Vie&trasporti n. 900 giugno 2026
Collezione 2026 Truck e veicoli commerciali in mostra a Milano in occasione di Transpotec Logitec. Tante proposte elettriche ma nei pesanti è ancora il diesel che comanda
Collezione 2026
Truck e veicoli commerciali in mostra a Milano in occasione di Transpotec Logitec. Tante proposte elettriche ma nei pesanti è ancora il diesel che comanda
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Mensile - Anno XCVII 900 GIUGNO 2026
Truck e veicoli
commerciali in
mostra a Milano
in occasione di
Transpotec Logitec.
Tante proposte
elettriche ma nei
pesanti è ancora il
diesel che comanda
ISSN 0393-8077
0 0 9 0 0 >
9
Associazioni&Dintorni
I
n pochi mesi il costo reale del gasolio per
un'impresa di autotrasporto è aumentato di oltre
il 47,0 per cento rispetto ad agosto 2025.
Per un autoarticolato che percorre 100.000 chilometri
a l’anno significa un esborso maggiore
fino a 20.000 euro. Eppure molte imprese stanno
subendo questo aumento in silenzio, convinte di
non avere armi per fronteggiarlo. Sbagliato: gli
strumenti esistono, sono ne la legge dal 2022, e
quasi nessuno li usa correttamente.
Dal 2022 ogni contratto di trasporto merci su strada
stipulato in forma scritta deve contenere una
clausola di adeguamento del corrispettivo al costo del carburante
- elemento essenziale ai sensi de l'art. 6, comma
3, lettera d) del D.Lgs. 286/2005. Se manca, anche se firmato
su carta, quel contratto non vale. Il corrispettivo si determina
in base a le tabe le dei costi del MIT, che per un autoarticolato
di oltre 26 tonne late certificano un minimo di
1,825 euro al chilometro di costi diretti. Quando il prezzo
MASE (Ministero de l’Ambiente e de la Sicurezza Energetica)
varia di almeno il 2,0 per cento rispe to al valore di riferimento
a la firma scatta l'adeguamento automatico.
Il calcolo esatto
Il calcolo va, però, fatto correttamente, e qui sta l’errore più
diffuso. La norma prevede di confrontare il prezzo MASE
al momento de la stipula con que lo attuale ma a parità di
accisa, ossia con la stessa componente fiscale. Quando
il Governo la riduce in via emergenziale il MASE scende
perché evidentemente cambia la tassazione. Confrontare
il MASE di gennaio - costruito con accisa ordinaria di 672,90
euro per mi le litri - con il MASE di aprile - costruito con acdi
Alessandro Peron, Segretario Generale FIAP cisa ridotta a 472,90 euro per mi le litri - significa
confrontare due prezzi con basi fiscali diverse. Il
risultato non misura quanto è aumentato il gasolio:
misura quanto è cambiato il costo del gasolio
insieme a la tassazione. Per rendere il confronto
omogeneo va aggiunta al MASE attuale la differenza
di accisa, pari a 0,200 euro a litro: il MASE
di aprile normalizzato sale da 1,789 a 1,989 euro
a litro, e la variazione reale è del 47,5 per cento -
non del 32,7 del confronto grezzo. Su un corrispettivo
mensile di 10.000 euro con quota carburante
al 30,0 per cento, la differenza è di oltre 5.000
euro a l'anno per contratto.
La norma vale anche per chi opera senza contratto
scritto o con un contratto privo de la clausola fuel: il
diritto al corrispettivo tabe lare MIT matura nel tempo e il
rischio per il committente cresce ogni mese. Idem per chi
affida trasporti a subve tori: in quel rapporto è commi tente
a tutti gli effetti, con i medesimi obblighi.
Detto tutto ciò, come procedere? Bisogna recuperare il
prezzo MASE del mese di firma del contratto, calcolare il
differenziale a parità di accisa e inviare una PEC con calcolo
e riferimento normativo. Senza PEC non esistono né messa
in mora, né interruzione dei termini.
C’è un equivoco diffuso sui ristori del Governo che vale la
pena correggere. Le misure su le accise e i fondi stanziati
per l’autotrasporto compensano la perdita del rimborso
accise strutturale - non l’aumento del prezzo del gasolio.
Sono fenomeni distinti su piani giuridici separati. Come
associazioni stiamo lavorando per misure strutturali che
guardino oltre l'emergenza, ma quei percorsi richiedono
tempo politico. Il diritto contrattuale è già ne le mani degli
autotrasportatori, in questo momento. Usarlo non è aggressività
commerciale, è sostenibilità d'impresa.
Il caro gasolio sta impattando pesantemente sui conti delle imprese
di autotrasporto con una spesa maggiore, per veicolo, che può superare
i 20mila euro annui. Ma gli strumenti per correre ai ripari ci sono
La legge tutela
05 2026 - 47
Si sdoppia l’assistenza intorno a Milano
con la nuovissima sede di Brugherio che
ospiterà anche tutti i servizi finanziari
Scania Milano Est
Festa grande
N
on c’è niente da fare: quando si parla di
Scania, in Italia più che altrove, il popolo
‘camionaro’ risponde e partecipa a la
grande. Chi fosse passato da Brugherio un caldo
sabato d’aprile, avrebbe potuto persino pensare
di essere nei paddock di Misano durante
le Truck Race, tanti erano i camion del Grifone
e la fo la che ci si muoveva intorno. Quattro o
forse anche cinquecento persone, alcune con
famiglia al seguito, accorse a celebrare l’apertura
del centro di assistenza Scania Milano Est.
Sotto la direzione de lo stesso Peter Barate li,
già a capo de la struttura analoga di Lainate,
questa nuova realtà avrà il compito di coprire
l’area più prossima a la A4 Torino-Venezia, raccogliendo
a lo stesso tempo la clientela de la
Brianza e del Lecchese. Un investimento importante,
ne l’ordine de la decina di milioni di
euro, per bonificare il terreno da tempo abbandonato
e per la successiva costruzione di un’officina,
già perfettamente attrezzata per lavorare
anche sugli elettrici e sugli autobus.
Ovviamente dotata di panne li fotovoltaici sul
tetto, anche per alimentare una colonnina fast
charge di prossima insta lazione. Ci sono già,
invece, gli uffici. Compresi que li de la Scania
Finance che avrà casa proprio qui.
E i banchieri si fanno lo special
I servizi di finanziamento captive de la Casa
esistono ormai da mezzo secolo, e per celebrarlo
hanno pensato bene di dedicarsi una serie
speciale: The Wolf, ovvero un trattore che
sarà tirato in 50 esemplari, decorati con un lupo
stilizzato su base Charcoal Grey (grigio); sarà
disponibile tanto coi motori in linea Super, quanto
con il mitico V8. E ci mancherebbe altro che
così non fosse! Al netto di un coraggioso elettrico
e di qualche altro esemplare a lestito in
maniera particolare, gli o to cilindri erano di gran
lunga i più presenti nel cortile de la Scania
Milano Est, a cominciare da uno splendido 141
che (qui sotto) apriva le danze insieme ad altre
vecchie glorie del marchio.
Da sinistra, lo Scania
doc beve gasolio,
ma a Brugherio si
poteva intravedere
anche un futuro
elettrico. Non poteva
mancare un 770
da discoteca, ma la
sorpresa è stato The
Wolf firmato Scania
Finance. Infine due
GT Touring da che
qui saranno assistiti
pure loro.
Eventi
34 - 05 2026 www.vietrasportiweb.it
34_34_Scania 889.qxp_VT 27/04/26 15:18 Pagina
Vie&Trasporti da record:
900 numeri e non sentirli.
Un traguardo che premia costanza,
competenza, professionalità, credibilità.
E che guarda al futuro
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I SN 0393-80 7
Mensile - Anno XCV I 899 MAGGIO 2026
Per la prima volta al volante dell’IVECO S-Way equipaggiato con il motore
XCursor 13 nella versione più potente. Prestazioni al top in ogni situazione
00_00_Cover 899.qxp_VT 28/04/26 11:11 Pagina 1
Ogni tanto va la pena dare una occhiata a le immatricolazioni. A che
serve? Be’, in un momento di grande incertezza comprendere qual è il
trend dominante sia tra le grandi flotte, sia tra le piccole può essere utile,
non dimenticando che il trasporto rimane uno dei grand indicatori del
benessere di un Paese.
Il mese di aprile è stato abbastanza piatto, flat per dirla elegante, e questo
non è un male visto che il trimestre precedente era stato improntato all’attesa,
anzi a la negatività.
Sicché, come mostra la tabe la 1, estratta dai dati Anfia-Unrae, i veicoli
commerciali leggeri hanno una flessione del 13,6 per cento, numer importanti,
a nostro avviso vera cartina al tornasole de l’incertezza riguardo
a l’alimentazione da scegliere, le politiche urbane sul delivery, la flessione
nei consumi. Nel complesso i veicoli più pesanti mostrano invece un arretramento
del 7,2 per cento, che in termini economici vale ben di più del
13,6 degli LCV. Una flessione generalizzata, anche se, come vedremo,
con alcune peculiarità.
Se infatti guardiamo la suddivisione per classi di peso (tabe la 2), a parte
un boom di commerciali leggeri patente C (più 169,2%, ma sono numeri
esigui), le due classi che fanno riferimento ai regionali, ai ‘medi’ scivolano
del 22,4 tra 5 e 8 tonne late, e del 6,4 tra 8 e 12. I concessionari respirano
con i trattori d’accesso, 7,3, e i carri, 4,3, mentre i veicoli di maggiori dimensioni
perdono quas il 10 per cento (ed è questo il dato significativo
in tema di lungo raggio), valore confermato se si guarda la tipologia di
veicolo, giacché i trattori sono a meno 17,1. Anche il cava cantiere, nonostante
un certo interesse mostrato dagli operatori, al momento di fare
i conti perde il 7,6 per cento.
In sintesi, i medi crescono del 3,3 i pesanti perdono il 9,3.
Osservando le aree Nielsen si scopre anche che la debolezza dei numeri
è generalizzata ma più marcata nel Nord-Est e nel Sud, meno marcata
al Nord Ovest e soprattutto al Centro, dove la curva è quasi piatta.
Positivo invece il momento per i trainati (tabe la 3), sia per il piccolo mercato
dei rimorchi che per il più importante dei semi. Insieme guadagnano
il 7,2 per cento (0,8 per i primi, 8 per i secondi), a dimostrazione che le
scorte di piazzale si sono esaurite e che la vetustà dei mezzi è orma improponibile
in termini di sicurezza e affidabilità. Tra l’altro il mercato del
noleggio dei trainati è partito prima e meglio di que lo dei veicoli industriali,
sul quale a nostro avviso c’è ancora molto da dire.
Infine un cenno a le alimentazioni. I truck elettric immatricolati nel primo
quadrimestre sono stati 310 e 146 i Gnl, contro i 9.000 diesel.
Andamento lento
Le immatricolazioni nel primo quadrimestre languono,
sia tra i veicoli commerciali leggeri che tra i pesanti.
Bene invece i ‘trainati’, rimorchi o semirimorchi che siano.
Non cambia il trend delle alimentazioni
Tab. 1 Immatricolazioni veicoli
commerciali/industriali
Tipologia Var% I quad 25 / I quad 24
LCV -13,6
Medi 3.5-16 3,3
>16 -9,3
>3.5 in totale -7,2
Tab. 2 Immatricolazioni per classi
di peso/tipo
Tipologia Var% I quad 25 / I quad 24
3,5-5 169,2
5-8 -22,4
8-12 -6,4
12,5-16 7,3
Oltre 16 -9,3
Carri 4,3
Tra tori -17,1
C&C -7,6
Tab. 3 Immatricolazioni trainati
Tipologia Var% I quad 25 / I quad 24
Rimorchi 0,2
Semirimorchi 8
Totale 7,2
06 2025 - 1
www.vietrasportiweb.it
Editoriale
Fonte: Anfia Unrae
01_01_Editoriale 890.qxp_VT 04/06/25 11:58 Pagina
Prodotti e servizi
I pneumatici sono diventati componenti sempre più sofisticati perché da
loro, unico punto di contatto tra il veicolo e l’asfalto, dipendono prestazioni
e sicurezza. Non un di cui, quindi, per le aziende di trasporto ma qualcosa
che merita una grande attenzione. E chi meglio di chi li costruisce può
prendersene cura lungo tutto il loro ciclo di vita affinché diano il meglio?
Ecco perché i big del settore oggi non si limitano a venderli, ma offrono
alle flotte una serie di servizi che ne permettono una gestione
intelligente. Quella che spesso rende conveniente scegliere un prodotto
premium anche andando incontro a una spesa inziale più elevata.
Le proposte di Continental, Michelin, Goodyear e Prometeon
Ben oltre la gomma
36 - 04 2026 www.vietrasportiweb.it
SERVIZI
di Tiziana Altieri
36_40_Servizi flo te pneus 898.qxp_VT 24/03/26 15:30 Pagina 36
54 - 04 2026 www.vietrasportiweb.it
Sono 67 le aziende che hanno conquistato l’Attestato per
la Gestione Sostenibile dei Pneumatici. Scegliere il modello
multivita per essere vincenti sotto ogni punto di vista
L’iniziativa Michelin
Ce l’ho!
E
dizione numero cinque per gli Attestati
per la Gestione Sostenibile dei Pneumatici
di Michelin, riconoscimento che valorizza
le aziende che gestiscono il proprio parco mezzi
con pratiche responsabili ed efficienti. Ben 67
le flotte italiane, con un parco circolante complessivo
di oltre 23.000 veicol, che hanno tagliato
il traguardo. I dati, certificati da Dekra, evidenziano
un risparmio complessivo di 8.228,8 tonnellate
di CO2, l’equivalente de le emissioni annue
di circa 6.000 automobili di media cilindrata, e
2.904,4 tonne late di materie prime, pari a le risorse
necessarie a la produzione di circa 41.500
pneumatici nuovi autocarro.
I criteri di assegnazione sono stati
ricordati in occasione de la presentazione
de la lista ufficiale da
Silvia Vergani, direttrice marketing
Michelin Italiana. «Per conseguire
l’A testato per la Gestione
Sostenibile dei Pneumatici le
aziende devono rispe tare una soglia
minima del 30 per cento di
pneumatici ricoperti e del 10 per
cento di pneumatici riscolpiti, rispe
to al totale dei pneumatici montati sul parco
circolante effettivo. L’iniziativa è aperta a flotte
trasporto merci, persone e cava cantiere.
L’Attestato ha lo scopo di premiare le aziende
che hanno saputo coniugare l’impegno per la
sostenibilità ambientale con la redditività operativa,
utilizzando al meglio il mode lo multivita».
Mode lo che, lo ricordiamo, prolunga la vita dei
pneumatici autocarro fino a 6 volte, attraverso
cicli di ricostruzione e riscolpitura, riduce l’utilizzo
di materie prime, aumenta la percorrenza
chilometrica e mantiene elevat i live li di sicurezza,
grazie agli oltre 80 contro li effettuati su
ogni pneumatico, pre e post ricostruzione.
Un biglietto da visita
Ben 60 de le flo te certificate operano nel mondo
del trasporto merci, 4 nel trasporto persone e 3
nel cava cantiere. Il documento può essere impiegato
anche ne la redazione di Bilanci ESG ed
è un ottimo biglietto da visita per mostrare a la
propria clientela l’impegno verso
la sostenibilità. «L’Attestato - ha
continuato Silvia Vergani - rappresenta
un percorso di responsabilità
ambientale e sostenibilità economica
condiviso tra Michelin e le
aziende de l’autotrasporto italiano.
Siamo orgogliosi di celebrare questa
quinta edizione, che coincide
con i 120 anni di Michelin in Italia,
con un numero di flo te premiate
mai così alto. Il loro impegno conferma che la sostenibilità
non è solo un valore, ma una leva concreta
di competitività per tu to il se tore».
Le celebrazioni dei 120 anni diventano, così,
per il Bibendum l’occasione per ribadire l’impegno
nel promuovere sostenibilità e innovazione
ne l’autotrasporto italiano.
Silvia Vergani,
direttrice marketing
Michelin Italiana.
-8.228,8
tonnellate
di CO2
-2.904,4
tonnellate di
materie prime
Consulta l’elenco de le
aziende che hanno
ottenuto l’Attestato
per la Gestione
Sostenibile
dei Pneumatici.
54_54_Michelin 898.qxp_VT 16/03/26 14:40 Pagina 54
F
inora chi si avventurava ne l’universo dei
trasporti green lo faceva a spese sue o
del committente. Oggi l’investimento può
avere un riscontro immediatamente contabile,
e incassabile, grazie ai certificati bianchi o Titoli
per l’Efficienza Ecologica (Tee) che possono
valere fino a 250 euro per ogni tonne lata equivalente
di petrolio risparmiata (Tep). A certificarlo
ci pensa Webfleet, azienda del gruppo
Bridgestone, che fornisce un tool di tecnologie
telematiche in grado di monitorare puntualmente
il parco veicolare e intervenire sui correttivi
per ottimizzarne l’utilizzo. Si ottengono così i
certificati bianchi che possono essere venduti
a terzi o scambiati in un’apposita borsa regolata
dal Gestore dei Servizi Energetici.
Coinvolgere tutti gli attori
In questa partita non sono esclusi gli a lestitori,
come Kässbohrer che, anzi, si sono fa ti spesso
promotori di azioni volte a sensibilizzare i clienti
verso una mobilità a basso impa to ambientale.
È recente, infatti, la seconda edizione del K-
Expert Talk su l’elettrificazione tenutasi al
Transport Logistic di Monaco, dove si sono confrontat
i principali attori del progetto europeo
Zero Emission Freight Ecosystem. Da parte
sua, il costruttore tedesco di semirimorchi e cisterne
ci ha messo prodotti realizzat in co laborazione
con Zf, ovvero due veicoli con assali
elettrificati: il primo è un semirimorchio e-
Curtainsider, operato da Scania per strada e per
mare tra Svezia e Paesi Bassi; il secondo è un
portacontainer da 45 piedi per combinazioni
Ems1, sempre ele trificato, sviluppato per Volvo
e Dpd, utilizzato su la tratta Eindhoven–
Monaco. Resta, purtroppo, il nodo de le stazioni
di ricarica: il 90 per cento di chi ha scelto la ‘via
elettrica’ si affida a le colonnine in deposito,
rendendo il trasporto a lungo raggio a zero
emissioni ancora un rischio operativo.
Come Zf, anche lo specialista in assali Saf-
Ho land ha la sua proposta di gruppo elettrificato
per semirimorchi, si chiama Saf Trakr ed
è fornito sia in primo equipaggiamento sia in
retrofit. L’energia generata viene immagazzinata
in una batteria a litio e alimenta le utenze elettriche
secondarie del rimorchio come gruppi
frigo, riscaldatori, sponde posteriori, piani mobili
o carre li elevatori elettrici. Il motore su l’asse
è raffreddato a liquido con un picco di 20 kW,
mentre la struttura portante è disponibile per
capacità di carico da 9 a 10 tonne late.
Quindi, i mezzi ci sono e i volenterosi pure: manca
l’infrastruttura. Eppure gli operatori del settore
pronti a sfruttarle investono. È il caso di Dkv che
ha recentemente stretto un accordo con la società
svizzera Move per aggiungere altri 2.200
punti di ricarica al milione già abilitato in Europa,
fruibili a traverso la Dkv Card +Charge o con l’app
Dkv Mobility, me tendo a disposizione di una dele
reti di charger più estese d'Europa. E ci sono anche
soluzioni per le sedi aziendali (@work). Quela
svizzera segue l’integrazione con altre infrastrutture,
come que la de l’ungherese Mol che porta
in dote punti di ricarica in Romania, Slovenia,
Croazia, Repubblica Ceca e Slovacchia. Quanti
di questi siano frequentabili anche dai camion
pesanti non è specificato, mentre è sicuramente
dedicato a loro il nuovo Dkv Box Europe con protoco
lo 4G, più semplice ed efficace per l’uso: un
ampio display a colori lo rende più rapido e intuitivo:
con un solo clic si va ai sottomenu per configurare
numero di assi e peso del veicolo; può
essere facilmente sostituito con il cavo 2G esistente
e funziona in modo indipendente, senza
necessità di utilizzare lo smartphone. Combina
le tecnologie di comunicazione a corto raggio
dedicate e satelitari globali per garantire il co re to
pagamento dei pedaggi. Ha un suo sistema che
avvisa gli utenti sul live lo di ba teria basso. Il box
riceve aggiornamenti regolari over-the-air e integra
automaticamente nuove funzionalità.
Attualmente, il Dkw Box Europe supporta 18 domini
a pedaggio in 15 paesi europei, tra cui
Austria, Belgio, Bulgaria, Francia, Germania, Italia,
Polonia, Portogalo, Cekia (da o tobre) Slovacchia,
Slovenia, Spagna, Svizzera e Ungheria.
Sostenibilità è la parola chiave, non solo per i veicoli con o senza
motore, ma pure per i loro componenti e per i servizi collegati.
Lo dimostrano da Bridgestone a Kässbohrer, passando da Saf a Dkv
A rimorchio del rimorchio
di Danilo Senna
Un verde che paga
Allestimenti
36 - 08/09 2025 www.vietrasportiweb.it
36_37_A lestimenti 892.qxp_VT 05/09/25 14:27 Pagina
7 0 3 9 3 8 0 7 0 8
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I SN 0393-80 7
Mensile - Anno XCV I 898 APRILE 2026
Dici Scania V8 e pensi a un mito. La nascita, nel 1968, e l’evoluzione di questo
propulsore che ha contribuito a scrivere la storia vincente del Grifone
LODE AL RE
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I SN 0393-80 7
Mensile - Anno XCVI 893 OTTOBRE 2025
Prende il via ufficialmente ad Eindhoven la produzione della nuova gamma Electric.
Dai medi XB, ai multiruolo XD, fino ai pesanti XF: ce n’è per ogni missione
7 0 3 9 3 8 0 7 0 8
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I SN 0393-80 7
Mensile - Anno XCVI 892 AGOSTO/SETTEMBRE 2025
Come sono cambiati negli ultimi 40 anni i truck, dentro e fuori.
Più comfort e sicurezza per chi li vive ogni giorno
Riflettori sul mondo delle carte carburante: da strumenti per
il semplice rifornimento a piattaforme strategiche per il controllo dei
costi delle flotte. Le principali proposte per gli autotrasportatori
DKV Mobility, il
colosso europeo
Una per tutto
Speciale Carte
Con più di 25.000 stazioni convenzionate in Europa, la carta tedesca
multi-brand UTA, de la Edenred UTA Mobility, si presenta come una
soluzione completa per gli autotrasportatori. Accettata presso marchi
come Eni, Esso, IP, Tamoil, Texaco e Tankpool24, offre anche l’accesso
integrato ai pedagg in 30 paesi tramite il dispositivo OBU ‘Plus Service’.
Di recente sono nate anche UTA eCharge e UTA eCard per le flotte
elettriche. Il suo ecosistema comprende funzionalità avanzate come
l’applicazione EasyFuel, la ricezione di notifiche in tempo reale e la
gestione antifrode con CardLock. I serviz inclusi: lavaggi, parcheggi,
traghetti e assistenza.
DKV vanta una rete di stazioni che supera le
67.000 in Europa, di cui 12.000 solo in Italia.
Carburante, pedaggi, lavaggi, parcheggi e assistenza
stradale, tu to visibile in un’unica fattura.
E con la versione ‘Fleet Card Climate’ è
possibile monitorare le emissioni di CO2.
IP a le flo te professionali propone
la carta IP Plus, valida in oltre 4.600
stazioni sul territorio italiano. Oltre
ai carburanti convenzionali e GPL,
sono inclusi AdBlue e servizi come
il lavaggio, la gestione e la fatturazione
ele tronica fino a trenta giorni.
I pedaggi autostradali sono integrabili.
Il punto di forza è la
sicurezza digitale che comprende:
pin multipli, sistemi alert in caso di furto e blocco di emergenza. È
inoltre attiva una convenzione con il Consorzio Nazionale
de l’Artigianato.
UTA Edenred, capillare
IP Plus Card: la forza della
rete nazionale
www.vietrasportiweb.it
7 0 3 9 3 8 0 7 0 8
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I SN 0393-80 7
Mensile - Anno XCVI 894 NOVEMBRE 2025
L’instabilità creata dalle tensioni geopolitiche si fa sentire sui trasporti, con le
importazioni che pagano il prezzo più alto. Cosa rivela l’Indagine della Banca d’Italia
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I SN 0393-80 7
Mensile - Anno XCV I 897 MARZO 2026
L’idrogeno, impiegato nelle fuel cell o come carburante di motori termici,
è la soluzione per affrontare la transizione green senza ansie sul fronte
dell’autonomia? Gli esperimenti non mancano ma sulle strade si vede poco
UN SOGNO
NEL CASSETTO
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La logistica secondo gli iscritti all’Osservatorio TCR
Un recente sondaggio condotto tra professionisti della
produzione e della distribuzione alimentare rivela una
visione condivisa sull’importanza della qualità
e tracciabilità lungo l’intera catena, ma anche differenze
significative nell’approccio operativo e gestionale.
La produzione privilegia efficienza e puntualità delle
consegne mentre per la distribuzione, la priorità
è garantire rispetto degli standard e delle buone pratiche.
Tutto quello che è emerso
di Tiziana Altieri
La vediamo così
14 - 12 2025
Attualità
www.vietrasportiweb.it
Ne la selezione e ne la coferma di un fornitore di logistica, quale aspetto è prevalente?
Produzione Distribuzione
20,0%
26,6%
6,7%10,0%
20,0%
6,7%
20,0%
20,0%
40,0%
30,0%
Rispe to degli standard di qualità prescri ti
e relativa reportistica periodica
Rispe to puntuale di ogni clausola contra tuale su la
puntualità di ritiro e consegna de la merce
Fornitura in tempo reale (o quasi) de le informazioni su le condizioni
de la merce e su lo stato di consegna
Adozione dei CCNL previsti per le a tività richieste, adozione ufficiale di
standard etici e di sostenibilità certificati, anche a fronte di prezzi più elevati
Prezzo più basso e massima flessibilità anche se con
rischio di non rispe to di quanto sopra
Altro
Da le risposte appare chiaro come i professionisti de la distribuzione diano maggiore importanza agli aspe ti contra tuali
e legati agli standard di qualità con tanto di reportistica periodica: il 40 per cento ne la scelta di un fornitore di logistica
privilegia il rispe to de le clausole relative a tempi di ritiro e consegna e il 30 que lo, appunto, degli standard previsti. Risposte
più equilibrate da parte dei professionisti de la produzione: pongono un’enfasi leggermente minore sui vincoli contra tuali (26,6
per cento) e conferiscono uguale peso a qualità e rispe to dei CCNL previsti per le a tività richieste (entrambe al 20 per cento).
Incidono decisamente meno ne la scelta la capacità di fornire in real time informazioni su le condizioni de la merce e su lo stato
di consegna e il prezzo più basso, indicati solo dal 6,7 per cento del campione del mondo de la produzione.
4_16_Sondaggio 895.qxp_VT 24/11/25 11:25 Pagina
7 0 3 9 3 8 0 7 0 8
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I SN 0393-80 7
Mensile - Anno XCV I 896 GENNAIO/FEBBRAIO 2026
Contesto geopolitico, evoluzione dell’e-commerce, cambiamento di rotta
sull’elettrico, tutti fattori che impattano sulle decisioni di acquisto.
Per il 2026 nessuno sa bene cosa aspettarsi. Soluzione? Pensare positivo
INCERTEZZA
PER FAVORE VAI VIA
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I SN 0393-80 7
Mensile - Anno XCVI 891 LUGLIO 2025
Prova su strada per il Volkswagen Crafter 35 2.0 TDi 140 Cv Euro 6 Step E.
Affidabilità, tecnologia, comfort e robustezza al top. Incluse garanzia
e manutenzione ordinaria per 5 anni o 150.000 km
TecnoVan
Goodyear KMAX Gen-3
di Tiziana Altieri
Il meglio è qui
La terza generazione di pneumatici truck destinati
al lungo, medio e corto raggio promette performance
in grado di soddisfare anche le flotte più esigenti
un potenziale risparmio annuo di carburante
che può raggiungere i 1.236 euro per veicolo
utilizzando l’intera combinazione (con un prezzo
del carburante stimato in 1,6 euro/litro e una
percorrenza media annua di 100.000 chilometri).
E, naturalmente, anche l’ambiente ringrazia.
I KMAX Gen-3 hanno anche il vantaggio di essere
estremamente versatili potendo adattarsi
a veicoli ibridi ed elettrici, oltre che ai tradizionali
diesel. Grazie a la maggiore capacità di carico
e a la rigidità del battistrada hanno ottenuto il
sigi lo Electric Drive Ready.
La ricetta del successo
Uno dei segreti è ne la loro ‘ricetta’: gli pneumatici
de l’asse sterzante e trattivo de la nuova
gamma sono dotati di una mescola del battistrada
interamente in silice, che contribuisce
a la durata a lungo termine aumentando la resistenza
a l'abrasione e mantenendo una bassa
temperatura di esercizio, contribuendo a ridurre
la resistenza al rotolamento già menzionata e
quind il consumo di carburante. Elevate prestazioni
sì, ma senza comprometterne la sostenibilità,
anzi: la nuova gamma è Ecoready.
È realizzata con oltre il 40 per cento di materiali
sostenibili come la silice a base di cenere di
lo la di riso (RHA) nei composti del battistrada
e de la carcassa. Una soluzione che Goodyear
ha deciso d implementare in un prodotto di serie
perché oggi commercialmente fattibile.
I chip RFID integrati consentono poi un'identi-
C
osa cercano le flo te? Efficienza che vuol
dire massimizzare il tempo di disponibilità
dei mezzi e ridurre i costi, competitività
per differenziarsi e fidelizzare i clienti, e
sostenibilità, ossia rispetto de le normative attuali
e future su le emissioni di CO2. La risposta
di Goodyear è la nuova generazione di pneumatici
per autocarri KMAX Gen-3 disponibili
per asse sterzante (KMAX S Gen-3), per asse
motore (KMAX D Gen-3) e per rimorchio (KMAX
T Gen-3), ne le misure più diffuse nel vecchio
Continente (cfr tabe la in basso). Un prodotto
che arriva su un mercato in crescita (+5 per cento
ne la prima parte de l’anno) e sempre più a la
ricerca di prodotti premium. Destinati a veicoli
impegnati su lungo, medio e corto raggio, le
new entry prome tono prestazioni ulteriormente
migliorate rispetto a la precedente generazione,
in particolare un chilometraggio elevato con
una trazione eccezionale e una resistenza al
rotolamento migliorata fino al 13 per cento. Il
risultato è una riduzione dei costi operativi, con
32 - 11 2025
Anteprima
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KMAX GEN-3 - GAMMA
None del Misurare Indice di
Pneumatico carico/velocità 1
KMAX S GEN-3 315/70R22.5 156/150
KMAX S GEN-3 315/80R22.5 158/150 L
KMAX S GEN-3 385/55R22.5 162 K
KMAX S GEN-3 385/65R22.5 164
KMAX D GEN-3 315/70R22.5 154/150
KMAX T GEN-3 385/55R22.5 160 K
KMAX T GEN-3 385/65R22.5 164 K
KMAX T GEN-3 445/65R22.5 169 M
KMAX T GEN-3 275/70R22.5 152/148 M
(*) in fase di sviluppo - valore stimato
.KMAX D GEN-3.
32_33_GoodYear 894.qxp_VT 21/10/25 14:56 Pagina 3
Soluzione alternativa alle batterie, quella dell’H 2 usato
nelle fuel cell o come carburante di motori termici,
appare in fase di stallo. Cerchiamo di capire il perché
Idrogeno freddo
L’idea che non decolla
14 - 03 2026
Tecnica
www.vietrasportiweb.it
4_17_Idrogeno freddo 897.qxp_VT 25/02/26 15:11 Pag
Mensile - Anno XCVI 890 GIUGNO 2025
A bordo di Iveco S-Way Model Year 2025. Ecco come si rinnova
l’ammiraglia per celebrare il traguardo dei 50 anni della Casa torine
Nuovo di nuovo
Nuovo di nuovo
È il grido lanciato
dall’associazione dei
concessionari italiani,
troppo a lungo inascoltati.
Per far ripartire la filiera
bisogna cambiare marcia.
A Milano confronto diretto
con Case e istituzioni
F
ar sentire chiaramente la voce dei concessionari
che poi è anche que la dei
clienti: perché nessuno più di loro ne conosce
esigenze e desiderata. Questo lo scopo
de l’incontro organizzata da Federauto presso
l’Automobile Club di Milano, dal titolo
‘L’automotive tra sfide nazionali e condizionamenti
europei’.
Ad aprire i lavori, in videoco legamento, il ministro
de l’Economia e de le Finanze Giancarlo
Giorgetti: «Nel primo trimestre del 2026 abbiamo
registrato qualche segnale positivo, sia sul
fronte de la produzione di veicoli, sia su que lo
de le immatricolazioni. Purtroppo anche questo
comparto deve, però, oggi fare i conti con le conseguenze
del conflitto iraniano». Giorgetti ha ribadito
la volontà del Ministero di valutare interventi
concreti per superare un’impasse che ha
conseguenze dirette su l’industria, su le entrate
de lo Stato e su l’invecchiamento del parco circolante,
con ricadute in termini di emissioni e
sicurezza.
Primo intervento in sala que lo di Massimo
Artusi, presidente Federauto, che ha delineato
con chiarezza il peso economico e sociale dei
concessionar in Italia: «Federauto rappresenta
1.100 concessionar italiani, aziende prevalentemente
a carattere familiare che occupano
90.000 addetti, generano 75 miliardi di fatturato
Eventi
Federauto
di Tiziana Altieri
Ancora un altro drammatico esempio di quanto il nostro sistema
sociale ed economico, del quale il trasporto è parte essenziale,
spina dorsale e polmone, è diventato troppo sensibile agli eventi
teoricamente imprevedibili che sono invece diventati una costante.
A chi compete rimodellare sistemi e flussi?
Dove scorre l’acqua
Editoriale
Più la tecnologia progredirà, più sarà un sistema a velocità differenziata,
creando attriti critici tra popoli differentemente progrediti.
Più cercheremo a tu ti i costi di imporre mode li ipoteticamente ‘sostenibili’,
più soffocheremo la libera impresa.
Più rifiuteremo di accettare che la globalizzazione è stata una scelta superficiale
e imponderata, più rinnegheremo diversità e pluralità.
Un paio di numeri fa abbiamo richiamato la vostra attenzione su un interessante
volume, Breve storia del futuro, che però andrebbe riscritto
ogni se timana, visto il continuo cambiamento degli scenari. Rivolgiamoci
quindi ad un’altra fonte . vediamo . ecco: gli appassionati di fantascienza
sono indissolubilmente legati ad Hari Seldon, personaggio di Asimov
protagonista de la Trilogia Galattica.
Seldon era il patriarca di una nuova scienza, la psicostoria, in grado di
prevedere gli eventi con secoli di anticipo grazie a un magico miscuglio
di storia, sociologia, algoritmi. Gli psicostoriografi saranno consapevoli
che di continuo si verificano eventi (a volte) imprevisti, per cui, nascosti
in un oscuro pianeta ‘punto estremo de la spirale galattica’, continueranno
a perfezionare, correggere, adattare, modificare la Storia Futura. Asimov
non poteva prevedere l’avvento de l’inte ligenza artificiale, ma ci è andato
molto vicino, grazie al suo genio assoluto, e AI servirà a lo scopo.
Cosa ci direbbe oggi Seldon del nostro futuro prossimo? Non possiamo
disturbare il suo sonno vigile con questioni regionali e di corto respiro, ma
possiamo prendere spunto, imparare dal post Covid, guerre, blocchi di
Suez e Shanghai, dittatori pazzi o scaltri, buffoni di corte, geni eccentrici
e fo li, inventori spregiudicati, insomma da tutto il ba lo mascherato (De
André) che ci trascina verso incongrui scenari.
