarsi. A detta degli uomini
Iveco, il 580 ha confermato risultati interessanti
se paragonati a quelli del 500: giustamente non
è il momento di parlare di numeri, per quelli dovrete
aspettare la prova ufciale. Perché il rodaggio
adesso è quasi nito.
Purtroppo volge al termine anche la nostra giornata
da ‘galoppatori’ e, mentre rientriamo in
Iveco, ci portiamo a casa l’immagine di quattro
ragazzini appena usciti da scuola che ci salutano
a pollice alzato: l’S-Way piace anche a loro
e chissà che non siano quelli che lo guideranno
fra qualche anno, oppure che progetteranno il
suo successore. In fondo siamo a Torino e di
appassionati così ce n’è bisogno.
20 - 05 2026
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05 2026 - 21
Anteprima
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Ford Ranger Phev
Fordissimo!
Torniamo a parlare del pick-up ibrido della casa di Dearborn.
Mosso da un mix fra motori a benzina ed elettrico sorprende
non solo per le prestazioni, ma anche per le possibilità d’impiego
di Danilo Senna
Lo avevamo già provato sul nostro percorso
(e pubblicato sul numero di dicembre),
ma stavolta vogliamo indagare un po’ più
a fondo sulle capacità del Ranger Phev, il pickup
ibrido della Ford. Saliti sulle nevi della Val
D’Aosta, abbiamo voluto testarlo nella sua essenza
di veicolo multiuso: buono per il cantiere
di montagna, come per lo struscio in città. Ma
queste sono doti comuni a tutta la specie, a
prescindere dall’alimentazione (in genere diesel);
quello che fa di questo Ranger un mezzo
diverso è proprio la sua particolare cinematica
che sfrutta tanto un motore a benzina quanto
un elettrico a batterie, e senza troppi compromessi
in termini di portata, spesso ridicola anche
su certi turbodiesel della concorrenza agghindati
più per farsi notare che non per
lavorare davvero. Benché qui la tara superi i
2.600 kg, il cocktail appare comunque assai
bilanciato, persino in termini di consumi (come
avevamo già appurato sul nostro percorso
standard), cosa tutt’altro che scontata quando
si ha a che fare con un propulsore a ciclo Otto.
Tuttavia è nell’aumentata praticità di utilizzo
che il Ranger si gioca le sue carte migliori, spesso
proprio per via della sua (ancorché parziale)
elettricazione.
Ed è già Guiness Record
Vale quindi la pena di riepilogare la scheda tecnica,
a cominciare dal corpo macchina che
vede il solito abitacolo a doppia cabina appoggiato
su un telaio a longheroni scatolati, con
sospensioni anteriori indipendenti a quadrilateri
e posteriori a ponte rigido.
Qui, però, niente balestre, bensì molle elicoidali
e un più rafnato schema a doppi bracci longitudinali,
con barra di Watt incernierata sul retro
del differenziale per contenere gli spostamenti
trasversali dell’assale. Appena davanti,
invece, per il lungo e a lato dell’albero di trasmissione,
è alloggiata la batteria al
litio Nmc da 11,5 kWh del sistema
ibrido, mentre il motore
da 75 kW che la sfrutta è
flangiato fra il termico e il
cambio automatico a 10
marce (con riduttore che le moltiplica per due).
Sotto al cofano c’è un brillante quattro cilindri
turbo da 188 Cv che in passato ha dimostrato
di poter reggere ben altre potenze: si è cimentato
nei cofani di Casa dalla Focus RS alla
Mustang, ma persino sulla GT di Dallara, dove
arriva addirittura a 500 Cv. Così boscaioli o muratori
delle valli possono stare tranquilli sull’af-
dabilità del Ranger Phev.
Rispetto ai tradizionali pick-up diesel, qui sorprende
la silenziosità di marcia e la totale assenza
di vibrazioni. A motore acceso, s’intende;
perché nella marcia puramente elettrica, che
Ford garantisce per una quarantina di chilometri
(abbastanza realistici), il silenzio è scontato.
Non lo sono per nulla, invece, i quasi 700 Nm
di coppia che non potrebbe garantire nessuno
dei pick-up diesel in circolazione e che faranno
superare qualunque tipo di ostacolo.
Con l’opzione Pro Power on board da 6,9 kW si
può contare su una presa di bordo a 230 volt e
10 Ampere, oltre alle due nel cassone da 15
Ampere per 3,45 kW di potenza: ce n’è abbastanza
per collegare una motosega o qualunque
altro attrezzo elettrico possa necessitare
per il lavoro. In tutto ciò, vale la pena ricordare
che come tutti i veicoli plug-in, se non si fa il pieno
di corrente prima di partire i consumi del termico
salgono inesorabilmente.
E con il Ranger bisogna avere un po’ di pazienza
perché la potenza massima di ricarica non può
eccedere i 3,7 kW, cosa che inevitabilmente allunga
i tempi di ricarica.
Sotto, nella sequenza
da sinistra, il Ranger
in dettaglio: mentre
affronta un twist, visto
da dentro col grande
display multimediale,
nel dettaglio del ponte
posteriore e sotto
il cofano, dove
la situazione è un po’
aggrovigliata. Sotto,
in questa pagina,
dettagli da ibrido:
gli sportelli
dei ‘’rifornimenti’
e le batterie a lato
dell’albero
di trasmissione;
segue una motosega
allacciata a una delle
prese nel cassone.
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Ford Transit City
Innesto d’Oriente
Il quinto fratello della famiglia è anche il primo nativo elettrico
fra i commerciali dell’Ovale Blu. La taglia è quella intermedia
dei minivan/multispazio ma con tendenza al rialzo verso i medi
di Danilo Senna
Passati i sessant’anni, di solito, si comincia
a pensare alla pensione. Il Transit, invece,
che quella soglia l’ha superata nel 2025,
non ci pensa proprio a mollare il posto. Anzi,
continua a moltiplicarsi: da uno che era, ha dato
vita ai vari Transit Custom, Transit Courier,
Transit Connect di taglia via-via decrescente.
E ora, ad allargare la famiglia dei commerciali
Ford arriva pure il Transit City.
Un fratello d’adozione, da che nasce in Cina
presso quella Jmc che i Transit li assembla su
licenza da oltre trent’anni: una collaborazione
di lungo corso, quindi. Il City è il primo elettrico
puro con l’Ovale Blu sulla calandra e va a collocarsi
esattamente fra il minivan E-Transit
Courier e il medio E-Transit Custom, a batterie
anch’essi, ma derivati da preesistenti modelli
termici, colmando perciò l’assenza nella gamma
a emissioni zero del Connect. Il Transit City
sarà disponibile come furgone lastrato in due
varianti L1H1 ed L2H2, oppure come telaio cabinato
da allestire con cellule chiuse o cassoni.
Le capacità di carico arrivano a 8,5 metri cubi,
per 3,1 di lunghezza utile del vano nel caso della
versione a passo lungo e tetto alto, mentre la
portata massima è di 1.275 kg, presumibilmente
per il più corto e basso dei due.
Non vogliamo esagerare
I listini non sono ancora stati ufcializzati, dato
che il Transit City non arriverà in concessionaria
prima del prossimo autunno per andare, poi, a
regime a partire da gennaio 2027. Di sicuro, però,
si sa che il prezzo sarà molto più vicino a quello
dell’E-Transit Courier piuttosto che del Custom
elettrico. Un posizionamento relativamente basso
che dimostra l’intenzione di Ford di spingere
verso un ‘green’ sostenibile non solo per l’ambiente,
ma anche economicamente. Ciò si riflette
nella scelta di batterie LFP da 56 kWh, utili
a percorrere no a 250 km secondo la Casa, il
tipico range giornaliero di un modello del genere.
Il motore è da 110 kW di potenza con la trazione
sulle ruote anteriori. Ricarica in AC a 11 kW, mentre
in DC parte da un picco di 87 kW per stabilizzarsi
a 67 di media: sono sufcienti a riportarlo
dal 10 all’80 per cento della capacità in
meno di un’ora; ovvero può guadagnare no a
50 chilometri di operatività in 10 minuti.
Il musetto corto
e i fari a led danno
al Transit City
l’aspetto abbastanza
tipico dei van elettrici
inaugurato dal VW
Id.Buzz, sebbene
l’insieme ricordi
i Transit originali
di qualche
generazione fa.
La plancia
è ovviamente molto
digitalizzata,
ma comunque,
semplice e lineare.
C’è spazio per il terzo
passeggero. Le due
versioni del van
differiscono solo di
30 centimetri nel
passo e nel sopralzo
del tetto.
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Diesel o elettrico
SCEGLITELO TU
Fiat Professional è arrivata a proporre
eScudo ed eDoblò allo stesso prezzo
delle rispettive versioni termiche; non
il Ducato, però, che pure con le batterie
da 100 kWh diventa un’alternativa più
credibile e confrontabile. Allora
abbiamo provato noi a metterli faccia
a faccia, scoprendo che in n dei conti,
a parità di cubatura e con lo stesso
naziamento elettrico e diesel non
sono nemmeno poi così lontani.
La questione, quindi, potrebbe essere:
a chi conviene l’uno o l’altro? Cerchiamo
di suggerirvelo in poche pillole.
Fermorestando che, con il gasolio
ai prezzi attuali, l’ago della bilancia
potrebbe spostarsi verso l’elettrico
338,73 €/mese*
Van lamierato diesel L3H2 180 CV, automatico
Prezzo di vendita 32.511 euro (Iva esclusa)
Prezzo di listino 43.061 euro (Iva esclusa)
Finanziamento 36 mesi x 10.000 km/anno
Primo canone totale 9.756 euro (Iva esclusa)
Valore di riscatto 14.425 euro (Iva esclusa)
Tan sso 4,99% - Taeg 6,48%
*esempio di nanziamento Evolease Pro del mese scorso
Restringendo il campo ai soli furgoni, i diesel
sono 40, potendo contare su tre tarature di
potenza (120, 140 o 180 Cv) e due cambi.
Quanto alle dimensioni, sono tre i passi
disponibili (corto L1, medio L2, lungo L3 e lungo
a sbalzo lungo L4), al pari delle altezze di tetto
(H1, H2 e H3), per volumi di carico da da 10,
11,5, 13, 15 e 17 metri cubi
Le varianti a gasolio del Ducato sono ben 148,
potendo contare, oltre che sul furgone lamierato
anche su quello vetrato e semivetrato; poi ci
sono i cabinati e cassonati, a singola e doppia
cabina, oltre al pianalato e al ribaltabile.
Sono i modelli proposti direttamente a listino da
Fiat Professional, chi avesse esigenze
particolari può rivolgersi ad allestitori esterni
363,20 €/mese*
Van lamierato elettrico L3H2 270 CV
Prezzo di vendita 48.075 euro (Iva esclusa)
Prezzo di listino 55.761 euro (Iva esclusa)
Finanziamento 36 mesi x 10.000 km/anno
Primo canone totale 14.425 euro (Iva esclusa)
Valore di riscatto 25.447 euro (Iva esclusa)
Tan sso 3,99% - Taeg 5,20%
*esempio di nanziamento Evolease Pro del mese scorso
Le versioni elettriche sono
la soluzione per chi opera nelle
città con zone a trafco limitato
o che penalizano l’accesso
ai motori termici. Oppure per
operatori e artigiani che fanno
soste prolungate in aree dove
è possibile ricaricare
convenientemente le batterie
prima del ritorno. E per chi ha in
sede o in rimessa un sistema
di autoproduzione di energia,
tipo i pannelli fotovoltaici.
Le versioni a gasolio possono
convenire a chi fa trasferimenti molto
lunghi e lavora prevalentemente
fuori dalle grandi città.
Oppure per chi ha bisogno un furgone
grande ma allo stesso tempo compatto
(passo corto e medio) o tetto basso
per accedere ovunque. Inne, a chi
necessita di particolari varianti di
telaio non previste o incompatibili con
l’alimentazione a batterie.
Il listino degli elettrici si esaurisce
in 22 versioni. Disponibili quasi tutte
le carrozzerie dei diesel, tranne
il pianalato, il cassonato doppia cabina
e il ribaltabile. A ridurre la scelta
è la disponibilità di un solo motore,
peraltro senza un vero cambio.
I furgoni scendono a 8, non potendo
contare sui due passi più corti
L1 ed L2, né sul tetto basso H1.
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Eventi
Eventi
Federauto
È il grido lanciato
dall’associazione dei
concessionari italiani,
troppo a lungo inascoltati.
Per far ripartire la liera
bisogna cambiare marcia.
A Milano confronto diretto
con Case e istituzioni
di Tiziana Altieri
Far sentire chiaramente la voce dei concessionari
che poi è anche quella dei
clienti: perché nessuno più di loro ne conosce
esigenze e desiderata. Questo lo scopo
dell’incontro organizzata da Federauto presso
l’Automobile Club di Milano, dal titolo
‘L’automotive tra sde nazionali e condizionamenti
europei’.
Ad aprire i lavori, in videocollegamento, il ministro
dell’Economia e delle Finanze Giancarlo
Giorgetti: «Nel primo trimestre del 2026 abbiamo
registrato qualche segnale positivo, sia sul
fronte della produzione di veicoli, sia su quello
delle immatricolazioni. Purtroppo anche questo
comparto deve, però, oggi fare i conti con le conseguenze
del conflitto iraniano». Giorgetti ha ribadito
la volontà del Ministero di valutare interventi
concreti per superare un’impasse che ha
conseguenze dirette sull’industria, sulle entrate
dello Stato e sull’invecchiamento del parco circolante,
con ricadute in termini di emissioni e
sicurezza.
Primo intervento in sala quello di Massimo
Artusi, presidente Federauto, che ha delineato
con chiarezza il peso economico e sociale dei
concessionari in Italia: «Federauto rappresenta
1.100 concessionari italiani, aziende prevalentemente
a carattere familiare che occupano
90.000 addetti, generano 75 miliardi di fatturato
annuo e alimentano un indotto capillare tra vendita
e assistenza. I dealer sono l’anello strategico
di congiunzione tra cliente e liera produttiva,
distributiva e manutentiva». Un patrimonio messo
a dura prova dalle scelte che l’Europa sta
portando avanti in materia di decarbonizzazione.
«Non siamo contrari all’elettrico, - ha sottolineato
Artusi - ma all’elettricazione forzata.
Siamo gli occhiali più adatti per leggere la realtà:
vogliamo correggere miopia e presbiopia del legislatore.
Il mercato deve offrire ciò che il cliente
desidera».
Federauto ha presentato un Position Paper con
quattro proposte:
- revisione dei regolamenti sui target CO2. Si
punta a superare il calcolo ‘tailpipe’ (delle
emissioni allo scarico) per adottare, invece,
il principio della neutralità tecnologica, includendo
tra le soluzioni a basse o zero emissioni
anche i Renewable Fuels (ossia i carburanti
rinnovabili), oltre a elettrico e idrogeno;
- scalità equa per favorire il rinnovo del parco
No, quindi, alla proposta europea sulle Clean
Corporate Fleet, ritenuta dirigistica e distorsiva
delle logiche di mercato;
-ripristino di un equilibrio nella distribuzione automobilistica.
C’è la necessità di aggiornare il
regolamento europeo e ricostruire un patto
equilibrato tra dealer e OEM in una fase di forte
trasformazione del prodotto;
- sostegno alle competenze e al ricambio generazionale.
La transizione tecnologica e digitale
richiede nuove professionalità lungo
tutta la liera, indispensabile lavorare sulla
formazione.
Un punto di riferimento
Faccia a faccia tra case auto e un dealer, Plinio
Vanini, vicepresidente delegato Federauto e
presidente Autotorino, durante la prima tavola
rotonda. Marc Langenbrinck, CEO di Mercedes-
Benz Italia, ha esordito con un proverbio tedesco:
«Il verme deve piacere al pesce, non al pescatore.
Dobbiamo difendere la neutralità
tecnologica senza però dimenticare che l’industria
automobilistica europea ha speso 500 miliardi
di euro nell’elettrico. Io credo che alla ne
sarà il mercato a dettare le regole e noi potremo
soddisfare i nostri clienti. In questo viaggio la
rete è assolutamente essenziale, i concessionari
sono il nostro punto di riferimento».
Pronto a scommettere sulla sua rete anche
Giuseppe Bitti, presidente e CEO di Kia Italia:
«I concessionari sono cresciuti con noi e vogliamo
continuare a valorizzarli».
Marco Buraglio, AD di Ford Italia, è partito dallo
scenario: «Incerto e complesso. Ford sta cercando
di trovare le condizioni più idonee per arrivare
a un processo di elettricazione che comunque
ci sarà». E a proposito di rapporti con
la rete: «Per noi i concessionari sono partner».
Alberto Santilli, AD di Toyota Motor Italia, ha
sottolineato come la Casa giapponese sia sì
radicata alle proprie origini, ma pronta a captare
quello che succede nel mondo per lanciare
esattamente quello che il cliente desidera. «C’è
un veicolo per ogni utilizzatore, non uno per tutti».
Santilli ha, poi, ricordato come Toyota non abbia
mai ipotizzato il contratto di agenzia.
Le conclusioni sono state afdate a Plinio
Vanini. «Il concessionario ascolta il cliente ma
noi che riportiamo i suoi desiderata siamo ascoltati?
Troppa gente sale in cattedra, troppe analisi,
giudizi ma la politica deve prima di tutto imparare
ad ascoltare. Il Governo ha portato avanti le nostre
istanze e ha preso una posizione a livello europeo
ma non basta».
Il vicepresidente Federauto è entrato nel merito
dei numeri che consentono al concessionario
di guardare avanti. «Il protto deve essere almeno
del 2,0 per cento. Le previsioni parlano di poco
più dell’1,0 nel 2025. Le immatricolazioni calano,
mentre i costi aumentano per adeguarsi alle nuove
competenze richieste». Un passaggio critico
ha riguardato il tema del noleggio: «Le forniture
devono essere trasparenti. Diciamo sì al noleggio,
ma gli accordi di assistenza devono essere fatti
con le reti a prezzi di mercato».
Condizioni abilitanti
La parola è, quindi, passata ai costruttori di
truck che si sono espressi sui 590 milioni di
stanziamento per il rinnovo del parco veicolare
dell'autotrasporto merci per il quinquennio
2027-2031, e sugli obiettivi al 2040 di una riduzione
delle emissioni di CO2 del 90 per cento
rispetto al 1990. Giovanni Dattoli, AD di
Volvo Trucks Italia, ha ribadito l’importanza di
un provvedimento non one shot, ma pluriennale.
«Finalmente mettiamo le aziende nelle
condizioni di scegliere la tecnologia per loro
migliore. Per quanto riguarda il 2040 credo che
sia un sogno realizzabile, abbiamo 15 anni davanti,
possiamo farcela». Un accenno anche
all’idrogeno: «Partendo dal motore endotermico
potremmo avere soluzioni pronte all’uso entro
fine decennio. Il problema? Il costo dell’idrogeno
green, oggi siamo intorno ai 15,0 euro al
kg. I costruttori possono sviluppare la tecnologia
ma è difficile diffonderla senza un’infrastruttura
adeguata».
Che serva impegno e coerenza sul fronte delle
infrastrutture di ricarica e rifornimento di carburanti
alternativi ne è convinto anche Stefano
Crippa, direttore commerciale Daf Veicoli
Industriali, che ha aggiunto: «L’obiettivo del 2040
è ambizioso, ma raggiungibile. Non dimentichiamo,
infatti, che questo processo di miglioramen-
Massimo Artusi,
presidente
di Federauto durante
il convegno tenutosi
nella sede di Aci
Milano lo scorso
13 aprile.
28 - 05 2026
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05 2026 - 29
Eventi
Noleggio di
veicoli refrigerati
made in Italy
Una tavola rotonda
completamente
dedicata al mondo
truck. Da sinistra,
Nicola Russo, AD Ford
Trucks Italia,
Giovanni Dattoli, AD
Volvo Trucks Italia,
Stefano Crippa,
direttore commerciale
Daf Veicoli Industriali,
Massimiliano Perri,
direttore generale
Iveco Mercato Italia,
Enrique Enrich,
presidente e AD
Scania Italia,
Maurizio Pompei,
presidente e CEO
Daimler Truck Italia,
e Marco Bonaveglio,
direttore commerciale
di Renault Trucks
Italia.
to delle emissioni ha effetti anche su performance,
consumi, sicurezza e comfort».
Si è soffermato sulla committenza e sul prezzo
dell’energia – decisamente troppo elevato
- Enrique Enrich, presidente e AD di Scania
Italia. «La committenza dovrebbe stimolare la
domanda di veicoli elettrici. Gli incentivi governativi,
infatti, da soli non bastano con l’energia
alle stelle. Bisogna considerare che non c’è solo
l’acquisto ma l’utilizzo del veicolo». Un invito,
quindi, a creare delle condizioni abilitanti, la
Svizzera può essere di esempio. «Nel Paese
elvetico gli elettrici sono al 20 per cento. Qui,
infatti, i pedaggi sono talmente elevati per i diesel
che i BEV diventano una soluzione conveniente.
Un altro stimolo potrebbe arrivare dai
Report ESG. Chi li redige dovrebbe essere premiato».
Guardando al 2040 Enrich ha sottolineato:
«Ci attende una ultramaratona. Noi possiamo
impegnarci al massimo per raggiungere
l’obiettivo ma, torno a dirlo, le condizioni di contorno
sono essenziali».
Massimiliano Perri, direttore generale Iveco
Mercato Italia, ha espresso soddisfazione per
l’entità del fondo. «Siamo contenti del montante,
590 milioni di euro non si erano
mai visti in Italia. Inoltre, la distribuzione
degli incentivi va a favorire le
tecnologie alternative. È uno strumento
prezioso per arginare il
problema dell’anzianità del parco
circolante». E sul 2040: «Il
problema non è tecnologico,
ma il prezzo dell’energia. Vedo
complessa la diffusione di
truck elettrici con il costo dell’energia
così elevato e vinco-
lato alla situazione geopolitica. Allo stesso
tempo non possiamo non renderci conto che
le fonti rinnovabili sono aleatorie».
Il tema chiave è il costo dell’energia anche per
Maurizio Pompei, presidente e CEO di Daimler
Truck Italia. «Il veicolo elettrico di fatto si presenta
costoso, gli incentivi danno una mano ma
deve esserci un’infrastruttura adeguata e costi
accettabili e certi. Quello dell’energia, invece, è
variabile anche in funzione della velocità di erogazione.
C’è poi il problema che per chi fa investimenti
non c’è ritorno, poca la committenza
sensibile al tema». Un accenno ai dealer di truck
e al loro ruolo: «Saranno Mobility as a service:
consulenti a 360 gradi».
Nicola Russo, AD di Ford Trucks Italia, ha ribadito
la volontà del brand di investire solo su tecnologie
pronte all’uso. «Per noi il presente è fatto
di diesel». E sulle proiezioni al 2040 ha aggiunto:
«È una grande sda, c’è la necessità di armonizzare
i passaggi fra i vari paesi. Noi stiamo facendo
il massimo ma anche l’ecosistema deve
lavorare nella medesima direzione».
Marco Bonaveglio, direttore commerciale di
Renault Trucks Italia, ha aggiunto la visione francese:
«590 milioni sono tanti ma se guardiamo
le sde ci attendono ce ne vorrebbero di più, il gap
da colmare in Italia è importante. È essenziale
poi semplicare al massimo l’incentivo». Bisogna
fare un lavoro sul cliente per la Losanga.
«Dobbiamo cominciare a lavorare già da oggi con
tutto l’ecosistema di cui abbiamo parlato».
A Massimo Artusi le conclusioni: «In questo
quadro sdante i concessionari hanno lo scopo
di porsi come partner, consulenti delle aziende
nell’indirizzarli verso la soluzione migliore per le
loro esigenze».
Mobilità su misura. Ovunque tu sia.
Noleggio a breve, medio e lungo termine.
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30 - 05 2026
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Intervista
.FREDRIK SWARTLING .
Semplificare
Assistenza e manutenzione per veicoli nuovi e usati, rete capillare
e connettività per ridurre i fermi. Gli strumenti chiave del settore
raccontati dal direttore Service Sales & Operations di Scania Italia
di Roberta Cannone
Fredrik Swartling
Direttore Service
Sales & Operation
dal 2016 di
Scania Italia S.p.A.
Nell’ambito dei trasporti, continuità operativa,
rapidità d’intervento e controllo
dei costi pesano sempre di più sulla redditività
delle flotte. Scania è riuscita a fare la differenza
e a trovare una leva strategica nell’area
service. La conferma arriva da Services 360, la
nuova soluzione modulare presentata durante
il LetExpo 2026 con la quale il costruttore unisce
e pianica gli interventi di manutenzione e riparazione,
gli strumenti digitali e la gestione della
produttività. Questo modello riduce il lavoro amministrativo,
minimizza i fermi macchina e mantiene
i veicoli efcienti nel tempo, sia nel caso di
veicoli nuovi che usati.
A sostegno di una vision sempre innovativa,
Scania vanta una presenza capillare e globale
in oltre 100 mercati, con 1.500 punti vendita e
assistenza, una disponibilità dei ricambi superiore
al 95 per cento, assistenza h24 e circa
700.000 veicoli connessi nel mondo. In Italia, la
rete conta 18 concessionari (4 captive), 118 of-
cine (3 captive), 11 Scania On-Site, in tutto 2.100
persone. È in questo scenario che si colloca l’intervista
a Fredrik Swartling, direttore Service
Sales & Operations di Scania Italia, pensata per
ramprendere e raccontare l’evoluzione di manutenzione,
connettività e servizi dedicati ai veicoli
industriali.
Quali sono gli obiettivi del modello
Service 360?
«Services 360 è l’offerta integrata di Scania dedicata
ad assistenza, manutenzione e connettività
per i veicoli industriali, pensata per garantire un
approccio uniforme sia ai mezzi nuovi che usati.
Si tratta di un modello di gestione evoluto, che
unisce dati, strumenti digitali, competenze tecniche
e supporto consulenziale per aiutare le aziende
di trasporto a governare in modo più efcace
l’operatività della flotta. Attraverso l’integrazione
con soluzioni come Fleet Care, ProCare e Max24,
Services 360 rafforza una gestione proattiva dei
veicoli, consentendo di pianicare gli interventi
di manutenzione, ridurre i fermi macchina e massimizzare
l’uptime. Obiettivo semplicare la gestione
della flotta in un contesto sempre più complesso,
abbattere consumi e costi operativi,
trasformare i dati raccolti in decisioni strategiche
e offrire ai clienti più efcienza, sicurezza e competitività
lungo il ciclo di vita del veicolo».
Entriamo nel dettaglio. Che cosa prevede
la “Max24”?
«Con la ‘’Max24’’, offerta a un costo molto contenuto,
il cliente gode della garanzia che, ovunque
si trovi in Europa, noi faremo il possibile per rimettere
il veicolo in strada entro 24 ore. In caso contrario,
riconosciamo al cliente una penale giornaliera.
Al di là dell’aspetto economico, che ha un valore
simbolico, questa formula è importante per noi
perché dimostra che condividiamo con il cliente
il peso del fermo macchina. Il nostro obiettivo è
far sì che chi guida un mezzo Scania si senta “a
casa” in tutta Europa».
Cosa ha in più la ‘’ProCare’’ rispetto alle
coperture tradizionali?
«“ProCare’’ introduce una vera logica di manutenzione
proattiva. Non ci limitiamo a intervenire
quando il componente si rompe: in alcuni casi,
grazie ad algoritmi e analisi dei dati, siamo in grado
di stabilire quando un pezzo, per esempio una
turbina, sta entrando in una fase critica.
A quel punto suggeriamo di sostituirlo, prima che
il guasto si verichi, durante una manutenzione
programmata. Il cliente non subisce un fermo
macchina improvviso, evita danni collaterali e riduce
in modo drastico i costi. Per noi signica
anche ottimizzare il lavoro dei tecnici, un intervento
pianicato richiede molto meno tempo rispetto
a una riparazione d’urgenza su strada».
Nell’era dell’integrazione digitale, come
funziona il rapporto tra il veicolo, l’ofcina
e il cliente?
«Dietro al rapporto umano con il cliente c’è un’infrastruttura
solida. Ogni veicolo Scania viene associato
a un’ofcina di riferimento,e quando il sistema
rileva che sta arrivando il momento giusto
per la manutenzione, l’ofcina viene avvisata con
anticipo, in genere circa tre settimane prima. A
quel punto è il centro di assistenza contattare il
cliente per concordare l’appuntamento. Siamo
noi, così, a prendere in carico la pianicazione,
rendendo il processo più afdabile e semplice».
Quindi possiamo parlare di manutenzione
preventiva e predittiva?
«Assolutamente sì. In realtà per noi è già da tempo
una prassi consolidata. Ogni veicolo ha un piano
di manutenzione flessibile e individuale, perché
leggiamo regolarmente i dati del mezzo: chilometraggio,
consumo di carburante, stile di guida,
tipo di utilizzo. In base a questi parametri, il sistema
adatta gli intervalli di manutenzione. È un approccio
che ci consente di essere molto più precisi
e di programmare gli interventi quando servono
davvero».
Qual è la logica di ‘’Fleet Care’’?
«“Fleet Care’’ è un servizio ancora più evoluto, perché
aggiunge una consulenza costante e una
vera gestione proattiva della flotta. Una gura dedicata
pianica tutti gli interventi, monitora i segnali
dei veicoli e coordina le attività in funzione
delle esigenze operative del cliente.
Facciamo un esempio: un mezzo che si trova lontano
dalla sede dell’azienda nel quale riscontriamo
una anomalia che rischia di trasformarsi in fermo.
A quel punto controlliamo la disponibilità del ricambio,
individuiamo l’ofcina più adatta lungo
il percorso e organizziamo l’intervento prima ancora
che il problema diventi critico. Per aziende
con flotte importanti è un supporto molto prezioso,
perché consente di delegarci tutta una parte
di pianicazione e gestione tecnica, liberando
tempo e risorse interne. Per le urgenze last minute
in Italia riusciamo a risolvere in giornata circa il
90 per cento dei casi urgenti».
Come cambia la manutenzione nel caso
di veicoli a gas o elettrici?
«L’approccio resta coerente, i veicoli a gas o elettrici
rientrano nell’offerta Service360. Cambia però
la propensione alla copertura. Se sul diesel alcuni
clienti scelgono formule intermedie, sulle alimentazioni
alternative si va spesso verso coperture
complete, perché si tratta di tecnologie percepite
come più complesse e delicate.
Questo implica anche un forte investimento
in formazione?
«Sì, ed è un tema centrale. Organizziamo formazione
in modo continuativo, sia in presenza sia
online. Ogni settimana, a Trento, svolgiamo corsi
dedicati ai tecnici. Da una parte lavoriamo sulle
basi, perché il ricambio generazionale richiede di
consolidare continuamente le competenze di
meccanica ed elettronica, dall’altra attiviamo campagne
speciche quando introduciamo nuove
tecnologie o nuovi prodotti. Sull’elettrico, per
esempio, abbiamo scelto un approccio su più livelli,
ovvero tutte le ofcine devono avere almeno
la formazione di base sulla sicurezza, in modo
che nessuno corra rischi, poi ci sono concessionari
con un livello di preparazione più avanzato
ed inne, a Trento, abbiamo quattro specialisti
dedicati che possono intervenire a supporto dei
casi più complessi».
Guardando al futuro, quali sono i progetti
su cui state lavorando?
«Ci sono due direzioni molto importanti. La prima
è il ‘’Service on Site’’, cioè la possibilità di svolgere
manutenzione direttamente presso la sede del
cliente. È una soluzione molto interessante per
chi ha flotte importanti, perché semplica la logistica,
evita spostamenti inutili dei mezzi e alleggerisce
anche il carico sulle ofcine tradizionali.
La seconda grande direttrice è la digitalizzazione
dell’ofcina. Stiamo introducendo un sistema basato
su tablet che sostituisce il cartaceo e rende
tutto il flusso di lavoro più rapido, preciso e trasparente.
L’accettatore apre digitalmente la commessa,
il tecnico la riceve sul proprio dispositivo,
ha accesso immediato alle istruzioni speciche
per quel veicolo, registra tempi e attività, può segnalare
anomalie con foto e ottenere rapidamente
l’autorizzazione del cliente per lavori aggiuntivi.
Questo progetto migliora la qualità, riduce i tempi
e aumenta la capacità produttiva delle ofcine.
Oggi il valore non sta solo nel “riparare un camion”,
ma nel costruire un sistema che riduca al minimo
il fermo macchina, anticipi i problemi e semplichi
la vita del cliente».
32 - 05 2026
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05 2026 - 33
Eventi
Scania Milano Est
Festa grande
Si sdoppia l’assistenza intorno a Milano
con la nuovissima sede di Brugherio che
ospiterà anche tutti i servizi nanziari
Ovviamente dotata di pannelli fotovoltaici sul
tetto, anche per alimentare una colonnina fast
charge di prossima installazione. Ci sono già,
invece, gli ufci. Compresi quelli della Scania
Finance che avrà casa proprio qui.
Da sinistra, lo Scania
doc beve gasolio,
ma a Brugherio si
poteva intravedere
anche un futuro
elettrico. Non poteva
mancare un 770
da discoteca, ma la
sorpresa è stato The
Wolf rmato Scania
Finance. Inne due
GT Touring da che
qui saranno assistiti
pure loro.
Non c’è niente da fare: quando si parla di
Scania, in Italia più che altrove, il popolo
‘camionaro’ risponde e partecipa alla
grande. Chi fosse passato da Brugherio un caldo
sabato d’aprile, avrebbe potuto persino pensare
di essere nei paddock di Misano durante
le Truck Race, tanti erano i camion del Grifone
e la folla che ci si muoveva intorno. Quattro o
forse anche cinquecento persone, alcune con
famiglia al seguito, accorse a celebrare l’apertura
del centro di assistenza Scania Milano Est.
Sotto la direzione dello stesso Peter Baratelli,
già a capo della struttura analoga di Lainate,
questa nuova realtà avrà il compito di coprire
l’area più prossima alla A4 Torino-Venezia, raccogliendo
allo stesso tempo la clientela della
Brianza e del Lecchese. Un investimento importante,
nell’ordine della decina di milioni di
euro, per bonicare il terreno da tempo abbandonato
e per la successiva costruzione di un’of-
cina, già perfettamente attrezzata per lavorare
anche sugli elettrici e sugli autobus.
E i banchieri si fanno lo special
I servizi di nanziamento captive della Casa
esistono ormai da mezzo secolo, e per celebrarlo
hanno pensato bene di dedicarsi una serie
speciale: The Wolf, ovvero un trattore che
sarà tirato in 50 esemplari, decorati con un lupo
stilizzato su base Charcoal Grey (grigio); sarà
disponibile tanto coi motori in linea Super, quanto
con il mitico V8. E ci mancherebbe altro che
così non fosse! Al netto di un coraggioso elettrico
e di qualche altro esemplare allestito in
maniera particolare, gli otto cilindri erano di gran
lunga i più presenti nel cortile della Scania
Milano Est, a cominciare da uno splendido 141
che (qui sotto) apriva le danze insieme ad altre
vecchie glorie del marchio.
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Attualità
Transpotec Logitec 2026
Benvenuto futuro
Il più importante evento italiano dedicato al trasporto è di scena
a Milano. Prevista un’ampia presenza di espositori, pubblico, eventi
e approfondimenti, con la logistica sempre più protagonista
di Roberta Cannone
Sara Quotti Tubi,
Head of Energy
and Transportation
Exhibitions
di Fiera Milano.
Autotrasporto protagonista storico della
manifestazione in Fiera Milano, ma con
uno sguardo sermpre più attento all’intero
paradigma della logistica e del trasporto professionale,
compreso quello del trasporto persone.
Eccoci al Transpotec, l'evento clou per il il nostro
settore, che richiama tutta la liera nell'area eristica
di Rho.
In un mercato italiano in cui, secondo l’Istat, il trasporto
su strada rimane la modalità dominante
con 1.110,5 milioni di tonnellate movimentate e
152,7 miliardi di tonnellate-chilometro nel 2024,
il ruolo dell’autotrasporto come infrastruttura economica
strategica è più rilevante che mai. Più
del 92 per cento delle merci, infatti, viaggia su
strada e il trasporto su gomma gestisce la quota
principale dei flussi interni e sostiene una parte
decisiva dell’import-export.
Un contesto che rende ancora più signicativo
l’incontro tra costruttori, operatori, tecnologie e
servizi che caratterizza Transpotec Logitec. Ecco
le parole della responsabile dell'evento, Sara
Quotti Tubi, Head of Energy and Transportation
Exhibitions di Fiera Milano:
«Questa edizione di Transpotec Logitec si inserisce
in una fase di trasformazione profonda per
l'intero ecosistema della logistica e dei trasporti,
segnata da complessità che hanno ricadute dirette
sull'operatività delle imprese: dal caro carburante
alla ricerca di nuove risorse umane, no
alla transizione energetica e digitale. Non è più
tempo di osservare il cambiamento: è tempo di
guidarlo. In questo scenario, la manifestazione
si conferma come una piattaforma di riferimento
in cui innovazione tecnologica, capacità di interpretare
il contesto e nuove visioni imprenditoriali
convergono per delineare in modo concreto il
futuro del settore. A confermare la ducia del
mercato è la qualità e la rappresentatività delle
aziende presenti: i grandi protagonisti del trasporto
pesante al gran completo, insieme ai principali
brand di tutti gli altri comparti.
Una partecipazione che riconosce a Transpotec
Logitec un ruolo centrale nel favorire il confronto
tra industria, liere e operatori, oggi più che mai
necessario in una fase di cambiamento strutturale.
In questa direzione si inserisce anche la nostra
scelta di potenziare il progetto contenutistico
della manifestazione attraverso una curatela
dedicata. La logistica, sempre più asse portante
delle liere produttive e macrotrend destinato a
incidere nei prossimi anni, sarà al centro di un
racconto strutturato, capace di unire visione strategica
e applicazioni concrete, accompagnando
le imprese in una fase di profonda evoluzione
della mobilità delle merci».
A conferma delle parole della manager di
Transpotec Logistic 2026 un segnale forte e tangibile
arriva dalla presenza delle otto Case produttrici
di mezzi pesanti: DAF, Ford Trucks, Iveco,
MAN, Daimler Mercedes-Benz Trucks, Renault
Trucks, Scania e Volvo, oltre a una importante
presenza degli altri segmenti di trasporto, distribuzione
e logistica.
Mercoledì 13 maggio
Ad aprire il palinsesto della manifestazione sarà
proprio la logistica, che sale sul palco da protagonista
con un calendario di incontri che mette
al centro competitività, digitalizzazione, infrastrutture
e capitale umano.
Il programma è tto di appuntamenti per offrire
a operatori, aziende e addetti ai lavori l’occasione
per leggere da vicino le sde che stanno ridisegnando
la liera agroalimentare e il sistema
dei trasporti.
Si parte mercoledì 13 maggio dalle 14.00 alle
15.45, con l’incontro “Logistica strategica per
la competitività della liera agroalimentare -
Focus sul trasporto refrigerato e a temperatura
controllata”, a cura di Fiera Milano in collaborazione
con TuttoFood. Un focus di grande attualità
su uno snodo decisivo per il comparto. La capacità
di garantire efcienza, qualità e sicurezza
lungo tutta la catena del freddo, elemento sempre
più strategico per la competitività delle imprese.
La giornata prosegue dalle 16.00 alle 17.30 con
“Come cambia la logistica nel mondo sottosopra,
le nuove sde. Dove va il cargo aereo”, un
appuntamento dedicato a uno dei segmenti più
dinamici e sensibili agli equilibri globali. Al centro
del confronto, il futuro del trasporto aereo merci
in uno scenario internazionale in rapida evoluzione,
tra nuove rotte, tensioni geopolitiche e domanda
di velocità sempre più spinta.
Giovedì 14 e venerdì 15 maggio
La seconda giornata di giovedì 14 si preannuncia
particolarmente intensa.
L’evento più importante è quello previsto dalle
10.00 alle 12.00 nella Transpotec Arena, e organizzato
dal nostro Osservatorio sul trasporto in
ambito ATP: “Presentazione ufciale Libro
Bianco ATP - edizione 2026”, a cura di OITAF -
Osservatorio Italiano Trasporto Alimenti e
Farmaci. Il volume, giunto alla sua seconda edizione,
compendia i dati sia dei veicoli che dei tranati,
ed è l’unica fonte, realizzata in colllaborazione
con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
per conoscere entità, sviluppo e diffusione dei
mezzi dedicati al trasporto di merci sensibili.
Contemporaneamente è previsto anche un convegno
su “La multimodalità lungo la supply
chain: dal produttore al consumatore”, organizzato
da Fiera Milano. Un incontro che affronta
uno dei nodi cruciali della logistica contemporanea,
ovvero l’integrazione tra diverse modalità di
trasporto per rendere la supply chain più fluida,
resiliente ed efciente, dal primo all’ultimo miglio.
Dalle 14.00 alle 15.30 l’attenzione si sposta su
“La logistica alla prova della rivoluzione digitale
tra intelligenza articiale e cybersecurity”, da
un’idea di Fiera Milano e degli Osservatori
Contract Logistics e Digital and Smart Infra stru -
ctures del POLIMI. Un confronto ad alto tasso di
Le associazioni all’opera
L’area Logitec è collocata all’ingresso dei padiglioni 22 e 24, pensata
per valorizzare tutte le principali direttrici della logistica contemporanea:
supply chain, logistica urbana, distribuzione organizzata e
intermodalità ferroviaria, marittima e aerea. All’interno di quest’area
il Logistic Village, hub di networking di FIAP, Federazione Italiana
Autotrasportatori Professionali. Il Village è animato da un programma
rivolto in particolare alle imprese che acquistano servizi di settore,
con momenti formativi, workshop tematici e occasioni di confronto
diretto con operatori e manager.
L’ obiettivo è favorire l’incontro tra domanda e offerta, approfondire
gli scenari politici, economici, normativi e tecnologici che stanno ridefinendo
la filiera e creare nuove opportunità di collaborazione.
Un altro spazio di rilievo è quello curato da F.A.I. - Federazione
Autotrasportatori Italiani, che proporrà un’area multifunzionale dedicata
a raccontare la competenza e la solidità del trasporto italiano.
Al suo interno sono presenti le diverse componenti della federazione,
l’Istituto Mario Remondini dedicato alla formazione professionale,
le sezioni specialistiche e le realtà territoriali. Questo spazio è arricchito
da un’arena per incontri e approfondimenti e da un’area networking
che, nel corso delle quattro giornate di manifestazione ospita
seminari tematici e tavole rotonde.
A completare il quadro la Last Mile - Microvan & Cargo Bike Area,
uno spazio espositivo e dimostrativo interamente dedicato alla logistica
urbana, con soluzioni innovative pensate per migliorare l’efficienza
delle consegne nelle aree cittadine per ridurne l’impatto
ambientale anche utilizzando microvan e quadricicli.
innovazione che accende i riflettori su opportunità
e rischi della trasformazione digitale.
Dall’impatto dell’intelligenza articiale sui processi
logistici no alla necessità di rafforzare la sicurezza
di infrastrutture e dati.
Il programma prosegue venerdì 15 dalle 10.00
alle 11.30 con “Valichi, se l’Italia diventa un’isola”,
titolo evocativo per un tema centrale per la competitività
del Paese. L’incontro mette al centro il
tema dei corridoi internazionali, evidenziando le
molteplici e cronoche problematiche dei valichi.
Sabato 16 maggio
A chiudere la rassegna sabato 16 dalle 10.00
alle 12.00, è “La logistica è un mestiere per donne”,
a cura di Fiera Milano, appuntamento che
guarda al futuro del settore attraverso il tema dell’inclusione,
della valorizzazione dei talenti e dell’evoluzione
delle professionalità.
Un segnale importante da parte della era, che
mette in agenda il tema della parità dei sessi e
del ricambio culturale in un comparto da sempre
considerato prevalentemente maschile.
36 - 05 2026
www.vietrasportiweb.it
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05 2026 - 37
LA PAROLA ALL’ESPERTO VDO
tiera e supporta la gestione del distacco dei
conducenti, eliminando errori manuali e sanzioni.
• cultura del Dato: l’introduzione del tachigrafo
abilita una gestione professionale dei tempi e
dei carichi di lavoro, ottimizzando la produttività
delle flotte che spesso operano in contesti
critici come l’ultimo miglio.
È TUTTO QUI
Integrare i dati del tachigrafo, degli ADAS montati
in aftermarket e delle piattaforme di gestione per
trasformare la compliance in vantaggio competitivo
Lorenzo
Campodipietra,
Fleet Sales & Technical
Support Manager di
Continental VDO.