Alziamo lo sguardo dai tomi di leggi e norme che ci soffocano e che cercano
di «deviare lo scorrere de l’acqua». Non smetterò mai di ricordare che
qualsiasi liquido sceglie sempre la strada più comoda, e imbrigliarlo è pericoloso,
a volte impossibile, ed è ciò che stanno facendo i nostri
normatori Ue, che ci trascinano verso un mondo contortamente
regolato, ma circondato da l’anarchia competitiva
tutta intorno a noi.
Possiamo dire basta, e tornare a la leggerezza intellettuale,
non soffocata da ciò che appare ipocritamente
corretto? Non lo so, posso solo sperarlo per le generazioni
future, perché i loro sistema economico nel
quale il trasporto è sempre più imbrigliato e condizionato,
torni a essere dettato da la competenza, da la
sagacia, da la visione e da la professionalità.
Stiamo a vedere, sperando che queste continue crisi ci
facciano il meno male possibile. Solo questione di c.?
04 2026 - 1
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Si dice che
n Polizia di Stato e ALIS hanno firmato una
Convenzione finalizzata alla tutela delle
infrastrutture digitali a supporto delle
attività dell’Associazione e delle imprese
associate. L’accordo prevede una
collaborazione strutturata e continuativa
tra le Parti, che comprende momenti di
formazione e aggiornamento per associati e
tecnici, la condivisione d informazioni,
best practice e linee guida utili alla
tempestiva individuazione di vulnerabilità,
nonché la gestione di eventuali eventi
critici di sicurezza cibernetica.
n Il Gruppo Intergea ha annunciato i lancio
operativo di Italrent, la società dedicata al
noleggio a lungo termine. Operatore
generalista e indipendente, non captive,
Italrent si propone come un nuovo punto di
riferimento per aziende e privati. A guidare
la società, con il ruolo di amministratore
delegato, è Lorenzo Sistino, fondatore di
questa realtà insieme ad Alberto Di Tanno,
presidente di Intergea. «Italrent - ha
spiegato l’AD - porta sul mercato un mode lo
di noleggio semplice, realmente flessibile e
orientato a le esigenze del cliente. Le tecnologie
progettate ci consentono di garantire visibilità e
disponibilità immediata dei veicoli, tempi certi
di consegna e una rete di assistenza capi lare,
mantenendo un posizionamento indipendente e
aperto a tutt i marchi».
Un elemento distintivo è rappresentato
dalla sinergia con la rete del Gruppo
Intergea: migliaia di veicoli disponibili,
anche in pronta consegna, e
un’infrastruttura post-vendita con oltre
1.000 officine e circa 2.000 centri dedicati al
servizio pneumatici su tutto il territorio
nazionale. Sono inoltre previsti consegna a
domicilio e soccorso stradale attivo 24 ore
su 24, 7 giorni su 7, in tutta Europa.
PERSONE&POLTRONE - PERSONE&POLTRONE - PERSONE&POLTRONE - P
n In seguito a l’Assemblea generale
annuale di Ste lantis tenutasi il 14
aprile, e come già annunciato, John
Elkann è stato rieletto come
Direttore esecutivo e Robert
Peugeot e Henri de Castries come
Amministratori non esecutivi.
nKia Europe ha nominato
Christophe Mandon, Vice President
Sales and Ownership Experience.
Mandon lavorerà a stretto contatto
con Sjoerd Knipping, Chief
Operating Officer. In questa nuova
veste avrà il compito di supportare
la roadmap verso l’elettrificazione
del Brand in Europa e di
incrementare le strategie di ingaggio
clienti, per un sempre più stretto
rapporto di fidelizzazione.
n Mare li, fornitore di tecnologie
avanzate a le principali case
automobilistiche, ha reso nota la
nomina di Frederick “Fritz”
Henderson come amministratore
delegato ad interim de l'azienda, con
effetto immediato. Henderson
succede a David Slump, che
continuerà a far parte del Consiglio
di Amministrazione di Mare li
durante l'uscita de l'azienda dal
processo di ristrutturazione del
Chapter 11 in corso. Il Gruppo Ad
Hoc di finanziatori di Mare li ha
annunciato il piano di nomina di
Laurent Favre come futuro ad, al
termine del mandato di Henderson.
I ricambi passano da qui
Accordo tra Lamberet e Maurelli Group. Una rete
capillare per soddisfare le richieste delle aziende
Maurelli Group ha siglato un accordo con Lamberet per
diventare distributore ufficiale per l’Italia di tutte le categorie di
ricambi per l’intera gamma di prodotti del colosso francese del
trasporto a temperatura controllata.
La partnership prevede la distribuzione dei ricambi sull’intero
territorio nazionale attraverso la rete Maurelli Group, composta
da oltre 45 punti vendita e 5 hub logistici, con disponibilità
presso tutte le filiali. Gli operatori potranno, quindi, accedere in
modo immediato ai componenti Lamberet, riducendo i tempi di
approvvigionamento e semplificando le attività di
manutenzione. «Questa nuova partnership - ha sottolineato
Patrik Li Destri, CEO Maurelli - è per noi motivo di grande
orgoglio, perché ci consente di ampliare la nostra offerta a un
segmento del trasporto - que lo de la cold chain - così rilevante per il
mercato. Lamberet è una realtà di riferimento per qualità e
innovazione e rappresenta, per gli operatori del settore, uno standard
consolidato. L’integrazione di queste competenze con la capi larità
distributiva e il know-how consolidato di Maure li Group genera un
valore concreto per la nostra offerta». Thomas Kintrup, Head of
After-Sales Lamberet ha aggiunto: «Unendo l’ecce lenza dei
prodotti Lamberet a la forza logistica di Maure li, è possibile offrire
un servizio di alto live lo, affidabilità e continuità operativa. Questo
accordo rappresenta una tappa significativa nel percorso di
espansione europea de l’after-sales di Lamberet».
www.vietrasportiweb.it
62 - 05 2026
7 0 3 9 3 8 0 7 0 8
9
0 8 9 5 >
I SN 0393-80 7
Mensile - Anno XCVI 895 DICEMBRE 2025
Debutta sul nostro circuito di prova la versione ibrida plug-in del Ford Ranger ed è
subito record. Segno che la miscela benzina-corrente funziona pure off-highway
900
Una pila alta 5,5 metri, o se volete, un binario lungo 200 metri, disponendo
tutti i numeri della rivista uno sull’altro o afancati. Lungi dall’essere autocelebrativi,
questo numero che vedete impresso in copertina non può
non essere evidenziato, perché rappresenta la continuità nella passione,
nella professionalità e se mi consentite anche nella competenza.
Eccoci qui, dunque, non a festeggiare, i tempi non lo consentono, e neanche
a celebrare. A ripensare sì, certo, a ripensare come il trasporto sia cambiato
in quasi un secolo di storia dell’automotive. Più di una rivoluzione, prima
all’insegna della evoluzione meccanica, poi di quella digitale, no alla connettività.
Nuove sde, nuovi paradigmi, nuove priorità attendono questo
settore, che non ha mai mancato di rappresentare la vera spina dorsale
dell’economia di ogni Paese, pur subendo criminalizzazioni di ogni tipo,
dalla sicurezza all'ambiente. Ma il Covid-19 è stata una dura lezione per
tutti, molto di più degli scioperi e delle crisi petrolifere, ha spiegato praticamente
come senza la libertà delle merci e delle persone non c’è democrazia,
non c’è economia.
Personalmente ho avuto l’immeritato onore di rmare oltre 250 di questi
900 numeri, forse un record, e ne sono ero. Nulla avrei potuto senza i
tanti giornalisti che si sono avvicendati in redazione, no agli attuali, che
rappresentano il meglio, a mio avviso, di quello che il settore offre. A loro
dico grazie, come lo dico alla Casa editrice, che continua a credere in un
progetto basato su una informazione corretta, equilibrata, professionale,
oggettiva. Ai lettori, che sono i nostri padroni, la preghiera di perdonare i
nostri errori, continuando a mostrarci la ducia così faticosamente conquistata.
Buona lettura e grazie.
06 2026 - 1
Lascia perdere
i mezzi di sfortuna.
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a condizioni davvero straordinarie. Cosa aspetti a migliorare il tuo lavoro?
Sommario
ISSN: 0393 - 8077
www.vietrasportiweb.it
20 22
34
10
30
42
n
Speciale Transpotec
10 Tutti i truck e i veicoli commerciali
in vetrina al salone milanese dedicato
a trasporto merci e logistica. Tante
soluzioni elettriche ma il diesel
è ancora protagonista
20 Ai microfoni di Truck Time. Volti e
voci di chi ha raccontato la kermesse
all’ombra della Madonnina
n
Prova
22 Sul circuito di Vie&trasporti, fuori
e dentro la città, con Ford E-Transit
Courier. Silenzio e zero emissioni
n
Anteprime
30 Man TGS 41.480. Il cava cantiere con
cassone ribaltabile della Comes che
piace alla clientela italiana
46 Veicoli Toyota a misura di
professionisti con gli allestimenti
by Focaccia
n
Attualità
34 Mercedes-Benz Actros compie
30 anni. Prima puntata con la storia
di un modello che ha stabilito
nuovi parametri
44 Indagine DealerSTAT 2026. Ford Pro
per il quarto anno consecutivo sul
primo gradino del podio
48 EGR contro SCR. Meglio il riciclo
o l’additivo per abbattere
le emissioni? Tutto quello che
l’esperienza insegna
56 Promosan. Quando il medico
(e l’ambulatorio) può arrivare ovunque
58 Si dice che...
58 Persone&poltrone
n
Voci
42 A tu per tu con Claudio Catalano,
Amministratore Delegato di Astra.
Con la cessione a Leonardo inizia
un nuovo capitolo
54 Gabriele Bavera, Managing Director
di Spring Italy. La logistica ai tempi
dell’e-commerce
n
Rubriche
4 Diamo i numeri
8 Hit parade
50 La voce di Fai.
La trasparenza è tutto
51 La voce di Fiap.
Cambio di passo
52 Leggi, aziende, lavoro.
Mai sottovalutare il rischio
53 Il parere legale.
Privacy, una questione seria
57 Vetrina
63 Motori spenti
64 Promozioni
66 Tutte le prove
n Il Bollettino n°99
38
Aggiornamenti continui su
www.fuoriditest.com
@rivista_vt
youtube.com/@Vietrasporti
rivistavietrasporti
@rivistavietrasporti
@VieTrasporti Magazine
46 48
54 58
44
52
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Mensile - LO-NO/00516/02.2021 CONV
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2 - 06 2026
www.vietrasportiweb.it
www.vietrasportiweb.it 06 2026 - 3
a cura di
Tiziana Altieri
Diamo i NUMERI
62.315 LCV e 9.841 truck
Stabile ad aprile il mercato
italiano dei veicoli commerciali
con peso totale a terra fino a
3.500 chilogrammi: con 15.205
unità si è praticamente ricalcato
il risultato dello stesso mese
2025. Il primo quadrimestre
dell’anno si chiude con 62.315
unità registrate che indicano un
-1,2 per cento su gennaio-aprile
2026. Anche nel quarto mese
dell’anno, come nei precedenti, si segnala una forte
crescita del noleggio a breve termine (+58,1 per cento),
senza la quale il mercato segnerebbe un calo del 3,1.
Perdono terreno i veicoli elettrici, che ad aprile cedono
0,4 punti scendendo a una quota di mercato del 2,9 per
cento rispetto al 3,3 dello stesso mese 2025. Unrae, nel
constatare come non siano ancora stati resi operativi gli
incentivi annunciati dal Ministero delle imprese e del
made in Italy per il comparto nel 2026, ha rinnovato la
richiesta che venga presto ufficializzato lo schema e
prenda avvio la misura, per evitare che l’effetto attesa
continui a generare stagnazione o, ancora peggio, riporti
il mercato in flessione. Commentando i dati il presidente
di Roberto Pietrantonio si è espresso anche sulle ultime
mosse di Bruxelles: «Il primo report diffuso ieri dal
Parlamento Europeo, in merito alla revisione del Regolamento
sui target di emissione di CO2 per i veicoli commerciali, prevede
l’introduzione di obiettivi meno severi che passerebbero da -
40 a -30 per cento al 2030 e da -90 a -80 per cento al 2035. In
questo senso, il nuovo orientamento testimonia un passo
avanti verso un impianto normativo più equilibrato e
pragmatico, utile per sostenere la transizione del settore
preservando la competitività
industriale e la capacità di
investimento».
Anche il mercato dei veicoli
industriali ad aprile è rimasto
stabile rispetto allo stesso mese
di un anno fa con 2.310 unità
immatricolate.
L’andamento è, però,
disomogeneo tra i segmenti: i
veicoli con massa totale pari o
superiore a 16 tonnellate crescono del +7,6 per cento,
spinti dai trattori stradali (+14,8). Le altre fasce di peso
mostrano trend negativi: -75,8 per i 3,51-6,0 tonnellate e
-3,7 per cento per i 6,01-15,99 tonnellate. Dall’inizio
dell’anno, il mercato ha fatto registrare 9.841
immatricolazioni, con un incremento complessivo del 4,1
per cento rispetto al primo quadrimestre 2025. «Il
mercato - ha commentato Giovanni Dattoli, presidente
della Sezione Veicoli di Unrae - mostra segnali di vitalità
nel segmento de i trattori stradali, confermando la volontà
delle imprese di investire nell’ammodernamento delle flotte.
Tuttavia, le tensioni geopolitiche, incidendo sui prezzi
dell’energia, aumentano i costi di gestione delle aziende e
alimentano un clima di incertezza. In questo contesto, il Fondo
pluriennale da 590 milioni di euro, destinato al ricambio dei
veicoli nel quinquennio 2027 -2031, potrà contribuire a
sostenere la programmazione degli investimenti del settore.
Auspichiamo che il provvedimento attuativo confermi
integralmente lo stanziamento, evitando un dirottamento
delle risorse verso misure emergenziali legate al caro
carburanti. Inoltre, evidenziamo la necessità di destinare una
quota prioritaria a i veicoli a zero emissioni».
85,2% non ha un team doganale
Con l’evoluzione del commercio internazionale, la digitalizzazione dei controlli doganali e l’aumento
della complessità normativa, la gestione doganale richiede una partecipazione sempre più attiva da
parte delle imprese. Lo sostiene Customs Support Group - principale operatore indipendente europeo
nei servizi di sdoganamento e soluzioni di trade compliance. Per il momento, però, sono poche le
realtà in grado di farlo. Stando ai risultati di un loro sondaggio in Italia, l’85,2% non dispone di un
team doganale interno e l’83,3% non ha in programma di provvedere a questa lacuna che
non è nemmeno percepita come tale. Ma senza un livello base di competenze
doganali aumenta la possibilità di incorrere in sanzioni, sia pecuniarie sia
penali, oltre che eventuali danni alla reputazione dell’azienda.
83% investe in sostenibilità
Secondo l’Emissions Gap Report 2025 dell’UNEP, Programma delle
Nazioni Unite per l’Ambiente, con le politiche attuali il Pianeta è diretto
verso un aumento della temperatura fino a 2,8°C entro fine secolo. Anche
considerando gli impegni climatici nazionali, il riscaldamento resterebbe
compreso tra 2,3 e 2,5°C. Per rispettare l’obiettivo di 1,5°C, sarà necessario
ridurre le emissioni globali del 55 per cento entro il 2035 rispetto ai livelli
2019. Centrale il ruolo della logistica: la World Bank stima che il settore
del trasporto merci e della supply chain sia responsabile del 10–11 per
cento delle emissioni globali di CO2. Ne sono consapevoli le imprese: secondo una recente survey ripresa da ESG
Today, l’83 per cento ha aumentato gli investimenti in sostenibilità nell’ultimo anno, mentre oltre il 75 per cento
dei consumatori riconosce oggi la sostenibilità come fattore determinante nelle decisioni d’acquisto. La tecnologia
è indispensabile per raggiungere l’obiettivo: il 55 per cento delle aziende punta su soluzioni per l’efficienza
operativa, il 54 per cento sul monitoraggio dei dati ESG e il 53 sulla gestione dell’impatto ambientale della supply
chain, segno di un’evoluzione della sostenibilità da principio a leva concreta di gestione industriale.
È in questo quadro di trasformazione che Due Torri SpA, azienda italiana specializzata nella logistica integrata e nei
servizi di supply chain, ha avviato un percorso strutturato di misurazione e gestione dei propri impatti ambientali,
con particolare attenzione a consumi energetici ed emissioni di gas serra. La realtà ha inaugurato un nuovo hub
logistico di 15.000 metri quadrati all’Interporto di Bologna, portando la superficie totale gestita a 85.000 metri
quadrati. La struttura, ad alto standard tecnico e organizzativo, rappresenta un investimento strategico per
rafforzare il modello di servizio ed è sostenibile, grazie alla certificazione BREEAM In Use Excellent e a un impianto
fotovoltaico da oltre 500 kWp. L’azienda bolognese ha pubblicato anche il suo primo Report di Sostenibilità.
3 giugno 2026
A partire dalle ore 9.00 di mercoledì 3 giugno 2026 si
avvia la procedura di riduzione compensata dei
pedaggi autostradali per i transiti effettuati nell’anno
2025 esperibile esclusivamente attraverso l’applicativo
‘PEDAGGI’ esposto sul Portale dell’Albo nazionale
degli autotrasportatori. La procedura si articola in due
fasi: prenotazione della domanda da effettuarsi fino
alle ore 14.00 del 9 giugno; inserimento dei dati
relativi alla domanda e firma ed invio della stessa a
partire dalle ore 9.00 del 23 giugno e fino alle ore 14.00
del 22 luglio.
Si ricorda che la riduzione compensata dei pedaggi
autostradali è un'agevolazione statale dedicata alle
imprese di autotrasporto. Consiste in un rimborso
parziale dei costi sostenuti per i pedaggi (purché pari
almeno a 200.000 euro al netto dell’Iva) e viene
concessa in base alla classe ecologica dei veicoli e al
volume di fatturato annuo dell'azienda.
Nel Manuale Utente Impresa sul sito dell’Albo
(www.alboautotrasporto.it) tutti i dettagli per un
corretto inserimento della domanda.
16 luglio
Si è svolta lo scorso 21 aprile l’udienza
dibattimentale sul ricorso presentato dall’Italia
contro le limitazioni unilaterali imposte dall'Austria
(e dal Tirolo) al traffico dei mezzi pesanti lungo
l'asse del Brennero. Da parte Italiana è stata ribadita
la gravità dei divieti rispetto alla libertà di
circolazione ed al buon funzionamento del mercato
interno dell’Unione Europea. La prossima puntata
verrà scritta il 16 luglio con le conclusioni
dell’avvocato generale presso al Corte di Giustizia
dell’Unione. La pronuncia del collegio
lussemburghese è quindi attesa entro fine anno.
C’è una forte aspettativa del MIT per una soluzione
positiva della vertenza che possa ristabilire certezza
del diritto e condizioni più favorevoli per gli
autotrasportatori che hanno un ruolo fondamentale
per la competitività italiana ed europea.
4 - 06 2026
www.vietrasportiweb.it
06 2026 - 5
DIAMO I NUMERI
Fino a 3.000 kg
Si espande il portafoglio Time Definite International di DHL Express
con il lancio del servizio Heavy Weight Express (HWX). Si tratta di
una nuova soluzione di trasporto aereo espresso dedicata a spedizioni
fino a 1.000 chilogrammi per singolo collo e 3.000 chilogrammi per
spedizione. DHL Express consolida così il proprio ruolo di leader
globale dell’integrazione logistica, ampliando la capacità di
movimentare carichi pesanti in oltre 220 Paesi e territori. Il servizio si avvale di un network aereo e terrestre
dedicato, progettato per garantisce capacità di trasporto stabile, tempi di transito prevedibili e standard operativi
uniformi in tutti gli angoli del globo. Il servizio Heavy Weight Express integra consegne rapide a tempo definito
con un controllo completo end-to-end, un monitoraggio proattivo e una tariffazione trasparente ‘all-in’,
eliminando la volatilità dei prezzi e le incertezze di costo associate ad altri segmenti del trasporto merci. John
Pearson, CEO di Dhl Express, ha dichiarato: «Heavy Weight Express rappresenta un passo strategico di fondamentale
importanza per il nostro business, ampliando il valore che Dhl Express apporta alle catene di approvvigionamento globali. In
un contesto caratterizzato da crescente volatilità, cicli produttivi sempre più complessi e una significativa esposizione
finanziaria legata a ritardi e interruzioni della supply chain, la capacità di DHL di offrire la velocità del servizio espresso,
accesso garantito alla capacità e un livello superiore di affidabilità per spedizioni fino a 3.000 chilogrammi ridefinisce in modo
sostanziale gli standard di servizio che i clienti possono aspettarsi dal proprio partner logistico».
40% si aspetta l’IA
L’intelligenza artificiale
(IA) è diventata una
priorità assoluta nel
settore della logistica, con
applicazioni che spaziano
dagli algoritmi di
ottimizzazione per la
pianificazione dei
trasporti, all’analisi
predittiva per la
previsione della domanda, fino agli emergenti strumenti di
IA generativa a supporto delle operazioni e delle interazioni
con i clienti. Secondo un sondaggio condotto a gennaio dal
Boston Consulting Group su oltre 180 aziende leader del
settore e i loro clienti in Europa, Nord America, Asia e Medio
Oriente, l’IA è sempre più vista come una leva di
produttività, in particolare in aree come la pianificazione e
l'esecuzione, consentendo al contempo la differenziazione
del servizio. E oltre il 40% delle aziende si aspetta che i
fornitori di servizi logistici offrano soluzioni basate
sull'intelligenza artificiale citando nell’80 per cento dei casi
come vantaggio proprio l’aumento della produttività.
Sempre secondo l’indagine il 64 per cento di fornitori di
servizi logistici già la utilizza per la pianificazione ed
esecuzione dei trasporti. L'IA non si limita, infatti, a
suggerire percorsi, ma utilizza modelli di analisi predittiva e
ottimizzazione per ridisegnare intere reti distributive. Circa
il 50 per cento delle aziende intervistate ha già poi
implementato soluzioni di IA dedicate al tracciamento e alla
visibilità delle merci, grazie alle quali è possibile rilevare
automaticamente i difetti negli imballaggi, verificare che il
luogo di consegna sia quello prestabilito e prevenire errori di
smistamento prima ancora che la merce lasci il magazzino.
Top 2%
Logista, uno dei principali operatori logistici
europei, consolida la propria posizione tra le
aziende di trasporto più sostenibili a livello
internazionale, collocandosi nel Top 2% del
proprio settore secondo il rating di sostenibilità
pubblicato da EcoVadis. Il risultato rappresenta
un ulteriore avanzamento rispetto all’anno
precedente, quando la società figurava nel Top
4%. Con un punteggio complessivo di 79/100,
Logista ottiene, quindi, nuovamente la
Medaglia d’Argento EcoVadis, collocandosi tra
il 6% delle realtà con le migliori performance
su oltre 150.000 aziende valutate a livello
mondiale. Nella categoria Ambiente, migliora
ulteriormente il proprio risultato raggiungendo
87/100. Nei Diritti Umani e Pratiche del Lavoro,
mantiene una posizione solida con 75/100,
grazie alle politiche dedicate al dialogo sociale,
alle condizioni di lavoro e alla sicurezza dei
dipendenti. Particolarmente significativo è il
progresso negli Approvvigionamenti
Sostenibili, dove l’operatore spagnolo migliora
il punteggio rispetto all’anno precedente
raggiungendo 85/100 e posizionandosi nel Top
1% del settore.
6 - 06 2026
Simply the best
Noi i veicoli, commerciali e industriali, li proviamo veramente,
su un percorso appositamente studiato per valutarne
le performance a 360 gradi. Ecco chi occupa il podio oggi tra i veicoli
commerciali elettrici nella fascia 3.000-3.200 kg e in quella dei 3.500
LCV elettrici 3.000 - 3.200 kg ptt
Libro Bianco
del trasporto ATP
in Italia - 2026
Veicoli e trainati
Ford e-transit
Custom 320 L1H1 64 kwh
Index performance 353,8
Mercedes-Benz
eVito Long 60 kWh
Index performance 355,2
Volkswagen ID.Buzz
Cargo 82 kWh
Index performance 336,0
I numeri che il settore non può ignorare.
Quanti veicoli, di che età, con quali brand
e quante flotte. Abbiamo raccolto e analizzato
i dati del trasporto refrigerato italiano.
LCV elettrici 3.500 kg ptt
Scarica
il Libro Bianco
www.oitaf.com
PARTNER
Renault Master E-Tech
T35 87 kWh
Index performance 339,5
Maxus eDeliver 9
72,0 kW/h
Index performance 342,3
Fiat E-Ducato 35
L4H2 110 kwh
Index performance 320,2
dal 1962
Per realizzare i podi si è tenuto conto dell’index performance, un indice creato da Vie&trasporti
che tiene conto del consumo di combustibile (o di energia nel caso degli elettrici), dell’urea
e della media oraria durante i nostri test su strada. A indice maggiore corrisponde una migliore prestazione.
Si sono tenuti in considerazione solo i veicoli Euro 6 o superiore.
CON IL PATROCINIO DI
8 - 06 2026
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Daf
Dagli olandesi c’era
spazio per tutti: un
XD allestito bisarca
faceva da quinta alla
serie speciale
Emerald del XG+,
idem un XF elettrico,
proprio mentre il
primo XG+ a batterie
va in consegna in
Germania. Tornando
a Milano, c’era
anche un XDf 8x4
(dal Samoter
appena concluso).
Ford Trucks
L’ottava sorella del
truck europeo afla
le armi con l’F-Max
aggiornato, ma
soprattutto con la
gamma degli F-Line
fra cui debutta il
carro a due o tre
assi a batterie e
l’8x4 da cantiere
4148 D a gasolio
(arrivato anche lui
dritto dal Samoter
di Verona)
Salone di Milano
Elettro positivo
La kermesse meneghina dedicata al trasporto merci su
strada ha confermato l’interesse per la nuova mobilità, ma
coi piedi ben piantati nel presente. E un certo ottimismo...
di Danilo Senna
e Tiziana Altieri
Dal 2022 stabilmente a Milano e con cadenza
biennale, il Transpotec appena
concluso si conferma il più importante
evento italiano dedicato a camion e afni. Forse
appena intaccato, almeno per la parte che riguarda
i cava e cantiere, dal Samoter di Verona
che l’ha preceduto di appena una settimana. I
padiglioni di Rho, Fiera Milano sono stati parecchio
frequentati. Magari non come ai bei
tempi andati, ma comunque con un grande interesse.
Le tensioni internazionali e le ricadute
sul nostro mondo non si sono quasi avvertite,
nonostante il gasolio a cavallo dei due euro al
litro e le associazioni di settore pronte a minacciare
fermi dell’autotrasporto. Magari è giusto
così: la giostra del Transpotec è una festa che
va celebrata in allegria, lo spettro della crisi - se
ci sarà - lasciamolo al dopo salone o al più relegato
nei conni di qualche convegno. Si chiama
ottimismo.
Tutti e otto presenti
I costruttori europei di camion c’erano tutti, con
un occhio al futuro della mobilità elettrica (a batterie
come pure a idrogeno), ma coi piedi ben
piantati in un presente che sa ancora di gasolio.
Sia chiaro, nessun ripensamento sulle strategie,
per chi le aveva già dichiarate. Semmai un approccio
più pragmatico e temporeggiante, con
una transizione ancora fortemente trainata dal
diesel o dal metano nelle sue varie forme (gassoso
oppure Lng).
Iveco
I camion ufciali del Giro d’Italia, un S-Way e un S-eWay erano i protagonisti, ma lo stand italiano ha segnato il debutto ufciale
davanti al grande pubblico dei furgoni eJolly ed eSuperJolly (al secolo, Scudo e Ducato di Stellantis). Un altro S-Way elettrico,
stavolta carro, dava lustro allo stand della Rolfo, allestitore di cui ’indossava’ la nuova cassa frigo Ice.
In ordine alfabetico, cominciamo dalla Daf, lanciatissima
sulla via dell’elettrico al punto da allargare
la gamma degli Electric, che arrivava
solo no all’XF (presente al Salone), ora anche
ai capisquadra XG e XG+ (solamente annunciati).
Il passaggio dalla distribuzione regionale
al lungo raggio è una certicazione per i camion
a batterie che ne sancisce la piena maturità (infrastrutture
a parte). Nel concreto però ci sono
i modelli a gasolio, dall’XD per bisarche alla
serie speciale Emerald, incluso l’XD 8x4 che
sette giorni prima stava nello stand di Zarpellon
(concessionario Daf) a Verona.
Più o meno è ciò che è accaduto al Ford F-Line
4148 D, esordio dell’Ovale Blu fra i mezzi d’opera
nostrani. Lui era a gasolio, ma a batterie era l’altro
F-Line motorizzato Zf Cetrax2 e disponibile
a due o tre assi, con tre o quattro batterie per
un massimo di 392 kWh, utili a percorrere no
a 300 chilometri. Accanto, e più ammirato invero,
l’F-Max ristilizzato senza i retrovisori sici
e con il motore portato a 510 Cv.
10 - 06 2026 www.vietrasportiweb.it
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06 2026 - 11
Renault
Scania
Man
Alla Man, il medio eTgm completava la gamma dei ’leoni’ a batteria fra
il pesante eTgx e il commerciale eTge. Ma lo spazio dei diesel era
altrettanto ben presidiato, fra mezzi d’opera e allestimenti Individual.
Mercedes-Benz
Lo stand della Losanga dava spazio al
Master Cross 4x4, ma anche agli elettrici
come il D-Wide e il trattore T 6x2 con il
nuovo ponte-motore. Senza trascurare i
modelli con alimentazione tradizionale.
Il trattore R40 a batterie fa scena. Quello
di Gruber a idrogeno (nell’area esterna)
anche di più. Tuttavia un ribassato dei
pompieri 8x2*6 non può essere passato
inosservato, anche se ‘solo’ diesel.
Volvo
Solo due gli altri svedesi sullo stand: un Lng e un diesel ottimizzato
ribattezzato WonderFuel. Ma di Volvo al Traspotec ce n’erano parecchi
fra gli allestitori (come il bisarchista Silver) o l’8x4 in area esterna.
Stand all’insegna dei compleanni quello di Daimler Truck: si celebravano
i 130 dall’invenzione del camion con una copia conforme dell’originale,
ma pure i 30 anni dell’Actros con ben 5 esemplari, elettrico incluso.
Guido la decarbonizzazione
I tempi cambiano
Per Massimo Dodoni, amministratore delegato Daf Trucks Italia,
Transpotec Logitec è stata l’occasione per spiegare al grande pubblico
quella che è la filosofia del Gruppo. «Non ragioniamo pensando che
il mondo domani sarà come oggi. Le cose cambiano e noi dobbiamo
farci trovare pronti». Il riferimento è ai veicoli elettrici che nei prossimi
anni, secondo l’AD, troveranno spazio. In Italia nel 2026, stando alle
stime, gli over 6 tonnellate Bev segneranno un +100 per cento raggiungendo
le 100 unità e l’anno successivo un +145 con 270 unità.
«Numeri piccoli, è vero, ma destinati a crescere perché la strada è
questa e non ci sono segnali che fanno credere che si
tornerà indietro». Daf a chi è pronto al grande salto
offre una gamma completa con XF Electric, XD Electric
e XB Electric in diverse configurazioni che vanno ad
aggiungersi alle proposte ICE. «Dobbiamo lavorareha
aggiunto Dodoni - su efficienza, produzione e distribuzione
di energia. Sono questi i prossimi passi per l’affermazione
degli elettrici». Daf è disposta a fare la sua
parte per raggiungere emissioni zero entro il 2050.
«Nel 2030, secondo i piani attuali, l’Europa dovrebbe disporre
di colonnine da 350 kW ogni 60 chilometri e di
stazioni di rifornimento per l’idrogeno - tecnologia che
dovrebbe raggiungere la maturità entro quell’anno - ogni
150 chilometri. Noi saremo pronti».
Iveco l’ha buttata sullo sport esibendo i pesanti
che sono al seguito della carovana del Giro
d’Italia: un S-Way a gasolio e uno a batterie col
muso appuntito in squillante livrea nero-rosa,
omaggio alla Gazzetta, da sempre organizzatrice
del giro. Lo stand, in assoluto il più frequentato,
ha dato ospitalità ai leggeri elettrici adottati
dal catalogo Stellantis: Jolly e SuperJolly. In
una schiacciante superiorità in mostra dei veicoli
a batterie, però sono ancora i diesel a tenere
in piedi la Casa prossima al closing con gli indiani
della Tata.
Sull’elettrico rilancia pure la Man con l’eTgm a
completare la gamma dei veicoli a batterie persino
in un settore, quello dei medi, che sembrava
relegato all’oblio. Ma poi gli afanca specularmente
i rispettivi fratelli termici, con il Tgx nell’al-
lestimento Individual, una sorta di catalogo di
personalizzazione che la casa di Monaco si vende
pure sugli autobus marchiati Neoplan.
Gli altri tedeschi di Mercedes-Benz, hanno riempito
lo stand di Actros ProCabin per celebrare il
30° compleanno dalla nascita di un modello che
ha davvero cambiato il camion. Erano tutti diesel,
tranne un eActros 600. E questo potrebbe essere
il riassunto tecnico del settore: nessun ripensamento
di strategia, tuttavia senza fretta.
L’idrogeno non c’è da nessuna parte, ma continua
a essere sviluppato con le fuel cell. Di H 2
Ice non
se ne parla, se non per il futuro Unimog (con un
motore Cummins policombustibile): uno era sul
palco di Milano, ma ancora a gasolio.
Alla Renault Trucks c’era tanto da raccontare,
a cominciare dal singolare T a batterie con l’in-
Veicoli a basso impatto, noleggio, usati certificati: sono i tre pilastri
della strategia di Renault Trucks, per rispondere alle sfide moderne.
«Decarbonizzare - ha sottolineato Edouard Savelli, amministratore
delegato di Renault Trucks Italia - è diventato un imperativo per le
imprese di autotrasporto. In questo percorso, però, sono lasciate
sole: da parte della committenza non sempre c’è la giusta sensibilità
e il carico morale cade sulle loro spalle». Da qui l’idea di togliere loro
un po’ di senso di responsabilità. «Chi guida un veicolo della Losanga
deve sapere che sta guidando la decarbonizzazione». Da qui il claim
presentato al salone milanese: ‘Io guido la decarbonizzazione’ sulla
quale si è soffermata Erica Zaffaroni, responsabile direzione marketing
e comunicazione: «Ci sono quattro livelli: platino per chi sceglie
un veicoli elettrico, oro per chi opta per un diesel di ultima
generazione con dotazioni come le telecamere
al posto degli specchietti che migliorano ulteriormente
il coefficiente di resistenza aerodinamica, argento per
i diesel senza ulteriori accorgimenti e bronzo per gli
usati riportati al nuovo grazie ad attentissimi controlli
come i T1 Racing. Uno stick sulla cabina ricorda a tutti
gli utenti della strada il contributo che chi guida quel
veicolo dà all’abbattimento delle emissioni».
Transpotec Logitec ha tenuto a battesimo anche
Vertellus, la società di noleggio di Renault che utilizza
la finanziaria di gruppo. Per i clienti manutenzione
completa, revisione e controlli, assicurazioni e monitoraggio
inclusi nella rata.