Maggiori
informazioni
Nell’attuale scenario dell’autotrasporto, la distinzione
operativa tra veicoli pesanti e veicoli
commerciali leggeri si sta progressivamente assottigliando,
sotto la spinta di normative sempre
più stringenti e rapide evoluzioni tecnologiche.
In questo contesto l’obiettivo di VDO è fornire
ai Fleet Manager una piattaforma dove, l’intelligenza
del tachigrafo, i sistemi ADAS aftermarket
e l’analisi dei dati convergano in modo efficiente
e conforme.
La sicurezza proattiva e la gestione dei dati a 360
gradi diventano così i pilastri di un’unica strategia
di gestione della flotta.
LCV, più professionalizzazione
Il 1° luglio 2026 rappresenterà un punto di svolta
normativo: secondo il Pacchetto Mobilità I, i veicoli
commerciali sopra le 2,5 tonnellate impegnati
in trasporti internazionali dovranno essere
equipaggiati con il Tachigrafo Intelligente di seconda
generazione, come il VDO DTCO 4.1.
Questa evoluzione inserisce i ‘leggeri’ nello stesso
regime di controllo dei ‘pesanti’, offrendo
anche opportunità inedite:
• automazione e regolarità: il GNSS integrato
registra automaticamente i passaggi di fron-
AI Aftermarket: protezione trasversale
Che si tratti di un autoarticolato da 44 tonnellate
o di un van da 3,5, il rischio su strada rimane la
variabile più costosa per le aziende di autotrasporto.
Le soluzioni ADAS aftermarket di VDO
intervengono con precisione grazie a sistemi di
visione intelligente:
• Blind Spot Detection con AI: telecamere ad alta
definizione e algoritmi evoluti identificano in
tempo reale pedoni e ciclisti riducendo significativamente
il rischio di incidenti e supportando
concretamente il conducente.
• Driver Attention: un sensore a infrarossi analizza
i segnali fisiologici di stanchezza e distrazione
(come l’uso dello smartphone), avvisando
il conducente prima che la situazione
diventi critica. Una tecnologia adatta sia alle
lunghe percorrenze autostradali, sia alle consegne
urbane.
VDO Fleet: Il cuore dell’intelligence dati
Il valore distintivo nasce dall’integrazione dei
dati. Le informazioni del tachigrafo fluiscono
in VDO Fleet, trasformando la visione d’insieme
in decisioni strategiche.
• Scarico dati da remoto: il modulo permette lo
scarico automatico dei dati dei file DDD dai
tachigrafi e carte conducenti, eliminando i costi
di rientro in sede dei mezzi per le operazioni
di scarico manuale.
• Total Cost of Ownership attraverso la prevenzione
dei sinistri e l’ottimizzazione dell’usura
del mezzo.
Una scelta di business
L’approccio integrato di VDO non risponde soltanto
a un obbligo normativo, ma nasce da una
concreta esigenza delle aziende. Dotare la flotta
di sistemi ADAS, tachigrafi di ultima generazione
e piattaforme come VDO Fleet significa proteggere
l’onorabilità aziendale, ridurre i costi
assicurativi e migliorare il rating ESG.
In un mercato sempre più competitivo,
la sinergia tra hardware e software rappresenta
l’unica via per costruire una
flotta resiliente, sicura e pronta ad affrontare
le sfide del 2026.
38 - 05 2026
VDO Italia sarà presente
a Transpotec Logitech.
Appuntamento al
padiglione 18 C12 D11
10 anni
OSSERVATORIO INTERDISCIPLINARE TRASPORTO ALIMENTI E FARMACI
OSSERVATORIO INTERDISCIPLINARE TRASPORTO ALIMENTI E FARMACI
10 anni
Partner
Media partner
d Vie&Trasporti d
d CiBi d
d Transportonline d
d Technoretail d
d food&tec_ d
d Logistica Management d
Osservatorio dal 2016
L’ora del Libro Bianco
Alle 10 del 14 maggio, nella
Transpotec Arena va in scena
OITAF, con la seconda edizione
del Libro Bianco dedicato
al parco circolante ATP.
Un momento atteso e strategico
proprio per la quantità
e qualità dei dati, che verranno
illustrati, dopo le premesse
di rito, da Tiziana Altieri, autrice e vicedirettore
di Vie&Trasporti. Ogni capitolo (a anco
il programma) verrà commentato da un protagonista
del settore (nella foto, Cristina
Qirjaku, responsabile ATP presso la Direzione
Generale del MIT), assicurando la massima
professionalità e qualicazione dell’evento.
Alla ne della presentazione è previsto un momento
di confronto tra autore, board OITAF,
relatori e pubblico in sala.
La partecipazione è gratuita, e dà diritto a una
copia omaggio del volume (no a esaurimento
scorte e posti a sedere).
Eco OITAF in Francia
Bollettino n.98
maggio 2026
IL PROGRAMMA
Giovedì 14 maggio - Transpotec Arena - 10.00-12.00
- 10.10 Sara Quotti Tubi, Head of Energy &
Transportation, FdM, Clara Ricozzi, presidente OITAF,
Jean Daher, segretario generale Assologistica
- 10.30 Premessa metodologica Tiziana Altieri, autore
e vicedirettore Vie&Trasporti e Capitolo 1 - Universo
ATP, commento Cristina Qirjaku, responsabile ADR
e ATP DG MOT - MIT
- 10.45 Capitolo 2 - Età del parco veicolare, Commento
Bruno Cortecci, rappresentante It. UNECE WP 11,
Plastoblok
- 11.00 Capitolo 3 - I brand, commento Massimiliano
Perri, Direttore Generale IVECO Mercato Italia
- 11.15 Capitolo 4 - Le flotte, commento Marco
Bianchi, Branch Ma. Area Nord TN Service - Gruppo
Torello
- 11.30 Nuove tecnologie di refrigerazione,
Luca Destro, direttore generale Rolfo Ice
- 11.35 Tavola rotonda relatori
- 11.50 Q&A
- 11.55 Conclusioni nali
Modera Giuseppe Guzzardi direttore OITAF
e Vie&Trasporti
Prosegue e si consolida la collaborazione fra OITAF e
CEMAFROID, l’organismo che in Francia certica i trasporti in
regime di temperatura controllata: in una intervista rilasciata
alla rivista Revue Générale du Froid, la presidente Ricozzi ha
affrontato i principali nodi, gli aspetti critici e le sde per il
futuro del trasporto e distribuzione dei prodotti alimentari e
farmaceutici, settore di vitale importanza per entrambi i
Paesi. Tra le sde, spicca l’esigenza di “pretendere qualità non soltanto nelle
materie prime, ma anche nella conservazione e nel trasporto”, nonché quella
di “nanziare adeguati programmi di ricerca nel campo della logistica
avanzata, con particolare riferimento dalla Cybersecurity”. Di notevole
rilievo, inne, l’auspicio di una iniziativa di comune intesa, volta a proporre
un sistema di regole più adeguato alle esigenze continentali, “in sostanza un
ATP comunitario”.
Comitato Tecnico Scientico dell’Osservatorio Riccardo Accorsi - Università Alma Mater Studiorum di Bologna; Gerardo Cardone - Futura Servizi Logistici; Giuliano Caselli - Tecnea
Italia; Gérald Cavalier - Groupe Tecnea Cemafroid; Bruno Cortecci - Commissione Onu Unece European Committee for Standardization; Pasquale D’Anzi - MIT; Giuseppe Antonio
D’Errico - SV Noleggio - Petit Forestier; Jean François Daher - Assologistica; Giuseppina della Pepa - Anita; Luca Destro - Rolfo ICE; Fausto Fedele MIT; Franco Fenoglio - CdA Ferrovie
dello Stato Italiane Holding; Enrico Finocchi - Albo Autotrasportatori; Olga Landol - TTS Italia; Antonio Malvestio - Freight Leaders Council; Riccardo Manzini - Università Alma Mater
Studiorum di Bologna; Massimo Marciani - Fit Consulting - Freight Leaders Council; Fabrizio Ossani - Federtrasporti; Massimo Panagia - Francia Latticini; Massimiliano Perri - IVECO
Mercato Italia; Giuseppe Perrotta - Consulente ed esperto in formazione; Cristina Qirjaku - MIT; Gaetano Servedio - MIT; Umberto Torello - DIF (Distribuzione Italiana Food), Transfrigoroute
Italia e TN Torello; Paolo Uggè - Conftrasporto; Fabrizia Vigo - ANFIA.
Del CTS fanno parte anche i componenti del board esecutivo di OITAF Clara Ricozzi Presidente; Lucia Saronni Presidente onorario; Giuseppe Guzzardi Direttore generale; Marco Comelli
Responsabile scientico
Il TTS studia la Cybersecurity dei trasporti
Su sollecitazione di enti governativi, TTS
Italia, ha avviato un gruppo di lavoro su
“AI e Cybersecurity nella Mobilità di
persone e merci”. L’obiettivo è arrivare
ad un documento di linee guida che,
analizzando minacce, vulnerabilità,
metodologie difensive, fornirà
raccomandazioni strategiche per garantire sistemi di mobilità
resilienti e sicuri. Oltre al trasporto delle persone, il GdL sta
esaminando i settori altrettanto strategici della mobilità di
servizio e di quella delle merci, sia per il segmento supply chain
(logistica industriale) che quello distribuzione (logistica
commerciale). In entrambi il segmento della temperatura
controllata merita un’attenzione dedicata, cui OITAF sta mettendo
mano. Torneremo sull’argomento nel prossimo numero.
La riscossa del ghiaccio
Secondo il Rapporto 2024 dell’Istituto
Italiano Alimenti Surgelati (IIAS), il consumo
di prodotti sottozero in Italia ha superato per
il 2° anno consecutivo la soglia del milione
di tonnellate. Oltre a garantire standard di
sicurezza elevati, questi alimenti offrono un rapporto qualità-prezzo
competitivo se si considera il risparmio di tempo e di energia, oltre alla
riduzione degli scarti. Questi temi sono stati il fulcro del seminario "Il
futuro del freddo", promosso dalla Stazione Sperimentale per l’Industria
delle Conserve Alimentari (SSICA) in collaborazione con Linde Gas Italia.
Folonari, sul trasporto vino
Abbiamo approttato di una recente intervista esclusiva di
Flotte&Finanza a Italo Folonari, nome celeberrimo nel vitivinicolo,
per chiedere la sua opinione sulla nostra sempiterna proposta di
rendere obbligatorio il trasporto del vino in regime ATP.
Folonari oggi, oltre a essere presidente di Mercury (noleggio) è
membro del board delle imprese vinicole di famiglia.
“Sinceramente non sapevo di questa vostra proposta, che
condivido. Questo vostro impegno è motivo di riflessione
critica, approfondimento, perché ci si impegna all’esasperazione
per ottenere sempre la massima qualità all’apice e a valle
della liera. In cantina poi sono state adottate tecnologie
per il controllo della temperatura nella vinicazione,
nell’invecchiamento l’umidità e quant’altro in linea con
le migliori tecniche. A valle abbiamo sia la
ristorazione che il canale HORECA e anche i privati
mostrano attenzione nella conservazione. In mezzo
probabilmente c’è un momento di non chiarezza, di
non certezza, non certicabilità, ecco perché la vostra è
una iniziativa condivisibile”.
DG Sicurezza stradale
e Autotrasporto
Accettando il rientro nel
Comitato Tecnico
Scientico di OITAF, nella
sua nuova veste di Direttore
generale per la sicurezza
stradale e l’autotrasporto
del MIT, l’ing. Fausto Fedele
riprende la collaborazione
con l’Osservatorio, avviata
in occasione dell’inizio dei
lavori per il primo Libro
Bianco sui trasporti in
regime di temperatura controllata.
Con molto piacere gli diamo il
bentornato in un consesso che vede
la presenza dei più qualificati
esperti nel settore della logistica
agroalimentare e farmaceutica,
nell’auspicio che il suo contributo
consentirà di studiare e mettere in
campo iniziative in materia di
controlli, mirati all’obiettivo di
promuovere maggiore sicurezza e
qualità nel trasporto di merci
particolarmente sensibili, quali sono
i prodotti destinati al consumo dei
cittadini.
ll KitKat rubato è tornato
(e ha un tracker)
Il ritrovamento del carico di
KitKat mette in luce le
criticità della sicurezza
logistica alimentare su scala
europea. Il furto di 12
tonnellate di snack
durante il tragitto
Italia-Polonia non è
solo un danno
economico, ma un rischio
per l’integrità della liera.
In questi casi, il pericolo principale
riguarda la tracciabilità e la
conservazione: merce sottratta al
controllo ufciale può essere
esposta a temperature inadeguate o
manomissioni, minacciando la
sicurezza del consumatore.
Nestlé ha rassicurato
il mercato, confermando che
il recupero è avvenuto prima di
qualsiasi compromissione
qualitativa. Tuttavia, l’evento
sottolinea l’urgenza di sistemi di
monitoraggio più sosticati per
i trasporti su gomma.
A seguito del furto, Nestlé ha
lanciato lo Stolen KitKat Tracker, uno
strumento online per monitorare la
merce sottratta. Questo consente ai
consumatori di partecipare
attivamente alle indagini.
Patrocini
GRUPPO FEDERTRASPORTI
40 - 05 2026 www.vietrasporti-
oitaf.com
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Segreteria scientica
Marco Comelli
Cell. 347 8365191
segretariogenerale@oitaf.com
Segreteria operativa
Ornella Oldani
Via Conca del Naviglio, 37
20123 Milano
Tel. 02 89421350
segreteria@oitaf.com
Segreteria organizzativa eventi
Giovanna Thorausch
Tel. 02 89421350
gthorausch@accola.it
05 2026 - 41
Attualità
Attualità
In applicazione la legge 177 del 25 novembre 2024
Non si scherza più
La stretta del nuovo Codice della Strada diventa realtà: dopo mesi
di attesa, l'obbligo dell'etilometro ‘alcolock’ è nalmente operativo.
Non ci sono più scuse per chi si mette al volante dopo aver bevuto
di Roberta Cannone
Non è più soltanto un tema da convegni.
Con la riforma del CdS introdotta dalla
legge n.177 del 25 XI 2024 e con il decreto
ministeriale n. 162 del 2 VII 2025, l’alcolock
entra a pieno titolo tra le dotazioni di bordo
dell’autotrasporto, non come accessorio opzionale,
ma come dispositivo regolato da standard
univoci e procedure codicate, a fronte
della adeguata, necessaria, rete di installatori.
La legge prevede che la presenza a bordo dell’alcolock
sia obbligatoria per tutti i conducenti
a cui, dopo una condanna per guida in stato di
ebbrezza, sono stati apposti sulla patente i codici
unionali 68 («Niente Alcool») o 69 («Guida
limitata a veicoli dotati di alcolock»).
Alcol e droga nemici della strada
I dati ufficiali sono l’immagine di un Paese lontano da una riduzione
strutturale della mortalità stradale. Nel campione di 57.500 incidenti
con lesioni rilevati nel 2024 da Polizia Stradale e Carabinieri, in 4.717
casi almeno un conducente era in stato di ebbrezza, mentre in 1.737
casi almeno un conducente risultava sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.
In termini percentuali, significa che l’8,2 per cento degli
incidenti osservati dai due corpi è risultato associato all’alcol e il 3,0
per cento alla droga.
Si tratta di quote in lieve diminuzione rispetto al 2023, ma ancora
tali da confermare che la guida alterata resta una delle emergenze
più concrete della sicurezza stradale italiana, specialmente nelle
fasce notturne e nei contesti lavorativi.
Il dispositivo funziona come un etilometro collegato
al sistema di avviamento del veicolo.
Prima di partire, il conducente deve sofare nel
sensore e il mezzo si avvia solo se il test restituisce
una misurazione in risposta pari a zero.
In caso contrario, il veicolo non si avvia.
Requisiti stringenti
La questione si sposta così dalla sanzione alla
misura restrittiva operativa.Dietro a quel gesto
apparentemente banale, sofare prima di girare
la chiave o premere il pulsante Start, c’è una
procedura tecnologica fatta di elettronica, interfacce,
sigilli anti-manomissione, taratura periodica
e responsabilità documentali.
Il decreto sulla corretta installazione e l’eventuale
manomissione parla chiaro. I dispositivi
abilitati devono rispondere alla norma EN
50436, recare marcatura CE ed essere omologati
come unità elettrica o elettronica secondo
il regolamento UNECE n. 10. Non basta, dunque,
un etilometro adattato all’uso veicolare, serve
un apparato progettato per dialogare con i sistemi
di bordo, senza compromettere sicurezza,
compatibilità elettromagnetica e afdabilità
funzionale.
Il campo d’applicazione riguarda i veicoli delle
categorie M e N, quindi auto private, autobus e
mezzi destinati al trasporto merci.
Ed è proprio qui che il tema diventa interessante
per il settore. L’installazione può avvenire su veicoli
già predisposti secondo il quadro europeo,
ma anche su modelli non nativamente equipaggiati,
a condizione che esistano istruzioni puntuali
del fabbricante dell’alcolock e che l’installatore
disponga delle informazioni tecniche
necessarie fornite dal costruttore del veicolo.
In altre parole, non c’è spazio, almeno in teoria,
alle improvvisazioni,
Tutto a regola d’arte
Cablaggio, consenso all’avviamento, alimentazione,
posizionamento dell’unità, protezione da
alterazioni e corretto ripristino in caso di rimozione
diventano passaggi centrali, non dettagli
secondari e anche il ruolo dell’installatore è cruciale.
Il legislatore infatti lo colloca al centro del
processo e alza l’asticella, consentendo l’installazione
certicata soltanto alle imprese abilitate
alle attività di meccatronica, che devono installare
il dispositivo seguendo alla lettera le procedure
del produttore.
Prevista anche l’applicazione di un sigillo autodistruttivo
antimanomissione accompagnato
da una dichiarazione formale di montaggio.
Installatori in rete
Il Ministero dell’Interno ha annunciato, con circolare
n. 5153 del 23 febbraio 2026, la pubblicazione
sul Portale dell’Automobilista delle prime
informazioni operative sugli alcolock. È
disponibile, infatti, l’elenco iniziale delle ofcine
autorizzate a installare il sistema, insieme ai
modelli di alcolock già riconosciuti e alle liste
dei veicoli e dei modelli sui quali sono installabili.
Insieme a questa, il conducente interessato
deve conservare il certicato di taratura in corso
di validità. È un passaggio questo che interessa
in particolare il post-vendita e i veicoli usati, e
che apre prospettive per la formazione del personale.
C’è poi un aspetto meno visibile ma decisivo:
l’installazione non richiede l’aggiornamento del
Quale scegliere
Nel mercato italiano degli alcolock omologati emergono oggi due
soluzioni con impostazione tecnica diversa: Breatech Alcolock
B1000 e Zaldy Alcolock.
Se volessimo fare un confronto tra i due dispositivi presenti nell’elenco
del Portale dell’Automobilista, la differenza più evidente
non sta tanto nella funzione di base, che per entrambi è la stessa,
cioè impedire l’avvio del veicolo se il test del respiro supera la soglia
impostata, quanto nel tipo di impiego e controllo a cui sembrano
destinati. Sia Breatech Alcolock B1000 sia Zaldy Alcolock sono
infatti sistemi di blocco accensione, ma parlano a utenti diversi e
rispondono a esigenze operative differenti.
Quasi una scatola nera
Il Breatech B1000 ha un’impostazione ‘aziendale’. La scheda tecnica
insiste sulla natura del dispositivo, pensato per chi ha bisogno non
solo di impedire la partenza del mezzo, ma anche di monitorare il
comportamento del conducente. Registra test superati o falliti, rifiuti,
tentativi di manomissione, accensioni e spegnimenti e trasferisce
i dati in forma cifrata a un portale cloud. In più può effettuare test
ripetuti o casuali durante la marcia, integra funzioni di ‘over-ride’ per
emergenza e può essere collegato ai sistemi di bordo tramite CAN
e LIN bus. È quindi più vicino alle esigenze di flotte aziendali, trasporto
merci, trasporto persone e operatori che devono gestire più
veicoli, perché consente di registrare eventi, verificare eventuali tentativi
di manomissione e avere una tracciabilità più ampia dell’uso
del mezzo. In pratica, è un dispositivo che non si limita alla prevenzione,
ma aggiunge una funzione di controllo gestionale.
Fino a 100mila test in memoria
Lo Zaldy Alcolock, invece, appare più orientato alla semplicità operativa.
Anche qui il cuore è un sensore elettrochimico, ma è pensato
dper un basso consumo energetico, resistere a vibrazioni, polvere,
umidità e temperature esterne.
Il tempo di analisi è inferiore a 10 secondi, la memoria fino a 100.000
‘eventi’ e la calibrazione è annuale. La connettività c’è, con accesso
remoto ai dati tramite rete sicura, ma il messaggio è diverso: uno
strumento affidabile per uso commerciale e privato quotidiano, cioè
per chi vuole una barriera concreta e immediata contro la guida in
stato di alterazione. Per questo può risultare più adatto ad artigiani
e imprese, va bene sui veicoli commerciali, mezzi di servizio o auto
aziendali in cui l’obiettivo principale è avere un sistema semplice,
stabile e pronto all’uso, senza una struttura di controllo particolarmente
complessa alle spalle.
documento unico di circolazione. Da un lato si
alleggerisce così la parte burocratica, dall’altro
si concentra tutta la responsabilità sulla correttezza
tecnica dell’intervento e sulla tracciabilità
della procedura, nonché sulla buona
fede dell’utilizzatore e del gestore flotta. È
infatti una semplicazione utile, ma che
si appella a un autotrasporto più maturo
e consapevole non solo all’osservazanza
delle prescrizioni di legge, ma anche
alle corrette procedure di installazione,
taratura, omologazione.
Ii due dispositivi
indicati dal Portale
dell’Automobilista:
Breatech Alcolock
B1000 e Zaldy
Alcolock.
44 - 05 2026
www.vietrasportiweb.it
05 2026 - 45
Associazioni&Dintorni
Associazioni&Dintorni
Sotto pressione
In forte calo la reddittività delle aziende di autotrasporto, costrette a fare
i conti con il caro carburanti provocato dalla guerra iraniana e dalla
conseguente chiusura di Hormuz. Servono interventi organici e duraturi
La legge tutela
Il caro gasolio sta impattando pesantemente sui conti delle imprese
di autotrasporto con una spesa maggiore, per veicolo, che può superare
i 20mila euro annui. Ma gli strumenti per correre ai ripari ci sono
a cura di Carlotta Caponi, Segretario Generale Fai
italiano torna a fare i conti
con una nuova ondata di rincari energetici,
L’autotrasporto
innescata dalle tensioni geopolitiche internazionali
e, in particolare, dalla crisi legata alla
guerra in Iran. Stiamo assistendo a una fase di
forte volatilità dei prezzi dei carburanti e gli effetti
sono già visibili su un comparto strutturalmente
fragile.
Il settore, che garantisce circa l’80,0–85,0 per cento
della movimentazione delle merci in Italia, è infatti
fortemente esposto alle dinamiche energetiche:
il carburante rappresenta tra il 30,0 e il 35,0
per cento dei costi operativi. Un incremento di 10 centesimi
di euro al litro si traduce in un aggravio compreso tra 3.000
e 5.000 euro annui per veicolo pesante, no a 250.000 euro
per flotte di medie dimensioni.
Il problema principale resta l’impossibilità di trasferire integralmente
questi aumenti lungo la liera: solo il 40,0-60,0
per cento dei rincari viene recuperato, con ritardi che possono
arrivare no a 120 giorni.
Il risultato è una compressione drastica della redditività:
a fronte di margini già contenuti (intorno al 2,0-5,0 per cento),
si registrano riduzioni no al 50,0 per cento, con molte
imprese che operano ormai in condizioni di equilibrio precario.
Le misure pubbliche adottate nora non sembrano in grado
di arginare la crisi. Le risorse stanziate - circa 100 milioni
di euro - appaiono insufcienti rispetto all’entità degli extracosti.
Come evidenziato più volte, manca soprattutto
un sistema strutturale di compensazione: l’assenza di meccanismi
automatici di adeguamento del prezzo del trasporto
continua a scaricare il rischio sulle imprese.
L’aumento dei costi di trasporto si riflette sull’intera
liera logistica, con incrementi stimati tra l’8 e il
12 per cento.
Ed è inflazione
Questi rincari contribuiscono a una pressione inflattiva
tra +0,3 e +0,5 punti percentuali, con effetti
diretti sui prezzi al consumo, in particolare nei settori
ad alta incidenza logistica, come agroalimentare
e grande distribuzione.
Nel frattempo, cresce il rischio di una contrazione
del tessuto imprenditoriale: circa un’impresa su
tre è in difcoltà e no al 10-15 per cento di quelle
oggi operative potrebbe uscire dal mercato, soprattutto
tra le PMI.
La crisi energetica sta incidendo anche sulle prospettive
di medio periodo. Gli investimenti nel rinnovo delle flotte
registrano un calo tra il 20,0 e il 30,0 per cento, rallentando
il percorso di transizione ecologica.
Parallelamente, aumenta la pressione competitiva degli
operatori esteri, spesso avvantaggiati da un costo del carburante
inferiore. Una dinamica che, secondo FAI
Conftrasporto, rischia di compromettere la tenuta del sistema
logistico nazionale.
La crisi innescata dalla guerra in Iran conferma la centralità
del nodo energetico per l’autotrasporto. Non si tratta più di
una fase emergenziale, ma di una vulnerabilità strutturale.
È dunque necessario un cambio di approccio: servono interventi
organici e duraturi, a partire da meccanismi automatici
di adeguamento dei costi, sostegni alla liquidità e
una revisione della scalità energetica.
Senza queste misure, il rischio è una progressiva perdita
di competitività del settore, con effetti a catena su tutta
l’economia reale.
Il calcolo esatto
Il calcolo va, però, fatto correttamente, e qui sta l’errore più
diffuso. La norma prevede di confrontare il prezzo MASE
al momento della stipula con quello attuale ma a parità di
accisa, ossia con la stessa componente scale. Quando
il Governo la riduce in via emergenziale il MASE scende
perché evidentemente cambia la tassazione. Confrontare
il MASE di gennaio - costruito con accisa ordinaria di 672,90
euro per mille litri - con il MASE di aprile - costruito con acdi
Alessandro Peron, Segretario Generale FIAP
In pochi mesi il costo reale del gasolio per
un'impresa di autotrasporto è aumentato di oltre
il 47,0 per cento rispetto ad agosto 2025.
Per un autoarticolato che percorre 100.000 chilometri
all’anno signica un esborso maggiore
no a 20.000 euro. Eppure molte imprese stanno
subendo questo aumento in silenzio, convinte di
non avere armi per fronteggiarlo. Sbagliato: gli
strumenti esistono, sono nella legge dal 2022, e
quasi nessuno li usa correttamente.
Dal 2022 ogni contratto di trasporto merci su strada
stipulato in forma scritta deve contenere una
clausola di adeguamento del corrispettivo al costo del carburante
- elemento essenziale ai sensi dell'art. 6, comma
3, lettera d) del D.Lgs. 286/2005. Se manca, anche se rmato
su carta, quel contratto non vale. Il corrispettivo si determina
in base alle tabelle dei costi del MIT, che per un autoarticolato
di oltre 26 tonnellate certicano un minimo di
1,825 euro al chilometro di costi diretti. Quando il prezzo
MASE (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica)
varia di almeno il 2,0 per cento rispetto al valore di riferimento
alla rma scatta l'adeguamento automatico.
cisa ridotta a 472,90 euro per mille litri - signica
confrontare due prezzi con basi scali diverse. Il
risultato non misura quanto è aumentato il gasolio:
misura quanto è cambiato il costo del gasolio
insieme alla tassazione. Per rendere il confronto
omogeneo va aggiunta al MASE attuale la differenza
di accisa, pari a 0,200 euro al litro: il MASE
di aprile normalizzato sale da 1,789 a 1,989 euro
al litro, e la variazione reale è del 47,5 per cento -
non del 32,7 del confronto grezzo. Su un corrispettivo
mensile di 10.000 euro con quota carburante
al 30,0 per cento, la differenza è di oltre 5.000
euro all'anno per contratto.
La norma vale anche per chi opera senza contratto
scritto o con un contratto privo della clausola fuel: il
diritto al corrispettivo tabellare MIT matura nel tempo e il
rischio per il committente cresce ogni mese. Idem per chi
afda trasporti a subvettori: in quel rapporto è committente
a tutti gli effetti, con i medesimi obblighi.
Detto tutto ciò, come procedere? Bisogna recuperare il
prezzo MASE del mese di rma del contratto, calcolare il
differenziale a parità di accisa e inviare una PEC con calcolo
e riferimento normativo. Senza PEC non esistono né messa
in mora, né interruzione dei termini.
C’è un equivoco diffuso sui ristori del Governo che vale la
pena correggere. Le misure sulle accise e i fondi stanziati
per l’autotrasporto compensano la perdita del rimborso
accise strutturale - non l’aumento del prezzo del gasolio.
Sono fenomeni distinti su piani giuridici separati. Come
associazioni stiamo lavorando per misure strutturali che
guardino oltre l'emergenza, ma quei percorsi richiedono
tempo politico. Il diritto contrattuale è già nelle mani degli
autotrasportatori, in questo momento. Usarlo non è aggressività
commerciale, è sostenibilità d'impresa.
46 - 05 2026
05 2026 - 47
Legale
Tutto chiaro?
Il Decreto Infrastrutture ha introdotto novità importanti in tema
di ‘Norme per garantire la continuità del servizio di autotrasporto’.
I chiarimenti nella nota del MIT per comprenderne meglio l’applicazione
a cura di Maria Cristina Bruni e Chiara Caponegro
Approfondiamo alcune delle novità apportate dal
Decreto Legge n. 73/2025, denominato ‘Decreto
Infrastrutture’, in tema di ‘Norme per garantire la
continuità del servizio di autotrasporto’ al D.Lgs. n.
286/2005. In particolare, l’art. 6 bis, oggetto di modiche
volte a ridurre il periodo di franchigia; evidenziare la rilevanza
delle indicazioni da fornire al vettore da parte degli
operatori interessati; individuare l’indennizzo in caso di
superamento del periodo di franchigia e inquadrare il ruolo
del conducente in fase di carico.
Innanzitutto, viene introdotta una riduzione del periodo di
franchigia dalle 2 ore a 90 minuti per ciascuna operazione;
esso decorre dal momento in cui il vettore arriva presso il
luogo di carico/scarico e termina con l’inizio delle operazioni.
Con riferimento all’onere di fornire al vettore indicazioni
circa il luogo e l’orario di svolgimento di tali operazioni
e circa le modalità di accesso dei veicoli ai punti di carico
o di scarico ad oggi risultano obbligati oltre il committente
anche il destinatario della merce e/o qualsiasi altro soggetto
della liera di trasporto. Laddove tale onere non sia
rispettato, il vettore può tutelarsi dimostrando l’orario di
arrivo tramite sistemi satellitari di geolocalizzazione del
veicolo oppure con quelli del tachigrafo intelligente di seconda
generazione.
Alla luce dell’estensione del regime di responsabilità anche
ad altri soggetti nel caso in cui il periodo di franchigia sia
superato, il caricatore e il committente rispondono in solido
alla corresponsione di un indennizzo al vettore pari a 100
euro per ogni ora o frazione di ora di ritardo.
Una novità inne riguarda la gura del conducente: viene
espressamente riconosciuta la sua facoltà, ma non l’obbligo,
di essere presente nel visionare la correttezza e regolarità
delle operazioni di carico.
48 - 05 2026
Dubbi interpretativi
Le modiche appena citate hanno generato qualche dubbio
interpretativo sia tra i vettori, sia tra i committenti. Proprio
per questo motivo, il MIT ha pubblicato a rafforzamento
dei precetti normativi una nota di chiarimento sull’ applicazione
delle norme sulla disciplina dei tempi di carico e
scarico delle merci.
Quali sono i punti toccati?
La nota del MIT specica che nella franchigia non vanno
computati i tempi per le operazioni di carico e scarico, in
quanto essa termina proprio con l’inizio delle operazioni.
Inoltre, l’indennizzo medesimo dovuto al vettore è previsto
anche in caso di superamento dei tempi indicati contrattualmente
per l’esecuzione materiale delle operazioni di
carico o scarico inferiori all’ora.
La nota del MIT specica anche il motivo dell’estensione
dei soggetti a cui spetta l’onere di fornire indicazioni sullo
svolgimento delle operazioni di carico e scarico. Queste,
infatti, coinvolgono diversi soggetti della liera di trasporto
e spesso vengono effettuate presso diversi terminali: pertanto,
occorre dare rilevanza alle attività svolte da ciascuno
di tali soggetti in quanto partecipanti all’organizzazione
dell’impresa.
La nota riporta l’attenzione su un altro tema rilevante: l’importanza
di prevedere contrattualmente in anticipo orari,
luoghi, tempistiche e modalità con cui si svolgeranno le
operazioni di carico e scarico. Nonostante già l’art. 6 del
medesimo D.l.gs. prevedesse un elenco degli elementi essenziali
che devono gurare nel contratto di trasporto scritto,
l’invito è quello di prevedere al ne di fugare possibili
contenziosi, nel contratto il ventaglio di situazioni che si
potrebbero vericare, soprattutto con riguardo alle sfere
di attività dei vari responsabili e al conseguente riparto di
responsabilità tra i vari soggetti interessati.
Il contratto è uno strumento di tutela utile ad ogni realtà
per evitare problemi ed imprevisti, soprattutto in ragione
delle varietà di possibili parti stipulanti e delle molteplici
operazioni che possono essere effettuate.
Come dire: prevenire è meglio che curare.
La rubrica è curata da Maria Cristina Bruni e Chiara
Caponegro, avvocati dello Studio legale associato
EurAmbrosiano di Milano.
Maria Cristina Bruni, Senior Partner e giornalista
pubblicista, ha un’esperienza consolidata in diritto
dei trasporti interno e internazionale e pluriennale
nel settore del diritto del lavoro.
Chiara Caponegro, Senior Lawyer e data protection ofcer, ha un’esperienza
pluriennale nel diritto del lavoro, previdenziale e sindacale. Opera inoltre
nel settore del diritto dei trasporti.
Leggi, aziende, lavoro
Non esagerare
Quando la rabbia entra in azienda: il caso delle minacce al capo da
parte di un lavoratore e la risposta della Cassazione. Qual è il limite
che non andrebbe mai superato, indipendentemente dalle ‘fragilità’
La rubrica è curata da Pasquale Dui,
avvocato, professore a contratto di diritto del lavoro,
revisore legale e giornalista pubblicista.
Ci sono momenti in cui il lavoro smette di
essere solo tale per diventa qualcosa di
più: tensione, frustrazione, conflitto. Ma
c’è una linea, sottile e decisiva, che non può essere
superata come evidenzia una recente decisione
della Corte di Cassazione (Cass. n.
9487/2026, del 14 aprile).
La vicenda è, per certi versi, cinematograca. Un
dipendente, in malattia e quindi formalmente assente
dal servizio, decide di recarsi comunque in
azienda. Non solo: si presenta in una sede diversa da quella
di assegnazione, senza autorizzazione, e tenta di accedere
ai locali. Fermato dalla guardia giurata, reagisce in modo
aggressivo. La situazione degenera, tanto da rendere necessario
l’intervento delle forze dell’ordine.
Il punto più delicato emerge subito dopo. Il lavoratore, rivolgendosi
all’amministratore delegato, utilizza espressioni
minacciose, dai toni accesi e intimidatori, e dichiara che
se non vengono sistemate le sue incompatibilità con i colleghi,
ci penserà da solo. Non si tratta di uno sfogo isolato
o di una frase infelice: il linguaggio è tale da evocare reazioni
violente, no all’ipotesi di ‘farsi giustizia da sé’. Il tutto
in un contesto aziendale, davanti ad altri colleghi, con effetti
inevitabili sul clima interno.
L’azienda decide di procedere con il licenziamento. Il lavo-
ratore impugna il provvedimento, sostenendo che
la sua condotta non sia così grave da giusticare
la sanzione espulsiva.
Porta anche un elemento che, a suo dire, dovrebbe
attenuare la responsabilità: uno stato di fragilità
psicologica certicato.
Tutelare l’organizzazione
La vicenda arriva no alla Cassazione. E qui il quadro
si chiarisce.
I giudici confermano la legittimità del licenziamento,
valorizzando alcuni elementi chiave.
Innanzitutto, il comportamento non è stato occasionale
o marginale: il lavoratore si è volontariamente
recato in azienda pur essendo assente, ha forzato
una situazione già delicata e ha tenuto una condotta aggressiva
e consapevole. In secondo luogo, le minacce non
sono state generiche, ma dirette e inserite in un contesto
concreto, con un evidente potenziale intimidatorio.
C’è poi un altro aspetto decisivo: il vincolo duciario. Nel
rapporto di lavoro, soprattutto in contesti organizzati e
complessi come quelli aziendali, la ducia è un elemento
essenziale. Quando viene compromessa in modo grave,
la prosecuzione del rapporto diventa difcilmente sostenibile.
È proprio ciò che la Corte sottolinea: una condotta
di questo tipo incrina irreparabilmente il rapporto tra datore
e lavoratore.
E lo stato psicologico? La Cassazione non lo ignora, ma
lo ridimensiona. Per poter incidere sulla valutazione disciplinare,
una condizione di fragilità deve essere collegata
in modo concreto al comportamento contestato.
Nel caso esaminato, questo collegamento non è stato
dimostrato. La certificazione prodotta è stata ritenuta
insufficiente a spiegare, e soprattutto a giustificare,
la gravità delle minacce.
Il messaggio che emerge dalla decisione è chiaro
e, per certi versi, attuale. Il luogo di lavoro non è
uno spazio neutro rispetto alle emozioni, ma non
può diventare il terreno su cui queste esplodono
senza controllo. Il conflitto è fisiologico; la violenza,
anche solo verbale quando assume
certe forme, no.
In un’epoca in cui lo stress lavorativo è sempre
più diffuso, questa sentenza ricorda che
esiste un equilibrio delicato tra comprensione
delle difcoltà individuali e tutela dell’organizzazione.
Superare quel limite signica
esporsi a conseguenze serie. E, come dimostra
questo caso, anche denitive.
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MAURO DELLACASA .
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A proposito di Anfia Service
Anfia Service nasce nel 1996 come Società di Servizi di Anfia. È un
vero e proprio service provider che opera principalmente nella consulenza
e formazione (IATF 16949, ISO 9001, VDA 6.3, etc.), organizza
convegni e cura pubblicazioni tecniche in ambito Qualità,
Ambiente, Sicurezza ed Etica.
Con la formazione, in particolare, si punta ad accrescere il livello
di competitività delle imprese per affrontare difficoltà e cambiamenti.
Nel 2025 è stata costituita la nuova sezione Allestimenti su veicoli
industriali di Ana. L’obiettivo è valorizzare un comparto che opera
lontano dai riflettori per alzare l’asticella della qualità e della sicurezza
di Tiziana Altieri
Mauro Dellacasa,
delegato Ana della
Sezione Allestimenti
su veicoli industriali.
All’interno del Gruppo Costruttori Ana circa
un anno fa è stata costituita la nuova
Sezione Allestimenti su veicoli industriali.
Andrea Perone (Ofcine Cristallo) è stato nominato
presidente per il quadriennio 2025-2028.
Al suo anco i vice Gianmarco Marauta
(Grucar) e Antonio Carra (Ofcine Carra).
Delegato Ana è, invece, Mauro Dellacasa.
Sono già 24 le imprese che hanno aderito all’iniziativa
nata con lo scopo di scambiarsi informazioni
e condividere possibili soluzioni alle
problematiche e alle sde di questo settore che
opera lontano dai riflettori. Ma non solo, come
ci racconta proprio Dellacasa che abbiamo incontrato
presso la sede Ana, a Torino.
Come nasce la sezione Allestimenti su
veicoli industriali?
«L’idea risale a ne 2022, quando all’interno della
Sezione Gru per Autocarro del Gruppo
Costruttori si è deciso di avviare lo studio preliminare
di una norma specica di settore al ne
di qualicare professionalmente le aziende e le
persone che si occupano di installare le gru sui
mezzi di trasporto. È emersa l’esigenza di dare
un’identità chiara all’allestitore, gura spesso
assimilata al carrozziere, ma che in realtà racchiude
competenze differenti: è, infatti, colui
che integra attrezzature ben denite, come le
gru da carico e altri mezzi di sollevamento, su
un autocarro che può avere caratteristiche molto
diverse a seconda del modello e dell’impiego.
Per farlo deve conoscere in modo approfondito
le peculiarità del mezzo, le normative legate alle
motorizzazioni, la distribuzione dei pesi, oltre a
tutte le direttive europee che regolano le attrezzature
in termini di portate, stabilità e momenti
di ribaltamento. Si tratta sostanzialmente di progettare
un ‘sistema’ che sia conforme dal punto
di vista normativo, sicuro tecnicamente e sostenibile.
L’allestitore rmando il documento per
l’omologazione si assume la piena responsabilità
di quanto realizzato. Ana ha accolto immediatamente
questa esigenza aprendo la strada
alla nascita di questa sezione. Il 27 febbraio
2025 è stata pubblicata la Norma UNI 11970
che individua e professionalizza due ruoli fondamentali:
il ‘Responsabile della installazione
di gru caricatrici su veicoli’, la persona che deve
conoscere, applicare i precetti normativi e veri-
care il soddisfacimento dei requisiti di sicurezza
previsti, e lo ‘Specialista delle prove di carico
e stabilità’, quella che, invece, deve essere
in grado di svolgere i compiti previsti per le prove
e le veriche di stabilità della gru caricatrice
dopo l’installazione sul veicolo e di redigere il
relativo rapporto di prova».
Quante aziende conta oggi la Sezione?
«La Sezione è partita con 8 aziende promotrici
e oggi conta 24 associate, sono circa il 30 per
cento di quelle attive in Italia: occupano 250 persone
e generano un fatturato di circa 200 milioni
di euro, suddiviso in modo piuttosto equilibrato
tra attività di montaggio e allestimento e manutenzione.
L’obiettivo è quello di coinvolgere progressivamente
tutti gli attori del comparto, superando
la naturale concorrenza tra aziende, per
presentarsi come un interlocutore unico e autorevole
nei confronti di costruttori e istituzioni».
A cosa state lavorando oggi?
«La norma UNI 11970 non è obbligatoria ma costituisce
una garanzia di qualità e competenza
per aziende, clienti, organismi di vigilanza e assicurazioni.
Chi desidera qualicarsi secondo
questo standard ha la possibilità di seguire un
corso e ottenere una certicazione riconosciuta
a livello nazionale. Abbiamo messo a punto un
percorso formativo con Ana Service. La certi-
cazione nale avverrrà tramite esame e certicato
Accredia. Aggiungo che la norma nasce con
riferimento alla Direttiva Macchine applicata alle
gru da carico, ma ci piace pensare che in futuro
gli allestitori di attrezzature simili, come i caricatori
da legname e da rottame, possano ambire
ad una analoga normativa. L’obiettivo è che la
professionalizzazione porti a un riconoscimento
concreto sul mercato, la scelta di un allestitore
certicato deve diventare elemento distintivo».
Come si svolgeranno i corsi?
«Per accedere ai corsi, che partiranno entro la ne
dell’anno, sarà richiesta un’esperienza minima di
due anni nel settore. La formazione prevede una
parte teorica in e-learning e una parte pratica in
presenza, che si svolgerà presso il centro formativo
di un nostro partner bresciano. Il corso per la
gura di ‘Responsabile dell’installazione delle gru
caricatrici su veicoli’ ha una durata di 20 ore, quello
per la gura di ‘Specialista delle prove di carico e
di stabilità di 16 ore complessive’. Al termine del
percorso si svolge un esame nale con certicazione
di Accredia. L’azienda può far certicare una
gura interna, che diventerà il responsabile rmatario
degli allestimenti. Per gli associati Ana sono
previste condizioni vantaggiose».
State lavorando anche sulla cyber security.
Ci può dire di più?
«La questione nasce dalla crescente integrazione
tra l’elettronica del veicolo e quella delle attrezzature
installate. In questo contesto assume
particolare rilievo il regolamento UNECE R155,
che introduce requisiti specici sulla sicurezza
informatica dei veicoli. Nel momento in cui un’attrezzatura
viene installata e messa in comunicazione
con il mezzo si crea un punto potenzialmente
critico, una possibile vulnerabilità. Diventa,
quindi, fondamentale stabilire quali protocolli
seguire, quali standard rispettare e quali informazioni
il costruttore del veicolo debba fornire
all’allestitore per poter operare in sicurezza».
Quanto è importante per chi fa questo
mestiere il dialogo con i costruttori?
«Il confronto continuo con i costruttori di veicoli
industriali è essenziale. Capita, ad esempio, che
alcuni mezzi non prevedano spazi adeguati per
gli stabilizzatori oppure che la struttura del telaio
non consenta ancoraggi in piena sicurezza.