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06 2026 - 13
Sostenibilità, anche sociale
Attenzione alla sostenibilità
ambientale sì, ma anche a
quella sociale. Iveco e Vdo lo
hanno ribadito al salone milanese
con la partnership
con PizzAut, Onlus impegnata
nella sensibilizzazione sul
tema dell’occupabilità delle
persone autistiche. Durante i
4 giorni di manifestazione il
Daily PizzAutobus si è trasformato
in un luogo di incontro e condivisione. «La collaborazione con
Iveco e Vdo in questa occasione - ha ricordato Nico Acampora, fondatore
di PizzAut (nella foto in alto al centro) - rappresenta per PizzAut
un segnale concreto di attenzione al valore del lavoro come strumento
di inclusione. Portare il Daily PizzAutobus all’interno di una manifestazione
dedicata alla mobilità e alla logistica significa dimostrare
che anche l’industria può farsi promotrice di un cambiamento culturale,
contribuendo a creare opportunità reali per le persone autistiche
e a costruire comunità più consapevoli e inclusive». Oltre 660mila le
persone autistiche in Italia, Nico Acampora a 41 di loro ha regalato
una nuova vita semplicemente attraverso il lavoro. Paolo Passerelli,
Responsabile Prodotto Gamma Leggera Iveco Mercato Italia, ha dichiarato:
«Grazie alla perseveranza e alla giusta guida, questi ragazzi
possono essere parte attiva della società. PizzAut è molto di più di
un ristorante, è una palestra di vita in cui i ragazzi imparano a interagire,
a cooperare, a rispettare regole e procedure, seguendo schemi e modalità
di lavoro pensati per valorizzare le loro capacità. In un mondo
che spesso ci chiede di adattarci, PizzAut dimostra che è possibile
fare il contrario, costruendo una realtà capace di adattarsi alle persone,
ai loro tempi, ai loro bisogni e al loro talento. Siamo molto orgogliosi
che i nostri Daily nella veste di PizzAutobus possano essere parte di
questo grande cambiamento di paradigma».
«Abbiamo accolto con entusiasmo - ha concluso Andrea Poggianella
Business Development e ACM Service Marketing Manager VdoItalia
- l'invito di Iveco a partecipare a questo progetto, apprezzando l'enorme
valore sociale e umano che PizzAut mette in campo quotidianamente.
Il Daily PizzAutobus è la dimostrazione di come la passione e la competenza
possano trasformare il lavoro in uno strumento d’inclusione
e di eccellenza. Essere qui significa dare voce a un’industria che mette
le persone al centro».
Volkswagen
Il marchio tedesco ha
presenziato il salone con
Sesto Autoveicoli. Sopra, il
Crafter con box refrigerato
(a lato un dettaglio) e un Transporter Van.
PV5 assoluto protagonista dello spazio del
brand coreano alla kermesse milanese. Si è
visto nelle versioni Cargo (in basso) e
Passenger, ma anche come Chassis Cab,
una ‘prima’. A destra, allestito con cassone
sso e cassone ribaltabile in collaborazione
con Scattolini, un brand che è una garanzia
nel settore.
solito asse trainato da 17,5 pollici: è l’unico modo
di arrivare a 44 tonnellate per un articolato elettrico
con il nuovo motoassale che ingloba due
motori elettrici e un cambio a 8 marce, oltre al
differenziale. È la catena cinematica che andrà
anche sugli FM/FH/FMX Electric della capogruppo
Volvo, che però al Transpotec se l’è giocata
solo con i termici: l’alternativo Lng e l’efciente
WonderFuel a gasolio. Mentre i francesi
sono sembrati molto più frizzanti.
Più arzilla l’altra svedese Scania, che non ha trascurato
alcuna opzione della mobilità e dell’utilità,
rispettivamente rappresentati dalle varie
motorizzazioni che spaziavano dai diesel, agli
elettrici, all’idrogeno, oppure dagli allestimenti
come il ribassato a quattro a assi vestito dalla
bresciana Bai come mezzo antincendio che andrà
in servizio al Traforo del Monte Bianco.
La novità dello stand Stellantis è Tris (nella terza foto in alto e a destra una vista dell’interno) il cui debutto sul
mercato italiano è previsto entro la ne dell’anno. In era anche gli evergreen che consentono al gruppo di
detenere una quota di circa il 40 per cento: Fiat Ducato con box maxi volume e Citroën Berlingo.
Kia
Stellantis fa per 40 (per cento)
Stellantis Pro One, la Business Unit Veicoli
Commerciali di Stellantis, è uno dei pochi gruppi
focalizzati sui leggeri che non ha voluto mancare
all’appuntamento biennale milanese.
Prima nazionale nello stand per Tris, il triciclo
elettrico esposto nelle versioni Pick Up e
Cargobox. Lungo 3.170 mm e largo 1.685 mm
con specchietti aperti, offre un carico utile di
oltre 350 kg. Progettato per soddisfare la crescente
domanda di soluzioni per la consegna
dell'ultimo miglio, il modello vanta un’autonomia
di 90 km con batteria da 6,9 kwh ricaricabile in
3 ore e mezza con presa da 1,6 kwh.
Ad afancare la new entry una selezione di veicoli
allestiti nell'ambito del programma CustomFit,
che offre un'ampia gamma di opzioni di conversione
e personalizzazione, in fabbrica o tramite
Stellantis
Crescere insieme
La storia tra Luca Chiggiato, a capo dell’omonima società veneta
specializzata nel trasporto e nella logistica integrata, e Scania inizia
nel 2020. C’è il Covid, il mondo per la prima volta si ferma, ma non
Chiggiato che, anzi, decide di ampliare la sua flotta. Entra il primo
Scania. Oggi sono 200 e altri
200, tra trattori e autocarri, saranno
consegnati nei prossimi
due anni in sostituzione di 70
mezzi. «Scania - ha spiegato
l’amministratore delegato di
Chiggiato SpA - ci offre non
solo un veicolo top, ma anche
un’assistenza post vendita eccezionale
e questo fa la differenza
rispetto ai competitor».
A curare la fornitura dei veicoli
è la concessionaria Scandipadova. «Il nostro nuovo payoff - ha aggiunto
Luca Chiggiato - è ‘Siamo parte del tuo valore’ perché vogliamo
essere partner del valore del cliente e per farlo dobbiamo offrirgli il
massimo». I vertici Scania come quelli di Ifac, a cui Chiggiato si
affida per gli allestimenti, non fanno mistero del fatto che Chiggiato
sia un cliente molto esigente ma lavorare insieme consente a tutti
di alzare continuamente l’asticella, di crescere. «Chiggiato - ha commentato
Fredrik Swartling, Direttore Service Sales & Operations
Scania Italia - è un’azienda che ci ha insegnato l’attenzione che si
può avere per il personale, per ogni dettaglio». Per quanto riguarda
l’assistenza dei mezzi l’azienda veneta ha scelto di affidarsi a
FleetCare, una mossa che si è rivelata vincente visto che il tasso di
utilizzo dei mezzi supera il 95 per cento.
Oggi Chiggiato conta un team di 350 persone, 250 sono autisti. I
suoi veicoli sono vere e proprie cassaforte viaggianti che trasportano
pharma, lusso e d elettronica di alto valore. «Il nostro patrimonio più
grande però - ha dichiarato Luca Chggiato - sono gli autisti di cui ci
prendiamo grandissima cura consapevoli che fanno un mestiere difficile,
lo so perché l’ho fatto per 13 anni». Prossimo passo? L’apertura
a luglio di un nuovo magazzino farmaceutico alle porte di Padova.
14 - 06 2026 www.vietrasportiweb.it
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06 2026 - 15
Assologistica: sul freddo non si scherza
Assologistica ha riunito a Transpotec Logitec la filiera del freddo
per ribadire che serve una strategia nazionale per un’infrastruttura
essenziale del Paese. L’incontro, è stato aperto dal presidente
di Assologistica Paolo Guidi e dal segretario generale
Jean François Daher che hanno messo al centro la necessità
di riconoscere la logistica del freddo come infrastruttura strategica
nazionale, da integrare stabilmente nelle politiche industriali,
energetiche, ambientali e logistiche del Paese.
«Assologistica - ha dichiarato Paolo Guidi - ha il compito di rappresentare
tutta la filiera, anche quei segmenti che a volte vengono
considerati di nicchia ma che, in realtà, sono centrali per
l’economia italiana. La logistica del freddo è uno di questi: alimentare,
farmaceutico, trasporti, magazzini, distribuzione e ultimo
miglio dipendono dalla capacità di garantire continuità, sicurezza
e qualità lungo tutta la catena». La filiera del freddo
comprende magazzini frigoriferi, trasporto refrigerato, piattaforme
a temperatura controllata, impianti industriali, manutenzione
specializzata e servizi connessi alla movimentazione e
distribuzione di merci sensibili. Secondo un documento presentato
durante l’incontro, il mercato italiano della cold chain
vale oltre 7,8 miliardi di dollari. Il settore sostiene in modo diretto
la sicurezza alimentare, la continuità sanitaria, la qualità dei
prodotti e la competitività del made in Italy.
La questione energetica
Il nodo energetico resta tra le priorità. Le infrastrutture della
catena del freddo operano, infatti, in continuità, 24 ore su 24 e
7 giorni su 7, con consumi non comprimibili senza compromettere
la qualità e la sicurezza dei prodotti. L’incidenza dell’energia
sui costi operativi può arrivare, a seconda degli impianti
e delle attività, fino al 40 per cento.
i 600 partner autorizzati in tutto il mondo.
Riflettori, quindi, per Peugeot E-Expert BEV con
doppio fondo e scaffalatura, Opel Movano
L2H2 con box Gruau, Fiat Doblò Crew Cab con
paratia mobile e Citroën Berlingo 100 Cv con
doppio fondo e scaffalatura.
All’ombra della Madonnina Guido Bevilacqua,
direttore Stellantis Pro One, ha voluto snocciolare
qualche numero per ricordare l’importante
ruolo dei suoi brand sul mercato italiano.
Fiat ha chiuso il quadrimestre con un 25,4 per
Altra questione da affrontare: il quadro normativo ancora frammentato.
La logistica del freddo presenta specificità organizzative
e operative che non sempre trovano un adeguato riconoscimento
nelle regole generali della logistica: dalla permanenza in ambienti
di severo freddo alle rotazioni del personale, dalle pause alle indennità,
fino agli standard di sicurezza e produttività. E poi c’è
il tema della transizione ecologica.
La sostituzione degli impianti, l’adeguamento ai regolamenti
F-Gas, l’adozione di refrigeranti a basso impatto ambientale,
l’efficientamento energetico, l’autoproduzione da fonti rinnovabili,
i sistemi di accumulo e il monitoraggio intelligente
richiedono investimenti significativi, con tempi di ritorno
spesso complessi, soprattutto per le piccole e medie imprese
del settore.
Dove siete
Il confronto ha posto poi l’attenzione sulla carenza di figure
qualificate: tecnici frigoristi, manutentori specializzati, operatori
logistici esperti, tecnici energetici, personale per impianti automatizzati
e autisti specializzati nel trasporto refrigerato. Per
Assologistica, la formazione e il rapporto con scuole, ITS e università
rappresentano una leva decisiva per rendere più attrattive
le professioni della logistica e costruire le competenze necessarie
alla trasformazione del settore.
Nel corso dell’incontro, Assologistica ha confermato la volontà
di avviare un percorso stabile con le imprese della filiera del
freddo, sul modello dei tavoli già promossi per altri settori specialistici
della logistica. L’obiettivo è costruire una posizione
condivisa, fondata su evidenze tecniche e su una rappresentanza
ampia, da portare al confronto con istituzioni, committenza
industriale e distributiva, associazioni nazionali ed europee.
«La filiera logistica - ha ricordato Guidi - deve essere
l’espressione del fare sistema. Le specificità sono importanti,
ma nel sistema Paese è fondamentale che tutte le modalità e
tutti i segmenti della logistica vengano rappresentati in modo
unitario, perché il risultato finale è la competitività dell’Italia».
Jean François Daher ha richiamato la necessità di una tutela
specifica per un comparto che è stato spesso considerato alla
stregua di un servizio generico: «I frigoriferi sono energivori e
svolgono una funzione sociale evidente: garantiscono la conservazione
degli alimenti e dei prodotti farmaceutici. Per questo
dobbiamo tornare a far riconoscere la specificità dell’industria
del freddo e superare gli ostacoli che, in passato, hanno impedito
al settore di accedere pienamente agli strumenti di sostegno».
cento di quota, Peugeot con un 5,5, Citroën
con un 5,1 e Opel con un 2,0 per cento. Quasi
il 40 per cento di share, dunque, ottenuto con
un focus specifico sugli lcv, progettazione e
stabilimenti dedicati, una gamma performante
e versatile. Da non dimenticare anche il ruolo
della rete: 580 punti vendita e 2.400 officine
autorizzate.
Sta spingendo l’acceleratore proprio sui veicoli
commerciali in questo momento Kia. E quale
migliore occasione del Transpotec per mettere
In attesa della versione furgone, c’è quella cassonata del commerciale 35 quintali Captain
motorizzato dall’ex Règie. Monta, invece, un motore turbodiesel Nissan il pick-up Z9 della Casa
cinese pronta a farsi spazio in Italia. Il veicolo è disponibile in diversi livelli d’allestimento.
ekò
Nello stand dell’azienda alle porte di Latina
veicoli completamente elettrici a 3 e 4
ruote in formato XS. Per l’ultimo miglio.
Dong Feng
in mostra l’attuale offerta dedicata ai professionisti?
In vetrina l’intera famiglia PV5, il primo
modello della nuova gamma PBV - Platform
Beyond Vehicle, che rappresenta il pilastro della
strategia del marchio coreano nel settore dei
veicoli commerciali elettricati. Oltre alle versioni
Cargo e Passenger, in vendita da gennaio,
Kia ha svelato lo Chassis Cab con allestimento
WAV (Wheelchair Accessible VehicleI) e
HACCP di Focaccia Group e con cassone sso
e ribaltabile in collaborazione con Scattolini.
Il motore elettrico, montato anteriormente, eroga
no a 120 kW di potenza e 250 Nm di coppia.
Si può scegliere tra due opzioni batteria,
51,5 kWh - unica soluzione per lo chassis - o
71,2 kWh. Con la più potente si possono percorrere
no a 416 chilometri.
La new entry supporta la ricarica rapida in corrente
continua no a 150 kW e, in futuro, si potrà
avere quella in corrente alternata a 22 kW.
Giuseppe Bitti, presidente e Ceo di Kia Italia, a
Transpotec ha ricordato come la gamma PBV
Collaborare è meglio (per tutti)
Da una parte i concessionari, rappresentati
da Massimo Artusi,
presidente di Federauto, dall’altra
un costruttore con Massimiliano
Perri, a capo di Iveco Mercato
Italia. Distanti? Neanche un po’
e lo hanno dimostrato in occasione
del faccia a faccia organizzato
nella cornice di Transpotec
Logitec 2026.
«In Italia - ha ricordato Artusi - ci
sono 130 dealer truck con 15 filiali
dirette, oltre a 3.500 officine
autorizzate. Un numero stabile
da 15 anni ma ci si appresta a vivere
delle rivoluzioni, è uno dei
temi di discussione all’interno
della nostra federazione».
Una rete adeguata a quelle che sono le esigenze del Paese secondo
Perri: «Ci potranno essere altre aggregazioni e acquisizioni ma credo
che lo scenario attuale cambierà di poco.
Nel mondo delle concessionarie truck si sono già raggiunte le auspicate
economie di scala».
Non sembrano esserci timori sul fatto che i costruttori non possano
rinunciare al concessionario come imprenditore e Perri conferma.
«Nel veicolo da lavoro servono professionalità differenti rispetto a
quelle che ci sono nel mondo dell’auto. Si vende uno strumento di lavoro,
spesso anche allestito, il dealer non può non avere un ruolo centrale.
È fondamentale, inoltre, il rapporto di fiducia che si crea tra
cliente e concessionario. Non vedo un futuro senza la rete che nel
caso di Iveco conta 33 imprenditori con una grande storicità». «Un
costruttore che trova un imprenditore che ha le risorse per fare questo
mestiere - ha aggiunto il presidente di Federauto - non vorrà rinunciarvi.
Non dimentichiamo che il concessionario per fare bene il proprio
lavoro deve essere radicato sul territorio, è uno dei nostri punti
di forza».
Un futuro di collaborazione, dunque.
16 - 06 2026 www.vietrasportiweb.it
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06 2026 - 17
La presentazione ufficiale del Libro Bianco ATP
OITAF ha scelto il palcoscenico di Transpotec Logitec per
presentare l’edizione 2026 del ‘Libro Bianco del trasporto
ATP in Italia’ realizzato grazie alla collaborazione con il
Ministero dei Trasporti. Un quaderno che è un indispensabile
compendio per tutti gli operatori del settore, unica fonte per
conoscere ampiezza e composizione del circolante dedicato
al mondo del ‘freddo’. Ad aprire la sessione, moderata dal direttore
di Vie&trasporti e di OITAF Giuseppe Guzzardi, gli interventi
di Sara Quotti Tubi, Head of Energy & Transportation,
che ha portato i saluti di Fiera di Milano,
di Jean Daher, segretario generale
Assologistica che anche qui ha ribadito
la necessità di riconoscere la logistica
del freddo come infrastruttura strategica
nazionale (vedi box pagina 16) e di Clara
Ricozzi, presidente OITAF che ha ricordato
i numeri legati al settore agroalimentare
italiano. «È una delle leve principali
dell'economia del Paese - ha
sottolineato - e genera un fatturato di
700 miliardi di euro annui, che corrisponde
a circa il 15 del PIL nazionale. In questo
contesto il Libro Bianco è molto più
di un semplice elenco: descrive l’organizzazione
logistica del Paese, le differenze
territoriali, il livello di professionalizzazione
degli operatori e, soprattutto, lo stato
di salute di un comparto strategico
per il sistema paese. Un trasporto eseguito
a regola d’arte tutela la sicurezza
alimentare, la qualità organolettica dei prodotti e la reputazione
del ‘made in Italy’». A chiudere la parte introduttiva Giuliano
Caselli, direttore Tecnea Italia.
Tiziana Altieri, curatrice del volume, è quindi entrata nel
merito dei numeri non senza aver prima ribadito che all’appello
mancano migliaia di unità per più di una ragione: cambiamento
nei sistemi di registrazione dei dati della
Motorizzazione, avvio di un processo di digitalizzazione e
smaterializzazione documentale tuttora in corso, difficoltà
nel procedere al rilascio e ai rinnovi dei certificati ATP a
causa della mancanza di personale all’interno delle strutture
deputate. Discrepanze che non impediscono, comunque,
di considerare significativo il quadro presentato nel
volume.
Libro Bianco
del trasporto ATP
in Italia - 2026
L’universo totale e la sua distribuzione
A fine 2025 in Italia circolano quasi 108 mila veicoli certificati
ATP. La parte più consistente è rappresentata dai commerciali
leggeri, oltre 68mila unità. Ci sono poi più di 27mila veicoli
medi e pesanti (oltre le 3,5 tonnellate) e poco più di 12 mila
trainati tra rimorchi e semirimorchi. Le regioni con la maggiore
concentrazione di veicoli commerciali ATP sono Lombardia,
Campania e Lazio, che insieme riflettono la densità della popolazione,
la presenza di grandi aree metropolitane, la diffusione
di imprese agroalimentari.
Su questo insieme si è espressa
Cristina Qirjaku, responsabile ADR e
ATP Direzione Generale MOT - MIT.
«Sono cinquantadue - ha ricordato - i
Veicoli e trainati
Le licenze secondo il protocollo
Accord Transport Perissable
A cura dellOsservatorio
Interdisciplinare Trasporto
Alimenti e Farmaci
Supplemento a Vie&Trasporti 3 | marzo 2022
paesi contraenti il protocollo ATP e l’autorità
competente in Italia è proprio il
MIT. Dopo il primo rilascio il certificato
ha una durata di 6 anni e il rinnovo di ulteriori
6. Dopo i 12 o 15 anni a seconda
del coefficiente k è previsto un check
ogni 3 anni. Dopo i 15 può essere effettuato
solo dalle stazioni di prova».
Cristina Qirjaku è entrata anche nel merito
delle criticità del sistema ATP in
Italia: «Sono diverse: concentrazione di
stazioni di prova al Nord e carenze nel
Centro-Sud; elevata percentuale di veicoli
con oltre 12 anni; limitata attività ispettiva
da parte delle Forze dell'Ordine; difficoltà
di raccolta e integrazione dati da fonti diverse;
interruzioni della catena del freddo non sempre rilevate
e sanzionate; recepimento degli aggiornamenti UNECE non
sempre tempestivo». Ha, poi, accennato alla nuova piattaforma
digitale per gli attestati ATP nonché alla revisione della
normativa per aumentare efficienza e ridurre i tempi di attesa
per rilasci e rinnovi. Dalla dottoressa Qirjaku anche un plauso
ad OITAF per il lavoro portato avanti attraverso il Libro Bianco.
Il profilo anagrafico
Dati su cui riflettere quelli relativi al profilo anagrafico di
questo parco perché hanno conseguenze su sicurezza e impatto
ambientale. I veicoli ATP risultano mediamente più giovani
rispetto al resto del circolante italiano, ma mostrano comunque
segni evidenti di invecchiamento. I leggeri sfiorano
i dieci anni di età media, i medi e pesanti superano i dodici,
i trainati arrivano quasi a quattordici con un divario territoriale
piuttosto marcato. Al Nord l’età media è sensibilmente più
bassa rispetto al Sud. Oltre la metà degli LCV ATP è Euro 6,
ma esiste una quota ancora significativa di veicoli immatricolati
prima del 2012. Nei medi e pesanti la situazione è più
critica: meno della metà è Euro 6 e una parte non trascurabile
risale addirittura a standard emissivi del secolo scorso.
Bruno Cortecci, rappresentante It. UNECE WP 11, presidente
della sezione regime del freddo di Anfia e di Plastoblok così
si è espresso: «Sui dati antecedenti il 2018/2019, non possiamo
farci affidamento ma certo è che in Italia siamo messi
molto meglio degli altri paesi firmatari dell’Accordo ATP. Il
parco ATP italiano non va giudicato solo per quanti mezzi circolano,
ma per quanto sono ancora adeguati al lavoro che devono
fare. La catena del freddo non vive nei fogli Excel: vive
ogni giorno nei piazzali, sulle strade, nei carichi parziali, nelle
aperture porta e nelle consegne reali. I dati oggi non sono perfetti,
ma ci dicono abbastanza per sapere che il tema della vetustà
non può essere ignorato e noi lo sappiamo!»
A Iveco la leadership
Nel trasporto a temperatura controllata non si sperimenta,
si compra affidabilità. Negli LCV ATP il leader è Iveco con
poco meno del 28 per cento di quota, seguita da Fiat e
Mercedes-Benz. Nei medi e pesanti Iveco detiene addirittura
il 52,5 per cento. Piuttosto distanti Mercedes-Benz e Scania,
secondi e terzi. Nei trainati emerge Schmitz Cargobull, ma il
dato del MIT è incompleto. Un commento su questo aspetto
è stato affidato a Irene Chini, responsabile allestimenti di
Iveco Mercato Italia: «Le ragioni del successo di Iveco in questo
segmento sono da ricercare nelle caratteristiche dei suoi
veicoli: telai robusti, trazione posteriore, motori con cilindrate
che ben si adattano al trasporto a temperatura controllata,
ma anche nella capacità della rete di offrire soluzioni allestite
per rispondere alle sfide di questo settore».
Identikit delle aziende del comparto
Tre LCV ATP su quattro sono utilizzati in conto proprio, appartengono
cioè ad aziende industriali o commerciali che
gestiscono internamente la logistica dei propri prodotti. Al
contrario, nei medi-pesanti e nei trainati prevale nettamente
il conto terzi, segno di una maggiore professionalizzazione
del trasporto al crescere delle dimensioni del mezzo.
Stando al Libro Bianco in Italia sono quasi 52 mila le aziende
che possiedono almeno un veicolo ATP, ma quelle con flotte
realmente consistenti sono pochissime. Il 76,8 per cento
degli LCV ATP è in mano a operatori con un solo veicolo.
Anche nei medi/pesanti e nei trainati i monoveicolari sono
più della metà, rispettivamente il 63,6 e il 56,0 per cento.
Microfono, a questo punto, a Marco Bianchi, branch manager
Area Nord TN service, Gruppo Torello: «Il settore della temperatura
controllata è uno dei nostri core business. Si tratta
di un segmento estremamente delicato dove sono necessarie
grandi professionalità, quella che mettiamo al servizio dei nostri
clienti ogni giorno».
In chiusura Luca Destro, direttore generale Rolfo Ice che ha
raccontato l’impegno dell’azienda italiana per un trasporto
a temperatura controllata efficiente e sostenibile: «Proprio
qui, a Transpotec Logitec presentiamo un progetto innovativo:
un semirimorchio dotato di sistema di raffreddamento ad azoto
liquido (N Cold Solution), frutto della collaborazione tra eccellenze
industriali italiane e partner della filiera logistica. Una
soluzione che nasce con l’obiettivo di rispondere alle nuove
esigenze del settore - dalla riduzione delle emissioni alla digitalizzazione
della catena del freddo».
rappresenti una leva fondamentale della strategia
globale Kia, con un obiettivo di 232.000
veicoli commerciali venduti entro il 2030. Al
PV5 si aggiungeranno, infatti, il PV7, in arrivo
nel 2027 e il PV9, previsto nel 2029. Ad oggi, la
gamma PBV, con il solo PV5, ha già totalizzato
8.500 unità vendute a livello globale, con un
obiettivo di 54.000 veicoli nel 2026.
Presente nel capoluogo milanese anche
Volkswagen attraverso la concessionaria Sesto
Autoveicoli. Nello stand due Crafter, un furgone
e un telaio allestito con box refrigerato, e un
Transporter furgone.
Dopo quella delle auto, scocca per la cinese
Dongfeng, 100 per cento emanazione dello
Stato e del Partito, anche l’ora dei veicoli commerciali.
Strano ma vero, l’avventura italiana
del brand comincia con veicoli a gasolio, utilizzando
motori che i cinesi sono costretti a comprare
da Case occidentali, perché là di omolo-
gato Euro 6e c’è nulla. Così sotto il cofano dell’appariscente
pick-up doppia cabina 4x4 Z9
c’è il conosciuto 2,3 litri dell’ex Nissan Navara
da 190 Cv e 500 Nm di coppia abbinato a un
cambio manuale esarapporto o automatico a
8. La lunghezza fa 5.520 mmi, la larghezza
1.960 e l’altezza 1.950, per portate di 865 e
1.175 kg. Interessante il cassonato con sponde
in alluminio Captain, spinto invece dall’M9T di
Renault, sempre da 2,3 litri e con 134 Cv per
350 Nm di coppia. Il cambio è un manuale a
sei marce, sempre rmato dalla Losanga.
Alla manifestazione milanese anche la gamma
full electric di ekò, realtà industriale della HVH
Holding. Veicoli 4 e 3 ruote che possono essere
allestiti per i più svariati impieghi: dal trasporto
refrigerato dell’ultimo miglio alla raccolta della
nettezza urbana nei piccolissimi centri cittadini.
Le dimensioni possono, infatti, essere quasi lillipuziane.
18 - 06 2026 www.vietrasportiweb.it
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06 2026 - 19
Puntata 13
TRANSPOTIME
Truck Time al Transpotec con due puntate
dedicate alle novità del settore
e agli eventi di maggior interesse.
Ecco i contenuti dei due speciali
andati in onda il 13 e 31 maggio
e disponibili su youtube
NUMERI NUMERI ON THE ROAD
Tiziana Altieri, vicedirettore di
Vie&Trasporti, non poteva certo esimersi
dal registrare una puntata della sua
rubrica (sia sulla rivista che in TV), cioè
Numeri numeri. Le cifre questa volta
erano tutte dedicate alle luci e agli stand
della più importante rassegna italiana
dell’autotrasporto.
MULTITRAX,
PRODOTTO E
SOLUZIONI
L’importatore
specializzato ha
messo in mostra,
come descritto dal
presidente Alberto Maggi, buona parte dei veicoli commercializzati in
Italia. Interessante e da approfondire l’idea ‘Burgers’, cioè la
possibilità di ricondizionamento dei semirimorchi, interamente rivisti
e aggiornati nel pieno rispetto della logica della sostenibilità.
In sostanza allungare sensibilmente il ciclo vita senza perdere in
efcienza, sicurezza, economicità e afdabilità.
WELCOME PURFLUX
Truck è bello: ecco un marchio che strizza
l’occhio alle flotte di veicoli pesanti, o meglio
all’heavy duty, n qui poco conosciuto nel
settore dei veicoli da lavoro. Componentistica
di alto prolo praticamente per tutti i brand,
con un’attenzione specica agli essiccatori
d’aria, impianto urea e raffreddamento.
SONIC ANCORA PIÙ TRUCK
Un marchio che nel truck c’è sempre stato,
con un’offerta di carrelli utensili molto
funzionale e di qualità. Un settore nel
quale l’esperienza e la conoscenza della
manualità, delle procedure, della
frequenza di interventi è fondamentale per
consentire al meccatronico di lavorare
nelle condizioni migliori.
TUTTI IN IVECO
La palma dello
stand in assoluto
più visitato
spetta
certamente a
Iveco, praticamente un assedio di visitatori interessati alle
numerose novità proposte del Gruppo torinese. Nelle pagine
dello speciale ne riportiamo una parte signicativa, ma anche in
trasmissione è interessante il pensiero di Fabrizio Buffa,
responsabile gamma medi e pesanti.
LA PIAZZA D’ARMI DAIMLER
Tocca a Danilo Senna misurare a lunghi passi il vasto spazio
espositivo di Daimler, dominato delle nuovissime versioni, tradizionale
ed elettriche, della Casa di Stoccarda. A fare gli onori di casa e a
presentare i prodotti per i nostri telespettatori il capo del marketing
Italia, Domenico Andreoli. In mostra anche l’ammirato Unimog.
Chi, dove e quando
Truck Time è una
trasmissione dedicata al
mondo dei trasporti in
onda a domeniche alterne
su Canale Italia (71 DDT),
ma disponibile anche su
youtube nella pagina dedicata, alla quale
si può accedere tramite QR.
I contenuti sono curati dalla redazione di
Vie&Trasporti e de Il Giornale del
Meccanico.
20 - 06 2026
VOLVO A TUTTO TONDO
Volvo mostra i muscoli, o meglio la
capacità del marchio di rispondere alla
richiesta di tutti i tipi di alimentazione
oggi disponibili sul mercato, lo conferma
il GM Giovanni Dattoli. Quindi non solo
endotermico tradizionale ed elettrico, ma
anche grande attenzione ai biocarburanti.
Una realtà enfatizzata anche da altri
nell’evento milanese.
ROLFO ICE
RIVOLUTION
Stand e racconto
all’insegna
dell’innovazione di
prodotto: semirimorchio
elettrico con
raffreddamento ad
azoto liquido. Franco
Fenoglio, general
advisor, conferma il
grande desiderio di creare, grazie all’esperienza del Gruppo, un grande
polo industriale per la produzione di veicoli refrigerati. L’intervista
visionabile su Truck Time racconta molto bene la strategia del marchio
piemontese famoso in tutto il mondo per la qualità delle sue bisarche.
FSC, SOUNDS GOOD
Tutti sanno cosa sia
Continental, e conoscono
anche brand ormai diffusissimi
come VDO E Aumovio. FSC, la
società del Gruppo che si
occupa di servizio all brand
per i pneumatici (e non solo)
comincia a far circolare il suo
marchio e la sua offerta. Ecco
perché Truck Time ha
intervistato Dario de Vito,
amministratore delegato, per
raccontare ai telespettatori
cos’è e cosa offre, soprattutto
per il noleggio a lungo
termine. Provare per credere.
www.vietrasportiweb.it
OITAF IN TV CON IL LIBRO BIANCO
Il reportage di Transpotec prosegue
anche nella puntata 14, in onda il
31 maggio, dando ampio spazio a
uno dei convegni più seguiti, cioè la
presentazione del libro bianco ATP,
che si è svolta la mattina del
secondo giorno di manifestazione.
Pochi ma superspecializzati
i relatori: Cristina Qirjacku del MIT,
Bruno Cortecci di Ana e
Plastoblok, Luca Destro di Rolfo Ice,
Irene Chini di Iveco, Jean Daher di
Assologistica, Giuliano Caselli di
Tecnea Cemafroid e ovviamente la
presidente di OITAF, Clara Ricozzi.
GATE PESCA IL JOLLY
La società partecipata
di Iveco e attiva nel
noleggio a lungo
termine di leggeri e
pesanti ha vestito il
Jolly, new entry del
Gruppo dedicata al
delivery urbano, dove
quindi il noleggio e
l’elettrico ci stanno a
fagiolo. A spiegare
tutto Sergio Piperno
Beer, responsabile
marketing del brand.
Anche questa intervista
è visionabile nella
puntata 14 di TT.
06 2026 - 21
Prova su strada
Milano
P.zza Maggi
km 31,0
110 m
Milano
V.le Fulvio Testi
km 19,0
115 m
141 m
Lavanderie
di Segrate
C.A.M.M.
REGOLARE
INTENSO
CRITICO
7°/13°
min/max
Corrente consumata = 13,94 kWh.
Peso durante la prova = 2.250
chilogrammi. Fabbricato in Romania.
Prezzo al netto di optional e Iva,
con batteria da 43,6 kWh, della versione
Titanium = € 31.500
Prova su strada
Medie orarie & consumi
km hh:mm km/kWh
km/h (kWh/100)
Lavanderie di Segrate (115 m) 28’
Milano P.zza Maggi (110 m) 31,0 66,4
Milano P.zza Maggi (110 m) 47’
Milano V.le Fulvio Testi (141 m) 19,0 24,3
Milano V.le Fulvio Testi (141 m) 23’
Lavanderie di Segrate (115 m) 12,0 31,3
TOTALI: 62,0 1h38’ 4,45
38 (22,48)
Statale
Città
Autostrada
Telemetria
Tara veicolo (kg)
San Giuliano
Milanese
1.600
1.300 1.400 1.500 1.600 1.700 1.800
Accelerazione 0-100 km/h (secondi)
12”,31
veloce
10’’ 20’’ 30’’ 40’’
lento
Consumo elettricità (km/kwh)
4,45
basso
6 5 4 3
alto
Media oraria (km/h)
60 50 40 30 20 10
Index performance
38”
360,6
420 410 400 390 380 370 360 350 340 330
Autonomia in base al consumo rilevato (km)
191,2
210 200 190 180 170 160 150 140 130 120
.FORD E-TRANSIT COURIER.
Attacca la spina
Dopo aver provato
la versione a gasolio,
torniamo su strada con
quella elettrica del ‘cubo’
dell’Ovale blu, identica
nell’estetica.
A poco più di un anno
dall’inizio produzione viene
aggiornato nell’energia
utilizzabile della batteria
di Gianluca Ventura foto di John Next
22 - 06 2026
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06 2026 - 23
Prova su strada
Prova su strada
Interni
Sopra, essenziale
e lineare la plancia,
goffrata ma non
imbottita. Questa
versione elettrica
porta con sé alcune
diversità della
plancia, come un
cruscotto
completamente
digitale da 8 pollici
dalla graca specica
e il sistema
d’infotainment con
schermo tattile da 12
pollici, che virtualizza
alcuni comandi
solitamente sici
(prima riga,
da sinistra).
Sulla riga centrale,
da sinistra, i due
sedili, il pratico
svuotatasche nella
palpebra superiore
della plancia e il cielo
della cabina con
il pratico imperiale
(largo 1.000
millimetri, alto da 70
a 120 e profondo
320). La riga sotto,
sempre da sinistra,
mostra la serie di
vasche portaoggetti
ricavate tra i sedili,
lo scavo pedaliera
e il varco passante.
24 - 06 2026
Puntuale come una cambiale in scadenza,
al traino di quella a gasolio - sempre la
più gettonata dal pubblico dei professionisti
- arriva anche la versione elettrica a batteria
della piccola furgonetta Transit Courier. Una
versione da noi entrata a listino agli inizi del
2025, in linea con la tabella di marcia prevista
nei vari mercati, che prevedeva un inizio vendite
in Europa già sul nire del 2024.
Rispetto al diesel cambia poco, anzi nulla nell’aspetto.
Via il bocchettone del gasolio e
dell’AdBlue dietro lo sportello in coda al lato
guida, fa capolino ora una presa Ccs Combo 2
che permette ricariche no a 100 chilowatt di
potenza in corrente continua, così da raggiungere
la soglia consigliata dell’80 per cento in
una mezz’oretta partendo dal 20 per cento, soglia
minima caldeggiata ormai da tutti i costruttori.
La realtà dei fatti però è un pochino diversa
se passate alla corrente alternata, per risparmiare
qualche soldo sulla ricarica pubblica o
perché avete da sfruttare un impianto fotovoltaico.
Perché per arrivare no al 100 per cento
di ricarica servirà parecchia pazienza, almeno
quanta ne abbiamo avuta noi, che per passare
da 90 a 100 per cento, caricando 4,37 chilowattora,
ci abbiamo messo un’ora e 25 minuti in
una fresca serata di tardo inverno.
Strano ma vero, poi, nel passaggio dai chetoni
agli elettroni la portata utile resta pressoché la
stessa. Addirittura, quella effettiva del veicolo
in prova (con la tara di 1.600 kg vericata da
noi) cresce di 50 kg, che non è poco.
Ma la ragione è presto spiegata dando un’occhiata
alla carta di circolazione, dove scopriamo
che il peso totale a terra sale dai 2.027 kg del
diesel (che a vuoto ne pesava 1.365) ai ben
2.250 di questo.
Alla guida
Una fascia di peso che lo porta a competere
con una nutrita schiera di concorrenti, più o
meno blasonati. E a ne percorso il responso
è netto: con 4,45 chilometri al chilowattora, il
Courier si piazza a centro graduatoria, a brevissima
distanza dai competitor, dove il migliore
non va oltre i 4,93. Nella classica in base all’indice
prestazionale calcolato da Vie&Trasporti,
stante i 360,6 punti totalizzati, il Courier conferma
una posizione da centro classica. Del lotto
considerato, il Ford è però quello con la coppia
più esuberante e - a pari merito col Fiat E-Doblò
- anche con più Cv sotto il cofano.
Dopo i 62 chilometri di test, terminiamo col 74
per cento di batteria residua, pari a una distanza
di 189 dei 282 chilometri promessi in qualsiasi
drive mode avessimo scelto di viaggiare e con
poca influenza da parte del climatizzatore, settato
sui classici 21 gradi.
Al volante c’è da abituarsi alla mancanza di un
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Metro & bilancia
Cabina rilevati (mm)
Lunghezza (utile/max) 690/1.630
Larghezza (utile/max) 1.290/1.540
Altezza interna (utile/max) 1.450/1.450
Larghezza porta (utile/max) 660/935
Altezza porta 1.165
Diametro volante 370
Varco tra sedile e leva del cambio -
Vano di carico rilevati (mm)
Lunghezza (utile/max) 1.600/1.790
Larghezza (utile/max) 1.220/1.560
Altezza (utile/max) 1.210/1.270
Larghezza tra passaruota 1.220
Altezza soglia carico posteriore 610
Altezza soglia carico laterale (1° gradino/piano di carico) 475/540
Larghezza porta posteriore 1.220
Altezza porta posteriore (utile/max) 1.065/1.165
Angolo apertura porta posteriore 90°/180°
Larghezza porta laterale (utile/max) 560/755
Altezza porta laterale (utile/max) 1.075/1.135
Volume vano di carico m 3 2,91
Ingombri dichiarati (mm)
Lunghezza 4.343
Larghezza (senza/con retrovisori) 1.876/2.076
Altezza massima da terra 1.852
Passo 2.692
Sbalzo anteriore 838
Sbalzo posteriore 813
Angolo di sbalzo anteriore (gradi) 17,7
Angolo di sbalzo posteriore (gradi) 20,1
Carreggiata anteriore 1.551
Carreggiata posteriore 1.550
Diametro di volta 10.700
Lunghezza vano di carico 1.800
Larghezza vano di carico 1.535
Larghezza tra passaruota 1.220
Altezza vano di carico 1.262
Altezza soglia carico posteriore 602
Masse (kg)
Tara senza conducente 1.600
Massa tecnica ammissibile 1° asse 1.025
Massa tecnica ammissibile 2° asse 1.305
Portata utile 575
Peso totale a terra 2.250
06 2026 - 25
Prova su strada
Prova su strada
Esterni
Sopra, l’E-Transit
Courier offre porte
posteriori apribili di
90 e 180 gradi.
Sulla prima riga,
le due ancate aperte
del veicolo, offerto
in una sola lunghezza
e con un’unica altezza
del tetto anche in
questa versione
elettrica. Più sotto,
da sinistra, il retro
chiuso, la camera del
Lane guard system
priva di sbrinatore
e il vano di carico
accessoriabile con
una botola passante
ricavata sulla destra
della parete divisoria
metallica (larga 370
millimetri e alta 360).
In basso, sempre
da sinistra, la paratia
divisoria metallica
bombata con la botola
aperta, il cielo della
stiva con la potente
plafoniera a sei led
freddi piazzata
internamente sopra
le porte posteriori
e uno dei sei anelli
fermacarico
a pavimento da 350
decanewton l’uno.
comando dedicato del freno a mano, che s’innesta
solo mettendo in ‘P’ il comando del cambio,
che in realtà non c’è. Troppo macchinosa
la scelta del drive mode, che costringe a entrare
nel sistema d’infotainment, premere la voce
‘funzioni’, quindi ‘modalità di guida’ e inne uno
tra i cinque proposti.
In cabina
Goffrata ma non imbottita la plancia molto funzionale,
dove si ricava una vasca portaoggetti
nella porzione superiore. Altro spazio è a disposizione
nel tunnel fra i due sedili, dove c’è posto
anche per due bottigliette da mezzo litro, o nella
parte inferiore della console centrale, dove fanno
capolino due prese Usb (A e C) più la ricarica
induttiva per lo smartphone. Troppo pochi a
nostro avviso i comandi sici, cosa che invita
alla distrazione. Ce ne sono cinque in tutto: quello
per accendere/spegnere l’infotainment (e regolarne
il volume), quello dell’hazard, uno per
accedere al menù Adas, quello per il parcheggio
(accende telecamere e sensori a ultrasuoni) e
lo sbrinatore elettrico del parabrezza.
Il cruscotto digitale ospita degli istogrammi laterali
per erogazione/recupero corrente sulla
sinistra più uno pleonastico del range velocità
sulla destra, dove comunque c’è anche il tachimetro.
Tutte informazioni relative a stato di carica
e autonomia sono a sinistra, le temperature
di batteria e motore ai piedi dello strumento.
C’è un’utile imperiale ma le
alette parasole sono così incassate
che abbassarle può essere
talvolta poco agevole.
Riscaldabili sia il volante sia i
sedili, funzioni assolutamente
indispensabili quando si viag-
Sotto & sopra
Trasmissione
Il veicolo monta una scatola con un rapporto in avanti più uno indietro, manovrabile
attraverso la levetta che sbuca dal piantone di sterzo. Cinque le modalità di guida
(Normale, Eco, Sport, Bassa aderenza e One pedal drive) selezionabili solo dal sistema
d’infotainment alla voce ‘funzioni’ e quindi ‘modalità di guida’. Premendo il tasto ‘L’ sul
joystick del cambio si aumenta l’energia recuperata in frenata. Anteriore la trazione.
Sospensioni
A ruote indipendenti la sospensione anteriore tipo McPherson braccio di controllo
inferiore a ‘L’, scatola dello sterzo e barra stabilizzatrice cava montati su telaio ausiliario.
Dietro c’è invece un ponte torcente con molle elicoidali.
Freni
Davanti, dischi ventilati da 300 millimetri di diametro e 25 di spessore, dietro tamburi
da 11 pollici. Abs, Esp, antiarretramento, Roll Stability Control, Traction Control System,
Cross Traffic di serie. Freno a mano elettrico.
Pneumatici
Il veicolo del test monta dei cerchi in lega da 17 pollici, con gomme Goodyear Efficient
Grip Performance 2 taglia 215/55 R17. L’indice di carico è 98 e il codice di velocità W.
Tyre Pressure Monitoring System di serie.
Design
Lo stile del nuovo Courier si deve al turco Murat Seven, capo design degli esterni di
Ford Europe.
PRESTAZIONI A CONFRONTO
Modello Potenza Coppia Consumo Autonomia Velocità Acceler. Peso Index Pubbl.
kW/Cv Nm km/kWh rilevata km km/h 0-100 km/h kg performance n°
Fiat Professional 100/136 260 4,06 184,7 42,8 13”,06 2.300 363,1 868
E-Doblò Maxi 50 kWh
Ford 100/136 290 4,45 193,9 38 12”,31 2.250 360,6 900
E-Transit Courier Titanium 43,6 kWh
Nissan 80/109 254 3,62 86,9 38,9 14”,51 2.200 344,5 786
e-Nv200 24 kWh
Nissan 90/122 245 4,93 221,8 39,6 13”,07 2.220 373,8 872
Townstar Ev L1 Tekna 45 kWh
Peugeot 49/67 200 4,52 101,7 48,6 23”,43 2.160 385,2 785
Partner Full Electric 22,5 kWh
Renault 90/122 245 3,40 153 37,2 13”,51 2.230 335,4 869
Kangoo Van E-Tech Electric L1 45 kWh
Renault 44/60 225 4,58 151,3 39,6 24”,97 2.130 367,2 847
Kangoo Express Z.E. 33 kWh
Saic Motor Maxus 90/122 255 3,23 169,6 40,9 14”,20 2.460 339,0 857
eDeliver 3 passo corto 52,5 kWh
L’index performance tiene conto di consumo di elettricità e media oraria. A indice maggiore corrisponde una migliore prestazione.
Van HIT
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06 2026 - 27
Prova su strada
Prova su strada
Sottopelle
Nella foto grande
sopra, il vano motore
con il front trunk (il
bagagliaio anteriore)
in bella vista, utile
a riporre il cavo di
ricarica, purché lo
facciate di giorno:
di notte la mancanza
di una luce si fa
sentire. Sulla prima
riga, da sinistra,
la levetta a piantone
del cambio, col tasto
‘L’ per incrementare
il recupero energetico
in frenata, la batteria
a 12 volt nel cofano
e la sospensione
anteriore a ruote
indipendenti.
Qui a lato, sempre da
sinistra, l’accensione
keyless, un particolare
del frunk e la presa
Ccs Combo 2 in coda
al lato guida.
Sotto, ancora
da sinistra, la batteria
sottoscocca con i fori
per l’inserimento
degli idranti
antincendio e il
retrotreno a ponte
torcente con molle
elicoidali in mezzo
alle quali ci va il
ruotino di scorta.
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gia in elettrico a bassa temperatura esterna e
si vuole salvaguardare la batteria di trazione.
Linea esterna
Un solo passo, un solo tetto. Rispetto al predecessore,
il Courier cresce in lunghezza, ma soprattutto
s’allunga il passo, spostando le ruote
posteriori più indietro, diminuendo così lo sbalzo.
Davanti sposa un aspetto che si distingue
parecchio dagli altri furgoni del marchio, rendendolo
così riconoscibile a prima vista.
L’elettrico resta irriconoscibile da fuori, visto
che anche la presa di ricarica va dove di solito
ci sono i rifornimenti classici.
Vano di carico
La batteria sottoscocca non ruba spazio alle
merci. Anche con trazione elettrica c’è spazio
per due Europallet, ancorabili ai sei anelli a pavimento
da 350 decanewton ognuno. Se la merce
è lunga si può sfruttare la botola passante,
recuperando altri 930 millimetri in profondità.
Una potente plafoniera esaled incassata sopra
la porta posteriore assicura massima luminosità.
Cosa che servirebbe anche al front trunk
anteriore, dove al buio non si vede nulla.
La meccanica
Sviluppato sin dall’inizio come multienergy,
Courier ha debuttato col turbodiesel EcoBlue da
100 cavalli, per virare ora verso l’elettrico. Grazie
a un’unità anteriore sviluppata direttamente da
Ford, che l’assembla nei propri stabilimenti britannici.
Quanto alla batteria, lo scorso febbraio
è stata introdotta una miglioria, che aumenta la
quantità di corrente effettivamente utilizzabile,
pur restando invariata la capacità complessiva,
un risultato ottenuto lavorando sul battery management
system. Dall’interno del sistema d’infotainment
è possibile regolare la percentuale
massima di ricarica che si vuole ottenere, mentre
selezionando ‘app’ e quindi ‘ricarica pubblica’ è
facile conoscere l’ubicazione delle colonnine e
saper al volo se accettano anche la carta di ricarica
captive Ford BlueOval. Un ottimo servizio.
A lato, il motore elettrico realizzato in casa da
Ford presso gli stabilimenti britannici di
Halewood e la batteria rmata dalla coreana Sk
On, ma assemblata a Craiova (Romania) da Ford
Otosan. L’energia utilizzabile nei modelli
ordinabili ora è salita a 46,8 chilowattora, contro
i 43,6 dell’esemplare in test, uno dei primi.
N.B.: tutte le prove di Vie&Trasporti sono eseguite nel pieno rispetto
del Codice della Strada. Essendo test d’uso, che simulano una normale
giornata di lavoro, sono anch’essi soggetti a fattori contingenti, quali
le condizioni meteorologiche e la situazione del traffico.
Ovviamente imprevedibili. Per consentire al lettore di conoscere
meglio le condizioni in cui è stata eseguita la prova su
strada, Vie&Trasporti pubblica le informazioni relative al
meteo, alla temperatura ambientale e alla situazione
stradale incontrate durante il test. Si ringrazia, per la
gentile collaborazione, il Gruppo Centro Edile di Agrate
Brianza (Mb).
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Sala macchine
Specifiche motore
Marca e modello
Ford Flash Ed26
Tipo
sincrono
Posizione
anteriore trasversale
Alimentazione
corrente alternata
Raffreddamento
a liquido
Peso motore e trasmissione (kg) 97,8
Inquinanti (omologazione/sistema)
Zev
Prestazioni
Potenza massima (kW(Cv)/giri) 100(136)/12.000-14.500
Coppia massima (Nm/giri) 290/14.500
Riserva di coppia (%) 264,7
Velocità massima (km/h) 145
Autonomia dichiarata ciclo Wltp combinato (km) 334
Batteria
Marca e modello
Sk On
Tecnologia
nichel-manganese-cobalto
Tensione nominale (Volt) 310
Capacità nominale (Ah) 161
Energia massima complessiva (kWh) 54
Energia utilizzabile (kWh) 43,6
Numero moduli 6
Tipo celle
pouch
Numero celle per modulo 24 e 36
Peso totale (kg) 314
Raffreddamento
a liquido
Potenza di ricarica (kW)
11 (CA) - 100 (CC)
Tempo di ricarica completa stimato in Modo 3, Tipo 2 a 11 kW (h:mm) 4:45
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Anteprima
Man TGS 41.480
Vince la tradizione
Un mezzo d’opera come piace agli italiani,
per rinnovare la buona reputazione del
marchio del Leone nel singolare mondo
del cava cantiere nostrano. Scelte
consolidate e ben collaudate
Anteprima
SCHEDA TECNICA
Cognome e nome Man TGS 41.480 8x4 BB CH
Luogo di nascita
Monaco di Baviera
Cabina
NN bassa e corta
Allestimento
Ribaltabile Comes
Motore
D2676 LFAY
Cilindrata cc 12.412
Configurazione
6 cilindri in linea, monoturbo
Alimentazione
Diesel Common rail
Potenza kW(Cv)/giri 353 (480)/1.350-1.900
Coppia Nm/giri 2.450/930-1.350
Omologazione
Euro VI D
Cambio marca/modello
ZF/TipMatic 12.28 OD
Numero di marce/apertura 12 + 2 RM/12,92-0,77
Ponte posteriore doppia riduzione 4,83:1
Sospensioni ant./portata t balestre paraboliche/8x2
Sospensioni pot./portata t balestre trapezoidali/26
Passo 2°-3° asse/sbalzo post. mm
4.300/n.d.
Struttura longheroni rinforzati a tutta lunghezza
Dimensioni travi mm altezza 270x85, spessore 9,5
Pneumatici/misura Prometeon 13R22.5
Peso totale/complessivo kg 40.000/56.000
Man ci tiene a ricordare che quest’anno ricorre
il quarantesimo della sua presenza ufciale
in Italia. Questo 8x4, allestito Comes,
è uno degli esemplari prescelti per la Lion’s
Off-Road Experience, tour itinerante organizzato
per provare il veicolo nelle cave della Penisola.
di Danilo Senna
La breve presentazione di inizio
anno dei Man da cavacantiere
non poteva bastare,
se non ad annunciare il tour Lion’s
Off-Road Experience che sarebbe seguito
in giro per l’Italia, supportato dai
vari concessionari di zona che li avrebbero fatti
provare ai clienti. Quello che vedete in queste
pagine è un approfondimento one-to-one con
il TGS 41.480, un 8x4 con cassone ribaltabile
della Comes, realtà catanese che si sta facendo
notare nel settore, collaborando con diversi costruttori
di camion nella fornitura di allestiti ‘chiavi
in mano’.
Tornando al Man, si tratta di un tipico mezzo
d’opera all’italiana (e non solo perché tale legislazione
è una peculiarità tutta nostra
nel panorama europeo): quattro
assi con tandem posteriore di
trazione per sfruttare al massimo
le 40 tonnellate di peso totale concesse
dal nostro Codice.
Il settore del cava cantiere, si sa, non ama troppo
i balzi tecnologici, se non quando non se ne
può fare a meno. Ecco perché gli specchi rimangono
di tipo tradizionale e non elettronici
con telecamere fuori e monitor dentro, anche
se sporgono di più e sono più vulnerabili ai possibili
urti. E dire che la cabina stretta del TGS,
evidenziata dalla sporgenza dei parafanghi, permetterebbe
di inlarsi nei sentieri o nei passaggi
più angusti dove il largo TGX avrebbe certa-
mente più problemi. Passando al telaio, il passo
è quello più corto disponibile: scelta di massima
manovrabilità. Per la robustezza parlano le sospensioni,
dove lavorano esclusivamente balestre:
davanti paraboliche a 3 o 4 lame, a seconda
che gli assali siano da 8 o 9 tonnellate;
dietro un pacco trapezoidale montato in cantilever
(cioè con articolazione centrale) regge i
due ponti a doppia riduzione.
Un pizzico d’avanguardia
Segno di modernità sono i freni a disco, ma
solo sul doppio avantreno, perché al retrotreno
a trattenere masse e velocità ci pensano i classici
tamburi che, nelle situazioni di fango profondo,
possono ancora dare quel senso di sicurezza
che agli autisti “vecchio stampo” ancora
piace. Mentre è sul fronte trasmissione
che l’attualità del cambio automatizzato ha -
nalmente avuto la meglio anche sui talebani
del manuale (anche perché ormai non ne sono
rimasti molti disponibili sul mercato). Nel caso
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La cabina del TGS è appena più stretta di quella del TGX, ma
dentro offre di base lo stesso impianto di plancia. Qui manca
giusto il grande display centrale dell’infotainment, ma sarebbe
sprecato per l’uso di un cava-cantiere. Tutte presenti, invece,
le funzioni fondamentali, unite a materiali adeguati agli ambienti
polverosi ma comunque di qualità non dozzinale.
dei Man si chiama invariabilmente TipMatic,
ma poi la scatola di ingranaggi che va a comandare
non è sempre la stessa: in passato c’era
un gruppo Eaton, poi il passaggio a Zf e ora, in
qualche caso anche unità di origine svedese
(dei cugini Scania). Per questo TGS si conferma
la base Traxon della Zf, con la personalizzazione
del software fatta effettivamente in quel di
Cominciamo la carrellata delle immagini tecniche con il cambio, perché
in casa Man negli ultimi anni c’è stata una certa confusione, almeno sugli
stradali. Non nei mezzi d’opera che invece hanno tenuto il Traxon di Zf, che
a Monaco ribattezzano TipMatic; qui è in versione con 12a in overdrive e
specico software off-road. Il motore a sei cilindri è il 12,4 litri, fratello
di quel 10,8 che portò uno dei primi common rail sui camion. Notare
il tortuoso percorso del tubo di scarico. Chiudiamo con gli assali: gli
anteriori montano freni a disco, i posteriori restano fedeli ai tamburi.
Monaco, a giusticare la denominazione di
Casa. La scelta è caduta sul 12 marce, con ultimo
rapporto in overdrive: cosa singolare, da
che nisce per allungare le prime marce, quando
nell’uso cantieristico potrebbero essere più
utili molto corte. In ogni caso c’è una specica
modalità off road fra le varie mappature, che
aggiusta la logica delle cambiate in funzione
dell’impiego gravoso. Di fatto tiene la marcia
più a lungo, salendo a regimi che normalmente
in strada non si utilizzano, né va a cambiare in
discesa quando col cassone pieno si rischierebbe
di prendere troppa velocità. A trattenere
le 40 tonnellate del Man a pieno carico c’è in
ogni caso il freno motore a decompressione,
ulteriormente migliorato da quell’Evb che fu fra
i primi dispositivi del genere a essere implementati
in Europa. L’unica accortezza è quella di avere
inserita la marcia giusta, altrimenti rallentate solo
il motore e non le ruote. Se non volete pensarci,
allora potrete sempre optare per il classico
Intarder idraulico in coda al cambio: al prezzo di
un centinaio abbondante di chili in più, vi ci potrete
attaccare in qualunque marcia.
Quando salivano in cattedra
A proposito di innovazione tecnica, alla Man
sono stati pure fra i primi a montare l’iniezione
common rail e la serie di motori D20/D26 era
la prima a nascere specicamente per accoglierla.
Oggi c’è ancora, anche se il 12,4 litri che
era biturbo e con doppio intercooler, adesso si
è semplicato parecchio. Pur rimanendo fedele
all’Egr (ridotto), mixato con l’Scr per l’abbattimento
delle emissioni, monta oggi un unico turbo
e nemmeno a geometria variabile. Eppure,
in questa taratura da 480 Cv mette sul piatto
2.450 Nm, ovvero 150 in più della versione precedente.
Sono quelli che contano in cava quando,
all’attacco della salita, il motore non deve
mollare mai. Infatti, per quanto abbiamo visto,
non molla e rimane sempre fluido e silenzioso
nell’erogazione. Bene han fatto alla Man a confermarlo
(per ora) in gamma, nonostante il nuovo
D30 progettato a quattro mani con gli svedesi
abbia già fatto capolino sugli stradali da
lungo raggio.
L’unico dubbio riguarda il tubo di scarico che,
per andare dai collettori alla marmitta (posta
dietro al secondo asse) è costretto a fare un
giro lungo e contorto che raffredderà i gas combusti,
non agevolando così il lavoro del catalizzatore.
Si può sempre richiedere lo scarico verticale
dietro alla cabina, peraltro obbligatorio
quando si decide di montare il rallentatore.
Molto compatto come
piace agli italiani,
questo Man è lungo
appena 8,6 metri. Ciò
non gli impedisce
di portare sulle spalle
un cassone da 20
metri cubi con un
pianale in Hardox 500
da 7 mm e pareti
invece da 5 mm.
La sponda posteriore
è sia basculante (con
sgancio idraulico),
che apribile a libro.
Il TGS da cantiere non
cede alla moda degli
specchi digitali. Nel
paraurti è incassata
la barra per salire
a pulire il parabrezza.
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06 2026 - 33
Eventi
Eventi
30 anni di Actros
Cinque più uno
L’ammiraglia Mercedes-Benz del
trasporto pesante ha segnato un’epoca.
Dopo di lei nulla è stato più come prima.
Un modello che, attraverso sei serie
successive, ha saputo spostare l’asticella
tecnologica sempre un po’ più in alto.
Quasi mai puntando solo sulla potenza
di Danilo Senna
Nel 1996 il camion diventa ‘intelligente’.
Non che fosse stupido, prima. Ma i suoi
aggettivi qualicativi nell’immaginario
comune erano: grande, forte, robusto; caso mai
potente. Nessuno avrebbe pensato che potesse
essere anche tecnologicamente avanzato,
come e più di un’automobile. A cambiare le carte
in tavola ci ha pensato Mercedes-Benz con
l’Actros, autentico gamechanger che adesso
compie giusto 30 anni.
Li celebriamo a puntate sul nostro sito www.vietrasportiweb.it
e sui nostri social (oltre che sui
canali istituzionali di Daimler Truck), ripercorrendone
la storia, attraverso le sei serie che si sono
via-via succedute sul mercato. La prima uscita
si concentrerà sulla cronologia dei diversi modelli
e sulle loro principali peculiarità. A seguire, e no
all’Iaa di Hannover settembre, faremo approfondimenti
sulla tecnica e sui dispositivi di sicurezza,
intervistando chi li ha venduti e chi li ha comprati,
con varie curiosità annesse e connesse.
Riavvolgiamo il nastro
Era la ne dell’estate del 1996, quando al Salone
di Hannover l’Actros debuttava davanti al grande
pubblico. Le linee erano decisamente più squadrate
rispetto al predecessore SK, specie nell’allestimento
massimo MegaSpace con cabina a
pavimento piatto (all’epoca patrimonio solo del
Renault Magnum). Dentro e sotto, la vera rivoluzione:
un impianto elettrico cablato di tipo Can-
Bus che prevedeva ben otto centraline elettroni-
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06 2026 - 35
Eventi
Lo spaccato del 1857 prima serie, in alto a sinistra,
fa intravedere il V8 biturbo e i freni a disco.
Accanto a lui, un MP2 Black Edition che quello
stesso motore lo porterà a 612 Cv: unica volta
in cui un Actros sarà il camion più potente del
mondo. Qui sopra, il passaggio dagli specchi alle
Mirrorcam, avvenuto con la quinta serie. La stessa
che sarà protagonista, a lato, della transizione
elettrica. Sempre con un occhio alla sicurezza,
più in basso. Ma con i motori in linea, sotto.
che, quando la concorrenza ne aveva al più due
(una per il motore con Edc e l’altra per il cambio
automatizzato). Poi c’erano i freni a disco con
Ebs che avrebbero dato il via a inniti sviluppi
successivi. Si concretizzeranno a ridosso della
presentazione della seconda serie, l’MP2 del
2002. Con lui debutterà la prima frenata automatica
d’emergenza Aba, e continueranno a evolversi
i motori a V, specie il sei cilindri che sempre
più va a erodere il territorio dell’otto. Nel 2008,
con l’MP3 raggiungerà i 476 Cv, benché costretto
a rispettare le norme Euro 5, dopo che era nato
Euro 2. Ma saranno gli ultimi V6/V8.
Perché nel 2011 arriva l’MP4, tutto nuovo e coi
motori in linea che ha ancora oggi. Oltre all’aerodinamica
attiva e a nuove sospensioni; ulteriori
upgrade dei sistemi elettronici di bordo hanno
portato al debutto del Ppc, ovvero il controllo
predittivo della velocità che vede la strada in anticipo
e cambia marcia di conseguenza, senza
che l’autista faccia nulla: un passo avanti verso
la guida autonoma. Sulla stessa quinta serie debutterà
il primo Actros elettrico, ribattezzato
Urban eTruck, che si tradurrà in produzione con
l’Actros 5 del 2018, quello con le mirrorcam. Di
fatto la cabina che c’è ancora oggi, al più afancata
dalla levigatissima (e discussa) ProCabin,
indossata indifferentemente dall’eActros 600,
come dai suoi fratelli termici.
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10 anni
OSSERVATORIO INTERDISCIPLINARE TRASPORTO ALIMENTI E FARMACI
OSSERVATORIO INTERDISCIPLINARE TRASPORTO ALIMENTI E FARMACI
10 anni
Partner
Media partner
d Vie&Trasporti d
d CiBi d
d Transportonline d
d Technoretail d
d food&tec_ d
d Logistica Management d
Osservatorio dal 2016
Bollettino n.99
giugno 2026
Libro Bianco, presentata al Transpotec l’edizione ‘26
Transpotec ideale cornice per il lancio dell’edizione
2026 del libro bianco ATP. L’analisi
si presenta in un unico volume (quella precedente
era divisa in due, veicoli e trainati),
e ha accolto l’interesse del pubblico e dei
relatori che hanno avuto modo di esaminarlo
in anteprima. Tra questi la rappresentante
del Ministero delle Infrastrutture,
Cristina Qirjaku, che ha commentato la parte
generale dell’opera sottolineando l’interesse
della Motoriz za zione Civile per la ricerca
comune di meccanismi di verica e
controllo, a fronte di un insufcente numero
di ispettori sul territorio. Bruno Cortecci,
che rappresentava Ana e Plastoblok,
anch’egli membro del WP11 dell’Unece, ha
sottolineato la necessità di disporre di informazioni
ancora più accurate, anche se
l’Italia è tra i Paesi più attenti nella raccolta
dei dati. Seguitissimi anche gli interventi di
Irene Cini (Iveco), Marco Bianchi (TN
Service) e Luca Destro (Rolfo Ice), come
anche le ntroduzioni di Clara Ricozzi (OI-
TAF), Sara Quotti Tubi (FdM), Jean Daher
(Asso lo gistica), Giuliano Caselli (Tecnea).
L’asso Rolfo Ice: azoto liquido
Il marchio piemontese in grande spolvero al
Transpotec, grazie alla presentazione di un nuovo
semirimorchio raffreddato ad azoto liquido, una vera
novità. Con Partner come Iveco, McNil e Sol Group,
Rolfo ha avuto buon gioco nel rendere affollato uno
stand, grazie ai tanti operatori curiosi di questa nuova
tecnologia (ma erano in mostra anche un LCV e una
motrice elettrica Iveco). Il sistema CryoSL Truck, ad
azoto liquido, nasce con l’intento di perseguire la
massima sostenibilità, sfruttando le caratteristiche termodinamiche del gas
più diffuso in atmosfera.
Comitato Tecnico Scientico dell’Osservatorio Riccardo Accorsi - Università Alma Mater Studiorum di Bologna; Gerardo Cardone - Futura Servizi Logistici; Giuliano Caselli - Tecnea
Italia; Gérald Cavalier - Groupe Tecnea Cemafroid; Bruno Cortecci - Commissione Onu Unece European Committee for Standardization - ANFIA Sezione Regime di freddo - Plastoblok;
Pasquale D’Anzi - MIT; Giuseppe Antonio D’Errico - SV Noleggio - Petit Forestier; Jean François Daher - Assologistica; Giuseppina della Pepa - Anita; Luca Destro - Rolfo ICE; Fausto
Fedele MIT; Franco Fenoglio - CdA Ferrovie dello Stato Italiane Holding; Enrico Finocchi - Albo Autotrasportatori; Olga Landol - TTS Italia; Antonio Malvestio - Freight Leaders Council;
Riccardo Manzini - Università Alma Mater Studiorum di Bologna; Massimo Marciani - Fit Consulting - Freight Leaders Council; Fabrizio Ossani - Federtrasporti; Massimo Panagia -
Francia Latticini; Massimiliano Perri - IVECO Mercato Italia; Giuseppe Perrotta - Consulente ed esperto in formazione; Cristina Qirjaku - MIT; Gaetano Servedio - MIT; Umberto Torello
- DIF (Distribuzione Italiana Food), Transfrigoroute Italia e TN Torello; Paolo Uggè - Conftrasporto; Fabrizia Vigo - ANFIA.
Del CTS fanno parte anche i componenti del board esecutivo di OITAF Clara Ricozzi Presidente; Lucia Saronni Presidente onorario; Giuseppe Guzzardi Direttore generale; Marco Comelli
Responsabile scientico
Pronte le linee guida per la
cybersecurity nei trasporti
Come abbiamo detto in precedenti edizioni del Bollettino, su
indicazione del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, un Gruppo
di Lavoro coordinato da TTS ha sviluppato il documento “AI e
Cybersecurity nella Mobilità Intelligente”. Obiettivo del documento
è di fornire linee guida sul ruolo dell’Intelligenza Articiale (AI) nella
mobilità moderna e le sue intersezioni con la cybersecurity. La
necessità di un simile impegno viene in prima istanza dalla
crescente diffusione di veicoli connessi, infrastrutture intelligenti e
piattaforme digitali di trasporto. Tutto ciò porta a una espansione
esponenziale della supercie d’attacco del settore nel suo insieme
e dei singoli settori.
OITAF ha contribuito al documento con una sintesi della
situazione delle connessioni e della relativa sicurezza del settore
della logistica alimentare, uno dei diversi casi verticali di studio
illustrati dal Gruppo di Lavoro. Un secondo contributo ha
interessato la sezione sulle raccomandazioni dove, su insistenza
OITAF, è stata inserita l’invito alle istituzioni nazionali di farsi
parte proponente a livello europeo per una profonda revisione dl
processo di omologazione dei veicoli e dei componenti della
mobilità.
Asset glaciale
Al Transpotec di Milano,
Assologistica ha riunito i
protagonisti della liera del freddo
per sollecitare il Governo a
riconoscere il comparto come
infrastruttura strategica nazionale.
Il settore, vitale per la sicurezza
dell’agroalimentare e del
farmaceutico, vale oggi 7,8
miliardi di dollari ma deve
affrontare sde strutturali urgenti.
Il presidente Paolo Guidi e il
delegato Luca Quaresima hanno
evidenziato come i costi energetici
incidano no al 40% sulla
gestione, rendendo indispensabili
tutele mirate per le imprese
energivore. Oltre alla pressione
economica, pesano l’assenza di
norme speciche per il lavoro a
basse temperature, le difcoltà
della transizione ecologica legata
ai nuovi gas refrigeranti e la
cronica carenza di tecnici
specializzati.
BRT accelera
Nei primi quattro mesi del 2026,
BRT Fresh ha raddoppiato il
fatturato nel trasporto di
alimenti freschi (0-4°C). La
Lombardia è l’area più
strategica, coprendo no al 35%
della domanda nazionale, con
Milano polo centrale per B2C e
ristorazione. Il servizio prevede
200mila spedizioni annue,
puntando su flessibilità oraria e
sicurezza HACCP.
Fondamentale l’impegno
sostenibile del gruppo Geopost,
che utilizza flotte elettriche nei
centri storici per ridurre
l’impatto ambientale.
Benvenuto a Gaetano Servedio
OITAF ringrazia il Direttore
Generale della
Motorizzazione, ing.
Servedio, per aver accettato
di far parte del Comitato
Tecnico Scientico. La sua
riconosciuta competenza,
oltre all’esperienza maturata
nelle Regioni del Sud Italia,
dove la logistica dell’agroalimentare
riveste primaria importanza,
garantirà un fattivo contributo ai
lavori del Comitato.
Pubblicato il Censimento
Nazionale delle Emissioni
È un lavoro che ogni
anno impegna gran
parte dello staff di
Ispra-Ambiente, che
è responsabile della
predisposizione e
dell’aggiornamento
annuale
dell’inventario
nazionale delle
emissioni in
atmosfera (gas a
effetto serra e degli altri inquinanti
atmosferici), attraverso la raccolta,
l’elaborazione e la diffusione dei dati.
Tra le diverse sostanze vi sono i gas
refrigeranti, gli F-GAS. OITAF ha
collaborato con ISPRA-Ambiente in
modalità consultiva per quanto
riguarda le possibili fonti di fuga di gas
nell’atmosfera nel corso del ciclo di
vita di un gruppo frigorifero.
Naturalmente la stima della
percentuale di perdita, che sembra
quanticabile in media attorno all’8%
della carica, ha senso nel calcolo del
potenziale climalterante degli F-Gas in
mobilità se le stime sul consumo
primario sono afdabili. Da questo
punto di vista ci preme alzare un
avvertimento. Secondo i dati ISPRA,
nel 2024, ultimo anno disponibile, il
consumo di tutti gli F-GAS fluorurati
HFC è risultato pari a 177,2 tonnellate,
contro le 620 tonnellate dell’anno
precedente. Un dato anomalo perché è
il più basso dal 1998. Il problema è
che non è cambiato nulla nel mercato
del trasporto refrigerato, da un punto
di vista operativo e tecnico. Non sono
stati introdotti i refrigeranti “naturali”,
né le alternative sintetiche (a base
olene), e i sistemi alternativi come
l’azoto liquido hanno una presenza
ancora marginale. Qualcosa sta
succedendo, e OITAF approfondirà la
questione.