Sono aspetti che possono essere risolti solo attraverso
un dialogo tecnico costante.
Tra le attività svolte della nostra Sezione c’è anche
un confronto/dibattito sull'intrepretazione
delle veriche richieste da INAIL quando vengono
modicate le caratteristiche di una gru già
sul mercato. In questo caso il dialogo avviene
tramite Ana, un canale istituzionale ancora più
diretto ed efcace».
Realtà complesse, competenze specialistiche
Andrea Perone, presidente della Sezione Allestimenti su veicoli industriali, descrive con chiarezza
la complessità delle aziende che operano in questo comparto. In qualità di Specialista Prodotto
presso Officine Cristallo, realtà fondata nel 1962 a Cosio Valtellino (SO) come autocarrozzeria e poi
specializzatasi nell’allestimento di truck, Perone si confronta quotidianamente con le specificità del
settore. «Vantiamo una produzione annua di circa 150 veicoli - spiega - e possiamo contare su 30 dipendenti
distribuiti tra amministrazione, commerciale, progettazione e officina, che comprende carpenteria,
verniciatura e montaggio. Gli allestimenti vengono eseguiti in conformità alla Direttiva Macchine
CE e la certificazione di quanto prodotto avviene internamente, a cura dell’Ufficio Tecnico. Per realtà
come la nostra, che dialogano da un lato con i costruttori di veicoli e dall’altro con i produttori di attrezzature,
è fondamentale fare squadra per far sentire la propria voce».
Perone sottolinea poi l’importanza di un percorso di professionalizzazione per distinguersi sul
mercato: «Siamo responsabili della sicurezza del veicolo allestito. Professionalizzare la categoria significa
alzare l’asticella della qualità, a vantaggio di tutti». Tra i punti di forza di Officine Cristallo spicca
il sistema intercambiabile sviluppato per movimentare e ancorare al telaio del veicolo diverse tipologie
di carrozzerie non unificate: cassoni ribaltabili, betoniere, gru idrauliche e impianti Multilift a gancio.
«Le nostre realtà - conclude Perone - sono molto più che semplici carrozzerie e, grazie alla nuova
sezione Anfia, puntiamo a dare loro la visibilità e l’importanza che meritano».
Andrea Perone,
presidente della
Sezione Allestimenti
su veicoli industriali
di Ana per il
quadriennio 25-28.
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Trailix&One Trailer
Giovani intelligenti
Due realtà, distanti geogracamente, una in Lombardia l’altra
in Toscana, ma vicine da altri punti di vista, si alleano per completare
l’offerta dei rispettivi semirimorchi dai carrelloni, ai centinati, ai frigo
di Danilo Senna
In un mondo dove l’età media tende inesorabilmente
all’over cinquanta, fa piacere vedere
qualche giovane in controtendenza e che
mostra la passione e l’attaccamento al lavoro
delle vecchie generazioni. Stiamo parlando della
Trailix di Legnano, creatura di Jacopo
Cavaliero e del suo socio che, insieme a un altro
paio di amici e a un tecnico commerciale, si
sono messi a vendere semirimorchi. Noi li abbiamo
conosciuti grazie a un ‘toscanaccio’ che,
invece, questo settore lo cavalca da svariati decenni,
quel Iacopo (stavolta con la ‘I’) Giopp che
sotto l’insegna One Trailer propone anche lui
veicoli per il mercato italiano dei trainati.
Com’è naturale, le due realtà collaborano essendo
di fatto complementari e non avendo
modelli in sovrapposizione, anche se poi ognuno
ha il suo segmento più specico di attività.
Che per la Trailix sono i carrelloni per trasporto
macchine agricole e operatrici, motrici e trattori
stradali, vagoni ferroviari e più in generale bisarche.
Alcuni di loro sono marchiati Aksoylu
(essenzialmente nel caso dei veicoli per soccorso
stradale), azienda turca rappresentata
in Italia da Trailix, altri seppur d’importazione,
portano direttamente il marchio della rampante
realtà legnanese. Il loro menù a la carte propone
anche i frigoriferi Inde Truck per il trasporto
farmaci, carni appese, piante e ori; nonché le
versioni City Trailer, corti e con sterzatura meccanica
Tridec per la grande distribuzione che,
a dispetto del nome, è quasi sempre infognata
in piccoli vicoli e necessita di mezzi con elevata
manovrabilità.
Tirati a lucido per la era
In vista del Transpotec di Milano, le gamme
Trailix e One Trailer sono state schierate nella
presentazione protagonista di queste pagine,
fatta in casa dei primi. Aprono perciò le danze
due carrelloni da 13,60 a quattro assi estensibili
no a 5 metri, per poi passare a uno sso con
tridem. Seguono due Aksolyu mono e biasse,
con trattori Iveco (benché funzionanti) issati in
sella. Dal portafoglio One Trailer, invece, spuntano
i portacontainer e porta tank della Seyit
Usta, a cominciare dal quello con testata scorrevole
che si adatta rapidamente ai box da 20
o 30 piedi senza dover utilizzare alcun attrezzo
Dieci per cinquanta
Arrivata in ritardo la notizia per pubblicarla
nel contenitore Transpotec del
mese scorso, rimediamo ora. Alla
prossima kermesse milanese il ricambista
Diesel Technic, oltre a festeggiare
i dieci anni di attività, porterà le sue
ultime novità, forte di un catalogo Spare Parts che
ha ormai raggiunto e superato il traguardo delle 50mila referenze.
A questi numeri ha contribuito la recente implementazione dei
pezzi di ricambio per veicoli commerciali che, da soli, sono 7.600
e includono anche componenti per veicoli di provenienza orientale
(non sempre esattamente facili da reperire).
e senza compromettere il bilanciamento dei
pesi. Per nire c’erano anche due semirimorchi
più convenzionali: il centinato Schwarzmuller
a tetto rialzabile e scorrevole, seguito dal furgonato
Grosse Equipment a due assi con saracinesca
posteriore. Nell’offerta One Trailer
compaiono anche molti Lecitrailer, pur se a
Legnano non c’erano.
Sotto, la gamma
schierata nel piazzale
della Trailix. Le due
foto più a sinistra,
con il centinato
Schwarzmuller,
certicano la
collaborazione con
One Trailer. Qui a lato,
i carrelloni mono
e biasse per trattori
stradali e quello
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Celebrato a Roma un compleanno
‘pesante’ per la Casa del Leone: quattro
decenni di presenza ufciale a Verona
Ecco il manifesto, con
le rme dei giornalisti
presenti, di Man che
nella Capitale
ha voluto sancire
la storica presenza.
La storia della Man comincia nel 1898,
quando la Maschinenfabrik Augsburg-
Nürnberg fonde due aziende locali per dar
vita a quello che oggi conosciamo come marchio
del Leone. La parte italiana è assai più giovane:
correva l’anno 1986 quando si concretizzo
a Verona. Quattro decenni che hanno visto i camion
cambiare profondamente: è stata l’era della
maturità per il diesel, che proprio nelle ofcine
di Augsburg fu acceso per la prima volta dal suo
inventore Rudolph Diesel; e paradossalmente
anche l’era della sua messa in discussione in
favore di elettrici, idrogeno e altro ancora.
Un esempio da seguire
In questa evoluzione Man è sempre stata all’avanguardia,
inventando spesso soluzioni che
poi sarebbero diventate un patrimonio comune
della ‘specie camion’. All’alba del nuovo millennio,
quando i veicoli pesanti cominciavano a diventare
davvero intelligenti (elettronicamente, s’intende),
erano proprio le due Case tedesche a
contendersi lo scettro di camion più evoluto.
Ancora prima, il mitico Man 19.603 con il suo
formidabile V10 da 600 Cv è stato per quasi un
decennio il più potente truck di serie in circolazione
in Europa. E nella contemporanea lotta alle
emissioni, sempre alla Man si deve l’invenzione
dell’EGR raffreddato, così come l’applicazione
ai pesanti del common rail sperimentato nelle
Truck Race (sui camion di produzione, però, ci
arrivò per primo il Renault Premium). Lo stesso
vale per la sovralimentazione sequenziale, con
due turbine in serie e doppio intercooler. Pure
dal punto di vista della sicurezza e degli Adas,
ancora sui TGA antenati degli attuali TGX abbiamo
provato i primi controllori di corsia. Per non
parlare del rallentatore primario ad acqua
Pritarder o della trazione idraulica sulle ruote anteriori
Hydrodrive, tutt’ora a listino nell’offerta più
specializzata by Man.
Non sono mancati tempi bui, segnati da instabilità
della dirigenza centrale tedesca oltre che
da condizioni contingenti. Un periodo di appannamento
che, tuttavia, oggi sembra del tutto
superato anche grazie alle sinergie del Gruppo
Traton (cioè VW) di cui Man fa ormai parte insieme
a Scania. I risultati italiani del 2025 confermano
un marchio in salute: 2.700 camion
venduti (+3 per cento sull’esercizio precedente),
quasi 300 autobus (+65) e 1.700 commerciali
(+15). La storia tricolore, lunga appunto quarant’anni,
è stata raccolta in un libro che ha voluto
celebrarla legandola anche ai fatti di cronaca
che l’hanno accompagnata. Buon
compleanno Man Italia.
56 - 05 2026 www.vietrasportiweb.it
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Assistenza e Noleggio
TN Service
Esserci. Sempre
Parte del Gruppo Torello, le divisioni
Assistenza e Noleggio sono un partner
strategico per le aziende di trasporto
Più che una semplice ofcina, più che un
servizio di noleggio. TN Service è il presidio
tecnico e operativo con il quale
l’azienda condensa assistenza, manutenzione
e continuità di operatività per il mondo del trasporto
e della logistica.
Se dalla visione del fondatore Nicola Torello nasce
un’impresa con la visione chiara di rendere
la logistica un servizio strategico e afdabile,
oggi i numeri, in riferimento all’anno 2025 della
divisione Service, confermano una crescita
esponenziale: oltre 30 milioni di euro di fatturato,
più di 190 risorse umane, 8 unità operative, oltre
26.750 passaggi in ofcina e più di 760 veicoli.
A completare una struttura in grado di fornire
ogni servizio ecco la divisione Rent, una business
unit di noleggio in funzione non come attività
laterale, ma come braccio operativo per
la mobilità, sostituzione del mezzo e continuità
del commercio.
Dove tutto è iniziato
Nata nel 2009 a Montoro (AV), ad oggi, ofcina
autorizzata Mercedes-Benz, TN Service ha progressivamente
ampliato la propria presenza
con sedi a Piacenza, Mercato San Severino
(SA), San Giovanni Lupatoro (VR) e Villanova
d’Asti (AT), anche questa partner della Stella.
Il cardine strategico tuttavia
non risiede soltanto nell’espansione
territoriale,
ma anche e soprattutto
nella capacità di offrire un
sistema organico di servizi
che accompagna il veicolo
ben oltre l’intervento meccanico. Interventi sull’allestimento
dei refrigerati, allineamento assali,
elettromeccanica, ricambi e ofcina mobile sono
soltanto alcuni degli elementi di una proposta
di partnership coerente, profesionale e responsabile,
costruita attorno all’esperienza e alla consapevolezza
di quanto sia importante rimettere
ogni mezzo in ordine di marcia ottimale, nel minor
tempo possibile e al miglior costo.
La soluzione noleggio
Accennavamo al renting. Ebbene, TN Service
si occupa di noleggio a breve e lungo termine,
con formule che partono da un giorno e con
una flotta che copre le necessità del trasporto
e della mobilità professionale.
Il parco veicoli copre un ventaglio esteso: truck,
motrici, furgoni isotermici e boxati, semirimorchi
frigo e telonati e city van. I mezzi testimoniano
un’offerta ampia capace di soddisfare
ogni esigenza e cucita sugli obiettivi di imprese
e operatori. La proposta commerciale di base
si fonda sulla formula “Zero Pensieri”, che compendia
manutenzione ordinaria e straordinaria,
copertura assicurativa, personalizzazione di durata
e chilometraggio, oltre a una flessibilità che
alleggerisce l’impatto dei costi straordinari.
Il noleggio in questa prospettiva diventa leva di
programmazione economica e servizio pensato
per abbattere i tempi morti, nemici di chi opera
ogni giorno con la mobilità e la distribuzione. La
forza di TN Service, quindi, emerge dalla totalità
dei servizi offerti e dalla sinergia che nasce tra di
essi, creando un sistema integrato capace di af-
ancare concretamente
professionisti del settore
in ogni fase della loro attività
e restare fedele alla
propria mission: essere
una vera e propria alleata.
58 - 05 2026 www.vietrasportiweb.it
Nel prossimo numero:
SPECIALE
Transpotec
Ecco ‘Truck Lab’, rubrica a cura di Danilo Senna, appuntamento sso del
programma. In questo puntata facciamo chiarezza su due sigle ricorrenti
nel mondo dei motori endotermici: EGR e SCR, due sistemi legati
al trattamento dei gas di scarico (e alla gestione della combustione)
che contribuiscono a ridurre le emissioni e l'impatto ambientale dei veicoli.
Non perdete l’approfondimento sul nostro canale ufciale YouTube.
Ospite della decima puntata Matteo Lof, Sales Manager dal 2020 di Vrent,che ha presentato
le soluzioni di noleggio dedicate all'ambiente e all'igiene urbana. Punto forte dell’azienda la proposta full service
pensata per semplicare la gestione dei mezzi e permettere agli operatori di concentrarsi sul proprio lavoro,
senza distrazioni. Un modello operativo evoluto, in grado di integrare mezzi specializzati, partnership
con allestitori e un’organizzazione tecnica del noleggio strutturata su scala nazionale.
Trovate l’intervista completa su YouTube e sul magazine di marzo di Vie&Trasporti.
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IL FUTURO SI IMMAGINA
INSIEME, DA QUI.
Un nuovo polo strategico, autosufficiente e sostenibile,
al servizio di chi muove l’Italia.
Nel 2026 nasce Scania Milano Est:
oltre 12.000 mq di innovazione, tecnologia e attenzione alle persone.
Un hub all’avanguardia, energeticamente autosufficiente e pensato per offrire ai clienti
un’esperienza completa, dai servizi finanziari e assicurativi di Scania Financial Services
Italia, alla vendita e all’assistenza di tutti i giorni.
Perché il futuro del trasporto non aspetta, si costruisce oggi, insieme.
Due spazi sempre utili per chi vive i trasporti ogni giorno:
“Numeri Numeri” di Tiziana Altieri e le ‘’News’’ di Roberta Cannone.
Due momenti attesi nel format TV per essere sempre informati
su dati, trend e novità di mercato, ma anche sulle norme e le iniziative .
Truck Time
Tutti davanti alla TV
La domenica è dedicata al mondo del trasporto merci,
lo confermano i dati di ascolto. Il format TV di Vie&Trasporti
vi aspetta alle 13.30 sul canale 71 di Canale Italia
60 - 05 2026
Si dice che
Si dice che
n Polizia di Stato e ALIS hanno firmato una
Convenzione finalizzata alla tutela delle
infrastrutture digitali a supporto delle
attività dell’Associazione e delle imprese
associate. L’accordo prevede una
collaborazione strutturata e continuativa
tra le Parti, che comprende momenti di
formazione e aggiornamento per associati e
tecnici, la condivisione di informazioni,
best practice e linee guida utili alla
tempestiva individuazione di vulnerabilità,
nonché la gestione di eventuali eventi
critici di sicurezza cibernetica.
n Il Gruppo Intergea ha annunciato il lancio
operativo di Italrent, la società dedicata al
noleggio a lungo termine. Operatore
generalista e indipendente, non captive,
Italrent si propone come un nuovo punto di
riferimento per aziende e privati. A guidare
la società, con il ruolo di amministratore
delegato, è Lorenzo Sistino, fondatore di
questa realtà insieme ad Alberto Di Tanno,
presidente di Intergea. «Italrent - ha
spiegato l’AD - porta sul mercato un modello
di noleggio semplice, realmente flessibile e
orientato alle esigenze del cliente. Le tecnologie
progettate ci consentono di garantire visibilità e
disponibilità immediata dei veicoli, tempi certi
di consegna e una rete di assistenza capillare,
mantenendo un posizionamento indipendente e
aperto a tutti i marchi».
Un elemento distintivo è rappresentato
dalla sinergia con la rete del Gruppo
Intergea: migliaia di veicoli disponibili,
anche in pronta consegna, e
un’infrastruttura post-vendita con oltre
1.000 officine e circa 2.000 centri dedicati al
servizio pneumatici su tutto il territorio
nazionale. Sono inoltre previsti consegna a
domicilio e soccorso stradale attivo 24 ore
su 24, 7 giorni su 7, in tutta Europa.
I ricambi passano da qui
Accordo tra Lamberet e Maurelli Group. Una rete
capillare per soddisfare le richieste delle aziende
Maurelli Group ha siglato un accordo con Lamberet per
diventare distributore ufficiale per l’Italia di tutte le categorie di
ricambi per l’intera gamma di prodotti del colosso francese del
trasporto a temperatura controllata.
La partnership prevede la distribuzione dei ricambi sull’intero
territorio nazionale attraverso la rete Maurelli Group, composta
da oltre 45 punti vendita e 5 hub logistici, con disponibilità
presso tutte le filiali. Gli operatori potranno, quindi, accedere in
modo immediato ai componenti Lamberet, riducendo i tempi di
approvvigionamento e semplificando le attività di
manutenzione. «Questa nuova partnership - ha sottolineato
Patrik Li Destri, CEO Maurelli - è per noi motivo di grande
orgoglio, perché ci consente di ampliare la nostra offerta a un
segmento del trasporto - quello della cold chain - così rilevante per il
mercato. Lamberet è una realtà di riferimento per qualità e
innovazione e rappresenta, per gli operatori del settore, uno standard
consolidato. L’integrazione di queste competenze con la capillarità
distributiva e il know-how consolidato di Maurelli Group genera un
valore concreto per la nostra offerta». Thomas Kintrup, Head of
After-Sales Lamberet ha aggiunto: «Unendo l’eccellenza dei
prodotti Lamberet alla forza logistica di Maurelli, è possibile offrire
un servizio di alto livello, affidabilità e continuità operativa. Questo
accordo rappresenta una tappa significativa nel percorso di
espansione europea dell’after-sales di Lamberet».
Un attimo e sono da te
Il progetto Officine Mobili Amico Big. Assistenza
a domicilio per ridurre attese e costi
Rivoluzionare il servizio di assistenza e riparazione veicoli: è
quanto si propone di fare il Gruppo Big, specializzato nella
vendita e nel noleggio di veicoli da lavoro, attraverso il nuovo
progetto ‘Officine Mobili Amico Big’. Le officine mobili
brandizzate rappresentano una risposta concreta alle esigenze
di mobilità e assistenza dei clienti offrendo interventi di
riparazione e manutenzione direttamente sul luogo desiderato
dal cliente. I vantaggi? Comodità e risparmio di tempo,
tempestività degli interventi, servizi di alta qualità grazie a
tecnici specializzati e attrezzature moderne, e massima
flessibilità. Il progetto si basa sull’instaurazione di
collaborazioni con officine autorizzate sul territorio a cui viene
messa a disposizione un’officina mobile allestita, riconoscibile
e operante in modo autonomo.
La fase pilota prenderà avvio con due officine, Deforent e
Petrus, che fungeranno da modello e punto di riferimento per le
successive implementazioni. L’obiettivo è quello di raggiungere
le 20 Officine Amico Big entro l’anno.
Officine Mobili Amico Big rappresenta un passo importante per
l’intero Gruppo che persegue nella visione strategica del
business e della mobilità verso un nuovo modo di concepire
l’assistenza, combinando, qualità e riconoscibilità del brand e
creando una rete efficace e capillare.
n BRT sostiene il progetto di cliniche mobili
di Medici Senza Frontiere (MSF) nella
regione di Afar, in Etiopia. Una partnership
che nasce dalla consapevolezza che
l’efficacia di un intervento umanitario
dipende anche dalla solidità delle
infrastrutture logistiche che lo rendono
possibile. Le cliniche mobili di MSF sono
unità progettate per operare in aree
caratterizzate da marginalità geografica,
fragilità infrastrutturale e accesso
estremamente limitato ai servizi di base.
Attraverso l’impiego di mezzi e soluzioni
operative flessibili, le cliniche mobili
consentono di raggiungere comunità
altrimenti escluse dall’assistenza sanitaria
primaria, in particolare nei programmi di
prevenzione, assistenza materno-infantile e
cura delle patologie più diffuse.
In questo quadro, il supporto di BRT
contribuisce a garantire operatività,
tempestività e continuità agli interventi
sanitari nelle aree più difficili da
raggiungere.
La regione di Afar rappresenta uno dei
contesti più complessi del Corno d’Africa tra
crisi climatiche, insicurezza alimentare e
instabilità socio-economica. I tassi di
malnutrizione acuta tra i bambini sotto i
cinque anni raggiungono livelli critici (26
per cento). In queste condizioni, la capacità
di portare servizi sanitari direttamente sul
territorio diventa un fattore determinante
per la continuità delle cure e la tutela della
salute pubblica. Attraverso questa iniziativa,
BRT conferma un approccio alla sostenibilità
fondato sull’integrazione tra responsabilità
economica, competenze strategiche e
impatto sociale misurabile, rafforzando il
proprio ruolo di attore responsabile
all’interno di un ecosistema economico e
sociale interdipendente.
PERSONE&POLTRONE - PERSONE&POLTRONE - PERSONE&POLTRONE E - PERSONE&POLTRONE P
- PERSONE&POLTRONE - PERSONE&POLTRONE
n In seguito all’Assemblea generale
annuale di Stellantis tenutasi il 14
aprile, e come già annunciato, John
Elkann è stato rieletto come
Direttore esecutivo e Robert
Peugeot e Henri de Castries come
Amministratori non esecutivi.
nKia Europe ha nominato
Christophe Mandon, Vice President
Sales and Ownership Experience.