Patrocini
GRUPPO FEDERTRASPORTI
38 - 05 2026 www.vietrasporti-
oitaf.com
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Segreteria scientica
Marco Comelli
Cell. 347 8365191
segretariogenerale@oitaf.com
Segreteria operativa
Ornella Oldani
Via Conca del Naviglio, 37
20123 Milano
Tel. 02 89421350
segreteria@oitaf.com
Segreteria organizzativa eventi
Giovanna Thorausch
Tel. 02 89421350
gthorausch@accola.it
05 2026 - 39
OSSERVATORIO INTERDISCIPLINARE TRASPORTO ALIMENTI E FARMACI
OSSERVATORIO INTERDISCIPLINARE TRASPORTO ALIMENTI E FARMACI
ATP, ECCO LE ELABORAZIONI OITAF
gennaio
aprile
Un aprile in linea con i mesi precedenti: ecco cosa raccontano i numeri
delle immatricolazioni ATP elaborati dal CED OITAF
IMMATRICOLAZIONI GENNAIO - APRILE 2026
TOTALE
4 MESI
2.185
ANDAMENTO MENSILE
33
106
312
INDICE OITAF (1/26=100)
Si allarga lo spread
nel confronto mese
su mese. Sebbene
leggermente in
flessione, aprile
2026 “tiene”
rispetto al 2025
42
142
376
22
135
433
100
GENNAIO
LCV
Leggeri
1.563
M-HCV
Medi e pesanti
488
SR-R
Rimorchi e
Semirimorchi
134
71,5% 22,3% 6,1%
37
105
442
Gennaio Febbraio Marzo Aprile
■ LCV
■ M-HC
■ SR-R
GENNAIO-APRILE 2026
Il trasporto professionale (conto proprio)
guadagna in aprile due punti rispetto
al primo trimestre 2026
CONTO
TERZI
60,5%
124,2
FEBBRAIO
CONTO
PROPRIO
39,5%
130,8
MARZO 129,5
APRILE
IMMATRICOLAZIONI LE REGIONI PIÙ ATTIVE
Lombardia 61
Lazio 40
Piemonte 33
Il Veneto si conferma la regione più frizzante per l’ATP, dopo l’egemonia della Lombardia in gennaiofebbraio.
Tiene bene il Lazio, ecco l’Emilia Romagna.
Lombardia 32
Veneto 14
Toscana 8
Tra i medi regionali è ancora il distretto distributivo della Lombardia a essere il più vivace, ma anche in questo caso il Veneto si mostra
dinamico verso le nuove immatricolazioni
Lombardia 8
Sicilia 5
Piemonte 4
TOP BRAND PER CATEGORIA APRILE 2026
41
LCV
Lazio 65
Lombardia 61
Veneto 47
Lombardia 66
Veneto 14
Piemonte 13
Emilia Romagna 14
Lombardia 10
Campania 7
Veneto 60
Lazio 47
Lombardia 47
Gennaio Febbraio Marzo
Lombardia 36
Veneto 23
Emilia Romagna 14
Gennaio Febbraio Marzo
Emilia Romagna 5
Lazio 4
Lombardia 4
Gennaio Febbraio Marzo
LCV
M-HCV
SR-R
Qui, nei veicoli votati al lungo raggio, si nota un sensibile spostamento di baricentro, Sicilia e Campania infatti arretrano.
In pratica, i rimorchiati si allineano al resto del mercato
211
52
12
45
17
2
Veneto 76
Emilia Romagna 66
Lazio 52
Aprile
Lombardia 16
Veneto 15
Toscana 11
Aprile
Emilia Romagna 16
Lombardia 9
Veneto/Piemonte 2
Aprile
14 N. D.
17
RIMORCHIATI
2026
2025
100
GENNAIO
96,1
FEBBRAIO
108,6
MARZO
100,9
APRILE
40 -06 2026 LCV= veicoli commerciali con peso totale a terra no a 3,5t | M-HCV= veicoli medi e pesanti con peso totale a terra sopra le 3,5t | R= Rimorchi | SR= Semirimorchi
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M-HCV
06 2026 -41
Intervista
Il costruttore piacentino si presenta
ufcialmente al Samoter dopo
l’acquisizione da parte di Leonardo.
L’AD Claudio Catalano racconta
quali saranno i prossimi passi
di Danilo Senna
Al Samoter di Verona, l’Astra era l’unico costruttore
di camion (insieme a Isuzu) a
presenziare in prima persona e non attraverso
i concessionari, come hanno fatto tutti gli
altri brand. In pratica è stata per lei la prima uscita
ufciale in un Salone internazionale da che
è stata scorporata dall’Iveco e ceduta, insieme
alla divisione Defence, a Leonardo, azienda nazionale
attiva nei settori aerospazio, difesa e sicurezza.
Ne abbiamo approttato per fare due
chiacchere con il suo Amministratore Delegato,
Claudio Catalano.
Con che curriculum arriva a capo della
Anonima Sarda Trasporti, cioè Astra?
«Sono ingegnere aeronautico, ma ho da sempre
a che fare con veicoli… molto terrestri. A metà
anni Novanta sono al Centro Ricerche Fiat, impegnato
allo sviluppo del common rail. Dal 2001
al 2007 passo già all’Iveco-Astra per occuparmi
del testing di tutte le gamme, prima di diventare
ingegnere capo dei dumper. Finché non vengo
dirottato alla Magirus: prima a Brescia con il compito
di riprogettare il Dragon (no ad allora su
base Fresia), poi a Ulm dove si fanno allestimenti
antincendio per tutta Europa, e non solo. Lì gestisco
i grandi tender internazionali, compito assai
impegnativo, quanto formativo e utile al presente.
Però il mio cuore batte per i progetti che
includono un motore, piuttosto che piazzare autoscale,
cisterne e pompe su veicoli fatti da altri.
Così nel 2011 accetto di rientrare in patria,
all’Iveco Defence Vehicle di Bolzano: da responsabile
dell’area commerciale metto a frutto l’esperienza
tedesca, poi torno alla progettazione dal
2013 al 2018, acquisendo esperienza sui ‘minati’
capitolati militari, no a diventarne l’amministratore
delegato nel 2019. Due anni dopo, il ritorno
a Piacenza, allorché Iveco riorganizza le sue business
unit, accorpandola a IDV».
Un ritorno all’Astra dopo un lungo giro,
ma il passaggio da un’azienda privata
a una partecipata statale com’è?
«In Astra vogliamo continuare a fare quello che
sappiamo fare meglio cioè veicoli molto speciali,
che siano civili o militari, a prescindere da chi
comanda. Gli uni e gli altri devono stare insieme
per comunione di interessi e componenti. Che
IDV nisse sotto il controllo di Leonardo era naturale,
che si portasse dietro Astra una logica.
Ci sono soluzioni condivise e la stessa cultura
fra un veicolo tattico e un mezzo d’opera super
heavy duty. Per esempio, un assale anteriore da
12 tonnellate deve reggere un blocco di marmo
sulle discese delle cave di Carrara al pari delle
tre tonnellate di una cabina blindata. Noi dobbiamo
guardare alla nicchia che gli altri costruttori
trascurano perché concentrati sui grandi volumi.
All’Astra non puntiamo ai 10mila pezzi
l’anno che non potremmo sicamente produrre,
preferiamo puntare ai 5mila che non fanno loro».
Necessaria la simbiosi fra i ‘camion
con la divisa’ e senza, altrimenti non ci
sarebbe possibilità di sviluppo. O no?
«Sono due parti che vivono bene se stanno assieme.
Il militare attinge dal civile: nasce da una
piattaforma tecnico-logistica comune, ma va
poi va avanti per conto suo. Negli stabilimenti
di Bolzano e Piacenza, col supporto di quello di
Vittorio Veneto (in provincia di Treviso, ex fabbrica
di telai Iveco Bus), produciamo oggi 4500
veicoli all’anno. Poi ci occupiamo anche della
vendita di mezzi militari basati su autotelai cabinati
Iveco, customizzati da noi con adattamenti
della struttura o dei gruppi appesi, facciamo modiche
agli impianti elettrici (prese Nato) o montiamo
serbatoi con spugne antideflagrazione.
Oggi, a Piacenza, nella sede Astra sono tornate
a lavorare 700 persone e stanno ancora crescendo:
dai 700 veicoli che si facevano quattro anni
fa siamo adesso a 1.200. E, logisticamente parlando,
il sito emiliano è certamente avvantaggiato
rispetto a Bolzano, oltre a offrire più facilmente
manodopera specializzata. ».
Quando Leonardo si chiamava
Finmeccanica aveva in pancia la
Bredamenarinibus che utilizzava motori
stranieri. Può essere che Astra
monti gruppi ‘non nazionali’?
«Oggi il partner per motori e cabine è Iveco. Non
ci sono ragioni per cambiare, né sarebbe sensato
per il know-how acquisito nora, men che meno
per l’assistenza. Peraltro, oggi i concessionari
Iveco conoscono bene e lavorano sugli Astra,
magari con una linea separata, ma con molti ricambi
in comune. Tuttavia non ci sono divieti o
clausole ostative per una scelta diversa in futuro,
qualora ne sentissimo davvero la necessità.
Peraltro il percorso di Iveco, passato nelle mani
degli indiani di Tata potrebbe essere un’opportunità
per noi: più andiamo lontani da casa, più deve
essere speciale il veicolo. È questo il territorio
commerciale di Astra, per clienti che hanno esigenze
non negoziabili e che possono farsi pagare
abbastanza da acquistare un mezzo iper specializzato
come i nostri. Per esempio, c’è un cliente
in Indonesia che ha una miniera d’oro e deve
tirare il collo ai camion ogni giorno: per lui 15 minuti
risparmiati in ogni viaggio valgono tanto. E
danno valore ai nostri mezzi speciali che seguono
logiche diverse da quelle della produzione di massa.
La gamma? Confermata, vogliamo crescere
sugli eccezionali e proporre gli Hdx anche all’export
più estremo (che sono poi i veicoli esposti
al Samoter), facendo però attenzione a dove li si
va a impiegare: troppa elettronica non va bene
nei Paesi in via di sviluppo, meglio un modello
magari più ‘ignorante’ ma più facile da riparare».
In apertura, sullo stand
veronese un colorato
Hdx 8457 celebrava gli
ottant’anni del marchio
Astra. A anco l’AD,
Claudio Catalano, che è
tornato a Piacenza dopo
che ci si era ‘fatto le
ossa’ dal 2001 al 2007.
Qui sopra, il trattore
8857, un 8x8 per
trasporti eccezionali,
un settore dove Astra
intende guadagnare
terreno.
42 - 06 2026
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06 2026 - 43
Indagini
Indagini
DealerSTAT 2026
Che soddisfazione!
Lo studio di Quintegia che raccoglie il punto di vista dei concessionari
su diverse aree gestionali premia, ancora una volta, Ford Pro. Guardando,
invece, al complesso cresce la valutazione media ma rimane molto da fare
di Tizana Altieri
Eil quarto vien da sé. Anche nel 2026, per
il quarto anno consecutivo appunto, sono
i concessionari LCV di Ford, i più soddisfatti
del rapporto di mandato con la loro Casa
madre. Lo rivela la DealerStat LCV, l’indagine
realizzata da Quintegia e presentata, come ogni
anno, nella cornice di Automotive Dealer Day,
il principale evento B2B europeo dedicato alla
mobilità. Ford Pro ha guadagnato un punteggio
pari a 3,80 (in una scala di valutazione da 1 a 5
dove 1 indica poca soddisfazione e 5 massima
3,71
soddisfazione), di pochissimo inferiore al 3,81
del 2025. A completare il podio anche quest’anno
Mercedes-Benz con un 3,71 – punteggio
leggermente inferiore al 2025, pari a 3,87 - e
Toyota che raggiunge un 3,63 dal 3,60.
La rilevazione è stata effettuata tra il 2 marzo
e il 3 aprile. Sono stati coinvolti 11 marchi (oltre
ai tre citati, Citroën, Fiat, Iveco, Nissan, Opel,
Peugeot, Renault e Volkswagen) in rappresentanza
del 61 per cento dei dealer italiani. Il questionario,
composto da oltre 50 domande, mo-
3,80
3,63
Nella foto a sinistra Fabrizio Bambina, Direttore
Veicoli Commerciali Ford Italia, riceve il premio
da Guglielmo Zangoni, Sales Dealer & Industry
Account Quintegia, nella cornice di Automotive
Dealer Day. Nel graco le valutazioni medie
espresse dai dealer di LCV sulle diverse aree
gestionali negli ultimi 6 anni. Relazione e
prodotto si confermano le più apprezzate dalla
rete. Sui sistemi di incentivazione è stato
introdotto un nuovo quesito.
nitora la soddisfazione dei concessionari di veicoli
commerciali no a 3.500 kg nelle principali
aree di business.
Ford Pro è risultata al vertice nel marketing nazionale
sul nuovo, nel management vendita e
post-vendita e nel servizio ricambi. L’aspetto
più apprezzato dai dealer della Casa americana
è l’efcacia del ruolo del personale di zona vendite.
«Essere eletti miglior marchio di Veicoli
Commerciali per il 4° anno consecutivo – ha
dichiarato Fabrizio Bambina, Direttore Veicoli
Commerciali di Ford Italia - conferma la validità
della strategia Ford Pro. Un successo che, con
11 anni di leadership europea, premia la lungimiranza
della nostra rete. Insieme ai nostri partner,
continueremo a guidare l’evoluzione della
mobilità, garantendo business sostenibili e soluzioni
innovative per la produttività dei clienti».
La media Italia è pari a 3,12, in leggera crescita
sull’anno precedente.
Molte aree sotto la sufcienza
Nel graco a anco sono riportati i risultati per
area gestionale, rilevati a livello medio. Si nota
una certa stabilità rispetto al 2025: 12 aree indagate
su 15 non presentano trend rilevanti, 2
– management vendita e relazione – sono in
crescita. Difcile fare un confronto sui sistemi
di incentivazione visto che è stato modicato
il quesito. Da segnalare la mancanza di indicatori
con un trend negativo.
Anche nel 2026 relazione e prodotto sono le
aree più apprezzate dai dealer. La valutazione
media supera la sufcienza con, rispettivamente,
un 3,61 e un 3,46. Intorno al ‘sei’, invece, management
vendita, standard, sistemi di incentivazione
(area, però, dove si registra il miglior
progresso sull’anno precedente), training, servizi
aggiuntivi, e reddittività. Inne, non superano
la prova dei concessionari management post
vendita, margini della casa, sistemi informatici,
marketing nazionale sul nuovo (voce con il dato
peggiorativo più alto), servizio ricambi, business
usato e marketing locale sul nuovo. Insomma,
ampi i margini di miglioramento.
Passando al mondo auto, Bmw si è aggiudicata
il primo gradino del podio con un punteggio pari
a 4,32. Completano la top tre Toyota e Honda
con, rispettivamente, un 4,11 e un 4,08. La media
Italia è pari a 3,40. Cupra ha, invece, vinto il premio
come miglior brand nelle vendite business.
Relazione
Prodotto
Management vendite
Standard
Sistemi di
incentivazione
Training
Servizi aggiuntivi
Redditività
Management
post-vendita
Margini della Casa
Sistemi informatici
(supporto digitali)
Marketing nazionale
sul nuovo
Servizi ricambi
Business Usato
Marketing locale
sul nuovo
Valutazione
complessiva
I risultati della DealerSTAT per area gestionale
(anni 2021-2026)
-
3,61
3,51
3,37
3,12
3,24
3,34
3,46
3,48
3,47
3,40
3,49
3,66
3,2
3,1
3,15
2,92
3,09
3,32
3,18
3,26
3,21
3,14
3,08
3,14
3,02
2,94
2,78
2,97
3,17
3,12
3,05
3,04
2,98
3,06
3,23
3,08
3,04
2,95
2,98
3,09
3,26
3,07
3,05
3,00
2,99
2,95
3,03
2,92
2,87
2,93
2,87
2,90
3,0
2,89
2,86
2,85
2,78
2,67
2,77
2,89
2,85
2,68
2,70
2,77
3,10
2,88
2,92
2,91
2,80
2,90
3,13
2,73
2,72
2,61
2,98
2,95
3,10
2,62
2,64
2,70
2,64
2,69
2,74
2,58
2,59
2,49
2,52
2,60
2,79
3,12
3,1
3,05
2,95
3,05
3,24
Fonte: DealerStat 2026
LEGENDA
n 2026
n 2025
n 2024
n 2023
n 2022
n 2021
44 - 06 2026
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Allestimenti
Allestimenti
Toyota allestiti by Focaccia
Piadina al sushi
Nascono in Romagna gli abiti su misura di chi lavora coi furgoni
del marchio giapponese. Dal coibentato al refrigerato, dal furgonato
al ribaltabile e molto altro, tutti disponibili dal concessionario
A sinistra, il Proace
con rivestimento
interno a norme
Haccp, utilissimo per
il trasporto di materie
deperibili come cibo,
piante e ori. Sotto,
due proposte per il
Proace Max: quello
con furgonatura sarà
disponibile dal 2027.
Da subito sono,
invece, ordinabili
Proace City e Proace.
Non solo Toyota. Aperti a tutti
Nei capannoni di Focaccia, a Cervia, era in fase di consegna anche
un lotto di Fiat Ducato destinati alla Polizia Penitenziaria. Fanno
parte di una commessa di 200 pezzi, aggiudicata nel 2024, che segue
una gara di quattro anni prima, ma per ‘soli’ 150 mezzi analoghi.
Sul furgone lamierato che arriva dalla fabbrica di Atessa (CH), l’allestitore
romagnolo provvede a rendere comodamente abitabile
la zona centrale dietro alla paratia per i sorveglianti, mentre la parte
posteriore è quella riservata alla cella di sicurezza che deve essere
ovviamente realizzata in materiali antiurto, robusti e facilmente
igienizzabili, oltre che climatizzata separatamente per il trasporto
dei detenuti. Solo la certificazione per poter partecipare a questo
tipo di tender è uno scoglio difficile da superare e costituisce un
vanto per Focaccia Group. A dimostrazione
della pluralità della sua clientela,
l’allestitore romagnolo si è fatto vedere
all’ultimo Transpotec condividendo lo
stand con la Kia. Lì ha mostrato varie
trasformazioni sulla base del neonato
Pv5, fra le quali il suo cavallo di battaglia,
cioè la rampa posteriore per l’imbarco
della carrozzella.
di Danilo Senna
Sempre più spesso chi usa un furgone
non si accontenta del lamierato o del
cabinato di fabbrica, ma cerca qualcosa
di più completo che possa agevolarlo nel suo
lavoro quotidiano. Le Case lo hanno capito e
stanno cominciando a mettere a listino varianti
già allestite ‘chiavi in mano’ dei loro modelli
più richiesti, cosa che, fra l’altro, velocizza enormemente
la messa in strada del veicolo commerciale
finito.
Non fa eccezione la Toyota che, sebbene non
faccia altro che riproporre con il proprio marchio
dei veicoli di matrice Stellantis, si sta mettendo
particolarmente in luce nel ranking dei
commerciali. Non a caso nel 2025 ne ha vendute
in Italia 8.600 unità, con uno share del 4,6
per cento. Oltretutto questa quota contiene
anche gli M1 omologati automobili, perché se
ci si limita agli autocarri N1, Toyota entra addirittura
nei primi cinque in classifica, permettendosi
il lusso di sorpassare i suoi stessi fornitori
di macchine (che sono Fiat e PSA).
L’afdabilità cerca Focaccia
Forse centra anche la reputazione del brand
giapponese, noto da noi soprattutto per l’afdabilità.
C’è di sicuro l’ambizione di crescere
fra i commerciali, tanto che l’obiettivo per
quest’anno è di 10mila pezzi. Un mercato che
per un terzo li vuole allestiti. Molti di questi sono
personalizzati in maniera specica, ma almeno
la metà sono rivestiti a norme Haccp (quelle
obbligatorie per il food e i deperibili) o refrigerati,
arredati come ofcine mobili o pannellature varie,
con cassoni ribaltabili o furgonati. È qui che
entra in gioco Focaccia Group di Cervia (RA),
azienda con oltre 70 anni di storia, nota in Italia
e non solo per le trasformazioni dedicate ai diversamente
abili o grandi tender per le amministrazioni
pubbliche (si veda box qui a lato).
Oggi la realtà romagnola e cresciuta parecchio,
al punto di utilizzare un secondo stabilimento
a Chiavasso, in provincia di Torino (ex-Lancia
e Maggiora) per terminare le 6.000 trasformazioni
all’anno che rappresentano il suo potenziale.
Nel caso di Toyota le basi di partenza
sono il minifurgone Proace City (gemello di
Berlingo&company), il Proace (alias Jumpy,
Scudo, ecc) e l’ultimo arrivato il Proace Max
(ovvero Ducato e i suoi cloni franco-tedeschi),
a preferenza crescente da parte dei clienti: rispettivamente
18, 26 e 56 per cento.
Cominciando dal più richiesto, Toyota sarà in
grado di offrirlo come chassis, cassone sso,
ribaltabile mono o trilaterale. Per i van di taglia
media e piccola, invece, la parte più importante
della produzione si concentrerà sui sistemi d’imbarco
della carrozzella, con modiche alla parte
posteriore del veicolo. Ma anche il rivestimento
interno a norma Haccp, oppure i refrigerati con
gruppo esterno o, ancora, le ofcine mobili e
altro ancora by Focaccia. Fra le proposte speciali,
anche il Proace Max senza paratia per consegne
porta-a-porta oppure in versione ‘promiscua’
con doppia la di sedili e vano di carico
posteriore (soluzione che la fabbrica Sevel Sud
di Atessa non fa più). Toyota, ovviamente, non
si limiterà alla vendita nei suoi autosaloni dei
veicoli allestiti, ma ne risponde come se fossero
suoi al 100 per cento, offrendo perciò assistenza,
nanziamento e ritiro usato. Mentre per il
noleggio captive entra in gioco la sua emanazione
Kinto, con rate a partire da 299 euro per
un minivan Haccp, 399 per il medio e 499 per
il grande sempre con il medesimo allestimento.
Sono già ordinabili i Proace City e Proace rivestiti
e refrigerati, mentre per i Proace Max furgonati
e cassonati si dovrà attendere il 2027.
Nell’altra pagina,
in basso, il Proace
refrigerato Zanotti
ha come sfondo
il resto della gamma
allestita per Toyota.
Qui sopra, invece,
i Fiat Ducato per
il trasporto detenuti
e, più in alto, il Kia
Pv5 con rampa
posteriore.
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06 2026 - 47
Tecnica
Tecnica
Egr contro Scr
Lotta continua
Nella diatriba fra riciclo e additivo c’è
stato un gran rimescolamento di opinioni.
Ripercorriamone la storia no all’attualità
di Danilo Senna
Partiamo dalle norme antinquinamento
che hanno interessato i motori termici
nell’ultimo quarto di secolo. Per i diesel
da camion il problema nasce dagli ossidi di azoto,
NOx, che si formano in camera di combustione
a causa di alte temperature e pressioni.
Come contenerli? Con una controllata reimmissione
dei gas precedentemente raffreddati, il
cosiddetto Egr; oppure scomponendoli nell’impianto
di scarico utilizzando un additivo in un
catalizzatore selettivo, cioè l’Scr. Due partiti in
contrapposizione, come in Parlamento e, proprio
come dovrebbe accadere lì, oltre che litigare,
a volte gli tocca collaborare.
Fino al 2003 non ce n’è stato bisogno: è con
l’Euro 4 che Scr ed Egr sono balzati agli onori
della cronaca, anche se alla Man con il ricircolo
raffreddato ci trafcavano addirittura in vista
della transizione da Euro 2 a 3. Erano loro, con
quelli della Scania, i principali sostenitori del ricircolo,
mentre Volvo offriva la doppia opzione
su alcune tarature dell’appena varato D13.
Invece, da subito a favore l’Scr ci si è messa
Mercedes-Benz, poi seguita da Iveco e quindi
Daf, con Renault Trucks che avrebbe da lì in poi
obbedito alla capogruppo svedese sulla via del
catalizzatore selettivo. Soluzione più pratica (a
parte qualche rogna iniziale di cristallizzazione):
si lascia libero il motore di produrre ciò che vuole,
per poi ripulirlo nella marmitta. Peccato che
per farlo serva un additivo, quello che oggi tutti
chiamano AdBlue ma che in realtà sono sali di
ammoniaca disciolti in acqua distillata. È proprio
l’idea di evitare un doppio rifornimento che
ha motivato i fautori dell’Egr, pur se per compensare
il ‘soffocamento’ dei motori, causato
dal riprocessamento dei gas combusti, si son
dovuti inventare sovralimentazioni multiple e
turbine a geometria variabile Vgt.
Da antagonisti a conviventi
Il percorso per gli ingegneri si è fatto più stretto
con l’Euro 5. A quel punto a chi aveva puntato
sull’Scr è bastato sostanzialmente aumentare
il dosaggio dell’AdBlue per rientrarvi, mentre i
fan dell’Egr han dovuto alzare bandiera bianca,
almeno al salire di pesi e potenze.
La Man ha nito per relegarlo ai camion medi
e agli autobus, così è rimasta solo la Scania a
vantarsi dell’etichetta ‘diesel-only’ per i suoi pesanti
coi motori in linea (mai sui V8). È chiaro
che tutti i motoristi da lì in poi devono lavorare
su entrambi i fronti per prepararsi alle normative
future.
Ecco che si prola la doppia strategia, ovvero
una sorta di bicamerale per tornare al paragone
politico, dove Scr ed Egr devono collaborare per
rientrare nell’imminente Euro 6. Ci arriva per prima
proprio Scania, abbinando i due sistemi. E
lo farà subito dopo Mercedes-Benz, idem Daf.
Insomma, tutti; tranne Iveco che punta sul sistema
Hi-Scr: un evoluto dosaggio di AdBlue
nello scarico per la certicazione Euro 6 solo
col catalizzatore selettivo e niente ricircolo. In
realtà ci stava lavorando anche Scania a un ‘Scronly’:
partì col 410, ma poi l’avrebbe esteso a
tutta la gamma. Il tempo di capire che aria tirava
dentro ai motori, ed ecco che la stessa Iveco,
su alcune potenze di punta, un pizzico di Egr
se lo concede, rimettendo tutto in gioco.
Tuttavia il mix con l’Scr rimane il partito di maggioranza,
soluzione che va bene per ogni motore,
utilizzo e peso complessivo. Oltretutto,
come insegnerà presto la Scania anche alla
sua parente Man, un motore libero di respirare
solo aria fresca e incombusta può accontentarsi
di una semplice turbina a geometria ssa:
meno pezzi, meno problemi.
Tant’è che l’Egr, anche quando c’è, viene ridotto
in percentuale, così come tornano a salire
i rapporti di compressione a beneficio del rendimento
termodinamico. Il rovescio della medaglia
è un fabbisogno di AdBlue sempre
maggiore e ormai vicino al 10 per cento sul
gasolio. La fotografia di oggi vede ricorrere
anche al ricircolo i gruppi Paccar (Daf,
Kenworth e Peterbilt) e Daimler (Mercedes-
Benz e Freightliner), Ford Otoyol e Volvo
Trucks (inclusa Renault, Mack e White); all’opposizione,
con solamente l’Scr, contrastano
Iveco e Traton (Man, Scania, Hino, Navistar e
VW Brasile). Singolare come i primi fautori
dell’Egr, cioè Man e Scania, siano passati all’opposizione.
In apertura, il primo
Euro 6 ad apparire su
strada fu uno Scania.
Fino allo step
precedente il suo
motore in linea
riusciva a rispettare
le norme solo con un
Egr raffreddato, prima
in uno scambiatore
ad acqua, poi in uno
ad aria (qui sopra).
Lo stesso facevano
i Man, ma solo no
a Euro 4, dopo anche
loro hanno capitolato
all’Scr (schema
nell’altra pagina).
E così compare
il serbatoio
dell’AdBlue.
Catalizzatore selettivo Scr
NO + NO 2 + NH 3 -> N 2 + H 2 O
Convertitore (ltro) ammoniaca
NH 3 + O 2 -> N 2 + H 2 O
Ingresso gas di scarico
in arrivo dal motore
Filtro particolato
C + NO 2 -> CO 2 + NO
Catalizzatore ossidante
NO -> NO 2
Iniezione di AdBlue e idrolisi
separazione di NH 3 dall’acqua
48 - 06 2026
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06 2026 - 49
Associazioni&Dintorni
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Serve trasparenza
La legalità negli appalti rappresenta una sda decisiva per la logistica.
Se non si applicano scrupolosamente le regole e i controlli non
sono efcaci si penalizzano le imprese e si indebolisce il mercato
Cambio di passo
Cronaca dal Fiap Logistic Village 2026, in scena al Transpotec
di Milano. Interministerialità, nuovi interlocutori e un hub di dialogo: così
il settore modica il suo approccio a benecio di tutti gli stakeholder
a cura di Carlotta Caponi, Segretario Generale Fai
Nel settore della logistica e dell’autotrasporto,
la legalità negli appalti non è un
tema teorico. È ciò che determina ogni
giorno la qualità della concorrenza, la sostenibilità
delle imprese e la tutela del lavoro.
L’appalto è uno strumento essenziale della logistica
moderna: consente organizzazione, specializzazione
e flessibilità operativa. Il problema nasce
quando viene utilizzato per comprimere articialmente
il costo del lavoro, trasformandosi di fatto
in una somministrazione illecita di manodopera.
La distinzione tra appalto genuino e pratica elusiva
non è soltanto giuridica: è il conne tra mercato sano e dumping
contrattuale. Quando vengono meno autonomia organizzativa,
rischio d’impresa e reale gestione del servizio, si
producono effetti concreti: riduzione dei diritti, minore qualità,
meno sicurezza e penalizzazione delle aziende corrette.
Le conseguenze di questa organizzazione
Nel comparto logistico la liera è spesso lunga e frammentata,
caratterizzata da appalti e subappalti che rendono
difcile individuare responsabilità e controlli. In questo
contesto proliferano fenomeni di dumping sociale, evasione
contributiva e lavoro irregolare.
Per questo il recente rinnovo del CCNL Trasporto e
Logistica ha rafforzato il presidio sugli appalti attraverso
il nuovo articolo 42. Tra le principali novità gurano requisiti
più stringenti per le imprese afdatarie, obbligo di applicazione
del contratto collettivo di settore, limitazioni al subappalto,
tutela occupazionale nei cambi di appalto e maggiori
strumenti di verica e controllo.
Si tratta di un passo importante verso un sistema più trasparente
e sostenibile. Tuttavia, permangono criticità rilevanti:
subappalti mascherati, utilizzo di contratti non rappresentativi,
dumping salariale e mancata applicazione
delle clausole sociali.
A questo si aggiunge un tema nuovo: il ruolo delle tecnologie
e delle piattaforme digitali nella gestione del lavoro.
Algoritmi e sistemi di tracciamento incidono sempre più
sull’organizzazione operativa e rischiano, in alcuni casi, di
svuotare l’autonomia dell’impresa appaltatrice. Il rischio
è spostare l’irregolarità dal contratto al software.
La vera questione oggi è una sola: rispettare le regole deve
tornare a essere conveniente. Troppe imprese corrette si
trovano infatti a competere con operatori che abbassano
articialmente i costi aggirando norme e contratti.
Per affrontare il problema serve una cornice legislativa più
forte. In questo quadro assume particolare importanza
la riattivazione della Consulta Generale
per l’Autotrasporto e la Logistica, organismo che
in passato ha svolto un ruolo strategico di analisi,
confronto e proposta normativa. La Consulta potrebbe
tornare a essere il luogo stabile di coordinamento
tra istituzioni, imprese e rappresentanze
sociali, capace di monitorare le trasformazioni
del mercato e individuare strumenti condivisi per
contrastare irregolarità e dumping. In un settore
sempre più complesso, frammentato e tecnologico,
ricostruire una governance unitaria della -
liera è ormai indispensabile.
Fai da anni sostiene la necessità di una maggiore
trasparenza nel sistema degli appalti e di regole in grado
di tutelare le imprese sane. La federazione chiede da tempo
controlli più efcaci lungo tutta la liera, responsabilizzazione
dei committenti e valorizzazione dei contratti collettivi
realmente rappresentativi, per impedire che la competizione
si giochi esclusivamente sul costo del lavoro.
Accanto alla governance, servono inoltre sistemi di quali-
cazione delle imprese - una sorta di ‘patente di legalità’ -
che certichino il rispetto delle norme contributive, scali
e contrattuali.
La logistica è un’infrastruttura strategica del Paese. Ma
senza trasparenza, controlli efcaci e regole realmente applicate,
il rischio è indebolire il mercato, penalizzare le imprese
sane e scaricare i costi sui lavoratori.
di Alessandro Peron, Segretario Generale FIAP
C’è una domanda che chi opera nel trasporto
e nella logistica conosce bene,
anche se raramente la pronuncia ad alta
voce: quante volte si è stati a un convegno di
settore con la sensazione di essere sempre tra
gli stessi? Gli stessi relatori, le stesse facce, le
stesse analisi - competenti, spesso condivisibili,
ma già sentite. È la trappola di ogni settore che
si organizza: finisce per parlare a sé stesso, tra
addetti ai lavori che si confermano a vicenda
quello che già sanno.
Il Fiap Logistic Village 2026 - svoltosi dal 13 al 16
maggio alla Fiera Milano Rho all'interno di Transpotec
Logitec - è stato costruito per andare oltre questo schema.
Non per fare qualcosa di diverso a tutti i costi, ma perché
trasporto e logistica avevano bisogno di un luogo diverso.
Un luogo dove si sedessero nalmente allo stesso tavolo
chi i servizi logistici li eroga, chi li compra e chi le regole le
scrive. Oltre la metà dei quasi 80 relatori dei nostri 18 panel
non aveva mai partecipato a un evento dedicato al trasporto
e alla logistica. Imprenditori industriali, responsabili supply
chain di grandi gruppi, rappresentanti dell'agroalimentare,
della grande distribuzione, delle PMI. Qualcuno, alla
ne dei lavori, lo ha ammesso: non sapeva. Solo lì aveva
capito davvero quanto questo settore lo riguardasse.
Tra i risultati più signicativi c'è stato il riconoscimento formale
dell'interministerialità del comparto. Da anni la Fiap
sostiene che il trasporto e la logistica non possono essere
governati da un solo ministero - perché attraversano infrastrutture,
energia, industria, agroalimentare, commercio
estero, ambiente e lavoro. Al Logistic Village questo riconoscimento
si è tradotto in fatti concreti: cinque patrocini
ministeriali - MIT, MASE, MIMIT, MASAF e MAECI - più il
Parlamento Europeo, con rappresentanti in ogni panel.
Con contributi del Vicepresidente della Commissione
Europea Fitto, dei Ministri Pichetto Fratin, Urso, Crosetto
e Locatelli, dei Viceministri Rixi e Cirielli, di parlamentari,
assessori regionali e rappresentanti istituzionali di ogni
schieramento. Non è una formalità protocollare. È la conferma
che la logistica è una questione di sistema Paese.
Hanno capito
Accanto alle istituzioni c'era chi compra servizi logistici,
chi scrive i contratti, chi decide i budget delle liere produttive
italiane. E il confronto - quando avviene tra persone
che normalmente non si incontrano - produce qualcosa
che i convegni tra addetti ai lavori raramente generano:
comprensione reale delle interdipendenze che
tengono in piedi l'economia italiana.
Da quei confronti nascerà il Manifesto per la
Competitività del Sistema Logistico Italiano - un
documento di lavoro che raccoglierà le riflessioni
emerse in quei quattro giorni e diventerà la bussola
delle strategie e dei confronti futuri della Fiap.
Non una dichiarazione di intenti, ma una mappa
delle priorità su cui il settore intende misurarsi
con la politica, la committenza e l'Europa.
Il Logistic Village è stato anche uno spazio relazionale
dove migliaia di imprenditori e manager
si sono ritrovati, hanno fatto rete, hanno scambiato
esperienze. In quei corridoi, ai margini dei
panel, durante le pause, si sono costruite relazioni che nessun
documento può generare. È questa dimensione umana
che trasforma un evento in qualcosa di duraturo.
Il Fiap Logistic Village 2026 ha dimostrato una cosa che
il settore sapeva ma che ora può dire con prove alla mano:
la logistica non è un problema di settore. È una questione
di sistema Paese. E quando tutti gli attori del sistema si
siedono nalmente allo stesso tavolo, le cose iniziano a
cambiare.
50 - 06 2026 www.vietrasportiweb.it
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06 2026 - 51
Leggi, aziende, lavoro
Legale
Il rischio è scritto
Il documento di valutazione dei rischi deve essere utilizzato come una
guida dall’impresa per evitare in qualsiasi modo gli infortuni. La condotta
del lavoratore non cancella la responsabilità dell’organizzazione
Un tema caldo
Non si spegne il dibattito intorno alla Privacy.
Da difendere sempre e comunque come
ribadisce una delle ultime decisioni del Garante
La rubrica è curata da Pasquale Dui,
avvocato, professore a contratto di diritto del lavoro,
revisore legale e giornalista pubblicista.
La sentenza penale della Cassazione, sez.
IV, n. 11990/2026, 30 marzo 2026. offre uno
spunto molto concreto per chi opera in
azienda, soprattutto in ambienti produttivi nei
quali il rischio non è teorico, ma vive dentro gli
impianti, nelle sostanze utilizzate, nelle procedure
quotidiane e nei gesti ripetuti dai lavoratori.
Il caso riguarda un grave infortunio avvenuto in
uno stabilimento, durante attività connesse all’impiego
di esano, un solvente industriale. Il lavoratore
era impegnato nel reparto estrazione quando si
è vericata una deflagrazione che gli ha procurato lesioni.
Il punto decisivo, per i giudici, non è stato soltanto capire
‘come’ fosse avvenuto l’evento, ma vericare se quel rischio
fosse prevedibile e se l’organizzazione aziendale avesse
adottato misure adeguate per evitarlo.
La risposta della Corte è stata netta: quando il documento
di valutazione dei rischi (DVR) individua un ambiente come
soggetto a rischio di esplosione o incendio, quel pericolo
non può essere trattato come un evento eccezionale o imprevedibile.
Il DVR non è un fascicolo da conservare in archivio;
è, o dovrebbe essere, la mappa operativa dei rischi
reali dell’impresa. Se quella mappa segnala una zona critica,
l’azienda deve attrezzarsi di conseguenza.
In questo caso si sa
Nel caso esaminato, la Corte ha valorizzato proprio questo
aspetto. Il rischio era conosciuto o comunque conoscibile,
perché risultava dalla valutazione aziendale. Da qui discendeva
la necessità di adottare dispositivi di protezione individuale
coerenti con il pericolo specico, tra cui indumenti
o presidi antincendio e antistatici. Non bastano protezioni
generiche, pensate per rischi diversi, se l’attività espone a
un rischio specico di innesco, deflagrazione o incendio.
52 - 06 2026
È un passaggio importante, anche sul piano culturale.
La sicurezza non è fatta di formule standard,
né di adempimenti uguali per tutti. È fatta di
coerenza tra rischio individuato e misura adottata.
Se il pericolo è meccanico, serviranno certi dispositivi;
se il rischio è chimico o esplosivo, ne serviranno
altri; se l’ambiente è classicato come potenzialmente
pericoloso, la prevenzione deve
salire di livello.
La Cassazione ha confermato, inoltre, un principio
spesso decisivo nei processi per infortunio: la
condotta del lavoratore non cancella automaticamente
la responsabilità dell’organizzazione.
Quando l’evento si colloca dentro l’area di rischio
che l’impresa era tenuta a governare, non basta evocare
una possibile imprudenza individuale. Occorre dimostrare
un comportamento davvero anomalo, eccentrico, imprevedibile.
Diversamente, l’infortunio resta la concretizzazione
di un rischio che avrebbe dovuto essere prevenuto.
La sentenza contiene però anche un secondo messaggio,
altrettanto rilevante: non si può condannare un dirigente
solo perché indicato come tale. Per uno degli imputati, la
Cassazione ha annullato la decisione, rilevando un difetto
di motivazione sulla sua effettiva posizione di garanzia.
La Corte d’appello aveva richiamato la sua qualica di direttore
di stabilimento, ma senza spiegare con sufciente
precisione quali fossero i suoi reali poteri, quali compiti
prevenzionistici gli fossero attribuiti e in che modo la violazione
potesse essergli personalmente imputata.
Questo è forse il punto più interessante della pronuncia:
la sicurezza è sostanza, non etichetta. Lo è per l’impresa,
che non può limitarsi ad avere un DVR ben scritto se poi
non traduce i rischi in misure effettive. Ma lo è anche per
la responsabilità personale, che non può essere fondata
su una qualica astratta senza vericare poteri, funzioni
e attribuzioni concrete.
Per il mondo delle imprese, il messaggio è chiaro. Ogni rischio
indicato nel DVR deve trovare una risposta operativa:
procedure, formazione, dispositivi adeguati,
controlli, manutenzione, responsabilità
chiare. E ogni ruolo aziendale deve
essere denito non solo nell’organigramma,
ma anche nella pratica quotidiana.
La sicurezza non si misura dopo l’incidente,
quando si cercano colpe e giustificazioni.
Si misura prima: nella capacità
dell’organizzazione di prendere
sul serio i rischi che essa stessa ha riconosciuto.
www.vietrasportiweb.it
a cura di Maria Cristina Bruni e Chiara Caponegro
Il Garante per la protezione dei dati personali continua a
dare lo da torcere alle imprese accertando, sempre più
spesso, illeciti riferiti al trattamento dei dati. Nel caso qui
esaminato il Garante, con provvedimento del 12 marzo 2026
[10233328], ha ordinato la consegna integrale della corrispondenza
mail di un ex dipendente e irrogato una sanzione
di 50.000 euro.
Una decisione che ribadisce che il diritto di accesso ex art.
15 GDPR (General Data Protection Regulation) si estende
a tutti i dati personali presenti nell’account individuale, senza
ltri preventivi tra messaggi ‘personali’ e ‘lavorativi’, e
che eventuali limitazioni richiedono motivazioni concrete
e comprovate, non mere preoccupazioni generiche.
Entriamo nel dettaglio: l’ex dipendente ha chiesto copia di
tutte le email presenti nella casella aziendale individuale
dal 1° marzo 2021 in poi. La società ha consegnato inizialmente
solo i messaggi ritenuti ‘strettamente personali’ e,
successivamente, una corrispondenza ‘ltrata’, dopo relativa
analisi e anonimizzazione dei dati.
Il Garante ha qualicato come illecita sia la previa selezione
dei messaggi, sia l’oscuramento generalizzato dei dati di
terzi/asseriti segreti aziendali, in assenza di circostanze
concrete che dimostrassero un pregiudizio effettivo ai
diritti altrui ai sensi dell’art. 15, par. 4, GDPR. Sono state
accertate violazioni relative a incompletezza e ritardo nel
riscontro all’istanza (degli artt. 12 e 15 GDPR), nonché dei
principi di liceità, correttezza, trasparenza, minimizzazione,
limitazione delle nalità e della conservazione di cui all’art.
5, par. 1, nonché degli obblighi informativi ex art. 13 GDPR.
Sono stati evidenziati anche proli critici sulla disciplina
dei controlli a distanza: le policy aziendali prevedevano accessi
al contenuto delle email e ai log internet senza aver
attivato le garanzie dell’art. 4 Statuto dei lavoratori, richiamato
dall’art. 114 del Codice privacy, con conseguente violazione
degli artt. 5, par. 1, lett. a) e 88 GDPR.
L’Autorità garante ha ordinato l’accesso integrale alla corrispondenza
sull’account individuale e l’adeguamento delle
policy aziendali e dei trattamenti dei dati ai principi privacy
e alla disciplina sui controlli a distanza.
Istruzioni per l’uso
Ricordiamo che alcuni accorgimenti possono allontanare
o, meglio, scongiurare provvedimenti così penalizzanti.
Vediamone alcuni: predisporre informative privacy chiare
e aggiornate che descrivano trattamenti su email e registrazioni
di sistemi aziendali (nalità, tempi di conservazione,
destinatari), evitando incongruenze fra documenti
www.vietrasportiweb.it
interni; no a backup
indiscriminati
dei contenuti delle
email; adottare sistemi
di gestione documentale
per archiviare
solo ciò che è necessario
e con garanzie di autenticità,
integrità e reperibilità; limitare la conservazione dei log
al tempo strettamente necessario alla sicurezza; non estendere
la nalità a ‘difesa dei diritti’ in modo generalizzato
perché si traduce in controllo a distanza; disattivare tempestivamente
gli account degli ex dipendenti, impostando
risposte automatiche che informino i mittenti; riconoscere
l’accesso ai dati personali senza selezioni arbitrarie, salvo
comprovate esigenze puntuali di tutela di terzi o segreti
industriali da individuare caso per caso; attivare le garanzie
dell’art. 4 Statuto dei lavoratori (accordo sindacale o autorizzazione
INL) per qualsiasi strumento potenzialmente
idoneo al controllo a distanza (inclusi sistemi che consentono
accessi ai contenuti o conservazioni prolungate).
Il settore autotrasporto deve poi porre particolare attenzione
alla geolocalizzazione e al monitoraggio dei veicoli. Il Garante
ha stabilito che il monitoraggio non deve essere continuativo,
ma limitato alle necessità: vige l’obbligo di informativa e il
rispetto della disciplina sui controlli a distanza. È illecito un
monitoraggio penetrante e una conservazione estesa non
proporzionata alle nalità dichiarate. Ancora, è, vietato un
controllo indiscriminato su email e device: le policy aziendali
devono prevenire trattamenti massivi e illimitati, consentendo
solo la conservazione strettamente funzionale alla tutela in
giudizio quando necessario.
Il tema caldo è che le caselle di posta elettronica aziendali
contengono dati personali e corrispondenza protetta, l’accesso
dell’ex dipendente non può essere ‘ltrato’ ex ante
dal datore, né coperto da lunghi backup senza base e -
nalità di trattamento proporzionate. Trasparenza, necessità
e proporzionalità, insieme al rispetto delle garanzie sui controlli
a distanza, sono le coordinate per evitare sanzioni e
contenziosi.
La rubrica è curata da Maria Cristina Bruni e Chiara
Caponegro, avvocati dello Studio legale associato
EurAmbrosiano di Milano.
Maria Cristina Bruni, Senior Partner e giornalista
pubblicista, ha un’esperienza consolidata in diritto
dei trasporti interno e internazionale e pluriennale
nel settore del diritto del lavoro.
Chiara Caponegro, Senior Lawyer e data protection ofcer, ha un’esperienza
pluriennale nel diritto del lavoro, previdenziale e sindacale. Opera inoltre
nel settore del diritto dei trasporti.
Intervista
.GABRIELE BAVERA.
La sfida è on line
Dai conni doganali alla sostenibilità, la logistica dell’e-commerce
diventa sempre più strategica. Nuove regole, reti internazionali
e soluzioni a basse emissioni ridisegnano il viaggio delle spedizioni
di Roberta Cannone
Gabriele Bavera,
Managing Director
e membro del CdA
di Spring Italy.
dell’ultimo decennio,
ha puntato alla
conversione
dell’azienda da attività
prevalentemente
postale a specialista
nell’e-commerce
transfrontaliero.
Ogni pacco che attraversa un conne racconta
una storia, un percorso. Che si
tratti di un acquisto online o meno. corsa
a ostacoli tra dogane, rotte da aggiornare, documenti
da modicare o esigenze ambientali
da rispettare. È in questo scenario che opera
Spring GDS, multinazionale del Gruppo PostNL,
specializzata nelle spedizioni internazionali
B2C e nell’accompagnare i merchant nel percorso
di internazionalizzazione. L’azienda, presente
su scala globale in Europa, America e
Asia, nasce con una forte matrice postale, ma
negli anni ha trasformato il proprio modello in
operatore specializzato in e-commerce transfrontaliero,
combinando network, tecnologia,
competenze doganali e consulenza.
Con oltre 20 hub operativi, una rete internazionale
di 230 partner logistici e una piattaforma
proprietaria in grado di connettere i venditori a
soluzioni distributive globali, Spring GDS si propone
come una “tech logistics company”: non
solo un fornitore di consegne, ma un partner in
grado di semplicare il cross-border. Lo spega
bene Gabriele Bavera, Managing Director di
Spring GDS Italy, che descrive l’evoluzione dell’azienda
e il ruolo del trasporto su gomma nella
rete europea con le nuove soluzioni volte a ridurre
l’impatto ambientale.
Come è cambiato il vostro ruolo rispetto
alla logistica tradizionale?
«Il termine corretto oggi è partnership. Non siamo
più semplicemente un operatore che propone
un prezzo o che effettua una spedizione da
A a B, perché negli ultimi anni, la consulenza è
diventata strategica, supportando i venditori italiani
e ottimizzando la logistica. Abbiamo quindi
sviluppato competenze sempre più forti in ambito
digitale, tecnologico e doganale. In ambito
extra Ue la complessità cresce in modo signicativo,
ed è importante comunicare con chiarezza
cosa accade alla spedizione dal momento
in cui parte no al consumatore nale».
Quali sono le complessità dell’e-commerce
italiano e come aiutate i brand?
«Credo che il concetto di afdabilità sia più importante
della velocità. Meglio dire “consegno
in tre giorni” e rispettare quei tre giorni, piuttosto
che promettere una consegna il giorno dopo e
non mantenerla. La tecnologia lo consente.
Quando poi i nostri clienti si espandono verso
mercati extraeuropei, un problema di dato può
bloccare a lungo le spedizioni alla dogana generando
danni importanti. Per questo insistiamo
molto sull’attendibilità delle informazioni prima
che la spedizione entri in altri mercati, e aiutiamo
i clienti a raccogliere, vericare e trasmettere le
informazioni utili.
Un esempio concreto riguarda il post-Brexit.
Dopo l’uscita del Regno Unito dalla Ue abbiamo
introdotto una soluzione paperless per la gestione
delle informazioni doganali. I merchant possono
così trasmettere tutti i dati in formato digitale.
Naturalmente possono esserci controlli
casuali, come previsto dalla normativa, ma anche
in quei casi li gestiamo in modo proattivo».
Quanto vale contare su oltre 20 hub
operativi in tre continenti diversi?
«Questo è un valore per noi essenziale. La rete
ci consente di coprire capillarmente la dimensione
internazionale, anche se da sola, non basterebbe.
Se non disponi di una tecnologia adeguata,
non puoi gestire le complessità.
Il grande investimento fatto da Spring GDS negli
ultimi anni è stato proprio sviluppare un software
in grado di connettere i merchant a tutte le opzioni
che possiamo offrire worldwide. Il nostro
sistema operativo XPS, ovviamente, è in costante
evoluzione. Attraverso questa suite, il cliente
ha accesso a una piattaforma di destinazioni,
partner e servizi, e può scegliere le soluzioni da
utilizzare. Oppure chiederci una consulenza, una
customizzazione, una valutazione su quale opzione
sia più adatta. Possiamo offrire, per quasi
ogni destinazione, l’opzione locale ottimale.
La complessità crea flessibilità, purché sia semplice.
È qui che entra in gioco la tecnologia: permette
di trasformare una rete molto articolata
in uno strumento accessibile e gestibile».
Qual è il vostro cliente tipo?
«Gestiamo una clientela molto disomogenea, e
non potrebbe essere diversamente, il tessuto
imprenditoriale italiano è fatto così. Lavoriamo
con fashion, cosmetics, pharma e con molti altri
settori. Il nostro focus principale è sul lightweight,
cioè sulle spedizioni leggere, con unpeso medio
intorno a 0,2 kilogrammi.
Abbiamo tre tipi di clienti. I primi sono le startup
o le aziende che hanno già un buon mercato domestico
e vogliono crescere sull’internazionale.
Poi ecco i clienti che ci afdano tutta la parte
estera perché hanno bisogno di solidità e vogliono
espandersi.Inne le enterprise, grandi clienti
già maturi a livello internazionale, che ci scelgono
per destinazioni speciche. Possiamo quindi
gestire integralmente delivery e consegne, resi
commerciali e dogana».
Come affrontate il tema della sostenibilità
dei trasporti?
«La sostenibilità è un tema importantissimo per
noi. Negli ultimi due anni siamo stati pionieri nell’introduzione
dell’HVO100, il biodiesel utilizzato
per i trasporti su strada, un carburante che costa
più del diesel tradizionale, ma che consente di
ridurre le emissioni di CO2. I nostri clienti non
hanno avuto nessun surcharge, abbiamo fatto
una scelta etica perché siamo un operatore logistico
consapevole che è una attività che genera
gas terralteranti.
Adottare l’HVO ha un impatto importante. Per
dare un ordine di grandezza, nel 2025 questa
scelta ha prodotto un benecio comparabile al
risparmio di un milione di lampadine accese nelle
case per un anno. Circa l’80 per cento delle
spedizioni dei clienti italiani possono rientrare
sotto la voce carbon neutral.
C’è poi il tema del SAF, il Sustainable Aviation
Fuel, che abbiamo introdotto quest’anno.
Lavoriamo soprattutto con i grandi clienti delle
tratte internazionali e oltre mare, in particolare
verso Stati Uniti e Asia. In questo caso il lavoro
è consulenziale: pianichiamo con il cliente, calcoliamo
l’impatto e valutiamo quale quota di
carburante sostenibile possa essere interessan-
te. Il modello si chiama “book and claim”: analizziamo
i volumi, prenotiamo idealmente il carburante
sostenibile necessario, calcoliamo esattamente
la quota parte del cliente e rilasciamo
una certicazione al riguardo».
Come funziona il vostro network stradale
UE?
«Ovviamente, operiamo su tutto il territorio nazionale.
Un venditore può trovarsi a Bolzano
come a Mazara del Vallo è lo stesso,le spedizioni
vengono consolidate nel nostro hub principale,
a Milano, e qui la merce viene aggregata e processata
attraverso i nostri sistemi. Da lì il trasporto
su gomma si sviluppa su scala internazionale
europea.
Tre le dorsali principali. La prima è quella linea
iberica, che serve Francia, Spagna e Portogallo.
La seconda è la linea continentale, che copre
Germania, Olanda, Regno Unito e le aree direttamente
limitrofe. La terza copre l’Est Europa,
quindi Austria, Repubblica Ceca, Slovacchia e
tutto il bacino esteuropeo. Naturalmente queste
linee sono interconnesse con gli hub degli altri
Paesi, e ciò comporta la necessita di un ulteriore
consolidamento delle spedizioni e della vezione,
in pratica una rete aperta con dei nodi chiave.
In genere da ogni Paese partono almeno due o
tre linee stradali dirette verso il punto di delivery
o ulteriori hub internazionali. Un sistema complesso
ma efcace e affascinante.
Il trasporto su gomma resta una componente
fondamentale del nostro modello europeo, perché
ci consente di consolidare, connettere e distribuire
in modo efciente i principali mercati.»
Quali saranno i principali driver di sviluppo?
«Torno sempre sul concetto di tecnologia. Arriva
un momento nel quale automatizzare o semiautomatizzare
i processi diventa indispensabile
per fornire ai clienti una qualità maggiore. Uno
dei temi sarà poi la documentazione doganale
europea, in particolare per la soglia minima dei
150 euro. Anche la sostenibilità rimarrà sempre
un driver importante. Fortunatamente, ci siamo
mossi in anticipo, due anni prima di altri, e questo
porterà risultati importanti in futuro.»
Spring GDS
ha introdotto nel 2024
l’HVO100 su tutta la
rete stradale europea.
Il bio diesel consente
di ridurre le emissioni
di CO2 no al
90 per cento.
Per il trasporto aereo,
l’azienda impiega
anche il SAF
(Sustainable Aviation
Fuel), con un
potenziale
abbattimento delle
emissioni di CO2
no all’80 per cento
sull’intero ciclo di vita.
Queste iniziative
perseguono
la riduzione delle
emissioni in ottica
Scope 3, ovvero il
carico alterante e
inquinante in relazione
a tutta l’attività
aziendale, non limitata
al consumo del
veicolo.
54 - 06 2026
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06 2026 - 55
Veicoli speciali
In VETRINA
La plancia diventa scrivania
Spazio in quota
PromoSan
Il medico on the road
Un ambulatorio mobile che viaggia in tutta
Italia, portando prevenzione e diagnosi
grazie agli speciali strumenti medici a bordo
A bordo
apparecchiature per
elettrocardiogramma,
spirometria, screening
visivi, audiometria,
drug test on-site, alcol
test mediante
etilometri,
accertamenti
ematochimici.
Un equipaggiamento
che consente
al medico di formulare
on site le valutazioni
necessarie riguardo
l’idoneità secondo
quanto previsto dalla
normativa su igiene e
sicurezza del lavoro.
Se i dipendenti non possono recarsi presso
lo studio medico ecco che lo studio
medico va da loro: fabbriche, cantieri,
magazzini, sedi decentrate e perno smart worker.
PromoSan è pensato per questo.
PromoSan, nata a Ragusa nel 2024 e partecipata
di Promotergroup S.p.A., sta costruendo
un modello di sanità mobile applicata alla medicina
del lavoro. Al centro del progetto non c’è
un semplice camper attrezzato, ma un’unità
mobile di telemedicina del lavoro: un presidio
sanitario itinerante pensato per portare visite,
accertamenti e sorveglianza sanitaria direttamente
nei siti operativi, riducendo spostamenti,
tempi di assenza e complessità organizzative
per aziende con sedi distribuite sul territorio nazionale.
25mila visite anno on site
PromoSan gestisce convocazioni, pianicazione
delle visite, coordinamento presso le sedi
aziendali o presso le proprie strutture, supporto
amministrativo e monitoraggio proattivo delle
scadenze periodiche. A questo si afanca un
portale digitale dedicato, attraverso cui datore
di lavoro e dipendenti possono accedere alla
documentazione sanitaria.
Il sistema segue oltre 50.000 lavoratori, realizza
25.000 visite mediche l’anno e conta più di 450
aziende clienti. Il progetto nasce da un percorso
di sperimentazione e ricerca avviato nel 2021
da Promotergroup. Dopo il parere positivo
dell’Istituto Superiore di Sanità, l’attività ha condotto
al brevetto dell’Unità Mobile di Telemedi -
cina sul Lavoro, di proprietà di Promotergroup
S.p.A. e recentemente trasmesso a PromoSan.
Il bisogno è concreto: i medici del lavoro sono
sempre meno, mentre le aziende devono garantire
visite e controlli in tempi certi, anche in
cantieri isolati, impianti produttivi, magazzini e
sedi in più regioni. PromoSan unisce mobilità,
sanità e organizzazione territoriale. Oltre a collaborare
con centri specialistici e strutture sanitarie
private, dispone di tre strutture sanitarie
in Piemonte, Sicilia e Veneto. L’obiettivo non è
sostituire le strutture tradizionali, ma afancarle
con un presidio flessibile, capillare e tecnologico.
Per le imprese signica ridurre i tempi
morti delle visite, gestire meglio le scadenze
sanitarie e offrire un servizio anche a lavoratori
lontani dai poli urbani.
Un allestimento sosticato
La flotta oggi conta sei mezzi, di cui quattro
camper montati su telaio Fiat Ducato e due
su telaio Renault. Gli allestimenti interni sono
realizzati da fornitori specializzati, secondo rigide
prescrizioni. Il risultato è un veicolo progettato
come ambulatorio viaggiante, con saletta
accettazione, sala medico e cabina
silente. I camper, sono dotati di pannelli fotovoltaici
per la ricarica della batteria degli strumenti,
in cre men- tando così l’autonomia energetica
di bordo. A ciò si aggiunge un sistema
di fleet management che monitora in tempo
reale percorsi, consumi di carburante, sicurezza
del mezzo e del conducente. Non è un dettaglio
accessorio, utilissimo perché consente
di ottimizzare le tratte, programmare gli interventi,
ridurre inefficienze e garantire una copertura
ottimale del territorio nazionale.
Pensato per migliorare
la vita a bordo, il
tavolino da cruscotto
per DAF XF, XG e XG+
crea in cabina una
superficie d’appoggio
stabile e ordinata.
Si installa nella zona
centrale o lato passeggero del cruscotto ed è utile
durante le soste per appoggiare documenti, tablet,
piccoli dispositivi e il necessario per uno spuntino.
La forma su misura segue le linee della plancia,
evita ingombri inutili e mantiene accessibili i
comandi. Realizzato per l’uso quotidiano del
camionista, unisce praticità, comfort e cura
dell’abitacolo: un accessorio semplice, robusto e
discreto, in grado di rendere la cabina uno spazio
più funzionale e confortevole per il lavoro e le pause.
Per maggiori informazioni visitare l’e-commerce:
https://www.king-truck.com
Ordine anche in movimento
La scaffalatura modulare Sortimo SR5 Van Racking
trasforma il vano di carico del veicolo commerciale in
un’officina mobile ordinata, sicura e personalizzata. Pensata
per artigiani, tecnici, manutentori e flotte, permette di
sistemare utensili, ricambi, minuteria e materiali in ripiani,
cassetti e contenitori configurabili in base al mestiere e al
modello del furgone. Il sistema sfrutta le pareti laterali e
lascia libero il centro del vano, così resta spazio per
attrezzature ingombranti o carichi voluminosi. Uno dei punti
di forza è la modularità: l’allestimento può essere progettato
su misura, ampliato o riconfigurato nel tempo, seguendo
l’evoluzione dell’attività.
Le soluzioni di fissaggio aiutano
a tenere fermo il materiale
durante la marcia, riducendo
rumori, danni e rischi in caso di
frenate o manovre brusche.
L’ordine interno migliora anche
la produttività, infatti, ogni
strumento ha il suo posto, si
trova più in fretta e rende più rapidi gli interventi quotidiani.
La struttura contribuisce inoltre a proteggere il veicolo
dall’usura del carico e dà un’immagine più professionale al
servizio. SR5 è quindi una soluzione concreta per chi lavora
su strada e vuole trasformare il furgone in uno spazio
efficiente, sempre pronto all’uso per interventi rapidi e
lavori mobili. Info su: https://www.mysortimo.com
Il portascale ORSY mobil
per furgoni della Würth è
pensato per chi trasporta
ogni giorno scale, tubi o
materiali lunghi e vuole
lavorare con più ordine e
sicurezza. Installato sul tetto del veicolo commerciale,
libera spazio nel vano di carico e permette di fissare
l’attrezzatura all’esterno, riducendo ingombri e
pericoli durante la marcia. È una soluzione utile per
installatori, manutentori, antennisti, imbianchini e
artigiani che devono caricare e scaricare spesso.
L’accessorio facilita le operazioni quotidiane, protegge
il materiale e rende il furgone più professionale e
funzionale. Integrato nell’allestimento ORSY mobil,
può essere abbinato ad altre soluzioni Würth per
organizzare meglio il lavoro a bordo e trasformare il
veicolo in un vero strumento operativo, sicuro, pratico
ogni giorno, su strada. Più info sul sito web:
https://www.wuerth.it
UN LIBRO A BORDO
Titolo: Ti spiego le ali
Autore: Antonio Sala
Editore: Albatros
Anno: 2026
Prezzo: €16,50
L’ex pilota militare Richard
sceglie di tornare in cielo
non per missione o
disciplina, ma per ritrovare
il piacere autentico del volo.
Si iscrive alla scuola «Ti spiego le ali»,
guidata da Jonathan, direttore visionario e
fuori dagli schemi, più vicino alla filosofia
che alla routine quotidiana. Accanto a lui ci
sono Donald, giovane donna affascinante
dal nome maschile, e Anthony, meccanico
pratico e concreto. Tra lezioni, acrobazie e
momenti di confronto, Richard riscopre che
volare non significa soltanto pilotare un
aereo, ma imparare a lasciarsi andare,
ascoltare se stesso e accettare la corrente
imprevedibile della vita.
Il cielo diventa così spazio di libertà,
trasformazione e rinascita personale, dove
ogni virata diventa consapevolezza.
56 - 06 2026 www.vietrasportiweb.it
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06 2026 - 57
Si dice che
Si dice che
n Stellantis e Dongfeng Group hanno
annunciato la firma di un accordo di
cooperazione strategica con l’obiettivo di
espandere la loro partnership. L’intesa dura
da 34 anni con la produzione congiunta di
veicoli Peugeot e Jeep in Cina per il mercato
cinese e per l’esportazione in altri paesi
asiatici. I due Gruppi hanno inoltre
sottoscritto un MoU strategico non
vincolante per rafforzare ulteriormente la
loro cooperazione, facendo leva sulle
rispettive dimensioni di scala, competenze
e capacità di ricerca e sviluppo nel settore.
n Conftrasporto, Confederazione che
rappresenta imprese e associazioni del
trasporto e della logistica, ha dato vita a un
nuovo coordinamento nazionale dedicato al
comparto NCC. Negli ultimi mesi hanno
aderito importanti operatori del settore
come Uber Italia e Bolt Italia, insieme ad
aziende di riferimento quali Ferretti
Limousine, SkyRoad236 e DriverX, oltre ad
associazioni di categoria come MuoverSì –
Federazione NCC e Mobilità. Realtà diverse
per dimensione e modello di business, ma
unite dalla volontà di rafforzare il peso della
rappresentanza del settore nei confronti di
Governo e amministrazioni locali.
n Maxus, brand di SAIC Motor Italy
dedicato agli LCV, e Olmedo, leader
italiano nell’allestimento di veicoli
speciali adatti al trasporto disabili,
ambulanze e trasporto collettivo e flotte,
hanno avviato una partnership strategica
per la mobilità specializzata nel settore
B2B. Una flotta di van Maxus Deliver7 è già
stata consegnata presso le officine torinesi
per essere allestita. La messa su strada dei
veicoli finiti è prevista entro l’inizio
dell’estate.
Webfleet è la risposta
Lo dicono le aziende. Con la soluzione di gestione
delle flotte Bridgestone si fanno tornare i conti
La risposta al
caro carburante?
Webfleet: con la
soluzione
avanzata di
gestione delle
flotte di
Bridgestone si
possono evitare
gli sprechi
riducendo i costi
operativi. Lo
dimostrano le esperienze dei clienti. Ecco tre esempi concreti.
Dopo aver usato Webfleet per migliorare gli standard di
guida, Sanctuary Maintenance, azienda che si occupa di
assistenza e manutenzione per gli edifici, ha ridotto il
consumo di carburante del 25 per cento in due mesi
sensibilizzando i driver, con dati alla mano, sull’importanza
di uno stile di guida attento. Anche Coviran, cooperativa
europea operante nella vendita al dettaglio di generi
alimentari, lavorando sul comportamento al volante e
implementando sistemi di navigazione professionale in un
anno ha risparmiato più di 159.000 litri di gasolio.
E, ancora,WGM, azienda di servizi di ingegneria e pubblica
utilità con sede nel Regno Unito, con OptiDrive 360 ha ridotto
i tempi di sosta a motore acceso con un taglio dei consumi
del 22 per cento. «I prezzi del carburante sono fuori dalla sfera
di controllo delle flotte, ma l’efficienza del suo utilizzo non lo è, -
ha sottolineato Jan-Maarten de Vries, Presidente Fleet
Management Solutions in Bridgestone - i periodi di volatilità
spesso mettono a nudo le inefficienze esistenti. Le flotte che
rispondono nella maniera migliore sono quelle che comprendono
dove si stia sprecando il carburante, in modo tale da poter agire a
mente lucida, mettendo in pratica azioni che migliorino le
prestazioni».
Nulla si distrugge
Inaugurato da Stellantis in Marocco il primo
centro di smontaggio veicoli nell’area MEA
Per Stellantis l’economia circolare rappresenta una leva
fondamentale per estendere la vita utile dei veicoli e dei
componenti e ridurre gli sprechi. Questa strategia viene
sviluppata in Medio Oriente e Africa (MEA) attraverso
SUSTAINera, la business unit che offre a clienti e professionisti
soluzioni di rigenerazione, riparazione, riuso e riciclo su scala
industriale. E proprio nell'ambito del piano di crescita
regionale, Stellantis ha avviato il suo primo centro di
smontaggio veicoli nell’area MEA a Casablanca, in Marocco.
Costato 1,6 milioni di euro, l’impianto ha un potenziale di
10mila veicoli annui. È il terzo del Gruppo a livello mondiale
dopo quelli di Torino, e di San Paolo, in Brasile. Concepito come
sito industriale, supporta la strutturazione dei flussi di veicoli a
fine vita (ELV) in Marocco, oltre ad ampliare la disponibilità di
ricambi originali riutilizzabili e pienamente funzionali
nell’intera rete post-vendita di Stellantis e su altre piattaforme
digitali. Le sue attività
principali prevedono
l’approvvigionamento
e lo smontaggio di
veicoli a fine vita, la
vendita di componenti
usati e la raccolta di
componenti da
destinare al riciclo.
«L’economia circolare -
ha spiegato Jean
Christophe Bertrand,
SVP Stellantis Middle East & Africa Parts & Services -
rappresenta un modo concreto per offrire valore ai clienti,
prolungando la vita di veicoli e componenti e ottimizzando le risorse.
Con SUSTAINera, stiamo industrializzando una strategia basata sui
principi delle 4R - rigenerazione, riparazione, riuso e riciclo -
concepita per essere scalabile, efficiente e accessibile senza
compromessi sul la qualità».
n Nissan Italia ha partecipato alla
ventisettesima edizione della Race for the
Cure, la più grande manifestazione per la
lotta ai tumori del seno in Italia e nel
mondo, promossa da Komen Italia,
rinnovando il proprio impegno concreto a
favore della solidarietà, della prevenzione e
dell’inclusione. Per il secondo anno, Nissan
Italia è stata presente con una squadra
composta da dipendenti e loro familiari
condividendo un’esperienza di
partecipazione e responsabilità sociale e
contribuendo alla raccolta fondi.
La partecipazione all’iniziativa si inserisce
nel percorso di Nissan Italia in ambito
Diversity, Equity & Inclusion, ulteriormente
rafforzato dal recente conseguimento della
Certificazione per la Parità di Genere,
rilasciata dall’ente certificatore Rina in
conformità alla UNI/PdR 125:2022.
n La Cav. Uff. Pietro Grimaldi Srl, realtà
campana specializzata nella lavorazione
tradizionale del pomodoro, ha compiuto un
nuovo passo nel proprio percorso verso la
sostenibilità scegliendo Man Truck & Bus
Italia per l’ingresso nel trasporto elettrico
Una decisione nata da un percorso
strutturato di consulenza con Man
Transport Solutions. L’analisi ha evidenziato
un ottimo potenziale di elettrificazione delle
tratte selezionate, caratterizzate da percorsi
definiti, chilometraggi compatibili con
l’autonomia del veicolo e possibilità di
ricarica programmata. Il Man eTGX
selezionato è pensato per il trasporto a
lungo raggio: 6 pacchi batteria, motore da
400 kW, ricarica rapida in corrente continua
fino a 375 kW, oltre a dotazioni avanzate in
termini di comfort, sicurezza e servizi
digitali. Un veicolo che unisce prestazioni,
affidabilità e zero emissioni locali.
PERSONE&POLTRONE - PERSONE&POLTRONE - PERSONE&POLTRONE E - PERSONE&POLTRONE P
- PERSONE&POLTRONE - PERSONE&POLTRONE
n Jim Walenczak è stato nominato
Presidente di Daf Trucks N.V., con
effetto dal 1° luglio 2026. Succederà
ad Harald Seidel, che ha raggiunto
l’età pensionistica. Walenczak lavora
in Paccar da 15 anni, un periodo
durante il quale ha ricoperto posizioni
di crescente responsabilità, tra cui
Assistant General Manager –
Operations presso Paccar Parts,
Assistant General Manager of Sales
& Marketing presso Kenworth e, più
recentemente, Vicepresidente Paccar
e General Manager – Kenworth Truck
Company. Nel suo curriculum si
legge che si è laureato presso la
Michigan State University (B.A. -
Marketing), University of Washington
(M.B.A.) e ha completato lo Stanford
Executive Program.
n Nuovo assetto manageriale per
Autopromotec, la biennale
internazionale dedicata alle
attrezzature e all’aftermarket
automobilistico. Enrica Lazzarini
assume il ruolo di Chief Executive
Ofcer, afancata da Guido
Gambassi, nominato Chief Strategy
Ofcer. La strategia adottata dal
Consiglio di Amministrazione è stata
quella di mantenere continuità nella
linea dirigenziale dell’azienda,
andando a valorizzare gure già
presenti. Nel nuovo organigramma, la
Lazzarini diventa anche Segretario
Generale di AICA - Associazione
Italiana Costruttori Autoattrezzature
che, insieme ad AIRP - Associazione
Italiana Ricostruttori Pneumatici, è
proprietaria della manifestazione
Autopromotec, la cui prossima
edizione è in programma dal 26 al 29
maggio 2027 presso il quartiere di
BolognaFiere. Guido Gambassi
mantiene anche le cariche di
Amministratore Delegato di
EditProm, società che edita
Pneurama, di Segretario Generale di
AIRP e di Federpneus - Associazione
Nazionale Rivenditori Specialisti di
Pneumatici, la cui scuola-ofcina è
ospitata presso la sede di Casa
Autopromotec.Le nuove nomine
sono state appoggiate dall’ex
Segretario Generale di AICA, nonché
AD uscente, Renzo Servadei.
n Stellantis ha annunciato la nomina
di Marta Navarro a Responsabile del
Brand Peugeot per Enlarged Europe,
con effetto immediato. In questo
ruolo riporterà a Maurizio Zuares,
Responsabile per le Commercial
Operations Enlarged Europe. Marta
ha conseguito due lauree presso
l’Università di Barcellona, in
Economia e Giurisprudenza, per poi
seguire un percorso lavorativo di
oltre vent’anni, che l’ha portata ad
acquisire una vasta e solida
esperienza nel settore automotive,
con esperienze in Spagna, Francia,
Italia e Germania.