Mandon lavorerà a stretto contatto
con Sjoerd Knipping, Chief
Operating Ofcer. In questa nuova
veste avrà il compito di supportare
la roadmap verso l’elettricazione
del Brand in Europa e di
incrementare le strategie di ingaggio
clienti, per un sempre più stretto
rapporto di delizzazione.
n Marelli, fornitore di tecnologie
avanzate alle principali case
automobilistiche, ha reso nota la
nomina di Frederick “Fritz”
Henderson come amministratore
delegato ad interim dell'azienda, con
effetto immediato. Henderson
succede a David Slump, che
continuerà a far parte del Consiglio
di Amministrazione di Marelli
durante l'uscita dell'azienda dal
processo di ristrutturazione del
Chapter 11 in corso. Il Gruppo Ad
Hoc di nanziatori di Marelli ha
annunciato il piano di nomina di
Laurent Favre come futuro ad, al
termine del mandato di Henderson.
n Subito, prima piattaforma italiana
di re-commerce, con i suoi 2,8
milioni di utenti unici al giorno,
annuncia l’ingresso in azienda di
Cristiana Alicata in qualità di
Mobility Director e nuovo membro
del board aziendale, a riporto diretto
del CEO Giuseppe Pasceri. Laureata
in ingegneria, Alicata è cresciuta
professionalmente all’interno del
Gruppo Fiat, poi FCA, dove ha
ricoperto vari incarichi in ambito
commerciale. In un contesto di
evoluzione del settore automotive,
Alicata raccoglie la sda di
rafforzare il ruolo di Subito, e, in
particolare, del verticale Subito
Motori, quale punto di riferimento
per gli italiani che ogni giorno
scelgono la piattaforma per vendere
o acquistare veicoli.
n Cambio al vertice delle vendite e
del marketing per la divisione veicoli
commerciali di Mercedes-Benz. Dal
1° luglio, Mathias Vaitl assume
l’incarico di Head of sales &
marketing Mercedes-Benz Vans,
succedendo a Sagree Sardien, che
lascia il gruppo per intraprendere
nuove sde professionali.
Attualmente Presidente e CEO di
Mercedes-Benz Korea Ltd., Vaitl
porterà nel nuovo ruolo un'ampia
esperienza internazionale e una
conoscenza approfondita del settore
automotive e del marchio.
62 - 05 2026
www.vietrasportiweb.it
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05 2026 - 63
Si dice che
Dieci volte al top
Premiato l’impegno di Logista nell’ambito
della sostenibilità ambientale
Logista, uno dei principali
operatori logistici in Europa
di prodotti e servizi per i
punti vendita, celebra dieci
anni di riconoscimento nella
categoria Leadership
ottenendo il rating A-
dell’indice CDP (Carbon
Disclosure Project) e
confermando così la propria
posizione di leader nell’ambito della sostenibilità.
Premiato, dunque, il percorso intrapreso per ridurre il
proprio impatto ambientale. In particolare, l’adozione di
veicoli elettrici e il rinnovo delle flotte, insieme all’uso di
carburanti rinnovabili, rappresentano pilastri centrali di
questa strategia. L’85 per cento dei chilometri percorsi nel
2025 è stato a basse emissioni, con l’obiettivo di
raggiungere il 90 nel 2026.
«L’integrazione dei criteri ESG in ogni processo decisionale - ha
commentato Iñigo Meirás, CEO di Logista- ci rende più
resilienti ed efficienti. Questo ci permette di garantire ai nostri
clienti servizi logistici responsabili, affidabili e competitivi,
contribuendo al contempo a ridurre l’impatto ambientale e i
rischi lungo l’intera catena di fornitura».
Qui si cresce
Horizon Automotive tra obiettivi raggiunti e
nuovi traguardi. Un’opportunità di business
Horizon Automotive ha riunito la propria rete di dealer in
occasione della Convention 2026. Protagonisti dell’incontro
Luca Cantoni, Founder di Horizon Automotive, e Maurizio
Pescarini, CEO di Facile.it. Confermato il raggiungimento
degli obiettivi prefissati per il 2025 con 10.000 ordini e un
modello di business consolidato che integra tecnologia e
presenza territoriale. Il percorso degli ultimi tre anni ha
portato l’azienda a crescere in modo significativo, passando
dai 9 milioni di fatturato del 2023 agli oltre 21 dell’ultimo
anno con un ampliamento progressivo della rete.
L’obiettivo per il prossimo triennio è un’ulteriore crescita
degli ordini - fino a 20.000 unità al 2028 - e un’evoluzione
dei principali indicatori economici. Horizon Automotive
prevede anche di generare ulteriore valore per la rete di
dealer attraverso gli ordini di noleggio a lungo termine: una
leva in grado di intercettare nuova domanda, garantendo
loro opportunità di business aggiuntive stimate nei tre anni
per 1 miliardo di euro.
64 - 05 2026
Elettrici sì ma...
Nell’indagine di Dkv gli ostacoli alla
transizione green delle aziende
L’elettrificazione delle flotte aziendali sta
accelerando in tutta Europa: nei prossimi due
anni, oltre la metà delle aziende prevede di
acquistare ulteriori veicoli completamente
elettrici. La transizione, però, non è solo una
scelta tecnologica: per molte imprese è un
percorso che dipende da diversi fattori, come
budget, costi dell’energia e capillarità delle
infrastrutture di ricarica. È quanto emerge dal
DKV Mobility EMobility Study, basato su
un’indagine condotta su 1.732 fleet e mobility
manager di 8 Paesi europei (Germania, Italia,
Francia, Paesi Bassi, Spagna, Polonia,
Repubblica Ceca e Romania). Il quadro italiano
è simile a quello di altri Stati ma con due
evidenze nette. La prima riguarda la ricarica in
azienda: tra le imprese che hanno già veicoli
elettrici o plug-in in flotta, il 90 per cento
dichiara di disporre di infrastrutture di ricarica
in sede e il 78 per cento prevede di potenziarle
ulteriormente nei prossimi due anni.
La seconda è legata ai freni economici: gli
intervistati indicano soprattutto i prezzi di
acquisto dei veicoli elettrici (80 per cento) e il
costo dell’elettricità/ricarica (74) come ostacoli
principali alla piena transizione, insieme alla
percezione di autonomia ancora limitata e a
una rete pubblica considerata non abbastanza
sviluppata (entrambe al 73 per cento).
Sul fronte della gestione complessiva delle
flotte, le aziende italiane segnalano come
principali sfide la pressione sui costi e i
requisiti di sostenibilità (sempre al 79 per
cento), seguiti dalla complessità legata
all’elettrificazione e introduzione di veicoli
elettrici (77): tre priorità che, nel caso italiano,
risultano particolarmente ravvicinate e si
rafforzano a vicenda. Anche per questo, i
servizi restano centrali nella gestione
quotidiana: in Italia il 70 per cento delle
aziende utilizza le carte carburante e, tra chi ha
EV/ibridi, il 43 utilizza una carta di ricarica.
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Si dice che
Si comincia così
Nella flotta di Tonoli fa il suo ingresso uno
Scania elettrico. In linea con i tempi
Tonoli, azienda
specializzata in logistica
integrata, ha ampliato la
sua flotta composta da 50
trattori stradali, 15 mezzi
per la distribuzione locale
e 80 semirimorchi, con il
suo primo Scania 100 per
cento elettrico.
Un’iniziativa che nasce da una scelta indipendente e
coerente con il percorso di trasformazione compiuto negli
ultimi vent’anni. Tonoli ha, infatti, ampliato la propria
offerta e diversificato sia i settori merceologici, sia il raggio
d’azione.
«La sfida della terza generazione - ha commentato Stefano
Tonoli, oggi alla guida dell’azienda - è trasporre e
attualizzare i valori fondanti in un panorama profondamente
cambiato. Flessibilità, qualità del servizio e redditività restano
pilastri imprescindibili, ma oggi richiedono nuove capacità per
affrontare un mercato sempre più instabile e complesso. In questo
contesto, la sostenibilità assume un ruolo centrale: guardiamo
all’elettrico anche come risposta alla volatilità dei carburanti
fossili e integriamo le tematiche ESG, sia sul piano ambientale sia
come leva di miglioramento dell’efficienza organizzativa».
Con 6 MW di impianti fotovoltaici installati sui tetti di
proprietà e 8 MWh di sistemi di accumulo, Tonoli dispone
già di un’infrastruttura energetica avanzata che consente la
ricarica completa notturna del truck del Grifone, con
energia 100 per cento green.
Lo Scania 40 R è dotato di 6 pacchi batterie, per una
capacità installata totale di 535 kWh e un’autonomia che
può raggiungere i 480 km.
Sempre al fresco
L’Orto di Jack sceglie Iveco eDaily.
Prestazioni e sostenibilità
Iveco rinnova la flotta de L’Orto di Jack,
azienda ortofrutticola milanese. Presso la sede
di Molteno della concessionaria Tentori Veicoli
Industriali sono stati consegnati 17 eDaily che
fanno parte di una fornitura che ne comprende
complessivamente 27. I veicoli,
completamente elettrici, con doppia batteria e
sistema Fast Charge, verranno destinati alle
attività di distribuzione di frutta e verdura nel
centro di Milano e nel suo hinterland. Si tratta
di tredici furgoni 38S14E passo 3520L H2 con
coibentazione isotermica con gruppo frigo e
quattro cabinati 42S14E con passo 3450,
allestiti con box isotermico e gruppo
frigorifero elettrico. L’Orto di Jack è una
startup innovativa fondata nel 2017 da
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Più collegamenti tra Asia e Europa. Così Dhl
Global Forwarding anticipa le esigenze
Dhl Global Forwarding, specialista del trasporto aereo e
marittimo di Dhl Group, amplia la propria capacità aerea tra
Asia ed Europa introducendo nuovi voli settimanali tra i
principali hub logistici di Shanghai-Lipsia e Liegi-Hong
Kong. «L’ampliamento della nostra capacità sul corridoio Asia-
Europa - ha detto Henk Venema, responsabile globale del
trasporto aereo presso il Gruppo - rafforza il nostro impegno a
garantire affidabilità, rapidità e resilienza ai nostri clienti. La
domanda su questa rotta cresce a un ritmo eccezionale.
Potenziando la nostra rete anticipiamo le esigenze dei clienti».
Giuseppe Carciati e Giacomo Messina.
L’azienda ha saputo introdurre un approccio
moderno e tecnologico in un settore
tradizionale, digitalizzando l’intera filiera e
trasformando la gestione degli ordini grazie a
un modello omnicanale che integra
ristorazione, retail e vendita online.
Antonio Catalano, presidente del Gruppo ha
affermato: «Nel nostro lavoro la catena del freddo
è un impegno quotidiano, che richiede veicoli in
grado di garantire affidabilità assoluta e
prestazioni costanti in ogni momento della
giornata. L’eDaily si è dimostrato la scelta più
solida per assicurare la qualità dei nostri prodotti
lungo tutto il percorso distributivo, unendo
efficienza e capacità di mantenere condizioni
termiche stabili anche nelle fasi più delicate. Questa
nuova flotta rappresenta per noi uno strumento
concreto per continuare a migliorare il servizio e
sostenere la crescita del nostro modello logistico».
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Che gigante
Amazon a Jesi. Mille posti e robot
per il maxi hub logistico nelle Marche
A portata di mano
Boom di patenti digitali su App IO. Oltre 9
milioni di attivazioni e forte crescita dei servizi
Settecento!
Volvo aumenta l’autonomia dei truck
elettrici. ll lungo raggio è realtà
Amazon aprirà entro settembre 2026 a
Coppetella, nell’area dell’Interporto di Jesi. Si
tratta di uno dei maggiori hub logistici
realizzati in Italia: quattro piani, oltre 230 mila
metri quadrati, 180 milioni di investimento e
mille assunzioni a tempo indeterminato
nell’arco di tre anni. La collocazione non è
casuale. Jesi si trova sull’asse dell’A14, snodo
strategico per i flussi merci tra Adriatico,
Centro-Nord e dorsale europea, ed è servita da
una piattaforma intermodale gomma-rotaia
che garantisce efficienza, flessibilità operativa
e minori costi di approvvigionamento. Il polo
sarà dotato di tecnologia Amazon Robotics, con
scaffalature mobili e sistemi automatizzati
destinati a incrementare densità di stoccaggio,
rapidità di prelievo e produttività, alleggerendo
le mansioni più gravose. Sul fronte
occupazionale, Amazon annuncia contratti
stabili, retribuzione mensile da 1.914 euro e
opportunità anche nei settori tecnici, ICT,
manutenzione, sicurezza e risorse umane.
L’insediamento promette inoltre un rilevante
indotto per trasporti, servizi e filiera locale.
MOTORI SPENTI - MOTORI SPENTI - MOTORI SPENTI - MOTORI SPENTI -
MAGGIO
1 dalle 9,00 alle ore 22,00 - 2 dalle 7,00 alle ore 22,00 - 3 dalle 9,00 alle ore 14,00
La limitazione interessa, fuori dai centri abitati, i veicoli e le combinazioni di veicoli adibiti
al trasporto di merci aventi massa complessiva massima autorizzata superiore alle 7,5 tonnellate
68 - 05 2026
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
1 1 2 3 1
4 5 6 7 8 9 10 1
11 12 13 14 15 16 17 1
18 19 20 21 22 23 24 1
25 26 27 28 29 30 3 31 1
A un anno dall’integrazione dei
servizi della Motorizzazione
civile nell’App IO, la patente
digitale si conferma il presidio
più utilizzato dell’ecosistema
pubblico mobile. Secondo il
Ministero delle Infrastrutture e
dei Trasporti, tra ottobre 2024 e
fine marzo 2026 sono state
registrate 9,2 milioni di
attivazioni della patente in
formato digitale, inclusi i
rinnovi, mentre gli utilizzi
complessivi dei servizi
Motorizzazione disponibili in
app hanno sfiorato quota 10 milioni. Accanto al portafoglio
digitale, si consolidano anche le funzionalità di
consultazione: il servizio “Le mie patenti” ha totalizzato 7,5
milioni di accessi negli ultimi dodici mesi, consentendo agli
utenti di verificare in tempo reale il saldo punti, mentre “I
miei veicoli” ha raggiunto 1,2 milioni di accessi per il
controllo dello stato amministrativo dei mezzi. L’adozione
del canale mobile si misura anche nell’efficacia delle
comunicazioni istituzionali: solo a marzo la Motorizzazione
ha raggiunto oltre 300 mila utenti con messaggi
personalizzati su scadenze, adempimenti e aggiornamenti,
con un tasso di lettura in giornata del 73 per cento. Per il
MIT, il dato conferma il consolidamento di un modello di
amministrazione digitale sempre più orientato a
semplificazione, accessibilità e tempestività, in un percorso
condiviso con Dipartimento per la Trasformazione Digitale,
IPZS e PagoPA per rafforzare l’infrastruttura pubblica della
mobilità. L’obiettivo è rendere i servizi di guida e
circolazione progressivamente più immediati, tracciabili e
fruibili da smartphone, con benefici per cittadini, autoscuole
e imprese di trasporto.
GIUGNO
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
1 2 2 3 4 5 6 7 2
8 9 10 11 12 13 14 2
15 16 17 18 19 20 21 2
22 23 24 25 26 27 28 2
29 30
Volvo Trucks alza l’asticella del trasporto
pesante elettrico e porta l’autonomia fino a 700
chilometri con il nuovo FH Aero Electric
Extended Range, soglia che apre in modo
concreto anche alle missioni di linea e alle tratte
di lungo raggio finora presidiate dal diesel. Il
salto non riguarda soltanto la percorrenza, ma
l’intero equilibrio operativo del veicolo: secondo
il costruttore, la ricarica dal 20 all’80 per cento
potrà avvenire in circa 50 minuti con standard
MCS, un tempo compatibile con le pause
obbligatorie degli autisti e con una gestione
efficiente dei cicli di lavoro. È questo il
passaggio che rende l’elettrico non più una
soluzione da adattare con pianificazioni
complesse, ma un’alternativa credibile anche
per i servizi più impegnativi. A sostenere il
progresso concorre la nuova architettura con e-
axle, che consente di incrementare il numero di
batterie senza penalizzare la capacità di carico,
nodo decisivo per la produttività nel trasporto
merci. L’equazione resta la stessa: più
autonomia, tempi di ricarica ridotti e tara sotto
controllo. Sullo sfondo rimane il tema
infrastrutturale, poiché la diffusione delle
ricariche ultraveloci è ancora limitata; tuttavia
la partita è stata avviata anche sul fronte della
rete, con Milence, joint venture promossa da
Volvo Group, Traton e Daimler Truck per
sviluppare corridoi energetici ad alta potenza
lungo i principali assi europei. In Italia risultano
operative le stazioni di Bagnolo San Vito e
Piacenza. Parallelamente, Volvo aggiorna anche
la gamma elettrica FH, FM e FMX, ora
accreditata fino a 470 chilometri di autonomia,
consolidando l’offerta per la distribuzione
regionale e le applicazioni specialistiche.
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Promozioni
Promozioni
gamma S-Way Diesel Trattori MY24 e Natural
Gas (sia trattore sia cabinato a uso stradale).
L’offerta prevede la copertura della catena cinematica
per 5 anni a costo zero per veicoli con
percorrenza annua fino a 100.000 km o 500.000
totali. Polizza UP Furto e Incendio inclusa.
Fino al 31 maggio.
volazioni previste dal PNRR, fino a esaurimento
risorse con scadenza 30 giugno, le imprese
con meno di 10 dipendenti e un fatturato
annuo non superiore a 2 milioni di euro.
L’acquisto del City Truck 100 per cento elettrico
è subordinato alla rottamazione di un N1
fino a Euro 5.
di Roberta Carati
Tasso fisso
Leasing for Ford
Citroën Leasing
Fino al 30 giugno Ë-Berlingo, Pacco batteria
50 kWh, è proposto con anticipo di 5.540 euro
e 59 canoni mensili da 149; Tan 4,99%, Taeg
7,03%, valore di riscatto 7.203 euro.
Per Ë-Jumpy, Pacco batteria 49 kWh, anticipo
di 6.965 euro e 59 rate da 149; Tan 4,99%,
Taeg 6,87%, valore di riscatto 9.724 euro (per
la versione diesel, anticipo di 6.149 euro e 59
canoni mensili da 149, Tan 4,99%, Taeg
6,81%, valore di riscatto 10.820 euro).
Ë-C3 Van, motore elettrico 83 kw, è proposto
con anticipo di 5.678 euro e 59 canoni mensili
da 109; Tan 4,99%, Taeg 7,32%, valore di riscatto
4.565 euro (per la versione benzina,
anticipo di 5.904 euro e 59 canoni mensili da
109, Tan 4,99%, Taeg 7,37%, valore di riscatto
4.262 euro).
Iva, messa su strada, Ipt, contributo Pfu esclusi.
DAF Aggiornamenti
È sempre valida la campagna di aggiornamenti
gratuiti per tutti i veicoli della gamma:
per verificare la disponibilità basta inserire
nell’apposito modulo online gli ultimi 8 caratteri
del numero di telaio.
Ford Leasing
Tasso fisso del 4,99% fino al 31 maggio con
Leasing For Ford.
Transit Connect Trend 2.0 EcoBlue 102 Cv
Euro 6.2 MY 2026.50 è offerto a 149 euro al
mese per 48 mesi con anticipo di 5.000 euro;
per Transit Connect Trend 1.5 Plug-in Hybrid
150CV MY 2026.50, 272 euro per 48 mesi con
canone anticipato di 5.998 euro.
E-Transit Custom Van Trend 320 L1H1 71 kWh
136CV MY 2026.50 è proposto a 169 euro al
mese per 48 mesi con anticipo di 6.446 euro.
Nuovo E-Tourneo Custom Van Titanium 340
L1H1 71kWh 218CV MY 2026.50 è offerto a 279
euro per 48 mesi con anticipo di 9.500 euro.
E-Transit Van Trend 350 L3H2 184CV 89 kWh
4P MY2026.50 è proposto a 273 euro al mese
per 48 mesi con anticipo di 9.497 euro.
Infine, Transit con Cassone Ribaltabile Trend
350 L2 EcoBlue 130CV Euro 6.2 Trazione
Posteriore RG MY2026.50 è offerto a 182 euro
per 48 mesi con anticipo di 4.997 euro.
Sono tutti prezzi al netto di iva, messa su strada,
Ipt e contributo Pfu.
Iveco Tasso 0
Leasing a 36 mesi a tasso zero su tutta la
gamma Daily e terzo anno di garanzia estesa
a 99 euro. Per esempio, per un furgone del
valore di 28.500 euro, anticipo di 4.750, valore
finale di riscatto 10%, 36 canoni mensili da
649 euro; per un cabinato da 39.000 euro, anticipo
di 6.100, valore finale di riscatto 10%,
36 rate da 899 euro. In entrambi i casi è inclusa
la Polizza UP PLUS Furto e Incendio.
Quanto ai pesanti, tasso agevolato su tutta la
MAN Servizi digitali
Il pacchetto MAN DigitalServices è offerto in
abbonamento gratuito per 3 mesi per ogni veicolo
diesel della flotta. La gamma dei servizi
disponibili comprende la gestione del tachigrafo
e della tempistica, il tracciamento del veicolo,
il supporto del conducente, la gestione della ricarica
e delle batterie per i veicoli elettrici, l’ottimizzazione
delle prestazioni dei veicoli, la gestione
proattiva di manutenzione e riparazioni.
Ed è in vigore sino al 31 dicembre il programma
Lion Plus, che per i veicoli immatricolati
da più di 5 anni assicura sconti fino al 27%
sugli ammortizzatori, fino al 30% su cristalli,
filtri, parti frizione, parti motore, soffietti,
fino al 32% su parti impianto frenante e fino
al 40% sui fluidi.
Opel Leasing
Fino al 30 giugno, con Evolease, Combo elettrico
100 kw, Pacco batteria 50 kWh, è proposto
con anticipo di 5.541 euro e 59 canoni
mensili da 149 euro/100.000 Km; Tan 4,99%,
Taeg 7,03%, valore di riscatto 7.203 euro.
Vivaro elettrico 100 kw, Pacco batteria 49
kWh, è offerto con anticipo di 6.965 euro e 59
canoni mensili da 149 euro/100.000 Km; Tan
4,99%, Taeg 6,87%, valore di riscatto 9.724
euro; per la versione 1.5 Diesel 120 Cv manuale,
anticipo di 6.149 euro e 59 canoni mensili
da 149; Tan 4,99%, Taeg 6,81%, valore di riscatto
10.820 euro.
Tutti i valori sono iva esclusa.
Peugeot Leasing
Leasing vantaggioso fino al 30 giugno.
Per e-Expert Van M - Elettrico 100 kW - Pacco
batteria 49 kWh, anticipo di 6.965 euro e 59
rate da 149; Tan 4,99%, Taeg 6,87%, valore di
riscatto 9.724 euro (per la versione diesel, anticipo
di 6.149 euro e 59 rate da 149, Tan 4,99%,
Taeg 6,81%, valore di riscatto 10.820 euro).
e-Partner Van M - Elettrico 100 kW - Pacco
batteria 50 kWh, è proposto con primo canone
anticipato di 5.540 euro e 59 rate mensili da
149 euro; Tan 4,99%, Taeg 7,03%, valore di
riscatto 7.203 euro.
Iva, messa su strada, Ipt, contributo Pfu esclusi.
Piaggio Ecoincentivi
Porter NPE è in promozione a partire da
28.200 euro; potranno beneficiare delle age-
Scania Ricambi
La campagna ricambi 4 Stagioni Primavera,
con scadenza 30 giugno, garantisce fino a 290
euro di risparmio sulla sostituzione del turbo
e fino a 90 euro su quella del soffietto. Il massimo
risparmio è riservato ai pacchetti di riparazione
in promozione se abbinati a SERVI-
CES 360 CLASSIC, il piano di manutenzione a
misura di truck con almeno 24 mesi di vita.
Per tutta la durata del contratto, CLASSIC dà
diritto a uno sconto del 20%, che sale al 30%
se i veicoli hanno più di 10 anni, sulle lavorazioni
previste dai Pacchetti Scania. Parliamo
di Core (che include manutenzione con piano
flessibile e 3 anni di garanzia sui componenti
meccanici della catena cinematica bagnati da
olio), Plus (che comprende manutenzione
flessibile, 2 anni di pacchetto controllo, riparazione
della catena cinematica e dei principali
organi a essa connessi), Full (che include manutenzione
flessibile, 2 anni di pacchetto controllo,
riparazione estesa della catena cinematica,
riparazione di cabina e autotelaio).
Volkswagen Pneumatici
Acquistando 4 pneumatici estivi o 4 stagioni
delle marche Barum, Bridgestone, Continental,
Firestone, Pirelli, fino al 31 maggio sconto del
25% e un ulteriore sconto fino a 150 euro secondo
la dimensione dei cerchi: 50 euro per
cerchi da 14 a 16”, 100 euro da 17 a 19”, 150
euro per cerchi da 20 a 22”.
Stessa data di scadenza per i piani di manutenzione
WeCare e WeCare Plus dedicati ai veicoli
fino a 15 anni di anzianità dalla data di immatricolazione:
lo sconto del 25% per veicoli
con età inferiore a 4 anni sale al 45% per i veicoli
con età compresa fra 4 e 15 anni.
È invece valida fino al 30 giugno Promozione
Service 25, che assicura il 25% di sconto sulle
principali tipologie di ricambi impiegate per
la manutenzione degli LCV immatricolati entro
il 31 dicembre 2022 (veicoli a noleggio
esclusi).
Infine, è sempre attiva ‘5 plus’, che include
nel prezzo di acquisto del veicolo la garanzia
di serie fino a 5 anni o 150.000 km (100.000
per gamma ID. Buzz). Compresi in 5 plus sono
anche il piano di manutenzione ordinaria
Service Plan di 5 anni o 150.000 km per l’intera
gamma (100.000 km per ID. Buzz) e il
Servizio Mobilità in caso di panne o incidente.
70 - 05 2026
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05 2026 - 71
Archivio
Tutte le prove V&T - Camion&LCV
Citroën Berlingo BlueHDi 100 S&S E6
km/l 12,81 (l/100km 7,80) - adblue% 18,96
km/h 48,6 - kg 1.970 - index 484,3 V&T 795
Citroën Jumpy 2.0 HDi 136 Fap E4
km/l 8,79 (l/100km 11,38) - km/h 51,0
kg 2.930 - index 460,1 V&T 714
Dacia Dokker Focaccia pick-up 1.5 dCi 90 Cv E6b
km/l 14,18 (l/100km 7,05) - adblue% --
km/h 47,4 - kg 1.950 - index 509,2 V&T 828
Dacia Dokker Van 1.5 dCi 90 Cv E5
km/l 15,43 (l/100km 6,47) - km/h 52,3
kg 1.960 - index 533,1 V&T 766
Fiat Doblò Cargo 95 EcoJet E6b
km/l 15,30 (l/100km 6,54) - adblue% --
km/h 49,7 kg 2.070 - index 525,1 V&T 810
Fiat Doblò Cargo 1.3 Multijet II 66 kW Euro 5+
km/l 14,47 (l/100km 6,90) - km/h 48,9
kg 2.070 - index 516,1 V&T 794
Fiat Doblò Cargo 1.6 Multijet E5
km/l 12,06 (l/100km 8,29) - km/h 50,56
kg 2.375 - index 496,9 V&T 756
Fiat Doblò Cargo 1.4 T-Jet Cng E5
km/kg 15,8 (kg/100km 6,33) - km/h 38,8
kg 2.400 - index 497,5 V&T 757
Fiat Doblò Cargo XL 2.0 Mjet Power E5
km/l 12,52 (l/100km 7,99) - km/h 49,7
kg 2.500 - index 499,4 V&T 775
Fiat Fiorino Cargo 1.3 Mjet 16v E4
km/l 17,22 (l/100km 5,81) - km/h 49,3
kg 1.870 - index 539,8 V&T 716
Fiat Fiorino Adventure 1.3 Mjet 16v E5
km/l 15,62 (l/100km 6,40) - km/h 51,8
kg 1.780 - index 533,1 V&T 749
Ford Scudo 2-0 Multijet 145 Cv E6e
km/l 11,37 (l/100km 8,49) - adblue% 5,531
km/h - 41,7 - kg 3.100 - index 460,9 V&T 896
Fiat Talento 125 EcoJet E6
km/l 7,54 (l/100km 13,27) - adblue% 2,199
km/h 41,7 - kg 2.900 - index 418,0 V&T 825
Ford Transit M 280 2.2 TDCi E4
km/l 10,56 (l/100km 9,47) - km/h 35,9
kg 2.880 - index 441,2 V&T 709
Ford Transit Connect 1.6 Tdci 115 E5
km/l 12,85 (l/100km 7,78) - km/h 51,4
kg 2.350 - index 507,0 V&T 779
Ford Transit Connect 1.5 Tdci E6d-Temp
km/l 12,18 (l/100km 8,21) - adblue% 10,071
km/h 51,8 - kg 2.240 - index 490,5 V&T 838
Ford Transit Courier 1.5 EcoBlue Active E6d
km/l 14,44 (l/100km 6,93) - adblue% 22,472
km/h 43,1 - kg 1.965 - index 478,8 V&T 879
Ford Transit Courier 1.5 Tdci E5
km/l 14,28 (l/100km 7,00) - km/h 49,7
kg 1.790 - index 516,1 V&T 788
Ford Transit Courier 1.5 Tdci 100 Cv E6d-Temp
km/l 14,60 (l/100km 6,85) - adblue% -
km/h 48,9 - kg 1.800 - index 517,2 V&T 841
Ford Transit Custom 300 2.0 Tdci E6
km/l 10,92 (l/100km 9,15) - adblue% 7,970
km/h 50,6 - kg 3.000 - index 475,7 V&T 823
Ford Transit Custom 310 2.2 TDCi E5
km/l 10,17 (l/100km 9,83) - km/h 48,6
kg 3.100 - index 471,5 V&T 770
Ford Transit Custom 320 2.0 EcoBlue E6d
km/l 10,58 (l/100km 9,45) - adblue% 6,173
km/h 46,4 - kg 3.225 - index 463,7 V&T 882
Ford Transit Custom 2.0 TDCi 130 Cv E6
km/l 10,84 (l/100km 9,22) - km/h 50,5
kg 2.860 - index 475,5 V&T 802
Ford Transit Custom Trail 340 L1H1 E6D-Temp
km/l 10,51 (l/100km 9,51) - adblue% 7,157
km/h 48,2 - kg 3.400 - index 466,1 V&T 855
Hyundai H-1 2.5 CRDi Vgt E4
km/l 9,92 (l/100km 10,08) - km/h 48,9
kg 3.210 - index 469,3 V&T 720
Mercedes-Benz Citan 109 Cdi E5
km/l 14,98 (l/100km 6,67) - km/h 51,4
kg 1.960 - index 526,9 V&T 769
Mercedes-Benz Citan 111 Cdi E6
km/l 13,70 (l/100km 7,29) - km/h 51,8
kg 1.950 - index 516,2 V&T 806
Mercedes-Benz Citan 112 Cdi Long E6D
km/l 12,85 (l/100km 7,78) - adblue% 10
km/h 47,1 - kg 2.020 - index 486,1 V&T 856
Mercedes-Benz Vito 111 Cdi E5b+
km/l 10,76 (l/100km 9,29) - km/h 48,57
kg 2.800 - index 478,2 V&T 790
Mercedes-Benz Vito 113 Cdi E5
km/l 9,52 (l/100km 10,50) - km/h 48,9
kg 2.800 - index 464,5 V&T 763
Mercedes-Benz Vito 114 Cdi Long E6
km/l 10,92 (l/100km 9,15) - adblue% 3,188
km/h 48,9 kg 2.800 - index 477,4 V&T 809
Mercedes-Benz Vito 114 Cdi Long E6d-Temp
km/l 10,44 (l/100km 9,58) - adblue% 12,183
km/h 46,4 kg 2.800 - index 454,8 V&T 846
Mercedes-Benz Vito 114 Cdi Long E6e
km/l 13,82 (l/100km 7,24) - adblue% 21,371
km/h 46,7 kg 2.800 - index 483,3 V&T 885
Mercedes-Benz Vito 115 Cdi City E4
km/l 9,34 (l/100km 10,71) - km/h 29,6
kg 2.800 - index 407,8 V&T 724
Mercedes-Benz Vito 116 Cdi Long E6d-temp
km/l 10,76 (l/100km 9,29) - adblue% 16,230
km/h 52,3 - kg 2.800 - index 467,5 V&T 853
Nissan Interstar dCi 120 E4
km/l 8,37 (l/100km 11,95) - km/h 47,4
kg 3.290 - index 446,3 V&T 717
Nissan Nv 200 1.5 dCi E4
km/l 12,55 (l/100km 7,94) - km/h 49,7
kg 2.015 - index 500,2 V&T 735
Nissan Nv 250 L1 95 Cv E6d-Temp
km/l 15,14 (l/100km 6,60) - adblue% 6,627
km/h 47,8 – kg 1.980 – index 512,9 V&T 845
Nissan Nv 300 dCi 120 E6b
km/l 10,60 (l/100km 9,44) - adblue% 5,155
km/h 47,4 – kg 2.800 – index 467,6 V&T 811
Nissan Primastar 115 Dci E4
km/l 12,00 (l/100km 8,33) - km/h 49,3
kg 2.720 - index 493,2 V&T 711
Opel Vivaro 2.0 Cdti 120 E4
km/l 10,28 (l/100km 9,73) - km/h 50,5
kg 2.770 - index 477,4 V&T 725
Peugeot Bipper 1.4 Hdi 70 Cv E4
km/l 16,63 (l/100km 6,01) - km/h 49,7
kg 1.830 - index 536,3 V&T 727
Peugeot Boxer 333 2.2 HDi 130 E5
km/l 9,76 (l/100km 10,24) - km/h 47,45
kg 3.250 - index 463,8 V&T 787
Peugeot Expert Standard 2.0 BlueHdi 150 Cv E6b
km/l 10,19 (l/100km 9,81) - adblue% 6,937
km/h 51,4 kg 2.730 - index 470,0 V&T 807
Peugeot Partner 1.6 Hdi 90 Cv E4
km/l 12,35 (l/100km 8,09) - km/h 54,1
kg 2.270 - index 508,4 V&T 731
Peugeot Partner 1.6 E-Hdi 90 Cv E5
km/l 12,85 (l/100km 7,78) - km/h 45,7
kg 2.170 - index 492,3 V&T 772
Piaggio Porter EcoPower 1.3 16V Bi-Fuel E4
km/l 7,92 (l/100km 12,62) - km/h 35,7
kg 1.580 - index 409,8 V&T 730
Piaggio Porter Maxxi D120 E5
km/l 11,46 (l/100km 8,73) - km/h 48,6
kg 2.200 - index 485,8 V&T 748
Piaggio Porter NP6 LR HD Top Gpl E6D
km/l 6,94 (l/100km 14,41) - km/h 40,3
kg 2.800 - index 408,9 V&T 862
Renault Express Van 1,5 Blue dCi 95 E6d-Temp
km/l 14,90 (l/100km 6,71) - adblue% 5,797
km/h 44,4 - kg 2.000 - index 502,2 V&T 858
Renault Kangoo Express 1.5 dCi 90 Cv E5
km/l 13,38 (l/100km 7,47) - km/h 50,1
kg 2.260 - index 508,9 V&T 756
Renault Kangoo Express 1.5 dCi 105 Cv E4
km/l 13,71 (l/100km 7,29) - km/h 50,1
kg 2.010 - index 511,9 V&T 726
Renault Kangoo Exp Compact 1.5 dCi 86 E4
km/l 13,60 (l/100km 7,35) - km/h 50,6
kg 1.770 - index 512,2 V&T 736
Renault Kangoo Express New 1.5 dCi 90 Cv E5
km/l 15,46 (l/100km 6,47) - km/h 54,65
kg 1.940 - index 527,5 V&T 774
Renault Kangoo Van 1.5 Blue dCi 95 Cv
km/l 14,06 (l/100km 7,11) - adblue% 9,576
km/h 45 - kg 2.027 - index 492,8 V&T 865
Renault Master T33 Blue dCi 150 E6e
km/l 9,89 (l/100km 10,11) - adblue% 13,474
km/h 47,5 kg 3.300 - index 448,6 V&T 887
Renault Trafic 1.6 dCi 120 Energy E5
km/l 11,83 (l/100km 8,45) - km/h 48,6
kg 2.750 - index 489,7 V&T 782
Renault Trafic Energy dCi 170 Edc E6D-Temp
km/l 10,32 (l/100km 9,69) - adblue% 5,020
km/h 49,7 - kg 2.900 - index 470,0 V&T 844
Toyota Proace 1.6D 115 Cv S&S E6
km/l 10,40 (l/100km 9,61) - adblue% 13,158
km/h 49,3 - kg 2.600 - index 460,0 V&T 803
Volkswagen Caddy 2.0 Tdi BlueMotion E6
km/l 16,88 (l/100km 5,92) - adblue% 6,57
km/h 50,1 - kg 1.970 - index 533,9 V&T 792
Volkswagen Caddy Cargo 2.0 Tdi Scr Dsg E6d
km/l 14,85 (l/100km 6,73) - adblue% 7,225
km/h 57,1 - kg 2.250 - index 533,0 V&T 850
Volkswagen Caddy Maxi 1.6 Tdi E5
km/l 11,59 (l/100km 8,63) - km/h 49,7
kg 2.260 - index 489,9 V&T 750
Volkswagen Transporter T6 2.0 Tdi 4Motion E6
km/l 10,72 (l/100km 9,33) - adblue% 5,214
km/h 50,1 - kg 2.780 - index 475,4 V&T 804
Volkswagen Transporter T7 2.0 Tdi 4motion E6E
km/l 9,98 (l/100km 10,02) - adblue% 6,796
km/h 47,1 - kg 2.800 - index 457,5 V&T 897
Volkswagen Transporter 6.1 2.0 Tdi E6d-Temp
km/l 13,32 (l/100km 7,51) - adblue% 5,181
km/h 47,8 - kg 2.800 - index 497,4 V&T 835
Fiat Ducato 35 2.2 Multijet 3 140 E6e
km/l 12,05 (l/100km 8,30) - adblue%9,379
km/h 44,1 - kg 3.500 - index 470,5 V&T 886
Fiat Ducato 35 2.2 Multijet 3 180 E6d
km/l 9,86 (l/100km 10,14) - adblue% 8,629
km/h 39,54 - kg 3.500 - index 434,2 V&T 861
Fiat Ducato 35 2.3 Multijet 2 140 At9 E6d-temp
km/l 10,40 (l/100km 9,61) - adblue% 8,097
km/h 44,7 - kg 3.500 - index 455,0 V&T 852
Fiat Ducato Multijet 115 E5
km/l 10,80 (l/100km 9,26) - km/h 46,4
kg 3.430 - index 473,1 V&T 753
Fiat Ducato Maxi Multijet2 150 E5
km/l 9,83 (l/100km 10,17) - km/h 48,6
kg 3.460 - index 467,5 V&T 761
Fiat Ducato Multijet 180 E5+
km/l 8,97 (l/100km 11,15) - km/h 47,8
kg 3.500 - index 455,0 V&T 789
Fiat Ducato 140 Natural Power E6
km/kg 8,70 (kg/100km 11,49) - km/h 48,57
kg 3.450 - index 453,5 V&T 797
Ford Transit 140 T350 Awd E4
km/l 7,53 (l/100km 13,28) - km/h 54,2
kg 3.480 - index 449,5 V&T 744
Ford Transit 155 Cv 350 E5+
km/l 8,71 (l/100km 11,47) - km/h 46,0
kg 3.420 - index 447,4 V&T 784
Ford Transit 350 2.0 Tdci EcoBlue Hybrid L3H3 E6d-temp
km/l 12,88 (l/100km 7,76) - adblue% 9,398
km/h 49,7 - kg 3.500 - index 493,6 V&T 842
Ford Transit 350 trail 2.0 Tdci Awd E6d-temp
km/l 7,78 (l/100km 12,86) - adblue% 5,673
km/h 52,72 - kg 3.500 - index 441,5 V&T 849
Iveco Daily 35S21 E5
km/l 8,94 (l/100km 11,19) - km/h 31,31
kg 3.485 - index 409,0 V&T 755
Iveco Daily 35S15 E5
km/l 11,08 (l/100km 9,01) - km/h 41,68
kg 3.510 - index 463,7 V&T 767
Man TgE 3.140 E6b
km/l 9,34 (l/100km 10,70) - adblue% 11,818
km/h 47,8 - kg 3.500 - index 444,5 V&T 839
n Lcv < 3,5 t
n Lcv > 3,5 t
n Distribuzione
n Elettrici
n Pick up
n All terrain
n Cantiere
n Pesanti
L’index performance
tiene conto di
consumo gasolio,
eventuale AdBlue e
media oraria. A indice
maggiore corrisponde
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Tutte le prove V&T - Camion&LCV
Mercedes-Benz Sprinter 314 Cdi E6c
km/l 9,32 (l/100km 10,73) - adblue% 4,080
km/h 47,8 - kg 3.500 - index 454,3 V&T 832
Mercedes-Benz Sprinter 314 Cdi 4x4
km/l 8,41 (l/100km 11,89) - adblue% 6,956
km/h 45,3 - kg 3.500 - index 432,6 V&T 812
Mercedes-Benz Sprinter 316 Cdi Long Ta Tp E6c
km/l 8,57 (l/100km 11,66) - adblue% 3,336
km/h 46,7 - kg 3.500 - index 442,9 V&T 821
Mercedes-Benz Sprinter 315 Cdi E4
km/l 8,19 (l/100km 12,21) - km/h 45,7
kg 3.520 - index 439,7 V&T 710
Mercedes-Benz Sprinter 316 Cdi E5
km/l 8,70 (l/100km 11,49) - km/h 47,8
kg 3.520 - index 451,5 V&T 743
Mercedes-Benz Sprinter 316 Ngt E4
km/kg 10,85 (kg/100km 9,22) - km/h 35,9
kg 3.480 - index 444,2 V&T 732
Mercedes-Benz Sprinter 319 Cdi E6
km/l 8,38 (l/100km 11,93) - adblue% 2,852
km/h 47,1 - kg 3.500 - index 441,9 V&T 776
Nissan Nv 400 F35.13 E5
km/l 8,71 (l/100km 11,48) - km/h 50,15
kg 3.450 - index 457,1 V&T 758
Renault Mascott 150.35 DXi E4
km/l 6,61 (l/100km 15,13) - km/h 48,9
kg 3.470 - index 424,0 V&T 719
Renault Master dCi 165 Energy E5b+
km/l 8,40 (l/100km 11,89) - km/h 47,81
kg 3.470 - index 447,8 V&T 791
Renault Master dCi 180 Energy L3H2 E6d-Temp
km/l 9,90 (l/100km 10,10) - adblue% 4,817
km/h 47,1 - kg 3.500 - index 458,9 V&T 840
Renault Master R3500 150 dCi E5
km/l 7,68 (l/100km 13,01) - km/h 45,7
kg 3.500 - index 432,9 V&T 740
Renault Maxity 130.35/5 DXi E4
km/l 7,67 (l/100km 13,04) - km/h 41,7
kg 3.690 - index 422,9 V&T 712
Volkswagen Crafter 35 2.0 BiTdi L3 H3 E6
km/l 9,65 (l/100km 10,36) - adblue% 10,329
km/h 51,8 kg 3.500 - index 459,6 V&T 813
Volkswagen Crafter 35 2.0 BiTdi 4Motion E6
km/l 6,94 (l/100km 14,40) - adblue% 9,459
km/h 48,2 kg 3.500 - index 412,5 V&T 822
Volkswagen Crafter 35 2.0 Tdi L3 H3 140 E6e
km/l 9,80 (l/100km 10,20) - adblue% 11,439
km/h 45,7 kg 3.500 - index 446,0 V&T 891
Daf Lf 45.210 E5
km/l 6,35 (l/100km 15,75) - adblue% 4,341
km/h 63,4 - kg 12.055 - index 440,1 V&T 738
Man TgL 8.180 C E6
km/l 6,38 (l/100km 15,68) - adblue% 1,305
km/h 65,7 - kg 7.470 - index 450,1 V&T 776
Man TgL 12.220 Eev
km/l 5,59 (l/100km 17,90) - adblue% 0,000
km/h 64,4 kg 12.020 - index 435,6 V&T 740
Man TgM 18.290 BL Lx Eev
km/l 5,00 (l/100km 20,00) - adblue% 0,000
km/h 61,6 kg 18.035 - index 418,9 V&T 745
Mitsubishi Fuso Canter 7C18 E4
km/l 6,72 (l/100km 14,88) - adblue% 0,000
km/h 60,9 - kg 7.740 - index 449,8 V&T 718
Renault Midlum 220.11,5 Dxi EL E5
km/l 5,45 (l/100km 16,92) - adblue% 4,997
km/h 63,6 - kg 11.920 - index 421,2 V&T 722
Renault Midlum 220.12 Dxi Optitronic E5
km/l 5,33 (l/100km 18,76) - adblue% 2,337
km/h 61,9 - kg 12.155 - index 421,4 V&T 744
Scania P 230 Cp 16 L E5
km/l 4,69 (l/100km 21,33) - adblue% 0,000
km/h 61,6 - kg 17.700 - index 413,8 V&T 747
Volvo FE 320 L3H1 E5
km/l 3,99 (l/100km 25,05) - adblue% 4,496
km/h 59,9 - kg 26.690 - index 381,6 V&T 725
Volvo FL 210
km/l 5,62 (l/100km 17,79) - adblue% 5,285