58 - 06 2026
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06 2026 - 59
Si dice che
Tanto a un prezzo piccolo
Arriva sul mercato italiano il nuovo Kgm Rexton Sports XL. Un pick up adatto anche
al fuoristrada grazie alla trazione integrale. E la portata supera gli 860 kg
Kgm, nuovo nome dello storico
marchio automobilistico sudcoreano
SsangYong, strizza l’occhio ai
professionisti lanciando in Italia il
nuovo pick up Rexton Sports XL.
Lungo 5.460 mm, largo 1.950 e alto
1.875, offre un vano di carico di 1.610
mm di lunghezza, 1.570 di larghezza
e 570 di altezza, per una capacità
totale di 1.262 litri (standard VDA),
massimizzando la versatilità in
contesti professionali e per trasporti di grandi volumi.
Il tutto mantenendo i 5 posti a sedere. La portata è di
865 kg con sospensione a 5 bracci che diventano 1.085
kg con balestre rinforzate. Migliorata rispetto al
passato la praticità del cassone con il portellone dotato
di comando elettronico per ridurre il contatto diretto
durante l’apertura e una lampada LED per migliorare la
visibilità in condizioni di scarsa luminosità. I gradini
integrati ai lati del paraurti posteriore facilitano
l’accesso al vano di carico dotato di otto ganci di
fissaggio. Il veicolo è proposto con motore diesel 2.2L
LET da 165 kW (225 Cv). A scelta un cambio automatico
o il manuale a 6 rapporti.
L’esperienza Kgm nel segmento pick-up si riflette nel
I sogni diventano realtà
sistema di trazione integrale (4WD),
che garantisce aderenza e controllo
su terreni impegnativi. In
particolare, il differenziale
autobloccante aiuta a mantenere la
trazione in situazioni difficili come
fango o neve, trasferendo la forza
motrice alla ruota con maggiore
aderenza quando una delle due perde
contatto o slitta.
Il nuovo Rexton Sports XL offre una
capacità di traino fino a 3,5 tonnellate. Durante il traino
di un rimorchio, il sistema Trailer Sway Control riduce i
movimenti laterali e contribuisce a una guida stabile
attraverso il controllo dello sterzo. Anche la geometria
off-road è un punto di forza: angolo di attacco di 30,9
gradi, angolo di uscita di 27,8 gradi e altezza da terra di
245 mm permettono una guida stabile su un’ampia
varietà di terreni difficili. Il pick up è dotato di una
gamma completa di sistemi avanzati di assistenza alla
guida, oltre a tecnologie di sicurezza attiva e passiva
pensate per proteggere conducente e passeggeri in
un’ampia varietà di condizioni di guida.
Rexton Sports XL è già disponibile in Italia nella
versione 4WD, a partire da 29.745,90 euro, Iva esclusa.
Tre aziende, Four Sustainable Logistic, Volvo Trucks e Atlante, insieme per dimostrare
che il trasporto pesante in elettrico è possibile. Basta che ciascuno faccia la sua parte
Il trasporto pesante elettrico è già realtà. Lo dimostrano
con un video Four Sustainable Logistics, operatore 4PL
(logistica di quarta parte), Volvo Trucks e Atlante
insieme per ribadire che si può fare goal solo se lungo
la catena del valore ciascun attore faccia la sua parte. La
sostenibilità non è un servizio aggiunto per Four ma un
modello. A fine 2025 la flotta era già 100 per cento a
trazione alternativa - elettrica e Bio-LNG con Garanzie
di Origine rinnovabile e a marzo 2026 i mezzi operativi
sono passati da 8 a 18. «In Four - ha detto Francesco
Carrozzini, Business Development partner di Four -
abbiamo costruito un modello operativo basato sulla
collaborazione lungo tutta la filiera - dai committenti, ai
produttori dei mezzi, fino agli operatori energetici e ci
impegniamo a dimostrarlo ogni giorno con i clienti che ci
stanno dando fiducia. È proprio questa integrazione che
consente di rendere la sostenibilità non solo possibile, ma
anche efficiente e scalabile». Il trattore Volvo FH Electric
e la motrice FE Electric rappresentano la risposta
industriale alle esigenze dell’azienda. «I clienti - ha
aggiunto Giovanni Dattoli, Amministratore Delegato
Volvo Trucks Italia - scelgono l’elettrico solo quando
l’intero sistema funziona: il veicolo, l’infrastruttura e
l’operatività logistica. La collaborazione con FourSustainable
Logistics e Atlante dimostra che questo ecosistema oggi esiste
ed è già operativo anche in contesti urbani complessi come
Milano. È questa la strada per rendere sostenibile il trasporto
pesante, in modo concreto». Terzo attore protagonista: il
fornitore di energia, Atlante, uno dei principali network
europei di ricarica rapida e ultra-rapida. Oggi in Italia
gestisce oltre 1.700 punti di ricarica in prossimità di
autostrade, interporti, hub intermodali e aree
strategiche per il trasporto merci, con soluzioni ad alta
potenza progettate specificamente per i truck.
Freschi da record
Spesa online in crescita, BRT Fresh
raddoppia il fatturato nel 2026
L’e-grocery accelera anche nel fresco e spinge
BRT Fresh. Nei primi quattro mesi del 2026 la
divisione di BRT, corriere espresso del gruppo
Geopost specializzata nelle consegne a
temperatura controllata, ha raddoppiato il
fatturato rispetto allo stesso periodo del 2025.
Il servizio, attivo con 12 filiali, raggiunge 1.500
località e gestisce spedizioni dal singolo collo
al bancale. La domanda resta forte nelle aree
metropolitane, in particolare Milano, Roma,
Torino e Bologna, ma aumentano anche i
flussi dal Centro e dal Sud verso il Nord. Per il
2026 sono previste circa 200.000 spedizioni,
sostenute dagli acquisti online di carni,
salumi, pasta fresca, ittico e latticini. Il trend
si inserisce in un mercato in crescita: secondo
Netcomm Focus Food & Grocery 2026, per
circa il 70 per cento degli acquirenti online di
alimentari, affidabilità e rapidità della
consegna sono decisive. Per rispondere a
produttori, retailer e clienti finali, BRT Fresh
concentra le partenze nei primi giorni della
settimana, così da completare le consegne
entro il venerdì, e ha introdotto fasce orarie
flessibili per gli operatori evitando le ore di
punta della ristorazione e le chiusure dei
negozi alimentari. «Il mercato riconosce in BRT
Fresh un partner ideale per una gestione quasi
personalizzata della consegna», afferma
Emanuele Rollè, Chief Marketing &
Communication Officer di BRT. Alla crescita si
affianca l’attenzione alla sostenibilità.
Geopost ha obiettivi di riduzione delle
emissioni di CO2 approvati da SBTi, mentre
l’azienda usa anche mezzi elettrici per
l’ultimo miglio nei centri storici di Milano,
Bologna e Padova. Il trasporto, con colli fino a
31,5 kg, è affidato a personale formato nella
logistica alimentare e coinvolto in protocolli
HACCP estesi alla filiera.
Si dice che
Ecco i driver extra Ue
Arriva il Codice 72, patenti extra-UE valide
in Europa e CQC più rapida per gli autisti
L’Europa prepara nuove
regole per agevolare
l’ingresso degli autisti
extra-UE nel mercato
dell’autotrasporto. La
Direttiva UE 2025/2205
introduce il Codice 72, uno
strumento che riconosce
l’equivalenza delle patenti
straniere agli standard
comunitari e ne consente l’utilizzo negli Stati membri.
Una novità destinata a favorire gruppi come Girteka, che ha
già annunciato l’arrivo dei primi conducenti brasiliani,
mentre altre aziende europee puntano a reclutare 2.000
autisti dal Sud America. Oggi la conversione della patente
comporta spesso il Codice 70, valido soprattutto nel Paese
che l’ha rilasciato. Con il Codice 72, invece, un conducente
potrà operare senza ripetere esami in caso di trasferimento
o attività in un altro Stato UE. La riforma interviene sulla
CQC, obbligatoria per la guida professionale. Le procedure,
oggi rallentate dall’intreccio tra residenza, contratto di
lavoro e accesso ai corsi, possono richiedere 8-10 mesi.
Bruxelles punta a ridurle a 3-4 mesi consentendo
formazione e pratiche d’ingresso in parallelo. Gli esami
saranno disponibili in otto lingue straniere. In arrivo anche
l’EU Talent Pool, piattaforma europea per collegare imprese
e conducenti qualificati di Paesi terzi. Gli Stati membri
dovranno adeguarsi entro novembre 2029.
Ufficio Reclami Digitale
Uniontrasporti lancia un’app per raccogliere
dai camionisti le criticità della filiera
Dal prossimo autunno autisti, padroncini e imprese
dell’autotrasporto potranno segnalare in tempo reale le
criticità incontrate lungo la supply chain attraverso un’app
sviluppata da Uniontrasporti e promossa da Unioncamere
nell’ambito del Programma Infrastrutture.
Lo strumento consentirà di indicare disfunzioni in aree di
sosta, punti di carico e scarico, stazioni di rifornimento e
nodi intermodali. I dati raccolti serviranno a integrare
analisi e ascolto delle filiere, individuando possibili
correttivi. L’annuncio è arrivato al Transpotec Logitec di
Milano, durante un evento di Fiap, dal direttore di
Uniontrasporti Antonello Fontanili, che punta a una
logistica più efficiente e competitiva anche grazie alle
segnalazioni di chi opera sul campo.
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Si dice che
Si dice che
Si comincia così
Nuove tecnologie
Destinazione green
Frigo a basso impatto
In Germania un miliardo di euro sarà destinato
alle infrastrutture di ricarica dei mezzi pesanti
Tra diesel ed elettrico, ZF lancia la
trasmissione ibrida Traxxon 2
Fercam sempre più sostenibile: arriva
in Serbia il primo camion elettrico
La proposta Nivalis per sostituire i motori
diesel nei semirimorchi refrigerati
La Germania accelera sulla
ricarica dei camion elettrici. Il
Ministero federale dei
Trasporti ha annunciato un
programma da 1 miliardo di
euro per infrastrutture
dedicate ai veicoli industriali a
batteria: depositi aziendali,
hub logistici e stazioni
pubbliche ad alta potenza
lungo le autostrade. I fondi
copriranno anche connessioni
elettriche e potenziamenti di
rete. Il piano quadriennale rientra nella strategia di Berlino
per creare una rete nazionale di ricarica HPC per mezzi
pesanti. Sono previsti circa 350 siti lungo le autobahn, con
copertura stimata del 95 per cento della rete federale e
punti specifici per camion. A questa misura si affianca il
programma tedesco di aiuti di Stato approvato dalla
Commissione europea: circa 1,6 miliardi per oltre 1.400
punti di ricarica in più di 120 aree strategiche.
La Germania punta così a rendere concreto il trasporto
pesante elettrico, favorito dall’esenzione dai pedaggi
autostradali per i camion a zero emissioni fino al 2031.
Per un mezzo che percorre 100.000 chilometri l’anno il
risparmio può arrivare a 34.800 euro. Il piano riguarda le
imprese italiane verso Germania e Nord Europa. Una rete
affidabile può ridurre i rischi e rendere più prevedibili le
rotte internazionali con camion BEV. In Italia, il settore
attende l’attivazione dei 590 milioni per il rinnovo del parco
veicolare. Il nodo resta l’infrastruttura: senza colonnine per
mezzi pesanti, acquistare e-truck non basta.
La rotta formativa
Genova e Barcellona unite in un nuovo progetto
per formare la logistica portuale del futuro
Spediporto ed Escola Europea-Intermodal Transport
rafforzano l’asse Genova-Barcellona sulla formazione
logistica. L’accordo quadro, firmato ad aprile 2026 e valido
60 mesi, punta a sviluppare percorsi comuni su
intermodalità, digitalizzazione, ambiente e competenze
operative. Al centro Most Italy, Going Digital e Port Virtual
Lab, con corsi su ferroportualità, blue economy e
intelligenza artificiale. Previsti anche progetti europei e
collaborazioni con università e istituti professionali, per
una formazione portuale più innovativa mirata.
ZF ha scelto il Transpotec Logitec di Milano per
presentare in anteprima mondiale il Traxxon 2
Hybrid, trasmissione plug-in diesel-elettrica
per veicoli industriali fino a 44 tonnellate.
La soluzione si propone come tecnologia ponte
tra diesel e camion a batteria, mentre
l’autotrasporto europeo deve ridurre le
emissioni di CO2 del 45 per cento entro il 2030,
ma fa i conti con costi elevati, poche ricariche e
ritardi dell’idrogeno.
Il sistema integra la trasmissione Traxxon 2
con un motore elettrico sincrono collocato tra
frizione e cambio. L’unità sviluppa 190 kW
continui, circa 260 Cv, con picchi oltre 300 Cv,
ed è gestita da inverter al carburo di silicio e
software sviluppati da ZF.
Sono previste batterie da 100 o 200 kWh: con la
capacità maggiore, la riduzione delle emissioni
può arrivare al 47 per cento rispetto a un diesel
equivalente, superando il target europeo 2030
con una batteria più contenuta dei circa 600
kWh di un elettrico puro.
L’autonomia a zero emissioni arriva a 100
chilometri, utile per aree urbane, zone a basse
emissioni e tratte soggette a geofencing.
Il passaggio tra termico ed elettrico avviene in
automatico senza interruzioni percepibili,
mentre Intarder III e recupero energetico
migliorano efficienza e sicurezza. Secondo ZF il
sovrapprezzo rispetto a un diesel sarà di circa il
25 per cento, con ritorno dell’investimento
stimato tra 18 e 24 mesi grazie ai minori
consumi. Il vantaggio è lavorare anche dove la
rete di ricarica non è capillare. La serie è attesa
entro due anni, dopo i test con i costruttori e
nuove prove alla IAA di Hannover.
Fercam porta in Serbia il primo camion
elettrico pesante operativo nel Paese. Il
Mercedes-Benz eActros 600 entrerà nella filiale
del Gruppo, estendendo nei Balcani il percorso
di decarbonizzazione già avviato a Bolzano.
Il debutto è stato presentato il 12 maggio a
Belgrado, con media, imprese e mondo
accademico. La scelta ha valore simbolico in un
mercato in cui infrastrutture e norme per la
mobilità industriale a zero emissioni sono
ancora in sviluppo. Il trattore sarà usato per la
distribuzione merci nell’area della capitale e
sulla direttrice Belgrado-Novi Sad-Belgrado.
Ad aprile ha percorso circa 10.000 chilometri e
ha permesso un risparmio stimato di oltre 3,5
tonnellate di CO2 rispetto a un diesel
equivalente. L’operazione rientra nell’Emission
Free Project, programma con cui il gruppo
investe su elettrificazione della flotta,
carburanti alternativi come Bio-LNG e HVO ed
efficienza energetica delle sedi. L’eActros 600
offre fino a 500 chilometri di autonomia,
ricarica rapida all’80 per cento in meno di
un’ora e capacità fino a 33 europallet.
MOTORI M SPENTI - MOTORI SPENTI - MOTORI SPENTI - MOTORI SPENTI -
GIUGNO
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
1 2 1 3 4 5 6 7 1
8 9 10 11 12 13 14 1
15 16 17 18 19 20 21 1
22 23 24 25 26 27 28 1
29 30
LUGLIO
1 dalle 7,00 alle ore 22,00 - 2 dalle 8,00 alle ore 16,00 - 3 dalle 16,00 alle ore 22,00
La limitazione interessa, fuori dai centri abitati, i veicoli e le combinazioni di veicoli adibiti
al trasporto di merci aventi massa complessiva massima autorizzata superiore alle 7,5 tonnellate
Nivalis porta al
Transpotec 2026 una
soluzione italiana per
elettrificare i
semirimorchi refrigerati e
ridurre l’uso del diesel
nella catena del freddo.
L’azienda di Umbertide ha
sviluppato un sistema
modulare che sostituisce il
motore termico del
gruppo frigo con batterie, elettronica di potenza e tre fonti:
rete industriale, assale elettrificato e pannelli fotovoltaici
sul tetto.
L’assale recupera energia in frenata e può ricaricare la
batteria quando il livello scende sotto soglia, applicando
una resistenza contenuta. Il fotovoltaico, spesso tre
millimetri e derivato da applicazioni nautiche, apporta
energia durante l’uso, mentre mentre la ricarica
tradizionale avviene nelle baie logistiche. Il pacco batterie
varia da 15 a 75 kWh. Secondo Nivalis, in condizioni
ordinarie circa due terzi dell’energia necessaria al gruppo
frigo arrivano da solare e recupero in frenata, riducendo il
ricorso alla rete. L’azienda dichiara test con tre mesi di
utilizzo quotidiano senza collegamenti esterni. Il sistema è
compatibile con telai, assali e unità frigorifere, può essere
installato su mezzi nuovi o circolanti e trasferito da un
rimorchio a un altro. Nella configurazione da 60 kWh il
peso resta paragonabile a quello di un diesel con serbatoio,
mentre quelle più compatte possono ridurre la tara.
Tra i vantaggi ci sono minore manutenzione, assenza di
rifornimento gasolio e riduzione del rumore nelle consegne
urbane o notturne. Il ritorno dell’investimento è stimato tra
due e cinque anni. Nivalis guarda a Nord Europa, Germania
e Oceania; in Italia lo scetticismo tenderà a ridursi dopo le
prove operative.
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
1 2 3 4 2 5 1
6 7 8 9 10 11 2 12 1
13 14 15 16 17 18 2 19 1
20 21 22 23 24 3 25 2 26 1
27 28 29 30 31 3
62 - 06 2026
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05 2026 - 63
Promozioni
Promozioni
di Roberta Carati
Piaggio a tasso 0
Come mi Porterai?
Citroën Leasing
Ë-Berlingo, Pacco batteria 50 kWh, è proposto
con anticipo di 5.540 euro e 59 canoni mensili
da 149; Tan 4,99%, Taeg 7,03%, valore di riscatto
7.203 euro.
Ë-Jumpy, Pacco batteria 49 kWh, è offerto con
anticipo di 6.965 euro e 59 rate da 149; Tan
4,99%, Taeg 6,87%, valore di riscatto 9.724
euro (per la versione diesel, anticipo di 6.149
euro e 59 rate mensili da 149, Tan 4,99%,
Taeg 6,81%, valore di riscatto 10.820 euro).
Ë-C3 Van, motore elettrico 83 kw, è proposto
con anticipo di 5.678 euro e 59 rate da 109; Tan
4,99%, Taeg 7,32%, valore di riscatto 4.565
euro (per la versione benzina, anticipo di 5.904
euro e 59 canoni mensili da 109, Tan 4,99%,
Taeg 7,37%, valore di riscatto 4.262 euro).
Fino al 30 giugno. Iva, messa su strada, Ipt e
contributo Pfu sono esclusi.
DAF Ricambi
Centinaia di ricambi TRP e DAF Genuine hanno
subito una riduzione permanente dei prezzi.
Tra questi: ricambi per freni, luci, dispositivi
di abbassamento, sensori NOx e unità
EAS. I dettagli nel DAF Webshop.
E continua la campagna di aggiornamenti
gratuiti per tutti i veicoli della gamma: per verificare
la disponibilità basta inserire nell’apposito
modulo online gli ultimi 8 caratteri del
numero di telaio.
Ford Leasing
Tasso fisso del 4,99% fino al 30 giugno con
Leasing For Ford.
Transit Connect Trend 2.0 EcoBlue 102 Cv
Euro 6.2 MY 2026.50 è offerto a 149 euro al
mese per 48 mesi con anticipo di 5.000 euro;
per Transit Connect Trend 1.5 Plug-in Hybrid
150CV MY 2026.50, 272 euro per 48 mesi con
canone anticipato di 5.998 euro.
E-Transit Custom Van Trend 320 L1H1 71 kWh
136CV MY 2026.50 è proposto a 169 euro al
mese per 48 mesi con anticipo di 6.446 euro.
Nuovo E-Tourneo Custom Van Titanium 340
L1H1 71kWh 218CV MY 2026.50 è offerto a 279
euro per 48 mesi con anticipo di 9.500 euro.
E-Transit Van Trend 350 L3H2 184CV 89 kWh
4P MY2026.50 è proposto a 273 euro al mese
per 48 mesi con anticipo di 9.497 euro.
Infine, Transit con Cassone Ribaltabile Trend
350 L2 EcoBlue 130CV Euro 6.2 Trazione
Posteriore RG MY2026.50 è offerto a 182 euro
per 48 mesi con anticipo di 4.997 euro.
Sono tutti prezzi al netto di iva, messa su strada,
Ipt e contributo Pfu.
Iveco Tasso 0
Leasing a 36 mesi a tasso 0 su tutta la gamma
Daily e terzo anno di garanzia estesa a 99 euro.
Per esempio, per un furgone del valore di
28.500 euro, anticipo di 4.750, valore di riscatto
10%, 36 canoni mensili da 649 euro; per un ca-
binato da 39.000 euro, anticipo di 6.100, valore
di riscatto 10%, 36 rate da 899 euro.
Quanto ai pesanti, tasso agevolato su tutta la
gamma S-Way Diesel Trattori MY24 e Natural
Gas (trattore e cabinato a uso stradale). L’offerta
prevede la copertura della catena cinematica
per 5 anni a costo zero per veicoli con percorrenza
annua fino a 100.000 km o 500.000 totali.
Fino al 30 giugno.
MAN Ricambi
È in vigore per tutto il 2026 il programma Lion
Plus, che per i veicoli immatricolati da più di
5 anni assicura sconti fino al 27% sugli ammortizzatori,
fino al 30 su cristalli, filtri, parti
frizione, parti motore, soffietti, fino al 32 su
parti impianto frenante e fino al 40% sui fluidi.
Previsti 2 anni di garanzia sull’intervento eseguito
presso la Rete di assistenza MAN.
Opel Leasing
Con Evolease, fino al 30 giugno Combo elettrico
100 kw, Pacco batteria da 50 kWh, è proposto
con anticipo di 5.541 euro e 59 canoni
mensili da 149 euro/100.000 Km; Tan 4,99%,
Taeg 7,03%, valore di riscatto 7.203 euro.
Vivaro elettrico 100 kw, batteria da 49 kWh, è
offerto con anticipo di 6.965 euro e 59 rate
mensili da 149 euro/100.000 Km; Tan 4,99%,
Taeg 6,87%, valore di riscatto 9.724 euro; per
la versione 1.5 Diesel 120 Cv manuale, anticipo
di 6.149 euro e 59 rate da 149; Tan 4,99%, Taeg
6,81%, valore di riscatto 10.820 euro.
Tutti i valori sono iva esclusa.
Peugeot Leasing
E-Partner Van M Elettrico 100 kW, è proposto
con primo canone anticipato di 5.540 euro e 59
rate mensili da 149 euro; Tan 4,99%, Taeg
7,03%, valore di riscatto 7.203 euro.
Per E-Expert Van M Elettrico 100 kW, anticipo
di 6.965 euro e 59 rate mensili da 149; Tan
4,99%, Taeg 6,87%, valore di riscatto 9.724
euro (per la versione diesel, anticipo di 6.149
euro e 59 rate da 149, Tan 4,99%, Taeg 6,81%,
valore di riscatto 10.820 euro).
Fino al 30 giugno. Iva, messa su strada, Ipt e
contributo Pfu sono esclusi.
Piaggio Tasso 0
Porter NP6 e Porter NPE sono proposti in leasing
a tasso zero. Su un importo finanziato di
26.000 euro, 20% di anticipo e 35 canoni
mensili da 588 euro (+93 euro di assicurazione
Furto Incendio Kasko); riscatto finale 1%.
Su NP6 MY25 e MY26, estensione di garanzia
di 2 anni fino a 100.000 km a 99 euro con copertura
Driveline (motore, differenziale, cambio)
e Sistemi ADAS (centraline).
E ancora, Porter NPE è in promozione a partire
da 28.200 euro; potranno beneficiare delle agevolazioni
all’acquisto previste dal PNRR le imprese
con meno di 10 dipendenti e un fatturato
annuo non superiore a 2 milioni di euro.
Renault Leasing
Leasing a tasso fisso del 4,99% fino al 30 giugno.
Kangoo Van FG L1 Blue dCi 95 MY25 è offerto
a 139 euro al mese per 59 mesi, Taeg
7,14%, anticipo di 6.391 euro, riscatto a 7.415
(in alternativa, finanziamento in 60 rate da 149
euro con anticipo di 8.730 euro e rata finale da
9.519; Tan 6,49%, Taeg 7,92%); per Kangoo
Van E-tech Electric FG L1 comfort range AC11
MY26, 189 euro al mese per 59 mesi, Taeg
7,07%, anticipo di 6.943 euro, riscatto a 6.416.
Trafic Van FG L1 H1 T27 Blue dCi 130 MY24
E6E-bis è proposto a 169 euro al mese per 59
mesi, Taeg 6,67%, anticipo di 5.975 euro, riscatto
a 9.897.
Master FG TA L2H2 T33 Blue dCi 130 E6E-bis
è offerto a 179 euro al mese per 59 mesi, Taeg
6,52%, anticipo di 8.325 euro, riscatto a 11.158;
per Master allestito TCS CF TA L2 RS T35 Blue
dCi 130 MY26, 189 euro al mese per 59 mesi,
Taeg 6,63%, anticipo di 8.679 euro, riscatto
a 9.705; infine, per Master E-Tech electric FG
TA L2H2 T35 urban range AC11/DC50 MY26,
349 euro al mese per 59 mesi, Taeg 6,31%,
anticipo di 8.575 euro, riscatto a 9.012.
Sono tutti prezzi al netto di iva, messa su strada,
IPT e contributo PFU.
Scania Ricambi
È valida fino al 30 giugno la campagna ricambi
4 Stagioni Primavera, che garantisce fino a 290
euro di risparmio sulla sostituzione del turbo
e fino a 90 euro su quella del soffietto.
Il massimo risparmio è riservato ai pacchetti
di riparazione in promozione se abbinati a
SERVICES 360 CLASSIC, il piano di manutenzione
a misura di truck con almeno 24 mesi di
vita. Per tutta la durata del contratto, sconto
del 20%, che sale al 30% se i veicoli hanno più
di 10 anni, sulle lavorazioni previste dai
Pacchetti Scania Core, Plus e Full.
Volkswagen Service
Fino al 30 giugno, Promozione Service 25 assicura
il 25% di sconto sulle principali tipologie
di ricambi impiegate per la manutenzione
degli LCV immatricolati entro il 31
dicembre 2022 (veicoli a noleggio esclusi).
Ed è sempre attiva ‘5 plus’, che include nel
prezzo di acquisto la garanzia di serie fino a 5
anni o 150.000 km (100.000 per ID. Buzz). Sono
compresi anche il piano di manutenzione ordinaria
Service Plan di 5 anni o 150.000 km per
l’intera gamma (100.000 km per ID. Buzz) e il
Servizio Mobilità in caso di panne o incidente.
64 - 06 2026
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06 2026 - 65
Archivio
Tutte le prove V&T - Camion&LCV
Citroën Berlingo BlueHDi 100 S&S E6
km/l 12,81 (l/100km 7,80) - adblue% 18,96
km/h 48,6 - kg 1.970 - index 484,3 V&T 795
Citroën Jumpy 2.0 HDi 136 Fap E4
km/l 8,79 (l/100km 11,38) - km/h 51,0
kg 2.930 - index 460,1 V&T 714
Dacia Dokker Focaccia pick-up 1.5 dCi 90 Cv E6b
km/l 14,18 (l/100km 7,05) - adblue% --
km/h 47,4 - kg 1.950 - index 509,2 V&T 828
Dacia Dokker Van 1.5 dCi 90 Cv E5
km/l 15,43 (l/100km 6,47) - km/h 52,3
kg 1.960 - index 533,1 V&T 766
Fiat Doblò Cargo 95 EcoJet E6b
km/l 15,30 (l/100km 6,54) - adblue% --
km/h 49,7 kg 2.070 - index 525,1 V&T 810
Fiat Doblò Cargo 1.3 Multijet II 66 kW Euro 5+
km/l 14,47 (l/100km 6,90) - km/h 48,9
kg 2.070 - index 516,1 V&T 794
Fiat Doblò Cargo 1.6 Multijet E5
km/l 12,06 (l/100km 8,29) - km/h 50,56
kg 2.375 - index 496,9 V&T 756
Fiat Doblò Cargo 1.4 T-Jet Cng E5
km/kg 15,8 (kg/100km 6,33) - km/h 38,8
kg 2.400 - index 497,5 V&T 757
Fiat Doblò Cargo XL 2.0 Mjet Power E5
km/l 12,52 (l/100km 7,99) - km/h 49,7
kg 2.500 - index 499,4 V&T 775
Fiat Fiorino Cargo 1.3 Mjet 16v E4
km/l 17,22 (l/100km 5,81) - km/h 49,3
kg 1.870 - index 539,8 V&T 716
Fiat Fiorino Adventure 1.3 Mjet 16v E5
km/l 15,62 (l/100km 6,40) - km/h 51,8
kg 1.780 - index 533,1 V&T 749
Ford Scudo 2-0 Multijet 145 Cv E6e
km/l 11,37 (l/100km 8,49) - adblue% 5,531
km/h - 41,7 - kg 3.100 - index 460,9 V&T 896
Fiat Talento 125 EcoJet E6
km/l 7,54 (l/100km 13,27) - adblue% 2,199
km/h 41,7 - kg 2.900 - index 418,0 V&T 825
Ford Transit M 280 2.2 TDCi E4
km/l 10,56 (l/100km 9,47) - km/h 35,9
kg 2.880 - index 441,2 V&T 709
Ford Transit Connect 1.6 Tdci 115 E5
km/l 12,85 (l/100km 7,78) - km/h 51,4
kg 2.350 - index 507,0 V&T 779
Ford Transit Connect 1.5 Tdci E6d-Temp
km/l 12,18 (l/100km 8,21) - adblue% 10,071
km/h 51,8 - kg 2.240 - index 490,5 V&T 838
Ford Transit Courier 1.5 EcoBlue Active E6d
km/l 14,44 (l/100km 6,93) - adblue% 22,472
km/h 43,1 - kg 1.965 - index 478,8 V&T 879
Ford Transit Courier 1.5 Tdci E5
km/l 14,28 (l/100km 7,00) - km/h 49,7
kg 1.790 - index 516,1 V&T 788
Ford Transit Courier 1.5 Tdci 100 Cv E6d-Temp
km/l 14,60 (l/100km 6,85) - adblue% -
km/h 48,9 - kg 1.800 - index 517,2 V&T 841
Ford Transit Custom 300 2.0 Tdci E6
km/l 10,92 (l/100km 9,15) - adblue% 7,970
km/h 50,6 - kg 3.000 - index 475,7 V&T 823
Ford Transit Custom 310 2.2 TDCi E5
km/l 10,17 (l/100km 9,83) - km/h 48,6
kg 3.100 - index 471,5 V&T 770
Ford Transit Custom 320 2.0 EcoBlue E6d
km/l 10,58 (l/100km 9,45) - adblue% 6,173
km/h 46,4 - kg 3.225 - index 463,7 V&T 882
Ford Transit Custom 2.0 TDCi 130 Cv E6
km/l 10,84 (l/100km 9,22) - km/h 50,5
kg 2.860 - index 475,5 V&T 802
Ford Transit Custom Trail 340 L1H1 E6D-Temp
km/l 10,51 (l/100km 9,51) - adblue% 7,157
km/h 48,2 - kg 3.400 - index 466,1 V&T 855
Hyundai H-1 2.5 CRDi Vgt E4
km/l 9,92 (l/100km 10,08) - km/h 48,9
kg 3.210 - index 469,3 V&T 720
Mercedes-Benz Citan 109 Cdi E5
km/l 14,98 (l/100km 6,67) - km/h 51,4
kg 1.960 - index 526,9 V&T 769
Mercedes-Benz Citan 111 Cdi E6
km/l 13,70 (l/100km 7,29) - km/h 51,8
kg 1.950 - index 516,2 V&T 806
Mercedes-Benz Citan 112 Cdi Long E6D
km/l 12,85 (l/100km 7,78) - adblue% 10
km/h 47,1 - kg 2.020 - index 486,1 V&T 856
Mercedes-Benz Vito 111 Cdi E5b+
km/l 10,76 (l/100km 9,29) - km/h 48,57
kg 2.800 - index 478,2 V&T 790
Mercedes-Benz Vito 113 Cdi E5
km/l 9,52 (l/100km 10,50) - km/h 48,9
kg 2.800 - index 464,5 V&T 763
Mercedes-Benz Vito 114 Cdi Long E6
km/l 10,92 (l/100km 9,15) - adblue% 3,188
km/h 48,9 kg 2.800 - index 477,4 V&T 809
Mercedes-Benz Vito 114 Cdi Long E6d-Temp
km/l 10,44 (l/100km 9,58) - adblue% 12,183
km/h 46,4 kg 2.800 - index 454,8 V&T 846
Mercedes-Benz Vito 114 Cdi Long E6e
km/l 13,82 (l/100km 7,24) - adblue% 21,371
km/h 46,7 kg 2.800 - index 483,3 V&T 885
Mercedes-Benz Vito 115 Cdi City E4
km/l 9,34 (l/100km 10,71) - km/h 29,6
kg 2.800 - index 407,8 V&T 724
Mercedes-Benz Vito 116 Cdi Long E6d-temp
km/l 10,76 (l/100km 9,29) - adblue% 16,230
km/h 52,3 - kg 2.800 - index 467,5 V&T 853
Nissan Interstar dCi 120 E4
km/l 8,37 (l/100km 11,95) - km/h 47,4
kg 3.290 - index 446,3 V&T 717
Nissan Nv 200 1.5 dCi E4
km/l 12,55 (l/100km 7,94) - km/h 49,7
kg 2.015 - index 500,2 V&T 735
Nissan Nv 250 L1 95 Cv E6d-Temp
km/l 15,14 (l/100km 6,60) - adblue% 6,627
km/h 47,8 – kg 1.980 – index 512,9 V&T 845
Nissan Nv 300 dCi 120 E6b
km/l 10,60 (l/100km 9,44) - adblue% 5,155
km/h 47,4 – kg 2.800 – index 467,6 V&T 811
Nissan Primastar 115 Dci E4
km/l 12,00 (l/100km 8,33) - km/h 49,3
kg 2.720 - index 493,2 V&T 711
Opel Vivaro 2.0 Cdti 120 E4
km/l 10,28 (l/100km 9,73) - km/h 50,5
kg 2.770 - index 477,4 V&T 725
Peugeot Bipper 1.4 Hdi 70 Cv E4
km/l 16,63 (l/100km 6,01) - km/h 49,7
kg 1.830 - index 536,3 V&T 727
Peugeot Boxer 333 2.2 HDi 130 E5
km/l 9,76 (l/100km 10,24) - km/h 47,45
kg 3.250 - index 463,8 V&T 787
Peugeot Expert Standard 2.0 BlueHdi 150 Cv E6b
km/l 10,19 (l/100km 9,81) - adblue% 6,937
km/h 51,4 kg 2.730 - index 470,0 V&T 807
Peugeot Partner 1.6 Hdi 90 Cv E4
km/l 12,35 (l/100km 8,09) - km/h 54,1
kg 2.270 - index 508,4 V&T 731
Peugeot Partner 1.6 E-Hdi 90 Cv E5
km/l 12,85 (l/100km 7,78) - km/h 45,7
kg 2.170 - index 492,3 V&T 772
Piaggio Porter EcoPower 1.3 16V Bi-Fuel E4
km/l 7,92 (l/100km 12,62) - km/h 35,7
kg 1.580 - index 409,8 V&T 730
Piaggio Porter Maxxi D120 E5
km/l 11,46 (l/100km 8,73) - km/h 48,6
kg 2.200 - index 485,8 V&T 748
Piaggio Porter NP6 LR HD Top Gpl E6D
km/l 6,94 (l/100km 14,41) - km/h 40,3
kg 2.800 - index 408,9 V&T 862
Renault Express Van 1,5 Blue dCi 95 E6d-Temp
km/l 14,90 (l/100km 6,71) - adblue% 5,797
km/h 44,4 - kg 2.000 - index 502,2 V&T 858
Renault Kangoo Express 1.5 dCi 90 Cv E5
km/l 13,38 (l/100km 7,47) - km/h 50,1
kg 2.260 - index 508,9 V&T 756
Renault Kangoo Express 1.5 dCi 105 Cv E4
km/l 13,71 (l/100km 7,29) - km/h 50,1
kg 2.010 - index 511,9 V&T 726
Renault Kangoo Exp Compact 1.5 dCi 86 E4
km/l 13,60 (l/100km 7,35) - km/h 50,6
kg 1.770 - index 512,2 V&T 736
Renault Kangoo Express New 1.5 dCi 90 Cv E5
km/l 15,46 (l/100km 6,47) - km/h 54,65
kg 1.940 - index 527,5 V&T 774
Renault Kangoo Van 1.5 Blue dCi 95 Cv
km/l 14,06 (l/100km 7,11) - adblue% 9,576
km/h 45 - kg 2.027 - index 492,8 V&T 865
Renault Master T33 Blue dCi 150 E6e
km/l 9,89 (l/100km 10,11) - adblue% 13,474
km/h 47,5 kg 3.300 - index 448,6 V&T 887
Renault Trafic 1.6 dCi 120 Energy E5
km/l 11,83 (l/100km 8,45) - km/h 48,6
kg 2.750 - index 489,7 V&T 782
Renault Trafic Energy dCi 170 Edc E6D-Temp
km/l 10,32 (l/100km 9,69) - adblue% 5,020
km/h 49,7 - kg 2.900 - index 470,0 V&T 844
Toyota Proace 1.6D 115 Cv S&S E6
km/l 10,40 (l/100km 9,61) - adblue% 13,158
km/h 49,3 - kg 2.600 - index 460,0 V&T 803
Volkswagen Caddy 2.0 Tdi BlueMotion E6
km/l 16,88 (l/100km 5,92) - adblue% 6,57
km/h 50,1 - kg 1.970 - index 533,9 V&T 792
Volkswagen Caddy Cargo 2.0 Tdi Scr Dsg E6d
km/l 14,85 (l/100km 6,73) - adblue% 7,225
km/h 57,1 - kg 2.250 - index 533,0 V&T 850
Volkswagen Caddy Maxi 1.6 Tdi E5
km/l 11,59 (l/100km 8,63) - km/h 49,7
kg 2.260 - index 489,9 V&T 750
Volkswagen Transporter T6 2.0 Tdi 4Motion E6
km/l 10,72 (l/100km 9,33) - adblue% 5,214
km/h 50,1 - kg 2.780 - index 475,4 V&T 804
Volkswagen Transporter T7 2.0 Tdi 4motion E6E
km/l 9,98 (l/100km 10,02) - adblue% 6,796
km/h 47,1 - kg 2.800 - index 457,5 V&T 897
Volkswagen Transporter 6.1 2.0 Tdi E6d-Temp
km/l 13,32 (l/100km 7,51) - adblue% 5,181
km/h 47,8 - kg 2.800 - index 497,4 V&T 835
Fiat Ducato 35 2.2 Multijet 3 140 E6e
km/l 12,05 (l/100km 8,30) - adblue%9,379
km/h 44,1 - kg 3.500 - index 470,5 V&T 886
Fiat Ducato 35 2.2 Multijet 3 180 E6d
km/l 9,86 (l/100km 10,14) - adblue% 8,629
km/h 39,54 - kg 3.500 - index 434,2 V&T 861
Fiat Ducato 35 2.3 Multijet 2 140 At9 E6d-temp
km/l 10,40 (l/100km 9,61) - adblue% 8,097
km/h 44,7 - kg 3.500 - index 455,0 V&T 852
Fiat Ducato Multijet 115 E5
km/l 10,80 (l/100km 9,26) - km/h 46,4
kg 3.430 - index 473,1 V&T 753
Fiat Ducato Maxi Multijet2 150 E5
km/l 9,83 (l/100km 10,17) - km/h 48,6
kg 3.460 - index 467,5 V&T 761
Fiat Ducato Multijet 180 E5+
km/l 8,97 (l/100km 11,15) - km/h 47,8
kg 3.500 - index 455,0 V&T 789
Fiat Ducato 140 Natural Power E6
km/kg 8,70 (kg/100km 11,49) - km/h 48,57
kg 3.450 - index 453,5 V&T 797
Ford Transit 140 T350 Awd E4
km/l 7,53 (l/100km 13,28) - km/h 54,2
kg 3.480 - index 449,5 V&T 744
Ford Transit 155 Cv 350 E5+
km/l 8,71 (l/100km 11,47) - km/h 46,0
kg 3.420 - index 447,4 V&T 784
Ford Transit 350 2.0 Tdci EcoBlue Hybrid L3H3 E6d-temp
km/l 12,88 (l/100km 7,76) - adblue% 9,398
km/h 49,7 - kg 3.500 - index 493,6 V&T 842
Ford Transit 350 trail 2.0 Tdci Awd E6d-temp
km/l 7,78 (l/100km 12,86) - adblue% 5,673
km/h 52,72 - kg 3.500 - index 441,5 V&T 849
Iveco Daily 35S21 E5
km/l 8,94 (l/100km 11,19) - km/h 31,31
kg 3.485 - index 409,0 V&T 755
Iveco Daily 35S15 E5
km/l 11,08 (l/100km 9,01) - km/h 41,68
kg 3.510 - index 463,7 V&T 767
Man TgE 3.140 E6b
km/l 9,34 (l/100km 10,70) - adblue% 11,818
km/h 47,8 - kg 3.500 - index 444,5 V&T 839
n Lcv < 3,5 t
n Lcv > 3,5 t
n Distribuzione
n Elettrici
n Pick up
n All terrain
n Cantiere
n Pesanti
L’index performance
tiene conto di
consumo gasolio,
eventuale AdBlue e
media oraria. A indice
maggiore corrisponde
una migliore
prestazione.