km/h 68,4 - kg 11.940 - index 432,0 V&T 786
Volvo FL 240 L E4
km/l 5,45 (l/100km 18,35) - adblue% 4,997
km/h 63,6 - kg 11.920 - index 421,2 V&T 719
Fiat E-Doblò Maxi
km/kwh 4,06 (kwh/100 24,63) - km/h 42,8
kg 2.300 - index 363,1 V&T 868
Fiat E-Ducato L4H2 110 kWh
km/kwh 2,67 (kwh/100 37,37) - km/h 37,4
kg 3.500 - index 320,2 V&T 890
Fiat eDucato Mh2 79 kWh
km/kwh 2,37 (kwh/100 42,10) - km/h 38,0
kg 3.500 - index 308,4 V&T 859
Fiat E-Scudo 75 kWh
km/kwh 3,39 (kwh/100 29,48) - km/h 38,3
kg 3.015 - index 337,8 V&T 871
Fiat E-Scudo 75 kWH LFP
km/kwh 3,04 (kwh/100 32,90) - km/h 32,3
kg 3.020 - index 314,8 V&T 881
Ford E-Transit Custom 320 L1H1 64 kwh
km/kwh 3,83 (kwh/100 26,10) - km/h 40,9
kg 3.225 - index 353,8 V&T 894
Ford E-Transit 350 L3H2 68 kWh
km/kwh 2,96 (kwh/100 33,73) - km/h 35,1
kg 3.500 - index 319,5 V&T 864
Kia Pv5 Cargo Pro Long Range 71,2 kWh
km/kwh 3,75 (kwh/100 26,68) - km/h 40
kg 2.650 - index 350 V&T 898
Mercedes-Benz eCitan Long
km/kwh 4,30 (kwh/100 23,26) - km/h 35,8
kg 2.230 - index 352,2 V&T 875
Mercedes-Benz eSprinter 312 Ta 47 kWh
km/kwh 2,31 (kwh/100 43,34) - km/h 40,4
kg 3.500 - index 310,8 V&T 860
Mercedes-Benz eSprinter 420 Pro Tp 113 kWh
km/kwh 2,61 (kwh/100 38,35) - km/h 38,3
kg 4.250 - index 316,4 V&T 889
Mercedes-Benz eVito Long
km/kwh 2,53 (kwh/100 39,47) - km/h 32,6
kg 3.200 - index 301,4 V&T 848
Mercedes-Benz eVito Long 60 kWh
km/kwh 3,72 (kwh/100 26,85) - km/h 42,8
kg 3.200 - index 355,2 V&T 870
Nissan e-Nv200
km/kwh 3,62 (kwh/100 27,63) - km/h 38,9
kg 2.200 - index 344,5 V&T 786
Nissan Townstar Ev L1 Tekna
km/kwh 4,93 (kwh/100 20,29) - km/h 39,6
kg 2.200 - index 373,8 V&T 872
Peugeot Partner Full Electric
km/kwh 4,52 (kwh/100 22,09) - km/h 48,6
kg 2.160 - index 385,2 V&T 785
Renault Kangoo Express Z.E. Zev
km/kwh 4,41 (kwh/100 22,68) - km/h 42,9
kg 2.100 - index 370,9 V&T 760
Renault Kangoo Express Z.E. 33
km/kwh 4,58 (kwh/100 21,81) - km/h 39,6
kg 2.130 - index 367,2 V&T 847
Renault Kangoo Van E-Tech Electric L1 45 kWh
km/kwh 3,40 (kwh/100 29,40) - km/h 37,2
kg 2.230 - index 335,4 V&T 869
Renault Master Z.E. 33 L2H2
km/kwh 3,37 (kwh/100 29,63) - km/h 43,8
kg 3.100 - index 348,8 V&T 834
Renault Master E-Tech T35 87 kwh
km/kwh 3,32 (kwh/100 30,08) - km/h 62,0
kg 3.500 - index 339,5 V&T 893
Saic Motor Maxus eDeliver 3
km/kwh 3,23 (kwh/100 30,95) - km/h 40,9
kg 2.460 - index 339,0 V&T 857
Saic Motor Maxus eDeliver 9 L3H2
km/kwh 3,65 (kwh/100 27,39) - km/h 37,6
kg 3.500 - index 342,3 V&T 873
Volkswagen e-Crafter 35 L3H3
km/kwh 3,06 (kwh/100 32,71) - km/h 41,3
kg 3.500 - index 335,3 V&T 830
Volkswagen ID.Buzz Cargo
km/kwh 3,25 (kwh/100 30,76) - km/h 39,2
kg 3.000 - index 336,0 V&T 867
Fiat Fullback 2.4d 4Wd E5b
km/l 6,74 (l/100 14,84) - km/h 49,5
kg 2.910 - index 427,4 V&T 805
Ford Ranger 2.0 Tdci 170 Cv Wolftrak doppia cabina E6d
km/l 7,24 (l/100 13,80) - adblue% 17,347
km/h 56,0 kg 3.270 - index 419,2 V&T 866
Ford Ranger 3.0 V6 EcoBlue Platinum doppia cabina E6d
km/l 7,47 (l/100 13,38) - adblue% 17,895
km/h 53,2 kg 3.300 - index 417,1 V&T 877
Ford Ranger Phev Stormtrak doppia cabina E6e
km/l 11,62 (l/100 8,60) - km/kWh 3,1
km/h 51,9 kg 3.500 - index 495,8 V&T 895
Ford Ranger Raptor E6C
km/l 6,42 (l/100 15,57) - adblue% 13,575
km/h 45,8 kg 3.150 - index 390,4 V&T 837
Ford Ranger Super Cab 2.2 TDCi E5B
km/l 7,57 (l/100 13,20) - km/h 51,3
kg 3.300 - index 443,9 V&T 801
Isuzu D-Max 1.9d Solar Supernova E6b
km/l 7,33 (l/100 13,63) - adblue% -
km/h 51,3 kg 3.000 - index 440,4 V&T 818
Mercedes-Benz X 250d 4Matic E6b
km/l 7,35 (l/100 13,60) - adblue% 3,623
km/h 58,3 kg 3.250 - index 449,5 V&T 817
Mercedes-Benz X 350d 4Matic E6b
km/l 6,48 (l/100 15,42) - adblue% 10,046
km/h 60,8 kg 3.250 - index 427,3 V&T 829
Nissan Navara Np300 2.3 dCi 4WD E5
km/l 7,93 (l/100 12,60) - km/h 45,3
kg 2.960 - index 435,4 V&T 798
Renault Alaskan 2.3 dCi 160 E6b
km/l 7,67 (l/100 13,04) - adblue% 4,320
km/h 60,0 - kg 3.050 - index 456,5 V&T 827
Tata Xenon 2.2 Vtt Dicor Dle 4x4 E5
km/l 9,53 (l/100 10,49) - km/h 58,3
kg 2.950 - index 485,7 V&T 768
Volkswagen Amarok V6
km/l 7,68 (l/100 13,01) - adblue% 18,40
km/h 55,3 kg 2.920 - index 454,0 V&T 808
Bremach T-Rex 60 E4
km/l 6,42 (l/100 km 15,56) - adblue% 0,000
km/h 41,2 - kg 6.000 - index 403,3 V&T 734
Mercedes-Benz Unimog U 20 E5
km/l 3,79 (l/100 km 26,37) - adblue% 6,521
km/h 36,2 - kg 9.160 - index 326,5 V&T 756
Renault Midlum 300.16 Dxi Offroad E5
km/l 3,72 (l/100 km 26,84) - adblue% 5,577
km/h 40,3 - kg 15.800 - index 336,3 V&T 757
Astra Hd8 84.44 E5
km/l 1,88 (l/100 km 53,12) - adblue% 4,654
km/h 38,3 - kg 39.840 - index 271,3 V&T 729
Mercedes-Benz Actros 4148 K E5
km/l 1,69 (l/100 km 59,17) - adblue% 4,148
km/h 38,8 - kg 40.540 - index 265,2 V&T 717
Renault Trucks Kerax 500.40 E5
km/l 2,03 (l/100 km 49,26) - adblue% 3,931
km/h 43,2 - kg 40.200 - index 290,0 V&T 727e
Renault Trucks Kerax 500.40 Optidriver E5
km/l 2,11 (l/100 km 47,39) - adblue% 3,083
km/h 38,3 - kg 40.240 - index 288,2 V&T 727e
Renault Trucks Kerax 520.40 E5
km/l 2,11 (l/100 km 47,39) - adblue% 4,223
km/h 40,3 - kg 40.020 - index 287,6 V&T 749
Renault Trucks Premium Lander 410 Dxi E5
km/l 2,18 (l/100 km 45,87) - adblue% 4,833
km/h 41,9 - kg 27.430 - index 290,4 V&T 728
Scania P420 Cb 8x4 Ehz E5
km/l 2,65 (l/100 km 37,77) - adblue% 7,453
km/h 37,0 - kg 39.790 - index 289,7 V&T 735
n Lcv < 3,5 t
n Lcv > 3,5 t
n Distribuzione
n Elettrici
n Pick up
n All terrain
n Cantiere
n Pesanti
L’index performance
tiene conto di
consumo gasolio,
eventuale AdBlue e
media oraria. A indice
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Tutte le prove V&T - Camion&LCV
Daf Cf 440 Space Cab Pcc E6
km/l 3,57 (l/100km 28,00) - adblue% 2,974
km/h 70,7 - kg 43.860 - index 390,0 V&T 794
Daf Cf 85.460 E5
km/l 3,00 (l/100km 33,33) - adblue% 4,166
km/h 68,2 - kg 43.740 - index 364,3 V&T 716
Daf Xf 440 Space Cab Pcc E6
km/l 3,53 (l/100km 28,32) - adblue% 4,589
km/h 70,7 - kg 43.810 - index 383,9 V&T 803
Daf Xf 480 Space Cab Pcc E6
km/l 3,80 (l/100km 26,32) - adblue% 5,019
km/h 69,4 - kg 43.800 - index 389 V&T 826
Daf Xf 105.460 Space Cab E5
km/l 3,19 (l/100km 31,55) - adblue% 3,250
km/h 64,9 - kg 43.800 - index 369,2 V&T 704
Daf Xf 105.460 Space Cab E6
km/l 3,37 (l/100km 29,71) - adblue% 2,938
km/h 71,4 - kg 43.830 - index 385,0 V&T 780
Daf Xf 105.460 Ate Space Cab Eev
km/l 3,30 (l/100km 30,29) - adblue% 5,178
km/h 69,4 - kg 44.060 - index 372,8 V&T 764
Daf XG+ 480 FT E6
km/l 4,30 (l/100km 23,25) - adblue% 2,554
km/h 69,1 - kg 43.750 - index 409,0 V&T 861
Iveco EcoStralis As 440S46T/P E5 Eev
km/l 3,49 (l/100km 28,65) - adblue% 4,494
km/h 69,2 - kg 43.500 - index 380,9 V&T 752
Iveco Stralis As 440S56T/P E5
km/l 3,00 (l/100km 33,38) - adblue% 4,490
km/h 69,9 - kg 43.940 - index 365,4 V&T 723
Iveco Stralis Hi-Way As 440S48T/P E6
km/l 3,58 (l/100km 27,94) - adblue% 8,633
km/h 68,5 - kg 43.800 - index 369,3 V&T 770
Iveco Stralis Hi-Way As 440S48T/P Fep E6
km/l 3,59 (l/100km 27,87) - adblue% 7,371
km/h 72,6- kg 43.800- index 379,4 V&T 788
Iveco Stralis Np Hi-Way As440S46 T/P Lng E6
km/kg 4,21 (kg/100 23,76) - adblue% 0,000
km/h 69,1 - kg 43.800 - index 413,1 V&T 821
Iveco Stralis Xp Hi-Way As 440S48T/P E6
km/l 3,85 (l/100km 25,94) - adblue% 7,073
km/h 70,5 - kg 43.750- index 385,8 V&T 813
Iveco S-Way AS440S48 T/P E6 D
km/l 4,06 (l/100km 24,61) - adblue% 7,123
km/h 69,6 - kg 43.700- index 390,7 V&T 843
Iveco S-Way AS440S46 T/P Lng E6 D
km/kg 4,43 (kg/100km 22,57) - adblue% 0,0
km/h 70,3 - kg 43.580 - index 420,3 V&T 845
Man TgX 18.440 XLX Eev
km/l 3,03 (l/100km 33,01) - adblue% 3,773
km/h 67,9 - kg 43.660 - index 366,3 V&T 758
Man TgX 18.480 XXL Eev
km/l 3,34 (l/100km 29,85) - adblue% 4,922
km/h 69,4 - kg 43.520 - index 375,3 V&T 748
Man TgX 18.480 XXL E6
km/l 3,34 (l/100km 29,87) - adblue% 3,217
km/h 73,2 - kg 43.400 - index 385,9 V&T 778
Man TgX 18.500 XXL E6c
km/l 4,02 (l/100km 24,82) - adblue% 4,901
km/h 70,5 - kg 43.870 - index 397,5 V&T 827
Man TgX 18.500 XLX EL 3 E6c
km/l 3,66 (l/100km 27,33) - adblue% 4,017
km/h 71,2 - kg 43.800 - index 390,3 V&T 811
Man TgX 18.510 GM E6d
km/l 4,42 (l/100km 22,68) - adblue% 5,978
km/h 73,6 - kg 43.470 - index 409,3 V&T 857
Man TgX 18.520 GX E6e
km/l 4,17 (l/100km 23,99) - adblue% 6,945
km/h 56,8 - kg 43.600 - index 374,8 V&T 876
Man TgX 18.680 XXL E5
km/l 2,93 (l/100km 34,13) - adblue% 3,042
km/h 72,7 - kg 43.775 - index 371,7 V&T 721
Man TGX 520 Powerline E6e
km/l 4,28 (l/100km 23,35) - adblue% 10,2
km/h 69,6 - kg 43.700 - index 387,9 V&T 891
Mercedes-Benz Actros 1845 Ls StreamSp E6
km/l 3,86 (l/100km 25,90) - adblue% 3,130
km/h 69,0 - kg 44.360 - index 395,5 V&T 775
Mercedes-Benz Nuovo Actros 1845 LS PPC E6d
km/l 3,98 (l/100km25,10) - adblue% 4,561
km/h 71,7 - kg 43.000 - index 398,7 V&T 836
Mercedes Actros 1848 Ls Ms E5
km/l 3,28 (l/100km 30,49) - adblue% 5,537
km/h 67,6 - kg 44.000 - index 368,5 V&T 709
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km/l 3,18 (l/100km 31,46) - adblue% 5,278
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km/l 3,39 (l/100km 29,52) - adblue% 2,400
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Mercedes Actros 1853 Ls Ppc GigaSpace E6
km/l 3,48 (l/100km 28,73) - adblue% 4,273
km/h 72,8 - kg 43.700 - index 386,2 V&T 800
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km/l 2,94 (l/100km 34,01) - adblue% 3,814
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km/l 3,00 (l/100km 33,35) - adblue% 5,029
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km/l 3,29 (l/100km 30,40) - adblue% 4,941
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km/l 3,24 (l/100km 30,86) - adblue% 4,184
km/h 69,9 - kg 43.320 - index 374,8 V&T 739
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km/l 3,39 (l/100km 29,48) - adblue% 4,567
km/h 68,6 - kg 43.660 - index 376,6 V&T 751
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km/l 3,65 (l/100km 27,39) - adblue% 6,499
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Renault T 440 Sleeper Cab E6
km/l 3,61 (l/100km 27,67) - adblue% 6,165
km/h 67,6 - kg 43.850 - index 377,2 V&T 820
Renault T 460 Sleeper Cab E6
km/l 3,65 (l/100km 27,36) - adblue% 8,182
km/h 74,5 - kg 43.920 - index 381,4 V&T 783
Renault Trucks T 480 High Sleeper Cab E6
km/l 3,89 (l/100km 25,70) - adblue% 8,152
km/h 70,3 - kg 43.800 - index 383,4 V&T 847
Renault T 480 High Sleeper Cab E6
km/l 3,80 (l/100km 26,31) - adblue% 7,431
km/h 70,9 - kg 43.900 - index 383,8 V&T 835
Renault T 480 Turbocompound E6
km/l 4,25 (l/100km 23,51) - adblue% 4,853
km/h 70,0 - kg 43.850 - index 402,9 V&T 867
Renault T 520 High Maxispace E6
km/l 3,56 (l/100km 28,08) - adblue% 9,233
km/h 70,5 - kg 43.850 - index 369,2 V&T 815
Renault T 520 High Sleeper Cab E6
km/l 3,76 (l/100km 26,53) - adblue% 8,593
km/h 76,2 - kg 43.680 - index 385,9 V&T 790
Scania 540 S Active Prediction E6 D
km/l 3,72 (l/100km 26,88) - adblue% 8,315
km/h 70,73 - kg 43.900 - index 378,0 V&T 852
Scania G410 Active Prediction E6
km/l 3,49 (l/100km 28,59) - adblue% 5,280
km/h 71,0 - kg 43.800 - index 381,1 V&T 777
Scania G410 Cg20n Ap E6
km/l 3,84 (l/100km 26,01) - adblue% 9,400
km/h 71,9 - kg 43.800 - index 380,0 V&T 825
Scania G480 Highline Ecolution E5
km/l 3,58 (l/100km 27,91) - adblue% 4,889
km/h 67,3 - kg 43.660 - index 379,8 V&T 767
Scania R440 La Mna Cr 19 Topline E5
km/l 3,24 (l/100km 30,88) - adblue% 0,000
km/h 69,3 - kg 44.040 - index 387,1 V&T 732
Scania R450 Active Prediction E6
km/l 4,03 (l/100km 24,75) - adblue% 8,469
km/h 69,6 - kg 43.700 - index 386,1 V&T 812
Scania R450 Topline Active Prediction E6
km/l 3,48 (l/100km 28,74) - adblue% 7,843
km/h 73,9 - kg 43.850 - index 375,7 V&T 792
Scania R480 La Mna Highline E4
km/l 2,87 (l/100km 34,84) - adblue% 0,000
km/h 65,3 - kg 44.160 - index 370,0 V&T 705
Scania R480 La Mna Highline E5
km/l 3,05 (l/100km 32,81) - adblue% 0,000
km/h 69,0 - kg 44.120 - index 380,9 V&T 726
Scania R480 La Mna Topline Ap E6
km/l 3,31 (l/100km 30,22) - adblue% 3,042
km/h 67,7 - kg 43.900 - index 377,7 V&T 765
Scania R490 La Mna Topline Ap E6
km/l 3,39 (l/100km 29,52) - adblue% 4,986
km/h 72,6 - kg 43.580 - index 380,6 V&T 781
Scania R500 Active Prediction E6
km/l 3,89 (l/100km 25,69) - adblue% 9,285
km/h 69,6 - kg 43.750 - index 378,9 V&T 819
Scania R500 La Mna Highline E5
km/l 3,21 (l/100km 31,15) - adblue% 4,937
km/h 66,7 - kg 43.760 - index 366,9 V&T 710
Scania R520 Topline Active Prediction E6
km/l 3,14 (l/100km 31,83) - adblue% 3,040
km/h 73,9 - kg 44.080 - index 380,5 V&T 787
Scania R560 La Mna Topline E5
km/l 3,21 (l/100km 31,15) - adblue% 6,142
km/h 67,1 - kg 44.420 - index 363,3 V&T 720
Scania R560 La Mna Highline Ap E5
km/l 3,36 (l/100km 29,76) - adblue% 5,075
km/h 69,7 - kg 43.380 - index 375,5 V&T 763
Scania R580 Topline Active Prediction E6
km/l 3,14 (l/100km 31,86) - adblue% 3,881
km/h 71,6 - kg 43.750 - index 374,7 V&T 779
Scania R590 Active Prediction E6
km/l 3,66 (l/100km 27,31) - adblue% 8,671
km/h 70,96 - kg 43.800 - index 375,3 V&T 858
Scania R730 La Mna Highline E5
km/l 2,94 (l/100km 34,06) - adblue% 5,261
km/h 69,0 - kg 43.360 - index 359,2 V&T 741
Scania R730 Topline Active Prediction E6
km/l 3,25 (l/100km 30,80) - adblue% 4,554
km/h 73,9 - kg 43.680 - index 379,1 V&T 785
Scania S 500 Active prediction E6
km/l 3,88 (l/100km 25,77) - adblue% 6,907
km/h 69,4 - kg 43.800 - index 385,7 V&T 817
Scania S 650 Active prediction E6
km/l 3,48 (l/100km 28,73) - adblue% 8,512
km/h 74,6 - kg 43.700 - index 374,2 V&T 839
Scania S 730 Active Prediction E6
km/l 3,44 (l/100km 29,10) - adblue% 6,213
km/h 68,7 - kg 43.500 - index 373,0 V&T 808
Scania S 770 Active Prediction Euro VI E
km/l 3,16 (l/100km 31,64) - adblue% 12,174
km/h 72,6 - kg 43.900 - index 344,6 V&T 856
Scania Super 500 S Active Prediction Euro VI D
km/l 3,95 (l/100km 25,34) - adblue% 9,038
km/h 72,1 - kg 43.800 - index 385,0 V&T 863
Volvo Fh 460 Globetrotter I-See E6
km/l 3,39 (l/100km 29,52) - adblue% 7,709
km/h 70,0 - kg 43.420 - index 368,9 V&T 806
Volvo Fh 460 Aero I-Save Globetrotter
km/l 4,16 (l/100km 24,04) - adblue% 4,8
km/h 66,61 - kg 43.580 - index 393,6 V&T 888
Volvo Fh 500 Globetrotter XL E5
km/l 3,31 (l/100km 30,18) - adblue% 4,745
km/h 66,3 - kg 43.780 - index 370,3 V&T 754
Volvo Fh 540 Globetrotter XL Dual Clutch E6
km/l 3,23 (l/100km 30,94) - adblue% 8,601
km/h 74,62 - kg 43.440 - index 364,6 V&T 791
Volvo Fh 16-660 Globetrotter XL E4
km/l 2,85 (l/100km 35,09) - adblue% 3,079
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Volvo Fh 16-700 Globetrotter XL E5
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