66 - 06 2026
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Archivio
Tutte le prove V&T - Camion&LCV
Mercedes-Benz Sprinter 314 Cdi E6c
km/l 9,32 (l/100km 10,73) - adblue% 4,080
km/h 47,8 - kg 3.500 - index 454,3 V&T 832
Mercedes-Benz Sprinter 314 Cdi 4x4
km/l 8,41 (l/100km 11,89) - adblue% 6,956
km/h 45,3 - kg 3.500 - index 432,6 V&T 812
Mercedes-Benz Sprinter 316 Cdi Long Ta Tp E6c
km/l 8,57 (l/100km 11,66) - adblue% 3,336
km/h 46,7 - kg 3.500 - index 442,9 V&T 821
Mercedes-Benz Sprinter 315 Cdi E4
km/l 8,19 (l/100km 12,21) - km/h 45,7
kg 3.520 - index 439,7 V&T 710
Mercedes-Benz Sprinter 316 Cdi E5
km/l 8,70 (l/100km 11,49) - km/h 47,8
kg 3.520 - index 451,5 V&T 743
Mercedes-Benz Sprinter 316 Ngt E4
km/kg 10,85 (kg/100km 9,22) - km/h 35,9
kg 3.480 - index 444,2 V&T 732
Mercedes-Benz Sprinter 319 Cdi E6
km/l 8,38 (l/100km 11,93) - adblue% 2,852
km/h 47,1 - kg 3.500 - index 441,9 V&T 776
Nissan Nv 400 F35.13 E5
km/l 8,71 (l/100km 11,48) - km/h 50,15
kg 3.450 - index 457,1 V&T 758
Renault Mascott 150.35 DXi E4
km/l 6,61 (l/100km 15,13) - km/h 48,9
kg 3.470 - index 424,0 V&T 719
Renault Master dCi 165 Energy E5b+
km/l 8,40 (l/100km 11,89) - km/h 47,81
kg 3.470 - index 447,8 V&T 791
Renault Master dCi 180 Energy L3H2 E6d-Temp
km/l 9,90 (l/100km 10,10) - adblue% 4,817
km/h 47,1 - kg 3.500 - index 458,9 V&T 840
Renault Master R3500 150 dCi E5
km/l 7,68 (l/100km 13,01) - km/h 45,7
kg 3.500 - index 432,9 V&T 740
Volkswagen Crafter 35 2.0 BiTdi L3 H3 E6
km/l 9,65 (l/100km 10,36) - adblue% 10,329
km/h 51,8 kg 3.500 - index 459,6 V&T 813
Volkswagen Crafter 35 2.0 BiTdi 4Motion E6
km/l 6,94 (l/100km 14,40) - adblue% 9,459
km/h 48,2 kg 3.500 - index 412,5 V&T 822
Volkswagen Crafter 35 2.0 Tdi L3 H3 140 E6e
km/l 9,80 (l/100km 10,20) - adblue% 11,439
km/h 45,7 kg 3.500 - index 446,0 V&T 891
Daf Lf 45.210 E5
km/l 6,35 (l/100km 15,75) - adblue% 4,341
km/h 63,4 - kg 12.055 - index 440,1 V&T 738
Man TgL 8.180 C E6
km/l 6,38 (l/100km 15,68) - adblue% 1,305
km/h 65,7 - kg 7.470 - index 450,1 V&T 776
Man TgL 12.220 Eev
km/l 5,59 (l/100km 17,90) - adblue% 0,000
km/h 64,4 kg 12.020 - index 435,6 V&T 740
Man TgM 18.290 BL Lx Eev
km/l 5,00 (l/100km 20,00) - adblue% 0,000
km/h 61,6 kg 18.035 - index 418,9 V&T 745
Mitsubishi Fuso Canter 7C18 E4
km/l 6,72 (l/100km 14,88) - adblue% 0,000
km/h 60,9 - kg 7.740 - index 449,8 V&T 718
Renault Midlum 220.11,5 Dxi EL E5
km/l 5,45 (l/100km 16,92) - adblue% 4,997
km/h 63,6 - kg 11.920 - index 421,2 V&T 722
Renault Midlum 220.12 Dxi Optitronic E5
km/l 5,33 (l/100km 18,76) - adblue% 2,337
km/h 61,9 - kg 12.155 - index 421,4 V&T 744
Scania P 230 Cp 16 L E5
km/l 4,69 (l/100km 21,33) - adblue% 0,000
km/h 61,6 - kg 17.700 - index 413,8 V&T 747
Volvo FE 320 L3H1 E5
km/l 3,99 (l/100km 25,05) - adblue% 4,496
km/h 59,9 - kg 26.690 - index 381,6 V&T 725
Volvo FL 210
km/l 5,62 (l/100km 17,79) - adblue% 5,285
km/h 68,4 - kg 11.940 - index 432,0 V&T 786
Volvo FL 240 L E4
km/l 5,45 (l/100km 18,35) - adblue% 4,997
km/h 63,6 - kg 11.920 - index 421,2 V&T 719
Fiat E-Doblò Maxi
km/kwh 4,06 (kwh/100 24,63) - km/h 42,8
kg 2.300 - index 363,1 V&T 868
Fiat E-Ducato L4H2 110 kWh
km/kwh 2,67 (kwh/100 37,37) - km/h 37,4
kg 3.500 - index 320,2 V&T 890
Fiat eDucato Mh2 79 kWh
km/kwh 2,37 (kwh/100 42,10) - km/h 38,0
kg 3.500 - index 308,4 V&T 859
Fiat E-Scudo 75 kWh
km/kwh 3,39 (kwh/100 29,48) - km/h 38,3
kg 3.015 - index 337,8 V&T 871
Fiat E-Scudo 75 kWH LFP
km/kwh 3,04 (kwh/100 32,90) - km/h 32,3
kg 3.020 - index 314,8 V&T 881
Ford E-Transit Courier Titanium 43,6 kWh
km/kwh 4,45 (kwh/100 22,48) - km/h 38
kg 2.250 - index 360,6 V&T 900
Ford E-Transit Custom 320 L1H1 64 kwh
km/kwh 3,83 (kwh/100 26,10) - km/h 40,9
kg 3.225 - index 353,8 V&T 894
Ford E-Transit 350 L3H2 68 kWh
km/kwh 2,96 (kwh/100 33,73) - km/h 35,1
kg 3.500 - index 319,5 V&T 864
Kia Pv5 Cargo Pro Long Range 71,2 kWh
km/kwh 3,75 (kwh/100 26,68) - km/h 40
kg 2.650 - index 350 V&T 898
Mercedes-Benz eCitan Long
km/kwh 4,30 (kwh/100 23,26) - km/h 35,8
kg 2.230 - index 352,2 V&T 875
Mercedes-Benz eSprinter 312 Ta 47 kWh
km/kwh 2,31 (kwh/100 43,34) - km/h 40,4
kg 3.500 - index 310,8 V&T 860
Mercedes-Benz eSprinter 420 Pro Tp 113 kWh
km/kwh 2,61 (kwh/100 38,35) - km/h 38,3
kg 4.250 - index 316,4 V&T 889
Mercedes-Benz eVito Long
km/kwh 2,53 (kwh/100 39,47) - km/h 32,6
kg 3.200 - index 301,4 V&T 848
Mercedes-Benz eVito Long 60 kWh
km/kwh 3,72 (kwh/100 26,85) - km/h 42,8
kg 3.200 - index 355,2 V&T 870
Nissan e-Nv200
km/kwh 3,62 (kwh/100 27,63) - km/h 38,9
kg 2.200 - index 344,5 V&T 786
Nissan Townstar Ev L1 Tekna
km/kwh 4,93 (kwh/100 20,29) - km/h 39,6
kg 2.200 - index 373,8 V&T 872
Peugeot Partner Full Electric
km/kwh 4,52 (kwh/100 22,09) - km/h 48,6
kg 2.160 - index 385,2 V&T 785
Renault Kangoo Express Z.E. Zev
km/kwh 4,41 (kwh/100 22,68) - km/h 42,9
kg 2.100 - index 370,9 V&T 760
Renault Kangoo Express Z.E. 33
km/kwh 4,58 (kwh/100 21,81) - km/h 39,6
kg 2.130 - index 367,2 V&T 847
Renault Kangoo Van E-Tech Electric L1 45 kWh
km/kwh 3,40 (kwh/100 29,40) - km/h 37,2
kg 2.230 - index 335,4 V&T 869
Renault Master Z.E. 33 L2H2
km/kwh 3,37 (kwh/100 29,63) - km/h 43,8
kg 3.100 - index 348,8 V&T 834
Renault Master E-Tech T35 87 kwh
km/kwh 3,32 (kwh/100 30,08) - km/h 62,0
kg 3.500 - index 339,5 V&T 893
Saic Motor Maxus eDeliver 3
km/kwh 3,23 (kwh/100 30,95) - km/h 40,9
kg 2.460 - index 339,0 V&T 857
Saic Motor Maxus eDeliver 9 L3H2
km/kwh 3,65 (kwh/100 27,39) - km/h 37,6
kg 3.500 - index 342,3 V&T 873
Volkswagen e-Crafter 35 L3H3
km/kwh 3,06 (kwh/100 32,71) - km/h 41,3
kg 3.500 - index 335,3 V&T 830
Volkswagen ID.Buzz Cargo
km/kwh 3,25 (kwh/100 30,76) - km/h 39,2
kg 3.000 - index 336,0 V&T 867
Fiat Fullback 2.4d 4Wd E5b
km/l 6,74 (l/100 14,84) - km/h 49,5
kg 2.910 - index 427,4 V&T 805
Ford Ranger 2.0 Tdci 170 Cv Wolftrak doppia cabina E6d
km/l 7,24 (l/100 13,80) - adblue% 17,347
km/h 56,0 kg 3.270 - index 419,2 V&T 866
Ford Ranger 3.0 V6 EcoBlue Platinum doppia cabina E6d
km/l 7,47 (l/100 13,38) - adblue% 17,895
km/h 53,2 kg 3.300 - index 417,1 V&T 877
Ford Ranger Phev Stormtrak doppia cabina E6e
km/l 11,62 (l/100 8,60) - km/kWh 3,1
km/h 51,9 kg 3.500 - index 495,8 V&T 895
Ford Ranger Raptor E6C
km/l 6,42 (l/100 15,57) - adblue% 13,575
km/h 45,8 kg 3.150 - index 390,4 V&T 837
Ford Ranger Super Cab 2.2 TDCi E5B
km/l 7,57 (l/100 13,20) - km/h 51,3
kg 3.300 - index 443,9 V&T 801
Isuzu D-Max 1.9d Solar Supernova E6b
km/l 7,33 (l/100 13,63) - adblue% -
km/h 51,3 kg 3.000 - index 440,4 V&T 818
Mercedes-Benz X 250d 4Matic E6b
km/l 7,35 (l/100 13,60) - adblue% 3,623
km/h 58,3 kg 3.250 - index 449,5 V&T 817
Mercedes-Benz X 350d 4Matic E6b
km/l 6,48 (l/100 15,42) - adblue% 10,046
km/h 60,8 kg 3.250 - index 427,3 V&T 829
Nissan Navara Np300 2.3 dCi 4WD E5
km/l 7,93 (l/100 12,60) - km/h 45,3
kg 2.960 - index 435,4 V&T 798
Renault Alaskan 2.3 dCi 160 E6b
km/l 7,67 (l/100 13,04) - adblue% 4,320
km/h 60,0 - kg 3.050 - index 456,5 V&T 827
Tata Xenon 2.2 Vtt Dicor Dle 4x4 E5
km/l 9,53 (l/100 10,49) - km/h 58,3
kg 2.950 - index 485,7 V&T 768
Volkswagen Amarok V6
km/l 7,68 (l/100 13,01) - adblue% 18,40
km/h 55,3 kg 2.920 - index 454,0 V&T 808
Bremach T-Rex 60 E4
km/l 6,42 (l/100 km 15,56) - adblue% 0,000
km/h 41,2 - kg 6.000 - index 403,3 V&T 734
Mercedes-Benz Unimog U 20 E5
km/l 3,79 (l/100 km 26,37) - adblue% 6,521
km/h 36,2 - kg 9.160 - index 326,5 V&T 756
Renault Midlum 300.16 Dxi Offroad E5
km/l 3,72 (l/100 km 26,84) - adblue% 5,577
km/h 40,3 - kg 15.800 - index 336,3 V&T 757
Astra Hd8 84.44 E5
km/l 1,88 (l/100 km 53,12) - adblue% 4,654
km/h 38,3 - kg 39.840 - index 271,3 V&T 729
Mercedes-Benz Actros 4148 K E5
km/l 1,69 (l/100 km 59,17) - adblue% 4,148
km/h 38,8 - kg 40.540 - index 265,2 V&T 717
Renault Trucks Kerax 500.40 E5
km/l 2,03 (l/100 km 49,26) - adblue% 3,931
km/h 43,2 - kg 40.200 - index 290,0 V&T 727e
Renault Trucks Kerax 500.40 Optidriver E5
km/l 2,11 (l/100 km 47,39) - adblue% 3,083
km/h 38,3 - kg 40.240 - index 288,2 V&T 727e
Renault Trucks Kerax 520.40 E5
km/l 2,11 (l/100 km 47,39) - adblue% 4,223
km/h 40,3 - kg 40.020 - index 287,6 V&T 749
Renault Trucks Premium Lander 410 Dxi E5
km/l 2,18 (l/100 km 45,87) - adblue% 4,833
km/h 41,9 - kg 27.430 - index 290,4 V&T 728
Scania P420 Cb 8x4 Ehz E5
km/l 2,65 (l/100 km 37,77) - adblue% 7,453
km/h 37,0 - kg 39.790 - index 289,7 V&T 735
n Lcv < 3,5 t
n Lcv > 3,5 t
n Distribuzione
n Elettrici
n Pick up
n All terrain
n Cantiere
n Pesanti
L’index performance
tiene conto di
consumo gasolio,
eventuale AdBlue e
media oraria. A indice
maggiore corrisponde
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Daf Cf 440 Space Cab Pcc E6
km/l 3,57 (l/100km 28,00) - adblue% 2,974
km/h 70,7 - kg 43.860 - index 390,0 V&T 794
Daf Cf 85.460 E5
km/l 3,00 (l/100km 33,33) - adblue% 4,166
km/h 68,2 - kg 43.740 - index 364,3 V&T 716
Daf Xf 440 Space Cab Pcc E6
km/l 3,53 (l/100km 28,32) - adblue% 4,589
km/h 70,7 - kg 43.810 - index 383,9 V&T 803
Daf Xf 480 Space Cab Pcc E6
km/l 3,80 (l/100km 26,32) - adblue% 5,019
km/h 69,4 - kg 43.800 - index 389 V&T 826
Daf Xf 105.460 Space Cab E5
km/l 3,19 (l/100km 31,55) - adblue% 3,250
km/h 64,9 - kg 43.800 - index 369,2 V&T 704
Daf Xf 105.460 Space Cab E6
km/l 3,37 (l/100km 29,71) - adblue% 2,938
km/h 71,4 - kg 43.830 - index 385,0 V&T 780
Daf Xf 105.460 Ate Space Cab Eev
km/l 3,30 (l/100km 30,29) - adblue% 5,178
km/h 69,4 - kg 44.060 - index 372,8 V&T 764
Daf XG+ 480 FT E6
km/l 4,30 (l/100km 23,25) - adblue% 2,554
km/h 69,1 - kg 43.750 - index 409,0 V&T 861
Iveco EcoStralis As 440S46T/P E5 Eev
km/l 3,49 (l/100km 28,65) - adblue% 4,494
km/h 69,2 - kg 43.500 - index 380,9 V&T 752
Iveco Stralis As 440S56T/P E5
km/l 3,00 (l/100km 33,38) - adblue% 4,490
km/h 69,9 - kg 43.940 - index 365,4 V&T 723
Iveco Stralis Hi-Way As 440S48T/P E6
km/l 3,58 (l/100km 27,94) - adblue% 8,633
km/h 68,5 - kg 43.800 - index 369,3 V&T 770
Iveco Stralis Hi-Way As 440S48T/P Fep E6
km/l 3,59 (l/100km 27,87) - adblue% 7,371
km/h 72,6- kg 43.800- index 379,4 V&T 788
Iveco Stralis Np Hi-Way As440S46 T/P Lng E6
km/kg 4,21 (kg/100 23,76) - adblue% 0,000
km/h 69,1 - kg 43.800 - index 413,1 V&T 821
Iveco Stralis Xp Hi-Way As 440S48T/P E6
km/l 3,85 (l/100km 25,94) - adblue% 7,073
km/h 70,5 - kg 43.750- index 385,8 V&T 813
Iveco S-Way AS440S48 T/P E6 D
km/l 4,06 (l/100km 24,61) - adblue% 7,123
km/h 69,6 - kg 43.700- index 390,7 V&T 843
Iveco S-Way AS440S46 T/P Lng E6 D
km/kg 4,43 (kg/100km 22,57) - adblue% 0,0
km/h 70,3 - kg 43.580 - index 420,3 V&T 845
Man TgX 18.440 XLX Eev
km/l 3,03 (l/100km 33,01) - adblue% 3,773
km/h 67,9 - kg 43.660 - index 366,3 V&T 758
Man TgX 18.480 XXL Eev
km/l 3,34 (l/100km 29,85) - adblue% 4,922
km/h 69,4 - kg 43.520 - index 375,3 V&T 748
Man TgX 18.480 XXL E6
km/l 3,34 (l/100km 29,87) - adblue% 3,217
km/h 73,2 - kg 43.400 - index 385,9 V&T 778
Man TgX 18.500 XXL E6c
km/l 4,02 (l/100km 24,82) - adblue% 4,901
km/h 70,5 - kg 43.870 - index 397,5 V&T 827
Man TgX 18.500 XLX EL 3 E6c
km/l 3,66 (l/100km 27,33) - adblue% 4,017
km/h 71,2 - kg 43.800 - index 390,3 V&T 811
Man TgX 18.510 GM E6d
km/l 4,42 (l/100km 22,68) - adblue% 5,978
km/h 73,6 - kg 43.470 - index 409,3 V&T 857
Man TgX 18.520 GX E6e
km/l 4,17 (l/100km 23,99) - adblue% 6,945
km/h 56,8 - kg 43.600 - index 374,8 V&T 876
Man TgX 18.680 XXL E5
km/l 2,93 (l/100km 34,13) - adblue% 3,042
km/h 72,7 - kg 43.775 - index 371,7 V&T 721
Man TGX 520 Powerline E6e
km/l 4,28 (l/100km 23,35) - adblue% 10,2
km/h 69,6 - kg 43.700 - index 387,9 V&T 891
Mercedes-Benz Actros 1845 Ls StreamSp E6
km/l 3,86 (l/100km 25,90) - adblue% 3,130
km/h 69,0 - kg 44.360 - index 395,5 V&T 775
Mercedes-Benz Nuovo Actros 1845 LS PPC E6d
km/l 3,98 (l/100km25,10) - adblue% 4,561
km/h 71,7 - kg 43.000 - index 398,7 V&T 836
Mercedes Actros 1848 Ls Ms E5
km/l 3,28 (l/100km 30,49) - adblue% 5,537
km/h 67,6 - kg 44.000 - index 368,5 V&T 709
Mercedes Actros 1848 Ls Ms Mp3 E5
km/l 3,18 (l/100km 31,46) - adblue% 5,278
Km/h 72,0 - kg 43.800 - index 371,7 V&T 730
Mercedes Actros 1851 Ls Ms E5
km/l 3,16 (l/100km 31,65) - adblue% 4,533
km/h 68,8 - kg 43.700 - index 369,4 V&T 707
Mercedes Actros 1851 Ls GigaSpace E6
km/l 3,39 (l/100km 29,52) - adblue% 2,400
km/h 70,2 - kg 43.700 - index 386,6 V&T 771
Mercedes Actros 1853 Ls Ppc GigaSpace E6
km/l 3,48 (l/100km 28,73) - adblue% 4,273
km/h 72,8 - kg 43.700 - index 386,2 V&T 800
Mercedes Actros 1855 Ls Ms Mp3 E5
km/l 3,31 (l/100km 30,17) - adblue% 5,229
km/h 73,0 - kg 43.760 - index 377,7 V&T 736
Renault Magnum 460 Dxi E5
km/l 3,06 (l/100km 32,68) - adblue% 2,000
km/h 66,1 - kg 43.780 - index 370,8 V&T 706
Renault Magnum 500 Dxi E5
km/l 2,95 (l/100km 33,90) - adblue% 3,566
km/h 72,5 - kg 44.260 - index 370,3 V&T 718
Renault Magnum 500 Dxi Ex New E5
km/l 2,94 (l/100km 34,01) - adblue% 3,814
km/h 71,3 - kg 44.680 - index 367,5 V&T 724
Renault Magnum 520 Dxi Ex New E5
km/l 3,00 (l/100km 33,35) - adblue% 5,029
km/h 68,3 - kg 43.680 - index 361,5 V&T 737
Renault Magnum 520.18T Dxi Optiroll Eev
km/l 3,20 (l/100km 31,15) - adblue% 5,142
km/h 68,5 - kg 43.820 - index 368,8 V&T 759
Renault Premium Route 450 Dxi E5
km/l 3,29 (l/100km 30,40) - adblue% 4,941
km/h 66,9 - kg 43.960 - index 369,8 V&T 708
Renault Premium Strada 460.19 T Dxi Opt E5
km/l 3,24 (l/100km 30,86) - adblue% 4,184
km/h 69,9 - kg 43.320 - index 374,8 V&T 739
Renault Premium Strada 460.18 T Dxi Optiroll E5
km/l 3,39 (l/100km 29,48) - adblue% 4,567
km/h 68,6 - kg 43.660 - index 376,6 V&T 751
Renault T 440 Sleeper Cab E6
km/l 3,65 (l/100km 27,39) - adblue% 6,499
km/h 72,6 - kg 43.490 - index 384,2 V&T 795
Renault T 440 Sleeper Cab E6
km/l 3,61 (l/100km 27,67) - adblue% 6,165
km/h 67,6 - kg 43.850 - index 377,2 V&T 820
Renault T 460 Sleeper Cab E6
km/l 3,65 (l/100km 27,36) - adblue% 8,182
km/h 74,5 - kg 43.920 - index 381,4 V&T 783
Renault Trucks T 480 High Sleeper Cab E6
km/l 3,89 (l/100km 25,70) - adblue% 8,152
km/h 70,3 - kg 43.800 - index 383,4 V&T 847
Renault T 480 High Sleeper Cab E6
km/l 3,80 (l/100km 26,31) - adblue% 7,431
km/h 70,9 - kg 43.900 - index 383,8 V&T 835
Renault T 480 Turbocompound E6
km/l 4,25 (l/100km 23,51) - adblue% 4,853
km/h 70,0 - kg 43.850 - index 402,9 V&T 867
Renault T 520 High Maxispace E6
km/l 3,56 (l/100km 28,08) - adblue% 9,233
km/h 70,5 - kg 43.850 - index 369,2 V&T 815
Renault T 520 High Sleeper Cab E6
km/l 3,76 (l/100km 26,53) - adblue% 8,593
km/h 76,2 - kg 43.680 - index 385,9 V&T 790
Scania 540 S Active Prediction E6 D
km/l 3,72 (l/100km 26,88) - adblue% 8,315
km/h 70,73 - kg 43.900 - index 378,0 V&T 852
Scania G410 Active Prediction E6
km/l 3,49 (l/100km 28,59) - adblue% 5,280
km/h 71,0 - kg 43.800 - index 381,1 V&T 777
Scania G410 Cg20n Ap E6
km/l 3,84 (l/100km 26,01) - adblue% 9,400
km/h 71,9 - kg 43.800 - index 380,0 V&T 825
Scania G480 Highline Ecolution E5
km/l 3,58 (l/100km 27,91) - adblue% 4,889
km/h 67,3 - kg 43.660 - index 379,8 V&T 767
Scania R440 La Mna Cr 19 Topline E5
km/l 3,24 (l/100km 30,88) - adblue% 0,000
km/h 69,3 - kg 44.040 - index 387,1 V&T 732
Scania R450 Active Prediction E6
km/l 4,03 (l/100km 24,75) - adblue% 8,469
km/h 69,6 - kg 43.700 - index 386,1 V&T 812
Scania R450 Topline Active Prediction E6
km/l 3,48 (l/100km 28,74) - adblue% 7,843
km/h 73,9 - kg 43.850 - index 375,7 V&T 792
Scania R480 La Mna Highline E4
km/l 2,87 (l/100km 34,84) - adblue% 0,000
km/h 65,3 - kg 44.160 - index 370,0 V&T 705
Scania R480 La Mna Highline E5
km/l 3,05 (l/100km 32,81) - adblue% 0,000
km/h 69,0 - kg 44.120 - index 380,9 V&T 726
Scania R480 La Mna Topline Ap E6
km/l 3,31 (l/100km 30,22) - adblue% 3,042
km/h 67,7 - kg 43.900 - index 377,7 V&T 765
Scania R490 La Mna Topline Ap E6
km/l 3,39 (l/100km 29,52) - adblue% 4,986
km/h 72,6 - kg 43.580 - index 380,6 V&T 781
Scania R500 Active Prediction E6
km/l 3,89 (l/100km 25,69) - adblue% 9,285
km/h 69,6 - kg 43.750 - index 378,9 V&T 819
Scania R500 La Mna Highline E5
km/l 3,21 (l/100km 31,15) - adblue% 4,937
km/h 66,7 - kg 43.760 - index 366,9 V&T 710
Scania R520 Topline Active Prediction E6
km/l 3,14 (l/100km 31,83) - adblue% 3,040
km/h 73,9 - kg 44.080 - index 380,5 V&T 787
Scania R560 La Mna Topline E5
km/l 3,21 (l/100km 31,15) - adblue% 6,142
km/h 67,1 - kg 44.420 - index 363,3 V&T 720
Scania R560 La Mna Highline Ap E5
km/l 3,36 (l/100km 29,76) - adblue% 5,075
km/h 69,7 - kg 43.380 - index 375,5 V&T 763
Scania R580 Topline Active Prediction E6
km/l 3,14 (l/100km 31,86) - adblue% 3,881
km/h 71,6 - kg 43.750 - index 374,7 V&T 779
Scania R590 Active Prediction E6
km/l 3,66 (l/100km 27,31) - adblue% 8,671
km/h 70,96 - kg 43.800 - index 375,3 V&T 858
Scania R730 La Mna Highline E5
km/l 2,94 (l/100km 34,06) - adblue% 5,261
km/h 69,0 - kg 43.360 - index 359,2 V&T 741
Scania R730 Topline Active Prediction E6
km/l 3,25 (l/100km 30,80) - adblue% 4,554
km/h 73,9 - kg 43.680 - index 379,1 V&T 785
Scania S 500 Active prediction E6
km/l 3,88 (l/100km 25,77) - adblue% 6,907
km/h 69,4 - kg 43.800 - index 385,7 V&T 817
Scania S 650 Active prediction E6
km/l 3,48 (l/100km 28,73) - adblue% 8,512
km/h 74,6 - kg 43.700 - index 374,2 V&T 839
Scania S 730 Active Prediction E6
km/l 3,44 (l/100km 29,10) - adblue% 6,213
km/h 68,7 - kg 43.500 - index 373,0 V&T 808
Scania S 770 Active Prediction Euro VI E
km/l 3,16 (l/100km 31,64) - adblue% 12,174
km/h 72,6 - kg 43.900 - index 344,6 V&T 856
Scania Super 500 S Active Prediction Euro VI D
km/l 3,95 (l/100km 25,34) - adblue% 9,038
km/h 72,1 - kg 43.800 - index 385,0 V&T 863
Volvo Fh 460 Globetrotter I-See E6
km/l 3,39 (l/100km 29,52) - adblue% 7,709
km/h 70,0 - kg 43.420 - index 368,9 V&T 806
Volvo Fh 460 Aero I-Save Globetrotter
km/l 4,16 (l/100km 24,04) - adblue% 4,8
km/h 66,61 - kg 43.580 - index 393,6 V&T 888
Volvo Fh 500 Globetrotter XL E5
km/l 3,31 (l/100km 30,18) - adblue% 4,745
km/h 66,3 - kg 43.780 - index 370,3 V&T 754
Volvo Fh 540 Globetrotter XL Dual Clutch E6
km/l 3,23 (l/100km 30,94) - adblue% 8,601
km/h 74,62 - kg 43.440 - index 364,6 V&T 791
Volvo Fh 16-660 Globetrotter XL E4
km/l 2,85 (l/100km 35,09) - adblue% 3,079
km/h 68,8 - kg 44.060 - index 363,6 V&T 712
Volvo Fh 16-700 Globetrotter XL E5
km/l 2,93 (l/100km 34,14) - adblue% 5,521
km/h 67,7 - kg 43.580 - index 356,2 V&T 742
n Lcv < 3,5 t
n Lcv > 3,5 t
n Distribuzione
n Elettrici
n Pick up
n All terrain
n Cantiere
n Pesanti
L’index performance
tiene conto di
consumo gasolio,
eventuale AdBlue e
media oraria. A indice
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